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Il periodo del comunismo di guerra

Lo scoppio della guerra civile e la vittoria bolscevica. Gli anni '20 furono un periodo molto duro per l'Unione Sovietica, vi furono tensioni e la trasformazione da Repubblica dei Soviet a dittatura guidata da Stalin. Sin dall'inizio i bolscevichi dovettero infatti scontrarsi con problemi interni ed esterni che sfociarono nella guerra civile dove alla fine prevalsero: Internamente: la situazione era costantemente turbata da rivolte; erano contro il governo i grandi proprietari terrieri, i Kulaki, i democratici ecc. Esternamente: gli alleati di un tempo, spaventati dalla possibilit dell'esportazione della rivoluzione, intendevano vendicarsi contro la Russia per la sua uscita precoce dalla guerra; fu cos che appoggiarono le forze controrivoluzionarie (che, principalmente, volevano la restituzione del potere agli Zar) finanziandole e portando in aiuto loro truppe.

Truppe di vari stati stranieri entrarono in Russia allo scopo di far cadere il governo sovietico; scoppi cos la guerra civile (1918-1921). Come primo atto i bolscevichi fecero fucilare la famiglia reale, dopodich sbaragliarono una ad una le Armate bianche. L'ultima battaglia fu quella con la Polonia, che aveva cercato di conquistare l'Ucraina e che si era infine trovata costretta a firmare il trattato di Riga. Il cordone sanitario e la nascita del Komintern Per prevenire la diffusione del socialismo in Europa, i governi occidentali appoggiarono quelli anticomunisti confinanti con l'Unione Sovietica, formando il Cordone sanitario, contro il contagio bolscevico. Le vicende russe avevano infatti dato il via a tentativi rivoluzionari per tutto il continente (il Biennio Rosso), durante i quali il movimento operaio si era mobilitato per seguire il modello russo. Il fatto che il governo sovietico si pose a sua volta come modello di questi, port al contrasto tra la necessit di guidare le rivolte, da una parte, e difendere la patria dall'altra (problema che attanagli sempre la politica sovietica). La rivoluzione d'occidente per fall; nonostante la chiarezza che i paesi occidentali non fossero ancora pronti per una rivoluzione, venne fondato il Komintern (Terza Internazionale), per poter organizzare negli anni le spinte rivoluzionarie. Nel mentre, in Russia si delineavano quei caratteri che divennero permanenti con Stalin e che mostravano una netta virata verso il Totalitarismo: Accentramento del potere nelle mani del leader del partito comunista, che col tempo divenne l'unico e fin per essere tutt'uno con lo stato. Soffocamento di ogni voce di dissenso, compresi i sindacati; questo fatto inizialmente era giustificato dalla necessit di respingere le forze nemiche interne ed esterne, in seguito divenne consuetudine.

I primi passi del governo:accentramento del potere e questione agraria Vi fu inoltre una grave incomprensione sulla questione agraria. I bolscevichi, per assicurare gli approvvigionamenti in quel periodo di grave carestia, misero in atto dei drastici provvedimenti, requisendo integralmente tutti i prodotti che venivano prodotti dai contadini. Con queste azioni (Comunismo di guerra), si volevano colpire i contadini ricchi, ma finirono per schiacciare quelli stessi contadini che avevano rappresentato la base (insieme agli operai) della rivoluzione. Tutto ci port ad una sempre maggiore contrapposizione tra citt e campagna e divaricazione tra contadini e operai; costoro si allontanarono sempre pi dalle posizioni del governo, mettendo cos in pericolo le basi stesse della rivoluzione. Si diffuse quindi un grande malcontento che vide il suo pi grave episodio nell'insurrezione dei marinai della guarnigione Kronstadt, nel '21. Fine del comunismo di guerra e nascita dell'Urss Nel 1921 il regime comunista trov stabilit interna, che prima di tutto si tradusse con l'abbandono dell'economia di guerra; la classe dirigente bolscevica introdusse la Nep, in cui sarebbero dovuti coesistere i principi del socialismo e la crescita di libere forze economiche. Nel '22 fu poi definito l'assetto istituzionale dello stato: federazione Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS); all'interno dello stato federale formalmente tutte le repubbliche avevano gli stessi diritti della Russia. Negli anni seguenti l'URSS si riprese economicamente e ottenne i primi riconoscimenti diplomatici, stava quindi diventando un punto di riferimento per la rivoluzione mondiale. Lenin inoltre proponeva la nascita della Terza internazionale (il partito internazionale dell'insurrezione), la quale avrebbe dovuto avere: Lo spirito intransigente e rigoroso della prima internazionale. Il senso dell'organizzazione della seconda. Rifiutando per da questa il parlamentarismo e l'inclinazione al compromesso.

La Terza internazionale e la nascita dei partiti comunisti All'interno della Terza internazionale si definirono due correnti: Una con sede ad Amsterdam, seguace del sindacalismo rivoluzionario e della concezione di democrazia popolare. L'altra con sede a Berlino, fedele alle posizioni di Lenin e Trockij.

Riusc a prevalere questa linea: Lenin in un opuscolo ( L'estremismo, malattia infantile del comunismo) sosteneva la necessit di abbandonare il sindacalismo rivoluzionario, cercare una pi matura organizzazione e aderire ai sindacati maggioritari (anche se di estrema destra). Al congresso di Mosca vennero poi stabilite le 21 condizioni per aderire all'Internazionale: i partiti dovevano conformarsi al modello bolscevico, quindi optare per il centralismo democratico scegliendo una struttura interna rigida e gerarchica, inoltre il partito doveva orientarsi alla prospettiva rivoluzionaria, solidale con l'Unione Sovietica, e espellere le correnti rivoluzionarie. Ecco che in Francia (1920), Italia (1921) e Germania a causa di varie scissioni fra i socialisti nacquero i nuovi partiti comunisti, quelli cio che avevano accettato, fra i vecchi socialisti, le condizioni per entrare nell'Internazionale.

L'Internazionale era un'organizzazione molto vasta, ma divisa al suo interno. C'era infatti chi sperava in una rivoluzione in tempi brevi (questione accantonata durante i congressi) e criticava la Nep; la dirigenza reag in maniera netta e intransigente nei loro confronti. Accumulazione o pianificazione: i contrasti sulla Nep Nel 1921 prese via la Nep che introdusse una debole economia di mercato (i contadini potevano vendere i loro prodotti, pagando un'imposta), torn in circolo la moneta unica e fu ripristinata parzialmente la propriet privata; infatti le piccole aziende con meno di 20 operai erano a conduzione privata, le restanti (medie e grandi) erano invece controllate dallo stato. Il massimo teorico della Nep, Bucharin, era convinto che si sarebbe potuto avviare un processo industriale solo dopo il rafforzamento dell'economia agricola (con il motto contadini arricchitevi), grazie alla quale sarebbe aumentata la domanda industriale avviando cos un circolo virtuoso. La Nep infatti riusc a risanare

le finanze russe e a rimediare all'inflazione. Gli oppositori, capeggiati da Lev Trockij, sostenevano invece un programma di pianificazione economica fortemente centralizzata con il ridimensionamento dell'agricoltura. L'ascesa di Stalin e la ridefinizione degli equilibri nel partito. Stalin si avvicin da giovane al marxismo e, dopo la divisione fra menscevichi e bolscevichi, parteggi per questi ultimi. In seguito gli venne affidata la direzione della Pravda, l'organo di stampa bolscevico, durante la guerra civile mostr di possedere doti organizzative e dopo il 1922 venne nominato segretario generale del comitato centrale. Stalin era ai vertici del partito dopo la morte di Lenin, cos furono ridefiniti gli equilibri all'interno del partito stesso: prima di tutto per ci che riguarda il dibattito teorico, in secondo luogo ci fu una lotta personale per il potere e infine fu inaugurata, dallo stesso Stalin, la tradizione di eliminare fisicamente i propri avversari. I contendenti al potere erano: Stalin, ricopriva la carica di segretario generale del comitato centrale del partito. Era convinto che il socialismo si potesse creare in un solo paese grazie alle risorse del movimento operaio mondiale. Trockij, il quale aveva un grande prestigio per aver guidato l'Armata rossa, credeva invece nella validit della rivoluzione internazionale. Costui si trov per in minoranza perch Stalin si alle con Bucharin.

Cos il potere and a Stalin, Zinov'ev e Kamenev, con cui per il momento si abbandon il programma di pianificazione economica alternativo alla Nep. Stalin padrone incontrastato dello stato sovietico. L'idea di una rivoluzione mondiale si affievol presto (sia in Europa che in Asia) e in Russia la lotta fra Stalin e Trockij era arrivata ad un punto cruciale: Kamenev e Zinov'ev si allearono con Trockij, e Stalin li accus di avventurismo poich credevano ancora nella rivoluzione mondiale. Trockij fu esiliato nel '29 e fino alla morte (nel '37, commissionata da Stalin) denunci la degenerazione del sistema socialista. Stalin rimase il padrone incontrastato del partito e del paese.

Il primo piano quinquennale. Stalin doveva affrontare il problema dell'industrializzazione, infatti la Nep era in crisi e fu varato il primo piano quinquennale (1928-32) caratterizzato dall'industrializzazione forzata e gestita dallo stato. Per realizzare tale piano era necessario prendere dalle campagne tutte le risorse (i kulaki, proprietari terrieri, vennero espropriati dei loro beni e successivamente deportati o uccisi) e controllare la produzione tramite la creazione di cooperative statali: Kolchoz, in cui la terra e i prodotti erano collettivi, ma i contadini avevano un piccolo lotto privato. Sovchoz, in cui la terra era unicamente dello stato.

La produzione industriale triplic grazie alla militarizzazione del lavoro, e il '28 costitu l'anno della svolta in cui fu segnato il destino della societ sovietica. L'assoluto centralismo della pianificazione infatti port presto inefficienze, clientelismi, sprechi. Scheda La pianificazione economica socialista