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BATTERIOLOGIA GENERALE

Introduzione alla Microbiologia


Classificazione.
Gli organismi microbiologici sono classicamente suddivisi in 3 regni: - Monere - Funghi - Protisti Lo studio degli RNA condotto da Woese introduce un nuovo criterio di classificazione in 3 domini: - ARCHEA: Gruppo di batteri sia eucariotici che procariotici presenti in condizioni estreme (concentrazioni saline elevate, alte temperature, pH elevati.). - BACTERIA: Contiene le tipiche specie batteriche comprese quelle dimportanza clinica per luomo. - EUCARYA: Contiene tutte le rimanenti forme di vita microbiologica tra cui funghi, protisti e vermi patogeni per luomo.

Anatomia Batterica
Cellule procariotiche ed eucariotiche
Materiale genetico non racchiuso da membrana nucleare (procariotiche) mentre la membrana nucleare presente nelle eucariotiche. Cromosoma unico, circolare, non complessato con istoni, con forche di replicazione multiple (procariotiche) mentre nelle eucariotiche il cromosoma pu essere pi di uno, non circolare, complessato con istoni e con un numero maggiore di forche di replicazione. Mancanza di organelli cellulari delimitati da membrana (cellula procariotica) mentre nella cellula eucariotica sono delimitati da membrana. Assenza dei mitocondri, le funzioni respiratorie avvengono sulla membrana citoplasmatica (cellula procariotica), presenza di mitocondri con funzione respiratoria nella cellula eucariotica. Ribosomi procariotici a 70S (50S + 30S); ribosomi eucariotici a 80S. La parete cellulare delle cellule procariotiche presenta caratteristiche diverse rispetto a quella della cellula eucariotica. Presenza di uno o pi plasmidi nelle cellule eucariotica che nelle eucariotiche sono assenti.

Tipi morfologici.
COCCHI - Forma sferica - Diplococchi: sono 2 cellule batteriche messe insieme - Streptococchi: catenelle da 4 a 20 cellule batteriche (divisione su un solo piano) - Tetradi: divisione su due piani - Sarcine: divisione su tre piani che da luogo a gruppi di 8. - Stafilococchi: ammucchiamento di numerosi batteri. 3

BACCILI - Forma bastoncellare - Si ritrovano pi frequentemente isolati ma possono dare luogo a corte catene cellulari. SPIRILLI - Forma spiraliforme - Per lo pi isolati BATTERI A FORMA QUADRATA - Si ritrovano nelle aree ad alta concentrazione salina - Non patogeni per luomo Concetto di Pleiomorfismo: cambiamento della forma microbica allinterno di una specie o ceppo batterico dovuto a stress come ad esempio la carenza di cibo.

Metodi di indagine.
Microscopio Ottico - Max ingrandimento: 1000 volte - Non si osserva la struttura batterica ma solo qualche incluso Microscopio elettronico a contrasto di fase - Sfrutta la differente trasparenza delle proteine che compongo il batterio - Immagine bidimensionale Microscopio elettronico a scansione - Immagine tridimensionale

Membrana Plasmatica
Struttura: - Doppio strato fosfolipidico con spessore 80 - Sono inserite proteine intrinseche ed estrinseche - Glucidi di membrana. Funzioni - Trasporto di nutrienti .) diffusione passiva (H2O, O2) .) diffusione facilitata (tramite proteine carriers ma senza spesa energetica) .) trasporto attivo (tramite proteine carriers con spesa energetica e contro gradiente di concentrazione. - Respiratoria (catena respiratoria e trasporto di e-) - Trasporto di tossine che necessitano di essere espulse dalla cellula - Formazione della parete cellulare (ospita enzimi coinvolti nella costruzione della parete cellulare). - Siti di sintesi per il DNA (mesosomi) che favorisce cono lancoraggio della molecola di DNA quando viene sintetizzata. - Racchiudere e confinare il contenuto cellulare.

Parete cellulare
Funzioni - Protezione del batterio e della membrana cellulare dallambiente esterno - Permette al batterio di assumere forme diverse da quella sferica - Permette ai batteri di riunirsi in colonie - Permette ladesione allospite 4

Ha un ruolo nella fagocitosi perch espone gli antigeni Ha un ruolo nel processo infiammatorio (gram -) in quanto in grado di rilasciare endotossine - Permette al batterio di non lisare anche in soluzioni ipertoniche che porterebbero fuoriuscita di acqua dal batterio e di conseguenza il suo collasso. Struttura - Due tipi di parete cellulare: gram + o a seconda della struttura della parete cellulare. - Pectidoglicano: il componente fondamentale per tutti .) costituito da diversi strati di catene polisaccaridiche unite da catene peptidiche con legami 1,6 e 1,4 .) componente proteica .) componente glucidica: acido N-acetilmuramico alternato con N-acetilglucosamina. - Batteri gram + .) il pectidoglicano costituisce il 50-60 % dellintera parete .) il resto fatto dallacido teicoico - Batteri gram .) strato di pectidoglicano soltanto il 5-10 % della parete .) la membrana esterna, alloggiata esternamente, costituisce la restante parte. .) Tra pectidoglicano e membrana esterna: periplasma, uno spazio in cui si accumulano le sostanze esterne da modificare prima della loro entrata nella cellula. - Struttura della membrana esterna .) doppio strato fosfolipidico come la membrana plasmatica .) contiene proteine (porine) con funzioni di trasporto .) contiene molecole lipopolisaccaridiche (endotossine) con la parte lipidica (lipide A), a cui va imputata la tossicit, disciolta nel dilayer fosfolipidico e la componente saccaridica libera allesterno. Vengono tuttavia liberate insieme. .) la membrana esterna collegata al pectidoglicano da lipoproteine. - Lisozima .) degrada la parete cellulare attaccando i legami 1,4 .) contenuto in tutti i fluidi umani ad eccezione di urina, sudore, liquidi cefalorachidiano. La parete cellulare determina la sensibilit di un batterio agli antibiotici.

Ciglia o Flagelli.
Struttura proteica formata in tutti i batterei dal polipeptide flagellina che costituisce un antigene non timo dipendente. Dimensioni: - spessore: 0,1 0,2 m - lunghezza: 6 7 m Funzione: permettere lo spostamento del batterio in zone a maggior concentrazione di : - cibo (chemiotassi) - luce (fototassi) - aria (aerotassi) Morfologia: - monotrico (1 solo) - lofotrico (tutti addensati ad un polo) - anfitrico (ai due poli estremi) - peritrico (originati lungo tutto il perimetro del batterio) Formato da: - filamento 5

uncino corpo basale (da cui origina) .) corpo basale o blefaroblasto .) origina al di sotto della membrana plasmatici .) il contatto con il citoplasma gli permette di recuperare prontamente ATP .) passa i successivi stati della parete cellulare e si ritrova al di fuori del batterio. Filamenti assiali: - si ritrovano nelle spirochete - localizzate al di sotto della membrana citoplasmatica - lassenza di attrito tra filamento assiale e ambiente esterno permette alla spirocheta di muoversi pi rapidamente. Fenomeno della sciamatura: nei batteri cresciuti in coltura si assiste a spostamento dovuto alla presenza dei flagelli.

Pili o Fimbrie
Strutture filiformi di tipo proteico costituite da diverse proteine ognuna delle quali costituisce un differente antigene. Dimensioni: 0,2 0,3 mm (molto pi corte dei flagelli). Funzioni: - pili sessuali .) nei gram .) da 1 a 3 .) trasporto di DNA da un batterio ad un altro durante la coniugazione - pili comuni o adesivi .) nei gram + e nei gram .) numerosi, originano da tutta la superficie cellulare .) permettono ladesione e lancoraggio ai tessuti Partono dal citoplasma al di sotto della membrana plasmatici o passano in successivi strati di parte cellulare.

Capsula o Strato Mucoso


Sono EPS (Extracellular Polymeric Substances) Si parla di: - capsula se aderisce tenacemente alla parete - strato mucoso se ladesione alla parete pi lassa. Natura polisaccaridici e pi raramente proteica. Funzioni: - adesione al substrato o tra batteri stessi - inibizione della fagocitosi - antigenica, in quanto in grado di promuovere la produzione di anticorpi anticapsula. Costituisce un fattore di virulenza: maggiore lo stato capsulare, maggiore la virulenza del batterio. Non si colora con nessuna colorazione; si colora solo il batterio. Se coltivati in vitro i batteri perdono la capsula perch non serve pi un ostacolo alla replicazione

Sporulazione e germinazione.
Non un sistema riproduttivo ma un CICLO REPLICATIVO che permette al batterio di sopravivere anche in condizioni avverse. La moltiplicazione batterica normale avviene per fissione: - Viene attuata dal batterio in fase vegetativa - Fasi: .) duplicazione del DNA .) formazione di un setto trasverso (parete trasversale) .) formazione di due cellule separate La germinazione si verifica se subentrano condizioni si stress quali: - carenza di cibo - carenza di H2O - pH alcalini - alte concentrazioni di sale - alte temperature Fasi della sporulazione: - Il DNA batterico si distende longitudinalmente al batterio. - Una parte della membrana plasmatica del batterio si invagina e racchiude parte del DNA batterico (inizio prespora). - La prespora in formazione viene circondata da una seconda membrana plasmatici. - Tra le due membrane plasmatiche si forma una corteccia costituita da dipicolinato di calcio, un pepcidoglicano che gli conferisce resistenza alle alte temperature. - Sopra la corteccia vengono disposti strati di peptidi impermeabili allacqua. - Lo sporangio viene listato e la spora liberata. Fattori di resistenza della spora - dipicolinato di calcio .) resistenza alle alte temperature .) sterilizzazione raggiunta a 121C, 15, 15 psi. - peptici con ponti disolfuro .) resistenza allacqua e ai disinfettanti in essa disciolti Morfologia dello sporangio - Sporangio a Battridio: la spora non deforma il corpo dello sporangio.

Sporangio a Clostridio: La spora deforma il corpo dello sporangio.

Sporangio a plettridio: La spora si dispone a uno dei due poli dello sporangio deformandolo.

Metabolismo della spora - Vita vegetativa mantenuta al minimo .) assenza di sintesi proteica .) assenza di un metabolismo - La spora pu sopravvivere per moltissimi anni. - Nella forma sporadica sono attivati geni per la produzione di anti-antibiotici che conferiscono resistenza alla spora contro gli antibiotici. - Uneventuale aggiunta di acqua, nutrienti o uno shock termico, provocano la germinazione. Fasi della germinazione - Attivazione dei geni per la germinazione. - La cellula assume acqua dallesterno. - La corteccia si rompe e migra ai poli dove viene confinata dalla crescita cellulare. - Perdita di dipicolinato di calcio e peptidi che toglie alla spora la resistenza a temperatura ed acqua. - Attivazione del metabolismo vegetativo normale (il ch richiede un po di tempo).

Colorazioni.
COLORAZIONE SEMPLICE Metodologia: - Preparare lo striscio di materiale da colorare - Evaporazione dellacqua - Fissazione al calore - Aggiunta di un colorante basico a scelta (violetto di genziana) per 2 minuti - Risciacquo in acqua - Goccia di olio di cedro (stesso indice di rifrazione) - Osservazione al microscopio ottico a massimo ingrandimento. Dallosservazione il medico pu comprendere se si tratta di un cocco, di un bacillo o di una spirocheta, se tende a raggrupparsi, ecc Tale informazioni permetto al medico di avviare un primitivo schema terapeutico. COLORAZIONE DIFFEREBZIALE DI GRAM Metodologia: - Preparare lo striscio di materiale da colorare. - Evaporazione dellacqua. - Fissazione al calore. .) il calore denatura le proteine favorendo ladesione del batterio al vetrino. - Violetto di genziana (2 minuti). 8

.) Coloro sia la parete del batterio sia il suo interno applicandosi sulle rispettive proteine. Risciacquo con acqua per togliere leccesso di colorante. Liquido di Lugol (soluzione iodo-iodata di potassio) per 2 minuti. .) Il liquido di Lugol penetra allinterno del batterio dove, con il cristal violetto, forma un complesso violetto-iodio che, a causa del suo ingombro sterico, non pi in grado di fuoriuscire dal batterio, rimanendovi intrappolato allinterno. - Risciacquo con acqua. - Etere Acetone (95% + 5%). .) Il complesso violetto-iodio, insolubile in acqua, invece facilmente solubile in alcool, quindi ha la possibilit, disciogliendosi, di fuoriuscire dal batterio, qualora questo sia gram -. .) Nei batteri gram infatti, il complesso violetto-iodio fuoriesce. Non sono chiari i meccanismo molecolari che determinano luscita del colorante primario dal batterio. Una prima ipotesi prevede che laggiunta di etere, sciogliendo i lipidi presenti nella parete cellulare, provochi nella stessa dei buchi attraverso cui il complesso violettoiodio potrebbe essere perso. Tali buchi non si formerebbero nella parete cellulare dei gram + perch meno ricca di lipidi. Una seconda ipotesi vede nelletere il responsabile di un raggrinzimento della parete cellulare dei batteri gram + che impedirebbe cos al colorante primario di uscire. Tale raggrinzimento non si verificherebbe nei gram per cui il colorante pu uscire. - Fucsina basica per 30-45 secondi. .) Il colorante secondario viene assunto dai batteri gram che hanno perso quello primario, mentre i batteri gram + mantengono il colorante primario, respingendo il secondario. - Risciacquo con acqua - Asciugare allaria - Goccia di olio di cedro con ugual indice di rifrazione. - Osservazione Dallosservazione si traggono informazioni circa la forma (come dalla colorazione semplice), inoltre si pu discriminare tra batteri gram + (blu) e batteri gram (rossi). Lassunzione di tali due informazioni permette al medico di determinare con buona approssimazione lantibiotico da somministrare.

COLORAZIONE DIFFERENZIALE DI ZIEHL-NEELSEN. Metodologia - Preparare lo striscio del materiale da colorare. - Fare evaporare lacqua. - Fissare alla fiamma. - Aggiungere fucsina fenilata (fucsina basica + fenolo 5%) a caldo. .) Ci favorisce la penetrazione del colorante a livello dei lipidi della parete cellulare non direttamente esposti in superficie. .) Il riscaldamento deve perdurare fino alla comparsa dei primi vapori (tempo di attesa 1 minuto circa). .) Tale procedura pu anche essere fatta a freddo aspettando dalle 24 alle 48 ore. - Risciacquo con acqua. - Aggiunta di H2SO4 2% per 1 minuto. .) Nella maggior parte dei batteri laggiunta di H2SO4 provoca la fuoriuscita del colorante primario; il batterio potr cos acquistare il colorante secondario.

.) I batteri superiori presentano uno spesso strato lipidico che impedisce lattacco dellacido conservando il colorante primario ed evitando di assumere quello secondario. - Risciacquo con acqua. - Aggiunta di blu di metilene (3 minuti). - Risciacquo con acqua. - Goccia di olio di cedro a pari indice di rifrazione. - Osservazione. Allosservazione i micobatteri (agente etiologico della tubercolosi) appaiono colorati di rosso perch provvisti di lipidi nella parete cellulare che gli fanno acquisire il colorante a caldo ma che impediscono allacido di attaccare. Tutti gli atri appaiono colorati in blu perch non hanno assunto il colorante secondario. Con questa tecnica si possono colorare anche le spore. La corteccia dello spore, formata da uno spesso strato lipidico, a caldo assume la fucsina basica ma non pi in grado rilasciarla anche se attaccata dagli acidi. Il batterio che accoglie la spora (sporangio) si decolora con lacido e assume il blu di metilene, per cui appare blu.

Metabolismo Batterico
Generalit sul metabolismo batterico.
Lo scopo del metabolismo batterico quello di produrre energia (sottoforma di molecole di ATP) da impiegare nelle attivit vitali del batterio quali la sintesi molecolare (anabolismo), il movimento, il trasporto dei nutrienti. Alcuni batteri ricavano energia dalla luce o da elementi inorganici (Fe e S) ma non sono patogeni. I batteri patogeni ricavano energia dalla demolizione (catabolismo) di molecole organiche (ricche di protoni e di elettroni) quali zuccheri. Nella demolizione delle molecole organiche si determina il rilascio di elettroni e protoni che vengono trasferiti ad altre molecole organiche o inorganiche tramite molecole trasportatrici quali il NAD+. La molecola organica demolita cede elettroni ossidandosi (donatore) mentre la molecola organica che li acquista si riduce (accettare). Tale trasferimento di elettroni genera unenergia che viene immagazzinata nei legami ~ dellATP due differenti modalit: - Fosforilazione a livello del substrato: lADP acquisisce il gruppo fosfato presente in unaltra molecola organica che ne rimane priva. Si forma cos ATP. G~PO4 + ADP ATP + G - Fosforilazione ossidativi: lADP acquisisce una molecola di fosfato inorganico libera immagazzinando cos lenergia liberata nella catena respiratoria. 10

Fermentazione.
Processo metabolico di produzione di energia (ATP) attraverso trasferimento di elettroni da una molecola organica che si ossida (donatore) ad una molecola organica che si riduce (accettore). Processo anaerobico: lossigeno non viene coinvolto. Glicolisi: - Glucosio (molecola di partenza) - Trasformazione del glucosio in 2 molecole a 3 atomi di carbonio con consumo di 2 ATP: .) diidrossiacetonfosfato (DHAP) gliceraldeide 3P .) gliceraldeide 3P - Le due molecole di gliceraldeide 3P vengono trasformate in due molecole di fosfoenolpiruvato con: .) produzione di 2 ATP per fosforilazione a livello del substrato .) riduzione di NAD+ a NADH2 - Le due molecole di fosfoenolpiruvato vengono trasformate in due molecole di acido piruvico .) produzione di 2 ATP per fosforilazione a livello del substrato. - Lacido piruvico accetta riducendosi i due protoni ed elettroni e si trasforma in acido lattico. - Resa energetica: 2 ATP = (-2 ATP + 4 ATP = 2 ATP) Altre vie di fermentazione del glucosio: - via dei pentoso fosfati - via di Entner-Doutoroff Possono essere fermentate anche molecole differenti dal glucosio come amminoacidi, purine, ecc

Respirazione.
Processo biochimico-metabolico di produzione di energia nel quale una molecola organica ricca di protoni ed elettroni (glucosio) si ossida completamente e gli elettroni liberati vengono raccolti da una molecola trasportatrice quale NAD+ FAD+ che scaricano gli elettroni sulla catena respiratoria. Gli elettroni percorrono la catena respiratoria al termine della quale presente laccettore finale di elettroni che pu essere: - Ossigeno che si riduce ad H2O (respirazione aerobica) - Nitrati, solfati e carbonati in grado di accettare elettroni e ridursi (respirazione anaerobica). La prima parte della respirazione: la glicolisi: - Come la glicolisi fermentativa: .) parto dal glucosio .) spendo 2 ATP per romperlo in 2 molecole a 3 atomi di carbonio .) produco 4 ATP per fosforilazione a livello del substrato .) ottengo piruvato - Al contrario della glicolisi fermentativa: .) i due FADH2 prodotti scaricano gli elettroni sulla catena respiratoria e non pi sul piruvato. .) il piruvato non diventa pi lattato ma perde un carbonio come CO2 diventando Acetile .) lAcetile si lega al CoA e diventa acetil-CoA La seconda parte della respirazione: il ciclo di Krebs: - Produzione di molti NADH2 e qualche FADH2. 11

- Queste molecole trasportatrici di elettroni scaricano sulla catena respiratoria gli elettroni. Catena respiratoria: - Situata nella membrana plasmatica. - Formata da molecole che si ossidano e si riducono alternativamente trasferendosi gli elettroni. - Si formano 3 siti in cui il salto energetico tale da consentire la fosforilazione ossidativa di ADP ad ATP (i siti diventano due se il trasportatore FAD+). - La liberazione di energia in quantit discrete permette di immagazzinare lenergia in legami P~ADP senza che la cellula bruci. Resa energetica: 38 ATP.

Classificazione batterica in base al metabolismo.


AEROBI OBBLIGATI: - Cresce solo con O2 a 1 atm e 20% di pressione parziale del gas. - Produzione di prodotti tossici per il batterio come H2O2 e superossidi ma possiedono catalasi e superossido dismutasi in grado di neutralizzare rispettivamente i due agenti tossici per la cellula. - Applicano abitualmente la respirazione aerobica. MICROAEROFILI: - Cresce solo con O2 a 0,2 atm e 4% di pressione parziale del gas. - Producono anchessi prodotti tossici come H2O2 e superossidi e in loro risposta dispongono di catalasi e superossido dismutasi. Questi ultimi prodotti vengono prodotti ma in quantit ridotte quindi se c poco ossigeno, e quindi pochi prodotti tossici, questi riescono ad essere neutralizzati. Se le quantit di ossigeno presenti aumentano, aumenteranno con esso anche la produzione di prodotti tossici per i quali gli antidoti si renderanno insufficienti con conseguente morte cellulare e inibizione alla crescita. - Respirazione aerobica ANAEROBI FACOLTATIVI: - Crescono sia in presenza che in assenza di ossigeno. - Se lossigeno presente applica la respirazione aerobica completa. Se lossigeno assente attua la fermentazione per cui il glucosio viene ossidato ad acido lattico. Possono attuare anche una respirazione anaerobica. - Se attuano la respirazione aerobica (in presenza di ossigeno che rappresenta la condizione ottimale) sono in grado di produrre catalasi e superossido dismutasi. ANAEROBI OBBLIGATI: .) Tempo di Germinazione: Tempo necessario a raddoppiare il numero di elementi batterici presenti in

Crescita Batterica
Curva di crescita
Grafico che, mettendo in relazione la concentrazione batterica nel tempo di una coltura batterica effettuata in un terreno completo, rende conto delle caratteristiche e delle fasi della crescita batterica tipiche di ogni specie. 12

FASE DI LATENZA: - I batteri appena coltivati si adattano al terreno. - Non c divisione cellulare ma i batteri si adattano a tale evento quindi osserviamo: .) aumento di volume .) sintesi proteica - Eventuale sintesi di enzimi inducibili (es. della -galattosidasi per E. Coli). - Al termine della latenza la velocit di crescita si incrementa. FASE ESPONENZIALE: - Corrispondenza di tipo lineare tra log2 dei batteri e tempo dovuta a: .) divisione dei batteri secondo fissione binaria (asessuata) .) la crescita batterica segue quindi una progressione geometrica. - Non tutti i batteri in tale fase sono in divisione poich la crescita sfalsata nel tempo. .) Tempo di Germinazione: Tempo necessario a raddoppiare il numero di elementi batterici presenti in un dato istante. Corrisponde al tempo necessario per una duplicazione batterica. - La velocit di crescita influenzata da: .) specie batterica .) temperatura .) ricchezza di nutrienti nel terreno. FASE STAZIONARIA: - Equilibrio tra i batteri che muoiono e quelli che vanno incontro a divisione. - Determinato da: .) esaurimento dei nutrienti .) accumulo di sostanza tossiche (capaci ad esempio di fare cariare il pH) .) affollamento esaurimento O2 - Pu essere prolungata: .) a 4C .) per congelamento o liofilizzazione. Nella fase esponenziale si ottenuta una corrispondenza lineare perch la crescita dei batteri nel tempo non era sincronizzata. Se si sincronizza, facendo coincidere per tutti i batteri della cultura di crescita, divisione e latenza, otteniamo un grafico a gradini che indica che tutti i batteri ad un certo istante si dividono incrementando ad un solo istante il loro numero. La sincronizzazione della crescita si riesce a mantenere solo per pochi cicli riproduttivi poi viene persa. 13

Nutrienti
ACQUA - Trasporto di nutrienti allinterno della membrana perch li discioglie - Idrolizzare le molecole CARBONIO - Utilizzato per ricavare energia da C6H12O6 - Liberato come CO2 nellaria - Produzione di molecole organiche molto complesse. AZOTO - Utilizzato per la sintesi di aminoacidi, purine e pirimidine - Recuperato da: .) ammoniaca NH3 .) nitrati e nitriti (NO3 NO2) .) azoto gassoso N2 ZOLFO - Fornito come solfato di ammonio, convertito in acido solforico e impiegato per la sintesi dellaminoacido cisteina. FOSFORO - Fornito come fosfato inorganico e impiegato per sintetizzare DNA, RNA, ATP IONI INORGANICI - Mg++, Mn++, Fe++, Na+, K+, Mo. - Funzioni: .) cofattori di enzimi .) conservazione di energia .) trasporto di elettroni.

Fattori fisici che influenzano la crescita.


PH - La maggior parte dei batteri cresce ad un pH compreso tra 6 e 8. - Esistono tuttavia acidofili e basofili che crescono meglio a pH acidi o basici. TEMPERATURA - Ogni batterio ha una temperatura di crescita ottimale. - Psicrofili: 14

.) crescono tra i 10 e i +20 C .) nellacqua o nel terreno .) nelle zone temperate ma colonnina anche zone fredde. - Mesofili: .) Tra i 30 e i 37 C .) Lo sono la maggior parte dei batteri patogeni per luomo. - Termofili: .) Tra i 40 e i 75 C .) Sono per lo pi archebatteri abituati a condizioni estreme. .) Nelle acque termali solforose CONCENTRAZIONE SALINA - La concentrazione salina determina la generazione di una differenza di pressione osmotica che pu fare scoppiare il batterio o lo pu fare svuotare. - Batteri alofori: .) Crescono a concentrazioni saline elevate .) Lo Stafilococcus Aureus resiste bene a diverse concentrazioni saline per questo pu provocare infezioni alimentari. .) Conservazione di cibo sotto sale. OSSIGENO

Terreni di coltura
Pu essere liquido o solido. - liquido brodo - solido brodo + agar .) Agar: carboidrato estratto dalle alghe marine che non viene degradato dai batteri e che quindi pu essere aggiunto al terreno do coltura senza che funga da nutriente. .) Passa dal sol a gel a 95C e da gel a sol a 40C. Avere temperature di gelazione e salificazione cos distanti perch mi permette di scioglierci dentro un sacco di sostanza. .) Posso coltivarci dentro tutti i batteri (psicrofili, termofili) Composizione di un terreno di coltura generico: - Dado (estratto di carne) - Peptoni: insieme di proteine parzialmente digerite. - In un terreno generico non crescono tutti i batteri Terreni speciali: - Terreno sintetico composizione chimica definita. - Terreno arricchito o supplementato: .) terreno in cui vengono aggiunte sostanza nutrienti (es. agar sangue / aggiunta di sangue defibrinato di cavallo). .) impiegato se una specie batterica non cresce in un terreno generico. - Terreno selettivo: .) consente la crescita di una sola specie batterica rispetto alle altre. .) si ottengono agendo su: 1. nutrienti 2. pH 3. sali 4. O2 - Terreno Differenziale: .) Nonostante consenta la crescita di pi di una specie batterica, consente di riconoscerla attraverso lidentificazione del colore o di altre caratteristiche macroscopiche. 15

Terreno di arricchimento: .) Impiegato per inibire la crescita di una specie batterica indesiderata che potrebbe sopraffare numericamente la specie batterica che si intende coltivare. Terreni di trasporto: .) preserva il campione fino allarrivo in laboratorio .) contengono tamponi salini che inibiscono la crescita batterica

Coltivazione di anaerobi
Giara per anaerobi o Gas Pack - Contenitore in policarbonato chiuso ermeticamente. - Allinterno un involucro di alluminio contente H2O - Lacqua contenuta nellinvolucro di alluminio forma H2 e CO2. - Il platino presente nel coperchio catalizza la reazione di H2 e O2 a formare H2O creando un ambiente anaerobio. Bio-Bag - Busta gas impermeabile contenente una fiala di gas e un indicatore. - Rompendo questa fiala di gas questo si libera, si elimina O2 e si forma un ambiente anaerobio Cappa per anaerobi. - Cappa in plastica con guanti per lavorarci dentro.

Tecniche per lisolamento batterico


Coltura pura isolare una singola specie batterica da una coltura mista. Semina su piastra - Distribuzione di una coltura batterica mista con unansa sterile su una piastra Pedri. - La distribuzione sulla piastra permette ai batteri di distanziarsi gli uni dagli altri e di crescere uno per volta separati in aree distanti. Semina per inclusione - Diluire la cultura mista iniziale. - Versarlo sul fondo di una piastra Pedri vuota e sterile. - Riempire la piastra con agar liquido. - Agitare. - Le colonie si sviluppano sia sulla superficie della piastra sia nel suo spessore Coltura su filtro - Filtrare il campione in una membrana filtro. - Porre la membrana in terreno. - Permette di conoscere il numero di microrganismi presenti semplicemente contando le colonie sviluppatesi.

Terreni per isolamento primario


TIOGLICOLATO - Agar e acido tioglicolico - Consente la crescita di anaerobi grazie allinstaurarsi di un ambiente riducete AGAR SANGUE - Consente la crescita delle specie batteriche pi esigenti. - Valutazione dellattivit emolitica di un microrganismo FENITELILALCOOL AGAR 16

- Crescono i gram + e muoiono i gram -. EMB AGAR - Crescono i gram - e muoiono i gram +. AGAR CIOCCOLATO - Agar + sangue scaldato - Cresce solo Neisseria Haemophilus.

Metodi di prelievo e trasporto di un campione microbiologico in laboratorio


Prelievo: - Va effettuato quando si sicuri che ci sia il microrganismo. - Va effettuato dove si sicuri che ci sia il microrganismo - Va tenuto conto di eventuali terapie in corso. Trasporto: - Se possibile coltivare subito il microrganismo ricercato. - Se non fosse possibile occorre fornirsi dei metodi migliori per conservare il microrganismo intatto fino allarrivo in laboratorio. - Non esiste un metodo universale per il trasporto perch ogni microrganismo ha esigenze culturali differenti rispetto allaltro - Per questo occorre avere almeno unidea di quale tipo di microrganismo si vuole ricercarne la presenza. - Esistono in commercio terreni di trasporto. Esame microscopico primario in laboratorio: - Da subito unindicazione almeno generale (presenza di inclusi cellulari, ecc) - Questo determina la scelta di un certo tipo di semina. Esame culturale: - Se cerco il microrganismo i un tessuto normalmente sterile (sangue, liquor) impiego un terreno culturale che fa crescere quanta pi roba possibile. - Se uso campioni normalmente contaminati (feci), uso un terreno che mi selezioni in qualche modo il microrganismo di cui voglio indagare al presenza. - Per le urine la densit con cui presente il microrganismo sintomo o meno di infezione (a concentrazioni maggiori di 105 il test positivo). - Se cerco un fungo uso il terreno di Sabourund.

Identificazione di un batterio
Confronto del batterio sconosciuto X con il batterio conosciuto A: - X uguale o diverso da A? - Se X = ad A deve essere diverso da B, C, D, E Si considerano - aspetti morfologici - caratteristiche culturali - comportamento metabolico - composizione chimica (enzimi) - indicibilit antigenica - costituzione genetica Classificazione secondo due metodi - Gerarchica dando importanza ad alcuni aspetti rispetto ad altri. Considerare determinati caratteri prioritari rispetto ad altri pu condurre a schemi classificativi notevolmente differenti. 17

Numerica che la classificazione odierna. Si opera una grande distinzione in gram + o . A tutte le altre caratteristiche si assegna lo stesso peso. Ogni batterio viene classificato in base al possesso di diversi caratteri ai quali viene assegnato per sempre lo stesso peso (assegnazione di codici numerici).

Conta cellulare
Conta al microscopio - Distribuisco la soluzione microbica su una camera di Bunker. - Conto il numero di batteri per celletta e ne faccio la media - Conoscendo il volume do ogni celletta posso risalire alla concentrazione batterica della soluzione. - Occorre: .) aggiungere formalina per uccidere i batteri e impedire loro di muoversi .) attendere che tutti i batteri sedimentino per avere un unico piano focale Conta su piastra - Diluire la soluzione originale con soluzione fisiologica allo scopo di diminuire la concentrazione batterica - Prelievo di una quota di soluzione e distribuzione su piastra Pedri - La conta del numero delle colonie sviluppatesi sulla piastra relazionato al volume della quota prelevata e ai rapporti di diluizione fornisce il numero di batteri presenti in coltura. Spettrofotometro: - La torpidit di una soluzione microbica aumenta proporzionalmente al numero di batteri presenti - Lo spettrofotometro rivela lassorbanza o densit ottica e la mete in relazione con la concentrazione batterica della soluzione.

Genetica Batterica
Struttura del cromosoma batterico.
Unico A doppia elica Di forma circolare ma avvolto su se stesso per poter alloggiare allinterno del batterio. Non complessato con istoni Con forche di replicazione multiple

Operoni
Raggruppamento di geni la cui espressione produce proteine diverse ma adibite tutte ad un unico scopo o funzione. Struttura di un operone: - Geni Strutturali la cui sintesi produce proteine funzionali per la cellula. - Operatore non viene trascritto ma in grado di legare un eventuale repressore della sintesi; considerato come linterruttore delloperone.

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Promotore situato a monte delloperatore, lega la RNA polimerasi e d inizio alla sintesi. - Gene Regolatore situato esternamente alloperatore, responsabile della sintesi di un eventuale repressore. Lac-Operone: - Geni strutturali presenti: .) Z -galattosidasi dissocia il lattosio in glucosio e galattosio .) Y permeasi proteina per il trasporto intracellulare del lattosio. .) A transacetilasi permette limpiego di zuccheri diversi dal lattosio. - Se il lattosio non presente: .) il gene regolatore produce il repressore .) il repressore si lega alloperone impedendo la sintesi della RNA polimerasi .) i geni strutturali per limpiego del lattosio non vengono trascritti. - Se il lattosio presente: .) il gene regolatore continua a produrre il repressore .) il repressore si lega al lattosio formando un complesso molecolare incapace di legarsi alloperatore .) I geni strutturali per limpiego del lattosio possono essere prodotti dalla RNA polimerasi e il lattosio, di conseguenza, viene impiegato.

Operone Triptofano: - Geni strutturali presenti: .) da A ad H enzimi per la sintesi del triptofano. - In presenza di triptofano nel terreno: .) il gene regolatore produce il repressore .) il repressore si lega al triptofano che gli fa da corepressore e solo cos pu legarsi alloperatore. .) la RNA polimerasi non pu trascrivere i geni per la produzione del triptofano - In assenza di triptofano: .) il gene regolare produce il repressore .) Lassenza del corepressore triptofano impedisce al repressore di legarsi alloperatore. .) la RNA polimerasi ha libero accesso alla sintesi degli enzimi per la produzione di triptofano.

Mutazioni
Cambiamenti di un carattere specifico di un batterio determinato da alterazioni del suo materiale genetico. Insorgono con frequenza 10-7 10-9 nei batteri anche se esistono zone di materiale genetico denominate hot spots per le quali la frequenza di mutazione aumenta salendo a 10-11. Mutazioni spontanee: - Dovute a modificazioni elettrochimiche (tautomeria chetoenolica) delle basi azotate al momento della duplicazione del DNA. - Dovute allinserimento delle sequenza dinserzione (che hanno la capacit di cambiare di posizione allinterno del DNA) in segmenti di codice genetico che codificano per proteine funzionali o strutturali. Mutazioni indotte: 19

Dovute ad agenti fisici: .) Raggi X e g alto contenuto energetico formazione di radicali liberi rompono le molecole di DNA spezzandole. .) raggi UV producono dimeri di timina. - Dovute ad agenti chimici .) HNO3 e acridine provocano errori nellaccoppiamento di basi Possiamo ottenere tre tipi di mutazioni: - Mutazioni di resistenza ad un antibiotico: .) la mutazione ha reso il batterio resistente a certi antibiotici. - Mutanti auxotrofi: .) batteri mutanti che hanno perso la capacit di sintetizzare certi enzimi. .) occorre quindi fornire loro questi enzimi. .) possono essere individuati tramite replica plating su velluto in un terreno minimo. .) i ceppi da cui derivano e che sono completi sono definiti prototrofi. - Mutanti temperatura sensibile: .) la mutazione ha legato lattivit biologica del batterio ad una determinata temperatura. La duplicazione cromosomica precede la divisione citoplasmatica; di conseguenza: - Se la mutazione precedente alla duplicazione cromosomica entrambe le cellule presentano la mutazione. - Se la mutazione postuma alla duplicazione cromosomica, solo una delle due cellule la presenta.

Trasformazione
Metodo di trasferimento di geni tra un batterio donatore ed uno ricevente consistente nella cattura di segmenti di DNA estranei da parte del batterio ricevente. Si verifica solamente in certe specie batteriche che hanno acquistato competenza, avvero che sono provviste di recettori capaci di legare le molecole di DNA libere. Fasi: - Legame del DNA .) deve essere a doppio filamento .) anche di specie batteriche differenti - Internalizzazione del DNA - Riduzione del DNA a doppio filamento introdotto a DNA a singolo filamento. - Integrazione del DNA .) il DNA viene inserito nel cromosoma batterico attraverso un evento di ricombinazione .) vale solo per le sequenza omologhe. - Distruzione del DNA non omologo a quello ricombinativi attraverso nucleasi Esperimento di Griffith: - Produzione di capsula (virulenza) da parte di ceppi non capsulari (non virulenti) quando batteri vivi non capsulari vengono messi insieme a batteri capsulari ma morti. - Dimostra che nei batteri si pu aver passaggio di materiale genetico da una specie allaltra. - Mette in luce per la prima volta la trasformazione.

Coniugazione

Metodo di trasferimento di geni tra un batterio donatore (F+) e un batterio ricevente (F-) mediato attraverso il fattore F. Fattore F o Fattore Sessuale o Fattore di Fertilit: 20

- Segmento di DNA a doppia elica, circolare, esterno al cromosoma batterico circolare. - Per questo dotato di autonomia replicativa. - Permette la produzione di pili sessuali nella cellula che lo possiede (F+) Pili sessuali: - Si produce nella cellula F+ ad opera del fattore F. - Permette lattacco della cellula donatrice alla ricevente. - Trasferisce materiale genetico da F+ a F- trasformando cos F- ad F+ per acquisizione (trasferimento) del fattore sessuale dopo che sia stato duplicato nella cellula donatrice. Nel batterio ricevente il fattore F pu: - Rimanere libero nel citoplasma formando un plasmide indipendente dal cromosoma batterico, come lo era nella cellula di origine. - Integrarsi nel cromosoma batterico, trasformando la cellula in HFR (High Frequency of Recombination) .) una cellula F+ .) forma pili sessuali .) trasferisce materiale genetico per coniugazione ma spesso non trasferisce il fattore F ch in coda al materiale genetico trasferito. Il pilo sessuale tra cellula e cellula permane per un tempo troppo breve per cui, passa gran parte del DNA ma non il fattore F che rimasto in coda. .) il materiale genetico inglobato va incontro a ricombinazione. Scoperto da Landemberg: - Ceppo batterico A-B-C+D+ in coltura minima: .) avrebbe bisogno di A e B per crescere .) coltivato isolatamente non cresce. - Ceppo batterico autotrofo complementare A+B+C-D- in coltura minima: .) avrebbe bisogno di Ce D per crescere .) coltivato isolatamente non cresce. - Coltivati insieme i due ceppi crescono senza aggiungere nulla la terreno e le specie si trasformano in A+B+C+D+. - Perch? .) mutazioni retrograde? NO incompatibilit con il numero di mutanti! .) Trasformazione o Trasduzione? NO! .) stata la coniugazione!!!

Trasduzione
Metodo di trasferimento di materiale genetico tra batterio e batterio che sfrutta i virus batteriofagi (che infettano i batteri) e il loro ciclo lisogeno. Ciclo lisogeno: - Il batteriofago si attacca al batterio. - Trasferimento di materiale genetico virale al batterio (infezione). - Replicazione e traduzione del materiale genetico virale utilizzando la macchina biosintetica batterica. - Il materiale genetico formatosi viene chiuso in numerose capsule formando cos i virioni. - Il batterio si rompe, i virioni fuoriescono e infettano altre cellule. Durante la produzione dei virus il DNA batterico viene rotto in tanti pezzi pi piccoli. Se nella capsula virale viene chiuso uno di questi pezzi di genoma batterico anzich di quello virale, ecco che il virus diventer un mezzo di trasferimento di materiale genetico da un batterio ad un altro. 21

In caso di infezione il batterio ricever il materiale genetico di un batterio nonostante ad infettarlo sia stato un virus.

Plasmidi
Molecola di DNA a doppio filamento indipendente dal cromosoma batterico. Possono essere: - Coniugativi possiede i geni per la formazione di un pilo sessuale (Fattore F) - Non coniugativi non possiede il Fattore F per cui si trasferiscono solo tramite processi trasduttivi o trasformativi. Plasmidi R: - Resistenza agli antibiotici - Molto diffuso perch: .) un elemento coniugativi (contiene il Fattore F) .) formato da trasposoni, sequenza di DNA con facile trasferibilit.

Sterilizzazione e Disinfezione
Terminologia.
STERILIT: Assenza di qualsiasi forma microbica vitale su un oggetto. - Concetto assoluto: un oggetto sterile o non lo . - Possono essere contenute forme microbiche ma morte. SEPSI: Distruzione di un tessuto vivente da parte si un microbo accompagnato da unintensa reazione infiammatoria. DISINFEZIONE: Distruzione dei microrganismi patogeni allo stato vegetativo; non prevede: - Distruzione di microrganismi non patogeni - Distruzione di microrganismi patogeni presenti come spore.

Metodi fisici.
CALORE Calore umido - Tempi di distruzione .) batteri in forma vegetativa: 30 min a 60C oppure 8 min a 80C .) muffe e lieviti vegetativi: 30 min a 60C oppure 8 min a 80C .) virus: 30 min a 60C oppure 8 min a 80C .) batteri sotto forma di spore: 15 min a 121C - Bollitura: .) non sporicida .) tutte le forme vegetative vengono per comunque distrutte. - Autoclave o vapore sotto pressione: .) metodo elettivo .) 15 min a 121C a 15 psi distruggono qualsiasi spora. - Pastorizzazione 22

.) si applicano temperature non troppo alte allo scopo di distruggere le forme vegetative di batteri che possono alterare le qualit organolettiche del liquido (latte). Calore secco (forno di casa): - Il calore agisce sulle proteine denaturandole - Il calore secco richiede pi tempo rispetto a quello umido - Tempi di sterilizzazione: .) 16 ore a 121C .) 2 ore a 160C .) 1 ora a 170C

FILTRAZIONE Impiego: - Ogni volta che il calore, denaturando le proteine, renderebbe inutilizzabile loggetto. - Liquidi - Aria: filtri HEPA per cappa a flusso laminare e camere sterili separano fino a 0,3 m con 99,97% di efficienza. - Preparazioni di soluzioni acellulari di tossine. - Determinazione delle dimensioni delle particelle virali.

ULTRASUONI Metodo di pre-sterilizzazione applicato allo scopo di rimuovere la materia interferente in oggetti da sterilizzare. RADIAZIONI Radiazioni UV - Agiscono formando dimeri di timina negli acidi nucleici, interrompendo la duplicazione del DNA e portando quindi il batterio a morte. - Poco usata perch: .) i microrganismi devono essere direttamente a contatto con i raggi; se sono schermati, causa la bassa penetranza dei raggi UV, non muoiono. .) problemi di esposizione per le persone. - Impiegate per abbassare la carica batterica in un ambiente attraverso lapplicazioni di lampade sul tetto perch: .) non colpiscono luomo .) laria calda sale verso lalto portando con se i batteri che vengono uccisi dalle lampade. Radiazioni ionizzanti (X e ) - Azione: .) diretta colpiscono il batterio e lo uccidono. .) indiretta formano perossidi tossici e radicali che attaccano il DNA spezzandolo. - Usate per sterilizzare confezioni gi chiuse come le siringhe.

Metodi chimici
FENOLO Non pi impiegato a causa delle sue propriet irritanti ed anestetiche. Ottima efficacia su saliva, feci, simili. 23

ALCOLI Efficace su tutto ma non sulle spore. Azione: - Denatura le proteine. - Sciogli i lipidi di membrana e gli involucri. ALOGENI Attivi perch inducono alogenazione o ossidazione delle proteine. Cloro: - Stato puro depurazione acque. - Ipocloriti a rilascio graduale sbiancanti - Candeggina (NaOCl) ottimo germicida. Iodio: - Germicida tra i pi impiegati su ferite e infezioni cutanee, strumenti operatori. - Non si diluisce i acqua ma in alcool dove da luogo a tinture. - Iodofori: sostanza contenenti iodio che offrono maggior stabilit ed un rilascio graduale dello oidio. TENSIOATTIVI Saponi: - Sali sodici o potassici di acidi grassi a lunga catena. - Rimuovono i germi attraverso unazione meccanica, emulsionando lo strato oleoso della pelle. - Alcuni possono contenere sostanze antibatteriche. Detergenti: - Sono agenti sintetici igienizzanti ad azione tensioattiva. - Anionici: .) come i saponi .) non hanno unazione disinfettante - Cationici: .) rimuovono i batteri perch attratti dalla polarit negativa della membrana dei batteri. .) non hanno azione sporicida. - Non ionici .) nessuna azione antibatterica. AGENTI ALCHILANTI Funzionano perch sostituiscono gli idrogeni delle molecole con gruppi alchilici. Formaldeide - In soluzione (formalina) un fissativo di campioni anatomici e istologici. - Molto irritante. Glutaraldeide: - Al 2% uccide ogni cosa. - Molto irritante. Ossido di etilene (ETO): - Richiede tempi molto lunghi per il raggiungimento della sterilit. - Urticante e tossico. - Esplosivo con laria si usa con CO2 e N2. METALLI PESANTI Cu e Ag inibiscono la crescita microbica. 24

Nitrati di argento usato in pomate come disinfettante per prevenire le infezioni della congiuntiva nei neonati

CLOREXIDINA

Chemioterapia.
Caratteristiche generali degli antibiotici.
I chemioterapici possono essere: - Sintetici: interamente costruiti in laboratorio. - Antibiotici: prodotti biologicamente da latri microrganismi. - Semisintetici: hanno un nucleo attivo prelevato da sostanze antibiotiche create naturalmente da altri microrganismi a cui vengono aggiunti code chimiche particolari che ne modificano e ne migliorano lattivit. Tossicit selettiva - Concetto introdotto da Herlic. - Un agente antimicrobico deve essere pi tossico per le cellule dellagente infettante che per quelle dellospite. Spettro antibatterico: - Ristretto lantibiotico pu agire solo su poche specie. - Largo lantibiotico pu agire su numerose specie sia Gram + che Gram Attivit batteriostatica: - Porta ad una inibizione temporanea della crescita batterica che pu riprendere appena venga allontanato lantibiotico (fenomeno reversibile) - Un batteriostatico non indicato ogni volta che il paziente abbia una sistema immunitario compromesso. Attivit battericidica: - Lantibiotico provoca alterazioni cellulari che non sono pi reversibili. - Molto spesso uno stesso farmaco pu avere attivit batteriostatica o battericidica a seconda delle differenti concentrazioni con cui viene somministrato. Combinazioni di antibiotici: - Al fine di allargare lo spettro di attivit (associo un antibiotico attivo sui Gram + e sui Gram -). - Per evitare linsorgenza di specie farmaco resistenti. Le mutazioni spontanee avvengono con una frequenza di 10-7. La somministrazione di un solo farmaco potrebbe favorire la selezione di eventuali specie mutagene resistenti al farmaco. Lassociazione di due differenti antibiotici, abbatte la frequenza di insorgenza di fenotipi batteriologici mutati a 10-14. - Associando differenti farmaci le concentrazioni di ciascuno diminuiscono e con essa anche la tossicit nei confronti delle cellule ospite. - Per agevolare una sinergia. Tuttavia, lassortimento di due farmaci, pu essere anche in antagonismo, non sempre in sinergia poich interferiscono luno contro laltro. Meccanismi di azione degli antibiotici: - Inibizione della sintesi della parete cellulare. - Inibizione della sintesi proteica - Alterazione della membrana cellulare. - Inibizione della sintesi degli acidi nucleici. 25

Inibitori della sintesi della parete cellulare.


I costituenti della parete cellulare: - Vengono sintetizzati a livello citoplasmatica - Trasportati al di fuori della membrana cellulare attraverso un trasportatore lipidico. - Assemblati al di fuori della membrana a formare il pectidoglicano. Gli antibiotici che agiscono sulla sintesi della parete cellulare possono agire: - A livello citoplasmatico - Sui carriers lipidici (bacitracina) - Sulla polimerizzazione della molecola. Penicillina. - Scoperta da Fleming che si accorge che in una piastra di coltura per gli stafilococchi, contaminata da muffe, la crescita batterica era stata bloccata. - Costituita da un anello -lattamico fondamentale. - Antibiotico ideale perch ha bassa tossicit e agisce gi a dosaggi limitati. - Derivati della penicillina: .) acido penicillamico lanello -lattamico chiuso e presenta una forte reattivit. Viene usato per la preparazione delle penicilline sintetiche. .) acido penicilloico lanello -lattamico aperto e non pi attivo. Provoca tuttavia delle reazioni allergiche a livello tissutale. - Meccanismo dazione: .) nella membrana cellulare batterica sono presenti delle particolari proteine dette PBP (Penicillin Bilding Proteins) che sono transpeptidasi ovvero permettono la formazione del legame peptidico che costruisce il pectidoglicano. .) tali proteine, come indica il nome, sono anche in grado di legare lanello -lattamico della penicillina. .) quando viene somministrata la penicillina, questa si lega con le PBP impedendole di formare il legame peptidico che origina il pectidoglicano. .) linstabilit molecolare dovuta alla non formazione dei legami peptidici allinterno del pectidoglicano determina lattivazione di enzimi autolitici che portano a morte la cellula batterica. .) se lantibiotico si lega a PBP alterato, se ci sono -lattaminasi che trasformano la penicillina in acido penicilloico, la cellula batterica sopravvive. .) la penicillina ha come bersaglio una struttura assente nelle cellule eucariotiche che costituisce un vantaggio per luomo. Cefalosporine - Sono -lattamici - Azione su numerose specie batteriche sulle quali la penicillina non ha effetto. Bacitracina - Inibizione dei soli Gram + - Molto tossico per questo usato solo a livello regionale Vancomicina.

Alteratori del funzionamento delle membrane cellulari.


Polieni - Farmaci antifungini - Si legano agli steroli della membrana plasmatica formando dei buchi che provocano perdita di nutrienti e morte della cellula. 26

- Relativamente tossici Polimixina: - Attaccano i lipidi di membrana causando perdita di componenti cellulari - Tossici, vengono impiegati prevalentemente per uso locale, mai per uso generale.

Antibiotici che inibiscono la sintesi proteica.


Aminoglicosidi - Si legano ai ribosomi provocando errori nella sintesi proteica dei costituenti strutturali che porta a lisi la cellula batterica. Tetracicline - Impediscono lallungamento della catena peptidica nascente Cloramfenicolo. Eritromicina (macrolidi)

Inibizione della sintesi degli acidi nucleici.


Non sono antibiotici ma antimetaboliti ovvero sostanza che competono con i prodotti del metabolismo cellulare. Sulfamidici (meccanismo dazione) - I batteri non sono in grado di utilizzare lacido folico presente nei tessuti ma devono sintetizzarlo a partire dai costituenti presenti nei tessuti. - Per la costruzione dellacido folico viene impiegato il sulfaminamide. - Se al posto di questultimo si introduce lacido paraminobenzoico, analogo strutturale del sulfaminamide, i batteri diventano incapaci di produrre acido folico. - Non vi rischio di tossicit per le cellule eucariotiche dellospite perch utilizzano lacido folico preformato. La tossicit quindi selettiva per i batteri. - Venendo meno lacido folico, il batterio non pu pi moltiplicarsi per mancanza di acidi nucleici per la sintesi proteica. Si ha quindi attivit batteriostatica (blocco della crescita batterica) che permette allorganismo di eliminare i batteri e giungere a guarigione. - I sulfamidici vengono impiegati per la terapia di infezioni da streptococchi. Chinoloni: - Agiscono a livello della DNA girasi che svolge un ruolo molto importante nei batteri.

Resistenza batterica agli antibiotici.


Avviene con 4 meccanismi fondamentali: - Alterazione del bersaglio dellantibiotico. - Alterazione a livello dei ribosomi o di altre strutture. - Impossibilit di ingresso (alcuni batteri buttano fuori lantibiotico). - Inattivazione enzimatica del farmaco (possesso di -lattaminasi nella maggior parte dei Gram -) - Via metabolica alternativa a quella inibita dallantibiotico. Costituisce un problema importante soprattutto in ambiente ospedaliero. Viene codificata da geni contenuti sui cromosomi o plasmidi con trasferimento della farmaco resistenza da un batteri allaltro (fattore R).

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BATTERIOLOGIA SPECIALE

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Stafilococchi
Staphylococcus aureus.
Famiglia delle Micrococcaceae. Appartiene al genere Stafilococco che comprende due specie importanti per la patologia umana: - S. aureus - S. epidermidis Gram + Cocchi disposti a grappolo. Privi di capsula Non cigliati Asporigeni Aerobi o Anaerobi facoltativi. Fermenta il mannitolo Produce catalasi. - Scinde la H2O2 prodotta dai macrofagi nellintento di fagocitare il batterio - in grado di sopravvivere allinterno del fagocita. Produzione di coagulasi Consente la coagulazione di sangue o plasma trattato con citrato od ossalato senza che occorra la presenza di Ca++. - Importante fattore di virulenza in vivo perch forma uno strato di fibrina intorno al batterio che lo protegge dalla fagocitosi. Proteina A - Presente sulla parete cellulare. - Lega frammenti Fc delle IgG. - Il legame allo stafilococco blocca lattivit delle immunoglobuline. Fattori di virulenza: - Capsula (non esiste una capsula completa piuttosto degli antigeni polisaccaridici pseudocapsulari presenti solo in alcuni ceppi). - Catalasi - Coagulasi - Proteina A - Proteasi - Ialuronidasi permette di penetrare il connettivo. - DNAsi - Enzimi lipolitici - Tossine: .) emolisine , , , , .) leucocidina attivit litica sui soli globuli bianchi. Il pi importante PV, causa degranulazione dei globuli bianchi consentendo cos allo stafilococco di albergare nella cellula. .) enterotossina (solo certi ceppi) .) tossine epidermolitiche (solo certi ceppi sindrome della cute sfogliata) .) tossina da shock tossico (TSST-1) e tossine pirogene. Ubiquitario, presente sulla cute e nel nasofaringe. Crescita: - Nei comuni terreni di coltura 31

- Con O2 colonie gialle - Capace di moltiplicarsi anche in presenza di alte concentrazioni di NaCl (fino al 7%). Patologie provocate: - Infezione delle ferite e della cute (ascessi, foruncoli, orzaioli favi, impetigine) - Sindrome della cute ustionata .) tipica dei neonati e degli immunodepressi .) dovuta ad una tossina epidermolitica (tossina esfoliativa) prodotta solo da alcuni ceppi. .) provoca sfaldamento degli strati superficiali della cute. - Setticemia e endocardite .) dovuta alla diffusione a livello ematico dellinfezione. - Sindrome da Shock Tossico. .) dovuto a ceppi producenti tossina pirogena (TSST-1) .) sintomatologia: diarrea, vomito, coagulazione intravascolare) - Infezioni polmonari - Enfisema pleurico - Artrite settica - Osteomielite .) infezione ossea da parte di S. aureus difficilmente eliminabile. - Intossicazione alimentare .) dovuta alla contaminazione del cibo da parte di ceppi di S. aureus producenti enterotossina .) gastroenterite acuta. .) pu provocare pericolosa disidratazione negli anziani e nei bambini piccoli. Diagnosi: - Attraverso isolamento culturale del batterio e osservazione al microscopio. - Distinto da S. epidermitis per: .) fermentazione del mannitolo (presente in S. aureus e assente in S. epidermitis) .) produzione di coagulasi da parte di S. aureus ma non dello S. epidermitis. Terapia: - Penicillina (solitamente) - Meticillina (se il batterio resistente alla penicillina) - Vancomicina (se il batterio resistente alla penicillina)

Streptococco
Caratteri comuni del genere.
Cocchi disposti a catenelle. Gram + Crescita in agar sangue. Comprendono numerose specie le cui pi importanti sono: - S. piogenes - S. pneumoniae - S. agalactiae. Criteri di classificazione: - Morfologici - In base allattivit emolitica presentata in agar sangue: 32

.) emolisi emolisi completa che da un alone trasparente .) emolisi emolisi incompleta con un alone verdastro (viridante). .) emolisi non emolisi. Antigenico sierologica ottenuta in base alla tipizzazione di un carboidrato di membrana detto sostanza C. .) si sono ottenuti gruppi da A ad O, ma i patogeni sono solo i gruppi A, B, C, D, G. .) ad ogni gruppo si sono assegnate una o pi specie. .) gruppo A S. piogenes .) gruppo B S. agalactie

Streptococcus piogenes Streptococco di classe A.


Cocco disposto a catenelle Gram + Capsula formata da acido ialuronico (non ha capacit immunologica). Presenta emolisi. Non produce catalasi Produce la proteina M: - Uno dei pi importanti fattori di virulenza - Inibisce la fagocitosi - Esistono pi di 80 differenti tipi antigenici di proteina M, ci ha portato allimpossibilit di costituire un unico vaccino per lo Streptococco. Fattori di virulenza: - Proteina M - Fattori di invasivit (enzimi) tra cui ialuronidasi, nucleasi, ecc - Streptolisina O .) ossigeno labile .) attivit emolitica solo in anaerobiosi .) immunogena .) cardiotossica - Streptolisina S .) attiva anche in assenza di O2 .) provoca alone intorno alle colonie. - Tossina Eritrogenica .) responsabile della scarlattina .) molecolarmente simile alle tossine da shock tossico. .) pirogena .) prodotta solo da particolari ceppi. Patogenesi: - Il contagio avviene attraverso numerosi portatori sani che albergano il batterio nellorofaringe e nella cute. - Lingresso avviene tramite le gocce di flugge, ed promosso da: .) acido lipoteicoico .) proteina M. - Si ha diffusione del batterio: .) linfezione di cute e mucose tendono a rimanere isolate. .) linfezione di ferite tende a diffondere. - Il virus si moltiplica resistendo alla fagocitosi grazie a: .) proteina M .) capsula di acido ialuronico 33

.) peptidasi. Nei tessuti lesionati di ha lo sviluppo di intensa reazione infiammatoria con produzione dei fattori di virulenza da parte del batterio quali: .) streptolisine .) esotossine pirogene A, B, C - Sviluppo di infezioni: .) suppurative (primarie) .) non suppurative (secondarie) Infezioni suppurative: - Cutanee (epidermiti) - Respiratorie (faringiti) Infezioni non suppurative: - Reumatismo articolare acuto: .) manifesta con poliartrite ed eventuale danno cardiaco. .) insorge solo come complicanza di infezioni da S. piogenes a livello faringeo .) malattia autoimmune dovuta verosimilmente alla capacit della proteina M di mimare alcuni componenti molecolari self e di indurre quindi anticorpi contro s e contro antigeni self. - Glomerulo Nefrite Acuta: .) si manifesta con proteinuria ed ematoinuria .) conseguenza sia di infezioni faringee che di infezioni cutanee .) dovuta ad una risposta infiammatoria agli immunocomplessi localizzati a livello renale .) nei cappi di S. piogenes nefritogeni contenuta una proteina chiamata endostreptosina a livello del citoplasma e della membrana citoplasmatica responsabile della formazione degli immunocomplessi. Diagnosi: - Coltura ricerca dello streptococco con tamponi e coltivazioni in agar sangue e aggiunta di bacitracina. - Sierologia valutazione del titolo antistreptolisinico (oltre 80 differenti sierotipi) e di anti-ialuronidasi e antinucleasi. Terapia: penicillina. -

Streptococcus Pneumoniae Pneumococco.


Diplococco Gram +. Capsulato solo nella fase S, non nelle altre fasi. Attivit emolitica Viene lisato dai sali biliari. Molto labile, va facilmente incontro ad autolisi Fattori di virulenza: - Capsula tipo specifica antifagocitaria. - Tossina emolitica (pneumolisina) - Fattori di colonizzazione. - Proteasi contro le IgA secretorie. Linfezione da pneumococchi subentra prevalentemente in pazienti immuno depressi. Agente etiologico di: - Polmoniti lombari - Otiti medie - Meningiti. Diagnosi: semina in agar sangue e test della lisi dei sali biliari. 34

Terapia: penicillina Profilassi: inesistente ma in corso di studio.

Neisseria
Caratteri comuni del genere.
Diplococchi (cocchi) gram . Il nome del genere non deriva dalla forma ma dallo scopritore. Parassitano le mucose delluomo dando infezioni suppurative con formazione di pus. Batteri aerobi ed anaerobi facoltativi. Il genere raccoglie 2 specie patogene per luomo, pi numerose altre specie non patogene commensali del cavo orale: - meningitis: agente etiologico della meningite cerebrospinale, si diffonde per via ematica e si localizza a livello delle articolazioni e delle ghiandole surrenali dove pu portare a morte improvvisa - Gonorrhoeae: trasmesso per via sessuale ed responsabile delle uretriti. Producono una citocromo ossidasi che ne consente la distinzione dagli altri batteri. Lapplicazione di tetrametilfurantoina sulle colonie batteriche cresciute nellagar cioccolato, determina un viraggio al colore rosso delle colonie stesse che evidenzia la presenza della ossidasi. I gruppi patogeni: - Sono sensibili alle variazioni di pH, temperatura ed acqua (essiccamento). - A causa della rapida autolisi che si determina nei ceppi patogeni, non possibile conservare il batterio a freddo ma, anche per periodi brevi quali quelli determinatisi nel trasporto fino al laboratorio, occorre coltivare subito il batterio. - Crescono solo in terreni arricchiti con siero di sangue in cui lalbumina elimina gli acidi grassi a corta catena tossici per i batteri (agar cioccolato). I gruppi non patogeni crescono anche a temperatura ambiente e in terreni culturali generici.

Neisseria Meningitis
Classificazione: - Famiglia: Neisseriacee - Genere: Neisseria - Specie Meningitis Presenta tutti i caratteri generali del genere Neisseria. Fattori di virulenza: - Antigeni capsulari polisaccaridici il cui assortimento determina la divisione della specie meningitis in vari sierogruppi e sierotipi. - Pili: adesione alla mucosa - Capsula: impedisce la fagocitosi - Proteasi che scinde le IgA. - Endotossina (essendo gram -) .) costituita da un lipooligosaccaride (LOS) 35

.) il maggior responsabile dello shock indotto da infezione da Neisseria Meningitis .) effetto diretto provocando coagulazione intravascolare disseminata .) effetto indiretto inducendo il rilascio di TNF, IL-1, IL-6 da parte dei macrofagi da essa attivati. - Capacit di sopravvivere allinterno dei fagociti nonostante non sia in grado di replicarsi al loro interno. Patogenesi: - Il contagio si determina per entrata del batterio nel cavo orofaringeo attraverso inalazione respiratoria delle gocce di Flgge (in casi di contagio in caserme, bastata aumentare la distanza tra i letti della camerata per scongiurare lepidemia meningitica). - Il batterio aderisce alle mucose e pu portare localmente infezione (nasofaringite) per lo pi fugace e asintomatica. - Il batterio pu: .) permanere in tale distretto (portatore sano) .) migrare nelle meningi attraverso la via ematica o passando la lamina cribrosa dellosso etmoide. - Nel passaggio nel sangue pu dare luogo a setticemia: .) si manifesta con febbre alta ed eruzione cutanea. .) complicanza sepsi fulminante: produce necrosi emorragica delle ghiandole surrenali con conseguente morte improvvisa del paziente. - La meningite si manifesta con febbre alta, forte cefalea, dolore e rigidit di collo e spalle. Diagnosi: - Segni e sintomi clinici - Il prelievo di liquido cefalorachidiano effettuato tramite puntura lombare, svela che il liquor, anzich essere limpido, presenta torpidit dovuta alla presenza di fagociti. Questi sono costituiti fa macrofagi con allinterno i batteri come si pu osservare attraverso una colorazione di Gram. Epidemiologia: - Infetta esclusivamente luomo - La maggiore incidenza si verifica nei bambini sotto i 5 anni con picco dopo i 6 mesi di vita quando il bambino perde la protezione fornitagli dalla permanenza in circolo degli anticorpi materni e non ancora in grado di produrne di propri. - Sarebbe facilmente debellabile se non esistessero i portatori sani. - Nei paesi industrializzati il rischio di infezione comunque basso. Terapia: - Rapida somministrazione di: .) penicillina .) amoxicillina (meglio ancora) passa pi rapidamente la barriera ematoencefalica. - Se la terapia non tempestiva si possono verificare danni permanenti quali ritardo mentale. - Esistono vaccini non obbligatori in Italia che prevedono limpiego di polisaccaridi di ceppo. La loro efficacia scarsa in quanto determinano una risposta esigua soprattutto nei bambini che costituiscono il bersaglio di elezione per Neisseria Meningitis.

Neisseria Gonorrhoeae.
Classificazione: - Famiglia: Neisseriacee - Genere: Neisseria - Specie Gonorrhoeae 36

Presenta tutti i caratteri generali del genere Neisseria. Privo di capsula. Necessita di CO2 per crescere. Patogenesi: - Trasmissione per via sessuale. - Infetta le mucose dellapparato sessuale maschile e femminile e quelle del nasofaringe permanendovi protetto dalle cellule epiteliali che lo fagocitano impedendo la fagocitosi dei macrofagi. - Nel maschio linfezione provoca uretrite acuta con formazione di un abbondante essudato ricco fagociti neutrofili contenenti il batterio. - Nella donna linfezione coinvolge oltre che luretra anche le ghiandole di Skene e Bartolino, lendocervice e il retto e pu essere: .) acuta con formazione di pus .) cronica con dolore di schiena e delladdome inferiore alla palpazione o addirittura asintomatica. .) pu evolvere nella Malattia Infiammatoria Pelvica (PID) con infezioni dellutero, delle tube di Falloppio, delle ovaie e delle superfici peritoneali a cui associato un rischio di sterilit. Infetta solo luomo. Terapia: somministrazione di penicillina protratta nel tempo a causa della lontananza del distretto corporeo che lantibiotico deve raggiungere. In tale periodo possibile che il batterio sviluppi resistenza verso lantibiotico. Durante il parto naturale c la possibilit per il neonato di contrarre infezione da Neisseria Gonorrhoeae nel tragitto lungo la vagina nel caso in cui la madre sia portatrice sintomatica o asintomatica del batterio. Ci pu portare alla cecit del neonato. Per questo si applica al neonato un collirio antibatterico come profilassi (metodo di Cred).

Branhamella Catarralis
Classificazione: - Famiglia: Neisseriacee - Genere: Branhamella - Specie Catarralis - Un volta era classificata come Neisseria Catarralis, in seguito nuovi studi ne hanno modificato lappartenenza al genere, costituendone uno nuovo. Diplococco (cocchi) gram . Localizzato a livello dellorofaringe. Non patogeno per luomo ma nei soggetti immunodepressi pu diventare causa di infezione causando sinusite e otite media nei bambini e pi raramente polmonite, bronchite, endocardite, meningite, congiuntivite e setticemia. Sensibile a eritromicina e rifampicina. La colorazione semplice con blu di metilene applicato per 30 secondi permette la colorazione di solo questa specie batterica.

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Corynebacterium
Caratteri comuni del genere.
Bacilli Gram +. Forma a clava e spiccato pleiomorfismo. Granuli metacromatici costituiti da polimetafosfati che si colorano di rosso con il blu di metilene (metodo diagnostico). La parete cellulare costituita da acidi grassi e acido micolico conferisce al genere una certa resistenza agli acidi. In alcune specie tale resistenza particolarmente spiccata grazie ai componenti di membrana. Non hanno mobilit, non sono sporigeni. Sono per lo pi aerobi o anaerobi facoltativi nonostante vi siano specie strettamente anaerobiche. Producono le catalasi che ne impediscono la fagocitosi da parte dei macrofagi. La divisione asessuata avviene sempre in senso trasversale e porta ad una disposizione a palizzata delle colonie batteriche. Crescono in qualsiasi terreno culturale anche semplice ma per riconoscerle si usa il terreno di Loeffler, un terreno relativamente povero in cui il batterio cresce molto bene. Le specie patogene per luomo, in quanto producono esotossina, sono: - Corynebacterium Difteritae - Corynebacterium Ulcerans - Corynebacterium Pseudotubercolosis.

Corynebacterium Difteritae
Gram + al limite in quanto se si decolorano a lungo con alcool tendono a perdere il violetto e appaiono Gram -. Fermentano saccarosio, maltosio e glucosio. Se coltivato in terreno selettivo per lisolamento del batterio, si formano delle colonie di aspetto grigiastro il cui aspetto dovrebbe indicare i tre possibili gradi di gravit della malattia: - Mitis (batteri appartenenti a questo ceppo dovrebbero produrre poco o nulla tossina) - Interrmedius - Gravis. La tossina (esotossina) difterica: - Il gene per la produzione della tossina portato da un fago attraverso un fenomeno di conversione fagica. - Caratterizzata da un solo tipo antigenico - Formata da due frazioni proteiche unite da ponti disolfuro: .) A Active .) B Binding. - La quantit di tossina difterica prodotta determina la gravit della malattia. - Il meccanismo di azione della tossina difterica dovuto alla sua capacit di bloccare la sintesi proteica allinterno della cellula. - Forte pantropismo ovvero in grado di infettare diversi tipi cellulari. - Si pu ritrovare la tossina anche in distretti corporei distanti dal luogo primario di infezione e provoca il danno maggiore a livello cardiaco.

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Se si isola il Corynebacterium Difteritae dobbiamo essere in grado di sapere se produce la tossina. Ho due metodi: 1) Coltivo il batterio in brodo e filtro il brodo. In questo modo allontano i batteri dal liquido nel quale per rimane la tossina eventualmente prodotta. Inoculo il filtrato in due differenti cavie; una stata precedentemente trattata con antitossina difterica, laltra no. Se la tossina non stata prodotta dal ceppo isolato sopravvivono entrambe le cavie, se la tossina stata prodotta invece, sopravvive esclusivamente la cavia vaccinata. 2) Altro modo per testare la produzione di tossina imbevere una striscia di carta da filtro nel brodo gi filtrato, disporre successivamente la carta in una capsula Pedri insieme a del terreno di crescita. Nella capsula vengono poi strisciati tre differenti campioni batterici: uno che produce tossina, un altro che non la produce, e il ceppo di cui vogliamo saggiare la tossicit. Questultimo, se produce tossina, dar reazione di agglutinazione come la da il primo ceppo posto in coltura, dovuta alla presenza di anticorpi antitossina. In tale modo posso sapere se il campione che sto testando contiene batteri tossigeni o meno (prova di Elek). Patogenesi: - Linfezione si contrae per contatto con oggetti contaminati. - Il batterio si localizza primariamente a livello: .) del nasofaringe, .) della vagina delle bambine, .)in eventuali ferite aperte - Qui si moltiplica dando infezione primaria localizzata che provoca la necrosi tissutale, richiama leucociti che rilasciano di citochine. - Si vengono a creare delle pseudomembrane contenenti batteri, cellule della linea bianca a fibrina che: .) se permangono possono provocare lostruzione delle vie respiratorie fino al soffocamento .) se vengono rimosse provocano unimportante sanguinamento. - Linfezione localizzata guarisce se curata ma la morte sopraggiunge comunque perch il batterio attraverso il circolo sanguigno si colloca in organi vitali (fegato, cuore, SNC) provocandone la necrosi. Terapia: - Antibiotica: Il batterio sensibile a penicillina ed eritromicina ma non pu essere lunica terapia adottata in quanto la patogenicit dovuta alla tossina. - Antitossica: tanto pi efficace quanto pi rapida la somministrazione. A 24 ore dal contagio, la somministrazione di antitossina riduce il tasso di mortalit a zero, e in tempi successivi aumenta. Vaccinazione: - Effettuata con antitossina inattivata in formalina a 37 C in modo da eliminarne le propriet tossiche ma mantenere quelle immunogene. - La prima vaccinazione si fa a sei (anni), dopo ci sono successivi richiami in et adulta. - La presenza di portatori sani non ci permette di eradicare la malattia: .) ospitano un ceppo non tossigeno. .) ospitano un ceppo tossigeno ma producono anticorpi capaci di neutralizzare la tossina prodotta. - Il vaccino va somministrato con attenzione nelladulto in quanto possono subentrare problemi dovuti alla allergenicit dello stesso. - Come si determina se un soggetto vaccinato o meno? Inoculo una quantit pari a 1/50 di dose minima letale per la cavia sotto la pelle. Se il soggetto protetto si sviluppa una reazione infiammatoria locale, altrimenti non si assiste ed alcun arrossamento della cute (prova di Schlick). 39

Altre specie di Corynebacterium.


Le precedenti tre specie indicate del genere Corynebacterium sono quelle di maggiore importanza per la patologia umana. Esistono tuttavia altre specie: Ulcerans: - Commensale di bovini ed equini - Presente nella faringe delluomo - Produce una tossina simildifterica che causa una malattia simildifterica. Pseudotubercolosis: - Presente nel tratto respiratorio degli animali domestici - Produce una Fosfolipasi D che distrugge la sfigmomielina - Pu causare polmonite Hofmanii: - Presente nellorofaringe - Pu causare endocardite Honis: interessa gli animali Xerosis: infetta la cute Jeikenium: - Presente nella cute delluomo - Da infezioni in pazienti ricoverati, che hanno subito un trattamento prolungato con antibiotici. - Causa endocarditi in pazienti chirurgici.

Listeria Monocitogenes
Bacillo gram +. Ciglia peritriche, asporigeno. Contiene acidi lipoteicoici importanti per le attivit biologiche di tipo tossico. Produce catalasi, non produce ossidasi. Aerobio o anaerobio facoltativo Capace di moltiplicarsi anche a 4 C (psicrofilo) e in un intervallo di pH compreso tra 5 e 9. Questo gli permette di causare infezioni alimentari in quanto vive in frigorifero. Ha una grande diffusione nellambiente ma normalmente non causa di comparsa di malattie. Si trova nei foraggi animali per cui le bestie di allevamento nutrendosi del foraggio si contagiano del batterio. La Listeria si ritrova nel latte prodotto dagli animali che, se non viene correttamente pastorizzato, costituisce il vettore per il contagio umano. Nelluomo in grado di sopravvivere allinterno dei monociti che lo fagocitano senza tuttavia causare malattia se non in soggetti immunocompromessi. La Listeria Monocitogenes, penetrata nel monocita si moltiplica. Qui in grado di crearsi attorno alla parete cellulare un assembramento protettivo formato da filamenti di actina. Una volta fuoriuscito dal monocita lassembramento actinico creatosi gli conferisce resistenza agli antibiotici ed il batterio pu infettare uno monocita. In soggetti immunodepressi provoca: - Meningite - Listeriosi neonatale .) Granulomatosi infantisettica: costituisce la forma pi precoce di listeriosi neonatale.Conduce la donna gravida allaborto a causa della formazione di granulomi con diffusa infezione intrauterina. 40

.) Secondo nome: Costituisce la forma pi tardiva di listeriosi neonatale. Lesordio della malattia si presenta dopo la nascita ma il contagio avviene quando il neonato ancora nellutero materno per passaggio della Listeria Monocitogenes nel circolo placentare. Nel neonato si manifesta spesso come meningite. - Sepsi - Infezioni di: .) ossa .) articolazioni .) occhio .) endocardio .) milza Fattori di virulenza: emolisina chiamata listerotossina O. Terapia: sensibile a penicillina e ampicillina.

Bacillus
Caratteristiche generali del genere.
Bacilli (forma bastoncellare) Gram + Aerobi o anaerobi facoltativi Producono spore che rilasciano nellambiente esterno e che sono causa di malattie negli animali e nelluomo. Saprofiti del terreno, si ritrovano anche nellintestino umano. Il genere comprende oltre 60 specie diverse. Quelle patogene per luomo nel quale provocano infezioni alimentari e oculari sono: - B. Anthracis - B. Cereus - B. Subtilis

Bacillus Anthracis
Bacillo Gram + Dimensioni: lunghezza 7-8 m, diametro 1 m. Le estremit si presentano nettamente tagliate. Immobile (criterio diagnostico) Quando virulento i bacilli si presentano in catenelle rivestite da ununica capsula Produce spore: - Solo se si trova al di fuori dei tessuti animali - La spora localizzata al centro del batterio (spora a battridio) Fattori di virulenza: - Capsula i geni per la sua produzione sono sul plasmide px02 - Complesso tossico i geni per la sua produzione sono sul plasmide px01 La capsula: - Formata da materiale polipeptidico (acido glutammico) - Viene prodotta solo in presenza do CO2 41

- Conferisce al batterio la capacit di resistere agli antibiotici e alla fagocitosi. Il complesso tossico formato da tre fattori tutti indispensabili perch si svolga la attivit tossica: - Edema Factor .) forma inattivata della Adenilato Ciclasi .) la sua attivazione dipende da secondo fattore (Antigene Proteico) che la veicola allinterno dove .) si lega ad una calmodulina intracellulare attivandosi. .) responsabile della reazione edematosa - Antigene Proteico .) si lega ad un recettore di membrana delle cellule dellospite favorendo lingresso degli atri due fattori del complesso tossico. .) gli anticorpi diretti contro questo antigene proteico danno protezione nei confronti della malattia. - Fattore Letale: .) una metallo proteina .) attiva una map-chinasi che trasduce un segnale apoptotico .) responsabile della morte dei soggetti affetti da carbonchio. Negli animali provoca una zoonosi, il carbonchio. Le spore di Bacillus Anthracis possono essere presenti nel terreno dove cresce il foraggio di cui gli animali si nutrono. Questi ruminando lerba contaminata, possono provocarsi delle escoriazioni nella bocca attraverso cui le spore del batterio penetra nel circolo sanguigno e possono diffondere. Nel sangue le spore germinano e i batteri si moltiplicano per cui nel prelievo ematico possono essere riscontrati numerosi batteri. Lanimale va quindi abbattuto e deve essere incenerito o sepolto a profondit notevoli, quindi ricoperto di calce viva per impedire il crearsi di cosiddetti campi maledetti in cui animali sani che vanno al pascolo possono infettarsi del bacillo. Nelluomo lagente patogeno del carbonchio ematico e si presenta sotto tre forme: - Pustola maligna che si forma qualora linfezione sia avvenuta per contatto cutaneo con bastie infette od oggetti contaminati. Eventuali spore si sono infiltrate in soluzioni di continuo della cute e germinano nel sottocutaneo. Si ha quindi la formazione di una pustola necrotica al centro ed edematosa perifericamente che stenta a guarire (carbonchio cutaneo). Quando il torrente circolatorio viene invaso la forma pu essere fatale. - Forma polmonare: tipica dei cardatori di lana che a causa della professione inalano le spore provenienti da animali infetti. Le spore si localizzano nel polmone dove germinano provocando emorragie e edema. Si ha linstaurarsi di una setticemia diffusa che se non curata pu portare a morte (malattia dei cardatori). - Forma intestinale: rara, dovuta allingestione di carne contenete spore di B. Anthracis (carbonchio gastrointestinale). Lepitelio intestinale va incontro ad una serie di modificazioni simili a quelle che caratterizzano lepidermide nel carbonchio cutaneo. Si ha quindi emorragia e desquamazione dellepitelio enterico. Cresce in tutti i terreni di coltura (in particolare agar sangue pecora) dando colonie a caput medusae con margini frastagliati a serpente a causa della concatenazione dei bacilli. Come faccio a stabilire se in oggetto sono presenti spore di Bacillus Anthracis? Posso provare a vedere se da tamponi effettuati dalloggetto crescono bacilli. In caso crescessero: - Inoculo il prodotto della crescita nel topo e vedo se sopravvive. - Esamino il DNA batterico attraverso PCR e cerco se sono presenti i geni per la produzione del complesso tossico. Terapia: - B. Anthracis sensibile a: penicillina, streptomicina, tetracicline, eritromicina. - Anticorpi anti-complesso tossico. 42

Vaccinazione: - Pasteur aveva ottenuto il vaccino per il Bacillus Anthracis, coltivandolo a 42C - Esistono oggi vaccini pu sofisticati specifici per il complesso tossico - La vaccinazione verso questo batterio non obbligatoria perch porta semplicemente ad una zoonosi. - Obbligatoria la vaccinazione degli animali di allevamento (ovini, ovini, verso questo batterio per evitare il diffondersi di uneventuale epidemia di carbonchio nelluomo causata da carni infette.

Bacillus Cereus
Bacillo Gram + Si differenzia da B. Anthracis per: - Grosse dimensioni - Produzione di emolisine che gli conferiscono attivit emolitica. - Produzione di una tossina letale per il topo che nelluomo provoca forme diarroiche simili a quelle indotte dalla tossina colerica. - Produzione di una enterotossina capace di indurre vomito. Da infezioni alimentari contaminando il cibo non correttamente conservato, alimenti in scatola (tonno), riso, altro. Pu dare infezioni oculari che se non curate conducono alla cecit. Tutte le patologie instaurate da B. Cereus (tranne quelle oculari) non richiedono terapie in quanto sono forme auto limitanti che regrediscono da s.

Clostridium
Caratteri generali del genere
Bacilli Gram + Sporigeni Anaerobi Vi appartengono numerose specie tra cui alcune di importanza agraria in quanto sono batteri fissatori di azoto nel terreno, altre specie sono patogene per luomo. Criteri di classificazione delle varie specie di Clostridium: - In base alla forma e alla posizione della spora nello sporangio: .) la spora pu trovarsi in posizione centrale o terminale .) lunica in posizione a plettridio C. Tetani. - In base alle capacit fermentative: .) tutti i clostridi fermentano gli aminoacidi .) solo alcuni sono capaci di fermentare glucosio o lattosio - In base alle tossine prodotte. Malattie sostenute dai batteri del genere Clostridium: - Botulismo C. Botulinum - Tetano C. Tetani - Gangrena gassosa numerosi clostridi 43

La tossina prodotta da questi batteri pu essere di tre differenti specie: - Neurotossina (C. Tetani e C. Botulinum) agisce sul sistema nervoso centrale - Citotossina (C. Perfringens e altri clostridi che danno gangrena gassosa) agisce sulle cellule su cui ha una attivit necrotizzante. - Enterotossina: (C. Difficile e C. Perfringens) da tossicit intestinale Crescono generalmente in agar sangue.

Clostridium Tetani.
Bacillo Gram + Spora in posizione terminale (a plettridio) Assenza di capsula Ciglia peritriche che gli danno motilit in condizioni anaerobiche Il diverso assortimento degli antigeni ciliari presenti ci consente di individuare ben 10 differenti ceppi di C. tetani. Produce una emolisina ossigeno labile che gli conferisce attivit emolitica. Produce una tetanospasmina, la neurotossina responsabile del tetano. Cresce in terreni aggiunti di glucosio in stretta anaerobiosi Patogenesi: - Le spore di C. tetani sono presenti nel terreno. - Luomo si contamina attraverso ferite lacero-contuse nelle quali la spora tetanica si introduce e, se trova condizioni di anaerobiosi, germina. - In forma vegetativa C. tetani produce la neurotossina tetanica sempre uguale in tutti i ceppi del batterio che si lega alle giunzioni neuromuscolari attraverso le quali penetra nei nervi, diffonde e giunge ai motoneuroni del SNC. - Qui inibisce il rilascio di GABA e glicina, neurotrasmettitori ad attivit inibitoria. Questo provoca eccitazione continua della muscolatura che non pu pi rilassarsi con conseguente paralisi spastica contrattiva diffusa che si manifesta primariamente a livello del muscolo massetere. - Una diffusione ematica si ipotizzata ma sembra improbabile perch non si mai dimostrata presenza di C. tetani n tanto meno della sua tossina nel circolo ematico. - Se non si interviene con rilassanti del sistema nervoso la morte sopraggiunge per paralisi respiratoria. Vaccinazione: - Effettuata con anatossina ricavata dalla esotossina tetanica inattivata in formalina a 37C: .) perde il potere patogeno .) mantiene quello immunogeno. - Ha validit per 10 anni: .) in tale periodo sono presenti in circolo anticorpi antitossina tetanica. .) in periodi successivi devono essere fatti dei richiami con anatossina tetanica. Terapia: - In caso di infezione se lindividuo non vaccinato somministrare anatossina tetanica inattivata non avrebbe senso in quanto la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario sarebbe troppo lenta e la morte sopraggiungerebbe rapidamente. - Si procede a sieroterapia somministrando anticorpi preformati, principalmente IgG che prima venivano ricavate dal cavallo, oggi sono disponibili quelle umane, permettendo di evitare eventuali reazioni allergiche indesiderate. - Il batterio sensibile alla penicillina ma non serve a evitare la morte che causata dalla tossina. 44

Epidemiologia: - Fino a 25 anni lincidenza 0. - Sopra i 60 anni lincidenza aumenta gradualmente perch: .) i richiami non vengono pi effettuati .) si ha un concomitante depotenziamento delle difese immunitarie.

Clostrdium botulinum.
Bacillo Gram + Anaerobio Sporigeni Crescita di C. botulinum: - I ceppi batterici B, E, F sono in grado di crescere anche a 3 C. - La crescita dei patogeni inibita da pH acido e concentrazioni saline superiori al 10%. Nelluomo C. botulinum non trova lambiente ideale per vivere per cui: - Da per lo pi intossicazioni di tipo alimentare - In talune condizioni pu rendersi responsabile dellinsorgere di patologie quali: .) intossicazioni alimentari gravi .) botulismo da ferite .) botulismo infantile La tossina botulinica: - il fattore di virulenza fondamentale - Presenta 8 differenti tipizzazioni antigeniche: .) caratterizzano gli 8 diversi ceppi batterici .) i ceppi importanti per la patologia umana sono: A, B, E, F. - Presenta comunque una medesima struttura indipendentemente dal peso molecolare: .) toxic neurotossina che svolge lattivit tossica attribuita a tutta la molecola .) insert tratto polipeptidico di separazione senza alcuna funzione .) emoagglutinina protegge la neurotossina dagli acidi dello stomaco

- La tossina completa sensibile al calore. Patogenesi: - La contaminazione con spore di C. botulinum pu avvenire in modi differenti ma pi facilmente per ingestione di cibo inscatolato contaminato. - Se la spora trova nelluomo un ambiente anaerobio, germina e il batterio in forma vegetativa produce la tossina botulinica. - Questa agisce a livello delle giunzioni neuromuscolari ostacolando il rilascio di acetilcolina per cui, anche in caso di stimolazione nervosa del muscolo, questo non pu essere contratto a causa del mancato rilascio del neurotrasmettitore. - Questo fenomeno, nel complesso, appare come una paralisi flaccida diffusa - I primi sintomi di infezione botulinica grave sono sdoppiamento della visione, difficolt di deglutizione e respirazione, nausea, vomito, poi sopraggiungono le prime paralisi flaccide ma a tale punto gi troppo tardi sia per la somministrazione della terapia antitossica (con anticorpi) che per quella antibiotica. - Sia il botulismo da ferite che quello infantile sono possibili ma rari. Diagnosi: - Segni e sintomi clinici (flaccidit diffusa). 45

Eventuale presenza di ferite (botulismo da ferite). Ricerca della tossina nel siero e nelle feci. .) il siero ricavato pu essere reinoculato nella cavia che muore nel giro di 1-4 giorni in caso di presenza di tossina botulinica. Terapia: somministrazione di tossina trivalente contro le tossine A, B, E, ancor prima della diagnosi batteriologica.

Clostridium Perfringens
Bacillo Gram +. Presenza capsula, non presenta ciglia (non ha quindi mobilit) Sporigeno Anaerobio Produce 11 diversi tipi di tossina: - Il gene per la produzione delle tossine presente su un plasmide allinterno della cellula. - Ogni tossina ha una funzione differente - In base al tipo di tossina prodotta i C. Perfringens vengono dividi in 5 diversi ceppi: - Solo i ceppi A e C danno patologia nelluomo .) ceppi A producono la tossina che una fosfolipasi C emolitica. .) ceppi C producono la tossina che agisce a livello gastroenterico .) sia A che C producono una collagenasi che degrada il collagene presente nel tessuto muscolare e si rende responsabile dello sfaldamento dei piani muscolari che caratterizza la gangrena gassosa, di cui C. perfingens il principale agente etiologico. Patogenesi: - Il contagio avviene per: .) ingestione di cibi contaminati da spore di Clostridium perfringens .) penetrazione di queste in soluzione di continuo della pelle. - Nelluomo il batterio trova un ambiente anaerobio (soprattutto a livello dello stomaco), germina e produce diverse tossine. - Il batterio invade i vari piani muscolari e la tossina induce necrosi a livello del tessuto muscolare. - Durante linfezione si ha rilascio di gas (H2 e CO2) che tendono la ferita e la fanno arrossare. - La morte sopraggiunge per una tossemia elevata. - C. perfringens pu provocare anche intossicazioni alimentari, ci accade se viene ingerito attraverso cibi contaminati. La maggior parte di queste forme sono auto limitanti ma, in sporadici casi, pu portare allo sviluppo di una enterite necrotizzante caratterizzata da emorragia e gangrena intestinale che conduce a morte il paziente. Terapia: - Rimozione del tessuto necrotico e pulitura delle ferite - Antitossica, iniettando siero contenente anticorpi antitossine delle specie coinvolte nello sviluppo della gangrena gassosa. - Antibiotica: sensibilit a penicilline e tetracicline. - Ossigeno terapia iperbarica: la presenza di elevate quantit di O2 nei tessuti, induce la produzione da parte dei clostridi di perossido di idrogeno e superossido, che sono tossici per il batterio. La gangrena gassosa pu essere provocata oltre che da C. perfringens anche da altre specie tra cui: - C. novyi - C. bifermentas 46

- C. septicum - C. ramosum - C. histoliticum Presente in grandi quantit nelle feci.

Clostridium difficile
Lo si ritrova nel terreno, nelle feci degli animali e delluomo e nella flora intestinale normale delluomo. Agente etiologico della colite pseudomembranosa (CPM). Patogenesi: - La colite pseudomembranosa insorge pi frequentemente in soggetti trattati per lunghi periodi con antibiotici. - Lantibiotico inibisce la crescita delle rimanenti forme batteriche consentendo lo sviluppo indisturbato di Clostridium difficile che risulta resistente a molti antibiotici. - Per questo tipica degli ambienti ospedalieri. - Si presenta inizialmente con diarrea emorragica e crampi addominali. - Caratterizzata dalla formazione nel colon di pseudomembrane formate da fibrina, leucociti, epitelio desquamante e C. difficile. - Il quadro pu aggravarsi a causa della forte disidratazione indotta fino a shock e morte. Fattori di virulenza: - Enterotossina (tossina A) .) responsabile della diarrea e della distruzione dellepitelio intestinale. - Citotossina (tossina B) .) tra le pi potenti citotossina conosciute .) provoca la perdita del potassio intracellulare .) inibisce la sintesi proteica e di RNA e DNA. - Fattori di adesione - Ialuronidasi Terapia antibiotica: vancomicina e teicoplanina.

Enterobatteri
Caratteristiche generali degli Enterobatteri
Bacilli Gram Asporigeni Aerobi o anaerobi facoltativi Riducono i nitrati a nitriti Fermentano il glucosio Non possiedono le ossidasi Crescono nei comuni terreni di coltura Fattori di virulenza: - Endotossina (viene prodotta in tutti i generi correlati) - Capsula 47

.) presente solo in Klebsiella .) negli altri c solo materiale capsulare che inibisce la fagocitosi - Fimbrie adesivit intestinale. - Produzione di esotossine attive a livello gastroenterico - Variazione di fase antigenica .) le ciglia presentano antigeni ciliari di due differenti tipi atti ad evadere risposte anticorpali verso il batterio. - Resistenza ad uccisione mediata da in presenza di anticorpi specifiche - Resistenza agli antibiotici .) derivata da trattamenti con precedenti antibiotici che hanno selezionato le specie resistenti. - Sequestro dei fattori di crescita. Presentano 3 differenti antigeni: - Antigene O .) antigene somatico (legato al soma della batterio). .) endotossina batterica .) componenti (lipopolisaccaride) costitutivi della parete cellulare .) la sua formula, determina la formazione di colonie R o S. - Antigene H .) antigene flagellare (avvero localizzato sul flagello dei batteri che lo possiedono) .) di natura proteica (flagellina) - Antigene K .) antigene capsulare .) costituito da polisaccaridi acidi .) nelle salmonella corrisponde allantigene Vi La presenza di questi 3 differenti antigeni permette di determinare 3 tipi di enterobatteri: - K presentano la capsula superficiale - O presentano solo una frazione polisaccaridica del LPS esterno, non hanno ciglia dando quindi colonie senza alone. - H presentano ciglia con antigeni ciliari, e sono dotati quindi di movimento dando colonie con alone Quando il batterio passa dalla forma R a quella S, si perde la frazione polisaccaridica esterna mentre rimane il core interno La diagnosi differenziale degli Enterobatteri si basa su metodi biochimici: - Luso di carboidrati quali fonti di carbonio - Presenza di enzimi costitutivi. - Produzione di prodotti metabolici specifici (acetone, metil carbonile, acido fumarico) - Capacit di fermentare particolari gruppi (lattosio) Azione Patogena: varia da caso a caso e pu essere: - Intestinale - Extraintestinale - Sistemica Generi associati agli enterobatteri: - Echerichia (il pi importante) - Salmonella e Shigella - Klebsiella - Proteus - Yersinia

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Escherichia coli.
Commensale dellintestino umano. In alcuni casi in grado anche di sostenere patologie quali: - Infezioni delle vie urinarie grazie ai pili P e agli antigeni K - meningiti neonatali sostenute da particolari ceppi di E. Coli contenenti lantigene capsulato K1. - Malattie gastrointestinali. I geni per i fattori di virulenza sono contenuti su un plasmide. Contiene tutti e 3 i gruppi antigenici: O, H, K. Il diverso assortimento dei sierotipi degli antigeni O, H, K permette di distinguere 4 gruppi di E. Coli: - ETEC (Entero Toxigen Eschirichia Coli): .) agente etiologico della diarrea del viaggiatore. .) ci si infetta bevendo acqua contaminata. .) Patogenicit legata alla produzione di una tossina tremolabile (LT) e una termostabile (ST) il cui meccanismo dazione molto simile a quello della tossina colerica. - EPEC (Entero Patogenic Escherichia Coli) .) scoperta dopo la seconda guerra mondiale a causa del propagarsi di epidemie diarroiche neonatali dovute a particolari ceppi di E. Coli. .) tali ceppi posseggono antigeni - tossine K ed O che portano a morte in poco tempo i bambini. .) il batterio infetta la cellula per contatto trasferendole la tossina che cos non viene ritrovata in circolo. - EIEC (Entero Invasive Escherichia Coli) .) provoca diarrea in adulto e bambini .) produce una tossina molto simile a quella di Shigella dissenteriae a cui somiglia per sintomi e meccanismo patogenico. .) capaci di penetrare nelle cellule epiteliali della mucosa intestinale con importante desquamazione. - EHEC (Entero Hemorrhagic Escherichia Coli). .) agente etiologico della diarrea sanguinolenta. .) produce una enterotossina simile a quella prodotta da Shigella dissenteriae. .) attaccano la mucosa intestinale provocando una copiosa e sanguinolenta diarrea. .) provoca morte del bambino. .) associate con sindrome emolitico uremica e porpora trombocitopenica. Terapia: Nelle forme diarroiche sostenute da E. Coli, lantibiotico sembra avere alcun effetto mentre un trattamento efficace consiste nel reintegrare i liquidi perduti.

Salmonella typhi
Il genere comprende 100 specie tra cui: - S. Typhi - S. Paratyphi. Molte di queste specie sono in grado di sostenere tossinfezioni in quanto hanno: - componente tossica - componente infettiva Criteri differenziativi per S. typhi: - Non fermentano il lattosio - Non possiede lureasi (distinguibile per questo da Proteus che non fermenta il lattosio ma possiede lureasi). 49

- Indolo negativa - Voges-Proskauer negativa - Fermenta il mannosio. Fattori di virulenza: - Mobilit peritrica - Capacit di resistere a pH acidi - Assetto antigenico con: .) antigene O .) antigene H .) antigene Vi protegge O dallattacco del sistema immunitario. S. typhi pu dare due forme associate comunque al rilascio di endotossine (Gram -): - Forma intestinale dovuta a massiccia presenza di Salmonella nellintestino. .) forma meno grave - Forma setticemica con febbre. .) forma pi grave .) dovuta a salmonelle la cui invasivit e virulenza maggiore. Patogenesi: - La contaminazione avviene per via orofecale, attraverso lacqua e i cibi contaminati. - I batteri (i pi invasivi, che danno la forma setticemica con febbre) superano la barriera gastrica e penetrano nellintestino tenue di cui superano la mucosa e passano nei linfatici. - I batteri meno invasivi (che danno la forma gastroenterica) non sono in grado di passare i linfatici gastrici e rimangono confinati allintestino. - I linfatici li conducono ai linfonodi mesenterici dove vengono fagocitati dai macrofagi. - Sopravvivono e si moltiplicano allinterno dei macrofagi per poi essere rilasciati e, attraverso il dotto toracico, giungere al circolo ematico. - Possono cos giungere a fegato, colecisti, milza, rene e midollo osseo dove si moltiplicano ulteriormente e vengono nuovamente messi in circolo dando una batteriemia maggiore, che corrisponde al rialzo termico. Diagnosi: - Ricerca del batterio .) nel sangue (alla prima settimana) .) nellintestino e nelle feci (dalla seconda settimana, con una probabilit di trovarlo sempre maggiore). - Ricerca di anticorpi nel sangue: .) anticorpi contro gli antigeni O e H di S. Typhi .) dopo circa 10 giorni dallavvenuta infezione .) prova di Widal reazione di agglutinazione in cui si allestiscono diverse diluizioni di siero del paziente con gli antigeni O e H per la determinazione del titolo anticorpale. Le due maggiori limitazioni sono 1) la tardivit a positivizzarsi in caso di infezioni (alla seconda settimana) 2) la possibilit che sia modificata a causa di una terapia antibiotica. Terapia antibiotica: - Con cloramfenicolo - Somministrata sotto stretta sorveglianza perch c la possibilit che si verifichi un massiccio rilascio di endotossine batterica con shock e morte del paziente. Profilassi - Vaccini .) somministrazione di S. Typhi a potere patogeno attenuato. .) attraverso antigeni Vi - Problemi legati allesistenza di portatori sani: 50

.) S. Typhi arriva a livello della colecisti dove resiste ai sali biliari, rimanendovi per un periodo indeterminato in pazienti guariti da infezioni di S. Typhi che sono cos in grado di propagare altrove il batterio. .) Questi pazienti si riconoscono perch, nonostante non siano affetti dal tifo, posseggono un titolo anticorpale contro lantigene di membrana di S. Typhi, Vi molto alto .

Shigella dissenteriae
Caratteristiche diagnostico-differenziative del genere: - Immobili non hanno le ciglia - Non fermenta il lattosio - Non producono n gas, n H2S Il genere diviso in 4 specie in base al possesso di: - Ornitina carbossilasi - Fermentazione del mannitolo. La specie pi importante la Shigella dissenteriae (agente etiologico della dissenteria bacillare). Patogenesi: - Il contagio avviene tra individuo e individuo per via orofecale. - Periodo di incubazione di 2-3 giorni. - Il batterio invade lepitelio intestinale collocandosi nel citoplasma degli epiteliociti. - Si ha il rilascio della tossina di Shiga .) formata dalle subunit A e B .) agisce sul sito di legame tra tRNA e subunit ribosomiale a 60S. .) responsabile dellazione enterotossica che provoca diarrea e di quella necrotizzante che provoca ulcerazione del colon con sanguinamento (diarrea sanguinolenta). - Sintomi primari di infezione sono crampi addominali, diarrea acquosa, febbre. Diagnosi: - Ricerca di lamine di neutrofili nelle feci. - Prova di agglutinazione al lattice. - Sintomatologia clinica. Terapia: - La maggior parte delle shigellosi non richiede trattamento antibiotico in quanto la forma autolimitate. - La terapia antibiotica effettuata con ampicillina pu attenuare gli effetti della diarrea e anticipare la guarigione. - La reintegrazione di liquidi ed elettroliti sembra avere un effetto ancor migliore che la terapia antibiotica.

Yersinia pestis
Coccobacillo Gram . Immobile Aerobio facoltativo Produce materiale capsulare. Cresce: - In agar sangue - Ad una temperatura compresa tra i 4 e i 40C. Agente etiologico della peste bubbonica. 51

Negli animali provoca una zoonosi che si trasmette anche alluomo. Una volta giunto alluomo, il batterio si trasmette per via interumana. Patogenesi: - Yersinia pestis alberga nei roditori tra i quali trasmesso attraverso le pulci. - Quando si viene a determinare un ceppo batterico contenete tutti i fattori di virulenza, i ratti muoiono e Yersinia pestis costretto cercarsi un nuovo ospite: luomo. - Il contagio delluomo avviene attraverso le pulci che, mordendolo, rigurgitano i batteri che si sono riprodotti nellesofago della pulce. - Dal sito di inoculo umano primario, i batteri migrano nei linfonodi di cui provocano ingrossamento (bubboni). Qui vengono fagocitati dai macrofagi, che stimolano la produzione della capsula e degli antigeni antifagocitari V e W da parte del batterio. - Il batterio viene quindi rilasciato in circolo, invade gli organi e provoca necrosi tissutale e sfaldamento vascolare con emorragie (peste setticemica). - Il batterio pu anche invadere i polmoni provocando secrezioni sanguinolente e importanti emorragie (peste polmonare). - Il periodo di inoculazione varia da 1 a 6 giorni mentre, per la forma polmonare, ridotto da 1 a 3 giorni. - La morte sopraggiunge in 2-3 giorni se la malattia non viene curata a causa di una tossiemia diffusa. - Non si conosce esattamente a quale componente molecolare del batterio siano dovuti tali effetti, sicuramente si tratta di un concerto di fattori proteici e lipopolisaccaridici. - Le epidemie di peste umana sono quindi sempre precedute da epidemie di peste nei ratti. Terapia: - Antitossica: in quanto la malattia dovuta al rilascio di una endotossine. - Antibiotica: .) streptomicina o cloramfenicolo .) deve essere somministrata precocemente considerando la rapidit con cui il batterio si moltiplica. Altre specie di Yersinia: - Y. enterocolitica - Y. pseudotubercolosis.

Vibrio cholerae O1.


Batterio di importanza enterica situato al di fuori della famiglia degli Enterobatteri, appartenente alle Vibrionacee. Bacillo Gram Flagellato monotrico. Aerobio o anaerobio facoltativo. Si ritrovano solo a livello intestinale. Cresce in terreni culturali comuni a pH alcalino. Fattori di virulenza: - Flagello (media ladesione) - Adesine di membrana. - Antigeni somatici O e ciliari H. - Tossina: .) formata da una subunit A che penetra nellepiteliocita e da subunit B che permettono lancoraggio allepiteliocita e nascondono al loro interno la subunit A.

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.) la subunit A provoca un aumento della cAMP con squilibrio delle concentrazioni ioniche e conseguente accumulo di liquido nellintestino. .) leffetto citotossico si esercita quindi senza un danneggiamento permanente della cellula. Possono essere presenti 6 differenti antigeni O, ognuno dei quale caratterizza un determinato sierotipo batterico. Solo il sierotipo O1 (contenete lantigene O1) caratterizza il Vibrio cholerae responsabile del colera. Patogenesi: - Contagio per ingestione di acque e cibi contaminati. - Periodo di incubazione di 2-3 giorni. - Vomito e imponente diarrea che produce gravissima disidratazione e crollo elettrolitico. - La morte direttamente correlata alla perdita di liquidi ed dovuta a collasso cardiocircolatorio, shock ipovolemico, acidosi, insufficienza renale. Terapia: - Antibiotica: sconsigliata per la scarsa efficacia (tetracicline) - Ripristino delle condizioni idriche del soggetto che dovrebbe ricondurre alla normalit. Abbiamo due tipi di colonie batteriche: - Classiche produce maggior quantit di tossina rispetto ad eltor. - Eltor produce quantit di tossina minori rispetto alle colonie classiche ma la virulenza maggiore. Inoltre i batteri presentano maggior resistenza rispetto a quelli delle colonie classiche.

Helicobacter pilori
Batterio enterico non classificato nella famiglia degli Enterobatteri. Bacillo incurvato. Gram Asporigeno Microaerofilo. Fattori di virulenza: - Flagelli lofotrici. - Adesine (lectina) - Produzione di ureasi gli permette di resistere allacidit dello stomaco. - Mucinasi priva le cellule epiteliali gastriche dello strato di muco che le protegge dalle secrezioni acide gastriche. - Lipasi e forfolipasi che danneggiano le strutture fosfolipidiche delle cellule. - Citotossina che produce vacuolizazione del citoplasma dellepiteliocita gastrico. Patogenesi: - Si ritrova nelle acque per cui ci si contamina facilmente. - Colonizza lepitelio gastrico attraverso i pili di adesione - La produzione di ureasi gli permette di creare un innalzamento dei valori di pH nella nicchia in cui si instaura per cui il batterio pu moltiplicarsi (gastrite cronica attiva di tipo B). - La continuata produzione di ureasi, che si scinde in CO2 e NH3, tale da produrre unimportante gastrite capace di degenerare in ulcera gastrointestinale. Diagnosi: - Endoscopia e biopsia con successiva coltivazione dei campioni bioptici - Breath Test (test del respiro): .) somministrare al paziente un pasto a base di urea marcata con 13C e 14C.

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.) in presenza di H. pilori, lurea marcata viene rapidamente idrolizzata in NH3 e 13CO2 e 14 CO2 .) La CO2 espirata viene eventualmente rilevata da particolari apparecchiature. .) in mancanza di H. pilori si registra una mancanza di CO2 marcata. Terapia: lunghi cicli di antibiotici (amoxicillina)

Pseudomonacee
Caratteri generali della famiglia.
Bacilli. Gram Non fermentano il lattosio (fanno parte dei batteri non fermentanti) Presenti nellintestino e nellambiente (terreno ed acque). Vengono divisi in cinque gruppi in base allomologia del DNA. I gruppi patogeni per luomo sono I, II, V.

Pseudomonas aeruginosa
Bacillo Gram Ciglia lofotriche Non presenta una capsula completa ma dei frammenti capsulari che permettono ai batteri di aderire: - A materiali particolari - Tra loro per formare strati di biofilm. Alcune specie utilizzano come unica fonte di carbonio la naftalina. Produce piocianina un pigmento che da una colorazione verdastra e un odore caratteristico. Fluorescente se irradiato ai raggi UV Cresce nei comuni terreni di coltura Fattori di virulenza: - Fimbrie - Capsula Enzimi e tossine prodotte da P. aeruginosa: - Citotossina - Alginato mucoide secreto da P. aeruginosa quando colonizza un polmone FC allo scopo di impedire lopsonizzazione degli anticorpi sui batteri. - Piocianina impedisce il killing cellulare - Esotossina A costituita da tre parti: una si lega al recettore della cellula da attaccare, una favorisce la penetrazione attraverso la membrana citoplasmatica, lultima, costituisce il vero e proprio costituente tossico. Lazione simile a quello della tossina difterica, inibendo la sintesi proteica. - Proteasi attiva in ambiente alcalino. - Elastasi attacca il collagene, lelastina, ecc - Emolisina lisi dei globuli rossi - Stafilolisina uccide lisando lo Stapylococcus Aureus 54

- Esoenzima S prodotto da molti batteri - Fattori Fitotossici - Enterotossina prodotta da soli pochi ceppi Patogenesi: - P. aeruginosa un tipico patogeno opportunista che da patologia solo nei soggetti immuno compromessi. - Fattori predisponesti infezioni da P. aeruginosa: .) soppressione locale o generale (pazienti AIDS) del sistema immunitario .) fibrosi cistica malattia genetica caratterizzata da copiose secrezioni mucoidi a livello di importanti ghiandole edei polmoni. Il polmone FC viene facilmente colonizzato da P. aeruginosa, H. influenzae, S. aureus. .) ustionati .) malattie respiratorie .) traumi - Prima invasione e colonizzazione a livello locale - Subentra la malattia in soggetti immunodepressi. - Molto spesso da infezioni secondarie: .) delle vie urinarie .) della cute in ustionati gravi. .) dellocchio .) dellorecchio esterno Terapia: - Resistente a quasi tutti gli antibiotici - Sensibile a Gentomicina - Resistente ai disinfettanti

Emophilus
Caratteristiche generali del genere.
Necessita del sangue per crescere. Capsulato e non capsulato Le specie vengono distinte in base alla: - Presenza o assenza della capsula - Necessit per la crescita di fattore X (emina) fattore V (NAD). Specie importanti: - Emophilus influenzae - Emophilus parainfluenzae - Emophilus hemoliticus - Emophilus parahemoliticus - Emophilus eegjpti

Emophilus influenzae.
Coccobacillo Gram 55

Aerobio facoltativo Asporigeno Costituisce un residente della flora orofaringea Le specie capsulate (e solo quelle capsulare) vengono divide in 6 ceppi batterici (A, B, C, D, E, F) in base al polisaccaride presente sulla capsula Richiede terreni arricchiti con tutti i fattori di crescita Agente etiologico di: - Ceppi capsulati: .) Tra i principali fattori etiologici di meningite batterica nei bambini che si infettano prevalentemente a 6 mesi di et quando gli anticorpi materni scompaiono e le difese self sono ancora tropo deboli. Il ceppo pi frequentemente ritrovato nelle meningiti il ceppo B, ma possono essere coinvolti anche ceppi diversi. .) infezioni respiratorie (si ritrova in pazienti affetti da bronchite cronica) .) coinvolto nella fibrosi cistica .) infezioni secondarie - Ceppi non capsulati: .) otiti media .) infezioni secondarie (congiuntivite, sinusite, bronchite) Patogenesi: - Contaminazione normale, per inalazione prevalentemente - Replicazione nel tratto respiratorio - Passa lepitelio respiratorio per azione non ancora nota - Attraverso i linfatici giunge al sangue - La via ematica lo conduce alle meningi.

Bordetella pertussis.
Coccobaccillo Gram Asporigeno. Classificazione ambigua: fino a poco tempo fa classificata con gli emofili ma oggi non pi poich necessita di 2 fattori di crescita aggiunti al sangue fresco. Fattori di virulenza: - Tossina della Pertosse (TP) controllo della produzione di cAMP similmente alla tossina colerica. - Adenilato ciclasi: inibizione della fagocitosi - Citotossina tracheale distruzione dellepitelio ciliato della trachea - Fimbrie - Emoagglutinina filamentosa (HAF) responsabile delladesione tracheale. - Emolisina - Endotossina Agente etiologico della pertosse che colpisce particolarmente i bambini. Patogenesi: - Il batterio viene inalato e si localizza a livello dellepitelio cigliato della trachea dove si moltiplica. - Dopo unincubazione di 6-20 giorni si manifesta la malattia caratterizzata da tra fasi: - Catarrale: .) sintomatologia simile al raffreddore con febbre moderata. .) lelaborazione di prodotti tossici porta alla seconda fase. .) alta infettivit del soggetto. 56

Convulsiva: .) tosse stizzosa e convulsiva che costringe allanaerobiosi con inalazione forzata dellaria che da origine allurlo della pertosse. .) ipersecrezione delle mucose che possono anche occludere le vie aeree .) fenomeni infiammatori (linfocitosi) .) complicanza anche per il SNC. - Convalescente: sintomatologia meno grave con tosse ridimensionata ma possono insorgere complicazioni. Diagnosi - Ricerca del batterio con: .) tampone nasale fatto strisciare in un terreno selettivo. .) facendo tossire il bambino infetto in un terreno selettivo con penicillina che inibisce la crescita delle altre specie microbiche gram + ma non quella della bordetella. Se il baterio presente si assiste alla crescita di colonie piccole e brillanti ad aspetto perlaceo. .) effettuata solo nella fase catarrale dopo non avrebbe pi senso perch i sintomi sono molto evidenti. - Indagine sierologica con immuno fluorescenza. Terapia: - Con eritromicina, tetracicline e cloramfenicolo. - Somministrazione nella fase catarrale Profilassi: - Esiste un vaccino formato dallagente ucciso. - Pu portare a sensibilizzazione allistamina

Brucella
Caratteristiche generali del genere.
Il nome deriva dallo scopritore: linglese Bruce Coccobacillo Gram Strettamente aerobie. Non capsulato ma in grado di produrre materiale mucoso. Coltivato in estratti di fegato e cistifellea. Parassiti endocellulari facoltativi. Le specie patogene per luomo sono 4: - B. abortus aborto nei bovini - B. suis aborto nei suini - B. melitensis aborto in capre e ovini (il pi aggressivo) - B. canis Classificazione delle 4 specie in base alle prove di: - CO2 - H2S - Resistenza o meno ai coloranti. - Attivit enzimatica. 57

Provoca: - Negli animali: aborto - Nelluomo: .) malattia acuta e cronica .) malattie caratterizzate da intervalli regolari di febbre e apiressia (febbre ondulante). Patogenesi: - Ci si contamina per ingestione di latte o latticini contaminati. .) il batterio negli animali in grado di passare nella ghiandola mammaria per cui si ritrova nel latte. .) verrebbe eliminato se si effettuasse la pastorizzazione. - Il batterio penetra attraverso le abrasioni presenti nella mucosa orale ed esofagea (non resiste allacidit gastrica). - Viene prontamente fagocitato dai neutrofili che si localizzano nei linfonodi regionali. - I batteri si moltiplicano nei neutrofili e possono venire trasportati per tutto il corpo. - Quando i batteri fuoriescono dai macrofagi per loro lisi, possono invadere un tessuto provocando granulomi del fegato e della milza. - I granulomi, ricchi di batteri in replicazione possono rimanere silenti anche per due settimane, poi scoppiano liberando nel circolo ematico le brucelle. - Le brucelle in circolo liberano la endotossina che responsabile della febbre. - I batteri vengono quindi eliminati dal circolo dei macrofagi con conseguente periodo di apiressia e formazione di nuovi granulomi. - Nuovamente, da altri granulomi che si sono formati, si ha liberazione di brucelle con conseguente tossiemia e febbre. - La febbre ondulante pu durare per settimane e in genere destinata a regredire da s. In caso contrario la malattia pu cronicizzarsi difficilmente si ha completa eliminazione della brucella del corpo. Diagnosi: - Ricerca del microrganismo .) il prelievo per la ricerca del batterio deve essere fatto nel momento di brivido della febbre, quando sta salendo, perch vuol dire che in quel momento il batterio si appena replicato. - Ricerca degli anticorpi diretti contro il batterio. .) Le diverse brucelle presentano antigeni capsulari A ed M ma, mentre in B. suis lantigene M allesterno e lantigene A allinterno, in B. abortis, lantigene M allinterno e lantigene A allesterno. .) il siero prelevato viene fatto reagire con il batterio detenuto dal laboratorio. Se c infezione, si verifica agglutinazione con diluizioni pari a 1/100 o a 1/200 (prova di Wright). Terapia: - Batterio sensibile alle tetracicline - Lunga durate perch il batterio ha una collocazione intracellulare e lantibiotico fatica a raggiungerlo. Profilassi: - Effettuata sulle bestie che sono lorigine dellinfezione anche allo scopo di proteggere il patrimonio zootecnico nazionale. - Effettuato iniettando nella congiuntiva dellanimale dellestratto inattivato di brucella al fine di stimolare una risposta immunitaria. - Dopo 48 ore si ha una risposta infiammatoria dovuta ipersensibilit cellulo-mediata

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Spirochete
Caratteristiche generali della famiglia.
Gram Molti nelle acque Normale commensale delluomo. Comprende tre generi: - Treponema .) non si mai riusciti a coltivarla in vitro. .) non si riesce ad osservarla al microscopio. .) non colorabile con i comuni coloranti - Leptospira .) coltivato in terreni culturali artificiali. .) corpo batterico stretto - Borrelia .) colorabile nei comuni coloranti .) le spirille hanno un aspetto serpentiforme. Tutti tre i generi sono provviste di particolari dispositivi (filamenti assiali) di spostamento situati al di sotto della membrana plasmatica che ne consentono lavanzamento.

Treponema pallidum
Non si colora con i normali coloranti. Pu essere osservata solo al microscopio a campo oscuro perch il filamento troppo sottile e non pu altrimenti essere visto. Non si coltiva in vitro, in terreni artificiali. Microaerofilo Agente etiologico della sifilide Patogenesi: - Contagio: .) si diffonde con successo per via venerea (sessuale) .) trasmissione orizzontale tra adulto e adulto .) trasmissione verticale tra madre e bambino .) trascorre un lungo periodo tra il contagio e le manifestazioni cliniche. - Sifilide primaria .) dovuta allo collocazione e replicazione di T. pallidum nel luogo di penetrazione (genitali maschili o femminili). .) si manifesta come una papula non dolente a base dura che pu degenerare in ulcera. .) tempo di comparsa in media: 3 settimane. .) in questo periodo non di registrano in circolo anticorpi anti-treponema .) se il soggetto viene curato guarisce altrimenti la malattia evolve. - Sifilide secondaria: .) i microrganismi passano in circolo invadendo le mucose e la cute. .) comparsa di eruzione cutanea che possono rompersi e trasformarsi in ulcere. .) si registrano in circolo gli anticorpi anti-treponema. - Sifilide latente: .) caratterizzata da un titolo anticorpale alto ma da assenza di sintomatologia clinica. 59

.) pu essere precoce se dura al massimo due anni in cui il paziente manifesta ricadute che lo rendono nuovamente infettivo, o tardiva e durare per un periodo indeterminato (anche per tutta la vita) in cui il paziente non infettivo per poi passare allultimo stadio della malattia (sifilide terziaria). .) in questo periodo i batteri permangono a livello della milza e dei linfonodi - Sifilide terziaria: .) si manifesta in periodi successivi alla sifilide primaria e secondaria .) per lo pi attraverso gomme dovute a fenomeni di ipersensibilit dellospite .) da granulomi che colpiscono il sistema cardiovascolare (aneurismi), nervoso (paresi, demenze, ecc), osseo (deformazioni) epiteliale (sfaldamento dei tessuti, deformazioni, creazione dio placche nelle mucose). Diagnosi - Difficoltosa perch il batterio patogeno non si vede e non si coltiva. - Test di Vasserman test di fissazione del complemento - Test di immuno fluorescenza - Emoagglutinazione Terapia: a base di penicillina. Ci sono alte due specie patogene per luomo ma la loro endemia legata a regioni tropicali: - T. pertenue - T. carateum

Leptospira icterohaemorrhagiae
Forma spiralata con estremit uncinate. Non si colora facilmente con i coloranti abituali, si effettua impregnazione argentina. Aerobie obbligate. Patogenesi: - Infezione primaria in animali (roditori, selvatici) dove tuttavia non mai mortale. - La trasmissione alluomo si ottiene mediante contaminazione di acque con urine contenenti L. icterohaemorrhagiae liberate da animali infetti. - La penetrazione dei microrganismi avviene attraverso la cute integra che si stata per macerata dallacqua. - Si ha moltiplicazione nel sangue e pu quindi contaminare altri siti corporei come rene, polmone, fegato, meningi, provocando fortissimo dolore muscolare. - La forma pi grave la malattia di Weil (ittero infettivo) con elevato indice di mortalit. Diagnosi: - Ricerca del batterio nel sangue - Ricerca di anticorpi nel sangue (test di agglutinazione microscopica). Terapia: - Controllo delle disfunzioni renali - Penicillina, ampicillina, tetracicline.

Borrelia.
Le pi grosse spirochete patogene Facilmente colorabili con il cristal violetto e la carbofucsina. Coltivabili in laboratorio in terreni arricchiti di siero e sangue. Comprende numerose specie ma la pi importanti sono: - Borrelia burgdorferi agente etiologico della Malattia di Lyme - Borrelia recurentis agente etiologico della Febbre Ricorrente. 60

Malattia di Lyme - Agente etiologico: B. burgdorferi - Trasmessa dalle zecche. - Frequente in Europa. - Molte infezioni rimangono subcliniche e vanno incontro spontaneamente a guarigione. Altre forme sono invece febbrili e fortemente patologiche. - Patogenesi: .) dopo la contaminazione primaria della cute a causa della zecca il batterio si moltiplica nei linfonodi regionali e per via ematica con raggiungendo tutti i distretti corporei. .) Primo stadio: eritema cronico migrante ovvero una macchia che si localizza migrando in differenti parti del corpo, dovuta verosimilmente ad una risposta immunitaria allantigene. .) Secondo stadio: fenomeni artritici localizzati a livello delle grosse articolazioni con distruzione eventuale delle stesse. .) Terzo stadio: linfezione caratteristica del secondo stadio scomparsa ma il batterio rimane latente anche per 30 anni, per emergere poi nellinfezioni tipica del terzo stadio che coinvolge cuore e SNC con paralisi, demenze, ecc Febbre ricorrente - Agente etiologico: B. recurrentis - Trasmessa dal pidocchio e dalla zecca quando morsicano luomo. - Patogenesi: .) penetrazione del batterio attraverso soluzioni di continuo della cute provocate dal morso della zecca o del pidocchio. .) moltiplicazione ematica del microrganismo .) dopo 3-4 giorni compare la febbre che involve a causa della formazione di anticopi contro la borrelia. .) la febbre torna ancora dopo qualche giorno, anche se in forma minore, per poi scomparire nuovamente e ricomparire dando un andamento ricorrente dovuto a variazioni antigeniche del batterio che spiazzano le risposte umorali del sistema immunitario alternando periodi di prevalenza delluno e dellaltro che evolvono verso la franca guarigione. - Il microrganismo pu localizzarsi anche a livello di occhi, cervello, reni, fegato e milza. - Durante gli eccessi febbrili su pu assistere a ingrossamento del fegato e della milza. Diagnosi - Individuazione della borrelia nel sangue attraverso un prelievo effettuato durante leccesso febbrile. - Prova sierologica di immuno fluorescenza. Terapia: tetracicline Profilassi: - Non esiste alcun vaccino. - Non bisogna farsi pungere.

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Micobacterium.
Caratteristiche generali del genere.
Bacilli a V o a L filamentosi. Appartenenti allordine dei batteri superiori organizzazione cellulare molto simile a quella eucariotica. Danno forme filamentose simili ai funghi. Non hanno la capsula. Strettamente aerobi Presenza di particolari lipidi di membrana (acido micolico) che conferisce loro lacido resistenza (resistono al trattamento anche con acidi forti) per cui non possono essere colorati con il metodo di Gram ma solo con quello di Ziehl. Le propriet idrofobiche della membrana e in particolare la presenza dellacido micolico (fattore cordale) combinato con il trealosio, permettono ai batteri di crescere il lunghe file parallele dette formazioni cordali. Crescita batterica: - Cresce in terreni culturali in cui si aggiunta glicerina e ovalbumina (Terreno di Petriamani). - Ha una crescita molto lenta con una replicazione ogni 12h. - Se il batterio viene fatto crescere in brodo la crescita viene solo superficialmente con la costituzione di una particola superfiale - La crescita pu essere velocizzata se vengono aggiunte sostanza idrofobe e idrofile che permettono la dispersione dei batteri nel terreno. - Si possono coltivare nei terreni artificiale tutti tranne M. lepre Micobatteri patogeni per luomo: - M. tubercolosis agente etiologico della tubercolosi umana - M. Bovis agente etiologico della tubercolosi bovina (zoonosi). - M. Leparae agente etiologico della lebbra. - Micobatteri non tubercolari (MOTT).

Micobacterium tubercolosis.
Antigeni: - Antigeni proteici - Antigeni polisaccaridici - Lacido micolico un adiuvante delle funzioni immunitarie degli antigeni. Fattori di virulenza: - Capacit del batterio di sopravvivere allinterno delle cellule fagocitarie. - Inibizione della fusione fagosoma-lisosoma - Inibizione dellacidificazione del fagolisosoma. Patogenesi: - Contagio per inalazione del batterio. - Deposizione negli alveoli polmonari e sviluppo di una reazione infiammatoria con afflusso di fagociti. - I bacilli tubercolari vengono fagocitati dai macrofagi e in gran parte distrutti; altri sopravvivono, uccidono il macrofago e fuoriusciti nello spazio extracellulare danno origine ad altri focolai di infezione. 62

Formazione di granulomi (tubercolo) con bacilli, fagosomi, aree di necrosi tissutale e sviluppo di una reazione cicatriziale connettivale che va incontro a precipitazione di sali di calcio (complesso primario). - Nel complesso primario i bacilli possono sopravvivere per anni per poi, nelleventualit di unimmuno compressione del soggetto, riattivare il complesso primario con ripresa della patologia tubercolare. - Se il sistema immunitario del soggetto non riesce a mantenere linfezione a livello del complesso primario, si ha passaggio nel circolo del micobatterio e infezione di altri distretti corporei quali: .) meningi presenza li linfociti nel liquido cefalorachidiano .) rene - Il sistema immunitario funziona in questo caso come una lama a doppio taglio: .) controlla levoluzione dellinfezione .) allo stesso tempo responsabile della maggior parte delle lesioni dorgano prodotte. Diagnosi: - Osservazione microscopica del campione biologico. - Crescita in coltura: .) la crescita lenta: servono 2-3 settimane. .) colonie rigogliose con pigmentazione giallastra. - Inoculazione nella cavia e osservazione di uneventuale sviluppo tubercolosi. - Reazione di Mantoux. .) prova della tubercolina per vedere se un soggetto possiede immunit cellulo mediata nei confronti di M. tubercolosis .) la tubercolina un costituente antigenico della parete cellulare di M. tubercolosis .) scoperta per la prima volta da Koch che la ottenne coltivando il batterio in terreni liquidi, vecchia di almeno un mese, filtrando e concentrando al calore. .) oggi si impiega la PPD (purified protein derivative) che si inietta nel sottocute. .) nei soggetti indenni da infezione tubercolare non si osserva alcuna reazione. .) nei soggetti che hanno avuto contatto con M. tubercolosis si osserva lo sviluppo di una macula eritematosa dopo 48-72 ore dal trattamento le cui dimensioni sono indice di pregressa infezione (dimensioni contenute) o attuale infezione (dimensioni considerevoli con possibilit di necrosi) Terapia: - Il batterio sviluppa facilmente ceppi farmaco resistenti per cui la terapia sempre multi farmacologica. - Insieme di: .) isoniazide (INH) .) acido paraminosalicidico. Profilassi - Effettuata tramite una variante di M. bovis apatogena detta di Calmette-Gurin (BCG) - Praticato nei paesi in via di sviluppo. - Non effettuata nei paesi industrializzati dove il controllo della malattia si ottiene con la prova della tubercolina in et scolare.

Micobatteri non tubercolari MOTT.


Comprendono numerose specie molto diverse tra loro. Riuniti in gruppi in base a comunanze biologiche, patogene, ecc... - Fotocromogeni pigmentazione giallo arancio - Scotpcromogeni producono pigmento anche se vengono coltivati al buio. - Non cromogeni 63

Saprofiti dellambiente. Danno malattia prevalentemente in caso di immuno compromissione. Importanti agenti etiologici di infezioni nosocomiali. I micobatteri non tubercolari del gruppo M. avium sono particolarmente dannosi in pazienti AIDS e sono resistenti a moltissimi antibiotici.

Micobacterium lepre.
Agente etiologico della lebbra. Il bacillo della lebbra non si coltiva in vitro. Solo nella zampa del topo. Lebbra: - Malattia cronica a lungo decorso. - Granulomi della cute e delle mucose che vanno incontro ad ulcerazioni - Deformazioni - Distruzione delle terminazioni nervose periferiche. Presenta due forme: - Lepromatosa: .) forma pi grave .) sintomatologia sopra descritta .) non ci sono possibilit di guarigione. - Tubercoloide .) forma di transizione .) reazione cellulo mediata molto intensa. .) possibile guarigione. Patogenesi: - Contagio per contatto o inalazione. - Periodo di incubazione lungo, anche di anni. - Il batterio localizzato nel citoplasma dei macrofagi dove si dispone uno affianco allaltro in una configurazione detta a mazzo di sigaro. Diffusa soprattutto nei paesi a clima caldo umido, dove non presente la tubercolosi. Diagnosi: clinica. Terapia: - Dapsone - Clofazamina & Rifampicina

Mycoplasma
Caratteristiche generali del genere.
Raccogli batteri appartenenti alle famiglie di: - Mycoplasmataceae - Acholeplasmataceae - Spiroplasmataceae Parete cellulare mancante non si colorano con le normali colorazioni. Membrana citoplasmatica con steroli mancanza di una morfologia tipica definita. Procarioti 64

Si replicano autonomamente allesterno delle cellule in terreni artificiali. Esistono le forme L. - Compaiono se vengono usate sostanza che inibiscono la sintesi della parete cellulare. - Forme allungate perch il batterio ciclicamente va incontro a replicazione ma non ha pi la capacit di costruirsi il setto che separa i due batteri neoformati. - Le forme L sono prive di membrana citoplasmatica quindi sopravvivono in colture solo ad alte concentrazioni di sali e di zuccheri che sviluppando unalta pressione osmotica, ne impediscono la lisi. - Se manca la capacit di sintesi della membrana, il batterio non in grado di replicarsi. - Le forme L spariscono se viene eliminata la sostanza che impedisce la sintesi della membrana cellulare. Crescono in terreni culturali arricchiti con siero (20%). Va aggiunto acetato di caglio e penicillina che inibiscono la crescita dei batteri con la parete cellulare. Sono visibili singolarmente al microscopio elettronico, non sono visibili singolarmente al microscopio ottico dove appaiono solamente le colonie di Mycoplasma. Le colonie al microscopio elettronico appaiono a cappello di prete con la zona centrale pi addensata e quella pi esterna pi rarefatta. Mancano del pectidoglicano per cui sono insensibili agli antibiotici.

Mycoplasma pneumoniae
Presente nel tratto respiratorio Patogenesi: - Infezioni di origine endogena. - La polmonite di cui lagente etiologico colpisce prevalentemente i bambini e gli adulti che abbiano in corso uninfezione causata da Ortomyxovirus. Diagnosi: - Nel siero dei soggetti infetti sono presenti delle IgM che agglutinano a freddo - Isolamento colturale del batterio in terreni con aggiunta di siero. Terapia: - I -lattamici non hanno effetto. - Eritromicina e tetracicline che inibiscono la sintesi proteica.

Ureoplasma urealyticum
Agente etiologico di gran parte delle uretriti no gonococciche Di difficile diagnosi a causa della difficolt di distinzione dagli altri mycoplasmi

Rickettsiae.
Caratteristiche generali della famiglia.
Bacilli Gram Batteri parassiti endocellulari obbligati, che non riescono a produrre e immagazzinare ATP. Parassitano le cellule reticolo endoteliali e gli eritrociti. La trasmissione dallanimale alluomo avviene in genere attraverso gli insetti. 65

Patogenesi: - Penetrazione nella cellula ospite attraverso una lesione della membrana cellulare che la cellula provvede a riparare e attraverso cui si insinua la rickettsia. - Alcune come quella quintana non necessitano penetrazione ma solo adesione. Rickettisiae di interesse per la patologia umana: - genere Coxiella staziona nel fagosoma .) febbre Q .) polmonite - genere Rickettsia passa allinterno del citoplasma della cellula ospite. Rapporto tra rickettsia e cellula ospite: - Adesione esterna (quintana) - Allinterno della cellula con moltiplicazione nel fagosoma. - Passaggio allinterno del citoplasma (genere Rickettsiae)

Rickettsia prowazekii.
Trasmissione attraversi il pidocchio: - Il pidocchio si infetta della rickettsia attraverso il morso di un soggetto contaminato. - La rickettsia si moltiplica nello stomaco del pidocchio. - Quando il pidocchio morde un altro uomo, rigurgita il pidocchi che non viene iniettato nel sangue ma depositato sulla pelle delluomo. - La rickettsia potr penetrare nel circolo ematico solo nel caso in cui si presenti unabrasione della cute. Agente etiologico del tifo petecchiale caratterizzato da: - Periodo di incubazione di 8-15 giorni - Esordio brusco con: cefalea, febbre altissima, stato stuporoso e alterazione della coscienza. - Comparsa di un esantema petecchiale nel cavo ascellare che diffonde i tutto il corpo. - Lesioni dorgano - Mortalit al 30% in caso il soggetto non venga curato. In caso di guarigione, la R. prowazekii spesso non scompare del tutto ma rimane endemica dando la malattia di Brill-Zinsser caratterizzata da lunghi periodi di silenza e riattivazione periodica con sintomatologia lieve. Presente in tutto il mondo in particolare Russia e Europa dellEst. Diagnosi: - La ricerca culturale delle rickettsie complessa perch serve lo stomaco del pidocchi per la coltivazione. - Diagnosi sierologica possibile in quanto esistono anticorpi antirickettsia che sono diretti contro la proteina OX19. Terapia: tetracicline inibitori della sintesi proteica. Malattie sostenute dal altre rickettsie: - Febbre da Trincea .) agente etiologico: Rickettsia quintana .) vettore di trasmissione il pidocchio. .) tipica della 1 Guerra Mondiale .) la febbre dura 5 giorni - Febbre Q .) agente etiologico: Coxiella burnetii rimane allinterno del fagosoma. .) trasmissione interumana diretta (unica rickettsia con tale caratteristica) oppure classicamente attraverso un microrganismo vettore. 66

.) colpisce in particolar modo il personale a contatto con mucche, capre, ecc che ne costituiscono il serbatoio; la maggior occasione di infezione rappresentata dal parto animale assistito dalluomo .) caratterizzata da una polmonite abbastanza importante (curabile con tetracicline) .) si verifica anche nelle nostre regioni Febbre maculosa delle montagne rocciose: .) agente etiologico: Rickettsia rickettsii. .) vettore: zecca del cane americano .) colpisce i bambini e i giovani adulti. .) febbre, cefalea, esantema che culmina con la morte causata da progressiva ipotensione. .) USA Febbre fluviale del Giappone: .) agente etiologico: Rickettsia tsutsugamushi .) vettore: acari dei roditori .) eruzione maculo papulosa. .) Pacifico del Sud

Chlamydiae
Caratteristiche generali del genere
Gram Batteri parassiti endocellulari obbligati, che non riescono a produrre e immagazzinare ATP. Parassiti di uomo, mammiferi e uccelli. I batteri si dispongono intorno al nucleo della cellula ospite a mantello. La divisione avviene sempre per fissione binaria ma esistono due forme che si alternano in un particolare ciclo di sviluppo: - Corpo elementare: extracellulare ed infettante. - Corpo reticolato: intracellulare ed non infettante. Infezione: - Penetrazione nella cellula ospite del corpo elementare e localizzazione nel fagosoma. - Impedimento della fusione lisosoma-fagosoma e riscatto della sopravvivenza. - Passaggio al corpo reticolato - Moltiplicazione per fissione binaria dei corpi reticolati con ingrossamento del fagosoma che diviene corpo incluso - Alcuni corpi reticolati passano allo stato di corpo elementare e vengono rilasciati allesterno pronti per infettare altre cellule. Patogenesi: - Blocco della sintesi proteica - Produzione di tossine - Impedimento della fusione tra fagocita e lisosoma. - Linfezione dovuta a moltiplicazione intracellulare. - Fenomeni di ipersensibilit legati allimmunit cellulo mediata. Specie patogene per luomo: - C. trachomatis - C. pneumonae - C. psittaci 67

Chlamydiae tracomatis.
Agente etiologico del tracoma - Malattia oculare dovuta ad infezione cronicizzata da C. trachomatis - Provocano cecit a causa della formazione di placche a livello cornea che impediscono fisicamente la visione. - Provoca anche, nella forma meno grave che non porta a cecit, congiuntivite con formazione di granuli nelle cellule della congiuntiva. - Infezioni particolarmente gravi nei bambini che si infettano lungo il passaggio nel canale del parto. - Pu dare patologia del tratto urogenitale maschile (uretrite non gonococcica) oppure patologia del tratto genitale femminile che pu degenerare in PID con rischi di sterilit. Corpi inclusi di glicogeno. Diagnosi: - Esame istologico di ricerca dei cori inclusi attorno al nucleo. - Isolamento culturale dei microrganismi. - Diagnosi sierologica con test di immuno fluorescenza - Test di Fray: inoculazione sottocutanea di estratto batterico con osservazione di uneventuale ipersensibilit a risposta ritardata.

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VIROLOGIA GENERALE

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Caratteristiche generali dei virus.


Definizione dei virus.
Storia: - Primi virus ad essere studiati sono stati i batteriofagi - Dulbecco e collaboratori hanno messo a punto un sistema di colture cellulari per lo studio dei virus che prima erano coltivati solo in tessuti animali. - Lavvento della microscopia elettronica aiuta nello studio dei virus. Definizione: - Virus: veleno - Luria: nucleoproteina infettiva in quanto formato da un acido nucleico circondato da un polipeptide che il capside. - Secondo molti autori i virus non sono delle vere e proprie forme viventi in quanto non sono in grado di replicarsi da soli al di fuori della cellula ma sono parassiti endocellulari obbligati. Caratteristiche biologiche fondamentali: - Parassita endocellulare obbligato con replicazione nella cellula ospite infettata. - Trasportano solo linformazione genetica. - I virus non sono in grado di fare la sintesi proteica perch: .) non producono energia (per cui gli serve unaltra cellula che fornisca energia) .) non possiedono la macchina sintetica (serve loro sfruttare quella cellulare). - La replicazione dellacido nucleico cellulare avviene in un luogo diverso da dove avviene la sintesi polipeptidica. - Le particelle virali vengono prodotte per assemblaggio dei componenti che vengono formati. - Non tutti sopravvivono al di fuori della cellula ospite. Dimensioni: - Comprese tra il limite risolutivo del microscopio elettronico (min) e quello del microscopio ottico (max). - Ovvero 20/400 nm. Confronto batteri-virus:
BATTERI Possiedono i ribosomi. Divisione per scissione binaria. Sensibile ad antibiotici. Non sensibili ad interferone VIRUS Mancano dei ribosomi. Non si dividono per scissione binaria. Non sensibili agli antibiotici. Sensibili all'interferone.

I pi piccoli sono i mycoplasmi, I pi piccoli sfuggono persino al non visibili al microscopio ottico. microscopio elettronico. Crescono in terreni sintetici. Posseggono sia RNA che DNA. Non crescono in terreni sintetici. Posseggono una sola specie di acido nucleico: RNA o DNA.

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Organizzazione genomica virale.


Lacido nucleico pu essere un RNA o un DNA in forma : - Lineare - Segmentata - Circolare Distinguiamo tra virus a DNA e virus a RNA: - Virus a DNA: Sono tutti a doppia elica tranne i Parnavirus che a singola elica e gli Herpesvirus che presentano tratti a singola elica. - Virus a RNA: Tutti a singola elica tranne i Reovirus in cui c un doppio filamento. I genomi a singola elica possono avere lo steso verso degli mRNA prodotti o verso contrario: - Nel primo caso la riproduzione intracellulare rapida e linfettivit aumenta. - Nel secondo caso occorre riscrivere il flusso informativo genetico nel verso corretto, con dispendio di tempo e quindi diminuzione dellinfettivit. Nel caso di un RNA virus, lacido nucleico pu avere: - Polarit negativa lenzima trascrittasi inversa, codificata dal virus stesso, permette la retro trascrizione (retrovirus) del DNA a doppia elica a partire dallRNA a verso negativo. - Polarit positiva lRNA depositario dellinformazione genetica, costituisce gi lo stampo per la sintesi delle proteine ovvero funge da mRNA. Dimensioni del genoma virale: da 7 a 60 Kbp con possibilit di codificare da 4 a 18 proteine.

Proteine.
Costituiscono il capside che avvolge il virus. Alcune anche sopra il capside a formare il pericapside di avvolgimento. Poich il virus pu sintetizzare solo poche proteine, le proteine che costituiscono il capside sono un numero limitato per cui la struttura capsidica stessa presenta una certa monotonia. Enzimi (proteine enzimatiche): - Lisozima presente solo nei batteriofagi (ciclo lisogeno). - Neuraminidasi di Orto e Paramixovirus scinde lacido neuramidico della parete cellulare facilitando cos lingesso nelle cellula ospite. - I virus a RNA negativo hanno una RNApolimerasi che permette loro di trascrivere un mRNA positivo in grado di partecipare alla sintesi proteica. Ci sono lipidi e carboidrati ma sono presenti solo nei virus con peplos.

Struttura del capside:


Formato da un gruppo limitato di proteine che si assemblano : - Con simmetria elicoidale rivestendo lacido nucleico - Che formano un capside isometrico a icosaedro (solido a 20 facce). Distinguiamo: - Peptoni: proteine che sporgono ai vertici - Esoni: proteine che sporgono nelle facce. La morfologia che assume un virus fissa nei virus che presentano un capside a formazione icosaedrica, mentre varia in quelli con simmetria elicoidale. 72

Sensibilit ad agenti fisici e chimici:


Sono sensibili ed etere e cloroformio i solo virus con pericapside, quelli senza (virus nudi) no. La sensibilit a variazioni di pH e temperatura cambia da virus a virus. I virus pi resistenti sono quelli trasmessi per via sessuale

Origine dei virus.


Teoria regressiva: i virus originano da alcuni microrganismi intracellulare che si adattano progressivamente e sempre meglio al parassitismo dellospite tanto da dipender da esso in tutto e per tutto. Teoria evolutiva: i virus derivano da frammenti di acidi nucleici che hanno acquisito una sempre maggiore indipendenza fino a ritrovarsi capaci di auto duplicarsi in via indipendente dalle cellula da cui sono derivati.

Classificazione dei virus


Classificazione in base al genoma: - DNA o RNA virus - Genoma lineare o circolare. - Polarit positiva o negativa. - Presenza si segmenti distanziati. - Sequenza nucleotidica. Classificazione in base alle caratteristiche dei virioni. - Dimensioni e forma - Presenza o assenza di Envelope. - Presenza dei peplomeri. - Sintesi del capside. Classificazione in base alle caratteristiche fisico-chimiche dei virus. - Stabilit al calore - Stabilit al pH - Resistenza ad etere e cloroformio. Classificazione in base alle proteine. - Numero e dimensioni delle principali proteine. - Presenza di particolari attivit proteiche (polimerasi). Classificazione in base alle caratteristiche biologiche: - Reazioni immunologiche - Reazioni di ipersensibilit ad ospiti o colture cellulari. - Trapianto tissutale o patogenicit. - Modalit di trasmissione.

Terminologia:
Core: acido nucleico + ogni molecola che ne consente la stabilit Capside: molecola proteica che racchiude il core. Capsomero: struttura proteica che ripetuta forma il capside. Nucleocapside: core + caspside. Envelope o Peplos o Pericapside: involucro lipogliceroproteico che avvolge il capside. Peplomeri: proiezioni superficiali che fuoriescono dal peplos. 73

Virione: particella virale completa come si pu osservare al di fuori della cellula ospite.

Rapporto tra cellula e virus.


Moltiplicazione virale
Avviene allinterno della cellula La cellula deve essere: - Sensibile: possedere recettori che consentano lingresso del virus nella cellula. - Permissiva: in grado di soddisfare tutte le funzioni che richiede il virus. Fasi della moltiplicazione virale: - Adsorbimento: .) dovuto allinterazione tra il recettore virale e quello della cellula ospite. - Penetrazione: .) del virus allinterno della cellula .) avviene in tre maniere differenti a seconda che il virus sia nudo o possegga il peplos .) se nudo e abbastanza piccolo, il virus trasloca attraverso la membrana citoplasmatica passando dallesterno della cellula allinterno (penetrazione diretta). .) se il virus rivestito dal pericapside, questo si fonde con la membrana citoplasmatica della cellula e il capside viene rilasciato allinterno della cellula (fusione). .) lendocitosi cellulare permette la penetrazione dei virus sia nudi che rivestiti. - Scapsidazione: .) avviene nel citoplasma della cellula ospite. .) consiste nella liberazione dellacido nucleico virale. - Fase di eclisse: .) il virus non pi ritrovabile allinterno della cellula come entit infettante a se stante .) si ha liberazione del genoma virale con sintesi delle proteine enzimatiche prima e di quelle strutturali poi. .) infine si ha replicazione del genoma virale. - Montaggio: .) assemblaggio delle subunit proteiche che racchiudono lacido nucleico. - Maturazione: .) per molti virus coincide con il montaggio. .) per altri coincide con un periodo di trasformazioni in cui acquisiscono il pericapside o vengono rimaneggiati dalle cellule. - Liberazione: .) si rompe la cellula ospite e si liberano i virioni. Esistono 6 classi replicative differenti che costituiscono 6 differenti vie per arrivare alla sintesi degli mRNA per lespressione proteica e alla sintesi del nuovo genoma virale: - I: DNA a doppia elica adenovirus - II: DNA a singola elica poliovirus - III: RNA a doppia elica segmentata reovirus - IV a singola elica positiva picornavirus - V RNA a singola elica negativa paramyxovirus - VI RNA a singola elica retrovirus

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Infezione di una cellula da parte di un virus.


In caso di infezione cellulare da parte di un virus si possono verificare due eventi: - Uccisione della cellula: .) si manifesta con rigonfiamento e formazione di corpi inclusi cellulari. .) inibizione della sintesi proteica .) fenomeni apoptotico mediati da modificazione della permeabilit della membrana citoplasmatica. .) formazione di enzimi che al momento della fuoriuscita dei virus attaccano la membrana citoplasmatica cellulare provocandone la perforazione con conseguente morte cellulare. .) modificazione a livello cromosomiale molto pericolosa se sono coinvolte le cellule germinali. - Trasformazione tumorale: .) immortalizzazione della cellula infettata .) perdita della inibizione da contatto. .) proliferazione indiscriminata .) acquisizione dei caratteri tipici delle cellule tumorali. - Cambiamento istologico e formazione di un sincizio. Linfezione pu essere: - Produttiva: produzione di una nuova progenie. - Abortiva: la cellula infettata era sensibile ma non permissiva oppure lattacco del virus alla cellula ospite ha danneggiato la stessa. Non avviene la produzione dei virioni e la cellula pu essere trasformata nel fenotipo tumorale. - Restrittiva: la cellula pu essere permissiva soltanto in un periodo particolare del suo ciclo vitale. - Latente: se linfezione abortiva o restrittiva per cui il virus permane nella cellula ma manifesta la patologia solo in periodi particolari, con una caratteristica alternanza. La patogenesi virale comprende: - Invasione dellospite - Penetrazione nellospite - Superamento delle barriere difensive e immunitarie. - Diffusione in zone differenti dal sito di infezione. - Moltiplicazione nellorgano bersaglio con infezione localizzata - Fuoriuscita Replicazione del virus nella cellula infettata pu essere: - Primaria .) avviene nelle cellule sensibili e permissive localizzate nel luogo di infezione. .) pu essere estesa se il luogo di penetrazione coincide con lorgano bersaglio, come nel caso del virus dellinfluenza. .) pi spesso linfezione primaria isolata e non d problemi rimanendo subclinica. - Secondaria .) avviene in aree distanti dal luogo di penetrazione. .) si ha disseminazione per via ematica e localizzazione nellorgano bersaglio Lesioni prodotte dallinfezione virale: - Dovute direttamente al virus. - Dovute a modificazioni indotte dal virus sulle cellule bersaglio (modificandone della sintesi proteica, degenerazione lisosomiale, ecc). - Generazione ad una predisposizione a super infezioni batteriche. - Reazione del sistema immunitario che, nel tentativo di eliminare il virus, danneggia le cellule autologhe. - Formazione di corpi inclusi. 75

Formazione di sincizi. Mutazione degli antigeni di superficie. Integrazione del DNA genomico in quello cellulare con possibile trasformazione cellulare al fenotipo tumorale. Incubazione dei virus: - I virus presentano un periodo di incubazione ovvero un periodo temporale che intercorre da quando avviene linfezione a quando si manifestano i sintomi patologici sullorgano bersaglio. - Il periodo di incubazione varia molto da virus a virus, a seconda di numerose variabili quali, la struttura virale in se, la patogenesi legata al virus, la distanza tra luogo di ingresso del virus e organo bersaglio. - Abbiamo quattro tipi di periodi di incubazione: Incubazione breve: 1/2 giorni (influenza) Incubazione media: 7/14 giorni (poliomielite, rosolia, varicella.) Incubazione lunga: 3/5 settimane (Epatite A, B e Mononucleosi) Incubazione molto lunga: anni (Leucoencefalopatiti)

Risposta immunitaria nei confronti dei virus.


Risposta immunitaria ai virus.
Risposta anticorpale: - Neutralizzano linfettivit dei virus perch sono diretti contro i recettori virali delle cellule. - Intervengono nello scapsidamento virale. - Opsonizzano le cellule infettate e ne favoriscono la fagocitosi. - Possono attivare il complemento e eliminare la cellula attraverso la lisi di questultima. - Le immunoglobuline hanno una scarsa efficacia nei confronti della prima infezione virale mentre invece sono molto pi efficaci verso una re-infezione virale. Risposta cellulo mediata. - I linfociti T helper attivano le cellule B a produrre le immunoglobuline - I CTL riconoscono le cellule infettate dai virus. - La risposta dei linfociti importante per coordinare la risposta immunitaria e dare DTH. - Linterferone ha un ruolo fondamentale in quanto specie specifico ma non virus specifico.

Meccanismi per evadere le difese dellorganismo:


Camuffamento - Presentazione dei recettori in canion che non li rendono raggiungibili dalle immunoglobuline antirecettore. - Latenza: il virus, penetrato nella cellula, non viene riconosciuto dalle immunoglobuline circolanti. Divisione - Blocco di produzione delle proteine effettrici dellinterferone - Produzione di proteine simili al recettore. - Inibizione delle produzione di molecole MHC di classe I 76

Mimetismo Alcune risposte attuate dal sistema immunitario possono essere dannose per lorganismo stesso: - La risposta mediata da CTL pu rivolgersi verso le cellule autologhe e provocare un danno epatico: - Depressione delle risposte dei linfociti T da parte di virus a funzione immuno soppressiva (HIV). - Malattia da immunocomplessi. - Infezione virale dei fagociti mononucleati.

Diagnosi, terapia e profilassi delle malattie virali


Diagnosi.
Elementi che consentono la diagnosi di malattia virale: - Presenza di corpi inclusi nella cellula ospite. - Alterazioni tipiche della cellula ospite di carattere morfologico. - Antigeni virali presenti in un tessuto (test della immuno fluorescenza). Metodi di ricerca di virus in un campione biologico: - Ricerca di acidi nucleici virali (PCR). - Ricerca di immunoglobuline antivirus (test di immuno fluorescenza). .) test d neutralizzazione .) test di immuno fluorescenza .) anticorpi fissati al complemento. .) anticorpi monoclonali .) radio anticorpi .) western blot - Ricerca di antigeni virali sulla superficie delle cellule (test di emoassorbimento). - Microscopia elettronica. - Isolamento dei virus in coltura. .) inoculazione in animali da laboratorio. .) inoculo in uovo embrionato di pollo (produzione di vaccini). .) semina in altre cellule sensibili e permissive ai virus. Titolo anticorpale: reciproco della massima diluizione a cui si ha ancora reazione positiva. Maggiore la massima diluizione, tanto pi alto sar il mio titolo anticorpale perch devo diluire molto affinch non vi sia pi la reazione di agglutinazione anticorpale. La diagnosi immunologica prevede un prelievo in fase di acuzia della malattia e uno in fase di convalescenza. Nella fase di convalescenza il titolo deve aumentare se non aumenta, vuol dire che la patologia sostenuta da un agente etiologico differente da quello sospettato.

Terapia.
I metodi di terapia antivirale sono ancora pochi. - I virus, al contrario dei batteri si insinuano allinterno delle cellule rendendo la sua aggressione da parte dei chemioterapici pi difficoltosa.

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Non esiste un modo per i farmaci di discriminare tra cellule infette e quelle non infette perch entrambi i tipi cellulari presentano gli stessi recettori di membrana. - Non esiste una vera e propria terapia curativa ma solo una terapia preventiva. Farmaci antibiotici. - Possono intervenire: .) nelle fasi precoci dellinterazione virus-cellula (assorbimento) .) sulla sintesi degli mRNA da parte del virus nella cellula. .) sulle proteasi virali .) sulla formazione del capside .) sullacido nucleico virale. - Esempi: .) CD4+ libero blocca lassorbimento del virus HIV .) amantidina antinfluenzale blocca la penetrazione del virus dellinfluenza .) aciclovir anti Herpes simplex agisce inibendo la sintesi degli acidi nucleici virali. .) azidotimidina anti HIV blocca la sintesi dellacido nucleico virale.

Profilassi.
Infezioni come quelle del vaiolo sono scomparse grazie ad un programma di vaccinazione che oggi stato sospeso perch la malattia sparita dal pianeta. Immunizzazione passiva: somministrazione di immunoglobuline preformate contro il virus con cui ci si infettati. Immunizzazione attiva: ha lo scopo di far produrre al sistema immunitario gli anticorpi immunizzanti e di far nascere la memoria attraverso: - virus attenuato - virus inattivato - scheletro virale.

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VIROLOGIA SPECIALE A DNA

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Poxviridae.
Caratteristiche generali
Sono i virus pi grossi (250 X 300 nm) al limite risolutivo del microscopio ottico. Forma a mattoncino. DNA a doppia elica con estremit formate a telomero. Struttura: - Il capside non presenta n simmetria elicoidale, n simmetria icosaedrica - Peplos costituito da una doppia membrana (sensibile ad etere e cloroformio). Possiede enzimi per la traduzione del genoma. Scapsidazione in due fasi e replicazione completamente nel citoplasma. Nella famiglia delle Poxviridae sono accolte diverse specie virali appartenenti al genere degli Orthopoxvirus che danno patologia nelluomo: - Virus del vaiolo umano. .) agente etiologico del vaiolo umano. .) malattia dichiarata eradicata nel 1977 - Virus del vaiolo della scimmia. .) diffusa tra le scimmie dellAfrica. .) capace di dare patologia anche nelluomo ma il passaggio ad esso molto difficile. - Virus vaccinico. .) prodotto di laboratorio utilizzato per indurre vaccinazione contro il vaiolo umano. - Virus del vaiolo bovino .) da cui Jenner ricav nel 1700 il primo vaccino del mondo - Virus dellectima contagioso (ORF). - Virus del mollusco contagioso. .) patologia dei bambini.

Virus del vaiolo umano.


Replicazione: - Penetrazione nella cellula per fagocitosi - Prima scapsidazione appena entrato nella cellula (via il peplos) - Seconda scapsidazione elimina il capside. - Sintesi di un primo mRNA precoce per la sintesi di proteine precoci per la duplicazione del DNA. - Produzione delle proteine strutturali (tardive). - Assemblaggio. - Il tutto avviene nel citoplasma Antigeni: - NP: .) antigene strutturale (nucleoproteina del virus). .) simile sia nel virus del vaiolo umano, sia nel virus del vaiolo bovino (vaccino di Jenner). - LS .) emoagglutinina proteica, solubile. Patogenesi: - Il contagio avviene per via orale o per contatto diretto del virus - Periodo di incubazione da 10 a14 giorni. 81

Il virus diffonde attraverso il circolo ematico e si localizza nella cute dove da vita a particolari pustole che se si distaccano lasciano una cicatrice permanente. - Si ritiene che il virus si collochi sullepidermide perch cresce meglio a temperature lievemente inferiori ai 37C quali quelle esistenti sulla pelle. - La localizzazione avviene anche in organi come fegato e milza pi facilmente alla seconda viremia, ma pu avvenire anche con la prima viremia. - Leffetto citopatico sugli organi porta a morte i pazienti nel 30% dei casi, altrimenti c la guarigione. Diagnosi: - Formazioni di corpi inclusi nelle cellule contagiate chiamati corpi del Guarnieri - Formazione delle caratteristiche lesioni cutanee. - Viremia. - Presenza di anticorpi antivirus ma compaiono nel sangue solo quando sono gi comparse le tipiche papule cutanee. Vaccino: - Vaccino di Jenner del 1798 vaccino storico. - Vaccino antivaioloso attuale ottenuto con Poxvirus Officinalis: .) si coltiva il virus in cellule di addome di capra .) problemi per possibili effetti indesiderati quali encefaliti, febbre alta, violenta reazione DTH. - Oggi la vaccinazione stata sospesa perch la malattia eradicata dal pianeta. Caratteri del vaiolo che ne hanno portato alleradicazione. Unico sierotipo Mancanza di serbatoio di animali del virus. Mancanza di portatori sani.Incubazione prolungata. Contagiosit scarsa e legata strettamente ad una forma sintomatica. Facile diagnosi. Disponibilit di un vaccino efficace che conferisse immunit duratura.

Herpesviridae.
Caratteristiche generali della famiglia.
DNA a doppia elica. Pericapside sensibile ad etere e cloroformio. Capside a simmetria icosaedrica. Produzione di proteine per il controllo dellmRNA e del DNA della cellula ospite. Codifica una DNA polimerasi non presente nelle cellule eucariotiche invase che costituisce il bersaglio per lazione di molti farmaci antivirali. Replicazione: - Ingresso del virus nella cellula ospite e scapsidazione. - Passaggio del DNA virale nel nucleo - Trascrizione in mRNA e formazione di 3 gruppi di proteine: .) precoci (enzimi) .) altre proteine enzimatiche .) proteine tardive (costituenti del capside). - Assemblaggio dei costituenti nel nucleo. 82

- Fuoriuscita dal nucleo per gemmazione. - Rilascio del virus dalle cellula ospite. Largamente diffusi. Producono infezioni latenti permanendo allinterno della cellula ospite dove, come nel caso del virus di Epstein-Barr, possono indurre trasformazione al fenotipo tumorale (virus oncogeni). Il controllo delle loro infezioni stimola soprattutto limmunit cellulo mediata. Vengono divisi in tre grandi gruppi a seconda delle cellule invase e della sede di latenza: - herpesvirus .) herpesvirus 1 herpes simplex labiale .) herpesvirus 2 provoca infezioni genitali .) herpesvirus 3 virus della varicella. Da come complicanza il fuoco di S. Antonio. .) la sede di latenza sono in neuroni sensitivi e la trasmissione avviene per stretto contatto. - herpesvirus .) Epstain-Barr produce la mononucleosi (malattia trasmessa con il bacio) e penetrando nelle cellule B ne provoca limmortalizzazione e la trasformazione tumorale. - herpesvirus: .) citolmegalovirus

Herpesvirus 1.
Colpisce tutte le et C guarigione completa ma con numerose recidive. Patogenesi: - La prima infezione si contrae tra i 6 mesi e lanno di et ed generalizzata e subclinica. - Il virus rimane latente nelle cellule dei gangli sensitivi. - Se le difese immunitarie si abbassano il virus si riattiva e riprende la moltiplicazione. - I fenomeni infettivi sono strettamente localizzati perch il virus non diffonde per via ematica ma passa di cellula in cellula. - Sono presenti infatti in circolo anticorpi contro il virus che difendono da uneventuale infezione sistemica. - Se le difese immunitarie sono abbassate, possiamo avere anche una diffusione ematica con infezioni dellocchio e del SNC.

Herpesvirus 2.
Numerose recidive. Patogenesi: - Trasmissione per via genitale - Il bambino pu contrarre linfezione anche nel passaggio nel canale del parto. - Si localizza anche a livello dei gangli sensitivi del trigemino con forti dolori. Terapia: - Esistono farmaci per le infezioni locali mentre in caso di infezioni sistemiche si impiega laciclovir. - Lefficacia di tali farmaci legata al ciclo replicatici del virus, non hanno azione sul virus latente.

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Herpesvirus 3 (virus della varicella).


Patogensi: - Contagio per inalazione. - Replicazione a livello della mucosa delle prime vie aeree. - Passaggio ai linfonodi e conquista della via ematica con diffusione sistemica. - Comparsa dopo 20 giorni delle tipiche vescicole cutanee. - Il virus rimane latente anche per lunghissimo tempo dopo di che compare dando la sua manifestazione acuta anche a distanza di anni dal primo contagio. Dislocazione lungo il decorso dei nervi sensitivi. Curabile con Aciclovir.

Citomegalovirus.
Molto diffuso, gran parte della popolazione risulta infetta da CMV. Nelle cellule forma inclusi a forma di occhio di civetta. Patologie sostenute: - Da prevalentemente infezioni subcliniche. - Provoca patologie delle ghiandole salivari, renali o epatica. - Pu dare infezioni soprattutto nel feto e nel neonato che contraggono linfezione dalla madre con conseguenze anche molto gravi come il ritardo mentale. - Provoca una forma di mononucleosi molto simile a quella sostenuta dal virus di EpstainBarr. La patologia incorre soprattutto in soggetti immuno depressi in quanto il virus rimane latente.

Virus di Epstain-Barr.
Provoca la mononucleosi infettiva: - Malattia fortemente debilitante e inoltre predispone a superinfezioni batteriche. - Spesso non d la manifestazione clinica ma emerge come faringite o febbre. - La guarigione avviene grazie allattivazione delle cellule T che inducono le cellule B a proliferare e a produrre anticorpi contro il virus. Si messo in relazione questo virus con: - La comparsa del carcinoma del nasofaringe in certe zone asiatiche - La comparsa del linfoma di Burkitt che si manifesta in Angola dove endemica la malaria.

Herpesvirus 6,7,8.
Danno infezioni sistemiche in pazienti immuno depressi.

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Adenoviridae.
Caratteristiche generali della famiglia.
Due generi di virus: - Quelli che infettano luomo - Quelli che infettano gli uccelli. Manca il pericapside non sono sensibili ad etere e cloroformio. Capside a simmetria icosaedrica con: - Peptoni ai vertici (antirecettori virali) - Esoni nelle facce. Replicazione: - Penetrazione del virus nella cellula mediata dallinterazione tra i recettori cellulari e gli antirecettori virali. - Lo scapsidamento inizia nel citoplasma e si completa a livello della membrana nucleare dove vengono eliminati gli esoni del virus. - Nel nucleo si ha la produzione di: .) proteine immediate importanti per la sintesi del DNA .) proteine precoci .) proteine tardive costitutive del capside. - Lacido nucleico si ripiega su se stesso grazie a sequenze poliadeniliche situate in 3 e 5 e si ha cos duplicazione del DNA - I componenti del capside passano poi allinterno del nucleo per essere assemblati. - Il virione viene liberato allesterno della cellula. Comprende numerosi virus oncogeni per gli animali. Danno latenza nelle cellule. Danno manifestazioni subcliniche e acute di: - Occhio - Apparato gastroenterico - SNC Possono essere suddivisi in 6 principali sottogeneri in base a criteri quali: - Emoagglutinazione. - Oncogenicit in animali da esperimento. - Diversit delle proteine antigeniche di membrana. - Presenza di guanina e citosina nel DNA. - Percentuale i omogeneit del DNA. Malattie causate dagli Adenovirus: - Malattia respiratori acuta delle reclute. - Febbre faringocongiuntivale - Faringite - Congiuntivite - Keratocongiunticite epidermica. - Polmonite non batterica dei bambini. - Gastroenterite acuta dei bambini. - Cistite emorragica acuta. Danno tre tipi di interazione con le cellule: - Infezione litica con compimento dellintero ciclo replicativo nelle cellule epiteliali con formazione da 10.000 a 1.000.000 di virioni per cellula. - Infezioni latenti o croniche con pochi virus prodotti per cellula. 85

- Trasformazione oncogena (negli animali). Interazione con il sistema immunitario dellospite. - Produzione di una proteina virale precoce che arresta la produzione di mRNA per la sintesi di molecole MHCI cos che le cellule infettate dal virus non vengano attaccate dai linfociti T. - Produzione di una glicoproteina che impedisce il trasporto delle molecole di MHCI eventualmente formatosi alla membrana cellulare. - Produzione di una proteina virale che rende resistente la cellula al TNF. - Blocco della sintesi indotta da Diagnosi: tipizzazione sierologica dellagente infettivo. Terapia: non esiste terapia. Profilassi: non esistono vaccini a causa dei numerosi tipi antigenici presenti.

Papovaviridae.
Caratteri generali della famiglia.
Nome: - PA = papilloma - PO = polioma - VA = virus VAcuolizzante della scimmia Piccoli Capside icosaedrico DNA circolare a doppia elica. Generi importanti: - Polioma: .) una sola elica delle due nel DNA ha potere codificante. .) da trasformazione nelle cellule in vitro e in quelle naturalmente non permissive. .) specie importanti: JC, BK, SV40 (infetta sole le scimmie). - Papilloma: .) entrambe le eliche di DNA hanno potere codificante .) provoca il tumore anche in un ospite non naturale

Polioma virus.
Capside formato da tre proteine VP1, VP2, VP3. DNA associato agli istoni. Produce 3 mRNA che portano alla sintesi di 3 antigeni: - T grande .) inizia la sintesi del DNA virale .) reprime la trascrizione precoce. .) attiva la trascrizione tardiva .) fondamentale per il mantenimento del fenotipo tumorale nelle cellule non permissive. - T medio - T piccolo Replicazione 86

- Nucleare. - Avviene nella fase S del ciclo cellulare. - Se la cellula infettata non si trova in fase S, il virus induce la fase. - Ciclo riproduttivo lento per cui rimane parecchio nella cellula (lunga latenza). Patologie sostenute: - Nelle cellule permissive infezioni produttive nelle cellule non permissive trasformazione neoplastica. - Linfezione avviene sempre per immuno depressione - Problemi insorgono solamente nei trapiantati di rene e in pazienti AIDS che presentano un sistema immunitario depresso. Patogenesi: - Contagio: .) per inalazione del virus .) avviene nella prima infanzia .) il 70-80% degli adulti presenta anticorpi diretti contro questi virus. - Prima localizzazione nellapparato respiratorio - Successiva viremia con replicazione nel rene dove pu dare infezione latente che costituisce un grosso problema nei trapianti di rene. - Se il paziente immuno depresso compare linfezione, altrimenti non si verifica. - JC provoca una leucoencefalopatia progressiva multifocale con demielinizzazione grave. - BK provoca sintomatologia renale raramente evidente.

Papilloma virus.
Esistono 80 differenti tipi di Papilloma virus. Patologie provocate: - Verruche cutanee - Verruche dellapparato genitale. - Possono degenerare in tumori se sono localizzati in faringe o nellapparato genitale femminile (condiliomi). Nelle verruche troviamo: - Nello strato basale, DNA virale presente solo in poche cellule. - Nello strato superficiale, DNA virale molto pi presente nelle cellule che induce a proliferare. I papilloma virus infatti: - Si replicano bene nei cheratinociti delle strato superficiale dellepidermide - Nello strato basale dellepidermide rimangono come plasmidi non integrati nel citoplasma. - Se vengono ritrovati nelle cellule del carcinoma dellutero possono essere osservati integrati nel DNA cellulare. Terapia delle verruche: - Possono regredire da sole - Vengono asportate con trattamento chirurgico - Acido acetico al 3%.

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Parvoviridae
Caratteristiche generali della famiglia.
Piccoli. DNA lineare a singola elica. Capside a simmetria icosaedrica. Assenza del pericapside. Diversi generi: - Dependovirus necessitano di un virus helper - Depenvirus patogeni solo per gli insetti. - Eritrovirus (B19) colonizzano le cellule della serie rossa del sangue. B19 colonizza gli eritrociti, i progenitori degli eritrociti e altre cellule. Replicazione: - Penetrazione nelle cellule attraverso antigeni di membrana presenti solo nelle cellule eritroidi. - Scapsidazione e formazione di intermedi di DNA a doppia elica (lui a elica singola!) - Separazione delle doppie eliche e inglobamento nel capside di DNA a polarit sia positiva che negativa. - Lassemblaggio avviene nel nucleo - Liberazione al di fuori della cellula. Agente etiologico della Quinta Malattia che si manifesta con esantema cutaneo e antalgica. Molto pericoloso per il feto. Patogenesi: - Contagio per secrezione respiratoria o trasfusione - Fase viremica seguita da anemia pi o meno grave. - Sedi di replicazione sono il midollo osseo, il fegato e il feto eventuale. - Manifestazioni cliniche: eruzione cutanea, antralgia, artrite, astenia, depressione.

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VIROLOGIA SPECIALE A RNA

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Ortomyxoviridae
Virus influenzale.
RNA - Singola elica - Polarit negativa - Formato da 8 distinti segmenti che possono essere aggregati solo a virione completo. - Ci favorisce lalta ricombinazione genetica del virus. Capside con simmetria elicoidale. Pericapside con 2 diversi peplomeri: - Emoagglutinine: .) interagiscono con i recettori di acido sialico sugli eritrociti. .) formate da tre parti proteiche. - Neuraminidasi: .) scindono lacido neuramidico della membrana. .) formate da un tetrametro. In base al loro antigene pi esterno si distinguono tre tipi di virus influenzale: - A .) infetta uomo e animali. .) presenta il genoma frammentato in 8 parti - B .) infetta solo luomo - C .) infetta prevalentemente gli animali, raramente luomo. Replicazione: - Il virus penetra nella cellula grazie allinterazione tra le emoagglutinine e i recettori virali della cellula, che permettono la fusione del pepolos alla membrana cellulare e la penetrazione del nucleocapside ne citoplasma. - La replicazione del genoma avviene nel nucleo cellulare (al contrario di tutti gli altri RNA virus) perch il virus incapace di mutilare il teriminale 5 dellmRNA che produce e per questo impiega le sequenza CAP fornitegli dalla cellula. - Lassemblaggio avviene nel citoplasma. - Rilascio del virus allesterno della cellula. Agente etiologico dellinfluenza, patologia respiratori acuta delle prime vie aeree. Patogenesi: - Contagio: inalazione del virus. - Localizzazione primaria a livello delle prime vie aeree. - Periodo di incubazione di 2/3 giorni con moltiplicazione in loco. - Non c la viremia perch il sito di infezione primaria costituisce gi lorgano bersaglio, il che rende breve anche il periodo di incubazione. - Comparsa della caratteristica sintomatologia clinica (tosse, febbre, prostrazione). - La sintomatologia scompare dopo pochi giorni. - Possono subentrare complicazioni dopo 1/2 dovute a batteri presenti in loco come streptococchi, stafilococchi, tra cui: .) broncospasmo .) polmonite .) pericardite .) sindrome di Guillon-Barr .) sindrome da shock tossico 91

Fenomeno della deriva antigenica - Dovuta al manifestarsi di mutazioni puntiformi nel genoma virale, favorite dalla compartimentalizzazione del genoma in 8 parti. - Se le mutazioni si manifestano sul gene per la emoagglutinina, nascono virus con profili antigenici differenti, per i quali devono essere allestite risposte immunitarie differenti. - La popolazione non preparata alla deriva antigenica per cui in caso di contagio con il virus mutato, non sa rispondere efficacemente. - Ci accade ogni anno, perch ogni anno abbiamo un virus influenzale differente (dal punto di vista antigenico). Diagnosi: - Sierologica: ricerca di IgG e IgM contro il virus - Sintomatologia clinica. Terapia: - Solitamente non effettuata: la malattia regredisce da s. - Amantidina impedisce la trascrizione considerando che il virus necessita di sequenze CAP per la trascrizione di alcuni geni. Profilassi: - Vaccino con virus ucciso che viene coltivato in uovo embrionato di pollo e poi inoculato per via intradermica. - Non pu essere somministrato in soggetti allergici allalbumina di pollo. - Isolamento del vaccino: .) individuazione di un primo paziente contaminato .) gargarismo con soluzione fisiologica sterile. .) trattamento successivo della soluzione fisiologica con antibiotici al fine di eliminare i batteri presenti. .) coltivazione del virus in cellule di rene di cane. .) tipizzazione sierologica del virus .) produzione del vaccino in uovo embrionato di pollo. - Contro il virus non intervengono le difese cellulo mediate ma le IgA.

Paramyxoviridae.
Caratteristiche generali della famiglia.
RNA - Singola elica - Polarit negativa - Non frammentato. Presenza del peplos. La presenza di emoagglutinina nel pericapside gli conferisce attivit emolitica. Neuraminidasi posseduta solo dal virus della parainfluenza e della parotite. Presentano quattro diversi profili antigenici. Ciclo replicativo: - Penetrazione nel citoplasma attraverso fusione del peplos con la membrana cellulare. - LRNA viene trascritto in RNA + (mRNA) per la produzione di proteine.

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Altri RNA e RNA + vengono prodotti e inglobati nel capside, cos che si ottengono virus a RNA e a RNA +. - Liberazione al di fuori del citoplasma dei virus. Distinguiamo 4 generi: - Paramyxovirus parainfluenza - Morbillivirus morbillo - Pneumovirus virus respiratorio sinciziale. - Parotite orecchioni. Diagnosi istologica: - Evidenziabili nella cellula grazie alla formazione di inclusi. - Nel momento della fuoriuscita dalla cellula creano un sincizio perch fondono insieme le due cellule adiacenti.

Virus Parainfluenzale.
Provoca patologia e sintomatologia completamente sovrapponibili a quelle del virus dellinfluenza tanto che spesso le affezioni provocate da questo virus sono confuse con quelle influenzali. Il tipo I e II danno restringimento della laringe con croup (tosse e raucedine) e conseguente difficolt respiratoria. Il tipo III da broncopolmonite nei bambini. Il tipo IV non da manifestazioni cliniche.

Virus del morbillo


Patogenesi: - Ingresso del virus per inalazione. - Localizzazione nelle prime vie aeree dove di approfond giungendo ai vasi. - Periodo di incubazione di 2-3 settimane in cui il virus si moltiplica e si manifesta nel bambino come una faringite. - Diffusione ematica e comparsa di: .) febbre .) eruzione .) placche a livello del palato (placche di Koplik) - La guarigione pronta ma sono temibili le complicazioni: .) artriti (batteriche da superinfezioni) .) polmoniti .) SNC compaiono 7-8 anni dopo la manifestazione della malattia e sono temibili quanto rare. Dovute a localizzazione del virus nel SNC con successiva necrosi tissutale che origina la Penencefalite Subacuta Sclerosante (PESS) che si concludono con la morte del soggetto. Vaccinazione: - Resa possibile dallesistenza di un unico tipo antigenico. - Ottenuta con virus a potere patogeno attenuato. - Immunit per tutta la vita.

Pneumovirus o Virus respiratorio sinciziale.


Colpisce in modo specifico le vie respiratorie. Provoca: 93

Infezioni lievi .) congiuntivite .) faringite .) laringite l .) tonsillite Infezioni gravi (possono portare a molte anche ladulto) .) polmoniti .) tracheobronchiti

Virus della parotite.


Pu dare sintomatologia subclinica nel 35% dei casi. Caratteristico dei bambini ma infetta anche gli adulti. Patogenesi: - Contaminazione per via inalatoria. - Moltiplicazione a livello delle prime vie aeree. - Periodo di incubazione di 2/3 settimane. - Diffusione per vie ematica. - Approdo alle ghiandole salivari. - Possibili localizzazione anche nei testicoli (con problemi di sterilit), nelle ovaie, nel SNC, nel pancreas. - La guarigione pronta e facile ma esistono importanti preoccupazioni circa gli effetti collaterali che pu portare una localizzazione del virus a livello di testicoli, ovaio e pancreas. Profilassi: con un vaccino somministrato insieme a quello del morbillo. Diagnosi: se parotite (orecchioni) devono ingrossarsi entrambe le ghiandole salivari.

Picornaviridae
Caratteristiche generali della famiglia.
Nome: - PICO = piccoli - RNA = RNA virus RNA singolo a polarit positiva. Capside a simmetria icosaedrica. Assenza del pericapside resistente ad etere e cloroformio. Produce 5 polipeptidi: - 4 proteine costitutive del capside - 1 proteina che si lega allacido nucleico. Replicazione: - Penetrazione nella cellula bersaglio per endocitosi. - La replicazione avviene completamente nel citoplasma. - LRNA, essendo positivo, fa da mRNA e viene tradotto in ununica poliproteina che solo in seguito verr scissa in tutte le proteine prodotte da questi virus. - La replicazione genomica avviene con intermedia di RNA - Montaggio completamente nel citoplasma. 94

La replicazione un processo molto rapido cos che linfettivit di questo virus molto alta. Diviso in 4 generi: - Enterovirus - Rinovirus - Epatovirus - Aphtovirus - Cardiovirus Abbiamo due gruppi importanti: - Virus a trasmissione orofecale resistenti ai pH acidi ma sensibili al calore. - Virus a trasmissione respiratoria sensibili ai pH acidi ma resistenti al calore. Tra gli Enterovirus abbiamo: - Poliovirus 1, 2, 3. - Virus Coxsockie A, B. - ECHO virus - Enterovirus 71-72 (Hepatovirus)

Poliovirus
Agente etiologico della poliomielite, malattia che provoca la paralisi spastica dei bambini. Esistno tre variabili antigeniche del polioma virus: 1, 2, 3. Limmunit umorale acquisita verso una delle variabili antigeniche, non protegge verso le altre due (non vi immunit crociata). Patogeno solo per uomo e primati. Patogenesi: - Contagio acquisito attraverso acqua e cibo contaminati. - La maggior parte delle infezioni rimane a livello enterico e non vi passaggio del virus nel SNC. - Il virus pu localizzarsi anche a livello delle tonsille palatine. - Periodo di incubazione di 10-15 giorni. - Dalla prima collocazione linfatica in cui si moltiplicato il virus passa nel sangue dando la prima viremia. - Si ha una seconda collocazione del virus a livello di fegato e milza. - Si ha una seconda viremia e collocazione del virus nei motoneuroni. - Sono colpiti prevalentemente gli arti ma possono essere colpiti anche i motoneuroni dellapparato respiratorio con inevitabile morte per soffocamento del paziente. Epidemiologia: - La maggior parte delle infezioni rimangono subcliniche e non vengono diagnosticate (malattia lieve). .) ci accade quando il virus rimane a livello enterico e non passa al SNC. .) tali infezioni permettono di ottenere limmunit naturale contro il virus. - 90-95% casi di infezione nessuna manifestazione morbosa. - 4-8% casi di infezione comparsa della sola malattia lieve - 1-2% casi di infezione comparsa di malattia grave preceduta da malattia lieve. - La poliomielite presenta incidenza maggiore nei paesi con maggior tasso igienico perch in tali paesi diminuisce la probabilit che i soggetti vengano contaminati con ceppi non virulenti ma capaci di conferire loro limmunit contro le forme virulente. - Condizioni che facilitano il passaggio del poliovirus al SNC: .) et, sesso, gravidanza .) immunodeficienza .) traumi 95

.) tonsillectomia .) fattori genetici (cromosoma 19) Profilassi: - Vaccino di Saulk: .) primo vaccino ottenuto .) vaccino a virus ucciso .) si coltiva il virus in laboratorio, lo si centrifuga e lo si inattiva attraverso irradiamento UV in modo che perda potere patogeno, ma conservi il potere immunogeno. Il vaccino viene iniettato per via parenterale provoca la formazione IgG che danno immunit umorale. .) vi sono problemi legati alla capacit dei poliovirus di cristallizzare e di resistere quindi allinattivazione da parte delle IgG. Tale difficolt stata risolta con limpiego di antiaggreganti. - Vaccino di Sebin: .) vaccino svirulentati .) i virus sono coltivati in cellule di rene di scimmia. .) la svirulentazione testata attraverso iniezione diretta nel SNC della scimmia. .) poich il virus vivo, esiste la possibilit remota, calcolata, che il virus possa riattivarsi al fenotipo virulento. - Vaccino attuale: .) vaccino ucciso. .) il potere immunogeno viene potenziato. - La vaccinazione (fatta con il vaccino di Sebin, ha eradicato la malattia in Italia.
VACCINO UCCISO STIMOLAZIONE DI IgG STIMOLAZIONE DI IgA DURATA DELLA IMMUNITA COSTO SI VACCINO INATTIVATO SI

NO

SI

MEDIO

LUNGA

ALTO INOCULAZIONE

BASSO ORALE

SOMMINISTRAZIONE

POSSIBILE RIVILULENTAZIONE CONTROINDICATO IN IMMUNODEFICIENZE TRASMISSIONE ALLA COMUNITA

NO

SI

NO

SI

NO

SI

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Coxsokievirus A, B.
Classificati in A o B in base alla capacit di dividersi nelle colture cellulari. Trasmissione orofecale. Patologie sostenute: - Patologie del SNC - Patologie del sistema muscolare liscio e striato - Patologie delle vie respiratorie. - Esantemi cutanei. - Patologie oculari. - Patologie perineali.

ECHO virus
Enteric Citotossic Orfan Virus. Provocano: - Infezioni del SNC - Infezioni gastroenteriche - Patologia muscolare - Infezioni dellapparato respiratorio.

Reoviridae
Caratteri generali della famiglia.
RNA: - Segmentato - A doppia elica Doppio capside proteico. Assenza del peplos. Possiedono la trascrittasi inversa Replicazione: - Avviene completamente nel citoplasma. - Penetrazione per endocitosi. - Replicazione genomica. - Assemblaggio - Lisi cellulare. Ospitano 4 generi fondamentali: - Reovirus - Rotavirus - Coltivirus - Orbivirus.

Rotavirus.
RNA: - Polarit negativa. 97

- Segmentato in 11 frammenti. - Forma intermedi di RNA a polarit positiva su cui trascrive quelli a polarit negativa. Numerose proteine concorrono nella costituzione del capside interno, poche quelle del capside esterno. Difficilmente coltivabile in laboratorio. Patogenesi: - Infetta solo luomo. - Trasmesso per via orofecale - Da diarrea dovuta a problemi di mal assorbimento di alcuni zuccheri pi che a una citotossicit specifica del virus. Diagnosi: - Clinica - Evidenziazione del virus attraverso osservazione di campioni di feci al microscopio elettronico con lausilio di immunoglobuline fluorescenti. Terapia. - Generalmente non si conduce terapia, linfezione autolimitante. - La reintegrazione di acqua ed elettroliti la terapia migliore. - Attenzione nei bambini che possono andare facilmente incontro a disidratazione.

Retroviridae.
Caratteri generali della famiglia.
RNA lineare a polarit positiva. Capside a simmetria icosaedrica. Involucro pericapsidico. Trascrittasi inversa. Integrasi in grado di integrare il DNA trascritto dallRNA virale allinterno del cromosoma della cellula ospite. Penetra nella cellula ospite grazie a dei recettori presenti sulla stessa (CD4 per HIV). Gli eventi di retrotrascrizione del DNA avvengono: - RNA DNA nel citoplasma. - Integrazione nel nucleo. - Trascrizione e sintesi nel citoplasma. Presentano tre sottofamiglie: - Oncovirus: oncogeni ovvero in grado di operare la trasformazione tumorale. - Spumovirus: patogeni per la scimmia, in grado di operare nelle cellule ospite degenerazione di aspetto spugnoso. - Lentovirus: replicazione lenta ma non sono oncogeni (HIV e HTLV). .) fase di latenza molto lunga. .) integrazione nel genoma virale. .) presenza di geni rev (regolatore dei geni virali) e tat (transattivatore della trascrittasi dei geni). .) il processi infettivo pu sempre riprendere in conseguenza di fattori sconosciuti.

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Nellambito dei retrovirus, abbiamo tre forme di particelle che servono per la loro distinzione: A, B, C, dove la particella di tipo A rappresenta la forma originaria che dar origine alle forma B, C. I virus a DNA che danno trasformazione tumorale appartengono a famiglie molto diverse le une dalle altre mentre i virus a RNA oncogeni invece sono tutti allinterno della famiglia dei retrovirus. FAMIGLIA
Hepatoviridae Polioviridae Papillomaviridae Adenoviridae Herpesviridae Poxviridae VIRUS ONCOGENO Epatite B BK e JC Papilloma Adenovirus virus di Epstain-Barr Mollusco Contagioso

I retrovirus possono essere divisi in - Esogeni: .) trasmessi orizzontalmente per via sessuale o attraverso trasfusioni trasmessi .) trasmessi verticalmente dalla madre al feto per via transplacentare o attraverso il latte materno. - Endogeni: .) si integrano nel DNA cellulare ospite .) hanno una struttura simile a quella dei trasposoni dei batteri.

HTLV
Presenta i caratteri generali di tutti i retrovirus. Nelluomo provoca: - Leucemia - Paralisi spastica tropicale. Patogenesi - Il virus penetra attraverso soluzioni di continuo della cute e passa direttamente nel circolo ematico. - Nei linfociti T trova dei recettori di membrana che determinano la lingresso del virus. - Il linfocita viene trasformato al fenotipi tumorale. - Linfezione pu avvenire anche per via parenterale. I periodi di latenza possono essere anche lunghi.

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HIV
RNA (2 filamenti) Capside formato da: - p24 - p17 Envelope costituito dalle proteine: - p41 - p120 .) omologo a molecole MHCII. .) si lega al recettore CD4 presente sui linfociti T e sui monociti. .) permette lingresso del virus nella cellula. .) occupando i recettori linfocitari CD4 non permettono ai linfociti T CD4+ di riconoscere le molecole MHCII presentate dalle APC per cui i linfociti T CD4+ non si attivano alla risposta immunitaria (inizio della patogenesi AIDS). Ci sono tre geni fondamentali per HIV: - env: preteine dellinvolucro pericapsidico - pg: proteine della matrice e dellacido nucleico. - pol: gene per la trascrittasi inversa. Esistono due varianti del virus HIV1 e HIV2 che si differenziano per: - Tempo di progressione dellAIDS (periodo di incubazione del virus) minore per HIV1 rispetto a HIV2. - HIV1 endemizza in America del Nord ed Europa, HIV2 endemizza maggiormente in Africa. - Le differenze tra le due varianti sono nel genoma poich HIV1 contiene il gene vpu mentre HIV2 contiene il gene vpx. Allinterno delle due varianti HIV1 e HIV2 sono presenti 11 differenti clades [A O] che si differenziano: - Nella capsula (gene env). - Gene gag - Distribuzione geografica .) Nel Nord America presente maggiormente HIV1 B .) In Africa sono presenti HIV2 A e C. Allinterno della variante HIV1 sono presenti due diversi tipi di virus: - R5 non generano sincizi - X4 generano sincizi. Agente etiologico della sindrome AIDS. Patogenesi - Penetra nei linfociti T helper CD4+ per fusione. - Si ha liberazione dellRNA genomico nel citoplasma. - Retrotrascrizione dellRNA in DNA e completamento della doppia elica attraverso la catena di DNA complementare mancante. - Agli estremi del DNA trascritto sono presenti sequenze ripetute che permettono lintegrazione del DNA virale in quello della cellula ospite, senza hce ci provochi oncogenesi. - Il DNA retrotrascritto pu: .) inserirsi nel DNA della cellula ospite per cui ad ogni ciclo replicativo cellulare abbiamo produzione i nuovi retrovirus HIV .) non inserirsi nel DNA delle cellula ospite e rimanere libero nel citoplasma svolgendo per un effetto citotossico. - Il virus provoca la non responsivit del linfocita T attraverso linterazione della proteina p120 con i recettori CD4. 100

Deplezione del numero di linfociti rispondenti alle risposte immunitarie e, di conseguenza, ad una maggiore suscettibilit alle affezioni che in un soggetto immunocompetente non provocano malattia:
REGNO PATOLOGIA Toxoplasma

Protozoi
Criptosporidium Candida

Funghi
Criptococco Citomegalovirus

Virus
Leucoencefalopatia Mycobacterium Tubercolosi extrapolmonare

Batteri
Salmonellosi Infezioni da batteri piogeni

Modalit di trasmissione: - Rapporti sessuali - Siringhe - Allattamento - Trasfusioni

Altri RNA virus e agenti subvirali importanti.


Virus della Rabbia
RNA a singola elica e polarit negativa. Appartiene alla famiglia delle Rhabdoviridae, genere Lyssovirus. Replicazione: - Nel citoplasma della cellula infetta - Meccanismo simile a quello dei Paramyxovirus. 101

Trascrive 5 mRNA. Agente etiologico della rabbia: - Zoonosi trasmessa dai cani. - Luomo si infetta attraverso il morso. - Non esiste trasmissione interumana. - Il cane viene infettato da altri cani o da animali selvatici. Patogenesi: - Dal sito di inoculo il virus giunge al SNP in un periodo variabile da 5 giorni ai 2 anni a seconda della localizzazione del sito di inoculo. - Lapprodo al SNC pu raggiungere anche i 10 anni. - Lo sviluppo della forma neurologica prevede: .) idrofobia .) alterazioni comportamentali che spaziano dalleccitazione rabbiosa alla depressione .) presenza del virus nella saliva, permettendo la contaminazione da morso. - Morte. Diagnosi di rabbia in un paziente morso da cane sospetto: - Osservazione del cane: se il cane infetto nelle cellule piramidali giganti del corpo di Ammone si possono osservare i corpi del Negri. - In ogni caso occorre vaccinare perch il virus della rabbia un virus lento per cui con la vaccinazione il soggetto fa in tempo a sviluppare gli anticorpi e a ottenere immunit. Profilassi: - Svolta sui cani, ma non si ha certezza circa i cani bastardi che possono sempre essere contaminati da animali selvatici e sono privi della vaccinazione. - Vaccini antirabbici nella loro evoluzione storica: 1884: Pasteur svilupp il primo vaccino iniettando del tessuto nervoso contaminato prelevato da un cane affetto da rabbia nel coniglio. Da questo poi, prelev nuovamente tessuto nervoso contaminato e lo inocul in un nuovo coniglio. Questi cicli di contaminazione e inoculazione venivano continuati per un certo numero di animali. Alla fine Pasteur osserv che il tessuto nervoso contaminato, e quindi il virus contenuto, era molto meno virulento e poteva essere impiegato per vaccinare luomo. Ci venne testato in un ragazzino morso da un cane rabbioso che sopravvisse grazie alla vaccinazione. 1911: Semple: inocula direttamente il tessuto nervoso del coniglio nel paziente a scopo profilattico ma si dimostra pericoloso per leventuale reazione immunitaria che pu sviluppare il tessuto nervoso trapiantato. 1957: vaccino coltivato in embrioni di anatra. OGGI: vaccino ad alto potere immunogeno.

Virus della rosolia.


Appartiene alla famiglia delle Togaviridae. RNA a singola elica. Capside con simmetria icosaedrica. Presenza di pericapside. Patogenesi: - Contagio per inalazione o per contatto con la madre infetta attraverso il canale del parto o per passaggio transplacentare. - Collocazione primaria nellorofaringe dove provoca il rigonfiamento dei linfonodi regionali. - Diffusione per via ematica - Incubazione per 2 settimane. 102

Comparsa del caratteristico esantema, la malattia autolimitante. Se viene infettata una donna gravida vi sono seri pericoli di malformazioni fetali, rischi che diminuiscono tanto pi avanti la gravidanza al momento dellinfezione. - Importanti danni collaterali del virus: .) danni oculari .) danni cardiaci .) danni al SNC Immunit: - Dopo linfezione vengono prodotti: .) INF scompare dopo pochi giorni. .) IgG specifiche per il virus, danno unimmunit che perdura per tutta la vita. - Nel neonato il profilo immunoglobulinico permette di distinguere se la rosolia stata contratta prima del parto (trasplacentarmente) o dopo il parto perch: .) IgM possono essere prodotte dal neonato. .) IgG non sono prodotte dal neonato e gli devono essere state passate dalla madre per via trasplacentare.

Arbovirus.
Nome: - AR = Artthropod - BO = Born - VIRUS Trasmessi dagli artropodi o da animali selvatici. Comprendono virus appartenenti a diverse famiglie tra cui: - Togaviridae Alphavirus: danno infezioni che aggrediscono il SNC nei paesi dellEst. Il serbatoio delle infezioni sono animali selvatici. - Flaviviridae Flavivirus (Dengue Virus e Virus della Febbre Gialla) .) Dengue Virus: febbre emorragica endemica nelle zone tropicali trasmessa attraverso le zanzare. .) Virus della Febbre Gialla: il virus si localizza a livello epatico con formazione di ittero. Abbiamo due cicli: il primo si svolge nella foresta dove linfezione si propaga attraverso le zanzare da scimmia a scimmia; il secondo ciclo urbano, quando linfezione arriva alluomo.

Virus di Marburg e di Ebola.


Appartengono alle Flavoviridae. RNA a singola elica e polarit negativa. Producono 5 proteine virali. Presenza del pericapside in attivazione con alcool e cloroformio. Patogenesi: - La trasmissione del microrganismo non necessita necessariamente dellinsetto. - Incubazione: 2 settimane. Nelle zone in cui il virus endemico la popolazione protetta naturalmente e i microrganismi danno luogo a infezioni subcliniche.

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Prioni.
Agenti infettivi subvirali che non sono classificati in nessun regno. Gli agenti infettivi subvirali comprendono: - Virus satelliti (come ad esempio HDV che necessita di HBV per infettare la cellula). - Viroidi: infettano solo le piante. - Prioni agenti etiologici delle Encefaloaptiti spongiformi. I prioni sono gli agenti etiologici delle Encefalopatiti Spongiformi: - Malattie degenerative del SNC. - Trasmesse prevalentemente dai tessuti nervosi. - Hanno bisogno di un lungo periodo di incubazione. - Alterazioni anatomo-patologiche: .) alterazioni spongiformi della materia grigia. .) vacuolizazione dei neuroni. .) degenerazione neuronale. - Sintomatologia .) turbe sensitive e motorie .) grave deficit fisico e mentale .) progressivo peggioramento .) morte del paziente. Le encefalopatiti spongiformi sono conosciute da parecchio tempo: - Scrapie eccitazione della pecora. - Kuru .) si manifesta nelle donne aborigene della Nuova Guinea .) contaminazione attraverso lingestione di cuore e cervello derivato da cadaveri umani a scopi rituali. .) gravi deficit psico-motori e sintomatologia tipica delle encefalopatiti spongiformi. - BSE .) primo caso nel 1986 dovuto a contaminazione mediata da ingestione di carne bovina infetta. .) le mucche vengono contaminate per mezzo di farine animali ricavate da pecore affette da scaprie con le quali sono nutrite in sostituzione del naturale foraggio. .) nel 1980 una legge vieta limpiego delle farine animali nellallevamento dei bovini da macello ma occorre attendere il 1988 affinch la legge sia resa operativa. - Malattia di Creutzfeldt-Jacob (MCJ) .) si manifesta normalmente nelluomo in et senile. .) se si manifesta in et giovanile, prova di contaminazione del soggetto con il prione. Il prione una proteina infettiva chiamata proteina K - Resistente a: .) calore .) proteasi .) tutti gli agenti sterilizzanti. - Non ha potere immunogeno ovvero non in grado di produrre immunoglobuline. Patogenesi: - Le cellule umane sono dotate di una proteina di membrana che presenta la stessa struttura primaria ( sequenza aminoacidica) della proteina prionica K. Le due proteine differiscono nella sola struttura secondaria e nel fatto che la proteina prionica K presenta unancora di glico-fosfatidil-inotisolo. - La presenza, esternamente alla cellula, della proteina prionica K, determina la trasformazione della proteina omologa della superficie cellulare in una terza proteina intermedia, ibrida tra le due. Questa proteina ibrida pu degenerare e lisare, oppure pu 104

trasformarsi definitivamente nella proteina prionica K, la quale a sua volta pu degenerare e lisare, oppure stabilizzarsi allinterno di un vacuolo cellulare. - Nel vacuolo cellulare dei neuroni la proteina prionica K provoca gli effetti citopatologici conosciuti tipici della MCJ. - La proteina prionica K (proteina scapri) induce quindi un modellamento che, in un periodo molto grande di tempo, porta le cellula ad eliminare la normale proteina di membrana e a internare nei vacuoli la proteina scapri. Non esiste un passaggio diretto pecora uomo ma necessaria la mediazione del bovino. Diagnosi: - Non esiste un criterio microbiologico o sierologico per testare la contaminazione delle carni in quanto: .) il periodo di incubazione del prione lunghissimo .) non immunogeno. - Recentemente, la scoperta di topi in cui il prione presenta un periodo di incubazione di un anno, ha reso maggiormente testabili farine sospette o carni contaminate.

Virus delle Epatiti.


Caratteristiche generali delle epatiti.
Le epatiti virali hanno un decorso clinico abbastanza comune pur essendo provocate da virus differenti. Virus epatici maggiori (danno principalmente patologia epatica): - HAV - HBV - HCV - HDV - HEV - HGV Virus epatici minori (danno secondariamente patologia epatica): - Citomegalovirus - EBV - Herpes Simplex Virus - Adenovirus - Varicella Zoster Virus - Rosolia Virus - Virus della Febbre Gialla - Virus di Ebola Trasmissione per: - Via orofecale - Sangue - Via sessuale - Animali infetti. Lepatite pu essere: - Subclinica (Virus dellEpatite A) - Fulminante (solo virus dellEpatite B) con distruzione massiva e rapida degli epatociti e morte immediata del paziente. 105

- Acuta - Cronica (con possibile induzione di cirrosi o trasformazione al fenotipo tumorale). Sintomatologia: - Aumento di bilirubina e transaminasi. - Ittero - Malessere generalizzato. Periodi di incubazione (periodo pre itterico): - Non sempre presente - Corrisponde alla fase di moltiplicazione virale. - Si verifica un aumento delle transaminasi e della bilirubina. - Il virus rintracciabile nelle feci.

Epatite A.
Famiglia delle Picornaviridae, Enterovirus 72. RNA a singolo filamento Unico sierotipo. Epidemiologia: - Trasmissione orofecale. - Il virus dellepatite A ha una grandissima diffusione nellambiente per questo la maggior parte delle infezioni che provoca sono subcliniche. - La forma di epatite associata a HAV spesso acuta. Diagnosi clinica: - Microscopia elettronica delle feci (Il virus presene nelle feci nel periodo di incubazione) - Aumento di transaminasi e bilirubina. - Presenza di IgM compaiono 2 giorni prima dellittero - Presenza di IgG permangono per tutta la vita. Profilassi: - Immunoglobuline - Vaccino a virus inattivato.
EPATITE A ESORDIO ACUTO 15-40 gg EPATITE B SUBCLINICO 40-160 gg

INCUBAZIONE

STAGIONE IN ENDEMIZZA ETA PREDILETTE

AUTUNNO

TUTTO L'ANNO

GIOVANI POCO TEMPO

TUTTE LE ETA PUO DURARE ANNI

DURATA DELLA PATOLOGIA

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Epatite B.
Genere degli Hepadnovirus. DNA a doppia elica con una delle due eliche incomplete. Doppi capside icosaedrico. Possiede una DNA polimerasi con trascrittasi inversa che non ci fa comprendere esattamente quale sia il meccanismo replicativo. Non coltivabile in colture cellulari in vitro ma grazie alla tipizzazione dei suoi antigeni, si potuto produrre vaccini e porre diagnosi di epatite B. Replicazione: - Il virus entra nella cellula a livello del nucleo. - Completamento della parte mancante della doppia elica di DNA cellulare. - Sintesi di un mRNA allo scopo di: .) produrre le proteine virali .) sintetizzare un filamento di DNA a polarit negativa che si ibridizzi con lmRNA. - Libridazione tra mRNA e DNA negativo induce la demolizione dellmRNA e il completamento della doppia elica di DNA con il DNA+ mancante. - Il meccanismo replicativo importante perch pu portare alla trasformazione al fenotipo tumorale della cellula. Trasmissione - Per via sessuale - Negli omosessuali particolarmente. - Via ematica - Al momento della nascita per passaggio nel canale del parto. - Prima della nascita per passaggio transplacentare - Forse anche attraverso saliva e urina. Patogenesi: - Provoca epatite acuta, cronica e fulminante. - Molto spesso da patologia associata a HDV che possiede un RNA a singola elica e necessita del virus dellepatite B per replicarsi. - La cronicit dellinfezione pu dare origine a cirrosi epatica o tumore. - La patologia nel neonato sempre temuta perch tende alla cronicizzazione. - Periodi di riattivazione del virus segnalati da un aumento dellantigene E. Particelle che ritroviamo nel sangue dei soggetti affetti da Epatite B: - Antigene Superficiale (antigene capsidico o antigene australia) HBsAg. .) il pi importante perch permette lingresso del virus nella cellula. .) contro di esso vengono prodotte le immunoglobuline in caso di guarigione. .) esistono differenti tipi di HBsAg - Antigene legate al core del virione. - Antigeni legati al DNA virale - Antigene E viene rilasciato dal core del virione solo quando viene trattato con detergenti. Profilassi: - Vaccino attenuato ottenuto clonando il gene per lantigene superficiale. .) lantigene superficiale permette al virus di aderire allepatocita. .) lanticorpo contro lantigene superficiale blocca la penetrazione cellulare. - Si vaccina tutta la popolazione. Marcatori sierologici: - Tutti questi antigeni possono essere impiegati per la costruzione di anticorpi o a fini diagnostici. - Anticorpi contro lantigene superficiale australia ritrovato: .) nei portatori sani 107

.) nei soggetti in via di guarigione .) nei convalescenti .) chi stato da poco vaccinato .) in minore quantit in chi stato vaccinato in passato. Anticorpi contro lantigene legato al core virale: .) infezioni acute .) infezioni croniche .) in chi di recente stato infettato. Anticorpi contro lantigene E. Il profilo anticorpale di un soggetto consente di determinare il grado di portatore.
HBsAg SI HBeAg SI antiHBS NO antiHBe NO antiC SI

Grado di Infettivit ALTO

INTERMEDIO

SI

NO

NO

SI

SI

BASSO

SI

NO

SI

SI

SI

Epatite C.
Appartiene alla famiglia delle Flavoviridae. RNA a polarit positiva che si moltiplica nel citoplasma rapidamente. Capside con simmetria icosaedrica. Pericapside. Epidemiologia: - Ha trasmissione esclusivamente parenterale (la maggior parte dovute a trasfusioni). - Nei paesi tropicali si dimostrata una forma di trasmissione attraverso le zanzare. - Il virus infetta solo luomo. - Porta a cronicizzazione fin 80%dei casi. - Induce cirrosi tanto da essere al secondo posto nelle cause di cirrosi epatica (dopo lalcool al primo posto). La gravit della malattia: - esaltata dal sistema immune. - proporzionale al numero di virus circolanti. - Non influenzata dalla presenza in circolo di anticorpi, segno che la risposta immunitaria interessata quella cellulo mediata, non quella umorale. Terapia con INF Non esiste un vaccino.

Epatite E.
Famiglia delle Caliciviridae. RNA a polarit positiva Capside icosaedrico, Non c Pericapside. 108

Replicazione citoplasmatica identica a quella dei Poliovirus. Trasmissione per via orofecale. Frequente in India e Medio Oriente e Africa. Da infezioni acute e danno mediato da processi immuno patologici.

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MICOLOGIA GENERALE E SPECIALE

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Micologia Generale
Caratteristiche generali dei miceti
La maggior parte sono saprofiti del terreno e danno infezioni anche gravi per lo pi in soggetti imnnunocompromessi. Divisi in due grandi gruppi morfologici: - Lieviti: .) sferici .) unicellulari - Funghi filamentosi o ifomiceti: .) pluricellulari .) composti da numerose ife .) le ife possono essere settate o asettate. - I funghi possono presentare una sola delle due forme morfologiche o entrambe (dimorfismo) a seconda delle condizioni fisico-chimiche a cui crescono. Lorganizzazione eucariotica che li caratterizza, li rende un bersaglio pi difficile rispetto ai batteri in quanto sono pi simili alle cellule che compongono il nostro organismo. Confronto tra miceti e batteri:
MICETI 6 - 7 micron DIMENSIONI Eucariotico NUCLEO Presenza di mitocondri e reticolo Assenza di mitocondri e reticolo endoplasmico endoplasmico Steroli MEMBRANA CITOPLASMATICA Cellulosa, mannoni, chitina PARETE CELLULARE Acido teicoico, muramico, dianiplinico. No steroli (tranne Mycoplasma) Procariotico BATTERI 1 micron (cocco)

CITOPLASMA

METABOLISMO

Aerobi o anaerobi facoltativi, Esistono batteri anaerobi non esistono gli anaerobi obbligati. Possono essere obbligati. Impiego di carbonio autotrofi ed eterotrofi. ricavato da molecole organiche.

Sensibile a polieni e preseofilina. Insensibili a polieni e Non sono sensibili a antibiotici. preseofilina, sensibili agli SENSIBILITA AI antibiotici. CHEMIOTERAPEUTICI Tipico DIMORFISMO Assente

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Riproduzione sia sessuata che asessuata. - In entrambe le forme di riproduzione abbiamo la formazione di spore (sporulazione): .) frammentazione del micete .) rivestimento dei diversi frammenti prodottisi. - Le spore prodotte si possono posizionare in posizione centrale o laterale. Fattori di virulenza generici per i miceti: - Grosse dimensioni rispetto alle cellule che dovrebbero fagocitarli - Induzione di risposte allergiche - Capacit di produrre sostanza tossiche (cheratinasi dei Dermatofiti che permette loro di penetrare nel sottocutaneo). - Dimorfismo Crescita dei miceti: - Per crescere hanno bisogno di sostanze organiche. - Crescono in agar Sabouraud: .) terreno culturale simile a quelli in cui crescono i batteri .) pH pi acido cos che la crescita micotica venga favorita mentre quella batterica sia inibita. .) presenza di antibiotici per inibire la crescita batterica. - Le spore possono germinare e si ha la crescita delle ife che formano un composto detto micelio formato da due parti: .) micelio vegetativo parte basale deputata al reperimento dei nutrienti .) micelio aereo parte riproduttiva che induce sporulazione e si colora con colori differenti. Tassonomia: i miceti sono divisi in numerose classi: - Zigomiceti: .) si allungano senza setti perch il tallo non si scinde mai. .) presenza a loro interno si numerosi nuclei. .) riproduzione asessuata con spore (sporangiospore) prodotte allinterno di uno sporangio (una specie di sacco). .) riproduzione sessuata con fusione di due zigospore appartenenti a due differenti ife attraverso cui si attua la meiosi. - Ascomiceti: .) le spore asessuate sono dette conoidi .) le spore sessuate crescono e si sviluppano in una specie di sacco detto asco e per questo sono chiamate ascospore. .) vi appartengono i Dermatofili - Basidiomiceti: .) non provocano di per s una patologia invasiva nelluomo. .) si rendono patogene a causa della produzione di tossine molto tossiche per luomo. .) riproduzione sessuata e asessuata. .) produzione di ife settate. - Deuteromiceti: .) classe di miceti molto patogeni per luomo. .) dotati di sola riproduzione asessuata, quella sessuata non mai stata osservata. Molti miceti patogeni per luomo fanno parete della normale flora microbica umana e in soggetti sani non sono causa di patologia. Tuttavia, in soggetti immunocompromessi, possono causare patologia. Deficit immunologici associati ad insorgenza di malattia micetica: 1) Leucopenia candidosi, aspergillosi 2) Deficit del sistema microbico candidosi, aspergillosi, altre infezioni fungine. 3) Deficit dei linfociti T Cryptococcus neoformans (pazienti HIV+) 114

4) Deficit dei linfociti B non associata a patologia fingine (ci indica che sono i linfociti T che rispondono ai funghi). 5) Deficit linfociti B e T Farmaci antifungini: - Polienici: .) si legano alla membrana plasmatica dei funghi destabilizzandola .) usata nelle infezioni dovute a Candida .) inadatta ad un impiego sistemico a causa dellelevata tossicit, utilizzate per applicazioni locali - Dinosterolici: .) fermano la sintesi degli steroli che rientrano nella costituzione della membrana plasmatica dei funghi. - Flunacitidina?: .) ferma la duplicazione degli acidi nucleici In base al tipo di infezione sostenuta abbiamo: - Micosi superficiali - Micosi sottocutanee - Micosi profonde. - Micosi sistemiche.

Micosi Superficiali (Micologia Speciale)


Pitiriasi versicolor
Data da Malassenzia furfor Macchie rosacee sulla pelle desquamanti. Spesso associata a superinfezioni batteriche La lampada di Wood applicata alle colonie, mette in risalto le ife presenti attraverso la fluorescenza arancio-rossastra.

Infezioni sostenute da funghi dermatofiti:


I funghi dermatofili hanno forma filamentosa Sono incapaci di invadere i tessuti sottostanti perch hanno bisogno di 25C anzich 37C. I dermatofiti possono essere divisi in: - Antropofili colonizzano luomo - Zoofili colonizzano gli animali - Geofili presenti nel terreno I dermatofili sono divisi in tre gruppi: - Microsporum - Trichophyton - Epidermophyton La patologia (tenie) traggono denominazione della zona corporea invasa (capitis, cutis) Tenia Corporis: - Prodotta da Microsporum canis e Trichophyton mentogropytes - Si ritrovano nel terreno e nei cani 115

Da macchie circolari rosacee nelle zone non coperte da peli I soggetti colpiti possono andare facilmente incontro ad una riacutizzazione della malattia. Occorre osservare una forte igiene personale e indossare vestiti sterilizzati. Tenia Pedis: - Data da Trichophyton e Epidermophyton - Compare negli spazi interdigitali delle dita. - Tipica dei nuotatori che frequentano la piscina Tenia Cutis o Capitis - Data da Microsporum e Trichophyton - Producono sostanze capaci di attaccare la cheratina. - La parte di cute che colonizzano appare priva di capelli. - Alcune specie sono capaci di riprodursi allinterno (endothrix) del capello, altri alla sua radice ma allesterno (ectothrix).

Micosi Sistemiche (Micologia Speciale)


Cryptococcus neoformans
Lievito (forma tondeggiante 7 8 mm). Appartenente alla famiglia degli Ascomiceti Capsulato (fattore di virulenza) Presenta una fase asessuata (lievito) ed una fase sessuata (Filoblasidiella Neoformans) Cresce bene nei terreni culturali a 37C in terreno di Sabouraud. Molto diffuso, soprattutto attraverso gli animali (escrementi dei piccioni). Patogenesi: - Linfezione si contrae per inalazione - Il patogeno si localizza nei polmoni dove : .) se il soggetto sano il contagio non patogeno perch il fungo non passa nel circolo ematico .) nei soggetti con le difese immunitarie abbassate diffonde nel sangue. - La diffusione ematogena rilocalizza il microrganismo a livello del SNC. Diagnosi: si isola dal sangue e dal liquido cefalorachidiano dei soggetti infetti

Blastomyces dermatitidis
Dimorfo Presente nel terreno Patogenesi: - Infezione polmonare con diffusione ematogena. - Localizzazione e distruzioni focali alle ossa, prostata, cute ed altri organi. - Formazioni granulomatose con distruzione dei tessuti. Confinata a Canasa e USA.

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Hisptoplasma capsulatum
Lievito Appartenente agli Ascomiceti Dimorfico Lo stadio sessuato si chiama Ajellomyces Presente soprattutto nel terreno e negli escrementi degli uccelli. Patogenesi: - Inalazione e infezione polmonare - Provoca granulomi nei tessuti infettati. - Si ritrova come una cellula ovale (lievito) allinterno dei macrofagi. - Molti pazienti sono asintomatici Provoca per lo pi infezioni polmonari benigne che regrediscono con unopportuna terapia farmacologica. Raramente nei tessuti si osserva gemmazione.

Coccidiodes immitis
Nei tessuti infettati appare spesso come sferule o come sferule ed ife: - Le grandi sferule contengono endospore che possono essere rilasciate. - Queste possono a loro volta possono determinare la formazione di nuove sferule. Nei terreni culturali danno origine a ife e artroconidi. La forma miceliale si trasforma rapidamente nella forma parassitica in vivo Patogenesi: - Linfezione viene contratta per inalazione (polvere dei deserti dellAmerica Centrale) - Compaiono eruzioni cutanee spesso dovute ad ipersensibilit ritardata e polmonite. - Lesioni granulomatose disseminate a cute, ossa e meningi. - Tutto in soggetti immunocompromessi, negli altri regredisce da se.

Paracoccidiodes brasiliensis
Dimorfico Agente etiologico della blastomicosi sudamericana Patogenesi: - Inalazione con prima localizzazione polmonare. - Disseminazione ematogena - Lesioni della bocca, del linfatico, dellintestino e formazione di ascessi sottocutanei.

Candida albicans
Fungo opportunista che fa parte della flora normale di bocca, vagina ed intestino Dimorfo Forma pseudoife - Dovute alla presenza di una gemma che si allunga senza che vi sia la formazione di setti. - Associata ad una maggiore patogenicit in quanto le dimensioni aumentano. Fattori di virulenza: - Mannoni .) polisaccaride che compone la parete cellulare 117

.) rilasciati in circolo inibiscono conl a presentazione degli antigeni cellulari. - Dimensioni assunte dal micete in forma di pseudolinfa che ne impedisce la fagocitosi. Patologia sostenute: - Mughetto: .) tipica dei bambini .) caratterizzato da una patina bianca sulla lingua .) regredisce applicando localmente un colorante non tossico (blu di metilene) .) dovuta al sopravvento di questo fungo, normalmente presente nella bocca, sulle altre specie batteriche e sul sistema immunitario a causa o di una lunga terapia antibiotica o di un abbassamento della guardia immunitaria. - Candidiosi cutanee negli spazi interdigitali - Candidiosi polmonari - Candidiosi vaginali dovuta a diminuzione dei lattobacilli che inibiscono la proliferazione funginea Terapia: - Le infezioni sostenute da Candida albicans generalmente regrediscono da s con un miglioramento delle condizioni locali del sito di infezione. - Per i casi pi acuti, sono a disposizione farmaci antifungini quali la Nistatina.

Aspergillus fumigatus
Fungo filamentoso La sporulazione avviene attraverso i corpi fruttiferi Patogenesi: - Diffonde attraverso le sue spore che vengono inalate - Da proliferazione a livello polmonare con infezione solo in soggetti immunodepressi - Pu indurre reazioni allergiche le quali esaltano la patologia sostenuta dal micete.

Aspergillus flavus
Produce una aflotossina tossica e cancerogena al tempo stesso. Controllare i cibi affinch non contengano laflotossina, particolarmente tossica per i bambini.

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PARASSITOLOGIA GENERALE E SPECIALE

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Parassitologia generale
Caratteristiche generali dei protozoi.
La parassitologia studia i protisti: - Organismi pluricellulari eucariotici - Parassiti naturali delluomo. Ci occupiamo solo dei protisti unicellulari patogeni per luomo detti protozoi. Organizzazione eucariotica. Dimensioni dai 2-3 m ai 50-60 m pu inglobare anche intere cellule. Nonostante siano organismi unicellulari hanno una struttura complessa che prevede una rudimentale compartimentazione del volume cellulare per ladempimento delle diverse funzioni, per cui abbiamo: - Apparato buccale rudimentale - Apparato escretore rudimentale. Nucleo: - Allinterno sono presenti nucleolo, cromosomi e il tutto racchiuso da una membrana nucleare. - Abbiamo un: .) micronucleo funzioni riproduttive .) macronucleo funzioni vegetative. - Possono originare cellule multinucleate. Citoplasma: - Delimitato da membrana citoplasmatica - Presenta un endoplasma e un ectoplasma. - Emette pseudopodi per il movimento. - Citoscheletro formato da tubulina e actina. - Presenta reticolo endoplasmatico, appareto di Golgi e mitocondri - Sono presenti inclusi metabolici. - Lisosomi con enzimi che: .) possono essere riversati allesterno della cellula .) possono unirsi ai fagosomi e digerire prodotti che cattura la cellula .) possono essere vacuoli digestivi. - Esistono vacuoli pulsanti contenenti sostanza i riserva. Sono in grado di produrre cisti che vengono rilasciate nellambiente esterno e che possono avere funzione: - Protettiva - Riproduttiva (se contengono i gameti). Sono tutti, tranne le amebe, dotati di movimento attraverso delle ciglia: - Costituiti da tubulina - Formato da 9 tubuli di tubulina organizzati attorno ad un filamento di fibrina a formare un assonema normalmente ricoperto dalla guaina. - Alla base vi un corpuscolo basale che penetra nel citoplasma e permette il movimento del flagello richiedendo per energia. - Il movimento rotatorio, non ondulatorio come quello dei batteri Riproduzione: - Il ciclo vitale spesso si svolge in pi ospiti. 121

Dotati di una riproduzione: asessuata (ameiotica) che si svolge spesso nellospite intermedio, e di una divisione sessuata (con meiosi) che avviene solamente nellospite definitivo. - La divisione asessuata avviene per fissione binaria sia in senso trasversale (come i batteri) ma anche in senso longitudinale. Esistono metodi di divisione asessuata anche per gemmazione e schizogonia. Attivit patogena: - Meccanica dovuta a rottura e intasamento delle cellule limitrofe in cui si moltiplica. - Deplezione di nutrienti - Azione batteriogenica - Stimolazione di risposte immunitarie - Azione tossica - Azione cancerogena. Abbiamo quattro principali classi di protozoi: - Mastigophora .) flagellati .) parassiti degli organi cavi (dellapparato digerente e dellapparato sessuale) .) parassiti del sangue e dei tessuti. - Sarcadina: amebe .) presenti nelle acque .) capaci di formare cisti. - Sporozoi: .) parassiti animali .) riproduzione sessuata e asessuata .) con ciglia. - Ciliata: .) presenti nellacqua .) ciliati.

Mastigophora (parassitologia speciale).


Giardia lamblia
Non danno delle vere e proprie infezioni perch non sono in grado di penetrare i tessuti ma permangono solo sulla superficie di organi cavi. Provoca: - Infezioni subcliniche - Infezioni gravi .) solo in pazienti immunocompromessi .) mediante irritazione dellintestino e modificazione dellassorbimento dei grassi. Patogenesi: - Ingestione di una cisti che appare tetranucleata - Germinazione nellapparato gastroenterico. - Ancoraggio alla mucosa intestinale attraverso la ventosa ventrale presente nel microrganismo e rivestimento completo dellintero tappeto intestinale. - La diarrea e il deficit di assorbimento dei grassi con cui si manifesta linfezione sono dovute al rivestimento totale della superficie intestinale. 122

Trichomonas vaginalis
Non danno delle vere e proprie infezioni perch non sono in grado di penetrare i tessuti ma permangono solo sulla superficie di organi cavi. Esistono molte specie. Caratteristiche della Trichomonas: - Non produce cisti - La divisione avviene per fissione binaria longitudinale. - Labile quanto si trova nellambiente esterno. - Cresce bene solo in simbiosi con altri batteri, da solo cresce difficilmente. - Parassita tipico delluomo (unico serbatoio del microrganismo) a trasmissione squisitamente sessuale. Provoca: - Infezione localizzata in cui non si ha passaggio del parassita nel sangue. - Nella donna linfezione manifesta attraverso la produzione di essudato purulento nel quale possibile isolare il parassita. - Nelluomo linfezione per contatto sessuale con una donna infetta silente e costringe il maschio infetto allo stato di portatore sano. Terapia: locale con nicronidazolo.

Trypanosoma bruni.
Il genere tripanosoma (sia T. bruni che T. cruzi) pu presentare quattro differenti tipi morfologici: - Amastigote senza flagello, particolarmente adatto alla vita intracellulare. - Promastigote - Epimastigote dotato di ciglia e con una membrana ondulante. - Tripomastigote ciglia con membrana ondulante; il pi adatto alla vita intracellulare. Presenti in due variet: gambiense e radiense. Agente patogeno della malattia del sonno sintomatologia neurologica con stato comatoso e sonno. Patogenesi: - Trasmissione: .) attraverso il vettore Colossina palpatis (mosca tsetse) che succhia il sangue e trasmette la malattia al soggetto morsicato. .) la trasmissione interumana non pu avvenire .) la variet radiense viene trasmessa anche tra animale (antilope) e uomo. - Tre stadi: .) infezione localizzata .) parassitemia .) dopo 2 anni il parassita giunge al SNC provocando meningoencefalite cronica. - Si replica molto bene in zone del corpo dette santuari che non possono essere raggiunte dal sistema immunitario. Sono pu facilmente colpite le donne perch vanno di pi nella savana Diagnosi: ricerca del parassita nel sangue e nel liquor.

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Trypanosoma cruzi.
Patogenesi: - Trasmissione attraverso zecche nel cui intestino si trovano i tripomastigoti. - Nel punto in cui avviene la puntura dellinsetto si ha una reazione immunitaria locale che riguarda la congiuntiva e la palpebra e che detta chagorrea. - Moltiplicazione in sangue e tessuti dove si trasforma in amastigote - Formazione di pseudocisti che contengono prima epimastigoti poi tripomastigoti che vanno in circolo. - La fase acuta seguita da danni cardiaci e megacolon. Trasmissione interumana Diagnosi: - Osservazione al microscopio del sangue. - Xenodiagnosi - Osservazione nel muscolo cardiaco.

Sarcadina - Amebe (parassitologia speciale).


Entamebae hystolitica
Presente nellacqua e nel terreno. Aggredisce i tessuti Linfezione contratta per via orofecale. Patogenesi: - Ingestione di una cisti riproduttiva di Entamebae hystolitica. - La cisti arriva nello stomaco e passa nellintestino. - Nellintestino passa nella sottomucosa con formazione di ascessi che si sviluppano verso il lume intestinale. Nei casi pi gravi gli ascessi possono diventare ulcerosi e indurre emorragia enterica. - Nellintestino matura una nuova cisti che viene espulsa e che pu riprendere il ciclo infettivo patogenetico.

Sporozoi
Plasmodium.
Apparato apicale che gli serve per penetrare nella cellula. Esistono quattro differenti specie che possono infettare luomo. - P. falciparum (terzana) - P. vivax (terzana) - P. ovale (quartana) - P. malarie (quartana)

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Agenti etiologici della malaria terzana e quartana dove terzana e quartana stanno ad indicare la durata del ciclo replicativo e quindi il periodo di tempo necessario affinch provochino rilascio del parassita dai globuli rossi. Ciclo replicativo di P. vivanx - Trasmessa attraverso un insetto vettore: la zanzara emofila femmina. - Stadio Esoeritrocitario: Durante la puntura la zanzara succhia il sangue e rigurgita il parassita che entra in circolo e si localizza nel fegato dove pu moltiplicarsi per un certo numero di cicli. - La moltiplicazione avviene per un processo di schizogonia agamica intracellulare per cui gli schizogoni accumulatisi allinterno dellepatocita si liberano nel sangue. - Stadio Eritrocitario: Nel sangue penetrano nei globuli rossi dove si moltiplicano, si liberano e possono ricominciare un nuovo ciclo. Nel corso della produzione ematica degli schizogoni, alcuni si trasformano in gameti maschili e femminili ancora immaturi. - Quando la zanzara punge un soggetto infetto, pu ingurgitare insieme al sangue anche gameti maschili e femminili che si depositano nellintestino della zanzara, maturano e si fondono dando la forma matura del parassita dotata di flagelli. - La fusione avviene attraverso la formazione dello zigote che produce unoocisti che si localizza nelle ghiandole salivari della zanzara e in caso di puntura penetra ancora in un nuovo uomo, ricominciando il ciclo. - Luomo quindi lospite intermedio perch ospita solamente la fase asessuata. - La zanzara lospite definitivo del plasmodio perch ospita la fase sessuata. la zanzara che si infetta delluomo succhiando il sangue. Epidemiologia: - La presenza della malaria strettamente legata alla presenza della zanzara. - In Italia la malattia non pi endemica dalla fine della 2 Guerra Mondiale quando lesercito americano ha bonificato tute le paludi esistenti con massicce dosi di DDT. - I pochi casi riscontrati in Italia e in Europa sono di importazione - Una delle principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. P. falciparum rappresenta la specie pi grave del parassita. - Periodo di incubazione breve - Massiva distruzione dei globuli rossi - Alta parassitemia con ampie possibilit di infettare il SNC - Febbre alta che dura a lungo. Diagnosi: - Osservazione del parassita nel sangue - Se lagente etiologico P. falciparum la diagnosi difficile perch il parassita si localizza nei globuli rossi dei capillari e degli organi profondi. - La distinzione del diverso tipo di malaria avviene osservando le dimensioni dellagente infettante Terapia: - Immediata - Chinino (una volta) - Attualmente esistono quattro gruppi di chemioterapici: .) ad azione epatica (profilassi) .) ad azione sul ciclo eritrocitario (cloradina) .) ad azione sul ciclo esoeritrocitario secondario e nel trattamento radicale di infezioni ricorrenti. .) ad azione sui gametocitocidi impedendo cos lo sviluppo della fusione gamica nella zanzara emofila. Profilassi: - Non esiste un vaccino. 125

In alcune zone in cui a malaria endemica si avuta una selezione naturale di individui che presentano mutazioni genetiche patologiche (Anemia falciforme, Thalassemie) che, nonostante siano sfavorevoli poich riducono il trasporto di emoglobina nel sangue, forniscono un vantaggio nei confronti della malaria poich non contraggono la malattia.

Toxoplasma condii
Agente etiologico della toxoplasmosi Ciclo replicativo: - Il gatto lospite definitivo - La riproduzione avviene per schizogonia nellepitelio intestinale dei gatti. - Produzione di oocisti che fuoriescono con le feci. - Le oocisti giungono allintestino umano direttamente o attraverso carne contaminata, invadono la mucosa intestinale e liberano trofozoiti e bradizoiti. - Linfoadenopatia e citomegalia con sintomatologia simile a quella influenzale. - Possono essere invasi anche altri organi con formazione di cisti tissutali che inducono immunit. - Eventuali infezioni di polmoni e SNC possono essere pericolose. - Madri infette e gravide trasmettono linfezione al feto nel 50% dei casi, e l1% dei feti infetti riporta malformazioni consistenti in idrocefalia, ritardo mentale e disturbi visivi. Diagnosi: - Culture cellulari - Test sierologico di Sabin-Feldman Terapia: con sulfamidici.

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