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P. Grigorij Agostino M.

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La mia conversione
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e la mra vocazlone
P. Grigorij Agostino M. Suvalov
1804-1859
La mia conversione
e la mia vocazione
Nuova edizione a cura di
Enrico M. Sironi e Franco M. Ghilardotti
Grafiche Dehoniane
Bologna 8-XII-2004
A SUA SANTITA
GIOVANNI PAOLO II
Servo della comunione
nella verita e nell'amore
P. GRIGORIJ AGOSTINO M. SUVALOV
1804-1859
Cenni biografici
Grigorij Agostino M. Suvalov nasce a S. Pietroburgo il
25 ottobre 1804, dal Conte Pietro e dalla Principessa
Sofia Cherbatoff, famiglia di antica nobilta, non estranea
al mondo italiano, come Ivan Suvalov che tra il 1763 e il
1 777 soggiorno in Italia e a Roma, dove fu guida e mece-
nate degli artisti russi inviati a studiare all'Accademia di
S. Luca, della quale fu acclamato nel 1768 accademico
"d'onore".
La mancanza di ogni educazione religiosa (pensiamo
alIa Russia zarista descritta dal celebre Puskin nel suo
dramma Boris Godunov; e al Clero privo di ogni indi-
pendenza spirituale) favorisce in Grigorij 10 svilupparsi
del dubbio e del razionalismo. La Provvidenza intervie-
ne ad attutire quei colpi e gli procura un'educazione pili
elevata nel Collegio dei Gesuiti di Pietroburgo. Le leggi
proibivano ogni insegnamento religioso, ma almena
della religione non si parlava con disprezzo.
Nel 1818, espulsi i Gesuiti dalla Russia, passa a
Berna nel Collegio protestante di Hofwyl.
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Fu in questa
cittd della Svtzzera che ebbe la sorte di
incontrarsi con I' opera e il pensiero
di Friedrich Schiller
(1759-1805),
i l poet a
t edesco che l o ammal i d.
Nell' ora inevitabile della inquietudine razionale, ad
aprire la via verso una crisi profonda
bastd una sempli-
ce poesia
dal titolo Rassegnazione. In essa si riportava
un dialogo tra il Padrone del mondo e un uomo, che.
dopo avere tutto sacrificato alla speranza di conseguire
la felicitd eterna, giunse al termine della sua esistenza
chi edendo l a ri compensa promessa.
La ri sposta crudel e
d
questa: <Per
i l saggi o non vi sono che due gi oi e:
spe-
ranza e godimento.
Colui che ha colto uno di questi
fiori
non pud
esigere I' altro. Godi se non puoi
credere; soffri
se vuoi aver fede. T\r hai sperato e che vuoi di piu?
Tu
potevi ,
mentre eri sul l a terra, consul tare i sapi entr: essi
ti avrebbero detto: ci d che nel tempo si ri fi uta, l ' eterni ta
non pud
rendertela>.
Non ci vol eva al tro. Le ul ti me certezze spari rono cosi .
Nel l e sue Confessi oni annota:
<Lasci andomi
affasci -
nare dal f i ncanto di una mendace poesi a
... i o l ' acl ottar-o
come regol a di condotta, senza ri fl ettervi seri amente. e
mi lasciavo trascinare dalla follia del nichilismo,>.
A Berna, l o Suval ov si i mmerge nel l a teori a cl el razi o-
nal i smo.
T?a i l I82l e i l 1823 d a Pi sa, chi amatovi dal l a macl re
Sofia che vi si trovava per
assistere la sorella inferma
Anastasia, fervente cattolica. Al suo arrivo la zia era
gia
morta.
Ottiene dalla madre il consenso di rimanere a Pisa
ove frequenta I' universitd e studia filosofia, economia
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politica e letteratura italiana. Imparo a perfezione
anche la lingua italiana.
Qui, travolto dalle bufere giovanili, vengono meno
anche Ie convinzioni morali.
Cercando la felicita del cuore sulle vie dell'egoismo,
trova il piacere ... E fu per lui un lungo periodo di males-
sere, benche si ostinasse a volersi illudere ... a credersi
felice. Rimpiangendo il piacere sfuggito e sognando
quello futuro, occupava la mente nella vanita.
II servizio militare venne a portare una nota di idea-
lita nella sua vita. Si iscrisse nel corpo pili noto e in
breve ottenne il grado di Capitano degli U ssari dallo Zar
Alessandro I.
AlIa corte della Zar conosce Sofia Soltikov, giovane
profondamente religiosa, e la sposa. Dal matrimonio eb-
be tre figli: Pietro, Elena e un altro morto bambino.
II suo nobile portamento, l'ingegno brillante, l'elegan-
za e la gentilezza dei modi che 10 facevano amico di tutti,
gli procurarono favori distinti, grande entratura nella
corte imperiale e dimestichezza con Ie pili nobili fami-
glie. II suo matrimonio a 20 anni fu certo un avveni-
mento di corte. Ma la sventura non tardo a bussare alIa
sua porta.
Portandomi all'altare, dice nel suo libro La mia
Conversione e la mia Vocazione, nemmeno per un minu-
to pensai alIa tua presenza, 0 Signore ... In quei giorni il
bene e il male si disputavano ancora l'anima mia. Da
una parte combattevo, 0 Signore, la tua grazia, dall'al-
tra la mia volonta ... Permettendo il mio matrimonio Tu
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hai pensato a me e ti sei servito di questa legittimo
amore per attirarmi e ricondurmi a te ... .
Accanto a Sofia scopri la felicita. Ma non pensava che
essa fosse tanto breve e fugace.
La scomparsa di una cognata 10 impressiono profon-
damente: Sentii allora un certo dis gusto per tutte Ie
cose, una specie di disillusione aumentata ancor pili
dalla morte del suo primogenito.
II castello della felicita crollava, cosi come ai primi
raggi primaverili crollavano i fantocci di neve che, bam-
bino, costruiva sulle acque gelide del fiume Neva.
A sollievo della moglie affrantae sofferente, il Conte
Grigorij decide di recarsi in Francia in cerca di un
ambiente diverso e di arie pili balsamiche.
Poco dopo 10 ritroviamo a Firenze, ove si immerge
nella filosofia ma terialista dell' esule na poletano
Giovanni La Cecilia (1832). In questa abisso morale ed
intellettuale sentiva gravare anche sopra di se la triste
constatazione che il poeta Lermonov faceva in quei gior-
ni, parlando del popolo russo: Con tristezza osservo la
nostra generazione; il suo avvenire 0 e vuoto 0 e oscuro.
Intanto, sotto il peso della conoscenza e del dubbio, essa
invecchiera nell'inerzia ... e la vita ci opprime come una
via eguale, senza meta. Mio Dio, scrive Suvalov, in
quale caos mi trovavo allora! Quale vertigine mi aggira-
va ... mi attaccavo tenacemente alle pili malvagie dot-
trine filosofiche ... !.
Tornato a Parigi, si diede pili che mai alla vita galan-
te, cercando nel teatro e nei ritrovi mondani uno svago
per se ed un sollievo per la moglie.
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Non cercava Dio, rna ormai era Dio che 10 cercava,
insistentemente, tenacemente. Tra i fiori che andavo
cogliendo sulla via, trovavo sempre delle spine ... .
Nella prova il dolore 10 spinge sempre pili lontano,
fino al punta al di la del quale si trova 0 il nulla 0 Dio
(Joan Bojer). Sembra pili giusto dire che al di la c'e Dio.
A Parigi il secondogenito Pietro si ammalo. Una
malattia strana, che martirizzava figlio e genitori.
Davanti all'impotenza della medicina, in un atto di
angoscioso amore, con uno slancio di infinita dedizione,
la madre Sofia si chino suI malato e 10 bacio ... 11 figlio
guari inaspettatamente e Dio accolse l'offerta della vita
della madre. Questa malattia la arricchi di nuova gra-
zia, e trovando insieme Dio e la felicita, volle renderne
partecipe anche il marito: "10", gli diceva, desidero la
tua felicita; 10 desidero anche a scapito della mia ... 11
tuo cuore un giorno sentira quanta desidero fare per te,
1 f 1
., ,
per a tua e lClta .... .
Ebbe dalla religione un grande sollievo, pur tra conti-
nue sofferenze. Da ortodossa ancora, rna cattolica nel-
l'anima e nel cuore. Della scoperta che andava facendo
nella sua vita di fede tento pur invano di farne parteci-
pe il marito. L'ora della grazia stava per scoccare anche
per lui.
In una delle tante visite che faceva alle chiese catto-
liche per accontentare la moglie (e 10 stesso Suvalov che
narra il fatto come una delle pili grandi grazie ricevute
da Dio), si senti liberare da un intenso rancore che
nutriva verso una persona; 10 spettacolo dei patimenti
di Sofia cominciava ad operare in me ... , Questa riconci-
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liazione era il primo effetto di quella luce che tu manda-
vi a rischiarare l' anima mia ... .
II 10 febbraio 1841 a Venezia, in via degli Schiavoni.
Sofia m uore.
Riflettendo sulla morte della giovane moglie dice:
sentii che dovevo credere a tutt'altro che alIa materia;
e dal profondo del cuore esclamai: l'anima sua esiste, e
immortale. Da quell'istante una nuova luce entro in n1e;
un nuovo mondo si aperse ai miei occhi '" Per 1'uomo che
considera Ie cose dal punta di vista della fede, la morte
della mia sposa fu come il sacrificio di un martire.
Dando la sua vita, la fortunata vittima guadagnava il
cielo per se ed a me ne apriva la via. E gia da quel
momento in fui un uomo nuovo, un uomo rigenerato ... .
Non potendosi persuadere di aver perso la fonte della
sua gioia, Suvalov, affranto rna leale ricercatore della
verita, si aggrappo a due fondamentali verita:
- il corpo scompare rna l'anima sopravvive, 1'anima e
eterna;
- Ie bellezze del corpo svaniscono, rna vi sono Ie virtu,
bellezze sopranna turali che non possono morire maio
Su questa base di ogni religione, il passaggio dal
dubbio alIa fede in me fu istantaneo [ ... J Queste verita
erano appena entrate in me, che presto vi si verso pure
una folIa di nozioni, di pensieri, di convinzioni ... .
L'esempio di Sofia 10 trascinava: Posso essere
migliore, posso essere felice ... Ma nulla vi e che mi
possa rendere felice fuori della virtu; dunque voglio
essere virtuoso. E scrivevo a un amico: voglio essere
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della mia intelligenza si allargava. Per la prima volta
compresi che la verita e una, percio non vi puo essere che
una fede, una dottrina, e che se il Cristianesimo e verita,
non vi puo essere che una Chiesa.
Fu uno studio continuo, appassionato, condotto sulla
Bibbia, sui Padri, su S. Agostino soprattutto; lesse Ie
Opere del Card. Wisemann, l'Imitazione di Cristo, Ie
Serate di S. Pietroburgo di De Maistre, i Pensieri di
Pascal, La Simbolica di Moehler, La Storia delle
Variazioni delle Chiese protestanti di Bossuet, la Vita di
S. Francesco Borgia del Bartoli.
L'ansia di chiarire idee, di dilucidare questioni 10
spingeva a cercare amici che 10 aiutassero nella ricerca.
Convinto intellettualmente ormai che la vera Chiesa
era quella cattolica, volle procedere con estrema pru-
denza, quasi con timidezza. Avvicino la Chiesa greca ed
ebbe frequenti colloqui con un sacerdote ortodosso di
retta intenzione, che stimava la Chiesa di Roma, affer-
mando che, con quella Ortodossa, sono due sorelle: per-
che non vivere in pace l'una accanto all'altra?.
Ebbe anche simpatie per Ie Chiese della Riforma, rna
sinceramente non vi trovo quello che andava cercando.
Fu il principe Teodoro Galitzin suo compatriota a con-
vincerlo che c'e una sola verita e quindi non vi puo esse-
re che una religione. Scrivera: Il dogma, Ie pratiche
religiose, la disciplina cattolica mi rapiva e mi soggioga-
va potentemente ... .
Un giorno, durante Ie sue ricerche, ebbe fra Ie mani Ie
Confessioni di S. Agostino. Fu una rivelazione repenti-
na, il classico colpo di fulmine che gli svelava nuovi oriz-
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zonti coi suoi bagliori: Ho trovato in lui Ie mie follie, i
miei dolori e la mia speranza. Desideravo, chiedevo,
invidiavo il suo amore, il suo fervore, la sua fede.
Illibro provvidenziale gli era stato donato dal gesui-
ta P. Minini, una sera dopo avere ascoltato la sua predi-
ca e avergli aperto il suo cuore con abbandono confiden-
ziale: Voglio diventare veramente cristiano, Padre, ma
non immagina te che mi voglia fare ca ttolico. Prima di
tutto - rispose sorridente il Padre - si tratta di entrare
in cas a e scegliere poi la stanza. Qualche anna dopo a
Roma i due si ritrovarono presso la Chiesa del Gesu in
occasione di un ritiro. Abbracciando il P. Minini, Suvalov
esclamo giubilante: Padre, non sono soltanto in casa,
ma ho scelto la stanza.
Intanto il suo itinerario religioso continuava a pieno
ritmo: accanto alla preghiera e allo studio, la pratica.
Con la scomparsa di Sofia gli era venuto menD un
grande appoggio; si sentiva come sperduto, con un gran-
de vuoto nel cuore che gli toglieva ogni volon ta di azione.
Poi, a poco a poco si riprese. Al posta di un amore stron-
cato un'immensa ondata di bonta gli pervase il cuore,
come una nuova natura che 10 faceva fratello di tutti gli
infelici sofferenti come lui, fratello degli infermi, fratello
dei traviati, fratello dei poveri che divennero beneficiari
delle sue ricchezze interiori; fratello soprattutto degli
sbandati; 10 attiravano potentemente i giovani.
E saranno proprio i poveri a condurlo sulla via che e
Cristo. Essi infatti illuminarono la sua anima e vide ...
Vide una vita di disordini, una vita di peccati che si erge-
va davanti a se, ad ostruirgli la via alla Vita. La confes-
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sione gli ripugnava. L'angoscia, 10 spasimo 10 assalgono;
sente che non potra mai risorgere ... Duro a lungo cosio
Fu a Parigi che la Provvidenza 10 a ttendeva dopo 10
smarrimento e la crisi.
Con alcuni amici si recava ogni sera a Notre Dame ad
ascoltare il quaresimale del famoso P. Francesco Saverio
de Ravignan S.J., che sarebbe diventato 10 strumento
principale della grazia, il padre, la guida, il suo confi-
dente nella ricerca della verita.
Un mattino della Settimana Santa del 1842, sotto Ie
volte della Cattedrale parigina, Ie due grandi anime si
incontrarono e palpitarono all'unisono sotto l'influsso
della Spirito.
Incoraggiato da amici sinceri suoi connazionali, quali
la signora Swetchine, il principe Galitzin, il principe
Gagarin; confortato da insigni sacerdoti, come il Bautin
e il futuro vescovo di Orleans Mons. Dupanloup, Grigorij
Suvalov giunse all'epilogo della sua lenta e sofferta asce-
sa. L'umilta e il dolore riuscirono nell'effetto. L'abbe
Petetot dell'Oratorio dell'Immacolata gli apri Ie braccia
e il cuore, 10 istrui nella religione cattolica e ne raccolse
la Confessione generale.
Quale fu la mia gioia, dopo aver fatto la mia confes-
sione. Nonostante il desiderio che da tanto tempo avevo,
e quantunque ben preparato, quando era prossimo il
momento, cercavo mille pretesti per differirla, volevo
allontanare l'istante di questa dolorosa operazione.
Finalmente grazie ate, 0 Signore, che mi hai sospinto,
ebbi il coraggio di compierla ... .
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Finalmente nella solennita dell'Epifania, il 6 gennaio
1843, a Parigi, nella Cappella del Collegio "des Oiseaux",
circondato da pochi amici intimi, nelle mani del gesuita p.
de Ravignan, dichiarava pubblicamente in piena liberta di
voler entrare nella Chiesa cattolica, senza dimenticare la
sua Santa Chiesa Ortodossa e ripetendo il grido di Agosti-
no: Sero te amavi, pulchiritudo tam antiqua et tam nova.
Era come se un sole si fosse levato sfolgorante sulle brume
della Senna, dopo aver dissipato ogni ombra di dubbio.
La gioia della luce ritrovata si accrebbe nell'incontro
con sua madre.
Come altra volta Monica e Agostino, dinnanzi al fir-
mamento splendente: Gregorio, mormon) la madre, 8
l'ora delle stelle. Si, mamma, per me 8 venuta l'ora
delle stelle ... Ora ci vedo, mamma ". Vedo Dio. E la
madre 10 abbraccio piangendo. Fu l'ultima gioia sua
quaggiu. Pochi giorni dopo Dio la chiamava a se.
Altri dolori attendevano il Conte lantana dalla patria
per un volontario esilio. II fratello Andrea seguiva la
madre. A Parigi la figlia Elena cadeva in una malattia,
dalla Quale non si sarebbe pili ripresa. La mia vita,
scrive, 8 una lung a catena di dolori; ma io non voglio
muoverne lamento!.
Ma perche Dio continuava a colpirlo?
Una grande compito 10 attendeva ancora.
Incontri e colloqui con altri padri gesuiti - Villefort,
Martinoff, Taparelli d'Azeglio - contribuirono ad orien-
tarlo verso una vita di totale consacrazione a Dio.
Arrivato a Cristo si mise sub ito con slancio a lavora-
re per la costruzione del Regno, con coraggio, con fa tica
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tenace, senza pausa alcuna. Lo attiravano i giovani, l'a-
postolato della carita e delle opere di misericordia, Ie
amicizie sante: tre campi nei quali profuse il meglio
delle sue energie spirituali ed affettive.
Cristo brillava nei suoi occhi, Cristo bruciava nel suo
cuore, Cristo era la sua vita.
Perche non farsi simile a Lui nel Sacerdozio?
Gli parve che la sua vita avrebbe cosi raggiunto pie-
namente il suo scopo. L'ansia di felicita, mai sopita nel
cuore, sarebbe stata finalmente appagata nella consa-
crazione a Dio e nel servizio del prossimo. Tuttavia il
pensiero 10 atterri. Si raccolse in se stesso, pianse,
prego, chiese consiglio e, finalmente, quando non pote
pili sfuggire alIa evidente volonta divina, si decise: sara
sacerdote!
Dove? Come? Nuove giornate di ansia e di dubbi ...
Poi Dio parlo!
Nel periodo cruciale del '48, Suvalov trovandosi a
Roma, partecipa attivamente aIle riunioni dei circoli
"liberali". La sete di liberta e l'amor patrio non 10 lascia-
no insensibile al risveglio frenetico degli Italiani per la
loro indipendenza. Ne e testimone la fitta corrisponden-
za con il marchese Luigi Almerici di Cesena, che poi
seguira la sua stessa via.
Grazie a un giovane patriota Emilio Dandolo (1830-
1859) ex-alunno del Collegio di S. Maria degli Angeli in
Monza, conosciuto per caso in treno durante uno dei suoi
innumerevoli viaggi da Brescia a Venezia (era diretto a
Varsavia), trovandosi a Milano nel 1853, venne a con-
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tatto con P. Alessandro Piantoni (1811-1892) allora ret-
tore del Collegio Longone dei Barnabiti e Superiore
Provinciale di Lombardia. Questa conoscenza sara deci-
siva per il suo futuro.
Fa', 0 mio Divin Gesli, aveva esclamato dopo un
corso di esercizi spirituali a Parigi ne11852, che io com-
pia questa risoluzione che Th stesso hai messo nel mio
cuore e nel mio intelletto: essere tutto tuo!.
Pili tardi fece un altro Ritiro Spirituale a Ginevra,
sotto la direzione dell'abbe Mermillod, futuro cardina-
le. A Genova si confido col barnabita P. Alessandro
Teppa, educatore ed esimio agiografo. A Parigi incontro
di nuovo il p. de Ravignan e continuo a frequentare
l'Oratorio di S. Filippo. Nel 1855 si reco sulle rive del
Lago di Como, sognando di creare un piccolo Thscolo
cristiano. Ma il fascino della metropoli lombarda 10
attirava irresistibilmente, quasi presentimento delle
gioie che Dio mi riserbava cola.
A Milano, nella Cappella del Collegio Longone dei
Barnabiti, ove erano passati Alessandro Manzoni,
Federico Confalonieri, Thllio Dandolo e altre note figu-
re del Risorgimento Italiano, assisteva ogni giorno alla
Messa, ricevendo la Comunione dal P. Piantoni. Ma
ancora una prova 10 attendeva. Si presenta al P.
Piantoni e gli chiede: Mi volete nel vostro Ordine?.
No, e troppo presto, fu la risposta gentile ma decisa.
Chiese almena di poter compiere gli Esercizi Spirituali
nel Noviziato di Monza. Gli fu negato! Anzi il P.
Pian toni 10 sconsiglio di entrare nella vita religiosa;
pensasse invece al Clero diocesano.
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Si reco a Torino, poi a Chambery, pres so l'abbe Gros,
in cerca di lumi e di conforto, con l'approvazione del p.
de Ravignan. L'abbe Gros, dopo aver riflettuto a lungo,
al termine degli Esercizi spirituali gli diede una Lettera
per il Provinciale dei Barnabiti di Milano, dicendo:
"spero che sarete ricevuto".
Finalmente arrivo a Milano ai primi di dicembre
1855. E il 17 gennaio 1857, dopo altre sei settimane di
prova, che valsero a dimostrare da quale spirito fosse
animato e a far conoscere insieme la giusta prudenza dei
superiori, fu accompagnato dallo stesso P. Piantoni,
insieme al giovane aspirante il marchese Luigi Almerici
(1822-1917) di Cesena, al Noviziato di S. Maria al
Carrobbiolo di Monza, che apriva cosi Ie porte a questa
Postulante d'eccezione, traboccante di felicita.
Finalmente il 26 febbraio con la vestizione dell'abito
religioso iniziava l'anno canonico del Noviziato.
Raccolto nel silenzio della sua cella, felice del suo
stato, assicurato e confortato dai Superiori, il Novizio
Agostino - era questa il nuovo nome assunto con la
vestizione, in omaggio al grande vescovo d'Ippona, a lui
tanto caro e in un certo senso simile - preferi non
rispondere a chi 10 accusava di aver trascurato i figli, ai
quali peraltro aveva gia abbondantemente provveduto.
Trascorso il Noviziato nella preghiera, nella teneris-
sima devozione alIa Vergine, Mater Novitiorum, insieme
al giovane Cesare Tondini - che avrebbe raccolto da Lui
come sacra eredita l'amore per la Chiesa russa e per la
causa dell'unita delle Chiese - il 2 marzo 1857 fece la
Professione dei voti. In quel giorno ripete: Che pazzia
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non farsi santo!. II pensiero della patria lontana e tanto
amata e sempre presente: Nel Noviziato il vero amore
della patria entro nel mio cuore: ho compreso che 10
scopo della mia preghiera, dopo quello della mia salvez-
za doveva essere ormai per tutta la vita, l'unita nella
verita di quella grande e generosa nazione, aggiungen-
do: Maria sara illegame che unira Ie due Chiese e che
fara di tutti quelli che l'amano un popolo di fratelli.
Dopo aver ricevuto a Milano la Tonsura e gli Ordini
minori (7 marzo 1857), parti per Roma facendo sosta a
Bologna (8-11 marzo 1857), ospite dei due Collegi di S.
Lucia e di S. Luigi. II giorno 9 marzo si reco a far visita al
Card. Michele Viale Prela, che 10 volle suo commensale.
L'illustre porporato ascolto con vivo interesse i suoi pro-
getti per l'unita delle Chiese e per la fondazione a Parigi
del Collegio e della Chiesa dedicati a S. Paolo; ricono-
scendo in essi la volonta di Dio, 10 esorto a proseguire nel-
la santa impresa e gli die de Ie Lettere Commendatizie
per il Card. Giacomo Antonelli Segretario di Stato. Giun-
to aRoma il14 marzo, fu ospite della Comunita di S. Car-
lo e quasi subito il Card. Antonelli 10 presento a Pio IX,
che 10 ascolto e gli parlo con stima della nobile nazione
russa, a pprovo e benedisse Ie fondazioni di Francia, inco-
raggiandolo a proseguire nel suo impegno con queste pa-
role: Tu es vir desideriorum. Siate certo: il vostro desi-
derio si compira. Lo stesso Sommo Pontefice 10 invito a
trattenersi a Roma per prepararsi al Suddiaconato, che
avrebbe ricevuto dal Card. Costantino Patrizi Laro il Sa-
bato Santo nella Basilica di S. Giovanni in Laterano (11
aprile 1857). Poi, il 4 maggio, su richiesta di Mons. Feli-
21
ce Dupanloup, vescovo di Orleans, partl per la Francia
ove doveva fondare un Collegio a Gien, a Limoges, a
Bourg S. Andreol e, infine, a Parigi.
Ritorna quindi in Italia per prepararsi al sacerdozio.
Dopo avere ricevuto il diaconato domenica 23 agosto,
nella chiesa di S. Barnaba, per l'imposizione delle mani
di Mons. Carlo Caccia Dominioni, vescovo ausiliare di
Milano, e inviato a Monza per un lungo ritiro in vista del
presbiterato.
Finalmente nel Duomo di Milano, sabato 19 settem-
bre 1857 e ordinato sacerdoteda Mons. Angelo
Ramazzotti, Fondatore del PIME, vescovo di Pavia, poi
patriarca di Venezia.
II giorno successivo, festa dall'Addolorata, celebra la
Prima Messa nella cappella del Collegio Longone, assi-
stito dal p. Piantoni, essendo ministro all'altare l'amico
e confratello Cesare Tondini. Pochi giorni dopo, il 29 set-
tembre, saluta commosso i confratelli di Monza e di
Milano, quasi presago di non pili rivederli, e ritorna alIa
sua diletta Parigi, campo assegnato dalla Provvidenza
al suo apostolato, soprattutto per l'unita dei cristiani.
Pone Ie basi del Collegio e della Chiesa di S. Paolo, per
preparare i suoi confratelli barnabiti all'apostolato del-
l'unita delle Chiese.
Ministero della parola e della riconciliazione, discorsi
e conferenze, esercizi spirituali ai seminaristi e ai giova-
ni, 10 videro zelante operaio a Orleans, Gien, Montargis,
Aubignye in altre citta di Francia. I giovani e Ie famiglie
furono oggetto delle sue particolari predilezioni. N e fan-
no fede Ie innumerevoli lettere a lui inviate da ogni ceto
22
di persone, conservate nell'Archivio Storico dei Barnabi-
ti di Roma.
Non abbiamo mai accennato ai rapporti della Suvalov
con la sua patria dopo la sua decisione di diventare
sacerdote e religioso. In realta non ne ebbe pili.
Non possiamo neppure descrivere il brevissimo perio-
do dei suoi 2 anni di sacerdozio, nei quali Dio gli rivelo
appieno la sua missione.
p. Suvalov e per noi un antesignano, che Dio ha scel-
to per la vita dell'unica Chiesa di Cristo, e soprattutto
una vittima di amore. Dio non 10 ha chiamato ad un
lavoro ecumenico diretto. Fu un pioniere che guida alla
meta e non la raggiunge.
L'amor di patria non era morto in lui. Dio gli aveva
ispirato in cuore un patriottismo mai provato prima di
farsi religioso. 10 ho sperimentato, scrive, come nella
vita religiosa si ami molto pili che nel mondo; direi che
si ami pili e meglio. Certo ho sempre amato solamente il
mio paese; rna soltanto in Noviziato appresi ad amarlo
veramente. Prima di quel tempo io non me ne ero mai
occupato dal punta di vista spirituale, ed avevo poco pre-
gato per la Russia. Ma in quella vita di silenzio io com-
presi che fin d'allora la mia preghiera doveva esclusiva-
mente mirare a un doppio fine: - la mia salvezza dap-
prima - e poi la ricomposizione nell'unita religiosa di
quella grande e generosa nazione. Lo compresi e chiesi
a Dio di esaudirmi.
Sara il suo tormento di antesignano. Alla Russia pen-
sera nei due anni del suo apostolato in Francia, dove lui
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stesso aveva fondato il Collegio di S. Paolo, l'Apostolo
dell'Unita.
E quando gli parve che la sua esperienza avrebbe
potuto giovare, prese la penna e scrisse Ma Conversion
et ma Vocation (1859), dedicandola: Ai miei Confratelli
prediletti, ai miei Compatrioti. Lo pubblico poiche dal
profondo della coscienza una voce potente mi dice esse-
re mio dovere di illuminare i miei fratelli sui motivi che
mi hanno indotto ad entrare nella Chiesa cattolica, con-
dannandomi all'esilio volontario lontano dalla patria.
La sua vita volgeva al termine quando stava per rag-
giungere gli scopi che si era prefisso.
Sparse a larghe mani il seme della bonta, della san-
tita, della dottrina; rna il cuore oltrepassava sempre i
confini della Francia ...
Per arrivare la dove non poteva, ... istitui una asso-
ciazione di preghiere alIa Vergine Immacolata per l'u-
nita delle Chiese. Ma ... aveva fatto di pili!
Nella memorabile udienza concessagli da Pio IX
aveva espresso il desiderio di offrire la vita per la sua
patria.
Dio accetto l'offerta. Lo chiamo direttamente dallavo-
ro, quando il fedele operaio dell'ultima ora era giunto lui
pure a que I termine dal quale, come lui stesso scrive, ad
ogni uomo suI punta di abbandonare la terra, non resta
che spiccare un saIto per slanciarsi nel seno dell'eternita.
Al rientro da una predicazione ad Amiens, muore a
Parigi il 2 aprile 1859, nella sua comunita di S. Paolo,
mormorando: "Pre gate per la Russia!".
In tutta Parigi si sussurra: E Inorto un santo!.
24
LE EDIZIONI DELL'AUTOBIOGRAFIA
L'autobiografia della Suvalov dal titolo Ma Conversion
et ma Vocation fu stampata per la prima volta in france-
se a Parigi nel 1859, vivente ancora l'autore (Libraire
editeur Charles Douniol, Rue de Tournon 29, Impr. de W.
Remquet, in 8, di pp. XI -459) con dedica: Ames chers
compatriotes.
Quattro anni dopo (1864) 10 stesso editore ne curava
una seconda edizione in 12, di pp. VIII-422, e nel 1901
una terza in 12, di pp. XXXV-368, con quattro tavole
fotoincise (due ritratti, una veduta di Gien e un auto-
grafo), preceduta da un'appendice sull'Associazione di
preghiere per l'unita dei Cristiani del barnabita P.
Clemente Berthet, che ne curo pure l'edizione.
In lingua italiana uscirono tre edizioni: la prima a
Milano (Tipografia e Libreria arcivescovile, Boniardi-
Pogliani di E. Besozzi, 1859, in 8 di pp. XIX-358) tra-
dotta da p. Cesare Rovida (1 785-1862); la seconda a
Torino (Tipografia De Agostini, voll. 2, in 16, 1860; la
terza curata da p. Innocenzo M. Gobio, autore anche di
una Vita della Suvalov, a Milano nel 1864 in 16, di pp.
475 (stessa cas a editrice della prima); la quarta a
Firenze (Felice Le Monnier, 1936), curata da p.
Salvatore M. De Ruggiero che ha rivisto la sua tradu-
zione su quella del Rovida.
Questa decima edizione, desunta direttamente dal-
l'originale francese, e stata curata dai barnabiti p.
25
Enrico M. Sironi e p. Franco M. Ghilardotti (Grafiche
Dehoniane, Bologna, 8.12.2004). A differenza delle pre-
cedenti, ma sempre in piena fedelta all'originale, ha
migliorato il lessico italiano con termini moderni, ha
eliminato alcune espressioni obsolete, ha sostituito pili
correttamente il plurale francese col singolare italiano,
ha soppresso Ie numerose esclamazioni sparse in tutta
l' opera, insieme a qualche riflessione teologica gia
ampiamente nota, dando COS! al testo maggiore snellez-
za e vivacita.
Per una pili ampia informazione sulle prime nove edi-
zioni si veda 1'opera monumentale del p. Giuseppe M.
Boffito (Scrittori Barnabiti, Firenze, Leo Olski, 1934).
La redazione
Un doveroso sentito ringraziamento a chi ha sponsorizza-
to questa edizione e ai confratelli che hanno collaborato.
26
PREFAZIONE
Le prime tre parti di questa libro non dovevano esse-
re pubblicate: io Ie ho scritte poco tempo dopo la mia
conversione. Ero quindi ancora un laico, un uomo di
mondo, e Ie avevo scritte per me solo, per rendermi
ragione della mia fede e soprattutto per parlare a Dio
della mia riconoscenza come si parla ad un amico, ad un
padre.
Da quel tempo benedetto la misericordia del Signore
non ha cessato giammai dal colmarmi di grazie, dal far
risplendere ai miei occhi, tra Ie nubi dell' avvenire, 10
scopo da me ricordato e verso il quale, senza saperlo, io
tendevo.
Di giorno in giorno mi sentivo sempre pili felice e rico-
noscente: di giorno in giorno provavo pili forte il distac-
co dal mondo, pili vivo l'allettamento del servizio di Dio.
Finalmente, tre anni or sono, la misericordia divina
mi fece risuonare la sua voce con pili forza, e con mag-
giore dolcezza ancora; ed al presente non solo ho la feli-
cita di essere cattolico, rna pur quella di essere religioso
e sacerdote.
E se ora affido aIle stampe questa storia della mia
conversione; se supero la forte ripugnanza che provo nel
mostrare a nudo l'anima mia, non e, come altri potreb-
bero credere, per interessare di me quel mondo che ho
abbandonato. No, certamente: e Dio mi e testimone:
altro scopo non ho che il bene, altro desiderio che quello
PREFAZIONE
Le prime tre parti di questa libro non dovevano esse-
re pubblicate: io Ie ho scritte poco tempo dopo la mia
conversione. Ero quindi ancora un laico, un uomo di
mondo, e Ie avevo scritte per me solo, per rendermi
ragione della mia fede e soprattutto per parlare a Dio
della mia riconoscenza come si parla ad un amico, ad un
padre.
Da quel tempo benedetto la misericordia del Signore
non ha cessato giammai dal colmarmi di grazie, dal far
risplendere ai miei occhi, tra Ie nubi dell'avvenire, 10
scopo da me ricordato e verso il quale, senza saperlo, io
tendevo.
Di giorno in giorno mi sentivo sempre pili felice e rico-
noscente: di giorno in giorno provavo pili forte il distac-
co dal mondo, pili vivo l'allettamento del servizio di Dio.
Finalmente, tre anni or sono, la misericordia divina
mi fece risuonare la sua voce con pili forza, e con mag-
giore dolcezza ancora; ed al presente non solo ho la feli-
cita di essere cattolico, rna pur quella di essere religioso
e sacerdote.
E se ora affido aIle stampe questa storia della mia
conversione; se supero la forte ripugnanza che provo nel
mostrare a nudo l'anima mia, non e, come altri potreb-
bero credere, per interessare di me que 1 mondo che ho
abbandonato. No, certamente: e Dio mi e testimone:
altro scopo non ho che il bene, altro desiderio che quello
di provare a certe povere anime sviate, com' era la mia,
a tutte Ie anime separate dalla Chiesa, e particolarmen-
te ai miei cari compatrioti, che vi e una via, pili facile di
quanta si pensi, per giungere alIa verita ed alIa felicita,
di cui abbiamo tutti cosi grande bisogno. 8i, per i miei
compatrioti, per i miei prediletti fratelli pubblico questa
libro, ad essi 10 dedico e 10 destino, poiche dal profondo
della coscienza una voce poten te mi dice essere mio
dovere illuminare i miei fratelli sui motivi che mi hanno
indotto ad entrare nel seno della unita religiosa e a con-
dannarmi all'esilio lantana dalla patria che amo con
tutte Ie forze della mia anima.
Mio Dio! Th scruti il mio cuore e conosci i miei desi-
deri, fa', te ne supplico, che Ie mie parole non offendano
nessuno. 10 vorrei che fossero tutte animate dalla dol-
cezza e dalla carita, sicche adempiendo cio che io credo
un dovere, non riescano di pena a nessuno. Fa', 0 mio
Dio, che tutti coloro, che leggeranno queste pagine, si
persuadano che si puo essere, ad un tempo, cattolico e
suddito fedele del sovrano illuminato e magnanimo che
ci governa. Possa l'Imperatore, cui mi lega profonda
venerazione, comprendere che e cosa degna del suo
cuore cosi nobile, degna della gloriosa nostra patria il
non recar molestia ad un'anima cattolica nei suoi rap-
porti con Dio! Possa la Russia intera persuadersi che il
cattolicesimo non e contrario a nessuna nazione, e che la
verita sara sempre il pili valida appoggio della fedelta e
dell'amore di patria.
p. Grigorij Agostino M. Suvalov
PARTE PRIMA
La mia conversione
Capitolo primo
(scritto a Montmorency l'anno 1843)
TRAVIAMENTO
Adorarono i loro idoli, e fu per essi
una pietra d'inciampo
(Sal 105,36)
1. L'umile racconto della propria vita
Mio Dio! Mio creatore! Mia Mio Bene,
Amore mio! 10 llli accingo a scrivere la storia della mia
conversione, la storia delle grazie da te ricevute, in una
parola, la storia dell'azione tua sull'anima nlia. Spero
che tale desiderio non mi sia stato ispirato dall'amor
proprio 0 dalla vanita. No, senza dubbio: poiche eccomi
solo con teo
Per alcuni istanti voglio dimenticare tutto cia che non
sia tu; il mondo, gli uomini, Ie mie pili care reminescen-
ze, tutto, per pensar solamente alla tua presenza.
In questa momento tu sei solo per me: te solo aillO,
vedo, conosco. Possa io perdermi, annientarmi nella con-
templazione della tua esistenza. Solo con te, potrei cer-
care di nasconderti cia che in me succede? No, sarebbe
follia. A me stesso, qualche volta, posso velare Ie braIlle
del mio cuore, e coprire di una falsa apparenza di umilta
Ie pretese dell'anlor proprio; rna ate, 0 Signore? ... Tu sei
dappertutto, tu sei in me, tu mi conosci meglio che io
conosca me stesso. Tu dunque sai, che se io scrivo la sto-
ria della mia vita spirituale e solo perche provo un biso-
gno irresistibile di onorarti, di glorificarti, di benedirti,
di pregarti; e solo perche sento il bisogno di amarti, di
nlanifestare che ti amo e con tutta l'anima, e che non
vorrei amare altri che teo Si! E per questo che vengo ate,
che ricorro alla sorgente del calore e della luce, al sole
della sapienza e della carita. l\1a se mai nel mio deside-
rio vi fosse dell' orgoglio e della temerarieta, dimmelo,
Illio Dio, e sospendera tutto.
Eppure, bisogna che io ti lodi: devo lodarti, e come
far 10 se non richiamando alIa memoria i benefici di cui
mi hai ricolmato? E non sono neppure Ie mie confessio-
ni che voglio scrivere, poiche pili volte ho deposto innan-
zi ai tuoi ministri il triste quadro della mia coscienza.
Signore! 10 mi pento, ma il mio pentimento e cosi debo-
Ie ... Dammi tu lacrime pili amare, dammi un pili vivo
dolorel Una vita intera di patimenti basterebbe ad espia-
re una colpa, benche lieve, quando l'offeso e la perfezione
in persona? Se non che, posso io, chiedo a me stesso,
posso averti offeso? La perfezione, l'infinito possono esse-
re offesi? Si, mio Dio, certamente ti ho offeso e precis a-
mente perche tu sei la perfezione, ti ho offeso perche ho
fatto il male, essendo tu il bene; ti ho offeso, perche abu-
sando della liberta che mi avevi concesso quale strumen-
to di virtli e di felicita, ho con Ie mie azioni impedito l'av-
vento del tuo regno in me, e perche ho macchiata l'im-
magine divina che tu ti eri compiaciuto di scolpire nella
mia anima. Mille volte ho meritato i pili rigorosi castighi,
ma il tuo amore me li ha risparmiati poiche vigilava su
di me e preparava il mio cuore ad aprirsi ate, mentre io
mi abbandonavo all'ignoranza e aIle sregolate passioni.
II paralitico cui tu ordinasti di camminare, il cieco al
quale hai ridonato la vista, il ladro quando gli promet-
testi l'eterna beatitudine, avrebbero potuto mai manife-
stare la loro riconoscenza? E io vorrei osare esprimerti
la mial 10 ero insieme e cieco e paralitico, e l'anima mia
era coperta di ulcere ... E tu sei apparso, mi hai aperto
gli occhi, mi hai detto di camminare, mi hai promesso
l'eterna felicita, se io la volessi ...
36
Eppure, tu non avevi bisogno di me, mio Dio, non del
mio culto. Ma no, io mi inganno. 'fu avevi bisogno di me
- perche sei amore - molto pili di quello che una madre
abbia bisogno del figlio; perche mi hai portato sulle tue
spalle sino al divino ovile ... L'amore ha bisogno di cio
che ama, il creatore della sua creatura; la perfezione,
l'infinito ha bisogno di tutto cio che e imperfetto e finito
per prepararlo, mediante l'amore, a partecipare un gior-
no nel cielo della perfezione e dell'infinito.
2. Vantaggi di chi riflette su se stesso
La storia della vita morale di un uomo e la storia delle
relazioni che passarono tra l'anima sua e te, mio Dio! E
che cosa vi puo essere di pili bello della studio che ha per
scopo l'azione della tua intelligenza sulla intelligenza
umana? Qualunque sia la posizione di un uomo nella
societa, 0 in relazione ate, se vuole fermarsi, per COS!
dire, qualche tempo nella sua esistenza e raccogliersi in
se; se vuole ricordare gli anni che ha trascorso, Ie circo-
stanze nelle quali egli si e trovato, gli avvenimenti cui
ebbe parte, dovra senza dubbio, pieno di ammirazione e
di gratitudine, prostrarsi innanzi ate, adorarti, bene-
dirti. Infatti egli vedra stendersi su tutta la sua vita una
potenza nascosta solo agli occhi del corpo, la cui azione
incessantemente si esercita sopra di lui, e della quale e
legge l'amore.
S!, 0 Signore, il tuo amore infinito e l'infinita tua
potenza si concentrano, diremo COS!, per consacrarsi
interamente a ciascuno di noi. Egli vedra fiIi segreti
37
legare tutti gli avvenimenti della sua vita per farli ten-
dere verso un medesimo scopo, verso il bene e la felicita,
e tutti questi fili scorgera diretti da una mana onnipo-
tente, da te, mio Dio!
Ecco cia, che egli dovra amlnirare; e poi, se ti ha nega-
to, se e peccatore, Quante lacrime egli versera, quanta
odiera se stesso! Quanti mezzi di salute trascurati,
quanti avvertimenti disprezzati, Quante grazie calpesta-
t e ~ ... Quale accecamento! ... e poi, i pentimenti, i rimor-
si ... Se io avessi voluto, - dira a se stesso, - avrei cam-
minato come tanti altri sulla via della santita, verso la
Quale tu, 0 Dio, mi spingevi e insieme mi attraevi. Ed
ora, quanti anni sciupati, quanti sentimenti dissipati
per sempre, che non ritorneranno pili!.
Ma no, tutto non e perduto, poiche io mi rialzera e
andra al padre mio, e 10 ringraziera nella speranza che
ispira, della espiazione che pennette. 8i, Ie scaglie che
coprivano i miei occhi, sono cadute, e al presente, nuo-
tando in un oceano di luce, ammiro l'azione della tua
provvidenza su tutto il corso della mia vita, e la grazia
che mi concedi di conoscere questa azione che per tanto
tempo mi e stata nascosta.
Ecco, 0 Signore, quello che ogni giorno vado ripeten-
do, e ogni giorno mi sento sempre pili felice, poiche tu n1i
hai tratto da quell'infetto pantano in cui mi ero volonta-
riamente immerso.
Ora non credo pili alla cieca sorte e in ogni avveni-
mento della mia vita riconosco l'azione della tua provvi-
denza, indulgente 0 severa, rna sempre benefica. Che cia-
scuna mia azione sia d'ora innanzi un rendimento di gra-
:38
zie; tutta la mia vita un sospiro di riconoscenza, un can-
tico, un incenso che a te s'innalzi, mio Signore e mio Dio!
3. Stato dell'anima, lontana da Dio
Che cosa ero io prima di conoscerti, 0 mio Bene supre-
mo? Come scorreva la mia vita? 10 m'inoltravo verso la
morte senza riflettervi, senza nemmeno pensarvi. Un
fuoco divorante avvampava in me. e tuttavia avanzavo
con torpore; questa fuoco era latente, io non l'avvertivo:
era il bisogno della felicita. Come ogni essere vivente.
anch'io volevo essere felice; come ogni intelligenza crea-
ta a tua imlnagine, cosi io non potevo essere contento dei
godimenti che mi erano concessi.
Si, io volevo una felicita pili grande, avevo bisogno di
qualche cosa migliore. II desiderio della perfezione, a
mia insaputa, mi animava; rna allora io non potevo spie-
garmelo, perche ignoravo il mio principio e il mio fine;
vivevo alIa ventura. senza scopo, senza sapere perche
operassi, cercando solo di soddisfare aIle esigenze ispi-
rate capricciosamente, alIa mia indole impressionabile
dagli avvenimenti della vita.
10 non credevo in teo mio Dio! 0 se credevo in teo cia era
senza saperlo, senza rendermene conto, era solo ragio-
nando e abbandonandomi con orgoglio aIle sciocchezze ed
aIle piccolezze di una sedicente filosofia nata dagli allet-
tamenti del male e dall'amore dell'indipendenza.
Ecco, ecco quello che mi aveva smarrito, tu 10 sai. 0
Signore. Da una parte l'attaccamento al piacere. dall'al-
tra il vano orgoglio della ragione; e quando. con la
memoria, risalgo agli anni della mia giovinezza, trovo in
me questi due elementi sciagurati influenti l'uno sull'al-
tro. Sono due mostri, che generano e si nutrono vicende-
volmente per torturare e perdere l'anima che si e lascia-
ta sedurre dalle loro menzogne.
Debole quest'anima ed imprudente dapprima, diviene
ben presto colpevole e, nata per la virtu, se tu, mio Dio,
non la salvi, scendendo la scala della vita, finisce con l'a-
vere bisogno del male, con l' amare il male. Questo e il
profondo abisso, nel quale ci si immerge.
Che mai diventa l'uomo in COS! triste stato? Che
diventa se tu non hai pieta di lui? Quella ragione, di cui
andava COS! orgoglioso, che cosa puo opporgli? Nulla. E
fatta sua schiava; e resa una debole barriera al male,
che, con rapidita viene sormontata 0 rovesciata dalle
paSSIonl,
Ma quei mostri, se pur talvolta vengono sopiti e per
qualche istante calmati, presto si risvegliano e vogliono
ancora nutrirsi dell'anima che ad essi si e data. Ben pre-
sto diventa loro preda, e 1'uomo trascinato cede, cede
sino al punta di non avere piu alcuna volonta. Allora,
per mascherare ai suoi occhi Ie proprie colpe, - giacche
la coscienza ancor gli par la e l'ideale del bene tu tt' ora
esiste nel suo cuore, - egli cerca di ingannare se stesso
ricorrendo a vergognosi sofismi: ora proclamandosi inte-
ramente libero, ora negando la sua liberta e qualche
volta accusando persino te, 0 Signore, dei suoi errori! ...
Le idee del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto
scompaiono; tutto si confonde; egli non sa piu che cosa
debba credere, diventa insensato, si materializza, si
40
Indice
Cenni biografici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. pag. 7
Le edizioni dell'autobiografia . . . . . . . . . . . . . . .. 25
Nota previa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. 27
Prefazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. 29
PARTE PRIMA
La mia conversione ..................... .
31
CAPITOLO PRIMO
TI'aviamento . ............................ .
33
1. L'umile racconto della propria vita ....... .
35
2. Vantaggi di chi riflette su se stesso ....... .
37
:3. Stato dell'anima, lontana da Dio ......... . 39
Cause della smarrimento: l'orgoglio e
l'ignoranza della verita cristiana integra .. . 42
.S. A Berna. Primi dolori di famiglia ......... .
45
6. PrilTIO sentimento d'amore orientato al male
48
7. II amore e vita dell'anima
il falso e la morte ...................... .
50
8. ),Iatrimonio, via della Provvidenza ....... .
54
Intt'rno dissidio tra luce e tenebre ........ . 55
lCl. ere'dl' ut intelligas . .................... .
63
1l. La prrj\'a ele 1 dolore e la provvidenza ...... .
67
1 L'rlpllilr1nl
J
elegli uomini ................. .
70
tra Ie nubi .................... .
72
I-t. ("'l>,:'2-'Lll'nZe eli un voto .............. .
74
lS, II , , , , , , , , , .................... .
76
1 II eli Dio ............. .
R2
,,- ,
) I
17. Verso la vera gioia ..................... .

83
18. Nelle reti della filosofia materialista ...... .
85
19. In assenza di fede, sordo e cieco .......... .

91
20. II dono della fede ...................... .

94
CAPITOLO SECONDO
La prova . ............................... .
97
1. Ripresa del racconto della propria vita .... .
99
2. Ritorna il dolore ...................... .
99
3. Dio accetta il sacrificio ................. .
110
4. II miracolo ........................... .

115
5. Miracolo: caso 0 provvidenza? ........... .

121
6. II dolore, segno delle anime grandi ....... .
127
7. II Purgatorio ......................... . 131
8. Lembi di cielo scoperti dall'amore ........ .

137
9. Luce e dolore ......................... .

143
10. Dolorosa odissea della moglie ............ . 149
11. Inganni del cuore ...................... . 154
CAPITOLO TERZO
Conversione ............................. .

157
1. Nuova ripresa del racconto .............. . 159
2. Perdono cristiano e fecondita del sacrificio ..

159
3. II conforto della Parola di Dio ........... .

166
4. Gli orizzonti della fede ................. .

173
5. Incertezze. Letture e amicizie salutari .... .

180
6. Prescienza e liberta. Pensieri ............ .
184
7. Liberamente per la verita' .............. .

192
8. Una e la verita, una e la chiesa .......... .

202
9. Nostalgie della verita .................. .

209
10. La confessione ........................ . 217
11. La forza della preghiera ................ .

219
12. II dubbio ............................. . 225
13. Grazia e liberta ....................... .
234
14. Rivede l'amico Gagarin ................. .
239
15. Lo Spirito Santo ...................... .
241
16. Una nuova prova ...................... .
244
17. Santa emulazione dell'amicizia .......... .
247
18. L'illuminata guida del p. de Ravignan s.j ... .
248
19. Cio che puo il vero zelo ................. .
251
20. L'ora della conversione ................. .
253
21. Un prodigio, fonte di gioia familiare ...... .
258
22. Nostalgie dell'amore cristiano ........... .
260
PARTE SECONDA
La mia vocazione ....................... .
263
CAPITOLO .......................... .
265
1. Una parola franca aIle critiche ........... .
267
2. La voce misteriosa di Dio ............... .
272
3. Una breve sosta nel mondo ............. .
278
4. Russia e Francia. Aspirazioni alla vita religiosa
285
5. Novizio barnabita ..................... .
302
6. La mia nuova famiglia ................. .
310
7. Lettere del padre de Ravignan, s.j ......... .
318
8. Il sacro cuore di Gesu .................. .
3:1>5
9. Davanti a Pio IX ...................... .

') oj -:-
.).).j
10. Grandezza del sacerdozio ............... .
:3--1 :
11. Zelo per Ie anime ...................... .
:3--1
12. La gioia dell'apostolato ................. .

13. In vertice montis. Saluto finale .......... .
:< -; l.
Appendici . .............................. .
1. Testimonianze ......................... .
2. Florence .............................. ,
3. Preghiera con Maria per l'unita dei cristiani,
Indice dei nomi di persona e di luogo . ,
,.{*
P. Grigorij Agostino M. Suvalov
Pietroburgo 1804
-
Parigi 1859
"Egli
d stato u,n' anima
grande,
che con straordi-
naria docilitd si d lasciato
guidare
dallo Spirito di Dio
per
sentieri insoliti e difficoltosi. Cos) dalla Russia
-
la
sua terra natiua cui A rimasto sempre legato da un
affetto
profondo
-
d stato
prouuidenzialmente
condotto
in ltalia e
poi, alla
fine
della uita, a Parigi, doue rrluore
i l 2 apri l e 1859 auendo sul l e l abbra un' ul t i ma
preghiera per la sua
patria...
Possa il suo esempio e la sua
preghiera
aiutarci tutti a
crescere nella
passione per I' unica Chiesa. Possa in spe-
ci al modo i l l umi nare
quanti sl dedi cano al l a nobi l e
causa della riconciliazione tra i discepoli di Gesil,,
per-
ch6 sappiano sernpre coniugare senza ambiguitd I' at-
tenzione beneuola e accogliente uerso i
fratelli
diuisi di
tutte le confessioni con il culto intemerato
per
la ueritd
e con l' obbedienza sincera e senza sconti all' intero dise-
gno
saluifico del Padre".
Card. Giacomo Biffi,
Arcivescovo di Bologna
(20 giugno 1998)