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La grande crisi e il New Deal

UNA NUOVA CRISI GENERALE: LE CAUSE


Una crisi economica di enorme portata
Dopo la grande depressione del 1873-96, il mondo dellindustria conobbe una nuova crisi senza precedenti. I fattori principali dello sviluppo economico (produzione, prezzi, investimenti e occupazione) crollarono definitivamente nel 1938. La crisi port ad un periodo di forte instabilit che si risolver almeno in parte solo con la seconda guerra mondiale.

Il gioved nero: le cause congiunturali della crisi


La crisi esplose il gioved 24 ottobre 1929 con il crollo della Borsa di New York (Wall Street). Nei precedenti 10 anni leconomia americana conobbe uno sviluppo incredibile: la produzione crebbe del 78% e il reddito medio pro capite del 29%. La speculazione raggiunse livelli incredibili, ogni giorno milioni di titoli venivano scambiati da milioni di giocatori che ricercavano il rialzo dei prezzi. Questo per diede il via ad un nuovo pericoloso gioco: lacquisto delle azioni a credito. Il piccolo risparmiatore chiedeva un prestito per poter comprare delle azioni, di cui doveva depositarne il 30-50%: o Se andava bene: il risparmiatore rivendeva ad un prezzo pi alto le azioni, coprendo le spese del prestito; o Se andava male: il creditore (a sua volta debitore verso le banche) vendeva le azioni del risparmiatore.

Nella seconda possibilit questo portava ad un circolo vizioso, quello che fece crollare la Borsa di Wall Street. La Banca centrale americana (per risolvere la situazione) aument il tasso dinteresse nei rapporti con le altre banche, scoraggiando la richiesta di ingenti prestiti a fini speculativi. Durante lestate cos la Borsa conobbe un periodo di leggera ripresa, ma da met ottobre al 24 il crollo fu vertiginoso, oltre 12 milioni di azioni furono vendute al ribasso. La crisi fu generale. Un altro fenomeno importante fu la disoccupazione. Se prima questa riguardava meno dell1% della popolazione, ora, con il crollo dei prezzi, i fallimenti ed i licenziamenti raggiunsero cifre record: alla fine del 1935 riguardava pi del 25% della popolazione.

Le cause strutturali: la tendenza alla stagnazione


La causa strutturale del grande crollo fu la sovrapproduzione latente crescente durante lespansione economica. A determinare tale sovrapproduzione furono gli ingenti investimenti degli oligopoli, la notevole innovazione tecnologica e lapplicazione del fordismo. Le conseguenze furono: Aumento della produttivit e diminuzione della fatica; Soppressione della professionalit operaia in favore del lavoro delle macchine, pi rapido e redditizio.

Tale trasformazione della produzione industriale dipese anche dalle forte domande provenienti dal mercato estero (Europa).

Mercato internazionale e mercato interno


Ma gi dal 1925 il mercato estero and diminuendo la domanda, ci a causa dellindipendentizzazione economica di Europa e Giappone. Venne a costituirsi un sistema policentrico che port ad un processo di sovrapproduzione leconomia americana. Il mercato non riusciva a smaltire la grande quantit di merci prodotte. Anche il mercato interno cre dei problemi. Al fine di concedere un maggior potere dacquisto alla popolazione si diffusero agevolazioni creditizie. Questo port ad un sostentamento della macchina produttiva al di sopra delle sue reali capacit di assorbimento del mercato. Il crollo della Borsa colp cos non solo le banche ma anche i piccoli risparmiatori, con una conseguente restrizione del mercato interno, e un peggioramento dellulteriore. La crisi di sovrapproduzione si dilat dallAmerica allEuropa e allAsia, con le stesse modalit. Circolo vizioso della crisi: riduzione produzione -> aumento licenziamenti -> riduzione mercato interno. Nel 1931 il sistema produttivo era al collasso e i disoccupati erano 13 milioni.

UNA NUOVA CRISI GENERALE: GLI EFFETTI


La reazione del sistema economico
La risposta alla crisi fu contrarre la produzione e sostenere i prezzi, che port al crollo della produzione industriale, specialmente di quei settori pi esposti alla concorrenza estera, e ad una crescita abnorme della disoccupazione. Questazione fu possibile in seno allesperienza della vecchia crisi di sovrapproduzione, in seguito alla quale i prezzi non erano pi strettamente collegati dal rapporto domanda/offerta, ma stabiliti a tavolino dai trust. Tali scelte si riversarono sui ceti meno abbienti. Da qui il circolo vizioso sopra detto.

La scelta protezionistica e la segmentazione del mercato mondiale


Lunica via rimasta agli stati fu il protezionismo: alzando le barriere doganali si garantiva un mercato interno discreto per soddisfare lofferta delle industrie nazionali. Il commercio mondiale si ridusse di un quarto nel giro di pochi anni. Mentre la Francia sub le conseguenze in un secondo momento (date le sue ricche riserve aurifere), Inghilterra e Germania furono travolte in pieno: Inghilterra: la sterlina croll. Germania: dato che i piani di salvataggio Dawes (24) e Young (28) avevano ridato il via alleconomia tedesca ma lavevano posta in dipendenza rispetto ai capitali esteri, principalmente americani, cos la crisi che colp la Borsa di Wall Street si ripercosse interamente sulleconomia tedesca, rincarando la dose gi amara inferta dal croll del marco del 1923.

Mercati nazionali protetti e politica espansionistica


Il commercio venne sottoposto al controllo dello stato, che ne fissava le regole e i limiti. Politica monetaria: La crisi colp il sistema economico alla base, la base aurea, che port a deprimere il commercio internazionale. Latto formale che decret la fine del gold standard exchange fu la decisione del governo inglese di svalutare la sterlina (1931) e dichiarandone linconvertibilit in oro. Anche i prodotti europei videro una necessaria svalutazione al fine di restare competitivi. Ma fu proprio questo a causare la paralisi del commercio internazionale. Politica: Tutto ci favor uno stretto intreccio fra politica ed economia, infatti la difesa e l'allargamento del mercato interno si tradussero in una politica di potenza che mirava ad unespansione del mercato interno attraverso due vie: o Paesi sottosviluppati: che ormai si facevano sempre meno. o Paesi confinanti: che portava a gravi rischi di stabilit e di guerra -> seconda guerra mondiale.

ROOSVELT E IL NEW DEAL


Il programma di Roosvelt: dal libero mercato allintervento dello stato nelleconomia
A causa della politica protezionista perseguita la crisi negli Stati Uniti si aggrav nel biennio 1930-31, e diminu il consenso nei confronti del Partito repubblicano al governo. Nel 32 fu eletto Franklin Delano Roosvelt per la novit del suo progetto (risanamento della societ). Il suo progetto, completamente diverso dai provvedimenti finora attuati, si basava su 2 principi: Necessit di sostenere il mercato e non i prezzi, attraverso un programma volto a favorire il miglioramento dei redditi e la diminuzione della disoccupazione, al fine di far ripartire il mercato interno che avrebbe fatto ripartire la produzione; Controllo del sistema bancario e della imprese, al fine di impedire il ripetersi delle speculazioni.

Lavvio di questo progetto segno linizio del New Deal, Nuovo Corso, che segn unepoca della storia americana. Lintervento dello stato nelleconomia segn un netto cambiamento per una societ fondata sul liberismo economico. Lo stato, promotore della domanda, diventava cos il centro del sistema economico, affiancandosi ai grandi banchieri e agli imprenditori che avevano sorretto il grande sviluppo delleconomia attraverso i trust e le grandi corporation.

Il sostegno della domanda interna


Era necessario risollevare il potere dacquisto delle grandi masse popolari e creare pi posti di lavoro, al fine di rendere pi vivace la domanda interna che avrebbe potuto stimolare liniziativa privata e favorire la ripresa economica. La nuova politica americana seguiva le teorie dell'economista Keynes, secondo cui le crisi di sovrapproduzione sono parte integrante del capitalismo perch la domanda e l'offerta non sempre stanno fra loro in equilibrio ottimale. Cos per assorbire il surplus bisogna sostenere la domanda globale e questo nuovo sistema necessiter poi di un'autorit esterna che lo regoli. Il riordino del sistema finanziario e la riduzione della disoccupazione Dopo alcuni mesi di governo Roosevelt inizi il suo programma: Rafforz la Federal Reserve Bank (con l'Emergence Banking Act) e sottopose la Borsa, le grandi Banche e le holding a severi controlli cos da evitare quei fenomeni speculativi che avevano originato la crisi. Fu anche introdotta la garanzia del governo federale sui piccoli depositi, che non rischiarono pi la dissoluzione per il fallimento delle banche. Limit la concorrenza fra le industrie, con un apposito ente federale, e in agricoltura confin e programm le aree da coltivare per evitare una sovrapproduzione, concedendo nel mentre sussidi agli agricoltori. Cre inoltre organismi come il Work Progress Administration per aprire cantieri di lavori pubblici, cos da assorbire la disoccupazione. Le basi dello stato sociale americano Chiaramente i grandi monopoli erano contrari alla politica di Roosevelt e organizzarono alcune proteste; la stessa Corte suprema dichiar incostituzionali i piani di intervento sull'industria e l'agricoltura. Nonostante ci il presidente americano continu con il suo programma a favore delle classi popolari: riconobbe il pieno diritto sindacale ai lavoratori, con il Social Security Act furono protetti i lavoratori con assicurazioni per la vecchiaia e sussidi secondo un sistema misto di finanziamento (parte con prelievi sui salari e parte con il concorso pubblico). Nel '36 Roosevelt fu rieletto, ma la disoccupazione fu riassorbita del tutto solo quando gli Usa avviarono una politica di riarmo data dalla minaccia di una guerra europea.