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Ai primi dell͛Ottocento si afferma in campo europeo il romanzo storico, introdotto dallo scozzese Walter Scott *. Esso si
proponeva di offrire un quadro di una determinata epoca del passato, illustrandolo sia nei grandi avvenimenti politici e
militari che nei loro effetti nel campo della vita privata. Al centro della narrazione non vi erano più quindi gli
avvenimenti e i personaggi storici, bensì personaggi non reali ed oscuri, attraverso i quali si riproducevano le condizioni
di vita quotidiana. Il grande successo di questo genere di romanzo è spiegabile attraverso l͛interesse per il passato del
periodo romantico (senso della storia in opposizione al razionalismo illuministico e ricerca nella storia di radici
dell͛identità di un popolo di una nazione). Inoltre il romanzo storico veniva incontro al gusto dell͛esotico proprio di quel
tempo, fornendo al pubblico lettore un mezzo di fuga verso un mondo diverso.

* I suoi romanzi, riguardanti la storia scozzese, sono caratterizzati da una grande forza realistica, per questo a Scott si fa
risalire la nascita del romanzo realistico ( a ). Tuttavia per molti aspetti presentano ancora caratteristiche di
consumo.

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A partire dal 1830 si sviluppa un͛altra forma di romanzo che rappresenta vicende e costumi contemporanei. Le sue
caratteristiche:
 Stile tragico, per raccontare la vita quotidiana di persone non socialmente elevate.
ÿ onnessione tra individuo e ambiente storico-sociale. Nasce la necessità di contestualizzare la personalità e i
comportamenti di un individuo in un ambiente politico e sociale ben determinato. Senza questo ͞background͟
non è possibile capire appieno il personaggio. Sebbene quest͛idea fosse già presente precedentemente in Scott
e poi in Manzoni, Stendhal e Balzac fanno un passo in avanti: trattano il presente come storia. osì il presente è
visto nella sua essenza più profonda, il che permette di comprendere appieno qualsiasi fatto raccontato.
£ •appresentazione totale della società, e di tutti i meccanismi che ne muovono i vari livelli.
  Tipicità ed individualità del personaggio. Il personaggio di questo tipo di romanzo, sebbene rappresenti le
caratteristiche di un determinato tipo sociale, mantiene la propria individualità, unica ed inconfondibile.
· riticismo. Analizzando così a fondo la realtà sociale, vengono portate alla luce, in modo critico, le tendenze di
fondo.
Î Narratore onnisciente esterno. Tale narratore fornisce al lettore tutte le informazioni e le spiegazioni
necessarie, descrivendo a fondo gli avvenimenti, gli ambienti, gli oggetti, i personaggi, la coscienza e i pensi eri
di essi. Inoltre, li critica, traendone massime di carattere generale, rivolgendosi, talvolta, direttamente al
lettore.

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In Italia, in età romantica, il romanzo ebbe grosse difficoltà a diffondersi. I tradizionalisti e i classicisti, lo disprezzavano e
non lo reputavano neanche degno di far parte della letteratura vera e propria: per loro esso era adatto ai non letterati.
Pregiudizi retorici: Esso si discostava completamente dai generi narrativi tradizionali.
Pregiudizi moralistici: Esso era ͞pericoloso͟, moralmente parlando, per la rappresentazione troppo viva della realtà
vissuta.
Tali pregiudizi derivavano dall͛arretratezza culturale italiana, conseguenza di un͛arretratezza generale. Questo è
dimostrabile col fatto che nel resto dell͛Europa il romanzo era diventato l͛espressione letteraria dei gusti e degli
interessi della borghesia, prossima futura classe dominante, mentre in Italia, dove mancava questa base sociale (la
borghesia), esso si sviluppò solo in seguito. Seguito che arrivò con la formazione della borghesia. L͛avanguardia
intellettuale di tale borghesia era il •omanticismo lombardo, i cui obbiettivi erano un rinnovamento letterario, civile ed
economico. Ma la chiave del successo del romanzo è solo una: Manzoni. Egli, riuscì ad impossessarsi della tecnica
romanzesca, dimostrandosi convinto del fatto che il romanzo abbia dignità pari a tutti gli altri generi e che sia necessario
introdurlo in Italia per operare una profonda opera di svecchiamento.

 
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In Italia si afferma prevalentemente il romanzo storico, a partire dal 1827 con un gran numero di prodotti. La
produzione romanzesca non fa altro che dare libero sfogo ad un lungo periodo di gestazione. Il pubblico era cambiato,
non più letterati ma persone comuni, i cui gusti venivano completamente soddisfatti dal romanzo. Il romanzo con una
serie di espedienti incatenava l͛attenzione del nuovo pubblico, il quale si immedesimava nei personaggi, provando
emozioni sempre diverse (paure, amori, tristezze ecc), traevano nozioni storiche e soprattutto potevano leggere una
prosa comprensibile. Nei decenni successivi, data la vasta richiesta, essi divennero sempre più un prodotto di consumo,
arricchendosi quindi di quelle caratteristiche proprie della letteratura di consumo riscontrando, come diremmo oggi, un
successo di ͞massa͟.