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Cosa sono I batteri?

I batteri sono organismi unicellulari, procarioti, di


piccole dimensioni che replicano attraverso divisione
cellulare.

• Sono onnipresenti e sono anche le forme viventi più diffuse sulla Terra. HABITAT: i
più disparati, alcuni batteri vivono nel terreno, altri nell'aria o nell'acqua; altri ancora
sono parassiti delle piante, degli animali, dell’uomo

• In un solo cucchiaio di terreno se ne possono trovare fino a 10.000 miliardi!

• Tutto questo è dovuto alla loro alta capacità riproduttiva e alla loro capacità di vivere
in ogni tipo di ambiente
PROKARYOTES EUKARYOTES

BACTERIA ARCHAEA PLANTS FUNGI ANIMALS

IFFERENZE TRA CELL EUCARIOTICA E PROCARIOTICA


CELL PROCARIOTICA NON COMPARTIMENTALIZZATA
CELL PROCARIOTICA HA SOLO UN CROMOSOMA CIRCOLARE
RIBOSOMI PROCARIOTICI 70S (30S +50S)).
MEMBRANA BATTERICA NON CONTIENE STEROLI
Confronto con cellula eucariota:
Dimensione batteri: il diametro dei più comuni cocchi è di circa 1µ m (µ m =
millesima parte del millimetro!), mentre di un tipico bastoncello è di 1 x 3 µ m.
I batteri non si vedono ad occhio nudo, è necessario utilizzare un microscopio
ottico!
COLORAZIONE DEI BATTERI:
• essiccamento e fissaggio dei batteri sul vetrino
• colorazione del preparato (per identificare la morfologia, per differenziare i
batteri). Esempio: COLORAZIONE DI GRAM
GRAM +/GRAM-
SUDDIVISIONE BASATA SULLA COLORAZIONE
DIFFERENZIALE DEI BATTERI CON CRYSTAL VIOLET
Gram positivi

Colorazione di gram di un preparato cellulare


MORFOLOGIA I
• BATTERI SFERICI--> COCCHI
1. DIPLOCOCCHI
2. STREPTOCOCCHI (a catenella)
3. STAFILOCOCCHI (a grappolo)
4. SARCINE ( a forma di cubo)
BATTERI A BASTONCINI
1. BACILLI
2. COCCOBACILLI
MORFOLOGIA II
• BATTERI INCURVATI
1. VIBRIONI (cilindrici con curvatura sull’asse
maggiore)
2. SPIRILLI (poche e larghe volute sinusoidali)
3. SPIROCHETE (numerose e ravvicinate volute
sinusoidali)
Classificazione su base morfologica:
• cocchi (A: diplococchi, B: streptococchi, C: stafilococchi)
• bacilli (D)
• coccobacilli (E)

• Fusiformi (F) Filamenti (G)


• Vibrioni (H) Spirilli (I)
• Sarcine (L)
I batteri si trovano ovunque:
Anche se non li possiamo vedere ad occhio nudo, i batteri sono
ovunque nell'ambiente che ci circonda; alcuni di essi vivono
addirittura negli ambienti più inospitali, come i fondali oceanici, i
ghiacciai o i geyser

Thermus
aquaticus è
stato isolato
dai geyser del
parco dello
Yellowstone
Batteri termofili: crescono
ad alte temperature (47-
70°C)

Batteri mesofili: crescono a


temperature intermedie
(20-45°C)

Batteri psicrofili: crescono


a basse temperature (0-
25°C)
Anche l’uomo è abitato da milioni di batteri!

BATTERI SIMBIONTI, BATTERI


BATTERI COMMENSALI PATOGENI

Metodi di trasmissione: saliva, aerosols, sangue, contatto


con la pelle, secrezioni genitali, via oro-fecale
Batteri PATOGENI: causano malattie nell’uomo
Quindi…Tutti i batteri
causano malattia?

No!
Solo alcuni batteri e solo in alcune
cirscostanze essi possono causare
malattie!
I batteri hanno una struttura
molto semplice:
Struttura di una cellula
batterica

• L’organizzazione cellulare dei batteri è quella tipica dei


procarioti
• Non contengono alcune componenti della cellula
eucariotica: mancano nucleo, mitocondri, cloropasti,
reticolo endoplasmico e apparato del Golgi
• Comprende tipicamente alcune COMPONENTI
FONDAMENTALI (necessarie per la sopravvivenza) e
COMPONENTI ACCESSORIE (funzioni accessorie)
COMPONENTI FONDAMENTALI

– Membrana citoplasmatica
– Nucleoide
– Ribosomi
– Parete
MEMBRANA CITOPLASMATICA
– molto simile a quella delle cellule eucariotiche
– doppio strato fosfolipidico contenente proteine, dallo spessore di
circa 10 µ m
– Regola gli scambi con l’ambiente esterno, contiene enzimi che
contribuiscono alla sintesi della parete, interviene nel processo di
divisione cellulare
CITOPLASMA
–Il citosol della cellula batterica è un gel
colloidale che contiene l’80% di acqua

–È molto meno complesso rispetto a quello


della cellula eucariote

–Contiene:
 NUCLEOIDE
 RIBOSOMI
NUCLEOIDE
• I BATTERI NON POSSIEDONO IL NUCLEO! Il DNA cromosomico
batterico è immerso direttamente nel citosol, in forma superavvolta e
spesso associato a particolari regioni della membrana citoplasmatica
(MESOSOMI), dove risiedono gli enzimi per la replicazione batterica
• Contiene tutta l’informazione genetica del batterio
• RICORDA: il genoma dei batteri e aploide!

NUCLEOIDE
RIBOSOMI
• Strutture deputate alla processo della TRADUZIONE (sintesi proteica da uno
stampo di mRNA)
• Sono molto più abbondanti dei ribosomi della cellula eucariote
• Hanno un coefficiente di sedimentazione di 70S (due subunità: 30S e 50S)

RIBOSOMI

RIBOSOMI
Ribosoma 70S e traduzione
PARETE
• E’ localizzata esternamente alla membrana citoplasmatica cellulare
• E’ responsabile della forma e della rigidità della cellula batterica
• I procarioti non sopravvivono in assenza di parete (ad eccezione dei micobatteri)

FUNZIONI:
• RIGIDITA’ E ROBUSTEZZA DELLA CELLULA BATTERICA
• RESISTENZA MECCANICA CONTRO LA LISI OSMOTICA IN AMBIENTE
IPOTONICO
• DIVISIONE CELLULARE
• INIBISCE LA FAGOCITOSI DELLA CELLULA
BATTERICA

PARETE
PEPTIDOGLICANI (1)
Il costituente principale della parte batterica è un polimero chiamato peptidoglicano, più
spesso nei batteri GRAM + e sottile nei GRAM -. I due monomeri che lo costituiscono
sono degli amminozuccheri, chiamati N-acetilgucosammina (NAG) e acido acetil
Muranico (NAM), uniti tra loro mediante legami glicosidici B 1-4 e B 1-6. Ad ogni
molecola di acido N-acetil Muranico sono legati 5 amminoacidi, di cui il 1° è la L-alanina,
mentre gli ultimi due sono costituiti da D-alanina.
PEPTIDOGLICANI (2)
Tanti monomeri NAG e NAM danno quindi origine ad una molecola di
peptidoglicano, e più molecole di peptidoglicano si legano tra loro per formare la
parete batterica. Tale associazione è garantita dall'azione di un enzima,
chiamato TRANSPEPTIDASI, che dà origine ad un legame peptidico tra il terzo
amminoacido di una catena ed il quarto della catena parallela.
LO SAPEVI CHE…..:

La penicillina, noto antibiotico, agisce proprio a


questo livello, impedendo il legame tra il terzo
ed il quarto amminoacido delle due catene
parallele.

Il lisozima, potente antibatterico presente nella


saliva e nelle lacrime, rompe invece il legame
β 1-4 che tiene uniti i monomeri NAM e NAG.
A seconda della struttura della parete, i batteri possono essere distinti in
due grandi gruppi: Gram+ e Gram-, facilmente riconoscibili grazie alla
colorazione di Gram
GRAM +
• SPESSORE 20-80 nm
• COSTITUITA DA UNO STRATO OMOGENEO DI PEPTIDOGLICANI
GRAM -
• LA PARETE E’ COSTITUITA DA UNO STRATO MOLTO SOTTILE DI PEPTIDOGLICANI E
DA UNA MEMBRANA ESTERNA
•SPESSORE TOTALE: 10 nm
MEMBRANA ESTERNA

• tipica ed esclusiva dei GRAM -. Essa è


formata da due foglietti, di cui:
- il più interno è di natura fosfolipidica
- mentre l'esterno è costituito da una
molecola liposaccaridica ripetuta, il
cosiddetto LPS (o lipopolisaccaride).
LIPOPOLISACCARIDI (LPS)
La parte esterna è chiamata
ANTIGENE O, è di natura
polisaccaridica, è diversa da
batterio a batterio. STRUTTURA
ANTIGENICA

La parte centrale, di natura


polisaccaridica, è chiamata C (o
core) ed è uguale per tutti i
batteri.

Di natura lipidica, è
uguale per tutti i batteri
GRAM-
LPS è costituito da 3 porzioni:
• Porzione LIPIDICA. LIPIDE A: ACIDI GRASSI SATURI LEGATI A
UN DIMERO DI NAG
• PORZIONE POLISACCARIDICA
- CORE R: NUCLEO POLISACCARIDE (GLUCOSIO, GALATTOSIO,
APTOSO, ACIDO 2-CHETO3 DEOSSIOTTONICO KDO)
- CATENA LATERALE O POLISACCARIDE O

Il lipide A, libero in soluzione, è tossico x l’uomo ed è chiamato


ENDOTOSSINA.

Provocano i sintomi più comuni di un’infezione da batteri


Gram-, come ad esempio la febbre
STEPS OF CRYSTAL VIOLET STAINING:

STEP 1. STAINING WITH CRYSTAL VIOLET.


STEP 2. FIXATION WITH IODINE STABILIZES
CRYSTAL VIOLET STAINING. ALL BACTERIA
REMAIN PURPLE OR BLUE.
STEP 3. EXTRACTION WITH ALCOHOL OR OTHER
SOLVENT. DECOLORIZES SOME BACTERIA
(GRAM NEGATIVE) AND NOT OTHERS (GRAM
POSITIVE).
STEP 4. COUNTERSTAINING WITH SAFRANIN.
GRAM POSITIVE BACTERIA ARE ALREADY
STAINED WITH CRYSTAL VIOLET AND REMAIN
PURPLE. GRAM NEGATIVE BACTERIA ARE
Strutture ACCESSORIE

• Capsula
• Appendici filiformi
– Pili
– Flagelli
• Plasmidi
Pili (fimbriae)
• Appendici proteiche rigide costituite da subunità di PILINA:

• Pili comuni: funzione adesiva, per colonizzare le mucose


• Pili sessuali: mediano l’adesione fra cellule batteriche durante il
processo di coniugazione, per il trasferimento del fattore F
FLAGELLI
• Organelli locomotori per il movimento attivo della cellula batterica (es:
risposta a nutrienti o a sostanze tossiche)
• Formati da subunità della proteina flagellina

RICORDA: non tutti i batteri sono dotati di flagelli! I batteri che non
possiedono flagelli sono fissi, quindi incapaci di compiere un
movimento autonomo, mentre i batteri che possiedono flagelli sono
dotati di una mobilità più o meno spiccata.
MONOTRICHI PERITRICHI
LOFOTRICHI ANFITRICHI

• batteri MONOTRICHI: un solo flagello ad un polo della cellula


• batteri ANFITRICHI: flagelli a ciascuno dei due poli
• batteri LOFOTRICHI: un ciuffo di flagelli ad un polo della cellula
• batteri PERITRICHI: flagelli distribuiti in più punti intorno alla cellula
• L’uncino fa in modo che il flagello sia connesso alla sua regione basale,
che imprime il movimento al flagello stesso

• meccanismo della chemiotassi: una sostanza attraente o repellente


instaura un segnale a cascata nella cellula batterica, che provoca la
rotazione del flagello in senso orario o antiorario (se il batterio è attratto)
DIFFERENZE FRA PILI E FLAGELLI:
CAPSULA
• Molti batteri secernono polimeri polisaccaridici che si depositano
esternamente alla parete formando un rivestimento esterno detto
CAPSULA
• funzioni: ADESIONE AI TESSUTI DELL’OSPITE, RESISTENZA
ALLA FAGOCITOSI, PROPRIETA’ ANTIGENICHE

Identificazione di batteri
capsulati tramite
inchiostro di china: le
particelle di carbone non
riescono a penetrare
nella capsula e quindi i
batteri appariranno
circondati da un alone
chiaro
Plasmidi

• Molecole di DNA bicatenario, indipendenti dal


cromosoma batterico, si trovano nel citosol
• DNA circolare
• Geni non essenziali, ma utili
• Possono codificare per fattori di virulenza (TOSSINE),
o fattori di resistenza ad antibiotici
• Replicazione autonoma
• Una o più copie
SPORE BATTERICHE

• Quando una cellula batterica entra in una fase di latenza


metabolica per la mancanza di condizioni idonee alla vita
(carenza di nutrienti, temperature eccessivamente alte o
basse ecc.), circonda il proprio DNA con una serie di strutture
protettive (corteccia, mantello ed esosporio) e lo espelle.
Grazie a questa sorta di guscio estremamente resistente la
spora può sopravvivere a condizioni ambientali
particolarmente sfavorevoli (come la cottura degli alimenti) e
riattivarsi - con un processo chiamato germinazione - non
appena queste tornano idonee alla vita.

.
ESEMPIO DI SPORA
RIPRODUZIONE
SCISSIONE BINARIA: processo asessuato in cui una cellula batterica si divide
in due cellule figlie identiche
Due fasi distinte:
• incremento delle dimensioni del batterio, che sintetizza e sviluppa le varie
strutture cellulari
• divisione della cellula madre
per originare due cellule figlie
PATOGENICITA’ DEI
BATTERI
Capacità di un batterio di indurre malattia
NON TUTTI I BATTERI SONO
PATOGENI…
• Come già anticipato, non tutti i batteri arrecano danni all'organismo
che li ospita
• Sono definiti simbionti quei batteri che colonizzano un determinato
organismo apportandogli un certo vantaggio, commensali quelli che
non arrecano né danni né vantaggi, e patogeni quelli che
danneggiano l'organismo (producono tossine lesive per la salute
dell'ospite). Da notare che questa divisione non è netta; molti
batteri commensali, per esempio, possono diventare patogeni
quando colonizzano un tessuto diverso da quello in cui sono
normalmente presenti (molti batteri intestinali, ad esempio, sono
responsabili di cistiti e vaginiti).
• Il termine infezione sta ad indicare la capacità di un determinato
batterio di entrare nell'organismo e moltiplicarsi; ciò non è
necessariamente sinonimo di patogenicità, che si ha solamente nel
caso in cui il batterio produca sostanze tossiche che arrecano
danno all'ospite.
Dopo la nascita, la pelle, la cavità orale e le mucose che rivestono il
tratto respiratorio, gastrointestinale e genitourinario vengono
rapidamente colonizzati da un gran numero di batteri non patogeni,
costituendo la flora normale.
Batteri SIMBIONTI:
esempio FLORA BATTERICA
INTESTINALE

Il nostro l'intestino, è colonizzato da


moltissimi microrganismi che, nel loro
insieme, costituiscono la flora
batterica intestinale.
Nell’intestino umano albergano infatti
circa 400 specie batteriche.
Favoriscono le funzioni digestive,
producono vitamine, proteggono
dall’invasione di batteri patogeni
BATTERI PATOGENI

• Sono note circa 200 specie di batteri patogeni,


responsabili di numerose malattie dell’uomo. Il
grado di patogenicità può variare a seconda
della virulenza della specie batterica e delle
condizioni generali dell’organismo ospite. Fra le
malattie batteriche più gravi vi sono colera,
tetano, lebbra, peste, dissenteria, tubercolosi
, sifilide, febbre tifoide, difterite, brucellosi e
polmonite. Prima della scoperta dei virus, i
batteri erano considerati gli agenti causali di
tutte le malattie infettive.
PRINCIPALI FASI DEL PROCESSO PATOGENETICO
DEI BATTERI
VIE DI TRASMISSIONE

• CONTATTO DIRETTO
• INGESTIONE di cibi contaminati
(E.Coli)
• VIA AEREA
• SESSUALE: malattie veneree
(gonorrea)
• IATROGENA: letteralmente significa
«originata da un medico». Si riferisce
a quel tipo di trasmissione che si
verifica nel corso di pratiche mediche
o chirurgiche. Può avvenire per
introduzione di patogeni mediante
strumentazione non sterile oppure
farmaci o vaccini accidentalmente
contaminati da agenti patogeni
• VETTORI ESTERNI (zecche,
zanzare, mosche) (malattia di Lyme)
DOVE INIZIA UN’INFEZIONE..

occhi
naso e bocca
gola
vie aeree e polmoni
pelle
stomaco e intestino
tratto urinario
tratto genitale
MECCANISMI DI DIFESA DELL’OSPITE:

Anche meccanismi comportamentali come il vomito e la tosse aiutano


a prevenire le infezioni nelle vie respiratorie inferiori. RICORDA: le
mucose sono spesso rivestite da uno strato spesso di muco, costituito
da glicoproteine, che protegge gli epiteli.
ADESIONE

Il batterio, per poter superare


le barriere chimicho-fisiche
dell’organismo ed attraversare
lo strato dell’epitelio, ha
messo a punto una serie di
strategie
UN ESEMPIO…ESCHERICHIA COLI

I ceppi di E.Coli che invadono le vie urinarie possiedono dei pili


che interagiscono in modo specifico con le glicoproteine che
rivestono l’epitelio della vescica
INVASIONE (1)
CAPACITA’ DI PENETRARE ATTRAVERSO
L’EPITELIO E DIFFONDERSI NEL TESSUTO

• Batteri che invadono i tessuti in seguito a danno


fisico (microlesioni degli epiteli, produzione di
enzimi come la collagenasi)

• Batteri che passano attraverso le giunzioni delle


cellule epiteliali (Haemophilus Influenzae)

• Batteri che vengono assorbiti per endocitosi (in


assenza quindi di danno fisico)
PASSAGGIO ATTRAVERSO GLI
EPITELI

Esempio: Neisseria gonorrhoeae è in grado di invadere l’epitelio


genitourinario per endocitosi delle cellule epiteliali ed è poi liberato nello
spazio submucoso, da dove può invadere i tessuti
INVASIONE (2)
CAPACITA’ DI DIFFONDERSI NEL TESSUTO

• Produzione di IALURONIDASI (distrugge l’acido


ialuronico, una sostanza che svolge funzione di
collante nei tessuti

• Produzione di COLLAGENASI, che quindi degrada


la trama di collagene nei tessuti

• Produzione di ENZIMI FIBRINOLITICI, per la


distruzione dei coaguli di fibrina che si formano in
corrispondenza di una lesione tissutale per
delimitare l’infezione
In seguito alla penetrazione, il batterio può
rimanere localizzato e formare un focolaio
d’infezione oppure raggiungere il circolo
ematico o linfatico e invadere l’organismo

Batteriemia
Infezione sistemica
PRODUZIONE DI TOSSINE
VELENI MACROMOLECOLARI CHE PROMUOVONO LA
PATOGENESI DEL BATTERIO, ATTRAVERSO LA LORO
TOSSICITA’

1. ESOTOSSINE: DI NATURA PROTEICA, PRODOTTE IN


FORMA SOLUBILE DA BATTERI E DIFFUSE NEI
TESSUTI DELL’OSPITE. FRA QUESTE ANCHE LE
ENTEROTOSSINE. SIA GRAM+ CHE GRAM-

2. ENDOTOSSINE: LIPOPOLISACCARIDI (LPS), LIBERATI


IN SEGUITO A DISGREGAZIONE DEL BATTERIO
(SOLO GRAM -)
ESOTOSSINE

TOSSINE A-B

TOSSINE TOSSINE
CITOLITICHE SUPERANTIGENICHE
Tossine citolitiche
formano dei canali nella membrana plasmatica, attraverso i quali la cellule
perde acqua e sali, fino a morire per LISI

Esempio di tossine citolitiche: emolisine. Provocano lisi dei globuli rossi. La loro produzione
può essere visualizzata mediante crescita del batterio su terreno agar sangue
Tossine A-B
ALCUNI ESEMPI DI
TOSSINE A-B…..
Tossina tetanica
• proteina, peso molecolare 150KDa, tossina A-B

• prodotta da Clostridium tetani (batterio anaerobio


obbligato, cresce solo nel suolo)

• può infettare le ferite dell’uomo, dove può


replicarsi e produrre la TOSSINA TETANICA

• LA TOSSINA TETANICA causa


paralisi spastica

A severe case of tetanus.


muscles, back and legs are rigid
muscle spasms can break bones
can be fatal (e.g respiratory falure)
falure)
La tossina risale
le terminazioni
nervose, arriva
fino ai neuroni
inibitori,
impedisce il
rilascio di
neurotrasmettito
re inibitorio,
stimolando
quindi la
costante
liberazione di
acetilcolina da
parte dei
motoneuroni

Contrazione
muscolare
incontrollata
Tossina botulinica
• è costituita da una serie di 8 tossine A-B

• è la sostanza più velenosa che si conosca!

• prodotta da Clostridium botulinum (batterio


anaerobio obbligato)

• LA TOSSINA BOTULINICA causa paralisi flaccida e


morte per arresto respiratorio
Clostridium botulinum può infettare e produrre la tossina in
alimenti non correttamente conservati:

Sott’olio
Insaccati
 Essiccati
 Sotto vuoto
Inibisce il
rilascio di
acetilcolina da
parte dei
motoneuroni
stimolatori

Inibizione della
contrazione
muscolare,
paralisi
flaccida
TOSSINA COLERICA
TOSSINE SUPERANTIGENICHE

Stimolano un largo numero di cellule


deputate alla risposta immunitaria,
provocando così un’estesa risposta
infiammatoria
ENDOTOSSINE (1)

• SONO TOSSINE TERMOSTABILI

• SONO LIBERATE DOPO LA LISI BATTERICA

• TOSSICITA’: DOVUTA AL LIPIDE A DELL’LPS


LIPOPOLISACCARIDI (LPS)
ENDOTOSSINE (2)
• Il lipide A, quando viene liberato in grandi quantità dopo
la morte dei batteri, produce una serie di sintomi
negativi, primo fra tutti il rialzo termico (si dice che le
endotossine possiedono un'elevata pirogenicità). Tali
sintomi sono mediati dal rilascio di sostanze con potente
azione infiammatoria (come certe prostaglandine e
l'interleuchina-1)
• Si ha poi un'attivazione dei meccanismi che portano alla
coagulazione del sangue e ad una vasodilatazione
periferica, con aumento della permeabilità capillare
(formazione di edemi e possibile shock ipodinamico nelle
persone già sofferenti di pressione bassa).
ANTIBIOTICI
• Gli antibiotici sono sostanze elaborate da organismi
viventi o prodotte in laboratorio, capaci di determinare la
morte dei batteri o di impedirne la crescita.
• Gli antibiotici hanno un’origine naturale; questi ultimi
provengono, ad esempio, dal metabolismo di miceti
(muffe) o da quello di determinati batteri (streptomiceti).
Gli antibiotici rappresentano una categoria farmaceutica
in costante evoluzione, per cui molte molecole naturali
sono state modificate chimicamente ottenendo nuovi
farmaci, detti di semisintesi.
ANTIBIOTICI: CLASSIFICAZIONE

A seconda degli effetti sul microrganismo, gli antibiotici si dividono in:

- ANTIBIOTICI BATTERIOSTATICI: bloccano la crescita del batterio,


agevolandone l'eliminazione da parte dell’organismo.
- ANTIBIOTICI BATTERICIDI: determinano la morte del batterio.

A seconda dello spettro d’azione, gli antibiotici si dividono in:

- ANTIBIOTICI AD AMPIO SPETTRO: attivi nei confronti sia dei batteri


gram positivi, sia di quelli gram negativi.
- ANTIBIOTICI A SPETTRO RISTRETTO: agiscono solo su
determinati batteri.
ANTIBIOTICI: MECCANISMO D’AZIONE

Gli antibiotici si possono distinguere sulla base del loro bersaglio


biologico, quindi sulla capacità di:

• inibire la sintesi della parete cellulare (penicilline e cefalosporine)

• disgregare la struttura lipidica della parete cellulare (polimixine)

• inibire la sintesi proteica agendo sulla subunità minore (30s) del


ribosoma (come la tetraciclina e gli aminoglicosidi, tra cui la
gentamicina) o su quella maggiore (50s), come il cloramfenicolo ed i
macrolidi.

• inibire la sintesi di acidi nucleici agendo sulla duplicazione del DNA


(novobiocina) o sulla sua trascrizione in RNA (rifamicine).
ANTIBIOTICO-RESISTENZA
• E’ un fenomeno per cui un batterio risulta resistente
all'attività di un farmaco antimicrobico.
• Si instaurano in seguito a modificazioni nel patrimonio
genetico dei batteri
• Negli anni, l‘antibiotico-resistenza è diventata sempre più
importante
• Esempio: inattivazione intracellulare dell'antibiotico
(provocata dalla produzione di enzimi che inattivano
l'antibiotico es. beta lattamasiRESISTENZA A
PENICILLINA E CEFALOSPORINE)
• Altri meccanismi: diminuita penetrazione dell’antibiotico
nella cellula, ridotta affinità per il bersaglio dell’antibiotico