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S.

EPIDERMIDIS
• componente della flora normale della cute
• bassa patogenicità
• causa diffusa di infezioni ospedaliere (può permanere sulla
strumentazione ospedaliera, sulle valvole cardiache, sulle protesi, sui
cateteri)
• può dare infezioni con conseguenti complicazioni a carico del SNC
• è dotato di un GLICOCALICE (materiale mucoso polisaccaridico
extracellulare) che gli consente di aderire alle superfici degli oggetti e
agisce come barriera agli agenti antimicrobici

BIOFILM BATTERICI
BIOFILM
Il termine biofilm è usato per descrivere comunità
batteriche protette da matrici polimeriche
autoprodotte e aderenti ad una superficie naturale o
artificiale
BIOFILM BATTERICI
• Svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la colonizzazione
dei batteri su corpi estranei come protesi e cateteri e li proteggono
dall’azione degli antibiotici e del sistema immunitario, mantenendo
vitali i batteri al suo interno
BIOFILM

superficie naturale o artificiale

Dispositivi medici Tessuti


impiantabili dell’ospite

 Valvole cardiache
 Protesi ortopediche
 Cateteri vascolari
 Impianti dentali
Protesi dentarie

Cateteri
Cateteri vascolari
vascolari

Protesi ortopediche
Biofilm di S.epidermidis su corpi estranei
Biofilm di S.epidermidis su corpi estranei

pacemaker
catetere
BIOFILM BATTERICI E
PSEUDOMONAS
PSEUDOMONAS: CARATTERISTICHE
GENERALI
• Bacillo Gram-
• Mobile (flagelli polari)
• Scarse esigenze nutrizionali, dotato di una notevole
resistenza
ESCHERICHIA COLI

• E’ un altro patogeno ospedaliero molto diffuso

Predilige ambiente umido per la sua crescita: anche


lavandini, vasche, tubazioni umide: ciò spiega perché tale
microrganismo è responsabile di tante infezioni nosocomiali
PSEUDOMONAS AERUGINOSA: PATOGENESI
DELLE INFEZIONI NOSOCOMIALI

• E’ un significativo agente patogeno, causa di


infezioni nosocomiali:

- Polmonite (in pazienti intubati o sottoposti a


ventilazione meccanica)
- Infezioni dell’apparato urinario (cateteri)
- Infezione di ferite chirurgiche
- Complicanze infettive delle ustioni gravi
- Ascessi a livello del SNC e meningiti (in
associazione a interventi chirurgici)
ESCHERICHIA COLI

• E’ un’altra causa molto diffusa di infezioni


nosocomiali:
CARATTERISTICHE
GENERALI

• HABITAT NATURALE: intestino


dell’uomo e di molto animali (fa parte
della flora batterica del colon subito
dopo la nascita)

• ceppi commensali, ceppi che causano


infezioni opportunistiche in altri
distretti corporei, ceppi che causano
patologie intestinali
FATTORI DI VIRULENZA

• pili (per adesione)


• tossine

Alcuni ceppi producono ESOTOSSINE: tossina Shiga, enterotossine


termostabili e termolabili (LT e ST), emolisine (HlyA)
• TOSSINA LT-I: azione simile alla tossina colerica

– Lega lo stesso recettore della tossina colerica


– Iperattivazione adenilato-ciclasi
– Aumento dei livelli di cAMP
– Aumento secrezione elettroliti e liquidi

• TOSSINA STa (stabile)

– Lega e iperattiva la guanilato-ciclasi degli enterociti


– Aumento dei livelli di cGMP
– Aumento secrezione elettroliti e liquidi
MANIFESTAZIONI CLINICHE
• Infezioni gastroenteriche

• Infezioni delle vie urinarie: originano dal colon, contaminano l’uretra e


risalgono fino alla vescica, dove possono migrare al rene o alla prostata
(necessari i pili!)

• Setticemia: origina generalmente da un’infezione delle vie urinarie o dal


distretto gastroenterico (es. perforazione intestinale). In genere favorita da
particolari condizioni del paziente (neoplasie, diabete, cirrosi epatica,
immunodepressione)

• Meningite neonatale: infezioni del SNC in neonati di età inferiore ad un mese


E. coli è comune causa di URETRITI e CISTITI in
persone CATETERIZZATE. Grazie ai pili, E. coli
riesce ad ancorarsi saldamente all'epitelio di uretra e
vescica, resistendo al flusso urinario.
I virus: cosa sono?
Che cosa sono i virus?

• Il termine "Virus" deriva dal latino, e significa “veleno”

• I virus sono entità biologiche totalmente dipendenti da


una cellula vivente per la replicazione: PARASSITI
ENDOCELLULARI OBBLIGATI

• La loro struttura di base è costituita essenzialmente da


un acido nucleico (DNA o RNA) racchiuso in un
rivestimento di natura proteica (CAPSIDE)

• Alcuni possiedono propri enzimi complessi ma, senza


assistenza, non sono capaci di riprodurre le informazioni
contenute nei loro genomi
1. Caratteristiche che i virus condividono con gli
esseri viventi

a. Si riproducono
b. Possono mutare

2. Caratteristiche che li distinguono dagli esseri


viventi

a. Non hanno un’organizzazione cellulare


b. Non hanno attività metabolica
c. Non sempre possiedono un genoma costituito da DNA
Dimensione e forma (simmetria) dei virus
Componenti di un virus (1)

1. Genoma
1. Acido nucleico (DNA o RNA)
2. Capside
1. Rivestimento proteico
2. Costituito da monomeri di proteine

Genoma+capside = nucleocapside
Componenti di un virus (2)

3. Envelope
• Doppio strato fosfolipidico
• I virus con envelope sono
comuni nel mondo
animale, ma si conoscono
anche virus batterici dotati
di envelope
ORIGINE DELL’ENVELOPE

                                                        
Componenti di un virus (3)
4. Spikes
• Proteine protundenti dall’envelope, sono di origine
virale
• Riconoscono i recettori sulle cellule ospiti
I virus si possono dividere in 2 gruppi in base
alla simmetria del capside:

A SIMMETRIA ELICOIDALE A SIMMETRIA


ICOSAEDRICA
Simmetria elicoidale
In questo tipo di
simmetria, i protomeri
si dispongono come se
fossero i gradini di
una scala a chiocciola,
seguendo l’andamento
elicoidale dell’acido
nucleico che vi è
racchiuso, formando
una sorta di struttura
bastoncellare
Simmetria elicoidale: alcuni esempi

Rabies Virus
Simmetria icosaedrica

Capsidi più complessi!


Le singole unità proteiche
sono unite a formare i
capsomeri, che, a loro volta,
sono uniti fra di loro a
formare un icosaedro.

solido costituito da 20 facce


a triangolo equilatero, 12
vertici, 30 spigoli
Simmetria Icosaedrica: alcuni esempi

Herpes virus
parvovirus

adenovirus

poliovirus
Il genoma dei virus
• Contiene l’informazione genetica del virus e codifica per proteine
strutturali e proteine funzionali
• E’ costituito da un solo tipo di acido nucleico: DNA o RNA
Genoma a DNA
• 30% dei virus animali ha un
genoma a DNA
• Nella maggior parte dei virus a
DNA, il genoma è a doppio
filamento (sempre aploide),
circolare o lineare
• Eccezione: Parvovirus (singolo
filamento lineare),
Hepadnavirus (doppio
filamento circolare, incompleto)
• Trascrizione e replicazione
avvengono nel nucleo
(eccezione: poxvirus)
Genoma a RNA
• 70% dei virus animali ha un
genoma ad RNA

• Nella maggior parte dei virus a


RNA, il genoma è a singolo
filamento; è sempre lineare
• Eccezione: Reovirus (RNA a
doppio filamento segmentato),
Orthomyxovirus (RNA
singolo filamento,
frammentato)
• Replicazione e trascrizione:
principalmente nel citosol
Se il genoma del virus è a RNA, singolo filamento:
VIRUS:
CICLO REPLICATIVO

1. ATTACCO O ADSORBIMENTO
2. PENETRAZIONE E RIMOZIONE DEL
CAPSIDE
3. ESPRESSIONE E REPLICAZIONE DEL
GENOMA VIRALE
4. FASE DI ASSEMBLAGGIO
5. FUORIUSCITA DELLE PARTICELLE VIRALI
Replicazione

ATTACHMENT

PENETRATION

UNCOATING

SYNTHESIS ASSEMBLY

RELEASE
1. ADSORBIMENTO

• Avviene attraverso l’interazione fra molecole cellulari di


superficie (recettori) e proteine (anti-recettori) sulla
superficie del virus

• Recettori: proteine (es.CD4 per HIV) o molecole ricche


di carboidrati (es. virus dell’influenza)

• In alcuni casi è richiesto un co-recettore

• Anti-recettori: glicoproteine (per i virus con envelope)


o proteince capsidiche (per i virus privi di envelope)
2. PENETRAZIONE E RIMOZIONE DEL CAPSIDE
• La scapsidazione consiste nella rimozione del
capside e la liberazione del genoma virale, che
avviene dopo l’ingresso del virus nella cellula

• Può avvenire attraverso un processo di


disaggregazione spontanea delle proteine
capsidiche o per l’intervento di proteasi cellulari
3. ESPRESSIONE E
REPLICAZIONE DEL GENOMA
VIRALE
RNA lineare a singolo filamento e a polarità positiva:
RNA lineare a singolo filamento e a polarità negativa:
RNA a doppio filamento:
4. ASSEMBLAGGIO
5. FUORIUSCITA DELLE PARTICELLE
VIRALI

• Virus con envelope: gemmazione


La gemmazione è preceduta
dall’inserimento di glicoproteine
virali nelle membrane interessate
al processo

• Virus nudi: lisi cellulare


PATOGENESI DELLE
INFEZIONI VIRALI
TRASMISSIONE ORIZZONTALE DEI VIRUS

• RESPIRATORIA: il virus viene escreto con le goccioline di saliva emesse con tosse e
starnuti; ne sono esempi i virus del raffreddore, quello del morbillo e della varicella

• ORO-FECALE: l'infezione avviene per via orale e la liberazione del virus attraverso le
feci; un esempio classico è dato dai virus dell'epatite A

• VENEREA: avviene attraverso microlacerazioni della mucosa genitale maschile e


femminile, come l'herpes genitale, il papilloma virus, l'epatite B ed i condilomi

• CUTANEA: ulcerazioni e abrasioni del derma facilitano l'infezione, è il caso della


verruca

• PARENTERALE: il virus è presente nel sangue e può essere trasmesso da siringhe o


trasfusioni di sangue infetto, ne sono esempi l'HIV, il virus dell'epatite B e quello della C
, la febbre gialla, vari tipi di encefalite virale e la rabbia.
EFFETTO DELLA REPLICAZIONE VIRALE SULLA
CELLULA OSPITE

1. ALTERAZIONI MORFOLOGICHE

2. ALTERAZIONI DEL CONTROLLO DELLA


PROLIFERAZIONE CELLULARE

3. ALTERAZIONE DELLA SINTESI DELLE


MACROMOLECOLE
1. ALTERAZIONI MORFOLOGICHE

• EFFETTO CITOPATICO (rotture dei cromosomi, perdita di componenti


intracellulare, disaggregazione del citoscheletro)

• EFFETTO SINCIZIOGENO: fusione delle membrane citoplasmatiche


con conseguente formazione di cellule multinucleate

• FORMAZIONE DI CORPI DI INCLUSIONE: nel nucleo o nel


citoplasma, costituite da ammassi di proteine virali non assemblate a
formare nuovi virioni
EFFETTO CITOPATICO
UNINFECTED INFECTED (DAY 10)

CELLULE
COS-7:

CELLULE UNINFECTED
VERO:

INFECTED
FORMAZIONE DI SINCIZI

Cells Fuse

Scopo: facilitare la diffusione del virus da cellula a cellula!


Corpi di inclusione: citosol o nucleo
• accumulo di materiale virale
• alterazione di strutture cellulari
Es: Cytomegalovirus
la sua replicazione induce la
formazione di corpi di inclusione
dovuti all’alterazione di alcune proteine
del citoscheletro e loro successivo
accumulo in nucleo/citosol
2. ALTERAZIONI CONTROLLO DELLA PROLIFERAZIONE CELLULARE

• Attività virale anti-apoptotica per favorire la sopravvivenza virale


• Attività virale pro-apoptotica per favorire la liberazione dei virus (virus
sprovvisti di envelope)
• Perdita completa del controllo della proliferazione cellulare: trasformazione
cellulare

3. ALTERAZIONI SINTESI MACROMOLECOLE

• alcuni virus, durante la replicazione, provocano una drastica riduzione della


sintesi delle macromolecole cellulari (DNA, proteine..). Es: Picornavirus: poche
ore dopo l’infezione provocano una riduzione del 90% della sintesi di tutte le
macromolecole cellulari)
DANNI PROVOCATI DALL’INFEZIONE VIRALE
ALL’ORGANISMO OSPITE

• Danno diretto del virus al tessuto, con conseguente ridotta


funzionalità dell’organo:

1. lisi delle cellule infette


2. Distruzione cromosomiale
3. Formazione di corpi da inclusione che possono distruggere la struttura
delle cellule
4. Tossicità dovuta all’alta concentrazione di proteine cellulari
5. Inibizione della sintesi di DNA, RNA, proteine dell’ospite
6. Alterazione della membrana plasmatica
7. Trasformazione della cellula ospite in una cellula neoplastica
DANNI PROVOCATI DALL’INFEZIONE
VIRALE ALL’ORGANISMO OSPITE

• Danno indiretto, dovuto alla risposta immunitaria:

1. Meccanismi di difesa evocati dal virus


2. Danno su base infiammatoria
3. Comparsa di processi autoimmuni: comparsa di anticorpi o
linfociti T diretti contro antigeni self
PROGRESSIONE CLINICA DELLE
INFEZIONI VIRALI
- Le infezioni virali possono essere:
• ACUTE (dopo l’infezione primaria, il sistema immunitario riesce a eliminare il virus
con efficacia)

• PERSISTENTI (dopo l’infezione primaria il virus persiste in uno o più organi, anche
per tutta la vita)

- Sia le infezioni acute che quelle persistenti possono essere sintomatiche o asintomatiche:
Infezioni virali persistenti
– Infezione cronica
• Il virus è quasi sempre rilevabile nell’ospite
• Sintomi clinici lievi o assenti per molto tempo
• Esempio: HIV-1, HCV
• Meccanismo principale: variabilità genetica, con conseguente generazione
di escape mutants

– Infezione latente
• Virus interrompe la replicazione per periodi variabili e rimane silente
• Durante la latenza, il virus e le sue componenti non sono rilevabili
nell’ospite
• Esempio: virus herpetici (il DNA resta in forma episomica nel nucleo
cellulare)