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Dott.

Antonio Coroniti Sociologo


gi

Segretario Consiglio Pastorale Diocesi di Pozzuoli


Via Dei Mercanti, 16/ 87028 Praia A Mare

Napoli, 9 ottobre 2013


San Dionigi vescovo e martire

Raccomandata A. R.

Quando dunque vedrete labominio della desolazione stare nel luogo santo (Mt 24, 15)

Vi dar lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, n controbattere (Lc 21, 15)

Affinch siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla Verit, ma si sono compiaciuti delliniquit (II Ts 2, 12)

Santit Francesco Citt del Vaticano - Mons Pietro Parolin Segretario di Stato - Mons. Gerhard Ludwig Mller Pref. Congreg. Dottrina Fede - Card. Angelo Amato Pref. Congreg. Cause Santi - Card. Antonius Caizares Llovera Pref. Congreg. Culto Divino - Card. Angelo Bagnasco Presidente CEI - Mons. Mariano Crociata Segretario CEI - Card. Angelo Scola Arcivescovo di Milano - Mons. Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino - Mons. Francesco Moraglia Patriarca di Venezia - Card. Carlo Caffarra Arcivescovo di Bologna - Card. Giuseppe Betori Arcivescovo di Firenze - Card. Crescenzio Sepe Arcivescovo di Napoli - Card. Paolo Romeo Arcivescovo di Palermo - Mons. Leonardo Bonanno Vescovo di S.M. Argentano - Scalea Osservatore Romano Dr. Giovanni Maria Vian Quotidiano C.E.I. Avvenire Dr. Marco Tarquinio Famiglia Cristiana P. Antonio Sciortino

e per conoscenza

Premetto che i titoli gerarchici e glincarichi da me indicati per i destinatari sono comunemente attribuiti allinterno di quella che si ritiene sia la Chiesa Cattolica. Ho ritenuto di doverli conservare nella presente per una esigenza di sicura riconoscibilit. In unepoca senza padri e di falsi profeti, questa mia lettera/ dossier denuncia, nel 55.mo anno della morte del Papa Pio XII, la Verit/Vera e completa sulla gravissima crisi in atto nella Chiesa. Essa rielabora ed integra quanto gi fatto pervenire a Benedetto XVI e ad alcuni cardinali di curia e cardinali-arcivescovi italiani in data 9 ottobre 2008.

2 Il dossier composto: a) dalla presente Lettera, che enuncia, in tutta la sua dirompente portata, la verit scoperta, e illustra come fu possibile lincredibile sovvertimento b) da sei Allegati, che documentano lessenziale di ogni cosa.

Poich sono pervenuto alla Verit pi completa sulla gravissima crisi in atto nella Chiesa e sulle sue conseguenze, anche per quanto attiene alle specifiche e gravi responsabilit dei cattolici tradizionali e integrali, i quali, per codardia, non hanno voluto chiamare le cose con il loro nome, annuncio che, in corso danno, trasmetter la presente ai mass media, anche via WEB. E siccome non sar possibile separare le persone da quanto esse pensano e dicono, credo sia Loro preciso interesse verificare, con seriet e attenzione, quanto vado Loro a comunicare, per conoscerlo prima di altri.
La Verit/Vera, poi, sempre Ges: sbatterGli la porta in faccia pu essere mortale (Gv 9, 39). Per questo, invito Loro a resistere alla tentazione di non leggermi fino in fondo. Se, divorata dal cancro dellapostasia, la Verit si oscura, la Carit sparisce. Questa , infatti, amore per Dio sopra ogni cosa e, per amor Suo, amore del prossimo come di noi stessi: laverla ridotta alla sola seconda parte, e senza inciso, lha trasformata in un amore del prossimo falso, perch idolatrico, cieco e truffaldino, che ha partorito una gigantesca associazione per delinquere, facendo sprofondare lOccidente e il mondo intero in un buco nero. Senza alcuna possibilit di ritorno; perch tutti i segni indicano, in modo certo, che siamo giunti alla fine della Storia. Resta, ai reprobi, lunica possibilit di un immediato pentimento; ed ai giusti, quella di conservare la fede e di vender cara la pelle, annunciando lira divina e la Sua giustizia.

Dottore in Economia, con una tesi in sociologia della religione (sul protestantesimo e
sullorigine del capitalismo), dopo oltre venti anni di studio al servizio della Chiesa e, perci

stesso, della societ, dallanno 2005 allanno 2008 ho scoperto progressivamente una verit terribile, in tutti i suoi tragici risvolti, che ho ampiamente documentato nella citata lettera/dossier a Benedetto XVI. La sua gravit unica, inaudita e sicuramente irripetibile. Non ci sono parole adeguate per qualificarla. Essa spiega alla perfezione perch lOccidente sprofondato nel disordine e nella violenza, nella perversione pi sfacciata e, in breve, nella rovina pi grande mai registrata in epoca cristiana. Per un effetto di trascinamento, poi, ch tipico delle culture dominanti, lintera umanit va incontro alla stessa rovina; cosa che il mondo islamico pi ortodosso, pur lontano dalla Verit, ha compreso da tempo: perci cerca di scongiurarlo in tutti i modi possibili. Lo stesso Joseph Ratzinger, del resto, era ben consapevole di questa tragica situazione, se vero che ne parla dovunque in Sale della Terra, e segnatamente nel passaggio in cui tratta dellISLAM in crescita, di fronte alla grande crisi dellOccidente. Dove, assumendo il punto di vista islamico, che mostra chiaramente di condividere, afferma testualmente: siamo noi che abbiamo una identit migliore, la nostra religione resiste, voi non ne avete pi nessuna (p. 277!). Quanto da me scoperto frutto, inizialmente, dello studio dei testi critici Verit cristiane nella nebbia della fede (Mons. Inos Biffi) e Il mistero della sinagoga bendata (Prof. Enrico Maria Radaelli); studio completato con lesame minuzioso dei siti Internet tradizionali e integrali. Successivamente, ho condotto una serie conclusiva di personali approfondimenti sulla situazione storica e sul Magistero della Chiesa dallepoca della rivoluzione francese ai nostri giorni, ricevendone conferme autorevolissime dalle apparizioni mariane di La Salette e Fatima.

In estrema sintesi, la Verit scoperta la seguente.


Nella Chiesa Cattolica vige il principio assoluto, da sempre ritenuto tale, ma poi anche formalmente dichiarato dal Concilio Vaticano I (Cost. Pastor Aeternus 18.7.1870), che il Magistero infallibile precedente vincola in modo definitivo il magistero successivo. Il dossier dimostra, in proposito, che i Papi fino a Pio XII, di fronte allincalzare del protestantesimo, prima, e del modernismo anticristiano, poi, hanno sigillato la fede cattolica con quel tipo di Magistero, per ancorarlo saldamente alla Tradizione. Nonostante questa blindatura, i papi del concilio Vaticano II hanno forzato quei sigilli, dilapidando il deposito della fede, delegittimando i loro predecessori, incorrendo nelle loro scomuniche, producendo frutti di morte, e facendo cos piombare la Chiesa e il mondo intero nelle tenebre pi fitte. E siccome Ges il Cristo ha promesso lassistenza divina ai successori di Pietro, che preserva in modo assoluto dallerrore in materia di fede e di morale, ne viene che i pontefici dal Vaticano II in poi, che hanno deliberatamente, ostinatamente e mortalmente contraddetto i loro predecessori in tale materia cosa mai avvenuta prima nella Chiesa! , non sono veri papi, ma impostori, anticristi! Si sono cos spalancate le porte degli ultimi tempi, che passano per una impostura religiosa e per unapostasia generale (II Ts.), entrambe sicuramente in atto. Tra i segni dellimpostura figura quello di Giovanni XXIII, che ha assunto il nome di un antipapa (!). Mentre il catechismo dellormai falsa chiesa cattolica parla della fine dei tempi in un modo che rispecchia fedelmente quello che essa ha prodotto ed a cui si va incontro: "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoter la fede di molti credenti il mistero dell'iniquit si sveler sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verit. La massima impostura religiosa quella dell'anticristo".

Spiegazione che corrisponde esattamente agli avvenimenti in corso!


Il Papa Paolo IV, per, nella solenne Bolla Cum ex Apostolatus Officio del 1559, avverte che solo un falso pontefice dice eresie, che la sua elezione radicalmente nulla , e che tale falso pontefice, ritenuto vero pontefice, proprio quellabominio della desolazione di cui parla Ges (Mt. 24, 15), che conduce le anime alleterna perdizione. Mentre da unattenta lettura della Bolla Execrabilis (1460) del Papa Pio II dobbligo dedurre che qualunque concilio della storia venga convocato per ribaltare la Tradizione della chiesa assolutamente nullo. Il Vaticano II, che ha ribaltato questa Tradizione, con parole false, dunque nullo! Ogni giorno che passa, tutto sempre pi iniquit che dilaga, che raffredda la carit di molti (Mt. 24, 12), aumentando, per questa via, liniquit, e che contrassegna lapostasia generale predetta nella Scrittura (II TS 2,1-12); dove san Paolo, con parole terribili, dice che si perdono quanti non hanno avuto amore per la Verit che salva, perch Dio manda ad essi un influsso di errore, affinch siano tutti condannati (2,12)! Le apparizioni mariane a La Salette, nel 1846, e a Fatima, nel 1917, dichiarate autentiche dallautorit della Chiesa, nel mentre descrivono, con linguaggio profetico, tutto quanto finora avvenuto e sopra delineato, anticipano il modo in cui i figli veri della Chiesa, Apostoli degli ultimi tempi, andranno incontro al Signore, nella sua Parusia, ormai alle porte.

Ma come fu possibile e quali prove vi sono di tutto quanto sopra esposto? Esponiamolo in uno sguardo sintetico ma di ampio respiro.

E convinzione pressoch unanime nella sedicente Chiesa Cattolica che lepoca in corso abbia registrato un processo di scristianizzazione senza precedenti nella Storia.
Ne prova eloquente, innanzi tutto, lo stesso (comunemente ritenuto) magistero ordinario e straordinario; il quale si ripetutamente e organicamente pronunciato sulla gravissima crisi spirituale e morale del nostro tempo, sul suo aggravamento dopo il Concilio e sul conseguente processo di scristianizzazione in atto, con accenti che non lasciano dubbi sulla forte negativit di un giudizio complessivo definitivamente acquisito (cfr, tra gli altri, G.S. 7, 19, 20 e 27; Evang. Nunt. 52 56; Rec. et Paenit. 18 e 28; Chr. L. 34; Lett. Fam. 13; E.V. 26, 27, 28, 70), e dove si parla: di interi Paesi del c.d. Primo Mondo, dove un tempo la fede cristiana era viva e operosa, radicalmente trasformati dal continuo diffondersi dellindifferentismo, del secolarismo e dellateismo (Chr. L. 34); di unepoca caratterizzata da una profonda crisi della verit (Lett. Fam. 13); dove gli stessi aspetti positivi (tante famiglie sane, volontariato generoso, centri di aiuto alla vita, progressi della medicina, etc.) costituiscono solo segni di contrasto di uno scenario ben pi ampio, dominato da una cultura di morte (E. V. 26 e 27); di ventesimo secolo in cui i falsi profeti e i falsi maestri hanno conosciuto il maggior successo possibile (E. V. 17); di scontro immane e drammatico tra il bene e il male, la morte e la vita, la cultura della morte e la cultura della vita, con lineludibile responsabilit di scegliere incondizionatamente a favore della vita (E.V. 28); di false democrazie (come quelle della societ Occidentale) dove non esiste nessuna verit ultima che guida e orienta lazione politica, e le convinzioni vengono strumentalizzate per fini di potere (E.V. 20); di alleanza tra democrazia e relativismo etico, che toglie alla convivenza civile ogni sicuro punto di riferimento morale (E.V. 70).

Ne rappresenta prova scientifica la ben nota indagine del 1995 sulla religiosit in Italia, realizzata dalla Cattolica di Milano e pubblicata dalla Mondadori, la quale mostra il
numero incredibile di coloro che si dicono cristiani (84%), una serie sterminata di negazioni morali che riducono al 13% i cattolici ortodossi, un irrisorio 2-3% di autentici figli della Chiesa (come
stimato in un mio saggio critico del 16 aprile 98 ai vescovi italiani, molto apprezzato dal segretario del tempo, mons. Antonelli 26.5.98).

Ne conferma autorevole, in ambito ecclesiale e socioculturale, il libro-intervista Il Sale della Terra (1997), nel quale Joseph Ratzinger, Prefetto (ritenuto) della
Congregazione per la dottrina della Fede, poi Benedetto XVI, ha dischiuso scenari apocalittici (pp. 18, 250, 313, ecc.), che lavanzato processo di scristianizzazione, da un lato, e i tanti cristianesimi adattati (come li chiama), dallaltro, sembrano attirare.

Allunanimit dellanalisi, tuttavia, non corrisponde lunanimit di giudizio sulle cause.


Lanalisi corrente, infatti, induce per lo pi a ritenerle esogene alla Chiesa, almeno dallepoca del concilio Vaticano II. Altri, invece, e tra questi chi scrive, sono in possesso di elementi tali da far concludere, non solo ad un uomo di Dio, ma anche e pi semplicemente ad una persona di buona volont, meritevole destinataria della pace in terra annunciata dallAngelo, che le vere cause della disastrosa situazione sono, da quellepoca, tutte interne alla comunit ecclesiale. Lo scenario ecclesiale e socioculturale dei nostri giorni peraltro il punto di arrivo di un lungo processo di scristianizzazione iniziato con let moderna, per cause molteplici, esterne e interne alla comunit ecclesiale. Fino ad un certo momento, le cause interne furono degli errori, anche gravi, ma sempre riconducibili alla comune limitatezza della natura umana e, quindi, almeno comprensibili, se non

5 del tutto scusabili. Ci fu un momento, per, in cui esse divennero peccati mortali di una gravit inaudita; e fu da tale momento che la crisi assunse un aspetto bulgaro, conducendo lintero Primo Mondo post cristiano e, per leffetto di trascinamento tipico delle culture dominanti, il mondo intero, in un immane precipizio.

In che modo fu possibile?


Prima di rispondere a tale domanda, occorre premettere subito, per ragionare in termini di pura teologia cattolica, che il punto fondamentale nella genesi e nello sviluppo di questa crisi sempre la natura decaduta delluomo, che, dopo essere stato inserito nella Vera Vita dellAmore trinitario in Cristo Ges, per mezzo della Chiesa, non corrisponde alla Grazia. Nella Chiesa, per, vi una responsabilit notevolmente maggiore di quanti, insigniti del sacramento dellOrdine, la governano, con il compito di pascere il gregge (Luca 12,48). E questo per la semplice ragione che quando la non corrispondenza alla Grazia origina proprio in coloro che guidano la Chiesa i danni sono massimi. Proprio quanto avvenuto nella crisi attuale, con la corruzione del clero gerarchico (cardinali, vescovi), la cui fede si indebolita per la cattiva disposizione danimo, che li ha visti cedere agli attacchi del demonio, in presenza di rivoluzioni e guerre catastrofiche.

Ma andiamo con ordine, riportando uno schema sintetico in dieci punti, che costituiranno, successivamente e negli allegati, materia di approfondimento e di verifica.
1. Col Rinascimento nasce una nuova religione, pagana, antropolatrica e naturalista, che si oppone a quella Cristiana, Monoteista, Trinitaria e Cristocentrica. Luomo progredisce e si sbarazza del cristianesimo, sempre pi sbrigativamente visto come il trionfo della soperchieria e della superstizione. 2. Nel secolo dei lumi la nuova religione si rafforza e si afferma, diventando sempre pi cultura dominante. Si predica il trionfo della dea Ragione sulla religione. La c. d. Rivoluzione Francese segna un momento parossistico di tale processo, che accelera fortemente il processo di scristianizzazione dellEuropa cristiana. 3. La fede cattolica resiste strenuamente nei Pontefici Romani, che la precisano e la difendono, fino a Pio XII, con magistero da sempre ritenuto e poi anche formalmente dichiarato infallibile dal concilio Vaticano I (encicliche Mirari Vos, Quanta Cura con Sillabo degli Errori
condannati, Immortale Dei, Libertas Humana, Provvidentissimum Deus, Pascendi, Quas Primas, Mortalium Animos, Mystici Corporis, solo per esemplificare) .

La fede, tuttavia, sindebolisce in strati sempre pi vasti della societ e della stessa Chiesa. Non solo per la cattiva disposizione di molte anime, che non oppongono resistenza al demonio, anime che si corrompono sotto laggressivit della nuova religione; ma anche in seguito ad una serie di disfatte sociali (guerre, rivoluzioni) ed ecclesiali (fine potere temporale dei papi). Allinterno della Chiesa nascono e si consolidano i fiancheggiatori della nuova religione anticristiana, i c.d. cattolici liberali, costringendo i pontefici a severe misure (per esempio, motu proprio Sacrorum Antisticum di san PIO X, che impone ai preti un giuramento antimodernista). 4. Inizia un processo di scristianizzazione delle masse, che indebolisce la fede di molti uomini mal disposti dello stesso clero gerarchico (cardinali, vescovi, preti), soprattutto dopo laffermarsi di movimenti atei rivoluzionari (comunismo) e reazionari (nazi-fascismo), i quali scatenano eventi bellici disastrosi (guerre mondiali, sterminio degli Ebrei). Questi chierici iniziano intimamente a meditare sullintera esperienza della fede cattolica, ritrovandola inadeguata, se non addirittura impostata su basi false, per lesistenza di vincoli dottrinali dubbi o ingiustificati (modernismo). Molti cardinali e vescovi, che pur

6 personalmente dissimulano questo loro intimo credere, non trovano, ovviamente, la forza morale dimpedire che lo facciano i loro preti. La fiumara del male, cos, singrossa. 5. Si annebbia, perci, limportanza della fedelt alla Tradizione e alla stessa Scrittura. In molti preti e vescovi cattolici sinsinua il dubbio temerario e inconfessato che la Tradizione abbia potuto errare per autoesaltazione; prima, nel trasporre per iscritto la fede degli Apostoli e, successivamente, nella stessa interpretazione dei testi scritti. 6. Nasce, cos, alla fine della seconda guerra mondiale, unaltra chiesa (la c minuscola dobbligo), silenziosa, parallela ed eretica, che vive allombra di quella vera, e che attende loccasione propizia per prendere il timone di Pietro ed imprimere una svolta radicale al corso degli eventi. 7. Loccasione fornita dallelezione al pontificato di Giovanni XXIII, il cui nome fortemente emblematico, non solo perch quello di un anti-papa (!), ma anche perch chi lo port in precedenza (Giovanni XXII) fu a stretto contatto di eresia (dalla quale, tuttavia, usc per iscritto, dicendo che si trattava di unopinione personale poi accantonata)! Dato come papa di transizione per la sua et avanzata (77 anni), e perci eletto molto rapidamente, papa Roncalli fortemente imbevuto di spirito liberale, che manifesta con grande affabilit e naturalezza, attirandosi lappellativo di papa buono. Il papa buono, per, non un buon papa (!). Egli, infatti, parla, per la prima volta: di una pace che semplice assenza di guerra e che, dunque, non quella di Cristo; di un amore per luomo fine a se stesso, che pu prescindere dallamore per Dio (lettera a
Kruscev per la crisi di Cuba);

di una Chiesa che deve portare il Vangelo al mondo non con la (se)verit, ma con la misericordia, accogliendo il peccatore cos com; di necessit imprescindibile di un dialogo con luomo e le religioni, che punti su quello che unisce, e cio sul nulla, perch Ges Cristo non in comune e, dunque, divide! Affermazioni, queste, decisamente quanto subdolamente eretiche, che, dato il terreno fertile rappresentato dalla chiesa eretica/ombra del pre-concilio, trovano ampio accoglimento nel successivo concilio Vaticano II, conducendo, poi, nel dopo concilio: ad una pace falsa, perch tutta e sola umana; ad un amore falso, che tutto e solo terreno; ad una misericordia senza Verit e, dunque, falsa, che, avendo escluso lesigenza anche dellammonizione fraterna (vera opera di misericordia spirituale), non punta pi al recupero del peccatore, perch si converta e viva, e disprezza totalmente le esigenze assolute del bene comune, che il vero bene di tutti, anche delliniquo peccatore, scatenando le forze del male; ad un relativismo religioso senza precedenti (ecumenismo e indifferentismo), assolutamente contrario allo spirito e alla stessa lettera del Vangelo (Mt 28, 18-20; Mc 16,15-16), come rettamente interpretati dalla Tradizione bimillenaria della Chiesa. 8. Su queste false premesse, Giovanni XXIII convoca il Concilio Vaticano II per aggiornare la Chiesa, in unapertura che si riveler sempre pi una consegna a quel mondo di tenebre e di peccato che avrebbe dovuto illuminare. La sua prolusione di apertura tutta impregnata di quelle sue idee sopra esposte, che avrebbero condotto del tutto fuori rotta. Il concilio, invero, scatena la furia della chiesa eretica modernista ed ecumenista, che esce allo scoperto e prende il sopravvento su quella vera, imponendo i suoi papi e relegando ai margini dellinsignificanza il dissenso dei veri cattolici. Lintero Concilio ispirato, sostenuto e, poi, attuato in base agli insegnamenti eretici del personalismo cristiano di Maritain e di Guitton, nuovo volto del cattolicesimo liberale, che separa

7 Dio da Cesare, lega il cristiano a Cesare e annulla lInferno, perch non si fida della bont di Dio! (Cfr. E. M. Radaelli, Il Mistero della Sinagoga Bendata, p. 280). 9. Come espongo di seguito, e come documento ampiamente nel primo allegato, il concilio Vaticano II opera una frattura insanabile con le due fonti della divina Rivelazione e, in modo particolare, con la costante Tradizione della Chiesa, violando spudoratamente il magistero infallibile pregresso. Resta, alla fine, una nuova e falsa religione universalista, che dilata a dismisura la via della salvezza, apre al mondo peccatore, agli eretici e agli scismatici, che, in pratica, non hanno pi bisogno di conversione dottrinale, sostiene la libert di religione per tutti, e si scava una fossa da morto, lamentandosi, poi, stoltamente, di esserci finita dentro (cfr. i
lamenti di Paolo VI, dopo la rivoluzione conciliare, labbondante magistero apocalittico di Giovanni Paolo II e quello simile del cardinale Ratzinger in Sale della Terra).

Le eresie proclamate e indotte dal Vaticano II si riassumono, infatti: a) nella libert religiosa in foro esterno, quale diritto biblicamente fondato che gli Stati devono riconoscere per legge, assolutamente contraria al Vangelo (san Marco 16, 16) ed al magistero infallibile della Chiesa (Quanta Cura e Sillabo), che apre ed ha storicamente aperto le porte allindifferentismo religioso ed al conseguente relativismo etico, mali gravissimi che hanno distrutto la civilt cristiana; b) nel falso ecumenismo, che legittima gli eretici ortodossi (i quali rinnegano il dogma petrino), definendoli vera chiesa locale, ed estende a costoro ed agli eretici protestanti (che hanno stravolto la fede della Chiesa!) la via della salvezza (appartenendo essi, semplicemente, ad una diversa e
arricchente tradizione ecclesiale: Giovanni Paolo II a Paderborn in Germania, nellincontro coi rappresentanti delle chiese evangeliche del 22.6.1996!); e ci con il massimo danno possibile alla Chiesa di Cristo, perch,

pur essendone gli eretici teologicamente fuori, il mondo li percepisce come interni dissidenti, e si convince che possano esistere cristianesimi diversi, con buona pace dellunica Verit; c) nel falso dialogo interreligioso, che intende partire da supposti quanto insignificanti elementi comuni, per scadere nel sincretismo, nel relativismo, nellirenismo e, conclusivamente, nellapostasia: un dialogo con luomo e con le religioni che parta, infatti, da quello che unisce fondato sul nulla, perch Ges/Verit che salva divide (san Matteo 10, 34-39); d) nel rifiuto dellammonizione fraterna (mai pi scomuniche! urlava Giovanni Paolo II), quale azione medicinale tesa alla salvezza delle anime, che nega direttamente il Vangelo (san Matteo 6, 48 e 7, 5), e cancella quellopera di misericordia spirituale che si chiama ammonire i peccatori, biblicamente fondata (Gc 5, 19-20); e) nella separazione di Cesare da Dio, e nella conseguente accettazione di uno Stato laico separato dalla Chiesa e indifferente verso le diverse religioni, tutte considerate aventi la stessa dignit; separazione assolutamente contraria al magistero infallibile della Chiesa (Sillabo n. 55); f) nello stravolgimento del rito della Santa Messa, in direzione delleresia protestante (oscuramento: della messa quale sacrificio espiatorio; del sacerdozio ministeriale; della stessa realt della Transustanziazione), e in palese violazione delle norme del magistero infallibile poste a salvaguardia del rito (solenne Bolla Quo primum , 1570, di san Pio V); g) nella negazione sostanziale dellInferno, che esiste ma vuoto, essendone stato tratto fuori (da Giovanni Paolo II, cat. 28.7.99 e Benedetto XVI, cat. 18.10.06) perfino Giuda il figlio della perdizione (Gv 17,12) , che la Tradizione della Chiesa ha ritenuto vi sia di sicuro dentro, per unanime indicazione evangelica; e tutto ci quale logica finale conseguenza del relativismo introdotto, che lo rende del tutto incompatibile con la nuova concezione delluomo e del mondo (!). Lillustrazione analitica di tutto ci riportata nel primo allegato alla presente. 10. Avendo rinnegato la Tradizione bimillenaria della Chiesa e la stessa evidenza Scritturale, e cio le due fonti della divina Rivelazione, i falsi papi del Vaticano II hanno mortalmente offeso Dio e sono incorsi nelle seguenti tre scomuniche dei loro predecessori:

8 a) Quella specifica del Papa Pio IX e del Concilio Vaticano I, Costituzione apostolica Pastor Aeternus (18.7.1870), che punisce severamente chi contravviene, direttamente o indirettamente, alla definizione dellinfallibilit del Papa ivi proclamata: Se poi qualcuno oser, che Dio non lo permetta!, di contraddire a questa Nostra definizione: sia anatema. Dove il contraddire ha riguardato, direttamente, la libert di coscienza e dei culti, che il Papa Pio IX, nellenciclica Quanta Cura, avendo ritenuta contraria alla Sacra Scrittura, alla dottrina della Chiesa e dei Santi Padri, ha condannato senza appello e con le dure parole che seguono: Pertanto, con la Nostra Autorit Apostolica riproviamo, proscriviamo e condanniamo tutte e singole le prave opinioni e dottrine ad una ad una ricordate in questa lettera e vogliamo e comandiamo che tutti i figli della Chiesa cattolica le ritengano come riprovate, proscritte e condannate; e, indirettamente, linfallibilit

pontificia, contraddetta dal disprezzo della Quanta Cura.


b) Quella specifica del Papa San Pio V, la cui Bolla di promulgazione del Missale Romanum, da valere in perpetuo, messale approvato subito dopo il Concilio di Trento, per difendere la fede cattolica, insidiata dalleresia protestante, contiene il seguente duro monito: Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facolt, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volont, decreto e inibizione. Che se qualcuno avr laudacia di attentarvi, sappia che incorrer nellindignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo (Quo primum , 14 luglio 1570). c) Quella generale di San Paolo, che Parola di Dio, contro chiunque annunzi un diverso Vangelo: Ma se noi stessi o un angelo disceso dal Cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia maledetto! (Gal 1,8). A queste tre scomuniche sono indissolubilmente associate altrettante maledizioni che vengono da Dio, e che, privando canonicamente, le une e le altre, della Grazia santificante, rendono assolutamente inutile per la vita eterna qualsiasi azione buona venga compiuta da coloro che sono responsabilmente incorsi nellapostasia, e preludono alla pena dellInferno.

Per evitare di venire scoperti, il sovvertimento conciliare viene mascherato in tutti i modi possibili: col definire il Vaticano II concilio pastorale e non dogmatico; con false
dichiarazioni di fedelt al Concilio di Trento e al Concilio Vaticano I, che vengono nei fatti respinti; con false dichiarazioni di fedelt alla Scrittura e alla Tradizione (Dei Verbum), Fonti che vengono costantemente richiamate e silenziosamente scremate; con uno stile letterario bonario ed ottimista, che, dando tutto per pacificamente acquisito, setaccia le verit di fede, demolendo la Chiesa Cattolica dalle fondamenta (!). Tra gli effetti immediati e duraturi del Concilio si rinvengono: svuotamento dei seminari; abbandono di preti e suore; laicizzazione dei preti, crollo della tensione missionaria; ecumenismo paralizzante; relativismo etico; anarchia dissolutrice; paganesimo trionfante. La libert di coscienza e religiosa conduce alla pi sfrenata idolatria della libert. Essa, infatti, induce gli Stati a ritenere inesistente ununica vera religione, depositaria esclusiva dellunico sistema morale trascendente ed oggettivo, e, per questa via, a paganizzare i loro ordinamenti, legalizzando, sotto gli occhi inebetiti, spesso compiacenti, della falsa chiesa eretica

9 uscita dal concilio, le istanze pi immorali e pervertite di gruppi ed individui senza Dio (attacco
generalizzato alla famiglia e conseguente progressivo sfascio sociale, con la depenalizzazione delladulterio, il riconoscimento dei figli adulterini, la banalizzazione del sesso e dei ruoli, lassoluta parit marito-moglie, del tutto contraria alla Tradizione bimillenaria della Chiesa e alla stessa Scrittura, il divorzio, laborto, il libero amore con la legittimazione delle convivenze di fatto e perfino omosessuali; la pornografia, leutanasia, il nudismo, limmoralit pubblica dilagante ovunque). Queste depravazioni precipitano

sempre pi nel pattume la societ, distruggendo la civilt cristiana! Un falso e idolatrico amore per luomo, svincolato dalla imprescindibile collocazione al primo posto dellamore per Dio/Verit, e, sociologicamente parlando, dellamore per il vero bene comune, ha indotto un dissennato clima di perdonismo automatico, radicalmente contrario al Vangelo, che impone invece il pentimento prima del perdono (san Luca 17, 3-4), clima potentemente favorito dalla negazione ostinata dellInferno, che ha trasformato lintera societ in una vera e propria associazione per delinquere! Nella stessa comunit ecclesiale si sviluppano effetti devastanti, quali: la corruzione del clero cattolico (preti e religiosi in forte crisi didentit, che tutto fanno tranne che i preti e i religiosi, e che
scandalizzano con gravi peccati sessuali, quali omosessualit e pedomania: la falsa chiesa americana ha dovuto rimettere un patrimonio in risarcimenti per tacitare le vittime dei falsi preti pedomani); laumento

vertiginoso degli annullamenti dei matrimoni religiosi; i tentativi di aumentare, addirittura in via amministrativa (cfr. Ratzinger in Sale della terra, pp. 234-237!) tali annullamenti e di ammettere alla comunione i divorziati risposati, purch pentiti (!); e quelli di ridurre lintera morale della Chiesa ad un gruppo di precetti essenziali da rispettarsi in ambito ecumenico (Ratzinger, Colonia 19.8.05): uno scellerato concordismo che conferma nellerrore la coscienza nera di quanti vi si trovano, e che trasforma la morale in politica, contro linsegnamento dello stesso falso concilio Vaticano II, il quale reclama assolutamente da tutti il primato del rispetto dellordine morale oggettivo (I.M. 6)! I papi del dopo concilio (Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI) hanno poi oggettivamente ingiuriato Dio: rimproverandoNe lassenza (Paolo VI al funerale di Aldo Moro,
ucciso dalle Brigate Rosse dopo una vita politica di tradimento della Chiesa; Benedetto XVI nei campi di sterminio di Auschwitz); vergognandosi oggettivamente e nei fatti, e qualche volta anche nelle parole,

degli Apostoli, dei Padri della Chiesa, e, in ultima analisi, di Dio stesso, per la loro mancanza di carit verso gli Ebrei (cos il cappuccino apostata Cantalamessa davanti a Giovanni Paolo II, che non lo smentisce pubblicamente, in occasione del venerd santo 1998); rifiutando la dottrina della sostituzione, sulla quale poggia e si giustifica lesistenza stessa della Chiesa di Cristo, e impostando quella dellattesa messianica parallela, per compiacere gli Ebrei(!); trasformando il Purgatorio da luogo di pena a Paradiso incompleto (dove una marginale espiazione ampiamente compensata da una intravista e beatifica visione di Dio); negando ostinatamente lInferno, che esiste ma vuoto, essendone stato tratto fuori (da Giovanni Paolo II, cat. 28.7.99 e Benedetto XVI, cat. 18.10.06) perfino Giuda il figlio della perdizione (Gv 17,12) , che la Tradizione della Chiesa ha sempre ritenuto vi sia di sicuro dentro, per espressa e unanime indicazione evangelica! I mali gravissimi seguiti al Concilio sono prova ulteriore e sicura che le dottrine insegnate a partire da esso sono eretiche, in virt del principio evangelico Tale lalbero, cos i frutti, che smaschera i falsi profeti (Mt 7). Si schiudono cos le porte della fine dei tempi; fine che passa per unimpostura religiosa e per unapostasia generale (II Ts 2, 1-8), entrambe sicuramente in atto (v. infra amplius). Il trono di Pietro, infatti, manca di un vero Papa da ben 55 anni, essendo precipitato in una vacatio diabolica, si abbia o no questa percezione. Su di esso siede una figura oggettivamente malvagia, circondata da un esercito sterminato di apostati, pi o meno consapevoli, alcuni del tutto ignari; figura che annuncia sinistra la fine dei tempi.

Quanto sopra esposto trova singolare conferma nelle profezie dellApocalisse (cfr. quarto allegato), che fanno rizzare i capelli sulla testa!

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Nel testo giovanneo, tra laltro, si parla di una triade del male, composta da:
un Drago, che simboleggia Satana; da una Bestia, che simboleggia lodierno Stato ateo, e, in ultima analisi, luomo stesso che rifiuta il Cristo e si fa Dio, essendo lo Stato nullaltro che la comunit organizzata degli uomini; da una Altra Bestia, chiamata anche Falso Profeta, che costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia (uomo, Stato ateo).

A questa triade viene poi associata Babilonia la grande.


Babilonia il simbolo della pi sfrenata idolatria, della prostituzione per eccellenza (unione nel male = porneia), personificata in una donna, sulla cui fronte scritto: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra. Contro questa prostituta si scaglia lira di Dio, che riempie pi di una pagina dellApocalisse. Per quanto illustrato nellintero dossier e, pi analiticamente, nel quarto allegato, si pu allora affermare che la falsa chiesa eretica uscita dal falso concilio apostata Vaticano II proprio Babilonia la Grande Meretrice degli ultimi tempi della storia. Essa, infatti, trasformatasi in padrona, da serva buona e fedele, della Verit che salva, divorzia da Cristo ed invita ad adorare lo Stato e lUomo, nei confronti dei quali si vergognosamente prostituita, legittimandoli nella loro iniquit, consegnando loro i suoi poteri, ricevendone in cambio quel disprezzo che compete ai traditori: proprio come la Bestia Falso Profeta dellApocalisse (Solo per esemplificare, ricordo lepisodio di numerosi professori
dellUniversit di Roma che, con il loro atteggiamento ostile, in nome della laicit dello Stato, hanno costretto Benedetto XVI a disdire la sua visita allateneo nel gennaio del 2008!).

Ma la grande meretrice, che corrompeva la terra con la sua prostituzione, sar precipitata e mai pi riapparir. Dopo una lotta furibonda, essa viene catturata insieme alla bestia e al falso profeta, e tutti vengono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo, simbolo dellInferno, dove vanno tutti coloro il cui nome non scritto nel libro della vita, e dove, insieme a Satana (precipitato alla fine del secondo combattimento escatologico), saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.

Chi mi d la certezza canonica di essere nel giusto in questa tragica materia? Il Papa Paolo IV, un Papa tridentino, che fu cardinale arcivescovo di Napoli.
Nellultimo anno di pontificato, il 1559, in piena tempesta protestante, egli eman la Bolla Cum ex apostolatus officio, diretta a preservare e reprimere le eresie in tutti coloro che sono investiti di autorit, siano essi chierici o laici (la cui trattazione estesa figura nel terzo allegato alla presente, dal quale stralcio). Paolo IV impegna in questa Bolla la pienezza del suo potere apostolico, promulgando una Costituzione valida in perpetuo. La sua portata amplissima, il magistero solenne e definitorio. Ne deriva che, in base al Concilio Vaticano I, costituzione dogmatica Pastor Aeternus, la Bolla esprime magistero infallibile e, dunque, irreformabile. La finalit generale della Bolla quella di respingere dallovile di Cristo coloro i quali insorgono contro la disciplina della vera ortodossia e pervertendo il modo di comprendere le Sacre Scritture, per mezzo di fittizie invenzioni, tentano di scindere lunit della Chiesa Cattolica e la tunica inconsutile del Signore, ed affinch non possano continuare nel magistero dellerrore coloro che hanno sdegnato di essere discepoli della verit. I crimini perseguiti sono quelli di aver deviato dalla fede o essere caduti in eresia o essere incorsi in uno scisma, anche se questi crimini siano stati abiurati in pubblico giudizio. Autori dei crimini devono essere alti chierici e governanti, e precisamente vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati, cardinali, legati, conti, baroni, marchesi, duchi, re ed imperatori, i quali, dovendo istruire gli altri e dare loro il buon esempio per conservarli nella fede cattolica, prevaricando, peccano pi gravemente degli altri, in quanto dannano non solo se

11 stessi, ma trascinano con se alla perdizione nellabisso della morte altri innumerevoli popoli affidati alla loro cura o governo, o in altro modo a loro sottomessi (!). Orbene, in odio a cos gravi crimini, in rapporto ai quali nessun altro pu essere pi grave e pernicioso nella Chiesa di Dio, gli autori sopra indicati, che siano incorsi nei medesimi, per il fatto stesso e senza alcun altra procedura di diritto o di fatto, sono interamente e totalmente privati in perpetuo di ogni funzione, incarico, potest e relativi appannaggi, e sono abbandonati allarbitrio del potere secolare che rivendichi il diritto di punirli (salvo che mostrino i segni di vero e fruttuoso pentimento), e devono essere considerati rigettati e sovversivi, e in quanto tali evitati ed esclusi da ogni umana consolazione. E per rendere ancora pi sicura la sanzione, la Bolla prevede la scomunica ipso facto di tutti coloro che scientemente li accolgono, li difendono o li favoriscono o insegnino i loro dogmi, i quali devono essere tenuti come infami e privati dimportanti diritti. La Bolla sancisce, inoltre, la liceit delle persone subordinate di recedere impunemente dallobbedienza e dalla devozione a tutte indistintamente le autorit deviate dalla fede, che ribadisce devono essere evitate come la peste, perch pagani, pubblicani ed eresiarchi, e, a maggior confusione di costoro, ove pretendano di continuare lamministrazione, dispone sia lecito richiedere laiuto del braccio secolare.

Ma laspetto pi importante della Bolla riguarda il Romano Pontefice.


La Bolla stabilisce lineleggibilit al Pontificato di chi abbia deviato dalla fede o fosse caduto in eresia o scisma, sanzionando sempre e comunque come radicalmente nulla lelevazione, e nulli tutti indistintamente gli atti ad essa connessi e ad essa conseguenti (par. 6). Altrove, invece (par. 1), stabilisce la semplice ammonizione del Pontefice riconosciuto (soltanto) deviato dalla fede, una fattispecie illecita sicuramente inferiore alla eresia, che sempre distintamente citata nel testo. La deviazione della fede non costituisce, infatti, eresia pertinace evidente o condannata in quanto tale, ma una favola di paolina memoria (II Tim.3-4), una novit che non rientra nellortodossia dottrinale. E un pontefice deviato dalla fede va ammonito da chiunque, perch venga richiamato alla sua augusta funzione di garante e protettore del deposito della fede.

Si osserva subito che Paolo IV, dotato di notevoli competenze letterarie e giuridiche, e indubbiamente assistito dallo Spirito Santo nellemanazione della Bolla, ha escluso deliberatamente che un Pontefice Romano possa incorrere in eresia.
Ne discende rigorosamente che linquilino sul soglio di Pietro che pronunci eresie o compia gesti eretici non un vero Pontefice Romano, ma un impostore e un Anticristo, un Abominio della desolazione sito nel luogo santo, come recita la stessa Bolla (!), la cui elezione radicalmente nulla, cos come tutti i suoi atti, perch era in eresia gi prima della elezione, ancorch non si sappia con certezza dove e quando. In questultimo caso, leresia non potrebbe che consistere in una cattiva disposizione danimo, indice di presunzione sconfinata, per effetto della quale limpostore medita di giungere al soglio di Pietro, non gi per comportarsi da servo buono e fedele della Verit che salva, ma per cambiare illecitamente il corso degli eventi e, in ultima analisi, la storia della Chiesa, disattendendo il magistero infallibile pregresso e rompendo la comunione dei santi. La Bolla di Paolo IV regola in maniera completa la gravissima fattispecie delleresia nel governo della Chiesa e della stessa societ civile. La formula di chiusura della Bolla indice sicuro di magistero infallibile, secondo la stessa definizione che ne d il Concilio Vaticano I, con la Costituzione dogmatica Pastor Aeternus:

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Pertanto, a nessun uomo sia lecito infrangere questo foglio di nostra approvazione, innovazione, sanzione, statuto, derogazione, volont e decreto, n contraddirlo con temeraria audacia. Che se qualcuno avesse la presunzione dattentarvisi, sappia che incorrer nello sdegno di Dio Onnipotente e dei suoi Beati Apostoli Pietro e Paolo.

Applichiamo, adesso, la normativa della Bolla Cum ex apostolatus officio alla gravissima situazione attuale, partendo dallinizio.
a) Il concilio Vaticano II fu sicuramente convocato per imprimere una svolta radicale

alla Chiesa, confondendo le proprie responsabilit pontificali con quelle dei sottoposti, assunti al ruolo di comprimari. Le eretiche prolusioni di apertura, la bocciatura di tutti gli atti preparatori, il rifiuto di condannare il comunismo, e soprattutto linvito alle sedute pubbliche degli eretici ortodossi e protestanti, che sono fuori dalla comunione dei santi, e la collaborazione di costoro nel concilio e dopo ad atti di pseudo magistero, sono tutti fatti indiscutibili di tale finalit.
Ma questo ricorso al Concilio contro il magistero papale precedente condannato dal Papa Pio II, che, nella sua Bolla 'Execrabilis' (1460) dichiara, non solo che il Pontefice Romano superiore al Concilio, ma anche che qualsiasi concilio venga convocato per scardinare la Tradizione della Chiesa decretato in anticipo invalido e nullo. E siccome questo scardinamento c stato e, anzi, si configura, nel suo insieme, come unapostasia completa dalla fede della Chiesa, il Vaticano II nullo ed pertanto da ritenersi un falso concilio! Non solo. A norma della stessa Bolla, chi lo ha convocato, fosse pure insignito di dignit Papale (Giovanni XXIII!), e quanti vi hanno aderito sono scomunicati ipso facto! b) Abbiamo visto, poi, che, a norma della Costituzione Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I, della Quanta Cura di Pio IX, della Bolla Quo Primum di Papa san Pio V e della stessa Scrittura (Gal 1,8), i falsi papi del Vaticano II e successivi, avendo sostenuto e determinato questa apostasia dalla fede della Chiesa, sono incorsi nelle scomuniche ad esse associate. E siccome la Bolla afferma lincompatibilit assoluta tra Papa ed eresia, ne discende rigorosamente che Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, non sono veri Papi, ma impostori assisi sul soglio di Pietro, abominio della desolazione nel luogo santo che la Chiesa, segno certo e univoco della fine esistenziale dei tempi. La loro elezione al soglio radicalmente nulla, per precedente apostasia, consistente, come gi detto, nella cattiva disposizione danimo, per effetto della quale essi sono giunti al soglio di Pietro per cambiare illecitamente il corso degli eventi, disattendendo il magistero infallibile pregresso e rompendo la comunione dei santi (Giovanni XXIII e Paolo VI), ovvero in quanto eretici scomunicati e decaduti per effetto delladesione alle eresie propalate da costoro (tutti gli altri)! c) Se lelezione dei falsi papi nulla e la loro giurisdizione nulla, ne viene che ogni legittimit nella (falsa) Chiesa Cattolica , in pratica, venuta meno a partire dalle delle ore 17 del 28 ottobre 1958, momento dellelezione al papato del cardinale Angelo Roncalli ! La Sede Apostolica dunque vacante da ben 55 anni, nel corso dei quali stata saccheggiata dai banditi. E nulli sono tutti gli atti posti in essere da questi banditi: nomine di vescovi e cardinali, consacrazioni di preti da parte di questi vescovi e di tutti quei vescovi (e furono proprio tutti, compreso Mons. Lefebvre!) che, anche indirettamente, accettarono i documenti del falso concilio Vaticano II, pur sapendo che contenevano eresie.

13 Di modo che oggi si pu ben dire che la gerarchia ecclesiastica, quella dei cattolici tradizionali inclusa, tutta illegittima, illecita e, peggio ancora, scomunicata di fatto. Siccome, poi, non mi risultano esserci state dissociazioni serie nei confronti della nuova religione, possiamo affermare, con sufficiente sicurezza, che quasi tutti coloro che oggi si fregiano del nome di cattolici sono verosimilmente degli scomunicati ipso facto. Nulle sono tutte le encicliche, le esortazioni apostoliche, i motu proprio, i processi di canonizzazione: Giovanni XXIII non beato; ma anche Giuseppe Moscati e Padre Pio non sono santi! Le centinaia di santi operati dal sig. Wotjla sono tutti moralmente e canonicamente falsi! Nulli sono tutti i sacramenti: nulle tutte le eucaristie e tutte le confessioni! Quanto poi ai conti, baroni, marchesi, duchi, re ed imperatori, oggi governanti, di cui pure parla la Bolla, che hanno perduto ogni giurisdizione, se eretici o apostati, ed ogni appannaggio, e devono essere considerati rigettati e sovversivi, nessuno pensa, ragionevolmente, di potere intervenire a loro carico in unepoca senza Pietro e radicalmente scristianizzata. Comunque sia, essi sono condannati per effetto della Bolla o, se non credenti, per effetto della stessa Scrittura, perch chi non crede gi condannato alleterna dannazione, al pari degli eretici e degli apostati, i quali si pongono fuori dalla Chiesa, dove non c salvezza. Come ha sempre sostenuto la Chiesa, e ben diversamente da quanto sostiene il Vaticano II, lunica vera religione quella cattolica: tutte le altre sono false, anche quando contengano elementi di verit o semi del Verbo, che dir si vogliano. La presenza accidentale, infatti, di tali elementi o semi in nessun caso e in nessun modo pu indurre a deprecabili sincretismi o irenismi, da sempre vietati dalla Scrittura, come rettamente interpretata dalla Tradizione. La presenza, inoltre, di tali elementi sta solo a significare che sprazzi di bont e di verit si ritrovano dovunque: solo la vera religione permette dindividuarli e di valorizzarli con sapienza, in un dialogo interreligioso morale e, quindi, serio, il quale annunci chiaramente che la salvezza solo nella Chiesa Cattolica. Essa la depositaria esclusiva della Verit su Dio e sulluomo, che il Cristo; Il Quale presente solo in essa, sebbene lo Spirito Santo soffi dove vuole, per muovere lanimo di chiunque verso Ges Cristo, che la Grazia e la Salvezza per chi lo riconosc e, e la condanna eterna per chi lo rifiuta. Essa sola amministra i mezzi che sono indispensabili per la salvezza: tutti coloro che non li utilizzano con fede sono a rischio grave di perdizione! Ma dov oggi la Chiesa Cattolica? Vive decapitata e quasi annullata, in modo precario e gravemente asfittico, solo in coloro che professano la fede cattolica vera, che quella insegnata dai veri Papi, quelli anteriori al falso papa Giovanni XXIII, i quali furono i custodi della Tradizione bimillenaria della Chiesa. Le eresie proclamate dal concilio Vaticano II, tenacemente professate dai falsi papi che lo aprirono, lo chiusero e lo attuarono, hanno infatti precipitato da 55 anni la comunit ecclesiale nel rinnegamento e nel tradimento.

La cosa pi incredibile che, nellapostatare, questa falsa chiesa cattolica ha lasciato ben impressi alcuni segni che denotano emblematicamente la sua falsit.
Come gi detto, Giovanni XXIII ha assunto il nome di un antipapa (!), e chi lo port in precedenza (Giovanni XXII) fu a stretto contatto di eresia (dalla quale, tuttavia, usc per iscritto, dicendo che si trattava di unopinione personale poi accantonata)!

Mentre il nuovo catechismo della falsa chiesa cattolica parla della fine dei tempi in un modo che rispecchia fedelmente quello che essa ha prodotto ed a cui si va incontro:
scuoter la fede di molti credenti il mistero dell'iniquit si sveler sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verit. La massima impostura religiosa quella dell'anticristo" (CCC n. 676).
"Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che

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Passo che il sito internet Comunit Cattolica Cristo Maestro spiega cos:
provocher una generalizzata apostasia, a causa della quale il cristianesimo rester in piedi solo nelle sue forme esterne, rimanendo svuotato della sua forza rinnovatrice, e sar proprio questa quell'impostura religiosa di cui si fa cenno al n. 676 del CCC e quell'abominio della desolazione annunciato direttamente da Ges.
Il Giuda che consegner la Chiesa ai suoi aguzzini sar lo spirito dell'anticristo, che

La miserabile condizione in cui oggi il mondo versa trova presagio e conferma nelle apparizioni mariane a La Salette, nel 1846, e a Fatima, nel 1917. Dichiarate
autentiche dallautorit della Chiesa, rispettivamente, nel 1851 (vescovo di Grenoble), e 1930 (vescovo di Leiria-Fatima), esse sono ormai di pubblico e consolidato dominio. # Il 19 settembre 1846 Melania Calvat, assieme a Massimo Giraud, raccontarono di aver ricevuto un messaggio e un segreto durante una apparizione della Madonna. Nella prima parte del messaggio venivano descritti gli avvenimenti che poi interessarono buona parte dell'Europa di allora, e che si verificarono puntualmente: guerre civili in Francia, (la Comune di Parigi), in Portogallo, (lotte per l'istituzione della repubblica), in Italia, (guerre di Indipendenza); fine del potere temporale dei papi, (breccia di Porta Pia del 1870); carestie; lotte contro la religione; lassismo morale; decadimento ecclesiastico. La seconda parte inerente alla venuta dell'Anticristo ed alla diffusione dell'eresia all'interno stesso della Chiesa. In essa si diceva chiaramente: Roma perder la fede e

diventer la sede dell'anticristo.


La Vergine parlava inoltre degli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Ges Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, esortandoli ad uscire per illuminare la terra. Ad essi affida la missione di condurre la Chiesa resiliente verso la Parusia e il Giudizio. # Il 13 luglio 1917, in piena prima guerra mondiale, la Vergine apparve a tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco presso la Cova da Iria, a Fatima, in Portogallo, e, con loro grande spavento, mostr loro lInferno. Poi disse loro:
Avete visto linferno, dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se si far quello che vi dir, molte anime si salveranno e vi sar pace. La guerra sta per finire, ma se non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI, ne incomincer unaltra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che il gran segno che vi d Dio che prossima la punizione del mondo per i suoi tanti delitti , mediante la guerra la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e contro il Santo Padre. Per impedire ci, verr a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertir e si avr pace. Altrimenti diffonder nel mondo i suoi errori suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa ".

Segu una visione che costituisce la terza parte del segreto e che Lucia descrisse cos:
Il Papa sofferente, accompagnato dal suo seguito, fu visto salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi.Prima di arrivarvi, a ttravers una grande citt mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che in contrava nel suo cammino.. Giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni.

15 A conferma della veridicit delle apparizioni, il 13 ottobre 1917 la Madonna dette un segno prodigioso che va sotto il nome di miracolo del sole, testimoniato da numerosi non credenti. La Terza parte del Segreto, come la veggente Lucia spieg al cardinale Ottaviani nel 1955, poteva essere pubblicato nel 60, perch allora il suo contenuto sarebbe stato pi chiaro. E ben noto che i Pontefici da Benedetto XV a Pio XII ritardarono e non consacrarono la Russia al cuore immacolato di Maria nei tempi e nei termini richiesti dalla Vergine, per un chiaro appannamento della loro fede (cfr. La passione del Cristianesimo 2001, di Ara Daniele). Donde il terzo e pi grave castigo, rappresentato dalla decapitazione del papato. Questa decapitazione papale fu predetta dal Signore in una comunicazione da Suor Lucia al suo Vescovo di Leiria nellagosto 1931: Fa sapere ai miei ministri che siccome essi hanno seguito l'esempio del Re di Francia nel ritardare l'esecuzione della mia domanda, lo seguiranno nella disgrazia. Essa nella pi totale sintonia col terzo segreto di Fatima. Il Papa ucciso dalla grande apostasia indotta da Giovanni XXIII in poi infatti il Papato. E il Papa sofferente, che cammina con passo tremulo e mezzo vacillante, e poi prostrato in ginocchio lo stesso papato alla vigilia della grande apostasia. Le comunicazioni intime del Signore a suor Lucia manifestarono il numero impressionante di anime che si perdono nellInferno (a Padre Lombardi nel 1954, nel convento di Coimbra), anche consacrate; mentre annunciavano prossima la fine dei tempi: La Madonna ha detto espressamente: Ci avviciniamo agli ultimi tempi - me lo ha detto tre volte (a Padre Fuentes nel 1957, nel convento di Coimbra). Questi, in estrema sintesi, i fatti riconducibili alle apparizioni mariane di La Salette e Fatima. Io non so quando verr questa fine, se fra qualche mese, tra alcuni anni o fra dieci anni, perch la Scrittura non stabilisce date, ma eventi. Tutti gli elementi in mio possesso, per, dicono che gli eventi della fine si sono ormai tutti prodotti, e che manca solo levento finale: la Parusa, che significa la venuta di Ges Cristo per il giudizio universale. Quando, come dice il Vangelo, invano si batteranno il petto tutte le trib della terra (san Matteo 24, 30) per il terrore che lincredulit e la cattiva coscienza danno agli uomini. Con la pi totale certezza teologica, ritengo che quando si vedranno i primi segni nel cielo, lumanit sar virtualmente morta: nessuno potr pi pentirsi di non aver creduto in Cristo e nella Sua Chiesa, e di aver tenuto una condotta contraria ai dieci comandamenti! La falsa chiesa di oggi, manipolando le Scritture, estrapola le schiere numerose dei santi dal libro dellApocalisse di san Giovanni Apostolo, per lasciare ereticamente intendere che saranno moltissimi i salvati, e questo vero. Ma chi conosce la vera fede della Chiesa Cattolica, che quella degli Apostoli, e legge le Scritture secondo la stessa fede, si rende subito conto che molti di pi saranno i dannati, per quanto affermato: da Cristo stesso (molti sono i chiamati, pochi gli eletti - in san Matteo 7,13); dallo stesso libro dellApocalisse, che parla di interi popoli che si perdono; da grandi santi, quali santa Caterina da Siena, che induce a ritenere sterminato lesercito dei dannati; e, infine, per quanto suggerito dal pi elementare buon senso, che vede ogni giorno folle innumerevoli di gente moralmente lurida, malvagia, violenta, rapace, prepotente e senza Dio morire senza essersi pentita dellincredulit e del male fatto, perch di morte improvvisa o con gesti che escludono nei fatti un avvenuto pentimento! Come mostro analiticamente nel terzo allegato alla lettera/dossier sintetizzata, sono enormi le responsabilit dei gruppi cattolici tradizionali e integrali per il radicamento della societ nella gravissima crisi. Ma ci si spiega chiaramente con il fatto che essi stessi sono preda di quella eresia che, a parole, dicono di combattere e, nei fatti, hanno favorito in tutti i modi. Fin dal falso concilio vaticano II. Concluso il quale, i padri conciliari riuniti nel pur battagliero Coetus Internationalis Patrum, massimo gruppo di opposizione, non seppero e non vollero

16 morire per Cristo: eleggendo immediatamente un vero Papa; scomunicando solennemente tutti i falsi padri conciliari apostati; e tempestando il mondo intero di comunicati per spiegare cosa era accaduto. Finirono cos lo stesso per morire, ma per . lAnticristo! Successivamente, i loro stolti seguaci, che pure avevano avuto tutto il tempo per riflettere e accertare, continuarono a favorire lapostasia: disprezzando la Bolla del Papa Paolo IV; chiamando Papi, Cardinali e Vescovi gli infami traditori del Cristo, della Chiesa e dellintera umanit; maramaldeggiando saccenti con il diritto canonico degli impostori; attenuando le responsabilit morali dei traditori di Cristo e della Chiesa; e permettendo in tal modo che, per ben 55 anni e senza che il mondo intero ancora sappia la Verit/Vera sullintera tragedia, labominio della desolazione sguazzasse incontrastato sulla Cattedra di San Pietro, radicando lapostasia generale, con un diabolico canone storicistico ormai impossibile da rimuovere, perch la Verit stata distrutta, liniquit generale e siamo alla fine esistenziale dei tempi Leresia profondamente immorale; di per s e per i danni che produce allintera societ, e che sono conseguenti alla perdita della Grazia, senza la quale impossibile piacere a Dio per mancanza di carit, e il giudizio si corrompe, disseminando un oceano di male. Daltra parte, se vero che il miglior parametro per giudicare la veridicit di una nuova dottrina lo fornisce Cristo stesso, invitando a giudicare lalbero dai frutti (Mt 7,7), non resta che vederli questi frutti avvelenati prodotti dalla falsa chiesa del falso concilio vaticano II. Essa , infatti, divenuta una Torre di Babele, e una maleodorante cloaca: orribilmente sfigurata, protestantizzata, non pi educatrice, che non ammonisce pi; che accoglie il peccatore senza alcun bisogno di conversione; che salva tutti, anche chi non vuole essere salvato; che perdona tutto e tutti, anche chi non chiede perdono e non vuol essere perdonato; che copre tutte le deviazioni nella misericordia assassina; che relativizza se stessa; che cancella lInferno e sminuisce il Purgatorio, rimuovendo il santo timor di Dio e scatenando tutti i criminali, i banditi e gli assassini di ogni risma, che seminano morte e distruzione !

Questa la sintesi ampia della mia lettera/dossier. Tutto il resto spiegazione e


dimostrazione, nella misura necessaria ad illustrare e documentare adeguatamente la sconvolgente verit. I giudizi in essa contenuti sono espressione di una certezza ormai granitica, a rimuovere la quale sar necessaria solo una divina, diretta e contraria rivelazione; del tipo di quella concessa a san Tommaso: cosa che, per quanto detto e documentato, ritengo assolutamente impensabile. Tutto, invero, avvenuto allinsegna di una inarrestabile, diabolica successione: una superbia sconfinata, che ha generato la cattiva disposizione danimo, che ha condotto alla violazione del magistero infallibile, che ha fatto incorrere nelle scomuniche, che hanno causato la perdita della Grazia e, con essa, stoltezza e iniquit, magisteriale, teologica e pastorale! I falsi pontefici del Vaticano II hanno oggettivamente detto che i veri Papi loro predecessori: hanno sbagliato, anche quando si sono espressi ex cathedra; non hanno capito nulla della crisi della Chiesa e del mondo; sono stati privi di carit (!), quando si sono lanciati in formule di scomunica, abusando, cos, dei loro poteri; non avevano capito la Chiesa dei primi trecento anni, la quale non riteneva affatto che la fede cristiana dovesse assurgere a religione dello Stato. Essi, invece, hanno capito tutto, cercando di rimediare agli errori compiuti e tornando alla purezza delle origini, oscurata da 1.600 - dico 1600! - anni di sbandamento (!). Cos ritenendo, per, hanno distrutto la Chiesa Cattolica, avendone fatta a pezzi la figura del Vicario di Cristo, che pu sbagliare, e che ha di fatto sbagliato per 1.600 anni (!), non infallibile e pu, quindi, restare inascoltato, checch ne abbia scritto Bonifacio VIII con la bolla Unam Sanctam, sul primato dello spirituale sul temporale e del Papa su tutti gli uomini della terra! Distruggendo, per, la maest dei loro augusti predecessori, hanno distrutto loro stessi:

17 a) davanti agli uomini, che, che, a causa dellindifferentismo religioso da essi stessi prodotto e al conseguente rinnegamento dellordine morale trascendente e oggettivo indotto (relativismo etico), non si curano affatto di ascoltarli quando annunciano brandelli di scomoda verit, perch li considerano una semplice agenzia educativa tra le altre; b) davanti a Ges/Dio stesso, che hanno disprezzato nei Suoi Vicari, incorrendo nelle loro scomuniche, che li destinano allInferno pi profondo, e aprendo le porte della fine esistenziale dei tempi! Credo, peraltro, che la volont di Dio sia proprio questa fine. E la Sua domanda: Ma il Figlio dellUomo, quando verr, trover la fede sulla terra (Luca 18,8), chiaramente retorica, inserita nel complesso quadro degli avvenimenti apocalittici, intende semplicemente ribadire il concetto che, alla fine della Storia, luomo tradir Dio in modo abominevole, suscitando lira divina, la catastrofe finale e la Sua giustizia! Certo, si pu guardare senza vedere, e vedere senza capire, anche in una situazione di estrema gravit come quella odierna. Chi in buona fede si salva, ma attraverso un doloroso Purgatorio; perch levidenza delle eresie rende pressoch impossibile possederla in modo perfetto, che libera da ogni colpa. E quellignoranza che si trova in giro, o frutto della incredulit, che da sola condanna allinferno, oppure appartiene ad un credente pigro ed egoista, che poco si cura di vedere bene come stanno le cose, per reagire come ha ordinato di fare il Papa Paolo IV. Ma chi non volesse vedere, rifiutando di conoscere i fatti, o avesse compreso e, potendolo, non agisse di conseguenza, quale ne sia il motivo, non avrebbe scampo, e sarebbe punito con leterna dannazione; per sommo disprezzo di Dio e del prossimo, e nella stessa misura del suo intendere, dei talenti ricevuti e della sua responsabilit ecclesiale, in base al principio cardine di essa, secondo il quale a chi molto fu dato, sar chiesto molto di pi (Luca 12,48). Tale principio continua a valere anche nellattuale situazione di marasma ecclesiale, in cui sono presenti falsi papi, falsi cardinali e falsi vescovi, per la gravit estrema del sacrilegio perpetrato. E, infatti, da ritenere pacifico che si tratti della massima offesa arrecata a Dio, perch ci si traveste addirittura coi panni del Suo Vicario e dei Suoi Apostoli, in pratica con Lui stesso, per fare il contrario di ci che Dio ha comandato! E la gravit unica non solo per loffesa massima arrecata a Dio, ma anche per il danno massimo arrecato agli uomini, che, come dice il Papa Paolo IV quello d irretire le anime
semplici e trascinare con s alla perdizione ed alla morte eterna innumerevoli popoli, affidati alle loro cure e governo .

Lattuale corso degli eventi rientra dunque pienamente nella permissione di Dio! Di fronte ad esso tutti dobbiamo vivere amando come Ges ci ha amati, e cio servendoci reciprocamente nella Verit che Ges stesso. In particolare, dobbiamo vivere la Parola: Non ascoltateli, con riferimento ai falsi profeti (Mt 7,15), e anche: Chi perseverer fino alla fine sar salvato (Mt 24,13). Dobbiamo amare tutti, quindi; anche i falsi profeti assisi sul trono di Pietro, dicendo loro che essi non sono n Pietro, n Paolo, n i Padri della Chiesa che hanno tradito insieme a Cristo stesso. I falsi papi del falso concilio e dopo, se non si sono davvero pentiti prima della morte, sono stati precipitati nellInferno pi profondo, perch la maledizione dei loro predecessori viene da Dio! Ma anche se avessero avuto la grazia del pentimento vero e lucido, la loro punizione sar comunque terribile, in attuazione del principio cardine della responsabilit ecclesiale a chi molto fu dato, sar chiesto molto di pi, che permane nella loro condizione per le considerazioni sopra esposte. E anche certo che la Verit pu accecare, come avverte Ges; ma acceca liniquo (Gv 9, 39). E c anche la cecit degli iniqui alla fine dei tempi (II Ts 2, 12). Loro che, per grazia di Dio, sono stati informati compiutamente attraverso me stesso, possono

18 ancora uscire da questa volontaria cecit. Ma devono farlo in fretta, perch poi viene la notte, quando nessuno pi pu operare (Gv 9, 4); e non possono conoscere il tempo che sar Loro concesso, ma solo intuirlo. E che il pentimento possa non venire tempestivamente per chi vive stabilmente nelle tenebre dovrebbe costituire, pi che una eventualit, una certezza, dopo le terribili parole di Santa Caterina da Siena (Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 43).
signoria del demonio , appena giungono allestremit della morte sotto questa perversa signoria, non aspettano altro giudizio, ma da se stessi sono giudici nella loro coscienza, e come disperati giungono alleterna dannazione. Con lodio stringono a s lInferno sullestremo della morte, e prima ancora che labbiano, essi medesimi, coi loro demoni, si prendono in premio lInferno(!).

Ella dice, infatti, che gliniqui peccatori, i quali durante la vita sono entrati sotto la

Urge, quindi, pentimento tempestivo e vero, conversione radicale e ritorno immediato allamore per la Verit che salva (II Ts. 2,10); conosciuta La Quale, anche con la presente (!), Vi si aderisce e si corrisponde, anteponendoLa allamore per il padre e la madre, e quindi a quello per gli apostati assisi sulla cattedra di san Pietro, e a quello della propria stessa vita, come Dio vuole (Mt 10, 37-39). Questa mia lettera supplisce allassenza di unautorit moralmente e giuridicamente costituita, mettendo in mora tutti coloro che ne vengono a conoscenza. Credo fermamente, infatti, che, ricevuta e, dunque, appresa la mia terribile scoperta, che rappresenta, nel suo insieme, proprio quel Vangelo della fine che la Vergine consegna ai veri discepoli di Cristo, non si potr pi dire, quel giorno, a Ges Cristo/Giudice: non avevo capito, che la sede di Pietro era diabolicamente vacante, e che, pertanto, stavo perdendo ozioso il tempo nelle relazioni accademiche, nella sacrilega obbedienza ad un falso papa e ad un falso concilio apostata, contribuendo a far rimanere la Chiesa in un mare diniquit e senza il tuo Vicario, che porta la salvezza e conferma i fratelli nella Verit. Si sentirebbe rispondere che un mentitore, che era stato avvertito in molti modi, e da ultimo con il presente dossier, e che, per empiet, aveva continuato a vivere nellidolatria dellAnticristo, e che pertanto lo attendono le tenebre eterne, ove sar pianto e stridore di denti (Mt 25,30)!

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Dott. Antonio Coroniti Sociologo


Via Dei Mercanti, 16/87028 Praia A Mare

Primo allegato alla lettera del 9 ottobre 2013 a S.S. Francesco e ai Vescovi

LE ERESIE DEL VATICANO II a) Libert religiosa 1. La dottrina del magistero autentico della Chiesa
Essendo stato creato da Dio, avendo ricevuto tutto da Dio, l'uomo deve rendere omaggio al suo Creatore e soprattutto a Ges Cristo, il Verbo di Dio che stato costituito dal Padre suo Re dell'Universo. Consideriamo bene quanto richiamato da Pio XI ha insegnato Leone XIII: L'impero di Cristo non si estende soltanto sui popoli cattolici, o a coloro che, rigenerati nel fonte battesimale, appartengono, a rigore di diritto, alla Chiesa ; ma abbraccia anche quanti sono privi della fede cristiana, di modo che tutto il genere umano sotto la potest di Ges Cristo (Enciclica Annum Sacrum). Pio XI osserva poi: Non v' differenza fra gli individui e il consorzio domestico e civile, poich gli uomini, uniti in societ, non sono meno sotto la potest di Cristo di quello che lo siano gli uomini singoli (Enciclica Quas primas). Lo Stato non ha dunque il diritto di essere "laico"; deve, in quanto Stato, riconoscere la regalit di Ges Cristo e rendergli omaggio. E, beninteso, [deve] fare in modo che non vi sia alcuna contraddizione tra le leggi civili che promulga e le leggi di Dio. La Chiesa non ammette dunque la libert di dire e di scrivere qualunque cosa; in opposizione completa al pensiero moderno, ritiene, infatti, che solo la verit abbia dei diritti. L'errore non ne ha alcuno e pu tutt'al pi essere tollerato (infra amplius). Derivando l'una e l'altro il loro potere da Dio ed esercitandosi la loro giurisdizione sugli stessi soggetti, la Chiesa e lo Stato non possono ignorarsi, bench costituiscano due poteri distinti: poich uno e medesimo il soggetto di ambedue le potest, e potendo una medesima cosa, quantunque sotto ragione e aspetto differente, appartenere alla giurisdizione dell'uno o dell'altra Devono dunque essere tra loro debitamente ordinate le due potest (Leone XIII, Enc. Immortale Dei). In altri termini la Chiesa condanna la separazione tra Stato e Chiesa (Sillabo, n. 55).

Anche se spiace alla mentalit moderna, la dottrina cattolica sullo Stato, come fu esposta dai Papi fino a Pio XII compreso, non poco intollerante. Essa afferma che, poich Cristo ha fondato una sola religione, si deve, nella misura del possibile, cercare di instaurare lo Stato cattolico. E poich il culto cattolico il solo veramente gradito a Dio, nessun altro culto pubblico dovrebbe di principio essere tollerato.
Da quanto esposto discende immediatamente che, davanti a Dio, non esiste libert religiosa o di coscienza per luomo. Egli, invero, non pu scegliere la religione o la coscienza che gli piace, essendo tenuto a cercare la verit, che il vero bene, e ad aderirvi. L'uomo, quindi, che rifiuta di aderire alla verit interiormente colpevole (foro interno); ma si tratta di un affare da sistemare tra lui e Dio solo (c. d. libert religiosa in foro interno). Il potere civile non deve immischiarsene e non pu, in particolare, forzare qualcuno a credere. Come scrive Papa Leone XIII nella Immortale Dei (1885), infatti:

20 <<La Chiesa tenuta a prendere la pi grande cura che nessuno sia forzato ad abbracciare la Fede Cattolica contro la sua volont, perch, come saggiamente ci ricorda S. Agostino, luomo non pu credere altrimenti che con la propria libera volont>>. Ma la c. d. libert religiosa in foro interno non implica affatto la libert religiosa in foro esterno, vale a dire il diritto di praticare pubblicamente qualsiasi culto, di insegnare qualsiasi errore. La libert di ognuno in questo campo limitata infatti dal diritto degli altri, e particolarmente delle persone pi deboli e indifese, ad essere protetti contro le idee false, che sono sempre dannose o perniciose, per luomo stesso che le sostiene e per lintera societ. Questi principi si ritrovano nella Tradizione della Chiesa e, segnatamente, nei Papi da Gregorio XVI (1831) a Pio XII (1958), che, vedendoli chiaramente messi in pericolo dalle idee anticristiane del loro tempo, li confermano con magistero infallibile e, dunque, irreformabile.

In relazione al quale il Concilio Vaticano I, nella Costituzione apostolica Pastor Aeternus (18.7.1870), afferma solennemente:
Quindi Noi aderendo fedelmente alla tradizione ricevuta dai primi tempi della fede cristiana, a gloria di Dio nostro Salvatore, ad esaltazione della religione cattolica e della salute dei popoli cristiani, approvante il sacro Concilio, insegniamo e definiamo essere dogma divinamente rivelato, che il Romano Pontefice, quando parla ex Cathedra, cio quando, adempiendo l'ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i Cristiani, in virt della sua suprema Autorit apostolica, definisce una dottrina riguardante la fede ed i costumi, da tenersi da tutta la Chiesa: in virt della divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, dotato di quella infallibilit, della quale il divino Redentore volle che fosse fornita la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede o ai costumi; e che perci tali definizioni del Romano Pontefice per s stesse, e non gi mediante il consenso della Chiesa, sono irreformabili. Se poi qualcuno oser, che Dio non lo permetta!, di contraddire a questa Nostra definizione: sia anatema Di qui le quattro ben note condizioni della infallibilit pontificia: 1. Il Papa deve parlare come pastore e dottore di tutti i cristiani. 2. Si deve trattare di fede o di costumi. 3. Il Papa deve ben precisare le tesi in questione e dire chiaramente da che parte sta la verit. 4. Il Papa deve, almeno implicitamente, obbligare i fedeli ad accettare la sua definizione. importante, in proposito, notare che l'infallibilit pontificia non data dal 1870. Come ricorda Pio IX nella sua definizione, si tratta di una tradizione ricevuta dai primi tempi della fede cristiana. Pio IX, nel 1870, non ha fatto altro che definire solennemente la materia. Anche i documenti pontifici anteriori al 1870 sono infallibili se soddisfano le quattro condizioni.

Di questa prerogativa dellinfallibilit pontificia si avvalso con certezza il Papa Pio IX , che, nellenciclica Quanta Cura (8.12.1864), con annesso Sillabo degli errori condannati, richiama una lunga serie di perverse ed errate opinioni, tra cui le seguenti:
(a) "la migliore condizione della societ quella in cui non si riconosce allo Stato il dovere di reprimere con pene stabilite i violatori della Religione cattolica, se non in quanto lo chieda la pubblica pace"; (b)"la libert di coscienza e dei culti diritto proprio di ciascun uomo; (c) che si deve proclamare e stabilire per legge:

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che, ritenute contrarie alla Sacra Scrittura, alla dottrina della Chiesa e dei Santi Padri, condanna con le dure parole che seguono:
Pertanto, con la Nostra Autorit Apostolica riproviamo, proscriviamo e condanniamo tutte e singole le prave opinioni e dottrine ad una ad una ricordate in questa lettera e vogliamo e comandiamo che tutti i figli della Chiesa cattolica le ritengano come riprovate, proscritte e condannate.

evidente che le quattro condizioni della infallibilit sono qui riunite: 1. Il Papa precisa di agire in virt della sua carica e della sua autorit apostolica. 2. Il Papa si propone di giudicare la moralit delle leggi promulgate dagli Stati. 3. Come si pu vedere, le proposizioni condannate sono enunciate in termini chiari e precisi. 4. Il Papa indica esplicitamente che i fedeli devono accettare le condanne da lui comminate. L'infallibilit verte su tutte e singole le prave opinioni e dottrine ad una ad una ricordate in questa lettera. Queste opinioni sono infallibilmente condannate da quando il Papa le ha chiaramente definite!

2. La dottrina del Vaticano II sovverte del tutto quanto gi infallibilmente stabilito. Il passo principale recita testualmente:
Questo Concilio Vaticano dichiara che la persona umana ha diritto alla libert religiosa. Questa libert consiste in ci, che tutti gli uomini devono essere immuni dalla coercizione da parte sia di singoli individui, sia di gruppi sociali e di qualsivoglia potest umana, e in modo tale, che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza n sia impedito, entro debiti limiti (rispetto del giusto ordine pubblico - n.d.a.), ad agire in conformit ad essa privatamente e pubblicamente, da solo o associato ad altri. Inoltre dichiara che il diritto alla libert religiosa si fonda realmente sulla stessa dignit della persona umana, quale si conosce sia per mezzo della parola di Dio rivelata sia tramite la stessa ragione. Questo diritto della persona umana alla libert religiosa deve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell'ordinamento giuridico della societ . Essoperdura anche in coloro che non soddisfano allobbligo di cercare la verit e di aderire ad essa (D. H. 2).

Altrove poi aggiunge:


Gli enti religiosi hanno anche il diritto di non essere ostacolati nel loro pubblico insegnamento e testimonianza della loro fede, mediante la parola sia orale che scritta (D. H. 4). Compete inoltre al significato di libert religiosa che non si debba proibire agli enti religiosi di esercitare liberamente azioni volte a mostrare lo speciale valore della loro dottrina in ci che concerne lorganizzazione della societ e lispirazione di tutte le attivit umane(D .H. 4). Se, considerate le circostanze particolari dei popoli, nell'ordinamento giuridico di una societ viene attribuito ad una determinata comunit religiosa uno speciale riconoscimento civile, necessario che nello stesso tempo a tutti i cittadini e a tutte le comunit religiose venga riconosciuto e sia rispettato il diritto alla libert in materia religiosa (D. H. 6).

3. Confronto e critica La semplice lettura dei passi permette di verificare il completo ribaltamento di quanto stabilito dalla Chiesa.
In particolare (in D. H. 2), il Vaticano II afferma lecito esattamente tutto ci che condanna Pio IX : 1. Il Vaticano II non riconosce al potere pubblico il dovere di reprimere le violazioni della legge cattolica poich: In materia religiosa nessuno [] sia impedito [] ad agire in conformit ad essa [la sua coscienza] [] pubblicamente [foro esterno], da solo o associato ad altri.

22 2. Per il Vaticano II, la persona umana ha diritto alla libert religiosa. 3. Questo diritto della persona umana alla libert religiosa, nell'ordine giuridico della societ deve essere riconosciuto in modo tale che costituisca un diritto civile. Mentre, nei successivi passi riportati, conferma chiaramente che sta parlando, non gi della sola religione cattolica, che ammucchia tra le altre, ma di qualsiasi religione; il che vanifica radicalmente laffermazione di principio secondo la quale lunica vera religione sussiste nella Chiesa cattolica, inserita nel preambolo del documento per attenuare le aspre critiche di quei padri conciliari i quali sostenevano che verit ed errore erano stati posti sullo stesso piano! Con il Vaticano II, sparisce, quindi, la distinzione tra sfera privata (anche prima rispettata) e sfera pubblica (da riservare alla sola vera religione); non si distingue pi tra forzare ad agire e impedire di agire (lo Stato non pu forzare qualcuno ad agire contro la sua coscienza, ma ha il diritto, per contro, in casi determinati, di impedirgli di agire secondo la sua coscienza); e, cosa ancora pi grave, la libert religiosa diventa diritto biblicamente fondato e da iscrivere nell ordinamento giuridico statale. Riguardo al termine diritto, precisiamo subito che Papa Leone XIII insegn nellenciclica Libertas (20 giugno 1888): Il diritto una facolt morale, e, come abbiamo detto, e non pu essere abbastanza spesso ripetuto, sarebbe assurdo credere che appartenga naturalmente e senza distinzione alla verit ed alle menzogne, al bene ed al male. E per quanto si riferisce agli obblighi dei governi, Papa Pio XII insegn nella allocuzione ai giuristi cattolici Ci Riesce (6 dicembre 1953): Si deve chiaramente affermare che nessuna autorit umana, nessuno Stato, nessuna Comunit di Stati, di qualsivoglia carattere religioso, pu dare un mandato positivo o una autorizzazione positiva di insegnare o di fare ci che contrario alla verit religiosa o al bene morale... Qualsiasi cosa non risponda alla verit ed alla legge morale non ha oggettivamente alcun diritto ad esistere, n alla propaganda, n allazione (!). Lerrore e le false religioni, quindi, non possono essere oggetto di un diritto naturale (con naturale si intende presente in natura, dato da Dio!). Se, invero, le societ garantiscono promiscuamente il diritto alla libert di tutte le religioni, il risultato naturale lindifferentismo religioso, la falsa nozione che una religione sia buona quanto unaltra (!). Dalla libert religiosa, poi, segue strettamente la libert di coscienza, e, in ultima analisi, la libert di errore in sede pubblica, con il risultato finale di precipitare la societ nel caos pi totale (relativismo etico)! Proprio quanto avvenuto per effetto del diritto alla libert religiosa introdotto dal Vaticano II. Dalla data del cambiamento, le legislazioni degli Stati si paganizzarono, accogliendo tutti i tipi di opinioni e credenze, e giungendo cos a legalizzare la pornografia, i contraccettivi, il divorzio, leutanasia, lomosessualit e laborto!

Perch tutto ci? La risposta si trova nellenciclica Mirari Vos di Papa Gregorio XVI:
Questo il pi contagioso degli errori, che prepara la via per quella assoluta e totalmente illimitata libert di opinioni che, per la rovina della Chiesa e dello Stato, si diffonde ovunque e che certuni, per eccesso di impudenza, non temono di propugnare come vantaggiosa per la religione. Ah, Qual morte delle anime pi disastrosa della libert di errore , disse S. Agostino. Nel vedere quindi la rimozione dagli uomini di ogni freno capace di mantenerli sui cammini della verit, portati come gi sono alla rovina per naturale inclinazione al male, Noi affermiamo invero che si aperto il pozzo dellinferno del quale S. Giovanni descrisse un fumo che oscurava il sole e dal quale emergevano locuste a devastare la terra. Questa la causa della mancanza di stabilit intellettuale; questa la causa della corruzione

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continuamente crescente della giovent; questo ci che causa nel popolo il disprezzo dei sacri diritti, delle leggi e degli oggetti pi santi. Questa la causa, in una parola, del pi mortale flagello che possa rovinare gli Stati; poich lesperienza prova, e la pi remota antichit ci insegna, che per effettuare la distruzione del pi ricco, del pi potente, del pi glorioso, e del pi fiorente degli Stati, nullaltro necessario oltre quella illimitata libert di opinione, quella libert di pubblica espressione, quella infatuazione della novit.

Fino a prima del Vaticano II, tutti i teologi erano d'accordo nel riconoscere il carattere di infallibilit delle condanne sancite da Pio IX nella Quanta cura. Ma la cosa veramente pi grave la piena consapevolezza degli autori, papi, cardinali, teologi, di aver rinnegato il precedente magistero: tutti o quasi gi sapevano dellinsanabile conflitto, e moltissimi ne furono ben lieti! Solo per esemplificare, e non certo per dimostrare quanto era di dominio pubblico, riporto quanto segue (cfr. sito Fraternit S. Pio X, in La Chiesa attraversa una crisi senza precedenti). Riguardo alla libert religiosa ecco quanto affermava P. Congar: "Non si pu negare
che la Dichiarazione sulla libert religiosa dica materialmente una cosa diversa dal Syllabus del 1864 e anzi quasi il contrario!". E aggiunge ancora, questa volta nel libro di Eric Vatr, Alla destra del Padre: "Dietro richiesta del papa, ho collaborato agli ultimi paragrafi della dichiarazione sulla libert religiosa: si trattava di dimostrare come il tema della libert religiosa apparisse gi nella Scrittura; tuttavia non c". P. Congar afferma dunque che non si trovato nelle Scritture un testo che fosse di fondamento alla tesi sulla libert religiosa definita dal Concilio (!). Mons. Etchegarray: "Dopo lo stato cristiano per il quale la dichiarazione suona le campane a morto, dopo lo stato ateo che ne lesatta e insieme intollerabile antitesi, lo stato laico, neutro, passivo e disimpegnato stato certamente un progresso!". Anche la Commissione mista cattolico-luterana stata ammessa per dare il suo parere e non se n astenuta: "Tra le idee del Concilio Vaticano II, in cui si pu vedere che le richieste di Lutero sono state ben accolte, si trova per esempio limpegno in favore del diritto della persona alla libert in materia di religione". P. Courtnay Murray, che fu uno degli esperti del Concilio e senza dubbio uno di quelli che pi lavor sulla Dichiarazione sulla libert religiosa, afferma: "A quasi esattamente un secolo di distanza, la Dichiarazione conciliare sulla libert religiosa sembra affermare come dottrina cattolica ci che Gregorio XVI considerava come un delirio, unidea folle". M. Prlot, senatore del Doubs, cattolico molto liberale: "Noi abbiamo lottato per un secolo e mezzo ( senza dubbio massone) per fare prevalere le nostre opinioni all interno della Chiesa e non ceravamo mai riusciti; alla fine, venuto il Vaticano II e noi abbiamo trionfato: ormai le tesi e i princpi del cattolicesimo liberale sono definitivamente e ufficialmente accettati dalla Santa Chiesa!". E il cardinale Suenens nel 1969 aggiunge: "Si potrebbe fare una lista impressionante delle tesi che, insegnate a Roma prima del Concilio come le uniche valide, furono eliminate dai Padri conciliari". Da ultimo, il cardinale Ratzinger, poi Benedetto XVI, nella sua opera I princpi della teologia cattolica, riguardo alla Gaudium et spes ha riconosciuto che "se si cerca una diagnosi globale del testo, si potrebbe dire che , insieme ai testi sulla libert religiosa e sulle religioni nel mondo, una revisione del Syllabus di Pio IX, una sorta di contro-Syllabus." "Questo testo assolve il ruolo di un contro-Syllabus nella misura in cui rappresenta un tentativo per una riconciliazione ufficiale della Chiesa con il mondo quale era diventato dopo il 1789". In un articolo pubblicato in precedenza aveva affermato che il problema degli anni '60 era di riuscire a recuperare e a inserire nella Chiesa delle tesi liberali nate al di fuori della Chiesa, dopo la Rivoluzione. Come riuscire a far coincidere queste tesi liberali nate al di fuori della Chiesa con il pensiero della Chiesa? Lo dir in un articolo del 1992, dunque di qualche anno pi tardi: "Non desideriamo imporre il

24 cattolicesimo allOccidente, ma vogliamo che i valori fondamentali del cristianesimo e i valori liberali dominanti nel mondo doggi possano incontrarsi e fecondarsi reciprocamente"(!).

Posizione che resta immutata in Benedetto XVI. Il quale, nel suo discorso del 22 dicembre 2005 alla curia romana in occasione dei 40 anni dalla chiusura del Vaticano II, conferma la violazione, la cui gravit non gli sfugge, al punto che tenta di giustificarla. E, con argomentazioni doppie e allucinanti, sostiene che le correzioni storiche apportate dal Vaticano II alle posizioni della Chiesa sono del tutto fedeli alla primitiva Tradizione Apostolica, che rifiutava lidea di un cristianesimo inteso quale religione dello Stato (!).

4. Conclusione E cos del tutto evidente il contrasto in materia di libert religiosa e di coscienza tra la concezione della Chiesa prima del concilio Vaticano II e quella successiva a tale evento. E siccome, contrariamente a quanto avviene nella societ civile, dove la legge successiva (secondo morale) pu modificare quella precedente (secondo morale), perch trattano di questioni opinabili (e se non sono secondo morale non legano un bel niente, essendo carta straccia!), contrariamente a quanto avviene nella societ civile dicevo nella Chiesa il magistero infallibile precedente vincola in modo assoluto il magistero successivo, perch la fede e la morale poggiano sul deposito della fede e sulla Tradizione, ne consegue che la concezione espressa dal Vaticano II in contrasto con il precedente magistero infallibile della Chiesa eretica e, pertanto, radicalmente nulla. I papi del concilio Vaticano II sono scomunicati. Essi, infatti, avendo affermata la libert religiosa di qualunque culto quale diritto della persona umana fondato sulla fede cattolica e da riconoscere con legge dello Stato, hanno calpestato consapevolmente il magistero infallibile dellEnciclica Quanta Cura, hanno oggettivamente contraddetto la stessa solenne definizione della infallibilit pontificia stabilita dalla Costituzione Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I, e sono perci incorsi nella maledizione e nella scomunica ivi sanzionata.

b) Comunione dei Santi e Salvezza (in breve)


Si rilevano le seguenti gravi divergenze tra Catechismo di San Pio X e C.C.C. del Vaticano II: Non si dice pi che i rami secchi della Chiesa (membri in peccato mortale) non partecipano ai beni comuni interni della Chiesa (grazia, fede, speranza, carit, meriti infiniti di Cristo, frutto delle opere buone, meriti Maria e santi). Non si dice pi che non appartengono alla comunione dei santi nellaltra vita i dannati ed in questa coloro che sono fuori della vera Chiesa, e cio: Ebrei, infedeli (maomettani), eretici (protestanti), apostati, scismatici (ortodossi) e scomunicati. Resta, cos, come gi detto, una nuova e falsa religione universalista, che dilata a dismisura la via della salvezza, apre al mondo peccatore e agli eretici, che non hanno pi bisogno di conversione (appartenendo essi, semplicemente, ad una diversa e arricchente tradizione ecclesiale: Giovanni Paolo II a Paderborn in Germania, per esempio, nellincontro coi rappresentanti delle chiese evangeliche del 22.6.1996!), riconosce gli scismatici, che sono vera chiesa locale (U.R. 14-15).

25 Ricordo subito, in proposito, che Il Papa Pio IX, nella Quanta Cura con annesso

Sillabo, in piena sintonia col Concilio di Trento, condanna, tra gli altri errori, laffermazione:
Il protestantesimo non altro che una forma diversa della medesima vera religione cristiana, nella quale egualmente che nella Chiesa cattolica si pu piacere a Dio
(XVIII);

che proprio quella di Giovanni Paolo II, il quale, cos dicendo, incorso in unaltra scomunica (!).
Nel C.C.C. si minimizzano le colpe degli Ebrei increduli, annacquandole in quelle generali. La forte polemica antigiudaica del Vangelo di Matteo totalmente ignorata. La vigna di Nabot non viene pi interpretata secondo il significato originario. Nella Messa del Venerd Santo non si prega pi perch gli Ebrei increduli si convertano e, cos, si salvino, ma semplicemente perch possano progredire nell'amore del suo nome e nella fedelt alla sua alleanza (che hanno infranto respingendo Cristo/Verit), cos che possano giungere alla pienezza (!) della redenzione.

Tutto ci rappresenta la negazione della dottrina della sostituzione della Chiesa alla Sinagoga, su cui fonda lesistenza stessa della Chiesa, quale resto dIsraele e nuovo Israele. La Chiesa viene cos stravolta dalle fondamenta! Nel C.C.C. sono del tutto sparite le preghiere comuni e le formule di dottrina cattolica. Nel compendio del C.C.C. sono ritornate; ma tra le formule di dottrina cattolica non figurano pi: a) i sei peccati contro lo Spirito Santo (disperazione della salvezza; presunzione di
salvarsi senza merito; impugnazione della verit conosciuta; invidia della grazia altrui; ostinazione nei peccati; impenitenza finale); b) i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio (omicidio volontario, peccato impuro contro natura, oppressione dei poveri, frode nella mercede agli operai ).

c) Riforma liturgica del Vaticano II Il Novus Ordo Missae, criticato a 360 gradi, in una lunga lettera del Corpus Domini 1969 a Paolo VI inviata dai Cardinali Ottaviani e Bacci (davvero splendida per razionalit, forma e contenuto, e che far avere a chi ne fosse interessato), ha incanalato la liturgia cattolica in chiara direzione della riforma protestante (oscuramento della messa quale sacrificio espiatorio;
oscuramento del sacerdozio ministeriale; esaltazione del sacerdozio comune; oscuramento della stessa realt della Transustanziazione!).

E tutto ci nel pi palese disprezzo del magistero infallibile pregresso della Chiesa Cattolica. Il Papa San Pio V, infatti, cur ledizione del Missale romanum, da valere in perpetuo, affinch fosse strumento di unit tra i cattolici. In conformit alle prescrizioni del Concilio Tridentino esso doveva escludere ogni pericolo, nel culto, di errori contro la fede, insidiata allora dalla Riforma protestante. Cos gravi erano i motivi del Santo Pontefice che mai come in questo caso appare giustificata, quasi profetica, la sacra formula che chiude la Bolla di promulgazione del suo Messale:

26

Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facolt, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volont, decreto e inibizione. Che se qualcuno avr laudacia di attentarvi, sappia che incorrer nellindignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo (Quo primum , 14 luglio 1570).
Maledizione nella quale sono senza dubbio incorsi tutti i falsi papi della chiesa conciliare.

d) Violazione divieto communicatio in sacris


Per mettere in pratica le dottrine del Vaticano II, fu necessario cambiare il Codice di Diritto Canonico del 1917 (c. d. codice Pio Benedettino). Secondo il nuovo codice del 1983 (can. 844), i non-cattolici possono, in certe circostanze, richiedere i sacramenti ad un prete cattolico (senza che il non-cattolico abiuri i suoi convincimenti eretici), ed il prete ha lobbligo di amministrarglieli. Il Concilio di Firenze, come anche il Codice di Diritto Canonico del 1917 proibisce ci in modo rigoroso (can. 731).

Come anche proibiva rigorosamente quanto segue:


Canone 1258 1: I fedeli non possono in alcun modo assistere attivamente o prender parte attiva nelle cerimonie religiose degli acattolici (communicatio in sacris). Canone 2316: Chi coopera in qualsiasi modo spontaneamente e scientemente alla propagazione delleresia o chi pratica communicatio in sacris con gli eretici, contro il dettato del canone 1258 sospetto di eresia. Gesti tutti compiuti dai falsi papi dal Concilio Vaticano II in poi.

e) Un effetto dirompente: lirrilevanza teologica e sociale del pentimento Con il Vaticano II, nel tentativo disperato di compensare la perdita della fede, si sono sprecati gli appelli ad una generica conversione del cuore, specialmente nel tempo di Quaresima, citando a sproposito Dio e i santi. Qualcuno, dopo avere ricevuto le prove dellapostasia consumata dalla falsa chiesa cattolica uscita dal concilio, anzich convertirsi alla fede vera della Chiesa e combattere per il suo trionfo, ha avuto un giorno lardire di ricordarmi per iscritto un pensiero di santAntonio (Dio misericordia. Dio ama i peccatori, perdona sempre. Il Suo perdono risurrezione, vita nuova), che, dopo quanto gli avevo scritto e documentato, costituiva una inammissibile provocazione. Conosco bene il pensiero di santAntonio, avendolo studiato con devozione, anche perch ne porto il nome. E mai lillustre santo si sognato di pensare ad un perdono che prescinde dal pentimento (san Luca 17, 3-4), perch questo argomentare assolutamente in contrasto con la fede cattolica, ed anzi costituisce eresia, di marca protestante, che il concilio di Trento ha duramente condannato (cc 19 e 20 p. est.). Solo nel dopo concilio Vaticano II, in dipendenza di un processo di apostasia sempre pi marcato, si finito col ritenere, di fatto, il perdono del tutto prescindibile dal pentimento, perch Dio sarebbe infinita misericordia, che ama i peccatori, che perdona tutto, anche le cose pi abominevoli, che perdona tutti, anche chi non vuol essere perdonato, che assolve tutti, anche chi non vuole essere assolto, che tutti manda in Paradiso, nella

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misericordia assassina. Come ampiamente riferisco e mostro nel presente dossier. Inutile dire che questo modo assolutamente antievangelico di pensare e di dire ha favorito oggettivamente il radicamento nella situazione di peccato di tutti i criminali, figli del diavolo, che hanno utilizzato la loro libert per bestemmiare Dio e per uccidere il prossimo, e che, ciononostante, muoiono senza segni di pentimento nella comune aspettativa, iniqua e sovversiva, che anchessi possano essersi salvati e, prima o poi, vadano in Paradiso, salvo un rapido passaggio per il Purgatorio, dove una marginale espiazione ampiamente compensata dalla intravista visione beatifica di Dio! E questo che ha insegnato Giovanni Paolo II, come documento ampiamente nel presente dossier! E ci contribuisce a spiegare alla perfezione perch lOccidente sprofondato nel disordine e nella violenza, nella perversione pi sfacciata e, in breve, nella rovina pi grande mai registrata in epoca cristiana. Questo modo di pensare non solo sommamente eretico, ma anche delinquenziale! Le due cose, peraltro, si coniugano bene, perch ogni eretico oggettivamente un delinquente! E vero, infatti, che Dio ama anche i peccatori pi grandi e incalliti. Ma questo amore, ben lungi dal confondersi con una qualsivoglia simpatia per essi, perch i peccati e, dunque, anche i peccatori che se ne rendono responsabili, sono nemici di Dio e delluomo, servizio alla Verit e nella Verit, e consiste nel correggerli, facendo loro pervenire tutti i possibili segnali dello stato di potenziale perdizione in cui si trovano, perch se ne pentano, si convertano e vivano. Prima che la comunit ecclesiale apostatasse dalla Verit, veniva richiamata lopera di misericordia spirituale ammonire i peccatori, che rappresentava bene quale fosse il vertice dellamore vero nei loro confronti. f) Degenerazione del principio Petrino e del principio Mariano Il principio Mariano lobbedienza attiva alla volont di Dio, volont che il principio Petrino illumina e indica. Maria conduce a Ges: fate quello che vi dice Ges/Verit; Pietro, vicario di Cristo, , in pratica, colui che dice la Verit. Il Vaticano II, con la rinuncia ad affermare la Verit in tutte le sedi, ritenuta ereticamente uninammissibile imposizione (contra Mt 28,19 e Mc 16,16), rinuncia che si tradotta nella libert di professare pubblicamente e per legge qualunque religione (falsa libert religiosa), nella rinuncia ad ammonire, nella necessit di partire da ci che unisce nel dialogo ecumenico e interreligioso (falso ecumenismo), ha bruciato il principio Petrino, che forma un binomio indissolubile con quello Mariano. Rimasto solo, il principio Mariano si corrotto; la (MA)donna (signora) ridiventata Eva, femmina malvagia, prostituendosi al mondo; da madre e maestra, diventata matrigna e cattiva maestra; da maestra di vita a formatrice di malavita. Cos la falsa chiesa conciliare ha finito di evangelizzare, riducendosi a polvere, sale insipido, luce nascosta sotto il moggio, minestra avariata da gettare nella spazzatura, in una parola perdendosi, e indicando al mondo la via maestra per conseguire questo risultato. E lapostasia generale degli ultimi tempi, dove lanticristo, lusurpatore il finto sommo pontefice assiso sulla cattedra di Pietro! g) Degenerazione della Logica

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Un ragionamento formalmente perfetto costituito dal sillogismo, il quale composto da una premessa maggiore, da una premessa minore e da una conclusione. Esso costituisce la base della logica, che si pu distinguere in minor e major. Una Logica Minor non esce dalla opinabilit di un mondo senza Dio, tutto e solo umano, e, quindi, esprime una visione puramente naturalistica. In tal caso si pu avere un ragionamento corretto ma non vero, perch la premessa maggiore non riflette principi assoluti (Verit), di ordine chiaramente trascendente, e basta formularla in modo da non urtare il senso comune con la conclusione. E questa la logica di tutte le cose opinabili; e domina incontrastata in un mondo senza Dio, sepolto dal relativismo, dove tutto opinabile. Una Logica Major, invece, affonda le sue radici nel trascendente, perch la premessa maggiore riflette principi assoluti, che costituiscono la Verit. E la Verit Ges. Il ragionamento non , dunque, solo corretto, ma anche veritiero, e diventa oggettivamente incontrovertibile, sfociando nel buon senso. Sebbene il malvagio di turno, alla stregua del lupo cattivo con lagnello, possa sempre rigettarlo, con argomentazioni false e irrazionali. La logica Major oggi sparita nellintera societ Occidentale, perch gli uo mini alla guida della Chiesa Cattolica, dallepoca del falso concilio Vaticano II, hanno apostatato dalla Verit, schiacciandosi nellimmanente e inducendo lapostasia generale. La logica del senso comune, o logica minor, ha cos detronizzato la logica major. Perch il cancro delleresia, che tutto perverte e deforma, ha consentito al senso comune, lontanissimo dalla vera fede cattolica, di prendere abusivamente il posto del pi elementare buon senso.

APPENDICE AL PRIMO ALLEGATO

Breve profilo, nei gesti e nelle affermazioni eretiche, dei papi dal Concilio
Una premessa Il Vaticano II, nelle sue linee essenziali di rottura con la Tradizione e con la stessa Scrittura, era gi tutto nella mente eversiva dei due falsi pontefici che lo convocarono e lo conclusero. Dal loro posto privilegiato di osservazione, essi sapevano bene quale aria si respirava nei sotterranei della Chiesa, ed anzich bonificarla con tutti gli strumenti posti a disposizione del Vicario di Cristo, la legittimarono con la loro autorit e, quindi, oltre a farla uscire allo scoperto, lingigantirono! I membri conciliari caduti nelleresia si scatenarono in affermazioni di una gravit inaudita, spinti a ci dalla sistematica omert dei falsi pontefici. Leversivit fu tale che si tent sempre di mascherarla con continue manifestazioni di falsa fedelt a quella Tradizione (Concilio di Trento, Concilio Vaticano I, Papa Pio IX e san Pio X) che, nelle parole e nei fatti, si andava a demolire. Paolo VI, che chiuse il concilio approvandone tutti i documenti, salv soltanto il Primato e, tra lostilit degli eretici, la Vergine Maria Madre della Chiesa. La Vergine Maria, perch era quello che restava alla falsa chiesa cattolica, dopo che un totalizzante e, dunque, falso principio mariano, aveva distrutto il principio petrino! Il Primato, per difendere la propria persona dallirrilevanza. Si trattava, peraltro, di una irrilevanza puramente formale, perch quella sostanziale laveva gi conseguita con la demolizione di fatto dei suoi augusti predecessori, veri Pontefici Romani sulla Cattedra di san Pietro. Con tutto ci, errerebbe di molto chi ritenesse che dai falsi papi del concilio Vaticano II e successivi siano uscite solo affermazioni eretiche. Specialmente nella fase iniziale della rottura, affermazioni chiaramente eretiche si

29 accompagnarono ad affermazioni ambigue ed a molte affermazioni ortodosse, in un miscuglio infernale che tipico delle eresie. In questo modo ci si illuse, ingannando moltissimi, di aver conservato un collegamento con la Tradizione, nel momento stesso in cui essa veniva rigidamente setacciata e scremata, per il raggiungimento dinteressi personali, mascherati da interessi sociali, che le eresie sempre dirigono. Col trascorrere degli anni, per, la componente ereticale e ambigua, come un cancro divoratore, ha distrutto progressivamente la retta dottrina, prevalendo sempre pi su di essa, fino a giungere, nei primi anni del nuovo millennio, ad un marasma sinistro e indicibile, ad un trionfo dellidolatria che ha quasi distrutto ogni vero Bene.

Giovanni XXIII (1958-1963)


Dopo averli condannati con la scomunica estesa a iscritti e votanti (1959), apr ai comunisti, e al mondo intero, in unopera pastorale tutta protesa alla ricerca della pace: una pace concettualmente indefinita e pastoralmente attuata in modo tutto e solo umano, ben lontana da quella che predica Cristo (non come la d il mondo io la do a voi!). Per sventare la crisi di Cuba (1962), scrisse a Kruscev una lettera nella quale in pratica affermava che si poteva amare luomo a prescindere dallamore per Dio (lamore autentico per luomo si unisce allamore di Dio, per cui anche se non se ne pronuncia il nome si religiosi ), dando cos origine ad un modo assolutamente falso di amare, che avrebbe dato i suoi frutti peggiori nel dopo Concilio. Le parole di apertura del concilio Vaticano II condannavano i profeti di sventura (che erano poi stati i veri Papi suoi predecessori!), e sottolineavano il fatto che la Chiesa intendeva portare il Vangelo al mondo non con la (se)verit, ma con la medicina della misericordia. Latteggiamento successivo nella Chiesa fu cos rigidamente conseguente da condurre alla sparizione completa proprio di quellopera di misericordia spirituale che impone di ammonire i peccatori. Anche per questa via, inoltre, sinser nel canone storicistico di questepoca perduta un pietismo omicida, un perdonismo antievangelico, che prescinde totalmente dal pentimento, e, last but not least, un ipergarantismo giuridico che port alla proliferazione smodata di criminali e banditi di ogni risma, esterni e, ancor peggio, formalmente interni alla comunit ecclesiale Al concilio cre tutte le premesse perch il suo successore spalancasse le porte, come poi avvenne, a tutti coloro che se ne erano separati o che i suoi predecessori avevano condannato: ortodossi, protestanti, ebrei, massoni, comunisti, liberali, modernisti. Si pu ben immaginare, dunque, quale potente blocco psicologico sintrodusse nei lavori dellassemblea, condizionante, senza alcun dubbio, la libert concreta di tantissimi padri sinodali. Egli, inoltre, sanc che, nel dialogo ecumenico ed interreligioso, e, pi in generale, nel dialogo tout court, bisognava cercare ci che unisce, anzich perdere il tempo in dispute su quello che divide: unaffermazione apostata, mai udita prima nella Chiesa cattolica, che, di per se stessa e, ancor pi, nella semplificazione pratica che n derivata, ha condotto al tramonto progressivo della Verit rivelata e, per effetto di ci, alla parificazione diabolica di tutte le fedi e di tutti i credenti, giungendo alla dissoluzione ecclesiale e sociale pi completa! Essa, infatti, introduceva, in modo subdolo, un forte relativismo, che sarebbe diventato sempre pi radicale nel dopo Concilio, investendo poi tutti i campi. Come si pu dire, infatti, cercare piuttosto ci che in comune tra le religioni di specie diverse, se, escludendo il Cristo, che non in comune, la fede cristiana sparisce?!

PAOLO VI (1963 1978)


Gi Sostituto Segretario di Stato con Pio XII, fu il papa che riapr e concluse il Concilio Vaticano II (1965), approvandone tutti i documenti, che determinavano, specialmente in materia di

30 salvezza e di libert religiosa, una frattura oggettiva e insanabile con la Tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica (!). Il suo pontificato fu molto tormentato, perch finito nella bufera del dopo Concilio, che egli non prevedeva affatto, pur avendo contribuito potentemente a determinarla. Cerc di mettere ordine con numerosi documenti che frenavano fughe pastorali e morali in avanti (Ecclesiam Suam, Evangelii Nuntiandi, Populorum Progressio; Humanae Vitae, Ad Pascendum), ma fu tutto inutile. In Italia e nel resto della societ Occidentale, si andavano sempre pi affermando le idee religiose liberali adottate dal Concilio, che conducevano progressivamente alla laicizzazione degli Stati ex cattolici. Questi, infatti, tramontata nei fatti le fede in ununica vera religione, depositaria dellunico ordine morale trascendente ed oggettivo, consentivano un permissivismo crescente, corrompendo le popolazioni con leggi e sentenze sempre pi destabilizzanti e immorali, assolutamente contrarie al vero bene comune (divorzio, aborto, pornografia, nudismo ecc.). Di fronte alla legalizzazione sovversiva di questi mali gravissimi, egli, pur sapendo perfettamente, che i politici cattolici, salvo una esigua e imbelle minoranza, avevano fatto malissimo la loro parte, accecato dalla stolta ed eretica convinzione del suo predecessore secondo il quale la medicina della misericordia doveva prevalere su quella della severit (!), non volle trarre da questa certezza alcuna esigenza di correzione, consentendo, in tal modo, che la comunit ecclesiale rimanesse sviata e nellerrore. Un esempio, per tutti fu la messa esequiale di Aldo Moro, il presidente della Democrazia Cristiana, sequestrato e ucciso dalla Brigate Rosse, che fu onorato dal falso pontefice celebrante (in prima persona!) come un santo, con parole di rimprovero non confronti di Dio (!), che non aveva accolto il suo accorato grido di liberazione. In quel momento Paolo VI dimentic volutamente che luomo di cui celebrava le esequie, non solo non era morto da santo, perch soltanto angosciato poverino! dal problema personale della sua salvezza fisica, ma neppure era vissuto da santo; perch, in perfetta consonanza con altri leader democristiani, primo fra tutti lonorevole Andreotti, non mosse un dito per opporsi alle anzidette nefandissime legalizzazioni, che sovvertivano fortemente lordine morale oggettivo e distruggevano il bene comune! Per nulla preoccupato del segnale molto diseducativo che lanciava alle future generazioni, Paolo VI andava, cos, affermando la possibilit, in tempi difficili, di appartenere nel contempo a Dio e a mammona, dando vita a quel modello di cristiano opportunista, rinnegato e codardo che ancora oggi impera nella (falsa) comunit ecclesiale! In campo ecumenico sostenne varie iniziative e comp alcuni gesti emblematici, introducendo di fatto un forte relativismo, che sarebbe diventato sempre pi radicale, a partire dal concetto di unico monoteismo e di tre vie pi autentiche per perseguirlo (cristianesimo, ebraismo e maomettismo), espresso l8 agosto 1965 (cfr. E.M. Radaelli, Il mistero della sinagoga bendata, p. 73, cit.), che, rinnegando i sommi misteri della SS. Trinit e dellIncarnazione, dispens, di fatto, dallobbligo dello stesso annuncio della fede cristiana (!). Nelludienza pubblica generale del 12 gennaio 1966 sprec molte energie per assicurare la mancanza di rottura col passato e la fedelt del nuovo corso a quella Tradizione che il falso Concilio aveva chiaramente quanto subdolamente ripudiato.

Giovanni Paolo II (1978-2005)


In opposizione al pontificato del suo predecessore, Albino Luciani, durato solo 33 giorni e, quindi, sostanzialmente irrilevante ai fini della presente analisi, il suo fu uno dei pontificati pi lunghi; ricchissimo di avvenimenti che avrebbero cambiato la societ Occidentale, facendola sprofondare in una scristianizzazione senza precedenti nella storia. Egli stato il pi tenace e sovversivo liquidatore della fede cattolica nel mondo. Quelli che seguono furono alcuni soltanto dei numerosi atti e fatti di clamorosa rottura con le due fonti della divina Rivelazione, Sacra Scrittura e Tradizione della Chiesa (cfr. sito Nuovo

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Osservatore Cattolico.com, in La questione dellautorit).

Il 7/11/1980 Giovanni Paolo II, durante un viaggio in Germania, si rec in un tempio luterano ed esalt la profonda spiritualit di quel grande eretico che fu Martin Lutero. Il 25/5/1982, in Inghilterra, partecip al culto anglicano nella cattedrale di Canterbury, ed insieme con l'arcivescovo anglicano benedisse la folla. L 11/12/1983 predic nel tempio luterano di Roma. Afferm che si dovr "rifare il processo a Lutero in modo pi oggettivo", dando ad intendere che la sentenza di Papa Leone X su questioni di fede fosse ingiusta e riformabile. Il 10/5/84, in Thailandia, visit ufficialmente (come "vicario" di Ges Cristo) uno dei capi del buddismo e si inchin davanti al suo trono, posto alla base di un simulacro di Buddha. L' 11/6/1984, a Roma, invi un rappresentante per la collocazione della prima pietra di quella che sarebbe stata la pi grande moschea d'Europa, costruita nel cuore della Cristianit. L'8/8/1985, in Togo, partecip in una "foresta sacra" a cerimonie pagane e pochi giorni dopo partecip a riti satanici ("tutti gli dei pagani sono demoni", Salmo 95) a Kara e Togoville. Il 2/2/1986, in India, ricevette in fronte da una sacerdotessa di Shiva (dio della morte e della distruzione) il segno del "tilak", proprio dagli adoratori di Shiva. E il 5/2, in occasione del medesimo viaggio, a Madras, le ceneri iniziatiche di sterco di "vacca sacra". Il 13/4/1986, a Roma, visit ufficialmente la Sinagoga dove recit i salmi con il grande Rabbino ed altri ebrei che ripetevano parole daccusa contro la Chiesa. II 27/10/1986, ad Assisi, promosse c presiedette una preghiera delle "religioni" per la pace; cerimonia pi volte reiterata fino ad arrivare, il gioved 3 novembre 1994, ad un incontro interreligioso tenuto in Vaticano, nel luogo stesso in cui l'Apostolo Pietro vers il suo sangue proprio per estirpare le false credenze e per l'instaurazione della Chiesa Cattolica. Nel 1993, in Benin, incontr i grandi sacerdoti della setta satanica Vud e pronunci un breve discorso di lode in cui tra l'altro disse: " (...) rispetto per i veri valori, dovunque essi siano, rispetto soprattutto per l' uomo che cerca di vivere di questi valori... Siete fortemente attaccati alle tradizioni che vi hanno tramandato i vostri antenati. E' legittimo essere riconoscenti verso i pi anziani che vi hanno trasmesso il senso del sacro, la fede in un Dio unico e buono, il gusto della celebrazione... (da notare che i Vud adorano il dio pitone!). Giovanni Paolo II profer inoltre una serie sterminata di proposizioni fondamentalmente eretiche, tra le quali riportiamo solo quelle che ci hanno colpito di pi: "Ci si pu dire pieni di una particolare speranza della salvezza per coloro che non appartengono all' organismo visibile della Chiesa" (Disc. del 21/5/1980); che eretica perch riduce ad una nozione vana la necessit di appartenere alla Chiesa per giungere alla salvezza (vedi Enciclica Humani generis di Papa Pio XII); "I musulmani sono i nostri fratelli nella fede nellunico Dio" (Disc. ai musulmani, Parigi 31/5/1980); eretica perch insinua che i mussulmani, che non credono nei due sommi misteri cristiani della Trinit e dellIncarnazione, possiedono la fede soprannaturale; "Le comunit dei cristiani non cattolici hanno in comune con la Chiesa cattolica una comune fede apostolica in Ges Cristo Salvatore"(Disc. ai rappresentati delle altre religioni, Nairobi 7/5/1980); eretica perch salva gli eretici e gli scismatici, attribuendo loro, contro glinsegnamenti costanti della Tradizione bimillenaria della Chiesa la virt della fede soprannaturale. Non questa la sede per descrivere le nefandezze da lui pronunciate contro la Chiesa Cattolica ch Santa e a favore degli eretici protestanti nelle lettere apostoliche di fine millennio "Tertio millennio adveniente" (1994) e Ut Unum Sint (1995). Cosa ancora pi grave, permise che il predicatore della Casa Pontificia, Raniero Cantalamessa, svillaneggiasse in sua presenza (venerd santo 1998), senza alcuna correzione, i Padri della Chiesa, la Scrittura e, a conti fatti, Ges stesso (!), accusandoli di antigiudaismo, perch non avrebbero avuto carit nei confronti degli Ebrei increduli [ Continuiamo pure a parlare di deicidio, dal momento che un deicidio, secondo le Scritture e la nostra dogmatica, c

32 stato. Ma sappiamo che a commetterlo non sono stati solo gli ebrei: siamo stati tutti noi; i gentili hanno raccolto la polemica di Ges e degli apostoli contro il giudaismo, ma non il loro amore per i Giudei. Quando parleranno dellavvenuta distruzione di Gerusalemme, i Padri della Chiesa non lo faranno piangendo. Tuttaltro! ; Quando la Chiesa parla dei suoi figli (che ne hanno deturpato il volto) sappiamo che include in essi anche i suoi Padri (!) Radaelli, Mistero della Sinagoga Bendata p. 177-183] In occasione del grande giubileo del 2000, infine, infil un foglietto nel muro del pianto, con la richiesta di perdono agli Ebrei per tutte le persecuzioni subite dai cristiani in duemila anni! E tutto ci nel pi assoluto disprezzo dellintera Tradizione della Chiesa e, in particolare, del concilio dogmatico Vaticano I, Costituzione Dei Filius, il quale vieta dinterpretare la sacra Scrittura contro lunanime consenso dei Padri! Oltre che dellinsegnamento del Papa Leone XIII, che, in perfetta sintonia con gli enunciati di quel Concilio, afferma deciso: <<Non assolutamente permesso ammettere che lautore sacro abbia errato. Lo Spirito Santo assistette [gli autori da lui ispirati] mentre scrivevano, di modo che tutte quelle cose e quelle sole che Egli voleva, le concepissero rettamente con la mente, e avessero lo volont di scriverle fedelmente e le esprimessero in maniera atta con infallibile verit . Valga per tutti ci che lo stesso Agostino scriveva a Girolamo: Qualora mi imbattessi in questi Scritti in qualche cosa che sembrasse contrario alla verit, non avr il minimo dubbio che ci dipenda dalla mia mente che non arrivata a capire >> (Leone XIII,
Provvidentissimus Deus, Denz., 3291, 3293, in Radaelli, Il Mistero della Sinagoga Bendata, pp. 171-191).

Neppure questa la sede per riportare tutto quanto si avuto modo di denunciare alla sedicente Commissione Diocesana per la sua Beatificazione (lettera/denuncia del 23.11.2005, a disposizione di chi la richiede), e, ancor pi, nellaggiornata e anche riepilogativa lettera/denuncia dell8 maggio 2007, indirizzata a tutti i responsabili del processo di canonizzazione presso la stessa sedicente Congregazione per le Cause dei Santi, dove ho ampiamente mostrato gli effetti ampiamente corruttivi della fede eretica sullazione pastorale. Ma neppure mi concesso dignorare totalmente ci che ho denunciato (pur non avendo allora lattuale visione completa e definitiva di quanto realmente accaduto), e di cui riporto qualche accenno. Sulla pena di morte assunse una posizione gravemente contraddittoria, confondendo la legittima difesa con la difesa sociale futura, e smentendo non solo varie pronunce di Conferenze Episcopali, ma finanche e incredibilmente se stesso, che, in precedenza, aveva implicitamente e ripetutamente negato quella liceit (cfr. R.H. n.14 e Chr. L. n.ri 37 e 38). La strategia seguita in materia di pastorale della politica fu assolutamente fallimentare. Nei Suoi interventi in materia, dal 1994 in poi, rimossi sempre pi gli scenari apocalittici di una societ Occidentale senza Dio, divenuta pattume, denunciati in tutto il suo magistero egli descrisse un quadro talmente idilliaco della societ italiana, all interno di quella europea, e delle relazioni Stato-Chiesa, da far restare davvero sconcertati per la sua doppiezza. La parola pace fu utilizzata sempre pi spesso nel significato pagano e riduttivo di assenza di guerra, contrario allo stesso insegnamento conciliare (G.S. n. 79). Le colpe dei cattolici italiani impegnati in politica, assai pi grandi di quelle dei non credenti (Luca 12,48 e L.G. n.14), furono minimizzate; il loro bilancio di azione, fortemente e complessivamente negativo, perch le guide erano eretiche, fu ritenuto prevalentemente positivo, sulla base di valutazioni di ordine esclusivamente mondano (!). Anche sulla base di queste valutazioni fuorvianti, ripetutamente e pubblicamente apprezz loperato del sen. Giulio ANDREOTTI, che aveva posto la sua firma di primo ministro del tempo in calce alla scellerata legge sullaborto procurato, senza mai pentirsene e rimediare! Indubbio riflesso della inconsistenza dottrinale complessiva in una materia che lo aveva visto tenace avversario. Peggio ancora accadde alla morte di Bettino CRAXI, quando la falsa chiesa conciliare si

33 prostitu in celebrazioni assolutamente menzognere! Giovanni Paiolo II, non pago di una inconcludente Pertineide, che aveva lasciato il presidente della repubblica Sandro Pertini - ateo professo - cos come lo aveva trovato, invi alla moglie di Craxi un telegramma nemmeno di puro cordoglio, ma addirittura di apprezzamento, per lincisiva attivit di governo e limpegno politico svolto. A tutto dispetto della vita di quelluomo senza Dio, che aveva militato in quell infausto partito socialista allorigine delle pi destabilizzanti iniziative socio-politiche, la cui cultura di morte, punta di diamante della sinistra libertina e radicale, ha condotto alla rovina morale e sociale lintero Primo Mondo (aborto, divorzio, pornografia, droga, eutanasia ecc.); partito che aveva diretto da segretario politico, e delle cui immorali decisioni , dunque, stato complice primario! Nellambito della pastorale dei lontani consent che fossero posti in essere comportamenti allucinanti. Sui funerali religiosi dei lontani, per esempio, con unostinazione davvero diabolica, accaduto che non credenti pubblici peccatori, i quali non manifestarono alcun segno di pentimento prima della morte, ricevessero funerali religiosi e messe esequiali (Tognazzi, Modugno, Spadolini, Fellini, Mitterand, Versace, Sinatra, De Andr, Liboni...), anche con lintervento di (falsi) prefetti della Chiesa che li elogiavano secondo il mondo e non secondo Dio, nel corso delle esequie (!). E ci nel pieno disprezzo delle stesse norme liturgiche del falso codice di diritto canonico conciliare (can 1184 e 1185 CJC), a dimostrazione della cecit di fede e morale acquisita con lapostasia. Inutile dire che, cos operando, i danni sono gravissimi per tutti: per gli stessi defunti, che non vengono rispettati nella loro, pur terribile, scelta; per i non credenti, che restano confermati nel peccato mortale dincredulit, allorigine di altri peccati gravissimi; e per gli stessi (supposti) credenti, che non si sentono incoraggiati a fuggirlo e ad amare sul serio, perch la pastorale dissennata induce a ritenere che tutti si salvano e vanno, prima o poi, in Paradiso (!). Giovanni Paolo II incontr spesso, in inconcludenti colloqui privati, personaggi dei mondi sregolati del cinema, dello spettacolo, dello sport; si trattava di non credenti, neppure aperti o in via di conversione, ma semplicemente popolari, che spesso costituiscono idoli per tantissimi. Lo stesso fece con personaggi politici in visita ufficiale (spesso pubbliche autorit), che si adoperavano in tutti i modi, sulla scena politica, per destabilizzare la societ dalle fondamenta, ai quali nulla diceva nei discorsi pubblici che evocasse, in qualche modo, nella loro mente, il male grave che essi arrecavano allintera societ, il dolore che producevano e la perdizione a cui si va incontro quando si vive fuori dalla legge morale. Sullargomento della guerra, Giovanni Paolo II assunse un atteggiamento personale incomprensibile e non condivisibile, niente affatto in linea con la Tradizione della Chiesa e con le stesse indicazioni del falso concilio vaticano II. Spietati tiranni, come Saddam Hussein e Slobodan Milosevic, oppressori dei loro popoli e aggressori e sterminatori dei popoli altrui, non sono stati invitati a desistere dalla loro condotta iniqua, rispettando i diritti umani e il diritto internazionale, e a farsi da parte per il bene comune; ma furono di fatto equiparati a quanti, sotto legida dellONU o, comunque, senza il suo veto, e con operazioni sostanziali di vera e propria polizia internazionale. al termine di estenuanti quanto inutili trattative, cercavano di combatterli perch fosse ripristinata la giustizia. Ne derivato un pacifismo di maniera, non fondato sulla giustizia e, quindi, non in linea con una equilibrata visione cristiana degli eventi bellici, che ha confermato nellidolatria tutti quei pacifisti di sinistra che marciano ogni anno per la pace, insieme ai cattolici (!), mentre la loro vita privata e pubblica, per i disvalori che perseguono, la pi totale negazione della pace evangelica. In ambito ecumenico, ha sostenuto spesso che ci che unisce i cristiani separati molto pi forte di quanto li divide (Tertio Millennio n. 16; Ut Unum Sint n. 20). Ma in queste false chiese, si assiste ogni giorno non solo a nuove affermazioni contrarie alle verit di fede, quali il rifiuto del diavolo e dellinferno e della stessa resurrezione del Cristo o lordinazione delle donne, proprio mentre in corso il dialogo ecumenico, nella chiesa Anglicana. E questo per non parlare delle inaudite deviazioni morali in casa protestante; che sprofonda

34 nel mare magnum di una sessualit sempre pi sfrenata, ma del tutto in linea con i costumi di quella societ di senza Dio che ha contribuito potentemente a formare (s alla masturbazione, alluso dei profilattici, ai rapporti sessuali prima del matrimonio, alla contraccezione, al divorzio, allaborto! alle unioni omosessuali! - biblicamente fondate, secondo la chiesa Evangelica USA, e s perfino al prete-gay e al vescovo-gay, come vogliono molti vescovi della chiesa dInghilterra!). Di fronte a tutte le mostruosit indicate, che per la Chiesa costituiscono altrettanti peccati mortali, alcuni dei quali gridano vendetta al cospetto di Dio (peccati impuri omosessuali) e uno dei quali, dalla stessa falsa chiesa eretica uscita dal concilio colpito con la pena della scomunica automatica (laborto), di fronte a queste incredibili depravazioni, laffermazione, a prima vista scandalosa, che ci che unisce pi forte di quanto divide i cattolici conciliari e gli eretici, alla luce dellapostasia consumata, mantiene una sua indubbia validit. La sua catechesi sulle cose ultime giunse progressivamente a gravi eresie, in sostanziale contrasto con lo stesso nuovo (falso) catechismo del dopo concilio. LInferno stata una verit essenziale rimossa dalla fede, sulla quale Giovanni Paolo II ha assunto, prima, un atteggiamento contraddittorio e, poi, sempre pi demolitore. Inizialmente, infatti, ne ebbe a lamentare loblio nella predicazione corrente, quando egli per primo non ne parlava mai; e, successivamente, ne ha vanificato la consistenza, con affermazioni filosofiche e non teologiche, illogiche, errate e temerarie (non sappiamo se lInferno abitato anche dagli uomini, non il caso di angosciarsi al riguardo, considerata la misericordia di Dio: cfr. catechesi di mercoled 28 luglio 1999), perch assolutamente contrarie al Vangelo e alla costante tradizione della Chiesa in merito; affermazioni, pertanto, che vanno nello stesso senso della negazione totale di questa verit. Anche il Purgatorio uscito fortemente diminuito nella sua catechesi (cfr. catechesi del 4 agosto 1999), allorch pose in primo piano la condizione di salvate delle anime che in esso si trovano, ma non rende in alcun modo lidea dl giustizia retributiva e di reale sofferenza che ivi si trova (in verit ti dico: non uscirai di li fino a quando non avrai restituito lultimo spicciolo! Mt 5,26), per spingere verso una vita veramente conforme al Vangelo. Il 2 novembre 2003, infine, in occasione della giornata della Commemorazione dei defunti, con una ostinazione, degna di ben altra causa, che pu fare solo il gioco dei malvagi!, Giovanni Paolo II conferm dalla finestra del suo studio, in piazza san Pietro, secondo quanto udito dal telegiornale delle 20 (TG 1), il concetto che lInferno potrebbe essere vuoto, magnificando, perfino, il grande teologo Von Balthasar, sostenitore dellassurda tesi! Talmente grande fu labuso che esso non stato inserito negli atti ufficiali del Vaticano (!). Eppure, nel lontano 6 febbraio 1981, dopo soli tre anni dallinizio del suo (falso) pontificato, egli aveva lanciato, al Convegno Nazionale per le Missioni al Popolo, un allarme assolutamente vero, affermando testualmente: Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilit che i cristiani oggi in gran parte si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi, si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la Verit rivelata e da sempre insegnata; si sono propalate vere e proprie eresie, in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni, si manomessa anche la Liturgia; immersi nel relativismo intellettuale e morale e perci nel permissivismo, i cristiani sono tentati dallateismo, dallagnosticismo, dallilluminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva. E questo indubbiamente un altro segno dei tempi che la stessa chiesa apostata uscita dal Vaticano II ha lasciato di se stessa. Trattandosi, tuttavia, non di fede vera, ma di puro e temerario conservatorismo, lallarme ha lasciato il tempo che ha trovato, naufragando inconsistente nei marosi dellapostasia, che gi aveva da lungo tempo consumata.

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Benedetto XVI (2005 2013) Il curriculum del personaggio molto ampio, essendo stato per una vita il Prefetto della Fede del suo predecessore, Giovanni Paolo II, il pi tenace e sovversivo liquidatore fallimentare della fede cattolica nel mondo. Lidentikit di base di Benedetto XVI quello di un liberale moderato, rimasto deluso dalla tempesta post-conciliare, della quale anchegli ha contribuito a porre le premesse. La tempesta conciliare lo conduce inizialmente a reagire. Fino ai primi anni novanta, infatti, pur avendone aderito alle eresie fondamentali, non perde occasione per ridimensionare il Concilio, ricordandone il ruolo esclusivamente pastorale e negandogli propriet da superdogma. Poi, cede di botto, perch il cancro delleresia lo divora, facendo leva su di un antico complesso di colpa collettiva. Egli non pu dimenticare che la sua Germania ha orribilmente perseguitato gli Ebrei con lolocausto, e, con una semplificazione allucinante (nazisti battezzati), tipica del buonismo naturalistico conciliare, formula, con Giovanni Paolo II, il teorema Tedeschi = Cristiani che hanno sterminato gli Ebrei, quale effetto dellantigiudaismo che la Chiesa ha sempre letto nel Nuovo Testamento, con una pretesa inammissibile. E una macchia gravissima che la Chiesa si deve togliere di dosso riparando ad ogni costo! Ad Auschwitz, infatti, bestemmia, imputando a Dio le colpe e i peccati degli uomini, esclamando quel "dov'eri?" e addebitandoGli il silenzio di fronte all'olocausto! Da quel momento diventa un ecumenista ad oltranza. Passa perci ad una posizione sempre pi filo-giudaica, che gli fa perdere, nei fatti, di vista la dottrina della sostituzione, sostenuta in tutta la Tradizione bimillenaria della Chiesa, e lo conduce verso la nuova dottrina dellattesa parallela: una gravissima eresia trinitaria. Nella sua prefazione al documento Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana (dal sito della Santa Sede, Ascensione 2001) della Pontificia Commissio Biblica, che, risulta sovversiva finanche nel titolo, perch, per la prima volta nella storia della Dottrina della Fede, si parla di Sacre Scritture giudaiche, il cardinale Ratzinger si avventura in un discorso impossibile, tutto teso a sminuire la dottrina della sostituzione, con una terminologia equivoca, piena di servilismo verso gli ebrei e offensiva verso Ges! Il Quale pretese di essere lerede dellAntico Testamento (ma forse non lo era); cerc dinterpretare le Scritture a proprio favore (ma non detto che vi riusc); cos come gli autori del Nuovo Testamento (che non sembrano pi divinamente ispirati, in questa lettura tutta umana della Bibbia) hanno cercato di fondare (e non fondarono) questa pretesa nei particolari. E questo suo servilismo perch il dramma della Shoah scrive ha collocato tutta la questione in unaltra luce, luce sinistra si capisce che avrebbe tolto allinterpretazione cattolica della Bibbia la sua credibilit, ed avrebbe, invece, conferito a quella ebraica un rinnovato rispetto(!). Ma in questo modo si baratta con i giudei il Cristo del Vangelo per compensarli del genocidio nazista! La cosa talmente grave ed evidente, che mi appare perfino superfluo citare, come fa il Radaelli, il Concilio di Trento per riferire della maledizione a carico di chi disprezza anche la sola interpretazione dei libri canonici come si soliti leggerli nella Chiesa Cattolica e come si trovano nellantica edizione della volgata latina (Il mistero della sinagoga bendata, cit., pp. 266)! Maledizione, peraltro, che viene ripresa dal Concilio Vaticano I, il quale:

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a) nella Costituzione Dei Filius, vieta dinterpretare la sacra Scrittura contro lunanime consenso dei Padri, con le parole che seguono: Poich quelle cose che il santo Concilio Tridentino decret per porre conveniente freno alle menti presuntuose sono state interpretate in modo malvagio da taluni, Noi rinnoviamo il medesimo decreto e dichiariamo che questo il suo significato: nelle cose della fede e dei costumi appartenenti alla edificazione della dottrina Cristiana deve essere tenuto per vero quel senso della sacra Scrittura che ha sempre tenuto e tiene la Santa Madre Chiesa, alla cui autorit spetta giudicare del vero pensiero e della vera interpretazione delle sante Scritture; perci a nessuno deve essere lecito interpretare tale Scrittura contro questo intendimento o anche contro lunanime giudizio dei Padri. b) mentre nel decreto Pastor ternus sulla Chiesa e sul Papa, afferma categorico che "lo Spirito Santo non stato promesso ai successori di Pietro perch essi facciano conoscere come sua rivelazione una nuova dottrina!" ma perch "con la sua assistenza conservi ed esponga fedelmente la Rivelazione trasmessa dagli Apostoli, vale a dire il deposito della Fede" A prescindere da ogni altra considerazione, questo solo fatto, trattandosi di una eresia micidiale, comportava, secondo il magistero infallibile della Bolla Cum ex apostolatus officio del Papa Paolo IV, di cui alla lettera base del presente dossier e, pi estesamente, al terzo allegato del medesimo, la decadenza immediata dal cardinalato e dallepiscopato di Joseph Ratzinger, oltre che la radicale e perpetua ineleggibilit al soglio di Pietro! Lecumenismo eretico non pu avere soluzioni idonee per fare uscire la societ occidentale da una crisi gravissima. Allorigine di essa, infatti, stanno, in primo piano, protestanti e anglicani, la cui etica labile, in dipendenza di una fede eretica, ha legittimato, quando non addirittura ispirato e sostenuto, le peggiori aberrazioni morali e sociali; e questo anche dopo il Concilio, quale ingenerosa contropartita delle profferte cattoliche di riconciliazione! Perduta la nozione elementare che bene e male accompagneranno luomo e la Chiesa fino alla fine dei tempi, e che di questo male fanno parte da sempre eresie, apostasie e scismi, Ratzinger pu solo offrire una tattica di corto respiro (minimalismo), basata sul convenire opportunistico intorno ad alcune tematiche etiche ritenute fondamentali, sia in campo socio-politico (Sale della Terra, 1997) e sia in campo ecumenico (Discorso di Colonia 2005, infra). Fino alla conversione degli anni 90, le sue posizioni pastorali conservano un barlume di verit, sono cio pi conservatrici, e pertanto divergono sensibilmente da quelle di Giovanni Paolo II (rifiuto dello spirito di Assisi, posizioni pi equilibrate sulla guerra, rifiuto di plateali mea culpa, necessit e bont dellInferno). Ma leresia che lo divora, e che non ha mai rinnegato, spazza via, alla fine, questi residui barlumi. Alla morte dellanziano pontefice, infatti, cade in preda a una smodata emozione irrazionale, tipica di tutti i falsi pontefici della falsa chiesa conciliare, che cancella ogni divergenza. Eletto al soglio di Pietro con grande rapidit, grazie alla sua ben orchestrata campagna contro i venti di dottrina, la sporcizia nella Chiesa e il neopaganesimo imperante in Occidente, inizia male il pontificato. Nella Messa dinsediamento (24.4.2005), infatti, non

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fornisce alcuna linea programmatica di esso, chiede al Signore, anzich la forza del martirio, di dargli il coraggio di non fuggire, per paura, davanti ai lupi, e, seguendo la cultura eretica imposta dal concilio, elabora un discorso dinsediamento tutto in positivo, senza il bench minimo accenno alle nefaste conseguenze spirituali, morali e sociali di chi rifiuta il Cristo, che Dio! D, inoltre, lavvio immediato alla causa di beatificazione del suo predecessore, Giovanni Paolo II, di cui, dulcis in fundo, segue le orme ecumeniche con lena accelerata e rinnovata. Come dice, infatti, nel discorso di Colonia del 19 agosto 2005, infrangendo il principio dellunitariet e dell integrit dellordine morale voluto da Dio per il bene vero delluomo, e lo stesso monito del (falso) concilio Vaticano II sullassoluta necessit del rispetto da parte di tutti del primato dellordine morale oggettivo (decreto I.M. 6), oltre che linsegnamento del suo stesso predecessore, secondo il quale le norme morali costituiscono il fondamento incrollabile e la solida garanzia di una giusta e pacifica convivenza umana, e quindi di una vera democrazia (V.S. 96), egli pronto a concordare, e quindi a mercanteggiare, alcuni punti fondamentali di quellordine, su cui convenire con lapprovazione da parte dei cristiani impegnati nel cammino ecumenico. Gi da cardinale, Ratzinger, nella sua opera I princpi della teologia cattolica, aveva riconosciuto candidamente, con affermazioni allucinanti di pura consegna a Satana, che "se si cerca una diagnosi globale del testo, si potrebbe dire che , insieme ai testi sulla libert religiosa e sulle religioni nel mondo una sorta di contro-Syllabus." "Questo testo assolve il ruolo di un contro-Syllabus nella misura in cui rappresenta un tentativo per una riconciliazione ufficiale della Chiesa con il mondo quale era diventato dopo il 1789" (!). Su questa via di prostituzione ideologica, il suo discorso del 22 dicembre 2005 alla curia romana in occasione dei 40 anni dalla chiusura del Vaticano II, conferma la violazione del magistero infallibile pregresso, la cui gravit non gli sfugge, al punto che tenta di giustificarla, sostenendo senza pudore che le correzioni storiche apportate dal Vaticano II alle posizioni della Chiesa sono del tutto fedeli alla primitiva Tradizione Apostolica, che rifiutava lidea di un cristianesimo inteso quale religione dello Stato (!). Nelludienza generale di mercoled 18 ottobre 2006, poi, smentendo clamorosamente una posizione sullInferno da lui stesso espressa anni prima, parla di Giuda Iscariota, per tirarlo fuori dallInferno, con un discorso permeato dallovviet espositiva, che spazza via certezze bimillenarie, dando tutto per acquisito e confermato. Il suo ragionamento falsifica come segue la Parola di Dio e la Tradizione: Giuda compie un gesto inescusabile, che non gli vale, per, con certezza, la morte eterna, perch Dio rispetta la nostra libert, aspetta la nostra semplice disponibilit al pentimento e alla conversione (e non gi il nostro pentimento e la nostra conversione), ed inserisce tutto, alla fine, nella sua superiore conduzione degli eventi, evitando accuratamente ogni condanna, provvisoria o definitiva, perch Egli ricco di misericordia e di perdono (!). Il marasma dottrinale giunge al culmine nel 2007, con due atti di notevole importanza pastorale, confusionari e contraddittori, ma destinati, nelle sue intenzioni, a ridurre larea del dissenso dei cattolici tradizionali. Essi riguardano i chiarimenti sulla dottrina della Chiesa

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del 29 giugno, forniti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, con un articolo di commento, e il motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio sul ripristino della Messa Tridentina, documenti che necessitano di un cenno pi articolato. Il documento sulla dottrina della Chiesa del tutto in linea con la doppiezza conciliare perch, nel fondato timore di dover riconoscere di avere apostatato, si ostina ad affermare che il Vaticano II non ha cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa, mentre, in realt, lha stravolta. Come si gi mostrato, infatti, la Tradizione, fino al magistero di Pio XII, ha sempre ritenuto essere fuori della vera Chiesa di Cristo, e, quindi, non partecipi della comunione dei santi, tra gli altri, tanto gli Ortodossi, i quali sono eretici che negano lunit della Chiesa sotto Pietro, quanto i Protestanti, la cui eresia investe lintero apparato dogmatico ( cfr. Catechismo Maggiore di San Pio X). E siccome fuori della Chiesa non c salvezza, discende che gli eretici citati sono candidati eletti per lInferno Il Vaticano II, al contrario, anche alla luce dellintero magistero postconciliare, e quindi della risposta in esame e relativo articolo di commento, ribalta completamente limpostazione della fede Cattolica, con sofismi inaccettabili per essa, che attraggono, di fatto gli eretici nella comunione dei santi, li salvano e, cosa ancora pi grave, li considerano strumenti (sia pure meno perfetti) di salvezza! E fa ci riconoscendo lesistenza di elementi di verit pi o meno numerosi esistenti nelle altre confessioni e chiudendo completamente gli occhi sulle eresie propalate, che hanno tanto gravemente danneggiato, e sempre pi danneggiano, la Chiesa e il mondo. Come afferma il documento in esame, infatti, la Chiesa di Cristo presente e operante nelle Chiese e nelle Comunit ecclesiali non ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica grazie agli elementi di santificazione e di verit che sono presenti in esse () "Perci le stesse Chiese e Comunit separate, quantunque crediamo che hanno delle carenze, nel mistero della salvezza non sono affatto spoglie di significato e di peso. Infatti lo Spirito di Cristo non ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza.(!) Il Concilio di Trento viene cos fatto a pezzi, con tutte le sue canoniche affermazioni e tutte le sue condanne, insieme allenciclica Quanta Cura e relativo Sillabo degli errori condannati, documenti tutti espressione certa di magistero infallibile e, dunque, irreformabile. Con il secondo documento pastorale (motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, e relativa lettera di accompagnamento ai vescovi), Benedetto XVI ha ripristinato luso della Messa tridentina, che si aggiunge a quella del dopo concilio introdotta da Paolo VI. Negando levidenza, egli afferma che non si tratta di due riti diversi, ma di due usi dellunico rito romano; e cio di due forme diverse. Perci lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo ledizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa. Le incontrovertibili osservazioni dei cardinali Ottaviani e Bacci a Paolo VI sul Novo Ordo Missae (Corpus Domini 1969), che mostravano un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica verso quella protestante, in uno con la palese violazione del Magistero infallibile e irreformabile pregresso (v. supra), vengono cos, ancora una volta, ignorate.

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Per tranquillizzare gerarchia e fedeli apostati, egli, oltre a considerare che il messale di Giovanni XXIII non fu mai abrogato (e che pertanto, confermandolo, non compie alcun atto eversivo), osserva che luso del vecchio messale, presupponendo unadeguata formazione liturgica e la padronanza del latino, destinato alla marginalit, e non potr quindi arrecare alcun danno alla nuova liturgia del Messale di Paolo VI (!). Perch allora questa sua concessione? Lo dice esplicitamente: per accontentare i nostalgici del rito latino! Non tanto i lefebvriani, per, che non ne fanno questione di puro rito, quanto quei cattolici che, pur fedeli al Vaticano II, hanno nostalgia delle ricchezze del vecchio rito, e sono scandalizzati dagli abusi che si consumano allombra del nuovo. Contrariamente al passato, perci, quando la Chiesa non prestava sufficiente ascolto alle critiche dei dissidenti, per cui esasperava o radicava le divisioni (giudizio con il quale Benedetto XVI condanna in blocco i suoi predecessori fino al preconcilio!), egli (campione di tolleranza), ha ritenuto necessario esaudire le su esposte esigenze. Stiano, peraltro, tranquilli quanti (giustamente) si agitano per la concessione: Non c nessuna contraddizione tra luna e laltra edizione del Missale Romanum. Nella storia della Liturgia c crescita e progresso, ma nessuna rottura(!). La concessione di Benedetto XVI sinserisce in una strategia globale di recupero dei cattolici tradizionali alle ragioni che hanno determinato lapostasia conciliare. La Chiesa cattolica uscita dal concilio ha solo cambiato alcune forme, fecondandosi con le istanze moderniste, perch la sostanza rimasta immutata, e va nel rispetto della Tradizione. Tutte le follie conciliari e post conciliari, che hanno portato allirrilevanza teologica e sociale dellunica chiesa di Cristo, sono pure illusioni, perch la Chiesa e rimarr sempre la stessa (!). E sufficiente che abbia il coraggio di appianare le divergenze al suo interno, prima che generino altre non componibili divisioni: dove stia la Verit non conta! E non importa se con atti e ragionamenti marasmatici di formale pietismo e di sostanziale sincretismo, che smentiscono colui stesso che li pone in essere. Del tutto consapevole, perch reo confesso (nel suo I principi della teologia cattolica), che il Vaticano II aveva operato nel pieno disprezzo della Quanta Cura e del Sillabo, il magistero pregresso, da sempre ritenuto e poi anche formalmente dichiarato infallibile e irreformabile in sede di Concilio Vaticano I. Il primo maggio del 2011 Benedetto XVI proclama beato Giovanni Paolo II. E stupisce davvero il notevole lasso di tempo trascorso tra linizio del processo di beatificazione (2005), quando tutti avrebbero scommesso in tempi assai rapidi (santo subito, si invocava dovunque) e il momento della beatificazione (2011); ma io non sono affatto stupito! Non questa la sede adatta ad una trattazione estesa di questo argomento. Qui basti solo accennare che, dal 2005 al 2007, ho inviato tre miei scritti sotto forma di raccomandata ufficiale alle sedi competenti del processo (commissione diocesana e Congregazione vaticana) nei quali, al di l di ogni ragionevole dubbio, ho mostrato in modo assai analitico ed esponendo fatti concreti e documentati, che, secondo la fede della Chiesa, Giovanni Paolo II non solo non santo, ma che, al contrario, stato il pi tenace e sovversivo liquidatore di quella fede nel mondo intero! Nessuno, ovviamente, si preso alcun briga di rispondermi o di eccepire qualcosa,

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perch nulla si pu eccepire, essendo le mie argomentazioni assolutamente incontrovertibili secondo la fede vera della Chiesa Cattolica. Ma le mie decise e ben documentate accuse hanno creato pi di un timore in sede vaticana; la quale, spinta unicamente da ragioni di pura sopravvivenza sociologica, ha temuto uno scandalo di vaste proporzioni, che non saprebbe fronteggiare, e che la danneggerebbe anche economicamente (!), e perci non ha trovato di meglio che rallentare di molto liter processuale della beatificazione! Da ultimo, nel febbraio di questanno 2013, la decisione del tutto inaspettata della rinuncia al pontificato di Benedetto XVI, con decorrenza 1 marzo, che ha un solo precedente nella storia: le dimissioni rassegnate dal Papa Celestino V, sette secoli or sono, dopo appena quattro mesi di pontificato. Quelle dimissioni, tuttavia, pur trovando una spiegazione umana nella condizione assai particolare del Papa, al secolo Pietro Angelerio del Morrone (un eremita convinto e radicato, non cardinale, assolutamente digiuno in materia di governo della Chiesa, con scarsa conoscenza del latino, eletto al termine di una lunga vacatio, durata ben 27 mesi, e di una conseguente forzatura per uscire dallimpasse), non costituirono mai precedente invocabile da nessun successore, perch Pietro il Vicario di Cristo, a vita, e la Chiesa non una realt puramente umana (una democrazia, oggi si direbbe), ma una realt teandrica, in cui lassistenza dello Spirito Santo il fatto pi importante e decisivo, contro ogni umana difficolt di governo. Il fatto che Benedetto XVI non si sia sentito vincolato da questo principio sicuro indice di un cedimento di fede, mascherato da falso rispetto per le funzioni di ruolo. La Verit che, per sua stessa ammissione (cfr. Sale della Terra), egli vede la Chiesa inghiottita dalla scristianizzazione e anche alle porte della Parusia, ma rifiuta lidea di essere stato un responsabile di primo piano in questo disegno di distruzione. E cos, un falso conclave, composto da falsi cardinali, tutti indistintamente non ordinabili e non elevabili, prima ancora che decaduti dalla dignit cardinalizia ed episcopale a norma della solennissima Bolla Cum ex apostolatus officio del grande Papa Paolo IV, diretta a prevenire e a reprimere leresia nelle persone investite di autorit, e contenente magistero infallibile e dunque irreformabile, secondo quanto dispone il Concilio Vaticano (I), ha eletto il sesto anticristo sulla cattedra di san Pietro, successore di Giovanni XXIII, nella persona del (falso) card. Jorge Mario Bergoglio, che ha assunto il nome di Francesco (I). Francesco (I) (2013 - .) Non assolutamente il caso di sprecare tempo e spazio su questa ultima figura di falso pontefice, il pi scolorito di tutti i suoi predecessori, e indubbiamente il primo le cui radici sono tutte affondate nella nuova falsa chiesa apostata uscita dal falso concilio vaticano II. Nato nel 1936, e dunque perfettamente a conoscenza della vera dottrina della Chiesa Cattolica, pur non avendo avuto nessuna parte nei lavori del vaticano II, ne condivise da subito tutte le eresie. A causa di una vocazione relativamente tardiva (solo nel 1958, allet di 22 anni entrato in seminario), la sua formazione stata plasmata dal primo Anticristo sulla cattedra di san Pietro, Giovanni XXIII.

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E, dunque, solo per dovere di completezza e di cronaca che riporto quanto pubblicato dal Mattino di Padova (14.3.2013) sulla sua persona.
Ha studiato e si diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed entrato in seminario. Nel 1958 passato al noviziato della Compagnia di Ges, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia. Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia conseguendo la laurea. stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facolt di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. I Nel 1998 stato nominato Arcivescovo di Buenos Aires. Dal novembre 2005 al novembre 2011 stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina. (omissis). stato accusato di collusioni con il regime militare in Argentina. Ma nel 2000 da arcivescovo di Buenos Aires fece pubblicamente mea culpa per le relazioni della Chiesa con la giunta militare. Primo (falso) pontefice succeduto ad un (falso) pontefice ancora in vita (come un capo dello stato che succede nella carica per scadenza del mandato o dimissioni del suo predecessore!), cosa che costituisce da sola un serio avvertimento della natura tutta umana

della falsa chiesa eretica del vaticano II, ha eloquentemente proseguito nellopera di desacralizzazione della stessa figura del romano pontefice, sempre pi visto come un uomo qualsiasi, privo dellobbligo di rimandare, con tutto il proprio comportamento, a quella Verit ultima di cui si dice il vicario e che lo trascende. Egli, infatti, ama viaggiare in autobus: noto che nella capitale argentina si spesso spostato con i mezzi pubblici. E il primo gesto dopo lelezione a Pontefice stato rifiutare lauto di servizio per il Papa e tornare nella Casa Santa Marta in bus con tutti gli altri cardinali. Ed inoltre, come acutamente si osserva nel sito Escogitur.it:
Abbiamo notato anche noi che Francesco non si mai appellato Papa, oltre a non aver voluto ricevere la confermazione di Vescovo, non aver voluto indossare la stola, i paramenti sacri, le scarpe rosse (simbolo del martirio), ecc..Rompendo con tutte le consuetudini.

A riprova definitiva della sua nullit, e del livello infimo al quale ha fatto sprofondare la funzione di ruolo, il personaggio non cessa di manifestare, nel suo atteggiamento, un conformismo culturale fatto di pacche sulle spalle, di pose tuttaltro che sacerdotali, di compiacenti telefonate a pagani, di uno stesso incedere profano, assai poco dignitoso per un romano pontefice, gesti tutti che sono assai rivelatori dellorganizzazione che rappresenta, oltre che della sua stessa persona! Allannullamento della sostanza, fa cos seguito, dopo 55 anni, lo svilimento pi sfacciato ma anche pi eloquente della stessa forma! Bergoglio, infatti, neppure pi si cura di nascondere la falsit della sua persona e dellorganizzazione che presiede. Cosa vogliamo di pi?
Da tutto quanto sopra discende che i sedicenti papi del falso concilio Vaticano II hanno affermato eresie gravissime, che, nel loro insieme rappresentano lapostasia radicale dalla fede Cattolica, violando il magistero infallibile della Chiesa e incorrendo nella maledizione dei loro predecessori. Essi sono, pertanto, degli apostati pubblici e pertinaci e, dunque, falsi papi. La Sede Apostolica diabolicamente vacante dallanno 1958.

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Dott. Antonio Coroniti Sociologo


Via Dei Mercanti, 16/87028 Praia A Mare

Secondo allegato alla lettera del 9 ottobre 2013 a S.S. Francesco e ai Vescovi (propedeutico al terzo, che lo completa) POSIZIONI CATTOLICHE TRADIZIONALI A CONFRONTO Lassemblea del concilio Vaticano II, udita la fuorviante prolusione di apertura di Giovanni XXIII (al bando i profeti di sventura - e cio i Papi che lo avevano preceduto -, guardando sempre a quello che unisce e usando la misericordia al posto della (se)verit), ne segu subito le indicazioni, respingendo, nel tempo, tutte le bozze preparatorie dei vari documenti approntati. Ci che segu dopo, altro non fu che la coerente continuazione di un assalto subdolo alle due fonti della divina Rivelazione, la Scrittura e la Tradizione. Lassalto fu subdolo. Dopo le (false) assicurazioni dei pontefici conciliari, la costituzione dogmatica Dei Verbum sulla divina rivelazione dichiarava, infatti, nel proemio, di voler seguire le orme dei concili Tridentino e Vaticano I (n. 1), che sono la Tradizione, e si poneva al servizio delle due fonti, accettate e venerate con pari sentimento di piet e riverenza (n. 9). Ma si trattava di unaffermazione assolutamente ipocrita. Intanto, per le sfacciate critiche ripetutamente mosse ai Papi del preconcilio che rappresentano la Tradizione. E poi perch essa interveniva un anno dopo lapprovazione della costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen Gentium, e dellUnitatis Redintegratio, sullecumenismo, subito dopo lapprovazione della Nostra aetate, sulle religioni non cristiane, e alla vigilia immediata dellapprovazione della Dignitatis humanae, sulla libert religiosa e della Gaudium et Spes, sulla chiesa nel mondo contemporaneo: documenti tutti che, con pari doppiezza, scardinavano la fede cattolica dalle fondamenta (!). Lambiguit e la doppiezza, assolutamente contrarie allevangelico s, s; no, no; il di pi viene dal maligno (Mt 5,37), furono larma principale di cui la chiesa eretica ombra, uscita ormai allo scoperto nelle persone degli stessi falsi pontefici conciliari, si serv per rivoltare la fede della Chiesa come un calzino: la parola dordine fu, infatti in tutti i documenti! rivoluzione nella pi invocata continuit; mentendo ma dissimulando al tempo stesso: non esisteva altra via immediata per mascherare lapostasia gravissima che si andava a produrre, pena la sua vanificazione. Molti furono ingannati, o trovarono comodo lasciarsi ingannare, sulla natura vera del Concilio e, pur con qualche distinguo, ne approvarono i tradimenti. Ma non tutti si lasciarono completamente ingannare, e, fra questi, qualche cardinale, anche di curia (Bacci, Ottaviani), e alcuni vescovi pi attenti e preparati, come larcivescovo mons. Marcel Lefebvre. Con mons. Lefebvre nacque la Fraternit San Pio X, un movimento di resistenza nella fede della Chiesa, come espressa e tramandata dalla sua Tradizione bimillenaria, movimento che, per questo suo riferimento, fu chiamato dei cattolici tradizionali. In questa lunga resistenza, che conta numerosi quanto vani tentativi di chiarimento dellopera della Fraternit, vi furono due momenti fondamentali che segnarono un progressivo inasprimento dei rapporti con la Santa Sede: la sospensione a divinis di mons. Lefebvre (22 luglio 1976), successiva alla illecita ordinazione di tredici sacerdoti che Roma aveva vietata; la scomunica (2 luglio 1988) di mons. Lefebvre, insieme a quella del vescovo brasiliano mons. Antonio De Castro Mayer, per avere consacrato (30 giugno 1988) senza autorizzazione quattro vescovi tra i quali mons. Bernard Fellay, attuale superiore generale, e mons. Bernard Tissier de Mallerais. La Fraternit, per, a causa della sua ondeggiante e discutibile posizione teologica sulla situazione della Santa Sede, sub due contenute ma significative defezioni: la prima, nel 1977, ad

43 opera del padre domenicano Michel Gurard des Lauriers, le cui tesi sono oggi sostenute dallIstituto torinese Mater Boni Consilii (don Francesco Ricossa); la seconda, nel 1991, ad opera di un ex seminarista di Econe, Stefano Filiberto, che, insieme ad altri, fond lassociazione torinese Santa Maria Salus Populi Romani (don Francesco Maria Paladino). Tutto ci premesso, vado a riferire subito e brevemente sulle diverse posizioni teologiche relative allo stato attuale della Santa Sede, come espresse oggi dalle tre principali istituzioni dei cattolici fedeli alla Tradizione.

Posizione teologica della Fraternit San Pio X (sedeplenista)


Come si rileva dallattenta lettura del sito internet (sanpiox.it), la Fraternit ritiene che il concilio Vaticano II, accogliendo in buona misura tesi tipiche del liberalismo protestante, sia caduto in assoluto contrasto con la Tradizione della Chiesa. Le tesi ritenute eterodosse sono: - la libert religiosa, che d gli stessi diritti alla libert e allerrore, a Ges Cristo e a Satana; - lecumenismo, che non distingue pi la vera religione rivelata da Ges Cristo dalle false religioni che trascinano gli uomini lontani dalla verit e dalla loro salvezza; - la nuova ecclesiologia, che non identifica pi la Chiesa con il Corpo mistico di Ges Cristo, ma lestende a tutta lumanit, che si troverebbe cos salvata senza saperlo; - la collegialit, che sminuisce lautorit personale del papa e dei vescovi, in una forma di democratismo ecclesiale contrario alla costituzione della Chiesa. Inoltre, la riforma della Messa, operata nel 1969, traduce nel linguaggio liturgico le gravi deviazioni dottrinali contrarie alla bimillenaria tradizione della Chiesa, mettendo in pericolo la fede sia dei sacerdoti che dei fedeli. Orbene, il precedente magistero infallibile della Chiesa condanna tutte le tesi liberali sostenute nel Concilio. Tale condanna risulta espressa, in particolare, nei sotto indicati documenti:
- la bolla "Auctorem Fidei" di Pio VI, - lenciclica "Mirari vos" di Gregorio XVI, - lenciclica "Quanta cura" e il "Syllabus" di Pio IX, - gli atti di San Pio X contro il Sillon e il Modernismo, - lenciclica "Divini Redemptoris" di Pio XI, - lenciclica "Humani Generis" di Pio XII. Quelle tesi vanno, dunque, respinte; tanto pi che, per espressa ammissione di tutti i pontefici, il Concilio non dogmatico, ma soltanto pastorale. Le tesi liberali vanno respinte, perch nessuna autorit, neppure la pi alta nella gerarchia, pu costringerci ad abbandonare o a diminuire la nostra fede cattolica chiaramente espressa e professata dal Magistero della Chiesa da diciannove secoli. Se avvenisse - dice San Paolo che noi stessi o un Angelo venuto dal cielo vi insegnasse altra cosa da quanto io vi ho insegnato, che sia anatema" (Gal. 1,8); come giustamente sostiene mons. Lefebvre nella celebre dichiarazione del 21 novembre 1974, che cos continua: Questa riforma, essendo uscita dal liberalismo e dal modernismo, tutta e interamente avvelenata; essa nasce dall'eresia e finisce nell'eresia, anche se non tutti i suoi atti sono formalmente ereticali. E' dunque impossibile per ogni cattolico cosciente e fedele adottare questa riforma e sottomettersi ad essa in qualsiasi maniera. Per questo ci atteniamo fermamente a tutto ci che stato creduto e praticato nella fede, i costumi, il culto, l'insegnamento del catechismo, la formazione del sacerdote,

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l'istituzione della Chiesa, della Chiesa di sempre e codificato nei libri apparsi prima dell'influenza modernista del Concilio, attendendo che la vera luce della Tradizione dissipi le tenebre che oscurano il cielo della Roma eterna.

Posizione mantenuta ferma da mons. Fellay, attuale superiore generale della Fraternit, che, nellomelia del 2 febbraio 2006, ricordando lincontro con Benedetto XVI avuto nellagosto 2005, diceva testualmente:
ben chiaro che Roma, che il Papa, vorrebbe regolare le questioni della Fraternit rapidamente, se cos si pu dire, e secondo le sue prospettive. Da parte nostra abbiamo sempre insistito nel dire che prima di una regolamentazione pratica necessario eliminare gli elementi di principio che, per un verso, sono le cause della crisi, e, per l'altro verso, ci ucciderebbero se li accettassimo. Di modo che noi non possiamo assolutamente accettare. Oggi siamo a questo punto. Noi chiediamo, reclamiamo, che Roma esamini questi principi mortiferi nella Chiesa, per eliminarli, per rigettarli: il liberalismo, il modernismo, che sono entrati nella Chiesa e che uccidono veramente la vita cristiana, e che si esprimono nella collegialit, nell'ecumenismo, nella libert religiosa, in quel concetto, oggi avallato dallo stesso Benedetto XVI e pi volte ribadito, dello stato laico. Il Papa, nel suo discorso del 22 dicembre (2005 alla curia romana, per i 40 anni dalla chiusura del Vaticano II n.d.a.), ci dice che la Chiesa, ritornando a questa concezione dello stato laico, ritornerebbe al Vangelo: quando invece il Vangelo dice il contrario !

Ragioni che restano pienamente valide pur dopo il motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, con cui Benedetto XVI ha cautamente ripristinato, accanto alla messa di Paolo VI, la Santa Messa di san Pio V, il cui rito recepiva tutte le indicazioni dottrinali del Concilio di Trento. Per tale gesto benevolo, la Fraternit esprimeva, in pari data, al Sommo Pontefice la sua viva gratitudine. Per quanto attiene, infine, alla specifica valutazione della posizione formale dei papi e della chiesa del dopo concilio, dallintervista di Stephen Heiner al vescovo mons. Bernard Tissier De Mallerais rilasciata il 21 aprile 2006 e riportata sul sito salpan.org risulta che: i papi e la chiesa del dopo concilio professano eresie, ma non sono eretici (?!); la Fraternit, quindi, non sedevacantista, ma sedeplenista; i papi non fanno nulla per la chiesa, nonostante le grazie di stato; col tempo bisogner solo dimenticare il concilio Vaticano II.

In occasione della ricorrenza del 25 anniversario delle consacrazioni episcopali dei vescovi della Fraternit (27 giugno 2013) stato infine emesso il seguente duro comunicato, che ricapitola confermando le ragioni fondamentali del dissenso:
Dichiarazione nella ricorrenza del 25 anniversario delle Consacrazioni Episcopali (30 giugno 1988 27 giugno 2013)
1. Nella ricorrenza del 25 anniversario delle Consacrazioni Episcopali, i vescovi della Fraternit Sacerdotale San Pio X intendono esprimere solennemente la loro gratitudine a Mons. Marcel Lefebvre e a Mons. Antonio De Castro Mayer per latto eroico che hanno avuto il coraggio di porre, il 30 giugno 1988. In particolare vogliono manifestare la loro filiale riconoscenza verso il venerato fondatore il quale, dopo tanti anni al servizio della Chiesa e del Sommo Pontefice, non ha esitato a subire lingiusta accusa di disobbedienza per la difesa della fede e del sacerdozio cattolico.

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2. Nella lettera che ci indirizz prima delle consacrazioni, scriveva: Vi scongiuro di rimanere attaccati alla sede di Pietro, alla Chiesa romana, madre e maestra di tutte le Chiese, nella fede cattolica integrale, espressa nei simboli della fede, nel Catechismo del Concilio di Trento, conformemente a quanto vi stato insegnato in seminario. Rimanete fedeli nel trasmettere questa fede perch venga il regno di Nostro Signore. E proprio questa frase che esprime le ragioni profonde dellatto che si accingeva a compiere. Perch venga il regno di Nostro Signore, Adveniat regnum tuum. 3. Al seguito di Mons. Lefebvre affermiamo che la causa dei gravi errori che stanno demolendo la Chiesa non risiede in una cattiva interpretazione dei testi conciliari in una ermeneutica della rottura che si opporrebbe ad una ermeneutica della riforma nella continuit - , ma piuttosto nei testi stessi, a causa della scelta inaudita operata dal Concilio Vaticano II. Questa scelta si manifesta nei suoi documenti e nel suo spirito: di fronte all umanesimo

laico e profano, di fronte alla religione (poich tale ) delluomo che si fa Dio, la Chiesa, unica detentrice della Rivelazione del Dio che si fatto uomo, ha voluto far conoscere il suo nuovo umanesimo dicendo al mondo moderno: Anche noi, e pi di chiunque altro, abbiamo il culto delluomo (Paolo VI, Discorso di chiusura, 7 dicembre 1965).

Ora, questa coesistenza del culto di Dio e del culto delluomo si oppone radicalmente alla fede cattolica che ci insegna a rendere il culto supremo e a riconoscere il primato esclusivamente al solo vero Dio e al suo Unigenito, Ges Cristo, nel quale abita corporalmente la pienezza della divinit (Col. 2,9). 4. Siamo dunque obbligati a constatare che questo Concilio atipico, che ha voluto essere solo pastorale e non dogmatico, ha inaugurato un nuovo tipo di magistero, sconosciuto fino ad allora nella Chiesa, senza radici nella Tradizione; un magistero determinato a conciliare la dottrina cattolica con le idee liberali; un magistero imbevuto dei principi modernisti del soggettivismo, dellimmanentismo e in perpetua evoluzione, conformemente al falso concetto della tradizione vivente, in quanto altera la natura, il contenuto, il ruolo e lesercizio del magistero ecclesiastico. 5. Per questo il regno di Cristo non pi la preoccupazione delle autorit ecclesiastiche, bench queste parole di Cristo: Ogni potere mi stato dato sulla terra e in cielo (Mt 28,18) rimangano una verit ed una realt assolute. Negarle nei fatti significa non riconoscere pi in pratica la divinit di Nostro Signore. Cos, a causa del Concilio, la regalit di Cristo sulle societ umane semplicemente ignorata, addirittura combattuta e la Chiesa prigioniera di questo spirito liberale che si manifesta specialmente nella libert religiosa, nellecumenismo, nella collegialit e nel nuovo rito della messa. 6. La libert religiosa esposta in Dignitatis Humanae e la sua applicazione pratica da cinquantanni conducono logicamente a chiedere al Dio fatto uomo di rinunciare a regnare sulluomo che si fa Dio; il che equivale a dissolvere Cristo. Al posto di una condotta ispirata da una fede solida nel potere reale di Nostro Signore Ges Cristo, noi vediamo la Chiesa vergognosamente guidata dalla prudenza umana e a tal punto dubbiosa di s che chiede agli Stati soltanto ci che le logge massoniche vogliono concederle: il diritto comune, nel mezzo e allo stesso livello delle altre religioni, che essa non osa pi chiamare false. 7. Nel nome di un ecumenismo onnipresente (Unitatis Redintegratio) e di un vano dialogo interreligioso (Nostra Aetate) la verit sullunica Chiesa taciuta; cos la stragrande maggioranza dei pastori e dei fedeli, non vedendo pi in Nostro Signore e nella Chiesa Cattolica lunica via della salvezza, hanno rinunciato a convertire i seguaci delle false religioni, lasciandoli nellignoranza dellunica Verit. In questo modo lecumenismo ha letteralmente

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ucciso lo spirito missionario attraverso la ricerca di una falsa unit, riducendo troppo spesso la missione della Chiesa alla proclamazione di un messaggio di pace puramente terrena e ad un ruolo umanitario di sollievo alla miseria nel mondo, mettendosi cos al seguito delle organizzazioni internazionali. 8. Lindebolimento della fede nella divinit di Nostro Signore favorisce una dissoluzione dellunit dellautorit nella Chiesa, introducendovi uno spirito collegiale, egalitario e democratico (cfr. Lumen Gentium). Cristo non pi il capo da cui deriva tutto, in particolare lesercizio dellautorit. Il Sommo Pontefice, che non esercita pi effettivamente la pienezza della sua autorit, cos come i vescovi, i quali contrariamente agli insegnamenti del Concilio Vaticano I pensano di poter condividere collegialmente e in maniera abituale la pienezza del potere supremo, ascoltano e seguono oramai, con i sacerdoti, il popolo di Dio, nuovo sovrano. Questo significa distruzione dellautorit e di conseguenza rovina delle istituzioni cristiane: famiglie, seminari, istituti religiosi. 9. La nuova messa, promulgata nel 1969, diminuisce laffermazione del regno di Cristo attraverso la Croce (Regnavit a ligno Deus). Infatti il suo stesso rito sfuma e offusca la natura sacrificale e propiziatoria del sacrificio eucaristico. Soggiacente a questo nuovo rito si trova la nuova e falsa teologia del mistero pasquale. Luno e laltra distruggono la spiritualit cattolica fondata nel sacrificio di Nostro Signore sul Calvario. Questa messa impregnata di uno spirito ecumenico e protestante, democratico e umanista che soppianta il sacrificio della Croce. Essa illustra la nuova concezione del sacerdozio comune dei battezzati che deforma il sacerdozio sacramentale del presbitero. 10. Cinquantanni dopo il Concilio, le cause sussistono e generano ancora gli stessi effetti. Cosicch ancora oggigiorno le Consacrazioni Episcopali conservano tutta la loro ragion dessere. lamore della Chiesa che ha guidato Mons. Lefebvre e guida i suoi figli. lo stesso desiderio di trasmettere il sacerdozio cattolico in tutta la sua purezza e la sua carit missionaria (Mons. Lefebvre, Itinerario spirituale) che anima la Fraternit San Pio X al servizio della Chiesa quando essa chiede con insistenza alle autorit romane di riappropriarsi del tesoro della Tradizione dottrinale, morale e liturgica. 11. Questo amore della Chiesa spiega il principio che Mons. Lefebvre ha sempre osservato: seguire la Provvidenza in tutti i frangenti, senza mai permettersi di anticiparla. Noi intendiamo fare altrettanto: sia che Roma ritorni presto alla Tradizione e alla fede di sempre il che ristabilir lordine nella Chiesa sia che essa riconosca esplicitamente alla Fraternit il diritto di professare integralmente la fede e di rigettare gli errori che le sono contrari, con il diritto ed il dovere di opporsi pubblicamente agli errori e a coloro che li promuovono, chiunque essi siano il che permetter un inizio di ristabilimento dellordine. Nel frattempo, di fronte a questa crisi che continua a provocare disastri nella Chiesa, noi perseveriamo nella difesa della Tradizione cattolica e la nostra speranza rimane totale, poich sappiamo con la certezza della fede che le porte dellinferno non prevarranno contro di essa (Mt 16,18). 12. Intendiamo quindi seguire la richiesta del nostro caro e venerato padre nellepiscopato: Miei cari amici, siate la mia consolazione in Cristo, rimanete forti nella fede, fedeli al vero sacrificio della Messa, al vero e santo sacerdozio di Nostro Signore, per il trionfo e la gloria di Ges in cielo e in terra (Lettera ai vescovi). Degni la Santissima Trinit, per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, accordarci la grazia della fedelt allepiscopato che abbiamo ricevuto e che vogliamo esercitare per lonore di Dio, il trionfo della Chiesa e la salvezza delle anime.
Ecne, 27 giugno 2013, festa della Madonna del Perpetuo Soccorso

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Mons. Bernard Fellay Mons. Bernard Tissier de Mallerais Mons. Alfonso de Galarreta

Posizione teologica dellIstituto Mater Boni Consilii (sedeprivazionista)


Questo gruppo di cattolici tradizionali o integrali, come si autodefiniscono nel sito internet cattolicesimo.com, non si distingue dalla Fraternit per lanalisi critica del Concilio Vaticano II e delle sue eresie, e neppure per la valutazione della condotta platealmente eretica degli esponenti al vertice della Chiesa di Roma, ma per la loro veste giuridica. Essi, infatti, sono assertori della c. d. Tesi di Cassiciacum, secondo la quale, a partire almeno dall8 dicembre 1965, data di promulgazione dei documenti del Vaticano II (ma vi sono altre date anteriori possibili), Paolo VI ed i suoi successori, pur occupando legalmente la sede di Pietro in seguito ad una valida elezione, non godono pi dellautorit pontificia, perch non sono pi divinamente assistiti. In altri termini, essi sono papi solo materialmente, in quanto occupanti la cattedra di Pietro validamente eletti, ma non anche formalmente, perch, proclamando errori ed eresie, condannati infallibilmente dai loro predecessori, essi non procurano oggettivamente il bene della Chiesa. Non sono, quindi, dei veri papi, e non godono, pertanto, di alcuna infallibilit pontificia, perch il papato e linfallibilit non possono ontologicamente convivere con leresia (in parallelo, poi, quanto al potere di giurisdizione, anche i vescovi nominati dagli occupanti della Sede Apostolica non hanno alcuna autorit).
Il fedele di oggi vede un "papa" che elogia Lutero, prega al muro del pianto, visita le sinagoghe e le moschee, bacia il corano, offre sacrifici agli dei, fa adorare la statua di Buddha sull'altare di Assisi, si fa iniziare ai culti induisti, si pente per la storia della Chiesa e per gli atti dei suoi santi predecessori (!). Come pu essere infallibile costui? Come pu essere il papa? Un papa non pu non essere infallibile e tutti lo furono nella storia e nessun papa contraddisse su materia definita un proprio predecessore. Anche un semplice fedele coglie al volo la contraddizione: impossibile che sia papa chi insegna quotidianamente errore ed eresia, impossibile che convivano papato ed eresia (da
cattolicesimo.com).

La Sede Apostolica dunque formalmente vacante, per cui tutti i libri liturgici promulgati dopo l8 dicembre 1965 non sono libri liturgici della Chiesa cattolica e pertanto () la Messa celebrata secondo il nuovo rito e i sacramenti confezionati e amministrati secondo il rito post-conciliare sono da considerarsi () come praticamente nulli e invalidi. Questo vale anche per il nuovo rito di consacrazione episcopale (Sodalitium, anno XXI, n. 58, aprile 2005, p. 42).
Naturalmente, i sostenitori della Tesi di Cassiciacum, che possono chiamarsi, per intendersi, sedevacantisti formali o pi brevemente sedeprivazionisti, si oppongono sia a chi riconosce la legittimit del Papa, come la Fraternit, e sia a chi non lo considera Papa neppure materialmente, come i sedevacantisti di cui pi avanti. Comprensibilmente, tuttavia, la polemica particolarmente forte nei confronti della Fraternit, dalla quale provengono proprio perch non ne condividono limpostazione di base.

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Se, infatti, la sede formalmente vacante, i Papi, con la P maiuscola, e cio quelli veri, non ci sono; ecco perch sono destituite di ogni fondamento le critiche che la Fraternit rivolge ai Papi.

Da tempo assistiamo muti e sconcertati al diffondersi delle pi strane teorie in ambiente lefebvriano: i papi non insegnano nulla da quarant'anni, (!!!) Per forma mentis non vogliono insegnare (!!!), dunque i loro documenti non vincolano, non hanno valore (!!!), non sono veri documenti, bisogna non obbedire ai papi eretici o in errore(!!!) E aspettare (!!!). Che resta del papato dopo tutto questo? Cenere, il nulla. La debolezza di questa posizione tale che per sostenerla bisogna negare tutto: e alla fine questo "tradizionalismo", per ironia della sorte, deve setacciare la tradizione, scegliendo quel pochissimo (ed davvero pochissimo) che pu essere piegato ai suoi scopi (ibid.).

Per uscire dalla vacanza, secondo i sedeprivazionisti, spetta ai cardinali o ai vescovi residenziali rivolgere alloccupante della Sede Apostolica (prima Benedetto XVI, che lIstituto
Mater Boni Consilii ha reputato non potere essere vero successore di Pietro in un comunicato emanato il giorno successivo lelezione al soglio pontificio) delle monizioni canoniche. Se il Papa persiste nel

suo errore, non lo pi neppure materialmente e il concilio generale imperfetto (cardinali o vescovi residenziali) dovrebbe procedere a un nuovo conclave. Nel caso abiuri i suoi errori, egli diverrebbe Papa anche formalmente.

Il 16 marzo 2013, in occasione della elezione al pontificato di Bergoglio, lIstituto, in logica continuit con la sua posizione teologica, ha emesso il seguente comunicato: Comunicato dellIstituto Mater Boni Consilii in merito allelezione di Francesco I. 16 marzo 2013 alle ore 2.55
Il comunicato del nostro Istituto dell11 febbraio, terminava con queste parole: Solo lelezione di un vero Successore di Pietro potrebbe porre fine a questa crisi di autorit, ma la composizione del corpo elettorale lascia presagire a vista umana che la notte sar ancora pi fonda, e lalba ancora lontana. Purtroppo la realt con lelezione del 13 marzo scorso andata al di l delle pi fosche previsioni. Se il Grande Oriente dItalia, e ancor pi quella particolare organizzazione massonica che il Bnai Brith (Figli dellAlleanza) si sono vivamente rallegrati della scelta fatta della persona di Jorge Mario Bergoglio, il mondo cattolico al contrario piange non solo per essere ancora privo di un vero, autentico e legittimo Successore di Pietro e Vicario di Cristo, ma anche perch occupa la sede Apostolica - in castigo dei nostri peccati e per altri imperscrutabili motivi un vero nemico interno della Chiesa Cattolica. In questo momento storico, e in attesa di atti oggettivi che possano confermare o lo volesse Iddio - smentire quanto appena scritto, nella nostra veste di semplici battezzati, cresimati o sacerdoti della Chiesa Cattolica, intendiamo professare la nostra fede, fare alcune considerazioni, e rivolgere un appello. Innanzitutto, i membri dellIstituto intendono qui rinnovare pubblicamente la propria professione di fede cattolica del Concilio di Trento e Vaticano primo (DH 1862-1870) ed il giuramento antimodernista (DH 3537-3550), ed in particolare la propria fede in ordine al primato ed al magistero infallibile del Romano Pontefice", Vicario di Cristo e Successore di Pietro, al quale Cristo ha affidato le chiavi del Regno dei Cieli, il compito di confermare i suoi fratelli nella fede, e di pascere il Suo gregge. Primato che Cristo ha affidato al solo Pietro, e non stabilmente allintero collegio apostolico e ancor meno al collegio episcopale.

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Gli avvenimenti recenti (rinuncia di Joseph Ratzinger, elezione di Jorge M. Bergoglio) hanno poi ricordato il ruolo di Dio e quello degli uomini durante la vacanza della Sede e lelezione del nuovo Pontefice. Durante la vacanza della Sede, lAutorit permane sempre in Cristo, Capo invisibile della Chiesa e solo in radice nel corpo morale che pu designare il nuovo Pontefice. Questo corpo morale elegge un candidato con degli atti umani propri a ognuno degli elettori; la persona eletta deve poi accettare, non solo a parole, ma nella realt, il Sommo Pontificato, il che include la volont oggettiva ed abituale di realizzare il fine stesso del Papato e il bene della Chiesa. Anche questa accettazione ed intenzione sono degli atti umani, sottomessi a tutte le infermit di un altro atto umano. Questi atti umani degli elettori e delleletto costituiscono laspetto materiale del papato; papato che per non viene dagli uomini, ma da Cristo stesso che governa, santifica, insegna la Chiesa, abitualmente, con il suo vicario: sar con voi (Matt. 28, 20). Cristo comunica quindi a chi stato canonicamente eletto ed ha realmente accettato lAutorit che lo costituisce formalmente il Sommo Pontefice. con un semplice atto volontario di rinuncia che Joseph Ratzinger ha rifiutato lelezione che era stata fatta della sua persona, rendendo cos totalmente v acante la Sede; ha cos reso esplicito quel suo non volere veramente governare la Chiesa assieme a Cristo che gli impediva, fin dallinizio, di essere Papa. con un atto della sua volont, analogicamente, che Jorge M. Bergoglio non ha oggettivamente lintenzione di governare la Chiesa accettando il Sommo Pontificato, al punto che la sera dellelezione si lui stesso presentato non come il Papa, ma solo come il vescovo di Roma, secondo la nuova dottrina della collegialit episcopale. Tutti gli atti di Jorge M. Bergoglio nella sua sede di Buenos Aires attestano, senza ombra di dubbio, che egli intende il suo ruolo in ordine al dialogo interreligioso, specialmente col giudaismo e allecumenismo (giungendo al punto di farsi benedire e imporre le mani dagli eretici), in fraterna unione con tutti i nemici della Chiesa e di Cristo, e nel pi totale disprezzo della Tradizione dogmatica, liturgica e disciplinare della Chiesa Cattolica. Una simile pubblica, abituale intenzione incompatibile con lessere Papa, cio con lessere una cum il Capo invisibile della Chiesa, Ges Cristo Nostro Signore. questa lanalisi che ci sembra dover fare per comprendere lattuale situazione dellautorit nella Chiesa. Rivolgiamo quindi la nostra preghiera a Cristo Signore: Domine, salva nos, perimus! (Matt. 8, 23) Solo il Signore, nella mediazione di Maria, pu salvare e salver la Sua Chiesa. Ci appelliamo poi ai cattolici che ancora si sentono legati alla tradizione della Chiesa, affinch aprano gli occhi e rompano coraggiosamente la comunione con chi non pu rappresentare Ges Cristo e la Sua Sposa, la Chiesa Cattolica. Preghiamo infine i Santi Apostoli Pietro e Paolo affinch proteggano la Chiesa Romana, e i Santi Pontefici San Pio V e San Pio X affinch sostengano con la loro intercessione tutti i difensori della Chiesa dai suoi nemici interni ed esterni. Verrua Savoia, 15 marzo 2013

Posizione teologica sedevacantista Viene espressa da vari gruppi, tra cui primeggiano lAssociazione torinese Santa Maria Salus Populi Romani (sito internet osservatorecattolico.com) e la Congregazione di Maria Immacolata Regina (USA ottimo sito cmri.org).

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Anche questi cattolici tradizionali non si distinguono dalla Fraternit per lanalisi critica del Vaticano II e delle sue eresie, n per quanto ne conseguito in tutti i campi, ma per la valutazione della veste giuridica dei pontefici romani dal Concilio in poi. Chi fuori dalla Chiesa dicono tutti non pu esserne il capo, e non vi alcun dubbio che i pontefici dal Vaticano II abbiano professato le eresie di questo falso concilio (libert religiosa e falso ecumenismo), approvandone i testi e attuandole con i loro insegnamenti, per cui si sono posti fuori della vera Chiesa Cattolica, che preserva la sua fede con linfallibilit della Chiesa e il primato del Papa. La sede di Pietro , dunque, vacante, almeno dall8 dicembre 1965, quando Paolo VI promulg i documenti del Concilio. A sostegno della posizione sedevacantista vengono richiamati:
a) la Bolla di Papa Paolo IV del 1559, Cum ex apostolatus:
Se mai, in qualunque epoca, avvenga che... il Romano Pontefice abbia deviato dalla Fede Cattolica o sia caduto in qualche eresia prima di assumere il papato, tale assunzione, anche compiuta con lunanime consenso di tutti i Cardinali, nulla, invalida e senza effetto; n pu dirsi divenire valida, o esser tenuta per legittima in qualsivoglia modo, o esser ritenuta dare a costoro alcun potere di amministrare delle materie sia spirituali che temporali; ma qualsiasi cosa sia detta, fatta o stabilita da costoro priva di ogni forza e non conferisce assolutamente alcuna autorit o diritto a chicchessia; e costoro per il fatto stesso (eo ipso) e senza che sia richiesta alcuna dichiarazione siano privati di ogni dignit, posto, onore, titolo, autorit, ufficio, e potere.;

b) il Codice di Diritto Canonico (1917) al canone 188, art. n. 4:


Qualsiasi ufficio sar vacante ipso facto [per il fatto stesso] per tacita rinuncia e senza che sia richiesta alcuna dichiarazione, ... 4 per pubblica defezione dalla Fede Cattolica;... (Ob tacitam renuntiationem ab ipso iure admissam quaelibet officia vacant ipso
facto et sine ulla declaratione, si clericus: 4. A fide catholica publice defecerit;...);

c) lopinione di S. Roberto Bellarmino, insigne dottore della Chiesa, nel De Romano Pontifice (Cap. XXX): La quinta opinione (riguardo allipotesi del papa eretico) pertanto vera; un papa che sia eretico manifesto, per quel fatto (per se) cessa di essere papa e capo (della Chiesa), poich a causa di quel fatto cessa di essere un cristiano (sic) e un membro del corpo della Chiesa. Questo il giudizio di tutti gli antichi Padri, che insegnano che gli eretici manifesti perdono immediatamente ogni giurisdizione.

Essendo assolutamente inconciliabili le eresie con il primato, linfallibilit e lindefettibilit della Chiesa, per il sedevacantista la Chiesa Cattolica non pu venir meno e non venuta meno; coloro, infatti, che dallepoca del Concilio si sono succeduti sul soglio di Pietro sono nullaltro che degli occupanti abusivi, e cio degli usurpatori, e come tali, neppure degli occupanti materiali, come erratamente sostengono i sedeprivazionisti, per timori infondati di pura legittimit formale. La Chiesa continua ad essere visibile in coloro che si oppongono alleresia e che hanno ancora le fede cattolica vera, come professata fino a prima del concilio Vaticano II.

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Breve critica della diverse posizioni Le diverse posizioni sopra illustrate sono suscettibili di esame critico sia sotto laspetto tecnico/giuridico e sia dal punto di vista delle implicazioni morali. In una valutazione complessiva, rilevo subito che, dopo attenta riflessione, risultata pi vicina al rispetto dei dogmi della fede cattolica la posizione sedevacantista. Sono, invece, categoricamente da respingere la posizione sedeprivazionista e quella sedeplenista, che, se possono essere comprese sotto laspetto psicologico, non possono essere accolte dal punto di vista logico e teologico. Lampia esposizione critica a sostegno della tesi sedevacantista, come espressa dallAssociazione torinese Santa Maria Salus Populi Romani e dalla Congregazione USA di Maria Immacolata Regina, e, per converso, contro le posizioni dei Tesisti di Cassiciacum (sedeprivazionisti), da una parte, e della stessa Fraternit (sedeplenista), dallaltra, risulta, a prima vista, logica, puntuale, composta e, dunque, convincente.
Ma le riserve nei confronti dei sedevacantisti italiani sono notevolmente aumentate rispetto alla mia prima lettera/dossier del 4 ottobre 2007 a Benedetto XVI. Non solo perch essi di fatto confondono la crisi attuale con una comune sede vacante, quasi che i cardinali debbano ancora mettersi daccordo sul nome del successore di Pio XII; ma anche perch leresia garantista, sempliciotta e buonista del Vaticano II li contamina non poco, diminuendone la tensione morale, e non consentendo quindi loro di scorgere la dirompente portata della Bolla Cum ex Apostolatus Officio di Papa Paolo IV, da me scoperta successivamente, e che richiamano a vanvera (come si
vedr nel terzo allegato).

Comunque sia, al pari dei tesisti, i sedevacantisti rilevano lincompatibilit assoluta tra eresia e papato, per il primato, linfallibilit e lindefettibilit della Chiesa, conseguenti alle promesse di Cristo. Anche alla luce del Concilio Vaticano I, che ha definitivamente chiarito ogni cosa in materia, un papa non pu non essere infallibile, e tutti lo furono nella storia, e nessun papa contraddisse in materia definita un proprio predecessore. Per questo i papi dal Vaticano II e il loro concilio, cultori di eresie, non sono Chiesa Cattolica, sono estranei alla Chiesa Cattolica. A questa posizione comune, tuttavia, segue una divaricazione, che durata anche troppo a lungo: i sedeprivazionisti, infatti, ritengono che i papi del Concilio, in quanto professano eresie, sono formalmente fuori dalla Chiesa, ma, essendo stati validamente eletti (fino a prova contraria), vi appartengono in senso solo materiale; i sedevacantisti, invece, dalla professione di eresie, traggono che i pontefici del Concilio sono completamente fuori dalla Chiesa, in tutti i sensi, e accusano i primi di incongruenza e di formalismo teologico e giuridico, che la situazione del tutto anomala in cui si trova oggi la Chiesa non pu assolutamente giustificare. Questo perch o la gerarchia del Vaticano II illegittima, come sostengono i sedevacantisti, o legittima, come sostiene la Fraternit San Pio X, ma non pu essere solo materiale e allo stesso tempo legittima, come sostengono i sostenitori della Tesi (osservatorecattolico.com). I sedevacantisti, peraltro, ritengono che, alla base del formalismo teologico/giuridico dei Tesisti, vi siano preoccupazioni di continuit e visibilit della Chiesa e, ancor pi, di eleggibilit di un futuro legittimo papa. Alla prima situazione rispondono che, gi in altre epoche storiche, la sede apostolica registr periodi di vacanza, anche lunga, e che, in tal caso, la Chiesa permane nei chierici e nei fedeli che conservano la fede. Alla seconda preoccupazione, invece, rispondono ricordando alcune confuse situazioni straordinarie del passato, nelle quali la materiale successione apostolica non esisteva o non era legittima, e che vedeva la presenza di molteplici papi; situazioni straordinarie che furono risolte con rimedi straordinari, che prescindevano assolutamente dalle normali legislazioni canoniche, divenute inapplicabili per risolvere le crisi.

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Riportiamo testualmente (da osservatorecattolico.com sul sedevacantismo):


Molto presto avremo esclusivamente vescovi residenziali che non avranno neppure il carattere episcopale, ma avranno secondo la Tesi la successione apostolica materiale e quindi, il potere di promuovere monizioni canoniche (sic). Tutta questa montatura ha lunico effetto di voler conservare dei possibili elettori (abituali) di un legittimo papa. Come abbiamo spiegato nel precedente paragrafo questi possono cambiare per fatti contingenti, tempi o luoghi. Forse stata creata una nuova chiesa quando gli Imperatori dellImpero dOriente o del Sacro Romano Impero scelsero o imposero direttamente il Sommo Pontefice al posto del clero e del popolo di Roma? Sono i modernisti che con i loro atti, i loro riti e la loro professione di fede hanno costruito una nuova chiesa. Al Concilio di Costanza parteciparono per lelezione di Martino V le delegazioni di varie nazioni, i cui membri non erano sempre rivestiti dellautorit episcopale e questa non tutte le volte legittimamente istituita. Durante il Grande Scisma dOccidente vero che cera un papa legittimo, ma quale era? Come facevano i fedeli ad individuarlo? Quando gli stessi Padri del Concilio di Costanza affermavano di avere autorit direttamente dallo Spirito Santo: ad tollendum schisma non riconoscevano alla vigilia dellelezione di Martino V, sia lautorit di Giovanni XXIII (Baldassarre Cossa linea pisana) sia quella di Gregorio XII (Angelo Correr linea romana) nonch quella di Benedetto XIII (Pietro de Luna linea avignonese), che tra laltro non accett neppure il Concilio. Solo nel XVII sec. come si evidenziato in nota 125 di Petrus es tu? si procedette ad iscrivere tra i pontefici legittimi Gregorio XII piuttosto che Giovanni XXIII.

E altrove:

Bisogna dunque (linciso e mio) notare che la Chiesa quando incontr situazioni difficili non si sofferm troppo sui formalismi teologici e giuridici, ma procedette per le vie brevi alla loro soluzione. Se i Padri riuniti nel Concilio di Costanza avessero disquisito troppo sulla legittimit delle tre obbedienze, saremmo ancora con tre papi (!).
Nello stesso ambito critico delle preoccupazioni di carattere esclusivamente giuridico/formali, infine, i sedevacantisti rimproverano ai Tesisti linvenzione tutta loro della necessit delle previe monizioni canoniche perch qualcuno possa essere considerato formalmente eretico. A nostra conoscenza dicono non esiste nessun teologo o canonista che affermi la necessit della monizione perch qualcuno possa essere considerato eretico formale. Al contrario ne abbiamo trovato almeno uno che afferma esplicitamente la non necessit della monizione; e citano a sostegno il D.C.T., colonna 2222 e, ad abundantiam, nella materia della sede vacante, un passo del Conte Matteo da Coronata O.M.C., passi che riporto di seguito.
Nella colonna 2222, il D.T.C. dichiara esplicitamente che non occorre monizione canonica: questa opposizione voluta al Magistero della Chiesa costituisce la pertinacia, che gli autori richiedono affinch ci sia il peccato deresia. (SantAlfonso, op. cit., I, II, TR. I, C. IV DUB. IV n19). Bisogna osservare con Gaetano, in IIam, IIae, q. XI a. 2, e Suarez, op. cit, n 8, che questa pertinacia non include necessariamente una lunga ostinazione da parte delleretico e monizioni da parte della Chiesa.
Il Conte Matteo da Coronata O.M.C. afferma:

Eresia notoria. Certi autori negano questa tesi: non si pu ammettere che il Pontefice

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Romano possa essere eretico. Non si pu provare tuttavia, che il Pontefice Romano, come dottore privato, non possa diventare eretico, se nega gi con pertinacia un dogma definito. Questimpeccabilit non gli stata promessa mai da Dio. Perci, Innocenzo III ha ammesso esplicitamente che il caso pu capitare. Se veramente il caso accade, lui stesso (il papa) per diritto divino, decade dallufficio del suo incarico, senza nessuna sentenza, anche non declaratoria. Chi, infatti, apertamente, professa leresia si separa egli stesso dalla Chiesa e non probabile che il Cristo conservi ad un tale pontefice indegno il primato su di essa. Perci, se il Pontefice Romano professa leresia, privato della sua autorit prima di qualsiasi sentenza che, del resto, impossibile emettere (Mattheus Comes a Coronata,
Institutionis iuris canonici, Vol. I, Marietti Torino 1928, p. 367).

A queste critiche rivolte ai Tesisti, si aggiungono, poi, quelle dirette alla Fraternit, tutte intese a rimarcare, non solo il paradosso di un papa eretico ritenuto, peraltro, vero e legittimo, e al quale, tuttavia, la Fraternit disobbedisce, come se non fosse vero e legittimo, dimostrando in tal modo che proprio la nozione di sedevacantismo che la dirige, ma anche latteggiamento oggettivamente sedevacantista che la Fraternit spesso esprime nelle stesse parole e negli stessi gesti del suo fondatore. E qui le citazioni, che provengono da chi, per essere fuoriuscito dalla Fraternit ne conosce bene tutti i fatti, le citazioni dicevo davvero si sprecano.
La questione, pertanto, in definitiva questa: papa Paolo VI egli stato o ancora il successore di Pietro ? Se la risposta negativa: Paolo VI non stato mai papa o non lo pi, il nostro atteggiamento sar quello dei periodi sede vacante, ci semplificherebbe il problema. Certi teologi laffermano, appoggiandosi sulle affermazioni di teologi del tempo passato, accettati dalla Chiesa e che hanno studiato il problema del papa eretico, scismatico o che abbandona praticamente il suo ufficio di Pastore supremo. Non impossibile che questa ipotesi sia, un giorno, confermata dalla Chiesa. Perch ha a suo favore degli argomenti seri. Numerosi sono, infatti, gli atti di Paolo VI che, compiuti da un vescovo o da un teologo, ventanni fa sarebbero stati condannati come sospetti di eresia, favorevoli alleresia.

Nel suo testo Il colpo da maestro di Satana (Econe, 1977), mons. Lefebvre scrive:

... Daltra parte, ci appare molto pi certo che la fede insegnata dalla Chiesa durante venti secoli non pu contenere degli errori, che non dassoluta certezza che il papa sia proprio papa. Leresia, lo scisma, la scomunica ipso facto, linvalidit dellelezione sono altrettante cause che, eventualmente, possono far s che un papa non lo sia stato mai o non lo sia pi. In questo caso evidentemente molto eccezionale, la Chiesa si troverebbe in una situazione simile a quella che accade dopo il decesso di un sommo pontefice.

E altrove (Parigi, 17.3.85, brano della dichiarazione di Mons. M. Lefebvre del 2.8.76):

() Ci troviamo veramente davanti ad un grave dilemma, ed eccessi vamente grave che credo, non sia mai esistito nella Chiesa: che colui che si assiso sulla Sede di Pietro partecipi a dei culti di falsi dei. Penso che questo non sia mai capitato nella Chiesa. Quale conclusione dovremo forse trarre tra alcuni mesi, di fronte a questi reiterati atti di comunione con dei falsi culti? Non so... Me lo chiedo. Ma possibile che saremo nella condizione di credere che questo papa non pi papa. Perch sembra a prima vista (non vorrei ancora dirlo in modo solenne e formale), ma

Nella sua omelia di Pasqua 1986 ad Ecne, infine, larcivescovo afferma:

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sembra a prima vista impossibile che un papa sia pubblicamente e formalmente eretico. Nostro Signore gli ha promesso di essere con lui, di custodire la sua Fede, di custodirlo nella Fede. Com possibile che colui al quale Nostro Signore ha promess o di custodirlo definitivamente nella Fede, senza che possa errare nella Fede, possa, allo stesso tempo, essere pubblicamente eretico, e quasi apostatare...? (da osservatorecattolico.com).

Alla luce di tutto quanto riportato, e fermo restando che questo allegato propedeutico al successivo, che definisce ogni cosa, possiamo allora trarre, solo in via del tutto provvisoria, quanto segue, a conclusione delle posizioni cattoliche tradizionali. La Chiesa Cattolica sta attraversando una crisi senza precedenti, perch, il Concilio Vaticano II, unico concilio pastorale e non dogmatico della sua storia, cos ritenuto per espressa ammissione di Paolo VI che lo chiuse e ne approv i documenti (udienza generale 12.1.1966), ne ha stravolto la dottrina, affermando gravi eresie, che i papi, anzich respingere, hanno promosso e condotto alle estreme conseguenze. Dallanalisi svolta emerge chiaramente che il punto di divisione tra i cattolici tradizionali rappresentato dalla figura giuridica del Papa, per la sua posizione assolutamente unica nella Chiesa Cattolica. E poich tale divisione paralizza ogni tentativo serio per una esatta comprensione della crisi, si rende necessario affrontarla in modo semplice e deciso, per smascherarne lartificiosit. A ben vedere, nella qualificazione della sconcertante figura del papa in questa vicenda gioca leresia antropolatrica del Vaticano II, che ha partorito la cultura lassista e ipergarantista moderna, e questa si esprime con due opposti estremismi giuridici: a) quello della Fraternit, che ritiene il Pontefice sostanzialmente eretico, ma formalmente Papa; b) quello dei Tesisti, che, al contrario, ritengono il pontefice formalmente eretico, ma sostanzialmente (materialmente) Papa. Entrambi i punti di vista mirano in modo pi o meno consapevole a salvare qualcosa di quella figura, nel tentativo, forse, di salvare la stessa Chiesa. In realt non vi nulla da salvare, perch: a) quella figura non in gioco, per divina promessa, anche storicamente verificabile; b) a norma della Bolla di Paolo IV, come si vedr ampiamente nel terzo allegato, i peccati di eresia compiuti sono da attribuire a falsi pontefici. Questa verit , in qualche modo, salvaguardata dalla tesi sedevacantista, che giudica i pontefici del Vaticano II semplicemente Non Papi, in quanto persone formalmente e sostanzialmente eretiche. Ma essa, richiamando dottrine superate, nelloggettivo disprezzo della suddetta Bolla (come vedremo), sostiene che non sono mai state Papi, se al momento dellelezione professavano eresie (Bolla di Paolo IV), ovvero ne sono decaduti, se abbiano professato eresie dopo lelezione (C.D.C. del 1917; San Roberto Bellarmino; Conte Matteo da Coronata O.M.C.). E poich le eresie vi sono comunque state, gravi, pertinaci, generali e radicali, uniche nella storia, nessun problema si pone, e la Sede Apostolica davvero vacante! Ai cattolici tradizionali di Econe ho, pertanto, ricordato, con lettera/dossier del 5 dicembre 2006, che nella Chiesa vige il principio cardine dellobbedienza, posto a salvaguardia del Primato, indispensabile per la salvezza (Bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII), principio che non pu essere stravolto da illeciti giuridismi. Non ha, dunque, alcun senso ritenere il Papa eretico ma anche vero Papa, perch, cos dicendo, ci si condanna da soli. Per giustificare quella disobbedienza, in ambito di fede stretta cattolica, si deve riconoscere che lautorit non legittima, e che quindi non si tratta di un vero Papa: non esiste altra soluzione per uscire moralmente e giuridicamente indenni da una simile disobbedienza (!). I papi dal Vaticano II in poi non sono veri Papi: ecco perch si deve loro disobbedire e si devono ammonire, facendo ogni possibile tentativo per salvarli dalla condanna eterna! Ai Tesisti di Cassiciacum, invece, ho fatto presente che, nellattuale satanica situazione in cui precipitata la Chiesa, non lecito arzigogolare con giuridismi tanto fuorvianti quanto

55 inconcludenti (chi scrive amante del diritto, nel quale ben preparato per una naturale inclinazione, per studi fatti e per lesercizio di specifiche professionalit) . E assolutamente farisaico e moralmente censurabile parlare di illegittimit solo formale, perch lillegittimit completa o non lo affatto. Lespediente della materialit che si salva serve solo a paralizzare il pensiero e lazione, gettando confusione in una materia assolutamente lampante per la sua iniquit. Nessuna fasulla argomentazione giuridica potr cambiare linaudita gravit di un sedicente papa apostata, che non un Papa, neppure materialiter, ma un occupante abusivo del soglio di Pietro, un impostore e uno scassinatore, ovverosia letteralmente un anticristo, che ha seminato morte e distruzione nella Chiesa (!). Ogni diverso argomento inutile esercizio dialettico, proprio di chi non ha certezze morali, mette la testa al posto dei piedi, subordinando la morale al diritto, si sente impotente a risolvere la questione o timoroso di offendere qualcuno, con falsi rispetti umani che non sono secondo Dio, e cerchi un alibi per nascondere questi limiti! Ben vengano, dunque, le monizioni agli impostori che siedono sul soglio di Pietro, ancor meglio se qualificate dal grado di chi le opera; ma si ricordi che la gravit e la platealit delle violazioni autorizza qualunque fedele ad eseguirle come ha gi fatto chi scrive, e come ancor pi far con la presente e al termine della presente , e che, pertanto, gli stessi Tesisti sono tenuti a praticarle, nello spirito pi genuino e vero del Vangelo. Tanto pi che limpostore dimissionato e ancora in vita (Benedetto XVI) perfettamente consapevole di aver rotto con la Tradizione della Chiesa; al punto che, per giustificare quella rottura, ha addotto che essa avvenuta perch quella Tradizione era in conflitto con la primitiva Tradizione Apostolica (22 dicembre 2005 alla curia romana, per i 40 anni dalla chiusura del Vaticano II)! A entrambi gli enti cattolici tradizionali suddetti, infine, ho ricordato: che il diritto (legge positiva), anche quello canonico, sempre subordinato alla morale (legge eterna), che viene da Dio e vale per tutti, e della quale il diritto a servizio; che ogni violazione di fede sempre anche una violazione morale, e viceversa: leresia dunque immorale, ed tanto pi grave quanto pi sconfina, come oggi, nellapostasia; perci condannata dal Cristo stesso (Mt 7, 15-20). Leresia immorale; di per s e per i danni che produce allintera societ, e che sono conseguenti alla perdita della Grazia, senza la quale impossibile piacere a Dio, e il giudizio si corrompe, disseminando un oceano di male. Proprio come hanno fatto i falsi papi del falso Concilio Vaticano II, che, con il loro giudizio corrotto dallapostasia, e in uno spirito di progressivo cedimento al mondo e di completo tradimento della missione della Chiesa, hanno legittimato o favorito il male morale e sociale in tutti i modi possibili, e cio: non condannandolo; consentendo che i chierici si mondanizzassero e diffondessero ogni tipo di immoralit nei mass media religiosi (massima fra tutte la rivista Famiglia Cristiana, che, dallimmediato dopo Concilio ha impunemente e sistematicamente massacrato la fede e la morale della Chiesa!); condannandolo solo a parole e

senza conseguenze canoniche o pastorali per chi pubblicamente lo praticava o lo diffondeva; amministrando falsi sacramenti; celebrando una falsa eucaristia data pubblicamente ad atei professi e peccatori manifesti non credenti o non convertiti; celebrando funerali religiosi e messe esequiali per peccatori manifesti che, prima della morte, non dettero alcun segno di pentimento: personaggi tutti che, quali emissari del diavolo (politici, uomini di Stato, artisti), hanno operato sistematicamente per offendere Dio e nuocere gravemente alla Chiesa e al mondo!

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Dott. Antonio Coroniti Sociologo


Via Dei Mercanti, 16/87028 Praia A Mare Terzo allegato alla lettera del 9 ottobre 2013 a S.S. Francesco e ai Vescovi

LA BOLLA DI PAPA PAOLO IV

Chi mi d la certezza canonica di essere nel giusto in questa tragica materia? La Bolla di Papa Paolo IV, anticipata, ma solo in sintesi, nella lettera base.
Nato a Napoli nel 1476, dalla prestigiosa famiglia dei Carafa, Paolo IV fu un Papa tridentino di vita santa e senza compromessi, che ebbe per obiettivo centrale del suo Pontificato la lotta alle eresie e una vera riforma della Chiesa, a cominciare dallo stile di vita mondano della corte papale. La sua notevole formazione letteraria, teologica e giuridica, gli aprirono la via ad ogni grado della gerarchia. Fu cos un provetto avvocato, consigliere di Papi, nunzio apostolico in Spagna ed in Inghilterra, vescovo di Chieti, cardinale arcivescovo di Napoli, decano del Sacro Collegio, Papa. Il suo documento pi importante fu scritto nellultimo anno di pontificato, il 1559, in piena tempesta protestante, ed la Bolla Cum ex Apostolatus Officio, diretta a preservare il magistero ecclesiale dalle eresie. La sua portata amplissima, il magistero solenne e definitorio. Il suo valore viene descritto cos da Arai Daniele:
Gi dall'Esordio la Bolla Cum ex apostolatus officio chiarisce la sua materia trattando dei doveri dell'Autorit Apostolica nella difesa della verit rivelata, perci parla in termini scritturali (confronta Giovanni 21, 15 - 17, Giovanni 10, 12, 13, Matteo 7, 15 -20). Paolo IV impegna in questa Bolla la pienezza del suo potere apostolico, promulgando una Costituzione valida in perpetuo, intenta ad impedire la perversione della fede da parte di persone in posizione d'autorit. Impegna l'autorit papale per definire quanto proprio all'autorit cristiana. E' di fede che l'autorit divina rappresentata nella Chiesa dai Successori di Pietro, che la ricevono immediatamente da Dio quando accettano la propria elezione a Papa. La Bolla tratta, quindi, dell'autorit di giurisdizione nella Chiesa, che deve sempre fare riferimento al Papato. Perci direttamente materia di fede. Ha dunque una natura dottrinale che determina quella canonica (cfr. EFFEDIEFFE on line: Quando Roma rischi di svegliarsi protestante).

Ne deriva che, in base al Concilio Vaticano I, costituzione dogmatica Pastor Aeternus, la Bolla esprime magistero infallibile e, dunque, irreformabile, a prescindere completamente dalla sua presenza o meno nel C.D.C. Pio/Benedettino del 1917 (v. appendice). La stessa Bolla enuncia, al suo esordio, la finalit, con un magistero biblico e un linguaggio duro, che rivela tutta la gravit morale della materia trattata e lo sdegno per i crimini contemplati. La finalit generale quella di respingere dallovile di Cristo coloro i quali insorgono contro la disciplina della vera ortodossia e pervertendo il modo di comprendere le Sacre Scritture, per mezzo di fittizie invenzioni, tentano di scindere lunit della Chiesa Cattolica e la tunica inconsutile del Signore, ed affinch non possano continuare nel magistero dellerrore coloro che hanno sdegnato di essere discepoli della verit. I crimini perseguiti sono quelli di aver deviato dalla fede o essere caduti in eresia o essere incorsi in uno scisma, per averlo promosso o commesso, anche se questi crimini siano stati abiurati in pubblico giudizio. Autori dei crimini devono essere alti chierici e governanti, e precisamente vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati, cardinali, legati, conti, baroni, marchesi, duchi, re ed

57 imperatori, i quali, dovendo istruire gli altri e dare loro il buon esempio per conservarli nella fede cattolica, prevaricando, peccano pi gravemente degli altri, in quanto dannano non solo se stessi, ma trascinano con se alla perdizione nellabisso della morte altri innumerevoli popoli affidati alla loro cura o governo, o in altro modo a loro sottomessi (!). Orbene, in odio a cos gravi crimini, in rapporto ai quali nessun altro pu essere pi grave e pernicioso nella Chiesa di Dio, gli autori sopra indicati, che siano incorsi nei medesimi, per il fatto stesso e senza alcun altra procedura di diritto o di fatto, sono interamente e totalmente privati in perpetuo di ogni funzione, incarico, potest e relativi appannaggi, e sono abbandonati allarbitrio del potere secolare che rivendichi il diritto di punirli (salvo che mostrino i segni di vero e fruttuoso pentimento), e devono essere considerati rigettati e sovversivi, e in quanto tali evitati ed esclusi da ogni umana consolazione. E per rendere ancora pi sicura la sanzione, la Bolla prevede la scomunica ipso facto di tutti coloro che scientemente li accolgono, li difendono o li favoriscono o insegnino i loro dogmi, i quali devono essere tenuti come infami, e, in quanto tali, privati essi stessi dimportanti diritti, quali quello di succedere per testamento o successione legittima, di emettere sentenze (se sono giudici), o assistere legalmente (se sono avvocati) o emettere un rogito (se sono notai). La Bolla sancisce, inoltre, la liceit delle persone subordinate di recedere impunemente dallobbedienza e dalla devozione a tutte indistintamente le autorit deviate dalla fede, che ribadisce devono essere evitate come la peste, perch pagani, pubblicani ed eresiarchi, e, a maggior confusione di costoro, ove pretendano di continuare lamministrazione, dispone sia lecito richiedere laiuto del braccio secolare.

E nulla la promozione di vescovi, cardinali e legati, che prima della loro promozione siano incorsi negli stessi crimini, e, per conseguenza, nulli tutti i loro atti. Ma laspetto pi importante della Bolla, quello che interessa pi direttamente la gravissima crisi attuale, riguarda il Romano Pontefice; per quanto dice e, ancor pi, per quanto tace.
Della sua persona si parla due volte, con distinte fattispecie giuridiche, e cio al paragrafo1, subito dopo lesordio, dove si torna con insistenza sulla finalit della Costituzione, e al paragrafo 6, quando si parla della nullit della giurisdizione di tutti gli eretici chierici. Partiamo da questultima. Il paragrafo 6 stabilisce lineleggibilit al Pontificato di chi abbia deviato dalla fede o fosse caduto in eresia o scisma, sanzionando sempre e comunque come radicalmente nulla lelevazione, e nulli tutti indistintamente gli atti ad essa connessi e ad essa conseguenti:
Aggiungiamo che, se mai dovesse accadere che lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale o della sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e lunanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potr dire che essa convalidata col ricevimento della carica, della

consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dellamministrazione, ovvero per lintronizzazione o adorazione (adoratio) dello stesso Romano Pontefice o per lobbedienza lui prestata da tutti e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, e

le persone stesse che fossero state cos promosse od elevate, siano, per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione, private di ogni dignit, posto, onore, titolo, autorit, carica e potere .

Il paragrafo 1 della Bolla stabilisce invece la semplice ammonizione del Pontefice riconosciuto (soltanto) deviato dalla fede, una fattispecie illecita sicuramente inferiore a lla

58 eresia, che sempre distintamente citata nel testo.


Noi, riteniamo che una siffatta materia sia talmente grave e pericolosa che lo stesso Romano Pontefice, il quale agisce in terra quale Vicario di Dio e di Nostro Signore Ges Cristo ed ha avuto
piena potest su tutti i popoli ed i regni, e tutti giudica senza che da nessuno possa essere giudicato, quanto maggiore il pericolo, tanto pi diligentemente ed in modo completo si deve provvedere .

riconosciuto deviato dalla fede possa essere redarguito (possit a fide devius, redargui), e che

qualora sia

Precisiamo subito che, come riporta san Tommaso (in Summa Teologica II II, quesito 11), eresia in greco significa elezione, o scelta, per il fatto che ognuno sceglie con essa l'opinione che considera migliore (). Perci l'eresia la specie di incredulit propria di coloro che, professando la fede di Cristo, ne corrompono i dogmi. Implicando lattaccamento alle proprie false idee, essa nasce dalla superbia o dalla cupidigia. A tal proposito, l'Apostolo insegna: "L'uomo eretico, dopo una o due ammonizioni, evitalo, sapendo che un uomo siffatto perduto" (Tito 3, 10-11). Per capire, invece, la deviazione dalla fede, e tenerla distinta dalleresia, osserviamo che la fede della Chiesa ha un suo deposito, costituito dalla Sacra Scrittura e dalla Sacra Tradizione, di cui fa parte il magistero infallibile (che a sua volta comprende tutte le questioni definite dai Romani Pontefici, che non sono, pertanto, pi oggetto di libera disputa). Nelle adiacenze di questo deposito possono sussistere questioni che non sono state definite e di cui si discute, che non costituiscono problema per nessuno, ma che anche non rappresentano materia di fede. Mentre al di fuori del deposito vi sono le novit e le favole di paolina memoria (II Tim.3-4), che non sono eresie evidenti o condannate in quanto tali, ma che non rientrano nella ortodossia dottrinale. Per quanto esposto, ben si pu ritenere, allora, nel contesto in esame, che la deviazione dalla fede sia una originale invenzione, e che un pontefice deviato dalla fede sia un inventore, che va ammonito, perch venga richiamato alla sua augusta e delicatissima funzione di garante e protettore del deposito della fede. Secondo unaltra interpretazione, che sembra bene coniugarsi con la sanzione prevista dal testo, la deviazione dalla fede pu anche consistere in una dichiarazione eretica casuale, privata o pubblica, ma non ostinata; donde la necessit dellammonizione, perch lortossia dottrinale venga riaffermata o perch, al contrario, leresia diventi manifesta e pertinace.
In questa categoria di Papi deviati dalla fede figurano: Liberio (352 356), che, senza atti solenni, attenua il Credo di Nicea con una formulazione ambigua che favorisce laria nesimo, ma poi ritratta ogni cosa; Onorio (625 638), che, per ignoranza, favorisce oggettivamente il monotelismo, il quale afferma la presenza in Cristo di una sola volont, mentre il successivo Concilio di Costantinopoli (680) conferma che sono due; Pasquale II (1099 1118), il quale, sconfessando principi solenni stabiliti da Gregorio VII e Urbano II, attribuisce al re il diritto dinvestitura di Vescovi e Abati, che poi revoca nel Concilio Lateranense del 1112; Giovanni XXII (1316 1334), il quale esprime lopinione, poi ritrattata per iscritto e anche in punta di morte, che i giusti avrebbero avuto la visone beatifica di Dio non subito dopo la morte, ma alla resurrezione dei corpi.

Ma da chi pu essere ammonito il Papa deviato dalla fede? Nel silenzio della norma, e considerata luniversalit della giurisdizione di Pietro, non vi alcun dubbio che lammonizione pu essere eseguita da qualunque fedele. La disposizione, ovviamente, riveste carattere assolutamente eccezionale, perch come ricorda Paolo IV il Romano Pontefice tutti giudica senza che da nessuno possa essere giudicato; ma adottata in una materia di una gravit ritenuta unica in capo ad un (vero) Vicario di Cristo, come dice chiaramente la Bolla.

Ci chiediamo ora perch la Bolla, che esplicitamente diretta a prevenire e

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reprimere gli errori del Magistero, non prevede che il Romano Pontefice possa compiere errori pi gravi della semplice deviazione dalla fede?
Non certo per dimenticanza; perch lestrema meticolosit del testo lo esclude in modo assoluto. Meno che mai per ignoranza: sia perch Paolo IV aveva competenze letterarie e giuridiche altissime; e sia anche per ragioni di fede (il Papa nellesercizio formale delle sue auguste funzioni gode senza dubbio dellassistenza dello Spirito Santo). Lesclusione , dunque, voluta. Dopo lunga riflessione sono pertanto giunto alle conclusioni che seguono. Il Papa Paolo IV ha escluso fattispecie pi gravi in capo al Romano Pontefice per non inficiare lo stesso principio di fede dellassistenza divina sulla di lui persona. In altri termini, la Bolla sancisce lincompatibilit assoluta tra Pontefice Romano ed eresia, potendo questa sussistere, innanzi tutto, nellipotesi di una illecita e illegittima elezione al soglio di Pietro per precedente deviazione dalla fede cattolica, eresia o scisma delleletto. In questo caso di illegittima elezione, e nonostante ma solo per capirsi Paolo IV continui ad appellarlo Pontefice Romano, non ci troviamo evidentemente di fronte ad un vero Pontefice Romano, ma ad un usurpatore e un impostore assiso sulla Cattedra di Pietro, che, per espressa disposizione della Bolla, va rimosso finanche con laiuto del braccio secolare, quandanche fosse stato eletto allunanimit! Ne discende comunque e rigorosamente che linquilino sul soglio di Pietro che, pur validamente eletto, pronunci eresie o compia gesti eretici non un vero Pontefice Romano, ma un impostore e un Anticristo, un Abominio della desolazione sito nel luogo santo, come recita la stessa Bolla (!), la cui elezione radicalmente nulla, cos come tutti i suoi atti, perch era in eresia gi prima della elezione, anche quando non si sappia con certezza dove e quando. In questultimo caso, leresia consiste in una cattiva disposizione danimo, indice di presunzione e superbia sconfinata, per effetto della quale limpostore ha inteso giungere al soglio di Pietro, non gi per comportarsi da servo buono e fedele della Verit che salva, ma per cambiare illecitamente il corso degli eventi e, in ultima analisi, la storia della Chiesa, disattendendo il magistero infallibile pregresso e rompendo la comunione dei santi. Questo il significato pi autentico della Bolla Cum ex apostolatus officio del Papa Paolo IV, che sancisce lincompatibilit assoluta tra Pontefice Romano ed eresia: ogni altra riduttiva interpretazione, che pure si appoggi ad autorevoli dottrine del passato, non solo superata, ma finisce anche per favorire quell apostasia dalla fede della Chiesa che opera da cinquantacinque anni! Lo stesso san Roberto Bellarmino, cardinale e dottore della Chiesa, di poco successivo a Paolo IV (aveva 17 anni quando mori Paolo IV), propendeva per questa correttissima interpretazione della Bolla, che, per, proprio perch recente, non era ancora stata metabolizzata dalla cultura ecclesiale del suo tempo, che la scambiava per una ennesima ipotesi di scuola! Prima della Bolla di Paolo IV, circolavano, infatti, gi molte ipotesi su Papa, eresia e perdita della giurisdizione pontificale, ed ognuno aveva espresso il suo pensiero. San Roberto Bellarmino, nel suo De Romano Pontifice (cap. XXX), riportando queste precedenti posizioni, preferisce quella apparentemente pi logica e pi drastica (la quinta nel suo testo), la quale dice che il Papa eretico manifesto cessa immediatamente e ipso facto di essere Papa, perch cessa ovviamente di essere un cristiano e un membro del corpo della Chiesa. E a sostegno di questa tesi scrive testualmente: Questo il giudizio di tutti gli antichi padri, i quali insegnano che gli eretici manifesti perdono immediatamente ogni giurisdizione. Ora, gli eretici manifesti potevano includere lo stesso Pontefice Romano solo fino a quando la materia delleresia e del governo della Chiesa non fosse stata definita con a tto infallibile del Magistero autentico della Chiesa. E poich la Bolla Cum ex apostolatus officio, evidentemente successiva al parere degli antichi Padri, ha definito la materia, escludendo categoricamente la possibilit di eresia in

60 capo ad un vero Romano Pontefice, ne discende come pocanzi detto e spiegato che un

Papa che pronunci eresie o compia gesti eretici non un vero Pontefice Romano.
La Bolla di Paolo IV regola in maniera completa la gravissima fattispecie delleresia nel governo della Chiesa e della stessa societ civile. Essa, infatti, non solo stabilisce chi sono i colpevoli e cosa ne deriva, ma anche che: a) i colpevoli vanno rimossi, finanche con la forza; b) quanti li ascoltano sono scomunicati ipso facto. c) quanti non li ascoltano operano bene, e non sono soggetti ad alcuna sanzione, dovendosi ritenere in qualsiasi tempo ed impunemente liberati dallobbedienza nei confronti degli impostori. La formula di chiusura della Bolla indice sicuro di magistero infallibile, secondo la stessa definizione che ne d il Concilio Vaticano I, con la Costituzione dogmatica Pastor Aeternus:
Pertanto, a nessun uomo sia lecito infrangere questo foglio di nostra approvazione, innovazione, sanzione, statuto, derogazione, volont e decreto, n contraddirlo con temeraria audacia. Che se qualcuno avesse la presunzione dattentarvisi, sappia che incorrer nello sdegno di Dio Onnipotente e dei suoi Beati Apostoli Pietro e Paolo.

Precisato ora che, per lassoluta chiarezza degli eventi, la semplice valutazione morale degli uomini e delle situazioni pienamente in grado di far giungere a conclusioni sicure sulla colpevolezza delle persone coinvolte e sulle naturali conseguenze di ci, perch, come gi ricordato, e a norma dello stesso Magistero, il diritto a servizio della morale e non viceversa, mostreremo ora che, anche ragionando in punta di diritto, ma con quella intelligenza che compete ai figli veri della Chiesa, si giunge alle medesime conclusioni. Due fondamentali considerazioni, sulla gravissima situazione attuale, vanno, allo scopo, premesse: a) Il concilio Vaticano II fu sicuramente convocato per imprimere una svolta radicale

alla Chiesa, confondendo le proprie responsabilit pontificali con quelle dei sottoposti, assunti al ruolo di comprimari.
Le eretiche prolusioni di apertura, la bocciatura di tutti gli atti preparatori, il rifiuto di condannare il comunismo e la reincarnazione, e soprattutto linvito alle sedute pubbliche degli eretici, che sono fuori dalla comunione dei santi, e la collaborazione di costoro, nel concilio e dopo, ad atti di pseudo-magistero, sono tutti fatti indiscutibili di tale finalit. Daniele giustamente parla dellempio ricorso al Concilio contro il magistero papale precedente, ricorso contro la stessa autorit cattolica (EFFEDIEFFE on line: Ktechon e la grande apostasia 31.3.08). Ma il Papa Pio II, nella sua Bolla 'Execrabilis' (1460) continua Daniele dichiara non solo che il Pontefice Romano superiore al Concilio, ma anche che qualsiasi concilio venga convocato per scardinare la Tradizione della Chiesa decretato in anticipo invalido e nullo (Daniele in Quando Roma rischi di svegliarsi protestante 29.01.08, citato). E siccome questo scardinamento c stato e, anzi, si configura, nel suo insieme, come unapostasia completa dalla fede della Chiesa, il Vaticano II nullo ed pertanto da ritenersi un falso concilio! Non solo. A norma della stessa Bolla, chi lo ha convocato con questa intenzione, fosse pure insignito di dignit Papale (Giovanni XXIII!), scomunicato ipso facto! Altro che concilio pastorale e non dogmatico, come sosteneva Paolo VI che lo aveva chiuso, e, come ancora oggi sostengono i cattolici tradizionalisti di Lefebvre e lo stesso Radaelli!

61 b) Abbiamo visto, inoltre, che, a norma della Costituzione Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I, della Quanta Cura di Pio IX, della Bolla Quo Primum di Papa san Pio V e della stessa Scrittura (Gal 1,8), i falsi papi del Vaticano II e successivi, avendo sostenuto e determinato questa apostasia completa dalla fede della Chiesa, sono incorsi nelle scomuniche e nelle maledizioni ad esse associate, che, privando, le une e le altre, della Grazia santificante, rendono assolutamente inutile per la vita eterna qualsiasi azione buona compiuta da costoro. Applichiamo ora la Bolla di Papa Paolo IV al caso concreto, partendo dalla situazione degli occupanti abusivi assisi sul soglio di Pietro dallepoca del falso concilio Vaticano II. Come gi visto, la Bolla afferma lincompatibilit assoluta tra Papa ed eresia o scisma. Si tratta di un dogma, di una incompatibilit di fede e canonica, di una presunzione assoluta o iuris et de iure, come si dice in diritto, che non ammette prova contraria. Ne discende che, ove in pratica quella eresia si rinvenga in capo ad un personaggio seduto sul soglio di Pietro, non si tratta di un vero ma di un falso Papa, di un impostore, dellabominio della desolazione sito nel luogo santo di cui parla il profeta Daniele, tecnicamente di una persona che era gi in eresia prima della sua elezione e per il quale, quindi non vale n lelezione n lassistenza divina promessa a un vero Pietro. Quella elezione radicalmente nulla, come afferma la Bolla, e nulli sono tutti gli atti compiuti dal falso pontefice, a partire da quello della sua accettazione, a seguire con tutti quelli relativi allesercizio sacrilego della funzione usurpata. N mai, e in nessun modo, quellelezione potr essere sanata e limpostore insediato sul trono di Pietro! Ne discende rigorosamente che Giovanni XXIII, il quale ha convocato e fuorviato il falso concilio apostata, Paolo VI, il quale ha continuato e chiuso il medesimo, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco, che non hanno dichiarato nullo il falso concilio vaticano II, che ne hanno approvato e diffuso le eresie in tutto il mondo, i quali, dovendo istruire gli altri e dare loro il buon esempio per conservarli nella fede cattolica, prevaricando, hanno peccato pi gravemente degli altri, in quanto hanno dannato non solo se stessi, ma trascinato con se alla perdizione nellabisso della morte altri innumerevoli popoli affidati alla loro cura o governo, come si esprime la Bolla attualizzata, non sono veri Papi, ma impostori assisi sul soglio di Pietro, abominio della desolazione, segno certo e univoco della fine esistenziale dei tempi. La loro elezione al soglio radicalmente nulla, quanto meno per precedente apostasia, consistente, come gi illustrato, nella cattiva disposizione danimo, indice di presunzione sconfinata, per effetto della quale essi sono giunti al soglio di Pietro, non gi per comportarsi da servi buoni e fedeli della Verit che salva, ma per cambiare illecitamente il corso degli eventi e, in ultima analisi, la storia della Chiesa, disattendendo il magistero infallibile pregresso e rompendo la comunione dei santi! E questo anche a prescindere dal fatto che, prima della elevazione, non erano comunque eleggibili, per avere aderito agli insegnamenti eretici del falso Concilio, e anche per avere effettivamente manifestato gravi eresie (cfr., per es., il libro Person Und Tat, ed. Tedesca, del giovane sacerdote Wojtyla)! Orbene, nella lettera e nello spirito della Bolla, in odio a cos gravi crimini, in rapporto ai quali nessun altro pu essere pi grave e pernicioso nella Chiesa di Dio, gli autori sopra indicati, incorsi nei medesimi, per il fatto stesso e senza alcun altra procedura di diritto o di fatto, sono interamente e totalmente privati in perpetuo di ogni funzione, incarico, potest e relativi appannaggi, e sono abbandonati allarbitrio del potere secolare che rivendichi il diritto di punirli (salvo che mostrino i segni di vero e fruttuoso pentimento), e devono essere considerati rigettati e sovversivi, e in quanto tali evitati ed esclusi da ogni umana consolazione.

62 Proviamo ora a riflettere, sommariamente, sulle implicazioni dirette e indirette della Bolla, e ne resteremo allibiti. Se lelezione dei falsi papi nulla e la loro giurisdizione nulla, ne viene che ogni legittimit nella Chiesa Cattolica , in pratica, venuta meno a partire dalle delle ore 17 del 28 ottobre 1958, momento dellelezione al papato del cardinale Angelo Roncalli. Per la precisione, la Sede Apostolica vacante dalla notte del 9 ottobre 1958, momento della morte dellultimo Papa: Pio XII. Ma, per 20 giorni, si tratta di una vacanza assolutamente ordinaria, quella che intercorre tra un Pontefice e il suo successore (il 10 ottobre si noti ricorre la festa di san Daniele martire, il nome del profeta che parla dell Abominio della desolazione nel luogo santo, preludio della fine dei tempi! Come a dire che, dopo il Papa Pio XII, si apre lultimo capitolo della Storia!). Solo dal successivo 28 ottobre la vacanza diventa diabolica, abominevole e apocalittica: diabolica, perch sicuramente ispirata da Satana, sebbene Dio labbia permessa, perch, per liniquit generale degli uomini, ritiene giunto il tempo della fine; abominevole, perch sul trono di san Pietro sinsedia labominio della desolazione di cui parla il profeta Daniele; apocalittica, perch senza ritorno. La Sede Apostolica dunque vacante da ben cinquantacinque anni, nel corso dei quali stata saccheggiata dai banditi. E nulli sono tutti gli atti posti in essere da questi banditi: nomine di vescovi e cardinali, consacrazioni di preti da parte di questi vescovi e di tutti quei vescovi che poi accettarono i documenti del falso concilio Vaticano II, pur sapendo che contenevano eresie. E furono proprio tutti! Il 7 dicembre 1965, infatti, nessun vescovo si lev durante la Sessione conclusiva del Vaticano II, accusando pubblicamente che alcuni documenti approvati contenevano eresie; tutti i vescovi, al contrario, accettarono la promulgazione dei documenti conciliari, compreso Mons. Lefebvre come riporta il suo biografo ufficiale Mons. B. Tissier de Mallerais. Di modo che oggi si pu ben dire che la gerarchia ecclesiastica, inclusa quella dei cattolici tradizionali, tutta illegittima, illecita e, peggio ancora, scomunicata di fatto. Nulle sono tutte le encicliche, le esortazioni apostoliche, i motu proprio, i processi di canonizzazione: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II non sono beati, n lo saranno mai! Giuseppe Moscati e Padre Pio non sono santi! Le centinaia di santi operati dal sig. Wotjla sono tutti teologicamente e canonicamente falsi!
Tra laltro, Giovanni Paolo II ha drasticamente diminuito il livello di santit e la prova di essa, con la riduzione da 4 a 2 del numero dei miracoli necessari (uno per la beatificazione e uno per la canonizzazione). Una semplice persona di elementare buon senso si rende conto, cos, che tantissimi nuovi santi, paragonati ai santi di un tempo, sono personaggi da operetta. La fede eretica, infatti, non ha permesso e non permette di valutarli secondo Verit.

I sacramenti amministrati sono nulli, perch espressione di una fede eretica, gi condannata, con magistero infallibile, e accompagnata dalla scomunica di coloro che la professano! Nulli quindi leucaristia, la penitenza, lordine sacro, lestrema unzione, la confermazione e lo stesso battesimo, perch non amministrato secondo lintenzione della Chiesa (vera), dalla quale si apostatato! Si salva, forse, il sacramento del Matrimonio; ma solo perch ministri sono gli sposi; che lo hanno, per, celebrato senza il ministro/testimone della Chiesa, che un apostata. E sempre che gli sposi siano in buona fede, quantunque non perfetta, per pigrizia e superficialit. In queste condizioni non operano pi i mezzi ordinari di salvezza, e ci si salva solo con la perfetta buona fede per il male oggettivamente compiuto secondo la Bolla. Buona fede perfetta ch molto rara per la gravit e levidenza delle violazioni. Se la buona fede non perfetta, ma esiste, ci sar il fuoco purificatore del Purgatorio, per la fiacchezza spirituale e morale, che ha condotto a seguire il gregge degli apostati.

63 Successivamente alla scoperta della Verit sulla gravissima crisi, ci si salva con il pentimento sincero e operoso di cui si parler tra poco. Ma andiamo oltre. Come gi visto, la Bolla prevede la scomunica ipso facto di tutti coloro, chierici e laici, che scientemente li accolgono, li difendono o li favoriscono o insegnino i loro dogmi, i quali devono essere tenuti come infami, e, in quanto tali, decadono da ogni funzione ecclesiale, se chierici, e sono privati dimportanti diritti, quali quello di succedere per testamento o successione legittima, di emettere sentenze (se sono giudici), o assistere legalmente (se sono avvocati) o emettere un rogito (se sono notai). E siccome non mi risultano esserci state dissociazioni serie in ambito ecclesiale o civile nei confronti degli anticristi che si sono succeduti alla guida della Chiesa dal Vaticano II in poi, ed anzi tutti i chierici insegnano i dogmi degli apostati reietti, possiamo affermare, con sufficiente sicurezza, che quasi tutti coloro che oggi si fregiano del nome di cristiani sono verosimilmente degli scomunicati ipso facto, e precisamente: tutti i (falsi) cardinali e tutti i (falsi) vescovi, che si badi bene! non potranno mai pi svolgere funzioni ecclesiali; tutti i (falsi) preti, tutti i laici che aderiscono agli apostati e loro scomunicati fiancheggiatori senza riserve e senza spirito critico (escluse le anime molto piccole), che rappresentano un numero altissimo di laici; e questo per non parlare di tutti coloro che non credono, perch sono gi condannati (Gv 3,18)! Quanto poi ai conti, baroni, marchesi, duchi, re ed imperatori, oggi governanti, di cui pure parla la Bolla, che hanno perduto ogni giurisdizione, se eretici o apostati, ed ogni appannaggio, e devono essere considerati rigettati e sovversivi, nessuno pensa, ragionevolmente, di potere intervenire a loro carico in unepoca senza Pietro e radicalmente scristianizzata. Ma una cosa il giudizio sulla situazione morale e canonica di costoro, che va dato ed rigorosamente infausto, tenendo comunque presente che chi non crede gi condannato alleterna dannazione, al pari degli eretici e degli apostati, i quali si pongono fuori dalla Chiesa, dove non c salvezza, ed altra cosa il concreto esercizio di giurisdizione che ne deriva a carico di costoro, e che potrebbe risultare impossibile da espletare. Cosi, infatti, ricorda il Papa Leone XIII, nellenciclica Annum Sacrum del 1899, ove cita san Tommaso ("quanto alla potest, tutto soggetto a Ges Cristo. anche se non tutto gli soggetto quanto allesercizio del suo potere").

E cosa dire, a questo punto, dei cattolici tradizionali e integrali? Si deduce agevolmente da quanto finora esposto.
1. I tradizionalisti di Lefebvre, che credono alla eresia del Papa/Eretico, vero Papa, ma al quale bisogna disobbedire, perch dice eresie, rappresentano indubbiamente il massimo possibile del pervertimento in ambito extra conciliare. Essi negano, nei fatti, i dogmi della infallibilit e della indefettibilit della Chiesa; riconoscono come pastorale e non dogmatico quello che un falso concilio, la cui validit radicalmente nulla, secondo il magistero infallibile di Pio II, Paolo IV, Sisto V, Pio IX e Pio X, per citare i maggiori pontefici che hanno decretato nella materia in esame; e chiamano Papi glimpostori/anticristi abusivamente assisi sul soglio di Pietro, la cui elezione assolutamente nulla (secondo lunica possibile lettura della Bolla di Papa Paolo IV), e cardinali, vescovi e patriarchi uomini eretici e decaduti ipso factoa norma della stessa Bolla! Secondo questa stessa Bolla, essi potrebbero essere ritenuti in qualsiasi tempo ed impunemente liberati dalla obbedienza e devozione verso quelli in tal modo promossi ed elevati, se li evitassero quali maghi, pagani, pubblicani ed eresiarchi. Siccome, per, essi li considerano formalmente legittimi, ne diventano, loro malgrado, complici a tutti gli effetti e, dunque, sono scomunicati ipso facto. Non gi perch lo dispose quellAnticristo impostore di Giovanni Paolo II, ma perch lo hanno disposto: a) direttamente, Papa Paolo IV; e b) indirettamente, Papa Bonifacio VIII, il quale fa obbligo di prestare obbedienza a colui che si ritiene essere il Pontefice Romano (Bolla Unam Sanctam)! 2. I sedeprivazionisti di don Ricossa (Istituto Mater Boni Consilii), sostenitori dellassurda tesi di Cassiciacum, vero mostro giuridico, teologico e logico, secondo le stringenti critiche

64 dei sedevacantisti e mie personali, svolte nel secondo allegato del presente dossier, al quale rinvio, credono alla eresia dellEretico/Papa (una specie di mezzo papa), Papa solo materialmente perch eletto validamente (fino a prova contraria, dicono!), e parlano essi stessi di veri Vescovi e Cardinali. Essi ritengono indispensabile lammonizione di un Vescovo residenziale perch lEretico/Papa (che comunque assicura un qualche bene alla Chiesa!!) possa decadere oppure essere promosso Papa/Papa se abiura le eresie professate! I ricossiani attaccano ferocemente i sedeplenisti, dai quali sono usciti soltanto e veramente per una questione di lana caprina, non rendendosi conto che, sotto un certo aspetto, sono peggiori di essi. Se i primi, infatti, sembrano pi sprovveduti che maramaldi, i Tesisti, con la loro falsa saccenza giuridico-teologica, appaiono chiaramente pi maramaldi che sprovveduti! Questa mia esposizione ha dimostrato, nel suo complesso e al di l di ogni ragionevole dubbio, che lelezione dei loro papi materialiter nulla, che costoro, per espressa e unanime condanna dei veri Pontefici Romani che li hanno preceduti sul soglio di Pietro, sono stati plurimaledetti e pluriscomunicati, insieme a tutti coloro che, in un modo o nellaltro, li sostengono. E poich essi li sostengono, ne sono complici a tutti gli effetti, morali e giuridici, per cui, come i lefebvriani, e con la stessa anzidetta precisazione, sono scomunicati ipso facto. 3. I sedevacantisti italiani di don Paladino (Associazione torinese Santa Maria Salus Populi Romani) sono, apparentemente, meno lontani dallortodossia, perch considerano la sede di Pietro vacante. Qui leresia pi sottile, e consiste nella assoluta inadeguatezza del giudizio teologico, morale e giuridico sulla intera vicenda. Essi, infatti, non apprezzano lunicit e diabolicit della crisi, che ammucchiano tra le altre sedi vacanti (come se i cardinali, niente affatto ritenuti decaduti, debbano ancora mettersi daccordo sul nome del successore di Pio XII); crisi che attendono fiduciosi sia sanata dal Signore vilipeso, disprezzato e oltraggiato (come se non esistesse una evidentissima apostasia radicale e generale, segno sicuro della fine esistenziale dei tempi); stoltamente discettano sulla non sicura colpevolezza meno che mai interna! degli anticristi, sulla incertezza di chi si trovi allInferno (che, al contrario, trabocca sicuramente di dannati, secondo lintero Nuovo Testamento, Vangelo e Apocalisse in primis, secondo grandi santi tra cui Caterina da Siena e secondo gli onesti parametri del pi elementare buonsenso!); citano la Bolla di Papa Paolo IV senza rispettarla, e, anche per questo, non hanno posto in essere un solo atto giuridico/formale contro glimpostori, sforzandosi davvero di far capire a tutto il mondo che, come giustamente dice Arai Daniele, esso sta parlando con dei travestiti; non rispettando moralmente e fedelmente le indicazioni degli augusti Pontefici Romani da loro richiamati, rimangono essi stessi, non solo senza un Papa vero che ne autentica il ministero e che ricorda a tutti che la Chiesa l dov Pietro, ma anche sprovvisti del sacramento dellOrdine, perch chi li ordin era eretico e scomunicato da Paolo IV! Per tutti questi motivi, i sedevacantisti sono cattivi pastori senza Pietro, cani muti che non riconoscono i loro padroni, chiaramente deviati dalla fede e oggettivamente sospetti di complicit ed eresia e, quindi, a grave rischio di perdizione eterna, tanto pi serio in quanto, ben pi degli altri due gruppi, hanno avuto la grazia di capire di pi (Lc 12,48).

E inutile dire che nella stessa poco invidiabile condizione dei tre gruppi tradizionalisti citati si rinvengono nei fatti tutti coloro che ne seguono gli orientamenti.
Cos come va, al contrario, osservato che, in assenza di unautorit della Chiesa legittimata a governare, tutti possono uscire dalla scomunica automatica che conduce alleterna dannazione con un sincero e perfetto pentimento, le cui opere sono : a) perfetta e dichiarata adesione alla fede vera della Chiesa, come interpretata dalla sua Tradizione bimillenaria, e quindi obbedienza ai Pontefici Romani fino al Papa Pio XII e, in particolare, al loro magistero infallibile; b) rifiuto dellintero Vaticano II perch nullo e di tutte le eresie da esso propalate e dai falsi papi conciliari ispirate e, anzi, amplificate; c) rifiuto di qualsivoglia sostegno

65 morale e giuridico a tutti gli apostati del Vaticano II, falsi pontefici in testa, che devono considerare scomunicati ipso facto, salvando, per la carit, gli aiuti familiari e i propri doveri, cristianamente intesi, verso la comunit degli uomini; d) rifiuto di qualsivoglia sacramento amministrato da costoro, da considerare un rito sacrilego e, dunque, satanico.

Abituato ai toni maliardici del falso concilio Vaticano II, la Bolla di Papa Paolo IV forse il documento pi severo della Chiesa che mi sia mai capitato di esaminare. Ma chi ha conservato unautentica dimensione ecclesiale ed etica, e sappia vedere quanto accaduto nonostante i suoi divieti e i suoi ordini, capisce bene perch.
Essa si proponeva dimpedire la cosa pi grave che potesse accadere nella Chiesa e nel mondo, e cio che dei falsi profeti (potessero) miserevolmente irretire le anime semplici e trascinare con s alla perdizione ed alla morte eterna innumerevoli popoli, affidati alle loro cure e governo per le necessit spirituali ; e che non (accadesse) in alcun tempo di vedere nel luogo santo labominio della desolazione predetto dal Profeta Daniele . E cio proprio quanto poi avvenuto per effetto del falso concilio Vaticano II. Ma il Papa aveva avvertito che poteva fare solo la sua parte: desiderosi come siamo, per quanto ci possibile con laiuto di Dio e come cimpone il nostro dovere di Pastore ; che era quella di dotare la Chiesa di strumenti idonei a catturare le volpi indaffarate a distruggere la vigna del Signore e tener lontani i lupi dagli ovili, per non apparire come cani muti che non hanno voglia di abbaiare, per non subire la condanna dei cattivi agricoltori o essere assimilati al mercenario. Moltissimi altri, invece, ai nostri tempi, non hanno sicuramente fatta la loro: apostatando dietro a degli infami impostori; disprezzando il suo documento; chiamando Papi, Cardinali e Vescovi gli infami traditori del Cristo, della Chiesa e dellintera umanit; diffondendo menzogne sulla crisi; maramaldeggiando saccenti con il diritto canonico; e permettendo che, per cinquantacinque anni e senza che il mondo intero sapesse la Verit/Vera sullintera tragedia, labominio della desolazione sguazzasse incontrastato sulla Cattedra di San Pietro, inducendo lapostasia generale conclamata, operando stragi immense nel gregge e aprendo le porte della fine esistenziale dei tempi!

Tanto riferito, vediamo adesso quali corollari si devono trarre dallesame della Bolla, come altrettante sfaccettature di un unico, terribile evento.
1. La Bolla di Papa Paolo IV Cum ex Apostolatus Officio scrive, in pratica, la parola fine nella ricerca della Verit violata dall'apostasia conciliare e delle relative conseguenze, non solo in termini di valutazione morale del tragico accaduto, ma anche in termini di valutazione giuridico/canonica. Trattandosi di materia assolutamente e rigorosamente definita nel campo della prevenzione del Magistero dall'eresia e della repressione dei comportamenti devianti condannati, con essa (innanzi tutto con essa!) bisognava e bisogna fare i conti; a nulla rilevando l'esistenza di ipotesi di scuola precedenti o d'impossibili correzioni successive. 2. La Bolla, richiamando implicitamente il passo evangelico sulla riconoscibilit dei falsi profeti (Dai loro frutti li riconoscerete: Mt. 7,16), sia pure con il senno di poi cinsegna che non bisogna mai fidarsi ciecamente di nessuno, e che dobbiamo allertare la nostra vigilanza per scoprire limpostore; che pu stare dovunque; e che pu rivestire perfino i panni di un falso pontefice; il quale non un antipapa, ma lAnticristo! 3. La stessa Bolla spazza via lipotesi di quanti sostengono che, essendo il falso pontefice il prodotto dellapostasia (san Paolo, secondo la Scrittura, afferma che deve prima venire lapostasia generale e dopo lAnticristo: cfr. II Ts 2, 3-4), le colpe degli impostori assisi sul soglio di Pietro sono pressoch assimilabili a quelle di coloro che lhanno partorito e sostenuto.

66 Osservo, al riguardo, che assolutamente vera lesistenza di un processo di apostasia strisciante gi prima dellavvento dellAnticristo Giovanni XXIII, come illustro schematicamente ai punti da 3 a 7 della presente lettera/dossier. Il terreno di coltura dellAnticristo era, quindi, pronto. LAnticristo, per, trasforma attivamente il processo da strisciante a conclamato, facendosi padrone anzich servo buono e fedele della Verit che salva, e utilizzando i poteri di Pietro per polverizzare lopera e la stessa figura del Cristo. Il processo apostasiaco subisce allora una trasformazione qualitativa e quantitativa, trasformandosi in un fiume in piena che produce ulteriore apostasia. E il processo di causazione circolare, ben noto in statistica e sociologia, in virt del quale leffetto diventa causa che rafforza leffetto, istaurando un circolo virtuoso, se positivo, o un circolo vizioso, se negativo, come nel nostro caso. I fatti umani, infatti, obbediscono pi al meccanismo della interdipendenza che a quello della semplice dipendenza. Per quanto precisato, consegue che le colpe dei falsi pontefici non sono assimilabili a quelle di nessun altro. Le durissime parole di Papa Paolo IV, infatti, chiudono ogni diversa opinione!
<< Noi riteniamo che una siffatta materia sia talmente grave e pericolosa che lo stesso Romano Pontefice qualora sia riconosciuto deviato dalla fede possa essere redarguito, e che quanto maggiore il pericolo, tanto pi diligentemente ed in modo completo si deve provvedere, allo scopo dimpedire che dei falsi profeti possano miserevolmente irretire le anime semplici e trascinare con s alla perdizione ed alla morte eterna innumerevoli popoli, affidati alle loro cure ; n accada in alcun tempo di vedere nel luogo santo lAbominio della desolazione predetto dal Profeta Daniele . >>

Dal passo in esame si rileva immediatamente la severit unica di giudizio nei confronti del falso papa, qualificato falso profeta (come la Seconda Bestia dellApocalisse!) e, addirittura, Abominio della desolazione sito nel luogo santo di cui parla Ges nel Vangelo di Matteo; papa falso per il quale continua a valere il principio cardine della responsabilit ecclesiale a chi molto fu dato, sar chiesto molto di pi (Luca 12,48), principio ripetutamente citato nei miei scritti. Tale principio continua a valere anche nellattuale situazione di marasma ecclesiale, in cui sono presenti falsi papi, falsi cardinali, falsi vescovi, falsi preti, falsi diaconi, falsi religiosi e falsi fedeli, per la gravit estrema del sacrilegio perpetrato. E, infatti, da ritenere pacifico che si tratti della massima offesa arrecata a Dio, perch ci si traveste addirittura coi panni del Suo Vicario e dei Suoi Apostoli, in pratica con Lui stesso, per fare il contrario di ci che Dio ha comandato! E la gravit unica non solo per loffesa massima arrecata a Dio, ma anche per il danno massimo arrecato agli uomini, che, come dice Paolo IV quello d irretire le anime semplici e
trascinare con s alla perdizione ed alla morte eterna innumerevoli popoli, affidati alle loro cure e governo .

4. La Bolla di Papa Paolo IV chiarisce, infine, profeticamente e una volta per tutte, chi lAbominio della desolazione sito nel luogo santo di cui parla Ges, che identifica con il falso pontefice riconosciuto come vero pontefice! Falso profeta, seconda Bestia dellApocalisse, Anticristo di san Paolo e Abominio della desolazione sito nel luogo santo di cui parla Ges sono, conclusivamente, la stessa identica persona, quella massimamente pervertita della fine dei tempi, che il falso pontefice assiso sulla cattedra di Cristo, per rinnegarlo e condurre alla perdizione il maggior numero di anime possibile. E siccome quella figura strettamente associata alla fine esistenziale dei tempi, ne discende rigorosamente che ove in concreto questa la si rinvenga nella storia, noi siamo giunti alla fine di essa! Checch ne dicano i sedeprivazionisti di Ricossa; i quali, essendo trascorsi cinquantacinque anni dallelezione di Giovanni XXIII, senza che, secondo i loro occhi ciechi, propri di quelli degli iniqui (Gv 9, 39; II Ts 2, 12) abbiano assistito alla Parusa e al Giudizio, sostengono spacconi che troppo tardi per la fine del mondo (!).

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5. Alla fine della Storia, poi, il tempo della salvezza si trasforma in tempo della perdizione; ed quindi errato pensare che, pur essendo sotto castigo, ancora molti si devono convertire, altrimenti gi sarebbe finita, come qualcuno mi ha osservato. Nel capitolo 24 di Matteo, sulla fine e il giudizio, infatti, Ges in persona dice esattamente il contrario. Egli avverte: quando dunque vedrete labominio della desolazione stare nel luogo santo, vi sar allora una tribolazione grande quale mai avvenne dallinizio del mondo .. n mai

pi ci sar. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati (vv. 15, 21, 22).

Alla fine esistenziale dei tempi, dunque, quando vi sar un falso pontefice sul soglio di Pietro = abominio della desolazione sito nel luogo santo, secondo il Papa Paolo IV che svela le parole di Ges, lo scorrere del tempo non pi per la vita eterna, come nel caso del fico che non produce frutti (Lc 13, 6-9), ma per la morte eterna. Non vero, dunque, che Dio temporeggia per salvare il maggior numero, come qualcuno pensa, perch lapostasia generale conduce progressivamente e irreparabilmente allo sterminio: pi tempo passa, pi gli uomini si perdono; anzi, nessuno degli ancora in vita si salverebbe se non fosse per la preghiera degli eletti. Dobbiamo, quindi, pregare il Signore affinch abbrevi i giorni di questa tribolazione, che lo scempio del tradimento di massa verso di Lui e il conseguente dilagare delliniquit in tutta la terra; che acceleri la fine dei tempi e la Sua venuta, perch qualcuno si salvi!

APPENDICE AL TERZO ALLEGATO BOLLA DI PAPA PAOLO IV E CIC DEL 1917

Quanto segue un promemoria di studio esclusivamente finalizzato a verificare la posizione della Bolla Cum ex Apostolatus Officio del Papa Paolo IV (1559) in rapporto al CIC del 1917. Le sue annotazioni hanno pertanto una natura eminentemente pratica. Rispondendo ad una sollecitazione espressa da molti vescovi nel corso del Concilio Vaticano (I), il Papa Pio X pubblic il Motu Proprio Arduum sane munus (19 marzo 1904), con cui istitu una commissione cardinalizia avente il compito di comporre un Codice di Diritto Canonico, che raccogliesse tutte le leggi della Chiesa sparse in numerosi testi. Il Codice si sarebbe dovuto basare sul Copus Iuris Canonicis, sul concilio di Trento, sugli atti pontifici, sui decreti della Congregazioni romane e sugli atti dei tribunali ecclesiastici. Nel 1914 fu inviato ai vescovi del mondo un primo progetto per le dovute osservazioni. Nello stesso anno, Pio X mor senza veder conclusa lopera. Con il nuovo Papa Benedetto XV ripresero i lavori, che si conclusero nel 1916. Nella Pentecoste del 1917, poco prima del termine della Grande Guerra e sotto il pontificato di Benedetto XV, la Chiesa, con la Costituzione Provvidentissima mater Ecclesia (27 maggio 1917) promulgava il Codice di Diritto Canonico, dopo un lavoro di

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13 anni, con la collaborazione di tutto il mondo cattolico. I1 Codice entrava in vigore nella Pentecoste del 1918 (19 maggio). Il cardinale che sovraintese ai lavori fu Pietro Gasparri, collaboratore di molti Papi e Segretario di Stato, che firm i Patti Lateranensi del 1929 con Mussolini. Nel canone 6, il Codice forniva i criteri interpretativi atti a disciplinare il passaggio dalla normativa preesistente a quella recepita nel Codice stesso. In particolare: Al n. 1 di tale canone si abrogano tutte le leggi opposte alle disposizioni del Codice, salvo espresse eccezioni di alcune leggi particolari. La Bolla di Paolo IV non rientra direttamente tra le eccezioni contemplate. Al n. 4 si stabilisce che, nel caso vi sia il semplice dubbio di una divergenza col diritto preesistente, prevale quello preesistente. In altri termini sembra di cogliere che, trattandosi in primo luogo di una raccolta di leggi, che non ha lo scopo specifico dinnovare, se lopposizione voluta prevale; mentre se dubbia soccombe. Nel caso della Bolla di Paolo IV, relativa alle sanzioni canoniche a carico delle persone in posizione di autorit, in materia di apostasia, eresia e scisma, si osserva un contrasto insanabile tra quanto essa stabilisce e lo stesso CIC del 1917. Questo, infatti, al canone 2314, non solo non distingue tra tali autorit (cardinali, vescovi e finanche governanti, e simili) che ammucchia coi semplici chierici e addirittura con i fedeli non chierici, ma anche attenua drasticamente la disciplina a carico di tali autorit; mentre sembra trattare con fin troppa benevolenza i chierici, che hanno maggiori responsabilit nella Chiesa, rispetto ai semplici fedeli laici, i quali perdono ogni beneficio in seguito ad una sola ammonizione, mentre ne occorrono ben due per ridurre un prete allo stato laicale (!). Ma c di pi. Il n. 4 del can 6 sulle abrogazioni, stabilisce che per quanto attiene alle pene, bisogna ritenere per abrogate tutte quelle di cui il codice non fa menzione, siano esse spirituali o temporali, medicinali o punitive, latae o ferendae sententiae; mentre il n. 6 dello stesso canone dichiara prive di ulteriore validit tutte le leggi disciplinari che non siano riportate nel codice, esplicitamente o implicitamente; disposizioni entrambe che sembrerebbero andare nella stessa negativa direzione di una sostanziale negazione della Bolla di Papa Paolo IV, che non risulta richiamata da nessuna parte. Non vi dubbio, quindi, che, ove venisse ritenuta fondata la tesi della innovazione deliberata nella materia da parte del CIC a danno della Bolla di Paolo IV (Ricossiani), con conseguente abrogazione di questa, noi ci troveremmo di fronte ad un fatto di gravit inaudita e senza precedenti, tale da retrodatare linizio della stessa sedevacante a Benedetto XV, che promulg, senza fiatare, il Codice. Perch un magistero successivo della Chiesa avrebbe attentato al magistero solenne precedente, di tipo definitorio, valido in eterno, di contenuto apparentemente disciplinare, ma sostanzialmente dottrinale, e relativo alla fede e ai costumi da tenersi in tutta la Chiesa, magistero, pertanto, infallibile e, conseguentemente, irreformabile!

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Ma le cose non sembrano stare esattamente cosi; e vediamo perch. Lo stesso n. 6 sulle leggi disciplinari richiamato, infatti, sottrae allabrogazione quelle che si trovano nei libri liturgici approvati o che vengono dal diritto divino sia positivo sia naturale. La dizione utilizzata assai generica, ma anche sicuramente applicabile alla Bolla di Papa Paolo IV, di natura fortemente dottrinale, prima ancora che disciplinare. Su di essa si ritorner tra breve. Mentre il can 188 n. 4 del CIC dispone testualmente che: In virt della rinuncia tacita (alluffico ecclesiastico) ammessa dal diritto, sono vacanti di fatto e senza alcuna dichiarazione, qualunque sia lufficio, se il chierico apostata pubblicamente la fede cattolica (presunzione assoluta o iuris et de iure). Che sembra ristabilire un certo rigore nella rimozione dei chierici; salvo accertare cosa significhi pubblica apostasia. Qualora, infatti, venisse riduttivamente intesa quale rifiuto pubblicamente espresso e formale della fede della Chiesa, noi ci troveremmo di fronte al paradosso di non qualificare apostasa la nascita di una nuova religione pseudo cristiana, del tutto contraria alla dottrina di Cristo e alla fede degli Apostoli, sol perch nessuno, nella falsa chiesa eretica uscita dal falso concilio Vaticano II lha mai esplicitamente e pubblicamente rifiutata (!). Saremmo, insomma, senza apostati in un mondo di.apostati! Lapostasia nella circostanza consumata stata, infatti, subdola; sia perch coperta dalla cortina fumogena di false attestazioni di fedelt a quella sacra Scrittura e a quella sacra Tradizione che, nei fatti, erano state demolite; e sia perch lapostasia non consistita nel rinnegamento esplicito della fede della Chiesa, ma nellaffermazione e nella conseguente posta in essere di atti e fatti con essa assolutamente incompatibili. Un esempio per tutti: come si pu sostenere che la libert di appartenere a qualsivoglia religione un diritto biblicamente fondato se Cristo in persona afferma che chi non creder a tutto ci che Egli ha insegnato sar condannato (alla pena eterna), e la Tradizione della Chiesa, che ha il compito dinterpretare le parole di Cristo, ha sostenuto, per ben 1958 anni, che al di fuori della Chiesa (Cattolica) non c salvezza ?! E del tutto evidente, perci, che laffermazione, quale diritto, della libert religiosa costituisce pubblica apostasia della fede cattolica non meno che lesplicito e formale rinnegamento di essa; trattandosi della stessa cosa, con laggravante della dissimulazione. Quanto, poi, alla natura dottrinale di diritto divino della Bolla di Papa Paolo IV non vi teologo cattolico vero che labbia illustrata meglio dellottimo Arai Daniele, nel suo magnifico intervento, edito per Effedieffe, dal titolo Quando Roma rischi di svegliarsi protestante, intervento con il quale ha consentito ad altri linterpretazione della Bolla stessa in senso sedevacantista e apocalittico. Come gi scritto allinizio del capitolo, la Bolla ha pertanto
che determina quella canonica. una natura dottrinale

La Bolla, dunque, contiene disposizioni disciplinari di diritto divino, in materia chiaramente definita come segue: le autorit (ecclesiali e civili) la cui dottrina pervertita da deviazioni nella fede, eresia, scisma, decadono definitivamente, non sono eleggibili al soglio di Pietro, e sono trattate con estrema durezza, per il principio

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cardine della responsabilit ecclesiale in base al quale: a chi molto fu dato, sar chiesto molto di pi (san Luca 12, 48). E come tale, la Bolla non solo sottratta alle abrogazioni disposte dal CIC del 1917, ma anche pienamente operante. Chi sostiene il contrario, non solo un individuo moralmente pervertito e complice degli apostati in questo mondo ormai di senza Dio, ma anche semplicemente uno scomunicato secondo lo stessa Bolla e secondo le disposizioni vincolanti del Concilio Vaticano (I), in materia dinfallibilit e di conseguente irreformabilit della solenni dichiarazioni pontificali. Tutto chiarito, dunque? Non proprio. Perch resta la faciloneria con cui non stata affrontata la questione delloperativit della Bolla. Questo si consideri. I tragici avvenimenti successivi alla Rivoluzione francese e culminanti nella breccia di Porta Pia, che avevano costretto i Papi a blindare il magistero della Chiesa con una serie di solenni encicliche che chiarivano, condannavano, escludevano e definivano (al vertice Quanta Cura e Sillabo, Pascendi, ma anche Libertas, Immortale Dei, Humanum Genus, solo per esemplificare) non sono bastati a richiamare lattenzione dei responsabili addetti alla stesura del Codice, cardinale Gasparri in testa, sulla assoluta necessit di fare distinzione e chiarezza nella delicatissima materia dellortodossia dottrinale nelle alte sfere, richiamando esplicitamente quella Bolla del Papa IV che quella distinzione e quella chiarezza aveva definitivamente portate. Ma spiace anche per il grande Papa san Pio X. Un Papa e un santo, il cui Catechismo Maggiore il documento oggi pi prezioso per laccertamento della fede vera della Chiesa nel marasma dellapostasia generale alla fine della storia, lautore della Pascendi contro il modernismo assassino e dello stesso necessarissimo giuramento antimodernista, che ribadiva la fede della Chiesa, non si rese conto che, con quelle premesse, si sarebbe dovuto occupare di persona e con le sue stesse mani, come fece sicuramente Papa Paolo IV, di richiamare esplicitamente la perenne validit di quella Bolla del magistero alla vigilia dellapostasia generale. Non solo per non vanificarla; ma anche per non dare alcuno spazio ai delinquenti dellultima ora di maramaldeggiare saccenti col diritto canonico per sostenere che quella Bolla non esisteva pi! Al pari del suo successore, Benedetto XV, fece invece restare nelle mani di persone non direttamente interessate al problema e con scarsa sensibilit spirituale e morale, nonostante i disastri immani gi verificatesi, la materia ormai cruciale della disciplina nella Chiesa, costringendo che interpretazioni, pur validissime, fossero costrette a prendere il posto di una lettura piana, diretta e immediata della perenne validit della Bolla. Tutto ci conferma che le radici dellesplosione della crisi si ritrovano oggettivamente ben prima dellavvento di Roncalli al pontificato; momento dal quale lAbominio della desolazione fa il suo malefico ingresso nel luogo santo che la Chiesa, nella persona di un falso vicario di Cristo, ritenuto, per la malvagit generale dei fedeli, un vero pontefice romano.

Allegato allappendice
CIC 1917
Can. 6 Abrogazioni

71 Sulla maggior parte dei punti, il Codice mantiene la disciplina preesistente, senza impedirsi di apportare i cambiamenti giudicati opportuni. Ecco perch: 1. Tutte le leggi, sia universali sia particolari, opposte alle disposizioni del Codice sono abrogate, salvo espresse eccezioni in favore di alcune leggi particolari. 2. I canoni che riproducono integralmente le disposizioni del diritto preesistente devono essere intesi secondo lo spirito di tale diritto e linterpretazione che ne stata data dagli autori qualificati. 3. I canoni che concordano solamente per alcune delle loro disposizioni col diritto preesistente devono essere intesi per queste disposizioni secondo lo spirito di tale diritto; per quelle che se ne allontanano, secondo il loro senso proprio. 4. Se dubbio che una prescrizione del Codice sia in divergenza col diritto preesistente, bisogna attenersi a ci che decide questultimo. 4) S'il est douteux qu'une prescription du Code soit en divergence avec l'ancien droit, il faut s'en tenir ce que dcide ce dernier. 4) In dubio num aliquod canonum praescriptum cum veteri iure discrepet, a veteri iure non est recedendum; 5. Per quanto attiene alle pene, bisogna ritenere per abrogate tutte quelle di cui il codice non fa menzione, siano esse spirituali o temporali, medicinali o punitive, latae o ferendae sententiae. 6. Le disposizioni delle altre leggi disciplinari in vigore allatto della promulgazione del Codice, che non sono riportate nel Codice n esplicitamente n implicitamente, hanno perduto ogni valore. Eccezione fatta per quelle che si trovano nei libri liturgici approvati o che vengono dal diritto divino sia positivo sia naturale.
TITOLO 11: DEI DELITTI CONTRO LA FEDE E LUNITA DELLA CHIESA

2314. Tutti gli apostati della fede cristiana, tutti gli eretici o scismatici e ciascuno di essi incorrono per il fatto stesso nella scomunica. Se dopo unammonizione, non si ravvedono, che siano privati di ogni beneficio, dignit, pensione, ufficio o altro incarico, se ne avevano nella Chiesa, e che siano dichiarati infami; dopo due ammonizioni, quelli che sono chierici devono essere deposti (La disposizione vale per i semplici
preti, perch le autorit della Chiesa e dello stesso governo civile !restano soggette alle pi severe norme della bolla Cum Ex Apostolatus Officio del Papa Paolo IV N.D.A.).

Se essi hanno dato il loro nome ad una setta non cattolica o vi hanno pubblicamente aderito essi sono infami per il fatto stesso; tenendo conto della prescrizione del canone 188 n. 4, che i chierici, dopo una ammonizione inefficace, siano degradati (1). Lassoluzione da queste scomuniche, rimaste in foro interno (coscienza) specialmente riservata alla Sede Apostolica. Se tuttavia il delitto di apostasia, di eresia o di scisma stato portato al foro esterno dellOrdinario del luogo, in qualsivoglia modo, anche per confessione spontanea, lo stesso ordinario, ma non il Vicario Generale senza un mandato speciale, pu, di sua autorit ordinaria, assolvere in foro esterno il colpevole venuto a ravvedimento dopo labiura fatta giuridicamente e laccollo delle altre obbligazione di diritto. Dopo questa assoluzione (dallo scomunica), il penitente pu essere assolto dal suo peccato in foro interno da qualsiasi confessore. Labiura considerata compiuta giuridicamente allorch essa fatta davanti allOrdinario del luogo o suo delegato o a mezzo di due testimoni.
(1) Il canone 188 n. 4 del CIC dispone testualmente che: In virt della rinuncia tacita (alluffico ecclesiastico) ammessa dal diritto, sono vacanti di fatto e senza alcuna dichiarazione, qualunque sia lufficio, se il chierico apostata pubblicamente la fede

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Dott. Antonio Coroniti Sociologo


Via Dei Mercanti, 16/87028 Praia A Mare Quarto allegato alla lettera del 9 ottobre 2013 a S.S. Francesco e ai Vescovi LAPOCALISSE

Quanto esposto nel presente dossier trova singolare conferma nelle profezie dellApocalisse, che fanno rizzare i capelli in testa!
Di tali profezie non mi sono voluto, in un primo tempo, occupare, perch un falso timore umano mi sconsigliava di attingere a materiale notoriamente utilizzato da non cristiani e millenaristi, con i quali non ho assolutamente nulla da spartire! Poi, per, per grazia di Dio, ho acquisito una libert totale, che mi ha tolto dal condizionamento culturale, perch se Dio con noi, chi sar contro di noi? (Rm 8, 31). Ho cos composto le seguenti note, che porto alla riflessione di tutti.

Il libro dellApocalisse, attribuito allapostolo Giovanni, chiude il Nuovo Testamento, annunziando le cose della fine dei tempi. La trama ben nota, ma, per esigenze espositive, sono costretto a richiamarla brevemente, in carattere minore.
Giovanni si trova in prigionia nellisola di Patmos, allorch viene rapito in estasi, e una voce gli dice di scrivere in un libro le visioni che avr. Egli assiste cos, in una serie di quadri dal contenuto fortemente simbolico, agli eventi che chiudono la Storia; ove il Cristo/Giudice rende Giustizia divina, punendo i malvagi, salvando i buoni ancora in vita dai castighi imminenti e premiandoli, alla fine, assieme a tutti i martiri gi in possesso della beatitudine, i quali sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dellAgnello. Il numero sette si ripete in continuazione (sette angeli, sette Chiese, sette sigilli, contenenti i destini del mondo, sette trombe e sette coppe di castighi terribili per i malvagi). Suonata la settima tromba del giudizio di Dio, tra i canti degli eletti, segue la visione della donna e del drago, di una bestia e di unaltra bestia. La donna (Vergine Maria, Chiesa) partorisce un bimbo (Ges), che un enorme drago rosso (Satana) vorrebbe divorare, ma non ci riesce, perch il bimbo viene subito rapito verso Dio e verso il Suo trono. La bestia il simbolo di Roma pagana, dello Stato idolatra, di Cesare che si fa Dio (falso Cristo!). Laltra bestia, che costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, viene poi chiamata falso profeta. Il drago, la prima bestia e la seconda bestia sono una caricatura della SS. Trinit. Gli angeli annunziano lora del giudizio e lira imminente di Dio per chiunque adora la bestia. Da questo punto in poi tutto un susseguirsi di eventi catastrofici nei quali si concretizza lira di Dio per gli uomini malvagi. Lespressione ira di Dio viene ripetuta in modo continuo e quasi ossessivo nel testo sacro. Quando il settimo angelo versa la sua coppa, si verifica un terribile cataclisma e inizia il castigo di Babilonia la grande (lultima Babele). Babilonia il simbolo della pi sfrenata idolatria, della prostituzione per eccellenza (unione nel male = porneia), personificata in una donna, sulla cui fronte scritto: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra. Essa ammantata di porpora e adorna di pietre preziose e perle, e tiene in mano una coppa doro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione.

73 Contro questa prostituta si scaglia lira di Dio, che riempie pi di una pagina dellApocalisse. La grande meretrice, che corrompeva la terra con la sua prostituzione, sar precipitata e mai pi riapparir. Dopo una lotta furibonda, essa viene catturata insieme alla bestia e al falso profeta, con i quali finisce, in pratica, per identificarsi, e tutti vengono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo, simbolo dellInferno, dove vanno tutti coloro il cui nome non scritto nel libro della vita, e dove, insieme a Satana saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli. Segue un regno dei mille anni, che non trova concordi gli esegeti, durante il quale Cristo regner coi suoi martiri, prima di un secondo combattimento escatologico e del giudizio finale sulle nazioni, con linstaurazione definitiva del regno di Dio nel mondo (Gerusalemme celeste).

Questa la trama dellApocalisse, ultimo libro del Nuovo Testamento, sul quale, in relazione ai fatti gravissimi che caratterizzano questo ultimo tempo della Storia simpongono alcune brevi annotazioni, che attengono: a) al significato delle bestie; b) al periodo dei mille anni; c) alla sorte dei reprobi.
A) Nel libro si parla di una triade del male, composta da un Drago, che simboleggia Satana, da una Bestia, che simboleggia la Roma pagana persecutrice dei cristiani, e da una Altra Bestia, chiamata anche Falso Profeta. A questa triade viene poi associata Babilonia la grande. La Bestia/Roma pagana si fa Dio, ed quindi un Anticristo formale, immediatamente riconoscibile. Roma anche il simbolo dello Stato ateo e, per ci stesso, idolatra, meglio ancora antropolatra, che adora luomo, mettendo cio la creatura al posto del suo Creatore. In ultima analisi, la Bestia luomo stesso che rifiuta il Cristo e si fa Dio; essendo lo Stato nullaltro che la comunit organizzata degli uomini e, come tale, esso stesso creatura, che deve stare al suo posto! Valgono, dunque, le identit: Bestia = Roma = Stato Ateo = Uomo senza Dio = Anticristo formale e riconoscibile. LAltra Bestia o Falso Profeta il simbolo di chi veste i panni del Profeta, che dovrebbe parlare per Dio, ma che non parla secondo Dio, per cui un Profeta falso. E lAnticristo per eccellenza, non formale ma sostanziale, terribilmente subdolo, perch difficilmente riconoscibile. Solo per esemplificare, e secondo linsegnamento costante della Chiesa Cattolica, sono falsi profeti gli eretici, gli scismatici, gli apostati (che sono eretici radicali, formali o di fatto), rimanendo gli appartenenti alle altre (false) religioni increduli (ebrei), infedeli (islamici), pagani. Tutti costoro, ovviamente, non appartengono alla comunione dei santi e sono fuori della Chiesa. Nel libro, lAltra Bestia/Falso Profeta costringe ad adorare la Bestia/Stato e lUomo. Valgono, pertanto, le identit: Falso Profeta = Eretici Scismatici Apostati Anticristo sostanziale e subdolo. Babilonia la grande accomuna tutti gli aspetti precedenti del male, dei quali rappresenta come una sfacciata risultante. Essa , infatti, ad un tempo: Satana, perch nemica di Dio e agisce in opposizione a Dio; Bestia, perch si fa Dio, adorando luomo e lo Stato, con i quali si prostituisce per rimanere a galla e, quindi, per conservare il potere; Falso Profeta, perch si fa padrone anzich servo buono e fedele della Verit che salva, invitando ad adorare luomo e lo Stato, e anche perch solo un falso profeta traditore di Dio e del Cristo poteva attirarsi ben quattro pagine di maledizioni nel libro sacro (!). I traditori della Verit, che il Sommo Bene e lUnico Vero Bene, rappresentano, infatti e da sempre, il massimo delliniquit! Giuda, al riguardo, lemblema di ogni vero traditore, la cui destinazione sicura lInferno.

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Da quanto sopra detto, si pu allora concludere come segue. La falsa chiesa eretica uscita dal falso concilio apostata Vaticano II proprio Babilonia la Grande Meretrice degli ultimi tempi della storia.
Essa, infatti, pascolando nella mefitica corrente culturale del personalismo cristiano di Maritain e di Guitton (erede del cattolicesimo liberale), anzich in quello sempre verde della Tradizione della Chiesa, separa Dio da Cesare, lega il cristiano a Cesare e annulla lInferno, perch non si fida della bont di Dio! (Cfr. E. M. Radaelli, Il Mistero della Sinagoga Bendata, cit. p. 280).

Per tutto quanto abbiamo visto e documentato, quella falsa chiesa eretica, trasformatasi in padrona, da serva buona e fedele, della Verit che salva, divorzia da Cristo ed invita ad adorare lo Stato e lUomo, nei confronti dei quali si vergognosamente e illimitatamente prostituita, legittimandoli nella loro iniquit, consegnando loro i suoi poteri, ricevendone in cambio quel disprezzo che compete ai traditori: proprio come la Bestia Falso Profeta dellApocalisse (Nel mese di gennaio del
2008, lepisodio eloquente di numerosi professori dellUniversit di Roma che, con il loro atteggiamento ostile, e la pavidit del governo ateo di sinistra, in nome di una inesistente prerogativa di laicit dello Stato, hanno costretto Benedetto XVI a disdire la sua visita allateneo !).

Da qui una serie impressionante di eresie, che rappresentano, nel loro insieme, la pi radicale negazione della fede cattolica secondo la Tradizione bimillenaria della Chiesa. La Prima Bestia allora lodierno Stato ateo nei suoi responsabili e nei suoi complici a tutti i livelli, che, investito di poteri che non gli competono dalla Seconda Bestia/ Falso Profeta e falsa chiesa eretica del Vaticano II, ha preso il posto di Dio e di Cristo, decidendo a tavolino le regole morali su cui convenire e quelle da respingere, nel pi completo disprezzo dellordine morale trascendente e oggettivo! Trascendente, perch viene da Cristo; oggettivo, perch vale per tutti. Tutti costoro, secondo lApocalisse, che ricordiamolo Parola di Dio, vengono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo, simbolo dellInferno, dove vanno tutti coloro il cui nome non scritto nel libro della vita, e dove, insieme a Satana, saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.

B) E veniamo allesame del periodo dei mille anni. Come tutti i numeri
dellApocalisse, anche questo non ha valore propriamente storico, ma simbolico, e rappresenta una quantit imprecisata. Esso contrassegna il periodo che va dal primo al secondo combattimento escatologico, nel quale Satana risulta incatenato e i martiri risorgeranno. Guardando la storia bimillenaria della Chiesa, e per quanti sforzi si facciano, non dato apparentemente di riscontrare finora un simile ameno periodo. E siccome quel periodo Parola di Dio, ne consegue che esso deve ancora arrivare oppure che va diversamente interpretato. E noto, infatti, che mille non significa necessariamente dieci volte cento, perch, come si esprime la Scrittura, davanti a Dio un giorno come mille anni, e mille anni sono come un giorno. Volendo, tuttavia, conservare, oltre ad una dimensione simbolica, anche un aspetto temporale ai mille anni (che per santAgostino e molti altri sono un periodo imprecisato che data dalla resurrezione del Cristo), e tenuto conto del fatto che il cuore della Scrittura, che il Vangelo (San Matteo 24), non lo contempla, e che, quindi, non aiuta al riguardo, questo intervallo temporale potrebbe denotare un periodo relativamente sereno nella vita tribolata della Chiesa, perch privo di lacerazioni vistose, insanabili e pressoch definitive. Giova subito osservare, in proposito, che lunit dei cattolici veri non un dato sociologico ma teologico. E come la Chiesa, teologicamente parlando, sempre stata Una e Unita (cfr., per es. , Mortalium Animos), quella con Pietro e sotto Pietro, tutto il resto essendo fuori della Chiesa, cos, per

75 analogia, possiamo dire che, oggi, alla fine esistenziale dei tempi, la Chiesa, fisicamente senza il suo Capo, quella che spiritualmente unitissima a tutti i Pontefici Romani della Storia, perch rispetta tutte le definizioni del loro augusto Magistero e le relative implicazioni, con atteggiamento limpido, coerente e strettamente conseguente. Solo in ambito storico/sociologico ha, dunque, senso considerare le divisioni nella Chiesa, come pure la sua esterna unit. E in questambito si pu individuare questo periodo relativamente sereno nella vita tribolata della Chiesa dalla pace costantiniana (315 a. d.) allo scisma dOriente (1054 a. d.), epoca dalla quale gli eventi assumono una criticit ben maggiore e perdurante. Con il grande scisma dOriente, infatti, si determin una prima frattura molto grave in seno alla cristianit, con le chiese orientali che negavano e negano il primato petrino, cadendo, in tal modo in una vera e propria eresia che, a torto, viene definita scisma. Gli ortodossi, infatti, non hanno un loro papa, con gli stessi poteri di supremazia e giurisdizione che la Chiesa di Roma attribuisce al Papa, ma costituiscono una chiesa acefala; il che, tecnicamente, una eresia niente affatto inferiore alle altre, perch mina profondamente lunit della Chiesa. Un secondo, grave momento nella storia della Chiesa si verific con la Riforma Protestante. Anche qui, come per lo scisma dOriente, se vero che vi erano stati dei prodromi di essa in vari movimenti ereticali del medioevo (Wycliff ed Huss), non men vero che la Riforma di Lutero (1517) radicalizz lo scontro, stravolse la fede degli apostoli e la concezione stessa della Chiesa, e, con laiuto determinante dei principi germanici del tempo, si afferm consistente e perdurante nellintera Europa centro-settentrionale, che venne quasi del tutto sottratta allinfluenza della Chiesa di Roma. La Chiesa Cattolica si trov cos ad operare tra mille concrete contraddizioni al suo fianco, rappresentate dagli Ortodossi e dai Protestanti, e da una secolarizzazione che, anche grazie a queste gravi fratture, ispiratrici dellumanesimo ateo rinascimentale, si faceva sempre pi spinta. La rivoluzione Francese segn un terzo momento importante di una scristianizzazione che cresceva a vista docchio; ad essa segu un periodo in cui gli Stati, soprattutto nelle classi al governo, si laicizzavano progressivamente, e relegavano la Chiesa sempre pi ai margini dellinsignificanza, pur conservando una cultura fondamentalmente cristiana. Ma il momento pi drammatico nella storia della Chiesa doveva ancora venire. Tutti i Papi dellottocento e della prima met del novecento, particolarmente da Gregorio XVI a Pio XII, seppero infatti resistere ben saldi nella fede che avevano ricevuto dagli Apostoli e dalla Tradizione, sigillandola, anzi, con un magistero chiaramente infallibile e, dunque, vincolante. Solo nel 1958, asceso al soglio di Pietro Giovanni XXIII, i falsi pontefici alla guida della Chiesa Cattolica avrebbero iniziato, con il falso concilio Vaticano II, una gravissima sbandata, che lavrebbe posta in contrasto sempre pi aperto e insanabile con la Tradizione bimillenaria della Chiesa. Con le conseguenze micidiali descritte nel presente dossier.

C) Vi , per, un terzo punto che interessa la crisi attuale, e che ho ritenuto meritevole di una particolare attenzione, ed quello relativo alla sorte dei reprobi. Sappiamo benissimo che, per lazione demolitrice della falsa chiesa cattolica uscita dal Vaticano II, lInferno divenuta una verit sempre pi scomoda e, in pratica, rimossa dal credo effettivo e dalla predicazione corrente che quel credo manifesta. Eppure Ges nel Vangelo lo nomina per ben quattordici volte, e la Tradizione della Chiesa lo ha sempre messo al suo posto. Anche lApocalisse ne parla, in un quadro complessivo di ira di Dio, ripetutamente affermata e inesorabilmente scatenata, che colpisce indistintamente tutti i malvagi.

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Nel capitolo 21, Colui che fa nuove tutte le cose dice:


Io sono lAlfa e lOmega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete dar gratuitamente Acqua della fonte della vita. .. Ma per i vili e glincreduli, gli abietti e gli omicidi, glimmorali, i fattucchieri, glidolatri e per tutti i mentitori riservato lo stagno ardente di fuoco e zolfo. E questa la seconda morte.

E al capitolo 22 il concetto ripetuto, in termini del tutto equivalenti.


Ecco, io verr presto e porter con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono lAlfa e lOmega, il Primo e lUltimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte allalbero della vit a e potranno entrare per le porte della citt. Fuori i cani, i fattucchieri, glincreduli, glimmorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!

I due passi richiamano alla mente i duri avvertimenti paolini sulle opere delle tenebre e la loro terribile retribuzione:
Non illudetevi: n glimmorali, n glidolatri, n gli adulteri, n gli effeminati, n i sodomiti, n i ladri, n gli avari, n gli ubriaconi, n i maldicenti, n i rapaci erediteranno il regno di Dio (I Cor 6, 9-10).

Leterna perdizione , dunque, espressamente stabilita nel Nuovo Testamento. Tutta la Sacra Scrittura ne parla e la minaccia, con Ges in prima persona! E la Tradizione bimillenaria della Chiesa la custodisce gelosamente, perch essa la Giustizia divina: nessuno la pu sminuire parlando a vanvera, come oggi si fa, di misericordia e carit, che non possono essere assolutamente invocate nel caso di peccato mortale non seguito da un tempestivo pentimento, perch a Dio non la si fa! Ben altro, dunque, che Inferno forse vuoto, e di Dio che attende la nostra semplice disponibilit al pentimento e alla conversione (e non gi il nostro pentimento e la nostra conversione), e che inserisce il tradimento di Giuda nella sua superiore conduzione degli eventi, evitando accuratamente ogni condanna, perch Egli ricco di misericordia e di perdono, come hanno fellonescamente e similmente sostenuto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI! Per quanto scritto nellApocalisse, ne consegue leterna dannazione di tutti i falsi pontefici romani assisi sulla cattedra di san Pietro, da Giovanni XXIII a Francesco, per sommo disprezzo di Dio e del prossimo e abiura della fede cattolica, a meno di un loro improbabile e tempestivo pentimento. Ad essi si aggiungono seguaci e complici che sapevano e sanno, vedevano e vedono, ed anche quanti non sapevano e non sanno, non vedevano e non vedono se, non avendo avuto amore per la Verit che salva, sono incorsi nellira di Dio, che ha mandato ad essi un influsso di errore, affinch siano tutti condannati (II TS 2,1-12)! Seguaci e complici che rappresentano un esercito sterminato, com dato chiaramente di verificare dallattenta lettura dellintero Nuovo Testamento, in primis Vangelo e Apocalisse.

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Dott. Antonio Coroniti Sociologo


Via Dei Mercanti, 16/87028 Praia A Mare Quinto allegato alla lettera del 9 ottobre 2013 a S.S. Francesco e ai Vescovi FINE DEI TEMPI PERCHE NON SI USCIRA PIU DALLA CRISI

Le eresie proclamate e indotte dal Vaticano II, documentate nel presente dossier, si possono riassumere: nella libert religiosa in foro esterno, quale diritto biblicamente fondato che gli Stati devono riconoscer per legge, assolutamente contraria al Vangelo, che apre ed ha storicamente aperto la strada allindifferentismo religioso; nel falso ecumenismo, che estende agli eretici la via della salvezza; nel falso dialogo interreligioso, che intende partire da supposti quanto insignificanti elementi comuni, per scadere nel sincretismo, nel relativismo, nellirenismo; nel rifiuto dellammonizione fraterna quale azione evangelica medicinale tesa alla salvezza delle anime; nella separazione di Cesare da Dio, e nella conseguente accettazione di uno Stato laico indifferente verso le diverse religioni, tutte considerate aventi la stessa dignit; nello stravolgimento del rito della Santa Messa, in direzione delleresia protestante, in palese violazione delle norme del magistero infallibile poste a salvaguardia del rito; nella negazione dellInferno, quale logica finale conseguenza del relativismo introdotto, che lo rende del tutto incompatibile con la nuova concezione delluomo e del mondo (amplius: lettera, testo base). Tali eresie, configurano, gi singolarmente e, ancor pi, nel loro insieme, lapostasia radicale dalla fede cattolica, ad opera di una impostura religiosa, che ha spalancato le porte degli ultimi tempi. Questi suppongono, per definizione, che non si uscir pi dalla crisi, e che il giudizio universale alle porte. Vediamo come perch. Vi sono, innanzi tutto, ragioni teologiche ineludibili, che fondano direttamente nel Vangelo, le quali mostrano, senza ombra di dubbio, che noi oggi siamo alla fine esistenziale dei tempi (in quella essenziale vi siamo da duemila anni), fine che, logicamente, non pu che venire una sola volta. Il capitolo 24 di Matteo illustra questa fine con parole impressionanti, i segni dei tempi; segni che una persona di fede semplice, ma autentica, attenta a quanto dice il Vangelo, come interpretato dalla Tradizione vivente della Chiesa, trova pienamente verificati. 1. Solo per esemplificare, e senza alcuna intenzione di svolgere unanalisi sistematica, ricordiamo che Ges parla, allinizio del capitolo, di guerre e rumori di guerre (v. 6), dicendo che precorrono la fine, ma che non sono ancora la fine. E siccome la storia delluomo piena di eventi bellici, quelli della fine, evidentemente, devono avere, per distinguersi, una loro caratteristica. Una successione pi rapida e drammatica, per esempio; insieme alla sensazione, in ambito ecclesiale, che qualcosa di veramente grave e inaudito stia accadendo nel mondo. Possiamo dire, con notevole attendibilit, che questa successione e questa sensazione si siano gi verificate? Credo di s.

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A ben vedere, infatti, dopo il Medioevo ecumenico, in cui il Cristianesimo aveva indubbiamente unificato religiosamente e culturalmente lEuropa, e la fuoriuscita degli Ortodossi, con il Rinascimento inizia, e con lEt Moderna si accentua, un distacco progressivo e inesorabile delluomo da Dio e dalla Chiesa, che registra diversi tentativi di cancellare lUno e lAltra (protestantesimo, razionalismo, illuminismo, liberalismo) e che trova un suo primo picco violento con la Rivoluzione Francese. Questa, con la sua sanguinaria efferatezza, e quellantiteismo cieco che fu poi del comunismo, avrebbe voluto spazzare via lintero Cristianesimo, rimpiazzandolo con culti pagani (Dea Ragione). Non vi riusc, perch il nemico della Chiesa era esterno e ben visibile, esisteva ancora un Romano Pontefice e, conclusivamente, era ancora valida la promessa a lui stesso fatta in Pietro le porte degli inferi non prevarranno contro di essa . A questo picco, seguirono altri atti di sopraffazione violenta, che, da un lato, portarono alla fine del potere temporale dei Papi, e, dallaltro, accentuarono il processo di secolarizzazione, scristianizzazione e laicizzazione del mondo. Il tutto accompagnato da: rivoluzioni chiaramente atee (quella bolscevica), naturale conseguenza di quella francese; dallaffermarsi di ideologie totalitarie (nazifascismo), che trovarono nella lotta al comunismo un fortissimo collante; e dallo scatenarsi di eventi bellici dinaudita violenza ed estensione (prima e seconda guerra mondiale, giunte al termine di una serie ben nutrita di guerre continentali). Fu questa la fase che rispecchia in modo perfetto la predizione evangelica sulle guerre e sui rumori di guerra. Non vi alcun dubbio, che, mentre questi terribili eventi si svolgevano, tutti i Papi assisi sul soglio di Pietro si siano ripetutamente chiesti se non stava davvero per giungere la fine. Papa Mastai Ferretti, in particolare, il venerabile Pio IX, il cui pontificato fu il pi lungo della storia, essendo durato ben 32 anni (1846 1878), avvert fortemente questo senso di accerchiamento di satana, e, di fronte alla sua furia libertarista e libertina, laicista e modernista, che avrebbe voluto semplicemente distruggere la Chiesa, decise di blindare la fede cattolica con un magistero straordinario. Eman, cos, lenciclica Quanta cura, con annesso Sillabo degli errori (1864), che condann tutte le dottrine anticattoliche del tempo (panteismo, naturalismo, razionalismo, socialismo, comunismo, liberalismo), con magistero chiaramente irreformabile, perch dotato di tutti i crismi della infallibilit (come si visto nel primo allegato). Non ancora sodisfatto, convoc il Concilio Vaticano I (1869 1870), che condann il razionalismo e defin il Primato e lInfallibilit del Romano Pontefice (Costituzione apostolica Pastor Aeternus 1870), di tal che si pu vedere subito che la Quanta Cura ne costituisce proprio lespressione. Nella costituzione Dei Filius, inoltre, viet dinterpretare la sacra Scrittura contro lunanime consenso dei Padri (cfr. p. 7). Sulla stessa linea operarono i suoi successori, e segnatamente Leone XIII, san Pio X e Pio XII, come riportato nel primo allegato.

2. Nello stesso discorso, Ges poi aggiunge sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome (v. 9).
E sempre accaduto alla Chiesa di sperimentare nella storia dei popoli lodio dei malvagi, ispirato dal nemico per eccellenza, il demonio. Mai, per, come negli ultimi due secoli, e precisamente a partire dalla rivoluzione francese, questodio stato tanto radicale e sempre pi generalizzato.

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Con una differenza fondamentale, per, nel corso del periodo. Dalla rivoluzione francese fino al concilio Vaticano II, infatti, si pu dire che la Chiesa stata perseguitata davvero a causa del Suo nome, e cio per aver svolto la sua missione di evangelizzazione autentica dei popoli. Dal Vaticano II in poi, tuttavia, gli uomini al vertice della Chiesa, contravvenendo gravemente al magistero infallibile pregresso, hanno tradito la sua missione, consegnandosi a quel mondo di tenebre e di peccato che avrebbero dovuto illuminare e, quindi, apostatando dalla Verit che Ges Cristo. Non per questo lodio del mondo diminuito, come ci si sarebbe potuto attendere; anzi aumentato: non solo per ingordigia dei pervertiti, come potrebbe sembrare; ma anche per linsofferenza crescente nei confronti di qualsiasi verit assoluta che lindifferentismo religioso e il conseguente relativismo etico, indotti dallapostasia generale dalla Verit, hanno culturalmente prodotto. Essendo ora pienamente giustificato, per, lodio del mondo, per la falsa chiesa cattolica uscita dal concilio, non pi un odio a causa del nome di Cristo, ma la giusta retribuzione divina di un inaudito tradimento.

3. Un altro segno dei tempi quello dei falsi profeti, sul quale ci sarebbe da scrivere un intero volume.
Sorgeranno falsi cristi e molti falsi profeti e inganneranno molti, con grandi portenti e miracoli (VV. 11 e 24).

DellAltra Bestia o Falso Profeta dellApocalisse, e della sua interpretazione e della sua sorte orribile, abbiamo gi parlato nel quarto allegato alla presente, al quale rinviamo. Diciamo subito che, sociologicamente parlando, vi sono due categorie di falsi profeti: quella degli esterni alla comunit ecclesiale, formalmente al di fuori di essa; e quella, assai pi pericolosa, degli interni alla comunit ecclesiale, che denota la classe degli eretici. I falsi profeti esterni sono uomini nemici di Dio, della Chiesa e, in ultima analisi, di loro stessi. Essi dicono: la Verit oggettiva non esiste; esistono al contrario molte opinioni, tutte ugualmente rispettabili, tutte contrattabili, e perci anche le nostre, che non sono meno rispettabili delle vostre. Questi uomini, al livello pi elevato, sono uomini della scienza e della tecnica, che agiscono nel pi completo disprezzo dellordine morale trascendente e oggettivo. Al livello pi basso, invece, sono politici senza Dio, massimamente radicali e di sinistra (ideologicamente i pi lontani dallordine morale oggettivo), che propugnano una societ tendenzialmente libera, con pochissimi vincoli morali, essenziali e rigidamente condivisi, e lamministrazione di una giustizia per ignobili fini di potere, spacciati per bene comune. Ma una morale ridotta a politica deteriore, priva della Stella Polare che Cristo, che non persegue pi il vero bene comune, ma interessi privati, amorali e immorali, pu solo radicalizzare lintera societ nel disordine e nella violenza (!). Costoro abbondano in tutte le classi sociali, specialmente in quelle pi erudite, che esprimono i leader e dominano la scena politica, per sovvertire le regole sociali. Poi vi sono i falsi profeti interni alla comunit ecclesiale, che sono i peggiori, perch pi subdoli e meno riconoscibili, come afferma ripetutamente il Papa San Pio X nella sua enciclica Pascendi, che condanna il modernismo. Essi sono sostanzialmente nemici di Dio, della Chiesa e, in ultima analisi, di loro stessi. La loro azione contrassegnata dalla doppiezza e dallambiguit. Si richiamano alla

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Scrittura e alla Tradizione, distorcendole per fini privati, di natura puramente sociologica. Le citano secondo convenienza, e nel momento stesso in cui, nei fatti, le calpestano. Essi sono dei falsi cristi, la cui visibilit, come vedremo, pu essere assoluta. I falsi cristi interni disprezzano la Scrittura, perch, avendola scremata e passata al setaccio, insegnano esattamente il contrario di ci a cui Essa, in tutta evidenza, obbliga. Il Vangelo, per esempio, annunzia la salvezza a chi creder e sar battezzato, e la condanna a chi non creder (Mc 16, 16). Dopo il Vaticano II, per, si sente parlare di salvezza, estesa praticamente a tutti, non solo agli eretici (ortodossi, protestanti), ma anche agli appartenenti ad altre religioni, tutti sbrigativamente dispensati dalla necessit assoluta di credere in Cristo, secondo il vincolante insegnamento dellunica vera Chiesa, che quella Cattolica. Nellinsegnamento di Giovanni Paolo II (udienze generali del 21/7, 28/7 e 4/8/99 e altrove), ed anche in quello di Benedetto XVI (udienza generale del 18.10.06), inoltre, lInferno stato ripetutamente negato, essendone stato tratto fuori perfino Giuda, che la Chiesa da sempre ha ritenuto vi fosse dentro, per espressa e unanime indicazione evangelica (Gv 17, 12; Mt 26, 24; Atti, 1, 25); mentre il Purgatorio stato ridotto ad una marcia un po faticosa verso la beatitudine eterna, dove una marginale espiazione ampiamente compensata dalla intravista visione beatifica di Dio (!). Il messaggio finale di questa eretica catechesi che, alla fine, qualunque cosa si possa aver detto o fatto, compreso il peccato mortale non seguito da tempestivo pentimento, tutti si salvano e, prima o poi, vanno in Paradiso (!). E questo messaggio - si badi bene - proprio in unepoca dallo stesso Giovanni Paolo II riconosciuta di trionfo del male, della menzogna, del tramonto della verit, dove i falsi profeti e i falsi maestri hanno conosciuto il maggior successo possibile (Rec. et Paenit. 18 e 28; Chr. L. 34; Lett. Fam. 13; E.V. 26, 27, 28, 70)! Ges, poi, dice esplicitamente che Dio Uno e Trino, che solo in quel Dio vi salvezza. Eppure, dopo il Vaticano II, i richiami alle tre grandi religioni monoteiste, che Paolo VI defin le tre vie pi autentiche, si sono sprecati. I falsi cristi interni disprezzano anche la Tradizione, importantissima nella Chiesa, perch fornisce lesatta interpretazione delle fonti scritte (si pensi soltanto al fatto che la prima
ad esistere fu proprio la Tradizione orale; solo in un secondo, non lontano, momento, si afferm anche la Scrittura, che, a rigore, Tradizione scritta). Della Tradizione fa indubbiamente parte

tutto il Magistero vivo della Chiesa espresso in forma infallibile, e quello ad esso chiaramente collegato o riconducibile! Il Vaticano II insegna che la libert di professare qualsiasi religione un diritto biblicamente fondato, che le legislazioni degli Stati devono riconoscere (D. H. 2)! Nella cultura ecclesiale corrente, tale insegnamento stato pienamente metabolizzato. Eppure esso non solo assolutamente contrario alla lettera e allo spirito del Vangelo, come ogni persona di elementare buon senso e di cultura media pu verificare, e demolisce, quindi, la fede cattolica dalle fondamenta, ma rinnega completamente lintera Tradizione della Chiesa e, in particolare, il precedente magistero infallibile. Il Papa Pio IX, infatti, nellenciclica Quanta cura e unito Sillabo degli errori, con magistero che riveste tutte le caratteristiche previste dal Concilio dogmatico Vaticano I per essere considerato infallibile, condanna senza appello, esattamente e specificamente quanto il Vaticano II, falso concilio, semplicemente pastorale e non

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dogmatico, peraltro, come ammise lo stesso Paolo VI che lo chiuse (udienza generale del 12 gennaio 1966), ha ritenuto essere non solo vero, ma anche biblicamente fondato, sebbene, per stessa ammissione degli esperti di quel concilio apostata, non ne sia mai stato trovata traccia nella Sacra Scrittura, che insegna esattamente il contrario! Laffermazione del diritto allerrore, e quindi anche della libert di coscienza erronea, oltre ad aver condotto alla pi completa paganizzazione degli ordinamenti giuridici ex cristiani, ha indotto un indifferentismo religioso che mai la storia della Chiesa ebbe a conoscere dalla notte dei tempi. Indifferentismo che ha condotto alla reintegrazione degli eretici protestanti, che sono semplice espressione di una diversa arricchente tradizione ecclesiale; alla piena assoluzione degli ortodossi, che sono vera chiesa locale; allapprezzamento delle false religioni, soprattutto di quella ebraica e di quella musulmana, con il conseguente rifiuto della dottrina della sostituzione del Cristianesimo allEbraismo, quale resto dIsraele e nuovo Israele!

4. Il segno pi inquietante, tuttavia, certamente quello dellabominio della


desolazione (15 e 21), strettamente congiunto ai falsi cristi e a i falsi profeti, ma con una carica unica di sovversivit.
<<Quando, dunque, vedrete labominio della desolazione, di cui parl il profeta Daniele, stare nel luogo santo chi legge comprenda () vi sar una tribolazione grande, quale mai avvenne dallinizio del mondo fino ad ora, n mai pi ci sar >>.

Sono indubbiamente le parole pi sinistre pronunciate da Ges nel discorso sulla fine dei tempi, che, prese doverosamente sul serio, fanno rizzare i capelli in testa. Non vi alcun dubbio che quellabominio rappresenti una profanazione assolutamente unica del luogo santo, dal momento che ad esso associato un castigo del pari unico (quale mai avvenne .. n mai pi ci sar). Abbiamo visto, dal terzo allegato, commentando la Bolla di Paolo IV, che laugusto Pontefice lo aveva chiaramente individuato nel falso pontefice ritenuto vero Pontefice. Come, del pari, nessun dubbio vi sul fatto che quella gravissima profanazione sia in atto esattamente da cinquantacinque anni, attraverso tre fatti decisivi e concomitanti:

- Falso vicario di Cristo assiso sulla cattedra di Pietro = Anticristo; - Apostata/Falso Profeta dellApocalisse che insegna il contrario di quanto Cristo
gli ha comandato attraverso la Scrittura e la Tradizione orale e scritta;

- Amministratore di falsi sacramenti, perch:


a) espressione di una fede falsa; b) operati con riti nuovi e falsi (nuovo Ordo Missae di Paolo VI), nel pi assoluto disprezzo della Tradizione della Chiesa. Questo abominio sito nel luogo santo che la Chiesa, si attirato almeno tre scomuniche, e cio:

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a) Quella specifica del Concilio Vaticano (I), Costituzione apostolica Pastor Aeternus (18.7.1870), che punisce severamente chi contravviene, direttamente o indirettamente, alla definizione dellinfallibilit del Papa ivi proclamata: Se poi qualcuno oser, che Dio non lo permetta!, di contraddire a questa Nostra definizione: sia anatema Dove il contraddire ha riguardato, direttamente, la libert religiosa, che il Papa Pio IX, nellenciclica Quanta Cura, avendo ritenuta contraria alla Sacra Scrittura, alla dottrina della Chiesa e dei Santi Padri, ha condannato senza appello e con le dure parole che seguono: Pertanto, con la Nostra Autorit Apostolica riproviamo, proscriviamo e condanniamo tutte e singole le prave opinioni e dottrine ad una ad una ricordate in questa lettera e vogliamo e comandiamo che tutti i figli della Chiesa cattolica le ritengano come riprovate, proscritte e condannate; e, indirettamente, linfallibilit pontificia. b) Quella specifica del Papa San Pio V, la cui Bolla di promulgazione del Missale Romanum, da valere in perpetuo, messale approvato subito dopo il Concilio di Trento, per difendere lintegrit della fede cattolica, insidiata dalla gravissima eresia protestante, contiene il seguente duro monito: Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facolt, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volont, decreto e inibizione. Che se qualcuno avr laudacia di attentarvi, sappia che incorrer nellindignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo (Quo
primum , 14 luglio 1570).

c) Quella generale di San Paolo, che Parola di Dio, contro chiunque annunzi un diverso Vangelo: Ma se noi stessi o un angelo disceso dal Cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia maledetto! (Gal 1,8). A queste tre scomuniche sono indissolubilmente associate altrettante maledizioni che vengono da Dio, e che, privando, le une e le altre, della Grazia santificante, rendono assolutamente inutile per la vita eterna qualsiasi azione buona venga compiuta da coloro che sono responsabilmente incorsi nellapostasia.

5. Il segno pi generale della fine il dilagare delliniquit, per effetto del quale lamore di molti si raffredder (v. 12).
Lapostasia al vertice della Chiesa, compiuta da falsi pontefici, si autoremunera, dimostrando, per questa strada, la sua oggettiva iniquit. Ges, infatti, invita a riconoscere i falsi profeti dai loro frutti, osservando retorico: Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?, e sentenziando minaccioso: Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco (Mt 7, 15-20). E i frutti del falso concilio Vaticano II sono sotto gli occhi di tutti. Essi sono riassumibili nellindifferentismo religioso, nella immoralit dilagante in pubblico e in privato e, in definitiva, nella forte paganizzazione della Chiesa e del mondo.

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Solo per esemplificare, e si perdonino le ripetizioni, non resta che vederli questi frutti avvelenati prodotti dalla chiesa del concilio, divenuta una Torre di Babele e una maleodorante cloaca, orribilmente sfigurata, protestantizzata, non pi educatrice, che non ammonisce pi, che accoglie il peccatore senza alcun bisogno di conversione, che salva tutti, anche chi non vuole essere salvato, che perdona tutto e tutti, anche chi non chiede perdono e non vuol essere perdonato, che copre tutte le deviazioni nella falsa misericordia assassina, che relativizza se stessa, che cancella lInferno e sminuisce il Purgatorio, rimuovendo il santo timor di Dio e scatenando tutti i criminali, i banditi e gli assassini di ogni risma, che seminano morte e distruzione (!). Quale conseguenza diretta di questa apostasia consumata, gli Stati sono stati spinti a paganizzare le loro legislazioni, legalizzando le istanze pi immorali e pervertite di gruppi ed individui senza Dio (attacco generalizzato alla famiglia e conseguente progressivo sfascio
sociale, con la depenalizzazione delladulterio, il riconoscimento dei figli adulterini, la pi assoluta parit uomo/donna, del tutto contraria alla Tradizione bimillenaria della Chiesa e alla stessa Scrittura, la banalizzazione del sesso e dei ruoli, il divorzio, laborto, il libero amore con la legittimazione delle convivenze di fatto e perfino omosessuali; la pornografia, leutanasia, il nudismo, limmoralit pubblica dilagante ovunque).

Depravazioni che hanno radicalmente distrutto la civilt cristiana! Tutto iniquit che dilaga, che raffredda la carit di molti, aumentando, per questa via, liniquit, e che contrassegna lapostasia generale predetta nella Scrittura (II TS 2,1-12), dove san Paolo, con parole terribili, dice che si perdono quanti non hanno avuto amore per la Verit che salva (2,10), perch Dio manda ad essi un influsso di errore, affinch siano tutti condannati (2,12)! Come si gi scritto nella Lettera, la cosa pi incredibile che, nellapostatare, questa falsa chiesa cattolica ha lasciato ben impressi alcuni segni che denotano emblematicamente la sua falsit. Due segni, in particolare, sono di tutta evidenza: 1) Giovanni XXIII ha assunto il nome di un antipapa (!), mentre il suo predecessore nel nome (Giovanni XXII) fu a stretto contatto di eresia, dalla quale, tuttavia, usc per iscritto; 2) il nuovo catechismo della falsa chiesa cattolica parla della fine dei tempi in un modo che rispecchia fedelmente quello che essa ha prodotto ed a cui si va incontro:
scuoter la fede di molti credenti il mistero dell'iniquit si sveler sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verit. La massima impostura religiosa quella dell'anticristo" (CCC n. 676).
"Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che

Passo che il sito internet Comunit Cattolica Cristo Maestro spiega cos:
provocher una generalizzata apostasia, a causa della quale il cristianesimo rester in piedi solo nelle sue forme esterne, rimanendo svuotato della sua forza rinnovatrice, e sar proprio questa quell'impostura religiosa di cui si fa cenno al n. 676 del CCC e quell'abominio della desolazione annunciato direttamente da Ges.
Il Giuda che consegner la Chiesa ai suoi aguzzini sar lo spirito dell'anticristo, che

Spiegazione che corrisponde esattamente agli avvenimenti in corso!

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6. Ma chi perseverer sino alla fine, sar salvato (v. 13).


E un invito pressante di Ges a superare questa prova terribile, amando come Egli ci ha amati, anche i falsi profeti della falsa chiesa conciliare, a partire da colui che si fa chiamare il papa senza esserlo, dicendo loro che essi non sono n Pietro, n Paolo, n i Padri della Chiesa che hanno tradito insieme a Cristo stesso. Per quanto gi illustrato, i falsi papi del falso Concilio, se non si sono davvero pentiti prima della morte, sono stati precipitati nellInferno pi profondo, perch la maledizione dei loro predecessori viene da Dio! Ma anche se avessero avuto la grazia del pentimento vero e lucido, la loro punizione sar comunque terribile, in attuazione del principio cardine della responsabilit ecclesiale a chi molto fu dato, sar chiesto molto di pi (Luca 12, 48). Oltre a queste ragioni di carattere teologico, che spiegano chiaramente dove oggi siamo e perch non potremo uscirne che con la venuta del Cristo Giudice (Parusa), con grande potenza e gloria (v. 30), ve ne sono altre che, nel loro insieme, pur con un livello minore dimportanza, vanno nella stessa direzione. Sono ragioni serie di carattere storico/sociologico, che si aggiungono alle prime, rafforzandole ulteriormente, e che non vanno disgiunte da collaudati meccanismi psicologici. La Chiesa una realt teandrica, divina e umana insieme, ma sta agli uomini, con la loro testimonianza esemplare, rendere visibile il divino. Sotto questo aspetto, e salvando leroica testimonianza di tanti santi e di tanti figli veri di essa, la storia della Chiesa stata senza dubbio molto tormentata e piena di nodi. Scismi, eresie, papi e antipapi, fin dallorigine, lhanno resa spesso agli occhi delle nazioni poco credibile. Pur con questi limiti e al di l di ogni diversa apparenza, il timone della barca di Pietro, che la Verit che salva, e cio il timone della fede e dellamore vero stato sempre, pi o meno saldamente, nelle mani del Vicario di Cristo. Dopo venti secoli, per, sul trono di Pietro si assiso un impostore apostata ben mascherato, seguito da altri impostori apostati pi spudorati, che hanno insegnato ai fedeli e alle genti lesatto contrario di ci che la Chiesa Cattolica ha sempre insegnato al prezzo di scismi, eresie e apostasie. Molto apprezzata dal mondo, a cui la falsa chiesa si prostituita nella persona stessa di falsi pontefici, e dei tantissimi che li hanno stoltamente e acriticamente seguiti perch privi di amore per la Verit che salva, questa violazione di gran lunga la pi grave di tutte, perch vanifica il progetto di Dio per lumanit nel suo complesso. Il Vaticano II, infatti, lunico concilio ecumenico della storia (che la Tradizione della Chiesa ha gi anticipatamente definito, con Pio II, falso) che contiene eresie basilari, alcune esplicitamente affermate (libert religiosa e liceit dello Stato laico), altre esistenti allo stato embrionale (tutti si possono salvare, in qualunque religione o confessione si trovino, linferno una mera ipotesi, lammonizione fraterna non misericordia). La rivoluzione pastorale operata rigidamente conseguente a tali eresie. Il Vaticano II ha dilapidato lintero deposito della fede, avendo violato simultaneamente: a) la Scrittura, che un fatto molto grave;

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b) la Tradizione dei Padri, dei Pontefici Romani e dei grandi santi Dottori della Chiesa, che un fatto gravissimo; c) il Magistero infallibile pregresso, che, per la Chiesa Cattolica, un sacrilegio di una gravit sconfinata. Alla gravit di tali violazioni, che hanno attirato la scomunica automatica disposta dai veri Papi della Chiesa, si aggiunge comunque la gravit morale della crisi ecclesiale e sociale scatenata dalla stessa violazione, come hanno sostenuto gli stessi falsi pontefici del dopo concilio (!). Com lalbero, cos sono infatti i frutti; che confermano definitivamente la falsit e limpostura del nuovo corso apostata. I falsi pontefici del Vaticano II, con il loro atteggiamento, come descritto nella presente, hanno oggettivamente detto che i veri Papi loro predecessori: hanno sbagliato, anche quando si sono espressi ex cathedra; che essi non hanno capito nulla della crisi della Chiesa e del mondo; che sono stati degli arroganti e dei presuntuosi, privi di carit (!), quando si sono lanciati in formule di scomunica, abusando, cos, dei loro poteri; che non avevano capito la Chiesa dei primi trecento anni, la quale non riteneva affatto che la fede cristiana dovesse assurgere a religione dello Stato. I falsi pontefici del Vaticano II, invece, hanno capito tutto, cercando di rimediare agli errori compiuti. Sono cos tornati alla purezza delle origini, messa in ombra da 1.600 (dico: milleseicento!) anni di sbandamento (!). Cos ritenendo, per, hanno distrutto la Chiesa Cattolica, avendone fatta a pezzi la figura del Vicario di Cristo, che pu sbagliare, e che ha di fatto sbagliato per 1.600 anni (!), non infallibile e pu, quindi, restare inascoltato, checch ne abbia scritto Bonifacio VIII con la bolla Unam Sanctam, sul primato dello spirituale sul temporale e del Papa su tutti gli uomini della terra. Distruggendo la maest dei loro augusti predecessori, hanno distrutto loro stessi: a) davanti agli uomini, che, a causa dellindifferentismo religioso da essi stessi prodotto e al conseguente rinnegamento dellordine morale trascendente e oggettivo indotto (relativismo etico), non si curano affatto di ascoltarli quando annunciano brandelli di scomoda verit, perch li considerano una semplice agenzia educativa tra le altre; b) davanti a Ges/Dio stesso, che hanno disprezzato nei Suoi augusti e veri Vicari, incorrendo nelle loro maledizioni e nelle conseguenti scomuniche, che ne vanificano ogni azione e li destinano allInferno pi profondo! La crisi non rientrer mai pi. Lapostasia di vertice e di massa segner per sempre la residua, breve, storia della Chiesa. Perch qualunque vero Papa futuro dovesse condannare questi falsi papi e il loro pi abominevole delitto, non potrebbe mai pi cancellare la macchia nerissima che ha visto il soglio di Pietro in preda ad impostori e criminali, pur successivamente banditi.

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La Chiesa, si direbbe per sempre, non inattaccabile; sul soglio di Pietro pu andare un falso Pietro; nulla, quindi, pi sicuro: le parole di Cristo sulla indefettibilit della Chiesa sono, dunque, da reinterpretare, perch, prese alla lettera e alla prova dei fatti, si sono rivelate semplicemente false. La Chiesa, quindi, non , non pu essere e non sar mai indefettibile n infallibile, perch ha subito unapostasia generale, dalla quale potrebbe anche essere temporaneamente uscita, ma nella quale pu sempre ricadere. Non ha pi, dunque, nessuna vera credibilit di fronte alle nazioni ed ai popoli della terra (si pensi, in particolare, ai continenti impenetrabili al Vangelo, come lAsia, e alla stessa societ post cristiana), essendo ormai un insieme di vero e falso. Tutto ci sicuramente vero in termini di psicologia sociale, che motiva e ispira lazione dei popoli. Per tutto quanto detto, ritengo che levenienza di una fine rimandata non possa essere nella volont di Dio; e che per tale ragione noi siamo giunti alla fine esistenziale dei tempi. Credo, tuttavia, che sia proprio questa la volont di Dio. E la Sua domanda: Ma il Figlio dellUomo, quando verr, trover la fede sulla terra (Luca 18,8), chiaramente retorica, inserita nel complesso quadro degli avvenimenti apocalittici, intende semplicemente ribadire il concetto che, alla fine della Storia, luomo tradir Dio in modo abominevole, suscitando lira divina, la catastrofe finale e la Sua giustizia!

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Dott. Antonio Coroniti Sociologo


Via Dei Mercanti, 16/ 87028 Praia A Mare

Sesto allegato alla lettera del 9 ottobre 2013 a S.S. Francesco e ai Vescovi FINE DEI TEMPI LA CONFERMA DELLE RIVELAZIONI MARIANE Per effetto dellapostasia consumata, e del conseguente operare di una serie di maledizioni espresse da veri Papi (Paolo IV, San Pio V, Pio IX), lintera societ stata privata della Luce di Cristo, quella che illumina ogni uomo, ed piombata nelle tenebre spirituali e morali pi fitte, dove, in generale, nulla pi gradito a Dio, e, per la perdita della Grazia, il giudizio si corrompe, disseminando un oceano di male. Il disprezzo delle sante leggi di Dio, pervaso di un amore idolatrico per luomo, ha partorito unepoca post-cristiana. In essa alligna una cultura irreligiosa come mai si vide nella storia, che ispira e sostiene un paganesimo ateo, ben pi grave di quello, profondamente religioso, dei tempi proto-apostolici. La miserabile condizione in cui oggi il mondo ridotto, trova presagio e conferma nelle apparizioni mariane a La Salette, nel 1846, e a Fatima, nel 1917. Dichiarate autentiche dallautorit della Chiesa, esse sono ormai di pubblico e consolidato dominio, reperibili ovunque e ampiamente recensite. Il 19 settembre 1846 Melania Calvat, assieme a Massimo Giraud, raccontarono di aver ricevuto un messaggio e un segreto durante una apparizione della Madonna, che si compone di due parti. Nella prima parte venivano descritti gli avvenimenti che poi interessarono buona parte dell'Europa di allora, e che si verificarono puntualmente: guerre civili in Francia, (la Comune di Parigi), in Portogallo, (lotte per l'istituzione della repubblica), in Italia, (guerre di Indipendenza); fine del potere temporale dei papi, (breccia di Porta Pia del 1870); carestie; lotte contro la religione, (legge sui frati del governo Cavour, politica ecclesiastica di Gambetta e Ferry in Francia); lassismo morale; decadimento ecclesiastico. La seconda parte, la parte apocalittica del segreto, perch inerente alla venuta dell'Anticristo ed alla diffusione dell'eresia all'interno stesso della Chiesa.

In essa si diceva chiaramente: Roma perder la fede e diventer la sede dell'anticristo.


La Vergine parlava inoltre degli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Ges Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povert e nell'umilt, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castit e nell'unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo, esortandoli ad uscire per illuminare la terra.
L'apparizione fu ufficialmente approvata in un lettera pastorale dal vescovo diocesano di Grenoble, con il titolo di "Nostra Signora della Salette" il 19 luglio 1851, quinto anniversario dell'apparizione, nella quale scrisse: [L'apparizione] ha in s tutte le caratteristiche della verit e [...] i fedeli sono giustificati a credere al di l di ogni dubbio e con certezza. ... (art. 1) ... Quindi, al fine di tributare la nostra pi sentita gratitudine a Dio e alla gloriosa Vergine Maria, autorizziamo la devozione a Nostra Signora della Salette. Consentiamo che il clero predichi questo grande evento e che ne tragga conseguenze pratiche e morali. ... (art. 3) ... Proibiamo

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espressamente ai fedeli e al clero della nostra diocesi di parlare o scrivere contro quello che proclamiamo oggi e che quindi merita il rispetto di tutti. ... (art. 5). Melania, poi entrata in convento con il nome di Maria della Croce - Vittima di Ges, procedette a diverse redazioni del suo segreto, finch ne venne dichiarata autentica una, pubblicata nel 1879 con l'imprimatur del Vescovo di Lecce.

Il 13 luglio 1917, in piena prima guerra mondiale, la Vergine apparve a tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco presso la Cova da Iria, a Fatima, in Portogallo, e, con loro grande spavento, mostr loro lInferno. Poi disse loro:
Avete visto linferno, dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se si far quello che vi dir, molte anime si salveranno e vi sar pace. La guerra sta per finire, ma se non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI, ne incomincer unaltra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che il gran segno che vi d Dio che prossima la punizione del mondo per i suoi tanti delitti, mediante la guerra la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e contro il Santo Padre. Per impedire ci, verr a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertir e si avr pace. Altrimenti diffonder nel mondo i suoi errori suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa; molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avr molto da soffrire; varie nazioni saranno annientate; infine il mio Cuore Immacolato trionfer. Il Santo Padre mi consacrer la Russia, che si convertir e sar concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserver sempre il dogma della fede".

Segu a questo punto una visione che costituisce la terza parte del segreto e che Lucia descrisse in questi termini (sintesi): Il Papa sofferente, accompagnato dal suo seguito fedele, fu visto salire una

montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi.Prima di arrivarvi, attravers una grande citt mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino.. Giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni.
A conferma della veridicit delle apparizioni, il 13 ottobre 1917 la Madonna dette un segno prodigioso che va sotto il nome di miracolo del sole, al quale assistettero, attoniti, numerosi non credenti. La Terza parte del Segreto, come la veggente Lucia spieg al cardinale Ottaviani nel 1955, poteva essere pubblicato nel 60, perch allora il suo contenuto sarebbe stato pi chiaro.
Nel 1919, due anni dopo le apparizioni, dinanzi all'immane flusso di pellegrini che si recavano a Cova d'Iria, Don Jos Alves Correia da Silva, vescovo della Diocesi di Leiria-Fatima, ordin che fosse costituita una commissione per studiare il caso ed iniziare le indagini canoniche ufficiali. Dopo lunghi dibattiti, con la conoscenza personale ed il consenso di Papa Pio XI, nell'ottobre del 1930 il vescovo Silva annunci i risultati dell'indagine in una lettera pastorale nella quale diceva:

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1 Dichiariamo degne di credenza, le visioni dei bambini pastori della Cova da Iria, avvenute nella parrocchia di Ftima, in questa diocesi, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 2 Permettiamo ufficialmente il culto della Madonna di Ftima.

E ben noto che i Pontefici da Benedetto XV a Pio XII ritardarono e non consacrarono la Russia al cuore immacolato di Maria nei tempi e negli esatti termini richiesti dalla Vergine, per un indubbio appannamento della loro fede (cfr. La passione del Cristianesimo 2001, di Ara Daniele); al punto che la Vergine in persona lo manifest chiaramente, nel 1931. La riflessione cattolica autentica pone giustamente in luce che i Papi successivi a san Pio X, e precisamente: Benedetto XV, Pio XI e Pio XII, disattesero gli avvertimenti, pur tentando di accoglierli (specialmente Pio XII) in qualche misura, naufragando poi tra i marosi della loro tiepidezza; tanto erano intenti a seguire i loro disegni di ordinaria mondanit, a tutto discapito di quelli di Dio (!). Donde il terzo e pi grave castigo rappresentato dalla decapitazione del papato. Questa decapitazione papale fu predetta dal Signore in una comunicazione da Suor Lucia al suo Vescovo di Leiria nellagosto 1931: Fa sapere ai miei ministri che siccome essi hanno seguito l'esempio del Re di Francia nel ritardare l'esecuzione della mia domanda, lo seguiranno nella disgrazia. Ed nella pi totale sintonia con la terza parte del segreto di Fatima (o terzo segreto) sopra riportata. La piena accoglienza di Fatima , dunque, mancata da parte dei pastori. Gli anzidetti Pontefici distratti figurano a pieno titolo nel terzo segreto di Fatima. Se vero, infatti, come giustamente si afferma, che il Papa ucciso dalla grande apostasia indotta da Giovanni XXIII in poi il Papato, non meno vero che il Papa sofferente, che cammina con passo tremulo e mezzo vacillante, e poi prostrato in ginocchio lo stesso papato alla vigilia della grande apostasia! E non vi dubbio, infine, che le comunicazioni intime del Signore a suor Lucia (a Padre Lombardi nel 1954, convento di Coimbra) manifestarono il numero impressionante di anime, anche consacrate, che si perdono (cosa che, per reazione ed estrema difesa degli impostori, avrebbe condotto alla negazione pratica dellInferno); mentre annunciavano prossima la fine dei tempi: La Madonna ha detto espressamente: Ci avviciniamo agli ultimi tempi - me lo ha detto tre volte (a Padre Fuentes nel 1957, convento di Coimbra). Le apparizioni mariane di La Salette (1846) e Fatima (1917), e le comunicazioni intime del Signore pervenute attraverso suor Lucia confermano, dunque, in pieno, quanto gi accertabile per la via strettamente giuridico canonica e magisteriale solenne della dottrina della Chiesa, e riportato nel presente documento, e precisamente: 1. La diminuita fede della Chiesa, con la caduta delle anime religiose, diminuisce le difese contro le aggressioni di un mondo divenuto senza Dio, ed la breccia attraverso la quale Satana, nella persona di un falso vicario di Cristo, occupa il soglio di Pietro: Roma perder la fede e diverr la sede dellAnticristo. 2. La corruzione ecclesiale progressiva (apostasia strisciante), e attenta al soglio di Pietro con i papi successivi a san Pio X, la cui azione pastorale appannata e contraddittoria, pur conservando la piena coscienza delle verit di fede, che vengono sempre riaffermate. 3. Lappannarsi della fede causa efficiente della disobbedienza a Dio, e si esprime, prima, attraverso il non puntuale accoglimento delle richieste mariane di Fatima, e, successivamente (con Pio XII), attraverso un accoglimento tardivo, posticcio e pastoralmente inquinato da una dottrina dubbia e incidentalmente eretica (Cfr. per es. la lettera apostolica

90 Sacro Vergente Anno del 7 luglio 1952, con la quale, nel consacrare, tardivamente e senza lunione con tutti i vescovi del mondo, come richiesto, la Russia al cuore immacolato di Maria, Pio XII si lascia sfuggire che gli eretici Ortodossi sono.Chiesa separata!). 4. Tutto ci costituisce la premessa psicologica dellavvento al papato dellAbominio della Desolazione, nella persona di Giovanni XXIII; la cui azione pastorale, in obbedienza al teorema della dissonanza cognitiva, trova piena corrispondenza in una nuova dottrina bastarda ed eretica che non pi la fede della Chiesa, e la cui ispirazione chiaramente in linea coi postulati massonici. 5. La decapitazione del papato si ritrova chiaramente nelle previsioni mariane di La Salette e Fatima. 6. I fatti di Fatima, in piena sintonia con la Sacra Scrittura, confermano l esistenza di un Inferno pieno di dannati, che, attraverso il rifiuto della fede della Chiesa, hanno rifiutato Cristo stesso: un esercito sterminato, malvagio, corrotto e corruttore, violento: la massa dannata dellAnticristo, una controchiesa , secondo santAgostino, citato da Ara Daniele (Citt di Dio 20, 19, 1-4). 7. Le apparizione mariane di La Salette e Fatima, confermano, infine che siamo alla fine della storia.

APPENDICE AL SESTO ALLEGATO

Salette e Fatima alla fine della storia


Solo per completezza e risistemazione di questa materia riporto quanto segue sullapparente contrasto tra due affermazioni diverse della Madonna di Fatima.

a Nel 1936 la Spagna era lacerata dalla guerra civile causata dagli errori sparsi dalla Russia e la guerra peggiore era alle porte, ma la richiesta della Madonna di Fatima continuava ad essere disattesa. Lucia scriveva allora: Per mezzo di una comunicazione intima il Signore mi disse, lamentandoSI: Non vollero soddisfare la Mia richiesta... come il Re di Francia, si pentiranno e lo faranno, ma sar tardi. La Russia avr gi sparso i suoi errori per il mondo, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa: il Santo Padre avr molto da patire. Era la conferma di quella comunicazione intima che Lucia aveva riferito al suo Vescovo nel mese di agosto 1931: Fa sapere ai Miei ministri che siccome essi hanno seguito lesempio del Re di Francia nel ritardare lesecuzione della Mia domanda, lo segu iranno nella disgrazia.
(cfr. anche Ara Daniele, La passione del cristianesimo 2001, pp. 41 e 48).

a bis Ma, mio Dio (esclam suor Lucia), il Santo Padre non mi creder, se Voi stesso non lo muoverete con unispirazione speciale. Il Santo Padre! Prega molto per il Santo Padre. Lui la far, ma sar tardi! Tuttavia, il Cuore Immacolato di Maria salver la Russia. Gli affidata (Ibid., p. 46). b Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionfer, il Santo Padre mi consacrer la Russia, che si
convertir, e sar concesso al mondo un periodo di pace.

Nessuna contraddizione tra le due rivelazioni, ma le due ispirazioni o comunicazioni speciali simili, che confermano il ritardo e i guasti, vanno correttamente interpretate. Cos:

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Un (vero) Papa consacrer la Russia al Cuore Immacolato di Maria, esattamente come richiesto, e cio con fede vera e ardente, e in unione con tutti i Vescovi del mondo; ma sar stato tardi per evitare i tre flagelli, tra cui, massimo, lapostasia generale e lAbominio nel luogo santo. E ciononostante la Russia, per premio, si convertir, e sar concesso al mondo un periodo di pace, secondo la profezia originaria! Che collima anche con linterregno buono della Salette.

Tutto il messaggio di Fatima, cos, conforta ampiamente le nostre intuizioni pi profonde sulla fine e il giudizio, ormai alle porte.
Resta solo da verificare cosa possa significare, allatto pratico e alla fine della storia, la profezia secondo la quale alla fine la Russia si convertir, e sar concesso al mondo un periodo di Pace. La cosa che mi appare immediata che, data la notevole precisione dei messaggi di Fatima, il periodo di Pace non ha nulla a che vedere con laurora millenaria di cui allApocalisse, e questo lo rende compatibile con lasserzione che noi siamo comunque negli ultimi tempi della storia, secondo la stessa suor Lucia. Per il resto, dopo qualche perplessit iniziale di comprensione, e unadeguata maturazione, unisco fede e ragione da essa animata. Nelle apparizioni di Fatima, viene detto che in Portogallo si conserver la fede. Ma lesperienza diretta ci mostra che la vera fede cattolica, pur posseduta da uno sparuto gruppo di fedeli, i soli cattolici sedevacantisti apocalittici, per la precisione, che si ritengono giustamente vincolati dalla Bolla Cum Ex del grande Papa Paolo IV, non pi patrimonio di nessuna nazione del mondo in quanto tale. Questa espressione, tuttavia, acquisterebbe significato qualora venisse letta nel senso che dal Portogallo, la scintilla pi grande di questa fiamma della fede vera non ancora estinta, che fa esplicito riferimento ai misteri mariani, e che coltiva la vera devozione mariana, vera perch assolutamente compatibile col magistero autentico della Chiesa Cattolica, dal Portogallo dicevo questa scintilla infiammer il mondo, non gi convertendolo, operazione incompatibile con gli eventi ultimi scritti nel Vangelo di Matteo (il cuore della Scrittura), ma ridandogli Luce con una rinata visibilit della Chiesa, che, al pari del suo fondatore, appunto la luce del mondo (Matteo 5, 14). Potrebbe trattarsi di un nuovo e vero Papa che, legato in qualche modo al Portogallo, consacrer la Russia secondo le precise indicazioni di Maria; in segno di pura obbedienza alla volont di Dio, per, e non gi perch gli eventi storici, esaminati alla luce della retta e pura ragione, gli suggeriscono che la Russia potrebbe davvero convertirsi. Noi siamo, infatti, alla fine della storia, dove non sono affatto immaginabili conversioni di massa, in un mondo profondamente irreligioso, indifferentista, relativista, immerso completamente nel peccato di apostasia generale e radicale dalla Verit che Ges Cristo. Il mondo in quanto tale , quindi, da considerare perduto, per il dilagare delliniquit e il pullulare dei falsi profeti. Ma c di pi e di peggio. Se proprio dobbiamo parlare di errori che hanno stravolto il mondo, e di entit responsabili che li hanno prodotti, proprio per la differenza esistente tra un semplice delitto e leresia, che matrice di delitti secondo lottima definizione che ne d Daniele , dobbiamo affermare, apertamente e senza alcuna remora, che, ben pi della

Russia, ha danneggiato il mondo, con leclissi della Luce di Cristo, lapostasia generale scatenata dalla falsa chiesa eretica uscita dal falso concilio vaticano II!

92 E se cos , la Russia che si convertir, figura del mondo nuovo, nullaltro potrebbe essere se non la Chiesa risorta dopo la decapitazione, che ha conservato la fede e che, quale premio della sua ricostituzione sotto un Papa cum Degnitate, che le ridoner visibilit e la condurr incontro al Cristo che viene nella gloria, beneficer essa stessa di un breve periodo di pace. Anche la ragion pratica si accorda bene con questa profezia, perch la ricostituita Chiesa Cattolica, scevra da ogni fanatismo, finirebbe proprio per beneficiare di quel clima di indifferentismo religioso seminato dagli Anticristi a piene mani, e nel quale improbabile, una religione come unaltra, possa essere oggetto di una vera persecuzione. Tutto ci sarebbe anche in perfetta armonia con quanto richiesto dalla Mamma della Salette, nel bellissimo messaggio finale che segue:
Io rivolgo un appello urgente alla terra; Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; Io chiamo i miei figli , i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me perch io li conduca dal Mio divin Figlio, quelli che Io porto, per cos dire, nelle mie braccia, quelli che sono vissuti del Mio Spirito; infine Io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Ges Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povert e nell'umilt, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castit e nell'unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo. tempo che escano e vengano ad illuminare la terra. Andate e mostratevi come i miei cari figli; Io sono con voi e in voi purch la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l'onore di Ges Cristo. Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perch ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini.

Con il che si saldano le profezie de La Salette con quelle di Fatima, a onore e gloria di Dio Santissimo, Uno e Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e di Sua Madre, la Donna tutta bella, Maria Santissima. Amen.