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Enrico Colombo

Corso di microbiologia - virologia 1


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Corso di microbiologia
virologia
Enrico Colombo
Inizialmente, i virus sono stati descritti come agenti ltrabili permeavano oltre
le membrane utilizzate per trattenere i batteri
I virus sono sempre parassiti intracellulari obbligati:
- dipendono per la replicazione dallapparato biochimico della cellula ospite.
- La replicazione dei virus avviene per assemblaggio dei singoli componenti,
non per scissione binaria.
I virus pi semplici consistono di un genoma a DNA o RNA racchiuso in un
involucro proteico, talvolta circondato da membrana:
- non hanno capacit di produrre energia o substrati
- Non fanno sintesi proteica utilizzano lapparato biosintetico della cellula
ospite
- Non sono in grado di replicare il proprio genoma indipendentemente dalla
cellula ospite.
La struttura e la genetica dei virus, nel tempo, si sono modicate mediante
mutazione selezionate caratteristiche adattative che hanno favorito linfezione
nelluomo e in altri ospiti:
- per infettare devono anche
- Sopravvivere a condizioni ambientali difcili
- Attraversare cute e altre barriere dellospite
- Adattarsi al macchinario chimico della cellula ospite per la replicazione
- Sfuggire alla risposta immunitaria
Classicazione
Alcuni virus, es parvovirus e picornavirus, sono piccoli e strutturalmente semplici,
mentre altri, es poxvirus e herpesvirus, sono grandi e complessi.
La nomenclatura utilizzata per i virus, pu descrivere:
- caratteristiche
- Malattie alle quali essi sono associati
- Tessuto che infettano
- Localit geograca dove sono stati identicati per la prima volta.
I virus possono essere classicati in base a:
- malattie causate
- Tessuti bersaglio
- Via di trasmissione
- Vettori
I criteri di classicazione pi validi e attualmente adottati, si riferiscono a
caratteristiche siche e biochimiche, quali:
- dimensioni
- Morfologia (es presenza o assenza di un pericapside lipidico)
- Tipo di genoma
- Strategie di replicazione.
I virus a DNA associati a malattie nelluomo sono dividi in sette famiglie.
I virus a RNA possono essere divisi in almeno 14 famiglie.
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Propriet dei virus
Non ltrabili
Parassiti intracellulari
obbligati
Non possono produrre
energia o proteine
Non possono replicare
il proprio genoma
Sfruttano lapparato
biosintetico della
cellula ospite
Possono avere
capside nudo o
pericapside.
Possono essere a DNA
o a RNA, ma non
entrambi
Hanno origine
dallassemblaggio
delle componenti, non
dalla divisione binaria.
Classicazione, struttura e
replicazione dei virus
Enrico Colombo
Virus a DNA
FAMIGLIA VIRUS A DNA
Poxviridae Virus del vaiolo, virus vaccinico, virus del vaiolo della scimmia, mollusco contagioso
Herpesviridae Virus herpes simplex tipo 1 e 2, virus varicella-zoster, virus di Epstein-Barr, cytomegalovirus, herpes virus umani 6, 7, e 8.
Adenoviridae Adenovirus
hepadnaviridae Virus dellepatite B
Polyomaviridae Virus JC, virus BK, SV 40
Papillomaviridae Papillomavirus
Parvoviridae Parvovirus B19, virus adeno-associati
Virus a RNA
FAMIGLIA VIRUS A RNA
Paramyxoviridae Virus parainfluenzae, virus Sendai, virus del morbillo, virus della parotite, virus respiratorio sinciziale
Orthomyxoviridae Virus influenzale tipi A, B e C
Coronaviridae Coronavirus, SARS (severe acute respiratory sindrome)
Arenaviridae Virus ella febbre di Lassa, Tacaribe virus complex, virus della coriomeningite linfocitaria
Rhabroviridae Virus della rabbia, virus della stomatite vescicolare
Filoviridae Virus di Ebola, virus di Marburg
Bunyaviridae Virus dellencefalite della California, virus lucrose, virus della febbre della mosca della sabbia, virus della febbre emorragica, Hanta virus
Retroviridae Rotavirus, virus della febbre da zecca del Colorado
Picornaviridae Rhinovirus, poliovirus, echovirus, virus coxsackie, virus dellepatite A
Togaviridae Virus della rosolia, virus dellencefalite equina occidentale/orientale/del Venezuela, Virus Ross River, virus Sindbis, virus Semplici forest
Flaviviridae Virus della febbre gialla, virus degne, virus dellencefalite di St. Louis, virus West Nile, virus dellepatite C,
Noroviridae Virus Norwalk, calicivirus
Delta Agente delta
Struttura del virione
Lunit di misura per le dimensioni dei virus il nanometro, in quanto i virus con
importanza clinica hanno dimensioni comprese tra:
- 18 nm (parvovirus)
- 300 nm (poxvirus) visibili al MO, dimensioni circa di 1/4 di stalococco
Generalmente, i virus pi grandi possono contenere un genoma pi
grande codicano pi proteine sono pi complessi.
Il virione, particella virale, consiste di:
- genoma di acido nucleico
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- Rivestimento esterno
- Capside di natura proteica
- Envelope o pericapside membrana
- Pu contenere alcuni enzimi o altre proteine.
Il capside ed altre proteine possono legare gli acidi nucleici, associandosi al
genoma, formando il nucleocapside, che pu circondare da solo il virione o
essere circondato da un pericapside.
Il genoma dei virus pu essere a DNA o a RNA:
- il DNA pu essere
- Singolo lamento (ss) o Doppio lamento (ds)
- Lineare o circolare
- LRNA pu essere
- Polarit positiva (+) o negativa
- Doppio lamento (+/-)
- Ambisenso (contiene regioni di RNA + e - unite luna allaltra)
Il genoma a RNA pu essere anche segmentato in pezzi ogni frammento
codica un singolo gene.
Tutte le forme di genoma virale possono conservare e trasmettere
linformazione genetica del virus.
Generalmente, pi grande il genoma pi geni pi grande la struttura
capsidica o pericapsidica per contenerlo.
Lo strato pi esterno del virione il capside o il pericapside:
- forniscono impacchettamento, protezione e veicolo di trasporto per la
trasmissione del virus
- Le strutture di supercie favoriscono linterazione del virus con la cellula
bersaglio
- Rimozione o distruzione delle strutture esterne inattivazione del virus
- Anticorpi contro le strutture esterne bloccano linfezione virale.
Il capside una struttura rigida, in grado di sopportare condizioni ambientali
sfavorevoli:
- virus con capsidi nudi resistenti allessiccamento, agli acidi e ai
detergenti
- Molti trasmessi per via oro-fecale, ma possono essere trasmessi anche
attraverso acque di scolo.
Il pericapside o envelope una membrana composta da:
- lipidi, proteine
- Glicoproteine.
La struttura membranacea del pericapside pu mantenersi solo in soluzioni
acquose:
- rapidamente distrutta da essiccamento, acidi, detergenti e solventi
inattivazione del virus
- I virus rivestiti da pericapside devono rimanere in ambiente umido
- Trasmissione: uidi, aerosol, sangue e tessuti
- La maggior parte non sopravvive alle condizioni avverse del tratto
gastrointestinale.
Virus con capside (A in gura)
Il capside virale assemblato a partire da singole proteine, che si associano in
unit progressivamente pi grandi:
- tutte le componenti del capside hanno caratteristiche chimiche che
permettono di unirsi assieme e assemblarsi in strutture di maggiori
dimensioni
- Singole proteine strutturali si associano in subunit le quali si uniscono in
protomeri pi protomeri formano i capsomeri si uniscono in
procapsidi.
- Il procapside deve essere ulteriormente modicato per dare il capside
nale, trasmissibile.
- Per alcuni virus il procapside si forma attorno al genoma
- Per altri si forma come guscio vuoto e viene successivamente riempito
dal genoma
Le strutture virali pi semplici hanno simmetrie:
- elicoidali: tali virus hanno forma simile a bacchette
- Icosaedro: formano virus simili ad una sfera (approssimativamente)
- Asimmetrici hanno forme complesse e sono tipiche di alcuni batteri (fagi)
Lesempio classico di simmetria elicoidale il virus del mosaico del tabacco:
- capsomeri che si autoassemblano sul genoma a RNA in barre, che si
estendono per tutta la lunghezza del genoma
- I capsomeri coprono e proteggono lRNA
- Nucleocapside elicoidali sono osservati anche allinterno del pericapside di
molti virus a RNA con polarit negativa.
Icosaedri semplici sono utilizzati da virus piccoli e poco complessi (es
picornavirus e parvovirus):
- composti da 12 capsomeri, ognuno con simmetria pentamerica
(pentameri)
- Ogni pentamero dei picornavirus composto di 5 protomeri, costituiti
da 3 subunit di 4 proteine distinte.
- Fon cristallograa a raggi X e analisi delle immagini di microscopia crio-
elettronica si denito a livello molecolare la struttura El capside dei
picornavirus.
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I virioni icosaedri pi grandi sono costituiti per inserzione, tra i pentoni situati ai
vertici, di esoni:
- gli esoni sono formati da sei capsomeri connanti
- Tale icosaedro esteso detto icosadeltaedro la grandezza
determinata dal numero di esoni inseriti trai i bordi e le superci denite dai
pentoni (es pallone da calcio)
- Il nucleocapside dellherpesvirus ha 12 pentoni e 150 esoni, anche
circondato da pericapside.
- Il capside delladenovirus composto da 12 pentoni e 240 esoni (252
capsomeri)
- Ad ogni pentone delladenovirus attaccata una lunga bra, che funge
da proteina virale di attacco (VAP) funge da attacco alla cellula
bersaglio.
Virus con pericapside (B)
Il pericapside virale composto da
- lipidi,
- proteine
- glicoproteine
Raramente, vi si ritrovano proteine cellulari, anche se il pericapside stesso
origina da membrane cellulari.
La maggior parte dei virus rivestiti da pericapside ha forma sferica o pleomorfa,
con alcune eccezioni.
La gran parte delle glicoproteine virali possiede carboidrati legati ad
asparagina (N-linked) che si estendono attraverso il pericapside e allesterno
della supercie virale:
- spesso agiscono come VAP, in grado di legare strutture sulle cellule
bersaglio
- Emoagglutinina (HA): VAP che legano anche gli eritrociti.
- Alcune glicoproteine hanno anche altre funzioni
- Orthomyxovirus neuraminidasi
- Paramyxovirus proteine di fusione
- Herpes simplex recettori Fc e C3b
- Le glicoproteine, inoltre, sono i pi importanti antigeni che determinano
protezione immunitaria.
Il pericapside dei togavirus circonda un nucleocapside icosaedrico, contenente
un genoma a RNA a polarit positiva:
- il pericapside contiene spicole formate da subunit glicoproteiche si
ancorano al pericapside icosaedrico il pericapside aderisce strettamente
al capside e si conforma su una struttura icosaedri
Tutti i virus a polarit negativa hanno il pericapside:
- le componenti dellRNA polimerasi RNA-dipendente si associano col
genoma a RNA degli orthomyxovirus, paramyxovirus e rhabdovirus
formano nucleocapsidi elicoidali
- Tali enzimi, necessari per iniziare la replicazione virale, si associano al
genoma assicurato il loro ingresso nella cellula.
- Le proteine della matrice, aderenti nel pericapside, facilitano
lassemblaggio del ribonucleocapside nel virione
Il virus dellinuenza A (un orthomyxovirus) tipico esempio di virus a RNA con
genoma segmentato:
- il pericapside riveste le proteine di matrice e ha due glicoproteine
- Emoagglutinina (HA) funge da VAP
- Neuraminidasi (NA)
Il pericapside degli herpesvirus una struttura a sacca che racchiude il
nucleocapside icosadeltaedrico:
- a seconda dello specico herpesvirus pericapside pu contenere no a
11 glicoproteine
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- Lo spazio interstiziale, tra nucleocapside e pericapside, detto
tegumento.
- Contiene enzimi e altre proteine, anche mRNA, che facilitano
linfezione.
I poxvirus sono virus rivestiti, con morfologia grande, complessa, a mattone:
- il pericapside racchiude
- una struttura detta nucleoide, a forma di manubrio, contenente il DNA.
- Corpi laterali, brille e altri enzimi e proteine.
Replicazione virale
Le fasi principali dei processi replicativi virali sono le stesse per tutti i virus:
- la cellula come una fabbrica in quanto fornisce
- Substrati
- Energia
- macchinari per sintesi di proteine/acidi nucleici
- I processi che la cellula non pu compiere codicati da enzimi presenti
nel genoma virale.
Il ciclo di replicazione virale pu essere scomposto in diverse fasi:
- fase precoce: il virus riconosce la cellula bersaglio appropriata, penetra la
membrana plasmatica, incorporato nella cellula, rilascia il suo genoma nel
citoplasma (scapsidamento) e lo trasporta nel nucleo
- Fase tardiva: inizia con la replicazione virale e la sintesi delle
macromolecole virali, per terminare con lassemblaggio e poi il rilascio del
virione.
Si deniscono alcuni periodi di infettivit e struttura caratteristica dei virus:
- periodo di eclissi: dalla perdita del capside o del pericapside perdita di
infettivit e struttura caratteristica. Termina con lassemblaggio dei nuovi
virioni, che tornano ad essere infettivi.
- Periodo di latenza: non si rilevano virus extracellulari infettanti, comprende
il periodo di eclissi e termina solo con il rilascio del virus.
Ogni cellula infettata pu produrre no a 10
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particelle virali, ma solo 1-10%
diventano infettive:
- particelle difettive: la gran parte, sono il risultato di mutazioni o errori di
assemblaggio
- Quantit di virus rilasciato: percentuale di virus infettivo per cellula per
ogni singolo ciclo riproduttivo.
- Determinato dalle propriet del virus e della cellula bersaglio.
Riconoscimento ed attacco alla cellula bersaglio
Il legame delle VAP (proteine di attacco virale) - strutture sulla supercie del
capside virionico - ai recettori espressi sulla cellula bersaglio il fattore
determinante per linfezione:
- i recettori per il virus proteine o carboidrati posti su glicoproteine o
glicolipidi di membrana.
- I virus che si legano a recettori espressi su specici tipi cellulari
possono determinare uninfezione ristretta a particolari specie o
specici tipi cellulari.
- La cellula bersaglio suscettibile denisce il tropismo tissutale.
- EBV, ad esempio, ha uno spettro dospite e un tropismo molto
limitati si lega infatti al recettore CR2 (per C3d) sulle cellule B umane.
- Il parvovirus B19 lega il globoside espresso su precursori eritroidi.
Per un virus con capside nudo, le strutture virali di attacco possono essere:
- parte del capside
- Proteine sporgenti dal capside stesso
- Solco (canyon) sulla supercie del rhinovirus 14, un picornavirus, funge da
toppa per linserimento di una porzione della molecola ICAM-1 sulla
supercie della cellula.
Le VAP sono glicoproteine speciche dei virus con pericapside:
- emoagglutinina (HA) del virus dellinuenza A lega lacido sialico
espresso su molte cellule ampio spettro dospite e tropismo tissutale
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- Flavivirus e -togavirus in grado di legarsi a recettori espressi sulle
cellule di diverse specie animali premette di diffondere anche attraverso
animali, zanzare e insetti.
Penetrazione
Interazioni multiple tra VAP e recettori cellulari avvio del processo di ingresso:
- il meccanismo di ingresso dipende dalla struttura del virione e dal tipo
cellulare
- La maggior parte dei virus nudi entra nella cellula per
- Endocitosi mediata da recettori: normale processo cellulare,
adottato dalla cellula per incorporare le normali molecole ligando di quei
recettori
- viropessi: picornavirus e paopvavirus dopo il legame del virus alle
cellule, possono essere esposte strutture idrofobiche delle proteine del
capside, che aiutano il virus a scivolare direttamente in membrana.
- I virus con pericapside, entrano nella cellula ospite attraverso fusione
delle membrane con le membrane cellulari
- Liberano il nucleocapside o il genoma direttamente nel citoplasma.
- Il pH ottimale per la fusione di un virus con pericapside determinante,
in quanto
- A pH neutro la fusione pu avvenire direttamente nel citoplasma
- A pH acido la fusione avviene dallinterno di un endosomi.
- Lattivit di fusione pu essere fornita dalla VAP o da unaltra proteina.
- LHA del virus dellinuenza A si lega ai recettori di acido sialico
nellambiente blandamente acido dellendosoma HA subisce un
cambiamento conformazionale esposizione di molecole idrofobe
fusione delle membrane.
- I paramyxovirus possono indurre la fusione cellula-cellula
formazione di sincizi (cellule giganti plurinucleate)
Scapsidamento
Una volta entrato nella cellula ospite sono necessari:
- Guida del nucleocapside al sito di replicazione
- Il genoma dei virus a DNA trasferito nel nucleo
- Genoma dei virus a RNA resta nel citoplasma
- Rimozione del capside (scapsidamento)
- Pu essere avviato
- dallancoraggio al recettore
- Dallambiente acido
- Da proteasi che si trovano il endosomi o lisosomi
I virus con pericapside iniziano lo scapsidamento durante la fusione delle
membrane:
- la fusione del pericapside degli herpesvirus con la membrana plasmatica
rilascia allinterno il nucleocapside si ancora alla membrana nucleare
trasferisce nel nucleo il genoma a DNA
- Il rilascio del nucleocapside del virus dellinuenza dalla sua matrice e dal
pericapside facilitato dal passaggio di protoni allinterno dellendosoma,
attraverso i canali ionici formati dalla proteina virale di matrice M2
I reovirus e poxvirus vanno incontro a scapsidamento solo parzialmente durante
lingresso:
- il capside esterno dei reovirus rimosso, ma il genoma rimane in un
capside interno qui sono presenti le polimerasi necessarie alla sintesi
dellRNA
- I poxvirus fusione di membrana rilascio di una particella subivate nel
citoplasma pu avviare la sintesi di mRNA da parte di enzimi presenti nel
virione sintetizzato un enzima di scapsidamento rilascio nel
citoplasma del core, contenente DNA.
Sintesi macromolecolari
Una volta allinterno della cellula, il genoma virale deve dirigere:
- sintesi dellmRNA virale
- Sintesi delle proteine virali
- Replicazione di s stesso
I processi pi importanti nellambito della moltiplicazione virale sono dunque,
trascrizione, traduzione e replicazione del genoma:
- il genoma inutilizzato nch non viene trascritto in mRNA funzionali
- Questi utilizzano i ribosomi cellulari per essere tradotti proteine
- Le strategie di ciascun virus in queste fasi dipendono
- dalla struttura del genoma
- dal sito dove avviene la replicazione
Lapparato di trascrizione e processamento dellmRNA in una cellula eucariotica
situato nel nucleo.
La maggior parte dei virus a DNA utilizza la RNA polimerasi II DNA-dipendente
e altri enzimi correlati per produrre mRNA:
- gli mRNA eucariotici, acquisiscono una coda poliA e un cap metilato in 5 e
sono processati (rimossi gli introni) prima di raggiungere il citoplasma
- Anche i virus devono provvedere a tali funzioni o ad esse alternative.
La maggior parte dei virus a RNA replica e sintetizza mRNA nel citoplasma
(eccetto orthomyxovirus e retrovirus):
- la cellula eucariote non duplica mRNA i virus a RNA devono codicare
gli enzimi necessari per la trascrizione e la replicazione
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I genomi nudi dei virus a DNA e dei virus a RNA a polarit positiva (eccetto i
retrovirus) sono sufcienti per iniziare la replicazione dopo che siano stati iniettati
in una cellula acidi nucleici infettanti:
- possono interagire direttamente con gli apparati della cellula ospite e
promuovere la sintesi di mRNA e proteine
Generalmente, lmRNA di proteine non strutturali trascritto per primo:
- prodotti dei geni precoci: proteine non strutturali, in grado di legare DNA
ed enzimi, comprese le polimerasi codicate dal virus
- Hanno funzione catalitica
- Ne sono sufcienti solo poche copie
-
- Replicazione del genoma permette di passare alla fase successiva
Prodotti dei geni tardivi: codicano per le proteine strutturali. Sono
necessarie molte copie per limpiccamento dei virioni
- Non sono generalmente necessarie prima che sia replicato il genoma
- I genomi appena replicati fungono da ulteriori nuovi stampi per la sintesi
degli mRNA dei geni tardivi.
- Virus a DNA e RNA diversi controllano la cinetica e la capacit di sintesi
dei geni virali e delle proteine attraverso differenti strategie.
Virus a DNA
La replicazione del genoma a DNA richiede:
- DNA polimerasi DNA-dipendente
- Altri enzimi
- Desossiribonucleotidi trifosfati (in particolare timidina)
La trascrizione del DNA genomico virale avviene nel nucleo e utilizza la polimerasi
e altri enzimi della cellula ospite per la sintesi degli mRNA virali:
- regolata dallinterazione di proteine leganti il DNA speciche per sequenze
promotori e enhancer del genoma virale
- Promotore e enhancer virali omologie di sequenza con quelli dellospite
permettono il legame della RNA-polimerasi DNA-dipendente e dei fattori
trascrizionali
- Le cellule di alcuni tessuti non esprimono le proteine leganti il DNA
necessarie per attivare la trascrizione dei geni virali la replicazione del
virus in quelle cellule completamente limitata o impedita il virus rimane
nella cellula in forma latente
- La trascrizione pu determinare dunque il tropismo tissutale e lo spettro
dospite del virus.
La regolazione della trascrizione nei virus a DNA differente per i diversi
virus:
- i virus pi complessi producono i propri attivatori trascrizionali, che
innalzano o regolano lespressione dei geni virali
- Il virus herpes simplex codica proteine che regolano le cinetiche di
espressione virale, tra cui la VMW 65 si trova nel virione, si lega al
complesso di attivazione trascrizionale della cellula ospite aumenta
la capacit di stimolare la trascrizione dei geni virali precoci
- I geni possono essere trascritti da entrambi i lamenti di DNA e in direzioni
opposte
- Geni precoci e tardivi del paopvavirus SV40 sono situati su lamenti
opposti e non sovrapposti.
- I geni virali possono contenere introni ed esoni necessario lo splicing
La replicazione del DNA virale segue le medesime leggi biochimiche del DNA
cellulare:
- inizia in una specica sequenza del DNA genomico, detta origine (ori)
sito riconosciuto da fattori nucleari o virali e dalla DNA polimerasi DNA-
dipendente.
- Sintesi semiconservativa
- Le polimerasi (virali o dellospite) richiedono un primer per avviare la
sintesi della nuova catena
- I parvovirus hanno sequenze di DNA ripetute e invertite, per
permettere al DNA di ripiegarsi e ibridare con s stesso i tal
modo formano un primer
- Negli adenovirus la replicazione attivata da una deossicitidina
monofosfato attaccata ad una proteina terminale.
- Gli herpesvirus codicano una propria primasi, enzima che
sintetizza primer di RNA
La replicazione del genoma dei virus a DNA:
- virus semplici: utilizzano la DNA polimerasi della cellula ospite
- Virus pi complessi: utilizzano polimerasi proprie generalmente pi
veloci ma meno precise aumento del tasso di mutazione
I principali fattori limitanti per la replicazione di un virus a DNA sono:
- disponibilit della DNA polimerasi e dei desossiribonucleotidi
- La maggior parte delle cellule in fase quiescente non sintetizza DNA
perch gli enzimi necessari non sono presenti e i pool di
desossitimidina sono limitati.
- Pi piccolo il virus e pi dipende da tali mansioni.
- Lantigene T di SV40, le proteine E6 e E7 del papillomavirus e la proteina
E1a degli adenovirus si legano a proteine cellulari che inibiscono la
crescita (es RB, o p53):
- maggiore proliferazione cellulare aumento della replicazione virale
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I virus a DNA pi grandi possono codicare p.e. Runa DNA polimerasi e altre
proteine sintesi del DNA facilitata maggiore indipendenza dalla cellula.
Virus a RNA
Nei virus a RNA la replicazione e la trascrizione si somigliano, in quanto i genomi
di tali virus sono:
- RNA a polarit positiva: un mRNA
- RNA a polarit negativa: lo stampo di un mRNA.
Durante la replicazione e la trascrizione formazione di un intermedio di RNA a
doppio lamento:
- struttura non presente nelle cellule non infettate.
Il genoma dei virus a RNA deve codicare delle RNA polimerasi RNA-
dipendenti (replicasi e trascrittasi):
- la cellula non replica lRNA
- LRNA viene degradato velocemente necessaria una RNA polimerasi
fornita o subito sintetizzata dopo lo scapsidamento
- Molte RNA polimerasi lavorano velocemente molto soggette ad errore.
- La replicazione de genoma fornisce nuovi stampi per la produzione di
ulteriore mRNA amplicata e velocizzata la replicazione virale
Genomi virali a RNA+
I genomi virali a RNA a lamento positivo si comportano come mRNA:
- si legano ai ribosomi e dirigono la sintesi proteica
- Sintetizzano una RNA polimerasi RNA-dipendente produce un lamento
di RNA a polarit negativa sfruttato per produrre nuovi mRNA nuovi
genomi
- Sintesi di proteine
- Nuovi genomi virali
Il genoma virale nudo a RNA+ sufciente per avviare da solo linfezione.
I virus a RNA+ sono:
- picornavirus
- Norovirus
- Coronavirus
- Flavivirus
- Togavirus
Gli mRNA di tali virus non hanno il cap allestremit 5, ma hanno una corta
sequenza poliA.
La trascrizione e replicazione dei coronavirus condividono alcuni di questi
meccanismi, ma sono pi complessi.
Genomi virali a RNA-
Il genoma a RNA a lamento negativo non infettante di per s:
- funge da stampo per la produzione di mRNA
- Deve essere trasportata nella cellula anche una polimerasi, associata
come parte del nucleocapside
- necessaria a formare mRNA specico per le proteine virali.
- Prodotto anche RNA di lunghezza completa positiva stampo per
generare altre copie di genoma.
- Eccetto che per i virus inuenzali, trascrizione e replicazione dei virus a
RNA a polarit negativa avvengono nel citoplasma.
La trascrittasi del virus dellinuenza necessita di un innesco per produrre mRNA
sfrutta le estremit 5 degli mRNA cellulari presenti nel nucleo come innesco
per la polimerasi cattura il cap in 5 sugli mRNA cellulari.
I virus a RNA a polarit negativa sono:
- rhabdovirus
- Orthomyxovirus
- Paramyxovirus
- Filovirus
- bunyavirus
Genoma a RNA segmentato a doppio lamento
I reovirus sono provvisti di un genoma a RNA segmentato a doppio
lamento, con modalit complesse di replicazione e trascrizione.
LRNA polimerasi dei reovirus parte del core presente allinterno del capside:
- trascritti singoli mRNA da ognuno dei 10 o pi frammenti genomici, mentre
si trovano ancora nel core
- I lamenti antisenso dei segmenti genomici utilizzati come stampi per gli
mRNA in maniera simile a quanto avviene per i virus a RNA a polarit
negativa
- Enzimi codicati dal reovirus, contenuti nel core interno del capside
aggiunta del cap allestremit 5 dellmRNA virale.
- Gli mRNA non possiedono la coda di poliA.
Gli mRNA sono rilasciati nel citoplasma dirigono la sintesi proteica o sono
sequestrati in nuovi core.
Nei nuovi core:
- RNA+ stampo per la sintesi di RNA a lamento negativo
- La polimerasi del core produce RNA progenie a doppio lamento.
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Genoma circolare ambisenso
Gli arenavirus possiedono un genoma circolare ambisenso, con sequenze +
adiacenti a sequenze -:
- geni precoci trascritti dalla porzione a polarit negativa
- Geni tardivi trascritti dallintermedio replicativo a lunghezza completa
Retrovirus
I retrovirus possiedono un genoma RNA a polarit positiva, ma non possiedono
sistemi di replicazione per lRNA nel citoplasma:
- contengono nel virione
- due copie del genoma
- Due molecole di tRNA utilizzato come innesco per la sintesi di una
copia di DNA complementare circolare del genoma (cDNA)
- Una trascrittasi inversa (DNA-polimerasi RNA-dipendente)
Il cDNA sintetizzato nel citoplasma traslocato nel nucleo integrato con la
cromatina dellospite:
- diviene un gene cellulare
- La presenza di promotori allestremit del genoma virale aumentata
lestensione della trascrizione delle sequenze di DNA virale
- Trascritti completi Nuovi genomi
- Singoli mRNA generati per splicing codicano per le proteine virali
Deltavirus
La strategia di replicazione pi atipica quella dei deltavirus:
- genoma a RNA singolo lamento positivo circolare a forma di bacchetta
e abbondantemente ibridato con s stesso.
- Si replica nel nucleo ad opera della RNA polimerasi II DNA-dipendente della
cellula ospite una porzione del genoma forma una struttura a RNA detta
ribozima, la quale taglia lRNA circolare per produrre mRNA.
Sintesi delle proteine virali
Per la sintesi delle proteine tutti i virus dipendono dalla cellula ospite, per
quanto riguarda
- ribosomi
- RNA transfer (tRNA)
- Meccanismi di modicazione post-traduzionale
Il legame del mRNA al ribosoma pu essere mediato da
- cap 5 terminale di guanosina metilata viene attaccata allmRNA in
modo differente per i vari virus
- IRES, internal ribosome entry sequence struttura di RNA a forma di
cappio si lega nella porzione interna del ribosoma per dare inizio alla sintesi
proteica
Molti, ma non tutti gli mRNA virali hanno una coda poliA.
Il ribosoma eucariotico si lega allmRNA e sintetizza una sola proteina prima di
distaccarsi dallmRNA:
- ogni virus aggira tale fattore limitante in maniera differente, a seconda della
struttura del genoma
- Lintero genoma di un virus a RNA a lamento positivo viene letto dal
ribosoma e tradotto in una poli-proteina gigante la proteina
tagliata dopo da proteasi virali e cellulari in varie proteine funzionali.
- Virus a DNA, retrovirus e la maggior parte dei virus RNA- trascrivono
mRNA separati per singole proteine.
I virus utilizzano strategie differenti per favorire la traduzione differenziale del loro
mRNA virale al posto dellmRNA cellulare:
- spesso, la concentrazione del mRNA virale nella cellula sittanto alta da
occupare la maggior parte dei ribosomi
- Linfezione da parte delladenovirus blocca luscita di mRNA cellulare
dal nucleo
- I virus herpes simplex e altri inibiscono le sintesi macromolecolari della
cellula inducono degradazione del DNA e mRNA cellulare
- Per favorire la traduzione selettiva, il poliovirus inattiva la proteina
ribosomiale legante il cap con una propria proteasi
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- Queste attivit contribuiscono alla citopatogenicit dellinfezione virale.
Alcune proteine virali richiedono modicazioni post-traduzionali
(fosforilazione, glicosilazione, acilazione o solfatazione):
- fosforilazione: attuata da protein chinasi cellulari o virali sistema per
attivare/inattivare le proteine
- Parecchi herpesvirus e altri virus codicano per delle proprie protein-
chinasi.
- Glicoproteine virali sono sintetizzate sui ribosomi legati alla
membrana e contengono sequenze aminoacidiche che permettono
linserzione nel RER, quindi la N-glicosilazione.
- La forma precursore delle glicoproteine trasportata al Golgi.
- La glicoproteina matura, contenente acido sialico, espressa sulla
membrana plasmatica della cellula, salvo che questa non abbia segnali
che la trattengono negli organuli.
- La presenza di glicoproteine determina la regione dove si assembla il
virione.
Assemblaggio
Lassemblaggio dei virioni analogo a un puzzle ad incastro tridimensionale,
che si compone da solo:
- si assembla a partire da piccole proteine, per racchiudere il genoma in un
pacco funzionale.
- Ogni elemento del virione possiede delle strutture di riconoscimento
permettono al virus di instaurare le corrette relazioni
- Proteina-proteina
- Proteina-acido nucleico
- Proteina-membrana (virus con pericapside)
- Lassemblaggio inizia quando alta la concentrazione di elementi del
capside la reazione di assemblaggio procede spinta
termodinamicamente
- Pu esservi la facilitazione da parte di proteine di impalcatura o altre
proteine attivate per proteolisi.
Il sito e il meccanismo di assemblaggio dei virioni dipendono:
- dalla regione in cui ha luogo la replicazione del genoma
- Dal fatto che la struttura nale abbia un capside o un pericapside.
I capsidi dei virus possono essere assemblati come:
- procapsidi, strutture vuote riempite con genoma
- Assemblati attorno al genoma.
- Nucleocapsidi di retrovirus, togavirus, virus a RNA a polarit negativa
sono assemblati attorno al genoma successivamente oso racchiusi
nel pericapside
- Il nucleocapside elicoidale di virus a RNA a polarit negativa include la
RNA-polimerasi RNA-dipendente, necessaria per la sintesi di mRNA
nella cellula bersaglio.
Per i virus con pericapside:
- glicoproteine virali processate sono trasportate sulle membrane cellulari
attraverso trasporto vescicolare
- Associazione nucleocapside-regione di membrana con glicoproteine virali
gemmazione del nucleocapside nel pericapside.
- Le proteine di matrice nel caso dei virus a RNA a lamento negativo
preparano e promuovono ladesione dei nucleocapsidi alle membrane
- modicate dalle glicoproteine il nucleocapside gemma fuori dalla
membrana
Il sito di gemmazione determinato da:
- tipo di genoma
- Sequenza proteica delle glicoproteine.
La maggior parte die virus a RNA gemma dalla membrana plasmatica il
virus rilasciato al momento della gemmazione.
Flavivirus, coronavirus, bunyavirus gemmazione allinterno del RER o del Golgi
possono restare nella cellula associati a tali organuli.
Virus herpes simplex si assembla nel nucleo e gemma nel reticolo
endoplasmatico si porta fuori dal ER, perdendo il pericapside della prima
gemmazione si libera il nucleocapside, si associa ad altre proteine virali:
- il virione trasportato sulla supercie della cellula e rilasciato per esocitosi
durante la lisi cellulare
- o trasmesso direttamente ad altre cellule, mediante ponti inter-cellulari.
Lassemblaggio di un virione completo o funzionale di virus inuenzale
richiesta la presenza di una copia di ogni segmento genico
1
:
- 8 segmenti genomici costituiscono il genoma
- I virioni ne possono includere casualmente 10/11
- Statisticamente 1 virione completo ogni 20 virioni difettivi
Durante lassemblaggio si vericano degli errori:
- virioni vuoti
- Virioni contenenti genomi difettivi
Il rapporto tra particelle virali e virus infettivo (rapporto particelle/unit
formanti placca) alto:
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1
i virus inuenzali hanno genoma segmentato a RNA doppio lamento
- normalmente maggiore di 10,
- Con processi replicativi rapidi pu giungere a 10
4
.
Virus difettivi possono impiegare gli apparati necessari alla normale replicazione
virale particelle difettive interferenti.
Rilascio
I virus sono rilasciati dalla cellula:
- dopo lisi
- Per esocitosi
- Per gemmazione dalla membrana plasmatica
I virus con capside nudo rilasciati generalmente dopo lisi.
I virus con pericapside generalmente rilasciati per gemmazione.
I virus che gemmano o acquisiscono la loro membrana da organuli citoplasmatici
rilasciati per lisi o per esocitosi.
Ripresa del ciclo replicativo
Quando il virus nel mezzo intracellulare, determina generalmente lavvio di
nuove infezioni.
Linfezione pu essere diffusa anche attraverso altri meccanismi:
- attraversamento di ponti intercellulari
- Fusione cellula-cellula virus-indotta
- Trasmissione verticale del genoma a cellule glie
Tali meccanismi permettono ai virus di eludere il riconoscimento da parte degli
anticorpi.
Alcuni herpesvirus, retrovirus e paramyxovirus possono indurre la fusione
cellula-cellula creazione di cellule giganti multinucleate enormi fabbriche
di virus.
I retrovirus e alcuni virus a DNA trasmettono verticalmente le copie
integrate del loro genoma alle cellule glie trasmissione cellulare.
Genetica virale
Frequentemente, nei genomi virali si vericano mutazioni spontanee nuovi
ceppi virali, con propriet differenti dai virus parentali:
- possono essere identicate per
- Sequenze nucleotidiche
- Differenze antigeniche (sierotipi diversi)
- Propriet strutturali o funzionali
- Nella maggior parte dei casi le mutazioni non hanno effetto o sono
svantaggiose
- Mutazioni in geni essenziali inattivazione del virus
- Mutazioni in altri geni permettono di
- Acquisire resistenza a farmaci
- Alterare lantigienicit
- Alterare la patogenicit del virus
Bassa fedelt delle polimerasi virali + alta velocit di replicazione del
genoma virale errori della copiatura del genoma:
- in pi, i virus a RNA non possiedono sistemi per la correzione degli errori di
replicazione.
- Mutazioni sono pi frequenti nei virus a RNA
Le mutazioni nei virus possono essere:
- mutazioni letali: mutazioni dei geni essenziali
- Mutazioni vitali: danno origine a nuovi ceppi mutanti
- Mutante per delezione: deriva dalleliminazione o perdita selettiva di
una porzione del genoma e della funzione codicata da essa
- Mutante di placca: differisce dal tipo selvatico per le dimensioni o
laspetto della cellula infetta
- Mutante per spettro dospite: diverse cellule bersaglio rispetto al
virus selvatico
2

- Mutanti attenuati: varianti che causano malattie meno gravi in animali
o uomo
- Mutanti condizionali
- Temperatura-sensibili: mutazioni in un gene per una proteina
essenziale che permette la moltiplicazione dei virus solo a certe
temperature. I mutanti temperatura sensibili solitamente crescono
bene tra 30 e 35, ma non tra i 38 e 40C.
Nuovi ceppi virali possono emergere anche da interazioni genetiche tra virus o
tra virus e cellula scambio genetico intramolecolare detto ricombinazione.
- Spesso tra virus a DNA correlati
I virus con genomi segmentati (virus inuenzali o reovirus) formano ceppi ibridi a
seguito dellinfezione nella cellula con un altro ceppo virale riassortimento:
- nuovi ceppi del virus dellinuenza A si possono creare a seguito della
confezione con virus di specie animali diverse.
In alcuni casi, un ceppo virale difettivo pu essere recuperato grazie a:
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selvatico sinonimo di parentale
- replicazione di un altro mutante
- Replicazione di un virus selvatico
- Linea cellulare che possiede il gene mancante.
La replicazione dellaltro virus o lespressione del gene nella cellula fornisce
funzione mancante (complementazione) avviene la replicazione.
Ceppi virali singoli o mutanti sono selezionati per la loro abilit:
- di utilizzare lapparato della cellula ospite
- Di resistere alle condizioni avverse dellambiente o dellorganismo
Le caratteristiche cellulari che possono esercitare pressione selettiva sono:
- tasso di crescita della cellula
- Espressione tessuto-specica di alcune proteine utili ai virus (enzimi,
glicoproteine, fattori di trascrizione)
Le condizioni dellorganismo che premono i virus sono:
- temperatura elevata
- Meccanismi immunitari
- Struttura dei tessuti.
I virus che non riescono a sopportare queste condizioni o a eludere le difese
dellospite eliminato facilmente.
Un leggero vantaggio selettivo in un ceppo mutante pu trasformarlo nel ceppo
virale predominante.
Alto tasso di mutazione nel virus dellimmunodecienza
cambiamento nel tropismo per le cellule bersaglio dai macrofagi ai linfociti T
sviluppo di ceppi resistenti ai farmaci anti-virali
generazione di varianti antigeniche durante il corso dellinfezione nei pazienti.
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I virus causano malattia dopo:
- aver superato le barriere naturali di difesa dellorganismo
- Aver evitato il controllo del sistema immunitario
- Aver distrutto le cellule di un tessuto importante
- Aver attivato una risposta immunitaria o inammatoria distruttiva
Lesito dellinfezione virale determinato da:
- natura dellinterazione virus-ospite
- Risposta dellospite allinfezione
Il sistema immunitario unarma a doppio taglio:
- la migliore terapia
- uno dei fattori maggiormente responsabili della patogenesi
Natura della malattia e sintomi determinati dal tessuto bersaglio
I fattori virali e dellospite determinano la gravit della malattia:
- ceppo virale
- Consistenza dellinoculo
- Condizioni generali di salute della persona infettata
Una certa malattia pu essere causata da virus differenti che hanno in comune il
tropismo. Ad esempio:
- il raffreddore comune tropismo per vie respiratorie superiori
- Encefalite SNC
- Epatite tropismo per fegato
Di contro, un certo virus pu causare diversi quadri morbosi o nessuna
sintomatologia osservabile, a seconda del tessuto infettato:
- esempio, HSV-1 pu causare
- Gengivostomatiti
- Encefaliti
- Ceheratocongiuntiviti
- Herpes genitale
- Herpes labiale
- Faringite
- Asintomatico
- Nonostante sia innocuo, questo herpesvirus pu mettere in pericolo di vita
neonati e immunocompromessi.
Molti virus codicano per fattori di virulenza, funzioni che promuovono:
- efcienza della riproduzione virale
- Entrata nella cellula
- Trasmissione virale
- Adsorbimento del virus nel tessuto bersaglio
- Elusione delle difese dellospite
Tali funzioni, bench non essenziali per la crescita in colture del virus, sono
necessarie per:
- patogenicit
- Sopravvivenza del virus nellospite
La perdita di questi fattori di virulenza causa attenuazione del virus.
FATTORI DETERMINANTI LA
MALATTIA VIRALE
Natura della malattia:
- tessuto bersaglio
- Via dingresso del virus
- Accesso del virus al tessuto
bersaglio
- Tropismo tissutale
- Permissivit della cellula alla
replicazione virale
- Ceppo virale patogeno
Gravit della malattia:
- capacit citopatica del virus
- Stato immunitario dellospite
- Competenza del sistema immunitario
- Precedente immunit contro il virus
- Immunopatologia
- Quantit dellinoculo virale
- Tempo richiesto per la risoluzione
dellinfezione
- Condizioni generali di salute
dellospite
- Nutrizione
- Altre patologie inuenzanti lo stato
immunitario
- Patrimonio genetico dellospite
- Et
Fasi fondamentali della malattia virale
Le malattie virali nel corpo umano progrediscono attraverso fasi ben denite:
- periodo di incubazione: pu essere asintomatico o produrre sintomi
aspecici (prodromo)
- I sintomi della malattia sono causati da
- Danno tissutale
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Meccanismi di patogenesi virale
Enrico Colombo
- Effetti sistemici causati dal virus
- Sistema immunitario
- Tali sintomi possono continuare durante la convalescenza, periodo in cui
lorganismo ripara i danni.
Solitamente, lindividuo produce una risposta immunitaria con memoria
protetto contro reinfezioni.
PROGRESSIONE DELLA MALATTIA VIRALE
1. Acquisizione (entrata nellorganismo)
2. Inizio dellinfezione nel sito primario
3. Periodo di incubazione durante il quale il virus si amplica e raggiunge un sito
secondario
4. Replicazione nel tessuto bersaglio sintomi caratteristici della malattia
5. Risposte immuni che limitano e contribuiscono alla patogenesi
6. Produzione virale in un tessuto che libera il virus possibile contagio di altri soggetti
7. Guarigione o infezione persistente (malattia cronica)
Infezioni del tessuto bersaglio
La penetrazione del virus nellorganismo pu avvenire attraverso:
- discontinuit della cute
- Membrane mucoepiteliali che rivestono gli orizi del corpo
- Occhi
- Apparato respiratorio
- Bocca
- Genitali
- Apparato GI
La cute barriera contro le infezioni
Lacrime, muco, epitelio ciliato, acidit gastrica, bile e immunoglobuline A
proteggono gli orizi.
La via inalatoria probabilmente il pi comune metodo di ingresso.
Dopo lingresso del virus replicazione nelle cellule che esprimono recettori
virali e che hanno adeguato apparato biosintetico:
- molti virus possono iniziare nella mucosa orale o nelle vie respiratorie
superiori
- La replicazione virale pu essere accompagnata da sintomatologia
primaria.
- Il virus pu restare nel sito primario o diffondere attraverso
- Circolo ematico
- Fagociti mononucleati
- Sistema linfatico
- Assoni dei neuroni.
Le principali vie di diffusione, sono circolo ematico e sistema linfatico:
- il virus vi accede
- Dopo danno tissutale
- Dopo fagocitosi
- Come meccanismi di trasporto attivo attraverso le cellule delle mucose.
Il trasporto dei virus in circolo detto viremia libero nel plasma o associato a
linfociti e macrofagi:
- i virus captati dai macrofagi possono
- essere inattivati
- replicarsi
- essere trasportati ad altri tessuti, attraverso la via dei fagociti
mononucleati.
- La replicazione di un virus allinterno dei macrofagi, delle cellule endoteliali o
del fegato pu causare lamplicazione dellinfezione - seconda fase
viremica.
Il SNC pu essere raggiunto attraverso
- circolo ematico
- Meningi
- Liquor infetto
- Migrazione di macrofagi infetti
- Infezione di neuroni periferici e sensoriali (spesso le vie olfattive)
I virus in circolo possono:
- infettare e distruggere il rivestimento endoteliale
- uscire dai vasi o attraversare la barriera ematoencefalica per infettare il
sistema nervoso centrale.
Patogenesi virale
Citopatogenesi
Possono vericarsi 3 evoluzioni dellinfezione virale in una cellula:
- infezione abortiva: infezione fallita
- Infezione litica: morte cellulare
- Infezione persistente: infezione senza morte cellulare.
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I mutanti virali, che causano infezioni abortive non si moltiplicano
scompaiono.
Le infezioni persistenti comprendono infezioni:
- croniche: non litiche, produttive
- Latenti: sintesi limitata di macromolecole virali, ma senza produzione di
virus
- Ricorrenti
- Trasformanti: immortalizzazione della cellula.
La natura dellinfezione determinata dalle caratteristiche di virus e cellula
bersaglio:
- cellula non permissiva: non permette la replicazione di un dato ceppo
- Cellula permissiva: fornisce il complesso biosintetico per sostenere
lintero ciclo replicativo virale
- Cellula semipermissiva: inefciente, o pu sostenere alcune, ma non
tutte, le fasi della replicazione.
La replicazione virale nella cellula pu portare modicazioni:
- lisi
- Alterazione dellaspetto cellulare
- Propriet funzionali
- Alterazioni nelle caratteristiche antigeniche
Gli effetti sulla cellula possono essere il risultato di:
- appropriazione da parte del virus delle sintesi macromolecolari
- Accumulo di proteine o particelle virali
- Modica o distruzione di strutture cellulari
Infezioni litiche
Linfezione litica si verica quando la replicazione virale uccide la cellula
bersaglio, mediante:
- blocco della crescita e della riparazione cellulare attraverso impedimento
della sintesi di macromolecole cellulari
- Blocco della sintesi proteica pu avvenire in forma
- Diretta: esempio, inibendo la traduzione di mRNA cellulari
- Indiretta: produzione di grandi quantit di mRNA virale, che entra in
competizione con quello cellulare
- Accumulo di componenti virali distruggono la struttura e la
funzionalit cellulare o danneggiano i lisosomi autolisi.
- Espressione di antigeni virali sulla supercie cellulare variazione delle
interazioni tra cellule e dellaspetto cellulare lisi immuno-mediata.
Alcuni paramyxovirus, herpesvirus e retrovirus espressione di glicoproteine
sulla supercie cellulare fusione di cellule adiacenti a formare cellule giganti,
dette sincizi:
- dallinterno con sintesi proteica
- Dallesterno in assenza di neosintesi proteica
La formazione di sincizi permette al virus di:
- diffondere cellula-cellula
- Sfuggire agli anticorpi
I sincizi possono essere fragili vanno incontro a lisi o morte cellulare
Linfezione virale o le risposte CTL possono indurre la cellula allapoptosi:
- attivazione a cascata di eventi che portano al suicidio la cellula.
- Pu facilitare il rilascio di virus dalla cellula,
- Tuttavia limita la quantit di virus prodotta
- Molti virus codicano sistemi di inibizione dellapoptosi
Altri sistemi di limitazione dellinfezione virale da parte di una cellula sono:
- fosforilazione di eIF2
3
previene lassemblaggio dei ribosomi sul mRNA
previene la sintesi proteica
- Pu essere attivato da unelevata sintesi proteica oppure in risposta agli
IFN.
- Gli herpesvirus inibiscono lenzima fosforilate oppure attivando una
fosfatasi che defosforila eIF2
Alcune infezioni virali determinano la comparsa di variazioni morfologiche e
funzionali nella cellula bersaglio:
- degradazione e aberrazioni cromosomiche (es cromatina disposta ad
anello addossata alla membrana nucleare)
- Corpi inclusi possono essere il risultato di modicazioni virus-indotte a
livello di membrana o a livello della struttura cromosomica o rappresentare il
sito di replicazione, o di accumulo di proteine virali.
- La natura e la collocazione di tali corpi sono caratteristiche di
determinate infezioni facile diagnosi
- Vacuolizzazione o rigonamento cellulare indice di sofferenza
cellulare.
Infezioni non litiche
Linfezione persistente si verica quando la cellula infettata, ma non uccisa,
dal virus:
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3
initiating elongation factor 2 fattore di inizio dellelongazione 2
- alcuni virus causano uninfezione produttiva persistente virus rilasciato
lentamente per esocitosi o per gemmazione.
Uninfezione latente pu risultare da uninfezione da virus a DNA di una cellula
che limita o che non possiede il sistema biosintetico necessario alla trascrizione
di tutti i geni virali:
- i fattori di trascrizione necessari sono espressi solo
- In cellule replicanti
- Sotto stimolo ormonale o di citochine
- In particolari tessuti
Ad esempio, HSV infezione latente nei neuroni:
- privi dei fattori nucleari richiesti per la trascrizione dei geni virali precocissimi
- Lo stress o altri stimoli sono in grado di attivare la replicazione virale
Virus oncogeni
Alcuni virus a DNA e i retrovirus stabiliscono infezioni persistenti, che possono
anche stimolare una replicazione cellulare incontrollata trasformazione o
immortalizzazione delle cellule:
- replicazione senza senescenza
- Alterazioni morfologiche e del metabolismo
- Aumentato tasso di crescita cellulare
- Aumentato trasporto degli zuccheri
- Perdita dellinibizione da contatto
- Acquisizione della capacit di crescita in sospensione o di formare foci di
cellule sovrapposte quando sono in agar semisolido.
I virus oncogeni possiedono differenti meccanismi per immortalizzare le cellule:
- attivano o forniscono geni che stimolano la crescita
- Rimuovono meccanismi di inibizione che limitano la sintesi del DNA e la
crescita cellulare
- Prevengono lapoptosi
I virus a DNA trasformano cellule semipermissive (esprimono olo alcuni geni
virali, senza permettere la produzione di virus)
- la sintesi di mRNA, DNA virale o proteine tardive causa morte nella cellula
preclude alla trasformazione.
- Numerosi virus oncogeni a DNA si integrano nel genoma della cellula
bersaglio
- Codicano proteine che si legano e inattivano proteine della proliferazione
cellulare (es P53, RB)
- Adenovirus
- Papillomavirus
- Sv40
- EBV stimola lespressione delloncogene cellulare bcl-2, gene anti-
apoptotico.
I retrovirus (RNA) utilizzano due meccanismi di oncogenesi:
- alcuni codicano proteine oncogene che sono quasi identiche a proteine
cellulari coinvolte nel controllo della crescita cellulare (sis, ras, src, myc,
ecc)
- Iperproduzione o alterato funzionamento di questi oncogeni stimolo
della crescita cellulare rapida formazione di tumori.
- Virus HRLV-1 linfotropo per le cellule T umano codica una proteina
taxi che transattiva lespressione genica, compresi i geni per citochine
stimolanti la crescita si inserisce nelle sequenze enhancer
Altri virus, come quelli dellepatite, possono contribuire indirettamente alla
cancerogenesi:
- per rigenerazione tissutale
- Per codica di citochine
Difese dellospite contro le infezioni virali
La pelle la migliore barriera contro le infezioni:
- lesioni nella pelle e orizi naturali permettono lingresso ai patogeni
- Aperture naturali (bocca, occhi, orecchie, naso, ano) hanno delle protezioni
proprie, che assieme alla pelle sono parte delle barriere naturali del
corpo
- Muco
- Epitelio ciliato
- Acido gastrico
- Lacrime
- Bile
Dopo che il virus ha attraversato le barriere naturali, attiva le difese immunitarie
innate:
- i principali meccanismi di difesa consistono in
- Febbre
- Interferoni
- Macrofagi
- Cellule dendritiche
- Cellule NK
- LRNA a doppio lamento, intermedio replicativo dei virus a RNA e
prodotto durante molte infezioni a DNA ottimo induttore della
produzione di interferone attivazione della risposta antivirale nella
cellula infetta
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- Glicoproteine virali, DNA e RNA virali attivano i TLR attivazione della
risposta cellulare innata.
Le risposte immunitarie antigene-speciche (es cellule T helper, anticorpi,
CTL, ecc) sono le ultime ad essere attivate e sono divise in:
- risposte locali precoci (TH1)
- Risposte anticorpali sistemiche tardive (TH2)
- Memoria immunitaria.
Linterferone e le risposte CTL possono essersi evolute essenzialmente quali
meccanismi di difesa antivirali.
Il ne ultimo della risposta immunitaria la guarigione, ovvero leliminazione del
virus e delle cellule che lo ospitano:
- la risposta immunitaria il mezzo migliore per controllare linfezione virale
- Importanti contro i virus sia limmunit umorale che quella cellulare
Uninfezione virale eradicata quando tutto il virus infettante e le cellule infette
sono eliinate:
- le risposte innate stimolate da componenti virali e IFN spesso insufcienti
- Anticorpi efcienti contro i virus extracellulari sufcienti per controllare i
virus citopatici
- Essenziali per controllare la diffusione per viremia.
- Immunit cellulare essenziale per la lisi delle cellule bersaglio in caso di
infezioni non citolitiche e di infezioni causate da virus con pericapside.
La maggior parte dei virus possiede meccanismi per evadere o inibire la
risposta immunitaria:
- prevenzione dellazione dellinterferone
- Diffusione mediante trasmissione cellula-cellula
- Soppressione della presentazione dellantigene e della funzionalit
linfocitaria
La mancata guarigione pu condurre a:
- infezione persistente
- Malattia cronica
- Morte del paziente
Limmunit dovuta a cellule B e T di memoria pu non prevenire gli stadi
iniziali dellinfezione, ma generalmente previene il progredire della malattia:
- nuovo contatto gli anticorpi impediscono la diffusione viremica e si
sviluppano risposte secondarie pi rapidamente
- Le risposte secondarie sono pi efcaci delle primarie
- Strategia su cui si basa la vaccinazione.
Molti virus sono in grado di evitare uno o pi aspetti del sistema immunitario:
- prevenendo le conseguenze dello stato antivirale indotto da IFN- e IFN-
- Inibizione del MHC-I previene luccisione delle cellule infette da parte
delle cellule T.
Immunopatologia
Limmunit antivirale pu essere la principale causa dei sintomi e delle
manifestazioni patologiche, a causa di reazioni:
- inammatorie
- Di ipersensibilit
Risposte precoci al virus e allinfezione virale possono dare avvio alla risposta
inammatoria locale e sistemica:
- IFN
- Linfochine
- Attivazione della componente C3 del complemento
IFN e linfochine possono stimolare sintomi sistemici simil-inuenzali:
- solitamente associati a infezioni virali respiratorie e viremie
- Febbre
- Rinorrea
- Malessere
- Cefalea
- Tali sintomi, detti prodromi, spesso precedono i sintomi tipici dellinfezione
virali
Successivamente si pu vericare danno tissutale causato da:
- immunocomplessi
- Attivazione della via classica del complemento
- Ipersensibilit ritardata mediata dalle cellule T CD4
- Azione delle cellule CTL CD4
La risposta inammatoria iniziata dallimmunit cellulare spesso di difcile
controllo danno tissutale:
- virus con pericapside risposte cellulo mediate che producono
condizioni pi gravi.
- Morbillo e parotite risposte inammatorie di ipersensibilit
- Grandi quantit di antigene in circolo durante la fase viremica o nel corso di
inammazione cronica reazione di ipersensibilit da
immunocomplessi (tipo II)
- Gli immunocomplessi con virus o antigeni virali possono attivare il
complemento risposte inammatorie distruzione tissutale
- Possono depositarsi nei tubuli renali danno ai nefroni.
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Malattia virale
La suscettibilit relativa di ciascun individuo e la gravit della malattia
dipendono da:
- natura dellesposizione
- Stato immunitario, et e condizioni di salute dellindividuo
- Carica virale
- Genetica del virus e dellospite
Dopo lavvenuta infezione, probabilmente il sistema immunitario dellospite
a determinare la possibilit che linfezione virale sia:
- pericolosa per la vita
- Benigna
- Asintomatica
Durante il periodo di incubazione, il virus:
- si replica
- Non ha raggiunto il tessuto bersaglio
- Non ha indotto un danno sufciente a causare malattia
- Il periodo di incubazione
- Breve se il sito di infezione il tessuto bersaglio sintomi
caratteristici della malattia
- Lungo i virus che devono diffondersi verso altri siti e amplicare il
proprio numero prima di raggiungere il tessuto bersaglio.
Durante la fase prodromica si sviluppano sintomi aspecici o simil-inuenzali,
prima che si sviluppino i sintomi caratteristici della malattia-
La natura e la gravit dei sintomi delle malattie virali sono correlati a:
- organo bersaglio
- Grado di risposte immunopatologiche scatenatesi
Si verica infezione inapparente quando:
- tessuto non viene danneggiato
- Linfezione controllata prima che il virus raggiunga lorgano bersaglio
- Se il tessuto bersaglio sacricabile
- Lentit del danno sotto la soglia di disfunzione.
Molte infezioni cerebrali sono inapparenti restano sotto la soglia della grave
perdita di funzionalit.
Tuttavia, le infezioni asintomatiche sono la principale fonte di contagio.
Vengono prodotti comunque anticorpi virus-specici.
Le infezioni virali possono scatenare malattia acuta o cronica:
- labilit e la velocit del sistema immunitario determina una delle due forme
Epidemiologia
Linfezione di una popolazione simile a quella del singolo, poich il virus deve
diffondersi alla popolazione e viene controllato dallimmunizzazione della
popolazione:
- per sopravvivere, il virus, deve continuamente infettare nuovi ospiti,
immunologicamente nave
Esposizione
Le persone sono esposte ai virus durante tutta la vita:
- certe situazioni, professioni, abitudini e condizioni di vita possono
aumentare il rischio di contrarre un determinato virus.
- Molti virus sono comunque ubiquitari dimostrato dalla presenza di
anticorpi anti-virus nella maggior parte degli adolescenti o giovani adulti.
Lesposizione a virus respiratori ed enterici aumentata da
- scarsa igiene
- Condizioni di affollamento a livello di abitazione, ambiente scolastico e
lavorativo
Asili nido e scuola materna sono fonti importanti di infezioni da virus, soprattutto
quelli a diffusione orale o fecale.
Viaggi, campeggi estivi e occupazioni che espongono a vettori virali (es zanzare)
mettono a rischio di esposizione per arbovirus e altre zoonosi.
La promiscuit sessuale promuove la diffusione e lacquisizione di vari virus.
Il personale sanitario (medici, dentisti, infermieri e tecnici) frequentemente
esposto a virus respiratori e altri virus rischio particolare di contrarre infezioni
attraverso:
- sangue infetto (es virus epatite B, HIV)
- Contatto con liquido di vescicole (HSV).
Trasmissione dei virus
La trasmissione di un virus pu avvenire attraverso:
- contatto diretto (incluso sessuale)
- Inoculazione di sangue o altri liquidi infetti
- Organi trapiantati
- Inalazione
- Trasmissione oro-fecale
La via di trasmissione dipende da:
- sorgente del virus (tessuto sito di replicazione e secrezione)
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- Capacit del virus di resistere agli ostacoli e alle barriere dellambiente e
dellorganismo.
La presenza o assenza del pericapside il principale fattore che inuenza la
modalit della trasmissione virale:
- virus nudi: possono resistere allessiccamento, ai detergenti e a condizioni
estreme di pH e temperatura
- Possono restare nello stomaco e nellintestino (resistono a bile e succhi
gastrici)
- Possono resistere al trattamento inadeguato dei liquami o a
disinfezione.
- Generalmente trasmessi per via inalatoria o via oro-fecale
- Spesso trasmessi attraverso oggetti contaminati (fomiti)
- Virus con pericapside: sono fragili, richiedono lintegrit del pericapside
per essere infettanti.
- Devono restare in ambiente umido Trasmessi attraverso
- Goccioline respiratorie, sangue, muco, saliva o sperma
- Inoculazione
- Trapianto dorgano
- Normalmente sono labili in ambiente acido e al trattamento con
detergenti impossibile la trasmissione oro-fecale
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Gli animali possono fungere come:
- vettori diffondono la malattia virale ad altri animali o alluomo
- Serbatoio: mantengono e amplicano la diffusione de virus nellambiente.
Le zoonosi sono malattie virali condivise da insetti, uomo e animali:
- procioni, volpi, pipistrelli, cani e gatti sono vettori del virus della rabbia
- Artropodi (zanzare, zecche e mosche) togavirus, avivirus, bunyavirus e
reovirus tali virus sono detti arbovirus.
- Spettro dospite molto ampio
- Devono stabilire viremia nel serbatoio animale consente allartropode
di acquisire il virus durante il pasto di sangue
Altri fattori che possono promuovere la trasmissione del virus sono:
- possibilit di indurre infezioni asintomatiche
- molti virus (esempio HIV o varicella-zoster) vengono rilasciati prima della
comparsa dei sintomi,
- mentre altri possono dare infezioni persistenti produttive gli
individui sono continua fonte di virus
- Vivere in condizioni di affollamento
- Alcune occupazioni
- Stili di vita
- Centri di assistenza
- Viaggi
I virus con molti sierotipi o capaci di mutare rapidamente antigeni trovano
alloggio in soggetti nave con facilit
Persistenza del virus nella popolazione.
La persistenza in una comunit dipende dalla disponibilit di un numero
critico di individui immunologicamente vergini, suscettibili di infezione:
- lefcienza della via di trasmissione condiziona lentit della diffusione
- Limmunizzazione naturale o vaccinatoria strumento migliore per
ridurre i soggetti sensibili.
Et
Let di un individuo un fattore importante nel determinare la suscettibilit
ad uninfezione virale:
- adulti, bambini e anziani
- Sensibili a virus diversi
- Risposte sintomatologie differenti.
- Probabilmente dato da differenze di
- Peso
- Caratteristiche tissutali
- Capacit rigenerative
- Diversit dello stato immunitario
- Possono competere anche differenze in
- Stile di vita
- Abitudini
- Ambiente scolastico/lavorativo
I neonati e bambini acquisiscono una serie di malattie virali, respiratorie ed
esantematiche poich non sono stati esposti ad esse in precedenza e sono
dunque immunologicamente vergini:
- i pi piccoli sono sensibili a sviluppare forme pi gravi di infezioni
respiratorie e gastroenterite
- Non attivano reazioni immunopatologiche cos gravi come quelle degli adulti
alcune malattie che li colpiscono sono a prognosi pi benigna.
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i virus dellepatite B e coronavirus sono eccezioni a tale regola
Gli anziani sono particolarmente sensibili alle infezioni virali primarie e alla
riattivazione di virus latenti:
- meno pronti
- nellavviare risposte immunitarie,
- Nel riparare i danni
- Nel guarire
- Sono pi sensibili a nuovi ceppi inuenzali dei virus A e B
- Sono inoltre pi sensibili a sviluppare lherpes zoster riattivazione del
virus della varicella-zoster, come risultato di un abbassamento delle difese
immunitarie speciche.
Stato immunitario
Limmunocompetenza e la storia immunitaria determinano
- velocit e lefcienza di risoluzione dellinfezione
- Gravit della sintomatologia
La ristimolazione di una persona con precedente immunit malattia lieve o
asintomatica, senza trasmissione.
Individui immunodepressi sono ad elevato rischio di incorrere in forme pi gravi.
- di infezione primaria morbillo o vaiolo
- Manifestano recrudescenze da infezioni di virus latenti.
Altri fattori dellospite
Le condizioni generali di salute di un individuo giocano un ruolo importante
nel determinare:
- la competenza e la natura della sua risposta immunitaria
- Riparare i tessuti danneggiati
Denutrizione compromette il sistema immunitario e riduce la capacit
rigenerativa
Malattie e terapia immunodepressiva possono far passare inosservate la
replicazione e riattivazione virale.
Patrimonio genetico determina la risposta del SI alle infezioni virali:
- differenze nei geni della risposta immunitaria, nei geni per recettori virali e in
altri loci genici inuenzano la suscettibilit di un individuo ad uninfezione
virale e la gravit dellinfezione.
Fattori geograci e stagionali
La distribuzione geograca di un virus solitamente data dal fatto che:
- necessiti o meno di vettori
- Esista o meno una popolazione immunologicamente vergine.
La diffusione dei trasporti sta eliminando molte delimitazioni geograche che
impedivano la diffusione del virus.
Le differenze stagionali nellincidenza delle malattie da virus corrispondono ad
abitudini che promuovono la diffusione del virus:
- virus respiratori prevalenza maggiore nel periodo invernale
affollamento e condizioni di temperatura e di umidit
- Virus enterici condizioni igieniche probabilmente pi precarie.
- Arbovirus si riettono sul ciclo vitale dellartropode-vettore.
Focolai dinfezione
I focolai di infezione virale risultano spesso dallintroduzione di un virus in un sito
nuovo:
- origina da una fonte comune (es alimenti)
- Pu essere bloccato dopo lidenticazione della fonte.
Le epidemie si vericano in unarea geograca maggiore:
- originate dallintroduzione di un nuovo ceppo virale in una popolazione
immunologicamente vergine.
Le pandemie sono epidemie a diffusione mondiale:
- comparsa di un nuovo virus (es HIV)
- Pandemie di inuenza A si vericano circa ogni 10 anni, per la comparsa di
un nuovo ceppo.
Controllo della diffusione virale
La diffusione di un virus pu essere controllata attraverso:
- isolamento dei malati
- Misure igieniche adeguate
- Modicazione dello stile di vita
- Eliminazione dei vettori
- Vaccinazione della popolazione
La quarantena era lunico mezzo per limitare le epidemie:
- efcace per limitare diffusione di virus che causano sempre malattia
sintomatica (es vaiolo)
- Utilizzata negli ospedali per limitare la diffusione nosocomiale dei virus,
specialmente a pazienti a rischio.
Pulizia degli oggetti contaminati e disinfezione delle riserve idriche utili per
limitare la diffusione di virus enterici.
Cambiamenti delle abitudini di vita hanno modicato la diffusione dei virus
trasmessi per via sessuale (HIV, epatite B e herpes simplex).
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Leliminazione dellartropode vettore o della sua nicchia (es bonica delle paludi)
efcace controllo degli arbovirus.
Il miglior sistema per limitare la diffusione comunque la vaccinazione:
- immunizzazione, sia prodotta dallinfezione che naturale, protegge
lindividuo e riduce le persone suscettibili allinfezione
- Ne previene la trasmissione interindividuale.
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Diversamente dai batteri, i virus sono parassiti intracellulari obbligati, che
utilizzano per la loro replicazione le strutture biosintetiche e gli enzimi della cellula
ospite:
- pi difcile inibire la replicazione virale senza provocare effetti tossici per la
cellula ospite
- La maggior parte dei farmaci antivirali enzimi codicati dal virus o
strutture virali importanti per la replicazione
- Alcuni sono inibitori biochimici di enzimi codicati dai virus
- Altri sono stimolatori della risposta immunitaria innata
Diversamente dagli antibiotici, lattivit dei farmaci antivirali limitata a
speciche famiglie di virus:
- messi a punto farmaci antivirali per virus la cui infezione caratterizzata da
morbilit e mortalit signicative
- Tuttavia, la resistenza ai farmaci antivirali un problema sempre
maggiore, a causa dellaumentato trattamento a lungo termine dei pazienti
immunodepressi.
Bersagli dei farmaci antivirali
I diversi bersagli dei farmaci antivirali sono presentati classicati a seconda delle
fasi della replicazione virale che inibiscono.
Inattivazione del virus
Il pericapside del virus sensibile ad alcune molecole lipidiche simil-detergenti
dispergono o distruggono la membrana del pericapside prevengono
lacquisizione del virus.
Nonoxinolo-9 un componente presente nelle capsule anticoncezionali:
- inattiva lherpes simplex (HSV) e lHIV previene la trasmissione
dellinfezione per via sessuale
I rhinovirus sono sensibili allacido lacido citrico pu essere adsorbito nei
tessuti facciali per bloccare la trasmissione del virus.
Adsorbimento
Linterazione tra una proteina virale con funzione di adsorbimento (VAP) e il
recettore sulla cellula pu essere bloccata da:
- anticorpi neutralizzanti: legano e ricoprono il virione
- Antagonisti dei recettori: diminuiscono il numero di recettori liberi.
La somministrazione di anticorpi specici, immunizzazione passiva, la pi
antica forma di terapia antivirale.
Gli antagonisti dei recettori sono analoghi peptidici o polisaccaridici del recettore
cellulare o della VAP virale:
- bloccano in modo competitivo linterazione virus-cellula.
- Peptidi specici della glicoproteina gp120 di HIV o del suo recettore sono in
grado di inibire linfezione
- Polisaccaridi acidici (es eparano e destran solfato) proposti per il
trattamento dellinfezione da HSV e HIV.
Penetrazione e scapsidazione
Penetrazione e scapsidazione necessarie per liberare lacido nucleico virale
nel citoplasma della cellula ospite:
- arildone, disossarile, pleconaril e altri metilisossazolici bloccano la
scapsidazione dei picornavirus inserendosi in una fenditura del sito
capsidico coinvolto nel legame al recettore.
- Virus che entrano attraverso endocitosi scapsidazione avviene per
cambiamenti conformazionali delle proteine o rottura delle membrane in
ambiente acido
- amantadina e rimantadina (amine idrofobiche) neutralizzano il pH
degli endosomi (specici per inuenza A) bloccano il canale ionico
formato dalla proteina M2.
- Tromantadina inibisce la penetrazione di HSV
- Enfuvirtide (Fuzeon) blocca penetrazione e scapsidazione di HIV
inibisce lazione della proteina virale di fusione g4p1.
Sintesi dellRNA
La sintesi di mRNA essenziale per la produzione dii virus, ma non un buon
bersaglio per farmaci antivirali:
- difcile inibire la sintesi i mRNA virale senza alterare quella cellulare.
- I virus a DNA utilizzano le trascrittasi della cellula ospite.
- Le RNA polimerasi codicate da virus potrebbero non differire a
sufcienza da quelle della cellula per essere inibite selettivamente.
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Batterio
Speciche batterio
Agenti antivirali
Enrico Colombo
- Guanidina e 2-idrossibenzil-benzimidina bloccano la sintesi di RNA nei
picornavirus legando la proteina 2C, essenziale per la sintesi di RNA
- Ribavirina inibisce la biosintesi nucleotidica, camping dellmRNA e altri
processi che implicano molti virus
Lappropriato processamento e la traduzione dellmRNA virale possono essere
inibiti da:
- isatin--tiosemicarbazone: induce degradazione di mRNA in cellule
infettate da poxvirus. Utilizzato per trattare il vaiolo.
- Interferone attiva una cascata di eventi biochimici cellulari che
bloccano la replicazione virale
- Aumenta la degradazione di mRNA virale
- Blocca il legame mRNA-ribosoma
Interferone e induttori articiali dellIFN sono stati approvati per lutilizzo clinico.
Replicazione del genoma
La DNA polimerasi virale (HSV) e la trascrittasi inversa (HIV e virus
dellepatite B) sono il bersaglio delezione per i farmaci contro questi virus, in
quanto:
- essenziali per la replicazione virale
- Differenti dagli enzimi dellospite.
La maggior parte dei farmaci antivirali sono analoghi nucleosidici nucleosidi
con modicazioni della base o dello zucchero:
- devono essere fosforilati da enzimi virali nella forma trifosfato prima di
essere utilizzati dalla polimerasi
- La timidina chinasi di HSV, ad esempio, aggiunge il primo fosfato
allaciclovir (ACV) e gli enzimi cellulari aggiungono gli altri.
- Mutanti di HSC privi di attivit timidina-chinasica sono resistenti
allaciclovir.
- Lazidotimidina e altri analoghi nucleosidici sono fosforilati da enzimi
cellulari.
Tali analoghi nucleosidici inibiscono in maniera selettiva le polimerasi virali:
- le polimerasi virali sono meno precise legano un nucleosidico con
modicazione
- Tali farmaci agiscono in quanto
- impediscono lelongazione della catena poich il nucleoside modicato
decita del 3-idrossile sullo zucchero
- Alterano il riconoscimento e lappaiamento delle basi, in presenza di
basi modicate.
Questi farmaci sono incorporai nel genoma virale errori di trascrizione e
replicazione elevato tasso di nucleotidi incorporati durante la replicazione virale
replicazione del DNA sensibile a questi farmaci.
Analoghi del pirofosfato, che assomigliano ai prodotti secondari della reazione
polimerica, acido fosfonoformico e fosfonoacetato, sono classici inibitori
della polimerasi negli herpesvirus.
Nevirapina e delavirdina e altri inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa
non si legano al sito per il substrato inibitori competitivi per la trascrittasi
inversa.
Sintesi proteica
La sintesi proteica, nonostante bersaglio di molti farmaci, non un bersaglio
appropriato:
- il virus utilizza ribosomi e meccanismi della cellula ospite impossibile
inibizione selettiva
- INF- e IFN- bloccano il virus inibendo la sintesi delle proteine nella
cellula infetta
- Inibizione dei processi di modicazione post-traduzionale a carico di
proteine possono inibire la replicazione virale
- Agenti che inibiscono il processo di glicosilazione di HIV o HSV
- bloccano il rilascio del virus dalla cellula
- Inibiscono le funzioni delle glicoproteine bloccato adsorbimento
e fusione inibita la diffusione.
Assemblaggio e liberazione
La proteasi di HIV un enzima unico ed essenziale per lassemblaggio e la
produzione di virioni infettanti:
- utilizzate analisi molecolari computerizzate per disegnare gli inibitori della
proteasi (saquinavir, ritonavir, indinavir) modellati inibitori in grado di
posizionarsi nel sito attivo dellenzima
Anche proteasi di altri virus sono potenziali bersagli per farmaci antivirali.
La neuraminidasi dellinuenza diventata un bersaglio per farmaci antivirali:
- zanamivir e oseltamivir (Tamiu) agiscono come inibitori enzimatici
possono inibire sia inuenza A che inuenza B.
Stimolatori delle risposte dellimmunit innata
nellospite
I migliori agenti antivirali sono quelli della risposta innata e immunitaria specica
dellospite:
- stimolazione o integrazione della risposta naturale approccio efcace per
imitare o trattare le infezioni virali.
- La risposta innata stimolata da
- Imiquimod
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- Resiquimod
- CpG oligodeossinucleotide
Tali farmaci legano i TLR rilascio di citochine TH1 attivazione delle cellule NK
e risposte immunitarie cellulo-mediate.
Linterferone e i suoi induttori, inclusi i polinucleotidi mismatched e RNA a
doppio lamento facilitano il trattamento di patologie croniche da virus
dellepatite C e da papillomavirus.
Gli anticorpi prevengono acquisizione e diffusione del virus:
- immunizzazione passiva utilizzata anche dopo esposizione a virus della
rabbia, dellepatite A e B
Analoghi nucleosidici
La maggior parte dei farmaci antivirali approvati dalla FDA negli USA della
classe degli analoghi nucleosidici inibiscono le polimerasi virali.
Tali farmaci sono attivati dalla fosforilazione da parte di chinasi cellulari o virali.
Linibizione selettiva della replicazione virale deriva:
- dal legame preferenziale del farmaco alla DNA polimerasi virale piuttosto
che a quella cellulare
- Dallutilizzo maggiore rispetto a quello nelle cellule non infettate a causa
della pi rapida sintesi di DNA nelle cellule infettate.
Asciolveri e valaciclovir, penciclovir e famciclovir
Laciclovir (acicloguanosina) e il suo derivato valaciclovir differiscono solo dal
punto di vista farmacologico.
Laciclovir differisce dalla guanosina per il fatto eh possiede una catena laterale
aciclica al posto dello zucchero ribosio o desossiribosio:
- azione selettiva contro HSV e VSV (herpesvirus che codicano una timidina-
chinasi
- La timidina chinasi virale attiva il farmaco mediante fosforilazione gli
enzimi cellulari completano la progressione in forma difosfato e trifosfato.
- Nelle cellule non infettate non si verica la fosforilazione iniziale non
disponibile un farmaco attivo per inibire la sintesi del DNA cellulare o
determinare tossicit.
- LACV trifosfato compete con la guanosina trifosfato inibisce lenzima
causa
- terminazione della catena nascente di DNA virale, poich non ha il 3
idrossilico nella molecola di ACV per permettere lelongazione della
catena
- Inibizione della DNA polimerasi
- Poco tossico perch molto specico per la DNA polimerasi virale.
- Resistenza allaciclovir: sviluppa a seguito di mutazioni
- della timidina chinasi non pu aversi attivazione di ACV
- Della DNA polimerasi virale impossibile il legame di ACV
Laciclovir efcace contro tutte le infezioni da herpesvirus:
- encefaliti
- Herpes diffuso
- Gravi manifestazioni erpetiche.
Il fatto di non essere tossico permette lutilizzo prolattico nel prevenire episodi
ricorrenti, specialmente in pazienti immunocompromessi.
Tuttavia, non ha alcun effetto sul virus latente.
Pu essere utilizzato anche per il trattamento dellinfezione da VZV (varicella-
zoster virus):
- necessarie dosi pi elevate
- VZV meno sensibile lACV fosforilato meno efcientemente dalla
timidina chinasi del virus varicella-zoster
Il valaciclovir lestere derivato da ACV:
- assorbito con maggiore efcienza dopo somministrazione orale
- Convertito rapidamente in ACV
- Aumentata la disponibilit di ACV nel trattamento di HSV e VZV
Il penciclovir inibisce VZV e HSV con il medesimo meccanismo di ACV, ma si
concentra e persiste pi a lungo nelle cellule infettate:
- ha un po di attivit anche nei confronti di EBV e cytomegalovirus (CMV)
Il famciclovir un profarmaco, derivato del penciclovir:
- ben assorbito oralmente
- Convertito in farmaco attivo nella mucosa intestinale e nel fegato.
Le resistenze a tutti questi farmaci si sviluppano come per laciclovir.
Ganciclovir (GCV)
Il ganciclovir (diirdossipropossimetil guanina) si differenzia dallACV per
laggiunta di un singolo gruppo idrossimetilico nella catena laterale acilica:
- tale modicazione consente marcata attivit contro CMV (cytomegalovirus)
- Il genoma di CMV non codica una timidina chinasi, ma una proteina
chinasi che fosforila il GCV
- Quando attivato, il GCV inibisce le DNA polimerasi di tutti gli
herpesvirus.
- Le DNA polimerasi virali hanno afnit per il farmaco circa 30 volte
superiore rispetto a quelle cellulari.
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Il valganciclovir, come per laciclovir, lestere sviluppato per migliorare le
propriet farmacologiche del GCV.
GCV efcace nel trattare:
- retinite da CMV
- Esofagite, colite e polmonite da CMV in pazienti con AIDS.
Impiego limitato nel trattamento delle infezioni da CMV nei pazienti con AIDS
poich potenzialmente tossico per il midollo osseo.
Cidofovir e adefovir
Il cidofovir e ladefovir sono analoghi nucleosidici contenenti un fosfato
attaccato allanalogo dello zucchero:
- rende inutile la necessit di una pi difcile fosforilazione iniziale per
diventare nucleotide
- Sono substrati per
- DNA polimerasi
- Trascrittasi inverse
- Ampio spettro di virus sensibili
Il cidofovir, analogo della cittadina, attivo contro tutte le polimerasi di
herpesvirus, poliomavirus, adenovirus, papillomavirus e poxvirus:
- approvato per il trattamento delle malattie causate da CMV
Ladefovir e ladefovir dipivoxil sono analoghi delladenosina:
- approvati per trattare epatite B
Azidotimidina
Lazidotimidina, inizialmente sviluppata come farmaco antitumorale, utilizzata
come terapia utile per linfezione da HIV:
- lAZT (nome commerciale Retrovir), analogo della timidina inibisce la
trascrittasi inversa di HIV.
- Deve essere fosforilata dagli enzimi della cellula ospite
- priva del gruppo idrossilico in 3 previene la sintesi della catena
complementare di DNA.
- Leffetto terapeutico selettivo dellazidotimidina deriva dal fatto che
sensibile circa 100 volte di pi per la trascrittasi inversa rispetto alla DNA
polimerasi cellulare.
Negli individui infetti da HIV, con numero ridotto di cellule T CD4:
- AZT per via orale per prevenire la progressione della malattia
- Trattamento con AZT di donne gravide infettate da HIV pu prevenire o
ridurre la probabilit di trasmettere il virus al nascituro
- Tossicit: dalla semplice nausea no a danni al midollo osseo, che
possono portare alla morte.
Tuttavia alta probabilit di errore della trascrittasi inversa di HIV possibile
sviluppo di ceppi resistenti ai farmaci antivirali:
- problema risolto utilizzando molteplici farmaci associati come terapia
iniziale.
Dideossinosina, dideossicitidina, stavudina e
lamivudina
Numerosi altri analoghi nucleosidici sono stati approvati come agenti anti-HIV:
- dideossinosina: analogo nucleosidico convertito a dideossiadenosina
trifosfato
- Dideossicitidina e stavudina: prive del gruppo OH in 3
- Lamivudina: zucchero modicato attaccato alla lamivudina inibisce la
trascrittasi inversa di HIV prevenendo lallungamento della catena di DNA e
la replicazione di HIV.
Ribavirina
La ribavirina un analogo della guanosina:
- differisce per il fatto che lanello della base aperto e incompleto inibisce
- biosintesi dei nucleotidi
- capping dellRNA
- Altri processi importanti nella replicazione
- Riduce le scorte di guanina inibendo linosina monofosfato
deidrogenasi
- Deve essere fosforilata
Tale farmaco somministrato:
- per aerosol ai bambini con grave broncopolmonite da virus respiratorio
sinciziale
- Agli adulti con gravi orme di inuenza o morbillo
- Efcace per trattare linuenza B (endovena)
- Attiva contro il virus dellepatite C, soprattutto in combinazione con IFN-
Inibitori non nucleosidici della polimerasi
Il foscarnet (PFA) e lacido fosfonoacetico (PPA) sono composti semplici,
simili al pirofosfato:
- inibiscono la replicazione virale si legano la sito di legame del pirofosfato
della DNA polimerasi bloccano il legame del nucleotide
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- PFA e PAA non inibiscono le polimerasi cellulari a concentrazioni
farmacologiche
- Possono causare problemi renali e di altra natura sono chelanti di ioni
metallici bivalenti e vengono incorporati nellosso.
Il foscarnet utilizzato contro:
- herpesvirus
- Trascrittasi inversa di HIV
- Retinite da CMV in pazienti con AIDS.
La nevirapina, la delavirdina, lefavirenz e altri inibitori non nucleosidici della
trascrittasi inversa si legano allenzima in siti differenti rispetto al substrato.
- meccanismo dazione differente degli analoghi nucleosidici
- Diverso anche il meccanismo di resistenza di HIV a questi agenti.
- Utili nelle terapie combinate nel trattamento di HIV.
Inibitori della proteasi
La proteasi di HIV ha una struttura unica ed essenziale per produrre un virione
funzionale ottimo bersaglio per farmaci antivirali.
I principali farmaci inibitori della proteasi, che si inseriscono nel sito attivo
dellenzima, sono:
- saquinavir
- Indinavir
- Ritonavir
- Nelnavir
- Amprenavir
Come per altri farmaci anti-HIV mutazioni della proteasi ceppi resistenti:
- terapia combinata con un analogo nucleosidico e AZT
Farmaci antinuenzali
Lamantadina e la rimantadina sono composti amminici anpatici efcaci
contro il virus dellinuenza A:
- non efcaci contro inuenza B e altri
- Numerosi effetti sulla replicazione del virus dellinuenza A:
- Acidotro si concentrano nelle vescicole endoscopiche coinvolte
nelladsorbimento del virus dellinuenza tamponano il pH
- Inibiscono le modicazioni necessarie alla fusione del pericapside
con la membrana cellulare
- La specicit per linuenza A deriva dalla capacit di bloccare il canale
protonico della proteina M2 della matrice del virus
- Resistenza: alterazione a carico della proteina di matrice M2 o
dellemoagglutinina (HA).
- Efcacia: possono migliorare la sintomatologia dellinfezione se
somministrate entro 48 ore dallesposizione.
- Utilizzate anche come trattamento prolattico alternativo alla
vaccinazione
- Lamantadina una terapia alternativa nel morbo di Parkinson
- Effetti collaterali: effetto tossici a carico del SNC nervosismo, insonnia
ed irritabilit
Zanamivir e oseltamivir (Tamiu) inibiscono sia linuenza A che linuenza B:
- inibitori della neuraminidasi dellinuenza lemoagglutinina del virus si
lega allacido sialico su altre cellule impedito il rilascio del virus
- Riducono la durata della malattia se assunti entro le prime 48 ore di
infezione.
Immunomodulatori
Sono state approvate forme geneticamente ingegnerizzate di IFN- per
limpiego nelluomo:
- si lega a recettori di supercie risposta cellulare antivirale
- Stimola la risposta immunitaria
- Promuove la clearance immunitaria dellinfezione virale
- Efcace contro numerose infezioni virali:
- Epatite A, B e C
- HSV
- Papillomavirus
- Rhinovirus
Linterferone normale induce sintomi simil-inuenzali nel corso della terapia, i
medesimi sintomi si sviluppano anche con la forma ingegnerizzata.
Limiquimod, un ligando dei TLR, stimola la risposta innata a contrastare
linfezione virali:
- pu attivare risposte difensive locali contro il papillomavirus (che
solitamente sfugge al sistema immunitario)
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Recentemente, la diagnostica virale di laboratorio ha conosciuto molti sviluppi:
- pi sensibile
- Fornisce identicazioni virali pi rapide dai campioni clinici
Tali nuove metodiche includono:
- migliori reagenti anticorpali per analisi dirette di campioni
- Tecniche di genetica molecolare identicazione diretta del genoma
Spesso, lidenticazione dellorganismo non necessaria:
- evitata per minimizzare il rischio per il laboratorio e per il personale
Il primo indizio di diagnosi virale fornito da:
- sintomi
- Anamnesi del paziente
La diagnosi di infezione virale si effettua anche per esclusione di altri tipi di
infezione.
Gli esami virali di laboratorio si eseguono per:
- conferma della diagnosi
- Determinazione della terapia appropriata
- Denire il decorso della malattia
- Monitorare la malattia a livello epidemiologico
- Istruire medici e pazienti
Tecniche di laboratorio forniscono i seguenti risultati:
- effetti citopatici (CPR) indotti dal virus in colture cellulari
- Identicazione di particelle virali al microscopio elettronico
- Isolamento e propagazione del virus
- Rilevamento delle componenti virali (es proteine, acidi nucleici, enzimi,
ecc)
- Valutazione della risposta immunitaria del paziente (sierologia).
Virus, antigeni virali, genomi virali e CPEs possono essere rilevati attraverso:
- esame diretto di campioni clinici
- Replicazione del virus in colture cellulari di laboratorio.
Raccolta di campioni
Le procedure idonee da seguire per identicare un agente virale sono scelte in
base a:
- sintomi
- Viaggi del paziente
- Stagione dellanno
- Diagnosi presunta
Liquor e urine, ad esempio campioni utili per la diagnosi in un paziente con
sintomi di malattia del SNC dopo una parotite.
- Il liquido cefalorachidiano viene analizzato per sequenze di DNA virale
mediante PCR.
Spesso diversi virus possono causare il medesimo quadro clinico la scelta del
campione idoneo per lisolamento del virus difcile:
- esempio: molti virus causano meningite asettica, quindi pu essere
necessario ottenere diversi tipi di campioni per identicare il virus.
I campioni dovrebbero essere raccolti precocemente nella fase acuta, prima
che termini la diffusione del virus:
- i virus respiratori possono diffondersi solo da 3 a 7 giorni la diffusione
pu terminare prima che niscano i sintomi.
- HSV e VZV non possono essere isolati nelle lesioni dopo 5 giorni
dallinsorgenza dai sintomi.
Minore lintervallo tra la raccolta del campione e larrivo in laboratorio
migliore il potenziale di isolamento del virus. Perch:
- i virus sono labili
- I campioni sono sensibili alla sopracrescita da parte di funghi e batteri
Il miglior tipo di trasporto conservazione in ghiaccio in contenitori contenenti
antibiotici e proteine.
I virus con pericapside, tuttavia, quando congelati a -20C possono portare ad
una perdita di titolo infettivo.
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Batterio
Speciche batterio
Diagnosi di laboratorio
Enrico Colombo
Citologia
Lesame citologico di campioni pu fornire informazioni utili per una rapida
diagnosi iniziale di infezioni virali che producono un caratteristico CPE
5
.
I CPE caratteristici in campioni di tessuto o colture cellulari comprendono:
- cambiamenti della morfologia cellulare
- Vacuoli
- Lisi cellulare
- Sincizi
- Corpi inclusi
I sincizi sono cellule multinucleate giganti, la cui formazione indotta dal virus.
I corpi inclusi sono cambiamenti istopatologici delle cellule infettate, dovuti a:
- azione di componenti virali
- Modicazione di strutture cellulari a seguito dellinfezione.
Esempi di alcuni corpi inclusi possono essere:
- corpi inclusi nucleari ad occhio di gufo: osservati nelle cellule di tessuti
con CMV o nel sedimento urinario di pazienti infetti da CMV
- Inclusioni di Cowdry di tipo A: osservate in singole cellule o sincizi
infettati da HSV o virus della varicella-zoster.
- Corpi di Negri: corpi inclusi nel tessuto cerebrale di pazienti con rabbia.
Spesso il campione citologico pu essere esaminato per la presenza di specici
antigeni virali, attraverso:
- immunouorescenza
- Genomi virali marcati
Tali test sono specici per i singoli virus e possono essere scelti in base alla
diagnosi differenziale.
Microscopia elettronica
La microscopia elettronica non una comune tecnica di laboratorio:
- impiegata per rilevare e identicare alcuni virus, se presenti in numero
sufciente
- Laggiunta di anticorpi virus-specici al campione pu determinare
unaggregazione delle particelle virali facilitata lidenticazione
- Metodo utile per il rilevamento di enterovirus, liberati in grandi quantit
possibile, in un tessuto opportunamente trattato, visualizzare la presenza di
componenti strutturali virali.
Isolamento e propagazione
Il virus pu replicarsi in:
- colture cellulari
- Uova embrionate
- Animali da esperimento
Colture cellulari
Per la propagazione dei virus sono utilizzati tipi specici di colture cellulari.
Le colture cellulari primarie sono ottenute dalla digestione di specici organi
animali con tripsina o collagenasi:
- fatte crescere in monostrato (broblasti o cellule epiteliali) o in sospensione
(linfociti) su terreni articiali addizionati con siero bovino o altre fonti di fattori
di crescita
- Possono essere separate con tripsina, diluite e rimesse in coltura per
formare nuovi monostrati colture secondarie.
Le linee cellulari diploidi sono colture di un singolo tipo cellulare, in grado di
essere mantenute in vitro un numero elevato, ma nito, di volte pira della loro
senescenza.
Le linee cellulari tumorali e le linee immortalizzate singoli tipi cellulari che
possono essere propagate in vitro ininterrottamente, senza invecchiare.
Alcune colture note sono:
- cellule primarie di rene di scimmia: eccellenti per cercare virus
inuenzali, paramyxovirus, enterovirus e alcuni adenovirus
- Cellule umane fetali diploidi: generalmente cellule broblastiche,
permettono la crescita di ampio spettro di virus, tra cui
- HSV
- VZV
- CMV
- Adenovirus
- Picornavirus
- Cellule HEp-2: linea continua di cellule epiteliali derivate da un tumore
umano. Eccellenti per isolare
- Virus respiratorio sinciziale
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5
CPE effetto citopatico
- Adenovirus
- HSV
Isolamento virale
Un virus pu essere identicato attraverso:
- losservazione del CPE indotto in un monostrato di colture cellulari
- Immunouorescenza
- Analisi del genoma della coltura infetta
Un singolo virus infetta, si replica e diffonde, uccidendo le cellule vicino effetto
citopatico localizzato (placca).
Per una prima identicazione di virus clinicamente importanti possono essere
utilizzati i seguenti dati:
- Tipo di coltura cellulare
- Caratteristico CPE
- Rapidit della replicazione virale
Alcuni virus crescono lentamente o non crescono, oppure non causano un
effetto citopatico. Altri sono pericolosi per il personale.
In assenza di specico CPE si possono identicare i virus per altre caratteristiche:
- interferenza eterologa: il virus della rosolia interferisce con la replicazione
dei picornavirus se nella coltura con virus della rosolia i picornavirus non
crescono, il test positivo
- Emoadsorbimento: virus inuenzali e parainuenzali, virus del morbillo e
togavirus esprimono lemoagglutinina, proteina che lega gli eritrociti di
determinate specie animali
- Rilevati mediante emoagglutinazione
- Inibizione dellemoagglutinazione (HI): Il ceppo virale pu essere
identicato dallantisiero specico che blocca lemoagglutinazione
La quantit di virus pu essere calcolata dalla massima diluizione che mantiene le
seguenti caratteristiche (titolo):
- dose di coltura tessutale (TCD50): il titolo del virus che causa effetti
citopatici nel 50% delle cellule in coltura
- Dose letale 50 (LD50): titolo del virus che uccide il 50% in un gruppo di
animali da esperimento.
- Dose infettante (ID50): titolo del virus che induce sintomi, anticorpi o altre
risposte rilevabili in un gruppo di animali da esperimento.
Il numero dei virus infettivi pu essere valutato contando le placche prodotte da
diluizioni a fattore 10 del campione (unit formanti placca):
- il rapporto tra particelle virali contate al microscopio elettronico e unit
formanti placche sempre maggiore di 1.
Interpretazione dei risultati colturali
Il rilevamento colturale di un virus, generalmente altamente signicativo.
Occorre tenere presente, tuttavia, che la diffusione del virus potrebbe essere data
da:
- indotta da una condizione non manifesta (es altra infezione,
immunosoppressione o stress) e non correlata ai sintomi della malattia
- Virus liberati ad intermittenza senza linsorgenza di sintomi
Potrebbe darsi che un virus non sia stato isolato a causa di un campione che
- manipolato impropriamente
- Contiene anticorpi neutralizzanti
- stato raccolto prima della liberazione del virus.
Rilevamento di proteine virali
Durante la replicazione virale, sono prodotti:
- enzimi
- Altre proteine
Queste possono essere rilevate mediante test:
- biochimici,
- immunologici
- di biologia molecolare
Le proteine virali possono essere separate attraverso elettroforesi:
- i proli elettroforetici possono essere utilizzati per differenziare virus diversi.
Il rilevamento e il test di enzimi e attivit caratteristiche possono permettere:
- identicazione
- Quanticazione di specici virus
Esempio La presenza di una trascrittasi inversa nel siero o in una coltura
cellulare indica presenza di retrovirus
Emoagglutinazione o emoadsorbimento saggio dellemoagglutinina prodotta
dai virus inuenzali.
Gli anticorpi possono essere strumenti sensibili e specici per rilevare,
quanticare e identicare virus e antigeni virali in campioni clinici o colture
cellulari:
- anticorpi monoclonali o monospecici identicazione di singoli ceppi e
mutanti
- Gli antigeni virali sulle cellule o nelle cellule immunouorescenza e test
immunoenzimatici (EIA).
- Virus o antigeni rilasciati da cellule infette possono essere rilevati attraverso
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- Test colorimetrici (ELISA).
- Test radioimmunologici
- Agglutinazione con particelle di lattice (LA).
Il rilevamento di cytomegalovirus e altri pu essere migliorato utilizzando una
combinazione di colture cellulari e metodi immunologici:
- campione centrifugato su cellule cresciute su un vetrino o in una provetta
accelerato lingresso del virus nelle cellule
- Le cellule possono essere analizzate mediante
- Immunouorescenza (Fluorescenza diretta)
- Test immunoenzimatici (EIA) (antigeni virali)
Rilevamento di materiale genetico virale
Le maggiori caratteristiche distintive (di ceppo, tipo e virus) per identicare un
virus sono:
- sequenza genica
- Struttura del genoma
Le impronte digitali rilevabili sono:
- prolo elettroforetico dellRNA
- Lunghezze dei frammenti prodotte da endonucleasi di restrizione nei virus a
DNA
I metodi pi innovativi per rilevare il genoma virale usano:
- sonde genetiche
- Amplicazione del DNA basata su PCR
Le nuove metodiche consentono analisi pi rapide e rischio minimo per il virus
infettivo.
Si possono utilizzare sonde di DNA con sequenze complementari a
speciche regioni del genoma virale:
- possono rilevare un virus anche in assenza di replicazione virale
- Utile analisi per rilevare i virus a replicazione lenta o non produttivi (esempio
CMV e papilloma virus umano) o che non producano antigeni virali
immunologicamente rilevabili.
- Sequenze geniche virali speciche possono essere identicate in campioni
bioptici tissutali attraverso ibridazione in situ.
Genomi virali possono essere rilevati in campioni clinici, utilizzando Southern
blot:
- il genoma virale o i frammenti ottenuto con enzimi di restrizione sono
separati elettroforeticamente
- Sono trasferiti su ltri di nitrocellulosa
- Sono identicati mediante libridazione con sonde di DNA.
tecnica di Northern-blot:
- RNA separato elettroforeticamente
- Trasferito su un ltro di nitrocellulosa
- Ibridato con sonde.
Le sonde di DNA sono evidenziate con:
- autoradiograa
- Fluorescenza
- Metodi immunoenzimatici.
Il rilevamento di genomi virali attraverso PCR e PCR dopo retrotrascrizione
(RT-PCR) e test simili diventato il principale strumento per identicazione di
numerosi virus per molti laboratori:
- utilizzo di idonei primer per PCR amplicazione di milioni di volte una
sequenza bersaglio
- Utile per identicare sequenze di
- virus latenti e integrati (es retrovirus, herpesvirus, papillomavirus)
- Virus a bassa concentrazione
- Virus difcili o pericolosi da isolare in colture cellulari.
La RT-PCR utilizza la trascrittasi inversa retrovirali per convertire lRNA virale in
DNA per permettere lamplicazione mediante PCR delle sequenze di acidi
nucleici virali.
Real-time PCR
La real-time PCR pu permettere di determinare la quantit di HIV in un
paziente:
- la concentrazione del genoma di HIV proporzionale al tasso di
amplicazione PCR del DNA genomico
La PCR il prototipo di molte tecniche di amplicazione genomica:
- amplicazione basata sulla trascrizione: utilizza la trascrittasi inversa e
primers specici per sequenze virali
- forma un cDNA complementare alla sequenza riconosciuta dalla RNA
polimerasi DNA-dipendente del batteriofago T7.
- Una RNAasi digerisce lRNA il DNA viene trascritto in RNA dalla T7-
RNA polimerasi
- Le nuove sequenze di RNA sono circolarizzate in una reazione per
amplicare la sequenza bersaglio.
Altre tipologie di amplicazione genica e sistemi di rilevamento sono
concettualmente simili allELISA:
- utilizzano sequenze di DNA immobilizzate complementari alla sequenza
virale bersaglio tentano di catturare il genoma virale
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- Tali sequenze sono a loro volte legate con unaltra sequenza
complementare contenente il sistema di rilevamento
- La sequenza di cDNA pu essere attaccata ad una catena molto
ramicata di DNA, in cui ogni ramicazione attiva una reazione segnale
amplicato no ad essere rilevato.
Sierologia virale
La risposta immunitaria umorale utile per risalire alla storia delle infezioni del
paziente. Utilizzata per:
- identicazione di virus di difcile isolamento e coltura
- Identicare virus che causano malattie con lungo decorso
La sierologia pu essere impiegata per identicare:
- Virus, ceppo o sierotipo
- Denire la fase di una malattia (acuta o cronica)
- Determinare se si tratta di infezione primaria o reinfezione.
Il tipo di anticorpo, titolo e natura del bersaglio antigene forniscono i dati
sierologici dellinfezione virale:
- anticorpi IgM virus-specici:presenti durante le prime 2-3 settimane di
infezione primaria
- Indicano uninfezione primaria.
- Sieroconversione aumento di 4 volte del titolo anticorpale tra il
titolo determinato nel siero ottenuto in fas acuta della malattia e quello
ottenuto 2-3 settimane dopo, durante la convalescenza.
- Reinfezione o riattivazione provocano risposta anamnestica.
Implicita imprecisione dei test sierologici, basati su diluizioni seriali a fattore due:
- necessario un aumento di 4 volte del titolo anticorpale tra fase acuta e
convalescente per indicare una sieroconversione.
- Poich 1020 e 1030 differiscono, in quanto uno da 1:512 e laltro 1:1024
Si pu determinare con un prolo sierologico anche il decorso di uninfezione
cronica:
- presenza di anticorpi contro Ag virali chiave determinazione stadio della
malattia
- Sierologia utile per seguire malattie virali caratterizzate da decorso lento
(epatite B e mononucleosi da EBV)
- Generalmente
- Primi anticorpi diretti contro antigeni pi esposti al sistema
immunitario (proteine virali sulla supercie cellulare, antigeni sul virione)
- Fase avanzata dellinfezione lisi o risposa cellulo-mediata
esposizione di antigeni virali intracellulari anticorpi diretti contro
antigeni intracellulari.
La scelta dei test virali da includere nel pannello sierologico deve essere condotta
anche in base a:
- fattori epidemiologici locali
- Fattori propri del paziente
- Immunocompetenza
- Viaggi
- Et,
- Storia
- Stagioni
Tecniche dei test sierologici
I test di neutralizzazione e di inibizione dellemoagglutinazione saggiano la
presenza di anticorpi sulla base del legame della Ig al virus.
il mascheramento del virus da parte di anticorpi (neutralizzazione) impedisce il
legame alle cellule
- Lanticorpo non pu infettare n causare effetti citopatici
- una risposta anticorpale neutralizzante ceppo-specica e virus-specica
Il test di inibizione dellemoagglutinazione utilizzato per virus che possono
agglutinare selettivamente gli eritrociti di diverse specie animali:
- gli anticorpi nel siero impediscono che una quantit standard di virus si
leghi e agglutini gli eritrociti
I test di uorescenza indiretta e immunologici su fase solida per la ricerca di
anticorpi (ELISA, LA, RIA) rilevare e quanticare antigeni virali:
- ELISA: utilizzato per lo screening delle donazioni di sangue per escludere
gli individui sieropositivi per virus dellepatite B, C e HIV.
- Western-blot utilizzato per confermare la sieroconversione, quindi
linfezione da HIV.
- Il riconoscimento da parte degli anticorpi del paziente di speciche
proteine virali, blottate su carta da ltro e visualizzate con un anticorpo
coniugato ad un enzima conferma la diagnosi di infezione da
HIV eseguita con test ELISA
Limiti delle tecniche sierologiche
La presenza di un anticorpo diretto contro un virus indica una precedente
infezione:
- non indica quando linfezione avvenuta
Indicativi di recente infezione sono:
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- Rilevamento di IgM virus-speciche
- aumento di 4 volte del titolo anticorpale tra i sieri acuti e convalescenti
- proli di anticorpi specici
Risultati falsi-positivi o falsi-negativi possono indurre confusione nella diagnosi.
Le cross-reazioni tra differenti virus possono confondere lidentit dellagente
infettante.
Gli anticorpi utilizzati nei test, di contro, sono troppo specici possono dare
falsi negativi, in quanto non riconoscono altri virus della stessa famiglia.
Per formulare la diagnosi sonno dunque indispensabili:
- conoscenza dei limiti e problemi dei test sierologici
- Buona comprensione dei sintomi clinici
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La famiglia Papovaviridae stata suddivisa in due famiglie:
- papillomaviridae
- Polyomaviridae
Tali virus possono causare infezioni litiche, croniche, latenti e trasformanti,
in relazione alla cellula ospite.
I papillomavirus umani (HPV) causano:
- verruche
- Tumori associati nelluomo (es carcinoma cervicale)
I virus BK e JC, membri delle poliomaviridae, solitamente causano infezioni
asintomatiche, ma negli immunodepressi sono associati a
- JC leucoencefalopatia multifocali progressiva
- BK malattie renali
Il virus SV-40 il prototipo dei poliomavirus.
I papillomavirus e poliomavirus sono:
- piccoli
- Privi di pericapside
- Capside icosaedrico
- DNA circolare a doppio lamento
- Codicano proteine che promuovono
- Crescita cellulare
- Ciclo replicativo litico virale
- Possono determinare la trasformazione oncogena di una cellula
non permissiva.
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Papillomavirus e
poliovirus
Virus piccoli
Privi di pericapside
Capside icosaedrico
DNA ds circolare
Proteine promuoventi
ciclo cellulare e
crescita
Possono determinare
la trasformazione
oncogena
Papillomavirus e poliovirus
Enrico Colombo
Morfologia e replicazione
La classicazione dei papillomavirus umani basata sullomologia di sequenze
di DNA:
- identicati almeno 100 tipi, classicati in 16 gruppi (A P)
- Gli HPV
6
possono essere distinti, a seconda della tessuto-specicit, in
- Cutanei
- Mucosali presente un gruppo associato al carcinoma cervicale.
Il capside icosaedrico degli HPV:
- diametro 50-55 nm
- Costituito da due proteine strutturali si assemblano in 72 capsomeri
Il genoma a DNA circolare, costituito da circa 8 kb:
- 7-8 geni precoci (E1-E8)
- Due geni strutturali/tardivi (L1-L2)
- Regione regolatoria a monte
- sequenze di controllo per trascrizione
- Sequenza N-terminale per le proteine precoci
- Origine della replicazione
- Tutti i geni sono localizzati su un solo lamento, quello positivo (53)
La replicazione di HPV controllata dal meccanismo di trascrizione della cellula
ospite:
- lesioni della pelle il virus raggiunge lo strato della membrana basale
- Geni precoci stimolano crescita delle cellule facilitata la replicazione
del genoma, utilizzando la DNA polimerasi della cellula bersaglio
aumento del numero di cellule virus-indotto
- Ispessimento dello strato cellulare basale e di quello a cellule spinose
verruca o papilloma.
- Mentre la cellula basale si differenzia fattori nucleari specici esperi nei
diversi strati di tipi di pelle e mucose trascrizione dei geni virali
espressione di geni virali correlata allespressione di speciche cheratine.
- Geni tardivi proteine strutturali, espressi solo nello strato superiore
completamente differenziato. il virus si assembla nel nucleo.
- Attraverso la maturazione delle cellule cutanee (basali superciali) il
virus raggiunge lo strato pi esterno della cute liberato assieme alle
cellule desquamanti.
Patogenesi
I papillomavirus infettano e si replicano per indurre proliferazione epiteliale in
cellule:
- dellepitelio squamoso della cute verruche
- Delle membrane mucose papillomi genitali, orali e congiuntivali.
I tipi di HPV sono dotati di alta specicit tissutale causano malattie che si
presentano con sintomi differenti:
- verruca: stimolazione virale ella crescita cellulare dellispessimento degli
strati basale, spinoso e granuloso
- coilociti: cheratinociti ingranditi con aloni chiari attorno a nuclei
raggrinziti.
- Si sviluppano i 3-4 mesi
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6
human papilloma virus
Papillomavirus umano
Capside icosaedrico
DNA ds circolare
Si replica nello strato
basale degli epiteli
Pi di 100 gruppi con
differente tropismo
tissutale
Causa verruche o
papillomi
Proteine precoci E1 -
E8
Proteine tardive L1 e
L2 (capside)
Papillomavirus umani
- Linfezione virale cutanea resta normalmente localizzata regredisce
spontaneamente.
Immunit innata e cellulo-mediata sono molto importanti per il controllo e la
risoluzione delle infezioni da HPV:
- HPV pu sopprimere la risposta immune o nascondersi
- Il cheratinociti un sito immunologicamente privilegiato per la replicazione
- La risposta inammatoria necessaria per attivare le risposte citolitiche
protettive e promuovere la guarigione della verruca
- Immunosoppressi manifestazioni pi severe
Il potenziale oncogeno di HPV stato ampiamente studiato:
- il DNA virale ritrovato in tumori benigni e maligni, specialmente papillomi
mucosali.
- HPV-16 e HPV-18: displasia e papillomi cervicali
7
.
- Rottura del genoma circolare allinterno dei geni E1 e E2 per stimolare
lintegrazione spesso causa inattivazione dei geni E1 e E2 bloccata
la replicazione virale senza modicare lespressione degli altri geni
- Vengono espresse le proteine E6 ed E7 di HPV-16 e HPV-18
proteine oncogene legano e inattivano
- le proteine soppressive della crescita cellulare
- P53 (E6)
- RB (E7)
- In assenza di tali proteine crescita cellulare meno controllata
cellula pi sensibile a mutazioni/aberrazioni cromosomiche possibile
evoluzione in cancro.
Epidemiologia
HPV resistente allinattivazione e pu essere trasmesso attraverso contatto
con oggetti contaminati (superci di banconi o mobili, pavimenti del bagno,
asciugamani)
Leliminazione asintomatica del virus pu promuovere la trasmissione.
Le infezioni da HPV sono principalmente trasmesse:
- per contatto diretto e tramite piccole lacerazioni cutanee o delle mucose
- Durante rapporti sessuali
- Durante il passaggio del neonato nel canale del parto.
Verruche comuni, plantari e piane frequenti in bambini e giovani adulti.
Papillomi laringei bambini piccoli e adulti di et media.
Il papillomavirus umano probabilmente linfezione trasmessa sessualmente con
maggior prevalenza al mondo alcuni tipi di HPV sono comuni tra le
persone sessualmente attive:
- 20 milioni negli USA infetti da HPV
- 5,5 milioni di casi genitali allanno.
- Alto rischio per tumore cervicale: HPV-16/18/31/45
- Il 5% di tutti i app-test contiene cellule infettate da HPV
- Circa il 10% delle donne infettate dai tipi di HPV ad alto rischio sviluppa una
displasia cervicale (stato precanceroso)
I principali fattori di rischio per infezione e progressione verso il carcinoma sono:
- numerosi partner sessuali
- Fumo
- Storia familiare di carcinoma cervicale
- Immunosoppressione.
Sindromi cliniche
Verruca
La verruca una proliferazione benigna autolimitante della cute, che regredisce
con il tempo:
- tipi comuni di HPV: da HPV-1 a HPV-4 capaci di infettare le superci
cheratinizzate (solitamente mani e piedi)
- Linfezione iniziale comune in infanzia o fanciullezza.
- Periodo di incubazione: 3-4 mesi
- La comparsa della verruca dipende da
- Tipo di HPV
- Sito di infezione.
Tumori benigni della testa e del collo
I papillomi orali singoli sono i pi comuni tumori epiteliali benigni del cavo
orale:
- peduncolo brovascolare (peduncolati)
- Supercie con aspetto papillare rugoso.
- Si riscontrano in persone di qualsiasi et
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7
almeno l85% dei carcinomi della cervice uterina contiene integrato il DNA di HPV
- Sono generalmente isolati
- Raramente recidivano dopo rimozione chirurgica.
I papillomi laringei, associati a HPV-11 e HPV-6 sono i pi comuni tumori
epiteliali benigni della laringe:
- pu essere letale nei bambini ostruiscono le vie aeree
- Occasionalmente possono diffondere ai bronchi
Verruche anogenitali
Le verruche genitali (dette condissimo acuminati) si riscontrano quasi
esclusivamente su epitelio squamoso di:
- genitali esterni
- Aree perianali
Circa il 90% causato dai tipi di HPV 6 e 11.
Raramente diventano maligne.
Displasie e neoplasie cervicali
Linfezione da HPV del tratto genitale oggi riconosciuta come una comune
malattia a trasmissione sessuale:
- Infezione asintomatica o con lieve prurito
- verruche genitali verruche sofci, color carne, che possono essere
piatte, rilevate o simili a cavolori.
- Possono apparire settimane o mesi dopo linfezione
- Le alterazioni citologiche dellinfezione da HPV si riscontrano negli strisci
cervicali colorati con il metodo di Papanicolaou (Pap test)
Linfezione con i tipi di HPV 16, 18, 31, 45 (e raramente altri tipi) associata alla
neoplasia cervicale intraepiteliali e al cancro:
- inizialmente si osserva displasia nel 40-70% dei casi regredisce
spontaneamente
- ritenuto che il cancro cervicale si sviluppi attraverso au serie di alterazioni
cellulari progressive. (CIN I CIN II displasia grave o carcinoma in situ)
- Tale sequenza pu durare 1-4 anni
- Eseguire regolarmente il Pap test pu prevenire o promuovere cure precoci
per il carcinoma cervicale.
Diagnosi di laboratorio
Per le verruche microscopico alterazioni istologiche
- cellule spinose iperplasiche
- Ipercheratosi: eccesso di produzione di cheratina.
Linfezione da papillomavirus pu essere rilevata in strisci colorati con
colorazione di Papanicolaou:
- si osservano cellule epiteliali squamose coilocitiche (citoplasma
vacuolizzato)
- Sono arrotondate e disposte a gruppi.
Per diagnosi e tipizzazione dellinfezione da HPV i metodi delezione consistono
in metodiche molecolari su tamponi cervicali o campioni istologici:
- sonde molecolari di DNA
- PCR
I papillomavirus non crescono in coltura cellulare
Sierologia raramente utilizzata, se non per studi sperimentali.
Terapia, prevenzione e controllo
Le verruche:
- regressione spontanea, dopo mesi/anni
- Rimosse poich sono dolorose, esteticamente scomode e diffusibili ad altre
persone/parti del corpo
- Tecniche per rimuovere
- Crioterapia chirurgica
- Elettrocauterizzazione
- Metodi chimici (es podollina 10%-25%)
- La promozione di una guarigione pi rapida pu essere attuata attraverso
- Interferone o imiquimod stimolatori della risposta innata
- Cidofovir somministrazione topica, uccide le cellule infettate in
maniera selettiva
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disponibile un vaccino per HPV, costituito dalla proteina capsidica assemblata
in particelle virus-simile:
- pu prevenire linfezione
- Dovrebbe essere somministrato a ragazze ancora non sessualmente attive.
Per prevenire la trasmissione necessario:
- evitare il contato con tessuto infetto
- Utilizzare precauzioni per prevenire trasmissione sessuale.
Papillomavirus umano
Morfologia e replicazione
Virus piccoli con capside icosaedrico
Genoma costituito da DNA ds circolare replicato e assemblato nel nucleo
Pi di 100 tipi deniti, determinati dallomologia del DNA e dal tropismo tissutale
Hanno tropismo tessutale ben determinato dalle interazioni con i recettori e dal macchinario
trascrizionale della cellula.
Codicano proteine che promuovono la crescita cellulare (E7 lega la proteina RB, E6 lega
p53)
Possono causare infezioni litiche in cellule permissive, ma causano infezioni abortive,
persistenti o latenti, o immortalizzano le cellule non permissive
Patogenesi
Il virus acquisito per stretto contatto
Infetta le cellule epiteliali della cute o delle mucose
Tropismo tessutale e la presentazione della malattia dipendono dal tipo di papillomavirus.
Il virus persiste nello strato basale produce progenie virale nei cheratinociti differenziati
Causa verruche, proliferazione benigna delle cellule risoluzione spontanea
Alcuni tipi di HPV sono associati a displasia, che pu diventare, con altri cofattori, cancro.
Il DNA di alcuni tipi di HPV integrato nei cromosomi delle cellule tumorali, soprattuto nei
cancri della cervice uterina (85%).
Epidemiologia
Capside virale resistente allinattivazione
Virus persiste nellospite
Probabile la diffusione asintomatica
La trasmissione del papillomavirus avviene per:
- contatto diretto
- Contatto sessuale
- Trasmissione durante il canale del parto (papillomavirus laringei)
A rischio popolazione sessualmente attiva a rischio di infezione con i tipi di HPV correlati
a tumori orali o genitali
Distribuzione mondiale
Nessuna incidenza stagionale
Malattie
Verruca cutanea
Verruca anogenitali
Displasie e neoplasie cervicali cancro
Tumori benigni (papillomi) alla laringe e nel cavo orale.
Diagnosi
Citologia con colorazione di Papanicolaou cellule coilocitiche
Analisi in situ con sonde di DNA acidi nucleici virali
PCR acidi nucleici virali
Southern Blot acidi nucleici virali
Immunouorescenza e immunoperossidasi antigeni virali strutturali
Microscopia elettronica identicazione del virus
Coltura virale impossibile.
Terapia, prolassi e controllo.
Verruche rimozione attraverso crioterapia chirurgica, cauterizzazione elettrica o metodi
chimici.
Terapie che aiutano la guarigione
-
interferone
-
Imiquimod
-
Cidofovir
Vaccino per prevenire le infezioni da HPV genitali.
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I poliomavirus umani, virus BK e virus JC, sono ubiquitari, ma generalmente
non causano malattie:
- crescono con difcolt in colture cellulari
SV-40 (poliomavirus delle scimmie) e poliomavirus murini sono stati ampiamente
studiati come modelli di virus oncogeni, ma non associati con patologie umane.
Morfologia e replicazione
Rispetto ai papillomavirus, i poliomavirus sono:
- piccoli diametro 45 nm
- Contengono meno acido nucleico (5 kb)
- meno complessi
I genomi dei virus BK, JC e SV-40 sono strettamente correlati e suddivisibili in 3
regioni:
- regione precoce: codica le proteine non strutturali T (trasformazione)
- Regione tardiva: codica per le tre proteine del capside virale (VP1,
VP2, VP3)
- Regione non codicante: contiene lorigine di replicazione del DNA e le
sequenze di controllo della trascrizione sia dei geni precoci che di quelli
tardivi.
Dopo lingresso nella cellula il DNA senza capside entra nel nucleo trascritti
i geni precoci, che codicano gli antigeni T grande e T piccolo:
- la replicazione virale richiede il macchinario trascrizionale e replicativo della
cellula
- Antigeni T grande numerose funzioni
- T grande di SV-40 lega il DNA virale controllo della trascrizione di
geni precoci e tardivi, controllo replicazione,
- lega p53 e RB le inattiva promuove la crescita cellulare
possibile trasformazione
Come per HPV, la replicazione dei poliomavirus dipendente dai fattori cellulari:
- cellule permissive consentono la trascrizione di mRNA virale tardivo
morte litica e rilascio del virus
- Cellule non permissive espressi solo i geni precoci, compreso
lantigene T stimolazione della crescita cellulare potenziale oncogeno
Il genoma di poliomavirus organizzato in maniera efciente:
- regione non codicante siti dinizio per gli mRNA precoci e tardivi e
lorigine di replicazione del DNA
- Le tre proteine tardive sono prodotte da mRNA, stesso sito dinizio,
processati successivamente per dare origine a 3 mRNA distinti.
Il DNA virale circolare mantenuto e replicato in entrambe le direzioni la
replicazione del DNA precede la trascrizione del mRNA tardivo e la sintesi
proteica.
Il virus si assembla nel nucleo ed rilasciato per lisi cellulare.
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Poliomavirus
Piccolo
DNA ds circolare 5 kb
Antigeni T precoci
3 proteine VP tardive
Rilasciato per lisi
cellulare
Potenziale oncogeno
Polyomaviridae
Virus JC/BK
soggetto
immunocompetente
inoculazione
nel tratto
respiratorio
moltiplicazione
nel tratto
respiratorio
viremia
primaria
moltiplicazione
a livello renale
econda viremia
transitoria
virus latenti nel rene
soggetto
immunocompromesso
riattivazione del virus
virus BK
moltiplicazione nel
tratto urinario
possibile cistite
emorragica
viremia da virus
JC
infezione SNC
con possibile PML
Patogenesi
Ciascun poliomavirus ha un limitato spettro dospite e limitato tropismo
cellulare:
- i virus JC e BK umani probabilmente
- Penetrano nel tratto respiratorio infettano poi il rene e i linfociti con
CPE minimo
- Virus BK: infezione latente nel rene
- Virus JC: infetta cellule renali, monociti, cellule B.
La replicazione virale soppressa nei soggetti immunocompetenti.
In pazienti immunocompromessi possono svilupparsi riattivazioni virali, che
comportano:
- virus BK: liberazione nel virus nelle urine, con infezioni del tratto urinario
- Virus JC: possibile infezione del sistema nervoso centrale.
- Attraversa la barriera ematoencefalica replicandosi nelle cellule
endoteliali capillari
- Infezione abortiva degli astrociti parziale trasformazione (cellule
ingrossate con nuclei abnormi)
- Infezione litica produttiva degli oligodendrociti demielinizzazione.
Nonostante i virus SV-40, JC e BK causino tumori negli animali da laboratorio
non associati a tumori umani.
Epidemiologia
Le infezioni da poliomavirus sono ubiquitarie e la maggior parte della
popolazione infettata sia da JC che da BK entro i 15 anni:
- trasmissione: principalmente per via respiratoria
- Riattivazione infezioni latenti in pazienti immunocompromessi (AIDS,
trapiantati, donne in gravidanza)
- 10% dei pazienti con AIDS sviluppa leucoencefalopatia multifocali
progressiva (PML) letale nel 90% dei casi.
Sindromi cliniche
Linfezione primaria generalmente asintomatica.
I virus BK e JC sono riattivati negli immunocompromessi (rilevati nelle urine del
40% di tali pazienti) e nelle donne in gravidanza.
Il virus BK associato a:
- stenosi uretrale osservata nei trapiantati di rene
- Cistite nei trapiantati di midollo osseo
Il virus JC associato a leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML):
- malattia demielinizzante subacuta
- Si sviluppa in immunocompromessi (AIDS)
- I pazienti possono presentare svariati sintomi neurologici, non attribuibili ad
una singola lesione anatomica.
- Compromesse
- Parola
- Facolt mentali
- Vista
- Coordinazione
- Seguono la paralisi degli arti e la morte
- Dopo la diagnosi aspettativa di vita da 1 a 4 mesi. La maggior parte dei
pazienti muore entro 2 anni.
Diagnosi di laboratorio
La PML diagnosticata denitivamente attraverso:
- amplicazione del DNA virale con PCR nel liquor
- Dimostrazione di lesioni cerebrali con RM o TAC
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Lesame istologico di tessuto cerebrale (bioptico o autoptico) mostra:
- focolai di demielinizzazione circondati da oligodendrociti con inclusioni
adiacenti alle aree di demielinizzazione
- Leucoencefalopatia riferito al fatto che colpita solo la sostanza
bianca.
La presenza del virus JC pu essere identicata in campioni di liquor, urine e
biopsie attraverso:
- Immunouorescenza
- Immunoperossidasi
- Sonde di DNA
- Amplicazione genica per sequenze genomiche speciche
Esami citologici di urine rilevabile presenza di virus JC o BK:
- cellule ingrandite con inclusioni intranucleari basole e dense,
Difcoltoso isolare questi virus in colture cellulari.
Colorazione immunoistochimica con immunoperossidasi di virus BK in un tubulo renale con
antigeni capsulari di SV-40. Si noti la forte reattivit (nuclei neri) nelle cellule tubulari infette.
TECNICA RILIEVO
PCR del liquor Rilevato DNA virale
Immunofluorescenza,
immunoperossidasi, sonde di DNA
Identificazione diretta in campioni di
urine, liquor e biopsie renali o cerebrali
Esami citologici di urine Cellule ingrandite con inclusioni
intranucleari
TAC o risonanza magnetica Demielinizzazione centrale
Terapia, prolassi, controllo
Non disponibile una terapia specica per linfezione da poliovirus:
- se possibile limitare limmunosoppressione responsabile della
riattivazione del virus.
Natura ubiquitaria + scarse conoscenze dei poliomavirus improbabile la
prevenzione dellinfezione primaria.
Poliomavirus (virus JC, BK e SV-40)
Morfologia e replicazione
Virus piccoli con capside icosaedrico
Genoma costituito da DNA ds circolare replicato e assemblato nel nucleo
Potenzialmente oncogeni, in quanto gli antigeni T legano RB e p53
Patogenesi
Vie respiratorie diffusione ematica rene (prima dei 15 anni)
Le infezioni sono asintomatiche infezioni persistenti e latenti di polmoni e rene.
Pazienti immunocompromessi riattivazione del virus JC PML
- trasformazione parziale degli astrociti
- Lisi degli oligodendrociti
- Lesioni caratteristiche al SNC e demielinizzazione
Il virus BK ubiquitario e non associato a malattie gravi.
Epidemiologia
Capside virale resistente allinattivazione
Virus persiste nellospite
Probabile la diffusione asintomatica
La trasmissione avviene principalmente per aerosol contagioso.
Individui a rischio sono i pazienti immunocompromessi
Distribuzione mondiale
Non incidenza stagionale
Controllo impossibile
Malattie
Virus JC leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML)
Virus BK infezioni del tratto urinario
Diagnosi
Diagnosi di PML: PCR + radiologia cerebrale
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Esame istologico focolai di demielinizzazione circondati da oligodendrociti con inclusi
citoplasmatici
Immunouorescenza, immunoperossidasi, ibridazione con sonde molecolari di DNA o PCR
permettono di identicare il virus in urine, liquor o biopsie.
Citologia cellule ingrandite con inclusi basoli e densi.
Coltura inutile
Terapia, prolassi e controllo.
Inutile terapia non disponibile
Inutile e difcoltoso il controllo.
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Sono stati identicati circa 100 sierotipi di adenovirus, dei quali circa 47
infettano luomo:
- sierotipi patogeni per luomo sono inclusi in un solo genere
- Studi di omologia del DNA e proli di emoagglutinazione divisione in 6
sottogruppi (da A a F)
I primi adenovirus umani identicati (da 1 a 7) sono i pi diffusi.
Tra le malattie comuni da adenovirus si riscontrano:
- infezioni dellapparato respiratorio
- Congiuntivite (occhio rosa)
- Cistiti emorragiche
- Gastroenterite
Morfologia e replicazione
Gli adenovirus sono virus a DNA ds con un genoma di circa 36 kb, che codica
per 30-40 proteine:
- genoma a DNA lineare a doppio lamento
- Ogni estremit 5 ha una proteina terminale legata covalentemente
- Virione icosadeltaedrico, privo di pericapside
- Diametro di 70-90 nm
Il capside comprende 240 capsomeri, che consistono di esoni e pentoni:
- 12 pentoni localizzati a ciascuno dei vertici contengono
- Base del pentone
- Fibra
- La bra contiene le proteine virali di attacco (VAP) e pu agire da
emoagglutinina.
- La base del pentone e la bra sono tossiche per le cellule.
- Pentoni e bra possiedono antigeni tipo-specici.
Il complesso del core, nel capside, costituito da:
- DNA virale
- 2 proteine maggiori
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Adenovirus
Virus a DNA ds lineare
Capside
icosadeltaedrico
No pericapside
70-90 nm
12 pentoni contenenti
base del pentone e
bra (proteina
dattacco virale e
emoagglutinina),
entrambe tossiche.
Proteine precoci
stimolano la crescita
cellulare e hanno una
DNA polimerasi
Le proteine tardive,
sintetizzate dopo il
DNA virale,
costituiscono il
capside
Ciclo virale 32-36 ore
Adenovirus
Il virione delladenovirus contiene almeno 11 polipeptidi 9 hanno una funzione
strutturale nota.
Dalla mappa del genoma degli adenovirus si deduce che:
- i geni sono trascritti da entrambi i lamenti di DNA, in ambedue le direzioni
e in tempi diversi del ciclo replicativo
- Geni per funzioni correlate sono raggruppati assieme.
- La maggior parte degli RNA trascritti viene processata per dare numerosi
mRNA singoli nel nucleo
- Proteine precoci
- Stimolano la crescita cellulare
- Comprendono una DNA polimerasi replicazione genoma virale
- Proteine che sopprimono la risposta immunitaria e inammatoria
dellospite.
- Proteine tardive: sintetizzate dopo la replicazione del DNA, sono
componenti del capside.
La replicazione degli adenovirus stata ampiamente studiata, in colture cellulari
HeLa:
- Durata ciclo: 32-36 ore
- Virioni prodotti: 10000
- Il legame degli adenovirus alla supercie cellulari avviene in due fasi:
- Fibre interagiscono con una glicoproteina della superfamiglia Ig (alcuni
con MHC di classe I)
8
- Base del pentone interagisce con una integrina v promuove
linternalizzazione per endocitosi mediata da recettore in vescicola
rivestita di clatrina
- Il virus lisa la vescicola endosomiale e il capside rilascia il
genoma a DNA lineare nel nucleo
- Le proteine del pentone e della bra del capside sono tossiche
inibizione sintesi delle macromolecole cellulari.
La trascrizione dei geni precoci porta alla formazione di prodotti genici in
grado di stimolare la crescita cellulare e promuovere la replicazione del DNA
virale:
- numerosi mRNA degli adenovirus hanno lo stesso promotore divisi
successivamente per splicing
- Gene E1: suddiviso in 3 mRNA per splicing, porta alla traduzione di 3
proteine
- E1A: proteina transattivante precocissima necessaria per la
trascrizione delle altre proteine precoci (leganti il DNA, DNA-polimerasi,
proteine anti-immunitarie, ecc)
- E1B: assieme a E1A un oncogene lega inattivandole p53 e RB
stimolazione della crescita cellulare.
Nelle cellule permissive, la stimolazione della divisione cellulare facilitata
trascrizione e replicazione del genoma:
- morte della cellula dovuta alla replicazione virale
- Rilascio del virus
Nelle cellule non permissive infezione latente e il genoma rimane nel
nucleo.
La replicazione del DNA:
- localizzazione nucleare
- Operata dalla DNA polimerasi virale
- Utilizza come primer una proteina virale con adesa una citosina
monofosfato per replicare entrambi i lamenti di DNA
- La proteina terminale rimane attaccata al DNA.
La trascrizione di geni tardivi avviene dopo la replicazione del DNA:
- la maggior parte dei singoli mRNA tardivi viene generata per
processamento di un lungo trascritto primario codicato dal lamento
destrorso
- Successivamente processato in molti mRNA
Le proteine del capside sono prodotte nel citoplasma trasportate nel nucleo
per lassemblaggio virale:
- inizialmente si formano i pericapside vuoti
- DNA e proteine del core entrano del capside attraverso unapertura ad uno
dei vertici.
Replicazione e assemblaggio sono molto inefcienti:
- una particella virale infettiva ogni 1100-2300 virioni prodotti
- DNA, proteine e altre particelle accumulate formando corpi inclusi.
- Il virus rimane nella cellula liberato quando la cellula si lisa.
LEGAME DELLA FIBRA CON LA GLICOPROTEINA IG CAR INTERAZIONE DELLA BASE
DEL PENTONE CON LINTEGRINA ENDOCITOSI IN VESCICOLA DI CLATRINA LISI
DELLA VESCICOLA DI CLATRINA TRASCRIZIONE DEI GENI PRECOCI (ES E1, SCISSO
IN E1A, E1B, E1C)
- CELLULE PERMISSIVE: STIMOLAZIONE DELLA DIVISIONE CELLULARE
TRASCRIZIONE DEI GENI PRECOCI REPLICAZIONE DEL GENOMA
TRASCRIZIONE DEI GENI TARDIVI/STRUTTURALI TRASPORTO DEI CAPSOMERI
NEL NUCLEO INGRESSO DEL DNA VIRALE NEI CAPSOMERI LISI CELLULARE
A CAUSA DEL GRAN NUMERO DI PARTICELLE DIFETTIVE RILASCIO DEL VIRUS
- CELLULE NON PERMISSIVE: IL GENOMA RESTA NEL NUCLEO INFEZIONE
LATENTE
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8
tale proteina, presente in gran numero sulle cellule umane, anche recettore per Coxsackievirus tipo B. Pertanto, chiamata recettore Adenovirus-Coxsackie (CAR).
Patogenesi e immunit
Gli adenovirus possono instaurare infezioni di natura:
- Litica (cellule epiteliali e mucoepiteliali)
- Latente (cellule linfoidi)
- Trasformante (non nelluomo)
Tali virus infettano:
- cellule epiteliali dellorofaringe
- Organi respiratori
- Organi enterici
La specicit per la cellula bersaglio determinata dalle proteine delle bre
virali.
La tossicit, data dalla base del pentone, agisce attraverso:
- inibizione del trasporto degli mRNA cellulari
- Inibizione della sintesi proteica
- Arrotondamento delle cellule
- Danneggiamento dei tessuti.
Il marker istologico dellinfezione di adenovirus inclusione intranucleare
densa nella cellula infetta:
- data da DNA e proteine virali
- Ricordano quelle dei cytomegalovirus, ma non causano ingrossamento
della cellula
La viremia pu vericarsi dopo la replicazione in loco disseminazione agli
organi interni:
- frequentemente negli immunodepressi (epatiti e polmoniti)
- Il virus tende a diventare latente e persistente nei tessuti linfoidi (tonsille,
placche di Peyer, ecc) pu essere riattivato in pazienti
- Immunodepressi
- Infettati da altri agenti.
Gli adenovirus sono oncogeni in alcuni roditori, ma non mai stata osservata una
trasformazione di cellule umane da adenovirus
Gli anticorpi sono importanti:
- aiutano la risoluzione dellinfezione litica da adenovirus
- Proteggono dalla ripetizione con lo stesso sierotipo (non da altri sierotipi)
Limmunit cellulo-mediata importante nel contenere la propagazione del
virus:
- persone immunodepressi malattie ricorrenti pi gravi
Gli adenovirus possiedono vari meccanismi di elusione della difesa dellospite
e di aiuto alla persistenza:
- corti segmenti di RNA che prevengono lattivazione dellinibitore della sintesi
delle proteine virali (mediata dalla PKR indotta da interferone)
- Proteina E3 e E1A bloccano lapoptosi indotta dalle risposte cellulari al
virus o dalle cellule T o da citochine.
- Alcuni ceppi di adenovirus possono inibire lattivit delle cellule T CD8
citotossiche impediscono ladeguata espressione delle molecole HLA I,
quindi la presentazione dellantigene
Epidemiologia
Gli adenovirus possiedono virioni resistenti a:
- essiccamento
- Detergenti
- Secrezioni gastriche
- Leggeri trattamenti di cloro.
Possono dunque diffondere attraverso il circuito oro-fecale, attraverso
- mani
- Oggetti
- Piscine poco clorate.
Gli adenovirus diffondono esclusivamente da uomo a uomo, principalmente
attraverso:
- contatto respiratorio
- Contatto oro-fecale
La diffusione del virus facilitata dallo stretto contatto interumano, come si
verica in:
- classi scolastiche
- Caserme militari
Gli adenovirus possono essere eliminati in modo intermittente e per lunghi periodi
dalla faringe, in particolare con le feci.
Per la maggior parte, le infezioni sono asintomatiche diffusione facilitata nella
comunit.
I sierotipi di adenovirus pi diffusi sono da 1 a 7:
- 5-10% dei casi di malattia dellapparato respiratorio in et pediatrica
causato da adenovirus (tipi 1, 2, 5, 6)
- Sembra che i sierotipi 4 e 7 diffondano facilmente in ambienti militari.
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Sindromi cliniche
Gli adenovirus infettano soprattutto i bambini:
- le riattivazioni di adenovirus latenti sono frequenti in bambini e
immunodepressi.
- Esistono diverse sindromi cliniche associate ad adenovirus.
Faringite febbrile acuta e febbre
faringocongiuntivale.
Gli adenovirus causano faringite, spesso accompagnata da:
- congiuntivite (occhio rosa)
- Febbre faringocongiuntivale
La sola faringite si manifesta nei bambini:
- specialmente under 3
- Pu mimare linfezione da Streptococcus pyogenes.
I pazienti affetti hanno lievi sintomi simil-inuenzali (congestione nasale,
tosse, malessere, febbre, brividi, mialgia e cefalea):
- durano 3-5 giorni
La febbre faringocongiuntivale si manifesta spesso con epidemie che
coinvolgono bambini pi grandi.
Malattia respiratoria acuta
La malattia respiratoria acuta caratterizzata da:
- febbre
- Tosse
- Faringite
- Adenite cervicale
Causata dai sierotipi 4 e 7 alta incidenza tra le reclute militari stato
prodotto un vaccino.
Altre malattie respiratorie
Gli adenovirus causano:
- sintomi tipici del raffreddore
- Laringite
- Croup (stridore laringeo)
- Bronchioli.
- Sindrome simile alla pertosse: decorso clinico prolungato, con una vera
e propria polmonite virale.
Congiuntivite e cheratocongiuntivite epidemica
Gli adenovirus causano una congiuntivite follicolare, in cui:
- la mucosa della congiuntiva palpebrale diventa granulosa o nodulosa
- Le mucose delle congiuntive sia palpebrale che bulbare risultano
inammate.
La congiuntivite da piscina un esempio comune di infezione da fonte comune
da parte di adenovirus.
La cheratocongiuntivite epidemica pu essere un rischio industriale:
- il pi grande caso a Pearl Harbor nel 1941 in un cantiere navale
- Fattori di rischio Irritazione dellocchio da parte di un corpo estraneo,
polvere o simili
giorni modificazioni
patologiche
del tratto
respiratorio
induzione da
interferone
risposta
immunitaria
cellulo-
mediata
virus nelle
secrezioni
respiratorie
aumento
degli
anticorpi
virus-specifici
malattia
sintomatica
simil-
influenzale
anticorpi
specifici
incubazione convalescenz
a
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
3
3
3
3
3
9 8 3
9 8 5 3
10 9 8 5 3
9 8 5 3
9 8 7 5 3 5
9 8 7 6 5
9 8 7 6 5
9 8 7 6 4 5
9 8 7 6 4 5
9 8 7 6 4 5
9 8 7 6 4 5
9 8 7 6 4 5
9 8 7 6 4 5
9 8 7 6 4 5
9 8 7 4
9 8 7 4
9 8 7 4
9 8 7 4
9 8 7 4
9 7 4
9 7
9
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26
Infezione da adenovirus
Giorni
modificazioni patologiche del tratto respiratorio
contagiosit
virus nelle feci
virus nelle secrezioni respiratorie
possibile viremia
sintomi
presenza di anticorpi specifici
incubazione
Gastroenterite e diarrea
Ladenovirus la principale causa di gastroenterite virale acuta:
- causa il 15% delle gastroenteriti ospedaliere
- I sierotipi enterici (gruppo F) sono 40, 41 e 42 responsabili di diarrea nei
neonati
- Non si replicano nelle colture cellulari utilizzate per gli altri adenovirus
- Raramente causano febbre o sintomi respiratori
Altre manifestazioni
Gli adenovirus sono associati anche a:
- malattia simile alla pertosse
- Intussuscezione (stipsi rettale) nei bambini
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- Cistite emorragica acuta con disuria ed ematuria negli adolescenti
- Alterazioni muscolo-scheletriche
- Infezioni genitali
- Infezioni cutanee
Infezione sistemica in pazienti immunodepressi
Gli immunodepressi a rischio di gravi infezioni virali:
- le malattie da adenovirus comprendono
- Polmonite
- Epatite
- Linfezione pu originare da fonte esogena o endogena (es riattivazione)
Diagnosi di laboratorio
Lisolamento del virus signicativo se ottenuto da secrezioni o tessuti
clinicamente rilevanti:
- esempio lisolamento di adenovirus dallorofaringe di un paziente con
faringite diagnostico (se escluso lo Streptococcus Pyogenes)
Analisi diretta di campioni clinici pu essere impiegata per il rilevamento
rapido e identicazione degli adenovirus:
- saggi immunologici (anticorpi uorescenti e reazioni immunoenzimatiche)
- Ricerche di genomi (PCR e analisi con sonde di DNA) identicazione e
tipizzazione dei virus in campioni clinici e in colture)
- Tecniche necessarie per gli adenovirus enterici (40, 41, 42)
- Test sierologico raro, utilizzato solo per confermare n virus isolato dalle
feci o dallapparato respiratorio superiore.
Lisolamento della maggior parte dei tipi di adenovirus colture cellulari
epiteliali:
- cellule primarie di rene fetale
- Linee continue (es HeLa o carcinoma dellepidermide umano)
Il virus in coltura mostra infezione litica con la comparsa di caratteristici corpi
inclusi in 2-20 giorni:
- isolamento virale richiede in media circa 6 giorni.
- Allesame istologico si possono osservare le caratteristiche inclusioni
intranucleari rare e devono essere distinte da quelle di CMV
METODOLOGIA CAMPIONE RILIEVO
Coltura Congiuntiva, faringe, feci Dopo 6 gg in media, si
vedono cellule con inclusi
intranucleari
Reazioni
immunoenzimatiche o
anticorpi fluorescenti
Campioni di congiuntiva,
faringe, feci, ecc
Ricerca diretta di antigeni
PCR o sonde marcate di
DNA
Campioni di congiuntiva,
faringe, feci, ecc
Ricerca DNA virale
Test sierologico Campioni di congiuntiva,
faringe, feci, ecc
Ricerca di anticorpi contro
antigeni di adenovirus.
Utilizzato raramente, solo
per conferma di un virus
isolato in coltura
Terapia, prolassi e controllo
Non disponibile una terapia approvata per trattare linfezione da adenovirus.
Per le reclute militari vaccini ottenuti da virus vivi, a somministrazione orale
prevengono linfezione da adenovirus.
Terapia genica
Gli adenovirus sono stati utilizzati e presi in considerazione per applicazioni di
terapia genica:
- considerati in numerose malattie delluomo
- Immunodecienze
- Fibrosi cistica
- Malattia lisosomiale
- Cancro
- Ecc
- Il virus inattivato per delezione o mutazione dei geni E1 e altri geni (E2,
E4) inserito nel genoma il gene appropriato, controllato dal giusto
promotore.
- Il virus vettore deve essere replicato in una cellula che esprime le funzioni
virali mancanti e pu completeranno la funzione mancante per consentire la
produzione di progenie virale.
Tali virus, nonostante lattenuazione del vaccino, possono ancora provocare
patologie umane serie.
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Adenovirus
Morfologia e replicazione
Capside icosaedrico nudo con bre VAP ai vertici
Genoma lineare a doppio lamento con proteine nelle due porzioni 5 terminale.
Sintesi della DNA polimerasi attiva il passaggio dai geni precoci a quelli tardivi
Il virus codica proteine che promuovono la sintesi di mRNA e DNA (anche la DNA
polimerasi)
Gli adenovirus sono raggruppati da A a F in base alle omologie del DNA e in base al sierotipo
(pi di 42 tipi)
Il sierotipo soprattutto dovuto a differenze nella base del pentone e nella proteina della bra
- determinano la natura e il tropismo tissutale
Causa infezioni litiche, persistenti o latenti nelluomo.
Patogenesi
Diffusione attraverso:
- aerosol
- Contatto
- Oro-fecale
Infezioni a livello faringeo e oculare (giunge attraverso le dita)
Il virus infetta le cellule mucoepiteliali del tratto respiratorio, gastrointestinale, congiuntiva,
cornea causa danno diretto.
Malattia determinata dal tropismo tissutale dello specico gruppo o sierotipo
Il virus persiste nei tessuti linfoidi
Lanticorpo importante per la prolassi di infezioni secondarie e la risoluzione di infezioni
litiche primarie.
Epidemiologia
Capside resistente allinattivazione del tratto GI e alla mancanza di umidit
Sintomi simili a quelli di altre infezioni respiratorie (streptococco)
Possibile diffusione asintomatica aumenta la trasmissione
Trasmissione attraverso:
- contatto diretto
- Aerosol
- Materiale fecale sulle mani, oggetti
- Stretto contatto
- Acqua non sufcientemente clorata nelle piscine
A rischio bambini (sotto i 14), gente in aree affollate
Non ha incidenza stagionale
Diffusione mondiale
Controllo con vaccino virus vivo per sierotipi 4 e 7 in ambito militare
Malattie
Faringite febbrile acuta
Febbre faringocongiuntivale
Malattia respiratoria acuta
Altre malattie del tratto respiratorio
Congiuntivite e cheratocongiuntivite epidemica
Gastroenterite e diarrea
In immunodepressi epatite e polmonite
Diagnosi di laboratorio
Isolamento da tessuti rilevanti
Analisi di campioni clinici senza isolamento virale PCR, sonde molecolari, reazioni
immunoenzimatiche, anticorpi uorescenti
Test sierologico utile solo per confermare la rilevanza di un virus isolato dalle feci o
allapparta respiratorio superiore, determinando il sierotipo.
Isolamento in colture cellulari epiteliali
Esame istologico inclusioni intranucleari
Terapia, prolassi e controllo
Non disponibile una terapia
Vaccini per i sierotipi 4 e 7 fruibili dai soli militari.
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Gli herpesvirus sono un importante gruppo di virus a DNA di grosse dimensioni,
che presentano le seguenti caratteristiche comuni:
- morfologia del virione
- Strategia replicativa
- Capacit di instaurare infezioni latenti e ricorrenti.
Limmunit cellulo-mediata importante per:
- controllo dellinfezione di questi virus
- insorgenza dei sintomi
Il genoma degli herpesvirus codica proteine e enzimi che favoriscono la
replicazione e linterazione tra virus e ospite.
Gli herpesvirus possono causare infezioni:
- litiche
- Persistenti
- Latenti/ricorrenti
- Immortalizzanti (EBV)
Gli herpesvirus umani sono classicati in 3 sottofamiglie, sulla base:
- delle differenze nelle caratteristiche virali (struttura del genoma, tropismo
tissutale, effetto citopatico e sede dinfezione latente)
- Patogenesi e sintomatologia della malattia
Gli herpesvirus umani comprendono:
- virus dellherpes simplex di tipo 1 e 2 (HSV-1 e HSV-2)
- Virus della varicella-zoster (VZV)
- Virus di Epstein-Barr (EBV)
- Cytomegalovirus (CMV)
- Herpesvirus umano di tipo 6 (HHV6)
- Herpesvirus umano di tipo 7 (HHV7)
- Herpesvirus umano di tipo 8 (HHV8)
9
Gli herpesvirus sono ubiquitari e le loro infezioni sono molto diffuse:
- generalmente associati a malattie benigne (soprattutto nei bambini)
- Possono tuttavia essere responsabili di elevata mortalit e morbilit,
specialmente in individui immunodepressi.
Il genoma di alcuni herpesvirus codica bersagli di agenti antivirali.
La FDA, ha recentemente approvato un vaccino, costituito da virus vivo
attenuato, contro VZV.
Morfologia degli herpesvirus
Gli herpesvirus sono virus di notevoli dimensioni:
- hanno pericapside
- Genoma a DNA ds
- Il virione ha diametro di circa 150 nm, con morfologia caratteristica
- Il core di DNA circondato da un capside icosadeltaedrico di 162
capsomeri da un pericapside glicoproteico
Il genoma degli herpesvirus codica per numerose glicoproteine, necessarie per
- adsorbimento
- Fusione
- Evasione della risposta immunitaria
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9
di scoperta recente, associato al sarcoma di Kaposi.
Herpesvirus umani
Capside
icosadeltaedrico
Pericapside
DNA ds
Herpesvirus umani
Enrico Colombo
Lo spazio compreso tra capside e pericapside detto tegumento:
- contiene proteine e enzimi virali che favoriscono linizio della replicazione
Come tutti i virus con pericapside, gli herpesvirus sono sensibili a:
- acidi
- Solventi
- Detergenti
- Essiccamento
I genomi degli herpesvirus sono lineari, a doppio lamento, ma differiscono per
dimensione e orientamento dei geni:
- sequenze ripetute, dirette o invertite, delimitano regioni uniche del genoma
- UL regione unica lunga
- US regione unica breve
- Tali regioni permettono la circolarizzazione del genoma e la sua
ricombinazione
- La ricombinazione tra sequenze ripetute e invertite di HSV, VZV e CMV
permette che estese regioni del genoma invertano lorientamento reciproco
dei segmenti genomici UL e US genomi isomerici.
Replicazione degli herpesvirus
Il ciclo replicativo degli herpesvirus inizia con linterazione tra glicoproteine
virali e recettori presenti sulla supercie di cellule bersaglio:
- il tropismo di alcuni herpesvirus limitato allespressione tessuto-specica
dei recettori (esempio EBV)
- Il pericapside si fonde con la membrana plasmatica libera il
nucleocapside nel citoplasma.
- Enzimi e fattori trascrizionali portati allinterno della cellula dal tegumento
del virione.
- Nucleocapside si attacca alla membrana nucleare genoma rilasciato
nel nucleo trascritto e replicato
La trascrizione del genoma di herpesvirus e la sintesi delle proteine si realizzano
con una modalit coordinata e regolata, in 3 fasi:
- sintetizzate le proteine precocissime () legano il DNA e regolano la
trascrizione genica
- Dopo le proteine precoci () ulteriori fattori trascrizionali ed enzimi,
compresa la DNA polimerasi virale.
- Dopo la replicazione, sono sintetizzate le proteine tardive () proteine
strutturali
Il genoma, trascritto dalla RNA-polimerasi DNA-dipendente cellulare, sotto il
controllo di fattori virali e fattori nucleari cellulari:
- interazione di tali fattori produzione di proteine necessarie allinfezione
litica, latente o persistente.
- Cellule che promuovono linfezione latente trascrivono una serie
speciale di geni virali in assenza di replicazione del genoma
- Nelle cellule che hanno infezione litica trascritti anche geni precoci ()
e tardivi ().
La replicazione del genoma attuata da una DNA polimerasi virale
bersaglio di farmaci antivirali.
Gli enzimi virali di recupero dei nucleotidi forniscono i componenti alla
polimerasi facilitano la replicazione dei virus che infettano cellule non in fase
replicativa.
I procapsidi si assemblano vuoti nel nucleo e sono riempiti di DNA virale
acquisiscono il pericapside a livello della membrana nucleare o del Golgi
fuoriescono per
- esocitosi
- Lisi cellulare
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Il genere herpes simplex suddiviso in due tipi:
- HSV-1
- HSV-2
Tali due tipi hanno in comune differenti caratteristiche, quali:
- omologia del DNA
- Determinanti antigenici
- Tropismo tissutale
- Sintomi della malattia
Possono tuttavia, in base a minime, ma signicative, differenze allinterno di
queste propriet generiche.
Morfologia
Il genoma di HSV codica almeno per 80 proteine:
- met necessarie per la replicazione virale
- Le altre intervengono in
- Interazione tra virus e tipi di cellula ospite
- Risposta immunitaria
Il genoma di HSV codica per diversi enzimi, tra cui:
- DNA-polimerasi DNA-dipendente
- Enzimi di recupero dei nucleotidi
- Desossiribonucleasi
- Timidina chinasi fosforila i desossiribonucleotidi
- Ribonucleotidi reduttasi converte i ribonucleotidi a
desossiribonucleotidi.
- Proteasi
La specicit di substrato di questi enzimi e la DNA polimerasi differiscono in
maniera signicativa dai loro analoghi cellulari rappresentano bersagli
potenzialmente validi per la chemioterapia.
Il genoma di HSV codica almeno 11 glicoproteine utilizzate come:
- proteine virali di assorbimento (gB, gC, gD, gH)
- Proteine virali di fusione (gB)
- Proteine strutturali
- Proteine per evitare il sistema immunitario (gC, gE e gI)
- La componente C3 del complemento, ad esempio, si lega a gC
eliminata dal siero.
- Il complesso gE/gI lega la porzione Fc delle IgG maschera il virus e
le cellule infettate dal virus riduce lefcacia degli anticorpi
Replicazione
HSV pu infettare la maggior parte delle cellule umane e anche di altre specie.
Generalmente provoca:
- infezioni litiche in:
- broblasti
- Cellule epiteliali
- Infezioni latenti nei neuroni
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HSV
Capside
icosadeltaedrico
Pericapside
Sintesi di DNA e
capside nel nucleo
Infezioni litiche e
latenti
Proteine anti-immunit
Geni , e
Herpes simplex virus
HSV-1 si adsorbe velocemente e efcientemente alleparan-solfato (sulla
supercie di molte cellule):
- interagisce con recettori proteici della supercie cellulare
- Per penetrazione deve interagire con la nectina-1 (HveC
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)
- Molecola di adesione della famiglia Ig
- Presente sulla maggior parte delle cellule e dei neuroni
- Anche HveA un altro recettore utile per lingresso degli HSV
- HSV penetra nella cellula ospite attraverso fusione del pericapside con
la membrana cellulare
- Poi il virione abbandona il capside nel citoplasma assieme a
- una proteina che promuove linizio della trascrizione virale,
- una chinasi virale
- Proteine citotossiche
- Il capside si attacca ad un poro nucleare rilasciato il DNA nel nucleo
I prodotti dei geni precocissimi comprendono proteine leganti il DNA:
- stimolano la sintesi di DNA
- Inducono la trascrizione dei geni virali precoci
In uninfezione latente, lunica regione ad essere trascritta la LAT, trascritti
associati alla latenza tali mRNA non sono tradotti in proteine.
Le proteine precoci includono:
- DNA polimerasi
- Timidina chinasi
- Proteine che inibiscono la produzione e iniziano la degradazione del DNA e
mRNA cellulari
Lespressione dei geni tardivi e precoci morte litica della cellula.
La replicazione ha inizio non appena viene sintetizzata la polimerasi:
- il genoma assume inizialmente forme circolari e concatameriche testa-coda
- Pi tardi nellinfezione, si replica attraverso un meccanismo a cerchio
rotante lamento lineare di genoma.
- I concatameri diventano singoli genomi quando sono incorporati in un
procapside.
La replicazione del genoma attivazione geni tardivi proteine strutturali e
altre:
- necessarie molte copie
- Le proteine capsidiche sono trasportate nel nucleo assemblati i
procapsidi vuoti inserito il DNA i capsidi si associano alla membrana
nucleare gemmano fuori dal reticolo endoplasmatico citoplasma
- Le glicoproteine virali sintetizzate e processate come quelle cellulari
associate al procapside.
- Le proteine del tegumento si associano al capside il capside gemma
dal Golgi, acquisendo il pericapside glicoproteico.
- Rilascio per
- esocitosi o lisi cellulare
- Diffusione a cellula adiacente
- Formazione di sincizi
Linfezione dei neuroni pu essere la conseguenza della replicazione virale o
dellinstaurarsi della latenza, a seconda del tipo di geni virali che il neurone in
grado di trascrivere:
- solo LAT latenza
- Geni precocissimi possibile replicazione.
La timidina chinasi permette di sintetizzare i nucleotidi trifosfato necessari alla
sintesi di genomi a DNA anche in cellule che non si replicano.
Patogenesi e immunit
I meccanismi patogenetici di HSV-1 e HSV-2 sono molto simili:
- inizialmente, entrambi, infettano e si replicano in cellule mucoepiteliali
generalmente causano malattia nel sito di infezione.
- Stabiliscono uninfezione latente nei neuroni che innervano tali epiteli
Alcune sono le differenze tra i due tipi di HSV:
- HSV-1 associato ad infezioni nella parte superiore del corpo
- HSV-2 associato ad infezioni nella parte inferiore del corpo
- Causa viremia e sintomi sistemici inuenzali pi facilmente
- Differiscono anche per caratteristiche di crescita e antigeniche
HSV pu causare infezioni:
- litiche: in molte cellule
- Persistenti: in linfociti e macrofagi
- Latenti: nei neuroni
La citolisi il risultato di:
- inibizione virus-indotta della sintesi delle macromolecole cellulari
- Degradazione del DNA cellulare
- Permeabilizzazione della membrana
- Distruzione del citoscheletro
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Herpes virus entry C, mediatore C dellingresso degli herpes virus
Si vericano cambiamenti nella struttura del nucleo delle cellule infette
- Variazione della localizzazione della cromatina
- Formazione di corpi inclusi intranucleari acidoli di Cowdry di tipo A.
- Formazione di sincizi (non tutti i ceppi di HSV)
In coltura cellulare infezione e citolisi rapida da HSV.
Linfezione da HSV inizia:
- attraversando le membrane mucose
- Penetrando lesioni cutanee
Il virus si riproduce nelle cellule basali della lesione:
- infetta i neuroni innervanti raggiunge il ganglio per trasporto retrogrado.
- Il virus ritorna nel sito iniziale di infezione e pu
- rimanere inapparente
- Causare lesioni vescicolari rilasciano liquido contenente virioni
infettanti
- Il danno tissutale causato da una combinazione di eventi virali patologici e
immunopatologici.
- Generalmente, la lesione si rimargina spontaneamente senza lasciare
cicatrice.
La progressione dellinfezione limitata dalle rispose innate:
- interferone
- Cellule NK
La risposta citotossica dei linfociti T CD8 e associata a cellule T helper
CD4 necessarie per uccidere le cellule infettate e guarire la malattia in atto:
- gli effetti della risposta cellulo-mediata e inammatoria, sono tra le principali
cause di sintomi.
- Anticorpi contro le glicoproteine virale neutralizzano il virus extracellulare
limitazione della diffusione
- Senza immunit cellulare funzionale linfezione HSV pu diffondere al
cervello e altri organi vitali.
HSV ha differenti modi per eludere le difese dellospite:
- blocca linibizione della sintesi di proteine virale indotta da IFN-
- Codica per una proteina che blocca il trasportatore associato con il
canale di passaggio (TAP) previene il trasferimento di peptidi nel RE
blocca lassociazione della molecola MHC di classe I
- Diffusione cellula-cellula (impedisce il riconoscimento anticorpale)
- Il virione e le cellule infettate esprimono recettori per Fc degli anticorpi e
per il complemento indebolite le difese umorali.
Linfezione latente nei neuroni comporta danni non evidenziabili:
- si pu avere riattivazione da vari stimoli (stress, traumi, febbre,
esposizione alla luce solare) replicazione virale in una singola cellula
nervosa consentono al virus di migrare a ritroso lungo il nervo lesioni
a livello cutaneo o mucoso (sempre nello stesso sito)
- Lo stress favorisce la riattivazione promuove la replicazione del virus nel
nervo attraverso o momentanea depressione dellimmunit cellulo-mediata.
Le infezioni ricorrenti sono generalmente meno gravi, pi localizzate e di minor
durata rispetto agli episodi primari.
Epidemiologia
Il virus pu instaurare infezioni latenti con riattivazioni anche asintomatiche,
dunque una persona infetta sorgente di contagio per tutta la vita:
- HSV trasmesso nelle secrezioni e attraverso stretto contatto
- Labile rapidamente inattivato dallessiccamento, dai detergenti e dalle
condizioni dellapparato GI.
- Malattia esclusivamente umana.
HSV viene trasmesso con il mescolarsi e combinarsi di mucose infette:
- liquido delle vescicole
- Secrezioni vaginali
Il sito di infezione, quindi la malattia, determinato in primo luogo da quali
membrane mucose sono entrate a contatto.
Entrambe i tipi di HSV possono causare lesioni:
- orali
- Genitali
HSV-1 diffonde per:
- contatto orale (bacio)
- Uso in comune di bicchieri, spazzolini o altri oggetti contaminati da saliva.
- Contatto bocca-cute delle mani o del corpo in cui il virus passa attraverso
una lesione cutanea
- Autoinoculazione negli occhi
Linfezione da HSV-1 diffusa:
- pi del 90% degli individui che vivono in PVS possiede gli anticorpi contro
HSV-1 a 2 anni
- Dato da sovraffollamento e scarse condizioni igieniche
HSV-2 principalmente trasmesso per:
- contatto sessuale
- Autoinoculazione
- Dalla madre infetta al glio durante il parto.
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A seconda delle pratiche sessuali e delligiene dei singoli, HSV-2 pu infettare:
- Tessuti genitali
- tessuti anorettali
- Orofaringe
Lincidenza dellinfezione da HSV-2 genitale circa come HSV-1.
HSV pu causare anche:
- infezioni primarie o ricorrenti sintomatiche
- Infezioni asintomatiche
Linfezione neonatale pu essere acquisita con:
- le secrezioni della cervice uterina durante il parto vaginale
- Infezione uterina ascendente successiva ad uninfezione primaria della
madre
Linfezione neonatale ha gravi conseguenze malattia disseminata e
neurologica.
Linfezione primaria da HSV-2 si realizza in et pi avanzata rispetto a quella da
HSV-1 ed correlata allaumento di attivit sessuale:
- il 22% degli adulti in USA sono affetti da HSV-2
- Associato con il cancro alla cervice della donna probabilmente
cofattore del papillomavirus.
Sindromi cliniche
HSV-1 e HSV-2 sono patogeni umani comuni che possono causare:
- sindromi infettive con sintomatologia dolorosa, ma prognosi benigna
- Malattia ricorrente.
Malattie cutanee
La manifestazione classica della lesione erpetica:
- vescicola trasparente su base eritematosa
- Si trasforma rapidamente in pustole e poi in ulcere si riveste di croste.
Entrambi i virus, tuttavia, possono essere causa di mortalit e morbilit,
qualora:
- infettino locchio o il cervello
- Provochino infezioni diffuse in pazienti immunocompromessi o neonati
Lherpes orale pu essere causato da HSV-1 e HSV-2:
- lesioni iniziano come vescicole chiare progrediscono in ulcere
- Tali aree biancastre possono distribuirsi attorno alla bocca,
- Possibile coinvolgimento di faringe, gengive, mucosa boccale e lingua
La gengivostomatite erpetica primaria nei bambini quasi sempre dovuta a
HSV-1.
Un individuo pu essere soggetto a manifestazioni mucocutanee ricorrenti,
anche senza aver avuto uninfezione primaria clinicamente evidente:
- solitamente si presenta ai lati della bocca
- Lesioni erpetiche facciali attivate da virus latenti nel ganglio del trigemino
- I sintomi di un episodio ricorrente son
- Meno gravi
- Pi localizzati
- Di breve durata rispetto allepisodio primario.
La faringite erpetica sta diventando un episodio diffuso nei giovani adulti, con
ulcere nella gola date da infezioni virali.
In pazienti immunodepressi gravi stomatiti
La cheratite erpetica quasi sempre limitata ad un solo occhio:
- possibili episodi ricorrenti cicatrici permanenti danno corneale
cecit
Il virus pu penetrare attraverso tagli e abrasioni della cute, dando:
- patereccio erpetico uninfezione delle dita
- Spesso manifesto in personale sanitario che si occupano di pazienti
con infezioni da HSV, oppure in bambini che succhiano il pollice o
persone con infezioni genitali da herpesvirus
- herpes dei gladiatori uninfezione del corpo, che spesso si contrae
durante lotta a corpo nudo.
Leczema erpetico viene contratto dai bambini con eczema attivo:
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Epidemiologia di HSV
MALATTIA/FATTORI VIRALI
Produce infezione persistente per tutta
la vita
Malattia ricorrente fonte di contagio
Pu essere eliminato in maniera
asintomatica
TRASMISSIONE
Saliva, secrezioni vaginali, contatto con
liquido delle lesioni.
Trasmesso per via orale, sessuale,
inoculazione oculare, contatto cutaneo.
HSV1 generalmente per via orale,
mentre HSV2, per via sessuale.
A RISCHIO
Bambini, soggetti sessualmente attivi,
medici e personale ospedaliero
(patereccio erpetico),
immunocompromessi e neonati
(malattia disseminata)
GEOGRAFIA/STAGIONE
Diffusione mondiale
Tutto lanno
CONTROLLO
Farmaci antivirali
Non disponibile un vaccino
Guanti protettivi per il personale
sanitario
Astinenza dai rapporti sessuali per i
pazienti con lesioni attive
- malattia inapparente facilita la disseminazione su tutta la cute
- Potenzialmente si trasmette ad altri organi
Herpes genitale
Lherpes genitale solitamente causato da HSV-2, ma anche HSV-1 pu
esserne il responsabile:
- maschio: lesioni sul glande o su tutto il pene.
- Femmina: lesioni nella vulva, nella vagina, nella cervice, nellarea perianale
o nellinterno-coscia. Accompagnate da prurito e secrezioni vaginali
mucose.
- Generalmente dolorose in entrambi i sessi
- Linfezione primaria pu essere accompagnata da sintomi correlati alla
viremia
- Febbre
- Malessere
- Mialgia
- Adenite inguinale
La proctite lesioni alla parte terminale del retto e dellano.
Gli episodi ricorrenti di herpes genitale:
- durata e intensit minore rispetto al primario
- 50% dei pazienti riattivazioni precedute da bruciore e formicolio nella
zona delleruzione.
- Possono vericarsi a distanza di 2-3 settimane o pi
- Qualsiasi paziente infetto pu diffondere il virus in maniera asintomatica.
Encefalite erpetica
Lencefalite erpetica una malattia febbrile acuta, causata solitamente da
HSV-1:
- lesioni limitate a lobo temporale omolaterale
- Virus e risposta immunitaria distruzione del lobo temporale
- Comparsa di eritrociti nel liquor
- Attacchi epilettici
- Anomalie neurologiche focali
Lherpesvirus la pi diffusa tra le cause di encefalite sporadica mortalit e
morbilit elevata anche in pazienti trattati.
La malattia non ha et e si manifesta in qualsiasi periodo dellanno
Meningite da HSV
La meningite da herpesvirus molto spesso una complicazione dellinfezione
genitale da HSV-2 risoluzione spontanea.
Infezione da HSV in neonati
Linfezione neonatale da HSV una malattia devastante e spesso fatale:
- causata spesso da HSV-2 contratta durante il passaggio attraverso il
canale del parto infetto o dal personale ospedaliero
- Il bimbo inizialmente appare settico, con possibili lesioni vescicolari
- In assenza di una risposta cellulo-mediata ben sviluppata HSV invade il
fegato, il polmone, il SNC e altri organi
- Se linfezione raggiunge il sistema nervoso centrale causa
- Morte
- Ritardo mentale
- Disabilit neurologica
Diagnosi di laboratorio
Test citologici e istologici
Gli effetti citopatici caratteristici da herpesvirus possono essere identicati
attraverso:
- strisci di Tzanck raschiamento alla base della lesione
- Strisci di Papanicolaou
- Campioni bioptici
Si possono osservare:
- sincizi
- Rigonamento del citoplasma
- Corpi inclusi intranucleari di Cowdry tipo A
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vescicola erpetica
Herpes orale
Gengivostomatite
erpetica primaria
Faringite erpetica
Cheratite erpetica
Patereccio erpetico
(dita)
Eczema eretico
Herpes genitale
Proctite
Meningite
(complicazione da
infezione genitale di
HSV-2)
Malattia erpetica
neonatale
Malattie erpetiche
Una diagnosi rapida e denitiva di HSV pu essere ottenuta attraverso
dimostrazione di:
- presenza di antigeni virali immunouorescenza o immunoperossidasi
- Presenza di DNA virale ibridazione in situ con sonde speciche o PCR
In encefaliti erpetiche sospette PCR del liquor
Isolamento del virus
Lisolamento del virus la prova denitiva per la diagnosi di infezione da HSV:
- si pu ottenere dalle vescicole
- Non si ottiene dalle lesioni rivestite di crosta
Raccoglimento del campione aspirazione del liquido vescicolare o tampone di
cotone alle vescicole.
Colture cellulari (HeLa, HEp2, broblasti embrionali umani o cellule di rene di
coniglio) HSV produce CPE entro 1-3 giorni:
- ingrossamento e rigonamento delle cellule infette
- Alcuni ceppi formazione di sincizi
Una nuova tecnica di isolamento e identicazione linea cellulare che esprime
una -galattosidasi in cellule infette da HSV (ELVIS
11
):
- aggiungendo un substrato appropriato produce un colore rilevazione
dellenzima nelle cellule infette
Per differenziare HSV-1 e HSV-2 e tipizzare entrambi i virus:
- sonde di DNA speciche
- Primer di DNA specici per PCR
- Anticorpi
Sierologia
I test sierologici sono utili solo per la diagnosi di infezione primaria e per studi
epidemiologici:
- inutili per diagnosticare malattie ricorrenti
- Generalmente, la riattivazione non accompagnata da un aumento del
titolo anticorpale.
Terapia, prolassi e controllo
HSV codica numerosi enzimi bersaglio per la terapia antivirale. La maggior
parte dei farmaci antierpetici costituita da:
- analoghi nucleosidici
- Inibitori della DNA polimerasi virale
Il trattamento:
- previene/riduce il decorso della malattia primaria o ricorrente
- Non pu eliminare linfezione latente.
Il prototipo tra i farmaci anti-HSV laciclovir:
- presenti farmaci simili per meccanismo dazione, ma propriet
farmacologiche differenti valaciclovir, penciclovir e famciclovir.
- Cidofovir e adefovir attivi contro HSV, ma approvati solo per trattare
CMV.
Laciclovir (ACV) il farmaco pi prescritto tra gli anti-erpetici:
- ACV attivato dalla timidina chinasi virale specico per cellule infette
- Utilizzato dalla DNA polimerasi virale incorporato nel DNA previene
lelongazione del DNA
- ACV valaciclovir, penciclovir e famciclovir
- Atossici
- Efcaci nel trattamento di manifestazioni gravi della malattia da HSV e
dei primi episodi di herpes genitale
- Utilizzati anche per prolassi.
La principale resistenza a questi farmaci
- mutazione della timidina chinasi riduzione della conversione del farmaco
nella forma attiva
- Mutazione della DNA polimerasi virale
HSV-1 trasmesso da una lesione microcutanea evitando il contatto diretto
con le lesioni si riduce il rischio di infezione:
- possono per esservi sintomi inapparenti virus pu essere trasmesso
inconsapevolmente
- Medici, infermiere e dentisti devono utilizzare precauzioni nel maneggiare
tessuti o liquidi potenzialmente infetti.
- Lutilizzo di guanti pu prevenire linfezione a livello delle dita (patereccio
erpetico)
- Il virus, lavandosi le mani con il sapone, rapidamente inattivato.
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sistema inducibile virale legato ad enzima
Pazienti con infezione genitale da HSV devono astenersi da rapporti
sessuali quando hanno sintomi prodromici o lesioni. Rapporti sessuali solo
quando le lesioni si sono riparate
Una donna in gravidanza con uninfezione da HSV attiva o che presenti rilascio a
livello genitale nella fase terminale di gestazione:
- pu trasmettere HSV al nascituro, se il parto avviene naturalmente
- Prevenuta utilizzando il parto cesareo.
Non sono ancora disponibili vaccini, ma in fase di studio.
Herpesvirus umani (HSV)
Morfologia e replicazione
Grande capside icosadeltaedrico,
Genoma a DNA ds
Codicano molte proteine che controllano le risposte immuni dellospite
Tre classi di prodotti genici precocissimi (fattori di trascrizione), precoci, tardivi (strutturali)
Proteine di latenza (LAT) espresse in cellule neuronali
Codicano enzimi (tra cui DNA polimerasi) che promuovono replicazione del DNA virale
bersagli selettivi di farmaci anti-erpetici
Replicazione del DNA e assemblaggio del capside nel nucleo
Il virus gemma dalla membrana nucleare/golgi/rer rilasciato per lisi o esocitosi
Gli herpesvirus producono infezioni litiche, persistenti e latenti
Ubiquitario
Controllato attraverso limmunit cellulo-mediata
Patogenesi
Malattia contratta per contatto diretto e dipende dal tessuto infetto (orale, genitale, cerebrale)
Il virus produce citopatologia diretta
Il virus pu attuare trasmissione cellula-cellula o formare sincizi evita gli anticorpi
Il virus si riattiva dalla latenza per:
- stress
- Soppressione della risposta immunitaria
- Cibo piccante, acido e allergie
- Febbre
- Radiazione UV
Limmunit cellulo-mediata necessaria per la risoluzione. Gli anticorpi hanno ruolo limitato
Limmunopatologia cellulo-mediata contribuisce ai sintomi.
Epidemiologia
Malattia e fattori virali
- produce infezione persistente per tutta la vita
- La malattia ricorrente fonte di contagio
- Il virus pu essere eliminato in modo asintomatico
Trasmissione
Trasmesso attraverso saliva, secrezioni vaginali, contatto con liquido delle vescicole
(mescolamento e combinazione di membrane mucose)
Trasmesso per via orale e sessuale, per inoculazione oculare, soluzioni di continuo della cute.
HSV1 prevalentemente orale, HSV2 prevalentemente sessuale.
A rischio
Bambini (HSV-1) e soggetti sessualmente attivi (HSV-2)
Medici, infermieri, odontoiatri e persone a contatto con secrezioni orali e genitali possibili
infezioni alle dita (patereccio erpetico)
Immunocompromessi e neonati possibile malattia disseminata
Ubiquitario e planetario
Non c incidenza stagionale
Controllo
Disponibili farmaci antivirali
Non disponibile un vaccino
Il personale sanitario utilizzo guanti protettivi
Pazienti con lesioni genitali attive non trombare
Malattie
Ulcere cutanee fredde, benigne, generalmente nella zona periorale e vicino alle labbra
Possibile faringite erpetica nei giovani adulti
Cheratite erpetica coinvolge un solo occhio
Patereccio erpetico herpes alle mani
Herpes dei gladiatori infezione da HSV che coinvolge tutto il corpo
Herpes genitale lesioni erpetiche su glande o vulva/vagina
Encefalite erpetica malattia febbrile acuta grave, causata da HSV-1. Distruzione del lobo
temporale e comparsa di eritrociti nel liquor, attacchi epilettici, anomalie neurologiche focali.
Meningite da HSV complicazione di infezione genitale, con risoluzione spontanea
Infezione da HSV nei neonati devastante e spesso fetale disseminazione multiorgano
con gravi danni al sistema nervoso centrale.
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Diagnosi
APPROCCIO ESAME/COMMENTO
Esame microscopico diretto di cellule
prelevate dalla lesione
Striscio di Tzanck evidenzia sincizi e
corpi inclusi di Cowdry tipo A
Coltura cellulare HSV si riproduce e causa CPE nella
maggior parte delle colture dopo 1-3
giorni.
Test per la ricerca di antigeni di HSV su
tessuto bioptico, striscio, liquor o liquido
vescicolare
Saggi immunoenzimatici,
immunofluorescenza, ibridazione in situ
con sonde di DNA, reazione PCR
Identificazione del tipo di HSV Anticorpi tipo-specifici, mappa dei
frammenti di DNA con enzimi di
restrizione, profili proteici con gel-SDS,
analisi con sonde di DNA e PCR
Sierologia Utile per scopi epidemiologici e infezioni
primarie
Terapie
Aciclovir, penciclovir, valaciclovir, famciclovir,
adenosina arabinoside
Iododeossiuridina
Triuoridina
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Il VZV causa:
- varicella
- La riattivazione della varicella produce lherpes zoster (detto fuoco di
SantAntonio)
Il virus della varicella-zoster ha molte caratteristiche in comune con HSV
- capacit di stabilire uninfezione latente nei neuroni e malattia ricorrente a
livello dei dermatomi innervati
- Importanza dellimmunit cellulo-mediata per il controllo e la prevenzione di
malattie gravi
- Lesioni vescicolari caratteristiche
- Codica una timidina chinasi sensibile ai farmaci antivirali
Tali due virus, differiscono per la modalit di disseminazione VZV infetta le vie
respiratorie e si trasmette per aerosol:
- replicazione del virus nel tratto respiratorio
- Fase viremica successiva
- Formazione di lesioni cutanee su tutto il corpo.
Morfologia e replicazione
VZV ha il genoma pi piccolo tra gli herpesvirus umani:
- replica pi lentamente di HSV
- Ha minor tropismo cellulare
- Si replica in broblasti umani diploidi in vitro, mentre in vivo si replica in
- cellule epiteliali,
- cellule dellepidermide
- cellule T attivate
- Come HSV pu stabilire infezione latente nei neuroni, ma in tali
cellule possono essere rilevati molti RNA e molte proteine virali speciche
12
.
Patogenesi e immunit
VZV si acquisisce per inalazione:
- infezione primaria nella mucosa del tratto respiratorio replicazione virale
nel polmone maggiore fonte di contagio
- Successiva diffusione attraverso sistema circolatorio e sistema linfatico al
sistema reticolo endoteliale.
- Si verica una viremia secondaria dopo 11-13 giorni il virus si
diffonde in tutto il corpo no alla supercie cutanea
- Il virus resta associato alle cellule trasmissione solo per interazione
cellula-cellula
- Solo nelle cellule epiteliali dei polmoni e nei cheratinociti cutanei si
trasmette anche con lisi possono rilasciare il virus infettivo.
- Causa un rash vescicolopustolare a livello del derma formazione
successiva di croste.
- Con leritema cutaneo si sviluppano febbre e sintomi sistemici.
Dopo linfezione primaria, il virus entra il latenza nei gangli e nelle radici
dorsali o dei nervi cranici:
- pu essere riattivato negli anziani e in pazienti con immunit cellulare
compromessa
- Durante la riattivazione, si replica liberato lungo tutto il percorso delle
terminazioni neurali infezione della cute rash vescicolare lungo
lintero dermatomo (herpes zoster o fuoco di SantAntonio)
Gli anticorpi limitano la diffusione viremica del VZV.
Limmunit cellulo-mediata specica essenziale:
- limita la progressione
- Guarisce la malattia
- In grave assenza di immunit cellulo-mediata malattia pi disseminata e
grave e riattivata in caso di immunosoppressione.
- Responsabile dei sintomi
- Massiccia risposta immunitaria cellulo-mediata provoca danno cellulare
pi esteso, specialmente a livello polmonare
- Sviluppate manifestazioni pi gravi rispetto ai bambini.
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12
nelle infezioni da HSV si attivano i soli geni LAT
Virus della varicella-zoster
inoculazione del virus con
aerosol
replicazione nel tratto
respiratorio
fegato, milza, sistema
reticolo-endoteliale
via linfatica
progressione
delle vescicole:
macule - papule -
vescicole - pustole -
croste
viremia
cute mucose
latenza nei neuroni
Epidemiologia
VZV trasmesso con estrema facilit:
- infezione supera il 90% nei contatti tra familiari sensibili
- La malattia si diffonde principalmente attraverso la via respiratoria, ma
anche per contatto con le vescicole cutanee.
- I pazienti sono contagiosi prima e durante i sintomi.
Lherpes zoster deriva dalla riattivazione del virus latente si sviluppa
approssimativamente nel 10-20% della popolazione infetta con VZV:
- (lincidenza aumenta con laumentare dellet)
- Le lesioni dello zoster contengono virus infettivo sorgente di infezione da
virus della varicella in persona non immune (bambino)
Sindromi cliniche
La varicella uno dei 5 classici esantemi infantili
13
:
- causata da infezione primaria da VZV
- Generalmente non grave e sintomatica
- Possibile infezione asintomatica
- Caratterizzata da
- Febbre
- Eritema maculopapulare
Leritema appare dopo incubazione di 14 gg circa:
- in poche ore, alla base di ciascuna lesione si forma una vescicola con pareti
sottili, diametro 2-4 mm
- In circa 12 ore la vescicola si trasforma in pustola e comincia ad incrostarsi
assume laspetto di lesione crostosa
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13
i 5 esantemi infantili sono: rosolia, quinta e sesta malattia, morbillo e varicella.
- Per 3-5 giorni compaiono gruppi di lesioni. In qualsiasi momento sono
osservabili tutti gli stadi.
Leritema generalizzato pi grave sul tronco che non allestremit:
- visibile sul cuoio capelluto distintivo di altre malattie
- Lesioni causano prurito e inducono il paziente a grattarsi possibile
superinfezione batterica e formazione di cicatrici.
- Lesioni mucosali si vericano in
- Bocca
- Congiuntiva
- Vagina
Linfezione primaria negli adulti pi grave rispetto a quella dei bambini:
- nel 20-30% dei casi si verica anche polmonite interstiziale, che pu
essere fatale
- Dovuta alle reazioni inammatorie nel sito primario dinfezione
giorni modificazioni
patologiche
del tratto
respiratorio
induzione da
interferone
risposta
immunitaria
cellulo-
mediata
virus nelle
secrezioni
respiratorie
aumento
degli
anticorpi
virus-specifici
malattia
sintomatica
simil-
influenzale
infezione
batterica
secondaria
incubazione convalescenz
a
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
3
7 3
7 3
7 3
7 4 3
7 4 3
8 7 4 3
8 7 3
8 7 3
8 7 3
8 3
8 5 4 3
5 4 3
6 5 4 3
6 5 3
6 5
6 5
6 5
6
6
6
6
6
giorni 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21
Giorni
replicazione virale nel fegato, milza, altri organi
replicazione virale nei linfonodi
febbre e vescicole
contagiosit
viremia secondaria
incubazione
viremia primaria
Lherpes zoster rappresenta la riattivazione di uninfezione latente acquisita in
precedenza:
- solitamente dolore acuto dellarea innervata successivamente comparsa
di lesioni simili a quelle della varicella
- eritema generalmente limitato a un dermatomo (ricorda la varicella)
- Una sindrome da dolore cronico detta nevralgia posterpetica pu
persistere per mesi o anni
- 30% dei pazienti over 65 con zoster
Linfezione da VZV negli immunocompromessi o nei neonati pu portare a
malattia grave, progressiva e potenzialmente fatale:
- alterazioni nellimmunit-cellulo mediata aumentato rischio di
disseminazione del virus ai polmoni, cervello e fegato
- Si pu vericare in risposta a unesposizione primaria o a malattia
ricorrente.
Diagnosi di laboratorio
Test citologici
Leffetto citopatico caratteristico (CPE) in cellule infette da VZV simile a
quello da HSV:
- inclusi intranucleari di Cowdry di tipo A
- Sincizi
Tali cellule si trovano in:
- lesioni cutanee
- Campioni respiratori
- Campioni di biopsie
Strisci di Tzanck ottenuti da raschiamenti alla base delle vescicole visibili i
sincizi e gli inclusi.
Test con anticorpi uorescenti diretti contro antigeni di membrana utile per
esaminare raschiamenti di lesioni cutanee o biopsie.
Rilevamento di antigeni e PCR sensibili per la diagnosi di infezione da VZV.
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Isolamento virale
Lisolamento di VZV in colture cellulari non si esegue:
- sensibile al trasporto
- Replica con difcolt in vitro culture di materiale da lesioni cutanee
incrostate (5 gg dallinizio) sono generalmente negative
Fibroblasti umani diploidi, sono tuttavia permissivi per la replicazione di VZV
esibiscono un CPE simile a quello in cellule infette da HSV.
Sierologia
I test sierologici che rilevano la presenza di anticorpi anti-VZV sono utilizzati
per:
- analisi della presenza di immunit per VZV
Tuttavia, gli anticorpi hanno livelli molto bassi necessario utilizzare test quali:
- immunouorescenza
- Saggi immunoenzimatici (ELISA)
Signicativo aumento del titolo riscontrato in individui con zoster.
Terapia, prolassi e controllo
Terapia consigliata a:
- adulti immunocompromessi infetti da VZV
- Persone con fuoco di SantAntonio
Sconsigliata ai bambini con varicella.
Approvati per il trattamento ACV, famciclovir, e valaciclovir:
- la DNA polimerasi di VZV meno sensibile a quella degli HSV necessarie
dosi maggiori di ACV o la maggiore farmacodinamica di famciclovir e
valaciclovir.
- Analgesici e antidolorici riescono a dare sollievo in caso di nevralgia
posterpetica
Come per altri virus respiratori controllo di VZV molto difcile:
- nei bambini linfezione ha decorso clinico che si evolve spontaneamente
induce immunit permanente per la vita si favorisce lesposizione nella
prima infanzia
- Le persone ad alto rischio (es immunosoppressi) dovrebbero esser protetti
dall'esposizione a VZV
La malattia dovrebbe essere prevenuta nei pazienti immunosoppressi
somministrazione di Immunoglobuline anti-varicella-zoster (VZIG):
- previene diffusione viremica
- Inefcace come terapia per pazienti che soffrono di varicella informa attiva o
malattia da herpes-zoster.
Negli USA e in altri paesi attivo un vaccino contro il virus vivo attenuato per
VZV somministrato dopo i 2 anni di et con le stesse modalit dei vaccini per
morbillo, parotite e rosolia:
- induce immunit umorale e cellulare
- Efcace nella prolassi anche dopo esposizione
- Induce protezione anche nei bambini immunodepressi
- Utile la vaccinazione di persone adulte anziane previene il fuoco di
SantAntonio.
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Virus varicella-zoster (VZV)
Morfologia e replicazione
Grande capside icosadeltaedrico,
Genoma a DNA ds
Codicano molte proteine che controllano le risposte immuni dellospite
Esprime pi mRNA e proteine nelle cellule latenti nel sistema nervoso
Codicano enzimi (tra cui DNA polimerasi) che promuovono replicazione del DNA virale
bersagli selettivi di farmaci anti-erpetici
Replicazione del DNA e assemblaggio del capside nel nucleo
Il virus gemma dalla membrana nucleare/golgi/rer rilasciato per lisi o esocitosi solo in
polmoni e cheratinociti delle lesinoi
Controllato attraverso limmunit cellulo-mediata
Patogenesi
Iniziale replicazione nel tratto respiratorio
VZV infetta le cellule epiteliali, i broblasti e i linfociti T attivati. Infezione latente nei neuroni.
VZV forma sincizi e diffonde da cellula a cellula
Diffonde attraverso il sangue/linfa alla cute lesioni ad ondate successive
Pu sfuggire agli anticorpi necessaria immunit cellulo-mediata per controllare linfezione
infezioni disseminate gravi/fatali in immunocompromessi
Il virus stabilisce la latenza nei neuroni (radici dorsali dei nervi cranici)
Lherpes zoster una malattia ricorrente deriva dalla replicazione virale lungo lintero
dermatomo
Lherpes zoster pu risultare dalla depressione dellimmunit cellulare e da altri meccanismi
di attivazione virale
Epidemiologia
Malattia e fattori virali
- produce infezione persistente per tutta la vita
- La malattia ricorrente fonte di contagio
Trasmissione
Trasmesso prevalentemente per aerosol. Possibile il contatto diretto con pustole
A rischio
Bambini in et 5-9 anni: malattia classica lieve
Adolescenti e adulti forme pi gravi con potenziale polmonite
Pazienti immunocompromessi e neonati: rischio per polmonite fatale, varicella disseminata
progressiva ed encefalite
Anziani e immunocompromessi herpes zoster ricorrenti
Controllo
Disponibili farmaci antivirali
Immunit pu scomparire negli anziani
Somministrazione di Ig anti-VZV disponibili per immunocompromessi, persone esposte,
neonati di madri con sintomi entro 5 gg dalla nascita.
Disponibile un vaccino con virus vivo (ceppo Oka) per bambini a 2 anni.
Malattie
Varicella dopo 14 gg di incubazione, comparsa di vescicole sottili, che dopo 12 h
diventano croste. Diffusione di eritema vescicoloso e crostoso per 5 giorni.
Herpes zoster riattivazione della varicella, generalmente localizzata e pruriginosa, con
vescicole simili.
Diagnosi
APPROCCIO ESAME/COMMENTO
Esame microscopico diretto di cellule
prelevate dalla lesione
Striscio di Tzanck evidenzia sincizi e
corpi inclusi di Cowdry tipo A
Coltura cellulare Scarsamente utilizzata
Test per la ricerca di antigeni di VZV su
tessuto bioptico, striscio, liquor o liquido
vescicolare
Saggi immunoenzimatici,
immunofluorescenza, ibridazione in situ
con sonde di DNA, reazione PCR
Sierologia Utile per scopi epidemiologici
Terapie
Aciclovir, penciclovir, valaciclovir, famciclovir,
Immunoglobuline anti-varicella-zoster (VZIG)
Plasma immune zoster (ZIP)
Vaccino con virus vivo per bambini
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EBV evoluto no a diventare un parassita estremo dei linfociti B:
- scoperto in linfomi a cellule B (linfoma di Burkitt africano - AfBL)
- Associato alla mononucleosi infettiva
- mitogeno immortalizza le cellule B in coltura
EBV causa la mononucleosi infettiva positiva per anticorpi eteroli ed
stato associato con
- linfoma di Burkitt endemico
- Malattia di Hodgkin
- Carcinoma nasofaringeo
- Linfomi a cellule B in pazienti con immunodepressione acquisita o
congenita
Morfologia e replicazione
EBV ha uno spettro dospite ristretto e un tropismo tissutale denito dalla
limitata espressione del suo recettore
- riconosce il recettore per C3d (CR2) espresso su
- Linfociti B
- Cellule epiteliali del nasofaringe e dellorofaringe
- Utilizza la molecola MHC di classe II come corecettore.
Linfezione da EBV ha 3 potenziali decorsi:
- pu replicare nelle cellule B o nelle cellule epiteliali permissive
- Pu determinare uninfezione latente delle cellule B in presenza di cellule T
competenti
- Pu stimolare e immortalizzare le cellule B
EBV codica per pi di 70 proteine espressi differenti gruppi di proteine per
differenti infezioni.
Le cellule epiteliali e le cellule B permissive permettono la trascrizione e la
traduzione della proteina attivatrice trascrizionale ZEBRA attiva i geni
precocissimi e il ciclo litico.
- sintesi della DNA polimerasi e replicazione del DNA
- Successivamente sintesi del capside virale e delle glicoproteine correlate (la
glicoproteina virale di adsorbimento gp350/220, e gp85)
- Le proteine virali prodotte durante uninfezione litica sono denite
sierologicamente e raggruppate come
- Antigene precoce (EA)
- Antigene capsidico virale (VCA)
- Glicoproteine dellantigene di membrana (MA).
Durante uninfezione non permissiva delle cellule B, queste hanno un piccolo
numero di genomi di EBV circolari simili ai plasmidi, che replicano solo durante la
divisione cellulare:
- geni virali espressi selettivamente in relazione allo stato della cellula B
- Antigeni nucleari di Epstein-Barr (EBNA) 1, 2, 3A, 3B, 3C
- Proteine latenti (LP)
- Proteine latenti di membrana (LMP) 1 e 2.
- Due piccoli RNA detti EBER-1 e EBER-2
- EBNA e LP sono proteine leganti il DNA essenziali per determinare e
mantenere
- EBNA-1 infezione
- EBNA-2 immortalizzazione
- LMP sono proteine di membrana ad attivit simile a quella degli oncogeni
stimolano la crescita e immortalizzano le cellule B
EBV stabilisce una latenza nelle cellule B di memoria, il cui sono espressi solo
EBNA-1 e LMP-2:
- genoma conservato nelle cellule
- Minima probabilit di riconoscimento immunologico.
INFEZIONE ANTIGENI ESPRESSI
Litica (permissiva) di cellule B e cellule
epiteliali del nasofaringe e
dellorofaringe
EA, VCA, MA
Non permissiva di cellule B EBNA, LP, LMP
Latente in cellule B memoria EBNA-1, LMP-2
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Epstein-Barr virus
Virus con pericapside
DNA ds lineare
Recettore: CR2 del
complemento (C3d)
Le cellule epiteliali e
linfociti B permissivi
permettono di
trascrivere la proteina
ZEBRA infezione
litica
ZEBRA non trascritta
infezioni latenti o
immortalizzazione
delle cellule
Virus di Epstein-Barr
Patogenesi e immunit
EBV si adattato alle cellule B umane:
- manipola e utilizza le fasi dello sviluppo della cellula B per
- stabilire uninfezione che dura tutta la vita
- promuovere la sua trasmissione
- La malattia da EBV pu risultare in
- Mononucleosi risposta immunitaria iperattiva
- Linfoma e leucoplachia a cellule capellute mancanza di
controllo immunitario efcace
Linfezione produttiva delle cellule B e delle cellule dellorofaringe (tonsille):
- liberazione del virus nella saliva trasmette il virus ad altri ospiti
- Viremia diffusione del virus ad altre cellule B nel tessuto linfatico e nel
sangue
Le proteine di EBV:
- attivano la crescita delle cellule B
- Prevengono lapoptosi
Le cellule T controllano solitamente linfezione:
- assenza di cellule T EBV pu immortalizzare le cellule B linee di cellule
linfoblastoidi B
- In vivo attivazione e proliferazione di cellule B possono essere segnalate
dalla produzione spuria di un anticorpo IgM diretto contro lantigene di Paul
Bunnel (anticorpo eterolo)
Proliferazione continua della cellula B + cofattori possibile sviluppo di linfomi.
In uninfezione produttiva, lanticorpo inizialmente prodotto contro i componenti
del virione, VCA e MA e poi contro EA:
- dopo la guarigione dellinfezione prodotto anticorpo contro antigeni
nucleari (EBNA)
Le cellule T sono essenziali per:
- limitare la proliferazione delle cellule B infettate da EBV
- Controllare la malattia
EBV contrasta alcune risposte protettive delle cellule TH1:
- produce un analogo dellIL-10
14
inibizione delle cellule TH1
- Stimola la crescita incontrollata delle cellule B
La mononucleosi infettiva il risultato di una guerra tra cellule B infettate da
EBV e cellule T protettive:
- le cellule T sono circondate da cellule B infette e attivate da peptidi
antigenici virali presentati su entrambe le molecole di MHC (classe I e II)
- Liperattivazione e proliferazione di cellule T causa
- Linfocitosi classica aumento delle cellule mononucleate
- Ingrossamento degli organi linfoidi (fegato, linfonodi e milza)
- Malessere
- Le cellule T
- appaiono come linfociti atipici (cellule di Downey)
- aumentano di numero nel sangue periferico durante la seconda
settimana (+ 10-80%)
Bambini risposta immunitaria meno attiva EBV malattia pi lieve
Il virus persiste in almeno una cellula B memoria/ml di sangue per tutta la vita :
- EBV pu essere riattivato quando viene riattivata la cellula B memoria
Pu essere liberato nella saliva
Epidemiologia
Il virus di Epstein-Barr trasmesso attraverso la saliva:
- pi del 90% dei soggetti infettati da EBV, anche se asintomatici, rilascia il
virus in maniera intermittente durante la vita
- Bambini possono acquisire linfezione precocemente, condividendo
bicchieri contaminati generalmente presentano infezione subclinica.
- Adolescenti e adulti trasmissione attraverso il bacio
- La malattia pu essere subclinica o avere manifestazioni a diversa
gravit
- Circa il 70% della popolazione USA infettata entro i 30 anni.
La distribuzione geograa di alcune neoplasie EBV-associate indica una
possibile associazione con cofattori:
- immunosoppressivo della malaria pu essere cofattore nella
progressione da infezione cronica/latente da EBV AfBL
- Meccanismi pi sosticati possono facilitare il ruolo di EBV nel 30-50% dei
casi di Linfoma di Hodgkin.
Pazienti trapiantati, affetti da AIDS e immunodecienti alto rischio per
sviluppo di disordini linfoproliferativi da EBV:
- possono evidenziarsi come linfomi policlonali e monoclonali di cellule B
- Alto rischio per lo sviluppo di infezioni come leucoplachia orale a cellule
capellute.
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14
IL-10 ha funzione di spegnimento delle risposte T
Sindromi cliniche
Mononucleosi infettiva positiva per anticorpo
eteroli
La mononucleosi si presenta con la classica triade sintomatologica:
- linfoadenopatia: ghiandole ingrossate
- Splenomegalia: milza ingrandita
- Faringite essudativa associata a febbre elevata, malessere e
epatosplenomegalia
- Sintomi correlati
- Possibile eritema dopo trattamento con ampicillina
- Astenia
15

La malattia raramente letale nei soggetti sani:
- nei bambini pi lieve che negli adulti
- Pu presentare gravi complicazioni risultanti da
- Alterazioni neurologiche
- Ostruzione laringea
- Rottura splenica
- Meningoencefalite
- Sindrome di Guillain-Barr
Sindromi simil-mononucleosi possono anche essere causate da:
- CMV
- HHV-6
- Toxoplasma gondii
- HIV
Malattia cronica
Il virus di Epstein-Barr, in alcuni pazienti, pu causare una malattia ricorrente
ciclica:
- stanchezza cronica
- Febbricola
- Cefalea
- Faringodinia
Tale sindrome deve essere differenziata da quella da affaticamento cronico.
Disordini linfoproliferativi indotti da EBV
In soggetti privi di immunit cellulo-mediata EBV causa una malattia
proliferativa delle cellule B, tipo leucemia policlonale:
- pu essere letale, con rischio di sviluppare linfomi
- Decit genetico nella funzione delle cellule T patologia detta malattia
linfoproliferativa X-linked
- decit della proteina SLAM, associata allattivazione del linfocita T
- impedisce che la cellula T controlli la crescita delle cellule B durante
una risposta immunitaria normale indotta da un antigene o dallEBV
- Trapiantati o immunosoppressi rischio di disordini linfoproliferativi
post-trapianto a seguito di esposizione ad EBV
Il linfoma di Burkitt africano (linfoma endemico) un linfoma monoclonale di
cellule B della mandibola e del viso poco differenziato:
- Endemico nei bambini in paesi dove presente la malaria
- Le cellule tumorali contengono le sequenze di DNA di EBV esprimono
solo lantigene virale EBNA-1
- Le cellule tumorali contengono anche traslocazioni cromosomiche
giustapposto loncogene c-myc ad un promotore molto attivo (es quello dei
locus Ig)
- Le cellule tumorali sono invisibili al sistema immunitario privilegiate
Molti linfomi di Hodgkin sono associati ad EBV.
Il carcinoma nasofaringeo endemico in Asia:
- negli adulti
- Le cellule tumorali contengono EBV-DNA
- Le cellule di origine sono epiteliali
Leucoplachia orale a cellule capellute
La leucoplachia orale a cellule capellute una presentazione rara
dellinfezione da Epstein-Barr virus:
- infezione produttiva da cellule epiteliali
- Caratterizzata da lesioni orali
- Infezione opportunistica in pazienti con AIDS.
Diagnosi di laboratorio
La mononucleosi infettiva indotta da EBV diagnosticata in base a:
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mancanza di forze
- sintomi
- Linfocitosi
- Linfociti atipici
- Anticorpi eteroli
- Anticorpi diretti contro antigeni virali.
La diagnosi di infezione viene eseguita attraverso:
- analisi con sonde di DNA e RNA
- Immunouorescenza per identicare gli antigeni virali
I linfociti atipici sono probabilmente il segno pi precoce di infezione da EBV
compaiono allesordio dei sintomi e scompaiono con la guarigione.
Gli anticorpi eteroli derivano dallattivazione aspecica delle cellule B da parte
di EBV:
- agisce come un mitogeno ampia produzione di anticorpi
- Tra gli anticorpi Anticorpo eterolo IgM, che riconosce lantigene di Paul-
Bunnell sugli eritrociti di pecora, cavallo e bovino.
- La risposta anticorpale eterola evidenziabile alla ne della prima
settimana di malattia permane per mesi buon marker di infezione
negli adulti (non x bambini)
- Diagnosticato attraverso
- Test su cellule di cavallo
- ELISA
I test sierologici per anticorpi contro antigeni virali + specici rispetto agli
anticorpi eteroli per confermare la diagnosi da infezione di EBV:
- identicabile da uno dei seguenti reperti
- IgM contro VCA
- Ig contro VCA e assenza di anticorpi contro EBNA
- Aumento di anticorpi contro VCA e antigeni precoci
- La presenza di anticorpi sierici contro VCA e EBNA indice di infezione
contratta tempo addietro.
- La produzione di anticorpi contro EBNA richiede la lisi indica controllo da
parte dei linfociti T.
CONDIZIONE CLINICA DEL
PAZIENTE
ANTICORPI
ETEROFILI
ANTICORPI SPECIFICI CONTRO EBV ANTICORPI SPECIFICI CONTRO EBV ANTICORPI SPECIFICI CONTRO EBV ANTICORPI SPECIFICI CONTRO EBV
CONDIZIONE CLINICA DEL
PAZIENTE
ANTICORPI
ETEROFILI
VCA-IGM VCA-IGG EA EBNA
Suscettibile - - - - -
Infezione primaria acuta + + +/- - -
Infezione primaria cronica - + + - -
Infezione pregressa - + - + -
Infezione riattivata - + + + EA limitato o diffuso
Linfoma di Burkitt - + + + EA solo limitato
Carcinoma nasofaringeo - + + + EA solo limitato
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Markers di infezione da EBV
NOME ABBREVIAZIONE CARATTERISTICHE ASSOCIAZIONE BIOLOGICA ASSOCIAZIONE CLINICA
Antigeni nucleari EBNAs Nucleare EBNA sono antigeni non
strutturali e i primi a comparire;
presenti in tutte le cellule infette e
trasformate; legano il DNA
Anticorpi anti-EBNA si sviluppano
tardivamente nellinfezione. Indice
di controllo da parte dei linfociti T
Antigene precoce EA-R Solo citoplasmatico EA-R appare prima di EA-D; la
sua comparsa segno
dellentrata delle cellule infettate
nel ciclo litico
Anticorpi anti-EA-R sono presenti
nel linfoma di Burkitt
EA-D Citoplasma e nucleo Anticorpi anti-EA-D sono presenti
nel linfoma di Burkitt
Antigene capsidico virale VCA Citoplasmatico VCA un antigene tardivo,
presente nelle cellule producenti
virus
Anticorpi IgM anti-VCA sono
transitori; IgG anti-VCA sono
persistenti
Antigene di membrana definito
per i linfociti
LYDMA Non presente in cellule di linfoma
di Burkitt.
Presente nelle cellule infettate in
vitro e in cellule non produttive
Non rilevabile da anticorpi
Antigene di membrana MA Superficie cellulare MA sono le glicoproteine del
pericapside
Come VCA (anticorpi IgM precoci
e transitori, IgG persistenti)
Anticorpi eterofili Evidenziabili dallantigene di
Paul-Bunnel su eritrociti di
pecora, cavallo o bovino
La proliferazione delle cellule B
indotta da EBV promuove la
produzione di anticorpi eterofili
Sintomi precoci sono presenti in
circa il 50% dei pazienti
Terapia, prolassi e controllo
Non disponibili vaccino e terapia.
Diffusione ubiquitaria del virus e potenziale diffusione asintomatica impossibile
controllare linfezione.
Linfezione induce immunit per tutta la vita per prevenire la mononucleosi
infettiva il miglior modo esporsi ai virus nei primi anni di vita:
- nellinfanzia infezione benigna
Epstein-Barr virus
Morfologia e replicazione
Grande capside icosadeltaedrico,
Genoma a DNA ds
Recettore per C3d del complemento (CR2) sui linfociti B e sulle cellule epiteliali
dellorofaringe e nasofaringe.
Codicano enzimi (tra cui DNA polimerasi) che promuovono replicazione del DNA virale
bersagli selettivi di farmaci anti-erpetici
Controllato attraverso limmunit cellulo-mediata
Infezioni produttive prodotti antigene precoce (EA), antigene capsidico virale (VCA) e
glicoproteine dellantigene di membrana (MA)
Infezioni non permissive EBNA1, 2, 3a, 3b, 3c (antigeni nucleari di Epstein-Barr), LP
(proteine latenti) e LMP (proteine latenti di membrana)
Patogenesi
Infetta le cellule B e ne manipola le differenti fasi dello sviluppo
Le manifestazioni cliniche possono essere determinate:
- risposta immunitaria iperattiva mononucleosi
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- Mancanza di efcace controllo immunitario linfoma e leucoplachia a cellule
capellute.
Linfezione produttiva delle cellule B e delle cellule epiteliali orofaringee liberazione del virus
nella saliva e viremia.
Linfezione solitamente controllato dalle cellule T se mancano EBV pu immortalizzare le
cellule linfomi a cellule B, carcinomi orofaringei
Mononucleosi mostra linfocitosi, epatosplenomegalia faringite con febbre.
EBV contrasta le cellule T producendo un analogo di IL-10.
Epidemiologia
Infezione persistente che dura tutta la vita
Infezioni ricorrenti sono fonte di contagio
Pu essere eliminato in odo asintomatico
Trasmissione attraverso la saliva, ma anche contatti stretti o condivisione di oggetti (es
bicchieri e spazzolini)
A rischio
- bambini infezione asintomatica o con lievi sintomi
- Adolescenti e adulti mononucleosi infettiva
- Immunocompromessi malattie neoplastiche fatali
La mononucleosi infettiva diffusa in tutto il mondo.
Il linfoma di Burkitt associato ale regioni africane in cui la malattia endemica
Non c incidenza stagionale.
Malattie
Mononucleosi lieve nei bambini, sintomi febbre, linfoadenopatia e epatosplenomegalia,
faringite, malessere e affaticamento. Durante la malattia il virus nella saliva.
Linfoma di Burkitt linfoma a cellule B endemico, DNA virale di EBV integrato, traslocazione
delloncogene c-myc in locus Ig.
Carcinoma nasofaringeo endemico in Asia
Leucoplachia orale a cellule capellute infezione produttiva caratterizzata da lesioni orali,
opportunistica in affetti da AIDS
Diagnosi
Diagnosi di mononucleosi:
- sintomi
- Ritrovamento di linfociti atipici
- Linfocitosi
- Anticorpi eteroli comprendono un anticorpo ce riconosce lantigene di Paul-Bunnel
su eritrociti di pecora, cavallo e bovino. Marker afdabile per gli adulti. Riconosciuti
con ELISA e test su cellule di cavallo.
- Test sierologici per anticorpi contro antigeni virali
Non utilizzato lisolamento virale
Diagnosi di infezione eseguita con sonde genetiche di DNA e RNA o immunouorescenza
per identicare gli antigeni virali.
Trattamento, prevenzione e controllo
Nessun vaccino
Nessuna terapia
Difcile controllo
Linfezione da protezione se contratta da bambini molto lieve

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Il Cytomegalovirus (CMV) un patogeno comune per luomo:
- infetta lo 0,5-2,5% di tutti i neonati
- Circa il 40% delle donne che afferiscono agli ambulatori di malattie
sessualmente trasmesse.
- la causa pi comune di difetti congeniti
- Malattia lieve o asintomatica in bambini o adulti sani
- Importante patogeno opportunista negli immunocompromessi.
Morfologia e replicazione
Cytomegalovirus considerato un virus linfotropico:
- ha il genoma pi grande tra gli herpesvirus umani (contiene DNA lineare ds)
- Contiene sia DNA che RNA, nel senso che il CMV trasporta mRNA nella
cellula facilita linfezione
- Si replica solo in cellule umane
- Permissive broblasti, cellule epiteliali, macrofagi e altre
- Infezioni latenti linfociti mononucleati, cellule stromali del midollo
osseo e altre
Patogenesi e immunit
La patogenesi dellinfezione da CMV simile a quella degli altri herpesvirus sotto
molti aspetti:
- eccellente parassita instaura rapidamente infezioni latenti e
persistenti, piuttosto che infezioni diffusamente litiche
- Fortemente associato alle cellule diffonde a tutto lorganismo in cellule
infettate, soprattutto linfociti e leucociti.
- attivato da
- immunosoppressione: corticosteroidi, infezione da HIV, ecc
- stimolazione allogenica: esempio la risposta dellospite a cellule
trapiantate.
Per controllo e guarigione da CMV immunit cellulo-mediata:
- il CMV ha diverse strategie di evasione:
- Altera la funzione di linfociti e leucociti
- Previene la presentazione dellantigene sia per le cellule T CD4
che CD8
- Inibisce la presentazione di MHC-I
- Interferisce con la presentazione delle molecole MHC di classe II
indotta da citochine dalle APC
- Una proteina virale blocca lattacco delle cellule NK alle cellule
infettate da CMV
- Produce un analogo di IL-10
16
inibite risposte TH1
GRUPPO DI ET FONTE DI CONTAGIO
Neonati Trasmissione transplacentare, infezioni intrauterine, secrezioni
cervicali, trasfusione
Bambini Secrezioni corporee: latte materno, saliva, lacrime, urine
Adulti Trasmissione sessuale (liquido seminale o secrezioni vaginali),
trasfusione, trapianto dorgano
Epidemiologia e sindromi cliniche
Nella maggior parte dei casi il virus si replica ed eliminato, senza causare
sintomi clinici.
Lattivazione e la replicazione di CMV nel rene e nelle ghiandole secretorie
promuove la sua secrezione nelle urine e nei liquidi corporei. isolato in:
- urine
- Sangue
- Saliva
- Gargarizzato
- Lacrime
- Latte materno
- Sperma
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funzione presente anche in EBV
Cytomegalovirus
- Feci
- Liquido amniotico
- Secrezioni vaginali e cervicali
- Tessuti utilizzati per trapianti.
Le vie di trasmissione da CMV sono:
- orale
- Sessuale
- Congenita
- Trasfusione o trapianto
La malattia da CMV un disordine opportunistico:
- raramente sintomi in pazienti immunocompetenti
- Grave malattia in persone immunodecienti.
TESSUTO BAMBINI E ADULTI IMMUNOSOPPRESSI
Presentazione
predominante
Asintomatico Malattia disseminata
grave
Occhi - Retinite
Polmoni - Polmonite
Tratto
gastroenterico
- Esofagite, colite,
gastroenterite
Sistema nervoso Polinevrite, mielite Meningite, encefalite, mielite
Sistema linfatico Sindrome mononucleosica
negativa per anticorpi eterofili,
sindrome post-trasfusionale
Leucopenia, linfocitosi
Organi maggiori Cardite, epatite
(complicanze di mononucleosi
o sindromi post-trasfusionali)
Epatite
Neonati Sordit, calcificazione
intracerebrale, microcefalia,
ritardo mentale
Infezione congenita
Cytomegalovirus la causa pi frequente di malattia virale congenita:
- Affetti lo 0,5-2,5% dei neonati negli USA
- Ampia percentuale di bambini infettata entro i primi mesi di vita
- Circa il 10% di questi neonati infetti ha segni clinici di malattia
- Piccole dimensioni
- Trombocitopenia
- Microcefalia
- Calcicazioni intracerebrali
- Ittero
- Epatosplenomegalia
- Eritema
- Sequele comuni da infezione di CMV congenita sono anche
- Sordit mono- o bilaterale
- Ritardo mentale
- Rischio elevato nei bambini nati da madri che hanno contratto infezioni
primarie da CMV durante la gravidanza.
I feti sono infettati:
- infezione primaria: dal virus presente nel sangue materno
- Dopo riattivazione: durante il parto dal virus proveniente dalla cervice.
I sintomi dellinfezione congenita sono meno gravi o possono essere prevenuti
dalla risposta immune della madre sieropositiva.
Infezione perinatale
Negli USA, circa il 20% delle donne gravide ha CMV nella cervice al termine della
gravidanza
- probabile riattivazione dellinfezione al termine della gravidanza
- Circa il 50% dei neonati da madre infetta acquisisce linfezione la
elimina dopo 3-4 settimane di vita
- possibile che i neonati la contraggano anche dal latte materno.
- Linfezione perinatale non provoca malattia clinicamente evidente nei
neonati sani a termine.
I neonati possono acquisire linfezione da CMV anche attraverso trasfusioni:
- il 13,5% dei bambini sieronegativi esposti al sangue di donatori sieropositivi
acquisisce linfezione in periodo postnatale
- In neonati prematuri che acquisiscono linfezione da sangue infetto i segni
clinici sono
- Polmonite
- Epatite
Infezione in bambini e adulti
Solo il 10-15% degli adolescenti infetto da CMV, ma la percentuale aumenta
no a 50-85% nei primi 40 anni:
- CMV pi diffuso tra individui di modesta classe socioeconomica (aree
sovraffollate)
- CMV uninfezione a trasmissione sessuale il titolo di CMV
maggiore nello sperma piuttosto che in tutti gli altri uidi corporei.
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Maggior parte delle infezioni nelladolescenza asintomatica.
Alcune pazienti (donne) possono presentare una sindrome mononucleosica
negativa per gli anticorpi eteroli:
- sintomi simili allinfezione da EBV, ma
- Faringite meno grave
- Linfoadenopatia pi contenuta
- Linfezione da CMV promuove linfocitosi atipica simile a EBV, ma non
sono presenti gli anticorpi eteroli.
- Riette le differenze di meccanismo patogenetico e bersaglio cellulare
Trasmissione attraverso trasfusione e trapianto
La trasmissione di CMV attraverso sangue trasfuso generalmente non causa
una sintomatologia clinica evidente
- possibile sindrome siml-mononucleosica febbre, splenomegalia e
linfocitosi dopo 3-5 settimane dalla trasfusione.
CMV pu essere trasmesso anche con il trapianto dorgano riattivazione
durante intensa terapia immunosoppressiva.
Infezione nel paziente immunocompromesso
CMV prevalentemente un agente infettivo opportunista in
immunocompromessi, causa
- malattia primaria sintomatica
- malattia ricorrente
La malattia del polmone da CMV, detta pneumopatia e polmonite una
manifestazione comune in immunocompromessi:
- pu essere fatale se non trattata
CMV provoca anche:
- retinite in pazienti con AIDS o immunodecienze gravi
- Polmonite interstiziale
- Encefalite
- Colite e esofagite si sviluppano nel 10% dei pazienti con AIDS
- Sintomi gastrointestinali febbre, anoressia, diarrea e perdita di peso.
Il CMV anche responsabile del fallimento di trapianti di rene replicazione
virale dopo riattivazione nel rene trapiantato.
Diagnosi di laboratorio
Istologia
La caratteristica istologica dellinfezione da cytomegalovirus la cellula
citomegalica:
- cellula ingrandita
- Contiene uninclusione intranucleare densa, basola a occhio di
gufo.
Cellule reperibili in ogni tessuto e nelle urine e paiono cellule epiteliali.
Visibili con colorazioni:
- ematossilina-eosina
- Papanicolaou
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Cellula ingrandita
Contiene una
voluminosa inclusione
intranucleare:
- densa
- Basola
- A occhio di gufo
Cellula
citomegalica
Tecniche immunologiche e sonde di DNA
Una diagnosi rapida e sensibile pu essere ottenuta mediante il rilevamento
- di antigene virale immunouorescenza o ELISA
- Di genoma virale PCR o tecniche molecolari
Tale rilevamento pu partire da campioni di cellule, di biopsia, sangue,
broncolavaggio o urine.
Esame colturale
CMV cresce solo in colture cellulari di broblasti diploidi:
- necessita di 4-6 settimane per lo sviluppo del caratteristico CPE CPE
lento a manifestarsi se il titolo virale molto basso
- Lisolamento di CMV utile in pazienti immunocompromessi hanno
titoli virali elevati
Si possono ottenere risultati pi rapidi attraverso centrifugazione del paziente
sulle cellule cresciute su un vetrino copri oggetto i campioni sono esaminati
attraverso immunouorescenza diretta dopo 1-2 giorni.
Test sierologici
Un eccellente marker per linfezione primaria da CMV la sieroconversione:
- i titoli degli anticorpi IgM specici in pazienti affetti da AIDS possono essere
molto elevati
- Tuttavia, gli IgM CMV-specici possono essere riscontrabili anche durante
la riattivazione indicatori non afdabili di infezione primaria
TEST REPERTO
Citologici e istologici Corpo incluso a occhio di gufo
Rilevazione antigenica
Ibridazione in situ con sonde di DNA
PCR
Coltura cellulare CPE su fibroblasti diploidi umani
Rilevamento dellantigene mediante
immunofluorescenza
PCR
Test sierologici Sieroconversione che evidenzia
infezione primaria
Terapia, prolassi e controllo
Farmaci approvati dalla FDA sono:
- Ganciclovir: strutturalmente simile allaciclovir, fosforilato e attivato da una
proteina chinasi codicata da CMV inibisce la DNA polimerasi virale
terminazione della catena di DNA
- Pi tossico di ACV
- Pu essere usato per trattare infezioni gravi in pazienti
immunocompromessi
- Valganciclovir: profarmaco del ganciclovir che pu essere somministrato
oralmente e convertito in ganciclovir nel fegato. Migliore biodisponibilit
rispetto al ganciclovir
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- Cidofovir: analogo nucleosidici fosforilato della citidina, che non richiede
lenzima virale per lattivazione.
- Foscarnet: molecola semplice che inibisce la DNA polimerasi virale,
mimando la porzione di pirofosfato dei nucleotidi trifosfato.
La modalit di trasmissione principale da CMV per via:
- sessuale
- Trapianti dorgano
- Trasfusione di sangue
La trasmissione quindi prevenibile:
- utilizzo di prolatici e lastinenza
- Valutazione della sieronegativit nei donatori di sangue e organi
importante per sangue che deve essere trasfuso ai neonati.
Nonostante non sia possibile prevenire la trasmissione di CMV congenita e
perinatale, una madre sieropositiva ha meno probabilit di dare alla luce un
bambino con infezione sintomatica.
Non disponibile un vaccino per CMV
Cytomegalovirus
Morfologia e replicazione
Virus con pericapside
Capside icosadeltaedrico
DNA ds lineare
Possiede mRNA nello spazio tra capside e pericapside facilitazione dellinfezione
Patogeno opportunista in pazienti immunocompromessi
Principale virus causa di difetti congeniti
Patogenesi e immunit
Si trasmette con sangue, tessuti e molte secrezioni corporee.
Causa infezione produttiva in broblasti, cellule epiteliali e altre cellule
CMV va in latenza in linfociti e macrofagi.
Limmunit cellulo-mediata fondamentale per la risoluzione della malattia
Gli anticorpi hanno un ruolo limitato.
Lassenza di immunit cellulo-mediata recidive e sintomatologia grave.
Infezioni subcliniche in pazienti sani
Epidemiologia
Causa infezione persistente
La malattia ricorrente fonte dinfezione
Possibile diffusione asintomatica
Trasmissione attraverso sangue, trapianto dorgano e tutte le secrezioni.
Alla nascita, il virus trasmesso attraverso sangue materno o cervice uterina in madre
infetta.
Non ha prevalenza stagionale ed diffuso in tutto il mondo
A rischio sono:
- bambini
- Figli di madri che presentano sieroconversione a termine della gravidanza difetti
congeniti
- Riceventi di sangue o organi
- Individui sessualmente attivi
- Immunocompromessi malattia sintomatica e ricorrente
Malattie
Infezione congenita colpisce il 10% dei neonati infetti, causando: microcefalia, dimensioni
ridotte, calcicazioni intracerebrali, ritardo mentale, sordit, epatosplenomegalia e eritema
Infezione perinatale acquisita dalla cervice di madri malate al momento della nascita.
Solitamente asintomatica
Infezione di bambini e adulti la maggior parte della popolazione stata infetta.
Generalmente asintomatica. Possibile sviluppo di una sindrome mononucleosi infettiva
negativa per anticorpi eteroli.
Polmonite e epatite dopo trasfusioni o trapianti dorgano
In pazienti immunocompromessi pneumopatia e polmonite, retinite (gravi
immunocompromessi), polmonite interstiziale e encefalite, colite, esofagite, gastroenteriti.
Diagnosi
Citologia e istologia:
- microscopia: cellula citomegalica con corpo incluso a occhio di gufo. Ematossilina-
eosina o Papanicolaou
- Ricerca DNA virale: Ibridazione in situ con sonde di DNA o PCR
- Ricerca antigeni virali: immunouorescenza o ELISA
Coltura su broblasti umani rilevamento mediante immunouorescenza degli antigeni
precoci o PCR.
Test sierologici la sieroconversione evidenzia linfezione primaria.
Terapia
Ganciclovir, valganciclovir, cidofovir e foscarnet
Prevenzione
Preservativo e astinenza limitano la trasmissione sessuale
Valutazione della sieronegativit di organi e sangue.
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I poxvirus comprendono i:
- virus umani
- Del Vaiolo (Orthopoxvirus)
- Del mollusco contagioso (Molluscipoxvirus)
- Altri virus che infettano gli animali, ma possono causare infezioni nelluomo
(zoonosi)
Molti di questi virus condividono determinanti antigenici con il virus del vaiolo
possibile lutilizzo di poxvirus animali come vaccini per luomo.
Il vaiolo era responsabile, nel XVIII secolo, in Inghilterra, del 7-12% dei decessi e
di 1/3 delle morti infantili:
- nel 1796 si sviluppato il primo vaccino, preparato con virus vivi ha
permesso di eradicare il vaiolo nel 1980
- Nel 1996 distrutti gli stock di riferimento dellOMS
- Tuttavia, a scopi bioterroristici, stock di virus conservati in USA e Russia
possono essere utilizzati, in quanto ancora presenti
- Il vaiolo ha grandi potenzialit mortali e infettanti.
Nota positiva, la possibilit di utilizzare i poxvirus vaccini e dei canarini come
vettori per il trasporto di geni per lo sviluppo di vaccini ibridi tali virus ibridi
contengono ed esprimono i geni di altri agenti infettivi la loro infezione provoca
immunizzazione verso entrambi gli agenti.
Morfologia e replicazione
I poxvirus sono i virus pi grandi, di dimensioni attorno a 230x300 nm:
- morfologia complessa varia da ovale a prismatica
- La particella virale contiene numerosi enzimi, tra cui la RNA polimerasi
DNA-dipendente, che consente la sintesi di mRNA virale nel citoplasma.
- Il genoma a DNA ds lineare congiunta alle estremit,
- Nel virus vaccinico costituito da 86000 paia di basi.
La peculiarit della replicazione dei poxvirus rispetto ad altri virus che si svolge
nel citoplasma necessaria la codica di enzimi di sintesi di mRNA e DNA.
Il poxvirus lega un recettore di supercie rivestimento esterno si fonde con le
membrane cellulari o allinterno della cellula:
- formazione di vacuolo di endocitosi rimossa la membrana esterna
inizia la trascrizione dei geni precoci
- Il core virionico ha un attivatore trascrizionale e tutti gli enzimi
necessaria alla trascrizione, compresi
- RNA polimerasi
- Enzimi di poliadenilazione
- Enzimi per il Capping del mRNA
- Sintetizzate le proteine precoci, tra cui
- Uncoatasi rimuove la membrana del capside liberazione del DNA
virale nella cellula
- Il DNA virale si replica nelle inclusioni citoplasmatiche, dette ofcine.
- Viene poi tradotto lmRNA per le proteine tardive (strutturali del virione)
- A differenza di quanto accade negli altri virus, le membrane si
assemblano attorno al core.
- prodotte e liberate per lisi circa 10,000 particelle virali per cellula infetta.
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Poxvirus
Virus grande (300 nm)
DNA lineare ds, con
estremit unite
Forma da ovale a
mattone
Doppia membrana e
pericapside
Contiene nel
tegumento vari enzimi,
tra cui DNA e RNA
polimerasi
Replicato e
assemblato nel
citoplasma, in corpi
inclusi del Guarneri,
dove acquisisce le
membrane esterne
Poxvirus
Enrico Colombo
VACCINI RICOMBINANTI
I virus vaccinico e dei canarini sono stati utilizzato come vettori despressione
per produrre vaccini vivi ricombinanti ibridi contro agenti infettanti pi virulenti:
- inseriti in un plasmide il gene estraneo che codica la molecola
immunizzante, afancata da sequenze di un gene dei poxvirus, per
stimolare la ricombinazione
- Il plasmide ricombinante introdotto in una cellula ospite
- infettata la cellula ospite con il virus vaccinico
- Grazie allomologia tra il genoma del virus infettante e le sequenze
vacciniche inserite nel plasmide il gene estraneo si inserisce nel genoma
del virus.
Limmunizzazione con il virus vaccinico ricombinante frutto dellespressione
del gene autologo e della presentazione al sistema immunitario.
Il vaccino con virus ibrido contenente la proteina G del virus della rabbia stato
utilizzato con successo per immunizzare procioni lavatori, volpi e altri mammiferi
Con le medesime tecniche vaccini sperimentali contro:
- AIDS
- Epatite B
- Inuenza
- Altri virus.
Patogenesi e immunit
Il virus del vaiolo inalato:
- si replica nelle vie respiratorie superiori
- Diffonde per via linfatica/ematica veicolato dalle cellule sanguigne
- In una seconda viremia pi intensa infettati i tessuti interni e cutanei
formazione delle pustole (rash cutaneo).
Il mollusco contagioso e gli altri poxvirus trasmessi per contatto diretto con le
lesioni
17
e non hanno marcata tendenza alla diffusione.
I poxvirus codicano numerose proteine che favoriscono replicazione e
patogenesi nellospite:
- inizialmente stimolano la crescita della cellula
- Successivamente causano la lisi cellulare liberazione del virus
Il virus del mollusco contagioso causa una lesione simile ad una verruca piuttosto
che infezione litica.
Limmunit cellulo-mediata fondamentale per guarire linfezione da poxvirus
Poxvirus codicano proteine che permettono di eludere il sistema immunitario
- Diffusione cellula-cellula
- Proteine inibenti
- interferone,
- complemento
- risposta inammatoria
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17
anche mediante oggetti-vettore
inalazione o contatto con
croste
replicazione nel tratto
respiratorio
linfonodi via linfatica (macrofagi)
viremia
secondaria
viremia
primaria
milza, fegato,
midollo osseo, altri
linfonodi
emorragia dei piccoli
vasi del derma
rash e lesioni cutanee
Epidemiologia
Il vaiolo e il mollusco contagioso virus rigorosamente umani.
Gli ospiti naturali degli altri virus patogeni per luomo sono i vertebrati non umani
(mucca, pecora, capra, ecc) la trasmissione alluomo avviene
prevalentemente in ambito lavorativo (zoonosi).
Il vaiolo era estremamente contagioso:
- si contraeva per via respiratoria
- Il contagio poteva essere pi rapido se avveniva per contatto diretto con
il virus disidratato presente su oggetti o vestiti
Sindromi cliniche
Virus del vaiolo
Le due varianti del vaiolo erano:
- vaiolo maggiore mortalit pari al 15-40%
- Vaiolo minore mortalit 1%
In genere la malattia iniziava con infezione respiratoria coinvolgimento
linfonodale locale viremia:
- incubazione di 5-17 giorni
- Inizio con febbre alta, stanchezza, forte mal di testa, mal di schiena e
malessere
- Segue un rash di vescicole in bocca e subito dopo su tutto i corpo
- Subito dopo si presentano
- Vomito
- Diarrea
- Sanguinamento protratto
- Linsorgenza simultanea del rash vescicolare differenzia il vaiolo dalla
varicella
18
DIAGNOSI
La diagnosi del vaiolo era solitamente clinica si confermava attraverso crescita
del virus in uova embrionate o colture cellulari:
- sulla membrana delle uova comparivano caratteristiche lesioni.
- Le nuove tecniche di PCR e sequenziamento rapido di DNA sono
disponibili al CDC di Atlanta.
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18
il virus della varicella-zoster, infatti, vede insorgere a gruppi le vescicole, che progressivamente si trasformano in croste (3-5 giorni). Il vaiolo, invece, vede linsorgenza simultanea del rash su tutto
il corpo
TERAPIA
Un rinnovato interesse stato rivolto verso i farmaci antivirali che siano efcaci
contro il vaiolo e gli altri poxvirus:
- cidofovir analogo nucleotidico che inibisce la DNA polimerasi virale,
efcace contro poxvirus
Virus vaccinico
Il virus vaccinico stato utilizzato nella vaccinazione anti-vaiolosa:
- si inoculava nel paziente il virus vivo, attraverso scaricazione della cute
- La comparsa di vescicole e pustole confermava limmunizzazione
Con la diminuzione dellincidenza del vaiolo si vericavano pi complicazioni
legate alla vaccinazione che casi di vaiolo:
- encefalite
- Infezione progressiva manifesta in immunocompromessi sbadatamente
vaccinati
Poxvirus della pecora e della capra (ORF), dei
bovini e della scimmia
Infezione umana con poxvirus di pecora e capra, bovini frequentemente un
rischio occupazionale:
- causato dal contatto diretto con lesioni di animali infetti
- Solitamente si formano su dita, mano o avambraccio delle lesioni
emorragiche (virus vaccinico, ovvero il virus del vaiolo bovino) o
granulomatose (ORF e virus dello pseudovaiolo bovino)
- Regrediscono in 25-30 giorni, senza formare croste
- Possono essere confuse con lantrace.
- Solitamente la diagnosi basata su
- Storia clinica del paziente
- sintomi
- possibile la coltura o indagine al microscopio elettronico per confermare il
virus.
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Al virus del vaiolo della scimmia sono stati attribuiti pi di 100 casi di una
malattia simile al vaiolo vericatasi nelluomo:
- si sono manifestati tutti nello Zaire
- Versione pi lieve del vaiolo, ma con vescicole simili
Virus del mollusco contagioso
Le lesioni cutanee provocate dal virus del mollusco contagioso sono diverse
da quelle del vaiolo nodulari e simili a verruche:
- inizialmente hanno laspetto di papule
- Diventano noduli perlacei, ombelicati, con diametro di 2-10 mm
- Hanno un tappo centrale caseoso, che pu essere facilmente
schiacciato
- Si riscontrano frequentemente in gruppi da 5-20 noduli su
- Genitali
- Busto
- Estremit
- Il periodo di incubazione: 2-8 settimane
- Trasmissione: contatto diretto (sessuale o per stretto contatto) o
attraverso oggetti domestici.
La malattia pi comune nei bambini lincidenza degli adulti sta aumentando
a causa dellaumento dei sessualmente attivi.
DIAGNOSI
La diagnosi confermata:
- istologicamente caratteristiche inclusioni citoplasmatiche eosinole
(corpi del mollusco) nelle cellule epiteliali
- Possono essere osservate nei campioni bioptici o nel core caseoso
- Clinicamente
La coltura non pu essere eseguita
La risoluzione avviene in 2-12 mesi, come risultato di una risposta immunitaria.
I noduli possono essere rimossi per:
- scaricazione
- Applicazione di azoto liquido o soluzioni iodate.
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I Parvoviridae sono i pi piccoli virus a DNA:
- dimensioni ridotte e corredo genico limitato dipendenti, per replicare, da
- Cellula ospite
- O da un virus helper.
- Unico membro dei parvoviridae patogeno per luomo B19
Il virus B19 in genere causa leritema infettivo (quinta malattia):
- malattia esantematica, moderatamente febbrile, che si manifesta nei
bambini.
- I nome comune dato dal fatto che il quinto degli esantemi infantili (dopo
rosolia, varicella, roseola infantum e morbillo)
anche responsabile di:
- crisi aplastiche in pazienti con anemia emolitica cronica
- Associato a poliartrite acuta negli adulti.
- Aborto in caso di infezione intrauterina
I virus adeno-associati (AAV), membri del genere Dependovirus, infettano
spesso luomo, ma solo lassociazione ad un secondo virus helper (generalmente
un adenovirus) permette linfezione:
- non causano malattia
- tendenza a integrarsi nel genoma AAV geneticamente modicati per
terapia genica.
Struttura e replicazione
I parvovirus sono estremamente piccoli (18-26 nm di diametro):
- virione icosaedrico, privo di pericapside
- Genoma costituito da ununica molecola di DNA lineare a singolo
lamento,
- Filamenti di DNA a polarit positiva o negativa sono incorporati
separatamente nei virioni
- lamento positivo: codica per 3 proteine strutturali e 2 non strutturali
Il virus B19 replica in cellule in attiva divisione mitotica:
- predilige la linea eritroide (cellule del midollo osseo umano, cellule eritroidi
di fegato fetale e cellule di leucemia eritroide)
- Legame allantigene P degli eritrociti e penetrazione scapsidamento nel
citoplasma il DNA raggiunge il nucleo sintetizzato un lamento
complementare
- Per sintetizzare il lamento complementare di DNA sono necessari
- Fattori nucleari presenti solo in fase S del ciclo cellulare
- DNA polimerasi cellulare
Per trascrizione e replicazione necessario un genoma a doppio lamento:
- sintesi del DNA virale facilitata da sequenze palindromiche alle
estremit si ripiegano e agiscono come primer per la DNA polimerasi
cellulare.
Le principali proteine non strutturali e le principali proteine del capside (VP1 e
VP2) sono tradotte utilizzando mRNA formato per splicing alternativo da un
trascritto primario:
- sintetizzate nel citoplasma tornano nel nucleo assemblate nel virione
- La proteina VP3 si forma per taglio proteolitico di VP2
- La membrana nucleare e citoplasmatica degenerano rilascio per lisi
cellulare.
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Parvovirus
Pi piccolo virus a
DNA
Genoma DNA ss con
estremit palindrome
che si ripiegano e
fanno da primer.
Capside icosaedrico
nudo
Infettano i precursori
eritroidi nel midollo
Parvovirus
Enrico Colombo
Patogenesi e immunit
Il virus B19 infetta e lisa i precursori delle cellule eritroidi:
- la malattia dovuta a
- lisi di queste cellule
- Risposta immunitaria conseguente (eruzione cutanea e atralgia)
- Studi suggeriscono che
- B19 replica inizialmente nel nasofaringe o nelle vie respiratoria superiore
- Diffonde per viremia al midollo osseo e altri siti replica uccidendo i
precursori delle cellule eritroidi
La malattia ha un decorso bifasico:
- stadio febbrile iniziale corrisponde alla fase infettante
- Produzione di eritrociti bloccata per circa 1 settimana
- Viremia elevata entro 8 giorni dallinfezione accompagnata da sintomi
simil-inuenzali aspecici
- Nelle secrezioni orali e respiratorie alti titoli virali
- Gli anticorpi bloccano la viremia superamento della malattia, ma
contribuiscono ai sintomi
- Secondo stadio sintomatico, legato alla risposta immunitaria
- Leruzione cutanea e latralgia coincidono con
- comparsa di anticorpi virus-specici
- Scomparsa del virus B19
- Formazione di immunocomplessi
Pazienti con anemia emolitica cronica (es anemia falciforme) infettati con il virus
B19 rischiano una reticolocitopenia potenzialmente mortale per crisi
aplastica:
- data dalla combinazione tra deplezione dei precursori indotta da B19 e
diminuzione della vita media degli eritrociti
Epidemiologia
Circa il 65% della popolazione adulta infettata dal virus B19 prima dei 40 anni:
- leritema infettivo (quinta malattia) diffuso soprattutto tra i bambini e gli
adolescenti tra i 4 e i 15 anni
- Negli adulti si vericano atralgia e artrite.
- Pazienti con anemia cronica possono avere crisi aplastiche
- Le gestanti contraggono linfezione e portano malattia al feto
- Diffusione: ubiquitario
- Stagionalit: ne dellinverno e in primavera
- Trasmissione: secrezioni orali e respiratorie
- Attraverso la placenta
- Parenterale, attraverso un concentrato del fattore di coagulazione del
sangue.
Il periodo di contagiosit precede linsorgenza dei sintomi.
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inalazione del virus B19
replicazione nel tratto
respiratorio
replicazione virale nei
precursori eritroidi nel
midollo osseo
viremia
secondaria
viremia
primaria
produzione
anticorpi
rash e atralgia
replicazione nel tratto
respiratorio superiore
paziente sano
anemico
emolitico
Lieve diminuzione del livello
di emoglobina
possibile crisi aplastica,
potenzialmente fatale
Sindromi cliniche
Eritema infettivo (quinta malattia)
Il virus B19 lagente eziologico delleritema infettivo (o quinta malattia):
- periodo prodromico non evidenziabile di 7-10 giorni lindividuo
contagioso
- Linfezione di un soggetto sano pu essere
- Inapparente
- Causare febbre e sintomi aspecici (mal di testa, brividi, mialgia e
malessere, diminuzione del livello di emoglobina)
- Successivamente compare una eruzione sulle guance diffonde poi
sulle zone di cute esposta (braccia o gambe)
- Scompare in una o due settimane.
- Possono vericarsi recidive.
CASO CLINICO
BAMBINO DI 10 ANNI PER 5 GIORNI HA UNA SINDROME SIMIL-INFLUENZALE (MAL DI
TESTA, FEBBRE, DOLORI MUSCOLARI E STANCHEZZA), POI SVILUPPA SULE GUANCE
UN RASH ROSSO INTENSO, CHE SI DIFFONDE SUL TRONCO E SUGLI ARTI, MA CON
COLORE MENO PRONUNCIATO.
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giorni modificazioni
patologiche
del tratto
respiratorio
induzione da
interferone
risposta
immunitaria
cellulo-
mediata
virus nelle
secrezioni
respiratorie
aumento
degli
anticorpi
virus-specifici
malattia
sintomatica
simil-
influenzale
infezione
batterica
secondaria
incubazione convalescenz
a
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
3
3
3
3
3
6 4 3
8 6 4 3
8 7 6 4
8 7 6 4
8 7 6 4
8 7 6 4
8 7 6 4
8 7 6 5 4
8 6 5
8 6 5
8 5
8 5
8 5
8 5
8 5
8 5
8 5
8 5 4
8 5 4
8 5 4
8 5 4
8 5 4
8 5 4
8 5 4
8 5
5
giorni 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29
Giorni
diminuzione dei reticolociti e dei livelli di Hb
virus nella gola
viremia
presenza di anticorpi IgG virus-specifici
rash/atralgia
incubazione
sintomi influenzali aspecifici
Poliartrite negli adulti
Negli adulti, linfezione da parte del virus B19 causa poliartrite:
- pu durare anche qualche mese
- Si osserva principalmente artrite di mani, polsi, ginocchia
- Raramente pu essere preceduta da eruzione cutanea.
Crisi aplastica
Linfezione da parvovirus pu dare la crisi aplastica, una complicazione molto
seria in pazienti con anemia emolitica cronica
19
:
- temporanea diminuzione delleritropoiesi reticolocitopenia che dura da 7
a 10 giorni
- La crisi accompagnata da sintomi aspecici
- Febbre
- Malessere
- Mialgia
- Brividi
- Prurito.
- Pu manifestarsi anche uneruzione maculo-papulosa con atralgia e
gonore articolare.
Infezione fetale
Linfezione da B19 da una madre sieronegativa aumenta il rischio di aborto
spontaneo:
- il virus pu infettare il feto e distruggere i precursori degli eritrociti anemia
e scompenso cardiaco congestizio (idrope fetale)
- Linfezione di una gestante sieropositiva, generalmente, non ha effetti sul
feto.
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19
ad esempio lanemia con cellule falciformi
Diagnosi di laboratorio
La diagnosi di eritema infettivo generalmente clinica, ma per una diagnosi
certa
20
da B19 necessario riscontrare:
- IgM speciche saggi immunoenzimatici (ELISA) per determinare IgM e
IgG speciche per B19
- DNA virale PCR molto sensibile per evidenziare il genoma di B19
Non si utilizza lisolamento in coltura del virus.
Terapia, prolassi e controllo
Non sono disponibili trattamenti antivirali.
Esistono vaccini per i parvovirus di cane e gatto
Impossibile il controllo.
Parvovirus B19
Morfologia e replicazione
Capside icosaedrico nudo
Pi piccoli tra i virus a DNA
Genoma a DNA ss (elica + o -)
Necessitano di cellule in crescita attiva o di un virus helper
I lamenti + o - sono incapsidati in virioni separati
Le estremit del genoma hanno sequenze ripetute e palindrome che si appaiano a formare
strutture ripiegate a forcina (harpin) e un innesco per la DNA polimerasi
Diverse regioni codicano proteine non strutturali (NS) e strutturali (VP)
Patogenesi
Diffusione tramite secrezioni orali o respiratori.
Tropismo per cellule eritroidi miticamente attive nel midollo osseo infezione litica
Il virus stabilisce una viremia e pu attraversare la placenta.
La risposta anticorpale importante per la risoluzione e la prolassi
Il virus causa malattia bifasica:
- fase iniziale infettiva viremia sintomi simil-inuenzali e rilascio del virus
- Fase secondaria non infettiva risposta immunitaria immunocomplessi circolanti
di anticorpi e virus che non ssano il complemento rash eritematoso
maculopapulare, atralgia e artrite
La deplezione dei precursori eritroidi e il depauperamento degli eritrociti crisi aplastiche
in pazienti affetti da anemie croniche.
Epidemiologia
Il capside virale resistente allattivazione
Il periodo contagioso precede i sintomi
Il virus attraversa la placenta e infetta il feto
Trasmissione aerosol respiratorio
A rischio:
-
bambini, soprattutto in et scolare (5 malattia)
-
Pazienti con anemia cronica (crisi aplastica)
-
Gestanti (infezione e malattia del feto)
-
Genitori di bambini con infezione da B19
Virus ubiquitario
Prevalenza ne-inverno e primavera
Malattia
Lieve malattia simil-inuenzale (febbre, mal di testa, brividi, mialgia, malessere)
Eritema infettivo (quinta malattia)
Crisi aplastica in pazienti con anemia cronica
Artropatia (poliartrite)
Rischio di aborto in seguito al passaggio transplacentare del virus.
Diagnosi
Generalmente clinica
Conferma attraverso:
- ELISA contro anticorpi IgM e IgG
- PCR
Terapia
Non esistono terapie o vaccini umani
Non possibile il controllo.
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20
pu essere necessario, ad esempio, distinguere leruzione da B19 da quella della rosolia in una gestante
La famiglia Picornaviridae una delle pi grandi famiglie di virus, contenente
alcuni tra i maggior virus patogeni per animali e uomo:
- virus piccoli a RNA
- Capside nudo
La famiglia comprende pi di 230 membri, divisa in 5 generi:
- Enterovirus
- Rhinovirus
- Heparnavirus
- Cardiovirus (non umano)
- Aphthovirus (non umano)
Gli enterovirus si distinguono dai rhinovirus per:
- stabilit del capside a pH 3
- Temperatura ottimale di crescita
- Modalit di trasmissione
- Malattie di cui sono responsabili.
ENTEROVIRUS
Di enterovirus esistono almeno 71 sierotipi patogeni per luomo, compresi
poliovirus, coxsackievirus e echovirus:
- uno specico sierotipo di enterovirus pu causare pi malattie
- Sierotipi differenti, daltro canto, possono causare la stessa malattia, a
seconda del tessuto bersaglio.
I capsidi degli enterovirus resistono bene in condizioni ambientali difcili e nel
tratto gastroenterico:
- facilitata la trasmissione per via oro-fecale
- Ad ogni modo, gli enterovirus causano raramente malattie enteriche
- Normalmente le infezioni sono asintomatiche.
- Lenterovirus conosciuto maggiormente il poliovirus.
- I coxsackievirus prendono il nome dalla citt di Coxsackie, e sono dividi in
due gruppi (A e B) in base alle differenze biologiche e antigieniche.
Il nome di echovirus deriva da enterico citopatico umano (Human) orfano:
- Nome dato dal fatto che inizialmente si pensava che non fosseo associati a
patologie cliniche
- Se ne conoscono 32 sierotipi
RHINOVIRUS
I rhinovirus umani comprendono almeno 100 sierotipi e sono causa principale
del comune raffreddore:
- sensibili a pH acido
- Replicano male a temperature superiori a 33C.
- Infezione limitata al tratto respiratorio superiore.
HEPARNAVIRUS
Gli heparnavirus comprendono il virus dellepatite A, discusso in seguito a
riguardo delle epatiti:
- diffusione attraverso il tratto gastroenterico
5 generi 5 generi
enterovirus cardiovirus rhinovirus aphthovirus hepatovirus
Picornaviridae famiglia famiglia
specie specie
poliovirus mengovirus rinovirus FMDV-C virus dellepatite A
coxsackievirus > 100 sierotipi
echovirus
>60 sierotipi
Picornavirus
uomo uomo uomo
Struttura
Il lamento positivo di RNA dei picornavirus circondato da un capside
icosaedrico del diametro di circa 30 nm:
- 12 vertici pentamerici ognuno composto da 5 protomeri proteici
- I protomeri sono composti da 4 polipeptidi virionici (VP1 a VP4)
- VP2 e VP4 sono generati dal taglio proteolitico del precursore VP0
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Picornavirus
Piccoli virus a RNA
RNAss + che codica
per una sola
poliproteina
5 generi della famiglia
Picornaviridae.
Genoma simile a un
mRNA
Capside
icosadeltaedrico nudo
Recettori della
superfamiglia Ig
Picornavirus
Enrico Colombo
- VP4 responsabile dellintegrit del virione non prodotto nch il
genoma non incorporato nel capside rilasciato quando il virus si lega al
recettore cellulare
- I capsidi sono stabili al calore e ai detergenti. Eccetto i Rhinovirus, sono
resistenti anche in ambiente acido.
Il genoma dei picornavirus simile RNA messaggero:
- singolo lamento di RNA a polarit positiva
- Circa 7200-8450 kb con:
- sequenza poliA allestremit 3 aumenta linfettivit dellRNA
- Proteina VPg legata in 5 importante per lincorporazione del
genoma nel capside e per linizio della sintesi di RNA virale.
Il genoma codica per:
- poliproteina che produce le proteine enzimatiche e strutturali del virus per
taglio proteolitico.
- Proteine del capside
- Vpg
- Due proteasi
- RNA polimerasi RNA-dipendente.
- Proteasi che degrada la proteina legante il cap sui ribosomi eucariotici
blocca la trascrizione di molti mRNA cellulari.
Struttura dei picornavirus
Il capside formato da 60 capsomeri identici
Ogni capsomero costituito da 3 polipeptidi
VP1, VP2, VP3
che in gruppi di 5 capsomeri costituiscono i
12 vertici.
Allinterno del capside associata unaltra
proteina, VP4
Replicazione
La specicit di interazione per i recettori cellulari determinante del tropismo
per il tessuto bersaglio determinante della malattia.
Le proteine VP1 ai vertici formano una struttura a canyon, alla quale si lega il
recettore:
- sito di legame protetto dalla neutralizzazione anticorpale
- Il Pleconaril e composti antivirali correlati contengono un gruppo 3-
metilisossazolico, che si lega al fondo di questo canyon altera la
conformazione impedita spoliazione del virus.
I picornavirus possono essere raggruppati a seconda della loro specicit per i
recettori della supercie cellulare:
- poliovirus, alcuni coxsackievirus e rhinovirus superfamiglia Ig
- Almeno l80% dei rhinovirus e diversi sierotipi di coxsackie riconoscono
ICAM-1 su broblasti, cellule endoteliali e cellule epiteliali
- Diversi coxsackievirus, echovirus e altri enterovirus CD55, il fattore
accelerante il decadimento.
- Poliovirus molecola che simile al recettore per HSV (detta PVR/
CD155)
- Presente in molti tipi di cellule umane, non tutte permissive per la
replicazione dei poliovirus.
Dopo il legame con il recettore rilasciata VP4 il virione si indebolisce:
- il genoma virale introdotto direttamente attraverso un canale di membrana
creato ad uno dei vertici del virione
- si lega direttamente ai ribosomi, anche senza il cap in 5
- Il ribosoma riconosce un loop di RNA in 10 minuti viene sintetizzata la
poliproteina, contenente tutte le sequenze proteiche virali
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Struttura dei picornavirus
Il capside formato da 60 capsomeri identici
Ogni capsomero costituito da 3 polipeptidi
VP1, VP2, VP3
che in gruppi di 5 capsomeri costituiscono i
12 vertici.
Allinterno del capside associata unaltra
proteina, VP4
- Tagliata da proteasi virali codicate nella proteina stessa
- Successivamente lRNA polimerasi RNA-dipendente virale stampo
di RNA a polarit negativa possono essere sintetizzati nuovo mRNA/
genoma
- La quantit di mRNA virale prodotto aumenta rapidamente
- Si raggiungono circa 40,000 mRNA
Model for poliovirus entry into cells
Durante linfezione, molti picornavirus inibiscono la sintesi di mRNA cellulare:
- proteolisi della proteina ribosomiale legante il cap ad opera di una proteasi
virale impedito al mRNA di legare il ribosoma
- Inibizione di fattori trascrizionali riduce il livello di mRNA circolanti
- Cambiamenti della permeabilit cellulare indotta dai picornavirus riduce
la capacit dellmRNA di legarsi ai ribosomi.
- Competizione tra mRNA virale e cellulare.
Tutte queste attivit contribuiscono alleffetto citopatico.
Quando il genoma virale replicato e tradotto, vengono tagliate le proteine
strutturali VP0, VP1 e VP3 assemblate in subunit:
- 5 subunit associate in pentameri 12 pentameri formano il
procapside.
- Dopo lacquisizione del genoma, VP0 tagliata in VP2 e VP4
completare il capside.
Il virus viene rilasciato per lisi cellulare no a 100,000 virioni.
Ciclo di replicazione dei picornavirus
LmRNA virale ha alta affinit per
lapparato di sintesi proteica.
Spiazza rapidamente gli mRNA
cellulari dai siti di sintesi proteica,
causando una drastica interruzione
(shut-off) delle biosintesi cellulari,
seguito da un vigoroso effetto
citopatico.
Il montaggio delle particelle virali ha
luogo nel citoplasma.
Liberazione delle particelle
neoformate per lisi delle cellule.
Non tutte le particelle neoformate
sono infettive! Spesso presenti
particelle difettive interferenti.
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Patogenesi e immunit
A dispetto del loro nome, gli enterovirus non causano enteriti, ma sono
trasmessi per via oro-fecale.
Le differenze nelle malattie da enterovirus sono causate dalle differenze tra i vari
generi inerenti a:
- tropismo tissutale
- Capacit citolitica
Le vie daccesso sono:
- parte superiore del tratto respiratorio
- Orofaringe
- Tratto intestinale
I virioni sono resistenti a:
- acidi gastrici
- Bile
- Proteasi
La replicazione virale:
- inizia nella mucosa e nel tessuto linfoide delle tonsille e della faringe
- Successivamente il virus infetta le cellule linfoidi delle placche di Peyer
sottostante la mucosa intestinale si sviluppa la viremia primaria
infettati i tessuti bersaglio
- Milza
- Linfonodi
- Fegato
- Dai tessuti bersagli si sviluppa una viremia secondaria sintomi
La maggior parte degli enterovirus citolitica replica rapidamente e causa
danni diretti alle cellule bersaglio.
Il virus dellepatite A costituisce uneccezione:
- Non citolitico
- Cinetiche della risposta immunitaria sono correlate alla comparsa dei
sintomi immunopatogenesi.
Nel caso del poliovirus, il virus accede al cervello infettando il muscolo
scheletrico percorre i nervi afferenti al SNC:
- citolitico per i motoneuroni delle corna anteriori del midollo spinale
paralisi
- quali neuroni vengono distrutti localizzazione della paralisi
- quanti neuroni distrutti sviluppo di paralisi, possibilit che altri neuroni re-
innervino il muscolo.
La sindrome post-poliomielitica paralisi che si sviluppa in et avanzata, per
effetto combinato della perdita di neuroni dovuta a:
- poliomielite
- Et
La presenza del virus rilevata:
- orofaringe prima dei sintomi, per breve periodo
- Intestino 30 giorni o pi, anche in presenza di risposta umorale.
La risposta anticorpale risposta pi importante contro gli enterovirus:
- anticorpi secretori (IgA) prevengono linstaurarsi dellinfezione
nellorofaringe e nel tratto GI
- anticorpi sierici (IgM e IgG) pervengono la diffusione viremica ai tessuti
bersaglio, quindi la viremia.
Limmunit cellulo-mediata:
- non coinvolta nella protezione
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Enterovirus
- Eccezione epatite A, in cui i linfociti T sono importanti per la
risoluzione della malattia e determinano gran parte della patogenesi
Epidemiologia
Gli enterovirus sono patogeni esclusivamente per luomo.
Diffusione per via orofecale:
- coxsackievirus e echovirus possono diffondere anche attraverso goccioline
di aerosol infezioni del tratto respiratorio
Leliminazione asintomatica pi di un mese con conseguente eliminazione
di virus nellambiente
- scarse condizioni di igiene e sovraffollamento facilitano la trasmissione del
virus
- Contaminazione delle risorse idriche con scarichi fognari epidemie da
enterovirus
- Focolai di malattie da enterovirus osservati in scuole e asili.
Le infezioni sono pi comuni destate.
Introduzione del vaccino anti-polio eliminata dallemisfero occidentale, ma
non dal resto del mondo:
- in zone in cui il vaccino non disponibile o non praticata la vaccinazione
pu vericarsi la poliomielite paralitica
- Ogni anno, numero limitato di casi dovuto al vaccino antipolio risultato
della reversione del virus utilizzato come vaccino
- Oggi si utilizzano vaccini con virus inattivati.
- I poliovirus si diffondono pi spesso durante lestate e lautunno.
Linfezione da poliomielite pi grave in et adulta durante linfanzia
asintomatica o causa malattia non grave.
La malattia da coxsackievirus A in adulti anchessa pi grave che nei
bambini.
Per la malattia da coxsackievirus B e alcuni echovirus malattia pericolosa
nei bambini.
infezione da enterovirus
materiale
fecale umano
mani
rifiuti solidi fogna
fornitura dacqua
Sindromi cliniche
Le sindromi cliniche causate dagli enterovirus sono determinate da diversi fattori:
- sierotipo virale
- Dose infettante
- Tropismo tissutale
- Via dingresso
- Et, sesso e stato di salute dellindividuo
- Stato di gravidanza.
Generalmente il periodo di incubazione varia tra 1 e 35 giorni, a seconda di:
- virus
- Tessuto
- Et del soggetto.
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Infezioni da poliovirus
Dallintroduzione del vaccino anti-polio infezioni da poliovirus selvatico
sempre pi rare.
Tuttavia possono vericarsi casi di poliomielite in:
- popolazioni non vaccinate
- Riattivazione di vaccini
Nei soggetti non vaccinati, la il virus della poliomielite pu provocare:
- malattia asintomatica: se linfezione limitata allorofaringe e allintestino.
90% delle infezioni
- Poliomielite abortiva, malattia minore: malattia febbrile aspecica (5%
degli infettati). Febbre, cefalea, mal di gola e vomito sono sintomi entro 3-4
giorni dal contagio.
- Poliomielite non paralitica o meningite asettica: 1-2% dei contagi. Il
virus raggiunge il SNC e le meningi dolori alla schiena, spasmi muscolari
e i sintomi della malattia minore
- Poliomielite paralitica (malattia maggiore): colpisce lo 0,1-2% degli
infettati. 3-4 gg dopo la cessazione della malattia minore (seconda fase di
una malattia bifasica)
- Il virus si diffonde dal sangue alle cellule delle corna anteriori del
midollo spinale e alla corteccia motoria nellencefalo.
- Paralisi determinata dallestensione dei neuroni colpiti
- Spinale Pu coinvolgere uno o pi arti
- Bulbare combinazione di nervi cranici e centri respiratori
midollari.
Poliomielite paralitica
La poliomielite paralitica caratterizzata da una paralisi accida asimmetrica:
- nessuna perdita di capacit sensoriali
- Il grado della paralisi varia, poich
- Pu interessare una gamba
- Pu vericarsi la completa paralisi accida delle 4 estremit
- La paralisi pu evolvere nei giorni successivi, con diversi esiti
- Completa guarigione
- Paralisi residua
- Morte
- La maggior parte del recupero in 6 mesi, ma per la completa remissione
possono servire 2 anni
Poliomielite bulbare
La poliomielite bulbare pu essere pi grave, e interessare anche
- faringe
- Laringe/corde vocali
- Respirazione
mortale nel 75% dei pazienti.
Sindrome post-poliomielitica
La sindrome post-poliomielitica un postumo della polio:
- si verica tardi nel corso della vita (30-40 anni dopo)
- Nel 20-80% dei malati originari
Generalmente, gli individui vanno incontro ad un deterioramento dei muscoli
colpiti originariamente.
Il poliovirus non presente combinazione di effetti di perdita di neuroni
causata sia dalla polio pregressa che dallet.
giorni modificazioni
patologiche
del tratto
respiratorio
induzione da
interferone
risposta
immunitaria
cellulo-
mediata
virus nelle
secrezioni
respiratorie
aumento
degli
anticorpi
virus-specifici
malattia
sintomatica
simil-
influenzale
infezione
batterica
secondaria
incubazione convalescenz
a
0
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5 4 2
5 4
8 5 4 3
8 6 5 3
8 6 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 6 4 3
8 7 4 3
8 7 4 3
8 7 4 3
8 7 4 3
8 7 4 3
giorni 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29
Giorni
anticorpi
paralisi
malattia maggiore
malattia minore
invasione SNC
virus nelle feci
prodromo
virus nelorofaringe
Infezioni da coxsackievirus e echovirus
Alcune sindromi cliniche gravi possono essere associate sia ad un coxsackievirus
che ad un echovirus, ma alcune malattie sono speciche dei coxsackievirus:
- coxsackievirus A: malattie con lesioni vescicolari
- Coxsackievirus B: miocardite e pleurodinia
Tali virus possono causare anche una forma di malattia paralitica simile alla polio.
Le conseguenze comuni di infezione da coxsackie e echovirus sono tuttavia:
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- mancanza di sintomi
- Affezione leggera del tratto respiratorio superiore
- Malattia simil-inuenzale
Erpangina
Lerpangina causata da Coxsackie A:
- sintomi tipici della malattia sono
- Febbre
- Mal di gola
- Dolore nella deglutizione
- Anoressia
- Vomito
- Segni tipici lesioni ulcerate vescicolari attorno al palato molle e
allugola
- Meno spesso lesioni al palato duro.
Il virus pu essere ritrovato in feci o lesioni
Normalmente la malattia autolimitante solo trattamenti sintomatici.
Malattia di mani-piedi-bocca
La malattia di mani-piedi-bocca unesantema vescicolare, causato da
coxsackievirus A16:
- le caratteristiche sono vescicole situate su mani, piedi, bocca e lingua
- Il paziente accusa un lieve stato febbrile
La malattia regredisce in alcuni giorni.
Pleurodinia (malattia di Bornholm)
Agente eziologico coxsackievirus B.
La pleurodinia, conosciuta anche come stretta del diavolo una malattia
acuta:
- attacco febbrile improvviso
- Dolore laterale al basso torace (es pleurite)
- Possibile dolore addominale e vomito
Persiste in media 4 giorni, ma si possono vericare anche ricadute, dopo che le
condizioni sono rimaste asintomatiche.
Miocarditi e pericarditi
Infezioni miocardiche e pericardiche causate da Coxsackievirus B:
- sporadiche in adulti e adolescenti
- Pericolose nei neonati.
I neonati infetti accusano
- stati febbrili
- Collassi cardiaci improvvisi e inspiegabili
- Cianosi
- Tachicardia
- Cardiomegalia
- Epatomegalia
La mortalit alta e lautopsia generalmente rivela il coinvolgimento di altri
sistemi, tra cui:
- cervello
- Fegato
- Pancreas.
I giovani adulti (anche gli anziani) riscontrano pericarditi acute benigne:
- sintomi simili allinfarto
- compare per la febbre
Meningite virale (asettica)
La meningite asettica una malattia febbrile acuta, accompagnata da:
- cefalea
- Segni di irritazione delle meningi (es rigidit nucale)
In pazienti con meningite da enterovirus possono vericarsi:
- petecchie
- Rash cutanei
Solitamente la guarigione spontanea, salvo che la malattia non sia associata a:
- Encefalite
- Sviluppata in bambini inferiori ad 1 anno.
Solitamente, si vericano meningiti da picornavirus (echovirus 11) nella stagione
estiva.
Febbre, rash e comuni sintomi da raffreddamento.
In pazienti con infezioni da echovirus o coxsackievirus possono vericarsi:
- febbre
- Rash
- Normalmente maculopapulari
- Occasionalmente vescicolari o petecchiali
- Sintomi da raffreddamento
Leruzione petecchiale deve essere distinta da quella tipica della
meningococcemia sintomi meno gravi in caso di enterovirus.
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Coxsackievirus A21, A24 e echovirus 11 e 20 possono causare sintomi da
raffreddamento, simili a quelli da rhinovirus.
Altre malattie da enterovirus
Lenterovirus 70 e una varante del Coxsackievirus A21 sono associati a
congiuntivite emorragica acuta:
- malattia oculare estremamente contagiosa
- Infezione emorragie subcongiuntivali e congiuntiviti.
- Periodo di incubazione 24 ore
- Si risolve in 1-2 settimane.
Alcuni virus coxsackievirus B e echovirus possono essere trasmessi al feto per
via transplacentare possono causare grave malattia diffusa.
Infezione da coxsackie B al pancreas causa del diabete insulino-dipendente
distrugge le cellule di Langerhans.
Diagnosi di laboratorio
Esami chimico-clinici
Si esamina il liquido cerebrospinale (CSF) di meningiti asettiche da poliovirus o
enterovirus, rilevando:
- prevalenza linfocitaria (25-500 cellule/ml)
- Livelli di glucosio normali o leggermente ridotti (nelle meningiti batteriche
sono alti)
- Livelli di proteine normali o leggermente aumentati
- Manca di neutroli
Raramente si isola il virus dal liquor
Esame colturale
I poliovirus possono venire isolati da:
- faringe: nei primi giorni
- Feci: anche per 30 giorni
Il virus cresce bene in colture cellulari di rene di scimmia:
- solitamente i coxsackie e gli echovirus possono essere isolati dalla gola e
dalle feci durante linfezione in pazienti con meningite.
- Il virus raramente isolato in pazienti con miocardite
Molti ceppi di coxsackievirus A non crescono in colture cellulari inoculati nei
topi neonati.
Esami genomici e sierologici
Il tipo specico di enterovirus pu essere determinato utilizzando:
- test con anticorpi e antigeni specici neutralizzazione,
immunouorescenza, ELISA
- RT-PCR metodo veloce e ruoteranno per confermare la diagnosi di
meningite da echovirus 11 in neonati o di altre malattie da altri picornavirus
La conferma sierologica di uninfezione da enterovirus effettuata attraverso:
- rivelazione di IgM speciche
- riscontro di un aumento d 4 volte del titolo anticorpale tra la malattia acuta
o quello della convalescenza.
I numerosi sierotipi di echovirus e virus coxsackie rendono difcile tale approccio.
Terapia, prolassi e controllo
Il pleconaril nuovo farmaco antivirale a disponibilit limitata:
- inibisce la penetrazione dei picornavirus nella cellula
- Deve essere somministrato precocemente durante uninfezione.
La prevenzione della poliomielite paralitica uno dei trion della medicina
moderna dagli USA sono sparite dal 1979 le infezioni da poliovirus selvaggio:
- tuttavia, nei paesi sottosviluppati (Africa, Asia, Sud-America) non sempre
disponibile e ben visto il vaccino antipolio.
Esistono 2 tipi di vaccino contro poliovirus:
- vaccino antipolio inattivato (IPV): efcace, ma no a poco tempo fa
stato utilizzato il vaccino orale, per la sua maggiore facilit di distribuzione e
capacit di produrre immunit duratura
- Vaccino vivo attenuato (OPV): lattenuazione ha prodotto un virus che
pu replicarsi nellorofaringe e nel tratto GI, ma non pu infettare i neuroni
- eliminato con le feci per settimane permette nuove immunizzazioni
o reimmunizazione favorisce limmunizzazione di massa
- Svantaggio
- Pu infettare un individuo immunocompromessi
- Pu revertere alla forma virulenta causa di malattia paralitica.
Le nuove direttive raccomandano:
- IPV per immunizzazione iniziale dei bambini in zone in cui assente il
poliovirus selvatico a 2, 4, 15 mesi e a 4/6 anni di et
- IPV somministrato al posto dellOPV in diversi paesi europei
Non esistono vaccini per coxsackievirus o echovirus:
- possono essere controllati migliorando gli standard igienico-sanitari
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Enterovirus
Morfologia e replicazione
Capside icosaedrico
Genoma RNA+ ss, legato con proteina VPg al 5 e con sequenza poliA al 3
Il genoma nudo sufciente per infettare la cellula
Il virus replica nel citoplasma
LRNA virale tradotto in una poliproteina, che viene poi tagliata in proteine enzimatiche e
strutturali
Legano proteine della superfamiglia Ig per entrare nella cellula bersaglio (es. ICAM-1, CD55,
PVR/CD155)
Stabili a pH tra 3 e 9
Patogenesi e immunit
Gli enterovirus entrano attraverso lorofaringe, la mucosa intestinale o il tratto respiratorio
superiore infettano il tessuto linfatico sottostante viremia primaria diffusione alle
cellule dei tessuti bersaglio seconda viremia
Il tessuto bersaglio infettato determina la natura della malattia.
La patologia virale responsabile maggiormente di quella immunitaria nel determinare i
sintomi
Risposta anticorpale secretoria transitoria, ma pu prevenire linizio dellinfezione
Risposta anticorpale sierica blocca la diffusione viremica nei tessuti bersaglio
Lenterovirus eliminato con le feci per 30 o pi giorni
Linfezione generalmente asintomatica, o malattia lieve del tratto respiratorio superiore
Epidemiologia
Natura della malattia correlata allo specico tipo di enterovirus e et della persona
Infezione asintomatica, con disseminazione del virus
Il virione resistente a molte condizioni ambientali (acido, temperature, detergenti)
Trasmissione oro-fecale scarsa igiene, pannolini sporchi. Ingestione di cibi e acqua
contaminata, contatto con mani e materiali infetti, inalazione di aerosol infettivi
A rischio:
- bambini poliomielite (asintomatica o forma lieve)
- Adulti rischio di poliomielite (asintomatica o in forma paralizzante)
- Neonati rischio pi alto per gravi malattie da enterovirus e coxsackievirus
I virus hanno distribuzione mondiale, salvo il poliovirus, (eradicato nei paesi industrializzati).
La malattia pi comune in estate.
Modalit di controllo
Poliomielite vaccini vivi per via orale (OPV trivalente) o vaccini trivalenti inattivati (IPV)
contro i tipi 1, 2 3 di poliovirus
Altri non c un vaccino. Condizioni igieniche adeguate prevengono le infezioni.
Malattie
Poliovirus poliomielite paralizzante
Echovirus e coxsackievirus A eritema, erpangina, malattia piedi-mani-bocca
Echovirus e coxsackie B miocardite, pericardite, pleurodinia
Echovirus e coxsackie, poliovirus meningite
Terapia, prevenzione e controllo
Pleconaril somministrato prontamente inibisce la penetrazione de picornavirus nella
cellula.
Vaccini antipolio (IPV e OPV)
Buone condizioni igieniche riducono la trasmissione di enterovirus.
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I rhinovirus costituiscono la causa principale del raffreddore comune e altre
infezioni delle vie respiratorie:
- tutte infezioni non gravi e autolimitante
- Identicati almeno 100 sierotipi di Rhinovirus
- Almeno l80% lega ICAM-1 sulle cellule epiteliali, broblasti e cellule B
linfoblastoidi
Patogenesi e immunit
Diversamente dagli enterovirus, i rhinovirus non possono replicare nel tratto
gastrointestinale:
- labili a pH acido
- Crescono meglio a 33C (ambiente freddo della mucosa nasale)
- Una singola particella virale infettante pu causare linfezione
- malattia al suo apice circa 500-1000 virioni/ml nelle secrezioni nasali
- Vie daccesso: naso, bocca, occhi infetta poi il tratto respiratorio
superiore.
- Esordio e gravit dei sintomi correlati al periodo di eliminazione dei
virus e al titolo di virus eliminato.
- Le cellule infettate secernono istamina e bradichinina naso che cola
Linterferone prodotto in risposta allinfezione pu limitare il progredire
dellinfezione e contribuire ai sintomi.
Rilascio di citochine nel corso dellinammazione aumento di ICAM-1
espresse facilita la diffusione del virus.
Limmunit ai rhinovirus transitoria e la prevenzione di infezioni successive
improbabile troppi sierotipi:
- infezione primaria sia IgA mucosali che IgG sieriche entro 1 settimana.
- La risposta di IgA secretorie cala rapidamente e limmunit decade dopo
circa 18 mesi dallinfezione
- Limmunit cellulare ha ruolo irrilevante
Epidemiologia
I rhinovirus causano almeno met di tutte le infezioni del tratto respiratorio
superiore.
Altri agenti eziologici del raffreddore possono essere:
- enterovirus
- Coronavirus
- Adenovirus
- Virus parainuenzali
I rhinovirus possono essere trasmessi con:
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Rhinovirus
Picornavirus a RNA
RNA lineare ss
Capside nudo
Recettore ICAM-1
Causa del comune
raffreddore
Rhinovirus
- aerosol
- Oggetti contaminati
- Le mani sono il principale vettore, diffuso per contatto diretto persona-
persona.
Questi virus sono estremamente stabili resistono sugli oggetti per molte ore.
I rhinovirus producono malattia clinica solo nel 50% degli individui infetti;
- anche gli asintomatici possono diffondere il virus
I raffreddori da rhinovirus si vericano pi frequentemente allinizio
dellautunno o a ne primavera:
- picchi conseguenza di motivi sociali
I tassi di infezione sono pi alti nei bambini, soprattutto in tenera et.
In una comunit, durante una specica stagione fredda, si possono trovare molti
sierotipi di rhinovirus differenti:
- solitamente i ceppi predominanti sono quelli recentemente identicati
deriva antigenica (mutazioni) simile ai virus inuenzali.
Sindromi cliniche
I sintomi del raffreddore comune causati da Rhinovirus non possono essere
distinti da quelli di altri patogeni virali (es coronavirus, paramyxovirus, enterovirus,
ecc):
- inizia con starnuti
- Rinorrea (naso che cola)
- Aumento della rinorrea e sintomi di ostruzione nasale
- Possono presentarsi anche
- Lieve mal di gola
- Cefalea e malessere
La malattia raggiunge lapice in 3-4 giorni, ma tosse e sintomi nasali possono
persistere per 7-10 giorni.
Linfezione da rhinovirus accompagnata da febbre e brividi.
Diagnosi di laboratorio
La sindrome clinica di raffreddore caratteristica non necessaria diagnosi di
laboratorio.
Il virus pu essere ottenuto da lavaggi nasali.
Cresce in broblasti diploidi umani coltivati a 33C:
- identicato per
- comparsa di CPE caratteristico
- Labilit agli acidi
- Sierotipizzazione necessaria solo in pochi casi, ma pu essere eseguita
attraverso lutilizzo di sieri neutralizzanti specici.
Terapia, prolassi e controllo
Esistono molti farmaci da banco per il raffreddore comune, ma nessuna terapia
specica:
- vasocostrittori nasali sollievo, ma pu essere seguito da una
congestione di reazione e peggioramento dei sintomi
- Pleconaril inibisce la replicazione dei rhinovirus dimostrato inutile dal
punto di vista terapeutico.
- Envrirotossina inibisce la RNA polimerasi virale
- Analogo polipeptidico basato sulla struttura di ICAM-1 pu essere una
soluzione
- Somministrazione intravasale di interferone pu bloccare linfezione per
breve tempo, dopo sicura esposizione limpiego a lungo termine causa
tuttavia sintomi gravi.
I vaccini contro rhinovirus sono inutili deriva genica continua continua
mutazione degli antigeni virali.
Il lavaggio delle mani e la disinfezione di oggetti contaminati sono i mezzi migliori
per prevenire la diffusione del virus.
Fazzoletti di carta con antivirali chimici limitano la diffusione del virus.
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La famiglia delle Paramyxoviridae comprende i seguenti generi:
- morbillivirus patogeno per luomo, causa il morbillo.
- Paramyxovirus i patogeni per luomo sono
- Virus parainuenzali
- Virus della parotite
- Pneumovirus patogeno per luomo il virus respiratorio sinciziale
(RSV)
Tali virioni hanno in comune:
- morfologia e composizione proteica simile
- Inducono fusione intracellulare (formazione di sincizi e cellule giganti
multinucleate)
Le principali malattie causate da questi virioni sono ben note:
- virus del morbillo: causa infezione generalizzata, potenzialmente grave,
causata da rash maculopapulare (rubeola)
- Virus parainuenzali: causano, principalmente nei bambini, infezioni del
tratto respiratorio superiore ed inferiore, quali
- Faringite
- Laringotracheobronchite
- Bronchite
- Bronchiolite
- Polmonite
- Virus della parotite: infezione sistemica, la cui principale manifestazione
la parotite
- RSV: causa negli adulti e nei bambini delle modeste infezioni delle vie
respiratorie superiori.
I virus del morbillo e della parotite hanno un solo sierotipo sviluppato un solo
vaccino efcace a virus vivo:
- in USA e altri paesi industrializzati hanno programmi di vaccinazione con
vaccini di virus vivo attenuato parotite e morbillo sono diventate malattie
rare
- Virtuale eliminazione delle gravi complicazioni date dal morbillo.
GENERE PATOGENI UMANI PROTEINA DI ATTACCO
Morbillivirus Virus del morbillo Emoagglutinina (H)
Paramyxovirus Virus parainfluenzale da 1 a 4
Virus della parotite
Emoagglutinina-
neuraminidasi (HN)
Pneumovirus Virus respiratorio sinciziale (RSV)
Metapneumovirus
Proteina G
Struttura e replicazione
I paramyxovirus sono costituiti da:
- RNA ss a polarit negativa
- Capside elicoidale, con envelope pleomorfo di 156-300 nm
- Simili agli orthomyxovirus, ma pi grandi e il genoma non segmentato
- Lordine delle regioni codicanti del RNA virale, differiscono per ogni genere
Il nucleocapside costituito da:
- RNA ss a polarit negativa, associato a
- NP, nucleoproteina facilita il mantenimento della struttura del
genoma
- P, fosfoproteina polimerasi coopera alla sintesi del RNA
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Paramyxovirus
Grande virione con
envelope contenente
una proteina di attacco
virale e una proteina di
fusione
RNA ss in un
nucleocapside
elicoidale
Replica nel citoplasma
Codica RNA-
polimerasi
Paramyxovirus
Enrico Colombo
- L, proteina grande la RNA polimerasi virale.
- Associato alla proteina di matrice (M) base dellenvelope lipidico
Lenvelope contiene due glicoproteine:
- proteina di fusione (F): promuove la fusione tra le membrane del virus e
della cellula ospite
- Per essere attivata deve subire taglio proteolitico derivano due
glicopeptidi F1 e F2
- Proteina di attacco: emoagglutinina-neuraminidasi (HN), emoagglutinina
(H) o proteina G
Schematic representation of the life
cycle of a Paramyxovirus.
Il ciclo replicativo:
- inizia con il legame di NH, proteina G o H ai residui di acido sialico sui
glicolipidi della supercie cellulare
- Un recettore maggiore per il virus del morbillo il CD46 presente sulla
maggior parte dei tipi cellulari, protegge la cellula dal complemento
21
- La proteina F promuove la fusione tra lenvelope e la membrana
citoplasmatica
- Possono anche indurre la fusione intracellulare sincizi
- Replicazione del genoma simile a quelle di altri virus a RNA negativo
- La RNA polimerasi gi presente nel nucleocapside
- Trascrizione e sintesi proteica nel citoplasma della cellula ospite
- Il genoma trascritto
- in singoli mRNA
- in uno stampo di RNA a polarit positiva di intera lunghezza
trascritto in lamento a polarit negativa (nuovi genomi)
- I genomi neoformati si associano con le proteine N, L e NP
formazione dei nucleocapsidi si associano alle proteine M inserite
nella membrana citoplasmatica codicate dalle glicoproteine virali
- Le glicoproteine sono sintetizzate e processate come glicoproteine
cellulari glicosilazione nel Golgi trasportate in membrana
- I virioni maturi gemmano attraverso la membrana plasmatica ed
escono dalla cellula.
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21
anche il recettore per HSV-6 e per alcuni adenovirus
PRODOTTI GENICI
LOCALIZZAZIONE NEL
VIRIONE
FUNZIONE
Nucleoproteina (NP) Principale proteina interna Protezione del RNA virale
Fosfoproteina
polimerasi (P)
In associazione con NP Parte del complesso di
trascrizione del RNA
Matrice (M) Nellenvelope Assemblaggio dei virioni
Fattore di fusione (F) Glicoproteina dellenvelope Fattore attivo nella
fusione di cellule,
nellemolisi e nella
penetrazione del virus
Emoagglutinina-
neuraminidasi (NH),
emoagglutinina (H) o
proteina G
glicoproteina dellenvelope Proteina di attacco
Proteina grande (L) In associazione con NP RNA polimerasi
Paramyxoviridae
Grande virione costituito da RNA- ss in un nucleocapside elicoidale, avvolto da un envelope
contenente una proteina di attacco virale (NH/H/G) e una proteina di fusione
I tre generi possono essere distinti sulla base dellattivit della proteina dattacco:
-
NH virus parainuenzali e virus della parotite
-
H virus del morbillo
-
G RSV
Il virus replica nel citoplasma
Penetrazione per fusione dellenvelope con la membrana plasmatica (legame di RNA e
proteine con proteina M associata alle glicoproteine F e HN/G/H in membrana)
Uscita per gemmazione dalla membrana plasmatica
Inducono la fusione intracellulare formazione di cellule giganti multinucleate
I paramyxoviridae sono trasmessi attraverso aerosol iniziano linfezione nelle vie
respiratorie
Limmunit cellulo-mediata causa la maggior parte dei sintomi, ma essenziale per il
controllo dellinfezione.
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Linfezione da virus del morbillo uno dei 5 esantemi tipici dellinfanzia
22
:
- in passato era una delle infezioni virali pi fastidiose, con possibili
complicazioni
- Rash, febbre elevata, tosse, congiuntivite e coriza, prima del 1960,
colpivano la maggior parte della popolazione under 20
Dal 1993, anno in cui stato utilizzato in vaccino vivo, sono stati riportati negli
USA meno di 1000 casi.
Nel mondo ancora causa di morbilit e mortalit, in persone non vaccinate.
infezione nelle vie
respiratorie
replicazione locale nel
tratto respiratorio
via linfatica
(macrofagi e cellule
mononucleate)
cellule endoteliali infettate +
cellule T attivate
viremia
primaria
congiuntiva, vie
respiratorie, vie
urinarie, piccoli vasi
sanguigni, sistema
linfatico, SNC
emorragia dei piccoli
vasi del derma
rash (macchie di Koplik)
guarigione e
immunit duratura
encefalite
post-infettiva
panencefalite
sclerosante
subacuta
(infezione difettiva
del SNC)
nessuna guarigione
dellinfezione acuta
dovuta a deficit di
linfociti T
Patogenesi e immunit
Il virus del morbillo in grado di indurre fusione cellulare formazione di
cellule giganti sfugge al controllo anticorpale.
Nel citoplasma, si formano inclusioni, date da particelle virali incomplete.
Generalmente il virus causa lisi cellulare:
- in alcuni tipi cellulari pu causare infezioni persistenti, senza lisi (es cellule
del SNC)
Il virus del morbillo altamente contagioso:
- Diffonde attraverso aerosol
- Replicazione nelle vie respiratorie invasione del sistema linfatico
viremia infezione di
- Congiuntiva
- Vie respiratorie
- Vie urinarie
- Capillari sanguigni
- Sistema linfatico
- Sistema nervoso centrale
Nel periodo di incubazione causa:
- diminuzione di eosinoli e linfociti
- Minore capacit di attivazione nella risposta immunitaria
Il rash maculopapulare dovuto alle cellule T che agiscono contro lendotelio
infetto dei piccoli vasi.
Dopo il rash, nella maggior parte dei casi seguono:
- guarigione
- Immunit che persiste per tutta la vita
Il virus del morbillo pu causare encefalite in tre modi:
- infezione diretta dei neuroni
- Encefalite post-infettiva immunomediata
- Panencefalite sclerosante subacuta (SSPE): dovuta ad una variante
difettiva del virus del morbillo che si genera durante la fase acuta
- Il virus SSPE agisce come un virus lento
- Causa un effetto citopatico dei neuroni sintomi che insorgono molti
anni dopo la malattia.
Limmunit cellulo-mediata responsabile della maggior parte dei sintomi,
ma essenziale per linfezione:
- per tutta la durata dellinfezione del morbillo (alcune settimane) il virus causa
la repressione del sistema immunitario
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22
assieme a rosolia, roseola, quinta malattia e varicella
Virus del morbillo
Grande virione con
envelope contenente
una proteina di
attacco virale e una
proteina di fusione
RNA ss in un
nucleocapside
elicoidale
Replica nel citoplasma
Codica RNA-
polimerasi
Virus del morbillo
- infetta monociti e linfociti
- Induce le cellule T a produrre citochine TH2 (IL-4, IL-5, IL-10, IL-13)
riducono la capacit dellospite di sviluppare risposte protettive cellulo-
mediate e DTH
- Nonostante ci, una volta sviluppata, la protezione dura per tutta la vita.
Epidemiologia
Negli USA, un efcace programma di vaccinazione ha trasformato il morbillo in
una malattia rara:
- in paesi senza programma di vaccinazione epidemia a cicli di 1-3 anni
- Molti casi si vericano in ragazzi in et prescolare che vivono in zone urbane
di grande estensione
- Lincidenza stagionale picchi in inverno e primavera
- Ancora una malattia comune in persone nei PVS
- La causa di morte pi signicativa di bambini in et tra 1 e 5 anni in
molti paesi
- Immunocompromessi e denutriti infezione potenzialmente mortale
Il virus del morbillo pu diffondere attraverso le secrezioni respiratorie,
prima e dopo la comparsa dei sintomi:
- una delle malattie pi contagiose che si conoscono
- Circa l85% delle persone suscettibili esposte si infetta nel 95% dei casi
di persone infette si sviluppa malattia.
Il virus del morbillo:
- ha un unico sierotipo:
- Infetta solo luomo
- Causa infezione generalmente sintomatica
Lintroduzione della vaccinazione ha signicativamente ridotto lincidenza (del
99%) del morbillo rispetto al periodo prima dellintroduzione della vaccinazione.
Scarsa adesione ai programmi di vaccinazione e popolazione non ancora
vaccinata (sotto i 2 anni) sono individui suscettibili allinfezione:
- il virus pu emergere dalla popolazione stessa o essere importato con
limmigrazione da aree in cui assente il programma di vaccinazione
Sindromi cliniche
Il morbillo una malattia febbrile grave:
- incubazione: 7-13 giorni
- Prodromi: durante la fase pi infettiva si manifestano con le tre C e P
- Febbre elevata
- Tosse (C)
- Coriza (C)
- Congiuntivite (C)
- Fotofobia (P)
- Dopo 2 giorni di malattia compaiono le tipiche lesioni delle membrane
mucose (macchie di Koplik)
- Principalmente sulla mucosa buccale, attorno ai molari, ma possono
anche comparire in altre mucose (es congiuntiva e vagina)
- Lesioni che permangono per 24-48 ore, generalmente piccole, come
grani di sale circondati da un alone rosso
- La comparsa nella bocca diagnosi certa di morbillo
- Dopo 12-24 ore dalla comparsa delle macchie do Koplik esantema
diffuso in tutto il corpo rash maculopapulare molto esteso,
- Le lesioni diventano conuenti
- In 1-2 giorni ricopre tutto il corpo
- In tale periodo, la febbre tocca i livelli pi elevati
Complicazioni
La polmonite una seria complicazione del morbillo:
- 60% delle cause di morte associata a morbillo
- La mortalit aumenta in caso di malnutrizione ed inversamente
proporzionale allet.
- I pazienti con polmonite da virus del morbillo possono andare incontro a
superinfezione batterica.
Una delle complicazioni pi temute del morbillo lencefalite post-infettiva
acuta:
- fatale nel 15% dei casi in cui si manifesta
- Pu manifestarsi nello 0,5% delle persone infettate
- Generalmente inizia 7-10 gg dopo la comparsa della malattia
- Associata alla demielinizzazione dei neuroni
- Pi frequente in giovani e adulti.
La panencefalite subacuta sclerosante (SSPE) una complicazione
neurologica del morbillo estremamente grave:
- colpisce 7/1000000 di pazienti
- Grazie alla vaccinazione lincidenza scesa.
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Schematic diagram of measles virus
and the genome and gene order
- Si verica quando un virus difettivo persiste nel cervello si comporta
come un virus lento
- Pu replicarsi e diffondere direttamente da cellula a cellula
- Non viene rilasciato
- Ha prevalenza in ragazzi inizialmente infetti prima dei 2 anni e si verica
approssimativamente 7 anni dopo il morbillo clinico.
- Il paziente manifesta
- Cambiamento della personalit
- Spasticit
- Cecit
- Perdita di memoria
- Spasmi
- Spesso sono osservabili alti livelli anticorpali nel sangue e nel liquor di tali
pazienti
I ragazzi immunocompromessi sono a pi alto rischio di una forma grave di
morbillo.
In ragazzi carenti di immunit delle cellule T polmonite a cellule giganti
senza rash.
Superinfezione batteriche e polmoniti gravi si vericano in bambini malnutriti, con
anche 25% di mortalit.
Time after infection of the three neurologic complications of
measles infections:
- Acute disseminated encephalomyelitis (ADEM)
- Measles inclusion body encephalitis (MIBE)
- Subacute sclerosing panencephalitis (SSPE)
ADEM, acute, disseminate, encephalomyelitis, MIBE, measles inclusion body encephalytis,
SSPE, subacute sclerosino panencephalytis
Pathogenesis of measles.
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Diagnosi di laboratorio
La diagnosi di morbillo solitamente clinica manifestazioni molto
caratteristiche raramente necessario un test di diagnosi.
Il virus del morbillo difcile da isolare e coltivare, ma cresce in colture di cellule
umane o scimmia, se pu replicare.
La raccolta dei campioni deve essere fatta durante la fase prodromica e no al
secondo giorno dopo la comparsa del rash, su:
- liquor
- Sangue
- Urine
- Tessuto cerebrale
- Secrezioni respiratorie.
Il virus pu essere rivelato attraverso:
- immunouorescenza localizza lantigene virale in cellule faringee o nel
sedimento urinario
- RT-PCR in campioni clinici individua il genoma.
Nelle cellule prelevate, con colorazione di Giemsa, sono osservabili i caratteristici
effetti citopatici:
- cellule giganti multinucleate con corpi inclusi citoplasmatici
Si possono trovare gli anticorpi, specialmente IgM, quando presente il rash:
- linfezione del morbillo confermata osservando
- Sieroconversione
- Aumento di 4 volte del titolo anticorpale specico per il virus tra siero
prelevato durante la fase acuta e durante la fase di convalescenza
1 Measles virus-induced syncytia.
Terapia, prolassi e controllo
Dal 1993 in uso un vaccino a virus vivo attenuato:
- ha permesso di diminuire nei paesi industrializzati lincidenza El virus.
- Tale vaccino somministrato a tutti i bambini di 2 anni, in combinazione
con i vaccini per la parotite e la rosolia vaccino MMR e per la varicella.
- Limmunizzazione efcace nel 95% e pi dei casi
- Richiesto tuttavia un richiamo prima dellinizio della scuola.
- difcile distribuire il vaccino in regioni prive delle necessarie struttura per
la refrigerazione e la distribuzione.
Gli ospedali situati nelle zone in cui il morbillo endemico dovrebbero vaccinare i
propri dipendenti o controllarne limmunizzazione impedire trasmissione
nosocomiale.
Agli immunocompromessi somministrazione di globuline sieriche per limitare il
rischio e la gravit della malattia clinica.
Non sono disponibili trattamenti antivirali specici per il morbillo.
Reported measles cases and deaths in the
United States from 1960 to 1998. Insert shows
data from 1960 to 1979
Corso di microbiologia - batteriologia 102
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Virus del morbillo
Struttura e replicazione
Grande virione costituito da RNA- ss in un nucleocapside elicoidale, avvolto da un envelope
contenente una proteina di attacco virale emoagglutinina (H) e una proteina di fusione
Il virus replica nel citoplasma
Penetrazione per fusione dellenvelope con la membrana plasmatica
Uscita per lisi nelle cellule permissive
Inducono la fusione intracellulare formazione di cellule giganti multinucleate
I paramyxoviridae sono trasmessi attraverso aerosol iniziano linfezione nelle vie
respiratorie
Limmunit cellulo-mediata causa la maggior parte dei sintomi, ma essenziale per il
controllo dellinfezione.
Patogenesi
In virus infetta le cellule epiteliali respiratorie diffusione sistemica nei linfociti e mediante
viremia replica nelle cellule delle congiuntive, respiratorie, sistema linfatico, vasi sanguigni
e SNC.
Il rash dovuto alla risposta delle cellule T alle cellule endoteliali infettate dei piccoli capillari.
Le conseguenze a livello del SNC possono derivare dallimmunopatogenesi (encefalite post-
infettiva da morbillo) o dallo sviluppo di mutanti (SSPE)
Epidemiologia
Virus caratterizzato da virioni di grosse dimensioni, facilmente inattivabili
Il periodo contagioso precede i sintomi
Infetta solo luomo
Esiste un unico sierotipo
Causa immunit per tutta la vita
Trasmissione inalazione di grosse gocce di aerosol
A rischio:
- non vaccinati
- Immunocompromessi forme pi gravi di morbillo
Virus ubiquitario
Endemico dallautunno alla primavera
Disponibile un vaccino costituito da virus vivo attenuato.
Dopo esposizione prolassi con Ig sieriche.
Malattie
Morbillo: rash maculopapulare caratteristico, tosse, congiuntivite, coriza, fotofobia, macchie
di Koplik. Complicazioni otite media, laringotracheobronchite, broncopolmonite, encefalite
Morbillo atipico: rash atipico, possibili vescicole, petecchie, porpora o orticaria
Panencefalite subacuta sclerosante (SSPE): manifestazioni a livello del SNC (cambiamento di
personalit, comportamento e memoria, spasmi, spasticit, cecit)
Diagnosi
Diagnosticato il morbillo in maniera clinica
Coltura difcile, ma i virus che replicano colture primarie di uomo o scimmia
Possono essere eseguiti:
- immunouorescenza contro antigene virale
- RT-PCR per individuare il genoma
Diagnosi sierologica attraverso:
- sieroconversione
- Aumento di 4 volte del titolo tra fase acuta e convalescente
Terapia
Non esistono farmaci specici
Il vaccino MMR, somministrato a 2 anni, garantisce immunizzazione in pi del 95% dei casi
richiamo prima dellinizio della scuola
Somministrazione di Ig sieriche nei pazienti immunocompromessi a rischio di infezione.
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I virus parainuenzali, scoperti alla ne degli anni 50, sono virus respiratori,
che:
- solitamente causano lievi sintomi, simili al raffreddore
- Possono causare gravi malattie delle vie respiratorie
Il genere parainuenzale comprende 4 sierotipi patogeni per luomo:
- tipi 1, 2, 3: infezioni gravi del tratto respiratorio inferiore in neonati e
bambini. Principalmente laringotracheobronchite (croup)
- Tipo 4: lieve infezione delle vie respiratorie superiori in adulti e bambini
Patogenesi e immunit
I virus parainuenzali infettano le cellule epiteliali delle vie respiratorie superiori:
- replica pi rapidamente rispetto al morbillo e alla parotite
- Pu indurre la formazione di cellule giganti e la lisi cellulare.
- I virus parainuenzali raramente causano viremia
- Si limitano nelle vie respiratorie superiori, causando sintomi simili al
raffreddore
- Nel 25% delle infezioni diffondono anche alle vie respiratorie inferiori
- Nel 2-3% la malattia pu diventare una forma di
laringotracheobronchite.
La risposta immunitaria cellulo-mediata, oltre a fornire protezione, causa
danno cellulare:
- lazione delle IgA protettiva, ma dura poco
- Linfezione con virus parainuenzali altera la risposta cellulo-mediata
limita lo sviluppo della memoria immunologica
- Diversi sierotipi + breve durata dellimmunit reinfezione comune, ma
con malattia pi lieve.
Epidemiologia
I virus parainuenzali sono ubiquitari e linfezione comune:
- Trasmissione: contatto interpersonale o aerosol
- Linfezione primaria solitamente nei neonati e nei bambini con meno di 5
anni
- Le reinfezioni si ripetono per tutta la vita.
Le infezioni da.
- virus parainuenzali 1 e 2 principali cause di laringotracheobronchite,
prevalgono in autunno
- Virus parainuenzali 3 durante tutto lanno.
Tali virus sono diffusi rapidamente allinterno degli ospedali epidemie nei nidi e
nei reparti pediatrici.
Sindromi cliniche
I virus parainuenzali 1, 2, 3 possono causare sindromi delle vie respiratorie,
da formi lievi a pi gravi:
- lieve raffreddamento coriza, faringite, lieve bronchite e febbre
- Bronchiolite
- Polmonite
I bambini pi grandi e gli adulti, generalmente manifestano forme pi lievi rispetto
ai bambini pi piccoli, anche se negli anziani si pu manifestare la polmonite.
Linfezione dei neonati pu essere particolarmente grave e sfociare in:
- polmonite
- Bronchiolite
- Laringotracheobronchite evolve nellingrossamento della parte
inferiore della glottide possibile ostruzione delle vie respiratorie.
- 2-6 gg di incubazione
- Sintomi iniziali : tosse, raucedine, tachipnea, tachicardia, retrazione
soprasternale
- La maggior parte dei bambini guarisce entro 48 ore.
La principale diagnosi differenziale associata lepiglottidite da Haemophilus
inuenzae.
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Virus parainuenzali
Grande virione con
envelope contenente
una proteina di
attacco virale e una
proteina di fusione
RNA ss in un
nucleocapside
elicoidale
Replica nel citoplasma
Codica RNA-
polimerasi
Virus parainuenzali
Diagnosi di laboratorio
Il virus parainuenzale isolato da lavaggi nasali o secrezioni respiratorie:
- cresce bene in colture primarie di cellule di rene di scimmia
- Come per gli altri paramyxovirus sensibile al trasporto.
La presenza di cellule infette nei broncoaspirati o in coltura testimoniata
dallosservazione dei sincizi:
- il virus viene identicato per immunouorescenza.
La diagnosi pu avvenire anche per:
- anticorpi che inibiscono lemoadsorbimento o lemoagglutinazione (in
quanto i parainuenzali producono agglutinazione)
- RT-PCR sta diventando la metodica preferenziale
Terapia, prolassi e controllo
La terapia della laringotracheobronchite prevede:
- somministrazione di nebulizzazioni fredde o calde
- Attento controllo delle alte vie respiratorie
- Pu essere necessaria lintubazione.
Non sono disponibili farmaci antivirali specici.
Vaccinazione con vaccini a virus ucciso inefcace, poich i virus parainuenzali
non inducono secrezione locale di anticorpi e risposte cellulo-mediate
appropriate.
Virus parainuenzali
Struttura e replicazione
Grande virione costituito da RNA- ss in un nucleocapside elicoidale, avvolto da un envelope
contenente una proteina di attacco virale emoagglutinina-neuraminidasi (HN) e una proteina
di fusione
Il virus replica nel citoplasma
Penetrazione per fusione dellenvelope con la membrana plasmatica
Uscita per gemmazione dalla membrana plasmatica o per lisi cellulare
Inducono la fusione intracellulare formazione di cellule giganti multinucleate
trasmessi attraverso aerosol iniziano linfezione nelle vie respiratorie
Limmunit cellulo-mediata causa la maggior parte dei sintomi, ma essenziale per il
controllo dellinfezione.
Patogenesi
Esistono 4 sierotipi di virus
Infezione limitata alle vie respiratorie, pi comunemente alle vie superiori, ma linfezione alle
vie inferiori pu causare malattie rilevanti
I virus parainuenzali non sono sistemici e non causano viremia
Le malattie comprendono:
- sintomi simili al raffreddore
- Bronchite
- Laringotracheobronchite
Linfezione induce immunit protettiva, ma con breve durata
Epidemiologia
Il virus caratterizzato da virioni grandi, stabili, facilmente inattivabili
Il periodo contagioso precede i sintomi e si pu vericare anche in sua assenza
Spettro dospite umano
Possibili reinfezioni
Trasmissione inalazione di aerosol
A rischio
-
bambini per malattie lievi e tracheobronchite
-
Adulti reinfezione con sintomi pi lievi
Il virus ubiquitario e diffuso in tutto il mondo
Lincidenza stagionale
Non esistono modalit di controllo
Malattie
Da forme lievi di raffreddamento delle alte vie respiratorie
A bronchiolite o bronchite
Laringotracheobronchite nei neonati, pericolosa.
Diagnosi di laboratorio
Isolamento in coltura da lavaggi nasali o secrezioni respiratorie
Coltura su cellule di rene di scimmia, ma difcile il trasporto
Identicazione con immunouorescenza
Possibile test con anticorpi che inibiscono lemoagglutinazione e lemoadsorbimento
RT-PCR
Terapia, prolassi e controllo
Terapia sintomatica
Non esiste terapia antivirale specica
Vaccinazione inutile.
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Il virus della parotite causa una parotite acuta benigna (ingrossamento
doloroso delle ghiandole salivari):
- raro nei paesi in cui si utilizza il vaccino a virus vivo (vaccinazione MMR)
- Strettamente correlato al virus parainuenzale tipo 2, ma non ha immunit
crociata.
Pathogenesis of mumps (orecchioni)
Patogenesi e immunit
Il virus della parotite, un solo sierotipo, causa infezione litica delle cellule:
- infetta inizialmente le cellule epiteliali delle vie respiratorie superiori
- Attraversa il dotto di Stensen o entra in circolo (viremia) infetta la
parotide.
- Per viremia pu giungere ad altri organi
- Testicolo
- Ovaie
- Pancreas
- Tiroide
In circa il 55% dei casi si verica infezione sintomatica nel SNC, specialmente
a livello delle meningi dovuta a risposta inammatoria.
Lincontro con il virus della parotite causa immunit persistente per tutta la
vita.
replicazione nel tratto
respiratorio
ingresso nelle vie
respiratorie
viremia
primaria
parotidi
il virus si replica
nelle cellule
epiteliali.
lingrossamento
doloroso dovuto
alla reazione
infiammatoria locale
Sistema
nervoso
centrale
pancreas
testicoli
ovaie
nervi periferici
occhi
orecchio interno
sintomi
meningei
pu essere
associato a
diabete
giovanile
55%
10%
Epidemiologia
La parotite una malattia altamente contagiosa:
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Virus della parotite
Grande virione con
envelope contenente
una proteina di
attacco virale e una
proteina di fusione
RNA ss in un
nucleocapside
elicoidale
Replica nel citoplasma
Codica RNA-
polimerasi
Virus della parotite
- trasmissione: contatto interumano diretto o aerosol respiratorio
- In assenza di programmi di vaccinazione colpisce il 90% della popolazione
entro i 15 anni.
- Il virus presente nelle secrezioni respiratorie circa 7 giorni prima della
comparsa dei sintomi
- Spesso la malattia asintomatica impossibile controllare la diffusione
La disseminazione del virus promossa dalle persone che lavorano in ambienti
chiusi.
Lincidenza stagionale maggiore in inverno.
CLINICAL ASPECTS OF MUMPS
Site of replication of virus Symptoms Notes
Salivary glands
Inflammation, parotitis, in a child with
mumps.
Virus is shed in saliva from 3 days
before to 6 days after symptoms
Salivary gland
symptoms are often
absent or may be
unilateral
Sindromi cliniche
Spesso le infezioni sono asintomatiche.
La parotite si manifesta inizialmente bilaterale e accompagnata da febbre:
- Lesame della bocca arrossamento e gonore dellostium del dotto di
Stenson
- Qualche giorno dopo lesordio dellinfezione virale (o anche senza parotite)
possono manifestarsi ingrossamenti ad altre ghiandole
- Epididimo-orchite
- ooforite
- mastite
- Pancreatite
- Tiroidite
Linammazione risultante dallorchite virale pu essere causa di sterilit.
Nel 50% dei pazienti il virus interessa il SNC, e lo manifestano
sintomatologicamente.
giorni modificazioni
patologiche
del tratto
respiratorio
induzione da
interferone
risposta
immunitaria
cellulo-
mediata
virus nelle
secrezioni
respiratorie
aumento
degli
anticorpi
virus-specifici
malattia
sintomatica
simil-
influenzale
infezione
batterica
secondaria
incubazione convalescenz
a
0
2
4
6
8
10
12
14
16
18
20
22
24
26
28
30
32
34
36
38
40
42
44
3
3
3
3
3
3
8 3
8 7 4 3
8 7 4 3
8 7 4
8 7 4
8 7 4
8 7 6 4
8 6 4
8 6 4
8 6 5 4
6 5
6 5
6
6
6
6
6
giorni 2 6 10 14 18 22 26 30 34 38 42
Giorni
orchite
parotite
anticorpi virus-specifici
isolamento dal liquor
incubazione
eliminazione del virus da
bocca e urine
Diagnosi di laboratorio
Il virus pu essere isolato da:
- Saliva (per circa 5 giorni dopo la manifestazione dei sintomi)
- Urine (per 2 settimane dai sintomi)
- Faringe
- Secrezioni del dotto di Stensen
- Liquor
Il virus cresce bene in cellule di rene di scimmia forma sincizi
In cellule infettate si osserva anche lemoadsorbimento degli eritrociti di cavia,
dovuto allemoagglutinina.
La diagnosi clinica pu essere confermata attraverso indagine sierologica:
- aumento di 4 volte del titolo anticorpale virus-specico
- Riscontro di IgM speciche per il virus della parotide
Per ricercare virus, antigene e anticorpi ELISA e immunouorescenza.
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Terapia, prolassi e controllo
I vaccini sono lunica efcace misura preventiva si somministra assieme ai
vaccini per morbillo e rosolia (MMR)
Non sono disponibili farmaci antivirali.
Virus parainuenzali
Struttura e replicazione
Grande virione costituito da RNA- ss in un nucleocapside elicoidale, avvolto da un envelope
contenente una proteina di attacco virale emoagglutinina-neuraminidasi (NH) e una proteina
di fusione (F)
Il virus replica nel citoplasma
Penetrazione per fusione dellenvelope con la membrana plasmatica
Uscita per gemmazione dalla membrana plasmatica o per lisi cellulare
Patogenesi
Infetta le cellule epiteliali delle vie respiratorie
Diffonde sistematicamente per viremia
Infetta parotide, testicoli e SNC
La risposta inammatoria causa lingrossamento della parotide
Il virus diffonde cellula-cellula anticorpi hanno un ruolo marginale
Limmunit cellulo-mediata essenziale per il controllo dellinfezione ed responsabile di
parte dei sintomi
Linfezione induce immunit protettiva per tutta la vita
Epidemiologia
Il virus caratterizzato da virioni grandi, facilmente inattivabili
Il periodo contagioso precede i sintomi e si pu vericare anche in sua assenza
Spettro dospite umano
Un solo sierotipo
Trasmissione inalazione di aerosol
A rischio non vaccinati e immunocompromessi forme pi gravi
Il virus ubiquitario e diffuso in tutto il mondo
Lincidenza stagionale: inverno e inizio della primavera
Il vaccino a virus vivo attenuato, parte della MMR, permette il controllo.
Malattie
Parotite bilaterale accompagnata da febbre.
Meningoencefalite o orchite, pancreatite, tiroidite e epididimite, altre complicazioni
Diagnosi di laboratorio
Isolamento in coltura da urine, saliva, secrezioni del dotto di Stenson, dal liquor
Coltura su cellule di rene di scimmia, ma difcile il trasporto
Identicazione con immunouorescenza
Possibile test con anticorpi che inibiscono lemoagglutinazione
Saggio di emoadsorbimento enzimatico (ELISA)
Sierologia: aumento di 4 volte del livello di Ig o sieroconversione
Terapia, prolassi e controllo
Terapia specica impossibile
Unico metodo di controllo il vaccino
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Il virus respiratorio sinciziale (RSV) membro del genere Pneumovirus:
- non codica alcuna proteina con attivit emoagglutinante e
neuroaminidasica
- Principale causa di infezioni fatali acute delle vie respiratorie nei
neonati e nei bambini
- Potenzialmente, infetta tutta la popolazione nei primi 2 anni di et e le
reinfezioni si ripetono per tutta la vita.
Patogenesi e immunit
RSV instaura uninfezione localizzata delle vie respiratorie:
- induce formazione di sincizi.
- Invasione diretta dellepitelio danno cellulare causato dalla risposta
immunitaria effetto citopatico (necrosi cellulare)
- necrosi di bronchi e bronchioli nei neonati formazione di placche di
muco, brina e materiale necrotico nelle vie aeree minori rapida
ostruzione delle vie respiratorie nei neonati.
Limmunit naturale non previene la reinfezione. La vaccinazione a virus ucciso
pare aggravare la malattia invece di prevenirla.
Epidemiologia
RSV altamente prevalente e infetta quasi tutti i bambini entro i 2 anni di et:
- tassi annui globali di infezione di 64 milioni di casi
- 25-33% dei casi coinvolgimento delle vie respiratorie inferiori
- 1% dei casi necessario il ricovero in ospedale.
Le infezioni da RSV si vericano quasi sempre durante linverno, vericandosi
epidemie ogni anno.
Il virus altamente contagioso:
- incubazione 4-5 giorni
- Ingresso del virus in reparto neonatale pu essere devastante.
- Linfezione associata a stati patologici gravi, talvolta a morte.
- Trasmissione attraverso
- Mani
- Oggetti contaminati
- Respiratoria
Il virus viene eliminato con le secrezioni respiratorie per molti giorni.
Sindromi cliniche
RSV pu causare svariati tipi di malattie delle vie respiratorie, dal raffreddore alla
polmonite:
- infezione del tratto respiratorio superiore rinorrea (naso che cola)
- Pi frequente negli adolescenti e negli adulti
- Bambini molto piccoli infezioni pi gravi delle vie respiratorie inferiori
(bronchiolite) diminuisce la ventilazione, con
- sintomi quali
- Lieve febbre
- Tachipnea
- Tachicardia
- Sibili espiratori polmonari
- Generalmente la malattia autolimitante, ma pu diventare
preoccupante se colpisce un neonato
- Pu essere fatale per
- Neonati prematuri
- Individui con malattie polmonari
- Immunocompromessi.
Diagnosi di laboratorio
Difcoltoso lisolamento del virus in colture cellulari.
Cellule infettate e lavaggi nasali:
- RT-PCR: dimostrazione del genoma
- Immunouorescenza e test immunoenzimatici: ricerca dellantigene
virale nelle cellule infette
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Virus respiratorio
sinciziale
Grande virione con
envelope contenente
una proteina di
attacco virale e una
proteina di fusione
RNA ss in un
nucleocapside
elicoidale
Replica nel citoplasma
Codica RNA-
polimerasi
Virus respiratorio sinciziale
- Sierologia: aumento di 4 volte del titolo anticorpale o sieroconversione
utile per confermare la diagnosi (soprattutto a scopi epidemiologici)
Terapia, prolassi e controllo
Bambini sani terapia di supporto:
- ossigeno
- Liquidi per via endovenosa
- Vapore freddo nebulizzato
Pazienti predisposti a decorso grave (immunocompromessi, nati prematuri e
neonati) somministrazione per inalazione di ribavarina, un analogo della
guanosina:
- Per i neonati prematuri disponibile anche immunizzazione passiva con
Ig anti-RSV
I bambini infetti devono essere isolati.
Il personale ospedaliero che si prende cura dei bambini infetti deve usare
precauzioni:
- pulizia delle mani
- guanti
- mascherina
- Occhiali
Virus respiratorio sinciziale (RSV)
Struttura e replicazione
Grande virione costituito da RNA- ss in un nucleocapside elicoidale, avvolto da un envelope
contenente una proteina G di attacco virale e una proteina di fusione
Il virus replica nel citoplasma
Penetrazione per fusione dellenvelope con la membrana plasmatica
Uscita per gemmazione dalla membrana plasmatica o per lisi cellulare (immuno-mediata)
Formazione di sincizi
Trasmesso attraverso aerosol, mani, contatto con oggetti contaminati
Leffetto citopatico dovuto alla risposta immunitaria cellulare.
Patogenesi
Infezioni localizzate delle vie respiratorie
Non viremia o diffusione sistemica
Bronchiolite probabilmente associata alla risposta immunitaria
Le strette vie aeree dei neonati vengon rapidamente ostruiti da placche di muco, brina e
materiale necrotico.
Linfezione non previene la reinfezione.
Epidemiologia
Virione grande, facilmente inattivabile
Periodo di contagio precede i sintomi e pu essere asintomatico
Lo spettro dospite soltanto luomo
Trasmissione gocce di aerosol inalate
A rischio:
-
neonati infezioni delle vie respiratorie inferiori
-
Bambini da forme lievi a polmonite
-
Adulti reinfezione con sintomi pi lievi
Virus a diffusione mondiale, ubiquitario.
Prevalenza invernale
Disponibili x il controllo e la prolassi delle immunoglobuline per i neonati ad alto rischio
Malattie
Bronchiolite, polmonite o entrambe: febbre, tosse, dispnea e cianosi in bambini con meno di
1 anno
Rinite febbrile, faringite: comuni nei bambini
Raffreddore: comune negli adulti e negli adolescenti
Diagnosi
Difcile isolamento.
Per ricerca del virus
- RT-PCR
- Test immunoenzimatici e immunouorescenza
Sierologia utile per confermare la diagnosi a scopi epidemiologici.
Terapia, prolassi e controllo.
Bambini sani terapia di supporto (ossigeno, liquidi per via endovenosa, vapore
nebulizzato)
Bambini a rischio ribavirina per inalazione e Ig Anti-RSV
Necessario isolare i bambini infetti
Il personale medico che entra a contato deve utilizzare precauzioni
Non disponibile un vaccino efcace.
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Gli orthomyxovirus comprendono soltanto i virus dellinuenza A, B e C:
- solo i virus A e B sono causa di malattie rilevanti nelluomo
- Dotati di envelope
- Possiedono genoma costituito da RNA segmentato a polarit negativa
- Facilita lo sviluppo di nuovi ceppi attraverso mutazione e
riarrangiamento di segmenti genici tra diversi ceppi patogeni per
luomo e per gli animali.
- Linstabilit genetica responsabile di:
- Epidemie annuali (mutazione: drift)
- Pandemie periodiche (riassortimento: shift)
Linuenza una delle principali e pi diffuse infezioni virali:
- descrizioni di epidemie inuenzali in qualsiasi epoca
- La pi famosa pandemia linuenza spagnola, vericatasi nel 1918
20-40 milioni di morti
- Lultima pandemia registrata nel 1977
- Oggi sono disponibili vaccini e farmaci antivirali per la prolassi di persone
a rischio
I virus dellinuenza sono generalmente virus respiratori, che oltre a sintomi
respiratori, causano sintomi tipici dellinuenza:
- febbre
- Mal di testa
- Malessere
- Mialgia
Il termine inuenza, tuttavia, utilizzato erroneamente anche per descrivere altre
patologie virali e altre infezioni respiratorie (es. Inuenza intestinale)
Struttura
I virioni dellinuenza sono:
- pleomor,
- Forma sferica o tubulare
- Con diametro di 80-120 nm
Lenvelope
- contiene due glicoproteine:
- Emoagglutinina (HA)
- Neuraminidasi (NA)
- delimitato internamente dalle proteine
- della matrice (M1)
- E della membrana (M2)
Il genoma dei virus dellinuenza A e B consiste di otto segmenti
nucleocapsidici elicoidali:
- Ogni segmento contiene un RNA a polarit negativa associato con
- nucleoproteina (NP)
- Trascrittasi (componenti della RNA polimerasi: PB1, PB2, PA)
- Il virus dellinuenza C ha solo 7 segmenti capsidici
Tutte le proteine sono codicate da segmenti separati, eccetto:
- proteine non strutturali (NS1 e NS2)
- Proteine M1 e M2
EMOAGGLUTININA
La HA (emoagglutinina) un trimero a fora di spicola:
- ogni unit attivata da una proteasi tagliata in due subunit che restano
unite da un legame disolfuro
- La HA possiede numerose funzioni
- Proteina di attacco del virus lega lacido sialico sui recettori di
supercie delle cellule epiteliali.
- Promuove la fusione tra envelope e membrana cellulare
- Agglutina lega e aggrega gli eritrociti
- Stimola la produzione di anticorpi neutralizzanti
- cambiamenti dovuti a mutazioni nellemoagglutinina responsabili della
variabilit minore e maggiore (Shift e drift)
- I cambiamenti antigenici maggiori si vericano solo per il virus
inuenzale A
- Le diverse emoagglutinina sono denite H1, H2, ecc
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Orthomyxovirus
Virus a RNA-
segmentato
Instabilit genetica:
- mutazioni
- Riarrangiamento
Capside e envelope
con HA e NA
Codica una RNA
polimerasi
Pleomor (forma
sferica o tubulare)
Orthomyxovirus
Enrico Colombo
NEURAMINIDASI
La glicoproteina NA (neuraminidasi) forma un tetrametro con attivit enzimatica:
- taglia lacido sialico delle glicoproteine, compreso il recettore cellulare
- Leliminazione dellacido sialico dalle proteine virioniche
- previene lagglutinazione dei virioni
- facilita la liberazione del virus dalle cellule infette
- due farmaci antivirali (zanamivir e oseltamivir) hanno come bersaglio NA
- Anche la neuraminidasi dellinuenza A subisce cambiamenti antigenici
- Le diverse forme sono denominate N1, N2, ecc
ALTRE PROTEINE
Le proteine M1, M2 e NP sono tipo-speciche utilizzate per differenziare i
virus inuenzali A, B e C:
- proteine M1: rivestono la supercie interna del virione e ne promuovono
lassemblaggio
- Proteina M2: forma un canale protonico nella membrana favorisce la
scapsidazione e il rilascio del virus.
- La proteina M2 del virus inuenzale A bersaglio dei farmaci antivirali
amantadina e rimantadina
SEGMENTO
DI RNA
PROTEINA FUNZIONE
1 PB1 Componente della polimerasi
2 PB2 Componente della polimerasi
3 PA Componente della polimerasi
4 HA Emoagglutinina, proteina di attacco virale, proteina di
fusione, bersaglio di anticorpi neutralizzanti
5 NP Nucleocapside
6 NA Neuraminidasi (taglia i residui di acido sialico e
promuove il rilascio del virus
7 M1 Proteina della matrice: proteina strutturale virale che
interagisce con nucleocapside e con lenvelope,
promuove lassemblaggio
M2 Proteina di membrana: forma canali di membrana,
favorisce la spoliazione e la produzione di HA
bersaglio dellamantadina e della rimantadina
8 NS1 Proteina non strutturale (inibisce la traduzione
dellmRNA cellulare)
NS2 Proteina non strutturale (funzione importante ma
ignota)
Replicazione
Lentrata nel citoplasma vede susseguirsi i seguenti passaggi:
- legame di HA a residui di acido sialico sulle glicoproteine della
supercie cellulare
- Internalizzazione in vescicole rivestite e trasferito in un endosomi
- Acidicazione dellendosoma modicazioni conformazionali di HA
esposizione di regioni idrofobiche della molecola promozione della
fusione della membrana virale con quella endosomiale fusione
- La proteina M2 promuove lacidicazione del contenuto dellenvelope
interrompe linterazione tra proteina M1 e NP scapsidazione rilascio
del nucleocapside.
- Il nucleocapside si porta nel nucleo trascritto in mRNA
La fase di trascrizione e sintesi proteica vede:
- La trascrittasi del virus inuenzale (PA, PB1, PB2) utilizza mRNA della
cellula ospite come primer per la sintesi dellRNA messaggero virale
- Sottrae la regione in 5 metilata (cap) dellRNA sottrae ai ribosomi
lRNA cellulare
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- Tutti i trascritti sono dotati di cap in 5 e poliA in 3
- I mRNA+ trascritti sono messaggeri per le singole proteine
- Fanno eccezione quelli per le proteine M e NS processati per
splicing da enzimi cellulari
- Gli mRNA sono tradotti nel citoplasma.
- Le glicoproteina HA e NA processate nel reticolo di Golgi trasportate
sulla supercie cellulare.
- M2 si inserisce nelle membrane cellulari il canale protonico previene
lacidicazione del Golgi e delle altre vescicole impedisce il cambiamento
conformazionale e linattivazione pH indotta della proteina HA quando nel
reticolo di Golgi.
Successivamente, vengon prodotte:
- catene di RNA a polarit positiva complementari a ciascun segmento
- RNA genomico a polarit negativa replicato nel nucleo.
I segmenti genomici sono trasferiti nel citoplasma si associano alla polimerasi
e alla proteina NP nucleocapsidi:
- interagiscono con M1, che delimita le regioni della membrana
citoplasmatica che contiene M1, HA, NA
- Tali regioni avvolgono i segmenti genomici forniscono lenvelope
- Processo casuale incorporati in media 11 segmenti per virione.
- Si forma un piccolo numero di virioni dotati di genoma completo (8
segmenti) e numerose particelle difettive
- Le particelle difettive sono antigeniche possono causare interferenza
alla progressione dellinfezione.
- Il virus gemma dalla supercie apicale della cellula grazie allinserzione
selettiva di HA in membrana
Il virus generalmente rilasciato 8 ore dopo linfezione.
Patogenesi e immunit
Il virus inuenzale inizialmente provoca uninfezione del tratto respiratorio
superiore:
- infetta e uccide le cellule mucipare, le cellule ciliate e altre cellule epiteliali
perdita del primario meccanismo di difesa
- Proteina NA facilita linfezione taglia i residui di acido sialico del muco
permette laccesso ai tessuti.
- rilascio preferenziale del virus sulla supercie apicale facilita la
diffusione cellula-cellula e la trasmissione ad altri ospiti.
Replicazione del virus dellinuenza A. Dopo il legame ai recettori contenenti acido sialico,
il virus internalizzato per endocitosi in una vescicola rivestita. Successivamente, grazie
ad HA, si fonde con la vescicola ed entra nel citoplasma. M2 acidica il contenuto
dellenvelope, permettendo la scapsidazione. Trascrizione e replicazione del genoma
avvengono nel nucleo. Sono sintetizzate le proteine virali, si formano i segmenti
nucleocapsidici elicoidali (polimerasi e NP), i quali si associano a M1 e M2, le quali sono
associate a porzioni di membrana citoplasmatica contenenti glicoproteine HA e NA,
provenienti dal reticolo di Golgi. Il virus rilasciato per gemmazione.
Se il virus diffonde nel tratto respiratorio inferiore gravi desquamazioni
dellepitelio bronchiale e alveolare, raggiungendo le cellule dello strato basale e
della membrana basale
Linfezione inuenzale, inoltre, compromettendo le difese naturali del tratto
respiratorio, facilita ladesione di batteri alle cellule epiteliali:
- patogenesi virale o uninfezione batterica secondaria polmonite
- Viremia temporanea raramente pu coinvolgere altri organi oltre al
polmone
Dal punto di vista istologico:
- infezione risposta inammatoria cellulare a livello delle mucose
monociti, linfociti e neutroli edema submucosale
- Il tessuto polmonare pu presentare
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- alterazioni della membrana ialina,
- ensema alveolare
- Necrosi della parete alveolare.
NORMAL TRACHEAL MUCOSA
3 DAYS POST-INFECTION
7 DAYS POST-INFECTION
La guarigione associata a:
- produzione di interferone
- Risposta immunitaria cellulo-mediata
Tali risposte si vericano in concomitanza della fase febbrile.
Lintervento delle cellule T guarigione e immunopatogenesi:
- solitamente, linfezione inuenzale deprime la risposta dei macrofagi e delle
cellule T ostacolo alla risoluzione da parte del sistema immunitario
- Spesso la guarigione precede la rivelazione di anticorpi nel siero o nelle
secrezioni.
La protezione nei confronti di una seconda infezione dovuta principalmente agli
anticorpi contro HA e NA:
- la risposta anticorpale specica per ciascun ceppo di virus
- La risposta cellulo-mediata pi generica agisce nei confronti di
ceppi differenti appartenenti allo stesso tipo (virus A o virus B)
- Diretta contro gli antigeni del nucleocapside (PB2 e NP), M1 e HA
- Gli antigeni PB2 e M1 sono identici per tutti i ceppi dello stesso tipo
cellule T memoria possono proteggere verso inuenza sostenuta da
ceppi diversi dello stesso tipo (inuenza A o inuenza B)
I sintomi e la durata della malattia dipendono da:
- azione dellinterferone
- Risposta cellulo-mediata
- Entit del danno tissutale
Linuenza generalmente una malattia autolimitante:
- non coinvolge generalmente altri organi oltre al polmone
- Molti dei classici sintomi inuenzali sono dovuti allinterferone
- Febbre
- Malessere
- Mal di testa
- Mialgia
- La riparazione del tessuto danneggiato inizia dopo 3-5 giorni dalla
comparsa dei sintomi
- Pu richiedere mesi, soprattutto in pazienti anziani.
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inoculazione del virus con
aerosol
replicazione nel tratto
respiratorio
sindrome influenzale
desquamazione
delle cellule ciliate e
mucipare
anticorpi
risposta
cellulo-mediata
interferone
protezione futura
infezione batterica secondaria
polmonite virale primaria
coinvolgimento di muscoli e SNC
polmonite
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Epidemiologia
I ceppi del virus dellinuenza A sono classicati in base a 4 caratteristiche
- tipo (A, B, C)
- Luogo del primo isolamento
- Data del primo isolamento
- Antigene (HA e NA)
Un ceppo di virus inuenzale dunque indicato come A/Bangkok/1/79(H3N2).
Un virus dellinuenza B, dato che gli antigeni sono identici per tutti i ceppi del
tipo, classicato in base a:
- tipo
- Luogo del primo isolamento
- Data del primo isolamento
Un esempio pu essere B/Singapore/3/64.
Nuovi ceppi inuenzali di tipo A si generano per:
- Mutazioni antigenic drift
- Riassortimento antigenic shift
I virus inuenzali A infettano sia uomo che animali e possiedono un genoma
segmentato:
- coinfezione di due virus di inuenza A riassortimento casuale dei
segmenti genomici virus ibridi.
- Scambio delle glicoproteine HA possibile generare un nuovo virus che
pu infettare una popolazione umana immunologicamente suscettibile
- Esempio: un virus H5N1 delle anatre e un virus umano H3N2 hanno
infettato simultaneamente dei maiali isolato un virus riassortito in grado
di infettare luomo
Probabilmente, tale tipo di riassortimento la fonte di ceppi patogeni per luomo:
- Cina alta densit di popolazione e promiscuit tra uomini, maiali, polli e
anatre terreno fertile per nuovi virus riassortiti e fonte di altri ceppi
pandemici da inuenza
- Nel 1997 ceppo aviario H5N1 fu isolato da almeno 18 persone e caus
6 morti
- Virus H5N1 era insolito non era un riassortante, molto virulento e
potenzialmente trasmesso dai volatili alluomo.
ANTI GENI C SHI F T
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I cambiamenti antigenici minori, dovuti a mutazioni dei geni per HA e NA,
sono detti antigenic drift:
- ogni 2/3 anni
- Causano epidemie locali di inuenza
- Coinvolgono entrambi i tipi A e B
I cambiamenti antigenici maggiori, antigenic shift, derivano dal riassortimento
tra genomi di ceppi diversi:
- riguardano solo il tipo inuenzale A
- Il riassortimento antigenico si verica di rado, ma pu essere devastante
pandemie
A differenza del virus inuenzale A, il virus B prevalentemente umano.
Variabilit antigenica dei virus inuenzali presenza sicura di individui
immunologicamente nave nella popolazione suscettibili allinfezione:
- soprattutto i bambini
- Unepidemia inuenzale pu essere riconosciuta immediatamente
dallaumento di assenze nelle scuole e dai posti di lavoro.
- Ogni anno, nelle regioni temperate, si vericano epidemie inuenzali
- Generalmente, un virus, permane in una comunit per un tempo breve 4-6
settimane.
Linfezione diffonde tramite aerosol espulso quando una persona parla o
tossisce:
- il virus resiste nellambiente per circa 24 ore.
Le persone pi suscettibili sono i bambini principali veicoli di diffusione.
- La fase contagiosa precede i sintomi ed piuttosto prolungata
A rischio di complicazioni (prevalentemente polmoniti) sono:
- bambini
- Immunodepressi (comprese le donne incinta)
- Anziani (90% della mortalit in >65)
- Persone con problemi cardiaci o polmonari
Le epidemie di inuenza A e B sono attentamente sorvegliate, allo scopo di
identicare nuovi ceppi contro cui allestire nuovi vaccini:
- il ceppo prevalente inuenzale A o B cambia ogni anno
- La sorveglianza estesa anche alle popolazioni animali (possibile
riassortimento del virus A)
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Sindromi cliniche
Linfezione pu essere da asintomatica a grave, a seconda del grado di
immunit nei confronti del ceppo infettante e di altri fattori:
- forme gravi frequenti in
- Immunodepressi
- Fumatori
Il decorso tipico di uninuenza :
- incubazione 1-4 giorni
- Periodo prodromico per qualche ora si manifestano senso di malessere
e mal di testa
- Iniziano improvvisamente i vari sintomi inuenzali
- Febbre (3-8 giorni)
- Brividi
- Mialgia
- Perdita di appetito
- Tosse non produttiva
- La risoluzione della malattia, in genere, si ottiene in 7-10 giorni.
Linuenza nei bambini molto piccoli pu ricordare altre infezioni del tratto
respiratorio, in quanto causa anche:
- bronchiolite
- Croup
- Otite media
- Vomito
- Dolore addominale
Le complicazioni comprendono:
- polmonite batterica
- Miosite
- Sindrome di Reye
Linuenza pu causare direttamente polmonite, ma generalmente si verica una
infezione batterica secondaria polmonite o bronchiolite:
- il danno tissutale pu essere esteso possibile ipossia e polmonite
bilaterale
- Nellinfezione batterica possono essere solitamente coinvolti
- Streptococcus pneumoniae
- Haemophilus inuenzae
- Staphylococcus aureus.
- In caso di infezione batterica espettorato produttivo e purulento
Generalmente linfezione limitata al polmone. Tuttavia, determinati ceppi
possono diffondere, in alcune persone, in altri siti:
- bambini miosite
- Encefalopatia rara, pu essere associata a inuenza acuta e
potenzialmente fatale
- Encefalite postinuenzale manifesta 2/3 settimane dopo la guarigione
associata ad unevidente inammazione.
La sindrome di Reye unencefalite acuta:
- colpisce i bambini
- Pu vericarsi dopo svariate infezioni virali acute e febbrili (es varicella,
inuenza A o B)
- Il rischio di questa malattia aumenta nei trattati con aspirina
- Presenta anche disfunzione epatica
- Mortalit no al 40%
MALATTIA SINTOMI
Influenza acuta in adulti Repentini attacchi febbrili, malessere, mialgia, mal di
gola, tosse non produttiva
influenza acuta in bambini Malattia acuta simile a quella degli adulti, ma con
febbre pi alta, sintomi gastrointestinali (dolori
addominali e vomito), otite media, miosite e croup
Complicazioni
nellinfezione da virus
influenzale
Polmonite virale primaria
Polmonite batterica secondaria
Miosite
Coinvolgimento cardiaco
Sindromi neurologiche (Guillain-Barr, encefalopatia,
encefalite, sindrome di Reye)
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ricerca di laboratorio
patogenesi
patogenesi
giorni modificazioni
patologiche
del tratto
respiratorio
induzione da
interferone
risposta
immunitaria
cellulo-
mediata
virus nelle
secrezioni
respiratorie
aumento
degli
anticorpi
virus-specifici
malattia
sintomatica
simil-
influenzale
infezione
batterica
secondaria
incubazione convalescenz
a
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
3
7 3
9 7 5 3
9 7 5
9 7 5
9 8 7 5
9 8 7
10 9 8 7 4
10 8 7 6 4 5
10 8 7 6 4 5
10 8 6 4 5
10 8 6 4 5
10 8 6 4 5
10 8 6 4 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6 5
10 8 6
10 8 6
6
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30
influenza
Giorni
modificazioni patologiche del tratto respiratorio
induzione da interferone
risposta immunitaria cellulo-mediata
virus nelle secrezioni respiratorie
aumento degli anticorpi virus-specifici
malattia sintomatica simil-influenzale
infezione batterica secondaria
incubazione
convalescenza
Diagnosi di laboratorio
Se una persona manifesta i tipici sintomi inuenzali, mentre nella comunit in
corso unepidemia, pu essere effettuata la diagnosi di inuenza.
In laboratorio si possono distinguere il tipo e il ceppo virale dellinuenza.
Campioni clinici secrezione respiratoria
Coltura cellulare:
- terreni cellule di rene di scimmia o nella linea cellulare di rene canino
Madin-Darby
- Effetti citopatici limitati, osservati dopo 2-4 giorni
- Laggiunta di eritrociti di cavia prima dei CPE evidenzia
lemoadsorbimento (adesione di eritrociti alle cellule infette che esprimono
HA)
- Aggiunta ad eritrociti di terreno contenente virus inuenzale
emoagglutinazione (formazione di un aggregato gelatinoso)
Emoadsorbimento e emoagglutinazione non sono specici per virus inuenzali
(anche virus parainuenzali e altri mostrano tali propriet).
Sono disponibili anche tecniche pi rapide per rivelare e identicare il genoma o
altri antigeni:
- saggi antigenici rapidi differenza tra A e B
- RT-PCR con primers generici per linuenza, o specici distinzione di
nuovi ceppi.
- Saggi immunoenzimatici o immunouorescenza identicazione di
antigeni inuenzali nelle cellule esfoliate, nelle secrezioni, nelle colture
cellulari.
- Inibizione dellemoagglutinazione e dellemoadsorbimento con anticorpi
specici
- La sierologia utilizzata prevalentemente a scopo epidemiologico
DIAGNOSI
ISOLAMENTO
SECREZIONI NASALI, ESCREATO
COLTURE CELLULARI
COLTURE IN UOVA
SIEROLOGIA
ANTICORPI FISSANTI IL COMPLEMENTO
ANTICORPI INIBENTI L`EMOAGGLUTINAZIONE
TEST RAPIDI (QuikVue influenza test)
ELISA
IMMUNOFLUORESCENZA
PCR
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TEST RILIEVI
Coltura in cellule primarie di rene di
scimmia o rene canino di Madin-Darby
Presenza del virus, limitati effetti
citopatici
Emoadsorbimento su cellule infettate Presenza di HA sulla superficie cellulare
Emoagglutinazione Presenza di virus nelle secrezioni
Inibizione dellemoagglutinazione Tipo e ceppo di virus dellinfluenza o
specificit anticorpale
Immunofluorescenza e ELISA Antigeni virali nelle secrezioni
respiratorie o nelle colture tissutali
Sierologia: inibizione
dellemoagglutinazione, inibizione
dellemoadsorbimento, ELISA,
immunofluorescenza, fissazione del
complemento
Epidemiologia sierologica
Test molecolari: RT-PCR Identificazione del tipo e del ceppo
virale
Terapia, prolassi e controllo
Molti farmaci alleviano i sintomi dellinuenza (es acetaminophen o anti-istaminici)
I farmaci antivirali:
- amantadina e rimantadina inibiscono la scapsidazione del virus A
(non virus B e C)
- Zanamivir e oseltamivir: attivi contro il virus A e virus B inibiscono la
neuraminidasi
- Senza la neuraminidasi HA lega lacido sialico su altre particelle virali
per formare aggregati prevenzione del rilascio del virus
- Zanamivir via inalatoria
- Oseltavir per via orale
- Efcaci per la prolassi dopo 24-48 ore dallesordio, ma inutili per
prevenire i sintomi immunopatogenici.
Limitare la diffusione aerea del virus inuenzale impossibile.
Il modo migliore per controllare il virus limmunizzazione:
- immunizzazione naturale conseguente allesposizione al virus, protettiva
per lunghi periodi
- Vaccino con virus ucciso che rappresenta i ceppi dellannata
- Prolassi con farmaco antivirale
Ogni anno disponibile un vaccino anti-inuenzale a virus ucciso (inattivato con
formalina):
- i vaccini a virus intero vengono preparati con il virus cresciuto in uova
embrionale e inattivato chimicamente
- Disponibili preparazioni di
- virus trattati con detergente
- Estratti virali contenenti le proteine HA e NA
- Il vaccino ideale contiene gli antigeni de ceppi di virus inuenzale A e B che
prevarranno nella comunit nella stagione invernale che sta per iniziare.
La vaccinazione raccomandata ad:
- anziani
- Personale sanitario
- Persone con malattie polmonari o cardiache croniche.
- Persone allergiche alle uova non dovrebbero ricevere il vaccino.
disponibile anche un vaccino con virus vivo attenuato somministrabile
attraverso spray nasale:
- vaccino trivalente di riassortanti per geni di HA e NA di diversi virus
inuenzali
- Dovrebbe stimolare una protezione pi naturale, comprendente
- Immunit cellulo-mediata
- Produzione di IgA
- Raccomandato agli individui compresi tra 3 e 50 anni.
Orthomyxovirus
Struttura e replicazione
Il virione, dotato di pericapside (envelope), possiede un genoma costituito da 8 segmenti
di RNA a polarit negativa.
Glicoproteina emoagglutinina, nellenvelope, la proteina di attacco e fusione, oltre ad
indurre la risposta protettiva e neutralizzante degli anticorpi
Il virus dellinuenza trascrive e si replica nel nucleo della cellula bersaglio, ma si assembla e
gemma dalla membrana plasmatica.
I farmaci antivirali amantadina e rimantadina inibiscono la fase di spoliazione agendo sulla
proteina M2 (membrana) per la sola inuenza A.
I farmaci antivirali zanamivir e oseltamivir inibiscono la proteina NA dei virus inuenzali A e B
La segmentazione del genomica favorisce la diversit genetica mutazioni e riassortimento
dei segmenti durante infezione contemporanea con due diversi ceppi virali.
Linuenza A infetta gli uomini, mammiferi e uccelli (zoonosi)
Linuenza B infetta solo gli umani.
Patogenesi e immunit
Il virus pu instaurare infezione delle vie respiratorie superiori e inferiori.
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I sintomi sistemici sono dovuti allinterferone e alle linfochine prodotte in risposta al virus. I
sintomi locali sono dovute al danneggiamento delle cellule epiteliali, comprese le cellule
ciliate e quelle mucipare.
La produzione di IFN e la risposta immunitaria cellulo-mediata (NK e T) sono importanti sia
per la risoluzione che per limmunopatogenesi
Le persone infette sono predisposte alla superinfezione batterica, a causa della perdita delle
barriere naturali.
Gli anticorpi sono importanti per la successiva protezione contro linfezione specici per
determinati epitopi su HA e NA
Le proteine HA e NA del virus dellinuenza A possono andare incontro a variazioni
antigeniche maggiori (shift, riassortimento) o minori (drift, mutazioni) che assicurano la
presenza di persone immunologicamente nave
Il virus dellinuenza B subisce solo cambiamenti antigenici minori
Epidemiologia
I virus dellinuenza sono dotati di envelope e vengono inattivati facilmente da detergenti,
essiccamento e ambiente acido.
Il genoma segmentato facilita i cambiamenti antigenici maggiori, soprattutto per quanto
riguarda HA e NA
Il virus dellinuenza A infetta diverse specie di vertebrati, comprese varie specie di
mammiferi e uccelli.
La coinfezione con ceppi di virus inuenzali animali e umani pu generare, per riassortimento
genetico, ceppi molto differenti dagli originali.
Spesso, la trasmissione del virus, precede la comparsa dei sintomi.
Trasmissione tramite piccole gocce di aerosol, che vengono espulse parlando, respirando
e tossendo.
Predilige linverno (clima fresco, poco umido)
Largamente diffuso dai bambini in et scolare.
A rischio
- adulti sindrome inuenzale classica
- Bambini infezione delle vie respiratorie, da asintomatica a grave
- Alto rischio per immunocompromessi, pazienti con problemi cardiaci e respiratori.
Virus ubiquitari (epidemie locali, pandemie mondiali)
Malattie
MALATTIA SINTOMI
Influenza acuta in adulti Repentini attacchi febbrili, malessere, mialgia, mal di
gola, tosse non produttiva
influenza acuta in bambini Malattia acuta simile a quella degli adulti, ma con
febbre pi alta, sintomi gastrointestinali (dolori
addominali e vomito), otite media, miosite e croup
Complicazioni
nellinfezione da virus
influenzale
Polmonite virale primaria
Polmonite batterica secondaria
Miosite
Coinvolgimento cardiaco
Sindromi neurologiche (Guillain-Barr, encefalopatia,
encefalite, sindrome di Reye)
diagnosi
TEST RILIEVI
Coltura in cellule primarie di rene di
scimmia o rene canino di Madin-Darby
Presenza del virus, limitati effetti
citopatici
Emoadsorbimento su cellule infettate Presenza di HA sulla superficie cellulare
Emoagglutinazione Presenza di virus nelle secrezioni
Inibizione dellemoagglutinazione Tipo e ceppo di virus dellinfluenza o
specificit anticorpale
Immunofluorescenza e ELISA Antigeni virali nelle secrezioni
respiratorie o nelle colture tissutali
Sierologia: inibizione
dellemoagglutinazione, inibizione
dellemoadsorbimento, ELISA,
immunofluorescenza, fissazione del
complemento
Epidemiologia sierologica
Test molecolari: RT-PCR Identificazione del tipo e del ceppo
virale
terapia, prolassi e controllo
Amantadina, rimantadina, zanamivir e oseltamivir sono approvati per prolassi e trattamento
precoce
Il vaccino a virus ucciso contiene i ceppi di virus dellinuenza A e B che si ritiene
prevarranno durante linferno successivo.
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I retrovirus sono il gruppo pi studiato in biologia molecolare:
- possiedono un envelope
- Genoma a RNA polarit positiva
- Morfologia e modalit di replicazione peculiare
- Codicano una DNA polimerasi RNA-dipendente (trascrittasi
inversa)
- Replicano attraverso unintermedio di DNA si integra nel genoma
della cellula ospite, diventando un gene cellulare.
Molti retrovirus sono oncogeni oncornavirus:
- codicano proteine che sono in grado di controllare la crescita cellulare
(oncogeni)
Tra la ne degli anni 70 e i primi anni 80 si notato che un numero insolito di
giovani omosessuali, tossicodipendenti, haitiani e emoliaci (il gruppo delle 4 H)
moriva di infezioni opportunistiche normalmente benigne:
- i loro sintomi caratterizzavano la sindrome dellimmunodecienza
acquisita (AIDS)
- LAIDS non limitata a questi gruppi, ma pu insorgere in chiunque sia
esposto al virus.
- 40 milioni di persone al mondo che vivono con il virus che causa lAIDS
- Si sono isolati 2 ceppi HIV-1 e HIV-2
- Nonostante lAIDS sia una malattia devastante, oggi stato sviluppato un
cocktail di farmaci antivirali (HAART, terapia antiretrovirale altamente attiva)
permette a molti sieropositivi di riprendere una vita normale.
Le tre sottofamiglie dei retrovirus umani sono:
- oncovirinae o oncovirus: HTLV-1, HTLV-2, HTLV-5
- Lentivirinae: HIV-1 e HIV-2
- Spumavirinae.
Nonostante il primo retrovirus isolato forre uno spumavirinae, nessuno di questi
virus associato a malattie nelluomo
Retrovirus endogeni integrati nel DNA, trasmessi verticalmente e possono
occupare no all1% del genoma
- Non possono produrre virioni
- Tuttavia sono state rilevate molte sequenze geniche in specie animali e
umane.
Classicazione
La classicazione dei retrovirus attuata in base a:
- malattia causata
- Tropismo tissutale
- Spettro dospite
- Morfologia dei virioni
- Complessit genetica
Gli oncovirus includono i retrovirus che possono immortalizzare o trasformare le
cellule target:
- suddivisi in tipi A, B, C e D in base alle caratteristiche del core e del
capside.
I lentivirus sono virus lenti associati a malattie neurologiche e
immunosoppressive.
Struttura
I retrovirus sono virus a RNA+:
- grossolanamente sferici
- Con envelope di 80-120 nm
- Lenvelope circonda il capside, che contiene
- 2 copie identiche di RNA genomico a polarit positiva nel core
- 10-50 copie di trascrittasi inversa
- Gli enzimi integrasi
- Due tRNA che fungono da primer per la trascrittasi inversa (appaiati ai
2 lamenti di RNA)
La morfologia del core differisce nei diversi virus (usata per classicazione):
- il core del virione di HIV assomiglia ad un cono troncato.
Il genoma dei retrovirus possiede:
- cap in 5
- poliA in 3
Nonostante assomiglia ad un mRNA non infettante, poich non codica una
polimerasi che possa direttamente generare pi mRNA.
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Retrovirus
Virus a RNA a polarit
positiva
Alcuni virus sono
oncogeni
Envelope che
racchiude il capside
Hanno gi nel capside
enzimi (trascrittasi
inversa, integrasi e
tRNA)
Geni gag, pol, env
Sequenze LTR
terminali
Retrovirus
Enrico Colombo
Il genoma dei retrovirus semplici consiste di 3 principali geni, che codicano
poliproteine:
- gag: antigeni gruppo specici (capside, matrice e proteine legate allacido
nucleico)
- Pol: polimerasi, proteasi e integrasi
- Env: envelope, le glicoproteine del pericapside.
In ciascuna estremit del genoma sono presenti delle sequenze long terminal
repeat (LTR):
- contengono promotori e enhancer
- Contengono altre sequenze geniche utilizzate per il legame con differenti
fattori di trascrizione cellulari.
- I virus oncogeni possono contenere anche un oncogene per la regolazione
della crescita
I retrovirus complessi (HTLV e lentivirus) codicano anche diverse proteine
regolatorie:
- richiedono processi trascrizionali pi complessi (splicing) rispetto ai
retrovirus semplici.
Le glicoproteine virali sono prodotte mediante tagli proteolitici delle proteine
codicate dal gene env:
- la grandezza delle glicoproteine differisce per ciascun gruppo di virus
- Gp62 di HTLV-1 tagliata in gp46 e gp21
- Gp 160 di HIV tagliata in gp41 e gp120
- Tali glicoproteine, assemblate in trimeri, formano le spicole visibili sulla
supercie del virione
- La pi grande delle glicoproteine (es gp120) lega i recettori presenti
sulla supercie cellulare
- determina il tropismo tissutale del virus
- riconosciuta da anticorpi neutralizzanti
- La pi piccola (gp41 in HIV) forma lo stelo del lollipop favorisce la
fusione tra cellule.
- La gp120 di HIV altamente glicosilata la sua antigienicit pu
cambiare
23
durante il corso di uninfezione cronica da HIV impedisce
leliminazione del virus da parte del sistema immunitario.
Replicazione
La replicazione dei retrovirus umani inizia con il legame tra le spicole
glicoproteiche (trimeri di gp120 e gp41) e la proteina recettoriale di
supercie CD4:
- la gp120 di HIV si lega a CD4 su cellule della linea macrofagica
24
(M-
tropico)
- Si lega anche a CCR5, un recettore per chemochine a 7 domini
transmembrana accoppiato a proteina G sui macrofagi e cellule T
attivate
- Nel corso della malattia, il virus cambia gp120 si lega a
- CD4
- CXCR4 recettore per chemochine presente su cellule T nave e altre
cellule T-helper (T-tropico)
- Il legame con il recettore per le chemochine envelope virale e membrana
plasmatica cellulare a contatto gp41 interagisce con le due membrane
fusione.
- Persone geneticamente decitarie di CXCR4 sono resistenti
allinfezione da HIV
- gp41 bersaglio di un farmaco antivirale.
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23
antigenic drift
24
macrofagi, cellule dendritiche, cellule della microglia, cellule di Kupffer, ecc
Una volta rilasciato nel citoplasma, inizia la fase di replicazione:
- la trascrittasi inversa utilizza come primer il tRNA presente nel virione
sintetizza una catena di DNA complementare, a polarit negativa
- Agisce anche come ribonucleasi H degrada lRNA genomico
successivamente sintetizza la catena di DNA a polarit positiva (cDNA)
- bersaglio principale dei farmaci antivirali
- Durante la sintesi del DNA virionico (provirus) le sequenze di ciascuna
terminazione del genoma (U3 e U5) sono duplicate permettono
lattacco delle LTR a ciascuna estremit
- Crea sequenze necessarie per lintegrazione
- Sequenze con ruolo di enhancer e promoter nelle LTR regolazione
della trascrizione
- La copia del DNA del genoma dunque pi grande del RNA originale.
La trascrittasi inversa commette errori frequenti nella trascrizione:
- la velocit di errore per ogni trascrittasi inversa circa 1/2000 (5 errori per
genoma)
- Instabilit genetica di HIV nuovi ceppi di virus durante il decorso della
malattia pu alterare la patogenicit del virus e favorire levasione dal
sistema immunitario.
Il cDNA a doppia catena dunque trasportato al nucleo e inserito nel
cromosoma della cellula ospite, grazie agli enzimi integrasi:
- enzima codicato dal virus presente nel virione maturo
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- Lintegrazione richiede la replicazione cellulare
- Tuttavia, il cDNA di HIV e altri lentivirus pu restare nel nucleo e nel
citoplasma in una forma di DNA circolare, nch la cellula non
attivata.
Una volta integrato, inizia la fase tardiva:
- DNA virale trascritto come un gene cellulare dallRNA polimerasi II
dellospite mRNA a lunghezza piena
- Nei retrovirus semplici processato per produrre diversi mRNA che
contengono sequenze geniche env, gag, gag-pol.
- Pu essere utilizzato per assemblare nuovi virioni.
Il virus integrato agisce come un gene cellulare la replicazione dipende da:
- estensione della metilazione del DNA virale
- Velocit di crescita cellulare
- Capacit della cellula di riconoscere enhancer e promoter codicate nelle
LTR
Altre infezioni o citochine o mitogeni attivazione della cellula fattori di
trascrizione in grado di legare le LTR attivata la trascrizione del virus:
- se il virus codica oncogeni possono promuovere la crescita cellulare,
stimolare la trascrizione e la replicazione virale.
- La capacit di una cellula di trascrivere il genoma retrovirale secondo
determinante per il tropismo tissutale e per lo spettro dospite del virus
HIV e HTLV sono retrovirus complessi:
HTLV codica 2 proteine, tax e rex regolano la replicazione virale
- mRNA per tax e rex richiedono pi fasi di splicing
- Gene Rex codica per 2 proteine che si legano sullmRNA virale
previene ulteriori splicing trasporto di mRNA nel citoplasma sintesi di
proteine strutturali
- LmRNA di tax/rex ottenuto con doppio evento di splicing espresso
precocemente ([Rex] bassa), mentre le proteine strutturali sono espresse
tardivamente ([Rex] alta)
- In fase tardiva
- rex aumenta lespressione dei geni strutturali a singolo evento di
splicing
- Tax un attivatore trascrizionale aumenta la trascrizione del
genoma virale dalla sequenza genica promoter nella LTR 5.
- Tax attiva anche altri geni (IL-2, IL-3, GM-CSF e IL-2R) promuove la
crescita delle cellule T infette.
GENE VIRUS FUNZIONE
Gag Tutti Antigene gruppo-specifico: proteine del core e del capside
Int Tutti Integrasi
Pol Tutti Polimerasi: polimerasi inversa, proteine, integrasi
Pro Tutti Proteasi
Env Tutti Glicoproteine dellenvelope
Tax HTLV Transattivazione di geni cellulari e virali
Tat HIV-1 Transattivazione di geni cellulari e virali
Rex HTLV Regolazione dello splicing di RNA e promozione
dellesportazione nel citoplasma
Rev HIV-1 Regolazione dello splicing di RNA e promozione
dellesportazione nel citoplasma
Nef HIV-1 Alterazione dei segnali di attivazione cellulare, progressione
verso AIDS (riduzione espressione CD4 e MHC-I)
Vif HIV-1 Infettivit del virus, promozione dellassemblaggio, blocca una
proteina cellulare antivirale
Vpu HIV-1 Facilita lassemblaggio del virione e il rilascio, diminuisce il
CD4 sulla superficie cellulare
Vpr HIV-1 Trasporto di cDNA al nucleo, arresto della crescita cellulare
LTR Tutti Elementi promoter e enhancer
La replicazione di HIV regolata da sei prodotti genici accessori:
- tat: come tax, un attivatore della trascrizione dei geni virali e cellulari (IL-2,
IL-3, GM-CSF, ecc)
- Rev: agisce come rex, per regolare e promuovere il trasporto degli mRNA
virali nel citoplasma
- Nef: ha numerose funzioni, probabilmente essenziali per la progressione
dellinfezione verso AIDS
- riduce lespressione sulla supercie cellulare dei CD4 e delle molecole
MHC di classe I
- Altera le vie di signaling intracellulare delle cellule T
- Regola la tossicit del virus
- Necessaria per mantenere la tossicit virale
- Vif: favorisce lassemblaggio e la maturazione. Si lega a una proteina
cellulare antivirale e aiuta la replicazione in cellule mieloidi e altre cellule.
- Vpu: riduce lrepressione del CD4, aumenta il rilascio dei virioni
- Vpr: importante per il trasporto del cDNA nel nucleo e per la replicazione
di HIV.
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- Arresta la cellula nella fase G2 ottimale per la replicazione di HIV
Anche la cellula controlla la replicazione di HIV lattivazione delle cellule T
da parte di un mitogeno o un antigene promuove la replicazione virale.
Le proteine tradotte dagli mRNA di gag, gag-pol e env sono sintetizzate come
poliproteine e successivamente tagliate.
Le glicoproteine sintetizzate, glicosilate e processate a livello di RER e
apparato di Golgi tagliate in:
- subunit transmembranarie
- Subunit extracellulari adibite alladsorbimento.
Queste subunit si associano a formare trimeri e migrano verso la membrana
plasmatica.
Le proteine gag e gag-pol acilazione si legano alla porzione di membrana
contenente le glicoproteine dellenvelope:
- associazione di due copie del genoma e molecole di tRNA
gemmazione del virione
- Dopo lacquisizione dellenvelope, la proteasi virale taglia le poliproteine
gag e gag-pol per rilasciare la trascrittasi inversa e formare il core del
virione assicurato linserimento di tali enzimi.
- Lazione della proteasi indispensabile per produrre virioni infettanti, ed
un target per i farmaci antivirali.
Lacquisizione dellenvelope e rilascio avviene sulla supercie cellulare:
- replicazione e gemmazione dei retrovirus non necessariamente uccidono la
cellula
- HIV pu anche attuare diffusione cellula-cellula formazione di sincizi.
- I sincizi sono fragili la formazione di tali cellule giganti aumenta
lattivit citolitica del virus. !"#$% &'()$!'*+,-.
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GAG
POL
ENV
Gli ultimi stadi del ciclo replicativo dei retrovirus
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Patogenesi e immunit
La caratteristica principale della patogenesi e della malattia causata da HIV il
tropismo virale per le cellule T e macrofagi che esprimono CD4:
- induce immunosoppressione riduzione del numero di cellule T CD4
ridotte funzioni helper e di ipersensibilit ritardata (DTH)
Durante i rapporti sessuali, sia vaginali che anali:
- HIV-1 infetta e rimane sulle cellule di Langerhans e cellule dendritiche
25

dellepitelio
- Tali cellule si portano ai linfonodi infezione delle cellule T CD4
Il sesso anale pu comportare rischio anche maggiore rispetto alle altre modalit
di trasmissione:
- cellule T speciali, dotate di pi corecettori CD4, sono separate dal colon
solo da un sottile strato di cellule epiteliali
The chemokine receptors CXCR4 and CCR5 are members oI
the G protein-coupled receptor superIamily and have been
identiIied as the principal co-receptors Ior HIV-1.
Co-receptor Is Required for Viral Entry
352
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S V Q Y D M - NH2
- COOH
R 31-
-57 67-
-89 102-
-125 146-
-168 -197
219- -235
-258
303-
T
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277-
Acidic
Basic
CCR5 = CXCR4
CCR5
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*
*
*
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-65 75-
-97 110-
-133 154-
-176 -202
224- -239
-262 -282
308-
-352
F
CXCR-4
A
= Predicted G-protein binding domains
CXCR4
Iniettato nel sangue infetta le cellule dendritiche e le altre cellule della linea
monocito-macrofagica:
- esprimono come recettori per chemochine sia CCR5 che CXCR4
infettabili sia da HIV M-tropico che da HIV T-tropico
- I macrofagi son infettati persistentemente da HIV e sono probabilmente il
principale reservoir e mezzo di diffusione di HIV
- mutazioni del gene env cambiamento di tropismo da M-tropico a T-
tropico infezione delle cellule T CD4
- Nei linfonodi avviene continua replicazione del virus liberato nel sangue
assieme alle cellule T infettate.
- La diminuzione delle cellule T CD4 potrebbe essere indotta da
- Citolisi dovuta a HIV
- Citolisi dovuta a cellule T citotossiche immuni
- Attivazione cronica di cellule T indotta da antigeni di HIV rapido
differenziamento e morte apoptotica
Laumento di virus nel sangue e la diminuzione delle cellule CD4 correlano
direttamente con lo sviluppo dei sintomi di AIDS.
HIV induce differenti effetti citopatici che possono uccidere la cellula T infettata:
- accumulo di copie del genoma a DNA circolare
- Aumentata permeabilit della membrana plasmatica
- Formazione dei sincizi
- Induzione di apoptosi.
La capacit di HIV di uccidere la cellula bersaglio correla con la quantit di CD4
espresso dalla cellula:
- i macrofagi esprimono poco CD4 resistono allazione citolitica
Le proteine accessorie di HIV sono importanti per la replicazione e la virulenza:
- nef: essenziale nel promuovere la progressione HIV AIDS
La risposta immune verso HIV limita linfezione virale, ma contribuisce alla
patogenesi:
- anticorpi anti gp120 partecipano alla risposta citotossica mediata da
anticorpi.
- Un virus HIV opsonizzato comunque infettante fagocitato dai
macrofagi
- Cellule CTL CD8 ruolo critico nel controllo della malattia da HIV
- Possono uccidere le cellule infettate attraverso unazione citotossica
diretta
- Producono fattori di soppressione limitano la replicazione virale
- Richiedono lattivazione da parte di cellule T CD4 il numero delle
cellule T CD8 attive diminuisce con il numero delle cellule CD4
AIDS.
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25
il virus HIV rimane legato alle cellule dendritiche attraverso una lectina, DC-SIGN. Utilizza le cellule dendritiche per il trasporto e per favorire linfezione delle cellule T CD4
Virus HIV
!"#
Agente eziologico della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS)
1981- Descrizione della sindrome in uomini omosessuali
caratterizzata da
inIezioni opportunistiche
Sarcoma di Kaposi
LinIomi e altri tumori
1983- Isolamento dell`HIV-1
1985- Sequenziamento del genoma
1987- Isolamento dell` HIV-2
STRATEGIA EVASIVA FUNZIONE
Infezione di linfociti T e macrofagi Inattivazione degli elementi chiave della
difesa immune
Inattivazione delle cellule T helper CD4 Perdita dellattivazione del sistema
immunitario e della DTH
Antigenic drift di gp120 Evasione del rilevamento anticorpale
Pesante glicosilazione della gp120 Evasione del rilevamento anticorpale
HIV utilizza vari metodi per evadere alla risposta immunitaria:
- capacit di subire mutazione altera lantigienicit sfugge alla risposta
anticorpale
- Cellule T CD4 come bersaglio ridotta secrezione di citochine e
attivazione di altre cellule immunitarie
- Infezione persistente in macrofagi e cellule T CD4 si mantiene in tipi
cellulari e tessuti immunologicamente privilegiati.
IL DECORSO DELLA MALATTIA DA HIV SEGUE IN PARALLELO LA RIDUZIONE DEL
NUMERO DI CELLULE T CD4 E LA QUANTIT DI VIRUS NEL SANGUE:
- inizialmente (fase acuta) consistente produzione virale e viremia
- Proliferazione delle cellule T e risposte contro le cellule linfoidi e mieloidi
infettate sindrome simil-mononucleosi.
- Latenza clinica diminuiscono i livelli di virus nel sangue, ma questo si
replica nei linfonodi. Il virus resta latente nei macrofagi e nelle cellule T
resting
- Fasi tardive i livelli di virus nel sangue aumentano, i livelli di linfociti T
CD4 diminuiscono in maniera signicativa, perdita della struttura
linfonodale immunocompromesso.
Le cellule T helper CD4 hanno un ruolo centrale nellinizio di una risposta
immunitaria e DTH:
- diminuzione del numero di linfociti T CD4 impossibile risposta
immunitaria antigene-specica e mancato controllo della risposta umorale
- La perdita delle cellule T CD4, responsabili delle DTH molte infezioni
intracellulari opportunistiche.
Oltre allimmunodepressione, HIV pu causare disfunzioni neurologiche:
- i tipi cellulari coinvolti sono costituiti da microglia e macrofagi, ma anche i
neuroni possono essere bersaglio
- Microgliociti e monociti infetti rilascio di sostanze neurotossiche o
chemiotattici inammazione nel cervello
- Possibili anche CPE diretti sui neuroni.
Epidemiologia
LAIDS stata evidenziata per la prima volta negli USA tra i maschi omosessuali,
ma si diffusa nella popolazione con proporzioni epidemiche:
- nel 2003 stato stimato che ogni anno avvengono 5 milioni di nuove
infezioni e 3 milioni di morti allanno.
- Si pensa che HIV sia derivato dal virus dellimmunodecienza della scimmia
(HIV-2 simile)
- Infezione iniziale nelluomo anni 30, ma rimase in zone rurali
inosservata
- Dagli anni 60, la migrazione delle persone verso la citt ha portato il
virus nei centri abitati
- Laccettazione culturale della prostituzione ha favorito la diffusione
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Sottotipi e distribuzione geograca
Le infezioni da HIV-1 sono diffuse in tutto il mondo:
- picco in Africa
- Casi crescenti in Asia, USA e resto del mondo.
HIV-2 presente prevalentemente in Africa, rispetto agli USA e alle altre parti
del mondo.
La trasmissione eterosessuale di HIV-1 e HIV-2 la principale fonte di contagio in
Africa, con uomini e donne ugualmente infettati:
- HIV-2 causa una malattia simile, ma meno severa dellAIDS
- possibile suddividere, in base ai geni env e gag, HIV-1 e HIV-2 in sottotipi
o clades
- HIV-1: 9 sottotipi (A H, M, O)
- HIV-2: 5 sottotipi (A E)
La gp120 e le proteine del capside differiscono nelle varie clades virali
principali antigeni per anticorpi e cellule T.
Trasmissione
La presenza di HIV nel sangue, nel liquido seminale e nelle secrezioni
vaginali in persone infette e nel periodo asintomatico dellinfezione
favorito la diffusione attraverso:
- contatti sessuali
- Esposizione a sangue e a derivati contaminati.
Il virus HIV pu anche essere trasmesso per via perinatale ai neonati.
Non trasmesso attraverso:
- contatti casuali
- Baci
- Abbracci
- Tosse e starnuti
- Punture di insetti
- Acqua, cibo,
- Utensili
- Toilette e piscine
Popolazioni ad alto rischio
Le persone ad alto rischio sono:
- persone sessualmente attive (rapporti non protetti)
- Tossicodipendenti da droghe iniettabili (e partner sessuali)
- Neonati da madri HIV-positive
LAIDS stata inizialmente descritta in giovani uomini omosessuali promiscui e
prevale ancora nella comunit gay:
- rapporti anali efciente trasmissione del virus
- La trasmissione eterosessuale e labuso di droghe iniettabili sono diventate
tuttavia le principali modalit attraverso cui HIV viene trasmesso.
Prima del 1985, categorie ad alto rischio di infezione da HIV erano:
- persone trasfuse o riceventi trapianti dorgano
- Emoliaci trattati con fattori della coagulazione ottenuti da sangue.
In molti paesi, lutilizzo improprio di siringhe condivise o non sterilizzate ad opera
del personale sanitario fu un mezzo di diffusione.
Oggi, il controllo sul sangue trasfuso, ha eliminato il risico di trasmettere HIV in
tale modalit.
Il personale sanitario a rischio di infezione con HIV per punture dago e per
tagli accidentali, o attraverso lesposizione di abrasioni cutanee e mucose a
sangue contaminato.
Aghi per tatuaggi e inchiostro contaminato sono altri potenziali sistemi
attraverso cui HIV pu essere trasmesso.
Sindromi cliniche
LAIDS una delle pi devastanti epidemie mai registrate:
- la maggior parte delle persone infettate da HIV diventano sintomatiche
- La gran parte delle persone sintomatiche, senza trattamento, soccombe
alla malattia.
La malattia da HiV inizia come infezione asintomatica progredisce verso
una profonda immunosoppressione, detta AIDS conclamata:
- patologia correlata caratterizzata soprattutto da
- Infezioni opportunistiche
- Sviluppo di tumori
- Effetti diretti di HIV sul sistema nevoso
- Rari i casi di sopravvivenza a lungo termine. Buona parte per persone
infettate con virus che difettano di nef.
- Resistenti al virus persone che non hanno i corecettori per
chemochine.
La fase acuta (2-4 settimane dopo linfezione) pu assomigliare a inuenza o
mononucleosi, con in pi
- meningite asettica
- Rash che insorge no a 3 mesi dopo linfezione
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I sintomi, come per la mononucleosi, derivano dalle risposte immuni, innescate
da unestesa infezione delle cellule linfoidi:
- passano spontaneamente in 2-3 settimane
Successivamente si ha un periodo di infezione asintomatica o
linfoadenopatia persistente generalizzata, che pu durare parecchi anni.
- Durante questo periodo, il virus continua a replicare nei linfonodi.
Il deterioramento della risposta immunitaria indicato da un aumento della
suscettibilit verso patogeni opportunistici, specialmente quelli controllati da:
- cellule T CD4
- Cellule T CD8
- Macrofagi
- Risposte DTH (funghi, herpesvirus o batteri intracellulari)
Linsorgenza dei sintomi correlata a:
- un valore inferiore a 450 cellule T CD4/l
- aumento dei livelli di virus nel sangue
- Aumento dei livelli della proteina p24
LAIDS conclamata si ha quando la conta delle cellule T CD4 scende sotto
200 cellule/l:
- sviluppo di malattie pi gravi (es sindrome da deperimento)
- Comparsa id malattie indicatori (es il sarcoma di Kaposi)
- Comparsa di malattie opportunistiche (polmonite da Pneumocisti, infezioni
da Mycobacterium avium-intracellulare e infezioni da cytomegalovirus)
LAIDS pu manifestarsi in modi differenti, inclusi:
- linfoadenopatia e febbre
- Infezioni opportunistiche
- Tumori
- Demenza AIDS-correlata
Linfoadenopatia e febbre
Possono insorgere linfoadenopatia e febbre:
- insieme di sintomi clinici denito come complesso AIDS-correlato
(ARC).
- Si sviluppa in maniera insidiosa
- Pu essere accompagnato da perdita di peso e malessere
- I sintomi possono persistere indenitamente o progredire.
Possono vericarsi:
- infezioni opportunistiche
- Diarrea
- Sudorazioni notturne
- Affaticamento
In Africa comune la sindrome da deperimento (slim disease).
Infezioni opportunistiche
Normalmente, le infezioni benigne causate da Candida albicans e altri funghi,
virus a DNA capaci di malattie ricorrenti, parassiti e batteri intracellulari in pazienti
con HIV malattie importanti.
Il principale segno di AIDS polmonite pneumocistica (PCP) indotta da
Pneumocystis jiroveci.
Altre malattie possono essere
- candidosi orale
- Toxoplasmosi cerebrale
- Meningite criptococicica
- Infezioni da herpesvirus
- HSV
- VZV
- EBV leucoplachia capelluta della bocca, linfomi
- CMV retiniti, polmoniti, malattia intestinale
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- Paopvavirus il virus JC causa leucoencefalopatia multifocale
spongiforme (PML)
- Tubercolosi e altre malattie da micobatteri
- Diarrea causata da comuni patogeni (Salmonella, Shigella, Campylobacter)
INFEZIONI MALATTIA
Infezioni opportunistiche da
protozoi
Toxoplasmosi del cervello
Criptosporidiosi con diarrea
Isosporiasi con diarrea
Infezioni opportunistiche da
funghi
Candidosi dellesofago, trachea e polmoni
Polmoniti da Pneumocystis jiroveci.
Criptococcosi
Istoplasmosi
Coccidiomicosi
Infezioni virali Malattia da CMV
Infezioni da virus Herpes Simplex (disseminata o
persistente)
Leucoencefalopatia multifocale progressiva
Leucoplachia capelluta causata da EBV
Infezioni opportunistiche da
batteri
Complesso intracellulare di Mycobacterium Avium
Qualsiasi malattia atipica da micobatteri
Tubercolosi extrapolmonare
Setticemia da salmonella
Infezioni batteriche piogene
Neoplasia opportunistica Sarcoma di Kaposi
Linfoma primario del cervello
Altri linfomi non Hodgkin
Altri Sindrome da deperimento da HIV
Encefalopatia da HIV
Polmonite interstiziale linfoide
Tumori
Il tumore pi diffuso in pazienti con AIDS il sarcoma di Kaposi associato a
HSV-8:
- raro cancro della pelle, solitamente benigno
- In pazienti immunocompromessi dissemina e coinvolge organi viscerali
Presenti anche:
- linfomi non-Hodgkin
- Linfoma EBV-correlato
Demenza correlata allAIDS
La demenza correlata allAIDS pu derivare da:
- infezioni opportunistiche delle cellule microgliali e dei neuroni del cervello
- Infezioni da HIV in cellule microgliali
Pazienti con tale condizioni possono presentare:
- lento deterioramento delle capacit intellettuali
- Altri segni legati a disordine neurologico.
Anche una delle molte infezioni opportunistiche pu esserne la causa.
macrofagi
HIV
cellule
dendritiche
CCR5
CCR5
Sangue
Sperma
Secrezioni vaginali
linfociti T
CD4
CXCR4
risposta immunitaria
verso cellule infette
fase acuta: sindrome
simil-mononucleosica
variazione
gp120
replicazione nei
linfonodi
fase latente
deplezione cellule T
CD4 helper
(<200 cellule/l)
AIDS conclamata
infezioni opportunistiche
tumori associati
demenza
Corso di microbiologia - batteriologia 131
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Diagnosi di laboratorio
I test per diagnosticare uninfezione da HIV sono eseguiti per:
- identicare le persone con linfezione terapia antivirale
- Identicare i portatori che possono trasmettere ad altri linfezione (donatori
di sangue, organi, donne in gravidanza e partner sessuali)
- Seguire i decorso della malattia e confermare la diagnosi.
Linfezione da HIV cronica permesso lutilizzo di test sierologici per
documentare linfezione di HIV:
- sono completati dalla rilevazione e quantizzazione del genoma virale,
mediante tecniche correlate alla PCR
- I test sierologici non possono identicare persone con infezione
recente.
Non possibile identicare HIV in coltura.
Infezione recente o fasi tardive della malattia sono identicate:
- dallantigene virale p24 (trascrittasi inversa)
- Da grandi quantit di RNA virale in campioni di sangue, rivelato attraverso
- RT-PCR
- Real-time PCR
I livelli di RNA virale sono utilizzati anche per monitorare il successo della terapia.
Genomica
Per seguire il corso di uninfezione da HIV e lefcacia della terapia sono diventati
cruciali indagini su quantizzazione e rilevazione del genoma di HIV:
- il cDNA, dopo la conversione dellRNA virale identicato mediante PCR
e quantizzato attraverso
- real-time PCR.
- Amplicazione del segnale attraverso DNA ramicato
- Altri metodi
- Determinare la carica virale permette di monitorare il decorso e lefcacia
terapeutica
Sierologia
Per lo screening di routine sono utilizzati
- saggi immunoenzimatici (ELISA)
- Procedure di agglutinazione
I test ELISA possono dare falsi-positivi e non rivelare uninfezione recente
necessaria la conferma con procedure pi speciche:
- western-blot confermano la sieropositivit individuata con ELISA
Il saggio di Western Blot permette di rivelare la presenza di anticorpi diretti verso:
- p24
- p31
- gp41
- gp120/160
Gli anticorpi HIV, tuttavia, impiegano 4-8 settimane a comparire, e per alcuni
pazienti no a 6 mesi.
Studi immunologici
Lo stato di uninfezione con HIV pu essere denito dallanalisi del sottoinsieme
di cellule T:
- numero assoluto dei linfociti T CD4 enormemente basso
- Rapporto CD4/CD8
La particolare concentrazione dei linfociti T CD4 indica lo stato di AIDS.
TEST SCOPO
Sierologia
Test immunoenzimatici (ELISA)
Agglutinazione con particelle di lattice
Test rapido anticorpale orale
Analisi Western blot
immunofluorescenza
Screening iniziale
Screening iniziale
Screening iniziale
Test di conferma
Test di conferma
RNA virionico con RT-PCR Ricerca del virus nel sangue
Real time RT-PCR Quantizzazione del virus nel sangue
DNA a catena ramificata Quantizzazione del virus nel sangue
Antigene p24 Marker precoce dinfezione
Isolamento del virus Test non disponibile
Rapporto cellule T CD4/CD8 Correla la malattia del virus HIV
Terapia, prevenzione e controllo
Nel mondo vi un grande impegno per sviluppare vaccini e farmaci efcaci
contro HIV.
I farmaci approvati dalla FDA possono essere classicati come:
- inibitori della fusione-penetrazione:
- Analoghi nucleosidici inibitori della trascrittasi inversa:
- Inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa:
- Inibitori della proteasi:
Corso di microbiologia - batteriologia 132
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Un peptide (T20:enfuvirtide) blocca lazione della molecola gp41 inibisce la
fusione tra envelope virale e membrana cellulare prevenzione dellinfezione
della cellula.
Inibizione della trascrittasi inversa previene linizio della replicazione virale
blocca la sintesi di cDNA:
- azidotimidina (AZT), dideossinosina (ddI) e la dideossicitidina (ddC) e altri
analoghi nucleosidici fosforilati da enzimi cellulari incorporati nel cDNA
dalla trascrittasi inversa terminazione della catena nascente
- Nevirapina Inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa
inibiscono con altri meccanismi
Gli inibitori della proteasi bloccano la morfogenesi del virione inibiscono il
taglio delle poliproteine gag e gag-pol virione inattivo.
Altri farmaci anti-HIV in via di sviluppo includono:
- analoghi nucleotidici
- Inibitori della trascrittasi inversa
- Antagonisti dei recettori (analoghi di CD4 e gp120)
- Inibitori della funzione tat
- Inibitori della glicosilazione delle proteine
- Interferoni e induttori di interferoni
- DNA antisenso specico per sequenze essenziali
Normalmente, lazidotimidina (AZT) raccomandato per il trattamento di:
- persone sintomatiche o mediamente sintomatiche con conta linfocitaria
sotto 500 cellule/l
- Donne in gravidanza infettate per ridurre la probabilit di trasmissione del
virus al feto.
Gli effetto tossici collaterali di AZT ad alte dosi si minimizzano somministrando
AZT nella fase precoce in piccole dosi ripetute.
Tuttavia, la velocit di mutazione di HIV favorisce lo sviluppo di resistenza a tali
farmaci:
- un cocktail detto trattamento antiretrovirale altamente attivo (HAART)
diventato una terapia raccomandata
- Costituito da differenti farmaci caratterizzati da diversi meccanismi
dazione meno sensibile alla resistenza
- La terapia multifarmacologica pu ridurre i livelli di virus nel sangue no
a 0 e ridurre la morbilit e mortalit in molti pazienti con AIDS avanzata.
- HAART un difcile e costoso regime terapeutico, ma molti ritornano a
condizioni di salute quasi normali.
Educazione
Il modo principale attraverso cui linfezione da HIV pu essere controllata
leducazione della popolazione su:
- metodi di trasmissione
- Misure che possono ridurre la diffusione virale.
Ad esempio la possibilit di esposizione pu essere ridotta con:
- relazioni monogame
- Sesso sicuro
- Preservativo
Aghi contaminati sono la principale sorgente di infezione di HIV nei
tossicodipendenti da droghe iniettabili, si deve insegnare a non condividere gli
aghi:
- il riutilizzo di aghi contaminati in clinica era la sorgente di epidemie di AIDS
in URSS e in altri paesi
- In alcuni paesi sono state avviate iniziative per fornire attrezzature sterili ai
tossicodipendenti
Una campagna di educazione anti-HIV di successo in Uganda stata pi
efcace dei farmaci antivirali nel salvare vite.
Screening di sangue, emoderivati, organi
Potenziali donatori di sangue e di organi sono controllati prima che possano
donare sangue:
- persone positive per HIV non devono donare sangue
- Persone che prevedono una futura necessit di sangue dovrebbero donare
il proprio sangue in anticipo
- Per limitare le epidemie nel mondo, si dovrebbe iniziare anche lo screening
di sangue nelle nazioni in via di sviluppo.
Controllo delle infezioni.
Le procedure di controllo per e infezioni da HIV sono le medesime per quelle
previste per il virus dellepatite B:
- precauzioni universali per lutilizzo di sangue e uidi corporei (basate
sullassunzione che tutti i pazienti sono potenzialmente infetti)
- Indumenti protettivi
- Altre barriere per prevenire lesposizione a prodotti del sangue
- Siringhe e strumenti chirurgici non devono essere mai riutilizzati, salvo che
non siano attentamente disinfettati
- Superci contaminate dovrebbero essere disinfettate
Corso di microbiologia - batteriologia 133
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- Il bucato in acqua calda con lutilizzo di detergenti sufciente a inattivare
HIV
Sviluppo di vaccini
Non ancora disponibile un vaccino contro HIV, nonostante parecchi
esperimenti.
Un vaccino di successo dovrebbe:
- prevenire lacquisizione di HIV
- Impedire la trasmissione da madri a bambini
- Dovrebbe bloccare la progressione della malattia
La maggior parte dei vaccini studiati utilizzano la gp120 o il suo precursore
gp160:
- il gene di tale proteina stato clonato e espresso in differenti sistemi
cellulari eucariotici sviluppato un vaccino a subunit
- Il gene env stato incorporato nel virus vaccinico vaccini ibridi
- Sono in corso di studio possibili vaccini peptidici, epitopi specici e antigeni
per le cellule T, provenienti dal gene gag.
- Si stanno studiando vaccini a DNA, costituiti da vettori di espressione
eucariotici (plasmidi) contenenti il gene per la gp160 o altri geni HIV.
Lo sviluppo di un vaccino efcace contro HIV comporta comunque vari problemi:
- la protezione iniziale dovrebbe richiedere la formazione di anticorpi secretori
per prevenire la trasmissione sessuale e lacquisizione del virus
- Gli anticorpi e dellimmunit cellulo-mediata sono entrambi necessari a
proteggere uninfezione da HIV
- Nonostante un vaccino vivo attenuato potrebbe essere ideale, questi virus
mostrano ancora virulenza in test su primati.
- Lantigienicit della gp120 varia nei differenti clades e cambia a causa delle
mutazioni
- Il virus pu diffondere per mezzo di sincizi e rimanere latente si
nasconde allanticorpo.
- HIV infetta e inattiva le cellule necessarie ad iniziare una risposta
immunitaria.
La possibilit di saggiare i vaccini, inoltre, un serio problema:
- HIV da malattia nelluomo e per monitorare lefcacia del vaccino richiesto
di seguirlo per lunga durata.
Ciclo di replicazione di HIV e
target Iarmacologici
! Nucleoside reverse
transcriptase inhibitors
(NRTIs)
AZT, ddI, ddC, d4T,
3TC, ABC, TDF,FTC
9 Protease
inhibitors
(PIs)
SQV, IDV,
RTV, NFV,
fAPV, LPV,
ATV, TPV,
DRV
" Non-nucleoside reverse
transcriptase inhibitors
(NNRTIs)
EFV, NVP, DLV, ETR
1. Binding & fusion
2. Entry
3. Uncoating
4. Reverse
transcription
5. Integration
6. Transcription
7. Translation
8. Assembly &
budding
9. Maturation
1 Fusion inhibitor
(FIs)
T20
# Integrase
inhibitors (INIs)
RAL, !"#
# Entry inhibitors
Maraviroc
"$%&$'$&(%
Corso di microbiologia - batteriologia 134
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Virus dellimmunodecienza umana (HIV)
Caratteristiche peculiari
Virione sferico con envelope che racchiude un capside contenente due copie del genoma
Retrovirus a RNA a polarit positiva 9kb
Nel virione sono presenti gli enzimi trascrittasi inversa e integrasi.
Il recettore per il virus determinante per il tropismo tissutale.
La replicazione procede attraverso un intermedio a DNA, detto provirus.
Il provirus integra in maniera casuale nel genoma della cellula ospite, diventando un gene
cellulare.
La trascrizione del genoma regolata dallinterazione dei fattori di trascrizione dellospite con
promoter e enhancer nelle LTR del genoma virale necessario un linfocita o macrofago
attivato
Retrovirus complessi oltre ai geni gag, pol, env codicano anche geni accessori (tat, rev,
nef, vpu, vif, ecc)
I virioni si assemblano e gemmano dalla membrana plasmatica.
La morfogenesi nale di HIV richiede il taglio da parte della proteasi dei polipeptidi di gag e
gag-pol dopo lacquisizione dellenvelope.
Patogenesi
HIV inizialmente infetta le cellule T CD4 e le cellule della linea macrofagica
Causa infezione litica in cellule T CD4 e infezione persistente produttiva a bassi livelli nella
linea macrofagica
Il virus causa formazione di sincizi, con cellule che esprimono grande quantit di antigene
CD4 (ovvero i linfociti T helper CD4), con successiva lisi.
altera le funzioni cellulari di linfociti T e macrofagi
Epidemiologia
Fattori virali della malattia
Il virus con envelope facilmente inattivato deve essere trasmesso nei uidi corporei
La malattia ha lungo periodo prodromico
Il virus pu essere trasmesso prima dello sviluppo di sintomi identicabili.
Trasmissione sangue, sperma e secrezioni vaginali.
A rischio:
- eroinomani
- Persone attive con molti partner
- Prostitute
- Neonati con madre HIV-positive
- Riceventi di sangue e organi non monitorati
Geograa e stagione
Epidemia in espansione mondiale
Non c incidenza stagionale
Malattia
Incubazione di 2-4 settimane
Primi sintomi simil-mononucleosi (linfoadenopatia), sudorazione notturna, febbre oppure
asintomatica per parecchi anni
Aumento del titolo virale nel sangue correlato alla diminuzione delle cellule CD4
Possibili infezioni secondarie da parassiti intracellulari, batteri intracellulari, micobatteri,
funghi, tumori
Il virus infetta il cervello, causando, a lungo termine, demenza.
Diagnosi
Screening con test immunoenzimatici (ELISA) o agglutinazione.
Conferma di test positivo con Western blot
Ricerca del virus RNA virionico con RT-PCR
Quantizzazione nel sangue real-time RT-PCR, DNA catena ramicata
Rapporto cellule T CD4/CD8 correla la malattia del virus HIV
Terapia, prevenzione e controllo
Farmaci antivirali (soprattutto il cocktail HAART) limitano la progressione della malattia
Vaccini per la prevenzione e il trattamento sono in fase di sperimentazione
Sesso sicuro in monogamia aiuta a limitare la diffusione
Uso tassativo di aghi sterili non usati
Programmi di screening su larga scala per sangue da trasfusioni, organi per trapianti e fattori
di coagulazione per emoliaci.
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I virus epatitici includono almeno sei virus (A, B, C, D, E, G).
Lorgano bersaglio sempre il fegato, i sintomi sono simili, ma tali virus
differiscono per:
- struttura
- Modalit di replicazione
- Modo di trasmissione
- Durata della malattia
- Sequele della malattia che causano.
I virus dellepatite classici sono:
- virus dellepatite A (HAV)
- Virus dellepatite B (HBV)
Gli altri virus, detti virus delle epatiti non-A e non-B (NANB), sono:
- virus delle epatiti C, G e E
- Virus dellepatite D (HDV) o agente delta
Ciascuno dei virus epatitici infetta e danneggia il fegato, determinando i
sintomi classici di epatite:
- itterizia
- Rilascio di enzimi epatici
Il virus specico che causa malattia pu essere identicato per:
- decorso e natura della malattia
- Sierologia
Tali virus si diffondono velocemente le persone infettate sono contagiose
prima della comparsa dei sintomi o in assenza di manifestazioni cliniche.
Lepatite A, nota come epatite infettiva:
- causata da un picornavirus (virus con genoma a RNA)
- Si trasmette per via oro-fecale
- Periodo di incubazione 1 mese, dopo il quale i sintomi sono improvvisi
- Non causa malattia cronica
- Raramente fatale
Lepatite B, nota inizialmente come epatite da siero:
- causata da un hepadnavirus, con genoma a DNA
- Trasmessa per via parenterale attraverso il sangue, con aghi infetti,
attraverso il contatto sessuale e per via perinatale
- Periodo di incubazione di 3 mesi
- I sintomi itterici iniziano in maniera insidiosa
- Da epatite cronica nel 5-10% dei pazienti
- Associata con il carcinoma epatocellulare primario (PHC).
Pi di 1/3 della popolazione mondiale infettata con HBV, con due milioni di
morti per anno:
- lincidenza sta diminuendo soprattutto nei bambini, grazie allo sviluppo e
allutilizzo di un vaccino specico.
Il virus dellepatite C estremamente diffuso (170 milioni di portatori):
- trasmesso attraverso le stesse vie di HBV
- Causa pi facilmente malattia cronica
- un avivirus a RNA
Il virus dellepatite G un avivirus, causa infezioni croniche
HEV un virus enterico, appartenente alla famiglia dei Novavirus, con malattia
simile a quella di HAV.
Lepatite D o epatite delta, richiede la replicazione attiva di HBV come virus
helper:
- la malattia si sviluppa solo in pazienti con infezione di HBV attiva
- HBV fornisce lenvelope per lRNA di HDV e per i suoi antigeni
- Aggrava i sintomi dellepatite B
Corso di microbiologia - virologia 136
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Virus epatitici
Sei virus differenti (A-
E, G) danno epatite
Differiscono per
struttura, replicazione,
trasmissione e sequele
post-malattia
Epatite A infettiva
Epatite B da siero
Virus dellepatite
Enrico Colombo
HAV causa epatite infettiva, trasmessa per via oro-fecale:
- infezioni spesso dovute allassunzione di
- Acqua contaminata
- Molluschi
- Altri cibi
- un picornavirus, classicato nel genere Heparnavirus per il suo unico
genoma
Struttura
Il virus dellepatite A (HAV) ha un capside icosaedrico nudo di 27 nm:
- circonda un genoma a RNA a polarit positiva a singola catena (7470
kb)
- Il genoma ha
- una proteina VPg legata al 5
- PoliA in 3
- Il capside pi stabile degli altri picornavirus agli acidi e altri trattamenti.
Replicazione
HAV replica come gli altri picornavirus:
- interagisce in maniera specica con un recettore espresso sugli epatociti
- Non citolitico rilasciato per esocitosi
26
.
- Ceppi di laboratorio di HAV sono stati adattati a crescere in cellule primaria
e cellule di fegato di scimmia, ma gli isolati clinici crescono a fatica in
coltura cellulare.
Patogenesi
Ingresso per via orale orofaringe o rivestimento epiteliale dellintestino
viremia fegato:
- infettale cellule di Kupffer e gli epatociti
- I virioni sono riversati nella bile feci
HAV viene eliminato attraverso le feci circa 10 giorni prima della comparsa
dellittero o che gli anticorpi siano rilevati.
HAV replica lentamente nel fegato, senza produrre effetti citopatici:
- linterferone limita la replicazione virale
- Per eliminare le cellule infettate cellule NK e linfociti T CTL
- Anticorpi, complemento e citotossicit mediata da anticorpi facilitano
leliminazione del virus e linduzione di danno immuno-mediato.
- Littero, come conseguenza di danno epatico, si sviluppa quando:
- si possono rilevare le risposte immunitarie cellulo-mediate
- Sono presenti anticorpi contro il virus.
- La protezione anticorpale di lunga durata
Dal punto di vista istopatologico epatite non distinguibile da HBV
- danno causato da eventi immunopatologici e non da CPE virale
- Contrariamente ad HBV, HAV
- non pu instaurare infezione cronica
- Non associato a cancro epatico.
Epidemiologia
Circa il 40% dei casi di epatite acuta causato da HAV:
- 10-14 giorni prima dei sintomi le persone sono contagiose il virus
diffonde rapidamente in una comunit
- 90% dei bambini infettati e 25-50% degli adulti infezioni inapparenti,
ma produttive.
Corso di microbiologia - virologia 137
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26
in questo si differenzia dagli altri picornavirus, i quali sono citolitici
HAV
Picornavirus
Capside icosaedrico
nudo (27 nm)
Genoma RNA+ ss
legato a proteina VPg
Non citolitico
Rilasciato per esocitosi
Ingresso per via orale
e espulsione fecale
Virus dellepatite A
- Eliminato in alte concentrazioni attraverso le feci diffusione via oro-
fecale
- Acqua e cibo contaminati
- Mani sporche
- HAV resistente
- agli acidi e ai detergenti
- A temperature no a 60
- Pu sopravvivere per molti mesi in acqua dolce e in acqua salata
- Liquami non trattati possono inquinare i rifornimenti idrici
contaminano i molluschi
- I molluschi, soprattutto vongole, ostriche e mitili sono importanti sorgenti
di virus
Le epidemie di HAV sono solitamente originate da una sorgente comune:
- la diffusione asintomatica e lincubazione lunga (15-40 gg) difcile
identicazione della sorgente
- Ambienti scolastici principale sorgente di diffusione del virus tra
compagni e genitori
Unalta incidenza di HAV strettamente correlata a:
- scarse condizioni igieniche
- Sovraffollamento
La maggior parte delle persone infettate da HAV in paesi in via di sviluppo
costituita da bambini che vanno incontro ad una malattia di media gravit
sviluppano protezione immunitaria per tutta la vita.
In paesi pi sviluppati infezione pi avanzata nella vita.
settimane virus nelle feci IgM specifiche
per HAV
IgG specifiche
per HAV
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
0 0 0
5 0 0
14 0 0
15 5 0
4 20 5
2 25 20
1 20 25
0 15 25
0 10 25
0 8 25
0 7 25
0 6 25
0 5 25
0 4 25
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
virus nelle feci IgM specifiche per HAV
IgG specifiche per HAV
ingestione
prodromo:
malessere, nausea,
perdita di appetito,
dolore addominale
Legionella
pneumophila
15-40 giorni
incubazione
ittero nel 70-80% degli
adulti e 10% bambini
4-6 giorni
guarigione
coltura su terreno
BCYE, 35C, CO2 al
3-5%
legionella
pneumophila
test dellantigene urinario test sierologico diagnosi positiva
molluschi, acqua contaminata, mani infette
epatite fulminante
colonie piccole di
1-3 mm
DFA con microscopia
positiva
mancata crescita con
terreni privi di L-cys
2-5 giorni
test immunoenzimatico
(EIA) su urine concentrate.
Rilevati antigeni fino ad 1
mese dopo per il 50%
sieroconversione o
aumento di 4 volte del
titolo anticorpale tra fase
acuta e fase
convalescente
morte
80%
3/1000
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Sindrome clinica
I sintomi causati da HAV sono molto simili a quelli causati da HBV danno
epatico immuno-mediato:
- nei bambini la malattia meno grave, e solitamente asintomatica
- I sintomi insorgono rapidamente 15-40 giorni dopo linfezione e si
intensicano nei 4-6 giorni prima della fase itterica
- Sintomi iniziali
- Febbre
- Affaticamento
- Nausea
- Perdita di appetito
- Dolore addominale
- Litterizia si manifesta nel 80% degli adulti, ma solo nel 10% dei casi di
infezione in bambini sotto i 6 anni
- I sintomi diminuiscono dopo la fase itterica
La diffusione precede di circa 10-14 giorni la comparsa dei sintomi si blocca
prima della cessazione dei sintomi.
Nel 99% delle volte guarigione completa
1-3/1000 persone sviluppano epatite fulminante nelle infezioni da HAV
mortalit 80%.
Diagnosi di laboratorio
La diagnosi di infezione da HAV generalmente in base:
- ai sintomi clinici
- Allidenticazione di una sorgente infetta conosciuta
- Risultati dei test sierologici.
Il modo migliore per dimostrare infezione acuta da HAV ricerca di IgM anti-
HAV attraverso ELISA o test radioimmunologico.
Non utilizzato lisolamento virale in coltura cellulare.
Trattamento, prevenzione e controllo
Diffusione di HAV interrotta prevenendo la trasmissione per via orofecale:
- evitando acqua o cibo contaminati (soprattutto molluschi non cotti)
- Lavaggio appropriato delle mani (soprattutto nei centri per linfanzia e negli
ospedali)
- Trattamento dellacqua da bere con il cloro
La prolassi con Ig sieriche somministrate prima o precocemente durante il
periodo di incubazione (prima di 2 settimane dopo lesposizione) previene la
malattia nel 80-90% dei casi.
Un vaccino ucciso per HAV stato approvato dalla FDA:
- disponibile per tutti i bambini e per gli adulti ad alto rischio
- Somministrato ai bambini a 2 anni di et
- Pu essere somministrato negli adulti assieme al vaccino HBV
HAV infetta soltanto luomo e ha un solo sierotipo programma di
immunizzazione pu avere largo successo.
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Virus dellepatite A
Struttura e replicazione
Capside icosaedrico nudo
Genoma a RNA ss polarit positiva
Un solo sierotipo
Replica interagendo in maniera specica con recettori sugli epatociti
HAV non citolitico
Rilasciato per esocitosi
Stabile allacido, solventi, detergenti
Resiste per mesi in acqua sia dolce che salata
Resiste a temperature sotto i 60C
Patogenesi
Bocca orofaringe/intestino viremia fegato bile feci
Eliminato attraverso le feci in alte concentrazioni 10 giorni prima della comparsa di ittero
Leffetto citopatico immuno-mediato epatite
Gli anticorpi, il complemento facilitano leliminazione del virus
Lepatite A non istologicamente differente dallepatite da HBV
Epidemiologia
Virus molto resistente allattivazione
Il periodo di contagio da 10 giorni prima della comparsa dei sintomi alla ne dei sintomi
Il virus pu causare diffusione asintomatica
Trasmesso per via orofecale
Ingestione di cibo e acqua contaminati pu causare infezione
HAV alberga in molluschi che ltrano acqua contaminata da acque di scolo.
Il virus pu essere trasmesso da personale degli asili e dai bambini
A rischio
- bambini malattia lieve, generalmente asintomatica; le scuole sono la maggior
sorgente di diffusione
- Adulti epatite ad esordio improvviso
- Donne gravide alta mortalit associata ad HEV
Virus diffuso in tutti i continenti
Non c incidenza stagionale
Malattia
Epatite:
- 15-40 giorni di incubazione
- Fase iniziale (4-6 giorni) vomito, febbre, malessere, affaticamento
- Fase conclamata ittero e gli altri sintomi
Generalmente guarigione (99% dei casi)
Diagnosi
Diagnosi effettuata in base a:
- Sintomi e decorso clinico
- Identicazione della fonte di diffusione
- Sierologia (ELISA)
Terapia, prevenzione e controllo
Controllo attraverso:
- buon livello igienico
- Lavaggio delle mani
Protezione passiva per HAV con Ig speciche come prolassi
Immunizzazione con vaccino a virus ucciso.
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LHBV il principale membro degli hepadnavirus:
- altri membri della famiglia sono di epatiti animali
- Hanno tropismo tessutale e spettro dospite limitati
HBV infetta il fegato e in maniera meno importante reni e pancreas:
- ospiti: uomo e scimpanz
- Progressi nella biologia molecolare hanno permesso lo studio di HBV,
nonostante la mancanza di un sistema di colture cellulari che potesse
coltivare il virus.
Struttura
LHBV un piccolo virus a DNA, dotato di envelope, con diverse propriet
peculiari:
- genoma a DNA circolare, parzialmente bicentenario
- Codica per una trascrittasi inversa replica attraverso un
intermedio a RNA.
- Il virione, detto particella di Dane, ha diametro 42 nm
- pur essendo dotato di envelope, i virioni sono stabili
- Resistenti a
- Trattamento con etere
- Basso pH
- Congelamento
- Moderato riscaldamento
- Resistenza trasmissione persona-persona facile
Il virione di HBV include:
- proteina chinasi:
- Polimerasi: attivit di trascrittasi inversa e ribonucleici H
- Proteina P attaccata al genoma
Tutte le proteine e il genoma sono inserite in un capside costituito dallantigene
del core dellepatite (HBcAg).
Il virione rivestito da un envelope contenente la glicoproteina di supercie
dellepatite B (HBsAg).
La proteina e dellepatite B (HBeAg) un componente minore del virione:
- condivide parzialmente la sequenza con lantigene del core (HBcAg)
- Tuttavia
- processato in maniera differente
- Secreto per primo nel siero
- Non si autoassembla
- Esprime determinanti antigenici
Particelle contenenti HBsAg sono rilasciate nel siero di persone infette in
quantit superiore ai virioni completi:
- pi piccole rispetto alle particelle di Dane
- Possono essere sferiche o lamentose
- Sono immunogeniche
HBsAg include tre glicoproteine (L, M e S) codicate dallo stesso gene e letto
nello stesso frame
- tradotte in proteine differenti partendo da differenti codoni dinizio (AUG).
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HBV
Hepadnavirus con
DNA bicentenario
incompleto
Envelope
Codica per una
trascrittasi inversa
Il virione include una
chinasi, la trascrittasi
inversa e una proteina
P legata al genoma
virione stabile
HBsAg una
glicoproteina di
supercie
Virus dellepatite B
- Glicoproteina S: completamente contenuta nella glicoproteina M
- Glicoproteina M: contenuta in tutta la glicoproteina L
- Tutte condividono le stesse sequenze C-terminali.
- Tutte e tre le forme di HBsAg si trovano nel virione
La glicoproteina S il principale componente delle particelle HBsAg:
- si autoassembla in particelle sferiche di 22 nm rilasciate nel sangue
- Le particelle lamentose di HBsAg ritrovate nel siero contengono
soprattutto glicoproteina S, ma anche piccole quantit di glicoproteine M, L
e lipidi
La glicoproteina L un componente essenziale per lassemblaggio del virione:
- favorisce la formazione delle forme lamentose e limita la secrezione di tali
strutture
Le glicoproteine HBsAg contengono i determinanti di HBV:
- gruppo-specici (a)
- Tipo-specici (d/y, w/r)
Combinazioni di questi antigeni producono 8 sottotipi di HBV, utili marker
epidemiologici (es ady, adw, ayr, ecc).
Replicazione
La replicazione di HBV peculiare per varie ragioni:
- tropismo denito per il fegato
- Genoma piccolo deve economizzare i processi di sintesi
- Replica attraverso un intermedio a RNA
- Produce e rilascia particelle antigeniche decoy (HBsAg)
Assorbimento di HBV mediato dalle glicoproteine HBsAg (L, S, M):
- recettori su epatociti per transferrina, asialoglicoproteina, endonexina
- Meccanismo dentrata non noto
- HBsAg si lega allalbumina sierica umana interazione che potrebbe
facilitare il legame e ladsorbimento del virus nel fegato.
IPOTESI DI CICLO REPLICATIVO DI HBV
Dopo lentrata nellepatocita e la liberazione del core del nucleocapside, il genoma a DNA
parzialmente bicentenario completato ad opera di enzimi presenti nel core, poi rilasciato
nel nucleo.
La trascrizione del genoma produce quattro classi di mRNA, di cui uno pi lungo del
genoma (3500 mRNA e 3200 il genoma). Migra nel citoplasma e viene tradotto in proteina.
Le proteine del core si assemblano attorno allmRNA di 3500 b e viene sintetizzato il DNA a
polarit negativa, grazie allattivit della retrotrascrittasi presente nel core.
LRNA viene degradato (la polimerasi ha anche attivit di ribonucleasi H), mentre viene
sintetizzato il lamento di DNA a polarit positiva.
Il core viene rivestito dallenvelope prima del completamento del DNA+ e il virione rilasciato
attraverso esocitosi
Dopo la penetrazione della cellula completamento della catena parziale del
DNA genomico conversione in una forma completa di DNA ds:
- trasportato nel nucleo trascritto
- La trascrizione controllata da elementi cellulari di trascrizione presenti
negli epatociti
- Il DNA trascritto in diversi mRNA, classicabili in
- tre classi maggiori (2100, 2400, 3500 b)
- Due classi minori (900 b)
LmRNA 3500 pi esteso del genoma codica per
- antigeni HBe e HBc proteine correlate tradotte da differenti codoni
dinizio differenze nel loro processamento e nella struttura
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- Liberazione di HBe
- Incorporazione di HBc nel virione
- Polimerasi
- Proteina da innesco per la replicazione del DNA, che agisce come stampo
per la replicazione del genoma
LmRNA 2100 codica le piccole e medie glicoproteine da differenti codoni
dinizio.
LmRNA 2400 codica le grandi glicoproteine:
- si sovrappone al mRNA a 2100
LmRNA 900 codica per la proteina X promuove la replicazione virale,
funzionando come:
- transattivatore trascrizionale
- Protein chinasi
La replicazione del genoma inizia con la produzione degli mRNA 3500 basi:
- sono incapsidati nel core nucleocapsidico contenente la trascrittasi
inversa
- LRNA 3500 basi funziona da stampo su cui viene sintetizzata la catena
negativa del DNA, utilizzando la proteina dinnesco come primer
- LRNA degradato dallattivit della ribonucleasi H (altra attivit della
trascrittasi inversa)
- Il DNA a polarit negativa serve da stampo per la sintesi della catena
positiva del DNA
- La sintesi della catena positiva di DNA interrotta dallavvolgimento del
nucleocapside con le membrane del reticolo endoplasmatico contenenti
HBsAg
- Cattura di genomi costituiti da RNA-DNA circolari con RNA di differenti
lunghezze
- La continua degradazione della copia di RNA restante nel virione
sintesi di DNA genomico parzialmente bicentenario
- Il virione rilasciato dagli epatociti per esocitosi e non per lisi cellulare
Lintero genoma pu essere integrato nella cromatina della cellula ospite:
- nelle cellule in cui presente il DNA di HBV integrato pu essere spesso
rivelato HBsAg,
- Il signicato dellintegrazione non conosciuto
- DNA virale HBV integrato stato trovato nei carcinomi epatocellulari
Patogenesi e immunit
HBV pu causare una malattia:
- acuta o cronica,
- sintomatica o asintomatica
La condizione patologica pare essere determinata dalla risposta immunitaria
allinfezione.
La messa in evidenza nel sangue di entrambi i componenti del virione (HBeAg e
HBsAg) indica infezione attiva in corso:
- particelle di HBs continuano ad essere rilasciate nel sangue anche dopo
che il rilascio del virione terminato e no a quando linfezione risolta.
La principale sorgente dinfezione il sangue, ma altre sono:
- liquido seminale
- Saliva
- Secrezioni vaginali e mestruali
- Fluido amniotico
- Latte
In virus inizia a replicare nel fegato 3 giorni dopo il contagio sintomi possono
non essere osservati per 45 giorni o per pi tempo, a seconda
- della dose infettante
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- Della modalit di infezione
- Della persona infettata
HBV replica negli epatociti effetto citopatico minimo:
- senza causare danno al fegato o sintomi, linfezione procede per parecchio
tempo
- In tale periodo alcune copie di genoma si integrano nella cromatina
restano latenti
- Accumulo intracellulare di forme lamentose di HBsAg possono indurre la
siopatologia dellepatocita a vetro smerigliato.
Limmunit cellulo-mediata e linammazione sono responsabili di:
- sintomi
- Risoluzione degli effetti dovuti allinfezione a HBV eliminano gli epatociti
infettati
Epitopi di antigeni HBc sono importanti antigeni per cellule T.
Una risposta T insufciente epatite cronica
Anticorpi possono prevenire il trasporto di virus al fegato:
- nelle fasi successive dellinfezione, la grande quantit di HBsAg nel siero
lega e blocca lazione degli anticorpi neutralizzanti limita la capacit degli
anticorpi di risolvere uninfezione
- Gli immunocomplessi che si formano contribuiscono allo sviluppo di
reazioni di ipersensibilit (tipo III) portano a problemi secondari
- Vasculite
- Rash
- Danno renale
Neonati e bambini piccoli hanno una risposta immunitaria cellulo-mediata
immatura:
- sono meno capaci di risolvere linfezione
- Risentono meno dei sintomi.
- diventano portatori cronici per il 90% replicazione virale persistente
Durante la fase acuta dellinfezione, il fegato mostra cambiamenti
degenerativi:
- rigonamento cellulare
- Necrosi
La risoluzione permette al parenchima di rigenerarsi.
Le infezioni fulminanti, lattivazione delle infezioni croniche o la coinfezione con
agente delta danno epatico permanente cirrosi.
Epidemiologia
In USA 300,000 infezioni allanno, con 4000 morti.
Nei PVS il numero di persone contagiate pi alto (15% della popolazione
si infetta durante la nascita o durante linfanzia):
- elevati tassi di sieropositivit in Italia, Grecia, Africa e Sud-Est asiatico.
- Molti portatori cronici asintomatici favoriscono la diffusione del virus
Il virus diffuso attraverso via:
- sessuale
- Parenterale
- Perinatale
Trasmissione avviene mediante sangue contaminato e derivati di sangue,
attraverso:
- trasfusione
- Condivisione di aghi
- Agopuntura
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- Piercing allorecchio o tatuaggi
- Contatti personali molto stretti, che coinvolgono
- Liquido seminale
- Saliva
- Secrezioni vaginali
I principali fattori di rischio sono:
- abuso di droghe
- Promiscuit sessuale.
Bimbi nati da madre cronicamente positive per HBV sono ad un rischio pi
elevato per linfezione.
Nelle banche di sangue screening sierologico rischio ridotto di acquisire il
virus attraverso sangue contaminato o suoi derivati.
Sesso sicuro e vaccino hanno permesso di diminuire la trasmissione.
Una delle principali preoccupazioni lassociazione con il carcinoma
epatocellulare primario (PHC):
- responsabile di 250000-1 milione di morti allanno nel mondo
- In USA circa 5000 morti allanno per PHC
Sindromi cliniche
Infezione acuta
Nei bambini manifestazioni cliniche meno grave negli adulti. Pu essere
asintomatica
La malattia clinicamente apparente avviene in circa il 25% degli infettati.
Linfezione da HBV caratterizzata da:
- periodo di incubazione lungo
- Manifestazione clinica insidiosa
- Prodromi febbre, malessere, anoressia, poi nausea, vomito, disturbi
addominali e brividi.
- Sintomi classici: ittero (urine scure, feci pallide, itterizia)
- Guarigione: indicata dalla diminuzione della febbre e dal ritorno
dellappetito.
Lepatite fulminante 1% dei pazienti itterici, pu essere fatale:
- sintomi pi severi
- Segni di grave danno epatico
Linfezione da HBV pu favorire reazioni di ipersensibilit, causate da
immunocomplessi HBsAg-IgG anti-HBs:
- rash
- Vasculite acuta necrotizzante
- Glomerulonefrite
Infezione cronica
Lepatite cronica avviene nel 5-10% delle persone con infezione da HBV,
- solitamente dopo una malattia iniziale inapparente o di media gravit
- Circa 1/3 delle persone con infezione cronica ha unepatite cronica attiva
- Continua distruzione del fegato cicatrici nel tessuto epatico, cirrosi,
insufcienza epatica o PHC
- I 2/3 hanno unepatite cronica passiva rare conseguenze
Unepatite cronica pu essere rivelata accidentalmente trovando:
- livelli elevati degli enzimi del fegato
- Analisi biochimiche di routine del sangue
Persone cronicamente infettate sono la principale sorgente di diffusione del virus.
Sono a rischio di malattia fulminante se infettate con HDV.
Carcinoma epatocellulare primario
LOMS ha attribuito l80% dei casi di PHC ad infezioni con HBV:
- genoma di HBV integrato nelle cellule del carcinoma epatocellulare tali
cellule hanno antigeni HBV
- una delle cause pi comuni di morte per cancro in tutto il mondo.
HBV pu indurre PHC:
- promuovendo il continuo riparo e la crescita cellulare (rigenerazione)
- Integrandosi nel cromosoma dellospite stimola direttamente la crescita
cellulare.
- Potrebbe stimolare il riarrangiamento genetico o la giustapposizione di
promoter virali vicino ai geni del controllo della crescita cellulare.
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- Una proteina codicata dal gene X di HBV pu transattivare la
trascrizione delle proteine cellulari stimolata crescita
- pu favorire una successiva mutazione carcinoma.
Il periodo di latenza varia da 9-35 anni.
Diagnosi di laboratorio
La diagnosi iniziale di epatite fatta in base a:
- sintomi
- Ritrovamento di enzimi epatici nel sangue
La sierologia dellinfezione da HBV pu descrivere decorso e natura della
malattia.
Le infezioni acute o croniche possono essere distinte dalla presenza di:
- HBsAg e HBeAg nel siero: secreti durante la replicazione virale
- presenza di virus infettante La rilevazione di HBeAg
- Infezione cronica reperiti HBeAg e HBsAg, ma non anticorpi
contro di essi
- Fase sintomatica difcile rilevare anticorpi contro HBeAg e HBsAg,
poich sono sotto forma di immunocomplessi.
- Diagnosi precoce di infezione misura delle IgM anti-HBc
- Anticorpi contro antigeni HBV nellindividuo
STATO DI MALATTIA STATO DI MALATTIA STATO DI MALATTIA STATO DI MALATTIA STATO DI MALATTIA STATO DI SALUTE STATO DI SALUTE
Reattivit sierologica Presintomatico Precoce acuta Acuta Cronica Acuta tardiva Guarigione Vaccinati
Anti-HBc - - - + +/- + -
Anti-HBe - - - - +/- +/- -
anti-HBs - - - - - + +
HBeAg - + + + - - -
HBsAg + + + + + - -
Virus infettivi + + + + + - -
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Trattamento, prevenzione e controllo
Non disponibile alcun trattamento per linfezione acuta:
- immunoglobuline speciche per epatite B somministrate entro 1
settimana dallesposizione (anche a bambini nati da madri HBsAg positive)
prevenzione e miglioramento della malattia
- Infezione cronica trattata con farmaci contro la polimerasi
- Lamivudina inibitore della trascrittasi inversa di HIV
- Adefovir dipivoxil e famciclovir.
- Somministrazione di interferone per 4 mesi pu essere efcace
La trasmissione di HBV attraverso il sangue o i suoi derivati stata ridotta dallo
screening del sangue per la presenza di HBsAg o HBc.
Ulteriore impegno consiste nellevitare il sesso.
Contatti domestici e partner sessuali di portatori sono a pi alto rischio.
La vaccinazione raccomandata:
- in bambini e infanti
- Persone appartenenti a gruppi ad alto rischio
- Dopo lesposizione al virus,
- In neonati di madri positive
- Persone accidentalmente esposte a sangue o secrezioni di una persona
HBsAg-positiva
Limmunizzazione ridurr anche lincidenza di PHC
I vaccini sono vaccini a subunit:
- inizialmente da particelle di HBsAg 22nm presenti nel plasma umano di
pazienti cronicamente infetti
- Oggi stato geneticamente ingegnerizzato trascritto del gene S in un
lievito
Il vaccino dovrebbe essere somministrato in 3 iniezioni:
- Prima iniezione
- 1 mese dopo
- 6 mesi dopo
Pi del 95% degli individui vaccinati sviluppa immunit.
Per limitare lesposizione ad HBV precauzioni universali durante la
manipolazione di sangue e uidi corporei:
- assunzione che tutti sono potenzialmente infettati
- Guanti per maneggiare sangue e uidi
- Occhiali o vestiti protettivi
- Attenzione ad aghi e strumenti taglienti.
Materiali contaminati con HBV possono essere decontaminati con varechina al
10%.
Virus dellepatite B (HBV)
Struttura
Hepadnavirus
I virioni possiedono envelope
Genoma circolare a DNA, parzialmente bicentenario
Replicazione avviene attraverso un intermedio a RNA
Il virus codica una retrotrascrittasi, che viene posta nel virione
Il virus codica una serie di proteine (HBsAg [L, M, S], HBc, HBe) che condividono le
sequenze geniche, ma con differenti codoni di inizio.
HBV ha uno stretto tropismo tissutale per il fegato.
Le cellule infettate da HBV producono e rilasciano una gran quantit di particelle di HBsAg
prive di DNA
Il genoma di HBV pu integrarsi nel cromosoma dellospite.
Patogenesi
Malattia acuta o cronica e sintomatica o asintomatica, in base al tipo di risposta immunitaria
Hbs e HBe presenti contemporaneamente indicano infezione attiva in corso.
La principale sorgente di infezione il sangue, ma altri mezzi possono essere secrezioni
vaginali, latte, uido amniotico, liquido seminale, saliva.
Dopo 3 giorni il virus inizia a replicare,
I sintomi prodromici si manifestano 45 o pi giorni dopo.
Danno citopatico diretto minimo,
Il danno tissutale dato dai CTL e linfociti NK (risposta immunitaria e inammatoria) e dalla
citolisi mediata da anticorpi/complemento.
Possono vericarsi ipersensibilit da immunocomplessi (III tipo)
Durante la fase acuta necrosi e rigonamento cellulare negli epatociti.
Epidemiologia
Diffusa in tutto il mondo, senza incidenza stagionale.
Molti portatori cronici asintomatici favorita la diffusione del virus
Diffusione per via sessuale, parenterale e perinatale.
Trasmissione attraverso:
-
sangue o aghi contaminati o derivati dal sangue mediante trasfusione
-
Contatti personali stretti, che coinvolgono saliva, secrezioni vaginali, sperma
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Screening sierologico del sangue e vaccinazione stanno aiutando a diminuire lincidenza di
HBV.
Sindromi cliniche
Infezione acuta: lungo periodo di incubazione, poi manifestazioni cliniche pre-itteriche
(febbre, malessere, disturbi addominali, nausea, vomito, anoressia), in seguito comparsa di
ittero, con danno epatico. Generalmente si ha guarigione, ma possono svilupparsi epatite
fulminante o epatite cronica
Epatite cronica: in circa il 5-10% degli infettati da HBV. Circa 1/3 dei malati ha epatite cronica
attiva, sviluppando cirrosi, insufcienza epatica o PHC. Gli altri hanno epatite cronica
passiva, con minori conseguenze.
Carcinoma epatocellulare primario: HBV associato all80% dei carcinomi epatocellulari. Il
genoma di HBV integrato nel genoma della cellula ospite.
Diagnosi di laboratorio
Diagnosi iniziale sulla base di sintomi clinici e presenza di enzimi epatici nel sangue.
La sierologia dellinfezione da HBV descrive il decorso e la natura della malattia.
HBsAg e HBeAg sono secreti nel sangue durante la replicazione virale.
Gli antigeni HBs, HBc, HBe e gli anticorpi che li riconoscono possono descrivere linfezione
nei diversi stadi.
Le IgM anti HBc sono un modo per diagnosticare una recente infezione
Trattamento, prevenzione e controllo.
Nessun trattamento disponibile per linfezione acuta
Possono essere somministrate Ig speciche per lepatite B entro una settimana
dallesposizione per prevenire linsorgenza di malattia in bambini nati da madri positive.
Farmaci antivirali possono essere utili per trattare linfezione cronica (lamivudina, adefovir
dipivoxil e famciclovir). Linterferone pu essere efcace per un trattamento di 4 mesi.
Screening dei donatori di sangue per evitare infezioni da trasfusioni
Stile di vita idoneo (sesso sicuro e igiene)
Vaccinazione per infanti e bambini. Immunizzare le madri gravide pu ridurre il numero di
portatori cronici per HBV.
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Il virus dellepatite C fu identicato nel 1989 dopo lisolamento di RNA virale in
uno scimpanz infettato dal sangue di una persona con epatite NANB:
- RNA era convertito a DNA mediante trascrittasi inversa
- Venivano espresse le sue proteine, riconosciute da anticorpi di pazienti con
epatite NANB
- Sviluppati diversi test ELISA, genomici e altri test per rilevare il virus che non
pu ancora essere cresciuto.
HCV la causa predominante delle epatiti virali NANB ed stato la causa
principale di epatiti post-trasfusionali prima che fosse effettuato lo screening:
- 170 milioni di portatori di HCV al mondo
- Trasmesso con modalit simili a HBV (sesso, sangue, secrezioni corporee)
- Ha pi facilit di dare epatiti persistenti e croniche.
- Spesso portano a cirrosi o potenzialmente a carcinoma epatocellulare.
Struttura e replicazione
HCV il solo membro del genere Hepacivirus, della famiglia dei aviviridae:
- diametro 30-60 nm
- Genoma RNA a polarit positiva
- Provvisto di envelope
Il genoma di HCV codica 10 proteine, incluse:
- glicoproteine E1 e E2 subiscono variazioni a durante una stessa
infezione, a causa di regioni di ipervariabilit nei loro geni
Esistono circa 6 principali gruppi di varianti (clades) differenti per distribuzione
mondiale.
HCV infetta solamente uomini e scimpanz.
Il virus si copre con lipoproteine a bassa densit (LDL), e usa il loro recettore
per essere internalizzato dagli epatociti.
Il legame ai recettori di supercie CD81 espressi sui linfociti e su altre cellule
permette al virus di restare fuori dagli epatociti.
HCV replica come gli altri avivirus:
- il virione gemma
- Resta nel reticolo endoplasmatico, restando associato alle cellule
Le proteine di HCV inibiscono
- lapoptosi
- Lazione dellIFN- mediante il legame al recettore per TNF e alla proteina
chinasi R
Tali azioni prevengono la morte della cellula ospite infezione persistente.
Patogenesi
Capacit di HCV di restare associato alle cellule e di prevenire la morte cellulare
favorisce infezione persistente:
- la malattia epatica tuttavia prodotta pi avanti nella vita
- Il principale responsabile del danno tissutale il sistema immunitario
reazione cellulo-mediata.
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HCV
Flavivirus
Envelope riveste un
nucleocapside.
Genoma a RNA a
polarit positiva
Si copre con le LDL e
entra con esse nel
fegato
Pu sopravvivere fuori
dal fegato legando il
CD81 sui linfociti
Predilige infezioni
croniche.
Inibisce lapoptosi e
lazione di IFN-
Virus dellepatite C (HVC)
Una biopsia al fegato pu rilevare dei parametri per seguire lavanzamento della
malattia:
- inltrato linfocitario
- Inammazione
- Fibrosi portale e periportale
- Necrosi globulare.
Riparazione continua del fegato + induzione della crescita cellulare durante
linfezione cronica suscettibilit a carcinoma epatocellulare primario
(PHC).
Gli anticorpi anti-HCV non sono protettivi, e limmunit non duratura.
Epidemiologia
HCV trasmesso soprattutto attraverso:
- sangue infetto
- Via sessuale
Popolazione a rischio:
- trasfusi
- Tossicodipendenti
- Emoliaci riceventi fattori
VIII e IX
Quasi tutte le persone infettate
da HIV che erano o sono
utilizzatori di droghe sono
infettati con HCV (~90%).
La malattia prevalente in:
- Sud Italia,
- Spagna
- Europa centrale
- Giappone
- Medio Oriente.
Lelevata incidenza di infezioni croniche asintomatiche favorita la
diffusione.
Sindromi cliniche
HCV causa tre tipi di malattie:
- 15% epatite acuta, con risoluzione e guarigione dellinfezione
- 70% infezione cronica persistente, con possibile progressione verso
la malattia pi avanti nelle persone infettate
- 15% rapida progressione verso la cirrosi
Dopo 1-3 settimane dalla trasfusione di sangue contaminato pu essere rilevata
una viremia:
- dura 4-6 mesi in persone con infezione acuta
- Dura pi di 10 anni in persone con infezione persistente
Nellepatite acuta sintomi simili a HBV
27
, ma meno gravi
La infezione cronica persistente solitamente asintomatica allinizio:
- il sintomo predominante laffaticamento cronico
- La malattia progredisce a epatite cronica attiva entro 10-15 anni e verso la
cirrosi (20% dei cronici), poi linsufcienza epatica (20% dei cirrotici)
dopo 20 anni
Il danno epatico da HCV pu essere aggravato:
- dal consumo di alcool
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27
prodromo con malessere, affaticamento, nausea, vomito e dolori addominali. Successivamente sviluppo di ittero, urine scure e feci pallide.
- Da alcuni trattamenti medici
- Da altri virus epatitici che portano a cirrosi.
In alcuni pazienti cronicamente infettati carcinoma epatocellulare
Diagnosi di laboratorio
La diagnosi e la rilevazione dellinfezione da HCV si basano su:
- riconoscimento degli anticorpi mediante saggio ELISA
- Rilevazione del RNA genomico
Il saggio ELISA utilizzato per lo screening dei normali donatori di sangue:
- i risultati positivi possono essere confermati mediante procedure di Western
blot.
- In viremici, immunocompromessi e immunodializzati non sempre
possibile evidenziare la presenza di anticorpi
- Si possono utilizzare le tecniche genomiche per rivelare lRNA virale
(RT-PCR, Branched-chain DNA, ecc...)
Trattamento, prevenzione e controllo
IFN- ricombinante o interferon peghilato (trattato con PEG, glicol polietilenico)
da solo o con ribavarina sono gli unici trattamenti conosciuti per HCV:
- possono portare a guarigione no al 50%
Virus dellepatite G
Il virus dellepatite G simile sotto molti aspetti a HCV:
- avivirus
- Trasmesso attraverso il sangue
- Predilige lepatite cronica
Il rilevamento avviene attraverso RT-PCR o altri metodi di rilevazione di RNA
virale.
Virus dellepatite E
HEV (epatite E-NANB), dove la E sta per enterico o epidemico:
- diffuso per via orofecale, soprattutto con acqua contaminata
- Genere separato tra i Norovirus, per grandezza e struttura
- Diffuso in tutto il mondo, ma problematico maggiormente nei PVS
I sintomi e il decorso della malattia da HEV sono simili a quelli della malattia HAV:
- possono insorgere pi tardi rispetto a malattia da HAV
- Il tasso di mortalit circa 1-2%
- Linfezione con HEV grave soprattutto nelle donne in gravidanza (mortalit
20%).
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