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Può l’occhio essere paragonato ad una macchina

fotografica?

la pupilla è l’obiettivo, regola la quantità entrante di luce,


il cristallino mette a fuoco le immagini,
che si formano capovolte sulla retina, sede dei recettori, come su una pellicola
fotografica.
Snecodo uno sdtiuo dlel’untisverià di
Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo
strcite le plaroe, ttute le ltetere
psosnoo esesre al psoto sbgaliato, è
ipmortatne sloo che la pirma e l’utlima
sinao al psoto gisuto, il retso non cotna.
Il ceverllo è comuqnue smpere in gardo
di dercifare ttuto quseto coas prechè
non lgege ongi ltetrea ma legge la parola
nel suo insieme..visto?
Snedcoo voi, csoa si fumnao a
Cabmrigde?
La realtà oggettiva e le ‘cattive’letture che il cervello ne dà:
le Illusioni ottiche

oggetti di uguale grandezza appaiono diversi:


il cervello privilegia alcuni particolari dell’immagine
Illusione di Hering
La costanza della percezione dei colori
Regole generali della
percezione visiva

La mente opera complessi processi di elaborazione


dell’immagine, che iniziano già a livello retinico.
La regola generale del sistema visivo è che esso
risponde a differenze di intensità o di lunghezza
d’onda, ossia contrasto luminoso o cromatico,
piuttosto che a valori assoluti dell’intensità o del
colore della luce, cosicché alcuni contenuti
informativi, come la percezione del contrasto e del
colore, sono privilegiati rispetto ad altri.
Cosa studieremo?

☺Come è fatto l’occhio


☺Natura della luce
☺Formazione di immagine nitida sulla
retina
☺Trasduzione recettoriale
☺psicofisica
Eye vision
Dove mettiamo gli occhi?

I predatori hanno occhi frontali (per visione binoculare)


Le prede hanno occhi laterali (per massimizare il campo visivo)
Limite della visione
occhio sinistro Il campo visivo
Limite destro visione
94° binoculare

62° Limite di riconoscimento


30° dei colori
Limite di riconoscimento
15° dei simboli

5° 1° Visione
5° 1° accurata
Limite
riconoscimento
15° testi

30°
62° Angolo di vista normale
94° Limite sinistro visione
binoculare
Limite della visione
occhio destro
Occhio: sezione
sagittale
Il raggio luminoso deve prima attraversare le strutture
perirecettoriali perchè l’immagine si formi a fuoco sulla retina
I fotorecettori sono
recettori di terzo tipo
La Retina è una struttura
nervosa laminata, costituita da
10 strati.
l’epitelio pigmentoso subito al di
sotto della coroide: la presenza
della melanina, trasforma la cavità
del globo oculare si in una ‘camera
oscura’, impedendo la diffrazione
dei raggi luminosi. Segmenti interni
ed esterni dei fotorecettori strato
avascolare, per cui i fotorecettori
sono irrorati dal sangue della
coroide.

Strato plessiforme interno ed


esterno, dove si formano le
connessioni sinaptiche tra i
fotorecettori e le cellule bipolari,
orizzontali ed amacrine (strato
esterno) e tra queste e le cellule
gangliari (strato interno)
Coroide
Cellule pigmentate Epitelio pigmentoso
La retina e gli
Bastoncelli strati
Coni Fotorecettori

Strato plessiforme
esterno
Cellule orizzontali
Cellule bipolari
Strato bipolare
Cellule amacrine

Strato plessiforme
interno
Sorgente
luminosa
Strato gangliare
Fibre del
nervo ottico

LUCE
Disco ottico o
macchia cieca e
nervo ottico da dove
parte il potenziale
d’azione
Vie ottiche
Vie ottiche
Vie ottiche
Perché la luce è uno modo buono per trasmettere

l’informazione ?

• È veloce ~300,000 km/sec (cfr suono 300


m/sec)
• Viaggia in linee rette (conserva rapporti
spaziali)
• C’è ne tanta (almeno di giorno)
Onde longitudinali
Onde trasversali Direzione di vibrazione parallela
a quella di propagazione
Direzione di vibrazione perpendicolare
a quella di propagazione vibrazione

corda acqua
vibrazione
propagazione

suono
propagazione
s( t )

O
t
T

 2π 
s( t ) = s 0 sin ( ωt + ϕ) s( t ) = s 0 sin  t + ϕ
 T 

2π 1
ω= f=
T T
s( x )

O
x
λ

 2π 
s( x ) = s 0 sin ( kx + ϕ) s( x ) = s 0 sin  x + ϕ 
 λ 

2π λ
k= v= = λf
λ T
 2π 
s( x ) = s 0 sin ( kx + ϕ) s( x ) = s 0 sin  x + ϕ 
 λ 
 2π 
s( t ) = s 0 sin ( ωt + ϕ) s( t ) = s 0 sin  t + ϕ
 T 

s( x,t) = s0 sin( kx + ωt + ϕ )
2π λ
k= v= = λf
λ T

 2π 2π  x t 
s( x ,t ) = s0 sin x+ t + ϕ'  = s0 sin 2π  + + ϕ 
 λ T  λ T 
Che cos’è la luce? ONDE
E’ energia radiante di natura
ELETTROMAGNETICHE
elettromagnetica. L’onda, costituita da un campo elettrico e
un campo magnetico oscillano in fase in due piani ortogonali
tra loro..

E ( x, t ) = E0 sen (kx − ωt )
B ( x, t ) = B0 sen (kx − ωt )
E 1 λ
=c ν= c= =λ ν
B T T

h
k=

ω=
2π Eene = ω = ω
λ T 2π
LO SPETTRO ELETTROMAGNETICO
Onde luminose

Un’onda luminosa, costituita da un’unica frequenza, è


detta monocromatica ed è descritta da una funzione
sinusoidale, la cui frequenza (ν ) è in rapporto con la
sua lunghezza d’onda (λ ) e con il periodo (T).
Nel vuoto, la velocità (c) è massima (300.000 Km·s-1 ) e
può essere descritta dall’equazione:
c = λ ν
The various forms of spectroscopy classified according to the
frequency of the radiation and the type of involved transitions:
absorption or emission of energy
X-ray region is
The visible and the microwave and infrared
accompanied by
ultraviolet regions are regions are characteristic of
changes of the inner
associated with molecular rotational and
electrons of atoms or
transitions of the vibrational energy changes
molecule (ionizing
valence electrons
radiation-tomography )

NMR (1-900MHz) is associated


with transitions between energy
levels relatively closely spaced:
correspond to different
magnetic states of atomic
nuclei
spectral regions of electromagnetic radiation
Energy increase

Aumento della lunghezza d’onda

X rays UV IR microwave radio


wave

Electromagnetic radiation
can also be regarded as
consisting of discrete
Violetto

visible light packets, or quanta, of

rosso
energy that travel with the
speed of light.

The fundamental relationship linking


the quantum and wave-like nature of radiation is
E = hv
Eye & vision

Until the discovery of X-rays by Roentgen in 1895 our ability to view


the spatial organization of matter depended on the use of visible
light with our eyes being used as primary detectors.
Unaided the human eye is a remarkable instrument capable of
resolving separations of 0.1mm on an object placed at the near point
of vision and with bifocal vision obtaining a depth resolution of
around 0.3mm.
However, because of the strong absorption and reflection of light
by most solid materials
OUR VISION IS RESTRICTED TO INSPECTING THE
APPEARANCE OF SURFACES
‘X-ray vision’
X-ray vision’ gave us the capacity, for the first time
to see inside intact biological mineral and synthetic
materials and observe structural features.
‘The early X-ray photographs gave a planar
representation of absorption arising from
elements right across the object.
In 1973 the x-ray-based computerized tomography (CT)
was introduced by HounsfieldG.N. Hounsfield Br. J.
Radiol. 46:1016-1022 (1973).
The first X-ray CT scanner was developed with
reconstructive tomography being used to produce a
two-dimensional absorption image from a thin axial
layer.

A key element in the growth of tomographic techniques has been the


availability of high speed digital computers.
These machines have permitted not only the rapid computation of the image
from primary data but have also made possible a wide variety of subsequent
display and processing operations.
Duplice natura
ondulatoria e
corpuscolare
della luce

Per spiegare la propagazione della luce nel vuoto o in qualsiasi


altro mezzo è sufficiente la teoria ondulatoria.
Tuttavia, per spiegare i fenomeni che si determinano, allorché l’onda
luminosa interagisce con la materia è necessario introdurre le nozioni
di fisica quantistica.
Secondo la teoria quantistica, per ogni radiazione vi è un minimo di
energia, che è dato dal prodotto della frequenza della radiazione (ν )
per la costante universale di Planck (h = 6,625·10-27 erg · sec), per
cui vale la relazione:
E = hν
costituito quanto di luce o fotone, cosicché la luce si propaga in
‘pacchetti’ di energia luminosa, costituiti da un determinato numero
di fotoni.
La costante di Planck
Einstein e i fotoni
Einstein e la cellula
fotoelettrica
Interazione luce-materia
Teoria quantistica o natura corpuscolare della luce
Principi dell’ ottica geometrica

La frequenza ν di un’onda luminosa è legata al periodo T


ν =1/T

La velocità della luce, massima nel vuoto, diminuisce quando il


raggio luminoso passa da un mezzo più rarefatto ad uno più
denso (es: aria / acqua).
Poiché, per il principio di conservazione dell’energia del fotone
(E = hν ), la frequenza ν non può diminuire, deve
necessariamente diminuire λ .
Le leggi dell’ottica geometrica: Riflessione

Secondo la legge della riflessione, se un raggio luminoso


incontra una superficie piana, il raggio incidente, il raggio
riflesso e la normale al piano di incidenza sono complanari.
L’angolo di incidenza (i) è uguale all’angolo di riflessione (i’)
Le leggi dell’ottica geometrica: rifrazione legge di Snell

La rifrazione avviene quando un


raggio attraversa due mezzi con
diverse proprietà fisiche. quando
un raggio di luce, proveniente
dall’aria incontra una superficie
piana di separazione con l’acqua
+ modifica la sua direzione, ossia
viene rifratto

L’indice di L’indice di rifrazione assoluto di un


rifrazione dell’aria mezzo è il rapporto della velocità
rispetto all’acqua della luce nel mezzo, rispetto alla
velocità nel vuoto, al quale si
= 1,33
attribuisce indice di rifrazione n = 1.
-
seni n2 c Gli indici di rifrazione sono
= = dei rapporti di velocità e
senr n1 v quindi dei numeri
La rifrazione dipende anche da λ: un raggio luminoso di lunghezza d’onda
minore subisce rifrazione maggiore.
In pratica….
Le leggi dell’ottica geometrica sono
valide anche per l’occhio?

Le leggi dell’ottica geometrica non cambiano


quando due mezzi sono limitati da una
superficie curva, come la cornea, anziché piana.
La sola differenza consiste nel fatto che la
direzione normale, costante nel caso della
superficie piana, varia da punto a punto per una
superficie curva.
Punti coniugati e
distanza focale Qui ci mettiamo
la retina!!!

Fuoco anteriore e fuoco posteriore: punto di convergenza


dei raggi paralleli ossia che provengono dall’infinito che
viene posto oltre 6m
Formazione dell’immagine in un sistema ottico semplice. Il
diottro

formula dei punti coniugati:


f1 / p + f2 /q =1
p: distanza oggetto;
q: distanza immagine;
f1 ed f2: distanza focale anteriore e posteriore del diottro.
Il loro rapporto è pari al rapporto degli indici di rifrazione dei
due mezzi: f1 / f2 = n1 / n2 .
le immagini che si formano sono
capovolte

se il punto oggetto indica la posizione della punta di una


freccia, il punto immagine indica la posizione della punta di
una freccia rovesciata
L’immagine retinica è invertita
È compito del cervello è raddrizzarla…
L’immagine raccolta dalla retina è
doppia capovolta bidmensionale

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