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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E ALLE CITTA DELLA CHIESA CATTOLICA, VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI,

AI

PI*

CELEBRI

SCRITTORI ECCLESIASTICI,

AI

VARII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXXVII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCLVI.

La

presente edizione posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui


giusta
le

l'Autore intende godere


relative.

diritto,

Convenzioni

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

T
TOL
A OLOMEI Gio. Battista, Cardinale Di Pistoia e oriundo sanese, nacque in Gamberaia, feudo di sua famiglia, che fu
assai nobile e distinta, imperocch apprendo da Novaes,cheil ramo di essa trapiantato in Pistoia lo fu da Tolomeo figlio di

TOL
dio delle lingue orientali, delle quali di-

venne pubblico professore, giungendo col lem p ad a ver pei fetta notizia di 9 diversi
idiomi, per lo che fornito di tante cognizioni

l'antico

non gli riusc difficile l'interpretare Testamento a infinita moltitudi-

Beatrice, gi convertito da

s.

Caterina di

morto santamente nell'ordine domenicano neh 4o6; contandosi dell'illustre prosapia fino a 20 col titolo di beato, e di questi 1 5 furono domenicani. Da due donne Toloraei uscirono cardiuali GianVincenzo Caraffa e Anselmo Manali. Fatti
Siena, e
i

ne di scolari, che concorrevano a udirlo. Esseudostato improvvisamente destinato


alla cattedra di filosofia nel collegio ro-

mano, compito

il

corso, fu obbligato di
le

pubblicar colle stampe


poi con aggiunte
si

sue lezioni, che

ristamparono in Ger-

primi studi

in

Firenze,

si

trasfer a Pisa

per applicarsi nell'uuiversit alle scieuze


legali. Ivi

prese l'uso di passare veglian-

do

talvolta le intere notti, applicato al-

mania, e commendate dall'accademia di Lipsia nel 1608. Eletto rettore del collegio romano, non gi con severit, ma con mansuetudine, piacevolezza ed esempi di vita edificante, resse e govern da lui dii

l'orazione e allo studio, costume che poi

pendenti. Accrebbe notabilmente


so

il

famo-

tenne per tutto

il

corso distia vita.


ili

Quan-

museo Kircheriano,
di

e l'insigne e celeil

tunque

tra 'suoi fratelli fosse

.',non per

bre biblioteca
solo

quel collegio,

qualear-

tanto sentendosi chiamaioa vita religiosa,

rtoch d'un indice copiosissimo, in cui


i

non

padre a dargliene il permesso, quale per non pot giammai ottenere. Dosupplic
il

titoli de'libri,

ma

le

materie checou-

po la inni ledi esso subito fu ammesso nella compagnia di Ges, dove libero da qualunque molestia, pot applicarsi allo stu-

lengono furono esposte con brevit ed erudizioue. Nel capitolo generale del suo
ordine, impetr dal

Papa un breve,

in

Virt del quale veniva esentato dall'ad-

4
dossarsi
il

TOL
corico di generale, in caso che
spedali.
di lui fosse

TOL
Per lo spazio di r4 anni in cui fa cardinale, non usc mai di casa per passeggiare o ricrearsi, essendo per l'altra
parte diligenlissimo nell'inlervenire alle
cappelle, a'eoncistori e alle congregazioni
cui apparteneva. Finalmente

sopra
piti

caduta l'elezione; tanto

die essendo procuratoregenerale non eia molto difficile che avvenisse quanto
egli

andava prognosticando. Clemeute XI


riti,

successivamente lo dichiar consultore


de'
dell'indice e dell'indulgenze,

dopo essersi

ed

trovato presente all'elezioni d'Innocenzo

esaminatore de'vescovi,indiin premio di sua integrit, dottrina e fatiche tollerate a vantaggio della santa Sede, a' 3o gennaio 7
1

XIII e Benedetto XIII,

di cui fu princi-

pale promotore e persuase accettare, per

3 all'improvviso lo cre cardinas.

le

prete di

Pietro Molitorio. Assisteva

il

quanto notai nel voi. LVII, p. 3 i4, sorpreso da grave malattia, in cui fu visitato dal Papa, rese tranquillamente Io spirito
al

p.

Tolomei

nel collegio

germanico,

di cui

Creatore
tra le

in

Roma

sul

cominciare del

era rettore, ad una conclusione di teolo-

1726,
di
s.

lagrime de'suoi correligiosi,


fu sepolto nella chiesa

allorquando ricev la notizia di sua promozione alla porpora, e non volle in modo alcuno che rimanesse interrotta (altro simile esempio lo narrai nella biografia del cisterciense cardinal Giambattista Gabrielli). Affollato quindi da immensa turba di personaggi, venuti a congratularsi con lui, si nascose in solitaria
gia,
cella, tristo e

in et di

73 anni, e

Ignazio presso l'altare maggiore, sot-

to nitida e

marmorea

lapide, ornata del

suo slemma gentilizio e di magnifico elogio.

Dilu non abbiamo stampato che


filosofia, nel

il

ri-

cordato corso di
sce

quale si cono-

addolorato del suo destino,

senza voler ammettere persona alla sua


presenza. Scrisse a Clemente

XI

dotta ed

ossequiosa lettera, per indurlo ad accettar la rinunzia che faceva della conferitagli dignit. Il

dalla presa determinazione, per

Papa anzich smontare mezzo del

l'uomo grande, e malcontento del ranLa sua grande opera d'aggiunte alle Controversie dei gesuita cardinal Bellarmino rest inedita con raro esempio di religiosa umilt e ubbidienza, mentre essendo cardinale eragli agevole superar gli ostacoli frapposti alla stampa da'revisori quand'era semplice religioso. L'Eggs crede, che superiori l'acido filosofare peripatetico.
i

cardinal Fabroni suo concittadino l'obblig con preciso


d' ubbidienza

vessero in vitatoa continuar

g\\

Annali del

comando
s.

e precetto
lo ascrisse

Baronio, e che
tempi. Di
lui

lo esegu

arrivando a'suoi
I'

ad accettarla, e

abbiamo

Elogio storico
a

alle congregazioni del


cilio ede'riti,
la

uffizio,

del con-

che
par.

gli feceil

gesuita p. Pier

valendosi dell'opera sua nel-

ni, inserito nel


1, art. 1,

M. SalomoGiornale tVItalia t. 37,

Io.

condanna delle proposizioni diQuesnelNella nuova dignit ritenne lo stesso

e poi con sue aggiunte del-

l'autore fu ripubblicato dal Zaccaria nella

anteriore

metodo

di vita privata e reli-

Bidioteca Pistoiese.

giosa, contento di

due

sole stanze nel col-

TOLONE oTOULON,
nel dipartimento del Varo,

Tolonium.

legio

romano,
d'

dalle quali allorch la nelo richiedeva,

Citt vescoviledi Francia nella bassa Pro-

cessit o la

convenienza

per

venza, grande e ben fortificata, con porto,

mezzo

un ponte passava

nel contiguo

capoluogo di
,

palazzo, che avea preso per

comodo

della

circondario e di due cantoni

in riva al

famiglia. Contento di mediocre rendita,

Mediterraneo, in fondo a una doppia rada, una delle pi sicure di detto


disiatile

ne ricus una maggiore, e colla parsimonia del vitto, che avea dello straordinario e incredibile,
si

mare

10 leghe da Marsiglia, 16 da Aix,


Parigi.
la

trov in istalo di sovli-

207 da

L questo

il

2.

porto di

venire

poveri con larghe e frequenti

Francia per
il

marineria dello slato, ed

mosinc, visitandoli sovente ne' pubblici

capoluogo del

5 circondario

marini-

TO
roo; residenza d'

L
prefetto marittimo,
di

TO
p

L
da

5
belle pian-

un

di Battaglia, circondata

d'un commissario generale,


sari ordinari e

5 commister-

tagioni d'olmi e platani, decorata da nu-

d'8 sotto-commissari di ma-

merosi caff,e sulla quale sorge il bel palazzo dell'intendenza della marineria. Sparse in tutte le parti della citt circa ifio fon-

rineria, e di altre autorit


restri.

marittime e

Sede di tribunali dal' istanza, di marineria e di commercio ; residenza di molli consoli stranieri. Esposta al sud,
nord coperta dall'alta montagna nuda e spelata di Pharon, la quale pel riverbero del sole contribuisce a rendervi nell'estate il clima d'un calore quasi insopportabile. E" cinta d'una muraglia inal

tane rinfrescano l'atmosfera e convoglia-

no al mare le

ini
si

mondizie, attesoch

la

na-

tura del suolo

oppone all'escavo di
si

cloale

che sotterranee:

fauno rimarcare tra

altre quella della piazza del Fieno, quella

stionata, presso la quale estendesi dalla

parte nord il recinto murato detto Campo trincerato di s. Anna; gran numero d'o-

del Porto decorata da una piramide sormontata da un busto di Giano; la fontana di Provenza sulla piazza dell'Olio, ornata d'una statua di donna, opera di Fozzati,e
l'altra della piazza di
s.

Rocco. Niente pi

pere di fortificazione isolate stando ripartite

davanti

la

sua cinta, in tutta

la cir-

imponente della vista del porlo di Tolone, sempre zeppo di navi di tutte le grandezze: distinguesi in porto vecchio all'est,
all'ovest, che tra essi comunicano; ciascuno con un ingresso sulla rada s angusto che non pu passarvi pi d'una nave alla volta; ed due moli che dal mare li separano, sono stati cominciati sotto Enrico IV nel jt) e termina li nel i 396. porto vecchio, al commercio consagrato, fronteggiato da una larga riviera ed assai bella, che adornano case eleganti, e la quale preseuta un quadro animatissimo. 11 porto nuovo devesi a Luigi XI V: quivi intorno sono fabbricati servienti da arsenali, cantieri di costruzione e magazzini per tuttoci che si rende necessa rio all'armamento e provvedimento de'legni dello stato;fibbricati magnifici ben adattati alle destinazioni rispettive, che formano l'ammirazione de'
i
i

conferenza, co'fuochi cos bene combina-

die presentemente considerasi questa piazza come insuperabile; all'est sono i


ti,

ed in porto nuovo

Pharon, della Croce di Pharon. d'Ars. Caterina della Malgue, s. Luigi e della Torre Grossa; all'ovest quelli del Grande e del Piccolo s.Antonio, Malbousquet del Cairo, dell' Aiguillette, Baiaguier, della Croce de'Segnali e di s. Elmo. Non entrasi in Tolone che per due porte, quella di Francia e quella d'Italia. L'interno assai generalmente ben fabbricato e bene insiniciato, vivacissimo e distinguesi in quartieri vecchio e nuovo: il i. che occupa la parte orientale non ha
forti

tigues,

{.,

1 1

di notabile

che

il

Corso, lunga via pian-

tata di belli alberi e

ammattonata

che

torma un ameno passeggio, e dove tieusi ogni mattina uu mercato frequentato; il palazzo civico, la cui facciata guarda il porto mercantile ed decorato da due cariatidi o statue colossali, considerate capolavoro di Puget, che ne sostengono il
verone;
la

viaggiatori;

il

parco

d'artiglieria, la fon-

deria di cannoni, sono degni d'attenzione;


la sala delle vele

d'una lunghezza straor-

dinaria;

la

corderia, fabbricata in pietra

casa di tal celebre scultore, in


il

viva sopra disegno di Vauban, fatta a volta,

via del Palazzo Civico,

cui esterno offre e

una superba cornice e molti ornamenti;


la
,

za; la sala

misura 3oo tese o pertichedi lunghezd'armi divenne soprattutto cu-

pescheria con vasta tettoia sostenuta dacolonne enormi. Il quartiere nuovo ha le strade tirate a lilo,in generale beue fabbricale
,

riosa per la bella collezione

d'armature

antiche che contiene. Nell'arsenale stabilita la scuola degli

alunni di marina, sot-

bellissimi edilzi tanto pubblici

to la direzione d'un capitano di vascello


e d'un capitano di fregata, nella quale tro-

come particolari^ la

vasta piazza

delCam-

6
vasi

TOL

TOL
lana dette pi achilia t, di marrocchini, di
cioccolata, di candele, di vermicelli e dili-

una biblioteca e una bella collezione di vascelli d'ogni specie: hav vi pure una
na scuola
di navigazione.
il

scuola d'artiglieria della marineria, ed

verse concie di

pelli.

Vi
si

si

attende alla co,

L'ospedale de'

struzione della marina mercantile

vi

condannati e

che divide

bagno stanno sulla parte due bacini ; e quest' ultimo

emporio
delle

di sale, vi

traffica di vini

par-

ticolarmente de'pregiatissimi del poggio

contiene circa

5ooo

condannati,

quali
li-

Malgue, acquavite,

olio, fruiti sec-

vengono,

al pari d'altre

3ooo persone
il

chi, grani e altre produzioni del paese.


si

Vi

bere e pi, impiegati nell'arsenale;

laz-

tengono due annue

fiere d'8 giorni l'u-

zaretto giace situalo in fondo alla rada,


ili

na. E" patria del cav. Paul che di sempli-

marcasi nel porto militare

il

bacino

in-

ce

terno pel racconciamento de' vascelli, o-

let

pera ingegnosissima diGrognard,ed lun

mozzo divenne vice-ammiraglio, di MiMureau ministro della guerra e autore del viaggio di La Perouse, del pittore
di

go 3oo piedi
di tante cose,

e largo 100. Pel


il

complesso

Saint-Simon, del lo scultore Vassc,

Lui-

porto di Tolone unode'


il suo arsenale di d'Europa. Possie-

migliori del globo, ed

mare uno de'pi


de Tolone
la

belli

giFerrandoavvocatoal parlamento e dotto nelle lingue greca e orientali, de' due religiosi domenicani Serry e Drouin celebri

cattedrale dedicata alla B.


s.

per

le

loro opere teologiche, e di alecclesiasti-

Vergine Assunta, ed a
scovo,piccola e tetra,

Cipriano suo

ve-

tri illustri

anche per dignit

ma

decorata da pa-

recebie opere di Puget e da una facciala


assai notabile;
s.

che e santit di vita. Fertilissima n' la campagna, particolarmente ne'luoghi bas


si,

3 altre cinese pan occhiali,


Pietro, e
s.

vi

si

coltivano eccellenti legumi, la

Giovanni,
Vi

9.

Luigi,
di

la

cui facef-

ciala olire
fetto.
il

un colonnato

gradevole

palazzo vescovile, quello della


ter-

jagione alquanto piccolo,l'aisenaledi


ra che occupa l'aulico monastero di
sola, l'ospedale militare e
s.

Or-

due ospizi

civili,

uno de'quali
i

pe'trovatelIi,il vasto

spedale

della marineria che contiene l'osservato*


io

donde

si

gode

di magnifica vista sulla

citt e dinlorni;

un museo di storia naturale ricchissimo, e una bella biblioteca di medicina, monte di piet, cassa di risparmio, borsa di commercio, sala pegli
spettacoli, parecchi bagni e altri stabili-

il cappero e il melarancio. Questa citt credesi generalmente fondala (\<\ una colonia romana e trae il nome da Telo Mar lius , generale romano che vi si stabili, secondo l'itinerario d'AntoninOjOwerodal nome d'un tribuno mi litare che vi condusse una colonia romana. Fu restaurata da Tolumno goto, dopo danni recatile da Teodorico re de' goti. Fu pur chiamata Tclo/iiu/n, Tulcu-

vite, l'olivo,

li/uim,
lo

Tuuroetum. I principio del secoromani vi aveano una gran fabbriI

ca di tintoria in porpora.

saraceni

la

de-

vastarono pi volte, nondimeno risorse


dalle sue rovine,

menti pubblici

di piacere e d'utilit

che

ma
1

fu

nuovamente
le

per-

non trovami
pi sono vi
il

se

non

nelle citt grandi.

Di

cossa nel il

76

197 da'

pirati africani.

bel collegio comunale,


i

la bi-

Luigi XII per proteggerla contro

incur-

blioteca pubblica di circa


la

o,ooo volumi,
il

sioni de'pirati fece costruire la torre


sa,

Grosil

scuola d'artiglieria della marineria,

che termin Francesco

I.

Neh 536

giardino bolanico.belle caserme,societ di


lettere, scienze ed arti,
tria e

un corso

di

geomesocieil

meccanica applica leallearli, la


materna. L'industria e

comandante l'esercito di Carlo V, se ne impadron. Volendo Luigi XIV formarne un baluardo


contestabile di Borbone,

t di carit

com-

dellaFrancia dalla pai ted'Italia,lafecein-

mercio non sono del lutto in proporzione alla bont del porto, e vi si trovano alcu-

leramente
ban.

fortificare alla
i

moderna,e fabdisegui
ili

bricare l'arsenale sopra


Il

Vati-

ne fabbriche di sapone,

di grosse stoffe di

duca

di Savoia, aiutato dalle (lotte

TOL
d'Inghilterra e d'Olanda, ed alla testa di
torcuidabile esercito, assediolla indarno

TOL
1

proposizione dell'ammiraglio Bouel-Wil-

laumez, nella della stagione furono mandati a

707. A' 1 6 agosto 179 3 fu abbandonata agl'inglesi edagli spaglinoli, che ne furono discacciati 4 mesi dopo, ma francesi vi perderouo molper
e

mare

per terra nel

Tolone

tutti

navigli a vela di alcu-

ne squadre, acci
il

si

potesse applicar loro

sistema misto; reudendoli cio suscetsolcare le onde, secondo


il

tibili di

tem-

ta gente; ritirandosi
i

uemici,incendiaruuo

po

e le occasioni, sia colle vele, sia col vala

scelli di linea,

magazzini della marineria, arsero 24 vae seco ne menarono tutti


i

pore, per

guerra che arde in oriente.

La sede

vescovile

appartenne

alia 2. "pro-

bastimenti che trovavansi nel porto.


a quel

Fu

memorabile assedio che Napoleola

Vienna neh' esarcato de'Gauli, suffragane^ della metropovincia ecclesiastica di


litana d'Arles, eretta al dire di
ville circa
1)

ne Conapartediper
possi iu
si

involta pr ve d'un

Comman-

talento militare che in progresso svihip-

straordinario modo. Dal porto

di questa citt

salparono

le

spedizioni del-

7g8,diMorea nel 1 827, d'Algeri neh83o, e d'Ancona neh 832, oltre altre pi recenti e per la Crimea. Toloue ha di sovente sofferto danui dalla peste, segnatamente ne' secoli XV e XVII; ne sub pure una nel 1720 che fu terribile, ma poi di quel tempo le prese misure sanitarie hanno schivato il flagello, senza ev ita re quello del cholera. Tolone che nel 18 5 contava soli 3o,ooo abitanti, presentemente ne ha 80,000. Ora poichegli
l'Egitto nel
1
1

430. Nella Gallio. Christiana, Tolonenses Episcopi et Domini, perch un tempo la signoreggiarono, registrato peri." vescovo s. Pietro de Almanarra; nel 43 is. Onoralo, di cui fece menzione
s.

Leone

nella lettera scritta in ita-

liano a' vescovi delle Gallie. Gli successe

raggruppano, per cos dinel Mediterraneo, e che la Francia deve mantenere per un tempo ancora indeterminato continue relazioni nell'acque del Levan te, la citt avr certo in una diecina d'anni una popolazione di
alfaii politici
si

re,

sempre pi

Cipriano costituito vescovo di Tolone il 5i6,benemerito anche contro 1' arianesimo introdotto nella Provenza da'goti, e per quanto oper ue'coucilii: scrisse la vita di s. Cesario, di cui ni discepolo, mor nella met del VI secolo, ed 2. patrono di Tolone. Verso il 47 2 fior s. Graziano martire, nella persecuzioue de' goti ariani , secondo uu
s.

das. Cesario d'Arles verso

mss. di poca autorit della chiesa di

ToDe-

loue. Palladio assistal concilio d'Orleans


del

54q,ed

a quello d'Arles del 5 J4;

siderio trovossi al concilio di Parigi nel

i5o,ooo
mi

abitanti.

Tantoaumento,

frutto

della concentrazione degli affari marittie delle

nuove idee che informano

l'at-

tuale governo, forse danneggier Brest,

573, e per un deputato all'altro di Macon. 585; a Meuua nel 601 scrisse s. Gregorio I. Per le vicende de'tempi ignoransi nomi degli altri vescovi fluo al secolo IX,
del
i

Rochefurt, Cherbourg e Lorieul, porti sulI

a molivoprincipalinentedeH'irruzioiiide'

Atlantico, fra 'quali prima riparti vasi

il

saraceni sulle coste di Provenza

per la
la se-

movimeuto navaledella posseuteFranciu.


II

quale probabilmente rest a luogo

sistema di navigazione pare che subir presto cambiamenti di qualche impori

tanza: tutti

vascelli della

marina fran-

cese vennero nel decorso inverno a subire u' 3 arsenali trasformazioni e miglio-

de vacante. Leone trovasi che l'occupava nell'804. Eustorgio sottoscrisse nell'879 al concilio di Mantala. Deodato nel 1040, con tutti vescovi del' Alpi .Marittime,
i

a'
s

5 ottobre intervenne

alla solenne cous.

ramenti
pore

di rilievo.

Senza

la forza del va-

grazione della chiesa dell'abbazia di

cosa nota e accettata) sarebbe sluto impossibile muover guerra al-

^ orinai

Vittore di Marsiglia: e v'intervenne an-

cora
te

il

la Russia, colosso del

nord, e vincerlo.

per

Papa Benedetto IX, probabilmenla stima che godeva l'abbate s. I

T O L
vi

TOL
furono
i

sarno. Tra'principi secolari che

cappuccini e

neh 609
s.

a ossequiare

il

Papa

,
i

vanno nominali

rando
s.

la

chiesa di

minimi, restauPaolo de Arcis. Aui

conti di Provenza e
glia.

visconti di Marsi-

gusto de Fourbin edific

il

monastero di
,

Ricorder

fra gli altri vescovi,


la

Ay-

Orsola e

vi stabil

le

religiose

nel

luino che parti per

crociata di Palesti-

na, con Goffredo di Buglione e con Rai-

i634 ammise in Tolone le sorelle della B. Vergine. Giacomo Danes di Parigi eresse nella diocesi
bilire la

mondo conte di s.Egidio,al cui


sottoscrisse nel
i

testamento

due

collegiate, fece stadell'

no
i

in Siria.

io5uel monte PellegriPietro Isnardi o Aynardi nel


1

congregazione

oratorio in
1

Tolone, e fu zelante pastore.


in di
1

successori

179 intervenne al concilio generale di La ter ano III. Galterio Gaufrido del 2G3
che meglio
stabil
il

sono riportati nella Gallio, Christiana,

uno
1

alla serie de'preposti della chiesa

capitolo, distribuenle

Tolone, cominciando da Ristagno del


7. Gli ultimi vescovi

do

le

prebende a 12 canonici, creando


il

diTolone furono:
Lascaris

dignit dell'arciprete e dell'arcidiacono,


il preceutore, facendo approvare nel 1270 dal suo capitolo e dall'arcivescovo d Arles. Giovanni consagr l'altare maggiore della cattedrale, ove nel 83 colloc le reliquie del pre-

neh 738 Lodovico Alberto Joly deChoin


liouese;
nel

oltre
il

sagrista e

i75cj Alessandro

tutto

di Venlimiglia;

neh 786 Eileone de Ca-

stellaue-Mozangues della diocesi di Marsiglia.

Pel concordato

deh 801
la

di

Pio VII
quel-

colla
vile

Francia fu soppressa

sede vesco-

decessore
Janie di
s.

s.

Cipriano, e fond
s.

le

cappel-

diTolone, riunendosi

la diocesi a

Gio. Ballista e di

Maria Mad-

la di

dalena.

Giacomo

religioso intervenne nel

i337

al concilio

provinciale d'Avignone,
s.

Frejus (P^.)- Il capitolo della cattedrale si componeva delle nominate due dignit, non che di duecauonici maggiori
8
I

tenuto nel monastero di

Rufo. Gio.

Sil-

e di

altri

canonici minori o sacerdoti di


vi

vestro spagnuolo deli 371, al cui

tempo

coro.
legio,

pp. dell'oratorio
i

aveano un

col-

Giovanna 1 signora di Provenza eresse in Tolone il convento de'domenicani;ed ebbe a successore nel 1 3go fr. Pietro de Mara villa domenicano. Vitale francese fu al concilio di Costanza. Dionisio Brissonnet
figlio del cardinal

ed

gesuiti

il

seminario. Eranvi nel-

la citt altre

di

donne.

La

7 case religiose di uomini, e diocesi conteneva 20 par-

rocchie, con varie chiese collegiate a Hires,

Cuers

e Sixfoura. Il vescovo

godeva
paga-

gnifici

Guglielmo don maornamenti per 1' altare maggiore


la

per mensa i5,ooo


va
il

lire di rendita, e
le

4o

fiorini

per

sue bolle. Riporta


1

della cattedrale, in questa edific pella della


ss.

cap-

Trinit, restaur l'episco-

pio neh 5o4, e intervenne al conciliabolo


di Pisa, e poi al concilio generale di

n.238 del Giornale di Roma del 85 3, che mg.' Alessio Casimiro Giuseppe Wicart, diMeteren arcidiocesi di Cambray,
i. vicario

Lu-

generale di essa e professore

terano V. Nel 1 5 1 8
schi, cui successe

il

cardinal Nicola Fie''

di quel seminario,

da Gregorio

XVI

fatto

neh 524
al cui

cardinal A-

goslino Trhndzi,

nipote Antonio

vescovo nel concistoro de'24 aprile 1 845, era stato autorizzato ad aggiungere al suo
titolo di

2Yivulzine\

528

fu data la sede in

com-

vescovo di Frejus, quello di ve1

menda e amministrazione, poi cardinale. Neh 564 Girolamo della Rovere, elevato
al

scovo di Tolone, e a'6 ottobre

853

prese

possesso del palazzo episcopale a lui pre-

cardinalato da Sisto V. Fr.

Tommaso

parato dalla

citt di

Tolone.

Il

suo ingres-

Giacobelli piemontese

domenicano, au-

so ebbe luogo con grande applauso, al suo-

tore d'opere. Egidio de Septres d'Avigno-

no

delle

campane, e fu

il

vescovo ricevuto
,

ne nobilit
pella di
s.

l'altare

maggiore e nella caple

Cipriano trasport

sue
1

relii

e da immeuso popolo accorso ad incontrarlo. Nel conci-

dal clero, dalle autorit

quie, introducendo in

Tolone

nel

60G

storo de'28 settembre

855

i\

prelato fu

TOL
nuova sede vescovile eli Lavai, dichiarata suffraganea di Toursj ed in sua vece il Papa Pio IX nel concistoro de'20 dicembre 855 dichiar vescor vo di Frejus mg. Antonio Giuseppe Enrico Jordany di Digne, presidente di quel
trasferito alla
1

TOL
le;

9
s.

all'ovest disgiunta dal sobborgo

Cipriano per mezzo della Garonna. Quesobborghi di figura sta citt, senza
i ,

pressoch ovale, e misura circa una lega


e 1/4 di circuito;
i

bastioui che sino dal


i

seminario e canonico della cattedrale patria.

i345 la cingevano, ed quali da lungo tempo non erano che muri di cinta, a poco a poco che
si

andarono abbattendo,

fu-

TOLOS.Vo TOULOUSE ( Tolosan).


Citt con residenza arcivescovile di Fi ancia, antica. grande e

da fabbricati nuovi e di buon gusto. Da' primi del corrente se-

rono
colo

sostituiti

celebre capitale della

la citt si

progressivamente mol-

Liuguadoca, ed
toni, a

al

presente capoluogo del-

to abbellita, sia nelle abitazioni, sia nelle

l'Alta Carotina, di circondario e di

4 can5olegheda Bordeaux. 4 "da Mont-

strade, ed anche

pellier

ei5o da

Parigi. Giace in vasta e

bella pianura, sulla sponda destra della

le piazze sono pi nunuove belle e regolari, le antiche grandemente migliorate. Questa citt mancava di fontane pubbliche, e tutte

merose,

le

Garonna, chela divide in due parti ineguali e vi forma una lieve incurvatura e parecchie isole, una delle quali, quella di
Tounis, coperta di case, alquantosuperiormentealla locedelgran canalediMezzod'i

le piazze

ne sono attualmente adorne, e pi di 100 pilastrini a fontana, non privi


di eleganza,

lavano giorno e notte

le stra-

de.

Tra

le

piazze pubbliche distinguesi

quella d'Angoulme, che forma


begl'ingressi della citt e

uno

dei

o Midi o di Liuguadoca o de' due


il

venne ornata di

Mari, mentre

canaleBrienne,Iuugoi53o

bella fontana di
la

marmo bianco de'Pirenei,


principale rappresenta la

metri, unisce all'uscire della citt la

Ga-

cui

statua

ronua col detto canale deiMezzotli.E' inoltre capoluogo e quartiere generale della
io.' divisione militare, e centro della
1

Francia
ga
ni

io atto di calpestare l'idra delle

rivoluzioni.
e bella

Da

questa piazza una via lar-

2/

conservazione boschi va; ha uua corte imperiale, la cui giurisdizione


si

alla piazza quadrata del Campidoglio, della quale solo due lati an-

mena

estende sui
cor-

addietro erano bene edificati, onde sar


i

dipartimenti de ll'Arige,deH'Alta Garonna, del

Tarn
ti

e di

Tarn

Garonna;
e di

te d'assise,

ibunaledi

1. 'istanza

com-

ed 4 angoli sono demonumentali. La piscina che alimenta tutte le fontane un bel


stata perfezionata;

corati da fontane

mercio, direzione de'demani e delle contribuzioni dirette e indirette; conservazio-

monumento
sobborgo
s.

di

architettura, situato nel

Cipriano.

Vie

assai bel

nu-

ne dell'ipoteche, zecca lettera

M,

accade-

mero
i

di palazzi, parecchi antichissimi,


citati

ed

mia

universitaria, la cui giurisdizione dii

pi degni d' essere


di

sono quelli di
di

stendesi sopra
dell'Alta

dipartimenti delFArige,

Le\y,
ta:

Mac-Charty, d'Anguin,e
Il

Mal-

Garonna, del Tai u e di Tarn e Garonna. Tolosa, posta tra il canale di Mezzod e la Garonna, occupa una vera
penisola:! sobborghi diBazaele,d'Aruaud-

quello de'conti di Tolosa fu assegnateatro vasto e graziosa-

to 'tribunali.

Beroard,

di

Matabiau e

di

s.

Stefano, co-

pure giardini e bei passeggi composti d'un ampio circolo contornato da 4 hl e d'alberi, ed a cui mettono capo 4 belli viali, la separano al sud-est dal canale; all'est di l dal canale giace il sobborgo Guilleiuery, ed al sud trovasi quello di
.

me

mente adorno. 11 magnifico ponte sullaGarollini, terminalo da un aico trionfale, disegno del famoso Mansard. L'edifzio pubblico pi notabile il Campidoglio, o
palazzo civico,

monumento

antichissimo,

poich se ne
ba;

fa risalire la

fondazione

al

tempo de'romani,

sotto l'imperatore Gal-

ma

la facciata

stata riedificata nel

.Miche-

XVill

secolo, e decorala

com' da

co-

o
lonne ioniche
di

TOL
marmo
riesce d'aspetto

TOL
i

fu terminala nel

imponente, quantunque di stile mediocre; 769, sopra disegni del1


1

Vi il fonie battesimale, colla cura d'anime amministrata da un canonico onorario e da un vicario. Il ca-

5o,ooo

libbre.

l'architetto Ri valz. Nella

/corte di questo

pitolo

si

compone
il

dir 2 canonici titolari,

3o ottobre di Montmorency, a pie della statua d'Enrico IV; in una delle sale, detta degl'illustri, osservatisi circa 4 buCampidoglio 632, il duca
1

fu decapitato a'

fii'quali

preposto e l'arcidiacono, le pree penitenziale, di diversi

bende teologale
canonici onorari,
vienti alle sagre
li

depueri de choro inseraltri

ceremonie, oltre
sotto

pre-

sti

d'uomini celebri nati

nella citt,

dellali in terra cotta, e

ciascuno

mocon pommar-

e chierici. L'antico capitolo fu per lun,

go tempo regolare

la

regola di

s.

posa iscrizione latina a lettere d'oro; osservasi pure in alti a sala


la

Agostino, e fu secolarizzato

neh 524 d a

statua in

ino bianco di Clemenza Isaura, fondatrice de'Giuochi Floreali; e questo slesso edif7o contiene la sala pegli spettacoli, be-

ClementeVII.Era composto del preposto, di 5 arcidiaconi, di 24 canonici, uno dei


quali era cancelliere della chiesa e dell'universit
,

e di molli

altri benefiziati.

Il

nissituoornata.

magistrati della citt anin fran-

preposto, scelto sempre dal

grembo

dei

ticamente chiamavausi capitonls


cese,

canonici, veniva eletto a pluralit di voti.

ovvero capilulari

eapitulares, o

Avea giurisdizione immediata su tulio


capitolo,
rio.
il

il

domni de capitulo

in latino, dal

vocabo-

quale era esente dall'ordinaufficiava portava


il

lo capitolimi, capitolo,

assemblea, riunio-

Quando

bastone

ne, e che espritnevasi colla parola capital


Iteli'

pastorale, ed era assistilo all'altare

da 4

antico linguaggio del paese. Questi


la

canonici.

Quando andava
di se
I

in processione

magistrati acquistavano
loro carica, e
la

nobilt colla

dovea avere presso


ri

due elemosiniela

trasmettevano a'Ioro diin

uno

scudiere.

preposti che venivano

scendenti.

Erano
agli

numero

di 8, confor-

nominati vescovi, non lasciavano

loro

memente
stodivano
il

8 quartieri,

alle

8 parroc-

chie e alle 8 porle della citt, di cui cuessi le chiavi.

1/ dignit. ISammartani ne pubblicarono la serie nel ti della Gallia Christiana,


p.

Dislirtguonsi poi
i

71

1. Il

palazzo arcivescovile al-

palazzo della prefettura,

nuovi palaz-

quanto distante dalla metropolitana, ed


magnifico, rifabbricato a spese dell'arci-

zi

della corte regia e del tribunale dit.''


i

istanza,

nuovi e be'fabbricati della scuo-

vescovo Colbert. Nella

citt vi

sono altre

la veterinaria e de'macelli.

La

cattedrale

sotto l'invocazione di

s.

Stefano proto 1

martire.di gotica struttura del secoloXl

1,

una

delle pi magnitichedi Francia.

Ani

miratisi in essa particolarmente l'altare

maggiore,

il

coro e l'organo, opera verail

mente
la

ardita,

pnlpilo rimarcabile per

sua vetust, e non venne mai cambiato


su di esso, quali furono

8 chiese parrocchiali munite del battisterio, e secondo l'ultima proposizione concistoriale eranvi 6 comunit di religiosi-, diversi sodalizi, due ospedali, due seminari, uno grande e l'altro piccolo con molti alunni. Leggo nel n.i4' de\\' Osservatore Romano deli 852. Il 3i maggio la citt s eminentemente cattolica di Tolosa,
lica

per rispetto agl'illustri predicatori chesa-

avea

la

sorte di vedere riaperta l'auil

luono

il

b.

Rober-

chiesa de'minimi,

giornodella chiuI

to d'Arbrisselles istitutore della congre-

sura del mese Mariano.

tolosani sperano

gaz\one\Font-Evrault, s. Bernardo dottore della Chiesa,


s.

che

si

far altrettanto dell'antiche chiese

Domenico fondatore
s.

de'franeescaniede'domenicani". Aggiunger, che infatti


in
i

dell'ordine de' Predicatori,

Antonio

di

domenicani

ripristinali

J'adova e

Vincenzo Ferreri. Nella torre campanaria era la famosa campana


s.

Francia dal benemerito p. La Cordaire, aprirono anche in Tolosa un convento ed

dell'arcivescovo Cnrdaillac, del peso di

una

chiesa, che

ambedue sono

co-

TOL
abbiano dato e il nome vecchio, chiamandolo convento e chiesa di s. Romano. Di pi trovo nel Giornale Romano del 853 a p. 858, di chefeoi parola a Sorella. Un nuovo stanuove, quantunque
gli
1

TOL
essendo regolare
secolarizzato da
di
s.

11
1

Agostinofu nel

526
il

Clemente VII. Avea

ornamenti vescovili, e benediceva il popolo nella sua chiesa. Era conigliere a) parlamento di Todiritto d'usare tutti gli
losa, e
sit.

bilimento viene fondato


citt di

in

questa nostra
tal

conservatore de'diritti dell'univer-

Tolosa, gi assai ricca in


di

ge-

nere di opere

beneficenza.
il

Le

piccole

sorelline de* poveri,

di cui solo

nome

una vera
so tutte le
li

e bella

raccomandazione presanime caritatevoli, edellequaFrancia sublimedivozione,hannocreain

Li chiesa parrocchiale della Madonna della Daurade, Deauratae, fabbricata da s.Esnperio sopra un antico lempiod'Apollo o di Minerva, apparteneva al monastero riformato di Clugny, ch'era stato unito alla

si

ammira
la

molte

citt della

congregazione

di

s.

Mauro

li

piete

nel secolo

lo in

gnun
date

Tolosa una casa del loro istituto. Osa che queste sante figliuole si sono
il

speciale

XVII. Altra chiesa degna di menzione quella gi degli ago-

stiniani, e del pari

carico di sostenere, nutrire ed as-

sistere le

povere vecchie, col prodotto del-

il chiostro che contiemuseo. L'antico convento di s. Promano de' domenicani era assai rimarca-

ne

il

l'elemosine che esse ricavano dalla questua che giornalmente fanno da


all'altra

bile,

come

il

pi antico e i. dell'ordine

una casa

(pel narrato a
vi slato
la

Predicatori), e per esserin

onde ali meri tare queste


si

in felici lo-

deposto

una
s.

bellissima cappelil

ro protette". Inoltre

874-' Il provinciale de' cappuccini ha comprato uu vasto terreno nel sobborgo s. Cipriano, per stabilirvi un convento del suo ordine. In Tolosa si prepara un couvenlo anche pe'padri domenicani". Anticamente in Tolosa eiauvi 26 comunit religiose di uomini e circa 1 6 di religiose. Mardice a p.
ra Cancellieri ne' Possessi,

della chiesa di

Sernin

dottores.
ti

Tommaso d' Aquino {V!),

corpo del den-

oa

un superbo mausoleo a 4 faccie,meu-

tre la sua testa fu posta nella sagrestia in

busto d'argento dorato, esponendosi alla


venerazionede'fedeli nel d della sua festa.

Questionatoli
inino

s.

Corpo, per sentenza d'Urfu

V neh 368

aggiudicato a questo

che il guardia-

no de'conventuali di Tolosa, appena seppe la morte di Clemente XIV, scrisse di


voler

convento, ricevuto dalla citt colla pi gran solennit e immenso concorso di persone, oltre
il

duca d'Angi

fratello del re

mandare
i

Roma
La

della terra del ci-

Carlo

V,

gli

arcivescovi di Tolosa e di

niterio del suo convento, atta a conser-

vare

cadaveri.

collegiata di

s.

Ser-

Narbona, molli vescovi, abbati e signori. Ora mi occorre qui fare una breve digressione sopra
le

nin (o

s. Saturnino martire e i. "vescovo di Tolosa), avea un abbate secolare, ed era la pi distinta della metropoli, composta

reliquie di

Tomma-

so d'Aquino, splendore dell'inclito ordi-

di

24

canonici, senza

il

basso coro.

La sua

chiesa celebre, antica e parrocchiale, ia

metropolitana, una delle pi belle di Francia. Sebbene piutla

pi distinta dopo

ne domenicano, e da s. Pio V dichiarato 5. dottori' della chiesa latina, colla bolla Mirabilis DeiiSjdeW 1 aprile 1 367. Questa gloria immortale dell'encomiato ordine, mentre da Napoli si portava al
1

tosto tetra, grandissima e maestosa: in


essa

collocarono moltissime reliquie, oltre quelle del santo titolare in una ricchissi

zoi

sima cassa d'argento, non che quelle di


s.

Tommaso d'Aquino nel secolo passato. L'abbate era immediatamente soggetto alla s. Sede, in uno al suo capitolo, che

mora'7 raarmonastero cisterciensedi/^Q^sanuo\'a(T .) nella diocesi di Tcrracina. Usuo corpo fu trasferitoda Ouoratoconte di Fondi nel convento domenicano di tal citt, e Papa Giovanni XXII colla bolla
concilio generale di Lione,

274

nel

Redemptio:u.'iii jnisit, de' 18 luglio 1 3 20,

i2
Bull.

TOL
Rom.
t.

TOL
1

3, par. 2, p.
i

88, locano*
di

mente

feci altrettanto.

Tuttavolta, quan,

uizz in Avignone. Indi

domenicani

to al corpo, vi

ha chi dice
Il

essere stato

Fondi furono accusati


essersi preso
il

da'cislerciensi per

bruciato da'furibondi eretici Ugonotti in

corpo del
la

no

termin

satito, ed Urbagran vertenza, con ag-

Tolosa nel secolo XVI.


nato venne di recente

sin qui accentrat-

ex professo
s.

giudicarlo in

Monte Fiascone,
in fivore

contro

le

tato, colla storia della sepoltura e trasla-

pretensioni de'cisterciensi di Kossanuova,


nel

zione del corpo e reliquie di


so

TommaFransua
Ser-

maggioi368
ove

de'domenica-

d'Aquino (essendovene

in Italia,

ni di Tolosa,
sferito,
disti
,

nell'istesso

anno
i

fu tra-

cia e

Spagna), iuclusivamente a quella se1

come affermano ancora BollanAeta ss. Mariti 1. 1, p. 720. La


,

guita nel

794

rt

Tolosa

stessa dalla
s.

chiesa de'domenicani a quella di

chiesa de'domenicani di Tolosa fu preferita a

nin, dall'interessantissimo opuscolodi cui

quelle delle altre citt e della stessa

mi duole non dare un sunto, dovendo


servare
la

os-

Parigi, perch in quel convento fu fon-

dato l'ordine da
tazioni

s.

Domenico, e perch
le

Urbano V, prevedendo
che
i

frati

molte sollecipredicatori avrebbero


egli la

des Reliques des. Thomas 'Aquin par E. Cartier, Parisi 854- I francescani e
i

brevit, e intitolato: Histoire d'

dottrinari aveano in Tolosa pubbliche biblioteche, ed


i

avute da varie parli, scelse

chie-

gesuiti

6 case. Era vi una ui

sa di Tolosa, dicendo al p. generale del-

ni versila eretta

da Papa Gregorio IX, per


s.

l'ordine nella corrispondente bolla queste

l'istanze del re

Luigi IX:

suoi profes-

eripiam de iinportunitate Itine inde sollicitantiuni ipsemet eligo in locwn pr dicto saneto eorpore Eeelesiani vestii conventus Tolosani... quia ibi
parole.
le

Ut

sori

venivano tumulati coli' anello, coi gnauli, la spada e gli speroni dorati. Un
vi fu uncollegioper la missione dipendente dalla congregazione di propaganda fide, fondato da un cappuccino i-

tempo

est universitas

nova

in theologia quarti

volo /andari in solida et firma doc tri-

beruese, che col fine d'averne ecclesiastici

pu vedere il domenicano p. Antouio Touron (biografo pure di s. Domenico e degli uomini illustri innumerabili dell'ordine), Pie des. Thomas, Paris 1737, a p. 344* uoa c ie a '* tro domenicano p. Guglielmo de Tocco, Vita d. Thomae de Aquino, presso i ciillius Saneti. Si
^

na

ne avea

istituito altro a

Bordeaux: fu

dotato dal magistrato di Tolosa,


nistrando
ditori.
si
1

ammidi f ir-

le

rendite

il

rettore e

provve-

16 alunni aveano l'obbligo

''

sacerdoti, e studiavano nell'universit

l'alte scienze. Nelle biografie de' seguenti

cardinali notai

collegi fondati nella loro

ove vi del correligioso p. Raimondo Ugone, De Translat. corpor, b. Thomae de Aquino, bulla Urb. data x kal. jul. pont, an. ri, Copiotati Bollandisti;

pia munificenza in Tolosa. Elia

Pcrigurd
poi perfe-

Talleyrand eresse
istruire nella legge

il

eollegioPerigord per
giovani
,

zionato da Papa Gregorio XI. Andoiuo

susin misericordia Domini. Il corpo delvenera nella l' angelico s. Tommaso si


chiesa parrocchiale di
s.

$ Albert
che dopo
te fosse

nipote d' Innocenzo VI, ordin


la

sua morte, con buone reudidal

Sernin di Tolo-

fondalo un collegio, e chiamato

sa, di cui gi feci parola,


testa vi
si

ma

quanto

alla

Magalonense
to di
il

nome

del suo vescovadi

sono diverse opinioni. In Tolosa sostiene possederla; per si venera pu-

Maguclone. Pietro
il

Fuxo

o Foix

seniore, celebre legatod' Avignone, foncollegio per alimentarvi

re in Pipenio, trasportata da Fossanuo-

dando

2D

gio-

va con due ampolle del suo sangue, co-

vani applicati allo studio delle leggi, lo

me
240
na

notai ne' voi.


e

XXVI,

p. 19,

LUI,

p.

e le

2475 dicendo quando vener l' lialtre Gregorio XVI, ed io di vota-

chiam Fuxiense, gli assegn ricca dote e gli don scella e copiosa biblioteca. Inoltre Papa Innocenzo VI, gi dottore e

TOL
professore famoso nel diritto legale, e giudice maggiore della siniscalchia di Tolosa, quivi fabbric
il

TOL
trionfale, disegno di F.
le

i3

Mansard.

Il

qua-

sobborgo,
la

il

pi bello e considerabile

collegio de' Poveri.


li

di tutti, fabbricato e distribuito rego-

Tutti questi e altri vantaggi,


losa nell'epoca in cui
i

riport

To-

larmente;
ritta,

via di

Chercydon, larga e

di-

l'api risiederono

che principia allo sbocco del ponte,


alla piazza

in Avignone,
di

dopo la strana risoluzione Clemente V. Sono al presente rimarTolosa


di
i

conduce

quadrata dello stesso


facciate regolari, e

nome, circondata da
che precede
la

cabili in

vasti spedali dell'Htel-

porta di Tarbes, formata

Dieu, e

le riviere

s. Gioseffo de-la-Grave; le belcbe corrono lungo la Garonua,

da bel cancello di ferro, a destra e a sinistra del quale veggonsi le statue colossali

ed

il

all'uscita del

famoso mulino del Basacle, situato fiume e rifabbricato nel 8 14


1

rappresentanti

la citt

di Tolosa e la

provincia di Linguadoca, scolpite da F.

sopra disegno bellissimo, e sopra a questo

Lucas. Di

mulino appunto operasi


del canale di
la

la

congiunzione,

bella via che termina in

da detta partecontinua una una gran piaz-

Brienne

colla

Garonna;

al-

za ollagona, alla quale

riunione dello stesso canale di Brienne con quello del Mezzod, in qualche distan-

altre vie e tre bei viali, e


t sotto
il

mettono capo due famosa nella citd'Oca.

nome
il

di

Zampa

Ed
il

e-

un ponte doppio, chiamato Jumeau ossia Gemello, sul quale vedesi

za dalla citt, trovasi

ziandio nellostessosobborgo trovasi

bel

passeggio detto

rappresentata in basso rilievo

lungai
ret,

a terrazzo sulla

Corso Dillon, che prosponda della Ga-

lungo 5o piedi, la congiunzione de' due mari, con figure di grandezza colossale;
e la magnificenza del viale d'alberi

ronna, dal ponte sino alla porta di


chiusa da bel cancello di ferro.
11

Mupor-

che

to di questa citt sul canale del Mezzod,

fiancheggia

due
pel

canali,

il

doppio e sule lo-

giace uel sobborgo

s.

Stefano. Possiede

perbo sostegno

quale spandonsi
il
i

Tolosa un'infinit
zione pubblica, ed
li

di stabilimenti d'istruil

ro acque; questo basso rilievo e

ponte

numero

di coloro

che

meritano l'ammirazione
tori.

di tulli

viaggia-

frequentano ed

allo studiosi

danno,di-

Gli altri passeggi pubblici souo la

spianata, nel centro ornata d'un bel getil grande giardino pubblico, giardino delle piante, uno de'pi vasti e pi belli di Francia, ricco soprattutto di piante esotiche meridionali, e di pian-

to d'acqua;

mostra che questa citt mai sempre conserva l'antico suo amore per le scienze, le lettere e le arti. Vi si compila buon nu-

il

mero d'opere

periodiche, e

le

societ dot-

te distribuiscono

premi:

il

pi antico di

te indigene de'Pirenei, e nel qualesi fan-

tali istilliti l'accademia rinomata dei Giuochi Floreali o della Dea Flora, che

no

corsi di botanica. All'estremit meridionale dell'isola di Tounis, sono le rui-

fondazione

conta pi di 5 secoli d'esistenza, e la cui si attribuisce a quella celebre

ne del castello Naibonese, antica cittadella de'ie di Francia e de'conti di Tolosa, e col presso

sorge un altro bel

mu>

Clemenza Isaura che l'avrebbe riccamente dotata ma dispiace che non si vada d'accordo sul tempo in cui abbia vissuto,
,

lino, rivale di quello dei Basacle;

alquanil

alcuni riportaudoue

al

220. l'istituzione
1

to inferiormente alla della i^.la


te sulla
citt col

Garonna
sobborgo

che
di
s.

fa

poncomunicare la

accademica, altri

la

ritardanoal
.

323; coi

munque
2.

sia,

l'accademia distribuisce se1

Cipriano, ponte di

guenti premi: pel

beila esecuzione e costruito sotto Luigi

sopra disegno di Soulbon, con 7 archi di varie grandezze, largoia tese o pertiche e 35 lungo, e che dalla parte del
,
1

KW

una viola d'ora, pel una rosa selvatica pur d'oro, pel 3." un
i

fiore-arancio dello stesso metallo. Tutti


poeti francesi
vi
,

hanno

diritto di concorrer-

e parecchi fra' pi celebri vi

furono

sobborgo termina con una porta ad arco

coronati.

Vi sono inoli re, l'accademia del-

14

TOL
belle lettere; l'accadi pittura, scultura e architettura;
toi,

TOL
all'ospizio, maiolica, porcellana, terra

le scienze, iscrizioni e

da

demia
il

pipe, manifattura regia di tabacchi, fila

collegio regio, la scuola secondaria di medicina echirurgia, la scuola d'ai ti e me-

concie di

pelli, birrerie,

corderie, fable tipo-

briche di misure ee.Numerose sono


grafie e
i

slieri,

quella speciale di disegno

scuole

fondachi de'librai:
di essi,
lo
il

il

gi proprie-

regie d'equitazione, di musica e di canto,

tario
vit

d'uno

eh. Agostino

Mana-

un eorso
di

di

geometria

meccanica appli-

tolosauOjio

chiamer l'^Zf/o^i Todichiarai la

cale alle arti, altre di fisica sperimentale,

/o.srule'nostri giorni. Saggio, eruditissimo

chimica e d'ostetricia all'Iltel-Dieu

e pio scrittore,

gli

mia am-

societ di medicina, delle belle arti, d'a-

mirazione e riconoscenza nel


p.

voi.

LXIV,

gricoltura e di carit materna; una societ biblica ausiliaria protestante, ed


di prestito gratuito sopra

32

1,

per

la

traduzione delle mie Cap*

una
hi

pelle Pontificie^ per quantoeg regiamente scrisse

pegno; e due

d'un Gregorio

XVI

e d'uu car-

bliolechepubb!iche,unadi piche3o,ooo
volumi, e
l'altra

dinal Mezzofanti, e qui solennemente gli

supera

24,000: quella

rinnovo miei omaggi,con particolare sodi

del collegioconlenendo, tra altri mss. preziosi, le la

disfazione dell'ani mo, sebhene egli sia passato a miglior vita nel declinar deli
e fu

Ore

di

Carlo Magno, quelle del-

regina di Bretagna, un' Apocalisse tra-

dotta in versi francesi, ed un Eschilo coi

margini sopraccaricati di note per


di Racine.

mano
citt

Possiede ancora questa


si

855, una perdita giustamente deplorala dall'illustre patria, e da chi ne conosceva pregi. Ogni due anni dal 1 le virt ed giugno ali 5 luglio si fa pubblica esposii

un

osservatorio, dove

fanno

corsi d'a-

zione

ili

prodotti dell'industria dipartiIl

stronomia; museo di pittura ed'anlichit,


cresciuto colle ricche scoperte fatte nel

mentale.

to attivissimo,
assai

1827

presso la citt di Martres, e tra le

altre cose,
ratrici in
ec.

60 busti d'imperatori e impemarmo, d'un Giove Serapicle,


scuola dell'artiglieria con ar-

colla

commercio, senza essere molnon vi perci meno di grande importanza, principalmente Spagna; ma quello di emporio coi

porli di Marsiglia e

Bordeaux

e coll'in-

Vi

la

terno della Francia non tanto quanto

senale poligono, polveriera, fucine, e fonderia di cannoni, ed un semenzaio dipartimentale.

Anche

l'industria quivi conta


tali

parecchi stabilimenti importanti:

so-

no precipuamente un laminatoio, che riduce in lastre circa i5o,ooo chilogrammi di rame all'anno, ed una fabbrica d'oggetti d'acciaio, falci e lime, la

potrebbe credersi animato; questo pure l'emporiode ferri del dipartimento dell'Arige, non che de' due mari. Esporla questa citt principalmente molto grano prodotto pi essenziale del suo e farina
,

territorio;

manda

essa nell' interno della

Francia

pasticci di fegato d'anitra


si

che so-

pi ragguaril

no rinomali. Vi
lato,
te
Il

tengono due grandi


quali importanle

devole che esista in Francia, ed

cui pro-

mercati all'anno, pe'fiori e pel porco sa-

dotto ad annocomuneascentlead8oo,ooo

ed 8

fiere, fra le

chilogrammi
circa

d'acciaio,
falci;

80,000

di lime, e

quella de'i5 giugno per

lane e panni.

120,000

hawi

inoltre fucine
altri

suo canale di Mezzod della maggior

alla catalana, magli

da ferro,

lami-

natoi per ferro e rame, fonderie di

rame

cia meridionale.

per campane e

altri oggetti,
dell'* slessa

fabbriche di
materia, ac-

importanza pel commercio della FranProgettata sotto Francesco I, la comunicazione della Carolina col
Mediterraneo, questo grande
to

cera e di candele

monumen-

qua vile,
te, tele

olio, paste italiane, carte dipin-

incerate, corde

da strumenti, ma-

terie resinose,
te di

marocchini, indiane, coper-

che sotto Luigi XIV, pegli ordini di Colberl e merc il genio di iliquet. Si cominci nel 1667, e nel 1681

non

fu eseguito

lana e di coione, cappelli di paglia

la

uavigazione fu

in attivit su tulta la

li-

TOL
nea.
altri

TOL
di pregi, e di

.5
il

Per questo complesso


che sarebbe lungo
il

de'canoui in Tolosa. Tolosano fu

cardi-

rilevare,

Tolo-

nal Raimondo.l/c>/i//7, la cui famiglia

sa

una

delle pi belle e pi grandi cit-

un tempo signoreggi Tolosa. L'ultimo santo tolosano a cui la


il

t della floridissima e

possente Francia.

s.

Essa inoltre vanta una moltitudine di uo-

pubblico culto

la b.

Sede ha decretato Germaua Cousin

mini celebri
tri
il

in tutti

generi, e tra gli al5

di Pibrac, villaggio

poco lontano da To-

giurecousultoCujacio

al

quale giusta1

losa

nata da poveri parenti e destinata


il

mentela patria P8 dicembre 85o innalz a suo onore una statua, e sul piedistallo fu incisa questa iscrizione: Jacofro Cuiario Tolosano. E' patria dei poeti e autori drammatici Guy Oufaure signore di Pibrac, Goudouly, Maynard, Cailhava, Palaprat, Campistron, Nicol Ptchantt; del poeta e matematico Fermat, del fisico e dotto minimo Maignan, degli storici Caseneuve e Guglielmo Caldi ; de* ultori Francesco e Gio. Francesco de Trov: dei
pittori, scultori e architetti N. Bachelier,

duDioadareal mondo

maggioi esempio

dell'umilt. Introdotta la causa di sua ca-

nonizzazione nel i845 avanti Gregorio

X\

I,

continuata con molta alacrit,

il

legnante Pio IX nedecrellasolennebeatificazione, celebrata nella basilica \ ali-

cana a'7 maggio 854, con quella pompa descritta nel n.io5del Giuntale di Ro1

ma

>

insieme alle notizie sulla serva di Dio.

Gli abitanti

sommano

a circa

65,ooo,

quali partecipano del linguaggio, del carattere e dell'abitudini de'guascoui, per-

F. Lucas, Antonio Rivale; di Bertrand di


Mollevilie ministro della marineria tolto

ch ilsud-ovestdeli'Alta Garonua ne compi

endemia

parie,

onde alcuni geografi per

Luigi

X\

I,

e autore d'

una

storia della

qualche riguardo considerarono Tolosa

mutazione; del bravo general Dupuy morto alCairo, e del marescialloPeriguon.


Colle loro opere poetiche
gnt.
si

come

eapitaledel paese Guascone. LaGua-

scogna, divisa in Alta e Cassa, rinchiudela contrada compresa fra Garonua, Pireui e l'Atlantico, in tuodoche corrispondeva pi esso a poco u'A-

tesero chiara

va quasi tutta
i

Elisabetta Dreuillet, Desparre e

Monte-

la

pur la patria di Riquel, che s'immortal col celebralo canale di Linguaduca o Mezzod. Vi ebbe pure natali il d. 'Giovanni Esquirol. benemerito degl'ini

quitada^iua delle3 parli dell'auticaGfl///<7 ;

ossiaGallia

Armorica o Marittima, di2.*,

visa poi in

Aquitauia i/,in Aquitania

felici

dementi.

fasti ecclesiastici si

glo-

ed in Novempopulania.
prese
il

La Guascogna
vi

riano di molli cardinali,aici vescovi, vescovi

suo nomeda'guasconi o vasconi,

e altri prelati. Tolosauo fu

il

b. e

Papa

popoli della

Spagna Tarragonese, che


i

Benedetto A"// del Fornoo Fournier, uato in Saverdun territorio di Tolosa, da un


molinaio, secondo alcuni, gi inquisitore della provincia di Tolosa, ove estirp gli

s'introdussero da'viciuiPireuci

dopo averi

ne caccialo
pi
istruiti

visigoti. Si

dicono

tofOMtaj

ordinariamente degii abitanti dell'antica provincia di Guascogna. Lo


studio delle leggi, l'applicazione alle scienze,

che l'inondavano, e nipote di Giovanni XX11, che pure diversi dicono di


eretici

alh

lettere e alle arti de'tolosani,


la

il

lo-

bassa origine, e perci tanto pi gloriosi, e ben lo si mostr il b. Benedetto XI colI

ro gusto per

musica
,

e la dauza,

li

ren-

dono pi

riflessivi

di pi mite societ,

luosa moderazione, nel mai itare con mediocre dote la nipote a un mercante di
la
\ ir

senza per altro diminuir quella vivacit


di spirilo cos

generale

in

questa parte di

Tolosa, rifiutando ragguardevoli personaggi. Tolosano si fa pure Urbano f Grimoardi, veramente di Linguadoca, e pare

Frauda.
ta
si

Il

tolosano senza istruzione, lau-

to per conto religioso che politico, talvol-

abbandon ad
per
s'

eccessi

ch'ebbe poi a
partito che

oriundo
contea
di

di

Limogese nato

in

Grissac nella

pentirsi,

la variabilit del

Gevaudan.gi professore insigne

prese,

realmente vero quanto su ci

i6
osserva taluno.
losa in ogni
vi
si

TOL
Amono
ti

TOL

il

clima di To-

Linguadoca, sotto
ro prima tutti
i

al

quale

si

comprese-

tempo,

amie l'estate, e sano

paesi in cui parlavasi la


la

perviene a et avanzatissima; buoni


i

lingua tolosana o

lingua d'Oc, parola

sono

viveri, svariati e a
il

buon mercato.
il

che corrisponde

all'Otti,"

verisimilmemte

La danza,
formano
ne
al
i

teatro e soprattutto

canto

principali diletti; la disposiziovi

canto

straordinaria, e di soven-

da questo termine venne anche la denominazione d'Occitania, che alcune volte si applic a questa contrada, una porzione della quale portanche il nome di contea di s. Gilles o s. Egidio, patria di Cle-

te vi fioriscono belle voci.

La pianura

di

Tolosa, feracissima di grano, immensa, JNon offre

monotona, essendo spoglia d'alberi. la citt die pochissimi avanzi de'montimenti di sua antichit e importanza a tempo de'romani,

ma

mente

V. Verso la decadenza dell'impeil

ro d'occidente poi, la Linguadoca port

nome

di

Septimania, secondo l'opinione

come

ruderi

d'un anfiteatro e d'un acquedotto; ma si sono trovati nel letto della Garouna fondamenti di edilzi, medaglie, statue e altri

de'pi a cagione delle 7 diocesi sulfraganee di Tolosa, e ne riparler: altri voglio-

no die
ziava, e les

il

nome

di

Settimania

le

deriv
vi

dalla settima legione

romana che

stan-

monumenti.

Si

presume che

visigoti

abi

secondo

altri dalla citt di s.

Gil-

bianodistrutto interamente l'anfiteatro,


va. La
iiia,

templi e altri bei monumenti che possede-

Linguadoca, Occitaniae Septima-

o Saint-Gilles anticamente cos appellata; o meglio si attribuisce alla divisione delle 7 provincie, cio le 5 stabilite da

antica ed eslesa provincia della Fran-

cia,

compresa fra il Rodano e laGaronna e formante la Gallio, Bracata, avea quasi 4 leghe nella sua maggior larghezza,
e circa

Augusto nella Gallia Narbonese, distinte co'vocaboli dii.' 2. "Narbonese, Viennese,

Alpi Marittime, Alpi Graie

perniine,

cui

Adriano aggiunse

le

due

di

Marsiglia

90

dalla sua porzione pi setten-

e dell' Alpi Cozie.


Ila la rinomatissima Tolosa la fama d'una delle pi antiche citt delle Gallie, ma se ne ignora l'origine: questa si preten-

trionale si no alla pi meridionale,di viden-

dosi in 3 parti:

rinchiudeva
raghese, ed

il
i

Linguadoca, che Tolosano, l'Albigese, il Loi.

l'Alta

paesi di Mirepoix e Carcas-

sona;2.la Bassa Linguadoca checompouevasi de'paesi di Narbona, di Beziers, di

sce a

deanleriorea quella di Roma,esi attribuiTolo o Talosso troiano, con racconto favoloso.

Pare che
le

fosse abitata da' te-

Nimesedi Uzs;
tenevano
dan, ed
il

il

Cevenne, che conVivarese, il Velay, il Gevau-

3. le

ctosagi allorquando, secondo


la

pose tra

metropoli

illustri,
la

Ausonio che romai

paese di Alais.

La 1. "rinchiude1

ni sotto Servilio

Cepione

presero l'an-

va 9 diocesi vescovili,

la 2."

i,e 3

la 3."

Tolosa era
in

la

capitale della provincia, e

particolare dell'Alta
lo

Linguadoca, e

Montpellier
giori
la

era della Bassa. Vi sono

pochi paesi in Francia ove

si trovino magmonumenti di antichit quanto nel-

Linguadoca. Alcuni autori dissero che

nodi Roma 648, pel qual console soggiacque alla depredazione d'immense somme del denaro sagro, onde n'ebbe infamia per testimonianza diStrabonee diTrogo. Fu anche colonia romana, e G. Cesare la chiam Tolosaj Tolomeo, Tolosa Colonia, e Sidonio Apollinare, Urbs Tolosatium:
altri

al

momento della conquista de'goti,questo paese prese nome di Linguadoca, come


il

Palladia,Roma Garunmae, Tectosagum.Pev la conquista della contrada


Linguadoca anteriore, e si attribuisce il consolato di Fabio Massimo nel-

si

direbbe lingua di goto,

landt-goth,
Altri e

tli

cio a dire terra


forse in

paese di goto.

sotto

maggior numero pretendono, che

l'anno di
volci,
li,

Roma 636,
volci

abitala essendo dai

soltanto nel secolo XIII s'incominciasse a

teclosagi,

arecomici,

gaba-

disegnare questa provincia col

nome

di

velauni, ruteni, umbiatici e cadurci.

TOL
Sebbene Tolosa fu inipot tantissima al tempo de' romani, ed avesse il Campidoglio,

TOL
to II.
si

17

continuando il suo cammino, port a prender possesso de'suoi nuoDi


l

tempio d' Apollo e pi altri belli monumenti, non fu mai sotto que'couquiil

vi stati a

Tolosa, ove

fiss la

sua residen-

za, e fece rivivere nella sua


tico titolode'redi

persona l'an1

statori capitale della provincia. Nel principio del

Tolosa cheda circa

23

secolo

vandali,

gli

svevi e gli

anni erasi spento colla monarchia visigota in

alani cagionarono orribili guasti nelleGallie,

Francia. Nella primavera

63

Tolosa

fu preservata da' vandali


s.

per

ci a

domar guasconi
i

ribellati alloro

mardula-

le virt e

pregbiere del vescovo


nel

Esu-

ca

Amand suo
figli

suocero,

ma

tornato vittocio

perio.

Ma

4'9

'

St* invasero la Lin-

rioso a Tolosa

mori nell'istessoanno,
della regiua Gisele
,

guadoca, abbandonata loro dall'imperatore Onorio, e vennero distinti col


di
/ isigoti

sciando 3

nome

Childerico, Boggis e Bertrand. Childerico fanciullo di

que' goti cbe in questa parte


il

delle Gallie fissarono

principale stabi-

Dagoberto

I,

poco dopo mori per opera al dire di alcuni, il quale


il

limento e la eressero
rali Jone

in

mona rchia, dichiavi

riun a'suoi stati

reguo

di Tolosa.

Ma

capitale Tolosa, e

fecero

la lo-

Amand
636
tico

in favore de'uipoti Boggis e


i

Ber-

ro residenza per 88 anni. Dierouo


la

essi al-

trand aizz

popoli del suo ducato, e uel

regione

il

nome di Gothia o
di
titolo di re di

Gozia, con-

estese le sue escursioni iu tutto l'an-

servando pur anco quello


e presero
il

Septimauia,

Tolosa. Alari-

goberto

regno di Cariberto. Nel qual anno DaI assediata Poitiers, in pena delsmantellare, cosi abguasconi. Questi
la fierezza de'

co

fu

il

te della

.re a dominare la regione e parSpagna, cui successero nel 412

la ribellione la fece

battendo

Ataulfo, nel
le
I,

quadistrusse gli alani, uel 4 '9 Teodorico nel 45 Torrismondo, nel 453 TeodoSigerico,e Vallia
il
1

413

a Clichi da Dagoberto I, lo piegarono a forza di sommissioni; ed il duca fece col re un trattapoi portatisi col

duca

Amand

rico
II.

11.

nel

Questi uel

4^6 Enrico, nel 484 Alarico 007 fu viuto uella battaglia


I

di Youill

o Poitiers da Clodoveo

re dei

franchi, onde la possanza di questi ebbe

grande incremento, e decadde quella dei visigoti. Nel segueuteannoClodoveoIs'impadroi di Tolosa capitale del regno dei visigoti, e spense con ci la loro monarchia iu Francia. Tolosa e pae?i conquistati sui goti, furono per circa 128 anni diretti da duchi e da conti iu nome de' re francesi successori di Clodoveo I, sino e inclusive a Clotario II. 11 suo figlio Cariberto non avendo avuto alcuna parte alla successione paterna, contro l'uso di quel tempo, ottenne dal fratello primogenito Dagoberto con trattato degli ultimi d'aprile 63o, che altri anticipano al 628, il Toloi

l'Aquitauia a Boggis a tiducalo ereditario, riservandosi il re la sovranit e un annuo tributo. Nel 63t dunque Boggis e Bertrand quali duchi ereditari di Tolosa e d'Aquitania entrarouo al possesso degli slati paterui,e ne godettero col titolo di duchi di Tolotolo di
sa e d'Aquitania, a coudizione di fedelt

to, che assicur

e omaggio alla corona di Francia, e del pagamento d'anuuale tributo. Questo fu


il

i.esempio dell'eredit de' feudi nella

sano,
il

il

Quercy (che
il

poi cede), l'Agenese,

lania ossia

la NoverapopuGuascogna. Pochi giorni dopo Cariberto si rec ad Orleans per tenere

Poitou,

Perigord, e

monarchia francese, o piuttosto d'un appannaggio assegnato a'prineipi della famiglia regia. 11 ducato d'Aquitania fuaumentato da molte altre terre considerabili, e dal ducato di Guascogna ereditato da'duchi dall'avo. Mor Boggis nel 688, e gli successe il figlio Eude, al quale Liberto nato da Bertrand gli cede i propri diritti per consagrarsi a Dio, morto dipoi santamente vescovo di Liegi. Eudedivenne celebre per
di palazzo
le

guerre fatte

a'

maestri
so-

al

fonte battesimale suo nipote SigeberVOL. LXXYK.

ed

a' saraceni, e

regn da

TOL
ri-

TOL
nia

vrano su tuttala Linguadoca francese,


conosciuto dal re Chilperico
ta
11.

armi

e vestili militari
si

proporzionati

Assedialo
1

alla statura; Io

pose alla meglio a ca-

4a saraceni nel 721 Tolosa, Eude


li

vallo

e con questo

apparalo ricev

l'o-

fece levare e

tagli a pezzi; tua nel

73

maggio de'grandi e
fu inistatodi
la

del popolo. Tosto che


col

soggiacque col paese alle loro


gi,

terribili stra-

governare volle impone

arrestate dal soccorso di Carlo Martello

li disfece. Nel j35 Unaldo successe al padre Eude, non lenza opposizione di Car* lo Martello, che poi gli permise di tener l'Aquitania con titolo di duca, in fede e omaggio di lui e de'fgli Carloinano e Pipinoci quali poi Unnldo combatt. Aven-

che

magnificenza, per accortosi che il lusso era oneroso a'popoli si riform da se

economia pot mantenere Fece guerra con successo a' saraceni di Spagna, e per morte del padre nelT 8 4 fu elevato all' impero e sped il proprio figlio Pipino I a Toslesso, e colla

una corte

brillante.

do questi
fratello

fatto cavar gli occhi al proprio

losa

perle sue veci qual re d'Aquitania,


1

Ballon, lacerato da'rioiorsi abdisi

riconosciuto poi per tale nell'8

7.

Pi-

la

corona ducale, e
dell'isola

fece religioso nel

pino

successe nel regno

il

figlio

Pipino

monastero

Re

fondalo dal pa-

dre, lasciandoli ducato di Tolosa e Aqui-

II nell'839 assai giovane, per acclamazione d'alcuni signori, nel timore che l'avo

Wafria nel 7 45. Questi regn su tutta l'Aquitania e la Guascogna, die asilo nel j5o a Grippone fratello di
tauia al figlio

imperatore volesse investirne il figlio Carlo il Calvo, come realmente fece nell'assemblea di Chalons: chi ricus
il

giu-

Pipino,

quale nel 752 divenne re de' francesi, e poi nel 760 gli mosse guerra,
il

ramento
liers,

di fedelt fu

punito con supplizi,


il

indi l'imperatore inviato

figlio a Poi-

indi perdonandolo per aver chiesto pace


e

pass a combattere

malcontenti aI

promesso giuramento
tener
la

di fedelt.

Lun-

quitani.

Morto Lodovico
partilo di Pipino

uell'84o

si

ri-

gi di

parola,

Wafria

scorse l'Aure per ven-

dest

il

II,

ma venne fu-

tunnese col ferro e col fuoco.

Il

dicarsi fece 3 anni di desolante

guerra

gio

ga lo da Carlo a Bourges. Questi a' 1 3 mag843 pose l'assedio dinanzi Tolosa, che
poi lev a'ao giugno per recarsi a Ver-

sassinalo
s

vincendo due volte il duca, che per asai giugno 768 nelPerigord. Cofin l'ultimo

dun
sc

a conferire co'fralelli Lotario


II;

Lo-

duca ereditario di Tolosa e Aquitauia, che discendeva dalla 1. "stirpe de're francesi, e l'Aquitania venne riunita alla corona di Francia. Wafria lasci

dovico

abboccamento
si

il

cui esito riu-

falalea Pipinoli, che

vide spogliato

Lupo
fitto

il

suo figlio,che pera ver nel 778 sconretroguardo di Carlo Magno, reil

dopo a ver combat tutu a favore di Lotariol. Egli non si perde di coraggio e si prepar a vigorosa difesa.TornatoCarlo I' 11 maggio 844 a ripigliar l'assedio di Tolosa, fu da
Pipino
II

duce dalla Spagna,


re:
i

re lo

f.

ce impicca-

costretto a ritirarsi sulla fine di

suoi

figli

furono duchi
in

Callo Magnoeresse
vico

Guascogna. regno Tolosa e l'Adi


il

giugno. Nell'845 segu tra loro un trattato, col quale Carlo cede al nipote Pi-

quitania, e ne dichiar re
I il

figlio

LodoI

pino
tou,

II
il

tutta l'Aquitania, tranne

il

Poi-

7-Youel 781 di 3 anni, e condotlo

Saiutong e l'Angumese, riserbanII

tolo a
in

Roma

consagr Papa Adriano


in culla,
I

dosi per altro la signoria feudale sul ri-

uno al

fratello

Pipino nel giorno di Pacom'eravi sialo


cui

manente. Divenuto Pipino


o governi, l'uno sotto
il

squa.

Da Roma

regno, l'Aquitania, fu divisa

in

padrone del due ducali


l'ali

porta to.Lodovico
era

fu trasportato aTolosa
stali, di

suo dominio,
II,

per prendere possesso de'suoi


la citt capitale. Il

tro sotto quello di Carlo. Malcontenti


poli de\miuistri di Pipino

po-

suo ingresso fu pi

invitarono
egli feeei

lo la

spleudidodi quanto sembrava permetter* sua et. Gli si fecero per tal ceremo-

uell'848 Carlo a governarli, ed

coronare a Limoges re

d'

Aquitauia. Nel

TO
incostanti
lo
la
il

L
risse prigione.

TOL
so e consegnato aCarlo
il

seguente anno s'impadron di Tolosa e poi


della Seltimauia. Gli aquilani leggeri e

Calvo.e pare mo-

La confusione che produs-

annoiarono ben presto di CarCalvo, e Pipino II ricomparve dopo


si

sero in Aquitauia le controversie Ira Carlo


il Calvo e Pipino II, ridusse il regno una specie d'anarchia, in guisa che non

sua partenza, e nell'Soo di nuovo fu ac-

clamato re. Per guarentirsi dallo ziochiami) normanni, che presa Tolosa la saci

riconoscendo alcun sovrano, molti segna-

vano
te di

gli atti dagli

anni posteriori alla mor-

cheggiarono. Nello stesso tempo


co' saraceni di

si

alle

Lodovico

I.

Ma

Carlo languente pe'

Spagna, che sbarcati sulle spiaggie della Seltimania la devastarono. Per tutto questo nell'852 Pipino II nuo-

colpi ricevuti nel bosco di Guise,

non

co-

nosciuto, mor a'29 settembre 866. Nel

seguente

il

fratello

Lodovico

II il

Ball/o

vamente venneahbandonato, l'Aquilania


rientrando nell'ubbidienza diCai
le fece
te.
lo,il

fu coronato re d'Aquitania, quindi nel-

qua-

P877 divenuto
del padre Carlo

re di
il

prender l'abito monastico

al

nipori-

Francia per morie Calvo, l'Aquitauia fu

Gli aquitani sempre inclinevoli alla


il

riunita alla corona di Francia e confuso


il

volta, chiesero nell'853 a Luigi

Tede-

suo regno col resto della monarchia.


il

sco

.
i

re di

Germania

il

suo primogenito

Sotto

re

Carlo

III
i

il

Semplice dell'892
i

Luigi per loro sovrano, a che avendo il padre annuito/il giovaneLuigi si rec l'an-

principalmente,
sa e di

conli di ToloAquitania acquistarono ue'loro go-

duchi e

no dopo a ricevere la corona d'Aquitania; tragittata appena la Loira svanirono le sue speranze. Poich Pipino II annoiato del suo monastero ne usc, mentre il fra-

verni maggiore autori l, e la spi user lant

ma

oltre

che

si

resero finalmente quasi in-

dipendenti, ciascuno nella loro provincia,

usurpandone
gistratidelle

diritti regali.

Molti fra'masi

Carlo rilegato in quello di Corbeia fece altrettanto; raggiuntisi si recarono in


tello

citt,

subalterne

arrogaroI

Aquitauia, ove furouo riveduti da'popoli

no eziandio a tempo di Carlo II il Semplice il supremo potere, e crebbe cos il

con gioia, e

fu decretata un'altra volta a

numero

de'conti, che solevano a'gover-

Pipino

li la

sovranit. Carlo
il

il

corse per salvare

regno

alla

Calvo acmonarchia,

natori divenuti conti di Tolosa prestare

omaggio, comech questi ormai


lo

resisi in-

ma
gli
gli

senza successo;

nondimeno uell'855
il

dipendenti da'redi Francia. Dissi cheCar

aquitani tornali alla sua ubbidienza

Magno

nel ristabilire

il

regno d'Aqui-

domandarono
il

e ottennero per re

fi-

tania nel
vico

glio Carlo,

di ottobre,

quale inaugurato nella met cominci il suo regno con riportare nel Poitou compita vittoria sui normanni. Ma gli aquilani malgrado s
glorioso successo,
si

778 a favore del figlio LodoI,che bambino essendo iucapace di


il

reggere

reguo, fu dal padre provveduto

con

l'

istituire conli

o governatori nella

ribellarono e fecero
an-

maggior parte delle citt ; ci che diede occasione ad alcuni moderni di riferire a
quest'epoca lo stabilimento de'conti e di
attribuirne l'istituzione a Carlo

tornare Pipino

II.

Abbandonarono poi

cora una volta questo principe, e deputarono a Luigi di Germania per ottenere la sua protezione. Andata a vuoto tal pratica,

Migno

ma V Arie
porta tanto
riti

di verificare le date, che


la

ri-

cronologia storica de'

rife,

npigliarono

le

parti di

Carlo

il

Cal-

re francesi di Tolosa ed Aquitania

vo per ridomandai gli suo figlio. Appena tornalo il giovane Carlo, fu soverchiato

come

de'conti o duchi di Tolosa, che va-

da Pipino 11, e tra loro per 7 anni dur la guerra con vario successo. Finalmente
nell'86
j

de' Conli di

do a riprodurre, avverte che l'istituzione molto pi antica. Nel codice Teodosiano in


couti
fittisi fa

Pipino

II

ingannalo da Piainulfo

cheaveauo

1'

menziouede' amministrazione delfar

coute di Poitou e duca d'Aquitania, fu pi e-

le proviucie. Si

potrebbe

rimontar

l'o-

20
rigine de'conli

TO L
fmoad Augusto. Sotto Co-

TOL
Nel 793, dopo incredibili
da'saraceni tra
di nell'8o
1

sforzi, fu vinto

stantino

ne pi

Grande questo titolo divencomune e fu dato allora 'princiI il


I

Narbonn

e Carcassona; inI
il

indusse Lodovico

l'io re

pali ufficiali dell'impero: l'uso se n'era pu-

d'Aquitania a formar l'assedio di Barcellona contro quegl'iufedeli, e


tale spedizione
si

re introdotto presso le nazioni bai bare.


conti e duchi stabiliti da

distinse in

CarloMagno non
i

furonodimqueunanuovaistituzione.Tra questi conti quelli di Tolosa furono soli


che presero
il

titolo di duchi. Essi chia-

mavansi indifferentemente conti o duchi,


perch Tolosa era contea e ducato ad uu tempo. Si chiamava conte quello che avea il governo d'una sola citt, o d'una diocesi soltanto; e duca quello che gover-

ottenendo dopo 7 mesi la dedizione della piazza. Avendo fondato il monastero diGcIlone nella diocesi di Lodeve, detto s. Guglielmo del Deserto, neh l'8o6 vi si ritir, e vestito l'abito religioso mor santamente verso l'8 3, e per le
1

sue virt fu posto nel catalogo de' santi, canonizzato nel 1202 da Innocenzo
Nell'8
1

111.

gli successe

Raimondo detto Ra-

nava pi
vincia.
fu
Il

citt,

pi diocesi, od una proi.duca beneficiario di Tolosa


nel

fnel qual duca d'Aquitania. Nell'817 il ducatodiTolosa divenne mollo meno rag-

Chorson o Torsin, nominalo

778
fi-

guardevole per esserne sta te staccate laSettimania e


tra'propri
la

conte o duca di Tolosa da Carlo Maglio.


Egli marci nel
glio di

Marca

di

Spagna
I
1

attesa la di-

787 contro Adalrico

visione fatta da Lodovico


figli.

de'suoi slati

Lupo duca

de'guascooi, che avea

Nell'8 8 trovasi Beren-

disfatta la retroguardia di Carlo

Magno
la

gario duca beneficiario di Tolosa, non me-

nella vallata di

Roncevaux;
gli fece

ma

fu preso

no
ta,

illustre

per saggezza e buona condot-

da Addii ico che

acquistare

sua

che pe'suoi natali, discendendo da

Ugo

libert a condizioni vergognose. L'

anno

contedi Tours prossimocongiunto di detto imperatore,


il

790 Chorson fu destituito dal suo governo in castigo della sua vilt, per giudizio d'una dieta che Carlo Magno fece tenere a Worms. Nel 790 stesso s. Guglielmo I
divenne duca di Tolosa, e si rese celebre per le sue grandi prerogative civili, militari e cristiane, fu eletto duca di Tolosa e Aquitania nella detta dieta, qual figlio di Teodorico e di Aldane. 11 padre avea comandatogli eserciti sotto Pipino e Carlo

quale nell'832 lo nomi-

n duca

di Settimania e

mor nell'835.
parte della
i."

La Settimania o Gothia,

Narbonese, che rest a' visigoti dopo che i franchi gli ebbero spogliati della maggior parte di loro conquiste nelle Gallie,
fu chiamata Settimania a
principali citt che la
thia dal

motivo delle 7 componevano, e Go-

conquistata,

nome della nazione che I' avea come gi indicai con altre 0comprendeva
tutta la Lin-

Magno

sino a quest'epoca, era prossi-

pinioni. Essa

mo loro congiunto qual pronipote di Chiltlebraudo per partedell'avo paterno Teo-

guadoca, ad eccezione dell'antiche diocesi

di

doino conte di Vienna e d'Autun, quel desso che nel 753 incaricato da Pipino
d'opporsi a Grippone suo fratello che voleva passare in Italia,
di
gli

e di Viviers.

Tolosa e d'Alby, e di quelle di Usez 11 re di Francia Pipino do-

die nella vallata


in cui

Malmenile un combattimento
I

po averla conquistala verso il 760 l'un ne fu staccata poi dal figlio Carlo Magno per far parte del regno d'Aquitania da lui eretto nel 778. L'imperaalla corona, e

perirono entrambi. Non degener Gugliel-

tore Lodovico
la

nell'817 l'incorpor al-

mo

dal valore de'suoi antenati, fece la

suai/ spedizione controi guasconi cheaveano preso l'armi a favore del duca Adalrico, proscritto nella dieta di

Marca di Spagna, e fece delle due Provincie un ducato particolare, di cui Barcellona fu
la capitale.

Dell'uno e
stali, ora

dell'al-

Worms,

tro di questi ultimi

due

vado a

e riusc a pacificarli con abilit e valore.

parlare! dicendo d'alcuni de'duchi e inai-

TOL
diesi
ili

TOL
835 Bernardo
iore e la sua

Settimauia. Neil'

duca
to
s.

di

Settimana, come figlio del defunGuglielmo, gli successe al ducato di


la serie

Tolosa, mor nell'844 e dovr riparlar-

prudenza uell'826 contro Ai zon che avea fatto sollevare la Marca di Spagna. Fatto venire dall'imperatore Lodovico I alla sua corte nell'828, lo dichiar suoi. ministro, indi
nell'

ne nel riportare
timauia. In tale

de'duchi

di Set-

829

lo fece

Guglielmo
ficiario di

II

armo o neli'845 il figlio divenne duca e conte bene-

suo cameriere o gran ciambellano e lo nomin aio di suo figlio Carlo il Calvo. Ber-

Tolosa per disposizione di Pipino li re d'Aquitania. Ne!l'85o arrestatoio Barcellona, di cui erasi nell'848 impadronito coll'aiuto de' saraceni, qual reo
di lesa maest fu messo a morte. JNeII'8 7 Lodovico I dopo d'aver diviso suoi stati tra'3 figli, eresse in ducato la Seltimania, ch'era nella porzione del primogenito Lotario 1, e gli die peri. "duca Bera
1
i

nardo entr
Giulitta

nel partito dell'imperatrice


tal

madre di

principe pel suo staI'

bilimento, e determin

imperatore ad
tra'figli

assegnargli un regno a pregiudizio della

convenzione divisionale falla


1

del

letto.

Questi malcontenti di tale dispo-

sizione

di nascita visigoto, gi conte di Barcello-

nadali'801, epoca

in cui

francesi l'avea-

tramarono una congiura contro Bernardo, con molti signori dello stato, accusandolo di tirannia e di criminosa corrispondenza con l'imperatrice. Neil 83o l'imperatore per dare qualche soddisfazione a'congiurati,

no
lo

tolta a'saraceni,ealla

presenza di Car-

rimaud Bernardo

al

Magno

in quell'assedio

avea dato piovi-

suo goveruOjil quale con giuramento volle


poi purgarsi nella dieta di Thionville,

ve di valore. Nell'820 calunniato dal


cusatore offri
to
,
i

non

cino conte Sanila, per difetto di prove l'acil

trovando chi volesse accettare

il

duello.

duello, e

Bera

restato vin-

Per non essendo


si

ripristinato nel favore,


l

secondo pregiudizi delle prove che portava la convinzione del delitto, fu rilegato a Rouen: da lui poi in Linguado-

un col re Pipino

contro gl'interessi
lo

dell'imperatore suo padre. Questi consa-

pevole di sue procedure


de' suoi onori, e
il

priv uell'832

ca fu detto

Bera

per ingiuria quello che

ducato di Settiraania

mancava

di fede al

proprio sovrano. Nel-

fu dato al suddettoBerengario
losa.
gli

l'85o Fredelone d'illustre discendenza, comandava in Tolosa quando fu assediata per la 3." volta da Carlo il Calvo, cui
rese l'importatile piazza e ricev in

duca di ToBernardo poi dichiarossi contro firibelli di Lodovico I, e die opera pel
i

ristabilimento di questo principe deposto,

com-

penso
unito
1

la
il

contea di Tolosa, alla quale era

ducato d'Aquitania. Morendo nelfratello la contea o

8 J2 senza maschi, trasmise a Raimoncontea di

do suo

losa, colla

ducato di ToRouergue. Le diguit

onde neh' 833 ricuper il suo ducato di Tolosa. Vedendosi alla testa di due grandi provincie , Tolosa e la Settimania, si cred tutto permesso, usurp beni ecclepopoli. Carlo il Calvo siastici e oppresse
i i

nell'

840

gli ritolse

il

ducato

di

Tolosa,

ereditarie aveano di gi comincialo, co-

me

rilevai, nell'impero di

Lodovico l,ma
al

per l'intelligenze che avea con Pipino 11 re d'Aquitania, e uomin in sua vece \ Varia signore borgognone.
ciliato

non furono interamente


bilite

e legalmenlesta-

che all'innalzameli tu
di

gp Capete. Innanzi
tizie di

regno di Uprocedere colle no-

Bernardo riconapparentemente con Carlo, marci


i

nell'84.1 sotto

suoi vessilli alla battaglia

Raimondo

e de'couti ereditari di

di Fonteuai, limitandosi alle parti di


plice spettatore,

sem-

Tolosa, dir prima de'duchi di Settima-

mentre Warin

col suo va-

Bernardo I gi rammentato, figlio Guglielmo I duca di Tolosa, uell'820 tu sostituito a Bera qual duca beneficiauia.

lore fece volgere a favor di Carlo la vittoria.

di

s.

e nell'

Non and impunita la sua perfidia, 844 arrestato Bernardo d'ordine


giugno
lo fece

rio di Selliuiauia. Egli segnal

il

suo va-

di Carlo, questi nel

morire

ii

TOL
fece

T OL
ne, che da' vescovi di sua giurisdizione
si

per delitto di fellonia: lasci due figli, Guglielmo li duca di Tolosa , e Bernardo.
CarloiI
gica fine di Bernardo, die

Calvo nell'844 prima della trail governo della


figlio del

Provenza. Bosone confer a'suoi partigiani le contee del nuo-

proclamare re

di

Setlimania a Suni freddo,

conte

vo regno, fra'quali Bernardo II gi marchese di Settimauia ebbela contea di Ma$on. Nell'880 sotto
sero in marcia
la

d'Ausone nella AI a rea di Spagna, ch'era conte diGironaed'Urgel,ed allora la Settimania prese titolo di marchesato. i\elP848 Aledrangovernatoredi Setlimania
difese
la

sua condotta

si

poti-

due

re per discacciare

il

raniiOjCominciarono dal l'assediar la capitale della contea, indi Vienna oppose lunga resistenza, e combattendo sempre contro

Marca

ili

Spagna contro Guglielper

mo

II

conte di Tolosa unito a'saraceni


;

perdendo Barcellona e Ampurias Carlo il Calvo nell'85o lo rimise

suo

figlio

Bosone vi perde la vita nel!' 886. 11 Guglielmo il Pio eredit il marla

in pos-

chesato di Seltirnaniae

contea d'Auver-

sessodiesse, perdendoBarcellona nell'852

gne. Spos Ingelberge figlia di Bosone re


di

per tradimento degli ebrei, che presa da'


saraceni Cu saccheggiata
nata. Nell'852 era
e.

Provenza, da cui non ebbe prole, onde


lugliog 8,
1

poi

abbandodi Seltima-

dopo la sua morte a vvenulaa'6


la

marchese

Setlimania pass alla casa di Tolosa,

nia Odalrico conte di Girona, e rest fe-

de'cui conti ereditari vado a ragionare.

Calvo quando insorse l'Aquilania. Per sua morie nell'857 fu marchese Unfreddo della famiglia di s. Gu glielmo conte di Besalu, che neh' 863 s'impadron di Tolosa cacciandone il conte Raimondo, di che informato Carlo il Calvo, priv dell'864 Unfreddo de'suoi
dele a Carlo
il
I

Nell'852 alla morte del summentovato Fredelone conte di Tolosa, successe


fratello
il

B-aimondo

I,

che prese

il

titolo di

ducajrinn alle contee diTolosa ediRouergue, quella di Quercy, facendole passare


alla sua posterit,

so la fine del secolo

che ne god sino a verXI 11. Da questo Raii

onori e

lo proscrisse.

Allora l'imperatole

mondo
losa,

discesero

conti ereditari di
la

Todi

divisela Setlimania in
di

due governi, quello


l'altro

che possederono

maggior parie

Settimauia propriamente detta, e

Linguadoca sinch

fu riunita alla
l

corona.

della

Marca

di

Spagna

e Barcellona. Per-

Nell'862 Raimondo

tanto la Setlimania fu data a Bernardo


Il e poi

anche conte
ss
il

di Poitiers, e

nonil

dimeno
figlio

un in favore di Carlomano e

contro Carlo

Calvo, nou che contro


II
il

Lodovico

Balbo. Scomunicato
il
'

dal concilio di Troyes per aver invaso

Ber 17 e Bourges, nell'879 semD, a punito coll'ullimo supplizio, d'ordine di Lodovico II e di Carlomano. Nel precedente anno il re Lodovico II surrog nel marchesato Bernardo
III

detto Piantavello-

sa conte d'Auvergne, e si merit la sua confidenza pe'servigi importanti che gli


rese,

onde

iti

morte

lo

nomin
111,

tutore del

fond l'abbazia di Rouergue, e ne vest l'abito col nome di Benedetto il 4- figlio Ariberto. JN ell'863 Raimondo I fu caccialo da Tolosa da Unfreddo marchese di Setlimania, ma vi rientr nell' 864 dopo che questi abbandon la citt. Raimondo mor verso Pasqua di tal anno o del seguente, successo dal primogenito Bernardo con tutti gli onori, intitolandosi conte, marchese e duca; cio conte di Tolosa perch governatore della citt, marchese per l'autorit che avea su porzione della ."Narbonese, e duca per quella che esercitava sopra parte dell'Aquilauia. Sidiceche mor nel-

Vabres
T

in

suo primognito; Lodovico

che

si

af

'875

di

malamorte, per avere usurpati

frett di far coronare, insieme al fratello

beni dellechiese di Reims posti nell'Aqtiitania. Scrissero alcuni, e lo ricordai a Pe.v-

Carlomano, per prevenire


piarono
le

disegni de'

malintenzionati. Di fa Iti quasi subito scop-

mire ambiziose del duca Boso-

na e altrove, che nella pace traCarlo il Calvo imperatori e re di Francia, e Bernur-

TOL
do conte di Tolosa, essi la sottoscrissero colla penna intinta nel Sangue di Ges
Cristo.
di

TOL
sala in sorte alla casa di

23
Tolosa
di loro fa-

miglia.

Primamente conviene

avvertire,

ne

non confondere questo Bernardo, come


II

fecero diversi moderni, con Bernardo

Raimondo li primogenito d'Odoquando successe nella contea gi ne porta vai titoli, comech dal padre associalo al governo. Tanto esso che il fratello
,

marchese di Gothia o Settimania, n con Bernardo conte d'Auvergnc figlio del duca di Settimania, quali erano contempoi

non presero mai parte alla congiura formata nel 922 contro Carlo III il Sempli' cere di Francia, n all'elezione di Roberto
I

ranei, e

si

trovarono

tutti e tre

nell'868

duca

di Francia.

Nel 923 Raimon-

alla dieta di Pitres presso

Pont de l'Arche nella diocesi di Rouen, convocata da Carlo il Calvo. Se realmente ci fu fatto, e se propriamente anche cou altri ebhe luogo rito si strano o come segu, si pu vedere
il

do II segnal il proprio valore contro i normanni in un fatto d'armi dato loro con Guglielmo II conte d'Auvergue che l'avea chiamato in suo aiuto. Mor Raimondo II poco dopo tale spedizione e fors'auche nell'azione, lasciando nel 923 succesil figlio Raimondo Pons III. Questi pure rest fedele a Carlo III il Semplice, e finch visse questo re non volle mai ri-

voi.

LXX1 V,
il

ve punto
racina,
ci

p. 26 e 27. Su questo graMondelli, poi vescovo di Ter-

sore

diede nelle sue Dissert. Eccle-

siastiche la Dissert.

VII Sopra

la de-

posizione e la scomunica di Pirro

mo-

conoscere Raul o Raolfo a re di Francia,

no udita, fatta e sottoscritta dal Pontefice

Teodoro

I. al

quale si attribuisce pu-

re di averlo praticato, e perci

venne con-

futato dal Mondelli,

il

quale a p.i

44

so 5

neppur dopo per lungo tempo. Questo avvenimento una dell'epoche principali del potere esteso che si attribuirono conti di Tolosa, da governatori divenendo soe
i

iunge:'>Cos
col

la

sottoscrizione di pace fat-

vrani assoluti e indipendenti del paese. Nel

Divin Sangue tra Carlo Cai vo,e Bernardo conledi Tolosa, dal solo Ariberto

92J Raimondo HI

sconfisse gli

ungheri

ch'erano entrati nella Provenza, e nel

g32

Odone

ci

viene riferita, e ne tacciono su

di ci gli altri autori tutti,

quantunque

riconobbe Raul a re di Francia,che dispose a suo favore del ducato d'Aquitania e


della contea particolare d'Auvergne: pe-

delle geste de' re e de'loro costumi ne ab-

biano minute e diligenti memorie". A Ber-

r dopo

Raimondo
qualific
il

nardo immediatamente successe il fratello Odone o Eude, che nell'878 un alla contea di Tolosa l'Albigese ed estese molto
la

Tolosa
nia.
la

si

III niuuo de'conti di mai per duca d'Aquita-

Mor verso
la

gio

egli successe nel-

coutea e uella pi parte de'suoi possetutela della

sua autorit nella provincia.

dimenti sotto

madre

il

figlio

settembre

gio

sottoscrisse la carta della

fondanone del celebre monastero di Citignyt data da Guglielmo il Pio duca d'Aquitaiiia e marchese di Gothia, col quale era intimamente legato. Mor assai vecchio verso
sa
il

Guglielmo III Tagliaferro, mentre il tello Pons Raimondo ebbe l'Albigese,


assassinato nel

fra-

e fu

989 dal figliastro. Nel 97 J Guglielmo 111 fece cou Raimondo III conte di Rouergue un trattato di divisione dei
cose
si

9, lasciando della sua spo-

possessi di famiglia, col quale ciascuno tra


le altre

Garsiude
si

figlia d'

d'Alby due
gardo, che

figli,

Ermeugardo coute Raimondo II ed ErmenTolosa


go-

riserv la

met

della con-

tea di Nimes,

da ereditarsi da'loro discenla

divisero la sua eredit e forlinee, cio de'conti di


I

denti

la

porzione di questa contea che

marono due
di-tono iu
i d

tocc al coute di Tolosa fu detta


di Saint-Gilles per trovarsi

coutea
ivi

e de'conti di R.ouergue.

due

fratelli
il

compresa

comune
di

I'

Albigese,

Quercy
pas-

l'abbazia di tal

nome

posta sul

Rodano.

marchesato

Gothia o Settimania,
il

clic dal

defuulo Guglielmo

Accra

Dalla moglie rsiodc da Chartres ebbe Rainioudo e Enrico, Costanza che spos

24
Roberto
terdetto
II re di

TOL
Francia (dopo
il

TOL
ripudio
inclesiastici, e

non solo impunemente,

ma

di Berta stia cugina,


il

per cui era stalo

regno, strepitoso avvenimento

che
te
III

toccai

anche

nel voi.

LXII,

p.

ed Ermengarde maritala a Roberto

216), configlia

d'Au vergile. Verso


spos
in

il

990 Guglielmo

anco in tranquillit di coscienza, come si vede dall'assegnazione fatta del vescovato d'Alby nel io3y stesso a sua moglie IVI ajore per suo vedovile. Egli dispose pure perdenarodel vescovato diPuy. Mor nel
1

seconde nozze

Emma

060

e fu sepolto
s.

come suo padre


tomba
di

nella

Rolbold conte di Provenza, la quale port nella casa di Tolosa ci che chiamossi in seguito marchesato di Provenza: dopo questo matrimonio egli form la sua residenza ordinaria in Provenza. Il condi
te

chiesa di

Sernin, in una

mar-

mo

bianco; e nelle contee di Tolosa, d'Al-

bigeois e di Quercy gli successe il figlio Guglielmo IV, principe virtuoso, che si

die principalmente a far fiorire ne'suoi stala religione. Nel 1079 nella guerra con Guglielmo VI conte di Poitiers lo sconfsse davanti Bordeaux; ma questi portatosi nel Tolosano saccheggi in ricambio il paese e ne prese la capitale, che fu
ti

Guglielmo

III,

come
la

tutti

grandi vase

salli

della corona,

nominava avescovati

abbazie poste sotto

sua giurisdizione,

non era scrupoloso sul modo , onde offri il vescovato di Cahors per ragguardevole somma. Sotto il suo governo successe un singoiar avvenimento a Tolosa. Era uso immemorabile di questa citt, che tutti gli anni il giorno di Pasqua si conducesse nella cattedrale un ebreo, a cui si dava una guanciata in ricambio di quella
riportala dai Salvatore presso
il

ma

lostoda

lui restituita.

Perduti da Gugliel-

mo m
IV

IV
la

tutti

suoi

figli

maschi, e mancanfratello

dogli

speranza d'averne, nel 1088 chiail

alla successione

detto di Saint-Gilles (perch

Raimondo la ma-

gran sa1

cerdote. Trovatosi in tal giorno del

002

dre gli avea ceduto la contea avuta pel suo vedovile), a cui rinunzi o vend la contea di Tolosa con tutti gli altri suoi
possedimenti a pregiudizio dell'unica
glia rimastagli,
fi-

a Tolosa Aimeri visconte di Rochechovart,

ebbe l'onore

di essere destinato a schiaf-

che maritata
il

al

duca d'A-

feggiare l'ebreo; za e violenza da


vello e
gli

ma

lo fece

con tanta forin aria


il

quitania, questi die

consenso per una

mandare

cer-

somma

d'indennizzo. Part poi nel

1092

occhi dello sciagurato che cad-

per Terra Santa, ove mor l'anno dopo.

de morto a'suoi piedi. In tal guisa un zelo cieco degenera sovente in barbarie. Fin suoi giorni Guglielmo III di go anni neho3y, lasciando del 2. suo matrimonio Pons che gli successe e Bertrando ch'ebbe in appannaggio porzione della Provenza. Pons eredit le contee di Tolosa, d'Albigese, diQuercy e di Saint-Gilles dal lato paterno, e dal materno una porzione della Provenza. Possedeva inoli ,

Le sue grandi
i

liberalit verso le chiese,

poveri e

gli

ospedali,
le

il

suo zelo per

la

riforma del clero e

altre sue virt, gli


il

fecero dare da alcuni autori

titolo di

Cristianissimo. Papa

Urbano

II gli scris-

se ringraziandolo della protezione

da

lui

accordata agli abbati di Rloissac e di Lezat, che ingiustamente voleansi cacciare


dalle loro sedi per sostituirne altri. Nella stessa lettera
il

Papa

gli

accord

il

per-

tre

come

feudi di sua giurisdizione

il

ve-

messo
la

di far costruire

un cimilerio

Todel-

scovato d'Alby e una parte di quello di

losa presso la chiesa di Nostra


i

Dama

Nimes, e a questi

titoli

univa quello pure questo deI

di conte palatino. L'origine di

Daurade per lui e suoi posteri, ordinando al vescovo di benedirlo. La sepoltura de'conti di Tolosa che sino allora era
stata a
la
s.

riv dall'essere slato

s.

Guglielmo

con-

te di palazzo de're d'Aquitania, e perci


i

Sernin, fu quindi trasferita al-

successoli lo furono ancora nella digni-

t.

Pons

fu avido usurpatore de'beni ec-

Daurade. Raimondo IV gi conle di Roucrgue, di Niuies, di Saint Gilles e di

TO L
Narl)ona,tina'liloIi della casa de'conti di

TOL
Narbona, ch'
sua (fimiil

25

compagnato da Elvira sua moglie, da un


loro
teil
fi

Tolosa quello di duca o

di

g io,

identico con quello di marchese di Golhia


di Settimania, passato nella

vescovo di

la

crociata.

Ademaro A vaiar de MonPuye legato pontificio per Valicate le Alpi entr in Lomda
la

glia

dopo

la

morte

di

Guglielmo

Pio

bardia, e pel Friuli e

Dalmazia giunfu"

duca ('Aquitania,e the posseduto per lunga pezza dalla linea cadetta di Rouergue,
fu riunito alla linea primogenita nella sua

se in Costantinopoli cogli altri capi ero-

cesignali.

Raimondo IV
la

quasi

il

solo

che non ebbe


alla

debolezza d'acconsentire
di rendergli antici-

persona e

in quella di al

mondo IV
ritato
glia di

suo fratello. Raisuo avvenimento nel 1088

proposizione fatta loro dall'imperaI,

tore greco Alessio

alla contea di Tolosa, eia gi stato

mafi-

due
gli

volte; nel
I

066

colla cugina

patamente omaggio de'paesi che andavano a conquistare. Bens giur di nulla intraprendere contro
nesse a'crociati
la vita

Bertrando
port
i

conte di Piovenza, la
cui

e l'onore del-

quale

suoi diritti sulla

quella contea,

ma da

Papa

s.

met di Grego-

l'imperatore, sempre per ch'egli mantele fitte

mezzo delle censure si separasse; e nel 1080 con Matilde figlia di Roggero conte di Sicilia, che and egli
rio VII voleva col
slesso a trovare in quell' isola; spos in

me

il

conte cogli
I

altri

promesse. Siccoavea promesso ad

Alessio

di dargli le piazze dell'

impero

che log!iessero agl'infedeli, e non veueudo effettuato, da ci derivarono le controversie tra

terze nozze nel


le d'

ioq4 Elvira

figlia

natura-

Alfonso VI re di Leon e Castiglia.

osservare

patti, e

Raimondo IV che voleva Boemondo dopo la


,

Nel 109 5 Raimondo IV marit il primogenito Dei traodo con Elena figlia del duca di Borgogna, ed invi ambasciatoli
concilio di Clermont, ove
al

presa d'Antiochia che questi ritenne per


se.

l'oriente per la causa

Mentre Raimondo IV combatteva nelcomune, molto si ristati d'occi-

Urbano

II

avea

sentirono di sua assenza negli


dente.

promulgato la guerra Crociata per liberare la Terra Santa dagl'infedeli, per dichiarare ch'egli e molti de'cavatieri suoi
vassalli

NelioQSGuglielmo
iuvase
il

il

Vecchio con-

te di Poitiers

il

Tolosano e ne prefiglia

se la capitale
de'diritti

mese
la

di luglio col pretesto

aveano presa

la croce.
il

Egli fu

il

che avea

moglie Filippa

l."de'principi a prenderla, ed

suo esem-

del conte

pio ne trascin seco lui molli altri;


ci che lo distinse tra tutti fu
lui fatto e
il

ma

voto da

Guglielmo IV. La nuova che di questo avvenimento giunse a Raimondo IV noi distolse dal suo proponimento, ma
continu nel servigio a cui erasi consacrato, occupandosi unicamente degl'interessi

adempiutoci non tornar pi


d'impiegare
i

alla patria e

rimanenti suoi

giorni nel combattere gl'in fedeli ad espia-

della crociata, in cui

si

distinse tanto
i

vantrocit-

zione desuoi peccati. Nel

ioq6 Urbano

II

taggiosamente

tra lutti

capi della spediil

onor
sa di

di

sua presenza Tolosa, reduce da

zione, ch'essi d'accordogli olfrirono

Tour* a
s.

Saiules,e consagr la celebre chie-

no

di

Gerusalemme dopoch questa

dicono nel 1097, ma non pare), che avea rifabbricala s. Raimondo canonico regolare del suo mona-

StHMa

(altri

t fu presa.

Ma

egli ricus

generosamenla

te tale onore,

non tanto per


la

sua decli-

nante et e per
chio,

perdita fatta d'un oc-

stero, e la dichiar

getta alla

s.

Sede; quindi

met

di luglio

immediatamente sogil Papa verso la pass a Maguelone. Da Tosul fine d'otto-

to e sull'indicazione

quanto per modestia. Pel suo rifiuda lui fitta, la coro-

na

losa part

Raimondo IV
1

fu conferita a Goffredo di Buglione, il quale mal corrispose a tale eroismo; giac-

bre di tal anno per Terra Santa alla testa d'un esercito di 00,000 uomini, composto di goti, d'aquilani e di provenzali, ac-

ch mentre Raimondo IV
nito nell' assalto di
torre di

erasi

impadrodella

Gerusalemme

David

e intendeva conservarla per

26
.se,

TOL
gli

TOL
nuovo
re di conliraio
i

fu intimato dal
lui.

io5

nel castello di

Mont-Pelarin

segnarla a

Ebbe

poi a provar altra

da

lui

costruito vicino a Tripoli, dispo-

inoi tificazione per parte di Goffredo


ia

dopo

battaglia il'Ascalona, vinta a'


gli

2 agosto

1099, quando

abitanti della citt al-

nendo in favore del nipoteGuglielnio contedi Cerdagne delle piazze da lui conquistate in Siria, cio Arcbes, Giblet eTortosa.
Il

tesa l'alta sua riputazione


sto d'arrendersi a lui,

ma

aveano pronoil re vi si opi

figlio

Alfonso condotto in Francia


signore di

neh 107, da Guglielmo


pellier,

Mont-

pose,amando piuttosto assediar la piazza, Gli and fallito il tentativo, n crociali poterono mai pi impadronirsi d'Ascalona. Non minor motivo di lagno die a Raimondol V, Boemondo, che dopo a ver conquistato Laodicea durante l'assediod'Autiocliin,

ebbe

la

contea di Rouergue. Rai-

inondo IV fu sotto ogni aspetto uno dei maggiori principi dell'et sua. Per la vasta estensione de'suoi

dominii potente, pore,

leva contendere co'pi grandi vassalli della

corona e collo slesso

il

cui

patronoeste-

Cavea rimessa all'imperatore grenel


1

nio privato era di gran lunga


so.

meno

co.

Boemondo

100

si

rec ad asse-

diar quella piazza e l'espugn malgrado gli


sforzi del

conte contro si ingiusta intrapreprocedere,lasci


la

Bertrando suo figlio, dichiarato conle di Tolosa nel 1096, spogliato nel 1098 da Guglielmo IX duca d'Aquilania, e fi-

sa. Disgustalo di lai

Pa-

festina e

si

rec a Costantinopoli, ove di-

molo
1

per oltre un anno, godendo del pi

nalmenle ristabilito nel 1 100, successe a suo padre neh io5. A di lui esempio sasuoi stati grifieando il proprio riposo e
i

aperto favore della corte imperiale. Nel

nel servire alla religione contro gl'infedeli ,

101 giunti pi di 200,000 crociati da


chiesero all'imperatore
I

intraprese
1

il

viaggio di Palestina nel

diverse regioni alle porte di Costantino[ioli,


li

un capo che
il

guidasse, e Alessio

die loro

conte di
di

marzo 109, e s'imbarc coll'unico figlio anni. La sua squadra composta di d' 4 vele con 100 cavalieri per vascello, fu
1 1

Tolosa con uno de'suoi generali


Zitas e

nome
un
Bosfo-

ingrossata per via da


vesi e pisani

go
si

legni tra

geuo-

5oo

lurcopoli o soldati nati da


il

che a

lui

unirono, ponen-

turco e da una greca. Tragittato


10 s'ingross
la

dosi sotto la sua protezione.


al

Approdato

loro truppa, per


il

la

con-

porto d'Amiroth presso Costantinopoli,


I

giunzione di quella ch'era sotto


lo di

cornati-

fu invitato da Alessio

a recarsi alla sua

Stefano conte

di llois e di altri siai

corte e ne part assai contento,

dopo aver

gnori;

ma

siffatta

moltitudine, ribelle

rinnovatoaqueU'ioiperatoreilgiuramenlo del padre.

propri capi, fu da'lurchi distrutta alla spieciolata. In

Giunto

al

porto d'Antiochia
prin-

una

sola battaglia seguita nel-

sbarc e fu visitato da Tancredi, che per


l'assente zio

l'agosto ne'deserti di Cappadocia ne perironoben 5o, 000. Raimondo V che neh


1

Boemondo reggeva quel


al

cipato.

Non

essendosi accordati, sia per la

l'azione avea fatto prodigi di valore, fugg a

parte d'Antiochia che spettava


sia

padre,

Costantinopoli^ ve prov amari

ri

ni-

per riprendere Mamistra consegnala

proveri dalfimperatore.Neh

i02imbar-

calosi per tornare in Siria, fu arrestato a

Tarso eimprigionaloda Tancredi suo nemico. Restituito


in libert

per l'istanze dei

dagli armeni a' greci, Bertrando part e approd finalmente al porto di Tortosa, allora del conte di Cerdagne cogli altri conquisti paterni fatti in oriente. Invano

principi che lo presero per capo, s'impa-

drou di Ortosia
Elvira
so
gli

Tortosa in Siria, e
i

si

la

Bertrando invit il parente a restituirgli sua eredit, poich Raimondo IValli

rec a far l'assedio di Tripoli. Nel

io3

l'usanza de' britanni a lui

avea

lasciali

partor un figlio, detto Alfon-

come pi atto
valore, ludi
di Tripoli,

a conservarci fruiti del

suo

Giordano perch battezzato nel fiume omonimo. Mor Raimondo IV a'28 fi-b-

si

rec a riprendere l'assedio

cominciato dal padre e couli-

TO

L
II,

TOL
come
poi narrer.

27

tanto dal conte di Cerdagne che poi l'avr abbandonato. Venuto in di lui soccorso Baldovino I redi Gerusalemme, ordin al conte e a Tancredi di raggiungerlo
e di riconciliarsi con Bertrando, e coopera-

Per rilevante di qui rimarcare, che il Papa vi condann l'eresiarca Pietro de Bruys, caposetta dei Petro-Brussiani {I .), poi bruciato in
Saint-Gilles;
te di
i

quali eretici infestando parsi

rono a renderlo padrone

di Tripoli,

che

Provenza,

avanzarono sino

To-

dopo

7 anni d'assedio o di blocco gli ai

losa,

ove

gii

errori furono propagati dal-

pr le porte a' io giugno i 09. Allora fu conosciuto conte di Tripoli e sue dipeli-

l'apostata Enrico, icui partigiani ehiatnarousi Enriciani, diversi per altro da'condannati nel concilio di Quedlmburgo. Di

denze,alle quali un

le

terre restituitegli

da

Cerdagne a mediazione del re. Serv poi questo monarca in diverse spedizioni , quando morte immatura gli tronc la vita
a'22 aprile 1
ni,
1

questi enriciaui di Tolosa, sebbene citati


altrove, non credei di faine articolo perch l'eremita o monaco di Tolosa Enrico come discepolo di Pietro de Bruys insegn gli stessi suoi errori, a'qua li aggiunse ch'era un burlarsi di Dio il cantar l'uffizio della

12, lasciando colla vedova


il

che l'avea seguito

figlio

Pons

di

4 an-

che succede soltanto

agli slati paterni

d'oriente e alla contea di Tripoli, ch'era

Chiesa. Enrico fu convinto nel-

uno de'4

principati eretti col da'princi-

la
1

pi cristiani. Ivi fiss la

sua dimora e tra-

smise questo possedimento a'suoi posteri,


lasciando in tal guisa godere ad Alfonso Giordano suo zio paterno la contea di Tolosa e gli altri stati d'occidente. Pons si
rese famigerato per
stina,
le

Linguadoca dipoi da s. Bernardo nel 4-7 onde gli scrittori della sua vita ne trattano. Queste dunque furono le prime
1

eresie

che serpeggiarono nel folosano,


di deplorabili e disastrose
la

le

qualisuccesse dall'altre che riferir, furo-

no cagione

con-

sue gesta in Pale-

seguenze per
losa.

contrada, e

la

causa predi

ma

nel

Z'j

tradito da'siri fu prelui

cipua della rovina de'posseuli conti


I

To-

so in un combattimento da
il

dato sotto

tolosani nel

ino

o sul principio

Mont-Pelarin

al

Damasco che

lo fece perire
1 I

capo della milizia di crudelmente.

del

12 1 si dichiararono per Alfonso che riguardavano quale legittimo principe ;


1

AlfonsoGiordano nel 1 2 successe al fratello Bertrando ne'ducati di Nat bona e di Tolosa, e nel marchesato di Provenza. Sedotto da' suoi istitutori (com'ebbe poscia a confessare), sugli esordi del suo governo, ristabil nell'abbazieda lui dipendenti gli

abbati cavalieri aboliti da'predecespregiudizio che


li

Sori, ujossi dal

dominaiNel
1

questi dovendo sostenere una guerra Provenza contro il conte di Barcellona alleato del duca d'Aquitania, nomin governatore di Tolosa in sua assenza Arnaldo di Levezan vescovo di Beziers, e tolosani capitanati da questo prelato assediarono nel 1 122 Guglielmo di .Moutmaurel nel castello Narbottese di Tolosa,
in
i

ma

va contro
losa

la disciplina

regolare.

ov'ei

comaudavaa nome

del duca, e lo co-

Alfonso fu spogliato della contea di Toliers e

strinsero a
in

da Guglielmo il T'ccchiu conte di Poiduca d' Aquila aia che per la 2/


,

sgombrare dalla piazza; indi corpo d'armata si recarono nel 1 23 a


1

liberare

il

conte Alfonso assediato in

O-

volta se n'impadron. Si ritir quindi in

Provenza, e impotente
competitore,
gli lasci

di far fronte al suo godere l'usurpazio-

range dal conte di Barcellona, e lo ricondussero in trionfoa Tolosa. Nel in!) Alfonso die termine.mediante divisione fatta a'
1

ne; ma Guglielmo dopo la morte della moglie Filippa avendo abbandonato Tolosa neh 1 19, tolosani scossero i! giogo del suo dominio, nel quale anno fu a foi

6 settembre,
la

alla

guerra vivissima
di

che avea per

contea di Provenza, con

Raimonda Berengario IH conte


cellona (celebre per
la

Bar-

saggezza del suo go-

iosa e presied al concilio

Papa

Calisto

verno, per piet, generatila, e gesta con-

'

a8
tro
i

TO
mori
li

L
),
il

TOL
quale
gli

di

Spagna

cede

che
si

gli

successe, e Alfonso

II.

Entrambi

la citt

ze, in
la

Beaucaire colle sue dipendenuno alla met d'Avignone e a quel-

qualificarono egualmente per conti di

Tolosa, duchi di Narbona e marchesi di

parte di Provenza che giace Ira rise-

Provenza, dignit che possederono in co-

ro eia

Duratine

il

castellodi Valpergue.

mune

cogli altri

loro domestici possedi-

Al conte di Barcellona fu data l'altra porzione d'Avignone, il ponte di Sorgues e tutta la parte della Provenza che rade il
Mediterraneo: inoltre
tro in
i

menti: pare per che

Raimondo Vsi

ri-

servasse l'autorit principale.

La sua or-

dinaria residenza fu a Tolosa nella parte

due

principi

si

fe-

occidentale de'suoi domimi, mentre Al-

cero reciprocamente eredi l'uno dell'al-

fonso

II

si

stabil nell'orientale e

ne'din-

mancanza di posterit. Con tal divisione dunque passarono ne'conti di Tolosa, col titolo di marchesato di Provenza, una gran partedelladioetsid'Avignone,
il

torni del

Rodano. Cos voleva


stati
essi
il

l'estensio-

ne de'loro
vano,

perch potessero reggerli


detto, oltre
i

pi facilmente, giacch

come ho

comprendedominio dii. le

di Francia fra la
to, la

contado Venaissiuo (jpiccolo paese Provenza e il Delfi nae


il

retto e utile di tulli


la

paesi rinchiusi nel-

provincia ecclesiastica di Tolosa,

Duranza
le

Rodano),

colle diocesi

contee particolari d'Albigese, di Quercye

di Carpenti-asso sua capitale, Cavaillon e

\aison,e

diocesi

trois-Chateaux, di
i

d'Orange,Saint-Paub Valenza e di Die. Nel


III

Rouergue, colla signoria feudale di Caril ducalo di Narbona; 3. le contee particolari di Linguadi

cassez e del Razes; 2.

i34 Raimondo Berengario


11,

s'impa-

doca, tra cui quelle di Narbona, di Nimes


e di Saint-Gilles; 4-
il marchesato di Provenza che dominava su tutta la regione

dron diNaibona per morte del visconte

Aymeri
la

ma

la restitu poi

neh 43
1

al-

sua primogenita Ermengarde.Nel 1 4mentre Alfonso era in Provenza reduce da un pellegrinaggio al santuario di Composlella, Luigi VII re di Francia entr ostilmente nella contea di Tolosa e ne asi

situata tra

il Rodano, l'Isero, l'Alpi e la Duranza. Nel 53 Raimondo V dichiar guerra a Raimondo Trencavel visconi 1

te di Carcassona, per aver riconosciuto a

pregiudizio di

lui la

signoria feudale del


in battaglia
1

sedi

la

capitale, pe' diritti che avea la

conte di Barcellona, e presolo


lo fece trar egli

moglie Eleonora qual nipote di Filippa; ma i tolosani gli opposero vigorosa resistenza, onde poi Alfonso testific ad essi la
sua gratitudine accordando loro parecchi
privilegi. t di

prigione a Tolosa. Nel

154

spos Costanza sorella del re Luigi

Vii, la quale

comech vedova d'Eustadi Stefa-

chio conte di Boulogne e figlio

Neh i44

Alfonso fond

la cit-

no

re d'Inghiltera, ch'era slato coronato


il

Moutauban; neh i46 prese

la cro-

re d'Inghilterra vivente
titolo di regina.

padre, port

il

cecon
zelai

altri principi nell'assemblea di

Ve-

sto
ta to

convocata da Luigi VII, e nell'ago147 s'imbarc sopra una flotta fatlui

i5g Enrico II d'Inghilterra ridomand a Raimondo


Nel
i

re

la

contea di Tolosa, sullo stesso principio,


l'u-

da
il

equipaggiare ove poi

fu costrui-

perquanto sembra, concili Luigi VII


vea rivendicata nel
i

porto d' Aigues-Mortes. Giunto a


vi
i

\.i

cio a dire in

Costantinopoli
la

pass l'inverno, e nel-

nome
te di

i48 approd al porto di Tolemaide e mor poco dopo neh' apriprimavera


veleno che
gli

della moglie Eleonora quale nipoGuglielmo IV conte di Tolosa dal

lato di sua

madre
il

Filippa, unica figlia di

le pel

die nella cena

la

pri-

quel principe,
prefer
il il
il

quale ad essa unica erede

ma sera che giunse a Cesarea, Melissende regina di Gerusalemme, onde fu il 4conte di Tolosa morto in Terra Santa. Lasci tra gli altri,

proprio fratello
il

Raimondo IV;
si

che avendo ricusato

conte,

accinse

re a farsi giustizia colla via dell'armi, ail

due

figli,

Uuimoudo

iulalo da diversi alleali, fra'quali

conte di

TOL
Barcellona e
il

%0
re di Pasquale
1
1

29

signorediMontpellier.Tutil

partito dell'antipapa Calisto IH, successo1.

to cedette innanzi

formidabile esercito
cui interessi
il

per rientrare sotto l'ubI

d'Enrico

II

sino alle porte di Tolosa fatta

bidienza d'Alessandro

Il.il

quale procur
Costanza. Ai

da

lui investire.

Luigi VII.

invano d'indurlo a 18 febbraio


1

ripigliarsi

aveano mutato d'aspetto

dopo

suo di-

vorzio con Eleonora, corse in aiuto di Rai-

mondo V

di lui vassallo e
si

cognato, ruppe

176 il conte con Alfonso II re d'Aragona cou gran seguito di signori si recarono all'isola di Gemica tra Beaucaire e Tarascona, e fecero
ne, colla quale

l'armata nemica e

trov in Tolosa pri-

una convenzioal

ma

che gl'inglesi avessero saputo ch'egli

Raimoudo V cede
sborso di

re

armavate fatta eseguire una di versionesulla Normandia, obblig il re d'Inghilterra ad abbandonar l'impresa, levando l'assedio di Tolosa, ma prese nel ritirarsi Ca-

suoi diritti sulla contea d'Arles o di Pro-

venza merc

lo

3oro marchi

d'argento. Questa riconciliazione fu cele-

brata con gran festa a Deaucaire,ovei pi


licchi
se. Il
si

con diversi castelli della contea di Tolosa, lasciando a Tommaso Becquet suo cancelliere la cura di continuar la guerra,
liors

distinsero con

folli

e rovinose spe-

cav. Bertrando R.ainibaud fece la1

vorale con 1 paia di bovi


stello

cortili del ca-

indi segui
la

la

pace. Ricominciata nel

64

perseininarvi 3o,ooosoldi. Gugliel-

guerra, ebbe termine con altra pace nel 1169. Intanto Raimondo V sedotto nel 1 165 dall'imperatore Federico I, persecutore della Chiesa e di Papa Alessandro

mo

pagnia

Grosde Mirici, che avea in sua com3oo cavalieri e ne avea 10,000 a


le

quella corte, fece cuocere tutte

vivan-

de

colla

vampa
di

di

candele e torcie. Raifece

III,

per seguire lo scismatico partito delIII,

mondo
li.

Venoul per ostentazione

l'antipapa Pasquale

ordin a

tutti gli

bruciar pubblicamente 3o de'suoi cavaldi

ecclesiastici di riconoscerlo

o altrimenti di
III

uscire da' suoi

stati.

Alessandro

dopo

La prodigalit pi. lodevole fu quella Raimoudo d'Agout, il quale ricevuti


soldi dal conte di Tolosa,
li

avere inutilmente tentato di riguadagnarlo, gett l'iutei

100,000

di-

detto sulle sue terre, la cui

stribu in parte eguali a


resia degli

100

cavalieri. L'e-

grave pena ecclesiastica sussisteva ancora

neh i68,come prova


zo di quel

la lettera

de' in

marli

Papa

a'tolosani, colla quale

Albigcsi(''.) col favore delle guerre pressoch continue sostenute sino allora dal conte di Tolosa, erasi di molto
estesa ne' suoi stati. Seguendo gli errori c Manichei e Valdesi (/'"), con un ammasso pernicioso di quelli d'altre riprovevoli sette,furono scoperti inTolosa, donde cacciali si ricoverarono in Alby enei suo territorio, cui abitanti chiamandosi
i

assolse a istanza del redi Francia

che non

avea presa parte alloscisma. Raimoudo trattava assai male la sua sposa Costanza,
la

quale stanca del suo procedere


ueli
il

lo

ab-

bandon

i6j

e
la

si

ritir alla corte del


1 1

re fratello:

conte

ripudi nel

66 per

sposare Richilde vedova del conledi Provenza. Tanto


il

albigesi, e nella pi parte restandone infetti, l'empia setta fu cos denominata e condannata nel concilio d'Alby del 176,
1

divorzio, che le

nuove noz-

ze furono appio va teda d'antipapa Pasquale III, di cui

Nel 1173 il terra, il quale


la

continuava a seguir le parti. conte si pacific col re d'Inghilgli

alla presenza di

Raimondo V,
chiam pi
i

e lo notai

pure nel

voi. Ili,
111 vi

p.162. lu detto concilio


sapieuti tra

guarent

la

propriet del-

Alessandro

contea di Tolosa, a condizione di rico-

gli eresia rchi a


le

veuiradesporreedifendere

uusceilo,

come duca
a

d'Aquitania, per suo


la

loro dottrine, ed essi l'esposero alia pre-

signore feudale, salva pei


lui

fedelt

da

senza di molli baroni che

dovuta

Luigi VII redi Francia:

ma
il

questo vassallaggio non ebhe lunga durata.

Kcln 74 Raimoudo V abbandon

gli accompagna* bench fissero chiarite erronee e condannate da'vescovi e dagli alti ecclesiastici pieseuli, non lasciarono per que-

vano;

ma

3o
slo di vantarsi

TO L
d'aver
essi soli la

T OL
chiave
li-

vere

il

pericolo che alla Chiesa sovrastava;

del vero,
ti

mentre erano

del tutto

imbe\

dell'empia eresia.

Raimondo
scrisse nel

deside-

rando d'estinguerla,
i

settembre
di
al

egualmente infruttuosa fu la lega di parecchi baroni con un vescovo, al fine di opporsi vigorosamente a tanti fatali errori.

177

al

capitolo generale de' Ci s lercie usi

Divisala vasta regione in piccole e grani

(inchiedendo missionari capaci


dale
il

secon-

di signorie,

settari

trovavano facilmente
algli stati

suo zelo. Alessandro HI,


cardinal Pietro vescovo di
il

quale
le-

nitilu,protezionee talvolta aderimento


le

pure
gato

erasi rivolto, spedi sul


il

luogo per

loro dottrine fallaci, tranne


1

del

Meaux,

conte di Montpellier. Nel

182 Raimondo

forse della famiglia Dandini,


sociatisi que'prelati

quale as-

V,a

istanza del re d'Inghilterra, port soc-

grafia, in principio

che nominai nella biooper con buon succespopoli sedotti delTo-

corsi in Aquilania al
figlio

duca Riccardo suo

contro

suoi vassalli ribellati;

ma
mo-

so a far discredere

l'anno dopo disgustatosi collo stesso

losanoe dell'Albigese.
losa
si,
il

Ma comparsi in Toagli

narca, die aiuto all'altro suo figlio Enrico

cardinale e l'abbate de'cistercienla

perch

per

propensione degli abitanti

eretici,
sulti,

vennero accolti con motteggi e inanche pubblicamente. L'eresia quindi, anzich diminuire, crebbe sfrontatamente, e vieppi si rese infesta acattolici loro capi la predicavano e alla Chiesa tutti i iti pubblico e ponevano in opera
: i

186 guer1 188 collegossi con diversi signori aquilani, onde il duca entrato furiosamente nel Quercy
gli

facesse guerra. Nel

reggi contro Riccardo, e nel

ridusse

il

conte

agli

estremi,
,

il

quale

ri-

voltosi al re di

Francia
al

questi dichiar

guerra
alcune

al

duca e

re suo padre.

Dopo

modi per fare proseliti, quali a loro si davano trascinati dalla potenza d'una nuoi

Riccardo si riconcili col re di Francia, rimase padrone del Querostilit


il conte non glielo sordamente gl'istig contro tolosani, onde il conte occupato in reprimerli lasci il duca in possesso del suo conquisto. Divenuto Riccardo re d'Inghilterra, essendo assente e infermo il siniscalco di Gn Jenna (che comprese quasi tutta l'Ai

cy, e per impedire che


ritogliesse,

va dottrina, che lasciava sbrigliate

le

loro

passioni, e dall'avversione loro verso la

Chiesa che l'infrenava. Alessandro

III in-

darno commise
il

al

celebre Alano di Lilla,


scri-

pi dotto scrittore de'suoi tempi, di


a l'imbrandire le
e

vere contro di loro. Costretto poco dopo

Raimondo V
tro
il

armi con-

quitania, poi divisa ne'ducali di Gujeiiua


e
il

re

d'Aragona

contro Riccardo duprofittarono di

ca d'Aquitania,

gli eretici

Guascogna, ili.diqua dalla Carotina, 2. di l da tal fiume), il conte formata


il
il

quelle turbolenze per spargere di


i

nuovo
fulmi-

lega con parecchi signori del paese, die

loro errori, per cui


di

il

cardinale

li

guasto alla Guascogna; guarito


co

siniscal-

n con sentenza

scomunica. Indi nel

piomb

alla

sua volta sulla contea di

1179 Alessandro III nel concilio generale di Lolerano ///condann formalmentegli eretici albigesi,

Tolosa, avanzandosi sino alle porte della


capitale.

Mori Raimondo V
i

nel

ig4, do-

che poi

si

divisero in

Catari, Gazavi, Palariui e Pubblicani

po aver aumentalo suoidominiicolla viscontea di Nimes, lasciando di Costanza


3
/
figli

(T

.)

Papa Lucio
il il

111

invano spedi a Tori-

una

figlia, cio
gli

Raimondo VI
i

il

losa

cardinal b. Enrico, che neavea

ecchto che

successe in tutti

suoi pos-

cusato

vescovato, con una scorta d'ar-

sedimenti, Balduino, Alberico Tagliaferro che spos Beatrice Delfina di Vienna,

mati per ottener colla forza quel che non


si

poten ottener colle parole; invano conegli

per cui

si

qualific conte di
di

Viennese e
di

voc

nuove assemblee

perali e spirituali
i

temdel paese; nulla poteva


di signori

d'Albon,e Adelaide moglie


conte di Carcassona.

La corte
fra le

Roggero li Raimon-

arrestare progressi dell'eresia, n rimuo-

do V pass per una

pi splendide

TOL
d'Europa; bellissime dame, briosi cavalierini trovatori
(de'fjitali riparlai

TOL
mai
le
il

principal ricetto dell'eiesia, poich


la citt

aTEATRo)

grandi franchigie che godeva


gli

pi

10 celebravano, facendosi di tulio l'anno

contribuivano n render

abitanti
Il

meno
conte

una
i

festa

continua. Sebbene egli pose ogni


gli eretici

ubbidienti a'decreti della Chiesa.

cura e severit contro na che


figlio pass

chiam

poidavaili. esempio d'irriverenza verso


il

cisterciensi per convertirli, vide


il

giovinezza in

con pegran parte di sua loro compagnia, onde nedi-

vescovo Foulques o Folco,


visitar

si

poca

si-

curt concedendogli, che ogni volta che

avea da
a

parrocchie era necessitato


al

venne costante protettore, regalando 100 mai chi d'argento a quel cavaliere che apostatava, per meglio propagare
la setta.

domandar una guardia

signore del

Iuogo,e dimorava nell'episcopiocomeuna


citt

nemica. Altri protettori d'eretici e-

Raimondo VI
l'et di

a'6 gennaio

ig5 prese

possesso della citt e contea di Tolosa, nel-

rano Raimondo Ruggiero visconte di Reziers e signore di Carcassona; Gastone VI


visconte di Rearn; Rernardo

38

anni. Egli era gi stato mari-

lVcoutedi
di

tato 3 volle: con

Ermessiude erede della


,

Commi nges nemico


rans;

de vescovi

ConseFoix,

contea di Melgueil
ziers
figlia

con Beatrice

di Re-

Raimondo Ruggiero conte

di

che ripudi per sposare Borgogna d'Amami o Amalrico re di Cipro,


l'a-

giurato nemico d'ogni difensordclla Chiesa ,e collegato


losa;

operosissimo del con te d To-

alla

quale fece lo stesso affronto. Egli

finalmente Geroldo

IV

conte d'Ar-

vea rapita a Marsiglia, ov'era stata condotta per passare in Fiandra a sposare il conte Baldovino IX. Duiava ancora la guerra dichiarata al padre da Riccardore
d'Inghilterra,)! qualesi pacific nel
i

magnaCjche

dal padre avea ereditato l'o-

dio contro l'arcivescovo d'Auch, spoglialoredelle chiese e confiscatole desimi beni.

L'eresia trov pure patrocinio in Ber-

ig6
il

linghieri arcivescovo di

Narbona

e vesco-

per avere rinunziato


ni sulla

alle

sue pretensio-

vo
a

di

Lerida, bastardo del conte di Rar-

contea di Tolosa e restituito


di pi
il

cellona; indegno pastore, solo intento

ad

Queicy;
la sorella

re die al conte in isposa


di

m massai

tesori,e a coni
la

mettere enormez-

Giovanna vedova
i

Guglielmo
si

ze simoniache. Inoltre
l'eresia

propagazionedelalla

11

re di Sicilia, assegnandole in dote l'A-

debbesi pure attribuire


distese; al dispregio
gli ecclesiastici,

volu-

genese. Kel
col

198 Raimondo VI
li

colleg

bile

natura degli abitanti di que'p<iesi,ove


si

cognato, contro Filippo

re di Francia; perde la moglie

Angusto Giovanna
fece

qual idra

de'grandi

inche tenevano

agognandi

e poi spos Eleonora sorella di Pietro II


re

done

le

ricchezze; alla folla de'trovatori,


le corti di

d'Aragona,

col

quale nel

204

un
.

che frequentando

Provenza,
i

trattato.,

cio ricev le viscontee di Mil-

castello in castello rallegrando


le

signori e

haud e Gevaudau in cauzione di 3ooo marchi d'argento. In principio del regno Raimondo VI dissimul la sua grande inclinazione all'eresia,

brigate con narrare scandalose novelle

sui vescovi,sui frati. sulle

monache,e scher-

zando

sulle cose sagre; ed in generale la

ne
di

alla

ma la sua divozioChiesa fu sempre dubbiosissima; le


commesse
a

vita licenziosa d'alcuni ecclesiastici, la tra-

scuranza degli

uffizi divini, la
si

noncuran-

violenze
s.

danno dell'abbazia
la

za delle chiese che

lasciavano cadere e

Gilies o Egidio,

prigionia fatta pa-

poi convertite in fortezze. Continua va a fire rapidi e lagrimevoli progressi in Lin-

tire

all'abbate di
lui la

Montaubau, provocascomunica
di Celestino
III.

rono su di III, da cui


porre

guadoca

l'eresia degli albigesi, a

malgra*.)

fu assolto poi

da Inoocenzo

do

lo zelode'missionari ch'eransi recati a

Egli prezzolava cerretani e buffoni,


in derisione
i

per

combatterli.

Papa Innocenzo IH[l

di

preti
lui

mentre

uflzia-

allo intendimento, per riparare alle fu-

vano. Tolosa sotto di

era divenuta or-

neste conseguenze di tanto male, prese

il

32
dine

TO L
eli

TOL
no, replicando pi volte queste parole di
piet e di pazienza eroica. Cos trafitto,

partito d'inviar legati sui luoghi con or-

reclamare

il

braccio secolare, per

sk-rminar coloro che non potessero colla persuasione ricondursi alla vera fede, e
se
i

dimentic l'acerbit della


ranza delle cose
tra divote e

ferita

per

la

spe-

celesti; ordinate le cose

signori ricusassero

il

soccorso della
Il

della pace e della fede a'suoi

spada, dovessero scomunicarsi.

conte
cred

continue orazioni

compagni, si addor,

Raimondo YI, infetto d'eresia


ciullojSi

sino da fansi

ment

nel Signore coronalo del martirio.

oppose a lalespedieii(e,n

In molti luoghi lo celebrai, fra'quali nel

in obbligo di contribuire in certo

modo

vol.XXXVl,
culto, ed

quasi alla distruzione di partede'suoi sudditi,

p. 43, dicendo pure del suo avvertendo che non devesi cons.
} l ictro( 'V.) martiredell'in-

perch non rinunciavano all'errore.

fondere con

Nondimeno le minacce de'pontificii legali Rauleo Rodolfo, e s. Pietro diCastelnau o


Castelnuovo abbate cisterciense
a promettere con
di

quisizione e domenicano;

ma

ad onta di

questo, ora mi avvidi che nel voi.

XVI,

p.

Monte1

221, colonna
stainpa,dopo

i.*,

essendosi sturbata

la

freddo oFontefredda, l'indussero nel

2o5

la linea

3 5, precisamente dotritr
s.

giuramento di cacciare da Tolosa e da'suoi domimi, pel mantenimento della purit della fede,gli eretici e pei vicaci, onde evitare funestissime conseguenze politiche e religiose. L'infaticabile
Pietro di Castelnau trasferitosi
i

po

la

parola apostolico, fu ommesso:


1

cidato nel

208

diverso da

Pietro da

Verona domenicano,anch'esso dipoi martirizzato


to,

(non per nel


11

25 come ivi
1

det-

ma

nel 1252).

sagro suo corpo fu

al di l

del

deposto nel chiostro dell'abbazia di Saint-

Rodano per riconciliare discordi del paese, riusc nel 1207 a far tra essi concludere un trattato
ra di unire
ci;
il

di pace, e ci colla

mi-

dopo lungo tempo fu trovato incorrotto, e dal suo corpo usc mirabile fragranza. Indi fu ogGilles; trasportato in chiesa

le

loro forze contro gli eretifu recato a

getto della tenera divozione de'fedeli, co-

ma quando

Raimondo VI

me

quello che avea predetto

non poter non saauguran-

trattalo, quale pertinace protettoredeb

trionfare la causa di Cristo nella contrada, finch

l'eresia, di

no

di vizi e

costumi e azioni indegne, piebestemmiatore, ricus all'alto


Il

uno

de'suoi predicatori

grificasse la vita per la sua fede,

di sottoscriverlo.

verlo inutilmente
le

zelante legato dopo aammonitogli minacci


la 2.

dosi d'esser egli


tore.

la

[.'vittima del persecule

Ma neh 562

sue reliquie furono

censure ecclesiastiche, e poi per


il

scomunic; quindi vemente gli scrisse, perch


volta lo
tesse;
il

Papa grasottometla

si

conte

lo finse e

firm

conven-

preda fiamme. Deve notarsi, che Innocenzo III non solo a'eisterciensi, ma anche a s. Domenico e a'frati Predicatori (/^.) da
da'fanatici eretici ugonotti date in
alle
lui istituiti affid la

zione. Volendosi poi vendicare di Pietro,

predicazione per
il

la

ne ordin a tradimento l'uccisione. A' 16 gennaio 1208 mentre Pietro dopo a ver celebralo la messa era per imbarcarsi sul Rodano, fu assassinato crudelmente d'ordine di Raimondo Yl da due suoi vassalli
sconosciuti colla lancia tra le coste (e l'uccisore ripar poi a Beaucaire per togliere al suo signore
e per sgravarlo
plicit).
la

conversione degli

eretici;

Papa
s.

in

To-

losa istitu ih. tribunale della

Inani-

zione (P-), vale a dire meglio e formal-

mente
ed
e che

stabil la preesistente inquisizione,

ivi dissi
s.

chi furono

primi inquisitori,

Domenicofu un portento cogl'in-

possibilit di punirlo,

Rivolto Pietro

da ogni sospetto dicomlo sguardo al si-

onde convertirli, essendo coveramente inquisitore, il che rimarcai ancora nel voi. XVI,p. 22 r. Udita Innocenzo 111 la barbara uccisiofelici albigesi

sa contesa se fu

cario,

gli disse:

imitando Ges Cristo e s. Stefano, Dio li perdoni, che io li perdo*

ne

di

s.

Pietro di Castelnuovo, adirato di

giusto sdeguo per tale delitto, scrisse lei-

TO
l>nroni della

L
stimava
le

TO
di rendersi per

33

fere pressa n li ssi me a'vescovi, n'conti e a'

contrada e Francia meridio-

nella

sempre ricordevomemoria degli uomini morendo


la

prender l'armi contro l'eretico e crudele Raimondo VI, a nuovamentescomunicarlo, e ad impadronirsi


nale, esortandoli a

nella spedizione.! novelli croecsignati por-

tavano

croce rossa sul petto, per distin-

de'suoi stati;
a fecondar a

gli

esorl alla predicazione,

con essa le sementi della fede, scomunicar eziandio tutti complici deli

Terra Santa che l'aveano sulla spalla, e moltissimi oltre le armi portavano un bordone a significare che quella spedizione era un pellegrinaggio saguersi da quelli di

l'assassinio, a

por l'interdetto in

tutti
i

luo-

gro, gloriandosi di rendere questo servigio alla fede cattolica.

ghi ove

si

trovassero, a sciogliere

sudditi

giuramento d' ubbidienza verso di lui; chiunque professasse la cattolica religione, poter non solo perseguitar la persona sua, ma eziandio impadrodel conte dal
nirsi delle

fu istituita in Tolosa

Qui noter che poi una milizia cristia-

na o ordiue equestre per la difesa della fede cattolica, sotto l'invocazione di s. PietroMartire.di.<:.

Domenico e di Ges

Cri-

sue terre, tanto pi


a

di

purgarle dall'eresia. Che se

uopo nondimeall'

sto (T
i

r
.)>
il

quale in seguito vari secon-

dar soddisfazione.dovessero eglino. per prima prova del suo pentimento, esiger la cacciata
degli eretici da'suoi stati.

no Raimondo VI consentisse

do luoghi nell'insegne e nel nome. Verso il tempo stesso il Papa mand istruzioni
a'nuovi legati da
del martirizzato
lui eletti in sostituzione
s.

Pietro di Castelnuovo.

Del medesimo

Erano

essi

vescovi di Riez,di Conserans,


si

tenore Innocenzo
cia Filippo II

III scrisse al re di FranAugusto, perch sorgesse

e l'abbate de' cisterciensi, a' quali

uni

qual soldato di Cristo e principe


re con poderosa

cristia-

Tedisioo Teodisio canonico di Genova, e Milone protonotaro apostolico col titolo


di legato a Intere. Questi nel 1209 cit Raimondo VI al suo tribunale e consiglio

nissimo in aiuto della Chiesa a combatte-

mano

contro

gli eretici

peiori ancora de'saraceui. Il eh. Ilurterche nella bella Storia d' LinocenzoIII, fa pur quella degli albigesi del suo tempo
(ed io nella biografia di quel

in

Valenza, ove per timore della crociata


lui

contro di

promulgata, accett
s.

le

con-

dizioni impostegli

dal prelato, per otte-

Papa

in pi.

nere l'assoluzione della mortedi


e de'suoi reali,
s.

Pietro
alla

luoghi lumeggiai quanto energicamente


fece per estirparli, cio nel voi.

dando per malleveria

XXXV,

Sede 8

castelli,

3 de'quali erano del conscal-

e segnatamente a p. 273, ij5, 277, 280, 285, oltre gli altri luoghi qui citati ), e

tado Venaissino. Tratto a Saint-Gilles, fu

obbligato

a'

18 giugno presentarsi

quanto alla
cia, dice

lettera del
il

Papa

al

redi Fran-

zo e con calzoni di tela nel vestibolo della


chiesa davanti

eh e noto

giudizio recato su di

essa,

non tanto nota all'incontro l'opera del tollerante Beza ginevrino intitolata: De haereticis a magslra tu civilipuniendis. Cosi pure, egli aggiunge, igno-

ma

un altare portatile o v'era Sagramento, la ss. Croce, le reliquie de'santiegli Evangeli. Miloneseesposto
il ss.

guito da 3 arcivescovi eiq vescovi, std cor-

po

di Cristo e sulle reliquie de' santi gli


il giuramento d'ubbidire Papa e de'legati sui 5 ar1

rasi

da 'pia che Calvino suo maestro, nel

fece rinnovare
agli ordini del
ticoli

suo libro contro Servet, stabilisce questa tesi: Jure gladii eoerecndos esse haereDi pi Innocenzo HI fece bandir la
.

che

gli

aveano

tratta

addosso la sco-

crociata contro

gli eretici albigesi;

perci

gran numero di signori e altri fedeli si consagrarono a tale spedizione e guerra di religione, anche per le indulgenze, privilegi ed esenzioni loro accordate. Ognuno
voi. LXXVII.

munica. Poscia il legato postagli al collo una stola l'introdusse nella chiesa percuotendolo sulle spalle nudate con verghe, indi gli die l'assoluzione in mezzo a una folla immensa di popolo. Per cui mezzo nudo dov passare innanzi al sepolcro di

34
s.

TO

L
fi

TOL
fare riverenza a

Pietro, e fu costretto

cavalierea cui confidare il reggimento del

colui

dello stesso

morto che avea odiato vivo. A' 22 mese il conte temendo d'essi

paese conquistato, e rivoltosi

al

duca
s.

di

Borgogna,e a'eonti
tutti

di

Nivers e di

Paul,

sere oppresso da'erociati, che

avanza-

vano ardenti d'entusiasmo religioso, prese


egli slesso la

croce e

si

un seco loro per

si rifiutarono; allora Arnaldo indusMonfort ad accettare l'offerta virtute obedicntiac,e trov pronto aggradimento,

se

far

guerra

agli ostinati eretici alhigesi suoi


il

per cui fu gridatocontedi Beziersdi Carcassona, ed Innocenzo


nio supremo.
III
i

sudditi. Intanto

legato di Francia car-

gliene die l'indiritti di

dinal Bicchieri rivolse le sue cure agli albigesi, al

vestitura, serbando a se

domila

ravvedimento cle'quali si applic con 7 ahhati e 5 monaci cisterciensi, uomini lutti per santit e dottrina chiarissimi; ma non giovando u la dolcezza, n la mansuetudine, n le soavi maniere, raccogliere si determin il cardinale di

Raimondo VI dopo
di

con-

quista di Carcassona lasci l'esercito crociato, e


legarsi
le

desiderando
di

strettamente col-

con Simone

Monfort, patteggi

un

esercito di crociati sotto

l'

insegne del

prode conte Simone di Monfort, e nel declinar di luglio espugnata Bezieis, disfece l'esercito eretico colla strage di 1 2,000
alhigesi,

figlia con un figlio poco dopo d'essersi restituito a Tolosa, legati Arnaldo e Milone favorendo giustamente il conte di Monfort, il cori

nozze della propria

di lui.

Ma
i

te di

Tolosa

si

vide escluso dalla propria


il

capitale, e ottenuto poi trarvi gli fu


i

permesso d'entutti
si

per

la

quale insigne vittoria

ri-

imposto

di

consegnare

mase

la

fazione eretica notabilmente in-

tolosani sospetti d'eresia. Egli

ricus,

debolita. Altri dissero che nella presa d'assallo di Bezieis

protestando ohe sarebbe andato in


a lagnarsi col

Roma

furono passati a fil di spada 10,000 nemici; altri con enorme esagerazione dissero massacrale 3o,ooo persone. Nel seguente agosto
i

Papa

di tali ingiuste vessa-

zioni, e ricorso al re di

Francia e all'imi

peratore. Del suo avviso furono


e diversi signori, e

tolosani

crociati

dopo

dopo aver

fatto testasi

di essersi impadroniti di Carcassona e di

mento

a'

20 settembre Raimondo VI

100

altre piazze, invocato

Spirito santo, scelsero a

lume dello capo supremo Siil il

rec a Parigi per depositarlo negli archivi


di S.Dionigi; indi part per

Roma

accom-

mone

di

Monfort, atteso

rifiuto del

le-

pagnato du'deputati della

citt

diTolosa,

gato abbate de'cislerciensi Arnaldo, e dicesi ancora del duca di Borgogna Ottone, e de'conli di Nivers Pietro de Cour-

da
lui

altri

personaggi distinti che fecero con


citati

causa comune. Quindi vennero


i

dall'abbate cisterciense consoli e abitanti


di

tenay,e di
cia;

ma

il

s. Paul cugino del re di Frantuono imperioso che quel ge-

e poi
alla

Tolosa a scolparsi dell'accusa d'eresia, li scomunic, sottomettendo la citt

nerale prese col conte di Tolosa, e l'ambizione che trapelava nella sua condotta,

pena dell'interdetto. Intanto Simone


gli

di

Monfort, continuando contro

ere-

secondo alcuni, non tardarono a inimica rlocon Raimondo VI. Non pareche quan-

tici le

sue spedizioni, prese Mirepoix prin-

cipale rifugio degli eretici, Paraiers, Al-

do

il

conte di Monfort fu eletto generai

bye

altri luoghi.

Innocenzo

III lo felicit
il

lissimo de'crocesignatij

nominati non ache


sia

de'suoi conquisti, e gliene conferm


sesso con lettera dell'i
1

pos-

vessero voluto accettare, tranne l'abbate


cisterciense Arnaldo.

novembre. Giunse
declinar di genall'udienza del

Temo

con-

Roma Raimondo VI sul


ammesso

fuso l'avvenuto alla presa di Carcassona,


nella quale

naio 12 io, e fu

valore,

Monfort fece prodigi di come sempre. Espugnata la citt,


il
i

Papa, che assicuratosi del suo pentimento gli die l'assoluzione, e lo regal d'un ricco manto e d'un prezioso anello. Da Ro-

l'abbate cisterciense, convocati

capi del-

l'esercito, gl'invito a eleggere fra loro

un

ma

pass alla corte dell'imperatore Ot-

TO
l'

TO

35

Ione IV, gi divenuto ingratamente ne-

zione, fu scomunicato, e la sentenza venne

mico della s. Sede che l'avea innalzato alimpero, per implorare il suo soccorso contro le vessazioni del contedi Monfort; ritornato poi a Tolosa, restituita algrembo della Chiesa, per concorrere alla guerra contro gli eretici
,

confermata da InuocenzoIH, ilquale non bene informato ordin a'Iegati d'impossessarsi della contea di Melgueil appartenente a
s.

Pietro, e di custodirla fino a

nuovo ordine; poich


nit che la santa

pe'dintli di sovra-

indi pass a ritroil

var l'abbate de' cisterciensi e

generale

Sede avea sulla contea, gi ne avea ricevuto omaggio dallo stesso

de'crociati, notific lorogli ordini del lJ a

Raimondo VI,

e poi

il

vescovo di

Ma-

pa per essere ammesso a


delitti a lui

giustificarsi de'
le

imputali. Malgrado

sue

sol-

guelone pag per tal contado l'annuo censo di 20 marchi alla romana chiesa. Allora
il

ed essendo divenuto peggio di prima, dal vescovo di Riez e da maestro


lecitudini,

conte di Tolosa vedendosi attacsi Il

cato da'erociati,
istato di difesa.

pose co'confederati iu

Teodisio principalmente,

severamente

non
tosi

si

volle permettergli di giustificarsi


il

Monfort dopo essersi impadronilo delle principali piazzeappartenenti a

presso

concilio di
la

s.

Gilles (/> .) tenuPie-

Raimondo Rosero
,

visconte di

verso

fine di

settembre, intorno
s.

Beziers e di Carcassona
tore degli eretici,

principale fau-

all'accusa d'eresia e d'omicidio di


tro diCastelnuovo,

come il
al

tutto provato,

dopo aver terminato il memorando assedio di Lavaur nell'Albigese, nido di eretici, colla presa della for-

se

prima non ubbidiva


gli eretici

Papa

nel cac-

ciare
il

e nel togliere le gabelle;

tissima piazza e la strage degli abitanti,


rivolse le sue

perch

fu di

nuovo scomunicato,

seu-

anni contro Raimondo VI,

tenza confermata nella conferenza di Nar-

essendo d'intelligenza col zelantee ottimo vescovo di Tolosa Foulques. Questi avea

bona. La guerra venne sempre pi acquistando fierezza e crudelt, com' solito


di somiglianti discordie, in cui te
si

combat-

da qualche tempo, per opporsi all'eresia, formato nella citt una confraternita crociata colle ordinarie indulgenze, col no-

uomo contr'uomo
i

in

ogni luogo. Frat-

tanto
in

crociati

progredendo ne'conquisti

me

di

confraternita bianca. La borgata


dagli eretici
vi
gli oppose la conebbero tra esse san-

Linguadoca sui vassalli di Raimondo VI, questi temendo pe'suoi possedimenti,


per rafforzare
al
i

dominata

fraternita nera, e
a

suoi legami con Pietro

II

guinosi combattimenti.

Avendo
il

il

vesco-

re d'Aragona di lui cognato, die in isposa

vo ordinato a a
1 1

ci

marciare all'assedio
conte,
il

suo primogenito Raimondo


Sancia sorella del
re.

di soli

di

Lavaur,

vi si

oppose

ma non
vescovo

inni,

Questo matri-

fu ubbidito. Dipoi trovandosi

monio diede ombra al conte di Monfort, dovendo sua figlia sposare il figlio del re d'Aragona, allorch fosse giunto all'et
pubere.
11

imbarazzato per far la sua ordinazione nel sabbato santo, poich legati aveano poi

sto l'interdetto a tutti

luoghi in cui

si

rancore che covava

Raimondo

trovasse

Raimondo VI scomunicato,manuna pas-

VI

contro Simone finalmente scoppi nel-

a pregarlo d'uscire in giorno assegnato

l'uscirdelia io, con adunare vari nemici dell'emulo per impadronirsi di lui; onde

dalla citt sotto pretesto di far

seggiata.

Il

conte prendendo questa pre-

quest'ultimo avvisatone l'accus poi d'avergli insidiato la vita.


1

ghiera per un insulto, gl'intimo eh' egli


stesso uscisse
ti,

legali d'intellir
1

immediatamente da'suoi

sta

genza con Monfort adunarono nel 1 in Arles un concilio, a cui furono chiamati con invito il re e con citazioneilconte. Raii

al

che

il
il

prelato rispose:

Non

fu gi

altrimenti

conte che m'abbia fatto vesecondo


le leggi eo:le

scovo. Io
siastiche,
di lui

fui eletto

mondo VI

per ricusare di sottoscrivere


la

le

dure coudizioni volute per

sua

assolti-

non intruso per violenza n per autorit, e quindi uon uscir mai

3G
a

TOL.
di lui".

TOL
il

motivo

Fou'lqnes attese

conte

filosamente moderato.Non dee recare perci meraviglia se

nella sua capitale per 3 settimane, poi


usc volontario

ne

Raimondo VII,

per

le

con giusto risentimento.


di

violenze di

Simone

e de'legati, dimenti-

Montini facevano nel ma ci che pi, il conte fu il vedersi abbandonato dal fratello Ralduino, che unitosi
Intanto
le

anni

Tolosano addolor

estesi progressi,

cando l'amorevole accoglienza fattagli da Innocenzo III, cominciasse seriamente a diffidar di lui, oltredich in Roma non avea ninno che lo difendesse. Il re di Francia

alla crociata gli fece

guerra implacabile.
i

Marciando di conquista in conquista


cesignati, l'armata

cro-

sentarsi davanti a Tolosa.

venne fnalmentea pre11 vescovo che

che avea somministralo un esercito di i5,ooo uomini, si lagn amaramente per lacessionedelleterrediRaimondo VI fatta

da'legati a Monfort, con lesione de'suoi diritti

l'accompagnava, dichiar a'suoi tolosaui veoiressi assediati unicamente perch se-

come

signore supremo. Tuttavolta

neh

2 12 la guerra continu, e lo stesso

guivano le parti del conte, e perch tolleravano ch'egli dimorasse tra loro; che nonsi farebbe ad essi alcun male, ove volessero cacciarlo co'suoi partitanti eretici,

Luigi Vili fgliodel redi Francia vivente


prese con parecchi cavalieri la croce: le

due mi

parti steller

continuamente

sull'ar-

si

dierono con alterna vicenda di


assalti e alle

e accogliere per signore quello che dareb-

date e tocche sconftte agli


difese.
se,

be loro la Chiesa; altrimenti si tratterebbero da eretici e fautori d'eresia. Essendo state rigettate tali proposizioni, Foulques ordin
e a
sc
al

Molte castella furono prese e ripremolte citt espugnate cedute. Mon-

fort sottomise per la proviucia d'

Agen
:

preposto di sua cattedrale

e la maggior parte del Quercy; e da Ger-

tulli gli ecclesiastici di


citt.

Tolosa d'uscir

mania

ricev nuovi rinforzi di crociati

subilo di

Tutto

il

clero ubbid e u-

gli eretici

ripararono in Tolosa e
i

inMon-

ss. Sagramento; ma scomunica che fu lanciata su Ila citt. non avvantaggiarono le cose dell'assedio. Venuti conti di Foix, di Com-

a piedi nudi col


la

tauban.Kel 12
le

3 lnnocenzolll
II
,

u questore

preghiere di Pietro

re

mosso dald'Aragona a
la

favore di

Raimondo VI

sospese

cro-

ciala contro gli albigesi.

Il

concilio di

La-

mingesedi Forcalquier,
retici
,

altri

fdutorid'ealla
il

s'aur (V.) ricus d'ammettere lo spergiu-

a raggiungere

Raimondo VI
con
lui

ro

Raimondo Va

giustificarsi, e di resti-

testa de'loro vassalli, fecero

27

tuir le terre a'eonti di

giugno una sortita cos viva e micidiale, che obbligarono 3 giorni dopoMonfort a
levar l'assedio. Nel successivo agosto Rai-

altri fanatici protettori degli

ed

il

re

Comminges, empi eretici; d'Aragona ne appell al Papa in


Foix
e

favore del conte suo cognato, dimentican-

mondo VI rivendic parecchi castelli, e sul


finir di

do

benefzi ricevuti
lo

da Innocenzo III,
i

settembre assedi Monfort

in

Ca-

che peli.
sicurar
la

coron
al

re. Il re invi

suoi

stelnaudari.A malgrado la superiorit del

ambasciatori

Papa, supplicandolo d'as-

numero, la sua armata

fu sconfitta e posta

contea a

Raimondo
alla

VII, prostil-

in fuga dal valore de' crociati,

ove pre-

mettendo di tenerlo
largli le
gli eretici tolta

sua corte a
e di

uno di loro 3o nemici, onde il comandante conte di Foix svergognalo dov ritirarsi con moltendesi vi a vesser a combattere
tissima perdita.
I

buone dottrine

purgar da-

l'Aragona, intautoch il padre Raimoudo VI profferiva^ d'espiar


i

legati in virt delle pie-

suoi

ne ficolt di cui erano

investiti,

si

cre-

sto,

nemici di Crifalli combattendo dove pi egli volesse in Palestina o


i

derono autorizzati a Iraltare il conte di Tolosa come loro da\a il capriccio per le altrui informazioni: procedere che certamente avrebbe disapprovato il Papa vii-

in Ispagna.
sciatori,si

Innocenzo

111 uditi gli

amba-

lagn co'legntiedipi conMon-

forl,

rimproverandolo d'aver convertilo

l'armi contro gli eretici anche a

danno dei

TO
fedeli, versato

L
del cognato

T O L

37

sangue innocente e occu-

molestato
re
di

pato proviucie non infette d'eresia, di pi i sudditi aragonesi, e dover fa-

omaggio

a Pietro

II

per l'investitura

Carcassona. Tutto questo prova l'imsoddisfazione che provava in


l'eresia e

parzialit e la giustizia d'I nnocenzoIII,non

ostante

la

vedere estirpata

per

le

testimo-

nianze che ricevea di rispetto e divozio-

ne

di

Montb/1 verso

la

Chiesa.

Laonde

se

questa lunga guerra fu piena di lagrimevoli eccessi,

Giovanui re d' Inghilterra, gi scomunicato per lesueabbomiuevoli iniquit da Innocenzo III, donde ripart nel 2 4- Al suo ritorno gli fu consegnato il fratello Balduino, fatto da Monfort signore del Queicy, ch'era stato arrestato a tradimento dal sigoore del castello d'Olme, e Raimondo VI crudelmente lo condann a morte: il conte di Foix con suo figlio Ruggero Bernardo, e Bernardo ili Portelle ignominiosaraente facendo da
1

non

darne

la

colpa a In-

carnefici eseguirono essi stessi la sentenza,

nocenzo III, il quale non potea aver l'occhio in ogni parte, e per moltissime cose dovea stare alle relazioni di persone che
fidenza.

eimpeseroBalduiuo a una noce. Nonil

dimeno

fratello

Raimoudo VI

gli

fece

poi dare onorata sepoltura a Ville


nella chiesa de'templari.

Dieu

non sempre corrispondevano alla sua conMa il concilio di Lavaur chiar


in tutto
il

Sempre pi a-

bene

Papa, tanto contro


il

il

conte

vanzando le armi crociate, i conti di Tolosa, di Foix e di Comminges, ed altri


signori confederati, ridotti agli estremi,

Raimondo VI, che contro

re Pietro II
III

divenuto apostata, per cui Innocenzo


re; indi

chiesero grazia al legato cardinal Colle-

dichiar essere stato male informato dal


i

vaccino di Benevento, e
suoi ordini
il

si

sottomisero

a'

vescovi pronunziarono
i

la

sco-

il

18 aprilei2i4;

ma mentre
sic-

munica contro
e
il

conti fautori degli eretici

cardinale trattava cou que'principi,


l'esperienza avea mostrato di

re loro capo. Si ripresero l'armi


le parti,

d'am-

come

nou

bo

ed

il

re co'tre conti assedia-

fidarsene,Simone radun numeroso esercito di crociati, e poi

rono

a'

io settembre IMuret, piccola citt

termin l'occupa-

nella contea di

Comminges. Simone

di

zione de'dominii del contedi Tolosa. Nel

si

Moufort corse in aiuto della piazza, e a' 12 venue alle mani, dopo aver pi volte

geunaioi2i5

il

concilio di Montpellier,

presieduto da detto cardinale, deliber


sulla scelta di quello a cui
ta la citt di

inutilmente tentato di pacificarsi col re,


e di venire

dovea essere daaltre piazze con-

ad un accordo.

Il

re d'

Ara-

Tolosa, e

le

gona

fu ucciso nell'azione, e gli altri capi

quistate da'erociati, e fu deciso che sareb-

dell'armata, presi dallo spavento, abban-

bero date

al

conte di Monfort.

Ma

il

car-

donarono a'crociati il campo di battaglia, avendo perduto circa 20,000 uomini, mentre Simone non perde che un solo cavaliere e altri 8 crociati, considerati martiri della fede,comealtri crociali. Per quanto gli storici ligi agli eretici abbiano voluto nascondere
religioso che
il

dinale giudic

ben

fatto

mandare a Rovescovo Foul-

ma

per averne l'approvazione del Papa.


il

Bens

cardinale sped

il

ques a prender possesso in nome della Chiesa romana, di Tolosa e del castello Narbouese che serviva al coute di palazzo;

mirabile ardore e zelo


i

furono consegnati

la citt e
il

castelli,

animavano

crociatije la par-

ed obbligati
la.

Raimondo VI,
III

figlio e le

ticolare evidente protezione divina, per la quale riportarono prodigiose vittorie,nondimeno questo si apprende da altri scrittori imparziali.

contesse loro spose a ritirarsi in casa priva-

Innocenzo

considerando che

lo sco-

Nel voi.

XX.XV,

p. 28/1.,

municato e deposto Raimoudo VI continuava a favorire gli eretici, conferm il


decretato dal concilio di Montpellier sui

narrando

la

battaglia di Muret, rimarcai

la [lieta del

conte di Monfort.

Raimondo

domimi da
provasse
il

darsi al Monfort, purch l'apcoucilio generale che doyeasi

VI

prese

il

partito di ritirarsi alla corte

38

OL
scrisse al

TOL
Monlorosamente
care d'eretici
la difesa,
gli stati

adunare a Roma. Perci


ritato la
bt- riedizione

dichiarando ribocdel conte, e di aver


soldati cattolici ne'

fort alFettuosamente,dicendogli

aver me-

della Chiesa e la co-

fatto trucidare

6000

rona dell'onore, combattendo da soldato degno di Cristo per la fede cattolici, ed


essersi fatto gloriosissimo per tutto
il

dintorni di Montjoire. In vece

monil

do.Onde alla guardia sua confidava

pae-

il contedi Foix rimprover il vescovo di aver sedotto tanta povera gente, e per colpa sua essersi Tolosa presa e saccheggiata , colla

se conquistalo fino alla deliberazione del

strage di
cilio

0,000

abitanti. Ritiratisi,
l'aliare,

il

con-

concilio generale, e concedergli di usarne


l'entrate

ed esercitarvi

la

suprema

giuris-

dizione.

La

crociata di Luigi Vili fu del

tutto pacifica, perch giunse


finita
il

quando era
Monfort
fe-

neg d'esaudire Raimondo VI, per la ragione, disse il Papa, che la fede e la pace non aveano mai potuto conservarsi ne'suoi paesi, sebbene
discutendo

ogni resistenza, e sottomesso tutto

avea procurato
specialmente
il

di giovarlo, e di favorire

paese, ed in
il

compagnia

di

figlio.

Dichiaratosi escluso

cero

solenne ingresso in Tolosa. Si diil

Raimondo VI

per sempre dalle sue terre,

ce che

vescovo Folco proponesse d'apfuoco a'4 canti della


citt,

e decaduto da ogni diritto di sovranit, as-

piccare

il

onde
miti

segnandogli per sostentamento


chi, e questi finch

4 marresisten-

punirla de'danni recati all'armata cattolica.

non facesse
il

Mail Monfort di sentimenti pi


che solo
si

za. Inoltre fu lasciato alla contessa


glie, in

sua

mo-

fu di parere

dovessero distrug-

grazia di sue virt,

godimento

gere

le fortifcazioni,edi

porre nel castello


il

de'suoi fondi dotali, a condizione di go-

un

forte presidio, e fu fatto. Intanto

con-

vernar

le

sue terre secondoch avrebbe


la

te di

Tolosa, co'conti di Foix e di


si

Com-

ordinalo

Chiesa, per

la

conservazione

Roma, ove lo raggiunse il figlio Raimondo VII, tutti mostrandosi disposti di rientrare nel grembo della Chiesa. Nel novembre celebrandosi concilio generale di Luterano IV^ vi
minges,
rec in
il

della pace e della fede. Al conte di


fort
si

Moni

furono aggiudicatiToIosa e
i

tutti

pae-

conquistati da'crociati, salvi

diritti del-

la

Chiesa e delle persone cattoliche;


il

riser-

vando

rimanente

al giovine

Raimondo
resta-

furono condannati
gli et etici albigesi; si

gli

empi

errori deil

V II, cio tutto o


come

in parte di

quanto
ei
II

dichiar che

me-

va a conquistare, secondoch
fosse uscito di pupillo.

meritasse

tropolitano potrebbe scomunicare il signore temporale che trascura di purgar


la

conte di

sua terra dagli


il

eretici,

e se non lo fafe-

r,

Papa
i

scioglier

dalgiuramentodi
tal

delt

sudditi, ed esposta la terra alla con-

quista de'caltolici, annuendo a


tutti gli

decreto

ambasciatori de'sovrani interveIl

nuti al concilio.
tolici

concilio accord acatla

che prendevano

croce per ster-

Foix rest sotto i! patrocinio della s. Sede, onde poi Onorio III gli rese il suo castello. 11 medesimo pare che siasi praticato col contedi Comminges. Neh 2 6 Simone di Monfort prese di nuovo possesso di Tolosa, ed a'7 marzo per se e suoi discendenti ricev dagli abitanti il giuramento di fedelt: quanto egli fu lodato da Inno1

minare gli eretici, l'indulgenza di quelli che vanno a Terra Santa, e scomunic
fautori degli eretici.
glio e
cilio,
i

cenzo

111,

quali

titoli egli
la

prese, oltrech

di conte di

Tolosa per

grazia diDio,lo

Raimondo VI
presentarono
a' piedi del
i

col fi-

notai nel voi.

XXXV,

p.

286 6287,

in-

detti conti

si

al

con-

sieme all'investitura che ricev dal re di

inginocchiandosi

Papa

Francia delle provincie conquistate, per


consiglio del suo fratello
fort,

che

li

fece alzare, ed esposero

loro reil

Guido

di

clami contro Monfort e contro

legato,

per

le

contee di Narbona e di

MonToCar-

reclamando
gliati. Il

le terre di cui

erano

stati

spo-

losa, per le viscontee di Reziers e di

vescovo di Tolosa ne assunse ca-

cassoua, e cos pure per

gli altri

feudi che

TOL
Raimondo VI teneva dal quest'ultimo atto Raimondo VI
il

TOL
re.

39
riaccese pi vivo

conte

Con
si

fetto pe'loro conti, e


al

si

tolta

vide ogni speranza di ricuperare


li.

suoi sta-

Tuttavia

tornati

Raimondo VI e suo figlio rinell'anno stesso da Roma, si accini

primo comparir del giovine Raimondo VII dinanzi Beaucaire sulla quale Moufort non avea valevoli diritti. Simo,

ben accolli a Marsiglia, entrarono in Avignone in mezzo alle replicate grida: Piva Tosero a ricuperale

loro stati: furono

si

ne fece di tutto per liberarla, ma in line trov costretto a cederla con un trat-

tato al nemico.

La guerra

pass poi sulle


1

terre del conte di Foix; e nel

217
il

gli a-

losa,

il

conte

Raimondo

e suojglio; e
di cui prese

bitaulidi Tolosa richiamarono

loro an-

poi vi assoldarono
il

un'armata

comando Raimondo
il

VII. Propriamen-

tico signore, il quale fu accolto in questa sua capitale a' 1 3 settembre con grandi di-

te

concilio avea solo conceduto a


stati di

ne quella parte degli


tre l'altra situata sul

SimoRaimondo
era stata

mostrazioni d'aliegrezza. Sulla fine di

tal

Vlcouquislata dall'armata cattolica, men-

Rodano,
III a!

assegnata da Innocenzo

giovine Rai-

mese Simone si rec ad assediarla col cardinal Bertrando SavelU leg ito e parente del Papa, avendo il cardinale vietato sotto pena di scomunica al re d'Aragona e suoi
d'invadere ostilmente le terre di Monfoit, come aveauo determinato di fare. Per Simone iuvano strinse Tolosa
alleati

VII, il quale approdato a Marsiproseguendo il suo viaggio trov gli auimi bendisposti. Tarasconapuredichiaglia e
rossi

mondo

per

lui, e

parecchi signori

si

offrir-

no aiutarlo
turi,

alla

ricupera dell'avito retag-

gio. Deliberatasi la

guerra coutro Mori-

per 9 mesi, resistendo la citt a lutti i rinforzi ebe gli giunsero di Francia, e contro tutto lo sforzo della sua perizia di guerra e dell'attivit sua.

unirono

le

loro iusegnea quelle del

Finch tutto essena*2D giugno 1 2 18

Provenza e del contado \ enaissino; e Raimondo VI si port in Aragona per chiedere aiuto di gente. In questo mentre mor Innocenzo III a'16 luglio 2 6, e gli successe Onorio III. Fioche l'esercito cattolico non altro combatt che pel ristabilimento della fede e l'estirconte varie
citt di
1 1

do sollevato

il

paese intorno, e sempre pi


gli aiuti,

facendosi rari

Simone

fu colto a pie di Tolosa

da una

pietra scagliata dalle baliste degli assediati, e si

gravemente

ferito

che appeua
lui

pot raccomandar l'anima sua a Dio:

pazione

dell' eresia, egli corse di vittoria

morto, il primogenito e successore Almerico o Araaurijche avea sposato Beatrice Delfina, lev l'assedio di Tolosa. Cosi
fin

in vittoria;

ma

poich Simone ebbe com-

pita la conquista del paese e partitolo fra'

Simone signore
fra
,

del castello di

Mou-

suoi
ria.e

a se riservando la

mutato

iu altro

il

suprema signoprimo iutento della


il

fort, piccola signoria situata

sur un'emidi Lei-

nenza
cester

Chartrese Parigi, e conte

spedizione; e poich

francesi, rotto

freal

di stirpe antichissima pi nobile

no

alla cupidit, loro,

attribuirono pi

che

ricca,

loro valore che alla manifesta protezione

cia e altre illustri, spleudido

imparentata colla casa di Franmodello de'

divina quelle vittorie,

il

Signore vers so-

cavalieri del suo tempo. Guerriero


di

prode

pra di

tulli

il

calice dell'ira sua.

La de-

mano

e di senno in guerra, tutto poall'


i

cisione del concilio Laterauense dispiac-

spose alla fede e

onore della Chiesa;

que alla maggior parte de'barooi francesi, onde cessarono rinforzi che l'armata traeva da loro ogni anuo; per cui troppo
i

ma
de

varc spesso

confiui della giustizia,

spinto da eccessivo desiderio di far glan-

deboli

si

trovarono

nuovi signori delle

lante,

sua casa. Bello della persoua, vigiprudente e audacissimo nelle bat-

contrade conquistate, a tenere in dovere mal domali abitanti. In questi si pot


i

taglie;

probo, pio, affabile e destro iu ola castit

gui sorta di negozi; dualmente la piet, lo


zelo per la fede,

comprimere

ma uon

ispeguere l'aulico al-

de'suoi costu-

4o
la

TOL
lui

TOL
rono Marmane). Nel corso
dizione
il

mi, compi vanoin


quale
cos'i

quella perfezioneper

di quella

spe-

la cavalleria

rappresentava, per
al clero, lo rispetta-

giovane

dire, la Chiesa, nelle sue relazioni col

da'conli di

Raimondo VII assistito Foix e di Comminges, attacal-

inondo. Affezionato

c presso Basiege a 3 leghe daTolosa un


tro corpo di crociati

vo, eseguendo fedelmente l'ultime pie disposizioni de'soi parenti; fu generosocol-

comandato da Fer-

l'ordine cisterciense, e con molti vescovati

la

rami e da Brigier strenui cavalieri, e nelmischia con un colpo di lancia trapass


il

della

Francia meridionale, con donazioi

i. e lo rovesci,
i

ponendo

in disordi

ni e restituzioni, u pativa che


salli

suoi vas-

dine

francesi.

Ma

il

principe Luigi

usurpassero

diritti e le

rendite del-

Francia, giunto davanti


rendersi a discrezione;

Marmami, ripar
la

ie istituzioni religiose.

lui

Delle provincie da conquistate form diversi principati,

quella sconfitta, con obbligar

piazza a
si

nondimeno non

e per introdurre l'unit nelle parti, fece


stabilire nell'assemblea di Partner! ottimi

pot impedire che

le

truppe facessero

man

provvedimenti per rinnovar


re
la

la

pace e

la

bassa sugli abitanti. Indi fu assediata inutilmente Tolosa, da Luigi di Francia ac-

giustizia, distruggere l'eresia e rafferma-

libert della Chiesa, di cui fu

camcon-

compagnato dal cardinal Sa velli legato. Continuando le molestie che gli eretici albigesi recavano acattolici, facendosi bef-

pione. Fra' contemporanei, chi lo esalta

come un
danna
la

martire, e chi

meu parziale
la

cupidit sua e altres

sua in-

scherno della religione cattolica, con culcando e profanando le cose sagre, nel
fe e

dulgenza per l'enormezze commesse dall'armata cattolica co'roghi, colle forche,


colle mutilazioni, e
plizi

a Filippo

1222 Papa Onorio 111 scrisse una lettera li Augusto re di Francia per
la

con

altri

orrendi sup-

indurlo a frenarli; dicendogli che

po-

co'quali punirono gli eretici. Questi

dest secolare tenuta reprimere colla

per operavano altrettanto e assai pi peggio, e facevano perire tra le loro orrende grida e bestemmie preti, frati e soldati
cattolici,
i

spada materiale que' ribelli, che


spirituale

la

spada

non pu

li

trarre dalla malizia;

e che
i

principi della terra

devono purcostretti

quali per evitare inauditi tor-

gare lorodominii dagli uomini perversi e


rei,
s.

menti, non avean che eleggere fra l'apostasia e


il

che

se negligenti

saranno
suo

da

supplizio.

Commisero

atrocit

Chiesa. L'avvis poi d'aver scomunica-

rono

molte provincie portadistruggendo , tutto col ferro e col fuoco. 1 posteri ripongono Simone di Monfort a ragione fra'pi illustri capitani che possa vantarla Franindescrivibili e in
la

to

Raimondo VI

il

figlio, co'

loro

desolazione

fautori; e

cia.

Suo

figlio lo fece seppellire nella cat-

tedrale di Carcassona,

donde pi

tardi fu

ad onta d'averli falli benignamente ammonire, nou si emendavano e perseveravano nella loro malvagit e contumacia. Mor Raimondo VI di morte subitanea e allacciato dalla scomunica, nell'agosto 1222, dopo avere rivendicato
i

trasportato a riposar co'suoi nella badia


di Ilautes Bruyeres, situata lungi una lega da Monforl-A Imeneo castello di sua

suoi stati e trasmessi al figlio

Raimondo

VII,

il

quale non pot inai ottenere pel


onori della sepoltura ecclesiasti-

padre

gli

famiglia, dove fu sulla pietra che copri-

ca. Gli storici della crociata

contro gli

al-

va

il

mausoleo scolpito

colle

mani giunmaggiore,

bigesi fecero di

Raimondo VI un
tacciali
il

orribile

te e cogli occhi rivolti all'aitar

ritratto,

ma

sono

di

parzialit.

a ricordare a'nipoti

sentimenti pi in-

Raimondo VII
si

detto

Giovine, essendomilitari
,

timi e pi sublimi di sua vita.

Questo mo-

distinto per parecchie gesta

numento
la

fu

distrutto dalla rivoluzione.


i

strinse cos

Nella primavera del

i<)

crociati sotto

vivamente Amauri diMonfort, che fu costretto a' 1 4 ^linaio 2?.4 ad un


i

condotta d'Ama uri

di

Moufortasaedia-

trattato co' couti di Tolosa e di

Foix

TOL
pace s'interpose Onorio inscrivendone al re di Francia, e al suo legatocarper
la

TOL
con eloquente lettera
I'
,

4c

indi eccit la piet del re a contribuirvi

rammentandogli

Urrach cisterciense. E siccome Raimondo VII avea manifestamente ripreso la protezione degli eretici, il Papa
dinal d'
lo minacci di privarlo della sua signoria.

operato de'suoi padre e avo. La piet

del giovine re corrispose alla pontificia

sollecitudine, e fece apparecchiare


te esercitole intanto
il

un

for-

cardinal Bonaven-

Amauri abbandon per sempre


si

il

pae-

tura
te di

Romano

iuvia'tolosani Elia abba-

se e
gi

ritir in
la

Francia,cedendo
e tutti
i

al re

Lui-

Granselva, invitandoli alla pace e a


s.

Vili

Linguadoca

suoi diritti

tornar all'ubbidienza di
sani
di

Chiesa.

tolo-

sui conquisti de'crociali, e in

ricompensa fu
cardinal

vedendo

il

formidabile preparativo
faceva contro di loro, e

creato contestabile del regno. Nel secolo

guerra che

si

seguente

di

sua famiglia fiori

il

Raimondo di Monfrte nato in Tolosa. Raimondo VII non era perdisposto a lasciarsi spogliare dal

che pel decretato nel r22ydal concilio provinciale di Narbona, in tutte le feste for-

malmente
nunziava

in ciascuna parrocchia
la

si

de-

monarca suo signor


sentendo con quan-

scomunica contro

il

contee

feudale, e continu nel proteggere l'eresia.


JNel
i

suoi aderenti, divenuti timidi, fecero tre-

224 Onorio

111

ta

empiet

gli albigesi

contaminavano
il

la

provincia di Narbona, con ogni diligenza procur di


cia

commuovere

re di

Fran-

contro

il

conte di Tolosa loro princi-

pale fautore, perch colle armi l'inducesse a ravvedersi.

gua per tenersi intanto un parlamento nel si trattasse la pace. Desso si adun in Meaox nel 228, ove si recarono Raimondo VII e gli ambasciatori de'tolosani, il cardinal Bonaventura Romano legato con diversi prelati, e stabilitisi gli
quale
1

Temendo

il

conte

la

po-

articoli della pace, tutti


rigi

passarono

in

Pa-

tenza del re,

si

consigli con molti albi-

dal re

s.

Luigi IX, e alla sua presena'o,

gesi di voler tornare all'ubbidienza della

za fu confermata

aprile (a'

2 e nel

chiesa

romana, e

vi fu
i

ammesso
beni
gli eretici

co'suoi

I22f) date,

si

legge

neWArte di

verificare le

a patto di restituire
clesiastici,
stali.

tolti agli

ec-

ma non pare secondo

gli

Annali ec-

e di espellere

da'suoi
errori,

clesiastici del Rinaldi, e V Istoria cV Avi-

Tosto per tornando a'suoi


il

Luigi Vili s'incaric della guerra in per-

sona contro
to

conte,

quando

fu pubblica-

gnone e del contado Venesino stati della Sede apostolica nella Gallia, del p. Fantoni, col quale nell'articolo Avignone principalmente procedei in narrare
sto fatto dalla
la

scomunicato e dichiaralo eretico dal

cardinal

Bonaventura llomano legato, in


il

storia degli albigesi, e l'origine dell'acquis. Sede del contado Venaiscominciando dal 1 35 in poi, e perci con molte interessanti particolarit

un'assemblea tenutasi a Parigi a'28 gennaio 1226. Quindi


ti

re entr ne'suoi sta-

sino,

cou possente esercito e s'impadron di


a

no

Linguadoca siMorto il re 1*8 novembre, Raimondo VII si pose in camtutte le citt e castella di

delle fin qui raccontate vicende de'conti


di Tolosa, ede'successivi avvenimenti, on-

leghe da Tolosa.

de conviene tener presente tutto quanto


il

pagna

restaur

le

cose sue e sottomise

riportalo nel voi. HI,


s.

p.

16

eseg.). L'at-

parecchie piazze, continuando la guerra. Nel 1227 degnamente ascese la cattedra


apostolica Gregorio IX,

to fu concluso tra

Luigi IX,

Raimondo
Pecorai-ia

VII e
nali

la s.

Sede, alla presenza de'cardie

trono di Francia

suo zelo

si

mentre sedeva su Luigi IX, e subito nel occup per sterminare la pes.

Bonaventura Romano,

legato d'I nghillerra.il con te diTolosa giu-

r sulla porta maggiore di Nostra


di Parigi l'osservanza del trattato;
di

Dama
quin-

stilente eresia degli albigesi

giava pure

la

che dannegFrancia, onde scomunic


e isuoi fautori,

venne

a piedi nudi, in camicia e colle

due

volte

Raimondo VII

sole

braghe (ipial penitenza pubblica),

42

TO
1

L
del proprio
co,

TO
Raimondo VII conte
come

L
di Tolosa, spogliato

condotto all'altare dal cardinal Bonaventura Romano, che con autorit di Gregorio X gli die l'assoluzione formale con solenne rilo,e riconciliato collaChiesa. Riferisce

dominio dal legato apostolisi

sostenitore degli eretici,

diino-

sir pentito,
to colia

onde

nel

1229

fu riconcilia-

VA/lc di verificar le dateflhRai mondo VII con quel trattato perde la maggior parte de' suoi possedimenti (siccome
destituito

sure, accettando

Chiesa e assolto d.dl'incorse cenle condizioni che gli fu-

da ogni

diritto

da cui era de-

s.

rono prescritte dal legato pontificio e da Luigi IX, ch'erano: dover egli per l'avvenire esser fedele alla

caduto per la sua eretica condotta), avendo lasciato alla chiesa romana quanto a lui apparteneva oltre il Rodano, e al re di Francia tutti diritti che a lui spettavano da'eonfini della diocesi di Tolosa (la quale abbracciava allora tuttoci che al
i

romana
5 anni

chiesa e

a're di Fi ancia, prendere la croce


i

contro

saraceni, militando per

ne' l'orien-

te^:

dare in matrimonio l'unica figliaGiofratello del re,da'quali


la

vauna ad un

non na-

scendo figlila contea diTolosa e

Lingua-

presente compreso nella provincia ecclesiastica di

doca apparterrebbero
cia.

al

regno di Fran-

questo nome) e dalla sponda

Che
che

nello stesso trattatosi contenele

del

Tarn
si

fino al

Rodano. Per dar cauziodi

va,

provincie di qua dal Rodano,

ne della sincerila
conte
ni del

sue disposizioni

il

possedute per l'innanzi

daRaimondo VII,
al

rassegn volontario nelle prigioa

apparterrebbero

in

perpetuo

reame

di

Louvre sino
i

che avessero avuto


a' (pia-

Francia, e quelle del contado Jenaissi-

esecuzione
li

3 articoli preliminari

s'era obbligato,e vi

rimase circa 6

set-

no (V,) fossero devol ute similmente in perpetuo alla chiesa romana, alla quale
fin d'allora

timane, essendo stato al suo uscire, il giorno di Pentecoste 3 giugno creato da s.


,

furono consegnate e dal legato


i

apostolico ricevute; onde nel


ci
la
il

Luigi IX cavaliere. Giovanna figlia di Raimondo VII, ch'era stata da lui consegnata a'ministri regi.com'erasi

229 comindominio temporaledellas. Sede sulal decli-

contea Venaissiua, durato sino

convenuto nel
slesso fidan-

nar del decorso secolo,


la

in cui glielo tolse

trattato di pace, fu nel

mese
sposi

rivoluzione. Ripelo che meglio vede-

zata

ad Alfonso conte

di Poitiers fratello

re,

anco su questo grave e delicato punAvignopte, col det-

del re;

ma

siccome

gli

non aveano

toci ricordalo articolo

cheqanni,natiessendo entrambi nel 1220, non ebbe effetto il matrimonio che 8 andopo. Rinaldi aggiunge , che il conte obblig a non lasciare a verun suo elede Tolosa col territorio suo cheestenni
si

taglio delle circostanze


ro,

che

lo

precedette-

accompagnarono

e seguirono, intrinla

secamente riguardanti pure Tolosa e


gi possente e vasta contea

devasi quanto

il

vescovato, concedutagli

omonima: avendo eziandio rilevato, die se la s. Sede ricev il contado Venaissiuo, fu in compenso delle gravissime spese da lungo tempo contribuite da'Papi per guerreggiare
i

solamente sua vita durante; e che niun suo erede e le figlie se ne potessero richia-

mare giammai, ti di Giovanna

se

non

se

soli

discendenlei

fanatici e crudeli eretici,

per

la

pace e

e discendenti di

da

Alfonso fratello del re. Che bastasse per sua penitenza, ch'egli stesse 5 anni olire

mare,obbligandosi di pagare27,ooo marche d'argento. Che similmente quiet e


lasci al re e alla chiesa
lo slato oltre di
il

ampie contrade, e perch il pestifero contagio non si propagasse colla perdizione d'immenso numero d'anime; e che se s. Luigi IX cooper alla cessione delle terre Vena issine alla chiesa romaprosperit di
na,
il

romana

tutto

fece

perch essa consentisse nell'aclui fatto della

vescovato verso levante,

quisto da
sulla

conica di JVlelgueil,

qua

e di l dal

vaes, nella

Rodano. Dichiara il NoStoria di Gregorio IX, che

quale,come

rilevai di sopra,la s.Sede

avea delle ragioni sovrane, e de' j de'7 ca-

TOL
stelli di l

TO L
in virt del-

43
'domenicani

dal

Rodano, che
alla chiesa

do

in

Tolosa

il

tribunale eW'InqtrisiziO'

l'obbligazioni del defunto


si

Raimondo VI
romana, cola

ne, lo ristabil, affidandolo

erano devoluti

per essersi co' cisterciensi con prodigioso


fervore dedicati alla conversione degli eretici,

tnech dati ad essa in malleveria, oltre


parte o

met che avea

e poteva conseguila cit-

e dichiarando

il

loro generale in-

redella citt d'Avignone. Nel luglio


t di
si

quisitore della cristianit. Rifior

adunque

Tolosa fu riconciliata colla Chiesa, e riaprirono sagri templi per ordine di


i

in queste parti la cattolica religione, e per-

Pietro di Collemedio vice-legato apostolico, e siccome ancora la citt stava in po-

ch non crescessero gli errori per mancanza d'uomini dotti, si tratt di formare in Tolosa un'accademia o universit, il Papa la decret e fu ordinato a Raimondo VII, che a seconda dello stabilito sommi*
uistrasse del suo gli stipendi
a'

tere del re, furono abbattuti

suoi pro-

pugnacoli e date
nistri.

le

altre rocche a'regi mia Tolosa sul

Raimondo VII torn

maestri.

fine di settembre, rinnov le sue


se alla presenza del cardinal

promescol-

Pertanto
1

egli

si

obblig di

m in tenere

per

Bonaventuforza d'ari

o anni

maestri o professori di teologia,

ra

Promano

legato,

che l'avea seguilo

diritto canonico, filosofia e


le

grammatica:

l'esercito crociato,per

domare a

scienze continuarono ad esservi insetal

mi chiunque avesse osato

violare
il

patti

gnate anche dopo

periodo, aggiuntivi

della stabilita concordia. Indi

cardinale
coll'inai

in seguito professori di diritto civile e di

tenne a Tolosa un concilio, anche

medicina, formandosi l'universit di


collii.

fa"

tervento del conte e de'baroni, in uno


dizioni della pace con solenne
to del

Ma

il

conte contro

le solenni

sue

cousoli della citt, confermaudovisi lecon-

obbligazioni erasi neli2


altri

contee de'suoi.
si

Il

giuramencardinale eomanle

baroni

il

re d'Inghilterra a o
il

3o collegato con dauno


di

di

s.

Luigi IX, onde

vescovo

Carcas-

dche
la

facesse inquisizione contro

per-

sona ottenne da Gregorio IX che deputasse in Tolosa per

sone sospette d'eresia, e

fu reintegrato nel-

legato

apostolico

il

fama Guglielmo

di Solario, acci la

sua

vescovo di Touruay. Questi giunto nella


citt, l'esort a ritirarsi dalla lega, a

testimonianza valesse contro coloro ch'egli

conosceva veramente colpevoli. Egli


si

era stato eretico e


la

era poi ritirato dalil

loro pravit,

come afferma

Rinaldi.

L'inquisizione fu ordinala in

modo, che
i

emenquanto era cagione di richiami, e ili effettuare l'indennit dovuta alle chiese. Tornato Raimondo VII a familiarizzarsi cogli eretici, Gregorio IX ne scrisse
dai
si

di

ciascuno de' vescovi presenti esaminasse

al re di

Francia perch l'ammonisse, e fu


il

testimoni prodotti dal vescovo di Tolosa,


e rendessero in iscritto per esser conser-

esaudito, poich

conte

in

un solenne
pro-

parlamento

di vescovi e di

baroni

vedovo medesimo retici. \i Arie di verificar


vati al

detti degli e-

le

date, nel di-

re che l'inquisizione fu istituita in Tolosa dal suo concilio, per l'investigazione contro
to
gli eretici, e

mulg leggi severe contro gli eretici. Ma sempre versipelle poco dur questo apparente zelo, perch sembrando a lui e ai
il zelante procedede'domenicani nel combattere le false dottrine e nel procedere contro gli eretici, inaspriti gli animi furono col vescovo espulsi da Tolosa, col loro capo fr. Guglielmo d'Arnaldo, insieme al clero e ai frati minori; ed domenicani ne uscirono

tolosani troppo severo

che cominciandosi subi-

re

le analoghe procedure, durante 1' inverno fu preso Guglielmo detto il Papa

degli ^//;/r.'(aN[CHiNTAdissi d'un preteso antipapa di tal nome degli albigesi

neh
le

167), e con sentenza di quel tribunafu bruciato vivo. Ad istanza del gene-

al

modo

indicato nel voi. Ili,

p.

168, ve-

domenicano s. Raimondo di Pegnafort, circa il 23 1 Gregorio IX conferuiaurale


1

nendo mandati via pure da Narbona e da altre citt. Per a tutto ripar Gregorio

44
IX,
al

TOL
modo
dello a Inquisizione, ripri-

TOL
tea di Tolosa; e per effettuare
il

suo malo di-

stinandola a Tolosa e altrove, e per togliere pretesti a'reclami, accoppi all'inqui-

trimonio con Giovanna, con breve

spens dal

4 grado di
Papa

parentela. Essenil

scano. Frattanto

domenicano un inquisitore franceRaimondo VII nel 1235 riport parecchie sentenze di scomunica per parte dell'arci vescovo di Naibona,desitore

dosi ricusatoli

d'investire

conte

del Venaissino, questi

lodomandeottenne dall'imperatore Federico II, che pretendeva appartenergli, concessione nulla


pel disposto del concilio
li

gl' inquisitori e

de'commissari
i

pontificii,

Laterauense,
continua-

perch istigava
contro
le

suoi sudditi a rivoltarsi

che per essere Federico


detto, onde
i

anch'egli inter-

loro procedure, che qualificava

rettori pontificii
la contea,

violenze; e

non osservando
la

il

suo giura-

rono a governar

tranne alcuni

ca,

mento ili conservare il Papa scrisse al


la

libert ecclesiasti-

baroni partigiani del conte. Quesli essendosi lagnatodell'eecessiva severit d'alcuni inquisitori,
il

re di Francia acci
gli

terminasse
retici,

santa impresa contro


le

e-

estirpandone

reliquie esistenti

rifica all'arcivescovo di
la s.

Papa ne commise la veVienna legato del-

nella provincia di Tolosa, ed a costringe-

Sede, autorizzandolo a rimuoverli

re

il

conte

al

promesso, di marciare con


col

se colpevoli; e
al

ad istanza del re concesse

unesercito per Terra Santa. Inoltre Gregorio

conte

la

perentoria proroga d'un

anno

IX

si

lamentpuredireltamente

a partire perla Soria. ce di fare


i

Ma

il
i

conte inve-

conte, anco degli oltraggi e ingiurie fatte

preparativi, nel

23j mosse

a'domenicani quando li espulse, rimproverandogli tutto il giurato a Parigi e nel


concilio di Tolosa, di difendere le chiese e
le

guerra a favore de' marsigliesi e contro Raimondo Berengario IV conte di Provenza,


il

persone ecclesiastiche, di confutar


i

gli

rimostranze

che spiacque al Papa e ne fece al re perch l' impedisse, egli

eretici e reprimerli, di salariare

maestri

sortando
re: di

aviguonesi a non favorire


il

il

dell'accademia, di partire per la crociala

conte di Tolosa contro

proprio signo-

secondo

il

voto fatto; mentre operava tut-

questotenore

scrisse

purea RaimonIl

to all'opposto, ed era caldo fautore degli


eretici senza

do VII
a'28
poi

e al legato suddetto.

conte

si

vergognarsene;

gli

rimproeda'cou-

scosse e scrisse all'arcivescovo di


luglio, d'ubbidire al

Vienna

ver altri
soli di

eccessi

commessi da

lui

santo Padre, cui

Tolosa, oud'erano

stati

scomuni-

mand

prelati e religiosi per

amba-

cati

con autorit apostolica da' vescovi,


gli

sciatori,

per essere perdonato

dell' ollese

perci doversi di tutto emendare, ed ese-

fitte alla libert ecclesiastica,

dichiaran-

guire quanto

avrebbe ordinato il legato, e che si ponesse in pronto di partire nel maggio per la Palestina e dimoiarvi 5 anni. Al legato poi comand Gregorio
IX, che ripristinasse
annullasse
lo

studio di Tolosa,

le leggi fatte

contro

la libert

ecclesiastica, rimovesse da'pubblici uffizi


i

Sede per lo splendore della fede; e diceudo appartenere al Papa d'imitar la clemenza di Colui, il quale ama non la morte ma la salute de'peccalori. Giurando il conte d'emendare falli commessi, e supplicando misericordia, Del 12 38 Gregorio IX lo ridosi pronto al volere della
s.
i

sospetti d'eresia, punisse gli eretici e lole

concili colla Chiesa, assolvendolo dalle

ro fautori, e ne abbattesse in Tolosa


te

censure; quindi nel


sceria ottenne dal

239 con

altra

ambadi-

casea loro perpetuo vituperio. Nuovamen-

Papa d'essere pure

Papa preg il re d'adoperare la potenza datagli da Dio, per costringere il conte e consoli di Tolosa ad emendarsi,
il

spensato dalla crociata, assicurandolo per

mezzo

di

s.

Luigi

IX che

vi

sarebbe anNcl

dato nella prossima spedizione.

124.0

di far partire ili. "per la crociata, invian-

Raimondo VII marci sulla Provenza per


impadronirsene, per avergliela
in parto

do

il

fratello Allusoal

governo della con-

TOL
aggiudicata Federico
II

TOL
ma
' i

>

nell'aver posto al
soc-

Laudo dell'impero
corsi

il

suo conte,
Nel

che questi ricev dal re di Francia


ritirarsi.
i

no prole, mentre da Federico li avea ricevuto quella del marchesato di Provenza. Il soggiorno nelle due corti fu quasi
d'un anno. Federico
pa erasi portato
lo
II l'invest

l'obbligarono a

24

ipndi

della con-

formalmente Sancia

sorella di Pietro II

tea di Forcalquier, e sentendo


in

che
1

il

Pa-

d'Aragona, da cui vivea separato da lun-

go tempo
la

col pretesto, convalidato dal


dell'affittila spirituale col-

P er celebrare un concilio a Lione, per distornel

Genova

244

vescovo d' A lby,

medesima,

ma

in fatto eia di voler spo-

con varie esibizioni gl'invio Raimondo VII, che da Savona tratt col Papa per
di messi e di lettere,

Raimondo BerengaIV conte di Provenza, ma il matrimonio non ebbe effetto. Nel 242 si die al parlilo d'Ugo conte de la Marche contro s. Luigi IX, collegandosi ambedue col re
sare Sancia figlia di
rio
1

mezzo

avendogli vie-

tato l'imperatored'entrarein

Genova;
il

ma

nulla ottenne, non facendo conto

Papa
re-

delle promesse fallaci tante volte ripetute.

Adunque ueli245 Innocenzo IV

d Inghilterra,

il

quale vergoguosamente
il

fu battuto. Intanto

bailo del conte in


in odio del-

A vignonetio diocesi di Tolosa,


la lede

che difendevano, fece martirizza-

Lione I, ove fu deposto e scomunicato Federico II, e v'intervenne pure il conle, che ottenne la separazione del matrimonio contratto con
cossi al concilio di

Guglielmo d'Arnaldo co'suoi domecompagni e inquisitori .cantando essi nel morire il Te Dcum laudaniusj il perch s. Luigi IX vieppi si accese di
re
fr.

M trgheritadela Marche, per sposar Sancia di

nicani

Provenza,

il

che non ebbe luogo,

come
tata

gi notai, per essersi invece marifratello del re d'Inghilsi

con Riccardo
con
s.

zelo, per abbattere


eresia.

resti della pestilente

terra ,meutre la sorella primogenita


rit
il

ma-

Meutre era occupalo nel Poitou e e nel Saintonge, il conte co'suoi alleati pentir sul fluir di giugno ne'dominii di
Francia, s'impadron di parecchie piazze,

Luigi IX. Nel

246

intraprese

si

pellegrinaggio diCompostelIa,e nel 12 [j rec alla corte di Francia, ed il re l'inlui

dusse a crociarsi con


ta.

per Terra San-

fra cui

Xarbona, donde espulse


lo

l'arciveil

Lo

trattenne dal viaggio Innocenzo

IV

scovo che

scomunic, riassunse

tito-

lo di duca di Xarbona, e recatosi poscia a Bordeaux, ov'erasi riparato il re inglese dopo la sconfitta, strinse secolui alleanza particolare; ma indi a poco udendo progressi di s. Luigi IX e incalzato dalle soli

per opporlo a'partigiani di Federico li. Nel 1249 Raimondo VII tornando da Ai-

gues-Mortes per vedere sua

figlia

Giovan-

na che partiva collo sposo per

la crociata,

lecitazioni del

vescovo di Tolosa, ti all di pace e l'ottenne nel gennaio 1 243. In quest'anno Raimondo VII valic le Alpi, viFederico
li

cadde malato e fece testamento a*23 settembre, col quale l'istitu erede*uni versale, morendo a'27 a Milhau nel Rouer-

guedi 52 anni e fu sepolto sotto il coro di Font-Evrauld accanto alla madre, com'era stalo da lui ordinato.
11

sit

in Puglia,
il

donde pass a

Rinaldi ne nar-

Roma

per continuare

suo appello con-

ra l'edificante morte, dicendo che

dopo

tro gl'inquisitori che l'aveano scomunica-

aver fatto ardere


retici a Derlaigas,

alla sua

presenza 80 econ-

to,crtdendolo complice dell'uccisione de-

convinti o confessi d'e-

punizione di quelli che l'aveano commessa, e dal nuovo Papa Innocenzo IV ottenne a istanza di s. Luigi IX l'assoluzione dalla

gli altri. Si discolp,

con ordinare

resia, fu colpito dalla febbre, volle


fessarsi, e

comunicarsi dal vescovo d'Aiby. Entrando il corpo di Cristo nella sua casa , tuttoch debole si alz dal letto e
l'incoutra
ra
ivi Io

le censure , e la vitalizia investitura del contado Venaissinodominiodella s Sede, e cosi di sua figlia e genero se uon avea-

met di
la

essa, e gittatosi in ter-

ricev, indi fu estremato. Cos

ebbe termine

sua

vita,

dando saggio

di

46
zelo contro
lica e di piet.

TOL
gli eretici, di

TO
viva fede cattori

dello stesso diritto e specialmente con-

Con

lui

si

estinse la discen-

tro l'autore del

Ragionamento intorno ai
er-

denza maschile de' potentissimi conti di Tolosa che avea posseduto la contea 4
,

beni temporali posseduti dalle chiese,

Venezia 766,iIqualeautoresuscitgli
1

secoli

da Fredelon dell' 85o in poi. Al vasto e grave argomento sin qui tratteggiato genericamente ponuo in qualche
,

rori de'nomiuati Catari,


fisti, Ussiti e altri,
i

Valdesi, fieletutti

quali

sosteneva-

no erroneamente
Chiesa egli

fra le altre cose,

che

la

modo

supplire

ricordati articoli,

men-

ecclesiastici

non potevano
errori degli

ac-

tre per la storia tra'molti che ne scrisse-

quistare n posseder beui terreni, che in

ro ricorder iseguenti.il p.GiuseppeVaissete della diocesi d'Alhy, studente nell'ac-

buona parte erano pure


bigesi

al-

che infestarono

la

Chiesa ne'secoli

cademia di Tolosaedotto benedettino del monastero della Dauvade, Storia generale


ti

XII e XIII, ed abbandonati da'loro protettori

rimasero interamente distrutti,


uniti a' valdesi.

della Linguadoca,con note e documengiustificantiy Parigi


i

superstiti essendosi
1

Nel

73o-45. Restata
il

^4g dunque

imperfetta questa eccellente opera per sua

losa al
te,

successe nella contea di TosuoceroRaimondo VII,ultimocondi

morte, ne compil
te,

il

6. voi.

p.

Bourot-

Alfonso conte

Poi tiers e

figlio di

Lui-

Compendio della storia genera le deli

gi

Vili re di Francia, di cui avea sposa-

la Linguadoca,Va\\\

j/\.^.IIistoiredcs

ta la figlia

ed erede Giovanna. Con questa


s.

Croisades eontre Ics Albigeois par le p. Jean Baptiste Langlois de la Compagnie de Jesus,Roi\en jo/. Pietro diCernay monaco cistercense, che fatic moli

era partito col fratello

Luigi

IX

oltre-

mare per la Crociata di Terra Santa, portandovi di Francia un altro esercito di crocesignati, ma la regina Bianca sua madre vegli
a' di lui

to nella conversione di detti eretici, e de-

interessi.

A' 5 aprile

dic

la

sua opera a Innocenzo IH,

la

qua-

i2 5o Alfonso fu fatto prigione dc'saraceni insieme col re, indi lasciato in libert per l'accordo de'6 maggio, e condotto

le trovasi

ancora nella Dibliotheca Ci-

sterciensis:Historia Albigensium, Troys

i6o5. Giovanni Benedetto dotto domenicano, Ilistoires des Albigeois , et des

a Damietta raggiunse

la

sposa che in

ri

vederlo ne prov estrema gioia. Sulla line


del giugno s'imbarc nel porto diTolemaide per ritornare inFrancia conCarlo d'Angi suo fratello (che avea sposa toBeatrice, altra figlia di Raimondo Berengario IV

Vaudois ou Besbets,
zeri gesuita,

Paris

6q

i .

P.

Laz-

De Tlaeresi Albigensium Eromano,Ko-

xercitatio habita in collegio

maei765.
si,

Scrissero ancora degli albige-

p.

Sandero presso Labb, Concil. t. io, 534; Bernino, Historia di tutte l'eresie, oltre il suo compendiatore Lancisi. Il veti. p. Moneta domenicano, pubblicata
i

conledi Provenzali quale con testamento


l'avea dichiarata sua erede) e colle princi-

pesse spose. A'^3 maggio ix5i Alfonso e

Giovanna fecero

il

loro ingresso solenne in


il

e illustrata dal
dine,

p.

Ricchini dello stesso or-

Tolosa, ricevendo dagli abitanti

giurale

Adversus Catharos et Valdenscs libri quos ex mss. codicibus Vatica' uo,Bononiensi,et Neapolilano nunepri-

mento

di fedelt.

Dopo aver

percorso

loro terre tornarono in Francia, ove poi

fermarono
Circa
si

il

loro soggiorno ordinario,

mum edidit, etc. Romae


i

743- Di quest'opera contro Catari, quali erano una propagine de' Manichei, si serv opportunamente l'altro dotto e celebre domenicano p.Mamachi nella sua opera de\ Dirit1
i

particolarmente nel castello di Viucennes.


la fine

deli

252 Alfonso vedendo-

gran pericolo per un attacco d'apoplesia, fece voto di restituirsi in Terra Sanin
ta.

Nel

1^53 Inuocenzo IV commosso dal-

to libero

della Chiesa di acquistare ec,

le tristi notizie degl' infelici successi di s.

stampata neh 769 contro gl'impugnato-

Luigi IX, scrisse ad Alfonso gi crocesigna-

TO L
lo,

TO
ecci-

L
s.

47
Dionigi,

che solto

ili

lui si

formasse un eserciflebili lettere

so fu trasferito nella chiesa di

to per aiutarlo, e

con

da
i

lui scelta

per sua sepoltura, restando

francesi a correre in aiuto del loro re,


si

precordi nella cattedrale di Savona dole

perch non del tutto


ria
il

spegnesse in So-

nome

cristiano; ed ingiunse al p.

po na

solenni esequie; e quello di Giovan-

nella badia di Gerci in Brie

da

lei

fon-

priore de'domenicani di Parigi che bandisse perci nel consueto ne* regni di

modo

la

croce

data nel 1269. Alfonso fu principe buono, casto, pio, Iimosiniero,giustoedequo:

Francia e

di

Na varivi, nellaBregogna
e negli stati

non manc di valore e di fermezza,

cam-

t.igna minore.nella Boi

min
la

sulle

pedate del re suo fratello nel-

del conte di Tolosa.

Il

viaggio d'Alfonso

pratica delle virt cristiane.


la

Sembra

fu ritardato per vari ostacoli


ti
i

sopravvenu-

che

contessa sua moglie fosse di carat-

dopo, n fu da lui intrapreso che nel 270. Prima diquesto tempo e nel 1265
la

tere pressoch somigliante.

Filippo III
s.

V Ardito
lippa di

figlio e successore di

Luigi IX,

protesse
ti

costruzione fatta dagli abitan-

raccolse tutta la loro eredit. Invano Fi-

di Saint-Saturnin del pontedi

Saint-E-

Lomagne
s.

erede di Giovanna

fe-

sprit, e cos
il

denominato perch si attribu concepimento della risoluzione ad ispiche comincialo in


la

ce chiedere al parlamento col

mezzo

del

conte di

Paul suo tutore d'essere ammes-

razione dello Spirito santo; celebre ponte


tal

sa a fede e
la

omaggio pe 'dominii

di quella

anno non
1

fu ules-

successione appartenuti a Giovanna:

timato che verso


so die poi
il

fine del

3og, ed

sua
del
di
si
1

domanda

fu rigettata con sentenza


i

nome

alla citt di

Saint-Sa-

tiunin-du-Pont, cos chiamata a motivo


del passo ch'eravi in quel sito sul no.

274. Filippo III e Francia ressero sino


conti particolari di
re, finch in alla

suoi successori re
1

al

36

vari pae-

Roda-

ereditati per la

morte
dello

Finalmente
il

nel

270
si

Alfonso, per sod-

disfare

voto fatto,

rec colla contessa

me me

Giovanna, coTolosa e non codi


la

anno

contea inalla co-

Giovanna prima del terminar di maggio a Aimargues nella diocesi di Nimes, ove

sieme

Lin<niadoca fu riunita o
II.

rona da Giovanni
sero in Tolosa

ambedue fecero testamento. Imbarcatolisi

Proclamata la formale riunione, convenne che si radunasgli stati

poscia ad Aigues-Moi tes e raggiunseil

provinciali, diesi

ro
ri,

re

s.

Luigi

IX

a!

porto di Cagliae nel 17 lula

valessero del Diritto scritto,

eche

gover-

ov'erasi fermala

la flotta,

natori dovessero essere


del

scelti fra'principi

glio

sbarcarono
santo
re,

a Tunisi.

te del

avvenuta
i

Avendo a' 20

mor-

agosto,

sconcertati tutti

progetti de'crociati, Al-

fonso colla sposa salp dalla spiaggia d'A-

approd a quella di Sicilia a' 22 novembre, ove passarono tutto l'inverno e una parte di primavera. Postisi nuovafrica e

sangue.Prima della riunionedella conTolosa alla corona, il conte e ciascun signore particolare radunavano loro sudditi quando aveano a chiedere loro sussidii. Dopo la riunione re di Frantea di
i i

cia

seguirono per qualche tempo tale praraccoglievano


gli

tica, e

abitanti
;

d'ogni
Carlo

menteinmare,sbarcaronoin
tinuarono
castello di
il

Italia e

conNel

siniscalcheria separatamente

ma

loro

cammino
di

per terra.

Corneto
stati

sui confini di

Toscacolti

na e degli

Genova, furono

entrambi da violento morbo e si fecero trasportare a Savona, ove mor Alfonso a'21 agosto 127 in et di 5i anni, senza lasciar posterit, ed a'25 mor Giovanna, onde alcuno dubit e fece sospetti che
i

VII il Fitlorioso^vemlo trovato pi opportuno di convocare le siniscalcherie in un sol corpo di stati, fu in appresso osservata mai sempre tale formalit,e cos quel re nel i447 istitu propriamente il parlamento di Tolosa per la Linguadoca e
qual sua capitale. Inoltre Filippo
III

igno-

rando

diritti della
s'

fossero morti di veleno.

Il

corpo d'Alfoti-

Venaissiuo,

Sede sul contarlo impossess non solo della


s.

48
mela

TO

TOL
ma
ancora
prontaPoi
si

della citt d'Avignone,

trasfer a
vi

Commiuges dov'era
solennemente

stato

del Venaissino. Conosciuto per l'errore,

vescovo, e

fece

la trasla-

a istanza di Gregorio

restitu

zione del corpo dis. Bertrando suo predecessore in quella sede. Continuando
il

mente alla chiesa romana la provincia Venesina, senza che d Papa si curasse di ripetere la met d'Avignone, che Alfonso avea ridotto alla sua ubbidienza. Questo rafferma il p. Fantoni, che sembrami in
aW'Arte di verificare le date, e sebbene citi Vaissete, poich in quest'opera si legge in Gregorio X. > Nel fehbraioi274 ricev in Lione la visita di

viag-

gio per Carcassona, Montpellier e N'unes,

giunse in Avignone verso


zo. Ivi

il

fine di

mar-

siederouo altri 6 Papi,nel qual tem-

ci doversi preferire

po moltissimi della contrada furono elevati al cardinalato, all'episcopato e ad altre dignit. Nel grande Scisma d' occidente, Tolosa e la Linguadoca seguirono gli antipapi d'Avignone. Tolosa signoreggiata da're di Francia e poi riunita alla

Filippo

III. Profitt di

questa oc-

casione Gregorio

per chiedere a quel

monarchia, ne segni

destini colla con-

contado Venosino, che ficea parte del marchesato di Provenza, ceduil

monarca
to nel

tea. Gl'inglesi uel secolo

XIV

fecero va-

rie

conquiste nella contrada,


sotto
le

ma

ne fu-

1229

conte di

Sede da Raimondo VII Tolosa. Ma siccome Gregorio IX


alla
s.

rono cacciati
se,

Carlo V.NelsecoloXVI

vide rinnovarsi

guerre

civili

e religio-

avea restituito alcuni anni dopo cotesto marchesato a Raimondo, cosi poteva le-

per

gli

errori di

Lutero e
l'i

di Calvino,

e pe' tenibili e crudeli eretici Ugonotti.

gittimamente rigettarsi la domanda del Pontefice (non vero per la surriferita


disposizione d'Innocenzo
to

Se ne impadronirono
trastate dagli abitanti
i

maggio i56z
a palino,

e ne sortirono a' 17: le vie

furono loro con-

IV

e pel narrain-

palmo

ed

ad Avignone). Nondimeno essendo


annuire
alla

teresse del redi tenerselo affezionalo, volle

sua istanza.

Ma

nel far-

opposero una resistenza degna de' tempi delle crociate. Dipoi Tolosa god d'una pace profonda sino alla rivoluzionobili

gliene la tradizione, egli riserb per se la

ne, che le fece perdere la sua universit.

met d'Avignone che Filippo IV il Bello di lui figlio permut 16 anni dopo con
Carlo
lia."
II,

conte di Provenza e re di Sici1

In tale infausta epoca la reazione fu grande e tremenda. Alla caduta di Napoleone I, il duca di Wellington alla testa di

A'5 giugno 3o5

eletto

Clemente

V
il

guascone, con estremo stupore di tutto

mondo

cattolico, volle stabilire la

resi-

5o,ooo inglesi, spagnuoli e portoghesi and a' io aprile 18 i/J-ad attaccarvi francesi, in numero minore di 2 5,ooo,comani

denza papale in Provenza, ove la s. Sede godeva la sovranit della contea Venaissina,

dati dal maresciallo Soult

duca

di

Dal-

mazia: fu

la vittoria

dispulata con accani-

preferendo

le rive del

Rodano

alle

mento
cesi;

e sostenuto l'onore dell'armi franla lotta

celebratissime del Tevere (P.), Avigno-

tanto disegnale

fin se

non

ne a

come contigua al Venaissino. Sul finir d' agosto da Bordeaux pass ad Agen ed a Tolosa, e per Mont(f*.),

Roma

perch fu
ritiratisi

fatta

conoscere

al

maresciallo

l'abdicazione di detto imperatore; allora


i

francesi,

Wellington entr

in

pellier

si

rec a Lione a farsi coronare. Nel

Tolosa, avendo fatto delle perdite di oltre

l3o8 il Papa nell'agosto da Poitiers si port a Bord.eaux, indi per Agen giunse
a Tolosa, ricevutovi nel dicembre da tutti

10,000 combattenti. La giornata del


di gloria e di carnificina

io fu

pe'due e-

serciti, cui

successe un'altra di spavento

gli

ordini della citt con molta solen-

pe'tolosani, poich Soult erasi deciso di


seppellirsi sotto le rovine della citt in-

nit. Nel

giorno di Natale
la

vi

cant ponti-

ficalmente
li,

e vi

messa servito da 9 cardinadimoi sino all'Epifania del 1 809.

sieme

al

suo esercito.

La

voce dell'uma-

nit edella ragione

dom l'iutiepidoguer-

T O L
riero, e
l'i
r

TOL
la

49
successore
s.

abbandon Tolosa
12 dirigendo
la

notte del-

pra una cappella; ed


vio pose
i

il

Sil-

al

sua ritirata sulla

via della Bassa-Lin^uadoca. Wellington

sa in suo onore detta

poteva chiudergli ogni uscita, attaccar


tolare per
egli

la

fondamenti della magnifica chies. Sernin , poi dal vescovo s. Esuperio finita consagrata e
,

citt di viva furza, e costringerlo a capi-

dedicata, trasferendovi le reliquie del santo,

mancanza di sussistenze ma non isment la dichiarazione delle potenze alleate: esse non fanno la guerra alla nazione francese; e si sovvenne della parola data da lui al duca d'Angoulme, che l'avea scongiurato di risparmiare Tolosa. Laonde egli lasci defilare sotto
; i

che qual prezioso tesoro sono tenute

in
le

somma

venerazione.

La sede

vescovi-

divenne sullraganeadi Narbona, e pass ad esserlo di Bourges quando Tolosa

suoi cannoni l'esercito di Soult senza

ti-

cadde in potere de'goti, cessato il dominio de'quali torn ad esserlo di Narbona; e Bourges con molti titoli volle sostenere la sua primazia quando Tolosa
da'galli

rare una palla,eda'i7 fece


nella citt

%aiVwa

dotto in trionfo al

il suo ingresso Borboni, e fu conCampidoglio, in mez-

zo

alla generale letizia. Quanto alla Lio* guadoca, colla nuova organizzazione si for-

marono g dipartimenti
i

dell'Alto-Loira,

Lozre, Ardche,Gard,Herault,Aude,Al-

Ci avvenne a'26 giugno 1 3 7 per disposizione diGiovanni XXII, mediante la bolla Sai' valor noster, attribuendogli persuffraganei vescovati pure da lui eretti, tranne ili.,di Pamiers, Montauban, Mirepoix, Lavaur, Rieux, Lombez e di s. Papoul. Difu elevata a sede metropolitana.
1 i

to-Garonna, Tarn, e Tarn-Garonna, facendosi ascendere la popolazione a circa


3 milioni d'abitauti,quasi 70,000 de'quali

smembr

parte della vasta diocesi di

To-

losa, ch'era

contandone Tolosa.

La

fede cristiana fu predicata in


e

To-

losa dal suo

."vescovo
s.

s.

Saturnino detto

volgarmente

Sernin, inviato da

Roma

una delle pi. grandi del regno, per formare 3 delle diocesi suffraganee, ed assegn all'arcivescovo per mensa 90,000 lire,chepoi si aument a 100,000 lire, onde pagava 5ooo fiorini per le bolle. Altri scrissero, che Giovanni XXII colla sola diocesi di

in Franciaalla sua missioneapostolica,dal

Tolosa forinola provinsuo nome, componenessa, d'


I

Papas. Fabiano verso il 24 5. Scorsa una parte delle Spagne e delle Gallie, quindi and a Tolosa capitale de'tectosagi e pel
l. vi

cia ecclesiastica del

dola,

compresa ad

quali poi diminuirono.

8 diocesi, le Monasteri nul-

port
in

la

fiaccola dell' evangelo.

11

lius dioecesis, gi esistenti nell'arcidiocesi,


li

felice successo delle

sue zelanti fatiche ail

riportai in tale articolo cogli altri di

Tendo

breve tempo aumentato

nu-

Francia. Nel concordato del 1801 soppresso da Pio VII l'arcivescovato di Nar-

mero de'cristianijfu egli scelto verso il 200


per dirigere quel gregge fedele che avea illuminato colle fervorose sue predicazioni.
il

bona, poscia neli8i7

lo ripristin nel ti-

tolo e l'un a Tolosa, per cui d'allora in poi

Nel 257

prima
la

soffri

gloriosamente

l'arcivescovo di Tolosa porta pure


di

il

titolo

martirio per

difesa della religione, al

Narbona. Nella
1

bolla

Conunissa divi-

modo

riferito nella biografia.

Due donne
tro-

nitus,tii'j luglio
t.

8 18, Bull. Rorn. cont.


Francia,

cristiane raccolsero

quanto poterouo

14. p-

369

di

Pio VII, nella sua nuodi diocesi della

vare del suo corpo, e rinchiusolo iu una bara, lo posero in una fossa profonda, per involarlo pi sicuramente agl'insulti dei
pagani. Le reliquie di

va circoscrizione
si

legge la descrizione della provincia ec-

clesiastica di

Narbona,

e quella di

Tolosa
e

Saturnino rimasero cosi fino all'impero di Costantino I, quando il vescovo di Tolosa s. Ilario, ritrovato il suo corpo, fece fabbricargli sos.

co'due
ta

soli suffragane") di

Pamiers

Mon-

uban, il quale soppresso uel 1 80 1 ,lo stesso Pio VII ristabil il vescovato colla bolla

Supremo pastorali,

de' 17 febbraio

VOL. LXXVII.

Ch,
i

T O L
cil.
1. 1

T O L
253, separando-

808, Bull.
,

3, p.

lemme,

altri
al

d'Angoulme, ritardando

il

lo dalla vasta diocesi di

Cahors

cui era

slato unito

ed assoggettandolo nuova-

54 1, e dicendo aver governato la chiesa 36 anni. Il suo corpo fu tu


vescovato

niente alla metropolitana di Tolosa. Sic-

come Montpellier, Pio VII colla della bolla Commissa divini7.sTavea sottratta dalla

metropoli d'Avignone per farla suifradi Narl>ona, colla bolla

ganea
slras,

Etti perno

de'24sellembrei82 1, larestituad Avignone, come si* legge nel Bull. i. t.


1

5, p.

4^7- Al presente sono


i

suffragatici

dell'

arcivescovo di Tolosa

vescovi e le

sedi di
iuin.

Pamiers, Carcassa une Montatis. Saturnino successe s. Onoralo,


s.

nudato ad Oz o Ox presso Muret, ove venne innalzato un monastero che prese il suo nome, ed in seguito divent un priorato conventuale della badia di Lezat; e le sue reliquie da tal chiesa vennero trasferite in quella di S.Giacomo di Muret. La famiglia Orsini, secondo Novaes, vanta un s. Volusiano martire arcivescovo di Tolosa, ma noi trovo nella Gallia Christiana, 1. 1 , p. 670, Tolosani Episcopi et
Archiepiscopi, ed allora
vile.
la

sede era vescoil

gi suo discepolo e vicario, che venne se-

Magnulfo

nel

585 sottoscrisse

con-

polto presso dilu. Indi


tovato; cos
il

Ilario
s.

summen-

cilio di

Macon,el)be grave alterco conGuti-

successore

Silvio che vi-

vea verso

il

38o

e inori in principio del

secolo, il cui corpo con quelli de'ss. Onorato ed Ilario fu trovato nella chiesa dis. Sernin nel 265. Rodanio sembra con1

trastato.

Onde

s.

Silvio
il

si

in succes-

dobaldo naturale di Clotario I, per cui fu esiliato, e poi venne ristabilito. Menna del 601, a cui scrisse diverse lettere s. Gregorio I, raccomandandogli monaci che inviava a s. Agostino in Inghilterra. Sadoco del 627 incolpato di connivenza nella rii

sore

s.

Esuperio verso
i

4^, e
s.

sotto del

bellione de'guasconi fu esiliato.Guillegiselo

quale

vandali,
le

gli

svevi e gli alani rovi-

narono
rono
la

Gallie; stimato da

Paolino
distinse

per uno de'pi gran vescovi che illustrachiesa Gallicana, poich


si

Reimsnel 63o. chiamare per succederlo nel 657 dal monastero diFontenelle il monaco s. Eremberto, ma preferendo egli la
inlervenne
al concilio di

Clotario

III fece

per somma carit e profonda dottrina. Durante una lunga carestia, dopo di aver
stribuito
i

vita religiosa alle gravi

curedel vescovato,
1
,

di-

ritorn al suo ritiro nel 67


dice
altri

che Cutter
la

lo

suoi averi

vend

vasi

sagri

annodi sua beata morte,


si

quale da

d'argento e oro per soccorrere a'bisogni


de'poveri, talch fu costretto a conservare
il

ritarda cou riportare tale abdica-

zione

al

690. Non
s.

si

d'accordo sul vescodi


s.

un paniere di vimini, e il suo Sangue in un calice di vetro. Papa 6. Innocenzo 1 gl'indirizzo una decorpo
di Cristo in

vato di

Silvino

monaco

botino

nel

monastero dis.Omer, di mirabile santit,


che
visse molti

anni col solo sagro cibodel1

cretale, celebre nella storia ecclesiastica,

pe'regolamenti

di disciplina

che contiene.
7. Indi

Pare chesia morto verso il 4'


sai

contro
as-

sua voglia fu creato vescovo Massimo,

lodato dall'annalista Rinaldi, bello di

mor nel Signore nel 7 5. Arruso ricordato nel concilio di Narbona del 785. Manziofior nell'820. Samuele nell'844- Elizacar nell'856. Bernardo I intervenne nell'886alconciliodi Nimes;
l'Encaristia, e
nel 920 era vescovo Armanno, nel 932 Raimondo I, nelgS Isloolslus, nel g48 Ugo I, nel 975 Issolo, nel 982 Atto, nel 1020 Raimondo 11, nel io35 Arnaldo intervenne al concilio di Tolosa del io56

corpo e modestissimo nell'abitazione e nelIamensa,chedeslammirazione qual modello di parsimonia.

44
nel
1

' >

c he

vivea nel

5o6 fu al emaro o s.

Dopo Massimo del 465, ed Eracliano,che concilio d'Agde, fior s. GeGermerio, che il clero e poil

conlio
I

polo di Tolosa circa

a Israeliano: alcuni

lo

5i 1 surrogarono fanno di Gei usa

la simonia. Nel 1060 Pietro Roger ebhe una controversia co'canonici di s.

Saturnino per

la

restaurazione di

tal

ba-

T O L
silica
;

TOL
tempo da
minato vescovo di Tolosa. Durante
vescovato,
fr
il il

5t
suo
gli

fu successo verso detto

Duranno

cliiniacense e discepolo di s.Ugo-

che gi descrissi, Tolosa sofla

che intervenne al concilio di Tolosa del 068, reclamando contro il


ne,di santa vita,
i

grandi disastri per


,

guerra contro
alle

albigesi

ed

egli

soggiacque

narrate

capitolo e

il

preposto sulla giurisdizione


s.

vicende; intervenne
dell

al concilio di
1

Tolosa

della chiesa di

Maria Deauratae. Izarno

nominato vescovo neh 071, un all'ordine cliiniacense nel 1077 a detta chiesa della Daurade, stabil la vita regolare nei
'

229 e mor nel dicembre 23 1. Raimondo di Falgar di Mirammit, provin-

ciale de'

domenicani , eletto vescovo nel marzo 1232 concordemente dal capitolo


si

canonici della cattedrale, fece doni considerevoli


al

e approvato dal legato,


zelo contro gli eretici e

distinse pel suo


nel
il

capitolo, e

si

trov presente al

mor

1270.

concilio di Tolosa del 1079, ed a quello del


1

In questo di
gli sostitu

commi consenso
dell'
,

capitolo

090. Gli successe nel

o5 Amelio

Rai-

Bertrando

Ile-Jourdaiu
lodato per
vita
i

mondo Du Puy, che


losa,

fu a 3 concilii di

To-

preposto della cattedrale


sue grandi liberalit
,

le

due de'quali convocati da Gelasio II e Calisto II. Neil ^o Raimondo III, al quale scrisse Papa Innocenzo II per la ricupera de'beni di sua chiesa, e per prendere la cattedrale di
s.

che in morte, tanto a favore de'povei che delle chiese: fond nel capitolo di s. Stefano le 12 prebende poi chiamate di dozzina, e
sia in

Stefano sotto
preposto

la

pro-

posti pe'chierici. Nel principio del


le

tezione apostolica.

Il

di essa

Ber-

vescovato

monache

cisterciensi

suo forma-

nardo Bonomo neh i63 ne fu successoche fece una donazione alla medesima. Nel 164 Gerardo de la Barthc, pel quale Luigi VII re di Francia scrisse a l'apa
re,
1

nel quartiere di
rito in

rono un monastero in Tolosi , collocato s. Cipriano e poi trasfequello dell' universit. Mor nel

1283
i

e fu ih. "vescovo di
s.

Tolosa tumu-

Alessandro
indi

III

per

la

sua consagrazione,

lato nella cattedrale di

Stefano, avendo

essendo Tolosa allacciata dall'interdetto,


il

suoi predecessori la loro sepoltura nella


s.

vescovo dot

la
II

sua chiesa con vari


gi

chiesa di

Saturnino.

Neh 285 Ugo Mala

beni.

Neh 172 Ugo


nel
1

abbate

di

s.

Sa-

scaion canonico della cattedrale, dopo


cui

turnino; poi Bertrando

no intervenuto
gesi.

neh 175. Gosceli76 al concilio d'Algli

morte Bonifacio Vili separ Pamiers


dicembre I2g6 Bonifacio s. Litigio Lodovico
II

dalla diocesi di Tolosa e l'eresse in sede


vescovile. Nel

by, ove furono esaminati

eretici albiil

Neh 180

Folcrando, avanti
il

quale
ce-

Vili nomin vescovo


figlio di

fu abitata la vertenza tra

sacrista della
la

Carlo

redi

Sicilia,

dispensan-

cattedrale, e gli ebrei di Tolosa, per

dolo dall'eia, conferendogli pure Tatuali


nistrazione del vescovato di Pamiers da
lui

ra ch'erano tenuti somministrare nel ve-

nerd santo; lodato per piet, e insieme

recentemente

istituito: fu coiivigrato

censurato per

la

sua semplicit e neglieretici albigesi

nel seguente fehbraio, e imitatore delle

genza, onde

gli

molto

si

preclare virt del suo pro-zio s. Luigi IX,

propagarono
te,

nella sua diocesi.

Neh 201
Il

mor

a'

19 agosto 297. Giovanni XXII,


1

Raimondo de Rabastens simoniacamenper cui fu deposto dalla


s.

di cui era slato discepolo, in


1

Avignoneai

Sede.

fa-

migerato Folco o Foulques figlio d'Alfonso ricco mercante di Genova stabilito a


Marsiglia,
so
il
1

7 aprile 3 1 7 lo canonizz colla bolla Sol Orient, e con un breve ne die partecipazione a Maria d'Ungheria sua

madre

an-

si

fece religioso cisterciense ver-

cor viveute. Arnaldo Raimondi de'conti


di

moglie a
cesi di

99 con due suoi figli e persuase sua farsi monaca del medesimo orFrejus, quaudo

Comminges preposto

della cattedrale,

eletto dal capitolo verso la festa d' Ognissanti

dine: era gi abbate di Toronet, nella dio-

neh 20 5 venne uo-

1297, Bonifacio VIII non solo lo conferm, ma nella domenica lattare del

5?.
1

TOL
Io

TOL
il

298
gli

consagr. Poco visse, onde


la

Pa-

lanie, e

Urbano

decisela

lite

e controi

Chapelle, che cre cardinale Clemente V, secondo alcuni stato suo discepolo. Mori nel j 3 1 2,e lo stesso Papa elesse il nipote propa surrog Pietro Tagliafer de
prio Gailardo de la Mollie di Pressac, dal

versia tra' cistcrciensi di

Fossanuova e

domenicani sul corpo di s. Tommaso d'Aquino, concedendolo a fr. Elia Raimondi


tolosano generale de'domenicani, pel con-

vento e chiesa di Tolosa. Nel

3y6

fu di-

successore Giovanni
nale. Questi da

XXII

creato cardi-

chiarato amministratore perpetuo Gio-

Maguelone

vi trasfer

Gio-

vanni de Cardaillac patriarca d'Alessandria dottoe pio, celebre giureconsulto dell'

vanni Raimondi de Comminges e ne fu


ili. "arcivescovo, neh 3 19 vi celebr il sinodo pr vinciale,e lo stessoGiovanniXX II

universit di Tolosa; pose in sontuosa


il

custodia

capo

di

s.

Stefano protomar-

Io cre cardinale. Nella sede apostolica va-

cante fu eletto Papa, ea conditione, ut

nunquam Romani projicisceretur, sum-

ma animi gene rosi tate Pontificatimi recusavit his conditionibus oblatum, seque

quale don la rinomata campana maggiore. Neh 391 da Arles vi fu trasferito Fraucescode Conzi camerlengo dis. Chiesa poi di Narbona. Nel 1392 Pietro de Saint-Martial
tire nella cattedrale, alla
',

polius cardinalatui renuncialurum pa-

lam professus
se

est,

qua ni

tali

proposito

eligeretur. Per questo eroismo, che lo re-

traslocato da Carcassona, benemerito e generoso pastore. Nel i4o il capitolo elesse e l'arcivescovo di Bourges conferm
1

immortale

e glorioso, Io celebrai

anche
l'in-

(forse

perch in tempo del gran scisma)

a Rinunzia, giustamente rigettando

Vitale de Caslelmaur o Castel


tissimo. L'antipapa

Mauron,

degna condizione
pa. Nel

di preferire

Avignone

preposto della cattedrale e tolosano dot-

aU'almaRoraa,vera e propria sede del Pai328 fu 2. arcivescovo di Tolosa fr. Guglielmo deLauduno domenicano, traslato da Vienna, che ad onore di s. Domenico fond nella cattedrale 4 prebende. Neil 347 Raimondo de Canillac poi cardinale; neh35o Stefano Aldobrando

Benedetto XIII,a cui

Francia e Tolosa, rigettando tal nomina, vi destin Pietro vescovo di tolosani un nuns. Pons, ed invi presso
la
i

ubbidiva

de Cambaruti tesoriere di Clemente VI, traslato da s. Pons. Mentre Stefano era abbate o priore Cellense, il Papa essendo ancor monaco, recandosi da Parigi al suo monastero di Casa di Dio, fu spogliato dai ladri nella macchia di Randano, e ricoveratosi da Stefano fu provveduto degli abiti necessari. Grato il monaco disse all'abbate: Quando vi potr ricompensare s opportuno benefcio? Rispose Stefano con grande prontezza: Quando sarete Papa. Infatti appena vide avverala la predizione, ricordandosi di Stefano, lo chia-

assumendo il dominio temporale della citt. Quindi grandissima fu la efiscordia della provincia pe' due arcivescovi, onde Carlo VI rediFrancia neh 404 al siniscalco di Tolosa attribu l'amminizio,

strazione della citt. Poi Alessandro

nel

sinodo di Pisa rimosse

l'

intruso, e rico-

nobbe Vitale nel i49' Gli successe nel i4'2 fjr. Domenico Florence domenicano, gi confessore dell'antipapa Clemente VII, vescovo di s. Pons e d'Alby: con facolt di Martino V riform il capitolo e
Maguelone, fond i! ginnasio la sua ragguardevole eredit a'domenicani di s. Massimino. Nel ^.79. e confermato dal primate di BourgeSjDionisiodeMoulio patriarca d'Ail

collegio di

di

Mirepoix, e lasci

per suo cubicularius maior e


altre dignit.
1

lo pro-

mosse ad

Neh 36 da Car-

lessandria, peritissimo dottore in gius civile e canonico, poi traslalo a Parigi nel

cassona pass a questa sede Gaufrido de


Vayrolis, al cui tempo s'introdussero in

1439. Gli successe


costru
il

il

fratello Pietro sena-

Tolosa

trinitari della

redenzione degli

tore tolosano, approvato

da Eugenio IV;

schiavi, istitu nella cattedrale

cappel-

maguifco vestibolo della catte-

TOL
drale, riedific l'arci-episcopio e l'amplis-

TGL
sero nel
nel
1

53
le
1

1616

in

Tolosa
nel

carmelitane,
i

sima
bre

sala del castello Viridisfolii,

morto

620

le terziarie, nel

622
i

benedet-

di peste in
1

Balma

presso Tolosa a'3 otto-

tini di s.

Mauro,
Per di

1623

cisterciensi

45 1,

col titolo di principe de'poeti.

foglianti.

lui rinunzia,

nel

1628

Nel j452 il tolosano Bernardo de Rosier traslato da Montauban, gi arcidiacono e preposto della patria cattedrale, professore e cancelliere dell'uui versila, dotto

Carlo de Montchal dotto in ogni scienza ed eloquente pel cui esempio, predica,

zione e vigilanza, l'antica piet de'tolosani ricev notabile incremento


;

acerri-

autore d'opere, munifico colla metropolitana, e cuori santamente.Nel i475Pietro

mo
la

difensore della libert ecclesiastica e


1

zelante pastore,a'
chiesa di
s.

novembre 644 ne l"


1

de Lion aquilano

fratello del siniscalco di

Saturnino fece

la

solennis-

Tolosa. Nel 1491 Ettore di Bourbon per

nomina
vi fu

pontificia.cuenire
il

il

capitolo avea

sima traslazione delle reliquie de'ss. Edmondo re, Sinforiano, Claudio, Nicostrato,

designato

preposto Pietro Roser,percui


lite

Castore e Simpliciano martiri,


di

assisti-

grave
di

e alterazione nel parla1

to da' suffraganei e alla presenza del se-

mento
chi di

ni l'egregio

Bordeaux. Nel 1 5o2 e di 8 anGiovanni A' Orleans de' duLongueville, poi cardinale; adorn
con diil

nato
lini;

Tolosa ede'suoi otloviri capito-

indi nel

de'martiri

647 celebr quella de'corpi Raimondo e Bernardo, cano1

la cattedrale, costru la sagrestia

nico e chierico di Tolosa, trucidati per la


fede cattolica dagli albigesi.

verse cappelle e

coro, e con dispensa ot-

Fond

il

se-

tenne l'amministrazione d'Orleans.A'27


ottobre
briele de

minario presso la chiesa


resiani,di monasteri di

di S.Pietro, e

con-

533 gli successeli cardinal GaGrandemont o Grammont o Gradmoiit } moilo nel palazzo arcivescovile di Balma a' i5 marzo o 26 maggio
1

tribu alle istituzioni de' carmelitani te-

monache

e ospe-

dale; assai lodato per le sue opere e per


l'indefessa episcopale sua vigilanza,

mo-

i534> Perci ne occup la sede il cardinal OJetto di Coligny, amministratore di Beauvais, deposto da tutte le dignit da Pio IV, per quanto riportai nella biografia ed a Porpora. Nel 53g il cardinal
1

In manus Inas Domine commendo spiritimi menni, et Sponsam meam. Pe' successori di Pietro de Marca (V.), traslato da Conserans nel i652e poi di Parigi, si pu vedere la Galrendo
colle parole:

A.n\.oa\oSanguin. indi amministratore nel

Ha
rie.

Christiana della

2.* edizione.
la

Le No-

i559

il

cardinal Roberto de Lenoncourt


il

tizie

di

Roma

riportano

seguente se-

lodatissimo. Poscia

celebre cardinal

Giorgio d' Armagliele , governatore dell'Occitania e legato d'Avignone, della cui sede divenne amministratore. Nel i5y3

Aymont

Nel 1740 Carlo Antonio de la Roche poi cardinale. Nel 17 53 Fran-

cesco de Crussol d'Usez di Clermont, gi

Paolo de Foix oratore regio a vari principi e presso Gregorio XIII, altamente encomiato per le sue eccellenti doti. Nel
1

vescovo di Blois. Nel 1758 Arturo Riccardo de Dillou di s. Germano in Laya.

Nel

'j63Sie(anoCm\oLomeni de D ricii'

ne, gi vescovo di

584

'

cardinal Francesco di Giojosa,

Condoni, e fece quel bene che notai nella biografia, misto di

che nel Dgo celebr il concilio provincia*


1

male gravissimo
Sentii

e deplorabile; traslato a
il

le co' suoi suffragatici, nel

quale furono

re gli ottenne

cardinalato dal

ri-

ordinate ottime costituzioni pel governo delle chiese, a seconda de'decreli del concilio di Trento, e rifece il coro della cattedrale consunto dal fuoco. Per sua dimissione nel 16 14 Lodovico e Xogaret poi cardinale, sotto del quale s'iulrodus-

pugnantePioVKche poi volendolo deporre dalla Porpora (!'.), egli furbissimo la rinunzi. Nel 1788 Francesco de Fontagnes
e
di

Clermont, gi

di

Bourgeaj pel consua dimissione,

cordato del 1802 die

la

veune perci deportato ad A.utuu, dove

54
Hori nel
1

TOL
806 martire di
sua cai
ilei.

T
Clau-

OL
-

Come

il

prelato s'interess e quanta parte

dio Francesco
si

M/

Prunai

dell'arcidioc'e-

prese nella questione dell'insegnamento,


in quella de'gesuiti, e nella questione
li-

di Lione, gui

consagralo vescovo costi1

tuzionale di Tolosa nel 792, venne pieconizzatocauonicamenlcda Pio VII a'29 aprile 1802, e mori nel 1816. Lo stesso Papa il ."ottobre 8 7 gli sostitu Fran1
1

turgica fatta

da Gueranger; ecome

il

pro-

cesso della beatificazione della veu. Ger-

mana Cousin

cesco de Bovet, gi vescovo di Sisteron,

ed a questi a'28 agosto 1820 die a successore AnnaAutonioGiuliodeC/crmo/if-

borghigiana di Tolosa cominci sotto Gregorio XVI, per cura dell'arcivescovo che poi fu consolato del felice risultato. Il premio di tanti ineriti che
si

proponeva

di

dare Gregorio
,

XVI

al-

Tonnerre, che nel 1822 cre cardinale. Per sua morte Pio Vili a'5 luglio i83o preconizz Paolo Teresa David d'Astros di Tours, gi vescovo di Bajona fino dal 1820. Il sullodato tolosano A. Mauavil, nella Nolicc sur la vie et le Pontifica t de Gregoire XVI, non solamente descrisse
j

l'insigne prelato

P effettu

il

successore

Pio

IX a'3o settembre i85o, creandolo


il

cardinale dell'ordine de'preti, e rimettendogli a Tolosa la notizia e

berrettino

rosso per la guardia nobile conte

Pompeo

Troili, deputando in ablegato pontificio

per

la

presentazione della berretta cardi-

rapporti particolari fra quel

Papa e
le

l'ar-

uali/.ia,

mg/

Achille Apolloni (incaricato

cidiocesi di Tolosa,
tizie

ma

ancora diverse notribo-

di fare altrettanto col cardinal

Mathieu

sull'arcivescovo D'Astros, e

arcivescovo di Besancon e col cardinal

lazioni

da

lui sofferte ne'


la

primi anni del

Gousset arcivescovo

di

Reims) attuale deil

secolo corrente per

fede

romana

e pei

legato apostolico di Rieti. Per la sua gra-

feci cenno altrove e ne'vol. 127 ei 28, XXXIII, p. 12, LI, p. 2 o(avendogliPio VII indirizzalo3 brevi, quando rigettatole nomine diNapoleo-

motivi di cui
p.

veet e debole salute, non potendo


per

car-

XXVII,
1

dinal D'Astros recarsi in Parigi a riceverla


le

mani

del presidente della repub-

blica francese, ora

imperatore Napoleone

ne

alle chiese vescovili vacanti, questi ini

dusse capitoli di

tali

cattedrali
i

ad elegge-

IHjCome fecero gli altri duecardinali mentovati, il Papa stabili che si facesse in Tolosa,

re per vicari capitolari

soggetti da esso no-

ed ecco come segu, secondo


il

la rela-

minati a quelle sedi vescovili, con funeste


conseguenze); dal medesimo Papa conosciute e altamente comaien<dle,do?it le su-

zione che ne pubblic

Giornale di Ro-

ma a

p.

62. Sua Santit deleg per tacardinal Fornai-i, gi nunzio

le offizio

il

preme Pasteur eutvoulu pouvoir rcompenser les vertus par lapourpre romaine. Celebr
il

di Parigi, colla facolt di suddelegare al-

tro dignitario della chiesa fra gli arcive-

suo zelo infaticabile pel bene

scovi viciniori, in caso ch'egli

non potesse
il

della religione, la sua dottrina e vigilanza


colla

recarvisi personalmente. Difatti

cardinal

quale con ardore propugn pel trion-

Fornari suddeleg
net arci vescovo di

mg/

Francesco Don-

fo delle verit cattoliche,

anche contro gli


ricostitu in

Bordeaux (nel i852 an-

errori di

La Mennais. Come

ch'egli elevato al cardinaiato).Questopre-

Tolosa l'opera de'pi


ri

eli ausiliari

missionass.

lato,che trovatisi allora in Parigi, ne par-

adoratori e contemplatori del

Cuone

re di

Ges

e
1

ne
1

scrisse gli statuti, indi

Ottenne nel

da Gregorio XVI l'approvazione e l'elogio, con breve in cui il Papa rese solennemente giustizia a' veri

84

5 novembre con mg. Apolloni ablegato apostolico, e passando per Orleans, Tours, Nantes, Lucon, Pons, Blaye e Bordeaux, a'26 giunse in Tolosa. Le popolat

a'

zioni degl'indicati luoghi e degli altri in-

meriti di mg/D'Astros colla

s.

Sede, e coal

termedi, informate che

stante divozione per la medesima;

suo

no

insigniti d'
,

due una missione


i

prelati era-

del

sommo

mirabile spirito, dottrina, virt e piet,

Pontefice

fecero loro

dovunque dimo-

TO
sa.

L
i 1

I
segno della loro capo della Chiefare nella chiesa

OL

slrazioni onorifiche, in

speciale divozione verso

La cerernonia
si

dell"

imposizione della

o Eminenza, detto con pi autorit , in quale venerazione siate presso di tutti, e molli molivi, per cui si posta sul voi

berretta rossa

dovea

stro capo un'insegna che viene a coronare la vostra

D'Astros il cardinal non potendo visi recare per tostalo di sua


metropolitana, ina
salute
,

lunga e laboriosa carriera.


e queste uni versali testimo-

Questi
nianze

titoli

si

esegui nella sua cappella pri-

vi si

sarebbero altres in singoiar


,

vata. Erasi innanzi all'altare di essa col-

modo

manifestate

per mezzo d'una di

locato

un genuflessorio destinalo

pel car-

quelle generose e simpatiche parole, cheil

dinale: a diritta e a sinistra ve n'erano altri

Capo dello

Statosi fatto sfuggire dal lab,

per l'arcivescovo di Bordeaux,


r

l'arci-

bro, nella recente solennit

in

cui

due

vescovo di Sardi mg. Mioland coadiutore di Tolosa, e l'antico vescovo di Bajoua

de' nostri pi illustri colleghi ricevettero


s ben meritati: parole d'un cuore nobile:ammaestramento che rimarr perpeluameute scolpito nella nostra istoria contemporanea. Dalle vostre virt e dalla vostra fermezza incapace d'essere smossa, il Nipote di Napoleone comprese la gloria del confessore della fede; ed ha pub-

onori

(mg.
nale

Stefano M.

traslalo

Brunone d'Arbou, ohe da Verdun era successo al cardisede, che rinunzi a Gre-

in quella

gorio

XVI neh 838);

un cuscino ed una
per
le

sedia a hracciuoli per l'ahlegato pontificio


:

nel centro erativi altre sedie

prime autorit giudiziarie, civili e militari invitate ad intervenirvi. Il clero stava


ne'hanchi a diritta e a
sinistra.

blicamente dichiarato che l'onor della porpora, di cui siete oggi cgo tanta solennit rivestilo,

Dopo aver

l'arcivescovo di Sardi celebratala messa,

za del suo cuore,

non era gi una compiacenma un giusto guiderdo-

una deputazione
lano
si

del capilolo metropoliil

rec a prendere

cardinale, che

entr nella cappella preceduto dalia croce arcivescovile. Indi


il

cardinale

s'

ingi-

ne per voi. Al pensiero d'una promozione che ha rallegrato l'episcopato, non posso non aggiungere l'altro d'un principe della Chiesa, che fu pur egli insuperabile
nella fedelt, instancabile per lo zelo, la

nocchi, e l'ahlegato

gli

present su d'una

coppa
quale
le di
s.

d'
il

argento

il

hreve apostolico, col

cui

memoria benedicono ancora

oggid

le

Papa Pio IX lo creava cardinaromana chiesa. L'ab. Roger uno

opere

fatte nelle vaste nostre diocesi, co-

de' vicari generali lo lesse; quindi l'arci-

nome

me, o Eminenlissimo, glorificano il vostro quelle di Bajoua e di Tolosa. In pre-

vescovo di Bordeaux profer il seguente discorso. Eminenza. Colloca ndo sul ca-

senza di quest'altro voi stesso, di questo vostro coadiutore, pur egli com'io, figlio
della chiesa di Lioue,

po dell'Eminenza Vostra
della dignit cardinalizia,

R..

m a le

insegne

mi conviene

di ren-

mi attribuisco ad onore l'adempiere ad un incarico, che


certamente sarebbe stato pi maestoso, ove fosse stato eseguito dallo stesso Rappresentante della
s.

dere quesla testimonianza ad un vescovo doppiamente illustre per la sua divozioue alla s. Sede apostolica, e pe'legami di sangue, che l'univano al trono imperiale. Cos la Provvidenza giustifica le sue operazioni. Nulla caso; noi
ti.

Sede

in Parigi. Alla

mancanza
be
alla

di quello splendore che avrebceremonia apportato la presenza

siamo gl'ignoranSe alcuua cosa succede nell'ordine de-

di lui, piacciavi di supplire cogli

omaggi

gli

ohe

vi otfre

un

cuore,

il

di cui allaccimeli11

to

da voi ben conosciuto.


di

nunzio a-

avvenimenti, , dice la s. Scrittura, la sapienza di Dio ladens coranico inoibe terrarum. Ebbeoel non pare che questa
il Nipote dell'Imperatore per fecondare dopo tanti successi tutti i nostri elementi di ordine, di unio-

postolico conoscitore profondo de' senti-

sapienza abbia scelto

menti

Roma,

e fedele interprete della


vi

pubblica opinioue diFraacia,

avrebbe,

56
ne e
di

T O L
armonia
?

TOL
di

Non

potr aggiungere,

e per riparare eziaudio a vostro riguardo


le violenze della politica

Terminatosi il discorso dall'arcivescovo Bordeaux, l'ablegato pontificio aven-

umana,

fra tans

dogli presentata la berretta su di

una cop-

te cose d'altronde di per la Chiesa,

consolanti e

granil r

che cominciarono
i

pi

pa d'argenlo, il suddelegato la colloc sul capo dell' illustre arcivescovo di Tolosa, che inginocchiato, commosso e con umile atteggiamento ricev un cos segnalato onore. Tutti
di questo
gli

glorioso di tutti

regni.

voi,

mg.

Ab-

legato, che siete venuto nella nostra cit-

ad adempire un incarico, cui vi chiafiducia che il Santo Padre in voi riponeva, permettete che con esso voi ci congratuliamo per vedervi fra noi. Vostra Eccellenza, nel vedetesi da vicino le nostre popolazioni, e gli uomini ragguardevolist

occhi erano rivolti sopra


della fede:

m la

degno confessore
voto e
la

ed
i

uno era
cuori.

il

preghiera di

tutti

Dopo l'imposizione della berretta, sua Eminenza intuon il Te Deum, e preceduto dalla deputazione del capitolo metropolitano, da'vicari generali e dall'ablegaio, rientr ne'suoi appartamenti per vestire l'abito cardinalizio.

simi che presiedono alle cose pubbliche,

ha dovuto essere commossa dalle testimonianze di rispetto che


sa di
si

danno

alla Chie-

Ritornato nella

Ges

Cristo.

come

potrebb'esse-

cappella termin l'inno di ringraziamento colle consuete orazioni, e salito sull'altare die l'episcopale benedizione agli astanti.

re altrimenti?

Non

forse essa

che

in

mezla

zo alle nostre tempeste ha mantenuto

pace

al di

dentro, ed ha fatto nello esteril

Quindi
il

il

clero processionalmente

no scorgere

valore e l'animo cristiano


?

accompagn
nunzi
fattogli
il

cardinale nella gran sala

de* nostri soldati

vostro viaggio fra noi


pacificare

Voi avete veduto nel la religione, semalla de-

dell' arcivescovato,

ove

il

cardinale proin risposta al

seguente discorso

pre inesauribile nellesue misericordie, apgli odii,

dare appoggio

bolezza, perdonare all'errore, e preparare

un migliore avveuire, facendo un api

pello alla nostra ragione, a' nostri cuori, a tutti


nostri pi cari interessi. Potrete

adunque dir voi al nostro immortale Pio IX le meravigliose conquiste della fede e
della libert in
ti

mezzo

a lauti

avvenimen-

impreveduli, che per un'ammirabile


ci ha ad essoVoi addolcirete le ama-

disposizione della Provvidenza, invece di

allontanarci dalla religione,


lei

avvicinati.

rezze del paterno suo cuore, parlandogli

dell'amore inviolabile de'suoi


tolici di

figli,

cat-

Francia

soave balsamo gittato

Bordeaux. Monsignore. Una grave malattia e numerosi incomodi avendomi impedi lo d'andare a Parigi co'miei venerandi colleghi per ricevere dalle mani del Presidente la berretta cardinalizia, trovo un dolce compenso nella consolazione che provo in avere le insegne della mia nuova dignit da voi, o Monsignore, per cui da lungo tempo professo una profondissima venerazione,un attaccamento sincero.Quest'officio, o Signore, che a nome di Sua Santit vi fu confidato, e che con tanta benevolenza avete adempiuto, possa essere per voi un mezzo a pi grandi favori (presagio verificato). Frattanto, o Monsignodall'

arcivescovo di

nel calice de'suoi dolori. Possano queste


dolci impressioni rimanervi scolpite colla

re, accettate
ti
i

miei ringraziamenti per tutvi

disagi

che

ha recalo questa delega-

memoria

di

questo giorno. Possa quequale prendono una parte


la

zione, e fate giungere al Padre


de'fcdeli

sta lesla, nella


s

comune unnuovo contrassegno della mia

viva l'illustre clero,


i

magistratura,

la

viva riconoscenza per l'estrema bont che

truppa e lutti divoti fedeli che vi si affollano intorno, portare un novello splendore alla citt di Tolosa, che conta di gi s
belle fste negli annali della sua istoria",

ha indotto a rivestirmi, malgrado la mia indegnitjdella Romana Porpora. Per parte mia non lascer mai di addottandalo

re uH'unuiputeiilissimo Iddio, che

degui

TOL
versare sul nostro

TOL
nimo
lo,

57

amato Pontefice, e sul vostro capo, o Monsignore, le pi abbonconoscere

veritiero e fervido eco, dall'ammi-

razione

mi sento
ss.

spinto a qui riportar-

danti benedizioni. Vi prego altres di far


al Presidente della Repubblica quanto io sia commosso da un nuovo contrassegno di bout,cheha voluto darmi, scrivendomi in occasionedella mia promozione una lettera piena di sapienza e di sensi generosi. Voi,o Monsignore, mi avete ricordati due tempi della mia vita, che quantunque assai differenti, mi fanno

siccome grande e glorioso trionfo spiReligione cattolica apoil

rituale della
stolica

romana,

che mi

fa

pure rincuo-

rare intorno all'avvenire. Giustamente


e sapientemente la

sempre dotta Civilt


il

Cattolica celebra

mirabile e progre-

diente spirilo religioso, che sfolgorante

regna
la

in tutta Francia, la

quale venuta
al

prima

tra le

barbariche genti
si

seno

benedite

la

divina Provvidenza, imperoc-

delia chiesa cattolica, di ragione


la la

appel-

ch l'imo

e l'altro

mi hanno dato consolaci

primogenita

figlia (titolo

splendi-

zione, iddio meglio di noi sa quello che

do, di cui riparlai a Titolo d' osore), e

bisogna, ed egli solo potr duci quello che

perci ecco quanto dice." hi


te

lei

talmen-

mia prigionia del 8 o nella promozione al cardinalato nel 85o. Quauto a me oser dirvi con confidenza, che mai non restata nel mio cuore memoria amara del passato, e checotiserver sempre un vivosensarebbe stato realmente pi
1

utile nella

abbarbicata

alle

sue pi intime fibre la

fede, ch'essa potr essere sfiorala e sfron-

dala a quando a quando, ora pi ora me-

ma non divelta ne diradicata giammai. Anzi per singoiar privilegio del cielo
no,

timento dt gratitudine per la nobile e delicata maniera con cui il Presidente della Repubblica ha voluto alludere ad un fatto
di
,

che la inform da priche dopo pi fieri combattimenti e le pi sformate tempeste, le quali han sembianza d'averlo del
lo spirito cattolico

ma

pieno

ili

vita

so

venuto gi cos antico". Finito il discorcongratulazioni il cardinale ricev le

tutto inabissato e spento, gli bastava

ima
ri-

breve tregua e una piccola calma, per


pigliar

de'prelati, del clero e delle principali autorit invitate alla ceremonia. L'eloquente discorso

nuovo slaucio e manifestarsi

in tut-

pronunziato dal cardinal Donla

suo nativo vigore.Or nella Francia molte cose sono accadute in queta l'efficacia del
sti

net arcivescovo di Bordeaux, tanto onorifico

tre anni, delle quali la


di rallegrarsi.

s.

Chiesa di Dio
tacere de'san-

per

Francia religiosa e

alla

sua

ha cagione

divozione pel

sommo
il

Pontefice,

mi

richia-

tuari e delle chiese riaperte, delle statue

ma alla memoria
la

recente dichiarato dal-

iunalzale a Maria, dell'accrescimento degli

benemerentissima Civilt Cattolica (sempre pi intenta indefessamente a van-

ordini religiosi (e per ultimo di quello

de'cisterciensijChe
la

avendo ricevuto

la

cul-

mondo, per promuovere con ogni argomento buoni piiucipii religiosi e morali della societ umana, animando tutti e principalmente gl'italiuui
taggio di lutto
il
i

Francia il pi nazionale di tutti, avendovi contribuito il pioegeneroso zelo


in

d'alcuni principi della casa Bonaparle;e


dal monastero di

al

doveroso ossequio d'ogni legittima au-

me di Pioma, ora
cesi

s. Croce iti Gerusalemvaa ripiantarsi tra'frau-

umana, che a'd nostri tanto sventuratamente impugnata da'iitorit divina e

questo bell'albero del giardino della


del

Chiesa, pel narrato nel n.3 del Giornale

bertini avversari dell'ordine e della pace),

di

Roma

856,

di

che mi gode

l'aniri-

cio nell'esordire coli


,

856

la

sua 3/ Se-

mo

di potere in

questo articolo farne

rie nel

magnifico articolo:

Uno sguardo

cordo, per essere stata Tolosa un

campo

al passato triennio. Edificato dalla uobilissima nazione francese e dal veneran-

fecondo allo zelo


rito di sopra);

de'cisterciettsi, pel rife-

do suo

clero, nel fargli

con eifuMoue d'u-

due cose sopra le altre ci seuibruuo degue d'essere commemorale.

58
I/una

TOL
lo spirito di religione ridestatosi

TOL
delle

mostre pi franche e generose della

nell'esercito, coli' occasione della

guerra

sua piet.

Ed oh

potessimo qui riportare


di
i

d'Oriente (che ora sembra finita. Tripudia poter qui sugli stampoil mio cuore di
ni

anche
si

sol

pochi brani

queste lettere

commoventi

colle quali o

cappellani stesle

e d'un

aggiungere l'intonazione d'uu Alleluia Te Dcutn, pel sottoscritto proto-

partecipano tratto tratto

meraviglie

dell'eroismo cristiano orallaFrancia attonita,or a conforto delle famiglie desolate,

eolio de'preliminari di pace a


i.

Vienna

il

febbraio; pace e trionfo morale che


si

principalmente
della

deve

agli sforzi pacifici

sempreeminentemente saggia

e pos-

senteAustria,ed alla generosa Francia che


in questa micidiale to

guerra procede tanal-

eroicamente e nobilmente, non che

l'animo elevato e magnanimo di Alessandro Il imperatore delle Russie. Cos l'opera della generale pacificazione va a suc-

ovvero quegli sfoghi domestici in cui gli guerrieri valendosi di qualche momento di tregua aprono agi' intimi loro congiunti que sentimeli ti di piet che un d sarebbouo stati in Francia monopolio di congregati o di cenobi ti! Ma se la brevit di questo scritto non ci permette di riferire quelle lunghe citazioni, che pu
stessi

ciascuno ricerca rea diletto ne'giornali cattolici di

cederea una guerra calamitosa e perniciosa


,

Francia,

ad una terribile e formidabile


ci

lotta,

re

il

ricordo di quel

come potrem noi tacecommiato ove la pia

che

teneva tutti trepidanti: l'opera dele deila concordia


,

imperatrice de' francesi veniva richiesta


da'principali fra'duei della spedizione di
coprirli coll'egida

la riedificazione

va a

succedere alla distruzione e all'odio: l'onera della penna del diplomatico alla spa-

da del guerriero: l'opera della ragione alle passioni. le

d'una Medaglia beneCanrobert generalissimo che da tale medaglia riconosceva


detta, e
la

lettera del

Dopo
i

il

lutto la gioia,

dopo

la

sua salvezza nelle micidiali baltagliedel-

lagrime

a chi vi
II,

rendimenti di grazie a Dio, ha contribuito, e ad Alessandro


il

l'AIrna
sitata

con cui

ed'lnkerman, e la solennit inula nave ammiraglia espose

monarca

cui disinteresse,

modera-

sul

zione, saggezza e

amore

alla

pace hanno

mata l'immagine
poleone
III, e
i

suo ponte alla venerazione dell' ardi Maria, dono di Nasentimenti di piet di-

portalo a questi

felici

risultali; perci sa-

lutato dalle benedizioni universali,

onde
fau-

mostrati sul letto di morte dal Saint-Ar-

non pu mancare che


sti

l'opera con
,

naud e da
la terra

auspicii

cominciata

sia

pel patroci-

tre o quattro altri de'duci supremi, e quelle funebri ceremonie che sul-

nio dell'Immacolata Concezione compila


e coronata dalle benedizioni del cielo in Parigi!); l'altra l'annientamento quasi

mussulmana chiamarono

sulla

piet francese lo sguardo attonito dell'i-

slamita?
bello

Lo

spirito di religione
sia;

compito delGallieanismo nel clero. Ognun


che ricorda lo stato deplorabile a che sotto il passalo governo erano ridotte in fatto di piet le milizie francesi, non pu fare che

dove che

ma non

risplende

sempre mai

di cos

vaga luce come quando congiun-

to colla fortezza.

Ed

forse questa la ra-

non renda immortali grazie a Dio per la mutazione che ora vi scorge. Dove prima perfino mancavano di capi battaglioni
pellani, d'accostarsi 'graffienti era pel

gione per cui a preferenza d' ogni altro nome il Signore si piace sovente d'appellarsi nelle

Scritture:
si

Dio degli

eserciti.

Per
in

ci

che poi

attiene al Gallicanismo,

era in altri tempi

sommamente doloroso
s illustre

soldato non pur cosa strana,


possibile

ma

quasi im-

vedere un clero
torto di

per virt e

ad avverarsi; ora quel vittorioso

per dottrina, se purea


si
il

esercito fornito di ministri evangelici e di

pu attribuirpochi membri, essersi colie


lui
r
.)

caritative

Suore

fa

echeggiare

il

mondo

famose sue quattro Proposizioni (/

del

u u meno

de' prodigi del

suo valore, che

1682

sotto specie di libert assoggettato

T O L
ti

TO L
Menclero quasi sua propria fisouomia
fezione dell'unit cattolica in
la

59
per-

pi indebito e abbietto servaggio.

tre alzava riottosa la fronte verso la cat-

una pi pr*
il

tedra di

s.

Pietro,

si

strisciava

bassamen-

fonda esentila riverenza verso


di

Vicario

te a pie del

trono laicale; invilendo cos doppiamente se slesso, e per ci cbe rial

cusava di soggezione
riore, e perci

legittimo supe-

che

s'

accollava di dipen-

denza da un estraneo potere. Ma Iddio benignissimo che non volea comportare lungamente in snobil parte della sua terrestre gerarchia cotanta macchia, visit quel clero con lunga serie di duoli; e cos
lipurgatolo
al

Quindi quel frequentissimo pellegrinar di vescovi ad sacra Limina, quell'ossequio in cui sinodi provinciali raccoltisi periodicamente all'invilo del supremo Pastore, da lui chiedono
Cristo.
i

Ges

la

sanzione ultima de' lor decreti, quelle

consulte di casi di coscienza alle varie con

gregazioni romane, quell'edificante sottoporsi perfin degli autori alle proibizioni di libri e di dottrine,

ne

e frittolo

crogiuolo della tribolaziopi sapiente, lo ricondusse

quel ricomporsi

a tranquillit

gli

animi

agitati

da discor-

passo passo a rimettersi verso del suo Vicario in quella canonica dipendenza, dalla

danti opinioni all'udire l'oracolo o l'esortazioni del Valicano. La Liturgia stessa che dal nascimento dv\ Giansenismo avea

quale non altro

risulta ne'peculiari pa-

stori
si

che dignit e fortezza. UGallicanismo sapea da un pezzo gi moribondo nella

contralta quella screziata variet di Riti


e di accenti, che quasi in ogni diocesi ob-

Francia,

ma

piacque a Dio che

in

questo

bligava a cambiar forinola e canto, compie

triennio ricevesse quasi l'ultimo colpo e

ormai quasi

il

suo perfetto l'annoda-

per

mano

diquella Vergine invitta, di cui


le

mento

all'unit colla vicina introduzione

proprio spegnere tutte

dissensioni nel

mondo
dre
di

cristiano

universa* haereses in-

teremistiin universo

mundo. ha granMa-

Dio riserbo la definizione del suo immacolato Concepimento (che celebrai

romano. Che pi? lestesse forme del vestir clericale incominciano in certi luoghi a prender sembianze romane; e lo zelo degl'illustri pain Parigi stessa del Breviario
stori quasi volesse assicurare indefettibile alla

dopo

l'articolo

Teatine), perch fosse oc-

Francia

la

preziosa eredit di cola

casione alla chiesa di Francia di testimo-

desto spirito (massime dopo


ne'relativi articoli,

celebra-

nio nella maniera pi solenne che essa accoglieva e venerava


gli

zione de Sinodi, che encomiai in questo e

oracoli pontificii,

come pur

feci

della

ri-

con quella
che
tutti
il
i

slessa religiosit e

ubbidienza
Il

pristinata liturgia romana), ha stabilito


nella capitale del

fedeli dell' ovile di Cristo.

mondo cattolico quel se(la

perch
lici,

domina dell'immacolata Coni

cezione di Maria se caro a tutti

cattoa'fran-

a p.

in particola-

modo carissimo
congiunta.

di Milano fond dal i85o in poi, perch vescovi di Francia desiderosi

minario francese

Cronaca

ioo4

dice che
i

si

cesi,

per questa professione appunto di


vi

di restaurare nelle loro diocesi gli studi

fede sincera che

Ma

la fe-

de duce
paro

tal

pianta

rigogliosa, che

non pr
e
il

frutti saporosi e gentili,

senz'accopriil

piarvi in
di

buon dato l'ornamento


vistose.

dense fiondi e

cos

pensarono d'inviare alcuni gioRoma, ed aggiunge, che nel novembre i855 i giovani erano pi di 3o e viveano come in perfetto seminario), ove da ogni parte concorrono leteologici,

vani a studiare in

rinvigor mento della fede in Francia

non

viti

adolescenti per attingere dottrine in-

ha portato soltanto (mesta solenne ade6one al domina, ma vi aggiunse contiimamente dimostrazioni novelle che ne rendono la luce e pi brillante e pi sicura, e

dauao

all'epoca presunte di quel

tomba stessa de' Principi deTornando al cardinal D'Astros, la nuova dignit cos ben mei data la god appena un anno, morendo in Tolosa a'29 settembre i85i di circa jy uncorrottedalla
Apostoli."
gli

60
ni.
Il

TOL
suo corpo imbalsamato venne pora

TOL
che se un chierico
si

faceva

monaco

in

un

tato nella cappella dell'arcivescovato in

monastero, coll'intenzione di divenir abbate, vi resterebbe

mezzo
letto

due lumi, ed esposto sopra un

monaco, senza poter


continenza de'

funebre colle insegne cardinalizie,

essere abbate, sotto pena di scomunica. Vi


si

asperse

ove mg/Mioland cant la messa funebre e il corpo del predecessore, facendo


il

rinnov

la legge sulla

altrettanto
violacei

capitolo.

Damaschi

neri e

decoravano il gran scalone dell'arcivescovato e la gran porta inferiore; il popolo si rec in flla a venerare il suo

peuadi deposizione.In questo concilio Berengario visconte di Narbona fece un lamento vivissimo coli' arcivescovo Guifredo, accusandolo d' aver dato le terre della chiesa di Naibona e de*
chierici, sotto

ben amato pastore, dando alla sua memoria testimonianze sincere di rispetto e
di dolore. Nella

canonici, a quelli che portavano

1'

armi

per

lui;

ma non si conosce
1 1

qual effetto eb-

metropolitana

si

celebra-

bero
si

rono

le

solenni esequie a'y ottobre, con

tra
s.

il

l'assistenza de' vescovi suffragane*! di

Mon-

di

lagnanze. L'8. "secondo il Mano 58 e il 06 , nel quale la chiesa Segolena fu data al monastero di s.
tali
1

tauban, Pamiers e Carcassona, co'loro vir cari generali, oltre il suddetto mg. d'Arbou.ll corpo fu tumulato
in detta cbiesa,

Vittore.

Il

g. nel

tenuto dal legato cardinal


coll'assistenza di
1

068 omeglio nel 086, Ugo Candido,


1

vescovi. Vi
il

si

condan-

ed
se

il

cuore venne portato nella cbiesa de'

la

simonia, e

si

ristabil

vescovato di

suddetti missionari diocesani. Gli succes-

Leclottre, ch'era stato cambiato in


nastero.

mosi

coadiutore sullodato e attuale arcivescovo mg/ Gio. Maria Mioland di Lioil

Tra

queste contrastate epoche

ne, gi arcivescovo di Sardi: prima era


stato vicario generale di sua arcidiocesi
di Lione, e nel

pone pure un altro concilio alla fine del 107C), che tenne Ugo vescovo di Die legato della
s.

Sede, nel quale fu deposto

il

i838

fatto

vescovo d'A-

miens. L' arcidiocesi ampia e contiene molli luogbi, formata dal dipartimento
dell'Ai ta-Garonna.

Maguelone come simoniaco. Il nel oqo verso la Pentecoste, adunai o. 10 e presieduto da'legati di Papa Urbavescovo
di
1

lassato ne'
in fiorini

Ogni nuovo vescovo camera apostolica 55o, ascendendo la mensa a


libri della

no

11, assistiti

da' vescovi di diverse pro-

vince, e in particolare da Bernardo arci-

vescovo di Toledo ritornato da

Roma

in

franchi 2 5,ooo.

Ispagna, per

Co nei lu di Tolosa.
Il
i

Tolosa e

la

purgazione del vescovo di riforma di alcune cose della


la
si

fu tenuto nel 5oj, indicato dal p.

chiesa Gallicana. Vi

corressero diversi

Arduino,
Pio.
11

ma mancano

gli atti. Il 2. nelI

abusi, e ad istanza del re di Casliglia s'invi

l'828 celebrato perordinedi Lodovico


3.nell'829, di cui tratta,
altri, la

il

una legazione

Toledo per
i.

ristabilir-

come di

vi la religione.

L'i

nel

io dopo la

Gallia Christiana.
sulle
Il

Il

4-nell'873

Penlecoste,dal cardinal Riccardo Riccardi lega lo di

o883
Il

cristiani.

lagnanze degli ebrei contro i 5. nell'879. 11 6. nel ioo5.


a'
1

Pasquale

II,

di cui atti

si

sono

perduti, pare che

vi si

facessero ancora

7.neho56

dii8 vescovi,

e presieduto

3 settembre, composto da Ilarnbaldo

delle coslituzioni conlrogl'invasori de'be-

m
in

della cattedrale. II12.

nel
II

18 conin

arcivescovo d'Arlcs, e da Ponzio arcivescovo di Aix,come vicari diPapa Vittore


1

vocato da Papa Gelasio venza

che trovavasi
Pro-

questecontiade,poich sbarcato
al

nelle Gallie, e furono


la disciplina e altre

fatti

3 canoni sul-

monastero
le

di

s.

Gilles, circonda-

materie ecclesiastiche,
a'

lo dall'ossequio di

una

folla di signori, vi

per abolire
chierici
tri
il

la

simonia, e prescrivere

consagr
p.

3 chiese ricordate nel voi. XI,

celibato,

non che rimediare


vi

al-

253;

il

re di Francia Luigi
lui a

VI

si

ab-

abusi.

Tra

le altre cose

fu ordinato,

bocc con

V ezela y,

e gli sped a

Ma-

TOL
guelone l'abbate Sugero
di
s.

TOL
Dionigi.
Il

61
la

Chiesa. Hi8.neli2i9sopra
ecclesiastica, e
lect.
t.

disciplina

Papa

proseguii! viaggio

perAvignone eal-

ne parla
1

il

tre ciltdi

Francia,

ma

aggiuntasi alla sua

7.

Il

ig. nel

229

in

Martene, CoU settembre o


di

podagra una pleurilide,morin Cluny.Nel


concilio
si

novembre, tenuto dagli arcivescovi

Nar-

tratt degli errori di Pietro di

bona,di Bordeaux e di Auch,conmolti vescovi ealtri prelati. Visi trov ancora Rai-

Bruys

del Delfinato, caposetta


se la

ePetrola

Brussani. che
caristia,
il

prendeva contro l'Eula

mondo VII
gnori,
il

conte di Tolosa con

altri sii

Battesimo,
si

Chiesa,
la

Croce,

siniscalco di Carcassona, e

due

oltre altri errori; e

concluse

crociata

consoli di Tolosa,cio della citt e del borgo. Presieduto dal celebre legato cardi-

contro
fonso
1

saraceni di Spagna, in aiuto d'Al-

d'Aragona e Navarro, che guadagn una gran battaglia a' io dicembre. 3. a' 3 giugno i Il o, presieduto dal
re
i i
i

nal Romano Bonaventura, vi si pubblicarono 45 canoni, tutti tendenti ad estinguere completamente la funesta eresia albigese, e a ristabilire
la

nuovo Papa

Calisto

11

eletto in

Cinny

pace e l'osservanIl

assistito da'caidinali, da' vescovi e dagli

za di quanto erasi perci prescritto.


i

pi

abbati di Linguadoca. Visi fecero io ca-

noni sui benefizi


nichei, sulle

ecclesiastici, sugli eretici

rimarchevole questo: Che vescovi eleggeranno in ogni parrocchia un prete,


e

seguaci di Pietro di Bruysesetta di

ma-

due o

tre laici di

buona riputazione,

a'

decime

e altro.

11

3. canone,

quali faranno prestare giuramento di rintracciare diligentemente e frequentemente gli eretici nelle case, nelle

ch'

il

pi rimarchevole, dice: Noi ordil'autorit secolare

niamo che

reprima coloro che affettano un' apparente piet,condannando il sagramento del Corpo e del Sangue di Nostro Signore Ges Cristo,
il

caverne o do;

vunque

si

potessero nascondere
le

dopo

aver preso

necessarie cautele

perch

battesimo de'fanciulli,

il

sacerdozio e
i

gli le-

altri

ordini ecclesiastici, e

matrimoni

cacciamo dalla Chiesa come eretici." Vi si pronunci la scomunica contro monaci, canonici e chierici che rinunziano alla loro professione, e si lasciano crescere la barba e capelli
gittimi, e noi gli
i i

non possano fuggire, ne darau parte prontamente al vescovo, al signore del luogo o al suo balivo. Anche signori cercheranno gli eretici ne'villaggi, nelle case e
i

ne'boschi." Gli altri canoni riguardano


diritti e

immunit
Il

delle chiese sconvolte

dagli eretici.
di cui

20. fu tenuto
gli atti,

neh
Il

3 19,

mancano

sebbene ricorda21.

come

laici. Il

4- nel

1^ sopra
11

sagra-

to da'collettori

Labb

e Arduino.

menti, accennalo da Arduino.

i5.nel

neh 327,
brare
te.
Il
i

in cui fu proibito di farsi cele-

1160 01161 per Alessandro

III,

avver-

funerali

prima della propria mor-

sato dallo scisma dell'antipapa Vittore

sostenuto dall'imperatore Federico

I.

Fu

22. neh 090 in maggio, celebrato dall'arcivescovo diTolosa cardiual di Gioiosa e

convocato da Luigi VII re di Francia e da Enrico li re d'Inghilterra. Vi si tro-

da

lui
s.

presieduto,colPassistenza de'

vescovi di

Paul, Piieux e Lavaur, da'de-

varono 100

prelati, tra vescovi e abbati

putati di quelli di

Lombez, Pamiers,
si

.Mi-

de'due regni, e vi riconobbero il Papa pi solennemente che non avea fatto l'anno
avanti, nell'assemblee tenute da ciascuno
di loro a Deauvais e a

repoix e Montauban. Vi

fecero de're-

golamenti guardanti

utilissimi divisi in
i

parti, e

ri-

doveri de'vescovi, de'capitoli,

Normandia
1

e a Londra.

Neuf-Marche, in Ili 6. neh 162

de' curati, de' preti, de' chierici, de' predicalori, de'vicari foranei e delle

monagene-

contro l'antipapa Vittore

e in favore
Il

che.

Vi

si

tratt

de'sagramenti

in

del legittimo Alessandro III.


1

17. nel

rale, e persino della tonsura; e in parti-

178 contro

terribili eretici albigesi,

che
la

colare delle reliquie de'santi, dell'indul-

tenevano agitala

tutta la

contrada

genze, delle

feste, de' voti, de'

seminari,

<>2

TOM
assistette nel

TO M
tannionc,
tit e

degli ospizi, della scomunica; e dello giu-

risdizione ecclesiastica, dell'alienazione de'

325 al conciliodi Nicea;Bretcommendevole per la sua sanla

beni delle chiese, della residenza, delle


provvisioni de' benefzi
,

pelsuozeloper

fede cattolica, fio-

della simonia e

riva nell'impero di Valente ariano, a cui


resistette

confjdenza,deH'inquisizione, degli usurai,


de'sortilegi e

valorosamente, e
la

la

Chiesa ogni

de'maghi.

anno ne celebra
tervenne
al
.
1

memoria; Geronzio inI

A CELLI Alberico o Uldarico, Cardinale. Napoletano, che altri vogliono della famiglia Cibo, nelle tempora del

TOM

concilio generale di Costan-

tinopoli; Teolirno

vivea nel 3g3,

s.

Gisuo

rolamo

lo

annovera

fra gli scrittori del

dicembre 125 Onorio


i

II

lo

cre cardii

nale prete de'ss. Gio. e Paolo, e fin


giorni
bolle

suoi

neh i54,dopo aver sottoscritto due d'Onorio 11 neh 127 ei 128. Ossergli eli,

romano ne fa menzione a'20 aprile; Timoteo trovossi al concilio d'Efeso nel 43 ;Giovanni zelante deltempo,eil martirologio
1

la

fede cattolica contro

nestoriani eglieu-

va Caldei la, che non trovandosi tra


lettori

tichiani,

mor prima

del

44^> Alessandro
Costantinopoli

de'6 Papi successori d' Onorio

intervenne
del
'

al concilio di

crede probabile che morisse nel suo pontificato.

TOMACELLI Pitn^Cardinak, V. Bonifacio IX Papa. TOMBA. V, Sepoltura, Tabernacolo.

449i ec afl ue ll diCalcedonia del 4^7; Teotimo II ebbe lettera dell'imperatore Leone I, sull'assassinio di s. Protetto; Paterno sottoscrisse
la

relazione che

il

cons.

cilio di

Costantinopoli

mand

a Papa

Ormisda, Sede arcivescovile e metropofanio


;

sull'elezione del patriarca Epi-

TOMI.
li

della piccola Scizia del Ponto, arcive-

scrisse

scovato onorario nel VI secolo del patriarcato diCostantinopoli nelle provincieBarbare, senza suffraganei,e ne parlai a

il Papa Vigilio condanna de'Tre Capitoli nel 54q o 55o. Oricns christ.. I, p. 1212. TOM ISMOoTO MI STI. Chiamasi To-

Valentiniano, cui
la

per

Tar-

taria descrivendo

la

Scizia.

La

citt ro-

mismo la dottrina dell'angelico s. Tommaso d'Aquino (/^.), risguardante quella


parte di Teologia (V.), che tratta della
grazia e della predestinazione; e Tomisti

vinata sorse verso l'imboccatura del Da-

nubio, che alcuni credono succeduta all'attuale

Tomisvor, villaggio della Tur-

que' Teologi (T
di seguirla,

7
.)

che fanno professione


i

chia europea, in Bulgaria, sangiacato di

particolarmente

domenicani

Ruslendje e Mangali. Ha un piccolo porto dove si fa qualche commercio. Creclesichesia il luogo d'esilio del famoso poeta Ovidio, eia patria di Papa Conone. Siccome fu riteSilistria; sul tra

mar Nero,

o Predicatori. Dichiarai! Bergier nel suo Dizionario della teologia. Non appartiene a noi di terminare questa disputa,
la

nuta Temes'War giacere


tica

sul suolo dell'an-

Tomi o Tomes,

in quell'articolo ri-

quale dura gi da molti secoli, e che probabilmente dorer ancora un pi lungo tempo; noi non vi prendiamo n interesse, u partealcuria.Noi vogliamo soltanto che allorquando avvi questione di
sistemi arbitrari sopra
prensibile,
vi si

portai le recenti scoperte archeologiche

che ci escludono. 11 martirologio fa sovente menzione di Tomi, relativamente


a'molti
ss.

un mistero incom-

come

la

predestinazione,
si si

non

Martiri che quivi versarono


la

il

metta alcun calore,che

astenga dal

loro sangue per

fede di

Ges

Cristo. Si

far uso di termini duri e di accuse


rarie; egli assai
di
i

teme-

conoscono

seguenti vescovi. Evangelico


dell'

meglio per un teologo

sedeva a tempo

imperatore Diocle-

consumare

il

suo tempo, di adoperare

siano; Filio fu gettato in


sofferto altri tormenti
,

mare dopo aver


il

suoi talenti e procurare ogni suo sforzo

martirologio
IN'.

di difendere le verit della nostra fede con-

di l'cda

la

menzione a'3 gennaio;

tro coloro

quali

le

negano."

T O M
Viviano o Vibuno, Cardinale. Denominato il Maestro, orvielano, o come altri vogliono sanese e originario d'Ancona, da dove la sua famiglia
si

TO M
zia, in

63
delle

TOMMASI

legazione, celebr altro concilio in Iseo-

un luogo detto il Castello

Fan-

ciulle, iu cui

con fermezza sospese

dall'e-

sercizio delle pontificali funzioni Cristia-

tempo di Federico imperatore, che nemico implacabile della chiesa romana occup colle armi Ancona. Xell'articoloORviETo riporrifugi e stabil in Siena a
I

no vescovo

di

Casablanca, che ricus d'inle

tervenirvi e di troncare

differenze pel

quale era stato convocato. Mentre si tratteneva nella Scozia applicato a spedire
, i

tandolo tra'cardinali orvietani, notai che


sanese lo qualificarono Cardella eNovaes,

negozi di sua legazione, veleggiando per

diporto in mare, fu fallo prigione dalle


genti di Giovanni de'Curci, il quale appena n'ebbe notizia ne ordin la liberazione.
la
Il

sebbene
pali
ia

il i

.nel classificare
il

cardinali per

pose
i

Tomtnasi
eli

tra gli orvietani

ed

ommise

sanesi. Ne' Ritratti poetici

con

vescovo

Tommaso
1

de Borgo nelci fa

note biografiche
ni (V Orvieto,
vi

alcuni illustri uomi-

sua Ibernia Domenicana.


il

sapere

compreso il Tommasi, lodato per svegliassimo ingegno. Essendo nella sua verde et arcidiacono nella

che

card ina le fu nel

i85speditoda Lu-

cio III per suo legato in

Manda, per
b.

fali

re la solenne traslazione delle reliquie


S.

cattedrale d'Orvieto, indi portatosi in B.o-

Brigida vergine e della

Colomba ab-

ma

ed acquistatasi

col

suo sapere alta

ri-

badessa, nella metropolitana d'Armagli,


lo

putazione quale avvocato nella curia ro-

mana, Alessandro III nelle tempora di settembre! 7 i, ovvero nel i 73, lo cre cari
i

alla

che segu con gian pompa e solennit presenza di 5 vescovi di gran nu1

mero
di

di decani, abbati, priori, sacerdoti


Il

dinale prete di
Indi
il

s.
1

Stefano
1

al

Monte

Celio.

e chierici, di nobilt e popolo.

sepolcro
a'

Papa

nel

76

Io

destin con GraIII, alla

queste sante rimase glorioso sino

ziano nipote d'Eugenio

legaziole co-

ne

di

Scozia e Irlanda, per ordinare

se religiose e

comporre

le

chiese di que'
si

tempi d'Enrico Vili. Ma quanto as. Brigida, della vedova e fiorita due secoli dopo, gi narrai a Svezia che in quel regno
fu trasportato
il

due regni discordanti


cilio in

fra loro, e vi

ap-

suo corpo, est venera


la

in

plic col suo talento e zelo. Tenuto

un con-

Vesteras: ci avverto per evitare equivoci


;

Dublino, coll'mtervento de'vesco-

cos

pure per

b.

Colomba

diver-

t e

abbati d'

ambedue
le

que' regni,

com-

pose e aggiust colla sua autorit, dottri-

na emodiaccetlevoli
le

differenze di quel-

domenicana, che nata in Rieti mor a Perugia,oves\ venera nella chiesa del monastero da lei fondato. Dopo avere il
sa dalla

chiese; e

si

studi colla sua prudente


11

cardinale radunato nella legazione d'Ir-

destrezza di riconciliare Enrico


ghillerra con
s.

red'lndi

landa una considerabile


nel pontificalo

somma

d'oro e
1
1

Tommaso arcivescovo
le frodi, l'astuzie e la

d'argento, tutto dov lasciare versoil

86

Cantorbei y.Ma
fede del re, che

mala

d'Urbano

III, alla cui ele-

nou avendo

la

volont di
bian-

pacificarsi sinceramente eoll'illustie prelato,

per mezzo prima di regali e

di

Lucio III, erasi trovato presente, dopo aver ritenuta quasi anni la dignit cardinalizia, poich la mor"> 1

zione, cornea quella di

de parole, e poi di minacce studia vasi di trattenere, sebbene indarno, in quel regno il cardinale,ne impedirono il bramato effetto. Alcune particolarit di questa le1

te gli rap

con detto tesoro

la vita,
,

restan-

dogli la

fama

di celebre legato

per

es-

sersi distinto nell'arte difficile

de'pubblici

affari

con energica dignit.

gazione

si

potino vedere nel


lib.

Concordia
I

5, cap. 56.

De Marca, Avendo mo-

TOMMASI
nale. V.

strato perizia nel maneggio de' pubblici negozi ecclesiastici, destinato ad una 2/

Gaetano Jacopo, CardiGaetasi Tommasi. TOMMASI Giuseppe Maria (h.)Car


primogenito

'/////(.Nobile siciliano, figlio

64
del duca di

TOM
imposto
il

TO M
solenne professione
a'?.

Palma, principe di Lampedusa, baione di Torretta e Montechiaro, nacque in Alicata diocesi di Girgenti a'
i

5 marzo 666,
1

alla

presenza del padre e della famiglia. La sua

cagionevole salute e gracile temperamento, nel ria

a settembre iG^f), e gli fu


di

noil

1672

lo costrinse a

riprendere rail

me

Giuseppe per riconoscenza verso


i

nativa, prima di cominciare

corso

santo alla cui intercessione l'ottenero gnitori che ancora

degli studi ecclesiastici; ed in seno de'suoi

non aveanoavulo

figli,

Novaes dice

la

sua famiglia originaria da

Siena, e l'annotatore di Carlo Buller (ni-

nuovamente si fece ammirare pel suoraccoglimenlo e abituale divozione. Restituitosi a Palermo, pass in Messina a sludiar filosofia, e
si

riferisce

pot e continuatore del celebre Albano), che il padre di Giuseppe M.' fu

perfezion tanto nella


facilit.

lingua greca, sino a scriverla con

un modello di virt, e la sua vita stampata molto edificante; che le 4 sorelle del
beato abbracciarono lo stato religioso in un monastero di benedettine fondalo dalla

Non

confacendogli
a

il

clima di Messina, fu
s.

mandato

Roma

nella casa di

Silve-

stro sulQuirinale, allora de'teatini,

don-

de fu trasferito a Ferrara, e poi a Modena. In questi diversi luoghi prosegu

loro famiglia, ed

ivi

vissero nella per-

fezione della propria santificazione, in

cremente
periorie
i

gli

studi, e

afinnamor suoi sui

compagnia
tali

della

madre

ch'erasi coll'as:

confratelli colla sua incontarni-

senso del marito ritirata con esse

una

di

nata innocenza, modestia, umilt, vita austera e penitente, esattezza nell'adempi-

monache

M.''

Crocefissa fu dichiarata
il

venerabile e s'introdusse
la

processo per
fra-

mento de'suoi doveri, congiungendo a tutto questo lo sviluppo di straordinari talenti.

sua canonizzazione. L'altro e unico

tellod. Ferdinando, fu

un pio

laico, e di cui
vita.

Ritornato a R.oma,cominci
casa di
vi
si
s.

il

corso deidella

pure venne pubblicata l'esemplare


le felici disposizioni alla

la teologia nella

Andrea

TostocheGiuseppeM/seppeleggere, per
virt inculcatale

Valle, e con diletto

approfond; pol-

che con esso si trov


gni verit, senza
ligiosi,

in

un pi intimo coniesercizi re-

gli dal

padre, cominci a gustare

opela so-

mercio colla fonte d'ogni giustizia e d'o-

re di

s.

Francesco di Sales.
,

Amando

menomare gli

litudine

non trovava alcun piacere


lettere.

ne'

sollazzi di sua et, e die saggio di singo-

vennero santificati eoa l'orazione vocale e mentale, e colla niorlui

che da

golar disposizione alle


di

L'esempio
desi-

tificazione.
le

Frequentando assiduamente
s.

due

sorelle

che

si

fecero religiose, pr-

scuole, impiegava gran parte del suo


nello studio della

dusse

in lui

profonda impressione;

tempo
ss.

Scrittura e de'

derava imitarle,

ma

gravi ostacoli incon-

Padri, da'quali fece molti estratti che


gli

Ir, oltre la resistenza paterna.

Per vin-

poi

riuscirono

utili alle

sue dotte

fati-

cerla ricorse all'orazione, e con vivi sen-

che. Frattanto morta nel fior degli auni


la

timentidi piet supplic

il

genitoreaperedili-

cognata,

il

detto zio nel crudo inver-

meltergli d'abhracciare Io slato ecclesiastico. Il

no
in

lo fece partire

per

la Sicilia a

consogiunto

padre commosso dalle sue

lare l'afflitto fratello;

ma appena

canti lagrime, e dalla costanza della vo-

cazione, finalmente l'esaud, rinunziando


egli la

che peusava rendersi cappuccino, cadde infermo e dopo pochi


il

Palma,

fratello

al fratello. Recatosi d'anni

primogenitura con atto puhblico i5 a Palermo,


le

giorni cess di vivere di 21 anni, lascian-

entr ne'tealini,oveeravi loziop.d.Carlo,

che abbandonate
seppe M. fece
voi
e,

ricchezze e dignit al

do un bambino che presto lo segu nella tomba. Il beato ned' assistere il fratello non solamente mostr mirabile fortezza
d'auimo,

fratello minore,! vi
il

santamente vivea.Giunoviziato con angelico ferdi

ma

nell'esequie con istupore di

tutti esercit l'ullziodi

diacono. Poich

dopo un anno

prova emise

la

ebbe mitigato

il

dolore de'suoi congiunti,

TO M
si

TOM
Roma, ans.

65

rec in

Palermo

a compiervi lo studio

teologico, indi richiamato in

teramente dedicarsi alla penitenza e all' orazione. Per il suo genio fomentato
dall'amicizia e dalle insinuazioni del caril seniore, ed il Bona (gli altri cardinali eslimatori del p. Tommasisi ponuo leggere in Cardella), incominci a pub-

d ad abitare

nella ricordata casa di

Silvestro, e vi rest sino al cardinalato.

dinal Francesco Dai berini

Ordinato prete nel 1670, amabile e modesto, le sue maniere comandavano il rispetto a segno che cessava negli altri ogni contesa quando compariva. Incaricato quindi di vegliare sui pi giovani studenti, edificava li colle sue azioni, mostrandosi zelantissimo de' loro progressi nelle
virt,

pio e dotlo cardinal

blicare

frutti de'suoi elaborali studi, sin-

impegno che temperava con manieSofferente perla sua cattiva sa-

re affetluose,e l'esortazioni raddolciva colla carit.

golarmente nelle materie liturgiche, e ne far in ultimo il novero. Solo qui dir col Pienazzi, Storia dell' Universit di Roma t. 4, p- 74> coe a -opera che intorno ad esse egli die alla luce, fu la collezione di antichissimi codici che nella
i
'

nit, che gli abbatteva lo spirito, con ras-

maggior parte spettavano

alla celebre bi-

segnazione cristiana sapeva rendere

le

sue

blioteca di Cristina regina di Svezia, la

pene meritorie
riori lo

agli occhi di Dio:

supe-

sgravarono del pulpito e del confessionale, ed egli con pi ardore conti-

quale l'ebbe in sommo pregio, in cui erano descritti vetusti riti dell'amministrazione de' sagratnenti. Appresso pubi

nu

a dedicarsi alla teologia.

Da

quest'e-

blic la raccolta de' responsoriali e degli

poca pu
teche di
gli

dirsi ch'egli visse nelle biblio-

antifonari della chiesa romana, premet-

Roma, frugando

di

continuo nedi sagra an-

tendovi eruditissime prefazioni, con note


e
tive materie. Cos

archivi e

ne'monumenti
sopra lutto
le

tichit. Cercava
l'

vestigia del-

documenti acconci a illustrare le rispetpur fece nell'edizione

antica disciplina e delle liturgie della

del Salterio, che per sua cura fu pubbli-

Chiesa per la celebrazione della messa, per


la recita dell'uffizio

cato secondo la versione


na.

romana e

gallica-

divino, per l'ammi-

Ne di

essa pago, rivolse le sue fatiche

nistrazione de' sagratnenti. Vieppi

era

a tutta la Bibbia, pubblicandone gli antichi titoli e capitoli de'libri

assiduo nel leggere

la s.

Scrittura e isuoi

commentatori,ed avvedendosi essergli necessaria la conoscenza della lingua ebrail'impar perfettamente da un rabbino giudeo, che co' suoi sforzi tiuse conca,

chela compongono. Rec poscia in Ialino l'uffizio di cui greci fanno uso nel venerd santo.Ci
i

diede pure

le istituzioni

teologiche, o rac-

colta di opuscoli de'ss. Padri,onde servis-

vertire al cristianesimo.

Questa conver-

sero d'introduzione e di

fondamento

allo

sione fu poi da'teatini fatta dipingere in

studio della religione; lasciando di ricor-

quadro dal
"N

cav. Concioli, ed offerto a Pio

dare

altri

opuscoli di

minor

rilievo,cbe so-

11.

Le sue scientifiche ed

erudite ricer-

no
che
nel

inseriti nella di tutte le


i

completissima edizione

re

che erano guidate dalla fede, per mostrala conformit di credenza della chiesa

sue opere stamp in

Roma
edi-

747

il

teatino p. d.
il

Anton Francesco
la i.'

romana colla primitiva chiesa. Questa fede manifestavasi peculiarmente nel cullo del ss. Sagramento, e nella celebrazione della messa. Verso questo tempo fu pi frequente la corrispondenza epistolare colle
sue

Vezzosi, ed
zione.

Fagliarmi ne fece
egli

Tanto sapere

abbelliva colla

gli

profonda umilt e colla pi rara modestia: uomini pi scienziati d'Europa, ancorch acattolici, formarono un' alta opinione dell'estensione
di

sorelle religiose, nella quale


il

si

am-

sua erudizione e
dice che
il

mira
tiva,

combattimento di spirito che pavolendo abbandonare l'imprese letvot,.

della giustezza di sua critica. Cardella nelle

Memorie isteriche de' cardinali,


le

terarie e ritirarsi nella solitudine, per in-

sue dotte opere

gli

meritarono

titolo

txxvti.

GC>

TOM
dosi, salvo

TO

M
opponen-

ili principe e dottore della liturgia della chiesa occidentale; e che nella sua persona

era sempre modesto, a ninno

die l'idea del perfetto ecclesiastico.


tre
il

Men-

p.

Tom ma

si

seguiva indefessamente

che l'autorit de'conoilii o il parere de' ss. Padri non lo rendesse necessario; e tale era la sua soave maniera
i

a faticare, e ad arricchire di
le

nuova luce
riri-

che infallibilmente conduceva


o
i

cardinali

sagre discipline e

le

cose religiose,
teatino, per

suoi colleghi nell'opinione che difen-

manendo sempre semplice


cusare
tutti
i

deva. Intanto Clemente

XI volendo dare
alla chiesa

posti onorevoli
gli si

che nell'orla

un cospicuo ornamento
na, inaspettatamente

roma-

dine e fuori

offrirono, attesa

fa-

nel concistoro de'

ma

di sua santit e profonda erudizione, Innocenzo Xll,cheavea letto eammirato

18 maggio 1712

Io

cre cardinale del-

l'ordine de'preti con applausodi tutta

Ro

isuoi scritti, volle conoscerlo di persona, e

ma, ed estrema
Il

gioia del sagro collegio.


la

ad istanza del cardinal Albani lo nomin esaminatore de'vescovi e consultore de'riti. Per con quella stessa costanza con cui avea rinunziato le cariche del suo ordine,
si

p.

Tornatasi nel riceverne


colpito da

notizia fu
coti lagriri-

come

xm fulmine, e
si

me

e preghiere

ricus d'accettare,

putandosi allatto indegno dell'eminente


grado.
l'or.A

astenne d'accettare quelle ancora, tein

Fu allora, e come

gi notai a Por>-

nendosi

concetto di

uomo

da nulla, e

incapace eziandio

d' ascoltare le sagra-

Clemente XI dopo avergli ripetuto quelle stesse ragioni da


e Rinunzia, che

mentali confessioni. Tanto era la sua sincera umilt, che usava vesti logore, ed

un

letto

appena largo 3 palmi, composto


coperto
di eoltre lacera

di 3 tavole e

e
gli

manifestate nel costringerlo ad assumerei! pontificalo, autorevolmente e per precetto. d'ubbidienza gl'impose di ricevere il compartito onore, a mezzo del suo
lui

sdrucita.

Nemico

del denaro, tosto die

arebiatro mg. Lancisi, e del cardinal Ferrari


di
I' intimazione. QuinPapa gli confer per titolo la chiesa de ss. Martino e Silvestro a'Monti, ero

capitava nelle mani, lo distribuiva a'poveri.

che gliene fece

Castigalo persino negli occhi, giamli

il

mai

fissava nel volto delle

donne.

Lo

scarso alimento l'amareggiava coll'assenzio e polvere di ruta; e castigava


il

ascrisse alle principali congregazioni cardinalizie.


nai.i,
si

corpo

con aspre
il

diuturne flagellazioni, Per la riputazione chegodeva, quando nel 700


e
i

Rimarcai a Famiglia db'cardiche quella formatasi dal cardinal"

cardinal Albani fueletto

Papa Clemen-

e storpia; e

te XI, ricusando questi di accettare volle separatamente consu!tare4 teologi da lui pi stimati, fra'quali il p. Tom masi, che lo convinsero e persuasero a dare il consenso,altrimenli avrebbe forse anche pec-

componeva di gente deforme, povera come faceva loro in tutto da tenero padre, e quando pioveva e in alli

tre occasioni
za.

Da

principio

si

prendeva seco in esrrozchiam conlento di due


s.
il

semplici stanze che avea nella casa di


Silvestro, e riguardava coti orrore
di

titolo

cato. Indi

il

Papa per espresso comando


gli uffizi di

l'obblig ad accettar
ficatore del
s.

qualiil

zie.

oflizio

(consultore scrive

e le PestitcardnatiRicus colle pi gentili e obbliganti maniere que'donativi d'uso, che in occagli

Eminentssimo

JVovaes), e di consultore de'rili e dell'in-

sione di sua promozione

offrirono ber-

dulgenze.Cos
sercitare

si

apr per lui un vasto cam-

sone graduate e distinte. Tante sublimi


virt
la

po, nel quale ebbe frequenti occasioni d'ela

non andarono

esenti da motteggi, e

sua naturale capacit e

le

co-

sua avversione

al fasto fu posta in ri-

gnizioni acquistate, alla presenza de'cardinali,


i

dicolo.

quali pi volte resero testimo-

Finalmente per decoro della uno va dignit, s'indusse ad abitare una mot seco

nianza

al suo profondo sapere e alla sua grande umilt. JNel dire la sua opinione

desta casa vicina alla sua chiesa, dove por-

un

religioso laico teatino,

manten-

TO M
ne
lo stesso

TO
che menava da

M
il si

67

metodo

di vita

lenimento piccola
dico l'avvert che
stanza, ed
di cui in
il

somma, onde
nou

me-

divenne un santuario di virt. Questa casa o palazzo del baione Passarmi, posta al n. 207, nella via che conreligioso, e

nutriva abba-

resto distribuiva a' poveri,

ogni occasione fu l'avvocato.

duce a
in

s.

Lorenzo
il

in

Pane

Pena

(e lo

not pure

cav. Belli,

Delle case abitate


p.

7 mesi di cardinalato predisse la vicina sua morte, e caduto infermo nella


vigilia del s. Natale,

Dopo

Roma da parecchi uomini illustri,

nondimeno

volle in-

So), ricordata dal Bernardini nella

De-

tervenire nella basilica Vaticana al ve-

scrizione de Rioni di Roma, parlando del

spero pontificale, e nella notte

al

mattufe-

rione Monti, ora in parte propriet de'fralelli

tino e messa nella cappella pontificia. Au-

Di l } ietro,fu a bitataa'uost ri giorni dal1

mentatosi
sta e nella

il

male, nella mattina della


sagrifizio.
i

l'illustre e

venerando patriarca di Costantinopoli mg. Antonio M." Traversi, e ovisite

seguente volle assistere nell'os.

ratorio domestico al

norata 3 volte dalle

diGregorioXVI

cinandosi
nienti, e
il

il

suo
s.

fine, ricev

ss.

AvviSagra

suo aulico e degno amico, ed ebbi l'onore


di seguirlo; delle quali visite feci parola

Viatico col volto tutto indi unirsi al

fiammato, ansioso
vulgalasi per

suoDio.Disuo gra-

nel voi.

XVIII,

p.

06, celebrando

la

dote

Roma

la notizia del
il

trina, le virt del prelato, e la

somma
vi

ve male, universale fu

dispiacere, molli

cordiale amorevolezza ch'egli ebbe per

cardinali corsero a visitarlo, e non poten-

me. Perci nella


se
il

sala

ove fu

il

Papa,

po-

do

ci fare

Clemente XI per

essere a let-

prelato

la

seguente

marmorea

iscri-

to indisposto, gli

mand

la

pontificia be-

zione:

Gregorio XVI P. M.-In memoriam auspicatissimi dici- vi id.feb. A. i836- Quo domimi liane sua sponte ingressus- Vetercm in Antonium Traversi- Benevolentiam- Nova honoris adietione- Cumulavit.\ cardinal Tommasi
prese per modello
il

nedizione in articulo moi'tis, a mezzo de'


nipoti cardinal

Annibale e mg.' Alessansi

dro Albani,

quali

offrirono pronti a

qualunque sua

richiesta e bisogno. L'a

gouizzante porporato, altro non domand, che supplicare il Papa a degnarsi di


suoi guardare con occhio di clemenza quali erano poveri e amati famigliari, immersi nel dolore di perdere s incomparabile padre e non padrone. Eguale ii
i

cardinal

s.

Carlo Bor-

romeo,che prima

di lui era stato titolare di

sua chiesa. In questa e in conformit dell'antica disciplina, assisteva in tutte le feste,

non impedite
coro

dalle cappelle pontificie, in

stanza

il

cardinale replic
in cui lasci

al

Papa
il

nel

suo

alla recita delle

ore canoniche s nella

testamento,
di

erede

collegio

mattina che nel pomeriggio; predicava


ogni domenica
spiegare
il

al

popolo, e dilettavasi di
la

rio

propagandante, pel. fervido desideche sempre avea avuto di predicar la


sua chiesa titolare, al cui orscudi d' oro,

catechismo e

dottrina crifi-

fede alle nazioni idolatre; dispose alcuni


legati alla

stiana a'fanciulli, e principalmente a'


gli de' poveri.

Dava udienza

chiunque
tal

namento avea speso 2000

la

richiedeva e in ogni ora, con

dolcez-

za di parole e benignit di tratto, e con

ordinando d'essere tumulalo nel suo sotterraneo collesempliciiuiziali del suo uo-

che rimaneva dubbio s'eamasse pi gli accorrenti o il tempo. Avrebbe desiderato di fare rivivere alcune pratiche dell'antica disciplina, ina la brevit della vita non gli permise di ria
tale speditezza,
gli

me
te le

e del titolo cardinalizio, scolpile soil

pra un mattone,
eseguito.

Giunto
cadde

che fu poi puntualmenil punto estremo, vol-

da

se cercare nel rituale le preci dell'avi

gonia, e

tosto,

ma
si

l'ebbe tranCrocefis-

cir nel disegno, e le sue intenzioni gi

quilla. Un'aria di gioia

sparse sul suo


il

aveano incontrato
le

forti opposizioni.

Del-

volto, e baciato

teneramente

sue rendile serbava pel suo scarso

man

so, e poste le braccia in

croce sul petto,

68

TOM
i

TOM
1

rese la bell'anima aDio il /gennaio 7 1 3, di G4anni,efu da lutti amaramente pianto, massime da'poveri a' quali in G mesi

culus Instilutonum theologicarum vetcritm

Patrum.

i3. Institutiones

theo-

logicae anlicpiorum Patrum. i4- Breve istruzione sulla

avea distribuito pi di 4.000 scudi d'oro.


Il

maniera

d'assistere

popolo corse

in folla al palazzo, tulli gri-

dando

co' famigliari:

morto

il

santo;

sciogliendosi in lagrime ed in elogi.

Non

trovandosi l'occorrente denaro pe' funerali,

ordin

il

Papa che

vi

supplisse la ca-

mera

apostolica (per coincidenza ricorde-

con frutto alla s. Messa. i5. Esercizio giornaliero per la casa. 16. Costituzione delle religiose benedettine della diocesi di Girgenti. 7. Prisci fermenti nova expositio: et de fermento quod dabatur sabbaio ante Palmas in consistono ha1

r aver detto nel voi. XXVIII, p. 59, che ivi morendo mg/ Traversi, da Gregorio

ter'anensi,.Lasci inoltre
1

il

cardinale mss.:

.Brevieulus aliquot monumentorum ve-

XVI

gli

furono
gli

fatti

celebrare

funerali,

un nobile monumento). Ne scrissero la Vita, Antonmaria Borromeo vescovo di Capo d' Istria, Venezia
e inoltre
eresse
1

3, riprodotta dal

degli

Arcadi

illustri,

Crescimbeni nel t. 3 ove a p. 44 ripoHa


al

teris moris quo Cliristficlcles ad saeaduni usque X utebantur in celebra tione Missarum. 1. Deprivato ecclesiaslicorum qfficiorum Breviario extra eliorum. 3. Memorialis indiculus veteris et

la lettera del p.

Tommasi

Papa

della

rinunzia della porpora a cui l'avca esaltato;

Roma
che
la

Domenico Bei nino, e stampata in r nel 1722; mg. Giusto Fontaniui


pubblic nel Giornale de letterati il p. d. Giambattista

d'Italia ne'l. 1 7 e 26;

probatae in Ecclesia consuetudinis concederteli indulgentias. Alla sua morte il cardili tic lavorava in una edizione del vero Sacramentario di s. Gregorio I Papa, purgalo dalle aggiunte fatte ne'tempi posteriori. Pe'prodigi da Dio operati a sua intercessione in vita e dopo morlo,ad
istanza di molti personaggi s'intraprese
la

Bonaglia preposito generale de' tealiui, postulatole della causa di sua beatificazione e pubblicala in tale circostanza; oltre

compilazione de'processi sulle sue eroial-

che virt emiracolijOndepoi procedere


la

quanto ne

scrisse

il

p.

Vezzosi
le

nell'

e-

canonizzazione, nell'anno stesso di sua


le

dizioue che pubblic di tutte


di cui eccone
1'

sue opere,

morte, e

sue opere furono sottoposte a

elenco.

1.

Speculimi divi

severo esame. Benedetto

XIV

che l'avea

Aurclii Augustini episcopi Hipponensis. 2. Codices Sacramentoriun, nongentis

annis vetustiores.

3.

dei, spei, et charitatis. 4-

Exercitium fi~ Psalterium

ammiralo vivente,derogalIa legge d'Urbano Vili sui 5o anni dopo la morie onde procedere alla canonizzazione. Clemente XIII nel 1761 lo dichiar venerabile e
ne riconobbele virt in grado eroico.Comprovati miracoli, Pio VII colla bolla^eternus Dei filius, de' 6 settembre 8o3, Bull. Rom. coni. t. i2,p. 62, ne ordin
i 1 1

juxta duplicali edilionem, quam Romanam dicunt, et Gallicanam. 5. Responsorialia et Antiphonaria romanae Ecclesiae. 6. La vera maniera di glorili' care Dio e di far orazione. 7 Sacrorum Bibliorum juxta edilionem seuhXXinterpretum, seu b. Hieronymi, veteris lituli, sive capitula, ante 1000 annos in
.

la

solenne beatificazione,

la

quale fu ce-

lebrata nella basilica Vaticana a'

29

set-

tembre

stesso,

con quel magnifico appail

rato che riporta

n.

287

del
si

Diario di

occidente usitata. 8. Antiqui libri Missarum romanae Ecclesiae. 9. Qjjcium

Roma.

Il

sagro suo corpo

venera nella
del 2.
al-

suddetta chiesa

de'ss. Martino e Silvestro,


la

Dominicae Passionis, secundum ritum


graccorum.io. Psalterium cum Canlicis ,

nell'urna ch' sotto

mensa

tare a sinistra di chi entra dal principale


ingresso, esistendo tuttora la lapide nella

versibus prisco

more distinctum.

u. Piccolo

estratto dc'salmi.12. Indi-

chiesa sotterranea, ove fu deposto e vi ie-

TOM
sto sino alla traslazione nel detto altare,

TO M
stato portato
I, e vi
si
il

69
i

corpo di Papas. Martino

sulla quale
1 1
si

si

pu vedere
t.

il

Pistoiesi,

Vifesta

di Pio VII,
io dica

i,

p. 170.

La sua

celebra a'24. marzo.

Ora qui conviene

alcuna cosa sul luogo di sua antica sepoltura e su quello ove ora si venerano le sue spoglie mortali, di pi ag-

che

venerano ancora corpi di s. Sile di s. Giusta sua madre, come vuole il p. Filippini; quanto al Papa per contraddetto da molti, e dagli storici della Chiesa di s. Silvestro in Capite. Per le ba r bariee vicende de'tempi, e dopo l'erezione
vestro
I

giungendovi alcune altre nozioni sulla chiesa che le racchiude, per averlo pro-

della chiesa di

s.

Simmaco,
I

l'oratorio e la

chiesa di S.Silvestro
rie

siempironodi mace-

messo altrove, come tempiosingolareche

edi terra;ma versoili65oil p.Gio. Anin tal infeli-

pu

dirsi

contenere tre chiese, una sopra

tonio Fdippini genera le de'carmelitani,a-

l'altra; cio la

Chiesa de

ss.

Silvestro e

vendo ritrovato ne'suoi scavi


sa, alla
li

Martino a'Monti,
e
la

l'oratorio sotterraneo
s.

ce condizione i sotterranei oratorio e chiefece

chiesa sotto a questo fabbricati da


I.

Questo Papa abit il luogo gi Terme di Tito (V.) e dette di Domiziano e Traiano, pel riferito a tale articolo. Il Papa vi edific un oratorio colla semSilvestro
plicit propria de'suoi

venerazione de' fedeli

interamente vuotare, e restitu , restaurando

l'oratorio. Indi e con isplendida magnificenza e la spesa di pi che

70,000 scudi
dando-

ristor e abbell la chiesa superioree priu-

tempi e della con-

cipale de'ss. Silvestro e Martino,


le la

dizione de'crislianijOveprivatamenie am-

forma che
il

si

ammira.

In tale occa-

ministr
fedeli.

sagiamenti a consolazione de* Per la persecuzione insorta per oi

sione

cardinal Francesco Barberini ni-

pote d'Urbano Vili ordin che del

mu-

pera de'gentili, sotto


1,

lo stesso
s.

Costantino
I

saico della chiesa sotterranea, esprimente

da questa sua stanza

Silvestro

fugg

Maria Vergine,
la fece

se

ne facesse copia, e poi


al

al Soratle. Restituitasi

da quell'imperaorato-

sovrapporre

medesimo antico
al b.

tore interamente la pace allaChiesa,s. Sil-

deteriorato.

Quanto

cardinal

Tom-

vestro
rio, e

torn ad abitare presso

l"

masi, secondo la sua disposizione, fu tu-

quindi sotto di esso e sopra una parte

mulato
toposta

si
,

pu

dire nella 3. chiesa sot-

de'pilastri delle terme,smisurati

per grosti-

cio in

mezzo

e avanti

1'

altare
s.

sezza, eresse la chiesa che costitu in

della B. Vergine, detto ancora di


vestro, corrispondente al 2.

Sil-

tolo cardinalizio col

nome di
la

Equizio,per-

piano delle

ch fondata
tal

sul

podere o casa del pretedi


consagrasse in

terme

di Tito, ili. "essendo impraticabile.

nome.

6i

crede che

Ne* miei accessi agl'indicati sagri luoghi,


vidi la lapide

onore della B. Vergine, dalla sua immagine trovata in musaico sull'altare,


le esiste e
il

marmorea

eretta nella

3/

quain

chiesa da'teatiui, la quale ora incastrata

sembra

il

maggiore comech
I

nel contiguo pilastro a destra, mentre in

fondo della nave pi graude. Poscia questa chiesa

quello di contro tuttora esiste


co'suoi precordi,ed a
l'altare vi la cassa d'albuccio

la

vettina

da Costantino
Iviil

fu ingrandita,

cornuEvangelii delove fu poIvi inol-

ornata di pitture, e arricchita di preziosi

doni e rendite.
cilii,

324 e el Simmaco nel fine del secolo seguente fabnel


s.

Papa celebr duecon325 nel 326. Papa s.

sto

il

corpo del santo cardinale.

tre sono diverse sepol turer le quali quel-

bric da'fndameu ti contigua e sopra all'ora torio e alla chiesa di

Sd vestro,la
s.

chiesa

superiore attuale in onore di


di

Tours,

la

quale in

me

de'ss. Silvestro e

Martino seguito prese il noMartino Papi, per


I ,

cardinal Zelada(V.). Elevalo il venerando cardinale agli onori dell'altare, il suo corpo fu trasportato di sopra nella a i. chiesa, e collocato sotto l'altare, che
la del
il

2.

della nave

miuore a

sinistra, della

cappella fabbricata da Pulcheria Orsini


Cesi di

memoria

di

s.

Silvestro

e per esservi

buon disegno, che ha per quadro

7o
s.

TO

M
lotti
vi
il

TOM
insieme radunati; e dopo aver loro
rivolse, egli dis-

Alberto carmelitano del Muziano, ed ovato sull'altare stesso


ritratto

io

del b. cardinal

Tommasi.

auguralo la pace, a lui si se di mettere il suo dito


ed
in

ne'fori de'chiodi

TOMMASO (s.) , apostolo, chiamato anche Didimo, nome che in greco significa gemello (il gran Leonardo da Vinci nella celeberrima sua pittura del Cenacolo P espresse con 6 dita alla mano sinistra, forse pei che chiamandosi Didymus, P interpret per P A'postolo del dito gemello: essendo stato ih.fra gli Apostoli a spargere il suo sangue col martirio, il
Vinci lo dipinse vestilo di colore rosso,

quello del suo costato.


s.

Non

spiega
fat-

P evangelo se

Tommaso

abbia ci

to, e parecchi autori avvisano,

che convindi

to della risurrezione del divino Maestro,

non abbia avuto ardimento


menti

toccare

il

suo corpo. Bens pieno de'pi

vivi senti-

di compunzione, di rispetto e di amore, esclam: Mio Signore, mio Dio!"

confessando cos,secondo alcuni Pad ri, l'u-

manit e

la divinit di

Ges
la

Cristo.

Del

d'una
di

tinta pi viva di quella degli altri

A-

resto la sua incredulit

pi forte pro-

ma minore in confronto di quella Ges Cristo), egualmente che Theom o Tommasoinebraic.o.Eragiudeo,ea quanpostoli,

va della risurrezione del Salvatore, e serve meravigliosamente a confermare


stra fede
la

no-

sopra questo mistero. A Chiodi

to

pare nato

in Galilea, di bassa stirpe.


fa

meglio riportai
di
s.

Metafraste lo

pescatore.

Ges Cristo
i.

lo

Tommaso.

chiam all'apostolato nell'anno 3


inane,ma
plicit
vi

Sem-

de Dittici

Ges Cristo e pu vedere il Donati sagri, p. 2 1 e 2 3; il p. Cole

parole di

Si

bra ch'egli fosse privo delle cognizioni usuppl col candore e colla sem-

stadoni nelle sue Osservazioni, presso

il

dell'anima sua, come pure colla vi-

Caloger, OpuscoliA. 43, p. 33o; il Resozzi, Storia della basilica di s. Croce,


in
varsi

vacit del suo


di cui

amore

pel divino

Maestro,

diede prova allorch andando Ge-

Gerusalemme p. 4^ ov e dice conseril dito di s. Tommaso, col quale toc1 5

s Cristo nel vicinato di


risuscitar

scepoli di
e
i

Gerusalemme per Lazzaro, e cercando suoi didissuaderlo, perch sacerdoti


i i

il

sagralissimo costato di

Ges Cristo
incredulit

risuscitato; dito

che posto nell'aperto co-

stato del risorto

Ges

vinse

la

farisei

volevano metterlo a morte,Tom-

maso gli eccit a seguirlo, dicendo: Aridiamoanchenoi.a fine di morire eoa lui".
11

Salvatore nell'ultima cena, dichiaran-

do a'suoi discepoli ch'era per lasciarli, aggiunse per consolarli che andava a preparare loro un posto nella casa di suo Padre.

diTonimaso,con fermando una delle pi evidenti prove della credenza cristiana. Abbiamo di Antonio Francesco Fracassi, Chi. pii giovasse alla Chieda, o la gran fide del Centurione o la diffidenza di Tom-

maso? Roma

1676. Leggesi

in

alcuni
del-

antichi scrittori, che


lo Spirilo santo,
s.

dopo

la discesa

Tommaso, che

desiderava ardente-

Tommaso mand Tadad Abgarore

noi

mente di seguitarlo, gli disse: Signore, non sappiamo dove andate; or come potremo conoscere la via ?" Ges Cristo
lo

deo,

uno

de'

72

discepoli,

o toparco di Edessa, per istruirlo e battezzarlo. Sappiamo da Origene, che dopo la dispersione degli Apostoli, s. Tommaso and a predicare!' evangelo ai parti,

illumin con questo oracolo: Io sono

ninno va a mio Padre che per me". Non essendosi trovalo Tommaso cogli altri discepoli, quando il Salvatore apparve ad essi dopo la
la via, la verit e la vita:

e poscia pass in altre nazioni e scor-

se tutto l'Oriente.

Secondo Sofronio,
i

egli

piant
i

la

fede presso
ircani,
I

medi,

persiani

sua gloriosa risurrezione, ricus di cre-

caimani, gP

batlriani ed altri
lo

dere

alle loro parole.

Ges Cristo, peruna

popoli vicini.

greci

moderni

fanno

e-

mirabile condiscendente alla debolezza di

ziandio apostolo degl'indiani e degli elio


pi;

Tommaso, apparve nuovamente, essendo

ma

gli

antichi indicavano con questi

T O M
norai tulli
gli orientali.
i

TOM
renella mesta.
raviglia ci che

71
nel

Pretendono gl'in-

E degno d'altrettanta meavvenne


1

diani
bia

moderni ed portoghesi, ch'egli abannunziato Ges Cristo ai bracmaui e


gli

543. Vo-

lendo

portoghesi di Calamuia, ove seil

agl'indiani aldi l della graud'isola di

probana, die
I -i

uni prendono per

TaCey-

condo molli

sauto mor, piantare un o-

ratorio, ivi nello scavare le

fondamenta

ti.

gli altri

per Sumatra; ed aggiungoil

ritrovarono quella croce di


ti

marmo, a?aula festa solen-

no cbe
s.

(offerse

martirio a Meliapor o

la

quale fu ucciso, tinta del suo sangue;

Coromandel. S. Gaudenzio dice che fu messo a morte dagl'infedeli a Calamuia nell'India. Tillemont ed altri opinano che non sia morsulla costa del

Tommaso

e facendosi poi ogni

anno
il

nemente, nel cantarsi

Vangelo, caugia-

vasi in vari colori, e poi

mandava
i

tanto

sangue, che molti ne attingevano

panni

to lungi

da Edessa, e dubitano che abal di

per rasciugarla, miracolo diesi rinnov

bia predicato

l dell'isola di

Ta pro-

ba Qa. In moltissimi articoli parlai de'luoghi ove VA postolo d illuse l'evangelo,come


a IndieOrientali(T~.) e visonode'crislia%

ancora nel 564-Secondo gli storici portoghesi fu trovatoli corpo di S.Tommaso nel
1

IJ23

in un'antica cappella rovinata, ch'e-

ra sulla sua

tomba
i

fuori delle

mura

di

Mes.
1

11

che si chiamano Cristanidis.

Tomma-

liapor. Ivi vicino

portoghesi fecero edifi-

ne parlai ne' voi. XI li, p. 109, XVIII, XXX1 V, p. 20 e 206, a Mala.e\ui e altrove. Sia comunque, dsuo corpo fu certo portato in processo di tempo ad Eso. e
p.

care una nuova citt che chiamarono

2o5,

Tommaso
latini

Thomdi Meliapor (P.).


la festa di s.
i

celebrano

Tommaso a'
la

dicembre,
al

greci a'6 ottobre, e gl'in-

dessa,dove veniva onorato nella cattedrale

diani

(Ali luglio. Perch

sua vigilia

con singolare venerazione,


fino

al

tempo

di

s.

non fu posta
voi. Ili, p.

nel Calendario, lo notai uel

Gio. Crisostomo, nellecuiopereed in


si

Ru-

3oi.
(s.),

legge,

che non
Pietro, di

si

conoscevano al-

TOMMASO
lit in

arcivescovo di Can-

lora le

tombe
eli s.

degli Apostoli,
s.

di iiielle

ad eccezione Paolo,di s. Gio-

torbery. Figlio di Gilberto Becker, gentil-

uomo inglese, che nella sua giovinezza mifigliuola

vanni e

di

s.

Tommaso.

Nell'orazione so-

pra questo santo Apostolo, scritta nel 402, e pubblicata fra le opere di s. Gio. Cri-

Terra santa, dove inspir all'unica d'un emiro de'saraceni il desideri

rio di abbracciare la religione cristiana, e


di poi, essendosi portata in Inghilterra,

sostomo,

si

dice che

il

suo corpo era ad


Milano, Bredi

Edessa, dove fu una chiesa numerosa e


florida uel III e
scia,

cevette
tilde, e

il

battesimo, prese

il

nome di Ma1

IV

secolo.

spos Gilberto.
il

Nola ebbero alcune porzioni delle sue

Londra

reliquie:

Or tona

pure crede

venerar-

pi eccellenti

Tommaso nacque dicembre 1 7, e sort le qualit,che furono coltivate


1 1

ne
si
il

il

corpo, oltre .Mcliitpor,

altri

dicono

da una pei
i

fetta

educazione. Cominciati
di canoni-

altrove; ed anche per questo santo, forse

suoi studi in
regolari,
li

un monastero

prese una parte di sue reliquie per tutto

ci
si
si

corpo.

Quanto ad Edessa (J-),


il

si

pu

vedere anche

voi. LI, p.

3o8,

memo-

continu a Londra, poscia port a Oxford, e quindi a Parigi, dove perfezion nella conoscenza del diritto

rabile ci che

si

mirra dal Piazza nel suo


a'2
1

Santuario Romano
nito
il

dicembre. Fi-

canouico e nelle diverse parti della lettera tura. Tornato a Londra, s'impieg in
qualit di chierico o di segretario alla corte della citt, e

vespero di sua festa,

dava
in

al

il vescovo ansuo sepolcro, e apertolo poneva

diede a conoscere granaltari. In

mano dell'Apostolo un ramo di


il

vile sec-

de capacit pergli

seguito Teo-

co, e la mattina seguente

ritrovava veri-

de con tanta uva, quanto bastata per

baldo arcivescovo di Cantorbery gli offerte un posto uella sua casa, non tard ad
aflidargli lecure pi importanti dell'arci-

spremerne il vino necessario per cousagra-

?2
so l'annoi

TOM
Verre,
il

TOM
quale esigette che
i
i

vescovato, e lo fece suo arcidiacono.

vescovi giurasse-

5j Enrico

II

re d'Inghilter-

ro di mantenere tutti

costumi del regno.

ra Io

nomin cancelliere del regno, e gli commise altres l'educazione del principe Enrico suo figlio; poi lo sped in Francia

Tommaso ben vide

che con ci Enrico II intendeva di convalidareabusi notorii ed aperte ingiustizie, perci dichiar che non

per stabilire

il

matrimonio

di

questo

avrebbe

fatto ilgiuramento,checollaclauil

principe con Margherita di Francia figlia

sola salvo

dovere e la coscienza. Non-

diLuigiVII WGovOnfl negozia re un trattato tra le due corone, locch esegu con
felice successo.

dimeno,

lasciatosi vincere dalle preghiere

del clero, acconsent in

una radunanza te-

Tommaso

per non

si

la-

sci abbagliare dagli onori, continu

ad et-

nuta a Clarendon neh 164, di firmare i 16 articoli chiamati Costituzioni di Chi'

sere umile, mortificato, raccolto e casto.

rendon. Egli

si

pent subito di sua condila

La gelosia

gli

suscit delle persecuzioni, ma

scendenza, e pianse

sua debolezza, finIII,

egli fece tacerei suoi

nemici colla sua dol-

ch ebbe consultato Papa Alessandro


cui chiese l'assoluzioue.
Il

cezza e col suo silenzio. Elelto arcivesco-

Papa

nell'ac-

vo

di

Cantorbery
i

la vigilia della

Pente-

cordargliela, g' ingiunse di riparare con

coste del

62,

si

dedic intieramente al-

episcopale vigore
to. Il

il

fallo in cui era

cadu-

le funzioni

dell'episcopato; abbracci la

disciplina regolai e e monastica de'cannici della

te

il

suo cambiamento irrit fortemenre, che gli minacci la morte, e ral'8


i

sua cattedrale, indoss un ruvido


alla

dunati

ottobre dello stesso anno


signori a

ve-

cilizio

che non lasci fino

morte, e

si

scovi ed

Norlhampton, venne
tutti
i

sottomise ad un genere di vita austerissi-

Tommaso
ni

condannalo, e

suoi be-

mo. Levavasi ogni giorno


mattina, e recitato

a 2 ore della

furono

confiscati. Crescendo
si

sempre pi
di

l'uffizio della notte, la-

la persecuzione,

risolvette

Tommaso

vava

piedi ai 3 poveri, cui


di

somma

donava una denaro, raccomandandosi alle


i

segretamente allontanarsi dal regno, dopo che la sua causa fu evocata alla s. Sede.

loro orazioni. All'ora dii.'il suo limosiniere lavava


piedi a
1

Sbarcato

in

Fiandra, si rese a
s.

s.

Orner e alinsi

altri

poveri, e di-

loggi nell'abbazia di
vitalo da Luigi

Bertmo, donde

stribuiva loro pane e carne.


tino prendeva
la

Dopo mattumalati che


vi

VII

re di Francia,

rec

un breve

riposo, poi faceva


i

a Soibsons. Presentatosi dipoi ad Alessan-

meditazione, e visitava

dro HI, che tiovavasi a Sens,


vato di Cantorbery,

lo

supplic
oidisi

erano fra'suoi monaci o nel suo


le ore
f)

clero. Al-

di accettare la sua rinunzia all'arcivesco-

diceva la messa o l'ascoltava, in-

ma

il

Papa

gli

di faceva

una nuova distribuzione

di li-

u
si

di ritenerlo.

11

santo arcivescovo

ri-

mosine,in guisa che quotidianamente soccorreva 00 poveri. La sua mensa era im1

tir allora nell'abbazia di

Pontigny, dove

assoggett a tutte

le

osservanze della co-

bandita decentemente a cagione

di quelli
la

che eranvi

invitati,

ma

egli

osservava
il

pi esatta sobriet. Durante

pranzo fapii

cevasi leggere qualche libro di piet, e do-

po conversava qualche tempo con


dotti ecclesiastici sopra

munit, ed esercit con gioia le pi abbiette ed umilianti funzioni, praticando le maggiori austerit. Finalmente dopo molle pratiche fatte dal Papa e dal re di Francia per procurare la riconciliazione
dell'arcivescovo

materiedi

religio-

couEnrico

II,

questi

mo-

ne.

Nel

63 intervenne

al concilio

di

str di acconsentirvi, e
in Inghilterra;

Tommaso

ritorn

Tours, e

la

fermezza che mostr nell'ese-

ma

poco dopo fu empiail

cuzione de' decreti di questo concilio contro gli usurpatori dei beni ecclesiastici, e nel

mente

assassinalo nella sua chiesa


1

2f)

dicembre

mantenimento

delle

immunit

della

170, 56. anno dell'et sua, e q. del suo episcopato. Usuo corpo fu seppellito in una, volta sotterranea,

chiesa d'inghiltena,gli attir lo sdegno del

donde

di-

TO M
poi fu disotterrato e rinchiuso in

TO
una
ric-

M
figlio,

73

vedere

in lui tanta

modestia, piet e rac-

chissima urna. Saccheggiata questa


lieo Vili,

duEn
si

coglimento. La contessa, che avea posto

neh 538 Crouwell

fece brucia-

uno

sviscerato

amore a suo
gli
i

propola

re

le

ossa del sauto;

ma

il

suo capo
111 lo

cudi

sedi fargli continuare

studi nella casa

stodisce a

Royaumont

nella

diocesi

paterna, per evitare

rischi

che corre

Beauvais. Papa Alessandro

canoniz-

giovent nelle pubbliche scuole;


te fu di

ma

il

con-

z neh 173, e la sua festa si celebra il 2g dicembre. Di questo mai tire i\e\Y Immunit ecclesiastica (F.), va letto
il

voi.

4t e seg. sulla condotta tenuta dal re prima e dopo tale assassinio, e quanto energicamente fece il Papa Alessandro III. Ogni anno il giorno della sua
festa in

XXXV, p.

diverso avviso, e mandollo a Nadove l'imperatore Federico II avea fondato un'universit neh 224. Tommaso non istette molto ad accorgersi che la sua virt avea molto a temere per di
poli,
i

sordini e

la

corruttela che eransi intro-

dotti in quell'universit colla moltitudi-

Roma
p.
1

si

celebra cappella cardidescrissi u'


p. 3 9
.

ne degli studenti;
iu lui
te
sti
il

ma

siccome non stava

nalizia a
voi.

onore del santo, che


4-, e

ritornare nella solitudine di


si

Mourive-

IX,

XXXIV,

Cassino, che avrebbe preferito,


di tutte le

TOMM ASO d'Aquino (s.),doltre delpi cospicue famiglie del regno

armi della fede,

seppe pre-

D'una delle di Napoli, nacque sul finir dell'anno 1226, da Landollocouled'Aquiuoedi Soni, signor di Loreto e di Belcastro, e da Teodora fila

Chiesa, detto Y Angelico.

servarsi da ogni corruzione.

Finalmente
s.

risolvette di secondare l'ardente suo desiderio di entrare nell'ordine di

Dome-

nico, e superata colla costanza la contrariet del padre, prese l'abito de'doroeni-

glia del

conte di Chieti.

questa

dama
n'

caui in Napoli

neh 243. Di

l portossi

del sangue de'

normanni, mentre

era

Boma
fargli

per schivare l'incontro di sua

ma-

predisse che

Buono di santa vita, le bambino che teneva nel \entre sarebbe stato il lume della Chieincinta, l'eremita
il

dre, che

andava a Napoli per cercare di abbandonare il suo stato. Dipoi fu


a Parigi;

mandato
restato in
telli

ma

esseudo stato arfra-

sa e lo splendore di sua famiglia, e che a-

cammiuo,peropera de'suoi

vrebbe preferito
se di

alla gloria del secolo, la


le

qualit di discepolo di Cristo, e

ingiun-

chiamarlo

Tommaso. Con questo

Landolfo e Raiualdo, fu condotto nel castello di Roccasecca, il quale apparteneva alla sua famiglia, dove per vincere
la

nome fu battezzato, per parte di Onorio HI, da Gregorio vescovo di Soia da lui
consagrato.
da'suoi pi teneri anni, che

te

sua fermezza impiegaronsi inutilmendapprima le pi vive istanze eie pi


le

Apparve chiaramente fino Dio Io desti-

tenere esortazioni, poscia


nacele e
i

pi grandi mi-

pi aspri trattamenti. Era gi

nava a grandi cose, poich fu scevro da que'difelti che d'ordinario accompagnano l'adolescenza. In et di 5 anni suo padre lo po*e sotto la direzione dei religiosi
di

passatomi anno o due che Tommaso trovavasi imprigionato nel castello di Roccasecca

(come

nel parlare di quella roc-

Monte
1

Cassino,

onde

lo istruissero nei

218 ), quando Papa lunocenzo IV e l'imperatore


ca dissi nel voi. LV1I, p.

principii delle lettere e della religione.Xon

avea che o anni quando l'abbate di Monte Cassino consigli lidi lui padre a mandarlo in qualche universit. li conte d'A-

Federico II, informati della persecuzione che soffriva, si mossero in suo favore, e fecero parlare a sua
fratelli,
i

madre

e a' suoi

quali quindi adottarono pi a*

quino per
presso sua

gli fece

passare alcuni

mesi

madre

nel castello di Loreto,

dove

Tommaso

di tutta la

si merit l'ammirazione sua famiglia, maravigliata a

mani sentimenti, anzi la contessa non si mostr lontana da favorirne segretamente la fuga. Avvertiti di ci domenicani
i

di Napoli,

mandarono alcuui

religiosi al

74

to
die

ai
i

T O M
nel

castello di Roccasecca,

quali presoTorn-

niaso,
in

tuia delle d lui sorelle cal


lo

gi

(piale

monastero di s. Maria di Capua, del mor abbadessa. La seconda, Teo-

uno sportone,
e
il
i

condussero giubilanti

dora, che s'era sposata al conte di Marsiil rimanente di sua vita in una maniera assai esemplare. Sua madre espi con ogni sorta di opere buone falli che aveale fatto commettere una troppo

al convolilo,

madre
s.

ove l'anno dopo profess. La fratelli avendo reclamato alla


a

co, pass

Sede,

Papa chiam Tommaso

Ro-

ma,e dopo a ver lo esamina tori pprov la sua professione. Noter che nel voi. XXVII,
p.

naturale tenerezza, e

fin

anch'essa sani

285

ricordai

la

prigionia sofferta dal

santo in

Monte

s.

Giovanni, d'ordine de'


il

suoi parenti, a cui spettava

paese con

ti-

tamente la sua vita. Anche suoi fratelli Landolfo e Rainaldo ebbero la sorte di morire da buoni cristiani, soddisfacendo
alla divina giustizia colla
le

tolo di ducato, indispettiti dall'aver egli

rassegnazione al-

abbracciato lo stato religioso; prigione che


fu poi

persecuzioni mosse loro dall'imperaII,


il

cambiala in elegante cappellani memoria della sua biennale dimora in Monte


Giovanni, illustrata dalle sue virt e acprodigi. Poscia

tore Federico

quale per punirli di


il

aver abbandonato
la citt

suo

servizio, spian

s.

compagnata da

Giovanni
lo

d'Aquino nel i25o. Tommaso fu rimandato a Parigi nel 252 per insegnar1

Teutonico generale de'domenicani


dusse seco a Parigi, indi
lo fece

con-

vi la teologia,

ed
la

il

concetto ch'aveasi gi

passare a

acquistato per

perspicacia del suo in-

Colonia, dove studi teologia sotto Alberto


1

gegno, e per
trasse
lo.

la

sodezza del suo senno,

Magno, con meraviglioso profitto. Nel 245, essendo stato Alberto mandato ad
a Parigi nel collegio di
s.

Egli ricevette
1

innumerevole moltitudine ad udiril grado di dottore a*2 3


in et di

insegnar teologia

ottobre 257,
dal
si

anni, indottovi

Giacomo, Tommaso lo segu per continuare isuoi studi. Egli vi fece di se la pi


luminosa mostra,

comando

de'suoi superiori.
al

Neli2 5(j

trov predente

3(5.capitolo generale

ma

la

sua applicazione
raffredda-

del suo ordine, tenuto a Valenciennes, nel

agli sludi filosofici

non port

mento

al

suo spirito religioso. Nominato

quale fu incombenzato di stendere alcuni regolamenti per gli studi, insieme con
Alberto

dal capitolo generale del suo ordine a professore in Colonia con Alberto
vossi

Magno

ed

altri Ire dottori.


le

Di

ri-

Magno,

le-

torno a Parigi, continu


lutti colla

sue lezioni di

ben presto

in

grande riputazione.In
i

teologia, e fin di guadagnarsi gli animi di

quel
sulla

tempo pubblic

suoi

Commentari
il

sua affabilit e modestia. Cofosse


verit,
il suo zelo nel sopure anche nel bollor

morale d'Aristotile e sopra altre ofer-

munque grande
stenere
la

pere di quel filosofo. Raddoppiando


altri esercizi di piet,

vore nella preghiera, nelle veglie e negli si prepar a riceve-

della disputa sape va

bene l'attenersi, che

mai

gli

usciva alcun motto aspro e ingiu-

re gli ordini sagri.

Dopo che
s

fu ordinato
la di-

rioso.

Papa Urbano IV, che conosceva


il

sacerdote, incaricato di annunziare

tulio

merito
nei

di

Tommaso, chiamollo
gli offerse

ammirabile unzione, che oper ovunque un numero grande di conversioni; e Colonia, Parigi,
vina parolaio fece con

lioma

1261, e

pi d' una

volta delle dignit ecclesiastiche;

ma

egli

tutte rifiutolle,preferendo lo stalo di


plice religioso.

sem-

Roma, ed
no
i

alcune altre citt d'Italia furo-

Ci che Urbano IV pot

principali teatri del suo zelo. Gli stessi

ebrei seguirono l'esempio de' cristiani,

imperocch si sentivano colpiti non meno dal lustro delle sue virt,che convinti
dalla forza de'suoi ragionamenti.

che non si allontanerebbe pi dalla sua persona; e questo gli procur l'occasione di predicare nelle citottenere da
lui, fu

ove

il

Papa soleva
comporre

risiedere,

come a

La pi

Roma,

Viterbo, Orvieto, Fondi, Perugia,


l'uffizio della solen-

vecchia delle sue sorelle si cousagr a Dio

e gli lce

TO
nil del
tale
.

M
pensare che
il

TOM
alla eternit.

75

Corpus Domini; e al diredi NaAlessandro anche l'inno Pange Unanzi altri


gli

rinnnziintiernmentea'suoi studi per non

Ma

mentre

vi

vea
lo

attribuiscono pure

nel ritiro e nell'orazione, Gregorio

Lauda

Sion.

Ebbe

cattedra anche in A-

trasseda questa diletta sua solitudine per

nagni nel convento da lui abitato, e annesso alla chiesa del suo ordine, dedicata

mandarlo

al

concilio generale che avea


t

Giacomo, ov' un altare in cui si venera la celebre Croce chiamata di s. Tommaso d' Aquino, siccome da lui colle sue proprie mani delineala sul muro in lettere gotiche, colle divote parole: * Crux mihi certa salus +t- Crux est quam seni' Crux Domini mecum +titer adoro Crux mihi rcfugiumjle quali parole para
s.

convocato aLione per il i.d maggio 2-4, onde adoperarsi a spegnere lo scisma de'
greci, e raccogliere soccorsi

per Terrain as-

santa. Trovavasi allora


sai tristo stato di salute;

Tommaso

nondimeno

ver-

so la fine di gennaio part da Napoli, in

compagnia del

p. Reginaldoda Piperno,al quales'mgiunsedi aver diradi lui. Si trat-

tenne alcun tempo nel castello

di

Maenza
II,

tendo dal centro ove trovasi l'iniziale C, e diramandosi da 4 parti in 5 linee, formano la mistica Croce che dal suo titolo
viene detta Angelica,^
la

(come notai parlandone


p.

nel voi.

XX\

289), presso sua nipote Francesca d'Aquino, maritata al contedi Ceccano. Quivi la

cui

immagine
i

sua malattia s'accrebbe di moito, e

ha una
mini e

sperimentata virt contro

ful-

le

tempeste, che se ne fecero in gran


coi tipi di caratteri, con incisioni,

fupiesoda nausea generale di qualunque cibo. Tutta via rinvigoritosi un poco, continu
aggravatosi di il suo viaggio; ma uuovo, fu costretto fermarsi a Fossanuova, celebre badia de'cisterciensi, nella dio-

numero

io ottone, in

argento e

in altri metalli, e

si

tiene indosso o nelle case con molta divo-

anche con moito onore a Bologna e a Napoli, dove diede luminosi


zione. Mostrossi

saggi de'grandi suoi talenti per

la

predicai

Tenacina,ed entrato in quel chioQuesto sar il luogo del mio riposo per sempre. I religiosi di Fossauuocesi di

stro, esclam:

zione e per l'insegnamento.

Avendo

do-

va gareggiavano in prestargli assistenza,

menicani tenuto il 4o. capitolo generale aLoudra nel 263, egli vi assistette. Quali

stimandosi avventurati di poter rendere

qualche servigio

a tale

che tempo dopo domand la permissione di non pi insegnare, e gli fu accordata; laonde rientr nello stato di semplice
religioso, come la sua umilt faceagli da gran tempo desiderare. Non pertanto Papa Clemente IV, che lo stimava al pari

no come un angelo

in carne.

che risguardavaPregato il

santo da'religiosi a voler lasciar loro

un

ricordo di sua angelica dottrina, egli be-

nignamente compiacendoli prese loro ad il Cantico de Cantici (che avea gi commentato ampiamenesporre brevemente
te in altro

del suo predecessore, gli olh nel

1265

tempo), con

tale un'ispirazio-

l'arcivescovato di Napoli, che costante-

mente

gnit cui lo stesso

com'anco tutte le altre diPapa avrebbe voluto innalzarlo. A Bologna scrisse la i. 'parte delrifiut,

ne celestiale ed una sublimit di concelti, che gi pareane l'anima sciolta dal corpo
e beata nelle delizie dell' Eterno amore.

Quanto pi il santo vedeva appressarsi l'ora della sua morte, tanto pi sospirava
il

la

Somma

teologica, indi pass a Napoli,

dove pregando un giorno fervorosameuteda vanti unCrocefisso, entr in una dol4 palmi sopra terra. Da'6 dicembre 12^3 lino a'7 marzo dell'auno seguente, che fu il giorno della sua morte, il santo dottore non volle pi parce estasi, e fu levato
lare

che dovea farlo entrare nella gloriadel suo Dio. Ricevuta l'assoluzione con tutli sentimenti da vero penifelice,
i

momento

tente. dominalo

il s.

Viatico, che volle rice-

vere disteso sulla cenere. Di minuendo semprepiii lesue frze,vollechegli


si

ammini-

n scrivere di materie teologiche, e

tntfsel'tttcmn uuiioue, uieutre era ao-

76
ei*

TOM
perfettamente presente a se
itesso, e
ileii

TOM
re miste per le varie materie che
vi

sono

rispose egli

medesimo a

tutte le preci

spiegate:

vi si

trova la confutazione dei

la Chiesa. Indi ringraziati l'abbate e


ligiosi di

re-

greci scismatici e di parecchie eresie; la

Fossanuova, s'addorment nel Signore a'7 di marzo 1274 qualche minuto dopo la mezzanotte. Secondo alcuni autori egli era entrato nel suo 5o. anno;

discussione di molti punti di filosofia e di


teologia; delle spiegazioni sul Simbolo,
sui sacramenti, sul decalogo, sulla

ora-

zione dominicale, sulla salutazione angelica, ec.

ma
di

il

Butler d'avviso di tenersi

al

parere

Egli combatt

nemici della ve-

Bartolomeo da Lucca,
i

e di altri autori

rit colle loro proprie

armi, e fece servi-

contemporanei, quali dicono che mor di 480 49 anni, la quale data meglio s'accorcia

re la dottrina di Aristotile alla difesa del-

con tutta

la serie della

sua

vita.

Appe-

na fu intesa la novella della sua morte, da tutte le parti si accorse ad assistere a'
suoi funerali. Alcuni religiosi di Fossa-

nuova
late

e parecchie altre persone

amma-

furono miracolosamente guarite per

Commentari sui 4 libri di detto il Maestro delle sentenze, comprendono un corso metodico di teologia. La Somma teologica opera mirabile, quantunque la morte gli abbia impedito di darvi l'ultima mano. La migliore edizione delle sue opere
la fede.
I

suoi

Pietro

Lombardo

la virt delle sue reliquie,

cornee ripor-

quella che

si

fece a

Roma
opere
i

nel
di

570,

in

tato nella bolla di sua canonizzazione. An-

voi. in foglio. Delle

S.Tommaso,

che

in seguito,sopratlulto nelle varie tras-

chiamato

il

principe de' teologi, ed il

mae-

lazioni delle sue reliquie, operaronsi so-

stro de' teologi di tutti

tempi, parlai in
sua dottrina

miglianti miracoli, di che

abbiamo

rela-

molti articoli, a Teologi e Teologia, di-

zioni molto autentiche pubblicate da'Bol-

cendosi

Tomismo (V.)

la

ri-

fonduti.
di

Le

universit di Parigi, di

Roma,

guardante quella parte


ne.

di

teologia, che

Bologna e

d'altre citt, molti principi

tratta della grazia e della predestinazio-

e diversi ordini

domandarono a gara il suo

La

Civilt cattolica ne\\a

1? serie, t.
s.

corpo. Della contrastata traslazione del

5, p.

278, ragiona: Dei manoscritti di

medesimo da Fossanuova a Fondi, e poi nel 368 per decreto di Urbano V a To1

losa, ed eziandio dell'altre sue reliquie, a


tale

'Tommaso e della necessit di consultarli per le nuove edizioni delle sue opere. Ap. 660 poi riparla delle opere del s. Dotdar contezza delle Institutiones Theologiae theoreticae seu dogmaticopolemicae concinnatae a r. p. Alberto Knoll Ord. min. s. Frati. Camuse., Taurini 853. In Roma nel celebre convento dell'ordine de' Predicatori (F.) vi il Coltore, nel
1

ultimo articolo

in

breve ne parlai con

importanti notizie. Solo qui aggiunger


col Torrigio, che

Urbano Vili neli633 don alla chiesa de'cappuccini di Roma uu braccio di s. Tommaso, e un braccio
di
s.

Bonaventura

altro

Dottore della

Chiesa.

S.Tommaso

fu

nonizzalo da Giovanni

solennemente caXXII nel i323,

legio di

s.

Tommaso d' Aquino

(F.),

isti-

tuito per ispiegare la sua angelica dottri-

e Pio

sta a' 7

ordin nel 1567 che la sua femarzo si celebrasse della stessa maniera, come quella de'quattro dottori della Chiesa d'occidente, s. Ambrogio, s.
Agostino,

na teologica. Ferdinando
delle
il

due

Sicilie,

II re del regno curando l'incremento e

lustro della regia universit degli sludi,


istituzio-

allargando l'insegnamento colla

Girolamo, s. Gregorio Magno. Le opere di s. Tommaso si ponno dividere in 4 classi. Nella 1.'' sono le opere
s.

ne

di 7 novelle

cattedre

prescrisse

che

fosse sottoposta alla speciale protezione di


s.

Tommaso
il

d'Aquino, e che

professori
il

di filosofia, nella 2.* quelle di

teologia

di essa,
siglio

presidente,e i componenti

con-

nella 3.

a
i

Commentari

sulla

s.

Scrittura

generale di pubblica istruzione por-

nella ," gli opuscoli, che

pouuo

dirsi ope-

tassero sospeso al colio col luutro celeste,

TOM
simbolo della
glia

TO
va con tenera piet, recitava
la

77
l'officio deli

Immacolata, una medasormontata da una corona ed avente


ss.

Chiesa, e adempiva tutti

doveri della

da un Iato

l'effigie

del santo colle parole:

religione con fervore straordinario. Fatto


il

Divus Thomas Aquinas regiae neapolitauae Lniversilatis professor etpatronusj e dall' altro: Fcrdinandus II Rcx P. F. A. bonamim ar tinn stalori85o. L'uso di questo fregio insigne fu solen-

corso di filosofia a Parigi, ai ritolse


lo stato ecclesiastico,

d'abbracciare
di si rec
ritto

quin-

ad Orleans per impararvi il dicivile, che serve di fondamento al

canonico. Poco

dopo
i

ritorn in Inghiltersuoi studi, e passato

nemente inaugurato
alla

il

d sagro

appunto

ra per continuarvi

Concezione Immacolata dellaVergine

dottore in diritto ad Oxford,fu eletto cancelliere di quella


le
il

nella chiesa de'gesuiti, contigua all'edificio dell'universit stessa,con

famosa universit. In

ta-

pompa

di di-

posto acquistossi tanta riputazione, che


re

853. In Roma tuttora nella Chiesa di s. Maria sopra Minerva (della quale anche uel voi. LXX V, p. 2 6), nel giorno della festa di s. Tommaso d'Aquivini uffizi nel
i
1

Enrico
la

III lo

cre gran cancelliere

del regno, nella qual carica egli fece spic-

care

sua prudenza,
:

il

suo

zelo,

l'amore
il

per

la giustizia
ai

si

oppose con tutto

suo

no si celebra con cappella cardinalizia, che


descrissi uel voi. IX, p.
alla cui
i

potere

diversi abusi, e fece esiliare gli

3 J; cornea santo
il

ebrei, de' quali

non eransi potute impele

fama

angusto

mondo,

e co-

dire

le

usure e

estorsioni.

me

a gran dottore sulle cui opere impali

rale istanze, all'innalzameuto di

Dopo reiteEduar-

lidiscono di stupore
gelico

filosofi, al di cui

an-

nome

s'inchina l'orbe cattolico. Ne

scrissero la vita, fra gli altri, Bartolomeo da Lucca, che fu per qualche tempo suo confessore; e Guglielmo daTocco priore di

do I al trono, ottenne di essere sollevato da siffatto incarico, che Io riteneva suo malgrado alla corte, e ritirossi quindi ad Oxford per non occuparsi che della lettura e degli esercizi di piet. Prese
ivi
il

EeneventOjil quale tra stato


tore.

in

modo par-

ticolare stretto in amicizia col sauto dot-

TOMMASO
era
i

(s.),

vescovo di Hereford

grado di dottore in teologia nella chiesa de' domenicani, presso quali avea studiato. Papa Gregorio X lo chiam nel 274 al 2. "concilio generale di Lione per
i

in Inghilterra. iN'acque nelLancashire,


il

ed

la

riunione de'greci, e l'anno seguente fu

maggiore de'suoi fratelli e sorelle, quali ebbero tutti un onorevole posto nel mondo. Suo padre GuglielmodiChanteloup, che fu uuo de' pi famosi guerrieri dell'Inghilterra e

eletto vescovo di Hereford.

Pieno

di fer-

vore nell'adempiere

gli uffizi di

buon

pa-

store, trovava le sue delizie nel ritiro, in

cui colla preghiera e colla meditazione

gran maestro del

manteneva

la

regno, dovendo vivere alla corte, e cono-

tificava la sua

sua unione con Dio; morcarne col digiuno, colle ve-

scendo
i

pericoli

che
le

vi

potevano correre
al-

glie, e colle altre austerit della peniten-

suoi

figli,

prese

maggiori precauzioni
Allorch Tomma-

per preservarli da ogni corruzione ed


levarli cristianamente.

portando il cilicio infino alla morte. Al grande suo zelo per la gloria dellaChiesa, aggiungeva uua carit che abbracciaza,

so fu in et d'in) para re le scienze, lo mise sotto la guida di Guglielmo da Citante-

va

bisogni corporali e spirituali del prosgli effetti

simo, facendo provare

della pi

loup vescovo di Hereford, suo prossimo parente; dipoi sotto quella di Roberto

tenera allezione a' poveri, che chiamava


suoi fratelli. Alcuni contrasti ch'egli ebbe,
del pari che gli altri vescovi della provincia,

Kilwarby dotto domenicano, che

fu suc-

cessivamente arcivescovo di Cantorbery, cardiuale e vescovo di Porto. Il giovine


discc-jjolo,alleutu allo studio, Io santifica-

coll'arcivescovo

li

Cantorbery,

lo co-

strinsero a recarsi in

Roma, dove
le

fu acvir-

colto coll'ouore che meritavano

sue

78
tu.

T O

M
amministrare
lenza, ed egli
il

TOM
sagramenlo della penigli

Partitone per tornare in Inghilterra, Aggravandosi lesue infermit dovette fer-

ademp queste importanti


fu dalo

marsi aMonleFiasconenellaToscana pontifcia,

funzioni con lale successo, che


il

edivi piamente mor a'%5 agosto


in et di

nome

di

apostolo della Spagna, ludi


di

1282,
di
s.

G3

anni.

Fu

seppellito

fu eletto a priore de'convenli di

giorni appresso nella chiesa del monastero

ca, di

Severo;

ma non guari dopo le sue

ossa
in
lo

Salamandue volte provinciale nell'Andalusia, e una volta in


Bui gos e
Valladolid
;

furono poi

tale

ad Hereford e deposte

Castiglia. L'imperatore Carlo

lo scelse

quella cattedrale. PapaGiovanni

XXII

per uno de'suoi predicatori, anzi lo mise


nel numero di quelli che quando non lo avea presso

canonizz nel 1 3

o(cos Ieggesi nel Butler;


1

consultava, e
di se, gli scri-

ma
1

questo Papa fu eletto nel 1 3 6, e nel meglio ri3 o regnava Clemente


1

V
il

vea per chiedergli

il

suo consiglio. Aven-

tenersi l'epoca

che riportai a Hereford),

forse
si

ai

di ottobre, ch'

giorno

in cui

dolo nominato all'arcivescovato di Granata, egli pose tutto in opera per evitare questa dignit; ina dovette poi accettare quello di Valenza, in virt di obbedienza
religiosa,
1

celebra la festa principale di questo

santo vescovo.

da Villanova (s.), arcivescovo di Valenza in Ispagna. Nacque nel 1488 a Fuenlana in Castiglia, ed ebbe poi il soprannome di Villanova da
Villanova di
los lnfantes, piccola citt
I

TOMMASO

ed entr nella sua sede


s

il

1. "del-

l'anno 54^-Benchpostoin
t,

alta digni-

continu a mostrar quella umilt di

cui avea dato saggio nel suo ritiro.

Non

do-

comportando alcun apparato


grandezza, ritenne
sa era strettameli te
il

di esteriore

v'egli fu allevato.

suoi genitori Alfonso

suo abito religioso,

Tommaso

Garcias e Lucia Martinez era-

chesi rattoppava da se stesso; la sua


fi

menl'a-

no pure oriundi di Villanova. Bench di mediocre fortuna, essi erano molto limolinieri, e

ugale.osser vaudo

stinenza e

digiuni prescritti dalla regola

questo spirito di carit fu

l'erefi-

dit pi preziosa che lasciarono al loro

glio; di che l'amore dei poveri divenne il suo distintivo carattere. Giunto all'et di
1

che avea abbracciato; non si vedeva alcuna tappezzeria nel suo palazzo; non portava indosso panno di lino se non quando era ammalalo; sovente coricavasi sopra

5 anni,

suoi genitori lo

mandarono
i

al-

un
gli

fascio di

rami d'albero, e una pietra

l'universit di Alcal,
di col

ove percorsegli
collegio di

stu-

serviva di guanciale. Fedele in


i

adem-

maggior profitto, e meritarono un posto nel


vuto maestro delle
sore di filosofia.
arti,

suoi talenti gli


s. II-

piere

doveri di

buon pastore,

visitava le

chiese della sua diocesi, predicando nelle


citt e nei villaggi

delnso.

Avea 26 anni quando

fu rice-

con meravigliosi
,

effetti.

e scelto a profes-

Finita

la

sua

visita

radun un
che

concilio

Dopo due anni fu tratto Salamanca per esercitarvi lo stesso uflis.

provinciale, in cui

si

fecero saggi regolasi

menti per
introdotti

togliere gli abusi

erano

ciocon maggiori vantaggi, e col poi prese l'abito degli eremiti di

massime nel

clero, nel

che eb-

Agostino. Nel

suo noviziato

si

scorse com'egli erasi av-

be ad incontrare gravi difficolt, ma colla sua pazienza venne a capo di superarle.


L'arcivescovato di Valenza avea 18,000
ducati di rendila annua.
Il

vezzato gi da lungo tempo alla pratica


delle austerit, alla rinunzia della pro-

santo arcive-

pria volonled agli esercizi della contem-

plazione. Elevato agli ordini sagri, ricevette


il

scovo ne dava 2,000 al principe Giorgio d'Austria suo predecessore, che si era di-

sacerdozio nel i520, e

il

giorno
la

messo
1

riservandosi

questa

pensione

di Natale celebr

con indicibile fervore

prima messa.

superiori lo impiegarono

tosto a predicare la parola di

Dio e ad

3,ooo ne impiegava al sollievo de'povcri, e servivasi del rimanente pel mantenimento della sua casa e pe'ristauri del suo

TOM
palazzo.

TO M
alla

79

Ogni giorno vedeansi

sua

la

sua vita passata, e pervenne ad alto

porta da

5oo

poveri. che riceveano pane,

vino e una

moneta d'argento ciascuno, ed

inoltre faceva innumerabili altre carit.

L'amore

ch'egli avea pelsuoprossimo,e le

altre sue virt riceveauo la loro perfezio-

grado di sa uli t,i untando le virt dell'ammirabile suo fondatore, ad esempio del quale, dividendo l'anno in sette quaresime, non vivea che di pane e di alcuni legumi. Un genere di vita s austero gli meri

ne da quell'amore ardente verso Dio, che

lo delle grazie particolari dal cielo, e gli


la

avvampavagli in cuore, e che manifestava molto pi colle opere che colle parole, li cattivo stato di sua salute non gli permise di recarsi al concilio di Trento,
ode
I

procacci

stima degli uomini. Divenne

successivamente

compagno

del ven. Giori-

vanni da Stroncone, incaricalo della

forma
poli, e

de' frati minori nel

regno di Na-

vi

mand

in

suo luogo

il

vescovo di

suo vicario iu una delie provincie

Inesca. Pi d'una volta ricorse a

Roma
la

dell'ordine.
il

Papa Martino V, conosciuto

e alla corte di Spagna per ottenere

per"li

raro merito di

Tommaso,

lo incaric di

missione
tese
la

di dimettersi. Finalmente

Dio

cacciare
di cui
si

gli eretici

Fraticelli da'couvenli
di procuraIl

libert che tanto desiderava, chiaa >e, e facendogli conoscere in

erano impadroniti, e
all'
i

mandolo

re di ricondurli

unit della fede.

modo
lia

soprannaturale the avrebbe finito

successo coton
bili
i

suoi sforzi, sicch rotali

di vivere nella festa della Nativit di

Ma-

conventi del suo ordine,


virtuosi, e
i

riemp

di

Vergine. A'29 agosto i555 fu colto

uomini

vi

ricevette

anche mol-

)>i

da unasquinanzia, accompagnata da febe violenta, e la mattina deyli 8 settembre, fatta celebiare la messa nella sua ca-

ti fraticelli,

quali essendosi convertiti,

perseverarono nella buona via con edificazione.

comunione del sacerdote, essendo nell'et di 67 a uni. Conforla

mera, spir dopo

mostrato
se

La saggezza cheTommaso avea un affare cos delicato, indusPapa Eugenio IV, ad unirlo al p. Alin

me al

suo desiderio fu sepolto nella chiesa

berto di Sarzana, che inviava agli orientali

degli agostiniani di Valenza. Paolo


beatific nel

lo

per invitarli

al
il

concilio
p.

ecumenico

di
il

1618
1

Alessandro VII

lo

Firenze. Allorch

Alberto vide che

canonizz nel 658, e la sua festa fu posta a' 8 di settembre.


1

suo negoziato prendeva un aspetto favorevole, mandTommaso con tre altri religiosi

TOMMASO
no.

Bellxci

(b.),

francesca-

a fare lo stesso invito al re di Elio-

Nato a Linari presso Firenze, ebbe una buona educazione, ina non seppeguarentirsi dalla seduzione del mondo, e tra sanato da cattivi compagni fu per qualche tempo schiavo delle proprie passioni.
I

pia. In viaggio

Tommaso

e
i

suoi

compali

gni furono presi da'mori,


sero iu una cisterna, dove
li

quali

chiu-

lasciarono per

20 giorni senza dar


si,

loro u bere, u

giare, e ne uscirono soltanto


rifiniti

dopo

tre

manme-

n tristo aliare nel quale fu posto a granrischio,

da'bisogni d'ogni maniera che

divenne il mezzo di cui la misericordia di Dio si serv per disingannarlo e farlo entrare nel sentiero della virt.

de

aveano provato.
za, e col
la

Tommaso

si

fcceaminidel-

rare da bai bari colia sua invitta pazien-

suo zelo di predicare

le verit

Dedicatosi quindi con ardore all'opera della sua perfezione, si aggreg aduna pia
confraternita di
ri

fede cristiana e di combattere gli er-

rori di

Maometto. A ila
7

fine fu liberato co'

Girolamo; e non guadopo per staccarsi interamente dal


s.

suoi compagni dalla schiavit de'turchi,

da Papa Eugenio IV che fece contai e 5oo


scudi pel loro riscatto. Ritornato in Italia,

mondo
sto
ti

entr

nell'

ordine di

s.

France-

sco de' conventuali quale laico. In que-

nuovo

statoceli ripar con

abbondan-

bile

questo santo religioso era inconsolaperch non avea potuto ottenere la


del martino, ch'era
1'

e degni frutti di penitenza gli errori del-

palma

oggetto de'

80

TOM
Roper chiedere di essere di nuovo
in oriente;

T O
man-

suoi voti. Perci risolvette di recarsi a

lava di soccorrerli, non era arrestalo n


da'doloti che cagionavagli un'ulcera che

ma

dalo

ma

fu costretto fermarsi

una febbre che gli prese e che Io condusse alla tomba, ivi terminando il corso di sua vita mortale il 3i ottobre 44 7- Siccome la fama
nel convento di Rieti per
1

avea nella gamba, n dalla oscurit della notte, n dalle difficolt delle vie, n dall'intemperie delle stagioni. Passando so-

vente a digiuno

il

giorno ed anche parte


ri-

dela notte nell'ascoltare le confessioni,

di sua santit e de' suoi miracoli,

come

cevea con particolare tenerezza


Scorse per molti anni

peccatori

pure

il

concorso de'fedeh

alla
i

sua tomba,

indurati, e conducevali nella via della salute.


i

accrescevano ogni
collocarono
leo, e
le

di pi,

frati

minori

borghi e

vil-

sue reliquie
alla
s.

in

un mauso-

laggi della diocesi di Subiaco, facendo e-

domandarono

Sede l'appro-

ziandio frequenti viaggi a Coti sua patria; e l'elL-tto eh' egli

vazione del cullo che ad esso rendevasi.

produceva ovun-

Clemente

XIV
r

autorizz questo cullo, e

permise con decreto della s. congregazione de'rili nel 77 1, che si onorasse Tom-

popolo era tale, che la riforma de' costumi seguiva sempre la sua presenza,
sul
in guisa

que

maso come

beato.

che potrebbesi chiamarlo il nuovo apostolo di questo paese. Consumata


sua
illibata e virtuosissima

TOMMASO di Cobi (b.), frate minore


dell'osservanza.
cesi di

cos la

vita,

Ebbe
r

natali in Cori,dio-

P ellctri(P .),da rispettabili e pii genitori. Di purissimi costumi, mostr (in da fanciullo a qual grado di santit sala
I'

cadde malato nel convento di Civitella, dove favorito delle celesti consolazioni, moi della morte de'giusti l'i 1 gennaio 1729, in et di 74 anni. varono subito la santit
di
sa mi tiare,
I

miracoli pro-

rebbe pervenuto, e dopo dre e della madre prese


Io, nel

morte
il

del pa-

di

questo servo
fatti e-

abito de' frali


novizia-

Dio, e Papa Pio VI, dopo averli


decret solennemente a

minori dell'osservanza. Finito


quale
si

Tom-

fece

ammirare perla sua


gli studi nel

maso
si

gli

onori della beatificazione, colla


1

umilt, pass a continuare

sua bolla de' 1 8 agosto 786, nella quale


fa

convento
ri

di Velletri,

ove fu elevato

al sa-

un
la

bell'elogio dell'ardente di lui zelo


il

cerdozio; quindi ottenne da'suoi superioil

per

salute del prossimo. Poscia


si

Papa

permesso

di

andare ad abitare

l'anti-

recandosi a Subiaco,

port a venerar-

co convento di Civitella presso Subiaco,

ne

il

corpo

in Civitella,

come

narrai nel

tempo in un luogo di ritiro. Ivi men vita sommamente auste, ra, che continu nel convento di Palumcangiato da poco
baria, situato nella diocesi di Sabina. L'a-

more

di

Dio e del prossimo che ardeva


il

nel suo cuore, gl'inspir

pensiero di an-

229, descrivendo tal paese. TOMMASO, Cardinale. Di Milano e canonico regolare della congregazioue di s. Maria di Crescenziaco, 3 miglia lungi da detta citt, nelle tempora di dicembre del 1 1 38 Innocenzo II lo cre cardinale prevoi.
p.

LXX,

dar nella China a predicare la fede cattolica e a versare il sangue per essa. Avendo per conosciuto che la volont divina opponevasi alla esecuzione di questo diseguo, rimase con sommissione a travagliare nella vigna del Signore, nel territorio
di

te di

s.

Vitale. Si trov presente all'ele-

zioni di Celestino l, di

Lucio

II,

d'Eula

genio

III, alle

bollede'quali oppose

sua

soscrizione, e l'ultima porta la data del


1

i45

e fu a favore della chiesa di

Vero-

na, laonde dev'essere

morto

nel pontifi-

Subiaco e ne'luoghi circonvicini. Fiedi dolcezza e di carit pe'poveri, a'cui

cato d'Eugenio
fuse

III. 11

Ciaccolilo lo con-

no

con un altro cardinal


Panvinio per e

Tommaso

del-

bisogni provvedeva spesso in

modo
si

pro-

l'ordine de'diaconi e poi di quello de'preli ;


il

digioso, gl'infermi specialmente eccita-

altri

scrittori

ne

vano

la

sua compassione. Allorch

trat-

corressero l'equivoco.

TOM
TOMMASO,
verso
il

TOM
III

Cardinale. Onorio

fine del 12

iG

lo

cre prete car-

sime del capoluogo, ed ascende a pi di 18,000. Questa citt situata sulla costa
orientale, oltre di chiamarsi
dicesi
s.

dinale di s.Baibina, e sottoscrisse alla bol-

Tommaso t

da detto Papa spedita favore di Simone vescovo


la

in

di

18 gennaio 2
1

7, insieme al

Lalerano a Terracina a' cardinal Rocar-

pure Cliaveso PanoasanoPavoas*

san

Fanum

s.

Tommaso

dell''Isola j
all'isola

Thomae, s. Thorr-, s. nome che fu dato


per averla scoperta
s.

berto Rainaldi di Sezze

(?'.), altro

da'portoghesi

dinale d'Onorio III della stessa promozione, e col titolo presbiterale de'ss. Gio.

nel giorno della festa di


postolo. Contiene pi di

Tommaso

a-

700

case, di le-

e Paolo, perci ricordato dal Rondinini


nella Storia di tal basilica a p. 176, e
nella stessa bolla riprodotta

gno
citt
1]

la

maggior parte. Siede a nord della un forte sopra una lingua di terra.

da Ughelli,
s.

porto bens piccolo,

ma

otfie asilo si-

Italia sarra

t.

1, p.
(s.).

i2g5.
Cristiani di
s.

curo

alle navi. Gli abitanti di color

TOMMASO
maso
p.
apostolo, e
i

Tom-

nella pi parte, sono dotati di


rito e di
cile.

nero molto spi-

apostolo. V. Malabari,
voi.

Tommaso

gran memoria, di carattere do3 chiese,


la

XVIII, p. 20 5,e XXXIV,


(s.).

Ha

cattedrale ora colle-

20

206.

giata avea

TOMMASO o THOME"
IIAPOR.

V. Me-

nonici: le

un capitolo composto di 14 caaltre due chiese della citt sono


s.

sotto l'invocazione di
lS'.

TOMMASO(s.),

Thomae in Insula.

Citt con residenza vescovile dell'Africa

occidentale, nella Guinea e nel golfo di


tal

nome, capoluogo dell'isola di s. Tommaso, la quale forma il limite della Guinea superiore e della Guinea inferiore, ed appartiene al Portogallo. Quest' isola , composta di basalte compatto e pesantissimo, montuosa, calda e malsana soprattutto nelle valli, dove dense nuvole cuoprono il paese principalmente durante mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Le montagne di s. Tommaso sono coperte di boscbi, ed il picco rotondo di s. Anna s'innalza ai 100 pertiche. Parecchi ruscelli, molto pescosi, innaffiano l'isola. Attivissii

Antonio e di s. A8 parrochi, due cappellani e de' chierici. Eranvi diverse confraternite, un convento degli agostiniani scalzi, ed ospizi di cappuccini itagostino.

La

diocesi avea

liani. L'isola di

s.

Tommaso e
il

le

adiacenti

fino a'uostri giorni ebbero

proprio ves.

scovo residenziale nella citt di

Tom-

maso, di nomina particolaredelre di Portogallo,ead istanza del reGiovanni IlI,con bolla de'23 novembrei534 Paolo III vi
eresse la sede vescovile,dichiarandola suf-

fiaganea dell'arcivescovo di Lisbona; dipoi lo di venne dell'arci vescovo di


s.

Salva-

toredella Baia di Tutti i Santi del Brasile, quando Innocenzo XI elev questa
sede al grado di metropolitana nel 1676, ovvero da alcuno de'suoi successori. Quindi

ma

quivi la vegetazione, le pecore e le


vi

capre
no.

sono belle;

le bestie
i

cornute pi

Gregorio
'

XVI

colla bolla

Quae

oliai

piccole che in
I

Europa, porci abbondaportoghesi Y occuparono nel 1 4<p,


i

a Summis Pontifieibus,
i844j solll asse da
scovati di
s.

de' i3 geunaio
i

la ' e arcivescovato

ve-

ma
vite.

vani furono
la

loro sforzi per tentare

Tommaso e di Angola
nuovamente al
gli

o An-

d'introdurvi

coltura de'cereali e della

gora, e

li

sottopose

patriar-

glio,
te, la

Vi prosperano tuttavia il riso, il milo zucchero in abbondanza, le patacannella


si
,

ca di Lisbona. Ecco
s.

ultimi vescovi di

ec.

Gli abitanti di quasi

Tom maso riportati dalle Notizie di Roma. Neil 742 h\ Lodovico della Concezione agostiniano scalzo di Lisbona. Nel

gri schiavi; nelle

compongono di portoghesi e nemontagne vive un certo numero di negri marroni. La religione cat20,000
tolica professata dalla popolazione,

no

mas-

Lodovico delle Piaghe agostiniaAlcabenique diocesi di Coimbra. Nel 17 53 Antonio Nogueira d'Elvas.
1

74^

fi'-

scalzo d'

VOL. L XX VII.

ga

T O M
fr.

TO N
niln,e l'ospizio de'cappuccini. A vea

Neh 779
fr.

Vincenzo

dello Spirilo santo

un pari

agostiniano scalzo di Lisbona. Nel 1782

roco e 8 preti indigeni. In generale,


stiani
si

cri-

Domenico
1

del Rosario

Lisbona. Nel

794

f''-

domenicano di Raffaele de Castello

eranodicaltivicoslumijcomeinqua
Il

tutta l'Africa.

cleroindigeno non tutto


grado.L'aria

de Vide minore osservante di Portallegre. ]N'eli8o5 fr. Custodio da s. Anna agostidi Porlo. Nel 18 16 fr. Bartolomeo de Martyribus carmelitano scalzo di Sandomir, diocesi di Coimbra, preconizzato da Pio VII nel concistoro degli 8 marzo: vivea nel 847, dopo il quale
1

corrispondeva
insalubre e
cessare
la
i

alla santit del

calori insopportabili fecero


lo stesso

niano scalzo

missione de'cappuccini,

vocabolo Guinea significando caldo


co,

e sec-

sebbene
r

le

pioggie sono quasi conti-

nue. Leggo nella relazione delle missioni

anno

le

dette Notizie registrano vacante


s.

questo vescovato. Inoltre


lica di
l'isole

Tommaso fu

da mg. Fortiguerri segretario di propaganda fide estratla da quell'archivio, l'ordine di Clemente XI, che nell'isola

pure un'antichissima prefettura apostocappuccini,


la

di

s.Thom esistente

nel seno etiopico, l'a-

quale comprendeva
.

ria pe'foraslieri era cosi cattiva,

che

in

po,

Annob nono o Annabnna


la

del Prin-

chi giorni di febbre acuta vi

morivano

cipe e altre di

formanti

minor grandezza, ed ora diocesi di s. Tommaso. AnGui-

e se riusciva loro di guarire, per slare be-

nobuono,

isola del golfo della bassa

nea, con citt

omonima,

fu cosi

denomi-

ne non potevano cibarsi che pel necessario nutrimento. La missione de'cappuccini in Guinea fu istituita nel iG5q e me
g io stabilita nel
1

nala da 'portoghesi perch la scoprirono ili. gennaio 4/ 3, e non vi trovarono a1

Cyj \; indi

v'introdusse-

ro

gli

agostiniani scalzi della provincia di

nimali, tranne

volatili
le

poi vi

s'

intro-

Portogallo. Nel

1688

il

prefetto de'cap-

dussero, massime

capre. Fertilissime sole rive:


I

puccini spedi a delta congregazione lo slato delle missioni dell'isola di


s.

no

le valli,

pescose

principale proal-

Thom,
I'

rii-

duzione il cotone.

navigatori diretti

marcando
la

la

penuria di missionari e
le

l'Indie vi cercano tregua dal viaggio.

1778 venne ceduta


questi n'ebbero poi

agli
il

Nel spaguuoli, e da

gnoranza de' popoli


fede, essendo
stanti

nelle cose spettanti al-

parrocchie tra loro di-

possesso gl'inglesi.

3o

miglia,

L'isola del Principe fu scoperta da'Por-

inselvatichita,

onde la cristianit erasi massime nell'isola d'Aimoi

toghesi nel 147


sesso.
Il

1,

e ne

mantennero

il

pos-

suolo offre riso, tabacco, miglio,

bon, ed avea appresi costumi della regione, che sono principalmente l'avere le
concubine, preferendosi
legittimi.
i

zucchero e frutta tropicali. L'unico bor-

bastardi a'fgli

go situato
popolato da
tolici. Ila la

sulla riva settentrionale; a


il

giato e sicuro n'

porto.

Annobuono

TONACA o TONICA o TUNICA, TV


idea, Toga. Veste lunga e con

qooo

quasi lutti negri e cat-

maniche

chiesa dedicata alla Conce-

lunghe, usala dagli antichi, oggi propria


de'clauslralid'ambo
ligiose (I
),
i

zione di Maria Vergine,

cappelle, col

sessi

mor dopo avere esposto il ss. Sagramento, il quale rest cosi per 14 mesi, finch arrivato un reliparroco.
di questi

Uno

di lana

,Religosie Reodi scotto de'coloii

gioso consum

le

specie sagra mentali.

Dupo-

propri de'loro istituti. Si suole cingere per fermarla alle reni con Cintura o Fu. scia (V.) di diverse materie, come di cuoio, di
lana,

rante questo lungo spazio di tempo,

il

mantenne innanzi sempre le lampade accese, e due persone vi assisterono


polo
vi

misteriosi significati.

in continua orazione. L'isola del Principe

canape o corda, la (piale ha suoi Mentre la tonaca avendo come altre_ vesti la forma di croce, vuoisi per essa denotare come gli eccleci

conta 4,000 abitanti, nella principale par1

siastici

devono imitare Ges Crocefisso


la

te cattolici,

con due chiese, una confi

a ter

(1

-S

sua lunghezza diecsi significale

TO
la

N
vano professione
liccia.
gli

TO

83

perseveranza finale dell'opere buone.

di vita austera, cos al-

Sulla tonaca,

da'fiati, dalle

come sott'abito, tla'monaci, monache si sovrappone il

cuni profeti antichi vestivano di sola pelDella sola tonaca vestivano in casa

coni;>imen(o del loro abito,come lo Sea-

poiaret \a Cappa, il Cappuccio^ Manto r o Mantello [f .). Inoltre sulla tonaca religiosi assumono la cotta e le altre lesti sagre. Al dire di Vairone, la tonaca fu cos dotta a tuendo, dal difendere il corpo, come la Toga (V.) a tegendo , cio dui copi irsi. PoichosservaBiondodaFori

liano, e di questa
vi

come si ha da Tertulanche erano vestiti serde'medesimi, ed tuttora tal veste riantichi romani,
i

sata da diversi popoli. Circa

la

forma, era

quasi simile alla veste

Dalmatica o Tnal

nacella [1 '.). vale a dire infera avanti


principio
la

pettoedivisa ne'lati sino alle ginocchia. In

tonaca degli uomini era sen-

l,

nella

Roma trionfante, trattando

delle

de'romani antichi, die la tonaca fu veste assettata al corpo, corrispondente oncbe all'odierna Sottana (T .), e la toga
vesti
il
si

sino a

ovvero colle maniche stese mezzo braccio, ma nelle donne le maniche, si stendevano sino alle mini. Riferisce ancora il p. Bonanni, essere inza maniche,
1'

portava disopra.
di

mantello o veste pi ampia e lunga che Si portavano dagli and'ordinario due tonache, e talvolta

certa

epoca di quando cominci

1'

uso

delle tonache colle maniche, e crede pro-

tichi

babile nel

tempo

degli Apostoli e de'cri-

ancora pi

due. La tonaca esteriore chia-

stiani della primitiva

Chieda

poich sale

mavasi Umica, quella di sotto subucula e anche indusum, la cpiale serviva pi sovente per le femmine. Essa era in sostanza una camicia, che in principio
si

rebbe stato indecente che esercitassero


funzioni ecclesiastiche colla
delle

veste

priva

fa-

maniche. Nou eraperquesl'uso interamente propagato e comune a tutti


i

form con tela di lino. llp. Bounani, La Gerarchia ecclesiastica considerata nelle vesti sagre
ceva
di lana, e

pi tardi

si

cristiani nel principio del

secolo, giac-

ch Cassiano che

visse nella

met

di esso,

De Inslit. monachorum
do
di

lib.i,

ragionan-

cis-i/i,

dice che da'romani oltre la toga

que'd'Egitto dice: Colonis auoqut,

fu usata un'altra veste delta tonaca, dalla

lineis induti.cpiae

vix ad cubitorum ima

parola latina /wcv/, la quale procede dalla

pcrlingunty nudas de reliauo circnmfectiis, et

paiola tticndo, che perci

le

membrane

U egli occhi

e defluiti
la
la

si

dicono tuniche.
pi breve della

runt manus, utamputatos habere eos aopera mundi hujus suggcrat ab-

Lunga

era

tonaca,

ma

scistio

manicarum.etab omndconversa-

toga, sotto

quale

si

portava, e copriva

tiouc terrena mortijicatos eos


linei
tal

velamini*
dall'uso di

immediatamente il corpo di chi fusa va. Aggiunge essre stala tal sorte di veste comune anche agli ebrei e di due sorti, una
con maniche,
tre di lino,
l'altra senza;

doceat indumentum.

veste de''Solitari d'Egitto, stim

Pan

ciroli

alcune erano

che procedesse la pazienza o scapolare monastico. Tale veste, nominata

larghe, altre pi strette; alcune di lana, al-

secondo

la

coudizione di quelli

che se ne servi vano. Questa si nominava indusiu/n, e bench il nome di tonaca sia generale, contultoci

da Cassiano Colobio(f .), cio tonaca sen za maniche, era comune a'monaci e solitari, per essere pi spediti oell' opere manuali, alle quali
si

comunemente

s'inleu-

gir l'ozio. Notai a

applicavano per fugColori ecclesiastici

de

che sotto la toga si usava. Questa fu adoperata dagli Apostoli,


la

veste interiore

nel pai lare di quelli usati da'chierici nel

vestimento ordiuario e sagro, che sino dal


nasceredellaChiesa furono distinti
rici colla
i

OOtnech veste degli ebrei e de' romani d'ambo sessi, pi lunga essendola toga
i

chie-

Tonsura

e colla veste talare, pi

delle

donne. Di sola tonaca vestirono molti,


i

corta per di quella delle donne, cio usa-

cuine quelli

quali presso

romani

face-

vano

la

tonaca o toga senza maniche,

la

84

TON
era certamente
la

TON
tunica bianca di lino, quale adoperatisi da ogni Sorta di sala

quale veniva sovrapposta all'altra toga o tonaca colle maniche pi o meno strette,
nel modo che vestono diversi orientali appartenenti al clero. La veste tonaca fu chia-

cerdoti gentili d'oriente e d'occidente, es-

sendovi in Campidoglio una famosa statua di sacerdote idolatra, vestita con veste

mata da'greciCtf//7..v/W.?,eda'rotnanitSVo la

come a questo

articolo dissi,

chi usata, e che quella con

notando da maniche corte

che quasi

in nulla differisce da'noslri

camici, e anco bene arricciato. Per sog-

fu detta stola o tonaca reale,

come

abito

giunge, questa sorta di vestimento laChiesa per certo

ordinario de're e de'roagisU assomigliante agli odierni

non prese da'

gentili sacers.

rubboni
altri

usati da' Gonfalo-

doti,

ma

bens dagli ebrei e dalla

Sci

it-

nieri,
il

Priori e

municipali. Di pitiche
i

tura, ove da Dio fu prescritta ad

Aronet stri-

sommo
Ed

sacerdote,! sacerdoti ed

leviti

ne e suoi

figli.

Tunicam lineam,

degli ebrei vestirono le tonache chiamate


stole.

dami Porro fliis Aaron


parabis,ete.
linea,

tunieas lineas,

inoltre che fu

chiamata

stola del

V esliesque his omnibus Aacurri eo.

Pontefice massimo de'romani pagani, di


cui meglio riparlai altrove,

ron, et jilios ejus

Che

la

tunica

come

nel voi.

o camice come noi l'appelliamo, non

LXX11I,

p.

280, 281, 283, 284, quella

fosse presa da'gentili,

ma

dagli ebrei, dice


dall'es-

veste che diversi scrittori

denominarono

Marangoni, provarsi chiaramente


Chiesa da S.Giacomo apostolo,
il

tonaca, indossandola gl'imperatori, quan-

sere stata usata ne'principii della nascente

do furono
sotto
l'

rivestiti di tale religiosa dignit,

quale u-

imperiale paludamento.

Quando
il

sava solamente veste di lino; e questo era

sulle tuniche

romane

si

poneva

Lati-

proprio vestimento sacerdotale. Di questa veste linea,

clavio, nel quale articolo dissi

come for-

mate
sti fu

tali

tuniche e usate pure dagli ebrei,

goni ne trov altra


s.

dopo s. Giacomo, Maranmemoria negli atti di


dalmatica

da'profeliedalSalvatore,e quella di queappellata

Cipriano vescovo di Cartagine e martisi

Tonaca o Tunica Incorituniche


si

re, ne'quali

legge: Curn se

utile(F.),s\a\\al'\c\aM\oiPorpora{F^.) i
sia d'oro, allora le

expoliasscty et eam Diaconibus tradidisset, in linea stetit, et coepit

no Augusticlave o Laticlavc, ed
cia

chiamavain Gre11

spiculalorem
tonaca di lino

sustinere.

Il

camice era

la

molto

si

usarono da'ricchi.

ce (V.) degli ecclesiastici, Tunieas


(

CamiAlias

usata dal primitivo clero in chiesa e fuori,

per l'adoperato ne'sagri templi era

pi.

antica veste bianca talare detta ancora


di cui ragionai

mondo

e pi nobile.Dal camice poi ebbele vesti

A/bao Camisia romana,

ro origine

ecclesiastiche del

Roc-

anche altrove come a Rocchetto), pure


chiamossi tonaca, e deriv dalle tonache bianche degli antichi romani, secondoch pretendono alcuni. Ma il dotto Marangoni,

chetto, eziandio detto Tunica,^ della Cot-

ta (P-), appellata altres

Tunica

talari.

In quest'ultimo articolo rimarcai, che al-

cuni stimano avere l'antico clero vestito


la

Delle

cose,

gentilesche e profane tra-

tonaca bianca talare, senza maniche, e

sportate

ad

uso e

ad ornamento

delle

poi mutata la materia

chiese, osserva che da'

monumenti appaqual

risce l'antica disciplina della Chiesa,

si convert in Pianeta (V.) e divenne propria de'sacerdoti. Di pi pare che dalla tonaca fosse formato
il

fu di abborrire unicamente quella sorte


di vestimenti,
cifici di
i

Sacco

(P'.) t abito penitente


i

de'confra-

quali erano distintivi spe-

tri

de' Sodalizi (V.)%

quali se Io cingo-

alle altre vesti,

Laonde quanto bench adoperate da sacerdoti gentili, anche ne'sagrifzi, tale distintiva sacrilega non portavano, mentre a tulli erano anche culmini; efia queste
culto idolatrico.

no a'iombi con cinture o cingoli di cuoio, di corda, di lana, di seta, di filo o cotone.

Adunque 1' antica tonaca o tunica fu vestimento che portavasi immediatamente sul

corpo, ed era

comune ad ambo

ses-

TON
si.

TO
gli

85

Ne

fecero uso quasi tutti


gli

antichi po-

ro il nome di

* iicciiu: ti

poli,

ma

uni

la

portavano con manigli

la tunica si giusta al

o duelliti. Andava collo, e scendeva s


volto.

che, altri senza; pe'primi era molto larga,


assai

basso presso
si

le

donne vereconde, che non


fuorch
il

pi stretta presso

ultimi.

Comun

vedeva
il

di esse

Quan-

ponevasi ordinariamente di due pezzi, che


offrivano a

do

lusso

ebbe introdotto
il

l'uso dell'oro

un dipresso

la

figura d'
il

e de'gioielli, iucoroinciossi

impunemente

quadrilungo; l'uno copriva


tro
il

petto, l'al-

a mostrare

collo, le spalle e la parte sula

dorso

ed entrambi univansi sulle

periore del seno;

vauil and prenden-

spalle agli angoli superiori, lasciando in

do

piede, e le tuniche s'incavarono


il

mag-

mezzo un' apertura per la quale usciva la testa. I due pezzi avvicinavansi sotto le ascelle, sempre allargandosi al basso, con una marcata differenza pegli uomini e per le donne. La tunica tenevasi soggetta con una cintura, lasciandosi cosi alle membra la libert e facilit de'movimenti. La cintura si assumeva quando si usciva dalla
propria casa, giacch nell'interno
la

giormente;

che

si

attribuisce per le pri-

me alla romane,
che d'una

insieme a portare tonaper

stoffa fina e trasparente,

qual cosa Seneca diceva nulla poter diil corpo e il pudore, cosicch alcuna non avrebbe potuto giurare d'essere nuda. Spesse volte le maniche non erano unite, e dall'alto della mano fino

fendere in esse

tona-

alla spalla

erano attaccate con fermagli


Il

ca portavasi senza alcuna cintura. Le per-

d'oro e d'argento.

portare uua tunica

sone voluttuose stringevano


ro cintura che non
le altre
,

meno

la lo-

lunga fino
zio di

a' piedi

era pegli uomini indi-

cosicch la

mollezza e dissolutezza; lo stesso ac-

tonaca rimaneva con pieghe pin ampie,


e questo riguardavasi

cadea delle tuniche a lunghe maniche che

come un

indizio di

chiamavansi chirodatae o manidealac,


chiridata o inamidata; esse non convenivano che a'barbari, riguardandosi co-

mollezza, e non era molto onorifico alle

persone, per cui se ne fece rimprovero al-

Mecenate. Da principio eradi lauomini la conservarono di tale stoffa lungamente, mentre per le donne sembra chefossein uso il lino fino da'prilo stesso

me

indecente, ed

un greco deipari che un


di portarle.

na, e

gli

romano avrebbe arrossito


cambiati
i

Ma

mi tempi o poco meno. Erano

le

tuniche

costumi colla repubblica, stabilissi un uso affatto contrario, ed il portare tuniche senza maniche divenne allora ignominia. Gli ordinari ornamenti della tunica consistevano in

cucite dagli orli inferiori fino alle anche;

alcune antiche figure lasciano persino distinguere


le

una larga ben-

cuciture.

Erano per

lo

pi

da

di

porpora chiamata clavas e lativla-

bianche,

ma si portavano anche di colore: Ovidio rimarca che la tunica nera sta bene alle donne bianche , e la bianca alle brune. 1 cittadini di poche fortune, soldati e gli schiavi portavano tuniche tini

yust chescendeva dall'alto al basso. A Roma il solo basso popolo e gli abitanti delmezzi di comle campagne, non aventi
i

perarsi
la

una

toga, uscivanoin pubblico col-

semplice tunica, onde trovasi in alcuni


nelle altre citt ed in
ricchi

te di rosso, tali

divenute in forza dell'uso.

autori tunicatas populus, tunicata piebs.

Trebellio Pollione fa menzione della tunica rossa de'soldati. 1 lacedemoni la por-

Ma
to
i

campagna, tanBen di raornameni

quanto

poveri andavano sen-

tavano rossa

alla guerra,

onde

il

sangue
per evii

za distinzione colla sola tunica.

delle ferite colpisse

meno

la vista,

do

scorgesi sulle tuniche alcun


i

tare l'abbattimento negli altri. Presso

ro-

to, tranne

fermagli sulle spalle, ed


le

bot-

mani

la

tunica scendeva pegli uomini fino

toni

lungo

maniche.

Non
I

si

sono mai

alle ginocchia, fino a' talloni

per

le

donne;
lo-

rinvenute frangie d'oro.

greci

chiama-

ma

soldati ei viaggiatori la rialzavano

fino alla

met

delle cosce,doude

venne

rono questo vestimento col uome di Ctf Idirii, e ino uv chitoni/ o monofjcpln 4ir

86
c:evansi le

TON
tanti piccoli

TO

IN

donne che non erano vestite fuorch della tunica con cui dormivano. Quanto alla tunica cle'Iacederuoni, peravenie una giusta idea Don si trovata figura piti antica di quella tratta da un bassorilievodella villa Borghese di

manti quante aveano tuniche, e quando cambiavano quest'ultime prendevano anche il manto che conveniva e th' eravi attaccato , dimodoch pareva i

due

pezzi

non formarne che uno. La

tu-

Roma.

nica piet era carica di ricami, o coperta di fiori e altri disegni;

noto che

la

tunica delle donzelle lacede-

moni era

diversa da quella delle donne,

ma

a'soli trionfanti, poi

convenne in priad altri fu data

perche perla da ambo le parti dall'estremit inferiori ftto all'alto delle cosce, le quali quindi potevano vcdersi;dal che vennero esse chiamale jeuoineridi, cio che lasciano apparire le cosce. Sofocle improver la principessa Lrmione,perch avanzata in eia portava ancora la tunica at

e specialmente a' consoli. Importanti ed

erudite notizie sulla tonaca o tunica ri-

porta Buonarroti,

nsN Osservazioni

dei

t'^.s7^//f/(7t/\//i't^/o,eprincipalmentesulle

menti e
gli

tuniche davate ossia ornate di framstriscie di porpora, in uso presso


ebrei anche pastori (forse
i

davi usali

perla dalle due parli.

me
o di
re

la

toga diversi

La tunica avea conomi. La tunica linea


comiitciossi ad usa-

da'pastori edalle persone meccaniche


essere che

non fossero

di rosso

pu buono di
le

lino,

non

si

conosce l'epoca precisatuniche; per lunghissimo

porpora), e di
degli apostoli.
le

essi clavi

furono ornate

mente
il

in cui a

Roma

tuniche pure de' profeti, del Salvatore e

lino per

le

Che le

tuniche davate e colsi

tempo ftt

essa di lana, e quegliscritlori

che

maniche lunghe non sempre

hanno

distinguono due tuniche,

ambe

di lana le

suppongono; motivo per cui s spesso bagnavansi romani nelle Terme (I .), onde rimediare agl'inconvenienti che derivavano dalla mancanza di biancheria di
i

da pigliare per dalmatiche. Le tuniche degli ebrei erano lunghe e cinte in due luoghi, cio intorno alle

mammelle

in alto

vicino a'reni. Delle tuniche lunghe e cinte,


la,

adoperate da'servi per servire a tavoindi

lino (del quale riparlai a Stoppa). Secon-

furono introdotte

le

tuniche fatte

do Lampi

idio ili. "a far uso della tunica

di lino fu l'imperatore

Alessandro Severo;

apposta corte e non cinte, di quante sorti; mentre le tuniche de' romani antichi
nella loro primitiva semplicit per essere

ma

non divenne comune che mollo tempo dopo di lui. Fu detta tunil'uso di essa

corte

non

si

cingevano,

ca molesta, quella specie di camicia into-

persone

di vita apostolica.

come quelle delle Che le tuniche


materia,

nacata di zolfo, di cui copri vansi

rei

che

non

cinte,

per

la preziosit della

doveansi abbruciar
si

disse quella di

Tunica palmata porpora con una benda


vivi.

e del lavoro che impediva di lasciarle ac-

costare alla persona,

si ilice

va stare e tu-

di stoffa d'oro, vestimento di coloro ch'e-

nca (liseiuclae. Delle tuniche o penule

rano onorati del trionfo


che presiedevano
tunica retta
a'

e di que' pure

d'una manica

sola.

Delle tuniche palmate

giuochi circensi. La

tle'trionfanli, poi date a'consoli

ed a'eapi-

sembra essere stala cos dna mala, perch non vi si poneva sopra al
cuna cintura e
tre la tunica
vasi quesla sorta di tunica a'Iiberti;

tani, cos dette a


ti

cagione degli ornamenpreziosit loro

di

palme, co' quali fu solito abbellirle


la
si

lasciavasi ondeggiare: ila-

anticamente; che per

menri-

confusero o
che, e
si

si

cambiarono

nelle dalmatile

cou una

sola

manica era

aggiunsero a quelle

maniche

servata

agli schiavi.

Si

dicevano tuni-

palliolate, quelle cui (mi vasi un leggero manto; nella stessa guisa che vestes citeitliatae chiamavausi gli abiti guerniti

che

lunghe e larghe, quando quesla sorla di veste di lusso dalla Dalmazia pass in Roma: erano di porpora e sopra ornale d'o ro, con diverse figure o tessute o ricamale.

di cuppuccio.

Le donne

ricche aveauo

finalmente delle tuniche subarma-

T O N
li,

T ON
le ar-

87

da portarsi solto

il

torace o sotto

mi da 'soldati, appellate profundum,


fanciulli
virile,

dalI

Schiston e Scissile, da alcuni Corsoides, da altri Politi, Sartopolia, e da


tini

l'usarsi sotto tutte le altre vestiineula.

greci

Amianthu e Asbeston, cio incomil

romani

nel

prendere

la

tonaca
riparlai

bustibile:

quale essendo

di

sua natura

giunti all'et di 17 anui,


la

depone-

assai tenero e arrendevole, facilmente assottiglia vasi, e

vano

Bollii d'oro, della

qua

le

maestrevolmente sfilaccia(li

71, dicendo delle superstizioni. Questa bolla o globetto vuonel voi.


to d' oro pendeva loro dal collo, e I' usavano sulla veste corta detta praticata, che giungeva appena sotto il ginocchio. 11 Guasco, I riti funebri di Roma

LXXI,p.

lo

si

lavorava e riduceva a foggia di

da trama, e tessevasene tovaglie, camicie,

tuniche, sciugamani, lucignoli e co-

se simili.

Questa pietra dunque trasmu-

tata cote mirabil arte in tela


le,

maneggevo-

quanto pi slava

nel fuoco, tanto pi

pagana,

ravigliose colle quali

a p. 77 parla delle tuniche*rnecasi chiudevano


i

s'imbianchiva senza putito scemare. Il Guasco riporta uu gran numero di scrittori

daveri, e che poste al fuoco

no. Riferisce pertanto, che


raccogliere
le

ceneri nel

non ardevaromaui per bruciamento de'


i

che tuttoci affermano. Per altre noziosull'amianto e sul bruciamento de' ca-

ni

cadaveri, acciocch

non

si

mescolassero e
le

da veri, pu vedersiFuxERALE e Sepoltura. francesi dicono che a tempo delle crocia1

confondessero co'combustibili che


sti
i

di-

le le

uggevano,ammautellav ano morti con Certe camicie o tuniche fatte d' un lino incombustibile, per modo che il corpo tutto coperto inclusivamente al capo con Ctse, non abbruciava perch fosse tocco dalle fiamme, ma per la forza dell'ardore ond'era circondato,
il

paese, poich la

tonache ebbero molta voga nel loro moda venne originariada'saraceni,


i

mente

quali portavano co-

munemente una
l'epoca le

specie di tonaca sopra le


i

loro armi; quindi che

francesi in quel-

chiamarono Saladinc, dal uu-

me del
r

celebre sultauo Saladino. Essi pe-

quale assorben-

do tutto l'umilio delle membra, agevolmente lo scompaginava, finche ridottolo


in

davano egualmente il nome loro di saLule uou solamente all'armatura che trova vasi coperta dalla tonaca o saladma,

ma

minutissime parli veniva poi fatto in


s

polvere.Di lino
ria Plinio,

prodigioso lasci

memodi

ancora ad uu elmo privo di cresta e pi leggero di quello che comunemente si adoperava.

che

lo

chiama

lino vivo, e di-

ce che

non arde

nel fuoco, in

prova

che

TONACA
LE
DI
sutili.s-

all'erma d'aver veduto tovagliuoli falli di


esso,
i

o TUNICA INCONSLTIGES* CRISTO, Tonaca [neon-

quali giltali nelle

fiamme rimase-

Coristi. Reliquia insigne, vesle in-

ro purgali e netti d'ogni macchia, senza

teriore e lunga portata

sempre dal Salva-

riceverne

la

menoma

diesa, anzi ripor-

tore, in giro intessuta dalla B. Vergine sua

tandone lucentezza tale,che maggiore non potevano acquistai e. Soggiunge che di esso lino facevansi le vesti, nelle quali in-

madre; denominala

Jnco/isulilc perch

prodigiosamente cresciuta proporzionatamente colle sue divine membra, e che poi


nella suaPitssione

tonacavano

morti, per evitare

la

me-

venne

tra'soldati

messa

scolanza delle ceneri diverse. Inoltre Plinio dice che tale lino nasceva ne'deserli
deli'

a sorte, e ripartita tra essi, insieme agli altri suoi vestimenti. Si crede che fosse di colo-

India pi dominali dal sole, e non

soggetti alle pioggie. Questo lino vivu.cre-

de

il

<ua>co lo stesso che l'amianto, al-

lume assai noto e chiamato Carysliuni, Garpasiwn, Carboswn, Bostrichitcn,


PuL-is Salainandrac,Jaiiicuwu da'la

smontato o di rosa secca,del coloT Fascia (f .) che all'uso de'nazareni us; mentre il manto o pallio o sopravveste da lui usata, si vuole percomuu consenso che fosse azzurro ovvero paonazzo carico di tintura. Ges Cristo vtmue
re d'oro re della

88

TO N
di, la

TON
quale era non cucita,

anche rappresentato col Pallio [V.) sulle spalle, onde alcuni credono che desso soldati nella sua passiofu la veste che
i

ma

tessuta e

lavorata ad ago, e formata dalla B. Ver-

gine colle sue mani, come scrisse s.Eutimio


presso Baronio all'anno 34, n.35, e so-

ne

si

divisero a sorte in

parti, per la ra-

gione detta nel citato articolo,


la veste tratta a sorte la
tile,
si

ma sembra

pra di essa vedesi un

ampio
in

pallio,
si

che desostiene

meglio, per quanto dir, riconoscersi per

centemente raccolto
colla

pieghe

tonaca intonsa*
dicecollo,

mano

sinistra.

Che Nostro Signore

come

indivisibile.

Questa veste

portasse, oltre la tunica inconsutile, altra

che s'imponeva per l'apertura del


o
alla

sopravveste o pallio, apparisce dal testo

e quasi corrispondente alla penula o Pianetti

Croccia

(/'.). Dissi a

col vescovo Sarnelli,

che

Guanti, pontificali deb-

bono
ago,

essere inconsulili, cio lavorati con

come

la

veste del Redentore, per de-

notare l'integrit della fede. Osserv Hurter iieUnStoria d'Innocenzo ///,chc questo dottissimo
le

Papa

in

pi d'un luogo delveste di Cristo tu-

S.Giovanni Evangelista al capoigdel suoEvangelo, ver. 23: Milites ergo, curii crucifixissenl eiini, acccpcrunt vestimeli' ta ej'us, et fecerunt quatuor partes (unicuique militi partem) et tunicam. Erat autem tunicam inconsutilis desuper coti' iexta, per totum. Cornelio a Lapide uel Commentario sopra s. Matteo, cap. 27,
di
v. 3-7,

sue epistole, allega

la

nota 2.% riporta che lo slesso Entia

idea, inconsutilis,

qual simbolo dell'uni*

mio
sero

di parere, che le vesli di Cristo fosIre: la


1 .

l della Chiesa, e dicendo:

pari della veste inconsulile

La Chiesa, al di Cristo, non

vuol essere ne cucita ne sdrucita, con allusione alla separazione de' Greci dalla

che fosse l'inconsutile, come &camiscia interiore; la 2/ una veste talare simile a quella degli ecclesiastici, detta dagl'italiani e da altri Sottana^/ .)',\a 3/
esteriore pi

chia considerata nelle

Chiesa cattolica. \\ p.Bonami,Z,rtGe/v?/*vesti, ragionan-

del Superumerale (/ .)del sommo sacerdote e delle altre vesti sagre, dice che

do

ampia, che a guisa di pallio corpo ricoprisse dalle spale fino a'piedie lo adornava: imperocch non era
tulio
il

fossero fatte opere polymto, cio tessuto


vidlis filis
la veste di

variorum colorimi, come era

giubbone u femorali, come anche sino al tempo di Marangoni si praticava da molti oin uso dagli ebrei di portare n
a

Giuseppe figlio di Giacobbe, tunicam poly mitam. Di piaggiungecredersi anche opere textili, dalla qual parola nasce dubbio, se si debba intendere e di fosse fatta la veste con tela tessuta vari pezzi insieme uniti con l'ago, come ora comunemente si lavorano, ovvero fosse fatta di maglia nel modo che si lavorano le calze, guanti e simili, oppure fosse tessuta in maniera che non si congiunges,

rientali.E questa2. cingevasi versoi lombi

con una coreggia o cintura o fiscia


si

d'altra materia, detta zona; e che


tasse

por-

da Cristo non da dubitarsene, menordin: Nolite possidere tiuritm,

tre egli prescrivendo a'suoi apostoli l'abito, gli

ncque argentimi, ncque pecunia in in zonis vestris.

sopra
:

il

verso

35

del cap.

12 di
cincti,
il

s.

Luca

Sinl lumia vestii praeal rito degli

come

spiega Cornelio citato, volle


orienta..

se

una parte

coli'

altra, e di

tale lavoro

Signore alludere
quali erano
gli

stim ilBiaunio,y9c' Vest. Sacerd. Ilehr.


l.i,

li,

ebrei e

gli assiri:

//pud

ci

6, che fossero le vesti sacerdotali,

come
re
,

fu la veste inconsulile del Salvato*


li Marangoni, Sanata Sanctorum e dell'im-

quos mos erat longoribus vestihus , et tuuicis inditi, quas iter pie turi, vel lahoraluri praecngebant,
r, dice

contexta per totum.

E questione

pe-

Istoria di

Marangoni,

se la tonaca incon-

magine del ss. Salvatore, osserva che tutte le

sulile fosse quella interiora,

che noi apche


a

sue immagini appariscono vestite

al

pelliamo camiscia, o pure


sta
1.

la 2.

queve-

di sotto colla veste inconsulile fino a'pie-

"sovrappone vasi.

Su diche pu

TOX
dersi
il
i

TON
scrisse
lib.

89

quanto pi ampiamente ne

Ferrano,
t.

De

re vestiario,

3, cap.

ei6, questo
di

6.

Essendo per cosa


si si

certa, die

sostomo nell'omelia 84 sopra l'erangelo di s. Giovanni di sentimento che queste due vesti esteriori del Redentore non fossero di materia preziosa, aia piuttosto
le
vi-

titolo d' Inconsutile

dalo,e con-

fusamente

applica anche alla cauiisda


le re

e ordinaria,

Nostro Signore, che serbasi fra


s.

se te

non

volle

mentre in tutte le altre cocomparire diverso, ma in tutla

iiquie della Chiesa di

Giovanni
le

in

La-

conservare

sua povert e bassezza

terano, mentre nella tavola

Magna Lamedesime Prima Ca-

volontaria.

Ed

inoltre deve notarsi,

come
da

teranense ella ritrovasi fra

nell'immagine del Salvatore


s.

effigiala

enunciata con queste paiole:

Leone

III,

nella parte destra fuori del-

miscia Salvatori*. Ma nell'indice delle medesimescriltoda GiovanniDiacono Lateraneuse leggesi


:

la

tribuna del suo Triclinio Lateranenle

se,sedente in trono in atto di dare


vi

chia-

Tunica Inconsutilis,

s.

Pietro e lo stendardo a Carlo

Ma-

a nani

feci t s.

Maria

irgo Filio suo Je-

gno, oltre l'essere cinta a mezza

vita, tie-

su Chris to. Contuttoci sembra al Marangoni pi verosimile, che questo titolo di / este Inconsutile appartenga piuttosto alla 2.'

ne

la

sopravveste o pallio attaccato sopra

le spalle

con una fibula o fibbia;


fa

ma
s.

in

moltissime altre questoaltaccamento non


si

che tutto

il

corpo del Salvato-

conosce. Ci

conoscere ancora

Mat-

re interamente ricopriva dal collo fino ai


piedi, e fosse la veste

teo, cap. q, v. 3o, che la sopravveste del

tana.

che sebbene
fa

che noi diciamo Sots. Giovanni nell'al-

Salvatore avea
la

la

sua fimbria o orlo nelteti-

sua estremit: accessit retro, ac


ej'us.

menzione di questa camiscia, od' Intenda, ma sulamenledellegato testo non


ia sopravveste divisa in
ti,

git fimbria vestimenti


brie erano
fili

Queste fim-

tessuti o cuciti all'estre-

parti da'solda,

e di questa

Inconsutile

ci poter es-

mit della veste esteriore, di colore di giacinto o violaceo, che il Signore avea ordinato
agli ebrei, aftinch nel
si

sere accaduto, perch essendo stato spogliato


terio
il

vedere que-

Salvatole di tutte

le vesti

per bat-

ste fimbrie
vini.

ricordassero de'precetti di-

con Flagelli legato


la caoaiscia,

nell'essere rivestito in fretta

una Colonna, non gli fosse


incon-

Conviene tener presente, che Ges


g' imErode per vituperio una

Cristo nella sua passione indoss altre vesti

posta

ma
o

la sola veste

ancora per contumelia; prima


d'

sutile e la sopra v veste

pallio,

mentre queal

posero d'ordine

ste sole
ti

erano necessarie per farlo da tutla

veste bianca, considerandolo pazzo;poi per

conoscere, nel portare

croce

Cal-

ironia lo vestirono di finte vesti e insegne

vario.

certamente, che

alla

camiscia e

regie,

come

di

uno

straccio di

Porpora,

insieme alla tunica talare non competesse

ad ambedue questo titolo d'Inconsun di Tunica, apparisce dalla proibizione fatta da Cristo a'suoi apostoli di non possedere, e portare due tuniche, mentre pre-so gli ebrei, e massime pi doviziosi, era costume di portarsi due e anche pi Tonache f I .). Di qual colore poi furono le vesti di Ges, dice Marangoni, non ci rimasta memoria; bens da credersi, che fossero di colore piuttosto scuro e motile
i

o logoro paludamento o clamide di tal drappo, dello *$Ve//ro di Canna, della Co-

rona

di Spine, e lo salutarono

con belle

re de'giudei,e perci sulla croce lo deri-

serocol Titolo di Re.v

Judaeonun.e pro-

babilmente lasciandogli la corona di spine incapo,quaudogii tolserogl'indumenti

reali; e

cristianesimo
la

sebbene ue'primitivi tempi del Crocefissi erano privi deli

corona

di spine,
il

con pi fondamenta

si

crede che
corona,

Salvatore fu confitto in cro-

desto, iucui uouapparisse singolarit, mi che non fossero n anche nere, ma secon-

ce col capo circondalo di spine a foggia


di

come dimostrano

il

Gretsero,
,

dol'usoconjuueilautopiche

s.

Gio. Gri-

Deduce hb. ijCdp.22;eI5euedellu\l\

9o

TON
cap.
7, tic fer. vi,
1.

TON
89. Nel
li*

De fistis
I

parte superiore del piede rimane scoperta,


zi,

>ro di

Baldeschi e Cresci miteni, Stato


il

(fel-

come si vede usarsi da'carmelitani


cappuccini, minori osservanti e

scal-

la chiesa papale Lateranense, fra

nosi

altri re-

vero delle reliquie insigni che possiede,

ligiosi.

Due

sandali di

s.

comprendono;

il

Vestimento
il

di

porpora,

Siena minore osservante

Bernardino da si conservano
s.

col quale fu vestito Cristo per ischerno

fra le reliquie della chiesa di

Cecilia di

nel pretorio di Pilato:


se dal
la

Velo, che

si

tras-

Roma. Che
santa, che

Cristo
ivi si

li

usasse, dissi a Scala,

capo

la

D.

Vergine, per ricoprire

custodiscono, e porzione

nudit di Cristo quando fu spogliato

Dell'inchiodarlo sulla croco; nel cpial velo


si

vedono

delle stille del suo Stingile preil

ziosissimo:

Sudario
gli fu

(f

,)

asperso di sanil

anche nella detta chiesa di s. Paolino. Non devesi tacere, che Ges Crocefisso in varie maniere fu elligiato ne'vetusti tempi. Da una pittura esistente in un cubiculo
clelcimiterio di
desi
si
il

gue, col quale


sepolcro:
la

ricoperto

volto nel

s.

Valentino

di

Roma,
fin

ve-

Camicia,chegli fece colle sue


serv per asciugare

Salvatore tunicato dai collo

mani

la

B. Vergine: parte delloSciugatoio,


si
i

a'piedi,

come

rifer

il

quaBottari, Sculture

del quale Cristo

e pitture de' Cimiteri di


'

Roma,

t.

3, p.

piedi degli apostoli

dopo

la

Lavanda
si

ilei

piedi. Oltre delle Vestimenla dellaB. Vergine, nella basilica Lateranense

iy4> et questo forse l'uso pi antico. Poscia non si conserv della tunica talare che la parte inferiore da' fianchi
alle

vene-

rano ancora il Cilicio tessuto di pelli di cammello, del precursore s.Gio. Battista; e
(Tunica di s. Giovanni apostolo e evangelista, che custodi vasi nella cappelletti! sotto
II
il

ginocchia, e

tal

foggia di veste, oud' cosi

perto

il

Salvatore,

ravvisa spesse volte


fu cin-

ne'Crocefissi del
to

medioevo. Dappoi

d'una

fascia

a'lombi,quaI vedesi tutto-

ciborio e tabernacolo del le

ss.

Teste,

cardinal Besozzi, Storia di s, Crocei/i


riferisce
la

ra adoperata, o ricoperto d'un guarnello o panno dalle reni fino alle ginocchia, ed

Gerusalemme,
silica si

che

in questa ba-

anche
ss.

vestito di tunica

come

il

Celebre

conserva

corda colla quale fu


Paolino
al-

legato Ges, in croce, e una gran parte


di
la

Lucca; tutte queste coperturesembrauo derivate dal pudore che


Crocefisso di
vollero rispettare
i

sua

veste. Nella chiesa di

s,

cristiani verso l'ado-

Regola de' francescani del terz ordine, tra le reliquie insigni vi sono de' Vestimenti di Ges Cristo e de'suoi
li,

rabileGes.
p. 3.53,

Il

Rocca,

Opera omnia,
argomento,

t.

r,

De par tic ula ss,


tratta di questo

Crucis, non so-

le
ni,

Sandacome trovoin Cancellieri, Dssert. delscarpe o sandali. Dichiara Marangoche quasi tutte
le

lamente
ci

ma

die

un disegno con 4

Crocefissi,

tunica dal collo a' piedi, delle

due con quali una

intere

immagini del
a sedere,

Salvatore, che stanno in piedi

hanno

sandali a'piedi, ed a credersi che

gli usasse,

mentre

egli stesso

ne prescrisse
s.

l'uso a'suoi discepoli, presso


6, v. 8;

Marco cap.

con maniche e l'altra senza; gli altri due, uno ha il velo a'Iombi, l'altro un guarnello cheda'lomhi scende sino alla met delle ginocchia. Ma come Torino vanta di r ove fu ravpossedere la ss. Sindone. (J
-)

Et praeeepit

eis

ne quid tolle-

volto

il

sagro corpo del Redentore nel se(/"''.) si

rent in via, ni si virgam tantum, non pe-

polcro, cos Treveri

gloria di ve-

ra in, non panem, ncque in zona aes, sed ealceatos sandaliis. Ed in vero le antiche pitture a colori e a musaico li dimostrano co'sandali, eh' una sorte di Scarpe, le quali hanno nel fondo la suola, ove posa In pianta del piede, e si legano al di sopra, di maniera che tutta la

Tunica del Menochio, Stuore, centuria ',cap. 44 Della veste bianca del' la quale Cristo fu per ischerno vestito da Erode, dice che forse non fu bianca, ma candida, cio risplendente, e non ogni
nerare nella sua cattedrale
Il

la

medesimo.
1
.

p.

vtsle candida bianca, perch la voce gre-

TON
cn del
s.

TON
poteva essere l'uno e
desimo, poich
di distinguere
le
,

91

testo

dente, di

propriamente significa splenqualunque colore sia il drappo,


<_)/,

l'altro del colore

me-

la

figura e fattura di quei

bianco, rosso o giallo. Nella centuria


cap. 82:

fiocchi faceva l'elfetto da


il

Dio voluto, cio


segno per tener
l'osservanza

Diche colore fossero


il

le vesti

di

popolo ebreo dal gentiessi di

Cristo, e degli ecclesiastici anticamente,

e servisse ad

incomincia dal riferire che

popolo ebreo

presente nella loro


della divina legge.

memoria

usava

le vesti di

quel colore ch' nativo


tinta d'altro colo-

nella lana,

non ancora

Questo stesso colore azzurro, pare secondo il p. Menochio, che


ritenesse anticamente l'ordine clericale,

re aggiunto con arte.

siccome conforle

me alla
sti

legge di frequente lavavano


le

ve-

come M$ii Annali

ecclesiastici not

il

per

purificazioni, meglio riusci va che

le vesti

fossero del colore naturale della

cardinal Baronio all'anno 3q3, il quale si mantenuto sino a'nostri giorni nella
famiglia pontificia, ne'seminari de'chierici,

che d'alcun altro, mentre colla frequente lavanda avrebbe perduto la sua prima bellezza. E' dunque probabile che
lana,
le vesti di

da'vescovi e altri prelati, vale a dire


11

l'azzurro violaceo.
al dire del p.

color nero poi pare,


si

Cristo, perch
del

all'uso

comune

accomodava popolo, e non de'ricsi

Menochio, che

cominciasricev in

se a usare dal clero

quando
il

si

chi che

usavano colori e tinture preziose,


le

alcune chiese da' chierici


i

fossero del colore nativo della lana, cio

bianco. Altri furono d'opinione che

Ve-

monacato, e quando vescovi da' monasteri si elessero; poich come si ha da s. Girolamo nell'epitaffio di
s.

stimenla del Salvatore fossero di colore az-

Marcella, nell'epistola

22

zurro o di viola, e probabilmente


Gio. Evangelista di Besancon

il

cin-

e altrove,
ro.

golo del colore della veste. Nella chiesa di


s.

monaci solevano vestire di neTrovo nel Magri, che la Dalmatica


i

si

vene-

eia Tonace Ila (F.) rappresentano


ste inconsutile di Cristo.

la

ve-

rava una particella della veste di Cristo

Abbiamo

di

Do-

purpurei subobscur coloris, ch' appunto


il

menico IL* Cantagalli, Lettera sopra la

colore azzurro o di viola. Nella dio-

Treste Inconsutile di QeshCristo,scritta


al d, r Pier Francesco Fagginij e prima
del riportato dal

Maria d'Arriago de'cisterciensi si venerava una particella della veste di Cristo: dono fatto dall'imperatore greco Emanuele Paleologo, ad Enrico III re di Castiglia, nella cui autencesi di

Vagliadolid in

s.

nel

t.

22

degli

Marangoni pubblicata Opuscoli del p Caloger;

e pi tardi riprodotta nel

tica

si

legge.

Dedimus particulam

1 csti-

t. 2 delle Dissero ecclesiastiche ih F. A. Zaccaria, Boma 1792 ne dar un breve estratto.


:

incnti nostri Rede/nptoris /piasi biavi co-

Fu costume

de'tempi antichi, che


a'

rei

loris,ex eo scilicctFcstimento,cujus

f/'/a-

condannati dovessero cedere


del loro supplizio
,
le

ministri

briam tangens mulier, ajluzu sanguini* est sanata. Osserva il p. Menochio, che
il

proprie
i

vesti.

Quindi

che appena ebbero

soldati spogliato

color biavo l'azzurro,


s.
,

come

si

rac-

e confitto in croce Cristo Signor nostro,

coglie dal riferito da


zioni,
lib.

Brigida, Rivela-

i,

cap. 3i

la

quale parlando

sebbene innocentissimo,come reo condannato , furono prese le di lui vestimenta,


cio
in
il

ch'era vestita:
Li- uro,
sta
seti

d'una apparizione della B. Vergine, dice Et mantellina blavum de


sereni cacti coloris.

pallio e

la

tonica, quello divisero

A que-

opinione del colore azzurro si potrebbe opporre, che ordinando la legge Beli
attaccare a'Ioro mantelli fiocchi colore azzurro, pare che d'altro colore
ili
il

a ciascuno la sua, e questa tirarono a sorte, poich ella non poteva dividersi in guisa tale, che utile

parti,

dandone

ebrei
li

dovesse essere

mantello;

ma si

crede,che

come aveano fitto del un panno quadrato e molto ampio. Cristo dunque, seguendo l'usanza disua Dazione ebrea, poi lava le nofosse a pi d'uno,
pallio, ch'era

9*

TON
avesse
le fbbie

TON
o legature. Che questa veste fosse composta di due pezzi, fu pure opinione di s. Gio. Grisostomo,seguitoda
Teofilatoe daTeofane,uniti insieme colla
tessitura e non con cucitura, congiungeudo cio in tal maniera l'estremit dell'uno e dell'altro pezzo con un filo di lana, in modo che la veste pareva in uno stesso

minate vesti, e le stesse indossava quando fu condotto a ingiusta morte. Avendo s. Giovanni nel riferirlo detto vestimento, per vestimentum, e sebbene vi sono scrittori, come il Saimasio e il Sincero, che affermano che 1' Evangelista us alla greca il plurale invece del singolare, veramente pi di due furono le vesti portate in quel tempo dal Salvatore, secondo la pi

tempo

tutta insieme tessuta. Teofilato ag-

comune
le, la

opinione.

sostenitori di questa

pensano, che oltre lai/ tonica inconsuliquale serviva

giunge che gli antichi, per far questo, si servivano ancora d'una certa sorta di cucito nascosto, col

come

di camicia,

un'

quale talmente
l'

si

uni-

altra

Ges ne avea sovrapposta a guisa di sottana (non avendo in costume gli ebrei
quale poi veniva assunta
la 3.
a

vano insieme ambedue


panno, che
riva,
la

estremit del

cucitura punto non appail

di portare giubbetti, calze o calzoni), sulla

come

eziandio poi osserv

Mero.

che palla
.';

W mancarono alcuni, fra'cjualiCasaubuono, Ferrai-io e Grozio,


i

lio

comunemente

si

chiamava. Delle due


i

quali giudicaro-

opinioni, Cantagalli crede probabile

no, che questa veste


di rete
ri,

si

formasse a foggia
co'fr-

u volendo parlare del

pallio, della toni-

con aghi pi grandi, o forse

ca volle ragionare. Comincia dall'avvertire, ch'eranvi due sorte di toniche, alcune aperte che si congiungevano con nastri o fibbie, o in altra somigliante ma-

come

suol farsi colle calze e berretti di

lana, cio a maglie; del qual parere sem-

bra che sieno


Pelusiota.
al
ti li

stati

Eulimio e

s.

Isidoro

Cantagalli inclina piuttosto

niera; ed altre

come

le

nostre camicie,

sentimento delBraunio,il quale da molaltri scrittori poscia seguito,

chiuse per ogni parte fuorch dalla superiore, ed unite insieme per artifcio
tessitore o del sarto. Perci
si

vuole che

o del
dice-

la tonica di Cristo,

n con ordinario, n
di

quando

con nascosto cucito


ta fosse, te tutta

pi pezzi congiunferri,

nella

s.

Scrittura, che alcuno stracci


,

n fitta con

le

sue

vesti

Scidit vestimento, sua 3 non

quanta

tessuta.

ma veramenSapevano gli an-

vuoisi intendere certamente del

comune

tichi a

meraviglia

l'arte di tesser vesti, di

e vero stracciare,
le o sfibbiarle

ma bens

dello scioglier-

impetuosamente. Cos an-

qualunque figura o grandezza elle si fossero; alcune delle quali cominciavano a


com'era appunto quella del Salvatore, desujer coatessere dalla parte di sopra,

cora fece nel Sinedrio (F.) l'infuriato


principe de'sacerdoti, allorch interrogalo

Cesa

Cristo, s'era figliuolo di Dio, ud

da esso per risposta: Che l'avrebbero di l a non molto veduto sedere alla destra
di Dio, e venir

texto per totani j cio come suol dirsi, da capo a piedi tessuta. Queste toniche chiainavansi da'latini, Tunieoe ree toc,

come

sopra

le

nuvole. Della 2."

avverte

il

Buonarroti; ed erano tessute, cos.

sorte

dunque

di veste, cio di quella senla

me

riferisce

Isidoro, da persone che sta,

za fbbie o nastri, era

tonica del Sal,

vano

in piedi

donde

forse

avvenne che
si

vatore, dice
tile

il

Cantagalli

cio inconsu-

rectae fossero chiamate, al diredi Caluiet.

re.

di
di

per non aver tali fbbie o allacciatuPer ss. Interpreti trovatisi in granangustie, nel determinare la maniera
i

Che questa

sorte di vestimento

usasse

alcuna volta da' romani, ne


scrivendo che Caia Cecilia

fa fede Plinio,

(ili

Tarquinia
feli-

formare

la

veste incousutile. Alcuni


si
,

sti-

chiamata anche Tanaquilla, saggia e


re
la

mano ch'ella non

pot in un tempo

tes-

ce tessitrice, industriosissima nel lavoralana,

sere tutta insieme

e vogliono che fosse

come
p.

notai ne'vol.
e altrove;
si

LVIII,

p.

cucita insieme coll'ago, e solamente

uou

187, LX1X,

i43

conserva-

TON
vano
i

TO X
fa del regno, cui
si

lavori delle sue

mani con veneracon della lana da

diceva

93 comunemente
la

zione in

Roma,

e nel tempio d'Ercole la


il

ch'egli affettasse

(ma

notai altrove, col-

sua conocchia e
filata; nel

fuso,

lo storico Gioseffo, che


ste

veramente

vegli
ir-

tempio poi della Fortuna lei custodivasi gelosamente l'abito leale di


Servio Tullio suo genero, dalla regina
to ascendere al trono di
lito; dicesi
fat-

candida non era abito reale presso ebrei, bens\ la porpora; e che Erode

ritato dal silenzio del Salvatore, lo dichia-

Roma dopo
la

il

inaa far

pure che fu essa

prima

r pazzo e fecelo perci vestir di bianca veste). Ed in vero gli apostoli stessi, dei
quali credibile che in tutto
si

quelle tuniche tessute che davasi a'giovani

uniformas-

quando prendevano la veste o toga virile, e alle donzelle quando celebravano


moglie
di

sero agli usi del loro divino Maestro, a-

lo Sposalizio),

re Tarquinio

Prisco, prima d'ogni altra tess

una toniil

ca di simil fatta.

queste certamente dis-

doperarono toniche di somigliante colore tenga presente l'articolo Colori ecclesiastici), il che fu eseguito da molti dei primieri cristiani, riportandonealcune te(si

somigliante non era quella che usava

stimonianze.
sto

Che poi

fosse la tonica di Cri-

sommo sacerdote

degli ebrei, descritta da

Mos, da Giuseppe e da Filone, la quale copriva tutto quanto il corpo,avendo una


apertura solo dalla parte superiore, per

molto lunga e facilmente fino a terra, pare che si ricavi abbastanza da s. Giovanni, nel riferire che per lavare piedi
i

agli apostoli, levatosi

il

pallio,

si

cinse (pe-

dove potesse passare il capo, e da Mos chiamata opera del tessitore. Or vaglia il
il Cantagalli, come si pu mai equamente rivocarein dubbiose tale pos-

r gi accennai che Cristo all'usanza dei nazareni, com' egli era, faceva uso della
cintura); dicendo con Calmet, che la to-

vero, dice

nica pressori ebrei era

una

veste talare

sa essere stata la veste inconsutile di Cri-

sto Signore? Attesta

il

Braunio, che a suo

tempo

era in vigore l'arte di tessere vesti

che arrivava sino alle piante, talch erano obbligati ad alzarsela e cingersela, qualunque voltasi mettevano in viaggio oad
operare alcuna cosa; ne produce alcuni
sempi, notando che
stola santa,
la

di simile foggia presso alcuni popoli d'o-

e-

riente, facendo egli

quale tessevaosi.

formare il telaio col Essendo comune presso


il

tonica

comune
La

fu

detta anche stola, e quella de' sacerdoti

gli orientali, e in ispecie tra gli ebrei, l'uso

di tessere siffatte vesti,

Cantagalli

non

ca di

sempre Ges Cristo fu

veste talare.
stretta,

toniil

secondo

co-

vede quale ripugnanza porti seco l'intendere strettamente, checch lodevolmente ne dicano altri, il sagro testo, e dire, che
questa veste di

mune
lino,

uso degli ebrei, ordinariamente di


fosse
al-

onde crede probabile che simile

eziandio quella del Salvatore.


l'antica e

Quanto

Ges Cristo fosse veramentra gli eruditi,

comune

tradizione, che questa

verun cucimensequesta tonica fosse assolutamente di color bianco, come dimostra il Ferrano essersi usata
te inconsutile, cio senza
to.

tonica fu tessuta a Cristo per


stessa

mano

della

Vi questione

Vergine sua Madre, lo asserisceGio. Battista Mantovano; riferendo la s. Scrittura e antichissimi autori, che ne'prischi
tempi spellava
alle

comunemente
ella era

dagli ebrei.

Imperocch

se

donne
di

l'arte di far vela

bianca,
il

tura, che

re

come mai dice la s. ScritErode fece vestir Cristo d'udi color


Io

sti,

come Anna madre


Alessandro
I
il

Samuele,

quatoni-

le a lui tess di

propria

mano una
serv

na veste parimenti
iscliernii lo,

bianco per

ca,

quando

rimand a Pilato?
il

veste lavorata dalla


le, cos

Grande si madre e
vesti

d'una

dalle sorel-

Per
ci

le

ragioni che adduce, pare doversi

Augusto us

formate dalla

edere, che

Erode

fece vestire

Redendi color

tore d' una tonica,

quantunque

moglie e dalle figlie: Omero e Virgilio riprodussero altri esempi, e s. Gio. Bocca-

biaucOjpi splendida e pi nobile pei bef-

doro

si

lagn, chela troppa delicatezza in-

()4

N
l'anno

TON
sportata con solenne e di vota

valsa nelle donne, a'suoi tempi trasfer ne-

pompa,

nel-

uomini l'arte di tessere vesti e di fin* la tela. Marra Chifflezio, Cristi Ifist. de. Linteis Sejmlc. Chris tit cap. 6, che dalla B. Vergine (n l'atta di propria mano a Cristo ancor fanciullo una camicia di lino, al* quaoto per ordinario, la quale finora si
gli

3o

di re

Gumtrummo (pare Con-

trailo re

al

d'Orleans e di Borgogna dal 56 1 593), dalla citt di Zafat o Zaphat, osZaffo, in

sia Jaffa

Gerusalemme,
una cassa
di

nella

quii traslazione segui questo miracolo.

Stando

ella riposta in

mar-

conserva

in

Roma

nella chiesa di

s.

Gio-

vanni

in

Laternno;come afferma purePin-

con essa dovendosi trasportare, perde naturalmente la sua naturale grevezza,

mo e

no, nel

Sommario dell' indulgenze di Bologna. Da essa parimenti, dice Metafrail

che a'portatori sembr

di

leggerissimo
nelle note

legno. Si

Sudario ; e Ceda le attribuisce ancora un panno alquanto maggiore, che conteneva l'immagini de'Xll Aste, fu fallo

s.

ha Gregorio
fu a

poi dal

R tutta rt,
Magno

di Tours, che
di

da Gerusalemtrasferita

me

tempo

Carlo

in Francia, e collocata nella chiesa d'Ai*-

posloli e dell'islesso divin Figlio,

il

quale

gentolio

da un condo

lato era rosso, e dall'altro verde, sela

di ( Argenteuil , grosso borgo Francia, dipartimento della Senna ed Oi-

tradizione di sua epoca.


si

Non pe-

r facilmente
za, cio

accorda

la

volgar creden-

che

la

tonica usata da Cristo semla ss.

se, quasi 3 leghe da Parigi, capoluogo di cantone),dov'erano monacheGisela oGisln sua sorella e Teodrada di lui figlia, e do-

pre fu quella stessa che


tess

Vergine

gli

ve dopo essere stata molto tempo nascosta,

da fanciullo, non mai consumata e


lui

finalmente ritrovata
i

neh 56,
1

si

col-

con

insieme cresciuta,

come

vogliono

loc presso

monaci

di

s.

Benedetto, ve-

s. Giustino nel Dialogo con Trifone , dicendo essere prodigiosamente cresciute le vesti degli ebrei per lo spaziodi4oanni ch'essi postarono nel deserto, ricavandosi dal Deuteronomio v. 4- Il che non apparendo chiaro, viene giu-

alcuni, tra'quali
'

nerandosi con
il

sommo
d'

culto.

Ma
si

osserva

Cantagalli, che la veste che

conservaCal-

va nella chiesa

Argentolio, non ceril

tamente una tonica come dichiar met, ma bens un pallio di colore

rosso.

Delle reliquie poi di questa veste, egli ag-

dicato incerto dall'Eslio, e negalo da altri scrittoli

giunge, se ne trovano in varie chiese

e
in

pressoi! Calmet,

quali stima-

specialmente nel

duomo

di

Milano;

significarsi da tal passo, che Dio talmente provvide alle necessit degli ebrei, che non venissero a mancare in quel tempo giammai le vesti. Con Cornelio a Lapide, nel commento del cap. 27 di s. Mat-

no

quello di Firenze e donata con un dito


di
s.

Gio. Battista da Giovanni Corsini che

l'avea ottenuta nella corte di Costantinopoli; nella chiesa di s. Pietro di

Bologna;

in quella della

Madonna

di Galiera, cio

teo, riporta

il

Canlagalli,

chela

veste in-

della veste bianca di Cristo; nella basili-

consulile del Salvatore, di cui ragiona, nella citt di

ca di

s.

Marco
termina

a Venezia, ossia parte del

Treveri con molta venerazione


si

vestimento
tagalli

di Cristo.
la

Finalmente

il

Can-

fino al presente

conserva, di che ognu-

sua lettera con parlail

no

giudichi a piacere, a motivo di trovar


s.
,

re de'misteri, che giusta

sentimento dei

egli presso

Gregorio

di

Tour,

De

Mi-

raeul. hb. 8

essere stata tradizione dei


si

Padri e degl'Interpreti, sotto questa veste inconsutilcsi racchiudono. Vuole pertanto


s.

tempisuoi, ch'ella

conservasse chiusa in

una
tea,

cassa di legno, nella basilica di Gala-

Croce, che

Atanasio nel suo sermone sopra la la tonica del Salvatore fosse

zia, citt

impropriamente detta Gala5o miglia da Costantinopoli. Secondo la Crnaca di Frcdcgaaltri

da

lungi

simbolicamente iucousutile , allineile da questo ancora intender potessero agevolmente giudei, Chi e d'onde fosse Colui
i

no

cap.

1,

la

Ionica iucunsulile fu tra-

che

la

portjCio ch'Egli era

il

Verbo, non

T
ila

Si

95
i

alcuno pai

te di

questa terra,

non gi divisibile, Verbo del Padre, e che fattosi Uomo,non uncGrpoavea preso intessuto, per cosi dire, da maschio e da femmina, ma per grazia del divino Spirito, da una Vergine sola formato. Che se al senso tropolo dal cielo; visibile

ma veni, ma indi-

sume

in tal

tempo
la

tutti

segni di duolo

per deplorare
touacella e

passione e morte del Resi

dentore; cos pure non


la

adoperano

la

dalmatica nelle messe del-

Y Avvento, per essere tempo destinato al l'astinenza e al digiuno, di penitenza, on-

logico vuoisi avere riguardo

giudica

il

mellifluo dottore
i

Bernardo nel sermone ."sopra l'Annunziazione, non altro ess.

de degnamente prepararsi alla gran festa della venuta di Ges Cristo. Sono eccettuate per la domenica Laetare di quaresima, e
la festa

sere la Veste Inconsutile di


se

Ges
la

Cristo,

cade

in tale

della ss. Annunziata se tempo; non che la domenica


la festa

non

la

Divina Immagine,

quale non

Gaudetc

dell'avvento, e

dell'Im-

cucita per dir cos,


al d

ma

infusa e impressa
si fi-

dentro della natura, dividere non


in

pu, u separare. In senso allegorico


ne,

macolata Concezione, la (piale celebrasi in tale tempo, imperocch 111 dette 4 felle si assumono le dalmatiche eie tonacelle. In

come osserva
di
la
s.

Cornelio a Lapidealcap.
signifi-

luogo poi di queste due

vesti, ne'

iq
cata

Giovanni, viene per essa

ricordali tempi dalla setluagesima a Pa-

Chiesa, acni non conviene alcun


si

squa

e nell'avvento, lauto
la

il

diacono che
.)

il

scisma o divisione; sul qual proposito

suddiacono assumono
piegata innanzi
gioni riferite

Pianeta (/
per
il

ri-

racconta di
dria,

s.

Pietro patriarca d'Alessanin carcere, gli

al petto, eziandio

le

ra-

che menlr'eia

apparche

aDAtMATtCa,

contenntodel

ve di notte Ges ricoperto d' una veste


tutta lacera e fatta in pezzi, e
gli disse

quale articolo interamente


touacella,
tai

comune a
Nosud-

questo, per cui tralascio qui di dire Milla

l'eresiarca Ario gliela avea in siffatta guisa strappata,

quanto

gi in esso riportai.

onde non dovea

in

ninna made' suoi

a 'suoi luoghi, che


in detti
la

allorquando

il

niera riceverlo nella


fedeli,

comunione

diacono

tempi

in cui porta la

Pia-

com'egli andava astutamente cer-

neta piegata,

depone per

fare l'uffizio
il

chilla e

cando; anzi che dovea comandare ad Aad Alessandro, che sarebhero a lui
lo ricevessero.

di lettore e leggere ['Epistola,

diaco-

succeduti nel governo della chiesa Ales-

sandrina, che neppur eglino

TOKACELLA oTONICELLAoTUiS'ICLLLA, Twiicella. Dalmatica, 1 cstem Subdiaconalem. Veste e paramento sagro, ed ornamento ecclesiastico del Suddiacono (J\). ed quasi simile alla Dalmatica (^ .), se non che pi angusta e colle maniche pi lunghe, sebbene ormai in generale non si distinguono pi tra loro. Anche il nome divenuto in certo modo comune, onde si suol dire la dalmatica, dalmatica maggiore, e la tonacella, dalmatica minore. E' usata sopra il Camice (J\) nella celebrazione della

no fa altrettanto prima di leggere P Evangelo, restandone ambedue senza sino ni Pbst" Communio, ma con grandi Sto* le paonazze a traverso del corpo sul camice. Lepgo nel p. Donanni, La Gerarchia ecclesiastica considerata nelle irsti'sagre:

ta

ca p. 53, Della Dalmatica detVolgarmente Tonicella, che ne' detti tempi di quare>ima e dell'avvento, nella
pontificia
il

cappella

in

alcune chiese,

quando
lo,

diacono dovea cantare il vangeprima che fossero adottati nominati


i

stoloni, ripiegava la pianeta sulla spalla


sinistra.

Egli riporta
tunicella, ove

la
si

figura del diaco-

no con

vede

il

suo for-

mato

ornamento di
dalmatica;
i

trine,

ricami e fran-

messa e
tica,

di altri riti;

ma

dessa e la dalma-

gie d'oro o d'argento, con fiocchi simili

come

vesti d'allegrezza,

perano nelle
all'uffizio di

non si adomesse dalla Seltuagesima


la

come

la

quali

due

sagri

Pad o

ramenti sono

di seta, di stoffa, di tela

Pastoia, perch

Chiesa as-

io o d'argento, e del colore nero, bianco,

f,

TON
le

TON
unzioni del sagro olio della cima del

rosso,paonazzo,rosaceoe verde. Nel Potitifcale

Romanum

vi

la

benedizione,

capo, del petto, delle spalle, de'polsi.fu al


lacciaia la camicia eilsaioch'eransi per-

tSpccialisfenedictiocujuslibelindurnenti,

vel tunicellain, vel

dalmatie ani. La

ciscoperti, ed unto sulle


ni,
li.
il

palme

delle

ma-

tonacella ne' secoli XIII e


il

XIV, secondo

re calz

un paro

di

guanti henedetil

Zaccaria, Onomasticon Rituale, fu pur chiamata Tunicam Episcopalcm, ed in fatti quando celebrano solennemente il Papa ed vescovi, sul camice assumono ia fonaceli.-! e la dalmatica, sovrapponeni

Vestirono quindi

gli assistenti

re, dei-

la

tunica di suddiacono e della dalmati-

ca di diacono, e sopra questa del


reale;
i

manto

quali vestimenti tutti erano di vel-

luto paonazzo con gigli d'oro ricamati, e


all'intorno

do ad ambedue la pianeta, ed che il Fanone. Per privilegio


malica sotto
la

il

Papa anPapi con-

un

caino di perle.

cessero l'uso della tonacella e della dal-

una speciedi
e
s.

fregio di 4 dita fatto a riLa dalmatica in origine era Tonaca (P .) con lungbe ma-

pianeta ai cardinali del-

niclie, le quali

scendevano sino
del 3
1

al

pugno,
che

l'ordine de'preti, ed agli abbati mitrati


l'uso de'pontificali; paramenti ebe debbono essere d'un medesimo colore, sebbene notai a Dalmatica, che
lutti

Silvestro

4-

l'assegn a' elia-

che hanno

coni, invece del Colobio (^.), veste

non avendo maniche, o erano brevissime,


lasciava le braccia nude; quindi pi tar-

un tempo questa
dalla tonacella, ed
ste

nel colore diversificava

usandosiambedue.Quedalmatiche e tonacelle die si porlasotto la pianeta, sono ordinariamen-

no

anco a' suddiaconi per maggiore comodit nelle feste e sagre funzioni. La dalmatica propriamente diversifica dalla tonacella per larghe maniche,
di fu accordata
,

le semplici di seta e

ornate di sole triuet-

strette essendo quelle della tonacella

le

te d'oro, acci

non formino imbarazzo;

mentre le dalmatiche e tonacelle che si usano discoperte, sono pi nobili e ricche, pi o meno ornate e di drappi diversi, ed inoltre pi ampie. Anticamente pare che cardinali diaconi nell' assistere il Papa,
i

dalmatiche e tonacelle de' vescovi hanno le maniche alquanto pi larghe di quelle


del diacono e suddiacono, perle ragioni

che

riferii

Dalmatica, insieme

alle al-

Ire spiegazioni misteriose di questi sagri

indumenti. Presso de'greci non


della dalmatica
a' diaconi,
,

vi

l'uso

sotto la dalmatica assumessero altres la


tonacella. Si seppelliscono con la
cella e gli altri

la

quale vietata anco

tonail

ed permessa usarsi soltanto

nominati paramenti,
i

Pave-

da'patriarchi,e questa differisce nella for-

pa e tuttod colore rosso,


scovi,

cardinali vei

ma

dalla dalmatica latina, mentre (pie-

scovi e preti di colore paonazzo, cos

sta

aperta

ne'lati, e la

greca lunga e
i

mentre
si

cardinali dell'ordine de'

chiusa a guisa di sacco, e difatti

greci la
il

diaconi

seppelliscono colla stola,


i

mani-

chiamano sacco. Tuttavia


suddiacono e
il

il

cantore,

polo e dalmatica rossa. Inoltre

Papi ac-

diacono greci hanno per

cordarono
lica

o dalmaagl'imperatori nella \ovo co ronaziol'uso della tonacella

vesti sagre, ili. una tonaca corta, il 2. una tonaca lunga, il 3. una tonaca arn-

nc, per fare l'uflizio di

Suddiacono

(F.),

p>a e talare, equantoaltrodescrissi a


cia,

deIl

diche riparlai ne'vol. XVII, p.212, 219, 22 3 e 224. XXXI V, p. i43 e 46. Di pi Papi concessero per la Coroimzioi

mentre parlando

delle altre nazioni

orientali, trattai delle loro vesti sagre.

ne de re (V.)., l'uso della tonacella o dalmalica ai Re ('.)j ed il p. Gallico, Ada


vaereinoniala p. 228, riportando la relazionedclla coronazione in Reims di Enrico III re di Francia,
si

Magri, Notizia de' vocaboli ecclesiastici, nel vocabolo Tunicella o Tonicella la


,

chiama abito proprio del suddiacono, la quale non era in uso al tempo di s. Gregorio Pupa del 5go, usandosi allora dal
1

legge che

dopo

suddiacouo,couie oggid

greci^olamente

TON
Camice. Dice che dovrebbe essere pi stretta e pi lunga della dalmatica diaconale, che per da alcuni fu determinata
il

TON
cura Durando, lib.
3, cap. io.

97

Dalmatica minor. Da Onorio vieu chiamata Suolile, da Amalario Tunica o Subucula,a\\'Ovd\ae romano Subdiaconalis,non per dagli antichi, ne'quali trattandosi delle vesti pontificali
si

vio, col vescovo Sarnelli: d'alcune ecclesiastiche vesti. somiglianti a quelle degli antichi romani, dissi che la tunicella del suddiacono e la dalmatica del diacono, sono simili al lato

A LaticlaDella forma

davo

fa

zione della sola dalmatica.


gri

Anche

il

menMa-

de seaalov, ed a\V angusto davo de'cavalieri romani, cosi venendo denominate le tonache de'romani di cui n'erano fregiati.

cella

afferma che il rito di portare la toninon molto antico, e ci si vede tnadi

Queste tonacheerano
vesti di
si

vesti

quadrate, ossia

due

pezzi di panni quadrati, che

nifestameute dalle pittureantiche


saico. Nel rituale

mu-

ms. di Katoldo si dice che la tonacella antica del vescovo avea intorno al lembo le campanelle, come
quella che portava
gli ebrei.
il

tulliano che fossero

affibbiavano sulla spalla. Tali dice Terle tonache degli an-

sommo sacerdote de-

ei

Super haec itaque ministratur tunica gyris in tintinnabulis. Il Magri


i

tichi cartaginesi, e che chiama quadrOngulas. poich aperte ne'fianchi pendevano 4 angoli. Laonde il dotto prelato riinarc la dalmatica e la tunicella, somi-

glianti alle tonache di detti

romani. Ag-

rimprover
tempi
le del

maestri delle ceremonie de'


le

suoi,

perch piegavano

maniche

della tonicella e della dalmatica sulle spal-

vescovo celebrante; sembrandogli,


tale

giunge che a queste tonache si uni vano insieme le mezze maniche, mentre le lunche sino al polso le usavano solo le donne e queste pure erano talari, pi somiglianti alle vere

che con

abuso dimostrassero non


i

os-

dalmatiche. UBuouarroti

servare o ignorare

profondi misteri delle

ae\Y Osservazioni sui vasi antichi di ve-

maniche larghe

nella dalmatica e strette

nella tonicella; e coti nasconderle sotto la

dalmatica. Avverte in prima

pianeta toglievano
biti sagri,

la

maest

di questi a-

n ci porta alcuna comodit al celebrante, perch con fagottarle, oltre la poca decenza, riuscivano di maggior impiccio. Gli esort
le

anche della , che erroneamente fu creduta la clamide della milizia palatina, cio da'dotliSeverano e Artro, eruditissimamente tratta
s.

ringhi, descrivendo

Milesdipintonelci-

miterio di Poliziano.

Che

vi

furono tuni-

quindi a lasciare restar

maniche

piegate, e continuar l'antico

che dalmatiche ornate con due davi d porpora, e poi anche d'oro e di ricamo

rito della Chiesa, introdotto da'sagri ca-

con mantenere

la

loro primiera figura, le

noni de'concilii e da'ss. Padri; n preten-

quali vesti dagli ornamenti del secolo pas-

dere di saperne pi
la

di essi,

perch non
la

vi

sarono a fare pi augusto


ue'sagri ministri.

il

culto divino

sarebbe alcuna diversit tra


tonicella e
le
il

dalmatica,
si

Nota

poi,

che

nell'

an-

colobio; ed acci

possi-

tiche pitture esprimenti gii Apostoli, dal-

no veder
na
la

maniche della
si

tonicella, ordi-

matiche non sempre


tare
colle
le vesti di lusso

rubrica,

facciano

un tantino pi
la toni-

repusi hanno da o tuniche davate, e


a'polsi,

lunghe. Inoltre vuole Magri, che


cella rappresenti la

maniche lunghe sino

ma

tusi

Tonaca Inconsutile
la

niche comunali.
confusero
ti,

Che

colle

dalmatiche

di

Cristo

(/'.), e

per conseguenza
si

sua

le

tuniche palmate de'trionfan-

dottrina, che non

pu

lacerare,

come

introdotte forse da

Domiziano per ori

dichiar Innocenzo
ralmentesignifica
la

111 nel

cap. 3q.

Mo-

namento pure
poi
il

del consolato. Importante


greci rap-

virt interioredel ve-

rimarco, che per lo pi


i

sco vo. Questa tonacella del vescovoera anticamente di color celeste e azzurro, co-

presentarono nelle pitture


vestiti della

loro vescovi

dalmatica, mentre i latini pra-

me

vedesi negli anlichi musaici e lassi-

ticarono pi di sovente di figurarli vestiti

VOL. LXXVII.

98
colla

TON
i

TON
mente padroni nel G77. Ancora nel 1792 1' espugnarono e abbatterono nel 179^
1 :

penula grande o pianeta, per l'abbondanza del panno; e siccome pillori personaggi adornati rappresentarono
i

convicn dire o che fosse fortificata o


tuata in punto strategico.
Il

si-

delle vesti ch'erano di

loro grado, dalle

memorie
che

maggior decoro al sagre si ha arla

28 febbraio

1828

vi si

sentirono assai

forti scosse di

gomento

di credere,

dalmatica gi

terremoto.

La sede
s.

vescovile fu istituita

fosse di pi stima della penula, solendosi

nel III secolo.


di
s.

Leleggeude fanno discepolo

quella concedere da' Papi per privilegio


specialissimo anche a'vescovi,
il

Pietro,

Materno vescovo

di Coloil

che della

nia e di Treveri, che niori verso

347>>l

pianeta non

si

legge, veste in origine role parti, e

che esclude che vivesse nel tempo del prin


cipedegli Apostoli;anzi
si

tonda e chiusa da tutte

comu-

Impure che con


I

ne

alla chiesa

ferenza,che

la latina fu

greca e latina, per colla difsemplice e la greca


;

coperta e sparsa di croci

vesti
,

che quan-

tunque chiuse
in guisa,

erano tagliate e rotonde che senza alzarsi nell'atto della


li-

celebrazionede'divinimisteri,polessero

Papa s. Melchiade e Pielicio d* Arles fu nominato giudice da Costantino nell'af farede'donatisti. Il martirologio romano. che a'i 4 settembre registra la festa d'un s. Materno che convert que'di Tongres, di Colonia e di Treveri, suppone che sia
stato discepolo di
s.

beramente per due aperture uscir


cia e le

le

brac-

Pietro; e da ci de-

mani. V. Vica-

riv l'opinione di coloro che pretesero l'esistenza di

TONCHI NO oTUNRINO.
riati APOSTOLICI.

due Materni, 200 anni uno


i

di-

stante dall'altro, contro la fede de'dittici

TONGRES,

Tmgeren.

Citt vesco-

e decataloghi de'vescovi,

quali comin-

Limburgo, circondario, a 4 leghe da Matti iebt e 5 da


vile del Delgio,provincia di

cianocon quello che


I,

visse sotto

Costantino

Liegi .capoluogo di cantone, in riva

al

Jaar.

Possiede chiese, un collegio, ha concie di


pelli, e fa

gran

traffico di porci e graui.

dintorni olirono ancora avanzi dell'antica cinta di questa citt, che pare sia stata
considerabilissima, ed in un'

amena

val-

lee una sorgente minerale ferruginea ^Iella

quale parl Plinio. Si pretende cheTon-

gres sia l'aulica fortezza da Cesare chia-

mata

A tuatitccr, situata nel


il

mezzo

al

pae-

se degli eburoni,

design sotto

popolo che Augusto poi nome di Tougri. Perven-

non parlano d'altri di questo nome. Si poti ebbe forse dire, che l'unico s. Materno fu prima vescovo diTreverisul principio del IV secolo, che rinunzi in seguilo il vescovato a s. Agricio, e and a fondare dopo il 3 4 le chiese di Colonia e di Tongres, ch'ebbero dopo di lui ciascuna il suo vescovo. Colonia, Tongres e l'Alsazia lo riguardano come loro apostolo; e come ad altri, fu qualificato discepolo di s. Pietro, per conformar con esso la sua dottrina,e perci di sovente ebbero la quae
1

lifica di

discepoli di

s.

Pietro

primi ve-

ne

in seguito a

grande prosperit,

ma

ver-

scovi delle citt, fino al principio del

IV

so la

met

del

secolo fu saccheggiata

secolo,particolarmente nelle Gallie e nella

e rovinata da Attila re degli unni. Appe-

Spagna. Le

tre chiese di Colonia, di


la

Ton-

na rialzavasi da' suoi danni allorquando i normanni la devastarono nell'88i. Vi si fece neli4o3 una convenzione tra il vescovo diocesano e borghigiani, col nome di Pare d Tongres. Carlo il Temerario duca di Borgogna se ne insignor
i

gres e di Treveri ne onorano

memo-

ria in detto giorno; ed il suo corpo si crede trasportalo a Treveri e posto vicino a

quello di
sore
s.

s. Luca rio. Celebre suo succesimmediato e vescovo di Tongres fu

Servazio o Servato, zelantissimo nella

nel

1467

la

distrusse neli4f>8. Riedifi1

fede,soprattutto ne'concilii di Sardica e di

cata, francesi la presero nel

672,^ sman-

tellarono

neh 6^3,

e se ne resero nuova-

nelle Gallie, e

Rimini; predisse l'invasione (Irgli unni dopo 37 anni di vescovato

TON
maggio 384, venendo erella uni chiesa sulla sua lomba, ma poi la maggior parte di sue reliquie si trasferirono a Mastricht(V.) nella
si

TON
1

99

ripos nel Signore a'

24
po.

seniori o sacerdoti ch'erano intorno al


la

Pontefice e aveano

corona d'oro in cavescovo, tagliando

La

tonsura clericale una sagra cecolla quale


il

remonia
capelli in

nobile collegiata, ove alcuni scrittori cre-

a quello che la riceve una parte de' suoi

dettero che
de, poco

il

santo

vi trasferisse la

sua

se-

forma

di

corona, con alcune pre-

prima di sua morte. Ma sembra pi certo die questa traslazione non si fece che nel seguente secolo, e dopo die la citt di Tongres fu distrutta da Attila. Comman ville, [list, de tous Ics evesdwz,

ghiere, lo fa entrare nello stato ecclesiastico,

e lo rende capace de'benefizi, de'sa-

gri ordini e degli altri privilegi del Si legge nel

Clero.
il

Pontificale

Romanum

rito

eia benedizione vescovile pel conferimen


to della tonsura: nilientur, qui
tionis

dicecheMastricbt fu la residenza temporanea del vescovo diTongres, che nel f\0)% vi stabili la sua sede, la quale poi nel 709
fu trasportata a

Prima Tonsura non iSacramentum Confirma'

Liegi (^.^conservando
titolo del

per un tempo

il

vescovato di
stabil-

Tongres, e solo nel C)6i cominci

non suscepcrint, et fichi rudimennon fuerintj quique legere et scribere nesdant, et de qiiibus probabilis conjectura non sit, eos non saeculafa edocti
ris judicii fugiendi fraude, sed ut Deo fidelem cultum praestent, hoc vitae gcnus elegisse. Quindi nel cap. De, Clerico j"adendo il Pontificale riporta il ceremoniale e le orazioni pel conferimento della
,

mente quello
pa
s.

di Liegi. In fatti
'

quando Pa-

Zaccaria nel 7 4^ ne 7^' conferdi


tal citt

m l'arcivescovato
vescovato di

Magonza, eretto nel da s. Bonifacio le,

gato pontifcio e apostolo di Germania


tra'

bu, vi

5 vescovati sullraganei che comprese Tongres.

gli attri-

tonsura, essendo

il

vescovo in mitra,e
la

l'a-

spirante con abito talare e

colta sul brac-

TOMCELLA.
frica sotto la

P. Tonaceila.

cio sinistro, stringendo la candela colla destra.

TONNO, TENNO oTUNNO.Sede vescovile della provincia proconsolare d'A-

Quiudi

il

vescovo sedente nel faldi-

storio, cimi forjcibus incidit

unicuique
lo-

metropoli di Cartagine, ebesiliato

extremilates capillorum in quatuor


cis; videliect, infronte, in occipitio, et

be a vescovi: Crescouio

da Unneal
il

ad

rico re de'vandali per la purit della fede

utramque aurem, deinde inmedio


Vis

cajji-

che professava, Oliato che trovossi


cilio di

con-

Cartagine del 325, e Vittore


principio del

qua-

cile deponit,et cuilibet,cum


cit ec. Poscia
il

aliquot crines capillorum, et in batonde tur, di-

le scrisse la storia dal

mont.

do

fino al

5&i. Morcelli, Afr. dir.


Clcricalis,

I.

ta e l'esorta alle

vescovo gl'impone la Cotbuone opere proprie del

TONSURA CLERICALE o ECCLESIASTICA, Tonsura

chiericato. Sino dalla nasceute Chiesa fu-

prima

rono

distinti

Chierici (V.) colla tonsu-

Tonsura. Chierica corona, rasura rotonda de'capelli della cima e sommit postelioredelcapode'cliierici. Atto preparatorio agli ordini minori.che

ra e colla Peste talare, cio la

Toga, o Tonaca(P.)sema manicher quale veni-

anco

dicesi pri-

va sovrapposta da altra colle maniche, ora Sottana e ciantello (P.J. La tonsura non
un ordine, e non produce n
re,
il

ma

tonsura, ed

il

tondere de'capelli che


coloro che inal chiericato e pas-

caratte-

fa In 1.' volta l'ordinante a

tendono di consagrarsi
sare agli ordini
iniliarc.

sagri, clericus

tonsura

n la grazia, ex opere operato, per che ma essa non istituila da Ges Cristo solamente dalla Chiesa. Chiamasi ton,

Corona

reale, insegna del chie-

sura, perch

il

vescovo taglia

capelli in

ricato e del sacerdozio,

onde

chierici per

forma

di corona, per insegnare al tonsu-

onore furono chiamali Coronati, con allusione a ci che leggesi nell'Apocalisse de'

rato che dev' essere distaccato dal

mon-

do e

spogliarci

da ogni superfluit. Latou-

ioo

TON

TON
agli

ora

una preparazione
si

Ordini sagri,

bile,

che abbiano eletto questo genere di


Dice

ponno ricevere senz'essere tonsurato. Le disposizioni richieste per parte di quelli diesi fanno tonsurare, sono. Di
e non

vita per rendere a


le."
il

p.

Dio un servizio fedeChardon, niuno deve intro-

avere 7 anni compiti e di essere stato cresimato; di saper leggere e scrivere, e d'essere istruito de'principali articoli della fe-

dursi da se nel servizio della Chiesa, ma deve essere chiamato da Dio. La vocazione .si conosce per giudizio del vescovo, e

dal testimonio di tutta la Chiesa. Cos ne'

de; di consagra!

si

al servizio di

Dio, per
,

primi secoli

vescovi

non ordinavano

se

un puro motivo

della sua gloria

e sen-

non

quelli di merito conosciuto

ad istan-

z'alcuna vista di orgoglio, di sensualit,


d' interesse; di condurre

za de'popoli, e sempre di loro consenso.

una
le

vita appli-

Non

cata allo studio, alla preghiera e alla penitenza; di ubbidire in tutte

si cercava molto dinando, e sovente se

la
gli

volont dell'orfaceva violenza

cose al lo-

per superare

la

sua umilt. Per meglio cosi

ro vescovo e a 'sagri canoni;


tutta la loro vita
i

di portare in

noscerne date da

il

merito

seguivano

le

regole

segni del loro stato, che


,
i

s.

Paolo, di non

affrettarsi a ina-

sono

la

tonsura

capelli corti e

V abito

por

le

mani, per non partecipare de' pec-

ecclesiastico; di vivere e di

morire nello

cati altrui, di

non ordinare un

neofito, ac-

stato clericale. Dal che ne consegue, se-

ciocch non insuperbisse.Se qualche volta


si

condo
quelli

il

concilio di

quali

Trento ei teologi, che prendono la tonsura solade'benefizi, e senza in-

dispensava da questa regola

facevasi

per motivi particolari, cio per l'eminente virt di quelli diesi

mente per avere


ecclesiastico,
si

ordinavano, o per-

tenzione di vivere e morire nello stato di

ch Dio

gli

avea indicati alla Chiesa eoa


s.

rendono colpevoli
il
i

di pec-

segni soprannaturali. Cosi fu ordinato

cato mortale. Decret


1

concilio di
i

Lon-

corti, e la

dra nel 258. Portino chierici capelli corona d'una grandezza compe-

Ambrogio, eletto mentre era catecumeno, e consagrato pochi giorni dopo il suo battesimo. I chierici doveano scegliersi tra'
pi santi de'
laici;

tente, per testimoniare in questa guisa

che

perci

canoni escluvesco,

hanno rinunziatoa'vantaggi della vita, per non aspirare che alla dignit d'un Sacerdozio regale."Dichiar il concilio di Trenlo,sess.

devano
nota.

tutti quelli

che aveano qualche


il

Anche
il

l'Apostolo vuole che

vo e

diacono sieno irreprensibili

e di

23 de Reform.

e.

i.I contrassegni

della vocazione allo stato ecclesiastico sono


d'esservi entrati

buona fama anche tra gl'infedeli. Si rigettavano adunque coloro, che dopo il battesimo erano caduti in eresia, apostasia,
omicidio, adulterio, bench ne avessero
fattala penitenza, efossero riconciliati alla

con retta intenzione, vale

non cercare n la gloria del mondo, nle rendile, u una vita agiata e -sena dire
di

suale;

ma

di proporvisi la fatica, per prola la

Chiesa, perch

la

memoria

de'delitti

sem-

muovere
l'anime^

gloria di

Dio,

la

salute del-

pre rimane, e quelli che sono una volta


caduti debbono credersi pi fiacchi di quelli

propria santificazione."

QueTren-

sta ia disposizione,cheilconciliodi

to esige in coloro che devono ricevere la


e. 3, il medesimo concilio dispose. Non si ammetteranno alla 1/ tonsura quelli che nonavranno ricevuto il sagramento della Conferinazione,ec\\e non saranno stati istruiti

secondo

che non caderono mai. In una paiola, l'antica disciplina, non potevano
quelli eh'

tonsura. Nella stessa sessione

mai ordinarsi
secoli della

erano

stati in

pe-

nitenza pubblica. Ne'primi cinque o sei

Chiesa

la

tonsura non confe-

rmasi che col primo ordine sagro, e non

ne'primi principii della fede, n quelli che

non sapranno n leggere, n seri vere,e de' quali non si avr una congettura proba-

VI o in princiche fu data separatamente e prima degli ordini minori, in occasione de'figli che padri e le madri consafu che in fine del secolo

pio del VII

TON
gravano a Dio, e presentavano a' vescovi in un' et cos tenera , che non potendo far l'officio di lettore o di osliario, contentavasi di dar loro la tonsura e l'abito
ecclesiastico.
cilio di

T O N

101

meglio leggersi sola jussionc Presbyter.Trovasi anticamente,e rilevasi dal con-

787

in quello di Nicea e

Cantorbery nel VII secolo, e nel da altri docual presente, conferita la

Non

si

pu

esercitare alcun

menti,
sura e

come
gli

ton-

ministero ecclesiastico,n possedere un beneficio di chiesa senza aver ricevuto la ton-

sura; e perch

a pretendere o contestare

un tonsurato un

sia

ammesso

ed anche il suddiaconato, a'ioro sudditi; purch l'abbate avesse avuta l' imposizione
ordini minori dagli abbati,

beneficio, bi-

ceremoniale delie mani e


del vescovo, e che usavasi

la

benedizione
ce-

sogna che produca in originale le sue lettere di tonsura. Il solo proprio vescovo

una solenne

remonia

nel crear

1'

abbate, nella quale


il

pu dare

la

tonsura al suo diocesano, e

tra le altre cose tuttora

vescovo dice

quello che l'avr ricevuta da un altro sar obbligato d'ottenere dal

Antiqua

ss.

Papa

le lette-

praecipit,

Patrum institutio docct,et ut is qui ad regimen anima-

re d perirtele valere. E" noto che nou

pu

rum

essere promosso agli ordini sagri quello

eligitur ete. Di fatto l'abbate ha un regime d'auime, avendo come un ordinario nullius, per disposizione della Chiesa,

che ricevette gli anteriori dal Papa, tuttavialnnocenzo III ne confer la facolt all'arcivescovo di Milano Benedetto XIV
a

giurisdizione spirituale ed esterna sui suoi

uella'sua cappella segreta die


i

la i.

ton-

sura e nella stessa mallina 4 ordini mi noti al cardinal York, e Pio VII nella

medio evo talora in uu certo Iato senso fu chiamato pastore, come lo chiama il Pontificale romano nelsudditi, e perci nel
lo stesso lato senso per l'estrema giuris-

Cappella segreta del maggiordomo confer la

dizione, nell'atto della sua benedizione,


gli parla del gregge di Cristo (i monaci) da custodire, e gli d il bacolo Pastoralis qffeii, perch ha il libero e pieno regi-

tonsura e
di

tutti gli ordini

minori a

Francesco
10 ricordai

Paola infante di Spagna, e

tefici. Anticamente la tonsura

pure a Ordinazioni de' Ponsi dava an-

me

spirituale e

temporale sul monastero


dice lo stesso Pontificale.
I

che da un prete cattedrale, oggi canonico,

e monaci,

come

probabilmente per ordine del vesco-

Papa
a

s.

Gregorio

neWEpist. 62,
di

lib.

g,

vo,

come
i

per sua delegazione esercitava

Romano

difensore della chiesa

roma-

altri uffizi,

nominava

cantori, riconci-

na

in Sicilia, gli

ordin

reprimere l'au-

liava

penitenti pubblici, ec. ec. L'anti-

dacia de' lonsuratori che volevano farla

ca disciplina

non voleva che cantassero se Cantori tonsurati, dichiarati abili a ci e regolarmente destinati; gli altri tonsurati, non cantori d'ufficio, potevano essere salmisti perla Salmodia non

non

da difensori. Questi lonsuratori da alcuni si vuole che fossero chierici minori, da


altri laici distinti

per

la

tonsura de'loro

capelli,

quali muniti di lettera del Pain qualit di agenti e fattori de-

pati-ano
stinati a
ri

cantata e pe'minori servigi della chiesa.


11

soprintendere a'coloni e possesso-

di

canonico ebdomadario della collegiata s.Martinodi Tours,nella messa dava la

de'predi della chiesa


fa

romana

in Sicilia.

Ne
32,

menzione
si

tonsura a coloro che dal capitolo erano stati

lib. 2,

Gregorio I neWEpist. a Pietro suddiacono di Sicilia.


s.

ammessi a

riceverla.

11

fare

il

salmista,

In questa

parla di tonsura civile e


il

non
2

oggid tonsurato,spettavaa'preti del Presbiterio,

gi ecclesiastica, ed

passo molto anat.


,

primi

secoli eravi

non a qualunque prete. Forse ne' una sola formola, die in seguito vi fu aggiunto

logo all'altro del libro Ponlijieale


n.

Zi

e 33, nel quale narrasi


I

che a Pa-

cendosi ne' canoni antichi sola jussionc

pa Adriano
colt,

si

ollrirono diversi del


gli

duf-

Presbiteri

calo di Spoleto,

commisero
lui

le

loro fa-

auche

il

taglio de'capelli; se

pure debba

ed a

s.

Pietro e a

giurarono

102
deit

TON
a principe temporale, e
si

TON
fe-

come

della precedente, colla propina di scudi venti che tuttora percepisce, ancorch ci

cero tonsurare alla romana, cio vennero ridotti nelle loro barbe e capellature alla foggia

non abbia pi luogo. IlPapa,i vescoviealtri

romana. Ilo voluto qui

ri-

dignitari della Chiesa, portano la chie-

cordare questa specie di tonsure, perch

rica pi
dissi

grande dell'ordinaria.
i

A
i

Capelli

non

si

coufondino colle tonsure


la

clericali.

che

sacerdoti degli ebrei con for-

Altro esempio
dispeusa

coudizione imposta

a'

bici se

lifacevano tagliar ogni


i

5 giorni;

polacchi da Benedetto IX, nel concedere


la

mentre

Nazareni

quali erano

come
la

al

monaco Casimiro,
di
i

di pren-

religiosi tra gli ebrei,

dovendo portar

der moglie e

ascendere sul trono di Ponobili dovessero aver la

zazzera o capigliatura lunga sino alle spal-

lonia, cio che


la

lesta tosala a guisa di

monaci.

Il

Buoi

narroti nelle Osservazioni sopra

vasi

antichi di vetro, parla della corona di capelli in

non potevano tagliarla finch non deponevano il nazarealo, che talvolta era a vita, bruciando capelli ch'eransi rasi con ceremonia accompagnata da sagrifizi. Che
le,
i

uso de'nobili presso

greci anti-

ne'primi tempi del cristianesimo


siastici,

gli

eccle-

chi,di cui ne rest vestigio ne'tempi bassi,

come costume passato da'greci


roinaui, in occasione dell'

antichi ne'

ad esempio degli Schiavi (kit portavano il capo interamente raso , coinin-

impero greco, osservandosi in alcune medaglie Teodosio II il Giovane e Valentiniano HI colla cima del capo tosala, e con una corona di
capelli al pari della fronte, e coll'insegne

rono a radersi affine di mostrare pievidentemeute la servit spirituale, e conservando un cerchio o corona di capelli all'intorno, per significare che il sacerdozio il regno della Chiesa, e insieme non mostrare d'imitargli ebrei,che al termine del

del consolato ch'essi tennero nel


lai

43o.Con

lggia di capelli

si

vede

il

console in-

nazareato

si

radevano

tutta la testa; ed anla

cognito nel Dittico riportato da


ge, e parimenti nel

Du Can-

cora per non seguire

superstizione de*

Menologio di Basilio si trova dipiulocon uncerchio di capelli s. Eustachio vestito diclamide,come quel
lo ch'era di nascita e di
tili;

sacerdoti d'Iside, di Serapidee d'altri nu-

mi,

quali

si

radevano
Oltre
di

capelli e tutti

peli del corpo.

che vollero avedi

conto presso geni

re nella corona

una perenne memoria

e da ci forse pot procedere, che nelle

quella di Spine (nelqualearticolo dichiarai


ci

pitture de'4 Evangelisti di qualche antichiljSolo

che

in

memoria
la

di essa gli ecclesiastidi capelli sino da'

corona
becio;

di
il

Luca suole essere dipinto colla capelli, secondoch notilLams.

portarono

corona

primi tempi della Chiesa ad esempio degli

che fece credere


s.

al

Buonarroti,

Apostoli), che fu posta al Redentore,


s.

che avendo

Luca

esercitato l'uffizio di

e ci per ubbidire a
stabilita,

Pietro che l'avea

medico, ed essendo consuetudine de'medici di trattarsi nobilmente, talora mei

secondo alcuno. Che altri sostengono, che s. Pietro mentre predicava l'evangelo
na,
in

desimi avranno costumato quella sorta e


quella forma di capelliera delle persone
nobili.

A ntiochia, venne
si

tosato per di-

spregio da'nemici della dottrina cristia-

Gi

della tonsura clericale ragio-

come

fece in

Roma

talora a'filosofi
s.

nai in pi articoli, laonde qui

rammentefeci,

per ischerno. Per alcuni dicono, che

r in quali principalmente lo
vitate ripetizioni,
ajtre erudizioni

pere-

non senza aggiungervi analoghe e opportune. A


il

Aniceto Papa del 167, impose a' chierici di dover portare la chierica; ma si dubita
della genuinit di tal decreto.

Che

altri

Chierica, dichiarato
della
i .

vocabolo, narrai

chierica che a'nuovi cardinali indi fare l'aiutante di

per opinano, che cominciasse dopo il secolo (l'uso n'era generalmente ricevuto
e stabilito nel VII e Vili secolo), essendo

combeva

camera

del

cardinal segretario di statole pi grande

altrimenti

un segno troppo

palese nelle

r
persecuzioni.

o n
tra quelli
s.

TON
il

io3

Qui rimarco che


Pietro
il

frequeute pregarli e scongiurarli per ottenere alcuna cosa (sole vauo vescovi auche giurare o salutare per la tonsura, coi

che attribuiscono a
della tonsura, ve
l'eresie,

principio

Bernini, Istoria del-

dicendo che per disprezzo tosato con una rasa corona di capelli in testa, tnle ignominia pa>s in venerazione nella
Chiesa, che per diverse pie considerazio-

me

si

ricava da'Padri,

rammentali dal
:
i

p.

Bonanni), per coronarti ^estratti


scovi
lai
si

ve-

radevano grau partedel capo.Pardi

de'divieti agli ecclesiastici di coltivar

per memoria di quella di s. Pietro se ne serv per insegna de'sacerdoti. Quindi


ni e

la

chioma, ordinandosi loro


I

portarla

corta.

capelli

si

solevano mandare a chi

Simon Mago invidiando


Cristo
la

ne'sacerdoti di

tonsura, ne prescrisse una so-

migliante a'suoi seguaci, nella quale eravi

pi d'un solco raso di capelli da un'o-

recchia all'altra, per cui diceva denotarsi


il

Zodiaco. Spieg poi

il

significato di ques.

sta

corona sacerdotale

Germano

pa-

dovea far da Padrino (anche la bomba ce che avea tocco l'olio santo nel battesimo). La corona o chierica non si portava sulla parte posteriore del capo, com' stato poi praticato, ma sulla sommit, siccome cappuccini la portano anche presentemente. Lacorona denota la dignit reai

triarca di Costantinopoli.

Excapillorum

le
si

de'chierici consagrati a Dio, lo spogliar-

significa tione, imaginem refert venerati'

che fanno delle cose

terrestri, la

con-

di capitis apostoli Petri, quoti,

quum

formit che devono avere con Ges Cristo, e la

missas esset ad praedicationem Domi' ni, et Magistri, ei attonsum fuit ab iis, qui ej'us sermoni non credebant, ut illiideretur ab ipsis, eique Magister Christus benedixit, et infamiatti in

perfezione di vita che loro neil

cessaria;

cerchio essendo

il

segno della

perfezione, giacch la figura pi perfetta.

Ad Ordine

dichiarai che la tonsu-

honorem,

sa prepara a ricevere gli ordini sagri, la

illusionem ingratiam converti t. Distinsi


la

quale non che una ceremonia che


il

inizia

tonsura de' Chierici da quella de' I/oi

battezzato al servizio della Chiesa, lo fa

noci,

quali usarono radersi


della testa,

non

solo la
il

partecipe de' privilegi dello stato ecclesiastico, e lo

sommit

ma

quasi tutto

ca-

po, a significare la professione d'una vita


solitaria e di penitenza, giacche
il

nefizi di chiesa,

rende atto a conseguire bequali senza la tonsura


i i

il

radere

per goderli occorre

la

pontificia dispeusa,

capo fu segno

di mestizia e di pianto.
la

lu generale tra'cristiani

rasura del ca-

Ora uoter,che molti concilii condannarono la temerit de'parenti che fanno tonsurare
i

po fu segno
nitenti
si

di tristezza,
i

ed a'pubblici Pe-

loro

figli

solo per l'ambizione e l'a-

tagliavano
I

capelli dal vescovo

vidit di procurar loro

un

benefizio, sen-

o dal sacerdote.

mouacipoicol taglio de' capelli dimostravano la rinuuzia agli ornamenti mondani, e il voto di soggezione
a'superiori. Dissi-pure dell'uso di tagliar
i

za informarsi se abbiano la vocazione e


le

qualit necessarie per adempiere

veri dello -.tato ecelesiastico, e


ta

doqualche voli

perch sono deformi o poco

atti a riu-

capelli alle Religiose.

Che

se alcuni ri-

scire nel

feiiscono agli Apostoli l'origine della ton-

sura, ci doversi intendere

non

della

somal-

mondo. Altri coucdii fissarono l'et in cui si pu ricevere la tonsura, e nelle diocesi meglio regolate non si d pri-

mit del capo,


lora

ma

bens del precetto de'

ma

de'i 2 anni. Inoltre dissi a

Ordine, che
i

capelli tondi e corti, ci

che essendo

Benedetto
te

XIV

dichiar, potere

cardi-

comune

a tutti

cristiani,
i

rimase poi
capelli

nali subtubicari nelle loro cappelle priva-

l'uso solo ne'chierici,

quali furono peri

(V. Titoli cardinalizi) soltanto, contonsura a'propri dipendenti e dioil

ci delti coronati, per tagliarsi

ferire la

ad vuq
del

di

corona. Per

la

corona di capelli
il

cesani.

Che

Pontijicalc richiede, che


i

la

Pupa

e de' vescovi, soleva

popolo di

tonsurasi possa dareiu tutti

giorni e ore,

io4
ed
in

TON
qualunque luogo, non essendo
la pi.

TO
essa

N
la

ma

finta

escludendo

tonsura o
la

ordine, secondo
terla conferire

comune
I

opinione,

ra vera.

Venne

sentenziata

rasuscomunirego-

ma preparazione agli ordini.


diocesi nel!'

vescovi po-

ca contro
lari,

gli ecclesiastici secolari e

anche fuori di diocesi, e in episcopio se non 1' ammini-

che portassero parrucche, comech

strano in chiesa colle altre ordinazioni. Che

Gregorio
Napoli
ni
si

XV decret, niuno nel regno di ammettesse alla tonsura e ordiminori, se prima non fosse stato denunin chiesa.
i

ziato al popolo colle pubblicazioni del par-

sempre riprovatedalla Chiesa, sia da'Papi che da'concilii e sinodi. Clemente XI le proib, e Benedetto XIII vieppi rigorosamente anche a'cardiuali, sebbene alcuni l'usassero per salute, non per ornamento. Clemente XI 1 fu pi indulgente, e Benedetto
i

roco

Notai a Poitiers, che nel


fu ordinato, per la ton-

XIV ne

regol l'uso, dichiarando

concilio del

100

casi

per concedersi la licenza. Niun Pa-

sura non

si

esigessero n forbici e n to-

vaglie, da'vescovi e dagli abbati.

A Ordiprima

pa us mai parrucca, e il cardinal Braschi appena divenuto Pio VI la depose, e


poi

nazioni riportai
rio

la

prescrizione di Gregovolesse orla

comand

l'uso della cipria

a' capelli

XVI, che qualunque estero

dinarsi in Ronia, sottoscrivesse

forinola da lui prescritta.

Qui aggiungo col p. Plettemberg, Nottua Curine Romanae, essere consuetudine in Roma che
il

per politezza. Ci rilevasi anche dal can. Nardi, Lettera sopra lo specchio e pet~ tini degli antichi cristiani, dicendo che

Pio VI vedendo che


ecclesiastici,

s'

introduceva una

certa spiacevole luridezza di lesta negli

cardinal Vicario conferisce agli este-

con sue
di

lettere

commend
egli

ri la

prima tonsura
le

e gli altri ordini, an-

l'uso d'un

poco

polvere bianca sul ca-

che senza

lettere dimissorie de'propri


le

po

ad tergendas sordes,

ed

ne diede

ordinari, usando per

convenienti in-

l'esempiocol sagro collegio e prelatura. Riinoltre che in Francia, la polvere capo segno di posatezza e d'antichit di costume e di pensare,per cui egli la vide
sul

dagini sull'idoneit dell'ordinando. A Sa-

marca

CERDoziOjparlaudoinfinedellasconsagrazione, riportai
al
il

rito col

quale

il

vescovo

degradato incomincia

colle forbici a to-

restata a'nostri giorni a qualche vecchio-

sargli! capelli, opei azione indi proseguita

neea'preli,ed un tempo chi non

la

porta-

da un laico, onde agguagliarli tutti alla corona o chierica, ossia tonsura, affinch questa del tutto sparisca; mentre il vescovo gli dice: Facciamo disparirti dalla testa la reale insegna del sacerdozio, ch' la corona. Nell'articolo Parrucca, zazzera o chioma finta, rimarcai che per j 6 secoli cristiani non si parl di parrucche pegli uomini, quali cominciarono a
i

va avrebbe scandalezzato e sarebbe stato tenuto seguace della moda. Avverte il


Thiers, Istoria delle parrucche, che
trattato,
il

teologo della Sorbona Chamillard nel suo


clericorui, raccolse

mero di

corona, tonsura, et hahitu un grandissimo nucanoni contro le parrucche, come

De

in opposizione a' decreti de'canoni della

Chiesa circa alla corona e tonsura clericale

usarle verso

il

1629

in Francia,

secondo
I-

cheriunin ^articoli; fra'qualiche

le

coro-

Thiers,
talia.

altri

dicendole gi introdotte in
regioni, circa
il 1

Nelle

due

660,

l'a-

ne o tonsure non debbono esser finte di tela,di raso odi pelle, piuttosto teatrali che
clericali.

dott qualche ecclesiastico, e pel 1 ."Riviere

A Pettine

dissi,

come

nelle sa-

morto vescovo di Langres;e presto se ne

grestie furono collocati pettini e

Specchi
i

fece uso con eccesso da'prelati ed ecclesiastici,

(P.),per assestarsi dagli


pelli e la

ecclesiastici

ca-

anche regolari, con fnte chieriche. Siffatto abuso fu frenato da'vescovi, dai
da'ss.

barba, per decenza, prima d'an-

capitoli e dalle congregazioni religiose,

dare a celebrare. V. Berrettino clericale. Finalmente osservai a Barba, che


uc'teojpiincuisi usava da'ehierici
la

perch gi proibito

canoni,

la

chiu-

bar-

TON
ba soltanto tondata, prima che giovani si ammettessero agli ordini minori, si costumava benedirla solennemente e poi
i

TON
offuschino
la vista spirituale delle

ioj
cose efaccia
s.

terne. Alcuni sono di parere che


in

si

memoria dell'ignomiuia
il

fatta a
in

Pie-

fondarla, col rito esistente nel Pontifica'


le

tro,

quale fu per beffa raso


si

Antiochia.

Romanum. Anche
I

areligiosi novizi ve-

Sia
cosa

come
,
i

voglia, dichiara Magri, certa

niva benedetta.

vano
di

la

nuovi vescovi si benedibarba prima di fondarla. Inoltre


la

essere segno d'onore e dignit, oni

de

vescovi e

cardinali e
i

la

portano mag-

riprodussi le proibizioni agli ecclesiastici,

giore degli

altri,

Papi per molli secoli

nudrire

barba con
la

arte. Osserva ilSar-

nelli,che se

tonsura o rasura della bars.

ba vietata nella
sa e quella della

Scrittura, perch des-

testa praticavasi da'sa-

cerdoti idolatri, in altri luoghi della

meil

desima non
radersi
i

si

proibisce

agli

uomini
si

capelli e la barba,

ma

loda e

il XVII portarono la corode'monaci benedettini, radendosi tutto il capo con lasciare un piccolo giro di capelli, la qual forma antichissima, come accenna il g. concilio di Toledo col can. 4: Ornnes clerici, vel ledoresy sicut levitae. et sacerdotes detonso

e sino a tutto
all'uso

na

comanda in occasione di gran dolocome dimostrano molti [tassi de' profelilsaia, Geremia ed Ezechiele. E siccome
talora
re,
la

superius capite toto, inferiti solimi circuii coronata rclinquant.Noiev,c\ie forse

da

tal

rasura del capo,

Papi cuopri(V.), e sebbe-

tonsura della barba universalmente


latini,
si

vano

la testa col

Camauro

comandata a 'chierici
primitiva Chiesa
i

chierici

mentre nella conformaro-

ne nel secolo decorso pare cessata l'ampia tonsura e sostituita la grande chierica, pure continuarono a far uso di
tal

costume generale de'luoghi come in non radevasi, tuttavolla trovasi anche vietata in alcuni tempi, sembrando la rasura troppa delicatezza. Il Magri, Notizia de vocaboli ecclesiastici, verbo Tonsura, riferisce di essere tradizione apostolica, secondo Papa s. A-

no

al

berrettino,
11

oriente, ove

per nel corrente rare volte costumato.

<

niceto, scrivendo a' vescovi di Francia,

il

capo in forma di corona, per significar la corona di spine del Redentore,come not Beda, Ilist. Anradersi gli ecclesiastici
il

glie. cap. 22; l'istesso


tos.

avendo conferma-

Magri che mor nel 1672, in proposito delesclama. l' ampiezza dell'antica tonsura Ma die diremo de' sacerdoti moderni, li quali si vergognano di portare in capo un contrasseguo cotanto glorioso, ovvero portano la corona tanto piccola, che appena si vede? Il tutto manifesta la loro vanit e superbia. Infelice augurio era stimato da'gentili, se cadeva la corona dal capo del sagrificantej cos indizio di poco spirito
il

Germano di Costantinopoli: Raditur caput medium in gyrum, ut ea corona


sit

vedere sugli

altari

li

sacer-

doti sagrificanti senza la corona clericale.

pr corona Chris tij ovvero per denoil

Costoro poca speranza avranno


il

tare

regio grado del sacerdote, al dire

seguire
si

celeste

di conregno di Cristo, mentre

dis. Isidoro,
1.

De Instruct.
i

Clcr.

Iib. 2,

cap.

sono

cos

poco curati

di portare

il

con-

Moralmente significa che gli ecclesiastici devono rigettare pensieri superflui


,

trasseguo d'essere annoverati tra'regi della

Chiesa santa, che sono


il

sacerdoti. Pian-

secondo
i

perch Dice
s.

Gregorio I in Moralib., capelli sono simbolo de'pensieri.


s.

ge colai pazzia

Dionigi l'Areopagita,

De

Eccles.

Hierarc,
'

cap. 6, che la tonsura clericale

Beda con queste parole. Quosdam clericos corona caput attonsuni gestare pudet, quae ipsus passionis signum est. Si vergognano delle gloven.
riose
la

denota

la vita

zioni. Si tosano

pura e lontana dalle findunque capelli, ne erei

scendo oculos iinpediant. Durando


cap.
1,

lib.

ignominie del Salvatore". I greci, olcorona, sogliono anche nudrir la chioma all' uso de' nazareni, per imitar
tre

acciocch

soverchi pensieri nou

Cristo e

suoi apostoli.

Questo costume

ioti

TON
stato antico nellaChiesa,

TO
quem Dei magna
estj

iX

non pare essere


la

Ecclesia aedifica (a
dif~

nella quale gli ecclesiastici

non portavano

quod enim impii ad Sanctum


I

chioma
il

tempo

di

s.

Gregorio Nazian-

famandum

exeogitarunt, id nos pie fa-

zeno,

(piale

raccontando l'usurpazione

cientes in gloriarli illius agimus.

maosi

della cattedra di Costantinopoli fatta

da

mettani e alcuni cristiani orientali

ra-

Massimo
aderenti

fdosofo, dice che


gli

vescovi suoi

dono spesso
di capelli,

tutta la testa, lasciando so-

tagliarono

la cinica
si

l'ordinarono vescovo. Ci
l'avvenuto a Teodoro di

chioma e conferma con Tarso eruditiss.

simo, che eletto da Papa


per 4 mesi
crescesse
la

Vitaliano ardif-

civescovoin Inghilterra e suo vicario,


fer
gli
la

lamente nel mezzo del vertice un fiocco sebbene cristiani scrupolosi noi portano, dubitando che sia un contrassegno del maomettismo. Questo modo di radere la testasi praticava nell'Africa a temi

sua ordinazione, finch


fare la corona,

po

di Tertulliano,

il

quale scrive: luxta

chioma per

ruteni tonsor, et cultri vertex iinmunis.

poich avea
tali

la

tonsura all'uso degli oriensi

Apprendo pure
mentario
di
s.

di

S.

Paolo. Dal riferito

raccoglie

dunque, che piuttosto in occidente costumassero gli ecclesiastici portare la chioma. Qnal fosse poi la tonsura di s. Paolo, pensa il Magri che sia stata quella a suo tempo usata da'maroniti, cui sacerdoti si radono il capo a usanza de'religiosi latini, lanciando per un giro di capelli in cima
i

razione col

dal Magri, che nel SagraGregorio I si legge un'otitolo: Ad Capillaturam, la


i

quale per divozionesi recitava sopra


ciulli

fan-

piando

si

tosavano

la

[/volta, cere-

monia diversa dalla tonsura clericale. Dopo segue un'altra orazione: Ad barbas
tondendas,
ni
la

quale

si

recitava sui giovasi

quando

lai. "volta

tosavano

la

bar-

pi piccolo dell'usato da'rnonaci. Alcuni


sacerdoti cristiani nell'oriente radevano
il

ba.

Ora

riporter un sunto del p.

Char-

capo

in
la

mauiera

tale

che venivano a
il

for-

don, Storia de' Sacramenti, t. 3, lib.i, cap.3i Della Tonsura Clericale. Delhi

mar

croce; e vivente

Magri

l'arcives".

sua antichit,

e delle sue figure in di-

scovo di Cranganoi jde'cristiani di maso nell'Indie orientali, portava


sura
in

Tomtonil

ia

forma di

croce. Narra poi,che

mal-

Che anticamente non si dava separata dagli ordini. Quando siasi cominciato. Il j>. Chardon incoversi luoghi e tempi.

vagio

Simon Mago avea inventato una


il

mincia con

riferire

il

seguente brano di
1

stravagante tonsura usata da'suoi disce-

Fleury, Instit.au Droit Canonia. Ne pvw

capo da un'o(piali si radevano poli, recchia all'altra, lasciando un solco o lii

mi
i

nea, che dicevano significare

la fascia

del

non v'era distinzione veruna fra chierici e i laici quanto a'capelli, allibito e a tutto l'esterno. Sarebbe stato un
secoli

zodiaco, essendo
essi

la

loro testa tenuta da


celeste.

esporsi senza necessit alla

persecuzione*
gli

simbolo del gloho


di
s.

Ne'tempi

di

che vieppi infieriva contro


stici,
sti

ecclesia-

s.Girolamoe

Ambrogio, come si racchierici non si racoglie da'loro scritti, devano il capo, ma si tosavano basso in maniera tale, che non 'scoprivano la colemia o pelle, forse per non somigliare ai
i

e inoltre

fedeli

erano

tutti

compo-

nell'esteriore

come se
I.
i

fossero stali chiein libert, nei

rici.

Dopo

rimasta

Chiesa

primi del

IV

secolo,

chierici

mantennerasa. I

ro l'ordinario vestire de'romani, eh' era

sacerdoti pagani.

giorgiani lutti portavai

lungo

co' capelli corti e la


disti

barba
iibiti

no
ra

la

tonsura
i

in

capo, cio

laici

in figu-

barbari che
serrati,

ussero l'impero romano,

quadra e

clericale fu detta
tioch.,

tonda. La corona anche Carrara, Peti A u Episi, ad Cenila n.: Et nos Gharchierici

tutto all'opposto
i

aveano

gli

corli e

capelli lunghi, alcuni senza bar-

ba e
ni

altri

con barba lunghissima.

roma-

raram

facimus in honorem omnino Principis Apostolorum, super


in

capite

abbonivano tal
i

vestito; e siocoroe quan-

do

barbari

si

slabilirouo ueluoghi con-

TON
erano romani, cos conservarono diligentemente il loro vestire, che divenne poi abito clericale, diquistati, tutti
i

TON
ta a'ehierici in tal

107
gli taglias-

chierici

punto, cio che non col-

tivassero! capelli

vanamente, n

sero troppo bassi per non a (fetta re di rendersi osservabili, dovendosi tosare in

modoch quando
ri
si

franchi e altri barba-

divenuti cristiani entravano nel elevo,

do che non
il

si

vedesse

la pelle.

moAvea gi
I

facevano tagliar

capelli e

prendevano

4- concilio di Cartagine ordinato: Clc-

vesti

lunghe. Circa quel tempo molti ve-

ricus nec

comam
si

nutriat, nec barba/ti.

scovi e chierici assunsero l'abito che al-

monaci non
attirarsi
il

riputarono obbligati a sta-

lora solevano portare

monaci, come pi

re in questa mediocrit, molti di loro per

conforme alla modestia cristiana, e quindi per quanto si crede deriv la corona clericale da'monaci che si facevano radere sopra
voli.
la

dispregio
si

si

radevano intera-

mente
il

la testa,
i

lasciavano crescere ec-

cessivamente
ci

capelli e la barba.

Bench

fronte per rendersi dispregeil

loro stato di solitudine potesse scusare

Quindi osserva
la

p.

Chardon, che

il

che sarebbe stalo biasimevole negli

portar

testa rasa era cosa ignominiosa,


di schiavit fra gli antichi gresi

altri ecclesiastici,

che doveano nel


s.

mondo

qual segno
ci

romani; laonde

tosava alcuno per


i

beffa e vituperio. Pertanto


ni e specialmente
farsi tosare,
i

primi

cristia-

chierici

ambivano

di

Girolamo stesso, ch'era monaco, non approvava queste singoIarit.Nel principio del secolo VI chierici cominciarono non solo a portar tonconvivere, nondimeno
i

per rendersi dispregevoli; e per togliere l'occasione de'v3ni acconcia-

sura pi visibile,
circolo o in
t di

ma

ancora a tosarsi iq

menti de' mondani per la capigliatura, portavano i capelli cortissimi. Finite le


persecuzioni,

forma di corona. Verso la medetto secolo, Magnerio vescovo di


la

Treveri facendo

visita di

sua diocesi,

non mantenendo

la

pi parperso-

te de'cristiani l'antiea severit, le

avendo inteso in Carignano la virt e il merito di s. Gery che nel 58o circa fu
,

ne pie

si

distinsero dall'altre pel dispre-

vescovo

di

Catnbray,

gli

die colle proprie


lui,

gio alle chiome; e siccome gli ecclesiasti-

mani
tale,
il

la

tonsura clericale, orando per

erano pi perfetti, non v' ha dubbio che portassero capelli tosati in dispregio
ci
i i

e ornatolo della corona reale e sacerdo-

consagr per sempre

al servizio di-

della vanit.

Ci

fj

intendere

s.

Grego-

vino.

Prova

la

medesima usanza
in detto
s.

della

rio .Xazianzenoallorch
ni,

rimprovera alcu-

corona ne'chierici
scrizione fatta da

che per entrar nella carica pastorale

tempo, la deGregorio Turonese


s.

altra disposizione
la di tagliar la

non recavano, che quelal cui acconcia-

della nascita colla chierica di

Niceta vedestiti ito

chioma,

scovo di Treveri. S. Niceta fu

mento erano

stati fin allora applicati.

O-

chierico dal suo nascere, poich

quando

treio vescovo di Melitene fiorito nel de-

venne
pelo,

alla luce, tutta la testa solito

avea senza

clinar del secolo


s.

IV

avendo battezzato
i

com'

de'bamboli nascenti, ma
di piccoli capelli simi-

Eutimio,

gli tagli

capelli e lo

mise

avea un cerchietto
le alla

nel
la

numero

de'lettori.

Ci dimostra che

Corona

Clericale'. Anche Sido-

tonsura clericale molto antica.

Ma nei

nio Apollinare, parlando di

Germanico
i

quattro o cinque primi secoli della Chiesa, ella era piuttosto

vescovo, dice che avea l'abito stretto e


capelli tagliati in circolo.

una dimostrazione

di modestia e di disprezzodelle vanit secolari,

nistri sagri dall'altre

che un segno di distinzione de'mipersone pie. Conos.

Questa tonsura era pi grande dell'odierna, ed era pi simile a quella de'frati, che de'preli, oc-

cupando
cilio di

tutto l'alto della testa, e termidi capelli.il


i

costumanze delle chiese d'occideute e d'oriente, rende testimonianza della mediocrit raccomundale

scendo

Girolamo

nandosi con un circolo

4 con-

Toledo ordin che

chierici sieno

tonsurati, cos\ lettori, diacoui e sacerdo-

io8
ti,

TON
di Francia, e
il
i

TON
p.

cio tosati nella parte superiore della

Chardon ne ricorda

testa, lasciando di sotto

come usavano

lettori

una corona; e non di Galizia, die ai

monumenti, e

decreti vescovili che l'im-

posero, l'ultimo essendo

deh 638

di

mg.

veano capelli lunghi come laici, e portavano tosato un piccolo cerchietto sul capo, poich in tal modo aveano usato tonsurarsi
gli eretici. Il

Solminiac vescovo
siastici
te,

di

Cahors. Gli eccleproprio ordiue, e


il

portino

la

tonsura larga eapparenil

ciascuno secondo

concilio d'Aquisgra-

portino piccoli collarini,


e le orecchie scoperte."
ni'
,

capello corto

na e s. Isidoro di Siviglia raccomandarono la stessa figura, e molli altri gi ne facevano una stretta obbligazione. Anche
il p. Chardon dice che alcuni sostengono ch'ella dovea esser tale, per rappresen-

Anticamente, co-

tar
tri

la

corona di spine del Salvatore;


il

al-

anche adesso nelle chiese orientali non si separava la tonsura dagli ordini. Non si conoscevano ecclesiastici di prima tonsura, che sono s comuni tra noi, e specialmente in Francia, ove la tonsura un
sufficiente titolo per possedere
i

che indicasse
i

reame
in

il

sacerdozio,

pi ric-

perch
d'oro, e

re
i

portavano

capo un cerchio

chi benefizi,

almeno ne'decorsi tempi. La


di

sacerdoti dell' antica legge

una

tonsura era una parte delleceremonie del

tiara; altri

insegnano essere segnale d'imi

conferimento degli ordini,


stimoni
derni,
tutti gli

che sono

te-

pero, con cui chierici doveano regnar sulle

Eucologi antichi e

mo-

proprie passioni, e che questa tagliail

tuia di capelli significava

taglio de'de-

dicono:

siderii illeciti. Gli autori ecclesiastici poste-

riori

piamente

all'Vin secolo pai lauo spesso e amdi tali significati della tonsura

chiericale,e 3 figure ne distinguono usate


allora- in vari paesi.

Lai/

la
s.

descritta,

nel p. Morin. Essi forma di croce quegli che si ordina lettore, e il vescovogl'impone le mani."Quest'usanza che anticamente era anche nostra, attestata da moltissimi scrittori delle due chiese,e usa vasi eziandio di far lettori i piccoli fanciulli. Papa s. Si

come pu vedersi
Si tosa in

che chiamavano tonsura


2." quella

di

Pietro.

La

ricio del

385

decret:

Chiunque vuol dedeve


rice-

de'monaci

orientali,

che

si

face-

dicarsi al servigio della Chiesa

vano

tosar tutta la testa senza lasciar cirs.

vere

il

battesimo, ed esser fatto lettore in1'

colo, e chiamavasi tonsura di

Paolo. Gli

nanzi

et della pubert.
si

Anticamente

antichi bretoni ritirati nel paese di Galles,

tanto era lungi, che


chi

riputasse chierico

nell'Irlanda e nella Scozia, aveano

una

non avea ordini, che anzi nacque dubsoli

diversa tonsura e non portavano la coro-

bio se dovessero contarsi nel clero quelli

na intera,
e la

ma

solamente un semicircalo

che aveano
r decise
il

minori.

favor loro pe-

sulla fronte raso

da uu'orecchia all'altra, parte posteriore del capo era coperta

3. concilio di Cartagine.
s.

La

tonsura vieneconsiderata da

Isidoroco-

di capelli.dimodochsomigliavanoa quelli

me

unita agli ordini, e propria di quelli


al

che sono naturalmenti calvi. Assai vi volle per renderli in tal punto uniformi, e si tratt di tal altare, come di punto capitale, da'conciliijda're e da'vescovi. Gl'inglesi

che sono consagrati

culto di Dio; e chiain qual-

ma chierici que'che

sono ordinali

che grado ecclesiastico. La tonsurasi cominci nella chiesa latina a darsi separa-

per derisione attribuivano

la

tonsura

tamente dagli ordini, forse nel

finire del

degli scozzesi a
la

propria di
in

Simon Mago, chiamando s. Pietro. Le dispute passasi

secolo VII, in occasione che molte buo-

rono sino
tro
s.

Francia, ove
e
i

procede con-

sa,

ne persone offrivano loro figli alla Chiee pregavano vescovi ad aver cura di
i
i

Colombano

suoi discepoli, ch'ei

loro educazione;
lonlieri,

rano tonsurati come bretoni. Dall'antiche pitture si scorge che la tonsura rotonda si mantenne lungo tempo nelle chiese

vescovi fecero voil che considerando quella giovent coi

me un

seminario proprio a dar soggetti

degni degli ecclesiastici impieghi. Li fa-

T O N
vano
allevare con diligenza,

TON
davano
lo-

109

fanciulli.specialmente allorquando essen-

ro per maestro un vecchio, che d'ordinario era l'arcidiacono, gli

do

vescovi divenuti giudici di quasi tutti

tenevano nel vene'


ta-

gl'interessi civili e criminali de' chierici,

scovato, e
sciplina.

gli

facevano vivere in gran di1

Ovvero li raccomandavano Monasteri (/ .) a monaci di carit e


sti
;

o per se o per mezzo de'loro uffiziali, piacque loro accrescere il numero di que'che dipendevano da loro immediatamente.

lentosperimentati,e siccome molti di quefanciulli per la

Gran quantit

di

gente pigliava allora

la

troppa tenera et non

non lasciavanodi
1

potevano supplire ad alcun ministero, cos tonsurarli in segno della

tonsura per godere de'privilegi del clero, quali erano di portar le loro cause al giudice ecclesiastico, di
al tribunal secolare
litto,

non poter

esser tratti

'

davano loro l'abito clericale, acciocch loro genitori non li ritiiasserodal divin servigio. Ecco laformola del conferir la tonsura verso il X secolo, ossia YOratio adpuerwn tonsuranduin, cavata da un Ordine romano: Signor Ges Cristo, che siete Capo nostro, Corona di tutti i Santi, rimirale sopra la fanciullezza del vostro sevvoN., ec.super infantafamuli tiri etc."E questa senza dubbio, dice il p. Chardon col p. Morino, De
loro consagrazione aDio,e
i

per qualsivoglia dee di non poter essere battuti senza

scomunica degli offensori, d' esser esenti da taglie o imposizioni, ec. Questi privilegiaveano talmente aumentato il numero de'chierici, che molti maritali,
in nulla distinguevansi dagli altri
i

quali
laici

portavano
Si trova

il

nome

di chierici coniugati.

un accordo
e
i

fatto tra la

comunit

di

Meaux

chierici coniugati, pel quale

questi sono esenti dal pagare le taglie,

ma

Sanctor. Ord., l'origine della separazione della tonsura dagli ordini. Il p. Mabillon pretende che sia pi antica, e ne reca
in di

non
sti

gi le loro mogli. Si levarono poi queil

privilegi,

che fece disparire dapper-

tutto questi chierici coniugati, e special-

prova

tra le altre,
fiorito nel

che Paolo vescovo

mente
Il

in Francia.

Merida,
si

che

VII secolo, ordin tonsurasse Fedele suo nipote, indi


tutti
i

p.

Bonnani

,
:

La Gerarchia
Della tonsura

ecclecleri-

siastica, cap.

34

facendolo passare per


tu diacono.
loi),

gradi

lo isti-

cale,

la

dice altro contrassegno dell'ordi-

fine
si

Aggiunge perci il p. Mabilquantunque vero sia il dire, che sul del VI secolo la tonsura d'ordinario

ne, il r. essendola veste clericale,dappoichil concilio di Trento defin: Non solimi coronam, secl tonsura, sine habitu,

dava assiemeco'primiordini,egli certo

sed computative requiritur utrumqiu.'"

tuttavia che in quel

tempo

ricever la ton-

l'ultimo concilio d'Aquileia dichiar

sura e divenir chierico era lo stesso; oud' che i monaci erano reputati chierici
a cagione della tonsura, che riceveanoper

mano

de'loro abbati. Dimostra inoltre

il

Habitum clericalem declaramus cimi esse, qui veste talari, et tonsura constatj si ex duobus alterimi deficit, dicimus clericalem habitum integrimi non

p. Mabillon, che fino al secolo


plici sacerdoti
le, e
ci,

semlai-

esse"D\ questo segno dell'ordine

clericale

davano

la

tonsura clerica-

invidiosi gli erelici,procuraronodi toglierlo dalla gerarchia ecclesiastica e Io pose-

reca ancora pi d'un esempio di


la
i

dierono ad altri laici, e quali perci divennero chierici, ne'secoli infelici cio, ne'qualiper entrar nel clero bastava saper leggere e scrivere, ed un lettore doveainteudereci che leggeva,
tre

che

ro in derisione, principalmente
e poi l'empio Wicleff,
il

valdesi;
alle

quale anche

donne attribuiva
perch fossero
ceva comparire
nel libro,
i

l'uffizio del

sacerdote, e
li

suoi discepoli derisi


rasi in

fa-

men-

capo. Dipoi Lutero


chierici per

segnare.

un sacerdote dovea esser cap;ice d'inMolto tempo dopo si cominci a

De

instiluendis Ecclesiac, befi

feggi e schern acremente

fare per gli adulti ciocch facevasi pe'soli

porlare

la

tonsura.

Ma

quanto s'ingan-

no
cattolica, in
tila clericale,

TON
i

TO
re,

nassero questi furiosi nemici della chiesa

zioni potessero gli ecclesiastici facilmente

condannare segni della stinimpugnandoli contro l'antica autorit e uso praticalo da lutti cattolici colla sagra tonsura, lo dimostr il p. Bulinimi, celebrandone l'antichit usata dalla Chiesa sino dal tempo degli Apostoli, bench confessa ignorarsene il preciso principio; aggiungendo sull'antico e
i

essere riconosciuti dagl'infedeli. Dice pu-

trus Apostolus

che se s. Gregorio di Tours scrisse: Pead hiunilitalem doccn-

dam caput desuper tonderi insti tuit, fu pe'soli ecclesiastici, ma per tulli
deli, e <;he
si

non
i

fe-

deve intendere, che non dochierica o Corona,

veano fare

la

ma

sola-

mente per modestia

tosare

capelli,

onde
11

misterioso uso della tonsura

la

testimo-

fossero pi collidi quelli degl'infedeli.

nianza di

s.

Gregorio
lib.
i

di

Tours,

De gloria

vescovo Saussay volle sostenere per vero


il

Martyrum,
s.

cap. 28, e dicendo che

decreto di
si

s.

Aniceto, secondo

altri al-

Pietro siccome costituito capo e guida

terato, e
ro,

studi provare che tutti del cle-

della chiesa nasceute, ad humiliiatcmdo cendant caput desuper tonderi instituitj e ci fece ancora secondo Alcuino, DiTonsura clericali, ad simili tudinem spinac coronae Domini. Il vescovo Saussay, De Panoplia clcricalis seu de clcricorurn tonsura et habitu, espose un'imma
,

anche
I,

in

tassero la tonsura sino al

tempo delle persecuzioni, portempo di s. Sil-

vestro

magini
il

apparisce dall'antiche immusaico e da'eodici antichi; ed p.Bonanni riport alcune favorevoli tedi
all'

come

stimonianze della tonsura portata

e-

poca delle persecuzioni, onde da' tiranni


fu derisa e tormentati chi l'avea, secondo
le

gine dis. Pietro antichissima, e dal p. Bo-

nanni riprodotta
si

a p.

34,

io cui dice egli

sue narrazioni di
s.

s.

Benigno, di
s.

s.

Cri-

vede l'Apostolo uon calvo,

ma

tosato

solio, di
s.

Ferreolo, di

Ferruzione, di

cima del capo circolarmente. Dals. Pietro, crede che la tonsura cominciossi a praticare nella chiesa da chi era ascritto uel clero, il che per non fu uniforme in tutti e nemmeno negli aposloli, riportando quanto ne scrisse Beda, del qual parere furono oltre il citalo
nella

Patroclo. Anzi dice che nella Ilierarc.


s.

l'esempio di

eccles. cap. 6, di
fiorilo nel

Dionisio Areopagita,
cos descrisse
il

i. "secolo,

rito

della tonsura al suo

tempo. Sacerdos cum

signo crucis coiisignatum tondet, irei

s.

Gregorio,

s.

lsidoro,De divin.

qfjc.

cap.

Personas divinac Dealitudinis invocando, omnique veste detracta cum alia induit. Sicch conclude, in cjuel tempo si
,

4, e Geolfrido abbate presso lo stesso Be-

praticava

la

tonsura, e

si

conferiva a chi

da, /list. Augi.


il

Non

si

sa per,

soggiunge

p.Bonanni,seiinmediatamente nel tempo di s. Pietro, ovvero negli anni poste-

mantenesse quest'uso negli antioppure fiorisse dopo che fu resa la pace alla Chiesa. Il Tomassini,
riori
si

Se per l'uda tutti, cosa dubbiosa, mentre per 1' una e l'altra parte vi sono argomenti favorevoli.
voleva essere ascritto al
elei o.

so fosse costantemente continuato

chi ecclesiastici,

De. nova, et veteri Ecclesiae disciplina,


cap.

3j:De clericorum tonsura, seguenparere del dotto Pietro


Elallier,

do

il

giu-

Avverti per l'eruditissimo e ricordato abbate Geolfrido, che nella chiesa antica fu diversa la tonsura del capo circa la forma, poich ciascuno la vari secondoch la stimava essere pi conveniente, e accostarsi ul misterodi quella usata dal prin-

dic essere pi probabile, che ne'primi


secoli fosse

ordinato

a' chierici,

che por-

cipe della gerarchica ecclesiastica


I

s.

Pietro.

tassero
eolari, e

capelli alquanto pi corti de'se-

che nulla

si

prescrivesse circa la

tonsura o chierica, e ritiene non verosimile

che

il

clero apparisse con lai distintivo,

monaci cominciarono a usar la totale rasura del capo, perch godevano nell'esser derisi per amore di Cristo. Il p. Bonauu dopo altre testimonianze pr et contra, dichiara: che ue'3 primi secoli tra le

per cui in tempi pericolosi delle persecu-

T
della tonsura,
bilita,
si
i

ON
senza alcuna legge sta-

TON
j

in

turbolenze della Chiesa fu praticato l'uso

ma

onde chierici molte volte appena potevano distinguere da'secolaii; quinpassa a trattare nel cap. 35:

condo l'Arcudio,Z)c Tons. lib. 6, notis ad Euchol., e il p. Goar, ad Ora tio capi llorum. La 1 .' quella che il sacerdote conferisce a'bambin'1,0 nel battezzar!i,ovvero

di

Come fu

Chiesa Fuso della tonsii' va. Riferisce die Marlene rifiut la sentenza di quelli, quali affermano, che la tonsura clericale in forma di corona costabilito nella
i

8 giorni dopo il battesimo, e talvolta anche pi tardi. Questa non gli alza sopra i laici, ma solamente dimostra chela offrire
si

a Dio i capelli, che loro si tagliano, consagrano per sempre al suo servigio.

minciasse nella fine del

secolo

che

si
si

praticasse nel principio del III secolo e

lia

mantenesse sino a s. Leone I del 44> s ' dal Saussay. Tale usanza dopo s. Leone fu poi praticata non solamente da' Papi e da' vescovi, ma anche da lutti gli ascritti al clero, a' quali tutti secondo
I i

gradi di ciascuno fu prescritta, e confer-

Questa tonsura era altre volte ancora in uso nella chiesa latina. La 2." tonsura elei greci quella che il vescovo conferisce a coloro, che sono disposti a ricevere gli ordini, e questa propriamente la tonsura clericale. Arcudio stima che la /tonsura sia abusiva, ma viene confutato dal Thiers col p. Goar, come non del tutto istruito
1

mata da costituzioni, sinodi e concilii generali, rammentati col decretato dal p. Bonanni. Chiaramente nel sinodo d' Ircan. 6,
s. Patrizio nel 456, col scomunica il chierico, che non purta la tonaca e la tonsura. Di s. Gregorio 1 del 590, afferma il contemporaneosuostoricoGiovanui Diacono, che nel suo capo era, corona rotimela, ctprctiosi

nelle pratiche di sua chiesa greca.


a

Quanai

to alla 2.

diesi conferisce a'ieltori e


il

cantori nell'ordinazione,

lettoreeil can-

landa tenuto da

tore colle preghiere e leceremonie lascia-

no iloro

capelli e

li

consagrano a Dio. Doi

po che
in
il

si

sono
di

tagliati

capelli al cantore

forma

croce in

diacono

dice:

5 parti della testa, Preghiamo il Signore, che


gli

in

luogo de'capelli, che

sono

stali ta-

sa, capillo sulmigro, et dece/iter intor'


to
\

gliatagli donil'amoredella giustizia e della virt. Il

sub auriculae
rasi

Nel concilio del

medium propendente. 6qo di Costantinopoli si


qui tonsura sacerdotali
e decreti per
la

vescovo prega che

il

cantore

riceva la

medesima benedizione, che ricesacerdote Melchisedech, do-

determin
la
,

il

sommo

iisus fuerit.

Da tutte le leggi
si

tonsura non

pot ottenere

sua u-

po che da Abramo per ordine di Dio si capelli. Dopo che il cantofece tagliare
i

niformit, beuch tutti convenissero nell'unit della fede,


ti

re

si

fallo tagliare

capelli,

il

vescovo

tulli

come nelle liturgie e riipopoli non furono conformi, sipromul-

prega Dio a dargli


i

la

grazia d'osservare
sorta di
ri-

suoi

comandamenti con ogni

no

da' tempi degli Apostoli che

spetto, di timore, di santit e di giustizia.


Il

garono l'evangelo. I greci si distinguono da latini, poich menti e questi tagliano!


capelli intorno all'orecchie (per
ti)

vescovo inoltre

domanda aDio
in tutte le

la

per-

severanza pel cantore

funzioni

non tutca-

dell'ordine, che potr ricevere IO avvenire, e ci in considerazione d'essersi fatcapelli per amor di Dio. Il domanda pure a Dio, che com'emand Abramo p<:r tagliare capelli
i i

e
i

sopra

il

capo hanno

la

chierica toni

da,

greci l'usano,

ma

conservano

to tagliare

pelli

lunghi e

li

lasciano pendere verso la

vescovo
gli

schiena, bench dall'antiche immagini de'


santi greci rilevasi l'uso contrario:
.

greci

a Melchisedech,

eche

f<\

vori delle sue gra-

oltre

capelli lunghi nutriscono la


latini
si

che che

la

barba, radono. Noter col Thiers, chiesa greca usa i\ue tonsure, una

zie gli Apostoli allorch gli assist

quanpro-

do

si

tagli

ad

essi

loro capelli, ispiri ani

cora
pri a

al lettore,

per e>se:si tagliati


di

de'battezzati, e degli ordinanti l'altra, se-

im Unione

Melchisedech e deg'i A-

u
tit

TO'N
de'costumi, affinch vivendo secondo

TON
e ciascuna colla sua tonsura o chierica la r/del greco con capelli lunghi e avente
:

postoli, l'amore della giustizia e della san-

la

sua santa legge meriti d'assidersi alla

la

chierica pi verso la fronte; la 2. del

sua destra nel posto de'predestinati. Aggiunger quanto il vescovo Sarnelli dice
nelle Lettere ecclesiastiche,
t.

francescano con grande chierica e larga

corona
tranne

di capelli
tal

ossia la testa tosata


la 3.
a

8,

lelt.

5:

corona;

del

cappuccino

Della tonsura clericale, presso i greci. La tonsura de'bambini battezzati una


ceremonia presa da'nazareni, rito che condo s. Cirillo gli ebrei appresero in
glilo, e
sefi-

con barba lunga, che oggi non


la loro larga
si

ma

del tutto tosato, ci

usa interamente, poich


di capelli

corona

restando pi

che da Dio per Mos fu

trasferi-

to nella legge, per


dalle ceremonie
giziani.

non

distorti del tutto

da loro vedute
alla

tra gli e-

Quanto
per

tonsura ecclesiastica
di

grande chierica verso la fronte, ossia propriamente sulla sommit del capo, come anticamente pratic il resto del clero; la 4-* del monaco con testa tosata, eccettuato una stretta corona di capelin alto, la

del cantore e del lettore, edalla storia che

lina 5. del sacerdote secolare colla chierica ordinaria sulla parte posteriore del

Abramo
re
i

comando

Dio

fece taglia-

capelli a Melchisedech, e

che

il

Sal-

capo;
ca; la

la

6/

del vescovo con grande chieria

quando gli Apostoli se li tagliarono, al Sarnelli sembra apocrifa, giacch ueW lteo logio stampato a Vevatore fu presente
nezia nel i6g3,nell'orazionedeir^rttfg7JOste o Psalle, che vuol dir lettore e can-

7/

dell'eremita con barba lunga e

testa tosata; l'8. del chierico secolare colla chierica

un poco pi

piccola del sacer-

dote. Indi dice del costume de'giorgiani,


i

chierici

non vi tale orazione, percui e perci che riporta la crede priva di fonclainen'o. Osserva poi, che non prima del
tore,

ma

alla testa,

con grande tonsura tonda in cied laici con tonsura quai

dra. Ricorda la discorsa tonsura imposta

secolo

IX

greci lasciarono crescere la

polacchi da Benedetto IX, e dice che universalmente parlando, la forma


a'Iaici

chioma per odio de'latini, sotto l'intruso patriarca Foca, radendo in giro solamente capelli di sotto sicch la tonsura non appaia. Nel rito greco non vi altro ordine
i

della tonsura clericale dev'essere tonda,

come

si

prescrive da'sagri canoni,

ma

la

grandezza non trovasi determinata. Il concilio per di Salisburgo del 1274 avverte

minore, che
torato, che
si

la

tonsura, sahnistato e let-

che

la

chierica del chierico dev'essere

formano un ordine minore e

differente

da quella

del sacerdote, e
il

che

danno
il

tutti insieme.

nanni,

clero latino

Tornando al p. Bomantenne l'uso dei


qua-

questa dev'essere maggiore. Gi


lio 4- di

conci-

Ravenna avea

dichiarato: Si in

capelli tagliati sino alle orecchie, dal


le differiscono
i

dono
pelli

il

monaci, poich questi racapo totalmente (cio alcuni), laorecchie in forma di corosi

sacris Clerici fueriut, aut beneficiati in Ecclesia cathedrali, vel collegiata venerabili
,

ad servandam

conditionem sui

sciando solamente un piccolo giro di casopra


le

status, por te nt latiorcm^alii vero mediocre/n, vel minorali suis statibus convc-

na

(quelli

le forbici all'altra,

radono il capo colformano un solco da una tempia in forma di corona). Sono anche
principalmente
altri,
i

che non

nien te/n.
can.
1

Il

concilio di

Toledo deli 47 3

col

4 prescrisse a'chieiici

di quella chie-

sa la chierica quantitatis unius regali*

differenti molti religiosi,

etc,

la

quale forma simile a una parai

francescani,
li

domenicani ed

hanno

la

chierica larga e

quaritengono una
il

cola della comunione. Crebbe poi col tempo la forma della chierica, e raccomandata al suo clero di Milano da s. Carlo, onde fu usata da' sacerdoti grande quanto

corona

di capelli,
le

che circonda tutta

cail

po sopra
p.

orecchie. Queste diversit


le di

Rumami

musila cou 8 immagi ut

un'ostia della messa, e tal

forma somigli

N
Giulio
I,

TON
11,

aquella ordinata neh 5t)o dal concilio di

Liberio, Si rido, Innocenzo f,Zo-

Tonsura sit conspicua, non eaquidem in omnibus eieri<is una, sed major sacerdotali*, digitis tribus undequaque a vertice pateatj
Tolosa con queste parole.

sioio, Celestino I,e dagli altri sino a Giulio

che dopo la presa diBologna e per incuteremaggiore riverenza seta lascicrescequindi pel sacco diRoma fece altrettanfu imitato da'successori,

re;

duobus diaconalis, angustior minorimi ordinimi omnium, sit minima, et digito widique sit dedite ta. Perch tal segno dell'ordine clericale sia di forma tonda,
dillusamente viene spiegato da Saussay,
par.
i ,

toClemente Vile
finch nel secolo

XVII cominciandosi
i

da'

Papi
e
la

in parte a raderla, lasciandosi

balli

barbetta al

mento (che aveanoproil

scritto diversi condili, presso


il

Sarnelli,

cap. i della

Panoplia

cleriealis, e

quale con lettera del


i

nel cap. 3 espone

le significazioni

morali

tro le barbette,

baffi

685si scagliconegli scopettini che

e mistiche della

medesima tonsura. Opalla

pongono molti

tonsura usata dalla

usavano nel volto gli ecclesiastici, e contribu ad eliminarne il costume, della pie-

chiesa latina l'usanza de'greci,i quali sic-

come

nutriscono

la

barba ei

capelli,

sono

usanzenon riprovate,

ma

anzi approvate,

poi molte cose che sono lecite a'greci,


il

noi sono pe'latini,come


diaconi e
la

matrimonio

ai

barba specialmente o barbetta del mento, portata co'baffi anche da'eardinali, prelati e altri), completamente se la rase Clemente XI e fu imitato da'successori. Termina il p. Bonanni con dire, che
cola
tale rasura fu praticata uella chiesa d'oc-

consagrazione del pane feri

mentato de'sacerdoti. Come latini non riprendono perci greci, cosi questi non devono impugnarci latini. Forse l'uso della chiesa greca di nutrire la barba e cai

cidente in quasi tutto

il

clero; essere lo-

devole e perci praticata anche dagli ordini monastici

pelli

procede dalla legge antica, come

si

perch con essa si priva l'uomo d'un ornamento per dimostrare la servit a Dio professata (come fanno
,

legge nel cap. ig del Lenitico,

Ne
il

radetis
concilio
s.

le

Religiose col taglio de' capelli nelle


il

barbam, confermando
di Vicea

tal

uso

loro professioni,

che ricordai nel

voi.

cou addurre l'esempio


Paolo.

di

Piegli

LXIX,

p.

i4)- Ricorda per ultimo l'av,

tro e di

s.

Che
s.

l'avessero
le

anche

altri apostoli,

loconfermano
il

pittureati-

verlito e il riportato dal Sarnelli che anticamente costumavasi dal vescovo nel
farsi la

tiche, e

si

legge in

Dionisio e altri Pa-

prima tousura

de' capelli, di ese-

dri de'primi secoli, ed

costume fu

ritei

guir pure quella della barba, con forinola


riportata in fine del Pontificale
:

nulo da
tini fu

tutta la chiesa greca. Presso

la-

Quan-

vario l'uso della barba, poich in


si

molte immagini antiche de'Papi


la barba, e quelle senza, dice
il

vede
Pie-

p.

Bonanni,
s.

indicano forse che volessero imitar


tro loro capo e predecessore,
il

quale per

ludibrio fu da'gentili raso,

barba rasus,

et capite decalvatus. Ma siccome vedesi l'immaginedis. Pietro barbata.credeSarnelli

barbae tonde tur dici debet, Pontifice sedente, cum mitra, an tiphona.n Sicutros Hermon,quidescendit in Montem Sion, sic descendat super te Dei benedictio" Psalmus Ecce quani bonum" cimi Gloria Patri tic. Quo expleto repetitur Antiphona Sicut ros". Qua finita, Ponti/ex deposita mitra
clericis
.

do primo

che

gli

crebbe nelle carceri, ove non

surgit, et stans versus

ad

illuni, dicit:

pot farsela radere dal barbiere;e ben considerando la sua effigie, si vede la barba
cresciutaad un volto raso, per esser corta ed eguale in giro. Tale rasura, come not
Saussay, fu mantenuta ne'primiPapi
Cleto, Sisto
I,
i

Oremus.

Deus

cui providentia, omnis

ss.

creatura incrementis adulta congaudet,preces nostras super hunc famulum. tuimi j uveiti lis aetate decore laetantemj et primis auspiciis attondendum exaudi, ut in

Aniceto, Pio

I,

Fabiauo,

VOL. I.XXV1I.

omnibus protectionis tuac mu8

i.4
in'iu.s

TON
la

T O N
ca: Cecidit corona capi tis nostri.

auxilio, aevoque largiord provectuspraescntis vitaepracsidiis gamica/,


ctfuturae. Per
]|

Chedella

rasura e tonsura, che

formano
i

corosi

Dominimi nostrum
istituto fu inculcato

eie."

na cbiericale, sono pieni


generali
cesani
,

sagri concilii

quale antico

da

s.

Carlo Borromeo nella lettera pastorale dei 3o dicembre S^Gjdie tenacissimo dell'eci

come nazionali, provinciali e dio che la comandano sotto peccato


a' Ira*
11

mortale e pena della scomunica


sgressoii.

clesiastica disciplina, dolente di


ti

veder

io-

Sarnelli ne riporta
al

canoni, iu-

adotta

la

corruttela di nutrire la barba ad

clusivaineute

concilio di Trenlo,alle re-

imitazione dc'mondani, volle rimediarvi.

goleecclesiastiche,non
te
>

paternamente a portar la barba rasa, dimostrando quanto ci convenisse, ed egli stesso ne die
Esort
tutti gli ecclesiastici

contenuto dell'editto

menoche al seguend' Urbano Vili.


sa-

Che

tutti quelli,

chesono nell'ordine

gro, ovvero che tengono benefizi ecclesiastici,

l'oempio.
tere nel

11

dotto vescovo Sai nel li

ci

die-

o servono con salari nelle chiese, por-

de, oltre hi ricordala lettera, 3 altre let1. 1


:

Lelt.

o, Deliaca/ionica chei

ricale corona. Lelt.

Apologia

intor-

la tonsura chericale della grandezza conveniente all'ordine e grado di ciascuno, e talmente apparente, e cos spesso rin-

tino

no alla lettera antecedente della canonicachericale corona. Lelt. 1 i, Della canonica tonsura o rasura della barba
chericale. In queste eruditissime lettere

novata^ che si possa ben vedere, e che non


portino capelli o
ciuffi

increspali o ricci, u

chesieno pi alti sopra lafronte,ovveroche ricaduto dalle parti di dietroodallebaudc,

viene riferito con qualche diffusione e

ri-

ma

che sieno pari e

di

eguale e moderata
di

produzione di
in

testi e di

canoni, quanto gi

lunghezza". Sul canone del concilio


ledo del
l'avere
i

To-

questo articolo e ne' relativi ragionai

633
il

avverte Sarnelli, che siccome

o corona o chiebarba cbiericale, suoi significati, simboli e spiegazioni che le furono date. Perci ora solo mi limiter ad
sulla cbiericale tonsura,
rica, e sulla

chierici accorciata la capigliatu-

ra in giro
il

vero

istituto, cos tosar tutto

capo o raderlo interamente nella parte


cattolici

superiore fu comandato da tale canone,


acciocch
gli eretici.
i

accennare qualche tratto che reputo meritevole.


I

si

distinguessero dala

chierici

ta la testa,

non dovere radersi tutper non mostrare di giudaizi

Dichiara quindi, che

rasura

nostra esser dee ne'sacerdoti grande quanto un'ostia della messa, ne'diaconi

zareco'nazarei, n d'imitare
si

superstiziotutti
i

alquan-

sacerdoti gentili che radevansi

to pi piccola, ne'suddiaconi ancora

meno,

peli del

corpo e

capelli del capo.

Chia-

ecos di grado in grado;


piccola che sia,

ma che ninna, per


minore d'un'oslia comunione. Dice

ma ma
sere

la

tonsura clericale, rito d'antichissifede di Cristo; ed es-

non

sia

tradizione, ed accettala da ogni prola

piccola o particola della

vincia nel ricevere

poi che tra la tonsura de'chicrici e quella

composta

sura e di

corona cbiericale di ratonsura Duplex corona, cirla


:

cui/positacapili Sacerdotis,come

la

no-

monaci vi stata sempre differenza, monaci usarono di radersi non pure la cima, ma anzi tutta la testa, signide'

poich

mina
del

s.

Germano. La rasura
e rotonda, della
la

nella

cima
cir-

ficando cos
il

la loro professione, e

perch

capo

grandezza contonsura
di sfera, sicch

radere

il

capo fu simbolo
s.

di pianto e di

veniente a ciascun ordine;

tristizia

anco nella

Scrittura,
le

come
il

si

concide

capelli in

modo

leggedi Giobbe quando ebbe


la

nuovedelca-

la corona formala dal capello che lungo pende dalla rasura infuo sull'orecchio o al pi alla met di questo, perci non

perdita delle cose sue, e tosandosi

po ador e bened il Signore, presso Isaia e Michea, ed altres presso gentili. ISuu
i

saper lodare coloro che

si

tosano tutto

il

bastare
saria

il

portarla chierica, essere necesla

capo, sembrandogli udir Geremia, che di'

pure

tonsura del crine, che

giri

su

T O N
per P orecchie e che non cuopra
vice
;

TON
la

n5
,

cer-

Dei ,

crine pracciso innovcnlur

ut hoc

e che

greci oltre la chierica devo-

signo, et religione vilia reseccnlur, et

no portare
trire la

l'inferiore tonsura, e

non nu

chioma come fanno, la quale dev'essere accorciata in forma di corona. Deplora Sarnelli que'latini, che tengono
la

criminibus carnis nostrae quasi crinibus,exuainur, expoliantes nos vetcrem lioniinemcuni actibus suis rfuamrenova,

thioma
l'altare,

rilassata senza scrupolo e vergotali

gna, e per

preti doversi rigettare dalla


1

pe'canoni che riproduce,e

bolla

Cum sacrosanctam d Sisto V del 3 gennaioi 588 01589; concludendo, che solo gli eretici impugnarono la corona clericale.

mente oportet fieri',sed in caipsamns nosritur h ahi la re, come dice s. Isidoro, De divn. offic; non che distia grandezza emisteriosi
tioneni in

pite clemonstrari nb

significati.

Dice quindi che

il

concilio di

Trento prescrisse a' giovani cheentravano nel semiuario, Tonsura statini, a tane
liabitu clericale scinper utentur.

Quanto aHa

lettera sulla

Barba, per

Questa

tale articolo e pel qui riportato col Sarnelli, sia della

dichiara l'unica ceremonia, con cui doveansi ricevere

rasura che della tonsura,


chericale corona de'ca-

altro

non mi

resta a dire col dotto vescola

direttore di fare ad essi

vo, che siccome


pelli da' Padri

slima, con cui

incombendo al comprendere l'alta debbono ritenere la tonsugli

alunni,

spiegata per quella di spila

va,e custodire fedelmente l'abito clericale,

ne del Redentore; cos


peli,

barba nuda

di

Su
ro

tal riflessogli antichi


la

Padri prescrisse-

ne denota

Io

sveltimento de'peli della

tonsura patente, eziandio colla pena

barba del medesimo; per la quale egli tirato e strascinato fu nel colmo de'suoi dolori, come afferma Taulero , De vita et Pass. Clirist. e. 17 Lnus quidem sputa
:

di rigorosi

cap. Si cap. 4>

anatemi, come pu vedersi nel quicx clericis 23, dist. 23, e ne! Oc vita et hontsU cleric. Che il

concilio di Trento,
i

bench pi mite, orli

facicm ; alius in caput, aliusin collo pugnos ingenerabat j liic crinibus , ille barba trahebat. Quindi che s. Pietro,
in

din che disubbidienti fossero privati de'


privilegi del foro e de'beuefizi allorch

abbiano;

lo stesso

con maggior vigore

fu

cui per obbrobrio de' gentili gli fu raso


il

inculcato colla detta bolla di Sisto V, e


poi da Benedetto XIII colia bolla Catholicae Ecclesiae,e2

capo e

la

barba, e in
gli

riflesso

ancora

al

pntito nella Passione dal divin Maestro,

accadde per ignomi nia, restasse ne'ministrideH'altareper mistero. Ed Onorio Augustudunense spiega:
volle che

quanto

coni

maggio 1725. Il Ceccompendia quanto riguarda questo grave argomento con dichiarare: Che il
chierico mediante
il

taglio de'capelli di-

Quia autcni barbam radiinus,imberbes


pucros similamus, quos si humlitate imitabimur, Angelis qui scinper j'uvenili ac tate flore nt > aequabimur. Il vescovo
Cecconi
,

Istituzione dei

Seminarli .

di-

venuto volontario schiavo del Signore, coNazarei, interamente si consagra al ine suo servigio. Con questo segno esterno di religione si ricorda a lui di dovere eliminaie suoi vizi, e procedere con vita tnii
i

scorre della chierica e tonsura clericale


nell'anlica legge da Dio ordinata
,

gliore.Deponendoegli
pelli e

la

superfluit de'ca-

Tunc

spogliandosi dell'uomo vecchio colle

radetur Nazaraeus ante ostium tabernaculifaederis cacsariae consecrationis


suae, lolletque capllos cjus et ponet su*

sue azioni, viene a liberarsi da ogni delitto


delta carne, e questa rinnovazione d'uofarla nella
i

mente

e dimostrarla nella
la

per igfw.'ii, qui est suppositus sacrificio pacijicorum; e nella nuova legge introdotto
lo slesso rito dagli Apostoli, in per-

testa

ove pensieri hanno

loro sede.

Che

se l'autore

eWEccles. Gerarchia, dice

sona

che volevano consagrarsi al Signore, quasi Nazaraci , idest Sancii


di quelli

che la rasura segno di mestizia, vuole s. Paolino che sia ornamento di castit e
di pudicizia, e
s.

Gregorio

un

taglio lo-

n6
zione.

TON
le fu laureato

TON
ancor giovane con fama
d'insigne dottore. Trasferitosi in

tale d'ogni pensiero terreno per attende-

re pi liberamente alla celeste contempla-

Roma,
s.

Soggiunge

il

Cecconi, che egualchierica nella

trov pronto ricetto


chiesa;

nell'

ospedale di

mente misteriosa ia

som-

Piocco, con l'impiego d'organista di sua

mit della testa, la quale in altri tempi costuma vasi in forma di corona, fatta dal
taglio de' capelli

non per trascur


la

l'esercizio della

curia,

quale

gli

apr la via alle supre-

come

si

ritiene dal

Paec-

me

dignit ecclesiastiche. Destinato


in

da

pa da
ro

(cio sino al
tutti
i

tempo suindicato)
Nel distaccarsi

e quasi
gli

Francesco Borghese

procuratore delle

regolari.

cause di sua casa, per mezzo del fratello

clesiastici dall'aulica disciplina, restrinse-!


la chierica in

Orazio

fu fatto conoscere all'altro fratel-

modo, che convenuo-al


1

lo cardinal

Camillo Borghese, il quale

di-

concilio di Palencia del

386

prescriverla

venuto Paolo

lo prese al

suo servizio.

nella grandezza d'un'ostia, e

permaggior
osserva, a che quasi

Indi tutti gl'interessi della casa Borghese furono affidali alla sua diligenza e fe-

autentica fu appi ovato e confermato dal

Papa Urbano VI. Finalmente


maggior confusione
di coloro
s

delt, ed inoltre

venne assegnato per u-

ditore generale al cardinal Scipione Caffarelli


il

hanno
tivo,

rossore di portar
alla chierica
si

nobile distinil

Borghese nipote del Papa, presso


in

che

attribuisce
del futuro

pre-

quale porporato

breve giunse a

tal

gio

come ad una caparra


al

regno

promesso

reale loro sacerdozio.

Menisti-

tre pe'suoi misteriosi significati

con
la

ma

devesi assumere la tonsura e

chie-

rica, e

da

essi si

apprende con qual mags

gior pregio devesi ritenere

l'una che

l'ai-

tra,neH'interno colla coerenza de'pensieri,

e nell'esterno mediante
zioni

discorsi e le a-

ad entrambi sagri sentimenti corrispondenti. Questo quanto in ristrette


proporzioni potei raccogliere sulla tonsura e chierica degli ecclesiastici, dal molto

grado d'autorit, che trattava non solo gli affari privati della famiglia, ma pubblici ancora della camera apostolica. Paolo V lo fece canonico Lateranense e nel 1608 arcivescovo di Nazareth nel regno di Napoli, che non esigeva personale residenza; indi a'24 novembre lo cre cardinale prete di s. Bartolomeo all' Isola, arciprete di s. Maria Maggiore, pro-dai

tario e protettore de'minimi.

La sua

in-

fluenza giunse a

alto

punto presso il Pafu trasferito al

pa,che parve facesse ombra ailostesso cardinal nipote,onde nel

che ne fu
i

avendone trattato oltre ricordati autori anche seguenti. Il Fogscritto,


i

1609

vescovato diCesena,e dopo 3 anni sembr

gini, ilp.
carelli,
il

CoronellijilDumesnil,
p.
pai". 3.

il

p.

Sec-

che

la

fortuna
grazia,

si

stancasse dal favorirlo,

Morino, Exercitatio de ton-

poich decaduto a poco a poco dalla pontifcia

sura clericali

De sacr. Eccl. Orde ton-

non
da
di

si

sa se per colpa pro-

din. ;\\ p. Mabillon, Observatio

pria o per altrui invidia e gelosia, fucostretto ritirarsi

sura laicorum, clcricorum,et monachorum, in Pracf. ad Ada ss. Ord. Bencd.


saec. in, par.
et tonsuris
i .

Roma

e condursi alla
si

sua diocesi di Cesena, dove


fino alla

trattenne

P.

Stellarlii,

De

coronis
et

morte

Paolo V, nel qual tem-

paganorum, judaeorum,

po non manc d'arricchire quella chiesa


di rara e preziosa suppellettile e di sagre

christianoru/n, Duaci 1625.

TONTI
Nato
di

Michelangelo, Cardinale.
in

reliquie. Lasci alla sua patria

un fondo

mediocri genitori

limoni,

ma
gli

per alimentare 3 giovani, che applicassero allo studio della legge e da nominarsi
dal capitolo; restaur
la chiesa di s. Eufemia deformata da un fortuito incendio,

oriundo da Cesena, per procacciarsi


alimenti
sica,
si

applic all'esercizio della

mu-

non meno che


si

alla scienza legale, al

cui studio

die a insinuazione del padi

don alla cattedrale


la

ricchi arredi, e per

dre nell'universit

Bologna, nella qua-

mostrare

sua gratitudine e riconosccu-

TOP
za a

Paolo

V suo beuefattore, eresse nel

TOR
d'Aphaereraa,
di

117

santuario di Loreto una cappellani? con


l'obbligo della messa quotidiana perpe-

tua in suffragio della di lui anima. Negli


ultimi anni del vivere suo fond sulla sa-

Lida e di Ramatila. Aphaeremafuuuadelle3 toparchieaggiunte alla Giudea da're d'Assiria, e probabilmente la stessa che l'Ephrem o Ephraim notata in s.Giovanni. per vi fu rono due citt

Onofrio un collegio per manteil quale in breve acquistata gran riputazione, divenne angusto per la moltitudine de' nobili convittori che d'ogni parte vi concorrevano; laonde
lita di s.

omonime,
il

l'una nella trib


I*

d'Ephraim

nervi

1 giovani,

verso

Giordano,

altra nella trib di

Beniamino a 8 miglia circa da Gerusalemme. Lida o Ldda o Dioyoli fu occupata da'beniamiti reduci da Babilonia,

fu stimato necessario di trasferirlo nel pa-

lazzo

medesimo

del fondatore, ch' quel-

lo slesso in cui di presente

ancora
7-

fiori-

sce

il

Collegio Nazareno (J

.),

nome che

prese dal suo antico arcivescovato, e dipoi istitu erede universale de'suoi beni,

volendo che fosse governato da'religiosi r delle Scuole Pie [f -\ che tuttora lo ritengono. Questo cardinale, sebbene in oligi ne povero di beni di fortuna e oscuro
per nascita, fu assai
illustre e

divenne toparchia distinta di Samade' pi gran borghi della Giudea, e quindi citt. Si rese celebre per avervi s. Pietro risuscitato Tabita, e guarito Enea paralitico, non che pel concilio del 4' 5 contro Pelagio, e per la sede vescovile. Ramatila o Ramata o Rama, citt di Beniamino tra G-jbaa e Belhel verso le moutagne d'Ephraim, fu patria di Samuele, e vi fu eseguita parte della straindi
ria,

come uno

commenda-

ge
le

de'ss.

Innocenti, poi sede vescovile.

Lo
(ili

bile per la nobilt delle azioni e pel can-

storico Giuseppe fi sovente

menzione del1

dore de' costumi, e perci degno di sua fortuua. Fu ancora benemerito della curia romana, perch esercitando la carica di datario con suprema autorit, unico suo scopo fu sempre di promuovere soggetti meritevoli,

toparchie della Giudea, e cluaui

le citt di

Azoto, Jamnia e Fasaelide, che


in

Erode il Grande lasci Salome sua sorella, di cui

testamento a
parola a Te-

feci

trapoli" o regni divisi in 4parti,ec; e di

senza alcun riguardo al

Azoto e Jamnia anche

tali articoli, sic-

proprio genio e soddisfazione, o a' suoi privali interessi. Intervenne al conclave


di

come

poscia sedi vescovili,

ambedue

cele-

bri e antiche citt de'

filistei,

e lai.'

Sa-

Gregorio

XV, dopo
la

il

quale chiuse

la

trapia de' medesimi.

carriera del viver suo in


di

Roma

nel

1622,

56

anni, ed ebbe

tomba

nella chie-

sa del

Ges con onorevole


s.

epitaflo, posto

TORCE LLO, Torccllwn, Dorcaeum. Sede vescovile e isoletta del regno Lombardo- Veneto,provincia e distretto di Venezia,nellecui lagune dell'Adriatico
si

avanti l'altare di

Ignazio dal nipote An-

tro-

tonio Tonti.

va al nord-est 1 leghe distante.


sto

Fu

que-

TOPARCHIA. Signoria, governo d'un


luogo,d'unaprovincia;piccolostato,piccolo governo composto d'una sola citt oborgo,o d'una piccola provincia o regione: termine greco che significa luogo e coman-

uno de'primi

asili di

quegl'italiani

che

fuggendo all'invasione de'barbari, si recarono nelle venete lagune a cercare libert e sicurezza, e quindi fondarono la gi
famosissima e possente repubblica veneziana. Surse su quest'isola

do. Quindi
il

si

disse

Toparco o Toparca
chiam
1'

una grande e
le

possessore o governatore d'una topar;

cospicua citt, sede di moltissime tra

chia

Procopio

cos\

armeno
il

pi nobili veneziane famiglie. In appresso, Ira

Abgaro
gno. La

re d'Edessa, e toparchia

suo relib.

per l'ingrandimento di Rialto, ora


(f~.),

Giudea
al

fu

un tempo

divisa in

le 'lezia

dove fu
la

fissato J centro del

io toparchie,

diredi Plinio.

Neh.

governo, per

gravezza dell'aria cagio-

de' Maccabei parlasi di 3 toparchie, cio

nata dalle viciue puludi,eper lo estinguer-

TOR
,

TOR
dei

si

di varie famiglie

and scemando

sula occuparunt
si

Torcellum aedifica-

Mftoi

primari abitatori, sicch rimasta pressoch deserta, cadde in rovina, n pi se

runt,illamcpie civitatem Torcellum .(pia-

Torricellum a sexta parte excisac ci-

ne vedono che scarsissimi avanzi. L'ur vi imaneano mlta chiese, conventi e monasteri; ma anche questi ora del tutto cedono al tempo e all'abbandono in cui si trovano, n ad abitar l'isola vi hanno che
alcuni pescatori, vignaiuoli e ortolani,
i

vitatis

appcllarunt. Primamente conviene ricordare, che Aitino {V.), citt gi cevertilo dal gentilesimo alla fede cattolica,
fu decorato colia sede vescovile, e

lebre nell'antica provincia terrestre, con-

anno-

vera fra'suoi vescovi

s.

Eliodoro, che ne

quali conservano a'frutti del luogo quell'eccellenza

ondefurono
le

in

ogni tempo
si

fa-

divenne poi il principal protettore; si rese poi famoso il vescovo Pietro, poich insorto l'antipapa

mosi.

La

cattedrale tuttavia

mantiene
visi-

Lorenzo contro
(F.), nel

il

legitrin-

in piedi,

che per

sue singolarit viene


tulli
i

timo Papa
novati
i

s.

Simmaco

5o3

visitata di

continuo quasi da

tatori dell'unica esiste


il

Venezia;

cos

rimpetlo

tempietto ornato di bella roton-

tumulti co' suoi fautori, il goto Teodorico re d'Italia di prepotenza mand a Roma per visitatore Pietro vescovo
d'Aitino,
il

da

gi battistero secondo l'antico rito.

quale unendosi agli scismatici

L'isola era separata da

un gran canale,

le

sturb

le

cose della Chiesa, per cui volen-

cui rive erano popolale di case e di palazzi, di

do

il

re dar fine a tanti tumulti, col cons.

tanto in tanto unite da ponti, per

senso di

Simmaco convoc

il

sinodo Pal-

cuiavea molta somiglianza a Venezia. Tra


quel tempo che Torcello era prosperosa citt e 1' altro in cui cadde interamente,
era luogo di villeggiatura di molle nobilissime case veneziane, che vi

mare, nel quale

fu dichiarata l'innocenza

del sauto Pontefice,dallecalunniedeli'an-

tipapa, e questi fu cacciato in esilio.

Sog-

giacque Aitino agl'imperatori romani,fin-

tenevano

ch uscito dalla Pannonia


re degli unni, con
talia,

il

fiero Attila

magnifici palazzi, orti e giardini anienissimi;

un

esercito
le

inond

l'I-

macia ultimo, a motivo dell'insalubrit del soggiorno. neppure il proprio suo vescovo pi vi abitava, recatosi a dimorare in

distruggendone

pi

illustri citt,

e fra queste Concordia,

Padova ed
nel

Aiti-

no,

donde ne fuggirono

^5i

princi-

Murano,

altra isola delle venete

pali cittadini altinati,ricovrando le loro fa-

lagune, ad un 4- di lega da Venezia, pure


altro

miglie nelle contigue lagune, ove

si

cre-

luogo

di delizia della

veneta nobilaria. Il

dettero in salvo dal furore de' barbari.

t, per la salubrit di

sua

dotto

senatore Flaminio Corner o Cornaro ve-

neto ci diede: Notizie storiche delle chiese e monasteri di


lo,

Venezia e di TorceU Padova iy58. Ed il p.d. AnselmoCole

stadoui camaldolese scrisse

Osserva-

zioni intorno alla cjiiesa cattedrale di

6 principali isolelte fermarono chiamandole co'notni delle porte di loro patria, Torcello, Mazorbo, burano, Murano, Annoiano e Costanziaco. Partilo poscia d'Italia, e poco dopo morto il terribile flagello di Dio Aitila, ritorn la maggior parte degli attillati a
Quivi
in la loro abitazione,

Tonello,
t,

ad alcune sagre sue antichi-

ridonarsi alla loro patria, rialzandola dalle

pubblicate ne! 1750 dal p. Calogeri nella Raccolta d'opuscoli, , 43, p. 255,

rovine.

Ma

pe' danni recatile nel

568

da Alboino re de'longobardi, per l'elevazione dell'acque dell'Adriatico, ed inoltre


rinnovatesi nel

Prima

di essi l'Ughelli nel t. 5 dell'Italia sacra a p. 36o, Torccllani Episcopi) avea stampalo colla serie de' vescovi le notizie storiche di Torcello, ove dice: Altinatcs post suae civilalis ejecidium qui
1

635

le

feroci

incursioni

nemico dichiaralo del nome e dell'impero romano, gli altinesi vedendo preso Oderzo e poi
sotto Rotari re de'longobardi,

jhiludibus circa

Vcmtias UUaiUcs

in-

bruciato, e gi

per tradizione de' loro

TOR
antenati

TOR
fosse lo-

19

avendo appreso quanto


il

specialmente per
luoghi veneziani

le

ricchezze e pel

com-

ro riuscito sicuro

ricovero delle lagune e


la

mercio.e Costantino
i

paludi di Torcello, qui vi sotto


di

direzioue

Paolo loro vescovo si condussero, seco trasportando quanto aveano di prezioso,


le

riodi

VI Porfirogenito, tra nomin il grand'empoTorcello, poi divenuta una delle pi


una
let-

disabitate isole di quest'acque." In

e principalmente
chiese, ch'erano
i

reliquie delle loro

tera sinodale di

corpi de'sauti Teonisto,

Tabrata martiri, Eliodoro ili. de'vescovi d'Aitino di cui ci sia pervenuta

Tubra

Agatone, inserita uegli alti del cucilio di Costantinopoli convocato nel 680, vi si legge sottoscritto Paolo vescovo d' Aitino, humlis epis.

Papa

notizia, e Liberale confessore, di diversi


ss.

Innocenti, insieme col braccio di


apostolo,
il

s.

Gia-

como maggiore

il

tutto descril-

todal Corner, ed

restante del tesoro ec-

clesiastico colle ricchezze de'cittadini. Stabili


il

vescovo Paolo

la

sua sede iu

Tor-

scopio Ecclesiae Altinensis provineiae Istriae; il quale certamente diverso dall'altro Paolo raeutovatojoi'.de questo Paolo, dice il Corner, dovrebbe nella serie dei vescovi collocarsi fra Giuliano e Diodato vescovi; se pure, il che pi verosimile,

cello,
il

ove innalz
per
la

la citt e

anche destiu

uon

siasi

per errore trascritto dalla letteil

silo

nuto dalla
ai

nuova cattedrale, ma prevemorte pochi mesi dopo il suo


la

ra sinodale

nome

della chiesa Attuiate

invece d'altra consimile, comesi legge nell'indice de'concilii dell'Arduino, di


lo

livOjOe lasci

cura dell erezione

al

suo

Agnel-

successore. Questi fu
il

Mauro

o Maurizio,
di

vescovoToi celiano oTorcellinodel487,


vi

quale dopo avere per autorit

Papa

vale a dire pi d'un secolo avauti che iu

Severino, coll'assenso del patriarca diGradu, di cui era sulfiagauea la sede d'Aitino, (issala la sua

Torcello

fosse vescovo.

Stima Corner,

che

la

meuo
la

incerta serie de' vescovi di

dimora perpetua iu Torper


il

Torcello sia
so del suo

seguente. Successe a

Mauro
il

cello, oltre la chiesa cattedrale, eresse

nel vescovato Giuliano, che nel lungo cor-

divina rivelazione circa


se ne'diversi sili della

640 molte chiediocesi,

governo vide

accrescersi

de-

nuova

ed

il

coro di sua diocesi colla fabbrica di nuove chiese. Indi verso il 697 Diodato o Adeodato abbell e perfeziou la cattedrale, dedicandola alla B. Vergine. Assunta in
cielo,
ss.

monache di s. Giovanni Tanto uarra il Corner, mentre ad Altino dissi che una cronaca nis. attribuisce a Papa s. Sergio I del 687 il
monastero
delle

Evangelista.

ed in essa onorevolmente colloc

le

permesso traslocamelo della sede vesco* vile da Aitino a Torcello, la quale nuova citt per sino
ta

Reliquie trasportate da Aitino. Gui-

tonio riportato dall'Ughelli,


fa

ma nou

ne

al secolo
Il

XI

trovasi det-

menzione

Novum Altinum.

Muratori dubita

ma

Dandolo, n laccuratissicronaca attribuita a Giovanni Sagoril

che nel breve pontificato di Severino questi abbia potuto approvatela traslazione,
e quella pure
di
fui la da s. Maglio vescovo Oderzo io Eraclea, appellatasi poi Cit/.: A uos-iij ma al p. Costadoui sembra che pu benissimo avere Severiuo spedile le bolle per le due traslazioni, ed aggiunge

niuo.

Onorio o Onorato
il

verso
resse

il

fu fatto vescovo 72-L Vitale, ommessoda Ugbelli, vescovato 9 aoui e 6 mesi, e pare

che

sia

slato l'ultimoa intitolarsi vescovo


i

Aiutiate, mentre vescovi di

lui

successori

furono chiamati Torcellensi o Forcella." ni. Indi Severo, poi Domenico, il quale
sta chiesa

che

l'isola

su cui specialmente
le

fuggitivi

attillati

innalzarono
il

loro abitazioni,
di Torcello,

uon
di

prese subito

nome

ma

Nuovo
col

Altino.\j& nuova citt divenne poi


delle pi ragguardevoli
,

tempo una

peralquauto tempo queDio in un monastero. Giovanni nominato nella della ci oliaci, invece del quale il Colei annotatore d'Ughelh poue verso l'8ot) Giusto

dopo avere

retta

si

ritir a servir

che formano

l'esteso recinto di

Veuezia,

d'Eraclea

figlio del

doge Angelo Partaci-

i2o

TOR.
va
le

TOR
mensa e si sottraeva anche parte dell'alimento; intervenne col suo popolo alla traslazione del corpo di s.
rendite di sua
.Stefano

Dandolo, che scrive aver avuto Angelo due figli ambedue poi dogi. Adeodato 11 ucciso presso Aitino da due suoi servi, poi d'ordine del doge fatti impiccare.Senatore acquileiese, morto verso I874. Domenico II Calopri110 abbate del monastero d'Aitino, e gi
pazio, contro l'asserzione del

protomartire nella chiesa

di

s.

Giorgio Maggiore, ove mentre con fervore predicava,

una

cieca,

mula

e sorda

si

gett a'suoi piedi e per intercessione del

monaco di s. Ilario, per essersi volontnamente reso eunuco fu scomunicalo da


Pietro Mai tulio patriarca di Grado, che
ricus anco d'assentire alla di lui elezio-

santo ricuper sentimenti.


i

Ira Michele, per la cui


elettori
si

divisero in

Neh i5i Piemorte canonici due fazioni, ed aveni

do l'arcidiacono
tori lo

eletto uno, gli altri elet*

ne
lo.

in

vescovo di Torcello e di consagraril

rigettarono

come scomunicato,

Insorte perci inimicizie fra


il

patriar-

ca e

riconciliati a

doge Orso Partecipa/io, furono poi condizione, che Domenico


contagiato vescovo finch vives-

non
se
il

fosse

patriarca,

ma

godesse per
il

le renili-

le di sua chiesa.

Morto

patriarca, ed e-

letto in di lui

luogo Vittore Parteciparlo,


di

ordin bench

malgrado Domenico

in

chiamarono al vescovato un altro, onde Papa Alessandro III rimisela decisione al patriarca di Grado e ad altri due giudici delegati. Nel 1 58 Angelo Molino arcidia* cono di Torcello e pievano della chiesa matrice di s. Maria di Murano; nel 1172 Martino Orso arciprete di Torcello e no* taro; nel 77 Leonardo Donato, che in1
1

vescovo, comech contro

lo statuito dai

tervenne
1

al

concilio di Laterano III nel

canoni. Benedettogli sdccesse,quindiGio-

vanni

II

di

Torcello, e successivamente

179, ottenne da Federico I un imperiai diploma a favore di sua chiesa, ed altro

Giberto, Pietro, Marino, Domenico III


figlio di Pietro

Candiano

nezia morto nel <)5q; Marco veneziano, ambizioso intruso simoiliacamente, fu aceiecalo da' veneziani a

VeMilito o Mineo o
111

doge

di

ne impetr da Urbano III, riprodotto poi da Eugenio IV e pubblicato dall'Uglielli, con altri documenti riguardanti vei

scovi di Torcello, e

morendo

verso

fu sepolto nella cattedrale.

197 Immediata*

ili

persuasione del doge. Giovanni


cesse in dello anno; Valerio

III gli

suein
s.

mente

il

successe Stefano Capellizo, indi


il

nominato

un documento
figlio di Pietro

del

qqq vescovo della


1

Giovanni V Moro, sotto data da Marco Trevisani


zia cisterciense di
s.

quale fu foncelebre ahbade'Borgo-.


eori-

la

Chiesa Altinate, e morto nel 008. Orso li doge di Venezia, col fala

Tommaso

gnoni, che

fior

per uomini

illustri, e

voredel quale fece riedificare


le e l'episcopio, e nel
1
1

cattedra
alla

stru monasteri nell'oriente, l'Ughelli

o 2 pass

sede

portando
al
1

la serie

de'suoi abbati dal

patriarcale di Grado. Gli successeli fratello Vitale,


il

583

e co'suoi

200 commendatari. Buono


1

quale per

comando

del p-

Balbi, gi arcidiacono di Torcello e pie va-

polo veneziano and nel io3i a Costantinopoli per ricondurre


in patria

no

delia chiesa matrice di

s.

Maria
ned

di

Muper

ge suo fratello esiliato, e nel o4o intervenne al concilio proviti1

Ottone doche trov morto,

rano, concesse ad alcune pie donne


sa di
a.

la cilie-

Mauro

di

Borano

1214

fabbricarvi
1
1

convocato a Venezia nella chiesa di Marco. Indi Giovanni IV Bobrario;Orso Badoari del 068, Allinatis Ecclesiae, episcopo Stefano del 27 della nobil faciale
s.
1

un monastero, e mor nel 2 5. Stefano Natali, che erroneamente l'Ughelli chiama Lollini, giur neh 2 16 ubbidienza a! patriarca di Grado, permise l'erezione del monastero di s. Antonio
in Torcello, e trasfer nel
di
s.

miglia Silvia o Silveria, fu anche pi


lustre per la santit de'suoi costumi,

il-

mol-

1247 ' C01 P Fosca vergine e martire dal luogo


trov, all'altare della chiesa a
lei

to dolio, profuso co'poveri cui compatii*

ove

si

TOR
dedicala presso
sagrato. Nel
1

TOR
compatite,

121

la

cattedrale e da lui confr.

comech

riconosciuto indebo-

254

Gottifredo dotnenipieva-

lito nelle facolt intellettuali.

cano, che morto nel 1 2 56, in di lui luogo


elessero canonici
i

vescovo
vi

Simeone Mauro

Abbiamodel Tolomeo da Lucca alcuni breAnnali della storia profana, dal 1060
fr.
1

no

di

s.

Barnaba, perci escluso da Inno-

fino al
in

cenzo IV. Quindi l'UghelIi registra

Tau1

rano Quirini, ma pi probabile sembra 2 5c> fr. Egidio bolognese domenicano del e morto nel 1289. Enrico Contai ini del 1290 visse pochi mesi. Alerone neh 291
eletto

da Nicol IV

di cui era cappellano,


al concilio
1

3o3, ed una Storia ecclesiastica cominciando da Ges Cristo finoal 3 2 circa. Nel i328 fr. Bartolomeo Pasquali o de Piscialis bolognese domenicano, altro discepolo di s. Tommaso d'Aquino e maestro del sagro palazzo (ove dissi diversamente dal Corner, onde va

24

libri,
1

intervenne nel 1296


le di

provincia-

letta l'aggiunta dal Coleti fatta all'Ughelli,

Grado, e mor circa il 3o3. Gii fu subito sui rogato d. Francesco Tagliapietra abbate di s. Nicol del Lido, che approv il nuovo monastero di s. Nicol di
la testa di

nella quale distingue

due

fr.

Bartolo-

mei vescovi di Torcello), morto neh 335 e sepolto in Venezia nella chiesa de'ss. Giovanni e Paolo de'suoi domenicani. Gli sucse in detto

Mazorbo, trov nascosta nella cattedrale s. Teodoro martire e la colloc


luogo pi decente, e
stabil del

anno Giacomo Morosini


1

dele-

gato apostolico di Papa Benedetto XII a


prosciogliere nel

in
la

proprio
s.

339

dall'interdetto
di

il

messa quotidiana nella cappella di


3
3 o nel principio del
fr.

decano della cattedrale


t stessa.
Il

Treviso e

la cit-

Nicol dell'episcopio. Morto nel declinar


del
1 1

Coleti col Bouoli corresse l'Uin successore a

4. per pofor-

ghelIi
Ir.

che die
di

Bartolomeo
d.

co

gli

successe

Francesco Dandolo
nel
1

Michele veneto domenicano, invece veChioggia. Neil 35


di
1

se camaldolese.

Domenico IV

7 fu

scovo

Petrochi-

traslato a patriarca di
zia di

Grado, per rinuns.

no Casalesci no
di

Ferrara, canonista e teos.

Giuliano priore benedettino di

logo chiarissimo, gi abbate di

Cipria-

Giorgio Maggiore, eletto da' canonici di

Murauo

e lodalo vicario generale di


1

Grado; ma Papa Giovanni XXII


stesso
1

nello

Torcello, poi nel

362 arcivescovo

di

Ra-

o nel 1 3 8
1

lo fece

vescovo di

venna. Qui l'UghelIi per abbaglio ripet


il

Torcello. Poco dopo

fr.

Tolomeo da Luc-

suddetto Leonardo Donato. Giovanni


della cat-

ca domenicano, della nobile famiglia Fiadoni, discepolo di e prefetto della biblioteca Vaticana,
di dottrina fornito di

VI, creduto religioso, mor nel 1 366. Nel

S.Tommaso d'Aquino uomo


lasciail

1367 P ao ' Baiando preposto

doviziosamente pi che

tedrale di Faenza, govern sino ali 374. Indi nel 1377 Filippo Balardo, che zelante celebr subito
il

moderazione e prudenza, a vendo


vescovili,

sinodo diocesano, cui


i

to troppo liberamente a'suoi nipoti

.'o-

lodevoli e provvidi atti pubblic l'UghelIi.

verno delle rendite

che a loro

Filippo Nani nobile veneto moi nel

talento dispersero e danneggiarono, laon

i4o5,
tallio,

ma

sebbene l'UghelIi

riporti l'epi-

de fu chiamato in Grado dal patriarca a render conto. Ricus il vescovo ostinata-

avverte Coleti che fu confuso con


il

Pietro che dir, ed


ghelIi.

Corner segni l'U-

mente d'ubbidire, per

cui giuridicamen-

te fu riconosciuto reo di gravi colpe e sco-

do provinciale

municato, sentenza confermata dal sinodi Grado. Finalmente, ail

Neli4o5 divenne vescovo Donalo de Greppa canonico di Torcello e pievano della chiesa di s. Stefano di Murano. Da Citt Nuova nelle lagune nel 41 8 vi
1

\etulo ubbidito e dal patriarca ottenuto

fu trasferito Pietro Nani, e sotto di lui

si

perdono, continu

mente

gli

fungere pi lodevolesercizi del suo ministero, e


a

restaur

la

caltedraledanneggiatada lunnel
1

go tempo, morendo
ruttt

426. Filippo

l'a-

l'anteriori colpe in

qualche parte furono

nobile veuclo,gi diCilt Nuova, per

122

TO R
do
di
s.

TOR
ottobre Antonio Grimani, celebr
e lo
il

la cui diligenza molti monasteri di monache, ne'quali era decaduta la regolare di-

sinoal ca-

pubblic colle stampe, uni


rendite del priorato di
s.

sciplina,

furono soppressi e uniti ad


trasfer

altri

pitolo

le

Pietro

di pi esatta
s.

osservanza, ed in quello di
il

Casacalba gi de' canonici regolari di

Antonio abbate

corpo

di

s.

Agoslino,efo nunzio a Firenze

di

Pao-

<44^ fu traslato a Candia. Gii fu sostituito Do nienico de Domenici decano di Ceneda,


maestro
cario di
in teologia dottissimo, restaur
i

Cristina verginee martire; poscia nel

lo

V, che

neh6i8

Io

dichiar patriarca

Gli surrog Zaccaria dalla Vecchia protonolario apostolico, che ur il priorato di s. Cataldo di Binano, and' Aquileia.
tica

l'episcopio, e nel

4^4

pass a Brescia,

vi

abitazione de'frati agostiniani,

al ca-

Paolo II e di Sisto IV. Gli successe Placido Pavanellogi monaco di s. Giustina, e da Eugenio IV fatto
di

Roma

pitolo della cattedrale,ma

non confermanil

do

ci la

s.

Sede,

il

successore un
il

prio-

rato al seminario,
poi sussistere per

quale non potendo


di rendite,
il

obbategenerale de'vallombrosani, poi vescovo di Biblo//? partibus, indi


7.0,

mancanza
in
i

di

Paren-

beneficio fu assegnato per stipendio a

e nel

i4^4
li

di

Torcello con diploma

maestri

eletti

due

Butano

due

in

4 Mupel

di

Paolo

riportato da Ugbelli, insieme

rano, per istruire

chierici nella lingua la-

alla lettera

che dipoi

il

Papa

scrisse alla

tina e nel canto gregoriano.

Neh 6i5

priora del monastero di s.Giacomodi

MuGio.

suo decesso

rano: morto nel

4^7 |, fu sepolto in

s.

ig febbraio venne eletto Marco Giustiniani, che dopo 7 mesi pasa'

Evangelista. Nello stesso anno, non Sigi-

s a Ceneda e poi a Verona; onde nello


stesso
1

smondo, n Scipione come scrive Ugbelli, e di uno facendone due, ma Simeone Contarmi, che mori neh 485. In questo Stefano
III

62 5 gli successe MarcoZeno,il qua


la

lea'25 novembre esegu


corpi de'ss.

traslazione

ilei

Tagliazzi arcivescovo d'Anlivari


la 2."

e di Patrasso, ritenuta
l arcivescovo di

sede s'intito-

Tabra eTabrata martiri, con lealtre summentovate reliquie della cattedrale, in diversi altari della medesima,
Vergine
il

Patrasso e vescovo di
al concilio di

e nell'altare della B.
s.

corpo

di

Torcello, e intervenne

Late-

Eliodoro

in

un'arca di scelto

marmo

fu

rano V. Nel i5>4 gli successe per coadiutoria Girolamode'conti Porzia di raro zelo e singoiar dottrina, commissario apostolico per la riforma de'monasteri di

mo-

nache

della diocesi Torcellana, che ridus-

se a regolare osservanza.

Neh 526
ebbe
l'et

Giro-

lamo Foscari
nica,
in

nobile veneto, di solo titolo

e amministratore, finche

cano-

morto neh 563

in

Roma

e sepolto

s. Maria del Popolo. Non pai e che gli sia succeduto Giulio Grimani, come vuole U-

onorevolmente deposto: mor neh 64 ifl Venezia e fu tumulato in s. Maria Gloriosa. Neh 643 Marc'Antonio Marlinengo bresciano, e altro patrizio veneto, canonico e vicario generale di Padova, prudente e dotto, con opportune costituzioni stabilite nel sinodo diocesano da lui tenuto e stampato, provvide alla buona disciplina del clero e delle monache, mor in Padova e fu sepolto nella chiesa de'tea-

gbelli,

sibbene Giovanni Delfino postula-

to dal capitolo,

che

sollecito per la con,

servazione dell' ecclesiastica disciplina

convoc due
ristor
le

volte

il

sinodo diocesano, e

abitazioni del vescovato, inter-

1678 Giacomo Vianoli nobile veFamagosta lodalo pastore, morto in Venezia e sepolto nella tomba gentilizia in s. Francesco della Vigna. Qui noter, che il p. Gio. Girolamo Gradenigo nella sua Brescia sagro^
tini.Nel

neto, gi titolare di

venne

al concilio di

a Brescia

neh 570,
di

Trento, e fu traslato Nel qual anno Carlo


Treviso e referendanel

riferisce

che fu vescovo di Torcello PieII. e

tro Ottobotti, poi Alessandro Vili, perdesti

Pesaro canonico
rio di segnatura,

nazione d'Urbano VI
il

siccome altret-

morto

1587. \' 2.6

tanto scrive

Novacs

nella Storia

d\l-

TOR
Iosa udr VIHjpev
grafa; tua l'Ughelli,
tale lo
il

TOR
tlissi

i23
navi sostenute da

nella bioil

La
1

cattedrale di antica struttura, di for-

Quirini e

Cor-

ma bislunga, di vita in 3
8colounealteegrossedi

ner non ne fanno alcuna menzione. Mei

marmo greco,

la

1692 Marco Giustiniani


che ottenne dalla
s.

patrizio veneto,
clie
s.

Sede

Lorenzo

qua le bench grande e solida menlefahbri* cala,dice il Corner, riesce disadorna e poco
convenienleaque'molli inestimabili
che racchiude.
essa
1

Giustiniani fosse dichiarato protettore della citt e diocesi di

tesori

Torcetto, con festa di

maggiori abbellimenti di

precetto, ed istitu la confraternita sotto


la

sua invocazione nella chiesa matrice e


s.

tante

sono antichi musaici, uno rappresenil Giudizio finale nella facciata inla

collegiata di
le in
la
l

Donato di

IM

Urano,
la

la

qua-

teriore sopra

porta maggiore;

I'

altro

miglior forma ridusse, e

cappel-

nella tribuna della cappella


fra gli altri santi
si

maggiore in suo onore edific e abbelsplendidamente. Inoltre non potendo


i

maggiore, ora vede s. Eliodoro for-

mato pur

di

musaico sopra l'antichissima

pi

vescovi soggiornare in Torcello per

cattedra vescovile di

marmo, che

posta di

l'insalubrit dell'aria, per cui

dimoravail
1

DO fuori
se in

della diocesi in Venezia, a suespevi

mezzo fra 'continuati sedili di pietra. serviva con essi ad uso di convocarvi sinodi
i

Murano

fabbric e decor

sonar-

diocesani, antichit ecclesiastica assai rispettabile, e che


si

tuoso palazzo vescovile, ove stabil


chivio, e fu

ben merita

di conservar-

encomialo per altre chiare afcionuim perocch nello stessoMurano istitu


il

perpetua erudizione e memoria. Que-

sto

seminario e l'affid

alla

direzione
il

monumento in fondo alla nave di mezzo, nell'antico presbiterio, ove al dire del p.

degli scolopi, e
a

morendo

lasci tutto
a

suo

Costadoni,
il

il

clero slava assiso

vantaggio del divin culto, delle chiese

secondo

suo rango nell'ecclesiastiche

e de' poveri. Nel

1735 Vincenzo M. Die-

funzioni, tenendo in

do nobile veneto, morto nel 17 53. Frattanto avendo il senato della repubblica di Venezia ottenuto dalla s, Sede il privilegio di nominare a'vescovati di Torcello,
Ghioggia e Caorle,sutfiiiganeideT patriarca di Venezia, a'g agosto scelse per successore d. Nicol Antonio Giustiniani

forme
sa,

mezzo il vescovo concostume antichissimo della chieprecisamente secondo il disegno fatto


al p.

incidere dal
le

Costadoni e pubblicato col-

sue Osservazionij
s.

ma

qualifica diceria

del volgo, che ivi

Lorenzo Giustiniani

patriarca di Venezia,
tropolitano, provinciale.
vi
Il

come primate

me-

mola

abbia tenuto un concilio


presbiterio in figura di se-

naco

cassi

nese e priore di

s.

Giustina di

Padova,
serie de'7

col
1

quale

il

Corner termina
la

micircolo composto di 6 scaglioni di pietra,


i

vescovi di Torcello,

quale
j

due superiori pi
i

alti

e pi larghi;

compir colle Notizie di Roma. Nel 7 5g Muco Giuseppe Cornalo nobile di Venezia. Nel 767 Giovanni Nani nobile di
1

ed essendo

no

alti,

4 rimanenti pi stretti e me probabile che questi servissero


in cui

per ascendere a quelli,


vasi. Tali scaglioni

solo sede-

Venezia. Nel 1773 fr. Paolo da Ponte carmelitano scalzo di Venezia, traslato daCort colta ritenzione del titolo arcivescovile. Nel 792 Nicol Sagredo nobile di Vene1

vengono
la

poi tagliati in
1

in

mezzo da alt: e stretta capo alla quale vi

scala d'i

scalini,

cattedra vescoil

vile di

marmo,

su cui sedendo
,

prelato

zia, traflato

da Udine

a'

18 giugno, che fu

nelle sue funzioni

scorgeva facilmente
era sinoal fondodel

l'ultimo vescovo, morto ne'pi imi anni del corrente secolo, cio nell'agosto 1804. Restata vacante la sede, Pio VII nel 18 18 la

tutto

il

popolo che

vi

la basilica.

Nell'apsideo tribuna del pre-

sbiterio vi sono dipinti a


postoli
,

musaico

XII Avi si

soppresse colla bolla

De

salutis

Dominici
a

e invece del solo Salvatore


13,

gregis,ed

in

perpetuo ne un

la diocesi

figur
le

la

Vergine

col divin Figlio tra

quella patriarcale di Venezia,

braccia, giacch a Maria dedicata la

1*4
se

TOR
chi,

T
ma

OR

basilica, menti e sulla cattedra visi espres-

l'immagine di s. Eliodoro, il che fa supporre che anco negli antichi tempi fosse
protettore principale della diocesi,
s.

suo essendo ancora bene conservata, e la crede opera del secolo XII opocodopoe fors'an-

di pi inferiori tempi, nel

il

10

tuario

come Marco Evangelista. L'antico sanformasi da una cancellata di marchiude


vi

che del XIV. Dessa incominciando non molto dopo il piano occupa tutta la facciata interiore della basilica,

ed divisa
lutti rapla

mi
ti.

orientali, che

le

navate

in 3 lari-

da 6spartimenti
presentano

orizzontali,

che
:

In

mezzo

al

coro
il

l'altare, in cui
di
s.

de'fatli

particolari

porta

posa nell'urna

corpo

Eliodoro, che
il

della facciata separa ili.spartimento, e

vuoisi da principio rivolto verso

popolo

sopra di essa

in

mezzaluna a musaico

si

come
esso
11
il

ne'secoli andati, essendo dietro

ad

rappresenta l'immagine della B. Vergine,


vestita alla greca, colle braccia alzate in

presbiteiio e

la

cattedra vescovile.
il

p.

Costadoni
la

nell' illustrare

tempio,

atto d'orare,

come

si

costumava anticavoi. XXXIV, p.9 venne rappresenta-

descrive pure

tavola d'altare o dittico

mente nella chiesa (enei


eiodissiil perch
cos'i

d'argento dorato, gi del nominato altare


e poi posto sopra l'antica porta santa del

tala B. Vergine anticamente),elodichiara

santuario, di lavoro greco

come

lo ei'a la
il

Muratori, Dssert. de rebus liturgicis,el


quale uso ci rimastoqualche avanzo pressoi sacerdoti

struttura della cappella antica, e ne d

modello colla dichiarazione delle molte figurecesellate a bassorilievo.anche decanti

quando celebrano. Io non


i

in-

tendo per brevit di descrivere

musaiei,
il

patroni e di quelli
si

le

cui sagre reliquie

che pu leggersi nel


le

p.

Costadoni,

vi

trasportarono da Aitino (quanto a

ne fece l'illustrazione: solo dir che

quadue

quelle de'ss. Liberale, Teonisto e


gni, la cattedrale di

compa-

primi spartiinenli simboleggiano princi-

Treviso pretende pucorpi interi). Sotto

palmente, come pel battesimo e l'innocenza


si

le di possederle: ne avrantfo forse ciascu-

entra in paradiso;

il

pui gatorio,il lim-

na una parte e non


sotterranea, in cui
si

al presbiterio vedesi l'antica confessione

demonio e la fornace di fuoco tenuto sempre acceso in quel luobo, l'inferno col

discende per due coprinci-

go
Il

di

pene eterne dalla giustizia

di Dio.

mode

scale di

marmo, che hanno


santi.

3.

spartimento ha uel mezzo una spequale un libro degli


e prezioso, e vi
e-

pio nelle due navate laterali, e dove si ve-

cie d'altare, sul

neravano corpi de'


i

Fuori del pre-

vangeli tutto

gemmato

sbiterio

moderno,

ossia dell'antico

coro

marmi

de'cantori,sonovidue amboni o pulpiti di orientali, trasportali dalle rovine


Il

pure una croce alla greca con due traverse. Dice il p. Costadoni, che di tal foggia di croce trattarono Wagenseil in una Dissertazone pubblicata
in

d'Aitino.

pavimento

di

marmo a mupare ara gendeit egizie;


le

Alidori nel i6c)4>

saicojla pila dell'acqua santa


tilesca dallescolpite

e Corrado Schoenleben nell'eruditissima

profane e strane figu-

re che ad alcuno

sembrano
le

cosa assai rara poi a vedersi


di

imposte

marmo

per coprire
,

finestre laterali

della basilica

che stanno girando sopra


dello stesso

penna de' VanaNorimberga nel 1 748. Per quanto di siffatta croce ragionai anche nei voi. LI, p. 298,6 LXXIII,p. 373,11011 riuscir superfluo chequi aggiunga per la sua
testo greco a
geli, stampata

Notiziad'im

due g ossi perni


ria del
Il p.

to l'uno, e l'altroin basso,

marmo in alma per l'ingiu-

grave importanza alcun'altra nozione. Dichiara


il p. Costadoni, che la croce greca con due traverse chiamasi gerosoliniit<i'

tempo due
la

sole sono le superstiti.

Costadoni descrive pure con erudite


spaziosa e stravagante pit-

na, patriarcale, apostolica. Avendo

egli

osservazioni

tura di musaico, che per essere strana e

simbolica nou

la

crede opera degli auti-

forma di croce nelle Osservazioni sopra un'antica tavola, greca in cui rinchiuso un insigne pezmeglio parlato di
tal

TOR
so della croce di di

TOR
Cristo, la a u le
s.

ii5

Ges

titolo.

Sarnelli ritiene che fosse d'una sola

conservasi nel monastero di

Michele

specie di legno, e pe'4 legni doversi piut-

Murano

(ora in quello dell'Avellana,


nel voi. Lll,p.
i

come rilevai

o3,neldescrip.Ca-

un senso mistico; perch come cedro uccise i serpenti dell intosto prendere in

vere quel celebre monastero camaldolese) de''monaci camaldolesi .presso


il

ferno,

come

cipresso fece

il
i

funerale della
nostri nemici,

morte, come palma vinse

loger,

t.

3q,

p.

o5
t.

puscoli scientifici,
tratta

Raccolta d'Oanzi della Croce se ne


(della

come
se di

ulivo pacific

quaeinterris^tquae
le

in coelis. Essere bens verosimile che fos-

'

48, p. 33q e seg. nella Dissertatio del Cori con aggiunte del p.

pure nel

quercia, e ne riporta
1

ragioui

che dicesi lunga 5 piedi


versa,

il

tronco, 8 la trail

Del Torre),

col disegno inciso della


lati

mefi-

un piede

mezzo

titolo,

che po-

desima, a'cui
essi

sono
I,

le

figure di

s.

teva essere d'altro legno e atto a scrivere


le

lena e di Costantino
,

per essere noi ad

3 iscrizioni), ecco quanto riferisce sulle

debitori deli' avventuroso ritrovadel prezioso legno, l'imperatrice

croci con

due

traverse.

La forma

della

mento

nostra Croce doppia per essere da due


trasversi legni divisa;

essendo alla sinistra parte, come maggiore e pi nobile presso


tali (altra
i

ma in

questa foggia
i

greci egli orienil

testimonianza ebe giustifica

perch
stra di

s.

Pietro fu rappresentato alla

sini-

non adoperavasi per a tormentare colpevoli, non ritrovandosene esempio alcuno presso Lipsio, il quale tutti li differenti
supplizi di croce dagli antichi praticati descrisse, e

Paolo,argomento ebe ritoccai nel voi. LXVI,p. g3). Pertanto il p. Cosladoni nel cap. o: Del legno della s. Croce racs.
1

non
il

cun uso
potesse.

vi apparenza, che ad aldoppio trasverso legno essere


,

chiuso nella tavola, dopo avere riportalo


le

Quindi

che non

si

pu sapere

opinioni di verse su Ila qualit e specie del


in cui fu

per qual cagione


fessa

siasi

introdotto un tal
,

legno della Croce

Crocefisso
fosse

il

Salvatore,
'

gli

uni avendo sostenuto ebe

fosse di quercia, gli altri

ebe

com-

posta di 4 legni, cio di cipresso, di cedro,


di

pino e di bosso, avvertendo


circa

le

diver-

costume di cos formarla come lo conanche il DiCange(Dissert.dc infer. aevinumism. n. 23). Per rinvenire l'antichit di questo costume della doppia croce io ricorsi alle medaglie, e non mi venne fatto di ritrovarla espressa pi antica-

se favole inventate specialmente da' greci


il

medesimo venerabile

legno, che

mente

se

non

se in quella di

Leone

11

/
il

lo pretendono nato da tre differenti specie di legno;

saurco imperatore

di Costantinopoli,

dopo aver esternalo

il

suo

parere, ebe

la

vera Croce fosse di legno

quale regn nel 717. Avvegnacch questo augusto, per istigazione di certo ebreo, abbia esercitata una fiera persecuzione
contro
egli
le

\ile e ordinario di quelle parli d'oriente

Titolo della ss. Croce Io dissi di legno odi corteccia d'albero: il vescovo Sar(a
nelli, Lett. ecclesiastiche
t.

sasre immagini, nulladimeno


s.

vener sempre quella della


g'

Croce,

5, lelt.
s.

3q

ammettendo
sta

iconoclasti

le

immagini

Di
la

aitai legno fosse quello della

Cro-

ce di Cristo, riferisce che nella Glossa deltale, dicesi


il

Clementina prima de Summa Triniche fosse di cedro lo stipite, tronco di palma, il legno trasverso di
il

molte fiate quedoppia croce nelle medaglie di Michele Balbo, di Basilio il Macedone, di Giovanni
Zemisce,
tri

di essa. Ritrovai ancora

di

Romano

Diogene, e degli

al-

susseguenti imperatori d'oriente; e nel

cipresso,

titolo d'ulivo. Egli

per osser-

'

va essere contrastato fra' dottori se la s. Croce fu d'un solo o di pi legni formata,


gli

si

Meuologio spesso nominato di Basilio quasempre questa doppia croce vedesi disegnata. Quindi il coslumedi questa doppia croce talmente si stabili appresso grei

uni diceudola di cipresso, pino e cegli altri

dro,

aggiungendoci

il

bosso pel

ci,

che oggigiorno pure in questa nazione

26

TOR
fiti

X
di

OR
triplici

una tal doppia croce, Patriarcale e Gerosolimitana, poich


in vigore. Appellasi in (al foggia

dam dant pcduin cum


riprendere
la

Cruce,
al

af-

cieca baldanza di coil

formala portavasi

la

croce die di

loro,

che uguagliavano
tal

Papa

patriar-

nanzi

a'

patriarchi di

Gerusalemme

ca di Costantinopoli (an/i quest'ultimo nel

altrove (altri Io

negauo,come notai
il

a'suoi

suo orgoglio adott


pretendere
sto
il

forma

di croce per

luoghi, fra 'quali

ricordalo vescovo Sar-

di
,

soverchiare anche in que-

nelli, e piuttosto egli

crede adoperarsi in

Papa

il

quale seguendo coslante-

oriente per disegno delle Chiese, ed io lo


ripeleia Tempio, che sogliono farsi iu for-

menle

l'uso antico

maisempre us

pei-

pa-

sloraleY croce con una sola traversatine


narrai ne'ricordati articoli, e mi duole che
i

ma
ci).

di croce
la

doppia

e che

il

costume

di

portare

croce era degP imperatori greessi


la

patriarchi e

gli

arcivescovi Ialini per or-

Forse piacque ad

patriarchi cos

adornare od accrescere
zi

croce che dinan-

a loro portavasi, affine di meglio distin-

guersi da' vescovi loro inferiori e sottoposti,


i

quali secondo l'ordinaria forma

la

stemmi abbiano preso la forma della croce greca doppia, non ponderandone bene l'origine, che in vece doveano rigettare). Il Fivizzani {De rituss. Crucis Eom. Pont, praeferendae, lib. 1)

namento

de'loro

portano. Viene questa doppia croce de-

poi aggiunge alcune ragioni pen rendere

nominala ancora Apostolica dagli sciitlori del regno d' Ungheria, imperocch il romano Pontefice mandolla in dono col
la

probabile questa opinione, ed afferma


servi

es-

qualche esempio
i

d' in

immagini

de'

Pontefici,
ciijiis

quali

hanno

mano

la

croce

regal corona a

s.

Stefano

re degli un-

stipes duplici et triplici linea, est

gheri(lnchoferus,^/wtf/.r/.p. 3o4)>co-

me

insegna di apostolato, mentre questo

decussatus (ma qui torner a replicare il da me detto altrove, e riverentemente in


proposito anche al Papa Gregorio XVI, che mi fece tale obbiezione: capricci eie licenze degli artisti non fanno autorit
i

principe convert alla fede di Cristo que'


suoi popoli; e diedegli
il

medesimo Ponportare dinanzi

tefice la facolt di farsela

come

legato della Sede apostolica (Anton.

nella Chiesa di Dio).

Per altro

dillicil

Bonfin., Ilist. Hangar.), polestatc sibi

cosa l'affermarsi un

tal rito Iella triplice

posterisque regibus cavi praefercndi.Yedasi l'istoria Didattica (p.

croce(godo e mi compiaccio di questa veridica e rispettabile dichiarazione), poi-

207)

dell'eru-

ditissimo p.d.

Magnoaldo Ziegclbaur monaco nostro benedettino di Germania, alla


cui gentilezza e benevolenza io

ch nell'antichit liturgica non si ha tePapi abbiano stimonianza alcuna, che


i

molto debquale suc-

bo. Traile insegne patriarcali di Alberto

patriarca di

Gerusalemme,

il

cedute ad Eraclio nel 1204 ( Honufrius Panvin. in Chronic.),\\ si trova la croce


portatile

non solo doppia,


il

ma

triplice,cio

con 3 trasversi legni, il superiore de'quali


inferiore al secondo, e

secondo

al terzo.

mai usa lodi far p rtare a vanti di se le croci di questa tal figura, non ritrovandosi menzionata nell' eruditissima opera, D Liturgia Romaii Ponti f/'cis ,di mg.' Gior"i di chiarissima ricordanza. Nien tedi mei no per lo stesso Fivizzani (nel 1592 deific il Coinnientarius de ritti ss. Crucis a Clemente Vili di cui era Sagrista), asserisce esservi delle chiese metropolitane

Ma
nir

una tal croce pare che meglio convedebba al sommo Pontefice ((un'altro,
disopra) in segno della suprema poli

e patriarcali in

Europa

(ora tutti

palriar-

e lo provai con felice successo ne' luoghi


citati

chi e arcivescovi,ancorch in parli')u.'),;\\ di cui prelati Cr/r praeire solehatt qualn super Patriarcharum insignibus statu/?//.

dest che ha sopra tutti

patriarchi.

On-

de

il

Molano (lib. 4,

cap.

29

Ilistor.ss. I-

Indi assegna

la

ragione di questo

fatto]

magiuum

et pictur.) dice,

che Supremo

e dice,
a

Patriarchae, sis'e Romano Pontifici <pd-

che questa diversit ili croci ci da divedere, che nella Chiesa di Dio vi so-

TOR
no varie sed'ihoiioreet ditione
dispari-.'!.

TOR
sacerdoti, oltre per
le 3

137
primarie dignit

Anche

nelle antichit cristiane ritrovasi

di arcidiacono, arciprete e primicerio. Di-

due ne riporta il Boldelti (Osservaz. sopra i cimiteri de'santi), cio una sul sepolcro diGioscolpita questa triplice croce, e

poi furono istituiti altri

canonicati,

e.l

6 onorari non obbligali all'ulhciatura.ln faccia alla porta maggiore della


a""iunti
cattedrale
to del
s.
il

vina, ed un'altra su quello

eli

Lucifero veil

superstite rotondo tempiet-

scovo di Cagliari (uiortocirca

371!), ab-

fonte battesimale, entro una capbattisterio,

bench quest'ultima sia apocrifa." La croce poi di Torcello ornata d'una corona
di spine, collocata nell'unione dell' inte-

pella

chiamata

secondo l'uso
s.

degli antichi secoli, dedicata a


tista, la sola

Gio. Bat-

chiesa battesimale della citt,


isoli

rior tra verso,dall'estremil del quale pen-

perch ne'primi tempi battezzavano


vescovi.

dono una lancia e un'asta su cui appesa una sponga, e quinci e quindi si vedono due cherubini, pei non dire di altre figure, fra le quali

Anche di questa tratta il p. Costadoni, in uno agli antichi battisteri, dicendo che avea no tempo suoi preti,
i

be verso
corpi

il

due angeli suonano le trommare e due altii verso la teral

ch'era fatta a foggia dell' antiche, e nel

mezzo
lati
i

coll'urna di

ra, forse per esprimerei! risnrgimentode'

incavati a

marmo quadrata co' mezza luna per immergervi


ne'restauri della chiesa
si

umani

divino giudizio.

Nel 4-

bambini;

ma

si

spartimento l'immagine del Salvatore,


con altro rappresentante
tra figura del
la

tolsero le colonne, e

perde l'urna. Conil

gloria del pa-

tigno alla cattedrale verso


eretto
s.

X secolo fu

radiso. Nel 5 ."spartimento giganteggia al-

un oratorio

sotto l'invocazione di
nel cui altare

Redentore
il

colla croce alla

Fosca vergine e martire,

greca nella
bile presso
le

mano manca, comech pi


i

no-

oltre le sue ossa furono collocate quelle


di
s.

greci,

che gi

ri

levai (e

per

Maura
i

gi sua nutrice e

compagna
la

immagini

de'ss. Pietro e
p.

Paolo anche

nel martirio
sa

inRavenna: un tempo
la

chie-

nel voi.

LXXV,

>)

tirando a se colla

ebbe

suoi propri canonici. Dietro la


chiesetta di
s.

destra

un

vecchiarello, oltre altre figure

cattedrale fu

Marco, fab-

laterali, e sotto vi l'elligiedel

demonio,

bricata da Rustico torcellano,


trasse d'Alessandria
il

dopoch
Cornaro

esprimendo quesl' azione


il

lei

Pvedentore

corpo del santo e


il

ss.

risorgimento eia liberazione de' Padri dal limbo. Finalmente nel 6. e ultimo spartimento del musaico vi un
di lui
i

lo tradusse a Venezia. Inoltre

descrive

le

seguenti chiese e monasteri di

Crocefisso assai grande,

piedi del quale

sonoserarataaieute
e sostenuti

trafitti

da due chiodi
musaici lavoal-

da un suppedaneo, come per

un cenno. Rinomata S.Tommaso, detta de'Borgoguoni, perch dopo es-ei vi stati introdotti nel 90 canonici
Torcello, di cui dar
fu l'abbazia e chiesa cisterciensedi
1 1
i

lo pi vedesi negli antichi

regolari di

s.

Agostino, pochi anni appresi

rali

specialmente da'greci, e in molte

so

vi

furono chiamati

cisterciensi di Bor-

tre antichit cristiane.

Di questa dotta

dis-

gogna, e tosto

fiori e fu

beneficata dalla

sertazione del p. Costadoni, ne die contezza il Zaccaria. Storia letteraria d'Italia t. 2, p. 418, ma quantunque gli renda lode perla rara erudizione colla quale
illustr la cattedrale di Torcello, dice d'a-

piet de'fedeli,ricevendola
to la protezione della
legi.
s.

Onorio III sotSede con privi-

stero per

La primitiva fondazione del monasi deve a Marco Trevisano no-

bile veneto. Alcuni abbati

ver tralasciato di far altrettanto dell'anticaglie gentilesche esistenti nella medesi-

di

furono ledati Gregorio IX, Nicol IV, Clemente V


le

per

crociate di Palestina, altri abbati

ma. Il capitolo de'canouici della cattedrale, che vanta la sua origine fino da remotissimi tempi, fu prima formato di soli 4

furono incaricati da altri Papi d'onorevoli commissioni. Poscia furono eletti diversi abbati

non

cisterciensi,

auche dalla

128

TOR
eri

TO
e-

R
si

famiglia Trevisani pel padronato,


zia lidio alci) ni di essi. Giovar) ni

che per mezzo d'un lungo ponte


sce a Torcello. Ivi
si

unirain-

XXI 11 conIl

rinchiusero

le

cesse in perpetuo all'abbate de'privilegi,


Ja

mitra e l'anello pontificale.

i.

mo-

minghe religiose,e vivendo esetnplannente.merilaronochenel 247 Innocenzo IV


1

nastero, clie fondato nelle lagune dell'Adriatico racchiudesse

le

ricevesse sotto la protezione della s.Sede.


le

donne consagrale a

Per

generose oblazioni de'fedeli, e per

Dio, fu quello di
l'isola di

s.

Gio. Evangelista nel-

essersi

ad esse unite

le

monache dell'isole
le

Torcello, poich Paolo vescovo

d'Ammiano
vi

e di Costanziaco, e
il

prime

d'Aitino, nel fuggirla ferocia de'longobardi,

condussero

corpo

di

s.

Cristina ver-

condusse seco pure


alla cattedrale,

le

sagre vergini per


le

esentarle dalle violenze, e

colloc vici-

ginee martire, il monastero di venne florido e numeroso, indi riformato dal vescovo Porzia. Nella loro chiesa tra
liquie insigni
si

no
il

ove

il

vescovo

Mauro

le

re-

eresse loro la chiesa di

s.

Giovanni verso

cello

64o, essendo tribuni dell'isola di TorAurio e Aratore di lui figlio. Per


ne aumentarono
le

tradisse sulla

vener un s. Chiodo che croce il Redentore. Il Cordell'isole di

ner passaquindialla descrizionedellechiese e

l'osservanza delle religiose, vari benefattori

monasteri

Mazorbo, Ba-

rendite,

ma
il

nel

rano e
della

Murano

della diocesi di Torcello.

1279 un incendio

quasi

e monastero. Rifabbricati, nel


bito surse pi

consum chiesa 343 mo1

nastero soggiacque a egual disastro, e su-

Ogni nuovo vescovo era tassato ne'libri camera apostolica di 200 fiorini, ascendendo la mensa a 3ooo ducali.

ampio
i

e maestoso. Rallen-

tata l'osservanza,

disordini furono ripa1

iati dalla riforma nel 523. Fra le reliquie che furono collocate nella chiesa, primeggiavano il corpo di s. Sisinnio vescovo di Teos, nato per intercessione di s. Giovanni; ed il coipo di s. Barbara vergine martirizzata dal padre Dioscoro in Nicomedia; mane'vol.LVlJ,p. 2 i3,LX,p. 42, col ve-

TOKCHlNEoTURCHINE o CELESTI. Ordine delle monache agostiniane riformale della ss. Annunziata Turehinc
o Celesti [V.), delle quali riparlai nel
voi.

XI,

p.

287

e altrove.

Nondimeno

trovo

necessario di aggiungere qui alcun altro

scovo Marini
tini

dissi
il

che da Scandriglia reai

corpo della santa nella lorocattedrale.il vescovodi Rieti Marini, Memorie di s. Barbarci^ dichiara non sussister affatto la sua traslazione a Torcello,

portarono

La fondatrice b. Maria Vittoria Fornai i-Strata, nacque in Genova nel i562,divennesanta moglie e madre,sanla vedova e santa religiosa, quando gi 3 figli erano tra' minimi e due figlie tra le cauonichesse regolari nel monastero delle Grazie di Genova. La B. Vergine le fece comcenno.

prendere, per via d'un' interna illustrazione, che dovea istituire

come

altre la ritiene supposta,

mostran-

una nuova con-

dosi istruito di
rici

quanto ne

scrissero gli stori-

gregazione
le fosse di

di vergini,

il

cui scopo specia-

veneti inclusivamente a Corner, e

adorare
e

il

mistero dell'Incarsecoli

petendo con Benedetto XIV, che gli atti della santa sono soggetti a molle difficolt,
riporta tutte
le

nazione del divin Verbo, per tanti


ascoso
al

mondo,

onorare

la B.

Vergi-

discrepanti opinioni.

Le
ter-

ne che
fu

di

questo divin Verbo incarnato

monache benedettine di s.Ciprianoda

ra diocesi di'forcello e vicino a Meslre,per


sottrarsi dalla diabolica furia d'Ezzelino

nella guerra ch'egli faceva alla Chiesa,

si

immacolata madre. Superate tutte le difficolt, la beata fond il suo istituto in patria, sotto la regola di s. Agostino, che tosto prosperando si propag per l'Italia
e altrove,

ricovrarono

in

Venezia. Quindi dal vesco1

contribuendovi

il

suo confessodelle

vo Stefano nel
tica chiesa dis.

246

fu offerta loro l'an-

re p.

Zaunoni gesuita e compilatore


la

Antonio abbate con alcu-

costituzioni approvale e lodale dalla s.Sede.

ni

pochi

edilizi situali in

una piccola

isola,

Vivente

fondatrice, ed esseudoi.*

.TOR
superiora del suo monastero inFrancia, si

TOR
i

129
det-

ria Vittoria Fornari-Strata fondatrice dell'ordine della


to delle
ss.

sua morte

contavano 3 monasteri, e 5 anni dopo la monasteri erano giunti a 27,


i

Annunziata

Turchine,

Roma 1828. Di
le

que-

compresi que'di Germania e del Belgio,

sta serva di Dio, del

suoordine, e delle coreligiose turil

corrispondendo col principale di Genova, onde meglio lo spirito della fondatrice si conoscesse da tutte le religiose, e
tutti

stituzioni

che osservano

chine, fra

gli altri scrissero,

p.

Helyot,

tut te di ventassero diligenti


le

emula Irici del-

sue mirabili virt. Questo monastero


lo

Storia degli ordini monastici, t. 4> P 33 r, cap. 42: Delle religiose Annunziate dette le Turchine, con la vita della

primario
ni
le

fabbric Vicentina Lomelli-

madre

Vittoria Fornari loro fondatri-

esuomaritoStefano Centurioni, il quapermise


alla

moglie
la

di

entrarvi

colla

ce; p. da Latera, Compendio degli ordini regolari par. 3, cap. 18 : Delle reli-

beata e professarne
te le

regola. Dessa e tut-

monache presero ad esempio dell'i stitutrice per cognome quello dell' Annunziata come tuttavia si osserva in quest'ordine, formandosi lo stemma di que,

giose Torchine; ab. Semeria, Storia ecclesiastica di Genova, p. 263 e seg. In

Roma queste religiose hanno chiesa e monastero, nel rione Monti in via Paolina,
fondati e dotati dalla principessa d. Ca-

ste religiose

dell'Annunziazione di Maria

milla Orsini nel 1 670,


nuti,

come leggo
p.

nel

Ve-

Vergme. A'voti aggiunseroquellodi clausura perpetua, e ciascuna pu far anche quello di non lasciarsi veder mai da alcuno
alla grata del parlatorio.

Roma moderna
ss.

sa della
to,

99: Della chieAnnunziata, e del mona itesituati iu


1'

ro delle Turchine,

s'ito

eleva-

Per abito fu
soggolo

stabilito,

per

le

monache
la

il

00-

amenit de' giardini. Iu questo monastero la fondasalubre e delizioso per


trice Orsini prese l'abito religioso, e pia-

neslina increspata,

veste bianca, sca-

polare, cintura, mantello e pianelle, tutto

turchino, onde furono dette Turchine;

per le converse

la

sottana otonaca alquan-

mente termin suoi giorni. Neil' altare maggiore della chiesa Giuseppe Ghezzi dipinse 3 quadri, in mezzo quello dell'Ani

to stretta e lo scapolare turchini, del

qual

nunziazione, e ne'lati quelli di


atto di benedire
tire pel deserto,
i

s.

Paola

in

colore dev'essere
i

la

veste nella solennit,


Il

figli,
s.

mentre per parGeltrude.

sandali o scarpe grosse.

colore turchi-

e di

no
si

celeste fu adottato, per


le

che
e

loro azioni
terrene.

rammentardebbono essere cele-

al

Cardinale. Intervenne concilio romauo del 743 o 745celebras.

TORDONO,

sti

La fondatrice santamente iu Genova a'i5 dicembrei6i7, colla consolazione di vedere nel suo monastero 4o religiose, eh' numero denon mor
il

toda

Zaccaria.e
s.

si

sottoscrisse prete del

titolo di

Sabina.

TORIBIO

TURIBIO
a'

(s.),

arcive-

scovo di Lima. Nacque

16 novembre
di

terminato dalle costituzioni per ciascun monastero. Iddio a sua intercessione oper molte grazie prodigiose, e
a'

i538, secondogenito del signore


sa inclinazione alla virt, e
al

Mo-

grobeio,e dimostr fiuo dall'infanzia deci-

Leone XII

sommo orrore

19 marzo 1828 con decreto della congregazione de'riti approv due miracoli,
e di potersi celebrare la sua beatificazio-

peccato, spingendo poi l'austerit del-

la

mortificazione a segno, che fu d'uopo


lo zelo.

moderarne
pi
alti

Cominciati
li

gli

studi

ne mediante altro decreto fatto pubblicare a*26 maggio, la quale funzione ebbe luogo nella solennit di Pentecoste nella
basilica Vaticana, e poi in

termin a Salamanca. Filippo II re di Spagna, che conobbe il suo merito,gli confer ragguardea Valladolid,
voli posti, e lo fece presidente della 1. ''ma-

Genova

si

ce-

lebr con tutta magnificenza. Per tale occasione si pubblic la T'ita della b. Mar
voi.,

gistratura di Granata

carica che Tori-

bio sostenne per 5 anni con stima gene-

txxvii.

Ito
rale,

TOP
che
gli

TO 1
strada
al

prepar
1'

la

suo innel

menli. Essendosi appiccata

la

pestilenza
si

nalzamento
sto vacante

nella Chiesa.

Essendo rima-

ad una parte della

diocesi, egli

priv

arcivescovato di

Lima

sino del necessario per provvedere a' bi-

Per, vi

fu

dolo come

nominalo, ognuno riguardanil solo uomo che fosse capace

sogni di quegli sventurati,


to a

comech pron-

dare

la vita

pel suo gregge.

questi

di ristorare la religione in quella regione.

atti di
le

religione accoppiava le orazioni,

Egli nella sua umilt fece di lutto per estillarsi da siffatto incarico, ma dovette
sottostarvi, e icevuti in

veglie e rigorosi digiuni.

Tre

volte fece

la visita della la r."

sua diocesi, occupando

mi

4 domeniche

suc-

7 anni,

cessive gli ordini minori, e poi gli altri, fu

la 3.", e la

5 nella i.\ e poco meno n< 1conversione d'una innmnerail

consagrato vescovo;indi senza rilardo inibarcossi pel Per,e appi odo vicino a Lima neh 58 i.vSubitodopo il suo arrivo imprese la visita di quella vasta diocesi, che

bilc

moltitudine d'infedeli ne fu

frutto.

misu-

Predicava e catechizzava con uno zelo in defesso, e per essere in grado di meglio adempiere questa importante funzione, si
diede, bench in et

rava

3o leghe di estensione,ecomprende\a,oltre parecchie citt, un gran numero


i

molto avanzata, ad

imparare
gli

le

diverse lingue che parlavano

di villaggi e di casolari dispersi sulla dop-

abitanti del Per. Celebrava ogni giorla


s.

pia catena delle Andes, che

pi alte montagne del trebbe agevolmente dare una giusta idea


delle fatiche e de' pericoli ch'egli

hanno per le mondo. Aon si posi

no

messa con divozione da angelo,

facendo prima e dopo lunga meditazione.

La

gloria di

Dio era

la

meta
i

di tutte le

ebbe a sostenere. Commosso alla veduta de'molteplici disordini che ovunque regnavano,
accinse con

sue azioni, la sua carit verso poveri non avea confini, e la sua umilia non cedeva

si

animo

invitto a porvi

ri-

medio. Pose dappertutto pastori


zelanti, procacciando
il

dotti e

soccorso dell'istru-

zione e de' sagramenti a coloro che abi-

punto la mano alle allre sue virt. Egli ebbe il inerito di t'innovare lo stato delia chiesa del Perii, e se non ne fu il . "a postolo, fu almeno il ristoratore della piet che vi era quasi generalmente spenta.
I

tavano

in

ce; e pel

mezzo alle pi inaccessibili rocmantenimento della disciplina


che
si

decreti fatti nei concilii provinciali, che

si

tennero sotto
tentici

di lui,

saranno sempre au-

ecclesiastica stabil

tenessero ogni

monumenti
:

del suo zelo, piet, sa-

concilii provinciali.

2 anni de' sinodi diocesani, e ogni j de 11 suo zelo reselo oggetto delle persecuzioni de' governatori

pere e prudenza
ti

come

do,

ma

essi vennero risguaidanon solo nel nuovo mon anche in Europa e a Pioma stessa.

oracoli

del Per, che tiranneggiavano que' popoli,

che per satollare


in

la

loro cupidigia po-

Caduto malato a Santa, leghe da Lima, mentre


si,

citt

lontana
a

visitava la dioce'suoi do-

nevano
ro che

non

cale ogni sentimento di re-

predisse la sua morte; diede

ligione e di umanit. Egli


la

non oppose

lo-

mestici lutto ci che serviva al suo uso;


il

dolcezza e

la

pazienza, senza pe-

resto de' suoi beni lasciollo a' poveri.


in chiesa

r discostarsi dalla santit delle regole, e

Volle essere portato


re
il

per riceve-

scomparire gli abusi pi invecchiati. Le massime del vangelo crebbero sempre pi di forza, e furono predicale con un fervore degno de' primi secoli del cristianesimo. Il santo arcolla sua perseveranza vide

s.

Viatico;

ma

l'estrema unzione fu
letto, e

obbligato riceverla in
data
la

raccoman-

sua anima a Dio, spir santamente a'23 marzo i 606, nel 68. anno dell'et sua.

L'anno dopo

civescovo fond seminari, chiese e spedali.

rotto fu trasporlaloa
la

il suo corpo incorLima. L'autore del-

Quand'era
i

Lima
li

visitava tulli

gior-

sua vita Cipriano di Ilerrera, e

gii alti

ni

poveri malati,

confortava con pai

della sua canonizzazione riferiscono che

terna bont, e amministrava loro

sagra-

ancor vivo risuscit un defunto, e guar

TOR
molte malattie, e dopo morto furono falli pure molti miracoli persila intercessione.

TOR

i3c

Toribio venne beatificato da Innocen-

zo XI nel 1679, e canonizzato da Benedetto X11I nel 1726, celebrandosene la


festa a'2

corpo diplomatico. Era iuollresede d'una regia camera, de'eonli e d'un reale senato, ambedue magistrati supremi ; e dal 1848 per lo statuto costituzionale, che riportai nel voi. LI, p. i44del governo monarchico e rappresentativo, composto di

3 di marzo.
(s.),

TOR IR IO
la Galizia.

vescovo d'Astorga nel-

Succeduto su questa sede a Dietimo, ch'ebbe la sventura di cadere nell'eresia dei Priscillanisti, must rossi zelantissimo dell'osservanza della discipli-

due camere, il senato tati. La giurisdizione


de'conti
di

e quella de'

depu-

della regia

camera

na ecclesiastica^ si oppose fortementeagli


errori de' detti eretici, che
si

si stendeva su tutte le proviucie Terraferma; quella del senato abbracciava le divisioni di Torino, Alessandri., Cuneo, Novara e Aosta. Quindi siede in

l'innovella-

Torino un tribunale
cipali autorit della

di prefettura, oss'13
le

rono nella Spagna. Papa s. Leone I il Grande, il quale gli scrisse una lettera che
noi

dii/istanza perla proviticia.oltre

prin-

abbiane ancora,

gli

porse aiuto nelle

sue fatiche. S. Toribio mor l'anno 460,

monarchia. La citt rappresentala da un cospicuo corpo decuriottale, amministrata da due sindaci,


eretta nella polizia da un vicario, oltre
le

ed nominato nel martirologio romano


a*
1

di api

ile.

segreterie, e l'azienda de'molini. Bislun-

TORINO (TaurinenfrGxlih con resi denza arcivescovile, celebre, nobile e vaghissima


dell'

ga n'

la

forma, e

si

calcolava che

il

cirin

cuito di

Torino avesse da 1800 metri

Italia settentrionale, capi-

lunghezza,eda 1200
presi

in larghezza; altri gli

tale dogli stali del

regno

di

Sardegna

datino due leghe di circonferenza, comi

del principato di

luogo

di pi

Piemonte (T ,)j capoovincia, che comprende 9 manla

due grandi sobborghi


:

del

Po

e della

Dora

ingrandito in oggi

il

circuito per

damenti formava

e nel cui centro sorge,

quale
la

pi di un quinto, ha molto guadagnato


nel suo largo e poco nel lungo.

sotto

l'

impero francese

pi

Era Tori-

gran parte del dipartimento del Po; capoluogo di divisione amministrativa, il cui circondario a'3 dicembre 847 si com1

no altre

volte fortifcato,come putito prin-

cipale sul

Po

divenuto formidabile nel

volgete de'due ultimi secoli,


luardi, famosi pe' 3

ma

suoi ba,

pose della stessa provincia diToriuo,

e di

quelle di Pincrolo e Susa. Resa vasta do-

po gl'ingrandimenti avuti, giace

in

ame-

memorabili assedi del 1640 a tempo delle guerre civili, del 1 706 liberalo dal principe Eugenio,e del
799, furono smantellati da'franeesi sotil consolalo di Bonaparle. Delle vecchie sue mura non rimangono che la citI

na pianura, a levante sulla manca e per poco sulla destra del Po, ed a settentrione fin contro la Dora Riparia. Cinta da vaga collina e pressoch dall'Alpi all'ina torno, questa citt lai che, calandone
.

to

tadella, costrutta dal

duca Emanuele Finel


1

libeito

Testa di ferro
la 1. "forse io

565, sui

di-

lo straniero, incontra in Italia. Ella


1

si

tro-

segni del celebre architetto Paciotto da

va distante 3 5 le-he da Parigi, 3o da Milano, 35 da Genova, 78 da Firenze e 43 da Roma, sotto 4^ 4 20" di latitu1

Urbino,

Europa

nel suo ge-

nere e quale fortificazione della citt, ritenuta in que' tempi un capolavoro, ed

dine nord o setteni sopra


livello del

'tonale, e

5" 20'

o'

di

un

resto di bastioni serbalo a sostegno del


re,

longitudine est o orientale; a


il

243

metri

giardino del

dove mirasi l'orecchione

mare. Torino l'ordinaria residenza del re di Sardegna, per


cui dicesi ancora Re di Torino ed anco Re di Piemonte, ed in conseguenza del

d'un vecchio baluardo, che dicesi il 2. in Europa, costruito sotto il duca Luigi nel

1643, onde resistei e 'possenti


la

eifetli del-

polvere Sulfurea. N\l!a cittadella uni-

j32

TOR
chiuse di muri, e illumina-

TOR
antica insegna della citl, a cui sovrasta-

miravasiunpozzodi genere notevole, dove per due discese spirali sovrapposte l'alia all'altra,

va una gran croce di ferro egualmente dorato. La torre o campanile fu rimodernata nel

te

da

sufficienti finestre,si

conduceano due

1666 da Carlo Emanuele

11,

cavalli di fronte all'

abbeveratoio posto

in fondo, e risalivano senza incontrarsi.

Guastalo coll'andar del tempo e riconosciutosi di poca utilit, fu poi abbandonato interamente. Sotto il governo fran-

sebbene si lodava per ricchezza, dicevasi che lutto il moderno sapeva troppo della bizzarra scuola di Borromini. Dividevasi
altre volle

Torino

in

55

parti, cio a di-

re isole, ch'erano distribuite in

sezioni

una vecchia torre, cui sormontava l'insegna municipale del Toro, onde Torino fu detta la Citt del Toro, e che impediva il pi bel punto di
cese fu demolita pure
vista nella principale contrada.
lieri
11

ossiano rioni, del Monviso, del Montecee della Dora. Avea 4 porte due memorati sobborghi fuori del cinto delle mura. Anticamente Torino ebbe 4 porle principali e 4minori.Enisio, del

Po
i

d'entrata e

Cancele

nelle Notizie sulle


il

campane

cam-

rano
lona,

le

principali quelle chiamate Fibel-

panili, chiama celebre


rino, detto la

campanile di ToTorre della citt, avente

in cima della guglia un toro colossale di bronzo dorato antico. Questa torre mu-

nicipale o campanile, di antichissima e ignota origine, era di forma quadrata, alla circa 172 piedi, colla base e porta di

Marmorea, Susa o Susina, e Palatina o Doranea e pi anticamente Comitale e Turrianica. Le porte minori si denominavano, del Vescovo, s. Michele, Pusterla, e Nuova. Ora Torino uon ha pi
porte,

ma delle barriere doganali,che conil

servano
gi

nome dell'antiche porte.

In og-

marmo. Era ornata


pricciosi arabeschi,
ni,

fino alla

cima

di ca-

con pitture e

iscrizio-

che dimostravano gli litichi privilegi accordati da Giulio Cesare e da Augusto alla citl. Sopra queste pitture, dalla
parte rispondente alla piazzarsi vedeva

ascendono le isole a pi di 200, perch di giorno in giorno crescono di numero; rimangono le 4 sezioni, ma sono scomparsele porte, e a'due vecchi sobborghi si aggiunse il 3. o Borgo Nuovo, che
pi ampio di
dalle
lutti
si

sorge a mezzod, di l

un globo matematico, parte nero

e parte
le di-

mura che

doralo, che col suo giro dimostrava

distinta la citt

vanno atterrando. Gi di Torino e divisa co'nonuova,


in
Il

versefasi della luna. Al di sopra dell'oro-

mi

di citt vecchia e citt

molvec-

campane, le quali servivano per la chiesa del Corpus Domini, e per la bandella che si suonava in tulle le feste de'ss. Protettori. Nel fine del quadrato della torre, in mezzo d' una galleria,
logio eranvi le

te parti

pu oggi
si

dirsi

nuovissima.

chio Torino, che abbraccia un 6.de'ca-

samenti,

svolge a settentrione;
nel

la citt

nuova che fu opera


lo

1620

del

duca Car-

s'iunalzava altra torre oltangolare,termi-

Emanuele I verso mezzogiorno, e nel i663 del duca Carlo Emanuele li verso

nata da una gran corona di ferro dorato,

levante, era stata compita verso ponente


dal duca Vittorio

appoggiata sopra 8
glioni.

torri

stavano negli angoli in

pur dorate che forma di modi-

Amedeo
agli
I,

II

nel

La

citt

nuovissima surta dopo

il 1

1703. 8 4
1

Dentro di questi trovavasi la maggior campana del comune, che dava il segno ogni sera della Salutazione Angelica
e della Ritirata.

interamente dovuta
re Vittorio

ordinamenti de'
Carlo Felice e

Emanuele

Carlo Alberto, non che all'essere sciolta


dal procinto, onde ora
riere.

Su questo ottangolare

ha le ricordate bar-

posava l'altissima e magnifica guglia, coperla di lame di ferro dorato a guisa di

Anche

il

regnante re Vittorio Ema-

squamma
guglia era

di pesce. Sulla
il

cima poi della


bronzo doralo,

nuele Il intento all'abbellimento della sua capitale Torino. Si contano in Torino


pi di 100 strade, di cui pi di

gran Toro

di

5o

vie e

TOR
viottoli,

TOR
le altre

i33

anguste e tortuose appartengospaziose,

tiguoalla piazzadi s.Giovanni,allora centro d'ogni eleganza e sociabilit torinese;

no

al

vecchio abitalo, e

ed incrocianlesi ad angoli retti, guidano fra'uuovi e nuovissimi isolati. Eleganti portici adornano la via del Po che
rettilinee

ed era pur col


vi

il

teatro di corte,

il

quale

rimase sinch venne consumato dalle


secolo addietro.
Il

fiamme pi d'un
ca Carlo

nuovo

conduce alla reggia, cui solamente cedono il primato le altre due dette il Dora Grossa e la Strada Nuova. Torino gi tanto ricca di bei fasti e di molte fra le pi care
glorie italiane,a'nostri giorni
si

pajazzo reale in discorso fu eretto dal du-

rare la

Emanuele II, il quale volle onomemoria del padre Vittorio Ame-

deo

con quella statua equestre che veil

andsem-

desi in fronte dello scalone, e vien delta

leggiadra e piacevole, non

pre pi arricchendo di tuttoci che la fa meno decorosa

volgarmente
glio Vittorio

Cavallo di Marmo.
1
1

Il fi-

Amedeo

.re

diSardegna,
III

a questa ragguardevole parte d'Italia. Imperocch nel giro di pochi anni molte e

e pi assai

il

nipote Carlo

Emanuele

l'accrebbero e l'abbellirono, rimodernan-

grandiose opere furono messe felicemente

do anche
stione

il

giardino confinante con quel

ad

effetto:

spianate vie nel di fuori, col-

bastione turrito detto Garritone o

Ba-

locati fermissimi ponti, dirizzate e

abbre-

Verde ,che primo di tutti


1.
il

fu innal-

viate le

se, tolti gli

comunicazioni da uno ad altro paeavanzi de'gi temuti bastioni

zato dal duca Luigi nel 1^.6


trovasi

Quale ora

palazzo de' re di Sardegna, pu


le

mura
no
le

e baloardi che guernivano la cinta delle torinesi; condotte, ove s'innalzava-

quasi dirsi unico fra


in

resideuze sovrane

Europa per

la

sua vastit e ingegnosa


il

aspre difese d'un'et bellicosa, pa-

distribuzione;

mentre

racchiudere sensi

cifiche

ombre

di viali e di giardini

un

za intervallo nel suo recinto, e


sotto
uffizi

pu dire
dicasteri

moltiplicarsi, fuor dell'antica linea della


citt, di

un medesimo

tetto,

chiese precipue,
i

ampie contrade, di maestose

piaz-

bastevoli a pressoch tulli

ze, di ridenti palagi. Si

ammirano

in

To11

di stato, influiti e splendidi


ti,

appartamen-

rino pi di

60

belli palazzi, spettanti a fa-

miglie cospicue per nobilt e ricchezza.

veramente sontuoso si quello del re, con piazza chiamata R.eale sul davanti, che alto e ben lavorato cancello di ferro separa dalla piazza che
lo

accademia militare, zecca, giardini, caben dimostra l'indole di que'principi che usarono sempre governare da se stessi, e reggere colvallerizza, scuderie ec. ec,

f occhio e colla
detto palazzo

mano

ogni parte dell'amIl

nome piglia

dal Castel-

ministrazione suprema.

Castello poi, e

che in mezzo vi sorge. Vecchio e grandioso edifzio questo castello, detto il palazzo di
to

Madama,

fu cominciato nel

i4o3 da Lodovico conte


di

del

Piemonte e

Madama,

innalzato o rifabbrica-

da Lodovico o Luigi conte di Torino e principe d'Acaia e di Morea (o Eliade


paese della Grecia, o Livadia di cui Ate-

Torino, ultimo de'principi d'Acaia e di Morea,praticandovi anche davanti la piazil nome. Egli mori nel i4iBaTorino,dove abitavano spesse voli

za che ne porta

ne era

la capitale,

anticamente chiamata
a metropoli

te

principi suoi predecessori,bench aves-

Grecia propria; dicesi pure Peloponneso

sero fissata la loro residenza a Pinerolo.

o penisola

di

Morea, ch'ebbe

Non avendo
del

prole legittima,

suoi popoli

Corinto), compito dal duca di Savoia A-

medeo
ri di

Vili, e ornato di superba facciata

Piemonte passarono sotto la dominazione del duca di Savoia Amedeo VIII,clie


per l'estinzione quasi simultanea de'baroni di

d'ordine corintio.

Quando

sovrani signoil

Torino pi non abitarono


le

palazzo

Vaud,
il

vide

suoi stati crescere di e-

ora detto

Torri, ed ogni volta che non


esat-

stensione e potenza.

Amedeo
sole

Vili ter-

prendeano il Castello per loro dimora, sa rimanea fissata nel palazzo vecchio

min
sime

Castello, e munitolo di

fortis-

torri, di cui

due

rimangono

iu

34
il

TOR
nome di
Castello delle qualdi
valicitt,

TO

R
la

piedi; prete
tro

biicatodemaniale idoneo,si studi un progetto (ancora restato senza effetto) per

Toni,

serv

da quella parte
le

da

difesa all'attigua

porta della

costruzione U'an edilzio apposito per riunirvi l'accademia di belle arti e la pina-

mentre quivi s'incontravano


pi in

mura per
temche

cui veniva questa rinchiuse a que'

coteca. Intanto, essendo altres urgente di


togliere gli archivi delle finanze dal palaz-

un recinto quadrato,
die
il

il

Castello, co-

me
te

dissi,

suo

nome

alla piazza

zodell'accademia delle scienze,atteso

l'iti-

lo circonda.

Serv pure quindi spesse voi-

gomhro che derivava


le

dalla soverchia cre-

d'abitazione a'sovrani, e specialmente

sceule mole delle carte e registri in loca-

Madama
di

reale duchessa

Giovanna Datprese

relativamente

ristretto,

ed inconside-

ti>la

Savoia-lNemours, da cui

razione dell'eccessivo peso che gravitava


sulle volte del sottostante

nome di Palazzo Madama. Per il p. Semeria dicendo il Castello rifabbricato daLodovico in occasione delle sue nozze con Bona di Savoia, vuole che ne abbia tratto il nome, secondo il parere di
d
molli, di palazzo

museo, con

evisi

dente pericolo per quel vasto edificio,


viso di trasferirvi provvisoriamente
dri della galleria,
i

di-

qua-

quali sarel}bono stati

Madama
il

Palalium

Domnac.
sinese

Sul disegno del celebre mesfu

Juvara

ornato
fa

suddetto pr-

spetto a ponente, con quella magnificenza


la

gravemente danneggiati da un ulterior permanenza nellestanze degli uffzi del senato. Inoltre il re Carlo Alberto nel suo realpalazzoadunin vasta galleria l'arme* riareale, formandola di quante mai sono e
furono graziose, splendide,
ne foggie
di
terribili entra-

che ora

si

vede e

vieppi risaltare

semplicit romantica dell'opposta fac-

ciata. Tagliatasi poscia fuori, sol [trinci-

piar del corrente secolo, certa galleria di

comunicazione
le

col palazzo reale, la

qua-

era di struttura meschina e di spiacere Vittorio

armi che abbia ritrovato la potenza dell' umano ingegno. Di questa raccolta, in vero stupenda e nel suogenere unica, nel %f\\ ne pubblic la dotta ed elegante descrizione il p. AntonioBrescianiei

vole effetto architettonico, rimase segre-

loquente gesuita rettore del realecollegio


de'nobili, che per molte e

gaio

il

castello, cui
I

il

Emaspe-

molte opere di
vanti Italia. Udel

miele

a' nostri

giorni innalz

una

somma utilit. s deve collocare tra'pi benemeriti scrittori di cui


si

cola astronomica, e

che dalla munificen-

za de'suoi successori

venne destinato alla


vi

na maestosa galleria, detta


la

Beaumont,
la piaz-

pubblica esposizione della reale galleria di


pittura, cio quando Carlo Alberto
col-

quale spiccasi dalla gran fronte della


fi

reggia,ecorresinoa
za Castello,
il

ancheggiare

loc
tolti

ima

ricca collezione di

quadri

scelti

luogo ove Carlo Alberto


1

da'suoi reali appartamenti, aperta ad

fece raccgliere, tini

833 ali837,
mezzo

le

ar-

incoraggiamento, comodo e profitto degli


allievi e

mi pi pregiate
corsia
si

e rare. Nel

della

amatori
le

dell'arti del disegno.


i

Pe-

ammirano

principi e guerrieri a

1011611852
ti

molle indagini ed

replica-

cavallo armati di tutto punto, grandi al

sludi fattisi per cura del governo,


alla

onde

naturale e atteggiati a fierezza e a gentile


orgoglio.
I

provvedere
si

conservazione de'prezio-

cavalli

sono coperti

di

lamiere
fa-

dipinti della real pinacoteca, ed agli uf-

a piastra d'acciaio, e lutti adorni di quella

iziaun tempodel senatodel regno,lopersuasero non potersi


in altri locali
tali

pompa
mostra

e di que'forti arnesi

che

li

uffizi

trasportare
stati

ceauo
le

di cos terribile e

insieme grattavo-

del

palazzo

Madama,

in

campo

ne'secoli addietro. S

riconosciuti insufficienti,

non

adatti e in-

le

posture lanciate e feroci di quegli ani-

i. corpo dello stato, quindi venne risoluto di collocare altrove la gal(cria. A tal uopo non avendosi alcun fab-

decorosi pel

mali, a cui di vivo non


lente alitare, e
zienti,
s la
il

manca che il boltremar de' nervi impa maest de'cavalieri ohe in at-

TO
no recarsi
toria,
te
ti

R
sembralitdi stuelli e
di

TOR
ili stili
i

i35
i

lo di entrai- nelle micidiali zuil'e

acutissimi,

tremen-

in pugno la certezza della vitempiouodi tale stupore che metper le vene un fremito bellicoso e ac-

pugnali a scocco,

quali cacciati in pet-

to o tra le coste,
liiij da' lati

toccando una molla, gitlancette ed ami che squarla ferita.

cende nella fantasia l'immagini dell'antiche prove del coraggio. I cimieri sono
sovrastati da tigri, da leoni
fatte belve; le

ciano e dilaniano

vi

manca

la

famiglia copiosa dell'alabarde, caia verine, ronconi, picche, brandistocchi e partir

oda

altre

sif-

brune

visiere calate, le gor

giinedi tutte

le

forme; e una lunga schie-

ghiere, gli usberghi col!


e
li,
i

resta, e le cotte,
i

ra di martelli d'armi, e di accette, e di azze a piccoue, a rostro, a corno, a grani pa,

sai,

le

mantelline d'arme, e

bracciale

guanti aspri di ferro, e tutte


fanti
>

molte
le
si

le

mazze
Solenni

ferrate ei terribili

mazzafru-

orrendezzeche
a ipie'prodi

ornamento

e difesa

sti.

memorie son

qui pure vive e

che rappresentano. Lungo

parlanti delle geste nobilissime

onde

gli

pareti poi, ed entro le vctriere l'occhio

antichi principi guerrieri di Savoia

of-

pasce di lutto

il

meraviglioso arredo di

frivano all'altre nazioni esempio


di patria, dia cui difesa

d'amor

tante armi e intere e smezzate, a gruppi


e a trofei, ritte o a giacere, appese agli arpioni e rette dall'alabarde, intrecciate e
divise, ma tutte

maneggiati
riuniti,

tanti

furono pi volte strumenti d'eccidio qui


le lo-

incutendo orrore e spavento

con armonia, ordine e misura, insinoal numero di i5oo. D'elmi, di corazze e d'altri arnesi di guardia pure riccamente fornita l'armeria reale. Vi so-

ro tante e variale foggie. Innanzi a tutte


si

vagheggiano

le

armi

dell'invitto

Ema-

nuele Filiberto, e nel contemplarle aifacci asi alla meute la gloriosa giovinezza di
quell'eroe,che ventenne conducendo vesi

no antichissimi elmetti greci a foggia di celata, ed altri romani distati e lisci; e morioni,e barbute, e galericoi, e bacinetti, e
simili variet

silli

dello zio Carlo

V per combattere la
i

possaois dell'emulo francese,


loardi di
la

per lavoro e per forbitezza


la

mirabili.

Vedonsi inoltre lungo

galleria

rompe baTerouanne e sale vittorioso per breccia di Ediuo; quindi le strepitose


s.

guerrieri tutti armati dal capo alle piante

vittorie di

Quintino eGiavelinga.Que-

con varie forme di corazze,

di loriche,

Sto

grande

rappresentato a cavallo in

di corsaletti, di giachi.

Qui

e col appesi

quell'atto, io che lo

modell
s.

in

bronzo

il

alle pai eli dorsieri, battei, panzeroni, spallacci,

Maroelietti sulla piazza di

Carlo, fre-

gambiere,

cosciali, e cent'altre fer-

rerie da collo,

di spalle e di giunture. So-

torioso, che

nante l'animoso destriero: il principe vitcon grave senno dettando il


pa e
all'Italia,

no pur

illustri pel

sommo

artifcio delle

trattato di Cambrais, procur all'Euro-

storie o favole in essi rappreseutate, varie


ili

dopo io

lustri di

guerre e

scudi, rotelle, targhe e brocchie-

di sterminio, paceesicurt. rinfodera quel-

ri.

D'armi offensive copia grandissima,


le

bellamente disposte lungo


_

pareti; qui
s

nisi

quegli enormi spadoni


ti

lunghi,
i

>

larghi e

grossi

da isgomentare

mo-

spada che fece tante volte impallidir lo Del suo tiglio Carlo Emanuele 1, a vedersi fra'taoti, lo scudo d'acciaio bruui lo, irraggiato nel mezzo di on
la

straniero.

derni duellatori,
giarli nel

uou meno per manegi

sulle

combattimento, che a portarli spalle: eppure nostri antichi erano

poderosissimi nel vibrarle di punta e di


taglio, ecertamente a veano nervi,
li

gran sole che gitta dal centro una borchia fiammeggiante: attorno eggousi 4 motti d'impresa alternali colle corone ducali. Solus Deus, Solus Sol, Solus Milcs, Solus
del gran guerriero fu

museosi

e ossa ben diverse dalle nostre. ludi


/j.

Sabaudiic Dux. Questo degno figlio valido propugnale insidie

presentanogli amplissimi verduchi a


gli,
i

taia-

tore dell'italiana libert contro

palosci, le scimitarre h]

molte q

gli sforzi di

Francia

e di

Spagua, e

di-

i36

TOH
mar
di

TOR
concia
le
1

slese isuoi trionfi dal

Provenza al lago Lemano. Uno de'pi superbi ornalienti dell'armeria si la corazza del som-

La guerra non sarebbe pi un ma-

necessario al

mondo Queslo veramen!

te inestimabile

tesoro d' armi antiche e

mo

tra'guerrieri savoiardi,

magnanimo

moderne,

il

quale supera tante celebrale

diinsoredelleglorie italiane e propugnacolo contro


i

collezioni di tal genere, e a

niuno certo
lo-

turchi,

il

principe Eugenio,

secondo, nou esclusa la

sommamente

nome

benedetto e sagro finch religione

data di Londra, meritava questo fugace

e patria avviveranno di potentissimo affetto le

cenno,avendolaanchedescritta e
ta
il

illustra-

umane generazioni, rimeritato da Clemente XI coll'insigne e onorifico dodello Stocco e Berrettone benedetti
si

conte Vittorio Seyuel d'Aix,

ria antica e

Armemoderna di sua Maest

no

Carlo Alberto, Torino i84o, con tavoa parte dell'armi difensive e offensive. Tra'palazzi degni di particolare riguardo,
le

(V.). In questa real collezione

serbano

ancora

illustri

avanzi dell'armi e bandie-

re conquistate in battaglia da'valorosissimi principi sabaudi.


fei

vi

quello del duca Genevese, sulla piazs.

Sono

fra'molli tro-

za di

gran giornata in cui Torino fu sgombra per le armi di Vittorio Amedeo


della
11

edell'incliloEugenio dagli assalti frandi gigli d'oro in

Giovanni, attinente alla reggia, ed il re Carlo Felice, prima duca del Genevese, ed il palazzo Carignano, gi stanza del re Carlo Alberto, che
in cui

dimorava

cesijduegran drappi di stendardo seminati

salilo al

trono

vi stabil

il

consiglio di sta-

campo azzurro,e

inler-

siali c'delfni della

soprainsegna diFran-

sono congiuntele torri di Casliglia, pel senno e valore de'monarchi sabaudi. Quel vessillo spagnuolo, che porta il motto di Guadalaxara fu
cia. A'gigli francesi

da lui creato. In esso si aduna pure il parlamento nazionale o camera de'depulali. Fra'belli palazzi sono da noverarsi
to

quelli della curia civica, con

due fontane

state aperte sulla faccia del suo porticato.


Il

celebre Deot, valoroso meccanico,au-

combattu to e presonella battaglia diCamposanto. Questi trofei avuti sopra Francia e Spagna,sono accompagna ti dalle spoglie vinte di altre bellicose nazioni.
le

lore di preziosi cronometri e costruttore


di

macchine di squisita perfezione per mii

surare minimi tempuscoli,esegu per Torino duecapolavori, il cronometro del reale osservatorio, e l'orologio

Tra

trio, a vedersi

molte e insigni memorie del valore pauna bellissima spada gi


delle crociale veleggiavano

normale che
palaz-

nel

853 s'innalz sulla facciata del


il

d'alcuno di que'prodi cavalieri che al tem-

zo civico,

quale dietro l'autorevole giuorologio del mondo.

po

il

mar

di

dizio de'pi intelligenti astronomi e orologieri, forse ili.

Siria, d'Egitto e d'Africa

adannode'sa-

raceni

nella

l'ordine di

lama incisa la croce delRodi col motto: SoliDeo Glo-

Allri pregievoli palazzi e rimarcabili fabbricati, e di alcuni de'quali poi

ria: Civitas Soli Regi.

Buon numero

di

r,

ne parlesono quelli del senato del regno, del-

strumenti da guerra, portati da lontanissimi paesi di gente barbara o selvaggia,

l'accademia delle scienze, dell'universit,


delle segreterie, degli archivi di corte, del

d'Orienle,d' A merica e dell' Indie occiden-

seminario, dell'arsenale,della dogana, ec;

ornano vieppi questa stupenda ir* meria. Merita ricordo una sciabola persiana fiammeggiante, che nella lama ha scritto in arabo l'epigrafe: lunga.sciabiajnon tipermettere vittoria senza Dio. Se ogni spada e pi ogni cuore portasse profondamente scritta questa celeste ditali,

quindi

il

magazzino del
edilzi

sale, e la

caserma
in Tori-

per

la cavalleria.

Mancano per
j

no quegli
ri

da chiamarsi capo-lavovi

dell'arte architettonica

s'incontra-

no bens fabbricati dignitosi e ben oidinati. Se non vi si ammirano monumendi ti di Venezia, di Genova, di Padova
i

visa, beali

re e beato l'esercito che

li

cir-

Firenze,

vi trionfa

il

regolare,

il

dicevole,

TOR
il

TOR
di

i3 7

comodo. Scarseggia dunque Torino


storici

monumenti

pi che ogni altra

cit-

t capitale in Italia,

perch

le

molle peri-

pezie sollerte, e le

moderne

fortificazioni

onde

fra tutte essa sola

venne munita a
,

le quanoverano quelle avute innanzi di vincere l'esercito di Massenzio nelle pianure di Torino e innanzi di trionfare del tiranno presso il ponte Milvio, come notai nei

diverseapparizioni del Labaro, tra


li si

scauso d'ulteriori danni

e quella totale

voi.

LVIII,
1

p.

228, LXVlll

p.

244,

devastazione seguita da diligente cultura

LXX, p.
Castello,
l'ultima

45)- Oltre le piazze Reale e del

feso, trassero

che ebbe poi luogo fuori del recinto disuccessivamente a scomparire tutti gli edifizi pi

Torino ne ha

altre 12.

Godesi

d'un

bel porticato aperto nelle

memorabili

del-

case uniformi all'intorno, con lastrico di


pietre di taglio granitiche,

l'antichit

che del medio evo.

Pu

dirsi

dove lungo
di

pertanto che questa citt Dell'acquistare


cotale regolare e piacevolissima apparenza, ch'essa

succedentisi archi, miratisi ricche botte-

ghe
in

e magazzini

abbondevoli

mercan-

vanta con ragioneria rimasta

zie, e

rimpetto ben acconciati botteghini

spogliala interamente di quella fisonomia

legname, splendenti d'ogni maniera di

preziosa per

rimembranze, che

tuttora

conservano tutte

le altre citt d'Italia,

ed

mercerie e chincaglie; costruzione resa regolare per l'ordinamento operalo anni addietro. Delle
1

a cui pur dubbio, se una circolazione


agiata ed un aspetto pi lieto,

pi.

2 altre piazze 3 sono del vecs. Giovanni in faccia con bel porticato sul fon-

porgano sufficiente compenso. Comunque sia, non rimane pi in Torino altro veramente monumento storico di riguardo se non se quelle due torri di color rossiccio che si vedono vicine alla Porta Palazzo, e che, ora carcere comunale, ed anticamente palazzo de's ignori di Torino in diversi secoli, dierono a quella parte il nome di Porta Palatina. Volendo trarre induzioni
,

chio Torino; cio di


alla cattedrale,

do
ve

della legua e del fieno, sullo Spianato


,

.dalle varie foggie d'architettura di cui vi


si si

osserva ancora qualche avanzo, erede-

che fosse a tempo de'romani il Palatiwn Augustale, poi tra il Vie l'VHI secolo la dimora deducili longobardi, e talvolta de're, fra 'quali
si

Guido o Vido
alle torri,

vuoi-

abbia dato

il

nome

che per

e della Corona grossa domercato del riso; 6 altre sono gi moderne, cio le dette di Carignano, di s. Carlo, dell'Erbe, la Carlina, la Susina, e quella delle Caserme, delle quali lai/, la 2/ e l'ultima del pan souo attorniate da portici. Le pi vaste sono le 3 nuovissimedl'Emanuele Filiberto, di Vittorio Emanuele I, detta pure della Venuta del Re, e di Carlo Felice; le due ultime pure accerchiate da portici. Alle quali si pu aggiungere la piazza delle Frutta, gi esistenle con portici a' 3 lati, ma che ingrandita ultimamente pel lato aperto,metdella cittadella
tieusi
il

corruzione furonoda taluni scioccamente chiamale Torri d' Ovidio Sei -vii ono a va.

le sulla le
1

piazza
la

d'Emanuele Filiberto. Delpi maestosa quella che


del re Vittorio
i

5 piazze
il

ri usi in

diverse epoche, n

si

ha da

tace-

porta
I;

nome
il

Emanuele
si

veooe fregialo col Dome di Ges un certo tondo che vi si scorge di mezzo, dove s'apriva allora la porta Pa
re l'ultima in cui
latina.

essa

occupa

siti

della Spianata che

chiamava
clinato
si

Rond, dove per un piano incalava alle rive del Po. Le dani

fu quando

il

duca Emanuele

Fi-

no vaghezza
lina di

deliziosi prospetti della Coll'essere fiancheggiata


la

liberto, ricondotto dalla

vittoria ne'suoi

Torino, e

stali paterni, volle insignire di

quel santo
s

altee nobili case,

cui architettura
la

da ha il

nome
iu

le

4 porte della sua

citt capitale,

pregio di correggere

visuale scadente
il

memoria del Labaro diCostantino


(si

l,che

delle linee che s'abbassano verso

fiume,
sul

in auspicio perpetuo di vittoriosa posizio-

lisplende Torino per

la

magnificenza di

ne

vuule che Costantino

abbia avuto

due ponti

di pietra; l'uno di

5 archi

.38

TOH
ri l

TO
della basilica di
s.

R
Giovanni, sopra
ss.
il

Po, costruito dal governo francese sopra disegni dell'ingegnere Pei tinchamp; l'altro sulla

le

due anteriori chiese del


.

Salvatore e di
p.

Dora d'un

sol arco,

opera inge-

Maria,

come

osserva

gnosa, ardita, ammirabile per sodezza e


belt, del eav.

delle quali parler inseguito.


distinte parti,

Semeria a Per in due


,

linea della strada Po,


tici,

Mosca. Trovali ili. "sulla die ornata di por-

vide

il

duomo

bench unite insieme, si didi Torino, cio in chiesa


al
s.

come
e

dissi, dalla piazza Castello fa

metropolitana dedicata
ed
ta, in altra

Precursore,

canoa quella
segue
di

di Vittorio

Emanuele;

il

2.

chiesa o chiesuola pi elevasi

mette fine

alla via d' Italia,

che

dove

(piasi palladio de' torinesi


ss.

cu-

dalla piazza dell'Erbe guida allo stradale

stodisce con gran venerazione la

Lombardia. Molte sono le belle collle due degne d'osservastona sono quelle di sopra accennate diDoimile in Torino;
ra Grossa lunga
ta tuttora

daiooo

metri, e la det-

done di Qcsi Cristo^ ed a cui si dito dalla l." per una scalinata di marmo, e dal palazzo reale per una galleria al medesimo livello; insigne e magnifico santuario di bizzarra architettura
scrissi Dell'indicato articolo.
,

Sinha l'a-

Strada o Contrada Nuova.

Un

che de-

ben inteso acquedotto, con canali appositi lungo le mura delle case, raccoglie l'acque piovane sulle vie di Dora Grossa, del Po e di Strada Nuova; ma oltreci un limpido ruscello d'acqua derivata dalla Dora, scorre a piacimento per tutte le contrade di Torino, e serve a sgombrarne le nevi nell'inverno, a nettarle dall'immondizie e rinfrescarle neU'eslatejcome a spe-

La chiesa me-

tropolitana nel

1498

fu interamente ri-

fabbrieataa spese del vescovo cardinalDonienico della Rovere. Si deplora che allora
si

limitasse con intendimento

imper-

fetto di

adornarla alle sole porte esterne,


lasciandone l'interno in

intorno a cui veggonsi scolpiti de'bei fregi Raffaelleschi,

uno

slato di nudit compassionevole, cui

snervi gl'incendi, cui


so servizio d'

a (frena il ben inteuna compagnia di guardia da fuoco, mentre ne risarciscono il danno due societ d'assicurazione stabilitesi modernamente, l'ima mutua, l'altra a premio fisso. Di vote e ben fornite di sagre suppellettili vi

da ultimo alquanto si rimedi con dipinti. Il re Carlo Alberto fece levare da'solterrauei della cattedrale
zi
i

mortali avan-

de'dudii
della

Amedeo

Vili ed Emanuele
nella regia cappel-

Filiberto, e
la
ss.

tumulare

sono

le

chiese, in

numero
la

di

Sindone, dove neh 8^1 eresse loro magnifici mausolei. Del eh. inge-

circa 5o,la principale essendo


le e

cattedra-

gnere Gaetano Sozzara abbiamo l'erudi-

metropolitana basilica sotto l'invoca zione di s. Gio. Battista, antica e d'ottima


struttura. Credesi
gilulfo

comunemente che A-

Memoria di dite monumenti da duomo di Torino, clic Ut munificenza sovrana di S, M. il re di


tissima

collocarsi nel

duca longobardo di Torino, divenuto re d'Italia e de' longobardi pel suo matrimonio colla regina Teodolinda, ne fosse il fondatore nel 602. Poche sono le contrade di Lombardia, dove onori si mostrino ancora, o

Sardegna. Carlo Alberto commetteva agli scultori

Pompeo Marchesi cavaliere

di piti ordinile Benedetto Cacciatori.per eternare la memoria di Emanuele Filiberto

ed Amedeo Vili, premessi alcu-

non

si

sentano citar mo-

ni ce/mi storico-artistici sull'origine dei

numenti
gi.
s.

della piet di

uno

ile'due coniula basilica di

principali mausolei o

monumenti scpol*
il

In

Monza

fabbricarono

evali antichi e moderni, Milano ic42.


L' insigne Marchesi scolp

Gio. Battista, cheda'longobardi era ve-

gruppo del
il

nerato particolare protetlore.ed altrettanto fecero in


tistero al
s.

monumento d'Emanuele
sita bellezza.

Filiberto,
ili

cui

Torino

della chiesa del Batin allo-

assieme della statua firma un tipo


stito in

squi-

Precursore eretta; ed
ch'ebbe principio
la

E' rappresentato in piedi, ve-

ra

pu

d'irsi

superio-

armatura, colla spada impugna-

TOR
la.

TOP,
Munificenza per-

i3 9

Alla destra di lui avvila Storia, che

ina della casa di Savoia, intrecciato di frasche d'ulivo, alloro e quercia, simboli della

sia

scrivendo ci che
leone a'piedi,

la

sonificata posta al lato sinistro, ed avente


il

pace, della gloria e del potere.

La Fer-

le

addita per

manda-

re a' po-teri le gloriose gesta

del duca.

mezza e la Sapienza sono due statue che sorgono lateralmente, e fra queste e lo
lo

una bellezza impareggiabile. Nel basamento l'iscrizione nella quale il duca qualificato, ReQueste sono due figure
d'

stemma

avvi

1'

iscrizione, in cui

vie-

ne qualificato: Principi* legbus populo


constitutis, Sanctitate \-itae,

Pace Orbi

Termina magnifico lavoro collo stemma ducale. L'esimio moe valente scultoreCacciatori costitu numento d'Amedeo Vili di 3 figure principali, cio del Duca, della Giustizia e delstitutori. ; Imperli.
1

ii

Christiano partaclarssimifione con allusione all'essersi dimesso dall'antipodificaio). Nella cattedrale


si

il

venerano altre
battisterioe

insigni reliquie, de'corpi santi e fra'quali

quello di s.Martiniano.
la

Vie

il

la Felicit. 11

duca maestoso sotto forme


il

cura d'anime,che amministra un vicario


II

colossali tiene

braccio destro piegato sul-

curato perpetuo.
politami
si

capitolo della metro*


della
a

la spalla della Giustizia,

mentre

l'altro

compone

i.

dignit del

che gli sta assisa al Iato sinistro, tenente in una mano il cornucopia, e nell'altra un ramoscello d'ulivo. Amedeo Vili awoltoin Ira ricco manto, sotto il quale lascia traspai ire l'arnia tura cavalleresca: edi cinD 1
proteso sopra
la testa

della Felicit

preposto, e delle altre dignit dell'arcidia-

cono,tesoriere,arciprete,primicerio e cantore, di i2 canonici


ti

comprese

le pi

dien-

e del teologo e del penitenz:ere,d'alcuni

beneficiali chiamati cappellani, e di altri


preti e chierici addetti al servizio del divin
Il p. Semeria tratta di questo cospicuo capitolojdelsuocominciainento e progressi. Riferisce apparire da' sermoni del vescovo s.M:issimo,ch'egli avea il suocle-

to di spada, e del berretto ducale tutto

culto.

gemmalo
tagliare in

all'ingiro.

La

bellissima e

ma-

gnifica testa colla

barba

(ch'erasi fatto
vi

Thonon quando
gli

entr co-

me
va
di

antipapa Felice f, perch dispiacemoltitudine) che


serpeggia mol-

ro,e

sembra verosimile che avesse con

Ivi

alla

comune
la

l'abitazione e la mensa, o alme-

lemente su! mento. La Giustizia cinta diadema, sorreggente colla mano deri

no separati dal vescovo formassero una sofamiglia a guisa di religiosa comunit.


il

stra la bilancia, l'ai tra l'ha

volta al petto,

Certo che

vescovo Rognimiro
verso
il

oRe-

voglia dire, qui iuta centro le


ii.

mie

guimiro

fiorito

la fine

del seco-

forme avvenenti, un ricco campo di pieghe. 11 bassorilievo che serve di parapetto o basa* rneiitOjSembra un capola voro che ci forniFelicit, di

La

lo Vili, ripristin

suo clero all'antico

avvolta in

metodo d' una vita comune, prescrivendo saggi regolamenti, casa e vaste possessioni

assegnando, ond' riconosciuto

.
i

sce l'idea dell'arte greca.

Le

figure che lo

compongono sono q,ed esprimono quando Amedeo Vili sta per pubblicar ie sue onde si inerito il titolo di Salomone del suo secolo, oltre il nome di Paci.

autore o restauratore del capitolo episcopale e metropolitano di s. Giovanni, o co-

me

allora chiamavasi de' canonici del

ss.

Salvatore. Le possessioni dal prelato esuoi


successori.da'principi e \n ispecieda
laide

Ade-

lco per aver conservato la pace ne'suoi


stati fra

donate

al collegio de'canonici tori-

l'Europa agitata. Egli seduto


cede
le

uesi/uronosolenuemente confermate dall'imperatore Enrico


alla vita
1

in abito di vicario imperiale; presso di lui

il

figlio Luigi, a cui

redini dello

III nel 1047- Quanto comune cadde indisuso prim del


i

stato,e di
i

rimpetto

il

vescovo di

Chambe-

v e

grandi delducalo. Aldisottodi queil

460, intorno o prima al qua! tempo cess pure l'antica disciplina, per cui il senato
della cattedrale eleggeva
il

sto bassorilievo trovasi

blasoue o stecn-

proprio pasto-

i4o
re.1I
i

TOR
."vescovo torinese promosso senza ia

TOR
nime
nella chiesa di
il

s.

Maria, non allog-

proposta del capitolo, si vuole Aimone eleltoda Giovanni XXIII nel 1 4^ l " B"

giava entro

chiostro della casa canoni-

cale, per essere cos di pi facile accesso

pa approvava prima l'elezioni, ma Bonifacio Vili neli3oo annull quella fatta


di

Tommaso

di Savoia.

11

numero

de'ca-

nonici degli antichi tempi era di 25, cio

3 dignit, 2
altri

uffizi,

a'quali succedevano gli

minore disturbo a'suoi colappartenevano le pi solenni funzioni, per assenza o impotenza del vescovo, come di radunare il presbiterio o senato per gli occorrenti provvedimenti.
a'f'edeli, e di

leghi.

lui

20, e questi
diaconi, in

classificati in

sacerdoti,

Avea

il

capitolo un'insigne biblioteca, ric-

in
ti,

6
i

6 suddiaconi,
il

in 2 acculi-

ca di molti codici latini e greci, dispersa,


credesi, quando cess l'alloggioe il vivere comune. 11 suoeom'mciamentosi attribui-

quali conservano tuttora


l'uffizio

nome, bensi

ch

sacerdotale e non pi di semI

plice accolitato.

canonici primari

qua-

sce al canonico preposto Ricolfo, che molti codici ottenne


il

lificavano nelle sottoscrizioni col titolo di

Cardinale,

il

quale

nome

di que'

tempi
pa-

era pressoch universale a que'sacerdoti


del presbiterio o senato vescovile o
triarcale, a'quali assegnavasi
il

da'monaci della Novalesa, monastero fondato nel Piemonte, allorch fuggirono da quel monastero per
2.

l'incursione de'saraceni di

Spagna del qo6


sta-

governo

si

salvarono in Torino. Gli antichi

d'una chiesa particolare, poi riservato a' componenti il Sagro collegio, di che ragionai pure a Titoli cardinalizi.
se delss. Salvatore e di
s.

tuti capitolari riformati nel

1468, furono
II.

confermali dal Papa Paolo

In tutti

Le chiequella

Maria erano rette


,

tempi questo capitolo fu veneratissimo e celebratissimo per essere sempre stato


,

dal canonico cardinale preposto


di
s.

composto
na

di sacerdoti insigni per nobilt

Stefano protomartire veniva gover-

di natali, per esemplarit di vita, dottrie assidua assistenza al coro, alla direzioal

nata dal canonico cardinale arcidiacono,


quella di
s.

Martino

ossia

Martiniano dal
la chiesa de'

ne del clero e del seminario,


del proprio pastore

soccorso

canonico cardinal arciprete;


ss.

spirituale e temporale di tutta la citt; e


si

Filippo e

Giacomo

apostoli dal cano-

mostrarono

in ogni

nico cardinal cantore, quella de'ss. Simeo-

occorrenza, siccome oggid, valido soste-

ne e Giuda apostoli amministrata da un cauonico cardinale diacono. Anche la basilica di s.Eusebio, la quale era governata
dal canonico cardinal primicerio
,

gno

e cooperatori illuminali e fedeli.

solo esempio di dissidenza del capitolo col

vescovo, anzi collo stesso

Papa Innocen-

come
Ac-

zo IV, trovasi nel vescovato di Giovanni

quella di

s.

Massimo oggid

di

Collegno,
chiesa

Arborio.Aggiungeil p.Seiueria. Fuori di


quest'esempio singolare,
nia e
la

erano decorate del


d'Oulx, dacch per
vescovo Cuniberto

titolo cardinalizio.
la

buona armo-

quist dipoi questo titolo anche


la

una

retta intelligenza leg l'animo

facolt concessa dal

de'primari pastori con quello del suo senato; siccome


il

e dal

suo senato,

il

pre-

cuore de'canonici

stette

posto di que'canonici regolari fu ricevuto


nel collegio de'canonici torinesi.
di
s.

Le

chiese

sempre congiunto a quello de'propri prelati: ammirabile e santissima concordia,


per operare nelle diocesi
la

Maria e

tre al titolo

Eusebio di Torino, olcardinalizio, a veano quello di


di
s.

salvezza delle

anime non meno che


li,

la

propria; e verit

Diaconia, forse per


spizi

esservi contigui gli oi

importantissima per certe chiese cattedra-

per gl'infermi e per soccorrere

po-

anche

d'Italia, nelle quali le gare, le


i

veri.
la

Da'monumjenti antichi apparisce che


ss.

pretensioni e dir puntigli

sembrano
gli

tra-

primaria dignit de'canonici del


il

Sal-

mandarsi

di et in et,

ed ereditarsi aldifendere
andivisioni scisma-

vatore era
cidiacono.

preposto, indi quella dell'aril

l'infinito, sotto colore di

Avendo

preposto

la

cura d 'a-

tichi diritti e privilegi

TOR
fiche clie riescono di scandalo a' popoli,
di
la

TOR
La
la
1

li

corte degli antichi duchi longobardi.

obbrobrio

al

sacerdozio, di dolore alla

Chiesa; e Dio non voglia, anche di eter-

na perdizione a coloro che le promuovono e fomentano, senza voler fare per a-

citt diTorino nel 77gcondiscese,che congregazione de'6 preti teologi, eretta nel i655 pel servizio della sua chiesa del Corpus Domini, impetrato il sovrano

more

all'unit

necessari sagrjfizi."

Non
se-

quindi meraviglia, se dal collegio de'ca-

reale gradimento, e con l'autorit dell arcivescovo, fosse aggregata al collegio dei

nonici torinesi sono stali scelti in ogni


colo
i

canonici della
giata
la

ss.

Trinit; e questa collei

prelati a

governar

le diocesi del

Pie-

ebbe sempre

diritti
i

e l'onore del-

monte, molti de'quali per ubbidienza accettarono


stanza
la
la

precedenza a

lutti

beneficiati della cit-

mitra, ed
gli

altri

per invitta co-

t, e a tutte le collegiate
la diocesi.

ancheinsigni deldi

ricusarono:

uni egli altri com-

Ad
il

altri

6 canonici

quella

mendevoli. L'ospedale massimo di Torino, edilizio di soda e vaga magnificenza, chiamasi volgarmente di s. Giovanni, ap-

collegiata
la fine
s.

re Carlo Alberto assegn sulil

del

1837

servizio della chiesa di

punto perch da'canonici del duomo ebbe il i .suo cominciamento, il pi. vigoroso progresso e
la

Lorenzo, che gi appartenne a'teatini. Dalla collegiata eziandio della ss. Trinit uscirono molti
la citt di

uomini
Il

apostolici per
pii

migliore sua dotazione

Torino, e prelati dotti e

ed assistenza. Inoltre nella basilica metropolitana di


ss.
s.

reugere
le

le diocesi.

palazzo arcivescovi-

Giovanni,

alla

cappella della
collegio di al
ss.

alquanto distante dalla metropolitavi

Trinit, sta anuesso

un

na. Oltre di essa in Torino


1

sono altre
s.

tri

canonici della collegiata della

Tri-

3 chiese parrocchiali munite del

fonte.

nila.

Ebbero

principio col semplice tito-

Fra

le

principali chiese di Torino, la


s.

lo di cappellani in
istituiti e

numero

di

nel

o34,
ce-

pi bella quella di

Filippo Neri, am-

stipendiati dal piissimo sacerdi

pia e di slimata architettura del celebre

dote Sigifredo con obbligo


Trinila.

qualche

Juvara, ed a cui solo

mancando

il

com-

lebrazione e servizio a quell'altare della


ss.

Venne poco dopo avvalorata

questa istituzione dalia contessa Berta o


figlia Adelaide, quando fecero una donazione alla chiesa di s. Giovanni di To-

credo che ormai l'avr ricevuto. Nuovo lustro le accrebbe nel i834 Gregorio XVI, quando ordin

pimento della

facciata,

sua

la beatificazione del b.

Sebastiano

"N

al

fi

della diocesi d'Alba, della congregazione

rino nel
ch
la

037,

di

ampie

rendite, ed arric-

cappella dellass. Trinit, in cui gia-

ficiata in

cevano

le ossa del trapassato suo marito Manfredo, affinch 6 sacerdoti ogni ti ce-

lebrassero quivi

il

solenue sagrifizio, e pors

Torino, da'quali viene ufall' amministrazione della cura d'anime, e nella quale si venera il sagro suo corpo: esempio impareggiabile di carit evangelica, nel 17 io merit
de'filippini di

uno

gessero

al

Signore caldi prieghi,

per

lei

che pel suo marito e gli altri congiunti. Alla quale di lei piet avendo riguardo

nell'ultima sua infermit d'essere due volte affettuosamente visitato dal re Vittorio

Amedeo
il

li,

il

quale raccomandando
in tut-

Landolfo vescovo
tolo di canonici
si
i

di

Torino, onor

col

ti-

se e la famiglia reale alle sue orazioni, ri-

sacerdoti, e volle che


il

spose
ta

beato:Ho sempre pregato


vita

chiamassero dipoi
11

collegio della

ss.

mia

per V. A. R.

per

la

sua fami-

Trinit.

numero

di questi canonici fu
la

glia; e

ora

le

in seguito

aumentato, ed ebbero
le

cura

re lo stesso

prometto che seguiter a faanche dopo la motte. V. A.


le

di diverse parrocchie: trovasi di fatto

che

compatisca e cerchi sollevare


de' suoi sudditi da tanto

miserie
oppressi

nel
di

3y 5 reggevano
Gregorio, di
s.
s.

chiese parrocchiali
s.

tempo

s.

Silvestro, di

Simeo-

dalle lunghe guerre, procuri d'intendersela

ne, e di

Pielro

De Curie Ducis ossia del-

sempre e

di slare unito col

Sommo

j4?.

tor
tro di
ti

TO R
lo del l'OsliaEucaristica,av venuto nel cen-

Poni elce, Vicario di Ges disto, se vuole che Dio feliciti s, la sua realef uniglia, ed il suo stalo". Tanto leggo nella r ita del h. Sebastiano Talfre della congregazione dell'oratorio di Torino, Roma i834. La mentovata chiesa di s. Lorenzo ha 1' architettura la pi strana denigri templi della citt. L'ahuso delle lince

Torino a'G giugno i453, sono


canonico e teologo collegiate

sta-

l'accolli e

pubblicali diligentissimamend. Gio.

te dal

Angelo Colombo, rettore della ricordata veu. congregazione del Corpus Domni,
illustrati poi dall'altro

canonico teologo

collegiale e socio dell' islcsso sodalizio d.

gn

curve contorte per ogni verso contrasseil genio bizzarro del celebre p. G mi-

rini teatino,

ma

quivi

almeno compens

in parte

la

stravaganza del disegno col-

Clemente De Negri co' Cenni storico-critici sopra l'insigne miracolo della ss. Ostia, Tori no 1637. Se ne tratta pure dal marchese Tancredi di Barolo ne' Cenni
diretti alla giovent intorno a' fatti reli-

l'arditezza e leggiadria della cupola tut-

da archi incrocicchiati. Ma convien dire che altrove, eprincipalmen


ta traforata

giosi successi in Torino,


tanto, nel
ci*

ivi

i836. Perca-

i453 disegnando Renato duca


con 35oo

te nel

palazzoCarignano, biasimevole seu


I'

Angi
il

di calar in Italia

za scusa sia stalo


della linea curva.

impiego da

lui fatto

valli,

quando Luigi duca di Savoia gli conpasso ne' suoi stati, per questa

non senza ragione


la

fu
la

trast

da 'migliori maestri dell'arte giudicata


linea iella

opposizione e per altre vertenze tra Luigi

come generalmente
in

pi ac-

il

Delfino di Francia, furono messi

costante nel bello in architettura, al che


si

a sacco que'villaggi
fine degli stati del

pub aggiungere che


non solo
la

molte cose nelnel

che stavano sul conPiemonte verso il DelIn questi

l'ordine materiale,
rale, essa

come sempre
la

mue-

finalo, fra' quali Iixilleso Issilie ultima


terra della provincia di Susa.

pi breve,

ma

ziandio

la

pi lodevole e

pi sicura da

saccheggia menti, uno di Exilles per togliere alla profanazione


re,
tri
il

tenersi. Nella censura

che merita l'abuso

Corpo

del Signo-

devono certamente comprendere le belle forme tondeggiandelle linee

curve non

si

ch'era in un reliquiario d'argento (al-

dicono con pi probabilit, che


lo

la-

ti,

per cui
religiosi

si

ammirano

tanti

monumenTutdi

droni

derubarono con
si

allri oggetti), lo

ti

s
si

antichi che moderni.

iu viluppo in certe balle

che pose sopra un


il

tavia

non

pu negare
adottato per

la
la

bellezza

mulo, e
innanzi

rec a Torino. Giunto


chiesa di
s.

mulo
ferm

questo

stile

nuova chiesa

la

Silvestro,

si

della Beata Vergine

corpo decurionale
re dirimpetto al

di Dio, che il Torino fece costruiponte Po, onde perpedi

Madre

gettandosi a terra colie ginocchia piegate.

Dislegate

le

balle per opera


il

sovrauma-

na, ne usc fuori


liquiario e
lo
si

Corpo

ili

Cristo col re-

tuare

la

memoria

del felice ritorno della

elev miracolosamente inaisole.

real casa di Savoia ne'suoi stati, e del re

con grande splendore simile a un


il

Vittorio

Emanuele
porge

in

Torino

nel 181 4;

Avvisalo del portento


co di

vescovo Lodovisi

ed anzi da lodare
to ch'essa

il

magnifico prospet-

Romagnano,
e
il
il

subito

rec sul luo-

alla strada di Po, e

pom-

go col capitolo
vato, cadde

clero, e

appena
ss.

arri-

peggia fra'grati aspetti della piazza della

reliquiario, e la

Ostia cou-

Venula

del He. Ne fu architetto il cav. Bonsignore, e l'esegu sull'idea del Pantheon di Ruma , forma che agli amatori
de' tipi de' templi cristiani

sagrata rimase in aria splendente di raggi.

Inginocchiatosi

il

vescovo commosso,
il

adorando
si
il

cogli astanti

ss.

Sagramen-

piacque.

La chiesa

del

non del tutto Corpus Dominimi


il

lo,

fece portare

un

calice e presente tut-

to

popolo
11

la ss.

Ostia discese nel sagro


lo

porla a riferirne l'origine col p. Semeria.


1

vaso.
t con

vescovo tutto infervorilo

por-

documeuli che comprovano

iniraco-

gran divozione, accompagnato dui

TOR
canonici e clero,
{lini,

TOR
dall'attuale confraternita nel
cii
1

.43
594>i u,n

nella

non che da'nobili oilt' caltetlrale,e poi renne colloca"


il

to in bellissimo tabernacolo,

sinch fu fatto

duomo
ss.

che nuovo,

esistette
iti

si.

Iut-

763, quale ora trovaPer lauti sicurissimi docamenti, che all'ultima evidenza confermano il mirarestaurala nel
1

iera venerandosi la

Ostia. In

comme-

colo della
le

ss.

Eucaristia,

la s.

Sede dopo

morazione
bilito
si

di

strepitoso prodigio, fu staiti

che in Torino e

tutta la diocesi

pi severe e giuste disamine, sotto Gregorio XVI riconobbe la verit del miracoloso avvenimento, e nel
l'uffizio

celebrasse con processione generale la

i83o accord
ce-

ftta e l'oV del

Corpus Domini. La
la

f-mia

proprio per

la festa solita a

dell'accaduto trasse
costanli
paesi

moltitudine de'cirle

lebrarsi nell'anniversario del portento ai

ad adorare Ges sotto

6 giugno;
ron
tuo
i

pontificia concessione che co-

specie sagramenlali, e implorarne grazie

pissimi desiderii del clero, della

e favori nel luogo ch'erosi eletto pel suo


culto, e se ne pai
to ottennero.
t, desiderosi

citt e della real corte, e


sigillo a

pone un perpe-

tuono consolati per quani

ogni ulteriore disquisizione.

Dipoi

decurioni

Iella cit-

nesse

la

che viva sempre si mantememoria dell'avvenimento mirai

coloso, nel

52

deliberarono di fabbriSilvestro, in

care una cappella o oratorio viciuo alla


detta chiesa di
s.

onore del
silo

Corpo
ove
in

di Cristo, e

precisamenle nel

chiesa della Consolata ebbe origine da'monaci della suddetta badia di N'uvalesa, quando nel qo6 vedendola posta dai saraceni a fuoco e sangue , si salvarono coli'abbate Doniverto in Torino. Quivi fondarono l'abbazia di s. Andrea a porla Turrianica o Susina, che dopo pochi an-

La

pieno meriggio e in presenza del-

ni incendiala
nieri,

da alcuni saraceni prigio-

l'intera

popolazione si manifest, istituen-

la compagnia del ss. Sa gramento o congregazione de'leologi del Corpus Domini. Sul finire dello slesso secolo, desolata Torino dalla guerra e dal-

dosi a suo onore

la

peste,

decurioni fecero solenne volo

di convertire l'oratorio in

tempio

di

pi

Tasta e magnifica forma.


1

Nove anni dopo

enei 607 ne gettarono le fondamenta alla presenza del duca Carlo Emanuele I,
e del celebre architetto Ascanio Yittozzi

autore del diseguo, e


oggi

la

chiesa riusc

una

venne rifabbricala vicino alla porla Comitale ossia Palatina. Ora altro avanzo non ne rimane se non che il campanile, in cui si pu ravvisare una di quelle torri a difesa che allora sol concedev;insi a'monasteii e a'feudatari. Quivi dopo lo narrare, fa strepitoso prodigo che vado perordined'Ardoiuo re d'Italia retta una prima cappella che tuttora vi si vede sotterra nel luoo ove si rinvenne la s. Immagine di Maria Vergine, divenula poi per 8 secoli oggetto della ben giusta dife

delle pi belle e ricche di Torino (piale


si

vozione de'loriuesi. E' pia credenza che


fosse questa
la

vede e divotamente

-i

frequenta.
se

Dell' antico oratorio


se

non rimane

non

loro venerazione da

il piccolo sito chiuso da balaustra dove successe l'insigne prodigio. La chiesa riccamente ornata per ogni parte mostra-

\ea donata
te), in

s.

medesima gi esposta alla s. Massimo (cui l'aEusebio reduce dall'orienche


fu distrutto nelI

un certo piccolo oratorio attiguo


della citt.

alle

mura

si

alquanto angusta rispetto


e al fervore popolare.

al

gran contale

l'universale devastazione del ^


la

<eculo per

rima-

mano

de'barbari, o per involarla allo


delle
ss.

se pei che imped allargarla l'estrema vi-

scempio che
te

Immagini

fece

il

ve-

cinanza della chiesa antichissima dello Spirilo santo, gi tempio di Diana per

scovo Claudio iconoclasta.

Ma u uova menl'effigie

scompari verso

il

ic8o

sagra

quanto si crede, poi convertita in chiesa ad onore di s. Silvestro da s. Vittore i. vescovo di Toiino, e finalmente rifatta

involta nelle rovine della chiesa allora ab-

bandonata
vili, pesti,

fra gli orrori delle

guerre

ci-

procelle e carestie che condus-

I#4
aero Torino a

TOR
un quasi
la

TOR
totale sterminio.
ste. Il

quadro

della B.

Vergine dipinto

Mentre governava
mizzone
II,

chiesa

torinese

A-

eccellentemente in tela, e somiglia in tut-

Giovanni Rivaccino nobile

cieco nato di Briancon, spinto da quella

somma
venne

fede

in cerca della smarrita

cheDio pur sempre rimerita, immagine,


la sorte di ri1

tranne le stelle sul capo e sulla fronte, aquellochesi venera in Roma nella Chiesa di s. Maria del Popolo (f^-). Sulla
to,

piazzuola laterale
solata
ta alla

ed eragli dal cielo riserbata


provarla a'20 giugno
della
la

104 tra'frantumi

al santuario della Convenne eretta una colonna dedicaB. Vergine che ivi si venera, e ci

badia di cui altro non rimanca che


fece collocare

a scioglimento del voto fatto dalla citt

torre, e nel sito stesso della cappella


la
il

ove

re

Ardoino. Impe-

rocch questo principe ordin all'abbate Guglielmo, di curare la pronta costruzione della cappella in onore della Regina degli

di

Angeli accanto la chiesa di s. Andrea Torino. La cappella fu dedicala a'^3


dal vescovo
"Vili

Torino a'3o agosto 835 nella gravissima congiuntura che il cholera asiatico avea invasa questa illustre capitale. 11 fusto della colonna d'un sol pezzo di granito lisciato di Campigiia; e dello stesso granito lucido sono pure lo zoccolo ed i
di
1

3 gradini su cui esso s'innalza, talch


bel color grigio paonazzelto del

il

novembreioi6
ed
il

Majnardo

I,

masso

Papa Benedetto
la

con suo diplo-

principale
se e
il

fa

maggiormente spiccarela ba-

ma

l'arricch d'indulgenze.

Non
la

tard

la

capitello corintio di

divozionee
tre in ogni

gratitudine de'torinesi, menrisorgeva


loro citt,

di Carrara. In

marmo bianco cima poi del monumento

modo

ergesi

a edificare sopra questa cappella, rimasta

sotterranea perch

le

macerie delle pasil

sate vicendeaveano innalzato

livello ge-

una bella e divota statua marmoMaria ss. col divin Figlio che in atto a un tempo dignitoso e amorevole stende la sua manina a benedire fedeli acrea di
i

non solo una nuova chiesa di s. Andrea, ma un adiacente santuario ossia chiesa unita alla prima e dedicata alla B. Vernerale,

correnti al santuario.

Lo

zoccolo vienecir-

gine della Consolazione.


bricata nel

Ora

questa appoi rifabsi

condato da una leggera inferriata ossia cancello di forma circolare,e sulla sua facciata anteriore una breve iscrizione incisa in lettere d'oro

punto che ampliata nel i5g4,

rammenta

l'insignegra-

1705 quale

al

presente

ve-

zia ricevuta da'torinesi per l'intercessio-

de, e ognor pi adornata dalla piet dei


cittadini

non che

dagli stranieri, racchiu-

de in oggi la venerata immagine: questa che fu poi sempre ed tuttora , la Dio merc, consueto rifugio dell'anima o del corpo, fonte perpetuo di grazie pubbliche e particolari, oggetto di non intiepidito fervore perla popolazione tutta d'una fra le pi religiose citt, dicesi volgarmente Consolala. Del miracoloso evento volendone perpetuare la memoria, Carlo Emanuele
I

ne di tanta protettrice, pel cui patrocinio attenuato mirabilmente dapprima, scomparve poscia in breve il formidabile e desolante flagello. Nel

1767

in

Torino fu

stampata V Istoria del miracoloso ritratto di Maria Vergine detto della Consote
le

lata.ha chiesa de'ss. Martiri, gi crollantempio pagano d'Iside, posto fuori del-

mura

nel sito a

un

di presso ora occu-

pato dalla cittadella, fu dal memorato vescovo s. Vittore disposto al culto del vero

e la duchessa sua consorte Cate1

Dio

e in

onore

de'ss.

Solutore, Avvento-

rina d' Austria ordinarono nel


fosse sopra

5g5 che

marmorea

lapide scolpita o-

re e Ottavio martiri della legione Tebea. Vi depose il s. vescovo le reliquie di quei

gin pi

minuta circostanza slorica di tal fatto, e questa venne per loro comando collocata nella cappella maggiore del santuario della Consolata,

campioni della fedee protettori della citt, e vi formarono i suoi successori una badia che dur pi secoli io gran credito.

come

tuttora

osi-

Venuta

poi

meno

fra le

vicende di

TOR
guerra, furono le sagre reliquie trasferite nella

TOR
quella disse:
ossia della

i45
di

Ah dammi, o gran Madre

chiesa di

s.

Andrea

Conil

Dio, che

io

disperda col que'nemici; e in


ti

solata, poi in questa che ora ne porta

testimonianza della tua grazia, io qui


far sorgere
zia di fatto l'ottenne a'7

nome
della

e che fu fabbricata nel

577 ad uso

un magnifico tempio. Lagra-

compagnia di Ges. Questa bella grande assai e ricca di marmi e di sfoggiatile architettura, venne d'allora in
chiesa,

poi ufficiata in diversi tempi da'discepoli

dis.lgnazioeda que'dis. Vincenzo dePaoli.che

seguendo del pari

il

genio caritate-

vole de' loro sublimi fondatori lavorano


tuttod con zelo infaticabile a pr della religione e dell'umanit. Altre chiese rimar-

settembre! 706. Torino fu libera da quel punto: ed essa che gi dice vasi ed evala citt delSagramento, pot appellarsi pi che mai la citt di Maria. Il duca non si dimentic di sua promessa, e come le tante spese che avea fatto per la guerra non gli permettevano di metter cos presto mano all'opera, volle consultare il sentimento del b.
Valfr, il quale con sua lettera rispose, che
essendosi ottenuto
il

chevoli possiede Torino, che lungo sareb-

Semeria tratt pure delle chiese urbane e suburbane nel secolo XIII; per, sebbene suburbana, siccome tanto riguarda la citt, non posil

be

ricordare, ed

il

p.

prodigio per interceslei

sione della B. Vergine, a

doveasi diri-

ringraziamento. Per propose di solennizzare con magnifica pompa le feste


gere
il

so a

meno
la

di qui far parola della sontuo-

della Nativit, dell'Annunziata e dell'Im-

sa basilica di

sopra
si

Soperga o Superga, posta cima culminante de'colli torine-

macolata Concezione; e che


ne dovea esser dedicata
il

alla B.

Vergi-

la

chiesa,

secoudo

della

montagna omonima, all'est-nordVede-

voto da fabbricarsi sul colle di Soperga;

est di

Torino, e da essa distante circa una

e cos facendo, essere certissimo che

Dio

lega e i/4, presso la sponda del Po.


si

seguiterebbe a proteggere in particolare

a grandissima distanza, ed offre dalla sua

modo Torino,
la
la

e in tutti

si

manterr viva

vetta

una prospettiva magnifica


la

e di

som-

memoria
guerra tra

della grazia ricevuta. Finita


le

mo

effetto, nella

sua mirabile situazione,

potenze d'Europa col trat1

anche per

vastissima pianura che le ri-

tato d'Utrecht nel

3,

con vantaggio
si

mane
le

sottoposta, checo'monti e le Alpi

massimo del duca divenuto re,


egli a

sollecit

fanno corona.

Monumento

reso insigne

dar principio

al

sagro edifizio, sul

dall'architettura di Juvara, che

dov su-

colle

perare gravi
casa e

difficolt, e dalla

ricordanza

dre

di

medesimo di Soperga, ove dalla MaDio avea implorato soccorso, e la

d'un'epoca non

meno

gloriosa per la real

parte debole del nemico assediatole avea


scoperto. L'architetto messinese ingegnosissimo, stese
il

non meno
la

felice pe'suoi sudditi.

perocch
francesi

liberazione dell'assedio,

Imche i

grandioso disegno, e nel

aveano posto alla cittadella di Torino nel 7o6,dopo aver invaso il Piemonte, sar sempre illustre ne'fasti della pa1

17 i5 il re die comiuciamento all'opera, che nel 1780 fu felicemente compita di forma rotonda, con.portico, che nell'ester-

avvenimento che gi p. i56, ed a suw luogo ne riparler. Quivi dunque il duca Vittorio Amedeo II concert col suo cugino principe Eugenio di Savoia il piano della liberazione diTorino, da cui dipendeva quella pure dello stato. Sulla sommit della collina stava eretta una piccotria e della religione;
voi.

no
ta

la

mette in armonia bellissima colla


pilastri di

accennai nel

LXI,

tondeggiante forma del monte, sostenu-

da

marmo

sormontata da
il

una cupola, da un

lato elevandosi

panile; con l'interno ben decorato da

camun

doppio ordine d'architettura, da colonne e da diverse sculture, ed il pavimento di marmo di vari colori. Tale la maestria
d' arte, tale la dovizia de'

la

cappella in cui veneravasi l'immagine


ss.

marmi

e va-

della

Vergine.

Il

duca volgendosi a

ghezza

di lavoro, che l'eccelsa basilica

non

VOL. LXXVH.

io

146
tanto per
la

T O R
bellezza delle singole parti,

TOR
ressero
i

necessari requisiti, e

la

sagra

e-

quanto perla felice unit che ne risulta, forma sempre I' ammirazione anche di quelli che hanno percorso tutta l'Italia. La basilica ha 7 altari. Le due piccole cappelle- sono dedicate a s. Maurizio protettore dello stalo, ed a s. Luigi IX re di Franquadri de'quali dipinse Sebastiano cia,
i

loqenza e la scienza de'canoni particolarmente vi erano insegnate. Ne riparie


r qui appresso.
le

La

biblioteca mirabil'ordine e

per

la vastit, le ricchezze,
1.

l'eleganza della

"sala,

degna d'una reale

Ricci di Belluno. L'altare della Nativit


della
ss.

accademia dove si coltivavano e fiori vano le scienze. I sotterranei della basilica sono riservati dopo il re Vittorio Amedeo
II al

Vergine ha

il

bassorilievo di
il

mar-

sepolcro de' suoi successori, e della

mo
lo

bianco esprimente

mistero, scultu-

famiglia reale, sebbene e


voi.

come

notai nel

ra d'Antonio Cornacchini diPistoia. Quel-

LXI

dell'Annunziala fuscolpitodalcav. Bernardino Camelli romano. Gli altari della b. Margherita di Savoia, e di s.Carlo-Boromeo , hanno quadri eseguiti dal cav. Beaumont torinese. L'altare maggiore ha
1

scritta di

ricordando un' opera queste tombe, Carlo Alberto fep.


,

181

ce togliere da'sotterranei della metropolitana

27 spoglie mortali
s.

di principi del-

la casa di

Savoia, e trasferire all'antica ba-

il

bassorilievo di

marmo

allusivo alla bat-

taglia e alla liberazione di

Torino. Sull'alb.

Michele della Chiusa, comech So porga era destinata dal fondatore principalmente alla tomba dei
dia di
la

basilica di

to la

Regina

del cielo, bella di tutta la


il

sua clemenza, avente a'suoi piedi

A-

disegnato

di Savoia, che nell'infucombattimento, a lei raccomanda il suo sangue ed cari suoi torinesi. E' sculturadello stesso cav. Cametti. Per affittare questa chiesa con religioso decoro, il re Vittorio Amedeo II eresse una con-

medeo IX duca
riar del

Chiunque visita sotterranei, avendo le tombe Marti nez, Rana e Revelli, sentesi colpito suo malgrado da un rispettoso orrore e da una religiosa venerazione: la morte ivi rivestila di splendore.
i

re e addita

I'

immortalit di que'grandi

che

Fra altri ornati si osservano particolarmente certi teschii di palivi

riposano.

gregazine di preti,
veduti di
lzio

quali furono prov-

lido

marmo, cui cingono


corone

la

spolpata fron-

ampie

rendite, affinch nell'ediin vi-

te ricche
le te

reali rilucenti d'oro,

quaa tal

annesso alla basilica abitassero

simbolo

di terrena possanza.
riflessioni

Or quan-

ta

comune,

e collo studio e colla piet riu-

profonde
il

non desta mai


s

scissero abili all'importante ministero di

vista,

grave pensiero religioso che volle


fatta
1

prelati e pastori delle chiese de' regi stati.

fregiar que'sepolcri in

maniera!
799,
go-

Di molli onori, privilegi e prerogative venne quindi illustrata questa congregazione dal re Carlo

Non

perci meraviglia, se nel


il

vernato

Piemonte

dalla vertigine e dal-

Emanuele

All'alia destinazione

III neh 782. ben corrisposero di

l'irreligione,con decreto de' 6 gennaio, usc

l'empio ordine che


ridotto a

il

sagro tempio fosse

tempo

in

tempo

sacerdoti di quel colle-

un

edifizio di filosofia e di
all'

na-

gio; e moltissimi ne uscirono colla digni-

zionale riconoscenza, e
fflssero sostituiti gli

insegne reali

t vescovile, e pi cospicui ancora per

la

vasta scienza e

le

egregie virt di cui e-

t, e distrutte le

emblemi della libertombe de' tiranni, si enarrai nel voi. LXI,


volle,
il

vano adorni, detto perci giustamente il seminario de'vescovi. Nuovi regolamenti


assegn a quella congregazione neh 834 il re Carlo Alberto, e d'allora in poi assunse
lutti
i

rigessero

mausolei de'piemontesi morti

per
p.

la

patria"

come

173.

Ma come Dio

decreto del
-

furore e dell'empiet non venne esegui

il

nome d'accademia
un
chierico, in

ecclesiastica:
il

to,e merito perpetuo ne riportarono par

vescovi dello stato aveauo

diritto

ticolarmente quegli ecclesiastici che con


santa industria fecero deluso l'intendi-

di uoruiuarvi

cuiconcor-

TO
Id reale basilica di
i

R
Stona delNoter, che

TOR
neh 843 Gregorio XVI
s.

>4j
do-

ruento de'perversi. Abbiamo:

Sopcrga, Torino Del canonico Vaticano e professo8 re dell' universit romana d. Guglielmo Aadisio, La reale basilica di Soperga
r
)
.

alla loro real


le

chiesa suburbana del

Monte

reliquie di
1

Botonto martire,

estratte nel

gnese fuori

84 dalle catacombe di s. A.le mura di Roma. Giuntela


1

Torino 1842.
L'ultima proposizione concistoriale per
la

TorinOjfurono collocate

in

ricchissima ur-

preconizzazione dell'odierno arcivesco-

na donata dal conte della Torre governatore della citt, e vestite con preziosi
drappi ricamati dalla contessa Solaro della

vo, riferisce soltanto esservi in

Torino 3
di

conventi di religiosi e 2 monasteri o


nacbe. Eccone poi
il

mo-

copioso novero ripor-

tala nella chiesa della

Margherita. L'urna fu quindi deposigran Madre di Dio

tato dal p. Semeria,

anco
s.

d'istituti

non pi
di
s.

esistente alle falde del

Monte, ed a' 5 gen1

Mittenti.

religiosi di
si

Francesco e

naio con processione solenne e concorso

Domenico
i

stabilirono in

Torino
vi

sin dal

d'immenso popolo, trasportata


sontuosa
ste

alla regia

priucipio de! secolo XII, viventi ancora


loro santi fondatori.
vi

chiesa di que' religiosi, ch'era stata con

Neli2i4
il

si

rec

pompa
le

ornata.

Rimasero espo-

S.Francesco e

fond

suo ordine, ed in
il

8 giorni

sagre reliquie, e continua

suo onore

la citt

eresse
il

convento e

la

fu la folla de'di voti fedeli a venerarle. NelI'

chieda che ne porta

nome, ma

ili. "sop-

8. giorno

filarmonici di

Torino

ese-

presso nell'invasione francese al principio


del secolo presente,
fiati

guirono

scelta

musica nella messa solen-

conventuali.

non ritorn pi a' domenicani pure inl'autico lodi Piaz-

ne: nella sera vi fu panegirico e altra processione. Lamoltiludinede'divoti

m que-

trodotti nel 12 14, e soppressi indetta e-

st'ultimo d fu tale, che

poca, nel 8
1

4 riacquistarono
s.
i

non

a sera

non dileguossi se avanzala. Tutto fu eseguitocou

ro tempioe domicilio. A
za ebberu gi convento
sferiti
il

Maria

grandiosit, che

ramment

le traslazioni

carmelitani, tra-

poi alla chiesa che tuttora ne porta nome. Gli agostiniani da s. Cristoforo nel borgo ov'era il monastero abbaziale
di
s.

de corpi santi ue'secoli di mezzo. 1 ges. li ebbero la chiesa de'ss. Martiri e la casa annessa nel 565. I benfratelli ebbero ospizio e piccolo spedale inTorino nel 1 5g5,
1

Solutore, distrutto da' francesi nel .passarono alla parrocchia de ss. Fi-

nel sito ove trovasi l'ospizio delle Pvosi


ne.
I

camaldolesi eremiti furono iutro

Giacomo, che indi si cominci a chiamare di s. Agostino. I minori osservanti fondarono l'antica chiesa delia Madonna degli Angeli nel 4^ presso alle
lippo e
1

dotti ne'monti della citt da Carlo

Em
re-

uuele

nel
s.

5gg.

barnabiti, raccoman-

dati da

Carlo e surrogati a"canonici


s.

golari di
s. zi

Antonio, ebbero
1

la chiesa di

Torri, poi ne!


chiesa di
s.

54-2 furono provvisti della


e dierono princi-

Dalmazzo nel 6
quella di
s.

o: gli agostiniani scali

Tommaso,

Carlo nel 16 12;

leresiani

pio alla fabbrica della chiesa attuale sulle rovine dell'antica.

nella chiesa della santa loro fondatrice fu-

A'minori riformati

rono

eretti nel

622;

minimi
'

di

s.

Frau
i

i6a3 si assegn il convento della Madonna degli Angeli, oggid esistente. I cinel
sterciensi nel
1

cesco di Paola cominciarono nel 1623;


filippini nel
' l

58q

sottentrarono agli an-

1649, c ^ie su P lncl pi della loro fondazione furono soggetti a diverse


i

tichi benedettini neri nel

monastero

di

s.

vicende di chiesa ed'alloggio;

serviti nel

Andrea

ove

al

presente sono
1

gli oblati.

i653;i missionari nel i654;i trinitari cai


zi

La citt fabbric nel 538 il convento della Madonna diCampagua pe'cappucciui,e quindi convento delMon te nel 5go, luoil
1

per la redenzione degli schiavi, nula contrada attualmente deuominata di s.

Francesco

di Paola, presso al palazzo del

go gi insigne per

fot tificazioui guerriere.

conte della Trinit, nel 1676, e sebbene

j48

tor
II,

TOR
sono debitori quasi
tutti gli

fabbricarono poi la chiesa e convento di s. Michele, pochissimi anni ne goderono;


ministri degl'infermi cominciarono nel 1678, ed oggid hanno ripresa l'antica loro chiesa di s. Giuseppe. Un monastero di sagre vergini, dedicato a onore di s. Pietro, esisteva in Torino sin dal 1 o 4, presi
1

ordini re-

golari dell'uno e dell' altro sesso, per nverli introdotti ne* regi stati o dotati di

convenevoli rendite, e
ni stabiliti in
I

tutti

avendo semI

pre essa grandemente protetto.

certosi-

Loze neh 191 da


in

Tommaso
Mon-

conte di Savoia, traslocali poi a

so al sito ove ora trovasi la cittadella,e assai vicino alla chiesa della

bracco,

neh 600

Avigliana nel gran-

Misericordia.

dioso convento degli estinti umiliati,

ma
le

A queste monache fece donazione di


beni
il

molti

3o anni dopo dovendolo


chessaM. "Cristina

sloggiare per
solterti,la

conteOddone fratello del marchese Magnifredo 11, e perci zio dell' illustre
la

guerre,onde rifarli de'danni


quilla sede a Collegno,

dunel

fiss loro stabilee tran-

Adelaide. Professavano
re molte di

regola di

s.

Be-

ponendo

ivi

nedetto con molta osservanza, e per esse-

1648 con luminosa


tra,
litari.

grandiosit

lai.'' pie-

numero,

e quasi tutte di no-

assegnando largo territorio a que'so-

bile famiglia e di grandi reudite possidenti,

questo monastero godeva non solo in Torino,

ma

in tutto

il

Piemonte
le

di

luminosa
pri-

Per la rivoluzione francese OccupaPiemonte, gl'invasori venderono la certosa; indi neh 8 18 fu riacquistata da
to
il

riputazione. Decadute

monache dal

pi benefattori per conto de'certosini stessi,

miero fervore, erettisi d'altronde

in Tori-

no monasteri di
s.

vari ordinile

monache di

Pietro non trovarono pi damigelle che


il

volessero abbracciare
cui ridotte a 3

loro istituto, per

monache, s. Pio V nel 1 570 soppresse il monastero di s. Pietro, e de' loro redditi furono in vesti tele canonichesseLateranensi, sotto il titolo di Matcr Misericordiae, le quali in Torino erano state
fondale nel 535, ove oggi la confraternita della Misericordia, sotto la direzione
1

doppiamente ritorn ad essere Tante religiose istituzioni soggiacquero ad una miseranda dispersione nel principio di questo secolo, mentre la dominazione francese reggeva il Piee perci

loro propriet.

monte. Dovettero uscir da' loro chiostri


le

monache

e ricoverarsi presso
,

loro pa-

renti o pii benefattori

senza alcuua di-

visa del loro istituto; per volle

Dioche

neppur una
perduto
il

fosse

rimproverata d'aver
I

pudore.
si

sacerdoti espulsi da'

de'canonici regolari Lateranensiecoll'ap-

loro conventi,

occuparono per uua gran

provazione
trici

di

Paolo

111.

Le prime fonda-

furono levatedal monastero dell'An-

parte nella cura delle parrocchie e nella privata o pubblica istruzione, in abito di
preti secolari.

nunziata di Vercelli. Le monache di s. Chiara ebbero principio nel 1 2 4; le cappuccine nel 627; le carmeli tanedi s. Crislina nel i635; quelle della Visitazione
1

all'avventuroso

trono di Savoia torn a'suoi legittimi principi. A questa faustissima epoca, regolari supeP\
1 1

Rimasero cos 8 4> ia CUI


i

le
il

cose sino

neh 638
Annecy
le

per opera della sanla loro fon-

stili

datrice, la quale recossi espressamente

da

che anco nel secolo uou aveanodeposto lo spirito della loro vocazione, ripila

a Torino; le agostinianedette del


1

gliarono

fondata speranza d'essere

ri-

Crocefisso nel

648, ove oggid alloggiano monache del Sagro Cuore; le penitenti


s.

stabiliti alla

primitiva loro professione. Ma

di

M." Maddalena presero


s.

la

regola del

Francesco nel i654, ove s. Pelagia neli657. Alla piet e magnificenza della duchessa M. "Cristina, vedova di Vitora sono
le

3. ordine di

n cos presto, n cos facilmente potevano essere esaudite le loro domande, sebbene vivissimo desiderio ne avesse l'otti-

cappuccine; e quelle di

mo

re Vittorio

Emanuele

I.

Molti con-

venti erano slati venduti in

tempodel go-

torioAmedeo

madre diCarloEmanuele

e pi

verno francese e ridotti a case secolari ancora le loro antiche possessioni e-

TOR
inno passate a mani straniere. Gli ordini
mendicanti furono
di
i

TOR
i

149

prim a rientrale nel


molti possidenti

no per servizio del manicomio le suore dette bigie, perch vestono di color bigio con
velo nero, a differenza dell'abito nero e
dell'

possesso delle chiese e de'eonveuti; e quin-

gradatamente anche

ampia

cula

bianca che portano


in

le

riacquistarono edifzioe rendite sufficienti,

suore della Carit, dalle quali quelle fu-

regnando

pii

reVittorio Amedeo

I,

Carreli-

rono smembrate
cia.

Besaucon

nel

799
r

lo

FeliceeCarlo Alberto. La mirabile

cio sul finire della rivoluzione di Fran-

giosa munificenza degli encomiati sovrani

giunse tanto innanzi, che noti


essendosi

si

ebbe pi

1829 pubblic in Torino il d. Benedetto cav. Trompeo, Saggio sul maNel

a dolersi delle passale sventure straniere,


le

nicomio di Torino.
certosini di

Ma leggo
t.

nella Civil-

comunit

religiose, special-

mente quelle che sono


gli ospedali, si

dirette all'educa-

zione della giovent e all'assistenza de-

favorevolmente moltipliche pel numero e per 1' osservanza superano quelle che esistevano per l'in*
cate,

nauzi,

non

solo nell'arcidiocesi di

Torino,

J79, che i Collegnoavendocouceduloiu grazia al governo porzione della loro certosa per alloggiarvi una mano di pazzi, che non potevano capire tutti nel manicomio di Torino (giacch deplorai a suo luogo, che negl'infelici tempi di vicende
4, p. politiche, di rivoluzioni, di utopie, le aber-

t cattolica. 2. 'serie,

ma

in

taotealtreprovinciedel regno. Cos

ospizi d'ogni geuere, scuole di fanciulli,


soccorsi a domicilio, sale di ricovero,

razioni mentali souo pi assai frequeuti e

numerose),

il

ministero non
1

si

teuue con-

ospedali

compreso quello
di recente

di

s.

Vincenzo
il

de Paoli

fondazione,

monte

di piet, ed ogni altro ricetto d'infermit

sono compresi nello scopo di questi benefici istituti. Si pu vedere di Defendente Sacchi, Insti Luti di beneficenza di Torino, Milano i835. Prifisiche o morali,

8 53 iuti m con decreto a'certosiuidi sgombrareiuteramente dalla certosa che voleasi convertire in una pazzeria, e di stabilirsi a Superga dove saranno trasportale le spoglie de'cavalieri dell'ordine supremo della ss. Annunziata, e stabilita la chiesa dell'ordine medesimo.
tento di ci, e nel
,

mo
Puy

di essi
s.

giunse in Torino quello delle

Coll'assegnare ora a' certosini


di

la

basilica

suore di
nel

Giuseppe, fondato neh


in

65 a
1

Velay

Francia dal vescovo di

Superga, si soppresse l'accademia, opera gloriosa di Carlo Alberto. Del resto


la

quella cittMaopas,a imitazione delle pri-

sentenza di morte contro l'accademia

me
dato
tesi

regole che
alle

s.

Francesco di Sales avea

di

Superga

allora fu pronunziata
l'illustre

quando
sostegno

suore della Visitazione. Ferma-

ne venne sbandito
e

Audisio(dotil

queste

co e

in piccol

borgo
al

di

monache di s.Giuseppe per ponumero in una casuccia del Dora, furono stabilite nel 1822
di
s.

tissimo e gi lodato che n'era


il

decoro. Essendo iucapace quel luogo

di venir convertito io certosa,

uon

reste-

monastero

Pelagia, dove tengo-

r n certosa, u accademia, che quello

no un convitto per le zitelle di civil condizione.Sono inoltre loro affidatedalla reaopera della Mendicit istruita 8 scuole di povere fanciullesparse per la citt, mentre ancora assistono e istruiscono le carle

che vogliono!
re bigie nel
1

libertini." Inoltre alle suo-

83

venne affidato

il

regio

spedale della sagra religione de'ss.


rizio e
valieri.
tri pii
il

Maual-

Lazzaro,detto volgarmente de' Ca-

Ebbero

in

appresso in Torino
di Carit.

cerate, dirigono

il

ritiro dell'orfane, e tenIle-

stabilimenti, e per ultimo

gono
di

l'intera

cura dell'opera pia del

grande ospedale

neh 833 Neh 832 le

fugio, aperta da'piissimi coniugi marchesi

suore della Carit, gi fondate in Parigi


nel

Carolo

al

ravvedimento delle femmine


all'

colpevoli, e
tra viute. Nel

educazione delle ragazze

ro a stabilirsi

1828 furoQo.uhianialeiuToi'i*

Vincenzo de Paoli, venneTorino in una piccola casa del Borgo Nuovo, verso la passeggiata
1

635 da

s.

in

ilo
del Valentino,

TOR
ed ebbero tosto a prender
go
di Po.

T O B
A
tutti questi istituti devesi

ag-

cura dell'ospedale militare di Torino, e


quindi degli
altri utilitari nelle provincie.

giungere quello delle religiose del Sagro

Cuore diGes, fondalo in Amiens nel 800,


1

.Servirono durante l'invasione, de! cholei

le

quali oltre l'aver per iscopo precipuo


zitelle di

a nell'infermerie di

Po

e di

s.

Luigi, a-

l'educazione delle
dizione e

superiore con-

perte n'cholerosi: assunsero dipoi l'incarico

gli esercizi spirituali

per

le

da-

d'una casa

di

Misericordia destinata

a recar soccorsi a domicilio nelle parrocs. Eusebio e di s. Francesco di PaoPer ultimo nel 1887, traslate dal Borgo Nuovo al convento di s. Salvatore, assunsero la cura dell'ospedale di s.Giovan-

me, non sono estranei a'doveri di queste religiose il soccorso e l'ammaestramento


gratuito delle fanciulle povere. L'istituto
del

chie di
la.

Sagro Cuore fu

stabilito dal re

Carlo

Felice nel

ni.

Nell'anzidetto
le

i83s

si

recarono in To-

rino

suore dette della Provvidenza, sots.

1823 nel monastero del Crocefisso, che prima della rivoluzione apparteneva alle agostiniane. Or mentre in tante maniere si cercava in Torino di sovvenire all'educazione femminile di tutti
ceti,

to la protezione speciale di

Anna,

isti-

tuito nel

763

in

Metz

dal piissimo sacer-

restava a provvedere per l'impor-

dote

Moye

di quella diocesi e poi missio-

tantissimo oggetto dell' educazione pubblica di que'giovanetti,

uaiio apostolico nella Cina, collo scopo


d'esercitare tutte l'opere di misericordia
nello spirito di

che non
la

si

desti-

nano

allo studio della linua latina.

to nelle

massima p verta, e pertancampagne principalmente. Vennero dapnrima per prender cura d' una
sala di asiloo ricovero infanti le,fondalo al-

prese pensiero dapprima


della Mendicit,

Di ci regia opera
1

chiamando
istituiti

nel
i

83o

alla

dilezione dell'insegnamento
le

fratelli del-

scuole cristiane,

dal ven. Del-

lora nella citt(come toccai nel


p,

vol.LXI

1,

la Salle,

per l'istruzione de'fanciulli po-

65 e G7), per opera de'piissimi coniugi marchesi di Carolo; e poco dopo l'istituto stabilito in Torino n'ebbe due unite insieme, apertea governare ed insegnare tutto il giorno a 200 fanciullini fra maschi e femmine, d'et inferiori a 6 anni (ma conviene tenerpresenteil narrato dallaC?V*7t cattolica } %Q\ci} y i.i i,p. 257: Gli Asili

veri e figli d'artigiani, e fabbricando loro un'ampia casa con giardino, dietro la

chiesa di

s.

Pelagia.Due anni dopo


per
le

si

valse
fiss

pur di
loro

essi la citt

sue scuole, e

una 2/ abitazione sul

viale di s.Masli-

simo,rimpetto
maestri
le

alle fontane. Vennero qui

di affidate a questi
cj

benemeriti e virtuosi
1

scuole della mendicit,e


nelle quali

6 scuo-

d'Infanzia

1. 1

2, p.

6:

G li Asili il In-

comunali,
il

gratuitamente
la

fanzia ne loro inizii in Italia j e p. 275: Gli Asili (V Infanzia quali sono al presente in Italia). Indi
le

s'insegnano

catechismo,

grammatica

italiana, l'aritmetica in ogni sua parte, la


calligrafia, la storia sagra e la geografa

suore della Prov-

videnza ebbero la nuova casa edificata sul


viale di s.Massimo, sotto al santuario della

elementare,come e meglio si legge ne' rammentati Cenni intorno a' fatti religiosi
successi nel la citt diTorino.Viirdxnenle

Consolata, in cui oltre

al

noviziato

si

apri

un convitto per l'educazione di fanciulle della classe popolare. Di pi fu loro data provvisoriamente una casa a Moncalieri, ovedoveanoprendercura d'alcuni ragazzi storpi e infermicci d'ambo sessi. Un
i

non deve tacersi l'istituto degli Oblali di Maria Vergine, fondato in Pinerolo nel
1827, per attendere principalmente
predicazione negli esercizi spirituali
esso nel
1

alla
:

fu
ci-

834

destinalo a surrogare

somigliante scopo d' educazione civile e


cristiana
si

sterciensi nel santuario della

Consolata.

proposero

le

suore dette

Com-

pagne diGesjVenutedaFranciaueli 836,


le

Neh 836 vennero stabiliti ma chiesa abbaziale di s.


Chiusa, come rilevai nel

nell'antichissi-

Michele della

quali tengono casa e convitto nel boi*

voi.

LXf

p.

TOR
i

IOR
guito e dopo
di
1

sacerdoti della Carit cristiana, t'ondati

le

commoventi

esortazioni

Antonio Roultimamente defunto, per cui nel 855si stamparono inMilano: Cenni biografici eli Antonio Rosmini, onori funebri e testimonianze rese alla sua memoria, raccolti (L sacerdotiileW istituto
dal celebre sacerdote conte
filini-Serbati,
1

s.

Bernardino da Siena

fu istituita nel

>45

nella chiesa parrocchiale de'ss.

Pro-

cesso e Martiniano. Trent'anni pi tardi

furinola nella chiesa pur parrocchiale di


s.

Silvestro la confraternita dello Spirito


la

santo,

quale recatasi a
vi fu

della Carit di Slresa. Nello stesso an-

santo 1700,

Roma nell'anno aggregata a quella di s.

no

dall' Enciclopedia

contemporanea ,co'

Spirito in Sassia, e ricev poi per pia la-

Fano, nel t. 2,p. 104 si riportarono: Cenni intorno all'ali. Antonio Rosmini-Serbati e sue opere. Finalmente le monache Adoratriei perpetue del ss. Sagramento, fondate in Roma da
tipi

Lana

di

mantenere un ospizio pe' catecumeni che vengono alla fede cattolica. Quindi uu anno dopo e neliSyG ebscita l'incarico di

be origine
cis,

la

confraternita della
s.

ss.

Tri-

nit, nella chiesa di

Pietro de Curie

Da-

suor M.* Maddalena dell' Incarnazione, morta in buon odore di santit nel 82 4i
1

oggid nella contrada del Gallo. Tra-

sferita poi

da questa chiesa

iu

quell'an-

chiamate a Torino,

vi

si

stabilirono nel

tichissima di S.Agnese in principio di

Dora
1
i

i83g, aventi a superiora suor Cherubina della Passione, nipote della fondatrice e

Grossa, gi parrocchia e basilica nel


si

peno

anni sua alunna e consorella.

1 o3, dedic particolarmente ad accogliere pellegrini. Non tardarono inseguito a sor-

La
ilei

virtuosa regina

Maria Cristina vedova


suo peculio acquile

gere
s.

altre confraternite, cio quella di

re Carlo Felice, di
il

Gio. Decollato, delta della Misericor-

st

locale

che occupano

monache

in

dia, istituita nel

1578 per soccorrerei


i

car-

Borgo Nuovo,
sa

e fece loro costruire la chie-

cerali e assistere

condannati

al patibolo;

Alfonso
la

rotonda con disegno dell'ingegnere cav. Dupuy; opera non terminata per

quella della

ss.

Annunziata, che smembra

morte

della lodala benefattrice.

11

se-

bili

minarioarci vescovile pel narratodalla Civilt cattolica, a." serie,


t.

Nome di Ges, si staprima nella parrocchiale di s. Marco nel 58o, nel luogo ove oggid la piazta dall'antica del ss.
1

6, p.

697,

col

za Vittorio, e poi nel

1649

si

trasfer

en-

prelesto che gi fosse da vari anni chiuso,


colla forza fu convertito

tro la porta della citt all'attuale sua chiesa,


ta

neh 854
far

in ca-

serma;poich
sopra
sto
il
i

il

governo nel

man

bassa

il

che fece appositameute costruire e porsuo nome; finalmente le due della ss.

beni della chiesa, dopo aver po-

sequestro anco su quelli del semi-

nario, con violenza l'occup, ad onta delle

Sindonee di s. Rocco,eretle lostesso giorno 5 luglio 1 5g8, di cui la a dopo aver auche tenuto la chiesa di s. Pietro del Gal1 1 .

proteste del rettore e de'professori del

me-

lo,

prese cura dello spedale de' pazzi ne'


al

desimo ch'eranvi andati per dettar le loinconsuete lezioni. Non manca Torino di
pie confraternite di
laici,

tempi posteriori

penultimo ingrandila

mento

di

Torino; e

2/

applicatasi ali

e la pi antica

l'opera misericordiosa di seppellire

unione
bilita

di confrati detti disciplinati, fu sta1

morti abbandonati, tiene ora lasua sede nell'antica chiesa

neli3i

nella chiesuola di
s.

s.

Cate-

parrocchiale de'ss. Stefano e


la

rina. Quella di

Croce fu fondata neh 343


vicino a porta Pa-

Gregorio. Splende in Torino

regia uni-

in

un piccolo oratorio
s.

versit degli studi, la pi grand'opera di

ladina, poi trasferita nella chiesa parroc-

chiale di

Paolo, ora basilica magistrale,

Lodovico conte diToriuo, ultimo principe d'Acaia e di Morta, che perci basta a tra

perch nel 1729 fu eretta in regia arciconfraternita de' ss. Maurizio e Lazzaro.
Quella del
ss.

mandare a tutte le future generazioni con massima gloria il suo nome. Prima di questa sapientissima istituzione, ogni piecuou

Nome

di

Ges, che

in se-

i5a
tese

TOR
che bramava diventar giurisperito o
fisico,

TOR
stro dello studio di Torino, avea pure spe-

dottore

se per recarsi ad

dovea uscir dal proprio paeuna di quelle universit


in Italia.

dito all'imperatore

due

legati,

quali
,

che fior va no in Francia e


st'inconveniente
rare,
il

A que-

per appagarlo

Sigismondo in Buda maneggiarono mollo quantunque ci che dosi

principe pens di ripa-

mandavano pareva
ottennero
vilegia
stae
il

pregiudizievole alleal-

ordinando mimi un sistema


to,

nel centro de'propri dodi

tre universit italiane, e ci


i.

pubblico insegnamen-

luglio
si

I4-

non ostante ampio privi-

non tanto

pegli studi

grammaticali
s

legio imperiale, che

legge nel libro: Pri-

quanto per

le altre

scienze, e questo
lui, e
il

sa-

lutare pensiero nacque in

ad onta
Castello

almae Taurin. U/u\'ersit.,\uguTaurinorum 1679. Restituita la pala

ch'era occupato nell'innalzare


della citt
,

ce generale alla Chiesa col concilio di

poi palazzo

Madama
i

sudde-

stanza nel i4i 7, e dopo

Comorte del prin-

scritto, dalle

preghiere che
gli

professori di

cipe Lodovico, essendo succeduto al go-

Pavia e
ottenere

di
l

Piacenza

presentarono per

verno del Piemonte Amedeo Vili, volle


ottenere all'universit una sanzione pontificia, sopra la cui validit non potesse mai pi insorgere alcuna dubbiezza e contestazione. Per questo motivo mand al

facolt d'aprire pubbliche

scuole nelle sue terre.

Chiam

a tale in-

tendimento da Pavia Bertolino de Bertouis per l'insegnamento della giurispru-

denza
ni.

e volle
1

che sul cominciar


le

di

no-

legittimo Papa, che allora reggeva laChiesa,


il

vembre del 4o4 cominciasse

sue lezio-

virtuoso Eugenio

IV (contro

il

quale

Onde non mancasse

della giusta con-

fu poi eleltoantipapa dal conciliabolo d

siderazione lo studio, procur Lodovico che l'antipapa Benedetto XIII, da lui erroneamente supposto legittimo Pontefice nel grande Scisma d'occidente, Io eri? gesse colla sua suprema autorit, e concedesse privilegi
lasi.
a'

Basilea,

di

che meglio a Svizzera), una

legazione, la quale ottenne con lettera apostolica data in Ferrara la pontificia conferma de'privilegi dell'universit di Torino, nella pi

professori e agli sco-

ampia e valevole forma. La sede dell'uni versila, per cagione or delguerre or delle
pesti,
l

Ader Benedetto XIII alle istanze, e con sua bolla data in Marsiglia a'24 ottobrei4o5approvquesta nuova universit, concedendo a'maestri e agli studenti que'privilegi e immunit di cui godeva-

dov subire dia pochi anni di 6ua fondazione si traslat a Sa vigliano nella provincia di Cuneo, citt 1 leghe e
le

verse emigrazioni. Di
,

pi distante da Torino, posta nella bella


edificata, e pregievole per altre
tive; e

no

altri studi generali, e

dichiarando

inol-

tre che al vescovo spettar dovesse ogni giu-

pianura del Piemonte, fortificata e ben preroga-

risdizione col grado di cancelliere, e che


alla presenza di lui

o d'un suo delegato


i

a Torino.
silo in

da essa fu di bel nuovo ricondotta Ebbe in appresso un sicuro a-

dovessero conferirsi

gradi accademici.
il

Mondovi, dove
1

fior

per alquanti
col

Dopo

Sinodo pisano, parve al principe Lodovico molto dubbioso il pseudo-pontificato di Benedetto XI II, e perci di niun valore la sua
alcun tempo, celebralo
bolla; volendo quindi assicurare
legi della
i

anni, cio dal

452

alt

566,

pubblico

insegnamento

di que'maestri,

che

Emasti-

nuele Filiberto avea chiamali sotto alti


pendi dalle pi colte provincie.
i

Ma

ap-

privi-

nascente universit, s'indirizz

a Giovanni

XXIII per avere


concessa

un'altra bolil

pena che la pace ricompose pubblici afad istanza del magistrato civico di Torino, presso il duca e l'arcivescovo, l'ufari
,

la, e di fatti gli fu


1
1

i.

agosto

niversit fu restituita alla primitiva sua se-

4 3, come si ha dal cav. Datta, Storia de prncipi di Acaia. Bramoso il principe che maggiormente si estendesse il lu*

de

di

Torino,

il

che successe d'ordine del1

duca a'22 ottobre 566. Scrissero alcuui, che anco in Monoalberi e mClue
l'istesso

T O R
ri

TOR
levano venire educati e
colti, a tutte le
le
il

i53
pro-

ubbia avuto residenza, tua siifata opialtri

nione da
glio di

impugnata, anzi

consi-

vincie del suo regno estese

paterne sue
cui, sen-

oppose virilmente a'maneggi de'chieresi. La citt di Torino (in

Torino

si

beneficenze, con istituire quel collegio che


delle Provincie chiamavasi, in

dal principio dello studio generale


il

vi

pose

z'aggravio de'parenti,

giovani di

buon

massimo interessamento:

ella

pagava a

talento erano istruiti, e l'universit avea

fiorini

tempi del principe fondatore annui 1075 d'oro per Io stipendio de profesil

frequenza e otteneva dottori, e anche maestri

specchiatissimi.

Alle tante provvide

sori e altre spese;

locale per le scuole

fu preso a pigione dalla citt nel palazzo


di Micliele Borgbese, e fatti esaminare gli
statuti pi convenienti

cure de'principi di Savoia egregiamente corrispose 1' universit di Torino, sicch

ad adottai si
in

in

non solamente pot gareggiare colle primarie d'Europa, ma in diverse epoche superarne
la la

gran parte

segu'i quelli dell'universit di

sapienza e lo splendore,

per

Pavia. Inoltie l'universit

ogni tempo

dottrina de'professori, che pel

uume-

fu riputata da'reali principi di Savoia la pi bella gemma di loro corona, e perci

10 de'colti studenti, e pi ancora per la


santa disciplina che gli uni egli
altri fe-

largamente

la

prolessero e fa vonrono.Mu-

nificentissimo ristauratore della medesi-

delmente osservavano. I primi professori di leggi furono Cristoforo Castiglione e


Signorino Omodei, di decretali Bertolino Duyna,di teologia due domenicani di Genova e di Rapallo. Nel principio del secolo XVI era in tal credito, che neli5o5 il f.tmoso Erasmo di Rotterdam volle in essa farsi laurear teologo. Altre glorie del

ma,

fra gli altri sovrani, fu


11,

il

re Vittorio

Amedeo
condo
il

avendo
il

egli fatto costi uire se-

disegno del genovese Ricca, egre,

gio architetto

grandioso e ben comri-

partito edifizio, in cui le diverse classi

cevessero l'opportuno insegnamento,


gnifico

ma-

massime

nella parte interna, pe'

fiorente studio

si

ponno leggere

nel conte

porticati adorni di fregi, iscrizioni e scul-

ture, stali illustrali nel libro:

Marmorei

ProsperoBalbo: Lezioni accademiche intorno alla storia della regia universi


t di Torino. Dopo
torio
la

Taurine risia,
vantella.
11

da'professori Ricolvi e Ri-

riforma del re Vit-

re

sagacemente ne accrebbe

Amedeo

li,

l'universit brill simil-

gli studi e stabil iediscipliue,

dopo

essersi

mente

di purissima luce, e nelle scienze

accuratamente informato del praticato nelle pi celebri universit d'Europa. Ricerc;

ecclesiastiche

primeggiarono

d.

Giuseppe

Pasini professore delle divine scritture, d.

da tutte

parti gli uoraiui pi illu-

Berardi d'Oueglia ne'sagri canoni, nella


filosofia

minati

in tulle le scienze,

con assegni con1'

morale

il

p.Casati teatino e poi ve-

venienti, tanto ebe riaperta

universit

scovo di Mondovi, e ilcelebralissimoGr/dil barnabita e poi cardiuale, nella teologia scolastica


il

con doviziosa biblioteca nel novembre

1720, acquist

in

brevissimo tempo un

p. Casto

Innoceuzo Ansaldi,

un luminoso splendore anche fuori del Piemonte. Finalmente in agosto 1729 pubblic il famoso regolamento, oggetto di sue mature considerazioni peno anni, e da cui le scienze, le buone lettere, la morigera lezta, la discipli u, una sana dottrina, buou
floridissimo risorgimento, ed
il

nelle sagre scritture e nelle lingue orientali


1'

eruditissimo Gio. Francesco

Mar-

chiui vercellese,nella

Antonio Ghio,

ec.

morale crislianaGio. Racchiude una scelta


1

biblioteca di oltre a

3o,ooo volumi, pro-

venienti nella pi parie in origine da quella de'

duchi Emanuele Filiberto e Carlo


I; ricca di

gusto risentirono meravigliosi vantaggi.

Emanuele
simi che
luso, e
le

mss. preziosi,

il

cui

come sapeva che

nelle famiglie di pogli

catalogo stampato, olire

i6oo

preziosis-

vera e mediocre condizione,

acuti in*

gegui, scuzu un'alta provvidenza, uou p-

too

don l'ab. Valperga di Cacodici membranacei prove-

.14
Contiene inoltre

T O R
monastero
di

T O R
Bobbio.
divisione di
ze

nienti dal celebre

l'edifizio dell'uni vendita

due classi, cio per le scienmatematiche e fisiche, e per le morali,


,

un ricco gabinetto patologico, stato ulti inamente aperto, ed un gabinetto di fisica che forse non ha il simile, e gi esisteva
a' tempi

storiche e filologiche

u cessa

ella

dal

pubblicar
portanti
la reale

memorie de'suoi dotti e imlavori. Comprende il palazzo delle


il

del celebre p. Beccaria, stalo


gii

accademia, gi casa de'gesuiti, do-

Bi'1'icchito

da'professori che

successe-

ve tenevano ne'lempi trascorsi

rinoma-

ro, ed
in

ampliato e splendidamente fornito


giovent studiosa, nelle dimonelle sperienze fisiche. Olire

to collegio de'nobili, diversi copiosi,

ma-

oggi di quanto po<sa tornare a profit-

gnifici e ricchi
lo

musei. Ammirabile quelegiziani

to della

de'monumenti
si

dovuto all'im-

& trazioni e

prese trilustri del piemontese cav. Drovelli, di cui

l'universit,

dove

s'

insegnano

la

teolola

legge

la

descrittone nell'o-

gia, la giurisprudenza, la

medicina,

chi-

pere del. celebre Champollion giurnore.

rurgia, l'eloquenza greca, Ialina e italia-

Contiene

il

medesimopi d'8000 monu,

na,

le

matematiche,

la filosofia, l'archisi

menti

di vario genere, e tra le altre sta-

tettura, le lingue orientali ec;


in

hanno

tue colossali di granito nero e roseo


basalte verde
Sesostri considerata

dr

Torino

collegi e parecchie scuole co-

nero, quella del celebre

munali, gi ricordate.
L'arsenale principiato da Carlo

come

il

miglior lavo-

Ema-

ro dell'egiziana scultura; con molti articoli

nuele
lo

II, poi rifallo

e ingrandito da Car-

inservienti al culto, istrumcnti e ue mestieri, papiri, scarabei,


la

Emanuele

III,

un

edifizio

sontuoso
archi-

lensili d'arti

che unisce
ziali

a tutti gli altri pregi pi essenstile di

medaglie, e soprattutto
rnss. delle

collezione dei

quello d' essere d'uno


al

catacombe

di

Tebe, nelle 3 spe-

tellina adattatissimo
rito pi

suo oggetto, me-

cie di caratteri geroglifici, ieratici e


tici.

domo-

raro assai di quanto pare


e

comu-

nemente,

che non

si

slanza in un

tempo

in cui vuoisi

pu lodare abbache una

servile imitazione de'mirabili modelli dell'antichit, calzi


in

pur sempre a ogni uso e qualunque circostanza: in esso vi hanno scuole per gli artiglieri, come alla Veneria una scuola veterinaria. La fondede'cannoni grandiosa. Uno degli sta-

Quindi comprende il palazzo accademico 3 altri musei: quello dell'antichit greche e romane, il museo mineralogico distribuito secondo il Broguiart, di cui ha pubblicato il catalogo l'ab. Borson, equello di storia naturale, di cui la

parte de-

gl'insetti, gi, propriet del valentissimo

prof. Bonelli, delle pi ricche

che

si

ab-

ria

biano per
iu

le specie

europee. Sono inoltre


l'i-

bilimenti pi ragguardevoli di Torino

Torino un'accademia militare per


ci vii

quello della reale accademia delle scienze, stata

struzione de'giovani nobili e di


dizione;
ti,

con-

fondala da Vittorio

Amedeo

ili

una

reale

accademia

di belle ar;

neh 783, e formala


t private, di cui
i

dagl'illustri scienziati

ampliata, arricchita e protetta dal re

che fino dali7D7 eransi raccolti a socie-

la societ,

promotori furono
r

il

per

la

promotrice delle belle regia benignit suol fare

arti,
le

che

annue

Cigna e il celebre Lagrange. Stata divisa quest' accademia in due classi a' tempi dell' occupazione
conte di Saluzzo,
il

d.

pubbliche esposizioni nel palazzo dell'ac-

francese, l'una di scienze esatte, e l'altra


di letteratura e scienze filosofiche,

comvita-

posta di

4o memhri, 20
gli

per classe: ricom-

pensati
hzie

accademici con pensioni


fu ripristinata col

perpetue,

nome

cademia Albertina ; una societ agraria, un congresso di edili, una camera di commercio. Carlo Alberto cou lettere patenti de' 16 ottobre 1847 autorizz la costituzione d'una societ anonima per lo stabilimentod'una banca di sconto, di depositi e di couti correnti, col titolo di banca diTorino,

d'accademia reale e mantenuta uella sua

approvandone

il

relativo sta-

TOH
lulo sulle basi di quello che regge la bandi
ili

TOR
l'ordine de' predicatori, nato in

J ?

Cambia-

Genova. Prima

di

quest'epoca e nel

no

arcidiocesi di Torino, procuratore ge-

1827

fu istituita per la citt e

suo

terri-

nerale del suo ordine, rettore del Semi-

torio la cassa di risparmio, ad

esempio

di

quelle diFrancia, Inghilterra, Germania e

sa di

nario Pio, e gli confer per titolo la chies. Maria in Araceli. Il p. Semeria riporta io biografie di personaggi insigni

Lombardia, che
di formarsi

offre a

chiunque e

in ispe-

eie agli artigiani, giornalieri e al (ri,il

mezzo

per dignit ecclesiastiche o per virt apostoliche che nel! arcidiocesi di

con piccoli e ripetuti depositi,

Torino eb-

die vannosempre accumulandosi pel successivo incremento de'fruttiferi interessi,

bero

morte. Oltre 4 denominati cardinali, gli altri sono: Carlo Anla

nascita o

la

do capitale per giovarsene al bisogno. Vie


la

to uio
la

societ 6larmooica,e la societ filodramI

missione

Vacchetta della congregazione delCarrocio giuniore , Ignazio


1

matica.
Il

teatri

sono 8

tra

grandi e piccoli.
belli di

canonico preposto della metropolita!)

teatro detto del B.e

uno de'pi

cui possa vantarsi l'Italia,


te

opera del con-

che non quella del celebre tragico. Il teatro Carignano ha la gloria d'aver dato le priAlfieri, d'altra famiglia

Benedetto

Giuseppe Costa parroco di Morella, Gio. Antonio Genta parroco di Caotojra, p. Gio. Battista Prever della congregazione dell'oratorio, Giuseppe Pollani parroco di
Cavorre. Si pu vedere, oltre
ri

gli scritto-

me

rappresentazioni delle tragedie Alfie-

rane.

Due

altri
il

sono

teatri

di

qualche

riguardo,

D'Augcuues
i

il

Sutera. Uodi Piet,


il

po vengono
circo Salez,

teatri del

Monte

Teni velli, Biografia de' Piemontesi illustri, Torino -80. Atti de' santi clic fiorirono nella casa di Savoia. Pietro Luigi Galletti,
ricordali a Piemonte: Cario
1

il Giandusi e le Marionette. Produsse Torino non pochi uomini illustri, un principe Tommaso, un Emanue-

Inscriptiones

Romae
ti

extantes,

Pedemontanae infimi aevi Romaei 766. Torino e


le

Alessandria sono
di

piazze pi importan-

le
ti,
ti
,

Tesauro, un conte Bogino, un IJaretun Bertrandi,.un Allioni, un Gioanet-

commercio del Piemonte. In Torino numerose vi sono le fabbriche e le maniha


si
i

un conte Saluzzo, un Lagrange, un


Borirono per santit
di vita, e nel-

fatture. Meravigliosi progressi vi


l'arte tintoria, e per eccellenza vi

fatto

Porporati, un ab. Valperga Caluso. Molti

lavo-

altri

le
vi,

dignit ecclesiastiche e regolari, vescoarcivescovi e cardinali. Di questi ultiscrissi le

rano il ferro e gli altri metalli, finamente lavorati. Abbondevole


il

gioielli
vi si fa

commercio
si
i

di seterie, ed eccellentemengli

mi ne
li

biografie e sono

cardina-

te vi

lavorano

organzini,
,

velluti, le

seguenti, alcuni per appartenendo

ad

slolfe,

drappi e

le tele

e le biancherie
le

altri

luoghi del Piemonte, ove ne ripor-

da

ta

vola benissimo lavorate;quindi


i

por-

A rboreo.l/ rcurio, Giovanni Bona, Francesco Adriano Ceva Lodovico Gorros'edo, Guglielmo, Carlo Vittorio
tai altri.
,

cellane, le maioliche,

corami, ed ogni ma-

niera di stoviglie, arredi, carrozze, ed ar-

mi da
le de'

fuoco.

La

carta da scrivere e quel-

Amedeo delle Lanze,

Gio. Battista Rovo-

parati sono di qualit eccellente e


colie francesi.
i

rOjCarloToinmasoMailUirddi Tour non, Enrico Ostiense, Cristoforo della Rosere,!) omenico della Rovere, GirolaniodelImUovere, Amedeo Saluzzo,Cnv\o di Ma r-

cercati in

ponno gareggiare Europa


la cioccolata;
i

liquori di Torino,

Sono rinon

che

particolare
nelle

libri

che

come godono di pregio si vanno stampando


Pomba, valoroso
il

tiouuz, Giuseppe Morozzo, Vittorio Costa, Teresio

numerose tipografie, specialmente


tiil

Ferrer della Marinara.


nel concistoro de'17

11

dallo stabilimento del

Papa Pio IX

dicem-

pografo,

quale con gran dispendio

di de-

bre 18 55 cre cardinale dell'ordine dei


pi eli ilrev.inon. ni.

naro

si

procacci da Londra

mirabile

Francesco Gaude del-

torchio meccauico che con pochi operai

56

Ton
lice

OR
Con
fe-

stampa alcune migliaia di fogli al giorno. La popolazione di Torino eccede in oggi i5o,ooo abitanti, compresi iforastieri. Le antiche mura cederono il luogo ad ameni
passeggi che
vi

pietra d'un arco solo sulla Dora.

girano attoruo. Gli uni


tro-

guidano al castello del Valentino,dove

ardimento e particolare maestria si condusse a termine nel i83o questo mirabile edilzio dall'ingegnere piemontese cav. Carlo Mosca gi lodato. La sveltezza dell'arco tuttoch peritamente stacciato a

vasi l'orto botanico dell'universit, stato

comodo

della via pubblica, lo slancio va-

ingrandito, arricchito e abbellito negli ultimi tempi, e


si

fa la

pubblica esposizione

ghissimo con cui egli abbraccia le due sponde, la solidit della posatura, l'eleganza dell' ornato, la precisione del lavoro,

triennale degli oggetti d'industria e d'arte; gli altri

do, che

il

mettono al campo di s. Seconvolgo chiama tuttora campo di

tutto
signe.

commendevole

in quest'opera inla

Se non che l'esserne

maggior

bel-

Marte, perch destinato agli esercizi guerreschi; ovvero aperti tra ridenti case e palazzi del novello abitato,

lezza pressoch invisibile a tanti forastieri

che quasi senza accorgersene lo trapassano, lascia pur dubitare


se,

per sentieri quinal

considerata la

di appartali e solitari

conducono

camsemstabici-

ragguardevole spesa, un
istia

s'unii

ponte non
rit-

posanto o cimilerio generale, che


plice architettura
lito

di

forse

men bene
si

sopra una strada


si

mortuaria venne
recente,

ta

da cui non
nell'

suole e non

pu nem-

non lungi dal fiume Dora. Questo

meno
be

deviar facilmente, di quanto stareb-

milerio un

monumento

il

cui

maggior

pregio.oltre la sua decorosa

sem-

plicit, sta nell'ordine col

quale ogni pi

meschina persona hawi un tumulo distinto e registrato. Poich vi si vedono giornal-

interno d' una citt trascorsa da un fiume, dove il prospetto laterale farebbe da entrambe le sponde la desiderabile sua comparsa. Splendono ne' dintorni di Torino olire la celebrata basilica di
,

mente

tigli,

genitori, consorti e altri con-

Soperga, maestoso edilizio che dalla vetta del colle addita allo straniero le son-

giunti inginocchiati sulla terra ove sanno


essere racchiusi
i

cari avanzi de'loro

pa-

tuose grandezze del culto cattolico in Italia, le ville reali.

renti, salmeggiarvi di vote preci al


le misericordie in loro sulFragio.il

Dio delcampouna su-

Oltre

le

antiche villeg-

giature sovrane di Rivoli (nel cui castello


villeggiava volontieri
to, poi

santo, situalo sul viale del regio Parco a

Emanuele

Filiber-

meri d'un miglio dalla


perficie di
i

citt olfie

bruciato dal maresciallo di Chati-

35 giornate ((tome si esprimono Cenni intorno a fatti storici, monumenti notevoli e particolarit naturali
*/e/P/emofc,Torinoi838),divisa in sepolture pubbliche, sepolture pri vate, ossarii e

nat, e quindi rifabbricato

come frequenvi

teabitazionede'reguauti,e
lo

nacque Car-

Emanuele 1) e Moncalieri (dove sol si vedeano un tempo alcune casuece di pe-

luoghi adattati pel servizio funebre,e chiusa

da una cinta ottangolare

in cui

sono

con cappella della B. Vergine e il convento de' gerosolimitani di s. Egidio, venne popolato nel 2 3o da' fuggiaschi delscatori
1

praticate 3 20 nicchie per accogliere le lapidi e mausolei. Un'altissima croce di pie-

la vicina citt di

Testona distrutta dagli


in odio de'to-

astigiani e

da que'di Chieri

tra vi

campeggia
l