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Corso TB1006 Ecclesiologia

Prof. Ambroise Atakpa

Approccio al termine Teología: Questo termine fondamentalmente rivela il suo significato


dalla sua propria etimologia: Theos (Dio) e logos (parola o discorso) questi due significati ci
portano a pensare in un Dio che si lascia conoscere per mezzo della sua parola, come ben lho
descritto Platone nel secolo V-IV (A.C) facendo la combinazione di queste due termine
( Theo-logia) i quali possono capirci di due forme: (1) Discorso su Dio e (2) Discorso di Dio:
Nel primo significato il soggetto principale, da dove parte questo riconoscimento, è l'uomo
chi è colui che cerca per mezzo del suo intelletto Dio cioè cerca a Dio di una forma
“endogena” (nasce da dentro). Nel secondo significato invece, si parla di una forma
“esogena” del conoscimento di Dio cioè un conoscimento che viene da fuori, in questo caso
è Dio colui che parla all'uomo e di questa forma se rivela.
Detto ciò possiamo anche evidenziare alcuni definizioni classiche della teologia visto
che diversi rappresentanti della chiesa hanno potuto aiutarci a capire un po meglio questo
termine; come la definizione di Anselmo d’Aosta che esporre un approccio più antropologico
della verità di fede cioè del conoscimento di Dio “Fides quaerens intellectum” L’uomo che
per mezzo di un atto personale della sua intelligenza (coscienza) prova a stabilire una
relazione con Dio partendo dalle cose conosciute per arrivare a Lui. Poi per San Tommaso la
Teologia è una sacra dottrina duplice cioè una scienza che ha dei principi superiori e questa
conta con due tipi di principi (1) quelli rivelati dalla luce di Dio stesso e (2) quelli principi
tramandati a noi dei Beati per il riconoscimento di Dio accogliendo questi principi per mezzo
di un esercizio di fede elemento primordiale per la Teologia, in modo che permetta il
nascimento di una fusione tra l’intelletto, la fede e la praxis che riconosce la divinità di Dio
(assimilatio), la possibilità limitata dell’uomo (partecipatio) e una pastorale apostolica del
seguimento di Dio (praxis, qui e ora). come lo fecero gli apostoli che secondo la Dei Verbum
(Costituzione dogmatica sulla divina rivelazione) loro furono testimoni oculari del Vangelo,
lo accolsero come praxis di vita e lo tramessero per fare conoscere a gli altri la verità dà la
sua testimonianza di fede.

Le varie percezioni della Chiesa fuori dalla concezione teologica: ‘E giusto sapere che la
chiesa non ha solo una concezione teologica ma è un termine polivalente cioè determina e
integra diversi significati dentro del mismo termine secondo la cultura, la tradizione o il credo
della comunità dove appartiene. Chiesa può essere un edificio, un’entità museale del passato,
una istituzione, una comunità critica nei confronti dell’istituzione, una comunità cultuale, una
comunità di fede: communio sanctorum e anche può essere determinata secondo la sua
totalità: Chiesa locale / Chiesa universale, però tutte queste concezioni della Chiesa sono
determinate da una osservazione esterna ma se vogliamo capire per noi, come cristiani, cosa
significa “Chiesa” dobbiamo fare un riconoscimento interno.

Percezione Teologica della Chiesa: possiamo cominciare scoprendo che il termine “Chiesa”
in italiano, Kirche in Tedesco o church nell'inglese deriva dal termine greco Κύριακός che
indica la comunità appartenente a un Signore. Questa comunione delle persone che hanno un
solo Signore prende un significato Teologico quando accogliamo a Gesù Cristo come il
Signore (κύριος) , rivelando così la nostra fraternità come figli di Dio e da Lui dipendente.
Per cui la Chiesa parla di una comunione sanctorum facendo riferimento a coloro che come
simbolo apostolico, professano una stessa fede riconosciuta e accolta per mezzo del battesimo
che ci fa rendere figli dello stesso Signore, questa comunione ci fa distinguere dall’altra
religione che hanno un altro signore a cui rispettiamo.

L’ecclesiologia come scienza della fede: Come abbiamo detto con Santo Tommaso
d’Aquino, la scienza della fede ha un metodo teologico duplice che determina una azione
particolare cioè un compito individuale, personale e anche un’azione comunitaria cioè
accogliere la fede essendo partecipe della comunione ecclesiale. Per farci capire meglio
questo metodo, San Tommaso d’Aquino nella Summa theologiae ci spiega che “La teologia
parte dalla professione di fede comune a tutta la cristianità” ma è una professione divisa in
due parti la prima “Credo (in) ecclesiam” in singolare (Io credo) fa riferimento alla
professione battesimale di fede, una professione libera e volontaria la cui dovrebbe rendere al
battezzato, accolto nella chiesa, un testimone della sua propria fede. E la seconda “Credimus
(in) ecclesiam” in plurale (Noi crediamo) compie la parte liturgica cultuale dove l'assemblea
si raduna a professare insieme la stessa loro fede la cui mostra una comunione con tutti gli
altri cristiani di tutti gli altri tempi (storia della fede cristiana) rendendo così la fede singolare
in una partecipazione della fede plurale come segno della comunione in una unica fede.

Chiesa mistero Divino o semplice realtà umana? Dopo di spiegare il fatto di ciò che
significa che la ecclesiologia è una scienza della fede perché sporre di maniera metodica ed
esplicita una credenza, dobbiamo anche capire si questo mistero di fede è soltanto una
spiegazione fatta da una realtà umana e per capire questo dobbiamo subito dire che non è così
visto che sarebbe una ideologia passeggera senza trascendenza. ‘È vero che si parte di un
fatto umano, dai modi di ogni cultura, linguaggio e contesto ma questo fatto diventa
trascendentale quando si collega al Mistero Divino che è in sé stesso plurale e universale,
allora la Chiesa parte da una realtà umana che si unisce a un mistero Divino che la rende
cattolica nel senso trascendentale arrivando così al mistero della Chiesa.

Che significa il Mistero della Chiesa? Il Mistero è capire la Chiesa come una realtà
composta da un elemento umano e da un elemento Divino tutte due insieme; questi elementi
non possono essere separati ma sono distinti. Il lato divino se deve capire dalla fede e il lato
umano se capisce dalla testimonianza della propria vita. Questo Mysterium, così detto
soprattutto dal Concilio Vaticano II, ci fa capire che la chiesa è una affermazione di Divina di
fede confermata in una forma umana concreta, visibile y terrena della vita.

Etimologia e significato del termine Chiesa: Principalmente il termine Chiesa è la


traduzione dal greco ἐκκλησία (ekklēsίa) que significa chiamare da, convocare. questo
termine ha una determinazione secondo l'epoca o il contesto in cui è pressa. Nel greco antico
ἐκκλησία designa l’assemblea del démos, del popolo in senso socio-politico. Nell'Antico
testamento Il termine ekklēsίa è una versione dei LXX del termine ebraico qᾱhᾱl o qehal
Jahwe con cui viene indicato il popolo dell’alleanza radunato al Sinai (Dt 4,10; 31,30 ecc.)21.
Successivamente tali assemblee avevano continuamente luogo dove radunarsi; si
costruiscono templi per l’assemblea (Gs 24,1-28; 1 Cr 28,8). Nel periodo ellenistico romano
imperiale, tempi nel Nuovo testamento, il termine ekklēsίa era infatti anche un termine
politico molto diffuso ma non aveva più il senso di assemblea popolare visto che è diventata
una struttura convocata direttamente da funzionari e la sua partecipazione ridotta a funzioni
cultuali e acclamazione senza il diritto di prendere delle decisioni perciò la Chiesa degli
origini fu influenzata da questa visione politica mettendo come gerarchia che convoca
l'assemblea agli apostoli “il concilio degli apostoli” (At 15) come un'entità giuridica pubblica.
Questa visione politica della chiesa se trasforma in Ekklēsίa di Dio visto che la Chiesa
Neotestamentaria fu fondata senza una cittadinanza politica, non aveva una delimitazione
demografica, non escludeva le donne, anziani o i bambini, non era per una solo classe sociale;
vi si apparteneva per mezzo del battesimo “Adesso non c’erano più giudei e greci, schiavi e
liberi, uomini e donne; tutti sono “uno” in Cristo”(Gal 3,28; Col 3,11) creando così una
nuova identità ecclesiale, del popolo di Dio.

L'identità della Chiesa popolo di Dio: Abbiamo capito finora che la Chiesa
Neotestamentaria ha fatto un nuovo passo permettendo essere integrata da tutti coloro che
volevano esserci intorno al cristianessimo, In tanto, per cui, e dobbiamo precisare che la
Chiesa non è semplicemente un'associazione di uomini e donne che ci sono arrivati da soli,
sennò che è un popolo convocato, un'assemblea e un memoriale che parte Dio Padre, nel
Figlio, Cristo Gesù, grazie all’azione incessante dello Spirito Santo.
Una Convocazione: È Dio che fa il primo passo, sceglie il popolo d’Israele, anche
coLei che prende l'iniziativa delle alleanze e questi sono alcuni segni che mostrano che non è
un radunarsi a voglia degli uomini sennò che è una risposta a una chiamata, una
convocazione a fare parte del Regno di Dio. più chiaro lo possiamo capire nella Lumen
Gentium,9 “Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della
salvezza e principio di unità e di pace, e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di
tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica”.
Una Assemblea: Dopo di essere convocati, coloro che hanno risposto a questo
chiamato, formano una assemblea, questa assemblea della Chiesa ha dei particolari: è
radunata intorno a Cristo chi è colui che la presiede e poi non è un'assemblea statica sennò
che si mantiene in costante movimento operato dallo spirito di Dio affinché si compia nella
Chiesa il mistero di relazione tra Dio e il suo popolo e del popolo con i suoi fratelli.
Un Memoriale: Il memoriale è la base sacramentale della assemblea convocata da
Dio, ogni celebrazione sacramentale - eucaristica ravviva l’attesa di Cristo, sposo della
Chiesa: “Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la
morte del Signore, finché egli venga” (1 Co 11, 26). Questo è il senso del memoriale che va
più al di là di un ricordo nostalgico per il passato, invece è la simbolizzazione della fonte
sacramentale e dove si evidenziano le radici della nostra fede e ci mantiene presti al ritorno
del figlio di Dio.

Ma Gesù ha voluto la Chiesa? Questa domanda è stata porsa non dai tempi dalla fondazione
della Chiesa ma sì dal secolo XVII con l'arrivo dell'illuminismo (tempo di dare tutta la
importanza alla ragione) e quindi alcuni teologi e pensatori hanno fatto un’altra teoria
dell’origine ecclesiali.
Hermann Samuel Reimarus (+1769) Ha affermato che Chiesa è nata dopo la morte di
Gesù la cui non ha avuto una resurrezione anche dice che la Chiesa è cominciata dopo la
morte di Cristo chi mai aveva pensato qualcosa del genere referente alla creazione d’una
Chiesa. Secondo lui il messaggio di Gesù era fallito con la sua morte in croce. Il messaggio
della risurrezione per tanto sarebbe stato un inganno escogitato dagli apostoli quindi secondo
lui, la Chiesa era stata una soluzione di ripiego e un fraintendimento del messaggio gesuano
del regno di Dio.
Adolf Von Harnack (1930): Anche lui, respinto per l’ideale dell’epoca, ha detto che
per lui “il regno di Dio è un ideale morale” costruito per gli apostoli che sono stati “quelli che
hanno messo in mezzo le labbra di Gesù questa idea” e insieme hanno fatto una
ellenizzazione del cristianesimo per mezzo dei sacramenti.
Dopo di questi, sono arrivati con le loro teorie altri pensatori che fecero parte della
scuola scatologica ecclesiale. come Alfred Loisy che ha detto “Gesù predicò il regno di Dio,
ed e arrivata la chiesa”; Erik Peterson: “Gesù predicò il regno di Dio ed è venuto
l'umanesimo” (senza avere di base la risurrezione di Gesù); Albert Schweitzer “Gesù predicò
il regno di Dio ed è venuto il rispetto per la vita”, considerando il messaggio escatologico di
Gesù come un passato non più recuperabile; Rudolf Bultmann chi non era interessato dalla
vita del Gesù storico come si lo era dal messaggio di questo Gesù, quello che gli stava a
cuore era il kerygma sempre attuale e il Cristo della fede.
Al di là del fatto di questi pensieri dell’epoca e molto importante sottolineare che per la
Tradizione Cristiana, la fondazione della Chiesa parte da Gesù stesso, argomento mai
dubitato.
Ma com'è nata la Chiesa? Possiamo iniziare dando una sbirciatina della risposta dicendo
che la Chiesa è stata fondata non solo da un atto unico di Gesù oppure ai suoi detti, gesti, o
azioni sennò che invece è il risultato di tre momenti distinti ma intimamente connessi e questi
atti ovviamente sono stati generati da Gesù. questi momenti sono l’annuncio, la croce e la
risurrezione (Enciclica Mystici Corporis di Pio XII (1943)).
L’annuncio: “È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio
anche alle altre città; per questo sono stato mandato” (Lc 4, 43) Gesù stesso era il Cristo
predicato, il cristo annunciato, egli stesso è il regno di Dio e il suo lavoro, como sempre lui lo
disse, era far visibile il Padre il suo regno e di questo fatto Messianico il popolo era in attesa e
Gesù arrivato annuncia e porta tutti al suo inseguimento.
La Croce: Questo fatto fa parte della fondazione della Chiesa per il suo valore
simbolico “Nell’acqua e nel sangue del costato di Gesù” (Cf. Gv19, 31-37). Gesù se offre
como dono è il sacrificio pasquale di cui si farà memoriale. Sant'ambrogio Dice che “Il
secondo Adamo, è Cristo, il costato di Cristo è la vita è la vita della Chiesa. Siamo dunque le
membra del suo corpo, costituiti della sua carne e delle sue ossa”. E ancora: “Il frutto della
sua morte è vita. Quindi ciò che è stato fatto in Lui è vita; La Chiesa è vita, perché è nata in
Lui, dal suo costato; in Lui Eva è resuscitata”. Sant’Agostino Dice “La Chiesa, sposa di
Cristo, è stata formata dal suo costato…È nata dall’acqua e dal sangue. Anche S. Giovanni
Crisostomo dice che “quell’acqua e quel sangue sono simbolo del battesimo e dell'Eucaristia.
Ora la Chiesa è nata da questi due sacramenti, da questo bagno di rigenerazione e di
rinnovamento nello Spirito santo per mezzo del Battesimo e dell'Eucaristia. San Tommaso
d’Aquino: “È dal costato di Cristo dormiente sulla Croce che sono scaturiti i misteri, il
sangue e l’acqua, dai quali la Chiesa è stata istituita”. Hans Urs von Balthasar: Il mistero
della Chiesa nasce quando Gesù ha esercitato il suo potere di “dare e di riprendere la sua
vita” volontariamente (Jn 10, 18). Fa dono di sé a suoi amici del suo Corpo e del suo sangue.
Il Dono dello Spirito Santo: La pentecoste è il fine, la manifestazione della Chiesa che
è stata inaugurata dal ministerio di Gesù (l’annuncio), Fondata dal ministerio del pasqua (la
morte in croce e resurrezione), e adesso fa l’ultima puntata con la sua manifestazione e
missione nella pentecoste. Per l’apostolo Pietro la Pentecoste conclude il mistero di Cristo.
La Chiesa nascente vive la comunione nella diversità sotto l’azione dello Spirito Santo. (At
2,1-12).

LA CHIESA DALLE ORIGINI AL CONCILIO VATICANO II

Regno e popolo di Dio nell’A.T: Ebbene cominciare a capire il significato di questi due
termini in modo che possiamo subito dopo svilupparli. il Regno di Dio Come la presenza di
Dio e il Popolo di Dio come…
Nell’A.T se descrive “il Regno di Dio” come la presenza dell’azione di Dio in mezzo
al popolo che lui ha scelto (Israele) o anche nel mondo intero ma Dio è un Re? di quale
Regno? in questo caso il regnato è un regnato che va più al di là delle cose materiale o di un
incarico politico. Il regno di Dio è un Reino trascendentale che invita, che propone e non
domina, non usa la forza, invita a la conversione e a la esperanza e ci lascia la libertà di
decidere. Dopo di descrivere cos'è il regno e sapere che Dio è il Re allora possiamo capire
che questo Re non lo potrebbe essere senza un popolo e questo era il popolo di Dio “Israele”
e fu scelto da Lui stesso perché fossero instrumento e portatori della salvezza di Dio e così far
capire agli altri che era un Dio buono e che Lui sempre cerca del popolo per portare la
salvezza a tutti i popoli.

La Chiesa nei sinottici e negli Atti: La Chiesa, come lo abbiamo detto prima, non è statica e
per cui si sviluppa ogni giorno ma per capire ancora meglio faremmo questa immersione al
N.T facendo una divisione in tre fasi (1) La Chiesa nella fase Pre- pasquale; (2) La Chiesa
nella fase Pasquale; La Chiesa nella fase Post- pasquale.

La Chiesa nella fase Pre- pasquale ( ministero Galilaico): In questa fase il tema
principale e più dominante è il Regno di Dio con il suo messaggio visto che lo stesso Gesù è
colui che lo mette come centro della sua predicazione «Il tempo è compiuto e il regno di Dio
è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1, 15), Gesù cerca di farci capire con le
parole e soprattutto con i suoi atti- l'esempio della sua vita che Lui è la rappresentazione
stessa del padre Dio in referencia con il suo popolo mostrando la misericordia di Dio per
l’uomo: nelle sue parole: Mc 4,14 (la semina della Parola); nelle sue opere: i «segni», i
miracoli: Mt 12,28 (lo scacciare i demoni); Mt 11,4ss (la risposta agli inviati di Giovanni);
nella sua persona: Lc 4,15-22: discorso di Gesù a Nazareth: «oggi si è compiuta questa
profezia...».
Questo Regno di Dio che appare 99 volte nei sinottici se differenza delle
caratteristiche del regno dell’epoca tardo-giudaica nel senso che il Regno presente in Gesù
offre caratteri nuovi: è religioso (non politico): è regno «di Dio», non potenza politico
terrena; è gratuito (non meritorio): è «di Dio», dono di Dio, non «merito» dell'uomo; è Dio
che invita al regno e che lo «dà»; è salvifico (non «apocalittico»): è «vangelo», cioè buona
notizia,«lieto messaggio»; è annuncio di salvezza, non di minaccia; è escatologico: è una
realtà già presente, anche se solo cominciata, la cui piena attuazione sarà in futuro; nel
frattempo tutto questo ci mostra che la causa di Gesù era dunque il regno di Dio che si
manifesta nel popolo del regno di Dio radunato per Lui stesso: (Gesù è il fondatore e il
«capostipite» del nuovo popolo. Gesù sceglie e istituisce i Dodici: questo è l’evento
«istituzionale» fondamentale della sua volontà di creare il «vero Israele». - L’elezione-
istituzione dei Dodici è descritta con singolare solennità da tutti e tre i sinottici: Mc 3,13-19;
Mt 10,1-14; Le 6,12-16. Il simbolismo del numero «Dodici» è chiaro: è il numero dei figli di
Giacobbe (Gn 35,22-23), e il numero delle tribù d’Israele (Gn 49,28)).

La Chiesa nella fase Pasquale ( ministero Giudaico): Cui parleremo di Gesù e il suo
compito realizzatore del Regno nella sua propria persona, argumenti che ci farà capire il
come della svolta della chiesa in questa fase pasquale della vita di Gesù dove il Regno si
presenta come mistero di morte e di risurrezione: di Morte in quanto è una kenosis
(svuotamento) di riduzione (cf. Fil 2,5-11). È il mistero del «dare..., e perdere la vita», la
logica del «chicco di frumento» che deve marcire per moltiplicarsi (cf. Gv 12,24), del «dover
soffrire» per entrare nella gloria (cf. Lc 24,26). E di Risurrezione cioè di fecondità, di
moltiplicazione, di «parto» del nuovo popolo. Sigillando con il suo sangue la Nuova
Alleanza, il «corpo» del Messia sacrificato che diventa «glorioso», sede della «gloria», cioè
della «presenza salvifica» di Dio, fonte dello Spirito generatore di un nuovo «corpo», che ora
è la comunità dei credenti (cf. racconti della Cena: Mc 14,22; Mt 26,28; Lc 22,20: «per la
moltitudine»). Ed è nel mistero della morte- risurrezione di Gesù dove viene generato il
“Nuovo popolo” Nel sacrificio della croce viene evidenziata l’alleanza eterna tra Dio e il
popolo nel sangue di Gesù «vero Agnello»

La Chiesa nella fase Post-Pasquale: Dopo il mistero Pasquale si solidificano gli


aspetti di confermazione della comunità eccelsiale,cioè si registra un cambiamento decisivo
che conferma a ognuno dei credenti in La chiesa del Cristo Risorto, la Pasqua è la data di
nascita autentica della «chiesa di Cristo» visto che porta novità nei seguenti aspetti: (1) Si
passa dai Gesù predicante al Gesù «predicato». Gesù risorto non è più «a fianco» dei suoi
discepoli, come nel periodo pre-pasquale, ma è «dentro» di loro attraverso il suo Spirito. (2)
Si passa dal Messia nascosto al Signore risorto, dal Gesù che proclamava il regno al Gesù
proclamato, da Gesù di Nazaret al Cristo Signore, (3) La comunità formata da Gesù durante
la missione prepasquale e che ora predica il Cristo Risorto, è la comunità definitiva di
salvezza, destinata a partecipare al regno. (4) Nella Pentecoste la chiesa ha la sua piena
manifestazione. Attraverso l’effusione del suo Spirito, Cristo dota la sua chiesa di tutta la
ricchezza di doni e ministeri relativi alla missione escatologica della salvezza e così avviene
la promulgazione definitiva del regno instaurato da Cristo, diventa una comunità missionaria
del Regno di Cristo (5) L’eucaristia è «centro simbolico» della comunità escatologica. - II
nuovo popolo che si raduna nelle «Chiese locali» trova il suo centro vitale nella celebrazione
eucaristica, e costituisce la garanzia della presenza continua del Signore (cf. Mt 18,20).

La Chiesa nelle lettere Paoline: Nell’epistolario Paolino, cambiano un poco le cose nel
senso che si fa un passo avanti che concretizza la chiesa come chiesa pastorale che porta lo
spirito di Cristo nelle loro comunità. La chiesa per Paolo è anzitutto «la comunità di Dio» -
«chiesa di Dio» quindi non c'è Chiesa senza Cristo. Questo è l’aspetto più «tradizionale»
della teologia paolina. Troviamo questo tema specialmente nelle «grandi lettere». Nutrito
della tradizione veterotestamentaria, Paolo vede nella «chiesa di Cristo» la continuazione e il
compimento di Israele. Paolo non stende un trattato sulla chiesa, ma scrive a comunità
concrete, in riferimento a problemi inerenti alle varie situazioni delle comunità che ha
fondato. La sua è una «teologia applicata»: è la «sollecitudine per tutte le Chiese» (2Cor
11,28) che guida il suo discorso sulla chiesa. Ad essere ancora più precisi, i suoi interventi
epistolari non si collocano sulla linea della prima evangelizzazione (kerigmà), ma su quella
della catechesi e della «pastorale». Per questo il suo interesse cristologico non è tanto per la
persona storica di Gesù, quanto invece per il Cristo vivente nella sua chiesa e nella novità di
vita dei cristiani.
Si possono distinguere tre prospettive delle lettere Paoline che sono andate
progressivamente chiarendo e armonizzando: (1) La prospettiva «comunitaria-teologica» («la
chiesa di Dio») delle «grandi lettere» (specialmente Romani e Galati); (2) La prospettiva
«comunitaria-cristologica» («corpo di Cristo») della prima lettera ai Corinzi che costituisce il
punto più originale della teologia paolina; (3) La prospettiva «mistica-cristologica» («sposa»
di Cristo) delle «lettere della prigionia».
A livello Comunitario- sacramentale: la chiesa con i suoi integranti, formano “Il
corpo di Cristo” per mezzo del sacramento Eucaristico di Cristo. A livello della dimensione
Cristologico - Mistica: Cristo Risorto compie la pienezza della sua dimensione mistica
quando prende come corpo il suo popolo - la chiesa e diventa il capo-testa che guida. E a
livello della prospettiva Mistico- teologica dove si porre la chiesa come sposa di Cristo La
simbologia della sposa, oltre che esprimere la indissolubile unità di Cristo con la sua Chiesa,
permette di dirne anche la distinzione. Cristo sta di fronte alla sua chiesa, ne è il capo, il
salvatore, colui che la nutre e la sostiene. E la Chiesa è la sposa che accoglie l’amore dello
sposo e vi risponde liberamente. E proprio perché «personalità» distinta, vive sulla terra
come pellegrina nostalgica dello sposo, e resta esposta a possibili infedeltà, camminando così
nell’umiltà della penitenza, «fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio»
(Sant’Agostino). Essa infatti compie su questa terra il suo pellegrinaggio lontano dal Signore
(cf. 2Cor 5,6), fino al suo incontro con lo sposo quando comparirà rivestita di gloria (cf. Col
3,1-4).

Chiesa negli scritti Giovannei: Per Giovanni la cristologia e la ecclesiologia sono


interamenti collegati anzi per Giovanni come per i sinottici l’ecclesiologia nasce dalla
cristologia dunque sarebbe sbagliato dire che manca una ecclesiologia. Per Giovanni, la
Chiesa non potrebbe essere definita che attraverso Cristo: la Chiesa è il Cristo morto e risorto
che vive in tutti gli uomini che accettano di identificarsi a lui per mezzo della fede. La realtà
ecclesiale per Giovanni, non può essere che cristologica. Giovanni ha dei temi principali i
quali mostrano la relazione tra Cristo e il suo popolo ecclesiale: Come Il pastore e il gregge
dove Lui è la rappresentazione del Pastore che prende cura dei suoi e ugualmente con La vite
e i tralci; nelle Nozze messianiche dove lo sposo esulta di gioia con la sua sposa.
Nell’Apocalisse in tanto, sono sviluppati alcuni temi di grande ricchezza teologica e
simbolica referenti alla ecclesiologia. (1) l’Israele escatologico: nel cap. 7 è descritto in
termini trionfali il corteo del nuovo popolo degli eletti, costituito dai 144.000 «segnati», delle
dodici tribù d’Israele, che arrivano dai quattro venti e si recano davanti al trono dell'Agnello;
(2) la «donna celeste»: nel cap. 12 è descritta la visione della donna con dodici stelle sul
capo, in lotta contro il drago; (3) la «sposa» dell’Agnello: nel cap. 19 è rappresentato
l'incontro della sposa con lo sposo per la festa delle nozze escatologiche; (4) la Gerusalemme
celeste: nel cap. 21 è rappresentata la città santa, adorna come una sposa, dove si celebrerà il
trionfo finale di Cristo, con l'inizio del cielo nuovo e della nuova terra per l’eternità.

La chiesa nei Padri


Ignazio di Antiochia (+115): ‘e citato 15 volte nella Lumen Gentium dove
rappresenta la testimonianza patristica più antica che contiene una visione ecclesiologica.
Questo Padre vede la Chiesa come la grande unità formata dai “santi”, al cui vertice sta il
vescovo con il presbiterio e i diaconi; trova nella Chiesa di Roma colei che “presiede alla
carità” Colei che “presiede all’assemblea dell’amore”.

Cipriano di Cartagine (+258): «Egli nella De Ecclesiae Catholicae unitate difende


l’unità della Chiesa che viene qualificato in modo innovativo, come “sacramento dell’unità”
(De Unit. 4.7) … in quanto è il popolo raccolto nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo”»
Ambrogio di Milano (+ 397): La Chiesa come sposa di Cristo, madre dei credenti,
corpo di Cristo popolo di Dio.

Agostino (+ 430): Il più citato di tutto il Concilio, parla della Chiesa invisibile e chiesa
mista cioè di santi e peccatori dove la validità della funzione visibile dipende dalla
situazione spirituale personale ma soprattutto a voluto sviluppare l’idea della chiesa Madre
che genera i Figli “Voi cominciate ad avere Dio anche come Padre, dal momento in cui siete
nati da quella madre che è la chiesa”

Tertuliano: Conia l’espressione domina mater ecclesia, «La signora madre Chiesa» e
dice che soltanto sotto la protezione della chiesa madre, per mezzo del battesimo possiamo
essere denominati figli della chiesa dato che la chiesa è la «vera madre dei viventi» in
parallelismo con Eva.
Cipriano: accoglie il tema di Agostino dicendo che «non può avere Dio come padre,
chi non ha la chiesa come madre» e coloro che condividono un padre e una madre devono
vivere la loro fraternità «Dovete ritornare alla madre chiesa e alla vostra comunità di fratelli»
(«Ad ecclesiam matrem et ad vestram fraternitatem revertamini», Ep. 46, 2 [trad. it. cit.,
552])
Come la storia ci racconta dì fino al 313 anno in cui fu dichiarato imperatore Costantino, la
chiesa ha avuto una sorte di eresie e attacchi. Costantino nel suo governo ha diacchiarato la
religione cattolica come una religione lecita status nel cui la chiesa ha potuto vivere un poco
la tranquillità fino all'anno 380 dove comincia a governare l’imperatore Teodosio e il
cattolicesimo è diventato un assunto politico e di tratti burocratici e imperiali.
La riforma Gregoriana e Chiesa nel Medioevo: Nel Medioevo la Chiesa assunse
tratti feudali. Ciò portò quasi inevitabilmente a coinvolgimenti mondani. La riforma
gregoriana (Gregorio VII – 1073-1085) e la lotta per le investiture dell’XI secolo furono una
lotta per l’indipendenza e la libertà della chiesa, lotta che però dovette essere condotta anche
con mezzi mondani e che fece della Chiesa, nella sua manifestazione esteriore, una specie di
monarchia papale.
Per combattere questa Monarchia Papale esterna, Gregorio VII, decide per mezzo
della riforma “Dictatus Papi” “Primato Papale” fare pendere alla chiesa di nuovo la sua
dipendenza e dare di nuovo il potere alla chiesa come struttura Teocratica nella cristianità
medievale questo è stato chiamato “la lotta delle investiture” e grazie a questo la chiesa
comincia a pensarci di nuevo como chiesa di Dio.

Concilio Vaticano II

Cos'è un Concilio: Un Concilio della Chiesa è un incontro in cui il Papa e i vescovi, aiutati
da esperti, esaminano problemi per le quali la Bibbia non ha risposte già predeterminate.
Spesso questi problemi sorgono in risposta a una eresia o a una falsa dottrina (che nega o
cambia la verità su Dio). Le risposte a cui i concili arrivano sono parte della Tradizione della
Chiesa. I concili importanti sono chiamati anche Concili ecumenici, perché radunano i
rappresentanti di tutta la Chiesa.
Concilio Vaticano II: Comincia il 11 ottobre di 1962 convocato dal Papa Giovanni XXIII. il
giorno della festa di Maria Theotokos (Madre di Dio) con l'intenzione di mettere sotto
l’amparo della madonna il concilio. Il Concilio è durato 3 anni e 2 messi fino al 7 dicembre
di 1965 ed è stato finalizzato per il Papa Pablo VI perché il 3 Giugno di 1963 Papa Giovanni
morì. Sono venuti a partecipare in questo Concilio più di 26000 vescovi del mondo Catolico.
Fatto in 4 sessioni. con 3 punti programmatici come linee guide: (1) Custodire la doctrina
cristiana; (2) Trasmettere integra la dottrina cattolica. (3) abbracciare la chiesa con
misericordia invece di imbracciare le armi del rigore. e sono stati 4 i temi generali: (1) Dio;
(2) Chiesa; (3) Maria; (4) Ecumenismo.
Da questo concilio sono stati fatto i seguenti documenti conciliari: (1) Quattro
Costituzioni; (2) Nove decreti; (3) Dichiarazioni.

Costituzioni
● Sacrosanctum Concilium sulla Liturgia (4 dicembre 1963)
● Lumen Gentium sulla Chiesa (21 novembre 1964)
● Dei verbum sulla Parola di Dio (18 novembre 1965)
● Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (7 dicembre 1965)

Decreti
● Ad Gentes sull'attività missionaria della Chiesa (7 dicembre 1965)
● Presbyterorum Ordinis sul ministero e la vita dei presbiteri (7 dicembre 1965)
● Apostolicam Actuositatem sull'apostolato dei laici (18 novembre 1965)
● Optatam Totius sulla formazione sacerdotale (28 ottobre 1965)
● Perfectae Caritatis sul rinnovamento della vita religiosa (28 ottobre 1965)
● Christus Dominus sull'ufficio pastorale dei vescovi (28 ottobre 1965)
● Unitatis Redintegratio sull'ecumenismo (21 novembre 1964)
● Orientalium Ecclesiarum sulle chiese orientali (21 novembre 1964)
● Inter Mirifica sui mezzi di comunicazione sociale (4 dicembre 1963)

Dichiarazioni
● Gravissimum Educationis sull'educazione cristiana (28 ottobre 1965)
● Nostra Aetate sulle relazioni con le religioni non cristiane (28 ottobre 1965)
● Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa (7 dicembre 1965)

APPROCCIO TEOLOGICO-SISTEMATICO,
ESSENZA - REALTÀ - MISSIONE DELLA CHIESA

La Chiesa è salvezza: Per spiegare ciò in cui consiste “il servizio fondamentale della chiesa
all’umanità”, la salvezza, bisogna soffermarsi sui termini “mistero” e “sacramento”. (La
Chiesa come «mistero» (LG cap. I) è «in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento
dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (LG 1, 9, 48, 59; SC 5, 26;
GS 42, 45; AG 1, 5).
Il servizio fondamentale della chiesa alla umanità è la filiazione fraterna in Cristo, lo fa per
mezzo del suo Mistero (sacramento), non vuole dire che sia un 8 sacramento, anzi vuole dire
che non ci sarebbe chiesa senza il sacramento che è Cristo. La chiesa è sacramento perché è
in Cristo, perciò è segno quasi sacramentale per il fatto del memoriale.

La Chiesa Popolo di Dio (Laos-Doxa):L’ecclesiologia del popolo di Dio non è da intendere


come una
ecclesiologia socio-politica o una ecclesiologia unilaterale della base e della
comunità (cf Hans Urs von Balthasar e soprattutto Joseph Ratzinger) invece si deve capire
come una realtà teologica cioè si parla di una sola Chiesa (Laos) Popolo di Dio. («La Bibbia
greca non adopera per questo il termine sociologico-etnico δῆμοϛ [demos] che si ritrova
anche quando si parla della democrazia, ma adopera il termine storico-salvifico λαόϛ [laos]
nel senso del popolo eletto da Dio, che si distingue dagli altri popoli, più precisamente dai
popoli pagani ἒθνοι [etnoi]»
La Chiesa non è un popolo qualunque, ma il popolo di Dio destinato a proclamare e
lodare le grandi azioni di Dio. Mediante la lode la Chiesa proclama la gloria (δόξα [doxa]) di
Dio. La Chiesa non è una comunità che si autocelebra, è la comunità che ha la missione
specifica della di celebrare la gloria [doxa] di Dio. La Chiesa ha un carattere teocentrico e
dossologico.
La Chiesa Corpo di Cristo (La non è cristo ma si è il suo corpo): La fonte paolina della
Chiesa Corpo di Cristo non né biologico né socio politico bensì teologico-sacramentaria. il
discorso del corpo di Cristo non è perciò per Paolo un paragone, ma una realtà.
Cristo è il capo (Κεφαλή [Kefalè]) del suo corpo, la Chiesa, Egli è l’origine (ἀρχή
[arkè]), la Chiesa ha in lui la sua origine. Non si deve ridurre o identificare Cristo con la
Chiesa. La Chiesa non è Cristo, ma Cristo è presente nella Chiesa quale suo Corpo. Cristo
vive e agisce nella Chiesa. Non si può definire la Chiesa come il Cristo continuato.

La chiesa, tempio dello spirito santo: Lo Spirito santo è da sempre presente nella vita
ecclesiale: (1) nella Pentecoste (2) nella Missione (3) Il processo di conversione del mondo.
Secondo Paolo la chiesa è come edificio, casa e tempio dello Spirito. Secondo Giovanni lo
Spirito deve ricordare alla Chiesa in veste di Paraclito, cioè di intercessore, avvocato e
consolatore, tutto quello che Gesù ha detto e fatto. Secondo Ireneo di Lione Dove è la
Chiesa, vi è lo Spirito di Dio, e dove è lo Spirito di Dio, vi è la Chiesa e ogni grazia; e lo
Spirito è la verità.
Lo Spirito santo dunque ha il compito di vivificare e unire le membra del corpo della
chiesa; Così anche i diversi uomini costituiscono una sola Chiesa, perché sono vivificati
dall’unico Spirito.
I corpi umani sono diversi, diverse sono anche le anime, ma lo Spirito è uno solo. Egli è
quindi l’anima comune di tutti coloro che si possono dire spirituali. Quando l’anima si separa
dal corpo, l’uomo muore. Allo stesso modo la Chiesa sarebbe senza vita se si separasse dallo
Spirito.
«Senza lo Spirito, la Chiesa è letteralmente inconcepibile e, cosa ancora più grave,
senza di Lui non avrebbe ragione di esistere» (andré scrima) Allora la chiesa non è lo spirito
senno que Lui agisce in Lei , la vivifica e la unisce è il protagonista essenziale.

La Chiesa comunione: (Koinonia una forma di vita comunitaria o comunione)


) L’Eucaristia è il sacramento dell’unità ecclesiale.Unità ( in Cristo non c’è più il muro di
separazione) Comunione verticale ( Dio- trinità e noi) e orizzontale (tra le membra della
Chiesa)

Proprietà della chiesa:


Unicità: Professione di fede nell’unico Dio non di dei (tutti i battezzati diventano un
solo spirito nel corpo di Cristo.
Santità: Essere scelto e messo da parte ( La chiesa dovrebbe essere un sacerdozio
santo)
cattolicità: senzo di pienezza, la Chiesa una, che è dispersa su tutta la
superficie della terra
Apostolicità: La essenza della Chiesa- tradizione apostolica (Concilio di Nicea)

Santità nella Chiesa: (ebraico qādhôš, greco ἃγιoς, latino sanctus) deriva da una radice che
significa mettere a parte, secernere, delimitare e circoscrivere. La santità è l’essenza di Dio,
«egli è il totalmente altro. Dio è “il Santo d’Israele”. Santo è perciò un concetto e un
termine relazionale, che può essere compreso solo alla luce della relazione del Dio santo con
il suo popolo e della relazione del popolo con il Dio santo.

“Come abbiamo già notato, spesso sentiamo obiezioni in questo senso: se la Chiesa è santa,
come mai vi sono fra i suoi membri tanti peccatori e non raramente anche tra il clero? Già
da duemila anni la Chiesa predica la conversione dal peccato, e quale è il suo successo?
Tutto questo si può illustrare con l’esempio della salute corporea. Non esistono uomini sani e
malati come due categorie totalmente distinte. Tutti gli uomini subiscono delle influenze
nocive dall’ambiente nel quale vivono. I sani sono quelli che hanno la forza di vincerle, i
malati, al contrario, non sono capaci di resistere. La Chiesa è il corpo di Cristo sanissimo.
Attraverso tutti i secoli riesce a vincere tutti i peccati e a convertire i peccatori. Tale deve
restare la sua salute e santità fino alla consumazione dei secoli”
MARIOLOGIA

Maria prototipo della Chiesa: La Madre del Signore non è figura marginale nell'ambito
della fede e nel panorama della teologia, ma per la sua intima partecipazione alla storia della
salvezza, Lei riunisce in sé in qualche modo e riverbera i massimi dati della fede.
Maria è Madre della Chiesa, poiché essa è Madre di colui che fin dal primo istante
dell'Incarnazione nel suo seno verginale, ha unito a sé come Capo il suo Corpo mistico che è
la Chiesa.
Maria è Figura della chiesa per la sua condizione di vergine sposa madre, la quale è
anch'essa vergine per l'integrità della fede, sposa per la sua unione con il Cristo, madre per la
generazione di innumerevoli figli.
Maria è Modello della chiesa per le sue virtù, che a lei si ispira nell'esercizio della
fede, della speranza, della carità e nell'attività apostolica. Così Tra tutti i credenti Ella, Maria,
è come uno 'specchio', in cui si riflettono nel modo più profondo e più limpido 'le grandi
opere di Dio.
Con la sua molteplice intercessione continua ad ottenere per la Chiesa i doni della
salvezza eterna. Nella sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora
pellegrinanti. Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata,
ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice.
Nell'Enciclica Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II, dice: «La Vergine, che fu
attivamente presente nella vita della Chiesa - nel suo inizio (il mistero dell'Incarnazione), nel
suo costituirsi (il mistero di Cana e della Croce) e nel suo manifestarsi (il mistero della
Pentecoste) - è una 'presenza operante' lungo tutta la sua storia, anzi è al «centro della Chiesa
in cammino», verso la quale svolge una molteplice funzione: di cooperazione alla nascita dei
fedeli alla vita della grazia, di esemplarità nella sequela del Cristo, di 'mediazione materna»

La Vergine Maria nella formazione intellettuale spirituale:


La Congregazione per l'Educazione Cattolica vede che c’è la necessità di fornire agli studenti
di tutti i Centri di studi ecclesiastici e ai seminaristi una formazione mariologica integrale che
abbracci lo studio, il culto e la vita. Essi dovranno:
a) Acquisire una conoscenza completa ed esatta della dottrina della Chiesa sulla
Vergine Maria, che consenta loro di discernere la vera dalla falsa devozione, e l'autentica
dottrina dalle sue deformazioni per eccesso o per difetto; e soprattutto che dischiuda ad essi la
via per contemplare e comprendere la superba bellezza della gloriosa Madre del Cristo.
Perché, sul piano intellettuale, la verità su Dio e sull'Uomo, sul Cristo e sulla Chiesa, viene
approfondita ed esaltata dalla conoscenza della «verità su Maria».
b) Alimentare un amore autentico verso la Madre del Salvatore e Madre degli uomini,
che si esprima in genuine forme di venerazione e si traduca in «imitazione delle sue virtù e
soprattutto in un deciso impegno a vivere secondo i comandamenti di Dio e fare la sua
volontà. Perché, sul piano spirituale, tale formazione aiuta il cristiano ad accogliere e
introdurre «in tutto lo spazio della propria vita interiore» la Madre di Gesù.
c) Sviluppare la capacità di comunicare tale amore con la parola, gli scritti, la vita, al
popolo cristiano, la cui pietà mariana è da promuovere e coltivare. Perché, sul piano
pastorale, la Madre del Signore sia fortemente sentita come una presenza di grazia dal popolo
cristiano.
Maria Mater Dei
Maria in Gal 4,4 “Mandò suo Figlio nato da donna”: Questo è il testo più antico che
parla della madre di Gesù. Non parla esplicitamente di Maria, ma sottolinea l’umanità di
Gesù. Prepara però, in modo indiretto il tema della maternità divina di Maria.
Maria in Mc 3, 31 “Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti
cercano” - Troviamo l’accento più diretto della maternità divina di Maria. La famiglia
carnale di Gesù è fuori, mentre la “vera” famiglia è dentro, vicino a Gesù. Maria non esclusa
perché adempie la volontà di Dio.
La nuova famiglia di Gesù è non quella che da relazioni di sangue (la parentela
carnale), ma dalla sequela di Gesù (parentela spirituale); quella che fa la volontà di Dio; e
ascolta mette la parola di Dio e la mette in pratica si passa dunque di una importanza
biologica a una spirituale con il discepolato. Come essere la madre di Dio? facendo come lei
la volontà del Padre. Maria, principalmente,più che madre Biologica è una discepola che dal
principio porto nel grembo a Dio obbediente alla sua parola e alla fine l'ho accompagnato
sotto la croce. prima è stato Dio- Gesù y dopo Maria

Le pericope della annunciazione:


Nell’AT, troviamo molti testi che fanno un richiamo all’annuncio di angelo per la nascita di
un bambino da una donna anziana e fino allora sterile o della chiamata di una persona per una
missione importante.
Rallegrati: è sempre l’invito alla gioia per l’imminente salvezza messianica rivolto a
Israele.
II Signore è con te: esprime la presenza di Dio nel suo popolo mediante il tempio o
l’arca dell’alleanza.
La potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra: trasmette l’idea che il grembo
di Maria sia trasformato in un santuario, in un ‘santo dei santi’ vivente, in quel luogo che
costituiva il centro del tempio e nel quale poteva entrare soltanto il sommo sacerdote, una
volta all’anno.
Ecco la serva del Signore: l’obiezione di Maria e la risposta dell’angelo servono a
mettere in evidenza il modo straordinario, vale a dire verginale, in cui avviene il
concepimento (e poi anche la nascita) del bambino annunciato. Da una parte c’è la passività
di Mari di fronte alla Parola di Dio, d’altra parte c’è la disponibilità di Maria. C’è una
“compenetrazione” tra la Volontà di Dio e la disponibilità di Maria.
Maria è come la «figlia di Sion», il luogo prescelto da Dio per la propria presenza.
Perché colui che nascerà da lei sarà «santo», anzi «il santo» o «figlio dell’Altissimo» o
«figlio di Dio». Così Maria rappresenta Israele dal quale esce il messia. Maria è l’immagine
di quel vero Israele che Dio si è conservato e ha preservato nella fede. In Maria, si concentra
l'intera storia di Israele. In Maria, la fede giunge letteralmente alla pienezza e al compimento
della promessa di Dio.
Magnificat (Lc 1, 46-55) || (1 Sam 2,1-10)
Dio viene magnificato perché ha compiuto la promessa fatta ad Abramo e agli altri padri.
Questa promessa costituisce il fondamento della storia d’Israele che ora si compie in Maria,
«Serva del Signore».
Il Magnificat non è la «persona privata» Maria, ma il popolo di Dio che crede e che
spera, in Maria, particolarmente i «poveri di YHWH», la cui vita è dipesa e dipende in tutto e
per tutto dall’attesa del Messia, e che ora in Maria intonano il loro «inno di giubilo e
messianico» escatologico.
Maria diventa la prima annunciatrice del vangelo, vangelo che lei ha potuto ascoltare
per prima e che, come «discepola ideale», continua a custodire e meditare nel suo cuore (Lc
2,19; 2,51).

Maria nei «racconti dell’infanzia» di Matteo (1, 18-25)


Nei «racconti dell'infanzia» in Luca, l’attenzione si rivolge soprattutto su Maria. In Matteo
invece viene messo in primo piano Giuseppe in quanto discendente di Davide. Giuseppe è
«portatore e garante della promessa messianica che si compie in Gesù. Però, non essendo
stato generato da Giuseppe, Gesù sta dentro la storia delle promesse dell'Antico Testamento,
anzi egli ne è il compimento.
- Matteo esprime la sua convinzione nel concepimento verginale di Maria in Mt1,18-
23. Anche sottolinea il concepimento di Gesù avvenne «per mezzo dello Spirito Santo», per
mezzo la forza creatrice di Dio. E La maternità verginale di Maria, che ne è la conseguenza,
viene presentata come compimento della promessa.

Maria alle «nozze di Cana» (Gv 2, 1-12)


- Il miracolo del vino viene presentato come «primo segno» della «gloria» di Gesù.
- L’attesa della gioia di Israele trova compimento “all’inizio del compimento dei
segni”.
«Donna» sta a indicare, dal “ruolo tipologico” di Maria, Israele, Maria è Israele
personificata, “la figlia di Sion”. Maria rappresenta dunque i credenti. Maria, In Giovanni,
rappresenta l’Israele veterotestamentario nella sua accezione migliore; quella Israele che
confida nell’era messianica, che è disposto a lasciarsi radunare.

Maria sotto la croce (Gv 19, 25-30)


- In Giovanni la fondazione della chiesa avviene sotto la croce. La “donna” e il
“discepolo” sono coinvolti. Così si compie in Maria il passaggio dall'antica alla nuova
alleanza: lei diventa la «madre chiesa», e il discepolo amato il vero figlio di questa madre.
- Né la “madre”, né il “discepolo” sono chiamati con il loro nome sotto la croce, si
percepisce qui un significato “tipologico” e “mistico”. Maria è vista come la personificazione
d’Israele che ora partorisce la comunità cristiana, così come prima ha partorito il Messia».

Maria nell’Apocalisse di Giovanni (Ap 12)


La «donna» che soffre le doglie del parto e che grida di dolore è l’immagine di Israele
o di Sion come donna partoriente che si contorce nei dolori. La donna è come il popolo di
Dio dell’Antico e del Nuovo Testamento, come il «vero Israele» di Dio che partorisce il
Messia. La donna è, anche la chiesa che supererà tutte le prove, che vincerà definitivamente
le potenze del male.
Il sole, la luna e le dodici stelle rimandano al sogno di Giuseppe, ma anche elementi
immutabili del cosmo che illustrano la solidità e la stabilità dell’alleanza di HHWH con
Israele e con Davide.
- Il drago con sette e dieci corna ricorda la bestia con dieci corna di Daniele, e la best
rappresenta il più malvagio dei regni del mondo perché perseguita il popolo Dio.
- Il bambino della «donna» viene identificato con il «figlio messianico».

Maria Mater Ecclesia


- La maternità spirituale di Maria della chiesa realizzata pienamente sotto la croce:
“Sul Calvario la Chiesa è doppiamente rappresentata: come madre dei fedeli è personificata
nella madre di Gesù; come popolo escatologico dei credenti è presente nella persona del
discepolo. Siccome la madre di Gesù è la madre dei credenti e questi sono la Chiesa, lei è
dunque, per la sua funzione materna, la Madre della Chiesa”.
- Paolo VI così si esprime il compito di Maria Madre della Chiesa e dice: “Noi
crediamo che la Madre santissima di Dio, nuova Eva, Madre della Chiesa, continua in cielo il
suo ufficio materno riguardo ai membri di Cristo, cooperando alla nascita e allo sviluppo
della vita divina nelle anime dei redenti”.

Maria Virgo Ecclesia


- Come la maternità di Maria significa la vera umanità di Gesù Cristo, così la sua
verginità significa la sua origine divina. Il concepimento verginale non significa che lo
Spirito Santo intervenga al posto di un padre umano, ma che il bambino concepito nel
grembo di Maria è pienamente e totalmente dono di Dio, è il suo grandioso nuovo inizio con
l’umanità.
- Nella chiesa si affermò la convinzione: «Virgo concipit, virgo parit, permanet virgo
post partum». In altre parole, Maria rimase vergine anche dopo il concepimento e la nascita
di Gesù, senza aver dunque nessun rapporto coniugale con Giuseppe. Perché la vera
maternità di Maria deve essere affermata in modo tale da non perdere la sua relazione
fondamentale con il Dio che si rivela (verginità), che tale relazione non sia cioè "violata". Per
questo Maria viene chiamata «mater inviolata».

MARIA Immaculata Ecclesia


- L’Immacolata Concezione spiega la redenzione perfetta e gratuita. Essa è un puro
dono di Dio Padre, anche prima della libera risposta della creatura. Maria fu avvolta
totalmente dalla grazia di Dio, cioè l’amore redentivo e santificante di Dio.
- L’immacolata Concezione indica che Gesù Cristo è perfetto mediatore e Redentore,
che ha preservato Maria, madre sua. Dio stesso ha preparato una degna dimora per il suo
Figlio come recita la colletta della Messa:
- Dio ha preservato la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perché,
piena di grazia, diventasse degna Madre del tuo Figlio. Maria fu santificata perfettamente
dallo Spirito Santo.
Maria Assumpta Ecclesia
- Maria è, infatti, stata assunta in cielo col corpo e con l’anima, per godere il premio
della sua santa vita, come afferma la Costituzione Apostolica. La Costituzione
Munificentissimus Deus, cita cinque verità rivelate che provano il privilegio che stiamo
analizzando e queste si convergono. Maria assunta perché:
a) Immacolata: il privilegio dell’Immacolata Concezione che la rende immune dalla
condanna dovuta al peccato originale.
b) Madre di Dio: la convenienza che il Figlio divino glorificasse la madre per il
grande amore che le portava.
c) sempre Vergine: la perfetta integrità di Maria.
d) per la sua associazione alla vita e al mistero di Gesù che le hanno fatto meritare
questo privilegio.
e) per la sua singolare pienezza di grazia e di benedizione celeste che la eleva sopra
tutte le altre creature.
f) Assunta per essere Icona escatologica della Chiesa. (Come dice Il Concilio
Vaticano II).

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