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Il Realismo

Il romanzo viene sentito come il genere letterario pi adatto alla trattazione dei temi sociali che rispecchiano la
realt di quel tempo, denunciandone le ingiustizie, storture. Il romanzo ha una grande diffusione, viene
prediletto alle forme letterarie, e di conseguenza aumenta il numero dei lettori e vogliono una letteratura pi
semplice, immediata e diretta: il romanzo di stampo realistico, romanzo da appendice (proposto a puntate)
come romanzi polizieschi (storie di detective), romanzi sentimentali e la narrativa per l'infanzia basata sulla
fantasia.
Il realismo abbraccia essenzialmente due accezioni, da un lato s'intende in un senso pi ampio e si riferisce a
tutti quei fenomeni artistici in cui presente una marcata tendenza a rappresentare la realt in modo
oggettivo (senso trasversale) rispetto al periodo storico. Da un altro lato il Realismo e' visto come una corrente
artistica letteraria in Francia e si diffusasi dalla seconda met dell'Ottocento. Nell'esposizione del 1855 al
Salon parigino, Courbet espone quadri che descrivono gli aspetti pi naturali e concreti della vita
contemporanea. Nel 1857 viene pubblicata la celebre opera di Champfleury "Le Realisme" nel quale l'autore
sostiene che la narrativa francese si debba svecchiare e rivolgere l'attenzione alla vita contemporanea, ovvero
allo studio degli aspetti pi sociali e quotidiani. La vera espressione della poetica realista e' incarnata
nell'opera di Flaubert "Madame Bovary" (1857), dove vengono espressi appieno i tratti del realismo che
chiude la prima stagione post-romantica per preparare la seconda. L'autore si propone di descrivere in
maniera oggettiva e impersonale uno spaccato di vita provinciale attraverso un narratore oggettivo,
impersonale, e distaccato. Il narratore secondo Flaubert, deve essere come uno scienziato che analizza la
realt senza alcun coinvolgimento lirico ed emotivo, senza cedere al sentimentalismo, rimanendo impassibile:
l'autore non si deve far scorgere mentre il narratore interviene solo per descrivere. In questo romanzo viene
usata la tecnica del discorso indiretto libero. Il precursore di tale corrente letteraria e' Stendhal con l'opera "Il
rosso e il nero", anche se il suo ' un Realismo intriso di romanticismo, patriottismo, di un notevole amore per
la figura di Napoleone, dove i motori della storia sono l'ambizione, la ricerca della gloria e della fortuna,
l'amore e la ribellione del protagonista nei confronti della societ. Con Balzac e il progetto della Comedie
humaine (89 romanzi), finiscono le disillusioni: Honore' de Balzac esprime la realt rappresentando in
particolare modo il mondo borghese con le sue svariate Specie umane, dove gli uomini sono visti nei loro
rapporti sociali, con la ricerca del benessere basato essenzialmente sul denaro, vero motore della societ,
dove il piano sentimentale viene messo da parte sempre per il denaro. In Balzac ' presente il determinismo
ambientale per cui l'ambiente come il sesso, l'educazione, le condizioni economiche determinano le
caratteristiche dell'individuo all'interno del romanzo sociale. Dall'evoluzione del Realismo deriva il Naturalismo
che porta all'estremo le caratteristiche del Realismo, di cui fungono da esempio Zola e Maupassant. In Italia il
Realismo si evolve in Verismo caratterizzato da localit chiuse per il contesto sociale dove si collocano. In
Russia con Gogol', Turgenev, Tolstoj, e Dostoevskij si sviluppa un realismo "analitico" concentrato nella
rappresentazione dell'individuo. In Inghilterra invece con Jane Austen, George Eliot e Dickens il realismo si
sofferma sui cambiamenti sociali (classe borghese, l'avvento dell'industrializzazione, le condizioni umane) e sui
conflitti nelle relazioni umane.
Realismo - borghesia. Fase realista (1830-40) con Stendhal e Balzac
L'autore pretende di estendere il metodo scientifico anche all'arte, indagando con grande distacco tipico dello
scienziato in cui opera il saggio sperimentale Zola' romanziere contemporaneo ' un osservatore e
sperimentatore. Credere che l'ambiente plasmi l'individuo.
Naturalismo - ceto popolare, classe operaia. Fase naturalista (1860-1880) con Maupassant e Zola.Es. Germinal:
realt dei minatori
-principio di impersonalit ancora pi marcato
-il naturalista si ritiene uno scienziato che si basa sul l'osservazione della realt, non fa altro che rappresentarla
riproducendola nel romanzo anche nei suoi aspetti pi nudi e crudi, dolorosi. Romanzi di denuncia sociale ci
che deve essere cambiato.
Avvio al Verismo 1870
Dopo l'unificazione italiana non era nata una nazione unica, bens una realt completamente diversa. Il contesto
che vive l'Italia ' uno tra i pi arretrati sia economicamente che socialmente, una situazione regionalistica
dove si apre il divario tra un Sud incentrato sull'agricoltura e un Nord industrializzato.

Reazioni di stampo artistico-culturale al Romanticismo: Scapigliatura, Carducci, e Verga.


La Scapigliatura
La cultura italiano del 1870 si presenta come la reazione di stampo italiano detto "il Secondo
romanticismo" (definito da Benedetto Croce) inteso in senso dispregiativo, che assume i tratti di una letteratura
lirica di tipo sentimentale e languida, che consiste in una estremizzazione della poetica romantica del primo
Romanticismo incarnato da Leopardi. Tra i suoi esponenti ritroviamo Giovanni Prati, Grossi, e Leardi, i quali
avrebbero ripreso l'espressione del sentimento per renderla languida, melensa, con solo e sari e niente
sostanza, qualcosa di blando e pedante. Al centro di questa corrente si affronta il tema dell'io in conflitto con la
societ, ridotto a un pretesto per un isolamento fittizio, dove i drammi appaiono pi descrittivi che realmente
vissuti, stucchevoli, privi di sostanza e superficiali. Gli appartenenti alla Scapigliatura vengono soprannominati
"Eredi decaduti del primo romanticismo" , giudizio negativo, dato per l'incomprensione.
Questo movimento ' tipicamente lombardo e piemontese, sviluppatosi tra il 1860 e il 1880 che raggruppa sia
poeti che musicisti (artisti) che si identificano in una posizione di avversione, opposizione nei confronti del
Romanticismo e dei grandi autori del primo Romanticismo come Manzoni con il suo moralismo e la sua
educazione cattolica. Il titolo della corrente Scapigliatura deriva dal titolo di un romanzo di Cletto Arrighi
(Carlo Righetti): " La Scapigliatura e il 6 febbraio". L'aggettivo scapigliato indica "arruffato, relativo al
disordine" abituato ad una vita sregolata, propriamente la traduzione del bohmien francese, artista
vagabondo che vive senza principi morali. Il romanzo di Arrighi s'incentra sulla storia di sette giovani che
danno vita ad un gruppo "Compagnia brusca", una sorta di setta a sfondo patriottico che si prefiggeva due
obiettivi, il primo era di organizzare una rivolta lombarda contro gli austriaci e il secondo era di vivere una vita
sregolata. ' un testo emblematico (significativo) da cui emerge la necessit o meglio l'esigenza di attuare
rinnovamenti culturali con l'apertura all'avanguardia europea. L'importanza letteraria ' irrilevante. Gli
scapigliati appartengono alla borghesia, ma si ribellano agli ideali borghesi ovvero all'idea di uno stato
unitario. Essi rappresentano lo sbandamento della cultura italiana, l'incertezza, il deragliamento, l'indecisione,
l'ambiguit dia nel senso politico tra l'unit e gli ideali risorgimentali e romantici. Gli scapigliati apprezzano
molto il romanzo naturalista e con la visione della realt a 360* con tematiche che mai avrebbero avuto accesso
nella letteratura come il tema del brutto, del deforme, anormale e demoniaco.
Il Verismo
I presupposti teorici si riallacciano al naturalismo francese. Solitamente si stabilisce la data dell'avvio della
corrente verista al 1866, anno della scrittura del saggio "La filosofia positiva" dello storico Villari e il metodo
storico che segna l'inizio ufficiale. Sulla scia di questo saggio vengono pubblicati alcuni scritti teorici che
contengono gli elementi cardine del verismo italiano di Luigi Capuana, amico e contemporaneo di Verga; il
quale aveva ripreso e tradotto in italiano con alcune correzioni della teoria naturalista, con correzioni
riguardanti il canone dell'impersonalit. Tra le sue affermazioni pi importanti afferma che l'arte verista debba
ridurre a materia d'arte la materia italiana, il contesto italiano, ritraendolo dal vero, riproducendolo per ci che
veramente e'. Il romanzo verista deve creare storie e personaggi in cui si senta la vita morale, sentimentale ed
affettiva dei ceti pi bassi nella sua verit: la ricerca del vero di eredit manzoniana, la verit cruda e nuda
della realt, divenendo un potente strumento di osservazione della realt in grado di restituire il meccanismo
delle passioni nel loro sorgere e tramontare, rinunciando al tempo stesso ad ogni forma di giudizio.
Accanto ad egli c' Verga che concretizza queste idee, esprimendole in arte, in particolare la novella parte di
"Vite dei campi" (raccolta di novelle) , "L'amante di Gramigna", preceduta da una lettera che rappresenta la
prefazione in cui Verga esprime alcuni concetti che rappresentano il manifesto dell'arte verista: il canone
dell'impersonalit dell'opera d'arte, ovvero che il romanzo deve sembrare essersi fatto da se' senza che la
mano dell'artista venga colta. In modo tale che il processo debba rimanere misterioso. Il romanzo ' l'impronta
del reale, senza punto di contatto con il suo autore.
Verga si rivolge a Farina.
Bisogna fotografe la realt, esprimendola nuda e schietta, la vera protagonista del romanzo, espressa con
scrupolo scientifico, realt interiore analizzata con obiettivo, scrupolo scientifico.
La fotografia ' soggettiva e non oggettiva, perch si sceglie l'obiettivo quella realt da fotografare, e non
esiste un pieno oggettivismo (adesione sincera e totale all'oggetto della narrazione).
Alle radici del Verismo c' la realt italiana post unit, particolare con tutte le sue problematiche. Vi la presa
di coscienza per cui il risorgimento appare come una rivoluzione mancata, che non ha portato agli obiettivi

prefissati, anzi ha portato forti squilibri tra il Nord e il Sud (brigantaggio) . Tutte determinazioni un riflesso nel
romanzo, una situazione tipica a seconda delle regioni: ambientazione agricola, cittadina, il problema del
proletariato urbano, la questione sociale, l'ambientazione propria. Il romanzo deve essere una "ricostruzione
intellettuale", che deve registrare i dati materiali, la mentalit e la psicologia, di fatto Verga prima di descrivere
le realt nei suoi romanzi la fotografa, studia gli usi, i costumi locali, recupera le raccolte di proverbi,
ricostruisce abitudini e mentalit, adottando l'artificio della regressione (Baldi), ovvero l'arretrare dalla propria
visione intellettuale del mondo, per assumere per calarsi nell'ottica, nel sistema di valori e modi esprimersi
della comunit popolare protagoniste delle sue vicende.
La poetica verghiana si basa sui canoni dell'oggettivit e dell'impersonalit, eredi del Naturalismo
Originalit nel canone dell'impersonalit (il rifiuto di lasciar trapelare la riflessione ed il commento dell'autore),
seppur non messo in pratica in modo rigoroso, perch c' sempre la partecipazione dell'autore, connesso alle
vicende narrate, dove si coglie il pathos dell'autore dalla mano. ' presente una consapevolezza ideologica
nuova rispetto al naturalismo francese. Gli autori naturalisti mostrano nei loro romanzi un impegno sociale di
matrice politica, cosa assente nel Verismo, perch l'autore meno preparato da un punto di vista politico e
sociale, mentre cos chiaro, e solido il suo intervento si esaurisce in quello letterario. Zola denuncia le
ingiustizie sociali, le condizioni prive di diritti dei minatori, e crede in un miglioramento. Verga ' conservatore,
nutre sfiducia nei confronti del progresso della scienza, e lo critica poich esclude qualsiasi trasformazione in
positivo nella societ. Se Zola romanziere-scienziato descrive il mondo patologico della metropoli parigina,
Verga si concentra sullo studio dei meccanismi che condizionano le vicende di singoli e di comunit arcaicoculturali, una volta esterne alle nuove ideologie dell'utilitarismo e del profitto, ora si vedono costrette ad
entrare in contatto con esse, rischiando di perdere i propri tratti, i valori originali del mondo rurale, sano. Verga
si concentra sulla dimensione antropologica, esplorando temi sulla famiglia, sulla vita nei piccoli borghi,
depositari di valori tradizionali tematiche che vanno a confluire in un'opera letteraria che cerca di oltrepassare
il puro documento restituendo un quadro antropologico-sociale della vita umana, con sue passioni umane
questa ricerca del vero poetico di Manzoni. Altra funzione del romanzo verghiano e' l'indiretta funzione di
denuncia sociale, indagine indirizzata sulle particolarit regionali e locali, in particolare modo della Sicilia.
Il linguaggio
Nonostante la ricerca del vero della realt, Verga rifiuta l'assunzione diretta del dialetto, plasmando una sintassi
artificiale e originale, che comprende nelle strutture linguistiche le cadenze e i ritmi del dialetto siciliano.
Inoltre la forma, affermer Verga nella prefazione dei Malavoglia, deve essere inerente al soggetto della
narrazione, adottando il linguaggio del personaggio con le sue espressioni, modi di dire, gergo e stereotipi:
per cui non deve essere percepito il distacco tra la voce narrante e quella dei personaggi.
Il narratore
Verga predilige un narratore anonimo corale popolare che sfrutta il discorso indiretto libero, e racconta i fatti
dall'interno di una comunit di cui cond deve la mentalit, i valori, e i modi linguistici, una sorta di
impersonificazione della comunit da cui prender le distanze per denunciare indirettamente le
incomprensioni nei confronti dei suoi protagonisti dello stesso paese. Di fatto la distanza tra il punto di vista
del narratore e della comunit a cui da voce (quello dell'autore), si manifesta per via indiretta dando una
precisa visione ideologica della societ e sul suo sistema di valori, attraverso l'artificio dello straniamento.
Questa tecnica si basa sul far apparire al lettore "strano" ci che ' normale e viceversa ( lat. extraneare,
allontanare). L'apparente giudizio della comunit non ' altro che il pregiudizio che il lettore non condivide, ed
' in questo modo che avverte il distacco tra il punto di vista del narratore e dell'autore, in questo silenzio si
percepisce la posizione dell'autore, la sua critica e la sua vera visione del mondo. La gerarchia dei valori
all'interno dei romanzi verghiani va rovesciata e vista come una gerarchia improntata ai principi economicistici.
Studioso Alberto Asor Rosa
Il carattere di Verga e' la regressione, ovvero il distacco dalle fonti dell'esistenza, processo che si innesca
quando la nostalgia delle proprie radici prevale sulla vita metropolitana, chiusa nelle mura di citt, di provincia,
di regione. La citt diviene un centro della modernit chiuso verso l'esterno, dove tutto orbita al suo interno con
i suoi meccanismi oppressivi basati su contatti domarli, su una cultura artificiale, sul disingannano artificiale,
sulla prevalenza del singolo sull'altro attraverso la spietata concorrenza. Il nucleo della poetica verghiana si
basa sulla distanza che prende l'autore dal soggetto narrato e al tempo stesso la sua immedesimazione che ci
fa comprendere la tragicit dei personaggi delle sue opere.

Le fasi della produzione letteraria


Fase catanese 1856-1865
Da inizio alla letteratura siciliana, ' la fase di formazione dove Verga si avvicina alla cultura scientifica e
positivista, e materialista. Scrive i suoi primi romanzi di stampo storico e patriottico, poich leggeva storie di
stampo romantico risorgimentale. Si ispira ai romanzi francesi e scrive a sedici anni il suo primo romanzo
"Amore e patria" sul contesto della rivoluzione americana, che decide di non pubblicare. Nel 1857 intraprende
gli studi giuridici a Catania, ma presto decide di abbandonarli per dedicarsi alla pubblicazione del romanzo "I
carbonari della montagna" (1861-62) una storia sul l'opposizione della carboneria calabrese a Giacchino
Murat. In seguito decide di dedicarsi alla letteratura e al giornalismo. Nel 1863 pubblica sulla rivista "La nuova
Europa" di Firenze il romanzo "Sulle lagune" ambientato a Venezia, narra la storia amorosa tra una ragazza
italiana e un giovane ungherese, due innamorati che annegano nel Veneto, incapaci di colmare la distanzia
politica con la loro passione amorosa. Dal 1860 al 1864 vive l'esperienza della spedizione garibaldina dei Mille
arruolandosi nella Guardia Nazionale.
Seconda fase 1865-1872
Da Sicilia a Firenze (dove incontra Luigi Capuana), si stabilisce a Firenze centro della cultura italiana e capitale
d'Italia, dove frequenta salotti letterari, e conosce diversi intellettuali del tempo, tra cui il patriota e scrittore
Francesco Dall'Ongaro, esponente del Secondo Romanticismo. Entra in contatto con la letteratura rusticana
che viene rivalutata dalla critica, ' un tipo di letteratura di ambientazione popolare, molto legata alla vita di
campagna, ed ai valori agresti: essa funge da modello per le prove narrative di Verga in questa fase, e scrive
"Una peccatrice" (1866) narra la storia di una passione tragica tra un giovane aspirante scrittore e una
contessa con la tematica della crisi del giovane che cerca di dominare l'infatuazione amorosa e e la sua ricerca
del successo, e "Storia di una capinera"(1871). In particolare quest'ultimo romanzo riscuote un grande
successo, poich grazie anche agli scrittori precedente come Diderot "Storia di una monaca" e la microstoria
della monaca di Monza manzoniana, Verga riprende il tema della monacazione forzata di una fanciulla Maria,
inserita all'interno di un romanzo epistolare dal tono patetico-sentimentale. In "Storia di una capinera" la storia
si sviluppa attorno alla figura di Maria giovane destinata alla vita monastica di Napoli che a seguito del colera si
trasferisce per un certo periodo presso la sua famiglia, dove conosce un giovane di cui si innamora, ma ben
presto ritorna al convento luogo che segna la sua fine, "gabbia della capinera" che tronca le sue illusioni
giovanili e la avvicina alla morte.
Terza fase, la fase milanese 1872-1874
Nel 1872 Verga si trasferisce a Milano, centro culturale ed editoriale d'Italia ed qui che ha inizio la fase
decisiva per la successiva produzione letteraria. Nei salotti e nei caff letterari conosce gli esponenti della
Scapigliatura, quali i fratelli Boito ed Emilio Praga, conosce il Positivismo, ha modo di ampliare la sua cultura
letteraria con i romanzi francesi di Balzac, Flaubert e Zol e con i romanzi russi di Tolstoj, Dostoevskij e
Turgenev. In quegli anni entrano in crisi i valori risorgimentali romantici, e si sviluppano i primi elementi di un
critica sociale anti borghese sempre in chiave moralistica e pessimistica. Conosce il suo futuro editore Treves.
Scrive tre romanzi Eva (1873) romanzo nel quale si affronta il conflitto tra la purezza dell'artista e la
mercificazione dell'arte, Tigre reale (1873-75) e Eros (1874) romanzo incentrato su un eroe della societ
aristocratica incapace di cambiar vita finisce per essere consumato dalle passioni fittizie per cui si uccide Verga
in esso condanna il conformismo borghese, collocati nell'ambito sentimentale-romantico sono segnati dalle
tonalit tragiche, politiche, collegati ad ideali romantici. In Tigre reale il personaggio principale Giorgio La
Ferlita uomo sposato, s'invaghisce di una giovane contessa russa Nata in cura a Firenze, per cui abbandona
tutto. Nata e' una dama passionale, donna fatale ed esotica destinata ad una breve esistenza in solitudine, che
vive una forte gelosia amorosa contrastante, ovvero fatti contrasti, allontanamenti ed avvicinamenti. Eros invece
conclude la fase di questi romanzi sentimentali-romantici, poich il 1874 e' l'anno della conversione verista di
romanzi dall'ambientazione borghese, dove appare la tematica del "Ciclo dei vinti", gi manifesto in Eros in cui
il protagonista si configura come un uomo vinto, sopraffatto.
Quarta fase 1974-1875
Fase dell'avvicinamento progressivo al verismo a Milano. Nel 1874 Verga pubblica la bozza di una novella
"Nedda" definito "bozzetto siciliano" di genere rusticano, di ambiente contadino. Qualcuno ha definito questo
bozzetto come prima opera verista di Verga, ovvero un approdo al Verismo per la prima volta, poich
l'ambientazione e' rusticana, contadina, con al centro le sue problematiche e i suoi personaggi umili. Purtroppo

la critica attuale ha notevolmente ridimensionato il valore della novella, poich l'approdo al Verismo sar
testimoniato dal cambiamento di tecnica narrativa pi che di ambientazione. Nel 1875 Verga pubblica una
lettera rivolta all'editore milanese Treves, nella quale afferma di lavorare ad un progetto in corso "bozzetto
marinaresco" a cui ha dato il titolo di Padron N'toni (prima idea del romanzo "I Malavoglia").
Nedda e' l'infelice storia di una raccoglitrice di olive, la quale rassegnata dal proprio destino di povert e di
stenti, appare il tema del l'esclusione sociale e della logica economica che si traduce nella legge del pi forte. Il
narratore e' esterno e il linguaggio non si oggettiva alla protagonista.
Quinta fase, approdo al Verismo (1877-1878)
Verga viene raggiunto da Capuana e va a Milano per ingaggiare una "battaglia letteraria" ritenuta importante
per la messa in atto di uno svecchiamento o meglio rinnovamento letterario ed aprirsi al Naturalismo francese.
Capuana delinea i capisaldi del nuovo modo di scrivere il romanzo con "Giacinta", dove intende mettere in
pratica la teoria. Il confronto con le idee di Capuana per Verga risulta importante per l'avvicinamento al
Verismo. Nel 1877 esce l'opera di Zol "L'assomoire" ovvero l'ammazzatoio, romanzo che Verga legge e ne
rimane entusiasta, e di fatto sia l'incontro con Capuana che la lettura di questo romanzo, diventano decisive
per l'adozione di tecniche narrative diverse.
La questione meridionale..
Ma il 1877 e' un anno importante anche sotto il profilo sociale, ovvero per la pubblicazione dello studio " La
Sicilia nel 1876", noto come "Inchiesta in Sicilia" dei parlamentari Franchetti e Sonnino: studio che documenta
le piaghe sociale nel Meridione ed insieme agli studi di Villari, questi materiali manifestano la delusione post
unitaria e la crisi degli ideali risorgimentali.
Nel 1878 Verga abbraccia finalmente il Verismo
Nello stesso anno scrive "Fantasticheria" una novella importante, secondo l'interpretazione di Sciascia e' il
primo autentico prodotto dell'avvenuta adesione al Verismo. ' un novella che contiene novit tecniche,
stilistiche che segnano un cambiamento rispetto al passato.
Trama
Una signora nobile, elegante che viaggia in treno in compagnia di Verga, durante il viaggio scorge il paesino di
Aci Trezza ( paese dei pescatori, Malavoglia), ed esprime il desiderio di fermarsi e di sostarvici. Quando scende
si accorge dell'ambiente si annoia, chiedendosi come si possa vivere una vita intera in una tale monotonia,
accontentandosi di una vita del genere semplice, ed immediatamente sente il desiderio di allontanarsene. La
novit di questa novella sta nella contrapposizione dei due punti di vista, ovvero del punto di vista esterno alla
realt urbana di Aci Trezza (la signora): focalizzazione esterna, l'impossibilit di cogliere quel mondo che non
viene compreso e nel quale il personaggio non si vuole calare. A questo punto di vista si contrappone
l'esigenza di una visione interna, per la quale ' necessario calarsi in quella realt, per capirne i valori, e i modi
di vivere: ed ' questa contrapposizione della focalizzazione tradizionale esterna del romanzo ad una
focalizzazione interna, che rappresenta la base della tecnica narrativa del Verismo di Verga, della sua piena
stagione.
Verga inizia a parlare di regredire all'interno di una realt, di calarcisi dentro, spogliandosi della propria
ideologia, dove il narratore deve "spersonalizzarsi" per assumere il punto di vista della realt che vuole capire.
Le tematiche fondamentali sono la religione, la famiglia, e il lavoro, temi approfonditi nei Malavoglia dove i
valori di una civilt contadina, arcaica stanno scomparendo.
L'allontanamento rappresenta la rottura dell'unit della famiglia, in una societ patriarcale che sta
scomparendo e di cui si ha nostalgia o forse solo una societ in evoluzione?
Novit tecnica
Nella lettera del maggio 1878 Verga confessa a Capuana di aver distrutto il bozzetto "Padron N'toni" e di aver
deciso di intraprendere il progetto di un romanzo, "I Malavoglia" e di cui progetta la realizzazione.
Sesta fase della produzione verghiana e ultima 1880-1889
Fase matura del primo Verismo nella quale pubblica due raccolte di novelle "Vita dei campi" (1881) a Milano,
"Novelle rusticane" (1883) dalla struttura centrale economico patriarcale e contadina del piccolo borgo, e i
"Malavoglia" (1881) e infine "Mastro-don Gesualdo" (1889). Altre raccolte di novelle "Per le vie" e
"Vagabondaggio" (1887), tentativo di narrativa veristica, ma di ambientazione cittadina a Milano, dove i
protagonisti sono i miseri, gli emarginati, gli ultimi impegnati nella lotta quotidiana per la vita. In

"Vagabondaggio" la dimensione di questa irrequietudine deriva da uno spregiudicato inseguimento del


proprio interesse o da una disperata rassegnazione al bisogno che impone questo continuo errare.
"Vita dei campi" e' una raccolta che comprende otto novelle, diviene per argomento in due gruppi: nel primo
affronta l'omicidio d'amore, ovvero intesa come una passione divoratrice, causa scatenante attribuita della
tragedia di cui fanno parte i racconti "Cavalleria rusticana", "La pentolaccia", "La lupa", e "Jeli il pastore". Al
secondo gruppo appartengono quattro novelle, di tematica varia e sono: "Fantasticheria", "L'amante di
Gramigna", "La guerra dei santi" (guerra sostenuta fra i devoti di due santi) e "Rosso Malpelo". Le novelle
rusticane hanno un'ambientazione rusticana, contadina, agreste, sono incentrate su un protagonista
caratterizzato da isolamento e marginalit rispetto all'ambiente circostante, nel quale Verga tratta la tematica
della miseria umana totale (esteriore ed interiore) e della roba (ansia del possesso). Queste novelle
rappresentano l'affresco della societ siciliana del 1870, anno nel quale Verga registra il fallimento degli ideali
risorgimentali, basati sul patriottismo eroico, e descrive la lotta dell'uomo impotente nei confronti della
violenza della natura de ella prevalenza del potere religioso, economico e giudiziario. I protagonisti non sono
tanto singoli quanto la massa, a parte Mazzaro'. Questa raccolta rappresenta un autentico laboratorio nel quale
Verga sviluppa il componimento del Mastro-don Gesualdo. Dal punto di vista stilistico e' presente il discorso
indiretto libero con descrizioni spesso grottesche (degli aspetti della vita tragici e drammatici), e con un certo
distacco ironico. A Novelle rusticane appartengono le novelle: "La libert", "La roba", e la composizione di
Mastro-don Gesualdo.
Nel 1894 Verga decide di tornare in Sicilia e di rimanervici fino alla morte, vivendo una fase letteraria
caratterizzata dall'assenza di opere.
Il pessimismo di Verga: determinismo, utilitarismo, luomo senza valori, soccombe
Cultura meridionale
Verga vive il fallimento dell'unit d'Italia ed un intellettuale che comprende la perdita di questo ruolo nella
societ contemporanea, studia a conosce il Positivismo. Verga e' un ateo ed un materialista per cui concepisce
l'esistenza come oggetto del dominio degli egoismi individuali e della logica del profitto economico. Infine
Verga e' determinista, ovvero concepisce l'uomo come essere privo di arbitrio, per cui tutto ci che
caratterizza l'uomo dovuto all'ambiente in cui vive, al periodo storico e all'ereditariet biologica,
caratteristiche che e' plasmano l'individuo, condizionando il suo destino e la sua storia. Inoltre ' presente il
dominio della fatalit, un destino che pesa su tutti e costituisce il limite delle aspirazioni umane. Ed ' questa
visione che comporta un profondo pessimismo di matrice filosofica, un pessimismo che abbraccia la realt
circostante. Pessimismo verghiano: Positivismo (ovvero un pessimismo che affonda le radici nel Positivismo)
come il Pessimismo leopardiano: Illuminismo.
Rinuncia alle proprie radici per stare meglio, perdita dei valori che indebolisce l'uomo e lo fa soccombere
sotto i pi forti. Da questo pessimismo deriva il tema dell'ostrica, che nel momento del distacco muore, e la
stessa cosa accade a coloro che si allontanano dalla roccia, ovvero dai valori famigliari, sani, originali, puri. Le
persone che si distaccano da questi valori dopo essersi avventurati su strade sconosciute sono destinati al
fallimento, alla morte, alla perdita fisica e morale di se stessi. Personaggio principale di tale concezione e' la
figura di N'toni, che rimane escluso al ritorno dal mondo ad Aci Trezza, e non riesce pi ad integrarsi in quella
realt, mentre la famiglia dei Malavoglia si fa carico di preservare i valori dell'onest rispetto alla nuova societ
basata sull'utile.
Il ciclo dei vinti: analisi sincera e lucida della realt e la denuncia del progresso.
Piramide sociale, dal semplice al complesso
Prima di scrivere i "Malavoglia" Verga ipotizza la creazione del cosiddetto "ciclo dei vinti" composto da cinque
romanzi ovvero "I Malavoglia"(villaggio di pescatori, in cui si attua la lotta per i bisogni materiali) "Mastro-don
Gesualdo" (aristocrazia decaduta e borghesia in ascesa in una cittadina provinciale, dove il movente ' l'avidit
di ricchezze), "La duchessa di Leyra"( nobilt, motore e' la vanit aristocratica) "L'amorevole Scipioni"(mondo
della politica, motore ambizione) e "L'uomo di lusso"( mondo degli artisti e degli intellettuali, motore auto
scienza di tutti gli istinti che muovono il mondo sociale). Verga voleva ritrarre ed analizzare la formazione delle
passioni, dei desideri umani nei vari livelli sociali, dimostrando inoltre che uno degli stimoli nella vita sociale e'
il desiderio irrefrenabile di crescere, di migliorare la propria situazione, di uscire dai limiti sociologici, di avere
sempre di pi, allontanandosi dalla classe sociale in cui ' stato posto. Questa ansia sociale di crescere e' in
progressivo aumento, in base al livello sociale.

Bisogna innanzitutto precisare che Verga da un lato non ripudia la visione progressiva della storia della sua
epoca, mentre dall'altro vede il progresso come una macchina mostruosa che stritola e distrugge i deboli, i
vinti, eppure non si rifugia nel recupero nostalgico del passato, bens cerca di mostrare le tragedie individuali,
i drammi e le sconfitte collettive che si nascondono dietro il progresso. I vinti sono i protagonisti di questo
desiderio di crescita, coloro che si affannano durante la loro vita nella ricerca, nella crescita, nel miglioramento
continuo della propria posizione, ascesa anche se il loro destino ' gi segnato dal fallimento. Il percorso dei
vinti se visto da lontano, sembra la conquista verso il progresso, un percorso di crescita positivo, ma se
osservato pi da vicino si capisce che si tratta di un percorso caratterizzato da cadute, e drammi. La vita vista
come una grande fiumana che travolge tutti sulla sponda, tutti coloro che non si accontentano del loro destino
e vengono schiacciati dalle leggi e dalla lotta per la vita della selezione naturale. L'uomo asseconda questo
meccanismo della fiumana e delle sue leggi, con il suo comportamento improntato sull'egoismo e sull'etica
del guadagno seppur dietro ad esso vi siano sopraffazioni, dolori e sofferenze uscendone sconfitti dalla vita.
Questo percorso di romanzi si esaurisce con Mastro-don Gesualdo, perch abbandona la prospettiva ai primi
due romanzi.
Nei Malavoglia il nonno Padron N'toni vende la casa del Nespolo per la famiglia crolla per un debito, Mena e
Alessi cercano di mettere in atto i valori e gli affetti famigliari, comprando la casa del Nespolo.
Definizione di Vinti: coloro che sono stati sconfitti dalla storia, dal progresso, ovvero individui dispersi, le
masse dimenticate, sono i veri protagonisti verghiani.
Commento a Rosso Malpelo
Il questa novella e' presente il pregiudizio del pelo rosso, ovvero del protagonista Rosso Malpelo, che dopo la
morte del padre si cala nel suo ruolo ovvero del minatore. Malpelo non ha che un solo amico, Ranocchio un
ragazzo fisicamente e moralmente fragile, il quale cerca di educare e di fargli comprendere la durezza della vita
con severit e rigore, quasi ogni tanto sfogando il male che gli stessi coetanei e famigliari sfogano sullo stesso
Malpelo. Il narratore in questo racconto e' anonimo corale che descrive il ragazzo da pi persone . Rosso
Malpelo prova un valore affettivo anche per gli attrezzi del padre, figura autorevole nella quale il ragazzo cerca
di calarcisi utilizzando i suoi attrezzi per lui pesanti. La mentalit degli abitanti e' chiusa e circoscritta
nell'utilitarismo, e ci si percepisce dalla regressione e dello straniamento attraverso il giudizio popolare molto
superficiale. Malpelo e' cosciente della propria esclusione, accetta i soprusi, la sua condizione di escluso, ne
prende atto e non si ribella, comprende le regole della vita della natura creandosi una rozza filosofia che gli
permette di comprendere la brutalit del mondo e di capire il motore dell'interesse umano. Rosso si ritiene
superiore agli altri perch in grado di interpretare e spiegare e per questo non reagisce alle angherie e alle
ingiustizie, addossandosi perfino tutte le colpe di cui non ' colpevole. La sua sottomissione e' l'espressione di
un meccanismo duro, una legge dalla quale non pu scappare o mutare, almeno sceglie di vivere in modo
consapevole una vita bestiale dal lavoro insensato e crudele. L'azzurro del cielo nel racconto simboleggia il
desiderio di una vita diversa, un breve sogno. Malpelo e' il portatore dell'ideologia di Verga.
Es. di straniamento: alla morte del padre Malpelo reagisce chiude suoi in se stesso e rinunciando al cibo,
atteggiamento presentato "strano" per confermare la sua natura malvagia.
Malpelo appartiene all'ambiente edile minatori, dunque appartiene al livello pi basso della scala sociale.
La lupa
La lupa e' un personaggio dai tratti mitici, e' una donna di matura et, passionale, aggressiva, magra (magrezza,
simbolo della nobilt), alta e e pallida, una donna senza regole, e' un personaggio al di fuori dell'ambiente in
cui vive. Questa donna viene descritta attraverso le sensazioni dei personaggi, descritta degli abitanti, la sua
figura e' filtrata dal pregiudizio. La lupa e' in grado di vivere i sentimenti in maniera pura, e non accetta le leggi
morali e utilitaristiche. ' un'esclusa, simbolo dell'istinto naturale che lo vive allo stato pura senza cadere nella
volgarit. No i sposa Maricchia per la situazione economica, fine rivolto all'utile, aspetto che ripeschiamo il
paese e inoltre facendolo sposare con sua figlia si assicura il modo per averlo per se. Descrizione del giovane
lirica, seduzione, magnetismo, istintualit fino all'ultimo. La lupa alla fine della novella viene uccisa e
consapevolmente ella va ad affrontare il suo destino, dicendo simbolo della volont/ volutt fino alla morte. ' il
giovane ad uccidere la lupa a causa della sua disperazione, poich non riesce pi a sottrarsi al suo magnetismo.
Il possesso: Maricchia viene privata dalla sua propriet che si prende il marito e dall'uomo. Il popolo sembra
attenersi al codice sociale
La roba: Possesso concreto, tipico della mentalit del contadino, del popolo volta al lutile. La novella sembra
aver e dei tratti fiabeschi quando Verga parla degli enormi possessi di Mazzaro', archetipo dei personaggio.

Trama simile al rapporto di Zeno con la moglie..

Raffinare uno stile letterario capace di riprodurre nel lessico, nella sintassi, e nel ritmo la parlata dei suoi umili
personaggi e dei suoi borghesi arricchiti e timorosi della morte e disperati di perdere la loro roba. Verga
cercava una lingua che fosse fotografia esatta della realt e del suo dolore e gli consentisse di trasferire nel
romanzo, genere duttile elaborato nell'et romantica: "una fantasmagoria della lotta per la vita che assume
tutte le forme, dalla ambizione all'avidit del guadagno e si presta a mille rappresentazioni del gran grottesco
umano; lotta provvidenziale che guida l'umanit , per mezzo e attraverso tutti gli appetiti alti e bassi, alla
conquista della verit. Verga comprende infine che la realt cruda, nuda, silenziosa, indifferente ai sentimenti
umani impossibile da riprodurre con il suo realismo, bens solo con la fotografia, dove l'occhio umano distende
il suo sguardo sul mondo. Per cui sia fotografia che letteratura consistono nella ricerca della comunicazione
icastica, immediata che nella forma breve della novella o in quella istantanea della pellicola fotografica colga e
descriva una condizione determinata storicamente e geograficamente.
Povert, obiettivo privilegiato che stimola nell'osservatore una forte risposta emotiva e una serie di riflessioni
esistenziali sul senso della vita sul dolore.
Verga ' di origini borghesi, viene da una famiglia di agiati proprietari terrieri catanesi.