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Moroni. Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. 1840. Volume 30.

Moroni. Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. 1840. Volume 30.

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Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. Compilazione di Gaetano Moroni romano (1840)


Author: Moroni, Gaetano, 1802-1883
Volumes: 109
Subject: Catholic Church; History; Church history; Biography
Publisher: In Venezia : Tipografia Emiliana
Language: Italian
Call number: AFK-9455
Digitizing sponsor: University of Toronto
Book contributor: Kelly - University of Toronto
Collection: kellylibrary; toronto
Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. Compilazione di Gaetano Moroni romano (1840)


Author: Moroni, Gaetano, 1802-1883
Volumes: 109
Subject: Catholic Church; History; Church history; Biography
Publisher: In Venezia : Tipografia Emiliana
Language: Italian
Call number: AFK-9455
Digitizing sponsor: University of Toronto
Book contributor: Kelly - University of Toronto
Collection: kellylibrary; toronto

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.9

y

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIAL ]M ENTE INTORNO
AI

E PIÒ

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

DELLA

CATTOLICA

,

ALLE

CITTA

PATRIARCALI

,

ARCIVESCOVILI

E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

AI CONCILII,

ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO
PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO
VOL. XXX.

XVI.

IN VENEZIA DALLA ilPOGRAFlA EMILIANA
MD
CCC

XL

V.

,

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

G
GER
TERRA Gì
scovile della

GER
ve-

oGERRIIA. Sede
prima
provincia

Augnstamnica, del patriarcato d'Alessandria nell'Egitto, sotto la me-

autore del libro intitolalo V Imitazione di Gesù Cristo, che può
dirsi uno sfogo dell'amore il più puro e il più fervido verso Dio.

tropoli di Pelusio, eretta nel quin-

Nel Dizionario storico degli autori
ecclesiastici
si

to secolo.
del

E

situata
il

mare verso

sponda monte Cassio, ed
sulla

legge

che Giovanni

è pur chiamata

Maseli.

Si

cono-

fu abbate di Vercelli, e che la sua erudizione e la sua virtù gli conl'amicizia dei più illuuomini del suo tempo; egli fu amico di san Francesco d'Assisi, e maestro di s. Antonio di Padova. Questo pio religioso nacque in Cavaglia, e fu abbate di Verciliarono
stri

scono quattro vescovi, che

ne ocdi

cuparono
cui parla
fine

la

sede

:

Eudemone

Teofilo
terza

d'Alessandria in

omelia pasquale dicendo che aveva ordinato in sua
della

vece Piroso.
vescovo,
il

Nilammone

è

il

terzo

Gerra quando Teofilo fuggendo, perchè il popolo prendeva partito per s. Gioquale sedeva
a

vanni Crisostomo, arrivò in quella
città,

non potendo approdare
Il

in

Afu

lessandria.

quarto
assistette

vescovo
alle

Stefano,
sessioni

che

prime

del concilio

di

Calcedo-

1220 al 1240, ad celli dall'anno onta che non mancarono quelli che spacciarono non avere mai esistito, ed essere un personaggio efhanno fìmero. Alcuni eruditi gli attribuito l'incomparabile ed aureo libro ascetico mentovato, e quindi canonico altri ne fecero autori il
regolare

nia

,

ma

non
di

volle

sottoscrivere la
d" Alessan-

Kempis Tommaso
Gersone Gioi'anni

[Fedi),
(f-'edi),

condanna

Dioscoro

ed

altri

I

dria.

ossia Charlier, cancelliere dell'uni-

Giovanni. Celebre benedettino, creduto da molli il vero

GERSEN

versità di Parigi.

Interminabili fu-

rono e sono

le

dispule letterarie

6
$11

GER
co'
li

GER
pi

questo punto, per Istabiliie i:h i dei tre ne sia stato il vero autore. Sembra che escluso il Charlier

di

F.

A. Sicca:

Della imierudi-

tazione di Gesìt
tro,

Cristo libri quatcritica

nella
si

quale con

da molti
pis,

,

l'universale sia pel

Kem-

zione

discute la famosa questio-

come per antonomasia è chiamato il trattato, ma non mancano dotti critici che si pronunziarono
e

pronunziano
in favore

ancora

con
di

successo Vercelli

dell'abbate

ne, con opportune annotazioni , pronunciandosi in favore di Giovanni Gersen abbate vercellese, e lodando il cav. Gaspare de Gregory, oltre il cardinal Enriquez, per
la

Giovanni
questa

Gersen.

Molti

versione che ne fece, e per
stabilirne la glo-

trattarono
noi
ci

grave

disputa,

quanto operò per

contenteremo di questo cenno, invitando a consultare chi di proposito

ria in detto abbate.

GERSONE,
ne dal
1

o

CHARLIER
villaggio
cui

Giodella

Fra di essi ci Hmiterenio a nominarne due. Franne
scrisse.

vANxi, celebre dottore, detto Gerso-

nome d'un

cesco Cancellieri, che nel suo libro
delle

diocesi di Reiras in

nacque nel
in

Dissertazioni

epistolari

bi-

363

.

Studiò teologia

Parigi,

bliografiche, vi unì altro libro che

per sette anni

sotto Pietro d'AilJy
altri

porta per

titolo:
eli

Notizie

storiche

poi cardinale, e per

tre

sotto

e bibliografiche

Giovanni Gers.

sen di Canaglia abbate di

Stelibro

Egidio Deschamps. Addottorato nel I 392, succedette poco tempo dopo a
Pietro d'Ailly nella dignità di cancelliere,

fano

in

Vercelli, autore del
Chrisli,

De

iniitatione

Roma

pel

e di canonico della catte-

Bourlié

1809, col ritratto di Giofronte.
Il

drale di Parigi. L'assassinio di Lt<Ì2Ì

vanni
ce che

in
il

Cancellieri

di-

Gersen fu detto anche Gessen o de Gessate, nascondendo il suo nome per umiltà. Indi parla del suo ritratto nella lettera
iniziale di vari

duca d'Orleans, trucidato nel 1407 per ordine del duca di Borgogna, eccitò lo zelo di Gersone contio il teologo Criovanni Petit, che per una vituperevole compiacenza aveva impreso a giustificare quel
dettò
molti sermoni
fatto.

codici;

del

rame
dal
p.
;

Egli

cavatone dal
dei codici
col

p.

Gaetani,

contro quella

Virgilio Valsecchi, e

da

lui

stesso

suo nome; della famiglia Cavaglia nel Piemonte ed in Milano; della storia delle dispute insorte sopra
il

sanguinaria dottrina, e la fé' condannare dai dottori e dal vescovo di Padi rigi. Nel i4o8 fu eletto curato
s.

Giovanni

in

Grève;
che
il

assistè

al

suo
e

libro
il

;

concilio di Parigi,

re Carlo

dei congressi tenuti avanti

pre-

sidente del parlamento,

monsi,

gnor arcivescovo di Parigi per l'esame di tredici codici; e della decisione in suo favore, confermata in altro congresso a
s.

aveva adunato in occasione dello scisma che divideva la Chiesa nelle due obbedienze di Benedetto XI II antipapa, e di Gregorio XII. Si recò
parecchie volte
in

Marsiglia ed in
l'

Germalibro

Tarascona
lio di Pisa,

per

indurre

antipapa

no

de'Prali

;

non che
L'altro

delle diver-

a rinunziare; ed allorché nel concideposti
il

se edizioni e traduzioni

del

falso Pontefice

De
ne

imitalione.

è

l'

autore

della bella ed importante prefazio-

venne eletto Alessandro V, senza che per ciò avesse
e Gregorio XII,
fine
il

dell'edizione

di

Padova

i844>

lagrimevole scisma, cercò di

,

GER
persuadere

GER
a

7

anche

quest' ultimo

dimetlersi egli stesso dal pontificato per procurare la pace alla Chie-

sa;

ma

le

sue sollecitudini riusciro-

lumi in foglio, e ristampale poi ad Haia nel 1728 col titolo: Gersonii opera omnia novo ordine digesta, opera et studio Lnd. E. dii Piacqui
huic praejìxit Gersoniana.
Il

no vane. Quando fu di ri forno in Parigi, un gran tumulto si sollevò
contro di
lui,

pri-

mo volume

contiene

le

opere

dom-

ad

istigazione del dula

ca di Borgogna:
cheggiata, e
rire
si

sua casa fu sac-

cercava di farlo
nascondersi
di
s.

mole

matiche; il secondo quelle che appartengono alla disciplina; il terzo le opere morali; il quarto i suoi

o

di

trarlo prigione.

Gersone
sotto
fin-

commenti
cune
ec.
;

alla

sacra Scrittura, aldiscorsi,

fu

costretto

miscellanee,
il

poesie,
si

volte della chiesa

Maria,

quinto tutto
di

quello che

ché cessò quel tumulto. Nel i4i4
si

lecò

al

concilio di Costanza, co-

ambasciatore del re di Francia, e deputato dell'università di Parigi e della provincia di Sens. Vi si adoperò egli fortemente per l'estinzione dello scisma,

me

Giovanni Petit. Nella Biblioteca sacra dei pp. Richard e Giraud, tradotta in italiano, ampliata e stampata recentemente in Milano, trovasi l'analisi delriferisce all'affare
le sue opere all' articolo Cliarlier, e conchiudesi che Gersone è stato, dopo
s.

per

la

pace

della Chiesa e per la purità della fede.

Tommaso, uno

de' più grandi

e

Compose

diverse opere, e fu mol-

de' più pii teologi della Chiesa, che
stabilisce le sue. decisioni
cipii
tratti

to lodato dai

padri del concilio, e
il

sopra prin-

riguardato come
logo
di

più dotto teoil

dalla Scrittura,

o dalla
verità

quei
gli

tempi:
diede
il

cardinale
di

legge

naturale,

difende

la

Zabarella
battè

titolo

dot-

Gersone comGiovanni Petit, e lo fé' condannare dal concilio locchè irritò il duca di Borgogna ollremodo; perciò Gersone non osò ritornare a Parigi. Usci di Costanza in abito da pellegrino, traversò le montore per eccellenza.
l'errore
di

con un coraggio inflessibile, ragiona giusto, ed esaurisce le materie che tratta. Il suo stile è spesso triviale e negletto,

duro ed ingrato,
ed

gi

il Biap. ab. annotatore del Bergier, all'articolo Gersone ne dà questa avvertenza. » E scrittore
,

ma

metodico. Però
traduttore

tagne della Baviera e della Svizzera
;

finalmente andò a Lione, dove
ritiralo

visse
stini

nel

convento de'

cele-

che ha detto delle verità, negate da'moderni novatori, per la Chiesa romana, e che ha detto pure
delle
stessa

in cui avea

un

fratello,
i

occue

proposizioni

che

sono

dalla

pandosi

neir istruire
le

fanciulli

nel rivedere

sue opere fino alla
a'
1

sua morte, che avvenne

4

luglio

14^9, d'anni sessanlasei, in Lione, ove nel i843 fu discoperta la sua

Chiesa state proscritte, come sono le quattro famose proposizioni gallicane; essendo egli stato precursore di alcuna di esse. È scrittore di
cui
si

possono raccorre
le

in

numero
Se
altri
le

tomba
se

nella

chiesa
scritto
le

di

s.

Paolo.

grande
scrittori
lui

contraddizioni.

Gersone ha

materie, e

molto in diversue opere sono

avessero
".

esaminate
stati

di

opere, sarebbero
Gli
libro

più cauli
attribuito

state spesso ristampate.

Furono
in

rac-

nei di lui elogi

fu

colte dal
in

sig.

Dupin, e pubblicale

eziandio
Gesti

il

AcW Imitazione

di

Anversa nel

1706

cinqtie vo-

Cristo, che fu

pine e meglio

,

8
attribuito a

GER
felici.

GER
do copiose limosine
in seno degl'in-

un Giovanni Gersen o Gessen benedettino, abbate di Verpersonaggio
è
la

celli,

cui

esistenza

non

comprovata, al dire della stessa Biblioteca, anche nel Supplitnento, all'articolo Gersen o Gessen, e pel quale alla merealmente

Poi rinunziò l' incarico a sua nipote Wilfetruda, e tre anni appresso morì, a' 17 marzo del 65g. Ella è nominata sotto questo gior-

no

nel

martirologio

di

Beda
il

e in

molti
bante.

altri,

e la sua festa è d' ob-

del

secolo

XVII
fra
i
i

insorsero

a-

bligo a Lovanio e in tutto

Bradi
s.

cerbe contese

benedettini di
regolari

san
di
il

Mauro,
s.

e

canonici

GERTRUDE
Matilde, nata di

(s.).

Sorella

Genoveffa, che aggiudicavano

nobile famiglia a

libro a

Tommaso da Rempis.
;

La

questione non fu ben definita

ma Tommaso

da Rempis ebbe in

Eislebben o Islebe, nella contea di Mansfeld nell'alta Sassonia. A cinqu' anni fu messa presso le benedettine
l'abito,

suo favore una sentenza provvisionale del parlamento, non che l'opi-

di

Rodersford,

ivi

prese

nione comune.
ivi,

K. Gersen Giovatnelle

dessa.
le

enei 1294116 divenne baL'anno appresso ritirossi colreligiose

ed

il

Cancellieri

Notizie

sue

nel

monistero

di

sull'abbate Gio. Gersen,

ove dice che il cancelliere Gerson fu chiamato il dottore cristianissimo o evangelico, parla del come fu creduto
autore del libro
stij

Heldelfs, incaricandosene della direzione.

Ella

era eminentemente
virtù,

a-

dorna

di tutte le
la

ma

l'ora-

zione e

contemplazione

furono

De

iniitatione Chri-

in lei straordinarie, per cui fu fa-

delle sue edizioni e traduzioni,

voreggiata di celesti consolazioni, ed
estasi deliziose.

e dell' elogio

da

lui

fatto a

s.

Bo-

naventura.

Rivelazioni

s.

Nel libro delle sue Gertrude ci ha ladella

GERTRUDE
(s.).

Figlia del
della
di
s.

b.
b.

o GELTRUDE Pipino di LaiiItta

sciato

ardente

den e
sorella

o

Iduberga,

Modoaldo vescovo di Treveri; nacque a Landea nel Bra-

sua anima amore. Dopo essere stata quarant'anni badessa, per cui è detta la grande abhadessa,
il

ritratto

del

divino

nel

i334 passò
fosse

all'eterna beatitu-

bante l'anno 626, e fu allevata nelr innocenza e nella pietà. Concepì di buon'ora il disegno di consagrarsi al
Signore, perciò
rifiutò di

dine, e molti miracoli testimoniaro-

no quanto

stata

preziosa

la

prender

sua morte a! cospetto del Signore. Nel breviario romano si trova al

marito, e
IVivelle,

ritirossi

nel monistero di

i5 novembre
le

un

officio
lei

in
si

suo
cu-

di

fondato da sua madre, e vent'anni appena ne fu fat-

onore, e
stodiscono

reliquie di

nel palazzo elettorale di

ta badessa.

La

beata
di

Itta

si

pose

sotto

la

disciplina

sua

figlia

BrunsAvick-Luneburgo. Avvi pure un'altra s. Gertrude canonichessa
premonstratense,
ta
figlia
figlia di
s.

e

ci

visse cinqu' anni.

Morì

nell'an-

Elisabet-

no 652, ed è menzionata
tirologi di
gio.

nei

Fiandra agli 8 di Gertrude governò con zelo e prudenza la sua comunità per dieci

marmag-

anni, e visse nell' orazione, nella

Andrea re d' Ungheria, che sotto Urbano IV prese la croce colle compagne, per contribuire buon esito della crociata colle al orazioni, e morì nel 1297; ma non
di

penitenza e nella

povertà, vtrsaa-

riportandola

il

p.

Butler

da

noi

GER
adottalo,
articolo.
ci

GER
bini, separali

9
altre
selle.

astengliiamo dal farne
Città patriar-

dalle greci

Gli

armeni e
città

i

moslransi nella

GERUSALEMME.
cale
dell'Asia,

di

capoluogo

del san-

no
le

per

Gerusalemme quali soogni dove. Quantunque
nazioni
,

giacato del suo

nome,

il

quale com-

due

siano

esperte

in

prende
asiatica,

la

parte orientale dell'antinella

ca Palestina [Vedi)
sotto
il

Turchia

pascialatico di
in

Da-

ed in ogni genere di commercio, esse non potrebbero sostenersi nella città santa,
ogni
traffico

masco. Gerusalemme

masi EL-Kiids, città

arabo cliiasanta, o BeitHìerosolycioc-

el-Mukaddes,

in

latino

non fossero soccorse dai pelleIl quartiere degli armeni .situalo sul monte di Sion, è il più
se
grini.

ma, ed
ia

i

turchi Koudsi-Cherif,
eccellenza.
Si

proprio ed
quartieri di

il

meglio costruito dei
del

chiamò pure Jebiis ovvero Salem. Sol) ma, e gli ebrei la chiamarono Jeruschalaim o Jeruschalem, nome che può
santa per
significare la

Gerusalemme. La naabita ne' dintorni
tultociò che
per.seguitali

zione greca

santo sepolcro, e questa
la

vicinanz.a

consola di
I

ha perin

visione

di pace, o la

duto.
le

greci

tutte

visione perfetta,
le
il

oppure come vuo-

contrade mussulmane, non man-

Relando, eredità di pace, ovdi

vero possessione ereditaria di pace.

dano quasi più olferte a Gerusalemloro pellegrini avevano me, ed
i

La popolazione
un misto
di

Gerusalemme
di di
coflì,

è

dimenticala
dal

la

strada

di

Sion;

ma

mussulmani,
cattolici,

greci,

i83i

in

poi,

sotto la prolezio-

di armeni, di
abissini, di
gli

di

ebrei,

ec.

Questi

sono

abitanti che presentemente popolano questa città da tanti secoli
Il

celebre.

commercio

e

l'

industria

ne della Russia, ve ne giungono. Tutte queste nazioni dissidenti sono governate e comandate dal musellim, da un cadì, e da un sotto-cadì incaricali della polizia, e da un
muftì che presiede alla giustizia delle

sono poco proficui alla città; le montagne e le scoscese rocche da cui è circondala non conobbero mai le dorate messi. Ivi

moschee, ed

all'

osservanza della

legge religiosa.

ognuno vive

de'sussidi

non essendovene alcuna in oriente che non mandi elemosine a Gerusalemme. I pellegrini armeni e greci vi portano somme considerabili; e doni
della religione cui a[)partiene,
i

Fino dal terzo e dal quarto sepellegrinaggi da tutte le pardell'impero alla Terra Santa eti rano s\ frequenti, che trascinavano
colo
i

già seco loro molti abusi,
levasi

come

ri-

da

s.

Agostino nel sermone

e le offerte

della divozione sostencristiana e la

gono
di

la

popolazione
I

giudaica.
tutti

mussulmani prevalgonsi
tesori

questi

dalla

pietà della

da s. Gregorio di Nicea, e da Girolamo: questi inoltre nell'epitaffio di santa Paola, dice che vedova era entrata pia quella
3
,

s.

profusi, e se ogni

sella vive

nel sepolcro del

Salvatore baciane san-

credenza che professa, può dirsi che i miscredenti si arricchiscono e vi-

done
cap.

la terra

per rispetto;
cii'it.

t'Agostino,
8,

De
la

Dei
i

lib.

vono

della

credenza

di

tulli.

Gli

racconta che

fedeli
la

22, ne

ebrei della città sanla abitano V in-

raccoglievano

polvere,

conser-

fimo quartiere presso
quiliuia,

la

porla Ster-

vavano preziosamente, e che operò
essa

ora

chiamala de'Maugra-

talvolta miracoli.

Anzi osserva

I

IO
il

GER
llin.ildi

GER
legiini

all'iinno

che sebbene l' diremo, profanò al modo che santi luoghi con erigervi sopra laii

199, num. io, imperatore Adriano,

d'oriente

vi

si

drappelli con

cammelli

in

recano a carovaaf-

ne: né soltanto uomini robusti
frontano
le

fatiche del

viaggio,

ma

dissimi

templi,

non per
si

questo

la

donne,

fanciulli

e vecchi, tutti pri-

divozione de' cristiani

rimaneva
il

d'andarvi
le

in

pellegrinaggio,
colla

qua-

uso

cominciato

nascente

Chiesa,

non

fu

mai intermesso. Al-

l'anno poi 536, num. 90, racconta come la chiesa gerosolimitana raccoglieva e sosteneva

morire vogliono vedere Gerusalemme. Mediante un tributo che si paga al governatore, i pellegrini entrano nella città per la porta di Betlemme. Tutte le nadi
zioni,

ma

tranne

i

turchi ed

i

franchi,
l'anti-

a quell'epoca
quelli

doviebhero pagare
quasi

secondo

con ispesa immensa davano a visitare i
essendo
to; e
il

che ansanti,

co tributo stabilito, quattro paras,

luoghi

quattro centesimi per

testa,

numero de'pellegrini infiniche molti compravano le case
santo sepolcro per

per tale ingresso, ed altrettanto per uscirne; ma turchi fanno pagare
i

in vicinanza del

piìi
li

piastre in tanti luoghi pei

quai

abitarvi dappresso, ed in

morte

le la-

debbono
prima
per

passare

i

pellegrini,

sciavano
scrive

al

santuario.

Il

medesimo

quali
stino,
tori,

di arrivare al loro dearbitrii

annalista all'anno iigr,n/' i5 deil

gli

rito solito

usarsi in

Roma

vengono

a

de' governasomministrare qual-

con
il

quelli che

avevano

adempito

voto del pellegrinaggio a Gerui

che cenlinnio di piastre. In sulle prime ogni nazione prende alloggio nel proprio ospizio o convento,

salemme,

quali

ricevevano dalle

mani del sommo Pontefice la palma, ed una croce appesa al collo; il quale rito Filippo Augusto re di Fran1 1

cia

se
pili

pregò Celestino III che praticascon lui e coi suoi, giacché non
innanzi di
Acri eransi inoltrati

accompagnata da uno de'superiori del monistero, ed ordinariamente ivi pagano cento piastre turche. I pellegrini vi sono per due giorni
ricoverati
e nutriti;
il

terzo giorl'altro
i

no chiamansi l'uno dopo
pellegrini, se

a cagione dei dissapori insorti

con

Riccardo re d'Inghilterra, e Celesti-

no
in

III

benignamente
i

li

contentò.

Al presente
febbraio,

pellegrini

Gerusalemme
o
nei

in

arrivano gennaio ed in primi gioini di
e

ne registra il nome e la patria, e se gli chiede una somma proporzionata ai suoi mezzi. Si narra che gli uni sborsano
millecinquecento piastre turche,
altri
gli

mille, ed

i

meno

ricchi

sei-

marzo al più che dopo le
sta città

tardi,

feste pasquali.

non partono Quedei pelle-

cento,
to

somme

che sembrano alquanloro
si

esagerate. Poscia

trova

è

il

convegno

grini

di

tutte le

nazioni cristiane

un alloggio per tutto il tempo che bramano passare nella città, ben
inteso
se

dell'oriente, greci, armeni, abissini,
siliaci, cofti, di tutte le

sette

appar-

de'pellegrini;

che questo alloggio è a speinoltre essi sono per

tenenti

al

vangelo;
ebrei,

pure molti
grini

turchi,

vi si trovano ed anche pelleperchè Gerusalemme

obbligati di dare proporzionatamente

un'elemosina

ognuno

dei

luoghi santi che
garvi;
li

visitano per pre-

è pure una

città

santa

agli

occhi

d'un

n-.ussulaiano. Tutti questi pel-

un prete della loro nazione accompagna in queste pie stazio-

GER
ni,

GER
calroli
i

IT

laonde

i

più

esnlti
visita

di-

impedire

i

ladronecci delle strade,
le

mostrano
santi,

che chi
mille

luoghi

principalmente de'beduini, e
cussioni frecpienti.
tali

con-

per lo
di

meno deve
piastre

spendere

Le

nazioni orien-

più

turche.

Un

nel

loro pellegrinaggio

a Ter-

munito d'im permesso dell'autorità mussidmana, elle il fa pagar caro, non può pepellegrino senza essere

ra Santa

per divola memoria soloro braccia
dei
i

gliono far marcare in Gerusalem-

me
ni

sulle
l'effigie
essi,

e sulle

maCri-

netrare
polcro.

nella

chiesa del

santo sela

santi

luoghi visitati

Dappoiché avendo prima
oggi
i

da

ed
a
e

misteri di
,

Gesù

chiesa tre porte,

non ne ha
turchi gelo-

sto, della

Madonna
dolori

e dei
eccessivi,

santi,

più che una, di cui

resistendo

non

samente custodiscono le chiavi, sid timore che i cristiani vi entrino senza pagare i nove zecchini, ovvero trenlasei franchi, somma a cui sono tassati: s'intende per rpn'lli

solo gli uomini,
i

ma

anche

le

donne,

fanciulli

le

fanciulle, a

mezzo

delle

punte

di

molte

spille acutis-

i

che vengono di fuori stato, perchè cristiani sudditi del gran Signore

sime sulla cute, e versandovi subito una tinta nera, che vi penetra profondamente, e secondo il dise-

gno
bile

fatto

colle
la

spille

resta

indele-

non pagano che la metà. Questa porta è sempre chiusa, e non avvi che una piccola finestra chiusa da inferriata, da dove quelli che sono
al
li

in tutta
essi

loro vita, mostran-

dolo

come

glorioso segno dell'efnei

fellualo

pellegrinaggio

luoghi
si

santi, e chi

porta

tali

segni

chia-

passano i viveri a quelche stanno dentro, i quali sono
di fuori

mano
i

//^^/ ossia pellegrini. Inoltre
santi luoghi

Papi concessero innumerabili inai

di

otto
i

nazioni diverse:
greci, gli al)issini,

i

latini
i

o o

dulgenze
stina,

di

Pale-

romani,
storiani,
ti

cofli
i

cristiani di Egitto, gli
i

armeni, ed
i

ne-

giorgiani

,

maroni-

del monte Libano, che tulli fanno risuonare il tempio de' loro cantici.

con generosi soccorsi, e con quelli che replicata mente provocarono dalla pietà de' fedeli, massime col mezzo dei predicatori, come in diversi tempi
dell'

che aiutarono

anno
ciò

si

pratica

tuttora.
all' arti-

I

pellegrini

cattolici

rinvengono

Di
colo

tutto

tratteremo
dei,

nell'ospizio

o monistero latino una

Guardi \\o
la

s\nto
fu

Se-

generosa ospitalità, e non ispendono un paras per compiere gli atti
della

roLcno,
ai

cui custodia

alfidata

frati

minori

nei

loro

divozione.

Talvolta
di

fu

l'ordine francescano,

il

primordi delquale vi pre,

imposto per penitenza
colpe
il

gravissime
di

pose

ii

detto guardiano
al

ciò

che
pag.

pellegrinaggio

questi

accennammo
90
anche
colo. Si
cattolici

voi.

XXVI,
in

santi luoghi,
dilìlcili,

quando
faticosi,
I

essi

erano più

del Dizionario,
in

ed
al

progresso

più

e più esposti

questo
il

articolo diremo,
citato arti-

a

gravi pericoli.
e

sovrani cattolici
crociate,
solleci-

narrandosi
sa

resto

prima
tati
ci,
i

dopo
i

le

che

tutti gli stabilimenti

dallo zelo de' romani Pontefi-

d'oriente,

da

quello
la

del

presso

saraceni
i

,

come

presso

Cairo
to

in

fuori, eh' è sotto

proia
i

turchi protessero

pellegrinaggi,
la

tezione dell'Austria, sono posti sot-

e ne tutelarono con trattati

lo-

quella di Francia.

Da

ultimo
installati

ro incolumità

;

non però poterono

Gerusalemme sono

sfati

12

GER
inoltre vi
si

GER
ìslorico- geografica, cronologìco-topo-

consolali europei di Francia, d'Ingliiltena, di Russia, e di Sardegna.

grafìca, a pag.

i65e

seg.
si

Fondacrede
il

Ed

è stabilito

un

ve-

tore

di

Gerusalemme
e

scovo protestante di origine ebreo, chiamato Michele Salomone Alessandro, the recandovisi con
la

sommo
lem, e

rea! sacerdote Melchise-

moglie
è
ot-

e coi
stato

figli,

ivi

vuole edificare una
diverse
difficoltà

chiesa.

Dopo

riconosciuto dalla Porta

il nome di Saregnò anni cinquanta ; altri dicono che Melchisedech fosse stato re di Salem, città presso Scitopoli , il qual nome, come ab-

dech, da cui prese
vi

tomana siccome
ghilterra.

protetto dall' Inè
il

biamo

detto, fu

pur dato a Gerufu

Secondo quanto si pubblicato, e da me veduto,
sigillo

salemme.
figliuolo di

Poscia

occupata dai

di

tal

vescovo

fatto

nel

18413
in
tra

contiene

una targa
sono vi
le

divisa

due
:

parti, sovrastata dalla

nella

prima

miarmi

speciali del vescovato,

che sono comsi

Gebus Canaan, e da esso ereditò il nome di Gebus, che aggiunto al primo fu detta corrottamente Gerusalemme. I gebusei la possederono anni 824, nel progresso dei
gebusei, popoli della stirpe di
quali fu cinta di

poste dalle armi d' Inghilterra e di
Prussia
,

mura

e di torri

;

al

di

sotto delle quali

laonde assediata

vigorosamente da
i

trovano due stelle ed una colomba avente nel suo becco un ramo di
olivo, e

Davidde
gebusei

secondo re d'Israele,
per
i

dispregio
ciechi e
i

vi

posero

più

in
:

basso questa epi'

alla difesa

zoppi.

Dala

Pace, pace sopra Gerusalemme. La seconda parte delia targa contiene le armi partigrafe in ebraico
colari del

vidde

vi

entrò trionfante, dopo aver
gl'idolatri abitanti, e

debellato
latata con

riunì al regno d' Israele.

Indi didi

medesimo vescovo,
in

cioè

nuovo recinto

mura,

un

leone

piedi con

bandiera,
il

quel re
zi;

l'

arricchì di superbi edifi-

sulla quale è scritto in ebraico motto: Giudea.

fondò con rara magnificenza la
reggia
nel
fianco del

sua
di
la

monte
eresse

Sion, e nella

sommità

vi

Notizie

compendiate sui principali Gerusalemme , comedifìzi di presovi il tempio di Salomone ed il santo sepolcro j non che
dei luoghi di

rocca, che poi divenne famosa,

della dal suo

nome

Davidd'ca, di-

chiarandola città metropoli del fiorentissimo regno d'Israele. Ella fu
già compresa nella tribù di Benia-

Gerusalemme

e suoi

dintorni, celebri nella storia dell'antico e
ti

mino,
dotale

eletta principale città sacerdell'

nuovo Testamento,
le

tut-

ordine

levitico

:

vera-

oggetti di costante venerazione

presso tutte

nazioni.

mente dopo che il Signore dichiarò che Gerusalemme era la città da lui scelta per farvi la sua dimora, e per
pio, essa
il

Prima
principali

di

parlare

dello
,

slato

luogo del suo lem-

presente di

Gerusalemme

e

dei

fu
di

considerala
tutta
la

come

la

avvenimenti

guardano , compendiata la descrizione erudita che ne fa Biagio Terzi di Lauria
nella sua

che la ririporteremo alquanto

metropoli

nazione,

e

come una
israeliti
;

città

comune

a tutti gli

non apparteneva dunque

Siria sacra,

descrizione

propriamente né alla tribù di Beniamino, uè a quella di Giuda.

GER
suo popolo a tal segno, che nel regno di Davidde occupa-

GER.
Dio promessa bramo, Isacco
in
,

i3

Crebbe
vansi

il

dominio ad Ae Giacobbe nella
,

trentaseiniila

sacerdoti

nei

loro figliuolanza

siccome

verificò

ministeri dell'altare. Per quanto ap-

sotto la condotta di Giosuè.
Si rilevano sul
altri

partiene
glianza
d'altra della

alla

sua forma, l'ineguasito

monle Aera
che
vi

tre

del

aspro e

difficile,

piccoli monti,

non

la

semisferica

rendeva capace che ancorché molti
;

eretti
coli.

pareano dalla natura per propugnaNell'uno nominato ]\Ioria, fa-

persuasi dal detto della Scrittura:

ceva

pompa

superbissima

il

tem-

Et
la

civitas in

quadro posila
tra
,

est, la

delineassero in perfetto quadro. El-

pio santo, eretto da Salomone coi materiali preparali da Davidde suo
genitore,
della

interponevasi
il

due

monti

:

Sion

più eminente
il

nel recinto

titolo

che godeva ora di città
,

che oltre alla sublimità macchina, avea da tre lati
precipizi.

altissimi

Nell'altro

erge-

superiore^ or di Davidde, ed Aera,
di città

vasi

una rocca

in

quadro chiama-

inferiore, altrimenti detta

ta Barira,

Filia Sion,
te,

che rivolta
verso

ad orienla

tempio,
terzo

che serviva di difesa al ed alla nuova città. Dal
la

e declinando

valle,

si

rispleudeva

reggia

degli

accostava alle
era
il

falde del Sion

ove
città.

Assamonei, capace anch'essa di opposizione a straniere
ostilità.

corpo maggiore della

Stra-

Ad

ogni lato esterno del Sion

so-

vrastavano scoscese rupi, e perciò
circondavalo

bene assegna alla città antica cinquanta stadi di circuito, ma Gioseffo la restringe

un

solo

muro
e

;

ma
era

a trentatre, intese

dove

la

città

piegava a borea
ostili,

egli

però delle due città superiore
inferiore,

alquanto

accessibile,

come più
circon-

ed

mentre trattando dei
dice che
il

esposta alle ingiurie

suoi principali recinti,

data da tre
profondi

ordini di mura, fianincavati

primo era ornato
il

di sessanta torri,
,

cheggiate da spessissirae torri, con
fossi

nel

"vivo

sasso, larghi circa

60. Cingea
l'esteriore
cra,

i5o piedi, alti primo ordine tutto prospetto del monte Ail

secondo di quattordici il terzo novanta , ciascuna alta dodici canne , distinte con intervallo di duecento cubili, laonde si calcola
di

perchè nella falda aquilonare pi egava l' Aera meno scosceso ; le

poco meno di dieci miglia, in guisa che l'opinione di Villelpando che la città ne girasse nove in dieci,
coincide colla narrazione di Gioseffo.

mura
forti

quivi
e

e

le

torri

erano

più

rilevate che altrove.

Com-

Avendo

l'infedeltà

de' regnanti
il

prendeva il secondo ordine una gran parte interna dell'Aera, che denominavasi Bezata, cioè città nuova; e correva il terzo per tutta
la valle

e de'loro popoli profanato

sacro

tempio con l'abominazione degl' idoli, e con l'effusione del sangue
de'profeti
così
,

fu

per divina

giustizia

separandola dalle falde del

Sion geva

;

nella
la

sommità

di questo sor-

barbaramente trattata Gerulemme dal re di Babilonia, che
nello spazio d'anni sessanta diven-

rinomata torre Daviddica, quasi corona al suo capo, dalla cui sublime altezza scuoprivansi gran tratto della Terra Promessa, ossia del paese di Canaan^ da

ne va
si.

il

già splendissimo tempio
fiere,
il

sel-

di

monle

di

Sion agro
di sas-

aratorio, e la città

mucchio

Decorsi sessantatre anni di ser-

i4
\ilù o

^i^iì
scliia\itù

GER
Ire

Labilonica, e con

nello

spazio di

.sessantaciuque

pei missione
Icinpio,
se in
il

di

Ciro

iietiifìcalo

il

anni, riconilolta la città
di

a

figura
insolen-

sacertlùle Necinia

la cin-

villaggio,
le

gli

abitanti

ciiiquanladue yiui ni di mura,
dalla
,

tendo tra
tro
i

proprie debolezze con-

ristorandola altresì con sontuosi edi(jci; indi

munificenza

dei

j)iincipi

Maccabei
il

e poi di Erode,

riacquistò
«lore.

suo primiero
la

splenle

romani. Elio Adriano Augusto giunse a domarli, ed a punirli con severissime pene; indi demolite le tre rinomate torri, vi semi-

Ria crescendo con rigoglio
della

il

sale

;

cosi sparita ogni

ombra

colpe de'giudei, per

morte data
fu vendicala

allautore

vita,

appieno adempita la predizione del Redentore, quando
di città, restò

da Tito Vespasiano con l'estremo eccidio, e sovversione del popolo e della città, 1' anno del mondo 52 36, dell'uni versai diluvio ^994,
della
dell'

amaramente pianse sopra di essa. Volendo poi quell' imperatore involare all'oblio la memoria dell'estinta città
,

la

ricostruì

di

pianta

nascita d'

Abramo aoSa,

e

con nuova
i

ma

dissimile forma, e-

incarnazione di
nostra

Gesù Cristo o

era

"verificò

72. Fu allora che si contro Gerusalemme il vae quanto scrisse

scludendo dal suo recinto il monte di Sion, luoghi ove già furono
i

regi

palazzi di

Salomone

,

della

ticinio de' profeti,
s.

regina, e del Saltus Libarti,
li

quel-

Luca, XIX, 43. » 1 tuoi nemiti circonderanno di trincee, ti chiuderanno da per tutto, sarai rasa
ci

della

porta dell'Angolo, ove era
assirii,

il

castello degli

e tutto l'an-

golo

e distrutta insieme ai tuoi

ehe saranno nelle tue mura, delle quali non rimarrà pietra su pietra
figli

,

due porte Elraim, e Sterquilinia. Vi comprese bensì i due celebri monti Gihon, e Canario [Vedi), per
boreale, sino
alle

dette

j)erchè

non
in cui
in
,

liai

riconosciuto
li

il

avanti fuori della città.

tempo

Dio
falli

ha

visitala ".

porta
ra di

che

conduce

a

Su quella Betlemme
la

La
to

strage
terribile

riuscì altrettan-

collocò scolpita in

marmo

figu-

quanto
e

ostinata
il

era potulle

un

porco, per dispregio dei

stata la

difesa^

polo
le

giudaico

accorsovi

numeroso da

giudei; a questi con rigoroso editto sotto

pena

di

morte
città,

interdisse

tribù per solennizzare la Pasqua,
d'

l'avvicinarsi alla

essendovi rimasto racchiuso
])rovviso,

im-

prese
e
lo

il

nome

di

che da lui Elia o Atlia
prevalse
di

come

in angusto carcere.

Capiloliiiaj

ma

l'antico

Yi perirono

dal ferro e dalla

fame

gode tuttora.
i

La popolò

un

milione e cento

mila

anime,

nazioni diverse fuor della giudaica,

gran numero fu a vilissimo prezzo venduto o condotto in servitù, e la città sembrò ai riguardanti

ed allora
stabilirvi

fedeli

ebbero campo di
e di pro-

il

Tero culto,

fessarlo

pubblicamente
fece

dopo
la

che

un teatro non fosse
torri

di

rovine,

o che

mai
tre

l'imperatore Costantino, verso l'an-

stata abitala;

appena

no 3 1 3
ne

trionfare

religio-

restarono in piedi , quasi piramidi dell'eslinla città, e chiamaIppico, Mariamue, e Fascio. Parve con tuttociò non domata abbastanza la fellonia de'giudei, menle

Quindi la sua pia gevolnitrice , verso r anno 327 le visitare i santi luoghi di Gerucristiana.

salemme,
templi
di

e cui

vi

eresse

tutti

quei

parleremo. Libera-

,

GER
iDcnte
sino
il

GER
CDiilinuò
col

i5 ove
lavandosi

culto cristiano

suo

giardino,

all'

anno 636, quando espudai saraceni, fu predi

i^uata la città

da lacrimevole
ze,

militari

insolen-

Bersabea fu vista dal re. Gli orti regi chiamali hortus hoxa, ove furono sepolti Manasse ed Amon re
di
si

e

l'occuparono
latino

4^3

anni.

Fu

poi loro tolta nella prima crociata
dall' esercito

Giuda. 1 spremeva

regi
dall'

torchi

,

ue'quali

uva
la

comandato da
il

la

n>ensa del re;

per profonda voil

vino

GoiFredo

di

Luglione,
decorsi

5 luglio

ragine dalla

Scrittura

denominata

1099.
ricadde

Ma

ottantotto anni

Mello, e da GioselFo Tyropco/i, che

preda

del sultano Saladi-

separava
riore;
il

il

monte

dalla città infe-

no;
poi

più tardi e nei

iSiy

,

come

da

meglio diiemo, fu conquistata Selim 1 con tutti i regni di

pio, la

ponte che l'univa al lempiscina, e le porte di Sion
al

tanto

care

Signore.

Palestina e dell'Arabia.
Il monte Sion è quel celebre monte chiamato nella Scrittura santo e del Signore; monte sublime

rara eminenza

compariva

Con più sul Ga-

baon, parte del Sion, il santo tabernacolo erettovi dal real profeta,
sotto cui pose l'arca del Signore,
vi

che

che ad ogni altro sovrasta: di forma sferica abbracciava gran parte
della città,

dimorò anni quarantaquattro assistita alternativamente da sacerdoti e leviti, finché dal sapientissi-

dando spazio

nella

somposcia a più

mità ad un

forte castello alzatovi

mo

re

Salomone non
11

fu

traspor-

dai gebusei, che espugnato

tata nel tempio. »

tabernacolo di

dal re Davidde, fu ridotto

Iddio è in Gerusalemme, e la sua

sontuosa

struttura, fu

dilatato col

dimora è

ed appartamenti della regina, onde acquistò il nome di Davidde, o come vuole Giosefib di città superiore. Dai Maccabei fu ampliato con nuovi e pregevoli edilìzi e cinto con lungo ordine di mura. Su questo monte accorsero per difesa e scampo gran numero di giudei nell' irrusuo real palazzo
,

in Sion ". Sion era pei giudei, ciò che per

il

cristianesimo è

Roma
città

,

la

madre

di
il

tutte le chiese, cui tutti rivolgono

guardo come a
taria delle

santa, deposi-

ceneri

de'principi degli

apostoli,
tefice

della

sommo Ponromano: Roma è la sede cristianità, come Gerusaleme sede del
culla.

me
re
di

ne fu la
penitenza

Quivi
i

il

santo

zione dell'esercito di Tito, che ne
sto

Davidde compose
,

sette

salmi
in

immensa strage. Erano in queluogo il regio carcere, ove Geremia fu ristretto quando predisse
fece
la cattività

e qui fu

dappresso
il

ricca

tomba
i

sepolto

suo ca-

davere:
vello

suoi

salmi parlano

ad

del popolo ebreo;

le

due

ogni istante

di Sionne.

Questo apenetrava

famose torri erette da Erode ad onore di Cesare e di A grippa, e che fronteggiavano la rocca di Davidde. Seguivano altri spessi e nobili
edifizi
,

più

volte fu

sconvolto dalsi

l'ingordigia altrui.

Vi

per un antro di faticoso
il

artifìcio,
altri

ed
re

suo

ijgiio

Salomone ed

le

abitazioni

de' principi

duci dell'esercito,
tura

dette dalla Scrit,

clomtis foiiium

con
di

ampli
Uria

furono eziandio sepolti. 11 sommo sacerdote Ircano per liberare Gerusalemme dall' assedio che vi
vi

steccati
soldati.

per
Ivi

gli

esercizi
la

militali dei

pose
trasse

Antioco

il

Pio re di
sepolcro

Siria,

era

casa

da

questo

tremila

,

,

iG
talenti

GER
di

GER
da
stiano, per avere in esso
sto

argento

racchiusivi

Gesù

Cri-

Salontione, con altre

ricchezze per

liui

onorare le paterne ceneri. Al di esempio Erode 1' Ascalouita appagar la sua superba e vaper
si

operato moltissimi prodigi. Ivi celebrò 1' ultima cena, e sotto le

due

specie

del

pane
i

e

del vino

istituì

l'augustissimo sacramento del-

na splendidezza,
re
il

rivolse a
i

rapi-

l'altare; vi
stoli
;

lavò

piedi

agli

aposuoi

sacro deposito, ciò che

bar-

nella gloriosa risurrezione vi

Lai'i

asilo

avevano rispettato, nell'ultimo Egli per esedell' umanità.
il

comparve a
discepoli,

porte

chiuse
le

a'

mostrandogli
otto giorni
s.

sue pia-

guire

sacrilego attentato scelse

i

ghe, e cibandosi alla
za.
l'

loro presensi

più
•vello

fedeli

amici

,

che

fra

le

tenenell'a-

Dopo

palesò alinvitan-

bre della notte penetrassero
di
il

incredulo

Tommaso,
le

nascosto del popolo.

JXon

dolo a toccar

cicatrici

del
al

suo

trovò

denaro che sperava, ben-

venerando corpo.
stolico
s.

Salito

cielo

ne

tolse

gemme

e

vasi prezio-

fu quivi aggregato nel collegio apoJNIattia

molta copia. Inoltrandosi poi ad investigare con diligenza maggiore il luogo ove riposava il corpo, ne usci all'improvviso una fiamma, che uccise due soldati delle sue guardie ; ma benché spaventato
sissimi in

per sorte. Indi in
Santo,
vi

forma

di lingue infuocate dal cielo

vi discese lo Spirito

e

nel

primo annunzio evangelico del principe degli
al

apostoli,

rinacquero

sacro fonte alla novella

Erode
le

fuggisse,

non

perciò restituì

circa

tremila
il

giudei.

Chiesa Finalmente

spoglie rapite alla regia tomba;

nel cenacolo
stoli
s.

principe degli apola prima mesE.aynaud dice nel

rivolse piuttosto le sue cure a con-

Pietro celebrò
il

sumarne

il

prezzo

neir ornamento

sa

,

che

p.

esteriore dell

avello con vanto del suo nome. La tomba di Davidde, in oggi la grande moschea di questo

giorno della Risurrezione ; l'apostolo s. Giacomo fu consacrato primo

nome
verun anche

fregiata,

non può
visitata

essere
,

da

vescovo di Gerusalemme; s. Stefano con altri sei furono dichiarati diaconi dagli apostoli,
i

cristiano
offrisse

quando
di

quali

ivi

cele-

la

più cospicua somla

brarono
l'ultima

il

primo

concilio,
il

e

nel-

ma:

ivi

è

pure

tomba

Sa-

loro

divisione

simbolo
ossequio
s.

lomone, e l'una e l'altra sono dai turchi gelosamente custodite per
le

della fede composero.

In

e decoro del sacro luogo

Elena
nei di

tante favole allusive ai

fasti del-

imperatrice,
vi

madre

di

Costantino,
sacro cena-

la loro setta. L'ingresso nella

modiffi-

fondò magnifico tempio,
il

schea

ai

cristiani

si

concede solo

cui portici racchiuse
colo, trasferendovi

per un firmano della Porta,
cilissimo

dalla

casa

del
fla-

ad

ottenersi,
dalle

essendone
leggi

preside Pilato la colonna della
gellazione, macchiata dal

vietato l'accesso

mao-

sangue pre-

inettane sotto

pena
il

della vita.

zioso del Redentore, poscia trasferita nella chiesa di
s.

Sussiste ancora

luogo del sanbarba-

Prassede di Roi

to cenacolo, sebbene difformato dai
secoli,

ma. Quivi un tempo erano
si

religio-

e dalle

profanazioni

francescani.

I

frati

minori entra-

riche.

Giace nel fianco australe del

Sion, degno di essere noverato tra
i

rono in Gerusalemme sotto il sultano Melealim; quindi per le successive
vicende delle guerre essendone
stati

più gruu santuari del

mondo

cri-

GER
cacciali,

GER
suo Figliuolo, sino
al

17
di
lei

Gregorio cV Aqiiitania ntl i333 vi rientrò con altri otto religiosi. Verso la metà del inedcsinio
secolo

felicis-

simo

transito, spazio di
al

anni quat^^i-

tordici

dire di Eusebio e di

XIV

la

pia

regina di

cclòro, fu parimenti da' fedeli «(uasi

Sicilia

berto

marito Roaggiunsero sul monte di Sion, con permesso del sultano, la falihrica d'un monisfero capace di
vi

Sancia col suo

nel

tempo

stesso consecrata in ora-

torio;

ma

distrutto con la città dai
il

romani, e contrassegnato
nella

luogo,
ge-

tranquillità
ivi

della

chiesa

molti religiosi
del santuario,

fiati
i

minori

custodi

rosolimitana fu
stoso

eietto (jucl

maegran
so-

quali poi nel se1

tempio

che

finora
del

in

colo

XVI

e nel

56o
di

tlai

turchi
,

parte
vrasta.

alle ingiurie

tempo
ivi

ne furono
in

scacciali
i

nuovo

ed

Diremo

per

ultimo
fu
s.

sulla

loro vece
i

turchi v'introdusse,

città di
il

Davidde, che
vicinanza

pure
Ste-

ro

santoni
il

cangiato
va

maomettani avendo luogo in moschea.

sepolcro del protomartire
,

fano

in

del

cenacolo,

Poco lungi da questo luogo sorgefamoso palazzo de'sommi sail
Caifa
,

dell.ì

quantunque egli fosse lapidato fuori porta denominata Grccis. Furono quivi depositati i corpi dei martiri JVicodemo Gamalielc maestro di s. Paolo, e del suo figliuolo Abibone, trasferitivi sotto l'imperio di Onorio da vilissimo luogo, dove per circa quattro secoli erano rimasti sepolti. Succede alla città di Davidde la seconda parte in sito inferiore detta Filia Sion dal vicin monte, quasi da quello nascesse. Chiudeva
ss.
,

cerdoti, abitato già da

ove

assembrati

i

principi e seniori della

Giudea consultarono del modo di far mf)rire il Redentore, a' quali l'apostolo Giuda empiamente si offrì

pel
ivi

vile
il

li:

tre

volte

prezzo di trenta dcnaRedentore fu da s. Pietro negato: interrogato da
figlio

Caifa, che pn;siedeva nel consiglio,
s'egli

era

di

Dio, ciocché infu

genuamente alFermando,

incol-

palo di bestemmia, e giudicato reo di morte. In questo luogo dalla

medesima
decoroso
fu

s.

Elena

fu

eretto

un

con vasto giro rando tempio numerosi altri
privati,
teatri,

il

di

famoso e memoSalomone, con
pubblici
e
palazzi, anfi-

edilìzi

tempio al principe degli re latini apostoli, che poi sotto
i

torri,

piscine,
di

e

terme

sontuosa

e

no-

abbellito di

portico, prese

il

ti-

bile struttura.

Scrisse

GiosefTo del-

tolo del Salvatore, e più tardi

fu
ar-

l'anfiteatro detto
toriiis,

dato
geli

in
Il

custodia

alla

nazione
agli

la

di

cui

Circulus snemlaforma era sferica,

mena.
fu

tempio dedicato

an-

costrutto dai fedeli sulle ro-

vasto e capace di ottantamila spettatori. Egli porta opinione che fosse costiutto da

vine della casa del pontefice

Anna
che

Erode

nel

campo

suocero di Caifa,
interrogò

quello
de' suoi

cioè

Gesù
lui

discepoli,

Massimo, e v'istituisse ad onore di Augusto giuochi circensi all'uso
i

e dottrina che professava,
alla
di

per cui
schiaffo

di R.oma, accorrendovi

dalle

proric-

presenza

il

Redentore
casa ove
s.

nel rispondergli ebbe

da un

scellerato

uno servo. La
con

remote al grido de' chissimi premi per qualunque
vincie più
ta di
spettacoli,
gli

sor-

atleti,
Il

musici

abitò INIaria

\ ergine

Giodel

e gladiatori piii famosi.

monte
all' uifc-

vanni, dall'ascensione in

ciclo

Aera sovrastava talmente

voi. ixx.

,

,,

i8
to ed
bili
;


il

li

GEK
rornamenpiù noal
gli

riore città, che toglieva

cu!>petto delie
,

loro mogli
il

e

fi-

decoro agli
spesa

edifizi

laonde Simone Maccabeo con

onde Crucidaj e
le

si

meritò

nome

di

pel

conflitto che

vi se-

fatica

immensa, nello spalo

guì tra

milizie cròdiane

e sparpartito

zio di

tre

anni

spianò e ridusse
rupe, sorgeva

tane, sostenendo

queste

il

in sleccato.
pio, su

A

seltcnlrione del temla

d'Antigono
gno.
sito
città.
Il

per ristabilirlo nel re-

discoscesa

foro

Venale
di
il

dilatavasi

nel

fortissima

torre

Antonina

,

denoe-

più

erto

questa
s.

inferiore

minata altrimenti
bili,

Turris Baris,

Quivi

glorioso

Giacomo
del
col-

levata all'altezza di cinquanta

cu-

Maggiore,

|)iima vittima

opera sontuosissima di beano
vi

legio apostolico, essendo ucciso per

Maccabeo:
sacerdoti

abitarono
quel

i

sommi
sino al

comando
Dio
liti

di

Agrij)pa,

consacrò a
martirio
:

da

tempo

la

palma
fu

del

suo

regno di Erode, e nell'intima sua
stanza custodivasi religiosamente la
sloia sacerdotale,

luogo, già

contrassegnato

dai

fedeli,

poi eretto in sua

memo-

ardendovi di conINegli

ria

tinuo una lampada di argento, co-

me

narra Gioseffo.

angoli di

un tempio, ch'ebbe la nazione armena in custodia. Volendo Erode accumulare quanti possibili onopotesse a

questa gran torre ne aggiunse Ero-

ri

Cesare,

fabbricò

nel

de altre quattro minori che sembrava una piccola ad onor di Marc'Antonio
,

in guisa
città, la

e

tempio un ippodromo per uso del circolo, ove
fianco meridionale del
esercitavansi alle giostre
i

deno-

cavalli

minò Antonina. Sul
fondò
stre,
il

monte

Aera

istituendovi

i

giuochi quinquennali;

malvagio Antioco l' Illumunitissima torre capace di numeroso presidio, per infrenare i giudei, i quali a viva forza con le strage e le rapine avevano trasformato la città ed il tempio
altra

grande e frequente era quivi la radunanza degli spettatori per vagheggiare l'agilità delle quadrighe. Eiavi un altro pubblico edificio, la cui memoria è nefanda per gli eseeccessi commessi da Giasone pseudo-pontefice de' giudei, assunto a quella dignità dal re Antioco col sulfragio dell'oro; dappoiché ìq questo luogo egli istruiciiibili

in
gli

iscena lacrimevole e funesta.
vi

regnò anni

ventisei,

e

Edopo

sua morte fu la torre espugnala da Simone Maccabeo. L'archivio della città, detto altrimenti tala

ta

i

giovani ebrei ne'

riti

gentili,

bulario, ove

si

custodivano
le

i

hbri

(juindi

divenne

luogo

d esercizio
lascivi,

degni di memoria,
private scritture,
custodi
to e ragguardevole

pubbliche e
celebra-

per giuochi scenici e
per
la

onde

edifizio
,

licenziosa disonestà

ne con-

abbandonato
dai
sediziobi

seguirono molte scelleratezze, e perciò dai

poi

dai

,

fu

giudei fu chiamalo

Ephegioven-

bruciato.

bia. Ossia
la torre

postribolo della

Presso
il

Antonina spazia vasi

Magno, ciicondato da portici, memorabile [>er la morte ivi dal somforo

sacerdote e re Alessandro crudelmente data ad ottocento giudei li che per renderla piìi orribile
,

mo

apostatò dalla legge liij che ivi ed ebbero oiigine le selle de' farisei, saducci ed e-isei. Molto prossima al suddetto luogo era la curia, chiamala dagli
ebrei

Gasilh, congiunta
della città,

all'antico
di

fece svenare

su

altrettante

croci,

muro

composta

gran

GEK
Siile

GER
a-

19

nel giro, ed
ili

egregi:imenle

bulica con voce greca, che da* latini
si

iloina

spaziose loggia.
,

Vi
dai

abi-

direbbe Ovina, dedotta dal
ivi

lavano (juaianta senatori
trenta giudici ordinari
,

e circa

quali

ne' giorni ed ore fìsse amministra-

città

popolo della però entrare in disputa di materie appartenenti alla legge mosaica, mentre
vasi

la

giustizia

al

e del regno, senza

le vittime innanNel testo ebraico si pronunzia Bechseda, interpretata da s. Girolamo per un ricettacolo d'acqua, delta latinamente Domiis ejfu-

solersi
zi

lavare

al

sagrifizio.

sionis,
le

perchè in essa

radunavansi
,

grondaie del tempio

e sommi-

il

delìnirla spettava al solo

sommo
dagli

nistrava l'acqua alia ciltà.

La sua

sacerdote. Tale radunanza di otti-

forma è quadiangolaie, lunga cento trenta
passi,

mati
ebrei

e

giuristi

appella vasi
dai
greci

larga trenlacinque,

Sancdrini,
e

Sine-

e

meno

di

sei

profonda.

I

cin-

(Iriiiiìì,

dai
Ivi

latini

Conciliiini se-

que
ve
le

portici o gallerie, de'quali scri-

niontni.

furono

esaminali

gli

r evangelista,
traccie di
essi,

apostoli, scherniti, oltraggiati, e lo-

appena serbano con gradini ben
xNolissima
e

ro interdetta la propagazione

del
ivi

larghi in circuito.
storia

è

la

vangelo

sotto

pena

capitale;

de' languenti,

del

moto

pure
niori,
lo

s.

alzando
vasto,

Stefano in presenza de' segli occhi, vide il cie-

angelico nelle sue acque, ed in essa

Gesù

Cristo

sanò

istantaneamente

aperto. In altro luogo pubblico

quell'infermo paralitico che da trentolt'anni
in
ivi

chiamato Cociiaculuni costumavano gli ottimati imbandire al popolo sontuose cene, splendidezza poi imitata da Ee

ben

stava,
l'

^nguli,

tanto

tempo
;
:

perchè niuno aveva immerso
il

nella

piscina

ma

Redentore

lo

sanò, dicendogli
tiiurn,
et

Tolle

grabaUwi
piscina
il

rode con
za.

la

più

rara

magnificen-

ambula. Un'altra

Quasi congiunta al tempio sorgeva la gran torre OpJiel, ossia Ophal, di smisurata altezza che
,

di egual grandezza costruì

re

E-

zechia nella parte più inlima della
ciltà,

divertendovi

per

sotterranei

serviva di abitazione e da
il

ai

sacerdoti

,

acquedotti l'acqua del fonte

Gion.
città

essa

aveva

inconiiiiciamento

Le porte
nata dalla
la

di

questa interiore
:

primo muro della città, fabbritato con immense spese dal re Davidde, perchè munito di sessanta
torri.

erano quallio

denomisua antichità Maggiore;
la
,

prima

La

tanto

celebre

grotta di

in

perchè seconda della Custodia essa restavano le regie guardie

Erode, che poteva annoverarsi tra tiiiracùli dell'arte, penetrava neli

quando

Salomone e

gli

altri

re

le
il

viscere del

monte, comunicando

entravano nel tempio; la terza dei perchè sino ad essa era Cavalli
,

portico del tempio alla torre

tonina, capace di

Anpassarvi ad un
cavalli;
la
la

permesso

il

cavalcare
il

,

interponen-

tempo

slesso

seicento

considerò necessaria per salvare

tempio le stanze de' sacerdoti ; V ultima si disse degli Esseni, e questa era la midosi tra essa e
gliore,
la

persona del
ti.

re,

e la

sua

famiglia

aperta nell'antico
Il

muro

del-

in contingenza di popolari

tumul-

ciltà.

Lilostrato

,

quivi esi-

Sovrasta ancora alle strane me-

stente, era
zia,
l'

un

tribunale di giusti-

tamorfosi del tempo la famosa piscina di

Salomone cognominala Pro-

che ministravasi dai presidi delimpei o romano, così denominato

20
tlai
(li

GER
gi-eci

GER
slrulluia
,

tlalla
:

superba

dominante
pa che
lo

la città inlLiiorc:

Agrip,

vive piclie

Litostralus

quasi
Giro-

scelse

a

sua

iesi(l(M»za
vi

lapidihus slralHin, spiega

s.

invaghito
lavori.
lo

di

tal

prospetto,

ag-

lamo, e dagli ebrei si appellò Gabalha, die. è quanto dirsi luogo emincnle. Ivi sedendo il preside
Pilato, al cospetto dell' ini(|ua plebe, lavandosi le mani, pioteslò l'in-

giunse auguste sale adorne di rari

Per meglio vagheggiare queltempio, comandò che si abuna gran loggia iumii,

del

biillesse

iienle al

portico delle Genti, ed inal

giusta

condanna
siini

del

Redentoic

:

In-

terposta

suo reale palazzo. L'ansì

nocens ego
hujus.

a sanguine

jusli

nunzio

di

sacrilego

attentato

impresse nel cuore de' giudei

pio-

Nella città inferiore
si

ammiravan-

altri

regi

palazzi, ed altri cospi-

fondo cordoglio, ed i più zelanti apertamente si o|)posero agli esecutori,

cui cdifizi.

Salomone formò la generale ammirazione non solo per
aver cretto
il

appellando a Cesare, cui fu
il

destinato nunzio dalle tribù

som-

tempio in (ierusalemme, pel quale chiamò da ogni contrada i più periti e famima ancora nel gerati ingegneri
sontuoso
,

mo

sacerdote Ismaele con dieci ot-

timati della città. Essi

viaggio presentaronsi

a

con celere Nerone, e

per mezzo
la

di

fabbricare

superbi

palazzi
e

per

la

bramata

grazia, acciò

Poppea riportarono non fosse

propria
tropoli

abitazione

per

quella

oltraggiala la maestà

della real famiglia nell' istessa
,

me-

in

cui

furono

impiegati

del tempio. Elena regina degli adiabeni, e Monobazi suo figliuolo, fabbricarono
altri

valenti artisti,
zi,

marmi

preziosi,
le

bronsi

due palazzi presso quello della
attesta Gioselfo, in essi epile

e lamine d'oro, con

quali

regina Berenice sorella di Agrippa,
e

cuoprirono le pareti. Per sito elesse la parte australe del monte Moria, compresovi spazioso giardino
te,

come

logò l'architettura
nobili

sue idee

più
torre

,

ed

ingegnose.

Di non volil

dilettevole per la varietà delle pian-

gare struttura a fronte della

trapiantate dalle più rimote re;

Antonina, dilatavasi
cristiani

gran palazche
la

gioni dell'Asia

le

stanze

in

gran
di

zo de' presidi romani,
i

presso

numero comparivano adorne

va-

ritiene

ancora

deno-

ghi addobbi, preziosi vasi d'oro e di argento, essendo la materia inferiore al pregio del

lavoro.

Non

molto dissimile fu il palazzo eretto alla figlia del re Faraone sua moglie ed oltremodo splendido e maraviglioso fu quello denominato per similitudine, del bosco del Libano, tutto industriosamente lastricato con varie specie di marmi, con pro;

minazione di Pilato. Vi si ascendeva per una scala di vent'otto gradini, per ove il Redentore nella nota penosa notte , spettacolo sublime di pazienza salì e scese più
d'una volta,
la

spinto

e

rispinto

da

indiscreta canaglia. Ivi oppressa dal-

calunnia

l'

innocenza
proibito

,

fu

impui il
il

tato di aver

a

Cesare

tributi, sovvertito

e

commosso
il

spetto esterno sontuoso, per cui la

popolo a sedizione, ed arrogatosi
titolo

regina Saba restò estatica contemplandone le bellezze. Il palazzo dei

di re.

Sebbene
le

preside

si

avvide

che

accuse

derivavano
lo

Maccabei, avea

il

sito

enuneute,
tempio.

da
ziò

invidia,

per politica

sentenuell'atrio

sul fianco occidentale

del

a morte. Indi ridotto

,

,

GER
fu spogliato
coi()iia-to
Uiii(X)
loiiiaiii
(li

GER
,

^i

(Ielle

vesti

deriso e

allontana da
ca

quello dei presidi cir-

spine.

avanzo
pirsidi
in

del

palazzo

dei

Gerusalemme è

una sala hassa, lunga tredici passi e nove Inrga, corrispondente alla via Dolorosa, tutta ingombra di
Piarmi e
elle
(piivi

duecento passi ; la sua porta maggiore corrisponde a quella delia città chiamata Efraim ; la solidità della fabbrica l'ha in gran
parte

preservalo

e

sottratto
il

alle

comuni

rovine. Quivi

Redentore

di

macerie. Gli orientali
flagellazione

rilengono por costante tradizione,
seguisse
la
si

del

lledenlorc.
scala
eli'

Vi

ascende

per

ima
s.

era

già

di trentatre

nella gran sala fu presentato ad Erode, oltraggialo, schernito, e coperto di bianca veste rimesso a Iellato: questo Erode fu quello che fece troncjire il capo al precursore
s.

tolti ([uelli slessi che da Elena con tre porte e due colonne del tempio, furono trasferiti

gradini,

Gio.

Rallista.

La
ove

via

Dolorosa
p^ia

denominata
Crucis, per

dai contemplativi

in

lloma

nel

palazzo

già

dei
,

Lacon-

tcrani, poscia di

Costantino
indi

r istesso Redentore sotto il gravissimo incarico della croce fu
condotto
versata
serve
ti

vcrtito

poi

in

basilica
I ;

lateranense
dal
in

al

da

s.

Silvestro

Papa
altro

da
di

Sisto

V

gli

scalini

fiuono
in

monte Calvario, è traun grande arco, che ponte ai due rinoma-

vicino
cdifìzio
(^f'c(li),

luogo collocati

apposito

chiamalo
arricchiti
fjuelli

la

Scala
lui
li

Santa

da
che
dai

d'indul-

genza per

visitassero,

ad esempio

de* suoi

pi'edecessori

come

si

raccoglie
di

mancjserilti
di
s.

antichi

Magrino abbate
Nel

Gregorio, custoditi nell'archivio della

suddetta basilica.
della
i

suddetto
recentevi

de' presidi , e di Eroha nei mezzo una finestra alta palmi otto larga sei , divisa da una colonna di marmo , per appunto quella dove Gesù Cristo già flagellato e coronato di spine fu da Pilato esposto a vista della Ecce homo. plebe esclamando Vi si legge in una lapide marmo-

palazzi

de;

,

,

:

luogo

flagellazione

i'ea

:

Ihlle,

folle:

cruci/ì'ge
il

euin.

mente
pelto

fiati

francescani

eres-

Per

rjuesla via,
il

proseguendo
Calvario,
si

camlun-

sero un convento, che essendo rim-

mino verso

vede a

schea,

menzionala gran movenne loro vittalo l'uso delle campane. Nel sito del palazzo di Gerusalemme si vede ancora l'antica forma del cortile, con picalla

mano
ga ve

sinistra

una gran
e

sala,

tredici

passi

larga nove, do-

il Redentore fu legato alla memorata colonna e flagellato. Più

avanti
del

è

contrassegnato
di

cola stanza
nella

profanata
nella

da' bailiari,
il Uedenmenzionata

deliquio

Maria

il luogo Vergine,

tpiale è

lama che
sommità

(juando
gliuolo.

tore
notte.

dimorasse
Nella
la

delle

scale

vario

Approssimandosi al comparisce 1' avanzo
il

s'incontrò col divino FiCaid'

un

comparisce

gran sala del pretorio, ampia per ogni quadro dodici passi: tta gli orientali si ritiene che
quivi nell'att io seguisse la corona-

piccolo tempio, eretto già in

quel

luogo, in cui
alle

zione di spine.

11

palazzo di Erode
dell' Asculonila, si

Anlipa,

figliuolo

Redentore, rivolto Io seguivano disse le gravi parole: Filiae Jerusaleni, noli te Jkrc super vie, scd et super fisuper vos ipsas jlclc
pie

donne che

,

11
lios

GER
vestros.
la

GEli
guaglio che qui riproduciamo con
,

Indi a pochi passi ads.

clilasi

casa di

Veronica
prossima
ov' è

che
alla

qualche giunta.
role dei critici,

E

ripetendo

le

pale

fu ridotta in chiesa, poi profanala

diremo che

tulle

dai barbari.

Mollo
Stefano

supputazioni fatte per

calcolare le

porla di
la

s.

corrispondeva

enormi ricchezze ammassate da Davidde ed
adoperate
per
la

casa di

s.
i

Anna,
santi

fama che
di
INIa-

dal

suo

figlio

abitassero

genitori

Salomone

costruzione

del

ria Veigine,

passavano a
ivi

quando da Nazareth Gerusalemme, e che
concepita
:

tempio, possono

considerarsi

come

ella

fosse

vi

costruì

un tempio
pio

di

Elena mediocre
s.

erronee. E siccome Salomone ebbe intendimento di erigere un tempio che non avesse allro simile nell'universo, quello riie
fu

grandezza, tutto ornato
co;
e
il

di

mosai-

rifabbricato

Goffredo, primo re
vi

dopo
si

la

catlivirà di

Babilonia vuoi-

latino di

Gerusalemme,
di

aggiunse

un monistero
dettine,
delle

monache benefu abbadessa
visse

che non fosse in tulio magnifico e splendido quanto l'antico, indi
ristabilito

quali

da Giuda Maccabeo e

una sua
anni, e
steri

sorella,

che

molli
a' po-

rifabbricato da
diversità.

Erode con qualche
autori

morendo tramandò
del fariseo

Molti

pubblicaro-

chiare prove del suo candore.
casa

no

la descrizione
i

del Icnipio di Ge-

La
duce

Simone
,

resta

nel declivio della strada, che conalla

Anliciuit.

suddetta porta
delia

ove in
istituita

rusalemme, fra quali il Rclando, sacrae vct. Hebr pait. I, cap. 6, 7; il Prideaux, Ili si. dcs
sotto

memoria da Gesù

gran cena
,

Jitifs,

l'anno
I,

535
p.

avanti la
il

Cristo

e delle lagrime

nostra era, tom.

88;

p.

Ladella

sparse dalla Maddalena, eresse Costantino sontuosa basilica.
di

mi, Introduzione allo studio

sacra ScriUuraj
n.

il

p.

Calmet, Disdai

Passando a parlare del tempio Salomone, primieramente osserGioseffo,
chiarisscrittore delle an-

sertatiqn sur Ics lemples des anciens,

18; e
i

piti

dettagliamenle
Gio. Ijattista

veremo che Flavio
simo ed accurato
tichità

gesuiti

pp.

Villel-

giudaiche,

nato

di

nobile

stirpe

sacerdotale nel

primo anno
e per la
le

Pradi con l'opera intitolata: In Ezcchielcni explanaliones, et apparalus urbis ne
templi Hierosolymilanì commcntariis

pando, e Girolamo

dell'imperio

di Caligola,
si

riputazione che

acquistò con

armi e con
natore di
lestina

le

lettere fatto goverla

et imiììas;!nibus, R^omae 1696. Tale descrizione del tempio di Sa-

Galilea, allorché
ai

Padi-

lomone

è riportata

in estratto nei

ribellossi

romani, e
città

fendendo Giolapata,
salto

di

quella

provincia, finché espugnata per as-

da Vespasiano rimase prigio-

niero; potè egli
volte

dunque

spessissime
il

contemplare
di

visibilmente

tempio
parti

Salomone
Siria
di

in tutte le sue
il

essenziali,

laonde

lodato

Terzi

nella

guida fedele

con la Gioseffo, e con quella
snera
,

della sacra Scrittura ci die quel rag-

Prolegomeni della Bibbia di TValton, e servì di guida a tulli gli altri che vennero dopo di lui. Siccome poi luttociò che del tempio ne dissero i rabbini, fu ricavato dal Tahnud, il quale è stato composto molto tempo dopo la rovina del tempio, così non vi si può prestare fede alcuna; né deve far meraviglia che tanti scrittori che si o occuparono di (juesto argomento

GEll
non
sitfiio

GER
comprato
cli
il

23
seicento
si-

Ira loro

d'accordo iie'delcose

monte per
eresse a

liigli,

giacché

molle
in

furono
trenta-

d'oro,
piante,

tuttoché scosceso e sterile
vi

scrillc

per congettura. Si narra che
scelse
I"-raele

di

Dio un

al-

SaioiDOne

tare,
leste

ove sagrificando vide dalla

ce-

mila operai, che mandava scanibievultnente al Libano; e che avca
desi inalo sellantaniila

fiamma consumare la vittima. Quivi il figlio Salomone nello spazio di

persone

per

due anni,

altri

dicono

di più,

portare fagotti, ed ollanlamila a tagliar pietre nelle nionlagne.
si

ed

Qu;)ns"
il

do

l'edifi/io

coslrin,

non

intefrasi

fanno giungere l'intero suo compimento al settimo anno dopo il suo incominciamentOj eresse il gran
altri

se né martello, né scure, né

tempio a
suoi
tesori.

Dio con

profusione

dei
la

gore d'alcuno strumento, peiché
fece uso di
te.

Non

essendo capace

pietre già tulle taglia-

sua vastità nella
ne'

cima

del disegno

In diversi articoli di questo
si

mio
suoi

concepito, bisognò anipliainc l'arca

Dizionario
se

tratta
il

di

alcune coi

due

fianchi orientale e meridio-

ligiiardanti

tempio,
la

nale sopra

una parte

della soggia-

ministri, ed

altro relativo.

Davidde
fine dei

cente
el)rei

vedendo

approssimarsi

Cedron, che dagli era denominata Maclhes, la
valle di

suoi giorni,

fece consacrare re Safiglio
la

di

cui

immensa profondità
11

innoral-

lomone
e
gli

suo

e

di

Bersabea,
tenjpio,

ridiva a guardarla.
to e

suo

muro

rimise
,

ninnla del

solidissimo,

la

vaghezza

dei

r oio

r argento

ed

i

principali

bianchi
razione,
cubiti,

marmi moveva ad ammisiccome alto
e nel giro
di

maleriidi, che aveva preparato per

quattrocento

questo
to

elfetlo,

non essendosi creduerigerlo
lui,

cinquecento
quattro

degno

di

per
di

le
;

passi

aveva per
portici

ogni lato

tante guerre che

aveva sostenuto

ordini di

che

sostenevano
quatla

per cui S;domone morte pose mano
lece costruire

dopo

la

lui

vari ordini di

abitazioni con belle
i

all'opera, e

lo sic-

forme architettoniche. Tra
tri,
ì

sul
il

monte Sion,

tro portici s'intramezzavano tre a-

come
città,

il

luogo

più elevato della

quali

uniti

costituivano

afììnchè potesse essere veduto

parte intima e principale del tempio,

anche da lontano.

e

questa per
santo,

la

santità

dei

Salomone dunque
te te

scelse sul

di

Sion quella parte delta

monmon-

misteri che racchiudeva, denomiiiavasi
il

il

santuario, e
il

il

sanlo

JMoria,

Mons bei Mons Jiiiac
Michea
>iil

chiamato nella Genesi Moria, nel libro de' MaccaSion, e dal proleta
IMoiis f'isionis, per inuajyar-

de'sanli,

eccellenza.
l'

per Sul mezzo appunto delorientale prospello del primo porossia

luogo

santo

tico

ergevasi

una

gran torre quapareva
11

tempio alDiode'suoi padii; cioè

drangolare, che sovrastando agli atri

quel

monte
1'

istesso

ove

A bramo
Isacco per

ed
di

ai

portici,

che sersilo

condusse

unico

figlio

visse

propugnacolo.
portico
si

di

immolarlo, Giacobbe nell'addormcutarvisi vide in sogno la scala i)er
cui salivano e discendevano dal cielo
gli angeli,

ciascun
za che

dilatava

trenta

cubiti, e coulenevasi nella
gli

lunghez-

permetteva
lo

l'intermcz

ed a Davidde comparla
il

zo degli airi;

spazio del

primo
la

ve l'angelo con

spaila

nutla in

e del secondo atrio che dilungavasi

mano, per

cui

santo re avendo

per ogni lato, lasciava eguale

24
larghezza
terzo,
ile'

^'ER
portici,

GER
ma
«julUo
c1(
1

Il

portico eia sostenuto da
di

.ju.iltro

che con perfetto quacliato ampliava la piospetliva del santuario,

oiiliiii

col(jnne

alte

venticiiKpie

cubiti, tutte di
il

era lungo ed
cubiti;

egualmente
l'altezza

lar-

go cento

poi del

primo portico, che cingeva tutta la macchina del
esteriore

muro

del

njarmo intiero; ed pavimento canipcggiava superbamente ornato di pietre mischie ili raro pregio, mentre il sollilto era una meraviglia, siccome copuposto tutto di

tempio,
quella

si

alzava cinquanta cubiti,

legno di cedro del

chiudeva le parti coerenti al primo, altri sessanta. La torre quadrangolare che sovrastava agli atri ed ai porliei ergevasi altri novanta, ed il
santuario centoventi.

del

secondo

che

Libano incorruttibile, somministrato da lliram re di Tiro. Quindi per gli archi del [nimo poitico si giungeva all'atrio denominato delle Genti, imperocché fin (jui permettevasi di entrare ad ogni sorte di
nazione
,

Qualunque fabbricato compaiiva
nell'aspetto di tini e bianchi

ancorché
esposto

idoi itra
alle

.

Era,

mi dell'isola di Paro, e cosi commessi che sembravano tutti un pezzo. Gli intagli, le figure,
cornici
ni

marben
di
le

quantunque
tutto di

ingiurie
lastricato
la-

dell'aria e delie pioggie,

marmo

con industrioso
fronte
il

voro; aveva in
esterno, che

prospetto

che distinguevano
i

gli

ordi-

delle colonne,

fregi

che ador-

do portico
le

navano

le porte e finestre, tutto era mirabile. I tetti della torre e

circondava il seconcon assai più nobistruttura del primo. Di qua
,

per sette porte elevate sopra quattordici

de' portici

erano

coperti di

larghe

gradi

,

si

saliva

al

secon-

piastre di bronzo, misto di argento e d'oro; quello del santuario

do

d'oro purissimo, in guisa che fissandovi di lontano lo sguardo, per lo splendore dell'oro e pel candore de'
di

erano tre di esse rivolte a mezzogiorno, tre a settentrione, ed una ad oriente, essendone del tutto privo il prospetto
portico;
occidentale.

marmi, sembrava un monte neve coperto di fiamme. Magper
la varietà delle pie-

giore era la ricchezza dell'interno
dell'edilìzio,

Qui in luogo distinto, ben capace, solevano gli ottimati custodire le loro figliuole per molti anni, facendole ammaestrare
e
nelle

orazioni, e

ne' precetti

della

tre di

sommo

pregio, per gli ornati
pel copiosispreziosi.

argento ed oro, e simo nuuìero de' vasi
di

Pe-

ove è fama che la Beata Vergine, come nata del real sangue di Davidde, vivesse con quelle
legge,

netravasi nel portico per sette gran porte, quattro rivolte all'occidente,

dai

tre

sino ai
si

qc'.indici

anni

di

sua età. Vi
ratteri greci,

leggeva, così a calatini,

dove
città

il

prospetto

più nobile della
di bel tea-

come

in alcune
di

compariva in figura

colonne
porte,
il

erette

presso

queste

tro, l'altre

a mezzogioino, a settensei di esse

rigoroso

divieto

ad ogni
vi

trione e ad oriente:
le

por-

gentile di

passar

piìi

oltre nel tem-

lamine d'oro e di aigeuto, ed una composta di metallo corintio, tale,

coperte di

pio sotto pena

di

morte, e
le

era

descritta l'ainmonizione agli

ebrei,

e questa era l'oiùenle

che non osservavano
pudicizia, a

leggi della
l'

che vinceva

altre

in bel-

non

tentarvi

ingres-

lezza, e

chiamavasi porta Speciosa.

so

sotto

la

islessa

pena

capitale,

GER
laoiulo

GER
l'adito solacasti

25
due

permellcntlosi
nel secondo

gran porla

alta

sessanta cubiti,

incute agl'isiaclili
pndiclii

riputali

e

sniisiuute colonne d'oro pinissiino;

ed anche nel terzo portico, aveano denomina/io-

s'intrecciavano nella
chi

e

pampini
ella

ne

di

atrio
la
il

e di

portici

d'Israele,

ancor

sommità tronima gran vite d'oro, donde pendevano
d'

L'ordine,
meiito,

qualità, la
sollilto eil

materia,

il

grappoli

di

preziosissime
di lavoro

gemme,
habilonidi

pavimento,

ogni ornadissimili

Un
co,

gran velo
riccamente
,

non erano

punto

contesto

color

dalla figura del rinomato portico di

vario

crocio,
si

Salomone.
rS'el

e bissino,
sta

purpureo, giacintino stendeva ijnianzi a que-

le

ove si od'crivano vittime, non ad altri clic a saterzo atrio,
il

cerdoti era lecito di porre

piede, e
/•//rn/z/i

Eravi poi il santuario o atrio de'sacerdolij nell'altezza e nella lunghezza spazioso cualmenporla.
te sessanta cubiti,

perciò dalla Scrittura fu detto

ma

per lalitudiil

Saccrdotis; compariva senza parità
maestoso, di poifijilo
cinto

ne non eccedeva venti;
to,
i

pavimcn-

e vasto (piarie-

drato, superbamente coperto di
cilissime
[)ietre,

pei-

ogni lacubili,

tutti a lamine d'oro distese in laiglic favole di cedio, con ben rii)artite

lati,

la

volta coperti

to

di

balaustrata

alta

tre

gioie rappresentanti

un

cielo d'oro

fabbricata di

mainii mischi, corri-

tempestato
stelle.

di

gemme

invece
lati

di
la

maeslà del luogo che circondavano. Sorgeva dal suo
spondenti
alla

Accrescevano poi nei

centro l'altare degli olocausti, alto
quindici cubiti, e dieci largo in eia-

maestà del santuario dodici simulacri d'oro, che figuravano dodici
cherubini
elevati in atto di adorazione, e framczzati da grosse pal-

scuna fiiccia delle (juattro ch'egli avea ; era, secondo la legge, coniposto di pietre rustiche ed impulile nell'inlerno, ma eslei iormcnte
coperto di lame
tio
,

me

d'oro,

che

fregiavano

i

loro

tronchi

fino alla

porta con

in"e-

di

metallo
l'accie

corinnegli
fbg-

scol[)ilo

nelle
etl

e

gnosa varietà: quivi ad altri non permettevasi 1' ingresso che a sacerdoti, e questi con somma riverenza offerivano
bisso, e coperti
sagrifizi,
vestiti
tli

angoli con varie
gie.
il

industriose

Sv\

questo

altare conscrvavasi

con mitra.
divide-

fuoco celeste, <[utllo che nel de-

Da un
vasi
la

altro velo simile

serto

consumò
legni

il

sagrili/io di

Aa-

ron, e da «ptel
tato con

tempo era alimen-

incessantemente dai sacerdoti. Quivi erano le due me-

lunghezza del santuario in due parti, la prima che com[)reiideva quaranta cubili, era della il
santo;

chiamate dalla Serittnra Jachiii e Bouz, ed allre a somiglianza di rami d'alberi, distinte elegantemente in tre ordini, Aveva una porta elevata sopra dodici gradi, con le fronti sue tutte d'oro; l'andito che conduceva alravigliose

colonne

con
la

li

la seconda che terminava rimanenti venti cubili, dalil

Scrittura fu chiamata

santo
e

de' santi,

Sancluiii

Sancloriiin,

Oraculum, e Doiiuis inlerior. In questa, dove per rivercnza della sua maestà, al solo somtalvolta

mo
una
il

sacerdote era lecito
sola

l'ingresso

l'intima parte del santuario risplcu-

volta l'anno,
del
i

custodivasi

deva

in

ogni

sua (àccia
i

d'uro

in

l'arca

prodigiosa

Teslamento,
cherubini; iu

crostata.

Oruavauo

iati

della ouii

propiziatorio, ed

26
fHicila
liiniaiii

OER
vedcvaiisi
creili
il

GER
ralfare
dei

lungi dalla città, che poi da Nee-

od incensi,
Il

candcilliere

mia, con prodigio stupendo
trovato; l'arca
nel

fu

ri-

d'oro, e la gran
d'oi'o.
la

mensa parimenli
si

e l'altare
oltie
il

trasferì

velo per cui
del

divideva

monte iXebo
che
ivi

Giordano,
pre-

liinglie/za
l'allro

sanluaiio, era copiìi

O'cnllandoli in un antro, con
dizione
netrabili

me

intessnto di

colori,

sarebbero

impela

piirpnrco, giacintino, bissino e cro-

ed ignoti, sino che
riunisse

diil

chco o
ro,

sia gialliccio;

ma

tralascian-

vina clemenza

all'ovile

do l'ingegnoso
con cui

e

pellegrino

lavo-

popolo smarrito.
nacissinii nei

Gli

ebrei

pe:ti-

l'arlt;

niirahiltnenle l'e-

loro errori^ sostenne-

seguì, osscrvavasi in quella porpo-

ro clic l'arca e l'altare fossero dai
caldei con
altre

ra

una occulta
cui
gii
si

e

prodigiosa

virtii

prede

trasferiti

in

per

s'

impallidiva

ogni
e

altra

Babilonia; e dopo anni settanta di
cattività dal
ti,

che

avvicinava;
clic nella

questo è

benigno Ciro

restitui-

quel velo,

morte del Resi

oltre

i

quattrocento vasi d'oro
senibia
si

dentore, sebbene doppio, d'alto in

e d'argento, e di altra pregiata
teria. iNOn

basso prodigiosamente

divise

in

madunque veio che

due

parti. L'arca fu anche denominata Foedcris, costrutta dal gran duce Mosè nel deserto, e dal re Davidde con somma religione cu-

l'arca
silica

che poi

depose nella ba-

laleranense di

Roma, ove
le

la

porlo Tito nel
trouìbe,

trionfo con
i

ta-

vole della legge,
le
il

veli

piupurei,
il'oro

stodita
quinili
rito fu

nel

tabernacolo

di

Sion

,

candcllicre
sia
la

ed
fat-

da

Salomone con solenne me?zo del trasferita nel

altre spoglie,
ta

medesima

da IMosè

nel

deserto,

come

fu

santuario.

La

sua

struttura

fu

di

operata nella ristorazione del lempio per figura espressiva della pii-

legno incorruttibile, foderata dentro e fuori di lamine d'oro puris-

simo
Dio,

;

vi

si

custodivano

le

tavole

della legge che

Mosè un vaso d'oro

ricevetle da

pieno della
di

ma, dappoiché nemmeno gli ebrei convengono ch'ella fosse ricondotta a (ieru>al(!mine dopo la loro cattività. [iropiziatorio, chiamato Il
dalla Scrittura Oiacnhiin,cvi\ d'oro

manna caduta
lon che
il

nel deserto nel viag-

gio degli israeliti, la verga
fìoi'j

Aaed

purissimo, assiso sull'arca
{[un cherubini.

del

Te-

per divina

virtù,

stamento, e sostenuto dalle
stese di

ali di-

libro

del

Deuteronomio

scritto

dallo stesso Mosè. Restò quivi l'arca circa anni quattrocento dieci no-

L' altare tiamitide ossia degli incensi o profumi, avea fia tutti
il

decorsi dal quarto anno di Salomone sino al decimo di Sedecia, quando dal re di Babilonia Nabuve,

primo vanto, perchè tempestato
*li

d'oro,

gemme,
figure

e

variamente
colloca-

scolpilo di

e fregi,

codònosor fu distrutto e
il

spogliato

lo a[)punto nel
rio,

sacro tempio, ciocché prevedenil

e su

di

mezzo del santuaesso fumavano soaal

do

profeta Geremia,

per sottrarle

vissimi
ria,

odori:

sacerdote Zaccacon-

le alle insolenze ostili

parti più

mentre stava nella sua destra,
la

venerande e sante, ammonito
Dio, tolse dal tempio l'arca,
tare dell'incenso, e
j1 il

da

fu dall'angelo annunziata

l'al-

ce/ione del
(ìgliiiolo.

santo
di

precursore

suo
base

fuoco sacro;

Sopia
di

una gran
figure,

fuoco nascose in un pozzo poco

scolpila

vaiie

collocata

.

GER
nel fianco destro del
fnie,

GER
suddcHo
il

27
le
ri-

al-

denaro delle obblazioni per
parazioni del tempio,

sorgca fiammeggiante

can-

e

per

l'ali:

dcllicie (l'oro,

mi, su

i

gran raquali incessantemente arsetto
si-

con

mento

de' ministri

e

de' poveri

Eliodoro ministro
ticamente
attentato
il

eletto

dall'emnel

devano altrettante lucerne. Nel
nistro fianco dell'altare fncea
tiraa

pio re di Siria per estrarne dispo-

Tid-

denaro,

fu

suo
;

pompa la mensa pestata di gemme, e
sidla

d'oro

temdi

flagellato

dagli

angeli

fregiala

ed

il

preside Pilato, volendo

pre-

eleganti intagli,
ficavansi
i

quale
,

santi-

valersene
dotti

per riparo

degli

acquetu-

che secondo i precetti legali si ponevano avanti l'altare, per cui era andodici

pani

della città, cagionò gran

che detta
riore

la

mensa

della

proposi-

zione. Scaturiva

nella

paite este-

un

rivolo di

copiosa
di

acqua,

multo nel popolo: quivi il Redentore annunziò la sua esaltazione stilla croce. Va pure rammentalo il famoso orologio d'Achaz, di cui scrisse Isaia, clic infermalo gravemente
il re Ezechia, l'ombre del sole per contrassegno che Dio lo resti-

raccolta in

un gran vaso
arlilìcio

rame

con
la

sommo

lavorato, dal-

Scrittura chiamalo
cpii

Fons aqiiae
soc:"iacente

pcrennisj e da
nali
si

per occulti canel

scaricava

torrente Cedron.

Un

altro vaso di

primiera salute, retroprodigiosamente dieci linee. In ogni lato de'porlici si aprivano sale amplissime, e d'oro
cedettero
risplendenti. vSopra ogni ordine dei

tuiva nella

bronzo, dello dalla sua grandezza

Mare

yicnciim, e talora

Labrum,

medesimi

portici reggevansi
vasti corridori

tra

la

sostenuto da dodici bovi dello stesso metallo,

divisione di

intor-

che per l'eccellenza del
ne' riguardi

lavoro deslava stupore
danti, serviva
doti

lavacro

a'saceri

prima
;

d'

incominciare

sacri
di ra-

no a settecento sontuose stanze. De' vasi sacri di bronzo, argento ed oro; de' musicali ed altri strumenti degli abiti preziosi de' le;

ministeri

ed altro ve n'era
eguale artifìcio,

viti
il

e de' sacerdoti, infinito
il

n'

era

me

misto ad argento,
di

denominato

numero, ed

tutto lavorato

con

Tjiiler,

ma

di

artificio

e varietà sorprendente.

maggiore capacità, per lavarvi gli arieti, ed altre vittime minori prima d'immolarle. Kadrne ed anche Pastopliaria erano dette alcune stanze in forma di torri, dove sacerdoti prima di entrare nel sani

Questo si fu il tempio di Gerusalemme, che Salomone solennemente dedicò al culto del vero Dio: opera ben degna di si grande, potente e sapientissimo re, ed ove profuse ricchezze che al parere del Ijudeo ascesero a venti milioni, non compresi i vasi d'oro e d'argento, ed altre preziose suppellettili. Il tempio soggiacque a tristi avvenimenti, e primieramente passali quattrocento diccinovc anni dalla sua erezione, fu dai caldei, in un alla città, spoglialo, profanato e ridotto in cenere.

tuario deposti
lana,
altri

gli

usuali

abiti

di

ne vestivano di lini bianchi. In due cori elevati, che la Scrittura nomina Sugesti, di u.si

niforme e maestrevole architettura, cantavano lodi al Signore con
varietà
di

voci

e

di

stromenli

Era
rio,

il

i^nzofilacio
gli

un'arca, o era-

che

ebrei

chiamarono Coralia

Decorsi set-

honu,

destinala

custodia

del

tanl'anni di dura schiavitù del pò-

ti8

C E Pt
quepo-

GEll
grande o
C(jra

polo ebreo, e icgnamlo Ciro,
siti
il

l'A scaloni la
i

l'arricclù

an-

Z(n'()i)al)Llo
et!

cnpitaiio

del

polo,

al la

puntclicc

Gesti
del
i

Nave
tem-

pciniisc
pio,

ricoslruzioiie
tulli

romani non dubilaiono riguardarlo come una delle meraviglie del mondo, dappoiper modo, che

dando perciò
sia

necessari
la

ché

negli

aggiunti
lo

echlizi

,

cpi.i^i

siissidii

in

ccdii

per

coslru-

raddoppiò
il

spazio che occupava

zione, ed altri oi^gelti, sia

renden-

precedenle.
In

do loro
pio.
la

i

mobili

dell'antico

temebrei
patria,
la

questo

celebre

tempio,

al

Intli

concesse a

molti
alla

quale correvasi da ogni angolo del-

libertà di riconilursi

Giudea
iNIosè,

per
e dei
Gesìi

adorare
profeti
,

ove giunti,
all'opra,

volendo
sos[)csa

dar principio
sovente
e
il

d'z\bramo, d'Isacco, di
di

il Dio Giacobbe,
il

fu

per

la

,

di viti

contrarietà
idolatri,

de' getci

samaritani

pargoletto
cia

fra

le

bracsot-

per tutto
figlio

tempo
di

che

del

regnò Candjisc
liglio

dello

mo-

tomise
ge,
ivi

vecchio Simeone si umilmente all'antica
alle

leg;

narca. ]Ma esallato al trono Dario

ed

cerimonie

giudaiche

d'idaspc,

partì

Zorobabele

essendo
col

appena
suo

di

dodici anni

da Gerusalemme [)er la Media, ad elletto d'impetrare la sua licenza,
e

confuse
i

profondo

sapere
legge,

piìi

provetti dottori della

r ottenne con

provvisioni favorein

voli,

laonde tornato Zorobabele
fu

Gerusalemme, l'opera in sei anni, quanto al
quindi s'impiegarono per
lo

compita
tre anni
fregi

materiale,

altri

da santo zelo cacciò i mercanti che il sacro vestibolo profanavano. Augusto comandò che nel tempio si offrissero per lui quotidianamente sagrifizi
e

poscia

animalo

eseguirvi

gli

antichi

ed

a proprie spese, e gli fece preziosi

ornali che aveva perduto. Ritornail

doni.

Dopo

altre vicende, e do-

popolo ebreo
i

ilalla

lunga schiavedere
il

po
la

circa anni

mille ottantasei dalil

vitìt,

piìi

giovani

nel

prima
in

erezione,

tempio
soldati

fu
di

tempio cretto sulle rovine del primo, siccome questo non avev.uio conosciuto,
liitli

nuovo

ridollo

cenere
gli

dai

restarono

sliipe-

Tito, malgrado avea dato per

ordini

ch'egli

conservare

bel

tlalla

gioia, per la

magnificenvecchi
di
tro-

monumento.
sto

za delle opere,

l'ero

i

avea
pietra

siccome Gesù Cripredetto la sua totale
sarebbe
pietra
,

E

varono
la

il

nuovo tempio
ne

molto

rovina, e che non
sta
il

rimaTito

inferiore all'antico, e
pertlila:

piansero

sopra

essendosi

tuttavolta esso fu arric-

suo

vaticinio

consumato,
delle nazioni
,

chilo ed

abbellito ia

varie epoche,

disse ai deputali

che suo
suoi

e principalmente
ladelfo,
ce,

da Tolomeo
gli

Fife-

secolui

si

congratulavano
fatto

eh' egli
il

che moltissimi doni
gli

non avea
braccio

che prestare
principali

e

fra

altri

quello d'una tail

alla
in

divina
i

vendetta. Tito

vola d'oro, sulla quale l'Egitto ed
rappresentali.

portò
della

Roma
li

corso del Nilo erano geograficamente
11

ornamenti, e

collocò nel tempio

profeta

Aggeo per
cono-

consolar quelli

che avevano

Pace nel foro romano. Dipoi Giuliano l'Apostata in odio de'cristiani

bciuto l'antico tempio, assicurò
il

che

nel

quarto
del

secolo tentò

la

Pdesbia

la

nuovo delsua corporea presenza. Erede il
onorerebbe
il

riedillcazione

tempio
le

di

Geche

rusalemme

;

ina

fiamme

(.EU
li>cir(iiio
(liti

GER
ne
ne;il)l):m-

29
loro strage.

lbii(liiim:iili

ed avendola occupala, furono pronlanicnte
Il

tisoro
(Itiiiiiie

gli

operai, e duvcllc

respinti

con

l'impresa.
slesso
silo

sommo

sacerdote Ircano,
1'

comdei
alla

IN'ello

qiuu lo
{^ià

seet)l(j
1'

e

ìm'.\

iìii*;erando

estrema povertà
rigori

iiieilesimo

iniperaloio

vecchi e de' languenti esposti

CosUinlino aveva oielto un nuovo

fame ed
scosto da
di

ai

delle
il

stagioni,

tempio
fondato
VII,

al

mistero

della

Circon-

e considerando

che

tesoro na-

tisione di
la

Gesù

Cristo,

e vi aveva
il

Salomone

nel

sepolcro

calledra veseovile. Indi

Davidde, bene spesso invitava a
de'domiiianli,
eresse
nel re-

re Goiliedo,
p.

trodusse

eome dicemmo al voi. 2G4 del Dizionario, v'inun collegio o canonica di
vi

piixlarlo l'ingordigia

una parte, ed un ospedale o Xenodochio
ve

ne

levò

canonici regolari,

samente
giorno

armoniosalmeggiavano si di
i

quali

cinto della città, con
])Oizionata
In (pr.uito
al
al

rendita pro-

suo nianleiiimcnlo.
egli

clic

di

notti;:

altri

allricliic-

palazzo di Erode l'A-

bnirono
sa

l'erezione

di f[tiesta

scalonila, siccome

non
,

fu

mai
abi-

ad Eiaclio dopo il riloino dalla Persia, ed altri ad un anuniraglio del re d Egitto il famoso Oniar e ad onore di Allachiber, cioè del sommo Dio, ciò argomenta
,

gradito

ai

suoi

sudditi

ed

tando nell'antica reggia degli Assamonei prossima alla rocca di Sion, non giudicandola tullavolta sicura
nelle
di

taluno

dai

caiatleri

egiziani

delle

erigerne

commozioni jiopolari, stabilì una nuova sul fianco
Sion.

iscrizioni:

è probabile che l'ammie lieoslrui-

sellenlrionale di

La

fece co-

raglio abbia alibellilo

struire

nell'esterno che

nell'in-

to l'antico

che

poi

tempio di Costantino, da GollVedo purgato, vi
i

terno vagamente ornata, con torri
e portici
stose
,

e con ordinate

e

mae-

introducesse

canonici, quindi di-

stanze;

avea

le

scale vaste,
,

venne per Omar la principale moschea de maomettani in Gerusalemme ed altrettanto loro sacra
,

e

ricche
le

tulle

l'oro e
tare
vie,

ornamenti mentre di camere risplendevano per per l'argento. Fece piangiardini, con
fonti

di

quelle

della Alecca

e

di

IMe-

selve e
coti

amene
d.i

dina.

limpidi
cisterne

elevali

Passando
ie

a

dire della terza pardi

profonde
idraulici,

con
la

istrumenti

della

città

Gerusalemme
che
in

,

sebbene

città

non

pesor-

convengono
sta

gl'istorici,
i

queotti-

nuriasse di vive
genti.

ed inesauste
grandiosi,

abitassero

profeti

e gli

Tutto

l'edifizio

rappresentai

mati
ro
del
ta

della città.

Era da un mufiancheggiala

va due

palazzi

quali

altissimo

difesa,
,

da dodici

torri

opera
parla
i

magnifica

re Ezechia. Quivi era la por-

mezzo di amplissimi corritlori si congiungevano insieme, avendo ad uno imposto il nome
per
di Cesare, all'altro
costituirli in

media
vi

di

cui

Geremia,
del
re

di

Agrippa, per

che
di

sederono
;

principi

venerazione maggiore.

Babilonia

le

strade oblirpie ed
illustri

anguste, e

gli
I

edilizi

e lag-

Ai aggiunse a propugnacolo della nuova reggia tre torri, che superavano per vaghezza e fortezza ogni
allra

guardevoli.

romani
assalti
i

nel

memoslòrzì,

rabile assedio fecero in questa parte

della

città,

tulle

fabbri-

con

replicati

primi

cate con

smisurali

«n.unii,

coni-

3o

li

GER
che sem-

messi con lanlo

ailifizio

Era

cinta

d'alto

bravano ognuna fi' un sol marmo. La forma esteriore tli cadauna era quadra, avendo ncll'inlcrno camere e loggia regolarmente
ripailitc.

torri sino al

muro e da spesse numero di novanta, aed
aitefici
.

bilata

da

mercanti

lìncchiudeva nel recinto, fra gli altri ragguardevoli edifici, il castello degli

Erode
cari

le

dedicò
:

al

nome
del

di

tre

assiri,
si

il

primo che dai romapiantandovi
gli al-

defunti

una
la

cliiamò Fascio
fratello

ni

occupasse
,

per
di tal
gli

onorare

virtìi

loggiamenti
piazze
dalla
fu

e tra le spaziose

sue

nome^che morì
le

prigioniero de-

spartani, e questa torre superaaltre

celebre quella chiamata Scrittura dalla vicina porta,
:

va nell'altezza
in

due, simile
alla

platea

tutto
di

nel

disegno

gran

torre
tra

nominò
la

lebre

Faros nell'Egitto; un'alIpicos, per render cefedeltà di un suo amaserbata sino
all'estremo
in

to amico,
della
vita,

per con

lui
gli

consacrata
arabi
,

un

conflitto

e que;

sta era

alta

ottantacinque cubiti
alla

Ae-pliraiiii quivi si noveravano undici porte, ed otto principali torri, costruite con gran dispendio da Agrippa e da Erode. Vantava per eccellenza il primo luogo la porta Aurea, frapposta a due altre minori chiamate del Fonte, e della Valle, la più prossima al tempio, per ove dalla cit-

diede

il

nome
già

terza di

Maal-

usci vasi

per

il

monte

Oliveto,

rianne,
te,

sua

infelice

consor-

formata di

metallo corintio, ricca

volendo con ciò tramandare
posterità
essere

la

una

memoria che
tarlo alla
fatta

do-

veva

un

propria
crudel-

di fregi e di lavori , coperta mirabilmente d'oro per cui fu denominata Aurea o Dorata : forse la

coscienza, per

averla

eresse Erode, ovvero abbeUì.

Le

co-

mente morire, e sebbene questa torre in mole era alle altre minore,
zione
si

lonne di

marmo

delle quali è adoi--

distingueva per singolari
pregi.

ornamenti e
di

Quivi
di
di

a relacasa
di

na sono di una qualità particolare che non ritrovasi più nei dintorni di Gerusalemme; chiamavasi altre volte
la

Niceforo era la

porta

delle Tribù.
la

Era prodi

quella gran

solimitana

Giovanni Marco discepolo del Signore ove
,

donna madre

Maria geros.

babilmente
il

porta più antica

Gerusalemme; era doppia secondo
costume
antica
della
le
,

,

più rimota antiporte
eranvi

gli

apostoli
si

e fedeli della

nascente

chità, e
l'

come
Troia

Scee delcioè

radunavano a faie le loro preghiere, come si ha pure dagli

Chiesa

due
per

vani,

uno a

fianco dell'altro,

atti

apostolici.

Ivi

si

ritirò

s.

antivenire alla confusione della calca
,

Pietro

dopo

liberato

dal

carcere,

e servivano l'uno per entrare,

ed è fama che dagli apostoli fosse convertita in oratorio, e più volte
vi

l'altro
tini

per

uscirne.

Sotto

i

re la-

essa

non

aprivasi che

per

la

celebrassero

il

divino sagrifìzio
chiara

.

processione

delia

domenica

delle

S.

Elena

per

rendere

la

Palme, perchè credesi che per essa

memoria

del luogo vi costruì

un
di

piccolo tempio.

La quarta ed ultima

parte

Gerusalemme, come già si è detto, si chiamò Betzetha, cioè città nuova.

Gesù Cristo entrò trionfante in Gerusalemme nel giorno delle Palme; ma non ha alcun fondamento il dire che senza industria umana si
spalancò
al

di

lui

avvicinarsi, al-

,

GER
ne hanno lìocumenL'imperatore Eraclio avendo in ti. fiero conflitlo vinto Cosroe II re

GEU
cimiterio de' ttnehi
veri
:

3
i

1

meno non

se

loro

cada-

dopo essere
intorno
,

portati processioalla

nalmentc

moschea

di

di

Persia, pretese

con

.superbo e

Omar
li

trionfale
città

apparato

j)enelrare nella

portano al sito ove si debbono tunudare, essendo gli orsi

per cjuesla porla,

ma

respin-

della

fossa

coperti di
la

terra

ros-

to prodigiosamente più volte, e de-

sa di
la ta

Damasco,

quale, .secondo

posto per umiltà

ogni vano ornamento, vestilo d'abito vile, a piedi ignudi, porlo sugli omeri il legno della vera croce, clie avea tolto
al

credenza de' turchi, fu adoperada Dio per la formazione del-

co

l'uomo primiero; pongono al fiantlel cadavere un bastone, e l'I-

vincitore,
si

porta

e per la medesima condusse al Calvario. I
la

man
stiano,

gli

dice:

il

diavolo

verrà a
cri-

tentarti

turchi in seguilo chiusero

porta

per indurli a divenir ma tu farai buon uso

del

con muro, che predice

temendo un
doversi
i

vaticinio

tuo bastone;
tre

questa prova durerà

cristiani

un

giorni

,

quindi

entrerai

nella

giorno impadronire della città per
quell'ingresso.
te

gloriosa magione.

La

porla deno-

La porta del Fondenominata dalla Scrittura por-

sto

minata Efraim dalla tribù di quenome, ed alla quale conduceva, era nel

ta
lis,

Àquanun,
dall'

e talora porta fieli-

muro

settentrionale del-

acquedotto

che

sosteneva
tra

la

città.

Narra

GioselTo che

Gioas

del fonte di

Siloe, fu situala
il

re d'Israele, per condiusi trionfante nella città

due
cui
te,

monti,

Moria

ed

il

Sion,
orien-

fece abbattere quat-

prospetto era rivolta

all'

trocento
sto tra

cubiti del

muro

interpo-

e conduceva alla valle Gehenna.
la

questa porta e quella delpoi ristorato dal

La porta che
J olUs
(\d\\a.

Scrittura

chiama
ed
le

l'Angolo, che fu
successore Ozia.
fu
così

vicina valle di Giosafat,
,

La

porta Anguli
sito

era
alla

prossima alla Sler(juilinia
Piscina

delta dal
del

che
tra

avea

Probatica,

e

perchè
essa

neir angolo

muro
città,
;

oriente

era solito
vittime pei

introdursi
sacrifizi,

per
poi

ed aquilone della
al

fu detta altri,

torrente Cedron

fu

dominante pur detta

menti
della di
to

porta
s.

Gregis

venne

Stefano per esservi staessa
:

porta Benianiin, dalla vicinanza di questa tribù. La porla Genat, voce ebrea che significa giardino, era

fuori

di

lapidalo quel san-

to

protomartire

secondo

alcuni
fu

molto prossima
nella
si

al

palazzo di Ero-

non essendo però provato,
ta

det-

de, e per essa introducevasi l'acqua

pure porta di Maria, perchè la Dcata ^'el•gine fu testimone del martirio di quel santo, i'er questa

torre

Ippica.

Di
per
fra

un' altra

\e"'2e

nella

Scrittura,
icgis,

fìorla

/forti
,

chiamata ove il re
le

[)orta

r esercito

de'crociati

co-

Sedecia
della

uscendo

tenebre

mandati dal prode e pietoso Goffredo di Buglione entrò nella
città

notte,
pali

scampò

dai nemici.
il

Con
di

distanza fra

monte
(|ue-

scopo

de' loro

impazienti voti,
,

im
cro-

Sion e
la
:

la torre di

Davidde com-

venerdì all'ura di vespero

giorno
del-

pariva
sto

porta col
il

nome

di

ed ora
ce sul
l'

in

cui

Gesìi spirò in

re

avea

prospetto all'occi-

Calvario pel riscatto umanità. Dappresso ora vi

è

il

dente, e conìe piossima alla profonda valle di Millo questa era
;

32
solo
arco.

GER
dun
La
porta

GER
lavoro povera di pregi, era subli-

eguagliala da spazioso ponte

denominata
le

me
Ila
la

perchè eretta sul
rupe,

vertice spa-

.Sleiquilinia era collocala all'oricnle,

zioso d'altissima

nell'angolo
città, dal-

e per essa scorrevano tutte

im-

borea ed ostro della
cui

mondizie
(Icdron.
rivolta
le

della

città

nel

torrente

cima
i

a

ciel
la

sereno scuoprila

La porta
sortile

delle Torri era
,

vansi l'Idumca,
ria,

Giudea,

Sama-

ad ac(juilone
i

celehic
di

per
fece

e

due mari mediterraneo ed

vigorose

clie

arabico.
lio

contro
sediziosi.

romani il drappello dei Della memorabile porla
il

Adriano,

Dopo che l'imperatore Ecome accennammo,

lintuzzò
dei,

Giudiziaria, per cui

Figliuolo di

colle armi i ribelli giupremuniti nel recinto della cit-

Dio fu -ondotto monte Calvario
,

al

patibolo

sul

di

Davidde

col

riparò delle ab-

appena

restano

battute mura, fondò poscia col suo

avanzi.

Riguardo

ragguardevoli
sta

alle torri più che munivano que-

ullima parie della città, rino(il

mata

quella che

Davidde fondò

primo nome una nuova città, che per renderla di forma sferica, come |)iù peifetla, n'escluse il monte di Sion, racchiudendovi gli altri due

sull'angolo di

scoscesa rupe, chia-

Gihon e Calvario,
tal

i

quali per
;

lo

mata per
gine,

la

sua profondità Vorascelli

innanzi erano fuori della città
figura

ma

avendo

pel
di

materiale
colori,
la

restando

deturpata dai

smisurati

marmi
di

vari

successivi
la

infortunii, acquistò quel-

commessi con bronzo;
propugnacoli
sidio. la
Il

cinse di

così

vasto

giro,

dislesa

che ancor tiene alquanto lunga dal settentrione al mezzoII
la

che abbracciavano

sapientissimo

numeroso preSalomone
bellezza
alla

giorno. Selim

murò
sei

debolale

mente

all'altezza
sei

di

canne,
cioè
al

paragonp
:

per
Inrris

la

prendovi
principali

porte,

quantunque

sposa

siciit

David
est
le

collimi

sieno quattro,
di

alset-

tmiììi, rjiiae aecìifìcata

rum protorri di

l'occidente quella

Rama,

pui^nacnlis.

Seguivano

Ananaele,
ta
sulla

quella dell'Angolo che prendeva denominazione dalla por-

quale

fu

coslrulla

dal

Damascena, a mezzodì quella di Sion e ad oriente quella di nostra Signora o di s. Stefano: è nolo che le porte nelle
tentrione
la
,

re Ozia, alta centocinquanta cubiti;

città della

Giudea, e dell'oriente
il

in

un'altra

dalla sublimità

chiamala
della
al

generale, anticamente erano

luo-

Eccelsa, sorgeva sulla porta

Valle, che

serviva

di

guardia
fa

monte

Oliveto.

Neemia

menopera

giustizia, e dove si rendeva adunavansi gli anziani per udire le dispule de' litiganti in presenza

go ove

zione della torre de' Forni,

del popolo.
to per

Il

castello già

costrut-

egregia del re Salomone, nella cui

sommità compariva di notte acceso un fanale per fare scorta ai pellegrini che andavano al tempio; non meno superbe e fastose figu,

opera della repubblica pisana, sotto il regno di Raldoviiio,
lato
di

sorge dal

aquilone, di ra-

gionevole
to e

grandezza,
bastioni

con

figura

quadrangolare, debolmente
di cjuattro

munigran

ravano
cubiti
5

la

torre

e la

Emath alta cento torre Magna di magbellezza
:

e dì larghe

profonde

fosse, ornato di

giore

altezza e

la

torre

sale,

loggia e divani,

ma

privo di

Sefina, sebbene nella materia e nel

ritirata.

,

CE
Ed
lica

II

GER
della basi-

33

eccoci a parlare

del

sacralissimo

tempio

del

santo

più

Sepolcro, che racchiude il venerabile santuario del criincfllibile

stianesimo, che r

divina

minevule cullo, secondo Ei'.scbio, per centollanla anni, finché ispirata da Dio s. Elena si trasferì in Gerusalemme, ove con diligenza e fatica fitti abbattere i profani tem))li

provvidenza custodì in tante catastrofi di avvenimenti, a confusione degli infedeli, e ad onta degli stessi

e simulacri, e purgati
il

i

santi

luoghi, rinvenne
sepolto
il

luogo
,

P>.edentore

e

ove fu vera la

principi

cristiani,
resti

i

quali

nulla

curano che
sto nelle
cristiano.
Il

la

tomba

di Cri-

mani

dei

nemici del

nome

Croce (Vedi). Allora aiutata dall'imperatore Costantino suo figlio, che scrisse a Macario vescovo di

luogo di questo sepolcro non era che un angusto incavo nella falda del monte che sorgeva nella valle detta de' Cadaveri, interposta in cgual distanza di centodieci piedi al
la
città,

Gerusalemme
cipio alla

di costruire

un ma-

gnifico tempio,

piamente die prindel santo Sepolil

chiesa

cro, in cui racchiuse

luogo
il

del

monte Calvario ove era
avello, e
to
il
il

sacro

muro

deltal

luogo ove fu rinvenu-

ed

al

Calvario.

Fu

nome

desunto, non solo dalla pro-

legno della croce. cagione della ineguaglianza del
vivifico
lo,
te

A
si-

fondità

immensa per cui sembrava una voragine, ma dai cadaveri aldei rei
giustiziati,

l'edifizio

non

riuscì di eccellen-

tresì

che
e
in

vi

si

so.

precipitavano dal monte;

scari-

candosi

continuamente
città
,

essa le

lordure della

vi

restavano

maestoCostantino diffusamente descrive la sua solenne dedicazione, celebrata eoa religiosa pompa e giubilo univerarchitettura,

ma

bensì

Eusebio nella

vita

di

cerimonia o diligenza, come seguì del santo legno della croce. Quei giudei che dopo la desolazione di Tito, frammischiasepolti senza altra
ti

sale

da gran numero
Siria,

di

vescovi
si-

già radunati in occasione d'un

nodo, dalla

Cilicia,

MesopoArabia,

tamia, Fenicia,
Egitto, Bitinia,

Palestina,

sangue co' gentili si ricondussero a popolare la città, volendo per quanto fosse possibile abolir la
di

Cappadocia, INIacedonia ed altre provincie, lutti provvisti

a spese dell'erario

imperiale

:

memoria

del sacro avello di

Gesù

la

Cristo, vi rovesciarono quantità co-

immensa
che
i

di

macerie e
valle

gni,

da

di macidivenne piano.

Ed

emulando lo zelo dei giudei empiamente vi eressero due
gentili

ebbe compimento sotto vescovo Massimo. E Sozomeno il narra, che non solo il tempio, ma vasi d'oro e di argento depure stinati al divin culto furono con
chiesa
i

templi, l'uno sul Calvario dedicato

solenne rito consagrati, e la chiesa orientale ritenne per molti secoli
l'uso
di

a Venere ignuda,

l'altro

sul santo

celebrarne

ogni

sepolcro dedicalo a Giove, in

am-

dedicazione, festa che più

bedue collocando
di

i

loro

simulacri

luogo

tra

gli

orientali,

anno la non ha almeno

maestrevole scoltura.
nella
città

A

loro e-

presso molte nazioni.

sempio

di

Betlemme

sull'antro

Presepe, coslrussero altro superbo tempio col
del santo

sa,

simulacro di Adone, e durò l'abboVOL. XXX.

Trecento anni dopo, questa chiedove il mistero della nostra redenzione compissi, ebbe il sacco da Cosroe II re di Persia, e da lui

34

^ER
tere dei

GER
onde succederono quegli avvenimenti che dichiacristiani
; i

inla vera croce venne derubala sieme ad altre reliquie, dopo avere brucialo le chiese di Gerusalem-

me, e questa del santo Sepolcro, e commesso le più atroci cruileifà, come narramnjo al citato articolo, voi.

rammo all'articolo delle Crociate, mussulmani la riconquistaed rono dopo circa ottantanove anni.
I

fedeli

di

buona
gioia

volontà,

e
le

con
loro

XVni,p. 236 e

seg.,

insieme alla

ri-

divoto ardore sagrifìcarono
fortune
dalle

cupeia che del sagro legno ne fece
l'imperatore Eraclio, che nell'anno
()29
di

con

,

per

riscattare
la

profane

mani

de' turchi

nostra
a

era

lo

restituì
,

in

chiesa del santo Sepolcro, e gli altri

persona
patriarca
cessore

Gerusalemme
ristabilì

essendo
il

Zaccaria, mentre
il

suc-

re,

Modesto

tempio

del santo Sepolcro.

Il califfo

Omar

poco tempo dopo conquistò Gerusalemme ma si mostrò propenso ai cristiani, che sotto il suo regno poterono liberamente esercitare il loro culto. Dipoi nell'anno 1009
,

RedentoMadre, dagli apostoli e dai discepoli. Verso l'anno 1257 minori francescani si portarono in Palestina e pacificaluoghi santificati
dalla divina

dal

sua

i

mente ebbero
sepolcro,
tri

la

custodia del santo
altri

e di
di

santuari

:

altal

anticipano

diversi

anni

custodia,

avendo Gregorio IX con-

il

sultano d'Egitto Haken, principe
Babilonia,
santi

cesso parecchie indulgenze nel

i23o
i

di
i

nuovamente
ed
il

distrusse

a quelli che visitassero

i

santi luofrati

luoghi

tempio del
degli

ghi di Palestina. In seguito
l'avvicinarsi del sultano
raf,

santo Sepolcro a suggestione
ebrei, che perciò
scacciati,
i

minori dovettero allontanarsene

al-

furono
uccisi,
la

ovunque
vietando

e

molti

che

alla

testa

di

MelechSeun formida1284,
veni

vescovi ai cristiani
essi,

negoziazio-

bile esercito prese la città nel

ne con
arso

ed Orliens ebreo, audi

e fece passare a

fll

di spada

tore principale

tanto male,
del

fu
di

ticinquemila
tini

cristiani.

Tutti

la-

vivo

dai ministri

re

Francia.
cipe
di

Ma

Maria madre del prin,

da queste barbarie, e perseguitati a morte da quel prinatterriti

Babilonia

cristianissima

cipe crudele,
la

abbandonarono
la

allora

donna, cominciò a riedificare con il pietre quadre e pulite tempio abbattuto per comandamento del figliuolo, siccome narra il Rinaldi
all'anno 1009,
l'epoca
i

Palestina. Tosto che
i

cosa fu

possibile frati minori ritornarono clandestinamente nel santuario ch'erano stati costretti di lasciare in

numero
i

4-

Da

quel-

balìa degl' insulti
zioni degl' inimici

e delle profanadel

cristiani

soffrirono

più o
vi

Signore.

Le
il

meno secondo
dominavano, e
rabile in cui
i

moderatori che

antiche

cronache

dicono,

che

fino al

tempo memo-

Ci'ocesignati [Fedi)

francescano p. Rogerio Guarini, andando d'Aquitania in Armenia nel

Gerusalemme, e tolsero il sepolcro di Cristo dalle mani tlegl' infedeli, al modo descritto parlando della Crociala prima (^l'edi). Dio non permise che la città santa rimanesse lungamente nelle mani ed in ponel

1099

si

resero padroni di

i333, passò per l'Egitto, e che ottenne dal sultano, che un piccolo

numero
il

di

religiosi

potesse

con

tranquillità soggiornare e rimanere

presso

santo sepolcro.

Frattanto

malgrado le assicurazioni date al p. Guarini e la buona volontà del

,

, ,

GER
MiU.ino allora regnante,
liirono moleslali
{loca
i

GER
religiosi
i3.\7.
,

35

(ino al
la

e-

in

t;iii
eli

per

memorata
di

pro-

o latini Li portatori del presente segno impeper loro memoriali riale, hanno
»
religiosi

franchi

tezione
(Iella

Roberto re

IVapoii, e

esposto all'eccelsa mia Porta, qual-

regina vSancia sua

sposa

,

fu

mente vertendo

litigio tra
i

essi
,

e la

permesso , meiliante enormi somme, d'avere a (»erusalenmie uno stahiiimenlo permanente in
loro
(piella

nazione greca sopra

luoghi

che

chiesa,

di

celebrarvi
nflìzi

i

sacri

chiamano di visitazione in Gerusalemme, fosse nel tempo del passato monarca (Maometto IV) concesso

misteri e
misteri
di

divini

in

onore dei
religione

giù

nobile
di

nostra
di

santa

struttura

processo.

comando per Laonde

la

es-

colla certezza

non

essere esposti

sendosi eretto giuridico
vi

tribunale

a "nuovi insulti.

Mentre
stodivano
te di

i

minori francescani cusanto cenacolo sul
la

mussulmani, testificando essere stato da tempo

comparvero

diversi

il

mon-

antico esercitato da' fianchi
rito

il

loro

Sion, e
i

Redentore,
ai
latini,
vi

gran tomba del greci sempre infesti

nel

luogo creduto
di

il

sepolcro
il

del santo Gesìi, sopra di cui sia

furono col favore dei turchi aggregati, ed a loro esemgli pio vi s' intrusero gli aimeni
,

saluto

Appartenere agli stessi le due cupole di piombo, la grande e la minore che sovrastaDio.
,

etiopi,

i

siri,
i

i

cofti,

i

giorgiani, ec.

e persino

nestoriani ed altri sci-

no al sepolcro; l'officiarvi non meno che nell'angusto atrio a lui congiunto, ove parimenti accendevano
moltissimi lumi.
vario,
la
Il luogo del Calprecedenza della visita in

smatici, ad
esclusiva

onta

dell'anteriore ed
dei
francescani.
di tem-

custodia

Gli orientali in progresso

po soltiassero
i

ai

latini

nel

1G74
con
la-

santuari del santo Sepolcro, e del
in

santo Presepe

Betlemme,
i

concorso di altre nazioni, e la piegreci ma che tra dell'Unzione con modi violenti l'impedivano,
;
i

tutte le gran navi nell'uno e nell'altro
tini
s^i

usurpando
»

i

rinomati

luoghi

".

tempio. Mal soffrendo

grave torto, avvalorati dalla ])iofezione del re di Francia Luigi

XI V, avanzarono le loro istanze alla sublime Porta, per essere reintegrati del tolto, laonde per l' indefesso zelo del p. Lardez^val procuratore generale de' minori osservanti, che
a
tale effetto

Che appartenendo ancora il gran tempio della villa di Betlemme, con la grotta ivi racchiusa, ove nacque Gesù, sopra di cui saluto di Dio, e le chiavi sia il
delle
chi
;

due
la

porte

a' religiosi

fran-

suddetta nazione greca, con
e maniere

mentite rappresentanze,

più

volle

si

recò

a

violenti, serrando alcune porle,

ed

Gerusalemme ed dopo sedici anni
di,

a
di

Costantinopoli,

aprendo
tichi

altre corrispondenti al giar-

ottenne dal divano

cure e dispenseguente il

dino, con

demolire

altresì

altari

de' nazareni,
titolo,

gli anne acqui-

firmano dell'imperatore Solimanolll. » 11 segno nobile, eccelso e monarcalc,

starono senz'altro
»

ingiusto e

clandestino possesso ".

marca

trionfante

insigne

Con che venuto
i

in luce,

d'es-

ed
re,

imperiale, che

per

grazia del-

sere stati

controversi
rilasciati

luoghi

da

l'Altissimo per tutto l'universo cor-

tempo

antico

a' religiosi

^vale,

cos'i

comanda".

franchi, e

formatone

Arz

Mahscr

,

36
(cioi'

GER
quella
tal
,

GER
l'alteslalo
di

di

memoriale), con comunità , e
proposito
è
i'atta

Betlemme,

Ecco
i

poi

lo

stalo

supplicala

del santo sepolcro,

come

ritrovavasi

su
za

la

nostra clemen-

quando
di
s.

lo riebbero
;

delti religiosi

si

riflessione e

trovato

Francesco

e sebbene a cagionei pri-

essere adulterata e falsa la scrittu-

ne dell'incendio che avvenne

la de' loro avversari, facendola comparire del Signore tra'

mi

del corrente

secolo,

il

tempio
in tutta

mussulmani

nella

maggior

parte

fu

distrutto,

^>anl'Omer figliuolo di Chatab, di cui sia ringraziato Iddio, ed appoggiati alla Tetfa,

noi lo descriveremo
la

come

sua antica e primitiva integrità

ed
in

ai

rescritti

dei

esistesse,

mentre quando
le
si

poi

nar-

passati sultani,

virtù

de' quali

reremo
co, di

rovine prodotte dal fuo-

concesso nel tempo del

defunto

e

leggieri

conoscerà ciò che

misericordioso sultano

Murath Ilan
mani
i

perì, e

quanto

restò.

mio

zio,

a cui riluca la grazia di-

vina, l'anno

i636,

alle loro

Corrispondenti alla gran macchina del tempio sono del tutto le
navi,
il portico e la cupola sostenuta da settantatre colonne di marmo, con le pareti del muro interiore ornate vagamente di sacre figure,

sogno imperiale, a fine che

luo-

ghi sopraccennati spettanti da tem-

po immemorabile a' religiosi franchi, non siano in guisa alcuna loro condizione che non tal tolti, con debbano solennizzare in pubblico
alcune funzioni proibite per giustizia nello stato de'
gli

fogliami, ed arabeschi
in

di mosaico fondo d'oro. Il portico a forma quadra, largo per ogni parte cento
passi,

mussulmani,

oc.

lastricato di

grosse pietre, è

siano gli accennati luoghi resticol

tuiti

godevano.

primiero possesso che ne Comando ancora che
,

non

facciano
i

innovazione
contro
del
1'

veruna
,

da più archi illuminato. Dal lato sinistro sorge il campanile con tre ordini di finestre sostenuti da colonne di marmo, la di cui cima
fu smantellata

come
vendo
bile

greci

antico

do-

da' saraceni.

Il

pro,

in avvenire obbedire al no-

comando

presente

segno

imperiale, senza permettere in

modo alcuno l'opposto; prestando fede alla nobile marca, ec. Data nella città d'Adrianopoli sotto la mela della luna di lieggebebet, o Rehil-CAvel,

tempio è dignitoso e le porte sono di metallo corintio vagamente istoriate, e rappresenspetto
del
tanti
i

misteri
Il

della

passione

del

l'anno

iioi

(di

nostra

era li 0.O aprile 1690)". » In virtù del presente imperiai
re, ec. ".

nostro

comando
Segue

si

debba esegui-

tempio disleso da levante a ponente è lungo novantasei passi largo cinquantaquattro e si compone di tre navi; ha forma di croce, ornato di gran cupola nel mezzo, coperta esteriormente di piombo, e da grand' ocRedentore,
, ,

chio illuminata
la sottoscrizione.
s.

come

la

chiesa di
di

Con pronta
di

esecuzione

il

pascià

Roma. La sostengono dintorno sedici colonne di marmo, che poggiano su
IMaria
basi stabili incise nel

ad Martyres

Gerusalemme, visto l'imperiai religiosi micomando, reintegrò
i

vivo

sasso,

che formano
chi,

diecisette

grandi
delle

ar-

nori osservanti dell'antico
de' santi

possesso
e

largo ciascuno
lo

due

canne,

e

luoghi di

Gerusalemme

compresovi

spazio

basi

GER
loiinano un giro di trentollo canne.

GER
l'apeitiua profondissima del
in

37
sasso,

Questo

si

disliiiguc

due

or-

cagionata
della

da

quell' orribile

scossa

ed interiore la superiore è ornata di altrettante colonne di Unissimo u)arino, e negli spazi superiori sono
dini di gallerie,
:

superiore

terra che seguì

nella

morte

Corrisponde a queluogo una cappella , larga per ogni quadro cinque canne, ornata
del Redentore.
sto

eccellenti

pittine

;

(juivi

sotto

il

cenilo della cupola
eap[)ella del

comparisce
sepolcro,

la

santo

sotto

di marmi e di mosaici, che prende il nome della Crocilisbione. Nel pavimento ha un fregio di piclre

un ciborio piramidale, sostenuto da dodici colonne di porlido e queste a due a due congiunte forma,

varie e colorite,

in

memoria del
ed inchio-

sangue
sto

che

vi

profuse Gesìi Cridisleso

quando
in

fu

no d'intorno sei archi elevati sui capitelli di marmi, per ornamento e riparo dell'altare. Le pareli delle

dato

croce:

qui ardono costan-

temente varie lampade, che prima erano d'oro e di argento di gran
pregio.
Il

navi

erano già

tutte

o

incro-

Piazza nel suo 3Jcnotogio

vaghe pietre, o a mosaico istoriate con figure espressive del vecchio e nuovo Testamento; ma la rapacità de' barbari le ha
state di
in

romano

pag.

309, racconta
la

che

i

greci nel di della festa dell'Esalta-

zione della croce fanno

benedi-

zione dell'altare solenne, e l'aspersione con l'erba odorifera chiamata
basilico,

vari

tempi clenutlate, e rese in

lagrimevole deformità. Dalla porta

perchè ritengono
nascesse sopra
la
il

che

maggiore alle radici del Calvario si contano ventiquattro passi, ove
ascende per diecinove gradi incisi nel vivo sasso, e giunti alla
si

tale pianta

Icrrc-

no ove

fu sepolta

vera croce.

La

sacra

consiste in

tomba del Redentore un antro angusto, inca-

somuutà,
sinistra

in cinque passi

a

mano

vato per arte nelle viscere del sasso,

trovasi

un quadro perfetto,
di

diviso per

mezzo

un

pilastro in
di

orientali.
si

due

cappelle

decorate

marmi

secondo l' antico costume degli Tutto lo spazio interiore dilata sei palmi; otto ne lia di
tavola sulla quale fu disteso
il

bianchi, con mosaici in fondo d'o-

lunghezza, ed altrettanti di altezza.

ro con

le

immagini

de' profeti, e
Iali-

La

loro delti in caratteri greci e
ni.

sacralissimo corpo,
tare,

ha forma

di al-

Quivi in luogo elevato un cudi

elevata

tre

palmi dal suolo,
e sulla (piail

bito dal suolo, foderato in

marmi
il

tutta incrostata di pregialiisime pietre,
le

forma di
s'

altare,

con
la

circonfeIbes-

d'oro, di

gemme,
si

renza di dodici palmi, vedesi

ogL' giorno
del

rinnova
sepolcro

divina

rame ove
so è di

inalberò

croce

;

sagrilìz. ì;

un quadro
santo

posto al di

forma
con

sferica,
nell'

incavato nel
di

sopra
senta

rappre-

sasso, coperto

orlo

lamine

Gesù

Cristo risorto, vincito-

d'argento,
Ilic

questa iscrizione:

re della morte.

Va

notato, che ni
di
s.

Deus

l'ex

iiosler

ante saecula,

Roma
gi/iaca
lelta

nella chiesa
si

Maria E-

operalus cstsaliUciniii medio terrac. A mano deslra e sinistra sono cunIrassegnali
i

trova eretta una cappel-

o

sia oratorio,

dov'è formato
esalla del santo

luoghi delle croci dei
in
si

un

altare a misura

due ladroni, poste come golo, nel di cui mezzo

trian-

sepolcro, ercltovi dagli armeni, <juan-

scorge

do l'ebbero per

ospizio nazionale,

38

GER

GER
nascono mille inconvenienti e tumulti; dappoiché quella cieca gente credendo il lume miracoloso, si veduto reputa felice per averlo
cogli occhi

che tuli' ora vi esiste in venerazione con delle in'lnlgenze. Il Cancellieri ne palla nella sua Selliinana santa, dicendo della visita che se ne fa il venerdì santo. La porta
della
alta

propri, ed è tenuto per
vi fa gli
il

cappella

del

santo

sepolcro
di

incredulo chi
bio.
pii^i

menomo dubcattolici

quattro palmi, e
di

meno

tre

Avendo

armeni

larg;t,

chiudevasi da una grossa tapietra
di

volte ciò rimproverato agli ere-

vola

corrispondente

grandezza, sostenuta da
esteriore,

un

incastro

formato

artificiosamente

tici loro connazionali, non riuscirono mai a persuaderli, né potè riuscirvi il patriarca, essendo una con-

nel sasso, poi concessa agli armeni:

suetudine antica presso quella gente

è

però

verosimile ch'essa

si

pog-

idiota invincibile.

Essi la

prati-

ad un'altra tavola minore a guisa di gradino, con incavo
giasse sopra

cano come una cerimonia alludente alla

risurrezione del Redentore,
tale

nel

mezzo,
ciò

la

quale è collocata sul

e per

viene

predicata al
greci di

po-

vicino aitare dedicato ai santi
geli,

Annon
por-

polo dai sacerdoti armeni. Al contrario

che persuade
la tradizione

la

proporzio-

giova ai

favorirla

ne
bile

e la somiglianza del sasso,

meno che
degli
ta

immemoradetta

orientali.

La

santo sepolcro non è che in forma di un buco grande; ve u' è un altro della
della

cappella del

medesima forma
greci.

in

possesso
la

dei

perché molti loro nazionali intraprendono il penoso viaggio, per questo supposto miracolo, che credono rinnovato ogn'anno. Realmente la cerimonia allude a quella che latini fanno nel sabbato santo, col Lumen Cliri.sti. Veper l'interesse,
i

Giova qui
cerimonia

notare

superdalle

di Michele Bauldray,
sancii, artic. II,

Manuale

sa-

stiziosa

praticata
11

craruin caerinioniaruni de sabathi

nazioni orientali.
circa le
tutte
le

ore venti,

sabbato santo essendo estinte
si

De

processione

ad

locuni novi ignis.

lampade,
la

vi

chiudono

dentro
e

cappella del santo sepolallo spirito versato

L' altare degU Angeli surge in una cappella egualmente angusta,

cro due sacerdoti greco ed armeno,

ma
te

lunga, e

congiunta

al

santo

dando fuoco
essi

sepolcro,

illuminata dall' imminen-

da
del

sull'altare ossia sulla pietra

santo

sepolcro

,

delle

concavità ne
suscitare

che avendo mantiene una
effetto,

quantità sufficiente con

fan-

no
te

cos\

un

lume mira-

donde poi artifiziosamen, accendono da sé tutte le lampade in un istante; e i due sacerdoti pongono fuori da' detti buchi
coloso
si

gran nave per due feritoie, tutadorna di marmi e di mosaici, anche nel pavimento; e in questi due santuari ardono incessantemente lampade e candellieri in gran numero, e prima d'oro e d'argenta

to di

squisito lavoro.

La

cappella

del
lo

s.

Angelo fu
la

dedicata a quel-

che dopo
la

risurrezione del

Rele-

le

lorcie accese
I

dal

medesimo

lu-

dentore quivi discese

dal cielo,

me.

sono al di fuori, sono molto gelosi di accendere il loro lume ognuno dal suo buco he appartiene alla sua nazione, e vi
pellegrini

che


e
le

pesante pietra della porlicella,

sopra di quella sedendo confortò

(

la

Malie colà venute, dando loro nuova della seguita lisurrcicione.

.

,

GER
Il

GER
inclilus (lux
cir-

39

coro amplissimo opposto alla no-

Godefridus de Boni-

minata cappella degli angeli, è condato da pilastri, lastricato
belle pietre, coperto

lon, qui totani istani terrani acquisivit

da

cullai

Christi, cvjus

anima

re-

e con tre porte,
cipale per retta

d'una cupola, guardando la prinlinea
il

quìescìt

In ro
si

cum Cliristo. Amen. altro marmo elevato nel muleggono questi
versi.

santo se-

nave aquilonare si mostra il luogo ove Gesù Cristo comparve alla Maddalena, con un altare a questa sacro; e da qui volgendo a mano dritta, s'incontra l'altro altare detto dell'Apparizione, mentre qui comparve il Redentore alla sua santa madre È fama che in questo luogo al conpolcro.

Vei-so la

Francorum
Mirìficuni

gentìs Sion loca san-

ata petentis.

Sydus dux
terrorj

hic recu-

hat Godefridus.

Aegypli

Arabum

fuga,
in-

Persidis error

Rex

licei eleclusj

Rex no lui t

tìtulari

tatto della

vera croce fatta scava-

Nec diademari,
famulari.

sed

cum

Chrislo

re da

Elena, ritornasse alla vita un morto. Penetrando per molti gradi nelle viscere del Calvario, ris.

fluius erat cura

sua Sion rcd-

dere iura

trovasi

una grande stanza a
alla
si

volta

Catholicaeque sequi pia dogmala
iuris
et

perfettamente quadrata, con altare
consacrato
pellegrino
Pietà
:

aequi
teri circa

ivi

al

divoto

Totum scisma
que foveri

se

ius-

offrono più e
nel

cose de-

gne
glia.

di

venerazione

di

meravi-

Et

sic

cum

superis potuit diade-

muro, che corrisponde direttamente al forame della croce, ove si dice che si trovasse
vi
il

Evvi un incavo

ma

mereri.

Miliiiae speculum, populi vigor,

cranio di

Adamo,
nel voi.

sepolto-

anchora cleri Huic virtule pari fraler dalur
associari.

dal

sommo

sacerdote

Melchise-

dech,

XVllI, del Dizionario, rendendo p. txGy ragione perchè un cranio si pone sotto ai piedi dell'immagine di Gesù crocefisso. Vi corrisponde altreapertura del sassì la prodigiosa so, profonda, obliqua ed ineguale. Nel fianco destro dell'altare si vede una gian tomba di porfido alta tre piedi, e lunga otto, stimala
contenere
le

come dicemmo

Baldovin insignis genlilibus ferus ignis.

,

et

A mano
Baldovino

sinistra
si

del sepolcro di

legge.

Rex Baldovinus ludas
chabeus Spes Patriae,
vigor

alter

Ma-

Ecclesiae

virtus utriusque

ceneri

del

medesimo
i

Melchisedeh. Qui parimenti sono

sepolcri de' gloriosi re di Gerusalemme, Goffredo, e Baldovino l,di marmi bianchi, senza fregi ed ornati, ad esempio della umiltà insegnata dal

Queni formidabanly cui dona tributa ferebant , Caedar Aegjptus, Dan, et homicida Damascus, Proh dolor in medio claudilur
hoc tumulo.
in altro angusto sepolcro
giace

Redentore.
si

In

quello di

Goffredo

legge questo cpitafiio:

Hic /acci

4o
il

GER
leal

GER
di

fanciullo

setlimogenito

Baldovino, con questa iscrizione.

do a ciascuno un cereo acceso e benedetto in mano, con un libretto
d'inni

ed

orazioni:
i.

ecco l'ordine

Scplimus in tumulo pucr isto Rex tumulalus Est Baldoviiii regnili de sanguine natus, Qucni tulit e mando fors prima
condictionis

delle visite:

all'altare dell'Apil

parizione ove è riposto

ss.

Sagraconnella

mento;
flagellato

2.

all'altare

ove

si

serva parte della
il

colonna dove fu
3.

R.edentore;

stanza ov'egli fu schernito mentre
resi

Et Paradisi loca possidct
gionis.

preparavano
4*

gl'istromenti della
^'l'

crocifissione;

altare

eretto

nel luogo ove fu giuocata alle sor-

j

Alla suddetta epoca 1690 in cui minori osservanti furono reintenell'antico

ti,

e divisa la sua veste; 5, nel luo^
la

go ove fu rinvenuta
6, nella stanza peri;
7.

vera croce;

grati

possesso della cu-

delta degli impro8.

stodia de'santi luoghi, il loro p. guardiano, detto il guardiano del santo sepolcro, che per indulto apostolico succedette in tutte le pree-

nel

monte Calvario;

all'altare ov' è la pietra dell' unzio-

ne

;

9. nel santo sepolcro;

io. nel

minenze

e

giurisdizioni

del

gran

priore de' templari del santo sepolcro, di cui
si

parlerà con accennaequestri

luogo dove Gesù apparve a Maddalena. Questo luogo dove Gesù apparve a Maddalena i detti religiosi l'ebbero dagli armeni negli ultimi
tempi,

re tutti gli ordini
spitalari
istituiti

ed

o-

in

Gerusalemme,

come a loro più adatto, essendo contiguo al proprio convento ;
i

quando celebra solennemente usa mitra e bacolo pastorale, ed altri ornamenti pontificali in molti giorni dell'anno; al medesimo p. guardiano i Pontefici concessero facoltà
di accordare determinate indulgenze,

come

di presiedere alle missio-

ni della Siria e dell'Egitto,

ed

altri

singolari

privilegi

e

grazie. Dipoi

Innocenzo XIII nel 1721 concesse al p. guardiano del santo sepolcro l'autorità di conferire in Gerusalemme il sagramento della confermazione, in mancanza
tini,

cedendo religiosi in cambio agli armeni una parte delle loggie interne del tempio del santo Sepolcro, dette in oggi Cenacolo in memoria del vero Cenacolo non più esisteute. La custodia di Terra Santa, col qual nome si designa Gerusalemme e la Palestina, come meglio diciamo all'articolo Giudea, nella ridetta epoca si componeva di cinque conventi, di dodici ospizi e di
quattro abitazioni.
Il

principale con-

vento
tà sotto

era quello del monte
titolo di

Sion,

di

vescovi la-

poi trasferito nel recinto
il s.

della cit-

fatto

purché il sacro crisma fosse da un vescovo, e Benedetto XIV nel 1742 confermò in perpetuo tal singolare privilegio. Alla delta epoca i minori osservanti, alde' divoti
pellegrini

Salvatore, re-

sidenza del p. guardiano del santo sepolcro, con quaranta religiosi di
varie nazioni
;

il

secondo quello di

Betlemme;
zareth tana
di
;

il

terzo quello di Na-

l'arrivo

nel

il

santuario del santo Sepolcro, in questo
gli

Giudea; ed
erano

quarto quello di Monquello il quinto
Ciprq.
in

facevano
la
viiila

fare processionaldt;llc

A.rnica

nell'isola di
situali

Gli

mculc

stagioni,

dau-

ospizi poi

Aleppo,

GER
Damasco, Ramala, Sidonia, Tolemaide, Tripoli, Scamleiona, Cliesloam nel monte Libano, Alessandria d'Egitto, Cipro, e Costantinopoli.

GER
e

4i

maestosa n'è la struttura, con cupola, ed altari, il maggiore dei quali era decorato di superbi festoni,

fogliami,

e

lamine
essendo

d'argento,

le

Poi diremo dello stato attuadel santo sepolcro dopo l'incencui

abbelliti

dall'oro, dalle

gemme
le

e

pietre preziose,
nobilitate

pareti

dio

soggiacque

la

chiesa
la

nel

1808. Intanto proseguiremo
scrizione de' santi

dee

luoghi di

Geru-

da figure ed arabeschi fondo d'oro. La tradizione nazionale degli armeni si è, che la
in

salemme

,

e

di

quelU
città
,

esteriori

chiesa di
cata

s.

Giacomo

fosse

fabbri-

suburbani

della

indicandoli

da Costantino
lui

imperalore,

e

come
Nel
di

i

precedenti con brevi cenni.
fianco orientale
le

da

donata a

Dridate re

degli

del

monte

armeni, in occasione del suo pellegrinaggio a Gerusalemme, dopo che
si

Moria, presso
pio

rovine del tempio

Salomone, sorge un antico temdedicato alla

convertì alla In questo

fede di

Gesù Cri-

Presentazione di

sto.

JMariu Vergine, di magnifica struttura,

composto di larghe pietre ben commesse, con tre navi coperte di piombo, e sostenute da due ordini
tli

si venerava ancora la testa di s. Giacomo Minore, il quale si dice che vi abbia seppellito la Beata Vergine col-

tempio

vi

le

proprie mani. Ivi sono due qua-

colonne di

marmo

grigio,
d'

col

dri grandi,

uno rappresentante Coil

prospetto

esterno

decorato
presso
gli

un

stantino, r altro

re Dridate,

ed
cir-

portico a tre archi, con dodici co-

esistono
Il

presso

l'altare

maggiore.

lonne di
tali

marmo:

orien-

monistero contiguo contiene
per
la

è tradizione, che quivi

la

Bea-

ca mille camere divise in vari ap-

ta Vergine
a

dimorò Ira le donzelle Dio consecrate. Segue il luogo
s.

partamenti,
grini:
certi

comodo

de' pellein

tanta è

loro affluenza
fa

della prigione di

Pietro,

jirossi-

tempi dell'anno, che
per collocarvi

d'uo-

ma

al

tempio del santo Sepolcro,
passi:

po prendere
città,

in allilto altre case iu
i

ampia per ogni quadro nove
e
poscia

pellegrini na-

dai latini fu convertita in oratorio,

zionali.

La

chiesa

in tutto l'anno

de' rei.

tornò ad essere carcere Quivi fu la chiesa ragguaril

è uflìziata
doti e
tini

da circa

sessanta sacer-

chierici.

In custodia de' la-

devole, ed

celebre albergo dc'ca-

è un' altra antica chiesa intito-

valieri templari, dai
giati in altri usi.

maomettani canal

lata del Dolore, vicina al santo se-

Incontro

portico
s.

polcro, avendosi secondo alcuni per
tradizione, che in questo luogo la Beata Vergine soffrisse piìi d' un deliquio, miiando in croce il suo

del sauto Sepolcro era la chiesa di

Giovanni Callista, già spettante al sovrano ospilalario ordine gerosolimitano,
INIalta,

detto poi

di

Rodi e
s.

di

divin Figlio; questi deliqui dai critici

con annesso

vasto ospedale.

non sono ammessi, dappoiché

la

La
s.

chiesa

dell'apostolo

Matteo,
chiesa di
vista

eretta nel silo di sua abitazione da

Elena, più non
ofliciala

esislc.

La

s.

Giacon)0 Maggiore è a
dagli

del

Beata Vergine fu ferma e costante anche sotto la croce, Slahal juXla cruccili; quivi Maria Egiziaca tentando di entrare con altri, fu,
piìi

castello,

armeni, con
;

volle protligiosamcnte respinta

,

ospizio pei loro couuuziouali

v^iga

oudc ravvcduLu dc'ouui errori

ikU

4z
quella voce che

GER
gli

GER
castro
nella

che passando il Giordano troverebbe il suo riposo. Congiunta al santo sepolcro
disse,

bocca.

Sant' Elena

vi

aggiunse pure una cappella esteriodue re, ove solevano olliciare le
nir/.ioni

possedeva una chiesa
tiopica

la
ri

nazione e-

mentovale. Fuori della naaltra cappella,

ed

abissi nia,

lenendosi es-

ve,
cri
i

in

sono

i

sepol-

sere quel luogo

ove sagrifìcò Melai

ne' quali

un

tempo

ri[)osaron()

chisedech;

additandosi

pellegrini

cor[)i

dei santi

genitori

e spòso

r altare

di

una
i

sola

pietra quadridi

della Beata

Vergine,

Anna, Gioa-

palmare, ed
bosco ove
se
l'ariete
il

virgulti

un

vec-

chino, e Giuseppe,
s.

oltre quello di

chio olivo credulo ap|)artenente al

Simeone autore del cantico: Nane

Àbramo rinvenne
quando doveva
Isacco.

e presagrifi-

diinitlis.

Non

meno
il

venerabile

si

care

figlio

Ora passiamo

rende rando
ra tra
tutto
al

1'

orto di Getsemani, ove

o-

sudò sangue
le

Figliuolo di

ad accennare i principali luoghi memorabili e suburbani della città di Gerusalemme. Di quanta venerazione ai fedeli
già fosse
di Dio,
il

Dio. Era anticamente cinto di
falde del
di

piantato

mumonte Oliveto, olivi, dominante
che
le

torrente Cedron,

scorre

sepolcro della gran

Madre

vicino.

za

ne rende chiara testimonianGiovanni Damasceno, da cui spesso venne visitato, per cui scrisse il libio, De donmiiont Deiparac yirgitiis. Giace al pie ticl mons,

to

da qui volgendo alquanair inaili, s'incontra la famosa
in

E

grotta

cui

Gesù orò

al

Padre,

incavata dulia natura, con uno spiraglio nella

sommila
l'area

per cui è
di

il-

luminata;
quatlro

è

cinqiianta-

te te

Oli veto, e sul finire del torren-

piedi, e

minacciando rovii

Cedron, laddove principia
valle di

la
s.

uo-

na

l'argillosa

porta,

latini

vi

al-

tissima

Giosafat;

ivi

E-

lena vi edificò
nel
di

un sontuoso tempio,
il

zarono a sostegno dei pilastri. E costume de' religiosi celebrarvi ogni

cui

centro racchiuse
greci

vene-

anno
ria

il

santo

sagrifizio,

in

memodal Resi

rabile avello della Vergine, poi dato in
ni.

de'palimenli

ivi sofferti

custodia ai

ed

ai

lati-

dentore.
offre in

La

valle

di

Giosafat

Dal

tutto

monte che lo ingombro di sassi
dalle pioggie,

sovrasta

è

questo confine, ripida, antortuosa
,

e di terra

gusta

e

traversata
e

dal

portatavi

laonde di-

venne oscuro ed umido, e mentre prima vi si ascendeva per dieci gradini,

oggi per
Il

altrettanti

vi

si

di-

scende.

prospetto

è

di

forma

quadra, non riceve lume che dalla porta, non l'antica, eh' è mu-

prende origine da quello spazio che s' interpone ai due celebri monti Moria ed Oliveto; essa è la piìi melanconica valle che uno immaginare si possa. Popolata di tombe, celebre
torrente di Cedron,
nelle

tradizioni di
i

tre religioni, e
i

nave sorge l'altare nel luogo ove riposò il corpo di Maria Vergine: la forma del sepolcro consiste in un incavo fatto nel vivo sasso, lungo otto piedi, laigo quattro, ed altrettanto elevato, e si serrava da una tavola
rata.

Nel

mezzo

della

nella quale
i

giudei,

cristiani,

ed
la

turchi

si

accordano a collocare

terribile scena del zio universale.

supremo

giudi-

La
i

valle di

Giosafat ecco

come mon-

suoi descrittori ce la rappiesenta-

no.

Due
si

lunghissime catene di

di

marmo

grigio,

con artificioso

in-

tagne

protendono parallelameule

GEK
da sellenUioue a mezzogiorno, senza
biniiosilà:
la

GER
mos o Priapo.
li

43
pietre sepolcra-

Le

catena di levante chia-

si

mata

la

montagna

più elevala; la

appartiene agli
dea.

d'Arabia è la catena di ponente abitanti della Giufra
le

te di

estendono lungo il torrenCedron, e protendonsi in al-

to a tergo della
erettagli

tomba d'Assalonne,

La pianura compresa
di

due catene

montagne

offre

un

suolo simile al fondo del mare, da lungo tempo ritiratosi, banchi di sale, un bacino disseccato e sabbie
mobili,
te

da Davidde suo padre , scavata in un grosso masso isolato, che finisce in forma piramidale, circondata da dodici semi -colonne;

della

tomba

del

sommo

sacerdote

Zaccaria, simile a quella d'Assalon-

come
flutti.

se fossero state solca-

dai

Qua
a
di

e

arbusti

vegetano
priva

meschini stento su di

ne; della tomba di Giosafat re di Giuda, il quale nome significa giudizio del

Signore, scavata nella

vi-

una
foglie

terra

vita; le

loro
le

va rocca a guisa d' una piccola sala

sono coperte del sale che
loro
corteccia

quadrata.
la

Da
:

questi prese

il

no-

ha
il

nutrite, e la

ha

me

valle

nella

Scrittura essa è
di

gusto e r odore del fumo ; in vece di villaggi scorgonsi le rovine di alcune torri. Scorre nel centro
della valle
trascinasi

pure appellata valle
l'cale,
i

Lara, vallea
e
di

e

valle di

Melchisedech. Fra

sepolcri

di

Assalonne
ascose

Zacs.

un fiume scolorato che

caria è situata la

grotta in cui
allorché
;

con pena verso l'appestato lago o mar Morto che l'inghiottisce. Non si distingue il suo corso in mezzo dell'arena, che pei salici
;

Giacomo
tradizione
visitò

si

Gesù
la

Cristo venne

arrestato
Cristo

secondo
in essa

Gesù
la

lo

dopo

sua risurrezione.
valle
di

Le
si

e

le

canne che

lo

fiancheggia-

tombe
il

della

Giosafat

quelle l'arabo nascondesi in no macchie per assalire il viaggiatore,
e spogliare
il

vedono sino
circondato,

alla

strada di Betania:

villaggio di

Siloe

talmente u' é
far parte di
degl'israeliti.
il

pellegrino.

Le mura
parte

che pare
valle di

gotiche
di

che
di

coronano dalla
la

quell'ampio cimiterio

ponente

valle di

Giosafat, la
e

Su questa
profitta

desolazione

ricoprono
specie di

d'una oscurità ben atta ad aliserie riflessioni.

un'ombra

Gioele disse al popolo ebreo:
tutti
i

»

Rannerò

popoli, e

li

con-

mentare nell'anima

In questa tetra valle, per essere da

tempo immemorabile
go
vi

stata

di

sepoltura,

l'occhio

un luonon può

durrò nella valle di Giosafat; entrerò in giudizio con essi. Che tutte vengano nella valle di le nazioni Giosafat; vi comparirò assiso sul

che su trofei di morte; sono tombe dell'antichità la piìi rimota, e se ne trovano pure di un giorno. Le pietre sepolcrali sono innumerabili, e ricopiono interaarrestarsi

mio trono per
uomini
ogni

giudicarvi tutti gli

che

si

congregheranno da

parte ".

Come

ciò

seguirà,

mente
te sul

il

monte

degli Scandali,

mon-

quale Salomone prevaricò, e
:

sono oscurità impenetrabili all'occhio dell'uomo, dappoiché diccsi che la sua larghezza maggiore è di cento passi, lunga più di due miglia.
In questa valle
il

divenne idolatra
e pei
le,

ebbe
le

tal

nome
A>ltir-

Figliuolo dell'uoil

per avervi abitato
delubri di
di

sue concubine,
e di ("hu-

mo,
li,

il

re della gloria, dice

van-

Venere o

gelo, assiso in

Moloc o Saturno,

mezzo a due popovolgendosi a quelli che saranno

44

f'ER
nocchi
al

GER
naturale: però è falsa la
tradizione

a desila, con aria piena di dolcezza e di uiacslù bastanti a consoda ogni loro pena trascorsa, larli
loro dirà
:

che

il

Redentore

nella

notte de' suoi patimenti vi fosse dai

Venite, o benedetti dal

manigoldi precipitato, e prodigiosa-

mio

l'adre,

a

possedere

il

regno

mente
vestigi,

vi

restassero impressi

i

suoi

che vi è stalo preparato; poscia volgendosi a manca, col furore negli

come

registrò Bonifacio pardi
le

lando della valle
qui passando tra
della

Giosafat.

Da

occhi,

e con

una voce che

a-

falde meridio-

prirà le viscere degli abissi, pronuuzierà snlla turba de' colpevoli:
Ite-

nale ed occidentale del Sion, fuori
città

trecento
sasso

passi,
la

si

vede
e

ne, o reprobi, ritiratevi dal
spetto,

mio

co-

sotto

un gran

celebre

andate nell'eterno fuoco preparato a Satanasso, e le vostre pene saranno eterne.
la

o

maledetti, e

Compresa da
religiosissima

tali

meditazioni

IMelissenda regina
e moglie di Bal-

di

Gerusalemme,
III,

famosa Natatoria Siloe, lunga dieciotto passi, larga dieci, profonda due, tutta composta di vive pietre. Dal fondo d'un antro esce il canale dell'acqua limpida che declina impetuosa dal monte, giuntra

dovino
la sua

dispose nel testamento
Il

di essere ivi sepolta.

Viliiaco nel-

gendo a due

scaricarsi in questo
sassi.

luogo

La voce
;

Siloe signi-

storia orientale, narra di un monistero di monaci basiliani fondato nel mezzo della valle di Giosafat, molto celebre nel tempo dei
latini.

fica
ai

messo, avendola
d' Isaia

preghi

ma

Dio mandata in premio

del pubblico benefizio, fu dal cru-

dele

Manasse

fatto segar per
stesso luogo.
salse,

mezsa-

zo in questo

Le sue

cui

Più innanzi si vede il pozzo in Geremia nascose il fuoco sacro,

acque sono alquanto
lutari.

ma

Si

legge

appresso Niceforo,

ritrovato poi,
digio
(\a

come

si

disse,

Necmia;

la

per prosua profondi-

che prima
dall'

dal re

Ezechia,

e poi
fosse

imperatore
che

Costantino
edilizio.
ivi

tà dicesi di cinque picche, costruito ingegnosamente di grosse pietre.

decorata d'illustre

Brocar-

do

scrisse,

dal
il

Piedento-

Celebre è nella Scrittura il torren^ te di Cedron, cosi chiamato a cagione dei molti cedri che lo fiancheggiavano al tempo de'gebusei, o

re ricevesse la vista

cieco nato;

e Scaligero, che
si

i

saraceni lavando-

con

le

sue

acque,

perdono

il

nativo fetore. Più oltre a duecento
passi

perchè Cedron

significa oscui'o;

non
cor-

dalla Natatoria, e cento daltra le

avendo
so
di

accjue proprie, le riceve dal-

la città,
linia,

due porte SterquiValle,

le pioggie,

scaricandole dopo
miglia
nel

il

e

della

vedesi altra

trentasei

mare
perse-

scaturigine di buon'acqua, denomi-

Asfaltide, o
lo

mare Morto. Davidde
sottrarsi dalle

varcò per
celebre
Cristo.
il

cuzioni di Assalonne; ed è soprattutto

per
Ila

la

passione

di

Gesù
ti

solo arco,

quale unisce
Oliveto.

un ponte di un due moni

Dragone, e poi Ajn-Mariem, cioè fonte di Maria sgorga da un profondo antro del monte, ove penetra per una scala di trenta
nata già fonte del
dagli arabi chiamata
:

gradini.

Moria ed

Si

vede nel

sasso che lo sostiene un' impressio-

Essendo rinomata la spelonca Gcheimoii o Bclicnnon, ch'è quanto

ne profonda

di

maiii^ piedi, e gi-

diie valle di

Hcuuon, acceuue-

GER
remo
anni,
leggi,
gli

GER
che per molli
divine

45
gli altri

empi

riti,

cGiosefTo d'Arimatea,

vola-

con

oltrnggio delle

rono
ra

la

morte del Redentore. Cetnel vangelo, c-

e di quelle della nnliira, \i

fage, tanto celebre

esercitò la sccllerala setta de'gebu-

olTrendo a lorza di tormenti sei, abbominevoli olocausti all'idolo Modi bronzo o raloch. Era questi me; avea il busto simile all'uomo, il capo di \ileIlo, e braccia curve, tra le quali ristretti gl'ignudi ed
innocenti fanciulli, sagrificavano le
loro
vite

un vicolo dei sacerdoti a pie del monte Olivcto, donde il Redentore mandò i due discepoli all'opposto castello per prender l'asina
sulla

quale

entrò in

salemme

trionfante, applaudito

Geruda

mille voci di giubilo, ciresclamavano: Osanna Jili David. Più olire

col

fuoco

acceso

nelle

era Iorio regio, denominalo altresì

\iscere dell'idolo.

Era costume
il

dei
i

orto chiuso, per essere cinto di

sacerdoti

confondere

pianto e

alte
di

mura, fecondo d'ogni genere
piante,

gemiti di quegl'infelici, col percuotere dei

peipeluamente

irrigale

timpani

e

d' altri

stre-

dal celebre ionie Rogel.

Vi fu un

per bandire qualunque sentimento di tenerezza dal
pitosi istromenti,

tempo conservata quella gran pietra che la Scrittura chiama Zoeleth,
sulla

cuore degli snaturali genitori, laonde conseguì il nome di Tophct, cioè timpano; e durò tale esecrabile rito sino al regno di Giosia, il quale ardente di zelo, ruppe in pezzi il simulacro, ed empì di sordidezze il kioEfO. San Girolamo lo o chiamò Palyandrion , che significa ricettacolo di cadaveri, ed il lledentnre soleva paragonarlo all'inferno, chiamandolo Gtìieima igiiis. In due altri monti quel pio re
abbattè
preghiera
idoli

quale

Adonia

prima

di

re-

gnare sagrificò più vittime al Signore, e banchettò i suoi duci. Sul giogo australe del Sion, lungi dalla città cinquecento passi, si ve-

de r agro chiamalo Aceldania o Ilaccldcmah, ed in latino Acer
sangiiinis, in senso

allegorico

Merdal

CCS

inifjuitatis.

Fu compialo

consiglio

de' seniori eoi

trenta de-

nari restituiti da Giuda, ad oggetto di
seppellirvi
s.
i

pellegrini.

Vi

e

templi,

eretti

già

alzò

un tempio
prodigiosa

Elena, ed altre
di

negli anni estremi

da Salomone a

fàl)briche.

Di questa terra, che ha

delle idolatre concubine,

virtù

consumare

in

come
dagli

quello di

Melehon
di

adorato

ammoniti, l'altro
Scrittura

Chanios
il

poche ore i cadaveri, quell'imperatrice ne fece condurre molte navi
a

dai moabiti,

restando loro

noci

Roma,
JNel

e depositare nel cimiterio

me

nella

offensionis

vaticano.

scandali: su quest' ultimo che sovrasta al torrente Cedron,
i

sacro lesto rammcntansi gli
degli
,

Macdi

alloggiamenti

assiri,

por cui

cabei

edificarono

un
sull'

munilissimo

conviene
essi

ricordarsi
la

che

lenendo

castello.

Diconlro
si

eminenza

assediala
le

città,

ed oltrag-

un

accenna il luogo del INIalconsiglio ove al cospetto del popolo consultarono del modo di
colle
,

giando

divine leggi con bestemlù tale

mie

e

disprezzo,

empietà
ini

vendicata da Dio col mezzo di

dare
venti

la

morte

al

Figliuolo di Dio

angelo, che in una notte ne uccise

individui scribi e farisei, che

cent'ollanlacinquemila, e ridusse in

traone Nicodemo, Simon Leproso,

cenere

i

cadaveri

per non conta-

46
volta a

OER
col fetore.

GER
Ri-

mìnnr Gerusalemme
(Vnnle la
la

Dalla città per aquilone un miglio,
fronteggiano thm monti,
e quello di
se
tal
il

porta Damascegrolla di Gereil

Gabaon,

na,

comparisce

Samuele
vi

il

quale pre-

mia,
sue

ove
la

compose
,

treno

delle

denominazione dal nome del
fece frequente

lamentazioni

e pianse
delia

ramente
sanla:

desolazione

amaci Uà
sua

santo profeta, che

soggiorno, e vi fu sepolto, e dove

lia

forma
per
1'

sferica,

vasta, e

Saul le

col
il

mezzo
lui

della

pitonessa

luminosa
bocca;
clie

altezza della

evocò
tino vi
i

di

spirito

per cono:

dalla

rpianlità

de' pilastri

scere l'estremo
eresse

suo

fatto

Costan-

la

sostengono, mostra di esse-

un

sacro edificio, ed

re fatta

con

arte,

non

già
si

dalla

natura.
il

A mano

sinistra

scorge

liani.

letto

del santo profeta

inciso nel
s.

sasso. Niceforo racconta
\i

che

Elena

monistero di basivede nell'interposta valle, il luogo memorando della battaglia che Giosuè die ai cinque
re latini

un

Qui

si

aggiunse una chiesa di non vol-

re idolatri nel conquisto della ter-

gare struttura. Dalla rinomata porta

Damascena divertendo alquanto
,

re di
te.

ad aquilone Giudaj

sono

i

sepolcri

dei

nelle viscere del

mon-

Canaan o Promessa, e dove il sole quando con impero gli disse: Sol ne moveans. Sovrastano ancora alle rovine non
ra di

l'ubbidì

in

ingresso al primo Si penetra ima stanza vasta per ogni quapiedi,

pochi avanzi del sepolcro di Elena, famosa regina degli adiabeni,
descritto

dro settantacinque

formata

da

s.

Girolamo, con
miglia

tre

tutta a forza di scalpello con

maeanti-

piramidi,
città
:

lungi tre

dalla

strevole artificio; indi

ad un

porto angustissimo,
e calando

ma

però lungo,
gradini,
si

per

cinque
venti

giunge ad altra

stanza di perfetto
piedi
,

quadro, spaziosa

alta

altrettanti, penetrabile

per quattro
sei

porte, e più oltre piegando all'ingiìi,

termina

s\

grand'opera in

di questa gran donche bramosa di contemplare la maestà del tempio gerosolimitano, vi condusse nel si tempo che la città era oppressa dalla fame. Essa benché gentile, adorna di rare virtù, e commiserando le angustie degli abitanti ,
scrisse

na

GiosePfo,

altri

antiporti minori, ripartiti con

fece

loro

venire a sue spese

dal-

armonia, ciascuno de'quali sostiene otto sepolcri profondi alquanto nel

l'Egitto copiosa quantità di
to,

frumen-

monte, con loro
e
poggioli,

nicchie,
col

piedistalli

e

formati

ferro

nel

che distribuì a'poveri della città abbracciò po; mosaica , e meritò scia la legge
luoghi adiacenti
nella

nativo sasso. In quell' orto, che in

sua morte

dagli ottimati
i

un

più luoghi

la

Scrittura

chiama Ail

sontuoso mausoleo presso
polcri.

regi se-

ger

Fitlloiììs,

scaturiscono le acque

del fonte Gion,

che prende
colle
;

no-

Avvicinandosi a Gerusalemme un
miglio per
levante
,

me

dal vicino

cos\

limpide

si

presenta

il

e salubri,

che contendono con le migliori di Palestina. Il re Ezechia volendo assicurare alla città questo elemento in contingenza di assedio,
lo

mentovato monte Oliveto, che prende il nome dalle olive ivi piantate,
detto dalla Scrittura
e
santo,

monte

inclito

e

dai greci

Eleon,

cioè

diverti
nella

per

sotterranei

acquedotti

superiore piscina.

Gira cinque miglia, nell'occidente termina alla valle di
delle
olbve.

GER
Giosafaf,
tli

GER
alln
villa

47
che
nel
si

e ncll' oriente
;

pregevoli;

ma

le

vicende de'lempi
giro,

Belanin

mei

ilo

il

nome
;

di

tutto distrusse. Quell'oratorio,

snnto dalle frequenti visite del lie-

quasi centro

al

sorgeva
vi

dentoie e de'suoi apostoli
Ascensione
dal
in cielo,
il

dal

mi-

mezzo

di

figura

ottagona,

stero che vi celebrò della gloriosa

non meno che
d'i
i

trono che
vi

Figliuolo dell'uodel

per divina provvidenza, difendendolo dalle ingiurie dell'atmosfera una cupola foderata di
conserva

mo

erigerà nel
tutti
la

giudizio

piombo,

e sostenuta

da colonne di

per giudicare
\idde fuggendo
figlio

mortali.

Da-

marmo
la

:

quivi

è

una pietra

con

persecuzione del

forma
del

impressa del
e

piede sini-

Ass;donne, giunse alla

sommipiedi
i-

stro,
ri

ultimo pegno de'divini miste-

di

questo

monte, e

a

Redento!
al la

,

nella

sua
all'

felice

gnudi adorò e benedisse Dio. IVel giogo meridionale fa mostra ancola di
feti,

salita

cielo.

Alquanto

ingiù
s.

vedesi

spelonca nella

quale

sepolcri

maravigliosi de'pro-

Pelagia visse molli anni penitente;

penetranti nel

profondo

delle

sue viscere. Consistono in un grand'antro artifìziale a guisa di teatro,
la

cui

circonferenza è più di cin-

quanta canne, sostenuto da ventiquattro colonne scolpile nel vivo vestiboli sasso, e fra gV interiori
resta
vi

breve distanza per l'oriente compariscono avanzi di un oratorio, costrutto già secondo le tradizioni antiche, in quel luogo ove alla Beata Vergine comparve 1' angelo con un ramo d'olivo, aiinmr/.iandogli l'ora avventurosa del suo tranindi a
sito.

bastante spazio

per collocar-

cadaveri. Salendo da questo luo-

Betania è
ridionale del
sa di

notissimo

boigo mefu
la

go un tiro d'arco, si fa incontro un altro edificio sotterraneo, ove
al

monte ove

ca-

dire degli orientali

i

santi apo-

Simone Leproso, e più oltre sull'eminenza di un colle è il sito
ove fu il castello ove il Redentore
visita
il

stoli

radunati

bolo della

composero il simfede. Vi si penetra per
gradini
:

di
lo

Lazzaro, ed
risuscitò:
si

una

scala di centotrenta

di lui sepolcro

tra

le

ro-

è pur verosimile che sopra
se alcun
superstiti

vi fos-

vine di un tempio, e d' un antico

tempio,
rovine.
il

come additano
Piìi

le

monistero edificato da
frequentata dal

Mclissenda

oltre

vedesi
il

resina di Gerusalemme. Betania fu

contrassegnato

luogo ove

Res.

Redentoie
famiglia da

perchè
lui

dentore

insegnò

ad

orare:

ivi

Elena eresse

un

oratorio, di

cui

dimovava mata delle
vi
ta

la

a-

sorelle

Marta,
la

Maria

non avvi più vestigio. Poco distante sorge un piccolo tempio, creduto
il luogo ove il Redentore guardando Gerusalemme, pianse amai amen-

Maddalena, e Lazzaro,
sepolcrale

cui grot-

nulla offre d'interessi

sante, e nell'altare ivi eretto vi

celebra

una volta l'anno.
venei-abile
la

Si

ren-

te la

sua futiua desolazione. Sul ver-

de

ancor

pianta di

monte è il venerando luogo ove Gesù Cristo trionfalmente ascese al cielo, onde volle s. Elena decorarlo di sacro edificio, in
tice del

teribinto, sotto la cui

ombra
dal

è fa-

ma
divin

che Maria
Figlio,

Vergine col
stanca

suo
vol-

viaggio

piendesse riposo.

Dalla
al

città

cui
l'

applicò

le

idee più nobili

del-

gendo
tre

i

passi
si

a

mezzogioino,

in

architettura,

ed

i

marmi

i

più

miglia

giunge

luogo do-

48
ve
il

O E li
piofcla
Al)acucli

GER
dall'angelo
nij

lauto famosi col

nome

di

Tertlcl

fu Irasfcrilo in llahilonia por
in inislrnic

somche
:

ra Santa, con dire alcuna cosa
deserto
di
s.

a

Daniele

il

cibo

Giovanni

Battista,

in

quel

punto avea

nelle

mani

precursore
tra
di)
,

narra Bonifacio che ivi i re latini fondarono un aionistero di monaci basiliani. Sulla via che conduce

le

di Gesù Cristo, posto montagne della Giudea [Fe-

in

vicinanza

alla

fortunata

città di

DcUemmc
il

[Vedi), che vide

Betlemme ve ne fu altro dai medesimi monaci dedicato al profeta Elia, venendo circondato da vasto recinto di mura, a difesa dela
le

nascere
Cristo.
santi
ti

nostro

Signore

Gesù

Altre generiche notizie sui
le

luoghi, e
,

vicende dei franel-

minori

e

loro guardiano
del

incursioni degli arabi

:

vi si

mo-

la
si

custodia

santo

sepolcro,

stra un sasso con l'impressione del suo corpo, fattovi già per virtù di-

ticolo

potranno leggere al citato arGuAnDlAÌNO DEL SANTO Se-

vina,

quando fuggiva
il
il

dalla regina

rorcRO.

Jezabele, secondo
cio.

citato Bonifa-

Proseguendo
si

viaggio di Bet-

lemme

giunge alla torre di Giail

cobbe, eretta in quel luogo ove

santo patriarca soggiornò gran tem-

po

nel ritorno dalla

Mesopotamia,
ove
avla

ricco di prole

e di armenti,

morì r amata sua consorte
venente B.achele,
il

di

cui sepolcro

si vede oltre un miglio, di forma quadrangolare, ornato di colonne

Costeggiando un angolo di altissimo monte, s'incontrano gli avandi Zaccaria, ove da zi della casa Nazareth (Fedi), per lo spazio di circa ottanta miglia , si condusse Maria Vergine a visitare la sua cognata Elisabetta. Illustrò s. Elena questo luogo con sontuose fabbriche di chiesa e convento, ove sebbene distrutto, sogliono religiosi
i

della santa

custodia

trasferirsi

o-

e di
le

piramidi dal tempo rovinate,
dodici
dei

gni anno per
vi
il

celebrarvi e cantarIl

quali al dire del Biocardo era-

cantico Magnificat.

luo-

no sostenute da
pietre,
di
in

smisurate
figliuoli

memoria
fama

go del natale del santo fu parimenti ornato di superbo tempio
in

Giacobbe, autori delle tribù di

forma

di

croce

,

costrutto di

Israele.

E

dei creduli,
in

che

larghe e ben commesse pietre;
poi anch'esso sparì col

ma

mentre
il

era

condotto

servitù

le

popolo ebreo, l'antica madre deldue predilette tribù, di Giuseppe luna, divisa in quelle di Efraim e Manasse, e di Beniamino
l'altra, la bella

Rachele, quantunque
sepolta, piangesse

tempo. Da qui s' intraprende il viaggio aspro e difficile tra i monti per il deserto, ove s. Giovanni Battista si ritirò essendo ancor fanciullo. Niceforo dice che la madre stessa ve
lo condusse, udito
il

da più

secoli ivi

rigoroso e cru-

amaramente
rando
le

dalla tomba,

com misefigli,
il

dele editto di

Erode, e che quivi

calamità de' suoi
infelici
figli,

che udito dagl'
critici

versa:

rono anch'essi lacrime
i

di tenerezza

angePassò quindi alle solitudini del Giordano predicandovi il battesimo
restasse sotto la tutela degli
li.

adatto non

ammettono que-

e la

penitenza, esercitandosi
virtìi,

nelle

sto
alla

favoloso racconto.

Daremo

line

più rare
sa
fa

e soffrendo

i

disagi

breve descrizione de^santi luo-

dell'intemperie e della fmie.
ci

La

chiesi

ghi di

Gerusalemme

e

suoi dintor-

istruiti

di

qual

cibo

GER
lìiulrisse nel deserto,

GER
:

49
la

iatex

hausliim

cantando: Cui sodala pastuin

stalo attuale del santuario del santo

Sepolcro,

premettendovi

nar-

Mella locusti, eie. Per mella taluno intese i pomi selvaggi, e per
locuste le cavallette, notissimi ani-

razione del fatale incendio cui soggiacque nd 1808, che immerse
nell'aftlizione
gli

orientali,
gli

gli

oc-

maletti volatili;
ficoltà
il

ma

toglie ogni dif-

cidentali,
gli

i

cattolici,

scismatici,

Vitiiaco nella sua istoria,
la

eretici,

e gli ebrei, tutti essen-

per averne indagata

verità

dai

monaci

del

mouistero di
a

questo
aspra

santo, avvezzi

menar

vita

do compresi nella generale costernazione, addolorando ogni nazione l'infausto avvenimento.
Nella mattina
chiesa del santo
de' 12

e penitente
essi

in

quel deserto.

Da

ottobre la

ivi

adunque rilevò non trovarsi pomi selvaggi, ma miele, e cer-

Sepolcro,
s.

monue

mento

eretto da

Elena
per

da

chiamata locusta, ed assai frequente nella mensa di que'mota eiba

Costantino
imperiale, e
secoli

con

una

magnificenza
tanti

conservato

naci.
il

Poco lungi dal deserto, verso mare Asfallide, vedesi il castello
Macheronta, memorando per
santo
fatta

dalla

pietà de'cristiani,

quel

della
la

decapitazione dello stesso
eseguire da

precursore,

Erode

tempio dell'universo il più augusto, e che ben a ragione formava la delizia, ed era l'ammirazione delle più lontane nazioni, venne
dalle

Antipa

per piacere
poi
i

ad

Erodiade,
trasferirono

fiamme consunto. S'ignora anl'eiretto

donde
il

discepoli

cora se ciò fu
greci
fossero

del
i

caso o

di

lui

corpo

a Sebaste, città di

della malignità, sebbene

monaci

Samaiia, nel sepolcro di Eliseo e Abdia delle sue ceneri parlammo all'articolo Gexova, ove si vedi
:

incolpati del disastro;

nerano
sua

nella

cattedrale,

e

di

una

del fuoco fu tale, che nello spazio di alcune ore le gallerie, le colonne, e gli altari tutla

ma

rapidità

mano

all'articolo

Gerosolimicelebre
le

to fu annichilato.

J\on è mal fon-

tano

Ordine.
si

Approssin)andosi a
il

Betlemme
acque
al

vede sorgere

data l'opinione che l'incendio fosse procurato dalla malignità de'greci,

fonte, quello che oggi

manda

sue

che non possono
d'avere in

tempio
altro

de' saraceni.

Al

giammai soffrire comune quel sontuoso
colle altre nazioni,

primo aspetto
apertura
di

non
a

è che

una
di

monumento

co-

della

terra

guisa

me

pozzo, profondo quindici palmi, nel
cui centro

da quanto poscia accadde. Dappoiché essi stessi volsi

verificò

scaturiscono

da tre larghe vene copiosamente le sue
in

lero subito rifabbricarlo, ossia ripa-

acque,
fatto

poi

raccolte

un canale

daimi a spese proprie,, e i ad oggetto di occuparlo totalmente.
rarne

con meraviglioso artifizio, che uscendo fuori formano tre piscine,
operale dal reSalomone^ e da qui per un canale di pietra girando

Porottomana, chiedendo un firmano in favor loro; o almeno c(ni
ta

In fatti lo tentarono presso la

maggior
rare
la

diritto allargare e miglio-

monti e
si

valli,

dopo trenta miglia
portico del tempio.
le notizie

loro

abitazione.

Dopo
la

di

scarica

nel

avere fabbricato cominciò
stione tra le

Termineremo
di

compenlo

quedue nazioni, greca ed
questa
respinta

diate sui principali edifizi e chiese

armena,
dall'altra,

essendo

Gerusalemme, eoa accennare
VOL. XXX.

e ridotta l'abitazione de-

4

,

So
gli

GER
,

GER
di piombo, e perpendicolarmente innalzantesi sul monumento nel quale trovasi il santo sepolcro. Quelle travi erano state

armeni troppo rislretta finì poi con l'inleivenlo del governo, che comandò ai greci di restituire ciò che avevano tolto agli armeni,
e questi allora

cedro ricoperte

dovettero
e
del governo,

sborsare
piìi

condotte

con

grandissima
al

spe-

una somma
loro l'assenso

vistosa,

costò

sa dal

monte Libano
fecero
,

principio
i

che

le

del decorso secolo, allorché
cipi

prinil

spese della fabbrica.

cristiani

innalzare

Nella notte dall'

1

1

al

12 otto-

magnifico
per
i'

tetto

vero

capolavoro

bre

1808, verso le tre mattutine, incominciò il fuoco a manifestarsi
nella cappella degli
sulla galleria

immensa
tutti

altezza, e per l'ar-

ditezza della sua

costruzione.

Esfran-

armeni situata o terrazzo della gran
;

sendo
gli

fuggiti

tranne

i

cescani, questi

siccome mancanti de-

chiesa del santo Sepolcro

altri di-

cono che l'incendio principiò dalla custodia, dove gli stessi armeni tenevano gli arredi sacri, la quale
era tutta di legno,
11

strumenti necessari all'uopo, procurarono di passare da una piccola

finestra per
i

andare ad avvertii

re

religiosi

del convento del san-

sotto-sacre-

to sepolcro,

ed

ministri del gover-

stano de' religiosi minori osservan-

no turco.
In
rabi
quell'intervallo
cattolici
i

che andava alla visita delle , lampade, e della cappella del Calvario, fu il primo ad accorgersene; e siccome là non eravi che un povero prete armeno cadente, che
ti

giovani asi

arditamente

lan-

ciano di fuori nell'interno, disprez-

alla

vista

del

fuoco

era

rimasto

atterrito, egli corse a
to,

chiamare aiu-

che

presto
lo

sopraggiunse,
la

ma
delle

inutile

rese

rapidità

gli

fiamme, essendo già la cappella dearmeni ed il loro abitato inceneriti; così

quella de' greci

di cui

ima parte

era costrulla

di

aridis-

Dopo

sime tavole e travi dipinte ad olio. l'oUlzio di mezzanotte francescani erano andati al riposo,
i

quando
lito

risvegliati

al

rumore

inso-

che udirono nella gran cbiesa, malgrado lo spavento e mille pericoli volarono al soccorso. Però
la

porta chiusa del

santuario

po-

colmo la loro disperazione perchè in brevi istanti le fiamme
se al

zano le fiamme per salvare possibilmente qualche oggetto, ma in que4 mentre il fuoco guadagnò il altari della Eeata Vertetto, gli gine e r organo, rassembrando la chiesa ad un'ardente fornace. Crollarono tosto con fragore le colonne, e con esse gli archi ed il colonnato, che circondavano il santo sepolcro, il quale ad un tratto soggiacque ad una pioggia di liquefatto piombo che lo inondò. Per la violenta foi'za di quel tremendo fuoco le più grosse colonne di marmo si spaccarono; lo stesso accadde al pavimento ed ai marmi che ricoprivano il monumento: finalmente fra cinque o sei ore con orribile fragore la cupola rovinan,

do, seco trascinò al suolo tutte le

innalzandosi dalla parte de' greci e
degli
riaci,

colonne

armeni, e dalla parte de'
de' messinesi e de' cofti
la
,

si-

mi-

nacciarono
costrutta

cupola

del tempio,
travi

di

grossissime

di

ed pilastri che sostenevano ancora la galleria de' greci, non che tutte le abitazioni contigue de'turchi. Allora il santo sepolcro si trovò sotto una montagna
i

GER
di

GER
ce,

5i
al

fuoco, la quale minacciò di an-

e quello dell'Esaltazione della cro-

nichilarlo

per sempre, offrendo in
lo spettacolo
di

quel punto la chiesa
di

un eruttante vulcano
fatai
si

fuoco,
di-

la si vina

punto

1'

assistenza

manifestò in favore de'redi
s.

ligiosi

Francesco

:

il

fuoco

s;mtuano sito ove il Redentore venne crocefisso, ed appartenente ai cattolici, poco fu danneggiato, non si può dire altrettanto di quello ove fu eretta

che avea donata
re
di

un

Portogallo.

Il

avendo raggiunto la porta di legno che sepaia l'aitare di s, Ilaria Maddalena dalla cappella del coro della gran chiesa, rispettò la
sagrestia e
tutti
gli

la
i

croce
greci.
il

,

di

cui

erano

possessori

Venne rimarcato, che malviolento oiagano che sof-

grado
fiava,

oggetti ch'ella

contiene, per cui nulla soffrì,
illeso
ri

come

onta che una finestra poteva favorire i guasti dell'incendio, la cappella contigua al di
fuori dell'Addolorata nulla ebbe
soffrire:

ad

rimase

il

convento de'mino-

a

osservanti, le sue celle, e la cap-

questa

cappella

edificata

Nessun marmo del sito da Redentore dopo la sua risurrezione apparve a santa Maria Maddalena fu danneggiato, quantunque il fuoco attivissimo da
pella.

dove

il

sito ove trovavasi la ss. Vergine colle altre Marie , allorché i giudei legavano alla croce il suo

nel

divin Figliuolo, rimase intatta;
il

ed

quadro che

in

un

bellissimo di-

quella
calcinò

parte

incenerì
i

l'

organo,

e

pinto lo

rappresenta,

quantunque
si

ed infranse

marmi che
le

vicino alle fiamme,

rinvenne
stato,

Jo circondavano.

Fra

cappelle

egualmente
Alle ore
sei

in perfettissimo

del santo sepolcro quella dei fiancescani,
la

quantunque
per

situata

sotto

cupola, e

conseguenza

nel

antimeridiane la violenza del fuoco incominciò a rallentarsi, ed alle nove non era più

centro dell'incendio, e sepolta nelle

né minacciante, né pericoloso,
Il giorno dopo, quando si polerono trasportare le rovine, con novello stupore si vide che la santa pietra che copre quella della unzione, creduta calcinata, nulla aveva sofferto, come niuno in tanto disa-

fiamme,

non
le

ricevette

alcun presi

giudizio nell'interno, anzi

riaven-

nero poscia
fino
i

tappezzerie
delle

e

per

cordoncini

lampade

intatti, come pure l'eccellente quadro dipinto su tela e rappiesentan-

te la risurrezione del

Signore, che
,

slro perì, solo alcuni religiosi ripor-

chiude

il

santo

sepolcro

quan-

tarono leggiere
JNel

ferite
i

e contusioni,
francescani
si

tunque la cappella contigua della Reata Vergine Addolorala dei cofti
fosse

seguente
al

portarono
tare
il

santo sepolcro a recii

stala

ridotta

in cenere.
all'

La

Rosario, che

singulti

non
il

cappella
del

dell'

Angelo,

ingresso

ebbe di arso che la metà del velluto che gli serviva di ornamento, e le mura ed il pavimento non patirono alcun danno. INella cappella del
Cal vario
fra

santo sepolcro,

non

permisero loro di terminare; i4 "vi celebrarono la messa,

di

mal-

grado
di zelo

le

rovine delle quali
pieni di

erano
fede

circondati, quindi

e
i

non interruppero
le

in nulla

loro
ni,

ofilci,

loro solite processiosui

potè
ss.

salvarsi

intatta

la
sta-

e

camminando
seguito

ruderi
le

non
del

statua della
\VL

Addolorata che

tialasciavano di cantare

lodi del

r altare della Purificazione

Signore. In

la

chiesa

52
santo

OER
Sepolcro Hi
rietlillcala

GER
sulle

chi
(Iella

al

jìrezzo
vita.

del

sangue

loro

e

inedesioie Ibiidameiita, e sull'antico piano; ina siccome estieraa era la

loro

Nel

i834 nuove
santa
;

sciagure immersero nella più desolante

miseria dei religiosi catlolici, e che non rice veliero per questa impresa

costernazione la città
la

poiché oltre
senza
degli
il

sventura della pre-

proporzionali soccorsi,
l)li;^ali

furono

ol)-

arabi,

che colà appor-

lasciarne l'onore ai greci ed

laiono

sacco,

la faine,

ed

il

con-

agli

armeni, che

essendo

ricchissi-

tinuo pericolo della

mi, in

meno

di

due anni polerospese, che

no
ni

eseguirla

a proprie

ilicesi

ascendessero a clnrpie miliofranchi, essendosi
di

uno spaventevole lerremoto che durò ben tre minuti, scoppiò nel giorno 23 maggio di dello anno, in conseguenvita,

di

serviti

di

za

del

quale

il

tempio

del

santo

im

architetto greco

Costantino-

Sepolcro fu scosso a segno da minacciare

poli.

Essa

riuscì

di rara

magnifi-

l'estrema rovina.

cenza e
ro per

di

buon
vi

gusto, cpiantunsi

llgeniodi Chateaubriand, ecco co-

que con eccesso
gli ornati.

prodigò

1'

o-

me

ci

dipinse questo santuario. »

La

Le

sedie del coro

chiesa del santo Sepolcro

composta di

di legno ordinario, contrastano al-

quanto colle ricchezze dalle quali sono attorniate i quadri vi sono numero ed in generale in gran
;

più chiese (perchè contiene quella del santo Sepolcro, quella del Calvario, e quella della Invenzione della

vera croce)

,

fondata sopra ineilluminata

cattivi,

le

statue

mediocri, tutta-

guale terreno,

da

una

volta

l'insieme colpisce, e nessuno

moltitudine di lampade, è singolar-

può

esimersi dall'

ammirarne
in

la bel-

mente
specie

misteriosa,
di

vi

domina una
alla

lezza.

La cupola

pietra

intonaso-

oscurità

favorevole

cata di

stucco sta

appoggiata

pietà ed al raccoglimento dell'ani-

pra trentasei grossi pilastri, separati ciascuno da vuia arcata, che forma

ma.
te

I

preti cristiani
le

delle varie set-

abitano
dalla

diverse parti dell'edidegli archi ove

una
messe
stile

tribuna circolare,
in

la

quale

è

fjzio;

sommità

divisa fra le diverse

comunioni am-

questa basilica.

La sua
di

facciata esterna è

un miscuglio

posano come colombe, dal fondo cupo delle cappelle, o de'sotlenaloro cannei, essi fanno risuonare
i

moiesco e di gotica architettura; ad un lato si vede il campanile quadralo senza campane, e
ridotto per volere dei turchi all'altezza
in

tici

a

tulle

le
l'

ore

del

giorno

e

della notte;
latino,
sinia,
l'
i

organo del sacerdote

la

cimbali del prete d'Abisvoce del monaco greco deldi
s.

della

chiesa.
i

L'impossibilità
latini

ordine

Basilio, la

preghiera

cui trovaronsi

di

preci-

puamente partecipare
zione della
del

alla

ricostru-

chiesa fu loro
il

cagione
atto

pregiudizio

più
1'

ad
Sodel-

dell'armeno solitario, le preci lamentevoli del religioso cofto colpiscono a vicenda od insieme il vostro orecchio; voi non sapete dove par-

affliggere
li

un cuore
per

cattolico.

tano que' concenti, voi respirate

il

possessori

addietro

profumo de'timiani
dere

eletti

senza ve-

la

maggior parte

de' luoghi

san-

ti, si

videro costretti a dividere coquell'inestimabile tesoro
difeso

abbrucia; apli la mano che pena scorgete a passare, iiinoltrarsi
dietro alle colonne, e perdersi nell'oscurità del

gli stranieri

che

avevano

conlro

i

tur-

tempio,

il

sacerdote

GER
che va a celebrare
bili
i

GER
più
fDimitlano' luoghi

53
del

ad uno spettacolo più magnifico, più

e

terribili

misteri,

imponente

di

quello olFertomi

niedesiiiìi

ove ebbero
dell'

Je

tremende scene

compimento enorme deisacro re-

santo sepolcro nella nolle

del s.nb-

cidio.

Non

volli uscire dal

cinto senza alquanto solfcrmaiini a

contenìphire

i

monumenti
essi

di

tiedo e di Baldovino;
faccia
sorretti
tai
la

Gofsono in
e

bato tendente alla domenica tli Pasqua, immaginatevi un edilizio di una immensa spaziosità, illuminato per ogni dove con un gusto, ed una ricchezza slraoidinaria, diecimila
pellegrini
vestili

air ingresso

della

chiesa,

degli

abiti

dalle pareli del

coro. Salucavalieri,

loro pili ricchi, con torcia in
no,
lanti
le

ma-

polve

de' quei

re

donne ed
la

i

fanciulli

popocirco-

che nierilaiono

di riposare vicino al

vasta

dislesa

delle

santo sepolcro che avevano liberalo;
quelle ceneri sono francesi, e
le

stanti

gallerie,

parimenti
facenti

sole

candela, e tutti

con una a gara ec-

che sieno sepolte all'ombra della tomba di Gesù Cristo. Quella tom-

cheggiare
perti

le

volle sacre del glorio-

so alleluja,

mentre che vescovi coe di

ba è
do, e

il

sepolcro del vecchio
culla
del

monsorle

d'oro

preziose

gemme,
loro, sedi

la

nuovo".
la

preceduti dai turilin'ari che profu-

JNarrano coloro ch'ebbero
di visitare questo

mano
guiti

d' incenso r incedere

venerando tempio,
dell

da notabile numero
in

sacer-

che
si

in

qualunque giorno

anno

doti

bianchi piviali ricamati
il

in
gi-

discende nella cappella del santo

oro, fanno proccssionalmente

sepolcro,

uno

si

sente
la

commosso
propria
rele

ro della tomba con ordine e secondo
il

sino alle

viscere, e

grado assegnato a ciascuna

del-

miniscenza non è sufliciente per

le

divote nazioni, canlanilo imii, e

rimembranze che
folla

si

presentano in
cui
l'

allo spirito,

per

anijna

è ridondante di sentimenti di
re e di speranza.

amopelle-

Ma

se

il

grino avrà
di

la religiosa

consolazione
nella
il

ritrovarsi in

Gerusalemme

cantici in onore di quelcon la risurrezione trionfò della morte; immaginatevi dico uu tale spettacolo, e calcolale, se il potete, l'impressione che deve prodmre nell'anima di chiun<pie ne sia
lo

modulando
che

settimana santa per celebrarvi

glo-

spettatore.

Alleluja, alleluja gridai
gioia
gli

rioso anniversaiio della risurrezione,

anch'io nei trasporti di una
di

giammai
te

religioso rito

maggiormendi-

cui
;

non

poteva

moderare

iniziò ai

grandi misteri dell'one della

slanci

alleluja, alleluja, e benedice-

nipotenza

misericordia
si

va

il

Dio
i

delle misericordie di

aver
gra-

vina, uè versalo

avrà

giammai

guidati

miei

passi a

Gerusalemvoce

più dolci lagrime.

Ci«) è
p.

quanto ac-

me,
zia

e
di

cadde

al

celebre

abbate

Geramb
santo

d'avermi accordata la frammischiare la mia
che avevano
la

trappista nella
.sepolcro, la
vigilia

cappella

del

di

giubilo,

a quella dei pietosi crila bella sorte di

notte del sabbato sauto

stiani

di l'asqna, così

descrivendo-

celebrare

villoiia

del suo divino

la nel

suo

Pelei- in a gè

à Jérusalem,

Figliuolo nell'identico

luogo
.

dove

et

{III

Moni

Sinai.

-••

Non sono
mia
aver
vita,

piìi

quel figlio aveva

ti

ionfato "

E

qui

giovine,

ho mollo

viaggiato, vidi cose

noteremo che

nella chiesa del santo
i

belli,>^iule

nel corso di
di

ma

Sepolcro possedono
tare della colonna,

cattolici

l'al-

)ion

mi rammento

assislilo

quello

ove

fu

5^4

GER
vera
croce, quello del
bile trovasi

GER
perla città, che contiene più di trentamila abitanti, non compresa la popolazione di alcuni borghi propinqui alla città. Non avvi propriamente pubblica piazza, dappoiché le botteghe ed pubblii

ritrovala la

Calvario sovrapposto al buco dell' inalberazione della croce; la cappella ove la Beata Vergine si ritirò

a piangere dopo
zo, contenente

la

morte del
il

di-

\iu Figlio, e quella isolata nel mez-

propriamente

san-

ci

mercati sono nelle strade. Se col

to sepolcro re

,

in custodia

de' minori

osservanti. In questa vi ufliziano

pu-

guardo si percorre la cinta di Gerusalemme o di Sion, e che uno
trovisi

i greci dopo che i cattolici vi hanno cantato la messa solenne nel

to Stefano, da questa parte
chi
si

a oriente della porta di sangli oc-

giorno di Pasqua. Gli armeni

man-

fissano sulla bella

tengono
nazione
avanti

la

terza parte dell'illumi-

degli Olivi,

montagna un tempo più deliziosa

che arde continuamente tomba, ma non possono farvi alcun uffizio. Le altre sette, che pure risiedono nella chiesa, non
la
la

perchè vestita di tali piante, ed il Suo aspetto spande una dolce melanconica tinta sul grande e sevedavanti
stesso

hanno nemmeno

facoltà di

enesse

ro quadro che imponente spiegasi IMa nello all' osservatore.

trare in quel santuario,

ma

ad

tempo

fa

è soltanto concesso stando al di fuori.

d' incensarlo

me
la

questa città
descrisse

porti

ben conoscere coun carattere
propria, quale

di desolazione tutta

Geremia,
solitudine

e che
delle

gli

a-

Allre notizie topografiche della città di Gerusalemme, del suo politico

vanzi
città

e

la

altre

governo,

e della

custodia
missioni.

di Terra Santa e sue

rovinate non avranno giammai, pel singoiar complesso de'suoi fasti, e memorie di tante epoche.
la

Le
te,
sti

strade di

Gerusalemme sono

tristezza

Gerusalemme è triste, ma ha un non so che
de'suoi
profeti;
la

sua

di

midi

assai regolari, rettilinee,

molte

ben selciacon marciapiedi, ma trioffrendo

sterioso e di poetico, pari al canto

solitudine

e strette,

quasi

tutte

dei piani inclinati.

Le

case d' ordi-

nario hanno due o tre piani, e po-

che
ciate

finestre

con porte basse, e
costrutte
in

fac-

semplici

pietra

senza il menomo ornato, dimodoché percorrendone le vie, sembra di essere in corridoi o gallerie di una vasta prigione. In generale gli edilìzi sono ben costrutti, quasi tutti in belle pietre da taglio; ma per una singoiar bizzarria le porte vi sono si poco elevate, che bisogna ordinariamente piegare la metà del

Sion coperta di lutto ha sempre qualche cosa di attraente e di maestoso, perchè analoga alle i-imembranze della nostra infanzia, alle nostre riflessioni dell' età matura, ai nostri pensieri sulla morte; non
si

muove
e
le

passo in questa sacra teril

ra senza che palpiti
litti

cuore.

I

de-

calamità de' popoli, fram-

misti alle

immagini

della misericorsi

dia e

della salvezza,

parano

in-

nanzi in mezzo alle rovine di Ge-

rusalemme. Perfino
senza attrattive
ti

la

primavera é
paese.

e senza rinfrescande' dintorni di

corpo per entrarvi

;

alcune

venticelli

in questo

case posseggono giardini, ed è cosa

spetto generale

L'aGe-

notabile che niuu vuoto

considera-

rusalemme può

descriversi con pò-

GER
che parole: montagne senza ombra, valli senza acqua, terreni senza erLa, balze senza terribile ed

GER
attribuisce l'origine,
ciò

55
che
i

risali-

rebbe

all'epoca in
in

cui

cristiani

impodi

nente aspetto, qualche
pietre
bigie sporgenti

ammasso

Gerusalemme, essendo noto quanto nelle crociate si
distinsero
i

dominavano

dalla fragile

pisani allora potenti ia

terra screpolata, qualche ficaia accanto,

qualche

vite,

di

quando
pallidi

in o-

questo castello serve di quartiere all'agà turco, ed
alle

mare. Al

presente

quando un cespuglio
hvi; le

di

mura

e le bigie torri delle

nord
sul
la

truppe che comanda. Verso il la muraglia della città, eretta

fortificazioni
ti

della ciltù appariscensulla

sommità di Sion; un cielo immensamente elevato, puro, netto, profondo, ove giammai
da lunge
la

monte di Sion medesimo, invoGerusalemme al guardo degli

spettatori; essa prolungasi fino alla valle di Giosafatte. Rammentandosi

menoma

nuvola

colorasi

della

anche

in

modo

confuso

i

dieciotto

porpora

del tramonto,

e delle ro-

Tale è Gerusalemme, secondo le dettagliate relazioni che si hanno da tanti colli ed
se dell'aurora.
intelligenti

sempre diedesi il sacco a Gerusalemme, e quante volte dessa
assedii in cui
fìicile formarun'idea approssimativa della fre« quente ricostruzione o restaurazione delle sue fortificazioni, or più

fu presa e distrutta, è

si

viaggiatori.
di

L'attuale cinta

Gerusalemme

comporta circa 2i25 tese, lo spazio di una lega, è quasi quadrata. Ma le mura non offrono una linea perfettamente retta, che dalla
che
parte di oriente, essendo irregolari
gli
altri

elevate, or più o men solide, or sopra esteso e vasto piano, or sopra angusto e ristretto; ma la più

completa distruzione di che aveva fatto morire
lapidati
gl'inviati

una
i

città

profeti,
fra
il

suoi
piedi

lati.

L'altezza loro è

da

Dio

di

I20

circa,
torri

su

trenta

di

tempio

e

1'

altare,

sconosciuto

il

larghezza,

con

quadrate

di

distanza

in distanza,

e sette porte e parte

Messia medesimo, rigettate le tenere dimostrazioni del suo amore, e

principali, parte

fortificate

messo

il

colmo

alla

sua ingratitu-

no: esse
letto,

sono

la

porta del
la

Predi-

dine con

un

deicidio,

ebbe
Il

luogo

porta di Davidde, quella àt Barbareschi, la Dorata ora chiusa, quella della Santa Fergine, os. Stefano, la porta del-

verso Betlemme,

sotto l'impero di Vespasiano l'an-

no 70
spazio

di nostra era.

triplice ri-

paro delle
di

sue

mura cadde
mesi,

nello

cinque
il

V Aurora o del Cerchio, e quella di Damasco. Verso l'occidente avvi un castello che consiste in una
grossa torre e alcune torricelle costrutte
in pietra

l'assedio; ed

che durò 7 settembre il vinle strade,

citore Tito entrò nella città trion-

falmente, mentre
bliche

le

pub-

piazze, e le

case erano co-

da

taglio,

e

cir-

perte di

condate da un asciutto fosso, o piuttosto da un burrone profondo, ove
tratto

morti e di moribondi. II fuoco bentosto incendiò i quartieri
dalle
:

stati

macchine
gli

di

guerra

ri-

tratto

si

scorgono

le

pietre

sparmiati
rovine.

ultimi avanzi del tem-

fondamentali dell'antica cinta di Erode. Questa rocca è della piìi rimota antichità, e chiamasi Castello de'pisaniy

pio sparirono, e l'aratro scorse sulle

Le mura odierne presentano
ai

quattro facce

quattro
il

venti,

e

perchè

a loro

se

ne

formano un quadiilungo

cui la-

,

56
to maggiore

OER
protendesi da oriente
considerabili
al
;

OER
ne che ogn'anno ascende a
ogni

somme
im
gli

ad occidente. Danville provò, dalle misure e dalle posizioni locali, che l'antica città degli ebrei non poteva essere molto piti vasta della moderna; essa occupava quasi lo stesso spazio, se non che acchiudeva tutta la montagna di Sione, ed escludeva
ta,
il

pellegrino deve

governatore dieci piastre, più

diritto di scorta pel viaggio del (lu-

me

Giordano,

senza

calcolare
trae

albinaggi o

casuali che

dalle

Calvario. L'attuale cin-

limano

di Soi534; ma la città è superabile quasi da tutte le parti, e qualunque fazione di truppe
III

come dicemmo, è opera
del

imprudenze che questi stranieri commettono durante la loro dimora in que' luoghi. Ogni convento paga un tanto per un diritto di
processione,

un

tanto per ogni

ri-

parazione
la

un tanto per nomina d'ogni nuovo superiore
da
farsi,

audaci,

eccitate dalla
gli

speranza

di

non

che

del

proprio;
clandestine

più

delle

saccheggiare

abitanti,

può

tenta-

gratificazioni

per ottesi

re d' impadronirsene.

nere delle bagattelle segrete che
di

Gerusalemme ebbe
lo di pascià,
ni' oggi

tanto

in

sollecitano,
gi

e tuttociò
i

tanto dei governatori propri col tito-

presso

turchi

va ben lunesperti cotanto
e trarre di

ma

il

più sovente fu co-

nell'arte

d'angariare,

da Damasco, donde ella riceve un mots-allamo , o meglio Musellìni o depositario dell'autorità. Questo mots-allamo paga un tributo che trae dall'imposizione fondiaria chiamata miri, dalie
dipendente
dogane, e soprattutto dalle contribu-

lutto partito per
tre

far denaro. Inol-

percepisce
d'uscita

il

governatore
su di
a

diritto

tutta

particolare

un una merce Gerusalemme

cioè sulle corone,
pulari,
li

rosari, croci, sca-

reliquie,
di
i

massime

ed altri divozionamadreperla che absanti

che pagano le varie sette cristiane per la possessione de' luoghi santi, che a vicenda si contrastano
zioni

biano toccato
ciò in tutto
il

luoghi, e

pei*-

cristianesimo in gran
la

venerazione, ciò eh' è pure
cipale industria
li

prin-

a peso d' oro

presso

i

governatori

degli abitanti

mussulmani,
ni.

massime
i

quando
cattolici

si

fanno.

11

piccolo tiranno di

che Ge-

tratta di sopraffare

lati-

ru'^alemrae, residente nel palazzo di

Vanno

a gara

per

acquistare

Pilato

,

vi

esercita
,

il

suo ampio
quasi
indi-

lina prerogativa, o toglierla ai loro
rivali;

potere
elegge
i

arbitrario
cui

e

a vicenda

si

accusano

cattolici
ze.

delle sc'imbievoli

non mancani

pendente, per
gli

agà,

Se talvolta si iisce di soppiatto qualche riparazione ad una chiesa,

carnefici dei
Il

mediante boise con che moltiplica villaggi della Giu-

dea.

pascià di
sillìitti

Damasco
ministii,

invece
egli

se progredì

più oltre

del con-

d' infrenare
il

è

sueto una processione, s'ebbe l'ingresso

un

pellegrino

da una porta
al

piuttosto che da un'altra, tutti sono

maggior flagello degli abitanti di Gerusalemme, e degli altri luoreligiosi ghi gli ecclesiastici ed i
;

motivi di delazione

governo, che
moltiplicare
pel

sentono più dei

laici

il

peso della

non manca
porre
le

di

prevalersene per ime

dell'emende, e

estorsioni;

queste

Mu-

aellim sono

un causale fonte pereu-

dominazione ottomana, e delle concussioni de' suoi avidi ed insaziaijili ministri, che non rispettano nep-» pure (ìrrnani del gran signore,
!

,,

GER
Per
ni,
i

GER
decristinlincili

seppellire

i

ca<l;iv(M"i

sdii
scritti

e
in

di

versetti

del

santoni o moiiini

esii

lettere d'oro.

57 Corano Le otto li,
i

gono
slrctti

somme
di

enonni.

Tiilvolta

neslre della gran cupola sono cliiuse
tri

religiosi

Terra Santa furono coimpegnan; sacri vasi^ per
i

da invetriate rotonde,
effetto.

cui ve-

a sette colori dipinti fanno

un
si-

saziar

l'avidità

de' loro crudeli

do-

mirabile
nistra
si

A

destra ed a

niinatori,
spogliati

non contenti di di quanto avevano.
artistico

averli

estendono

larghe

pareti

coronale da eleganti colonnati
1'

mo-

Oggetto
tenzioiie

che

trae
si

atla

reschi, alle otto port(' della

del

viaggiatore,

è

corrispondenti;

alti

moschea ci[)ressi qua e

mirabile moschea di
ta

Omar,

coslrnt-

come

nel

638
il

iieirislesso

luogo dove

olivi

vegetanti, alcuni o svelti arboscelli verdeggianti
a
ca.so

Salomone
del

vero Dio

suo tempio in oiiok; aveva innal/ato la
,

fanno
te

risaltare

l'architettura

ele-

gante della moschea, e Tabbagliancolore delle sue mura, per la forma piramidale, ed il verdescuro che imprimono sulla fìiccia del tempio, e delle case della città , che ne tramandano gli snelli colori, L' interno della moschea è selciato
di

quale è considerala un capo lavoio
dell'araba
architcltnia.
11

calillo

Abd-el-Maleck ne aumentò
to, le

l'abita-

e rinchiuse

la

roccia dalla qua-

Dio avea
cinta

parlato
delle

a

Giacobbe,
Il

nella

mura.

calilIo

Valid pure l'abbellì e ricoprì di ima cupola di bronzo doralo, spodi Ralbeck in glia d'una chiesa crociati dopo aver cserseguito
;
i

stile

marmo bigio, del marmo

e le

pareti
il

rive-

bianco
.scuro

più ac-

curatamente
colonne di

forbito.

Ventiquattro

marmo

compon-

citata
ivi

fiera

carnifìcina

sui
il

turchi

gono

rifugiati, convertirono

tem-

pio di
di
al

Maometto
narrato

Gesìi Cristo,

un santuario come Io era stato,
in
ti
i

modo

sopra

;

e final-

mente quando Saladino riconquistò Gerusalemme, restituì il tempio alla

navata concentrica; ed altiettante piccole arcate sostengono letto scolpito e doralo con sijuiil sito gusto. Un secondo circolo di sedici colonne sostiene la cujiola della quale è perfeltal' interno mente dipinto con dorali arabela

sua priuiitiva destinazione, ed è

sebi,
sospesi

e

in
ni.

gran venerazione

ai
si

Questa moschea
porvi piede:
,

mussulmachiama Gaai

nel cenilo vi ,si veggono più vasi d'oro e d'argento,
le

che attestano
(pialche

ollerte e

i

dmii di
profeta
al

niea-el-Sakra, ed è vietato
.sliani
il

cri-

pio

.seguace

del

tempio è ottagoiio con cupola pure di otto ciascuno con grande finestra; lati la cupola è .sormontata da un cupolino, ed una guglia assai degante con .sopravi una mcz/a luna, la
,

Maometto. Immediatamente
.sotto

di-

della

cupola scorgesi uu im-

menso
(jualt;
i

irregolare

to la pietra

macigno chiamasncrn d'Iddio, per la maomettani hanno la [)iù

quale .sovrasta

a

lutto

l'edilizio,

che rassomiglia

ad

iin

padiglione

arabo innalzato nel deserto. Le mii ra sono esteriormente ricoperte di piatloni quadrati lurchino smalto carichi ddiabep di vari colori
,

gran venerazione, perchè la cieilono ivi prodigiosamente posta da Maometto, quando fece il suo viaggio notturno dalla Mecca a Gerusalemme. Al disotto vi è nn'aper-

Ima
ove

delta
si

il

hiiro
il

di

ìMnotiicllo,

conserva

mio

stendurdo


il

GER
dono
circa

GER
quaranta minori osservanti, la maggior parte italiani ed alcuni spagnuolij il quale rinchiude un gran numero di camere destinate
ai

suo scudo, la sella della sua bella mula, il Corano, ed altre cose: questa moschea appartiene special-

mente alla setta degli anifiti prima e la piìi rispettata tra mussulmani, perchè credono che
,

la
i

pellegrini

,

una

buona

le

farmacia,

preci

loro

ivi

siano

più

accette a
della

condo
la

le

ed una biblioteca. Seultime notizie j ecco lo
missioni dipendenti dal-

Dio che
terra.

in ogni altro luogo

stato delle

Uno

de' piìi

sontuosi
d'

ornaè
rostro,

menti della

moschea
cattedra

Omar
o

ganda fide nella
santo sepolcro

una

tribuna,

propaTerra Santa ia Palestina, e dal p. guardiano del
sagra

congregazione di

eh' ergesi sulla più

alla

piattafor-

custode

del

monte
che
si

ma

del magnifico edilìzio, e quasi

Sion,

minore

osservante,
ogni

incontro alla porta della Preghieia.

eleggeva in

Roma
,

triennio,

Essa è di
i

marmo
;

bianco,

tranne

balaustrini o colonnine che sono

di verde antico

ne fu

scultore

il

primo europeo cui si affidò un lavoro in quel tempio cotanto venerato
tani
:

secondo lo statuto approvato da Benedetto XIV ed ora ogni sessenio secondo la recente disposizione del regnante Gregorio XVI contenuta nel pontificio breve, In Su-

su tale tribuna

i

maomet-

premo
che
il

del 1841.
p.
si

Qui avvertiremo,
del

imani leggono alcuni versetti del Corano, e li commentano alla
presenza del popolo.
In

guardiano
elegge in
p.

santo se-

polcro

capitolo

gene-

rale o dal
vi

ministro generale dei
,

Gerusalemme
e
dei

sono inoltre

minori osservanti
letto
il

col

consiglio di
5

diversi ospedali, dei gran bazar, dei

alcuni padri dell'ordine

e cos\ e-

kans,

bagni,

fontana chiamata la mias; l'acqua delle cisterne supplisce ai bisogni degli abitanti.

una sola sorgente ReheDelle
rac-

ma

quindici chiese
è

cristiane
la

che
del

chiude Gerusalemme,
quella
della

principale

basilica

santo
cristia-

Sepolcro; tranne questa, che ha esteriore apparenza di

tempio

sono chiese interne nei luoghi ove sono. Le altre chiese appartengono ai greci
le

no, tutte

altre

guardiano si presenta alla congregazione di propaganda fidey per essere investito della facoltà di commissario apostolico di tutta la missione ch'egli governa; dappoiché egli è anche prefetto delle missioni di Cipro e del basso Egitto, gode di molte facoltà e privilegi tra gli altri il mentovato di amministrare la cresima ai la,

tini

con l'uso de'

pontificali

;

è su-

,

periore ordinario de' luoghi santi,
e loro pertinenze. Nel

armeni,

abissini,

cofti,

nestoriani,

giorgiani e maroniti.
il

La

chiesa

ed

no

1841

il
il

medesimo anPapa Gregorio XVI,
isti-

convento greco stanno in vicinanza del santo sepolcro la chiesa armena occupa il luogo della
;

istituendo

vicariato apostolico di

Egitto, ed avendo poco prima
tuito
il

vicarialo apostolico

di

A-

casa del sacerdote

Anna

;

la

siria-

ca quella della casa di Maria madre di s. Giovanni. Fra i conventi

va particolarmente rammentato
in

quello del Salvatore

cui

risie-

sono vicari apostolici due vescovi frati minori), col citato breve //i supremo, confermò il guardiano del santo sepolcro in tutti i suoi antichi privilegi, dichiarandolo
leppo
(

ove

.,

GER
indipendente nella giurisdizione
solatini

GER
per cui

^9

pra
i

la

Palestina e Cipro,

o greci, soggetti ad essi. Dal 1841 si sono istituite le scuole per
che
le

due vicari apostolici nominali non vi hanno ingerenza nessuna e su,

l'educazione delle fanciulle, a spese
e per cura de' irancescani

periore monastico di tutti
lestina, nella

i

con-

dirigono.

venti ed ospizi che sono nella PaSiria,
nell'

Egitto, in

vanti

Cipro ed in Costantinopoli. 1 luoghi poi ove sono gli ospizi dei minori osservanti di Terra Santa, sotto la giurii>dizione di detto guar» diano, sono quelli che andiamo a registrare, coi cattolici latini che i832. Gerusalemme \i erano nel
con settecento sessantacinque; Betmille duecento cinquanta; s. Giovanni in Montana cenRama novanta; to settanlacinque Giafl'a cento iiovantacinque ; Nazaseltantanove ; s. ret cinquecento Giovanni d'Acri venticinque; Tripoli di Soria diecinove; Saide dodici ; Lattachia venti ; Aleppo cen-

Gerusalemme minori ossergodono solo per metà il santo sepolcro, ed il monte Calvniio; hanno l'intero dominio dell'orto
In
i

e della grotta di Getsemani, e del

monte Olivete
in
del

;

il

monte Sion è
Il

parte

dei

tiu'chi.

santuario

sepolcro

della

Beata
s.

Vergine
è in po-

da

settantasei anni circa
de' greci.

tere

In

Giovanni in

lemme con

Montana sono

in possesso del san-

tuario della natività di esso santo

;

Precursore, della di
deserto,
betta.
1

lui

grotta nel
s.

e

della

casa di

Elisa-

santuari della Galilea
dai
religiosi

so-

no
ret;
sliti

uftlziati

di

Naza-

quei dell'alta Soria sono assidai religiosi di Damasco. Nel-

to setlantacinque; Tripoli di Soria

la

Galilea
nei

sono

il

monte Tabor
di

pochi

;

Damasco

otto

;

Cairo

set-

ove

sotterranei
i

un' antica

tecento tre; Alessandria mille cin-

chiesa offiziano
dli

frati

minori

nel

quecento cinquanta
ticinque
scente
;

;

Rossetta

ven-

della

festa

della

Trasfigurazio-

Fajume missione rinaCipro Larnaca quattrocento dicciotto; Cipro INicosia dodici Sparsi nei medesimi luoghi vi era;

ne; inoltre hanno Tiberiade, Cana
Galilea,
il

monte

delle Beatitudini,
il

Mensa
cipizio,

Christi, la Sinagoga,

Pre-

Safuria, ove esiste

un'anti-

no

circa mille cattolici
assistiti

di

rito

ore-

ca chiesa nel luogo che credesi la
casa di
la
s.

rientale,
ligiosi,

dai

medesimi

Anna. Per questi luoghi
paga

per deficienza de' sacerdoti del proprio rito. Noteremo che in Cipro si apre un altro ospizio circa sei miglia da Amaca; in Alessandretta d'Egitto si fa altrettanto; ed in Bevrut all'antico ospizio si aggiunge una cappella alla marina. Inoltre i religiosi francescani della custodia di Terra Santa

custodia de' minori osservanti di

Terra

Santa

diecimila piastre ogni

un tributo di anno lutìare,
i

ed ogni tienl'aimi solari duecento mila piastie. In Betlemme minori osservanti
coi

hanno
;

in

comune
la

greci

ed

artneni scismatici

grotta del Signore

ma

i

greci pos-

hanno

dieci

scuole,
agli

ove

si

il

pranzo gratis

scolari

cattolici.

E
dei

si

mantengono ancora a spese
le

francescani

vedove povere,
poveri cattolici

seggono soli il magnifico tempio di Costantino; e gli armeni per denaro ottennero dal pascià di chiudere la porla per la quale passavano processionalmente i minori
osservanti alla sagra grotta,

ed

ogni

sorte

di

onde

6o
al

GER
presente
e via
vi
si

GER
Lai'izza

recano per unn

per per

la
la

lingua araba, ed in

scali!

solterranea.

dei Pastori

La grolla con un campo di olivi

Amaca
ligiosi

lingua greca.
ordini

I
i

re-

di

altri

sono
il

car-

circa

fu usurpato alla custodia dai greci vciil'anni sono. Dal villaggio
Pastori
i

melitani scalzi che

hanno
capo
;
i

monte
loro

Carmelo {fedi),
mi.ssione di

della

dei

presso

Bellemuie

nel

Palestina

cappuccini

j84o

greci

scismatici
i

scacciarono

con

le

missioni di Aleppo, Reyrut,
e

violentemente
per denaro

francescani

J'avevano, ottenutone

un

che firmano
,

da
di

Costantinopoli.
(iostantino
e
di

La
s.

gian chiesa

Damasco, olire tre staLibano; gesuiti che hanno una residenza nel monte Libano ed un collegio in Beyrut i
Tripoli
zioni nel
i , ;

Elena

di

Eetlemme

è

de' greci

sacerdoti della congregazione

della
le

scismatici,

ma

la

gran

navata di

missione o lazzarisli, che hanno
missioni
di

mezzo è comune. I francescani nel 184.2 mandarono sino a Paiigi il p. Gio. Battista da Moneglìa segretario
la le

Antura con un collegio, di Aleppo con una scuola pei f;\nciulli ed una per le ragazze, di

di

Terra Santa,

per
greci.

invocare

prolezione della Francia
sopcrcliitrie dei

contro

Damasco con scuola pei fanciulli ed allra per le ragazze, tli Tripoli
c(jlle

Da Pa-

stazioni
a

di
i

Eden

e di Sgorta.

rigi

quel padre

si

recò in Costan-

Oltre

ciò

patriarchi cattolici

tinopoli, e

per mezzo di quell'amsi

delle nazioni

orientali esercitano la

basciatore francese
Ja

ottenne, che
chiesa
di

loro giurisdizione sui cattolici, chiese

navata
tra
i

della

gran
e

e case

del loro rito, esistenti in

Ijetlenune continuasse ad essere co-

Gerusalemme

e sue dipendenze.

Tengreci di restaurare la gran tarono cupola del santo sepolcro, per aci

mune

gieci

i

latini.

Jn questo Dizionario parlandosi
delle antiche sedi
vescovili
Siria,
coli
i

patriarcali,

arci-

e vescovili della Palestina,
ai

qiristarne assoluto dirilto; e la mis-

Soria, ec.

rispettivi

arti-

sione

del

p.

Moneglia
ogni

in

Parigi

si

riportano notizie riguardanti
luoghi di
è a
di

ed

in

Costantinopoli produsse
francescani

che
I

santi

Terra Santa.
l'

Su

sospendessero
zelanti

operazione.

di

questi

vedersi

opera del

sono

poveri, e

p.

Agapito

Palestrina

minore
isto-

Jo scopo dell'odio
uiti

de'preti

marro-

liformalo, intitolala:
riche

Notizie

e

greci

,

i

quali essendo piìi

intorno
stese

ai

luoghi

di Terra
,

ricchi

ottengono facilmente dal governo turco quei privilegi che per
avanti
i

Santa
1793.
sui

succintamente
dice a pag.

Roma
Giro-

Egli

XII che
s.

primi, talgodevano sono anche segno alle persecuzioni de' turchi. Secondo una
lo

santi

luoghi scrissero

volta

essi

lamo con due lunghe
a

lettere,

una
;

Paola, l'altra ad

Eustochia

il

recentissima

statistica

della custoi

dia

di

Terra Santa,
e

missionari

compose apposito opuscolo, avendo proli Italo delle
ven.

Reda

che

italiaiìi

spagnuoli
preti
latini

sono
, i

cento,

i

fratelli

laici
i

ottanta

conventi

comunicategli dal vescovo Arculfo, il quale portatosi dalla
notizie

ventidue,
i

secolari trentotto,

Gallia in Terra

cattolici

undicimila,

i

col.ses-

per

alcuni

mesi;
cui

Santa vi si fermò Giovanni Foca

legi tre, gli scolari
?;antiì
:

quattrocento

monaco
opuscolo,

nel secolo
la

XII

scrisse

un

i

collegi

sono in

Damasco,

greca

produzione

,

, ,

GEK
tiaclolta in latino dalTAlla/io

GER
può
,

6r

vedersi

presso

i

Bollandisti
II;

/id
il

domìnio degli israeliti, dei romani, de' saraceni, dei latini, e
de' turchi.

inensem

maji,
,

toni.

Pietio

Venerabile

Cristiano
,

Atlriconiio

,

Slefano BoniBrocardo monaco facio raguseo vescovo di Stagno p. Francesco Quaresmio con due Giovanni di Calahorra tomi p. abbate Biagio Ter/i e M. Giacomo Giuseppe du Guet. Questi santi luogbi furono inoltre celebrali dall'iainiortale Torquato Tasso nelda la sua Gcrusalfinine liberata j Rlicbelc Mallio con la sua Gerusalemme liberala stampata in Roma nel i83f); e dagli illustri CbàBvron, Latcaubriand Michaud marline, Geramb, ec. In Torino nel 1837 il tipografo Giuseppe
, ,
, , ,

Pocbe città come Gerusalemme provarono tante sciagure e furono com'essa replicatamente prese,
,

distrutte,

e

riedificate.

Culla
fu

del

cristianesimo posta nella Palestina,
sotto
lii

il

popolo
la

ebreo

la
la

città

più grande,
e la più

più bella,

più

ricca,

considerabile

della

(iiudea.

Quando Giosuè
la

arrivò nel

paese di Canaan era poco considerevole;
prese e
di
la

die

alle

tri-

bù di Giuda e gebusei come
i

Beniamino. Sic-

antichi suoi

domial

natori ancora l'occupavano

tem-

Pomba

pubblicò iu\ interessante opuscolo cbe porta per titolo: La

Davidde, questo re li cacciò , abbellì la città, l'aumentò e la fece

po

di

capitale del regno d'Israele, e quindi di fu

Terra Santa ed
dagli
apostoli
,

i

luoghi illuslrali
pittoresche

sede

dei

suoi successori
la

re

l'cdute

Giuda.

Salomone
con

rese

una

secondo Turner, Harding,
tri

ed

al-

delle pili celebri città

di

oriente,
edifizi

celebri artisti, istoria, descrizio-

ornandola

isplendidi

ne ed attuali costumi, prima ver* sione dal francese. JNel 1840 in Nantes l'abbate A. Dupuis ba pubblicato.
ses
te.

massime
colo.
figlio

col sontuoso

strullo sul

Sotto
e

modello regno di il
di

tempio, codel Taberna-

Roboamo
Salomone
saccheg-

Pian de Jéiusaleni
p.

et

de

successore

faubourgs ec, molto importan11

Gerusalemme

fu presa
di

e

Menochio
I,

poi

nelle sue

giata da Sesac re

Egitto,
i

che
tesori

Stuore, tom.
la città di ta in

p.

^56, tratta Se
,

Gerusalemme sia situae mezzo al mondo abitato di quanto circuito, e quanto popolo avesse. Su di die può leggersi
pure quanto dice il Rinaldi all'anno 34, num. 116. Il Patrimonio
Seraphico de Tierra Santa, del p. Francesco di s. Giovanni del Poropera importantissima per la to, conoscenza della missione minoritica
dell' oriente,

s'impadronì anche di tutti del tempio. Dipoi Azael re
ria

di Si-

assediò questa città

la

seconda
del
re-

volta,

uccise molti grandi

gno, e sconfitto l'esercito di Gioas
re di

Giuda, non
essersi

ritirossi

se di

non
tutti

dopo
i

imi>ossessato
città

tesori

della

e

del

tempio.
re di
es-

Qualche
d' Israele
,

tempo dopo Amasia
sconfitto

Gioas
,

re

Giuda

lo

fece prigioniero

ed

stampata in Ma-

drid nel
Cenili

1724.
ai'i'eil

sendo entrato in Gerusalemme radepi le rimaste dovizie, e fece
molire
dalla
la

istorici dei principali

una porzione della città, porta di Efraim sino a quelre di Siria
,

ninienli di

Gerusalemme

sotto

dell'Angolo, lìaziu

,

f)2

GER
di

GER
Romelio
re

Phncce figlio d'Israele avevano
e
sta città,

già assediata queche fu soccorsa allora da

salemme qua! monarca della Siria, e dopo Ja sua morte rimase essa sotto Tolomei come sovrani deli

Teglalli-Phalazar

re di
si

Assiria, al

l'Egitto.
tlei

Passò

quindi

in

potere
trattata

quale in ricompensa

accordaroquelli del

re di Siria, e fu

ben

no
re.

i

tesori

del

tempio e
ed

da
così

Antioco

il

Grande ,
fece

ma non
marciare Gerusale

Ma
i

questi in appresso condusin
schiavilìi,

da suo

figlio

Seleuco. Antioco

se

siri

uccise

il

Epifane suo
le

fratello,

loro re.
della
enti-ò

Anche Nechar
spedizione

al
sull'

ritorno

proprie
la

truppe

contro
vasi

sua
in

Eufrate
in

lemme,
tolse
ziosi,
i

prese, la saccheggiò,

Gerusalemme detronizzane

tesori

ed

i

i

più pre-

do Joachaz,
luogo Eliacim

ponendovi
o

suo

Gioacliirao:

non

saccheggiò la città perchè vi erano rimaste poche ricchezze, ma v'impose delle pesanti contribuzioni.

Nabucodònosor riguardando la Giudea come tributaria dell'Egitto, con
cui era in guerra, s'impadronì di

ed in tale incontro vi perirono circa ottantamila abitanti. Due anni dopo, per di lui ordine, Apollonio facendone un orribile macello tolse lutto ciò che di prezioso vi era ancora rimasto, e diede la città al fuoco, la quale abbandonata dai propri cittadini ri,

Gerusalemme: dapprima ne cangiò il re ponendovene un altro in suo luogo, il quale dopo tre anni essendosi ribellato, Nabucodònosor mandò un'ar,

essa e della città di

mase

in

potere degli stranieri. Sot-

to Antioco

Eupatore fu conclusa
e
si

la

pace fra questo principe

Giuda

Maccabeo, che
sta della
la città

era posto alla te-

nazione, e sotto al quale
in

mata

di caldei,

siri,

moabiti

ed

qualche

modo

riedifica-

ammoniti

saccheggiarono la Giudea, uccidendone il re Geconia. In un terzo assedio Gerusalemme
fu

che

ta

godette un^ apparente
I

tranquili

lità.

Maccabei continuarono
contro
i

lo-

ro

successi

re

di

Siria

presa

e

saccheggiata,
la

e finalsotto

vincendo Nicànore,
tioco Sidete assediò

ma

poscia

An-

mente per
il

quarta

volta

Gerusalemme.

regno di Sedecia fu

conquistata

Pompeo
torbidi

con l'esercito romano trodomestici
eh' erasi

pure da Nabucodònosor, facendola in tale incontro rovinare ed abbruciare quasi interamente insieme col tempio, trasportandone i sacri
arredi
:

vandosi nel Levante prese parte nei
sopravvenuti
creati

in

Giudea

dei piccoli

nel

tempo

stesso fece con-

durre
città

a

Babilonia

una
di

quantità
tuttociò la

re. Ircano ed Aristobulo si disputavano il trono; Pompeo prese partito pel primo, ed in conseguen-

di abitanti;

ad onta

za

assediò

la

città

,

la

prese

iu

fu riedificata e ripopolata per

giorno di sabbato,
al re

e la assoggettò

ordine di Ciro re di Peisia, a merito di Zorobabele, ma non vi si
liaizarono
le

tr'anni

mura
il

e

le

porte, se

nominato da lui, sessantaquatprima di Gesìi Cristo, demolendone le mura , delle quali
la
ri-

di Neemia, circa ottantadue anni dopo la suindicata emigrazione. Alessandro il Grande dopo la

non che dopo

ritorno

Giulio Cesare però permise

costruzione vent'anni

dopo.

Anti-

gono

figlio

di

Aristobulo, sostenu-

to dai parti, attaccò

conquista di Tiro entrò

in

Geru-

pochi anni dopo

:

Gerusalemme Erode il Grande

GER
o l'Ascalonita
pertossi

GER
la

63

abbandonò
e col
di

città,

a

Roma,
il

favore di

Marc'Antonio e
dal senato

Cesare
re.

ottenne

tempio; dei giudei ivi bruciati, d'una moltitudine immensa fatta schiava, e poi condannati alle bestie, o
serbati pel
trionfo,

titolo di
1'

Al

suo

o venduti a vi-

ritorno assediò
in

emulo Antigono

lissimo

prezzo.

L' imperatore

A-

Gerusalemme. Archelao figlio e successore di Erode essendo stato esiliato dai romani, tutta la Giudea fu ridotta in provincia romana sotto l'obbedienza del governatore della Siria. Passato

driano nell'anno 182 fece

eiigere
l'antica,
,

una nuova
espulsi
gli

città

pi-esso

chiamandola Aelia Capitolina
ebrei

ma
Geda

proibì loro di por
di

piede anche nel territorio

po da
di
i

tale

molto temepoca, sotto il governo

non

rusalemme un miglio
tutte le parli.

distante
gli

Dipoi

ebrei sbor-

Ponzio Pilato,
suoi
cjue'

Gerusalemme

e

dintorni

da

vennero illustrati sovraumani portenti, già
rimoti
,

sando una somma considerabile di denaro, ottennero il permesso ossia
ai

comprarono pochi
confini
di
si si

passi di terra
,

dai più

tempi promessi i quali accompagnaiono e produssero l'opera stupenda della salutare noIn quel tempo era

detta distanza

dove

ogni sabbato
le

portavano da tutte
niettevano a piansan-

parti, e

vi

stra redenzione.

gere in vista della loro città
ta,
sa.

tetrarca di Galilea
figlio

Erode

Antipa
ri-

sulla irreparabile perdita di es-

di
la

Erode

il

Grande, che
rapì

pudiò

propria moglie,

Ee

rodiade che lo era del
ce morire
s.

fratello, fe-

Giovanni

Battista,

tornò ad Gerusalemme. L'antico nome prevalse, massime sotto Costantino, dopo che questi abbracElia

Ma

Capitolina

essere chiamata

rimandò Gesù Cristo a Pilato. Gli imperatori romani tennero quindi una guarnigione nella cittadella
Antonia
ribellati
;

ciò la fede cristiana

;

fu allora re-

staurata e

maggiormente abbellita

essendosi

però
la

gli

ebrei

d'accordo con

guarni-

gione, venne la cittadella assediata
dalle truppe
ratori,

mandatevi dagl'impeguarnigione
di

con parecchie chiese, di cui facemmo superiormente memoria. Sotto r impero di Eraclio Gerusalemme fu presa ed abbruciala da Cosroe li re di Persia, che
seco trasse un gran
gionieri
,

e

la
fìl
il

tutta
Neil'

fu

numero
il

di pri-

passata a

spada.

anno
e
ri-

fra

i

quali

suo vescogli

seguente,
dusse ima

settantesimo

dell'era

vo

Zaccaria.

Ben
1*

tosto

arabi
la

cristiana, Tito prese, bruciò,
trista

conquistarono
Persia e
re
di
la

Asia

minore,

solitudine

Gerupiù
di

Siria.

Omar

successo-

salemme
.sede

,

già regina dell'oriente e

INIaometto,
della

essendosi

impadisfatto

della

religione
11

per

dronito
l'esercito

Palestina,

mille cento anni.
ni

Rinaldi agli an-

romano, ed ucciso Seigio

69, 70

e
in

71

racconta

quanto
avanti
e

avvenne
l'assedio,
la
la

Gerusalemme
città;
la

suo duce, entrò vittorioso in Gerusalemme r anno 638 , distrusse
il

durante questo,
le

dopo
che

tempio, e

vi

eresse

quella

ma-

presa della
lacerarono,
cittadini

fazioni

gnifica

grande
f ime

uccisione

di

ne' combattimenti, cro;

moschea già descritta. In mussulmani se ne reseguito sero padroni verso 1' anno io5'j>,
i

cefissi,

morti, e di

la

prodel

fanazione, rovina

ed

incendio

ed allora la voce sparsasi, che i luoghi più sacri e rispettabili della

H
:«!ligione
ietleli
,

GER
fussero

GER
ritti

piofauali dagl'iii-

sul

ducato di Buglione

al ve-

diede
l'

origine

per

Io

zelo

scovo di Liegi.
il

La

di

lui

fama

e

di

Pietro

Eremi la (a
per
la

cui conseil

ili

lui

esempio attirarono sotto
quanti più distinti
la

gnò

lettere
di

santa Sede

i

suoi

vessilli

j)iilri;irca

ne), e del
hiuio
li,

Gerusalemme Simeoromano Pontefice Ur[Mima crociata, o
jicuperare
nel
i

e prodi cavalieri contava allcjia
nobiltà.
sio

alia

sa-

Obbligò l'imperatore AlesComneno a dare la libertà ad
fratello
altri

cra

guerra
,

per

santi
di

Ugo
ad
ti

del

re

di

Francia,

e

luoghi

stabilita

concilio
di

signori

france>i,
i

non che
suoi sta-

Clciniont l'anno
e delle

1096:
,

questa

a dargli
;

passaggio per

che coiujuislarono la Palestina ne sostennero r ac({uisto e dopo perduto ne procurarono la ricupera, ne par,

altre crociate

l'unperatorc greco cangiò politrattò
i

tica,

capi dei crociati
vestir
1'

con
fi-

distinzione, fece

Golfredo del
per
sotto

manto
glio,
la

imperiale,
e pose
il

adottò

lammo

al

citato articolo Crociate,

suo impero
ordinò
clic

argomento salemme e
ta,

tutto risguardante
i

luoglii
(pii
ci

di

per

cui
le

GeruTerra Sanlimiteremo ad
dei
re

sua protezione. Oltre
gli

ricchissimi

doni che
la

lece,

dal-

festa

della Epifania sino
il

all'Agli

indicare
ialini,

principali gesta

scensione
dasse ogni
tante

tesoro

imperiale

come spettanti al nuovo legno di Gerusalemme. Goilledo di
duca della bassa Lorena,
Euslachio
II

settimana tanto oro
e
;

e

gemme, quante due uomini
,

Iiiiglione
figlio

potesseio portarne
di

nove moggia

di

conte

di

moneta

biaiica

ma

fu convei

ed uno de'più gran capitani del suo secolo, avendo date prove di mi corasmio invincibile
lj(Julogne,

nuto che di tutto ciò che

crociati

conquistassero, quegli stati che pre-

cedentemente avevano fatto
dell'impero,
Alessio,
fatto

parte

Germania sotto 1' imperatore Enrico IV, avendo ucciso il di lui emulo Rodolfo di Svevia, fu dichiain

sarebbero restituiti ad
gli

e che

sarebbe stato

rato

generale della prima crociata,

omaggio per gli altri. Goflredo dopo diverse prove di segnalato

e

si

pose

alla

sua testa
col

nell'anno
esercito
il

valore

e

pietà prese

Nicea

,

^^97? giacché
tore
essendosi
a

sotto quell' imperadi
lui

Antiochia, e varie altie piazze

diante
liio,

il

patrocinio dei

ss.
;

meDemes'
li

portato
s.

Roma
Vii,

contro
in

Papa
del-

Giorgio, e
di

Gregorio

favore

padronì
luglio
biltà

Teodoro Gerusalemme
col

e

imjq no-

l'antipapa Guiberto, colpito poscia

1099,
francese

fiore

della

da una malattia si penti di aver mosse le armi per favorire lo scisma e a daimo della santa Sede e fece voto di recarsi a Gerusalemme non come pellegrino, ma qiial difensore de'cristiani. Per provvedere alle spese della crocia,

e
la

di altre

nazioni.
si

Goffredo dopo

vittoria

asten-

ne da ogni carnificiua, con
rale edificazione

genesi

umilmente

conal-

dusse inerme
la chiesa del

ed a piedi nudi
santo
fecero

Sepolcro, e ben

tosto
il
ti,

i

crociati

rimbombare
tri-

ta

permise agli abitanti di Metz ricomprar da lui la città, vendè
di

di
il

tempio e
di

la città

santa di gemi-

singulti,

e di religioso
i

principato
di

Stenay
cedette

al
i

vescovo
suoi

pudio, ovunque eccheggiundo
tici

cangrati-

Verdini,

e

di-

della penitenza

e della

GER
tudine. 1 principali dell'esercito de-

GER
proteggere
regolare
gli interessi

65
di
lutti,

pel

stinarono eleggere

im

re di
la

Genidifen-

andamento

del

governo

salemme, per
Tegliare
sulle

aflìdargli

cura di

e della giustizia.

Queste leggi vendeposte nelri-

conquiste, e

nero con gran
la

pompa
di

dere i santi luoghi santificati dal Redentore. Dopo avere matura-

chiesa del santo Sepolcro, e
il

ceverono

nome

Assise di Ge-

mente deliberato
soggetto
, i i

sulla

scelta

del

previa

ogni

necessaria
elettori,

indagine,
scelti

deputati

dieci

fra

personaggi

piìi

com-

mendevoli del clero e dell'esercito, proclamarono Goffredo primo re cristiano di Gerusalemme, che indi

condussero in trionfo
il

al

santo

rusalcmme , che nel 1 6(jO furono stampate a Bourges col titolo di Libro delle assise e de'hnoni usi del regno di Gerusalemme. GoiTiedo fu pianto dai cristiani di cui era padre e sostegno, e dai mussulmani che avevano più volte provatala sua giustizia, clemenza e virtìi. Il suo
corpo fu sepolto nel tempio del santo Sepolcro, e la di lui spada fu
riposta nella
se
il

sepolcro, ove prestò
di rispettare
le
11

giuramento
e

leggi dell'onore

della giustizia,

pio e valoroso Gof-

sacristia.

Gli succesI,

fredo ricusò

diadema d'oro e gli onori reali, dicendo eh' egli non accetterebbe giammai una corona preziosa ed uno scettro, in una città dove il Salvatore era stato coil

che depreferì quella delle armi; quindi prese la croce, e subito concepì l'amfratello alla

Baldovino

stinato

vita

ecclesiastica,

bizioso

disegno
figlio

di

formarsi
principe


di
;

renato di spine, e scettralo di vuota canna; una cronaca dice che accettò una corona di lucente paglia;
altri

principato nell* Asia. Si
lare

fece adot-

per

dal

Edessa, e dichiarare suo successore

dicono

che

prese

una

ed è perciò
ciati

che non seguì
di

i

ero-

corona

di spine simile

a

quella

alla

presa

Gerusalemme:

del Redentore, e che

fu pago del

modesto

titolo di

barone e difendi

sore del santo sepolcro.

Poco dopo

il

soldano

Egitto

mandò
mata,

contro di

ma

essa

lui una potente arvenne disfatta iute-

fondò in Edessa un principato latino, che durò cinquautaquattr'anni. Nel i oo Baldovino I rinunziò la contea di Edessa a suo cugino Baldovino, duca di Bourg,
in
tal

modo

i

ramente ad Ascalona, e Goffredo si impadronì di tutta la Terra Santa, a riserva di due o tre piazze. Si stava
in

divenne successore a Goffredo, esitò a prendere il titolo di re da suo fratello ricusalo, ed è perciò che gli storici sogliono chiae

Non

espettazioue

di

maggiori

prò-

grcssij

allorché egli morì nel mese

di

luglio

iioo, dopo

un anno
stabilire
il

di
in
di-

marlo primo re latino di Gerusalemme. Durante tutto il suo rogno fece egli guerra talora da
vincitore, talora

regno, in cui procurò
vin cullo, ed introdusse
ci

vinto;

Gerusalemme decorosamente
i

luto dai rovesci mai,

non abbatnon lasciò ri-

Canoni-

poso a'suoi soldati, uè

ai suoi nemici.

regolari del santo Sepolcro [Fé-

Baldovino
al

I

spedì

un'ambasceria
II,

di):

ed

al

nazioni
leggi
ziosi
,

diverse, die
atte

composto di un codice di a reprimere gli ambia conciliare ed a
XXIX.

popolo

Papa Pasquale
Gibelino,
del

essendo paampliasse
di

triaica
la

acciò

diocesi

patriarcato

Ge-

particolari,
VOL.

rusalemme, siccome

fece, soltomet5»

,

CG
lentlogli
il

GER
Ponlclice
quelle chiese
re avesse conla
cit-

GER
rosolimitano,
di),

e de' Tempiali dal

e quelle

citici

che
il

il

approvati

Papa

,

(^ecominco-

quislalo. Sollo

suo regno
ai

ciarono a brillare di grande splendore. Folco

tà di Tripoli, vari anni,
fn
il

dopo un assedio
arrese
degli
cristiani,

di

V

di

questo
,

nome

si

e

me duca

di

Angiò

due
in

volte e-

qnarlo

stabilimenti

o

ra stato coi crociati
sul trono di

Palestina;
sosten-

principali
ricnlc.

fondali
I

dai latini in ocolle

Gerusalemme
gli

Baldovino quiste al regno aggiunse le città
sia
s,

sue con-

ne valorosamente
nia con
gli

sforzi dei sa-

di
di

Gerusalename Tolemaide osSidone,

raceni, indi visse in

buona armogli

arabi e con

egizi,
P^i'

Giovanni
,

d'Acri,

e morì alla caccia nel

ii4^»

Borito
sta

e parecchie altre della co-

una caduta da
Gli
III,

cavallo.
il

di

Francia.

IMon
anni
di

nel

1118
e

successe

figlio
i

Baldovino
risvegliò

dopo
tu

dieciotto

regno,

sotto del quale

cristiani per-

tumulato nella

basilica del sanil

derono
in

Edessa, ciò che

to Sepolcro.

Gli successe

suddet-

to Baldovino II suo cugino, il quale avea avuto parte ai travagli

Europa l'ardore delle crociate. Luigi VII re di Francia, e Corrado
croce
,

III
i

della

prima

crociata, e nell'ul-

popoli

imperatore presero la obbedirono alla
,

timo

assalto di Gerusalemme fu dc'primi che con Goffredo penetrò

nella

città;

era

amato

dai

suoi

compagni pel suo coraggio
la

e per

sua disinteressata pietà. Soccorse Antiochia minacciala dai turchi,

e

li

fugò

in

vari

incontri

s. Bernardo e piombarono una seconda volta sull'Asia. Baldovino III ricevette i due sovrani con gran distinzione e li accompagnò all'assedio di Damasco, che non poterono superare, per cui fecero ritorno in Europa, lasciando

voce di

,

ma
do

poi restò prigioniero loro,

quan-

il

re di

Gerusalemme

alle

prese

voleva

liberare

dalla piigione

Josselin

de

Gourtenai
cattività
il

Edessa.
II

La
nella

immerse

conte di Baldovino regno di Gerusadi

lemme
stiani

costernazione; a' cricapi

privi de' loro

toccò di

con nemici tanto formidabili. Non per questo Baldovino III si lasciò abbattere, si misurò con Noui'-Eddyn, sultano d'Aleppo, che cominciava a porre le fondamenta di un impero destinalo ad annientare

ad un tempo i saraceni di Siria, ed i saraceni di Egitto; nondimeno con V aiuto dei veneziani s'impadronirono di Tiro, e respinsero i nemici. Josselin
fuggì dalla prigione, radunò truppe, sconfisse gl'infedeli, e fece ren-

combattere

un giorno
l'Asia
;

le

colonie cristiane del-

prese

Ascalona
febbraio
i

,

veleno a'2 3
trentatre.
Il

e morì di i63, d'anni
I

suo fratello
successe,

Amaury

o
i

Almerico
contrasti

gli

dopo lunghi
fu coronato

insorti

nel clero e tra

grandi
nella

del

regno, e
11 65.

dere la libertà a Baldovino li, quale morì nel i 3 1 lasciando
1

il il

chiesa del santo

Sepolcro

ai

18 febbraio
va
grandi

Dotato d'ingespesso gigantedi

regno a Folco conte d'Angiò, che avea sposato Melissenda sua primogenita, e fu vivamente pianto
dai cristiani. Sotto
il

gno attivo ed intraprendente, aveviste,

e

sche
stalo
;

pel padrone

un

p'iccolo

regno

di Bal-

vano

e fiero

ammassò denari
mez-

dovino

II

gli

ordini

militari

Ge-

e credette che in politica ogni

GER
zo fosse lecito per
tento.

GER
all'in-

67

giungere

Dovè

subito

sostenere

una

guerra col

calilTo d'Egitto,

cusando

mandato
però
il

pagare il un' armata
califtb

che ritributo avea
in

pure dai greci, ma non ottenne che promesse. Sconvolto il regno dalle fazioni dei templari
citarlo

e degli

ospitalieri
le

gerosolimitani

,

Palestina

;

andando
nel
I

colonie

cristiane del-

ritirò

le

sue truppe
I
,

l'Asia in decadenza,
1

morì Amaury

I

e fece

alleanza con
le

Amaury
esercito
il

il

73.

quale per

somme
un

ricevute donelsul-

Baldovino
del

IV

figlio

e successore
te-

vette portarsi con

precedente, infermo, ed in
III

l'Egitto a sostenerlo contro

nera età montò sul

trono, per cui
fat-

tano d'Alcppo, onde ritornò a Ge-

Raimondo
lui

conte di Tripoli fu

rusalemme colmo
gloria.
gitto,
la

di ricchezze e di

to reggente del

Invaghitosi

del

fertile

Eil

regno durante la di minorità. Il regno fu tosto aginobiltà

concepì
,

il

disegno di

farne

tato dalle pretensioni della

conquista

e di ciò persuase

e

del

clero;

gli

stati

de'cristiani

gran maestro de'cavalieri di s. Giovanni dell' ordine gerosolimitano, ai quali promise la città di Bilbeis quando fosse caduta in potere dei cristiani; quindi fece associar nell'impresa anche l'imperatore di Costantinopoli, di
cui

d' Asia

tendendo
la

alla

decadenza,

Saladino invase

Palestina. Dive-

nuto maggiore Baldovino IV mosse ad incontrarlo, e lo sconfisse ad tale vittoria rinvigorì le Ascalona
:

speranze dei

cristiani,

ma non
di

targli

avea sposato

la

la

fortuna a dichiararsi per
Irritato

nipote,
se di

dopo aver ripudiato AgneCourtenai. Amaury I ruppe
la

infedeli.

Saladino

sua

sconfitta, desolò le

provincie del re-

d'improvviso
all'ordine

pace col

califfo

di

gno, mentre

il

re per le infermità
vista, e

Egitto, prese Bilbeis

che fu
e

data

avea perduto

la

l'uso delle
il

gerosolimitano,
il

ciò quindi verso

marCairo, dove l'aprocurò con
pace,
socil

mani e

dei piedi, e dato

comando

vea preceduto
armi. Allora
tesori
il

il

terrore delle sue

califfo
1'

Lusignano conte diJoppe suo cognato, che pur fece reggente del regno. Guido non
dell'esercito a

Guido

di

comprare
implorò

infranta

profittò
il

dell'occasione per attaccale
gli

mentre
corsi

ed

ottenne

nemico,

fu tolto
il

il

comando
il

dal sultano d'Aleppo; onde

dell' esercito

e

governo, ed
111.

tut-

re tornò a
la, e

Gerusalemme senza
il

nul-

to

si

afEdò a

Raimondo
e

Intanto

ben presto
e

regno

si

trovò

Baldovino

IV

ottenne da Sahidino
spedì
in

circondato

minacciato
per

parte, perchè

da ogni INour-Eddyn profitconquistare
sultala

una tregua,

Europa

il

patriarca Eraclio per sollecitare una

dell'occasione

l'Egitto.

Dopo
il

morte del
d'

nuova crociata, ma nulla ottenne. Turbato il regno di Gerusalemme
dai
ceni,
faziosi,

no

divenne
Egitto

possessore

Aleppo
cristiani
il

e

minacciato dai

sara-

dell'

valoroso Saladino,
ai

che riuscì formidabile
di

morì Baldovino IV nel i 186, avendo disognato per successore il
figlio

Palestina

.

Subito

attaccò

di

Sdiilla

sua sorella, e del

piccolo regno di
il

Gerusalemme, ed
d'occidente, e
si

re

si

trovò costretto d'implorare
a Costantinopoli

l'aiuto de'cristiani
trasferì

marchese di Monferrato Guglielmo, Baldovino V. Quest'ultimo essendo nell'infanzia, terminò i suoi giorni
passati
sette

per solle-

mesi, forse avvelenato

68

GER
III,

GER
Sefori erano l'unica

da Raimondo III, o sagrificalo tlalr ambizione di sua madre, che in seconde nozze avea sposato Guido
di Lusignano, a cui voleva assicu-

speranza.
di

Guiil

do contro l'opinione
mosse
incontro a
si

Raimondo

Saladino,

quale impadronito
riade.

era di Tibe-

rare

la corona di Gerusalemme. Questo principe d'una delle più

I due eserciti giunsero nel medesimo tempo nella pianura di

antiche case del Poitou,
liere

ma

cava-

Baltouf, ed
glio
I

il

giorno dopo,

a'

4

lu-

senza

nome

e senza gloria per-

sonale, perchè la sua incapacità gli

187, vennero a battaglia; la vittoria contesa per due giorni con
eguale ardore,
si

fece perdere la stima de' suoi ulFiziali,

dichiarò finalmen-

e l'oigoglio terminò d'irritarli,

te pei saraceni.

Guido

fatto prigio-

divenne nel i i86 re di Gerusalemme in questo modo. Dopo la morte di Baldovino V, accusati molti d'averla
provocata, Sibilla mostrando allora

intenzione di separarsi
e di scegliersi a sposo

da Guido,
il

guerriero
il

più capace di
si

difendere

regno,

recò

nella chiesa del santo

Se-

un gran venne accolto da Saladino in una tenda nel mezzo del suo campo, in cui gli presentò de' rinfreschi. Continuò a trattarlo con bontà per tutto il tempo che il tenne al suo seguito; da ultimo però divenuto padrone di quasi tutniero con suo fratello, ed
di
cavalieri,

numero

polcro, circondata
ri uffiziali. Il

dai suoi prima-

ta la Palestina, e di
a'

Gerusalemme

patriarca Eraclio pro-

ferì

il

divorzio, gli consegnò lo scet-

187, gli rese la libertà a condizione che Guido rinunziasi

2 ottobre

tro, e la invitò a

non

aflidarlo

che

se al titolo di re di

Gerusalemme,
eh' era
il

al più

degno

;

ella

presa la corona

dopo ottantotto anni
to
il

dura-

dalle

mani

del

patriarca, la
si

in capo a Guido, che
flesso innanzi

pose pose genuamici
di

regno latino, ed
le

R^inaldi

detto anno riporta

iniquità

a comper

a

lei

;

i

suoi partigiagli

messe da Saladino
facendo
la città,

sui santi

luoghi,

ni applaudirono,

ma

battere la vera

croce

Raimondo III si ritirarono sdegnati come rimasti delusi. Guido lungi
dal cercare di placarli, fece
recchi per
assediare

lavare

la basilica

del san-

to Sepolcro con

appa-

Raimondo HI
di-

conte di Tripoli, in Tiberiade sua
residenza. Questo
tratto dalla
il

sperazione invocò
gliò

soccorso di Sade' saraceni ta-

acqua di rose onde farvi leggere il Corano, e dire le lodi di Maometto. Guido credendosi sciolto dal giuramento cui strappato gli avea la violenza, tentò, ma indarno, aiutato da alcuni sudditi
fedeli,

ladino, e l'esercito
a
pezzi
i

di

fare che riconosciuta ve-

cavalieri

templari,

nisse l'autorità sua nelle città

che

che vollero opporsi al suo ingresso
nella Galilea.

non erano ancora
al

state
;

sottoposte

giogo de' saraceni

e

deliberato

avvenimento persuase Raimondo III ad obbliare il suo disdegno; andò a visitare Guido in Gerusalemme, l'abbracciò dinanzi a tutto il popolo, e giurò di combatIl

fatale

di

riacquistare la stima de' suoi po-

poli

con alcun tratto di valore, as-

sediò Tolemaide.
sedio, la

tere sotto gli ordini suoi

i

nemici

Durante tale asmorte di Sibilla fu origine di nuove contese, intorno al vano titolo di re di Gerusalemme.
ta,

Cinquantamila uomini accampati nella pianura di
del
cristiano.

nome

Guido ottenne di conservarlo in vima subito dopo egli ne fece ces-

GER
sione a Riccardo Cuor di leone l'e «ringhillerra, ricevendone in cam-

GER
allora ne' discendenti di
II sollecitò

69

suo regno non furono salvati, che per la divisione la quale regnava
Saladino.
i

bio la sovranità dell' isola di Cipro,
cui fu
altresì

obbligato di

ricom-

Amaury
corsi

più volte

soc-

prare dai templari,

ai quali Riccar-

dell'Europa cristiana; fu pre-

do l'avea già venduta per venticinque mila marchi d'argento. Questo debole principe dopo aver fondato il regno di Cipro mori nel g4> e la1 1

dicata

una

crociata per tutto l'occii

dente,

ma

in vece

crociati

si

recaro-

sciò a

suo fratello
cui
i

Amaury
loro

la

pre-

lata

isola,

discendenti

possederono fino al
conte di

i^j^-

Enrico
co-

no ad assediare Costantinopoli (F^edi)^ né più curarono i giuramenti fatti di liberare Gerusalemme, e nel 1204 vi fondarono l'impero latino. Allorché lo scarso numero di guerrieri,

Champagne

fu riconosciu-

che difendevano
la

la Palestina, ri-

to re titolare di

Gerusalemme

seppe

conquista di Costantinopoli,
di cui era

me

nipote di Riccardo; questo gioIsabella sorella della regina

accorse in questa città,

vine principe aveva sposato da poco

stata loro vantata la ricchezza.

A-

tempo
di

maury

II

rimase

alquanto solo in

GerusalemmeSihilla, restata vedodi

Corrado di Monferrato signore di Tiro assassinato dal Vecchio della montagna, avendo per dote la
va
detta città.

Tolemaide, e vi mori nel i2o5, lasciando il regno di Cipro al suo figlio Ugo di Lusignano ed il vano
titolo

di regina di
figlia

Gerusalemme a
e
di

Nondimeno
formando

il

re Enri-

JMaria

d' Isabella

Cor-

co vedendosi
pericoli,

circondato
la

da

tanti

rado

di

Monferrato
i

di lei

primo
Pale-

e

principal
tre

marito.

sua forza gl'individui dei
plari e de' teutonici,

or-

Quando
stina

cristiani

della

dini militari gerosolimitano, de'tem-

desiderava
fece
di
il

ri-

tornare in Europa. Iq questo tem-

po la morte di quanto sperare
lestina,

Saladino
ai
i

al-

cristiani

Pare
di

ma

nel

197

morì

EnricOj ed

allora
di

Amaury
Guido
le

II

Lusignano re
l'eredità

Cipro sum mentodi

vato, e fratello

raccolse

o

piuttosto

speranze
Isa-

de' suoi predecessori sposando

bella

vedova d'Enrico, onde fu coronato re di Gerusalemme nella città di Tolemaide. Aveva l'imperatore Enrico VI spedito in Palestina

vennero a domandare a Filippo II Augusto re di Francia uno sposo per la suddetta JMaria erede del regno di Gerusalemme, il re scelse Giovanni di Brienne figlio di Erardo II conte di Brienne, e di Montbelliard, per di Agnese quale tutte le tal matrimonio, il qualità in sé univa di un vero cavaliere francese. Egli partì per la Terra Santa nel 1209, sposò Maria, e si fece consecrare re di Gerusa-

lemme
portò
di
gli

nella città di

Tiro, indi

si

segnalò per alcuni vantaggi che risui

saraceni allora

padroni
ch'e-

un

esercito

di

crociati,

i

una gran parte
non

del regno

quali avevano riportalo qualche van-

era chiamato a conquistare;

ma

taggio,
in

ma

essi

furono
la

richiamati
del
si

siccome

aveva seco

condotto

Europa

dopo

morte
II

re
trole

Enrico, per cui
forze saracene.

Amaury
di
I

che un piccolo numero di cavalieche ri, i suoi successi non furono
passeggieri.
III
11

vò esposto a bersaglio
deboli

tutte

Pontefice

Innocenzo

avanzi del

ad esempio

de' suoi predecesso-

70
ri,

GER
che sempre posero tutto lo zee il loro potere a vantaggio di
e de' luoghi santi

GER
Federico
lante,
li
il

sposò in

Brindisi Join

lo

che

Papa ornò

Gerusalemme
Palestina, fece

di

coU'insegne imperiali nel 1226;

Ruma ma

predicare una nuoli re d'

r imperatore
titolo

va crociata. Andrea
ria,

Unghedell'oc-

di

re di

dopo aver preso il Gerusalemme che
suocero,
dai

e molti altri

principi

apparteneva
ministri
fece

al

suoi
di

cidente a

presero la croce, sbarcando

prender

possesso

Tolemaide, ed uniti a Giovanni di Brienne ottenneio alcuni vantaggi, e presero Damiata. Ma fra i capi essendo entrata la discordia, e per le pretensioni del cardinal legato Pelagio, il re si ritirò a Tole-

quella parte,

che

non era ancor
de' saraceni,

venuta in
tuttociò con

potere

e

grave
si

dispiacere

del

suocero che

vide
II

spogliato

del

regno, e Federico

più non parfi

maide
rono
to;
i

ossia

Acri,

ed

obbligati fu1'

crociati

indi nel

abbandonar 1218 Safadino
demoFi
il

Egit-

fratel-

per la Palestina, ad onta de' giuramenti fatti, Onorio III procurò di porre in accordo i due principi, ma senza riuscita ; e siccome

lo di Saladino
delle

restante

Giovanni
lui'
,

erasi
il

rifugiato

presso di

Gerusalemme. Il Rinaldi dice che fu Corradino figlio di Safadinp che distrusse Gerusalemme, le sue mura e torri, dal tempio del Signore e daldell' infelice

muraglie

perciò

Pontefice
carità

usando
Chie-

della

consueta

della

la torre di

Davidde

in fuori, e sog-

giunge che avendo tenuto consiglio saraceni per distruggere il santo i sepolcro, minacciandone con lettere i cristiani di Damiata, ninno però ebbe ardire, di farlo per la riverenza che avevano al luogo. Giovanni di Brienne implorò di nuovo i soccorsi d'occidente, il perchè

romana, nell'anno 1227 die a Giovanni per sostentamento di sua real persona, il governo di tutti i dominii che la santa Sede possedeva da Radicofani a Roma. Nel medesimo anno morì Onorio III, e
sa
gli

successe Gregorio IX, il quale invitando l'imperatore ad effettuai

re
si

suoi giuramenti,

e mostrandolo

egli indifferente,
il

solennemente

scomunicò, e die
milizie
pontificie

comando
le
II

delle

al

Giovanni.
partì

Onorio
derico gio di

III
II

esortò l'imperatore Fe-

Finalmente Federico

nel

ad intraprendere il viagTerra Santa, chiamandolo a

1228 per la Palestina, e fu accolto ad Acri come un liberatore ; ma
appena
i

tale effetto

in Anagni. Il Papa convocò quindi un'assemblea in Ferentino per istabilire un'altra spedizio-

crociati

seppero

ch'era

allacciato dalle censure, al rispetto

ne, e v' intervenne

il

re

eh' erasi portato a

Roma

Giovanni per esse-

Federico II promise con giuramento di andare a
re soccorso
;

in essa

dimenbramato conquisto di Gerusalemme. Sentendo poi Federico II che il Papa avea bandita una
successe la diffidenza, e fu
ticato
il

crociata contro di

lui sotto

il

co-

Gerusalemme
Onorio
III

tra

due anni.
l'

Indi

mando
gran

del suocero,

divenuto

suo

consigliò

Giovanni per
imperatore,
ri-

nemico,
fece coi

a'

meglio interessare masto vedovo per
stanza, di dargli

1229

saraceni
il

18 febbraio del un infame
scagliò
e santi in

la

morte di Cofiglia

patto, per

cui

patriarca
;

sua

Jolante

in

isposa.

Giovanni

vi

acconsenfi,

r interdetto ai luoghi do Federico II entrò

quanGerusalem-

GER
17 marzo trovò la basilica del santo Sepolcro deserta, onde da se stesso si pose la corona sul
nie
a'

GER
ni giunse a Costantinopoli nel

71 1229,
fu pu-

cedergli dovesse all'impero. Giovan-

e al dire del

Dandolo ne

capo, e

si

lemme,

al

proclamò re di Gerusamodo che narrammo

re coronato imperatore,

ma

vec-

chio d'età
le

;

nondimeno non ismenli
che
,

parlando di tal principe agli articoli Crociata sesta, e Germania. Solo qui diremo, che Federico II fece alleanza col soldano di Babilonia,
il

speranze

di

sua

bravura
il

eransi concepite
de' bulgari, e
di

e combatté

re

quale
saraceni

ritenne la

custodia

del santo

sepolcro, perchè
in

andan-

Nicea , mini avevano assediata Costantinopoli, che Giovanni difese con un
di prodi.
vittorie

Vattace imperatore che con centomila uo-

dovi

i

pellegrinaggio,

pugno
altre

Quando

queste ed

potessero entrarvi liberamente senza pagar tributo; e tranne Gerusalemme il soldano fuori della città non restituì all' imperatore un palmo di terra né al patriarca, né
al

risvegliavano l'entu-

siasmo de'guerrieri d'occidente, Giosciando

vanni mori a'23 marzo l'impero Ialino
e

1287,

la-

senza ap-

poggio
si

senza

speranza, per cui

santo sepolcro,

all'ospedale

di s. Giovanni, né agli abbati di Larina, né di Giosafat, né del tempio del Signore, né del monte Oli-

Sino dal 1224 era egli passato in seconde nozze con Bedisciolse.

rengaria
glia.

sorella del

re

di

Casti-

In

quanto
Palestina,

a

Gerusalemme

veto, né del

monte Sion, come nar1229.

ed

alla
i

ra

il

Rinaldi all'anno

ma
te

cristiani

da quest' ultifurono interamennell'

mura
alla

L'imperatore senza fortidcare le e pensare di Gerusalemme
,

cacciati

da' saraceni

anno

sua

difesa

,

precipitosamente
sbaragliò

fece ritorno
le

in

Europa,

truppe del suocero e ricuperò le città che avea occupate. In quest'anno la fortuna venne ad offrire a Giovanni di Brienne 1' occasione di salire sul trono di Costantinopoli. L'impero de' latini cadde in rovina; Baldovino II, che succedere doveva al padre suo Pietro di Courtcnai, era ancora in età miprincipi dello stato si rinore ; volsero a Gregorio IX per domandargli un principe che potesse goi

1291. Oltre gli ordini gerosolimitano, teutonico, e de' templari, Gerusalemme ed altri luoghi in santi, furono istituiti ancora i seDel guenti ordini cavallereschi. santo Sepolcro, che per indulto apostolico

tuttora

conferisce

il

p.

guardiano della custodia di Terra Santa; di s. Caterina del monte Sinai; di s. Giovanni Acconeuse o
sia

d'Acri, sotto

il

patrocinio di
,

s,

Giovanni
i

Evangelista
di
s.

per

assiste-

re gì' infermi e pellegrini
santi

visitanti

luoghi
;

;

s.

Tommaso
da Gemedesimi
re di
li

Cantauriense

di

Biagio; e di
lungi

vernarli e difenderli.
se

Il

Papa
,

scel-

Monte Gaudio poco
rusalemme, a
santi

Giovanni

di Brienne

che

fu

difesa de'

insignito a vita del titolo e delle prerogative d' imperalore, col titolo

luoghi.

In

quanto
e

al

titolo

di

di vicario e governatore dell'impero, a condizione che

Gerusalemme,
imperatore,
cilia,

dopo

Federico

dasse al gio-

re di Napoli e

Si-

vine Baldovino
figlia

II
,

la

in

isposa

e

sua seconda che quegli suc-

lo

portò Corrado

IV impeed
a

ratore

suo

figliuolo,

Cor-

72
radino
il

GER
figlio

GER
vevano concesso suoi predecessori. 1 re di Sardegna come duchi di Savoia, e coni' eredi delle ragioni
i

del secondo glielo die

Papa Clemente IV. Dichiarando re delle due Sicilie Carlo (juesli
d'Angiò,
gliene

1

die solenne

in-

dei

Lusignani,

egualmente

s'

inti-

vestitura

come

feudi della
i

Chiesa,

tolano re di Gerusalemme, ed in-

e d'allora in poi

re di
di
I

Napoli

usano
delle

d'intitolarsi

re

Gerusaera erede

lemme, dacché Carlo

quartano nelle loro arme uno scudo d'argento con croce potenziata d'oro, accompagnata da quattro
crocette simili,
eh' è l'insegna

ragioni che avea sulla coro-

del

na di Gerusalemme la principessa Maria d' Antiochia , nata da Boeinondo III principe di Antiochia, che altri chiamano Piaimondo Rupini, e da Melissenda figlia ereditaria

d'Isahella
figlia

regina di GerusaII.

lemme
ta

d'Amaury
Maria

La

detin

regno latino di Gerusalemme. Osserva il Bosio nel tom. I, p. i3j ócW Istoria della sacra religione ed illuslrissinia tnilizia dì s. Gioi'aiini Gero solimi tana ove pure eruditamente tratta di Gerusalemme, che i re d'Inghilterra ancora s'iny

principessa

cedette

solennemente le sue ragioni sul regno di Gerusalemme nel 1276 o meglio 1277 a Carlo I d'Angiò, ed a' suoi successori, per

Roma

titolarono sempre re di Gerusalemme, dopo il re Riccardo Cuor

di leone,
scritte.
Il

e per le ragioni sudde-

Borgia

nella Difesa del

dominio temporale
poslolica, a pag.
ta
di

della Sede ae seg. trat-

una somma

di

danaro, e Carlo
fu

I

299

come

re

di

Gerusalemme

co-

Gerusalemme e suo regno,
che nel 1277, nel cominciasecolo

ronato dal Pontefice Giovanni XXI o meglio dal Pontefice Nicolò

oltre

Questo Papa aveva commesso r esame dell' aliare al patriarca di Gerusalemme ed ai gran maestri
111.

de'
ri,

gerosolimitani

e

de' templa-

non che agli altri baroni di Terra Santa, che solevano avere
volo
del re
in

consiglio,
di

e

nell'elezione

compreso due Sicilie, per cui Alessandro VI nel 5o i dichiarò Luigi XII redi Francia, re di Napoli e di Gerusalemme, e Ferdinando V il Cattolico, ed Isabella sua moglie, duca e duchessa di Puglia e Calabria. Quindi dichiare del

XVI

fu

nelle papali investiture delle

1

Gerusalemme.

Dipoi

i

romani Pontefici coll'investiture del regno delle due Sicilie conferirono il titolo di re di Gerusalemme
ai

che l'investituregno delle due Sicilie sieno della natura medesima di cui sono le investiture volute
ra
sia
falso,

come

re papali

del

re di Napoli. nel

Quando Giovanni
scomunicò
al

dal patriarca

di

XXIII
perchè

i4ii

Ladi-

Buglione

,

del regno stesso di

Gerusalemme da Gedel del

slao re di Napoli e di

Gerusalemme

rusalemme, e da Boemondo
principato d'Antiochia; e dice
titolo

dominio di Roma, lo privò d'ambedue i regni. E Clemente XII a' 12 maggio 1738
coU'autorità della bolla
del regno di

aspirava

di

re

di

Gerusalemme, e
di

della

consuetudine

unirsi

alle ai

Ad

cxcel-

investiture della Sicilia.
destini di

Quanto

suin, concesse l'investitura delle
Sicilie, e

due

Gerusalemme, dopo che
ai

Gerusalemme
altri

Saladino la tolse
sotto
de' solduui

cristiani, restò

a Carlo III di Borbone con le stesse

r obbedienza e dominazione
di

condizioni, e

come ^d

Egitto; fu tolta da

,

GER
essi

GER
1244} ed
vi
i

73
la

a Federico

II nel

Giovanni

;

assistè

Madonna a

corasmini maomettani
inauditi eccessi;

finché nel
I

commisero iSiy
impe-

pie della croce, ed apparecchiò gli

unguenti per imbalsamare
di

cadde

in

potere di Sclim
piìi

Cristo.

S.

il corpo Giuseppe d'Arimatea

ratore de'turchi, e da quel
insensibilmente sempre
ta

tempo

decadu-

dal suo
il

sotto

primo splendore, restò dominio della Porta ottodi sopra la descri-

Redentore, chiese il corpo a Pilato, ed avendolo involto in candido lenzuolo lo ripose in un sepolcro nuovo inciso
di lui

discepolo del

mana, e quale

nel sasso:

si

vuole che propagasse

vemmo.
Notizie ecclesiastiche di Gerusalem-

l'evangelo

in

molte parti,

come

nella gran Bretagna, e

morì l'anperitissimo
del

no

35.

S.

Gamaliele

me

e del suo patriarcato.

giureconsulto, seguace

Redens,

tore, perorò più volte a favore de-

Primieramente
rosolimitana
Terzi,
^

riporteremo
quella

la

gli

apostoli, die sepoltura a

Ste-

cronologia de' santi della chiesa ge-

fano, e vi fu sepolto vicino l'anno

secondo
si

del

35. S. Abibone, fu

battezzato

da

come

legge

a pag. 224,
la

un
ri

discepolo del Redentore, e

mo-

mentre a pag. 227 riporta
nologia de'

cro-

sommi

sacerdoti,

da Aa-

prima della distruzione di Gerusalemme. S. Nicodemo, che per
seguire
il

di

ron sino a Giovanni Ircano figlio Simone, ed a pag. 3i5 la croe regnanti della
Siro-Palesti-

Picdentore fu privato dai

giudei del principato, e cacciato da

nologia de' patriarchi, profeti, giudici

Gerusalemme, venne sepolto presso
s.
il

Stefano l'anno 38. S.

Giacomo
del

na, incominciando da

Adamo,
:

sino

Maggiore
e

figlio

di

Zebedeo, te-

a Selim
\entitre

I

imperatore de'turchi
seguente
concilii

nel
i

stimonio della
Signore,

trasfigurazione

paragrafo
e
quelli

riporteremo
nei

di

Gerusalemme,
,

del

Mansi

quali vi
ec-

sono altre notizie sulla
clesiastica
di

storia
I

Gerusalemme.

santi

dunque da tale
scovi
di

della chiesa gerosolimitana

storico descritti, oltre

i

veil

aver annunziato vangelo nella Samaria , nella il Giudea, e nelle Spagne, fu fatto morire in Gerusalemme da Erode Agrippa l'anno 4i- S. Panutio, glorioso martire del secondo secolo. S. Ciriaco vescovo d'Ancona, portatosi

dopo

cui

parleremo,

sono:

a visitare

i

santi

luoghi sot-

santo re Davidde, morto santamente nell'anno del

to l'impero di Giuliano l'Apostata,

mondo 3o2i.

S.

fu martirizzato l'anno

363.

I

ss.

che meritò di veder Gesù nel tempio tra le bracprofetessa,
cia del vecchio

Anna

Andronico ed
di

Anastasia

consorti

professione

argentieri, fiorirono

Simeone, o l'anquelli

nel quarto secolo, e morirono continenti

nunziò a

tutti

che aspetta-

in

visitare
I
ss.

i

santi luoghi di

vano la redenzione in Israele, e viveva nell'anno secondo di nostra era. S. Stefano protomartire, uno
de' sette

Piniano e Melania consorti romani che menarono viPalestina,

diaconi

,

fu

martirizzato

l'anno 34- S.
glie

INIaria
,

Salome,

modegli
e
s.

monte Oli velo, avendo il prinìo animato l'imperatrice Eudosià alla visita de' santi
ta penitente nel

di

Zebcdeo
s.

e

madre

luoghi, ciò che eseguì l'anno
S. Pclagia antiochena;

.\'ò'6.

apostoli

Giacomo Maggiore

menò

vita

,

,

74
penileale nel

GER
monte
dai
4'*'-

GER
Olivelo, allopellegrini
,

ra

fiequenluto

e
ni-

morì l'anno
pote di
s.

S. Atanasio

La sua cattedra (ù custodita con venerazione, sino al tempo di Eusebio. Gli sucfratello del Signore.

Cirillo patriarca alessan-

cesse
lui

s.

Simeone
figlio

o Simone
di

I

di

drino, portandosi in Gerusalcname
inveì contro 1' intruso vescovo Teodoro eutichiano, il quale lo fece ferire mortalmente, e strascinarlo per la città, dandolo in cibo ai Aggiungeremo cani l'anno 4^^che il sommo Ponttiice romano

cugino,

Cleofa

e

cuan-

gino del Redentore, nell'istesso
no; resse
la

chiesa

gerosolimitana
fu
crocefisso

quarantasei
ni

anni, e

sotto Traiano nel 107 o 109, d'an-

cento e venti.

Abbiamo
di
s.

dal Ri-

naldi che alla

morte

Simeo-

Teodoro I, di nazione greco, nato in Gerusalemme, e figlio di Teodoro vescovo, fu eletto Papa a'24 novembre del 642, e governò la
Chiesa universale circa sette
anni.
in

ne non avendo potuto

conseguire

questo vescovato l'ambizioso e su-

perbo Tebuli, per disperazione si pose ad infestare con perniciosi errori la chiesa gerosolimitana la quale non essendo mai stata sino allora da eresia veruna contami,

Dopo
cielo

la

gloriosa

ascensione

da Gesù
Oliveto,

Cristo
il

operata

sul

monte
s.

principe

degli

nata
terzo

si

chiamava
fu

la

vergine.

Il

apostoli e

primo sommo Pontefice
Betsaida
in
al

Pietro di
pel

Galilea

promosse

primo

governo
e fece
s.

della chiesa gerosolimitana,

primo vescovo

l'apostolo
il

Giacovisse

mo

Minore, detto

Giusto:

vergine, astinente dal
ne, e dal

mangiar carfrei

Giusto o Giuda I, che visse tre anni, e morì il martire quarto s. Zaccheo pur chiamato Zaccaria ; il quinto Tobia, ed il sesto Beniamino I. Successero altri nove vescovi tutti ebrei fatti cristiani, cioè Giovanni,
vescovo
san
;

bere vino, e per la
suoi
la

s.

Mattia,

Beniamino

TI,

Filippo
Josi-

quenza

dell' orazione,

ginocdi

che secondo Epifanio morì nel 127,
Seneca, Giusto, Levi,

chi s'incallirono

come

pelle

E freni,

cammello: osserva il Piinaldi che s. Giacomo in memoria del Redentore ivi crocefisso, vestiva di una
semplice sindone o veste
e perciò nel
in

de chiamato da Eusebio Gioselfo, e Giuda li che visse sino all'anno decimoprimo dell' imperatore Antonino.

candida,
abbietto

Gli

ultimi

sei,

al dire di

modo
la

il

più

Eusebio, nello spazio di tredici anni,

confronto degli

altri

chierici di

questa chiesa,
rosolimitani.

quale

umiltà

fu

vale a dire sino all' ottavo di Adriano, soffrirono crudelissima pere martirio

imitata anche da altri vescovi ge-

secuzione
di cui

dai

tiranni

Per invidia e malvafu

gità de' giudei

precipitato

dal

mancano le memorie. Quando Gerusalemme fu distrutta da
a
sapersi che
il
i

pinnacolo del tempio nella profon-

Tito è

cristiani,

da

valle di

Cedron, e semivivo fu

seguendo

consiglio

predetto

da

ucciso nell'anno

63

di

nostra

era,

Gesù

Cristo, ritiraronsi sulle

mon-

dopo ventinove anni

di vescovato, e novantasei di età, secondo Epi-

fanio: GioselTo attribuisce la

rovi-

na
ta

di

Gerusalemme
s.

a

morte daGiacomo, che fu pur detto
alla

tagne al di là del Giordano, facendo per qualche tempo dimora particolarmente a nella Perca e Pella ; e fu colà che vi ebbero i
suddetti
ultimi

quindici

vescovi^

,

,,

GER
nove de'quali circoncisi, che avevano abbracciato il cristianesimo ;
fiiblnicala
di'iano
la

GER
onorala
era
di
di
tal

7J
più

nome da Augusto
lunga

gran

degna

di

poi

dall' inipeialorc

Acol

quella di Soiia, la sede alessandri-

nuova Gerusalemme
Àtlia,
proibì

na fondala
di
s.

da

s.

Alajco a
all'

nome
antio-

nome
de.
I

di

quell'imreca-

Pietro, fu preferita

peratore agli ebrei di mettervi piegentili

chena,

quantunque fondala prima

però che

vi

si

dallo stesso principe degli apostoli.

rono
la

ad

abitare,
Cristo,
essi

avendo ricevuto
elessero per

fede di

ve-

scovo uno di
co, liuìo

chiamato
11

Mara
dei

mentre Giuda
dei

succitato, l'ulritirati

Egualmente, perchè Cesarea marillima, maggiore di tulle le altre città della Giudea, era stata fatta dai romani metiopoli di tutta quella provincia, quivi parimenti fu posta
la

vescovi

ebrei

Fella, vivea forse ancora, e gover-

nava
fedeli

la

sua

chiesa

composta

sede metropolitana dell' istessa provincia , e non in Gerusalemme

della sua

nazione.

Cesarea, una delle più belle città di Palestina, ed in cui predicò l'evangelio s. Pietro, era diventala

benché con riserva di qualche speciale onore a favore della chiesa
gerosolimitana,
concilio

come

rilevasi

dal

dopo

la

rovina

di
il

Gerusalemme
paese, in cui

metropoli di tutlo
eransi ritirati
la
i

cristiani,

compresa

novella città A.lia
vescovi,

Capitolina,

co' suoi

patriarca
sercitato
al

d'Antiochia

pare che il vi abbia egiurisdizione;
di

mai nessuna
il

contrario fu

vescovo

Ae-

Ha, come il più degno, che ordinò sempre quello di Cesarea. Godeva nondimeno di alcuni privilegi iu memoria dell'antica Geru-

nominalo, canone 7, e s. Girolamo accenna ntìW epist. 6i. Intanto proseguendo la successione dei vescovi , diremo che al memorato san Marco martire successero progressivamente Cassiano, Publio o Publiuo, Massimo I, Giuliano I, Graziano o Gaiano come lo chiama Eusebio, Simmaco, Caio, Giuliano II, Capitone, Massimo li, Antonino, Valente DoliJNieeno

chiano, e
stre

s.

Narciso.

Questi

illu-

per santità e dottrina,
al

inter-

salemme;
cilio

i

padri del primo

con-

venne

concilio radunato per ce-

generale tenuto in Psicea nel

lebrare la Pasqua

32 5, glieli conservarono, riservandiritti di niedo però sempre
i

calunnialo dai ; nemici fuggì all'eiemo, e nella sua
assenza fu eletto Dione a cui suc-

tiopoli

alla

chiesa di Cesarea. Pei

cessero Elio,

Germanico, e Gordio

il

llinuldi all'aimo 3(), niun.
s.

i,

narra che

Pietro

fondò

il

ve-

verso l'anno 199, nel di cui tempo ritornò dall' eremo Narciso, che
poi

scovato d'Antiochia, metropoli della
Soria, alla quale era

volò al cielo ciica l'anno 2o3,

soggetta an-

che
di

la

Palestina tutta con la città

Gerusalemme;
i

quindi

osserva

che
le

nostri maggiori
delle
chiese,

nell' istituire
si

sedi

con[òrn)a-

centosedici. Fin qui Eusebio di Cesarea protesta non aver potuto indagare gli anni di ciascuno. Nel 2 3 fu fatto vescovo s. Alessandro antiocheno, uomo

e di sua età

1

rono alla divisione delle proviucie, ed alle prerogative già stabilite dai romani; laonde perche la prelellura Augustale d' Alessandria

dottissimo, essendo

già

vescovo

e
in

collega

di

Narciso
voci

pervenuto
visitare
di
i

Gerusalemme per
luoghi, fu con

santi

amore

ac-

76
clamalo
al

GER
calo.

GER
Presero
di
essi

governo di questa cliiesa, e<ì rgli amnionito da Dio l'abbi acciò con animo lieto. Vi eresse Tina celebre biblioteca, e terminò suoi giorni in carcere per odio j
della religione.
cesse

occasione dall'e-

resia ariana, che

Eusebio ed Acafavorivano.

cio

Cesarea

Non

vollero essi più dipendere da colo-

ro dei quali detestavano
tenere

la

comu-

Nei

253
visse

gli

suc-

nione. Incominciarono eglino dal sos,

Mezabene, che

sino al-

che
la

la

loro chiesa era a-

l'anno

duodecimo dell'imperatore

postolica,
chiese della

madre
Palestina

di
;

tutte

le

Gallieno. Nel

iGG

fu vescovo
al

Ili-

anzi,

convedelle

menco, che intervenne

concilio

siderata la sua origine, la
di tutte le chiese,

madre
il

antiocheno contra Paolo di Samosala. Nel 296 lo era s. Zabda, che
nel poco
alla

sedendo
vescovi

scovo
sedi

ne' sinodi

tra'

fede

tempo che visse converti una legione Tebea nuseimila seiccntosessantai

apostoliche,
di

ed in quello gea lato
e del

nerale
dei

Calcedonia

merosa
sei

di

patriarca di

Alessandria,

prima

soldati,

quali poi
di

tulli

nella
soffii-

metropolitani; e
avesse

persecuzione

Massimiano

un tempo

lono

glorioso

fu vescovo
nel 3 12
s.

martirio. Nel 298 Hermone o Talmone
;

me
tore

per volere d'
,

che sebbene cambiato il noAdriano impera-

Macario, che

lo diven-

ne nell'anno settimo

dell'

impera-

era nondimeno quella stessa Gerusalemme in cui eransi avveramisteri della religione di Geti
i

tore Costantino, e vi sedè diecino-

ve anni; indi nel 33 1 s. Massimo con essendo vescovo di Diospoli
,

sù Cristo, ed iu avevano fondata

cui
la

gli

apostoli

applauso del clero e del popolo della città fu trasferito a quella

prima chiesa, e perciò doversi stimare la prima chiesa del mondo per la sua anzianità; e

cat-

finalmente
di essere

che oltre

il

tedra, e ridusse molti vescovi ariani alla fede cattolica.
cessori
sia

vantaggio
la

Gerusalemme

Ebbe
II

a suc-

Cirillo
s.

I,

Ireneo, Ilario osnel

Eraclio,
scrisse

Cirillo

376

che

più

cose

appartenenti

al culto divino. Nel 387 divenne vescovo Giovanni, che aderendo agli firiani e macedoniani fu abborrito

più antica di tutte, avea quello pure di avere avuto gli apostoli, ed i primi fedeli riuniti in concida molti altri lio, che fu seguito in appresso, che riporteremo per ultimo. Giovenale che nel vesco-

vato

di

Gerusalemme
la

succedette
al

dai cattolici:

gli

scrisse

contro

s.

a Praiiic, fece

sua

domanda

che ne riportò molte calunnie, e vi sedè trent'anni. Nel 417 Io successe Giovanni detto Prailio o Taiailo, ed a questi nel 429 Giovenale che intervenne ai

Girolamo,

concilio di ElesOj

che al ottenne
sulle

però non fu concilio di Calcedonia, che
egli
i

ma

diritti

metropolitani

tre

Palestine, determinandosi
il

poi meglio
cilio

patriarcato nel con-

due

concilii

generali

di

Efeso

nel

di

Costonlinopoli. Questo ve-

43

1,
iS.

e di Calcedonia nei

45i.
e Gio-

scovo dunque da alcuni è conside-

Macario,

s.

Cirillo II,

vanni ò'Aelia ossia vescovi di Ge-

come il primo patriarca di Gerusalemme e come il primo
rato
,

rusalemme, furono i primi cui venne in pensiero di fare erigere la
sede
di

la

cui giurisdizione

estendevasi su

tutta la Palestina, la
la

Giudea

cioè,

Gerusalemme

in

palriar-

Samaria, e

le

due

Gaiilee, sic»

GER
corae aggiudicategli dal detto conCalcedonia fatto celebrare cilio di
dal Pontefice
s,

GER
nulo
tà e
cio
alla

77
la

sua

chiesa

digni-

Leone
di

I,

ma

do-

e

grado patriarcale per benefilil.ieralità della santa Sede
nel
concilio

po però
legati

la

partenza
le

dei pontifìcii

romana

generale

V
si-

per
sede

mene

Giovenale,

di Costantinopoli, detto

Quinto

ebbe luogo
alla

tal

concessione, dandosi
le

anliocbena
;

due Fe-

nodo, e celebrato nel 553, siccome adunato dal Pontefice Vigilio
in

nicie
diritti

e

l'Arabia

in

tal

modo

i

quella
l'affare

città

ove erasi
tre

portato

della
trasferiti

chiesa
alla

cesariense

fu-

per

dei

capitoli, essen-

rono
IMa tro
s.

gerosolimitana.

do prima

il

vescovo di Gerusalem-

Leone

I

disapprovò che conJN'iceno

me
ed

sulfraganeo della metropoli di
Altrettanto a dello
dice
il

il

concilio

Giovenale

Cesarea.
al

anno
sinodo

avesse fatto dichiarare Gerusalem-

numero ^45
i

Rinaldi,

me

metropoli a danno di Cesarea,
si

imperocché

vescovi

del

come
4'^45
lib.

legge nel Rinaldi all'anno
2
1. Il

sottoposero al patriarcato di Geru-

num.
II,

Bosio però nel
sanel

salemme
se,

i

metropolitani Cesarien-

p.

39 deWIiloria della
gerosolimitana
la
,

Scitopolitano, Rubense, e Reiii

cra religione
narrare

tense,

due primi de'quali furono
al

l'ambizione e
di
di

superbia
Antio-

sottratti

patriarca di Anliochia,

di alcuni patriarchi

Gerusalem-

e gli altri

due
si

a quello
tali
i

di

Ales-

me, ed anche
camente che

alcuni di

sandria; ed
litani
gli

olire a

metropovescovi

chia, dice eh' essi
le

credevano sciocla

aggiunsero
,

loro sedi dovesse-

suffragane! de' medesimi
creati di

ed altri

ro su tutte le altre godere minenza, sostenendo quello
la

pre-

Gerusalenìme, aver Gesù Cristo con
di

venticinque,

sua presenza divina, e col pro-

prio

sangue
di

e

morte fondata
dovere
la

la

nuovo, sin al numero di che poi di molto si aumentarono. Quindi l'imperatore Giustiniano per compensare Cesarea, procurò nobilitarne la città,
restituendole
il

sua sede, e
la
Il

perciò
tutta

essere

proconsolato.
di
il

Adun-

prima

cristianità.
alle-

que

il

patriarcato

patriarca poi

d'Antiochia

me
il

fu

dichiarato
del

Gerusalemquinto dopo
Pontefice,

gava che la sua sede era la primogenita di Pietro, e che nella città d' Antiochia prima che in verun altro luogo 1 fedeli si chia-

romano

sommo
di

e dopo quelli di Costantinopoli, di

Alessandria,
basilica

e

Anliochia;
la
s.

gli

fu attiibuita in

Roma
di
,

quinta

marono
veva

cristiani,

e per questo dola

patriarcale

Lorenzo
palazzo
in
,

ella la

precedeie
quale

chiesa ro-

fuoii delle
il

mura

e per abitazione

essendo edificata ed immobile fondamento del sangue de' gloriosi asopra
il

mana,

contiguo

patriarchio o

saldo

ove

risiedeva

quando
ai

recavasi
concilii

Roma
me
Il
si

per assistere

o

postoli Pietro e
te

Paolo meritamenè costituita maestra e moderadi

per trattare affari
patriarcato

ecclesiaslici,

co-

patriarca maggiore.
di

trice
rità

tutte

le

altre,

data da

Gesù

per l'autoCristo a s. Pie-

Gerusalemme
Palestina pri-

compose

di quattro provincie ec-

tro,

Anzi

siccome osserva detto storico. questi soggiunge, avere il
di

clesiastiche, cioè della

patriarca

Gerusalemme

ollc-

con Cesarea [J'cdi) per n)etropoli, con trcntaqualtro sedi ve-

ma

78
scovili

GER.
siifTiVTganoe
;

GER
P;ileslina
osse-

tlelln

traendosi
no, ed al

al

patriarcato alessandrile

seconda con Nazareth ( Fedi), sia Sci topoli per meli'opoli. con
dici
l'

patriarcato antiocheno

quattro memorate metropoli, con
quali
zi
si

le

sedi

vescovili siifTragaiiee; del-

formò

il

patriarcato.

Il

Ter-

Arabia prima, o Palestina terza con Petra ( Vedi), ossia Crach per
metropoli, con dieciselle sedi vescovili

dice che ad Eustochio nel

556

successe

Giovanni monaco, e che veramente fu il primo a portar il
di

snrtVaganec; e

dell'Arabia

se-

titolo

patriarca,

e nel

5Gt eb-

conda con Boxtra (Vedi), per metropoli, con trentanove sedi vescovili sufli-aganee. Al predetto Giovenale,

be a successore
naco. Nel
rissimo a

Amos

parimenti mo-

595
s.

Eutichio, che fu caI

Gregorio

Papa, a cui

creduto da alcuni primo patriari

mandò

sottoscritta la

professione di

ca di Geiusaicmme, successero
guenti.
te,

se-

fede. Nel

602

Zaccaria,

uomo

retto

Nel 4^7 Anastasio giù pree custode de' vasi sacri di quechiesa,

e di eminente pietà, fu quello che
si

trovò presente all'assedio e predi

sta

esaltato

al

patriarcato
ciliari

sa

Gerusalemme
con
della

fatta

da Coed
sanfu

con pieno consenso, die
pi di

esemsul

sroe II

re di Persia, ove fu condot-

virtù, e

scrisse

un

libro

to schiavo

molti cristiani,
il

transito di INlaria Vergine. Nel

477
,

allora quel re portò in Persia
to
learno o

Martirio

monaco

di

Cappadocia

croce.

Allora
della

vaticinato dal santo anacoreta
timio, ebbe
gie doti,

Eu-

fatto

amministratore

chiesa
,

1' animo ornato di egregovernò con zelo e pace

gerosolimitana

chiamato
vinati

Modesto abbate nuovo Zorobabele per
i

l'unione della gregge. Nel ^[S5 Saluslio
stica.

avere restaurato

luoghi sacri ro-

ristoratore della vita

Nel

^c)7.

s.

monaEleia monaco e
,

discepolo di Eulimio nativo dell' Arabia,
assai
di

empiamente dal principe persiano. Dipoi avendo l' imperatore Eraclio vinto Cosroe II, venne fatta
la

voto

ed

acerrimo

pace col di

lui

figlio

e

suc-

difensore della purità cattolica, contro gli
sto,

cessore

Siroe, che restituì la croce,

editti

dell'imperatore
soffri

AuguNel
per

e Zaccaria

per cui

duro

esilio.

narono
triarca

in

con tutti cristiani torGerusalemme. Fu il pai

5i3

Giovanni,

commendato
e di

Zaccaria che

ammonì
gli

l'im-

santità di vita

eccellenti co-

peratore Eraclio a deporre

or-

stumi, fu familiarissimo di s. Sabba abbate. Nel 544 Macario II cad-

namenti
ta
città,

reali nell'ingresso alla san-

col sacro legno della vera

de negli errori di Origene, sebbene
sia

croce.

Nel

610 divenne

patriarca

s.

lodato per

cristiane

virtù

:

fu

rimosso dal governo, e per aver detestatogli errori meritava essere reintegrato.
le

Modesto, e nel 625 s. Sofronio, il quale dopo avere combattuto i monoteli ti
,

morì nel

634,
principe

avendo
de' sa-

Nel 54B Eustochio,
de' suoi legati

il

quasotto-

veduto con dolore espugnare Geru-

per mezzo
il

salemme da
raceni,
treni
to
il

Omar

scrisse

detto concilio generale V,
la chie-

per determinazione del quale
sa

gerosolimitana, per innanzi sub-

avvenimento che deplorò con quale altro Geremia. Per tuttempo che i saraceni devala

ordinata alla cesariense, a contemplazione della dignità del luogo fu

starono
la

Palestina, restò vacante

sede patriarcale di Gerusalemme,
la

veramente

eretta

patriarcale,

sot-

per cui

santa Sede

romana

in

GER
vece
tlel

GER
Gerusalemme
patriarchi di

patriarca di

Gerusalemme.

Il

79 me-

incaricò per supplirvi Stefano di J)ora,

quindi Giovanni vescovo di Fie finalmente

desimo Rinaldi all'anno 1064, narra una celebre pellegrinazione a

ladelfia,

un sacerdote
sottoscris-

Gerusalemme
civescovo di

di

più

di settemila

chiamato Teodoro, a nome del quale
Giorgio
se
lio

persone, condotte da Sigefrido

ar-

altro sacerdote,

Magonza,
Trajello,
e Ottone
della

nel

680

gli

atti del

sesto conci-

vescovo
na.
cui

di

Guglielmo Guntero di
di

generale di Costantinopoli dello

Bamberga,

Ratisbo-

Giovanni V fu il LIX vescovo di Gerusalemme, eletto nel 7o5, e ne fa menzione s. Giovanni Damasceno. Quanto ai sucTrullo.
cessori fino al 1099, in cui la città

A
vi

cagione
si

pompa con
allenarono
i

recarono,
molti

barbari alla preda, onde dovettero
sostenere
Palestina,

ed

comballimenti appena duemila

ia
ri-

santa fu presa dai
p.

latini,

veggasi

il

tornarono a casa.

E

per continua-

leQuicn, Oriens Chvislianus tom.
p.
lo-j

re la serie del Terzi,

aggiungerenel

Ili,

e seg.,

De

patriarchalu
registra

mo,

nel

iii5 Arnoldo,

1291

hierosoìymitano.
Il

Nicola di Guascogna, nel cui tem-

Terzi
di

ecco
s.

come

i

po Tolemaide
raceni
,

fu espugnala dai sa-

successori

Sofronio. Neil' an-

nel

i3io

Lazzaro,

nel

no

638 Sergio
,

nestoriano

;

nel

139-9 Gerasimo intruso, nel

i58o
,

G80 Quarto, nel 702 Teodoro, nel 769 Giovanni nel 747 Elia Varmeno nel 795 Tommaso nelr8o2 Sergio II, neir869 Teodosio, nel 969 Giovanni VI che fu
, ,

nel i583 Germano 1600 Sofronio II, nel 1G18 Teofano e nel i63o Atanasio. Ri-

Gioachino,

nel

,

tornando
egli

al

patriarca
alla

s.

Sofronio,

ricorse

santa

Sede per-

bruciato

dai

saraceni,

nel

loott

Oreste, nel io 19 Eustachio, nel ioG5 Simone, che scrisse poi al Pontefice Urbano II per la liberazione di Terra Santa dal giogo
dc'saiaceni. Racconta all'anno
il

chè le violenze de' saraceni nella dominazione di Gerusalemme e della Palestina contro i cristiani erano tali, che vietavano persino di portarsi alla visita dei luoghi consacrati

Rinaldi, che

i

cristiani

di

io63 Gerucaliffo

dalla passione di
cattivi

Gesù

Criir-

sto; questi

trattamenti

salemme con permesso
d' Egitto

del
la

ritarono
stiani,
la

fabbricarono

quarta
massi-

talmente i principi criche alla promulgazione delfatta

parte delle
coi

mura

di

Gerusalemme,
imol-

denari avuti dai fedeli,

me
ire

da Costantino

Monomaco
ed

peratore di Costantinopoli,
a ciò ollennero dal

medesimo

calilTo,

che

i

cristiani

possedessero

da Orbano 11 Clermont, in giaii numero presero la croce, si arruolarono alla sacra guerra , e sotto la condotta di Goffredo di l'uglione, s'impadronirono della Palesticrociata,
nel concilio di
di Gerusalemme. Indi fondarono il regno latino di Gerusalemme, e vi elessero ben tosto un pa-

che non avessero allro giudice che il patriarca loro.
quella parie, e

na e

In

tal

modo

i

patriarchi di Geruil

salemme ebbero

dominio

sulla

triarca del loro rito,

la

cui
di

serie

quarta parie della città, onde poi nel regno du' Ialini nacquero gravi

poi riporteremo.
triaco

Giacomo
vescovo

Vicnp.

o

Vilry

d'Acri e

questioni

Ira

i

re cristiani,

e

i

cardinale, nella sua

Hisloria

8o
1077,
ci

GER
p.

GER
Ebron,
rato
;

55, in Gesta Dei per FranroSj
descrive nel seguente
Ialino
di

la

quale pure era

un

prio-

do il patriarcato salemme.
Il

moGeru-

venne quindi

fatta vescovile,

per onorai^e quel luogo,
servito di sepoltura a tre
chi,

che avea
patriar,

patriarca di

Gerusalemme ha
metropolitani,
,

Abramo

,

Isacco e

Giacobbe
altresì

sotto di lui quattro
di cui
il

nel quale pretendevasi

che

dal

quale

primo è quello di Tiro dipendono quattro veAcri, Sidone, Berito e
ciltìi,

scovati, cioè

Paneade. Quest'ultima

chia-

ed Eva fossero stati sedove riposavano i corpi di Sara e Rebeccn. Per ciò che concerne Lidda, che chiamossi in paspolti,

Adamo

e

mata comunemente Eelinas, è situata al piede del monte Libano,
assai

sato Diospoli, in oggi porta

il

nO'
la-

me
tino

di

s.

Giorgio.

Il

patriarca

vicina

imo
11

dei

Damasco, e forma confini della Terra Promessa.
a

di

Gerusalemme ha
dei priori, che
pontificali,

inoltre

sotto la sua dipendenza

degli

ab-

secondo metropolitano è quello di Cesarea, il quale non ha che un solo suffraganeo, cioè il vescovo
di

bati e

ornamenti

portano gli e che Io asSepolcro
al

sistono all'aliare.
triarcale, detta

La
del

sua chiesa pas.

di Sebaste, ovvero

Samaria.

11

terzo è quello di Nazareth, che
il

ha

monte
to

Calvario, è uffiziata dai cal'

neo: eravi
Scitopoli;

vescovo di Tiberiade per suffragaaltresì un arcivescovato a

nonici regolari, che portano
e seguono la regola di
s.

abi-

ma
il

fu riunito

a Nazareth

per onorare

luogo della concezione
Il

AgoQuesti canonici hanno un stino. priore alla loro testa ed hanno
,

del Salvatore.

quarto

metropoil

altresì

il
,

diritto di
il

eleggere

il

pa-

litano è quello di Petra,

quale

triarca
di

quale tiene loro
I

luogo

ha

un

solo

vescovo
la

suffraganeo
chiesa di
i

abbate.

tempii del Signore, di

greco di nazione, sul monte Sinai,
incaricato di ulKziare
s.

monte

Sion, e del

monte Oliveto

Caterina,
ivi

e di governare
si

mo-

Petra è una città forte, detta ancora in oge Pietra del gi Krac o Crach, Deserto, al di là del Giordano, nei confini di Moab, situala sopra un
naci che

trovano.

sono egualmente uffiziali; ma il monistero di Latina, e della valle di Giosafat appartengono ai monaci
detto.

neri

dell'ordine
di

di

s.

Benein

Quello
il

Belania,
di

cui

trovasi

castello

Blarta, lontano

Maria e di quindici stadi da

monte, metropoli della seconda Arabia. Il patriarca di Gerusalemme ha ancora direttamente da lui dipendenti alcuni vescovi, cioè quelli di Betlemme, di Ebron, e di Lidda. La chiesa di Betlemalto

Gerusalemme
liveto, sul

di

del

monte O-

me
I,

fu

un

priorato di canonici re-

pendio del monte, in cui avvi l'abbazia di s. Lazzaro, è governato da una abbadessa del medesimo ordine, come anche quello di s. Anna vicino alla porta di Giosafat, e quello di s. Maria a

golari fino al
re
latino

di

tempo di Baldovino Gerusalemme, il

quale eresse quella chiesa in vescovato col consenso del Pontefice

Pasquale

II,

che

vi

unì anche

A-

Gerusalemme. Il monistero del monTabor dipende dall' arcivescovo di Nazareth. La città di Joppe non ha vescovo, e dipende immediatamente dal priore e dai canonici
te

scalona. Così dicasi della chiesa di

del santo Sepolcro,

come NapoUza,

GER
altre volte
ravi
il

GER
Sicliar, clov'e-

8r
ch'è
di
il

Sickem o

ca,
il

pozzo di Giacobbe,
ai

è

sog-

temporale patriarca ha sotto
l'altro

re;

cinque

getta

piiore
del

Tempio

od all'abbate del Signore. Queste cbiese
vescovili
pri-

arcivescovi suffraganei, l'arcivesco-

vo di Sur, l'arcivescovo di Cesarea,
l'arcivescovo di
to
di

e molte altre erano

Betsem che è
,

detdi

ma

perchè erano quelle assai povere , ne volendo avvilire la dignità di vescovo, vendei
latini;

ma

Nazareth

l'

arcivescovo

Besseret, l'arcivescovo di

Babet che
quale
nel

chiamano

Filadelfia,

il

nero per
in

la

maggior parte
la
assistita

riunite

una

sola,

quale trovossi così

convenientemente
ziata.

ed

ofli-

regno di Almerico fu trasportato a Krac, ed è chiamato arcivescovo di Pietra del Deserto ; ha tre
vescovi sufiiaganei, cioè
s.

Giorgio

Dice poi
sotto
i

il

Terzi, che

durando
tra
i

re latini le vertenze

due patriarchi antiocheno
Provincie, Pasquale li

e gero-

solimitano, intorno ai confini delle

Ebron Abramo, e l'istesso ha sei abbati, ed un priore per suffraganei; l'abbate del monte Sion,
di

Lidda,

di

Betlem

,

di

detto di

s.

per termiprovvisoriamente a favore del gerosolimitano, aggiunnarle

di

s.

Maria della Latina de' gerodel

decretò

solimitani,

Tempio

del Signore,
di

del

monte

Oliveto, e

Giosafat;
pastorale,
di
s.

gendo

alla

di

lui

giurisdizione la
sufifra-

e questi cinque portano

chiesa di Tiro con quattro

mitra ed anello, e

l'

abbate

ganei, Baruti, Sidonia, Cesarea del

Libano, e Tolemaide ; trasferì parimenti la cattedra di Scitopoli diNazareth strutta dai saraceni in

Samuele del monte Goi porta croce e non mitra, ed il priore del
lo,

Sepolcro che porta mitra ed anelma non pastorale ; ed ha tre
l'abbadessa

con due sufFraganei, Sebaste o co-

abbadesse suffraganee,
della

me

altri

scrissero Tiberiade

di

ri-

e monte Sinai di rito medesimo Terzi parlando a pag. 240 della Siria sacra, del-

to latino,
Il

dessa
s.

Madonna la Grande, l'abbadi s. Anna, e l'abbadessa di

greco.

Lazzaro. L'arcivescovo degli erl'arcivescovo
s.

mini che nel regno ha due suffraganei
e
il
,

lo

slato formale

della

chiesa
sotto

pail

de' giacobiti

,

triarcale di

Gerusalemme

maestro di

Lazzaro dei Meil

regno
1,

di

Goffredo
vi

e di Baldovino

sai.

L'arcivescovo di Sur ha quat-

narra

come appena
rifiorì
i

conquistata
il

tro vescovi sufFraganei,
di

vescovo

la

Palestina
Cristo,

culto di

Baruth,

di

Saide,

di di

Belina, e

Gesù
ghi e

fedeli profucome ramminghi fecero ritorno al

d'Acri.

L' arcivescovo

Cesarea
vescovo
di

ha un suffraganeo, cioè
di

il

patrio suolo,

e

come

successe

la

Sebaste. L'arcivescovo

Bet-

riunione delle sedi indicata dal Vitriaco,

sopprimendo
la

molti

titoli;

quindi riporta
ria

seguente

memomanodi

estralta

fedelmente dai
della

scritti

antichi

bibliotecii

lem ha due suffraganei, il vescovo di Tiberiade, ed il priore del monte Tabor. L'arcivescovo di Babet ha un suffraganeo, cioè il vescovo di Faraone che ora sta nel monte
Sinai.
Il

Parigi, registrata altresì dal

Chop-

vescovo di

s.

Giorgio di

pino nella sua Politica sacra. » Il regno di Gerusalemme ha due capi,
1'

uno

spirituale cioè

il

patriar-

Lidda ha cinque suffraganei, l'abbate di s. Gioselfo d'Arimatea, l'abbate di s. Abachuc di Canee ,

VOL.

XXX.

6

,

82
il il

GER
priore
di
s.
s.
l'

GER
Evangelisti»
di
,

Gio.


del

le

sue

lagnanze
lui

fino
II,

a' piedi

priore di
,

Caterina

monte
tre
lia

Pontefice Pasqtiale
favore;

che sen-

Gisaido ombre.
tite

e

abbadessa
Latina e

delle

tenziò in di
tre
li
s'

ma menmoi

Il

vescovo di Acri
la
le

due

siilliaganei, ".

llepen-

tornava in Gerusalemme, a Messina nel 1107. Nel

106

intruse

Ebremaro

ch'era stato e-

Per ciò che concerne

il

gover-

letto

no

civile

di

questo

patriarcato

vivendo Daimberto, per cui Pasquale II spedì in Gerusalemme
a

ecco quanto Guglielmo di Tiro ne scrisse. Questo governo era diviso
il primo a quattro principati mezzodì era quello che chiamavasi

giudicarlo
il

Gibelino

arcivescovo
nel

d'Arles,

quale

successe

pa-

in

:

triarcato a Daimberto, e
i
I

I

I,

morì nel Nell'anno seguente divenne

regno ciando
Bibli

Gerusalemme, incominad un ruscello cb' è tra e Berito, fino alle città madi
alla

patriarca, o
fece eleggere

come
il

altri

dicono

si

mentovato Arnol-

fo,

il

quale
nella

nel
il

iii4 obbligò

i

rittime della Fenicia, ed
del deserto cb' è al di

Il
il

fine

canonici che
stabilito

re

Goffredo avea
patriarcale

del

Da-

basilica

rum
di

incontro all'Egitto.
al

principato
Tripoli,
fino a

nord era
dal
e

secondo contado
ruscello
,

del santo Sepolcro, a vivere in co-

mune
stino:
scia

sotto la regola

di
si

s.

Ago-

succitato

questo ordine

diffuse po-

Maraclea
città

Valeiiia
11

amterzo

in

Germania,

in

Francia, in
e seb-

bedue

marittime.

Inghilterra

ed in Polonia,

principato era quello di Antiochia,

incominciando esso pure dal citato ed estendendosi fino a ruscello
,

bene Innocenzo Vili lo soppresse, alcuni canonici continuarono a sussistere in Polonia ed in Germania.
Delle canonichesse regolari del santo Sepolcro, o della

Tarso della Cilicia verso occidente. 11 quarto finalmente era il conta-

religione

ge-

do
al

di

Edessa,

il

quale estendevasi

rosolimitana, ne
ticolo

dalla foresta
di

chiamata Marris, fino
più
nulla
di

trattammo all'arGerosolimitano Ordine. Ad
nel

dell'Eufrate verso oriente.

Arnolfo successero
nel II 18

patriarcato

In

oggi

non avvi

quanto raccontarono Giacomo di Vitry e Guglielmo di Tiro intor-

Guarimondo, nel 11 28 e Stefano, nel i 3o Guglielmo nel 46 Fulcherio. Narra il Bo1 ,

I

1

no al patriarcato salemme, ai suoi

latino
diritti

di

Geru-

sio

che
il

continuando
di

le

vertenze

come capo

tra
i

patriarca

Gerusalemme,
l'ordine di
,

di quella chiesa, ed al suo gover-

vescovi soriani,
di
gli

e

s.

no no

civile.

di

primo patriarca latiGerusalemme, dopo che GofIl

Gio.

Gerusalemme
sotto
l'

massime
esenti

perchè

ospedalieri enuio

fredo co' suoi crociati conquistarono la città e dipendenze, fu Daim-

siccome

immediata proteil

zione della Sede apostolica,
triarca Fulcherio in età
di

pa-

berto o Daiberto, sostituito in vece di Arnoldo o Arnolfo arcidia-

quasi

cent' anni

si

risolvette

di

portarsi

cono della chiesa
sce

di

Gerusalemme
si

a

Roma

e ricorrere a
in

Papa Adriadegli arcive-

vice-patriarca, ciò che

attribui-

no IV,

compagnia

all'anno

guente.

1099 o all'anno seDaimberto fu assai malI,

scovi di Tiro e di

Cesarea,

e

coi

vescovi di
di

Tolemaide, di

Sidonia,

trattato dal re Baldovino

e por-

Sabaria e di Sebaste. Giunti in

GER
Romn,
ce

GER
il

83

e trovando che
ritirato
si

Pontefi-

erasi

a

Ferentino, in

Alhcrto da Parma, quello che diede la regola ai religiosi carmeb.
litani,

questa ciltà
Io

recarono, trovando-

cui succedettero

j

nel

1204

pienamente informato di tutto. Nondimeno Adriano IV ordinò che legalmente le parti contendenti col mezzo di difensori inperò
nanzi a
gioni,
lui

Ridolfo, nel

12 14 Giroldo, e nel 1227 Roberto. Nel 1280 o più tardi, e probabilmente nel i254 Alessandro IV fece patriarca Jaco-

portassero
il

le

loro racollegio

e

tutto

sacro

il Papa, tranne due cardinadierono ragione all'ordine gerosolimitano, onde il patriarca con

ed

li,

po Pantaleone da Troyes di Sciampagna, non che legato nella Terra Santa dell' esercito crociato. Portandosi Jacopo nel 1261 in Roma
per
affari

della sua chiesa, nel con-

gli

arcivescovi
in

e

vescovi

tornafatto

clave di Viterbo, benché
cardinale, fu eletto Papa,
il

non
e

fosse

rono
nulla.

Soria

senza

aver
nel

prese
di-

nome

di

Ujbano IV. Allora

Nel

ri

56

successe

patriardila

venne patriarca Guglielmo, cui subito successe

cato Amarico, e nel 1180 lo venne Eraclio nel cui tempo
città fu

Tommaso,

nel

1270
s.

Giovanni, e nel 1278 Nicola d'Ha-

espugnata da' saraceni nel 1187, dopo ottant'olto anni ch'era
conquistata dai
gì'

nape

francese, dell'ordine di

Do-

slata
l'

crociati.

Al-

menico, che altri dicono eletto da Nicolò III, ed altri danno nel 1279
a successore

erezione del patriarcato latino di

un

Ridolfo.

Sembra

Gerusalemme
re

imperatori di Coave-

che nel
ro
i

stantinopoli vollero essi pure

1291 alla presa che fecemussulmani di Acri, l'ultima

un patriarca greco in Gerusalemme, ma non fu esso nominato che nel 11 4^5 restando sempre a Costantinopoli per tutto il tempo Ialini furono padroni di Geche
i

che possedevano in Palestina fosse ancora patriarca Nicola, il quale fuggendo da Acri, e procurando sottrarsi dal furore
città
i

cristiani,

degl' infedeli

in

una

piccola barca,

rusalemme. Quando però nel detto anno 1187 la città con tutta Santa cadde in potere la Terra
di

ed

essendo
si

essa

troppo

piena

di

gente,

sommerse, e

cos'i

periro-

no
di

Saladino soldano d'Egitto
il

e di

tutti miseramente. Con Nicola Hanape terminarono i patriar-

Siria, allora
tossi

patriarca greco porcosi

chi latini

di giurisdizione nel

pai

a

Gerusalemme, dando
tuttora

triarcato di

Gerusalemme, onde

principio a quello scisma de' greci
in

quella città, che
i

dura,
la

esercitando

patriarchi

greci

loro giurisdizione su quelli del lo-

romani Pontefici continuarono a nominare dei patriarchi titolari iti parlibns di Gerusalemme, ma senza verun esercizio d'autorità nel
patriarcato
turchi.

ro rito. Benché non residenti in Gerusalemme, ma in Acri od altro luogo della Palestina, romani Pontefici continuarono a nomipntriarclii Ialini di Gerunare salemme. Ad Eraclio nel 1187 medesimo fu dato in successore Michele, ed a questi nel iigg il
i
i

siccome

occupato

dai

Laonde qui appresso riporteremo nomi de' patriarchi di Gerusalemme in partibuSj che ci fu
i

dato trovare mentre i vescovati in partibus di questo patriarcato ,
;

di

cui la santa
i

presente

titoli,

Sede conferisce al sono Amat, Asca-

,,

84
lapoli,

GER
GeEbron, Ippo, Gerico e Ra-

GER
Gaeta arcivescovo di Bari Benedetto Xlll nel 1729 fece patriarca di Gerusalemme Pompeo Aldovrandi bolognese, decano della sa;

Iona, Aiiteclona, Dioclezianopoli,

mata.

Nel

1294

s.

Celestino

V

fece

patriarca titolare di
Basilio, e nel

Gerusalemme
Bonifacio Vili

cra rota e reggente della
zieria, poi

peniten-

I2g5

cardinale

;

Clemente XII

Bech indi Clemente V nominò nel t3o5 patriarca Pietro di Biano, nel i3io Pietro di Crasa indi nel i3i4 Pietro della Piana
fece
;

1734 Tonunaso Cervini di Monte Pulciano Benedetto XIV fr. nel Tommaso de Mon57
nel
;
1

1

frate

minore. Giovanni
di

XXII
d' Aix.

nel

i3i8 Pietro

Palude, e nel i32r)
Cle-

cada domenicano, arcivescovo di Messina; Clemente Xlll nel 1762 Giorgio Lascaris teatino di Verona, traslato
dall'

Guglielmo arcivescovo

arcivescovato

di

mente VI nel 1342 fece patriarca di Gerusalemme Elia li de' Nabinalli frate minore e cardinale di santa Chiesa, quindi nel i343 Guglielmo arcivescovo d'Arles. Urbano V nel i362 Guglielmo de Medun arcivescovo di Sens, nel i365 Filippo Cubas, e nel i368 altro Filippo. Gregorio XI nel 1371 Guglielmo Chà, e nel 1378 Bernardo
di

Teodosia in partibusj Pio VII nel 1800 Michele di Pietro di Albano, traslato dall'arcivescovato d' I-

saura

8 6 Zara
1
1

;

partibusj Pio VII nel Francesco Maria Fenzi di e Pio Vili nel concistoro
in

de'

i83o dichiarò paGerusalemme il vivente monsignor Daulo Augusto Foscolo
i5 marzo
triarca di

di Venezia, traslatandolo dall'arci-

Canaach.

Paolo

II

nel

vescovato di Corfìi.
In quanto ai patriarchi greci di Gerusalemme, e residenti in questa
città
,

1467 Luigi d'Arcourt. Alessandro VI fece patriarca il cardinal Giannantonio Sangiorgio milanese, e legato di Roma nella di lui assenza nel

scrive

il

più volte citato Terzi,
nella custodia del

ch'essi

hanno parte

i5oo

circa,

e

lo

fu
nel

pure

santo sepolcro,
in sei

ma

che

la loro giu-

di Giulio li.

Paolo
il

III

i534
Ales-

risdizione a' suoi tempi

riducevasi
,

creò cardinale

suo

nipote

vescovati sufFraganei

ed a
quali

sandro Farnese romano, che giunse ad essere decano del sacro collegio, vescovo d'Ostia e Velletri

molti

monaci

basiliaui

da'

viene eletto nelle vacanze, sebbene
riporta la

e patriarca di Gerusalemme. Gre-

gorio Xlll nel

1576

fece patriar-

ca Giannantonio Facchinetti di Bo-

logna, che creò cardinale nel i583,
indi nel
tificato,

i5c)i

fu
il

esaltato al pon-

e prese

nome

di nel

Inno-

conferma dal governo ottomano, dopo della quale aflìgge nel nominato tempio un editto con questa intitolazione; N. N. Dei grada Beatissimus et Sancùssinius Pater, et Patriarcha, Pastor Pasloruni sunimus Pontifex univer'
salis in
et

cenzo IX. Clemente
fece patriarca

X

1670

sancla

civitate Jerusalent^

Camillo de' Massimi

tota Palestina, Syria,

Arabia,
Chalileae,

medesimo anno lo creò cardinale; ed allora nominò patriarca di Gerusalemme Pietro Barzellino. Clemente XI nel 1708 nominò a questo patriarcato Muzio
romano, e
nel

Trans- Jordanem ,
et

Ghana

sanctae Sion.

come greco
meni,
siri,

scismatico

Questo patriarca non è obar-

bedito dai cristiani o cattolici
abissiaii, egizi i, e

geor-

GER
giani,
in

GER
dimoranti
avanti
la

85

ed

altri
;

catlolici

Palesliha

laonde ogni sabbato,

vestito

pontificalmente

porta del tempio, fulmina
nica

contro i contumaci , molte imprecazioni pianta a colpi di martello nel pavimento un cbio-

scomue con

occupava quella sede nel i493, fece acquisto della chiesa che gli egiziani giacobiti avevano a Gerusalemme, e vi stabili la sua sede patriarcale, di cui furono vescovi i seguenti. Severo ordinato da AtaI nel 597. Ignazio I all'epo» che i crociali occuparono lu Terra Santa nel i i4o. Il patriarca Atanasio Vili ordinò un tale chia-

nasio

do
è

di
la

ferro.

Inoltre
terza

Gerusalemme
provincia
ec-

ca

vigesima

clesiastica

de' caldei, dappoiché ac-

correndo a Gerusalemme da tutte nule parli dell'oriente in gran mero luocristiani per visitarvi
i i

mato Romano,
d' Ignazio
;

cui diede

il

nome

egli

sedette

ghi santi,

il

cattolico

de' caldei ot-

tenne che vi fosse una chiesa della

sua nazione e della sua setta per comodo de' suoi diocesani colà
dalla divozione, e vi

cinque anni. Atanasio da Michele I suo fratello, rilirossi ad Antiochia perchè non si volle riceverlo nel monistero della Maddalena, e mori nel
li

quarantaI ordinalo

mqS.
Atanasio
l.

Ignazio

attirati

mise

succedette

ad

un vescovo nesloriano sotto la metropoli di Damasco, che divenne
in
di
il

minato dal detto Michele
dinato nel
sistette

noN. orI,

12 35. Atanasio
Isa ordinato

II

as-

seguito
essi

metropolitano.
I

Alcutii

all'ordinazione d'Ignazio III

sono: Elia

nell'

8()3 sotto

nel

I

264.

da Ignazio
volle

Giovanni III; Anangeso ordinato da Sebargeso 111, cattolico nel 6o5 ; Elia II metropocattolico
litano di

IX

nel

i44-^-

Dioscoro

far

onorare come santo un monaco condannato dal concilio di Calcedonia, e morto nell'eresia eutichiaI del i5t6. Giovani583. Adalgalito del i6(>4. Gregorio II era cattolico, e recossi a Roma ove morì verso la fine del secolo XVII. Oriens Chrisl. t.

Gerusalemme,
il

e

poscia

di INisibi; J. sotto

cattolico Sebar-

na. Gregorio
ni del

geso

V; Abramo

del

1282; e
la

Ti-

moteo che
litani

sottoscrisse

lettera

del cattolico Elia e
di

nel 1616.
Il,

Caldea al Oriens Clirislianus tom.
i3oo.
i

metropoPapa Paolo V
dei

II, p.

i444di
in

-D*

^'^''

vescovi
riti

ed
si

pag.

arcivescovi

diversi

che

Anche

giacobiti stabilirono

vescovo della loro setta

un poco dopo il

loro scisma nella città di Gerusalem-

me,

ma non

si

conoscono successori
i

Gerusalemme, ne tratta Commanville nell' Histoire de tous les archév. come del vescovo georgiano stabilito nel mostabilirono
nistero della croce, dell'arcivescovo de'
siri
-

sino al secolo XII, in cui

crociati

si

impadronirono della Palestina. Essi non diedero dapprima che la semplice qualità di vescovo di Geru-

giacobiti,

meno divenuto
secolo,
s.

del vescovo ararcivescovo nel XII
di

residente nel monistero del

salemme
IN'e

a

colui che

ordinarono.

Giacomo, e

vescovo

copto

fecero in seguilo
volle

un
la

arcivesco-

stabilito in
l'

Gerusalemme
Nel

sino dal-

vo che

poscia esser chiamalo

XI

secolo.
vi

detto monistero
vescovi ed artempi ab im3
1 1

patriarca. Egli

teneva

sua

resi-

sempre

sono

slati
i

denza nel monistero della Maddalena, ma Dai sita dello Iguaàu 11, che

civescovi secondo

memorabile, e nel

1

fu Sergio

86
1

GER
titolo

GER
di

insignito del

patriarca,
:

E
uiì

perciò

devesi

in

noi

destare
carico

ad esempio
gli

delle altre nazioni

poi

distinto

conoscimento del deci

successero

circa

quaranta

pa-

bito

a

cui

sottopone
di

il

triarchi

fino a questi giorni.

dell'apostolato
la

compensare
la

con
lui

virtù

del

successore

di

Concini di Gerusalemme.

fellonia.

Tal virtù non tanto deve
dalla pietà, e dall'ail
il

essere infusa

Gerusalemme, lo è pure il primo di tutti i concilii, e perciò il modello di tutli quelli che si celebrarono poscia, Questo concilio fu adunato da s. Pietro in Gerusalemme dopo l'Ali

primo

concilio di

more

verso

Maestro, dal zelo di

propagare
rimento, e

seme

dell'

evangelo,

tna sostenuta dalla dottrina, espeperizia
de' precelti, e-

sempi
quali

e

miracoli del Messia,
veri

noi siamo

dei testimoni ".

scensione al

ciclo di

Gesù

Cristo,

Così perorato avendo
gregali del
lare,

il

presidente
i consuo par-

ed è
rie

il

primo

alto di

giurisdizio-

de'comizii apostolici, persuasi

pontificia eh' egli esercitò.

Eb-

fervore
la

del

be luogo l'anno 33 dell' era cristiana, con l' intervento di Maria Vergine , di undici apostoli, e di cento venti fedeli o discepoli nel
cenacolo del monte
re

riconobbero

necessità del-

la

nuova
questi

elezione

accettando

la

proposta de' candidali.
tra
i

Trascelsero
e consultanti
cioè Giuscpfigliuolo di

volanti
sulfragi,

Sion, per da-

due a pieni

un

successore

al

perfido Giuda
s.

pe o GiosefFo Barsaba
Cleofa, fratello di
s.

Iscariote.

Sorse in piedi

Pietro,

Giacomo Mirarità dei
il

come

destinato da

vicariOj e
sa, e così

Gesù Cristo suo capo supremo della Chiein sostanza parlò a quella

nore e di

s.

Giuda

apostoli, e pa-

rente di Gesù, che per
stoj V altro fu

suoi meriti era cognominato

Giti-

la venerabile assemblea,

più san-

la

che
la

si adunasse al mondo domorte del Redentore. « L'a-

soggetto

Mattia ben degno illustre di merito e di
pari al collega,
santi

fede, e nella virtù

dempimento
fetiche,
si

delle

scritture

prò-

creduto

da alcuni

padri

il

o

fratelli, nelle

quali Iddio
nostri

Zaccheo, chiamato
sero
allora

dal

Redentore
si

è

comunicato

ai

padri

dall'albero sicomoro. Tutti

rivol-

per mezzo delle rivelazioni, come a noi con la presenza del divin Maestro, è quello che ci rende avventurati
essere
le

ad implorar la luce dal padre de' lumi con fervorosa
orazione, in sostanza così espressa:
" Voi, Signore, all'occhio di cui niu-

di averlo conosciuto,

ed

basi

fondamentali

della

na cosa
ed
sia

di

qua

giù

si
i

nasconde,
meriti di

sua novella Chiesa. Tale beueficenza
le
ci

insieme

bilanciate

astringe all'obbligo di veder-

questi due, degnatevi palesarci qual
il

adempite, sostituendo all'empio altro soggetto pieno dello spirito di Dio. Questi avvenimenti sono noti non pure a noi seguaci

migliore

a

proposito

del

Giuda

vostro gregge".
ghiera,
della
si

Terminatala prealle sorti
l'articolo

pose
eletto

prelazione, e per divino vo-

del

nostro
a tutto

ma me

per il prato col

Gesù Cristo, Gerusalemcampo Aceldamo, comSignore
il

lere uscì

Mattia.

11

concilio

popolo

di

passò indi a liformare nella

nuo-

prezzo del

tradimento,

va legge una sacra disposizione deila vecchia, che prescriveva l'ordme

GER
e

GER
e

87

dignità
nelle

levllica

sacerdotale

iiriina

Anron, e padre in
legislatore

poi

persone di Levi e di da in discendenza

Giovanni nell' isola di Patmos per iscrivere l'Apocalisse, poi martire in Antiochia;
serv"!
s.

coro che

figlio,

quando
che

il
i

divino

INicanore ch'esercitandosi nella predicazione ricevè in Cipro
del
la

decretò,

nuovi
e-

palma

ministri del
redilari,
ai

santuario,
eletti
si

non più

martirio;

Timone promulgato-

ma

promovessero

re della fede in Reroea e Corinto,

ministeri sacri, airinchè le doti

personali,

non

del

retaggio, destas-

salvato dalle fiamme, sparse il Sangue pel vangelo; Parmena, mar-

sero

i

voti

degli elettori.

Act.

e.

i;
I.

Regia, e Lahbé,
Il

Concilior. toro.

me

secondo concilio di Gerusalemcelebrò l'anno 34 nel cenaculo, dopo aver ivi ricevuto lo
si

Kicolò riuscì malautore della condannata sentenza che diceva lecite le coratire in

Filippi;

vagio, fu

piacenze del
origine
I^egia, e
11

senso,

donde ebbero

gli eretici

niculaili.

Ad. 6;

Spirito Santo

in

forma
le

di

lingue

Labbé
fu

toni.

1. 1'

infucate, col prodigioso tluno della

terzo

tenuto
sulla

anno 49

cognizione
destò in
raviglia

di

tutte

lingue.

Ciò

o 5o ovvero 5i,
ta
la Palestina,

circoncisio-

Gerusalemme somma me,

ne, e cerimonie roosaiche.
già

quale si accrebbe quando s. Pietro giimlo alla porta Speciosa del tempio hberò il
la

Divenufamosa per la

possanza de'suoi re^ tributaria del1' impero romano, ed obbligata a
ricevere
nella

zoppo per
ne, per
la

cui in

due giorni

si

con-

dai

Cesari

il

presidente
nei
re,

vertirono alla fede ottomila perso-

reggia, e l'investitura

maggior parte greci di origine, e perciò poco gradite agli ebrei nazionali della Palestina che li chiamavano proseliti. In fatti le donne greche si lagnarono che le vedove giudee fossero trattate con più larghe limosine, e proruppero con aperto malcontento. Anziosi gli
apostoli
di

toparcln o tetrarchi delle sue provincie, in questo grado trovandosi
inquisito,

e

chiamato
quale
1'

in

Roma
figlio

il

tetrarca

Erode Agrippa
il

di

Aristobulo,

lo

era di Ero-

de

il

Grande o
Tiberio;

Ascalonita,

aver detratto
peratore
sti,

alla

per maestà dell'im-

ma morto
lo

que-

dare conveniente ripaconvocati
capi
,

Caio Caligola che
riuscì

successe

ro a

questo male, e
i

a
la

non
fuori
alla

meno
i

detestabile del decristiani,

consiglio

principali

e

funto contro
di

e

cavato

parte migliore dell ovile cristiano,

prigione Erode lo restituì
Galilea con uuo-

proposero
gefti

di

eleggere sette
gli

sog-

tetrarchia di
titolo di re.
11

per

aiutare

apostoli

meli-

vo
la

suo ritorno nelassai

desimi nella distribuzione
inosine, e nel

delle

Palestina

riuscì

fatale

,

ministero della piesi

dicazione; quindi
l'elezione
dei

procedette

al-

sette

primi

diaconi,
di

che furono
e di Spirito
tire;

Stefano

pieno

fède

Santo, poi protomar-

mentre gonfio della propria vanità per le adulazioni di essere egli quale ultimo della dominante stirpe di Giuda l' a^ipeltato IMosia, e per 1' amore alla legge raosaica,
die

Filippo, padre di quattro sa-

mano
s.

agli odii degli ebrei
la

coll-

ere vergini,
il

che piantò

la

fede per

tro la
di

Chiesa, ordinando

morte
la

primo

in

Samaria

,

e

convertì

Giacomo
s.

il

Maggiore, e

l'eunuco della regina Caudacc; Pro-

prigionia di

Pietro che liberalo

88
dall'angelo,

GER
s.

GER
elello a

successore

dopo aver Evodio
fede

suo

vendo
a

con

altissima
il

nella

chiesa

tutto supplito
,

d'Antiochia, passò in
dicarvi
la

Roma

a prela

dal Redentore

provvidenza sangue sparso per cui si doveva
del genere u-

ed a

stabilirvi

eguagliare

la

sorte

sua sede. Mentre Erode perseguitava la Chiesa, Dio convertì Snulo che divenne apostolo e dottore delle genti
si

mano, senza eccezione di persone. Fu dunque determinato che non si
dovessero
vertiti

inquietare

i

gentili

cone-

col

nome
s.

di

Paolo

;

come
,

alla fede, e eh' essi

non

convertì

Barnaba

nominato

(ìrioseffo

discendente di Levi

ma

lano tenuti ad osservare la legge di Mosè, e furono loro soltanto in-

nato in Cipro. Moltiplicati per tan-

gran numero, alcuni della Giudea erano tenaci nei precetti e nelle cerimonie mosaiche istituite da Dio, che dubitavano se si dovessero abolire, o se erano compatibili con le cristiane. Di tali dubbi se ne fa principale che autore Cerinto o Cherinto neir Asia con farisaico zelo avea
to
i

fedeli

in

La prima di non mangiar carni immolate agli idoli per non iscandalizzare gli ebrei, i quali s'immaginavano che il far
giunte tre cose.

uso

di quelle

vivande, per se stesse

indifferenti, era

un

indizio di

ri-

torno

all' idolatria.

La seconda

di

non
mali

cibarsi del
,

,

sodbcati,

né per

sangue degli anidelle carni d' animali
le

quali

gli

ebrei a-

disseminato

per

indubitabile

la

vevano una

fìerissima avversione.
astenersi

sentenza di non potersi provvedere alla salvezza delle
si

La

terza di
la

dalla forni-

anime
alla

se

non

cazione,

quale non era ritenuta
dalla

sa per

ammettevano mezzo
la

i

gentili

Chieebrei.

per peccato
de'gentili.

maggior
e

parte

della

circoncisione,
gli

La

decisione fu

fondata

per

quale erano passati
questo

sulle
di

sacre Scritture,

conceputa
l'antica

punto gli apostoli Paolo e Barnaba da Antiochia si portarono a Gerusalemme, ed altrettanto fece da Roma s.
definire

Per

comun
ed

consenso,
acciocché
alla

insegnandosi
queste
osser-

così ai

gentili

ad onorare

?egge,

vanze,
colo
poli
,

comuni

sinagoga

ed

Pietro, quando l'imperatore Claudio esiliò

alla Chiesa, servissero

come
i

di vin-

San

ebrei da quella città. con s. Giovanni s. Paolo , s. Barnaba, e s. Giacomo Minore vescovo di Gerusalemme convocarono un concilio, e s. Pietro con autorità di capo della Chiesa
gli

per

unire insieme

due po-

Pietro

,

r ebreo

ed

il

gentile.

La
non

decisione fu redatta in iscritto,

come un giudizio umano, ma come un oracolo del cielo, e vi si pronunziarono
ste
to,

così

con confidenza que-

fu

il

primo

a

parlare

e

decidere
la
gli

parole: Parve allo Spirilo San-

con

spiegazioni
,

mirabili

conaltri,

troversia

poi

seguirono

filai

ed a noi. Viswn est eiiiin SpiSanato et nobis. Questa de-

Giovanni,

Paolo, Barnaba, e Gia-

cisione in

forma

di

lettera

fu spe-

como

Minore, non che diversi discepoli. San Pietro fu d' avviso di non imporre ai gentili un giogo che gli stessi ebrei non avevano potuto poitare, per cui furono
il

dita ai fedeli della chiesa d'Antiochia, perchè la ricevessero ed ese-

guissero con sommessione, a mezzo
di

Giuda Barsaba,

e

Sila

o

Sil-

vano.

La

detta formola fu poi a-

soggetti a

tante prevaricazioni

,

a-

doltala dai coccilii generali

come

,

GER
il

GER
per

89
fede conforme
fede
cattolica,

modo

della

decisione

punto controverso, e scrv'i di medesimi conciiii. AcL i5; Regia, e Labbé tom.
dello alla Chiesa ne'
I
;

un mo-

una
in

professione di

apparenza
insiliippata
;

alla
di

ma
voci
i

termini

equi-

e Dizion.
Il

dtcomilii.

quarto fu adunalo l'anno 5^, in cui vi fu permessa agli ebrei
convcrtiti
la

anche ammessi suoi settari. Non si può dubitare, che in quest* assemblea noa vi sia stato un gran numero di
vescovi cattolici,

e vi furono

circoncisione
legali,
i

e le ala

ma

che probabil-

tre

cerimonie
il

fino

tanto

che
si

tempio e

rassero a

sacerdoti duGerusalemme, e purch'es-

non poterono pievalere al partito dominante degli eusebiani, uomini potenti alla corte, e sostenuti
dagli
uffìziali

mente

credessero, che le cerimonie sud-

del

principe.
1'

dette

non
i

erano

necessarie

alla

Contuttociò, e malgrado

oppres-

salute, e die bastava
il

per

salvarsi

sione della libertà, IMarcelIo anci-

seguire

precelti del

vangelo

;

rano
le
te.

quanto chiamossi, seppellire la sinagoga con onore. Act. e. 21 ; Regia, e Labbé tom. I. Il Terzi dice che dopo il concilio per r osservanza delle leggi molaiche, ne celebrassero un altro gli
ciò

è

si oppose all'iniquità, nò vola verun patto averci mai par-

Le conseguenze
furono
per
l'esilio

di questo di
s.

con-

cilio

Atanasio

che

fu rilegato

nelle Gallie.

Coche
pre-

stantino

una

debolezza,

non
di

si

sa comprendere, avea

apostoli

ch'eransi

portati a
in

salemme, per conferire
gli

Geruuno defede,

stato fede alle calunnie de' nemici

articoli

principali

della

Atanasio, che lo accusarono di aver minacciato d'impedire il trasdelle

colla composizione

del

simbolo, e

porto

biade

da

Egitto

in

con

stabilire

ottanta

canoni apodella

Costantinopoli. Regia tom. II; Lab-

stolici

pel

regolamento
disciplina

ge-

tom.

II;

Arduino

tom.

I,

e

rarchia
altri

e

ecclesiastica;

Dizion. de concila.
Il sesto del 348 o 349 o^^ei'O 35o, si celebrò pel ritorno di s. Atanasio ad Alessandria, col permesso dell'imperatore Costanzo, do-

dissero che furono cinquanta,

indi

condannati

da

s.

Gelasio

I

nel concilio romano come apocrifi. Veramente non fu rigorosa condanna; non furono approvati. 11 ((uinto ebbe luogo nel 335 o 345, non riconosciuto, e tenuto

po
so;

la

morte

di

(rregorio l'intru1'

imperciocché

illustre

perse-

guitato, essendo entrato
lestina,
ti ,

nella

Pasan

per
gli

conciliabolo.

Lo convocarono
la

impegnò da
di

.sedici

prela-

eusebiani

,

per

dedicazione

alla

testa de' quali

eravi

della chiesa della Risurrezione, che

Massimo vescovo
a

Gerusalemme,
Tutti
i

Costantino

aveva fallo edificare. Questo concilio fu numerosissimo,
l'imperatore
le

tenere

questo
di

concilio.

vescovi

tolto

Patrofilo,

Scitoplo

,

imperciocché
intervenire

\i

fece

ed A cacio

Cesarea, Io accolsei"o

da tutte

parti

un
delalla
,

grandissimo
Gli
l'

numero
per fare
della
Cbibilo

di

vescovi.

eusebiani approfittarono
ricevere

occasione

comunione
quale

Chiesa

Alio

il

uvea

a

Coslaulino

con quella stima che meritava abbracciarono la sua comunione, e si scusarono eziandio di avere per r addietro sottosciitlo contro di lui, dicendo di averlo fatto per forza. Lasciarono anche una testi-

,

90
monianza
vuto
in

GER
iscrilto di

GER
avere
rice-

tomo
Hi.

I

,

e

Dizionario

de' conci-*

Atanasio alla comunione, e stesero a suo favore una lettera sinodale ai vescovi dell' Egitto e

L' undecimo

si

adunò
dei
il

nel

^^3
fede,
delle

per
e
fu

la

conservazione

della

della Libia, nella quale confessaro-

composto

vescovi

no

che

per

I'

assenza

del

santo

tre Palestine,

dopo

lislabilimen-

quella
store.

chiesa era stala
Pvegia
t.

senza pa-

to
di

di

Giovenale, e

la

espulsione
de' concilii.

Arduino tomo 1; Dizion. (1/ coiiciid. Il p. Mansi nel volume 1 del suo Siipplinicnlo
Ili;

Teodosio.
Il

Dizion.

duodecimo
vi

ebbe
si

luogo

nel-

l'anno 5 18, e
talre

trovarono Irentre

alla raccolta de concila,
fa

col. 271, menzione d'un concilio tenutosi

vescovi

delle

Palestine
si

,

che ammisero
fatto
di
i

tultociò che
di

era

in

Gerusalemme contro
nel
oc)Cf.

gli

orige-

nei

concilii

Calcedonia e
eutichiani.
e
Il

iiisti

Teofìlo d'Alessandiia
vescovi cattolici
la

Costantinopoli, e condannarono
severiani
,

avendo
radunati
to

diretta ai
in

e

gli

Gerusalemme per
della basilica del

dedicazione
Sepolcro,
la

san-

Mansi lando

citato, a p.

4oi

^01 par;

di

questo concilio, dice che
e che di monaci può rivocare in dubbio,
di

una
fece

lettera

sinodale

fu im'assemblea

ron

quale

scere la

ad essi conosentenza che avea pronungli

non
per

si

la

testimonianza
,

Cirillo di

ziato contro
i

eretici in

suindicati

iScitopoli

che

in

detto

anno

ia

prelati

radunali
i

concilio anadi

Gerusalemme
lio

fu

tenuto un conci-

tematizzarono
ne,
e quelli

discepoli
si

Origelasciati
,

di
il

molti vescovi, cui intervensanto abbate Saba, ed un'imdi

che

erano
falsa

ne
ci.

protestando

corrompere dalla che
nella

dottiina

mensa moltitudine
Il

mai ricevuto
li

non avrebbeio comunione quelcondannati

che

Teofilo avesse

come credenti il Figliuolo di Dio non eguale in alcuna cosa al Padre, a meno che ron avessero date
Il

monaci e laianno Sig questo concilio tenuto da Giovanni vescovo di Gerusalemme, dicendo che questi con molti vescovi
Terzi
registra
all'

e metropolitani di

Palestina,
del

si

a-

dunarono
creti

nella

chiesa

santo
i

prove di pentimento. settimo e 1' ottavo
nell'anno
s.

Sepolcro, e

furono
in

dei

celebrati

35o

;

l'uno

lode
chiesa
Il

a

vi approvarono dememorali concilii, dando Dio della riunione della

favore di
tro di
la
lui,

Atanasio,

e l'altro condel-

orientale alla

occidentale.

come propugnatore
;

fede Kicena
s.

ma
in
la

poi

il

Pontero-

536

decimolerzo si celebrò l'anno a' ig settembre, tenuto da

fice

Liberio
e

un sinodo
virtù di
degli

mano
nasio
,

riconobbe
la

Ata-

peiTidia

ariani.

Terzi, Siria sacra p.
II

2

1-2.

di Gerusalemme, e da quaranta vescovi che vi approvarono tultociò ch'era stato latto nello stesso anno a Costantinopoli

Pietro vescovo

ed

il

nono venne adunato nel 4'^, decimo nel ^ì6, ambedue
Pelagio,
e
clic

contro Antimo patriarca di
la

quel-

città,

Severo ed
nel

altri

acefali

ed
ivi

contro
latini

fu
ai

scacciato

eutichiani,

concilio

celebrato

dalla città,

jimesso

vescovi

dal

nuovo
toni.

patriarca

Menna

per

essere

giudicato. Regia

consacrato dal
B-Cgia

tom. IV; Labbc lom. Il; Arduino

Papa sant'Agapito. X!; Labbé tom. V;

GER
Arduino
concila.
Il

GER
e

91

tomo

li

;

Diz.

dei

perchè avendo Goffredo di Ruglione conquistato coi crociati
1099,

decimoqiiaito tennlo dal

pa-

Gerusalemme,
tale

Giovenale nel 552 o 553, in cui questo patriarca, per purgare dall'eresia la provincia, propose a lutti di osservare la fede
triarca
cattolica
scrittagli
,

e trovando che un Arnolfo occupava la sede pa,

triarcale

Goffredo

coi

principi

dell' esercito

prelati e deliberarono

privarlo della dignità, procurando
tutti

a

seconda
s.

dell' epistola
I
;

che

Daimberto o
Pisa

Teoberto
siccome

da

Leone
il

quindi

i

arcivescovo di

e legato apo-

•vescovi
vi

provinciali della

Palestina

stolico divenisse patriarca,

approvarono
tenutosi

V

concilio ge-

avvenne con
gia

nerale,

in

Costantinopoli
gli

comune plauso. Retom. XXVI; Labbc tom. X;
nel

nell'istesso

anno contro
monaci

errori
di

di alcuni

seguaci

Ori-

ed Arduino tom. VI, Il decimonono fu adunalo
I

gene, e
d'Abila
fu

i

tre capitoli;

non

ed Alessandro avendovi convenuto,

107, a cagione della

deposizione

di

deposto dal vescovato. Regia lom. XII; Labbé toni. V; e Arduino tom. III.

intrighi di

Daimberto o Teoberto per gli Arnoldo ed Ebiemaro,
I

e per Baldovino

re di Gerusaricorse al

lemme. Daimberto
Pasquale
molti
II,
il

Papa
da
sua

decimoquinto ebbe luogo nel 634, composto dei vescovi della Palestina. In questo concilio s. SoIl

quale istruito
provinciali
di

vescovi

innocenza, lo reintegrò del patriar-

fronio

pafriaica

di

Gerusalemme
sinodale per
di

cato, sebbene

egli

nel suo ritorno

scrisse la

bella lettera
ai

morì

in

Messina.
di

In pari

tempo

dare avviso
elezione.

patriarclii

sua

Ebremaro

Egli ci prova in essa le due volontà e le due operazioni in Gesù Cristo. Diz. eie' conci Hi. Il decimosesto 1' anno 638 per mandare a Roma le reliquie di s. Ignazio martire. Tillemont, Ulema-

nazione francese, trovandosi pel regio favore in possesgrazione
di

so del patriarcato, udita la reinte-

Daimberto

passò angiustificarsi

ch' egli in
col
i

Roma
,

per

Pontefice
suoi

e

ripoitarne
la

come
II

predecessori

conferma

ne

ecclesiastiche tom.
Il

II,

dalla santa Sede.

Ma
il

Pasquale

764
gini.
11

decimosettimo fu tenuto nel contro gì' iconoclasti ed in
,

\oleodo conoscere
le,

vero stato deloriente peile-

cose,

spedi in

favore del culto delle sacre

imma-

gato apostolico
il

Gibelino
in
i

d' Arles,

Ex

epist.

Adriani

I Papae.

quale

giunto
e vi

Gerusalemme
vescovi pro-

Mansi
di

lio

1029 cita un conciGerusalemme celebrato nelp.
la

raccolse in
•vinciali,

concilio

fu deposto a

Ebremasede

r 879,
tendente
sede
nel
di

di

cui

lettera

sinodale,
sulla
letta

ro,

come
sola

esaltato

quella

a

rimettere

Fo7Ìo
,

dalla

podestà

laica,

vivente

Costantinopoli

fu

conciliabolo tenutosi nello stes-

ancora Daimberto, e siccome non gli fu opposto altro fu trasferito
,

so

anno

in

quesl' ultima città, u-

alla chiesa di

nitamente
dei
concili)

ad

una

lettera
e

simile
d'Ales-

sua
fu

Cesarea in grazia di semplicità. Dipoi Gibelino vi

d' Antiochia

sandria.
Il

decimollavo

si

celebrò

nel

eletto patriarca di Gerusalemme. Regia tom. XXVI; Labbé t. X Arduino tom. VI; e Diz. dei
;

92
concini.
Il

GER
gran numero
di

GÈ 11
i

Mansi nel tom. II, col. 275 e 276, fa menzione di un tenuto in Gerusidemnic concilio l'anno iii?., da Gibelino legato
termine
il

fedeli

per impulso
il

divozione. Così appunto

caid'al-

tolico o patriarca degli

armeni

lora,

che
Media,

avea

giiuisdizione
nella

su

della santa Sede, nel quale fu pòsto
alla

quelli del suo
eia,

rito

(^appadoprin-

controversia

che
fu

I*ersia,

e ch'era

esisteva tra

vescovo di Nazareth

cipe della

maggiore e minore Arvi

e l'abbate del

monte Tabor. Vi
che
il

menia, personaggio fornito di dottrina

dunque
JN'azareth

deciso,

vescovo di
superiorità
lui

e virtù,

giunse

in teraerasi

avrebbe
il

la

su queir abbazia, dimodoché a
spetterebbe

medesimo pò, che pel lecato a Gerusalemme
vo d' Ostia. Dalla
il

fine
il

cardinal
e

benedire l'abbate, or,

Alberico legato apostolico
cattolico

vesco-

monaci e consacrare la chiesa in una parola da lui essi avrebbero ricevuto il santo crisma e l'olio per gl'infermi, come pure
dinare
i
;

pietà di questi

molti
lui

fu disingannato in che seguivano i di soggetti, laonde adunatosi un
errori

un

vicario per le

funzioni curiali,
i

smodo
vi

provinciale di molli vescoterzo
il

e che dal canto loro

monaci pertutte
le

nel

cepirebbero
specie di
II

il

terzo di

dentro
Sion,
il

giorno di Pasqua tempio del monte di
sedette in luo-

decime della Tiberiade.
1 1

cattolico vi

vigesimo ebbe luogo nel
tardi,
di

i3
e

più

radunato dal legato
Palestrina,

go onorevole, restò persuaso e convinto degli errori che seguiva, per
cui
e lo
tutti
i

apostolico vescovo
dal patriarca

padri lo abbracciarono,

Guarimondo, con
vescovi
vi

l'in-

trattarono con distinzione. Al

tervento

dei

piovinciali.

concilio v'intervenne

pure
ed

Joscelli-

Enrico

V

imperatore
cattivi

fu

scomufatti

no conte
liere

di
i

Edessa, celebre cavacroccsignati
il
,

nicato pei
gio

trattamenti

tra

in

tal

a Pasquale II; e l'estorto
delle investiture

privile-

congiuntura
fece
la

Icj^ato

apostolico

ecclesiastiche,

funzione

di

dedicare quel
le

da quel

Papa

già condannate,

fu

tempio
dei

rinnovato dopo

vittorie

dichiarato irrito, ingiusto, e di niun
valore. Terzi, Siria
Il
1
1

crociati.

Arduino
fu

tom.

VI;

sacra
si

p.

222.
tra

vigesimo primo
sugli articoli

adunò nel
Arduino

Siria sacra p. 224. 11 vigesimo terzo

adunato
Dosi-

36

controversi

l'anno
teo

1672
,

dal

patriarca

i

cattolici,

egli armeni.

tom. VI. vigesimosecondo si celebrò 11 nel 114^ o 1143, contro gli erarmeni. La memoria rori degli

Lucar, ed i calvinisti quali pubblicavano i falsamente, che gli orientali pensavano com'essi intorno alla fede, Arduino tom. VI.
contro
Cirillo

che ogni anno suole rinnovare la Chiesa della passione del Redentore, era sotto il regno de' latini cosi solennemente celebrata nel tempio del santo Sepolcro di Gèrusalerame, che da regioni ancora remotissime d' Europa , oltre di
quelle d'Asia, vi

GERVASIO

e

PROTASIO

(ss.).

Dicono alcuni scii Iteri ch'essi erano fratelli, figli di s. Vitale e di s.
Valeria, i quali versarono il loro sangue per la fede, l'uno a Ravenna, l'altra a Milano. Sembra che i ss. Gervasio e Protasio abbiano soffato il martirio sotto Nerone o

concorrevano in

,

GES
ni

GES
Am.

93
tale

più sollo Domiziano. Saiit'
li

cupare

la

cattedra di pubblico proleggi

biogio
tli

chiama

i

primi

martiri

fessore di

in

università

Milano, e dice che si appaiecchiarono al martirio cogli esercizi
di pietà e colia

di Bologna.

Abbracciato
generale

quindi lo
in

stato ecclesiastico servì

qualità
di

vittoriosa resisten-

di vicario

il

vescovo

za alla corruzione del secolo.
tre egli

Mendisponevasi nell'anno 386
nuova chiesa chiapoi basilica Ambrosiana
la
i

Rieti Cesare Segni suo zio

no, e l'arcivescovo di
poi
il

materBenevento, e
arcivescoi

a consagrare

cardinal

Paleolto

mata

di

vo di Bologna, da cui nel
fu
la

79?. gli

scoperse per rivelazione

corpi di

conferita

la

prepositura di quelnel
ci-

questi santi, che riposavano
rati

igno-

metropolitana. Trasferitosi a Roposto di

davanti
de'

a' cancelli
ss.

circondanti
e Felice;
fece tras-

ma, ottenne da Clemente Vili
i-ligg
vile,
il

la

tomba

fs'abore

luogotenente
di

e con religiosa

pompa

li

indi subilo quello

vicegesegre-

portare nella nuova
sta

traslazione fu

chiesa. Queaccompagnata da
fra
gli

renle.

Fu

in

seguito
e
lo

eletto

tario de' vescovi
1

regolari,

e

nel

molti miracoli, e

altri

la

606 Paolo

V

nominò vescovo

guarigione di
giugno.

un

cieco.

Si

celebra

di

questa scoperta

nel

giorno

19

di

1619, e nunzio
\ cnezia,

Rimini, chiesa che rinunziò nel alla repubblica di

GESLUNA.
Caldea, sotto
bi.

Sede vescovile della

provincia di Nisibi nella diocesi di
la metropoli di NisiEssa era vicina a Balada ch'ebbe qualche volta comune con tale

donde nel 16 18 Io promosse a governatore di Roma, e Gregorio XV lo fece prefetto del

palazzo apostolico, ritenendo la carica di governatore anche col nuovo Pontefice Urbano Vili, che anvi aggiunse l' incarico di vicezi

sede

il

vescovo, per cui alcuni cre-

dono

sia

Gelone vicino a Zab. Abvescovo,

prefetto della segnatura.
lo
in

Destinol-

bianìo Machica

che

fece

alcune osservazioni sopra
locati

uno

dei
col-

manoscritti siriaci che furono
nella biblioteca vaticana

nel

pontifiaito

Simeone

d'Innocenzo XllI; e vescovo di Balada e di
assistette
III.
all'

Gesluna, che

ordina-

zione di Zaballiitra

governo dello stalo di Libino, ancor vivente l' ultimo duca Francesco Maria II della Rovere, e ne prese possesso in nome di Urbano Vili. Egli si seppe in questa gelosa commissione condurre con tal saviezza e moderazione, che giunse a guadagnarsi l'animo
seguilo
al

GESSI
le.

Berli>ghiero, Cardinafu

di

quel principe, che lo lasciò tu-

Berlinghiero Gessi o de Gypsis

tore e curatore di

donna

Vittoria

patrizio bolognese,

chiamato a
e

sua nipote, granduchessa di Toscana.
i

Roma
ra

dallo zio Berlinghiero, ch'edi
r<jta,

Alla fine

Urbano Vili premiò

cugino di Gregorio XIII, alìlnchè apprendesse sotto il di lui magistero la pratica

uditore

suoi meriti nel concistoro de' 19

gennaio

dell'ordine de' preti,

della legge, di cui nella patria

1626, creandolo cardinale ed assegnandogli per titolo la chiesa di s. AIndi
lo

università
teoria.
iVel

ne

avea

imparata
gran

la

goslino.

dichiarò

prefetto

1389 quantunque

in

di segnatura,

annoverandolo a quasi
cardinalizie.
,

florida

età potè con

ripula-

tutte le con^recazioni

zione ed islraordinario applauso oc-

Morì d'anni

seltautasei

torniea-

94
i63c).
s.

GES
Fu
sepolto nella
Vittoria,

GES
chiesa
nella
di

tato fieramente dalla podagra, nel

Michele vestito di turchino, avente innanzi a sé una lunga croce di
legno, nel mezzo della quale sarebbe stato il nome di Gesù e sul capo dell'arcangelo le parole: Quis sicut Deiix. Di quest' ordine non
,

Maria della
ss.

cap-

pella della

Trinila

sua

testamentaria
la

con disposizione, ed
eretta
efligie

ove fu posta
dal celebre

sua

dipinta

Guido Pieni sulla porta della medesima, con nobile epitaffio. Dedito alla pietà, nemico dei
donativi, fornito di altre
cesi
clie

si

hanno

altre notizie.

GESÙ' CRISTO. A
articoli

moltissimi
il

che risguardano

nostro

doli,

di-

ambisse

il

pontificato.

GESÙ', Ordine
magna. Narra
il

equestre

cV Ale-

che a Paolo V fu presentata T istituzione d'un ordine equestre sotto il litop.

Helyot

Redentore si tratta di lutto ciò che gli appartiene, laonde qui brevissimamente accenneremo le cose principali della sua vita. Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, Mesdivin
sia

e Salvatore del

mondo, conce-

Io di

cavalieri della

milizia di

Geil

pito miracolosamente per opera delSpirito Santo nel seno della B. Vergine Maria, sposa a s. Giuseppe, nacque in Betlemme il 2? dilo

in

Alemacjna

,

per

liberare

crisliaiiesimo dall' oppressione degli
infedeli.

cavallereschi,
ri,

Doveva avere due gradi uno di gran cavaliedi

l'altro

cavalieri aggiunti.

Il

numero
quali

de' primi

non

doveva
tra

oli

trepassare quello di seltanladue,

dovevano

eleggere

loro

cembre dell'anno del mondo 4ooo. Otto giorni dopo la sua nascita, secondo il costume ebreo fu circonciso, e chiamato Gesù che significa Salvatore. Adorato prima
dai pastori di
scia
te

dodici individui per sceglierne

uno

quelle vicinanze, po-

per dichiararlo cavaliere gran principe della milizia di Gesù, lui altro gran generale, un terzo luogotenente generale, e gli altri nove dichiarati cavalieri
Il

dai

magi venuti appositamendal

dall'oriente, fu

santo

vec-

Simeone acclamato nel pio di Gerusalemme siccome
chio

tem\\

Sal-

e gran
cavalieri

senatori.

vatore aspettato in Israele,

quan-

numero

de'

aggiunti
di cin-

non doveva eccedere quello
queccntoquattro, dappoiché

ognuconfare
,

no

de' gran cavalieri
sette

doveva
di

durre seco
perpetua
finché

aggiunti.

Princi-

pale scopo dell'ordine era

do vi fu presentato nel quarantesimo giorno. Dopo la quale presentazione, un angelo avvertì in sogno Giuseppe ( s' ignora il tempo e il luogo preciso di questa apparizione) dover egli salvarlo con
pronta fuga in Egitto dalle insidie
di

guerra
si

ai

maomettani
ricuperato

non

fosse

il

Erode. Dopo

la

santo sepolcro.

Erano
di

prescritte al-

e regnando nella e

morte di questo, Giudea il suo fiil

cune pratiche

religiose,

e doveva-

glio Archelao, passato perciò

pe-

no

vestire abiti

scarlatto, e

con

ricolo

la

strage

degl'innocenti,

essi erano sepolti. Motti dell'ordine erano: Grada Dei sani id quod sum; e Gloria in excelsis Deo, et in terra pax honnnibiis bonae %'0-

per nuova angelica avvertenza Giuseppe
in

ricondusse

nella

Giudea, e
il

Nazaret Maria e Gesù,

quale

lunlatis.

La

divisa di

quest'ordine
di
s.

ed a Giuseppe condusse una povera esicolà

sommesso

alla

Madre

doveva consistere

nell'effigie

stenza all'officina del detto

di

lui

GES
patire putativo, solo partendo d'anni

GES
che replicò
il

9^
non

tempio, istigandolo di gettarvisi, al
figliuolo di Dio,
il

dodici

per
la

Gerusalemme onde
Pas(|ua, e
si

celebrarvi

tratten-

dio.

ne per volere del suo padre IdFrattanto la Madre e Giusep-

pe ignorando
loro diletto

ove

fosse

andato

il

Gesù per

tre inferi giorni,

e fra

le

più dolorose angustie lo cerlo

Confuso il demonio si ritirò, e gli angeli ristorarono con cibo Gesù. Alcun tempo dopo passando Gesù in Galilea dal Belhabara al di là del Giordano, e vedutolo Giodoversi tentare

Signore.

carono, e filialmente

ritrovarono
dai
dottori

vanni

Battista che
il

ivi

era

ammidi

nel tempio circondato

nistrando
discepoli
:

battesimo, disse a'suoi
l'

che con loro disputava, meravigliati essi della sua profonda dottrina. Giunto Gesù all'anno trentesimo di
sua età, epoca in
cui
volle

Ecco

agnello
i

Dioy

ecco quegli che toglie

peccati dal

mondo. Allora due
guirono
la sera
il

de' discepoli se-

inco-

loro divino maestro per

minciare
ne,
si

la

sua

divina
pel

predica/ioal

tutto quel

giorno, e in sul far del-

presentò
Battista.

battesimo
egli

proprio precursore

e parente Giorice-

vanni veva

Mentre
i

Andrea, ch'era uno dei due, visto Simone suo fratello, il presentò a Gesù, che gli disse: tu
sei

il

battesimo nel fiume Gior-

Simone

figliuolo di

Gionaj

md

dano,

si

aprirono

cieli,

lo Spirisi

d^ora innanzi sarai chiamato Ce-

to Santo in

forma
di
lui,

di

colomba
allora
s'

fa

posò sopra
tese
la

ed

in:

di Dio esclamare mio figlio diletto in cui riposi la mia compiacenza. Manife-

voce

cioè Pietra. Nel di seguente viaggiando Gesù per Nazaret s'imbattè in Filippo che chiamò a se-

Questo

L'

il

guirlo, e questo pure

avendo
:

tro-

vato Natanaele

il

condusse a Gesù,
ecco un venon alligna la dimanda di Nata?

stata cos\ alla
tà, volle

terra la sua divinipure esperimentare a nole

che vedutolo
frode;

gli

disse

ro israelita in

cui

stra

istruzione

tentazioni dell'u-

ed

alla
il

manità. Condotto dallo Spirito Santo nel deserto,
ivi

naele: donde

conoscesse
ti

replicò

fu tentato

dal

Gesù: prima che

demonio, vi digiunò quaranta giorni, ed altrettante notti, poi ebbe
fame, ed
costò,
il

tentatore allora Io ac-

e gli disse di pietre
in

cangiar in pagli

chiamasse Filippo, io ti vidi sotto la ficaia; per le quali parole soi'prcso quel nuovo discepolo, esclamò: \'edo bene che voi siete il Figlio di Dio, il re
d'Israele. Così
il

ne

le

che

presentava

,

Messia

incomin-

ma
non
ciò

n'ebbe che
il

risposta,

che l'uomo
di

ciava ad unire discepoli, ed a pellegrinar per la Giudea. Da Bethabara giunto a Caua di Galilea, assistendo con la sua madie Maria a certe nozze, operò il piimo miracolo, cangiando a
in

vive di solo pane,

ma

tuttodi
so-

proviene

dalla
lo

bocca

Dio;
la

demonio
di

condusse
e gli

pra un alto monte,

assicurò
regni sot-

dominazione
si

tutti

i

mensa l'acqua
celebrarvi
la

determinasse di adorarlo; Gesù nella sua infinita sapienza riprendendolo gli ricordò,
toposti, se

vino:

passò a Cafarnao, e di là

a

Gerusalemme per

Pasqua,

doversi

adorare

il

Signore Iddio

;

dopo la qual nuova umiliazione il demonio lo tradusse sulla cima del

ch'era la prima dacché avea incominciato la sua predicazione. Fu in quella occasione che
di flagello

armato

percosse e

scac-

c)G

GES
tempio quelli che
lo

GES
propei

ciò dal

Tiberiade

chiamò per
alla

la

seconda

fanavano
sagiifjci.

vendendo
Fermatosi
convertì
vi

gli

oggetti

volta a seguirlo Pietro ed

Andrea

alcun

tempo
Ni-

ch'erano inlenti

pesca, poscia

nella città, accolse a religiose con-

ferenze, e

il

timido

codemo, che
te,

era andato di not-

il Giordano, dove si mise a battezzare di acqua e di Spirito Santo, come aveva predetto il Battista e tanto
:

e passò dappoi lungo

Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo che stavano nel loro navicello. Guarì in sabbato e nella sinagoga un'ossessa, e nella casa di
Simone
gliata
la

di

lui

suocera
febbre.

trava-

da ardente
salute

Sul far
di

della sera dello

stesso giorno die-

crebbe ogni giorno più
de' suoi

il

numero

de

la

a tuUi gl'infermi
e

che quelli del Precursore ne furono così gelosi, da obbligare Giovanni a rimproverarli, dichiarando egli non essere che l'amico ed il nunzio dello Spodiscepoli
,

quella città,

nel dì seguente di

buon mattino si ritirò solo a pregare in un deserto, donde si congiunse a' discepoli, e ritornò ad
annunziar
erasi

nella

Galilea

il

regno

La prigionia del Precursore per comando di Erode Antipa, determinò Gesù a ritirarsi in Galilea, e traversando la Samaria si fermò
so.

del Signore. Frattanto la sua

fama
e
lui

sparsa per
le

tutta la

Siria,

da tutte

parti

venivano a

a ristorare
di

le

forze presso

il

pozzo
città

malati. Reduce a Cafarnao, circondato da innumerabile turba, si

Giacobbe, poco lunge dalla
Sicliar.
,

pose

a predicare nel e

naviglio
di
le

di
alreti,

di

Quivi

una donna
città

sa-

Pietro,
largarsi

maritana
alla

venuta dalla

per

comandò dappoi in mare e gittarvi

attinger acqua,

da
ad

lui

convertila
i

e

tanto fu la pesca abbandonante
le reti si

sua nuova religione, chiamò
udirlo,

che

smagliavano. Fra

i

miri-

suoi concittadini

portatosi

con loto
di

Gesù nella due interi

onde città, si fermò giorni; e dopo

racoli

colà
la

operati è degna di

marco

guarigione d'un paralitico
letticciuolo fu a forza
tetto della stanza

che nel suo

averne convertiti molti proseguì il suo viaggio, predicò in diverse sinagoghe, massime in quella di Nazaret sua patria, ove gl'ingrati concittadini

di funi calato dal

sdegnati

de' suoi

giusti

rimproveri alla loro incredulità, il trascinarono sul monte per precipitarlo:

dove Gesù stava a parlare a una sì grande moltitudine, che diversamente non era possibile avvicinarlo. Al lago di Genezaret dove passò, chiamò Matteo, prima nominato

Levi, di professione pubblicano.

Gesù passando

nel bel

mez-

Nel

zo di loro se n'andò, ritornò a Cafarnao ove soleva abitare, e continuò a predicare ne' dintorni e ad

dalla sua predicazione,

Pasqua mentre trovavasi a celebrarla a Gerusalemme, avendo guarito un paralitico da

tempo

della

seconda

operare stupendi miracoli.
Portatosi a
volta,

trent'otto

anni

infermo presso

la

Cana per la seconda un ufficiale di Erode si re-

Frobatica piscina, con ordinargli di
portarsi a casa
il

cò a pregarlo di guarirgli il figlio infermo a Cafarnao, e n'ebbe in
risposta

giorno

di

sabbato,

proprio letto in suoi nemici i

essere

il

figlio

già

sano.
di

Alcuni

giorni

dopo

sul

mare

ne presero occasione di tramar la sua perdita siccome di nemico e legge. Passando della distruttore

,

GES
per un campo di maturo frumento, ancora in giorno di sabbatOj gli affamati
quindi
co'suoi

GES
una
sola di
lui

97

discepoli

parola bastava per

seguaci

presero
delle
i

a frullare fia

le

risanar 1' infermo, e di non esser degno di riceverlo in casa. Ammirando Gesù tanta fede operò il prodigio,
il

palme

mani alcune spighe
grani, e da questo

poscia a
di
al

Naim

risuscitò

per estrarne

figlio

una

pure tolsero

occasione

i

farisei

di

portavasi

vedova che già sepolcro. Entrato in
di Si-

accusarlo qual

violatore del gior;

quella città accettò l'invito

oppose loro l'esempio di Davidde, che nel bisogno estremo aveva mangiato
a Dio sacro
i

no

ma Gesù

pani

della

proposizione

;

non

che quello de' sacerdoti che travagliavano nel tempio in giorno di sabbaio. Nel successivo sabbato guarì ancora un uomo nella sinagoga di Cafarnao che avea una mano disseccata, dimostrando a'farisei ostinati

che il volle commensale, e sedendo a mensa, una donna, Maria Maddalena detta la peccatrice, venne a portarsi a' suoi piedi, bagnandoli delle sue lagrime
fariseo
egli
gli

mone

ed asciugandoli de'suoi capelli, ed commosso del suo pentimento
rimise
la
i

peccati. Percorse indi

non

esser

questo contrario
costoro

e tornò a Cafarnao, dove fu così circondato dalla folla del popolo, che i di lui pa-

tutta

Galilea,

alla

legge;

ma
,

mai

inveleniti

più che congiurarono di

renti

temendo quasi de'suoi

gior-

perderlo, unitamente agli erodiùni.

Fu
go

allora che
il

Gesù
le

si

portò lunsalì

mare
monte
il

di

Tiberiade, e di là

attraversando
cino

acque,

sul

vi-

vennero come per ritirarlo mentre egli liberò un ossesso cieco e muto, attribuendo gelosi farisei il miracolo a Beelzebub principe de' demoni. All'ora di vespero si
ni
i

ba che
notte.

per involarsi alla turseguiva avida della sua
passò
discese,

portò sulla

spiaggia

del

mare

di

Tiberiade, e salila una nave propose al
la

dottrina, e vi

Le dimane
il

pregando la chiamò
di

popolo diverse parabole, quelseminatore,
collocarsi

del

della
sul
il

lampada
candela-

e scelse alcuni de'suoi discepoli, e
loro impose

che

dovea

nome

Apostoli

bro, della

zizzania

cioè inviali; poscia
questi
eletti,

circondato

da

semina

di notte nel

nemico campo, del grache

e dal popolo che anell' aspettarlo
,

no
li,

di

senape, e
le

del lievito; e ri-

veva
si

perseverato

tornato a casa

spiegò a'discepo-

assise

sopra una
discorso

elevazione

di

terreno a pie del monte, e quel famoso
detto

tenne
della

proponendone loro anche di nuove quelle del tesoro nascosto,
:

della

perla
si

per

1'

acquisto

della

montagna,
la

che

tutta

sua

dottrina

ed

il

comprende compendio

quale

vende
i

ogni cosa, e della

rete che gettata in

mare
e
i

raccoglie

del suo evangelo; insegnò l'orazio-

insieme e
sci.

buoni

cattivi

pe-

ne del Pater nosler indi guarì un lebroso col solo toccarlo.
,

A
si

Cafarnao, ov'era tornato,
lui

un un

Sul far della sera si mise in mare, e sollevatasi una gran tempesta mentre dormiva, sveglialo
dai discepoli,

centurione lo fece pregare perchè
portasse da
a

comandò

ai

venti e

guarirgli
;

ritornò la calma
Nelle sue

all'agitato

mare.
la

servo
gli

gravemente malato poscia andò incontro, dicendogli che
VOL.

prediche

dichiarava

vera beatitudine solo trovarsi nella

XXX.

7

98
povertà, nel
della

GES
dolore, nelle
nell'

GES
lagrime
della

pra

un monte

co'suoi

apostoli
Il

nel

penitenza,

amor

deserto di Bethsaida.

popolo se-

giustizia,

neir esercizio

delle opere

della misericordia,

nella purità del

guendolo nel numero di circa cinquemila persone, senza contar le

cuore, nell'amor della
solTerenza
nelle

pace,

nella

donne

persecuzioni,
degli

nel

disprezzo

de' beni,

onori

e

fanciulli, preso di essi a e compassione, con cinque pani e due pesci che gli presentarono gli apoi

della stima del
A'a

mondo. Condannala

stoli,

dopo
tutta

averli

moltiplicati

sa-

l'ipocrisia

,

vanità, l'avarizia,

ziò

la
i

sollecitudine de'beni della terra,

giudizi temerari
1'

,

e raccomanda-

va per ultimo
tà,

orazione, la cari-

l'amor de'nemici, e concludeva
la

con
gli

gran regola di non fare aquello che non vorremmo fatto a noi stessi. Sbarcato nel cantone di Gerasa, liberò due inalti!

eoa tale abbondanza che ne avanzarono dodici panieri di frammenti. Fu in quella occasione che il popolo entusiasta per sì grande benefizio determinò di crearlo re e
moltitudine,
;

quella

Gesù
sul

costrinse gli apostoli
il

a ripas-

sare soli

monte.
notte

mare, e restò nascosto Contrariali dal vento
i

mandando demoni che possedevano in una mandra di porci che corse a precipitarsi nel mare. Spaventati a questo mirademoniati,
i

nella

naviganti,

anziché a

li

Bethsaida, secondo lintelligenza col

maestro,
riade;

si

diressero

verso

Tibelontani
ri-

ma

suU' albeggiare,

colo

i

geraseni,

lo

ritirarsi,

ed

egli

ripassò

pregarono di il mare, e
principe

ancora da circa 3o stadi dalla
va,
sulle

videro

un

uomo camminare
credu-

andò in casa

di

Giairo

acque

alla lor volta, e

della sinagoga di Cafarnao per sa-

nare una sua figlia di dodici anni, che risuscitò avendola trovata mor-

un fantasma furono assaliti da terrore; ma Gesù si fece conoscetolo
re,

e

li

rassicurò, poi

entrato nella
alla

mentre camminava a quella volta, una donna malata per molte perdite di sangue, si trovò guata
;

e

nave, fu in
gia.

un

istante

spiagsti-

La moltitudine tornò a
reduce
a

parsi intorno a lui

Caegli

lita

toccando di nascosto il lembo sua veste. Così andando a Nazaret guari due ciechi, ed un os(Iella

farnao, e della recente moltiplica-

zione profittando, disse essere
stesso
il

pane del

cielo

infinita-

sesso
città

muto. Gli

abitanti di quella

non vollero ancor
;

profittare

i

mente più prezioso di quello che loro padri mangiarono nel dee le sua
cibo,

de' suoi sermoni

bandonò
dicendo
patria.

il perchè la abper non più ritornarvi, che ni uno è profeta in

serto,

mente un
bevanda.

carne essere verail suo sangue una
discepoli

Molli

presero
e lo

Poco dopo mandò
i

a due

scandalo da questo

discorso,
egli

a

due
col

suoi discepoli

a predica;

abbandonarono, ed
richiamarli,

invece di
le

re

potere

de' miracoli

ma

e

giustificar

sue
vo-

proibì loro di
gioni, anni,

munirsi di

provvi-

parole, chiese agli apostoli
lessero
essi

se

nemmeno
egli

da cambiare, e un cambio di sandali, ed
abiti

pure andò a predicare. mare di Gcnesarclh detto anche Tibeiiade, si ritirò soPassato nel

pure andarsene, ma Pietro prontamente rispose, che le sue erano parole di vita eterna,
e

ch'egli era

il

vero Cristo,

il

Fi-

glio di

Dio vivo.

Venne

a

quei

GES

il

GES
e por-

99
e Giosplenil

tempo
la

della Pasqua,

apostoli

Pietro,

in Geiusalemdacché predicava, ritornò poi in Galilea, dove fortemente biasimò l'ipocrisia de' faritatosi

a celebrarla
terza

vanni; allora
volto

Giacomo, apparve nello
sole,

ine,

dore della gloria, risplendè

suo

come
i

il

bianchi

appa-

rirono
neve,

suoi

vestimenti

siccome

prendevano occasione di suoi discandalo da questo che scepoli non si lavavano le mani prima di sedere a mensa. Ne' paedov' era ensi di Tiro e Sidone, trato, guari la figlia di una fenicia
sei

che

e gli

stavano

a

lato

Mosè
del-

i

ed Elia,
ce divina
sti e il

quasi

confabulando

l'opera delia redenzione, e

una voque-

s'intese esclamare:

o cananea, ammirando ed esaltan-

mio figlio diletto, in cui riposi la mia compiacenza, lui ascoltate. Disceso dal monte guarì un
giovine

do
ne,
Ir

la

tanta fede di quella niadre;
il

muto

,

lunatico
gli

,

epiletico

e seguendo

viaggio verso

Sido-

ed ossesso, che
fetto di fede

apostoli per di-

andò per la via della Decapomare di Tiberiade, doil ve gli \ennc fatto di guarire un
oltre

non poterono guarire. Continuando Gesù la sua preGalilea, fece ritor-

dicazione nella

sordo-muto. Restò tre giorni sopra un monte, e nel discendere restituì
la

no a

Cafarnao, quando

lungo

il

salute

ad

un'infinità

d'inperso-

mare disse a Pietro di gettar l'amo, che il primo pesce avrebbe
dato di che

férmi, e saziò ne, oltre
le

quattromila

donne

e

i

fanciulli,

pagare il tiibuto al tempio per ambedue; e Pietro ubbidiente lo prese di fatto,
di
gli tolse

con
sci,

sette pani, e

pochi piccoli pe-

ni.
si

avanzandone sette panieri piePoco dopo si pose in mare e
a

sotto la

lingua
i

un

siclo

d'ar-

gento, e pagò
si

ricevitori.

Inviato-

portò

Magedano
la
i

nel distretto

poi

il

Maestro

in

Samaria, spe-

di Dalraanuta, verso

sorgente del
farisei

dì alcuni degli apostoli in

Giordano.
ste,

Un

giorno

ed

i

go per cercarvi
gli

ricovero

,

un bore come
e di
di

saducei lo richiesero d'un segno cele-

fu

negato

,

dovette
di

reprimere

ed

egli rispose loro

non aver

al-

lo zelo

tro a dargli se

non quello

di Gio-

impetuoso Giovanni, che il
dal cielo

Giacomo
quella

richiedevano
su

na, e alludeva così alla sua

futu-

fuoco

gente

ra risurrezione; poi imbarcatosi sid

scortese, e proseguì

mare

venne a Belhsaida, dove ridonò la vista ad un
di Tiberiade

cieco,

e

camminando dappoi
se

verso
a'

il suo cammino verso Gerusalemme, fermandosi in Betania presso le due sorelle Marta e Maria, delle quali la pri-

Cesarea di Filippo, richiese
discepoli
egli,

suoi
fosse

ma
che

affaccendala
si

neh' allestire

un
lui

conoscessero
la

chi
di

ristoro di cibo,
la

lagnava con
si

e lodando

fede

Pietro^

sorella

Maria
il

stesse ai

che diceva,
gliuolo di
Pietro, e

lui essere il Ciisto FiDio, aggiunse: Tu xei su questa pietra edifi,

suoi piedi quieta ascoltatrice

delle

sue parole:

cherò la

min Cide sa

e

le

porle

Maestro dolcemente rimproverandola gli disse, essere ella troppo sollecita, e di
troppe cose, una sola essere necessaria, e Maria aver scelto la migliore,
tolta.

ma

dell' inferno

non pre^wileranno contro di lei. Sci giorni dopo operò la sua grande Trasfigurazione sulle cime del Taborre, presenti gli

e

che perciò

Arrivato a

non le sarà Gerusalemme, a-

100

CES
ossesso

CES
ammuoperato

Tendo guarito un
tolito,
i

farisei

invidiosi l'accusarolui

Nel dì seguente passando Gesù per una via, e vedendo un cieco
dalla nascita, sputò in terra, e fattone un loto lo applicò agli occhi
del misero, imponendogli di lavarnel fonte di Siloe, lo che fatto, immantinente vide perfettamente. Di ciò i farisei lo rampognarono
si

no nuovaniente, aver
il

prodigio in

nome

del
alla

demonio,
loro
ca-

e mentre rispondeva

lunnia, colse l'occasione di dare al

popolo molte istruzioni

,

che

con-

tinuò per tutto il tempo di sua dimora. Ritornò a Cafarnao, guarì im idropico in giorno di sabbato, e alla presenza di tutti i farisei die malignamente lo guardavano,
e per meglio
confonderli,
si

essendo giorno di sabbato, e dichiararono essere Cristo un peccatore.

Dopo

questi

miracoli

Gesù

mise
pec-

tornò in Galilea, e fermatovisi poco tempo, fece ritorno a Gerusa-

a mangiare
catori,

coi

pubblicani

e

lemme
Giuda

per
la

la

via

di

ed

essi

non lasciarono per:

celebrarvi

dedicazione
e

Samaria a fatta da

ciò di censurarlo

allora Gesìi prodi

Maccabeo,

pose loro la

parabola

un uo-

i5 dicembre,
incontratosi in

mo, che padrone di cento pecore, perdutane una, abbandona le novantanove per correre in traccia
della smarrita,
e sulle
spalle ada-

che correva il lungo la strada dieci lebrosi, che il
misericordia, disse
ai

supplicarono di
cerdoti, lo

loro di andare a mostrarsi

sa-

giatala la riconduce all'ovile.

Venu-

ta la festa de'Tabernacoli nel mese
di ottobre, ritornò a

Gerusalemme

ad insegnare

nel
il

quella occasione

tempio; ed in popolo concita-

che facendo essi obbedienti, si trovarono guariti prima ancora di presentarsi. Passeggiava Gesù sotto il portico di Salomone, quando alcuni giudei circondandocosì

lo,

presero

a

interrogarlo
così

:

e

to dagli scribi e sacerdoti

rumore, e
dronirsene;

lo

circondò
l'ora
li

mosse a per impasi

fino a

quando vorrete
Se
siete
il

tenerci

in sospeso?
lo.

Cristo dite-

ma

non

era

per

Ve
e

l'ho già detto, rispose

Ged'al-

anco venuta, e
dell'ultimo dì

deluse.

Alla sera

sù,

voi
le

non
opere

mi credete
che
prova.
io

;

della festa

passò la

tronde

faccio

ne

notte sul

monte

degli Olivi, e tor-

sono una certa
qui, ancor
lui,

Ma

gl'ini-

farisei

dove i maligna intenzione di sorprenderlo gli presentarono una
con

nel mattino al tempio,

più inveliniti contro di

raccolsero delle pietre

per
di

si

la-

pidarlo, ed egli

scomparve
al

mezdel
fer-

donna adultera
richiedendolo
farne;

colta in

^ul

fatto,

zo a loro, portandosi

di

del

cosa

dovessero
rispose, terra,

Giordano a Bethabara, dove

ma

Gesìi

non
le

e
al-


ta
rì;

scrivendo col dito sulla zandosi

per circa un mes«. Fu tempo che Lazzaro fratello
saputolo
il

in di

quel

Mar-

pronunziò
se
i'i

memorabili
voi
sca-

e di Maria cadde malato, e
il

modi-

parole

ha alcuno tra senza peccato sia il primo a
:

Maestro
e
si

si

portò a
ritirò

Betania,
poi

risuscitò,

gliare la pietra j e seguitando
scrivere,
fusi
si

a

ad Efrem
sino
alli

sul

mentre

gli

accusatori con-

stette

Giordano, dove 24 marzo, e ritorper
l'ultima

ritirarono, egli

benignamenlui

a

Gerusalemme

te disse alla
di

donna rimasta con
in peccato.

non più ricadere

Pasqua, e pel suo sacrifizio. Lungo il cammino presso Gerico do-

GES

se
la

GES
,

101
nel

viita

vec'.iilo

ad un cieco poscia Zaccheo pubblicano, gli disalloggio
in sua
restituì
egli

coiedì,

primo
i

di aprile,
i

tempio.
de'sacer-

Fu
doti
sto

allora

che

principi

voler prendere

ed

senatori,

sorpresi di queil

casa,

ed
il

convertitosi,

misterioso procedere,
così

richie-

mal tolto. Arrivato a Gerusalemme alcuni giorni prima di Pasqua, non si fece vedere nel temtutto
pio,

sero con quale
rasse

autorità egli ope;

da

padrone
il

e

Gesù

in

vece gl'interrogò se

battesimo di
della
sa-

sapendo essere
sdegnali

i

giudei ancor
di
lui,

Giovanni
perlo, egli

fosse

del cielo, o

più

contro
il

ma

terra, e replicando essi di
si

non

scelse d'aspettarne

tania nella casa

di

tempo a BeSimone il le-

tacque lasciando sen-

za risposta la loro prima domanda.

broso, dorè Maria sorella di Laz-

Poi
ri,

rivoltosi

nuovamente a
per

loro,

zaro prese

profumargli i piedi con un nardo prezioso, asciugandoa
li

cui s'erano fatti insieme e
e
farisei

dotto-

conoscere di che

co'suoi capelli, ei discepoli, spe-

discorresse, propose alcune
le

parabo-

cialmente Giuda Iscariote, disappro-

tendenti

vando
va

quell'atto, perchè col j)rezzo

stava per
infedeltà, e
tili.

dimostrare che Dio abbandonarli nella loro

a

della vendita del

balsamo

si

poteGesìi

chiamare
i

in vece

i

gen-

sollevare

alcun

povero,

Gli

erodiani e

saducei, uni-

prese a difendere
ciò

la pia donna dicendo essere quello un preludio di

nitamente ai farisei , che già gli stavano intorno, gli richiesero co-

che

si

sarebbe
la

fatto

al

corpo,

dopo

sua morte.
il

suo Nel dì

me

per sorprenderlo ancora, e trovar pretesto per accusarlo, se fosse
gli

seguente, eh' era
zo,

lunedì 3o mar-

un obbligo per
a Cesare
il

ebrei di pagare

cinque giorni prima della Pa-

tributo,

cosa ne pen,

squa, ritornò
presso

Gerusalemme e Belfage mandò due de' suoi
a
,

sasse

della
il

risurrezione

e

quale

credesse
to della

più gran

comandamenancora conenco-

a quel paese, a prendervi un' asina ed un puledro, ed avutili montò
sulla
in

legge.

Ma

egli

fuse

i

suoi nemici, sortì in sul tàr

giovine

cavalcatura,

ed

della

sera dal

tempio, ed

entrò
trionfo,

Gerusalemme come in perchè una gran moltitupopolo

dine
glio

di

r incontrò

ed

il

seguì acclamando:

di

Davidde

,

al fibenedetto quegli

Osanna

miandone i discepoli le bellezze, commiserando ne predisse la distruzione; indi camminando verso il monte degli Olivi, incominciò a
parlare dell'assedio della città che

che viene nel
al

nome

del Signore.

ne

farebbero

i

romani, avvenuto
e continuò
il

Gesù si portò immediatamente tempio a scacciarne i profanaed
a sanare tutti
gì' infer-

34 anni dopo,
giudizio,

di-

scorso con alcune allusioni al finale

tori,

conchiudendo con diverse

mi che ne occupavano

l'atrio,

poi

parabole per incoraggirli alla fatica

tornò a lietania, ed il seguente mattino 3 1 marzo ritornò a Ge-

ed

alla vigilanza. In quel giorno stes-

so avvisò gli apostoli doversi celebrare la

rusalemme, e scacciò nuovamente
i

Pasqua
il

fra

due

venditori degli oggetti pei sacri-

sarebbe poi
fisso.

Figlio

giorni, e che dell'uomo ab-

di nuovo ritorfizi, e scomparve nando in Betania per ricomparire a Gerusalemme pel seguente mcr-

bandonato a' suoi nemici, e croceVenuto il giovedì mandò Pietro e Giovanni a Gcrusalem-

102

GES
per preparare
tutto
il

GES
sala
for-

me

una
sulla

de; soggiungendo, die alIoi<{iiaiulo
si

nita di

necessario

a cedi

t'osse

convertito

,

si

adaticasse
fratelli
;

lebraie la Pasqua, e

sera

in

tener

fermi

i

suoi

e

quel giorno

stesso

entrò in Geru-

dicendogli Pietro
di dare la

ch'era pronto a

salemme,
so,

si

portò al luogo prefis-

seguirlo in prigione ed alla morte,
e
vita

sedette alla
cogli

ta

traditore

;

mensa apparecchiaapostoli, e parlò di un ricordò loro l' immenso
di

per

lui,

gli

ri-

spose Gesù, che nella notte prima

che

il

gallo

avesse
Io

cantato

due

desiderio ch'egli ebbe

mangiar

Pasqua con essi, ed istisacramento del suo corpo e del suo sangue, benedicendo il pane e il vino che die a mangiare e bere, dicendo agli apostoli: fate questo in memoria di me. Egli già aveva lavato i piedi agli apostoli, e si rimise a mensa, quando per la seconda volta con turquella
il

tui

avrebbe negato, Pietro persistè nel dire, che quand'anche gli fosse convenuto morivolte, tre volte

re
gli

non l'avrebbe
altri dissero

negato,

e

tutti

la stessa

cosa. Sor-

tito

Gesù

dalla città in

compagnia

degli

avea dato alcune istruzioni, lungo il cammino parlò della sua passione, morte
apostoli cui

e

risurrezione,

della

loro

fuga

e

bamento dichiarò
loro
il

esservi

tra

di

patimenti,
rito

della discesa dello
;

Spi-

il

traditore.

Giovanni
cui

pregò

Santo

e

passato
al

il

torrente

maestro a
essere

manifestarlo, ed egli
colui

Cedron gtunse
di

giardino

o orto
tutti,

ponendo sul piatto un tozzo di pane intinto nella salsa lo mangiava. Giuda
lispose

Getsemani.
staccatosi
diletti,
,

Vi entrò con
dagli
altri,

e

coi

tre

più

Pietro,

Giacomo,

e

ebbe la sfacciataggine di dire al Maestro, sono io forse? e Gesù
gli

lispose

:

voi l'avete detto.

Quanil

do il traditore l'ebbe preso, monio gli entrò addosso per
eseguire

de-

fargli

il crudele disegno che gli aveva posto nel cuore. Gesù avendogli soggiunto fate presto ciò che avete da fare egli se ne par:

quindi Giovanni volendo dare cominciamento alla sua dolorosa passione, s'abbandonò ad una profonda tristezza e disse essere il suo spirito tristo fino alla morte. Quivi li fece fermare, e l'invitò a vegliare e ad orare per non
,

cadere in tentazioni,
se
tati

come
si

gli

dis-

;

quando

poi

li

trovò addormenritirò
al-

ti,

senza che

gli

altri

apostoli sa-

pessero dove andava, credendo che
il

tre volte. Gesù quanto distante per

fare

orazione

Maestro

lo

avesse

mandato

a

prostrato, e rivolto al divin
gli

comprar qualche
le del

cosa, o a distribuì-

disse:

denaro

ai poveri,

perch'egli
del de-

tutto è
te

Padre Padre mio, Padre mio, possibile a voi; allontanacalice;

custodiva la borsa
naro.
Partito che
ta
la

comune

da me questo

ma

però

sia fatta la

volontà vostra, e

non

fu Giuda, terminagli

la mia.

Replicò colla faccia a ter-

mensa
e
si

apostoli di

dissero

col Signore

un inno
Gesù

ringrazia-

mento,
Indi
lo
si

levarono
a

da

tavola,

rivolse

Pietro, e

tal preghiera, quancadde in una dolorosa agonia, fino ad uscire dal suo corpò un sudore di goccie di sangue,

ra altra volta

do

Gesù

avvertì,

che avea pregato
la

per

le

quali irrigarono
gli

il

terreno.
li

Sve-

lui acciò

non mancasse

sua fé-

gliando

apostoli

avvertì che

GES
uon era lontano
verlo incontrare.
affacciato
di
all'
:

GES
rolo

io3

il

tradilore, e do-

Caifas

si

lacerò le vesti, e dis-

orlo con

Giuda già si era una truppa

se aver lui bestemmiato, onde tulli

sgherri

si

avvicinò al Rlaestro

come per
mente
litto,

lo

baciarlo, ed egli dolcerimproverò di tanto de-

concordemente esclamarono, è reo di morie. Nella notte Gesù fu abbandonato agl'insulti più crudeli, e spuntata l'alba fu di nuovo trai

dicendo:
il

Giuda y

tu

coti

un
li

dotto dinanzi al

tribunale.

Inter-

bacio tradisci

Figliuolo dcWuoagli

mo ;

e

presentatosi
di

armati
,

rogato ancora se fosse il Cristo, e datane affermativa replica, i suoi

richiese

chi
:

cercassero

e

a-

vutane risposta sono io, replicò
i

Gesù Nazarenoj
il Maestro, ed caddero a terra.

soldati atterriti

Allora

Gesù

replicò loro la
la

doman,

da
sti

,

e

avutane

stessa

risposta
solo,

nemici rinnovarono la dichiarazione della sua reità, ed il consegnarono a Ponzio Pilato, governatore romano della Giudea, con questi capi d'accusa: d'aver turbata la pubblica tranquillità; d'aver insegnato non doversi pagare
sare
di
il

soggiunse se cercate
sieno liberi.
gli

me
si

queassi-

a Ce-

Subito di ciò
sgherri

tributo; di
il

essersi

vantato
e
riedi-

curandolo,
su di
lui,

gettarono

distruggere

tempio,

e lo legarono,

mentre

il

ficai Io

dopo

tre dì;

d'essersi

mil-

coraggioso Pietro
il

coltello e tagliò

con zelo sfoderò l'orecchia a Malsacerdote,

lantalo Figliuolo di Dio. Sottoposto

da Pilato a nuovo esame
vato

fu

tro-

co servo del

sommo

ma

innocente

,

e

spedito

quindi

Gesù

impietosito lo risanò. Intanto

ad Erode
trovavasi a

re di Galilea, che allora

Giuda, che per trenta denari avea dato nelle mani de' nemici il Maestro, abbandonatosi alla disperazio ne s'appiccò dopo aver restituito il
denaro.
Il

Signore fu immantinente por-

Gerusalemme, il quale non avendo potuto conseguire veruna risposta, lo schernì come un pazzo, e lo rimise a Pilato. Questi dopo averlo interrogato lo dichiarò non meritevole di morte, e
lo
all'

tato

ad
ivi

Anna
di

,

suocero

e

presacer-

decessore

Caifas

sommo
Gesù

propose a' giudei unitamente empio Barabba, chiedendo loro

dote;

venne

interrogalo

della
rispo-

dottrina e de' discepoli.
se tranquillamente,
in

aver insegnato pubblico ed essere della sua doti

chi volessero liberare, secondo l'uso che dava loro il diritto di liberare un reo di morte nella ricorrenza della Pasqua; ma giudei domani

trina testimoni tutti
tre
fo,

giudei,

men-

un servo

lo colpì d'uno schiafdicendo non doversi così par-

darono la liberazione del ladro ed assassino Barabba, e che facesse morire Gesù crocifiggendolo. Soggiunse Pilato,
nulla trovar
in
Ini

lare al pontefice. Anna rimise Gesù a Caifas che avea già radunali intorno a sé i sacerdoti e i dottori

degno
di

che gli avrebbe dato piuttosto qualche castigo, indi

morte,

della legge, e Caifas scongiurò

Gesù a

dire s'egli fosse

il

Cristo

:

rimandato a casa; ma raddoppiando le grida, ad
ce
figgetelo.

i

giudei

alla vo-

rispose di sì, e soggiunse, che lo avrebbe un giorno veduto nelle nuvole assiso alla destra del Padre

replicarono crocifiggetelo, crociAllora Pilato
si

fallosi

por-

tare

dell'acqua

lavò

le

mani,

seduto a giudicare.

A

queste

pa-

dichiarando così esser lui inuoceu-

,

io4
te di sua

CES
morie,

GES
le

abbandouandolo

di

lui

veslimenta, in un alla toi

mani per la crocifissione. romani se ne impadroBirono, e lo balterono crudelmente con verghe legato ad una colonna, credendo Pilato che in tal guisa avrebbe quietato il furore
nelle loro
1

soldati

cerdoti,

naca inconsutile, magistrati, i saed il popolo non cessaro-

no d' insultarlo. Uno de' ladri riconobbe la di lui innocenza, ed ottenne da Gesù il perdono, l' altro
ladro
il

beffeggiò.

degli ebrei.

Alla flagellazione
le

i

sol-

dati

aggiunsero
arbitrio,

contumelie

di fu

Maria Vergine, con Maria Maddalena e Giovanni erano presso la
croce
disse
:

proprio

onde

Gesìx

Gesìi rivolto alla

quindi dai soldati vestito di straccio di porpora,

accennando Giovanni
il

Madre gli Donna
:

non che

il

coro-

ecco

vostro figliuolo j e al disce-

narono di spine, ponendogli fra le mani una canna per scettro, e finsero venerarlo per re, crudelmente

polo: ecco vostra

ancora mezzogiorno
fu crocifisso,
sesta
si,
il

villaneggiandolo con
sulti,

sputi

ed

in-

sole

madre. Non era quando Gesù e poco dopo ad ora cominciò ad oscurarsi

e

salutandolo re

de' giudei.

e

r aria

ricopri

di

tenebre

Cosi ridotto Gesìi, Pilato per vere
la

muoebrei

compassione

degli

in tal foggia e tutto ferito, contuso e grondante di sangue, dal bal-

al

cone del suo palazzo lo presentò Ecco l'nonioj popolo dicendo ma gli ebrei in vece di muoversi
:

temDio mio, Dio mio, perche mi avete voi abbandonato? indi disse, ho sete. Subito uno dei soldati corse a prendere una spusino alle ventun'ora, e in quel

po Gesù gridò

:

gna, la intinse
di

in

un
ivi

vaso
era,

aceto e

fiele

che

pieno e pogli

a pietà, di nuovo dissero, crocifìggetelo, crocifìggetelo.

nendola in cima ad una canna

Pilato

si

pro-

diede da bere. Gesù gustato l'aceto, esclamò; Tutto e adempiuto; poi con forte voce soggiunse: Padre, nelle

testò di

non trovarlo
agli

colpevole, e

perciò

ebrei

lo

consegnava,

perchè eseguissero quanto bramavano. Spogliato venne Gesù delle
fìnte vesti reali, e

vostre

mani raccomando
il

lo

spirilo

mio, e declinato

capo spirò.

In
il

condotto al Calle

queir istante
si

si

divise in

mezzo
si
i

vario, caricandogli

spalle

della

velo del tempio, e la terra tremò,

pesante croce su cui doveva essere
inchiodato, aiutandolo a portar la

spezzarono
le

gli

scogli,

aperse-

croce
e con

trò con le

Simone di Cirene; s'incondonne di Gerusalemme,
Maria sua madre, che il seCalvario, ove giunto fu croe fra due ladri fu inalbesulla quale
titolo
,

tombe e ne risorsero molti. Intanto con un colpo di lancia fu
ro aperto
il

costato di Gesù,

per as-

guì

al

cifisso,

rata la sua croce,
lato

Pi-

veramente morto, e ne uscì acqua e sangue. Indi Giuseppe d'Arimatea ottenne di poter collocare il venerabile corpo in
sicurarsi

s'era

apporre il causa di sua morte
fece

della

sepolcro scavato
i

in

con

queste

scoglio, e
fosse

sacerdoti
dai

un vicino temendo che
,

parole

:

dei. Rivoltosi

Gesù Nazareno re de' giuGesù a Dio suo Pali

rapito

discepoli
i

fecero

dre, pregò per

suoi persecutori,

non sapendo
tre
i

ciò che facevano.
si

Men-

apporre all'entrata suggelli, e lo fecero guardare da' soldati. Ma il giorno dopo il gran sabbato vennero alcune pie donne alla tomba

soldati

dividevaac

a sorte

,,

CES
buon mattino, per imbalsamare corpo del Maestro, quando due il angeli sotto umana t'orma annunziarono loro essere risorto Gesù
di

GES

io5

vano ricevuto dal loro divino maestro, ed il Signore confermò co' miracoli la dottrina che avea loro insegnata, ed ebbe principio il cristianesimo
e
la

Cristo,

il

quale per quai-anta giorsi

Chiesa,

incomin-

ni continui

fece vedere

ora a

ali

ciando

s.

Pietro

ad
aveva

esercitare le

l'uno, ora all'altro,
discepoli
riuniti
,

ora

tutti

funzioni di

vicario di Gcsìi Cristo,
tatto subito

a'

quali

impose
Ri-

oltre ({uanto già

convocarsi insieme a

Gerusalemme
gloria.

dope l'Ascensione.

per vederlo tornò fra di

salire alla

GESÙ' CRISTO, Ordine
stre.

eque-

loro,

come aveva
poli in

fatto

mangiò con essi, con due discela

Tutti
s.

gli

storici

riportano
dell'or-

che
dine

Domenico fondatore
de' predicatori,

Emaus, rimproverò

loro

istituisse

anil

incredulità, e fece porre la
di

mano

che un ordine militare cui
titolo

die

Tommaso
Agli

nella ferita aperta del

di

milizia
i

di

Gesìi

Cristo,
fe-

costato.

apostoli

e

discepoli

per combattere
de.

nemici

della

dimostrò coH'autorità delle scritture il suo operato, apri il loro intelletto per intenderlo, e li spedi ad annunziare l'evangelo su tutta
la

terra,

dando loro

il

potere

di

però dell'ordine de'predicatori non sono d'accordo se l'ordine sia stato fondato vivente il santo, o dopo la sua morte, e se gli ascritti deposte armi prenle
Gli
scrittori

operar miracoli, assicurandoli
quelli

che

dessero

il

nome

di

penitenti

di

s.

loro

cbc avrebbero creduto ai insegnamenti, ed avrebbero
il

Domenico,
il

da' quali

terz'

ordine
I

ebbe origine de' medesimi predidoveri
de' ca-

ricevuto
vi.

battesimo sarebbero salil

catori.

principali

Trascorso
tutti
gli
si

prescritto

tempo
li

li

valieri della

milizia di

Gesù

Cristo

condusse

in

Betania, e là sol-

consistevano, nel riporre la Chies.i
in possesso di

levando
disse, e

occhi al cielo
il

bene-

quei

diritti

de'quali

levò verso

cielo.

Quanal loro

era slata spogliata, di difenderla, e
d'

do

nell'ascensione

scomparve
così

impiegare eziandio

le

loro

armi
le

sguardo, due angeli discesero a dir
loro,

a distruzione dell'eresia.

Dovevano
tutte

che non slassero
gli

fissi

a

però giurare di spendere
loro forze in
tali

tener sollevati

occhi, poiché
salito,

sù Cristo era già
ritornar

Geper non
ultimo
terra
la

opere, esponendo

sostanze e vita per condurle a comalle loro mogli poi ve; niva ingiunto di giurare, non op-

quaggiù
stessa

che

nell'

pimento

de' giorni, in cui

rivedrà

con

la

maestà divina.

Allo-

porsi
zioni

giammai

alle

analoghe intenmariti.

ra gli apostoli e discepoli ritornaro-

de' rispettivi
ne'
di

L' abito

no

monte degli Olivi a Gerusalemme, dove si raccolsero tutti in orazione con Maria Vergine
dal

de' cavalieri

teva essere

combattimenti poqualunque forma
essere
le
il

ma

i

colori
il

dovevano
Il

nel cenacolo, fino
la Pentecoste, lo

a

che

arrivata

bianco ed
scrizioni

nero, secondo

pre-

Spirito Santo dil'aspetto

dell' istitutore.

p.

Rai-

scese sopra di
di

loro sotto

mondo da Capua
dicatori
scrisse

generale de'preqiiest'

lingue di fuoco.

Andarono

poi

di

online nel
s.

a predicare l'evangelo da per tutto,

capitolo
tcrina

\IH

della

fila di

Ca-

secondo

il

comaudo che

ave»

da Siena.

io6
e

GES
s.

GES
Dome.\ico,
vedovile.

GESÙ' CRISTO,
s.

Insegna de' cavalieri
gigliata

era
di
,

Pietro martire, Ordine eque-

una croce
quella
la

della

forma
,

stre.

Non

tulli gli scriltoii
luli

danno a
dicendolo

de' cavalieri

costantiniani

qiiest' Dicline

nomi

,

alcuni essere quello

slesso descrit-

to nel precedente articolo, o Mili-

melù nera e l'altra bianca usando abiti metà neri e metà bianchi, come un tempo vestirono
i

zia di

Gesù

Cristo,

altri

lo chia-

ministri del

tribunale
Il

della

sa-

mano
di
s.

col solo

nome

nico, cui

poi fu

Domeaggiunto il nome
di
s.

cra incjuisizionc.

p.

Helyot racdei

conta alcune particolarità
valieri

ca-

Pietro

martire.

All' articolo

di

quest' ordine,

dice

che

Fede
s.

di Cristo e della croce di Pietro martire, parlammo di

avea un gran maestro, restauratore, e commendatore generale del medesimo; che fu rinnovato nel

quest' ordine equestre, cosi detto dai

luoghi ove
pag.

fiori.

11

p.

Bonanni nel
religiosi,

Catalogo degli

ordini

a

LV^, nel riportarne la

figura,

dice che s. Antonino nella sua Cronaca, ed altri narrano, eh' essendo nei paesi di Tolosa e Lombardia di molto accresciuta la setta dea li
eretici
false

religiosi inquisitori 1600, e che che creavano secondo cavalieri luoghi gli dierono nomi e titoli dilferenti. Si può consultare il Giui i ,
i

stiniani

nelle
il

Istorie

degli

ordini
parla
e
s.

equestri,

quale a pag.

254

de'

cavalieri di

Gesìi Cristo
,

albigesi,

i

quali

colle
le

loro

dottrine infestavano
,

popovi

Domenico di Tolosa ed a pag. 347 de' cavalieri di Gesù Cristo in
Italia.

lazioni
si

s.

Domenico non

solo

oppose energicamente con sode dottrine e con la predicazione, ma colla forza onde porre un riparo agl'immensi danni che recavano anche col ferro e col fuoco, ed a
tale elletto formò uomini valorosi e

GESÙ'
stre.

E

MARIA, Ordine

eque-

Nel
gli

pontificato di

Paolo V,
per

tra

ordini cavallereschi che fio-

rivano,

questo

distinguevasi

una

milizia

di

una croce di color turchino simile nella forma alla croce di Malta
o
di

zelatori

dell'onor

gerosolimitana, orlata

d'oro, ail

di Dio, e della fede cattolica, che
i'u

vente nel centro in cifra

nome
signi-

denominata
di
s.

milizia

di

Gesù
Onorio

Gesù, e nel rovescio

quello di

Cristo e

Domenico.

Maria. Tale colore era
ficare quello del

per
della
i

IH, Gregorio IX, Innocenzo IV,
Onorio IV, Giovanni XXII ed altri Pontefici approvarono l'ordine, e lo colmarono di privilegi. Alcuni
di questi

manto

Beacava-

la

Vergine.

La

veste che

lieri

ciambellotto
sopravi
la

usavano nelle funzioni era di ondato bianco, con
croce
descritta,

cavalieri

eleggevano
voto

un
di

cucita

superiore, e

professavano

nella parte sinistra del

petto.

Riper

castità coniugale,

ed eranvi ascritte anche le mogli, acciò con le orazioni inlercedessero da Dio la conversione o la distruzione di si pestiferi

conoscevano un gran maestro
in

superiore, ch'eleggevasi dal capitolo

Roma

,

e scelto

da quei
;

tre cai

valieri

giudicati dal Pontefice
il

più

eretici

:

tali

donne
i

prometmaiiti a
eretici,

degni in concistoro
stro
stizia

gran
in

mae-

tevano di non impedire guerreggiare contro gli
iu caso di

poteva dare
a
tre

la

croce

di giu-

ed

cavalieri

ciascuna

morte vivere

in

istato

provincia. Gli statuti prescrivevano

-

GES
clic

GES
coma^li

107

l'ordine avesse trentatre

de.

meiidatori
.limi
clie

o priori, in onore

Entralo ncU' ordine de' vescovi suburbicari, nel i583 lo divenne
i5c)i

Gesù
il

disio

visse sulla

di

terra, di

più aulico col nome grancroce. Vi erano de' cappeled
:

Albano, poi di Frascati, e nel sotto Gregorio XIV d'Ostia
colle-

e Velletri, decano del sacro
gio.

lani e de' frali gervenli

i

cavalieri

Clemente Vili

nel i5c)6 lo creò e fu
cospi;

però avevano l'ubbligo di mantenere un cavallo, ed il servente ar-

arcivescovo di Napoli,

malo per
lo

accori ere alla difesa del-

stato ecclesiastico,

ove

il

biso-

gno lo devano

richiedesse. Quelli che chiedi

cuo ristoratore di (juella chiesa abbellì la melropolilana con magnifiche fabbriche ed eccellenti pitture, con prodigiosa quantità di suppellettili

entrare nell'ordine sen-

di

argento, e preziosi
curalo, e

ar-

za far prova di loro nobiltà, era-

redi; fondò quindici parroccliie, con

no obbligali a fondare una commenda di scudi duecento di rendita almeno, della quale godevano
in

abitazione
l'episcopio.

pel

migliorò

Vinse una questione col

cardinal Cellarmino sull'abbazia della

vita

i

frutti,

e
Il

slava all'ordine.

dopo morti p. Bonanni

re-

chiesa di Procida, che questo car-

nel

dinale credeva esente dagli arcivescovi di

ne tratta a pagina LVIll, e ne riporta la figura e le insegne cavalleresche, ed il Giustisuo Catalogo
niani nelle sue Istorie a pag.

Napoli. In

Roma

diede princis.

pio alla sontuosa chiesa di

An-

drea della

A'alle, in cui gettò la pri-

35 1.

ma

pietra, indi proseguita e

compila

Alfonso, Cardinale. Alfonso Gesualdo de' principi di Venosa conti di Compsa o Gonza,
alla

GESUALDO

dalla munificenza del cardinal Peretli

detto

Monfalto.

Papa Clemente Vili,
santo

e

Gonsagrò il nell' anno
la

nobiltà del sangue
di

unì singo-

1600 aprì

e chiuse

porta

lare illibatezza

costumi, e non

santa della basilica Ostiense.
dificante diligenza visitò
le

Con
il

e-

mediocre scienza. Da protonotario apostolico Pio IV a' 16 febbraio i56i lo creò cardinale diacono col
titolo

diocesi di
si-

Ostia, e Velletri dove celebrò

nodo

e riaprì

il

seminario,

al

quale

di

s.

Cecilia
all'

per diaconia, e
de' preli
lo
lo

oltre avergli

assegnato dalla

mensa
benefi-

passato poi
ritenne.

ordine

duecento
zi

scudi,

ed
la

alcuni

Nel

i5G3

fece a unni ni

ecclesiastici

per

sua sussisten-

slraloie della melropolilana di
za,

Gon-

za, fu largo di altre beneficenze.

Eb-

cui negli

undici anni che gover-

comp.irfi
indi

immensi
rinunziò

e

segnalali

be gran compassione pei poveri, e ([uali grande amore pei letterati,
i

bene(i/.i;

in favore di

soleva cercare per ogni parte e

man-

Salvatore Garacciolo suo nipote. Passato al titolo di s. Anastasia fu pur con esso benefico, restaurando l'altare di s. Girolamo, ed emanando utili decreti pel buon regolamento dell' insigne collegiata. Nel i585 Sisto V lo nominò legato della Marca, prefetto della congregazione de'rili,
e protettore de' regni e delle
di

teneva onorevolmente, studiando il modo per promoverli a cariche e a
dignità
ecclesiastiche.

Dopo

essere

intervenuto alla elezione di selle Papi, morì a Napoli nel i6o3, ed ebbe
sepoltura
in

quella

metropolitana,
ilecorato

ove
di
ili

gli fu

eretto

un sontuoso monufini

mento da Carlo Gesualdo,
preziose colonne e

Portogallo

marmi,

e

due

Sicilie presso la santa

Se-

statue di eccellente

scultura.

Fu

,

io8
di nobile e

GES
maestosa presenza, nemi,

GES
funzioni assumevano

una cappa pail

co del lusso
sto,

gentile, prudente, giu-

rimenti di color tanè, coprendosi

in

tutte le

sue azioni fece

ri-

splcndcre rara modestia, e pari cseuiplaritìi

di

costumi.

capo con velo nero e bianco. Queste monache non furono comprese nella bolla, con la quale Clemente
queste

GÌLSU iVIEymonache. Avendo ilb.
Giovanni Colombini
di),

istituito la

con-

IX soppresse i religiosi gesuali. Di monache trattano il p. Gio.

gregazione religiosa de' Gesuali {^Fedcsideiò vederla propagata anche
e
nelle donne,

Battista Rossi nella Fila del b. Gio-

perciò indusse con

vanni par. II, car. i4; e Fasti di Siena nelle Vite del b. Giovanni e

santi ragionamenti la b. Caterina Colombini sua cugina a darsi interamente a Dio, e seguire la povertà evangelica. Quindi Caterina, de-

posti
d'

gli

abiti

eleganti,
vile,
il

si

ricopri
lo

Eonanni nel religiosi ne tratta a pag. LYIlj par. Il, e ne riporta la figura. 11 p. Annibaldi da Latera nel suo Compendio discordella
b.

Caterina.

Il

p.

Catalogo degli ordini

una tonaca con un panno
di
si

capo

coprì
le

re delle gesuate nel
p.

t.

II,

par.

II,

di

lino, distribuì

343

e seg.
religioso.

sue facoltà a' poveri, ed a piedi nurecò per
le

GESUATl, Ordine
gesuati o
chierici

I
s.

strade a chiedere

apostolici

di

impiegando il resto del ed in altre opere di pietà. Si unirono ad essa diverse divole e nobili compagne, tra le quali furono le prime Giovanna Marescotti, Pietra di Pietro, Francesca di Ambrogio, ed Andrea che fu poi fondatrice d' un monistero a Firenze, e col nome di Povere
la limosina,

tempo

in orazione,

Girolamo furono istituiti verso l'anno i36o dal beato o santo Giovanni Colombini nobile sanese
già

gonfaloniere della
il

sua repuba
vi-

blica,

quale

si

converti

ta penitente
la

vita

essersi

avendo letto a caso di s. Maria Egiziaca, dopo separato dalla moglie con
di

gesiiale della Visitazione della

Maeser-

donna

visseio

per qualche
pratiche,

tempo
si

nella casa di Caterina, ove

citarono
citarsi in

in sante

e solo

uscendo per mendicare o per eseropere di carità. Osservavano il silenzio, digiunavano fiequentemeute, ogni notte si flagellavano due volte, dormivano sulla paglia, e spesso portavano il cilizio. Accaduta poi nel iSGy la morte
del b.

unione del suo Mino Vincenti si applicò all' esercizio di opere buone, e pel di lui esempio si mossero altri ad imitarlo, e dal ripetere che faceva Giovanni di frequente il nome di Gesù, furono chiamati Gesuati. Portandosi il
suo
consenso. In

amico Francesco

Pontefice Urbano
Corneto,
il

V

nel

1367

in

Giovanni si recò ad incontrarlo con sessanta compab.

gni

coronali d' olivo,

ed

il

Papa
;

Giovanni,

fabbricarono

un

approvò l'ordine in Viterbo, concedendogli grazie e privilegi
indi

piccolo monistero a Valpiatta, con-

trada di Siena, con perfetta clausura,

adottarono
no,

la

regola di

s.

Agosti-

vivendo sotto

la

regola

di
il

s.

Agostino. Loro insegna era

no-

me di Gesù, la veste una tonaca bianca di lana con scapolare di colei'

quando il bealo Giovanni da Tossignano priore d'una delle loro case, e poi vescovo di Ferrara, compilò le costituzioni, dappoiché
sino al

tanè, cintura

di

cuoio, e nelle

it\i^ sembra

non

avesse-

GES
10 regola slabile.
Il

GES
di

109
religiosi

bealo fondatore
cugina
1'

due
tre

secoli

questi
i

non
ed

dopo
b.

aver

indotto la sua

furono
i

che

laici,

quali facevano

Caterina

a

vestire

abito re-

voti

di

castità, povertà,

ligioso, ond'

nacbe

ebbero origine le moGesuale (Vedi) passò a
,

ubbidienza.

Si

occupavano
farmacia
,

princidistri-

palmente

nella

miglior vita nell'abbazia di

s.

Sal-

vatore, quando da Viterbo passava a Siena, a'3i luglio di dello anno 1367, ed ove fu trasportato il suo corpo. Il suo concittadino Pio II lo venerò in Siena nel primo maggio i464j ^ 'o avrebbe

buendo gratuitamente medicamenti ai poveri, e dopo loro esercizi di religione^ andavano ad assii

stere gl'infermi
tri

negli

ospedali
le

;

al-

in

vece

vendendo
in
i

acquavite
acquatila.
loio di-

che distillavano,
si

qualche luogo
dell'

dissero

padri
il

canonizzalo,
disti,

come dicono
morte non

i

Bollan-

Austero era
vere,
giuni.

loro tenore di vii

se la

l'avesse preil

frequenti e rigorosi

venuto. Dice non ostante
nel

Grigli

Dipoi

s.

Pio

V

nel

iSGy

tom. II del Diario snnese, Pio II lo beatificò. p. 98, cbe Il nome del b. Giovanni Colombini per ordine di Gregorio XIII fu messo nel martirologio romano.

annoverò l'ordine tra quelli mendicanti , con la bolla Romamn; PonlifeXy de' 18 novembre, Bull.

Rem.
4o5.

Nel

tomo IV par. II pag. 1606 permise ad essi
,

,

Abbiamo
cari scia

la

sua vita di

Feo

Bei-

Paolo
cri

V

di

ricevere
il

gli

ordini sa-

pubblicata in Firenze, in Brenel
scrissero

La
il

p.

i5o5, ed in altri luogbi. pure Ippolito Salviani, Giuseppe Bonafede, e Gio.
Bossi,
et
i

grande ufiìzio della Chiesa, secondo 1' uso della Chiesa romana ed allora si dice che incominciaiono a chiamarsi
e di
recitar
,

Battista •praevio

cimi

commentano
Ciiperii,

chierici

apostolici
essi

:

fino

a

quel
obbligiorni

notis

Giiil.

tempo furono
gali

soltanto

presso
julii
t.

Bollandisti negli

Ada

ss.

a

recitare

per

cento

VII, p. 333. Nicolò con bolla del

sessanlacinque Pater, ed altrettan-

V

primo

te

y^t'e,

oltre

gennaio

4^5, ad istanza del cardinal Latino Orsini, tolse a' canonici la chiesa dei ss. Gio. e Pao1

orazione

cinque o sei ore di mentale ogni giorno , e

lo

al

monte

Celio, e la
, i

diede

ai

ebbero in Roma pure la chiesa e monistero di s. Giovanni in Traslevereligiosi

gesuati

quali

due volle la disciplina, cioè mattina e sera. Urbano Vili nel i6\o approvò le loro costituzioni, che furono stampate in Ferrara nel
seguente anno, e nella bolla chiamò questo istituto, congregazione
de'gcsuatì di
s.

re,

poi data ai genovesi,
all'

come

di-

Girolamo
Agostino.
di

sotto la

cemmo

articolo

Giìnova. Aven-

regola
Corsetti

di

s.

Antonio
essa,

do questi religiosi preso per prolettore dell'ordine S.Girolamo, cui professavano molla divozione e dedicaro-

che

scrisse

dice

no
con

la

maggioi- parte delle loro chieoralorii, nell'

se ed

decreto
di

1499,

approvare ciò Alessandro VI nel ordinò che si chinmassero
s.

portarono in principio una tonaca, e cappuccio quadrato di color bianco, che pendeva dietro le spalle; ma che Urbai

che

religiosi

no
di

V

nel

i3t)7 die loro
di

una capil

pa grigia, o
casa,
ili

color tanè. P'uori
di

Gfsitali

Girolamo. Por più

segno

sprezzare

,

1

IO

GES
la

GES
cagioni soppresse quest'ordine, con
bolla
,

inondo, coprivano il capo con copertura bianca e lunga come una

Honianus
Bull.
p.
i

Ponlifex de' 6

manica,
bolla

ma Urbano

Vili

con

la

Onerosa permise loro eli lasciarla, eoa il cappuccio bianco qua(lrato,e in vece di esso assegnò
il

dicembre part. VI,
pubblica

tom. VI 3o4, cedendo alla reBoni.
beni
coi

loro

onde
Il

soste-

cap-

nere

la

guerra
tali

turchi,

che

a-

puccio

comune

dei

frali,

di

colore
ii-

vevano
di
ai
to.

assediato Candia.

Papa
venti

simile alla cappa,

o

mantello;

assegnò da

rendite annui scuchierici,

savano sandali

di

legno.
il

de

la

figura

presso

Se ne vep. Bonanni

quaranta
laici

ai

e

esistenti

nello

stato vene-

Catalogo, p. LXXXll. Avevano per istemma il nome di Gesù raggiante d'oro in campo azzurro, e sopra di esso una colomba per allusione al b.

Vuoisi che in altre parti d' Itarestato qualche convento, che
di

lia sia

in

processo

tempo andò ad

e-

stinguersi.

Giovanni

Colombini
ne

GESUITESSE,
di

monache. Ordie di

loro fondatore.

religiose d' Italia

Fiandei

Benché, come dicemmo^ non avesserò che frati laici nei primi

dra, che

seguivano

la

regola
la

Gesuiti (P'edi), e sebbene

loro

due

secoli

del

loro

slabilimentOj
di
peiil
,

congregazione

non

fosse stata ap-

furonvi

nondimeno
dottrina
,

tra

loro disantità

verse persone e

illustri

provata dalla santa Sede, molte case, cui davano
di collegi,

avevano
il

nome

per

come
,

beato

e

ad altre quello di case
in

Giovanni da Tossignano il beato Antonio da Siena il beato Girolamo da Venezia, il b. Giannetto da Verona. Paolo Morigia, uno dei
loro generali
laico,
,

di noviziato,

cui
la

eravi

periora, davanti

quale
i

una supronun-

ziavano

le

religiose

loro voti di

poverlàj di castità e d'ubbidienza,

morto nel
opere

i6o4, 6

fra le

che

compose,
Storia de-

rono
glesi

ma non avevano clausura. Vi Warda e Tuitia donzelle
,

fuin-

una porta per
gli

titolo: la

le

quali portatesi

in

Fiancol

uomini illustri del suo ordine, ove si leggono le vite di sessanta gesuati morti in odore di santità. Dei gesuati scrissero pure, oltre gli
scrittori degli
d.

dra, fondarono questo
consiglio,
p.

istituto,

e

sotto la direzione

del

Gerard

rettore
di

del

collegio di
gesuiti.

Anversa, e

alcuni

altri

oidini

regolari,

il

p.

Ebbero per
religiose
in

iscopo di spedire delle
Inghilteria,

Silvanio Pasio camaldolese, l'A-

per istrui-

Cherubini nelle note al Bollano. La Faille ne' suoi Annali di Tolosa, nota che i gesuati si stabilirono a Tolosa l'anno ^^i5, che le loro celle erano
zorio,

ed

il

re le persone del loro sesso.

War-

da divenne ben tosto superiora generale di più di duecento l'eligioPerò Urbano Vili con breve se.
i3 gennaio i63i, diretto al nunzio della bassa Alemagna, e che fu stampato in Roma nel i632 , soppresse quest' ordine, su di che
de'

piccole
in
tie,

e

basso

a
le

piana

terra, e

certa distanza

une

dalle

al-

come

quelle

degli eremiti ca-

maldolesi. Finalmente nel

1668

la

è a
di

vedersi

la

Biblioteca

critica

repubblica di Venezia avendo chiesto

alla

santa

pressione.

Sede la loro sopClemente IX per giuste

Riccardo Simon, pubblicata col nome di Sainjorre, tom. I, capo di questo tem"289. Prima 1. p.

,

GES
no, e nel iGio, madama ili Lestonnac aveva istituito una con(le

GES
Licona e Baldo,
fiatelli.
J^.
A.

III
rullimo degli S. Ignazio di
per
la

otto suoi

grega7Ìoiic di
tolo
di

religiose

sotto
[f^edi),

il

ti-

Loioi
le

Datosi
in

alla professione delsi

Nolre
p.

Dame

che

armi,

essa

segnalò

tuttora fiorisce,
voi.

XVII,
i

come dicemmo ai 38 del Dizio/mrìOj
dei

rara sua
tinove:
quella

intelligenza,

intrepidezza

e coraggio sino all'età d'anni venla

mediante
gesuiti

l'assistenza

celebri

sua prima campagna fu
ìVajara,

pp. de Boides e Raimond, per r istruzione cristiana sul modello
della

di

dove

non
,

volle

prender

parte
il

nel

bottino

lipu-

compagnia

di

Ge-;ìi.

gnando

suo

cuore

generoso

a

Laonde Paolo
questa

V

nell'
,

approvare
p.

trar vantaggio dalla
gli infelici.

disgrazia

de-

congregazione

disse al gesuiti,

preposito generale
gli

dei

che
dealle

aveva

dato

delle
a

sorelle

stinate

dalla Chiesa

rendere
i

scivigi persone del loro sesso che gesuiti rendevano a tutta la cristianità, come si esprime il Beri

Avendo avuto una gamba tutta fracassata all' assedio di Pamplona, essendo stalo mal curato si sottopose a nuova operazione, che gli produsse una febbre
ardentissima,

per
i

cui

somministrati
la

ss.

gli fuiono sagramenti nel-

castel,

Histoire
p.

de VEglise

,

tomo
da
os-

vigilia

della
;

festa

del

piincipe
nel-

XX,

172.

É
le

per

altro pie

degli apostoli
la

ma

apparsogli
lo

servare

che
col

diverse

donne

notte

.s.

Pietro

guarì

dalla

ed anche chiamate

religiose,

che
di

vennero

febbre.

nome

gesni tesse,

me

la

Comparendo quindi inforgamba per un osso che ufuori,
si

non
il

fecero
di
p.

pagnia
loro

mai parte della comGesù, né i gesuiti, né
preposito
l'incarico

sciva

sottopo.se
,

ad

altra

dolorosa

operazione

e

andando

generale
del

si

molto

alla

lunga

la

medicatura

presero
di
tali

mai

governo
o società

dimandò

comunità.

GESUITI. Compagnia
di

chierici

Gesù, ordine e congregazione di regolari. Nell'anno i534,

nel del

tempo

preciso in cui

il

veleno
calla

iomanzo per divertire la noia. Quantunque libri di cavalleria fossero alloia sommamente comuni, soprattutto in Ispagna, non se ne trovò però alcuno in quel momento nel castelqiial.'^he
i

luteranismo e quello
riuniti

del

lo

di

Loiola

,

ove

l'

infermo era

vinismo insieme
loro
colle
fìsse

fecero

prima eruzione in Erancia bestemmie pubblicamente afnella

capitale
di

di

questo

rela

gno,

Ignazio
nascita,

Loiola

formò

di un romanzo gli fu presentata la vita di Gesù Cristo e de' santi. Egli la lesse come per forza, e sulle prime senza piacere ma operando ben

stato trasportato,

ed in vece

,

sua compagnia, e benché spagnuolo

di

con

la

maggior par,

te

de' suoi
la

primi discepoli
egli

scelse
la

trovò in quegli esempi qualche cosa di più grande che in tutto il favoloso eroismo di
presto la grazia,
cui

però
culla.

detta città

per esserne
nel

aveva piena
e di
spirito,

l'

immaginazione,
fra
la

Era Guipuscoa

nato

i49'

'^

e

dopo alcuni
lo

momenti d'incercarne
riso1'

nella

Biscaglia,

aulica

tezza
e

conflitto

dipendenza del regno di JN'avarra, da Bcllrando signore di Ognez e Sanchez di Luibla, e da IMarina

prese

assoluta
di

luzione d'imitaili.

Dopo
però

essere
uii;j

guarito,

restando

con

112

GES
più
il

GES
corta, incoIvi

gamba un poco
minciò a trattare

suo corpo col
tutte
le

raddoppiò le sue austerità in modo, che restando quasi moriente,
e volendolo

massimo
notti

rigore, alzandosi

a

piangere

ì

suoi

peccati.

Trovandosi

un giorno avanti ad
di
fer-

un' immagine della Beata Vergine,

con istraordinari sentimenti
vore
si

egli

si

olTrì

a

Gesìi Cristo per

mezzo

della stessa santa
al

Vergine,
del

di ManreDio provare, permise clie fosse agitato da scrupoli e da profonda tristezza. Però la calma e la pace tornarono nella sua anima, e sovente provò delle estasi nelle orazioni, e celesti lumi

fu portato all'ospedale
,

sa

consacrò

servigio

Figlio
giu-

sulla

conoscenza dei

misteri

della

e della Madre, e ad

ambedue

religione, facendosi

dirigere la
de'

co-

rò fedeltà inviolabile. Un'altra notte vide Ignazio la Beata Vergine,

scienza da
nicani,

un
lo

religioso

domenel

che
si

aveano

preso

avente in braccio
tutto

il

bambino Gesù
luce;

loro convento.

Ignazio che dappri-

circondato

di

questa
purificò

ma non
pria

era

proposta
sentissi

la

pro-

\isione lo
il

colmò

di gioia,

perfezione,

infuocare
di

suo cuore, e cancellò dalla
sensualità.

sua

da un ardente desiderio
rare eziandio
altri
i
,

procuesortare
e
alla

mente ogni
Indi
si

la
si

santificazione degli

recò a Monserrato, celede' benedettini

quindi

pose ad
penitenza
e
l'

bre
al

abbazia

francese santo

monaco

ove Giovan,

peccatori alla

pratica delle
allora
degli

viitili,

fu

appunto
libro

ni

Scianone fece

la confessione ge-

che compose
ritoccò e

aureo
in

nerale de' suoi peccati, con sospiri

Esercizi spirituali [f^edi), che

e lagrime, e consacrossi re con \oto di castità
Vestito poscia di grossa
ne, partì da Monserrato

al

Signo-

poscia
nel

stampò

Roma

perpetua.
tela,

con
fare

cintura, sandali di corda e bordo-

i548, essendo affatto differente da quello composto da Garoia Cisneros o S^van abbate di Monserrato.

per

Sant' Ignazio die
a'

per fon-

im

pellegrinaggio

a Gerusalemme.

damento
ditazione

suoi esercizi

una
sul

mefine

Si fermò alla piccola città di
resa, nell'ospedale pei

Man,

assai

toccante

pellegrini e

poveri

malati

de'

domenicani
i

e

dell'uomo, per mostrare che nulla si dee avere in pregio, né nulla
cercare, fuorché la gloria e
il

quivi confuso
all'esercizio

tra

poveri

si

die

sergli

d'ogni virtù, ed a vita

vigio di Dio. Egli fa conoscere
effetti

austera e penitente.
l'oltraggiavano, e

Avendo
quelli

colla

generali

del peccato,

colla

sua pazienza illuminato

che

vedendo Ignazio
i

meditazione sulla caduta degli angeli e dell'uomo, sul castigo futuro del peccato,
e sull'ultimo
fine.

che

alle

beffe era succeduta la rilacci

verenza, per evitare

della

Per mostrare
il

i

particolari

disordi-

vanagloria
passi dalla

si

ritirò

lungi
in

seicento

ni delle passioni, e

per

purificare

città

,

ima
si

grotta

cuore,

ci

rappresenta

due
l'

vesaltro

scavata nella roccia, che
dal
lato
d'

apriva
vallata,

silli,

l'uno di Gesìi Cristo,

una

solitaria

che chiamavasi del Paradiso, nella qual grotta vi è chi crede gli fosse rivelato
il

si

piano

mirabile

del

benemerito ordine che poi

fondò.

demonio, e tutti gli uomini che mettono in ischiera sotto questi due diversi vessilli. Sua mira è ancora di eccitarci con ciò a stringerci a Gesìi Cristo colle anime
del

,

GES
generose.

GES
la

it3

Propone

in seguito cpian-

to questo fine esiga, e tu vedere le

grammatica, e pregò d'istruirlo Girolamo Ardebalo, avendo allora
il

grandi obbligazioni di

ritrarre

in

santo trentatre anni. Intanto
le

ri-

noi la perfetla somiglianza del Sal-

formò
degli

religiose

vatore
colla

coi tre gradi deirumiltà meditazione sui misteri della
,

Angeli,

indi

mouislero passò a far il
del

vita di

Gesù Cristo, colla scelta di uno slato di vita, e col regolamento delle funzioni che vi sono
de' pae-

corso di filosofia all'università d'Ai-cala, e si mise in un ospedale ove vivea
di

limosina
si

compagni che
ciati

, con erano a

quattro
lui assogli
ne-^

annesse. Nella meditazione
tinienti
gli

nelle sue

buone opere, che
ammiratori
i
,

di

Gesù

Cristo,
la

insegna
la

procacciarono

e

la

dolcezza,

carità,
;
i

pa-

mici detrattori,
catosi

quali

gì'

impedi-

zienza nei disastri ec.

in quelle

che
Dio,

rono portare un abito
a Salamanca
la
si

distinto.

hanno per obbietto
gloriosi,
egli te
i

suoi

misteri

pose

Rea traani-

e la felicità di

amar

vagliare per

salute
soffri

delle

e'

insegna a unire intimamencuori a
lui.

me, ed
con
le

ivi

pure

persecuzioni

nostri

quali

In ogni
la

tempo
farla,

erasi

conosciuta
la

farlo

giungere
;

Dio lo provava per ad un'alta perfe-

necessità della
di

meditazione, e

zione
re
i

poscia risolvette ricomincia*
suoi
studi

maniera

ma

s.

Ignazio

pose a questo esercizio

un ordine

giunse

nel

nuovo

e

facile,

concio per

tutti,

che lo rende acsiccome libro pie-

i5i8.
che

Due
il

a Parigi, in cui cominciar di febbraio anni spese a perfeziolatina,

narsi nella lingua
fece

dopo
,

di

no

dello spirito di Dio.

Dopo aver

suo
s.

corso di filosofia

a Manresa, imbarcò per l'Italia, celebrò la festa di Pasqua a Roma, e giunto a Venezia fece vela per Cipro, ove trovò un naviglio pieno di pellegrini che stava soggiornato dieci mesi
Ignazio a Barcellona
s'

nel collegio di

Barbara

ed in-

dusse gli scolari alle buone opere, rendendo venerato il suo nome per
le

conversioni che
studio
della
il

operava.
,

Dopo
Ignazio

lo

filosofìa

cominciò
presso
suoi
i

corso

della

teologia

per salpare. Ignazio
rivò a Jaffa o
agosto, ed a

vi

entrò,
l'

ar-

domenicani, mentre erano
nell' esercizio

loppe

ultimo di
a'

discepoli
le

delie

Gerusalemme
dal

4

set-

virtù Pietro

Fevre savoiardo, e

tembre, ove provò, alla
luoghi
santificati
indicibili

vista

dei

Redentore,

Francesco Saverio spagnuolo ; inoltre ad esso si unirono Jacopo Lainez
,

sentimenti di pietà e com-

Alfonso

Salmerone

,

Nicolao

punzione. Ritornato in Europa giuna Venezia sul fine di gennaio i524, donde passò a Genova, indi a Barcellona. Acceso dal desiderio
se

Alfonso detto Bobadilla,
gnuoli, e

tutti spa-

Simone Rodriguez por-

toghese. Questi giovani animati dal-

di consacrarsi

al

servigio degli

al-

tari, e di faticare per la salute delle anime, intendendo quindi che per la conversione de' peccatori erano

l'esempio ed istruzioni d'Ignazio, s'impegnarono a rinunziare al mondo, ed andare a predicare il vangelo in Palestina, e se tal disegno

andasse
re
di
i

fallito,

di

recarsi
al

ad

offri-

necessarie molte cognizioni, e l'aiuto delle
to

loro

servigi

Papa

vicario

umane
si

lettere,

senza pun-

vergognarsi
voi.

pose

a

studiare

ria di

Gesù Cristo, per faticare a gloDio nel modo eh' egli ere-

XXX.

ii4
desse
il

CES
[»iit

GES
era

acconcio, giaccliè

compagni
ch'era
ch'essi
il

di

obbedire
prete
tia

a

Pietro
loro
,

inteiuli mento

d'Ignazio di stabilire
quali

solo

e

a
ni

tal

fino

ima compagnia d'uomij
i

apostolici

portassero
zelo fino

gli

circlli

del

medesimo
della

agli

onoravano come il più vecchif). Mentre egli faticava nel suo paese, compagni continuavano gli
i

ultimi confini

terra.
al

studi

in

Parigi, senza iscemare
pietà.
Il

le

Per
re
la
ria

la

consacrazione
scelse
la

Signo-

pratiche di

loro

numero
che Piedi

Ignazio
cliiesa

cap[)clla deldi
s.

crebbe di tre
cioè

altri teologi

sotterranea

MaInogo
,

tro trovò acconci

all'opera

Dio,

del

Monte

de' Martiri

(

distante

nel quale dopo
fu capitolala

mezza lega da Parigi e duecento Itant'anni
la

detronizzazione di

Bonaparte

)

o RIontmartre,

crede fosse stato decapitato nigi apostolo della Francia,

s.

ove si Dioquasi
di

d'Annecy, Giovanni Codure e Pascario Brovet francesi, formando così il numero di dieci compreso il fondatore. Nel i536 questi passò a Venezia, ove lo raggiunsero comClaudio
le

Jay

i

pagni nei primi del
no, e
vi
si

presago

il

santo

del

martirio

molti suoi individui, e delle persecuzioni perenni che la sua com-

pagnia avrebbe a soffrire per la causa di Dio. Nel giorno pertanto
della festa dell'Assunzione
dell'ani

anoccuparono principalmente di opere di misericordia ed umiltà. Si recarono agli ospedali ad istruire gli ignoranti, servire i malati assistere i moribondi e
seguente
,

,

seppellire

i

morti,

guadagnando
Ciò dissparsero voce

no
detti
le

i534
sei

Ignazio

ivi

condusse
e
tutti

non poche anime a Dio.
piacendo
ai libertini,

suoi compagni, ove Pietro
disse messa,

Fevre
;

co-

municò dopo di che s. Ignazio ed i compagni con alta voce e
distinta fecero lutti
il

che Ignazio era un eretico venuto dalla Spagna ad infettare l'Italia; ma con sentenza giuridica del nunzio

voto

di

an-

apostolico fu

dichiarato

inno-

dare
alla

in

Palestina

per

impiegarsi

cente, locchè

conversione degl' infedeli del Levante, e qualora non potessero passarvi o stabilirvisi, di andare ad
offrire
i

Caraifa allora
zia,

pur fece Giampietro dimorante in Vene-

che fu poi Papa col Paolo IV. Indi Ignazio

nome di mandò i
,

loro servigi

al

vicario di
il

suoi

compagni

a

Roma
li

ove

il

Gesù
paese

Cristo, per esercitare

mi-

Pontefice Paolo

IH

accolse

nistero

evangelico
della

in
gli

qualunque
piacerebbe

molta
quelli

terra

di spedirli.

Nello

slesso

tempo

si

obbligarono ad abbandonare quanto possedevano al
zi

amorevolezza, e che non erano ancor preti, di ricevere gli ordini sacri da qualunque vescovo: il santo fu compreso in questo permesso,
be, nel giorno della

eoa permise a

mondo, ed anper
le

e

tutti

a

non

esiger nulla

fun-

furono ordinati dal vescovo di ArNatività di
s.

zioni del

santo

ministero,

per
la

essere più liberi in queste sublinn

funzioni,

come
settarii

per

chiudere
A.

bocca
gione

ai

eloquenti su la
ca-

cupidigia degli ecclesiastici.
di

salute
in

dovendo Ignazio
,

tornare

Ispagna

comandò

ai

Giovanni Battista, facendo voto di povertà e di castità nelle mani del nunzio Veralli, come narra il p. da Latera a pag. 55. Si ritirarono poscia in un luogo solitario presso Vicenza, onde prepararsi

,

GEU
alla celebrazione della

GER
loro

ni»
sulle

prima
mesi

di
gli

una croce pesante
promise di
essergli
[)ieso

spalle,

messa, e tulli
di

la

dissero nei

propizio in

seltembre e

di

ottobre, tranne

Roma, avendolo
ai

unitamente
la

Ignazio che volle aspettare
jValale
;

sino a
di

suoi discepoli

sotto

speciale
:

quindi nei contorni

Vi-

sua protezione, con queste parole

cenza e di Verona predicarono al popolo la necessità della penitenza,

Ego

vohis Roìnac propitins ero.
nella cappella

Per

memoria
scolpite,

furono esse

e vivendo del pane
carità.

clic

rice-

ed

il

quadro

dell'altare
s.

magdi

vevano per

giore della chiesa di

Ignazio

Avendo
i

rini|)eratore Carlo

veneziani

dichiarato

la

ed guerra
servi

V

Roma, rappresenta
ne.

tale

appariziodel divino

Incoraggilo Ignazio

ai

turchi, divenne pei

nostri
in

di

Dio impossibile passare

Pa-

lestina,

ed intanto Ignazio, Pietro

e Laiiiez andarono a
vi
III,
si

Roma,
di

e qui-

gettai-ono

ai

piedi
il

Paolo

comunicò subito a' suoi discepoli r avvenimento e dopo essere giunti in Roma, non giudicando il santo ivi necessari tutti i suoi discepoli mentre si procacpatrocinio,
, • ,

e

gli

olliirono

loro servigio

ciava pel suo istituto
di

la

protezione
in di-

a qualunque buona opera lui piacesse d'impiegarli, o per portare

Paolo
e

III,

ritenne seco Pietro e
gli

Lainez,
versi

ripartì

altri

ovunque il vangelo, compiendo così una palle del loio voto. Siccome la loro unione e maniera di vivere avea
sguardi,
richiesti
il

luoghi d'

quelli che la
se

per associarsi provvidenza destinasItalia,
:

loro

come

fratelli

si

vuole ave-

rivolli

a

loro

tutti

gli

e

di

frequente
il
il

venivano
nitro

qual fosse

loro istituto,

tempo albergato nell' ospedale di s. Giacomo degli spagnuoli di Roma. Prima
re Ignazio in questo

santo fondatore,

quale

non cercava che
sua persona,
idee della prima

di fare obliare la

disse,

secondo
sua

le

sue

professione

che la loro società essendosi unita per combattere le eresie, i vizi ed i nemici della religione sotto lo stendardo di Gesìi Cristo, miglior

convennero di osservare una maniera di vita uniforme, cioè che alloggerebbero negli spedali, vivrebbero di limnsine ,. che quelli che abitassero insieme sarebbero
di separarsi

superiori a vicenda per

una mana, che insegnerebbero ai
la

setti-

fan-

ciulli

dottrina cristiana e
,

i

buo-

nome non
società

si conveniva alla loio che quello di Compagnia di Gesù, col quale tuttora si chia-

ma, quindi
liciti

i

suoi

mendjri furono
che
gli

tremili.

Ma

ciò
di

accadprostagli

ile

nelle vicinanze

Roma
la

veniente da Siena,
lasciò

presso

che predicherebbero permesso sulle sode verità evangeliche, che non prenderebbero retribuzione pel ministero, e che unicamente in tutte cercherebbero la salute le azioni delle anime.
ni

costumi
gli

ove

fosse

zione postale della Storta,
sto

non

I

discepoli
la

d'Ignazio
e
la

si

conci-

più alcun dubbio, che
venisse
il

que-

liarono

stima
in

veneraziole

nome non

dal cielo.

Entrato
gli gli

santo per orare in
l*adre

una

ne ne
se

de' popoli
città

tutte

buodiver-

de' veneziani, e in
d'Ilalia,

vicina cappella

diruta, ed essendo-

contrade

venendo ovunpcrièlli

apparso
presentava

il

Eterno che
carico

que riguardati
delli

quali

mo-

Gesìi

Cristo

della vita sacerdotale, inviali

, ,

iif)

GES
slesso gli

GES
aveva
si

per chiudere la bocca alla più velenosa malignità de' sellarli, e per

ispirali,

e

d'altro
ottenere

più non
1

trattò the

di

somminislrare
proporzionati
sa

alla
ai
I

Cliiesa

soccorsi

ap[)rovazione dal capo della Chie-

bisogni in cui es-

trovavasi.

grandi

e

i

prin-

sa

in Ferrara la marchePescara e il duca Ercole II, egualmente che il popolo, ne didiscevennero gli ammiratori e poli. Ignazio unitamente a Pietro
cipi,

come

di

Essendo allora Paolo III assenda Roma per riconciliare Carlo V con Francesco I, volle Dio che in (juesto intervallo i romani
sa.

te

fossero testimoni

oculari,
(li

e

speri-

i

mentassero
rai

gli

elfelti
i

questi ope-

evangelici,

quali con permeslegalo
di

ed a Lainez non recarono minore edificazione Roma. Fino dai in
primi giorni del
dienza del
ricevette

so

del

cardinal

Roma
fu

predicarono per tutto, nelle chiese
e quartieri
il

loro

arrivo

nelall'u-

della
se

città.

Immenso
la

l'alma città, furono

ammessi

bene che
le

ne

ritrasse,

innumerari-

sommo Pontefice, che con giubilo le loro olVerte, subito impiegando sì eccellenti operai. Siccome la loro dottrina andava del pari che la loro pietà, Paolo III impiegò Pietro e Lainez ad
insegnar
spiegare
la
la

bili

conversioni,

generale

forma
zio
di

de' costumi. Frattanto Ignarisolsero

co' discepoli

non

solo

d'ubbidienza a quelli della povertà e della castità, che avevano già fatti in Venezia,
il

unire

voto

teologia scolastica, ed a

sacra Scrittura nel colle-

gio della Sapienza o università ro-

mana. Ignazio poi facendo uso del dono particolare che avea ricevuto dal
cielo,

ma altresì di obbligarsi con un quarto voto ad ubbidire al Papa, per andare, anche chiedendo la elemosina, ove Io giudicasse opportuno, ed operare per la salute delle

e versatissimo nel di-

anime per
professi

tutto

ov' egli

li

volesse

scernimento degli animi, intraprese sotto r autorità dei vicario di

mandare. Allora fu

stabilito

che

i

non
in

possederebbero

nulla

Gesù Cristo a riformare
mi, ed a ravvivare
esercizi

i

costu-

neppure
i

comune,

ma

che però
po;

la

pietà

per
Il

collegi, ossia case di studio,

mezzo

degli

spirituali.

trebbero avere rendite e

fondi

e

memorato suo non mancò di
una
celebrità,

libro

degli

esercizi

th eleggerebbero un
nerale perpetuo
tutti.

superiore

ge-

acquistare in
cui
il

Roma

cui ubbidirebbero

Papa

autoriz-

zò con autentica approvazione. In-

Non mancò
rore e di

lo

spirilo

di

er-

Signore diede ad Ignazio nozioni più distinte sul!' istituto di
tanto
cui
il

menzogna di calunniar Ignazio per un eietico mascherato,

doveva essere
gì'

il

glorioso

fon-

ma

poi

fu giustificato

con
111

somma
in

datore, e

inspirò

un
con

forte pen-

gloria.

Ritornalo Paolo
colla

Rodel

siero di stabilirlo senza indugio. ISe

ma, Ignazio
pio
cardinal

mediazione

conferì da principio

Pietro e
gli
al-

Gaspare

Contarini
ristretto del

Lainez, poscia chiamò a sé
tri

presentò al Papa

un

suoi discepoli,

i

quali ricevutone
trasferirono
far

suo

istituto, di cui

chiedeva l'appro-

appena l'ordine

si

in

vazione. Ricevendo Paolo

Roma. Poco
stare a
lo

gli

costò di
tutti

gu-

bontà
lo

lo

scritto,
al

HI con immediatamente
maestro
del
sa-

uomini già
Dio,
i

pieni del-

consegnò

p.

spirito di

disegni che

Dio

cro palazzo perchè lo

esaminasse

GES
e gliene facesse
il

GES
Il

1

17

rapporto.

p.

ce,

e

i

suoi

compagni fecero pure

maestro dopo due mesi lo restiliù Pontefice, protestando non avervi trovato cosa alcuna la quale non mostrasse lo spirito di Dio. Dicesi che il Papa volle leggerlo, e quindi esclamò " Il dito di Dio è qui: se miei presagi si verificano, questa società contribuirà non poco ad asciugar le lagrime delia Chiesa ,
al
i

la

loro a

lui,

come a

loro genele

rale e capo. Egli slese
zioni

costitu-

o regole, alle quali ciascuno doveva uniformarsi rispetto alla propria santificazione, e a quella del suo prossimo, come all' educazione della gioventù non prescris:

se alcun
religiosi
,

obito

particolare
volle

a'

suoi

ma

che

usassero

nello
essa
lo

stato
si

di desolazione in cui trova " Essendo Pao.

quello che gli ecclesiastici portava-

no

al

suo tempo; non

li

assoggeti

111

iu
la

mente
oraculo,
eh' è

approvò verbalcompagnia, vivac. vocis
Tivoli
1

tò al coro, perchè potessero
ligiosi

renelle

impiegarsi unicamente

il 53c), 3 di settembre propriamente quello della sua

funzioni del loro ministero. Queste
costituzioni

o

l'egole

furono appro-

istituzione.

Nell'anno seguente, non
si

senza diflicoltà perchè
gli

diceva che
troppi
,

ordini

religiosi

erano

dopo l'esame
putati,

di
III

tre

cardinali

dis-

Paolo

solennemente apsotto
il

provò r
ri

istituto,

nome

e

titolo d' Istituto
(Iella

de" chierici re-golaGesìi,

Sede senza cangiarvi neppure una parola, dopo un esatto esame che ne fecero quattro cardinali commissari, dopo genela morte di s. Ignazio, nel ralato del p. Lainez suo successore. Nel medesimo anno i54i, nel
vate dalla santa
visitare le sette chiese di
p.
la

compagnia di

con

Roma,
,

il

l'autorità dell'onorifica bolla, Regi-

Ignazio co' suoi compagni
patriarcale basilica di
fare in
s.

nel-

mini militantis Ecclesiae^
settembre i5^o,Bull.
par.
I, p.

&A\di ai

27

Paolo,
profes-

lioni.

lomAW,

volle

un ad
della

essi

la

i85. In essa venne deter-

sione solenne

sua
e

regola ai

minato il numero dei professi, che non doveva esseie maggiore di sessanta, ma dopo due anni per l'interesse del
il

12
al

aprile, al
voi.

modo che dicemmo
204
esistendone

XII, pag.
,

Dizionario
tare del

216 del memoria
l'al-

mondo cristiano, e per gran frutto che producevano nella Chiesa, levò Paolo III questa restrizione con nuova bolla de' i4 marzo i543, Iiìjunctuin nohis, che venne confermata da altri Ponteliei,

nell' iscrizione
ss.

marmorea
ardeva

dietro

Crocefisso.
s.

Lo

zelo di cui

Ignazio

per la gloria di Dio, gì' ispirò il disegno dell'erezione, o ne fu benemerito, di quei
cui
pii

stabilimenti di
debitrice,

colla concessione di molti

pri-

Roma
come
la

è a

lui

dei

vilegi.

Ignazio fu

eletto

superiore
virtuosa
p.

quali se ne tratta a'rispettivi articoli,

generale, ad onta di

sua
il

pia casa de' catecumeni
all'articolo Neofiti,
s.
il

ripugnanza, e secondo
tera accettò

da Ladel
p.

di cui parlasi

a persuasione

Conservatorio dì
nari, la
te,

Teodosio da Roma minore osservante suo confessore prese il governo della compagnia il giorno di Pasqua i54i, e tece immediata:

Caterina de' Fapia casa delle mal marita-

di

cui
p.

XVII,
per
le

facemmo cenno al voi. 20 del medesimo Diziogli

nario, le pie case per

orfani
ti'altò

e
al

mente

la

sua promessa al Poutefì»

orfane,

di cui

ji8
voi.
la

CES
XIV,
la
p.
le

GES
ec; nìonlrc
peiiilcnli
il il

208,

ec.

casa

per

donne
al
s.

santo

fondò ov'c

presente

Dionistcìo di
collegio
al

l\larta

inconlro al

no

romanOj ed ove stettero sii56i, quando il luogo fu ceduto alle monaclie agostiniane, e le donne passarono altiovo. Intanto Paolo in, dietro le preghiere dei
principi, de' vescovi,
lustri

rano spagnuoli di nascita, e perciò sudditi di Carlo V. Alcalà, Valenza, Gandia, Colonia, Lovanio, e Padova furono le prime città in cui dessa ebbe degli stabilimenti fissi,

divenendo ben presto questa congregazione religiosa una delle più

numerose della Chiesa. Paolo HI avendo chiesto due

teologi

e di

altri

il-

della società per assistere in suo noal concilio che stava per tenersi a Trento, il p. Ignazio scelse pp. Lainez e Salmeron, cui diede utili avvertenze; il p. Claudio Jay assistette allo stesso concii

personaggi, impiegò alcuni genegli urgenti bisogni delle di-

me coi suoi legati

suiti

verse chiese.

Simone Rodriguez
;

an-

in

Portogallo

Francesco Saverio

nelle

Indie orientali di cui divenne

l'apostolo:

Claudio Jay fu spedito a

lio

in

qualità di

teologo del caidi-

Brescia per estirpare l'eresia che al-

cuni

vi

avevano disseminata.
in diverse

E

per

non

dire di altri
,

parti

Ottone Truchses, vescovo d'Augusta, e dipoi Ferdinando 1 re dei romani lo nominò vescovo di Trienal
ste; to

d' Italia

Giovanni Nugnez, e Luigi Conzalez passarono nei regni di Fez e di Marocco per istruire gli schiavi cristiani; altri furono mandati nel Congo, nell'Africa, e nell'Abissiuia ove il detto Nugnez poi fu fallo
III,

quando
le

il

p.

Ignazio, spaventaalle

che

promozioni
società,

cariche

ecclesiastiche avesse a nuocere alla

sua

nascente

scongiurò

il

principe a desistere dalla

nomina e
il

ne ottenne

la grazia.

Egli fece va-

patriarca

d'

Etiopia
gesuiti
Il

da
di

Giulio

lere le stesse ragioni

presso

Pa-

mentre due

furono pur
Porto-

consacrati vescovi.
gallo ne

re
le

pa ed il sacro nere che tutti
stiche.

collegio,
i

onde

otte-

pathi della società
cose rappresen-

domandò per

nuove con-

fossero esclusi dalle dignità ecclesia-

quiste dell'America meridionale. Mirabili

Tra

le altre

furono i progressi della compagnia, ed in breve tempo fiori per
tutte le

contrade

dell'

uno
i

e del-

l'altro emisfero, singolarmente nella

che questo era il mezzo più sicuro a conservare Ira essi lo spirito d'umiltà e di povertà, ch'era l'anima del loro stato, e che inoltre

Spagna
si

ov' erano nati

padri, in Portogallo, in tutti
d' Italia,

primi suoi i paeere-

essendo missionari, maggior costrutto ne verrebbe alla Chiesa se essi

nelle migliori città di

rimanessero in

tutta la

loro

vita

Germania, e perfino ne' regni tici del nord. Di tutti paesi tolici, la Francia, che n' era
i

nello stato di semplici religiosi, per-

catstata

lenti

però il regno ove più ne furono i progressi, perchè la guerra animosa che facevasi tra il re Francesco I, e Carlo V imperatore, impediva di vedervi di buon occhio una società il capo
la

culla, fu

pronda un capo all'altro del mondoj ove la gloria di Dio il richiedesse. Ottenuto quant' egli domandava con tanta premura, obciocché allora sarebbero più
ti

a volare

bligò

i

gesuiti

professi
di

a stringersi
cer-

con volo seuq)lice

non mai

,

care dignità ecclesiastiche, ed anche
di rifiutarle se loro venissero ollcr-

e

membri

principali

delia quale e-

GES
Papa in \irlìi eli sante, ta obbedienza non ve li obljligasse, ed è perciò che si durò non poca
quando
il
ti
il

GES
lre

ncj
le alI-

Coimbra. Fra regole e discipline che il
collegio di

p.

gnazio prescrisse a quelli che insenei collegi, ordinò ad essi dare specialmente lezioni di pietà, di modestia e di umilia, di fare ascoltare ogni giorno la messa
di
ai

fatica

in liberarsi

dal cardinalato
il

il

gnavano

dotto p. Lainez, e

p.

Francesco

Borgia già duca di Gandia, che in
questa città fece per
bricare
il

primo
gesuiti

fab-

un
Il

collegio ai

nel

loro scolari, di obbligarli a con-

i546.

p. Ignazio, coir approvai

fessarsi

ogni
i

mese

,

di

cominciar
le

zione del Papa, liberò altresì
discepoli dal

suoi

sempre
casioni

loro esercizi pubblici con

governo
articoli

delle

monache.
si

l'orazione, di cogliere tulle

ocdei

Ai
di
legi

rispettivi

non

manca
col-

onde

ispirare

l'

amore

far

menzione dei principali e case che furono, o che
p. la

beni celesti a quelli che frequenterebl>ero le scuole loro, di ricorrere
alla

so-

no

de' gesuiti.
Il

meditazione, alle letture pie, e
allre somiglianti

generale Ignazio avendo

fis-

ad
in

pratiche di re-

sato

sua residenza e quella dei

ligione,

per

non
Io

lasciar

spegnere
fervore

successori nella capitale del
cristiano,

mondo
suo ca-

sé stejsi

spirito

del

cominciò a

fare
di

il

e

del

raccoglimenlo.

Raccomandò

techismo
fu

nella chiesa

s.

Maria
che
gli

loro di regolarsi per
si

modo

eh' es-

della Strada,

o de
si

Astallix,

e gli scolari nulla facessero se
la

non
Sta-

donata, e

ap[)licb eziandio

ad

altre opere di
dia.

pietà

e
il

fli

misericor-

In questo luogo

magnanimo
,

cardinale Alessandro

Farnese

nial-

maggior gloria di Dio. bilì inoltre molle discipline procacciare l'avanzamento dei stri, ed eccitare l'emulazione
scolari.

per

onde maedegli

pote di Paolo HI, die principio
l'

Nell'interno della sua comil

erezione nel

1

5G8

della sontuosa
all'

pagnia
a
tutti,

p.

Ignazio raccomandava
quelli ch'era-

chiesa, che dedicandola
le

inelfabi-

e

massime a

Gesù, da questa alcuni dissero aver preso membri deldi
i

nome

no
vizi,

incaricali della condotta dei nole

conferenze, la lettura delle
scritti de'

la

compagnia
di
gesuiti.

di

s.

Ignazio

il

no-

vite e degli
serto,
libri

padri del dedi altri

me
casa,

Di questa chiesa e
che hanparlere-

come ancora
ascetici,

quella

come
gesuiti
in

di tulle le allre in

che

li

potevano conavvertilibro

no

i

Roma, ne

durre
effetti

alla

perfezione. Quali ottimi

mo
i

fine dell' articolo.

Nel

i540

producessero questi
si

gesuiti

incominciarono ad insegna-

menti, lo

può giudicare dal

re in

Europa, cioè nel detto collegio di Gandia, coi privilegi delle università; e nell'islesso anno fu
il

del p. Alfonso Rodriguez intitolato: Pralica della perfezione cristiana,
dalle Meditazioni del p.

Luigi de
p.

fondato loro

secondo collegio in

Ponte,
rez

dagli

scritti

del

Alva-

Europa nella città di Coimbra. 11 primo collegio propriamente creilo
ai gesuiti fu

quello di

Goa
il

nelle In-

die orientali, istituito da
Ili

re di

Portogallo:

Giovanni p. da Luquesto re
pei gcsui-

terà a p.
fece nel

59

scrive che

de Paz, dalle opere del p. Raldassare Alvarcz, dal Calcclmnio del Nel altri molli. p. Cattaneo, e di fine del suo pontificato Paolo III con lettere apostoliche de' 18 ottobre \'j\c),UcLl dcbitnm pastoralis
olJìcii,

11142

fondare

Bull.

1.

e,

p.

243, diede

allf.

lao

GES
i

GES
reto,

compagnia amplissimi privilegi, tra

formando
sacerdoti

ivi
,

un
a
le

collegio di

quali dicliiarò, che l'indulto da lui

dodici

comodo
nazioni.
il

dei

prima concesso ai prepositi generali della medesima, di ammettere venti
sacerdoti
in

pellegrini di

tutte

La
I-

saviezza

e

la

carità che rispetto
ai

p.

qualità

di

coadiutori
fa-

gnazio usava
ligiosi
gli

suoi rei

spirituali, e di far loro

parte delle

guadagnò

tutti
egli

cuori

;

coltà;

delle grazie, e

dell'autorità,
stessi soci

anziché comandare,

pregava,

che

si

godono dagli

pro-

fessi, si

estendesse senza limitazione

e determinazione di

numero a chiunstessi

sapeva accomodarsi a tutti gli spirili, rattemprando la fermezza colla dolcezza. Ei riguardava la modestia

que

altro

sarebbe dagli

preIn-

esteriore

come assolutamengli

positi generali giudicato idoneo.

te necessaria
ci

a reprimere
e
delle

slan-

oltre esentò e

sottrasse la società,
i

dei sensi

e tutti

i

suoi soci, le persone, e

essa fu
ticata
lati

ed sempre costantemente prapassioni,

beni loro da
superiorità,

qualunque

sorta

di

dai

suoi

lìgli.

Gli

ammaoggetto

giurisdizione e

correli

erano

eziandio
nel

un

zione di qualsivoglia ordinario, e
prese sotto
la

della sua tenerezza, ed aveva

protezione sua e della
fu assai benevolo
di

somma

attenzione
i

una sommini-

santa Sede apostolica.

strar loro

soccorsi

di cui abbi-

Giulio
s.

Hi

sognavano
corpo.
cui
suoi
la

per l'anima come pel
principali
la
l'

Ignazio

e della sua

compagnia.

Le due

virtù di
ai

Nella consueta

bolla di sospensio-

l'accomandava
novizi erano

pratica

ne delle indulgenze per l'anno santo i55o, eccettuò quelle ch'erano state concesse dall'immediato predecessore Paolo III alla medesima compagnia, la quale per la cognizione ch'egli ne acquistò essendo
legato
al

obbedienza e
diceva a

rinunzia a

sé slessi:

quelli

che

si

presentavano per en-

concilio

colmò
le; la

delle

di Trento, maggiori grazie e

ri-

fa-

vori della

Sede apostolica con bolconfermò di nuovo, e l'onorò di grandissime lodi. Al Pontefice Giulio III ed a s. Ignazio ripete
di)
di
la

non dovevano avere più propria volontà. Per allontanare poi con sicurezza inconi pericoli che si possono trare nel frequentare le femmine, proibì ad ogni religioso di uscire
trare nella società, ch'essi
solo dalle
case,
di

trattenersi

da

solo con alcuna d'esse, e quelli stessi

primaria
Collegio
cui

sua
poi

origine
(

il

celebre

gennanico
si

Veil

Roma,

unì

che andavano a confessare le donne inferme, dovevano avere un compagno collocato in modo che potesse, senza udir le parole, vedere tutto
quello che
vi
si

collegio

ungarico.

so

Collegio

Anche il famoromano [Fedi), che
,

faceva. Neil' asse-

riguarda

cipale fondatore

Gregorio XIII per prinriconosce la sua
s.
s.

primitiva istituzione sotto
zio,

Igna-

gnare i posti che doveano occumembri della società pare tutti egli avea d'ordinario riguardo alle inclinazioni di ciascuno; esigeva per
i

e per la generosità di

Fran-

altro che

tutti

fossero in
,

Borgia terzo generale della compagnia. Inoltre Giulio III nel
cesco

fetta indifferenza

e disposti a

una persì ad
lasciare
s.

accettare

come

anche

i554 diede
teajieria

ai

gesuiti

la

peni-

qualunque

offizio.

Lo

spirito di
si

della

santa

casa di

Lo-

Ignazio tuttora iuterameute

os=

CES
serva
loro
ii

CES
dei

121
in

«lai

gesuiti,

e forma uno

Roma un
assisterlo,
te

di

loro

suo
in

aiuto

piincipali

elogi.

Quantunque

pel governo della

compagnia,

per
par-

governo dell' ordine dasse al p. Ignazio molte briglie, le (juali ogni di pili crescevano a seconda del suo meraviglioso ingrandimento e propagazione, e molte fatiche gì' imponesse la sua carica, tuttavia
egli

e per
fatica
la

isgiavarsi

d'una

a cui
scelta

supphre, e

non poteva cadde sul p.
rendesse condi

Guolamo
to

JVadal
gli

o datale. Voleva
si

per altro che

almeno
che

delle
i

opere
figli

edifica-

era

lutto fuoco

quando
gloria
vizio,

si

zione,

suoi

noli

facevano
Intese

trattava di

procacciare

la

di

a

Roma,

e nei paesi

vicini.

Dio
le

coll'eslirpazione

del

o

coir accrescimento della virtù nel-

che a INIacerata, in cui in tempo di carnovale si erano prepaiali
alcuni

anime. Si narrano
favori

divertimenti poco cristiani,

cose
s.

straordinarie
,

alcuni padri
in

che

vi

si

trovavano
il

dei

che

Ignazio

pieno

missione avevano

esposlo

ss.

dello spirito di orazione,

ricevette

nei suoi trattenimenti con Dio, che troppo lungo sarebbe il racconed esercitò in modo tarli. Amò

Sagramenlo con molta solennità in forma di quaranl'ore; che vi
si

erano

fatte

preci ed

istruzioni

edilìcanle

1'

umiltà, virtù ch'era ac-

commoventi, nei tre giorni che precedono il mercoledì delle ceneri
;

compagnata ad im'intiera rinunzia
a se
stesso.

e che

il

popolo tratto dalla
e dalla

Se
lo

parlava

del

suo
col

pompa
to

ecclesiastica

novità

ordine,

non

chiamava che
società,

della cerimonia,

nome

di

minima

volendo
suoi
figli

per

aveva lasciato tutassistervi. Tanto piacque
al

con ciò insegnare

che

i

questa divozione

santo generale
ogni

dovevano
della carità

porsi negli ultimi

posti

che volle
ordine,
pio
in
la

che
tal

venisse
le

anno
princi-

Chiesa di
egli

Gesù

Cristo.
le

La
que-

praticata in
in

tutte

case del suo

coronava tutte
ripeteva

altre sue

modo ebbe

virtù

;

sovente

ste parole,

che avea prese per di-

divozione delle quarant' ore tempo di carnovale, stabilita
tal

visa
il

:

yJlla
il

maggior gloria di Dio,
santo

dipoi in
tanta

tempo per
riuscita
alle
follie
,

tutto

con
fare

perchè

ordinariamente
parole:

buona
prolàne

onde

viene efllgiato con un libro aperto in

una diversione
alle

sfienatezze

ed

mano

colle

^d

mae

carnevalesche.

jorem Dei gloriam.
rano
il

A

questa e-

Della
tal

medesima

divozione che in

volte tutte le

sue azioni,

tempo' ha luogo in
chiesa del

Roma
in

nel-

tutte quelle della sua società.

Era
ge-

la

Gesù,

e

quella

santo già
della

da quindici anni
società,

nerale
le

quando per
ridotto
il

crescenti

sue iidt:rmità,

egli

frequentemente a guardare
senza
del

letto,

per altro

lasciare

il

timone
di
tiplicarsi

governo

,

e

ve<lendo

giorno in giorno
in

gli

affali

mol-

Caravita, ne p. trattammo ai voi. IX, p. 34, e X, p. 83 e 84 del Diziotiitrìo. Sentendo finalmente il p. Ignazio avvicinarsi l'ultima ora, prima di abbandonare i suoi figli volle lasciar loro un nuovo pegno della
1

dell'oratorio del

proporzione
della

dell' ac-

crescimento

sua compagnia,

sua tenerezza, dettando ad essi alcune massime sui principali doveri

fece eleggere dai padri ch'ciauo in

della

vita

religiosa

;

ricevette

,

I ?, '3

GES
non
vi

GES
entrò

il

corpo ikl Signore con slraordiscnlimenti
di

che

in

ginocchioni,
col san-

jiari

pietà;

mandò
p.

dal Pontefice

Paolo

IV

il

Pa-

lanco suo segretario per implorare la benedizione apostolica e l'in-

baciando la gue e colle te che ne Il cadavere
la

terra

bagnata

lacrime di un peniten-

avea fatto
s.

tatiti

altri.

fu sepolto nella

picco-

dulgenza in
levali
gli

arliciilo
le
il

niorlìs,
al

indi
cielo,

chiesa di

Maria suddetta, nel
nella chiesa del

occhi e

mani

1^87
sotto
la

fu trasferito

e pronunziando
spirò

nome
ai

di

Gesù
luglio

Gesù, finché

nel

iGSy

fu

posto
sancassa.

placidamente

3i

l'altare della

superba cappel-

i55G,
ni.

in età di sessantacinque ansi

che
,

porla

il

nome

del

L'opinione universale che
della

a-

to

racchiuso

in

preziosa

veva

sua santità,

prima e

Paolo
1

dopo la sua morte, fu confermala da un gran numero di miracoli.
Lasciò questo
to la sua

mondo con

la

contut-

solazione di veder sparsa per

dodici

Provincie,

compagnia, e divisa in che contavano

almeno cento tra case e collegi. Venti anni dopo la sua morte si fece una lista di trenlacinque pro\incie con

V con decreto de'27 luglio 609, e con breve de' 3 dicembre del medesimo anno, ascrisse fra i beali il p. Ignazio, e Gregorio ai il marzo 1622 solennemente lo canonizzò. Indi Clemente IX ordinò che in tutta la Chiesa si celebrasse la memoria di questo santo con offizio e messa di rito doppio; Alessandro VII confermò

XV

due

vice-provincicj
collegi, di

di

l'indulgenza

plenaria

concessa da

più di cinquecento

tren-

talre case professe, e quarant'ollo
noviziati, senza contare
le residenze, e le
i

seminari,

Gregorio a quelli che confessati e comunicati visitassero nel giorno di s. Ignazio e di s. Francesco Saverio
ti
,

XV

missioni; in tutto
religiosi,

una chiesa de'gesui-

più
fia

di
essi

diecisettemila
sette
in

e

otto mila
s.

sacer-

doti.

Ma

appena

Ignazio rese lo
in
tutti
i

però quella di s. Francesco dal giorno 2 a' 3 dicemlire; ed Innocenzo XI lo dichiarò
Ciscaia.

trasferendo

spirito a Dio, che
di

rioni
le

protettore
Il

del

regno
Atti

di

Roma
Jl

s'intese eccheggiar

pa-

p.

Luigi Gonzalez
vita

da
di
de-

role:
ì^

santo
rapilo.
folla

e morto,
Il

il

santo ci

Camera
s.

gesuita scrisse gli
la

slato

popolo

romano
era
quelli

Ignazio, mentre
dal
p.

fu

corse in

nel

luogo ove
felici

scritta

Pietro

Ribadineira
di

esposto
cui
fu

,

reputandosi

che dal santo
gesuita, dal p.

ricevette l'abito

dato
le
Il
si

baciargli

le

mani
di

toccarne

vesti

o rapirne alcuna
della

particella.
lui

buon odore
dilfuse

santità

rapidamente
le

da

Roma

fra

tutte

nazioni, e

Giampietro Matfei, dal p. Giuseppe JNieremberg, dal de Arconcs, dai p. Andrea Laca Daniele Bartoli, dal p. Luigi p. Carnoli dal p. Paolo Rombini,
,

singolarmente nella Spagna sua patria. Il castello di Loyola o Loiola
la

dal
p.

p.

Antonfrancesco Mariani, dal

divenne

una

specie di tempio;
si

camera

in cui

convertì,

santuario, e nella caverna di
resa, depositaria

un Man-

Domenico Bouhours, e dal p. Giovanni de Bussiers, in vari idiomi, per non dire di altri e delle

traduzioni

in

più

lingue.

La
s.

delle

intime sue
il

statua di

marmo

rappresentante

comunicazioni

con Dio,

popolo

Ignazio, scolpita da Giuseppe

Ru-

CES
scoili
,

CES
quelle dei
religiosi,

123

fu

collocata tra

to

s.

Pio

V
a'

(ondatoli degli

ordini

in

re verso la

una delle nicchie della navata granile

passando
lettiga

dimostrò il suo amocompagnia, dappoiché 27 gennaio i566 in
la

della basilica

vaticana.
gesuiti
si

avanti

casa professa del

In Francia
in

i

dilTusero
altri
si

Gesù, nel
solenne teranense

recarsi

a

premiere

il

molti luoghi, e tra distinse pel suo zelo il

gli

possesso della
,

basilica lail

p.

Edmon-

e

vedendo che
terzo

p.

do Anger

francese,

confessore del re,

che divenuto vuoisi ahhia connjaggior parte
il

Francesco
ricevere
il

Borgia

generale

era alla testa

de'suoi religiosi per

vertilo dall' erroie circa <|narai)la-

l'apostolica
fece

benedizione,

mila
in

eretici,

nella

Papa

fermare
il

ugonotti. Piccandosi verso

Francia

il

p.

i5Gi Lainez, immediaIgnazio, ne proilel-

cavalcata,
alla

chiamò
con

magnifiia padre Borgia
la
si

lettiga, e

lui

trattenne

to successore di
fittò

s.

per lo sltdjiliujento legale
società
nella
il

amorevolmente per un quarto di ora. Indi dopo avere con una costituzione ampliate
gli
le

la

sua
ai

capitale

del
ri-

esenzioni dei

regno,

dopo che

parlamento

ordini mendicanti, e

loro pri-

mise

vescovi congregali a Pois-

vilegi,
la

dichiarò

ordine mendicante
di Gesti, col dispo-

l'esame della decisione sulle dif-

compagnia
ai

ficoltà

che

la

riguardavano.
Paiigi,

Quei

sto della bolla Dutji indcfessae, e-

prelati

non esitarono a confei'ma-

manata
di

7

luglio

1^71.
e
nel

Prima
'56r),

re lo stabilimento a
i

come
ve-

questo
nella

tempo,
dateria
la

beni

lasciati

ai

gesuiti

dal

con
tato

moto- proprio

che

fu deposi,

scovo di Clermont.

Non approvaisti-

apostolica

s.

rono però
ordine
tuito,

la

compagnia come un
recentemente
di collegio, sotto

Pio

V

diede

penitenzieria della
di
s.

religioso

patriarcale basiliea
gesuiti,
i

Pietro ai
li

ma

in

forma

società so-

quali eoi

rettore
tredici

stale

lamente, o di
le ai

altre

condizioni

molche ovviavano
di
al-

bib nel

numero

di

per

lingue italiana, (iancese, spaglinola,
portoghese, tedesca, unga rese, belgica, polacca, inglescj

timori delle
degli altri

università,

cuni vescovi,
lità

ed anche
religiosi.

alle

riva-

Per quedi

greca ed illirica. Gregorio XIII, uno dePapi più
[)er

sto

motivo

fu

loro

ingiunto

benemeriti della compagnia di Gesù, graziò
di

premiere un altro
(jucllo di

nome

fuorché

sempre

i

sacerdoti

gesuiti, e di
il

compagnia
gli

essa dall'intervenire alle sup[)li-

di

Gesìi;ma

pubblico
e
la

ave-

va già nominati,
cilmcnte
prevale

legge dilU-

cazioni o preghiere, o processioni, perchè non volle che gesuiti fosi

sul

linguaggio

sero distolti

per ([ualiinque cagiodalle
lezioni,
ilal

dei popoli. Nel pontificalo di Pio IV, benevolo coi gesuiti, ebbe termine il sacrosanto concilio gcnci"ale di Trento questa veneranda assemblea nella sessione XXV, de
:

ne dagli

studi,

dal-

l'ascoltare le confc's>ioni, e

mi-

nistero della

parola di Dio,

e da

altre opere di pietà a cui di con-

tinuo

attendevano
al

ed

attendono
Il

lìcforni.
religiosi
il

cap.
chierici

j

G,

chiamò

questi

ancora
vere

presente con lode.
l'università

mal'a-

regolari, disse pio

gnanimo Gregorio XIII,
edificato

oltre

lui»)

istillilo,

e ilichiarò

non

voelei-

(irego-

lervi

nulla

alterare.

Appena

riana e confermato nel collegio ro-

124

GES
i

GES
Roma
il

mano
greco,
di),

gesuiti,

fondò in
il

VII, quello
gnazio,
scenza
e

di

Gregorio XIV, que-

Collegio

de
il

M/ironiti,

Collegio

sto Pontefice, già

amico

di
la

sant'Iricono-

ed
li

Collegio inglese [Fe-

per dimostrare
virtù
alla

e

aflidò

intioramenle

alla

r ammirazione

che a-

dilezione e cura de'medesimi gesuiti.

vea alle
re

del santo fondato-

Nel Giappone lo stesso Pontefice fondò alia compagnia di Gesù la
casa
professa, e
in
tre

ed
1

gno

5r)

\

compagnia, a' <28 giucon la costituzione Ecil

seminari
Ansucci,

pei

clesiae

Calholicae, presso
1^

Bull.

neofiti

Arinia, in

ed

Roin. tom. V, par.

p.

279, con-

ordinando in pari tempo che ogni anno fossero mandati in
in Funai, quell'

fermò
i

l'istitutOj

le

costituzioni, e

gradi

della

d'oro,

che

si

impero quattromila scudi per mantenere tutti quelli applicavano ad istruire quei

fulminando
lenliae

compagnia di Gesù, scomunica latae seiial

riservata
e

Papa,

contro
della
il

gl'infamatori

calunniatori
,

popoli nella dottrina delia Chiesa,

medesima
»
»
"

compagnia
'>

dicendo

Prima di morire Gregorio XIII provò la consolazione di ricevere una solenne ambasceria di tre re del Giappone accompagnata da due gesuiti, e nel giorno del concistoro
il

Pontefice nella bolla:

»
»

mentre reputiamo essere cosa comune, ed appartenere all'utilità o al danno della Chiesa, l'utilità, la pace, o il danno di questa compagnia
". as-

p.

Ma (Tei

servì d'inter-

prete agli

amljascialori. Analogamente poi all' istituto^ Gregorio XI li col breve Satis sitperque, dei

Prima che Clemente Vili
solvesse
cia
,

Enrico

IV

re

due

esecrandi

Franfanatici Rardi
vita

IO settembre
ai

gesuiti

il

584, ^'etò e proibì conseguimento de'be1

riere e Chatel attentarono alla

nefìzi

e

dignità ecclesiastiche.
1

Gli
il

monarca, il primo nell'anno 1593, r altro nel i594. Non
di questo

successe nell'anno

585

Sisto

V,

perdettero

i

nemici de'gesuiti
il

l'oc-

quale
alle

concesse

molte

indulgenze
stabilite nei

casione di persuadere
essi

re che

da

pie congregazioni
de'gesuiti;

collegi

ma

essendosi rin-

novate

alcune

querele

contro

la

compagnia, già portale avanti Paolo IV e san Pio V per conto dei gran privilegi che godeva, e contro la forma di governo della
,

erano stati incitati que' due malvagi furono dunque questi religiosi mandati in esilio dal regno. Ma Clemente Vili, che a ninno de'suoi predecessori cedeva in isti:

ma

ed in

tenerezza

verso

la

so-

cietà, sì

società,

Sisto

V

lippo li re di

ad istanza di FiSpagna deputò una

Enrico
di

premurose istanze fece ad IV per mezzo del cardidegli
affari

nal d'Ossat incaricato

o seminari che la compagnia aveva in Roma, dichiarando visitatore il vescovo di Piavisita de' collegi

cenza Filippo Sega, e destinò una congregazione di cardinali per tale

Francia in Roma, e del nunzio Rarberini poi Urbano Vili, che il re informato della loro innocenza li richiamò nel 1604 dall'esilio,
tori,

non senza trovare opposiuna
piramide eretal

morte Sisto V, questa disposizione svanì, né ebbe elFetto alcuno. Anzi succedendo al
affare;

venuto

a

restituendoli alle loro case, e

fece atterrare
ta

in

Parigi

rimpetto
religiosi

palazzo

brevissimo

pontificato

di

Urbano

pubblico, pei

obbrobrio^

GES
sa.

GES
del pnrlaapostolico.

123
gesuita
fu
il

Malgrado
,

gli

sforzi

L'altro

tuento

primo presidente Achille d'Harlay, e dell'avvocato
e
del
, i

ven. p. Roberto Bellarmino di INIontepulciano, nipote di

Marcello

II,

generale Seivin
se
gesuiti

nel

Enrico IV suo favore,

ripo-

teologo

e

confessore di
la

Clemente
oflizio,

e

ri-

Nili dopo
te,

morte
del

del precedens.

spose ai magistrati nemici di
ristahiliinento

essi,

consultore

ed
s.

« che dal punto che avea pensato
ai

esaminatore de' vescovi,
lo

nel
titolo lo

i-^pQ
di

de' gesuiti
sorti
di

avea
perso-

creò
in
:

cardinale col
Via, e

osservato, che

due

Maria
elogio

con

splendido

erano opposte, quelle delriforma cioè gli eree gli ecclesiastici poco edifitici canti ". Fondò Enrico IV un collegio alla Fleche ov'era stato con-

ne
la

vi

si

huiic ellgùniis, quia parevi

pretesa
,

,

non habet in Ecclesia quoad doclrinani morì nel noviziato di Roma ove fu a visitarlo Gregorio XV,
:

e

cepulo
di

,

e
di

l'aftìdò

alla

direzione

de' gesuiti,
tutti

giudicandoli più capaci

ventù, ed in
alla

bene istruire la giosegno d'affetto lasciò

per 1' elezione di sarebbe stalo creato Papa, se non vi si fosse opposto con tutta la fermezza. Oltre a ciò Clemente Vili per la divozione che
nel

conclave

Paolo

V

dilto
gli

il suo cuore. L'erichiamo pose in furore ugonotti, e siccome prescrive-

loro chiesa
di

avea pel ven. Ignazio istitutore dei gesuiti, neir inserire il suo nome
nel

martirologio
le

romano

egli

stes-

va
de!

che
loro

i

gesuiti

terrebbero
in
gli

uno
ri-

so ne scrisse

onorevoli parole.

corpo
tutti

corte
altri,

per

Enrico IV^ scelse il p. Colon che fece suo confessore e suo amico, e tanto fu favore di cui l'onorò, che soril passò le bontà ordinarie de'sovraspondere di
ni

Essendo stato prescritto da Gregorio XIII, ciò che fu poi parimenti ordinalo dal re Filippo IV con decreto de' 6 giugno 1628,
che
i

gesuiti
la

soltanto

potessero
popoli
nei

[)ropagare

fede

nei

del

rispetto

ai

loro

sudditi.

Così

Giappone
il

e

della Cina,

quali
es-

una
per
sa
il

condizione
la

poco lusinghiera compagnia produsse ad esvantaggio maggiore che poVili
per
il

detto

Pontefice
soli

considerava

sere dai

gesuiti

introdotta la

tesse desiderare.

vera religione, Clemente \ III colOnerosa, de i:ì dila costituzione

Clemente
di
la

primo
virtù

cembre
pari.

comandò a due
santa
dignità

gesuiti,

in

1600, Bull. Rem. IH, pag. SiS, estese
ministero a

t.

V,
gli

que-

obbedienza, di
cardinalizia.
titolo

accettare

sto

glorioso

tutti

Nel
di

ì^Q^
santa

ordini religiosi
dicanti
Il

principalmente men-

creò cardinale col

Vedi

Tia spoti lina il cesco Toledo sp.'igiiuolo,
in
s.

Maria

p. Franfatto da

Pontefice
della

Cina Paolo

e

Giappone.
affidò
allo
la

V

zelo

compagnia

di

Gesù

Pio

V

predicatore

del

palazsot-

direzione e cura del Collegio scozzese [Vedi) di

zo apostolico,
to
la

dove perseverò
,

Roma.
dalla

Per difenecclesiastica

sei pontificati

indi

teologo dele dei

dere poi

1'

immunità
lesa

sacra

penilenzieria
s.

Papi,

gravemente
di Venezia,

repubblica

consultore del
e

offizio,

consiglie-

re e confessore di

perciò

Clemente \U\, dimorante nel palazzo

un
le

terribile

Paolo V fece intimare monitorio a' 7 apri1

1606:

la

repubblica

in

vece

,

laG

GES
il

GES
peso
dell'odio
si

ordinò che niuno ubbidisse all'iiiteidetlo sotto pena di esilio. li

e

delle

prevenla

zioni che
sa

avevano contro

Chie-

nunzio usci da
suiti

Venezia, ed

i

ge-

romana. La parzialità
si
i

in

Olandi

fecero altrettanto in fortna di

da
ti

spinse fino

a proilùrc a tut-

onde furono banditi in perpetuo dai veneti dominii, e non furono riammessi quando la reprocessione,

sudditi
i

della

repubblica
figliuoli

mandare
ti ;

loro

a

stu-

diare nei collegi stianieri de'gesui-

pubblica
ina
ce,

si

pacificò

con Paolo V,

mentre

che
,

in

questa

specie

solo die a sperare al Ponlefì-

di

persecuzione

temperata second'interesse,

poi

che ne avea impegno che disi sarebbe fatto. IN'el medesimo

do l'usato dallo spirito ebbe per bastante, si
gli

rispetto a-

anno 1606, a'i4 settembre, con decreto approvò quelli già pubblicati
nella

altri

cattolici,

preti e religiosi,
ai
i

di

ordinare

che dassero

magiloro

quinta

congregazione
i

genese-

strati

de' rispettivi

luoghi

rale della

compagnia,

quali

condo le prescrizioni del fondatore ordinavano che i soci non si dovessero imbarazzare in quelle cose, che sono
aliene
dalla
gesuitica

nomi, ed il sito delle loro abitaoltre s. Ignazioni, Gregorio

XV

zio nella

stessa

solennità

canoniz-

professione,
ai

per togliere argomento
li

malevoper
la

di

sparlare dell' ordine,

maggior gloria di Dio, e pel buon odore di Cristo. Nel i6i5 Paolo V creò cardinale Alessandro Orsini romano, che poi mori in concetto
di

Francesco Saverio [Vedi) , morto neir isola di Sanciano in faccia alla Cina a'2 dicembre i552 d' anni quarantasei , onore della compagnia di Gesù per essersi metitolo di Apostolo delle ritato il Indie orientali, onde poscia Benedetto XIV ad istanza di Giovanni

s.

santità d' anni

trentatre,
fu

V

re

di

Portogallo
principiale

lo

dichiarò
Indie

nel 1626, al quale

non

eonces-

protettore

delle

so di rinunziare
ritirarsi

il

cardinalato per
di
Gesìi,

orientali, dal

nella

compagnia

ranza, fino ai
del
vita

capo di Buona Speregni della Cina e
lui p.

com'
il

egli

caldamente ne

supplicò

generale p. Viteileschi, per meglio esercitare la sua rigorosa pela

Giappone. Scrissero la di il il p. Orazio Tursellino
, , ,

nitenza, e
tiva
;

sua vita

contemplad'essere
far
i

il DaGiovanni de Lucena p. Giuseppe Mafil p. niele Barloli

sicché
all'

solo ottenne

fei,

e

il

p.

Domenico Bouhours
ftuono tradotte
Nel
fu eretto
,

ascritto

ordine, e di

voti

le

quali

vite

in

con quei

temperamenti
con

eh' erano

diversi

idiomi.

pontificato di
il
il

compatibili
conservale.

l'istituto,

e

colla

Uibano Vili
e

Collegio

dignità che a suo

malgrado dovè

Fiiccioli {^Vedi)

sotto
p.

governo
il

regolamento del

generale delcar-

Nel pontificato di Gregorio
in

XV,

la

compagnia

di

Gesù, ed
pei

Olanda, ove si teneva la religione che più aggradiva, fu nondimeno emanato un ordine che cacciò gesuiti da quello stato.
i

dinal Lodovico

Ludovisi nipote di
làbbricò
la

Gregorio
chiesa di

XV
s.

gesuiti

del collegio

romano
Ignazio,
(

grandiosa

La

sorte
i

di

questi

religiosi

sotto

Collegio
afìldò alla

irlandese

tutti

goveini
di

eretici

fu

quasi

ed istituì il Vedi) ^ die direzione de' gesuiti. Urdichiarò che

sempre

portare

personalmente

bano Vili nel 1624

GES
nessun
religioso
di
,

GES
fuorché
della

127
,

Gesù, potesse essere dal suo ordine o congregazione espuiso, se non per incorreggibile. la Il medesimo Url)ano Vili con costituzione Suh'aloris, de'i5 settembre 1627, Bull. Roìii. tom.

compagnia

sposò con si porpora Maria Gonzaga con pontificia dispensa, e mcritossi da Alessandro

imnziò

la

VII
ni di

il

titolo

di

re ortodosso.

A-

vendo Francesco Sforza
tura

Pallavicila

Parma romana

rinunziato

prelanella

per

entrare
,

VI, par.
suiti

I,

p.

83,
e la

concesse ai ge-

r

uffìzio

messa
Aliki
,

dei

tic

Giovanni de Goto, e Jacopo o Diego Risai martirizzati nel Giappone dall'imperatore Taicosama a'6 febbraio iSpy; indi con decreto presso il
loro martiri

Paolo

compagnia di Gesù Alessandro VII suo antico ed inlimo amico, prima lo fece esaminatore de' vescovi
e consultore del

santo

olfizio,

quindi

con

espresso

comando
lo
s.

di

accettare

nel

1659

pubblicò

cardinale col titolo di

Susanna,
s.
il

Bull,

loco citato, de'

26 settembre

1629, permise die nel giorno detto 6 febbraio della loro festività
tutti
i

donde passò a quello di tore in Lauro; egli fu
autore
di
delia

Salvacelebre
concilio

Storia

del

sacerdoti

potessero celebra-

re la messa nella
ti.

chiesa de'gesui-

In

detto

anno
avere

1629

Urbano
il

Vili, dopo
Pietro
di

obbligato
gesuita

p.

Pazmany

ungarese

Trovandosi i gesuiti esiliati dallo stato veneto per aver prontamente osservalo l'interdetto di Paolo V, avendo Alessandro VII grande amore e stima pei
Trento.
gesuiti,

accettare l'arcivescovato di Stri-

come

si

legge nella
del

costi-

gonia siccome nominato dallimperatore Mattia, con precetto di ub-

tuzione Dchituni,

primo

naio
pag.

1663, Bull.

Reni.

bidienza lo
tolo di
s.

creò

cardinale del

ti-

279,
di

s'impegnò
ripristinaili

gentom. VI, con tutta
in

Girolamo
dell'
il

degli schiavoni,

l'ellicacia

quello

ad istanza nando II,
cancelliere,

im[)eiatore Ferdilo

stato,

come aveano procurato Gre-

quale

fece

pure

gorio

XV,

il

di lui
il

nipote cardinal

supremo

segretario, ed
in

Ludovisi, ed
gi

re di

Francia Luiil

ambasciatore cesareo

Roma. Nel

XIII,

come narra

suddetto

1643 Urbano Vili con espresso comando costrinse ad accettare il Giovanni Dclugo gesuita spap.
gnuolo, che
tolo di
il

Pallavicini, insieme
di di

alla

condotta
vita

questo negozio, nella
Alessandro
e seg.

m>s.

A

II,

lib.

IV, cap.

creò cardiale del
al

ti-

XV

Col Ijreve dunque dei
diletto a quel

s.

Stefano

monte
la

Celio,

23 dicembre i656,
senato,
gliardi

primo che
Italia

introdusse

china

Alessandro

VII
e
i

con

gaIo

in

a favore

de'poveri, per-

argomenti
resliliiire

premure
Il

ciò detta poh'ere di

Lugo.
\{i\(^

invitò a

gesuiti all'an-

Innocenzo
provviso,

X

nel

all'im-

tico

possesso delle loro case.

di

con ordine di accettale, creò caidinale Giancasimiro di Polonia figlio del re Sigismondo III, che da quattro anni era religioso
nella

19 gennaio 1637 fu perciò presa a Venezia dal senato la risoluziogesuiti con la ne di richiamare
i

pluralità di

centosedici
,

voti

con-

com[)agnia

di

Gesù
il

;

ma
ri-

morto senza successione
dislao

re Ula-

suo

fratello

nel

16^8,

dappoiché la più onecompagnia aveva amici ed il noto (r. Paolo sti senatori,
tro

cinquanlalre

i

ii8
ristabiliti,

GES
I

GES
gesuiti
vi
fu-

Salpi era morto.
i-oiìo

Ionio Verìus, con traduzioni in parecchie lingue.

e la
fu

loro provin-

cia

(li

Venezia
più

sempre

dipoi

una
il

delle

floride

d'Italia.

A-

l'^alkstein gesuita,

lessandro VII ringraziò vivamente
senato, ed in più

modi
s.

gli

mo1671

nstre la

sua riconoscenza. Nel

Clemente

X
di

canonizzò

Idrati-

Cesco Borgia [Fedi), nipote

di

A-

lessandro VI, terzo generale della

compagnia

mo

ottobre i^y^

Gesù, morto il dì priil suo corpo se:

polto nella antica chiesa di
ria della Strada, a'?,3 febbraio

s.
i

MaG 7
i

fu trasferito nella sagrestia della nuo-

ca di Lertua, nipote del

donde Francesco Sandoval dusanto, ed ambasciatore di Spagna in Roma,
va,
fece

Gianneverardo Nidard di da confessore dei (igli dell' imperatore Ferdinando Ili, Leopoldo, e Marianna d'Austria, che sposata a Filippo IV re di Spagna lo condusse seco, pel favore del re divenne con precetto pontificio grande inquisitore, primo ministro, e poi ambasciatore di Spagna in Roma, dove fu consacrato arcivescovo d'Edessa, indi ad istanza della regina, Clemente X l'obbligò ad accettare il cardinalato nel 1672, col titolo di s. Bartolomeo all' Isola. Nel 1707 Clemente
Il

p.

XI
di

ringraziò Pietro

il

Grande czar
erasi deter-

lo

trasportare

nella

sontuosa

Moscovia,
pubblico

il

quale

chiesa da esso fabliricata a

Madrid

minato a permettere
il

ne' suoi stati

presso

la

casa professa

de' gesuiti,

e libero esercizio del-

lasciando in
cio.

Roma

un osso del bracnotaie,

la

religione cattolica, e la fondazione

Con dolore dobbiamo

di

che delta chiesa, uno de' più belli monumenti d'architettura, venne distrutta in questi ultimi trambusti della Spagna, malgrado più forti
i

una casa con scuole pei gesuiti. Questo Pontefice creò cardinali tre

cioè il p. Giambattista To« lomei di Pistoia oriundo di Siena,
gesuiti,

procuratore generale della compagnia di Gesù, rettore del collegio germanico, consultore de' riti, dell'

reclami della stessa accademia delle
belle
arti
il

in

Madrid.
la

L'uffizio
a'

e

messa

Papa

stabilì

3 otto-

indice, e delle indulgenze, ed

e-

bre, e poi Innocenzo
IO, nel quale
sta,

XI

al

giorno
la

saminatore de' vescovi; dopo molta
resistenza
lo costrinse

ora

si

celebra

fe-

con indulgenza plenaria conces-

Clemente XI nel 7 i 2 ad accettare la dignii

sa dallo stesso

Clemente
Bull.

X

col bre-

tà cardinalizia,

col
Il

titolo di

s.

Pie-

ve Redcinploris,
VII,
sa

Roni.

tom.

tro Montorio.

p. 129, de'3 luglio 1671. Alessandro Vili estese a tutta la Chie-

Gio.

Battista

secondo fu il p. Salerno napoletano,

con

rito

seraidoppio
il

la

messa
regni di

esaminatore de'vescovi, teologo della nunziatura di Germania e di Polonia del nipote del

e l'uffizio.

Fu
i

santo eletto patroSicilia,
s.

Papa Annibale
Sassonia figlio

no contro
gallo.

terremoti dai

Albani; che convertì dal luteranismo

Granata, Napoli,

La
il

vita di
il

gia la scrissero

e PortoFrancesco Rorp. Pietro Riba-

Federico Augusto
del

di

re di Polonia, della quale anil

cor lui divenne re, e conchiuse
di lui

dineira,
p.

p.

Virgilio
,

Cepari,

il

il Eusebio Nieremberg p. Alvaro Cienfuegos poi caixlinale il p. Giovanni Adamo , e il p. An,

matrimonio con la figlia maggiore di Carlo VI; creato cardinale

col

titolo

di

s.

Stefano a
Il

monil

te

Celio nel 17 «9-

terzo fu

p.

CES
AlvaroCienfiiegos spaguuolo, niinistio in Portogallo di Carlo VI, polle

CES

129

Benedetto XIII nell'anno 1726
canonizzò s. Luigi Gonzaga gesuita, de'marchesi sovrani di Castiglione,

preghiere
nel

deli'

imperatore Carlo

VI
indi

titolo

1720 creato cardinale del Bartolomeo all' Isola, s. vescovo di Catania, ed arcidi

morto
a'2

nelle stanze del collegio
1

romano

giugno
nel
lo
:

i5qi, perla

peste contratta
pestati, indi

servire gli ap-

vescovo di Monreale, ministro cesareo, e protettore dell'impero presso la santa Sede. Per molto tem-

dichiarò prolettore

degli

scolari

Clemente

XII
ed

nel
iso-

1787
le

distese a tutta l'Italia
1'

po avea

resistito

Clemente XI

alle

adiacenti

uHizio e messa di rito

vive replicate istanze che gli faceva l'imperatore per esaltare alla

doppio, già concesso ad alcune Provincie, ed il regnante Papa Gregorio

porpora

il

cardinal Cienfiicgos,

non

XVI

lo

ha

esteso

a

tutto

per mancanza di meriti in questo distinto soggetto, che avea prestato
a Carlo
si

l'orbe cattolico

con

rescritto

dei
si

23

VI

rilevanti

servigi,

come

1842. Il suo corpo venera nel magnifico altare a
luglio
s.
il il

lui

protestò col

monarca
si

e col reli-

dedicato nella chiesa di

Ignazio.
p.

gioso con epistola che
t.

legge nel
et

La

di lui vita la scrissero

Vir-

II, p.

776

e 777, Epist.

Brev.
sol-

gilio

Cepari, con giunte

p.

Gianil

Clem. XI,

ma

per ripugnanza

ningo, più Annibale Marchetti,
p.

tanto di mettere così frequenti e-

sempi nella compagnia di Gesù,
di cui
istituto

il

Jacopo Grassetti, il p. Alessandro IMaincri, ed i padri Croiset e
d'Orleans, senza
duzioni.

vieta le dignità ec-

clesiastiche

con
le

voto

particolare,

principalmente

sublimi, dappoiché

che

s.

rammentar le traQui però è da avvertirsi, Luigi visse bensì in una
ora cappellelte
vi

in breve spazio di
il

tempo e
era
il

sotto
efifi-

delle stanze

di

s.

suo

pontificato

terzo

Luigi,

ma non

mori. In

quel

sempio.

Ma Clemente XI alla ne superò ogni renitenza, colla

tempo r infermeria del collegio era dove presentemente sta la chiesa
di
s.

ducia che nell'esaltazione d'un personaggio a Cesare tanto accetto, dovesse produrre agli altari della Se-

Ignazio, e

il

silo della

stan-

za in cui morì

s.

Luigi corrispon-

deva
tuale

alla

parte

superiore dell' ats.

de apostolica
spettive

felice

evento. Alle

ri-

cappella di

Giuseppe,

e

biografie dei dieci

sono

riportate
gesuiti.

quelle

cardinali

precisamente là dove si vede una pittura rappresentante la morte di
s.

Nei conclavi del

1721 e del 1728
cardinali

Luigi. Nella

medesima solennità
s.

entrarono
gesuiti.

gli

ultimi tre

Benedetto XIII canonizzò
slao

Stani-

Nel primo fu eletto Innocenzo XIII, che avea l'alto gli studi

Kostka novizio della compa-

gnia di

nel collegio

romano,

nel secon-

do Benedetto XIII per opera principalmente dei tre cardinali gesui1' ati, avendo egli in Napoli dato bito religioso al Salerno. E qui noteremo che
stono
i

Gesù, nato in Bostoho^^', feudo di sua casa nella Polonia, e morto a'i5 agosto i5G8, d'anni dieciotto, liei noviziato di Roma, ove

si

venerano
il

le

sue camere, e per-

ciò

cardinali gesuiti vechierici regolari, e co-

età
lo

primo confessore di minore canonizzato. Clemente X già

come
VOL.

i

me

i

barnabiti elevali al cardiualalu.
XXX.

cipale di Polonia;

avea dichiaralo protettore prinnon ostante il de

9

I

3o
de'
riti

G ES
che
vieln
i

GKS
di

crcfo

potersi
Il

ve
to

li

gittarono in mare. Benedet-

eleggere a prolettori

beati.

suo

XIV
il

dichiarò anche martire

il

corpo

si

venera nella sua
s,

c;ippeila,

ven.

Andrea
il

Bobola, e volle
decreto delle

an-

in chiesa di
jVe scrissero

Andrea del
la
il

novi/iato.

cora
te

giorno stesso della sua morvirtìi del

vita
p.

il

p.

France-

segnar

sco Sacchini,
il

Daniele Bartoli,

ven. p. Francesco di
to

Geronimo ora
sli-

garo

Giuseppe Perdicnlo, il p. Londegli Oddi, il p. Pier Giuseppe d' Orleans, ed il p. Giup.

canonizzato. Volendo dare Benedet-

XIV

altra
la

testimonianza di

ma
vi

verso

compagnia
per

di

Gesù,

seppe

Cassani

,

delle

quali

furo-

benché
fosse

nella congregazione de'rili

no
te

falle

varie traduzioni.

Clemensolen-

allora

consultore

un

XII nel
s.

1787 canonizzò

gesuita,

non
p.

solo fece altro consul-

Giovanni Francesco Recompagnia di Gesti, morto in Lovesci a'3i dicembre 1640, ove si venera il suo corpo. Benedetto XIV nel 174'^ comandò che la sua festa non si celebrasse più ai 24 di maggio, come avea stabilito Clemente XI, giorno di sua beatilicazione, ma ai 16 giugno in cui fu canonizzalo. Ne scrissero la vita il p. Guglielmo di Aubenton, il p. Paolo Clerc, ed altri, senza nominare le traduzioni in diversi idiomi. Nel 1741 Benedetto XIV, con decreto de'20 agosto, dichiarò che constava del martirio dei servi di Dio E.idolfo Acquavi va. Alfonso Paciecco, Antonio
gis francese della

nemente

tore
ta

il

Emanuele Azevedo

gesui-

portoghese,

ma

con

la

costitui

zione Coiislanteni de'2 4apiile Bull. Magli, tom, XVII, p.
dispose

74^>

che
fosse

dopo

ambedue tuito un
della
la

227, morte di perpetuamente sostila

gesuita per consultore in

Siccome poi che un suo individuo è sempre teologo
congregazione.
il

compagnia gode

privilegio,

del

tribunale della sacra

penilen-

zieria, è

XIV

da sapersi che Benedetto nella costituzione. In Aposlode'
i

licae poenitenliariae,

3

aprile
nella

1744) ^suppone

il

teologato

compagnia di Gesìi, da lungo tempo senza interrompimento, come
lo

gode tuttora.

Franceschi,
cerdoti della
e

Pietro Berni, tutti sadi

Ed

eccoci

alle

lagrimevoli

vi-

compagnia Francesco Aranha laico

Gesù,

della

medelle

desima, uccisi dai barbari in odio
della fede nell' isole Salzette

cende che produssero la soppressione della benemerita compagnia di Gesti, sebbene la divina provvidenza
la fece poscia ripristinare e

Indie

orientali.
a' 2
I

Quindi

lo

stesso

trionfare vieppii^i gloriosa,

e quale
re
di
la-

Pontefice

settembre 1742 approvò il decreto della congregazione de'riti che dichiarava constare
del mai'lirio
del
ven.

l'ammiriamo.
Portogallo
sciò
il

Giovanni
nel

V

morendo
I,

1730

Ignazio

de

Azevedo con altri trentanove suoi compagni anche gesuiti, mandati
dal
p.

figlio il re al suo che ad istanza de' gesuiti e della regina madre, dichiarò segretario di stato Sebastiano

trono

Giuseppe

generale

s.

Francesco Bor-

gia a predicar la fede nel Brasile,

1570 dai una nave che predarono avanti l'isola di Palma, docalvinisti, su
di

e martirizzali a' i5 luglio

Giuseppe Carvaglio poi conte di Oeyras e marchese di Pombal. Questo ambizioso ministro, per dominare assolutamente la monarchia portoghese, avea fatto la corte ai

,

GES
gesuiti confossori della fiimiglia
ie,

GES
venficio,

i3i

ma

arrivato all'apice del potere,

perchè Clemente XIII non sopprimeva la perseguitala società, per
sostenere la

colla

più nera ingralitudine, volene
al-

quale giunse
mila

a

spen-

do dispoticamente condannare massacrare clìiunrjuc, pensò di
reale
i

dere
allri

ottantotto

zecchini, ed

dicono un milione e duecento

lontanare dal fianco della famiglia
gesuiti, coli' imputargli
delitti,
i

mila scudi.

Le

principali

vicende

più

che precedettero,
in Portogallo, le

accompagnarono
de' gesuiti

enormi

e persino
vita

attentato

alla

del

di avere sovrano
:

e seguirono l'espulsione

riportiamo in com-

contemporaneamente Carvaglio ebbe molti imitatori nelle corti di gran parte de' sovrani di Europa,
die in unione
ai ai

pendio

agli

articoli

Clemente

XIII. Solo qui

Portogallo, e noteremo

filosofi

incieduli,

novatori e settari,

ovunque mi-

che nel 1777, divenuta regina di Portogallo IMaria figlia del defunto Giuseppe I, spalancò le prigioni
agi' innocenti

narono la compagnia, che riguardavano quale insormontabile ostacolo alle loro prave intenzioni di sovvertire il mondo come pur
,

gesuiti,

condannò
nell'esisi

alla
lio,

morte, che

commutò
VI
delle

l'esecrabile Carvaglio, e

dice

che

mandò

a Pio
il

somme
esilia-

troppo
1

fatalmente

gli

riuscì.

^58 Carvaglio

im[)lorò da
di

Nel Bene-

per rimborsare
dal

tesoro pontifìcio

delle spese fatte pei gesuiti
ti

detto

XIV

il

decreto

riforma
nel

Portogallo,
sulle

e lasciati
del

semi-

che dispiacente dovette concedergli,
sulle case

nudi

spiagge

littorale
il

e collegi dei gesuiti

della Chiesa.

Le
ex

quali

somme
a

regno
garvi,

di

Portogallo

e

degli
la

Al-

generoso Pio

VI erogò
-

sosten-

ciò

che

preparò
il

rovina
rapprede-

tamento degli

gesuiti

ancora

de' gesuiti, e sforzò
delle giuste

re,

ad onta

superstiti ne' suoi

stati.

Inoltre Pio

ed

energiche

VI per
strativi

viste prudenziali dissuase la
gli

sentanze di Clemente XIII, a pubblicare a' 3 settembre

regina di pubblicare
dell'

atti

dimo-

1739

il

innocenza

de' gesuiti,

creto di snaturalizzazione e di per-

petuo esilio dei gesuiti da tutti dominii portoghesi, per aver dei

generato dall'istituto, ed essere
di

rei

atroci delitti; e

con sua lettera
parte al cardinal
di

Carvaglio ne die

Saldagna patiiarca

Lisbona, co-

me

dendo poi
slati
gì'
,

Ver iniquo ministro che (Jlemente XIII accoglieva ne' suoi
loro riformatore deputato.

ed invece le impose, come per emenda onorevole del passato, di fabbricare a Lisbona una chiesa in onore del sacro Cuor di Gesù, che fu eseguito. Sia qui pure il avvertito, che ai relativi articoli revi sono riportate altre notizie lative alle funeste narrazioni che

andiamo
ìMenlre
delle

a fare.

era

cominciata
per
la

l'epoca

innocenti

gesuiti

paterna-

tribolazioni

società di

grati

aiutando gì' infelici emicon ogni maniera ospitale, lece ogni sfoiv.o per romperla con Sede, cacciando dal rela santa gno il nunzio cardinal Acciaiuoli, sudditi pore richiamando lutti
i

mente

Gesù, fatalmente
lo a

in Francia

uno
so-

de'suoi socii diede motivo

non
Il

continuarle,
e

ma

a

renderle
p.

più acerbe

dolorose.

La

Vallette missionario alla Martinica,

procuratore o supcriore delle missioni

toghesi dimoranti nello slato ponli-

che

i

suoi

fratelli

avevano

,

i32
nelle Aulille,
facoltà,
ri

CES
oUiepassando
la

GES
sua

senza consenso de' superio-

maggiori, intraprese delle cose troppo grandi, e contrasse de' desopravbili, che per le disgrazie

venute non potè soddisfare. Stando tutte alle narrazioni, più o meno esagerate, diremo adunque che il p. La Vallette occupandosi in certe speculazioni

conquesto dai consoli di IMarsiglia condannato al pagamento. La causa con eclatanza fu portata al parlamento, ove fu citato l'istituto dei suoi difensori appena gesuiti, ed
SII

non

volle

pagare

i

debiti

tratti

dal p.

La

Vallclle, fu

i

ascoltati,

volendosi in
il

tutti

i

di

far

cadere
sui

fallo

del

p.

moLa

onde

coltivare

al-

Vallette
Il

confratelli

innocenti.

cune

isole
la

deserte in

gran parte,

come
resse

in

Dominica e s. Lucia, ebreve tempo un banco
il

che
cui

divenne come

canale

per

dovevano scorrere

tutte le ric-

chezze della IMartinica. Quindi corrispondenze da ogni parte, un credito oltre ogni
stabilito,

parlamento condannò il p. generale e con esso tutta la società a pagare i danni, vietando a tutti gli altri gesuiti del regno mai più d' ingerirsi in alcun traffico, ed ordinando loro di rimettere copia
delle
alla

costituzioni

delia

compagnia
per

credere

grande

e

cancelleria

del tribunale,

un' intera popolazione da lui dipendente , ricchi magazzini fabbriche sontuose, bastimenti sul

esservi
di

una lite commercio diventò uno de' più
esaminate.
Così
afì'ari

scrii

di

religione

e di stato,

mare, furono
vasta

il

frutto

delle

spe-

culazioni di questo religioso, nella
e difficile materia del

essendone conseguenza l'abolizione delle leggi d'una società religiosa
sparsa per tutto

com-

mercio e del cambio. Aumentandosi prodigiosamente il suo commercio, venne giudicato esclusivo,

pulsione della
narchia.

il mondo, e l'esmedesima dalla moNel 1707 gesuiti oti

tennero dal re che
questa
causa,
consigliere

avocasse

a sé

ed
ì

i

coloni

della Martinica

come

mentre

Cliauvelin
alla

negozianti francesi

ne

soffrirono

ecclesiastico

gran
gesui-

egualmente, per cui le doglianze contro di lui giunsero naturalmente esagerate sino a Luigi XV. Fu chiamato a Parigi, ove si giustificò,

camera, denunziò
tico

l'istituto
i

sotto

i

colori

più odiosi, ed
la

avente per iscopo
to,

dominazione
travisale
il

universale^ venendo tutto

con soddisfazione del ministero, onde tornato alla Martinica
intraprese
progetti

non risparmiando

calunnie.
rale
di

Fu

accusato

più nere p. genee le
illu-

maggiori

dei

assoluto

dispotismo,

primi con buon successo, quando

più venerabili opere di tanti
stri

una spedizione gl'inglesi, che sino dal lySS erano in ostilità con la Francia, s' impadronirono
in
dei
vascelli carichi

suoi

membri furono condanessere

nate ad

bruciate

dal

car-

nefice, qualificate sediziose

ed ab-

di

mercanzie,

bominevoli.

che dall'America portavano a IMarsiglia

Concorse

alla

rovina dell'istitu-

prodotti coloniali pel valore
milioni,

di

due

ciocché

produsse
nei
corri-

un'opera piena di usciimprudenza e di malafede
to in Francia,
,

un

fallimento

enorme
,

spondenti giustamente

negozianti
la

e

siccome
di

compagnia

Ge-

monastero de'maurini, e dalla penna del monaco ClemenEUratio cet, che avea per titolo
ta

dal

:

GES
delle assei'zioni

GES
e

i33

pericolose

per-

case,

che
dei

nell' esterno.

Un

tale giu-

niciose
suiti

in

ogni genere,
in tutti
i

hanno

che i getempi e perpriula

dizio

primi prelati della Chiepooppressi
gesuiti, e

sa

fu la miglior apologia che

scK'eranteinenle sostenute, insegnate
e pubblicate nei loro libri.
cipali
I

tesse farsi agli

questa sola
la

basterebbe
solo

a

provare
della

passi

aveano per oggetto
il

loro innocenza agli occhi
Il

purità de' costumi,
il

regicidio,

ed

posterità.

vescovo di Soisl'eessi

tirannicidio, e di

aver insegnato
:

sons monsignor di Fitz-James,

e sparso

ree

dottrine

di

queste

roe dei giansenisti, fu ad

asserzioni ne
lo

Francia.

Non

parlammo all' articovi è memoria di
dato
dai
stata

contrario. Sì pensò allora in Francia ad una riforma de'gesuiti, e sic-

uno scandalo pubblico
gesuiti;
tà di
fosse

come

teraevasi la potenza
in

del ge-

non vi è uomini in

mai
la

socie-

nerale sempre residente

Roma,
suoi

cui
la

decenza
regolarità
le

perpetuo,
cia,

ed illuminato dai
e
lo di

più rispellata,
per
I

quattro assistenti d'Italia^ di Frandi

de' costumi piìi

esatta,

e

pre-

Spagna,

Germania,

cauzioni
custodite.

farla

osservare
di

più

così

bramava si
nomina
e

stabilimento di

parlamenti

Tolosa

un
cui

vicario generale in Francia, la
fosse

e di Bretagna imitarono quello di Parigi, neir esigere dai gesuiti delle

confermata
esso

dal
re-

generale, senza aver con

loro giurisdizioni copia delle co-

lazione,

stituzioni della
le se
ri,

compagnia,
Fiancia

la

qua-

per tutto aveva de' protettoavversari,

contava che di concerto col parlamento agivano per la sua distruzione, la marchesa di Pompadour, il duca di Choiseul, ed il
nella corte di tra gli

guarda-sigilli Berruyer.
il

La

regina,
della

delfino

,

e

tutto

il

resto

famiglia reale, e
celliere di
suiti,

Lamoignon
pei

can-

con limitata autorità. Vegliando la provvidenza sopra i gesuiti, per buona ventura questa proposta riforma non ebbe luogo; si sarebbe ritardata la loro perdita, ma avrebbe intanto tirato sopra di sé il disonore e la vergogna. Dipoi il parlamento di Normandia ordinò che i gesuiti abbandonassero le loro case e collegi, quello di Bretagna decise che
l'istituto
rità
le

Francia, erano

ge-

era attentatorio

all'auto;

e

desideravano

conservarli.

della Chiesa e dei sovrani
città di

e

Trovandosi Luigi or deferente cogli uni, ed or con gli altri, agiva con contraddizione finche col suo consiglio decretò doversi con,

XV

Mauriac, come il consiglio sovrano di Rossiglione, intimarono ai gesuiti la
e di

Laon

partenza.

sultare sull'aflare de' gesuiti
di

il

clero
il

Avendo preso
tinica

gl'inglesi
la

la

Mar-

Francia,

alline

d'intendere

per

distrane
SI
il

suo parere sopra

una materia egualmente delicata che importante. La decisione si fu, che l'istituto de' gesuiti era buono, lodevole e pio ; che la loro conservazione era utile alla Chiesa ed allo stato; e
che
te,

un oggetto
stero
rigi

nazione da doloroso, il mini-

lasciò in

parlamento
di

di

Pail

libertà

operare, e que-

sto a'6

agosto

17G2 pronunziò

decreto
tutti
i

che intimò a gesuiti che dovessero uscidefinitivo,
le

la

loro condotta eia

edifican-

re da tutte
di

loro case
specie
,

e collegi
in

tanto

neir interno

delle

loro

qualunque

ritirarsi

i34
qualclie

<^ES
luogo
sotto
1'

CES
ubbidien-

za del re, e l'autorità degli ordinari , senza potersi riunire in società, professar l'antica

conformandosi alle leggi del regno. Per altre analoghe noa vedersi l' articolo Frantizie è
luoghi
,

regola, por-

cia.

Vedendo
i

tare l'abito ce. loro

ec.,

e prescrivendo

XI It

gesuiti
j

una formula di giuramento. parlamento di Provenza si uniformò alla sentenza di quello di Parigi. Intanto avendo l'inquisiziouè romana condannata la pasto11

sagliati

1' afflitto Clemente da ogni banda bere considerando per una

delle principali cure dell'apostolica

autorità la tutela
golari dalla santa

degli ordini

re-

Sede approvati,

e riconoscendo

rale

che

il

suddetto

vescovo

di

compagnia
santo già
ligente

di

che l'istituto della Gesù, fondato da un

Soissons avea
te XIII,
il

riprovò e
Espulsi
i

mandato a Clemenparlamento di Parigi condannò tale censura.
dalle

canonizzato, e dopo diesame approvato da Paolo

gesuiti

loro case,

ed obbligati a vagar per le strade privi di alloggio, ed in cerca di cibo e del necessario sostentamento, offrirono nel cuore dell' Europa
cattolica,

HI, Giulio HI, Paolo IV, GregoXllI, e Paolo V, più volte da altri Pontefici confermato e di
rio

particolari

grazie

ornato,

dai ve-

scovi d'ogni

tempo
dai

singolarmente
protetto

commendato,
pi

maggiori princi,

nel

sedicente

secolo dei

particolarmente

dal

lumi e del sapere, uno spettacolo commovente, per cui il zelante arcivescovo di Parigi monsignor Cristofoi'o de Beaumont pubblicò

concilio di
pio, e

Trento

dichiarato per
stati

che di esso erano
più
il

no-

ve santi, stimò suo dovere di non
indugiar

due
il

opere

in

favore
le

de' gesuiti:

che

alla

Chiesa
e

rimedio al proveniva
1'

male
dalle
si

parlamento
tristi

condannò
il

ambeal

ingiurie

che contro
però

istituto

due,

rappresentò
colori,

prelato e
1'

re

co'più

arcivescovo
lonta-

fu esiliato

cinquanta
fu

leghe

no da
te

Parigi, ove

grandemen-

incoraggito e lodato dal
i

Papa

con la bolla Apostolicuni pascendi monus, data a' 7 gennaio 1765, di moto proprio emanata, nuovamente lo approvò, altamente encomiandolo,
spacciavano,
e per soddistare ai desideni di tutti
i

Clemente XIII. Ricusando gesuiti di prestar il giuramento per essere cattivo, il parlamento di Parigi

vescovi, che

da tutte
che

le

parti

lo

sollecitavano, dichiarava
,

questo
in

nel

1764

esiliò

tutti

i

gesuiti

istituto
si

co' ministeri

esso

dal regno, e sebbene Luigi

XV

li

esercitano, pio,

utile al

vantagdelle co-

richiamò nel novembre del medesimo anno, ma pronunziando la
loro totale distruzione
ti,

gio della Chiesa, e

degno

stituzioni colle quali diecinove
tellci

Pon-

jie'

suoi stai

r avevano approvato e comfu divulgata questa bulla^

approvò in

tal

modo

decreti

mendato.

del parlamento. L'editto regio portava, che la società de'gesuili

Appena

non

avrebbe
la

più

luogo
di

in

Francia,

pernieltendo per altro a coloro che

componevano

vivere in par-

che dall' immense calunnie allora da per tutto affastellate contro i gesuiti, pienamente li giustificava, si vide subito un libro in Napoli
contro di
Istruzioni
essa

ticolare negli stati del re, sotto l'autorità spirituale

degli ordinali

dei

intonio la

con questo titolo santa Sede,
:

-

GKS
Buglione 1765 per Guglielmo Eviaicii, tiaduzionedal francese. Questo libro
sia

GES
che
gli

i35
avevano concui
il

spagnuofi

cepito

per

gì' italiani

re a-

per

ordine
fu

dell' inquisi-

zione

romana

abbruciato
i

per

veva dato le prime cariche, ed al solito si giudicarono segreti moto-

settembre, roano del boia agli i e condannato da Clemente XIII come contenente proposizioni erronee, false, promoventi lo scisma,
calunniose, temerarie, sediziose, ed
all'autorità della santa

dappoiché Ispagna avevano tanti nemici, quanto loro confratelli ne avevano avuto in Portogallo ed in Francia, Finalri

della rivolta

i

gesuiti:

questi

religiosi

anche

in

i

Sede soprani
pubbliineilesi-

mente Carlo
segnò
gesuiti
il

III

nel febbraio

1767

modo
se

ingiuriose, per le quali cau-

decreto dell'espulsione dei

fu

ancora

abbruciato
ordine della
altro

camente per

nia inquisizione un

libro

si-

da tutta la Spagna, afìidandone 1' esecuzione al conte di A randa. Questi scrisse una circolutti
i

mile, die restò condannalo e proibito
11

lare a

giudici reali del redi api ire
il

con decreto de

-2

marzo

i

766.
S.

libro era intitolato:

Brevi di

gno, imponendo loro plico che acchiudeva,
aprile,

il

giorno

2

S.

Clemente Xl/f, cnumati in facolle

in cui

si

conteneva l'ordine

vore de' gesuiti,

osservazioni

dell'espulsione della
gli

sovra
la

medesimi, e sopra la bolVenezia presso /Ipostolieiim
i
,

fu

compagnia: epuntualmente obbedito, e
2 aprile nella

nella notte del

medi

Vincenzo Radici 1766. Per ordine
della
stessa

desima
soldati

ora

alcune

compagnie

infpiisizione

a'

ro

di

luglio fu parimenti

abbruciato per
libro della

armati investirono le case de' gesuiti in tutta la Spagna. Si
notificarono loro
gli

mano
slessa

del boia

un altro
:

ordini del re,

materia

Lettera I, II,

e

III, contro la bolla che comincia /4postolicitm, Napoli presso Sebastiano
fu

Paletti

proibito
di

de'4
di

1765. Questo libro con decreto detto mese, approvalo dal
leggersi
si

Ponlelìce, clic

riserbò la facoltà

darne licenza, ed all'articolo Francia ciedemmo oppoituno far menzione di tali libri e decreti pontificii. Mentre nella Spagna ancora
tro
la
i

che portavano che fossero cacciati dal regno e da tutti i dominii della corona , con proibizione di ritornarvi sotto pena della vita dovevano recarsi nei porti indimessi a bordo di cati per essere alcuni vascelli, non potendo trasportare seco che quel poco che e niuno gli si voleva concedere,
:

si

preparava
ne

la

procella con-

gesuiti,

dissipò lo scoppio

venne eccettuato da tal proscrizione, né si fecero comunicare neppure coi parenti. Nel giorno medesimo di tale esecuzione

nese, che

vedova Elisabetta Farstimava e proteggeva presso il re suo figlio Carlo III; disgraziatamente essa mori poco
regina
li

Carlo

III

pubblicò

in

Madrid
la

il

decreto di

espulsione, e

confisca de'beni

dei gesuiti, e la

proibizione di scrivere prò

conira

dopo, e quindi restarono privi del
loro più
forte

senza licenza. Partiti

i

gesuiti dalla

appoggio.
manifestarsi

ìNoii
iti

tarI\Ia-

Spagna,

il

conte d'A randa fece esae
;

dò molto
drid ed
in

a

minare
bre

tutte le loro carte dal cele-

altri

luoghi della Spa-

Campomanes,
essi

nulla

risultò
i

gna una

sollevazione, per la gclo-

in aggravio di

ed

intanto

i36
vascelli

GES
approdando
pontificio,
alle
ivi

GES
spiaggle

dello stalo
gli
i

secondo

ordini regi

gesuiti;

ma

dovevano sbarcare Clemente XllI dopo
l'

quanto avea
riceverli.

sofferto col Portogallo,

appunto che il conte d'Aranda avca con lutto l'impegno eseguito supremi comandi del re, il prini cipe di Campofiorito eseguì nel regno di Napoli quelli del suo sovrano.
In

non tollerando

insulto,

ricusò di
il

uno

slesso

momento
notte
di

e
i

Dovettero risolcarc
i

Mee le

nella stessa ora

della

per

diterraneo, e tra

patimenti
,

due regni furono circondali
pe
la
le

trup,

privazioni
all'isola

del

cibo

approdarono
Paoli
ac-

case e

i

collegi

de' gesuiti

di Corsica, ove
ospitalità
,

e condotti su vascelli agli stati del-

cordò loro

pubblicando

Chiesa, indi venne pubblicato

vm

decreto favorevole alla compa-

regio editto, che per la quiete, felicità

gnia.

Siccome il re di Spagna avea scritto al Papa die pel manlenimento della tranquillità de' suoi slati avea cacciati i gesuiti, e sic-

e sicurezza de' popoli veniva

per sempre
di
lie,

abolita

la

Gesìi dai regni delle
confiscati
sei
i

compagnia due Sicisa-

beni,

ed accordali

come

li

mandava

nello slato della

ducali
cris

mensuali
sudditi.

ai gesuiti in

prevenne che avrebbe poi dato alla camera apostolica una pensione vitalizia per cadauno dei gesuiti, onde provvedere alla loro
Chiesa, Io
sussistenza.
la

purché

Inconsolabile Clemente XIII per

questa espulsione,
niera cui veniva
cati
i

come per
i

la

ma-

religiosi

collo-

Quando
di

poi

il

le seppe
,

nelle terre pontificie,

convocò
espose
il

ripulsa

Clemente

XIII

gli

cardinali in concistoro, nel quale
in

scrisse altra

lettera per persuader-

sciogliendosi

pianto
fu
chi

,

lo a

non riguardar i gesuiti come stranieri, mentre li aveva ricolmali

procedere della corte
i

siciliana.

Fja

cardinali

vi

di

favore.

A

queste

rispose

il

procedere con qualche atto
gico
,

Papa con quel
mato,

zelo

da cui era ani-

ma

il

propose di enerconsiglio non fu abinutile
Il

ma
il

senza frutto, perchè seb-

bracciato
in

come
disse,

e

dannoso
Ca-

bene
re e

re fosse fornito di tutte le
il

quei momenti.

cardinal

più egregie virtù,
le

suo

confesso-

persone del consiglio reale

erano

nemiche

della

santa
i

Sede.
gesuiti

che tutto il male proveniva per essersi con troppa libertà disapprovata la condotta dei
valchini
re di Francia e di

La
non

persecuzione
si

contro

Spagna

nell'e-

restrinse nella

Spagna. Era
si

ben naturale ch'essa
nei paesi ove
pi del
se

dilfondesse
i

spulsione de' gesuiti, e che siccome per essi derivavano tante calamità
alla santa

comandavano

princi-

Sede, sarebbe slato
d'

be-

sangue di Carlo III. Le caugravi ed importanti racchiuse nel

ne

,

prima

ogni

altra

cosa, di
senti-

sopprimerli

affatto.

Questi

real petto,

come

si

espresse nell'e-

ditto

gna

i

con cui sterminò dalla Spapadri della compagnia, donecessariamente
tali

vettero

essere

ri-

menti furono appoggiati principalmente dal cardinal Stoppani, ma inutilmente perchè il buon Pontefice, per qualunque sinistro potesse

conosciute per

dai ministri che

mai

avvenire,

era

allenissimo

governavano il giovinetto Ferdinando IV di lui figlio sul trono delle due Sicilie ; otto mesi dopo

a simile proposizione. 11 nunzio Calcagnini fece con il primo miuistro marchese Tanucci,
dall'aderire

CES
e col
pel

CES
vive

i37
duca
al

le

incdcsimo

doglianze
,

Napoli, e presero con ardore ed im-

complesso della

quali dispiacquero, aii/i

procedura si usò

le

la

pegno ma, e
la

la

difesa del

di

Par-

domandarono
e

Pontefice
;

prepotenza, che
tane
s'

le truppe napoleioipadronirono degli argenti

revoca del breve

monitorio
si

e siccome

Clemente XIII
e
il

ricusò,

spettanti

ai

gesuiti

di

Benevento,
dell' isola

per rappresaglia

dominio
poi
di
la

della

santa Sede. Siccome
dei
gesuiti

Avignone
ed
il

la Francia occupò contado Venaissino,

casa

re delle

Malta, composta d' una ventina

to di

due Sicilie il ducaBenevento e Pontecorvo, collegge del
piìi

di religiosi, non era che un ramo sempre dipendente dalla provincia di
Sicilia,

la solita

forte.

Dopo l'occupazione d'Avignone
si

così

il

re di iN'apoli fece

narra
di

che

fu

ben

contento
i

il

rappresentare al gran maestro delordine gerosolimitano fr. Ema1

duca
suiti

Choiseul di cacciare

ge-

nuele Pinto portoghese, che quella
casa facendo parte de' gesuiti espulsi

da quella città e contado, e siccome diceva non riconosceie i
gesuiti
li

altro

padrone che
sulle

il

Papa,
ro-

dal proprio

regno,

il

pubblico

fece sbarcare

spiagge
iMessico,

bene esigeva che i membri della società che vi si trovavano fossero trasferiti altrove. Il gran maestro ne rese subito conto a Clemente XIII, e questi gli permise di eseguire la volontà del re di Napoli,

mane, mentre giungevano
pontifìcii
i

nei porli

gesuiti del

del
di

Perù

e del Paraguai,

non che

altre rimotissimc contrade alla

mo-

narchia spagnuola

soggette.

Verapontifi-

mente

il

«luca

non

fece sbarcare

con coudizione però che

la

dispodelle
riser-

sulla spiaggia

dello

stato

sizione delle case de' gesuiti,

cio alcun gesuita francese; lo scris-

loro entrate e mobili, fosse

sero alcuni, forse per aver minacciato di
farlo.

vata alla santa Sede.
dizioni,
li

gran maestro mostrandosi olfeso da tali conIl

Questi religiosi eb-

bero
rena.

lo stesso destino
Il

anche

in

Lo-

cacciò

i

gesuiti

dall' isola

,

re

Stanislao

proteggevali
la regina

fece trasportare in
dell'

Ancona, e in

nel suo ducato, e proteggevah an-

nome
s'

ordine

gerosolimitano

cora per quanto poteva
di

impadronì di quanto loro apparteneva, lìegnando nel ducato di

Francia sua

fìglia;

ma

essendo

Parma
fante

e Piacenza
di

d.

Filippo in-

Spagna, divenuto primo ministro Guglielmo du Tillot poi marchese di Felino, questi seguen-

morto il re Stanislao, e riunita la Lorena alla corona di Francia, subito il duca di Choiseul ne cacciò i gesuiti. Frattanto le corti di Francia,

di

Spagna, di Portogallo e di

do l'esempio
l)oniche,
l'

delle altre corti Bor-

Napoli,
so
dai

non contente
loro
stati,

di avere espul-

imitò in tutto nella esi

e

trattato

al

pulsione de' gesuiti
ca fu pubblicala

quindi dal du-

modo
la

detto la compagnia di Gcsìi,
insistenza la totale sop-

una

prammatica
la

chiedendo di comune accordo, e col-

sanzione che molto offese
Sede, per cui

santa
ful-

maggior

Clemente XllI

pressione

de' gesuiti

a

Clemente

minò un monitorio, a cui si oppose il duca con un pubblico manifèsto.

XIII, queste angustie talmente l'afflissero
,

che

all'

improvviso nella

Ciò

dispiacque

assai

alle

notte de' 2
Si

febbraio

17G9 morì.
convocalo

corti

di

Francia; di Spagna

e

di

narra

eh' egli

aveva

i3S

CES
lesse

GES
rendere benevoli verso
i

un concisloro pel giorno seguente, onde cliscuteie il grave argomento,

la

Chie-

sa

tutti

principi cattolici, giacché

e die perciò vivamente
alla

si

rac-

umanamente parlando
veva

comandasse

Beata Vergine, di che soppridi

farlo piuttosto

morire
in

molto doad essi il proprio sostentamento ed ingrandimento.
col

mere
nati
i

la

compagnia
cardinali
il

eleggere

Gesù. Aduper successore, dicesi che si
conclave
volei

A' 12 luglio lyGgClementeXÌV, breve Coelestium viunenan, conai

cesse indulgenza plenaria
ti,

gesui-

due partiti, uno va un Papa che conseivasse
divisero in
suiti

che facessero
i

le

missioni

dove

ge-

non fossero

missionari della con-

ciso

minacciati, e l'altro più deancora ne bramava l'abolizioil

gregazione di propaganda fide, come ancora ai fedeli che ad esse

ne, favorendo
dinali

primo
di

i

Albani

nipoti

due carClemente

\l ch'erano alia sua testa; e siccome temevano le conseguenze di un lungo conclave, si adoperarono
che
te,

mentre era pieposicompagnia di Gesìi il p. Lorenzo Ricci eletto sino dal 2 I maggio i ySS, dopo la morintervenissero,
to generale della
te del
p.

Luigi Centurioni.
dai
del
,

Il

detto

la elezione seguisse

prontamencardinal

breve subito nella Spagna
nunziato
stato
fiscali

fu

de-

e

nella

persona

del

consiglio

Flavio Chigi attaccatissimo alla compagnia di Gesù, ma l'altro partito
Jo escluse dal pontificato.

per orietizio e sorretizio

essendo

mandato
,

ai

vescovi del

mon-

Primegcardinali
i

do

cattolico
effetto

giacché

non poteva

giarono negli

scrutini

i

aver
stati

nei dominii della Spa-

Stoppani, Fantuzzi, Sersale,

due
fin-

gna, né in altri regni donde erano
cacciati
i

Colonna, e principalmente
nal

il

cardi-

gesuiti
il

ai

quali

era

Caracciolo di Santobono,
i

stato concesso

breve.

Era ancoquei bravi

ché

sacri

elettori

si

decisero

in

ra sorretizio, dicevano
legali,

favore del cardinal

Lorenzo

Gan-

perché

i

gesuiti

non pote-

ganelli, già religioso francescano dei

vano

far le missioni negli stati della

avendovi inde Bernis, e i cardinali spagnuoli, che prese il nome di Clemente XIF [Fedi). Avendo
fluito
il

minori conventuali,
cardinal

famiglia Borbone, mentre nel

monessa
altre

do pur v'erano dominii ad non soggetti. Per queste ed
simili
il

ragioni fu negato

al

breve
pubbli-

detto a quest'articolo
porti coi gesuiti
,

i

suoi

rapsop-

regio
r

exequatur con
il

editto dei

alcune principali
Ja

2

agosto, che
a'

re

fece

cose che

accompagnarono
essi,

pressione di

e dichiarato nera
di
il

25, ordinando che tutti gli esemplari fossero portati al consicare

calunnia

l'incolpazione

averlo
lettore

avvelenato,

rimandiamo

a quell'articolo. Sull'atfare dei gesuiti egli non era stato mai consultato,

Intanto il Portogallo irritato per non aver ricavato il suo pieno intento rapporto all'estinzione
glio.

de' gesuiti,

ma

soleva dire, ch'era necoi

triarca e
col

di
;

pensava servirsi de-l panon comunicare più

cessario

riconciliarli

sovrani

,

Papa

la

Spagna ad ogni

costo

dappoiché essi hanno le più lunghe delle frontiere

braccia
;

voleva tale aboUzioue, facendo tra-

in

fatti

vedere qualche
corte di
sesso
d'

appena

eletto, disse

a'

cardinali che

Roma

;

passo funesto alla la Francia in pose

bisognava

pregare

Dio

acciò

vo-

Avignone

suo

contado

,

,

CES
non mostrava
re
;

G ES
buon
iiino-

iSg
negli
tol-

il

miglior

levano ch'esistessero neppure
stati degli
altri. la

e

la

corte di Napoli litenendo

Primieramente

lìenevcnlo e Putitecoivu, minacciava estendere
cupazioni. In
piìi

se

a" gesuiti

direzione del semi;

oltie

le

sue ocCledei

nario vescovile di Frascati

nominelle

tanta
scrisse

burrasca
in

tre

visitatori

apostolici
di

mente
gesuiti
gli

XIV
al

favore

persone

dei

cardinali

dicendoconvocare anche un concilio per esaminar le calunnie contro im ordine sì benemerito, e (jiial capo della Chiesa doveva proteggere lutti gì' istil'inìperatoie tuti religiosi, mentre
clie

re di Francia,

sarebbe

pronto

Marefoschi e Colonna al romano, che sino dalla sua

Voick, seminario
istitu-

zione era stato diretto e governato dai gesuiti ; furono espulsi gei

suiti

dal collegio irlandese, aflidalo

al

visitatore

cardinal

IMarefoschi

,

e

Giuseppe li, l'imperatrice regina Maria Teresa, Carlo Emanuele 111
re di
di

dopo di essi ai cardinali protettori prò tempore del regno d'iberiiia Clemente XIV tolse ai ge.

Sardegna, e Federico 11 Prussia gli avevano scritto

re
let-

suiti

portoghesi

gli

ottocento scudi
il

mensili che aveva loro assegnato

tere

premurose
Inoltre la
la

in

lode

e vantag-

gio della bersagliata
Gesìi.

compagnia di Spagna nel 1770
del

venendo alla effettuazione di sopprimere la compagnia di Gesìi, dopo non poche
predecessore
;

quindi

sollecitò

beatificazione

ven.

agitazioni
principi

d'animo,

sollecitato

dai

Giovanni di Palafox vescovo d'Osma, nella persuasione che col mettere la Chiesa nel novero de' beati un prelato il quale avea dipinti gesuiti ad Incon orridi colori nocenzo X, essi rimarrebbero atterriti, e che questo fosse il colpo più terribile che si potesse loro dare. 11 cardinal Ganganelli dopo la morte del cardinal Galli eia slato fallo ponente di questa causa, perchè la Spagna avea della defereni

vivamente che mai massime da d. Giuseppe Mognino,
più
poi conte di Florida Bianca, mini
Siro
-

del

re

di
,

Sede

apostolica
il

Spagna presso la Clemente slese

gran decreto, col breve Dominns ac Redeniplov itosler lìex pacificus. Dopo essersi chiuso tre giorni nella propria camera, tra
indescrivibili agitazioni

XIV

per la vioal

lenza

che doveva
la

fare

trafitto

za

per

lui,

e contribuì poi alla sua

suo animo, più agitata
esso,

più

terribile

e

la

delle
la

notti

fu quella

esaltazione.

benché il ponenza ad onta che la facesse con maggior diligenza e>aniinaie, non fu credula matura abbastanza o per altre j-agioni il ven. Palafox non è ancora venerato per beato. Nell'anno 1778 Clemente XIV venne alia risoluzione di dichiariu-

Tuttavolta

che precedette

sottoscrizione di

Papa

volle ritenere

tale

alzandosi più volte dal letto
incerto

sempre
luglio
al

ed

irresoluto

se

dovesse segnarlo: finalmente

ani

,

to

1773 a tre ore di notte, lume della luna, e sul parapetdella iinestra di sua camera ,

Clemente
appose
zione,
al

XIV
e

suo animo

si

sul

grand' aliare

de' gt'suili,

a

con ripugnanza del con mano tremante breve la sua sottoscrilo

cagione delle continue rimostranze

ed

afllitlo

gettò per

ter-

che riceveva da quei principi
li

che
vo-

ra

in

un
il

alla

penna. Subito com-

avc\ano

espulsi,

i

«piali

non

parve

fatale

breve che

soppres-

i4o
se

GES
annientò
peisino
il

GES
nome
medesima.

ed

Malgrado

la

pontificia

compagnia di GesLi, ed al suo primo comparile destò negli anidella

proibizione, ({uesto breve

fu argodi-

mento
lese,

di discussioni,

critiche,

mi, secondo ch'erano disposti, stupore, confusione, gioia ed amarezza.

ed applausi per tutto il mondo. Questo breve fu ventitre giorni
altro de'
1

In questo lunghissimo breve,
le

il

dopo seguito da un

3 ago-

Pontefice riepilogando tutte
latte dai

sop-

sto, relativo alla soppressione;

aven-

pressioni di ordini e congregazioni
suoi
predecessori,
e

rap-

do inoltre Clemente XIV istituita ima congregazione particolare, destinata alla esecuzione di tutte
le

portandone le cause, narra quali Papi approvarono la compagnia di Gesù, e le diverse epoche in cui
suscilaronsi contro di
essa nemici,

cose stabilite e

comandate nel bre-

che indussero Sisto V a nominare una visita, Innocenzo XI a sospendere la vestizione de' novizi, ed Innocenzo XIII a fare egual minaccia; e che ad evitare alcuni so-

ve medesimo. La congregazione si compose dei cardinali Andrea Corsini, Francesco Caralla, Marco Marefoschi, Francesco Saverio di Ze-

lada, ed Antonio Casali
lati

;

de' pre-

vrani

il

conflitto

de' loro

sudditi

nel difendere
ti,

o riprovare i gesuis'indussero qual rimedio estreloro dominii,

Vincenzo Macedonio segretario de' memoriali colla qualifica di segretario, e di Onofrio Alfani per assessore, oltre due teologi regolari

per consultori.

Il

Papa
l'

concesse
di

mo, ad espellerli dai e come domandarono

alla

congregazione

autorità

a Clemente

XI 11

l'intera estinzione di essi,
al

de provvedere
Chiesa
preso in

cattolica.

onbene di tutta la Quindi avendo

procedere senza strepito, senza forma di giudizio, conosciuta la sola
verità del fatto, ed anche per in-

quisizione contro qualunque persona

disamina

matura considerazione e un affare di tanta imquiete

che ritenesse, occupasse ed occultasse

beni,

effetti,

libri,

scritture,

portanza, per deliberare con pru-

suppellettili

denza
chè
la

alla

e

tranquillità

della repubblica

cristiana,

e

per-

ed altro appartenenti ai gesuiti. Gli proibì sotto pena di scomunica di manifestare le cose che
nella

compagnia al modo cui trovavasi non poteva più produrre que' copiosi ed abbondanti frutti,

medesima
al

fossero proposte, di-

scusse e definite; finalmente fu costituita

disopra di
in

tutti

i

triburi-

e quei vantaggi per cui fu

isti-

nali

di

Roma,
i

tuttociò che

tuita,

approvata e ricolmata
onori, di certa

di gra-

guardava
chiese,

beni,

gl'interessi, le
dell' estinta

zie e di

scienza, e

e

le

pei'sone

apostolica, estingueva e sopprimeva la società, togliendo ed abrogando
la

con

pienezza

dell'autorità

compagnia. La prima congregazio-

ne fu tenuta avanti il Papa a' 6 agosto, altre si convocarono nelle
stanze
della

tutti

gli

uilizi,

case,

scuole, collegi

ove

si

aduna

il

tribunale
Quirinale,

e privilegi

ad

essa appartenenti.

E

rota nel

palazzo

dopo
nel

altre

provvidenze

contenute
vietò

breve. Clemente

XIV

con

li

ove allora abitava Clemente XIV, 9, 12 e i6 di detto mese, veil

esso a lutti

di scrivere o parlare prò o contro di questa soppressio-

nendo
tefice,

tutto partecipato al
le

Pon-

che ne approvò

determila sera

ne,

e

delle

cause

o mutivi della

nazioni,

In seguito di chcj

GES
i6 agosto, i due prelati Macedonio ed Alfani, verso un'ora di notte, seguiti da vari distaccamenti di soldati, si portarono aldel lunedì
la la le

GES
chiese de' gesuiti in

i4t

Fatte queste esecuzioni, affinchè

Roma non

rimanessero sprovvedute dei ministri necessari, furono temporanea-

casa

professa de' gesuiti

presso

mente
i

introdotti per

V ulfiziatura
s.

chiesa del Gesù, ed alla presen-

di quelle di
religiosi

Gesù, e di
;

Ignazio

za del p. Lorenzo Ricci preposito generale, e della consulta della

cappuccini

all'esercizio

della
chiesa,

buona
i

morte

nella

prima
;

compagnia,
lettura

si

lece ad alta voce la
pontifìcii
,

ministri degl' infermi

nel-

dei

due brevi

l'oratorio

del p. Caravita, e nella
s.

cioè quello di soppressione de' 2
luglio, e l'altro de'

i

chiesa di
i

Andrea
la

del

noviziato
i

lenente
religiosi

i3 agosto, conr intimazione formale ai

signori

della

missione,

quali

poi ebbero
locale,

chiesa col contiguo
de' ss. Gio.

di

non

sortire fino a

nuo-

cedendo quello

vo ordine dalla casa professa, senza poter

e Paolo al

monte

Celio,
la

che

pri-

nemmeno

calare in chie-

ma

occupavano con
passionisti,

chiesa, ai
di-

sa per celebrarvi la messa, confessare, e

religiosi

che allora
vicino

fare

qualunque

altra fun-

moravano
Laterano.
nale

neir ospizio

al

zione ecclcbiastica, essendo però in

Ad

effetto

poi che

non

quanto
la

alla

messa, accordata

loro

licenza di poterla celebrare nelle

mancasse il servigio del confessioa bene del pubblico nella
,

cappelle interiori. Quindi monsignor
Sersale nella sera stessa, ed

basilica di

s.

Pietro, oltre

i

penide-

accomtutti

tenzieri
stinali
i

straordinari,

furonvi

pagnato dalla soldatesca, come
gli
altri
,

minori

conventuali,

che

ch'eseguirono eguali ordi-

ni

si

portò
alla

al

collegio

romano,
religiosa

ed intimò
brevi,
11

comunità

ne presero tosto il possesso, e poi da Clemente XIV vennero ivi stabiliti, come lo furono nella penitenzieria della santa casa
reto,
di

l'esecuzione del contenuto de' due
prelato Alfani fece altret-

Lo-

in

surrogazione

de' gesuiti.

tanto
al

al

noviziato presso
il

s.

Andrea
Archetti

Dopo
te

Quirinale;

prelato

legio

adempì simile incumbenza al colgermanico- ungarico, presso
di
s,

del
la

ciò, verso le due ore di notcomparve nella casa professa Gesù un avvocato, che seco nel-

carrozza
il

del cardinal
p,

Corsini
col

la chiesa

Apollinare; ed
il

al-

trasportò

generale e
lo

Ricci

trettanto eseguirono
sionei nel collegio

prelato Pasil

suo compagno,
costituti

depositò

nel
ai

scozzese,

pre-

collegio inglese, ove soggiacque

Iato Della Porta nel collegio dc'raaroniti, e

dell'avvocalo luogotenente
il

l'abbate Fo""iiii nel colAlla
penitenzieria
1'

Androetti, venendo
stodito da' soldati.

collegio
pari

cu-

legio inglese, già visitato dal car-

In

tempo
dei

dinal

Corsini.
fu

furono sospese
cardinali

le

giurisdizioni

vaticana

mandalo

avvocato
Carafs.

protettori

de' collegi

già
il

Zuccari uditore del cardinal fa, ed al palazzo incontro
sto ov'

in cura de' gesuiti, surrogandovi

Cali-

Papa

i

cardinali della congregazio-

erano

i

gesuiti

espidsi

dal

Portogallo,

r abbate

Dionigi,

per

intimare
ti

a questi, che ai gesuiil

penitenzieri

pontificio decreto.

ne deputata. Intanto i gesuiti uscirono dalle loro case, e fu dato loro il permesso di portarsi seco il letto, i libri, e qualche altra co-

i/p
sa; UKi
gli

GES
cffetli

GES
di

preziosi

loro e
al

Xf^ITI, Paris iHof).
i»)0

toni.

Il,

pag.

proprietà,
nelle

esistenti

nelle

case

"

C;inc(lliori

nella
il

sua ÓVv//-

chiese,

vennero
di

trasferiti

ninna
lilino,
di

santa, dice che

sermone
pontificia

sacro
niese stodia

monte
il

pietà.

Passato un

che
il

si

pionunzia nel venercappella
del

p.

Ricci

sotto

buona cus.

santo

nella

fu

tradotto in Castel

An-

gelo con

un

laico di suo servigio,

dopo Papa,
li

Passio, alla presenza
e di
tutti

de' cardinali,
vi

qucl-

ed alloggiato in un decente appartameiito ben guardato, a piangere

che

hanno luogo,

dal ponti-

fìcato di

Bonifacio IX fino a quel-

con virtuosa rassegnazione
lorosa
catastrofe

la

do-

dell' illustre

suo
di

ordine. Nella susseguente notte fu-

ronvi

trasportati

gli

assistenti

Polonia, di Germania, di Spagna,
di Portogallo, te al segretario

e d' Italia,

imitamen-

Gregorio XIII recitavasi da qualche qualificato soggetto, e poi da uno de' padri della compagnia di Gesù, che ne aveano pubblicata una raccolta. Clemente XIV affidò quest'incarico ad un minolo di
re conventuale, ed
citarlo
il

generale della comtrattati

primo a
Rossi
^

re-

pagnia; e venendo considerati quali

fu

il

p.

Luigi

nel
^^o*

malfattori,

furono

con

1774- Quindi a pag.
il

^49

iDÌsteriose precauzioni, assoggettati

Cancellieri
delle

l'iporta

l'elenco

del

a criminali interrogatorii, ed esclusi

titolo

orazioni

pronunziate

gli

da qualunque comunicazione coesterni, tutto soffrendo con erassegnazione,
diari di

dai gesuiti, da Gregorio XIII fino
a

Clemente XIV,
oratori.

coi

nomi
la

de'sa-

difìcante e cristiana
I

cri

Roma
si

dal

num. 85o2
in

Co/i

dunque terminò
di

e

seguenti

trattano

dettaglio

gnia di Gesù, che

allora

si

compacom-

quanto qui

accenna, in un alle

poneva

risoluzioni della congregazione de-

nelle sei

putata, e nel
riportati
i

numero 85 4 sono
1

regali

che ad essa fece
nel-

quarantuna provincie che avea d' Italia, di Poitogallo, di Spagna, d'i Francia, di Germania, e di Polonia,
assistenze
nelle quali contavansi

Clemente XIV. Questo Papa
l'anno

ventiquattro

seguente
in

uni
al

il

seminario
ro-

case professe, seicento sessantaiiove
collegi, sessanluno

vescovile pontificio

collegio

noviziati

,

tre-

mano; ed
dicata.

s.

Ignazio

fu tenuta
lui

cento
di

quaranta
,

residenze, o

case

solenne dispula teologica, a

de-

campagna
,

cento

settantuno

Innumerabili

poi
i

furono
di

,

co-

me
stati

importantissimi,
dalla

servigi

prealla

compagnia
all'

Gesù
colla

Chiesa ed
sioni,

umanità, colle

misdi-

colla predicazione,

duecento settantatre missioni, con ventiduemila cinquecento ottantanove gesuiti, de' quainidicimila duecento novantatre li erano sacerdoti, che istancabilmenfatialcuna te, e senza mercede
seminari
e
,

rezione delle

anime,

colla

educa-

cavano per loro
rituale coltura

istituto

nella spi-

zione ed istruzione scientifica della

delle

anime, e nel
mille

gioventù, e con

una

quantità di

culto

divino

delle

cinque-

opere stampate ed inedite in ogni genere di scienze, lettere ed arti, Veggasi il Jauffret, Ménioires poiir
seivir

cento quarantadue chiese che pos-

sedevano
so
fini

e

servivano con
del

immenCosì

vantaggio

pubblico.

à

l'hisloire

erri,

dii

sicclt;

questa compagnia approvata e

s ,

GES
confermala tla diecinove Pontefici, trene largamente lodala da lutti suo presiedettero ta clie a tempo al governo della Chiesa universale,
i

GES
pe
di

143
e poi
le

della

Transilvania,
e in
1

Polonia,
a'

altra

ficritta

da

Lubccca
dinal
di

4

luglio

i56i

al

car-

(roiiznga legato nel concilio

compreso ancora
distrusse; onorata

lo

stesso

che

la

di

elogi

altissi-

mi
da

dui più famosi cardinali,
s.

come

Carlo Borromeo nipote di Pio IV, che in Milano, suo arcivescovato, introdusse la

Trento; il cardinal Alano colonna della Chiesa inglese, il quale diceva che gesuiti erano slati da Dio mandati per risfaurare le rovine fatte da Lutero e da Cali

compagnia
casa profescollegio

vino alla cattolica religione,
poi
in
disse

come

nel
sa

1

563,

le

fondò
il

la

ancora
cardinal

Benedetto
pei gesuiti

XIV
glo-

nel

i566,

celebre

una
;

sua bolla
il

ed università
il

di

Brera

nel

iSya,
della

riosa

Osio
il

celebre

noviziato di
nascila e

Arona, luogo
feudo
iS'ji, e
cogli
le

flagello dell'eresia

luterana e pre-

sua

di sua casa,

sidente

del

Tridentino,
le

quale
della

nell'anno stesso

operò

in

per r alta stima

che aveva
die
nel
1

modo
i

così

efllcace
1

svizzeri

compagnia,
collegio di

564

il

che questi nel

58o

fondarono
e
di

due

collegi

di

Lucerna
di

Friburgo; dai cardinali che stimolarono i re
a ricevere in

Bourbon
Francia
la

Brunsberga sua patiia, il primo ch'essa ebbe nella Polonia; il cardinal Madrucci, che nel
concilio

di

Tridentino
sua chiesa
di

la

domandò
Trento;
il

quel regno
essi

comla

per

la

pagnia, a cui
sa professa
di

fondarono

ca-

cardinal

Gondi
da

vescovo di Parigi,
lui

di Parigi;

dai cardinali
o-

nell'altestato

fatto

a'26 giu-

Lorena

e

di

Tournon, per

gno 1610, per
pagnia dalla

giustificare la
di

comera
Enrilutti,

pera de'quali fu graziosamente ricevuta dai grandi di Francia; dal
cardinal Truchses,
ri

calunnia

cui
di di

uno

dei

lummari

del Tridentino,

massioquail
:

imputata pel regicidio co IV, e per non dire
i

cardinali

Guidiccioni

,

Tarugi,

le scrisse a

ffeo

Martino di Edent Finullum esse hominwn gemcs,
lahor
in
sit

Nobili, Groppero, Del Monte, Farnese, Laureo, Della Cueva,
dini,

UbalFleury,

quorum
utilior

illuslrior,

vel

Paleotti, Ludovisi,

De

Vinca

Domini, quani
,

e

molti altri

anche

al

jesuilariuni

sodaliuni

ut

beata
illi

ella
il

era vicina a perire.

tempo che quali Ha
i

exislimem
i'ersantur.

civilates in

quibus

cardinale

De

Solis

nella lettera
ai

Gli
la

altri

cardinali

che
il

che da Siviglia scrisse

19

giu-

stimarono

compagnia, sono

gno I75q a Clemente XIII, supplicandolo a proteggere e
re l'innocenza della
la

cardinal IMoroni,

come

risulta

da
le-

sostenenel-

molte

lettere

scritte

dalla

sua

compagnia
la

gazione nel Tridentino al Pontefice Pio IV; il cardinal Baronie nelle note al martirologio romano a'29

fiera

burrasca
e
la

che cominciava
subissò.
di

a soffrire,
Inoltre
fu
la

che poi

compagnia

Gesù
santi

dicembre; il cardinal Commcndone nella relazione della sua legazione
nella
di

encomiata, e strettamente amadalla

maggior parte dei
a'

Germania
scritta

a

Pio

IV

che
cioè
lini,

vissero
s,

tempi

de' gesuiti,

lettera

da

Varsavia

nel

1.572 a Stefano Battori princi-

s.

Gaetano fondatore de'teaGiovanni di Dio fondato-

,

, ,

i44

GES
V
s.

CES
Ingolstadt, e della Sorbona,
le,

re de'bcn fratelli, s. Tommaso da Villanova agostiniano , s. Pio

la
s.

quaIgna-

sebbene a
poi
in
,

tempo

di

domenicano
occidentali
sa
s.

e

poi

Pontefice

,

zio fosse contraria alla

compagnia,

Luigi Ueltiand
ri formatrice

apostolo dell'Indie
s.

mutando
r ebbe
del Lainez

sentimento
nel

quando

domenicano,
dei

Tere-

Parigi

generalato

carmelitani

Carlo Borromeo cardinale arci,

ed osservò l' impegno con cui serviva al coraun vantaggio del pubblico, e reprimeva l'eresia de' calvinisti,

IVeri

san Filippo vescovo di Milano fondatore dell* oratorio s.
,

de'quali in

po-

Maria IMaddalena de Pazzi carmeteatilitana, s. Andrea Avellino
no,

co tempo ne ritrasse
tolica

alla fede catil

sessantamila, che
il

re
in
il

En-

Camillo de Lellis fondatore de' ministri degl'infermi, s. Frans.

rico
iar

IV

Grande vide con
registrati

singo-

compiacenza

un
prialta-

cesco di Sales

arcivescovo di

Gi-

distinto catalogo,

mutando

Vincenzo
nella

nevra, e per non dire di tutti, s. de' Paoli fondatore della
missione,
il

mier sentimento l'università mente l'encomiò.

quale,
vita

come

si

legge

sua

scritta

da monsi-

Amata e stimata fu la compagnia di Gesù da più ordini religiosi.

gnor Abelly, diceva ai suoi figli, che dovevano stimarsi come il serTo che portava le bissaccie di s. Ignazio e de'suoi compagni, e riputarsi

L'ordine

di

s.

capitolo generale del

Francesco nel i565 impose

figli,

con pubblico decreto a tutti i suoi che amassero fra tutte le reli-

come

poveri

raccoglitori

delle spighe, che lasciavano addie-

tro que' mietitori.

particolarmente la com.pagnia di Gesù, colla quale dovrebbero conservare un perpetuo comgioni

Fu pure compagnia esaltata di encomi da diversi concilii, e fra questi il concilio generale di Trento,

sessione

XXV,

cap.

XVI,

e

il

mercio di affetto e di venerazione. Quali lodi ne fece il Musso celebre minor conventuale, e vescovo di lìitonto quando per
,

Tarragona nel 1600, quale mentre il Pasquier, l'Aril naldo, ed il Thuon, con altri didella compagnia chiarati nemici
Concilio di
di
Gesìj,

averla ottenuta pel

facevano
di

gran

rumore
dalla
tutti

suo vescovato ne ringraziava il general Lainez con lettera amplissima dei 24 giugno i564"i? E per non far più lungo catalogo, quali lodi ne fa a tempi
a noi vicini so
il

sull'esilio

questi
in

religiosi

p.

Sangallo, anch'esnella

Francia, scrisse
que' vescovi

nome

di

minor

conventuale,
intitolala
:

sua

a Clemente

Vili,

di-

dotta

opera

Le gesta
Febronio,
sotto

cendo

i molti altri elogi, che aveva lasciata la casa paterna per divenire un altio A bramo, e padre di molti santi, e af-

fra

de Pontefici,
clamazioni
nel
la

difendendola dalle dedel furioso
eh' ella

Ignazio

tempo

gemeva

finchè

le

genti

fossero

benedette

tempesta che l'annegò? Egual contegno tenne il p. Tamagna, altro celebre conventuale,

nella loro

filiazione.

confutan-

Egualmente venne la compagnia esaltata da parecchie luiiversità,
tra
le

do

il

libricciatolo

d'
:

pistoiese

col

titolo

un curato Che cosa e

quali

1'

università
di

di

Sala,

manca,

d' Aloalà,

Lovaoio

di

un cardinale? L'ordine de' predicatori lo stesso amore impose ai

,

GES
suoi religiosi
di
ne'
i

GES
generali
liinitari
filippini
siliani,
le
,

145
,

capitoli

carmelitani

minimi
,

,

Valenza del ^gG, e di Roma i644) e nel nel i656. In fatti quanto fu ella stimata, difesa ed

,

canonici

regolari

ba-

girolamini,

quali

non

e molte altre, avrebbero così am,

amata

dai

più

famosi

alunni
?
Il

di

quest'ordine preclarissirao
scarari vescovo di
terini arcivescovo di

Fu-

Modena, il CatMonza, il vede
Martiri
il

nerabile

Bartolomeo
di

lodato e teneramente compagnia, se non la avessero creduta ben diversa da quello che la spacciavano nemici di lei, non così esemplari certamente quan-

piamente
la

amato

i

arcivescovo
ri,

Braga, ed

Forc-

to

i

figliuoli

di

quelle sagre reli-

tutti teologi

famosi del Triden-

gioni,

giacché scrivendo sulle ulti-

il Marini arcivescovo nunzio Spagna, s. Pio V , e Benedetto XIII Pontefici, il b. ]Micone, s. Luigi Bel tran il Lopes vescovo

tino,

me
fra

tribolazioni de' gesuiti
al

monsi«
I

di

gnor de Tumel
le
,

re di Francia,

altre cose gli
sire
,

diceva
loro

:

,

gesuiti

nella

umilia-

nella Cina,

l'

Idelfonso di
di

s.
,

Tomil

zione

maso vescovo
supremo
altri
il

Malaga

Roc-

hanno una gloria di che si debbono molto consolare, ed è, che
i

caberli generale dell' ordine, e poi
inquisitore di

Spagna ed
i

vostri, e

arcivescovo di
generali

Valenza,
dello

quattro
ordine,

stesso

nemici sono nemici ancora son nemici della Chiesa ". Favorita fu la compagnia di Gesù, non che profetta, difesa ed
loro dai

Romeo
il

nella

sua circolare alla
ai
il

accarezzata

maggiori
sul

sovrani
si

propria

religione

io dicembre

che

sedettero
fra

trono;
gì'

di-

de Marinis in altra simile circolare de'aS marzo dell' anno 1661 ed il Cloche. L' Ori supremo inquisitore il Mansi, il Gravina, l'Oliva, il Ledesma, il Rollo, il de la Pegna, il de la Puente, il Peralta vesco, ,

i548,

Turco,

stinsero

questi

imperatori

Carlo V, Leopoldo
i

re

cristianissimi

l, e Carlo VI; Enrico IV, che

ai

gesuiti

come dicemmo
nel

lasciò

il

suo cuore
che, per
so loro, e

collegio della

Fle-

vo
ce,

di

BuenosAyres,
il il

il

de

la

Pail

ed Cina,
IVatal
altri

Saroetri missionari della

Ciacconio,

il

Bzovio,

pegno dell'amor suo verLuigi XIV il Grande, che per essi non dimostrò minore stima, ne minor cordialità; re di Spagna Filippo II, Filippo UT,
i

Alessandro, ed innumerabili

Filippo IV, e
e sopra de,
in

Filippo
II,

V;

i

re di
III,

domenicani
del

insigni,

i

quali la
al

Portogallo Pietro
tutti

e Pietro

difesero,

lodarono, ed amarono
venerabile

pari

Granata
essere

lor
la

Giovanni V il Grancui la sua munificenza in

confratello, che

diceva

favole della

compagnia nulla
per

cela

compagnia una
poslolica,
la

congregazione

a-

dette all'intimo suo affetto

quale cospirava
sussidi

con

medesima,

trattandola sempre co-

ogni sorta
delle

di
,

alla salvezza

me
fu

la

cosa più cara e famigliare.

anime

e

a rinnovare
Cosi ancora

con
or-

Questa

congregazione
di

religiosa
lodi

tutte le forze l'antica

santità nella
gli

ricercata, e colmata

da
:

Chiesa di Dio.
dini e

innumerabili vescovi rinomatissimi

congregazioni
certosini,
,

religiose dei

con quante istanze e diligenti pre-

benedettini,
stcrciensi
,

teatini,

ci-

mure

ricercarono
le

la

compagnia
il

di

barnabiti

agostioiani

Gesù per

loro diocesi

vene-

VOL. XXX.

io

,

i46
labile

GES
senno,
i

GES
veri cittadini, e
lo

Bartolomeo de Mailiri domenicano, arcivescovo di Braga, fondò ad essa in Braga il quale un sontuoso collegio, e molto ancoia
contribuì
altri;
il
;

anime

virtuose trovansi

sepolte nella più
".

amara costernazione
braccio
lica
diritto della

L'istituto de'gesuiti fu dichiarato

alla

fondazione
per

di

due

Carvajal
il

averla

dagli

eretici

Sede apostO' medesimi che
,

in Placenzia

Bianco per Malaga ; il Guerrero per Granata; l'Ainieyda per Murcia ; il suddetto Musso per Bitonto ; il cardinal Osio per Brunsberga, dove le fondò
il

memorato collegio; Gonzaga per Mantova;

il

cardinal

il

cardinal

Madrucci per Trento ; come altreper Lion di Spagna , per Aper
Cagliari, per
Sassari,

procurarono arrabbiati la sua distruzione, come dal suo nascere si erano proposti di fare. 11 re di Prussia Federico II, ben noto pei suoi talenti, soleva chiamare i gesuiti col nome di guardie del corpo del Papa (lettera i54 a Voltaire del 17G7). Scrivendo poi
allo stesso

Voltaire
,

dopo
gli

la

sop-

storga,

pressione loro

COSI
io

dice: «

O
io
si

per Rimini, per Imola, per Bari, per Taranto, e per molle altre
diocesi
i

bene

,

o

male
eccone
nostri

ho

conservato
eretico

quest' ordine,

tuttoché
i

rispettivi

loro

vescovi?
quasi

mi

sia

;

motivi.

Non
tra
i

Con quale
petto
tutti
i

intrepidezza, costanza, e
si

trova nei
tolico
suiti.

paesi
se

verun catge-

apostolico

mossei-o

letterato,

non

vescovi cattolici a difender-

Non abbiamo nessun capace
promuol'i-

la ai

nelle

sue

tribolazioni,

innanzi
l'

di

sostenere le scienze, e
loro

tribunali secolari

che

oppri-

verle
stituto

Conveniva che
sussistesse

mevano, e a domandare colle più vive premure alla santa Sede, che ne sostenesse l'innocenza, e ne conservasse r esistenza. Per non fare
r elenco di questi zelanti prelati che sarebbe assai lungo, è noto con quanto impegno la difesero e colmarono di gloriosi elogi nell'assemblea del clero di Francia nel

per surro-

gare

1761

quattro
e

cardinali, dieci ar-

de' professori a misura che venivano a mancare, e fondi e gli assegnamenti potevano servire loro mantenimento , laddove al questi non sarebbero stati bastanti per pagare de' professori secolari. Dappiù toccava a'gesuiti il formare teologi destinati alle cure delle i anime. Se l'ordine fosse stato qui
i

civescovi,

trentasei

vescovi
altri

in

soppresso, l'università non più sussisterebbe, e

essa adunati,
assenti,
i

e molti

ancora
al

saremmo
slesiani

costretti

a
la

quali

con

lettere

re

mandar
teologia

gli

a
,

studiar
lo

Cristianissimo, e al Pontefice Cle-

in

Boemia
".

che

era

mente mente

XIII, supplicarono caldaconservazione della trala

contrario ai principii fondamentali

del

governo

Lettera

degli

8

collante

compagnia
tanti
il

di

Gesù,

sulla

novembre 1777.

quale, fra

altri

scriveva nel-

Un
lo,

linguaggio

di

questa

sorte

lo stesso senso
al

vescovo di

Puy

tenuto da un eretico cosi illuminagesuiti,

suo monarca ai 16 aprile 1672, e con queste parole » I nemici
:

de' gesuiti trionfano, e per
pjiessioui

le

op-

di

questi

le

persone di

conseguenza nemico dei può formare in gran parte la loro apologia. Simone Litmosero, celebre calvinista, chiama i gèe per

,

GES
^uili

GES
".

i47

Atlanti del Papato. Elia Hali

denomina, Sergenti del vescovo romano. A\ isachero li appella, Midolla del Papismo; ed Ennio con ereticale bestemmia li chiama, Evangelisti del Papa, la cui causa trattano con tanta indiislria, che appena dal medesimo Cristo si potrebbe fare una cosa così rilevante. Nel prelimiseniniillero

gne ed ingiurie Il celebre gesuita Girolamo Lago-Marsini poco prima della soppressione della compagnia, al dire del Novaes, aveva
preparata
e disposta

cronologicatren,

mente con somma fatica in ta volumi un'opera latina
cui

ìa

contenevansi

le

testimonianze

d'uomini
alia

illustri, o per santità, o per dottrina, o per nascita, intorno

nare alla Storia del concilio di Trento di fi: Paolo Sarpi, con
note del protestante Courrajer stampala
in

compagnia
,

di

nascere

fino

al

suo

Gesù, dal suo tramontare,
risposta più
e libelli
,

per contrapporla

come
degli

Amsterdam
» tutta
la

nel

lySi,

si

convincente
ribaldi,

ai

tanti

libri

legge che

fermezza
sta
\i

della

massime
o

nostra
suiti,

fede e però

cattolica

ne' ge-

erano

usciti,

che andavano uscendo,
eretici
il

non
il

è

cosa

più
,

od erano per uscire contro
suitismo, sempre
infesto

gè-»

elìicace

per
questi
si

rovinar questa
si

fede

all' eresia,

che rovinar

loro credito. Rovi-

ed

nando
se

rovina

Roma,

e

al mal costume. Questa compagnia che

visse,

Roma

riformerà

perde, la religione si per sé stessa, cioè di-

era nata nel

i54o

in cui fra

fu
le

qual apca-

venterà protestante".
sulla

Lo

stesso Sar-

provata da Paolo III, lunnie perpetue degli
contraddizioni

eretici, fra le

Castrino pace che gli eretici desideravano di godere stabilmente dal re
gli

pi scrivendo al protestante

costanti

de' malcol'

stumati

cattolici,

e

fra

amore e
die-

cordialità

delle

persone

dabbene
ed

Cristianissimo,

diceva

:

»
sia

Godo
per

che
la

costì,

in Francia, la

pace delgesuiti sì

per de

duecenlotrentatre
agli

anni,
santi

altari
s.

nove
Ignazio


suo

religione

protestante

beato: cioè
fondatore,
s.

Loiola

durare.

Ma

standovi

i

Francesco Saverio a-

gran bene difficilmente si otterrà, quale essi abborriscono più che il la morte ". Quindi è che chi leggerà le lettere di Federico II re di Prussia, di Voltaire, di d'Alembert, di Diderot e di altri simili li, ,

postolo dell'Indie, S.Francesco Borgia terzo generale della compagnia,
s.

Gio. Francesco

Regis
s.

missionae
tre

rio della Francia,

Luigi Gonza,

ga,

san Stanislao Rostka
di

i

martiri del Giappone Paolo Michi,

bertini
rà,

filosofi,

facilmente
questi
la

rileve-

Giovanni
sai,

che

volendo

iibertà

finalmente

Goto, e Giacomo Riil b. Francesco di
fu poi canonizzato

e

la

tolleranza

gione,

di qualunque relinon desideravano altro che distrutti

Girolamo,
servi

che

dal regnante Pontefice,
di

e

gli

altri

vedere

chi loro
forza.

si

oppo-

Dio nominati.
in

Lasciando
prodigioso,

neva con più
Calvino
sopra a
in

r
però, che

istituto

colla sua distruzione altri

uno
»»

de'suoi aforismi
gesuiti

propri

figli

numero
stesso

così stabiliva.
tutti

I

che

per

aver lo
la
riti.

onore se

o si ad

sono a noi contrari, hanno a uccidere, o si hanno esiliare , o caricare di meuzo-

ne trattava
gazione de'

causa nella congredi

La compagaia

Gesù

die inol-

i48
tre
alla

GES
Cliiesa
i

GES
Armi
nia di

dieci famosi carai

usate dai nemici.
teologia
di

16.

Calun"

dinali

summenlovati,

sovrani otal

erronea.
18.

17.

tanta e più confessori, e

mon-

lunnia
zione ai

regicidio.
gesuiti

CaImputa-

do
alle

cattolico e letterario,

illustrato

soli

di opinioni co-

co' suoi

lumi, e colle sue

missioni

più

rimote

nazioni,

un nu-

grandi, che

mero ancor prodigioso di uomini hanno arricchite e popolate
le

puerili. 20. Imputazioni contradditorie. 21. Testimonianze su queste contraddi-

muni.

19.

Imputazioni

zioni, e sulle loio cagioni. 22.

MuonoinI

hiblioteche colle
i

loro ogesui-

tilazione
revoli
ai

fli

opei e

stampate
2 3.
1

,

pere immortali, contando
ti,

gesuiti.

gesuiti
rei.

al

dire del Bercastel, ventimila
in

nocenti accusati dai veri
gesuiti
rei

24-

scrittori

ogni

scienza.

Non
i

ci

confutati, puniti, ed an-

voleva
suiti

meno
la

della

terribile

conge-

che

scacciati.

25.

I

gesuiti ostacolo

giura infernale, della

quale

alla rivoluzione:

testimonianze. 26.
posteriori.

furono

rovesciare gli altari,

prima vittima, per troni, e romi

Prove
27.

e

testimonianze
del

Predizioni

ristabilimento.
il

pere ogni

freno

all'

iniquità,

per-

28. Nuovi nemici dopo
limento.
datori.
gativa.

ristabilo-

mettendolo sempre Iddio pe' suoi altissimi fini. Innumerabili sono le opere che fanno la difesa de' gesuiti, ed il celebre p. Zaccaria ne Storia fece l' apologia nella sua
letteraria d'Italia,
voi.
Il,

29. Nuovi apologisti e
3o. E[)ilogo 3i. L'odio
Perfetta
utile,

di

difesa
si

ne-

non

disin-

ganna. 32.
sperabile,

non
l'

calma non è non bramata.
della

e seg. Nel

1842

uscì

in

4'9 Modena
p.

Fu

scritta

istoria

compae
princi-

gnia di Gesù da molli,

dai torchi Suliani

erudito libro

un prezioso ed intitolato: Compendio

palmente dai

pp. Nicolò Orlandino, e proseguita dal Sacchino, e da

di autorità, ragioni e fatti

ad

ab-

Pietro Possino in elegantissimo
tino
:

la-

bondante giustificazione dei padri gesuiti in ogni argomento. Dal seguente sommario de' capi , se ne potrà prendere un'idea di quanto interesse ed importanza egli sia. 1. Fondazione della compagnia.
2.

in

lingua italiana

si

ha dal

celebie scrittore p. Daniele Bartoli.

Il

nel

Galeotti pubblicò in Roma fjSq, Ritratti de' preposili gedella

nerali

delineati

ed

incisi
,

compagnia di Gesìi da Araldo P^aiiaggiuntovi
vite
i

Incombenza
gesuiti.

de' gesuiti.

3.

Voti

TVestkerhout

brevi
latino
si

dei

4-

Facoltà

nella

com-

ragguagli delle loro

in

pagnia
5.

di

dimettere

dall'ordine.

ed

in italiano.
la

Al presente
politique
et

sta

Santi della compagnia. 6. Dotti

ultimando
toire

pubblicazione dcW'His,

della

compagnia. 7. Lodi date alla compagnia dai Papi fino a Clemente XIII. 8. Lodi di Pio VI e Pio VII. g. Lodi del .sacro collegio, da Leone XII e da Clemente XIV. IO. Lodi di Enrico IV e Luigi XIV. 1 1. Lodi dei vescovi. 12. Lodi degli uomini grandi. i3. Lodi dei nemici. i4- Nemici dei
gesuiti
i

religieuse

litté-

raire

de la compagnie de Jesus composée sur Ics documents inédits
et

authentiques

par

J.

Chretinau
dotta e

Joly, Paris
critica

i845.

Bella,

istoria.

Nel 1774 Clemente XIV cominciò a sentire nella robusta sua
salute

nemici della religione.

1

5.

per

onde una gran variazione una scorbutica alfezione uni,

,

GES
versale

GES
lica.

t4c
cardinali

mori

a'

22 settembre. Doin

IMa

quando

i

po quattro mesi e ventidue giorni
di
si'dc

missari erano vicini
giudizio definitivo
suiti

coma portare un
altri
s.

vacante, fu eletto

suc-

sugli

geot-

cessore

ove

Pio VI Braschi di Cesena, apprese le scienze maggiori

prigioni

in Castel
il

Angelo,

eravi fra questi

virtuoso

ed

nelle scuole de' gesuiti.

Animato

il

tuagenario
gusti vi

p.

generale
al
a'

Ricci,
tanti

che
dis-

novello Pontefice dallo zelo che nutriva

per

la

giustizia,

ed istruito

soccombendo morì
al

peso

di

delle
sali

del

tata

mormorazioni quasi univermodo com' era stata tratla compagnia, presto si voltò
ne' quali

ed

quale

il

24 novembre lyyS, Papa fece fare le

solenni esequie nella chiesa de' fiorentini, per essere l'illustre defun-

a sollevare gli ex-gesuiti,

to appartenente a questa nazione

più

riconosceva

degl'infelici,

che

de' colpevoli.

Ordinò

quindi

ed ordinò che fosse seppellito al Gesù, nel sepolcro de' generali suoi
predecessori
,

esatto ristretto dei processi formati

ciò

che

venne

ese-

poco dopo fu tenuta una congregazione
contro
gli

arrestati gesuiti, e

guito con onorevole
bre.

pompa
vecchio

funelasciò

Quest'

infelice

in sua

presenza,


fani
tali

stati

non essendovi peammessi due prelati Ali

una
stava,

memoria,
avanti
il

nella

quale
fece
in

prote-

come ancora

e

Macedonio.
e
di
i

11

risultato

di

blico

santissimo

pubSagra-

esarai
si

questa

congregainco-

zione

fu,

che

prigionieri

tico

pure, a

minciarono a respirare goder maggior
più

aure

più
e

mento, che gli fu portato per viacon numeroso accompagnamento. Primo. Che la compagnia di
egli

libertà,
;

Gesù non avea dato luogo alcuno,
per quanto
sapeva,
ch'egli lo
alla

trattamento

umano

onde

a

sua

molli accordò delle

giazie,

senza

soppressione, e

dichia-

disapprovare espressamente ciò che
si

rava

come

superiore ben informa-

era fatto fino allora, e procurò
senza aflrettarsi di mettere in

subito di alleggerire la loro disgrazia,

libertà quelli

ch'erano prigioni nel

Castel
!

s.

Angelo. Fra questi erai

no celebri pp. Ilari e Cecchini, Ambrogi, Faure , Zuzzeri Foreslier, e Guttier, che in conseguenza
,

di

altra

congregazione

furono
in

li-

berati dal dello castello. Quasi tutti
gli

suo ordine. Secondo. Che quanto a sé in particolare non credeva di avere meritato la sua carcerazione, né le durezze ch'erano seguite all'eslmzione della compagnia. Terzo. Che perdonava sinceramente a tutti quelli che 1' avevano tormentato ed afflitto, prima per gli affronti falli a' suoi figli, e poi per gli attentali
diretti
alla

to della condotta del

ex-gesuiti

dimoranti

Roma

sua riputazione. Abl)ia-

ottennero quanto domandavano, e conveniente somma di denaro, mas-

mo
la

di

questo rispettabile generale
dell' estinta

Vita dell'abbate Lorenzo Ricci,
Gesìi.

sime

i

portoghesi

;

in

condizione de' gesuiti
nello stato ecclesiastico

somma in Roma
cambiò

la

già preposilo generale

e
in-

compagnia di
nico Stratich

Gio.

Dome-

compose V Orazione

te e

teramente di aspetto. Tutte le cardocumenti criminali Pio VI le fece ritirare, e consegnare al
luogotenente della

camera

aposto-

funebre recitata in Brcsla\'ia nei funerali di Lorenzo Ricci ultimo generale della compagnia di Gesù. Dal Goudar, La mori de Ricci

tSo

GES
nistrare
agli altri
sioni,
i

GES
sagramenti,

dernier general des jésukes , nvec giiclaucs réflexions sur Uextinclion

conferendo
loro

impieghi, benefizi e peni

de la

socitlé,
,

Const.
Il

1776.

Euriottave

perchè aveva confiscato
zecchini.

pilo Narciso

sepolcro,

beni immobili pel valore di trecentotnila

in morte di L.

R. ultimo generale

della

compagnia di Gesù, Losan-

Nel

1775 Pio VI
al

affidò

la

supedi

na 1776. Il marchese Caracciolo ancora ne stampò la Fita ec. Abbiamo pure, Sauvage, Le Oui et le Non, Oli lettres sur la procedure faite cantre les jésuites au Chdteau
s.

riorità della chiesa e casa de!

Gesù

Roma
nel

cardinal Zelada.

Quando

1773 fu emanato il breve di Clemente XV, dell'estinzione della compagnia di Gesù , una parte
della Polonia era passata

Ange, Paris l'j'j'j. Poco dipoi il Papa
gli

nel

do-

fece
altri

sortire
gesuiti,

dal predetto forte

e più tardi liberò tutti quelli che vi erano rimasti, pubblicandosi tutlociò dai Diari di Roma. IVello
stesso

mìnio della Russia, e perciò il breve non vi fu pubblicato, onde i gesuiti, che vi si trovavano, restarono nello stato medesimo antico,

ma
vere

si

astennero
,

tuttavia
si

di rice-

tempo, a richiesta del re di Prussia Federico li, Pio VI gli conservò i gesuiti in corpo ne' suoi
stati,

mantennero in questo contegno, finché monsignor Sieztrezencewics vescovo di Malo,
novizi

e

dove quel sovrano li credeva necessari per 1' istruzione di un
milione
v'

loro diocesano, e vicario apostoli-

co

nella

Russia,

gli

e
;

erano

alle

corti

mezzo di cattolici che ma per non dar ombra volle che Borboniche
,

1779

di riceverli,

essendo

permise nel questo
fu
cregli

prelato autorizzalo,

come

dulo, dalle facoltà che Pio

VI

questi nella Prussia lasciassero l'abito del loro ordine.
resistette
tiui

avea
la

date

nell'

anno
i

precedente.

Federico
anni
di

II

Checché ne
società
si

sia

di ciò,

nemici delnel

per quindici
istigazioni
i

conti-

allarmarono

ve-

alle

Voltaire

e
ri-

di d'Alembert,
saltare
losofi,
il il

quali facevano

dere che questa conservasse ancora un asilo in un angolo dell'Europa; e tremando di vederla già ritornare nel paese dond' era stata cacciala , vivamente si lagnarono
col

ridicolo,

che

il

re de'fi-

Salomone

del nord

con-

servasse coloro ch'egli
le

qualificava,

guardie del corpo della corte di Roma, siccome preziosa semente. Finalmente il suffraganeo di
Breslavia, di concerto coi
ministri

guito
re.

Papa, perchè non fosse eseil breve del suo predecessoQuesti lamenti appoggiati ad
e
replicate,

istanze potenti

obbli-

del re, intimò ai gesuiti del principale collegio di

Sagan

di doversi

garono Pio VI ad avvisare i suoi nunzi, che il vescovo russo avea
colla sua permissione di

uniformare

alla sentenza della loro

ricevere

i

non doversi considerare in avvenire se non come preti secolari. Essi obbedirono somsoppressione, e di

novizi, ecceduto le sue facoltà,
il

ed

messamente, per cui il re trattolli con umanità, ne lasciò alcuni nei collegi per continuare ad istruire la gioventù, predicare ed ammi-

nunzio di Varsavia ebbe l'ordine di scriverlo al vescovo medesimo. Ma queste operazioni alle quali

il

Pontefice,
si

come

fu

credulo,

non

era prestato che con ripu-

gnanza,

non

ebbero

l'effetto

che

,

CES
i

GES

i5i
Nella
vita
di-

nemici
di

Mia
Russia,
tli

com|jagniii
1 1

nspet-

ci

della

Russia-Bianca.

tavano, poi«;hè Caterina
trice

imperala

di

Pio VI, § CVII, narrasi che
per
le

manifeslò
conservilii

sua

poi

ulteriori vivissime istanli,

iiilcnzione

gesuiti

ze di

Caterina
I
,

e del suo figlio
all'

ne' suoi stati, e rappresentò a V'io

Paolo
del
tese

il

Pontefice spedì
li

im-

VI che venendo
sudditi
cattolici

questi

soppressi
i

peratrice

un breve
in

24
si

luglio

sarebbe Io stesso che privare
de'

suoi

1783,
le

vigore del quale, at-

soccorsi
religiosi,

ricevevano da questi

che mas-

circostanze che

davano,

sime per
necessaria,
di

r educazione, tanto piìi quanto più era difiìcile
in

rimpia7zarli

un paese dove
:

r istruzione era poco estesa di volle che fosse impartita
suiti,

quinai

ge-

come

agli altri

missionari, la
la

manteneva e conservava la compagnia di Gesù negli stati appaitenenti all'impero russo, ove inviò pochi mesi dopo il nunzio Archetti, come Gregorio XIII Papa del 1572 avea colà spedito il celebre gesuita Antonio Possevino col carattere di nunzio apostolico.
Il

facoltà

d'amministrare

cresima

bre-

in Pietroburgo

ed

in

due chiese
messe
suiti

cattoliche loio cura.

dove erano comIMosca

ve però di Pio VI sembia apocrifo: noi sappiamo solamente che nel
I

alla
vi

Sicché
,

i

ge-

779 monsignor
da
Caterina

Benislawski, inviaa

quantità
labito,

gran furono conservati di persone ne >estirono
fra
i

to

Roma,
si

ottenne
al-

solo, lora,

perchè più non
vocis

poteva

quali
volle

il

giudice

di

un'approvazione de' gesuiti in
oraculo,

Polosko,

che

prenderlo

nel

Russia vh'ae
il

come
in

gi-ado di laico

coadiutore.

Quindi
auin

medesimo prelato ritornato
con

per un ordine
Alalo,

dell' ifnperatrice,

Russia attestò
gesuiti
suiti

tenticato dal mentovato vescovo di
i

giuramento ai congregati. In quanto ai genella Cidi Cle-

gesuiti

si

adunarono
27

portoghesi residenti
essi

congregazione generale nel collegio
di

na,

ubbidirono

al

breve

Polocz, ed elessero ai

ottolo-

bre

1782

il

p.

Czerniewcz per

ro vicario generale, che morto nel

1785 ebbe

de' successori,

onde
Il

pre-

mente XIV, per ordine del vescovo di Macao e lo pubblicarono nelle tre chiese che avevano a Pekino. Appena montò sul trono di
,

sto possedettero sei

case

popolate
vi-

Portogallo
di sua

la

regina Maria, tutti
i

i

di centosetlanladue individui.

gesuiti provai'ono

preziosi

effetti

cario generale
teri

fu rivestito

de' po-

clemenza, spezzandone
le

co-

medesimi
dei
la

e

della

medesima
generali, e

me dicemmo
stri,

catene,

e

benefi-

autorità
stabiPi

preposili

candoli; protestando

nella

Mohilow Russia-Cianca, ove si aprì un
sua residenza in

i di lei miniche sebbene era chiara e nja-

nifesta la loro innocenza,
tevasi

non pogiudizio

noviziato.

Ai collegi

ch'esistevano
adiacenti

allora

agitare

il

nella parie di Polonia soggetta alla

sull'orribile

giudizio del

1739. La

Russia

,

o

nei paesi
li

,

pietà della regina volle risparmiare
alla memoria di suo padre l'obbrobrio che sarebbe risultato dal-

l'imperatrice Caterina
se
altri
il

ne aggiunstessa
;

che

fondò

ella

e
fu

tutto
lina
ti,

corso della di

lei

vita

l'esame di tale iniquo processo.

Il

serie di

beneficenze pei gesuii

egualraeute che sopra

caltoli-

breve di sopprcssiojie della compagnia non fu mai pubblicato in

,

, ,

i52

GES
un nuotre

GES
da Caterina
II,

Francia, tuttavolta insorse

la

quale

godè
i

vo fermento contro di essa, aia le calunnie non ebbero veruna conseguenza.
gesuiti

di

vedere verificata

la

sua politica
ge-

predizione ch'essa conservando
suiti
altri

Avendo
difesa

poi pubblicato

i

ne avrebbe dato
sovrani.

il

seme ad
nel

Marozzi, Picol e Capece un
della

Giunti in

Parma

libro in

compagnia, disapprovando quanto aveva fatto Clemente XIV che tuttora sussisteva, e contenente altre imprudenze,
furono in

1794

questi tre religiosi
il
),

(uno dei

quali era

p.

parleremo
legi

Panizzoni di cui rifurono riaperti i cols.

di

Piacenza, di Borgo

DonFioc-

Roma

puniti col carcere.

nino, quello de' Nobili e di

s.

Gran consolazione
sti

era per Pio

VI

l'accrescimento de' cattolici
fatiche

ne' va-

Parma. Nel 1798 Pio VI, condotto come diremo prigioniero
co in
in

paesi della Russia, per le inces-

Francia, passò
I

per
lo

Parma
andò
i

:

il

ed esemplar contegno sempre più favoriti da Caterina II. Nel 1790 si accrebbe il gaudio del
santi

duca Ferdinando
sitare,

a

vi-

e gli

espresse la molta sodgli

disfazione che
collegi,

Pontefice in sentire
nati dalla dieta
taggiosi
alla

i

decreti

emavan-

e

allo

stesso

davano riaperti tempo fece

di

Polonia,

vera religione, dichia-

Papa che gli ex-gesuiti andavano mancando per infermità
presente al
e per morte, e quindi
di aprire
la

rata per dominante del regno. Se
poi non ebbe
plica fatta
dieta,
il

necessità

suo

effetto

la

sup-

un

noviziato per formar

a Pio VI dalla stessa per la reintegrazione de 'soppressi gesuiti nel loro primiero stato in quel reame, ciò si deve attribuire alle
circostanze de' tempi,
alla
i

giovani allo spirito della compagnia,
e

aggiunse che ne
il

avea

già

divi-

sato

luogo nella reale
Pio

sua villa
il

di Colorno.

VI approvò
si

prov-

vido pensiero del duca, e vivae vocis
il

ed insieme

gelosia

di alcuni

oraculo concesse che

aprisse
i

potenti sovrani,

quali ferrai e mi-

noviziato, però senza fare

voti,

nacciosi persistevano

sempre

nella

distruzione de' gesuiti.

Non

ostante

queste opposizioni

il

religiosissimo
I,

duca
in
sta

di

Parma Ferdinando
i

pen-

sò a ristabilire

gesuiti.

Ne

scrisse

né portar l'abito della compagnia. Questo vivae vocis oraculo il Ponven. Pitefice lo ripetè anche al guattelli, il quale fu il primo rettore e maestro del noviziato di Colorno aperto nel novembre
e l'odierno
1

Ispagna, e ne ricevette in rispo-

799;

che sua altezza reale era padrone di fare ne' suoi stati ciò che voleva. Nq scrisse al Pontefice Pio

cardinal

Angelo

ornamento
durò per
1804,
di
giosi
i

del sacro collegio,

Mai fu uno

de' primi novizi di
altro

Colorno.

Non

VI, e da esso per allora non ottenne se non che alcuni ex-gesuiti potessero adunarsi in comunità nei collegi già della compagnia, però senza voti, né in veste gesuitica
e attendere alla direzione delle scuole,

poco tempo poiché essendo morto il duca nel
che
francesi

presero

possesso
i

Parma,

e

discacciarono

reli-

dalle loro case,

onde

il

p. Pi-

gnattelli allora

recossi a Napoli.

E

e

alla
Il

direzione

spirituale

dei
in

giovani.

Russia

vi

duca erano

sapendo che
tra

qui faccio osservare, che il p. Flaminio Annibali da Latera minore
osservante nel
e

quei gesuiti

1790-1791

stampò
tipi

alcuni italiani ne chiese ed pttenne

pubblicò in

Roma,

coi

Pe-^

GES
rego Salvioni stampatore valicano, Compendio della storia degli il
ordini regolari esistenti, dedicandolo
al

GES
nozia ai

i53

cardiiiMl

Romualdo Onesti

che si fece sollecito d'invocare dal governo francese il corpo del suo predecessore Pio VI, onde deporne le ceneri
di

i4

marzo,

Brasclii

nipote dcll'allora regnante

nel Vaticano, avanti fjuelle de'principi

Pio VI. L'opera è con la revisione ed approvazione che d'ordine del p. maestro del sacro palazzo ne fecero d. Antonio Moicelli e d. Benedetto Bartoloiii abbate siivestrino, oltre l'approvazione del p. Pasquale da Varese ministro ge,

degli apostoli, seconilo la

vo-

lontà del
dalla
ai

Papa defunto.
il

Concesso

Plancia

richiesto cadavere,

i5 febbraio 1802 giunse, e si fermò il funebre convoglio alla
miglia prima di Piodove il cardinale Antonelli, prima creatura di Pio VI, e veStorta, dieci

ma

,

nerale de' minori osservanti,
Passeri
vicegerente, e del
fr.

1' ;V/i-

piiniatur di monsignor arcivescovo
p.

scovo di quella diocesi
vi
si

di

Porto,

mae-

era condotto per
la

celebrargli

stro del sacio palazzo

Tommaso

r esequie, e far
di

solenne assolucappella
1'

Maria Manuchi, e fr. Domenico Bacci suo compagno. In questo compendio si legge quello esalto della compagnia di Gesù, nel tom.
Ili,

zione del cadavere, nella
quel luogo, celebre
di
s.

per

im-

magine
pari a

Gesù

Cristo,

che

Ignazio
si

Loiola,

comquando
vi

capitolo VI, senza farsi alcuna
della

come dicemmo
in

parola

soppressione
nel

che

ne

portò ad ottenere l'approvazione del suo ordine

avea

fatta

Clemente XIV.

Roma, dove
che
:

il

Signore

l'assi-

Consumato
dio di Luigi
cia nella

1798

il

regicila

curò,

gli

sarebbe propizio, divobis Romae. propi-

XVI, caduta

Fransi

cendogli
tius

Ego
in

più feroce anarchia,
fra quali

e-

ero.

resse in repubblica, ed invase molti
stati e

Provincie,

lo stato

ecclesiastico,

detronizzando Pio VI,

strappalo
febbraio

sua Sede li 20 1798, onde due ore pridalla

Venezia fu pubbliPio VII , vidcsi circolare per quella gran città ini libretto che universalmente pn)cata
l'elezione di

Appena

dusse

la

più

viva
il

sensazione.

In
.1

ma
rolli,

di

partire

prigioniero
l'

,

prese

esso prcgavasi
ristabilire

nuovo

Papa

per suo segretario
dicendogli:

ex-gesuita

Ma-

l'ordine
titolo:

de' gesuiti,
destriictioii

ed
des

«Ditemi

sincera-

eccone
jé.suites

il

La

mente, vi sentite di venir meco al Calvario ?" e IMarotli gli rispose francamente: » Eccomi pronto a seguire
le

,

y

disaint-on,

a

élc

une

des principales caiises de la revo-

traccie

ed

il

destino

del

e del mio sonon l'abbandonò piìi, lino alla morte in Valenza, accaduta li 29 agosto 1799, dopo essergli stato di grande conforto

Vicario di Cristo,

naurait jamais éclalé si Icur socièlé eut èie mantenne. Il Ponterice Pio VII era
lution francaise, qui

vrano

";

e dilani

bastantemente
convinto,

saggio

per

essere
il

che

non

era
d'

quello

tempo
ria
s'i

di

occuparsi

delicata,

una matequantunque il ligli

nei

tanti

patimenti
Chiesa

sofferti
la

nel
ve-

bretto circolasse per tutti
della Chiesa, e
si

stali
piìi

viaggio. Nel

1800 terminò
colla

conoscessero

dovanza

della

fàusta
in

che vere

le

riportale ragioni. Frat-

elezione di Più VII, sciruita

Ve-

tanto essendo

succeduto

nell' ini-

,

154

GES
Caterina
nessero al

GES
breve concesso unicamente per le Provincie dell' impero russo. Veggasi il libro intitolato: Dei ristabilimento de' gesuiti, e della pubblica educazione, Emmerich 1800. Essendo morto il p. Francesco superiore temporaneo, fu perciò eletto nel 1802 il p. Gabriele Gruber a preposi to generale della compagnia di Gesù, personaggio il più

II il suo pero russo a figlio Paolo I, ne ereditò pur anco la benevolenza di essa verso gesuiti, laonde inoltrò vive istanze alla santa Sede, con lettera degli
i

nuovo

da

Pio VII,

II

agosto

stabilita

1800, affinchè fosse riFormalmente la compagnia
limiti

dentro

i

de' suoi

stali.

Pio
pe-

VII aveva
re Paolo
narsi delle
I,

ricevuti particolari

gni di amorevolezza dall'imperato-

che persino

all'avvici-

armate francesi nel jBoo, avea mandato una fregata sull'Adriatico,

acconcio pel suo fervido zelo, e pei
suoi
molteplici lumi

e talenti

ad

perchè potesse preservarsi
di

acquistare alla risorta società nella

dal destino

Pio VI, offrendogli
slati

Russia r universale

estimazione

un

asilo ne' suoi

con

queste

e benevolenza. Già nel

i8o4
i

l'isti-

espressioni:

» Io

posso

offrire

a

tuto giunse a confare nella Russia

ter mio,

Vostra Santità tuttociò ch'è in poma non posso egualmenil

te offrirle

cielo

d'Italia".

Perconcesolida

duecento sessantadue gesuiti, quacollegi li avevano in Polosk, in Dunabourg, in Mohilow, in Missizlaw, in Orscke, in Pietroburgo,

tanto bramoso Pio VII di

dere un'esistenza molto più
alla

compagnia di Gesù, ai desiderii di sì gran monarca di buon grado accondiscese, e con suo breve de' 7 marzo 1801^ Catholicae fidei, diretto
al
p.

ed in Witebsk ove risiedeva il governo della R^ussiii-Bianca e do,

vunque
sioni.
la

all'

incarico

delle

scuole

quello univano

eziandio delle mis-

In

questo

anno

medesimo
regioni
sotto
al

Francesco Ka-

compagnia

dalle

gelate

reu superiore de' gesuiti nell'impero russo, diede a questo e ad
altri

della

Russia trapiantossi
d' Italia.
Il

più bel cielo

re

delle

membri
,

della

soppressa
di

so-

due
sere
diti

Sicilie

Ferdinando IV sunno-

cietà

la

permissione
del

potersi

minato, persuaso che fosse per esdel

riunire in corpo o

tro

i

limiti

compagnia denmedesimo impero.
i

quanto mai proficuo pe'sudsuo regno, aderendo ai
prieghi,
l'affidare le
i

Quindi essendosi radunati
ti

gesui-

loro reiterati

ivi

esistenti,

fu

letto

il

breve

pontificio in cui

veniva confermaPontefice
delle

pubbliche scuole ai gesuiti, quali informavano l'animo della gio-

to

il

p.

Francesco presidente genedal
e

rale,

munito

necessarie

convenienti
i

facoltà

per fare che membri superstiti della compagnia, osservassero le
regole di
s.

ventù alla cognizione delle lettere, ed insieme istillavano le massime della pietà e della morale cristiana, supplicò il Pontefice acciocché nel regno delle due Sicilie concedesse questa
società
religiosa

Paolo
gni
il

III,

Ignazio approvate da rimanendo abrogato o-

sul

alto contrario, e specialmente

modello del breve spedito ne! 1801 all' imperatore delle Russie, in vista

breve di Clemente
articoli

XIV, Domiin
si

delle calamitose circostanze dei
.

nus ac Redentptor
gli

nostery

que-

tempi

Sapientemente
si

sembrò a
acconsen-

soltanto, che

oppo-

Pio VII che

dovesse

3

CES
lire

CES
tusiasmo
in Napoli
i

15?
accolti

al

di

lui

desiderio, tanto più

Egli è indicibile con quanto engesuiti

the con esso veniva a disapprovare

fossero

quanto
1

i

suoi

ministri

avevano

operato a danno de' gesuiti, e quindi a'

dopo trenta anni dacche n'erano stati espulsi. Colà a
tenore del
gosto,
tre altre

ve
al

:

luglio i8o4 emanò il brePer alias nostras in forma

reale

decreto de'i6 adegli
esercizi,

oltre la

casa

brevis datas lilteras, indirizzandolo
p.

Gabriele

Gruber^ che chiageneinoltre
in
tal

mava

superiore e preposito

ne ottennero; ricuperarono i beni che trovavansi amministrati per conto dell'erario, e la facoltà
di
atti

rale della congregazione de'gesuiti

poterne acquistare di nuovi
inter vivos.
i

pei*

nell'impero russo, dicendo
il

In brevissimo temascritti

Pontefice nel breve,

che

religiosi

già

all'ordi-

guisa adempiva ai doveri di
pastore,
di

buon

ne, vi
Italia,

accorsero da varie parti di
Il

accettando
i

con
re.

trasporto

numero

de' religiosi

oi-

giubilo

voti del

Estende-

trepassò ben presto quello di cen-

va con esso
cilie
il

al regno delle due Sibreve spedito per la Rus-

tocinquanta, con venti novizi

;

ma
città

non

bastavano

per

tutte

le

sia,

in

cui

derogavasi quello

di

del regno, che facevano
averli.

gara per

Clemente XIV, e concesse facoltà al p. Gaetano Angelini procuratore generale dell'ordine in
di ni

Tra queste Palermo ottensuo seno
fosse stabi-

ne, che nel
lita

Roma,
i

la

casa professa, e loro anidò

unire e congregare tra
del regno
sol

confiin

due
tro

collegi, quello de'nobili,

e

l'alIVeli

delle

due

Sicilie

detto

collegio

massimo.

corpo tutti quei religiosi , che appartenessero al detto regno,

un

l'anno seguente, a'7 gennaio,
suiti

ge-

aprirono
di

le

pubbliche scuole

o volessero
istituita

ascriversi
si

alla

società

col concorso

mille

duecento aaltri

gesuitica, tal quale

trovava già

lunni; mentre in pari tempo
di
essi

in Pietroburgo, e nell'ini»»

applicavansi
negli

all'assistenza

pero russo;

e ciò, aggiungeva, per

degli infermi

spedali,

ed

alla

regolare seminari e collegi di pubblica educazione;

visita delle carceri

insieme coi padri
vista del

ed

ivi

attendere
nei

dell'oratorio.

Alla

fruito

ad

istruire

i

giovani
santa

buoni
a

spirituale
fedeli

che

producevano questi

costumi
predicare

e

nella
la

scienza,

coltivatori

divina parola, ed

am-

Signore,

della vigna del parecchie città dello sta-

niinislrare i sagramenti col permesso de'rispettivi ordinari; come pure vogliamo, che lutti gl'individui che si ascrivono, non che le
case, seminari e collegi
si

to pontificio,

e

Macerata,
il

come Viterbo, Fermo domandarono anche

esse

ritorno de'gesuiti.
progressi
troncati

Ma

tutti
ri-

questi

troppo presto
all'

da

erigerre-

masero

insorgere

di

sotto questo titolo di gesuiti,
alla

quel turbine che stava per colpire

stino uniti ed aggregati

sud-

fatalmente
le

la

Chiesa, e

il

impero della Russia, sottoposti immediatamente alla nostra pontificia giùeretta
nell'

detta

società

due

Sicilie.

Dappoiché
Sicilie,

regno deile armi
gesuiti

francesi

essendosi

impadronite del
i

regno delle
nel

due
vi

lisdizione,

e ricevuti
la

da

indi

in-

1806

furono

espulsi,
le

«anzi sotto

noslia apostolica be-

insieme proibito a tutte
gazioni

ed congredi
ri-

uedizione

".

ed ordini

religiosi

i56

GES
dai

GES
medesimi gesuiti nel collegio di Genova. In questa colonia trovavasi il p. Luigi Fortis che poscia divenne preposito generale dell'ordine,
e tra
i

cevere nuovi proseliti. Sotto la dominazione (li Napoleone imperatore ile'francesi, per suo ordine lo
stato pontifìcio

soggiacque a nuo-

va invasione, e nel 1809 Pio VII fu trasportato qual prigioniero da

dotti

1'

odierno
generale

cardinal Mai.
lonia

Ma

anche questa conella
gli

lloma. L' anno seguente funestamente Napoleone lo distinse con
r abolizione
sotto
i

andò dispersa

soppressione di tutti
lari,

ordini rego-

per

ogni luogo
tutti
i

dell'i-

taliana penisola di
istituti,
il

regolari

che fece Napoleone. Piacque all'onnipotente
la

Iddio di

pretesto

naci

e

frati

che i moparteggiando pel

distruggere

formidabile potenza
dei
francesi, resti-

dell'imperatore
tuire
ni,
ti

Papa, insinuassero ne'popoli l'odio contro il governo francese, e divenissero mantici di ribellione.
to al

gli esuli

sovrani ai loro trotanti

Quangesuiti
si

regno di
vi

Napoli

i

quando
la
il

furono cacciati,
Sicilia,

riti-

rarono in
famiglia

come avea

fatto

patimenove entrò a modo di glorioso trionfo a'24 maggio 1814. L'ambizione del dominatore della Francia aveva decrea

e Pio

VII dopo

Roma

sua sede,

reale.

Fu

risparmiato

tata
dini
la

la

distruzione di

tutti

gli

or-

celebre p. Gio. Andres spagnuolo

regolari, per
i

isdegno

contro

di

Valenza,

il

quale avendo rinun-

santa Seiìe,

cui dominii

tem-

ziato alle splendide pensioni offerte,

porali avea prepotentemente usurpato. Gl'innovatori poi

era corso in quella città a vel'abito di
s.

stire

Ignazio, ed ivi

vano

più
colle

da
più

lunge,
scaltrite

che miraaveano priistigazioni

fu
si

trattenuto perchè

non trovavabiblioteca,

ma

a chi

meglio
della

affidare la carica

procurata
indi la

l'abolizione
di
tutti

de' gesuiti,
gì' istituti

di prefetto

reale

rovina

e chi più
se
ai

utilmente giovar potes-

regolari, per

minare più facilmente
della religione cat-

lavori dell'accademia dell'Er-

l'intero edilizio
tolica.
il

colano. Diversamente successe al p.

Era

perciò ben naturale che

Luigi

Mozzi
le

nativo

di

Bergamo,
contro
i

Pontefice Pio VII, tosto che lo

noto per
giansenisti,

sue
e

opere

avesse potuto,
effetto quel

che raccoglieva
sue missioni.
pei-

co-

avrebbe recato ad proponimento, che nualla

piosi frutti colle

Dopo

driva sino dai primi giorni in cui
fu sublimato
lica,

aver errato
l'Italia,

diverse città del-

cattedra apostodegli or-

l'utile

zioni,

giovando a tutte con quelgenere di popolari predicain Milano fu punito coU'indi confessare e di predistette

nella

restaurazione
,

dini regolari

cominciare

da quello

in

della
il

compagnia

appunto di Ge,

terdizione

tutto

mondo

cattolico
l'

care

;

ma poco
questa
il

che passanin cielo
infatica-

do da
bile di in

a cogliere

vita andò premio dell'

che applaudì altamente impresa di questo felice

suo

apostolato.

Una
nel

colonia

questi gesuiti profughi era stata

Orvieto
di

accolta

1807

da

ardua ed utilissimo ristabilimento. Avendo Pio VII predisposte le cose, si recò domenica 7 agosto 18 i4 alla chiesa del Gesù a celebrare la messa
bassa
nell'altare di
assistito
s.

monsignor
illustre

Lambruschini
quella
città
,

vescovo

Ignazio,

e

educato

dopo .avere

ad altra meS'

GES
sa

GES
ilella

ì^7
nobiltà
,

passò

al

vicino oratorio
de' nobili
,

della prelatura,

della

e

di

coogiegazione
siso

dove

as-

ogni

ceto di

sul

trono

preparatogli, consedi

alfettuosa

persone a prendere parte all' avvenimento,
descrive,

gnò ad uno de'maestri fece leggere ad nie, e
la

cerimovoce
cc-

che

il

Diario di Roma, che nel nuf)

alta

mero
no

lo

chiama « gioruniversale;
ne'fasti

bolla

Sollicitudo
la

omnium
di al

di felice
,

preludio, di lusinghiere
di

clesinrnm, con
te
sù.

quale interamen-

speianze

gaudio

ripristinò

la

compagnia

Gebapreil

giorno che formerà
ecclesiastici,

epoca

Letta
del
alla

la

bolla,
tutti

ammise
i

sempre memorabile

e

cio

piede

gesuiti

glorioso per la Chiesa e pel

vene-

senti,

testa de'quali era

p.

Luigi Pauizzoni, destinato con biglietto

rando mente

di segreteria di stato a

fa-

re interinalmenle in
del p. preposito
si

Roma

le

veci
ivi
i

generale, che

attendeva
atto,

dalla Russia. Tutti

cardinali

intervennero
e

a

questo
sol-

solenne

ne

partirono

tanto dopo la
del piede.

lettura della

bolla,

gioino finallei capo che dopo quello del (iilice ritorno di Pio VII, non ha mai avuto, e non avrà forse giammai simile". Gli applausi del popolo il romano furono incessanti, per la memoria dei grandi vantaggi che la compagnia di Gesìi avea sempre recato alla Chiesa ed alla civile
di
; ,

e r ammissione de'gesuiti al bacio

società.

Solo

vi

rimase
di

il

car-

dinal Pacca

camerlengo

santa

Fu dolce al cuore r osservare nei gesuiti
rispettabili

di

Pio

VII

ripristinati,

Chiesa,
il

e

pro-segretario di stato,

per l'età

e pei

meriti,

quale con l'assistenza del
tesoriere

mar-

che
di

la

destra dell'Altissimo aveva'

chese Ercolani
provvisorio, di

generale
reveren-

preservato

dopo quarantuno anni
e
di
slenti

monsignor Cristaldi
di

vicende

a

questo

avvocalo del

fisco e della

giorno fortunato, ricolmi della più

da
beri
)1

camera, e
fiscale

monsignor Bar-

generale, fece leggere

chirografo,
la

segnato dal Papa, e
restituzione dei ca-

pura gioia, piangere di tenerezza. Veggasi il vaticinio del p. Giulio Cesare Cordara della compagnia
di

risguardanle
pitali

Gesù sopra
mss. de

il

di

lei

risorgimen-

patrimonio gesuitico tuttora esistenti, e compensi provdel
i

to, estratto

dai suoi dotti
siiis
,

commen-

visori

per

quelli

alienati

o
si

perles-

mutati; ed immediatamente
se

ac suorum rebus, oliisque ad occasum Soc. Jesii, pubblicato dal loro possessore Frantari

ancora

il

decreto
cui
il

esecutoriale

cesco

Cancellieri

con

la

sua tia-

del

tesoriere, a

chirografo

duzione, nel faustissimo giorno della

era diretto; e

co$'i

terminò questa

ripristinazione della

compagnia,
della
s.

sempre veramente memorabile e gloriosa non uieno per 1' immortale Pio VII, che per la compagnia di Gesù. 11 sacro tempio per sé stesso augusto venne addobbato nel modo il pili maestoso e splendido, si per
funzione,

che

sakà

domenica dell'oltavario
del
zio,

festa

gloriosissimo patriarca
pel
,

Igna-

Ilourlié.

JVon è a potersi
e

ridire

quanto
cattolico

qual
in

generale
tutto
il

movimento

eccitasse
la

mondo
della

ristaurazione

compagnia
il

la

paratura, che per la vaga
il

illu-

dosi che fu

di Gesù, osservanpiimo istituto reli-

iniuazioue. Iixtuicuso fu

concorso

gioso soppresso, che fosse ripristi-

i58
noli

GES
modo
lo,
il

GES
che dicemmo a quell'articoed ove non fu mai pubblicato
soppressione,
indi

nato nella Chiesa. Si resero allora
st'ortliiie

ampi slabilimenli di quencir impero russo, dove risiedeva il p. Taddeo Burzowsky fino dal i8o5 preposi to generale,
gli

breve di
gli

da
l'in-

per tutto

venne indossato
pubblica
si

carico della

educazione.
il

il

quale con
segretario

quatti o assislenti

ed
reli-

In Iloma subito
viziato popolato
novizi, e
si

vide

suo nosettanta

un

dirigeva

3^i

di

sopra

che avevano sei collegi, un noviziato, cinque missioni, oltre digiosi,

tra

questi nuovi

alunni
altre
i

contarono

giovani delle prima-

verse
si

residenze. In Italia appena sparse la nuova che l'ordine e-

rie

famiglie di

Roma
Altieri,
;
i

e di

città,

come
i

gli

Patrizi,

ra risorto, anziosatnente alFiettaronsi

d^Azeglio,

Ricasoli

anmiettendo
voti
,

quelli che vi erano ascrituna volta, a ripigliare le sempre da loro amale ignaziane divitutti
ti

pure
celebri
stesso

la

compagnia
Finetti
,

a' suoi

i

Zecchinelli

e Io

pio

Carlo

Emmanuele IV
,

se,
i

e molli

eziandio

furono quelli
e per

già re di

Sardegna

vedovo della
Clotilde

quali

chiari
di

per

dottrina

ven. Maria Adelaide

sino

integrità
tà di

costumi^ o per nobil-

dall'anno

natali, aspirarono

ad indosSi ricordi

mente
1

1802, il quale santamori in Roma a'6 ottobre
s.

sarle per la

prima
altri
il

volta.
p.

8 1 9, nel noviziato presso
Quirinale.

Andrea

da
ni

fra

gli

Alberto
in

al

Montalto, che

in

età di

126 anviaggio
rientrare

bramava

tosto porsi

per
la

Roma,

a
del

fine

di

Una nuova riprova della divina provvidenza a favore della compagnia si riconobbe ancora dal deSpagna Ferdinando VII, col quale in data di Madrid 29 maggio i8i5, restitu"i nei
creto del re di

nell'ordine,

quale

aveva fatto

professione l'anno 1724, e malgrado la cadente sua età fece noto al vice-preposito p. Panizzoni,
ch'egli
gli fosse

suoi dominii lo stesso
il

era pionlo ad andare dove

istituto che suo avo aveva perpetuamente e-

comandato. Gli
si

fu risposto,

spulso

colla

piammatioa

sanzione

qual bene

nendo nel era compreso

conveniva, che rimaluogo ove si trovava

de'2 aprile
egli

1767, dal detto sovrano rivocata ed annullata, essendosi
a
ciò

egualmente nel nos.

mosso

per

cagioni

di

vero de' veri figli di qui noteremo, eh' è
osservato con

Ignazio.

E

cui era convinto, cioè

che
e

i

veri

stato

sempre
ed

nemici

della religione

de' troni

meraviglia

am-

mirazione
gesuiti

il

grande

hanno per
gli

quello che
quelli
soire.

amore che i compagnia, e conservarono sempre
la

erano quelli che tanto faticamno e travagliarono segretamente con
calunnie ed
seguitarne
intrighi
,

per discrediindividui.

tare la compagnia, disciorla, e pergì'

pure che

ne

dovettero u-

innocenti

Non andò
i

guari, che raccolti

» Così ha

dimostrato l'esperienza,
la

sotto
pelli,

suoi vessilli numerosi drapla

segue a dire nel decreto Ferdinan-

potè

compagnia prestamenstati

te

propagarsi in diversi
nella

d'

I-

do VII, poiché se Gesh si disciolse

compagnia
trionfo

di

col

del-

talia,

Spagna, nel Portogallo,
,

l'empietà, nella stessa guisa e per

nel Messico
nel

e

s'introdusse
di

pure
al

mezzo

regno

stesso

Francia,

del medesimo impulso si sono veduti nelle passate calamito-

GES
se opoclie sparile molti turni
li
:

GES
ma-

i59
più

reputeremmo

rei

della

graa

che noQ avrebbero potuto forse
esistendo
la

colpa al cospetto di Dio, se in

un

avverarsi

compagnia,

ù
zi

antemurale inespugnabile della santa

urgente bisogno della Chiesa trascurassimo di usare di que'mezsalutari
,

religione

di

Gesù Cristo". Per
dissimularsi
,

che

il

Signore
e se
posti

Iddio
alla

altro

non deve
troppo

che

colla
ci

sua
in

particolare

provvidenza
di

parecchi

decantati
scritti

autori

pose

mano,
e

alzarono ne'loro

la

voce per

direzione della
tro,

navicella
scossa

Pie-

censurare
Pontefice
Ignazio.

la determinazione dal Pio VII presa di far pienamente rivivere l'istituto di s.

agitata

da continue

tempeste,
rosi
i

volessimo lasciare inope-

jVon

è

del nostro
tali

argo-

mento
ed
il

il

combattere

sarcasmi,

agli intparziali
il

basterà per tutta
i

risposta

ponderare

motivi, che
bolla Sol-

Papa

nella surriferita

lìciUido
cise

espose colle

seguenti pre-

più esperti e coraggiosi oche a noi si offrono per calmare i flutti del mare, che ad ogni istante ci minacciano naufragio e rovina " Fedi V AndMontoloisier di Birettau, ti'ad., Venezia i83o, che riferisce intiera la
perai,
.

Per ottenere il ristabilimento della compagnia di Gesù ci vengono presentate in generale accordo da tutto il cristianesimo
parole. »
le

bolla tradotta; e l'opuscolo intitolato
:

Del

ristabilimento dei gesuiti

educazione, traduzione dal francese, Lugano i84'2,
e della pubblica

più
e

calde

istanze dagli
nostri

arcive-

tipografia Veladini.

scovi

vescovi

venerabili
distinti

In vigore d'un
nei

ukase
dal

i

gesuiti

fratelli,

non che

dai più

primi
e

del

1816
Mosca
legge
,

governo

personaggi d'ogni condizione, prin-

russo furono allontanali da Pietro-

cipalmente

dacché generale divende'frutti

burgo
che

da
la

adducendo
dell'

ne

la

fama

di

benedizio-

per ragione
cattolicismo.

impero,
al

ne, che

compagnia nei citali paesi produsse, di maniera che è da sperare che il suo aumento, che diviene sempre più grande, recherà ornamento alla vigna del Signore, e servirà a sempre più
quella
estenderla.

proibisce di

fare

proseliti

Non andò

guari che

l'allontanamento
si

dell'istituto

non

restrinse solamente a Pietrobur-

go
ai

ed a Mosca,
di

ma

si

estese al

nuovo regno
confini
so,

Polonia, e persino
verso
il

Dopo che
il

le

pietre che

militari
n'
al

Caucaalcuni

formavano

santuario

furono di-

dove

erano

rimasti

sperse dai disastri e dagli sconvol-

pochi sino
missionari.
ne, secondo

1820

in qualità di
esclusio-

gimenti recentemente accaduti, e che noi più volentieri deploriamo che non rammentiamo; che la rigorosa disciplina degli ordini regolari, la quale costituisce il vero splendore ed il reale appoggio
della

Questa severa
le

intenzioni pubblica-

mente manifestate dall'imperatore Alessandro I, non doveva già far
credere ch'egli per
se
il

questo togliesalla

suo patrocinio
,

Chiesa cat-

fede cattolica,
;

incominciò a
indispensabile

tolica

poiché

anzi
a'

ordinò

con-

vacillare

è

cosa

temporaneamente
cattolici

metropolitani
funzioni

che non
sto ed
stra

ricusiamo

ad un

giu-

con
le

ogni premura di far
sacre

universale desiderio la no-

esercitare

del

adesione.

Perciocché

noi

ci

cullo senza

interruzione,

supplca-

iGo

GES
collegio

CES
romano
l'
,

do con altri sacerdoti. In Pietroburgo furono chiamati i domenicani di Lituania,

la

chiesa di

S.

tanto per Tarngioven-

oratorio contiguo del p. Caravita, i musei, la biblioteca, la
torre
diritto
arti

Ignazio,

miiiistrazione de'sagramenti, quauto
tìi.

della specola,
di

col

primitivo

per

r educazione

della

conferire la laurea nelle
teologia,
il

Dio ne'suoi imperscrutabili fimentre la compagnia di Gesù era perseguitata nei
ni

e nella

essendo preLuigi
Fortis,

dispose, che

posito generale

p.

come
re
di

dicesi

al

citato articolo

Col-

paesi

i

più

cattolici,

indi
di

sciolta
,

,

legio Romano, ove parlammo puquesta
restituzione.
11

jn quelli

acattolici
di

Prussia

e

me-

principalmente
conscrvata
certo
e

Russia

venisse
in

protetta, per cui

modosompre ebbe
compagnia
il

vita; qiian-

do

poi la

fu ripristina-

ta nel

modo
la

più onorevole e so-

desimo Leone XII nello stesso tempò avendo trasferito il Seminario ìoniano [Fedi), coi sacerdoti secolari che lo dirigevano nell'antico locale del collegio germanico con
,

lenne, allora la provvidenza perniise che

la

chiesa

di

s.

Apollinare,
di

affidò

Russia prendesse
Usciti
,

le

nari

alla

compagnia
la

Gesù

il

Colle-

rate

disposizioni.

appena

gio dc^Nobili [Fedì), restituendogli

gesuiti

dalla

Russia

ritrovaro-

pure
gesuiti

villeggiatura degli antichi
il

no prontamente
re Francesco
I,

un' altra

evan-

convittori, oltre

collegio

che pei
inoltre

gelica vigna, perciocché l'imperato-

fondò
a'

in
1

Spoleto;

con sua lettera di gabinetto del 1820, ordinò che venissero accolti nel suo regno di Galizia permettendo che formassero a Tarnapol lui collegio, dove secondo il loro istituto attendesse,

Leone XII,

2 giugno dell'anno

santo 1825, solennemente beatificò

Alfonso liodriguez di Segovia, coadiutore temporale della compagnia
di

Gesù, morto nella
il

vigilia

d'

Osi

gnissanti del 161 7,

cui corpo

ro

alla

educazione
rescritto

della

studiosa

gioventù. Dipoi lo stesso imperatore con
de'

18 novembre
ai

venera in Maiorica ne! collegio dei gesuiti. Ne scrisse la vita il p. Are poscia ne cangelo Arcangeli
,

1827

^^0"

solo confidò

gesuiti

pubblicò
note

l'istruzione

de'giovani,

ma

accordò

ed

seconda edizione con aggiunte il p. Stanislao
la

loro che secondo

gli statuii dell'ordì-

del Pace.

Finalmente

il

regnante
le

ne e

i

loro voti, possano cooperare
delle

Papa Gregorio XVI,

tra

lumi-

alla salute

anime

colla do-

vuta dipendenza dai vescovi, ed esercitando questa cura spirituale sotto una forma confacente ai loro statuti cioè sotto la forma di
,

nose testimonianze di fiducia e benevolenza che diede a'gesuiti, ben
insigne fu
2

quella

con
affidò

la

quale
alla

ai

ottobre

i836

loro

missioni.

direzione e cura il Collegio Urhano di Propaganda fide {Fedi),

cessore

Divenuto Leone XII degno suedi Pio VII, coli' autorità del breve de'17 maggio 1824, dicendo di ben conoscere la conforme intenzione del suo immediato
predecessore, diede
e restituì
il

essendo preposito generale l'odierno, zelante e prudente p. Giovarmi

Roothaan. Inoltre

lo

stesso

Papa,

vinto dalle calde e replicate istanze
del cardinal Carlo Odescalchi vesco-

alla

vo di Sabina, vicario e gran priore
di

compagnia

di

Gesù

loro antico

Roma,

di

rinunziare

tutte

CES
le

GES
s.

iGi

tlignilà

per vestire l'abito di

Ignazio, l'ammise nel

concistoro

de'3o
di

novembre

versalc e tenera

i838, con uniammirazione. F'e-

probazione e di esercizi presso s. Eusebio: vi sono 17 padri, e 4 coadiutori. V. Il collegio de'nobili
:

oltre

i

nobili convittori vi

soP^'^"

Odescalchi Carlo cardixale. Neil' anno seguente poi Gregorio XVI a' 26 maggio solennemente canonizzò s. Francesco di Girolai i juo di Grollaglia, morto agli maggio 1716 in Napoli, ove si venera il suo corpo. IVe scrisse la
vita
suita
a'
il

no 6 padri,
fetti

1 ripetitori,

4

delle camere, e
Il

5 coadiutori.
di

VI.

collegio

Urbano
gli

propa-

^awAa. fide: oltre
le nazioni
vi

alunni di tutte
Brescia:

sono 5 padri, e 6 coaIl

diutori.
vi

VII.

collegio di

sono

5 padri, 2
Il

maestri, e 3

p.

Longaro

degli

Oddi

gè-

coadiutori. Vili.

collegio di

Ca-

:

2

Pio VII r avea beatificato maggio 1806. Attualmente è
beatili-

introdotta la causa per la

sono 6 padri, un maestro, e 3 coadiutori. IX. Il collegio di Fano: vi sono io padri, 2
merino:
vi

cazione di diversi venerabili indisidui della compagnia di Gesù, cioè
dei

maestri,

collegio di
dri
ri.

Eerchmans, Canisio, Bobola, Clavcr, Realino, Lanuza, e Pignattclli. 11 Petrignani stampò in Roma nel 184'?-, Pite de santi e heali della compagnia di Gesìt. Al presente la compagnia di
ven.

5 coadiutori. X. Il Faenza vi sono 8 pamaestro , e 5 coadintoi , XI. Il collegio di Ferentino:
e
:

vi

sono

7

padri, 1 maestri, e
Il

6

coadiutori. Xll.
rara: vi sono
i

collegio di Fer-

io padii, 3 maestri.
e

scolastico,

6

coadiutori. XIII.
:

Gesù
ta
si

nella provincia

romana

con-

Il

collegio

di

Fermo

vi

sono
vi

9

le

seguenti case e collegi,

come

padri, 3 maestri, e

4

coadiutori,

legge nel

Calalogns

proK-inciae

XIV.
tori.

Il

collegio di Forlì:

sono

romanae societatìs Jesu ineunte anno IMDCCCXHF, Romae typis Jo. Baptistae Marini. I. La casa
professa

io padri, 2 maestri, e

XV.
4
Il
1 1

Il

collegio
vi

6 coadiuillirico Laucoadiutori,

retano in Loreto:
dri
,

sono io pa-

del

Gesù, residenza

del

maestri,
collegio

e
di

5

proposito generale, e degli assistenti

XVI.
sono

Modena:
maestri,

vi

delle Provincie d'Italia, di
di

mania,

Francia, e

di

GerSpagna,

padri
vi

,

3

e
e

5
di

coadiutori.

XVII.
sono

Il

convitto
padri,

del segretario generale, e del prò-

Modena

:

3
Il

2

curatore generale: in
vi sono
vi.

questa casa

coadiutori.

XVIII.

collegio di

II.

Il

27 padri, e 36 coadiutocollegio romano, residen-

Piacenza:
maestri,
tori.

vi sono 12 padri, 4 io scolastici, e 6 coadiuIl

za del proposito provinciale, e dei
consultori della provincia romana:
in questa casa compresi gl'individui

XIX.

collegio di R.eggio:

vi

sono

i4 padri, 4

maestri,

ed

della residenza

Vallis

aurae, cioè

8 coadiutori. XX. Il convitto di Reggio: vi sono 3 padri, e 3 coadiutori.
lelo
i
:

di Galloro presso la Riccia, vi so-

XXI.

Il

collegio di

Spo-

no 5i
lastici,

padri,

8 maestri,

72

sco-

vi

sono 9 padri, 3 maestri,

e

4f>

coadiutori. III.

La

scolastico, e

6

coadiutori.
vi

XXII.
sono 6
vi

casa di probazione o noviziato: vi

II

collegio

di

Tivoli:

coadiutori.

sono IO padri, 53 scolastici, e IV. La casa terza
VOL.

34
di

padri,

2
Il

maestri, e 5 coadiutori,
collegio di
I i

XXIII.

Orvieto:

XXX.

,,

1^2
sono 8 padri,
diutori.
i

GES
maestro, e 4 coaIl

GES
di

XXIV.
vi

collegio di

Ve-

che Diede
di

ci
il

permetteremo un cenno.

nome
la

alla

missione

di

rona

:

sono 7 padri, 3 maestri,

Mandurè
gno

città principale

del re-

e 3 coadiutori.

XXV. La
Verona
:

casa di
vi

tal

nome:

proba7.ione

in

sono

tore della missione fu
de' Nobili gesuita,

i3 padri,
diutori.

i8

scolastici,

e

i5 coa-

primo fondail p. Roberto degno nipote di
il

XXVI.
vi

Residenza di
dei

Vedei

Marcello
l'abito di

II,

che per allettare
i

alla

nezia

:

sono

padri,

e

fede cristiana

coadiutori.

bracmani assunse quegli uomini che tra gli
a

In quanto alle missioni sparse per
luttp
il
:

indiani vivevano
giosi,

guisa

di

reli-

mondo,
in
,

in

Europa
e
;

i

gesuiti

poi adottò

quello

dei

brac-

hanno

Inghilterra

diciassette
collegi
;

missioni

residenze
collegi collegi

in
sei

mani, ed infine quello di un saniasso o penitente. Scrisse di questa
missione parlicolarniente
il

Irlanda tre
missioni
ra

in
;

Olanda

p.

Mal-

e

in

Gibilter-

donado
del p.

nella relazione del martirio

una missione; in Scutari una in Tine una missione; in Sira una missione: in tutto
missione
;

circa duecentoventi
sia
i

religiosi.
:

In

A.-

Giovanni Dritto portoghese. nel Tunkino per seminarvi la fede il p. Giuliano Baldinotti di Pistoia, laonde dopo
Nel

1626 entrò

gesuiti

hanno

in Calcutta in

un

varie persecuzioni,

il

re nel

1634.

collegio
dieci

e

missione;

Madui-è

permise
altri

che

vi

si

introducessero
poi
i

missioni; in

Siria
,

un
dei

colle-

missionari,

che

furono
gesuilonki-

gio e due residenze

e

padri
ge-

espulsi dal
ti

regno;
l'

allora

in Cina e Nankin:
settanta religiosi.
suiti

in

tutto circa
i

per

rendersi

accetti

ai

In

Africa

nesi

presero

abito

de' letterali
il

hanno

:

in Algeria tre missio-

che solevano formare
del re.
di
s.

corteggio
la

con circa dodici religiosi. In America i gesuiti hanno: negli StatiUniti, provincia del Maryland, seni,

Due

anni

dopo
Saverio

morte
la

Francesco
nell'

tentò

missione
p.

dici

tra

collegi e

missioni;
dodici

vice-

provincia del Missouri,
collegi

tra

e

missioni;
Collegi
;

missione

del

Kentucky, due

missione del
della

Canada

diocesi di

Monreale; mis;

sione del

Messico
;

missione
di di

Giammaica
Ayres, e

missione

Buenosnel

collegio
:

Cordova

Tucuraan

in

tutto circa trecento-

novanta religiosi. Il gesuita p. Filippo Bonanni nel suo Catalogo degli ordini religiosi, alle pagine XLIX ci dà la figura dei missionari della compagnia di Gesti nel Bladurè, L di quelli del Tunkino, LI di quelli della Cina, LII del
missionario gesuita in abito di

Michele i555, e portò nel medesimo qualche lume del vangelo, e fra quelli che poscia vi andarono vi furono i pp. Matteo Ricci e Lazzaro Cataneo giudicarono questi, conforme avea decretato il p. Valignano superiore della provincia, di andare modo, che non fossero vestiti in simili ai bonzi, ciò che approva:

impero della Cina il Nunez portoghese nel

rono

il

vescovo del
generale
l'
,

preposito
Delle
pp.

Giappone, il ed il Papa
dei letterati.

onde presero
missioni

abito
cinesi

trattarono
e

i

Daniele

Bartoli
la

Lodovico

Giannino. Per

correzione del ca-

man-

darino cinese, e

di

lutto ne tratta,

lendario cinese faticarono molti gesuiti, per quindi propagare la fede

GES
rnltolica,
i

GES
favon
p.

103
impedi-

imperatore missionari, e volle che il
l'

onde

religione

e

che
;

portano
e
di

Adi

mento derimente
sono
di in

questi scolari

damo

Sellai

cscrcilas>;o
di

l'

offizio

mandarino e di capo nomi, onde gli altri
rono a portarne
le

cento astro-

grado
viene

gesuiti

che

lo

giungere al ovvero a quello coadiutori spirituali, secondo che
carriera
di

professi,

successero in tale carica
vesti.

continuaL'istoria

giudicato
i

dal

p.

generale.

Tutti

succitati

gradi, in cui pro-

della correzione dell'astronomia ci-

nese fu descritta dal

medesimo

p.

Schal, e dal p. Kircher nella

sua

Cina
le
cizi

illustrata.

priamente non vi è tempo determinato specialmente quello dei professi ordinariamente non si conferiscono che dopo due anni di
, ,

Le incombenze
prediche,
i

de' gesuiti
gli

sono
eser-

noviziato,
è

sette di

studio, che

non
fatto

catechismi,
le

necessario

di

aver

sempre

spirituali,
la
,

sacre missioni, la
delle
agli

nella

confessione,

direzione
l'

pie
in-

un

terzo
di

compagnia, anno di
età.
I

sette di

scuola,
scolari

noviziato, e trenvoti

congregazioni

assistenza

tatre

degli

fermi, agli appestati,

come ammiai

sono assoluti

e

condizionali

sola-

rammo
ai

pel cholera
e

,

carcerati,
reli-

mente

giustiziandi,

l'educazione

giosa e letteraria nelle scuole pub-

bliche e nei collegi.

Non

tutti

ven-

liguardo all'ordine, ond'è che il p. generale può dispensarneli, e per questa ragione volle s. Ignazio che non si privassero suin

gono

applicati a

tutto,

ma

dopo

esami ed esperimenti ciascuno viene con accorto discernimento applicato a ciò per cui

Omessa per un momento la differenza fra sacerdoti e non sacerdoti, in sostanbito delle loro facoltà.
za,

ha maggiore
di

né in

diritto,

né in pratica

l'i-

capacità.

L' ordine
cioè,
scolari

è composto di
persone,
spilai-

stituto dei

cinque specie differenti
di

distinzione

ammette altra che quelle due necessagesuiti

professi
di
si

di coadiutori

rissime, cioè

una

fra

chi deve col'al-

rituali,
ci

approvati, di
professi,

mandare,
chi

e chi deve ubbidire,

che
la

chiamano coadiutori temnovizi.
I

tra fra chi

ancora può
Il

faticare,

e

porali, e di

che

non

lo può.

celebre

p.

m,

sono

parte essenziale della con)di
i

Platina

minore
s.

conventuale, poco

pagnia

Gesìi
tre

,

fanno pubblicasolenni
di
reli-

dopo

l'esordio del

famoso suo pafatto e

mente

voti

negirico di
citato per
riori

Ignazio,

re-

gione, e vi aggiungono quello d'una

obbedienza speciale
Ira gì' infedeli e

al

capo della
missioni
I

in

comando Padova pel
del

de' suoi

supepro-

capitolo

Chiesa, per riguardo alle

vinciale

1721

fa osservare

che

gì' idolatri.

coa-

» dopo

un numero d'anni ed una

diutori spirituali fanno anch'essi in

misura di
te,

pubblico

i

voti

di

castità
;

,

di

posi

fatiche, la compagnia di Gesù non dà né grado più eminen-

vertà e di obbedienza

ma non

celle

più numerose, né più
più

obbligano
le

al

quarto che risguarda
Gli
scolari

distinto servigio,

missioni.

approvati

frugale,

vengono accettati dopo due anni di noviziato, e che hanno fatto in particolare tre voti non solcDui, ma dichiarali voti di
sono quelli che

né mensa meno lungo riposo, né ubbidienza meno esatta, né studio più temperato, né qualche altra e poco dopo soggiunesenzione "

:

ge ch'essa »

a' suoi

seguaci dà per

i64

^^'ES
la

GES
continuazione
del
miliIo
sa,

palio del coireie
del corso, e per

Papa, non

colla semplice dispen-

corona

ma

col positivo precetto di ac-

tare dà la continuazione del combattere ". Non possono i gesuiti

cettare,

mantiene nei membri

l'u-

ricevere fondazioni di

messe

per-

miltà e la pace, e conserva al corpo gl'individui migliori. Nell'intervallo
fra
i

petue, né veruna retribuzione

per

voli

semplici

e

la

messe,

spettando

al

p.

generale

professione solenne, è libero agli individui,

una messa per settimana che celebra ogni sacerdote, che la dice secondo la di lui intenzione, ed altre applicazioni iu certi casi ; neppure possono i gel'applicazione d'
suiti

quando sopi-avvenga qualil

che motivo gravissimo,
ai al
lo,

chiedere tornare

superiori la

facoltà

di

secolo, e questa, verificatosi quel-

viene

accordata.

Alla

compail

ricevere

alcuna

retribuzione
inal-

gnia

poi r istituto riserva sempre,

per predicazioni, assistenze agli fermi, scuole, o per qualunque
tra prestazione nelle cose

temperato da rigorose condizioni,
correggibili.

diritto di espellere gì' individui in-

eh' eser-

citano secondo

l'

istituto.

La
vuole

superiorità
(

religiosa
si

vi

è

considerata
lo

come

deve, o

come
)

stesso

vocabolo

carica

non un premio, l'addossarla non
meriti

ma
si

un peso. Nelha riguardo ai
i

Questo pillilo di rigomirabilmente a conservare le comunità nella loro purezza, allontanando gl'infetti, e tenendo in maggior freno sani. Il congedato non può lagnarsi che di sé
re serve
i

stesso.

Quando
sia

la

pubblicità

della

o servigi anteriori,

quali

pena non
cità

voluta dalla
si

pubblial

sovente sono estranei alla scienza di governare, e sovente altresì sono tanti che hanno resa incapace la

della

colpa,

lascia

congeè

dato di poter
Il

dire eh' egli

che

vuole andarsene.
padi'e
,

persona a prestarne degli altri. Alquali le cariche sono eletti coloro allora sono creduti i più forniti
i

Bonanni

citato,

a pag.

XLVII

delle qualità fìsiche, intellettuali e

l'immagine d' un gesuita , dice che i sacerdoti vestono con abito pronel riportare

morali adattate a portare quel pedi noviziato i so. Dopo due anni gesuiti fanno semplici i tre voti comuni a tutti gli ordini, e dopo altri dieci anni o dodici, ed anche
piìi, a tenore delle circostanze, li fanno solenni, e ne aggiungono un quarto, di andare dovunque li

prio degli antichi sacerdoti romani

a tempo di

s.

Ignazio, vale a dire

una sottana nera di una veste pure nera

panno, con
in casa
,

e

mantello simile; portano la cintura di lana nera, con corona appesa, e cappello nero detto alla papalina, cioè colle
alzate.

due

falde laterali

mandi

il

sommo

Pontefice

a pro-

Nella seguente pagina poi ci
del chierico della

pagare o mantenere

la fede; e poi

l'effigie

comtratta
oltre

altri semplici, fra' quali di

bire dignità interne, e

non amquanto al-

pagnia di GesLi,
della diversità

e siccome
vestiario,

del

l'esterne neppvu'e di accettarle, do-

quanto dicemmo

sulla divisione del-

ve
sa

la suprema autorità della Chienon gli obblighi espressamente.

l'ordine, per intenderla bene, ripor-

Quest'ultimo voto, che nella conda parte può sciogliersi dal

se-

so-

teremo la sua autorità dicendo quanto segue. » La compagnia di Gesù e distinta in più classi, im-

,

GES
perocché
nel

GES
Tiene presso
nistri
gli

iGS

oltre quelli
,

noviziato

sono

esercitati

che vivono ove pei' due anni in prova, ha una
quat-

congregazione generale dell'ordine.
di se

come

suoi

mi-

assistenti generali d'Italia,

classe di sacerdoti protessi di

di
cia,

Spagna,
e

di

tro voti solenni;

tiene

quelli

i

seconda conquali per qualche
la

non

Germania e di Franhanno questi se non

un voto
gli
gli

consultivo.
spetta

A

cadauno deil

ragione non
zionare
pri
la

hanno potuto
si

perfe-

assistenti
affari

preparare
e
la
faciliti

carriera degli studi pro-

della

sua

assistenza,

della

compagnia, e
con
tre
la

dicono

porli

in ordine

che ne

coadiutori spirituali, e a tal grado

sono

ammessi
di
soli

professione
;

solenne

voti

oltre la
laici
,

terza classe, ch'è

di

religiosi

chiamati coadiutori temporali
la quarta, che
rici

ha
fatti

è formata
li

di chie-

mezzo di essi appunto pervengono regolarmente al p. generale. Gli assistenti pure sono eletti dalla congregazione generale, e non solamente vengono stabiliti per essere suoi consiglieri, e
spedizione, e per

religiosi

per

tre

voti
il

per sollevarlo dalla sua carica,

ma

privatamente
ziato,
i

dopo

finito

novi-

quali per lo spazio di alcu-

ni anni attendono agli studi delle
scienze avanti che
agli

sieno

promossi
Questi
si

ordini sacri, o formali professi

con professione solenne.
distinguono dagli
ste
altri

per
alla

la

ve-

che

soprappongono
teatini

sotta-

na

ordinaria, ed è simile a quella

de' padri

con
dell'

le

maniche,
di

ed era
Parigi

propria

università

anche per osservare la condotta che tiene, e con l'ammonitore ammonirlo nelle irregolarità o mancanze; per cui se vi fosse motivo, potrebbero suo malgrado convocare una congregazione generale , perchè lo deponesse nelle forme ; ed in caso di urgenza possono farlo anco eglino stessi, quando ne abbiano ottenuti prima con lettere i voti delle provincie. Vi sono nelle
Provincie
cioè
delle

quando

s.

Ignazio fondò la

quattro
case

sorta

di

case

compagnia. In casa portano sempre la berretta clericale, per la
città
il

professe,

cappello. Li coadiutori temnelle fatiche

porali, occupati
stiche,
si

dome-

possono aver fondi ; ve s'insegnano le scienze; delle residenze dove havvi un piccolo nu-

che non dei collegi do-

conoscono per
corta, e dal

la veste al-

mero

di

religiosi

occupali soltanto

quanto

piìi

non por-

nelle funzioni

che risguardano im-

lare la berretta
de' chierici.

però sì per tutte
usi,

quadrata propria Questa veste non è propria di tali chierici, che
le

parti

del

mondo

si

ch'essi

portano anmantello". L'ordine della compagnia di Geil

poiché in alcuna

mediatamente la salute del prossimo, come il predicare, udire le confessioni od altro finalmente delle case dì noviziato. Fra i collegi alcuni sono detti semplicemente collegi, ed altri si chiamano se;

minari. In questi ultimi
gesuiti
sofia

i

giovani
di
gli
;

sù è diviso in assistenze, queste in Provincie, e le provincie in case
digerenti
:

fanno
di

i

loro
;

studi

filo-

e

teologia

ma
gli

altri

è governato da

un

pre-

sono destinati

per

esteri

ed

posito generale perpetuo
luto,

ed

asso-

in varie diocesi tengono anche dei

che ha
e

la

sua
viene

residenza in
eletto

Roma,

che

dalla

seminari de' vescovi per gli eccleè gosiastici. Cadauna provincia

i66

GES
i

GES
generi
:

vernata da un provinciale; ed ogni casa da un supcriore che cliiamasi
icltore nei collegi, e superiore nelle

eloquenza,

storia,

anti-

chità,

geometria,

letteratura

pro-

altre case,

la
s.

cui

disciplina

fu

regolata

da

Ignazio,

e special-

fonda e dilettevole; non v'ha quasi nessuna classe di scrittori in cui non contino uomini di primo merito ".
Il

mente

nei collegi, presso a

tenore di quella che aveva
to stabilita nella casa
di

poco a veduIl
,

citato

p.

m. Platina, a
istupi'jco

due

terzi

del

memorato suo pane«

Sorbona
p.
i

girico,

dice:

Non

se

quando studiava generale nomina
case
di

in
i

Parigi.

provinciali

superiori delle case professe e delie

prova

o
gli
i

noviziato
1

,

ed

i

uomini in dollrina, de' quali il numero appena in due grandi volumi comprendesi, hanno fatto la compagnia in tutte le scientanti segnalati

rettori

dei collegi.

provinciali di

ze e

l'Europa volta al mese ;
tutta
riori

scrivono
rettori,
i i

una
supedei

in tutte le arti così portentosamente risplendere, che se questo impossibile si ammettesse, ch'el-

delle case,

ed
si

maestri
i

la

per

tutti

i

venturi secoli oziusu

novizi ogni tre mesi, ed
le

capi del-

senza produrre un

menomo

libro
la

missioni

quando
Si

presenta l'oc-

rimanesse, tanto apparii'ebbe o

casione di qualche nave che parte

per l'Europa.
al
i

mandano
in

altresì

prima, o almeno a niun'altra condizione di talenti sublimi, acuti,
vasti ed
ti

p.

generale da tre
ciascuna

tre anni

eminenti seconda
meraviglia
il

".

Di

fat-

cataloghi di

provincia,
di cia-

reca

catalog'o

di

nei quali è registrata

l'età

tante migliaia di

scrittori,

tessuto

scun

religioso,

colla sua più o

me-

successivamente dai
ra,

pp. Ribadinei,

no
i

forte complessione, sono distinti
talenti,
virtìi,

Allegambe, Oudin
iu

Courtois,
il

suoi

notati
le

i

suoi studi,
ec.

Sottwell,

Zaccaria e Cabidlero,
del Bourlié

le

sue

sue qualità

La

quale pubblicò
coi
tipi

Romanci i8i4
:

nomina

dei superiori delle residen-

Bibliotkecae

ze e dei seminari degli ecclesiastici
spetta ai provinciali.

scriptoruni soc. Jesu suppltnienta.

La
meriti
la

Biblioteca degli
di
i

scrittori

del-

Dicemmo
della
ni
illustri,

già dei grandi

compagnia
in

Gesti è

di tre to-

compagnia, e de' suoi uomiche copiosamente fioril'ono in ogni epoca, avendone incessantemente forniti utilissimi alle scienze, alle lettere ed alle arti. 11 d'Alembert, suo congiurato nemico, neir irreligioso suo libello , Sulla distruzione de gesuiti, male e maliziosamente tradotto a Venezia,

mi

foglio

;

piìi

rinomati sono:

In

teologia. Bellarmino, Canisio,

Toledo,

Suarez,
e
i

Lessio,

Vasquez,

De Lugo,

più recenti Faure,

Bolgeni, Zaccaria.

In sacra
rino,

Scrittura.

Coinelio

a

Lapide, Maldouato, Salmerone, Ti-

Peredra.
filosofia.

In

Esparsa

,

Ari'iaga

,

non può non
sione

tributarle la confes-

Fonseca, Perez, Storchenau,
zarelli,

Muz-

seguente:

» Qualunque
di sì

al-

André.
Riccioli,

tra corporazione, nessuna
ta,

eccettua-

In astronomia. Clavio,
Ricci,

non

può
d'

vantarsi

gran
nelle
si

Scheider, Schall,
Verbiest,
Hell,

Pezenas,
Liesga-

numero
sono

uomini

celebri
I

Ximenes,
reing.

scienze e nelle lettere.
esercitati

gesuiti
in

De

Cesaris, Asclepi.
e Jisica.

con successo

tutti

In matematica

Jacquet,

GES
Boscowicli,
les,

GES
Chiese dei gesuiti in
Retiueno,

167

Riccali,

Fabii, DcschaLecchi, Borgo,

Roma.
V.
il

Kirker,

Lana,

Giirnaldi, Monteiio,

Lo

Chiesa di

s.

Ignazio.
e
seg.

voi.

Jovine.

XIV,
e

pag.

194
s.

del Dizio-

Neil' erudizione

neW

istoria.

nario.

Labbé, Bollando, Enskenio,

Papc-

Chiesa di

Macuto. V.
e

i

voi. p.

brochio, Zaccaria, Parenin, Siccard,

Guerin du Rocher, Mcnochio, Gaiibil, Del Rio, D' Orleans, MalTci,
Tursellino,
riana,

XIV, pag. 182 e seg., 3q del Dizionario.
Chiesa e
oratorio di

XIX,
s.

Fran-

Famiano Strada,

Ma-

Bartoli, Daniel,

Pallavicino,

Petavio, Duhalde, Charlesvoix, Feller.

del p. Caravita. V. il voi. XIV, pag. 191 e seg. del Dizionario.
cesco Saverio detto

Chiesa
letteratura.

dei

santi

re
i

magi
voi.

nel

In
Riie,
ttis,

Lacerda,

De

la

collegio

Urbano.

V.

Tournemine, Gretsero, BalBrumoi, Rapin, Juvency, BroBerthier, Laccari,

pag.

220

e seg., e

XIV, XXI, pag. 3oo
V.
il

del Dizionario.

thier,

Pedruzzi,

Chiesa di
XIII, pag.

s.

Saba.

voi.

Tiraboschi, Audres, Morcelli,
celi,
iiich,

NoMazzolar), Lazari, Lanzi, Cu-

24

del Dizionario.

Chiesa di

Zamagna, Rondi, Berlendis,
Ferrari.
Boiir-

y.

il

voi.

s. Stefano Rotondo, XIII, pag. 48 e seg. del

Guido
daloue,

Dizionario.

NeW oratoria. Perpignano,
La Colombière,

Chiesa di
XIII, pag.
rio.
Il

Cheininais,

La Ruc, Neuville, Grid'et, Chapelain, M. Carthy, Segneri, Trento,
Pellegrini, Venini, Granelli,
jN'icolai,

V. il voi. DizionaPiazza nel suo EusevoLgio
s.

Vitale.

69

e seg. del

romano
re
:

trattato IH,

cap.

II

discorcri-

Rossi,

Della limosina e dottrina
s.

Skarga, Vieyra. Neil' ascetica. Da Ponte,

stiana di

Alva-

Vitale de' pp. gesuiti. Chiesa di s. Eusebio. il voi.

V

.

Rodriguez, Saint-Jure, Crassei, Croiset, Spinola, Judde,
rez,

XII, pag. 9 e seg. del Dizionario. Nel numero 49 tl^l Diario di Ro-

Fra

le

tante

introduzioni,

sco-

ma

perte ed
tilissime,

invenzioni dei gesuiti, u-

accenneremo
fatta

soltanto

la

del i838 si legge, che ultimamente venne posto un busto (sull'alto piano della prima bran-

cliinacliina,

c<jnoscere

dal p.

ca

delle interne scale della
)

conti-

De Lugo,
lanti

e

il

pantografo invenpar-

gua casa
effigie

rappresentante l'augusta

tato da Sclieinero, e le cifre

del

sommo

Pontefice

felice,

a segni inventate dal Borgo,

elementi del telegrafo che pel pri-

mo
fu

propose Requeno,
migliorato da
altri.

che

poscia

regnante Gregorio XVI sotto la cui mensola in ima marmorea lapide è incisa la seguente e-

mente

pigiafe.

i68

GES
.
.

GES
GREGORIO XVI PONT MAÌC. ADSERTORI PIETATIS MEMORIAM DIEI XV KAL NOV.
.

.

IN

.

.

.

.

.

AN

.

A

.

P

.

V

QVO AD

.

DIE
.

.

VETVS
.

.

M DCCC XXXVIII HOC COTXOBIVM EVSEBIANVM
. . . . .
.

IGNATII

PATRIS
.

LEGIFERI

.

PRAESCRIPTVM
.

PER
IN
.

.

SODALES
.

SOCIETATIS

JESV

ASCETERION
"VLTRO
.

NVPER
.

INVISIT

IMMVTATVM COMMENDAVIT
.

Chiesa dì
via che

s.

Andrea
I

al Quiri,

duchessa d. Giovanna
la

nale. Nel rione

Monti
alla

per

la

sposa di Ascanio Colonna.
riedificazione

d'Aragona, Quindi
questa
d.

conduce

porta

Pia,

magnifica

ed incontro al palazzo del Papa ed
abitazione della famiglia pontificia
esiste

chiesa la deve al principe

Ca-

millo Pamphilj

nipote d'Innocenzo

questa chiesa.

11

p.

Panciroli

gesuita ne' suoi

Tesori nascosti di

X, che per continuare la discendenza di sua nobilissima famiglia
nel

Roma, pubblicati nel 1600, parlando dell'antica chiesa a p. 194, dice che si tiene fosse fondata nel pontificato di Paolo IV, che era
dei gesuiti,
i

1647 rinunziò
lo

il

cardinalato,

aveva esaltato lo zio nel i644- ^el 1678 la rifabbricò ia onore dell'antico patrono s. Andrea
a cui
apostolo, e
si

quali vi avevano fabpel noviziato, os-

servi

per

l'architet:

bricato
sia

un luogo
di

tura del celebre cav.

Bernini

la

prova o probazione; dunque non sembra esatto quanto dice il p. da Latera, che Paolo III
casa

pianta è
te,

elittica,

svelta

ed elegan-

con portichetto semicircolare e-

sterno, decorato d'un ordine corintio e

diede ai gesuiti

la

chiesa di

s.

An-

due colonne

joniche, sovrasta-

drea al Quirinale,
chiarò
casa

che

stabilirono

te dall'arme di detto principe. L'in-

poi casa del noviziato, siccome diprofessa

quella

di

s.

terno della chiesa di figura ovale, tutto rivestito di buoni marmi, di
di stucchi fatti da Raggi, e dorature, eoa quattro colonne corintie; e contiene oltre l'-iltare maggiore, quattro cappelle. Nella prima a sinistra ù
pilastri
,

Maria di Strada. Il Martinelli, Rovia ex cthnica sacra, opera che venne alla luce nel iGSS, parlando di questa chiesa a pag. 58, ecco
nali

ricca

Antonio

come si esprime: » In Quiriapud domum probatiouis soJcsu.

una Madonna
Lodovico

dipinta

dal

conte
:

cietatis

Dicebatur de Caballo.
erat parochiale
et

Anno i56i
populo. Ibi

omni-

uo descrtum,

desolatum, et sine

est

corpus

b.

Stanislai

Mazzanti d' Orvieto le pitture laterali sono di Lodovico Antonio David da Lugano, e quelle della volta di Giuseppe Chiari.
Presso a questa cappella
posito di Carlo

Costkae nobiJis poloni ". Gio. Andrea Croce vescovo di Tivoli nel

è

il

dere

Emmauuele IV

i566 donò questa

chiesa, col

sito

di Sardegna, che abdicò nel

1802,

annesso, al p. Francesco Borgia terzo generale della compagnia di Gesù, pel noviziato, e la chiesa fu dai

e

dopo aver abbracciato sino dal
semplici
voli
l'istituto

18 15 con

de' gesuiti, nella contigua casa del

fomlamcnli

lifalta, e

dotala

dalla

uoviziato mori

nel

iBig:

il

suo

,

CES
moileslo

GES
scolpilo

1G9
ornala
,

sepolcro

fu

dal

La

sagrestia,

assai

ha

la

piemontese Festa. Nel
del Diario di

numero 82
di

Roma

detto anprincipe

no

si

riporta la descrizione dei suffatti

fragi

celebrare

al

da Giovanni de Bordet francese; il quadro dell'altare celebre è del fratel Andrea Pozzi architetto e pittore famoso di provolta dipinta
,

defunto da Pio VII, come fu esposto e tumulato il cadavere, cioè coU'abito religioso, secondo la sua
disposizione,

spetliv.i

e

di

figure,

fratello coadi

diutore della compagnia

Gesù.
fu

La

casa annessa

del

noviziato

non che

la descrizio-

ne de'funerali fatti in questa medesima chiesa in cui pontificò la solenne messa di Rcquievi monsignor Luigi Lambruschini arcivescovo di Genova, ora amplissimo
cardinale, e fece poi le solenni assoluzioni con gli
tini,

pure fabbricata dal principe Pamphilj , con disegno del cav. Bernini. Ivi sono le stanze abitale già dal mentovato s. Stanislao, la cui camera ove morì fu dipinta dal Chiari. Vi si ammira ancora la
bella

statua

di

marmo

giacente,

arcivescovi FratBelli,

nello stato di

Bertazzoli,

e con

il

vese-

moribondo, eseguila da Pietro Gros con naturalissima
espressione
della
:

scovo

Menochio.

La

cappella

il

volto e le estremità
in

guente è sacra a s. Stanislao Kodel quale ivi conservasi il stka corpo dentro una preziosa urna di
,

figura

sono

tuario, l'abito poi è di
ro, e lo strapunto e

marmo stamarmo nedi
vi

guanciale

lapislazzuli

:

sentante
]\Iaratti;

il

ha un quadro rappresanto, dipinto da Carlo
volta
le

marmo
bel

giallo.

Al

di

sopra

è

un
Rli-

quadro del

cav.

Tommaso

la

è

di

Giovanni
laterali

nardi, dove espresse la Beala Vergine, con

Odazzi, essendo

pitture

alcune sante ed
1'

angeli

del mentovato Piazzanti.

Nell'alta-

in atto di ricevere in cielo

anima
fu
del
alla

re maggiore Guglielmo
ossia Cortese,

Courtoys
celebre

del santo.

Il

giardino
,

annesso
poscia

fratello del

prima dei Bandini

e

Borgognone, dipinse il martirio e crocifissione di s. Andrea. Questo altare fu solennemente consagrato
nel dì
della Purificazione, dal car-

cardinal Capponi: da

ultimo

vasta fabbrica del noviziato fu ag-

giunto

un
a'

braccio nuovo.
si

In quedi
s.

sta chiesa

celebra la festa

dinal Marc'Antonio Colonna, morto
nel
i5c)7, cioè quello della chiesa

Andrea
di
s.

3o novembre, e quella Stanislao a' 1 3 del medesimo

riedificala

dalla

duchessa
la

d.

Giodella

mese.

vanna.
di

Segue
nel

cappella

Chiesa del Gesìi. Nel rione

IX

Passiono, nella quale Giacinto Brandipinse

Pigna, sopra una piazza che dicesi
casa professa residenza del

quadro
e
al

dell'aliare
lati

im
la

Cristo morto,
il

nei

rape

prqsentò

viaggio
:

Calvario,
volta

llagellazione

nella

Iddio

ci.

Padre fu dipinto da Filippo BracFinalmenle il s. Francesco Saverio moribondo neh' ultima capquadri laterali sono lapella, ed
i

ed annessa alla preposilo generale, sorge questo magnifico tempio, uno de' più belli e sontuosi di Roma. Fino alla metà
Gesìi,

appunto del

del secolo

XVI

l'

area

oggi

occu-

pata da questa chiesa e dalla casa
professa era coperta
di

da
loro

voro

di

Baciccio

Gaulli;

la

glo-

case separale

ha
di

due isole da una
isole

ria nella

volta e del citato Bracci.

strad-ii,

e ciascuna

queste

170

GLS
piccola
al

GES
chiesa
:

racchiudeva una quella più vicino
li,

predelle chiese unironsi alla vicina

palazzo Aslalfabbrica
di
s.

parrocchia di
nale

s.

Marco.
dal

Il

cardihi

oggi

della

rev.

die principio

fondare
la

Pietro, era dedicata alla

Madonna,
il

casj profèssa nel

i543, e

chie-

e dicevasi perciò
sLalliSy

s.

Maria de Avolgo
della Strada,

denominazione che
s.

sa l'anno i568, incaricando il Vignola dei disegni; quindi insieme
coi cardinali Ottone Truchses e Cartolomeo della Cueva solennemente vi gittè) ne' fondamenti la prima pietra, con queste parole scolpite: Alexander Farncsius card, vicccan. aedis hii/tis, quain Nomini Jesu vovit, priniuni lume lapidem solenmi ritu conserraturn in fundainenla conjccit. VI cai. jul. MDLXVin. Appresso vi gittò alcune medaglie di argento che da una parte avevano la sua effigie

travolse in

Maria

ed
Ic

uno

scritto citato

da Fioravan-

Martinelli, a pag.

87 5 della sua

Roma ex
te

et/mica sacra, pertinen-

all'anno
ìnler
s.

sitoj

regione
l'altra

1587, ne determina il corinthiam e Luciae nane evtrsae j
porliciwi
s.

era dedicata a
col

Andrea, e
di
s.

designavasi

nome

An-

drea ad Apotliecas obscuras,
della contrada, e di questa fa

nome
menIl

zione Ja tassa di Leone
lebre e

X.

ce-

magnanimo cardinal Alessandro Farnese romano primogenito del duca di Parma e Piacenza, emulo dell' amore che lo zio
,

col

nome

intorno,
la

dall'altra

rapvede,
ri-

presenlavasi
della chiesa

facciata

esteriore
si

nel
il

modo che
il

avvertendo

Panciroli,

quale

Paolo
di

ebbe per la compagnia Gesù da lui approvata, volendo
111

porta l'incisione della medaglia, che
nella cima però della facciata mancano quattro angeli, due per ogni lato, ed un Cristo risuscitato, con queste parole Nomini Jesu sacrum. Bisogna dire che s. Ignazio supernamente illmninato da Dio, avesse preveduta la fondazione di questo splendido edifizio, dappoiché essendosi offerta una persona molto ric:

edificare
gesuiti,

la

casa

professa

de' pp.

ed unirvi una magnifica ne diede l' incarico a Giovanni Barozzi da Vignola laonde luttociò che esisteva, tranne le cachiesa,
,

mere
lito,

abitate da
le

s.

Ignazio, fu
chiese.
Il

demoPanci-

compreso

due

roli

ne' Tesori

nascosti,

parlando

a pag. 32 5 e seg. della chiesa del

ca di fondare

per

uso

della

na-

Gesù, dice che l'immagine che stava nella chiesa di s. Maria perchè

scente società, che in quel

princi-

pio aveva
sai

!a

memorata
e
ristretta,
,

chiesa as-

ne

restasse la

memoria

fu

riposta

angusta
progetto,

una
per

più
cosa
sape-

per collocarla poi nella cappella che in seguito gli fabbricarono riccamente alcune divote signore, come
vi
di

ampia ed elegante
il

il

santo ricusò

assictu'ando

certa quella persona, cli'egli

fu eretta altra cappella in onore
s.

va
chi

che

col

tempo
fondata

vi

saria stato

Andrea per memoria
per
la

di

que-

avrebbe

una

chiesa

sto apostolo,
lita
;

chiesa

demo-

adattata alla funzione
Il

dell' istituto. la

e

se era annessa

siccome ad ambedue le chiela cura delle anime
gesuiti

Vignola avea condotto
allor.»

fab-

brica della chiesa fino alla cornice al-

che

i

mai
nei

assumono
loro

per

lorché mori, ed
fu data
la

dal cai dinaie
lui

essere più liberi
la cura,
i

pii iidi'j,

cura

al

di

allievo

benefizi

e le rendite delle

Giacomo

della

Porta

di proseguire

GES
li!

GES
supcla

171

^

fabbrica,

dal
,

cwnicionc
quale
alla

dei

ss.

Abbondio monaco, ed Ab-

riore interno
te

laonde sua è
il

parbella

superiore,

bondanzio diacono, martiri, e collocali in una bella e divota cappella fabbricata sotto l'altare

armonia e regolarità usata dal <lemaestro non seppe attenersi due capnell' interno aggiunse le una a s. pelle rotonde dedicate
liinlo
:

magse-

giore

,

ricoirendo

nel giorno

guente appunto
rio

quello

anniversaonnella

del

loro martirio

e festa,

Francesco

d' Asisi, l'altra
;

alla
egli

Mapure

de

ogni

anno

si

celebra
il

donna
lece
di
il

della Strada

ed

chiesa del Gesù. Mor*i

gran carvol-

disegno della tacciata, tutta

dinale
le

Farnese

nel

i58g, e

travertino,
corinti

con
e

due

ordini di
piedi-

essere esposto e sepolto in que-

pilastri
stalli

composti,
alle

sta

disgiunti, risalti in

abbondannicchie
le sta-

za, cincpie

frontespizi

ed
sco
ste

alle

finestre
s.

laterali,

con
s.

sua chiesa, ove assisterono quarantadue cardinali ai suoi funerali, preceduti da quella solenne [)ompa funebre che descrivemmo nel voi.
VII, pag.

tue di
in

Ignazio
le

e di

Franceivi

i64

del Dizionario, ed in

Saverio,

quali furono

potre

altri

luoghi.
la

epoai

meno

antica,

e

Allora subentrò a beneficare

porte, del
sa

allontanandosi

dal

diseguo

Vignola. La pianta della chieè a forma di croce latina,

con

abside, cupola, e cappelle sfondate

compagnia di Gesti il cardinal Odoardo Farnese de' duchi di Parma, nipote del defunto, personaggio di egregia indole, e magnani-

molto, sopra delle quali sono delle tribune che si credono le prime.

mo come
il

lo

zio.

A

voler mostrare

suo grande

affetto pei gesuiti
(iesìi
la

ag-

Le
la

cappelle, oltre

vate, sono tre

due mentoper lato, e due nelle

giunse alla chiesa del

nave traversa, terminata essengran navata dall'abside, la la quale serve di presbiterio, nel di cui mezzo sorge l'altare masciore. Una delle sue campane venne fusa nell'anno i4oo in Londra, ove stava al tempio di s. Paolo, e dedicala a s. Barbara, come narra il Rocca a pag. lyS. Fu questa chiesa nello spazio di sedici anni compita, cioè nell'anno 584 (sebbene nella facciata si legga l'anno i57 5), e nel medesimo a' 5 settembre con solcnnissima processione di lutti

nobile sagrestia di cui parleremo, ed una proporzionata decenlissima abitazione, che

do

prima

di

1626
oltre
retto

vide
al

interamente
chiesa ven.

morire nel compita,
al

monumento
il

se[)olcraIe e-

neir istessa

tenero

suo

amico,

cardinal Bel-

larmino, con disegno di
Rainaldi, e con
ligione
le

Girolamo
,

statue della Rescolpile

e della

Sapienza
;

1

opere tutte che lo resero immortale, e nelle quali

da Pietro Bernini
la

impiegò
in

somma

di

sopra cento-

1

mila scudi. Anche questo cardinale

morte

volle essere sepolto in

queil

i

capitoli
gli

delle chiese collegiale, di

sta chiesa, sotto

ampia ed adorna
soil

tutti

ordini religiosi,
e

di

tutti

i

lapide, in cui
lo
il

vedesi scolpito

collegi

seminari, e grandissimo

suo nome. Narra
cardinal

Panciroli che
nel

•imero di gesuiti, di nobiltà e po-

Odoardo

1099
solile

git-

Po romano, lurono dalla chiesa "*^ s. Cosma e Damiano al foro
'^^'^no

tò la

prima

pietra colle

ce-

portali

a

questa

i

corpi

rimonie benedetta, per la fabbrica professa for* della contigua casa

172

CES
isola

GES
la

manie un
parole
:

con

chiesa,

es-

verse rivelazioni dalla D. Vergine,

sendovi scolpite sulla pietra queste

e quivi

come santamente era
visitata

vis-

Odoarilus Farncsius S. li. E. diaconus card. s. Euslachii, Farncsii cardìnalis III Alexandri vìcecan. prò patria sui rcUquias
prosequaLur, priinum hwic lapidem solcmni rilii consecratuni ad erigendarn suo surnplu domwn societati

suto mori; per cui è
fedeli,

dai

e tenuta in molta

veneraqueste

zione: nel corridore avanti

stanze

si

ammirano

alcune

procele-

spettive e figure dipinte dal

bre
per
so
s.

fratel

Pozzi gesuita.

l'arciduchessa
la'

Nel 1800 Marianna d'Austria,

Jtsu
vi

in

fundatnc.nta conjecit.

divozione che nutriva ver-

Pridic non. jul. an.
Indi

MDLXXKXIX.
effigie

Ignazio,

accomodò
con
la

colle

pro-

giltò alcune medaglie d'arla

prie

mani

la

pianeta alla sua sta-

gento con
d' intorno,
iscrizione
:

sua
nel

e

nome
questa
dìa-

tua al naturale,

sua

e

rovescio

schera, la quale venerasi nella

mame-

Odoardus Farncsius
s.

con.

card.

Eustachii majoruni

desima cappella, come si legge nel Mercato del Cancellieri a p. 21 4.

ti

suoru/n pietatcni iniitalus socictaJcsu doniuni fundavit. Ann.
architettura
,

Ma

siccome
di
s.

i

sacri

ornali

della
quelli

statua

Ignazio

sono

MDLXXXXIX. Con
dunque
cardinal
casa
di

Girolamo Rainaldi Farnese fece erigere
e

il

l'arciduchessa

che già servirono al santo in vita, avrà aggiunto ci
qualche
legge nel
di

la

ornamento.
del

Ed
del

infatti

si

professa,

siccome dal lato

numero 23

Diario

del palazzo che Pio

IV
si

regalò alla

Roma
la

i8o[, che
usata in

l'arcidu-

repubblica di Venezia
dilizio

vede

l'e-

chessa accomodò colle proprie
ni

madal
piìi

nell'estremità
il

dimidiato, se-

pianeta

vita

condo
si

disegno ch'era stato fatto,
l'altezza
dell'edi fi-

santo,

e lacera, scucita, e

in

narra che dispiacendo all'amba-

luoghi consumata
tichità.
gi

per la
il

sua ancardinal
la

sciatore veneto
zio,

Le

stanze
,

non hanno precasa

che per altro non avi'ebbe preil

artistici

giacché
in
essa

giudicato nella luce
corresse
al

palazzo,
,

ri-

Odoardo
le le

nel

fabbricare
,

senato

veneto
p.
gli

e che
rettore
dicesse,
si

comprese
nella
,

lasciando-

questo chiamato a sé il del collegio di Venezia

loro

originaria

sempli-

cità

tanto più pregevole. Ivi

che se

la

fabbrica di

Roma

con-

re
s.

moi'i

san

Francesco

puBorgia ;

tinuasse com'era stata incominciata,

potrebbe essere poi occupata dai gesuiti ch'erano in Venezia. I padri a questa prepotenza opposero un sommesso contegno, e cuopren-

Carlo Borromeo vi celebrò la seconda messa; e s. Francesco Sas.

verio ricevè da

Ignazio

l'

ubbi-

dienza e la benedizione per l'apostolica impresa delle Indie, delle
quali

do

l'edifizio

col tetto lo lasciarono

divenne

l'apostolo.

Questo

imperfetto.

divote stanze e la cappella fuiono
si

In questa casa professa

venedivota

ra l'oratorio
in cui
si

,

e

la

stanza

celebra la messa, ed ove
ivi

abitò lungamente
illiuninato

s. Ignazio, ed da Dio compose le gole della compagnia, ricevette

da diversi Papi, e dal regnante Gregorio XVI a' io ago-/ sto 1B37, dopo aver celebrato i^ chiesa, e comunicato i fedeli ava/
visitate
ti

redi-

la santa

Maggiore,

ivi

immagine di s. Mi^ come diremo Z^"

,

GES
pollala per impetrare
pel
la.
il

'

GES
una
iscrizione

173
esistente

patrocinio

moria
in

in

tremendo contagio tlel choleDi tuttociò se ne legge la me-

dette

stanze,

che qui

riportia-

mo.
\XXVII
.

ANNO

.

ClIR ISTI ANO
.

.

M

.

DCCC
.

.

.

SEXTILT
.

.

INEUNTE

tUES

ASIANA
.

.

ATROCIUS
.

IN

UKBEVI
.

INGRUECAT
.

rOPULUSQUE
n
.

.

ROM

CIRCUMFUSUS
.

IMAGINI

SANCTAE

MARIAE
.

.

D

.

N

TEMPIO
VOTIS
.

.

IIRERIANO
.

IN

.

FARNESIANUM
.

PROXIMUM

TRANSLATAE

tACRIMISQUE
.

PERQUAM
.

ASSIDUE
.

.

COELUM
.

.

TATIGABAT

LETALIS

UT
.

.

MORBI

IMPETUM
LAURENTII
.

BENIGNIUS

COERCERET

QirUM

.

DIE

NATALI

.

>r< >F<
.

MEGALOMARTYRIS
ET
FUIT
. .

GREGORIUS

.

XVI

.

PONT
.

.

MAX
.

RELIGIOSISSIME
.

IPSE

.

ACCESSIT

AC

.

POSTQUAM

AD
.

ARAM
.

DEIPARAE
.

.

.

OPERATUS

POPULUMQUE
AF.DICULAM
.

DE
.

MENSA
.

CHRISTI
.

PAVIT
.

HÀNC

.

IGNATII

.

PATRIS ADIIT PRECESOUE FERVENTIUS

INSTAURWIT
leti

Ripiendendo
l'

la descrizione del-

interno

della

chiesa

del

Gesù,

Leonardo Reti. Abbiamo una tera di Andrea Pozzo circa
gnificati della

si-

diremo che la volta grandiosa messa ad oro e stucco fu dipinta dal Baciccio, come pure la cupola ed
i

volta della chiesa di
in

Gesù, stampata
In questa
gani,

R.oma
vi

chiesa

nel 1694. sono tre or-

peducci

;

e

la

volta

vuoisi

che
fa-

uno
altri

sul cornicione corrisponla

fosse l'opera

più cospicua
lo

che

dente
e
gli

sopra
e di

porta

principale
di
s.

cesse: l'intelligenza del sotto in su,

nelle cappelle
s.

I-

l'unità, l'accordo,
gli

sfuggire dee
il

oggetti, lo

sfolgorare
le
le

de-

gradare della luce de' primi vanti fra
di
il

danno uno
moltissimo
di

Francesco Saverio, nobilissimi e sontuosi per gli orNel i<S32 a nati e grandezza.
gnazio

maggior lustro e decoro
gre
funzioni

delle
si

sa-

lloma,

e

al

giudizio
ncll'

alcuni

che quivi

celebraolla

primo,

osservata

effetto
Il

e

no
fu

,

l'organo
di
s.

corrispondente

nel complesso delle
scoli

opere.

Patalui

cappella
Scrassi di

Francesco
dai
celebri

Saverio
fratelli
i

nella vita del Baciccio riferiincidenti, che

rinnovato

sce vari
le

durante
pel
di

Bergamo, che sono

più.
:

lavoro ebbero luogo

rinomati fabbricatori degli organi
i

carattere assai focoso.

Soggetto di

singolari

e straordinari pregi di

quella pittura è la rappresentazio-

ne del noto passo: In Nomine lesa omne gena /leda tur. Gli ornati
di

stucco

nel

voltone,
le

le

statue
di

rappresentanti
'ucco,
ai
lati

virtù, pure

de' fineslroni
scultori,

sono
dise-

giustamente coi più sono commendati nel numero 18 delle Notizie del giorno di Roma, di detto anno. Esso ha cinquanta registri, con oigano di risposta interno, lavoro complicato
quest'organo
elogi
alti

*'oro di
§'•

vari

con

del

medesimo
di

Baciccio;
RaEjgi,

alcue di

con nuovo meccanismo inventato ed eseguito dai delti artisti, per
cui

"^ no

Antonio

reputasi

il

migliore

di

R.oina,

,

74

CES
col
rie

GE«
Bambino
Gio.
e
s.

In proposito degli organi «Iella cliiiisa {lei Gesù, narra il diarista Giacinto Gigli, che a' 7 agosto 1616
ivi

Carlo, e

le isto-

dalla cornice

in

giù, sono ope-

re di
lo

Francesco
opere
del
le

Romanelli

;

disse

Gio.
di

prima messa cantala Francesco Anerco, maestro
la

istorie

dalla cornice in su, e la

volta sono

Pomarancio
ivi

cappella

del

Papa,
del

essendo
b.

il

lavorate a fresco;
Giustizia

statue

col-

giorno dell'ottava
prali otto chori

Ignazio,

locate furono scolpite, quella
la
la

del-

e con quest'occasione furono
(cioè
i

ado-

da
dal
le

Cosimo
fratello

Fancelli,

coretti

o

Fortezza

Giacomo
LanzoValle.

tribune),
lora
si

delli

(juattordici
finiti in

che

al-

Antonio, e
ne, ed

altre

due da Dome-

erano
le

detta chiesa,

nico Guidi e da Giovanni
il

sopra

cappelle,

da principio se più vicini sono all'altare maggiore. Vi concorse popolo infinito ad udire in questa chiesa tutti
sici
i

non vi essendo non quei due, che

busto

di

monsignor CarFilippo
il

lo Cerri

lo scolpì

Nella terza cappella
1

quadi'O delss.

altare rappresenta

la

Trinila,
e-

mu-

coi santi

e sante del

paradiso,

che divisi in otto cori, fu senza dubbio cosa non più intesa sino a quel tempo. L'altare maggiore, che descriveremo coni' era prima che fosse rinnovato, ha quattro belle colonne
di

Pioma,

gregia pittuia di Francesco da Ponte di

Bassano;
lunetta
gli

in
il

uno

de' mezzi

tondi o

con

angeli
la

è

di

Padre Eterno Ventura Sail

limbeni;

Trasfigurazione del Si-

gnore è

di

Durante Alberti;
la

batcrea-

di giallo antico, e
axìcor
;

fu

architettalo
della

tesimo di Gesù Cristo, e
zione del

questo

da

Giacomo

mondo
da

nella volta

sono

Porla in esso si vedeva un quadro in cui Girolamo Muziano dipinse
sto
,

disegni del p. Gio. Battista
racri,

coloriti

altri.

FiamSegue la
Ignazio,

la

circoncisione di

con

diverse

Gesù Crifigure ad olio
destra di

magnifica

cappella
Pozzi
e
la

di

s.

mirabile per l'aichitetlura del fratei

molto
sito

lodate.

A mano
il

Andrea
maestà
per
,

gesuita,

e per
or-

questo altare è

nominato depo-

la

ricchezza
preziosità
nobili pietre
lavori
,

degli

del cardinal Bellarmino, egual-

nati,

delle
,

ma-

mente rinnovato , come diremo per ultimo riparlando dell' altare maggiore. Cominciando il giro delle

terie

delle

bronzi

scolture, e dei

fusione

r adornano
solo di

che con piolaonde può

cappelle delle navi minori, nel-

considerarsi

questo altare

la

prima

di

s.
il

Francesco Borgia pro-

primo non
se,

babilmente
tei

quadro
s.

lo

dipinse fra-

secondo alcuni,

come il Roma, ma fordi tutta 1' Eusca-

Pozzi, a sinistra nelle pareti late-

ropa.

rali vi è

dipinto

Pietro che bat-

Le quattro grandi colonne
li,

tezza

i

centurioni nel carcere
la

Ma-

nalate sono incrostate di lapislazzue listate
di

mertino, e
sco Mola
colò

caduta

di

s.

Paolo,

istorie colorite
:

da Pietro Francee le altre sto-

la volta,

qual ed
i

metallo
capitelli

sono

bronzo dorato, del pure le basi gettati da Giorgio

rie dalla cornice in su

delle

sono di Nil'omarance. Siegue la
il

Biscia, e
delli

Giacinto

Tana
I

sui

mr

di

Andrea
di

Bertoni.

conf

coppella Cerri:
re

quadro
la

dell'alta-

pilastri
lieo,

rappresentante

B. Vergine

e

^' sono di bianco e nero j*"'^'' verde antico sono

GES
nicione
giati
i-nlo,

GES
«Ielle

175

o

l'intero fronlispizio. fredi

quattro colonne, ed uno più

di

arabesclii

metnllo

do-

risaltandovi
in
la

nel

mezzo

un

gruppo
sentante

marmo
ss.

bianco rappre-

grande la prospetto tra le medesime. Il primo dei nominali bassorilievi esprime un gran fuoco cstinto

Trinità, sorretta da

per

intercessione del

santo,

nuvole, e

circondata

da splendidi

e fu gettato

raggi di bronzo messo a oro. Bernaidino Ludovisi scolpì il Dio Pa-

ne sul
il

da Giuseppe Pesaromodello di Renesto Fremin;
si

secondo, in cui
liberato

vede un ener-

dre, lo

Spirilo
il

Santo, e quell'an-

gumeno

dal santo, venne

gelo che regge
di
lapislazzuli,

globo terraccpieo
il

eh' è

più grosso

è più bel pezzo di lapislazzulo che
siasi

modellato da Angelo Rossi, e gettato da Adolfo Gasp, e Gio. Federico Ludovisi ; il terzo, in cui il
santo risana una

mai veduto
r
in
effigie

;

Lorenzo Ottoni
Figliuolo,

monaca,
ReifT;
il

è

tutta

eseguì

del divin

opera
che
Pietro
ferite,

di

Pietro
nel

quarto,
s.

avente
zo

mano una
La
è

croce di

tallo dorato.
dell'altare

nicchia nel
ricoperta di

memezlapis-

sta

mezzo,
risana

rappresenta
il

che
e fu

santo

dalle

lavorato per intero da
il

lazzuli
liste

e

di

alabastri

antichi con

Lorenzo Merlini;

quinto, con

s.

di

ta

di

bronzo dorato, ed è ornanuvole che sostengono pa-

Filippo Neri abbracciatosi col santo,
è modello di Francesco e fusione di
sesto,

recchi angioletti d'argento.

La

cni-

Nuvolone, Bernardino Brogi il
;

nice della nicchia è pur di metallo,

cogli

storpi

ed

altri

infermi

ed

ha

sulla

cima due angeli
i

guariti coli' olio della

condotti dal Monot,

quali reggo-

santo,

no una
il

targa dorata con
ss.

entrovi

e
il

lampada del venne modellato dal Fremin da Antonio Cordieri ; gettato
prigionieri
liberali

nome

ciistallo di

formato in monte. Entro la grande
di
la

Gesù

settimo, coi

nicchia avvi

statua di

s.

Ignazio,

che anticamente era d'argento in parte dorato, alta palmi dodici, opera di Gio. Federico Ludovisi
sul

ad intercessione del santo, fu moMonot e gettato da dellato dal Tommaso Germani. Ai lati deldi marl' altare sono due gruppi
la

modello
celebre

di

Le
,

Gros.
fu

La
il

o-

mo, il primo de' quali lappresenta Fede che abbatte l' idolatria, e
adorata
dalle

dierna statua di
dal

creta

formata
solo

viene

più

barbare

Canova

ed
sulla

nazioni, scultura di

Gio. Tendone,

ornalo
di

è è

d'argento:
vestita

pianeta

ed
la

il

secondo

la

Religione che con
e

molte gioie formanti gli ornamenti di tale abito sacerdotale; ed il quadro
cui

veggonsi

croce atterra

fulmina

l'ere-

sia

espressa sotto l'emblema di

un

in

tela

a olio,

te è

ricoperta, è

da cui comunemenopera del fratel

che tiene un serpe, e d'una donna decrepila, opera di Pietro
Gros. I due bassorilievi che sono nelle pareti rappresentano, il primo l'approvazione delia compagnia di Gesù, lavoro di Angelo
le

uomo

un ricco piedistallo la sostiene, con due angeli ai lati che hanno in mano una cornucopia e pongono in mezzo un cartellone in
Pozzi;
,

Rossi, l'altro
santo, scolpito

la

canonizzazione del

cui

si

legge
Sei

:

y4d niajorem Dei glodi

liam.

bassorilievi
gli

metallo

melli.

I

da Bernardino Cadue angeli di marmo, che
ai

dorato

ornano

specchi di

due

stanno stdle porle

fianchi

della

fjG
cappella

-

GES
reggendo

GES
col di
lapis-

uno scudo

nome
lazzuli,

di

Gesù

in

campo

seppe Panlz, e ad altri fiamminghi, che vi rappresentarono le stos. Francesco. La prima capa destra, entrando in chiesa, è dedicata a s. Andrea apostolo,

fniono

scolpiti dal cav.
,

Ru-

rie

di

sconi quelli

Francesco
nella volta

r organo e da Maratti e Lorenzo Otsotto

pella

toni quelli di rimpetto.
dell'arco,

La

pittura

titolare
lila.

dell'altra chiesola

demorappremartirio
s.

in cui

è e-

Il

quadro
il

dell'altare

spresso

s.

Ignazio in atto di entragloria dagli
celeste portato

sentante
terali

santo,

e le pitture la-

re

nella

e

esprimenti
Stefiino,

una
le

il

corteggialo

angeli, è

buona

di

s.

l'altra

quello di

opera del Gaulli detto Bacicelo suaimentovalo. Il corpo di s. Ignazio si venera sotto l'aliare in una ricca urna di bronzo dorato, ornata di pietre preziose e lavorate

Lorenzo, come pure
volta,

storie nelle

lunette, e la gloria de* santi nella

sono

tutti

lavori di

Agosti-

con rabeschi e

bassorilievi.

no Ciampclli. Nella seconda cappella evvi un Crocefisso ossia un Cristo morto in braccio alla divina IMadre, dipinto da Scipione Gaetano ossia Pulzone da Gaeta ; le
pitture
laterali

La contigua
ria della

cappelletta rotonda

V dedicata alla Beata Vergine

Macome

Strada,

perchè

fu tolta

della

Passione,

e

dall'antica chiesola demolita,

quelle della

volta furono condotte

dicemmo di to Giacomo
Gio. Battista
gesuita,

sopra; ne fu architetdella

dal cav. Gaspare Celio, sui disegni
del p.

Porta.

I

cori

Fiammeri,

altri

dicono sui
terza

degli angeli che

suonano, sono di Pozzo milanese non
pitture
il

cartoni del p.

V alenano. La

cappella dei
ss.
:

Vettori è dedicata ai

ed
;

eseguiti
le

delicatezza
olio,

con somma da basso a
piccolo cor-

Angeli il quadro dell' altare con molti angeli in atto di orare,
le

che sono sotto

e
li

storie degli

angeli nelle pare-

nicione, sono lavori del p. Giusep-

pe Valcriano

gesuita, nelle

quali

sono lavori di Francesco Zuccari; Àbramo che adora i tre
laterali

Scipion Gaetano,

secondo Ridolfialcuni panni bel-

angeli, pittura
triangoli della

a fresco, e

gli

altri

no Venuti,
lissimi;
il

fece

volta sono di
i

Venangeli

presentante
assai

quadretto in tavola raps. Giuseppe, posto di recente snUaltare, è un dipinto
gentile

tura
di

Salimbeni;
posti
scolpiti

quattro

marmo

nelle nicchie fu-

rono
altri

del

cav.

Francesco
dell'altare

Vigiù, da
;

da Siila Lungo da Flaminio Vacca e da
angeletti
di

Podesti.

Dall'altro lato

alcuni

stucco

maggiore, e prossima alla cappella di s. Francesco Saverio, è la cappelletta di s. Francesco d'Asisi, architettata
della

intorno alla volta

dal
il

Porla:

medesimo Giacomo quadro dell'altare
Vecchi
,

è di Giovanni de

la

cu-

poletta fu colorita a fresco

da Baluccelli

lo Mariani gran cappella nella crociera è dedicata a s. Francesco Saverio, e venne fabbricata nobilissimamente con disegno di Pietro da Cortona, a spese del cardinal Francesco Negrotti,
Il

sono di Camilvicentino. La quarta

dassare Croci

,

i

paesi e gli

clic

ivi

volle essere sepolto.

sono opere pregevoli del Brilli, ed i qnadii all' intorno, dalla cornice
in

quadro
il

dell'altare,

rappresentandi

te

santo in agonia, è opera
INIaralli,

basso, uscirono di

mano

a Giu-

Carlo

lavoro molto stima-

GES
lo:
liilla

(lES
fu

177
2

la

volta

dipinla

ila
;

tìistiiLuziono

4o>

t^^'

tliccmLio

Gio.
del

Andrea
santo,

Carloni
il

gcuovosc

in essa

venerasi

Inaccio

tlcslro

i843. Qncslo
dagli

tempio,

edincalo

come

e da ultimo fu restaui Gì 4) per Claudio Acquavi-

«liccmmo nel bel seeolo XVI, ebbe
intelligenti

rata: questo braccio nel

(|ualchc ragione-

comando
va

del p.

volc

censura
la
i

nel

suo

complesso,

generale

della

Gesù, fu distaccato sacro cadavere, che
magnifico
s.

compagnia di dal gomito del
venerasi
in

per

vuto
cioè

mala ventura di avere adue nominati architetti,
Vignola,
valore,

il

che

condusse
vi

il

sepolcro nella chiesa di

lavoro fino al cornicione, e
strò

mo-

Paolo

fondata
in

dai

gesuiti

in

quel
lo

che

nell'archi-

Goa, e portato
znsse circa

Roma,
il

col qual

tettura

resero
della

cclebratissimo, e

braccio diccsi che

santo batleze

Giacomo
resse
il

un milione
Dai
di
lati

duecento

polo, che

mila
gli

pagani.

stemmi dorati
,

si vedono Clemente IX

Porta cU lui discccon disegno proprio dirimanente, ed allontananquella

dosi

da

mirabile

purezza
dei

perchè incominciato ad erigersi nel suo pontificato, e d'Innocenzo XI Odescalchi per avervi fatta la mensa. Le pitRospigliosi
forse

del proprio

maestro,
nella

nell'eleganza

de' profili e

regolarità

membri,
che
di
così

trascorse

nel

manierato
il

facilmente

dà nell'occhio
conacostituire,
si

Iure sopra
te della
suiti

le

quattro piccole por-

ogni

osservatore, atteso

chiesa sono di alcuni gc-

Tronto

che
il

se

ne può

fiamminghi.
decorata

Nobile
di
la

è la saar-

A

compensare

tanto difetto,

grestia,

bellissimi

dottò

consiglio per la parte in-

tnadi di noce,

avente

volta di-

pinta a fresco da Agostino Ciampclli.

arricchirlo con magnifici ornamenti; laonde, come abbiamo

terna di

Il

cjuadro dell'altare, rappresens.

veduto, la
delle

chiesa del

Gesù

è

una
che
larga

tante

Ignazio in abito
di

sacerdosi

più

maestose

e

ricche

tale, è

buona mano, ma non
cjuantunque alcuni

vanti la capitale del
lieo.

mondo
in

calto-

sa l'autore,

lo

Di
le

fatti,

abbondano
e

dicono con probabilità del Caracdice Ridolfino Venuti ch'eravi ci
:

copia

narrate

scolture, dipinti,
di grandis-

stucchi, oro,

marmi

pure una
di
ziosi arredi

testa

d'

un Ecce
oltre
si

homo
i

Guido Reni, e che
che
ivi

pre-

simo valore; e non ostante la moltiplicilà degli ornali, recano meraviglia
i

custodiscono,

due
s.
il

altari

di

s.

Ignazio

e corrispondenti
della

alla

magnificenza

Loiola, e di

chiesa, i bronzi e i marmi, prima ivi erano, essere del Rossi, di Fremin, di Ludovisi, di Merlini, di Nuvoloni, Monot, Teodonc, e le Gros. Ora passeremo a dare un' indicazione del nuovo

massime
ne delle
rocca,
j>ietre

Francesco Saverio, primo per la profusio,

che

decorazioni

cristalli

di

agate,

lapislazzuli

ed altre

nobilissime. Mancando dunque a questa chiesa così splendida un aitar maggiore che colla sua

altare maggiore, secondo la descri-

magnificenza corrispondesse
stante, essendo
scritto
in
sa,

al

re-

zione fatta dalla

dotta

penna del

meschino

il

suddePorta,

chiaro sacerdote Domenico Zanelli,

di

Giacomo

della

ed inserita nel giornale letterario di Roma, V Album, coq incisione,
voL.
XXX.

proporzione del resto della chiee povero in confronto alla ric12

178
tliezza
rali,
ilei

GES
tliie

GES
late-

grandi altari
perciò
desiderosi

bievementc
dispaieri,

l'altare.

Chi amasse

|tì(xlucendo

spiacevole
i

poi sentenziare sulla leltitudinc dei

tlisarnionia,
gesuiti
di

e

padri

potrà leggere

i

due

oIl

veder tolto tank) diletto,

puscoli

che
è
del

andiamo a
eh.

citare.

vennero

alla

determinazione di dedi
le-

molirlo, anche perche la sua parte

superiore, che cooiponcvasi

gno
a

e di

tela,

si

slimava deforme
altro

ed inconveniente; (|uiudi invitarono
costruirne nn
Sarti
l'

Francesco Gasparoni, il quale con esso pubblicò il progetto che pel medesimo altare avea fatto nel 18 34 l'architetto cav. Giovanni Azzurri prodi geometria prospettiva ed ottica della suddetta insigne accademia, e con questo titolo: Ragione di un progello di altare maggiore per la chiesa del Gesù

primo

architetto

fessore

,

Antonio
lettura
la
s.

professore di archi-

pontificia

elementare ed ornato nelromana accademia di

Luca.
di
si

A

questi

inoltre ingiunin

sero

costruirlo

modo

,

che
di
alsi

in

Roma

disegnalo

dal

signor

non
re

avesse più bisogno di erige-

profcòiore
tipografia
è
del

cavaliere Giovanni ÀZ'

sul

medesimo
che
soleva

la

macchina
innalzarsi

zurn, con pianta e prospetto,
Menicanli
Alciati,

Roma

legno,

lorché colla

massima pompa

e-

cav.
le

i843. L'altro quale senil

sponeva alla pubblica adorazione il ss. Sagramcnto, e che si conservassero
le

tendo

dispute dell'altare in dicritiche
alla

scorso, e le

che

non

sia
,

quattro colonne di gial11

con ispondente
al
sa,

magnificenza

lo antico.
si

valente Sarti accinto-

disegno ed agli ornati della chie-

do

glande lavoro, seconapprovato da tre altri professori ed accademici di s. Luca, giunse a condurlo a termine nei primi del iS.p, onde per la prima volta fu scoperto nella domenica di quinquagesima, in cui appunto ha luogo la solenne esposizione della ss. Eucaristia iu forma di quarant' ore. E siccome già erano eorse tante voci intorno alla licchezza di questo imovo altare, così gran concorso di popolo trasse a vederlo appena
al
il

animoso

disegno

e difettoso altresì per languidezza ed insieme della vigoria dei

marmi
piìi

coloriti,

dopo un esame

il

imparziale,

lare sulle

che si studiò di opposte eccezioni, volle
le

pubblicare

sue osservazioni,
in

e
al-

sembra opinare, che
servate le

quanto
e

l'esecuzione, severamente furono os-

regole d'arte,

perciò

scevro di eccezione per questa parte
1

altare,

dichiaiando pure essestile, semimponente, e fine per lo quale era

re

il

disegno di purgato
sì,

plice

ma

bello,

adattato al
stato
le

fu

scoperto

al

pubblico, e

come

commesso.

Tali

osservazioni

sempre ordinariamente avvenir suoandò nalo di qualunque opera,
turalmente soggetto a molli e
cordanti giudizi,
ti,

pubblicò con l'opuscolo intitolato: L'altare maggiore nella chiesa
del

dis-

Gesù

erello

didlo

architetto

sia

degl'inteiligcn-

Antonio
amici,
viucci

Sarti,

discorso

del

cav.

sia del

popolo, che in
al

Roma ha
Lungi

Alciati capitano del genio ai suoi

rocchio
dall'

avvezzato

bello.

Roma
1843,

nella

tipografìa

Sal-

esaminare

parità di

o discutere la dissilTatti giudizi ed opilimiterò

con disegno del me-

desimo

altare e tribuna.

nioni,

mi

a

descrivere

L'aliare è lungo treatasci palmi,

GES
poco
per
il

GES
uè paro
di
fosse

179
percorie
sopra
di

jtiìi

(IcH'anlico,

del

sacrario
dell'

e che

nel
esso

stalo conveniente allargnrlo

più

giro
s'

abside, e

non rendere

troppo

angusto

innalza

lo stilobate

formato d'a-

presbiterio alle sacre cerimonie,
cui larghezza

la

è poco considcrC'
di

le quattro colonne di giallo antico memorate,

laba.stro,

su cui posano

•volc.

Cimpjc

gradini

granito

il

cui

fusto

ha

di

altezza

palmi

nero e verdognolo si sollevano dal piano del presbiterio, e mettono alla mensa, la (juale è lunga f{uindici

22, i;i2, e di diametro 2, 7/12, giudicale di piccola dimensione pel

nuovo
fastigio

altare.

Sulla sommità
tre

del
ali

palmi,

ed

ha
,

breccia
paliolto
la

egiziana
di

un zoccolo di ed un prezioso
antica, creduta

stanno
,

angeli
estatici

con
fissi

spiegate

e

come
il

fluorite

contemplare

nome

di

a Gesù, che
dal

materia dei celebrali vasi murSulla

^rge sopra
lo

il

loro capo, circondain

lini.

mensa
di
si

isolata sorge per
al-

da raggi lavorali

marmo
si

collùcamenlo dei candellieri un
tro gradino
nel cui

professor Rinaldi.
terii

Indi sugli acro-

alabastro violetto,
eleva
il

in atto di adorazione

veg-

mezzo

maestosi

gono

due

altri

angeli

alati,

ma

so ciborio di bronzo dorato, lavo-

rato con magistero d'arte. Esso

compone
la

di

due

parli,

l'

inferiore

d'una dimensione maggiore, e rappresentanti uno la Fede, e l'altro il primo la Speranza è dello scar:

eh' è quadrata serve a rinchiudere

pello del

professor Bcnaglia, l'altro

sacra pisside, e la superiore per

dello

scultore

Gnaccarini.
si

Nell'inla

collocare l'ostensorio,

quando
esposto.

nelle

tercolunnio di mezzo

apre
dal

suin-

sacre

funzioni

viene

La

dicata grandiosa nicchia, ch'è

parte
glianza

superiore

o

sacrario

è for-

tidianamente
rappresentante

coperta
la

quoquadro
di

mala a colonne,
tiene

ma

poca

somii

Circoncisione

degli

altri

cibori,

Gesù, dipinto dal cav. Capalli. Entro
questa nicchia sta collocato
il

quali ordinariamente
la,

hanno cupo-

tro-

nicchia, lanternino, e altre cose,

no formato precipuamente
tro angeli
in

di quat-

mentre questo presenta un aspetto più maestoso, e viene formato in

alto rive.renle, e sos-

modo, che terminata l'esposizione del ss. Sa"ramento non viene l'oslensorio
levato,

tenendo colle destre delle cornucopia per le candele, nel cui centro va collocato, allorcjuando se ne
fa
la

ma

si

asconde
slesso

solenne esposizione,

il

ss.

Sa-

facendo

girare

sopra di sé
del

gra mento, che posa sopra una sfera

una
la

parte
e

interna
cos'i
si

sacrario

sorretta da t(uallro fìgiue, cioè

medesuMO,
bel
e

invece della sau-

dell' ufjuila,

del leone,

del

bue, e

Luearislia,
croctlisso

vede

esposto

mi

dell'

angelo,

emblemi
che
si

degl' ispirati

di

metallo

doralo,

evangelisti

dispersero

per

grande talmente che si discerne anche dall' ingresso della chiesa.
nicchia, od usualmente la ricopre. Perciò posteriormente alla mensa sorge il basamento di rosso
al

convertire
ti

le

genti di
Il

tutte le par-

del

mondo.

ciclo

della nic-

La parte superiore poi follila ornamento alla
quadro
che

dell' aliare

chia è costrutto a cassettoni, tulli
fregiati

di lapislazzuli, e di tra

marmi

preziosi,

cui

gli

alabastri tar-

tarugali, e a

rose sardonici.
il

E

di

non minor
terio,

pregio sono

presbi-

brecciato,

alto

fino

alla

cornice

e

il

braccio della nave fino

,

i8o
ai

GES
vi
si

GES
il

quattro più diritti della cupola,
scorge
breccia
il

dappoiché
i^vcco

marmo
corallina

gno di ogni ammirazione si nuovo altare, e torna forse
cile,

è

il

diffiil

scritto, la

per la

i-arità

dei

marmi,
di

trosia

violacea, la himachella,
rosso,
il

granito

vare

un
ricco.
i

altare che

questo

verde antico,
,

il

porfido e

più
di

altre

pietre

tutte rare e di gran-

Oltre
santi,
il

suddetti corpi e reliquie
nella chiesa del

dissimo valore.
balaustrata, alla

Una
si

elegantissima
dal pavi-

Gesìi

si

quale

vcncia
scovo e
parte

corpo
martire
quello

di

s.

Ignazio

ve-

mento

della chiesa

ascende me-

d' Antiochia,

una

diante tre gradini di marmo al'ricano, ne dà il compimento. Note-

di

di

s.

Francesco
reliquie.

Borgia,

ed altre
il

insigni

remo
sai

,

eh' essendo

necessario che

Le
sa
alla

feste principali

di questa chie-

l'altare principale

dovesse essere as-

sono

di

primo gennaio sacro
di

elevato dal

pavimento per

a-

circoncisione

Gcsìi, e

il

di

maggiore dignità dei minori, e perchè fossero meglio vedute le funzioni, dispose l'architetto che
vere
al

3i luglio giorno della beata morte di
s.

Ignazio

:

nel dì
nella

poi delia

sagra, che

ricorre
la

domenica
fa

presbiterio
:

si

salisse

pei

detti

precedente
il

prima

dell'avvento,

tre gradini

il

presbiterio è

rac-

magistrato

romano ogni anno

chiuso

con

balaustrata

leggiera

e molto elegante, come appunto dovea essere questo membro se-

condario,

posto in linea

retta sul

r obblazione di calice e patena di argento con quattro torcie di cera. Quivi meravigliosamente si palesa e trionfa la grandezza e maestà
del sacro
culto,

terzo gradino.
dell'altare

A

corna evangcliì
ceneri del
preci-

sussistono le

semplarità
siastica

e

per il decoro, emagnificenza ecclesi

ven.

cardinal Bellarmino, e

con cui

celebrano

le

samente sopra la porta che vi si vede, ove è pure un bassorilievo in cui il professore Tadolini cfilgiò
in

tante sagre funzioni

annuali che

straordinarie,

per

cui

massimo
l'

e

costante è
nel

il

concorso
,

del popolo

marmo

la
il

Religione

e la

frequentarla

onde
e

appella
Il

Speranza, oltre

busto del defun-

Vantlcaincra dei paradiso.
ciroli

Vandi-

to scolpito dal Bernini. Dalla parte opposta a cornu epistolac, sopra della porta egualmente, la quale conduce alla sagrestia , venne collocato il busto del ven. p. Pignattelli, con bassorilievo del cav. Sola, rappresentante la Speranza

a p. 335,

Ridolfino Vedelle

nuti a p.

672
,

parlano
sotto

verse pie congregazioni

fondale in
patrocinio
la dire-

questa
della B.

chiesa

il

Vergine Maria, e

zione dei pp. gesuiti, e delle loro di vote pratiche. La prima è quella
della

e

la

Carità.
in

La

varietà

de'marmi
reca

Assunta

pei

nobili

romani

impiegati

questo

altare

principiata nel 1593, che ha l'oratorio nel chiostro a destra dell'in-

meraviglia, tutti lavorati con

som-

ma

diligenza

ed

ottimo gusto, in
finitezza

gresso della porteria della casa professa, della

somma
nelle

tutto è

d'arte, e

quale parlammo
e

al

voi.

indorature
,

e

nei

bronzi

e

IX,

p.

i34

i35

del Dizionario.

da Guglielmo maniera che considerato anche da questo lato denei ceselli

eseguiti
di

La seconda
sotto
il

congregazione

è

dei

Kopfgarten

:

mercanti, ch'ebbe origine nel i^gG,
titolo della Nalività

di

Ma-

,

CES
ria,

CES
lia

181
del

ed anche questa

l'oratorio

Tarlatino,

d'ordine

presso la porteria. Altre due con-

gregazioni
giani,

composte
1'

di

vari

artile

hanno

oratorio sopra

cappelle della

chiesa a

mano

de-

stra dell'ingresso,

nunziata,
l'altra

elle

principiò nel

una sacra all'Ani5q5;

preposito nel 1648, dro VII vi destinò per prefetto monsignor Oddi vicegerente. Della cnppcila cardinalizia che quivi si tiene nella domenica di quinquagesima per la solenne esposizione
del
ss.

lodalo p. indi Alessan-

alla

Concezione, fondata nel

Sagramento

,

della

visita

i597, che si unì alla prima: nel lySi rinnovarono l'oratorio con disegno di Francesco Nicoletli, ed il quadro dell'altare fu dipinto da Francesco Caccianiga. Abbiamo le Regole della congregazione della
ss.

che suole farvi il Papa, e la del magistrato romano

di quel-

nell'ulse

timo giorno

di

carnevale,

ne

parla a quei luoghi del Dizionario

Natività della B.
della
ivi

V. nella cadi

che citammo di sopra, dicendo di tal divozione inculcata da s. Ignazio. Del solenne Te Dewn che
si canta in questa chiesa nell'ultimo giorno dell' anno, coli' intervento del Papa e dei cardinali, ne pailammo al voi. IX, p. \i\

sa professa

compagnia
la

Gesù
della dì

in

Roma,

1826. Vi è pure

stampate nel congregazione

buona morte, ed ogni venerha luogo un pubblico pio cper questo
il

del
11

Dizionario.
Cancellieri
nel suo

sercizio
si

fine.

Di questa
con-

Mercato

ha

Rituale

della ven,

a p.

212

e 21 3,

coH'autorità del

gregazione segreta della buona morie, eretta nella cappella intcriore
presso l'altare maggiore della chie-

diarista Gigli, riporta in qual

mosetil

do

la

compagnia

di

Gesù nel i63c)
a'27
detto giorno

celebrò l'anno

secolare
il

sa del Cesie di Roma, ivi stampato nel 1790. L'esercizio della l)uona morte ebbe incominciamento in questa

tembre, essendo

compimento

chiesa

l'anno

1660,
gli

dacché fu con le feste

anno centesimo confermata da Paolo III,
dell'

fatte

nella chiesa dei

e Benedetto XIII nel

1727

ac-

crebbe
sessi

le

indulgenze, ed eresse in

congregazione
ascritti

l'uno e
al

l'altro
esercizio.

dei
Il
,

pio

Piazza
trattato

neir

Euscvologio
cap.

romano

ove fu celebrata la messa e i vcsperi con musiche stpjisitissime a cinque cori, quattro vicini all'altare maggiore, ed uno sopra il cornicione a pie della chiesa Gesù,
recandovisi

volo

IX, parla del diesercizio, istituito in questa
1640, dell'esempio della
in
tutti
i

X,

Urbano
furono

Vili. Indi Jìce
tutte piene di

che

la

facciata

della chiesa e la

chiesa nel

sua cupola
nella

Madonna
Vincenzo
rale,
sica,

sabbati, dal

p.

lumi, che facevano bellissima vista:
sera

Carada

preposilo

gene-

seguente

ebbero

sulla

col canto delle litanie in

mu-

piazza luogo de'fuochi
si

artificiali,

e
ri-

per divota

generosità di Gi-

bruciò

la

statua del

Tempo

rolamo Muti canonico di s. Pietro. Al capo XI poi il Piazza discorre
della

manendo
ta.

quella della Virtù intat-

congregazione
di

e

conferenza
incominciata
la

de' casi in di

coscienza,

Antonio Ghcrardi ci diede la Relazione della festa fatta da Antonio cardinal Barberini nella chiesa della casa professa del Cesie per l'anno centesimo^ ìiom^. i63f)j

una

camera
chiesa

presso
dal

tribuna

questa

p

Antonio

i82

GES
uso-

GES
Gesù
l'altia
fatta

e Gaiiilcnxio Paganino scrisse na LcUcia dell' anno secolare

da

Paolo
santo

HI^ e
ss.

ncl-

una
furono

visione

della
:

Trigli

lennemente celebrato dai pp. della conipac^nìa di Gesù mi iGSq. Ma
già a' 12

nità avuta dal
razzi

tutti

a-

tessuti

nella
s.

fabbrica

marzo 1622 per
ss.
i

la

ca-

posta sulla
Trastevere,

piazza di
sotto
la

Maria

in di

nonizzazioue de'
cesco

Ignazio e Frangesuiti

direzione

Saverio,
di

avevano
finestre

empito
ed
no,
il

lumi

tutte

le

Antonio Gargaglia. Fedi il padre Girolamo Andreucci nel Ila^^uaglio

cornicione del collegio roma-

delle
s.

opere

pie

stabilite

in

ed

abbruciarono
;

botti

e

fe-

cero la girandola

e nella chiesa del

Gesù

tutta la

lumi che dere, ed ancora
dal cornicione fuochi
meraviglia.
artiflziali

cupola fu piena di facevano bellissimo vetutta la
facciata

in su era piena di

Ignazio Loiola, espresse negli arazzi della chiesa del Gèsii a pag. i53 fra le sue Opere inorali, Roma I743. Questa apparalura cogli arazzi iòrma la più magnifica decorazione in tutte le feste

Roma da

che
questi
i

pareva

una
si

che
del

ivi

si

fanno. Nel
di

Da

racconti

vuol dcilurre che

gesuiti

furono

numero 80 del 1840 è

Diario

Roma
i

riportata

la descrizio-

i primi ad illuminare in Roma la cupola della chiesa, e probabilmenesempio incominciò te a di loro

ne della celebrazione che
gesuiti del terzo

fecero

anno secolare

del

lojo istituto nella chiesa del

Gesìi,

nel

1G44
la

rp^ella

della basilica va-

ticana,

quale
dal

illuminazione
cav.

fu

ove la solenne messa e i vespeii furono celebrati dall'odierno padre
preposito
generale, recandovisi
il

migliorata
telli.

Luigi Vanvi-

atl

Lo

slesso Cancellieri a

parla del

nobile

paliotto

214 a rame
p.

ascoltare la messa bassa
te

regnanindi

Papa Gregorio XVI, che
solenne
fu

dorato in campo azzurro di lapislazzuli, lavorato da Filippo Tofani
per l'altare
sei

passò nella contigua casa professa.

Della
(|uale

processione con
di
s.

la

di

s.

Ignazio,
di

e

dei

dalla basilica

IMaria

bellissimi

vasi

metallo sosposti nel

Maggiore
ria

portata

in

questa
di

tenuti

da pullini
sulla
altare, donati

simili,

chiesa l'insigne

immagine
si

Ma-

1754
simo
di

balaustrata del

mede-

santissima che

venera nella

con

altre cose

Dice jno'tre che nel 743 si aggiunse a questa chiesa lo stupendo ornabenefattori.
1

valore da pii

cappella Borghesiana, nel 1887, pel minacciante morbo del cholera, in
cui
il

Pontefice che regna, oltre

l'a-

vere
si

accompagnalo

la

processione,
a
cele-

mento

degli

arazzi,

di

cui

si

fa
tlel

portò

come
Gesù

dicemmo
la

menzione al numero Diario di Roma. Per
s.

4^'^
la festa

brare

nell' altare

maggiore

della

di
c-

chiesa del

messa, comudi

Ignazio

si

videro

nel

1744

nicando un
sone,
si

gran

numero

per-

sposli in
razzi,
ni
sei

chiesa
di

due

nobilissimi ae consimili

legge nei Diari di
nel

Roma,
di
tale

fatti

nuovo,
eransi

massime
ogni

numero G\
fatte ai

che già

veduti
del

})er

anno. Le caritatevoli prestazioni di

la

prima volta nel precedente antutti allusivi

genere

colerici

dai

no,
to.

alla
essi

vita
ài

san-

zelanti

gesuiti,

sprezzando qualuncontagio, non juuo
i

In

uno

di

rappresenta
di

(]ue pericolo di
descrivibili,

ìa

conferma

della

compagnia

ed

r-jiiiani

ne

con-

,

GEZ
serveranno
Indine.
dialo di
in
Il

GII A
lencra grati
(s.).

iS3
anni fra
rico-

elcma

e

Solitario della diocesi di Trcil

senato romano, in attesi

veri,
i

([ualc

passò dieci senza

questo senliinentOj

recò

deserti

e sui monti,

senza

formalità alla chiesa
olili

del Gesù,
di

vero e quasi
tanto
negli

vesti,

nutren-

ed

un

calice

con patena
di
s.

dosi d'erbe e di crude radici. Solullioii
si

argento.

Un

migliaio

famiglie
I-

poi che avevano fatto voto a

della sua
la

vita

quattro anni permise di recarsi
a cercai
la

gnazio di mostrargli
scenza
se

la

loro ricono*

sera nei vicini villaggi
stalla

preservati dal micidiale

qualche
te
;

ove passare

not-

morbo, avendo
ta

pienamente conse-

ma non

volea ricevere dai suoi

guito l'intento, olfrirono nella detchiesa all'altare del santo
di
sei

albergatori che
coricarsi,

im

po' di paglia

i\<x

una

muta

candellieri di

bronzo

o di

pane di orzo crusca. Informato s, Bernare ipialche

tloralo.

do
CarV. Potier de Gesures.
(s.).

della vita di quesl'

uomo

straor-

GESURES POTIERLeoxe,
ilinale.

dinario,
de' suoi

mandò
una
s.

a lui Aicardo,

uno
e

religiosi,

per

salutai lo

GETULIO
sercito
ri
s.

Oiliciale nell'e-

recargli

veste in

seguo di sua
si

romano

sotto gli

imperato-

allezione.

Egli accettò la veste rin-

Traiano e Adriano, e marito di
Sinforosa.
di

graziando

Bernardo che
pensare a
usare,
lui
;

era

Convertitosi alla reli-

degnato
la

ili

ma non

gione
bini.

Cristo,
ritirossi

rinunciò
nel

al

suo

grado e

paese
all'

de' sa-

Fu

denunzialo
il

imperatoper
ar-

re Adriano,
ulQziale restarlo
;

quale

mandò un suo
aiutato

chiamato Cereale

dicendo non Pregò Aicardo religiosi che lo aveauo accome pagnato di salutar per lui s. Bernardo, e raccomandatosi alle loro
volle

poi

essergli
i

necessaria.

ma

Getulio,

da

orazioni ritornò nelle foreste ch'e-

suo fratello
zelante di lui

Amanzio, non meno
per
la
^m.ì\iì^

rano
e

la

sua ordinaria vr<limora.
sua morte
ciiVca
il

Si

converti
lor-

colloca la

ii3G,

r

ulìlziale.

11

principe irritato
tal

la di lui festa è intlicata

nei

mar-

Icmentc
Licinio

a
di

fatto,

comandò
Getulio

a

tirologi
si

di
il

farli

morire.

sotto

Francia e de' Paesi Basgiorno 6 agosto, e cosi

Amanzio

e Cereale,

con

un

<illro

pure in quelli de' benedettini e dei
cisteieiensi.

cristiano di

nome

Primitivo, luroes-

no condoni a Tivoli, ove doj)o
ni,

GIlABiNl.

Sqi\c

vescovile

del-'

sere stati incarcerali ventisette giore aver patito dillerenti torture, vennero decapitati. S. Sinforosa sepi

l'Armenia maggiore sotto il cattolico di Sis, chiamata pure Ghabnus.
11

suo vescovo Basilio
Sis
,

sottoscrisse al

pellì

loro corpi in
terre.

un renaio
Essi

ch'e-

concilio di

e

Giacomo

inter-

ra

nelle sue

solfrirono

venne

al

concilio d'Ada.

mi
i

principio del secondo secolo, e

GHAMKIII. Sede
:

vescovile delil

loro

nomi sono
martirologi

notati negli
a'

an-

tichi

io di giugno.

l'Armenia maggiore sotto suo lico di Sis JN'ieisete
fu

catto-

vescovo
Sis.

GEZO
na
la
si

o

GEZZO,

CurdinuL.
s.

presente al concilio di

(«ezzo prete cardinale di

Susan-

trova sottoscritto in una bol-

di

Lucio

11

del

I

i44-

GllAliUZ. Sede vescovile delrArmcnia maggiore ootlo il cattoMarco suo vescovo lico di SisIrovossi
al

GEZZELINO

o

GETZELIiXO

concilio di Sis.

iS4
dinale.

OHE
Pietro,

CHE
CarGlicrarJcsca

GMERARDESCA
Pietro
della

dei conti di Oonoratico patrizio pi-

sano, eccellente del pari nelle
tere e nelle
virlìi,

let-

con ammirazione e stupore di tutta Roma, Paolo V agli gennaio 16?. r lo creò c.'inliuale dell'ordine dei
Io

vaticano, e finalmente

I

I

fu

scrittore

e

preti.
titolo

Da Gregorio
la

XV
e

ottenne per

cappellano pontificio
di
rota.

ossia

uditore

chiesa di
il

s.

Pietro in

MoaA.

Pasquale
gli

II

del

1099
la

lo

lorio,

ed

vescovato di Camerino,
probità.

creò cardinale dell'ordine de' preti,

per

la

sua dottrina

e per
di
s.

titolo

conferì

chiesa

queste prerogative egli univa
tilezza

gen-

Susanna.
II,
s.
il

Si

trovò
lo

presente
II,

ed

alfabilità,

vivo e sincero

ai sacri

comizi di Gelasio

e di

desiderio di giovare
lui

Onorio
titolo di

quale

trasferì al

ricorreva

;

Marcello. Abbandonato
il

in appresso
II, aderì

legittimo

Innocenzo
col

quantunque la scisse nuova ed

a chiunque a quindi avvenne, che sua promozione riuinaspettata, fu

non

allo scisma
II,

dell'antipapa
spedì
cadi

pertanto universalmente applaudita.

Anacleto
Sicilia.

che

lo

Poco

però

godette

della

dignità

rattere di legato a

Ruggero

re

cardinalizia, essendo

posizione di

Se non che l'efficace inters. Dernardo lo richiamò ])en presto all' ubbidienza del vero Papa, presso il quale interpose i pili caldi uffici, e vuoisi che ne ottenesse l'intento. Fu cardinale di
elettori

ma dopo
ni
la

venti

morto in Romesi nel 1623, d'an-

quarantasei.
chiesa di
fu
s.

Ebbe
la

sepoltura nel-

Francesco
di
le

a Ripa,
lui

ove
zie,

collocata

effigie

dipinta in tela,

insegne

gentili-

ed un'onorevole

iscrizione.

Si

somma
di

autorità

e

valore

trovò presente alle elezioni di Gregorio

nella curia

II

451,

romana, trovossi tra gli Eugenio III, e morì nel dopo un lungo cardinalato.
Cesare, Cardinale.
scienza

XV

e d'

Urbano Vili

,

e vi

prese molta parte.

GHERARDO o GERALDO, Crt/'dinalc.

GHERARDI
Cesare
cesi

Gherardi da Fossato, dio-

di Nocera, chiaro per

Gherardo o Geraldo, nato nobilmente in Ralisbona monaco di Cluny del qual monistero di,

nelle leggi,
sità di

dopo aver
e
poi

nell'univerin

venne priore

,

resosi

chiaro e fadottrina e

l'erugia,

Fermo

moso per

la

sua

rara

tenuto lungamente scuola di gius canonico, e scritto alcune dotte prelezioni sopra diversi trattati , annoiato alla fine di una vita cotanto
laboriosa ed incomoda,
si

virtù, e singolarmente nella scien-

za delle divine

scritture,

Alessan-

dro II del 1061 vescovo d'Ostia e

lo creò cardinale

portò in

Ermanno
furono

Velletri, per cui Contratto lo disse degno
s.

Roraa per tentare
stò deluso.

la

sorte,

re-

successore di

Pier Damiani. Gli
legazioni
in

pochi giorni per un fortunato evento entrò per uditorc del cardinal

Dopo

commesse molte

sostenute con valore
bardia,

Francia,

Scipione

ghese

nipote

di

Paolo

BorV, ed in

Spagna, Germania, Sassonia e Lomed accrebbe la fama del

due

anni s' iunoltrò tanto nella sua grazia ed autorità, che a sua
istanza fu annoverato tra
i

proprio
diversi

nome
sinodi

la

celebrazione

di

con gran

vantaggio
:

prelati,

dell'ecclesiastica disciplina
lo

in quel-

e

provveduto

con
[i\

un canonicato
trasferito a quel-

di

Chalons tenuto nel

1078 dedi

lihciiano,

donde

pojc

LanccUiuo

vescovo

Dic^

GIIE
ICO
(li

CHE
commi
lui

i8>
di

simonia, e di
(li

con-

sotto

d quale
di

finì

vivere

in

senso sosliluì iu

luogo Uchiesa
tli

(i[)iiii()iio

slraordiuai'ia viriti, polil

j^nc

camerlengo

dclki
ci(')

lo

che meritò da alcuni
il

titolo di

Lione, ed olhc a

fulminò

l'a-

heato, ed
sif'dctte

Alartene dice che preal

natema conico JMunionc
gorio
cato
scovi

cli'eiasi in-

anche

concilio

Cubilo-

truso nella chiesa di Auch. S.

Grefece

nese.

VII

dalla

Francia

lo

GHERARDO oGERARDO,
(liliale.

Car^
nel

passare nella Spagna, d(jve convo-

Gherardo
del
i
i

o

Gerardo

nn sinodo depose
ed
alili

alcuni
lo

ve-

ne

sospese,

che

T | fu fatto cardinale da Adriano IV, noverato nell'ordine de' preti col titolo di s. Pudcnziana insultato e ferito grave;

marzo

fu cagione di

ricorsi

e

di

(pierele

avanzale contro di lui a dello Papa, il quale sdegnalo scrisse al legato ima risentila lettera, rimproverandolo di non avergli dato contezza delle risoluzioni

mente
topose

dagli arnaldisti,

il

Papa

sot-

Roma

all'
s.

interdello.

Dipoi
I

venne spedito a
per esigere da
difendere
si

Quirico col carFederico
il

prese nel

si-

dinal Jacopo, legali a
lui

nodo, e perciò non trovarsi in grado di rispondere alle lagnanze ricevute. Dipoi Io spedì air imperatore
lui

la

giuramento di santa Sede. Altro non

sa

di

(pieslo cardinale.

Enrico IV insieme colla madre Agnese imperatrice,
altri

di
col

G HE II ARDO,
rardo
diaconi
(j

Canlinak: Ghetra
i

noveralo
creati
i
1

cardinali

cardinal Prcnestino ed
ti,

prela-

a motivo di avvisarlo
della

paternaaposto-

marzo del
di
s.

da Adriano IV nel 5g, con la diaconia

mente a nome
lica,

Sede

a volere desistere della simo-

Niccola in Carcere, altri anticipano la sua esaltazione. Egli ar-

nia.

Ma
il

(pici

principe caricò d'inil

giurie

legalo,

quale
,

fu

poi
la
alle-

mandato

dal

Pontellce

dopo

pace conchiusa con Enrico IV, la dieta di Canossa. Nelle altre
gazioni che
sistè
gli

furono
di
,

aflidale, as-

ili Otricoli il famoso eresiarArnaldo da Brescia nemico dichiarato della santa Sede; ma i visconti di Campagna lo rapirono con aperta violenza dalle di lui mani, consegnandolo in quelle del-

restò

ca

al

concilio

Tours contro
ed
a quello

l'imperatore Fedeiico

I,

a cui aven-

l'eretico

lìerengario
nella

dolo

il

Ponlefice riehiolo, prontagli

tenutosi

Guascogna
ecclcsiaslici.
l'

per

la

mente

fu

consegnato, ed allora

riforma degli
legati

Con

altri

indusse

imperatore nuova-

mente tornalo ai suoi trascorsi, di domandare l'assoluz-ione dalle censure, ed a
licenziare

Roma venne condannato ad essere arso vivo. Indi le ceneri del fanatico Arnaldo furono gittate nel Tevere , affinchè la
dal prefetlo di

ciufpie

suoi

sciocca

plebe,

e

i

di

lui

perfidi

nobili famigliari

scomunicati.

Non

seguaci non lo avessero poi a vene-

andò guaii che il cardinale con s. Anselmo di Lucca, contro la data
fede, nel
(ìitti

rare per
del

un

loro martire.

La

storia

Cardella,

non

ci

somministra

[ìorlarsi

prigionieri
il

laonde
re nel

a Milano finono da Enrico IV, cardinale morì in carcealili
;

altre notizie di

questo cardinale.

Cardinale. Gherardo di nazione francese, da arcidiacono della
chiesa
nel
di

GHERARDO,

1077;

dicono che

pold'

Aultm
lo

,

jiloruaic presso

Grrgoiio

VII,

Alessandro HI

11 7')

creò

,

j

2 8G

GHE
conferendogli
di
s.

GIIE
per
Il

piele caiiliiialc,
titolo
la

chiesa
Iiitli

Stclatio al

Gho?zi mostrasi in essa un gran filosofo, bravo teologo e felicissi,

nionle Celio.
lc;.jazioiic
ti'

fu deslinalo alla

mo
me

esponitore

dei
fu

suoi

concetti.
all'

Irlanda, di Scozia e di
Ire

Quesl' opera

deferita

esa-

Norvegia.
ni

Dopo

o

quallro an-

della sacra congregazione

del-

di cardinalalo passò agli

derni

rij)osi.

l'indice, la quale non volendo procedere alla proibizione d'un hbro

GHERARDO,
rardo
di

Cardinale.

Ghe-

per

molte

ragioni

utile,

concertò

nazione francese, monaco

per mezzo del cardinal Laudi una
dichiarazione di alcune proposizioni

cistcrciense,

ed

abbate
fu

stero di Ponligny,

del monida Innocen-

che potevano essere interpretate
cattivo

zo
sa

ili

nel

iH)^
Niccola

crealo

cardinale
la

in

senso,

e

mandolla

al-

dell'ordine diaconale, con
di
s.
,

chie-

l'autore perchè la divulgasse

colle

in

Carcere per
gli

diaconia
francesi

(jnantunque
vogliano
l*a|)a lo

scrittori

lo
Il

vescovo

Pre-

come infatti, sebbene con qualche mutazione, approvata però prima dalla stessa congregazione,
stanlpe;
pubblicolla egli a
col
titolo

deputò col cardinal Ugolino Conti poi Gregorio IX, a giudice in una controversia assai delicata ed intcìessantc ; dopo dodici anni di cardinalato mori nel I210.
nestino.

Como

nel

17^4>
e pro-

di

Dichiarazione
ne fu dato

testa del p. Nicolo Ghezzi. sta dichiarazione
falso

Di queil

più

GIIEZZI Nicolò,
sul lago di

fdosofo e dotto

temerario ragguaglio che dovesse aspettare da una penna si venduta al partito degli appellanti
e nella Gazzetta ecclesiastica dei giansenisti,

teologo gesuita, nac(]ue a Doinaso,

Como,

circa

il

iG85,
per
la

in

data

de'

20

novembre
il

e melilo d'essere stimato

dello stesso anno. Scrisse inoltre

sua dottrina, che per

le

sue virtù.

Nel tempo in cui i famosi nomi di PiohcihiUsiìw e Prohahiliorisnw, di
Lcissisino e di
llls^orisino,

e simili,
di

Ghezzi qualche altra opera, e morì in Como nel 1766. GIIEZZI Francesco, domenicano, nato in Como nel 1585. Insegnò
filosofia

davano origine ad una quantità
ld)ri,

e teologia in diversi

di

querele

e di

schiamazzi

conventi

della

sua

religione

,

in

che durarono diversi anni, sorse anche il Ghezzi, e a ditL-sa del suo ordine pubblicò un Saggio di sitpuh'.inenli teologici morali e etilici,
di cui ahlAsogiia la sLoria del Probahilisnio
e

Cremona, Vicenza, Pavia, Piacenza ed altri luoghi, e sempre con tanta lode, che meritò di essere nominalo con tutti gli onori profes-

sore in teologia.
dell' inquisizione,

Fu

in

diversi luo-

del Rigorismo

Daidelc Concilia, al quale non seppero rispondere gli avver.sari, se non con vane declamazioni

del p. saggio

ghi consultore del sacro

tribunale

carica che sosten-

o con artificiose calunnie e quePubblicò pure sulla slessa rele. controversia un' opera in forma di
dialogo col titolo: Dei prlncipii delriscontrali

ne colla maggiore prudenza ed ini." tegrità. Pubblicò colle stampe T/ieolugiae moralis , si\.'e casnuni
;

conscicnliae, e d.
tis

Thomae

/l(/uina-

doctrinaj

2."

Arcana iheologiaese-

la morale filosofia
jìiiticipii

coi

della

religione

caitulica.

lecliora de Deo, de f^erlo incarnato de Sacramentisj de stata separatoriim 3," Thesaurus aidiiute^ ctc. ctc
;

CHI
GIIIBELLIJNI.
luUinus
niavasi
,

Gin
Cifa-

187
cui

GhibclliMO,

de'conli
di

Guelfi,
fu

di

per mezzo
(piella
li-

nome

di

una famosa
la

una donna
della
in

crede

zione opjiQSta
l\c

a quella

che chiala

nea
1070,
lebre

famiglia

Eslen>,c,

che

Guelfi;

[niina partci;-

trasferita
ila

Germania

verso l'anno
figlio

giò

per

l'iuipeialore,
:

seconda

Guelfo IV
degli

del ce-

pei l'api
paesi, la

ambedue desolarono vari Germania e principalmen-

A zzo II marchese
erede

d'Esle, die

venuta

stali

del

te l'Italia,

XIII
si

massime nei secoli Xil, e XIV. Malico Villani fa
il

genio della casa de' Guelfi,

derivare

nome

di i^hlln-llini (pia-

guida

belli,

cioè

guidatori
<|ucbli

di

lungo tempo fu signora de'ducati ili Uaviera e di Sassonia. Quella linea Estense-Guelfa salì nel 1714 ^id
Irono della

Laltaglie^ e dice

che

segui-

Gran

nretagiia, (piando
figlio

tavano l'imperio, o fedele o in(cdcle che fosse delle cose del mollilo a santa Chiesa. Giovanni Villani dice malcdclli
Ic guella
i

Giorgio

Ernesto di Augusto, primo elettore di IJruuswick-Luneburgo, e della principesLuigi
sa
I,

nomi

di [)ar-

Sofia,

nipote
al

del

re

Giacomo
I,

e di
si

parie ghihellina, e

fu

chiamato

trono d' Inghil-

accenna, che
haroni,

crearono prima iu
di

terra, col
la

nome

di

Giorgio

dopo
figli

Alemagna per cagione
i

due gran

regina Anna,

morta senza
tale

quali guerreggiando insie-

nel

suddetto anno.
linea

me,

ed

castello,

ognuno avendo un forte uno si chiamava guelfo,
ghibellino.
delle

Fu adunque
Guelfa,
la

Eslense-

ipiale

colle

dissensioni

l'altro

Nel
si

dizionario
legge, che

con

gì'

imperatori diede motivo ai
di

francese
difficili

Orìgini

suoi aderenti

chiamarsi

guelfi,
I,

e

poco

soddisfacenti rie-

siccome
i

i

fautori di Federico

ed

scono
ste

le

ricerche su l'oiiginedi quefazioni,

suoi successori, discondenli dall'in-

due

e del

nome
,

singola

signe famiglia Ghibellina, assunse-

lare che
ria

ad esse non olhendo

fu dato

sto-

ro

il

nome

di

ghibellini.
le

Duraroi

che incertezze a
V Italia

no lungo
j)rincipi

tempo
della

conlese fra

questo

riguardo. Essendo
secoli, e forse

casa

Ghibellina

e

ne delti

anche prima,

Guella che
re
fra

iu

Germania, ed Otloue
nota nelle sue
altre ragioni
storie,

piena di armale

tedesche, piglian-

di Frisinga
le

do
di

parlilo or per
^\

tra,

una parte or per l'alaccostumò alle denominazioni
Il

di elegge-

in re di
I,

Germania
vi

e d' Italia

gucKì e di ghibellini.

Muraioli
I,

Federico

Iu
((uei

nelle sue /bulichila EsUtiòi par.

mettere fine a

ancor quella di funesti odii cou
partecidell' al-

cap,
ste

3i,fa

risalire l'origine di

quelun11

due tremende
insorte

fazioni alle
fra
,

nominare un sovrano che pava del sangue ilell'una e
tra casa.

ghe gare
d Salico
suoi

Corrado

Tutta voi la a quell 'epoca,
in

imperatore nato o dominante nella villa Guibelinga, ed
I

come notammo
maggiormente
e le
jier
gli
si

diversi articoli,
gli

riaccesero
le

odii
;

posteri maschi, cioè

gli

EnFe-

guerre fra

due

fazioni

e

nci

o

Arrighi
I

imperatoli, e
Mioi
figli

Estensi-Guelfi
i

germanici
in
Italia

ticiico

ed
li

i

e

iii[)oli

parlicolarmentc,

ijuali

per via di femmine

del

ce[>po di
[ter

Coiiado

di>cciuU'Mli
p:»rlt

una

avevano avuto grandi ..ignoiie, loimossi un co[>ioso p.irlito il italiani,
iu

pu te

,.

dall' altra

li

luniiglia

cui

entrò

chiuiKpie

credeva <U

»88
aver motivo
rico
di

GUI
lagnaisi di

CUI
Fedesuoi discendenti. Allora fu che quella

I e de'suoi fif;li. Sebbene pelò fossero nel secolo XII già in vigore tali fazioni, sembra nondi-

porzione di
,

popoli, la quale in

Lombardia
Spolcti
il
,

Toscana,
altri

ducato
II

di

ed

paesi,

sosteneva
e de'suoi

meno che
uscissero

solo nel seguente secolo
fuori
i ,

partito di Federico
fu

o

fossero
di

meglio
di

figli,

chiamata la parte dell'imghibellina,
all'

conosciuti
gliibeliini.

nomi
si

guelll e
il

perio e

incontro la
guelfa,
fu

Porla opinione
nomi, e
si

citato

parte

della

chiesa
il

e

Muratori che
udire
((uesti

cominciassero ad

quella che seguiva
tito.

contrario par-

andassero

ripclenilo

per tutta

l'Italia,

dacché

Nate

cosi e

dilatate

per tutta

Oltonc IV della casa GueUb-Esteuse di Brunswick nel 1209 ricevette in Roma dal Papa Innocenzo
corona imperiale, quindi poco dopo s' inimicò il medesimo l^ontelice colle sue violenze, per
III
la

rilalia queste

mente
menti
coi

al

due fazioni, specialtempo di Federico II, si
di

videro molte città divise
e di
afletti,

senti-

ed

ora

unite

Papi,

Entrò
e

ed ora cogl' imperatori. pure la discordia nelle fa-

cui

venne scomunicato

,

e deposto

miglie, principalmente nelle nobili,

ilaU'impero.

Oppose
guelfo

allora

Inno-

cenzo
lia

III al

Ottone
II
I,

IV,

il

ghibellino

Federico
di

re di Sici-

e

nipote

Federico

che

portatosi in

Germania fu eletto re de'romani, e dopo la morte di Ottone IV, nel 1220 dal Papa Onorio 111

d'una stessa città, laonde poche andavano esenti dall'entusiasmo di seguire l'una delle due fazioni. Anzi le medesime famiglie giunsero talvolta ad avere ambedue pari

titi

nel

proprio
dicasi

seno, seguendo
i

il

padre una la/ione, ed
tra
:

figli

un'alil

fu

coronato in
imperiali.

Roma

col-

COSI

eli

un

fratello

le

insegne
questi

La discordia

di
la

principi

degl' italiani,

tirò anche queladerendo alcuni

quale era ghibellino, e l'altro guelfo. Restarono quindi col progresso di

tempo

affascinali

gli

ani-

ad Ottone IV, altri a Federico II, pisani, miAl primo inclinavano lanesi, parmigiani, bolognesi ed alAl Pontefice all'incontri popoli.
i

mi

de' popoli,

delle città,

e delle

famiglie

in Italia, che senza neppure considerare onde fossero nate

quelle terribili
zioni,

e

distruggitrici

fa-

lio

i

genovesi,
il

i

pavesi,
di

i

cremouniro-

nesi,

marchese
paesi
la

IMonferrato,
si

ed ignorando perfino se favorissero o contrariassero gl'impe-

ed

altri
[)er

e

principi
di

ratori,

od

i

Pontefici,

entravano,
si

no

Federico 11. Questo dunque, secondo alcuni, ragionevolmente pare che sia il
esaltazione

e in

con pertinace
esse,
gli

odio

fissavano
gli

uni

contro

altri

sempre macchinando per deprimere
i

più sicuro principio della denomi-

loro avversari,
sugli
altri

dominando

gli

nazione
Italia.

di

guelfi

e

ghibellini

in

uni
dosi

popoli, e spoglian-

tarono
HI,
ai

tali
i

Maggiormente poi si dilafazioni, quando Onorio
suoi
II

e

massacrandosi
le

vicendevol-

mente
ria

famiglie; avendo la sto-

e

successori,

Federico

spergiuro,
si

trovando ed ingrato
aai lui

rcuistrato
i

a carattere di

san-

gue
Si

tanti fatti

crudeli e tragici.
infierì

loro benefizi,

dichiararono
a

estese,

come dicemmo, ed
l'Italia

pcrlauiciilc

contrari

ed

per quasi tutta

questa con-

CHI
taggiosa discordia
nei secoli

GII!
XIIF,
sulle sue

189
lo

egregie qualità,
di

cre-

eXlV, nò andonne esente ilXVjcd anche parte del seguente. Ma dopo quel tempo cominciò a venir meno l'una fazione e l'allra, o sia perchè
stabiliti

dette

opportuno

nominarlo nun-

zio apostolico di

Ijrusselles.

Dopo
anni

aver

disinìpcguato
il

parecchi

quella nunziatura,
lo licitiamo

Papa Pio VI
e lo [)romos-

molli e potenti

principali

in

Roma,

in

Italia,

forzarono

i

popoli a sotsolo,

se alla cospicua

carica di segreta-

porsi al volere d'

un

o

perdella

rio della

sacra
Indi

congregazione
n premiarne
i

di

chè
voli

gli

uomini

avvedutisi
e

consulla.
riti

me-

stoltezza di

eccessive

riprove-

cominciarono finalmente n tornare in sé medesimi.
passioni,

tava

stesso Pio VI, nella sua otpromozione di cardinali, nel concistoro del primo giugno 177B
lo lo creò

Delle
diversi

diverse
,

origini
il

de* guelfi e

cardinale dell'ordine

dei
ti-

ghibellini

secondo
delle

parere

di

pretij

e poscia gli assegnò per
la

storici,

loro

contese,
so

tolo

chiesa di

guerre,

e

funeste
in

conseguenze,
negli

INIincrva.
il

Lo

Maria sopra annoverò in seguilo
s.

ne tratta
Dizionario,
le

parecchi
delle

articoli del
articoli del-

Pontefice

alle cardinalizie

con-

come

gregazioni di propaganda fide, dei
vescovi e
riale,

famiglie, o
vi

citlà

d'Italia

regolari, della

concistoe
.sacre

che
te.

ebbero
si

Laonde

detti

articoli, e

precipuamente parpossono consultare quelli di Germania,

e

delle

indulgenze

reliquie.

Per l'animo suo benigno,
luoghi, comuni, e moniin

molli
steri

pii

Baviera, BiANcin, Neri, e Guelfi. GIIIEGIII. Sede vescovile del-

lo

cercarono
gli

protcllore,
le

il

perchè Pio VI
teltorie

conferì

pro,

l'Armenia maggiore,
tolico

sotto

il

cat-

della

nazione

di

Sis

:

Filippo suo

vesco-

della

città

e

contado
del

maronita Todi, di
sufTragio

vo intervenne al com;ilio di Sis. GIIiLINl Tommaso Maria, Cardinale. Tommaso Maria Ghilini nobile piemontese, nacque a' 5 agosto
Paglia.
studi,

dell' arciconfralernila

1718
e

in

Alessandria
i

della

Fatti regolarmente

suoi

secondando l'indole che
allo stato
ecclesiastico,

Cagnaia, della comunità di Corchiano, delle monache cassineGualdo, e de' monistcri di s. si di Giovanni di Spoleto, di s. Rosa e di s. Michele Ardi Viterbo cangelo di Collezzone nell'Umbria
in
,

lo

portava
di

diocesi

di

Todi

,

e della confialcr-

questo

volentieri

abbracciò.

Indi

nita del
lo di

sufliagio di

Monte
Pio

Castel-

bramoso
si

servire la

santa Sede,

Todi.

Inoltre

VI

lo

portò in
e

Roma,
dopo

fu

ammesso
in
il

in

nominò
monistcro

visitatore

apostolico

del
in

prelatura,

avere
lo

essa

della
di

ss.

Concezione
Quirico
città.

percorsa onorevole carriera,
tefice

Ponve-

Campo Marzo
ciconfraUiiiila

Roma,
ss.

e deil'ar-

Clemente XIII
esaltarlo

reputò dedignil.^

de'

e

gno

di

alla

Giulilla della
tatosi in

medesima

Por-

scovile,

ed a tale effetto nel concistoro de'iS luglio 17G3 lo prearcivescovo
di

infermila, che

Torino, fu colpito da una condusse al il ivi
aprile

conizzò
te in

Rodi,

in

sepolcro a'3
di

1787,
e

nell'eia

partibus in/ìdcliitm, quindi ricevet-

circa

setlanl' anni,
,

Roma

l'

ipiscopalc con^agra-

cardinalato

venendo

nove di compianto

zioue.

CoDlaudo

Clemcutc

XIII

per

le

sue

qualità.

lyo

OHI
fico

GIII
possesso
della sede
di

GIIIIXUCCI GiEOLAM.., CinVnale.

Malt{).

(liroI.irTio
5

Gliinucci
di

nobile snconsiglio

ncse
e
(li

uomo

rnaliuo

Già sino dall'anno i535, ed a' ii maggio. Paolo III lo avea creato
cardinale
iJalbina;

raro accoigimcnlo fornilo, caIrnsl'ciilosi

prete,
indi

col
1

titolo

di

s..

nonico di sua patria,
T'orna,

a
di

nel

538

lo
di

fece

essere
i

non incontrò difficoltà ammesso in prelatura e
di

amministratole della chiesa
pea, e nel

Tro-

tra

i54i
otto
afUiri

di

Cavaillon.

Fu
di

eliicrìci

camera,
della

poscia

fu

imo
sopra

degli
gli

cardinali
del
di

deputali

fallo

iidilorc

stessa

camera,

concilio

e prefcUo della segnatura de'iìrevi.

Trento, e fu uno
a Carlo
li

quelli spediti
I,

Trovossi
sione
concilio

presente
alla

dalla

terza sesdel

V, ed
a

a Francesco

qua-

fino

conclusione
di

legati

latcrc per istabilire tra

generale

Lalerano
di

V;
II,

loro la pace. In ogni affare egli die-

ed essendo segretario
vato
di

Giiilio

de
3

saggio

di

questi nei i5i?. Io esaltò al vescoAscoli.

saviezza, finché
luglio del
di

Onoialo da Leone
d'Inghilterra,

e consumata mori in Pioma ai i54r, e fu sepolto

rara

X
si

della
re-;e

nunziatura

nella chiesa

s.

Clemente,
magnifica

titolo

ad
lia

talmente accetto e gradito Enrico Vili, clic ascrivendolo
i

a cui

era passato, presso la porta
iscri-

della sagrestia, con
zione,

suoi

domestici,
\5i'ì

lo

fece

suo

e

suo

stemma

scolpito

in

consigliere, e nel
alla

lo

nominò

marmo.

chiesa di Worcester; lo tenne per un triennio oratore alla corte di Spagna, indi lo inviò a Cle-

GHIRLANDA,
Cerchietto fatto di

Scrvin,
fiori,

Scrtum.
o
d'erbe,

o fiondi, o altrOj

che

si

pone ia

mente VII,
anche
del
pel

a cui

lo

raccomandò
lettere
lo fe-

cardinalato con
e

capo a guisa di corona-. 11 Muranelle Dis seri azioni sopra le tori
anlicliilà

i528
fu

i53o.

Il

Papa

italinnr, toni.

II,

dissert.

ce vescovo di
gli

Malta, dignità

che

XXXIH,
italiane,

dell'etimologia delle voci
al
si

contrastata

da

Tommaso
che
il

vocabolo

in
:

discorso,

Dosio,

uno

dei

tre

soggetti

gran maestro dell'ordine gerosolimitano aveva presentato all'imperatore Carlo V, come re di Sicilia ; e siccome questi fece passare
il

tempo

prescritto
la

dalle

leggi ca-

ClemenVII conferita al Ghinucci, il quale dopo diuturna lite, ad insinuazione di Paolo III e per mezzo d'una ossequiosa lettera, rimise
chiesa fu da
te
l'aflàre

noniche,

Ghirlanda , corona, seriicni. Il Castelvetro da Gyrus, e Gyrare fece venir questa voce. Meritò tale etimolooia o di essere chiamata certisnnia dal Mcnagio. Ma ninno di essi toccò il punto. Dice dunque che dalle
ecco
lingue
settentrionali
gl'italiani

come

esprime

biano

appioso

questo

abvocabolo
:

l'appresero anche gl'inglesi, che difrancesi che cono Garlaiid; ed una volta dicevano Garlande^ ora dicono Guirlande. La sillaba land conoscere abbastanza che non fa viene da Gyrus. I Dollandisti nelle
i

all'arbitrio di

Carlo V. Albeneplacardina-

lora questo principe con
cito apostolico assegnò al
le

una pensione di novetnila lire sulla mensa vescovile di Malta, e
in
tal

note alla

vita di

s,

Francesca rovoce^

modo
le

il

Bosio nel

1

536

ot-

mana
si

scrissero,

che questa da essi

tenne

bolle

pontifìcie pel paci-

appellata

longobardica

Gin
(uiniù
diil

Gin
^

19,

It'ilcsco

fi ini}

rotaie,

impedita
ghirlanda
lande,
dalla

la

destra, pollando tìac-

o J'Vily mola, e Randi', contorno. Per le ciiidizioni lisgiiardaiili lo c;li illande si possono vfdcic gli articoli,

cole accese,
di

perciò portavano
fiori
1'

una
Altii

sul

capo.
simili
i

allrihuiscono

uso di
dei

ghir-

che Delle cose
delle

Cohcna, Fioni, o Frondk, non altri relativi. Il Maiangoni,
gciitilculie

onde
potenza
:

ripararsi

sacerdoti
del
sole

raggi

e

profane

nel tiagillo
fu
le

1'

uso delle ghirlande

trasportate

ad
a

uso
p.

chiese,

ed ornamento 122, dopo di
e
le

poi
croci

levato,

ed invece vennero adornate con fiori. Per la
di

avere dottamente parlato delle varie .specie delle

guarigione

Pompeo Magno

i

corone

ghirlanquali
le

de

degli

antichi, fra

romani lo riceverono aventi il capo inghirlandato, e giltandogli fiori

convivali, che

prima erano
fiori,

di lana,

addosso;
coi

contrassegno
martiri.

d'amore
cris.

poscia furono di
lo

tranne quelciistia-

e venerazione imitato poi dai
stiani

dell'appio dedicato ai morti, dii

santi
le

Narra
s.

ce che
ni

nostri

im pei a tori
diadema,
la

Agostino che
fano
col
li

reliquie di
in

Ste-

pure hanno
il

usato tre sorti
la

di

fiuono

liceviile

Africa
de'

corone, cioè
d'alloro,

corona
;

e l'altra d'oro radiata
al

e

<pianto

diadema,

corona d'oro

negl'imperatori romani, sebhcne alcuni dissero essere stato
portarla
il
il

quaavendo toccate le sante reliquie, per virtìi di Dio fecero ricuperare la visla ad una cieca.
gettito de'fìori, alcuni

primo a
alla

GIIISLIEUI
.senatoria,

.

Famiglia
di

antica

Giulio

Cesare, veramente

e

nobile

Bologna,
di
s.

piinio fu Aureliano.
d'alloro,

E quanto

che Pio

il

Giacobini
è di
certo
il

nella vita

corona
lio

eh' era

segno di

V

sentimento che abbia
Ghisliero costans.

trionfante, alcuni vogliono che Giu-

origine da

continuamente
sue

la

portasse per
e

tinopolitano,

quale seguì

ricuoprire le

calvizie,

che

tronio fino

a Bologna,

e che

Peda

divenisse poscia

simo;

ma

il

ornamento nohilisMarangoni adduce
tale

esso discendano molle famiglie pro-

pagale

in
,

Roma,
,

Jesi,
,

esempi anteriori su
rona,

usanza. Cotal

Osimo
so

Siena

Torino
i

Perugia, Vicenza ,

stantino lasciò di adoperar

co-

Pavia, e Bosco. Anzi che dallo stes-

ma

la

Chiesa l'adottò pe'suoi
vittoria

ceppo derivino
i

Bracciolini di

martiri, in contrassegno di

Pistoia, e

Forlebracci signori

di

e per simbolo di

trionfo,

come

di

Perugia. Dall'altra parte
Scipione

Pompeo
delie

comune

allegrezza.

A

p.

i3?.

parla

Doin

,

Cronologia

poi delle ghirlande di fiori

u^ate in

capo dai nc della
s.

sacertloti
festa

nella

piocessio-

famiglie nobili di Bologna, scrive eh' essendo «[iicsta famiglia per le

della

traslazione di

guerre
i445i

civili

cacciata

iiell'

anno

Gennaro
la

in

ISapoIi,

onde chiain-

tla

Bologna,
la

ove da lungo

ma vasi
l'origine

processione de' preti

tempo godeva
so Ghislieri
sferì
slieri

nobiltà,

Tomma-

ghirlandati^

facendosene
nel

derivare
gli

da quanto praticavano
cristiani

a

con un figlio si traVicenza, Francesco GhiFerrara, Lippo
Ghislieri
tia' <juali
v'

antichi
pi

ricevere

i

cor-

a

e

le

reliquie

de'marliri,
di fìoii

inconin

co'suoi
tonio,
a

figli,

era

Andi

trandoli
no, e

con rami
tali

perchè

sacerdoti

maavevano

che fu l'avolo di
Paolo, altro

s.

Pio V,

Bosco, e

figlio

,

ì()2

GIlI
Roma, ove propngò
ollcnne
la
la

GIII
sua
roner.ile
dcil'

Lippo, n
stirpe,

inquisizione, da
di

Paulo

c<]
,

nobillà
essere

IV vescovo
I

Sutri e IVcpi, e nel

maiin

ma
lo

per
tlai

non
suoi

allora
,

;>57

cardinale,

onde

fu

detto

il

conosciuto

nemici
in

clic

cardinal

ancora
il

perseguitavano, cambiò
(li

cognoiiìc
Altri

Ghislicri

siglieri.

raccontano
Ghislicri
delle

Conclic da
fazioni,

IV morie

alessandrino, e da Pio vescovo di IMondovi. Per la
di

Pio
s.

IV

il

di

lui

nipote

cardinale

Carlo
lui

Borromeo, coo-

nn Ferrante
Francia,
a
circa l'anno

rifugiato in

però alla di
tificato

esaltazione al poneffetto a'7

cagione

1^2^, nacque quella Giovanna d'Arco, che fu la thrnoed avventure
I

sa Pulcclla d' Orleans, delle cui gesta

parlammo

al

voi.

gennaio i5GG, e prese il nome di Pio V. Nei primordi del suo governo parenti di Paolo IV, e quelli di Pio IV, sperimentarono la grandezza
ch'ebbe
i

XXVI, p. 3i Una cronaca
le

e seg. del Dizionario.

del suo benefico

ed indulgente ntenne contegno coi

mss. ed inedita contiene
fimiglia Ghislicin dottrina,

nimoj non
10
il

così

vite

di

duecento ventisette uoin

propri congiunti.
riscattò
ila Ile

Con poco denamani
era
de' corsari
il

mini
ri,

illustri della

fimosi
in

santità,

nipote Paolo

(ihislieri,

quale
preso

ed

armi,
storici,

cavate dai più accre-

mentie
dai

navigava
in

stato

ditali

con
la

ritratti e

monu-

turchi; e facendolo entrare in

menti
bini
ci

disegnati.

diede

Lodovico GiacoFila di s. Pio ^

Roma

arnese

da

schiavo,

gli

V

diede un uffizio che rendeva cento
scudi annui. Gli fece inoltre

con altre di cinque soggetti della famiglia GJiisilieri, con un hnvc
discorso di detta
nobile prosapia,

som-

ministrare un cavallo per condursi

alla

propria

casa, acciò

dichiail

un elogio genealogico sopra centododici uomini illustri deGhisilieri del dottor Panfdio Cesi da Cascia, Todi 1661. Paolo Consiglieri cavaliere romano, con Giamcon
pietro Caraffa, poi Paolo

rasse a tutta la parentela
teresse col quale egli
va. Dipoi
lo
la

disin-

riguarda-

fece

Borgo, e
dia,

capitano della sua

governatore di guarcinquecento
priorato
di

colla

pensione di
sopra
il

IV, e
la

s.

scudi d' oro

Gaetano

di

Tiene

istituì

con-

Roma, che come diremo
ad
altro nipote,

conferì

gregazione

dei teatini, e volendo Paolo IV crearlo cardinale. Paoinvece il fratello lo raccomandò

oltre

cinquanta-

selte

luoghi di

monti.

Paolo

una

volta

avendo mancato, per ialla

Ma

Giambattista,
nel
di
s.

il

quale

fu

perciò

spirito di
delle leggi
pontifìcia,
fallo

gioventù, all'osservanza
prescritte

i55j

Cilto

cardinale diacono

famiglia
il

Lucia in Selci. F. Co>'siGLiEKi Giambattista, cardinale. Dal ramo dei Ghislicri dimoianle in Bosco nella diocesi di Tortona presso Alessandria della PaPaolo Ghislicri, e Doglia, e da minina o Domenica Augeria, nacque a' 17 gennaio i5o4 Michele, che vestito l'abito domenicano, fu da Giulio HI fatto coniniissario ge-

e volendo coprire

suo
tan-

con una bugìa, ciò che
il

to

abboniva

Pontefice, lo privò

dell' offizio

che

aveva, della

villa

eh' egli

medesimo

avcagli dato, e

chiamatolo a
vea
lo riprese di

nel

tempo che

a-

davanti una
uscir da

candela

accesa

severamente, e gl'intimo

Roma

prima che

fos-

se spenta quella

candela, e poi an=

,

, ,

GHl
rlie
si

dallo

slato

pontificio,
alle

come

Addiz. ioi5. al Ciacconio tora. IH, col. Quindi ordinò s. Pio V che i cinque lìgli di Paganino Ghislieri, cugino di Paolo , fossero educati dai gesuiti nel collegio germanico, assegnando a ciascuno di essi duecento scudi d' oro, con bolle distinte, nelle quali chiamolli consanguinei e continui commensali del Papa. Donò inoltre al fratello maggiore di questi il suo casino, o villa, chiamato Pio, fuori della porta s. ]*ancrazio, col determinare insieme
legge
nell'

Oldoino

s. Pio spedì a Cosicon la bolla con cui lo dichiarava granduca di Toscana; é poi nella pompa trionfale che decretò a Marc' Antonio Colonna, tra personaggi di cui quel prode era preceduto nella solenne cavalcata vi fu Michele Bonelli. Cogli stessi di moderazione verso i principi!

chele, che

V

mo

I

i

propri
soffrire

congiunti

,

e

non potendo
ingrandissero
s.
i

che

altri

parenti coi beni ecclesiastici,

Pio
ras-

V

tolse

qua]un({ue
i

facoltà

di
,

segnare

benefizi ai
soffrire,

parenti

non

potendo

egli

che
e
i

il

patri-

che nella proprietà di questo capiìi prossino succedessero sempre simi parenti. Qualche beneficenza s. Pio V usò coi Bonelli di Bosco,
i

monio
secolari
ti

della Chiesa

fosse
,

dato per
talvolta ai

eredità ai congiunti
;

dichiarò nulli

testamena favore
legit-

fatti

dagli

ecclesiastici

ne' quali
rella
;

era entrata una

sua

so-

de' loro bastardi,

quantunque

furono questi assai più Spaesaltati da Filippo II re di gna, grato alla persona del Pontefice, dappoiché a'3 dicembre i566
li

ma

timati

con denze. Pio
,

altre

V

analoghe provvimorì santamente nel

primo
to
,

maggio

iSj^,

fu

sepolto

nel Vaticano per luogo di

deposi-

fece

marchesi

di

Cassano

iu

Lombardia, ed ai 21 dello stesso mese nel Syo conti di Bosco, e duchi di Montanara e Salci nella
1

avendo ordinato di essere tumulato nella chiesa del convento dei domenicani in Bosco, da lui fabbricato;

ma

Sisto

V

fece trasportare

il

diocesi
S.

di

Città della Pieve.

Pio

V

nella sua

prima promoil

cadavere nella sontuosa cappella del Presepe detta Sistina. Clemens.
te

zione creò cardiiìale

solo suo ni-

X
s.

lo

beatificò nel
lo

1672, e Clenel

pote Michele Bonelli,

nato in Bo-

mente XI
P^.

canonizzò
luglio

17 12.
secolo
il

sco, già convittore del collegio ger-

Pio V. Nello

stesso

manico, indi religioso domenicano,
e ciò ad istanza del sacro
collegio

e nel
tefice

mese

di

1756,
i

Pon-

Benedetto
di

XIV

dichiarò prin-

e

di

Filippo
cioè

li

re di Spagna, contitolo
s.

cipi
li,

primo rango

duchi Bonel-

ferendogli lo stesso suo
tico
,

an-

per essere principalmente questa

la

chiesa
,

di

Maria
gero-

famiglia congiunta

sopra Minerva
il

diverse

legazioni

quella di

gran priorato
in

dell'ordine
,

solimitano
torità nel

fu

aulaonde suo pontificato amplissimo ed illustre cardi,

Roma

somma

nale, ed ancor lui

fu

chiamato

il

cardinale Alessandrino. V. Bo?rELLi

Michele, cardinale. Questi ebbe
fratello,

un

pure col nome

di

Mi-

VOL.

>xx.

di sangue con Pio V. GHISLIERI Michele, Cardinale. Papa. V. s. Pio GHOCHUOiMO. Sede vescovile dell'Armenia maggiore, sotto il cattolico di Sis: il suo vescovo Stefano sottoscrisse al concilio di Ada. GHURBITARRI. Sede vescovile dell'Armenia maggiore, sotto la giui3
s.

V

i9Ì

GIÀ
:

GIÀ
Sial

l'isdizionc del caltolico di Sis

convalescenti, pei
si

poveri vergogno;

meone suo vescovo intervenne
concilio di
Sis.
(s.).

e pei

prigionieri

l'altra

di

altal

logare in uno spedale, eretto a
Figlia di Marc' Anfine,
le

GIACINTA
tonio

Mariscotti,

allora

conte

di

Vignanello, e di Ottavia Orsini, nac-

attempate ed inferme. Queste due compagnie, ch'ella diresse, e che chiamò oblati di

persone

que nel i585,

e fu battezzata

col

Maria,
bo, e

sussistono ancora

a Viter-

nome
alla

di

Clarice.

vata nel timore di
virtìi,

Tuttoché alleDio, ed inclinata
la

continuano
si

bene che
santa
tal

ex'a

produrre il proposto la loro
a

passò

sua giovinezza
sorella

institutrice.

Dopo
gli

avere

in

nell'amore alle vanità del

Essendo
,

stata sua

mondo. minore

modo

espiato

errori

della

sua vanitosa gioventù, ed edificato
le

matrimonio a preferenza di lei ne provò ella tale dispiacere, e si pose in tanta melanconia, che divenne noiosa alla propria famiglia. Perciò suo padre le propose di rendersi religiosa nel monistero detto di s. Bernardino
ricercata in

sue consorelle colla sua religiopietà,

sa

gennaio

morì 1640,

santamente
in

a'

3o

età di

cinquan-

in Viterbo,
risse
,

delle

francescane
stata educata,

eia-

tacinque anni. Fu beatificata da Benedetto XIII nel 1726, e canonizzata da Pio VII a' 1^ maggio 1807. Da ultimo ed allorché il regnante Pontefice nel 1841 fu a
Viterbo,
si

dov' era
si

ed

portò
(s.),

a

venerare

la

ella

vi

adattò, sebbene

non ne

spoglia della santa.

avesse inclinazione. Poich'ebbe fatto

professione, finito l'anno di novolle che suo

postolo

"viziato,

padre

gli

pro-

curasse una

camera particolare, e poi un appartamento con magnificenza fornito. Suor Giacinta visse
così

chiamato V ADiscendente dall'antica casa dei conti di Oldrovans, nacque nel castello di Saxe diocesi di Breslavia , l'anno II 85; studiò a Cracovia, a Praciti

GIACINTO

setiefilrioiie.

,

dieci anni,

religiosa di
;

nome,

ga, a Bologna, e quivi

fu

addotteologia.

senza averne Io spirito

però non era senza qualche virtìi obbediente alle sue superiore, com'era stata
:

torato

in

diritto

ed
il

in

Poscia recossi presso

vescovo di
,

Cracovia

a' suoi
la

genitori
il

,

scorgevasi
il

in lei

modestia,
le

pudore,

rispetto
in-

per

cose sante.
lei
;

Una
il

grave

quale gli sua cattedrale, e divise con lui l'amministrazione della sua diocesi.

il nominato Vincenzo diede una prebenda nella

fermila fu per
re della grazia

colpo salutatutto
ciò

Giacinto
il

edificò

il

capitolo
zelo,

e

e consegnato nelle

tutto

paese col

suo

colla

mani

della

sua

badessa

che possedeva, diedesi alla più rigorosa penitenza , che accoppiò a
veglie
e

sua pietà, col suo spirito di raccoglimento e di penitenza, e colle sue largizioni , finche il vescovo

meditazioni

continue. In
,

una
solò

malattia
la

contagiosa

che de-

città di
la

Viterbo, ella
il

mapros-

nifestò

sua carità verso

simo, procurando l'istituzione di due compagnie, di cui l'una avea per
iscopo di cercar delle limosine pei

Vincenzo avendo abdicato per apparecchiarsi alla morte nella ritiratezza, Ivone di Ronski suo successore, zio di Giacinto , lo condusse a Roma nel 1218. Quivi
ricevette l'abito religioso dalle
ni

maal

di

s.

Domenico, unitamente

,

j

GIÀ
b.

GIÀ
conventi.

19
ri-

Cesino

,

e

a

due gentiluomini
e
cos'i

Poi

si

condusse sulle
di

alemanni,
tutti
si

Ermanno ed Enrico;

ve del

mar Nero
e

e nelle isole delpassò
nella

iTioslraiono

vivamente

l'Arcipelago,

compenctiati delle massime e delche lo zelo del santo istitutore
,

ottennero
loro
voti

la

dispensa

per

fare

i

dopo sei mesi soltanto di noviziato. Quindi partironsi di Roma per andar a predicare in
Polonia e
trenlatre
della
stabilirvi
il

gran Russia, dove impiegò le armi del suo zelo contro gl'idolatri, i maomettani ed i greci scismatici. Nel i23i fece ritorno a Cracovia, e dopo essersi qualche tempo riposato nel convento della Trinità,
ripigliò
la

novello
allora

isti-

predicazione, e due ani

tuto; e Giacinto in età

di

ni

appresso visitò
dai

anni

,

fu costituito capo
Passati

fondati.
bitata
vertì
li.

conventi da sé Predicò nella Cumania a-

missione.

per

le

ter-

barbari

jazici

,

e coninfede-

re de' veneziani, entrarono
ta

nell'alsei

moltitudine di quegli
il

Carintia, ove rimasero

mesi,

Annunziando
e

nome
Kat

di

Gesù.

e Giacinto stabilì una casa del suo ordine, di cui
fece

Cristo scorse la Tartaria, e giunse
sino al Tibet
nel
eh' è la

superiore

Erla

manno;
Stiria,

poscia

attraversarono
la

provincia

più

settentrionale

della

l'Austria,

Moravia,
per
tutto

la la

China, Ritornando in Polonia rientrò nella bassa Russia,

Slesia

,

annunziando

vi

converaltri
il

divina parola con ottimo successo.

molti scismatici, tra
e
la

gli

Giunti in Polonia vi riformarono in breve scandalosi costumi gli ove s. specialmente in Cracovia Giacinto estirpò que' vizi nefandi
,

principe

Calomano moglie. La Volinia,

Salome sua
Podolia, la

che pubblicamente
ne.

vi

regnavano,
inal-

e fece fiorire la pietà e la religio-

Lituania raccolsero i frutti della sua predicazione, e Vilna ebbe un convento, che divenne il capoluogo d'una considerabile provincia
di

Fondò

quivi

un

convento

domenicani. In

mezzo
,

a

tanti

titolandolo alla
tro

ss.

Trinità,

un

viaggi, travagli e fatiche

digiuna-

ne fondò a Sendomiro, ed un
la

terzo a Plocsko lungo
nella Moravia.

Vistola

va quasi continuamente, e tutti i venerdì e le vigilie delle feste slavasi

Ma

la

Polonia non
di

a

era abbastanza vasta per lo zelo di

sulla
rigori
le

pane ed acqua ; dormiva nuda terra, non curando i
del clima e l'intemperie del-

Giacinto,
la

che

imprese
ai

portare

luce dell'evangelio
settentrione.
,

popoli bar-

bari del

Percorse
la

la

Dopo aver percorse quattromila leghe arrivò a Cracostagioni.

l'omerania

la

Prussia,
,

Dani-

Norvegia ed paesi circonvicini, erigendo ovunque monisteri, e lasciandovi degni opci-ai che continuassero l' opera
la

marca,
i

Svezia

la

nel laTy, in età di settantadue anni, e morì a' i5 d'agosto via

dell'anno stesso.
attestata

La sua

santità

fu

ila

lui

cominciata.

Recossi

in

se-

da gran numero di miracoli, per cui è chiamato il taumaturgo del suo secolo. Le sue reliquie
si

guito nella bassa Russia,
tlovi

e facenil

custodiscono a Cracovia ia
lui

lungo
suo

soggiorno

indusse

una magnifica cappella a
dicata
te
;

de-

princi|)e
tiel

Daniele con

popolo

ad
e
vi

gran parte abiurare lo

fu canonizzato
nel
a'

da Clemenla

Vili

scisma dei greci,

fondò due

sua festa

1594, e celebrasi 16 d'agosto.

10)6

GIÀ
(s. ),

GIÀ
martire.

GIACINTO
Proto
(s.).

V.

neslà stessa de' suoi primi

seguaci,
eletti
il

riservando agli

eletti

degli

GIACINTO,
to cardinale-,
della

Cardinale.

Giacine priore

secreto del suo odio profondo con-

suddiacono

tro la religione di Cristo e contro
i

chiesa

romana,

sottoscrisse

monarchi. Dai

sofisti

una bolla Laterano
monistero
venza.

di Calisto II, spedita dal

tu e della ribellione
fisti

dell' empienacquero i so-

nel
di

s.

ii23, a favore del Remigio di Pro,

dell'empietà e

dell'anarchia;

e costoro cospirarono,

non più

so-

GIACOBAZZI
Jacobazzi.

Cardinale.
del

V.

lamente contro il cristianesimo, ma contro qualunque religione , senza
escludere
la

naturale

;

non contro
ogni
società

GIACOBINI.
XVIII, autori
anticristiana.
definiti
I

Settari

secolo

i

re soltanto,
,

ma

contro
le

goci-

di

una cospirazione
giacobini

verno
vili
,

contro tutte

vennero

e sino contro

ogni
setta
si
,

specie di
sotto
il

per

gente

non credeva nulla almeno non reputava necessario
religione

che in fatto di o ,
di

proprietà.

Questa

nome
ed
ai

d' Illuminati,

unì

ai sofisti

Muratori congiurati contro
i

che riguardo allo slato temporale dell'uomo, voleva
creder nulla;
e

Cristo e coatro

re.

La

coalizione

de' seguaci dell'empietà,

de'seguaci
dei-

distruggere ogni stabilita
di

sovranità

della ribellione, e de'seguaci
1'

qualunque siasi specie, fuori che la popolare ed anarchica, che rende tutti gli uomini libeii ed eguali,

anarchia formò

i

club o

le

adu-

nanze dei giacobini , e sotto questo nome, che divenne comune alla

in quel senso assurdo, e illimi-

triplice

setta,
a

riuniti gli

ascritti

tato, stravagante,
tutti

impossibile

che

continuarono
triplice
il
l'

tramare
Tali

la

loro

conoscono.
la

cospirazione cnntro l'altare.

Molti anni avanti

rivoluzione
si

trono e la società.
origine,
i

furono

francese alcuni uomini che

fece-

progressi di questa set-

ro chiamare filosofi , cospirarono contro Dio, contro tutto il cristia-

ta

di venula sì

disgraziatamente fadi giacobini,

mosa

col

nome

nesimo senza eccezione

,

senza

di-

stinzione del protestante o del cat-

tohco, dell' angelicano o del presbiteriano.

dunque l' infausto nome di giacobini, una tremenda setta comparve ne' primi giorni della riSotto
voluzione
francese,
sotto
,

Questa
gli

cospirazione

avea
Cri-

il

regno
quale

per
gere
sto,

oggetto
tutti

essenziale di
altari

distrug-

dell' infelice

Luigi
tutti

XVI
,

la
gli

di

Gesù

fatalmente insegnava

che
e

uo;

e fu quella dei

sofisti

dell' in-

mini sono
a

eguali

liberi

e e

credulità e dell'empietà.

A

questa
ri-

nome

di

questa
altari

eguaglianza
e

scuola di sofismi

empi non tardai

di questa libertà

disorganizzatrice,
i

rono a formarsi

sofisti

della

rovesciava gli
invitava a
io tutti
i

troni, e
tito-

bellione, e costoro alla

cospirazio-

questo
popoli

medesimo
ai

ne dell'empietà contro gli altari di Gesù Cristo , aggiungendo quella
contro
tutti
i

disastri
dell'

della

ribellione e agli
chia.

orrori
istanti

troni dei re,

si

riu-

Dai primi
si

della

anarsua

nirono all'antica setta delle infami
logge dei Liberi Muratori , che in
progresso di

comparsa,
te

trovò questa setta for-

di trecento

mila seguaci, e sosniiiioni

tempo

si

burlò

deli' o-

tenuta

da due

di

braccia

, ,

,

GIÀ
che faceva muovere
fiaccole
di
tutti
gli
,

GIÀ
in

197
il

tutta

l'

e-

bini
tivi

francesi, e dei loro pazzi tentadi

slensione della Francia, armati
j
i

di

formare

di tutto

regno di

di

picche

,

di

mannaie
li

e

fulmini della rivoluzione.
auspicii
,

Francia, e di tutto il mondo una repubblica di atei. Nel supplemento a tal
si
i

Sotto

e

per
,

movifu-

Giornale, dell'anno

1

menti
e

r impulsione

l'

influenza

tratta, chi

sono

i

giacobini

;

794, che
;

l'attività

questa

setta,

ministri filosofi

erano

giacobini

rono commesse tutte quelle grandi atrocità hanno inondache to un vasto impero del sangue
de' suoi
ti
,

del giacobinismo dei giansenisti; di

due

sorte

di

giacobini

;

e

che
I

i

giacobini sono
cobini
tefici

Francs-Macons.
i

gia-

vescovi,
nohili

de' suoi
,

sacerdoricchi

furono condannati dai Pon-

de' suoi

de' suoi

come

tutti

settari
,

delle so-

signori, de' suoi cittadini d'ogni or-

cietà scerete ossia sette

dine
cia

,

di

ogni età

,

di

ogni sesso

come dicemmo
(

all'

articolo

Fran-

no.

giurarono contro l'altare V. GiVNSEXISMO.

che coned il troche
i

P'edi

uomini
Luigi
la
la,

Per opera di questi ). medesimi l' innocente re
la

GIACOBITI.
parvero nel

Eretici

comquali

sesto

secolo,

XVI,

regina sua
di

sposa
d' i-

non ammettono che una
tura in Gesìi Cristo
consi
,

sola

na-

principessa Elisabetta sua sorel-

e

perciò di-

abbeverati

oltraggi

e

Monofisiti.

Essi

derivarono
e furono

gnominia in una lunga prigionia, solennemente furono assassinati sopra un palco, e vennero quasi tutti sovrani di gran parte del mondo fieramente minacciati della medesima sorte. Col mezzo loro la
i

dagli Eutichiani

(Vedi),

chiamati giacobiti a cagione di
certo Giacomo,

un

monaco

siriaco, so-

prannomato Zangalo o

Zanzalo e

rivoluzione francese divenne
gello dell'

il

fla-

Europa

,

rivoluzionarie più
vastatrici

per le armate numerose e de-

Baradeo, discepolo di Severo patriaruno dei ca intruso di Antiochia più ardenti promotori del monofisismo in oriente, il quale poi fuggì e si
,

nascose in Egitto.

I

vescovi

della

che non fu l'inondazione
Principali capi de'conin
settari

sua

setta,

eh' erano detenuti in pri-

dei

vandali.

gione per ordine degli imperatori,
elessero

giurali

o

Francia
e

furo-

Giacomo per arcivescovo
autori-

no Voltaire, d'Alembert
rot.

Dideabbate
ser-

conferendogli tutta la loro
tà.

Ma

di

questo grave argomen1'

to

Barruel
in

ampiamente scrisse nelle Memorie
del
tomi.

per

vire alla storia

giacobinismo

quattro
dal

Questa
in

opera
italiano

propagare la dottrina del suo maestro nella Sie nella ria nella IMesopotamia Persia, ordinando molti vescovi , e un gran numero di sacerdoti e di
Costui portossi a
,

,

tradotta

francese

diaconi

della
il

sua

comunione
di

,

ai
;

fu pubblicata in

Napoli

nell'

anno

quali restò
e questi

nome
titolo

giacobiti
gli

1822, e
edizioni

di essa \i

sono parecchie
lingue,
fu
Il
,

non indicarono più
di

or-

in

diverse

Amburgo

nel

i8o3

neir idioma

francese.

ecclesiastico di

Roma
si

ed in stampata Giornale che ivi si
t.

todossi che col
cioè
realisti
,

Melchiti,

perchè
il

approvavano
Calstato

coir imperatore

concilio di

cedonia
nato
niti

,

in cui
I

era

condanset-

stampava, nella prefazione del

X

Eutiche.
di

copti

essendo u-

ad anno

1

795,

discorre dei giaco-

sentimenti

con questi

198
lari,

GIÀ
ebbero con
essi

GIA
una medesivennero
tulli

liochia.

Ma

perchè

la

giurisdizione
si

ma
bili.

comunione;
I

così

del patriarca dei giacobiti
i

esten-

indifFercntemente
giacobiti
l'errore di

chiamali

giaco-

professavano

già

Euliche, che

in Cristo

avesse patita Ja divinila.
poi aggiungevano diversi
rori, e speciahnente

A

questo

deva nei paesi più orientali, non potendo Giacomo bastare a tutti, ne aflldò una parte ad un primate che eragli inferiore e che chiamò
Mcifrìano {Fedi), il quale esercitava nel suo distretto quanto fa-

altri -er-

gU armeni negavano che il Verbo avesse presa la carne dalla Vergine; ma che lo stesso Verbo si era mutato in
carne, e che solo era passato
la

cevano

i

Cattolici {Vedi) dei
il

cal-

dei sotto

patriarca d' Antiochia.

La sede
chè
gì'

del patriarca de' giacobiti

per

non potendo

Vergine.
figliuoli,

I

giacobiti

circoncide-

vano secondo
i

il costume giudaico ed invece di batlezzàrii,

no

essere Antiochia, perimperatori non permettevache dimorassero nei loro do-

con un ferro infuocato facevano
ro
delle
croci

lo-

nella

fronte,

nelle

guancie

e nelle tempia,
i

e

confesa' sa-

nella Mesopolamia; mafriano scelse per sua residenza Caramit. 11 primo aveva sotto la sua dipendenza tulli i

minii, fu

Amida

mentre

il

savano
cerdoti,

propri peccali

non
I

paesi della

Mesopotamia
l'occidente,
Cilicia,
Il

e

delFOtutta
la

ma

a

Dio

solo,

gitlando
giacobiti

sroena
in

verso

dell'incenso in sul fuoco,

Siria e tutta la

non usavano nella messa mischiare l'acqua col vino; celebravano la Pasqua secondo giudei; non adoravano
i

principio

non ebbe
lui

secondo che dodici
altra

vescovati

da

dipendenti, in se-

guilo

però

stabili

qualche
e
nel

la

croce, se

non

fosse

tezzala a guisa degli

prima batuomini ; sela

chiesa nell' Arabia

Mogol.
invasero

Ma

i

saraceni

che dopo
gì'

gnandosi colla croce,

facevano

quelle

provincie,
li

impedirono di
sta-

con un

solo
;

dito,

l'una natura

per dimostrare osservavano altri di-

estendersi, e

ridussero allo

to in cui ora sono.
di
se

Delle loro serispettivi

giuni singolari,

ma

ne'

sabbati e
ciba-

ne

parla

ai

ar-

domeniche
riferisce
gli

della

quaresima
i

ticoli.

vansi di cacio e di uova. Niceforo

Ignazio
di

II

mafriano
eletto

col

nome
nel

costumi dei giacobiti, e Giuseppe Abadalli o Bartati, aulore piìi recente, e conerrori e

Davide,

fu

patriarca

1222,

e morì

nel

i253.

Questo
esui

patriarca
sercitava
giacobiti

dei giacobiti orientali
la

nazionale dei giacobiti, ne descrive
l'origine antica,

sua giurisdizione
Caldea, della

di

essi

al

e i costumi e i riti suo tempo, con più proriportato dal

della

Me-

dia

,

della

Persia, ed armeni. Sic-

lisso

racconto,

berII,

come
recò a

pielato venerabile per scien-

nini, Storia delle eresie^
P-

tom.

za, costumi,

ed età, nel
il

i237

si

79Severo,

visitare

santo

Sepolcro
lugli

I'

intruso

in

Antiochia,
il

in

Gerusalemme, ove tocco da
celeste
,

essendo morto nel scepolo Giacomo

^^Sg,

suo

di-

me
ri

condannati
,

er-

Baradeo
in

detto
succes-

de' giacobiti

ricevè

la

fede

Zanzalo
assunse

nominò
il

di

lui

cattolica,

sore Sergio sacerdote di Tela, che
titolo di

patriarca d'An-

sa

mento di romana

promettendo con giuraubbidire sempre alla Chie,

e

per

memoria peren-

.

GIÀ
ne
io
scrisse lettere
la

GIÀ
di

199

confessione
e

fede
:

giacobiti

di

Egitto,
re
di

ma
,

ancora di
quali

arabe

caldaiche

ne

Costantino

Etiopia insieme
ai
il

seguirono
vi
,

l'esempio due arcivescod'Egitto,
1'

con
fece

Pietro

diacono
nella
il

uno giacobita
di

altro

Pontefice

basilica

vaticana

nestoriano
to

oriente, essendo sta-

mostrare

Volto santo.

Nel

accompagnato ai santi luoghi da una gran comitiva di arcivescovi, vescovi e monaci giacchili. Il Pontefice Gregorio IX coll'epislola
172
si

concilio l'abate recitò analoga ora-

zione l'ultimo di agosto

i44'> ^
giacobiti

quindi
la

il

Papa diede
:

ai

regola di

fede professata
in essa
si

dalla

rallegrò col patriarca Ignadella

(Chiesa

romana

zio II

risoluzione presa, e lo
al

nano

l'eresie

condanche avevano contamila

invitò a
i

convertire

cattolicismo

nato l'Egitto, l'Etiopia, e
e professate
dai
giacobiti.

Soria,

popoli a lui
falsa,

sua fede fu
stò
ai
i

Però la dappoiché si accosoggetti.

In

me-

moria
ti,
il

dell'istruttivo

ed
ai

esemplar
giacobi-

cattolici

per

avere

aiuto

decreto dato dal Papa

contro
gato
i

tartari,
:

avendoglielo necessato
il

saraceni

timore,
Il

medesimo Eugenio IV ne fece scolpire la memoria nelle porle
di

fece ritorno

agli

antichi errori.
scrisse al

bronzo della
versi
:

basilica

vaticana,

Papa Nicolò IV
ca
de' giacchiti

patriar-

ne'seguenti

Ignazio

IV,

nel

1289, perchè sapendo essere dedito alle opere di pietà e favorevole
a' frati

Ut Graeci

,

Armeni,
est

Aetiopes

hìc aspice, ut ipsain

minori, l'invitò a venire
della
si

Romanaiìi amplexa
cobina jìdem
Dipoi
ai

gens Ja-

air ubbidienza

santa
la

Sede.
gloria

Ad Eugenio IV
lica
ti
i

deve

di avere riunito alla

Chiesa catto-

i

giacobiti

seguendo l'esem-

giacobiti

orientali

dimoran-

pio dei loro paliiarchi ritornarono
loro errori, in cui miseramente

neir Egitto, nel concilio generadi

le

Firenze.

Avea
trarli

il

Papa mandallo

vivono.

Gregorio
nel

XllI

scrisse

al

dato loro
apostoliche

per
le

scisma
in

patriarca Ignazio
il

XV

e gii

mandò
a

frate Alberto de'minoii con lettere
,

pallio

i583,

invitandolo
della

quali

tradotte

rientrare nel
apostolica,

grembo

Sede

lingua soriana, Giovanni o Ignazio

ma

inutilmente. Tulta-

IX
vi,

loro patiiarca, con
fece leggere

altri

vescoalla

volta nella vita di
si

quel Pontefice

pubblicamente
gente,
*fe

legge che nella città di

A leppo

presenza
le

di moltissima

che

udì con applauso
il

giubilo. Al-

Caramit, ed in altre parti della Soria e Mesopotamia, eranvi
e di
circa
caldei

lora

patriarca spedì ad
144*^

IV

nel

Eugenio Andrea abbate di s.
pieni poteri
di
far

cento

settanta

mila case di

giacobiti, de' quali per ven-

Antonio,

con

l'unione delle chiese, con
fessione di
fede,
la

una conegli

nella

quale

riconosceva
rito

processione dello Spi-

gliuolo,

in

Santo dal Padre e dal Fidue nature e due volon-

Neobbedienziali a Giulio III ed a Pio IV, nelle quali chiedeva un luogo in Roma pei suoi nazionali. Dipoi
tidue anni era stato patriarca
scritto

heme, che avea

lettere

apostatò

la

fede,

indi

si

convertì

Gesù Cristo, ec. Il detto abbate non solo fu ambasciatore dei

ed ottenne il perdono dalla santa paSede, e lasciato il titolo di

,

200
triarca,

GIÀ.
rinnovò
l'

GIÀ
degli

abiura

er-

1706

fu rinchiuso con tre vescovi
in un' orribile prigione nel

rori e la professione di fede, e re-

cattolici

decorosamente alloggiato da Gregorio XIH nel palazzo apostolico. L abbate Ascatosi in

Roma

fu

castello di

Adana ove mori.
verso
altre

Il
l'

par

triarca Pietro sedeva
l'jii.

anno

Per
i

notizie

riguar-

semauni
le riporta

nella
la

Biblioteca
serie

orientapafi-

danti

di

ottanta

triarchi

giacobiti

di

Antiochia

no all'anno 1721, i quali furoqualche se e no tutti eretici volta sembrò che desiderassero di unirsi alla Chiesa romana, ciò non
,

ed alcuni loro par triarchi, veggansi gli articoli Alest SANDRU , Egitto Etiopia ed Antiochia, ed altri analoghi di quegiacobiti
,

sto Dizionario.

GIACOMELLI
lustre prelato e liano, nato
in

Michelangelo, ilr gran letterato itaagli
1 1

fu

che

per

politica
i

,

ovvero

per

Pistoia

setr

sostenersi contro
titori

compeche loro opponevansi, od anpotenti

tembre
te

1695.
e

Studiò

in

patria,

quindi a Pisa, e divenne eccellenteologo

che per ottenere
tini

soccorso

dai
li

la-

profondo
pari

geometra
la

contro
di

i

maomettani che
seguire
la

op-

coltivando iu

tempo

bella

primevano. Quelli che fecero professione

letteratura, nella quale a' suoi gior-

fede

della

Chiesa romana, ciocché non avvenne prima del 1646, risedettero in AnAleppo. Se ne conoscono sei
:

drea che abiurò
abbracciò
zelo
la

il

monoQsismo, ed
cattolica

Ito a onorato ospizio presso il cardinale Fabroni suo compatriotto, che gli affidò la cura della vasta e scelta sua li-

ni

ebbe

pochissimi

eguali.

Roma

nel

1718,

trovò

fede

per
,

lo

breria, e lo volle
studi.
sacri

compagno
allora
,

de' suoi

de' religiosi

cappuccini

con

Applicossi
nei

agli

studi

Macario patriarca d'Antiochia, e Cacadauro cattolico degli armeni,
vei'so
il

loro

fonti
l'

facendo sua
dotgreci
tali

particolare delizia
trina degli
latini,

eloquente
padri
di

detto

anno.
di

Abdel-Messia,

antichi

e

dopo

la

morte

Andrea, fu pro-

e fu la

mercè

studi

posto dal patriarca di Caramit, ma siccome faceva di tutto per indurre
ri,
i

principalmente che potè con sommo plauso servire il cardinale in
molti affari importanti di quel tempo.

cattolici

ai

loro antichi

erro-

l'ambasciatore del re di Fran-

Sono sue opere

gli

Avxàsi dati
gli

sublime Porta ottenne da questa che fosse doposto, e che Pietro Gregorio, cattolico, veniscia presso la se eletto in sua vece; questi fu intro-

al cristianesimo

intorno
quali

errori

del giansenismo e del quesnellismo,
e gli
le
scritti

nei

sostengonsi

opposizioni del Fabroni ai senelezione

nizzato da otto vescovi
scrisse al

cattolici, e

timenti del cardinal di Noailles, ed
alla

sommo

Pontefice ed alla

del

cardinal

Coscia.
,

congregazione di
conosciuto.
tro nel
Il

propaganda

fide,
ri-

Nel pontificato di Benedetto XIII
e in quello di
lo

lettere obbedienziali per

essere

Clemente XII
e
,

,

che

patriarca Ignazio Piescrisse a

dichiarò cappellano secreto, prebenefiziato nella
fu
la

1678

Luigi

XiV
la

lato domestico
basilica vaticana
lui

re di Francia per partecipargli
.sua
il

dotta

di

Chiesa romana, patriarca Stefano, oppresso dalle
riunione alla
de' giacobiti
eretici
1

penna impiegata
col

nelle

contro-

versie

calunnie

ael

ma

che aveva la corte di Ro? re di Sardegna duca d\

,

CIA
Savoia
ratore
,

GIÀ
coli'

2o

t

ed

in

(juelle

impe-

principali

che hanno relazione eoa

Carlo VI su Coinacchio. Molle onorevoli incmiibenze furoiigli pure aflldate da Benedetto XIV: fu il Giacomelli che ordinò e dispose il nuovo metodo proposto dal

suo
sci

questo Dizionario, citeremo: i.° il accurato volgarizzamento dei
libri Del sacerdozio di s. Gio, Grisoslomo, corredato di dotte an-

notazioni, alcune delle quali servo-

medesimo dotto Pontefice per
riforma
rio

la

del

Breviario.

Clemente
quindi
dei
di

no d' illustrazione appartengono alla
multe

al

testo,

altre

fede

cattolica

XIII dichiaiolio nel
delle
,

ly'ip sei^rcta-

sono

di

sacra

erudizione,
particolari

lettere

latine,

moltissime

contengono

brevi
s.

poscia

creollo

canonico

Pietro ed arcivescovo di
di

Calce-

donia, e lo decorò
onori,

molti altri

ammettendolo
e ricercando

alla
il

sua conconsiglio

lidenza,

documenti utilissimi per quelli che occupano primi posti nella Chiesa. 1.^ Palris nostri Modesti archiepiscopi encomi uni in dormitionem ss. Virginis Mariae. 3.*^ Pìiilonis ei

e l'opera di lui nei più importanti
alTaii.
Il

favore ch'egli

accordò

ai

eie.

narralio in Canliciiin Canlicorum, 4'^ ^c Paulo Samosalcno deillius

nemici d'arme per combatterlo; 'quindi sotto il
gesuiti, servì a'suoi

que

dogmale

et

haeresi.

5.'^

pontificato di
trasse in

privato,

Clemente XIV si ria condurre una
studi
si

vita cristianamente filosofica, atten-

Prosperi cardinalis Lamherlini, pòstea Ùenedicti XIV P. M. Commenlarn duo de Domini nostri Jc' su Chris'.i, Matrisque ejus festis,
et

dendo

ai

geniali suoi

,

frutti

de Missae sacrificio, relractati,
etc. 6.*^

de' quali principalmente
le versioni dei

furono

atque aneti,
istorica

Senofonte, deir£'5po5/3/o/2e5o/;/YZ la Cantica, scritta da Filone vescovo di Carpasso, falsamente attribuita da altri a s. Epifanio, e di una Galena greca, la quale formava un commentario inedito sopra il vangelo di s. Matteo. A molte altre belle impjese erasi accinto il Giacomelli, cui non potè dar compimento, perchè sorpreso dalla morte a' 17 d'aprile i774> "» età di circa otdi

Memorabili

delle differenze e

Informazione fra la Sedi

de apostolica
Sai'oia.

la

real corte

GIACOMO
lo
di
il

(s.), soprannominaMaggiore. Credesi che fosse

Betsaida

in

Galilea,

era

figlia

del pescatore

Zebedeo e di Salome, e fratello maggiore di s. Giovanni, insieme al quale fu chiamato a seguir Gesù Cristo, mentre
aggiustavano
dre. Essi
le

loro

reti

col

pa-

abbandonarono

tosto ogni

lant'anni. Geomeli-a,
sofo, poeta,

teologo, filo-

cosa per seguirlo, solo di

scrittore elegantissimo

quando in quando allontanandosene per ridar
colla pesca di che vivere;

nella

lingua
fu altresì

italiana e

nella
tra
i

lati-

ma

dap-

na,

grecista

piìi

poiché furono testimoni della pesca
miracolosa non lo lasciarono più. L'anno 3i furono presenti alla guarigione della suocera di
s.

insigni

del suo secolo. L'elenco di

tutte le sue opere stampale e

manel
pi-

poscrilte trova nsi in fine del di lui

Pietro,
figlia
al

Elogio,

scritto

e

pubblicalo

ed

al

risorgimento

della

di

1775
J'isq.

dal eh.

Antonio Mattani
far

Jairo, ed

amendue

aggregati

colfor-

stoiese,

professore nell'università di

legio degli apostoli che

Gesù

A

voler

menzione

delle

in quell'anno. Essi

furono spet-

7.01
latori con
s.

GIÀ
Pietro della
gloriosa

GIA
cazione
gli

di

Gesù

Cristo,

il

quale
la

trasfigurazione del divino Maestro,
e
gli

apparve
sua

in particolare

dopo

l'accompagnarono
Ulivi.
s.

nell'
s.

orto

de-

sua
la la
gli

risurrezione,

e

all'

istante del-

Sappiamo da
visse

Epifanio
nel

ascensione

raccomandogli
vescovo
separa-

che

Giacon)0
che

ognora

chiesa di
apostoli

Gerusalemme, per cui
lo

celibato e nella pratica della
tificazione
;

mor-

stabilirono

si

asteneva dalla

di

questa città

quando

si

carne e dal pesce ; che non porlava che poveri panni, e che in
tutta la sua condotta era

somma-

mente esemplare. Sembra eh' egli sia stato il primo a portare l' evangelio
la
a'

giudei dispersi su tutta
lo riguar-

terra, e gli spagnuoli
il

dano come
loro paese
;

primo
è

apostolo

del
nel-

ma

cerio

che

rono per andar a predicare il vangelo. La santità che in lui risplendeva, gli acquistò stima ed autogiudei che i crirità SI presso stiani, e n'ebbe il soprannome di Giusto. Ecco il ritratto che ne fanno s. Girolamo ed Eusebio dietro l'autorità di Egesippo: » Egli » visse sempre vergine ; era Nai

43 di G. C. egli era a Gerusalemme, ove il re Agrippa nipote di Erode, perseguitando dil'anno
i

scepoli

varsi

Gesù Cristo per cattiordinò r amore de' giudei
di
,

» zareno , cioè consagrato al Si» gnore, e come tale non bevelte 55 mai vino, né alcun liquore atto M ad inebriare, ne mai si tagliò i
» capelli. S' interdisse 1' uso del M bagno e de' profumi , né raanM giò mai nulla che fosse stato « vivo, salvo l'agnello pasquale,

che
fu
il

fosse

decapitato.

S.

(^iacomo
soiì'erse
si
il

primo apostolo che
di
luglio.
le

martirio, e la sua festa
a' 7.5

celebra
ciò

Per tutto
reliquie

che

riguarda
POSTELLA.

sue

P^.

Com-

" ch'era di precetto. Egli si pro» strava così sovente ad orare, che
»
la

pelle de' suoi ginocchi e della

GIACOMO
sto,

(s.),

detto
di

il

flllnore.

Era cugino germano
essendo
figlio

Gesìi Cri-

» sua fronte era divenuta dura » come di cammello ". L'anno 5i
di

di

Alfeo

e di

G. C. fu
in

al

concilio che
sul

si

tendelceri-

Maria

Beata Vergine. Giusta l'opinione di quelli che pensano che Alfeo e C|eofa fossero due nomi della stessa persona era fratello di s. Simeone secondo
sorella della
,

ne
la

Gerusalemme
e
legali, in

punto

circoncisione

delle altre

monie
lo
stese

cui confermò quels.

che aveva detto
la

Pietro, e ne

decisione

,

che

venne ap-

vescovo
stolo
s.

di

Gerusalemme, dell'apo-

seppe, tutti,

Giuda, e di Giosè o Giucome lui, chiamati nel

provata dagli apostoli e spedita ai Sg scrisse cristiani. Verso l'anno in greco l' epistola canonica che
porta
titolo
il

del Signore. Pare inche Alfeo e Cleofa non sieno che lo stesso nome pronunciato differentemente: altri però stimarono che Cleofa fosse padre di Maria, o che Maria avesse sposato Cleofa
\i\rìge\o fratelli

suo

nome, e che ha
gli

il

oltre

di cattolica,

perchè fu indiebrei convertiti e

rizzata

a lutti

dispersi in

tutto

il

mondo.

I

trionfi

ch'egli riportava sul giudaismo, gli

morte di Alfeo. Giacomo fu chiamato all' apostolato con s. Giuda nel second' anno della prcdila

dopo

eccitarono la rabbia degli ostinati, ed Anano li, gran sacerdote, lo
fece

condannare e

lasciare in

balia

del

popolo, che lo precipitò dall'ai-

GIÀ
to del

2o3
a Dio
e otto
fu
ri-

terrazzo del

tempio. S. Gia-

s.

Alessandro a ricevere Ario, cona' cattolici

como non rimase morto per questa
Ciiduta,

sigliò

di ricorrere
;

porsi

ancor forza di ginoccbioni per pregar Dio
a'

ed

ebbe

coU'orazione e col digiuno
giorni

dopo

quell'eresiarca

che perdonasse
ciui'maglia
fé'

suoi

nemici.
finché
sul

La
lui

trovato morto, nella domenica stessa in cui dovea essere ricevuto alla comunione. Fra i molli miracoli da s. Giacomo di JN'isibi operati,

piovere sopra di
pietre,

un nembo
gualchieraio

di

un
capo suo

scaiicogli
di

una stanga
venne
a'

cui scrvivasi pel

mestiere, e lasciollo morto. Ciò av-

Fu

seppellito presso

io d'aprile dell'anno 6i. tempio, doil
fesla al
(s.).

famoso fu quello con sua città assediata persiani per la seconda volta 35o, e del quale Filostorgio
il

più

cui

liberò

la

dai

nel

me-

v'era stato martirizzato, e la Chiesa
stabilì la

sua

i."

di

maggio.
siriaca

desimo, ariano esagerato, ha reso la più autentica testimonianza. Do-

GIACOMO
Icliri

Uno

de' più ce,

po aver
colle

egli

colle sue preghiere e

dottori

della

chiesa

sue

cure

sostenuta
il

la

città

nativo di

INisibi nella

INIesopotamia.

per tre mesi, pregò
si

Signoie che

Dopo
scienze

essersi

reso

esperto
pericoli

nelle

degnasse

abbassare
e

V orgoglio
contro

umane
si

e nella santa Scritdai del

de' suoi
essi
tità

nemici

mandando
;

tura,

spaventato

de' moscherini

una quan-

mondo,
in cui

ritirò in

una

solitudine,

grande
sul

attendendo all'orazione, esercitava le maggiori austerità: viveva di radici e d'erbe, e non avea
altro vestito che

dosso

momento
a
ritirarsi

ne cadde loro adche furono ,
in

obbligati
Il

disordine.

una tonaca ed un
di
peli di

poco dopo questo celebre avvenimento, e fu
iXisibi
;

santo vescovo morì

mantello

fatto
si

capra.

sepolto nella città di

il

suo
o-

venne scoperto: e molti si arrampicavano per que' greppi ove abitava, afline di raccomandarsi alle sue
Bench'
ei

tenesse

celato,

nome

è celebre nelle chiese di
:

riente e di occidente

i

latini

ne

celebrano
i

la
1

festa a'

greci a'

3

di

i5 di luglio, gennaio e a' 3 r i8
di

oiazioni
di

e

consultarlo

sugli

alliui

d'ottobre,

i

siri

a'

gennaio,

coscienza.

Fece

un

viaggio
nella

in
i

Persia per confortare
novelli
cristiani^

fede

fieramente
molti
di

perseidolafra

un sabbato del mese di dicembre. Secondo Gcnnadio egli aveva composto vcnli.sei
e
gli

armeni

in

guitati, e vi
tri.

convertì

libri

in

siriaco,

tutti

intorno a co-

Eletto

vescovo

INisibi,

se di

pietà e alla persecuzione dei
,

le

indefesse sue cure per

la
la

conpersele

persiani

nonché
s.

diciotto

discorsi

versione de' peccatori

e

chiamati da
ti

Atanasio
e

monumencandore di

veranza de'
austerità:

giusti,

continuò

sue
del

di

semplicità

di

la

preghiera, la contem-

vm animo
so.

apostolico.
(s.),

plazione, l'allegerire le miserie

GIACOMO
Nacque
in
ni.

detto V Interrinella

prossimo erano
sistette

le

sue delizie.

As-

Beth-Lapeta
della confidenza

cea,

323 al concilio di Nidove condannò l' eresia arianel

Persia, da parenti nobili e cristia-

Godè
<li

egli

del

na, ed essendosi
lino[K)li

trovato a Costan1'

re Isdegerbo,
zia

ma

ebbe
alla

la

disgra-

nel

330, quando

ifnp<:-

rinunziare

fede

per

ratorc Costantino voleva obbligare

piacere

a

quel

re.

Sua madre e

,,

2o4

G A
I

GIÀ

sua moglie furono oltremodo adiloloiatc per la sua caduta , e lo
sollccilaiono caldamente e
liisi.

GIACOMO
Nacque
in

convernul-

territorio

DALLA Marca (s.) Monte Prandone nel d'Ascoli, e fu mandato an,

Appiofittarono esse della morte

cor giovane all'università di Perugia.

del re per fargli
la

comprendere
grandezze, e

il

Un
lo,

delle

umane

la

seve-

affidata l'educazione di

rità

dei divini giudizi. Egli conobil

gentiluomo fiorentino avendogli un suo figliuone rimase si contento, che propodi

be

suo errore, s'allontanò dalla
conoscere
a
alla

segli

corte, e fece

tutto

il

e gli

accompagnarlo a Firenze procurò un onorevole posto

mondo
ne.
11

il

suo ritorno

religio-

in quella repubblica.
assai

Giacomo era
di

re

Vararane ch'era succesvenire

divoto

,

e

desiderava
di

abpiìi

so a suo padre, altamente sdegnalo sei fece

bracciare
perfetto.

un genere
Passando per
nella

vita

dinanzi

,

e tro-

Asisi

andò
della

vatolo

fermo

nella

sua

generosa

ad orare
so dal
s.

chiesa

detta

risoluzione, a fronte delle più tre-

Porziuncula, e restò tanto
fervore
,

commosi-

inende minacele, lo
esser
tagliato

condannò ad
in

di

que' religiosi di
in

vivo
il

pezzi

;

ciò

Francesco

che deliberò sulT

che fu

eseguito
del 4^0.

giorno

27 noi

stante di

entrare
e

quell' ordine.

vembre
fici

Mentre

carne-

Visse quaiant' anni in continua penitenza
zione.
plici,
,

gli
i

tagliavano
giudici
lo

le dita delle

ma-

si

dedicò
discorsi

alla predica-

ni

,

scongiuravano ad
vita; ed

I

suoi

erano
e di

aversi pietà, e salvare la
egli

ma

pieni di
lo

forza

semunegli

è

degno

placidamente rispose, che non di Dio colui che avendo

zione.

Milano

avrebbe
,

deside-

rato per suo arcivescovo
se

ma

posta
dietro.
piedi,
scie.

mano
Gli
le

all'

aratro rivolgesi in-

ne esentò per

continuare

nelle

tagliarono
le

poscia

i

funzioni

mani,

braccia

e le co-

Benché privo

di tutte le
il

mem-

bra, viveva ancora

suo tronco, e continuava a benedire il Signore. Finalmente uno sgherro gli tai:;Iiò
il

la

lesta

,

e con ciò
martirio.

ebbe

fine

di missionario. F'u compagno di s. Bernardino da Siena nonché di s. Giovanni di Capistrano in alcune delle sue missioni in Germania, in Baviera, in Ungheria e quivi fu mandato tre volte Nicolò V e Calda Eugenio IV
,

,

suo dolo