Sei sulla pagina 1di 75

CELEBRATE LA MESSA COL CUORE

FRA SI.AVKO BARBARIC Pescara Edizioni Medjugoije


Per ordinazioni in Italia rivolgersi a: Ed. Medjugorje Corso XX Settembre 138 65028
TOCCO CASAURIA PE Tel. 085/880132 7 "GRAFOTISAK", Grude
PRESENTAZIONE
I due precedenti manualetti di preghiere di Fra Slavko Barbaric, dal titolo "Pregate col
cuore" e "Dammi il tuo cuore ferito", miravano alla preghiera sentita e ad una confessione
sgorgata dall'intimo. Questa terza opera, dal titolo "Celebrate la Messa col cuore",
coinvolge il cuore dell'uomo per introdurlo nel mistero profondo dell'intera liturgia cristiana:
nella Santa Messa intesa come sacrificio non cruento di Ges. All'interno, cio, del valore
pi grande e pi prezioso che Dio stato in grado di offrire alla Sua creatura umana. Ci
presenta e ci mette dinanzi al miracolo pi meraviglioso e straordinario dell'amore di Dio
nei confronti dell'uomo, che Egli ha sempre amato infinitamente, ancor prima della
creazione.
Perch, ci si potrebbe chiedere (in generale), il bene pi prezioso e pi importante, cio
Dio, viene donato continuamente all'uomo nel pane e nel vino? Perch Dio stesso non
potrebbe fare pi meraviglie col suo amore di quelle che fa trasformando il pane nel Suo
corpo ed il vino nel Suo sangue per nutrire spiritualmente il Suo amico uomo?!
Se i due manualetti di Fra Slavko precedentemente menzionati ci sono stati di guida per
raggiungere i vertici spirituali, questo nuovo opuscolo ci condurr verso la sommit delle
ricchezze divine dell'amore di Dio. Se i libri precedenti ci hanno indicato la strada per
raggiungere la mensa del Signore ed il Signore stesso, questo testo ci pone proprio dinanzi
alla Sua mensa e ci conduce al Suo banchetto. E tutto quello che a riguardo bisognerebbe
dire, viene detto in modo semplice e diretto e, allo stesso tempo, si rafforza grazie alla viva
e vivificante Parola del Signore. I lettori che seguono in raccoglimento e con attenzione,
ispira
ti da quella fede e da quello spirito che contraddistinguono l'esposizione di questo
manualetto, scopriranno una ricchezza spirituale sepolta che li ricondurr alla luce del
giorno ed alla beatitudine dello spirito. Forse alcuni rimarranno, a tratti stupiti, a causa di
tutta l'attuale indifferenza che caratterizza il rapporto con l'amore straordinario del
banchetto eucaristico, con la S. Messa. La S. Messa non una qualsiasi rappresentazione
teatrale alla quale possibile assistere senza una specifica preparazione e senza una
trasformazione interna. La Messa un incontro con il Dio vivente, incontro a cui lo spirito
deve essere preparato e per il quale deve essere trasformato. Un bravissimo attore teatrale
croato sottolinea, alla fine di questo libro, che egli abbandonerebbe la sua attuale carriera
qualora il suo pubblico uscisse da una rappresentazione teatrale con quella stessa piattezza
d'animo che molti credenti hanno quando escono dalla Messa domenicale! Questo
dovrebbe esortarci ad una seria riflessione.
Anche questo manualetto, come i due che lo hanno preceduto, include preghiere per

occasioni speciali, invocazioni alle Sacre Scritture, messaggi della Madonna, riflessioni
sofferte e lamenti di S. Francesco d'Assisi.
Questo libro dovrebbe essere accolto ed interpretato con quella stessa fede e quell'amore
con cui sono stati indirizzati ad una comunit di fedeli: in questo modo esso sicuramente
deporrebbe in molti animi un seme che contribuirebbe alla crescita di frutti spirituali.
JAKOV BUBALO

RIFLESSIONI INIZIALI
Celebrare la S. Messa, partecipare al sacrificio eucaristico non significa altro se non trovarsi
nella pi bella scuola di vita. Qui si impara cio a vivere e a morire, qui si apprendono
quell'amicizia e quell'amore che danno all'uomo la forza di volere bene, senza badare alla
risposta dei propri simili; si impara a perdonare anche quando gli altri non lo fanno. Si
impara ad essere misericordiosi in questo mondo impietoso e insaziabile, a donare amore ai
nemici cos come agli amici. Partecipando alla S. Messa, il singolo rinasce a nuova vita,
diviene pane di vita, luce e cammino in questo mondo pieno di contatti velenosi, di buio e
di strade impervie. Partecipando alla S. Messa, l'uomo guarisce per poter guarire, si
santifica per essere chiamato alla santificazione. Egli riceve il compito di andare e di portare
la pace. Ecco perch si dice: v in pace!
Partecipando alla S.Messa, l'uomo rompe col male e col peccato, incatena la morte, rinasce
ad una nuova vita di gioia, in comunione con Dio e con gli altri. Vi arriva stanco e va via
riposato, vi giunge per quello che e se ne va per quello che pu divenire e riceve la forza
per resistere. Partecipando alla Messa, il singolo diviene uomo eucaristico, pronto e
disposto, in un amore semplice, a collaborare con Dio e con gli uomini alla creazione di un
mondo nuovo.
Perci la S. Messa, il sacrificio eucaristico, il centro della vita cristiana, della crescita
cristiana e della disponibilit all'impegno per la vita. Senza una partecipazione alla Messa,
non c' neppure cristianit, n vi sono i frutti della fede cristiana. Senza partecipazione alla
Messa non c' neppure la fede cristiana! Senza di essa, la vita cristiana viene privata della
sua forza vitale! Restano dei rami rinsecchiti, una fontana senza acqua pura da bere, il letto
di un fiume in secca attorno al quale tutto si rinsecchisce.
Cosi come la vita e l'opera di Ges sarebbero vuote e senza un vero centro, cio il
sacrificio eucaristico, allo stesso modo sarebbe impensabile una vita cristiana privata della
partecipazione all'Eucaristia. Il sacrificio eucaristico e la presenza di Cristo sono la prova
del Suo amore incommensurabile nei nostri confronti. In questo sacrificio Egli realmente
l'Emanuele, il Dio con noi e per noi.
Madre Teresa di Calcutta disse una volta: "La `Croce' il simbolo di quanto Ges ci ha
amato, l' Eucaristia il simbolo di quanto Ges ci ama". Maria, la Madre di Cristo, la
Madre del Grande Salvatore, la Madre dell'Eucaristia. Ella sa cosa significhi per noi
essere con Ges nel modo realizzato dall'Eucaristia. Per questo motivo, ci invita anche a

vivere la vita eucaristica, a fare in modo che la Messa sia vita e che la vita sia Messa.
Ci invita a questo e al digiuno, affinch vivendo di pane, scopriamo il vero Pane eucaristico
di Dio, venuto dal cielo. Per la stessa ragione desidera che ci si prepari alla Messa e che
questa diventi il fulcro delle nostre preghiere. Ci invita anche all'adorazione dell'Eucaristia.
Questo significa essere con Ges, rimanere con Lui, adorarLo, e, giorno dopo giorno,
entrare sempre pi nel mistero della presenza di Dio nel mondo.
Questo libricino rappresenta una testimonianza insieme alle altre dell'esperienza che, in
qualit di sacerdote, ho vissuto a Medjugorje. Da un lato mi sono reso conto di
un'inesauribile ispirazione spirituale derivante dalla celebrazione eucaristica, alla quale ho
'dovuto" prepararmi personalmente con la preghiera e con la riflessione; d'altro canto, ho
visto anche il pericolo che molti sacerdoti, laici, laiche e credenti corrono quando, senza
preparazione e ringraziamento per la Messa e dopo la Messa, possono sbagliare
completamente l'incontro con Cristo, trasformando cos la S. Messa in un "dovere" al quale
bisogna assolvere, sia quotidianamente, che alla domenica.
Cari lettori, e devoti, spero che quanto deriver da questo libricino consenta di sentire
quello che la Madonna, Maria vive nell'Eucaristia, intende insegnare a tutti noi: cio che
dobbiamo crescere incessantemente in un amore pronto al sacrificio, nutrendoci della
sorgente inesauribile dell'Amore eucaristico divino.
proprio questo quell'amore che ci pu rendere uomini della pace. Infatti quest'ultima
possibile solo laddove gli uomini sono pronti, e pronti incondizionatamente, a donare la
propria vita agli altri, come ha fatto Cristo, nella sua grandezza e santit.
Eucaristia significa, infatti, essere pronti ad accettare il dono di Dio e a donarlo
nuovamente.

PREGATE E "CELEBRATE" COL CUORE


L'invito chiarissimo: quando pregate, pregate col cuore! E cos quando vi recate a Messa,
partecipate col cuore.
giustificata l'esortazione ed il suo contenuto. Fare qualcosa col cuore significa
semplicemente farla con amore, farla con dedizione, dignit e raccoglimento. Si dice
spesso, nella nostra vita quotidiana, che qualcuno ci ha accolto "di cuore", con "tutto il
cuore", oppure che abbiamo ricevuto qualcuno, lo abbiamo salutato o aiutato "con tutto il
cuore". E, in questo modo, esprimiamo un atteggiamento di profonda amicizia e di amore.
Il cuore infatti sinonimo di amore ed amicizia, ma anche di vita interiore e di
partecipazione. Inoltre, pregare e celebrare col cuore significa anche farlo gratuitamente, e
ci implica, ancora una volta, senza costrizione alcuna, volentieri! In tal modo si esclude
qualsiasi sentimento di noia o di perdita di tempo e si esclude quanto meno la necessit di
evitare la preghiera o la S. Messa.
molto importante sottolineare che pregare o celebrare col cuore non significa "essere

sempre fermamente pronti allo stesso modo". Ci non dipende dai nostri sentimenti, bens
dal nostro atteggiamento interiore. Talvolta questo atteggiamento, a seconda delle
circostanze della vita, pu essere accompagnato da sentimenti di gioia, ma talvolta pu
esserne privo. Il valore della preghiera non dipende da quello che si sente. Spesso infatti ci
rimangono soltanto il desiderio o la voglia che ci consentono di compiere tutti gli sforzi per
realizzare qualcosa.
Se ad esempio una mamma veglia tutta la notte il figlio ammalato, lo fa esclusivamente per
amore e non viene risparmiata n dalle difficolt, n dalle preoccupazioni, n dalla
stanchezza. Al contrario, l'amore si dimostra meglio in queste circostanze, quando
insorgono delle difficolt nel continuare ad agire con amore. Nel caso in cui l'amore
dipenda invece dai sentimenti, esso non sarebbe neppure degno di essere definito tale.
Nella vita spirituale, le difficolt nel pregare e nel celebrare la Messa possono essere prove
in mezzo alle quali bisogna proseguire il cammino e non cambiare strada. Molti hanno
abbandonato la preghiera e la Messa perch hanno incontrato difficolt ed invece di
risolverle, come normalmente si fa nella vita, essi le hanno accantonate. La preghiera e la
celebrazione col cuore si evidenziano proprio dal principio. Infatti dal modo in cui
salutiamo qualcuno, gli porgiamo la mano, parliamo o decidiamo si pu dire se lo facciamo
col cuore. Cos dal modo in cui si entra in chiesa, ci si inchina, ci si fa il segno di croce, ci
si siede o ci si alza, ci si inginocchia o si fa la comunione o si esce dalla chiesa possibile
vedere immediatamente con quanto amore e rispetto tutto ci venga fatto. La Madonna
vuole che tutto venga fatto col cuore, e questo significa con "sempre maggior amore'.
"Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera col cuore, e non per abitudine. Alcuni vengono, ma
non desiderano "progredire" nella preghiera. Perci voglio ammonirvi quale Mamma:
pregate affinch in ogni istante la preghiera prenda il sopravvento nei vostri cuori. Grazie
per aver risposto alla mia chiamata!" (2 maggio 1985).

PREPARATEVI ALL'INCONTRO CON CRISTO


un dato di fatto che la Madonna abbia chiesto che ci si prepari alla S. Messa. Con le
parole dette tramite Jelena Vasilj ci ha fatto capire che meglio non andare a Messa
piuttosto che andarvi impreparati. Questa richiesta pu apparire strana e pericolosa per la
nostra vita. facile pensare alle possibili conseguenze nel caso in cui un Parroco dicesse
dall'Altare: se non siete pronti, non dovete venire a Messa! In ogni caso ci significherebbe
che, in tali circostanze, sarebbe meglio rimanere a casa. Si pone l'interrogativo: come
possibile che Maria, educandoci alla Messa, dica una cosa del genere? Cercando una
risposta a questa domanda e tenendo presente la condizione attuale ed il rapporto di molti
credenti nei confronti della S. Messa, ci convinceremo del fatto che questo sia un consiglio
molto buono ed utile. Si potr correre il rischio di sentir dire: se le cose stanno cos,
meglio non andare. Ma per chi sa che la S. Messa un incontro con Cristo, secondo il
desiderio della Madonna, e quindi un incontro gioioso con Dio, allora ci si attende un'altra
risposta: se cos, mi preparer come Ella desidera, per poter partecipare in maniera
adeguata all'incontro d'amore col mio Signore.

LA SITUAZIONE REALE
Molti credenti si recano alla S. Messa solo la Domenica, pertanto durante la settimana
hanno questo unico appuntamento con Cristo nel Sacrificio della Messa. Ma ogni incontro
richiede una particolare preparazione. Al momento della Messa, Dio ci parla con le letture
della Bibbia, Cristo si sacrifica sull'Altare per noi, presente nel pane ed in questo modo si
offre a noi nell'Eucaristia. Quest'ultima un misterioso incontro dell'anima e del cuore con
il Dio invisibile.
Per questa ragione l'anima ed il cuore devono essere pronti, sentire questa presenza che si
manifesta semplicemente nel pane e nel vino ed ascoltare il "silenzio divino" col quale Dio
intende parlarci e curarci. In ogni caso, si tratta di un incontro col Dio vivente per mezzo di
Ges Cristo.
Cristo pronto ad incontrarci e a renderci felici con un amore sempre uguale. L'esperienza
del "convegno" dipende dalle parti che vi intervengono. Entrambe devono essere sulla
stessa lunghezza d'onda ed essere disponibili all'amore reciproco. Se ci non avviene, non
ci sar neppure l'Incontro.
La preparazione alla visita di Cristo deve avvenire nella preghiera, nella lettura delle Sacre
Scritture, nelle buone azioni fatte consapevolmente e in un lavoro consapevole, svolto con
la coscienza, secondo la possibilit che Dio ci ha dato di collaborare con Lui. Se questa
coscienza venisse a mancare e se "il credente non vive in questo stato", ma lavora, corre e
vive per tutta la settimana nell'affanno, assillato da pi parti, senza pregare e senza leggere
la Parola del Signore, allora il suo appuntamento domenicale rester deludente. Infatti con
tutta la buona volont, quest'uomo non potr vivere l'Incontro col Dio vivente, n ascoltare
la Sua parola, n riconoscere la Volont di Dio. Egli continuer a rimanere insensibile
dinanzi alla celebrazione della Messa ed estraneo agli eventi. Da questo infatti ne consegue
che molti fedeli vadano regolarmente a Messa, per tutta la vita, senza cambiare nulla, nel
corso di questa. Oppure notano talmente poco i frutti del sacrificio eucaristico al punto da
non capire essi stessi perch vadano a Messa. E allora ne deriva quell'atteggiamento fariseo
secondo cui, per gli uomini, pi importante rispettare l'obbligo domenicale e "andare a
Messa" che chiedersi piuttosto: In che modo partecipo all'incontro con Cristo e cosa devo
fare affinch Messa dopo Messa quest'incontro diventi gioioso?
Molti credenti si recano sempre pi a Messa senza alcuna preparazione ed arrivano
all'ultimo minuto, quando questa sta per iniziare. Impreparato ad entrare nel mistero della
presenza divina nella celebrazione, un simile credente sempre esposto al grande pericolo
che per lui la Messa sia lunga e noiosa, che non gli piacciano il sacerdote, l'omelia, i canti o
qualcos'altro. Per gli stessi motivi, fugge dalla chiesa non appena viene impartita la
benedizione. Appena uscito, avr tempo per stare con gli amici, parlare o passeggiare. In
realt accade raramente che si continui a parlare dei pensieri che la parola di Dio ha svelato
quel giorno.
Se il credente inizier cos ad "andare a Messa" in tutta fretta e di corsa, tanto per rispettare

una regola: allora nulla accadr in lui. Perci ci chiediamo a ragione: perch questa legge
esiste?

ANDARE O NON ANDARE


Personalmente ho appreso qualcosa di molto importante. Ho imparato che, in quanto
sacerdote, e spesso lo fanno anche gli altri, rimprovero quelli che non frequentano ed incito
gli altri a chiamarli, affinch vengano. L'ho fatto in particolar modo coi genitori, perch si
rivolgano ai figli: non so quale percentuale di quelli che vengono lo faccia come
conseguenza di questi rimproveri. Sono pi propenso a credere che questi inviti non siano
molto proficui. Perci, in questo momento, conta per me molto la domanda: cosa fare con
quelli che vengono? Come organizzare la celebrazione della Messa? Quante occasioni dare
per la mia preparazione individuale e per quella degli altri? Al momento ci mi sembra pi
importante dei rimproveri e delle critiche a quelli che non vengono. Una cosa
assolutamente chiara: nessuno mai in nessun luogo potr negare il desiderio di pace, amore,
giustizia, misericordia, perdono. Quando i nostri incontri con Cristo, ovvero la S. Messa,
diventeranno un incontro gioioso, una via d'incontro dell'amore reciproco e di quello
collettivo nei confronti di Cristo, quando inizier ad esistere una vera gratitudine reciproca e
nei confronti di Cristo, allora avverranno le cose che noi auspichiamo. Gli uomini
torneranno a celebrare la Messa quando coloro che vanno a Messa cambieranno; quando i
credenti torneranno pieni di gioia e si aiuteranno reciprocamente, allora gli uomini
torneranno a quella felicit che Dio solo, pu dare. Quando quelli che tornano dalla Messa,
profondamente trasformati da quanto accade durante la celebrazione, cercheranno il
perdono di coloro che li hanno offesi o che essi hanno offeso, la gente torner a Messa.
Quindi, anche coloro che non vanno pi a Messa non hanno rinnegato Dio, n hanno
rinnegato quello che il Signore Dio promette o d; essi hanno rinnegato parzialmente o
completamente la comunit con le persone che dicono di celebrare ma che non lo fanno,
che fanno finta di perdonare, ma non perdonano, che si decidono a fare del bene e spesso
ritornano al male, che fanno finta di cercare il regno dei cieli e rimangono in quello dell'odio
e del disordine, servendo, con le proprie opere le tenebre.

IL TEMPO DI PREPARAZIONE
Tutta la nostra giornata o la nostra settimana dovrebbero sempre essere una cosciente
preparazione all'incontro vitale con Cristo nella Messa, all'incontro con Colui che vuole
collaborare con noi e renderci pronti alla collaborazione. Ogni nostro successo o
insuccesso, ogni nostra gioia o dolore, ogni nostro errore o peccato divengono in un certo
senso una preparazione all'incontro con Cristo, quando l'uomo cerca questo incontro nel
profondo del suo animo.
La vera preparazione, a Medjugorje, avviene prima di ogni Messa serale. Si recita il
Rosario, si invoca e si prega lo Spirito Santo e si cantano le litanie alla Madonna. Ella vuole

una preparazione. Nel caso di Medjugorje, questa preparazione viene organizzata nella
maniera pi semplice, per varie ragioni. Una di esse che sono presenti pellegrini
provenienti da varie parti del mondo. facile recitare il Rosario anche quando non si
conosce la lingua. Di per s il Rosario, i brevi testi cantati o le preghiere offrono all'uomo la
possibilit di superare lentamente e con sicurezza le disattenzioni quotidiane, di raccogliersi
e riposarsi, di comprendere con profondit d'animo e di prepararsi all'incontro con Cristo. Il
Rosario di per s rappresenta una semplice unione con Ges e Maria, in cui si osserva il
loro comportamento, in quanto modelli di fede nella gioia , nel dolore e nella gloria.
A Medjugorje questi preparativi durano un'ora. Tuttavia, quando non ci si pu recare tanto
tempo prima, in Chiesa, la preparazione non deve comunque mancare. Mentre si guida
l'auto, o si va da soli a piedi, oppure insieme agli altri componenti della famiglia o agli
amici, si pu pregare e santificare la realt dell'incontro liturgico. Bisognerebbe, cio,
mettere da parte tutti gli altri discorsi ed iniziare a pregare. I proponimenti individuali e le
grazie per le quali preghiamo sono sicuramente: l'amore per Ges, la fede in una nuova
Presenza eucaristica, l'amore per la Sua parola e la preghiera per il dono dello Spirito Santo
a noi stessi, a quanti si recano a Messa e ai sacerdoti che la celebrano. Sarebbe quindi un
bene pregare per essere illuminati interiormente, per riconoscere gli ostacoli e le difficolt
del mondo che ci rendono difficile l'incontro con Dio. Inoltre, anche un bene pregare per
sanare le ferite che permangono nell'animo a causa del peccato individuale, di quello degli
altri nei nostri confronti e del nostro verso gli altri.

PREGATE LO SPIRITO SANTO PRIMA DELLA MESSA


All'inizio della novena per l'Immacolata Concezione nel 1983, Jelena Vasilj, la ragazza col
dono della parola interiore, venne all'ufficio parrocchiale e disse che la Madonna desiderava
che, prima della Messa, si pregasse lo Spirito Santo. Noi le abbiamo creduto, abbiamo
accettato l'invito ed abbiamo realmente pregato. Avevamo pensato che l'invito si riferisse
alla novena, e avevamo smesso di pregare alla fine di questa. Tuttavia, il 2 gennaio 1984
Jelena arrivata portando il nuovo messaggio della Madonna: "Perch avete smesso di
pregare lo Spirito Santo? Vi avevo chiesto di pregare sempre e in ogni periodo dell'anno
affinch lo Spirito Santo si diffonda su voi tutti. Ricominciate, quindi, a pregare!"
Ubbidimmo ed ogni sera prima della Messa cantavamo un inno allo Spirito Santo. Negli
inviti che la Madonna rivolgeva per mezzo di Marija Pavlovic, ella cos incitava alla
preghiera: "Cari figli! Questa sera vi voglio dire che durante questa novena (di Pentecoste)
preghiate per l'effusione dello Spirito Santo sulle vostre famiglie e sulla vostra parrocchia.
Pregate, non ve ne pentirete! Dio vi dar dei doni, con i quali lo glorificherete fino al
termine della vostra vita terrena. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (2 giugno
1984).
Lo Spirito Santo lo Spirito che Dio ha promesso ed inviato agli Apostoli e che ha
promesso a tutta la Chiesa, per mezzo del quale avverr il rinnovamento della terra. lo
Spirito che all'inizio si librava sulle acque e che port la pace e l'ordine. lo Spirito di Dio
che risuscitato dai morti, ha guarito i malati, riscaldato quanti avevano freddo e che ora
elargisce i propri doni in abbondanza a quanti glieLo chiedono. In modo particolare, si

tratta dello Spirito che ci pu condurre al mistero eucaristico della presenza di Cristo. lo
Spirito senza il quale l'uomo nulla pu. opportuno anche invocarlo in ogni situazione di
bisogno, e soprattutto quando ci si prepara all'incontro con Cristo nel sacrificio della Messa.

L'APPARIZIONE PRIMA DELLA MESSA


Secondo la testimonianza dei veggenti, la Madonna appare in Chiesa una ventina di minuti
prima dell'inizio della Messa. Quando tuttavia essi sono in viaggio o in altre circostanze
particolari, le apparizioni avvengono in vari momenti. Per tutti coloro che credono che la
Madonna si mostri, il momento della Sua apparizione prima della Messa diviene molto
importante proprio nella fase di preparazione alla S. Messa.
N nelle singole apparizioni, n in quelle di Medjugorje, si tratta solo di nuovi messaggi o di
nuove verit, bens di un nuovo invito a vivere ci in cui crediamo. Perci l'insegnamento
principale di Medjugorje e degli altri luoghi in cui si verificano apparizioni il seguente: la
madre Maria con noi. In vari luoghi ed in vari momenti, Maria apparsa diversamente,
ma la Sua presenza sempre stata la cosa pi importante. I pellegrini si recano nei Suoi
Santuari perch credono che essa sia ivi presente in modo particolare. Si pu quindi dire lo
stesso anche per i pellegrini di Medjugorje. Essi non vengono a Medjugorje perch qui c'
qualcuno che recita il Rosario, o perch si celebra la Messa oppure perch c' la possibilit
di pernottare; essi vengono perch credono che ella sia presente. Tutto quello che ne deriva
una naturale conseguenza della Sua presenza: il nuovo spirito della preghiera, la
consapevolezza della necessit della confessione, della conversione, della guarigione, di una
nuova attivit, etc.
Il Suo desiderio ed il Suo dovere quello di condurci fino a Ges. Pertanto il momento
delle apparizioni prima della Messa pu essere visto come un momento speciale donato alla
Chiesa. Infatti Ella unisce la Chiesa prima della Messa e, dopo, con la benedizione che
impartisce a tutti, viene alla luce e La accompagnano i simboli cristiani: croce, cuore, sole.
Ci avvenne anche a Canaa di Galilea. La sua presenza ed il consiglio `Fate quello che
Ges vi dir' hanno fatto s che si verificasse il primo Miracolo.
Ella Madre e Tutrice, ci insegna ed educa anche in questo modo. sempre consapevole di
essere solo un'Ancella: Ella ci pu invitare, ma Dio che ci dona la grazia e tutto quello che
ci occorre. La Sua presenza semplice, non palese, ma cos importante, ha rimosso tanti
ostacoli dall'animo di uomini appartenenti ad altre comunit cristiane, soprattutto anglicane.
Sono pertanto sempre pi numerosi i singoli, le famiglie e le comunit che La accolgono e
si fanno condurre a Ges.

LA BIBBIA EDUCA ALL'EUCARISTIA


La Sacra Scrittura parola di Dio, indirizzata all'uomo in vari tempi ed attraverso varie
persone, ma sempre con la stessa finalit: Dio ama l'uomo e gli offre la sofferenza.

Dio si rivolge direttamente alle persone come i profeti ed essi parlano poi a Suo nome. Le
singole persone, la loro vita ed il loro destino sono, allo stesso modo, parola di Dio e
messaggio all'uomo. Dio ha parlato sia per immagini sia per mezzo di discorsi educativi
riassume tutto ci in maniera molto semplice: "Dio, che aveva gi parlato nei tempi antichi
molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti..." (Ebr 1,1 e seg.).
Simile anche il discorso sull'Eucaristia, in immagini e parole fatto alle persone sotto forma
di rivelazioni profetiche. Lo stesso vale anche per quello che Ges ha detto e fatto in
rapporto al proprio amore eucaristico: con l'Eucaristia si realizza il dono divino pi grande,
quello di essere Dio insieme al suo popolo.
Come preparazione alla S. Messa, molti utilizzano questa parte, nella quale riportiamo,
senza grandi spiegazioni, i testi principali che si riferiscono proprio a questo Sacramento
tramite il quale si realizza in maniera specifica l'opera di Dio.

A. IL VECCHIO TESTAMENTO
a. L'agnello immolato senza colpa
Gli israeliti si trovavano in Egitto, in condizioni di schiavit. Furono esiliati ma, anche nei
giorni peggiori del proprio esilio, essi non dimenticarono il Dio dei loro Padri. Ed Egli inizi
la loro liberazione, ma prima dell'esodo dall'Egitto, accadde qualcosa che vissero come
segno particolare della presenza divina. In seguito ci venne interpretato come un
avvenimento profetico in relazione a Ges Cristo ed alla Sua redenzione, ed in particolare
come un evento eucaristico. Si tratta dell'agnello immolato senza colpa il cui sangue ha
redento Israele. Per questa ragione durante la S. Messa si nomina frequentemente l'agnello.
Al fine di comprendere il sacrificio liturgico, la sua profondit ed ampiezza, bene tenere
sempre a mente questa immagine o avvenimento. Si trattato realmente di una Pasqua, un
passaggio del Signore. In questo modo Ges lega l'istituzione dell'Eucaristia al Gioved
Santo. Questo era il desiderio del Signore, che cio il popolo d'Israele si ricordasse del
proprio esodo e che fosse grato. Essi lo hanno fatto ed anche Ges lo ha fatto.
Ecco la testimonianza biblica: Il Signore disse a Mos e ad Aronne nel paese d'Egitto:
"Questo mese sar per voi l'inizio dei mesi, sar per voi il primo mese dell'anno. Parlate a
tutta la comunit di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per
famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello,
si associer al suo vicino, al pi prossimo della casa, secondo il numero delle persone;
calcolerete come dovr essere l'agnello, secondodo quanto ciascuno pu mangiarne. Il
vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o
tra le capre e lo serberete fino al 14 di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunit
d'Israele lo immoler al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e
sull'architrave delle case, in cui lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la
carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete
crudo, n bollito nell'acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere.

Non ne dovrete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sar avanzato lo
brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il
bastone in mano; lo mangerete in fretta. la Pasqua del Signore! In quella notte io passer
per il paese d'Egitto e colpir ogni primogenito nel paese d'Egitto, uomo e bestia; cos far
giustizia di tutti gli dei dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle vostre case sar il segno
che voi siete dentro: io vedr il sangue e passer oltre, non vi sar per voi flagello di
sterminio, quando io colpir il paese d'Egitto. (Esodo 12.113)
b. Sacrificio dell'alleanza tra Dio e gli uomini
Durante la celebrazione della Messa si nomina spesso anche la nuova alleanza nel sangue,
un'alleanza eterna.
Cristo stesso, prendendo il calice, parla del sangue della nuova alleanza. Dio l'ha stipulata
col Suo popolo, portandolo attraverso il deserto, dopo l'esodo dall'Egitto. Egli ha intrapreso
un'opera col Suo popolo ed intende portarla a termine, pertanto si impegnato ad essere un
alleato degli uomini. Ma Egli ha chiesto che gli uomini, mantengano allo stesso modo la
parola data. L'alleanza suggellata anche dal sangue, ed il sangue simbolo di vita.
Tuttavia, il popolo non stato sempre fedele ed venuto meno alla propria alleanza con
Dio, il quale invece sempre rimasto attaccato al Suo popolo ed ha rinnovato il suo Patto.
L'ultimo rinnovamento decisivo, quello perenne, avvenuto in Ges Cristo che ha stretto
una nuova alleanza col Suo sangue: Egli si immola e si sostituisce cos a tutte le vittime.
Perci quando sentiamo le parole, alleanza, nuova alleanza, sangue dell'alleanza, eterna
alleanza, sappiamo che esse sono intimamente correlate all'esperienza del popolo d'Israele.
Tale esperienza si richiama e deve richiamarsi all'esperienza del nuovo popolo di Dio.
Nel libro dell'Esodo, scritto: Aveva detto a Mos: "Sali verso il Signore tu e Aronne,
Nadab e Abiu e insieme settanta anziani di Israele; voi vi prostrerete da lontano, poi Mos
avanzer solo verso il Signore, ma gli altri non si avvicineranno e il popolo non salir con
lui".
Mos and a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo
rispose insieme e disse: "Tutti i comandi che ha dati il Signore, noi li eseguiremo!".
Mos scrisse tutte le parole del Signore, poi si alz di buon mattino e costru un altare ai
piedi del monte, con dodici stelle per le dodici trib d'Israele. Incaric alcuni giovani tra gli
Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il
Signore.
Mos prese la met del sangue e la mise in tanti catini e ne vers l'altra met sull'altare.
Quindi prese il libro dell'Alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: "Quanto il
Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo!".
Allora Mos prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: "Ecco il sangue dell'Alleanza,
che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!".

Poi Mos sal con Aronne, Nadab, Abiu e i settanta anziani d'Israele. Essi videro il Dio
d'Israele: sotto i suoi piedi vi era come un pavimento in lastre di zaffiro, simile in purezza al
cielo stesso. Contro i privilegiati degli Israeliti non stese la mano: essi videro Dio e tuttavia
mangiarono e bevvero.
Il Signore disse a Mos: "Sali verso di me sul monte e rimani lass: io ti dar le tavole di
pietra, la legge e i comandamenti che io ho scritto per istruirli".
Mos si alz con Giosu, suo aiutante, e Mos sal sul monte di Dio. Agli anziani aveva
detto: "Restate qui ad aspettarci, fin quando torneremo da voi; ecco avete con voi Aronne e
Cur: chiunque avr una questione si rivolger a loro".
Mos sal dunque sul monte e la nube copr il monte. La Gloria del Signore venne a
dimorare sul monte Sinai e la nube lo copr per sei giorni. Al settimo giorno il Signore
chiam Mos dalla nube.
La Gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima
della montagna. Mos entr dunque in mezzo alla nube e sal sul monte. Mos rimase sul
monte quaranta giorni e quaranta notti (Es 24, 118).
c. La preparazione attraverso il sacrificio degli individui
Durante la S.Messa si fa riferimento a vari luoghi e a vari nomi biblici. Tra di essi ne
ricordiamo soprattutto due, Abele e Isacco. Entrambi col proprio sacrificio, sebbene in
maniera diversa, divennero eventi profetici che annunciavano il sacrificio di Cristo.
1. Abele divenuto il simbolo della vittima innocente, ucciso per mano della crudele mano
fraterna. Infatti suo fratello Caino, nella propria invidia, non era pronto ad accettare il fatto
che il sacrificio di suo fratello fosse stato meglio accolto. Ed esso era stato meglio accolto,
perch Abele si mostrava sempre pronto a sacrificare in maniera migliore quello che aveva,
mentre Caino non era sempre disponibile a dare quanto di meglio possedeva. Questa
l'Immagine pi bella che il PADRE potesse offrirci di Ges, vera salvezza. Vi affiora
l'invidia che ha ucciso il Figlio di Dio, ma il Padre accoglie il suo sacrificio e salva il mondo.
Nel libro della Genesi scritto: Adamo si un ad Eva sua moglie, la quale concep e partor
Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore". Poi partor ancora suo fratello Abele.
Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
Dopo un certo tempo, Caino offr frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offr
primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore grad Abele e la sua offerta, ma non
grad Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il
Signore disse allora a Caino: "Perch sei irritato e perch abbattuto il tuo volto? Se agisci
bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato accovacciato alla
tua porta; verso di te il suo istinto, ma tu dominalo". Caino disse al fratello Abele:
"Andiamo in campagna!". Mentre erano in campagna, Caino alz la mano contro il fratello
Abele e lo uccise (Gen 4,18).
2. Isacco era il figlio di Abramo e Abramo il Progenitore nella Fede, perch, anche se

messo alla prova, rimase fedele a Dio. Ad un certo punto gli fu chiesto di sacrificare suo
figlio Isacco, nel quale gli era stata personalmente promessa la discendenza. Ebbene: Egli
prese il figlio ed and fino in fondo. Ma proprio nel momento in cui tutto sembrava
perduto, l'ubbidienza di Abramo venne premiata. Al posto del figlio, gli venne consegnato,
affinch compisse il sacrificio, un normale dono.
Qui molto semplice, ma necessario, individuare il significato del sacrificio di Cristo e le
circostanze in cui si mostrano l'amore del Padre verso di noi e l'ubbidienza di Ges al
Padre, fino al sacrificio della propria vita.
Nel libro della Genesi si dice: Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse:
"Abramo, Abramo!". Rispose: " Eccomi!". Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che
ami, Isacco, va nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti
indicher". Abramo si alz di buon mattino, sell l'asino, prese con s due servi e il figlio
Isacco, spacc la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva
indicato. Il terzo giorno Abramo alz gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo
disse ai suoi servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lass, ci
prostreremo e poi ritorneremo da voi". Abramo prese la legna dell'olocausto e la caric sul
figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme. Isacco
si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio mio". Riprese:
"Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov' l'agnello per l'olocausto?". Abramo rispose: "Dio
stesso provveder l'agnello per l'olocausto, figlio mio!". Proseguirono tutt' e due insieme;
cos arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costru l'altare, colloc la
legna, leg il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano
e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l'angelo del Signore lo chiam dal cielo e gli
disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!". L'angelo disse: "Non stendere la mano
contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo
figlio, il tuo unico figlio". Allora Abramo alz gli occhi e vide un ariete impigliato con le
corna in un cespuglio. Abramo and a prendere l'ariete e lo offr in olocausto, invece del
figlio. Abramo chiam quel luogo: "Il Signore provvede", perci oggi si dice: "Sul monte, il
Signore provvede" (Gen 22,114).
d. Ci hai dato il pane del cielo!
Uno degli avvenimenti pi particolari che i profeti avevano annunciato con l'Eucaristia
sicuramente la manna nel deserto. Per mezzo di essa si mostra ed appare in maniera
particolare il ruolo del futuro pane celeste.
La vita: la vita umana sotto molti aspetti simile ad un viaggio nel deserto. L'uomo viene
esposto a sofferenze e tormenti, soffre la fame e la sete materiali e spirituali. Quando viene
messo alla prova, egli si stanca e si lamenta facilmente, si affatica e rinuncia con semplicit
al cammino verso la terra promessa. Ma Dio sempre presente e lo nutre. Egli
l'Emanuele, il Dio con noi, il nuovo Pane, il Pane per la vita del mondo. Nel libro
dell'Esodo scritto: Levarono l'accampamento da Elim e tutta la comunit degli Israeliti
arriv al deserto di Sin, che si trova tra Elim e il Sinai, il quindici del secondo mese dopo la
loro uscita dal paese d'Egitto.

Nel deserto tutta la comunit degli Israeliti mormor contro Mos e contro Aronne. Gli
Israeliti dissero loro: "Fossimo morti per mano del Signore nel paese d'Egitto, quando
eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a saziet! Invece ci avete
fatti uscire in questo deserto, per far morire di fame tutta questa moltitudine".
Allora il Signore disse a Mos: "Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo
uscir a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perch io lo metta alla prova, per
vedere se cammina secondo la mia legge o no. Ma il sesto giorno, quando prepareranno
quello che dovranno portare a casa, sar il doppio di ci che raccoglieranno ogni altro
giorno". Mos e Aronne dissero a tutti gli Israeliti: "Questa sera saprete che il Signore vi ha
fatti uscire dal paese d'Egitto; domani mattina vedrete la gloria del Signore; poich egli ha
inteso le vostre mormorazioni contro di lui. Noi infatti che cosa siamo, perch mormoriate
contro di noi?". Mos disse: "Quando il Signore vi dar alla sera la carne da mangiare e alla
mattina il pane a saziet, sar perch il Signore ha inteso le mormorazioni, con le quali
mormorate contro di lui. Noi infatti che cosa siamo? Non contro di noi vanno le vostre
mormorazioni, ma contro il Signore".
Mos disse ad Aronne: "D questo comando a tutta la comunit degli Israeliti: Avvicinatevi
alla presenza del Signore, perch egli ha inteso le vostre mormorazioni!". Ora mentre
Aronne parlava a tutta la comunit degli Israeliti essi si voltarono verso il deserto: Ecco la
gloria del Signore apparve nella nube.
Il Signore disse a Mos: "Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla a loro cos': Al
tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore
vostro Dio". Ora alla sera le quaglie salirono e coprirono l'accampamento; al mattino vi era
uno strato di rugiada intorno all'accampamento. Poi lo strato di rugiada svan ed ecco, sulla
superficie del deserto, vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come la brina sulla
terra. Gli Israeliti videro e si dissero l'un l'altro: "Man hu: che cos'?", perch non sapevano
che cosa fosse. Mos disse loro: " il pane che il Signore vi ha dato in cibo.
Ecco che cosa comanda il Signore: raccoglietene quanto ciascuno pu mangiarne, un omer
a testa, secondo il numero delle persone con voi. Ne prenderete ciascuno per quelli della
propria tenda".
Gli Israeliti mangiarono la manna per quarant'anni, fino al loro arrivo in una terra abitata,
mangiarono cio la manna finch furono arrivati ai confini del paese di Canaan (Es 16,116
e 35).
e. Levati e mangia!
Non soltanto le parole dei profeti, ma anche gli eventi che li riguardano e che essi hanno
vissuto, sono utili ai fedeli quale messaggio o insegnamento. Elia molto noto per le sue
iniziative e le sue lotte per il solo Dio. Tuttavia, in un'occasione, l'esperienza dell'ateismo
del suo popolo lo port alla disperazione ed ebbe il sopravvento su di lui. Egli voleva
morire nella disperazione, perch la sua esistenza di profeta e la sua missione erano troppo
difficili.

E mentre giaceva sotto il ginepro e desiderava morire, ci fu un nuovo inizio. Dio non
voleva che egli morisse, ma che vivesse e servisse. Dio, quando ci d un incarico, spesso ci
permette di provare la nostra debolezza ed impotenza, affinch nella nostra nullit appaia
evidente la sua forza. Ecco, questo avvenuto nel caso di Elia. L'angelo lo sveglia ed egli si
nutre del pane e beve acqua, per poter riprendere il cammino.
Ad ogni modo, non difficile scoprire quello che si cela dietro questo avvenimento
profetico e rendere cos testimonianza della presenza eucaristica e del significato di Cristo e
della presenza per l'uomo che attraversa il deserto della vita. Nel 1 libro dei Re scritto:
Acab rifer a Gezabele ci che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti.
Gezabele invi un messaggero a Elia per dirgli: "Gli dei mi facciano questo e anche di
peggio se domani a quest'ora non avr reso te come uno di quelli". Elia, impaurito, si alz e
se ne and per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. L fece sostare il suo ragazzo. Egli si
inoltr nel deserto una giornata di cammino e and a sedersi sotto un ginepro. Desideroso
di morire, disse: "Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perch io non sono migliore dei
miei padri". Si coric e si addorment sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo tocc e gli
disse: "Alzati e mangia!". Egli guard e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su
pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangi e bevve, quindi torn a coricarsi. Venne di nuovo
l'angelo del Signore, lo tocc e gli disse: "Su, mangia, perch troppo lungo per te il
cammino". Si alz, mangi e bevve.
Con la forza datagli da quel cibo, cammin per quaranta giorni e quaranta notti fino al
monte di Dio, l'Oreb (1 Re 19,18).

B. IL NUOVO TESTAMENTO
a. L'agnello di Dio
All'inizio del Nuovo Testamento si trova un'importante profezia, che viene considerata
come l'ultima delle profezie del Vecchio Testamento, cio quella di Giovanni Battista. La
sua vita e le sue parole erano una preparazione diretta alla venuta di Cristo. Egli viveva nel
deserto, pregava, digiunava ed annunciava l'arrivo del Regno di Dio. A lui venivano da
Gerusalemme e dai dintorni, lo ascoltavano e si convertivano. Egli li battezzava con l'acqua
e al tempo stesso annunciava che sarebbe venuto Colui che avrebbe battezzato in spirito
santo e acqua. Un giorno lo stesso Ges si rec da Giovanni e si fece battezzare. Nel
vangelo di Giovanni si dice: Il giorno dopo, Giovanni vedendo Ges venire verso di lui
disse: "Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del
quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi passato avanti, perch era prima di me.
lo non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perch egli fosse fatto
conoscere a Israele" (Gv 1,2931).
Queste parole: ecco l'agnello di Dio, si ripetono durante la S.Messa, subito prima della
Comunione. un momento importante nel quale si riconosce il pane benedetto,
quell'agnello di cui parlano le Scritture, che Giovanni individua e mostra al mondo.
L'avvenimento dell'Egitto con l'agnello immacolato ricorda la profezia di Giovanni sulla

meraviglia dell'opera divina e consente di comprendere il ruolo dell'agnello messianico, che


viene per riunire il suo popolo e che, dopo la sua dipartita, miracolosamente rimasto col
proprio popolo nell'Eucaristia. Ecco perch l'Agnello il simbolo, il segno di Ges. Questa
tuttavia solo una continuazione della Sua missione.
b. L'invito al banchetto
La S. Messa, l'Eucaristia, sono un banchetto nel corso del quale si mangia Cristo; ed il Suo
popolo, raccolto nel suo sangue e nel suo corpo invitato alla mensa.
A questo banchetto non possono mancare n il cibo, n le bevande, perch questo il
banchetto dell'agnello.
Subito prima della Comunione, si dice sempre: beati gli invitati alla mensa dell'agnello!
Ges partecip con Sua madre Maria alla mensa e l accadde quanto segue.
Nel vangelo di Giovanni infatti scritto: Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di
Galilea e c'era la madre di Ges. Fu invitato alle nozze anche Ges con i suoi discepoli. Nel
frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Ges gli disse: "Non hanno pi vino". E
Ges rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non ancora giunta la mia ora". La madre
dice ai servi: "Fate quello che vi dir".
Vi erano l sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre
barili. E Ges disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. Disse
loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. E
come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove
venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiam lo sposo e gli disse:
"Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono;
tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono" (Gv 2,110).
Il nuovo cibo e le nuove bevande sono spesso espressione della celebrazione eucaristica e
sono strettamente collegati a questo banchetto e a molti altri testimoniati dal Vangelo. Ges
mangiava volentieri con i peccatori ed i farisei, cio con quanti venivano rifiutati e
disprezzati all'epoca.
Nel Vangelo di Marco, si dice: Mentre Ges stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani si
misero a mensa, con Ges e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.
Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani,
dicevano ai suoi discepoli: "Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei
peccatori?". Avendo udito questo, Ges disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del
medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti ma i peccatori" (Mc 2,1517).
Questo il significato della Messa ed il suo senso pi profondo.
c. Io sono il pane vivo
Ges ha spesso detto e ripetuto di essere il pane vivo ed il pane di vita.

Oltre a quanto detto, Egli ha pi volte moltiplicato il pane per nutrire gli affamati che si
erano recati ad ascoltarLo. Egli non voleva rimandarli affamati. Per poter comprendere ed
entrare nel mistero del pane di vita, bisogna leggere attentamente tutto il sesto capitolo del
Vangelo di Giovanni. Il nostro Evangelista parla sia del miracolo della moltiplicazione del
pane, sia del pane. Il miracolo della moltiplicazione del pane ispira e rende comprensibili le
parole sul pane.
Nel vangelo di Giovanni si dice: Dopo questi fatti, Ges and all'altra riva del mare di
Galilea, cio di Tiberiade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli
infermi. Ges sal sulla montagna e l si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la
Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Ges vide che una grande folla veniva
da lui e disse a Filippo: "Dove possiamo comprare il pane perch costoro abbiano da
mangiare?". Diceva cos per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava
per fare. Gli rispose Filippo: "Duecento denari non sono sufficienti neppure perch ognuno
possa riceverne un pezzo". Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon
Pietro: "C' qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos' questo per
tanta gente?". Rispose Ges: "Fateli sedere". C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero
dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Ges prese i pani e, dopo aver reso
grazie, li distribu a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finch ne vollero. E
quando furono saziati, disse ai discepoli: "Raccogliete i pezzi avanzati, perch nulla vada
perduto". Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo
avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominci a dire: "Questi davvero il
profeta che deve venire nel mondo!". Ma Ges sapendo che stavano per venire a prenderlo
per farlo re, si ritir di nuovo nella montagna, tutto solo...
Ges rispose: "In verit, in verit vi dico, voi mi cercate non perch avete visto dei segni,
ma perch avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce,
ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi dar. Perch su di lui il
Padre, Dio, ha messo il suo sigillo". Gli dissero allora: "Che cosa dobbiamo fare per
compiere le opere di Dio?". Ges rispose: "Questa l'opera di Dio: credere in colui che egli
ha mandato".
Allora gli dissero: "Quale segno dunque tu fai perch vediamo e possiamo crederti? Quale
opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto come sta scritto: Diede
loro da mangiare un pane dal cielo". Rispose loro Ges: "In verit, in verit vi dico: non
Mos vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi d il pane dal cielo, quello vero; il
pane di Dio colui che discende dal cielo e d la vita al mondo". Allora gli dissero:
"Signore, dacci sempre questo pane". Ges rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a
me non avr pi fame e chi crede in me non avr pi sete. Vi ho detto per che voi mi
avete visto e non credete. Tutto ci che il Padre mi d verr a me; colui che viene a me,
non lo respinger, perch sono disceso dal cielo non per fare la mia volont, ma la volont
di colui che mi ha mandato. E questa la volont di colui che mi ha mandato, che io non
perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti la
volont del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo
risusciter nell'ultimo giorno".

Intanto i Giudei mormoravano di lui perch aveva detto: "Io sono il pane disceso dal cielo".
E dicevano: "Costui non forse Ges, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la
madre. Come pu dunque dire: sono disceso dal cielo?".
Ges rispose: "Non mormorate tra di voi. Nessuno pu venire a me se non lo attira il Padre
che mi ha mandato; e io lo risusciter nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: e tutti
saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In
verit, in verit vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
questo il pane che discende dal cielo, perch chi ne mangia non muoia. Io sono il pane
vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr in eterno e il pane che io dar
la mia carne per la vita del mondo".
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come pu costui darci la sua carne da
mangiare?". Ges disse: "In verit, in verit vi dico: se non mangiate la carne del Figlio
dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e
beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter nell'ultimo giorno. Perch la mia
carne vero cibo e il sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
dimora in me e io in lui. Come il Padre, che la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre,
cos anche colui che mangia di me vivr per me. Questo il pane disceso dal cielo, non
come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivr in
eterno".
Queste cose disse Ges, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. Molti dei suoi discepoli,
dopo aver ascoltato, dissero: "Questo linguaggio duro; chi pu intenderlo?". Ges,
conoscendo dentro di s che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro:
"Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire l dov'era prima? lo Spirito
che d la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi
sono alcuni tra voi che non credono". Ges infatti sapeva fin da principio chi erano quelli
che non credevano e chi era colui che l'avrebbe tradito. E continu: "Per questo vi ho detto
che nessuno pu venire a me se non gli concesso dal Padre mio".
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano pi con lui.
Disse allora Ges ai Dodici: 'Forse anche voi volete andarvene?". Gli rispose Simon Pietro:
"Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto
che tu sei il Santo di Dio". Rispose Ges: "Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno
di voi un diavolo!". Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava
per tradirlo, uno dei Dodici (Gv 6,115,2670).
Non era n semplice n facile per la gente comune e per gli Apostoli comprendere ed
accettare il discorso sull'Eucaristia.
I passaggi erano troppo complessi per loro, il discorso inaccessibile e difficile, poich Ges
parlava di mangiare il Suo corpo e bere il Suo sangue. Ges non si arrese. Egli era pronto

non soltanto a rimanere senza un vasto pubblico, ma anche senza i Suoi discepoli, quindi
senza quella cerchia ristretta che Egli stesso aveva scelto, affinch gli rendesse
testimonianza nel mondo.
Ges aveva cos preparato con le parole e con le opere i suoi discepoli a ricevere il grande
dono della sua presenza eucaristica!
d. Ho desiderato ardentemente mangiare con voi...
Si tratta dell'Ultima Cena, ovvero della prima S. Messa o Eucaristia. Ges, come tutti gli
Ebrei, celebra la Pasqua, quella festivit che ogni anno ricorda l'ESODO dall'Egitto,
testimonianza viva della misericordia e dell'amore di Dio. L'Agnello senza macchia viene
sacrificato e mangiato con sollecitudine. Tutti erano pronti al viaggio, poich bisognava
fuggire dalla schiavit, eludere il nemico e raggiungere la terra promessa.
Quella sera Ges diventa agnello, vittima, e celebra la sua uscita dal mondo! Egli vede in
questa Pasqua il completamento della Sua missione terrena. Egli dona la Sua vita, si
sacrifica con amore, per tutti: egli, l'agnello di Dio!
Nel Vangelo di Luca, si dice: Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la
vittima di Pasqua. Ges mand Pietro e Giovanni dicendo: "Andate a preparare per noi la
Pasqua, perch possiamo mangiare". Gli chiesero: "Dove vuoi che la prepariamo?" Ed egli
rispose: "Appena entrati in citt, vi verr incontro un uomo che porta una brocca d'acqua.
Seguitelo nella casa dove entrer e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov' la
stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrer una sala al
piano superiore, grande e addobbata, l preparate". Essi andarono e trovarono tutto come
aveva loro detto e prepararono la Pasqua.
Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: "Ho desiderato
ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poich vi dico:
non la manger pi, finch essa non si compia nel regno di Dio". E preso un calice, rese
grazie e disse: "Prendetelo e distribuitelo tra voi, poich vi dico: da questo momento non
berr pi del frutto della vite, finch non venga il regno di Dio" (Lc 22,719).
e. Lo si riconosce quando spezza il pane
L'evento successivo alla Risurrezione, descritto per noi da S. Luca, quello dei due discepoli
di Emmaus: un vero insegnamento evangelico, un messaggio sull'Eucaristia per tutti noi.
In questo evento si scoprono tutti i componenti sia umani sia divini del sacrificio
eucaristico. I discepoli fuggono, stupiti ed intimoriti dagli eventi del Venerd Santo. Essi
pensano di essersi fidati invano di Cristo e si manifestano reciprocamente le proprie
sofferenze, paure e delusioni. E chiss quanto ancora sarebbero andati avanti e dove
sarebbero finiti se nel loro discorso non si fosse "intromesso" il risorto, che essi non
riuscirono immediatamente a riconoscere. Ma il loro cuore inizi ad ardere! Ed in segno di
gratitudine, invitarono lo straniero in casa, a pernottare per riprendere il cammino il giorno
seguente. Lo straniero accett, non perch avesse bisogno di dormire, ma perch
desiderava ardentemente rimanere coi Suoi, che aveva gi ristorato con la Sua parola. Ed,

ora, voleva nutrirli anche col Suo corpo. Questa infatti, la Sua Missione: dare la vita per
tutti.
Nel Vangelo di Luca si dice: Ed ecco, in quello stesso giorno, due di loro erano in cammino
per un villaggio, distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e
conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme,
Ges in persona si accost e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di
riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante
il cammino?" Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse: "Tu solo
sei cos forestiero in Gerusalemme da non sapere ci che vi accaduto in questi giorni?".
Domand: "Che cosa?" Gli risposero: "Tutto ci che riguarda Ges Nazareno, che fu
profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo, come i sommi
sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno
crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ci son passati tre giorni
da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti;
recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver
avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli vivo. Alcuni dei nostri sono
andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto".
Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non
bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E
cominciando da Mos e da tutti i profeti spieg loro in tutte le Scritture ci che si riferiva a
lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare pi
lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perch si fa sera e il giorno gi volge al
declino". Egli entr per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse
la benedizione, lo spezz e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Ma lui spar dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel
petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?" . E
partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e
gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore risorto ed apparso a
Simone". Essi poi riferirono ci che era accaduto lungo la via e come l'avevano
riconosciuto nello spezzare il pane (Lc 24.1335).
L'incontro con Cristo, soprattutto attraverso un cuore ardente, la rinascita della speranza, il
ridestarsi della fede, il nuovo significato della vita, la scomparsa della stanchezza, il ritorno
a Gerusalemme, la testimonianza di Pietro agli apostoli secondo la quale Cristo realmente
risorto e l'accettazione della missione: tutto questo costituisce la causa ed insieme il risultato
dell'incontro eucaristico.

MESSAGGI E INSEGNAMENTI DELLA MADONNA


La Madonna la Madre della Parola di Dio, quella che per prima Gli prest fede. Poi Egli
si incarn e si fece uomo nel suo cuore puro, che la grazia di Dio aveva non soltanto
preservato dal peccato, ma anche riempito della Sua misericordia. Ella pertanto, in quanto
Madre, era divenuta la prima "vittima" ed il primo "tabernacolo", il santuario di Ges per la

Sua presenza divina tra gli uomini.


Pertanto, il suo unico compito e desiderio ancor oggi quello di insegnarci a dire SI' e a
diventare "vittime viventi per ringraziare Dio". Ella ci insegna in modo materno come
celebrare la S.Messa e cosa fare. Ella non parla della Messa in maniera teologica, n usa
immagini bibliche, e nemmeno accenna a prescrizioni liturgiche. La Madonna desidera
semplicemente che noi "viviamo" e "sperimentiamo" l'Eucaristia.
Perci seguiamo semplicemente i Suoi insegnamenti e le Sue parole materne risveglino in
noi un grande desiderio di Cristo che faccia ardere in noi il Suo cuore per una Sua costante
presenza.

Inchinatevi al mio figlio!


15 marzo 1984. La Madonna ha detto: "Cari figli! Anche questa sera vi sono
particolarmente riconoscente per essere venuti qui. Adorate senza interruzione il Santissimo
Sacramento dell'Altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In
quel momento si ottengono grazie particolari!".
Adorare significa essere con Ges, prendersi del tempo e stare in compagnia del proprio
Dio che rimasto col Suo popolo, entrare e rimanere per sempre nel mistero della Sua
Presenza e questo implica amarlo ed essere amati.
In questa epoca, che in vari modi divenuta atea, dobbiamo trovare del tempo e prostrarci
dinanzi al nostro Dio. Questa infatti la posizione pi sublime dinanzi alla Sua maest ed al
Suo amore. Max Turckhauf, uno dei fisici atomici dell'epoca contemporanea, ha
riconosciuto in una sua confessione pubblica di aver fatto molto male partecipando alla
creazione della bomba atomica. Una volta convertitosi, ha detto che, ogni laboratorio, nel
quale gli scienziati vengono a contatto col mistero della vita, dovrebbe ospitare una cappella
col Santissimo, per invitarli ad adorare il Creatore di ogni legge. Allora, in umilt e
semplicit di cuore potrebbero pi profondamente venire a contatto con le leggi della vita
all'interno della natura in modo da non agire pi egoisticamente o per ragioni d'interesse,
ma con amore e adorazione. Il ritmo di vita imposto a molti sradica l'uomo dal proprio
ambiente ed egli perde facilmente l'equilibrio; perde anche la strada e, con essa, il senso
della vita e si aliena! Si allontana dagli altri, perch non ha un centro dove incontrare gli
altri. In queste condizioni, egli diventa vuoto e, pertanto, anche violento e distruttivo. La
distruzione e l'annullamento della vita costituiscono infatti la pessima alternativa a quella
pace alla quale la Madonna ci invita e nella quale intende allevarci. Adorando
incrementiamo la nostra fede, l'amore e la speranza, nonch la nostra disponibilit al
rapporto umano con gli altri. Si rinsalda la nostra pace e ci si offre un'esperienza secondo le
parole con le quali Ges si rivolto a tutti gli affaticati e gli oppressi affinch andassero da
Lui, si riposassero e si rifocillassero, la loro vita interiore si ravvivasse e si riempissero di un
nuovo Spirito (cfr. Gv 7,37).
Con l'adorazione si entra in se stessi. Si trasferisce a Dio il proprio centro e l'uomo pronto

a vivere la vita degna di un cristiano, di un figlio di Dio. Il cristiano che vive per Dio e
grazie a Lui, rimane in se stesso. Quando adoriamo, cos ci dice il messaggio, noi creiamo
anche una particolare comunione con Maria, con la Madre dell'Eucaristia. "Io sono sempre
presente quando i fedeli sono in adorazione!" dice la Madonna. Ella sempre stata la
prima, Colei che grazie al suo puro cuore materno ha riconosciuto, nel suo Figlio, il Dio di
tutti, al Quale si era inchinata gi a Gerusalemme. E questo non significa altro, se non che
Ella, col suo cuore e con la sua anima, entrata profondamente nel mistero della Sua
presenza nel mondo e nella missione che le stata affidata da Lui. Nell'agosto, dopo l'anno
mariano del 1988, papa Giovanni Paolo II ha proclamato Maria stella del mattino, Madre e
modello per tutti i cristiani. Ella, infatti, non solo la madre e colei che ha insegnato a
Ges, ma soprattutto a tutti noi. Pertanto, Ella pu preparaci nel migliore dei modi al
duemila. (Cfr. Enciclica Madre del Redentore, 1987, Introduzione).
Ella ha ripetuto tante volte i suoi messaggi al punto da essere con noi. E lo ha fatto in
maniera particolare per quanto riguarda l'adorazione. Questa, nello spirito di Maria, deve
avere un suo posto, poich si tratta di un incontro particolare con l'Eucaristia di Cristo.
Il cristiano, nel mistero profondo dell'amore di Dio, colui che sar capace di sopravvivere
a quest'epoca di ateismo e che sar in armonia con i nuovi tempi.
"Cari figli! Desidero che adoriate incessantemente con me Ges. Figli miei, donatevi a Lui!
Donatevi a Lui e alle Sue sofferenze, che Egli accetta per voi e per tutto il mondo, nel Suo
corpo e nel Suo sangue che ha versato per voi. Non permettete che questi giorni vi
conducano alla fine, ma accettate tutto quello che Ges ha sopportato insieme a me. Io vi
benedico" (messaggio dato tramite Jelena Vasilj il 21 marzo 1989.)

Resistete alle prove


Nel messaggio del 17 gennaio 1985 la Madonna parla della Messa in maniera semplice.
"Cari figli! In questi giorni Satana si accanisce perfidamente contro questa Parrocchia,
mentre voi, cari figli, vi siete impigriti nella preghiera e non partecipate numerosi alla
Messa. Siate forti nei giorni della prova! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!".
Satana, con le sue opere e la sua attivit, si oppone all'uomo ed alla sua salvezza.
San Pietro scrive: Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone
ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri
fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi (1Pt 5,89).
Nei suoi semplici messaggi Maria parla dell'opera di Satana. Egli subdolo. Il suo desiderio
recondito quello di annidarsi nell'uomo in maniera da soffocare la sua volont di pregare e
di incontrarsi con Dio. Quando i credenti si allontanano da Dio, Satana li ha gi conquistati
per i suoi piani e catturati nella sua rete. Egli ha annientato in loro l'amore, la gioia e la pace
ed ha iniziato ad effettuare la sua distruzione. Perci comunque comprensibile che il suo
proposito subdolo sia quello di allontanare i fedeli dalla celebrazione della Messa e dal

sacrificio eucaristico, nonch dalla Comunione e dall'Adorazione. Infatti solo se pensiamo a


tutti i pretesti e alle giustificazioni che i credenti trovano per non andare a Messa,
sicuramente non ci si potr liberare dell'impressione che Satana, nel suo subdolo proposito,
cerca di realizzare proprio questo: distogliere i fedeli dalla partecipazione al sacrificio della
S. Messa.
La Madonna dice queste cose semplicissime nei suoi messaggi: necessario che, in quanto
Madre, ella ci esorti, ci ammonisca, ci insegni e, cos, ci educhi in maniera corretta. L'invito
a rimanere forti nelle prove anche un incoraggiamento per tutti coloro che sono stanchi e
spaventati, coloro che hanno perso la volont ed il desiderio, qualsiasi gioia ed il significato
stesso della celebrazione eucaristica.
In particolar modo, ci vale per coloro che collegano il valore della Messa ai propri
sentimenti e che giungono alla seguente conclusione: se a Messa non tutto bello, se
l'omelia del parroco non interessante, allora non c' neppure bisogno di andare! Invece di
individuare i problemi e le difficolt nella Messa e nella celebrazione di questa, dovremmo
essere incitati a risolverli e, da queste difficolt, dovremmo uscirne rinnovati, incoraggiati e
pronti ad unirci a Dio e agli altri. In tal modo si avvererebbe quanto stato scritto da S.
Paolo, che cio tutto si rivolger verso il bene per coloro che Dio ama. Resistere alle prove,
per quanto riguarda la preghiera e la partecipazione alla S. Messa, accrescere la propria
consapevolezza ed il proprio amore nei confronti dell'Eucaristia e non l'abbandono di Cristo
nel Suo Sacramento: proprio cos bisogna rendere proficue tutte le nostre lotte per il bene.
Maria stessa promise, nel messaggio del 7 febbraio 1985 di indirizzare ogni cosa a nostro
vantaggio e a favore della gloria di Dio:
"Cari figli! In questi giorni Satana si manifesta intensamente in questa Parrocchia. Pregate,
cari figli, perch si adempia il progetto di Dio che ogni opera di Satana finisca a gloria di
Dio. Io sono rimasta cos a lungo tra voi per aiutarvi nelle prove. Grazie per aver risposto
alla mia chiamata!".

Apprendere dall'inizio
noto e riconosciuto il fatto che la formazione di ognuno, e soprattutto per quanto riguarda
la preghiera in genere e l'unione con Cristo, abbiano pi successo se prendono il loro inizio
al momento opportuno all'interno della famiglia, con il pap e la mamma, il fratello e la
sorella, nell'ambiente in cui si vive! La Madonna non ha voluto dimenticare o tralasciare
tutto ci nei suoi messaggi: "Cari figli! Oggi vi invito a rinnovare la preghiera nelle vostre
famiglie! Cari figli, spronate anche i pi piccoli alla preghiera e che i bambini si rechino alla
santa Messa. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!". (7 marzo 1985)
Nulla contribuisce di pi alla salvezza e nulla rende pi gioioso l'ambiente nel quale il
bambino cresce e si sviluppa, del nascere e crescere nell'amore eucaristico. Questo si dona
e si riceve e lo si accetta incondizionatamente. un dono che, come il sole, necessario
alla crescita. Ogni uomo porta in s profondamente radicato il seme dell'amore, della fede e
della speranza.

Questo seme vuole germogliare e crescere: cos ci si realizza e ci si fa immagine di Dio, si


diviene felici e portatori di pace. La famiglia, e soprattutto i genitori che si amano e che si
accettano con la donazione eucaristica e con amore caritatevole, sono pronti ad educare i
propri figli nella stessa atmosfera. Purtroppo l'esperienza ci insegna che il mondo
contemporaneo pieno di egoismo e ci implica appunto un'assenza dell'amore eucaristico.
Ecco perch diviene pi complessa la formazione delle nuove generazioni, soprattutto
perch, visto dal di fuori, l'egoismo attira di pi: promette molto e obbliga poco. Proprio
quando si disperde o si arresta il seme vero dell'uomo e quando si annulla la propria
immagine impressa nel profondo dell'animo, l'uomo scopre la sua perdizione e tutti i suoi
errori.
Non bisogna aver paura di allevare il bambino in questo spirito, nello spirito dell'amore
eucaristico. Ci pu essere raggiunto costruendo una sana atmosfera all'interno della
famiglia. Non un problema la debolezza o il peccato che si creano tra genitori e figli o tra
gli stessi figli; esiste infatti il perdono che una particolare caratteristica dell'amore
eucaristico. Cos come i genitori insegnano ai figli la propria lingua, le proprie abitudini, le
buone maniere e cos come li portano con s quando si recano in visita agli amici: allo
stesso modo i genitori possono e devono portare sin da piccoli i bambini a Messa. Anche
quando essi non sono in grado in comprendere, devono gi vivere e crescer nella forza di
questi eventi. In genere i genitori non si preoccupano del fatto che i loro figli non
comprendano subito tutti i rapporti esistenti all'interno della famiglia e tutti gli altri vincoli di
parentela o di amicizia e li portano con s. Allo stesso modo, per le stesse ragioni e con le
medesime intenzioni, indispensabile andare con i bambini a Messa e partecipare. Si pone
tuttavia il problema del livello generale, del modo in cui organizzare la celebrazione liturgica
affinch i bambini partecipino meglio e pi facilmente. Io ritengo che non si dovrebbe
riflettere molto su questo argomento e che sarebbe pi importante che i sacerdoti e quanti
preparano la celebrazione eucaristica vivano tutto ci nella maniera migliore. Quello che
interessante e proficuo per gli adulti lo sar anche per i bambini.
Con un amore ed una responsabilit maggiori, con una pi grande preparazione da parte del
sacerdote e con maggiore consapevolezza da parte di chi celebra la Messa, sar sempre
possibile trovare le soluzioni migliori. Chi vivr l'Eucaristia sperimenter sempre espressioni
nuove, pi fresche e pi adatte di tutto quello che in essa avviene, rimanendo d'altro canto
fedele a tutte le norme liturgiche. Si pensi ad esempio ai genitori, al pap e alla mamma,
che adorano Cristo profondamente ed umilmente, con tranquillit e devozione. Il loro
esempio crescer sempre nell'animo dei figli e li aiuter a trovare il centro, grazie al quale
vivere ed instaurare un contatto diretto con Dio e con il prossimo.
Cosa significa per il bambino piccolo quando gli altri si riconciliano e si offrono
reciprocamente la mano? E quando il pap e la mamma accedono devotamente alla Santa
Comunione o alla Confessione? Tutto ci influenza profondamente e plasma l'animo di
ogni bambino e questi sar pronto e disponibile ad una duratura collaborazione con Dio.

Vivere di Dio attraverso la messa

Il tutto si riduce proprio a questo: la Messa deve essere uno sperimentare Dio che si
manifestato nel Suo Figlio come misericordia e perdono e come rinnovatore e risanatore,
nonch come colui che rivela grandi cose ai semplici e a tutti coloro che sono disponibili.
Nel messaggio del 16 maggio 1985 la Madonna disse: "Cari figli! Vi invito a una preghiera
pi attiva e all'ascolto della Messa. Desidero che ogni vostra Messa sia esperienza di Dio.
Voglio dire in particolare ai giovani: siate aperti allo Spirito Santo, poich Dio vi vuole
attirare a s in questi giorni in cui Satana all'opera. Grazie per aver risposto alla mia
chiamata!".

Recarsi a messa con amore


Nella vita quotidiana di molti cristiani, il recarsi a Messa rappresenta una grande difficolt.
Si cercano e si trovano i pretesti pi vari per non andarci e queste giustificazioni vengono
poi accettate e divengono motivi sacrosanti per disertare la Messa. Nel messaggio del 21
novembre 1985 si indica il modo per superare questo ostacolo.
"Cari figli! Desidero ricordarvi che questo un tempo privilegiato per voi della Parrocchia.
D' estate, dite che siete molto occupati. Adesso non avete particolari lavori nei campi;
perci lavorate su di voi personalmente! Venite a Messa, perch questo un tempo che vi
dato in dono. Cari figli, sono in molti a venire regolarmente (a Messa), anche se fa cattivo
tempo, perch mi vogliono bene e desiderano manifestare in modo speciale il loro amore.
Vi chiedo di dimostrare il vostro amore col venire a Messa; il Signore vi ricompenser
largamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!".

Essere occupati ed ostacolati


Abbiamo gi detto che si trovano facilmente delle giustificazioni per non partecipare alla S.
Messa. Questi motivi si riconducono tuttavia ad una ragione di base: Dio non al primo
posto nella vita dell'uomo; il suo posto stato occupato da altri valori e non c' tempo per
Lui. Se Dio non viene collocato al centro della vita, all'uomo si impone qualcos'altro, un
idolo! E sar quest'ultimo ad essere servito! L'uomo avr forza e tempo per gli idoli e tutto
il resto, soprattutto la religione, perder significato. Quando nella vita di qualcuno il denaro,
oppure il potere, l'ambizione, l'egoismo e via dicendo, hanno avuto una posizione di spicco
e sono divenuti il "primo amore", allora non soltanto non ci sar tempo per la preghiera e
per incontrare Dio, ma Egli verr totalmente escluso! La Madonna fa riferimento proprio a
questo pericolo nel suo messaggio. Non nutrirsi spiritualmente, a causa dei molteplici
impegni, altro non che un ingannare egoisticamente se stessi, un'autoillusione che
conduce l'uomo all'abbattimento spirituale, ad una posizione nella quale egli non pu
amare, perdonare, essere misericordioso e, pertanto, non pu neppure essere disponibile
all'amore, all'accettazione e al rispetto della vita.

Lavorare su se stessi
Ogni incontro con Dio deve comunque contenere un invito a cambiare l'uomo. Un fatto al
quale spesso si fa riferimento, e che comunque vero, che Dio ci ama per come siamo e
a qualsiasi condizione. Ma l'amore contiene in s un desiderio profondo: che la persona che
ama e quella che viene amata divengano giorno dopo giorno sempre pi simili. Come
risultato di questo amore divino e vivificatore nei nostri confronti, nasce nel credente la
necessit di essere sempre pi simile a Dio. Pertanto, egli non potr far altro che desiderare
di cambiare e di crescere in amore e santit, nella misericordia e nel perdono, ed inoltre
essere sempre disponibile all'invito a collaborare con Dio. Crescere a Sua immagine,
un'immagine profondamente scolpita nel nostro animo e nel nostro cuore, un vivo
desiderio ed una necessit dell'uomo. Questa spinta alla crescita personale deve essere
anche un incentivo all'amore, un desiderio profondo ed una necessit interiore ad essere
quanto pi simili a colui che amiamo. La pi grande ingiustizia che l'uomo possa fare a se
stesso consiste proprio nel trascurare l'opera individuale su se stesso.
Lavorare su se stessi: questo l'invito della Madonna, rivolto nel momento in cui sono
diminuiti o addirittura scomparsi i lavori nei campi, nei terreni e nei vigneti. Ogni persona,
che lavori o che abbia lavorato in campagna o nel proprio giardino, potr ben capire questo
discorso. Chi vuole avere dei buoni frutti, non potr accontentarsi solo di cercare un buon
seme, ma dovr anche lavorare sodo. Ogni erbaccia lasciata o cattivo seme possono
minacciare e mettere in pericolo il raccolto. Per coloro che non sanno cosa tutto ci
significhi, basta che si ricordino semplicemente di come debba essere esatto e preciso il
lavoro sulle macchine e sulle strumentazioni tecniche in genere e come il lavoro corretto dei
macchinari dipenda da molte condizioni e come anche il minimo guasto minacci o arresti
completamente un macchinario o una strumentazione tecnica.

Lo stimolo importante
In questo messaggio troviamo la fervida incitazione materna della Madonna, la quale ci
chiede, in nome dell'amore per lei, di recarci a Messa. Si tratta di un'esortazione che spesso
viene rivolta al figlio, in nome dell'amore verso la madre. Tutti noi ci saremo trovati nella
condizione di non avere voglia di fare qualcosa. Allora la mamma ci ha chiesto di fare o di
non fare qualcosa in virt del nostro amore nei suoi confronti. In questo momento si
interrompono tutte le domande, si aggirano tutti i problemi, si accetta spesso quello che per
noi inaccettabile, si comprende l'incomprensibile e si risponde all'amore materno. La S.
Messa il mistero della presenza divina. Non semplice n facile entrare in questo
mistero, vivere al suo interno un gioioso incontro, riposarsi, ristorarsi e rifocillarsi. Ma
all'inizio estremamente importante recarsi a Messa e continuare ad andare in nome
dell'amore verso la madre. Una parte dei parrocchiani di Medjugorje lo ha capito e si reca a
Messa tutte le sere o molto spesso, indipendentemente dal tempo o dal lavoro da svolgere.
possibile anche recarsi a Messa un giorno per altre ragioni personali, spinti dal proprio
amore nei confronti dell'amore di Dio che non amato a sufficienza neppure
nell'Eucaristia. Maria non dimentica l'esortazione che pu essere importante per ciascun
figlio: venite, sarete ricompensati! La ricompensa finale pi grande data dall'incontro e

dalla vita con Dio: non c' nulla di pi grande. All'inizio del cammino e della crescita
spirituale, probabile che la parola "ricompensa" sia soprattutto collegata alle necessit e ai
desideri del singolo. Il tempo della crescita viene concesso e non bisogna trascurarlo. Cos
un giorno S.Pietro disse a Ges.

Accettare con amore...


Il messaggio pronunciato dalla Madonna il 3 aprile 1986 , in un certo senso, il pi prezioso
di tutti! In questa occasione la Madonna ha semplicemente detto, con la Sua tenerezza
materna, tutto quello che una madre come Lei avrebbe potuto dire ad un livello
comprensibile.
"Cari figli! Vi invito a vivere la Santa Messa. Molti di voi ne hanno sperimentato la
bellezza, ma ci sono anche coloro che non vengono volentieri. Io vi ho scelto, cari figli, e
Ges nella Santa Messa vi d le sue grazie. Perci vivete coscientemente la Santa Messa e
la vostra venuta sia piena di gioia. Venite con amore e accogliete in voi la Santa Messa.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!".
Vivere la Santa Messa il primo invito vivificatore ed il consiglio insito nel sovracitato
messaggio. Si tratta quindi di un prolungamento sentito della partecipazione alla S. Messa,
un elemento di straordinaria importanza e validit per la vita cristiana. Laddove la Messa e
la celebrazione liturgica non vengono vissute, laddove non si prolungano nella comunione e
nell'adorazione, il cristiano in gravissimo pericolo. Si infatti verificato qualche
abbattimento spirituale, non c' pi la vita. Da questo prolungamento dell'esperienza
dipendono l'ardore e lo zelo con cui la gente si recher a Messa. Quando la Messa viene
realmente preparata e celebrata, quando l'incontro liturgico viene vissuto, quando c' tempo
per la parola di Dio, quando si prega e si rimane in silenzio, quando si canta col cuore,
allora la Messa sar vissuta! Essa sar vita e progresso spirituale per tutti i credenti ed
attirer anche quelli che si sono assopiti, i deboli e gli incerti! Essa aprir gli occhi ai non
credenti perch essi vedano cosa accade durante la Messa. Tuttavia, vivere la S. Messa
una grazia che possiamo chiedere a Dio: ecco perch non deve mancare, n essere
superfluo il riconoscimento della S. Messa e della preparazione alla celebrazione liturgica.
La bellezza della S. Messa sta nel fatto che essa sacrificio vivo dell'amore di Cristo che
da' Se stesso per noi. Tutte le volte che ci troviamo a Messa per celebrarla, indispensabile
dire e sapere che si tratta sempre di qualcuno che ci ama talmente tanto da essere sempre e
costantemente pronto a donare se stesso a noi, incondizionatamente e disinteressatamente.
La bellezza sta nel fatto che Dio pronto a perdonare e a dimostrare misericordia, a nutrire
l'anima ed il corpo. Avvertire una tale bellezza significa entrare profondamente nel mistero
dell'Amore divino e cercare ogni giorno, ininterrottamente, convivendo con questo Amore,
di dare una risposta a tutti con la propria vita.
triste quando il cristiano si reca malvolentieri a Messa; questo infatti il segnale pi
evidente che egli non ha compreso nulla, che lo minacciano l'aridit, la desolazione e la

morte dell'animo e che, al tempo stesso, in lui non si svilupperanno quei doni che egli ha
ricevuto da Dio.
Ma quando questo "malvolentieri" attribuibile ad un certo disordine, stanchezza, o quanto
meno ad una prova, allora meno pericoloso. Anzi questa condizione pu rappresentare
una rinascita, un nuovo modo di comprensione, di accettazione e di esperienza. In questo
caso potrebbe anche trattarsi di una crescita spirituale che deve passare attraverso le prove
del deserto; dell'annunciazione di una nuova terra promessa, ricca perch creata in intima
connessione con Dio ed in Ges Cristo!

...e gioiosamente
Solo una madre parla cos. Si tratta di una vecchia regola confermata: quello che fai, fallo
con amore, devozione e gioia, con coscienza e libert, ma anche responsabilmente! Ci
significa che ogni volta che ci si reca a Messa questo deve essere un atto umano
consapevole, un atto del tutto personale, espressione di una profonda fede individuale e
dell'accettazione della presenza eucaristica di Cristo. Come potrebbe non essere gioioso
l'incontro con Colui che, per amore nei confronti di tutti noi, dona la Sua vita, si fa pane e
vino della nostra esistenza. Ricordarsi almeno qualche volta con quanto amore e desiderio
lo stesso Ges ha atteso il giorno in cui si sarebbe donato a noi, potrebbe essere un buon
motivo per la nostra gioia e potrebbe inoltre risvegliare la nostra coscienza ed il nostro
amore.
importante sapere come anche la Madonna desidera ardentemente che si celebri la
Messa; pregheremo, a tal fine! E chiederemo a Lei la grazia di andare con gioia e con
amore, coscientemente e liberamente, alla Messa. davvero deplorevole quando non si
comprendono la profondit e l'ampiezza dell'amore di Cristo, quando non si vive la
S.Messa come qualcosa di diverso dallo spiacevole obbligo domenicale, perch oltretutto ci
impedisce di riposarci e di prepararci ad una nuova settimana lavorativa.
In tal caso, non abbiamo neppure compreso l'amore di Cristo che ci viene donato, non
siamo grati, n riusciamo ad afferrare il valore inestimabile della S. Messa e dell'incontro
con Cristo nell'Eucaristia volto ad una nostra crescita individuale ed alla vita spirituale.
Sarebbe come se un amico ci invitasse, ci preparasse un lauto pranzo e noi andassimo
malvolentieri, parlassimo svogliatamente, non rispondessimo alle domande, non
chiedessimo nulla al nostro amico e non ci interessassimo di nulla; si aspettasse la fine del
pranzo e, subito dopo la conclusione, si fuggisse da quella sala nella quale l'amico intendeva
ospitarci e trascorrere del tempo insieme. Sarebbe comunque una grave offesa nei
confronti di chi ci ha invitato e, anche per noi stessi, sarebbe, quanto meno, una mancanza
di educazione ed una grande perdita dal punto di vista dell'amicizia e della comune
partecipazione alla vita degli altri. Sarebbe una separazione definitiva e, alla fin fine, un
sicuro fallimento.
La Messa non che un banchetto col nostro amico Dio, ed anche di pi. un sacrificio

vivo della vita di Dio che si da per noi e per la nostra salvezza.
Ecco perch l'amore dell'Eucaristia di Cristo merita di essere vissuto, merita che si avverta
la sua bellezza, che si sia consapevoli della grazia che ci viene offerta e ci si renda
disponibili ad essa, al fine di recarsi a Messa con rinnovato amore per comprenderla
sempre pi responsabilmente e coscientemente.

Dio qui, siate santi!


importante ripetere ancora una volta che Maria ci educa e ci alleva con semplicit. A lei,
in quanto Madre, non sono necessari altri moniti, in aggiunta a quelli che da' con i suoi
messaggi, per influenzare profondamente la vita dei credenti. Con questi avvertimenti Ella
intende far riferimento al comportamento tenuto in chiesa, intesa come edificio, poich in
essa dimora il Re dei Re e il Signore fra tutti i Signori.
Nel messaggio del 25 aprile 1988 Ella disse che la S. Messa il centro della vita, la vita
stessa, e che la chiesa, intesa come edificio, viene resa sacra dalla Presenza divina e dal
fatto che tutti i credenti siano chiamati alla santit che deriva dall'incontro col Santo: "Cari
figli! Dio desidera farvi santi, perci attraverso Me vi invita all'abbandono totale. La Santa
Messa sia per voi vita! Cercate di comprendere che la Chiesa la casa di Dio, il luogo dove
Io vi riunisco e desidero mostrarvi la strada che conduce a Dio. Venite e pregate! Non state
ad osservare gli altri e a giudicarli. La vostra vita sia piuttosto una testimonianza sulla strada
della santit. Le Chiese sono degne di rispetto e consacrate, perch Dio che si fatto uomo
sta dentro di esse giorno e notte.
Perci, figlioli, credete, e pregate che il Padre vi accresca la fede, e poi chiedete ci che vi
necessario. Sono con voi e gioisco per la vostra conversione. Vi proteggo con il mio
manto materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"
Renderci santi: questo il primo ed il pi importante obiettivo dell'educazione che Maria ci
impartisce. Essere santi significa innanzitutto essere sani nello spirito, purificati dal peccato
e dalle sue conseguenze; significa avere pace ed amore nel cuore e crescere sempre
secondo il Vangelo. Infatti, essere santi non significa fare miracoli o compiere gesti
miracolosi, oppure avere il dono della veggenza, della profezia o qualcosa di simile. Il
desiderio di Maria di renderci santi radicato spiritualmente nel profondo del nostro essere.
Questa la nostra missione e, d'altro canto, il desiderio di Dio quello di renderci santi e
perfetti come Lui, il Padre nostro celeste (Cfr. Ef. l , 1). Perci il compito ed il dovere di
Maria quello di condurci su questa strada fino alla santit, che ha lo stesso valore per tutti
i cristiani ed possibile per tutti.
Ogni tempo ed ogni luogo, ogni collettivit ed ogni singolo, comunque essi siano, sono
sempre giusti ed opportuni per la santit. Desiderare un'epoca diversa e persone diverse
attorno, quale presupposto per una decisione personale ed una crescita nella santit,
significa solo ingannare se stessi. Infatti, per essere santi, indispensabile solo collaborare
con la volont di Dio nelle circostanze in cui ci si viene a trovare.

Dio ci d la santit
Maria, in quanto ancella del Signore, pura dal peccato e senza macchia, pu essere un
modello ed uno specchio di quelle mete a cui Dio ci guida. In lei possibile avvertire tutta
la bellezza della crescita nella santit. Ella ci pu incitare alla santit, ma non pu darla,
solo Dio pu farlo. Ecco perch, per mezzo della sua esperienza e dei suoi consigli, bisogna
consacrarsi a Dio. In altre parole ci significa affidarsi a Lui e farsi guidare. Secondo i
messaggi di Maria, "consacrarsi" espressione di fede. Dare il proprio cuore a Dio,
affidarsi a Lui, dire insieme a lei "eccomi Signore": questo il contenuto della fede. La
mancanza di fede sar perci sfiducia e opposizione alla volont di Dio.
Dio si sarebbe opposto, e ci impossibile, qualora la Sua volont non fosse stata
necessaria per la nostra santit e per la nostra crescita a Sua immagine e somiglianza.
L'uomo si autodistrugge quando non segue la volont divina.

Credete, venite, pregate


Credere che Dio sia presente nell'Eucaristia, che la Messa sia il Suo incessante sacrificio
per noi, l dove noi Lo incontriamo vivo: anche un invito a recarci dove Lui si trova e a
pregare. La fede deve avere una propria esperienza. Essa si basa infatti sull'esperienza, e
questa si ottiene incontrandosi e restando insieme, condividendo lo stesso destino e
soprattutto partecipando a quello altrui. Talvolta, i credenti corrono il rischio di convincersi
che l'incontro eucaristico possa essere sostituito dalla preghiera in casa o ... da devozioni
private! Ci accade ogni volta che si cerca, senza un reale motivo, di giustificare le nostre
assenze dalla Messa.
fondamentale andando a Messa pregare per la grazia della fede, e chiedere poi quello di
cui abbiamo bisogno. Bisogna realizzare la comunione eucaristica e vivere grazie ad essa e,
vivendo in questo modo, prolungare la propria esperienza personale con Dio e con il
prossimo. Si offre cos anche la testimonianza agli altri e noi siamo chiamati per questo, per
rendere testimonianza! La fede infatti sempre una realt personale e mai una questione
privata del singolo, pertanto essa deve avere una propria eco nella societ. Molti
confondono pubblico e privato e si escludono facilmente dalla comunit, e per questo
motivo soffrono poi i singoli, le membra e tutto il corpo di Ges, nostro Capo (Cfr. 1 Cor
12,1231).

La chiesa il tempio di Dio


Il rispetto, una posizione di profonda donazione, un comportamento adeguato: questo
quanto Maria chiede nel suo messaggio. Solo una madre, e solo lei, pu parlare cos,
insegnandoci il decoro ed il comportamento corretto da tenere in chiesa. La chiesa il
tempio di Dio dove Egli risiede. La Sua presenza santifica le chiese e, ai luoghi consacrati,

si addice un comportamento nuovo, santo e santificante. Cos come la presenza di Dio


santifica lo spazio della chiesa, anche la crescita del singolo e dell'intera comunit nella
santit contribuisce a rendere il luogo sacro. Tale santificazione continua nel mondo e tutto
quello che i credenti fanno, tutto quello con cui essi vengono a contatto, diviene santo.
Coscienti di ci e con un tale atteggiamento, riporteremo la santit in ognuno, insieme ad
un profondo rispetto per gli uomini e la natura. Con il suo comportamento, l'uomo ha
privato il mondo della sua dignit e, grazie alla propria santificazione, restituir ad esso la
dignit, gli creer una nuova immagine e consentir un nuovo ordine. San Paolo ci dice che
tutti saremo soggetti a Dio una volta, tutte le creature, tutti gli uomini. La morte verr
annientata e lo stesso Cristo si sottoporr al Padre. Dio, per mezzo di Cristo, sar tutto in
tutti. (Cor. 15, 2328)

Io sono con voi


Anche Maria fedele ed apprende. Ella lavora, prega, gioisce, protegge, invita, ammonisce,
ringrazia, presente e questa e la cosa pi importante.

LA PREPARAZIONE ALLA MESSA


Se ho tempo, andr un po' prima in Chiesa e reciter queste preghiere, oppure pregher a
casa!
La nostra preparazione avviene per mezzo del Rosario. Recitare il Rosario significa
guardare la vita di Maria e di Ges e pregare per ricevere la grazia di vivere ed agire come
Ges, come Maria. Quindi, di mistero in mistero, osserviamo la loro vita e preghiamo per
le grazie di cui abbiamo bisogno. Particolarmente importante sottolineare che la vita di
Maria sempre stata rivolta a Ges. Prima del concepimento Ella, in quanto fanciulla
israeliana, Lo aveva atteso nella preghiera e nel digiuno, invocando Dio affinch mandasse
il Messia. Non sperava, n si aspettava di diventare la Madre del Salvatore. Dopo il
concepimento e la nascita, Lo aveva servito come Madre, Maestra, Protettrice e, infine,
Compagna nel dolore e nella gioia della Risurrezione!

MISTERI GAUDIOSI
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Preghiera iniziale: Lode e grazie a te Padre Celeste, perch ci hai mandato Tuo Figlio
Ges Cristo e perch Egli rimasto con noi per sempre. Credo nella Sua parola: Io sar
con voi sino alla fine del mondo! Credo che nella confessione, incontro Te, o Padre
misericordioso. Credo in particolar modo di incontrarti nel sacrificio liturgico. Voglio ora
trascorrere questo tempo in preghiera. Voglio che, con la forza del Tuo Spirito Santo, Tu
possa preparare il mio cuore, cos che esso sia gi pronto all'incontro, in questa preghiera, e

affinch la S. Messa sia, per me, un incontro gioioso con il Tuo figlio Ges Cristo.
Allontana da me tutto quello che in questo momento mi impedisce di incontrarTi. Purifica il
mio cuore e la mia anima, cos come si pulisce la casa quando si aspettano amici ed ospiti.
Fa' che il mio cuore, grazie a questa preghiera, si plachi e si disponga all'incontro con Te!
Apri i miei occhi affinch io ti veda. Apri le mie orecchie, affinch io ti oda! Purifica le mie
mani perch io sia degno di riceverti... Grazie, Maria, perch mi hai detto di prepararmi
all'incontro con Lui. Anche tu, o Madre, resta con me. Aiutami ad aprire il mio cuore, cos
come apri il tuo. Amen.
Credo...
1. L'Annunciazione
Grazie, o Dio, per aver mandato a Maria un tuo angelo, ad annunciarle che sarebbe
divenuta la madre del Tuo Figlio, la Tua Parola eterna. Sia grazie e lode per la Sua risposta:
"Si faccia di me secondo la Tua parola!" poich quello stato il momento
dell'Incarnazione, quello in cui il Tuo Figlio si fatto uomo ed ha iniziato a dimorare in
mezzo a noi. Grazie o Signore, perch il cuore di Maria divenuto il primo altare sul quale
la Tua parola, il Tuo Figlio Ges Cristo si fatto uomo, trovando subito dimora nel cuore
di Maria.
Grazie a Te, o Maria, perch il tuo SI' aperto le porte al Messia, affinch Egli entrasse in
questo mondo. Grazie a TE per l'amore materno con cui hai nutrito, come Madre, il Corpo
ed il Sangue del Tuo Figlio, come ogni madre fa col proprio bambino.
Padre, ora per mezzo di Maria ed insieme a Lei Ti prego, mentre mi preparo al sacrificio
liturgico, affinch il mio cuore sia pronto ad ascoltare e ricevere la Tua parola. Fa che,
durante questa S. Messa, anche in me avvenga l'Incarnazione. Fa che la Tua Parola possa
entrare nel mio cuore e nella mia anima. Insieme a Maria voglio ripetere: Sia fatta la Tua
volont!
(Rimango in silenzio!)

2. La visita a Elisabetta
La Parola di Dio si incarnata in Te, ha trovato in Te uno spazio nuovo e la Tua parente
ha avuto uno spazio nuovo nella Tua vita. Ecco perch Tu Ti sei affrettata ad andare da
Elisabetta. Il Tuo cuore il primo altare sul quale si verificata una grande trasformazione.
Ed ora la Tua vita divenuta il primo altare vivente dell'incontro tra Dio e uomo.
accaduto quello che doveva accadere quando Dio si fatto uomo. Elisabetta Ti ha salutato
con gioia. Ha riconosciuto in Te una Credente. Ti ha detto: beata perch credi. Sia perci
benedetto il frutto del Tuo seno. Maria, anche io ora mi preparo all'incontro con il Signore
in questo sacrificio liturgico. Possa il mio cuore essere libero dal peccato e sussultare di
gioia, perch il Signore Ges che viene. Per tua intercessione, scompaia tutto quello che
di cattivo si accumulato nel mio cuore. Scompaia tutto quello che potrebbe ostacolare

l'incontro con Lui. Perci, Maria, anche io, insieme ad Elisabetta, Ti saluto con gioia.
Voglio pregare con Te e celebrare il Signore, perch attraverso la preghiera il mio cuore, la
mia anima ed il mio corpo siano pronti per il Signore.
Possano tutte le difficolt e le sofferenze, i timori e le miserie trasformarsi in un ponte per
incontrare il Signore, grazie a Te, cos come tutte le sofferenze di Elisabetta si sono
trasformate in gioia e certezza dopo l'incontro con Te.
Zaccaria, il marito di Elisabetta, non volle credere che avrebbe avuto un figlio. Non
credette all'angelo che portava l'annuncio e rimase muto. Non riusciva a parlare. Con la sua
sfiducia si era autoescluso dal processo gioioso della salvezza. Maria, in questa
preparazione voglio mettere in evidenza tutta la scarsa disponibilit della mia
famiglia/comunit, di tutti coloro che si sono ammutoliti e non pregano pi, di tutti coloro
che sono divenuti ciechi nei confronti degli altri. Fa che tutto quello che cattivo, scompaia
in questa preparazione e che tutto quello che malvagio bruci nel fuoco della Grazia
divina, cos che noi, dopo questa Messa, possiamo vedere dall'alto il Sole...
(Raccomander a Maria la mia famiglia o comunit, amici e conoscenti e soprattutto quanti
non vengono a Messa o vengono impreparati a vivere la Messa come incontro... )
Recita devotamente la preghiera di Maria! L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perch ha guardato l'umilt della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo il suo nome: di generazione in
generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha
rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha
rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso
ai nostri padri, ad Abramo e la sua discendenza, per sempre (Lc 1,4655).

3. La nascita di Ges
La notte in cui dovevi dare alla luce il Tuo Figlio, le famiglie di Betlemme non accolsero
Te, o Maria, ed il Tuo sposo Giuseppe. C'era una stalla aperta e, all'interno di questa, hai
atteso la nascita del tuo Figlio e del Figlio di Dio. Egli nacque e fu accolto dal tuo tenero
amore materno. Gli angeli cantavano: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli
uomini che Egli ama!" Lo hai deposto in una mangiatoia dopo averlo nutrito e, con
profonda umilt e gratitudine, hai vegliato su di Lui e Lo hai adorato. Hai ascoltato quello
che si diceva su di Lui e hai serbato queste cose nel Tuo cuore.
Maria! Mentre mi preparo al Sacrificio liturgico, desidero essere pienamente disponibile.

Anche se il mio cuore freddo e di poco conto, so di dover dire: "Vieni Signore Ges e
nasci nel mio cuore"; infatti tu, o Maria, per prima Lo hai dato alla luce in una stalla.
Mentre mi preparo ad incontrarti nel Sacrificio liturgico, desidero che la grazia dell'amore
verso Ges mi pervada cos come anche Tu, o Maria, sei stata avvolta dall'amore materno
verso di Lui. Desidero che il mio cuore rinasca al solo pensiero di Dio che viene verso di
me e che proclami il canto gioioso degli angeli, cos che, per mezzo di questo canto, io
possa essere pronto a fare ogni cosa per la gloria del Padre e a divenire un uomo di buona
volont. Desidero che il mio cuore sia pronto ad accoglierlo, a donarsi a Lui e a portarlo
con s nella vita di tutti i giorni. Desidero adorarlo per sempre nel mio cuore e riconoscerlo
ogni volta nel prossimo. In questo momento di preparazione prego per la grazia dell'amore
eucaristico verso Ges, affinch, d'ora in poi, possa amare "in Ges" come Lui ama "in
me". Ogni giorno Egli nasce nuovamente sull'altare per me e vuole nascere anche nel mio
cuore. Aiutami o Maria, affinch ogni mia giornata sia un'incessante preparazione alla Sua
nascita e alla sua crescita in me. Possa questa S. Messa essere per me quello che
Bethlemme stato per Te. Fa che io possa accogliere con amore Ges nel mio cuore e
adorarlo con profondit ed umilt. Possa questa S. Messa essere per me l'esperienza della
venuta del Signore, cos come avvenuto per i pastori nel momento in cui essi sono stati
illuminati dalla luce ed hanno compreso che era nato il Messia. Fa che io possa essere
pronto almeno per un momento ad abbandonare tutto per andare a Bethlemme ad
incontrarlo. Possa questa Messa essere per me come l'esperienza dei Magi. Essi
riconobbero nella stella la venuta del Signore e la seguirono. Essi superarono tutte le
difficolt ed alla fine incontrarono Te, la madre col suo Figlio Unigenito. Fa che ogni mia
Messa sia un evento tanto nuovo e santo... (Leggi, se puoi il dramma natalizio a pag 144)

4. La presentazione di Ges
O Maria, rispettando la Legge, ti sei recata al tempio insieme al tuo sposo Giuseppe ed hai
mostrato tuo Figlio, il tuo Unigenito. Tu hai offerto la prima Vittima del Nuovo Testamento
per la salvezza del mondo: l'hai offerta con amore e devozione. Grazie, Maria!
Preparandomi all'incontro con il Signore, nel sacrificio liturgico in questa chiesa, prego
insieme a te il Signore per il Sacerdote che celebrer la S. Messa.
Ti rendo ora grazie per la vocazione che il Signore gli ha concesso (se conosco un
sacerdote ne dico il nome!) e che egli ha accolto. Signore, ti prego, abbi misericordia di
questo sacerdote. Fa scendere su di lui lo Spirito Santo, affinch egli possa celebrare con
amore la S. Messa. Ispiralo! Fa che il suo cuore sia pronto a questo incontro con te.
Ispiralo, affinch la Tua parola lo aiuti ad annunciare con amore e ad interpretare con la
forza dello Spirito Santo. Fa che la parola che gli viene rivelata trovi posto nel suo cuore e
che produca frutto nella sua vita. Ti prego per tutti i sacerdoti del mondo, affinch essi
servano i misteri della fede con grande amore. So che alcuni di loro si trovano in difficolt,
perch sono poveri o ammalati, perch si sentono soli. Maria, insieme a Te, li raccomando
al Signore, affinch Egli li guarisca e li arricchisca col suo amore. Fa che Dio sia con loro,
affinch non siano soli. Ti raccomando e ti affido in modo
particolare quei sacerdoti che hanno perso il proprio amore per i misteri della fede, che non

ardono pi nel celebrare il sacrificio eucaristico, che non sono pienamente convinti che il
Tuo figlio sia presente in corpo e spirito nel pane e nel vino, che fanno la Comunione con
leggerezza, che non hanno n la voglia, n il tempo di approfondire la vita spirituale.
Raccomando a te, o Maria, anche tutti coloro che hanno recepito la missione spirituale e
che camminano verso il sacerdozio. Fa che la grazia dello Spirito Santo cresca nell'amore j
eucaristico, che essi possano, come anche Tu una volta nel Tempio, celebrare con amore e
ardore il sacrificio liturgico e divenire gioiosi operatori del mistero divino.
Nel Tempio, gli eletti di Dio, l'anziano Simeone e la profetessa Anna, hanno riconosciuto, il
Salvatore del mondo ed hanno celebrato Dio. Il vecchio Simone pronunci allora il suo
ringraziamento: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;
perch i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce
per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele (Cfr. Lc 2.2932).
Maria, in questa preghiera e in questa preparazione alla S. Messa ricordo tutti quegli anziani
e malati che vorrebbero partecipare, ma che non possono proprio a causa dell'et avanzata
e dalla malattia. Fa che siano pronti ad offrire al Signore le proprie croci e malattie per
ottenere, con questo sacrificio, la propria salvezza e quella del mondo.
Ti raccomando anche coloro che possono venire a Messa, ma che hanno perduto la fede e
non vengono pi. Infine, ti raccomando anche quelli che non hanno mai conosciuto n
udito il meraviglioso miracolo dell'amore eucaristico.

5. Il ritrovamento di Ges
O Maria, Tu hai educato il tuo Figlio unigenito insieme al tuo sposo Giuseppe. Avete
vissuto nel focolare domestico, secondo la legge divina, pregando, digiunando e rispettando
il sabato e le altre prescrizioni della Legge. Con il vostro ragazzo dodicenne vi siete recati in
pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme, per adempiere alla Legge. Durante questo
pellegrinaggio avete avuto anche un grande dispiacere. Per tre giorni avete cercato afflitti
Ges per poi trovarLo felice nel tempio. Tu, Maria non hai compreso le parole udite in
quella occasione, ma le hai serbate nel tuo cuore.
Maria, Tu desideri che la S. Messa sia per noi un incontro gioioso col Signore, il Dio
vivente. Eccomi, Maria, nel Tempio in cui dimora il Dio incarnato, il Tuo Figlio e nostro
Signore. Io desidero trovarLo qui, voglio incontrarLo nuovamente e voglio serbare nel mio
cuore le parole che Egli mi dir. Desidero che Egli trasformi la mia miseria e titubanza in
gioia e sicurezza, con una piena donazione al Signore. Desidero cambiare la mia vita in
questo incontro. Desidero pregare costantemente e vivere per sempre con Lui, come con
Te. O Maria, ancora oggi Tu cerchi i tuoi figli e le tue figlie, coloro che non hanno un
tempio e che si perdono lungo le strade della vita, coloro che si fermano o indugiano e
arrivano tardi o non arrivano mai alla destinazione divina. Tu cerchi anche coloro che
vogliono adempiere alla volont del Padre, ma che sono deboli ed incapaci. Tu condividi
con i genitori afflitti l'angoscia ed il dolore quando essi soffrono a causa

dei propri figli, quando questi ultimi si annientano nel male e nel peccato. Trasforma in
gioia il dolore dei genitori. Fa che essi possano gioire nella comunit domestica e vivere
nella pace e nell'amore derivanti dal sacrificio e dal rispetto reciproci.

I MISTERI DOLOROSI
Continuiamo la nostra preparazione alla S. Messa. Questi nostri misteri ci introducono al
mistero della sofferenza. La S. Messa un sacrificio non cruento del Nuovo Testamento.
Cristo si dona completamente a noi. bene entrare col cuore nel mistero della Sua passione
e morte, proprio grazie al rosario, al fine di poter vivere tutta la bellezza e la profondit
dell'amore di Cristo che perdona. Infatti questo amore stato sperimentato da Cristo
stesso, durante la passione e la Sua passione stata un'espressione duratura di amore e di
perdono. Guardare Cristo e Maria sofferenti ci aiuta a vivere nel vero senso della parola sia
l'inizio della Messa, sia il pentimento. Dio perdona volentieri, ma indispensabile essere
consapevoli, all'inizio della Messa, dei propri peccati e delle proprie colpe. indispensabile
pentirsi e solo allora sar possibile risanare lo spirito e convertirsi e, quindi, incontrare
Cristo.
Preghiera iniziale: Ges, voglio ora accostarmi a Te e seguirti nella Via Crucis fino al
Calvario. Voglio essere con Te nel momento della Tua morte e partecipare alla passione
Tua e della Tua madre Maria. Concedimi la grazia di entrare, con tutto ii cuore, nel mistero
della Tua sofferenza e di sentire veramente tutto l'orrore del peccato, perch io possa
avvertire, con tutto il cuore, la profondit, l'ampiezza e la sublimit del Tuo amore.
Concedimi la grazia della gratitudine, perch Tu sei degno di lode e gloria, di profondo
ringraziamento per l'amore con cui hai sofferto per noi.
O Maria, afflitta Maria, fedele nella sofferenza e nel dolore, vengo anche da Te, affinch
Tu non sia sola nel momento del dolore. Prendimi con Te. Io non sono degno di starti
accanto, perch so che l'insufficiente amore del mio cuore stato causa del Tuo dolore,
oggi come allora. Ma, in questo momento, io desidero con tutto il cuore e con tutta l'anima
esserti accanto. Grazie per il fatto stesso che questo desiderio regni nel mio cuore, ma so
che il mio cuore non arde a sufficienza n di amore, n di gratitudine. O Maria, per Tua
intercessione, fa che il Signore preservi il mio cuore puro e pieno di amore. Fa che non
venga ostacolato il mio incontro con Colui che soffre per me e per Te e che mi redime col
suo dolore. Fa che questo incontro sia gioioso!
Credo...

1. La preghiera di Ges nel giardino del Getsemani


Grazie o Ges perch prima di recarti nel giardino del Getsemani, il luogo nel quale ha
avuto inizio la Tua sofferenza, hai celebrato la prima Messa. Grazie per l'amore con il
quale hai preso il pane ed il calice e li hai condivisi con i tuoi Apostoli, affinch essi ne

mangiassero e bevessero e grazie per averli incitati a fare altrettanto in futuro in Tua
memoria. Grazie, o Cristo. All'inizio del Tuo cammino terreno, fu detto a Tua madre che il
tuo nome era Emanuele, Dio con noi. Alla fine della tua esistenza terrena, Tu hai realizzato
e reso perpetua la Tua presenza tra noi. Tu sei l'Emanuele, il Pane divino, con noi e per
noi. Sia grazie a Te! Sei rimasto solo nel giardino del Getsemani. Hai iniziato una battaglia
con la morte. Gli Apostoli erano lontani, nel corpo e nello spirito, dormivano. Maria non
era fisicamente presente, ma con lo spirito ed il cuore era sempre a fianco a Te. Grazie per
le parole: "Padre sia fatta la Tua e non la mia volont!" Grazie per la paura che hai avuto e
per le Tue parole di richiesta di aiuto:
"Padre, se possibile, passi da me questo calice!...". Ges, io mi preparo all'incontro con Te
in questa S.Messa. Riconosco e mi addoloro di averTi lasciato solo. Ora mi chiedo: credo
realmente nella tua presenza nell'ostia consacrata? Mi concedo cos poco tempo per
adorare l'Eucaristia... Come spesso in maniera superficiale e senza pensieri speciali, in tutta
fretta, ho ricevuto la Comunione! Eppure questa la risposta data: Amen, s, io credo! Ma
il mio cuore era lontano. Mi dispiace Ges. Con questa S. Messa e con questa Comunione
desidero incontrarti pienamente. Rinsalda la mia fiducia nella Tua presenza nell'Eucaristia.
Fa che io possa comprendere col cuore che tu sei realmente presente... Ti prego anche per
tutti coloro che insieme a me parteciperanno a questa S.Messa. Risveglia la loro fede nella
Tua presenza, fa che nel comunicarsi non siano superficiali o sacrileghi e che l'incontro con
Te non avvenga in maniera impropria.
Ti prego anche per i sacerdoti che celebreranno la Messa e per tutti gli altri. Perdonali
perch spesso Ti lasciano solo e perch nelle nostre chiese non si adora pi. Perdonali se
celebrano il servizio dei misteri della fede, senza sentimento.
Purifica i cuori, risveglia quanti sono addormentati, consola gli afflitti, libera quanti sono
prigionieri della bestemmia, dona la libert interiore a quanti sono prigionieri della droga o
schiavi dell'alcool o in altro modo dipendenti. Concedi l'umilt agli orgogliosi; a coloro che
non perdonano, d la forza di perdonare e, perdonando, fa che essi ottengano la gioia
interiore. Agli avari dona lo spirito dell'amore e della volont a prendere parte alle altrui
sofferenze... A coloro che sono oppressi dai conflitti familiari, concedi ora la pace e la
riconciliazione... Dona la libert ai padri di famiglia che sono imprigionati nel vizio.
Restituisci
l'amore e la fede a coloro che non credono nell'amore familiare. A coloro che sono
intrappolati in un comportamento e in abitudini immorali, dona la forza di essere pronti a
rispettare il proprio corpo e quello del prossimo. O Signore, Ti raccomando anche coloro
che non vengono pi ad incontrarti nella S. Messa perch hanno perso la fede e, nella
sfiducia, sono lontani da Te e si trovano nell'inquietudine. Restituisci loro la fede. Sii vicino
ai malati che non possono venire, ma che lo desiderano con tutto il cuore. Confortali, cos
come l'Angelo ha fatto con Te.
Insieme alle Tue lacrime ed al Tuo dolore, paura, sofferenza, sudore e solitudine, offro ora
al Padre Onnipotente tutti i dolori e le sofferenze per la salvezza del mondo.
Ges, fa' che non accada pi che qualcuno dei tuoi si addormenti. Fa' che, alla Tua

chiamata, il corpo e lo spirito si predispongano ad una nuova vita e ad una nuova fede. Nel
giardino del Getsemani si verificato un sommo tradimento. Il cuore Ti avr sicuramente
fatto male quando Giuda si avvicinato a Te e con un bacio Ti ha tradito. Ma Tu, nel Tuo
infinito amore, gli hai detto nonostante tutto amichevolmente: "Amico" Gli hai cos dato
l'opportunit di comprendere cosa stesse facendo e di evitare quel tradimento. Nel
prepararmi all'incontro con Te, Ges, Ti porto e Ti offro tutti i tradimenti che hai ricevuto
da me. Ti offro tutti gli incontri con i malati, i poveri, gli emarginati, i carcerati, gli affamati,
gli assetati e i miseri, quando io non Ti ho riconosciuto e Ti ho offeso con la mia
superficialit. Perdona tutti i tradimenti che sono in noi mentre ci riuniamo per incontrarTi.
Perdona i tradimenti di quanti non Ti cercano pi nell'Eucaristia. Perdonali ed abbi piet di
loro... Grazie perch perdoni volentieri e perch possiamo attendere con gioia l'incontro
con Te.

2. La flagellazione di Ges nel palazzo di Pilato


La condanna era chiara: che sia flagellato. E la flagellazione avvenne. 1 soldati erano
esperti, colpivano a turno e contavano le frustate. Sotto ogni colpo il Tuo corpo si feriva
sempre pi. Eri divenuto una grande ferita. Fosti ferito per noi, per guarire le nostre ferite
nell'anima e nel cuore. Grazie, Ges, per l'amore con il quale ti sei sottoposto alla
flagellazione per noi. Grazie perch curi le nostre ferite.
Ti prego, risana le ferite della mia anima, dalle quali scaturiscono e derivano le paure, le
miserie, le sfiducie, gli odi, la gelosia, l'invidia. Cura nell'animo tutto ci che conduce alla
dipendenza dalla droga, dall'alcool e da tutto il resto. Sana le ferite rimaste in me
dall'infanzia. Guarisci tutto quello che in me ora non sano, a causa dei rapporti precari
(con il padre, la madre, i fratelli, le sorelle o altri familiari, con la moglie, i figli, i malati, in
famiglia o coi membri della collettivit).
O Ges, per mezzo del Tue ferite, risana tutte le possibili colpe nella mia anima e nel mio
corpo ricevute da me su questa terra ed ereditate gi nel ventre materno. Guarisci tutte le
ferite ereditate e quelle dovute alla condizione in cui mia madre si trovata all'epoca della
gravidanza. Ges, guarisci tutte le ferite della mia famiglia/comunit, del mio popolo e della
Chiesa, ferite che ci siamo procurati per non aver amato e non essere stati amati, per non
aver perdonato e non essere stati perdonati... Guarda coloro che ora sono soggetti alla
flagellazione in seno alla famiglia, coloro che vivono profonde incomprensioni. Guarda
quelle famiglie che corrono il pericolo di disgregarsi e come i figli valutano questa
lacerazione, le ferite che ci infliggiamo continuamente a vicenda; per questo la vita spesso
per noi solo una continua fustigazione.
Guarda al mondo esposto alle ingiustizie, alle guerre, all'odio, alla corsa al denaro, alle
violenze e ad ogni genere di crimini. Guarisci le ferite del mondo, Tu, Agnello di Dio, ferito
per noi. Guarda quelle madri che hanno abortito, costrette da altri o volontariamente. Esse
hanno perso la gioia della vita; sono state ferite nel corpo e nell'anima e non possono aprirsi
alla vita e, al tempo stesso, sono andati distrutti in loro fede, speranza e amore. Tu hai
subito la flagellazione affinch nessuno fosse annientato a causa del proprio o dell'altrui

peccato, affinch nessuno portasse nel cuore ferite infette che ne generino delle altre. Ti
prego perci di risanare il cuore di coloro che hanno ucciso creature innocenti... Allontana
tutte le sofferenze della flagellazione dovute alla nostra mancata conversione e al non aver
cambiato la nostra vita. Ti offro tutte le sofferenze dovute al peccato individuale o a quello
del mondo. Risanaci, perdonaci ed abbi piet...

3. Ges coronato di spine


Sapevano che con Te non c'era nessuno da poterti accompagnare e Tu stesso hai rifiutato
di essere aiutato, cercando di fare in modo che i Tuoi discepoli venissero lasciati liberi e
che nessuno li toccasse. Secondo la legge, non c'era bisogno che Tu fossi cinto con una
corona di spine. La decisione ufficiale era solo di flagellarTi, ma i soldati vi aggiunsero
questa ulteriore condanna. Ti derisero e si presero gioco di Te e Ti posero sul capo una
grande corona di spine. Furono momenti di profonda umiliazione. Ti beffarono al punto da
poggiarti sulle spalle anche uno strano mantello e da metterti in mano una specie di scettro.
Si prendevano gioco di Te trattandoti come un Re. Il Vangelo ci dice che ti derisero,
chiedendoti di indovinare chi ti colpiva. Tu tacevi ed il tuo silenzio li rendeva pi furiosi e
rudi. Quindi le ferite, il sangue, gli sberleffi, l'umiliazione e la deturpazione dell'aspetto
hanno leso la Tua Persona con la flagellazione. Tu hai sofferto tutto con amore. Come
possiamo essere ingrati quando tu hai sopportato tutto questo per noi! Mentre ora mi
preparo alla S. Messa, desidero offrirTi questo mistero per tutte le offese che Ti vengono
fatte con le messe nere. So che ci sono molti che ti umiliano in maniera orripilante nell'ostia
consacrata. In combutta con Satana, contrari alla salvezza umana, costoro si prendono
gioco di Te e del Tuo amore eucaristico umiliandoTi. Ges, perdona e salva anche coloro
che hanno deciso consapevolmente di compiere con odio queste azioni. Io desidero che il
mio amore per Te, e l'amore di tutti coloro che ora verranno, sia degno della ricompensa e
del conforto in questo miracolo eucaristico.
Perdona tutte le offese e tutte le umiliazioni, perdona coloro che si recano a Messa,
prendono l'ostia per poi venderla a coloro con cui celebrano le messe nere. Perdona sia
coloro che lo fanno coscientemente, sia coloro che sono coinvolti in misfatti ed hanno
promesso collaborazione senza sapere quello che fanno. Fa che non si abusi del Tuo amore
eucaristico, che non ci sia pi freddezza nel cuore dei fedeli e che non ci si prenda gioco
del Tuo amore. Ti prego e ti offro con amore questo mistero. Fa che la mia preghiera sia
un balsamo, una ristoratrice rugiada mattutina. Fa che il mio amore sia caldo, sensibile e
grato. Risana le ferite di tutti i cuori che ti sono state inflitte dalla nostra profonda
ingratitudine. Fa che noi cristiani comprendiamo la santit della Tua presenza e che
possiamo sempre compiere azioni meritevoli.

4. Ges porta la sua croce con pazienza ed amore


Grazie per aver portato la croce. Era pesante, perch Tu eri stanco e ferito, ma con amore
l'hai accettata e portata.

(Ora rifletto sulla mia croce. Offro al Signore la situazione in cui mi trovo, le mie difficolt,
malattie e sofferenze, soprattutto se ho difficolt con i familiari o con la comunit.
Continuo a pregare e a riflettere, fino a quando non avvertir un senso di pace. In questo
caso particolare devo ottenere la pace interiore e la disposizione necessarie per assistere alla
S. Messa... Devo inoltre essere certo di trovarmi in pace con Dio. Mi sono arrabbiato con
Lui per la mia croce e la mia sofferenza?)
Grazie, Ges, perch sei con me nella sofferenza, perch condividi la mia croce. Aiutami a
portare la croce e ad avere misericordia di tutti coloro che portano la croce della vita senza
amore, senza speranza, senza fede. Dai un senso alle nostre croci e fa che non siano
troppo pesanti. Fa che le nostre sofferenze e le nostre prove non siano superiori alle nostre
forze.
Preghiera alla Madre di bont, d'amore e di misericordia
Madre mia, Madre di bont, d'amore e di misericordia, ti amo con tutto il cuore e mi offro
a te. Per mezzo della tua bont, del tuo amore e della tua misericordia, salvami.
Io voglio appartenere a te. Ti amo tanto e desidero che tu mi custodisca. Dal profondo del
mio cuore, o Madre di bont, ti prego: dammi la tua bont affinch con essa io possa
meritare il cielo. Ti prego per il tuo immenso amore: concedimi di poter amare ogni uomo
come tu hai amato Ges.
Ti chiedo anche la grazia di essere palpitante di amore verso di te. Io mi affido a Te
completamente e desidero che tu sia accanto a me ad ogni mio passo, perch Tu sei piena
di grazia e vorrei non dimenticarmene mai.
Ma se un giorno io perdessi la grazia, ti prego di donarmela nuovamente. Amen

5. Ges muore sulla croce


Ges, Tu muori sulla croce! Maria Ti fedele e soffre con te! Sia grazie a Te per la Tua
morte! Grazie a Te per la Tua croce. Ecco, mi preparo a celebrare il Tuo sacrificio cruento
in maniera non cruenta. Tu sei morto e muori per me e per tutti gli uomini. La croce il
simbolo del Tuo amore per noi e questa S. Messa il segno di quanto ci ami. Mi prostro
dinanzi a Te e Ti ringrazio profondamente...
Grazie! Ci hai donato la Madre e ci hai affidato a lei. Non meritavamo un simile dono!
Soprattutto per il momento in cui ce l'hai donata, perch Tu soffrivi a causa dei peccati del
Tuo popolo, a causa di noi tutti. Ed in cambio, con amore, Tu ci doni la Madre,
ineffabilmente e incomprensibilmente!
Grazie, Maria, grazie anche a Te perch sei Madre! Fa' che la croce mi parli, come ha fatto
con te. Possano le parole provenienti dalla croce avere un'eco nel mio cuore, cos come
esse hanno risuonato nel Tuo cuore senza macchia.

Risuonano nelle mie orecchie le Tue parole: "Perdonali... Ho sete... Madre, ecco tuo
figlio... Un giorno sarai con me in Paradiso... Padre perch mi hai abbandonato... Padre,
alle Tue mani affido il Mio spirito..." Fa che d'ora in poi il mio cuore possa essere lo spazio
in cui risuonano queste parole. Donami la salvezza e fammi rinascere in una comunit
nuova...
Abbi piet dei moribondi. Che tutti possano udire la Tua voce. Fa che tutti possano
riappacificarsi per tempo e cercare il perdono...
Ti raccomando anche il momento della mia morte. Tutto Ti appartiene. Grazie per
l'incontro che sar il mio primo incontro con Te dopo la morte. Fa che possano scomparire
la paura e le difficolt e che ora entri nel mio cuore la tua Pace!
Ti raccomando anche tutti coloro che saranno con me nel momento in cui verr da Te,
anche il sacerdote che mi benedir e mi dar l'estrema unzione e mi riconcilier col Padre.
Fa che io possa dire: Padre si compia la volont tua!

PREGHIERA A MARIA PRIMA DELLA SANTA MESSA.


Maria, tu sei la Madre del Grande Salvatore Ges Cristo, grazie alle parole che hai
pronunciato nel momento dell'Annunciazione: Ecco l'ancella del Signore. Ges, la Parola di
Dio, si fa corpo ed inizia la Sua presenza eucaristica in mezzo a noi. Tutto ci stato
possibile perch tu Maria, Madre dell'Eucaristia, hai detto: Sia fatto secondo la Tua parola.
A Te ora, o Madre, mi offro e mi consacro pienamente, come un figlio alla madre, come
Ges si donato pienamente a Te e Tu sei stata per Lui una madre ed una educatrice.
Ecco, da questo momento mi unisco a Te con tutto il mio essere, in anima, corpo e cuore,
col mio passato, presente e futuro. Dono a Te ogni cosa, sia quello che c' di buono in me,
sia quello che non buono, che non ancora perfetto. Lo faccio soprattutto prima della S.
Messa. Concedimi ora la fede, affinch con essa anch'io possa dire: Signore entra nella mia
vita! Donami il Tuo amore, affinch con lo stesso ardente amore io possa accoglierlo e
rimanere con Lui. Donami la Tua purezza, affinch la mia purezza d'animo, abbellita dalle
grazie da me ottenute per merito Tuo, consentano a Lui una piacevole presenza, cos come
Egli ha dimorato confortevolmente nel tuo cuore. Fa che il mio amore sia tale da poterlo
sempre adorare nel tabernacolo del mio cuore. Maria, aiutami affinch ogni attimo di
questa Messa ed ogni attimo successivo sia santificato dalla Sua presenza.
Grazie, o Maria, perch sei la Madre dell'Eucaristia. A Te offro tutta questa comunit
parrocchiale (gruppo di preghiera/comunit religiosa). Aiuta tutti noi affinch possiamo
divenire sempre pi Suo corpo mistico, uniti dallo Spirito d'amore e nutriti con lo stesso
pane divino, la manna di Dio. Maria, tante volte sei stata in silenzio dinanzi a Lui, Lo hai
ammirato, hai riflettuto sulle parole udite, le hai serbate nel Tuo cuore, hai sperato e vissuto
nell'amore. Ecco, consacrandomi a Te, desidero ardentemente immergermi nella Sua
presenza ed incontrarLo nel silenzio e nella profondit del mio cuore e di tutto il mio
essere. Possa da ora la mia anima anelare a Lui, come il cervo ricerca la sorgente, come il
deserto arido e secco desidera la pioggia, come il viandante anela al riposo e alla frescura,

come la mamma unita al bambino e l'amico all'amico. Ecco Maria, io mi consacro a Te.
Ancora una volta, Tu sai cosa manca al santuario della mia anima affinch io possa essere
degnamente presente a questa S. Messa. So che Tu sei stata ai piedi della croce, il Tuo
cuore sa cosa sia un sacrificio cruento e cosa sia invece il sacrificio non cruento che si
ripete nella Messa. Fa che il mio cuore possa addentrarsi in questo mistero. Fa che esso
trovi la pace e divenga una piacevole dimora per il Tuo Figlio. Cos sia. Maria, Madre
dell'Eucaristia, prega per noi! Amen.

VIENI SPIRITO SANTO CREATORE


Padre celeste, nel nome di Ges Tuo figlio e nostro Salvatore, pervaso dallo Spirito Santo,
ascoltami, Ti prego con cuore sincero: riempimi di forza, luce, amore e ragione. Donami la
facolt della comprensione e dell'intendimento della tua parola, guariscimi con la fede dello
spirito risanatore, , affinch io possa prendere parte fedelmente a questo sacrificio liturgico.
Con l'amore dello Spirito, riempi il mio cuore, affinch il mio amore possa essere una
risposta all'amore eucaristico nello Spirito Santo che vive, dona la pace e salva. Fa che il
Tuo Spirito possa ora rinnovarmi, come hai promesso che avrebbe rinnovato l'immagine
del mondo.
Fa che il Tuo Spirito mi conduca ora nel Tuo ordine celeste, cos come ha portato ordine
nella creazione.
Possa il Tuo Spirito santificarmi, quello stesso Spirito che ha parlato per bocca dei profeti e
ha cominciato a parlare in Tuo Figlio Ges Cristo. Infondimi il Tuo Spirito che hai inviato
nel cuore di Maria Madre, per mezzo del quale ella ha concepito il Tuo Figlio e nostro
Salvatore.
Possa il Tuo Spirito che fa ardere i cuori pi freddi, riscaldare anche il mio e renderlo
degna dimora del Tuo Figlio.
Possa il Tuo Spirito illuminare pienamente anche il sacerdote che celebrer il mistero della
fede.
Possa il Tuo Spirito illuminarlo, affinch egli comprenda, capisca ed annunci la Tua parola.
Possa lo Spirito d'amore impossessarsi di lui, affinch egli ci renda testimonianza del Tuo
amore e della Tua misericordia.
Possa lo Spirito di donazione e di ubbidienza a Te: pervaderlo, liberarlo da ogni peccato,
annullare ed eliminare ogni segno di sfiducia, dubbio, mancanza di fede, miseria,
insicurezza e solitudine.
Possa egli celebrare gioiosamente insieme alla comunit dei fedeli il sacrificio vivente, come
ringraziamento alla Tua gloria.
Possa lo Spirito rinnovare tutti i sacerdoti, i vescovi ed il Papa. Rinnovi tutti i credenti e
l'immagine del mondo, affinch, tutti uniti, possiamo essere uniti e salvati da questo

sacrificio eucaristico che una celebrazione nel Tuo nome.


O Padre Santo, Ti preghiamo nel nome di Ges Cristo, con Maria Tua Ancella obbediente,
compagna del Tuo Santo Spirito.
Ascoltaci, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede e all'amore di Maria Madre e di tutta
la Chiesa.
(In preparazione alla S. Messa si pu di tanto in tanto recitare devotamente ed umilmente
anche uno degli inni allo Spirito Santo o un'altra preghiera.)

CELEBRA LA MESSA COL CUORE


Tutto quello che abbiamo detto fino ad ora, e soprattutto la preghiera e la meditazione nel
Rosario, la preghiera con Maria e quella allo Spirito Santo, hanno un solo significato:
preparare i nostri cuori all'incontro con l'ospite divino, al banchetto di Dio! Ora riprendiamo
le nostre riflessioni sulle singole parti della Messa e cerchiamo di pregare ogni volta col
cuore.

Signore, piet
L'inizio di ogni celebrazione liturgica caratterizzato dal "riconoscimento dei peccati e dalla
preghiera" affinch la Misericordia divina entri nelle nostre anime, siano perdonati i nostri
peccati, il nostro spirito venga risanato e noi possiamo degnamente partecipare alla
celebrazione della Messa. Il riconoscimento, da parte nostra, delle nostre debolezze , al
tempo stesso, anche una celebrazione della Misericordia divina. Noi dobbiamo andare,
riconoscere di aver sbagliato con i pensieri, le parole, le opere e le omissioni. Dio non ci
giudica, bens celebra la Sua Misericordia, perdonandoci e ammettendoci cos alla santa
mensa del suo figlio. La riconciliazione, la ricerca del perdono comprendono la pace con
Dio e con gli uomini. Per poter essere perdonati, necessario perdonare, se vogliamo
misericordia, dobbiamo essere misericordiosi.
L'Eucaristia, la S. Messa, un banchetto. L'esperienza ci insegna che non possiamo
partecipare ad un banchetto se allo stesso tavolo sar seduto qualcuno che non ci perdona
o che noi non intendiamo perdonare. Perci all'inizio diciamo: Signore, abbi piet e
perdona! Anch'io perdono tutti e voglio essere in comunione con tutti. Ci pentiamo,
innanzitutto, dei nostri pensieri.
Infatti, chi si concede cattivi pensieri ed intenzioni malvagie, pur nascondendoli nel proprio
cuore, ne rimane pienamente responsabile. Ecco perch tutto ci sempre germoglio e
frutto di un cuore malvagio. Siamo chiamati ad opporci sin dall'inizio ad ogni cattivo
pensiero, desiderio o intenzione. Ogni esitazione ed indugio nel male, condurranno
semplicemente ad un male ed ad un peccato ancora pi profondi.

Pentiamoci per le nostre parole, poich esse sono la continuazione dei nostri cattivi
pensieri, un loro germoglio. Le cattive parole uccidono, feriscono, fuorviano, portano le
tenebre. La parola cattiva pericolosa come un'arma a doppio taglio. Facciamo riferimento
non soltanto alle cattive parole pronunciate, ma anche a quelle che avremmo voluto dire,
ma che non abbiamo detto per mancanza di forza, di coraggio o per una certa saggezza.
Tuttavia, non siamo stati giudiziosi a sufficienza. Ogni consiglio, ogni parola confortante o
utile che non abbiamo pronunciato vanno inclusi nel pentimento per le parole dette.
Tutto quello che abbiamo fatto di male va allo stesso modo incluso in questo pentimento,
quale preparazione all'incontro eucaristico. Ogni cuore ed ogni anima sanno cosa sia una
cattiva azione, sia verso se stessi, sia verso gli altri, nei confronti di Dio o delle creature in
genere.
Pi difficile invece avvertire l'omissione che c' in noi, perch non significa fare qualcosa
di male, ma rendersi conto che era possibile fare di meglio. Quando l'uomo inizia a rendersi
conto dell'omissione e a pentirsi per tale motivo, allora avr scelto la giusta via dello spirito.
bene includere anche i peccati della famiglia, degli amici, della Chiesa e del mondo, farli
rientrare nel pentimento individuale, cercando il perdono e la misericordia di Dio per tutti e
per tutto.
L'atto del pentimento un gesto profondamente umano e cristiano. Questo atto pu essere
realmente personale e consapevole, poich si tratta sempre di un nuovo inizio. Pertanto,
importante ricordare che l'amore, il perdono di Dio sono un grande simbolo divino.
Durante la S. Messa indispensabile dare a questo atto abbastanza spazio e riconoscere
con il peccato, l'insuperabile dono della misericordia divina. Il pericolo infatti quello di
trasformare tutto in un gesto di routine che non in grado di apportare alcun cambiamento.
Noi non dovremmo e non potremmo iniziare la S. Messa se vi fosse qualcuno nella
comunit non disposto a perdonare o a pentirsi. Se non si risolvesse bene questa prima
parte, tutta la celebrazione verrebbe messa in crisi.
Un momento di seriet, di pentimento, di tristezza, ma allo stesso tempo di apertura verso
la misericordia di Dio, deve rappresentare l'inizio della S. Messa nel cuore di ciascun
credente e del sacerdote...

Preghiera...
O Dio, Padre misericordioso! Grazie, perch mi aspetti come un Padre buono. Sono
venuto con i miei peccati, le mie ferite e le mie paure, con le mie amarezze e miserie, con
le aspirazioni e speranze mie, della mia famiglia e della mia comunit. Stringimi a Te, o
Padre! Fa che l'inizio di questa Messa possa rappresentare un incontro con Te. Il mondo, e
tutto quello che in esso accade, mi stanca, perch non v' amore. Voglio ora immergermi
nel Tuo amore ed essere pronto a glorificarti e renderti grazie!

Ti glorifico mio Dio!


Dopo il pentimento ed il rimpianto a causa del peccato, la Chiesa manifesta la gioia
dell'Incontro che segue sempre alla Riconciliazione. Questo incontro inizio e presupposto
della gioia e della pace. Cos come il peccato ci divide gli uni dagli altri, allo stesso modo il
perdono ci unisce e ci porta al banchetto dell'agnello. Da qui l'inno gioioso e entusiasta:
Gloria a Dio nell'alto dei cieli!
Si tratta di un inno che ha accompagnato Cristo nella Sua venuta in questo mondo. Gli
angeli cominciarono allora a cantarlo e la Chiesa continua, celebrando cos la venuta di
Cristo Re e Signore. Il cuore del credente dovrebbe realmente sobbalzare di gioia a questo
inno, perch Dio non rimane in silenzio, ma viene e gioisce con noi. Questo l'inno della
nuova comunione fra Dio e gli uomini, il divampare di quella gioia che solo Dio pu
suscitare e donare al suo popolo. un profondo cambiamento del destino peccaminoso
dell'uomo, un nuovo inizio. un paradiso nuovo nel quale l'uomo deve rimanere
permanentemente e cantare al suo Signore. il momento in cui si cancellano le
conseguenze del peccato ed il cuore dell'uomo si ritrova nuovamente a godere della fonte
della gioia e della pace! Questa celebrazione e glorificazione di Dio, che riunisce il Suo
popolo, si conclude con la preghiera nella quale il popolo, la Chiesa di Dio, esprime
gratitudine e ringraziamento, ma anche richiede ci di cui ha bisogno.
Infatti, cos come con il gloria si rende onore e lode a Dio nell'alto dei cieli e si invitano gli
uomini a nutrirsi di buona volont, rendendo grazie anche a Cristo, con l'agnello di Dio
anche il credente ritorna, anima e corpo, alla situazione antecedente al peccato originale.
Egli pronto ancora una volta ad ascoltare e ad ubbidire a Dio. Qui ha inizio la fase
successiva della celebrazione eucaristica.
"Cari figli! Lodate il Signore dal profondo del vostro cuore! Benedite il suo nome in
continuo. Figli, in continuo ringraziate Dio Padre onnipotente, il quale desidera salvarvi e
che voi siate di nuovo con Lui nel regno eterno dopo questa vita terrestre. Figli, il Padre vi
desidera presso di Lui, come suoi figli pi cari.
Egli perdona anche se voi peccaste diverse volte. Per, non permettete che qualsiasi
peccato vi allontani dall'amore del vostro Padre celeste." (Messaggio dato a Jelena
Vasilj,6.10.1987).

Taci ed ascolta...
Dio parla all'uomo. Questo un dono, ma anche una Grazia incommensurabile. Dio non
tace neppure quando l'uomo rimane in silenzio e si distacca da Dio col peccato, divenendo
cieco e sordo dinanzi a Lui. Dio annuncia la Sua volont, i suoi progetti, insegna come un
Padre. Cos si ascoltano le parole del Vecchio e del Nuovo Testamento, e si d particolare
importanza al Vangelo. Durante le letture in generale ci si siede. Non si tratta soltanto di
una delle possibili posizioni fisiche, ma soprattutto di un'espressione di disponibilit ad
ascoltare la voce e l'insegnamento di Dio. Sedersi espressione della disponibilit

all'ascolto. Cos, quando il popolo si siede per ascoltare quello che Dio dice, accade
qualcosa di incommensurabilmente bello e buono: la parola di Dio che viene ricevuta al
tempo stesso parola creatrice, attiva ed efficace. Essa cade come un nuovo seme sul
terreno preparato del cuore e fa presagire un abbondante lavoro.
Quando si legge il Vangelo, il libro della lieta novella, il popolo di Dio ascolta in piedi.
Questa non soltanto una posizione possibile del corpo, bens un'espressione di profondo
rispetto per Colui che parla. Quando si legge o si annuncia, si ordina o si proclama qualcosa
di santo, i presenti rimangono in piedi per meglio ricevere le esortazioni. Anche questa
posizione ci fa pensare alla storica redenzione che si verificata con la venuta di Cristo. A
causa del peccato l'uomo non osava stare dinanzi a Dio, ma si nascondeva. Risanato da
Lui, l'uomo sta in piedi ed ascolta! Questo ci dispone poi a realizzare ci che udiamo.
Il semplice segno di croce sulla fronte, sulle labbra e sul petto prima del Vangelo molto
significativo. Facendo questo segno sulla fronte quale preparazione all'ascolto del Vangelo,
noi promettiamo in realt di riflettere sulla parola di Dio che ci viene annunciata.
Il segno sulle labbra indica la nostra promessa a continuare a proclamare la parola di Dio e
a parlarne. Infine, il segno di croce sul petto il nostro impegno a serbare la parole di Dio
nel nostro cuore. Proprio come, stando al Vangelo di Luca, ha fatto Maria. Ella infatti ha
conservato gelosamente la parola di Dio coltivandola nel suo cuore.
"...Siate aperti alla voce di Dio. In modo particolare vi invito ad ascoltare la voce di Dio nel
silenzio, perch Lui desidera nel silenzio colloquiare con tutti. Cari figli, abbiate fiducia e
non temete di attraversare con Lui anche la valle tenebrosa. Io vi benedico. (Messaggio
dato a Jelena Vasilj 30.7.1990).

Preghiera
O Dio che ci hai parlato per mezzo del Tuo Figlio, sia lode a Te per le parole che hai per
noi, Tuoi figli. Noi non avremmo avuto la luce, la verit, la via e la vita se Tu, nel Tuo
amore, non ci avessi mandato la Tua parola. Ecco, fa che essa possa alloggiare nei nostri
pensieri. Insegnaci a gioire per la Tua parola, cos come ci rallegriamo per quella dell'amico
o della madre. Fa che possiamo accogliere la Tua parola come si riceve una parola di
stimolo, di incoraggiamento, di speranza, di amore e di fiducia. Fa che la Tua parola generi
nuova parola in noi, che il Tuo amore ne generi altro, che la Tua Misericordia stimoli la
crescita della misericordia nei nostri cuori. Lode a Te che hai parole di salvezza per noi. La
Tua parola verit e ci illumina nella verit. Fa che la tua parola dimori tra noi e rimanga
con noi! Amen.

Dono e apro il mio cuore a Te


Dopo aver letto ed ascoltato la parola di Dio, segue solitamente l'interpretazione di questa,
ad opera del sacerdote o di qualche fedele accettato dalla Chiesa. La risposta contenuta

semplicemente nella preghiera del credo e nella preghiera dei fedeli. Quando Dio parla, Egli
crea nuovamente e rinnova il cuore dell'uomo. La parola di Dio viene distribuita come un
seme che cade sul suolo ed intende portare frutto, anche in abbondanza. Perci dopo la
proclamazione della parola di Dio, i credenti si alzano e recitano il credo, riconoscendo cos
di aver accolto la Parola e di aver fiducia in Dio che ha parlato. La parola latina credo
significa: dare il cuore, aprirsi e fidarsi. In pratica ci significa: decido di proseguire insieme
a Dio nella vita, Egli riprende nuovamente una posizione centrale nella mia vita. Ci
significa al tempo stesso una promessa di collaborazione con Dio che il creatore e il
Redentore, che per mezzo dello Spirito santifica e, attraverso la morte, riconduce alla vita,
che libera dal peccato: che, con i suoi fedeli, forma una comunit che neppure la morte pu
cancellare, che un giorno giudicher e premier, portando gli uomini nel Suo Regno eterno,
ma al tempo stesso, condanner coloro, con l'inferno, che hanno deciso di opporsi a Lui, di
dividersi per sempre da Lui. Questo il Dio in cui crediamo, Colui che ci parla e a cui, di
conseguenza, ci convertiamo con la preghiera.
Cos la comunit dei credenti, dopo l'annunzio della parola e la professione di fede,
continua a pregare, a rendere grazie e lode. Solitamente, a nome di tutta la comunit, il
sacerdote o il celebrante prega e la comunit risponde acclamando: ascoltaci, Signore o in
maniera simile.
Per quanto riguarda i messaggi e gli insegnamenti di Medjugorje, la Madonna ha chiesto
che si recitino prima il Credo e 7 Padre nostro. All'inizio di ogni incontro e tutte le volte che
si inizia, si pronuncia cos un atto di fede quale sostegno all'azione di preghiera. Recitare
ogni giorno il Credo significa esercitarsi nella consapevolezza dell'appartenenza a Dio. Va
notato che il numero 7 simbolo di pienezza.

Preghiera
Padre, io credo in Te. EccoTi il mio cuore. Sii Tu il Signore ed il Dio della mia vita e del
mio lavoro, dei miei pensieri e delle mie parole. D'ora in poi desidero rimanere sempre con
Te e collaborare incessantemente con Te. Grazie per avermi creato, redento, santificato e
perch mi aprirai le porte del Tuo regno. Accolgo tutto questo e prego affinch divenga
pronto a compiere ogni cosa secondo la Tua volont. Amen.

Divenire dono con i doni


Chi ha donato il proprio cuore appartiene a Dio, e Dio il Signore della sua vita! Ci
appare in maniera particolarmente chiara nella consegna dei doni. Noi diamo in dono a Dio,
in segno di riconoscimento e gratitudine, il pane ed il vino che sono effettivamente il
simbolo della nostra sofferenza ed impegno, della nostra speranza ed amore, della nostra
collaborazione con Lui. Questi doni ci rappresentano perch, come tutti i doni, sono il
simbolo di chi li offre ed esprimono la disponibilit, l'amicizia, e la prontezza a offrire tutto
a colui che ci ha coperto di ogni bene. Non si dona perch necessario, ma intanto ci si

aspetta riconoscimento e gratitudine.


E, Dio ci ricompensa nella Sua maniera divina! I nostri doni, semplici, ma vera espressione
della nostra vita, diventano per noi prodigi divini poich, per mezzo della forza della parola
di Dio, si trasformano da pane in vino, in corpo e sangue di Cristo. Che miracolosa
trasformazione! Non si pu superare Dio nel donare. Noi portiamo un po' di pane e di
vino, i frutti del nostro lavoro e della nostra collaborazione con Dio e Lui, in questi stessi
doni, offre se stesso e diviene il nostro cibo!
quindi importante notare questa trasformazione e partecipare ad essa col cuore e con
l'amore. Questo tributo, sotto forma di doni, pieno quando mettiamo nel pane e nel vino
anche la nostra vita, la nostra sofferenza, malattia, difficolt, la famiglia ed il mondo.
Questo anche il momento del nostro sacrificio e della nostra intesa con Cristo, che ogni
volta offre la Sua vita per noi nella Messa.
Con i nostri doni noi diveniamo un'offerta personificata, capaci di ricevere, a nostra volta, il
dono divino, nel momento della Celebrazione eucaristica. Tutto ci ci fa capire quanto sia
importante prepararsi alla Messa, in quanto Essa il momento del nostro Incontro con Dio,
del nostro sacrificio e della nostra decisiva scelta a stare con Lui! Sono proprio questi i
momenti della nostra salvezza!
Quanto sono lontani dalla celebrazione del sacrificio liturgico molti cristiani! E questo
semplicemente perch rimangono da parte, non partecipano. Essi rimangono osservatori
passivi: pertanto, la Messa, per loro, pu essere solo impersonale, e cio superficiale.
Addirittura per loro una gioia rimanerne fuori.
Bisognerebbe, invece, attraverso simboli, segni e atti di partecipazione alla Messa, vivere
sempre e incessantemente questi sensi di reciproca donazione. Chi si dona o riceve qualche
cosa in dono, vive la migliore dimensione del proprio essere. Grazie ad essa si sente felice e
soddisfatto, diviene uomo di pace, mentre chi non dono n per s n per gli altri, sar un
uomo infelice e solo. Essere disposto a donare e a ricevere anche la via per divenire
uomo di pace. Solo l'amore consente all'uomo di donare e di ricevere. Perci "Dio che si
dona" , per noi, vera scuola di vita che deve essere ben compresa, affinch possiamo
divenire uomini di pace. Questo Dio che si dona comunque una scuola positiva, nella
quale si apprende l'amore e si annientano l'egoismo, l'orgoglio e l'avarizia. Questa la
scuola in cui si impara ad essere pane per gli altri. Immergersi con l'anima ed il cuore in
questi attimi e in questi contenuti, significa vivere la messa come utile e necessario.
Si tratta della pedagogia di Dio, che Si dona per arricchirci. Con essa ci viene indicata la
strada per offrirci. Questa la "scuola con l'insegnamento delle opere", la scuola in cui gli
esempi di vita sono i migliori. Perci, questo anche il metodo migliore per apprendere.

Preghiera
O Dio, donatore e creatore di ogni cosa, lode e grazie a Te per quello che ci hai donato. Sii

benedetto per il pane ed il vino che ora noi offriamo a Te. Sii benedetto perch ci accogli
con questi doni, per quello che siamo, affinch Tu possa trasformarci cos come
trasformerai i nostri doni in Corpo e Sangue divini del Tuo Figlio Ges Cristo. Sii benedetto
ed accogli i nostri doni, affinch con Te siamo uniti come lo sono fratello e sorella, affinch
diveniamo un pane offerto a Te e possiamo essere pronti, come fratello e sorella, a
condividere il pane che Tu doni.
Annulla in noi tutto quello che impedisce l'offerta di noi stessi. Fa' che con voi possa
crescere ed ampliarsi la gioia della comunit. Amen.

Inchinati profondamente
Dopo aver recitato l'inno di lode, si acclama gioiosamente a colui che viene. Egli
benedetto, attende volentieri, ed inviato dal Padre, santo. A Lui si acclama: osanna, e
questo significa che gloria, onore e benedizione spettano all'agnello, il quale viene per
salvare gli uomini. Questi sono tutti preparativi efficaci per il momento santo che i credenti
attendono in ginocchio. Avviene cio una consacrazione quando il ministro, con la forza del
potere conferitogli dall'ordinazione, prende il pane e pronuncia le parole del grande
sacerdote durante l'ultima Cena: prendete e mangiate questo il mio corpo offerto per voi.
Poi prende il calice ripetendo le stesse parole di Cristo: questo il calice del mio sangue,
della nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Si
ripetono anche le parole con cui Cristo autorizza i Suoi Apostoli a fare lo stesso: fate questo
in memoria di me!
Il cuore del credente attende questi attimi di santit e di gioia, in una condizione di assoluta
donazione, e in modo particolare, in profondo silenzio e devozione. Dinanzi ad un simile
mistero, la maniera migliore presentarsi con espressione di ammirazione e di amore, con
un breve saluto, quello che solo un cuore grato, colmo di amore e ardore, pu dare!
Talvolta si canta, l'inno dell'alleluia o qualcosa di simile, ma normalmente si attende la
venuta, la nuova incarnazione, in silenzio ed in ginocchio. Ogni Consacrazione in realt,
una nuova Incarnazione della parola di Dio, che si fa pane vivo e bevanda divina per i
nostri peccati.
Ti adoro, Ti amo e credo in Te: Ti saluto di cuore, o mio Salvatore! Benvenuto!

Annunciamo la tua morte, Signore


Dopo la Consacrazione, la nuova incarnazione del Figlio di Dio sull'Altare, il sacerdote
proclama: mistero della fede. Questo veramente un mistero inesplicabile. Le nostre
semplici offerte, il pane ed il vino, grazie alla forza divina, divengono doni di Dio. Da
questo momento Ges presente, in anima e corpo, nel Suo aspetto divino ed umano. Si
rinnovano la Sua passione, morte e risurrezione e si annuncia la Sua venuta. Ecco perch
l'assemblea dei fedeli risponde con l'acclamazione: annunciamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione nell'attesa della tua venuta! La venuta di cui si parla la
gloriosa venuta di Ges alla fine dei tempi. Con la Celebrazione eucaristica, in quel
momento, si viene a contatto con la morte, a cui segue la risurrezione, che annuncia anche
la gloriosa venuta. Cos la nostra vita e quella di tutta la comunit, nonch quella dell'intero
genere umano, cancella il confine con la morte e conduce alla vita eterna. Tutto quello che
di transitorio, limitato, ferito o morto in noi e attorno a noi, diviene punto d'incontro con
la vita senza fine, perenne, gloriosa!
Annunciando la morte di Cristo, per cos dire, ci alleniamo al quotidiano morire al peccato
e alla morte e alla giornaliera rinascita ad una vita nuova, ad un'esistenza migliore e pi
bella. La paura scompare! Rotola via la pietra tombale che copre la vita e si inizia a vivere
nuovamente! Superare la morte, gi in questa vita, significa avere la forza di amare e,
amando, di sacrificarsi per gli altri. Chi con comprende la sofferenza, non pronto a vivere
per amare ed allora la morte si impossesser di lui, lo distrugger, facendogli perdere cos
ogni cosa. Intanto vivr in una costante paura e con la necessit di tutelare la propria vita.
Per lui scritto che chi vorr proteggere la propria vita, la perder!
Mentre chi vorr vivere liberamente in questo mondo, come figlio libero di Dio, dovr,
come condizione, guardare alla propria morte attraverso la morte di Cristo; in tal modo la
sua vita potr ricevere la nuova vita in Cristo e partecipare alla Sua gloria eterna.
Quindi, il momento in cui annunciamo la morte e la risurrezione di Cristo dovrebbe essere
un momento di speciale adorazione, di gioia e di pace profonda.
Con la Sua morte infatti Ges sconfigge la nostra e ci dona una vita nuova. Per noi cristiani
l'Eucaristia diviene rinnovamento continuo ed apertura alla vita, quella vita a cui ogni cuore
umano aspira.

D solo una parola


scontato che Cristo non viene soltanto per udire i nostri canti, ma per entrare
completamente nella nostra vita. E ci quello che accade effettivamente nel momento
della Comunione. Insieme a tutta la Chiesa, riconosciamo che Egli l'agnello di Dio che
toglie i peccati del mondo, e ci chiama alla mensa porgendoci in essa l'occasione per
guarire. Insieme alla Chiesa, riconosciamo cos l'onnipotenza dell'agnello e della Sua parola,
che risana l'anima ed il corpo. Con la Comunione, infatti, Cristo viene nell'animo del
credente. A seconda della preparazione del cuore, si verificher l'Incontro nella mensa
divina, non attraverso gli occhi del corpo ma della fede. Il momento successivo alla
Comunione il momento dell'Incontro pi intimo dell'animo con Dio, per mezzo di Ges
Cristo. Questo momento viene trascorso proclamando inni eucaristici di lode, ed insieme
nel pi profondo silenzio, quando l'anima, consegnandosi completamente al Salvatore,
entra in una pace profonda, che la risana! Questo il momento in cui si verifica quanto
detto prima della Comunione: d soltanto una parola ed io sar salvato. Il risanamento un
fondamentale prolungamento della Comunione. Si tratta innanzitutto di una guarigione
interiore della fede, dell'amore e della speranza. Si ricevono le grazie necessarie per vivere

e per poter agire efficacemente, ma anche per sopportare quello che Dio vuole per noi.
Bisogna, purtroppo, riconoscere che, per quanto riguarda la Messa e la preghiera di
salvezza, accaduto quanto non sarebbe dovuto accadere: esse sono state trascurate
completamente, o in gran parte. I fedeli fanno la Comunione e vanno via. Non hanno
tempo! Bisognerebbe avere sempre questo momento dopo la Comunione. Bisogna
rimanere con Ges, affinch Egli possa agire per salvarci.

Preghiera
Signore, Ges Cristo, benvenuto nel mio cuore! Ecco, tutto pronto per accoglierTi. Mi
rallegro insieme a Te! Ti saluto. In questo momento desidero vivere solo per Te, cos
come Tu hai vissuto e sei morto per me. Ti dono ogni cosa e rimango in Te.

V in pace
Dopo la preghiera della Chiesa e la benedizione la S. Messa si conclude. L'ultimo saluto
che il sacerdote rivolge : andate in pace. Non si tratta soltanto di un segnale che ci viene
dato per farci capire che possiamo lasciare la Chiesa e andare in pace, ma in questo saluto
si sintetizza tutto quello che avvenuto e che deve avvenire. La mensa eucaristica non pu
essere altro se non una mensa di pace tra Dio e l'uomo e tra gli uomini. Se questa
continuazione non esiste, se al suo interno la pace non realmente presente, allora si
mettono in dubbio il vero significato e la vera comprensione dell'Eucaristia. Infatti colui che
non fosse disposto a perdonare o a chiedere il perdono di Dio si escluderebbe da solo dal
sacrificio eucaristico. Se ci avvenisse sarebbe un sopruso.
A questo banchetto si viene con l'abito nuziale, che Dio stesso crea ed offre all'inizio
dell'Eucaristia. Quindi non ci sono scuse se qualcuno non ha l'abito nuziale. Ma quando si
esce dalla chiesa, quando si va via dalla Messa, ogni persona che esce dovrebbe diventare
un messaggero di pace. Andare in pace e una speranza biblica ed la speranza riposta nella
benedizione impartita alla fine del Rito. Al tempo stesso, anche il compito pi bello che
l'uomo possa assolvere. Dio non ci chiede niente di diverso da quello che Egli pronto a
dare. Quando ci dona pace e salvezza, vuole che noi le doniamo a nostra volta.
Ges disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura. Chi
creder e sar battezzato sar salvo, ma chi non creder sar condannato. E questi saranno
i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni,
parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno,
non recher loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno" (Mc 16,1518).

RIMANGO CON TE

Come abbiamo gi detto, dopo la S. Messa e la Comunione, bisognerebbe comunque


proseguire insieme a Cristo, nella preghiera, nel ringraziamento, nel silenzio, in breve,
camminare insieme a Ges, poich Egli vuole stare con noi.
Questo tempo dovrebbe essere ripartito a seconda delle nostre possibilit.
Un modo per rimanere con Ges il seguente.

Silenzio
La prima parte pu essere un silenzio pi profondo, realizzato con brevi preghiere che
possiamo ripetere in cuor nostro, scendendo cos nel profondo dell'anima, quel posto dove
solo Dio pu entrare e dimorare. La cosa migliore sarebbe stare seduti, o in ginocchio, con
gli occhi chiusi e tenere lontana ogni forma di intralcio esteriore. Si consiglia di dedicare ad
ogni invocazione qualche minuto.
Ges credo in Te. (Rimanere in silenzio e ripetere nel profondo dell'animo)
Ges Ti amo...
Ges spero in Te...
Tu sei vero Dio e vero uomo...
Tu sei il Salvatore ed il Redentore...
Nel Tuo nome rinuncio al peccato...
Purificami da ogni male...
Ges, la mia vita Tua...
Ges, guarisci il mio cuore e la mia anima...
Ges, Ti dono me stesso e tutto quello che ho...
Ges, Ti amo in tutti gli uomini...
Ges, voglio portarTi agli altri...
Ges, cammina insieme a me durante la giornata...
Ges, benedicimi...
Ges, guarisci tutti i malati (Se si prega per qualcuno, dirne il nome)
Ges, donami la Tua pace...

Ges, grazie...
(Quando sar possibile, cercher di guarire il mio cuore ripetendo queste o simili
invocazioni).

I misteri gloriosi
L'ingresso nell'atmosfera pasquale: i misteri gloriosi.
Celebrare la Messa significa attraversare l'intero mistero pasquale: la vita, la morte e la
gloria di Cristo. Una celebrazione parziale in realt una celebrazione incompleta. Quindi,
il credente, per quanto gli sar possibile, dovr rimanere immerso nella verit e nel mistero
degli avvenimenti gloriosi, in modo da potersi trasformare in vita e opera con cuore e
spirito realmente eucaristici.
Cerca di recitare questo rosario anche quando non hai tempo per stare in Chiesa, tornando
a casa, a piedi, in macchina o con qualsiasi altro mezzo di trasporto. Fa' in modo che sia un
cammino di meditazione. Quindi ripeti in cuor tuo, prima del mistero, le invocazioni e poi,
in silenzio, in maniera sentita, con amore, recita il mistero. Se sai cantare, puoi ripetere
"alleluia".
1. Ges, sei risorto. Possa la luce del risorto entrare nella mia anima.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, O Ges mio...
2. Signore, sei asceso al cielo. Benedici me e tutto il mondo
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, O Ges mio...
3. Signore, hai riempito di Spirito gli apostoli. Rinnova il volto del mondo.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, O Ges mio...
4. Maria, sei stata assunta in cielo. Sii per noi stimolo e speranza.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, O Ges mio...
5. Maria, tu sei Regina del cielo e della terra. Guidaci alla pace.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, O Ges mio...

Inni eucaristici
La presenza e l'amore eucaristici di Cristo ispirano costantemente il cuore e la mente
dell'uomo. Ci sono moltissimi inni e atti mentali in genere, di ogni tipo che cercano di

esprimere, evocare e accostarsi a questo amore


incessantemente offerto.

incommensurabile che viene

Riportiamo qui di seguito alcuni inni, affinch l'animo cristiano possa, per mezzo loro,
essere ispirato ed ispirare nella ricerca dell'aiuto per l'incontro e la crescita personali.
1.Sion, loda il Salvatore,
la tua Guida, il tuo Pastore con inni e cantici. Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode, non vi canto che sia degno. Pane vivo, che d vita:
questo tema del tuo canto, oggetto della lode. Veramente fu donato
agli Apostoli riuniti in fraterna e sacra Cena. Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito. Questa Festa solenne
nella quale celebriamo la prima sacra Cena. il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge, e l'antico giunto a termine. Cede al nuovo il rito antico,
la realt disperde l'ombra; luce, non pi tenebra. Cristo lascia in Sua Memoria
ci che ha fatto nella Cena: noi Lo rinnoviamo. Obbedienti al Suo comando,
consacriamo il pane e il vino, ostia di salvezza. certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in Carne, si fa Sangue il vino. Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma, oltre la natura. un segno ci che appare:
nasconde nel mistero realt sublimi. Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero in ciascuna specie. Siano uno, siano mille,
ugualmente Lo ricevono: mai consumato. Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne la sorte: vita o morte provoca. Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione ben diverso l'esito!
Quando spezzi il sacramento, non temere, ma ricorda: Cristo tanto in ogni parte, quanto
nell'intero.
diviso solo il segno, non si tocca la sostanza;
nulla diminuito della sua persona.

Ecco il Pane degli angeli, Pane dei pellegrini, vero Pane dei figli: non dev'essere gettato.
Con i simboli annunziato, in Isacco dato a morte, nell'agnello della Pasqua, nella manna
data ai padri. Buon Pastore, vero Pane, o Ges piet di noi: nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni nella terra dei viventi. Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra,
conduci i Tuoi fratelli alla tavola del cielo nella gioia dei Tuoi santi.

2. O lingua, proclama il mistero del corpo glorioso e, insieme, del sangue divino che il Re
delle genti, donato da un nobile seno, effuse sul mondo.
Da Vergine intatta venuto: si dato per noi. Nel mondo gett come seme la sua parola
e chiuse la vita terrena in modo stupendo.
La notte dell' ultima Cena insieme ai discepoli, compiute le usanze di legge, nel sacro
Convitto si diede da s come cibo ai dodici eletti.
Il Verbo con una parola fa carne del pane
e il vino Sangue di Cristo. Non vedono i sensi, ma, a darne conferma agli onesti, qui
basta la fede. Pieghiamo la fronte adorando il grande mistero. Il rito del popolo nuovo
seccede all'antico.
La fede pu offrire l'appoggio ai deboli sensi. La gloria al Padre, al Figlio e lode gioiosa. Sia
bene ed onore e potenza e benedizione.
Sia gloria a colui che procede, lo Spirito Amore. Amen.

3. Sacro corpo di Ges consacrato sull'altare, inviato per mezzo dello Spirito Santo, nato
dalla Vergi
ne, deposto in una mangiatoia e pesantemente torturato, crocifisso per noi, morto e sepolto,
risuscitato il terzo giorno, celebrato in tutto il mondo, asceso al cielo, seduto alla destra del
Padre, dato in cibo a tutti noi.
Sacro Pane pi dolce del miele, dato in cibo all'animo del credente. Sacra ed Unica Trinit:
Ges sacro nella divinit. Grazie, onore e somma lode a Te. O Ges, grazie a Te nei secoli
dei secoli. Amen.
Sacro sangue di Ges consacrato sull'altare, versato per tutti i peccatori! Figlio di Dio
Altissimo! Versato nella Tua passione!
Per lo spargimento del sangue santo, siano maledetti tutti i peccati. Santa Trinit unita,
santo mistero del Sangue! Salve, altissimo Ges, che Ti sei tanto umiliato per noi! Con le

Tue preziosissime ferite, Tu aiuti tutti i cristiani. Tu sei pietoso, Tu sei misericordioso con
noi che pecchiamo sin da giovani! Figlio di Dio, lode a Te nei secoli dei secoli. Amen.

LA MESSA SIA LA VOSTRA VITA


Noi ci rechiamo a Messa per la nostra vita quotidiana, che una lotta continua contro il
peccato. In tale lotta il mondo, il corpo e le forze dell'oscurit si scontrano con il mondo di
Dio, dello Spirito, dell'amore e della pace.
Il cuore dell'uomo la scena sulla quale si verifica questo scontro. Da esso, in segno di
vittoria, deve accendersi un faro dal quale deve diffondersi la luce di un mondo migliore, di
migliori rapporti tra gli uomini, della giustizia e della pace. Il cuore dell'uomo quello
spazio nel quale si incontrano e si fondono la giustizia e la pace. Ma se il peccato acquisisce
il controllo del cuore, da esso deriveranno l'oscurit ed ogni altro male. Cos dice S. Paolo:
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri
della carne... (Gal 5.16).
Non regni pi dunque il peccato nel vostro corpo mortale, s da sottomettervi ai suoi
desideri; non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma offrite
voi stessi a Dio come vivi tornati dai morti, e le vostre membra, come strumenti di giustizia
per Dio. Il peccato infatti non dominer pi su di voi poich non siete pi sotto la legge, ma
sotto la grazia (Rm 6,1214).
Dopo la S. Messa, noi siamo non soltanto chiamati, ma anche pronti a vivere nello Spirito e
a lottare contro le opere ed i frutti del corpo. In questa lotta per la vita si ottengono vittorie
e si subiscono sconfitte, si commettono peccati e si riportano ferite. Ma anche l'amore e il
risanamento delle ferite sono vivi ed efficienti. Cos noi ci rechiamo alla Messa che Ges
celebra per noi, e ne usciamo rinnovati e pronti.
Possiamo quindi dire che, col primo passo della Chiesa, nel momento in cui Ges celebra la
Messa per noi, inizia la nostra Messa, il nostro sacrificio per gli altri. Esso cresce grazie al
sacrificio di Cristo e lo pone come massimo risultato raggiungibile, punto di partenza e di
arrivo.
Quindi, anche la nostra vita pu essere una MESSA, un'Eucaristia per gli altri, che ci
realizza, ci unisce e diviene concreta nel mondo. Siamo cos legati a Cristo in una vera
unit di vita e diveniamo sacrificio vivente per rendere gloria al Padre. Diveniamo la Sua
presenza nel mondo proseguendo l'opera di Redenzione, dopo essere stati noi stessi i frutti
di questa Redenzione.
Per questi motivi la vita cristiana una vita essenzialmente eucaristica, vale a dire, una vita
di amore, che si dona volentieri e gioiosamente agli altri. In questo modo l'Eucaristia
diviene sorgente di pace. Infatti ogni cammino di pace anche cammino eucaristico.
Quanto pi disinteressato sar l'amore dimostrato agli altri, tanto pi facilmente si
conseguir la pace con Dio e con gli uomini.

Il peccato, invece, sempre una realt per mezzo della quale si uccide qualcosa negli altri,
o li si priva di qualcosa, o non si dona loro abbastanza di quello che saremmo tenuti verso
di loro. In tal modo si apre la strada ad ogni tipo di conflitti, distruzioni... guerre! La nostra
vita una Messa per gli altri e questo prolungamento eucaristico della nostra esistenza pu
essere ancora una volta individuato nella struttura della celebrazione liturgica.

II perdono misericordioso all'origine della collettivit


Abbiamo visto che il primo atto del sacrificio liturgico il riconoscimento dei peccati e la
preghiera affinch il Signore abbia piet di noi.
Dio viene celebrato per il Suo perdono, per aver accolto i Suoi figli dispersi, per il Suo
nuovo incontro con i figli perduti.
Ed il cristiano deve celebrare proprio questo prolungamento del sacrificio liturgico, nella sua
eucaristia per gli altri! In maniera incondizionata! Vale a dire quando ci si trova
nell'occasione di aver fatto qualcosa contro qualcuno o si sono insidiate le possibilit di
realizzare una collettivit, bisogna porre rimedio subito, senza indugiare! Come?
Perdonando e chiedendo perdono! Tutto ci che gi avvenuto nella Messa, deve avvenire
anche nel cuore. La conferma nella vita dovrebbe essere appunto la naturale conseguenza
del primo gesto compiuto nella S.Messa!
Se un cristiano perseverasse nella propria avversione per gli altri, nel litigio e nel conflitto,
causando in tal modo rapporti interpersonali precari, egli in questo modo negherebbe una
componente fondamentale della propria cristianit. Chi non perdona si sbarra la strada da
solo e non sar perdonato e si escluder dalla comunit alla quale conduce, appunto, ogni
perdono. Infatti il primo frutto del perdono, ovvero la riconciliazione, rappresenta una
nuova comunione con Dio e con gli uomini!!
Viceversa dall'avversione derivano tutti gli altri mali che caratterizzano la vita del singolo
individuo, della famiglia, della comunit, della Chiesa e di tutto il mondo. Se gli uomini
possedessero un maggiore spirito di riconciliazione e la disponibilit al perdono, sarebbe pi
facile dominare i conflitti, le guerre, le divisioni, l'alcolismo, la droga, il suicidio, le
negativit ed ogni genere di male! Possiamo in tal modo vedere che il peccato, l'errore, la
mancanza, non sono tanto un problema del genere umano, quanto il risultato della scarsa
disponibilit dell'uomo al perdono e alla riconciliazione!
Riappacificarsi, con se stessi, significa "accettarsi" e questo vale anche per quanto riguarda
la riconciliazione con Dio e con gli altri. L'accettazione crea una nuova comunit, che rende
felici, arricchisce e d un senso alla vita umana, al lavoro e all'esistenza in genere.
La divisione che, invece, genera il peccato un'infelicit umana, poich indispone
all'incontro. Quindi il compito principale e pi importante di chi si reca a Messa quello di
perdonare e chiedere perdono, di annunciare la Misericordia di Dio con la propria vita, di
dimostrare e rendere testimonianza con le parole e le opere del perdono magnanimo di Dio

e di pregare per la grazia del perdono e della riconciliazione.

Rendere lode e grazie a Dio


Ponendo le basi della comunit sul perdono, si avr una nuova espressione nella vita del
singolo, della famiglia, della comunit e del mondo, cio l'uomo glorificher il Padre che
nei cieli. Quando gli uomini vedranno le buone azioni, allora le lodi, il ringraziamento, il
riconoscimento ed ogni benedizione sgorgheranno dal cuore di tutti. Infatti si tratta di buone
azioni, perdono e amore che si manifestano per mezzo di Lui e allora la nuova comunit
nascer sicuramente nella gioia e nella pace, nella lode e nel ringraziamento di Dio Padre
per mezzo di Ges Cristo nello Spirito Santo.
S. Paolo chiedeva incessantemente benedizioni e lodi per Ges. Nella lettera ai Colossesi
egli scrive in maniera ispirata: Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di
sentimenti di misericordia, di bont, di umilt, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi
a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei
riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, cos fate anche voi. Al di sopra di tutto
poi vi sia la carit, che vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori,
perch ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La Parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni
sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto
quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Ges, rendendo
per mezzo di Lui grazie a Dio Padre (Col 3,1217).
Celebrare la Messa e continuare a celebrarla per gli altri e con gli altri nella vita di tutti i
giorni, ci porta a ringraziare continuamente Dio e a rendergli lode, per tutte le buone azioni,
ma anche per le croci e le difficolt. Infatti, grazie alla fede sappiamo che tutto procede
bene quando celebriamo Dio e Lo amiamo.
Il lodare, ringraziare e glorificare sono espressione del nostro atteggiamento verso Dio, ma
anche della nostre fede e del nostro amore. Infatti chi ama Dio e crede in Lui, mai
dimenticher che tutto quello che e che ha viene da Dio. Tutto quello che bello, buono,
nobile, tutti i doni vengono da Lui e si ottengono amandoLo. In altre parole, per poter
continuare a glorificare, celebrare, ringraziare Dio, bisogna rinnegare la nostra posizione di
superbia nella quale vorremmo assomigliare a Lui, invece di accettare coscientemente e con
gratitudine tutto quello che Egli ci d.
Maria, Regina della pace, nei suoi messaggi rivolti a noi, ci incita alla gratitudine, poich ella
stessa grata. Ogni messaggio si conclude col ringraziamento: "Grazie per aver risposto alla
mia chiamata". Nel messaggio del 3 ottobre 1985 ella dice: "Cari figli! Desidero invitarvi a
ringraziare Iddio per tutte le grazie che Egli vi ha dato. Rendete grazie a Dio per tutti i
frutti, e dategli gloria. Cari figli, imparate ad essere riconoscenti nelle cose piccole, e cos
saprete rendere grazie anche per le cose grandi. Grazie per aver risposto alla mia
chiamata!".

I1 credenti saranno pronti a glorificare, ringraziare e lodare quando inizieranno a


riconoscere Dio sempre ed ovunque ed in merito alle loro lodi e ringraziamenti, il mondo
intero inizier a riconoscere e ad amare la Presenza dell'Eterno.

Sulla fronte, sulle labbra, sul cuore


Nella Messa si vive l'esperienza di Dio che ci parla. Leggendo e ascoltando la Parola di Dio
nel Vecchio e nel Nuovo Testamento sappiamo che essa rivolta a noi per mezzo dei
profeti, degli apostoli e degli evangelisti. Prima del Vangelo ci facciamo un segno di croce
sulla fronte, sulle labbra e sul petto. Questa in realt per noi una promessa: quella di
riflettere sulla parola di Dio, di parlarne e tenerla nel cuore, come un tesoro.
Da qui deriva il nostro compito di vita quotidiana: riflettere sempre, per individuare la
parola di Dio in tutto quello che accade, confrontarla con quello che abbiamo ascoltato a
riguardo delle esperienze dei Santi che hanno scritto e testimoniato direttamente e parlarne
con zelo. Pertanto, questo non solo il compito di sacerdoti o di santi, ma anche il
compito pi naturale del cristiano che si reca a Messa. Saper riconoscere la parola di Dio e
trasferirla nella propria vita, interpretarla per gli altri cio parlarne nel nome di Dio. Ma
questo non il compito del "profeta"? S, appunto cos, si mette in atto anche il compito
profetico del popolo di Dio, nella sua strada attraverso i corsi della storia.
Cos come S. Luca dice che Maria serbava le parole nel suo cuore, meditava su di esse e le
confrontava con gli avvenimenti che si erano verificati quale annunciazione degli eventi del
Nuovo Testamento, allo stesso modo ogni credente diviene simile a Maria! Diviene colui
che accoglie la parola di Dio, che d spazio alla meditazione, che dona la propria bocca, e
soprattutto il proprio cuore quale luogo santo nel quale la parola divina si incarna
nell'esistenza del singolo.
Con ci non detto che la vita divenga facile. L'uomo esposto a pericoli e a tentazioni
interne ed esterne. Queste ultime vogliono e possono allontanarlo dalla strada sicura verso
Dio. Infatti, i pensieri dell'uomo sono spesso lontani da quelli divini, le sue labbra
pronunciano parole che non si confanno alla Parola di Dio, il cuore si chiude facilmente e
diviene spiritualmente cieco. L'uomo diventa muto e sordo dinanzi a tutto quello che di
divino in s e attorno a s..
Avvistare questi pericoli e cercare di reagire dinanzi ad essi rientra nel santo dovere di ogni
cristiano. Vivendo nel mondo, siamo soggetti a tutto quello che terreno, ma con la
collaborazione della grazia divina, tutto, anche il peccato, si volge al bene, al
riconoscimento di Dio che parla. La preghiera ed il digiuno sono indispensabili per questa
collaborazione. Spesso la sofferenza quel discorso divino che, pur privo di parole, apre gli
occhi, il cuore e l'animo dell'uomo.

Crescere di dono in dono

Durante la Messa portiamo in dono pane e vino che, con la forza della parola di Dio,
divengono corpo e sangue del nostro Signore Ges Cristo. Inizia cos quella misteriosa
trasformazione dei doni dove Dio, risulta insuperabile. Noi portiamo un po' di pane e un
po' di vino e Dio li trasforma, in corpo e sangue del Suo Figlio, il Signore nostro Ges
Cristo. La trasformazione che si verifica un atto divino simile al primo miracoloso gesto
della creazione. bastata una parola per avviare un completo cambiamento, una
trasformazione. Questa trasformazione avviene in modo invisibile, ma concreto. Essa un
atto per mezzo del quale Dio prepara al suo popolo in viaggio il pane e la bevanda per il
lungo cammino della vita. Il verificarsi della trasformazione non soltanto un atto, ma
anche un invito affinch ogni credente divenga giorno dopo giorno un uomo nuovo. La
trasformazione divina inizia a mutare in "dono" la vita del singolo, affinch questi possa, a
sua volta, donare, essere donato e ricevere in dono. Anche in ci si esprime l'immensa
gratitudine del sacrificio eucaristico: essere coinvolti in maniera tale da poter crescere in una
continua offerta a Dio e agli uomini, poter divenire nuovo pane, perch in noi si sviluppi
una parola nuova che fuoriesca da ogni cuore rinnovato. Proprio qui ha inizio quella
realizzazione della pace alla quale siamo chiamati per mezzo dell'Eucaristia. Lo spirito
eucaristico implica la disponibilit a offrirci agli altri e ad opporci completamente allo spirito
d'orgoglio e d'egoismo, quello che non realizza la pace, ma guerra, distruzione, violenza,
uccisione. Cristo desidera non soltanto che noi tutti diveniamo dono reciproco, ma anche
che tutto quello che possediamo o che abbiamo a disposizione divenga immediatamente
offerta e sia data all'altro. Infatti, tutto quello che noi doniamo con l'amore eucaristico
viene trasformato in qualcosa di bello e di nuovo e crea un "rapporto nuovo". Tutto quello
che noi doniamo accresce e consente lo sviluppo dell'amore eucaristico. Il donatore e il
ricevente, chi d e chi riceve, creano un mondo migliore che pu nascere solo da questo
amore. Il donare, il farsi dono mette in atto una spirale fatale per l'egoismo, l'orgoglio e,
soprattutto, per l'assenza di Dio. Infatti, chi si impossessa di qualcosa o si comporta come
un padrone, sia nei confronti della propria vita, sia nei confronti di quella altrui o nei
confronti di quello che possiede, si trasforma in idolo, cio un falso dio, come Adamo che
cerc di divenire dio e signore.
Invece, quando la vita del singolo e tutto quello che egli possiede diverr nuovo pane
donato con amore, allora arriver il tempo del Messia. Ma, attenzione, non pu prima
giungere l'epoca del Messia e poi la trasformazione del singolo, bens prima quest'ultima e
dopo verr il tempo messianico della pace e della giustizia per tutti.
Infatti, alla base di ogni rinnovamento, c' l'amore che si realizzato perfettamente in
Cristo, divenendo pane e vino. Questo stesso amore muta l'uomo e quanto egli possiede in
nuovo pane, pane della comunit e per la comunit.
Quando il Figlio dell'uomo verr nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si sieder sul trono
della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separer gli uni dagli
altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porr le pecore alla sua destra e i capri
alla sua sinistra. Allora il re dir a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del
Padre mio, ricevete in eredit il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perch io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da
bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato,
carcerato e siete venuti a trovarmi: Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti

abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da


bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo
vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dir loro: In verit vi dico: Ogni volta che avete fatto a uno solo di questi
miei fratelli pi piccoli, l'avete fatto a me (Mt 25,3140)
La Madonna disse: "Cari figli! No, voi non sapete amare e non sapete ascoltare con amore
le parole che io vi rivolgo. Siate consapevoli, miei diletti, che io sono la vostra Mamma e
che sono venuta sulla terra per insegnarvi ad ascoltare (Dio) per amore, a pregare per
amore, e non perch spinti dalla croce che portate. Attraverso la croce Dio viene glorificato
da qualsiasi persona. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!". (29.11.1984)

Guaritore guarito
Una delle parti pi importanti e significative della Messa, uno degli avvenimenti che in essa
si verificano quello della guarigione, del risanamento morale, spirituale e corporeo. Il
peccato , di per s, sempre distruzione di qualcosa di esistente oppure ostacolo a qualcosa
che dovrebbe esistere, crescere e svilupparsi. Tutto quello che distrugge l'amicizia, la gioia,
l'amore, la fiducia, la speranza, la fede o la crescita di questi stessi valori , di per s
peccato. Dove c' il peccato, l'uomo sar ferito, malato e non pronto a quella vita per cui
era stato creato. Ed a questo punto necessario sottolineare anche l'impotenza umana nella
lotta contro il peccato individuale e contro il male collettivo, la distruzione, l'annientamento
ed il ferimento. Ma proprio per sradicare questa incapacit il cristiano che partecipa alla
celebrazione eucaristica, attinge ad una grande guarigione interna e personale, spesso
confortata anche da un sollievo fisico. Nel Vangelo di Luca si dice: Un giorno sedeva
insegnando. Sedevano l anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della
Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare
guarigioni. Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo
passare e metterlo davanti a lui. Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla,
salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il tettuccio davanti a Ges, nel
mezzo della stanza. Veduta la loro fede, disse: "Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi". Gli
scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: "Chi costui che pronuncia bestemmie?
Chi pu rimettere i peccati se non Dio soltanto?". Ma Ges, conosciuti i loro ragionamenti,
rispose: "Che cosa andate ragionando nei vostri cuori? Che cosa pi facile dire: Ti sono
rimessi i tuoi peccati o dire: Alzati e cammina? Ora, perch sappiate che il Figlio dell'uomo
ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti dico esclam rivolto al paralitico alzati,
prendi il tuo lettuccio e va a casa tua". Subito egli si alz davanti a loro, prese il tettuccio su
cui era disteso e si avvi verso casa glorificando Dio (Lc 5,1725).
Non dovremmo uscire dalla chiesa senza essere stati guariti interiormente e senza essere
stati nuovamente liberati dal peccato e senza essere pronti ad una diversa azione nel
mondo.
Uscendo dalla chiesa, siamo chiamati a farci portatori anche di questo dono di guarigione.
Tuttavia ci non significa che tutti noi siamo chiamati a compiere miracoli evidenti,

strabilianti, ma innanzitutto che compiamo quei miracoli che derivano dall'amore. L'amore
la forza che guarisce, infatti abbiamo bisogno innanzitutto della guarigione interiore.
Rivolgere ad una persona parole di speranza e di incoraggiamento, dare un valido consiglio,
saper andare incontro agli altri: questo significa guarire. Cos come una parola cattiva
uccide l'animo, avvolge nelle tenebre, porta via la gioia, la pace ed il senso della vita,
altrettanto una parola buona proveniente dalla parola di Dio compie esattamente l'opposto.
L'uomo ferito e malato quando il prossimo non gli si dona, ed invece sano e guarisce,
quando gli uomini si donano a lui ed egli si offre a sua volta.
Baster pensare cosa significhi per il bambino, e ancor prima per i genitori, quando lo si
attende con gioia, come un regalo e quando invece lo si butta via. Lo stesso vale per la
donazione, o la nondonazione, durante la vita. Molte malattie spirituali, morali e fisiche
sono intimamente correlate alla donazione, ovvero alla nondonazione. Essere uomo di fede,
vivere l'Eucaristia e continuare a viverla nella vita e nel lavoro quotidiani, nell'incontro con
la gente, significa guarire ed essere guariti.
Pregare, sacrificarsi, donarsi significa guarire. Ed operando in tal modo, comprenderemo
cosa significhi: Sono venuto per i peccatori ed i malati!

V in pace e ritorna
Quando, con la benedizione e l'augurio di andare in pace, usciamo dalla chiesa, abbiamo
ancora una volta ricevuto la Grazia, ma anche il compito di vivere la vita quotidiana in
maniera tale da divenire noi stessi una benedizione. Benedizione, da benedicere, significa
parlare bene con tutti e di tutti, nelle parole e nei gesti. un compito divino santificare la
vita con la benedizione e la pace. Si tratta effettivamente di un ritorno di Dio nel mondo
che un giorno disubbedendogli Lo ha allontanato, distruggendo l'amicizia. un preparare la
via al Signore, alla Sua venuta e alla Sua presenza in mezzo ai Suoi figli.
Chi si predispone seriamente a questo compito e lo accoglie col cuore, avr molte difficolt
nella vita, ma anche immensa gioia. Avverr quanto detto nella profezia di Elia. Sar stanco
delle malvagit dell'uomo, dell'incomprensione, della sordit e della cecit. Sar messo
anche alla prova: lasciare tutto e fuggire dal mondo o lasciarsi andare al male? Anzi quanto
pi consapevolmente lotteremo contro il male e a vantaggio del bene, tanto pi saremo
soggetti ad una stanchezza spirituale. Ma proprio questo il momento in cui bisogna
richiamarsi nuovamente a Ges, al sacrificio liturgico, perch possiamo iniziare e
continuare la redenzione del mondo e della nostra vita.
Non soltanto il rinnovamento della forza spirituale, ma anche la gratitudine devono
spronarci all'Incontro quotidiano nella preghiera, ma soprattutto nel sacrificio eucaristico: e
sar cos possibile proseguire l'unit della vita, Saremo sacrificio vivente di lode e grazie a
Dio padre. Amen.

APPENDICE
IL DIGIUNO E L'EUCARISTIA
Tra i messaggi che la Regina della pace ha inviato sin dall'inizio, troviamo anche l'invito al
digiuno. La prima volta ci avvenuto un venerd e poi, il 14 agosto 1984, vi fu un nuovo
invito ad un secondo giorno di digiuno, il mercoled.
Il digiuno consiste nel limitarsi a pane e acqua. Anche se oggi si parla poco di digiuno, e
ancor meno lo si pratica, esso un messaggio biblico che, insieme alla preghiera, mantiene
la sua importanza. Il digiuno ha un significato composito che riguarda l'anima, lo spirito ed
il corpo. Ha anche delle proprie motivazioni: bibliche, storicoliturgiche e, soprattutto, una
grande capacit di collegamento con la preghiera. Infatti, in un'occasione, Ges disse agli
Apostoli che essi non potevano far nulla, non potevano liberare l'uomo dallo spirito
maligno, poich quest'ultimo poteva essere allontanato solo col digiuno e la preghiera (Cfr
Mc 9,29).
Tuttavia, questo metodo di digiuno ed il periodo in cui si cerca di digiunare, nel caso
nostro, vanno ricollegati a quel tipo di educazione che Maria ci offre a Medjugorje ed al
centro della quale c' l'Eucaristia. Ora Maria la Regina dei profeti. Ebbene: come tutti i
profeti richiedevano la preghiera, il digiuno e la conversione per poter raggiungere la pace,
cos anche Maria invita e offre lo stesso modello: conversione, digiuno, preghiera per
arrivare alla pace, quale grazia e frutto. Ma il proseguimento profetico del digiuno, nella
spiritualit mariana, pu essere sommato al proseguimento eucaristico. L'unico scopo, e
certamente l'unico desiderio della formazione di Maria, pu e deve essere quello di
condurci a Ges. Ella desidera inoltre che noi sappiamo ascoltare la Parola di Dio e siamo
pronti ad incontrare Cristo nel pane.
Cos come Cristo stesso aveva precedentemente moltiplicato il pane e ne aveva parlato, al
fine di preparare i suoi apostoli e discepoli all'Eucaristia: cos anche Maria ci invita a
scoprire il nostro pane quotidiano. Se prima avremo sperimentato due giorni di digiuno con
questo pane, allora saremo pi pronti a scoprire la bellezza e l'importanza del pane celeste.
Il digiuno al quale Maria ci invita non significa morire di fame n annullarsi, ma vita col
pane, per poter vivere con l'Eucaristia. Il pane sempre simbolo di vita e vivendo
semplicemente di esso scopriremo e comprenderemo la pienezza della vita, sia fisica, sia
spirituale.
Vivendo semplicemente a base di pane per due giorni, l'uomo si liberer lentamente dal
desiderio di possesso e di godimento eccessivo di questo mondo. Egli accetter col cuore
quello che possiede e, ancor di pi, comprender quello di cui ha realmente bisogno. Per
mezzo del digiuno, l'armonia ritorna nel corpo, ma anche l'ordine viene ripristinato
nell'animo, con una pi semplice comprensione e accettazione di quella che la scala di
valori. questa una valida preparazione alla preghiera, perch il cuore si libera ed pronto
ad accedere alla contemplazione, e quindi ad un migliore Incontro nell'Eucaristia.
Il digiuno ci apre gli occhi per farci vedere quello che abbiamo e quello di cui abbiamo
bisogno. Siamo cos pronti ad agire con gli altri, ad essere dono per gli altri e a portare doni.

Il digiuno ci trasforma in una strada opportuna verso la giustizia sociale che genera la pace.
Chi purifica l'animo per mezzo del digiuno cresce nella fede, cio nella profonda
convinzione che Dio sia il Creatore e il Signore di ogni cosa. Viene cos restituita la fiducia
e si allontanano la paura e le difficolt.
Per quanto riguarda il desiderio di digiunare, il mercoled ed il venerd, vi sono motivi
storici ed eucaristici. Il gioved, nella tradizione ecclesiastica, sempre stato il giorno
dell'Eucaristia; infatti, esso il giorno dell'ultima cena, ovvero della prima messa. Vivere il
giorno precedente e quello successivo mangiando solo pane, significa semplicemente
prepararsi all'incontro eucaristico e vivere con Cristo, Pane di vita, il giorno seguente.
Un tempo, si era soliti dare pi importanza al digiuno prima della Comunione. Secondo la
pratica ecclesiastica, bisognava digiunare dalla mezzanotte fino al momento della
Comunione. Perci non si poteva n bere n mangiare. Il digiuno, l'astensione dal cibo e
dalle bevande, era totale. Col passare del tempo, questo digiuno eucaristico si ridotto ad
una semplice astensione dal cibo e dalle bevande solo un'ora prima della Comunione. Nel
rituale della Chiesa Ortodossa e di alcune Chiese cattoliche orientali, il digiuno ancora
oggi in vigore, molto di pi che nella Chiesa cattolica.
Bisogna sempre ricordare, comunque, che il digiuno non fine a se stesso, ma un mezzo
grazie al quale l'uomo, per quello che , potr incontrare pi facilmente se stesso ed essere
quindi pi pronto all'incontro con gli altri e col suo Dio.
"Cari figli! Oggi vi invito ad iniziare a digiunare con il cuore. Vi sono molte persone che
digiunano, ma fanno questo perch lo fanno gli altri. diventata un'abitudine, che nessuno
vorrebbe interrompere. Chiedo alla parrocchia di digiunare in segno di ringraziamento,
perch Dio mi ha permesso di rimanere cos a lungo in questa parrocchia. Cari figli,
digiunate e pregate con il cuore! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (20.9.84)
Molto importante notare come la Madonna desidera che digiuniamo con il cuore. Da una
parte questo significa con amore, non forzati, non tristi ma con il cuore, gioiosi. Anche se ci
fossero delle difficolt che si sopportino con gioia.
Anche Ges ha parlato del digiuno ed ha digiunato. "E quando digiunate, non assumete aria
malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che
digiunano. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto perch la gente non veda che
tu digiuni, ma solo tuo Padre che nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto ti
ricompenser." (Mt 6,1618).

LA CONFESSIONE E L'EUCARISTIA
La confessione il sacramento della riconciliazione. Dio perdona i peccati dell'uomo, ogni
qualvolta questi Lo pregher con contrizione. Ma Dio, per mezzo di Cristo, ha istituito

anche un sacramento speciale nel quale Egli rimette i peccati e cura l'anima dalle ferite
causate dal peccato stesso.
Se l'Eucaristia un banchetto: la remissione dei peccati e la riconciliazione sono il
presupposto assoluto ed inevitabile della mensa eucaristica!
Infatti il nuovo abito di cui parla Cristo nel Vangelo proprio quello della confessione e
della purificazione dai peccati per mezzo della forza dell'amore di Dio, che emerge in modo
particolare nel Sacramento della Riconciliazione. (Mt 22,114).
Oggi, purtroppo, i fedeli avvertono meno il senso del peccato e l'ambigua situazione di
disordine interiore, e, di questo passo, molto superficialmente si accostano alla S.
Comunione, anche senza premettere la Confessione.
Ad essi va ricordato quanto in questo libro stato ripetuto pi volte in queste ultime pagine
che cio Ges Eucaristico coinvolge noi nella Donazione, nell'offerta di S. Ora, a tutto
questo sono di radicale impedimento i nostri egoismi ed individualismi, le nostre
insensibilit ed indifferenze, le nostre apatie ed infingardaggini! Proprio quegli stessi difetti
per cui S. Paolo accusava i Cristiani di Corinto, di celebrare indegnamente l'Eucaristia (1
Cor 11, 23).
Ecco dunque che, se analizziamo bene noi stessi: a prescindere dai nostri peccati oggettivi,
non possiamo ritenerci degni della Comunione, senza ricorrere al Sacramento della
riconciliazione o confessione.
Quindi, per un'adeguata vita eucaristica, necessaria una regolare confessione. Secondo gli
insegnamenti ed i messaggi del Signore, bisognerebbe accostarsi al sacramento della
confessione una volta al mese. Quando facciamo l'analisi interiore, in preparazione alla
confessione, dovremmo entrare sempre nell'ambito della gratitudine e dell'amore, di
quell'amore generoso che volentieri condivide e si dona ai poveri, riconoscendo Cristo in
ognuno. Queste omissioni e questi peccati devono sempre essere offerti al cuore
misericordioso del Padre, cercando il perdono per i peccati ed il risanamento di quelle ferite
che esso ha provocato. Ma prima di ogni celebrazione liturgica, come abbiamo gi detto,
c' la preghiera per il perdono e la guarigione da pronunciare insieme agli altri.
Molti credenti, di recente, si accostano alla cosiddetta confessione generale con assoluzione
collettiva e non vedono il senso di quella individuale. Bisogna tuttavia mettere in evidenza
che la confessione collettiva che avviene all'inizio della celebrazione della Messa o che
viene effettuata nelle comunit parrocchiali alcune volte l'anno, non sostituisce quella
individuale, n la confessione del singolo esclude l'assoluzione generale. Entrando nel
mistero e nell'amore eucaristici, l'animo cristiano diverr pi sensibile ed individuer pi
facilmente tutto quello che non in ordine. Sar pi semplice liberarsi dalla confusione e il
mistero dell'amore eucaristico si rinsalder, divenendo Eucaristia viva.

SE IO FOSSI GES...

Un giovane attore che in una nota opera croata "Ecce homo, Ecco l'uomo" ha interpretato
il ruolo di Ges e ha ricevuto per questo motivo un premio speciale, ha vissuto
un'esperienza religiosa estremamente interessante e stimolante. Vale la pena leggere quanto
ha scritto e meditarvi su: "Sono cresciuto in una famiglia religiosa. Sono andato anche al
catechismo. Ho ricevuto tutti i sacramenti regolarmente. La mia attivit di attore mi ha
allontanato dalla vita religiosa attiva, ma nell'animo sono rimasto credente. Tuttavia la mia
fede divenuta sempre pi superficiale. Quando un regista mi ha offerto di interpretare il
ruolo di Ges, ci ho riflettuto seriamente e mi sono spaventato. L'ansia si impadronita di
me soprattutto quando egli mi ha detto che avrei dovuto studiare da solo, senza il suo aiuto,
la personalit di Ges, tutto, come avviene normalmente nel nostro lavoro. Ho preso lo
studio con estrema seriet. La lettura delle Sacre Scritture e di altri scritti su Ges mi hanno
aiutato a comprendere la Sua persona e a spiegare a me stesso in maniera pi semplice
l'operato di Ges, il Suo comportamento e il Suo atteggiamento in pubblico. Di giorno in
giorno tutto mi diveniva pi familiare. Oltre alle Sacre Scritture e ai libri su Ges, ho
cercato di incontrare sacerdoti, suore e tutte le persone devote che incontravo in chiesa,
affinch mi parlassero di Ges e mi dicessero cosa pensavano di Lui. Tutto mi stato di
aiuto ed un giorno mi sono sentito pronto ad andare in scena. stato subito tutto
meraviglioso! Ed ho ricevuto il premio per il migliore attore. Ne vado ancora fiero!
Tuttavia, qualcosa, da allora, ha iniziato ad assillarmi. Gravavano su di me questo pensiero
e questa minaccia: se fossi stato Ges, non sarei morto per questo popolo!
Mi sono spaventato di questi pensieri e ho cominciato a riflettere sull'esperienza che li
aveva generati. All'improvviso, tutto mi divenuto chiaro come l'acqua: in genere noi non
sappiamo chi sia Ges e cosa abbia sopportato per noi. Sono sicuro che per me la
rappresentazione sia stato solo un gioco e so che, in questa finzione, stato difficile
mostrare con l'espressione del viso che li perdonavo e li amavo quando mi colpivano e mi
crocefiggevano. stato difficile mantenere un'espressione del volto misericordiosa e
serafica, pur sapendo che era solo una finzione, una recita. Per Ges stata una triste
realt, la realt della Sua vita. Lo torturarono solo perch non Lo sopportavano col Suo
amore e Lo crocifissero. Egli continu a perdonare, ad amare, ad essere misericordioso,
pensava alla Sua mamma, al Suo amico Giovanni, al ladrone e cos anche a noi. Ma noi,
alla fine, facciamo finta di nulla, come se niente fosse accaduto. Mi ha fatto male
soprattutto riflettere che, da una parte, la S. Messa il continuo ripetersi della Passione e
Morte di Ges, un amore incessante che si sacrifica, e dall'altra ci siamo noi, indifferenti e
apatici nei confronti della Messa. Ho pensato allora che Ges non riuscito a fare nulla con
noi, perch se la gente uscisse dal teatro come esce dalla S. Messa, io non rischierei pi a
fare l'attore! Spesso mi metto davanti alle porte della chiesa ed osservo i fedeli che escono.
Dai loro volti non traspare nulla, come se niente fosse accaduto. Ges muore sempre
durante la messa e ognuno di noi dovrebbe dire: io sono una persona per cui qualcuno gi
morto!
Dopo la Messa i fedeli si affrettano subito ad uscire dalla Chiesa, escono come se non
fossero stati in alcun modo toccati, con lo stesso sguardo vuoto che avevano all'entrata,
senza un minimo atteggiamento pi aperto e felice considerando che sono gli uomini salvati
da Ges che muore. Passiamo, andiamo, torniamo in maniera vuota e superficiale,
addirittura offensiva. Ci offende il Signore: Egli si dona, si sacrifica e muore

continuamente, mentre noi rimaniamo freddi e insensibili... Questo mi ha portato al punto


di dire: se mi trovassi al posto di Ges, non sarei pronto a morire per queste persone che si
comportano in un modo tale e per le quali il mio sacrificio non ha significato nulla.
Trascorso un po' di tempo da questa mia sofferenza interna, ho capito di avere torto. Ges
morto per amore vero, senza alcun tornaconto personale, senza condizioni che ci
riguardassero. Pertanto, Egli morirebbe di nuovo per quello che siamo. Questo il
significato della riconciliazione. Ma ora mi chiedo: perch non gli siamo grati? Perch il suo
amore, grazie al quale egli si sacrifica, non ci tocca profondamente?"

L'IMPEGNO
Uno dei grandi problemi riguardanti la cura dell'anima in rapporto alla S. Messa proprio
questo: come fare perch i credenti inizino a partecipare alla S. Messa in maniera migliore e
pi fruttuosa, inizino a considerare la Messa come preziosa propriet e non come compito
del parroco. nota la regola di ogni educazione, comprensione e sperimentazione della
realt. Essa dice: quanto pi l'uomo si impegner, tanto meglio comprender e tanto pi
facilmente accetter la realt ed imparer che questa gli appartiene. E intanto che soffre il
tutto diventer ancor pi intrinseco, pi bello e le responsabilit si realizzeranno con
maggior semplicit . Forse qualcuno potrebbe pensare che questa sia una questione del
parroco e che dipenda da lui il numero di persone che sentono propria la Messa, grazie alla
sua opera di pastore. Ebbene s, dipende da lui, ma quando il singolo si sentir come un
discente che deve ascoltare il proprio docente e proseguire il compito a casa come attivo
partecipante. facile individuare i colpevoli, ma ricercarli non sarebbe nello spirito del
messaggio che la Madonna ci d; saremo infatti pi vicini al suo spirito, se cercheremo di
collaborare subito e sempre pi alla Sua opera, in modo che la partecipazione alla S. Messa
sia realmente un evento "comune", una gioia ed un pensiero "comune".
Con la crescita della fede, dell'amore e della vita spirituale in genere, sar possibile risolvere
i problemi e la Messa diverr realmente un incontro con Dio ed un vivere di Lui. Sarebbe
comunque opportuno e conveniente arricchire le varie parti della Messa con movimenti,
espressioni e simboli opportuni, che potrebbero svilupparsi e prendere forma, grazie ad una
fede e ad una preghiera attive.
Le celebrazioni liturgiche, e soprattutto quella della S. Messa, sono per noi troppo
"abitudinarie", "inflazionate", spesso "senza vita", senza un contributo personale neppure
da parte del sacerdote, ma soprattutto del credente! Quando dei giovani cristiani
provenienti dall'Africa assistono per la prima volta alle nostre Messe europee occidentali,
rimangono spiacevolmente sorpresi, innanzitutto dalla rapidit con la quale vengono
celebrate, ma anche per l'inespressivit degli incontri liturgici. Essi parlano tanto volentieri
delle loro celebrazioni, delle offerte, dei canti, dell'accompagnamento ritmico, e tante cose
che contribuiscono alla comprensione della parola, ma anche a dar forma alle nostre
risposte. Quando ad esempio il sacerdote legge il Vangelo, si odono dalla comunit grida di
gioia e di esultanza, perch Dio parla al suo popolo ed il suo popolo si rallegra.
Affinch tutto ci possa accadere, indispensabile essere aperti allo Spirito Santo, e non

lasciare solo il sacerdotecelebrante, ma partecipare all'animazione della comunit che si


raccoglie attorno a lui. La liturgia di per s un incontro con Dio ed un incontro reciproco
tra gli uomini. Con un po' di amore ed un po' di fantasia, anche l'amore pi sentito,
l'operosit pu crescere e portare molti frutti, consentendo che la messa sia un vivere di
Dio, vivo, realmente unico, santo, misericordioso, un vero Redentore e Salvatore.

MIRACOLI EUCARISTICI
Ritengo sia utile per noi cristiani conoscere alcuni episodi riguardanti l'Eucaristia che
possono essere chiamati "miracoli" eucaristici. Si definisce "miracolo" tutto quello che non
siamo in grado di spiegare, poich avviene al di fuori o contrariamente alle leggi naturali. In
talune circostanze questi avvenimenti sono la conferma dell'operato di Dio, della Sua
preoccupazione per gli uomini e soprattutto del Suo desiderio di aiutarci affinch crediamo
in Lui. L'Eucaristia di per s il miracolo pi grande. Noi crediamo che in un pezzettino di
pane sia celato Ges Cristo, uomo e Dio, l'EmanueleDio con noi. Noi non vediamo tutto
ci, non lo sentiamo: ma la fede ce lo assicura! Tuttavia, gli avvenimenti che nella
tradizione cristiana vengono definiti miracoli sono delle grazie per mezzo delle quali Dio
rinsalda la fede del Suo popolo nella reale presenza del Suo Figlio Ges Cristo.
1) C' in Italia tra Pescara e Vasto, LANCIANO, una cittadina dove accaduto quanto
segue. Un frate aveva, da un certo periodo, difficolt nel credere alla reale presenza di
nostro Signore Ges Cristo nell'Eucaristia. Egli pregava continuamente Dio affinch lo
liberasse da tutti i dubbi e da tutte le paure, affinch non perdesse la vocazione. Il suo
sacerdozio, divenuto sempre pi una realt priva di vita, soffriva a causa di tutti questi
dubbi e tutte queste paure che lo assillavano. La situazione del resto della Chiesa non lo
aiutava di certo. C'erano, infatti, varie eresie che si andavano affermando. Confratelli, e
addirittura alcuni vescovi, erano vittime di queste eresie diffusesi nella stessa Chiesa.
Una di queste negava appunto la reale presenza di Cristo nell'Eucaristia.
Un mattino, in preda a pesanti dubbi, egli inizi la consacrazione dinanzi al popolo che si
era radunato a Messa. Aveva un'ostia come quella che viene utilizzata ancora oggi. Ma
quanto si trov fra le mani subito dopo la consacrazione del pane e del vino, lo scosse
profondamente. Le sue mani tremarono! Egli aveva realmente tra le mani il corpo di Cristo.
Rimase a lungo con le spalle ai fedeli, come una volta si era soliti celebrare la Messa. Poi si
gir lentamente verso i fedeli esclamando: "O fortunati testimoni, ai quali Dio benedetto,
per liberarmi dal dubbio, ha voluto e deciso di svelare Se stesso nel Santissimo Sacramento
dell'altare ed essere cos visibile ai nostri occhi.
Venite fratelli e ammirate perch Dio cos vicino a noi. Ecco il corpo ed il sangue del
nostro adorato Salvatore."
L'ostia si era trasformata in Corpo, Carne, ed il vino in Sangue.
Il popolo, stupito del miracolo, inizi a pregare, a chiedere perdono e a piangere invocando

misericordia. Chi si percuoteva il petto, confessando i propri peccati; chi si proclamava


indegno testimone di un tale avvenimento miracoloso. Chi si inginocchiava di nuovo in
segno di profonda adorazione e chi rendeva grazie per il dono che il Signore aveva fatto!
Dappertutto si parl di questo straordinario prodigio!
Per la storia esso avvenne circa settecento anni fa, cio gi prima del 1290. La fede del
sacerdote fu rinsaldata, tutta la citt e molti pellegrini vennero a sapere di
quell'avvenimento! Ed in verit, un
grande miracolo che continua ancora oggi. Il Corpo ed il Sangue di Cristo sono ancora
sull'altare nella loro reale natura.
La Chiesa ha accolto questo miracolo come un segno vero del Cielo e onora questo Corpo
e Sangue eucaristico in una festivit, con una processione, l'ultima domenica di ottobre.
Molte volte si sono compiute ricerche e si constatato scientificamente la realt del
prodigio. L'ultima ricerca stata effettuata nel 1970 avvalendosi dei pi moderni mezzi
tecnici. I risultati dello studio sono stati i seguenti:
a. La Carne Carne vera ed il Sangue vero Sangue.
b. La carne costituita da tessuto muscolare cardiaco /miocardio/.
c. La carne e il sangue sono di tipo umano.
d. La carne e il sangue hanno lo stesso gruppo sanguigno AB; lo stesso rilevato poi nella S.
Sindone.
e. Nel sangue sono state rinvenute proteine nella stessa proporzione che si ritrova nelle
analisi sieroproteiche di sangue fresco.
f. Nel sangue sono stati rinvenuti i seguenti minerali: cloruro, fosforo, magnesio, potassio,
sodio e calcio.
g. Il fatto che la carne e il sangue si siano mantenuti freschi a partire circa dal 1300, senza
alcuna alterazione chimica, comunque un fenomeno eccezionale e prodigioso.
Il professore a capo della commissione medicoscientifica, dopo aver effettuato un raffronto
di tutti i risultati ottenuti dai gruppi che avevano lavorato separatamente, ha inviato un
telegramma al santuario che viene ancora oggi conservato. In esso si
dice: Et verbum caro factum est. E il verbo si fece carne!
S. Santit Giovanni Paolo II da Cardinale di Cracovia stato personalmente pellegrino in
questo Santuario e nel diario dei visitatori cos espresse la sua devozione: 'Fa' o Signore che
noi sempre pi in Te crediamo, speriamo, ti amiamo".
2) A Siena nella Basilica di S. Francesco si conserva un miracolo eucaristico che dura
ancora. Il miracolo costituito da 223 piccole ostie consacrate il 14 agosto 1730 nella

Basilica di S. Francesco. Le ostie si conservano e, secondo leggi fisiche, chimiche e


biologiche, avrebbero dovuto rovinarsi. La stessa notte in cui vennero consacrate furono
rubate perch custodite in un calice d'argento. Nonostante tutti i tentativi compiuti sia dalla
Chiesa sia dalle autorit civili dell'epoca, le ostie consacrate furono ritrovate solo il mattino
del 17 agosto, del tutto casualmente, vicino a S. Maria in Provenzano, dove i ladri che
avevano compiuto il sacrilegio le avevano nascoste in una cassetta per l'elemosina.
Devotamente furono estratte dalla cassetta, pulite dalla polvere, separate dal denaro e, con
devozione e premura, con il debito rispetto e l'attenzione di tutti i cittadini, furono riportate
in processione, accompagnate da fiaccole, canti e preghiere, fino alla chiesa di S.
Francesco.
Vi fu un rinnovamento della devozione con profonde espressioni di fede e di speranza, non
soltanto da parte dei cittadini, ma anche di molte persone del circondario. Ma, per motivi
igienici, i religiosi riposero le ostie e non le usarono per la Comunione.
Il tempo passava, ma non si avvertivano segni di
trasformazione, come sarebbe stato naturale. Cos questo avvenimento di profanazione con
la grazia di Dio divenne fonte di abbondante fede eucaristica e testimonianza della presenza
di Cristo nell'Eucaristia.
Pi volte le ostie sono state analizzate scientificamente con tutti gli strumenti possibili. Sono
state sottoposte a condizioni nelle quali avrebbero dovuto subire un cambiamento, che per
non avvenuto. La scienza fornisce sempre gli stessi dati: le ostie sono ancora fresche,
intatte, inalterate nella sostanza, chimicamente pure e non mostrano segni di alterazione.
Esse sono oggetto di ammirazione, stupore e rispetto. Arrivano fedeli singoli, gruppi,
pellegrinaggi. Tra i pellegrini c' stato anche Sua Santit Papa Giovanni Paolo Il, in
occasione della sua visita a Siena il 14 settembre 1980. Dopo aver ascoltato la
testimonianza sulla storia delle ostie, profondamente commosso, ha esclamato: qui
presente. Il duraturo miracolo eucaristico di Siena, per il quale il tempo si fermato, offre a
tutti, a cominciare dai pi dubbiosi, la possibilit di vedere con i propri occhi e toccare con
le proprie mani un grande miracolo in terra, dinanzi al quale anche la scienza si inchinata.
Il miracolo che continua a vivere possa risvegliare nel santo cuore cristiano il desiderio vivo
per il pane celeste disceso dal cielo, vivificare l'amore verso colui che viaggia e soffre con
noi fino alla fine dei secoli, offrirsi sino a placare la fame e la sete, dgnare la vita e la
salvezza della vita.

PANE NERO E PANE BIANCO


Ero nel banco. Cercavo di raccogliermi, pregavo, la Messa mi piaceva proprio. Cercavo di
pensare ad ogni parola pronunciata dal sacerdote. Allora vidi due pani, uno era nero e
l'altro bianco. Attorno ad ogni pane c'era un gruppo di persone. Quelli che mangiavano il
pane bianco, circa la met, soffrivano. Era chiaro che quel pane per loro non era dolce. Poi

iniziarono a rallegrarsi, si baciavano, era veramente bello.


Quelli che avevano mangiato il pane nero, avevano iniziato subito a ridere. Erano felici, ma
poi, dalla met in poi, iniziarono ad odiarsi, a scacciarsi e a rimproverarsi."
Questa stata la visione di Jelena Vasilj. L'insegnamento semplice e chiaro. Il pane
dell'amore, della riconciliazione e della pace non leggero, ma pesante, soprattutto
all'inizio, ma si trasforma in gioia. Il pane nero, quello dell'odio, della vendetta, della
discordia e di ogni altro male, all'inizio sembra buono, ma alla fine tutto si trasforma in
male. Divenire il pane bianco dell'Eucaristia il massimo traguardo di ogni cristiano!

IL DRAMMA NATALIZIO
Jelena Vasilj ha detto anche questo: "Alcuni giorni prima di Natale si era girato il film `Ben
Hur' a Citluk. Si diceva che era un buon film, nel quale si illustravano anche la vita di Ges
e le Sue sofferenze! (Si sappia che, a causa delle autorit atee, non era mai stato
rappresentato n al cinema, n in televisione, ma nelle sale parrocchiali ed era dunque una
circostanza eccezionale!) Il film iniziava alle 7 di sera. Marijana ed io ci recavamo ogni sera
in chiesa, come ci aveva detto la Madonna, e l'incontro con Lei avveniva dopo la Messa.
Perci, io non potei vedere il film. Mi dispiacque molto.
Allora la Madonna mi disse: "Non essere triste. A Natale ti far vedere come nato Ges!"
Il giorno di Natale apparve un angelo, come negli anni precedenti. Ecco come: Vidi un
angelo. Poi scomparve ed io rimasi al buio. In questa oscurit vidi S. Giuseppe. Teneva
qualcosa in mano. In quel posto c'era un po' d'erba, delle pietre e alcune case sulla strada.
La Madonna era su un asinello. Erano in viaggio. Sembrava che piangesse, ma non
piangeva, era triste. Diceva: "Sarei felice se qualcuno ci ospitasse per farci riposare
stanotte, sono stanca." Giuseppe disse: "Qui ci sono delle case. Chieder". Bussarono ad
una porta. Qualcuno apr. Ma, vedendo Giuseppe e Maria, richiusero, e questo accadde
altre due, tre volte. Quando si diressero verso altre case, le luci iniziavano a spegnersi ed
essi continuarono tristemente il loro cammino. Giuseppe disse: "Qui, qui, c' una vecchia
casa. Nessuno ci dorme. Sicuramente abbandonata". Ed entrarono. C'era un asinello.
Essi legarono il loro alla mangiatoia. Giuseppe raccolse un po' di legna e accesero il fuoco.
Egli mise anche della paglia nel fuoco ed essa bruci subito. L'asinello, pi del fuoco,
scaldava Maria. Ella era veramente triste e piangeva. Giuseppe cercava, intanto, di non far
spegnere il fuoco. In quell'istante: sorpresa! Ecco, vidi Ges venire alla luce da Maria.
Sorrideva come un bimbo di un anno. Era felice e sembrava quasi parlasse. Agitava le
mani. Giuseppe si avvicin a Maria ed Ella disse: "Giuseppe, venuto il giorno della gioia,
ma sarebbe meglio se pregassimo: ci sono molti che non vogliono che Ges nasca." Ed essi
pregarono.
Con sorpresa vidi ancora una piccola casa e nient'altro. Era poco illuminata ma
all'improvviso si riemp di luce come in pieno giorno! In cielo c'erano le stelle. Vidi due
angeli su una stalla. Reggevano un grande festone su cui era scritto: "Gloria a Te, o
Signore!". Su di essi c'era un coro di angeli che cantavano e glorificavano Dio. Poi vidi i

pastori, erano stanchi: alcuni dormivano di gi, altri camminavano. Con loro c'erano pecore
ed agnelli. Un angelo si avvicin a loro e disse: "Pastori, ascoltate la lieta novella: Dio
nato! Lo troverete deposto in una mangiatoia in una stalla. Sappiate che quanto vi dico
verit!". La stalla era tutta illuminata. Ad un tratto si avvicin un folto gruppo di angeli
cantando.
Allora inizi una discussione tra i pastori. Alcuni volevano recarsi alla stalla, altri non
volevano. Un gruppo diceva: "Sar vero! Andiamo a vedere cosa accaduto." Altri non
erano convinti. Si chiedevano se andare o meno. Mandarono quelli che volevano e, insieme
a loro, uno che non era sicuro. Egli disse: "Come posso lasciare il mio agnellino; un lupo
potrebbe venire a mangiarlo!" Allora se lo caric sulle spalle e segu gli altri. Il cammino era
lungo. Alcuni iniziarono a cambiare idea e a dire: "La strada lunga e forse nessuno
nato". Ma gli altri ripeterono nuovamente: "Noi andiamo; non importa cosa accadr."
Mentre camminavano, videro all'improvviso una casetta illuminata a giorno. Non c'erano
angeli. Un pastore grid: "Si, qui. Lo abbiamo trovato!" Ed entrarono. L c'era una luce
che veniva dal Bambino: era Ges. Egli tese le manine verso di loro e sorrise. Li guardava.
Essi diedero a Ges gli agnelli deponendoli alla mangiatoia. Erano felici.
Allora Maria disse: "Pastori! Io lo so: a voi giunta la lieta novella che nato il Salvatore.
Sarebbe meglio se pregassimo, poich vi sono alcuni che non desiderano che Ges venga al
mondo... E pregarono a lungo. Sembrava che Maria piangesse, ma era felice. Una volta
nella visione ho sentito che ella, piangendo, perdonava. Poi i pastori andarono via. Erano
radiosi, cantavano a Dio inni di lode. Li vedevo tornare ai loro greggi e gli angeli erano in
cielo. All'improvviso ho visto una grande casa. Dinanzi ad essa c'erano un uomo alto e dei
magi. Come si dice nella Bibbia, essi portavano dell'oro. I tre magi chiesero: "Dove pu
essere nato Ges? Dove pu essere nato il nuovo re del mondo? Abbiamo visto la Sua
stella. Ci stato riferito che il nuovo re del mondo nato da qualche parte su questa terra".
L'uomo alto rimase sbalordito e pens: come possibile che sia nato il re del mondo,
quando io sono qui il re? Allora chiam alcuni uomini e disse loro di andare a vedere dove
si supponeva fosse nato il re del mondo. Essi andarono da qualche parte e l'uomo rimase
coi magi. Quando tornarono, riferirono che si diceva che il re del mondo fosse nato in una
stalla a Betlemme.
Citava il profeta: "Tu Betlemme, terra di Giudea, non sei la pi piccola tra le citt". Allora i
magi si diressero a Betlemme. All'improvviso, dinanzi a loro comparve una grande stella
che li guidava. Essi riflettevano e non si rivolgevano nessuna parola. Ad un tratto videro
una luce e guardarono in quella direzione, come avevano fatto i pastori. Uno di essi disse:
"Di sicuro Egli qui!"
Entrarono allora nella stalla. Maria disse: "I vostri doni sono grandi, ma necessario
pregare per coloro che non consentono che Ges nasca." Pregarono a lungo. Ges
sorrideva, sembrava pregasse con loro, partecipava pienamente mentre essi pregavano.
Non vidi cosa accadde poi. Vidi soltanto i magi nella stalla, come se dormissero. Poi ad un
tratto vidi l'angelo sopra di loro che diceva: "Fate ritorno per un'altra strada, perch il re
non vuole venire per rendere omaggio a Ges, ma per uccidere il bambino."
Ed essi fecero ritorno per un'altra strada. Poi scomparve tutto.

(Jelena garantisce di aver visto realmente tutto ci)


Nella Messa si fa spesso riferimento al "sacrificio". Il suo significato profondo sta nel
passaggio dal laico al divino. Quindi, non si tratta solo di un nostro trasferimento di
qualcosa a Dio, di un renderLo felice, bens di un passaggio del nostro lavoro, dei nostri
sentimenti, dei nostri rapporti con gli uomini, con Dio e con il mondo, che spesso sono
laici, ad una dimensione divina, noi presentiamo la nostra realt atea perch essa venga
trasformata in realt divina. Quindi, nell'Eucaristia, il nostro mondo entra in quello divino,
affinch in esso possiamo nuovamente riconoscere e scorgere Dio.
La celebrazione della Santa Messa rappresenta per noi cristiani un continuo esercizio per il
passaggio al mondo di Dio, nell'incarnazione divina della nostra vita! Nell'Eucaristia Cristo
ci accoglie sul Suo cammino di incarnazione, sulla Sua strada verso il Padre. Se ci faremo
guidare entreremo nel mistero della Sua vita.
Nel pentirsi bisogna accettarsi per quelli che siamo, cio peccatori, imperfetti, con lati buoni
e cattivi, con successi e fallimenti, con un passato ed un futuro. La colpa ed il peccato ci
separano da noi stessi, dagli altri e da Dio. Quando ci sentiamo colpevoli, ci sentiamo anche
esclusi dalla collettivit. Perci l'adorazione sempre un atto di creazione di una nuova
comunione con Dio e con gli altri.
Affinch l'uomo maturi, egli dovr lasciare il passato, l'infanzia, la giovent, la forza, il
successo, i possedimenti, tutto quello che ha ed essere aperto alla novit. Celebrando la
morte di Cristo nella Messa, noi diveniamo uomini nuovi, perch abbandoniamo tutto e ci
rinnoviamo. Lui, l'agnello di Dio, il nostro esempio!
Accettare la croce significa accettare il contrasto della vita e aprirsi alla redenzione.
Per mezzo della Santa Comunione diveniamo una cosa sola con Dio, con noi stessi e con
gli altri. Come il pane fatto con grano diverso ed il vino di molte uve, anche il sacrificio di
Cristo crea una nuova comunione perch lo vuoi tu.

DEL RISPETTO VERSO IL CORPO DEL SIGNORE!


"Perci vi scongiuro tutti, o fratelli, baciandovi i piedi e con tutto l'amore di cui sono
capace, che prestiate, per quanto potrete, tutto il rispetto e tutta l'adorazione al santissimo
Corpo e Sangue del Signore nostro Ges Cristo, "nel quale tutte le cose che sono in cielo e
in terra sono state pacificate e riconciliate" (Co1.1,20) a Dio onnipotente. (FF
217,218,219)
Prego poi nel Signore tutti i miei frati sacerdoti che sono e saranno e che desiderano essere
sacerdoti dell'Altissimo, che quando vorranno celebrare la Messa, puri, in purit offrano
con profondo raccoglimento il vero sacrificio del santissimo Corpo e Sangue del Signore
nostro Ges Cristo, con intenzione santa e monda, non per motivi terreni o per timore o
amore di alcun uomo, "come se dovessero piacere agli uomini" (Col.3,22).

Ma ogni volont, per quanto l'aiuta la grazia di Dio, si orienti a Lui, desiderando con la
Messa di piacere soltanto al sommo Iddio, poich nella Messa Egli solo opera, come a Lui
piace; sue infatti, sono le parole: "Fate questo in memoria di me (Lc 22,19); se uno far
diversamente diventa un Giuda traditore e si fa reo del corpo e del sangue del Signore (Cor
11,27).
Ricordatevi, fratelli miei sacerdoti, ci che scritto della legge di Mos: coloro che la
trasgredivano, anche solo materialmente, per decreto di Dio morivano senza nessuna
misericordia. Quanto maggiori e pi gravi pene meriterebbe di patire colui che calpestasse il
Figlio di Dio, e contaminasse il Sangue dell'alleanza, nel quale santificato, e recasse offesa
allo Spirito della grazia? (Eb 10,2829)
L'uomo, infatti, disprezza, contamina e calpesta l'Agnello di Dio, quando come dice
l'Apostolo, non distinguendo nel suo giudizio (1 Cor 11,29), n discernendo il santo pane
del Cristo dagli altri cibi o azioni, lo mangia essendo in peccato; oppure senza essere in
peccato, lo mangia con leggerezza e senza le dovute disposizioni. Dice, infatti, il Signore
per bocca del profeta: maledetto colui che compie con frode l'opera del Signore
(Ger.48,10).
Perci Dio respinger i sacerdoti che non vorranno mettere nel loro cuore questo, dicendo:
maledir le vostre benedizioni (Ml 2,2)". (FF 220, 221, 222, 223)
"Udite fratelli miei, se la beata Vergine Maria cos onorata, come giusto, poich lo port
nel suo santissimo seno; se il Battista beato trem di gioia e non os toccare il capo santo
del Signore; se venerato il sepolcro, nel quale per qualche tempo Egli giacque; quanto
deve essere santo, giusto, degno, colui che Lui non gi morituro, ma eternamente vivente e
glorioso, Lui, sul quale gli angeli desiderano volgere lo sguardo (1 Pt 1,12), accoglie nelle
proprie mani, riceve nel cuore e con la bocca, offre agli altri perch lo ricevano?
Badate alla vostra dignit, frati sacerdoti, e siate santi perch egli santo (Lv 11,44). E
come il Signore Iddio onor voi sopra tutto gli uomini, per questo mistero, cos voi pi di
ogni altro uomo amate, riverite, onorate Lui.
Gran miseria sarebbe, e miserevole male se, avendo Lui cos presente, vi curaste di
qualunque altra cosa che fosse nell'universo intero!
L'umanit trepidi, l'universo intero tremi, e il cielo esulti, quando sull'altare, nelle mani del
sacerdote, il Cristo figlio di Dio vivo.
O ammirabile altezza, o degnazione stupenda! O umilt sublime! O sublimit umile, che il
Signore dell'universo, Dio e Figlio di Dio, cos si umili da nascondersi, per la nostra
salvezza, in poca apparenza di pane! Guardate, frati, l'umilt di Dio, e aprite davanti a Lui i
vostri cuori; umiliatevi (1 Pt 5.6) anche voi, perch egli vi esalti. Nulla, dunque, di voi
tenete per voi; affinch vi accolga tutti colui che a voi si d tutto.
Ammonisco ed esorto nel Signore, che nei luoghi in cui dimorano i frati, sia celebrata una
sola Messa al giorno, secondo il rito della santa Chiesa. Se poi nel luogo si troveranno pi

sacerdoti, l'un per amore di carit si contenti di aver partecipato alla celebrazione dell'altro
sacerdote, poich il Signore Ges Cristo riempie presenti e assenti, che sono degni di Lui;
Egli, infatti, quand'anche sembri essere in pi luoghi, rimane indivisibile e non conosce
detrimento di sorta, ma uno e ovunque, come a Lui piace, opera insieme con il Signore
Iddio Padre e con lo Spirito Santo Paraclito nei secoli dei secoli. Amen. (S. Francesco
d'Assisi)

UN LUOGO CONVENIENTE (FF 207,208,209)


"Badiamo, quanti siamo chierici, di evitare il grande peccato e l'ignoranza, che certi hanno
riguardo al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Ges Cristo, ai santissimi nomi e
alle parole di Lui, scritte, che consacrano il corpo.
Sappiamo che non ci pu essere il corpo se prima non consacrato dalla parola.
Niente infatti abbiamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se
non il corpo e il sangue, i nomi e le parole mediante le quali fummo creati e redenti da
morte a vita.
Tutti quelli, poi, che amministrano s grandi misteri, considerino tra s, soprattutto chi li
amministra senza il dovuto rispetto, quanto siano vili i calici, i corporali, le tovaglie usate
per la consacrazione del corpo e del sangue del Signore nostro Ges Cristo.
E da molti il corpo lasciato in luoghi indegni, portato per via in modo lacrimevole,
ricevuto senza le dovute disposizioni e amministrato senza riverenza.
Anche i nomi e le parole di Lui scritte talvolta sono perfino calpestate poich l'uomo che
non ha lo spirito di Dio non accetta le cose dello Spirito di Dio (1 Cor.2,14).
Non dovremmo essere ripieni, per tutto questo, di zelo dato che lo stesso buon Signore si
offre alle nostre mani e noi lo abbiamo a nostra disposizione e ce ne comunichiamo ogni
giorno? Ignoriamo forse che dobbiamo venire nelle sue mani?
Ors, di tutte queste cose, e di altre, subito e con fermezza emendiamoci, e ovunque il
santissimo corpo del Signore nostro Ges Cristo sar stato senza decoro collocato e
lasciato, sia tolto di l e sia posto e custodito in un luogo prezioso.
Ugualmente i nomi e le parole del Signore scritte, ovunque si trovino in luoghi sconvenienti,
ricordiamoci di raccoglierle e collocarle in un luogo decoroso.
E sappiamo che tutto ci siamo tenuti ad osservare sopra ogni altra cosa secondo i
comandamenti del Signore e i precetti di santa madre Chiesa.
E chi non far questo sappia che deve rendere ragione al Signore nostro Ges Cristo nel
giorno del giudizio.

E chi poi far trascrivere questo scritto perch meglio sia osservato, sappia che il Signore lo
benedir" (S. Francesco d'Assisi)