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Ministranti

IN BREVE CHI E' IL MINISTRANTE?

Il ministrante quel ragazzo o ragazza che serve all'altare durante le


celebrazioni liturgiche. Il termine deriva dal latino "ministrans", cio colui che
serve, secondo l'esempio di Ges che non ha esitato Egli stesso a servire
per primo e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri
fratelli.

NON SOLO SERVIZIO ALL'ALTARE

Ma essere ministrante non si riduce soltanto al servizio all'altare, perch...

Poi vers dellacqua nel catino e cominci a lavare i piedi dei o Il ministrante un ragazzo/a che attraverso il Battesimo diventato
amico di Ges che ci ha mostrato che Dio Amore.
discepoli (Gv. 13,5) o Il ministrante un ragazzo che nella vita di ogni giorno e con tutti
cerca di vivere quello stile di amore che Ges ci ha insegnato.

CHI PU ESSERE MINISTRANTE

Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico (un servizio d'amore!)


cos come i lettori, gli accoliti, i cantori... ma un compito tutto speciale e
originale perch ciascuno nella Chiesa e nella vita chiamato a qualcosa di
bello.

E' ministrante, allora, ogni ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che abbia
compreso che la Chiesa espressione di quella sinfonia d'amore che Dio
stesso. Un ragazzo o una ragazza che Ges quell'amico che sa dare un colore
speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell'amore.

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COSA SIGNIFICA

I luoghi

BATTISTERO. Cappella per il Battesimo, per lo pi rotonda od ottagonale; di


regola complesso architettonico delle antiche chiese episcopali. Nelle chiese
parrocchiali si trova normalmente solo un FONTE BATTESIMALE.

PULPITO. Luogo della predicazione, sistemato per lo pi contro una colonna o


sul lato pi lungo della navata centrale della chiesa.

PRESBITERIO. Nelle basiliche, la zona dellaltare per motivi pratici stata


delimitata ben presto da cancelli, dai quali in seguito si sviluppata la
BALAUSTRA per la distribuzione della Comunione. Oggi il presbiterio posto in
evidenza rispetto al resto del vano mediante un leggero rialzo. Il termine indica
anche linsieme dei sacerdoti di una diocesi, che guidano la Chiesa facendo
capo al vescovo.

AMBONE. Luogo elevato, da cui si svolge la proclamazione dei testi biblici, del
salmo responsoriale e dellExsultet pasquale; anche il luogo dellomelia e delle
intenzioni per la preghiera dei fedeli. Non invece destinato alla lettura davvisi
e alla proposta dei canti. Lambone presenta per lo pi una configurazione
artistica ed dotato di un leggio.

ALTARE. Luogo in cui si svolge la liturgia eucaristica ed in cui il pane ed il vino


diventano corpo e sangue di Ges.

TABERNACOLO. Luogo per la custodia dellEucaristia.

LEGGIO. Arredo su cui si appoggiano i libri sacri. Ritrova normalmente


allambone con il Lezionario, secondo una vecchia abitudine, al momento della
presentazione delle offerte, posto talvolta sullaltare un leggio portatile per il
Messale.
CONFESSIONALE. Luogo in cui il fedele pu incontrare il presbitero per vivere
il sacramento della confessione.

SACRESTIA. Luogo in cui il presbitero ed i ministri si preparano per la liturgia


eucaristica. Qui si conservano gli abiti sacri e i testi.

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Gli oggetti AMPOLLE. Vasetti contenenti lacqua ed il vino.

CALICE. Coppa dal collo alto contiene il sangue ed il corpo di Ges.


ASPERSORIO. Ciuffo di crini, o piccola
spugna chiusa in una sfera metallica cava e
perforata, usato per laspersione con acqua CORPORALE. Piccolo panno di lino su cui vengono posti il calice e la patena
benedetta. durante la celebrazione della Messa, o il Santissimo Sacramento per la custodia
e lesposizione.
SECCHIELLO. Recipiente che serve per
contenere lacqua benedetta.

OSTENSORIO. Arredo che consente di esporre il


Santissimo Sacramento per ladorazione.

TURIBOLO. Recipiente a cui sono issate delle catenelle e chiuso da un


coperchio con fori. Contiene un secondo recipiente con carboni accesi, sui quali
bruciano grani dincenso.

NAVICELLA. Recipiente cos chiamato per la sua forma e destinato a contenere


i grano dincenso.
PALLA. Piccolo telo di lino, di forma quadrata, per lo pi inamidato, che serve a
coprire il calice e la patena.

PATENA. Recipiente per le ostie; dalloriginaria forma a scodella si ridotta ad


un piattino.

PISSIDE o CIBORIO. Contenitore per la custodia o il trasporto della Santa


Comunione sotto la specie del pane.

PURIFICATOIO. Piccolo panno di lino, dalla forma e dalla misura di un


fazzoletto, che serve ad asciugare il calice, a pulire la patena e il bordo del
calice.

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I testi I ministri

BENEDIZIONALE. Volume di colore marrone che contiene le differenti formule


di benedizione.

EVANGELIARIO. Libro liturgico con SOLO i testi dei Vangeli.

LEZIONARIO. Libro liturgico contenente le letture della Sacra Scrittura,


destinate alla Messa o ad altre celebrazioni (anche il vangelo).

DIACONO. Esercita un ministero liturgico. Legge il vangelo, pu proclamare


lomelia, distribuisce leucaristia.

PRESBITERO. Presiede la celebrazione liturgica, Legge il vangelo, proclama


lomelia, consacra il pane ed il vino, distribuisce leucaristia.

ACCOLITO. Esercita un ministero liturgico: aiuta il sacerdote e il diacono,


prepara laltare e i vasi sacri, e, come ministro straordinario, distribuisce la
MESSALE. Libro per la celebrazione della Messa; contiene le orazioni del Comunione ai fedeli.
sacerdote, quelle fisse e quelle variabili.
LETTORE. Il fedele incaricato della lettura dei testi biblici, con esclusione del
PREGHIERA DEI FEDELI. Piccolo libro rosso che contiene la preghiera dei Vangelo, nella Messa e in altre celebrazioni.
fedeli.
CERIMONIERE. Colui che incaricato di preparare le celebrazioni pi
RITUALE. Libro liturgico per la celebrazione dei Sacramenti. complesse. Coordina i diversi servizi e fa in modo che tutto si svolga
ordinatamente e con tranquillit.

CEROFERARIO. Ministrante che porta la torcia.

CROCIFERO. Ministrante che apre la processione portando la Santissima


Croce. Limmagine di Cristo rivolta in direzione della processione.

TURIFERARIO. Inserviente che porta il turibolo.

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Gli abiti sacri MITRA. Copricapo liturgico specifico, proprio del vescovo, che lo porta durante
le processioni, quando sta alla cattedra episcopale, quando d una benedizione
solenne e durante altre azioni importanti.
AMITTO. Panno bianco da applicare intorno al collo, quando il camice non
copre completamente labito comune.

CAMICE. Veste per la liturgia di stoffa bianca. In origine, abito di base per tutti
gli inservienti in qualsiasi tipo di celebrazione; oggi viene spesso sostituito dalla
cotta.

CINGOLO. Cintura da cingersi alla vita sopra il camice.

PIANETA. Paramento che il sacerdote celebrante indossa sopra il camice e la


stola: confezionato nei vari colori liturgici.

PIVIALE. Veste liturgica usata originariamente per le processioni e in seguito


anche per la Liturgia delle Ore nelle feste solenni.

STOLA. Importante insegna, che fa parte delle vesti liturgiche, a forma di


COTTA. Sopravveste bianca, spesso ornata di pizzo, lunga fino al ginocchio, sciarpa.
con maniche corte e larghe, da indossare sopra la Talare.

DALMATICA. Veste propria del diacono, da indossarsi opra il camice e la stola.

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I colori liturgici
ATTEGGIAMETI
Nei vari periodi dell'anno liturgico, i cristiani pregano con sentimenti diversi,
che sono espressi anche dai colori delle vesti liturgiche. Processione di ingresso e riti d'introduzione

: : BIANCO
Prima di lasciare la sacrestia il Ministrante saluta la Croce insieme al
sacerdote e s'incammina insieme a lui. Si dirige verso l'altare
si usa nel tempo pasquale e nel tempo natalizio, nelle feste
camminando lentamente (non troppo!), a mani giunte.
della Madonna e dei santi non martiri. E' il colore della
gioia, della luce e della vita Quando arrivi all'altare saluti Ges, presente nel Tabernacolo,
facendo la genuflessione. Mentre il celebrante bacia l'altare tu dovrai
essere gi al tuo posto, in piedi.
: : ROSSO

si usa nella domenica delle Palme, nel Venerd Santo, nella


Pentecoste, nelle feste dei santi martiri. Significa il dono
dello Spirito Santo che rende capaci di testimoniare la
propria fede anche fino al martirio (indica anche il
sangue).

: : VERDE

si usa nel tempo ordinario.Esprime la giovinezza e la


freschezza della Chiesa, la ripresa di una vita nuova.

: : VIOLA

si usa in Avvento, in Quaresima, nella liturgia defunti. Indica Proclamazione del vangelo
la speranza, l'attesa di incontrare Ges, lo spirito di
penitenza. Per la proclamazione del Vangelo i due ministranti alla destra e alla
sinistra del celebrante, accompagneranno questi (il celebrante n.d.r.)
sino all'ambone e l vi rimarranno fino alla fine della proclamazione
del Vangelo.

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Presentazione dei doni e ... le "ampolline" MODO DI PORTARE GLI OGGETTI LITURGICI

Il ministrante alla destra del celebrante, scender a. I candelieri e le torce


al momento dell'offertorio insieme al celebrante Dei due ministranti di eguale statura, chi
stesso e lo aiuter nel ricevere i doni, poi torner sta a destra tiene il candeliere con la
all'altare. destra al nodo e con la sinistra al piede;
chi sta a sinistra lo tiene con la sinistra al
Qui porger il calice al sacerdote, poi porger nodo, e con la destra al piede. Il piattello
anche l'ampollina del vino e successivamente deve restare all'altezza degli occhi, in
quella dell'acqua. Sempre con l'ampollina modo che le candele accese dovranno
dell'acqua proceder al lavabo: verser sulle dita raggiungere la stessa altezza. Si abbia
del sacerdote un po' d'acqua, e in seguito gli cura di tenere i candelieri al centro della
porger il purifichino. propria persona, perpendicolari, fermi, di
non piegarli mai nel camminare, inchinarsi e genuflettere. Le torce
Riti di comunione invece si portano con la mano esterna, tenendo l'altra sul petto,
sporgendo la torcia un p fuori lateralmente.
Quando il sacerdote ha terminato il prefazio ed ha iniziato la
b. I libri liturgici
Preghiera Eucaristica, il Ministrante all'invocazione dello Spirito Santo
Si possono reggere dritti all'altezza del petto, con
si inginocchia, e non prima !
l'apertura verso il braccio sinistro, sostenendoli
con ambedue le mani ai margini laterali; oppure
Quando arriva il momento dello scambio della pace, il ministrante poggiando il margine superiore al petto e
scambia un gesto di pace. sottoponendo le palme delle mani al margine
inferiore.
Durante la distribuzione dell'Eucarestia ai fedeli, il ministrante si
siede.

Purificazione del calice


c. Le ampolline
Quando il celebrante sar tornato dalla distribuzione dell'Eucaristia, il Si regge il piattino lateralmente con le due mani, lasciando liberi il
ministrante gli porger l'ampollina dell'acqua per la purificazione del pollice e l'indice con i quali si tengono salde le ampolline al piattino;
calice. se si porta contemporaneamente il manutergo, lo si pu adagiare
sulle ampolline o tenerlo sull'avambraccio sinistro.
Riti di conclusione e benedizione

Dopo la benedizione, fa una genuflessione verso il tabernacolo ed in


ordine ci si dirige verso la sacrestia dove si ripone la tunica
nell'armadio.

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d. La brocca e il catino ANNO LITURGICO
Con la destra si regge per il manico la brocca e con la sinistra il
catino; mentre il piatto con il manutergo si regge con ambedue le Tutte le celebrazioni liturgiche sono inserite in un ANNO LITURGICO,
mani. quello costituito dalla successione delle domeniche e delle feste,
raggruppate in tempi: Avvento, Natale, Pasqua, Ordinario.
e. La croce astile
Si regge dritta e ferma davanti alla propria Cos nell'anno liturgico, la chiesa vive il mistero di Ges, nato, morto, risorto.
persona, non appoggiandola su se stesso,
sollevata da terra e con le mani a giusta altezza
del proprio corpo.

f. Il secchiello con l'acqua benedetta


Si regge con la destra. Si faccia attenzione a
presentarlo a tempo al ministro che deve
attingere l'acqua e prendere l'aspersorio. Se poi si
deve porgere anche l'aspersorio, si regger il
secchiello con la sinistra, in modo da poter offrire al
ministro l'aspersorio, con la propria destra, in
posizione tale che lo possa subito impugnare e
usare.

g. Tutti gli altri oggetti


Si portano sempre con grande dignit e nobilt di gesto, siano vesti o
paramenti, vasi sacri o benedetti, oggetti sacri o necessari al culto in
genere. Si portano con la sola destra o con ambedue le mani
secondo la loro grandezza e, se vanno presentati ad altri, in modo
che questi li possano prendere per usarli direttamente.

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Centro dell'anno liturgico il Triduo pasquale, che culmina nella mistero della nascita di Ges, si passa a celebrare la sua manifestazione al
domenica di pasqua. Dall'attesa di Ges, gi presente nel progetto del mondo (Epifania), la rivelazione della sua natura divina e della sua
Padre, alla sua venuta, nuovo germoglio, alla sua passione e morte, e infine affermazione come Messia (festa del Battesimo), la sua vita in famiglia
alla sua Pasqua di Risurrezione, albero carico di frutti, segno della Chiesa, (festa della Santa Famiglia) e santit della Madre.
nata nel giorno di Pentecoste.
Tempo di quaresima

Dal mercoled delle Ceneri fino alla domenica delle Palme. Periodo di
Tempo di avvento quaranta giorni che precede e prepara la Pasqua sull'esempio dei quaranta
giorni di Ges nel deserto. E' tempo di conversione, di penitenza e di
Il tempo di Avvento un periodo di quattro settimane (sei nel Rito preghiera: dobbiamo andare anche noi con Ges a Gerusalemme per
ambrosiano) che ogni anno apre il ciclo delle celebrazioni del mistero di morire con lui e risorgere con lui, facendo morire il peccato e diventando
Cristo. Il tempo di Avvento incomincia con i primi vespri della domenica che nuove creature, risorte con Cristo.Dall'inizio della Quaresima fino alla Veglia
cade il 30 novembre (o nella domenica pi vicina a questa data) e termina Pasquale non si canta l'alleluia. Le domeniche di Quaresima sono
con i Vespri prima di Natale. E' il periodo che prepara al Natale, e che cinque; la sesta in cui ha inizio la Settimana Santa, si chiama Domenica
culmina nei giorni che vanno dal 17 al 24 dicembre.La festa del Natale risale delle Palme e della Passione del Signore. La Settimana Santa la
alla prima met del quarto secolo, ma solo nel sesto secolo si creato un Settimana che precede la Pasqua ed la pi importante dell'anno. In essa
tempo di preparazione, di riflessione e di penitenza che assumer pi vanti seguiamo Ges dal suo ingresso a Gerusalemme, la domenica delle Palme,
un vero e proprio carattere liturgico. L'Avvento un tempo vissuto fino alla sua morte e sepoltura. Nessun ministrante in gamba pu mancare
nell'attesa della venuta del Signore. La prima parte orientata alle bellissime celebrazioni di questi giorni. Nel Gioved Santo si ricordano
all'annunciazione della venuta gloriosa di Cristo, la seconda (a partire dal 17 l'ultima cena (che stata la prima Messa), l'istituzione del sacerdozio e il
dicembre) concentrata sulla nascita del figlio di Dio, sull'incarnazione del gesto della lavanda dei piedi, segno di amore e di servizio.Il Venerd Santo
Verbo. Tempo di attesa e speranza, ma anche tempo di ascolto e riflessione non si celebra Messa, si fa memoria della Passione di Ges. Con la Veglia
sul Regno di giustizia e di pace inaugurato dalla venuta del Messia. La Pasquale comincia la pi grande festa dell'anno.
solennit della festa dell'Immacolata concezione (8 dicembre) ricorda l'opera
del Salvatore che ha santificato la Madre fin dal suo primo concepimento.

Tempo di pasqua

Tempo di natale Periodo di cinquanta giorni che come un grande e solo giorno va dalla
Pasqua alla Pentecoste; la Chiesa canta la gioia della Risurrezione che
Il tempo di Natale incomincia con i Vespri di Natale e termina con la festa accoglie per s e annuncia al mondo con la forza dello Spirito Santo che le
del Battesimo del Signore. La solennit (25 dicembre) celebra la nascita e donato.
l'incarnazione del Figlio di Dio. Il 26,27,28 dicembre rispettivamente le feste
di Santo Stefano, San Giovanni Evangelista e dei Santi Innocenti.Nella Tempo ordinario
domenica fra l'ottava di Natale si celebra la festa della Santa Famiglia (se
non vi la domenica, si celebra il 30 dicembre). Il 1 Gennaio si celebra la
Inizia dopo la domenica del Battesimo di Ges e si sospende al mercoled
solennit di Maria Madre di Dio, il 6 gennaio si celebra l'epifania del Signore.
delle Ceneri; poi riprende dopo la Pentecoste e termina la domenica
La prima domenica dopo l'Epifania si celebra la festa del Battesimo del
dedicata a Cristo re dell'Universo. Periodi in cui la Chiesa si mette in
Signore. Il Natale significa il riconoscimento del mistero di Cristo e la
risposta di tutti gli uomini al mistero attraverso l'accettazione della fede. Dal

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ascolto di Ges Maestro; tempo dell'ascolto, del lavoro, della SIMBOLI DELLA LITURGIA
santificazione.

Olio, crisma

Sono simbolo di benessere, di salute, di forza, agilit, freschezza... e


nella Bibbia indicano la benevolenza di Dio, la forza di Dio, la santit di Dio.
Per questo venivano unti i re, i sommi sacerdoti, il tempio, i vasi sacri; per
questo Cristo anche detto l'Unto (= Cristo): Dio consacr in Spirito
Santo e potenza Ges di Nazaret (Atti 10,38).Gli amici di Cristo
vengono unti dallo Spirito. Durante le celebrazioni liturgiche usiamo
ungere nel sacramento del battesimo, nell'unzione degli infermi, nella
cresima e nell'ordinazione sacerdotale. E abbiamo cos tre tipi di olio: uno
per il battesimo, uno per gli infermi, uno per la cresima e le ordinazioni
(chiamato crisma), tutti e tre benedetti nella Messa crismale del gioved
santo. Anche la dedicazione di una Chiesa richiede l'unzione con il crisma
per l'altare e le pareti.

Il cero pasquale

Il cero pasquale simbolo di Ges, il Cristo, che la luce del mondo. E l


dov' questa luce noi conosciamo la giusta direzione che ci porta verso a
diventare pienamente noi stessi in Dio.Il simbolo del fuoco trova la massima
celebrazione nella veglia pasquale e non tanto per l'accensione e la
benedizione del nuovo fuoco, rito che non pare originario, quanto piuttosto
per l'accensione del cero, simbolo di Cristo, vera parola di fuoco fatta carne
(Ger 23,29). significativo che nel rito della dedicazione di una chiesa
venga acceso un fuoco sull'altare dove, attraverso l'invocazione dello Spirito
Santo, il Verbo si fa ancora carne sotto i segni del pane e del vino. Nella
notte pasquale quindi l'accensione del cero non affatto funzionale, ma
simbolica, e da questa dipende l'uso cultuale di tutti gli altri fuochi o ceri, a
cominciare da quelli dei fedeli nella stessa notte. Infatti in un primo tempo i
cristiani furono alquanto diffidenti nell'uso cultuale di lampade e di ceri in
quanto tali lumi venivano usati come strumenti di devozione verso gli di e
gli imperatori. Lattanzio (+334) sottolinea la diversit dei cristiani dai pagani
in quanto questi ultimi accendono lumi in onore dei loro di come se essi
fossero nelle tenebre; se questi di hanno bisogno di lumi terrestri perch
non sono divini (Ist. Divine VI,2). Per lo stesso motivo il Concilio di Elvira
(303) proibisce ai cristiani di accendere lumi nei cimiteri in quanto i pagani
facevano questo per scacciare i demoni. Soltanto affievolitesi il pericolo di

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ambiguit, i cristiani incominciarono a fare largo uso di lampade e ceri, non Acqua
certo come omaggio alla divinit, ma come espressione di fede in Cristo,
vera luce che illumina ogni uomo. Per questo Eusebio riporta che nella notte Ha significati diversi. 1. Il perdono dei peccati, la purificazione spirituale. 2.
di Pasqua la chiesa era illuminata come di giorno (Vita di Costantino IV,22). Cristo, acqua viva che disseta ogni ricerca dell'uomo . 3. Fertilit, fecondit,
A Vigilanzio che rimproverava ai cristiani di sprecare ceri durante il giorno, vita. L'acqua il segno proprio del battesimo, sia per immersione che per
S. Girolamo risponde che essi vengono accesi durante la lettura del Vangelo infusione. Per ricordare il battesimo si pu fare l'aspersione con l'acqua
non per rischiarare, ma in segno di grande gioia (Contro Vigilanzio, PL 23, all'inizio della Messa domenicale; per ripetere le promesse battesimali si
345). E sintomatico che uno dei primi usi cultuali di ceri, oltre a quelli compie il rito dell'ac qua nella Veglia pasquale, per ricordare il battesimo ci
dell'altare, sia riservato, come oggi ancora nella Messa solenne, alla si segna con l'acqua benedetta quando si entra in chiesa; per trasmettere la
proclamazione del Vangelo, cio quando Cristo stesso annuncia al suo grazia pasquale si benedicono le case; per ricordare ancora il battesimo si
popolo il messaggio di Dio affinch il mondo sia illuminato dalla verit e usa l'acqua durante le esequie: entrando nella casa del defunto, prima del
incendiato dalla carit. commiato, al sepolcro.

Luce Cenere

Non si tratta tanto della luce che occorre per vederci, quanto piuttosto di Agli inizi della storia del Cristianesimo portare la cenere sul capo significava
quei simboli che vogliono esprimere la presenza di qualcuno: Dio, Cristo, il pentimento dei propri peccati e la volont di conversione, di
la Parola. Quindi il cero pasquale, le candele, le lampade, i ceri... sono tutti cambiamento di condotta. Per questo il mercoled delle ceneri , dopo
segni di quella luce che sconfigge il male, lava le colpe, restituisce la l'ascolto della Parola di Dio e dell'omelia, si compie il rito dell'imposizione
gioia agli afflitti.... Nella notte pasquale, nel sacramento del battessimo, delle ceneri che indica ancora oggi la nostra debolezza di creature, la nostra
nelle esequie, durante la celebrazione eucaristica, durante l'intronizzazione corruttibilit. Le ceneri nella Bibbia esprimono anche l'intensit della
del libro dei Vangeli, davanti al tabernacolo... la luce indica sempre la preghiera rivolta a Dio per ottenere una grazia, la salvezza.
presenza di Cristo, luce vera della vita. Noi siamo i figli della luce.
Pane, vino
Fuoco
Sono il nutrimento eucaristico, gli elementi essenziali di ogni banchetto.
simbolo dello Spirito di Dio; nel giorno di Pentecoste lo Spirito scende in Richiedono alcune attenzioni perch il rito sia veramente espressivo: il pane
forma di fiamme; il fuoco riscalda, brucia, illumina, purifica, fortifica, e il calice del vino devono essere ben visibili; bene fare la comunione con
consuma. simbolo della presenza della divinit. Viene usato nella ostie consacrate nella stessa Messa; il vino deve essere vero, il pane un
Veglia pasquale e nella festa della dedicazione della Chiesa. vero cibo.

Croce

il simbolo del cristianesimo e si usa sia durante le celebrazioni in Chiesa,


che nelle nostre case. La croce il simbolo del super-amore di Dio verso
ciascuno di noi: sulla croce Ges ci ama sino a dare la vita per ciascuno di
noi, fa suo anche ci che non amore, e ci da la possibilit attraverso
questo dono di s che sfocia nella Risurrezione di vivere una amicizia nuova
e profonda con Dio, una amicizia che d una gioia nuova e colorata alla
nostra vita.

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