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Corato

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Corato (Quaràte in dialetto barese o Quaréte nei dialetti murgiani[2]) è un
Corato
comune italiano di 48.242 abitanti dellacittà metropolitana di Bari, in Puglia.
comune

Indice
Geografia fisica
Storia
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Santuario della Madonna Greca
Chiesa Maria SS. del Monte Carmelo
Chiesa dei Cappuccini
Chiesa Madonna delle Grazie
Architetture civili
Siti archeologici
Società
Evoluzione demografica Il municipio di Corato
Lingue e dialetti Localizzazione
Tradizioni e folclore
Stato Italia
Cultura
Media Regione Puglia
Teatro
Musica Città Bari
Cinema metropolitana
Cucina Amministrazione
Economia Sindaco Massimo Mazzilli
Infrastrutture e trasporti (centro-destra ) dal
Amministrazione 26/05/2014
Gemellaggi
Territorio
Sport
Altri sport
Coordinate 41°09′N 16°24′E
Impianti sportivi Altitudine 232 m s.l.m.
Note Superficie 169,35 km²
Bibliografia Abitanti 48 242[1] (31-3-2018)
Altri progetti
Densità 284,87 ab./km²
Collegamenti esterni
Frazioni Oasi di Nazareth,
Casa Messori
Geografia fisica Comuni Andria (BT),
confinanti Bisceglie (BT), Ruvo
di Puglia, Trani (BT)
Distante 40 km dal capoluogo, il centro abitato è situato a 232 metri sul livello Altre informazioni
del mare. Il territorio comunale, con una superficie di 167,73 km², si estende Cod. postale 70033
sulle pendici orientali delle Murge . Prevalentemente roccioso o semi -
Prefisso 080
roccioso , è caratterizzato da ampi spazi aperti nei quali domina la
vegetazione spontanea, interrotti da aree coltivate prevalentemente a vigneto Fuso orario UTC+1
, oliveto, mandorleto e seminativo. Codice ISTAT 072020
Cod. C983
La vegetazione prevalente è la steppa o para-steppa. Le piante più frequenti
catastale
sono: asfodeli bianchi e gialli, osiridi, cardi, ferule, papaveri, rovi, trifogli ed
anemoni; vi sono, inoltre, lembi di boschi di querce a roverella e pinete in Targa BA
particolar modo nella Murgia Serraficaia (673 m s.l.m.) e a San Magno Cl. sismica zona 4 (sismicità molto
(480 m s.l.m.). bassa)

La fauna locale include, tra i mammiferi, volpi, lepri, ricci, donnole, cinghiali Nome abitanti coratini
e lupi. Tra gli uccelli sono frequenti gazze, ghiandaie, upupe, gufi, civette, Patrono San Cataldo
barbagianni, cardellini, fringuelli, passeri, pettirossi e falchi pellegrini. Infine, San Gerardo Maiella
sono numerosi gli esemplari di vipere, ramarri, lucertole e gechi. Giorno 10 maggio
festivo
Storia Cartografia

La zona di Corato è stata abitata sin dalla tarda Età del bronzo, come
testimoniano le emergenze archeologiche in località San Magno, a circa 3 km
dalla città. In questa zona è stata riportata alla luce una necropoli di tombe a
tumulo, complete di corredi funebri principalmente composti da vasellame e
monili in ferro che testimoniano scambi commerciali e culturali con altre zone
del Mar Mediterraneo[3]. Altro pregevole testimone della storia più antica di
Corato è il Dolmen sito in località Chianca dei Paladini, risalente al XIV
secolo a.C.[4]. Corato

Le origini dell'attuale centro abitato di Corato si collocano nel III secolo a.C.,
durante il periodo repubblicano di Roma, quando Scipione l'Africano premia i
reduci della conquista di Cartagine , concedendo loro diversi territori in
Puglia . Uno di loro , un certo Caius Oratus , avrebbe avuto in qualità di
patrizio romano una zona su cui fece sorgere un villaggio al quale avrebbe
dato il nome facendolo derivare dal suo. Il nome nei secoli oscilla fra Coratus
, Coratum, Curati (in epoca normanno -sveva), Quarata e Quadrata (in epoca
spagnola e ducale ; si ricordi il breve ducato di Bisceglie di cui Corato fu
parte ), finché in epoca borbonica la cittadina assume il nome ufficiale di
Corato . Anticamente la città era percorsa da un tratto interno della via
Traiana: l'abitato romano sarebbe confermato dall'originale pianta quadrata (
da cui probabilmente il nome della città, secondo alcuni studiosi).

Corato era inizialmente una piccola comunità contadina che adorava divinità
boscherecce o della fertilità, ma grazie alla trionfale predicazione di San
Posizione del comune di Corato
Pietro e San Paolo essa divenne ben presto comunità cristiana che adorava i
all'interno della città metropolitana di
primissimi santi fra i quali San Vito e Santa Lucia, in onore della quale si
Bari
allestiva il "falò di Santa Lucia", tradizione ancora viva nel terzo millennio.
Sito istituzionale
Corato, che mantenne nel tempo la sua caratteristica contadina e pastorale, fu
nel V secolo teatro delle scorrerie barbariche dei Visigoti di Alarico
provenienti dall'Africa e in seguito delle orde saracene che portavano massacri e distruzione. A questo proposito gli abitanti di Corato
edificarono una torre lungo la via che saliva dal porto di Trani e un'altra detta "Turris Longa" in posizione dominante avanzata che
aveva piuttosto una funzione di avvistamento.

Nell'XI secolo Corato come tutta la Puglia fu preda dei Normanni. Trani fu dominata dal conte Drogone, mentre Pietro il Normanno
prese possesso dell'abitato coratino nel 1046. In quest'anno fu fondata ufficialmente la città di Corato e insieme all'atto di fondazione
Pietro il Normanno ordinò ai capi maestri di erigere quattro torri, delle quali restano oggi labili tracce, e relative mura. Lo sviluppo
continua, confermato anche dal geografo arabo El Edrisi, che ne descrive alcune specialità nel 1155:

«Quarat, bella, popolata, nobile e deliziosa, abbondante di frutta e ferace di prodotti alimentari»

(El Edrisi, geografo arabo del XII secolo )


La città rimane fedele aCorradino di Svevia anche dopo la morte diFederico II nel 1250, e alla conquista di Carlo I d'Angiò ottiene il
motto di "cor sine labe doli" (in lingua latina "cuore senza la macchia del tradimento"), riportato ancora oggi nello stemma civico.

Gli Spagnoli e i Borbone nel XVI secolo dominano Corato e la zona circostante, fino ad un modesto tentativo d'insurrezione ad opera
del cittadino Federico Quinto nel 1799. Infeudata pochi anni dopo alla famiglia Carafa duchi di Andria e conti di Ruvo, nel 1503 la
città è protagonista della disfida di Barletta, infatti il combattimento ebbe luogo in territorio di Corato sulla via per Andria. Nel 1656
[5]. Un grande fervore economico ed edilizio coinvolge
Corato scampa miracolosamente all 'epidemia di peste che investe il Meridione
la città a partire dalla salita diGioacchino Murat in poi, fino a proseguire con l'unità d'Italia.

Il 5 febbraio 2006 con oltre il 70% dei votanti al referendum consultivo fra i cittadini coratini ha respinto l'ingresso nell'istituenda
provincia di Barletta-Andria-Trani. L'affluenza è stata di circa il 40%, e nonostante il non raggiungimento del quorum, la decisione è
stata confermata dal consiglio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria Maggiore


Chiesa matrice del paese, chiamata popolarmente "il Duomo", è menzionata per la prima volta in un documento dell'XI secolo;
l'aspetto attuale, tuttavia, è quello che l'edificio ha assunto dopo vari rifacimenti dovuti al terremoto del 1627 e a un intervento di
restauro del XIX secolo che ha cancellato quasi ogni traccia dell'impianto originale. La facciata esterna, sulla quale sono chiaramente
visibili le stratificazioni e le modifiche di cui sopra, presenta una lunetta ad altorilievo raffigurante una Deesis. A sinistra del portale,
a ridosso dell'intersezione col torrione del campanile, a 2,43 m da terra, vi è una una lastra lapidea rettangolare in pietra calcarea (ca.
1,88 m di lunghezza per 1,03 m di altezza), circondata da una cornice e sormontata da tre piccoli archi a tutto sesto[6]: su di essa sono
appena visibili i resti scolpiti di un rilievo (ora quasi del tutto abraso) raffigurante l'ascensione al cielo di Alessandro Magno, tema
iconografico di grande fortuna nell'arte medievale e (soprattutto di ambito romanico pugliese) e nell'arte bizantina. Dell'originario
[6].
rilievo sono leggibili solo le due esche infilzate sulla punta delle due lance

All'interno si può ammirare un prezioso busto-reliquiario d'argento che ritrae il patrono della città San Cataldo, nonché un prezioso
affresco della Madonna di Costantinopoli risalente al 1559, tornato alla luce in tempi recenti dopo esser stato murato per diversi
secoli.

Santuario della Madonna Greca


Uno dei più importanti luoghi di culto della città, sede della parrocchia omonima, è molto importante per il paese poiché strettamente
legata ad alcuni avvenimenti di notevole rilevanza per la sua storia; vi si custodisce inoltre una presunta immagine acheropita ed è il
luogo di sepoltura della Serva di DioLuisa Piccarreta.
Chiesa Maria SS. del Monte Carmelo
Su via Carmine prospetta la facciata della chiesa di Santa Maria del Carmine, che attualmente ospita l'omonima confraternita. Nel
paramento murario, a bugnato rustico, si apre un semplice portale architravato, mentre la parte alta della facciata, terminata in tempi
più recenti, ha un coronamento a timpano. L'edificio, realizzato nella seconda metà del XVIII secolo, ha subito rifacimenti negli anni
Trenta del Novecento, come conferma la data del 1936 rilevabile sul portale secondario che si faccia
af su via Filangieri.

L'interno, di non grandi dimensioni, ha conservato l'aspetto originario, anche se la coloritura degli intonaci è di fine '900. La chiesa, a
navata unica, coperta a botte unghiata, è movimentata dalla presenza di tre cappelle per lato, sotto arconi poco profondi. Termina con
un'ampia abside all'interno della quale si aprono due simmetrici portali. Grazie alla presenza di paraste e di un marcato cornicione
soprastante che segnano tutto l'invaso della navata e dell'abside, la struttura presenta una notevole unità visiva dello spazio
architettonico. La decorazione a stucco è semplice ma raffinata, comprende i capitelli d'acanto delle paraste. Nell'ancona del
presbiterio è conservata una bella statua settecentesca raf
figurante la Madonna del Carmine.

La Chiesa al suo interno ospita un pregevole organo realizzato nel 1760 dall'organaro barese Pietro De Simone. Esso è collocato sulla
cantoria posta sulla controfacciata e sovrastante l'ingresso dell'edificio. L'organo è completamente racchiuso in una cassa lignea di
risonanza finemente decorata. Pregevoli decorazioni, realizzate in legno intagliato e dorato, arricchiscono la zona superiore delle
campate, seguendo l'andamento decrescente verso i lati dei vari gruppi di canne. Non è noto con certezza chi abbia commissionato
l'opera ma si può supporre che venne richiesta dalla confraternita della "Madonna del Monte Carmelo", che aveva sede nell'omonima
chiesa.

Chiesa dei Cappuccini


Intitolata alla Risurrezione di Gesù Cristo, la chiesa fu edificata nel 1756. Si caratterizza per un ampio vestibolo, con volta a crociera,
che si frappone tra l'ingresso e la chiesa. Il nome 'dei Cappuccini', con cui la chiesa è nota, presso gli abitanti di Corato, è dovuto alla
comunità dei frati francescani Cappuccini, presenti a Corato sin dal 1591. L'arcivescovo di Trani, Monsignor Giulio Caracciolo,
qualche anno più tardi, nel 1594, autorizza la costruzione del convento, da destinare ai frati. È la famiglia Carafa, conti di Ruvo di
Puglia e duchi di Andria (di cui Corato è feudo), a finanziare l'opera.La S. Congregazione dei Riti, nel 1716, stabilisce che le esequie,
celebrate nella chiesa dei Cappuccini, siano officiate dai frati e non dal clero secolare.[7] Dalla prima metà del XIX secolo la rettoria
dei Cappuccini ospita una comunità di suore, le Suore della Carità dell'Immacolata Concezione, dette 'Suore di Ivrea', il cui istituto è
stato fondato dalla Venerabile Antonia Maria Verna. Superiora della comunità, attualmente, è SuorNicoletta d'Amico.

La Chiesa dei Cappuccini è cara al popolo di Corato, per il culto a santa Rita da Cascia e per quello alla Beata Vergine Maria,
venerata sotto il titolo diMadonna del Pozzo e per la devozione a san Pio da Pietrelcina. La pia pratica dei 'Quindici giovedì in onore
di Santa Rita', la 'Novena a Santa Rita' e la 'Novena alla Madonna del Pozzo', costituiscono momenti importanti della vita della
fraternità rettoriale, unitamente a quello della commemorazione del beato transito di Padre Pio, la notte del 22 settembre.

La chiesa custodisce una tela del pittore fiammingo Gaspar Hovich, della fine del XVI secolo, e una pala di altare, raffigurante la
deposizione di Cristo dalla croce, di Giovanni Antonio Oppido Materano. La tela e la pala di altare rivengono dalla Chiesa 'Monte di
Pietà', andata distrutta agli inizi del secolo scorso. Stupenda la volta affrescata di quella che, un tempo, era la sacrestia della Chiesa e
che, da alcuni decenni, è stata destinata a studio rettoriale. Vi sono raffigurati, con affreschi del 1700, la Vergine Maria, con il capo
coronato di dodici stelle, e i quattro evangelisti.

La statua, raffigurante la Madonna del Pozzo, che in origine rappresentava soltanto la Vergine con il Bambino tra le braccia, risale
con molta probabilità al 1919. Si tratta di una pregiata statua in cartapesta, di sicura fattura leccese, attribuibile, in considerazione
dello stile, dei tratti del volto di Maria e del Bambino, nonché del raffinato panneggio, al maestro Raffaele Caretta. Nel 2009 alla
statua sono state poste due corone quattrocentesche (una sul capo del Bambino Gesù e l'altra su quello della Vergine), in argento e
oro.

La Chiesa della Risurrezione di Gesù Cristo è retta, attualmente, dal canonico ecclesiologo don Vito Martinelli, esperto di studi
frommiani e studioso del papa Benedetto XV (al secolo Giacomo Della Chiesa).
La messa prefestiva, celebrata nella piccola chiesa, è tradotta nel Linguaggio dei Segni per i sordomuti.
La domenica e i giorni festivi, nella Chiesa dei Cappuccini, non si celebra la Santa Messa, in ossequio a un decreto di Monsignor
Giuseppe Carata, già vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, fino agli anni novanta. Il decreto, infatti, dispone che nelle rettorie, nelle
cappellanie, nelle chiese gentilizie e in quelle rupestri, in giorno di domenica, di festa e di solennità, non sia celebrata alcuna messa,
al fine di privilegiare l'irrinunciabile centralità della vita parrocchiale.

Chiesa Madonna delle Grazie


La chiesa rurale detta “Chiesa di Bracco”, perché sita sulla vecchia via che porta da Corato a Ruvo, in contrada Bracco,a 1 km dal
centro abitato, è inserita in un complesso edilizio sei/settecentesco, realizzato per fornire di un convento i religiosi francescani
presenti a Corato nel XVII – XVIII sec.
Infatti, da una veloce ricognizione documentaria è emerso che la Chiesa o Cappella di S. Maria delle Grazie era esistente sin dal
1599: in “Corato. Testimonianze archeologiche e d'arte nel territorio” di Striccoli, Radina, Silvestri e Gelao a cura della Pro Loco, a
pag. 69 è riportato l'“Inventarium Maioris Ecclesiae Corati 1599” in cui si cita la presenza della “chiesa S. Maria della Gratia extra
moenia”; il sig. Tommaso Venitucci in “Corato nel 1609” pubblicato su “La Murgia”, giornale coratino degli inizi del Novecento, la
cita tra le chiese extra moenia del territorio; un documento conservato presso l'Archivio diocesano di Trani fa riferimento alla chiesa
della Madonna delle Grazie di Corato riportando una lite tra il procuratore di questa chiesa contro il primicerio Francesco Miscioscia
di Corato per un capitale di 54 ducati affidatogli per l'acquisto di vacche. Il fatto che si fosse interessati all'acquisto di mucche
confermerebbe l'idea che la chiesa fosse collegata ad un complesso agricolo e/o monastico. La tradizione, infatti, vuole che lì ci fosse
un antico convento dei frati minori osservanti.
Decisamente più interessante, infine, risulta un atto conservato in copia nel V volume della Miscellanea de Mattis presso l'archivio
della Chiesa Matrice di Corato. Con tale documento l'11 gennaio del 1638 il capitolo della collegiata chiesa “terrae Corati tranensis
archiepiscopatus” chiede di poter utilizzare la somma di 150 ducati “pro reparatione ac accomodatione et refectione della neviera sita
iuxta ecclesiam Santae Mariae Gratiarum extra moenia pertinentiae dicti capituli” perché la stessa neviera possa tornare ad essere
“fruttifera”.

Probabilmente nel 1864, il convento passò al Comune, a causa dell'abolizione del privilegio dell'inalienabilità dei possedimenti
ecclesiastici, voluta dal testo legislativo delle Leggi Siccardi (approvato nel 1850 a Torino, nell'allora Regno di Sardegna, ma entrato
in vigore in Puglia sicuramente dopo il 1861, anno in cui fu proclamata l'unità di Italia). Successivamente, dal Comune stesso fu
messo in vendita.

Nel 1997, la Curia Arcivescovile di Trani curò il restauro della chiesa portando allo scoperto il gioiello che oggi possiamo vedere.
L'interno della chiesa fu tutto “scorticato”, cioè liberato dall'intonaco, portando alla comparsa di due grossi pilastri in pietra e di una
volta tutta in pietra e tufo. Il pavimento avvallato fu riportato al suo livello con massetto di cemento armato e ricoperto di lastroni
originali di pietra, prima diligentemente numerati e poi ricollocati al loro posto.
Il Clero di Corato fissò che almeno nel periodo estivo fosse celebrata una Messa festiva.
La chiesa fu riaperta l'ultima domenica di giugno, il 29 giugno del 1997, in coincidenza con la festa di S. Pietro, e per questa
occasione la S. Messa, alla quale parteciparono tutti i sacerdoti di Corato, fu celebrata dall'arcivescovo Mons. Cassati.

La cosiddetta Chiesa di Bracco va più correttamente chiamata santuario mariano, vista la dedica alla Madonna delle Grazie, voluta
dai coratini, particolarmente devoti alla Vergine Santissima, come testimoniano le tante chiese coratine, soprattutto del centro storico.
Il titolo Madonna delle Grazie, tra i tanti con i quali il popolo di Corato invocava Maria, è prevalso racchiudendoli tutti.
Forse, i nostri antenati, hanno identificato i loro travagli confortati e risolti dalla imperturbabile fiducia in Maria, nel «riposo in
Egitto», una tela della Vergine di scuola romana del sec. XVI che era presente in chiesa.
Nonostante le vicende, non sempre positive, che hanno riguardato questo santuario, il popolo di Corato ha assicurato ogni anno due
feste per la Madonna delle Grazie: una il 2 luglio che in realtà era il giorno dedicato alla festività della Visitazione di Maria a S.
Elisabetta, l'altra l'8 settembre, festa della natività di Maria, organizzata sempre in un tono maggiore con l'allestimento di un carro
trainato dai buoi che portava in trionfo l'effigie della Madonna per i viottoli della contrada.

Architetture civili
Palazzo di Città: sede del municipio dal1866, era precedentemente un convento dei frati Minori Osservanti di San
Cataldo. Oltre al prospetto in stile ottocentesco, gli interni presentano un chiostro cinquecentesco con archi ogivali

tardo-gotici su pilastri, con diverse finestre a due livelli in stilebarocco e nella


tardo-gotici su pilastri, con diverse finestre a due livelli in stilebarocco e nella
parte superiore l'orologio civico. Fino al2009 al suo interno erano conservati il
bassorilievo della Madonna del Latte, probabilmente del 1548 di Paolo da
Cassano ed un affresco della Pietà della scuola ferrarese delXVI secolo;
attualmente le opere sono conservate nelMuseo della Città e del Territorio della
città[8].
Palazzo delle Pietre Pizzute(Palazzo Patroni Griffi o De Mattis): palazzo
cinquecentesco con portale ornato da tredici bugne piramidali, con in alto lo
stemma dei conti Patroni Griffi. La sua costruzione si ritiene risalga al 1492,
come probabile sede di un centro studi aperto sull'onda della scoperta
dell'America. È probabile che i suoi progettisti trassero spunto dalPalazzo dei
Diamanti di Ferrara per la sua realizzazione.
Palazzo La Monica Vecchio: è una grande costruzione con un prospetto duplice
e diversi portali ottocentesco e rinascimentale, con una balaustra superiore.
Palazzo ex Pretura in Piazza Sedile: ex convento restaurato di recente.
Palazzo Catalano: piccola fabbrica popolare risalente al1598, con al primo piano Palazzo delle Pietre Pizzute
un affresco con una scena di caccia e al secondo piano un'iscrizione con il nome
del fondatore, Antonio Catalano.
Palazzo Gioia: edificato sul castello più antico della seconda metà dell'Ottocento, con il portale a destra coprente
due rilievi con gli emblemi dellafamiglia Carafa.
Palazzo ex Biblioteca Comunale: risalente al XVII secolo.
Palazzo Santarella: Il palazzo è stato edificato daLuigi Santarella applicando le sue nozioni sul cemento armato ed
è uno dei primi esempi di costruzione in Italia, con l'uso di questo materiale.

Siti archeologici
Chianca dei Paladini: un dolmen dell'età del Bronzo costruita con tre lastre megalitiche (le cosiddettechianche, da
cui il nome) ed una quarta ricoprente; la leggenda racconta sia il risultato di una competizione fra giganti.
Sepolcri di San Magno: tumuli risalenti all'età protostorica, circaVII secolo a.C. nella contrada omonima.

Società

Evoluzione demografica
Abitanti censiti[9]
Lingue e dialetti
Il dialetto coratino è una variante del dialetto barese. Esso si configura come un dialetto a metà strada tra la fascia murgiana e la
fascia sud-ovest barese. Ad esempio, si riscontrerà nan (tipico dei dialetti murgiani ed assente nell'hinterland barese), ma poi sàpe
(tipico dell'hinterland barese ed assente nei dialetti murgiani, dove spesso l'apertura è in é, quindi sépe, séipe, o a volte si chiude in è,
quindi sèpe).

Tradizioni e folclore
Importanti sono le celebrazioni di agosto per la festa del patrono locale, San Cataldo, che secondo la tradizione, nel 1483 salvò il
paese da una grave pestilenza.

Cultura

Media
A Corato viene edito il mensileLo Stradone[10] fondato nel 1979 da padre Emilio D'Angelo.

Teatro
Il teatro comunale di Corato fu inaugurato nel 1874. Fu voluto e costruito sotto l'allora sindaco e deputato "progressista" del
Parlamento regio Giuseppe Patroni Griffi, avo dell'omonimo commediografo. È stato il più grande Teatro della Puglia, sino alla
costruzione del Teatro Petruzzelli di Bari. Il Teatro fu realizzato nel 1874, dopo solo un anno dall'approvazione del progetto, con
l'ausilio degli scenografi delTeatro San Carlo di Napoli.[11]

Ha inoltre sede a Corato l'I.T.A.C.A., la prima accademia d'arte drammatica pugliese riconosciuta dalla Regione Puglia, gemellata
con la LAMDA di Londra e impegnata nella formazione di giovani attori e registi. Attualmente è diretta da Nicolaero.
V

Musica
Forte è anche la tradizione bandistica, in comune con la maggior parte dei comuni vicini quali Ruvo di Puglia, Bisceglie, Trani,
Molfetta, sin dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri.

Negli ultimi anni hanno assunto una rilevante importanza, anche a livello nazionale, i concorsi musicali 'Euterpe' e 'Festival delle
Murge' (musica classica) e 'La Nota d'Oro' (musica leggera).

Tra i musicisti professionisti coratini va citato il percussionista Cesare Pastanella, attivo nell'ambito della musica etnica, afrocubana e
jazz.

Tavernanova è un gruppo musicale che ha contribuito alla diffusione delle tradizioni popolari coratine e del sud Italia, dentro e fuori i
confini nazionali, attraverso una sapiente fusione tra antichi proverbi e filastrocche contadine e una musica che racchiude linguaggi
jazz, pop e di musica etnica.

Cinema
A Corato sono stati girati i seguenti film:

nel 1979 la commedia sexy La liceale seduce i professori, con Gloria Guida, Alvaro Vitali, Donatella Damiani e il
pugliese Lino Banfi.[12]
nel 1992 Io speriamo che me la cavo, di Lina Wertmüller con Paolo Villaggio.
nel 2000 Albania blues di Nico Cirasola
nel 2006 Bastardi di Andres Alce Meldonado.
Cucina
Un primo piatto tipico è il 'ragù' con braciole (involtini) di carne d'asino o di cavallo, con cui si condiscono le orecchiette, dette
strascenàte, che legano anche molto bene in un altro piatto tradizionale... gli "strascenàte e cime de rape". La pignatta di trippa e il
calzone (una focaccia riempita da cipolle cotte a vapore, olive nere, acciughe sotto sale ed uva sultanina) costituiscono la seconda
parte del pasto. Ma sono anche molto comuni la scamorza, i nodini e la burrata, queste ultime originarie di Andria. Fra i dolci tipici
del luogo, si ricordano in occasione del Natale le cartellate con vincotto e miele, marzapane, sasamello e taralli, mentre per le
festività pasquali è consuetudine cucinare lascarcella.

Economia
L'economia è prevalentemente agricola anche se non sono molti i terreni fertili essendo questi ultimi estesi prevalentemente verso la
murgia, più fredda e meno favorita. Negli ultimi anni, vi è stato anche un impulso verso il settore artigianale, della piccola industria e
del terziario avanzato. La particolare tradizione agricola ha permesso la creazione di un grosso polo agro-alimentare che estrinseca le
sue attività produttive preminenti in diversi settori: quello lattiero-caseario con la presenza di numerosi laboratori a conduzione
familiare; quello oleicolo: Corato è la patria dell'olio extra vergine ottenuto dalla molitura della Coratina, “Cultivar Coratina o
racioppa di Corato”; quello vinicolo: questo comparto usufruisce della presenza di circa 2.000 ettari di vigneti per la produzione di
uva da tavola (rappresentata dalle varietà uva baresana, regina bianca, Italia primus e cardinale) e di uva da vino (rappresentata dalle
varietà: moscato bianco, sangiovese, Nero di Uva di Troia, pampanuto, bombino nero, montepulciano); settore alimentare: con le
grosse industrie molitorie (tra le altre Molino Casillo, uno dei principali players a livello mondiale) e di lavorazione della pasta
(Granoro e Riscossa) ed i tarallifici (La Spiga e Fiore di Puglia) che assicurano un'elevata produzione di prodotti conosciuti
sull'intero territorio nazionale ed estero.

Infrastrutture e trasporti
Corato è servita da una stazione posta sulla ferrovia Bari-Barletta, gestita dalla Ferrotramviaria, che ricalca il tracciato della
precedente tranvia a vapore.

Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27
20 ottobre [13]
settembre Aldo Sciscioli Democrazia Cristiana Sindaco
1992
1988
20 ottobre 23 febbraio Antonio Comm. [13]
1992 1993 Nunziante straordinario
23 febbraio 29 giugno Comm. [13]
Carlo Striccoli
1993 1993 straordinario
29 giugno 12 maggio Luigi Di Movimento Sociale Italiano - Destra [13]
Sindaco
1993 1997 Gennaro Nazionale
16
2 giugno Luigi Di [13]
dicembre centro-destra Sindaco
1997 Gennaro
1999
16
1º maggio Giuditta [13]
dicembre Comm. pref.
2000 Montanari
1999
1º maggio 2 luglio Ruggiero Maria [13]
centro-sinistra Sindaco
2000 2002 Fiore
2 luglio 27 maggio Antonio Comm. [13]
2002 2003 Nunziante straordinario
27 maggio 15 aprile [13]
Luigi Perrone centro-destra Sindaco
2003 2008
15 aprile 19 gennaio [13]
Luigi Perrone Il Popolo della Libertà Sindaco
2008 2013
19 gennaio 1º luglio Biagio De [13]
Comm. pref.
2013 2013 Girolamo
13
12 giugno [13]
novembre Renato Bucci Sindaco
2013
2013
13
30 maggio Maria Filomena Comm. [13]
novembre
2014 Dabbicco straordinario
2013
la puglia prima di tutto,Fdl-AN, UDC, FI,
30 maggio Massimo lista civica: città nuova, [13]
in carica Sindaco
2014 Mazzilli Nuovo Centrodestra, movimento politico
schittulli

Gemellaggi
Grenoble, dal 1999, che ospita una grande comunità coratina, presente sin dall'inizio del secolo XX.

Sport
Ha sede nel comune la società di calcio U.S.D. Corato Calcio 1946, che ha disputato campionati dilettantistici regionali.

l'A.S.D. Olimpia Pallacanestro Corato è una società di basket femminile, fondata nel 1999, in campo maschile, l'A.S. Basket Corato,
fondata nel 1962, ha raggiunto in passato la serie B2. Nella stagione sportiva 2017/2018 raggiunge la promozione in serie B, terzo
livello nazionale della pallacanestro.

Altri sport
Apulia Scacchi Club, fondata nel 1996, ha militato nel 2008 in serie A2 del Campionato Italiano di scacchi a squadre
Tiro a Segno Nazionale Corato, fondata nel 1884
Pol. Libertas Corato, fondata nel 1945 (Atletica)
Circolo Tennis P. Tandoi, fondato nel 1968

Impianti sportivi
Stadio Comunale di Via Gravina.
Palazzetto dello sport, Palalosito.

Note
1. ^ Dato Istat (http://demo.istat.it/bilmens2018gen/index.html)- Popolazione residente al 31 marzo 2018.
2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996,
p. 227.
3. ^ Necropoli di San Magno Corato - Tesori dell'arte e della storia - Puglia Imperiale Turismo (http://www.pugliaimperial
e.com/turismo/wheretogo/beniculturali/content.asp?art=133&lang=IT)
4. ^ Dolmen Chianca dei Paladini Corato - T esori dell'arte e della storia - Puglia Imperiale Turismo (http://www.pugliaim
periale.com/turismo/wheretogo/beniculturali/content.asp?art=127&lang=IT)
5. ^ Proloco Corato (http://www.prolococorato.it/6/scoprire%20la%20citt%C3%A0/3126/3344/4316/ParrocchiaSantaMar
iaGreca.aspx)
6. ^ a b Giuseppe Magnini e Luigi Soldano,Un nuovo 'Volo di Alessandro' a Corato, in Puglia, in «engramma, la
tradizione classica nella memoria occidentale», nº 124, febbraio 2015,ISBN 978-88-98260-69-0. URL consultato il 30
marzo 2016.
7. ^ P. Salvatore da Valenzano, I Cappuccini nella Puglia, Bari 1926, p. 204.
8. ^ Sistema Museo | musei - Museo della Città e del e Trritorio (http://www.sistemamuseo.it/ita/2/musei/137/corato-pugli
a-museo-della-citt-e-del-territorio/)
9. ^ Statistiche I.Stat (http://dati.istat.it/Index.aspx)- ISTAT; URL consultato in data 28 dicembre 2012.
10. ^ Lo Stradone (http://www.lostradone.it)
11. ^ Coratolive.it (http://www.coratolive.it/City/479/VistaSez.aspx)
12. ^ Vito Attolini, Alfonso Marrese, Maria Abenante, Cineasti di Puglia. Autori, mestieri, storie, Adda editore, 2006
13. ^ a b c d e f g h i j k l m n http://amministratori.interno.it/

Bibliografia
Giuseppe Patroni Griffi, L'amministrazione municipale di Corato, Giannini, Napoli 1876.
Giovanni Beltrani, I documenti storici di Corato (1046-1327), Commissione di storia patria, 1923.
V. Gioia, Relazione sulla situazione economica e morale del Comune di Corato , Tip. C. Petrone, 1929.
Francesco Galise, Corato storia del suo territorio, Tip. Graziani, 1995
Paolo Lopane, Insediamenti cavallereschi in Puglia. T emplari, Teutonici, Ospitalieri, Nardò, BESA 2015
Francesco Galise, Corato sviluppo urbanistico con note architettoniche , Tip. Graziani, 1985
Vincenzo Acella, La chiesa madre di Corato, Ed. Insieme, 2002.

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