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Potenza (Italia)

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Potenza (AFI: /poˈtɛnʦa/[4]; Puténze in dialetto potentino, [pu'tenʣə]) è un comune italiano di 67 211 abitanti,[2]
Potenza
capoluogo della provincia omonima e della Basilicata, nonché primo comune della regione per popolazione.[5]
comune

Indice
Geografia fisica
Territorio
Clima
Storia
Antichità e Medioevo
L'età moderna
L'età contemporanea
Simboli
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Architetture religiose intramurali
Architetture religiose extramurali
Architetture civili
Ponti Localizzazione
Siti archeologici Stato Italia
Aree naturali Regione Basilicata
Società
Evoluzione demografica Provincia Potenza
Etnie e minoranze straniere
Amministrazione
Lingue e dialetti
Istituzioni, enti e associazioni Sindaco Dario De Luca (FdI-AN)
Cultura dal 9-6-2014
Biblioteche
Territorio
Scuole e università
Musei
Coordinate 40°38′N 15°48′E
Media Altitudine 819 m s.l.m.
Eventi
Superficie 175,43[1] km²
Geografia antropica
Abitanti 66 286[2] (29 novembre
Urbanistica
Suddivisioni amministrative 2017)

Economia Densità 377,85 ab./km²


Infrastrutture e trasporti Frazioni Barrata, Borgo Giuliano,
Strade Borgo Trinità Sicilia,
Ferrovie
Case Capoiazzo I,
Mobilità urbana
Chiàngali, Falcianella,
Amministrazione Giarrossa, Lavangone,
Gemellaggi
Macchia Capraia,
Sport Masseria Cavalieri,
Calcio
Masseria Viggiani, San
Ciclismo
Altri sport
Nicola, Tiera, Varco
Impianti sportivi d'Izzo
Note Comuni Anzi, Avigliano, Brindisi
Bibliografia confinanti Montagna, Picerno,
Pietragalla, Pignola,
Voci correlate
Ruoti, Tito, Vaglio
Altri progetti
Basilicata
Collegamenti esterni
Altre informazioni
Cod. 85100
Geografia fisica postale
Prefisso 0971
Fuso UTC+1
Territorio orario
La città sorge nell'alta valle del Basento, lungo una dorsale appenninica a nord delle Dolomiti lucane racchiusa da vari Codice 076063
monti più alti, tra i quali i Monti Li Foj, pertanto Potenza sorge in una zona ad alta sismicità.[6] ISTAT
Il nucleo medievale dell'abitato è posto su un colle a 819 metri s.l.m., cosicché per altitudine ufficiale Potenza è seconda
Cod. G942
solo a Enna tra i capoluoghi di provincia italiani. I quartieri più moderni sorgono invece più in basso, sino a lambire il
catastale
corso del fiume Basento, il cui alveo a partire dalla seconda metà del XX secolo è stato fortemente antropizzato. Targa PZ
Cl. sismica
Per superficie il comune di Potenza è il decimo più grande della regione.[7] zona 1 (sismicità alta)
Cl. zona E, 2 472 GG[3]
Clima climatica
Nome potentini
Il clima è mediterraneo e montano, quindi freddo e nevoso d'inverno, tiepido e secco d'estate. Gennaio è statisticamente il
abitanti
mese più freddo e la temperatura media è di +3,5 °C, mentre luglio e agosto sono i mesi più caldi e registrano una
temperatura media di +20 °C.
Patrono San Gerardo di Potenza
Giorno 30 maggio
Mesi Stagion festivo
Potenza
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri E Cartografia

T. max. media
5,5 6,1 8,7 12,3 18,1 22,2 25,5 25,8 21,9 16,6 11,5 8,1 6,6 13,0 24
(°C)
T. min. media
0,1 1,0 2,3 4,1 8,2 12,7 15,2 15,6 12,8 9,0 5,2 2,4 1,2 4,9 14
(°C)
Vento W W W W W W W W W W W W.
5,7 5,4 5
(direzione-m/s) 5,7 6,0 5,6 5,5 5,0 4,9 5,1 4,9 4,8 4,7 5,3 5,5

Potenza
Storia

Antichità e Medioevo
L'origine della città è certamente antica, ma incerta e potrebbe essere stata pelasgica o sabellica o di stirpe italo-greca.[8]
Probabilmente la città fu una sorta di centro di confluenza degli abitanti della località oggi denominata Serra di Vaglio a
quota 1.095 metri.

L'atteggiamento delle popolazioni lucane e di Potenza nei riguardi di Roma a partire dal III secolo a.C. fu sempre di aperta
ostilità, dato che nelle guerre tra Romani e Sanniti prima e tra Roma e i Bruzi dopo si schierarono sempre con i nemici di
Roma, anche se vissero senza particolari scosse fino all'epoca della battaglia di Canne, quando passarono nel campo di
Annibale puntando sulle sue fortune. Dopo la battaglia del Metauro nel corso della quale fu vinto e ucciso il fratello
Asdrubale Barca infatti Annibale si ritirava in Africa, lasciando alla mercé di Roma anche la cittadina, che secondo la
tradizione della storiografia locale da municipium fu ridotta al rango di praefectura prima e poi di colonia militare con il
mutare del nome in Potentia Romanorum.[9] L'accortezza di Roma non sottovalutò in realtà la posizione geografica e
strategica della città, che fu collegata con l'apertura di strade militari a molti centri limitrofi: per Oppidum con Venusia e
per Anxia a Grumentum.[10]

La città seguì poi le vicissitudini dell'impero fino alla sua decadenza e la sua fortuna peggiorò fino al periodo delle invasioni
barbariche, tanto che nei secoli del tardoantico mancano attestazioni relative alla vita cittadina, finché in età bizantina
Potenza rientrò nel thema di Basilicata, mantenendo probabilmente una relativa tranquillità fino all'epoca normanna,[11] Posizione del comune di Potenza
quando le scorrerie dei saraceni minacciarono anche una città come Potenza, lontana dalle coste e arroccata sui all'interno dell'omonima provincia
contrafforti dell'Appennino all'interno: ne sarebbe testimonianza una località denominata fino all'inizio del XIX secolo Sito istituzionale (http://www.comun
Campo saraceno, che a detta degli storici locali conservava nel nome il ricordo delle incursioni arabe.[12] e.potenza.it/)

Il periodo normanno fu comunque ricco per Potenza di importanti avvenimenti: nel 1137 al tempo di Ruggero II di
Sicilia vennero accolti in città Papa Innocenzo II e l'imperatore Lotario II. Più tardi nel 1149 re Ruggero II vi ricevette
Luigi VII di Francia, liberato a opera della flotta normanna dalle mani dei saraceni mentre ritornava da una sfortunata
spedizione in Terra Santa. Già in tale epoca Potenza rivestiva dunque particolare importanza come città vescovile, come
evidente anche dal caso di Gerardo di Piacenza, salito alla sedia vescovile nel 1111 e morto nel 1119, che fu in seguito
santificato ed eletto a patrono della città.

Con le nozze di Costanza d'Altavilla, ultima erede dei Normanni, con Enrico VI, figlio del Barbarossa, subentrarono nel
regno gli Svevi: Potenza seguì Federico II e per questo all'avvento degli angioini dopo il 1266 le città che avevano
parteggiato per gli Svevi, come Potenza, furono soggette alla punizione e all'ira del vincitore, che per mano del conte di
Belcastro e di Ruggiero Sanseverino, conte di Marsico, fece radere al suolo le mura e a ciò si aggiunse il terremoto del 18 Potenza (Piani del Cardillo)
dicembre 1273.

Gli Angioini frazionarono le terre meridionali tra i loro vassalli francesi sotto i quali la città fu spesso coinvolta nelle
guerre dinastiche che travagliarono questo periodo storico: ad esempio, verso il 1390 re Ladislao, cui contestava il
regno il cugino Ludovico d'Angiò, pose l'assedio alla città e a essa però usò clemenza il 10 aprile 1399 con decreto reale
scritto in campo Felia prope Potentiam, rendendola per qualche tempo città regia.[13]

Nel 1414 Giovanna successe al fratello Ladislao al trono degli Angiò e la città fu ancora coinvolta nelle lotte che
seguirono con i vari pretendenti o predestinati al trono: ne ebbero infatti giurisdizione Francesco Sforza, che la passò a
Michele Attendolo di Cotignola e per brevi periodi gli Zurlo e Iacopo Caracciolo.[14]

Potenza tra fine XVII e inizio XVIII secolo in


L'età moderna un'incisione da Il Regno di Napoli in
prospettiva di Giovan Battista Pacichelli
Sopraggiunti gli aragonesi, il re Alfonso la tolse agli Sforza e la concesse con il suo contado al suo fido don Inico de
Guevara,[15] giunto con lui dalla Spagna, cui successero Antonio e quindi Giovanni, che quale terzo conte di Potenza
partecipò dalla parte degli aragonesi alle guerre contro Carlo VIII e Luigi XII.

Nelle lotte di predominio che seguirono tra francesi e spagnoli per la divisione del regno Consalvo de Cordova e Luigi d'Armagnac, duca di Nemours, si sarebbero incontrati
a Potenza[16] per negoziare un accordo che non fu però raggiunto, facendo quindi riprendere dopo breve tempo le ostilità fino alla battaglia di Cerignola del 1502.
Alfonso de Guevara, sesto conte di Potenza, uní sua figlia Beatrice ad Enrico di Loffredo, marchese di Sant'Agata e di Trevico, cosicché la città, che costituiva la dote nuziale,
passò ai Loffredo che già vi erano stati signori in epoca normanna prima dei Sanseverino. L'antico castello, di cui oggi non resta che una torre, fu intanto trasformato in
monastero da Carlo Loffredo, figlio di Beatrice Guevara e di Enrico.

Anche Potenza nel Seicento fu teatro di moti di intolleranza popolare antispagnola che comunque vennero facilmente repressi e che portarono all'insorgenza di fenomeni di
violenza nelle sue campagne, sempre più spopolate. Nel 1694 intanto un altro violento terremoto la distrusse quasi per intero e ben poco fu fatto dai Loffredo per la
ricostruzione della città.[17]

Con i Borbone la città divenne sede di Ripartimento, soppiantando Tricarico.[18]

Nel 1799, epoca di tumulti sociali nei quali perse la vita anche il vescovo Andrea Serrao, Potenza si trovò divisa tra rivoluzione e controrivoluzione, finché nel 1806 il
capoluogo regionale fu spostato da Matera a Potenza, per restarvi anche con il ritorno di Ferdinando I di Borbone nel 1815.[19]

Il terremoto del 1857 distrusse ancora una volta gran parte della città, aprì nuove tremende ferite e raffreddò notevolmente le attività e le trame dei patrioti e solo due anni
dopo le cospirazioni antiborboniche iniziarono a riallacciarsi in modo concreto, tanto che l'anno successivo dopo lo sbarco di Garibaldi nel continente cominciava la
dissoluzione delle truppe borboniche, comandate da ufficiali vecchi e incapaci e già si iniziava a intravedere in modo tangibile un processo di inevitabile disgregazione del
Regno delle Due Sicilie: il 18 agosto 1860 la città si sollevava in armi e veniva proclamato un Governo Prodittatoriale[20] presieduto da Giacinto Albini.

Il brigantaggio postunitario, dilagato nel Sud subito dopo l'Unità d'Italia, alimentato da correnti filoborboniche nella speranza di una restaurazione e sostenuto dalle
tradizionali ragioni di scompenso sociale, dalla miseria, dall'impoverimento e dall'incapacità dei nuovi governanti italiani a comprendere i veri problemi delle classi
oppresse del Mezzogiorno, colpì molti centri dell'entroterra, ma tenne fuori ancora una volta la città di Potenza dagli avvenimenti più cruenti, anche se la maggior parte
delle direttive operative e strategiche della repressione furono coordinate e attuate proprio nel capoluogo della provincia.

L'età contemporanea
Gli anni successivi del Regno d'Italia fino alla prima guerra mondiale furono caratterizzati da lotte politiche condotte sempre in uno spirito di rispetto e correttezza anche se
appassionate ed accese in duelli polemici legati alle personalità più rappresentative degli uomini che ne furono protagonisti.

Le vicende che nel primo dopoguerra tanto travagliarono non solo le città del Nord, ma anche molte città del Sud, anche di regioni limitrofe e che alla fine portarono
all'avvento del fascismo al potere, videro la città di Potenza distinta per moderazione, mentre anche il secondo conflitto mondiale richiese alla città un tributo di molte vite
umane e provocò lutti come all'inizio del settembre 1943, quando alcuni bombardamenti aerei, effettuati allo scopo di tagliare le comunicazioni stradali e ferroviarie che
consentivano l'afflusso delle truppe tedesche alle zone dello sbarco alleato, costarono alla città molte vittime e portarono alla distruzione anche da parte dei contingenti in
arrivo dall'area di Laurenzana, con i pochi obiettivi militari esistenti, di molte costruzioni civili, private e pubbliche, tra le quali l'ospedale San Carlo e la Cattedrale.[21]

Nel dopoguerra[22] con la ricostruzione delle devastazioni apportate dal conflitto e l'affermazione del boom economico iniziava anche per Potenza la espansione urbana e la
crescita di nuovi poli di sviluppo civile e sociale, anche se questa crescita avviava la progressiva scomparsa di molte testimonianze del passato di questa città e uno sviluppo
edilizio mai del tutto regolamentato, aggravati dal terremoto del 23 novembre 1980 di magnitudo 6.9 che provocò notevoli danni con un bilancio di 12 morti, 50 feriti e
4.000 sfollati. Gli anni successivi al terremoto furono in effetti caratterizzati da una lenta e difficile ricostruzione.

Simboli
La descrizione più completa dello stemma cittadino risale allo storico Giuseppe Gattini, operante ad inizio Novecento e autore di una
pubblicazione sulle armi comunali lucane:

« Arma d'azzurro ad un leone coronato d'oro, sostenuto da una banda abbassata e cucita di rosso, e sormontato nel capo da tre
stelle d'argento.[23] »

Secondo una tradizione non autentica inoltre il leone dello stemma della città di Potenza sarebbe gradiente su una scala,[24] il che deriva
verosimilmente dall'uso dei maestri scalpellini di riprodurre convenzionalmente sul marmo il colore rosso incidendo dei solchi paralleli e
verticali[25] (altri colori, come ad esempio l'azzurro, venivano resi tracciando striature oblique), cosa che ha fatto pensare in seguito che la
banda rossa fosse appunto una scala. Il gonfalone invece è costituito da un drappo di colore giallo, caricato dello stemma con l'iscrizione
Lo stemma della città di centrata in oro della città di Potenza.
Potenza
La parte di metallo e i cordoni sono dorati, mentre l'asta verticale è ricoperta di velluto giallo con bullette
dorate poste a spirale e nella freccia è rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Il
gonfalone si completa con cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.

Potenza è inoltre una delle ventisette città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" con decreto 11
dicembre 1898 firmato da Umberto I di Savoia per le azioni compiute dalla città nel periodo del Risorgimento, in particolar modo durante la
celebre insurrezione lucana.

Medaglia alle città "benemerite del Risorgimento nazionale"


«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nel glorioso episodio del 18 agosto 1860»
Tale medaglia fu conferita l'11 dicembre 1898 come ricompensa per essere stata il 18 agosto 1860 la prima città meridionale a ribellarsi
contro i Borbone.[26]

Il comune è stato anche insignito della medaglia d'oro al merito civile in occasione del sisma del 23 novembre 1980.

Medaglia d'oro al merito civile


Il gonfalone della città di
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, Potenza
affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del
proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di
abnegazione»
— 23 novembre 1980
Monumenti e luoghi d'interesse

Vista dall'alto del centro cittadino con il Duomo sulla destra e il Museo nazionale sulla sinistra (Palazzo Loffredo) di largo Pignatari

Architetture religiose

Architetture religiose intramurali


Situata nell'omonima piazza e nel cuore del centro storico, è originaria del XIII secolo, dapprima dedicata alla Vergine Assunta e
poi a Gerardo della Porta che divenne patrono della cittàː la chiesa infatti conserva le spoglie del santo patrono, un'urna in
argento e cristallo con le reliquie del santo, oltre alla statua del santo in legno del XV secolo. La cattedrale dovrebbe inoltre
sorgere sul sito di una costruzione sacra precedente, visto che durante gli scavi archeologici condotti negli anni sessanta del
Novecento sono stati scoperti dei resti sotterranei di frammenti musivi di pavimento policromo risalenti al IV o V secolo a.C.
Ricostruito da un allievo del Vanvitelli alla fine del XVIII secolo per volere del vescovo Andrea Serrao, il duomo cambiò
radicalmente e passò da basilica romanica a edificio di chiaro gusto neoclassico.

Elementi di rilievo sono la facciata in pietra del Duecento (fatta riedificare tra il 1197 e il 1220 dal vescovo Bartolomeo), l'altare
Cattedrale di San Gerardo
maggiore in marmo con intarsi policromi del Settecento e un crocifisso in legno quattrocentesco, oltre a una cappella in marmo
dedicata al Santo Padre edificata nel XVII secolo.

Accanto al Palazzo della Prefettura è situata la chiesa di San Francesco (eretta nel 1274), con portale a imposte lignee
trecentesche intagliate, e campanile del Quattrocento. Nell'interno vi è il sepolcro di gusto rinascimentale del nobile Paride De
Grassis, oltre a resti di un affresco con una Madonna di stile bizantineggiante del Duecento e La Pietà del Pietrafesa.

Proseguendo in via Pretoria verso ovest si incontra la chiesa romanica di San Michele (XI-XII secolo), con tozzo campanile e una
struttura a tre navate, al cui è conservato il dipinto dell'Annunciazione realizzato dal Pietrafesa e tra l'altro un affresco con
Madonna e bambino in trono tra i santi vescovi risalente al Cinquecento e un crocifisso ligneo del 1600.

La cappella del beato Bonaventura, frate francescano beatificato nel 1775, era in
origine la casa natale del beatoː essa presenta un portale di notevole rilievo artistico Chiesa di San Francesco
in pietra calcarea, al cui centro troviamo due teste di cherubini sovrastate da uno
stemma francescano. Al suo interno un unico locale diviso in due piccoli ambienti si
trovano vari ritratti, fra i quali uno di Michele Busciolano del 1907 che rappresenta l'estasi del beato.

Il Monastero di San Luca che ospita la caserma dei carabinieri è sito alla fine di via Pretoria in direzione della torre Guevara. In
principio affidato alle suore cisternine dell'ordine delle benedettine, era l'unico monastero di donne in città e successivamente
passò alle suore clarisse.
Cappella del beato Bonaventura
A metà tra il Duomo e la piazza della Prefettura è la Chiesa della Santissima Trinità (attestata dal 1178)ː essa fu danneggiata dal
terremoto del 1857 e venne riedificata con una planimetria diversa da quella originaria, con un'unica navata con varie cappelle,
un'abside semicircolare e un soffitto cassettonato.

In Piazza del Sedile il tempietto di San Gerardo, chiamato dai potentini San Gerardo di Marmo, è un'edicola votiva che ospita al suo interno la statua di San Gerardo, santo
patrono della città. Situato all'estremità sud di piazza Giacomo Matteotti, stando all'epigrafe sulla lastra al lato destro del Santo, sarebbe stato ultimato nel 1865 dallo
scultore potentino Antonio Busciolano (1823-1871). L'edicola ripropone la facciata di un edificio a cupola, con pianta semicircolare, chiusa sul retro. Sul basamento formato
a gradoni poggiano cinque colonne con il fusto scanalato, decorato con il capitello a foglie. Le colonne sorreggono degli architravi decorati da angioletti e rose. Il retro è
costituito da una parete continua, divisa in tre parti: il settore centrale è costituito da una vetrata policroma a raggi, sulla quale poggiano due colonne scanalate che
inquadrano la statua del santo, lateralmente invece sono poste due iscrizioni, quella a destra ricorda l'edificazione dell'edicola e la dedica di esso mentre quella a sinistra
ricorda due momenti importanti della città, ossia l'attacco dei briganti nel 1809 e l'insurrezione del 18 agosto 1860.[27]

La chiesa dedicata alla Madonna di Loreto presenta dimensioni ridotte e una struttura rimasta invariata nei secoli, ma caratterizzata dai molti restauri a causa dei molti
terremoti. La chiesa ha un dipinto del pittore potentino Buonadonna del 1824 che ritrae l'Annunciazione.

La piccola chiesa di Santa Lucia al limitare nord dell'antico abitato venne costruita precedentemente al 1200. È formata da un'unica navata e custodisce una statua
seicentesca di Santa Lucia, alcuni quadri del XVI e XVII secolo e un'acquasantiera del Quattrocento proveniente dalla chiesa di Santa Maria.

Architetture religiose extramurali


Nel rione Santa Maria subito sotto la collina su cui ha sede il centro storico è presente la chiesa di Santa Maria del Sepolcro,
costruita tra XIII e XVII secolo a opera dei Cavalieri dell'Ordine dei Templari su iniziativa del conte di Santasofia al ritorno della
terza crociata nel 1191. Molte affinità in effetti si evidenziano con la chiesa Madre di Ripacandida che porta lo stesso titolo.

Il casale del Santo Sepolcro venne costruito in questa posizione a nord della città, proprio all'incrocio della vie Herculia e Appia,
che erano percorse dai pellegrini diretti in Terrasanta. Essa custodisce pregevoli tele e sulla parete destra è presente il
monumentale altare barocco della reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo.

Più a sud nei pressi dell'antico cimitero ha sede la chiesa di San Rocco dove sono conservate pregevoli statue in legno raffiguranti
San Vito e San Rocco, intagliate a metà Ottocento da Michele Busciolano. Chiesa di Santa Lucia

Architetture civili
Gran parte delle architetture civili di interesse storico sono nel centro della città, al quale si accedeva tramite sei porte. Quelle
visibili sono soltanto tre, ossia Porta San Giovanni in via Caserma Lucana, Porta San Luca in via Manhes e Porta San Gerardo in
largo Duomo. Le altre Porte furono abbattute durante i lunghi lavori a partire dal 1806 per la modernizzazione del nucleo
urbano della città ed erano Porta Salza, Porta Mendola e Porta Trinità.

Il centro cittadino è situato su un lungo e stretto pianoro e gravita intorno a piazza Matteotti, sulla quale si affaccia il palazzo del
comune. L'intero pianoro è attraversato dalla via Pretoria, il cui nome e origine rimanderebbero secondo lo storico potentino
Emmanuele Viggiano al tempo di Silla e delle guerre civili contro Mario, quando egli vinse quest'ultimo e ridusse a colonie
Chiesa di Santa Maria del Sepolcro
militari romane sei delle città Lucane, tra cui Potenza. In ognuna di queste città Silla avrebbe stabilito il Pretorio e
l'accampamento dei Pretoriani. Dunque doveva esistere un collegamento viario fra l'accampamento romano e il loro Comando,
che secondo la tradizione romana venne chiamato via Pretoria.[28]

Questa via, che fingeva di fatto da decumano maggiore, si estende per tutto il centro storico a partire dal Largo di Portasalza fino
alla Torre Guevara: essa si allarga nella centrale piazza Mario Pagano, detta dai potentini Piazza Prefettura poiché ospita
l'ottocentesco palazzo della prefettura, sede del Prefetto e degli uffici provinciali.

I lavori per la realizzazione della Piazza iniziarono però solo nel 1839 per volontà dell'intendente Winspeare, con l'abbattimento
delle casette con sottani abitate da contadini e artigiani, ma furono completati solo tra il 1842 e il 1847 a opera dell'intendente
Francesco Benzo, duca della Verdura. In origine chiamata piazza del mercato (vi si svolgeva il mercato della domenica), fu detta
ufficialmente piazza dell'Intendenza (poiché vi si affacciava il palazzo del governo, sede dell'intendente) e piazza prefettura Chiesa di San Rocco
(dopo l'Unitá e la sostituzione dell'intendente con il prefetto). Intorno al 1870 fu intitolata a Mario Pagano ed è rimasta invariata
fino alla ristrutturazione nel 2012 da parte dell'architetto Gae Aulenti.

Nella stessa piazza è presente il Teatro Stabile, costruito nel 1856 e inaugurato nel 1865 a causa di
un'interruzione dei lavori dovuta a terremoti, frequenti nella zona. Piazza Giacomo Matteotti, l'antica piazza
Sedile (mutata nel secolo scorso in piazza del Fascio e dopo il 1944 in piazza Giacomo Matteotti), conteneva il
seggio dell'università dove si riuniva il popolo in occasione delle assemblee, probabilmente risalente nel suo
impianto originario all'epoca Angioina. Sulla piazza si affacciavano botteghe e taverne e per decreto regio del
1810 vi si svolgeva il mercato alimentare. Sul lato meridionale dove sorgono il muraglione e il tempietto di San
Gerardo c'erano la cappella di San Domenico, con la vicina torre, i locali della cosiddetta neviera (dove si
raccoglieva la neve), la Porta e il vicolo della Beccheria (dove avveniva la macellazione degli animali e la
vendita delle carni). In occasione della festa del patrono della città, San Gerardo, nella piazza veniva innalzata
la cassa armonica per le esibizioni della banda musicale.
Piazza Mario Pagano
Per quanto concerne le case palazziate spicca innanzitutto in Piazza del Sedile il Palazzo di città, sede
dell'amministrazione comunale, la cui costruzione risalirebbe all'epoca angioina. Come quasi tutti gli edifici
storici e le chiese di Potenza anch'esso è stato più volte restaurato e ricostruito in seguito ai molti terremoti che hanno colpito la Basilicata. Successivamente venne adibito a
casa comunale. L'elemento artistico di rilievo è una facciata del 1882, con un arco a tutto sesto situato tra due grandi finestre e una grande balconata.

A destra del Palazzo del Seggio c'è Palazzo Loffredo, situato nella piazza Pignatari nei pressi del duomo e sede del Museo archeologico nazionale della Basilicata dedicato a
Dinu Adameșteanu e al quale si contrappone Palazzo Pignatari, ex palazzo Ciccotti, con un antico portale visibile dalla piazza.

Lungo la via Pretoria verso sud c'è Palazzo Bonifacio, che racchiude al suo interno un piccolo chiostro; e Palazzo Castellucci, uno dei pochi palazzi importanti del centro
storico proprietà di una antica famiglia della città (un Castellucci è stato sindaco di Potenza), che si affacciava sull'omonimo larghetto, punto di passaggio obbligato per le
persone che si recavano al vicino mercatino di Porta di San Giovanni e abbattuto negli anni sessanta.

In piazza Beato Bonaventura sull'estremità est del centro storico della città si possono ammirare i resti del castello. Costruito probabilmente dai Longobardi intorno
all'anno 1000, esso costituì la vera piazza delle varie dominazioni di Potenza. Gli ultimi proprietari, ovvero Carlo Loffredo e Beatrice Guevara, donarono ai frati cappuccini
l'intero edificio ad eccezione della Torre. In seguito il castello fu adibito a lazzaretto, dedicando una cappella a San Carlo: divenne così la sede dell'ospedale San Carlo per
alcuni anni, almeno fino al 1935, quando l'ospedale si trasferì in una struttura più moderna, nel rione Santa Maria. Nella metà del XX secolo un decreto ne dispose
l'abbattimento permettendo di salvare la torre, cilindrica, dominante la valle del Basento.

Ponti
Il viadotto dell'industria o ponte Musmeci, realizzato dall'ingegnere Sergio Musmeci, mette in comunicazione la città con la tangenziale in direzione Salerno o Taranto.
Concepito come vera e propria opera d'arte, fu progettato a partire dal 1967 e completato nel 1975.[29] Il ponte, un'unica volta di trenta centimetri di spessore e quattro
campate di circa settanta metri di luce ciascuna, è secondo gli esperti la massima espressione di quella filosofia della progettazione dove la forma è il frutto di un processo di
ottimizzazione del regime statico. La plasticità della forma fa della struttura un oggetto scultoreo a scala urbana.

Sempre sul Basento c'è il ponte di San Vito, la cui data di costruzione sarebbe da porre comunque in epoca romana avanzata come evidente dai piloni, l'unico resto della
struttura originaria, mentre tutta la parte superiore porta i segni di vari interventi di restauro avvenuti in età medioevale e nelle successive. Il ponte è a tre luci a pianta
rettilinea e poggia su due piloni centrali fondati nell'alveo del fiume e che legati tra loro con grappe di ferro sono costituiti da grandi blocchi di notevole spessore che
sopportano la spinta delle acque con speroni triangolari a monte e semicilindrici a valle. Anticamente chiamato Sant'Aronzio, il ponte San Vito era parte integrante
dell'antico percorso della via Herculia, che attraversando la Lucania toccava anche la città di Potenza. La denominazione del ponte stando alla tradizione si ricollega al
ricordo del martirio di Sant'Aronzio, che giunto dall'Africa con i fratelli Onorato, Fortunaziano e Sabiniano, non volendo abiurare la propria fede cristiana, subì con essi tra
il 238 e il 288 d.C. l'estremo supplizio presso il fiume Basento.

Siti archeologici
Oltre a numerose epigrafi romane presenti in edifici medievali e moderni e al ponte San Vito, negli anni dieci del XXI secolo è stato rinvenuto nella zona Gallitello un
complesso abitativo, ubicato presso la confluenza del torrente omonimo con il fiume Basento e che risulta essere il più importante sito mai scoperto nell'ambito urbano di
Potenza. Allo stato delle indagini questo insediamento sembrerebbe svilupparsi in almeno sei ambienti rettangolari, di cui si conservano parzialmente i muri perimetrali,
occupando un'area di circa trecento metri quadratiː si tratterebbe di un'antica fattoria funzionale allo sfruttamento agricolo dell'area. L'esame dei manufatti ceramici e degli
altri reperti rinvenuti fa ipotizzare una datazione tra la fine del IV e i primi decenni del III secolo a.C., quindi da mettere in relazione con il sistema insediativo dei lucani in
un momento precedente la romanizzazione del territorio. Il complesso è ancora in corso di scavo, sotto la direzione scientifica della soprintendenza per i beni archeologici
della Basilicata[30].

La villa romana di Malvaccaro è un ulteriore sito archeologico di rilevante interesse, situato in una traversa della moderna via Parigi nel quartiere di Poggio Tre Galliː
rinvenuta a metà degli anni ottanta del XX secolo, conserva cinque ambienti con mosaici, gravitanti intorno a un'aula absidata, databile a età post-costantiniana, con arte
musiva di almeno III secolo d.C. Della villa si sono trovati i muri perimetrali a nord-ovest e a nord-est e altre strutture verso sud.[31]

Aree naturali
La città almeno fino all'inizio del XXI secolo si caratterizzava per la massiccia presenza del verde nel tessuto urbano, partendo dalla storica villa comunale di Santa Maria, la
cui origine è da far risalire a un decreto del governo francese del 1810, secondo il quale ogni provincia doveva avere un orto botanico sperimentale.

Sulla collina prospiciente il pianoro del centro sorge un altro parco di rilevante interesse storico, il parco di Montereale, al centro del quale si innalza un monumento ai
caduti e la cui costruzione avvenne nei primi anni del Novecento.

A metà del centro c'è la villa del Prefetto, annessa al palazzo della prefettura. Inizialmente appartenente al monastero dei padri conventuali di San Francesco nel Settecento
e utilizzata per scopi puramente agricoli, la villa vera e propria venne edificata solo nell'Ottocento.

Società

Evoluzione demografica
Abitanti censiti[32][33]

Etnie e minoranze straniere


Al 31 dicembre 2014 risiedevano a Potenza 1.030 cittadini stranieri.[34] Le comunità più numerose sono comunque quella della Romania con 405 residenti, del Marocco con
9 e dell'Ucraina con 75 persone.

Lingue e dialetti
Insieme ai dialetti di alcuni comuni limitrofi (Tito, Vaglio Basilicata, Pignola e Picerno) quello potentino appartiene ai cosiddetti dialetti gallo-italici di Basilicata.

Istituzioni, enti e associazioni


L'azienda ospedaliera ospedale San Carlo di Potenza è uno degli impianti ospedalieri più importanti e più grandi d'Italia ed è situato nel quartiere di Macchia Romana,
mentre la clinica Luccioni situata in corso Mazzini è una struttura privata dotata di sessanta posti letto che garantisce la diagnosi e la cura di patologie acute pertinenti alla
chirurgia generale e ortopedia traumatologica.
Altrettanto storico è l'istituto ospedaliero centro di riabilitazione Opera Don Uva, fondato a Potenza nel 1954 e che si trova nei pressi dell'ospedale San Carlo in via Ettore
Ciccotti.

Infine c'è il polo sanitario Madre Teresa di Calcutta (Azienda Sanitaria Locale N°2 di Potenza), situato in via del Gallitello, che offre servizi di poliambulatorio.

Cultura

Biblioteche
Come ogni capoluogo di regione la città ospita una Biblioteca nazionale ed una Biblioteca provinciale, oltre alla Biblioteca della Deputazione di Storia Patria per la Lucania e
a una Biblioteca per l'infanzia comunale.

Scuole e università
Nella città di Potenza sono presenti la maggior parte degli istituti scolastici superiori (tra cui il liceo classico Quinto Orazio Flacco e il liceo scientifico Galileo Galilei).

Potenza è altresì la sede legale dell'Università degli Studi di Basilicata, oltre a ospitare anche una sede distaccata dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della facoltà di
scienze motorie dell'Università degli Studi di Napoli Parthenope.

A Potenza sono operativi due poli UniBas, delle quali la sede più antica è situata in via Nazario Sauro e ospita la facoltà di lettere e filosofia e il centro linguistico di Ateneo,
mentre la cittadella universitaria è situata in viale dell'Ateneo Lucano nei pressi dell'ospedale San Carlo e ospita le facoltà di agraria, economia, farmacia, ingegneria e
scienze matematiche, fisiche e naturali.

L'azienda ospedaliera ospedale San Carlo di Potenza inoltre ospita dall'anno accademico 1996/1997 i corsi
di laurea delle professioni sanitarie in convenzione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in
particolare con la facoltà di medicina e chirurgia di Roma e Campobasso e in attuazione del protocollo di
intesa sottoscritto con la regione Basilicata. Presso i poli formativi della regione Basilicata l'Università
Cattolica del Sacro Cuore ha attivato corsi paralleli di laurea triennale delle professioni sanitarie. La
struttura universitaria lucana mantiene totale autonomia per quanto concerne aspetti organizzativi e
logistici, gli orari dei corsi e le prenotazioni degli esami di verifica.

La città di Potenza è anche sede distaccata della facoltà di scienze motorie dell'Università degli Studi di
Napoli Parthenope, nata nel 1980, quando l'ISEF di Napoli stipulò una convenzione con l'amministrazione Cittadella universitaria di Macchia Romana
comunale potentina, avviando la sede distaccata di Potenza in Via Enrico Toti, 2 (nel rione Francioso).

Musei
Il Museo archeologico nazionale della Basilicata è l'istituzione museale principale, dedicato a Dinu Adameșteanu, comprendente anche una galleria civica, nel palazzo
Loffredo. Il Museo archeologico provinciale in via Lazio, cui si affianca la pinacoteca provinciale, sempre in via Lazio nel rione Santa Maria. Sempre di rilevante interesse in
via Vescovado nella struttura omonima è il Museo diocesano, che racchiude arte e storia della diocesi potentina, in via Vescovado.

Più recenti sono il Museo d'arte figurativa contemporanea[35] in via della Chimica e l'area espositiva del Covo degli Arditi (ricavato nel tunnel di collegamento dell'antico
ospedale psichiatrico del Principe di Piemonte) in piazzale Romagna (via Ettore Ciccotti).

Media
Potenza è sede di redazioni giornalistiche locali e areali, quali oltre all'ANSA e alla RAI anche la redazione di Basilicata della Gazzetta del Mezzogiorno e i quotidiani lucani
Quotidiano della Basilicata e La Nuova del Sud. In città comunque operano anche giornali minori, quali i settimanali Controsenso,[36] Il Balcone del Conte e Il Lucano
Magazine.

Hanno altresì sede in città anche redazioni televisive e radiofoniche quali Telenorba, RadioPotenzaCentrale, Radio Eva, Radio Idea, RadioTour Basilicata e la radio in rete
RadioStudioWeb.

Eventi
Eventi di maggio che l'amministrazione comunale e le associazioni culturali cittadine organizzano in concomitanza con le festività in onore del santo patrono della città, san
Gerardo.

Esso è caratterizzato in effetti da manifestazioni, eventi particolari di ambito variabile, che culminano il 29 maggio con la cosiddetta storica parata dei turchi, sfilata in
costume che rievoca il leggendario intervento di san Gerardo per salvare la città dall'invasione dei Turchi, intorno alla quale sono messe in scena le diverse ambientazioni
cittadine della festa, generalmente in tre epoche diverse, ossia 1100, 1500 e 1800.[37] Il 30 maggio è comunque il giorno in cui si venera il santo patrono con una processione
religiosa che percorre le strade del centro storico.

Nei mesi di giugno e luglio si tiene il Woody Groove Festival, un festival musicale che raccoglie i migliori gruppi musicali del panorama della musica indipendente del Sud
Italia, mentre agli inizi di settembre si tiene presso la località San Luca Branca (Potenza est) la gara di fuochi pirotecnici chiamata fuochi sul Basento, alla quale partecipano
concorrenti provenienti da gran parte dell'Italia.

Geografia antropica

Urbanistica
Potenza è trafficata giornalmente da più di 100.000 utenti ed è anche tra le città italiane ad avere un'alta percentuale di automobili circolanti per abitante, motivi che
rendono giornalmente difficoltosa la percorrenza delle strade cittadine. La maggioranza di strade è a senso unico, imponendo così un circolo obbligato al flusso di vetture.
L'area metropolitana di Potenza comprende i comuni di Pignola, Tito, Picerno, Vaglio, Avigliano, Ruoti,
Brindisi di Montagna e Pietragalla (comuni contigui); e i comuni di Abriola, Albano, Anzi, Baragiano, Bella,
Campomaggiore, Cancellara, Castelmezzano, Filiano, Laurenzana, Oppido, Pietrapertosa, San Chirico Nuovo,
Satriano, Savoia, Tolve, Tricarico, Trivigno e Vietri.[38] In questo elenco Tricarico risulta l'unico comune della
provincia di Matera facente parte dell'area, mentre il comune più vicino alla città è quello di Pignola, ormai
contiguo, i cui centri cittadini distano 6 km. A oggi si verifica uno spopolamento della città di Potenza, in
quanto gran parte delle famiglie si sposta proprio nella zona residenziale del lago Pantano, distante 3 km dal
nucleo urbano, immersa nel verde e ricadente nell'agro pignolese.

Le nuove maggiori zone di espansione della città sono comunque state individuate nell'area che costeggia il Potenza vista da ovest
torrente Gallitello, Poggio Tre Galli, Macchia Romana e Macchia Giocoli, dove negli anni sono sorti i quartieri
più moderni e più importanti della città. L'area del Gallitello in effetti ha visto negli ultimi decenni una
selvaggia espansione urbanistica (dovuta per lo più all'insediamento di attività commerciali provenienti principalmente dal centro cittadino) che l'ha così resa una zona
altamente trafficata, sebbene ancora priva di una completa urbanizzazione. Nel 2007 in tal senso sono stati avviati i lavori di costruzione del nodo complesso del Gallitello
un sistema viario pensato per agevolare il flusso in entrata e in uscita dallo svincolo di Potenza ovest, scavalcando la tratta ferroviaria Napoli-Taranto ed eliminando
l'annoso problema del passaggio a livello. L'infrastruttura è stata consegnata ai cittadini nel 2016, con circa quattro anni di ritardo sulla prevista consegna del 2012.

A partire dal 2008 nuove costruzioni stanno ancora interessando anche la zona a sud del parco del Rossellino, scelta come area di espansione per nuovi poli commerciali e
direzionali e nuove attività industriali, mentre dal 2013 in poi nuovi insediamenti abitativi hanno visto la luce nell'area nord ovest della città (Macchia Giocoli).[27]

Suddivisioni amministrative
La città di Potenza è raggruppata in dodici comitati, aventi un presidente di quartiere eletto direttamente dalla popolazione del quartiere, secondo la delibera di consiglio
numero 3 del 29 gennaio 2009 e la legge 142/90 articolo 6 – Statuto Titolo III sul Regolamento alla partecipazione popolare.

Comitato Siti d'interesse


Centro, piazza Mario Pagano, via Pretoria, Teatro Stabile, Duomo, chiese: San Francesco, Santa Lucia, San Michele e Trinità, casa e cappella del
I Centro
beato Bonaventura, Porte, Museo nazionale, Palazzo Loffredo
II Murate Murate, Montereale, parco di Montereale, piscina comunale
III Lucania Lucania, parco di via Racioppi e via Nitti, parco Tre Fontane, cimitero monumentale
IV Cerreta Cerreta, Dragonara, seminario nuovo, Teatro nuovo del Seminario
V Malvaccaro Malvaccaro, Macchia Giocoli, centro sociale, chiesa del beato Bonaventura, campo sportivo Macchia Giocoli, cimitero Giovanni Paolo II
VI Cocuzzo Cocuzzo, Gallitello, polo commerciale di via del Gallitello, poliambulatorio Madre Teresa, Biblioteca nazionale
VII Poggio Tre
Poggio Tre Galli, centro direzionale regionale, distretto scolastico, parco Europa Unita
Galli
VIII Macchia Macchia Romana, distretto ospedaliero, ospedale San Carlo, istituto psichiatrico Don Uva, parco di Sant'Antonio la Macchia, chiesa di Sant'Antonio la
Romana Macchia
IX Betlemme Betlemme, penitenziario maschile, tribunale per i minori, carcere minorile, Biblioteca provinciale
X Rossellino Rossellino, parco di Rossellino, palazzetto dello sport, bosco di Rossellino, polo commerciale di via della Tecnica
XI Botte Botte, Piani del Mattino
XII Lavangone Lavangone, distretto sportivo, Palabasento

Economia
Potenza è un mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo, con industrie alimentari (mulini, frantoi, produzione di formaggi e di vini), calzaturiere e del legname.
Negli anni precedenti aveva anche avuto uno sviluppo industriale, ma recenbtemente le industrie vanno spostandosi dalla città alla vicina zona industriale di Tito.

Grande importanza per la città ha il settore terziario: si vanno infatti sviluppando numerose zone adibite al commercio, delle quali la più importante è via del Gallitello.

Nel settore dell'artigianato erano poi storicamente rinomate le lavorazioni del rame e del ferro.[39]

Infrastrutture e trasporti
La città di Potenza è un importante centro di riferimento per l'intera comunità regionale.
Ciononostante la città non è dotata di un aeroporto, ma è toccata a partire dall'11 dicembre 2016 dal
treno freccia rossa tramite la linea Milano-Taranto, passando per Bologna, Firenze, Roma, Napoli e
Salerno, su una linea però a bassa velocità.

Strade
L'area urbana di Potenza è servita da due arterie che fungono da tangenziale alla città, la prima delle
quali negli ultimi chilometri del raccordo Potenza-Sicignano, la seconda nella strada denominata
Tangenziale Nord, che collega la zona ospedaliera di Macchia Romana alla zona di Tiera, con innesto
sulla SS 658 Potenza-Melfi. In progetto restano due arterie: il tratto tangenziale nord-Dragonara e il
tratto Dragonara-tangenziale sud in modo da creare un vero anello viario, per consentire agli
automobilisti di non attraversare la città per spostarsi da sud a nord della Provincia. I tratti già
esistenti comunque presentano nove uscite:
Rete tangenziale della città di Potenza
Uscita 1 – Potenza Ovest
Uscita 2 – Laurenzana-Potenza Sud ► SS92 dell'Appennino Meridionale
Uscita 3 – Potenza Centro
Uscita 4 – Bucaletto
Uscita 5 – Potenza Est
Uscita 6 – Melfi ► SS658 Foggia – SS407 Metaponto
Uscita 7 – Potenza Nord
Uscita 8 – Cugno delle Brecce
Uscita 9 – Piani del Mattino

Ferrovie
Potenza è servita dalle linee regionali Salerno-Taranto, Foggia-Potenza e dal collegamento Frecciarossa Milano-Taranto gestite da RFI, e dalla Altamura-Potenza delle
ferrovie Appulo Lucane, percorsa anche da treni per Bari.

Le stazioni FS sono la storica Potenza Centrale in piazzale Guglielmo Marconi, cui si affiancano le fermate di Potenza Università in via La Marmora, la Potenza Superiore in
viale Sicilia e la Potenza Macchia Romana in viale dell'Ateneo Lucano.

Stazioni FAL sono la Potenza Stazione Centrale in piazzale Marconi, le fermate urbane di Potenza San Rocco nel borgo San Rocco), Potenza Città in piazza Francesco Crispi)
e Potenza Santa Maria in piazza Istria/via Angilla Vecchia.

Mobilità urbana
Vista la collocazione della città in territorio pressoché montuoso si è sin da subito ritenuto necessario fornire ai cittadini un servizio che permettesse loro di poter
raggiungere il centro, con autobus urbani che facevano capolinea in piazza Matteotti.

Successivamente dagli anni novanta in poi furono costruiti diversi impianti di scale mobili che collegano i quartieri a valle con il centro storico e nel 2007 si decise di
utilizzare la tratta urbana a scartamento ridotto (dalla stazione Inferiore alla stazione di Macchia Romana) di proprietà delle ferrovie Appulo Lucane come servizio
ferroviario urbano, denominato metropolitano dal comune stesso. Nel 2015 la società gestore del servizio avviava in tale direzione lavori di ammodernamento della linea,
eliminando i passaggi a livello presenti in città (via Angilla Vecchia, via Campania, via Roma) e cercando di prolungare la linea fino al nuovo capolinea di Gallitello.[27]

Amministrazione

Gemellaggi
Denver (dal 1983)
Focsani
Osuna
Amatrice

Sport

Calcio
La principale squadra di calcio della città è stato il Potenza Sport Club, che fu fondato nel 1919 con il nome di Sport Club Lucano e rimase attivo anche nell'atletica leggera,
mentre nella stagione 1933-1934 prese parte al primo torneo ufficiale di calcio ed ebbe il suo momento culminante negli anni sessanta, quando disputò cinque stagioni
consecutive nel campionato di serie B. Dopo i fallimenti del 1986 e del 1994 nel campionato 2011-2012 la squadra non prese parte all'Eccellenza e venne esclusa dai ruoli
federali.

La principale squadra di calcio della città è il SSD a R.L. Potenza Calcio, che milita nel campionato di Serie D, girone H.

Ciclismo
Potenza è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

1961: Vito Taccone


1963: Vittorio Adorni
1965: Vittorio Adorni
1967: Willy Planckaert
1969: Michele Dancelli
1971: Enrico Paolini
1975: Roger De Vlaeminck
1979: Claudio Bortolotto
1981: Palmiro Masciarelli
1986: Roberto Visentini
1989: (25 maggio): 5ª tappa, vinta da Stefano Giuliani
2001: (22 maggio): 3ª tappa, vinta da Danilo Hondo

Altri sport
Per quanto concerne la pallacanestro la squadra maschile Potenza 84 milita nel campionato di A dilettanti, mentre la formazione di femminile Basilia Codra Mediterranea
partecipa al campionato di B d'eccellenza.

Ha inoltre sede a Potenza una squadra femminile di pallavolo, il Centro KOS Polizia Municipale Volley in serie B2 girone I, mentre per la pallavolo maschile la città è
rappresentata dalla Virtus Potenza che disputa il campionato di B girone H.

L'Accademia Scacchi Potenza ha militato nel massimo campionato scacchistico nazionale, giungendo per tre volte fra le prime quattro. La Società Schermistica Lucana di
Potenza può vantare un'esperienza di oltre trent'anni nelle discipline del fioretto e della spada, seguita da successi nazionali e internazionali.
Tra i nuovi sport la A.S.D CyberLions Softair Potenza disputa attività agonistica a livello interregionale, mentre è già presente nel territorio comunale l'A.S.D. Ghost Soldiers
Potenza che si occupa della pratica e della diffusione del softair.

Impianti sportivi
Lo stadio cittadino è situato in viale Marconi ed è intitolato ad Alfredo Viviani, fondatore del primo sodalizio calcistico lucano.

Le strutture sportive cittadine comprendono anche il Palazzetto Antonello Pergola ex Palarossellino, sito nel parco Rossellino, il complesso sportivo via Roma, sito in via
Roma (rione Risorgimento), la palestra Caizzo, la palestra CONI situata nel parco di Montereale e il PalaBasento in contrada Lavangone.

Note
19. ^ Cfr., sul periodo, A. Lerra, La città di Potenza in età napoleonica, in Potenza
1. ^ Dati di riferimento alla superficie (http://www.comuni-italiani.it/076/063/) Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere,
2. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico Anno 2016, su demo.istat.it. Spartaco, 2008, pp. 219-234.
3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e 20. ^ Su cui cfr. A. D'Andria, Tra le seconde file. Cultura e azione politica dei
Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Commissari del governo prodittatoriale del 1860, in "Bollettino Storico della
Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile Basilicata", n. 27 (2011).
2012. 21. ^
4. ^ Luciano Canepari, Potenza, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, http://www.canadiansoldiers.com/history/battlehonours/italiancampaign/potenza.ht
Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0. URL consultato il giorno 11/7/2017.
5. ^ Comuni lucani per popolazione (http://www.tuttitalia.it/basilicata/81-comuni/po 22. ^ Su cui cfr. C. Magistro, Dal fascismo alla Repubblica, in Potenza Capoluogo
polazione/). (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco,
6. ^ Protezione Civile - Rischio Sismico. http://www.comune.potenza.it/index.php? 2008, pp. 281-306.
option=com_content&view=article&id=586:sismico&catid=179:rischi&Itemid=351 23. ^ G. Gattini, Delle armi de' Comuni della provincia di Basilicata, Matera, Conti,
7. ^ Comuni lucani per superficie (http://www.tuttitalia.it/basilicata/81-comuni/super 1910, p. 68.
ficie/) 24. ^ Cfr. G. Racioppi, Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata, Roma,
8. ^ Raffaele Riviello, Ricordi e note su costumanze, vita e pregiudizii del popolo Loescher, 1889, vol. 2, p. 205.
potentino (PDF), Potenza, tip. Garramone e Marchesiello, 1893. 25. ^ Giuseppe Gattini, Delle armi de' Comuni della provincia di Basilicata, Matera,
9. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, pp. 29 ss.; Conti, 1910, p. 68.
M. Gualtieri, La Lucania romana: cultura e società nella documentazione 26. ^ La lettera di conferimento é riprodotta da A. D'Andria, Potenza Cittá
archeologica, Napoli, Loffredo, 2003, pp. 96-97. Capoluogo e del Risorgimento. Per un tracciato cronologico e documentario.
10. ^ M. Gualtieri, La Lucania romana: cultura e società nella documentazione 1799-1860, Potenza, STES, 2010, quarta di copertina.
archeologica, Napoli, Loffredo, 2003, p. 132. 27. ^ a b c La Città - La Storia, su comune.potenza.it. URL consultato il 12 luglio 2017.
11. ^ Sul periodo in generale, cfr. le informazioni desumibili, anche per Potenza, in 28. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, pp. 36-40.
F. Panarelli, La vicenda normanna e sveva, in Storia della Basilicata, a cura di 29. ^ [1] (http://www.aising.it/docs/atticonvegno/p1143-1152.pdf).
G. De Rosa e A. Cestaro, vol. 2. Il Medioevo, a cura di C. D. Fonseca, Roma-
Bari, Laterza, 2002, pp. 86-124. 30. ^ Rapporto da Metropolisinfo.it, sezione della Provincia di Potenza.
12. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, p. 48. 31. ^ A. Capano, La villa romana della contrada “Malvarcaro” di Potenza, in
"Bollettino Storico della Basilicata", n. 3 (1987), passim.
13. ^ R. M. Abbondanza, Storia di una cittàː Potenza. Da un manoscritto della
seconda metà del sec. XVII, Salerno, Edisud, 2000, pp. 34, 271. 32. ^ Statistiche I.Stat (http://dati.istat.it/Index.aspx) - ISTAT; URL consultato in data 28-
12-2012.
14. ^ Cfr. R. Restaino, La città di Potenza in età medievale, in Potenza Capoluogo
(1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, 33. ^ Vera Armignacco, Potenza: ricerche di geografia urbana, Firenze, 1953
2008, pp. 116-118. 34. ^ Dati Istat stranieri 2014, su demo.istat.it.
15. ^ Cfr. M. De Cunto, La città di Potenza in età moderna, in Potenza Capoluogo 35. ^ Copia archiviata, su comune.potenza.it. URL consultato il 20 novembre 2015
(1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2015).
2008, pp. 150-154. 36. ^ sito ufficiale Controsenso (http://www.controsensobasilicata.it)
16. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, pp. 92-95. 37. ^ Sull'antropologia di questa festa, cfr. F. Mirizzi, Le tradizioni popolari, in
17. ^ Cfr. U. Mancini, La città di Potenza in età moderna, in Potenza Capoluogo Potenza Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S.M. Capua
(1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, Vetere, Spartaco, 2008, pp. 67-75.
2008, pp. 167-168. 38. ^ http://www.iermb.uab.es/RePEc/doc/wpierm0901.pdf
18. ^ Cfr. A. D'Andria, "Hic (non) sunt leones". La Basilicata all'inizio del regno di 39. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 8..
Carlo di Borbone, in "Mediterranea. Ricerche Storiche", n. 27 (2013), p. 99.

Bibliografia
Emmanuele Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, presso Vincenzo Orsini, 1805 (ripr. facs. Sala Bolognese, Forni, 1975).
Raffaele Riviello, Cronaca potentina dal 1799 al 1982, Potenza, tip. Garramone e Marchesiello, 1889.
Tommaso Pedio, Potenza dai normanni agli aragonesi: note ed appunti, Bari, Edizioni del centro librario, 1964.
Alfredo Buccaro (a cura di), Le città nella storia d'Italia. Potenza, Bari-Roma, Laterza, 1997.
Rocchina Maria Abbondanza Blasi, Storia di una città: Potenza. Da un manoscritto della seconda metà del sec. XVII, Salerno, Edisud, 2000.
Aa. Vv., Potenza Capoluogo (1806-2006), S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, 2 voll.

Voci correlate
Accademia scacchi Potenza
Autorità interregionale di bacino della Basilicata
Basilischi
Dialetti gallo-italici di Basilicata
Dialetto potentino
Ospedale San Carlo
Teatro Francesco Stabile

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Sito istituzionale del comune (http://www.comune.potenza.it/)
Sito turistico della città (http://www.aptbasilicata.it/POTENZA.321.0.html)
Il catalogo di una mostra sulla toponomastica del 2006 con alcune informazioni di carattere storico e prosopografico (http://www.comune.potenza.it/old/index.php/la-via
-vecchia-per-la-nuova)
VIAF (EN) 234777458 (https://viaf.org/viaf/234777458) · GND (DE) 4243969-3 (https://d-nb.info/gnd/4243969-3) · BNF
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(FR) cb122454912 (http://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb122454912) (data) (http://data.bnf.fr/ark:/12148/cb122454912)

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