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12

MENTEMALIT ET EXCOLIT

480 . Stare BEKO


|ն Ո ն Ո || ց ն ն|
K . K . HOFBIBLIOTHEK
ÖSTERR. NATIONALBIBLIOTHEK

* 69 . C .64
MANUALE
. ' DI

OSTETRICIA
TEORICA E PRATICA
. : PER LE ALUNNE LEVATRICI

DI
DI

RODOLFO LAMPRECHT
DOTTORE IN MEDICINA
E P. 0 . PROF. D ' OSTETRICIA NELL' 1. R. UNIVERSITÀ
DI PADOVA

PARTE I.

PADOVA
COI TIPI DELLA MINERVA
1837
Haec scripsi non summiotii abundantia,sed pro
bono publico.
Cicero.
PROSPETTO GENERALE
ESPONENTE

L ' ORDINE DELLE MATERIE TRATTATE NEI DUE VOLUMI


DI QUESTO MANUALE

PARTE PRIMA
1 REFAZIONE .
INTRODUZIONE, ED ISTRUZIONI PER LE LEVATRICI.

I. Anatomia e fisiologia delle parti genitali della


donna.
1.0 Delle parti dure, ossia della pelvi in generale.
a ) Della connessione delle ossa della pelvi.
b) Delle particolarità delle ossa della pelvi.
c) Dell' esame delle ossa della pelvi.
2.º Delle parti genitali molli esterne, interne e confi
nanti.
3.° Della mestruazione.
II. Fisiologia della gravidanza.
a ) Della diagnosi della gravidanza vera.
b) - - - - composta .
c) - - - - - - - - - - extra -uterina .
falsa .
1.º Della durata ed epoca della gravidanza.
2.º Dei cambiamenti dell'utero gravido.
3 .° Del governo della donna gravida.
4 .° Della cura di alcune malattie della gravida.
5 .° Dell' esplorazione ostetrica.
III. Fisiologia dell'uovo umano.
1.º Delle membrane.
2 .º Delle acque .
I

3.0 Della placenta.


4 .º Del cordone ombellicale .
5 . Del feto .
IV . Fisiologia del parto in generale.
1.º Delle cause determinanti il parto .
2 . Delle forze meccaniche del parto .
3 .º Delle doglie del parto.
40 Degli stadii o periodi del parto .
5 .° Dell' epoca del parto.
a ) Del parto immaturo .
b) - - - prematuro .
c) - maturo.
d) - serotino. .
6 .° Del parto regolare.
a ) Del parto per l' occipite .
b) - - - - la faccia .
c) - - - le natiche.
d) - le ginocchia .
e) - - - - - li piedi.
V . Fisiologia del puerperio , e delle sue conse
guenze ordinarie.
1.º Del governo della puerpera.
2.º Dei segni del parto pregresso.
VI. Delle cure e del governo da prestarsi alneo
nato .
1. Di alcune morbose condizionidel neonato appena
uscito alla luce.
· 2.º Della scelta della balia.

PARTE SECONDA
PREFAZIONE.
Dei parti complicati ossia patologici in generale.
Del rivolgimento , e delle sue varie specie e metodi.
I. Complicazioni dipendenti dalla madre. ma

1° Per essere viziata la pelvi.


a in ristrettezza .
6 - ampiezza.
III

2.° Per essere viziate le labbra pudende.


a ) infiammate. !
b ) varicose.
c ) edematose .
3 .° Per essere viziata la vagina.
a ) per infiammazione. . . '
b ) – ristrettezza.
ulceri ed escoriazioni.
siccità.
- spasmo,
f) – prolasso.
8) - rottura .
3.° Per essere viziato l' orifizio dell' utero.
a ) per infiammazione.
b ) – spasmo.
c) - rottura.
5 .° Per essere viziato l'utero.
Till

a) per infiammazione.
b ) — inerzia.
c) – spasmo.
- obbliquità .
- prolasso.
anti-retroversione.
g) - rovesciamento.
h ) – rottura .
6 .° Per essere viziate le parti confinanti.
a ) vizii dell' intestino retto.
b)" - della vescica orinaria.
7 . Per essere viziato l'universale.
IIIIII

a ) per pletora.
b) debolezza.
e) — vomito . - -
のash

respirazione difettosa..
- spasmo.
convulsioni.
svenimento e sincope.
metrorragia .
i) - morte.
II. Complicazioni dipendenti dal feto .
1.° Per parto irregolare .
a) presentando la superficie posteriore.
b) - _ - laterale e il braccio.
c) - - - - anteriore.
IV

2 .° Per parto extra-uterino. ..


3.° Per mostruosa conformazione del felo .
4 .' Per condizione patologica del feto.
a ) testa ossificata.
b) - idrocefalica.
c ) idrotorace.
d ) ascite.
5 .° Per pluralità di feti, ossia parto composto.
6 .° Per iscioglimento organico del feto.
a) per distacco della testa o del tronco .
b ) – feto morto .
c ) – mola .
III. Complicazione per parte delle dipendenze.
1.° Per membrane viziate.
a) troppo tenaci.
b) - tenui.
2.° Per acque viziate.
a) troppo abbondanti.
b) - scarse .
3 .° Per cordone ombellicale viziato .
a ) per rottura.
b ) — procidenza.
4.° Per placenta viziata.
a ) troppo debolmente adesa .
b) - fortemente adesa.
c ) adesa all' orifizio interno dell' utero.
d) insaccata .
IV . Dell'Ostetricia Legale in generale .
a ) Casi che interessano a preferenza la donna.
b) - il neonato.
c ) Del vagito fetale nell'utero.

- oose .

. (Da porsi in fronte alla prima Parte. )


PREFAZIONE

Quell'arte, che, a preferenza d'ogni altra, vale a gua.


rentire l'esistenza e la prosperità delle future gene
razioni, giaceva prima di questo secolo negletta in
mezzo agli errori disseminati dal pregiudizio e dalla
superstizione; l'umanità da lungo tempo facea sen
tire i suoi lamenti, e reclamava altamente in, sussidio
di lei la protezione de'Principi, le cure de'filantropi,
e le cognizioni dei dotti. A chi non son note infatti le
funeste e dannose conseguenze dell'imperizia od igno
ranza di quelli che, vantandosi di conoscere quest'ar
te, osavano esercitarla ? Io pure ne fui testimonio mol
ti lustri prima che a me fosse impartito l'onore di
dare dalla cattedra pubbliche lezioni d'ostetricia . Ne
certo il înale una volta avrebbe di leggieri cessato, se
la filosofia , che già da qualche tempo rintuzzava in
ogni luogo l' errore , e la munificenza de'Sovrani non
avessero rivolto a questa parte dimedico insegnamen
to il loro sguardo pietoso, e non
1101 avessero ad essa pre
esser

stato mano soccorrevole perchè fosse esercitata dietro


ragionevoli principii.
Quali utili instituzioni e quali perfezionamentinon
dobbiamo noi infatti alle cure paterne del nostro Im
PERATORE e RE? Magnifici Stabilimenti qua e là eretti
pel vasto Impero a tutela delle presenti e future vite
de'sudditi,forniti di tutt'i mezzinecessarii allo scopo;
individui dotti nell'arte , cui non si vollero nell' eser
cizio di questa abilitati, se prima non avessero per
corso gli opportuni e regolari studii: e perchè i paesi
lontanidai Capo -luoghi delle Provincie potessero essi
ancora godere della beneficenza Sovrana , si ordinò
che le Comuni tutte fossero provvedute di levatrici
approvate presso un qualche pubblico Instituto , le
quali a poco a poco occupassero il luogo di quelle abu
sive mammane, che tante stragi menarono nei passati
tempi in mezzo alle popolazioni. La parte sanitaria
ancora, pei miglioramenti introdotti nel Regno Lom
bardo-Veneto dal Governo Austriaco , giunse a tal api
ce di perfezione , che poco più ci resta a desiderare.
Tutte queste instituzioni ottennero il proposto effet
to ; fu benedetto il nome di chi le introdusse ; e le la
grime della riconoscenza tennero il luogo di quelle
già sparse un tempo dai genitori sulle perdute loro
speranze.
Non è da credersi però che tutto ciò siasi ottenu
to senza difficoltà , mentre queste e molte furono , e
molte ancora rimangono da superarsi ; l'istruzione , e
specialmente delle levatrici , riesce ancora al giorno
d 'oggi un' impresa difficile e faticosa . Le donne in
fatti che si determinano allo studio dell'arte ostetrica
hanno ricevuto per la maggior parte ,una educazione
assai limitata , e appena appena sanno leggere e scri
vere : non sempre possono ricordare le istruzioni ri
cevute a voce dal loro institutore; non sempre inten
derle , perchè ignare della lingua in cui egli parla.
Tali motivi adunque mi persuasero della utilità e
necessità d 'un Manuale a stampa destinato all'institu
5

zione delle donne nell'arte ostetrica : nella compila


zione del quale io posi tutta l'opera mia , profittan
do degli scritti di celebri autori così italiani come
stranieri ; scegliendo il meglio ; il superfluo od inuti
le lasciando ; aggiungendo ciò che l'esperienza ed il
lungo esercizio di quest'arte mi presentarono sotto
un punto di vista diverso da quello in cui fu prima
veduto , e dando a tutta l' opera un nuovo ordine
ed una novella disposizione. Di fatto , io ho severa.
mente seguito le orme tracciatemi dalla natura stes
sa della cosa : ho incominciato coll' esposizione ana
tomica e fisiologica delle parti genitali della donna ,
e delle loro rispettive funzioninello stato di vacuità ,
nella gravidanza, nel parto e nel puerperio; passai suc
cessivamente ai casi complicati o patologici che nel
le diverse accennate epoche possono sopravvenire con
più o meno pericolo della madre, del feto , o di en
trambi; progredendo in conseguenza di mano in mano
dal più facile al più difficile argomento . Usai pure
nello stesso tempo ogni studio ed ogni diligenza nel ,
l'accennare le cose più importanti relative a ciascun
oggetto in particolare, esponendole colla maggiore pos
sibile brevità , semplicità e chiarezza , riserbandomi
poi didare ulteriori schiarimenti nelle giornaliere sco
lastiche esercitazioni.
E qui riguardo all'instituzione delle mammane gio
va osservare,non essere scopo di quella il renderle ta
li da poter esse prestare l' opera loro in qualunque
dubbio caso , e di gravi complicazioni; meno poi an
cora dove siano necessarie chirurgiche operazioni:chè
a ciò ben altri lumi e ben altre speciali qualità si ri
chieggono, che quelle di cui le donne son capaci, tan
to pel loro stato fisico e morale , come pel breve e li
mitato studio a cui sono destinate . L 'uffizio loro adun
que si restringe alla semplice assistenza, o meglio an
cora al governo delle gravide, partorienti, puerpere ,
e dei neonati , ove ogni cosa proceda naturalmente .
In caso diverso , sono elleno bensì tenute a conoscere
tutti i casi straordinarii, onde possano domandare in
tempo opportuno la mano dell'ostetrico operatore, il
di cui ajuto non può venir meno ora che d' abili chi
rurghi trovasi il Regno Lombardo Veneto abbastanza
fornito . E ayvegnachè l'uffizio delle mammane sem
bri in tal modo assai limitato , ciò non pertanto tale è
l'utile che le levatrici prestano alla società, ch'elleno
saranno sempre meritamente degne dell'universale
gratitudine ed estimazione.
A loro io dedico questo Manuale. Possa esso sicu
ramente scortarle nella loro missione; possano elleno
sempre ottenere felici risultati. Quest'unico mio de
siderio e tale scopo , a cui solo io sempre mirai , ab
bandonando qualunque altro pensiero, mi sollecita
rono a consegnare alla stampa la presente operetta.
000000000000000000000000000000000000000cco

INTRODUZIONE

I er arte ostetrica s' intende un complesso di regole teori


ehe e pratiche, dirette ad assistere metodicamente le gravi
de, le partorienti e le puerpere, nonché i neonati.
· Il soggetto di quest'arte è la donna, dalmomento della
concezione sino al termine del puerperio ; ma siccome l'esi
stenza del neonato dipende nei primi giorni da quella dėl
la genitrice , così egli pure a buon diritto deve contemplarsi
qual soggetto dell'ostetricia . . .
: Il fine o lo scopo dell' arte ostetrica consiste nel preve
nire tutti gli sconcerti, e nel recar loro opportuno rimedio ,
ove tali sconcerti potessero per avventura alterare lo stato
fisico della donna e del feto prima del parto , durante e do
po il parto , rendendo soprattutto questa funzione possibil
mente più facile, meno incomoda , e più adattata alla con
servazione della salute non solo , ma eziandio della loro vita .
. I mezzi per ottenere questo importantissimo scopo so
no moltissimi: essi generalmente si distinguono in dietetici,
farmaceutici e meccanici. L 'arte ostetrica insegna quale
sia la loro convenienza secondo i casi , come se ne debbą
fare la scelta e l'applicazione. . . .
Varii sono i metodi che sogliono praticarsi nell' inse
guamento di quest'arte : sembra però che sia molto più sem
plice , e conforme alla natura della cosa ed alla ragione, il
dividerlo in due parti principali; cioè nella parte teoricà e
nella parte pratica .
La teorica è il complesso di tutte le cognizioni anato
miche e fisiologiche delle parti relative alla gravidanza , al
parto ed al puerperio ; essa fa conoscere tutte le possibili al
terazioni dinamiche e meccaniche cui queste parti possono
andar soggette, dipendentemente dalla madre , dal feto, dal
le sue dipendenze, e dalle accidentali combinazioni; di più ,
la loro influenza nell'andamento ed esito del travaglio del
parto ; ed in fine con quali sussidii si possa migliorare la
loro condizione, ed ottenere lo scopo contemplato.
8 .

La pratica all'incontro è l'applicazione immediata dei


precetti teorici al caso emergente , insegnando come si deb
bano adoperare metodicamente e con destrezza i convenienti
rimedii richiesti dalla particolare condizione del caso.
Si osservi per altro, che una tale divisione è piuttosto
apparente che reale, stabilita soltanto per rendere più chiaro
e facile l' insegnamento; attesochè ambedue le parti nell'ap
plicazione si prestano mutuo soccorso : e l'arte ostetrica sen
za la pratica sarebbe un ' arte inutile e di nessun giovamen .
to ; senza la teorica, un rozzo e dannosissimo empirismo.
Altri preferiscono insegnare l'arte nostra secondo l' in
dole dei parti, dividendo questo insegnamento sotto doppio
aspetto : il primo comprende esclusivamente i casi fisiologici,
ossia naturali, i quali non abbisognano quasi di verun soc
corso dell'arte , essendo i più comuni; il secondo all'incon .
tro si occupa dei casi patologici , ossia complicati ; e questi
domandano sempre l'ajuto dell'arte , onde diminuire gli scon .
certi, e salvare la viia della madre e del figlio.
Quantunque anche questa divisione sia ragionevole , e
fondata sulla natura dei fatti , pure pochissimi sono i casi
ostetrici ove la natura bastasse di per sè a condurre ogni cosa
a buon termine; siccomemolte complicazioni vengono talor
superate da mezzi semplicissimi, ed anche dalla stessa bene
fica natura: quindi sembra non essere nemmeno questo me
todo d'instituzione sempre facile ad osservarsi rigorosamente.
Ciò premesso, io ho creduto di rendere questo mio Ma
nuale più comodo all' instituzione delle levatrici, nonchè più
utile, unendo in ciascun caso singolare la parte teorica col.
la pratica . Allo stesso scopo io desiderava traltare innanzi,
e separatamente, i casi fisiologici; ma conobbi che ciò sa
rebbe difficile , e senza reale vantaggio .
Per levatrice s’ intende quella donna che ricevette la
necessaria istruzione , e che fu in seguito legalmente auto
rizzata all' assistenza delle partorienti. Essa chiamasi pure
mammana , raccoglitrice , e comare,
Ma una tal donna, onde soddisfi debitamente ad an tale
uffizio così delicato ed importante , da cui bene spesso di
pende la salute e talvolta perfino la vita di due e più indi
vidui, è necessario sia fornita di alcune particolari qualità
fisiche, intelletluali e morali
Rispetto al fisico , la levatrice non dev'essere nè troppo
giovane, nè troppo vecchia , ma nel vigore dell'età sua, d 'una
sana costituzione, e d 'una corporatura perfetta ; avvenente ,
anzi che. no , con mani piccole , e dita piuttosto lunghe ,
che corte .

l'arte cui si dedica , prontezza di spirito , giusto criterio, ed


intelligenza perfetta nei casi contingibili ; dee sapere scri
vere, od almeno leggere, nella lingua di lei nazionale.
Riguardo alle qualità morali, egli è indispensabile che
la mammana sia bene educata , prudente , coraggiosa, non pe
tulante ed ardita ; di costumi irreprensibili, affabile , docile ,
sensibile , paziente , caritatevole , religiosa, scrupolosa osser
vatrice del segreto ,modesta e decente in qualsiasi rapporto .
È inoltre da preferirsi quella ch 'è maritata e fu anche madre .
E qui è necessario nuovamente di osservare, che l'uffi
zio delle mammane si restringe alla semplice assistenza da
prestarsi nei parti regolari e naturali , e soprattutto al go.
verno delle donne partorienti e puerpere . Elleno poi sono
obbligate di saper bene e conoscere tutte le complicazioni
atle a rendere il travaglio del parto più o meno stentato o
pericoloso per la madre o pel figlio ; debbono possedere per
fettamente tutte le cognizioni relative tanto ai casi ordina.
rii che agli straordinarii: non già perchè possano in ogni
tempo intromettere l'opera loro ( chè ciò ad esse viene seve.
ramente proibito dalle leggi vigenti, specialmente ove si ri.
chiegga l'uso degli strumenti ), ma perchè sappiano e deb
bano avvertire a tempo opportuno quelli a cui spetta esclu
sivamente di provvedervi.
Noi abbiamo anzi su tale argomento una Disposizione
Sovrana del 3 Novembre 1808, N . 16135 , che determina
precisamente la sfera d'azione delle mammane , divisa nei
seguenti paragrafi.
Istruzione per le levatrici.
1.° Le levatrici sono immediatamente subordinate alle Su

2 .0 Soltanto quelle levatrici le quali sono provvedute


d 'un diploma rilasciato da un' Imp. R . Università , o da un
10
I. R . Liceo , sono autorizzate ad esercitare l'arte ostetrica
negl' I. R . Stati Austriaci.
3 .• Le abitazioni delle levatrici debbono essere indica
te da una insegna portante il nome e cognome delle me
desime.
4 .° Le levatrici debbono condurre una vila onorata , ret
la e modesta , essere segrete , e sì di giorno che di notte pre
stare i loro ajuti con somma prontezza e diligenza alle par
torienti che ne hanno bisogno,
orguo ,

5 .° Nei parti difficili e pericolosi, e dove può occorrere


l'ajuto degli strumenti, le levatrici sono obbligate , sotto se
vera responsabilità , di far chiamare in tempo opportuno un
ostetrico , od un medico approvato .
. 6 .° Se la vita del fanciullo è in effettivo pericolo prima
o dopo la nascita, esse non debbono mai tralasciare di dar
gli l'acqua battesimale.
7 .0 Nei casi ne'quali i neonati sembrassero morti , ma
senza manifesti segni di putrefazione, dovranno esse tentare
con diligenza, e durante un tempo opportuno, tutti i mezzi
occorrenti per richiamarli in vita.
8 .° Nessuna levatrice può dopo il parto abbandonare la
partoriente , prima che non siasi assicurata non essere facile
a svilupparsi un' emorragia.
9. E vietato, sotto pena di multa , alle levatrici di or
dinare e somministrare alle donne ed ai fanciulli medicine,
'se si eccettuino gli ordinarii sciroppi pei neonati , ed i casi
d 'una estrema necessità. E vietato pure di tagliare il filetto
ai bambini; e se ciò sia necessario , dovranno sempre chia
mare a tal effetto un chirurgo.
• 10.º Si rende rea di grave delitto e di effettivo omici
dio quella levatrice che dà consiglio od assistenza per la
espulsione anticipata del feto .
11.º Essa è tenuta di notificare alla Polizia del luogo ,
od alla Superiorità , quelle donne che le facessero domande
di cose che possono condurre ad uno scopo così obbrobrio
so ; vale a dire all' aborto.
12.° Venendo destinata una levatrice ad un esame da
una superiore Autorità o da un Tribunale , essa seguirà i
dettamidella propria coscienza, riferendo giustamente e con
esattezza tutto ciò che dal suo esame sarà risultato.
II

Delle parti genitali della donna.


I utte quelle parti che servono alla generazione,al conce
pimento,alla gravidanza , al parto ed al puerperio , chiaman
si parti genitali. .
Queste si distinguono in molli e dure ; e le molli in
esterne, interne e confinanti.
Diconsi molli quelle che sono formate di teneri tessuti,
simili alla carne; e dure quelle che sono composte di so
stanza resistente e compatta , come le ossà e le cartilagini.
Interne chiamansi quelle parti che si trovano internamente ,
e che non possono vedersi senz'aprire il cadavere della fem
mina; esterne quelle che, per essere collocate alla superficie
del corpo, si presentano tosto alla vista; confinanti poi quel.
le che per trovarsi in vicinanza delle parti genitali, possono
su queste esercitare una qualche influenza. .

Della pelvi in generale.


Per pelvi, catino , o bacino , s'intende quella cavità os
sea che costituisce l' estremità inferiore del tronco , situata
fra l' ultima vertebra dei lombi ed i capi dei femori. . ..
La pelvi è costruita nella tenera età , cioè fino ai 12 - 14
anni, di quattordici o di quindici ossa perfettamente tra lo
ro separabili; ma negli adulti talmente insieme connesse da
formarne quattro soltanto , cioè le due ossa innominate , l'os
so sacro, e l' osso coccige.
Le innominate sono le maggiori ossa che costituiscono
le parti laterali ed anteriori del catino, e ciascuna delle quali
è composta nell'infanzia di tre altri pezzi, distinti col nome
di ileo , ischio e pube.
L 'ileo fra i tre è il maggiore. Esso è situato ai latidella .
pelvi, sopra l'ischio . Merita d'essere osservata l'ala di que
st' osso , che presenta due faccie : l'una esterna, convessa e
ruvida; l'altra interna, concava e liscia , detta fossa iliaca. Il
margine superiore, ossia la cresta iliaca , osservasi piuttosto
scabra. Nell' interno ed inferiormente trovasi un altro mar
gine liscio ,detto ottuso , semilunare , o linea innominata del.
12

l'ileo . Si rimarcano inoltre davanti e di dietro due spine ,


una superiore, e l'altra inferiore. Esiste poi posteriormente
una superficie ineguale ed allungata , il cui uffizio è di uni
re l'ileo al sacro , essendo a tal effetto rivestita di cartilagine.
I ' ischio è di figura irregolare , posto lateralmente alla
pelvi , e al disotto dell'ileo . É rimarcabile la branca ascen
dente di lui, che s’unisce alla discendente del pube ; come
pure l' altra branca discendente, la cui estremità inferiore
più grossa e ruvida, detta perciò tuberosità ischiatica , serve
di sostegno al tronco essendo seduti. Da questa branca spor
ge all' indietro un rialzo osseo, chiamato spina ischiatica.
L 'osso del pube è di figura quasi triangolare, situato nella
parte anteriore della pelvi . In esso debbonsi distinguere il
corpo e le due branche . Il corpo forma la parte più gros
sa ; nell' interno ha una faccia stretta , allungata ed ineguale ,
e coperta di cartilagini che lo uniscono al compagno di lui.
La branca superiore od orizzontale presenta una linea più
o meno aspra , detta cresta del pube , e si congiunge col
l'ileo ; la branca inferiore o discendente va ad unirsi col
l'ischio, formando insieme la metà dell'arcata del pube, ed
il forame ovale.
Nel luogo d 'unione dell'ileo coll' ischio e col pube appa
risce esternamente in ciascheduno degli ossi innominati una
cavità circolare ,piuttosto profonda, detta cavità cotiloidea,
destinata a ricevere il capo del femore.
L 'osso sacro , di figura piramidale , la cui base guarda
in alto , e la punta in basso , trovasi situato posteriormente
alla pelvi fra gl’ilei. Quest' osso nell'infanzia è composto di
cinque pezzi, o vertebre spurie , le quali coll'andar degli
anni si consolidano , e vanno a formare un pezzo solo . Im
porta inoltre il conoscere la base e la punta, le due faccie
e i due orli. La base, formata dalla parte più grossa , è si
tuata in alto , inclinasi all' inpanzi, e presenta una faccia
cartilaginosa , onde unirsi coll'ultima vertebra dei 'lombi, no
minata promontorio . La punta , ossia la parte più sottile ,
guarda in giù , e si articola col coccige. La faccia anteriore
è liscia,concava; ha quattro fori per ciascun lato , e fra que
sti delle linee pronunciate trasversali. La faccia posteriore
all' incontro è convessa , ineguale e scabrosa : essa ha pure
quattro fori per lato , che corrispondono con quelli della
13
faccia anteriore od interna . Questi e quelli servono a dar
passaggio ai vasi ed ai nervi del sacro. Si osserva nella base
e nella punta un foro triangolare, appartenente al canale sa
cro , nonchè alcune eminenze articolari. Gli orli presentano
due faccie informi coperte di cartilagini, che servono ad
unire il sacro cogl’ ilei.
E necessario conoscere esattamente lemisure normalidi
quest' osso .
La lunghezza , presa dal centro del promontorio sino
alla punta , è di pollici quattro e mezzo.
La larghezza , sotto il promontorio da un orlo all'altro,
consta di pollici quattro.
La grossezza del promontorio , dall'avanti all' indietro ,
comprende pollici due e mezzo.
La profondità interna , fra la seconda e terza vertebra,
è quasi d'un pollice.
L 'osso coccige rassomiglia pure ad una piramide rove
sciata. Esso è situato posteriormente alla pelvi sotto la pun
ta del sacro , col quale si unisce per mezzo di una cartila
gine cedevolissima , e quindi si conserva mobile per molto
tempo. Quest'osso nell'infanzia suol essere composto di 3 - 4
pezzi, ossia false vertebre, le quali per lo più coll'andar de
gli anni si consolidano in un osso solo . Si possono distin
guere nel coccige due faccie : una interna concava, l'altra
esterna convessa ; una base che s'unisce al sacro, una punta
rivolta verso l'interno della pelvi, che rimane libera.

Della connessione delle ossa della pelvi.


Qualunque connessione di due ossa mediante cartila
gini chiamasi sinfisi, o sincondrosi. Upa simile unione os
servasi fra le ossa della pelvi in cinque luoghi. Posterior
mente, nell'alto , la base del sacro si articola coll'ultima ver
tebra dei lombi; al basso la punta del sacro si unisce colla
base del coccige; lateralmente gli orli del sacro si attaccano
agl' ilei (e questa unione dicesi sinfisi - sacro - iliaca ); ante
riormente le due ossa del pube formano, tra loro congiun .
gendosi, la così detta sinfisi del pube.
Oltre alle relative cartilagini, vi sono molti particolari
legamenti , strati tendinosi, fibre muscolari, ed un tenace
periostio , che concorrono a vie maggiormente rassodare la
sinfisi,rendendo in qualunque circostanza stabili ed immo.
bili le ossa della pelvi. Il coccige è l'unico osso .che può ce
dere all' indietro per un pollice , e più , al momento in cui
la testa esce dal distretto inferiore della pelvi. Quindi nello
stato naturale non può ammettersi che nell' atto del parto,
per quanto sia stentato ,succeda uno scostamento reale delle
ossa del bacino, onde facilitare la nascita del feto ; e ciò :
1.º per la maniera e pei moltiplici mezzi con cui si for
mano le dette sinfisi ;
2 .° perchè il corpo del feto offre maggiore cedevolezza
delle ossa della pelvi, e suole quindi adattarsi alla capacità
della medesima ;.
3.9 perchè uno scostamento delle ossa dovrebbe sempre
necessariamente cagionare strappi e lesioni locali, apportan
do gravi e funeste conseguenze per la madre, in alcuni casi
rari già osservate .
Vero è solamente, che l' età fresca della donna , l' inso
lito maggiore afflusso degli umori verso la pelvi durante la
gravidanza ed il parto , rendendo le relative cartilagini più
grosse , e perciò anche più molli e più cedevoli, recano qual
che vantaggio relativamente al parto : vantaggio però inutile
allorchè la pelvi è ben conformata ; ove non lo sia , insuffi
ciente. In ogni caso la levatrice, se si accorga di tali lace
razioni dopo il parto , dovrà rendere avvertito un chirurgo,
perch' egli subito ne intraprenda la cura conveniente .

. . . Della pelviin particolare.


Essendo la pelvi una delle partipiù essenziali, e disomma
influenza nell'andamento ed esito del parto , e d'altronde tro
vandosi essa ben di frequente viziata , fa d'uopo conoscere,per
quanto è possibile, tutti i suoi caratteri nello stato suo norma
le: giacchè il difetto d 'uno di questi può non solo rendere il
parto complicato e difficile , con pericolo della madre o del
feto , oppure d 'entrambi; ma in tal caso modificare ancora
variamente la maniera di assistenza e di ajuto da prestarsi.
La pelvi suolsi considerare divisa in due parti da una
linea circolare di demarcazione, formata posteriormente dal
promontorio del sacro, lateralmente dai margini ottusi de
15
gl'ilei, ed anteriormente dalle creste degli ossi del pube. Da
tale divisione si comprende facilmente come risultino due
spazii. Uno al di sopra di questa linea è superiore, che vie
ne limitato al di dietro dalle due ultime vertebre lombari,
ai lati dalle ale degl’ilei, ed al dinanzi dalle due pareti ad .
dominali ; spazio che chiamasi grande pelvi. L 'altro infe
riore , ch' è sotto la linea , ed è circoscritto posteriormente
dal sacro e dal coccige, lateralmente da una parte dell'ileo
e da tutto l'ischio , ed anteriormente dalle ossa del pube, e
che ha il nome di piccola pelvi. Vi sono poi molii lega
menti, membrane , muscoli , ed altre parti molli, che riem .
piono i vacui e gl' interstizii fra le ossa, e le intonacano tut
te all' intorno perfettamente .
· La piccola pelvi si divide inoltre in tre distretti; cioè di
stretto superiore, inferiore , centrale o cavità.
Il distretto superiore , od ingresso , od apertura addomi
pale, trovasi collocato superiormente ; ha la figura cordifor.
me, ed è composto al di dietro dal promontorio del sacro ,
ai lati dai margini ottusi degl’ilei, ed all'avanti dalle creste
degli ossi del pube.
Il distretto inferiore, od uscita , od anche apertura peri
neale ,è situato sotto la cavità ; presenta la figura di un cuo
re, schiacciato un poco ai lati; viene formáto posteriormente
dalla punta del coccige, lateralmente dalle tuberosità ischia
tiche, e dai legamenti sacro-ischiatici; anteriormente dall'orlo
dell'arcata del pube. ..
Il distretto centrale
te ura ertura
Pon, o dcavità
i fig, od aapertura
p media , trovasi
fra i detti due distretti; ha la figura quasi circolare, essendo
circoscritto posteriormente dal sacro e dal coccige , lateral
mente dall'ischio e dall'ileo, ed anteriormente dal pube.
Questi distretti della piccola pelvi offrono l' importante
vantaggio di poter conoscere i progressi del travaglio del
parto , il luogo di una viziatura , e le conseguenze di que
sta , nonchè la qualità dei soccorsi relativi.
Tanto la grande che la piccola pelvi hanno i loro pro
prii diametri o dimensioni, vale a dire una determinata di
stanza da un punto all'altro della loro circonferepza .
Nella grande pelvi basta conoscere un solo diametro ,
cioè il trasverso, che parte da una spina antero -superiore, e
va all'opposta; ed ha otto in nove pollici di lunghezza.
16
Di molto maggiore interesse sono per la levatrice i dia
metri dei distretti della piccola pelvi.
Nello strelto superiore contansi quattro diametri: uno
retto , uno trasverso , e due obbliqui. Il retto , o conjuga
to, od antero-posteriore, parte dall'estremila superiore della
sinfisi del pube , e va a terminare al centro della base del
sacro, importando quattro pollici. Il trasverso , od iliaco , dal
la metà d 'un margine otluso dell'ileo giungeallo stesso pun
to dell' ileo opposto ; ed ha quattro pollici e mezzo di lun
ghezza. Ognuno degli obbliqui , o Deventeriani, comincia
dall'estremità superiore d'una delle sinfisi sacro - iliache , e
finisce alla metà del ramo orizzontale del pube dalla parte
opposta ; ed è lungo cinque pollici.
Nel distretto inferiore basterà conoscere due soli dia
metri: il retto ed il trasverso . Il retto , od antero -posteriore,
si estende dalla estremità inferiore della sinfisi del pube , e
termina alla punta del coccige; e conta quattro pollici: ma
nell'atto del parto, allorchè la testa è per uscire, il coccige
viene respinto dalla medesima per un pollice e più ; ciocchè
facilita la nascita del feto . Il diametro trasverso , od ischia
tico, portasi da una tuberosità ischiatica all'altra ; e suol es
sere di quattro pollici.
Nella cavità della piccola pelvi si osservano altri due dia
metri: uno retto , ed uno trasverso . Il retto , od antero-po
steriore , parte dalla metà della sinfisi del pube , e termina
alla maggiore profondità del sacro, cioè fra la seconda e ter
za vertebra : esso conta cinque pollici. Il trasverso comincia
al di sotto di una delle cavità cotiloidee , portandosi allo stes
so punto nella parte opposta ; e misura quattro pollici.
, Confrontando ora i diametri dei diversi distretti, ne ri
sulta : che quantunque abbiano essi la stessa direzione, pure
variano nella loro lunghezza ; e quindi ne segue, che la testa
del feto nell'attraversare la pelvi debba eseguire in ogni di
stretto un diverso movimento di rotazione, onde adattarsi
convenientemente ai diametri corrispondenti.
Col mezzo dell'esatta cognizione degli accennati diametri ,
della piccola pelvi la levatrice giunge a procurarsi molti im
portantissimi vantaggi; cioè: essa viene a conoscere se la pel
vi sia bene o male conformata ; se il feto possa o no attra
versarla ; se siasi o no a quella favorevolmente presentato ;
17

quali movimenti debba fare venendo alla luce naturalmente ,


o per mezzo dell'arte ; e può inoltre stabilire il pronostico,
nonchè scegliere il soccorso al caso il più appropriato . :
Riguardo alla profondità della piccola pelvi, sono tre i
punti principali da osservarsi. Anteriormente l'altezza della
sinfisi del pube ha quindici in diciotto linee; ai lati, dal mar
gine ottuso dell' ileo all'orlo inferiore della tuberosità ischia
tica dello stesso lato , si estende per tre pollici e mezzo ; po .
steriormente, dalmargine della base del sacro sino alla punta
del coccige, conta cinque pollici.
La cognizione della profondità mette pure la levatrice
in istato d’intendere che la piccola pelvi offre un piano in
clinato , essendo la parete posteriore di essa quasi tre volte
più alta dell' anteriore ; perciò nel travaglio del parto quella
parte del feto che corrisponde al sacro ha bisogno dimag
gior tempo e forza per isvilupparsi.
Rispetto alla figura della piccola pelvi , essa offre nel
suo tutto un tronco ellittico, la di cui base guarda in alto ,
e corrisponde al distretto superiore , mentre la punta guar
da l'inferiore: di più , le pareti di questa specie d 'imbuto tro
vansi leggermente inclinate dal di fuori all'indentro, e dal
l'alto al basso verso l'uscita . Questa disposizione del bacino
agevola la discesa , nonchè le rotazioni del feto nei diversi
periodi del parto.
Di non minore importanza è il conoscere la inclina
zione della pelvi, la quale può variare non solo secondo la
conformazione del bacino stesso , ma secondo ancora la po
situra della donna. Il distretto superiore s'inclina dal di die
tro all'avanti, facendo per solito un angolo acuto di 35 in
40 gradi; la quale circostanza c'insegna che la testa del feto
non deesi perpendicolarmente impegnare nel distretto supe
riore, poichè andrebbe in tal caso ad impuntarsi contro il
pube : di più , che deesi variare secondo il bisogno la posi
esito e processo del parto.
Per asse s'intende una linea immaginaria , che passa pel
centro di qualunque corpo o spazio. In quanto alla pelvi, si
ammettono tre assi: cioè uno che passa pel centro del distretto
superiore, un altro per quello dell'inferiore, ed il terzo lun
go la stessa pelvi: ognuno poi ha una direzione differente .
18
L 'asse dello stretto superiore costituisce una linea ob
bliqua che parte dall'ombellico , trapassa il centro del distret
to , e finisce presso la punta del sacro ; quindi la direzione
di essa va dall' alto al basso , dall'avanti all'indietro.
. L ' asse del distretto inferiore principia dalla metà della
escavazione del bacino , e discende obbliquamente verso la
uscita , onde metter capo al centro, coincidendo coll'asse del
la vagina; e perciò tale direzione è affatto contraria a quel
la dell'altro asse , poichè va dal di dietro all'avanti , e dal
basso all'alto.
L 'asse della pelvi è quella linea curva , semilunare , che
incomincia al centro del distretto superiore, e discende lun
go la cavità , per terminare al centro del distretto inferiore .
Per tutto questo cammino si curva, e varia direzione più o
so. Risulta in conseguenza dalla esposizione della figura di
quest'asse, che la sua direzione fino dal distretto superiore ,
e nel mentre discende in cavità , va dall'avanti all' indietro :
giunto poi a questo punto , la cambia , portandosi dal di die
tro all'avanti, e dal basso in alto.
Lo studio degli accennati assi , e sopratlutto di quello
del bacino, è del massimo vantaggio alla levatrice , poichè
le insegna essere quella linea che qual si voglia corpo de
ve percorrere per discendere con prontezza e facilità dal
l'utero o dalla pelvi; anzi diversamente , qualora cioè il cor
po contenuto devii dall'asse , non solo non può avanzare ,
ma le forze espulsive e traenti inutilmente si consumano ,
con danno della sofferente . Ove quindi si osservi che nel
parto naturale il feto , sviluppandosi, segue sempre la dire
zione dell'asse della pelvi, ne risulterà facile la regola , che
la stessa direzione dee aversi in vista anche nei parti artifi
ziali estraendo il feto , nell' estrazione della placenta e di
qualunque altro corpo dall'utero , e nella stessa interna esplo
razione digitale , la quale riesce più perfetta e meno inco
moda tenendo dietro a quella direzione.
Giova pur sapere la differenza che passa fra la pelvi di
una donna e quella d 'un uomo.
In generale la pelvi femminile si scorge più levigata ,
più gracile , più spaziosa ne'suoi distretti di quella dell'uo
mo, e meno alta . Il suo canale è cilindrico. Le cavità coli- ·
19
loidee essendo situate più all' indietro , i trocanteri dei fe .
mori sono perciò più divergenti, ed in proporzione più con
vergenti le ginocchia . Particolarmente considerandone le
ossa, risulta che le ale degl'ilei sono meno alte , ma più dia
varicate fra loro; il promontorio non troppo elevato , e spor
gente all' indietro ; l'osso sacro più corto , e piuttosto largo
e concavo ; l'osso coccige non molto lungo, e mobilissimo;
le ossa degl' ischii , le loro tuberosità e le spine divaricate ,
e rivolte all' infuori ; infine l'arcata del pube bene rotonda
ta e liscia . In conseguenza d 'una tale conformazione la pelvi
femminile trovasi più adattata allo sviluppo del feto , ed al
di lui conveniente collocamento in essa , ed offre maggiore
facilità al processo ed esito del parto .
La pelvi costituisce la parte estrema del tronco , e con
tiene la vescica orinaria , l'intestino retto , e le parti genitali
interne. Nel tempo della gravidanza serve di sostegno all'ute
ro , e nel parto presenta naturale passaggio al prodotto del
concepimento.
Dell' esame della pelvi. . !

S 'intende che la pelvi sia ben conformata, qualora la sua


figura, o lo spazio interno, è tale da permettere il passaggio
ad un feto maturo e bene sviluppato.
L 'esame della pelvi è del massimo interesse, inquanto
chè gli errori che si commettessero nel farlo potrebbero ca
gionare le più funeste conseguenze. Diffatti dallo stato della
pelvi dipende essenzialmente il buono od il cattivo esito ,ed
anche l' impossibilità del parto naturale ; nel qual ultimo ca
so bisogna chiamare in ajuto l'arte, e spesso anche porre in
uso gli ultimi soccorsi da essa suggeriti , onde conservare
possibilmente l'esistenza della madre o della prole , o di en
trambi. ,
Ma non meno difficile riesce l'esplorazione del bacino,
per cui bene spesso il relativo giudizio rimane imperfetto ; la
quale difficoltà nasce specialmente dalla mancanza o dall'im
perfezione dei mezzi a ciò inservienti , dalla condizione e
dalla moltiplicità delle parti ivi collocate , dalla loro esaltata
sensibilità, ed in fine dalla molestia e dal dolore, inseparabili
dall'atto della esplorazione; per cui la donna ricusa ben di
20
frequente sottoporsi ad esperimenti, che d'altronde non sem
pre corrisposero all'aspettazione.
· Questo esame si divide relativamente allo stato della don
na, e relativamente al metodo ed ai mezzi che si adoperano.
In quanto allo stato della donna, questa può esaminar
si tanto se sia vergine o gravida, oppure partoriente.
• In quanto al metodo , ossia ai mezzi che soglionsi ado
perare nell' esame della pelvi , sarà esterno od interno ; e
quindi imezzi saranno įnterni od esterni. Tali sono: la vista ,
uno o più dita , l'intera mano, e gli appositi strumenti.
L 'esame del bacino è necessario nella vergine allorchè
la cattiva esterna conformazione di lei , o le traccie visibili
di sofferta rachitide, o d 'altra simile malattia , dessero luogo
a sospettare qualche vizio nella pelvi della medesima, per cui
dandosi allo stato matrimoniale , e divenendo incinta, si du
bitasse della possibilità di dare alla luce un figlio vivo, o fosse
d 'uopo ricorrere agli estremi dell'arte, con pericolo sommo
della madre stessa .
In tutte le donne gravide, specialmente essendo primi
pare, o mal conformate della persona sin dalla nascita , le
quali avessero in seguito sofferto delle gravi malattie , do
vrebbesi instituire, alcuni mesi prima del parto , un esame
scrupoloso della pelvi , onde, in caso di bisogno , essere in
tempo di prestare i convenienti sussidi , e cosi scemare in
parte le funeste conseguenze del parto.
• Anche nelle partorienti diventa necessaria la cognizio
ne dello stato della pelvi, soprattutto se sia noto aver esse
avuto in precedenza dei parti lunghi e laboriosi, i quali ab
bisognarono sempre dell'ajuto ostetrico , e che apportarono
seco la perdita del feto ; oppure qualora avessero sofferto pe
ricolose malattie , le quali bene spesso alterano la conforma
zione della pelvi in età adulta .
portuni, tutti i caratteri esternamente presentati dal corpo
della donna.
. Coll'esame interno s'introducono nella vagina quei mez
zi atti a procurare la cognizione dello stato della pelvi. A
questo esame però deesi sempre anteporre quello esterno ,
quantunque ambidue sogliansi impiegare al perfetto ottepi
mento dello scopo contemplato , specialmente in caso didub
21
bio. Riguardo alle vergini, viene soltanto permesso l' esame
esterno, onde non arrecare troppo incomodo e dolore, e non
lacerar loro l'imene.
Fra i metodi eimezzi esterni per indagare la condizione
del bacino, i principali sono i seguenti :
A . L ' ispezione oculare ed il tatto . Si osserva primie
ramente in complesso se la donna sia di belle e ben ordi
nate forme; se tutte le parti di lei sieno perfette, e le loro .
funzioni relative eseguite normalmente . Dietro ciò , ponen
do la donna in acconcia positura , si vedranno le creste de
gl’ ilei egualmente parallele fra di loro , e sporgenti egual
mente all'infuori; i grandi trocanteri dei femori allo stesso
livello , e piuttosto scostati all'indietro; la regione del pube
alquanto sporgente e rotondata ; posteriormente , sotto la co
lonna vertebrale, una piccola depressione, che ben tosto di
scendendo, passa nella convessità moderata del sacro, alla di
cui punta trovasi il coccige mobile, e non troppo prolunga
to verso la cavità della pelvi : infine le coscie vanno con
vergendo sempre più verso le ginocchia in modo, che que
ste vanno quasi a toccarsi fra loro.
Tutti i caratteri fin qui esposti , calcolati complessiva
mente , possono a buon diritto far presumere esser la pelvi
ben conformata anche nell' interno, soprattutto se la donna
abbia altre volte con facilità e buon successo partorito . D 'al
tra parte però questi medesimi segni debbonsi ritenere co
me insufficienti, e spesse volte anco fallaci, perchè essimo
strano solamente l' esterna buona costituzione della pelvi,
mentre nell' interno può trovarsi viziata ; come al contrario
vi sono delle donne visibilmente all' esterno difformate , e
nondimeno la loro pelvi è scevra d' ogni difetto ; il perchè
non di rado partoriscono con una facilità maravigliosa . Si
osserva finalmente in generale, che le donne piccole sono
fornite d 'una pelvi più larga di quella delle donne robuste
e grandi, e sogliono quindi, più di queste , partorire age
volmente.
B . Un altro metodo per esaminare lo stato della pelvi
: è quello di misurarla esternamente o colla vista , o col tatto ,
o con appositi ordigni. ,
Nella grande pelvi riscontrasi il diametro trasverso , il
quale parte da una spina antero-superiore dell' ileo , va al
22
l' opposta , e dà otto in nove pollici. Si rileva la circonfe
renza di questa pelvi prendendo un nastrino di sufficiente
lunghezza, di cui un' estremità si applica sulla detta spina ,
il resto portasi all' intorno della pelvi orizzontalmente , fin
chè l' altra estremità viene a coincidere nel punto d'onde
la prima era partita. Allontanato colla dovuta cautela il na
strino , e misurato , darà la circonferenza di venticinque in
ventisei pollici.
L 'indagine del distretto superiore della piccola pelvi si
può fare medesimamente con nastrino adattato , fermando
colle dita una delle sue estremità un pollice e mezzo al di
sopra della clitoride, e facendolo scorrere attorno il bacino
superiormente ai trocanteri, sino al punto da dove si parti.
Questa circonferenza risulta di quindici in sedici pollici.
La dimensione della cavità si ha parimente col mezzo
del nastrino, portando uno degli estremialla metà della sin
fisi del pube, e conducendo il resto sotto i capi dei femori
attorno della pelvi , fino al punto della mossa . Il risultato
dev'essere di diciassette in diciotto pollici.
In fine si viene a riscontrare il distretto inferiore della
piccola pelvi applicando un capo del nastrino al di sopra
della clitoride , mentre il resto circondando le tuberosità
ischiatiche, termina al punto di partenza,dando un perime
tro di tredici in quattordici pollici.
Una maggiore certezza può aversi circa lo stato della
pelvi per mezzo d 'uno strumento chiamato pelvimetro , o
compasso di spessezza di Baudeloque. Per servirsi di tal
compasso , volendo misurare il diametro trasverso della gran
pelvi , prima di tutto si fa stare la donna in piedi, appog
giata col dorso contro un corpo solido ; oppure può star
ella anche seduta , purchè tenga sempre coperte le parti da
esplorarsi . Ciò disposto , la levatrice mettesi dinanzi alla
donna, cerca la spina antero-superiore dell'ileo; e trovatala ,
ne applica sulla punta il bottone della branca del compas
so, tenendolo fermo con una mano,mentre coll'altra ne di
varica la seconda branca per portarla al lato opposto , ap
plicando il bottone sulla stessa spina. Fatto ciò , si ferma ,
l' indice della scala , s'allontana lo strumento , e si osserva
la distanza , che suole indicare ordinariamente otto o nove
pollici.
23
Per misurare il diametro retto del distrello superiore
· della piccola pelvi , si sovrappone il bottone d' una branca
del compasso posteriormente al centro della depressione sọt
to l'ultima vertebra dei lombi; ed il bottone dell'altra bran .
ca si conduce dirimpetto all' estremità superiore della sin
fisi del pube, tenendoli fermi con ambedue le mani. Si fa
serrare la vite della scala , e si ritira lo strumento dalla don . .
na , abbassandolo lungo la coscia. Se la scala del pelvime
tro segnasse sette pollici, se ne detrarranno tre , indicanti
la spessezza dell'osso sacro e del pube , nonché delle parti
molli sovrapposte ; in conseguenza i quattro pollici rima
penti corrisponderanno al diametro antero - posteriore. La
stessa quantità dee sottrarsi anche quando il pelvimetro non
nollici.
segni che sei o cinque pollici.
Egli è facile il dimostrare l' insufficienza e la poca pre
cisione che questo strumento , generalmente parlando, pre
senta nella pratica ostetrica , ove si tratti di determinare la
condizione interna della piccola pelvi; attesochè in primo
luogo questa suole bene spesso trovarsi perfetta al di fuori,
e ciò nondimeno viziata notabilmente all'interno; in secon
do luogo la grossezza delle ossa e delle parti molli non è
uguale in ogni donna, e perciò sulla scala ne debbono risul
tare delle differenze ; in terzo luogo con questo strumento
non si possono misurare tutti i diametri dei diversi distretti
della piccola pelvi : eppure ognuno, in caso di vizio , può più
o meno disturbare il buon andamento del parto .
Finalmente questo pelvimetro , benchè comodo in ge
nere , e d 'un uso comune, in nessun caso per altro può in
dicarci la natura , il grado ed il sito preciso del vizio esi
stente nel bacino , come pur troppo la giornaliera sperien
za lo conferma incontrastabilmente ; per cui io ritengo che
una levatrice fornita di buon occhio , di tatto squisito , e di
giusto criterio , potrà in moltissime circostanze procurarsi,
senza di esso , dei dati abbastanza sicuri per istabilire una
diagnosi precisa sulla conformazione del bacino. Ove poi il
caso sia di molto rilievo , o risvegli qualche dubbio , dovrà
far chiamare senza indugio l'ostetrico . .
Conoscendo ora la insufficienza e la fallacia deimetodi
accennati , e trattandosi d 'altronde di casi importanti, nei
quali è necessario sapere in qual distretto , in qual diametro
24
sia il vizio esistente nella pelvi, soprallutlo se lo stato della
donna e la condizione locale delle parti genitali molli am
mettano un altro genere di esame, si procede allora alla
esplorazione interna fatta col dito , o colla mano , o con istru
menti opportuni.
Collocata debitamente la donna , e bene disposto tutto
l'occorrente , s'introduce in vagina il dito indice, che spin
gesi verso la base del sacro . Se il dito abbastanza lungo non
arriva al promontorio , può ritenersi che il diametro conju
gato sia di normale estensione; quindi quanto più facilmente
si viene a toccarlo , in proporzione più difettoso nella ristret
tezza dovrà riputarsi. Anzi in questo caso si porta l'apice
dell' indice sul promontorio , lo si tiene fermo, si alza il pu
gno, e se ne applica il bordo radiale contro la sommità del
l'arco del pube, segnando la mano nel sito di contatto o col
l' unghia , o con una penna intinta nell' inchiostro . Ritirata
la mano, tutta la lunghezza fra l'apice del dito ed il segno
fatto indicherà il diametro retto, meno tre o quattro linee,
da non calcolarsi, a motivo della direzione diagonale del dito .
Si può eziandio misurare il diametro antero -posteriore
deldistretto perineale portando la punta del dito indice, in
trodotto in vagina, sulla estremità del coccige, che si spin .
ge dolcemente indietro per sentire se l'osso è mobile; ed in
nalzando quindi il margine radiale dello stesso dito contro
la sommità dell'arco del pube , vi si fa un segno , e poscia
ritirasi. Tutto lo spazio fra l'apice del dito e il segno dimo
strerà la misura del nominato diametro .
. Anche la distanza del diametro trasverso del medesimo
distretto può calcolarsi approssimativamente, movendo il di
to introdotto in vagina da una tuberosità ischiatica all'al
tra ; e quanto più libero sarà questo moto laterale , tanto più
propizio può ritenersi il diametro. Infine col dito indice in
trodotto nella vagina si vien pure a conoscere la buona con
formazione della cavità della piccola pelvi , girando dolce
mente lo stesso dito verso ogni punto delle pareti, senza in
contrare ostacoli di sorte alcuna.
Il diametro trasverso , comepure gli obbliquidello stret
to superiore, sono difficili a rilevarsi; nè il dito od uno stru
mento introdotto , nè le apparenze esteriori del bacino pos
sono farceli conoscere precisamente,
25
Nell'atto del parto, trovandosi già le parti allargate e ce
devoli , si può misurare il diametro retto del distretto addo
minale mediante l'introduzione del dito indice e pollice,por
tando l'indice al centro della base del sacro,mentre il pollice
appoggiasi dietro la sinfisi del pube. Divaricate le dita, si ri .
tirano con tutta la possibile cautela, per non alterare la di
stanza rilevata , ch ' è lo spazio dall'apice di un dito all'altro .
Anche questo metodo non risponde al fine per cui vie
ne usato , sia per l'incomodo della introduzione di più di
ta , sia per la difficoltà di conservare la stessa divaricazione
nell'estrarle ; quindi l'uso di lui non è tanto generale .
Barovero, pubblico professore benemerito a Torino, da
qualche tempo fece conoscere un suo metodo d' indagare
con maggior sicurezza lo stato della pelvi, misurandola con
tre o quattro dita stese o piegate nella seconda falange , o
con tutta la mano introdotta nella vagina , aggiungendovi
un piccolo prisma di legno, destinato ad ingrandire e con
servare le dimensioni prese da quelle. Tale metodo fu da lui
detto chiropelvimetro.
A dire il vero , i vantaggi di questo ritrovato sono trop
po evidenti per non raccomandarlo a tutti coloro che si de
dicano alla pratica ostetrica ; attesochè può impiegarsi sul
l'istante , si può con esso misurare tutti i diametri dei va
rii distretti , valutare con maggior sicurezza i difetti della
pelvi, soprattutto se la levatrice abbia studiato la larghezza
della propria mano, sia colle dita stese , sia serrate in pugno.
Ma, per poter fare uso di questo sussidio dell'arte , conviene
che la donna si trovi sotto il travaglio del parto, e che la par
te affacciatasi del feto non sia troppo discesa. In ogni caso ,
occorrendo l'introduzione di tutta la mano nella vagina per
rilevare lo stato interno della pelvi, egli offre senza dubbio
moltissimivantaggi, e deesi praticare specialmente ogniqual
volta resti qualche incertezza dopo un' esplorazione fatta per
mezzo dell'indice; imperocchè nel divaricare le dita si toc
cano nello stesso tempo diversi punti, e si distingue pari

conformazione delle ossa, o tumori ossei, od escrescenze d'al


tra indole .
Quantunque sia grande il numero dei pelvimetri inter
pi, tuttayolta , per la difficoltà dell' introduzione, per la in- . . )
26
certezza di portarli sopra i punti determinati ed in questi
mantenerli , per la fallacia dei risultamenti , ed in fine pel
timore e dolore da cui sono sempre accompagnati , si usa
no al giorno d ' oggi rare volte ; ed in ciò ancora si dovrà
sempre chiamare l'ostetrico in ajuto .

Delle parti genitali molli esterne.


Alle parti genitali molli esterne appartengono: ilmonte
di Venere , le grandi labbra , le piccole labbra , la clitori
de, l' ingresso della vagina, l'imene, ed il perineo.
Chiamasi monte di Venere , o pettignone, quella pro
minenza emisferica al davanti della sinfisi del pube, la qua
le viene formata da un ammasso di pinguedine, coperta di
peli nell'età pubere. L 'uffizio del monte di Venere sembra
essere piuttosto morale, che fisico.
Le grandi labbra sono due ripiegature cutanee, più o
meno sode e pinguedinose. Esse cominciano al di sotto del
monte di Venere, e discendono dall' innanzi all'indietro pa
rallelamente sino al perineo. Le estremità superiori ed inſe
riori di queste labbra trovansi unite per mezzo di un lega
mento loro proprio , che , riguardo all'estremità inferiore ,
distinguesi col nome di forchetta o forcella , dietro la qua
le esiste una piccola fossa detta naviculare.La fessura che
apparisce fra le labbra suol chiamarsi vulva. Ciascun labbro
presenta due superficie . L ' interna è liscia , coperta da una
membrana sottile , di colore vermiglio nelle vergini, pal
lida e floscia nelle maritate : la superficie esterna scorgesi
convessa , e coperta di peli nella pubertà . Le grandi labbra
servono a coprire le parti genitali: esse si allargano nelmo
mento del parto,onde permettere l'uscita del feto, e si con
fondono colla vagina. Dopo il parto riprendono successiva
mente la condizione quasi primitiva .
Le piccole labbra, o ninfe , sono doppiature dell' interna
membrana delle grandi labbra . Esse nascono verso l' estre
mità dell'arco del pube , quasi congiunte insieme;ma discen
dendo si scostano sempre più , finchè l'uno e l'altro labbro
si perdono nell'interna faccia del corrispondente grande lab
bro. Esse rassomigliano alle creste che pendono sotto il col
lo del gallo; il loro colore è vermiglio, e sono più resistenti
27
ed avvicinate nelle vergini. Nelle bambine neonate , ed in
quelle di assai tenera età , le ninfe oltrepassano d 'ordinario
le grandi labbra ; ciocchè la levatrice dee sapere , per non
confonderle con qualche morbosa escrescenza . Le piccole
labbra, oltre d' essere provvedute di moltissime glandule se
bacee che le conservano umide e cedevoli, hanno pure dei
nervi, per cui si mostrano sensibilissime. Il loro ufficio con
siste nel dirigere le orine, nel coprire l'ingresso della vagi
na, e nel servire all' ingrandimento di lei nel momento del
parto, per cui spariscono affatto, e solo dopo di esso ripren
dono la loro figura primitiva .
La clitoride è un corpetto glandiforme, composto di fibre
muscolari, di vasi e di nervi, coperto da una specie di pre
puzio . Essa trovasi posta al di sotto dell'unione superiore
delle ninfe , e al di sopra dell'orificio dell'uretra: la sua gros
sezza suol essere come una piccola penna da scrivere, e lun
ga un mezzo pollice incirca. Talora la clitoride almomento
della nascita venne osservata più lunga e più grossa dell'or
dinario; ed è questo il motivo per cuialcune donne vennero
a torto chiamate ermafrodite , od androgine. Essendo questa
parte dotata dimolti nervi, si mostra perciò sensibilissima
al più leggiero tocco , capace di erezione, di allungamento
ed induramento . Da ciò si vuole ch ' essa abbia una qualche
influenza nella generazione e negli atti di venere.
L 'ingresso della vagina è quell'apertura più o meno bis
lunga ed ampia fra le piccole labbra ; incomincia sotto l'ori
fizio dell' uretra , e termina quasi presso al perineo . Questa
apertura cambia la sua condizione secondochè la donna è
vergine, deflorata , o partoriente. L ' ingresso della vagina of
fre l' adito naturale all'introduzione in essa di qualunque
siasi estraneo corpo .
L 'imene è quella membrana sottile semilunare , che chiu
de quasi tutto l'ingresso della vagina, fuorchè l'estremità su
periore, ove si trova un piccolo foro al libero scolo deimen
strui. Talvolta però esso trovasi intieramente otturato , chia
mandosi in tal caso la donna atreta , od imperforata ; difetto
che alla comparsa del sangue menstruo porta seco gravissi
mi incomodi, e che anco potrebbe talvolta far sospettare la
gravidanza , se , colla esplorazione e colla vista , la levatri
ce non si accertasse della vera causa ; per lo che sarà do
28
vere della medesima di avvertirne i parenti, e far chiamare
un chirurgo . L 'imene d 'ordinario esiste in tutte le vergini, e
suol lacerarsi nel primo coito, con alcuni dolori e spargimen
to di sangue, lasciando tre o quattro' tubercoli all'intorno del
l'ingresso della vagina, detti caruncole mirtiformi. Questo
imene può mancare affatto sino dalla nascita , può rompersi
in seguito accidentalmente per molte cause affatto straniere
al coito , soprattutto essendo sottilissimo;mentre all'incontro,
quando è assai resistente e rigido , può conservarsi intalto ,
quantunque la donna sia deſlorata , od anche giunta al par
to ,al quale può essere di ostacolo . In conseguenza non sem
pre la integrità di questa membrana offre una prova asso
luta della verginità ; siccome la mancanza di lei non è prova
di deſlorazione. L 'uffizio dell'imene, se non è morale , è in
certo ancora .
Il perineo è quel tratto membranoso e muscolare , che
trovasi fra la commissura inferiore delle grandi labbra e
l'ano: la sua larghezza importa d ' ordinario poco più di un
pollice. Questa parte contribuisce all'ingrandimento della
vagina nell' atto del parto , in grazia della significante sua
cedevolezza; ma nel tempo stesso si oppone alla troppo pre
cipitosa uscita della testa . Ove non si usino le dovute at
tenzioni, può facilmente strapparsi pel nascente feto .

Delle parti genitalimolli interne. .


Appartengono alle parti genitali molli interne: la vagina ,
l'utero, le trombe falloppiane , le ovaja , i legamenti lar
ghi e rotondi.
La vagina è un canale cilindrico , curvo , composto di
due membrane unite per mezzo di un tessuto cellulare. Es
sa incomincia dalle piccole labbra , ascende fra la vescica
orinaria e l'intestino retto , ai quali è adesa , e termina al col
lo dell'utero, circondandolo . Questo canale suol esser lun
go cinque o sei pollici, più o meno largo , secondo la con
dizione della donna. In esso si osservano due estremità: una
superiore, e l' altra inferiore ; non che quattro pareti: una
anteriore, una posteriore , e due laterali: L' estremità supe
riore abbraccia quasi per un pollice il collo dell'utero ; l'in
feriore forma l'ingresso della vagina; e questo si trova for
29
nito di un notabile plesso vascolare , e di due muscoli co
strittori, che agiscono più o meno sensibilmente nel coito
e nel parto . La membrana interna della vagina presenta
un numero infinito di rughe disposte in vario senso, le qua
li aumentano l' espansibilità necessaria di questo canale ;
fra le quali trovansi sparse qua e là delle glandole , che
continuamente gemono un umore viscoso, in ispecie al tem
po del coito , nella gravidanza e nel parto. L 'altra membra
na , ossia l' esterna, trovasi fornita di molti strati muscolari,

sè stessa.
Chiamasi asse della vagina quella linea centrale curya
che percorre tutto il canale , coincidendo con quello dell'ute
ro. Questo canale può essere viziato fin dalla nascita, o di
venirlo in seguito per cause accidentali, e quindi trovarsi
più o meno ristretto , e talora le pareti fra loro morbosa
mente adese ; o la vagina divisa da una membrana trasver.
sale o longitudinale , che può essere di ostacolo al coito ,
ed anche al parto : può inoltre il canale sboccare in luogo
straordinario . La vagina serve alla generazione, allo scolo
dei menstrui, ed in parte all'espulsione del prodotto del con
cepimento .
L 'utero, o la matrice , è un corpo vuoto , molle , di so
stanza membranosa , vascolare e muscolare , coperto ester
namente dal peritoneo . La sua figura è simile ad un pero
schiacciato dall'avanti all'indietro, ed è situato nella piccola
pelvi fra la vescica orinaria e l'intestino retto , avendo il fon
do un poco inclinato all' innanzi. L 'utero si divide in fon
do , corpo e collo , in due faccie , due orli , tre fori, ed
una cavità . Il fondo è la parte più alta e convessa : esso
comprende tutta la porzione aldi sopra dei fori delle trombe
falloppiane. Il corpo, o la parte media, rappresenta la parte
maggiore di questo viscere; cioè dalla inserzione delle dette
trombe sino al collo. Il collo , o la cervice, è costituito dal
la parte inferiore , ch 'è la più ristretta ; pende libero nella
vagina , ed è distinto col qualificativo di segmento o por
zione utero -vaginale . La faccia anteriore guarda la vescica
orinaria ; la posteriore l'intestino retto. I due orli destro e
sinistro corrispondono alle fosse iliache ; e sopra ognuno
di essi trovasi un oyajo , una tromba falloppiana , un lega - .
30
mento largo, ed uno rotondo . I tre fori conducono immedia-,
tamente alla cavità uterina : due di questi si trovano situati
in alto sugli orli , e combaciano coll' estremità delle trombe
falloppiane; il terzo foro, ossia l'orifizio interno dell'utero, .
è quello del collo , il quale pure va a terminare con un al.
tro foro, detto lorifizio o la bocca esterna dell'utero , per
chè guarda la vagina, e si può toccarlo col dito esploratore.
Esso rassomiglia al muso d 'una tinca per la sua fenditura
trasversale in mezzo alle sue due labbra , delle quali l'ante
riore è più grosso e più lungo del posteriore. Si noti però,
che questa parte va soggetta a notabili cambiamenti tanto
nella figura, come nella spessezza , lunghezza e collocazio
ne, secondochè la donna è vergine, gravida, partoriente , o
puerpera . La cavità si può scorgere aprendo l'utero longi .
tudinalmente, il quale anzi due ne presenta ; una delle quali
appartiene al fondo ed al corpo , l'altra al collo : ambedue
poi sono tappezzate da una membrana comune , ed hanno
in conseguenza immediata comunicazione fra di esse . La ca
vità uterina è triangolare , grande così da poter capire una
mandorla scorticata ; quando quella del collo è quasi cilin .
drica, stretta , e va a finire alla bocca esterna dell'utero.
La lunghezza dell'utero nello stato di vacuità , misura
ta dal fondo all'estremità del collo , importa tre pollici ; la
sua maggiore larghezza tra i due fori laterali appartenenti
alle trombe, due pollici; e la maggiore spessezza , un pollice
all'incirca.
L 'asse dell'utero è quella linea centrale curva, che in
comincia dal centro del suo fondo, e termina nel mezzo del
l'orifizio esterno, coincidendo coll'asse della vagina.
Quantunque l'utero sia mobile nella pelvi, è tutlavia
sostenuto e limitato ne' suoi movimenti da legamenti suoi
proprii e dal peritoneo.
Essendo l'utero composto d 'una infinità di fibre musco
lari , di vasi sanguigni, di vasi linfatici , di nervi , ed unito
anche al peritoneo , è facile spiegare la sua influenza sul
benessere, sulla salute della donna, e sulla causa delle mo
lestie a cui ella va soggetta nel tempo della gravidanza.
L 'utero dà sfogo ai menstrui, riceve il feto colle sue di
pendenze , e gli procura l'alimento durante la gestazione; in
grazia della sua contrattile proprietà eseguisce l'espulsione
31

del prodotto del concepimento, e ritorna nel suo stato pri


miero : infine contribuisce in gran parte alla salute della don
na. Varie possono essere le anomalie di questo viscere: tal
volta trovansi due uteri uniti insieme; ma più spesso la ca
vità di lui viene divisa in due , distinte parallelamente da
una tramezza , che si estende in tutta lunghezza sino al
l'orifizio ; ed è in questo caso straordinario che può ammet
tersi la così detta superfetazione.
Le trombe falloppiane, una destra, l'altra sinistra, sono
due canali membranosi , tortuosi , lunghi quattro a cinque
pollici, grossi qualche linea , che emergono da due punti la
terali e superiori dell'utero, rinchiusi nei legamenti larghi;
e si dirigono verso le fosse iliache, conservando la loro estre
mità libera , e frangiata da più linguette carnose , nominata
padiglione della tromba , che finisce poi nella cavità del bas
so ventre, onde attaccarsi alle ovaja. Il loro uffizio è di tras
mettere il liquor seminale dalla cavità dell'utero alle opaja ,
e di ricevere da queste l'uovo fecondato per condurlo entro
la cavità uterina. Quando le trombe si trovano chiuse , le don -.
ne sono sterili; e qualora l'apertura del canale non ammet
ta il passaggio dell'uovo fecondato nell' utero , succedono le
gravidanze extra-uterine.
Le ovaja sono due corpi semi-ovali, alquanto compressi,
biancastri, grandipresso a poco come un piccolo uovo di pic
cione, situate ai lati del fondo dell'utero , sostenute da un
cordone loro proprio , ed inviluppate nella spessezza dei le
gamenti larghi. Ogni ovajo è composto ordinariamente di
quindici in sedici piccole vescichette di varia grandezza, ri,
piene d’un umore limpidissimo, le quali sono ritenute come
tante uova contenenti il germe umano. In conseguenza le ova.
ja sono indispensabilmente necessarie alla generazione: man
cando esse, o venendo alterate, la donna suol essere sterile .
I legamenti larghi sono formati dal peritoneo, che copre
la faccia posteriore e anteriore dell'utero quasi fino al collo ;
del quale peritoneo le due lamine unendosi lateralmente , ne
risulta una larga piega membranosa simile all'ala del pipi
strello , la quale si attacca alla parte laterale e posteriore del
bacino.
I legamenti rotondi rassomigliano piuttosto ad una cor
da : sono composti di libre carnose , di vasi sanguigui e lin
32

fatici, e di nervi; nascono dai lati dell'utero sotto le trombe ;


scendono obbliquamente dal di dietro all'innanzi; ed esco
no dalla cavità del basso ventre per gli anelli inguinali ,
onde terminare alle parti genitali esterne, agl' inguini ed
alle coscie . L 'ufficio principale di questi quattro legamenti
consiste nel sostener l'utero, nel limitare le sue deviazioni,
possedendo perciò molta elasticità . Quando questi legamenti
vengano stirati pel considerevole innalzamento dell' utero
negli ultimi tempi della gravidanza, le donne bene spesso
provano degli acuti dolori nei punti dove i medesimi lega
menti hanno origine. ;
Delle parti confinanti. .
Benchè le parti confinanti non abbiano verun rapporto
immediato colla generazione , nè agiscano direttamente nel .
travaglio del parto ; tuttavia trovandosi esse in uno stato di
alterazione, possono non solo nuocere alla salute della gra .
vida ed allo sviluppo del feto , ma eziandio rendere più o me
no difficile il nascimento di lui: d 'altra parte essendo esse vi
cinissime ed in contatto colle parti genitali , avviene spesso
ch' elleno subiscano delle modificazioni, in ispecie a motivo
della gravidanza e del parto; e quindi ne risulta dover esse
pure dalla mammana essere conosciute tanto rispetto al sito
ove si trovano, come alle loro funzioni.
Alle parti confinanti appartengono l' intestino retto , la
vescica orinaria , l'uretra, e il suo meato .
L ' intestino retto , costituente l'ultima porzione del tubo
intestinale , è collocato dietro l'utero ; discende lungo la sin
fisi sacro-iliaca sinistra, per terminare alla punta del cocci
ge, formando il foro dell'ano, che serve d 'uscita agli escre
menti fecali.
La vescica orinaria è un sacco membranoso , situato in
nanzi all'utero dietro le ossa del pube , alle quali trovasi ade
sa mediante cellulare. Questa vescica riceve l'orina, e la ri.
tiene per qualche tempo.
L 'uretra è un canale membranoso assai largo nelle don .'
ne, ma lungo appena due pollici, proveniente dalla vescica
orinaria ; passa sotto la sinfisi del pube , e termina all'orifi
zio o meato dell'uretra, ch 'è quel piccolo foro quasi triau
33
golare posto immediatamente solto la clitoride, e fra le estre
mità superiori delle ninfe , circondato da un orlo rilevato .
Questo foro serve a dare uscita alle orine. .
. . E necessario ancora assolutamente che la levatrice co
nosca le diverse regioni del basso ventre, onde poter giudi
care delle epoche della gravidanza , e della situazione dei
diversi visceri entro l'addome: dee conoscere i muscoli che
formano le pareti addominali, onde intendere cosa sieno le
forze ausiliarie del parto , ed in qual modo esse agiscano; e
dee inoltre sapere quali visceri contengansi nel ventre, per
comprendere ed ispiegare la causa dei moltiplici fenomeni
morbosi che non di rado accompagnano la gravidanza . Ne
meno degne di considerazione sono per lei le mammelle ,
trovandosi in istrettissimo rapporto coll'utero, e subendo es
se dei notabili cangiamenti tanto nella pubertà , come nella
gravidanza , nel parto e nel puerperio. Di più , le mammelle
sono gli organi secretorii delpitalatte, servendo esse a nutrire
il bambino dopo la sua nascita .
Le regioni del basso ventre, od addome, sono tre : una
superiore , una media , ed una inferiore. La regione-superio .
re si estende dalla fossa dello stomaco per due dita trasverse
al di sopra dell'ombellico ; la sua parte centrale chiamasi re
gione epigastrica od epigastrio , e le sue parti laterali no
minansi ipocondrii destro e sinistro . La regione media si
prolunga dal termine della superiore fino a due dita trasverse
al di sotto dell'ombellico, e la sua parte centrale dicesi regio
ne ombellicale , le parti laterali chiamansi regioni epicoliche
destra e sinistra. Finalmente la regione inferiore parte dal
la regione ombellicale , e va sino al pube; la sua parte cen
trale vien detta regione ipogastrica od ipogastrio , e le parti
laterali diconsi regioni iliache . La parte anteriore ed infe
riore dell'ipogastrio presenta il pettignone, o monte di Ve
nere; ai due lati stanno gl'inguini destro e sinistro .
Le pareti del basso ventre sono molli e cedevoli, essen
do formate dalla pelle , dal tessuto cellulare , dai muscoli ,
e dal peritoneo.
Il peritoneo è una membrana liscia ,biancastra , sottile, la
quale tappezza tutta la cavità del basso ventre, investe l'ute
ro e tutti i visceri che in essa sono contenuti, quali sono : il
ventricolo, gl'intestini, il fegato, la milza, i reni, ed altri.
3 .
Il diaframma è un muscolo largo , convesso , piuttosto
sottile , che divide la cavità del basso ventre da quella del
pelto , per cui egli pure più o meno può influire sulla gra
vidanza, e specialmente sul parto .
Le mammelle sono, come si è detto , gli organi secreto
rii del latte , destinati
anota allealmanutrimento
dri dalla nadel , eu c.onÈ cquesta
turaneonato
una legge imposta alle madri dalla natura , ed è una legge
ov
accompagnata da severissima sanzione. Guai alle donne che
o per vanità o per lusso , od altri infamimotivi, osano tras
gredirla ! La deformità di queste parti , la privazione della
loro salute , di quella de'proprii figli, e la morte di questi,
ne possono essere talvolta le funeste conseguenze.
. Le mammelle sono due corpi emisferici prominenti, si
tuati nella parte anteriore e superiore del torace, composti
di un tessuto cellulare adiposo , di glandule conglomerate ,
i di cui relativi canali terminano in numero di venti me
diante forellini alla superficie anteriore dei capezzoli.
Le mammelle osservansi coperte di una cute bianca , as
sai densa nelle vergini, sottile , attraversata in tutti i sensi
da vene di color bleu nelle gravide, e nelle donne che han
no già figliato . Quasi nel mezzo ,sopra ognimammella , esiste
una protuberanza conica , lunga appena un mezzo pollice ,
e grossa come il dito mignolo , denominata capezzolo ; pic
colo e di color rosso vivo nelle vergini; bruno, rugoso , più
grande, e circondato da un'areola dello stesso colore , nelle
altre donne. Le mammelle , e specialmente i capezzoli, sono
dotate d 'una squisita sensibilità,messa sovente in azione dal
tatto e dal coito ; ed è tale poi nella pubertà , nella gravi
scitare in esse una turgidezza ed un'attività secretoria che
non hanno nelle altre epoche.

Della menstruazione.

Per menstruazione s'intende quel flusso normale di san


gue, che si effettua periodicamente dalle parti genitali della
donna. Essa chiamasi pure menstrui, regole , corsi ordina
rii , lune, purghe, mesi , catamenii.
Questo sangue viene per solito amministrato dalle estre
mità dei vasi sanguigui della superficie interna dell'utero ,
i 35
da quelli del suo collo , e forse in parte anche dalla vagina
stessa . In qualche raro caso questa periodica evacuazione
può farsi pure per altre vie ; ma però sempre con più o me
no discapito della salute.
. Le regole sogliono perer la com rire nel cli
volta compa
la prima volta
ma temperato all' età d'anni 14 ai 16 ; molto prima si mo
strano nei climi caldissimi; più tardi in quelli assai freddi.
Esse continuano poscia a ricomparire ogni quattro settima
ne o ventisette giorni , anticipando ogni volta la comparsa
di due o tre giorni. V 'hanno però delle anomalie, mentre
alcune donne vi vanno soggette ogni quindici giorni, ed al- '
tre soltanto ogni due mesi.
: Non solo la prima comparsa dei menstrui,ma anche le
consecutive sono bene spesso precedute ed accompagnate da
varie molestie talora sensibilissime. La donna infatti prova
un peso , una tensione , un dolore al basso ventre ed ai
lombi, mordimento per le ossa , inappetenza , cattiva dige
stione , dolore di capo , specialmente emicrania , pallidezza
di faccia , occhi circondati da un' areola di livido colore ,
gorgoglio pel ventre, intumescenza e dolori alle mammelle ,
accessi spastici , talora convulsioni; e non di rado palesasi
una grande prostrazione di forze ed un malessere universa
le. A simili disturbi vanno specialmente soggette quelle don
ne che manifestano un temperamento secco, isterico , ecci
tabile , ed il cui tessuto uterino è assai rigido . Le vergini
per la prima volta menstruate diventano più vermiglie , più
animate e vivaci: esse sentono maggiormente le passioni, e
massime quella dell'amore .
La durata ordinaria della menstruazione, una volta che
siasi bene attivatà , è di quattro in cinque giorni; talvolta
però essa si limita ad un solo giorno, talvolta protraesi fino
ad otto , e più ancora. Nella donna sana tale durata dei men
strui, come pure il loro periodico ritorno , sogliono essere
invariabili . :
Il flusso menstruo è da prima un liquido sanguigno-mu
coso , e che perde poi a poco a poco la tinta sanguinolen
ta : osservasi infatti sieroso nel primo giorno, simile alla la
vatura di carne ; nel secondo e terzo maggiormente carico
di sangue; torna nel quarto e quinto ad impallidire; e fini
sce affatto biancastro.
36

La quantità del sangue che le donne perdono nella men


struazione varia assai, per cui non può stabilirsi che appros
simativamente a circa cinque oncie, ossia un 'oncia per gior
no in ogni donna sana.
La qualità del sanguemenstruo nella donna perfettamen
te sana è uguale a quella del venoso , e non ha alcuna vene
fica o malvagia indole, nè alcuna virtù occulta , come la vol.
gare superstizione ed il pregiudizio tentano di persuadere.
Allora soltauto esso potrebbe assumere dei cattivi caratteri,
quando la donna fosse infetta di erpeti , di scorbuto , o d 'al
tra discrasia universale , oppure non osservasse la necessaria
locale pulitezza.
Quasi tutte le donne sono soggette a questo flusso , la

za e dell'allattamento , suol essere sempre susseguita da una


alterazione di salute .
L ' epoca della scomparsa o cessazione assoluta dei men
strui è comunemente assegnata all' età di quarantacinque
ai cinquant'anni, avuto sempre riguardo al loro primo ap
parire . A quest'epoca osservansi spesso delle irregolarità per
alcuni anni, tanto rispetto agl’intervalli frapposti al loro ri

mostransi talvolta otto o quindici giorni dopo essere scom


parsi ; talvolta cessano per due o tre mesi : ora non colano
che à poche goccie ; ed ora cangiansi in allarmanti emor
ragie . E questo il tempo in cui moltissime donne soffro
no dei notabili cangiamenti nella loro costituzione fisica e
morale , ed è detto perciò l' età critica ; imperocchè alcu ,
ne di loro , oppresse da infermità , conducono stentatamen .
te una vita penosa e languida ; mentre altre rivendicano la
loro salute, posta sovente in dubbio dalle periodiche men .
struazioni.

si sono finora ricordate dipendenti dal clima , dal tempera


mento , dalla costituzione fisica e morale della donna.
La comparsa delle regole annunzia la pubertà o la ma
turità della donna, per cui essa ordinariamente non suol es
sere prima di quest'epoca fecondata. Le donne che non go
dono i benefizii dei menstrui, o gli hanno irregolarmente ,
sono per lo più sterili e malsane; benchè non manchino dei
37
casi in cui alcune non per anco menstruate , siccome altre
più d' assai avanzate in età , hanno concepito . .
Da tutto ciò si conchiude, che non solo i flussi menstrui
contribuiscono essenzialmente alla salute della donna,ma che
eziandio prestano nel tempo della gestazione e del puerperio
il nutrimento al bambino, cessando essi di fluire in queste
epoche, o convertendosi in secrezioni d 'indole affatto diffe
renti.
Della concezione e della gravidanza .
· Per concezione o concepimento s' intende quella fun
zione animale, per cui durante il coito vengono nella don
na fecondate una o più uova.
La maggior parte dei moderni fisiologi e naturalisti ri
tengono che questo sorprendente fenomeno debbasi attribuire
al seme maschile , che nell'atto della copula entra nell'utero,
e passa pel canale delle trombe falloppiane a vivificare o fe.
condare un uovo dell'ovaja ; dalla quale distaccatosi, discen
de pel medesimo canale delle trombe fino all'utero , ove in
seguito si sviluppa e cresce. Questo modo di concepimento
è il più comune e naturale ; ma accade talora , benchè di
rado, che l'uovo fecondato non giunga nella cavità dell'ute
ro : allora un tale concepimento suol dirsi extra -uterino ,
od anche ovario , tubario , ventrale ed interstiziale , secon
do il luogo del suo collocamento e sviluppo.
Per gravidanza o gestazione s' intende quello stato del
la donna costituito dalla presenza del prodotto del conce
pimento ; e la donna durante tutto questo spazio di tempo
chiamasi gravida, od incinta , o pregna.
• Nel distinguere le diverse specie di gravidanza debbesi
avere in vista : 1 .º l'indole del prodotto del concepimento ;
2.° il luogo della sua collocazione ; 3.º il numero dei feti.
Non essendo il prodotto del concepimento sempre della
stessa indole, la gravidanza può dividersi in vera, falsa e
mista . . .
In quanto al luogo, potendo il prodotto del concepimen
to svilupparsi dentro e fuori dell'utero, la gravidanza suolsi
distinguere in naturale e preternaturale.
In quanto al numero dei feti, la gravidanza dividesi in
semplice e composta.
38
Dicesi gravidanza vera , semplice , naturale od ute
rina , quando trovasi un solo feto nella cavità dell'utero ; ve
ra , semplice , extra -uterina , quando il feto è collocato fuori
dell'utero, nella tromba falloppiana, o nell'ovajo , o nel basso
ventre , o fra gl'interstizii dello stesso utero.
Chiamasi gravidanza vera, composta , quando consta di
più feti; e può essere contemporaneamente uterina ed extra
uterina , quando cioè un feto trovasi nella cavità , e l'altro
fuori dell'utero.
Appellasi gravidanza falsa quella in cui il prodotto del
concepimento convertesi in una massa informe e degenerata ,
detta comunemente mola .
In fine denominasi gravidanza mista ' quella che in se
comprende la vera e la falsa , ossia un feto ed una mola ; e
questa pure può essere nello stesso tempo uterina od extra
uterina , secondochè la mola od il feto rimane dentro o fuori
della cavità dell' utero.

Intorno
110 alla diagnosi della gravidanza
nza vera
VO ,
semplice, naturale.
Disceso appena l'uovo fecondato nella cavità dell'utero ,
egli s' attacca alla superficie interna delle pareti di quello ,
sviluppasi ed aumentasi sempre più unitamente al feto ed
alle sue dipendenze, in causa degli umori che per adattati
organi gli vengono dalla genitrice somministrati durante la
gestazione.
E ben quindi evidente che questo nuovo stato della don
na, quantunque per essa confacente e naturale, debba non
dimeno produrre in lei delle alterazioni si locali che gene
rali , tanto pel necessario nuovo stimolo arrecatole dal pro
dotto del concepimento, quanto per la meccanica compres
sione esercitata dall' utero gravido sui visceri circonvicini;
come ancora pel consenso e rapporto che l'utero stesso con
serva cogli altri sistemi dell' organismo femminile . Questi
fenomeni sogliono nelle primipare viemaggiormente pro
nunciarsi.
Una esatta cognizione adunque della gravidanza è per
varii motivi importantissima; e funeste sono le conseguenze
nascenti da un errore. Quindi solo dopo aver bene studiati
39
i caratteri diagnostici potrà la mammana dalla maggior som
ma possibile di quelli dedurre il suo criterio , e stabilire qua
le sia il facile caso, quale il dubbio , quando basti l'assisten
za di lei, e quando occorra chiamare in ajuto la mano del
chirurgo.
Se non che molte sono le cause che sovente rendono
difficile la diagnosi di questa gravidanza, soprattutto nei pri
mimesi. Imperciocchè ora possono mancar del tutto i rela
tivi sintomi, o confondersi con quelli di qualche malattia ;
ora può la donna o per malizia tanto simularli, quanto dis
simularli , o per ignoranza essere inetta a somministrare i
necessarii schiarimenti. Su tali casi i maestri dell'arte i più
esperti possono facilmente ingannarsi, e commettere gravis
simi errori. La pratica frattanto e la prudenza c'insegnano
a distinguere in tale gravidanza due epoche diverse , una
delle quali comprende i primi quattro mesi e mezzo, l'altra
il rimanente . I segni riferibili alla prima epoca dicopsi in
certi o razionali; quelli della seconda certi o sensibili.
Sono segui incerti: la soppressione dei menstrui, il
graduato accrescimento del ventre, l'intumescenza delle
mammelle , e le molestie universali.
Benchè la soppressione delle regole sia un fenomeno so
lito ad osservarsi nella gravidanza , per la meccanica chiu
sura dell'orifizio dell'utero cagionata dall'uovo in esso con
tenuto ,al di cui successivo sviluppo il sangue menstruo vie
ne d 'altronde impiegato ; tultavia succede di frequente che,
in onta della gravidanza, le regole fluiscano per qualcheme
se irregolarmente , ed anche per tutto il tempo della gesta
zione , o cessino eziandio dipendentemente da tante altre
cause accidentali affatto estranee alla gravidanza. Questo se
gno per altro sarà più vicino alla certezza , qualora l'arre
sto succeda in donna sana , maritata , soggetta normalmente
ai menstrui, e fornita d 'ottima salute anche dopo la loro
cessazione.
L 'aumento del basso ventre dipende dal progressivo svi
luppo del prodotto del concepimento rinchiuso neli' utero.
Quantunque nei due o tre primi mesi non apparisca questo
aumento , attesochè l'utero pregno acquistando sempre mag
gior peso , ed in couseguenza discendendo nella cavità della
piccola pelvi, rende il veulre meno disteso e più appianato ;
40
pure verso il quarto mese non potendo più la sua mole es
sere capita dalla piccola pelvi, s' innalza fino alla regione ipo
gastrica, che perciò diviene più rotonda ed elevata , ed offre
al tatto l'utero in forma d 'un corpo sferico ed elastico.Ma
è bene osservare che un simile accrescimento dell' addome
può farsi eziandio per altre fortuite eventualità , per malat
tie generali e locali esistenti fuori o dentro l'utero , e per la
Spontanea soppressione dei menstrui.
I rapporti mediati ed immediati che le mammelle han
no coll' utero , fanno sì che le medesime sogliano , per cau
sa della gravidanza, soffrire notabili alterazioni. Ed infatti
verso il terzo mese cominciano in molte donne a diventare
più voluminose, più dure e più dolenti;i capezzoli mostran
si più pronunciati; e dopo il quarto mese emanano un umo
re sieroso, che in seguito rendesi lattiforme.Ma si sa di più ,
che le mammelle simpatizzano con qualunque condizione
morbosa dell'utero, e perfino colle sue funzioni fisiologiche.
Considerando le più ristrette ed estese relazionidell'ute
ro colle altre parti , nonchè lo stimolo provocato dall' uovo
fecondato sopra tutto l'organismo della donna, in ispecie per
la meccanica pressione e distensione esercitata sui visceri
circonvicini dal suo progressivo sviluppo , è chiara la ragio
ne per cui la maggior parte delle gravide sogliono provare
malattie universali , ossia cambiamenti nel loro stato fisi.
co e morale . Tali molestie incominciano a palesarsi per lo
più dopo il primo mese , e s' aumentano successivamente in
numero ed intensità sino alla metà della gravidanza ; dopo
la quale cessano ordinariamente a poco a poco . Esse sono :
svogliatezza, inappetenza, nausee, vomito, specialmente mat
tutino, copiosa salivazione, appetiti depravati, difficoltà d 'ori,
nare con tenesmo, dolori ai denti, mal di capo con vertigi
ni e svenimenti, difficoltà di respiro, congestioni al capo ed
al petto , alterazioni sul sistema venoso , bene spesso signifi
canti cangiamenti nel morale e talvolta nei sensi , soprat
tutto nell'udito , nella vista e nell' odorato : alcune donne
s 'impinguano , altre dimagrano ; talune pallide arrossano ,
tali altre colorate impallidiscono . Eppure anche questo se
gno è incerto , mentre molte gravide vanno esenti da siffat
te malattie , a cui sono specialmente soggette quelle di co
stituzione gracile e sensibile, le scostumate e le voluttuose ;
41
ed inoltre le stesse molestie possono essere sintomi d'altra
malattia.
Sia che gli esposti segni razionali della gravidanza si ri
scontrino uniti, oppure separati, essi non ci offrono tutt'al
più che qualche probabile indizio dello stato della donna.
Ad ottenere quindi una certezza sono atti soltanto i se
gni dell'altra metà della gestazione, detti perciò segni cer
ti o sensibili ; e come tali debbonsi a buon diritto conside
rare, perchè risultano dalla presenza del feto contenuto nel
l'utero, accompagnano costantemente la gravidanza, e sono
tanto più quelli palesi, quanto più questa è inoltrata .
I segni certi sono li seguenti : il più sollecito graduato
accrescimento dell'addome, i movimenti del feto , i can
giamenti della porzione utero-vaginale , e la parte palpa
bile del feto.
Egli è ben naturale , nonchè dalla giornaliera osserva
zione confermato , che lo sviluppo del feto progredisce nella
seconda metà della gravidanza con maggior rapidità che nel
la prima, benchè graduatamente ; dimodochè alla fine del
quinto mese il fondo dell'utero si avvicina all' ombellico ,
divenendo la regione ipogastrica più sporgente e più con
vessa ; nel sesto giunge il detto fondo in faccia all'ombellico ;
nel settimo lo sorpassa per due dita , inclinasi alquanto alla
destra , e scorgesi notabilmente aumentato il basso ventre ;
nell'ottavo mese il fondo tocca la bocca dello stomaco , anzi
esso occupa tutta la regione epigastrica ; sino alla metà in
circa del nono egli s' innalza sempre più , fino a toccare lo
scrobicolo del cuore: ma dopo quest' epoca il fondo comin
cia ad abbassarsi, limitandosi alla fine dello stesso mese nuo
vamente presso la regione dello stomaco .
Onde poi rilevare l'altezza del fondo dell'utero , suolsi
praticare, a preferenza d'ogni altro , il metodo seguente. Si
colloca la donna supina sopra un letto o sofà , tenendole il
ventre e le coscie coperte con leggiero vestito, il tronco e le
estremità inferiori alquanto innalzate , onde metter fuori di
azione i muscoli addominali. Ciò fatto, la levatrice, volendo
servirsi della mano destra , dee porsi al lato corrisponden
te della donna , indi colle dita della stessa manó cercare
l'ombellico ; e trovato che l'abbia, fermare nel medesimo il
dito mignolo, mentre colle altre dita va in traccia del fondo
42
dell'utero, che facilmente si distingue, ove la gravidanon sia
troppo pingue , dalla rotondità e maggior durezza di lui ,
cagionata dalla parte presentata dal feto in esso contenuto .
Qai pure fermando le dita , osserverà la distanza cherisulta
fra il dito mignolo e le altre dita ; e quella le indicherà l'età
del feto .Giova però osservare, non potersi sempre ottenere lo
stesso risultato , ed in conseguenza non esser egli positivo ;
imperciocchè la distanza tra l'ombellico ed il fondo dell'ute
ro varia secondo lo sviluppo relativo, la posizione ed il nu
mero dei feti , secondo la quantità delle acque in cui nuo
tano, e la conformazione della pelvi.
I moti del feto rinchiuso nell'utero sono prodotti dalla
testa , dalle braccia e dalle estremità inferiori di lui, toccan
do queste parti le pareti uterine; e quindi si chiamanomoti
attivi. Tali moti vengono sempre più o meno sensibilmente
dalla genitrice sentiti ordinariamente alla metà della gra
vidanza , benchè possano anche manifestarsi prima, o più
tardi. Ed ecco la ragione per cui questo criterio deesi ri
guardare come positivo, soprattutto sapendo che questi mo
ti , da principio rari e deboli, e piuttosto grati alla madre,
proporzione dello sviluppo maggiore del feto ; e talora tali
da vedersi anche esternamente , e più o meno riuscire in
comodi alla gravida, come bene spesso succede nell'ottavo e
nel nono mese della gestazione.Riguardo per altro all'esisten
za ed alla intensità di tali movimenti , la levatrice non dee
accontentarsi dell'asserzione della gravida, sempre relativa
alla maggiore o minore sensibilità , ed alla maggiore o mi
nore attenzione da essa prestata aimoti stessi;madovrà pro
cedere in ogni caso ad un reale esame tanto colla vista , che
col tatto esterno ed interno, specialmente ove la gravidanza
o la vita del feto sieno in dubbio e contestate.
Essendo la gravidanza inoltrata , sono bene spesso facili
a distinguersi colla sola vista i moti del feto , producendo
egli all' esterno del ventre della donna momentanee eleva
zioni e corrugamenti in diverso sito e spazio , ed in tempi
determinati.
Volendo usar del tatto esterno per risvegliare ad arte que .
sti moti, essendo la donna a digiuno, e perciò nelle ore mat
tuline,si collochi supina su d 'un letto ,col ventre leggermente
43
coperto ; nel quale stato la levatrice, applicate ambe le sue
mani ben fredde sopra i lati del basso ventre, lo stringa dol.
cemente, e lo mova da destra a sinistra , finchè arrivi a per
cepire i moti del feto , eseguiti in conseguenza della rice.
vuta impressione delle mani fredde , nonché dell' impulso
meccanico dell'utero compresso. Lo stesso effetto può an
che ottenersi col tatto interno , introducendo il dito indice
nella vagina della donna appoggiata alla sponda di un letto ,
al muro , od a qualche altro corpo solido , portando il suo
apice sopra il collo dell'utero , e spingendolo dolcemente in
alto , per allontanare la parte affacciatasi del feto . Questa
meccanica spinta non tarderà ad eccitare speciali movimenti,
distinguibili non solo dal dito esploratore, ma eziandio dal
l'altra mano applicata esternamente sopra l'addome della
gravida. Con questo sperimento si sente inoltre un corpo
resistente , che si allontana dal basso e si solleva , ma che
ben tosto ritorna a percuotere l'apice del dito , in forza del
la compressione esercitata esternamente sul fondo dell'utero,
dall'altra mano. Tale moto , che dicesi ballottamento o rim
balzo , ed anche moto passivo ; è esclusivo solo del feto nuo
tante nelle acque, e non può effettuarsi da alcun altro corpo
nell'utero esistente. .
Può eziandio in alcuni casi dubbiosi e delicati servire
di criterio diagnostico la pulsazione della placenta , ed il bat
tito del cuore del feto , percepiti dalla leyatrice col mezzo
dell'udito immediato , applicando cioè l'orecchio sopra il ven
tre della gravida . Quest' ultimo mezzo , oltre confermare la
gravidanza , darà altresì una prova assoluta della vita del feto .
La porzione utero -vaginale suol pure soffrire , per cau .
sa della gravidanza , significanti cangiamenti , sia nella sua
forma, lunghezza e consistenza, come nella situazione. Que
sta parte infatti diventa sempre successivamente meno lun
ga, ma più grossa e più molle - a segno , che alla fine del no
no mese, il collo dell'utero per ordinario trovasi affatto scom
paſso . Il collo inoltre cambia pure la propria situazione, e
s' inclina verso il lato opposto a quello del fondo, abbassan .
dosi per solito nei primimesi quasi fino allo stretto inferio
re del piccolo bacino, e piegandosi poscia in avanti : di ma
no in mano s'innalza, e s'inclina verso la sinfisi sacro-iliaca
sinistra, a seconda dell'epoca della gravidanza , e dell' incli
44
pazione del fondo dell'utero , il quale suol pendere special
mente all' innanzi ed alla destra , per cui von di rado nel
l'ultimo mese si prova difficoltà di toccare col dito esplora
tore l'orifizio esterno. Quest' orifizio poi, ossia il così detto
muso di tinca , prima di figura romboidale trasversa , can
giasi in rotonda , rimanendo più o meno strettamente chiuso ,
col labbro anteriore più del solito prominente.
. .. Tutte le accennate alterazioni di questa parte sonó ef
fetti naturali , necessarii ed utilissimi, onde predisporla ad
aprirsi in tempo opportuno , e facilitare così la nascita del
feto : le quali alterazioni possono agevolmente verificarsi col
mezzo d 'una cauta esplorazione digitale , introducendo nella
vagina uno o più dita. Si avverta però,che nelle primipare
il collo conserva una notabile lunghezza e grossezza per
tutto il corso della gestazione , quandochè nelle donne che
partorirono altre volte , l' orifizio esterno suole già trovarsi
alla metà del nono mese aperto così da potervi introdurre
comodamente l'apice del dito , e toccarne le membrane,non
chè la parte presentata del feto ; e le labbra di lui riscon
transi alquanto grosse e frastagliate .
• Fra i segni più certi della gravidanza appartiene senz'al
tro il sentire il feto contenuto nella cavità uterina; la qual
cosa però riesce impossibile prima del sesto mese , nè può
ottenersi dall' esplorazione delle pareti addominali , nè da
quella fatta per la vagina, perchè innanzi la detta epoca il
feto è ancora poco sviluppato , e galleggia nelle acque, che
abbondanti lo circondano. Ma in seguito , a misura ch' esso
vie maggiormente s'ingrandisce , e diminuiscono le acque ,
s'avvicina anche sempre più alle pareti uterine, portandosi
quasi'a contatto colle medesime : quindi è ordinariamente
facile toccare la parte offertasi all'orifizio dell'utero, nonchè
provocare il ballottamento e le ripulsioni. Un tale speri
mento ostetrico può praticarsi in due maniere ; cioè éster
namente ed internamente , come si è veduto parlando del
modo di provocare i movimenti del feto . Qui solo si può
aggiungere, che il detto sperimento è una prova bensì della
presenza del feto , ma non lo è parimente della sua vita ; per
cui in alcuni casi torna talvolta più o meno oscuro ed im .
perfetto .
Diagnosi della gravidanza composta.
Codesta gravidanza è ordinariamente il risultato di un
medesimo concepimento , mediante il quale vengono fecon - ,
date più ova di un'ovaja , od uno d ' ambedue, e trasportate
contemporaneamente, o in tempi diversi, ma pochissimo lon
tani fra di loro , nella cavità uterina . Non è difficile inten
dere come la gravidanza composta dovrebbe presentare sin
tomi suoi proprii , attesa la pluralità dei feti, il loro com
plessivo maggior peso e volume, e le relative conseguenze ,
molte delle quali furono già altra volta osservate. Ma sic
come tali sintomi sogliono non di rado apparire anche nella
gravidanza semplice e in qualche singolare evento , come
sarebbe lo straordinario volume del feto , od essendo mala
mente collocato , od accompagnato da eccessiva quantilà di
acque, da una mola , od altra morbosa complicazione ; cosi
la diagnosi di questa gravidanza rendesi incerta, o assai dif
ficoltosa. Tuttavia si notino i sintomi seguenti.
1.° L 'accrescimento del basso ventre molto più solleci
to, offrendo nel sesto mese un volume uguale a quello pro
dotto da un semplice concepimento nell'ottavo , scorgendosi
inoltre più duro, largo ed appianato .
2.° Talvolta il ventre apparisce superficialmente diviso
per mezzo di un solco perpendicolare, con due marcate pro
minenze nella regione degl'ipocondrii.
3.. .La donna percepisce più sensibili, e prima dell'epo
ca consueta , i movimenti del feto ,manifestandosi nello stesso
tempo in diversi luoghi dell' addome.
4 .9 Precedono le solite molestie , e diventano più in
tense , in particolare il vomito frequente , la respirazione af
fannosa ; le labbra pudende e i piedi edematosi e affetti da
varici , il camminare incomodo e stentato .
5 .° Il venire poco o niente s' abbassa al termine della
gravidanza , e quasi sempre il parto suole anticipare di al
cuni giorni.
6 .° Nell' esame interno , anche essendo la gravidanza di
già molto avanzata, difficilmente si arriva a toccare la bocca
dell'utero ; e perciò il ballottamento dei feti si tenta spesse
volte indarno , soprattutto essendo essi rinchiusi nel mede
simo sacco membranoso .
46
Diagnosi della gravidanza extra-uterina.
danza

Allorchè il germe fecondato viene, per fatali combina


zioni, trattenuto nelle ovaja , nelle trombe falloppiane, fra le
tonache dell'utero , o cade nel basso ventre , e continua a
svilupparsi; egli allora costituisce la gravidanza extra -uteri.
na , o contronaturale .
Anche riguardo a questa gravidanza, speciali non sono
i fenomeni che la presagiscono ; anzi essi possono nei primi
mesi mancare interamente , ed essere simili a quelli della
gestazione naturale , o dipendere da locali malattie esistenti
dentro o fuori dell'utero. La diagnosi di questa gravidanza
è adunque in generale , più delle altre due, difficile, per non
dire impossibile ; e tutti i segni che noi abbiamo di essa deb
bonsi ritenere come incerti e razionali. Essi sono :
1.° L 'accrescimento dell'addome si fa lentamente ed in .
egualmente ; e la intumescenza scorgesi piuttosto in un solo
lato, mentre l'altro suol essere vuoto .
2 .° La donna sente bentosto nel turgido lato un peso
ed un dolore ottuso , che si aumenta successivamente fino
all' eccesso , soprattutto movendosi , e collocandosi sul lato
opposto.
3.° Il ventre presenta due tumori distinti, sovrapposti
l'uno all'altro, di cui l'inferiore , ch' è l'utero, è più piccolo
e meno sensibile ;mentre il superiore più grosso, circoscrit
to , e doloroso al tatto , è causato dal sacco contenente il feto .
4 . ° Alla metà circa della gestazione riesce facile il di
stinguere attraverso le pareti addominali gli arti del feto , e
la madre ne sente più per tempo i moti, che sono superfi
ciali, limitati al feto , e differenti assai da quelli che si sen
tono nella gravidanza uterina.
5 .° Le mammelle sino dal primo mese subiscono le so .
lite alterazioni; ma esse ben presto ritornano a farsi molli,
floscie , conservandosi tali fino al termine della gravidanza.
6.° I menstrui sopprimonsi di rado interamente;ma più
spesso scolano con somma irregolarità , sì riguardo al tem
po, che alla loro qualità e quantità .
: 7 . Coll'esplorazione interna non riscontrasi il segmento
utero-vaginale aver subito sensibili cangiamenti;mal'utero in
vece sentesi vuoto, movibile, ed abbassatonella piccola pelvi.
8 .• La incinta viene più o men presto travagliata da
molti e gravi sconcerti locali ed universali , che accompa
gnano tutta la gravidanza , e questi vanno sempre più au
mentandosi; cioè: dolori al ventre ed al sacro, tenesmo, sti
tichezza , intorpidimento e tumefazione degli arti inferio
ri , copiose metrorragie , diarrea colliquativa , frequenti de
liquii e convulsioni, prostrazione di forze , tremori continui,
fisonomia alterata , sudori freddi, febbre lenta , e morte im
provvisa .

Diagnosi della gravidanza falsa .


Molti sono i casi in cui sarebbe importantissimo il de
cidere se l' attuale stato , nel quale trovasi la donna , sia ef.
felto d 'un fruttifero concepimento , ovvero quello di qual
siasi malattia . Ond'è che dubbiosa ne riesce spesso la dia
gnosi, per non essere sorretta da sintomi analoghi e preci
si; ed il giudizio relativo (se può darsi ), piuttostochè dalla
presenza di essi , desumesi dalla mancanza di quelli della
gravidanza vera .
Ecco qui alcuni segni che possono almeno indurre in
qualche grado di probabilità il giudizio della mammana.
1.° Il basso ventre non s' ingrandisce gradatamente,ma
suole nei primi due o tre mesi acquistare un volume simile
a quello della gravidanza vera ai cinque o sei mesi : questo
aumento si modera poi di molto , offrendo al tatto un tu
more uguale, piuttosto duro , immobile e dolente.
2 .° Le mammelle soglionsi fare sino dai primimesi più
voluminose , più dure , ed emanano un umore acquoso : in
seguito non tardano a riprendere la loro forma, come nello
stato di vacuità .
3.° Le purghe mènsili continuano per solito a fluire ,
benchè innormalmente.
4 .0 In nessun 'epoca possono concepirsi i moti del feto ;
ma invece molte gravide accusano difficoltà di orina, dolori
al ventre , talvolta punture e peso sensibile nell'utero , spe
cialmente cambiando posizione e stando in piedi.
5 .° Le consuete molestie della gravidanza vera sogliono
nella falsa alquanto aumentarsi dopo la metà , e tornare più
o meno incomode alla donna.
48
6 . Coll'esame interno la porzione utero-vaginale presén
ta minori cangiamenti, che nella vera gravidanza ; ma l'ute
ro invece è più abbassato , più distinguibile il corpo contenu
to, nè giammai suscettibile di ballottamento , non nuotando
la mola nelle acque.

Della durata ed epoca della gravidanza.


Perchè l'uovo fecondato giunga alla sua perfetta matu
rità e sviluppo,ovvero perchè il feto umano possa continua
re a vivere , uscito che sia dal seno materno, la natura suo
le impiegare duecento ottanta giorni, o quaranta settimane,
ossia dieci mesi lunari, ciascuno di ventotto giorni; i quali
mesi sono più esatti a confronto dei solari, che non lo sono
nel numero dei giorni.
Questa durata della gravidanza è invariabile nella mag .
gior parte delle donne, benchè tavolta possa di alcun giorno
abbreviarsi, come avviene spesso nelle primipare e nelle gra
vidanze composte ; oppure allungarsi di otto o quindici od
anche venti giorni nelle primipare , o in causa di qualche
malattia della madre, o di malattia o morte dei feti.Ma non
si creda però sì facilmente potersi prorogare fino all'unde
cimo o duodecimo mese, e più ancora ; chè in ciò ha parte
di frequente l' ignoranza o la malizia della donna.
Non v'ha dubbio che lo stabilire l'epoca della gravidan .
za sia cosa di grandissimo rilievo , come quella dalla quale
dipende bene spesso l'onore della madre, la legittimità della
prole , la vita dell' una e dell'altra o d 'ambedue, la salvezza
dei diritti, la pace e la tranquillità delle famiglie.
Impertanto la precisa determinazione non è senza osta
coli; imperocchè non può mai conoscersi esattamente dalla
esplorazione, nè sapersi dalla gravida , o perchè ella stessa lo
ignora, o perchè ama occultarla per ispeciali suoi motivi. Si
guardi adunque la levatrice dal pronunciare un assoluto giu
dizio , ma tenti ella di determinare il tempo solo approssi
mativamente col risolvere i seguenti quesiti.
1 .º Da quanto tempo siensi soppresse le menstruazioni.
2 .0 Quale sia l' altezza del fondo dell'utero.
3.. Quali cambiamenti presenti la porzione utero - va
ginale.
49
4 . Quando la donna abbia sentito i movimenti del feto.
5 .º Dove e comesi distingua la parte affacciata del feto.
Gl' indicati quesiti possono risolversi mediante adattate
interrogazioni, e coll'esame esterno ed interno.
Infatti la soppressione dei menstrui può essere un va
lido criterio , ove sieno per l'innanzi sempre comparsi re
golarmente, ove cessino dopo un coito senza il concorso di
altra causa , e la donna perseverinullaostante in buono stato
di salute. Il calcolo dee incominciare quattordici giorni cir
ca dopo l'aspettata e non più apparila menstruazione.
Siccome l'altezza del fondo dell'utero varia secondo lo
sviluppo del feto ; così altro criterio potrà offrire la regione
ch' egli occupa nel basso ventre della gravida.
I movimenti del feto si sentono per solito dall'incinta
alla metà circa della gravidanza . Crescono in seguito sem
pre più in frequenza ed in intensità.
Notabili sono le alterazioni che per causa della gravi
danza , e secondo il grado di essa, succedono nel segmento
utero-vaginale , sia riguardo al sito , che alla spessezza , for
ma e lunghezza del medesimo.
La parte presentata dal feto , in ispecie la testa, è distin
guibile soltanto sopra il collo dell'utero , compiuto all'in
circa il settimo mese . Lo diviene in seguito sempre più , a
norma ch 'ella discende maggiormente nella piccola pelvi.
. Quanto maggiore sarà il numero in cuiquesti segnipo
tranno ritrovarsi in una donna gravida , e quanto più coin
cideranno fra di loro circa il tempo della gravidanza, tanto
più probabile sarà pure il giudizio relativo ; ma non mai
però tale da precisare il giorno del parto.
A vie maggiormente instruire la levatrice , e guidarla nel
fare il suo pronostico, ho creduto utile e più comodo d 'uni.
re in un prospetto i principali sintomi finora indicati , dis .
ponendoli secondo l'ordine con cui essi sogliono manifestarsi
nelle diverse epoche della gravidanza.
Nei primi due mesi i sintomi che accompagnano la ge
stazione sono in generale poco rimarcabili, e quindi incerti
e fallaci. Ciò nondimeno da due mesi la menstruazione ap
parisce irregolare , od è cessata : il basso ventre osservasi al
quanto appianato e come vuoto , perchè l'utero trovasi ab
bassato nella piccola pelvi; il collo più grosso e più corto ;
50
la sua bocca chiusa , e di figura rotonda : le alterazioni del
le mammelle sono appena sensibili, e la gravida incomincia
ad accusare qualche molestia .
to Nel terzo mese le purghe mancano tre volte : il ventre
trovasi ancora più appianato , a motivo dell'abbassamento
maggiore dell'utero; però , comprimendo la regione ipogastri
ca, esso suol rilevarsi ingrandito: l' orifizio di lui corrispon
de quasi all'ingresso della vagina, rivolto verso le ossa del
pube : le mammelle cominciano a svilupparsi : la vagina è
più calda ed umida , e le solite molestie si aumentano.
Nel quarto mese, oltre al difetto delle purghe mensili ,
distinguesi l'ingrandimento dell'addome, la regione ipoga
strica sporgente , ove si può sentire il fondo dell'utero, che
già comincia a sollevarsi verso la gran pelvi; e perciò il col
lo di lui trovasi più alto, più grosso, più molle e corto , guar
dando la sua bocca in avanti ed alla sinistra della donna :
le mammelle si fanno sempre più voluminose ,tese e dolenti.
· Nel quinto mese si desiderano da cinque mesi i men
strui: il ventre ha già una notabile convessa distensione : il
fondo dell'utero suole sentirsi due dita trasverse sotto l'om
bellico; il suo collo , grosso , molle , ed accorciato quasi per un
mezzo pollice ; la sua bocca inclinata piuttosto verso il centro ,
ed alla sinistra della pelvi : lo sviluppo delle mammelle con
tinua , apzi dalle medesime sorte un umore sieroso : le so
lite molestie delle gravide si diminuiscono, e molte cessano
affatto : la madre comincia a sentire i moti del feto , i qua
li però sono rari, deboli e piacevoli: la vagina diviene mag
giormente calda ed umida.
Nel sesto mese le regole sono soppresse da sei mesi:
l'ingrandimento del basso ventre progredisce con rapidità :
il fondo dell'utero arriva fino dirimpetto all'ombellico ; il
collo di lui è appena lungo un mezzo pollice, assai grosso,
molle ed alto , inclinato verso il sacro, ed alla sinistra della
donna:le mammelle sono pure più voluminose , ed è più co
piosa la loro secrezione: lemolestie sono affatto svanite; anzi
la maggior parte delle gravide godono d 'ora in poi prospera
salute: i movimenti del feto si distinguono da un mese cir
ca, già divenuti più forti e più frequenti.
Nel settimo mese da sette mesi la gravida non vede più
le regole: il ventre di lei apparisce voluminoso , rotondo , e
51
più sporgente nell'ipocondrio destro : il fondo dell' utero
giunge due dita trasverse sopra l'ombellico ; il collo di lui
è diminuito in lunghezza, ma nello stesso tempo è più gros
so , più molle , più alto ancora , e rivolto posteriormente a
sinistra ; l'orifizio esterno è più rotondo , qualche volta aper
to così da potervi introdurre l'apice del dito , e permettere
il ballottamento del feto : dalle mammelle assai ingrandite
esce l' umore sieroso in maggior copia , e più concreto :
da due mesi sonosi appalesati i moti del feto , ma ora sono
più frequenti e forti : la vagina continua a sentire delle al
terazioni.
Nell'ottavo mese la donna non va soggetta da otto me
si ai consueti mensili tributi: l'accrescimento del ventre è
molto rimarcabile; l' epigastrio in ispecie è prominente : il
fondo dell'utero arriva alla bocca dello stomaco ; il collo è
appena lungo un terzo di pollice,mollissimo e grosso ; l'ori
fizio è alto , inclinato verso il sacro ed a sinistra , e difficile
al tatto : lo sviluppo delle mammelle progredisce, e gemono
esse un umore lattiforme: i movimenti del feto sono sensi
bili da tre mesi; ma in quest'epoca si scorgono anche ester
namente, e riescono incomodi alla madre: la parte presen
tata del feto è più distinguibile; ma è meno facile il ballot
tamento , per la scarsezza delle acque.
Nel nono mese non vedonsi da nove mesi le purghe :
il ventre acquista un volume straordinario : il fondo dell'ute
ro giunge allo scrobicolo del cuore ; per cui molte donne
accusano speciali incomodi, come vertigini,mancanza di re
spiro, difficoltà nel camminare e nel coricarsi: il collo è scom
parso quasi interamente , assai elevato , e rivolto verso la sin
fisi sacro - iliaca sinistra : le mammelle emettono un umore
lattiginoso , e divengono più dolenti : i moti del feto persi
stono da quattro mesi, ora però più molesti e più frequenti:
la vagina trovasi calda, umida, e dilatata : la parte presentata
dal feto suol distinguersi più estesa ,più abbassata ;mameno
suscettibile di ballottamento .
Nel decimo mese la menstruazione è cessata da dieci
mesi : il basso ventre è meno espanso ,ma più contratto, pro
minente ed abbassato : il fondo dell'utero rinviensi alla boc
ca dello stomaco : la madre godemigliore stato di salute, sol
levata dagl'incomodi del mese precedente, nonchè più sciolta
52
ne' suoi movimenti ; essa prova però un continuo prurito di
orinare: le mammelle sono assai tese e dolenti: i movimenti
del feto sono sensibilissimie frequenti, già percepitida cinque
mesi : la vagina è piuttosto calda, umida, e molto ampia : il
collo dell'utero è affatto scomparso ; il suo orifizio è facilmen .
te accessibile , rotondo, più o meno aperto , nonchè dilata
bile ; e talora attraverso di lui scorgesi la parte presentata
dal feto, resistente ad ogn'impulso esterno.
Dell'utero gravido.
- Dal momento della fecondazione sino al termine del par
to l'utero va soggetto a notabili cangiamenti, dipendenti so
prattutto dal prodotto del concepimento in esso contenuto ;
i quali variano e si manifestano più o meno fortemente, se
condo l'epoca della gravidanza. Le principali modificazioni
dell'utero riguardano : la figura , il volume, la struttura , la
situazione e la vitalità .
La figura dell'utero, dapprimaquasi triangolare e schiac
ciata , si cangia successivamente dopo il concepimento in una
ovale , la cui estremità ottusa ed ampia corrisponde al dia
framma, l'altra acuta alla vagina.
Alterasi pure il segmento utero-vaginale ,mentre il col
lo si va abbreviando in modo, che dopo le prime dieci set
timane della gestazione la sua lunghezza è diminuita d 'un
quarto di pollice all' incirca : dopo la metà ha solo un mezzo
pollice ; dopo trenta settimane un quarto ; e alla fine tro
vasi scomparso aſfatto . Le labbra poi dell'orifizio dell'utero
si appianano , continuano ad ammollirsi e farsi più grosse ,
l'anteriore più sporgente; ma in seguito si mettono al me
desimo livello , e presentano una superficie uguale nelle pri
mipare , bernoccoluta e frastagliata nelle altre . Finalmente
l'orifizio esterno, di figura trasversale nello stato di vacuità ,
diventa rotondo nel tempo della gravidanza, in ispecie nelle
primipare ; è più o meno strettamente chiuso fino al termine
del settimo mese , nel quale incomincia per solito ad aprirsi
di bel nuovo, e si apre poi sempre gradatamente fino al ter
' mine della gestazione.
Il volume dell'utero aumentasi prodigiosamente durante
il corso della gravidanza; però a poco a poco , ed in pro
53
porzione dello sviluppo dei corpi contenuti nella sua cavità.
Questo ingrandimento nei primi due o tre mesi non è mol
to sensibile ; ma giunta la gestazione alla sua metà, progre
disce così rapidamente, che al termine di quella l'utero vie
ne ad empiere quasi tutta la cavità addominale, comprimen
do e portando più o meno fuori del naturale loro sito i vi
sceri circonvicini , con maggiore o minore incomodo della
donna. Per la qual cosa alla fine della gravidanza suol esser
lungo dal fondo sino alla bocca quallordici pollici; largo
da otto in nove pollici: la sua circonferenza poi,presa al di
sopra delle trombe falloppiane , ne conta ventisei. Il vuoto
che rimane tra il feto e la cavità uterina , nei primi miesi
della gravidanza, è grande; ma diminuisce di grado in gra
do , e diventa alla fine quasi nullo : ed allora la cavità stessa ,
calcolata lungo il suo asse perpendicolare , importa dieci
pollici all'incirca , sei o sette ne' suoi diametri trasversali .
Giova poi osservare, che la dilatazione interna dell'utero non
è uguale in tutti i punti: si dilata prima maggiormente il
fondo, quindi piuttosto il corpo sino al settimo mese ; in se
guito il collo , che perciò viene a poco a poco annullandosi.
La situazione e la direzione dell'utero gravido varia a
seconda delle modificazioni della sua forma, pel progressivo
sviluppo , del prodotto del concepimento . Quindi nei primi
mesi l'utero trovasi abbassato nella piccola pelvi; ma la ca
pacità di questa sul finire del terzo mese non essendo più
alta a contenerlo , egli: comincia e continua ad innalzarsi
progressivamente sopra lo stretto superiore , finchè al ter: -
mine della gravidanza il fondo viene a contatto dello scro
bicolo del cuore. Inoltre si osserva che, a misura dell'innal
zamento , il fondo stesso s' inclina in avanti per la naturale
cedevolezza delle pareti addominali , specialmente verso il
lato destro , e che il collo a poco a poco si porta all' indie
tro a sinistra, verso la sinfisi sacro - iliaca . Tutte queste de
viazioni dell'utero sono una conseguenza naturale della gra
vidanza, ed anzi necessaria , nonchè vantaggiosa al travaglio
del parto . .
• Anche la struttura o la organizzazione dell'utero , per
causa della gravidanza, va soggetta a notabili cangiamenti. In
generale tutte le fibre di questo viscere divengono successi
vamente più molli, più cedevoli, e spugnose ; i suoi vasi san
54

guigni, nonchè i linfatici, allargansi di molto ; e di tortuosi


ed angolari ch 'erano,diventano quasi rettilinei:ed avvegna
chè per tal motivo le pareti dell'utero inlurgidiscano , pure
il loro ingrossamento non è uguale in tutti i punti,mentre
più grosse sono quelle del fondo dell'utero , specialmente
ove la placenta vi è adesa ; e quelle del collo invece , dal
settimo mese in poi, vannosi assottigliando in modo, che al
la fine della gestazione offrono la spessezza di un cartone
sottile, però abbastanza consistenti. .
Le proprietà vitali dell'utero vengono , per l'uovo fe
condato, nel progresso della gravidanza esaltate ed aumen
tate a segno, che giunto l'uovo stesso a maturità, reagisco
no contro lo stimolo ricevuto per mezzo di contrazioni di
namiche e meccaniche, e n 'effettuano l'espalsione in più o
meno breve tempo, ricomponendosi quindi a poco a poco in
proporzione che l'utero ritorna allo stato suo primitivo .
Non sempre i detti cambiamenti dell'utero , provocati
dalla gravidanza, sono uniformi: essi bene spesso presentano
alcune differenze , in parte dipendenti dal volume, dal nu
mero, dalla situazione dei feti, e dalle loro dipendenze; dal
la quantità delle acque dell'ambios, dalla conformazione lo
cale della gravida, e dalla qualità di primipara , o madre di
altri figli.
Di pari passo colle alterazioni dell'utero progrediscono
pur quelle della vagina. Essa si allunga o s'abbrevia , secon
dochè l'utero si abbassa o s'innalza : inoltre si ammollisce,
e perde a poco a poco le sue rughe; diventa più ampia , più
calda, e maggiormente irrorata di mucosità .

Dell'uovo e delle dipendenze del feto.


Il feto rinchiuso nelle membrane, e circondato dalle al
tre sue dipendenze , formando il prodotto del concepimento ,
chiamasi uovo . . .
Appena disceso l'uovo fecondato nella cavità dell'utero,
egli si attacca alla superficie interna delle pareti di lui per
mezzo d 'una membrana particolare ; ed ha la sua estremità
oltusa diretta verso il fondo, e l'acuta verso il collo dell'ute
ro. Ne'suoi primordii ha il volume d 'un grano d 'orzo all'in
circa , e rassomiglia ad una vescichetta piena d 'un umore
55

trasparente : dopo tre settimane suol essere già grande come


un'avellana ; dopo due mesi come un uovo d 'oca; ed in se
guito continua progressivamente ad aumentarsidi settimana
in settimana, in proporzione dello sviluppo del feto : cosic
chè alla fine della gravidanza pesa otto o più libbre.
Per dipendenze od appartenenze dei feto intendonsi
tutte quelle parti del prodotto del concepimento , le quali ser
vono alla nutrizione,allo sviluppo ed alla conservazione del
feto durante la gravidanza ; e sono: le membrane, le acque,
la placenta , ed il cordone ombellicale.

Delle membrane.
Due sono propriamente le membrane che formano l'in
volucro in cui trovasi il feto durante la gravidanza : esse
chiamansi corion ed amnios.
Ve n ' esiste una terza, detta membrana Hunteriana , o
caduca , la quale attacca l'uovo fecondato a tutta l'interna
periferia dell'utero, ed insinuasi pure nei luoghi ove la pla
centa è a contatto dell'utero stesso . Essa è formata di finis
simi vasi sanguigni, per mezzo dei quali assorbe dall'utero
gli umori destinati alla nutrizione del feto .Nell'atto del parto
essa non suole mai tutta staccarsi,ma alcune parti ne riman
gono aderenti, e sortono in seguito coi lochii . Le soprad
delté due altre membrane sono addossate l'una sopra l'al
tra, ed insieme unite mediante esilissimo tessuto cellulare ,
che ne permette facilmente la separazione. La membrana
corion è l' esterna, più grossa , ruvida, e più forte : colla sua
faccia esterna guarda la superficie interna dell'utero, e col
l'interna si attacca all'amnios. Questa all'incontro è più tras
parente , sottile e spessa ; la sua faccia interna osservasi as
sai liscia , e contiene il feto e le acque. Accade talora , ben
chè assai di rado, che queste due membrane sieno separate
fra di loro; ed ordinariamente rimpetto alla bocca dell'ute
ro, formando una specie di sacco , nel quale sogliono tro
varsi le acque false. Nella gravidanza composta ognuno dei
feti ha bene spesso la sua propria membrana amnios involta
da una sola membrana corion. L 'uso delle accennate duemem
brane, durante il tempo della gravidanza, consiste nel formare
l' involucro del feto e delle acque, nel costituire in parte la
56
placenta ,nel coprire la parte fetale di essa , e assodarla all'ute
ro : investono pure il cordone ombellicale sino all'ombelli
co; impediscono lo scolo prematuro delle acque, l'ingresso
dell'aria ; e separano in gran parte il liquore amnios . Nel
l'atto del parto le dette membrane, prolungandosi attraverso
l'orifizio uterino , formano il sacco delle acque , che con
tribuisce, in forma di cuneo , vantaggiosamente alla dilata
zione del medesimo.

Delle acque del feto .


. Quel fluido contenuto nel sacco delle acque, nelle qua
li nuota il feto durante la gravidanza , chiamasi acque del
l'amnios , od acque del feto.
Molti ammettono due specie di acque ; cioè le vere o
dellamnios , e le false o spurie . Le acque false , quando
esistono, sono in piccola quantità , e limpide; non tingono i
panni lini; sono senza sapore e senza odore: esse si accumu
lano fra le due membrane, e possono quindi scolare a qual
unque tempo prima del parto , senza punto pregiudicare la
gestazione . Sovente le levatrici prendono per acque false
l'orine che le donne spandono negli ultimi momenti della
gravidanza : bene spesso si sono credute tali le acque vere
che sortono dalla rottura delle membrane, avvenuta nella
parte superiore , lungi dall'orifizio dell'utero.
Le acque dell'amnios sono contenute dalla membrana
detta amnios, e circondano immediatamente il feto : esse so
no sierose, alquanto untuose , più o meno torbide; tingono
ed incollano i pannilini; hanno un odore loro proprio ,ed un
sapore tendente al salso. La loro quantità equivale comune
mente , al termine della gravidanza , ad una libbra e mez
za circa , e fluiscono sempre sotto lo sforzo delle doglie .
E da osservarsi però , che la quantità di esse varia moltissi
mo, non solo nelle diverse donne,ma ben anco in ciascuna
gravidanza; ch'esse sogliono essere più abbondanti nei primi
mesi , perchè piccolo è il feto , e scemano di mano in mano ,
proporzionatamente al maggiore sviluppo di lui; ed infine ,
che la stessa loro qualità va soggetta talvolta ad alterazioni.
Le acque sono sommamente utili tanto durante la gra
vidanza, che nell'atto del parto . Nel tempo della gravidapza ,
57

essendo le acque cedevoli, si eseguiscono con maggior faci


lità e perfezione lo sviluppo ed i movimenti del feto , la di
cui ineguale superficie viene da quelle compensata , e resa
così meno sensibile all'utero la presenza di lui: di più , le
acque difendono il feto dagli agenti esterni, e moderano
nello stesso tempo le violenze meccaniche da lui esercitate
sull'utero ; gli conservano la morbidezza delle membra , fa
cilitando la circolazione degli umori, ed impedendo le ade
renze fra di loro : contribuiscono ancora ad assodare la pla
centa , sostenendola ; e sembra che servano pure alla nutri
zione del feto , sia per assorbimento , sia per deglutizione : in . .
ultimo formano esse quella patina che copre l'esterna su
perficie del corpo del feto .
VOU .

Nell'atto del parto le acque, mentre che il loro sacco ,


presentandosi intero ed uniforme, contribuisce a dilatare
gradatamente e dolcemente l'orifizio dell'utero, offrono an
che un criterio diagnostico riguardo al feto ; cioè se sia vivo
o morto , se siasi bene o male presentato : ed inoltre ammol
liscono e lubricano tutte le parti genitali molli, per vie mag
giormente facilitare la nascita del feto stesso , e rendere me
no molesta alla donna l'azione meccanica del parto natu
rale , dell' esplorazione, e delle manovre ostetriche.

i Della placenta.
La placenta , o seconda , è una massa spugnosa,molle ,
vascolare , composta della vena, delle arterie ombellicali , e
dei vasi linfatici insieme uniti mediante un tessuto cellu
lare e le membrane dell'uovo . La formazione compiuta di
questo viscere non si fa che verso il terzo mese della gravi
danza; ed a quest'epoca presenta una figura circolare schiac
ciata , simile ad una focaccia. La placenta si attacca alle in
terne pareti dell'utero per mezzo di finissimi vasi, e di un
tessuto cellulare assai tenue; ciocchè per ordinario succede
nel fondo , nella parte posteriore , e alla destra dell'utero ,
quantunque essa possa attaccarsi in qualunque altro luogo,
e persino talvolta sopra l'orifizio interno.Nella placenta deb
bonsi notare le faccie, il centro, la circonferenza , la dimen
sione ed il peso . Due sono le faccie . L'esterna , od uterina ,
così detta, per essere adesa all'utero , osservasi rossa , cou
58
vessa , ruyida, e divisa da solchi in diversi lobi, o mammel
loni; ed apparisce coperta di sangue stravasato nei luoghi
in cui si è separata dall'utero. La faccia interna , detta an
che fetale , perchè guarda il feto , è concava , liscia , d 'un co
lore biancastro , coperto dalla membrana del corion e del
l'amnios, ed unita al corion in modo da non poternela se
parare senza strapparla. Per lo più sorge nel mezzo un plesso
di grossi vasi sanguigni, che formano il cordone ombellicale.
Il numero delle placente corrisponde quasi sempre a

· sola massa , o si uniscono con parte del loro contorno . In


ogni caso i vasi dell'una non hanno alcuna comunicazione
con quelli dell'altra : quindi è rarissimo che una placenta
sola debba servire a più feti ; e ciò per non renderli dipen
denti l'uno dall'altro.
La placenta è destinata a ricevere gli umori della ma
dre, li prepara, e li modifica convenientemente per la nu
trizione del feto , trasmettendoglieli col mezzo del cordone
ombellicale . È talvolta avvenuto anche nel caso di un solo
feto, che alcuni mammelloni della placenta, colla quale co
municavano soltanto per mezzo di vasi e dimembrane, sien
si da lei divisi e separati ; ed abbiano fatto supporre l'esi.
stenza di due placente , di cui la seconda vien detta acces
soria , o succenturiata . In simile caso la vera placenta può
essere espulsa , e l'altra rimanere nell'utero, con grave dan
no della puerpera. La placenta può andar soggetta a mor
bose alterazioni, essendosi trovata alcune volte scirrosa , dis
seccata, con idatidi, e particelle cartilaginose e petrificate.

Del cordone ombellicale .


Ilcordone , o funicolo , od anche tralcio ombellicale , è
ordinariamente composto di due arterie e d'una vena unite
insieme per mezzo di cellulare, ed inviluppate dal corion e
dall'amnios.
Le due arterie ombellicali nascono dalle iliache interne,
sortono dal ventre del feto per l'ombellico, e vanno alla pla
centa , ove si dividono in infinite ramificazioni, dalle di cui
estremità si sviluppano altrettante vene, che crescendo suc
cessivamente in calibro , e riunite in una sola , formano la
70

vena ombellicale ; e questa , scorrendo lungo il cordone, en


tra nel ventre del fanciullo per l' anello ombellicale , onde
finire nella vena porta e nel canale venoso . La vena ombel
licale è più grossa che le due arterie prese insieme.
Oltre ai suddetti-vasi e alle membrane, il cordone è ri
vestito d 'una sostanza gelatinosa che lo rende più o meno
voluminoso . Una estremità di questo cordone s'attacca in
qualche punto della faccia fetale della placenta ,mentre l'al
tra termina all'ombellico del feto ; per cui tuttora la mag
gior parte degli ostetrici distinguono nel cordone upa por
zione placentale ed una fetale.
Nel feto maturo il cordone suol essere lungo diciotto o
venti pollici , e grosso quanto il dito mignolo . Ma tanto la
lunghezza che la grossezza variano moltissimo. Egli infatti
· può essere più o meno grosso , più o meno lungo da po
chi pollici sino ai cinquanta ; e può essere inoltre varicoso ,
nodoso , biforcato , ed attortigliato intorno a qualche parte
del feto .Ma, a dire il vero , tutti questi casi accidentali po
co o nulla nuocono allo sviluppo del feto , e molto meno ca
gionano la morte di luidurante la gravidanza. Riguardo alla
loro influenza sul processo del parto, da alcuni ostetrici am
messa , da altri negata , ne parleremo a luogo più adattato .
· L 'inserzione del cordone osservasi di rado nel mezzo
della placenta , ossia nel centro ; per lo più ella è anzi ec
centrica , ossia nella circonferenza della placenta stessa , e
nasce dalle membrane che la ricoprono. E qui si noti, che
siccome la nutrizione del feto si eseguisce per mezzo del
cordone ; così nella gravidanza tanti saranno i cordoni,
quanti i feti.
Del feto .

Riguardo al feto , qui si dovrà indagare il suo progres


sivo sviluppo , la sua situazione, il suo atteggiamento , e lo
stato di alcune sue parti durante la sua dimora nell'utero .
Nei primi tre mesi della gravidanza, non essendo ancor
bene sviluppato , dicesi embrione; negli altri, finchè rimane
nel seno materno , chiamasi feto ; e appellasi fanciullo , o
bambino , allorquando è uscito alla luce.
Egli è fuor di dubbio , che, appena consumata la fecon
dazione , il germe diventa un corpo organico - animale , il
60

quale , dietro le relative leggi fisiologiche , continua a cre


scere ed aumentarsi in grazia degli umori che gli vengono
somministrati dalla genitrice . L 'embrione , che nelle prime
settimane apparisce della grandezza d'una formica , in capo
ad un mese ha già la lunghezza d'un mezzo pollice ; a due
mesi è di tre pollici (ed allora cominciasi a distinguere tutte
le sue parti); a tre mesi è lungo circa quattro pollici; a quat
tro , sei; a cinque, sette pollici : ed a quest'epoca le sue parti,
e perfino il sesso, rilevansi perfettamente , quantunque con
ancor bene sviluppate. Dal quinto al decimo mese il feto
cresce e si sviluppa con una rapidità sorprendente; ed in
fatti a sei mesi è lungo circa dieci pollici; a sette , dodici; ad
otto , quattordici; a nove, sedici; a dieci,diciotto o venti pol
lici. Ma variano peraltro frequentemente la lunghezza , il
peso e lo sviluppo dei feti; imperciocchè, data la stessa epoca
di gravidanza, se ne sono veduti di quelli i quali non pesa
vano che cinque o sei libbre mediche , mentre altri hanno
sorpassato le dieci ed anche le quattordici. L 'ordinario peso
suol essere di sei o sette libbre. Tali variazioni dipendono
dalla costituzione della madre , dalla robustezza del padre ,
dalle stesse malattie del feto e da quelle della genitrice , dal
la qualità e quantità degli alimenti di cui la donna si nutre,
e dal genere di vita ch' essa conduce. La lunghezza dun
que, il peso e lo sviluppo del feto non possono somministrare
alla levatrice un dato sicuro per determinarne l'età .
Essa farà uso piuttosto del seguente sperimento . Si mi
sura con un nastro, od anche col mecometro, la lunghezza
totale del feto dal vertice sino alla pianta dei piedi, tenen
dolo bene disteso ; quindi s'addoppia il pastro alla metà della
ottenuta lunghezza, e misurasi nuovamente il feto dalla pian
ta dei piedi all'ombellico. Se il nastro addoppiato cade pre
cisamente sull'ombellico , od alquanto più sotto , il felo è na
to maturo, qualunque sieno la sua lunghezza ed il peso ; se
arriva un dito trasverso al di sopra dell' ombellico , il feto
avrà otto mesi all'incirca ; se due dita trasverse , sette : e così
dimano in mano, quanto più il nastro supererà l'ombellico
e si avanzerà verso lo sterno , il feto sarà immaturo.
La situazione del feto nell'utero può assai variare nella
prima metà della gravidanza, stante la piccolezza di lui, e la
grande quantità delle acque dell'amnios, in cui si muove
61

liberamente sotto l'impulso il più leggiero. Tuttavia egli è


presumibile che il feto , ove estranea causa non lo impedi
sca , trovisi anche sino dai primimomenti con una delle sue
estremità ovoidee, e particolarmente colla testa , rivolta verso
l'orifizio uterino; dimanierachè la faccia e la superficie an
teriore del tronco guardino una delle sinfisi sacro -iliache:
come osservasi nel settimo mese , in cui tale posizione di
viene stabile , comune, e quindi normale. Le ragioni che oc
corrono a sostegno d'una tale opinione sono le seguenti:
1. Perchè la testa essendo sino da bel principio la par
te più pesante relativamente al resto del corpo, essa deve ne
cessariamente , dietro le leggi di gravità , discendere pel luogo
più declive, ch ' è il collo dell'utero.
2 .° Perchè tale posizione è la più naturale ,essendo l'ute
ro ed il feto due corpi di figura ovale, e perciò ciascuna delle
estremità dell'uno dee adattarsi all' analoga dell'altro corpo.
3.0 Nella massima parte delle donne che abortiscono ,
o partoriscono prematuramente , o muojono in corso di gra
vidanza, si ritrova per lo più la testa del feto in basso , e le
natiche in alto.
4 :0 Giunta che sia la gravidanza al settimo mese, il fe
to suol essere già sviluppato a segno da riempiere quasi tut
ta la cavità dell'utero . Difficile adunque , e non senza vio
lenti scosse , riuscirebbe a quest'epoca l' inversione.
5 .° La donna sente sempre nello stesso punto i movi
menti del feto durante tutta la gravidanza ; nel fondo cioè
dell'utero , ove i piedi più liberi e forti gli eseguiscono.
6 .° In fine altra prova si ha dalla stessa forma esterna
del ventre , e più ancora dalla esplorazione interna, per cui
fino dal sesto mese della gravidanza rinviensi bene spesso la
testa sopra il segmento utero - vaginale.
. Da tutto ciò chiaro apparisce che il capitombolo del fe
to durante la gravidanza non può nè dee aver luogo ordi
nariamente , quantunque gli antichi l' abbiano sostenuto ; e
che rari e strani debbono essere i casi in cui egli trovasi di
versamente collocato .
• Per atteggiamento od attitudine del feto intendesi la
particolare collocazione e piegatura delle sue membra al
lorch' egli dimora nell'utero . Il suo tronco è curvo , e pie
gato sulla faccia anteriore; la testa inclinata , col mento ap
62
poggiato al petto ; le braccia poggiate sulle coste; gli avam
bracci e le mani piegate , spesso incrocicchiate davanti allo
coscie attraversate l'una sull'altra in modo, che ciascun cal- '
cagno trovasi davanti alla natica opposta ; i piedi assai pie
gati verso la parte anteriore delle gambe.
Il feto in tale atteggiamento , che sembra mantenersi in
alterabile sino al momento del travaglio del parto , ha una
figura ovale , la di cui estremità acuta è la testa, l'ottusa le
natiche. Egli occupa, così rannicchiato , il minore spazio pos
sibile nell'utero, e la genitrice prova meno incomodo ; le sue
membra possono muoversi senza difficoltà , svilupparsi , ed
eseguire normalmente le loro funzioni, essendo piegate se
condo la naturale loro conformazione; infine si comprende
perchè il feto presentando la più acuta delle estremità, pos
sa il parto effettuarsi per le sole forze della natura con mag.
giore prontezza.
Il feto in tale stato ha due diametri: uno longitudinale ,
che parte dall'occipite , e va sino alla punta del coccige, con
tando dieci pollici di lunghezza; l'altro trasversale , che si
estende da una spalla all'altra, di quattro pollici e mezzo .
Egli è importantissimo e necessario il conoscere la di
visione generale del corpicciuolo fetale, le di cui principali
regioni e le parti tutte meritano speciale considerazione re
lativamente al parto . Il feto , rannicchiato in forma ovale ,
presenta quattro superficie e due estremità, di cui una, co
me s' è già detto , viene costituita dalla testa , e l'altra dalle
natiche. Delle quattro superficie una è anteriore, una po
steriore, e due laterali.Nella superficie anteriore si distin
guono tre regioni; cioè la gola , il petto , ed il basso ventre.
Nella posteriore parimente altre tre ; cioè la nuca, il dorso
ed i lombi. Nelle laterali osservansi cinque regioni; cioè i
lati del collo , le spalle , le braccia , i lati del petto , e le
anche . Ognuna di queste regioni può al momento del tra
vaglio presentarsi innanzi all' ingresso della pelvi, e costitui

condotti a termine, giunto che sia il feto alla suamaturità,


esigono sempre il soccorso dell'arte.
Essendo la testa del feto la parte più importante d 'ogni
altra rispelto al travaglio del parto , sia perchè è la più so
. 63
lida e la più voluminosa ; sia perchè si presenta più di fre
quente all'orifizio dell'utero , ed offre bene spesso maggiori
difficoltà nell'attraversare gli stretti del bacino ; infine per
chè contiene il cervello, organo tanto delicato ed essenziale
per la vita del nascituro : così fa d'uopo primieramente co
noscere la forma, la struttura, le regioni, le dimensioni ed
i movimenti della medesima. '
: La testa del feto è composta di varie ossa unite insieme
per mezzo di membrane che permettono loro di avvicinarsi
a norma della capacità del bacino . Esaminata poi la testa
separata dal tronco , essa presenta pure la forma ovoidale,
ed ha in conseguenza due estremità , una delle quali è for
mata dalla parte superiore dell'occipite , detta perciò occi
pitale , che suole affacciarsi la prima'ogniqualvolta la testa
si trova in buona posizione ; l'altra è formata dal mento , e
vedesi tostochè, uscito il tronco del feto , la testa va ad im
pegnarsi nella pelvi. .
Le regioni della testa sono cinque: la regione superio
re o verticale , che incomincia dalla fronte e va all'occipite ;
la regione inferiore, o la base , dall'occipite al mento ; la
regione anteriore , o la faccia , che comprende tutte le parti
dal mento alla fronte ; ed ai lati della testa le regioni late
rali o temporali . Si rimarcano ancora la volta e la base .
La vôlta costituisce la parte superiore della testa ; essa è ca
pillata , più larga e rotonda, formata di varie ossa fra di lo
ro separate per mezzo di membrane, per cui suol essere ri
ducibile e può diminuirsi di volume fino ad un certo pun
to. La base che occupa la parte inferiore è appianata , non
chè formata di ossa solidamente fra loro unite, per cui essa
non è compressibile senza grave lesione delle parti che la
costituiscono.
Sulla volta della testa del feto si trovano le suture e le
fontanelle : tanto le une che le altre formano uno spazio
molle, membranoso; colla differenza , che le suture sono col
locate fra i margini delle ossa , mentre le fontanelle tro
vansi fra gli angoli, e risultano dall'incrocicchiamento delle
suture. Di queste, tre sono le principali ; cioè la sagittale ,
la coronale e l'occipitale . La sutura sagittale nasce dalmez
zo dell'osso frontale , e talvolta anche dalla radice del naso ;
allorchè l'osso frontale è diviso in due, taglia longitudinal
64
mente per mezzo la testa, e va a terminare all'occipite . La
sutura coronale va da una parietale all'altra , e taglia tras
versalmente la porzione anteriore della testa . La sutura oc
cipitale , detta eziandio lambdoidea , è quello spazio mem
branoso che, a guisa d 'arco, contorna la porzione superiore
dell'osso occipitale.
La levatrice dee inoltre conoscere due fontanelle : una
anteriore , l'altra posteriore. La fontanella anteriore, detta
anche bregma, ossia la grande, è formata dall'incrocicchia
mento della sutura sagittale colla coronale , e si distingue
dal luogo che occupa, dalla maggiore ampiezza e cedevolez
za, e dalla figura quadrangolare. Alcuni vogliono ammettere
in essa la pulsazione al momento del parto ; ma questo è
un errore , perchè sino a tanto che il feto sta nell'utero ,
e non respira la sua fontanella anteriore, non gode verun
movimento . La fontanella posteriore è formata dall'estre
mità posteriore della sutura sagittale, ove si congiunge col
la occipitale . I suoi segni caratteristici sono : l' essere più
piccola dell'altra , di figura triangolare, e situata sopra l'os
so occipitale . L 'uffizio delle suture e delle fontanelle è di
facilitare il parto, permettendo la compressione delle ossa
della testa , che possono perciò restringersi ed accavalcarsi
nell'attraversare la piccola pelvi. Inoltre dalle suture e dalle
fontanelle si giunge a conoscere che la parte presentata dal
feto è la testa , e quindi a determinare la direzione di essa
rispetto al bacino.
Onde calcolare il volume della testa del feto , e sapere
se sia adattato al bacino della madre , conviene che la leva
trice abbia un 'esatta cognizione delle distanze naturali dial
cuni punti della testa stessa , che chiamansi diametri, o di
mensioni, fra cui quattro sono i principali ed i più utili a
sapersi; cioè uno obbliquo , l'altro retto , il terzo perpendi
colare, ed il quarto trasversale . Il diametro obbliquo, od
occipito -mentale , od anche lungo , parte dal mento per fini
re alla fontanella posteriore; e conta circa cinque pollici. Il
diametro retto , od occipito -frontale , o medio , si estende dal
mezzo della fronte all'occipite ; ed importa quattro pollici .
Il diametro perpendicolare, o basio verticale ,va dalla som
mità della testa alla base del cranio ; ed ha quasi quatlro polli
ci. Il diametro trasversale , o biparietale , o piccolo , costi
.65
tuito da una linea che percorre da una protuberanza pa
rietale all'altra , supera i tre pollici. Tutti questi diametri
sono talvolta più grandi, talvolta più piccoli , specialmente
per la mobilità delle ossa del cranio ; ma se alcuno si ac
corcia , crescono proporzionatamente gli altri. Per rilevare
la misura dei detti diametri nell'atto del parto , servonsi gli
ostetrici di appositi strumenti, detti cefalometri. . in
Notabili sono altresì nella testa le due circonferenze :
una chiamata grande, che viene rappresentata da una linea
di tredici in quattordici pollici , condotta dalla radice del
naso lungo la sutura sagittale e per mezzo dell'occipite , e
dalla base del cranio fino al punto d 'ond' è partita ; la pic
cola circonferenza , partendo da un osso temporale , taglia
trasversalmente la testa lungo la sutura coronale, e termina
al suddetto osso, contando undici pollici di estensione.
La testa del feto può muoversi in ogni senso , ma non
sempre senza pericolo di lui, particolarmente quando i mo
vimenti sieno sforzati e troppo estesi . All'innanzi può pie
garsi in guisa , che il mento tocchi lo sterno ; può anche in
chinarsi abbastanza sui lati, senza che il feto ne soffra: ma
quando si rovescia all' indietro, può riuscir fatale, soprattut
to se rimane in tale stato lungo tempo. La testa:può ezian .
dio eseguire moti di rotazione sul tronco , ossia girarsi da
un lato all'altro; ma se il mento oltrepassa la spalla, il feto
soccombe in causa della torsione violenta , per cui potreb
bero slogarsi le vertebre cervicali , o soffrire la midolla spi
nale; circostanza da ricordarsi bene dalla levatrice nelle ope
razioni manuali del parto , onde non compromettere la vita
del fanciullo .
UT10 .

. Il diametro delle natiche e delle spalle importa d'ordi


nario ,nel feto giunto alla sua perfetta maturità , circa quat
tro pollici e mezzo, benchè può sotto il travaglio del parto
diminuirsi alquanto per la cedevolezza delle parti.
Non meno necessario è il sapere , che tanto le braccia
che le coscie del feto debbono sempre piegarsi secondo le lo
ro naturali articolazioni, e voltarle sulla superficie anteriore
del tronco; altrimenti si corre pericolo di lussare o di frat
turare le ossa degli arti, in ispecie dovendoli artifizialmen
te disimpegnare dal seno materno, troyandosi in cattiva po
sizione .
66
Sarà pure utile cosa per la levatrice il conoscere i cam
biamenti cuiva soggetta la circolazione del sangue fra la ma
dre ed il feto durante il travaglio del parto , ed in ispecie
dopo scolate le acque. Quindi appena l'utero simette in azio
ne onde espellere il feto , la capacità di lui si diminuisce
ad ogni contrazione; dal che nasce, che venendo compressi i
suoi vasi , e scemati di calibro , per conseguenza il sangue
scorre per essi più lento ed in minore quantità . Il medesimo
effetto , in ispecie ove le contrazionimanifestinsi molto ener
giche, succede nella placenta , le di cui cellule restano costi
pate fra le pareti uterine ed il corpo del feto : e lo stesso final
mente'accade nel cordone ombellicale per la pressione di lui
esercitata dalla testa contro le ossa del bacino ; e se le contra
zioni persistono, non solo si rallenta la circolazione del san
gue dalle arterie uterine alla placenta , e da questa al feto , ma
può perfino sospendersi del tutto ; il che però non può du
rar molto a lungo senza danno del medesimo, anzi senza la
sua morte. Questi pericoli poi sono più o meno , ed in pro
porzione della forza e durata della compressione , nonché
secondo lo sviluppo e la maturità del feto stesso ; e quindi
la circolazione del sangue fra questo e la madre si sospende
talvolta per un tempo più o meno lungo , senza che il ſeto
ne sia vittima ; oppure egli viene alla luce in uno stato di
morte apparente, conservando la suscettibilità d'essere richia
'mato in ' vita per mezzo di un pronto e confacente soccorso.
. In fine deesi ancora sapere, che la circolazione del san
gue propria al feto durante la gravidanza va soggetta a no
tabili cangiamenti dopo la nascita del medesimo, i quali di
pendono particolarmente dalla respirazione, che si stabilisce
nel feto per ordinario appena uscito dal seno materno. :

Del governo delle donne gravide.


: Essendo la gravidanza una funzione animale propria del
sesso femminile ,sembrerebbe ch 'ella non avesse mai d 'uopo
d 'alcun medico sussidio . Ma d 'altra parte considerando che
bene spesso la gestazione , se non è accompagnata da parti
colari complicazioni di diverse malattie , lo è però sempre
da molestie varie , che più o meno affliggono la gravida , e
la predispongono a risentire più sensibilmente l'impulso de
67

gli agenti esterni, causa di maggiori sconcerti e di funeste


conseguenze , soprattutto s'ella è malaticcia , di gracile co
stituzione, e non regolata nel suo modo di vita ; non si vede
come non possa esser utile , anzi necessario , l' assisterla ed
il guidarla convenientemente ad un felice risultato ; e ciò
tanto più , inquantoche spesso si è veduto che un ben rego
lato governo vale altresì a premunirla contro molte delle so
lite molestie, dalle quali sarebbe stata altrimenti angustiata.
Affinchè dunque le mammane , interrogate , sappiano
dare sani consigli , e nei casi di loro giurisdizione prestare
gli opportuni soccorsi , noi crediamo necessario di far co
noscere in che debba consistere questo governo, limitando
ci per altro ad alcune generali avvertenze, non potendosi
su tale argomento adottare alcun fisso sistema , giacchè il
governo della gravida dee variare secondo i casi ; secondo
cioè la costituzione fisica e le abitudini della donna , e se
condo le complicazioni di altri mali accompagnanti la sua
gravidanza. '
E primieramente fra le principali annoverasi quella di
non allontanarsi soverchiamente dal costume di vita abitua
le , tenendosi sempre fra i due estremi di esso.
I cibi delle donne gravide debbono essere nutrienti e
di facile digestione, specialmente dopo la metà della gravi
danza ;anzi in questo tempo, siccome l'utero elevandosi verso
lo stomaco ne disturba ed altera le funzioni, così tornereb
be salutare ch 'elleno si cibassero poco alla volta e di spesso ,
onde evitare il vomito e le indigestioni. Quando una donna
incinta desidera ardentemente dei cibi non buoni, come frut. . .
ta acerbe, insalate , carne o pesci salati, e simili, non le si de
ve assolutamente proibirne l'uso; non già perchè da ciò pos
sano derivare macchie o segnisul corpo del fanciullo rinchiu
so nel suo seno,ma per non inquietarla , e non esaltar mag
giormente con un mal inteso rifiuto la sensibilità di lei, già
abbastanza mobile per effetto della gravidanza ; tanto più ,
che quando lo stomaco appetisce vivamente qualche cibo ,
digerisce anche facilmente. Se i cibi desiderati poi fossero
decisamente perniciosi , o fossero sostanze affatto dannose ,
come la calce, il carbone, la creta , e simili; allora è d'uopo
assolutamente proibirli, e sorvegliare la donna, perchè non
68
ne faccia uso clandestino. Le gravide disposte ai deliquii ed
al vomito non dovrebbero rimanere lungo tempo alla mat
tina digiune ; siccom 'esse in generale sono anche dispen
sate dalle astinenze prescritte dalle leggi ecclesiastiche.
Le donne gravide possono usare di qualunque bevan -'
da fermentata , quali sono i vini, la birra , e simili altre ,
purchè lo stomaco le aggradisca , sieno di buona qualità , e
ne prendano moderatamente ; perchè tali bevande a poco a
poco predispongono alla pletora ed alle menorragie . Deb .
bono parimente astenersi con iscrupolo , per la stessa ra
gione, dai liquori spiritosi, come i rosolii, le acquavite , il
rhum , i vini forestieri, ec. Quelle donne poi che sono abi
tuate all'uso del caffè o del cioccolatte , possono in esso per
severare anche nel corso della gravidanza, però sempre con
cautela e riserva.
Il moto 'moderato a piedi ed all'aria libera, come pure
le facili occupazioni domestiche , riescono vantaggiose alle
gravide; ma tutti i moti e gli esercizii violenti e non abi
tuali, specialmente in principio ed agli ultimimesi della gra
vidanza, come le lunghe e protratte passeggiate , o corse in
vettura od a cavallo , l' alzare ed il portare dei grandi pesi,
le percosse , le cadute soprattutto sull'ipogastrio, i salti e le
danze prolungate, nonché i mestieri faticosi, sogliono bene
spesso dar luogo ad una serie di gravi inconvenienti, vale a
dire alle emorragie , ai parti prematuri, alle viziate posizioni
del feto , e simili ; ma d 'altra parte non meno dannosa rie
sce all' incinta la vita affatto inerte e pigra, passando molte
ore del giorno seduta lungi da qualunque corporale esercizio .
Il sonno è indispensabile al benessere delle gravide, e
possono abbandonarvisi più del solito ,ma non di soverchio .
Non è inoltre per loro indifferente il tempo del riposo. Quel
lo della notte è il più opportuno; egli dev 'essere metodico :
le lunghe veglie sogliono cagionare tristissimi effetti. Egli
è iufine necessario che l'incinta , riposando , cambi la posi
zione; che si alzi dal letto adagio e con cautela ; e che non
ponga mai li piedi nudi in terra, soprattutto nella stagione
rigida ed invernale.
I patemi d'animo in nessun altro momento della vita
possono alle donne riuscire nocevoli, quanto in quello della
gravidapza, essendochè elleno vi sono già predisposte, e più
69

sensibilmente li sentono. Sarà quindi utile uffizio delle leva


trici quello di allontanare da loro tutto ciò che potesse in
quietarle e promuovere in esse forti emozioni d'animo, sie
no d ' indole deprimenti od eccitanti , come grandi piaceri,
collera , rabbia , timore , tristezza , ec . ; procurando special
mente di rallegrare e sollevare lo spirito delle triste e me- '
lanconiche, e promettendo ad esse in ogni caso,a toglimen
to dei loro dubbii, un felice andamento ed esito del parto .
Ritenuto non essere la gravidanza una malattia , la don
na non ha perciò , nel corso di quella , bisogno d 'alcun me
dicamento ; e spesso può essere anzi pericoloso l'usarlo. Tut
tavia , ove la donna stessa lo desideri, o sia richiesto da par
ticolari circostanze , la levatrice ne lascierà la scelta al di
scernimento del medico; stando ciò fuori della sua sfera di
cognizioni, quindi del suo potere : per che illegittima e cri
minosa sarebbe l'opera che da lei si prestasse .
Le vesti delle donne incinte debbono essere in genere
più o meno pesanti , a norma della stagione , piuttosto lar
ghe e comode,onde impedire qualunque forte compressione
sulle mammelle e sul basso ventre : quindi debbonsi esclu
dere assolutamente i busti ed i corsaletti imbottiti e duri
della moda, le cinture, ed i vestimenti angusti e stretti. Que
ste maniere, suggerite dall' ambizione per rendere snello e
leggiero il corpo, e farne risaltare le parti, arrestano lo svi
luppo delle mammelle e le necessarie preparazioni dei ca
pezzoli, comprimono i visceri contenuti nell'addome, sſor
zandoli, con somma perturbazione delle loro funzioni, ora
ad ascendere verso il petto , ora a discendere; ed ostano final
mente allo sviluppo dell'utero e del feto : cause tutte dimolti
tristi accidenti e di parti immaturi . Ad evitare simili fune
sti sconcerti molto opportune sono le vesti sostenute dalle
spalle , i calzoni nel tempo d 'inverno , e le fascie ventrali ,
quando il ventre sia assai voluminoso , e pendente all'innanzi.
Rimasta la donna incinta , essendosi con ciò ottenuto lo
scopo del matrimonio , ella non dovrebbe prestarsi ulterior
mente ai doveri dal medesimo imposti, specialmente essendo
di gracile e sensibile costituzione, o nei primied ultimime
si della gravidanza. Ciò nonpertanto non potendosi nè pre
scrivere , nè sperare una tale astinenza da tutte le donne ,
a loro si raccomanda alıneno , e a quelle specialmente che
70
sono soggette a prolasso d'utero, od all'aborto periodico , di
usare il marito con moderazione.
Tutte le escrezioni naturali debbono nelle gravide ef
fettuarsi con prontezza e facilità . La costipazione dell'alvo
e la ritenzione d 'orina alquanto protratte possono cagionare
gravi sconcerti ; però si avvertano le incinte di ubbidire sem
pre prontamente alle sollecitazioni della natura, e si facili
tino e promuovano coi mezzi dell'arte le evacuazioni diffi
cili, o interamente soppresse.
Saggio consiglio sarà quello di sottrarre dalla vista del
la gravida tutti gli oggetti deformi e schifosi, e le cose tutte
che potessero eccitare in lei degli strani appetiti. Impercioc
chè, sebbene le mostruosità dei feti , considerati quali per
fette rappresentanze di altri simili oggetti veduti, o d'insorli
desiderii non soddisfatti, sieno una merce vendutaci dal pre
giudizio e dall'ignoranza; è però vero d'altronde, che i tra
viamenti della immaginazione possono così talvolta turbare
le funzioni fisiche della madre , e quindi anche quelle del
feto , che vive con lei una vita comune, da dar motivo a gra
vi alterazioni nell'organismo del feto stesso. .
La mondezza del corpo nelle donne gravide è uno dei
mezzi principali per conservare la salute , e prevenire non
poche molestie . Quindi dovranno esse lavarsi sovente con
una spugna imbevuta d'acqua tepida tutte le parti , e spe.
cialmente le. genitali; pettinarsi i capelli, e cambiare i panni
lini, bene asciutti e riscaldati. Anche le mammelle domanda
no una cura particolare, specialmente ove i capezzoli sieno
così corti , infossati e gracili da rendere malagevole od an
che impossibile l'allattamento . Si sana un tale difetto , che os
servasi più di frequente nelle primipare, collo stirarli o fre
garli dolcemente con due dita più volte al giorno dell'ulti
mo mese della gravidanza ; o, se ciò non bastasse , si fanno
emungere naturalmente da adattata persona,od artifizialmen
te col poppatojo . Si rimedia poi in parte alla soverchia de
licatezza della loro cuticola mediante fomenti corroboranti
d 'acqua combinata collo spirito di vino , coll'acqua di Co
logna, e simili.
L 'esame si interno che esterno delle parti genitali della
gravida si dovrà indispensabilmente praticare in tutte le don
ue, soprattutto nelle primipare, dieci o quattordici giorni
71
prima del parto , onde acquistare la più esatta cognizione in
torno al loro stato attuale, ed apprestare ai difetti i conve
nienti rimedii.
Della cura di alcune malattie delle gravide.
Altrove ho avvertito come la maggior parte delle donne
nei diversi periodi della gravidanza possono essere molestate
da molti e gravi incomodi, quasi tutti nascenti direttamente
dalla gravidanza medesima. Nel principio infatti di questa
essi provengono dall'aumentata sensibilità di tutto il sistema
nervoso e vascolare, e particolarmente dall'utero, a cagione
dello stimolo da esso sofferto per la presenza dell'uovo fe
condato , e per la maggior quantità di sangue che vi afflui
sce: nel progresso della gestazione dall'accresciuto volume e
dal cambiamento di sito dell'utero , per cui esso viene ad
esercitare delle pressionisui principali vasi sanguigni,sui lin
fatici , sui visceri circonvicin ui nnervi
?i,, ee ssui del basso ventre .
e que
o anch alun ue io intendo tener qui solamente di
Di tali incomodiadunq
scorso , ed anche nell'unico caso che emergessero soverchia
mente molesti ; del rimanente , la tolleranza e la pazienza
ne sono il vero farmaco , e più salutare. Quelli poi che met
tessero in dubbio la vita della madre e del feto, come pure
le altre accidentali malattie che possono insorgere anche
nello stato di vacuità , ed alle quali le donne sono più pre
disposte per quello di gravidanza; domandano esclusivamente
ed immediatamente la cura d 'un medico o d'un chirurgo.
La levatrice quindi è autorizzata a prestare l'opera sua
nei soli casi seguenti : nell' inappetenza , nel vomito , nella
stitichezza , negli stiramenti dolorosi ai lombi, alle coscie
ed agl' inguini, nelle emorroidi, nelle varici e negli edemi
degli arti , nella ritenzione ed incontinenza d' orina , ed in
alcune affezioni delle mammelle.
L ’ inappelenza è una delle solite molestie che si mani
festano talvolta sino dai primi giornidella gravidanza , in cui
molte donne hanno pei cibi in generale un' assoluta indif
ferenza ; altre invece provaņo dei gusti affatto differenti da
quelli di prima , e i più bizzarri. Siccome poi tale molestia
d 'ordinario dipende simpaticamente dalla gravidanza , e suol
ine eccez
mantenersi soltanto nei primi mesi, meno alcune eccezioni,
72
senza disturbare il benessere universale della donna; così il
soccorso della levatrice dovrà limitarsi a raccomandare alla
gravida alimenti semplici e di facile digestione, presi in pic
cola quantità , ma di spesso , un moderato esercizio , l'uso di

di un infuso di tiglio , o di camomilla . Se, ciò non ostante ,


persistesse l' inappetenza con evidente detrimento della sa
lute della donna,allora si dovrà subito ricorrere al medico .
Nel caso poi che la donna avesse appetiti depravati ed
insaziabili di cose le più strane ed insalubri, la levatrice , ove
le sostanze non sieno assolutamente nocive, permetterà l'uso
moderato di esse; tanto più , che simili desiderii diminuiscono
coll'inoltrarsi della gravidanza , e raramente oltrepassano il
quarto mese. Nel caso contrario cercherà di convincerla con
buone ragioni dell'errore di lei e di quello del volgo, che cre
de pregiudizievole alla salute della madre ed allo sviluppo
del feto il non secondare questi appetiti. Anche in tal caso
gioverà alla gravida una dieta parca , semplice e sana , un
moderato esercizio , le occupazioni familiari , e l'attività dei
visceri escretorii. Se poi, ad onta di tali sani suggerimenti ,
la gravida persistesse ne' suoi desiderii , l'assistenza medica
può talvolta riuscire vantaggiosa .
La pausea ed il vomito sogliono pure di sovente appa
lesarsi fino dai primi giorni della concezione, e cessano quin
di da per sè stessi dopo il quarto mese . Questi due accidenti
possono dipendere tanto dalla gravidanza , si per simpatia ,
che per la meccanica compressione dell'utero gravido; e pos
sono essere eziandio provocati da altre cause a quella stra
niere. In tutti i casi di vomito il regime dietetico costitui
sce la parte essenziale della cura ; e quindi le donne debbono
far uso di cibi putrienti e in piccola quantità , esercitarsi in
un moderato movimento all'aria aperta , in campagna : uti
lissimisono i clisteri ammollienti e calmanti, i thè aromati
ci, e talvolta un cucchiajo di magnesia sciolta nell'acqua.
Spetta al giudizio del medico di frenare il vomito continuo
e pertinace, accompagnato da spessi e violenti sforzi.
La stitichezza o la costipazione dei visceri escrelorii è
un accidente assai comune nelle donne gravide, le quali tal
volta non evacuano le materie fecali che dopo olto o dieci
giorni, specialmente verso gli ultimi tempi, a motivo della
73
maggior pressione esercitata dall'utero gravido sugl'intestini,
e sull'arcata del retto . Oltre ai perturbamenti di salute che
la gravida può sofferire dal soggiorno protratto di queste
materie entro i visceri, essa corre par anco il pericolo , che
sotto gli sforzi fatti per espellerle venga sollecitata l'azione
dell'utero intempestivamente, e provocato l'aborto . Si pre
vengono tali accidenti con una dieta adattata , da osservarsi
in tutto il corso della gravidanza , consistente in erbe e frut
ta acidule ben cotte , come acetosella , spinaci, poma, ec.: buo
ne sono inoltre le fragole, le ciliegie , l' uva; ed ottimi i cli
steri ammollienti purgativi, composti d 'una decozione dimal
va , o d 'altea, o di crusca , o di semplice acqua tepida , avva
lorata da due o tre cucchiai d ' olio comune o di mandorle .
Non deesi mai trascurare un moto moderato ed all'aria li
bera . Se, ad onta di ciò , la slitichezza persistesse , e per le
feci indurite nell'intestino insorgessero fenomenimolto al
larmanti , la levatrice farà chiamare un medico : ad essa è
vietato il prescrivere purganti resinosi,catartici e drastici, i
quali facilmente sogliono provocare l'aborto .
La difficoltà o la soppressione dell'orina osservasi fre
quentemente nelle donne gravide, tanto nei primimesi di
gestazione, come negli ultimi; e vien prodotta per lo più
dalla pressione esercitata dall'utero sul collo della vescica.
In tale stato la donna prova un continuo prurito di orina
re, ed orina sovente , ma poco alla volta , con dolori, e non
quanto basta perchè la vescica si vuoti ; la quale perciò di
mano in mano si estende e si gonfia per l'accumulamento
di nuovo fluido, producendo disordini locali ed universali ,
con più o meno pericolo della madre e del feto. A prevenire
i quali disordini la gravida avvertirà di non trattenere le orine
lungamente,ma di evacuarle tostochè ilbisogno lo domandi;
e sulla regione ipogastrica si applicheranno dei fomenti tepi
di od ammollienti. Ciò può sanare in parte il difetto. Gio
va inoltre collocare la donna supina su d 'un letto , colle na
tiche piuttosto elevate , sostenendo il basso ventre con le ma
ni, o con apposita fascia ; oppure, introdotte alcune dita nella
vagina, spingere l'utero dalla sinfisi del pube verso il sacro.
Se le circostanze particolari richiedessero la siringazione ,
e la levatrice non potesse o non sapesse eseguirla , si chia
merà un chirurgo .
74
L 'incontinenza o lo spandimento involontario dell' ori-
na spesse volte ha luogo negli ultimitre mesi della gestazio
ne, e particolarmente quando le donne stanno in piedi, ve
nendo prodotta dall' utero , che premendo sul fondo della
vescica , ne diminuisce la capacità , e dà motivo ad un tale
incomodo. Esso però non è pericoloso , e si riduce solo al
dispiacere che provano le gravide dal sentirsi ad ogni mo
mento bagnate . La guarigione radicale non è possibile du
rante la gravidanza , perchè non può allontanarsene la cau
sa . Palliativamente si medica facendo accumulare un poco
più l' orina nella vescica , collocando la donna a letto colle
natiche elevate , e sostenendo l'addome, onde impedire la
gravitazione dell' utero sulla vescica stessa. Quella che non
amasse di starsene a letto ,ma invece volessemuoversi e cam
minare , potrà far uso di una spugna, o d'altro apposito or
digno, da applicarsi innanzi la vulva , e debitamente soste
nersi e vuotarsi, secondo il bisogno .
L ' edema delle gambe , delle coscie e delle labbra pu
dende è una malattia molto frequente nella gravidanza, so
prattutto negli ultimi mesi.
La pressione dell'utero sopra i vasi linfatici del basso
ventre e della pelvi, in ispecie quando è assai disteso per
un feto voluminoso , o per più feti, o per molte acque, e la
donna sia d'un temperamento cachettico , l'impedita circola
zione della linfa deesi considerare qual prima causa di que
sta infiltrazione sierosa nel tessuto cellulare sottocutaneo .
Questo accidente è facile a riconoscersi dalla gonfiezza mol
le , quasi indolente , pallida, trasparente, impressionabile , e
lentamente elastica. L 'edema, quando è leggiero, non suole
comunemente recare altro disturbo, che la difficoltà di cam
minare : esso non isvanisce che dopo tolta la causa ; vale a
dire dopo il parto .
Le seguenti prescrizioni valgono a diminuire le mole
stie, e a rallentarne i progressi durante la gravidanza. In ge .
nerale , una dieta moderata e corroborante , cordiali atti a sos
tenere le forze generali , e ad attivare il sistema assorbente ;
alla qual cosa contribuisce specialmente la donna collo star
meno che sia possibile in piedi, e coll'astenersi da ogni la
voro faticoso. In particolare sono utili le fregagioni lungo gli
arti inferiori, eseguite con flanella asciutta , od impregnata
75
del vapore di sostanze aromatiche. Ma quando la malattia
in discorso si sviluppa al principio della gravidanza , e con
tinua con questa di pari passo ad aumentarsi, e giunge ad
interessare la cavità del petto o del ventre, cosicchè la don
na o non possa condurre a termine la gravidanza,o il possa ,
ma con somma difficoltà ; la levatrice deve allora lasciare la
cura a chi può meglio apprestarla , cioè al medico.
Le varici sono tumori più o meno voluminosi, formati ,
dalla dilatazione di qualche vena ingorgata , e manifestan
tisi il più delle volte negli ultimi mesi della gravidanza .
Questa malattia è prodotta dalla compressione dell'utero, du
rante la gestazione, sulle vene iliache; per cui rendesi più
o meno difficile il ritorno per quelle del sangue dalle parti
inferiori. Le varici, oltr 'essere incomode e moleste alla don
na, possono, rompendosi , cagionare pericolose emorragie e
piaghe refrattarie a qualunque medicazione.
Egli èe impossibile
el di
intottenere
cialuna
m cura radicale delle va
der chla gravidanza,
rici durante pe
; e qu : sspecialmente se sono di vecchia
data , od abituali ; e quindi l'assistenza della levatrice non
può essere che palliativa , cioè diretta soltanto a diminuire
gl' incomodi, ed a prevenire lo scoppio dei tumori. A tale ef
fetto conviene mantenere libero il ventre della gravida coi
lavativi, soprattutto quando è stitico ; la dieta sarà frugale ;
la donna eviterà, per quanto è possibile , lo starsene in piedi;
piuttosto collocherassi di tempo in tempo a letto , e sem .
pre sul lato affetto, onde scemare in questo la pressione del
l'utero. Allorchè le varici sono voluminose , bisogna cingere
la coscia e la gamba, ove esistono, con fascie strette, circo
lari, incominciando sempre dalla parte inferiore , e termi
nando due dita al di sopra dei tumori : le fascie debbono
prima bagnarsi in una decozione aromatica od in acquavi
te , e si rinnovano alla mattina , allorchè siansi rallentate .
Commendevole è poi sopra ogni altra cosa la calza espul
siva di pelle , convenientemente adattata alla parte , e da strin
gersi sempre più con apposita allacciatura ogni dieci o quat
tordici giorni. Non deesi in generale aprire le varici colla
lancetta , poichè una pericolosa emorragia ne sarebbe la con .
seguenza.
Le emorroidi sono piccoli tumoretti intorno l'ano , che
più di frequente sviluppansi nelle gravide. La maggior com
76
pressione che l'utero esercita in quest'epoca sopra i vasi del
l' intestino retto è la causa più comune di tale malattia . Le
emorroidi altre sono visibili, ed altre sono occulte ; quindi
si dividono in esterne ed interne: inoltre esse possono es
sere fluenti e non fluenti , secondochè gettano sangue, o no.
Questi tumori nelle donne gravide sono un 'affezione pura
mente locale , giacchè essi limitansi all'ano ed al retto , e
quindi locali e leggieri sogliono pur essere anche i loro
sintomi: vale a dire, l'ammalata non può camminare, nè sta
re in piedi, nè sedere, senza provare dolori, soprattutto quan
do è per evacuare le materie fecali ; i quali dolori talvol
ta sono sì forti da cagionare una febbre più o meno ga
gliarda , e provocare perfino l'aborto . La cura quindi varia
secondo le circostanze;mentre essendo le emorroidi in leg
gier grado , comunemente non esigono che rimedii topici,
come burro fresco o la pomata di semifreddi, clisteri e te
pidi fomenti di sostanze ammollienti , cataplasmi di pane
e latte, e vapori di liquidi analoghi , ai quali si espone la
donna collocandola sopra un sedile bucherato . La dieta do
vrà essere moderata. L 'uso locale dell'acqua fredda doman
da molta cautela. Il soccorso di un medico ostetrico sarà ne
cessario allorchè le emorroidi reagissero ostinatamente con
tro l'azione dei rimedii apprestati.
Le donne gravide accusano sovente dolori ai lombi, agli
inguini ed alle coscie , talora fortissimi, e stimolanti perfino
l'aborto . Essi sogliono prorompere in due epoche diverse ;
cioè verso il terzo mese , e nella fine della gravidanza. Nel
la prima epoca sembrano dipendere piuttosto dall' ingorgo
dei legamenti uterini; nella seconda dallo stiramento dei
detti legamenti, e dalla compressione dell'utero sopra i ner
vi sacri e crurali. Simili dolori aumentansi allorchè le don
ne cambiano posizione, o camminano ; diminuiscono , e spa
riscono bene spesso affatto , quando si mettono in riposo, o
stanno per qualche tempo in posizione orizzontale , special
mente quelli delle coscie, che di rado ne vengono tutte due
affette. Per ordinario questi dolori continuano sino dopo il
parto , e per essi è inefficace qualunque medicamento . Se
la levatrice sarà domandata di consiglio , ella potrà sug
gerire alla gravida una dieta parca e regolare , lo starse
ne meno che sia possibile in piedi, l'applicazione dei lava
' 77
tivi ammollienti : del resto, essi sono di piena attribuzione
del medico .
Le solite alterazioni delle mammelle in tempo della gra
vidanza dipendono dal rapporto simpatico ch'esiste fra esse
e l' utero ; le quali , e soprattutto la tumefazione ed il dolo
re, stanno in proporzione dell'epoca della gravidanza stessa ,
e ne sono una necessaria conseguenza, perchè, a norma che
quella s'avanza, la natura dirige alle mammelle copia sempre
maggiore di fluido , onde disporle alla secrezione del latte .
Se questi incomodi sono leggieri, come mostransi ordina
riamente, basterà che la incinta non istringa troppo gli abi
ti, e si guardi dall' urtare col seno contro qualunque corpo
solido ; poichè altrimenti si aumenterebbe il dolore locale ,
e potrebbe aver luogo l'ingorgo. di qualche glandola , che
infiammerebbe dopo il parto , passerebbe alla suppurazione,
e diverrebbe in seguito il germe d 'uno scirro. Se i capez
zoli fossero gracili ed ipfossati , cosicchè riuscisse difficile
al fanciullo il poppamento , cerchi la gravida possibilmente
di titillarsi colle dita più volte al giorno; e dove ciò non ba
stasse , li faccia emungere dalle labbra di sana persona, od
artificialmente dal poppatojo . I cappelletti, od anelli di gom
ma elastica , mantengono in seguito i capezzoli sporgenti ;
e si prevengono le loro escoriazioni e screpolature esponen
doli più volte all'aria nell'ultimo mese della gravidanza , o
bagnandoli con un cencio molle di acqua mista ad un po 'di
spirito di vino, od acqua di Cologna. Crver
Le perdite di sangue , soprattutto dalle parti genitali, av
vengono bene spesso nelle donne gravide , robuste ; giova
ni, pletoriche, abituate a copiose menstruazioni, e tenenti
modo di vita irregolare . Dal che risulta essere quest 'acci
dente il più delle volte una straordinaria comparsa del flusso
menstruo, apzichè una vera emorragia , di cui si terrà parola
in altro luogo ; e, sotto un tale aspetto , simile fenomeno, spe
cialmente dopo quello che si è detto parlando della menstrua
zione e delle sue irregolarità , non può dar sufficiente motivo
di grande osservazione. Ma dov'egli si appalesi sotto condi
zioni svantaggiose, e la donna sia dotata di forte costituzione,
irritabile, ed inclinata all'aborto, correndovi pericolo ch' es
so possa sollecitar la natura già predisposta a liberarsi dallo
stimolo cagionato dal prodotto del concepimento,non méltasi
78
più tempo in mezzo, e diasimano quanto primaad una cura
conveniente. Perciò la levatrice, dopo la più esatta esplora
zione, cioè dopo aver conosciuto l'indole, la quantità e la du
rata della perdita , nonchè lo stalo generale e locale della
donna, potrà nei casi miti, lasciando al medico i più gravi,
prestare i seguentitrsoccorsi.
aze SofeDovrà,
ina lice prima di tutto , incorag
giare la donna, e tranquillizzarne l'animo colla promessa che
non si tratta che di una semplice menstruazione, la quale
terminerà in breve tempo felicemente ; la esorterà ad evita
re tutti i moti ed i lavori faticosi, a starsene per alcuni gior
nirin letto supina , colle natiche alquanto sollevate , poco
coperta , ed in una fresca atmosfera ; alla donna di robusta
.costituzione prescriverà una dieta sana ed austera , cibi non
troppo caldi,bibite da prendersi poco alla volta, affatto fred
de, acidule, come le acque di limone, d 'arancio , l'acqua con
aceto , le semate: le converranno inoltre i clisteri ammollien
ti. La dieta d 'unadonna debole ed estenuata sarà egualmente
parca,ma nutriente ; le bibitemoderatamente eccitanti e tie
pide, come buoni brodi, caffè , vini generosi, e thè di menta
o di melissa . ; . . cn
L ' , L 'utero , premendo sull'aorta addominale, è ben di fre
quente la causa della sincope e dello svenimento . Le donne
delicale, nervose e deboli , allorchè sono incinte , sogliono
essere sopraffatte da simili accidenti per la più leggiera cau
sa , e specialmente per forti passioni d 'animo. Nel tempo del
l' accesso la donna dovrà tosto collocarsi supina , e discio
gliersi le cinture ed i vestiti; indi le si appresterà alle narici
dell'aceto o dell'ammoniaca , le si spruzzerà dell'acqua fred
da sul viso , e si praticheranno delle frizioni su tutto il corpo
e lungo le estremità. Tal cura è spesse volte sufficiente, quan
do il grado della sincope e dello svenimento è leggiero ; ove
sia egli pertinace, e tardi la donna a rinvenire, sarà neces
saria l'opera del medico.“
Dell'esplorazione ostetrica.
Per esplorazione s'intende in generale quell'atto oste
trico destinato a rilevare,mediante opportuni mezzi, lo stato
di tutte quelle parti della donna che possono interessare la
concezione, la gravidanza, il parto ed il puerperio . Essa suole
anche chiamarsi esame, toccamento , o riscontro.
- 79
Questa operazione fu sempremai a buon diritto riguar
data comeuna parte essenziale e necessaria nella pratica oste
trica, perchè offre in alcune circostanze l'unico mezzo di cui
la levatrice può prevalersi , e non di rado essa ' le presenta
una guida sicura e vantaggiosa nelle sue operazioni. Ed in
fatti coll' esame soglionsi dissipare i dubbii sullo stato della
donna , sia in tempo di vacuità , di gravidanza, di parto , o
di puerperio ; esso decide in tutti i casi legali, mettendo il
rispettivo tribunale in chiaro sul fatto ; esso dirige esclusiva
mente le cure chirurgiche nelle locali malattie delle parti
genitali; in fine esso addita la condotta ostetrica d 'abbracciarsi
nei diversi casi di parto , dalla quale bene spesso dipende la
salute di uno o più individui , e la loro vita . Da tutto ciò
risulta , che una levatrice: la quale non si trovasse in pieno
possesso ed abilità nel riscontro , essendo questa la parte prin
cipale delle sue incumbenze, non solo non può esser utile,
ma anzi essa dee venir fatale all'umanità , compromeltendo
sì anche bene spesso la propria fama e riputazione. . .
Ma d'altra parte , per dire il vero, questo esame non è
sempre facile : esso molte volte riesce imperfetto e fallace ; tal
ora anche senza colpa della levatrice, sia per la ristrettezza ed
oscurità dell'interno della pelvi; sia per le moltiplici altera
zioni delle parti, trovandosi più o meno alte , e perciò diffi
cili a toccarsi; sia per la inquietudine ed indisposizione del
la donna stessa ; infine per la poca pratica e le poche cogni
zioni che hanno per ordinario le principianti, le quali d’al
tronde non possono far uso d'altro mezzo o senso per otte
nere i necessarii lumi e rischiarimenti in proposito . Quindi
le levatrici, che intendono di esercitare un giorno con van
taggio e decoro la loro professione, dovranno darsi tutta la
possibile premura , ed approfittare d 'ogni occasione per esa -.
minare le donne , sieno gravide o partorienti o puerpere,
nonchè in tempo di vacuità ; ciocchè in parte può farsi nel
le pubbliche Cliniche d ' ostetricia , e sotto la direzione e l'in
segnamento del rispettivo Professore ; e soltanto in questa
maniera può la mammana acquistarsi col tempo un tatto si
fino , come avesse l'occhio sulle dita esploratrici, ossia il cosi
detto sensorio dellarte; requisito essenzialmente nella me
desima ricercato ed apprezzato.
L 'esplorazione ostetrica si divide:
80

In quanto all'epoca in cui si pratica : nello stato di va - ..


cuità , nella gravidanza , durante il parto , e dopo il parto .
In quanto al sito od alla collocazione delle parti da esa
minarsi nel riscontro interno ed esterno.
In quanto alla positura da darsi alla donna esaminandola ,
cioè stándo in piedi, o 'seduta , o coricata supina a letto , o
adagiata sulle ginocchia o sui gomiti.
: In quanto ai mezzi che si adoperano nell' esame, cioè
uno o più dita , la mano , gli stromenti, la vista , l'udito , e
le interrogazioni. . .
Nello stato di vacuità potrebbe indagarsi: se la donna sia
tuttora vergine o deflorata , o se abbia partorito ; la conforma
zione delle parti genitali , onde decidere sulla capacità di
prolificare e partorire ; infine l'indole delle malattie degli or
gani situati fuori o dentro della pelvi. . .
Durante la gravidanza si esamina per confermarla , e per
istabilire l'epoca, s'è vera o falsa , uterina od extra-uterina ,
semplice o composta ; se le parti genitali molli e dure sie
no bene o mal conformate , qual possa essere la situazione
del feto nell'utero, e se sia vivo : in caso che si manifestasse
ro accidenti, verificare se l'aborto o il parto anticipato sieno
o no per succedere. . . .
Nel tempo del parto,se sia imminente o lontano, ed in
qual periodo si trovi; se le doglie sieno vere o false o miste ;
se il parto sia per effettuarsi presto o tardi; se sia regolare
od irregolare , naturale od artificiale , con pericolo del fe
to o della madre, o di entrambi; se il parto prometta di es
ser semplice o composto , o d'una mola ; quale sia la disposi
zione delle parti molli, e specialmente della bocca dell'ute
ro ; se il sacco delle acque è intero , o già rotto ; quante e
quali sieno le acque uscite ; qual sia la parte presentata del
feto , ed in quale posizione; s'egli sia vivo o morto ; infine qual
sia lo stato generale della partoriente , e qual partito con
venga nelle diverse complicazioni.
Dopo il parto deesi esplorare il feto , per vedere s' è vi
vo , o s' è apparentemente o realmente morto ; s' è bene svi.
luppato , e senza vizii di conformazione. Sulla puerpera si
deve esaminare se siavi un altro feto, o mola , od altro cor
po nell'utero ; se la placenta sia per istaccarsi , o staccata ,
od uscita intiera, e colle membrane; se l'utero sia in buono
81

stato ; se le parti genitali abbiano sofferto lesioni; se la puer


pera è minacciata da accidenti funesti ; infine, se la donna
si è altra volta sgravata d'un altro feto , e da quanto tempo.
Per esplorazione esterna s' intende quella in cui i re
lativi mezzi vengono applicati sopra la superficie esterna del
corpo della donna, esaminando le mammelle , il basso ven
tre , la pelvi, nonchè le parti pudende esterne. Per riscon
tro interno comprendesi quell' esame, in cui li detti mezzi
vengono introdotti nella vagina o nell'intestino retto , per
rilevare lo stato di tutte le parti contenute nell'utero e nel
la pelvi; inoltre per accertarsi della conformazione di questo
canale, nonché della natura e forza delle doglie. Egli è utile
precetto dell'arte d' instituire sempre prima l' esplorazione
esterna. Non bastando questa allo scopo, s'instituisce l'inter
na; e soltanto praticando ambedue i metodi suol dichiararsi
l' esame perfetto : per cui d 'ordinario , e soprattutto nei casi
di qualche conseguenza , non deesi giammai pronunciare un
assoluto parere senza il riscontro interno.
La positura della donna in piedi è , senz'altro , la ma
niera la più comune, ed in molte circostanze la preferibile ,
attesochè può intraprendersi ad ogni istante ed in qualun
que luogo, e perchè nella detta situazione l'utero e le parti
in esso contenute si abbassano vie maggiormente nella pel
vi, per cui si arriva più facilmente a toccarle è a distinguer
le ; e quindi suole prescriversi in tutte le donne sane e for
ti, sia nello stato di vacuità , oppure incinte a qualunque
epoca , nonchè al principio del travaglio del parto. Al qual
fine la donna sta appoggiata col dorso alla sponda del letto ,
od al muro, o ad altro corpo solido , piegata col tronco al
quanto in avanti , onde rilassare i muscoli addominali , e
colle coscie allargate; la levatrice s'inginocchia vicino ed in
nanzi alla donna, per lo più col ginocchio sinistro se esplo
ra colla mano destra, e viceversa ; acquistando in tal guisa il
vantaggio di appoggiare il cubito sul ginocchio piegato per
sostenerlo . Dopo di che, l'altra mano s'applica sul ventre di
lei per fermare l'utero , nonchè dargli quella pressione e in
clinazione che occorressero ; la mano esploratrice si porta
a guisa di coltello per di sotto , senza rialzare le vesti fra
le coscie , e verso il mezzo delle grandi labbra , allontanan
dole alquanto e dolcemente colle estremità delle dita pollice
82
e medio , nelmentre che s' insinua l' indice unto primiera
mente diburro nella vagina, senza comprendere alcun pelo ,
e piano si ascende lungo l'asse di questo canale , finchè si
arriva a toccare la bocca dell'utero e le altre parti da inda
garsi , facendo moti laterali e mezzi giri collo stesso dito a
destra ed a sinistra ; coll'avvertenza, che il dorso della mano
guardi l'osso sacro , mentre il pollice va posto sul pube, e
le altre dita si estendono lungo il perineo. Operando in que
sto modo , s' innalza il perineo , e si diminuisce nel tempo
stesso la profondilà della vagina, per cui il dito arriva più
in alto . Nel caso che il collo dell'utero si trovi assai incli
nato all' indietro , esso suole molto più facilmente toccarsi
voltando l'indice già introdotto colla sua faccia palmare verso
l'osso sacro.
La seconda positura , stando cioè la donna collocata sul
letto o sofà supina, dee riguardarsi come la più comoda; essa
suol essere praticata nelle donne deboli, ammalate , sogget
te agli spasmi, ai deliquii, alle convulsioni, emorragie, proci
denze d'utero o di vagina, essendo la pelvi ampia , ed il ven
tre assai pendente all'innanzi ; nel ricercare l'altezza del
fondo dell'utero durante la gestazione , per distinguere e
sentire il feto contenuto ; infine nel caso che minacciasse
l'aborto. Riconosciuta la necessità di questa posizione, si fa
giacere la donna vicino alla sponda del letto o sofà , tenen
dola coperta come esige la decenza , però colle ginocchia ele
vate ad angolo acuto , e colle coscie alquanto divaricate , ed
avvicinate all'addome. Ciò fatto , la levatrice prende il suo
posto in piedi al lato corrispondente della donna, adoperan
do eziandio la mano destra,se la donna si trova sulla sponda
dritta ; o diversamente , se fosse sulla sinistra . Tutto il ri
manente va eseguito come nella prima posizione. Giova os
servare, che presso noi in Italia generalmente la positura in
fianco suol preferirsi soltanto qualora l'utero o la testa del
feto si trovino deviati verso degl' ilei , onde ricondurre la
parte all' asse della pelvi.
La terza posizione , ossia stando la donna seduta sopra
una seggiola o poltrona , od anche trasversalmente sopra il
letto, è una situazione poco comoda, ma che dovrà tuttavia
scegliersi essendo la parte presentata molto alta , e la donna
stentando a coricarsi bassa col petto, per la mancanza dire
83 ,

spiro od altri sconcerti, come succede nelle idropiche, asma


tiche, gobbe, pletoriche, grasse, o affette da acute malattie
polmonari ; così pure ogniqualvolta si dovrà introdurre tutta
la mano nella vagina per eseguire un semplice esame, o
qualche operazione ostetrica. In conseguenza, dovendo la le
vatrice servirsi di questa posizione, il letto è da preferirsi
per le ragioni che saranno indicate a tempo opportuno.
Collocata la donna trasversalmente sul letto in modo che
le natiche vengano sulla sponda del medesimo, innanzialla
quale si mettono due sedie di conveniente altezza per ap
poggiarvi sopra i piedi ; fra queste la mammana può starse
ne o seduta o inginocchiata , a norma delle circostanze del
caso , dell'altezza del letto , o dell'abitudine della levatrice,
tenendo il tronco della donna sostenuto con guanciali , od
altro , a piano inclinato , nonchè essa ed i suoi piedi, oc
correndo .
Il collocare la donna sopra i cubiti e le ginocchia , os
sia boccone, è la posizione la più rara, e nello stesso tempo
la più incomoda; tuttavia suol praticarsi qualora la bocca del
l' utero o la testa del feto sia deviata perfettamente verso il
pube, per cui non possano altrimenti toccarsi,meno ancora
rimediarsi. Volendo per altro prevalersi di questa posizione,
la donna dee collocarsi col corpo prono sul letto o sofà, so
pra i gomiti, colle ginocchia piegate ad angolo acuto, e col
petto sostenuto da assistenti, o meglio da guanciali: la mam
mana eseguisce l'esplorazione in piedi e dalla parte delle
natiche, senza scoprirle , poggiando, mentre introduce l'in
dice in vagina, il pollice sul coccige, e le altre dita sul pe- .
rineó ed ai lati delle labbra pudende.
I mezzi che sogliono adoperarsi nelle esplorazioni oste
triche variano secondo le particolari circostanze del caso :
per cui essi debbonsi scegliere dietro precise e ragionevoli
indicazioni; altrimenti un tal esame può riuscire inutile, su
perfluo, e talvolta anche dannoso .
Per solito le prime investigazioni o ricerche si fanno
mediante opportune ed adattate domande dirette alla stessa
donna, od a chi può rendere conto in proposito. Con que
ste ricerche si acquistano bene spesso notabili schiarimenti,
diviensi più famigliare colla donna , e quindi si ottiene più
facilmente la confidenza di lei. Non ottenendo lumi suſti
84
cienti con questo mezzo, si passa ad osservare colla vista la
forma, il volume, e la relativa condizione di tutte quelle
parti esterne del corpo della donna, che possono avere qual
che relazione od interesse collo stato attuale della medesi
ma. Non meno la vista , adoperandola per rilevare le forme
esterne , come anche la costituzione fisica del corpo della
donna, ed in particolare quella che presenta la pelvi al di
fuori, può riguardarsi qual mezzo importante e di sufficiente
sicurezza per esternare un parere in proposito .
. . Anche l'udito suolsi oggidi impiegare durante la gravi
danza, per rilevare ed accertarsi non solo della vita del feto ,
ma eziandio dello stato della donna. Quest'ascoltazione può
essere mediata (collo stetescopio ), od inmediata adoperan
do l'orecchio nudo , appoggiandolo sul venire della donna
debitamente collocata e coperta ; e così possono sentirsi più
o meno chiari i battiti del feto , la frequenza dei quali egua
glia quella della oscillazione d 'un orologio da tasca: inoltre
bene spesso si distinguono patentemente anche i battiti sem
plici, con rumore di soffietto, ed isocroni od eguali a quelli
del polso della madre , e che dipendono dalla circolazione
del sangue nella placenta .
Infine dal tatto delle mani o delle dita, applicate ester
namente sulle parti da esaminarsi, ottengonsi pure dei no
tabili vantaggi nel riscontro ostetrico, sopratlatto usando la
possibile decenza e delicatezza ; benchè in alcuni casi parti
colari potrebbesi egualmente instituire l'esame esterno me
diante appositi ordigni: questi però sono piuttosto di perti
nenza degli ostetrici.
L ' esplorazione digitale interna si eseguisce introducen
do nella vagina, o nell' intestino retto per ordinario , il dito
indice soltanto ; e qualora questo non arrivasse a toccare l'oc
corrente , si può aggiungere il dito medio , perchè insieme
uniti arrivano più in alto , e nel tempo stesso toccano più
punti ; per cui si acquistano maggiori lumi ed esattezza in
proposito .
Nel riscontro interno manuale si adoperano ancora più
dita , o tutta la mano, portandola nella vagina o nell'utero ,
essendo d'altronde le parti genitali abbastanza dilatate , co
me succede nell'attualità del parto ; e si preferisce, qualora
la parte affacciata del feto si trovi molto alta , e quindi la
85
sua diagnosi oscura , o per esaminare la condizione interna
sua

della pelvi, od in caso di qualunque operazione ostetrica da


eseguirsi durante o subito dopo il parto . Allorchè questo
mezzo viene prescelto, la donna dovrà collocarsi trasversal
mente seduta sulla sponda del letto , secondo le regole del
l'arte ; la levatrice , dopo aver unto il dorso della mano , e
postasi fra le coscie della donna, upisce insiemele punte del
le dita a guisa di cuneo, spingendole lentamente , e con pic
coli moti di rotazione, nella vagina ; ed a misura che la ma
no ascende , volge il dorso della medesima verso il sacro :
giunta finalmente al suo luogo, si divarichino le dita, esami
nando ciò che fa d'uopo. Le stesse cautele dovranno pure
osservarsi nell'estrazione della mano.
Chiamasi poi istrumentale quella esplorazione che vien
fatta , mediante alcuni strumenti, per rilevare lo stato della
pelvi, od il volume della testa del feto ; mezzi per altro che
oggidi sono pochissimo in uso , e vengono praticati soltanto
dagli ostetrici.
Restano ancora da accenparsi alcune regole generali re
lativamente al riscontro ostetrico , le quali contribuiscono
a renderlo vie maggiormente confacente e perfetto .
1.9 Bene spesso , prima d' intraprendere un tal esame,
conviene proporlo moderatamente alla donna per ottenere lo
spontaneo consenso di lei ; ciocchè d ' ordinario non riesce
difficile , soprattutto facendone conoscere la necessità ed i
piccoli dolori ed incomodi che suol cagionare. Sarà ben fat
to , nel maggior numero dei casi, d 'accordare che alla esplo

2.° La levatrice dev' essere ambidestra , cioè dee avere


l' abilità di esaminare e di eseguire qualunque operazione

mani debbono essere mai sempre nette , senz'acume d 'un


ghie , specialmente senz'anelli, e possibilmente senza piaghe
o pori.
3.0 Nella rigida stagione dovrà scaldarsi la mano, pri
ma di far l'esplorazione, nonchè ungerla in ogni caso ; così
pure si ungerà il dito con olio ,butirro, o grasso fresco, non
solo per facilitarne l'introduzione,ma per preservar sè me
desima da certi veleni da cui la donna potrebb' essere at
taccata : per la stessa ragione una piaghetta od una graf
86
fiatura che si avesse in una mano, richiederebbe necessaria
mente l'uso dell'altra.
4.• In ogni circostanza , potendo, si dee rispettare il pu
dore femminile; per cui non si scopriranno le parti genitali,
nè si terranno, durante l' esame,discorsi o parole indecenti,
e si allontaneranno tutte le persone inutili : così pure la
mammana non dovrà mai dimostrare sorpresa o timore con
moti o gesti; infine sarà suo dovere di osservare scrupolosa
mente il secreto del ritrovato verso chiunque non avesse
immediato interesse dell'esplorata , sia per vincoli di fami
glia , o di persona medica , o per instituto legale.
5 .• Non meno utile sarà che la donna evacui prima il
corpo e renda l' orina , acciocchè l' intestino retto e la ve

oppongano minore resistenza al dito esploratore, ed evitino


qualunque imbarazzo . Talvolta si dovranno pur far lavare
con ispugna ed acqua tepida le parti genitali.
6 .• Allontanato debitamente qualunque locale ostacolo ,
e situata la donna in una posizione conveniente, si progre
disce l' esame con ordine e con buon metodo ; cioè prima
esternamente, e poscia internamente , non toccando parti
che allo scopo nulla giovassero : le dita e la mano debbono
introdursi colla possibile delicatezza, e sempre lungo l'asse
della pelvi.
7 . Benchè in genere non si possa determinare la du
rata di un tal esame, col quale dobbiamo procurarci esatta
cognizione ed assoluto convincimento della condizione della
donna; pure questo non si dovrà prolungare di troppo, per
non molestare e recar danno alle parti : per cui, restando
qualche dubbio , si differirà piuttosto il parere ed il riscon
tro ad altro tempo , soprattutto qualora si trattasse di casi
importanti e di deduzioni gelose.

altrui può prevalere, nè si dee mai sulla buona fede di chic


chessia intraprendere una operazione; tanto più , che la mag
gior responsabilità resta sempre sopra colui che la eseguisce.
9.° Per la stessa 'ragione non potendo fare questo esa
me, o che la donna assolutamente non lo permettesse , spe
cialmente trattandosi di grave caso , o della vita della madre
o del figlio , la levatrice può non solo abbandonarla alla sorte,
87
sari ma anche allontanarsi, senza rendersi perciò colpevole. Quin
di il riscontro delle parti deesi intraprendere a qualunque
epoca ed in qualunque stato della donna.
19.º Sarà ben fatto il preparare , prima della esplora
zione, tutto l'occorrente per lavarsi le mani subito termi- .
nato l' esame.
rece 11.° Finalmente nel caso d'essere sopracchiamati per
terminare una operazione da altri incominciata , sarebbe uti
ares le, per propria sicurezza , di far confermare lo stato presente
i fatis della donna da un terzo esperto nell'arte .
Timai
Del parto in generale.
аси: Per parto s'intende quella funzione animale, mediante
erilis la quale esce dal seno materno il prodotto del concepimento.
- Onde acquistare cognizioni ed idee più esatte relativa
mente a questa importantissima funzione , nonchè per ap
stan.. prenderle con maggiore facilità , riescono vantaggiose le divi
sioni generali del parto : sia riguardo al tempo della gravi
danza in cui si osserva ; riguardo alle circostanze che lo
Tostart accompagnano; riguardo alle potenze che valgono a compir
iliano lo ; riguardo all'andamento e alla durata che ha ; riguardo
all' esito che riporta la madre ed il feto ; e riguardo al pu
mero dei feti venuti alla luce.
Il parto si divide, secondo il tempo della gravidanza in
cui succede, in immaturo , prematuro , maturo e tardivo . .
Chiamasi immaturo od aborto quando il parto si effettua nei
primi sei mesi della gestazione, ossia inpanzi il settimo me
se ; dicesi parto prematuro , o precoce , quando ha luogo
ricos dal settimomese sino alla metà del nono; parto maturo ap
pellasi allorchè succede alla fine del nono mese solare; e no
minasi tardivo o serotino, qualora si eseguisce intorno al
fine del decimo mese solare.
Secondo le varie circostanze che possono accompagna
re il parto , suole esso distinguersi in regolare, irregolare,
pericoloso , ed impossibile.
• Dicesi regolare il parto allorchè tutte le sue condizio
ni si trovano talmente disposte , che il travaglio va effettuato
colle sole forze della natura, in più o meno breve tempo ,
senza potabili sconcerti ; appellasi irregolare quando il feto
88
non presenta all'orificio dell'utero una estremità ovoidea del
suo corpo, e quindi fa d 'uopo ricorrere all'arte, richiamando
una regione più propizia ; parto pericoloso cbiamasi quan
do, durante il travaglio , insorgano tali accidenti scabrosi da
mettere in evidente pericolo la vita della madre o quella del
feto , e bene spesso d'ambidue, ad onta dei soccorsi dell'ar
te ; finalmente parto impossibile dicesi quello in cui, per
circostanze straordinarie , la nascita del feto non può in nes
sun modo effettuarsi per le vie naturali.
Secondo le potenze operative , il parto distinguesi in na
turale ed artificiale : dicesi naturale quel parto che va termi
nato dalle sole forze della natura; artifiziale , quando all'in
contro deesi ricorrere ai sussidii dell' arte, adoperando o
la sola mano, o gli strumenti appositi, per effettuare la na
scita del feto .
Secondo l'andamento e la durata , il parto può essere pre
cipitoso , facile o breve, difficile , lungo o laborioso . Dicesi
precipitoso allorchè i relativi fenomeni succedonsi con tale
rapidità e prontezza, che il travaglio si effettua inaspettata
mente in un 'ora , o meno; facile e breve può chiamarsi quel
parto, in cui lo sviluppo del feto progredisce senza ostacolo ,
venendo esso alla luce in poche ore dopo la rottura del sac
co ; difficile e laborioso ritiensi essere quel parto che , do
po rotte le acque, continua per sei e più ore prima che
esso termini.
Secondo l'esito , il parto può essere felice od infelice ,
sia per la madre o per il feto , o per entrambi.
Secondo il numero dei feti, il parto si distinguein sem
plice e composto : semplice dicesi allorchè un feto solo co
stituisce il travaglio del parto ; chiamasi composto , essendovi
più feti; ed allorquando i feti sono due, nominasi parto ge
mello ; essendovene tre , trigemello ; allorchè ne vengano
quattro alla luce, quadrigemello .

Delle cause determinanti il parto .


Molte
VLY furono le cause accennate dai fisiologi atte a ri
svegliare l'azione dell'utero a tempo opportuno per espelle
re il prodotto del concepimento; ma tutte sono conghiettu
rali, nonchè evidentemente smentite dalla giornaliera espe
89
rienza e dalla sana ragione: per cui sarebbe superfluo il ci
tare le immense discussioni che in proposito furono dai dotti
sostenute con somma erudizione ed ingegno.
La maggior parte dei moderninaturalisti ammettono qual
causa fisiologica determinante il parto quel certo grado di svi- ,
luppo e perfezione del feto , giunto che sia alla sua maturità ,
per cui necessariamente cessano gli ulteriori rapporti di tol
leranza e nutrizione fra la madre e lo stesso prodotto del con
cepimento , risentendosi per ciò l'utero in modo particolare,
col manifestare le sue contrazioni tendenti ad espellere il feto
rinchiuso , ormai divenuto un corpo eterogeneo ed inutile .
Sotto un tale aspetto la stessa funzione può eziandio
aver luogo in tutte le epoche della gravidanza, venendo ri
svegliata mediatamente od immediatamente da cause violen
ti ed accidentali, capaci d'interrompere i favorevoli rapporti
fra l'atero ed il prodotto del concepimento , eccitando le con
trazioni di quello per espellere questo ; ma un simile atto
dee riguardarsi come parto patologico e fuori dell'ordine
naturale , essendo bene spesso accompagnato o susseguito da
sinistri accidenti tanto per la madre che per il feto.
Dichiaratasi l'azione uterina per causa naturale od acci
dentale , l'effetto immediato sarà un toglimento di equilibrio
tra le fibre muscolari componenti l'utero , acquistando a po
co a poco una preponderanza quelle del fondo e corpo so
pra quelle del collo ; per cui queşte nel progresso del trava
glio si rendono sempre più cedevoli , e si dilatano in pro
porzione che le altre agiscono con più intensità ed efficacia
nell' espellere il corpo contenuto
Ammessa questa teoria , gli effetti della causa determi
nante il parto sono assolutamente sempre gli stessi, sia nel
l'essere avvenuto al termine ó prematuro o tardivo , sia
nell'espellersi un feto , o qualunque altro corpo . .
Delle forze meccaniche del parto naturale ,
e della loro azione.
Il parto suole il più delle volte effettuarsi naturalmente
per mezzo di due specie di forze : cioè di quelle dell'utero ,
che diconsi assolute ; e di quelle del diaframma e dei mu
scoli addominali, che chiamansi ausiliarie ,
90 .
Le forze assolute od uterine consistono nelle graduate
contrazioni delle pareti dell'utero, le quali diminuiscono il
suo volume,spingendo nelmedesimotempo meccanicamente
alla luce i corpi contenuti nella sua cavità. In conseguenza
queste forze non dipendono dalla volontà della donna, e pos
sono bastare da per sè a compiere il travaglio del parto .
Le forze ausiliarie derivano dalla contrazione dei mu
scoli addominali e dall'abbassamento del diaframma,restrin
gendo la cavità dell'addome, e spingendo l'utero verso la
pelvi: esse dipendono in gran parte dalla donna; locchè dal
la levatrice non sidee ignorare, onde in certi casi animarla
a prevalersene, ed in altri a sospenderle , secondo il bisogno.
Può evidentemente dimostrarsi l' indipendenza ossia la
forza assoluta dell' utero nel travaglio del parto ; poichè es
sendo egli inerte, il travaglio non avanza, nè può giammai
effettuarsi naturalmente , quantunque la donna secondasse
con ogni premura , e si trovassero le altre condizioni del
parto debitamente disposte : per lo contrario , trovandosi
l'utero ben disposto , può da sè solo espellere il feto , ed an
che con facilità ; e di più superare bene spesso degli ostacoli
in minor grado , come la giornaliera esperienza lo compro
va non solo nelle donne sane , ma eziandio nelle estrema
mente sfinite per malattie o per fisica costituzione. Lo stesso
talvolta succede sotto i più violenti accessi convulsivi , an
che nello stato di asfissia , e persino dopo la morte della gra
vida: per la stessa ragione riesconobene spesso vani ed inu
tili gli sforzi e lo studio delle partorienti negli ultimimo
menti del parto , volendo rallentare e prolungare a bella po
sta la nascita del feto . Ecco dimostrato ad evidenza come
l'utero in simili casi, quantunque non fosse ajutato né dal
diaframma nè dai muscoli addominali, ha tuttavia da per sè
terminato felicemente il parto .
Ma d'altronde non può negarsi, che per il facile e buon
andamento del parto non giovano molto le potenze ausiliarie ,
poichè l'applicazione immediata deldiaframma e dei muscoli
addominali sul fondo e corpo dell'utero ,durante la loro con
trazione, giova ad avvalorare le forze di questo viscere, a sos
tenerlo , ed a guarentirlo in pari tempo dalla rottura . E sic
come le forze ausiliarie dipendono dalla volontà della don
na, ci riesce quindi facile lo spiegare come il secondarle a
90 '
tempo inopportuno, con poca energia e cattivo metodo,deb
ba rallentare il parto ,ed anche pregiudicare di spesso la ma
enis dre ed il feto .
PLLA
Risvegliata l' azione organico -meccanica dell' utero da
DOC
qualsiasi causa ond'espellere il corpo contenuto, essa suole
manifestarsi nel tempo stesso in tutti i punti di questo vi
ma scere mediante le contrazioni, le quali progressivamente cre
Stric scono in frequenza ed intensità ,accompagnate da più o men
lunghi intervalli di calma. Sotto il conato l'utero tende a
r92

restringersi in sè stesso , ed a diminuire la sua respettiva ca


mark pacità: colla sola differenza, che le fibre del fondo e del cor
50909 po agiscono con maggior energia e profitto di quelle del col
lo ; anzi queste si rendono sempre più cedevoli , per cui la
sua bocca sino dal principio del travaglio dilatasi,e sempre
mon maggiormente, a misura che quelle acquistano preponderan - .
za: nel tempo stesso le sue pareti si addossano strettamente
sopra l'uovo contenuto , spingendolo verso quella parte che
gli offre minor resistenza , che si trova nel punto più decli
ve, e diametralmente opposto al centro delle forze espulsive.
Dunque nella bocca dell'utero cominciano le membrane del
l'uovo ad impegnarsi , formando il sacco delle acque ; que
sto a poco a poco sempre più avanza e s'ingrandisce, finchè
și 'squarcia sotto una valida contrazione uterina : l'utero
vuotatosi d'una parte delle acque dell'amnios, dopo un pic
colo riposo le sue forze acquistano maggiore attività , per cui
l'estremità ovoidea del feto , presentata innanzi, non tarda ad
occupare l' orifizio : il corpo dell'utero contratto su quello
del feto lo tiene fermo, mentre il fondo attivo comprime e
spinge innanzi l'opposta estremità ovoidea; la qual pressione
si propaga sensibilmente lungo la colonna vertebrale sino al
pel
la parte del feto corrispondente alla bocca: anche questa ne
cessariamente sempre più s'abbassa , e si sviluppa dal seno
materno la testa innanzi, susseguita dalle spalle e dal rima
nente del tronco.
L 'accennato meccanismo dell'utero durante il travaglio
del parto dev'essere, presso a poco , sempre uguale, sia che
si tratti dell'aborto , del parto prematuro o maturo, dell'espul
ET

sione della mola o placenta , nonché dovendo servirsi del


l'arte per l'estrazione di qualunque corpo contenuto nella
cavità dell'utero .
92
Alcuni naturalisti hanno creduto che il feto abbia pure
una parte attiva nel travaglio del parto , dilatando egli l'ori
fizio dell' utero co' suoi vigorosi sforzi e premiti, e solleci.
tando così la sua nascita .
Maegli è ben evidente che il feto , durante la funzione,
debba conservarsi affatto passivo ; la quale funzione suole ter
minare in più o meno breve tempo senza la più piccola coo
perazione di esso , come lo dimostra la sua facile e pronta
espulsione essendo morto , quella della placenta , della mola ,
dei grumi sanguigni, della testa , o d 'altra parte rimasta sola
nell' utero.
Un non meno importante quesito per il pronto e natu .
rale compimento del parto si è, che, durante il medesimo,
l'asse del feto resti sempre coincidente con quello della pelvi.
Così pure egli è essenziale d 'osservarsi che il feto , ap
pena entrato nella piccola pelvi, ed in seguito traversando
la medesima, fa un moto yitiforme, cioè avanzando continua
a girarsi insensibilmente ,onde meglio adattarsi, e corrispon
dere ai proporzionati diametri dei rispettivi distretti , por
tando per conseguenza i maggiori della testa aimaggiori del
bacino: della qual verità facilmente ognuno può convincersi
durante il parto, poichè dopo la doglia si trova la parte af
facciata del feto diversamente diretta ; senza la qual cosa il
travaglio del parto andrebbe soggetto a maggiore difficoltà ,
con più o meno danno della madre e del figlio . Questa co
gnizione serve nello stesso tempo dinorma operando l'estra
zione artificiale del feto , nella quale fa d'uopo imitare il na
turale meccanismo del parto.
Delle doglie di parto.
Per doglie o dolori di parto s' intendono quelle sensa
zioni ingrate che provano le donne al sacro e al bassoven
tre , dipendenti dalle contrazioni uterine durante la gravi
danza , il parto ed il puerperio.
Queste doglie soglionsi dividere in vere, false e miste .
Doglie vere sono contrazioni regolari dell' utero , sotto
le quali si diminuisce sempre più la sua capacità ,ond'espel
lere il corpo contenuto . Quindi queste contrazioni partono
dal fondo dell'utero, si perdono verso l'orifizio di esso, dila
93
tandolo affinchè possa liberamente uscire il prodotto del con
cepimento .
Le doglie false sono all' opposto contrazioni irregolari
dell'utero , sotto le quali la bocca si restringe, opponendosi
all' uscita del corpo in esso contenuto . Queste contrazioni
hanno perciò la loro sede esclusiva nell'utero, ed occupano
principalmente il suo collo : esse si oppongono alla dovuta
dilatazione della sua bocca , e non agiscono sul corpo con
tenuto per espellerlo .
: Doglie miste chiamansiquando contemporaneamente esi
stono le sopraddette due specie, e succedonsi a vicenda; per
cui li vantaggi ottenuti dalle buone doglie vengono più o me
no distrutti dalla susseguita contrazione irregolare dell'utero.
• Quantunque le accennate specie di doglie dipendano, es
senzialmente dalle contrazioni uterine, trovandosi la donna.
in istato di gravidanza, di parto o puerperio ; tuttavia per il
modo del loro agire, e dei diversi effetti che producono, si
distinguono notabilmente fra loro.
Le doglie vere distinguonsi dai caratteri seguenti : la
donna accusa dolori al sacro ed ai lombi, che si propagano
: in avanti verso il pube e gl' inguini, sotto le quali il ventre
si fa più o meno duro e contratto , e s 'abbassa ; la donna è
sforzata a secondarle; esse durano più o meno di tempo, con
intervalli di perfetta calma: la donna prova inoltre un pru
rito pel secesso e per l' orina ; dalle parti genitali esce la
mucosità più abbondante, e con qualche striscia di sangue.
Coll'esame interno si trova che, durante il conato , la vagina
si fa più ampia , più umida e più calda; che la bocca del
l'utero s'apre circolare, e si assottiglia sempre più , dirigen
dosi a poco a poco verso il centro del bacino ; così pure il
şacco delle acque avanza e si tende : infine la parte presen
tata del feto discende ; subentrando la calma, ne succede
un rilassamento nelle dette parti, e la donna prova un sod
disfacente sollievo.
Le doglie false o spurie si riconoscono: dai dolori che
occupano soltanto qualche parte del basso ventre, in ispe
cialità attorno l'ombellico, e vanno a finire al sacro; duran
te la loro azione l'addome s' indurisce, si fa ineguale , ed è .
piuttosto sensibile al tatto : esse molestano assai la donna ,
e la mettono in uno stato dimalessere; essa prova un con
94
tinuo prurito pel secesso e per l'orina, senza potersi libera
re: queste doglie non lasciano maiuna perfetta calma. Colla
esplorazione interna si trova la vagina ristretta ed asciutta ;
il collo dell'utero non isvanito : l'orifizio tende a chiudersi,
s' indurisce, e si fa dolente : manca per lo più il sacco delle
acque ; od essendovi, resta floscio : la parte presentata del
feto non avanza, anzi sembra piuttosto innalzarsi.
Le doglie miste poi offrono vicendevolmente i caratteri
proprii d 'ambedue le specie.
La più esatta diagnosi di queste diverse specie di do
glie offre vantaggi importanti per la levatrice; poichè, essen
do vere, non solo il parto può da sè stesso effettuarsi, ma
conviene eziandio che sieno secondate dalla partoriente :al
l'incontro , quando sono false , esse si oppongono al compi
mento del parto, ed il secondarle aumenta gli sconcerti ; e
se continuassero, e non si rimediasse con sussidii opportuni
ed a tempo debito , potrebbero cagionare gravi disordininel
la madre e nel feto stesso . Le doglie miste poi, secondo la
maggiore o minore preponderanza della specie , e partico
larmente delle false , avranno proporzionate le difficoltà e
gl’ inconvenienti ; per cui essendo le vere doglie superiori ,
ne succede bene spesso che le false si perdono spontanea
mente , ed il parto si eseguisce con facilità e naturalmente :
in caso contrario , esso ad un tratto si arresta ; anzi le buone
disposizioni avute și perdono , con incomodi notabili della
donna, fino a tanto che non vengano dissipate le contrazioni
morbose dell'utero .
Le doglie veré si dividono inoltre, relativamente al par
to, in presagienti, preparatorie, progredienti , conquas
santi e secondarie . :,
Le doglie presagienti sono le prime contrazioni del
l'utero , annunziando o presagendo l'incominciamento del
travaglio del parto . Questi dolori, in alcune donne, possono
manifestarsi molti giorni inpanzi il parto ; ed in altre, poche
ore prima: essi principiano ai lombi, e discendono verso il
pube; sono di poca durata , e fanno lunghi intervalli di cal
ma; nè incomodano molto la donna , per cui essa disimpe
· goa liberamente le faccende domestiche : tuttavia il ventre
si abbassa di molto , e dalla vagina esce una materia mucosa
in più quantità . Coll'esame interno trovasi la vagina più am
95
pia , umida e calda ; il collo dell'utero scancellato , molle ed
assottigliato ; il suo orifizio aperto , toccando nel medesimo .
le membrane ; e la parte presentata del feto abbassata , ma
poco ballottabile.
Le doglie preparatorie , così dette perchè preparano e
dispongono favorevolmente le parti al travaglio , si manife
stano ai lombi ed al sacro, e si perdono al pube ed agl'in
guini; inoltre sono più forti, più lunghe, ed hanno più brevi
intervalli di calma : la donna le sente maggiormente , per
cui essa dee alla loro comparsa fermarsi e secondarle. Sot
to i dolori il ventre si fa più duro , e si abbassa di molto ;
il prurito pel secesso si aumenta ; così pure lo scolo della
mucosità della vagina vedesi tinto da striscie di sangue. Col
l'esplorazione interna si osserva la vagina ancora più ampia ,
umida e calda ; la bocca dell'utero più aperta , abbassata , e
centrale ; in essa , sotto forma d’una vescica , s'impegnano
le membrane più o meno sporgenti e tese , e la parte del
feto eziandio più discesa, e quasi immobile.
Le doglie progredienti , o proprie del parto , perchè ser
vono ad avanzare il parto, sono contrazioni uterine ancora
più forti, più lunghe e più frequenti, e molestano maggior
mente la donna , la quale accusa un peso nel fondo della
pelvi,ed è sforzata a secondarle; si accresce sotto di queste
lo scolo della mucosità , e si tinge più di sangue; la vagina,
col riscontro interno , trovasi molto più dilatata ; così pure
l'orifizio dell'utero, che'suol essere aperto per la grandezza
di un tallero e più , nonché corrispondente al centro del
catino ; il sacco delle acque voluminoso , assai teso , e dis
posto a rompersi ; sotto il conato delle doglie la parte del
feto sempre più avanza ; la donna prova maggiori disturbi
vole
anche nel generale.
Le doglie conquassanti od espulsive, essendo destinate
ad espellere il feto dal seno materno , sono le contrazioni
le più energiche, le più sensibili, e che bene spesso conti
nuano senza tregua; nel tempo stesso la donna accusa acer
bissimi dolori al sacro , che si propagano al pube, alle coscie
ed alle gambe, nelle quali si manifesta un forte tremito , so
prattutto nelle ginocchia ; essa diventa smaniosa, talora strac
cia tutto ciò che le viene alle mani, batte e maltratta an
cor quelli che le stanno d ' intorno ; essa prova un bisogno
96
di evacuare le feci, che sovente non è reale; e talvolta esco
no queste involontariamente : inoltre , sotto la forza di tali
dolori, la donna sente un caldo insopportabile per tutto il
corpo, suda, vedesi più accesa in faccia, stride coi denti, gli
occhi di lei sono scintillanti, il polso si fa forte , duro, fre
quente ed irregolare ; le sopraggiunge talvolta il vomito : e se
fosse molto sanguigna, può essere assalita da vertigini, da so
pore, da convulsioni, ed anche dall'apoplessia : essa è obbli
gata di secondare i conati a piena lena : di quando in quan
do getta delle grida ; avanzando sempre più il feto , finchè
viene, sotto una valida contrazione, alla luce.
Egli è utile che la levatrice sappia le cause di questi
fenomeni. Il vomito dipende dalle compressioni che soffre
lo stomaco fra il diaframma e l'utero: l'accensione della fac
cia , le vertigini, le convulsioni e l' apoplessia vengono ca
gionate dall'aggravata o sospesa circolazione di sangue al
cervello , dovendo la donna spingere a tutta forza, e quindi
trattenere il fiato ; nonchè dalla compressione che l'utero
esercita sull'aorta inferiore. Il dolore al sacro, ed il tremito
che la donna soffre nelle estremità , dipendono dalla pres
sione che la testa del feto , scesa nella piccola pelvi , eser
cita sui nervi sacri o crurali; e lo sgravio involontario delle
feci è prodotto dalla pressione della testa lungo l' intestino
len
retto , venendo espulsa.
Le doglie secondarie , perchè destinate a distaccare e
ad espellere la secondina o placenta , si manifestano più o
meno presto dopo la nascita del feto : sotto le quali la donna
prova gli stessi dolori ed incomodi, come in tempo del par
to ; ed è pure sforzata a secondarle : sotto il loro conato os
servasi l'utero sempre più diminuirsi nel volume; dalla va
gina esce, in maggiore o minore quantità , sangue misto col
le acque; infine, sotto una contrazione, esce pure la placenta
dalle parti genitali.
Questi dolori continuano ancora per qualche giorno, di
minuendo successivamente finchè l' utero ha ripreso la sua
primitiva condizione.
Queste diverse specie di contrazioni uterine non sono
sempre uguali, e possono essere più energiche, più lunghe,
e succedersi rapidamente ; mentre in altre partorienti soglio
no presentarsi deboli, rare, e dipoca durata. La stessa donna
97
può provare queste varietà nell' atto del travaglio nei diffe
renti parti; in conseguenza di ciò risulta, che dall'indole , e
specialmente dalla forza delle doglie , dipende in gran parte
l'andamento facile o difficile , sollecito o laborioso del parto .

Degli stadii o periodi del parto . .


L ' intero corso del parto del feto , compresa l'espulsio
ne della placenta , si divide in cinque stadii o periodi, cia
scuno dei quali è distinto da caratteri proprii, è particolar-·
mente dalla qualità delle doglie , e dai cangiamenti ed ef
fetti che di mano in mano succedonsi tanto nel feto che
nella madre.
Egli è fuor d 'ogni dubbio , che questo prospetto feno
menologico dei principali avvenimenti durante il parto offre
alla levatrice notabili vantaggi non solo perchè sappia la na
tura di tanti fenomeni, il tempo normale , e la successione
della loro comparsa , nonchè la reciproca influenza fra la
madre ed il feto; ma questo prospetto serve inoltre per ista
bilire con più facilità e sicurezza la diagnosi , il pronostico
ed il soccorso , i quali variano secondo la diversità degli stes
si fenomeni che si osservano nella funzione del parto. . .
Il primo stadio è annunziato dai dolori presagienti : e
la maggior parte delle donne diventano alla loro comparsa
più triste e pensierose , e provano una certa ansietà ; sotto
queste doglie il ventre s'abbassa , s'impiccolisce, e si fa du
ro ; l'utero ed il feto si portano verso l'asse della pelvi; il
muco gemente dalla vagina è più copioso , talvolta tinto di
· sangue (dicendosi allora che la partoriente fa macchie e se
goi di parto : anzi le donne riguardano questo scolo misto
di sangue come il presagio d'un vicino parto ; ma la mam
mana è ben lungi dal crederlo , sapendo che questo sangue
proviene dallo strappamento parziale dei vasi della placenta e
delle membrane del corion , i quali si staccano più o meno dal
le pareti dell'utero, a norma delle contrazioni di questo vi
scere); la vagina diventa più corta, più larga, più calda, ed
assai umida ; il collo dell'utero s'ammollisce , e si fa corto ;
la sua bocca s'apre lentamente , e s'avvicina al centro della
pelvi; attraverso di essa si toccano le membrane debolmente
tese, e poco sporgenti; la parte presentata del feto si abbassa;
98
essendo la testa , trovasi poco ballottabile:riesce però facile il
distinguere la fontanella occipitale, per solito dietro una ca
vità cotiloidea , perchè ilmento s'appoggia con forza sul petto .
Il secondo stadio viene accompagnato dalle doglie pre
paratorie, in conseguenza delle quali il ventre si abbassa di
più , esce il muco più copioso , e si tinge maggiormente di
sangue ; la forza delle dette contrazioni, oltre all'accostare
vie maggiormente l'asse dell'utero e del feto all'asse della
pelvi , ed oltre all'abbassare il feto stesso , ammollisce , ac
corcia e dilata maggiormente l'orifizio uterino e la vagina ;
le membrane, inoltrandosi per la bocca dell'utero, formano
un sacco prominente , teso e cuneiforme, crescendo di vo
lume in progresso del parto , finchè si lacerano le membra
ne : locchè succede alla fine del secondo , ma più spesso al
principio del terzo periodo del parto ; e talvolta si sente il
crepitio della roltura delle medesime, lasciando uscire le ac
que dall'amnios contenute in maggiore o minore quantità .
Il primo fenomeno chiamasi formazione della vescica o del
sacco delle acque ; l'ultimo dicesi strappamento o rottu
ra del sacco , o spandimento delle acque.
Il terzo stadio è contrassegnato dalle doglie progredien
ti, le quali essendo ancora più energiche, più facilmente ef
fettuano la rottura del sacco delle acque, susseguita da una
calma più o meno lunga: rinnovandosi in seguito le contra
zioni, il ventre s'impiccolisce e s'abbassa di molto ; l'utero
s'addossa sopra il feto ; il suo orifizio si dilata più rapida
mente , e viene a corrispondere perfettamente al centro del
l'utero, la quale l'abbraccia e la stringe a foggia di corona
(per cui dicesi esser la testa nell'incoronamento ): alla fine
essa s' impegna nello stretto inferiore della pelvi; i suoi te
gumenti si gonfiano; le ossa movibili della volta si accaval
lano, e si forma un tumore più o meno voluminoso ed ela
stico ( detto tumor verticale ): l'orifizio dell'utero , prose
guendo le doglie , abbandona la testa , e si ritira sul collo
del feto; mentre la testa torna a ruotarsi, onde approfittare
d 'uno dei diametri obbliqui della pelvi: l'occipite si appog

facilità. La donna soffre, durante questo stadio ,molte e gravi


molestie si locali che generali.
99
Il quarto stadio del parto è contrassegnato dai dolori
conquassanti od espellenti , sotto dei quali per ordinario il
parto progredisce a gran passi: la testa del feto si presenta
allo stretto inferiore della pelvi , e vedesi comparire fra le
labbra pudende (dicendosi essere la testa all'uscita ); per cui
il perineo cede, si assottiglia , e si estende a foggia di emi
sfero , con pericolo di rompersi se non viene debitamente
guardato : frattanto l'occipite con moti vitiformi sempre più
avanza , distendendosi a proporzione le labbra pudende, che
si aprono e spariscono interamente; le ninfe pure sembra
no scancellarsi:il coccige retrocede per ingrandire l'uscita,
finchè sotto il conato d'una valida contrazione uterina esce
la testa , girandosi colla faccia verso una coscia della madre ,
susseguita più o meno presto dal rimanente tronco del feto ,
collo spandimento del resto delle acque e del sangue che ri
teneva il feto stesso: frattanto la donna soffre degli accidenti
assai gravi; ma subito dopo cessano tutte le pene , le quali
erano giunte all'apice dell' atrocità , provando essa tantosto
un sollievo assai grato al fisico ed al morale.
Il quinto periodo comprende principalmente il distacco
e la espulsione della placenta , essendo accompagnato dalle
doglie secondarie , le quali manifestansi più o meno presto
dopo la nascita del feto : in conseguenza della loro azione
si trova l'utero nella regione ipogastrica molto diminuito ,
d 'una consistenza maggiore, d 'una figura globosa , pendente
d 'ordinario col suo fondo alla destra della madre; dalle parti
genitali continua a scolare il sangue in maggiore o minore
quantità pel successivo distacco della placenta, la quale non
avendo altre aderenze coll'utero, viene dal medesimo espulsa
unitamente alle membrane dell'uovo.
L 'ulteriore e quasi totale corrugamento dell'utero si fa
lentamente in seguito , prendendo la forma d 'una palla du
ra , e galleggiante sopra il pube , ch ' è il desiderato e certo
indizio della perfetta sua contrazione; senza di cui la puer
pera non è mai al sicuro dal pericolo di emorragia occulta
o palese , in causa della quale tante donne , quasi senza che
i circostanti s' accorgano, muojono vittime per imperizia o
negligenza della levatrice.
La durata di ciascuno stadio de travaglio del parto non
si può determinare, perchè varia moltissimo, e dipende da
100 il
più circostanze. Per ordinario il primo stadio suol essere il
più lungo : esso dura talvolta per giorni interi. Il secondo
è più breve del primo, essendo però più lungo del terzo. Il
quarto è più corto di tutti, specialmente nelle donne che
hanno partorito molti Gigli; ma nelle primipare, ed in quelle
che hanno le parti genitali molto strette, tumefatte e rigide ,
questo stadio è lungo. Talvolta questi stadii sono così brevi,
che sembrano un solo; ed il parto dicesi allora precipitoso .
Il travaglio del parto può essere ugualmente più o meno
doloroso ed incomodo . Le donne che hanno dato alla luce
molti figli, e si trovano fornite di buone disposizioni, soffrono
poco nel parto ; al contrario le primipare, sopratlutto essendo
avanzate in età , e quelle che hanno difetti nelle parti genitali
dure o molli , sogliono provare molti dolori nell'atto del tra
vaglio . Il maggiore o minor dolore dipende poi anche dalla
sensibilità e docilità maggiore o minore della donna.

Del parto immaturo .


Quantunque questa specie di parto appartenga alla clas
se dei patologici, per essere sempre l'effetto di cause mor
bose o violenti, e quindi un avvenimento che succede fuori
di tempo e d 'ordine , e che perciò domanda per lo più il
soccorso dell' arte; nondimeno, per seguire la data divisione
generale dei parti, io mi sono fatto lecito d'incominciare ad
esporre le cognizioni e le discipline dei parti col parto im
maturo.
Lo stato d'immaturità e di poco sviluppo del neonato da
non poter egli conservarsi in vita , determinò a chiamare
questi parli immaturi, od aborti.
Le cause dell' aborto sono numerosissime, e potrebbero
dividersi generalmente in dinamiche e meccaniche , in fisi
che e morali , in esterne ed interne, in locali ed univer
šali, in predisponenti ed occasionali. Queste cause si divi
dono più comunemente: in quelle che dipendono dalla ma
dre ; in quelle derivanti dal feto , o dalle sue dipendenze ; ed
in quelle che sono accidentali. . . .
Le cause provenienti dalla madre sono: le sue gravima
lattie generali e locali, in ispecialità quelle dell'utero , e più
particolarmente la sua soverchia rigidezza e sensibilità ; i vi
Ι ΟΙ

zii della pelvi, le coliche, le convulsioni, il vomito , la tosse ,


. la diarrea, la pletora, le metrorragie , la costituzione delicata,
il temperamento sensibile , le forti passioni d'animo, come
la collera , la tristezza , lo spavento, e simili.
Le cause che dipendono dal feto sono : le sue gravi ma
lattie , la sua morte , i vizii di conformazione e di colloca
mento, nonchè il maggior numero dei feti.
Le cause derivanti dalle dipendenze sono: le membrane
troppo sottili, la scarsezza delle acque, la placenta morbosa
e troppo debolmente adesa , e la sua inserzione sull'orificio
interno dell'utero .
Fra le cause accidentali dell'aborto possono annoverarsi
tutti i medicamenti eroici, ossia i così detti emmenagoghi,
soprattutto gli emetici e purganti forti; l'abuso dei bagni cal
di, del coito e del salasso ; l'aria cattiva e malsana , od im
pregnata di odori acuti; il freddo eccessivo ; le percosse ; le
cadute sul ventre; i salti; il ballo ; il trottare a cavallo ; i lun
ghi viaggi fatti in vetture mal sospese , e per istrade cattive;
l'esercizio ed i mestieri troppo faticosi ; il vestiario troppo
stretto , pesante o leggiero; le lunghe veglie; l'abuso dei cibi
aromatici e delle bibite spiritose.
Non v ' ha dubbio che ognuna di queste cause , ed ancora
più facilmente essendovene diverse, possa provocare l'aborto,
soprattutto se la donna trovasimal disposta : in conseguenza,
dietro l' impressione ricevuta, succedono più o meno presto
seoncerti universali nell'organismo della gravida , e particolar
mente nell'utero , per cui s'interrompono i suoi fisiologici rap
porti col prodotto del concepimento, prevalendo la tendenza
ad espellerlo . Ma nel caso che mancasse quella predisposi
zione, si può a buon diritto ritenere che nessuna delle cau
se accennate possa riguardarsi come assolutamente abortiva,
e la esperienza giornaliera lo conferma; -attesochè gravi dis
ordini e tentativi violenti impiegati a questo scopo riusci
rono per lo più infruttuosi, e bene spesso fatali per la salu
te e la vita della genitrice : all'incontro nelle donne forni
te d'una predisposizione, l'aborto suol effettuarsi, quantun
que osservassero i più scrupolosi riguardi e la più moderata
condotta. i -
Per causa predisponente s'intende una particolare con
dizione morbosa della donna , per cui essa , divenendo gra
102
vida, risente maggiormente l'influenza di tutte le cause an
che le più leggiere, la di cui azione si manifesta particolar
mente nell' utero, risvegliando le sue contrazioni espulsive ,
per cui l'aborto è inevitabile .
Diagnosi. I segnidell'aborto possono dividersi in pre
cursori e proprii.
I segni precursori si manifestano talora qualche tempo
innanzi, e presagiscono l'avvenimento ; e di sovente riesce ,
nelmentre ch ' essi esistono, di prevenire l'aborto prestando
sussidii adattati; benchè la donna possa eziandio abortire im
provvisamente , e quasi senza provare verun incomodo.
Segni precursori sono: la gravida accusa un malesse
re universale , accompagnato da brividi, ed una stanchezza
insolita ; la fisonomia è alterata ; la faccia è pallida ; l'appetito
va mancando : prova inoltre un peso ed una tensione inco
moda nel basso ventre ; così pure frequenti stimoli pel se
cesso e per l'orina; i moti del feto divengono più languidi,
o si sospendono ; dalle parti genitali esce della mucosità :
però la porzione utero - vaginale si riscontra poco o niente
alterata.
guenti. Ole del feto è inevitabilei segni proprii del
All'incontro alla comparsa dei segni proprii dell'aborto
l' espulsione del feto è inevitabile . Questi segni sono i se
guenti. Oltre la causa pregressa , la donna prova dolori simili
a quelli del parto , che vanno crescendo di mano in mano,
sotto i quali il ventre sempre più si abbassa ; le mammelle
diventano all'improvviso appassite ; da esse sorte un fluido
acquoso ; i moti del feto per lo più non si sentono ; lo stimo
lo per iscaricare le feci e l'orina s'accresce ; dalla vulva os
servasi lo scolo più o meno tinto di sangue. Coll'esame in
terno la vagina trovasi dilatata , umida e calda; il collo del
l'utero molle ,assottigliato , ed aperto nel suo orificio ; il sacco
delle acque e la parte del feto impegnati.
Prognosi. E fuor d 'ogni dubbio che l'aborto può suc
cedere a qualunque epoca della gravidanza; però suole più
di frequente succedere fra il secondo e il terzo mese , e so
prattutto nel tempo solito dei menstrui; e ciò per le ragioni
seguenti: per trovarsi il feto assai gracile , e poco sviluppato ;
per la tenerezza e debole attacco della placenta ; per la ple
tora locale cagionata dai menstrui sospesi, i quali diventano
sovrabbondanti naturalmente aibisognidel prodotto del con - ,
103
cepimento ; e per la proclività che conserva l'utero ad eva
cuarli ; infine per la esaltata sensibilità della stessa gravida
a risentire maggiormente tutte le influenze fisiche e morali.
Quantunque il feto nei parti abortivi sia di piccolo vo
lume, tuttavia il travaglio suol esser lungo e laborioso , sia
per le doglie poco efficaci, per la maggior rigidezza e ristret
tezza delle partimolli, specialmente del collo dell'utero, non
chè per gli sconcerti ai quali può andar soggetta la donna
in simile circostanza ; per cui la levatrice prudente dovrà
eziandio sulla durata del parto esternare un pronostico ri
servato .
Si osserva che nei primi tre mesi per ordinario succede
naturalmente l' espulsione del feto ancora rinchiuso nelle
sue membrane; così pure bastano le sole contrazioniuterine
per terminare il parto : lo stesso succede negli altri tre mesi
dopo essersi rotte le membrane , presentandosi il feto con
qualunque parte all'orifizio dell'utero ; quindi non si fa la
sua estrazione artifiziale senonchè in caso di urgenza.
. Quanto meno si trovano disposte le parti genitali della
madre nel momento del travaglio , tanto più può sperarsi
d ' impedirne il progresso e di prevenire l'aborto .
Essendo il parto immaturo provocato da vizii delle di
pendenze, riesce quasi impossibile il rimediarvi.
L ' aborto è sotto ogni rapporto pericoloso per il feto :
esso perisce d ' ordinario durante il travaglio del parto , op
pure poco dopo, non avendo il dovuto sviluppo, e la neces
saria attitudine di vivere fuori del seno materno.
La piccolezza del corpicciuolo del feto , la somma flessi
bilità e cedevolezza delle sue parti fanno sì ch'egli esca alla
luce naturalmente od artifizialmente , operando soltanto con
qualche dito sulla parte affacciata , qualunque essa sia. Per
le medesime ragioni conviene usare la più possibile delica
tezza ed attenzione nell'operare, onde non romperne le ossa ,
o distaccarne qualche arto .
: Non è indifferente il parto immaturo per la madre , giu
sta le seguenti ragioni. Esso è un atto fuori d ' ordine, e pro
vocato da cause nocive e violenti : per non trovarsi le parti
genitali ancora ben disposte a prestarsi all'espulsione ed al
passaggio del feto ; pei moltiplici e funesti accidenti che so
gliono manifestarsi durante o dopo il travaglio del parto ,
104
con evidente pericolo della donna, per esempio le emorra
gie, le convulsioni, la metrite e peritonite , la febbre puer
perale, gli strappamenti locali, la predisposizione agli aborti,
diverse malattie locali , e perfino la sterilità . Queste conse
guenze variano poi molto ,secondo la natura della causa che
provoca l'aborto , e la violenza colla quale agisce ; secondo
gli sconcerti che l'accompagnano; secondo la costituzione
e la condizione della gravida ; e secondo che l'aborto suc
cede spontaneamente , o viene provocato da mezzi violenti.
L 'esperienza c' insegna ch ' esistono delle donne con pre
disposizione ereditaria all'aborto ,per cui le figlie vanno sog
gette allo stesso accidente delle loro madri.
Alla levatrice importa sapere che la provocazione del
l'aborto in qualunque mese dee riguardarsi come un vero
feticidio , e come tale viene punita severamente dalle leggi.
Soccorso. Instituito l' esatto esame esterno ed interno
sopra la partoriente, la levatrice dovrebbe sapere se vi è spe
ranza a prevenire l'aborto , o s'è inevitabile ; essa inoltre dee
informarsi delle cause che l'abbiano prodotto , onde possi
bilmente allontanarle , e prestare i sussidii confacenti : re
gole di somma importanza , dall'osservamento delle quali di
pende bene spesso non solo di prevenire l'aborto , ma nel
tempo stesso di guarentire la vita e la salute della donna ;
e siccomele mammane non hanno queste cognizioni,per un
pronto convenevole metodo di cura onde salvare la madre ed
il feto conservando la gravidanza, perciò la levatrice è in do
vere di far tosto chiamare un medico-ostetrico , provvedendo
intanto ai sintomi d 'urgenza con quei semplici mezzi che
sono di sua pertinenza ; vale a dire: la donna si pone a letto
supina, e le si raccomanda riposo di corpo e tranquillità d 'ani
mo; si ordina una dieta moderata, lavativi ammollienti, bi
hite rinfrescanti o leggermente calmanti, a norma della co
stituzione della donna:ma un preciso piano di cura per im
pedire l'aborto non può indicarsi, perchè dee variare secondo
la causa di esso , gli sconcerti che ha prodotto , nonchè se
condo lo stato locale e generale della donna.
Quando all' incontro si vede che , malgrado i soccorsi
prestati, non si arrestano i progressi dell'aborto ,allora con
viene senza indugio favorirlo ; altrimenti potrebbero svilup
parsi dei sinistri accidenti anche per la madre: però la con
105

dotta ostetrica varia a norma delle circostanze che accom


pagnano il parto.
Trovandosi tutte le cose ben disposte , le doglie efficaci,
la partoriente libera da sconcerti allarmanti , si lascia alla
natura l'espulsione del feto e delle sue dipendenze , succe
dendo bene spesso che nei primi tre mesi esca dal sen'o ma
terno l'uovo intero; per cui, progredendo ogni cosa in bene,
la donna non ha bisogno d 'assistenza particolare .
Quando all' incontro il parto venisse accompagnato da
inerzia dell'utero, o da emorragia , o da altro grave acciden
- te ; allora conviene sollecitare la nascita del feto , rianiman
do le contrazioni uterine colle fregagioni fatte sul ventre
della partoriente colla mano asciutta , o bagnata nell'acqua
vite o nell'etere solforico: è altresì profittevole la fasciatura
compressiva intorno all' addome. Se poi questi mezzi non
giovassero, trovandosi il sacco delle acque ancora intatto , si
rompono le membrane del medesimo, per dar luogo allo sco
lo delle acque; e se dopo questo valido sussidio non sima
nifestassero contrazioni efficaci, si passa all'applicazione del
lo zaffo , che s'introduce nella vagina, portandone una estre
mità in contatto colla bocca dell'utero , che dee chiudersi
perfettamente, e si tiene in sito mediante la fascia fatta a T ;
di cuiperò a luogo più opportuno se ne parlerà diffusamente .
Se poi sotto l'uso di questo rimedio , quantunque le mem
brane fossero già rotte , il travaglio del parto non avanzasse,
anzi le complicazioni si aumentassero , con minaccia della
vita della partoriente ; allora la levatrice , in mancanza del
l'ostetrico, intraprenderà tosto l'estrazione artificiale del fe
to : per cui collocata debitamente la donna, e ben preparata
ogni cosa , essa va ad afferrare con alcune dita qualunque
parte che si presenti innanzi , tirandola a sè con la dovuta
cautela e col metodo adattato, sinchè tutto il feto sia uscito
dal seno materno.
Da quanto si espose risulta , che la introduzione propria
mente della mano nell'utero per rivolgere il feto , e condur
re i suoi piedi all'orifizio , debba considerarsi comeuna ope
razione non solo inutile , ma piuttosto dannosa ; attesochè
per introdurre la mano nell'utero, e per tenerla più o men
lungo tempo nel medesimo, non potrebbesi giammai riusci- :
re senza usare molta forza e ripetuti tentativi, essendo le
106
dette parti rigide, ristrette , e poco disposte alla dilatazione ;
in conseguenza sarebbero inevitabili le lesioni e gli strappa
menti locali, nonchè le forti irritazioni, da sviluppare infiam
mazione dell'utero e delle parti annesse, con evidente peri
colo della donna. Dunque anche in questa circostanza , se
la levatrice non si sentisse abbastanza abile nell'operare, o
riputasse più confacenti i soccorsi strumentali, ne farà per
tempo invitare l' ostetrico.
Appena uscito il feto alla luce , fa d'uopo battezzarlo ,
se prima non lo fosse stato , per la somma incertezza della
sua vita e durata ; poscia si lega e tagliasi il cordone, e si
colloca il neonato fra panni lini caldi, in luogo confacente.
I caratteri d 'un feto abortivo, parlando in generale, sono
i seguenti : egli sarà più o meno lungo e pesante , secondo
la sua rispettiva età , variando da pochi grani fino ad una lib
bra incirca , e nella lunghezza da poche linee sino ad 8 - 10
pollici, misurando dal vertice fino alle piante dei piedi: egli
presenta inoltre un corpo scarno e macilente , coperto di
una pelle raggrinzata di color rosso fosco , e con folta la
nuggine; la sua temperatura è assai bassa, cioè sentesi fred
do ; la testa , in proporzione delle altre parti, è molto volu
minosa , senza peli , con fontanelle e suture larghe , e con
ossa vacillanti; la faccia osservasi tetra, spiacevole , simile a
quella dei vecchi, senza ciglia e sopracciglia ; le pupille non
sono per anco trasparenti ; il petto è poco elevato , l'ombel
lico notabilmente avvicinato al torace; i testicoli non ancora
discesi nello scroto , e nelle ragazze invece le ninfe spor
genti; le dita delle mani e dei piedi piuttosto lunghe, ma
senza unghie: essendo il neonato vivo, geme continuamente
con voce debole ed ingrata , dorme sempre, non poppa ; anzi

Compiuta la nascita del feto senza che la placenta lo


seguitasse , fa d 'uopo aver tutta la premura per la medesima.
Egli è vero che per solito viene espulsa naturalmente tutta
intera, o si scioglie in seguito a poco a poco, ed esce insen
sibilmente coi lochii, senza pregiudicare la salute della puer
pera ; ma pur troppo restando la placenta nell'utero , suole
bene spesso cagionare delle forti menorragie ; per cui se man
cassero le doglie attive, si ecciteranno coi soliti mezzi. Per
estrarla , non deesimai tirare sul cordone ombellicale, il quale
· 107
per la sua sottigliezza si romperebbe sicuramente ; quindi
la levatrice può in caso urgente operare , afferrandola con
alcune dita , soprattutto allorchè l'orifizio uterino si trovasse
abbastanza aperto ; diversamente si sollecita coll'applicazione
dello zaffo : nello stesso tempo farà benė a chiamare l'oste
trico, perchè operi coglistrumenti,non potendo in altra gui
sa estrarsi.
La donna, sotto ogni aspetto , deesi trattare comepuerpe
ra ; anzimolte volte esigemaggior riposo e maggiori riguardi,
nonchè soccorsi dall'arte , a norma dello stato in cui si trova.

Del parto prematuro.


Il nome di prematuro all'opposto si deve non al feto , i
ma alla funzione del parto , per essersi manifestato innanzi
il tempo, ossia precocemente .
In quanto alle cause , tutte quelle che furono accennate
nell'aborto possono egualmente provocare il parto prematu
ro; soltanto esse debbono agire più a lungo, e con maggiore
intensità e forza, attesochè negli ultimi tre mesi della gesta
zione l'utero , il feto e le sue dipendenze sogliono trovarsi
più sviluppati, e dotati d'una maggior resistenza ; così pure
le loro relative funzioni, nonchè quelle della madre , sono
meglio ordinate , per cui necessariamente risentono molto
meno l'azione delle potenze nocive.
Questo parto suol presentare gli stessi fenomeni come
l'aborto ; colla sola differenza, ch 'essimanifestansi più marca
ti, e progrediscono con maggior regolarità , per cui la don
na prova i soliti dolori del travaglio : essi incominciano al
sacro, e vanno a terminare al pube , succedendo più o meno
lunghi intervalli di calma; e sotto il loro conato la donna è
sforzata a secondarli,mentre la parte affacciata del feto sem
pre più avanza: dalla vulva esce lo scolo mucoso più o meno
tinto di sangue; le parti genitali molli interne trovansi ben
disposte ; cioè la vagina piuttosto ampia , la bocca dell'utero
aperta , il sacco delle acque impegnato in essa, nonchè la par
te del feto più o meno abbassata.
Il pronostico si fa più o meno riservato , benchè, essendo
tutto debitamente disposto , il parto suol effettuarsi colle so
le forze della natura, e per lo più in breve tempo, attesa la
108 -
piccolezza del feto .Ma considerando che questa funzione sia
stata violentemente provocata da cause che necessariamente
avranno alterato più o meno le condizioni fisiologiche di tut
to l'organismo della donna, ed in particolare quelle dell'ute
ro, ne succede bene spesso che il travaglio del parto stenta
ad avanzare, si fa laborioso , incomoda la partoriente, e può
divenire più o meno .pericoloso .
In caso che il parto venisse accompagnato da sinistri
accidenti,oppure il feto si presentasse malamente , conviene,
per ultimarlo , ricorrere ai soccorsi dell'arte , estraendolo .
per mezzo del rivolgimento o dei ferri, senza dei quali, at
teso l'avanzato sviluppo e grandezza del feto , il travaglio del
parto non potrebbe effettuarsi.
Il feto appena entrato nel settimo mese della gravidan
za, ossia 'negli ultimi tre mesi, ha l'attitudine e la capacità
di vivere anche fuori del seno materno, la quale anzi cresce
in proporzione ch 'essa più s'avvicina al termine naturale del
ii eribequindi deesi rigettare come frutto d'ignoranza -
la gestazione;
Peersuperstizion
f e lala pretesa di coloro i quali vogliono sostene
re che i feti settimestri sieno più facili a conservarsi in vita .
Però i feti nati prematuri sogliono essere più meschini, gra-.
cili, poco sviluppati ; per cui a grande stento, e soltanto die- :
tro un governo indefesso e faticoso si riesce a salvarli, mo
rendo la maggior parte poco tempo dopo la nascita .
I distintivi caratteri diun feto prematuro sono i seguen
ti, che saranno più o meno marcati , secondo l' età del feto
stesso . Egli conta in lunghezza da dieci a diciotto pollici,
e pesa da tre a sei libbre; però le proporzioni delle singole
parti del corpo sono in maggiore armonia , per cui l'aspetto
totale non dispiace: di più , la cute osservasi d'un colore in
carnato , e coperto di' finissima lanuggine; la testa è meno
voluminosa , con iscarsi capelli, essendo tutte le fontanelle e
le suture distinguibili; le ciglia e le sopracciglia formate , la
pupilla trasparente, la faccia senza rughe, le dita delle ma
ni e dei piedi provviste d'unghie alquanto tenere, e non ol
trepassanti gli apici;,per lo più discesi i testicoli nello scro- .
to; meno sporgenti'le ninfe : misurando il punto dell' om
bellico , si trova alla metà del corpo. Ordinariamente il neo
nato , per alcuni giorni, si trova in uno stato di languidezza ;
quindi egli non piange, beve poco, e dorme quasi sempre.
109
Soccorso . Questo varia secondo le particolari circo
stanze del caso : essendo tutto ben disposto , nonchè il parto
scevro da qualunque accidente allarmante , si lascia operare
alla natura, prestando soltanto quei semplici sussidii e quel
le attenzioni solite ad usarsi nel parto regolare ; però la le
vatrice non deve mai abbandonare la partoriente , perchè in
simili casi possono più facilmente , ed anche all'improvviso ,
svilupparsi gravi inconvenienti.
Ove all' incontro si manifestassero sinistri accidenti, al
lora, a norma della loro indole e del grado del pericolo , si
presteranno o rimedii farmaceutici o meccanici, sollecitan
do la estrazione del feto colla semplice mano , afferrando
la estremità ovoidea presentata innanzi, o mediante il rivol
gimento , oppure con ferri ; ed in tutti questi casi la levatrice
dovrà per tempo chiamare l'ostetrico.
Riguardo alla placenta , conviene osseryare lo stesso con
tegno come nel parto regolare ; non precipitando i mezzi
violenti e rozzi per il distacco e la uscita di essa , soprattutto
non essendovi sintomi allarmanti ; e se questi si sviluppas
sero, la levatrice può soltanto eseguire la metodica estrazio
ne di questo corpo.
Anche la puerpera deesi trattare, sotto ogni rapporto ,
come se avesse partorito a tempo normale ; anzi, per avere
anticipato il travaglio dietro influenze nocive, può in qual. .
che parte usarsi maggior rigore.

Del parto maturo.


Dicesi parto maturo quello che succede al termine del
nono mese solare .
Questo parto è facile a riconoscersi per mezzo dell'esa
me esterno ed interno, essendo per solito i relativi sintomi
più marcati, e seguendosi con maggior regolarità e migliore
successo .
Anche nel parto maturo il pronostico suol variare se
condo le circostanze del caso , contemplando nel medesimo
parto il feto e la madre; ma giunta che sia la gravidanza al
suo fine, il pronostico generalmente suol essere più favore
vole, attesochè questo spazio di tempo è necessario perchè
le parti acquistino quella condizione e quel grado di svi
IIO

luppo ,dai quali dipende in gran parte il naturale, sollecito


e felice compimento del travaglio , come la giornaliera espe
rienza il conferma. E soltanto essendo accompagnato da gra
vi complicazioni dipendenti o dalla madre, o dal feto, o dal
le sue dipendenze ; e se non vi si potesse rimediare coi so -a
liti sussidii farmaceutici : allora conviene ricorrere all'assi
stenza meccanica della sola mano, od anche dei ferri . In
quanto al feto , è d'uopo considerare il suo sviluppo , la sua
vitalità , nonchè la posizione ; in fine i caratteri dimaturità .
Essendo il neonato giunto al termine della gravidanza , ci
offre un corpo perfettamente sviluppato in ogni sua parte e
funzione, manifestando egli vivacità , forza e agilità appena
uscito dal seno materno . Questo sviluppo , purché non sia
smoderato, favorisce l'andamento del parto ; e riesce anche
più facile la conservazione del neonato in grazia del mag
gior grado di vitalità e resistenza fisica. Per ultimo, consi
derando il relativo sviluppo , ossia il volume del feto noni
mestre , nonchè i rapporti di dimensione fra esso e la pelvi
materna , ne segue che il feto può presentarsi nel parto con
tutte le regioni: ma perchè la natura possa compirlo , con
viene che una estremità ovoidea siasi affacciata ; diversamen
te, sarà un parto irregolare . Per ordinario il feto maturo
suol presentare i seguenti caratteri: esso è ben formato , e
proporzionato in tutte le sue parti ; apparisce inoltre ben
nutrito , d 'un aspetto piacevole , e di color bianco ; le fon
tanelle e le suture sono poco divaricate ; le ossa resistenti,
nonchè la testa coperta di folti e lunghi capelli, e di colore
distinto ; le dita delle mani e dei piedi sono munite di un
ghie dure, lucide, che oltrepassano i polpastrelli delle mede
sime: la lunghezza del corpicciuolo importa , dal vertice sino
alla pianta dei piedi, 18 - 20 pollici; e pesa 6 -8 libbremedi
che. Essendo il neonato vivo , grida con voce sonora e forte ,
movesi con destrezza , respira con facilità , ed eseguisce de
bitamente tutte le funzioni naturali.
: Riguardo poi alla madre , parlando in generale, essa suo
le molto meno soffrire nel travaglio del parto essendo giun
to il feto alla maturità , perchè le relative parti della mede
sima ebbero il dovuto tempo onde acquistare tutte le dispo
sizioni indispensabili al facile compimento di questa impor
tante funzione animale : pel quale motivo ilmaggior numero
III

di questi parti sogliono effettuarsi senza sinistri accidenti,


soprattutto quando sono assistiti da levatrici bene instruite.
Soccorso . Quando ogni cosa si trova ben disposta ,
la natura da per sè sola compie il parto : in caso diverso , si
dovrà ricorrere aimezzi dell'arte ; ed a norma delle com
plicazioni sollecitare il travaglio , od estrarre il feto .
Riguardo alla placenta ed alla puerpera , saranno scru
polosamente da osservarsi le regole generali, cioè di non agi
re con troppa fretta , nè soverchiamente , come in dettaglio
sarà insegnato a suo luogo. . .

Del parto tardivo.


Parto tardivo , o serotino , chiamasi quello in cui la na
scita del feto succede alla fine del decimo mese solare , o
più tardi.
Se veramente possa aver luogo o no una reale tardanza
di parto , e conservarsi il feto nel seno materno oltre il no
no mese , ciò diede, sino dai tempi più antichi , motiva a
forti discussioni fra i più celebri ostetricanti e naturalisti ,
dei quali però il numero maggiore, specialmente degli at
tuali , negano l' esistenza di queste nascite , sostenendo la
loro opinione colle seguenti ragioni.
. 1.° Le leggi della natura sono invariabili: essa stabilisce
per la perfetta maturità del feto nove mesi solari ; quindi
non resta altro scopo nel prolungare la gestazione ed il re
lativo maggiore sviluppo: anzi questo ridonderebbe a gran
danno della genitrice e del figlio stesso , soprattutto nell'atto
del parto. ; . . .
2.° Egli è assai difficile , per non dire impossibile , fis
sare il momento in cui la donna concepisce, dovendo que
sto dipendere dalle asserzioni della medesima; nelle quali
essa può ingannare per ignoranza o per altre viste , come
per isfuggire l'accusa di adulterio , per non rendere sospet
ta la sua virtù , per non restare infamata nella sua pudici
zia , o per salvare al neonato la legittimità , e i diritti della
· famiglia.
3 .• La stessa soppressione dei menstrui , e molte altre
molestie proprie dei primi mesi della gravidanza , non pre
sentano prove convincenti in proposito , attesochè una tale
I 12

sospensione può succedere parecchi mesi prima del conce


pimidentalsia esper
pimento, possono dudod
lestie dell'utero
ternmalattie alcaltreal,atsiatia per
he mpassioni cause
accidentalii esterne, e,specialment e per forti d'animo;
siccome anco le molestie possono dipendere dalla soppressio
ne accidentale delle regole , o da qualche malattia .
4.0 Anche un maggiore sviluppo e robustezza del feto
non sempre dipende dalla gestazione prolungata , perchè si
mili feti spesso si osservano fra i nonimestri; mentre non di
rado fra questi se ne incontrano di assai piccoli e gracili ,
quantunque si trovassero nove e più mesi nel seno materno.
5 .° In fine le stesse cause accennate dai fautori dei parti
serotini, esaminandole rigorosamente, sono di tale indole , che
fanno piuttosto anticipare il parlo , anzichè ritardarlo ; come
sarebbero malattie, forti passioni d 'animo, mancanza dei ne
cessarii alimenti, ed abuso dei rimedii deprimenti.
Dal fin qui detto risulta chiaramente essere impossibile
lo stabilire una diagnosi sicura nel parto serotino; tanto più ,
che il ventre voluminoso e duro della partoriente , la sua di
scesa stentata , quantunque le doglie continuassero con forza ,
siccome l' insolita altezza della parte presentata del feto oc
cupando la pelvi, ed avanzando lentamente , con gravi mo .
lestie della madre,possono eziandio dipendere da altre cause .
Non si può nemmeno avere assoluta certezza in propo
sito dai caratteri esterni del neonato ; cioè trovando tutte le
suture e le fontanelle ristrette od ossificate , i capelli sulla
testa più folti e più lunghi, la bocca guarnita di più o me
no denti, la voce forte , le ossa più dure , somma robustezza
di corpo, superando notabilmente la solita lunghezza ed il
peso ; circostanze che in parte o tutte possono trovarsi nei
bambininati al termine ordinario , ma oltremodo sviluppati.
Dimostrando la giornaliera esperienza, che la gestazione
può naturalmente prolungarsi per alcune settimane in don
ne d' irreprensibile condotta , perciò il Codice vigente am
mette il parto tardivo sino al compimento del decimomese
solare.
• Nel giudicare però favorevolmente dei casi possibili di
questa fatta , la levatrice, per non esser tacciata di leggierez
za col rendersi garante della continenza e dell'onore altrui,
farà meglio a cedere la decisione d 'un argomento quanto dif
ficile altrettanto delicato, ai medici ed agli ostetricanti.
13
Il pronostico, tanto riguardo al parto , al feto, che alla
madre, sarà sempre relativo alle circostanze accompagnanti il
parto; e soprattutto secondo le proporzioni che esistono tra
il feto e la pelvi della madre: per cui il travaglio può essere
più o meno stentato e laborioso , con pericolo dell'una o del
l' altro , e talvolta impossibile senza il soccorso dell' arte.
Il soccorso ostetrico da prestarsi in simile parto varia
egualmente a norma delle circostanze che l' accompagnano;
per cui talora basteranno le forze della natura , specialmente
usando una prudente pazienza:ma qualora queste simostras
sero insufficienti, o pericoloso il soverchio indugio , fa d 'uo
po scegliere que'sussidii che più convengono al caso , ceden
do però sempre la mano agli ostetrici, perchè appunto in si
mili casi è più facile che vengano prescelti i ferri.

Del parto regolare in generale .


Dicesi parto regolare allorchè succede l'espulsione del
feto in più o meno breve tempo colle sole forze della natura ,
e senza inconvenienti.
Ma perchè un tal parto possa aver luogo fa d 'uopo del :
concorso di varie condizioni favorevoli , delle quali alcune
appartengono alla madre ,altre al feto , ed alcune alle sue di
pendenze.
. Per parte della donna richiedonsi : doglie buone ed ef
ficaci , forza sufficiente , buona salute, mancanza di sinistri
accidenti, pelvi ben conformata , e parti genitali molli debi
tamente disposte.
Il feto dev'essere proporzionato alla capacità del bacino,
e presentarsi alla bocca dell' utero con una delle estremità
ovoidee.
Le sue dipendenze debbono trovarsi in ogni rapporto nel
più perfetto stato normale .
In conseguenza , l'unione degli accennati requisiti, od
almeno dei principali, costituisce esclusivamente il parto re
golare; siccome la mancanza di un solo dee rendere il tra
vaglio più o meno difficile , pericoloso per la madre e pel
figlio , e talvolta impossibile senza il soccorso dell'arte.
Attesa la forma ovoidea , sotto la quale suol essere il feto
rannicchiato nel seno materno, e pei rapporti proporzionali
8 .
114
fra esso e la pelvi, ne segue necessariamente che il feto deb
ba presentare all' orifizio dell' utero una delle due estremità
ovoidee ; ossia il suo asse deve corrispondere con quello del
la pelvi, perchè possa venire alla luce: condizione indispen
sabile pei parti regolari. Ma siccome non è affatto indiffe
rente quale di queste estremità sia presentata ; perciò credo
esser cosa utile il distinguere i parti regolari in due classi :
la prima classe comprende quei parti in cui il feto si presen
ta innanzi colla testa ; la seconda tutti quei casi ne' quali il
feto presenta la estremità addominale . È necessario però il
sapere che ognuna di queste differenti classi può costituire
alcune differenti specie di parti, secondo la regione dell'estre
mità presentata innanzi.
Nella prima classe la testa può presentare dinanzi l'oc
cipite, il vertice e la faccia ; ed ognuna di queste regioni for
ma una specie particolare di parto regolare.
Anche nella seconda classe possono prima affacciarsi le
natiche, le ginocchia ed i piedi. E ciascuna specie di que
sti parti può , del pari che quelli della prima classe , ulti
marsi mediante le sole forze della genitrice; tuttavia essi in
generale non sono così vantaggiosi nè così facili, come quan
do la testa è la prima a presentarsi favorevolmente.
Egli è molto importante, e di sommautilità nell'esercizio
di quest'arte, il conoscere le varie posizioni che possono pren
dere le accennate regioni relativamente alla pelvi , essendo
presentate allo stretto superiore della medesima. Quantun
que non vi sia verun punto nel bacino a cui non possa cor
rispondere nell' atto del parto l' una o l'altra parte del feto ;
ciò nondimeno io ritengo che non solo basti, ma sia ezian
dio di maggior vantaggio restringere il numero delle posi
zioni a quattro sole ; vale a dire :
Nella prima la parte affacciata del feto occupa il diame
tro obbliquo sinistro del bacino , la superficie anteriore del
tronco guardando la sinfisi sacro - iliaca destra della madre.
Nella seconda la parte è posta lungo il diametro obbliquo
destro; ed in conseguenza il feto guarda col petto e col ven
tre la sinfisi sacro -iliaca sinistra.
Nella terza i rapporti di situazione del feto colla pelvi
sono opposti alla prima ; per cui egli corrisponde colla su
perficie anteriore alla cavità cotiloidea sinistra .
115

Nella quarta posizione le parti del feto trovansi contrarie


alla seconda; quindi il petto ed il ventre sono rivolti alla ca
vità cotiloidea destra della madre.
In conseguenza , qualunque regione accennata , che si pre
senti all'orifizio dell'utero in tempo del parto , conviene che
occupi più o meno perfettamente una delle indicate posizioni;
ciocchè la levatrice dovrà ogni volta rilevare nel suo esame.
L 'ordine delle posizioni stabilite non è arbitrario nè su
perfluo,ma ragionevole ed utilissimo, perchè sanzionato dal
la frequenza dei casi , dal più o meno facile andamento del
parto , e dal maggiore o minor pericolo che corrono la geni- .
trice ed il figlio . Di fatto la prima posizione presenta in
ogni rapporto maggiori vantaggi; quindi si preferisce alla
seconda, questa alla terza, e così questa alla quarta,
La più esatta cognizione della posizione della parte af
facciata del feto offre alla mammana notabili vantaggi; cioè
non solo per istabilire il pronóstico , ma eziandio per avere
una norma dovendo migliorare la posizione del feto , ovvero
estrarlo artificialmente dal seno materno.
. Qualunque siasi il parto , esso acquista il nomedalla re
gione che il feto presenta innanzi alla bocca dell' utero .

Del parto per l' occipite.


La diagnosi dell' occipite presentato innanzi non riesce
per ordinario difficile ; perchè osservasi il ventre della parto
riente rotondo, eguale , duro ed abbassato ; le doglie regolari
ed efficaci. Coll'esame interno la bocca dell' utero riscon
trasi centrale e discesa , il sacco delle acque cuneiforme e
teso , attraverso del quale si sente una parte dura , sferica ,
piuttosto voluminosa, e per lo più ballottabile : rotte poi le
inembrane, si distinguono i capelli, le suture e le fontanelle .
Le ammesse quattro posizioni dell'occipite sono le se
guenti:
. . Nella prima la sutura sagittale occupa il diametro obbli.
quo sinistro ; la fontanella anteriore corrisponde alla sinfisi
sacro-iliaca destra; la posteriore alla cavità cotiloidea sinistra.
Nella seconda la sutura sagittale taglia il diametro ob
bliquo destro ; la fontanella anteriore guarda la sinfisi sacro
iliaca sinistra; e la posteriore la cavità cotiloidea destra.
116
. : Nella terza la sutura sagittale occupa parimente il dia
metro obbliquo sinistro, come nella prima posizione ; colla
differenza però, che la fontanella anteriore guarda la cavità
cotiloidea sinistra, e la posteriore la sinfisi sacro-iliaca destra.
• Nella quarta la sutura sagittale taglia egualmente il diame
tro obbliquo destro , come nella seconda posizione; colla sola
differenza, che la fontanella anteriore corrisponde alla cavità
cotiloidea destra, e la posteriore alla sinfisi sacro-iliaca sinistra.
Quindinell'indagare la posizione del feto , presentandosi
coll'occipite ,basterà trovare una delle fontanelle; il che per
solito riesce facile, soprattutto non essendosi ancora formato
il tumor verticale.
Queste stesse fontanelle servono inoltre ad indicare l'at
teggiamento del feto nell'utero ; per cui l'anteriore corrispon .
de alla superficie anteriore del tronco , siccome la posteriore
al dorso .
Qui sarà opportuno il togliere un errore dimolti ostetrici
e dimolte levatrici che ammettono altre due posizioni, nelle
quali la fronte corrisponde al sacro, od alla sinfisi del pube,
occupando la sutara sagittale , in ambedue i casi, il diametro
retto dello stretto superiore della pelvi; anzi queste due po
sizioni furono ritenute per lungo tempo le più comuni e le
più vantaggiose . Ma il raziocinio e la stessa esperienza si
oppongono contro esse ; perchè trovandosi la testa all'inco
minciamento del travaglio fortemente appoggiata al petto ,
verrebbe a presentare il suo maggior diametro, ossia il men
to -occipitale, al minore della pelvi, cioè all'antero -posteriore;
il che formerebbe un assoluto impedimento al progresso del
parto : inoltre la figura rotonda della base del sacro non può
permettere all'occipite ed alla fronte, del pari rotonda, di re
stare applicati contro il promontorio ; e quand'anche queste
parti si fossero per un momento presentate, dovrebbero ne
cessariamente , per essere movibili, scivolare a destra od a si
nistra appena che l'utero manifesta le sue contrazioni, come
infatti succede. Egli è quindi ragionevole il conchiudere, che
le esposte due posizioni potranno bensì in qualche raro caso
presentarsi, essendo la pelvi assai larga, o la testa molto pic
cola, oppure a parto inoltrato , cioè nel momento in cui la te
sta è per disimpegnarsi al di sotto dell'arcata del pube; nel
qual tempo non deesi più caratterizzare la posizione del feto.
117
Pronostico. Ammesso che tutti i requisiti del parto
sieno abbastanza bene disposti , fra i quali deesi molto cal
colare l'occipite presentato innanzi , essendo l'estremità la
più vantaggiosa per forma, volume e cedevolezza ; per ciò
ne segue che queste parti devono' a buon diritto conside
rarsi come modello fra questo genere di parti , e sogliono
ultimarsi mediante le sole forze della natura , e per lo più
senza inconvenienti: per cui sotto questo aspetto la levatrice
potrebbe liberamente esternare un pronostico favorevole .
Ma considerando d' altra parte che gli sbagli nella dia
gnosi non sono infrequenti; che nel progresso del travaglio
possono svilupparsi accidenti impreveduti , nonchè sospen
dersi le contrazioni uterine : per ciò è ragionevole che la
mammana prudente usi qualche riservatezza nel suo pro-.
nostico risguardante la durata , l'andamento e l' esito del
parto ; tanto più , che varie complicazioni, ad onta dell'occi
pite presentato innanzi, possono renderlo più o meno labo
rioso, e sovente impossibile , senza i soccorsi dell'arte , e tal
volta con evidente pericolo della genitrice o della prole , o
di entrambi: ed è per questo che si rende necessario che le
levatrici sieno bene instruitė . .. . .
Conviene inoltre osservare che la prima posizione è la
più comune; segue indi la seconda; rara la terza; rarissima
la quarta . In tutte queste posizioni però la nascita del feto
può avvenire naturalmente ed anche con prontezza ,benchè
nella seconda suol essere più stentata , in ispecie trovandosi
l' intestino retto ripieno di materie indurite , le quali si op
pongono alle solite rotazioni della testa discendendo verso
l'uscita della pelvi: nella terza e quarta nasce talvolta la dif
ficoltà almomento che la fronte del feto occupa l'arcata del
pube , sotto la quale anche la faccia deve disimpegnarsi ,
non essendo confacente nè per figura , nè per estensione ;
ma succede tuttavia ben di frequente , che le contrazioni
dell'utero bastano non solo ad effettuare il parto , ma ezian
dio talora a convertire queste due posizioni in una delle
prime, girandosi l' occipite insensibilmente ad una cavità
cotiloidea , a misura che questa regione avanza nel piccolo
bacino. .
.: Anche l'esito in tutte le quattro posizioni suol essere
fausto si per la madre che per il figlio : soltanto nelle ul
118
time due, non essendo il parto debitamente assistito , può la
donna riportare strappamenti maggiori al perineo ; siccome
il feto qualche lesione alla faccia , o congestione cerebrale
pel rovesciamento della testa sopra la puca , se alquanto ri
tardasse a svilupparsi dal seno materno.
Rimane ora d'esaminare in qual modo le descritte forze
valgano a promuovere l'espulsione del felo , e quali movimen
ti esso debba eseguire traversando il bacino. . .
Nella prima posizione, stando la testa obbliquamente si
tuata sull'ingresso del bacino , in forza delle doglie, il mento
viene sempre più spinto contro lo sterno, e per conseguen
za la fontanella posteriore discende dietro la cavità cotiloidea
sinistra, avvicinandosi sempre più al centro della cavità , men
tre la fontanella anteriore monta verso la sinfisi sacro-iliaca
destra ; ed in tale attitudine la testa attraversa lo stretto su .
periore , e discende nella cavità della piccola pelvi . Quivi
pervenuta , l'occipite corrisponde alla sinfisi del pube, e la
faccia alla concavità del sacro. Ora l'occipite si fissa sotto l'ar
co del pube, il mento si allontana sempre più dallo sterno ,
per cui la testa si rovescia all'indietro , ed apparisce fra le
labbra pudende; mentre la faccia , percorrendo la concavità
sacro -perineale, si sviluppa dalla commissura posteriore della
vulva. La testa, tosto disimpegnata, riprende la sua posizione
diagonale primitiva, volgendo la faccia verso la parte inter
na posteriore della coscia destra materna; locchè è carattere
distintivo della prima posizione. Le spalle discendono anch 'es
se obbliquamente dal distretto superiore ; giunte poi nella ca
vità , eseguiscono un moto di rotazione, per cui la spalla de
stra portasi sotto l'arco del pube , e la sinistra nella conca
vità del sacro, uscendo così sotto i conati delle doglie dallo
stretto inferiore, prima però la destra. Le anche sortono con
facilità ; e, se il feto è grosso, eseguiscono gli stessimovimenti
delle spalle.
Il meccanismo nella seconda posizione dell'occipite è il
medesimo; colla sola differenza , che la fontanella posteriore
discende dietro la cavità cotiloidea destra , e l'anteriore rimon .
ta verso la sinfisi sacro- iliaca sinistra; ed abbassandosi la te
sta nella cavità , l'occipite eseguisce il solito moto di rotazio
ne , però da destra a sinistra verso la sinfisi del pube : svi
luppatasi finalmente dallo stretto inferiore, la faccia volgesi
119
verso la parte interna posteriore della coscia sinistra matera
na; segno distintivo della seconda posizione.
Nella terza e quarta posizione dell' occipite il meccanic
smo del parto è affatto eguale a quello delle precedenti, per
chè la testa offresi anche in queste obbliquamente allo stret
to superiore, ed eseguisce gli stessi moti, percorrendo i va
rii distretti della pelvi ; colla sola differenza , che la faccia ,
essendo rivolta in avanti, dee svilupparsi dal di sotto dell'ar
co del pube. Uscita la testa , la faccia del feto ,allorchè tro
vasi nella terza posizione, si volge verso la parte interna an
teriore della coscia sinistra della madre; e nella quarta verso
la parte interna anteriore della coscia destra.
Lo studio e la più esatta cognizione del meccanismo
di questa specie di parto offre alla levatrice vantaggi gran
dissimi; cioè:
1.° Per venire alla luce il feto , è assolutamente necessa
rio che i maggiori diametri della testa , delle spalle e delle
natiche si presentino
nolvi
sempre ai più grandidei varii distretti
della piccola pelvi.
2.0 Ma perchè ciò possa aver luogo , fa d'uopo che il
feto , attraversando la pelvi, eseguisca colla testa quattro mo
vimenti diversi: primo,allorchè discende lo stretto superio
re, la testa si piega in avanti, appoggiandosi col mento sopra
lo sterno, per adattarsi al diametro obbliquo; secondo, giun
ta alla cavità , eseguisce un movimento di rotazione, onde
coincidere col diametro antero-posteriore; terzo, nel disim
pegnarsi dallo stretto inferiore, la testa si rovescia all'indietro ,
e s 'innalza verso il pube, per facilitare la sua uscita; quar
to , appena giunta alla luce, si volge colla faccia ad una delle
coscie materne, affinchè le spalle e le natiche possano presen
tarsi ai più confacenti diametri del bacino nello svilupparsi.
Questo è dunque il meccanismo e lo sviluppo invaria
bile con cui la natura suole da per sè operare la nascita del
feto ; serve nello stesso tempo alla levatrice di norma, nel
caso di bisogno, dovendo migliorare la posizione del feto, od
estrarlo artificialmente dal seno materno: in fine dalla scru
polosa osservanza di tutto ciò dipende in gran parte la con
servazione non solo del feto , ma anche della madre.
Soccorso . Benchè i parti ne'quali si affaccia innanzi
l'occipite debbano considerarsi come fisiologici, ossia tali da .
120
effettuarsi necessariamente mercè le sole forze della natura,
e senza veruna assistenza dell' arte, come si può dimostrare
col raziocinio e colla giornaliera esperienza; ciò nondimeno
un semplice governo , un qualche sano consiglio suol bene
spesso procurare significanti vantaggi anche in questa specic
di parti, sia per moderare le annesse molestie , come per ab
breviare la durata del travaglio , per prevenire gli sconcerti,
e per rimediarvi allorchè si manifestassero: infine la presenza
d'una levatrice di conosciuta riputazione contribuisce som
mamente alla tranquillità dell'animo della partoriente ; ciò
che deesi molto valutare in simili circostanze. Risulta quin
di, che tutti questi importanti vantaggi debbonsi esclusiva
mente alla buona scelta di quei pochimezzi semplici da usar
si verso la donna nell'atto del parto . All' incontro vi sono
pur troppo molte pratiche, sussidii, ed anche manovre, tut:
tora in uso, specialmente fra le levatrici, con danno eviden
te ; anzi non poche di esse hanno la smania di far molto , e
suppongono d 'acquistarsimaggior merito dimostrandosi som
mamente altive ed operose durante il travaglio del parto ; e
non sanno che una simile condotta non serve ad altro , che
a tormentare inutilmente la povera partoriente , ed a stur
bare bene spesso l'opera della benefica natura : verità con
fermata dalla giornaliera esperienza. Quindi conviene limi
tarsi, nell'assistenza di questi parti, soltanto a quelle cose che
sono ragionevoli, e perciò, riconosciute utili, nonchè adot
tate dai migliori pratici; modificandole poi nei casi singolari
a norma dello stadio del parto , a norma della costituzione,
salute ed abitudini della donna , ed a norma delle compli
cazioni del parto stesso.
La levatrice tosto arrivata alla partoriente , e fatti i so
liti doveri di convenienza e di buona educazione,Ledovrà ac
ida
certarsi, mediante l' esame esterno ed interno , del periodo
del parto , della specie e delle particolari condizioni del me
desimo; in fine dello stato locale e generale della donna :
inoltre fa d'uopo informarsi, interrogandola , se la gravidan
za sia al termine; s' è primipara , o se abbia altre volte par
torito , come, e con qual esito ; in fine , se continua a sen
tire i moti del feto. Queste domande sono soprattutto indi
spensabili allorchè la mammana assiste per la prima volta
una donna, essendo talora di grandissima importanza ed uti.
121

· lità nel modo di assistere la partoriente ; siccome l'ommissio


ne di queste ricerche può esser fatale ai due individui . In
tal esame si dovrà quindi osservare il volume, la consistenza ,
la forma e l' inclinazione del ventre; assicurarsi della parte
presentata dalfeto , e della sua posizione; del collo dell'utero ,
se ammollito, assottigliato ; se la sua bocca è aperta , e quan
to; se il sacco è impegnato , intero , o rotto : verificare se il ba
cino è bene o mal conformato; se l' intestino retto e la ve
scica orinaria sieno vuoti; indagare la disposizione delle par
ti genitali esterne, cioè se troppo rigide, ristrette , asciutte ,
gonfie , od alterate in altra forma. Importa sapere , in caso

sofferto perdite di sangue, spasmi, svenimenti, convulsioni,


mancanza di respiro, palpitazioni di cuore, od altro acciden
te ; in ispecie qualche grave malattia recente: nella medesi
ma debbonsi contemplare il temperamento e la costituzio
ne fisica, se pletorica e robusta , ovvero gracile e debole , se
tímida o coraggiosa . Giova molto conoscere 'se i parti pre
cedenti furono lunghi e penosi, ovvero brevi o precipitosi,
senza recare verun incomodo alla partoriente . Quindi, dietro
le relative risposte ed informazioni, la levatrice deve pren
dere tutte quelle precauzioni e misure necessarie , ed adat
tate all' indole particolare di ciascuna complicazione, onde
guarentire possibilmente non solo la salute e la vita della
madre e del feto, ma eziandio la sua propria fama e respon
sabilità .
Si avverte la levatrice di usare inoltre somma prudenza
subito che incomincia il travaglio del parto , in ispecie nelle
famiglie agiate ; e dove il medico di casa fosse anche oste
trico, di prevenirlo per tempo ,e di concertarsi seco lui pri
ma di esternare il proprio parere . Quest'attenzione, dimo
strando una premura particolare per il ben essere della
partoriente , sarà accolta da tutti senza dubbio con sommo
piacere, rendendo nel tempo stesso meno responsabile la le
vatrice medesima.
In fine ritengo essere non solo naturale , ma eziandio
utile , scegliere i mezzi d'assistenza secondo le circostanze
ed i fenomeni principali del relativo parlo ; giacchè le dif
ferenze di ognuno esigono sussidii varii ed adattati. Quindi
per vieppiù facilitare lo studio della condotta della mam
122
mana durante questa funzione , e per rendere più sicuri la
scelta e l'uso di simili mezzi , ho creduto conveniente di
esporre quest'assistenza secondo i cinque stadii del parto .
Stadio I. Nel primo stadio del parto , essendo regola
re, la donna non ha veramente bisogno di alcun soccorso
dell'arte ; nullameno la levatrice ha molte cose a disporre
ed a preparare, cioè tutto l'occorrente per la madre e pel
figlio , durante e subito dopo il parto ; tanto più che, in ca
so di bisogno, mancando i mezzi necessarii, possono cagio
nare dispiaceri e danni reali.
Prima di tutto , instituito l' esame a dovere, confermata
la buona disposizione locale e generale , sia riguardo alla
madre che riguardo al feto , fa d 'uopo rendere tranquillo
l'animo della partoriente , in ispecie essendo timida o pri
mipara , coll'incoraggiarla e prometterle un buon esito del
parto stesso ; informandola sul contegno da osservarsi du
rante tutta la funzione, e sui danni che ne avverrebbero ,
qualora s' inquietasse eccessivamente.
La camera del parto deve possibilmente trovarsi lontana
da forti rumori o disturbi, abbastanza spaziosa , d 'un 'aria
buona e sana, di temperatura media : si dovrà inoltre allon
tanare tutto ciò che potrebbe inquietare la partoriente, od
incomodare quelli che l' assistono ; vale a dire le persone
superflue, e quelle la di cui presenza non le aggradisse ;
così pure i fanciulli ed i famigliari.
Anche il vestiario delle partorienti dev' essere regolato
dalle mammane a norma della stagione: però gli abiti stretti
e troppo pesanti dovranno cambiarsi con più leggieri e co
modi; slacciarsi i nastri o le cinture che vi si trovassero in
qualunque parte , affinchè la donna possa muoversi più li
beramente , nonchè far valere con più profitto le sue forze
nel secondare le doglie , senza esporsi a qualche sconcerto
per impedita circolazione di sangue nelle parti strettamente
allacciate.Però nel caso che la partoriente portasse il cinto
per ernia o rottura inguinale, questo non può allontanarsi
senza compromettere gravemente la vita della medesima.
La dieta , durante il parto , dovrà conformarsi allo stato
della donna, che ora può essere sanguigno e robusto , ed ora
debole e delicato : conviene indistintamente astenersi da cibi
pasanti e troppo aromatici; anche gli altri debbonsi pren
123

dere in moderata quantità, perchè l'abuso resta rare volte


impunito : quindi si accordano semplicemente brodi e mi.
nestre leggiere; e soltanto trovandosi la partoriente piuttosto
debole e sfinita , potranno somministrarsi brodi più forti ,
uova fresche, caffè e cioccolatte. Per la bibita ordinaria scel
gasi in generale l'acqua intiepidita , od il thè di tiglio , di
fiori di viola o verbasco , l'acqua addolcita con zucchero , e
limonate od aranciate lunghe : può però accordarsi vino
inacquato a quelle donne che lo desiderano, e che sono
avvezze a berne,ma però sempre moderatamente; così pure
qualche cucchiajo di vino eccellente , nostrale o forestie
ro , può riuscire vantaggioso per il travaglio del parto , e
quindi anche per la partoriente , essendo piuttosto lungo
e laborioso , nonchè essa sfinita ; perchè l' abuso dei vini, o
di qualunque liquore o bibita spiritosa ed eccitante , sic
come i disordini dietetici, suole non solo rallentare i pro

rante il travaglio , o dopo il medesimo; cioè indisposizioni,


vomito , menorragie , congestioni, apoplessia , ed infiamma
zioni mortali. .
Siccome le prime doglie sono piccole e rare , quindi
può la partoriente a suo piacimento starsene in piedi , o se
dere , o camminare, od anche di quando in quando collo
carsi a letto , o sul sofà ; ma sarebbe imprudente e perico
loso sforzarla ad una permanente situazione, in ispecie non
essendovi complicazioni che l'esigano ; e molto più il per
metterle d 'uscire di casa , o di fare ancora trottate in car
rozza a parto incamminato .
Egli è di somma importanza il non permettere che la
donna secondi le doglie presagienti , essendo non solo inu
tile , ma anche perchè si troverebbe esaurita di forze al mo
mento in cui sono indispensabili per la espulsione del feto .
. In ogni caso riesce utile l'uso dei clisteri al principio
del parto ,ma molto più se la donna da qualche giorno non
avesse evacuato l'alvo ; e ciò per togliere le materie ,le quali
sogliono rendere più o meno laborioso il parto , ed accre
scere l' immondizia durante il medesimo. Quindi si applica
uno o più lavativi semplicemente ammollienti d 'acqua dimal
va, o d'altea, o di crusca, ed anche d'acqua semplice tiepi
da , aggiungendo due o tre cucchiai d ' olio comune . Oltre
124
le solite regole d 'osseryarsi nel preparare e somministrare i
lavativi, si avverte la levatrice, che la siringa deve sempre
riempirsi per di sopra , e che il liquido sia rasente il bec
cuccio , ond'evitare l'ingresso dell'aria spinta nell' intestino
retto , non senza danno. Altrettanto caldamente dovrà rac
comandarsi alla partoriente di soddisfare al bisogno d'ori
nare ogniqualvolta lo avesse, a fine di prevenire l'accumu
lamento soverchio dell'orina , e le sue fatali conseguenze ,
sia riguardo al parto, alla madre, od al feto .
Trattandosi d 'un parto regolare , ove tutto è ben dis
posto , e normalmente progredisce , la donna non ha biso
gno di verun farmaco , o d 'altro, onde facilitare ed accele
rare il travaglio ; nè occorre in simile circostanza il salạs
so, anzi riesce bene spesso fatale ; poichè molti sintomi di
pletora, e congestioni che sogliono manifestarsi durante l'at
to , sono piuttosto effetti secondarii del parto stesso : d ' al
tronde fa d 'uopo possibilmente conservare le forze della par
toriente , non potendo sapere la durata del parto , nè quali
accidenti possano ancora sopravvenire. Nel caso poi che la
levatrice osservasse dei fenomeni straordinarii con evidente
discapito , allora essa dovrà senza indugio chiamare in soc
corso il medico ostetrico. Date le circostanze sopra esposte,
i mezzi locali giovano rare volte a favorire il parto ; anzi es

po ripetuta introduzione del dito nella vagina, sia per la di


varicazione delle labbra pudende, sia per la depressionedel
perineo, e sia per lo spingimento del coccige: in tutte que
ste e consimili manovre non si fa altro , che sempre più ir
ritare le parti, e quindi renderle alterate e sensibili , rigide
ed asciutte per mancanza della mucosità indispensabile alla
loro conservazione, nonché per facilitare la nascita del feto ;
per cui il parto diventa conseguentemente più lungo e la

na durante il parto , i quali dipendono dall'uso o dall'abitu


dine del paese , dall'agiatezza delle famiglie , e dalle cogni
zioni di quelli che l'assistono; seguitando ciecamente i pre
decessori, senza pensare se la situazione della partoriente
· convenga o no all'uopo , e come potrebbe migliorarsi. Non
v'ha dubbio che pei parti regolari la situazione la più co
125
moda, la più opportuna , e la più vantaggiosa d'ogni altra ,
dev' essere la supina sul dorso o sul fianco . Ma io preferi
sco in generale la prima, perchè più naturale, più comoda ;
la donna trova più riposo nell' intervallo delle doglie ; essa ,
si stanca meno, e può meglio far valere le forze ausiliarie ;
la si può tenere più coperta , e quindi guarentirla dai col
pi d 'aria : se sopravviene qualche improvviso accidente , la
donna è già a letto , si diminuiscono le conseguenze e gl’im
barazzi, potendo prestarle comodamente i necessarii soccor
si ; infine meno facilmente succede il parto precipitoso , e le
sue tristi conseguenze . Questa situazione offre anche alla
levatrice significanti vantaggi, non solo perchè la solleva da
molte fatiche , ma eziandio perchè può meglio avvicinarsi ,
ed osservare l'andamento del parto, e la condizione delle
parti genitali molli ; ed in fine prestare con più comodità e
sicurezza la dovuta assistenza al feto nascente . Dopo tali
non indifferenti ragioni sarebbe, a mio credere, superfluo
il parlare di qualunque altra situazione; e le altre tutte sono
da bandirsi dalla pratica ostetrica, trattandosi di parti rego
lari, perchè inutili, anzi dannose .
Non riesce difficile alla levatrice il preparare sulmo
mento un letto da parto , e renderlo confacente : al qual fine
può servire qualunque letto o sofà, purchè sia stretto , non
troppo alto , ed abbastanza solido , appoggiandolo al muro
con una estremità ,mentre l'altra ed i lati restano liberi per
potere avvicinarsi comodamente alla donna. Si fornisce que
sto letto di un pagliariccio piuttosto duro , sopra il quale si
pone un materasso possibilmente di crine , piegandolo al
traverso in mezzo, che si colloca dal capo sino alla metà del
letto ; oppure sopra il materasso tutto esteso si può mettere
un capezzale grosso , sempre però nel sito ove appoggiansi le
natiche della partoriente, onde restino più sollevate e spor
te all' infuori, affinchè le parti genitali molli esterne ed il
coccige possano maggiormente dilatarsi e'retrocedere. Sotto
le natiche si estende un pezzo di tela incerata , od un len
zuolo doppio , per meglio preservare gli attrezzi del letto dal
sangue, dalle acque, e da altre immondizie; poscia si guar
nisce con un lenzuolo tutto il letto , prendendone ancora un
altro, nonchè una coperta , più o meno grave, secondo la sta
gione, e per rispettare il pudore : sotto la testa si adatta un
126
piccolo guanciale ; ed è bene che non sia troppo sollevato ,
poichè il letto deve offrire un piano leggermente inclinato
da capo a piedi.Nel fondo del letto , ossia nell'estremità li
bera , si aggiunge un traverso di legno , od un cuscino di
crine o paglia , per servire di punto d 'appoggio ai piedi; in
mancanza del quale può farsi lo stesso per mezzo di assi
stenti, facendo da essi tener fermi i piedi. Non meno utile
riesce l'assicurazione alle colonne anteriori della lettiera di
due forti e lunghi asciugamani, le di cui estremità libere af
ferra la partoriente tirandole a sè sotto il conato delle doglie ,
per secondarle con maggior forza e profitto : lo stesso può ot
tenersi da un assistente che afferri le braccia della donna.
Allorchè mancassero le accennate suppellettili , si può
comporre un letto provvisorio da parto , collocando la donna
colle natiche sulla sponda del letto in cui si trova; ma pri
ma sarà bene mettere sotto il materasso un duro guanciale ,
perchè le natiche non s'infossino ; inoltre si porranno delle
tele ripiegate a più doppii , o una tela incerata , per impe
dire l' inzuppamento dei materassi e dei lenzuoli ; così pure
si può, per maggior polizia , mettere un catino, od altro si
mile recipiente , sotto il letto , ove corrispondono le natiche,
e raccogliere le materie che vi scolassero. Le spalle della par
toriente si sorreggeranno con cuscini posti gradatamente al
di dietro ; indi si coprirà tutto il letto con lenzuoli e coper.
te adattate alla stagione e alla decenza. I piedi si fanno ap
poggiare sopra sedie accostate innanzi alla sponda del letto ,
e distanti fra loro a segno da permettere alla levatrice di
situarvisi in mezzo per ricevere la nascente creatura .
Sia che manchino i necessarii attrezzi per comporre il
letto da parto , sia che le circostanze del travaglio del parto
sieno pressanti da non aver tempo nè agio a prepararlo , può
per tutti i casi pienamente soddisfare l'apposito cuscino da
parto , introdotto da varii anni in questa Clinica ostetrica ,
con soddisfazione di prospero successo . Ed infatti questo cu
scino , che abbraccia nella sua estensione tutti i requisiti es
senziali d 'un buon letto da parto , si può collocare sopra
qualunque letto o sofà , od anche sopra una tavola , aggiun
gendo altro adattato fornimento da letto ; ed in pochi istanti
si avrà composto il più opportuno letto da parto , sia natu
rale , od artiſiciale : in questo la donna conserva sempre la
127
stessa posizione ; di più , subito terminato il parto , si ritira
il cuscino dal di sotto della medesima, senza che ne soffra
il più piccolo disturbo, e continua a godere il tanto deside
rato riposo , ed il comodo del letto puerperale ; evitando in
pari tempo i fatali inconvenienti che talora succedono nel
passaggio dal letto del travaglio a quello del puerperio. Ora
che sono conosciuti questi vantaggi, ed i comodi di un tale
cuscino , la di cui spesa è assai moderata , sarebbe da desi
derarsi che tutte le levatrici se ne provvedessero, in ispecie
quelle di campagna , ove ordinariamente mancano le neces
sarie suppellettili.
Conviene inoltre che la levatrice prepari e disponga debi.
tamente non solo gli attrezzi della propria professione,ma an
che tutto quello che può occorrere per la partoriente e pel
bambino,durante il parto e nei primimomenti del puerperio .
Gli utensili ostetrici consistono :
1.° In una grande siringa di stagno da contenere una
libbra di fluido, provveduta d 'una cannula d 'avorio da stac
carsi ed unirsi alla siringa, destinata pei lavativi d'applicarsi
agli adulti.

allo stesso scopo pei neonati. Questa può provvedersi d 'una


seconda canna di stagno curva e lunga , una delle di cui
estremità termini in un bottone rotondo, fornito di varii fo
rellini, mentre l'altra estremità s' impianta nella siringa ,
per fare injezioni nella vagina o nell' utero.
3 .º Una simile piccolissima siringa, con cannula d'avo
rio conservata nel manubrio del pistillo , unendola alla si
ringa, serve, occorrendo , a battezzare il feto essendo ancora
nel seno materno.
4 . Un catetere da donna, d'argento o di gomma ela
stica, per estrarre le orine, arrestandosi queste nella parto
riente o puerpera, nè potendole con altri mezzi ristabilire.
5 .0 Una forbice alquanto lunga , e colle punte ottuse ,
per recidere il cordone ombellicale.
6 .0 Una fionda di seta ,larga un pollice, lunga un brac
cio e mezzo , le di cui estremità sieno perforate per lo spa
zio di due pollici, affinchè possa farsi un laccio , onde lega
re ed assicurare un piede o un braccio del feto procedenti
softo il travaglio del parto .
128
7. Alcuni nastrini stretti, lunghi un piede: in loro
mancanza si prendono tre o quattro fili ; questi s'incerano
bene, si schiacciano, per formare una specie di nastrino , e
si adoperano per la legatura del tralcio ombellicale.
8 .• Alcuni pezzi di esca bene asciutta , per arrestare
l' emorragia proveniente dal sopraddetto cordone, dall'ombel
lico del neonato, o da qualche varice scoppiata nella madre.
9.º Una mediocre spazzoletta da abiti ed un pezzo qua
drato di flanella possono utilmente impiegarsi nel soccorso
degli asfitici.
10 .• Un vasetto ripieno di pomata , per ungersi il dito
prima dell'esplorazione interna.
11.º Sarà molto utile che ognilevatrice, in ispecie quel.
le della campagna, trovisi provvista di alcuni medicamenti,
in caso di somma urgenza, e d'assoluta mancanza di medi
co, onde poter prestare opportuno sussidio alla madre ed al -
fanciullo , trascurando la qual cosa , potrebbero aver luogo
funeste conseguenze. Tali rimedii saranno: la tintura di can
nella , lo spirito di sale ammoniaco caustico, l'etere solforico
e la tintura di castoreo , conservandoli in boccie di cristallo
bene otturate , e marcate con relativa inscrizione; di più ,
un po'di fiori di camomilla e verbasco , da tenersi in isca
tola adattata .
Tutte queste cose debbonsi tenere unite e ben disposte in
un 'apposita cassetta a chiave , nonchè conservarsi in perfetto
stato , affinchè la levatrice abbia e trovi tutto il necessario ,
venendo chiamata in fretta , sì di giorno che di notte, ad as
sistere una partoriente. Qui in Padova si è impegnata la si
gnora Asti, levatrice approvata , di somministrare simili cas
sette , ben fornite di tutto l'occorrente, e lavorate con mol
ta esattezza e pulizia , al prezzo di lire austriache 42 per
ciascuna.
Non è meno importante che la levatrice pensi per tem
po a preparare tutte le altre occorrenze da somministrarsi
per parte della famiglia , cioè dell' olio o del burro fresco
per ungersi il dito nell'esplorazione , per lubricare, occorren
do, le parti genitali molli della donna, e per ripulire il bam
bino dalla patina che lo cuopre ; dell'acqua calda in quan
tità sufficiente , ed una mastelletta conveniente per lavarlo ;
un bicchiere d ' acqua pura per battezzarlo , se occorresse ;
129
buon brodo, aceto , e qualche piacevole cordiale , per risto
rare la partoriente sfinita ed il neonato ; una spugna ; più
pezze di tela morbida : di più ,asciugamani, fuoco acceso , uno
scaldalelto , ed il necessario conveniente vestiario sì per la
madre che per il figlio ; infine alcune assistenti coraggiose , e
care alla medesima, nonché dei vasi o catini vuoti per ri
cevere le immondizie e la placenta . .
Stadio II . Avendo la levatrice rigorosamente adem
piuto agli obblighi sopra indicati, o , se il tempo e le circo
stanze non l'avessero permesso , eseguitili nel secondo stadio ,
allora non le resta aliro se non che osservare la partoriente ,
esaminandola internamente di tratto in tratto , e con cautela ,
negl’intervalli delle doglie , per non rompere intempestiva
mente il sacco delle acque, osservando le disposizioni, l'an
- damento ed i progressi del travaglio del parto . ,
Se tutto procede con regolarità, giova confortare ed in
coraggiare la donna con buone speranze, e raccomandarle
nel tempo stesso la pazienza , soprattutto se si dimostrasse
affannata , pusillanime, o timida ; e se tali ragioni non ba
stassero ad ottenere l'intento, le si farà conoscere come un
mal contegno suol prolungare il parto non solo , ma anche
provocare sinistri accidenti a danno della madre o del feto ,
durante o dopo il travaglio , e dei quali la levatrice non è
responsabile.
Sarà ben fatto altresì il prevenire la primipara a non
ispaventarsi se la rottura del sacco delle acque succedesse
con qualche scrocchio , susseguito da un abbondante scolo
di fluido. . . .
Siccome le contrazioni uterine sogliono essere in questo
periodo più sensibili, ed incomode alla donna, quindi, per
diminuirle , la levatrice può suggerire alla medesima di ap
poggiarsi colla schiena, alla loro comparsa , contro qualche
corpo solido ; e nel tempo stesso la partoriente o la levatri
ce sosterranno il ventre con ambe le manidurante il conato
consumare inutilmente le forze, e per non correre il rischio
di rompere le membrane innanzi tempo.
Anche in questo stadio si preferisce di tenere la donna
fuori del letto , e le si concede la posizione che più aggra
disce, sopraltutto essendo le doglie rare, poco efficaci, ed il
130
travaglio affatto esente da qualsiasi complicazione. All'incon
tro se le doglie preparatorie succedonsi rapidamente e con
violenza ; se la bocca dell'utero si trova aperta alla circon
ferenza d 'un tallero, nonchè il sacco delle acque molto spor
gente e teso , e disposto a rompersi; se la donna accusa d 'es
sere stanca e sfinita pel lungo travaglio ; allora si può anche
collocarla a letto nel secondo stadio, dandole subito la con
facente posizione: ed in questo caso si mette un vaso adat
tato e ben riscaldato sotto le parti genitali, onde raccogliere
le acque dell'amnios, ed osservare la loro qualità e quanti
tà ; ciocchè in alcune circostanze può essere di rilevante
vantaggio .
Stadio III. La rottura del sacco delle acque succede
bene spesso alla fine del secondo , ma più ordinariamente
al principio del terzo stadio del parto . Subito dopo sarà do
vere della levatrice, pei moltiplici ed importanti vantaggi
che si acquistano, d 'instituire un esatto esame interno, onde
meglio verificare la parte presentata del feto , la sua posizio
ne; se sola o con altre; in quale distretto della pelyi si trovi;
co, vale a dire il suo sito e la sua grandezza ; infine la qua
lità e quantità delle acque scolate .
Subito dopo lo squarciamento delle membrane conviene
collocare la donna sopra il letto da travaglio , perchè dietro
una piccola tregua sogliono manifestarsi forti ed efficaci con
trazioni uterine, portando seco talora la espulsione preci
pitosa del feto , in ispecie essendo la donna pluripara. Onde
prevenire qualunque funesta conseguenza , fa d' uopo solle
citare la donna a portarsi sopra il letto da travaglio ; e spo
gliata che sia da qualunque veste incomoda , se le permet
terà di vestire un abito leggiero da camera , aperto davan :
ti , o la sola camicia ; collocandola supina , colle spalle al
quanto sollevate , colle natiche bene sporte dal materasso ,
colle ginocchia piegate, e colle coscie discretamente divari
cate ; poscia coprendola come si deve . Nello stesso tempo
giova moltissimo che la levatrice informi la donna, in ispe
cie essendo primipara , come debba secondare utilmente le
doglie ; per cui ad ogni comparsa dovrà trattenere il fiato ,
e spingere in basso a piena lena, come se volesse andare di
corpo: inoltre impunterà i piedi contro l'asse o cuscino posto
131
all'estremità inferiore della lettiera , o dovranno essere tenuti

sano con maggior energía e profitto farsi valere le proprie


forze ausiliarie. Durante lo spingimento la donna deve pie .
gare la testa sul petto , ed astenersi possibilmente dal sover
chio gridare, lamentarsi e dimenarsi: cessata la doglia , le si
accorderà di prendere la posizione che più le piace, e di ri
posare con comodità .
Bene spesso avviene in questo stadio , che le doglie il
languidiscano, o manchino affatto per un tempo più o me
no lungo , e non senza inquietare la partoriente , ed anche
coloro che l' assistono . Però non è raro l'osservarsi la sos
pensione delle contrazioni uterine per più ore, quantun
que il parto sia regolare, e senza cagionare sinistri acciden
ti ; anzi, per ordinario, una simile calma può riuscire piut
tosto vantaggiosa , dessa profittando la natura per riani
mare vie maggiormente le consumate forze vitali dell'utero,
onde agire in seguito , o nei momenti più importanti , con
più profitto ; per cui se la levatrice vedrà la donna esente
da fenomeni allarmanti , e col suo riscontro interno tutto
ben disposto , può con animo quieto , e senza sussidii del
l'arte , attendere con pazienza il loro spontaneo ritorno. Tal
volta una posizione diversa, un breve sonno, un avviso con
solante , un adattato ristoro, l'applicazione di panni lini te
pidi sul basso ventre , e le frizioni fatte colla mano asciutta
sul medesimo, bastano per richiamarle , o renderle più at
tive . Se poi l' alterazione delle doglie dipendesse da cause
forti, e venisse accompagnata da gravi sintomi, allora la mam
mana deve senza indugio rivolgersi al medico ostetrico .
Osservasi pure di sovente che, durante questo stadio , la
partoriente va soggetla alvomito, sia per la meccanica pres
sione sullo stomaco dell'utero contratto, sia per essere quello
caricato di cibi; per cui non essendo il vomito frequente , e
la materia cibi indigesti, la levatrice non dee minimamente
inquietarsi , perchè anzi d 'ordinario è giovevole , attivando
le contrazioni uterine.
Per maggiore perfezionamento delle levatrici, non sarà
inutile il far qui conoscere alcune pratiche e manovre che
132
si usavano e si usano pur troppo ancora da talune, non solo
contro la ragione e senza niun vantaggio , ma anzi con evi
dente discapito , come lo dimostra la giornaliera esperienza ,
prolungando il travaglio del parto ,rendendolo più laborioso
e molesto , e provocando bene spesso degli sconcerti locali
e generali si nella donna che nel feto ; quindi sarebbe or
mai tempo che simile condotta fosse abbandonata , disprez
zata e proscritta dalla pratica ostetrica .
Il volere obbligare la donna a restare, durante tutto il
travaglio del parto , sempre nella medesima posizione , dee
riuscire assai incomodo e dannoso , in ispecie se il parto si
prolunga alquanto : per cui la levatrice accorderà liberamente
il desiderato cambiamento di posizione , soprattutto in fian
co, ed in tempo della calma; la qual cosa suol procacciare
alla partoriente grandissimo sollievo , conservare le sue for
ze, e contribuire a render più attive le susseguenti doglie .
Fra le cattive pratiche di alcune levatrici si deve a buon
diritto calcolare l'uso di sollecitare la partoriente a spingere
non avendo dolori, in vista di far rinascere le contrazioni
uterine, o di renderle più energiche, e quindi affrettare il
parto ; opinione sommamente falsa e dannosa , perchè sen
za l'attività dell'utero il parto non può effettuarsi natural
mente : cosi pure gli sforzi impiegati dalla donna non gio
vano che ad aumentare sempre più il suo sfinimento, ed in
ispecie quello dell'utero , nonchè a provocare altri funesti
accidenti; quindi il secondare le doglie riesce utile soltanto
durante il loro conato , e dovrà del tutto sospendersi tosto
che cessino .
Biasimevole è la massima di coloro che pretendono a
parto avanzato render le doglie più frequenti e più efficaci,
facendo alzare e camminare la partoriente , ed applicando
dei lavativi irritanti ed eccitanti ; ma nè l'una nè l'altra può
convenire, anzi sogliono per lo più provocarsi gravi disor
dini, sia perchè può la donna facilmente raffreddarsi, sia
perchè può sopravvenirle una forte doglia , e precipitare la
espulsione del feto , da cader esso , non senza danno, per ter
ra. Lo stesso può succedere alla madre in caso di deliquio o
svenimento . Ugualmente l'applicazione dei lavativi riesce
in generale inutile in questo momento , per essere la testa
del feto già discesa nella cavità della piccola pelvi , ed in
133
conseguenza più o meno compresso l'intestino retto in ma- .
niera che non solo il fluido, ma anche la cannula non pos
sono più entrare; e , sforzando, si potrebbero ferire le parti
locali della madre o del feto.
Egli sorprende il sapere che molte levatrici , anche nei
casi normali, s'oppongono al sonno che provano bene spes
so le donne sotto il travaglio del parto , soprattutto essendo
penoso e lungo, dando esse nello stesso tempo una evidente
prova di non conoscere i benefici effetti del riposo, e del
sonno nelle partorienti. Si osserva ogni giorno che la don
na, dopo un simile riposo, per quanto sia breve, trovasi più
ristorata e più rinvigorita ; anche le doglie agiscono con più
intensità e frequenza : quindi ad un simile bisogno la le
vatrice dovrà sempre non solo acconsentire , ma anche ave
re tutta la premura che la partoriente non sia disturbala da
quelli che si trovano nella camera ; e soltanto essa resterà in
guardia, od una persona degna di fede, per tutto quello che
potesse accadere.
· Non può negarsi che, per qualche particolare condizio
nedelle parti genitali, possa talvolla convenire il prepararle
e disporle più favorevolmente sotto il travaglio del parto ,
onde facilitarlo , adoperando gli adattati rimedii topiei, sotto
la forma di fomenti , cataplasmi, unzioni, suffumigii , inje
, zioni,bagni e semicupii, ed anche la meccanica dilatazione.
Ma , prescindendo da questi rari casi , si sa d 'altronde che
il loro uso in generale riesce inutile, e bene spesso dannoso ;
perchè la natura da per sè aumenta , durante il travaglio , la
secrezione delle parti genitali, onde vieppiù ammollirle, lu
bricarle , e renderle più cedevoli : inoltre contribuisce molto
allo stesso benefico scopo lo stillicidio di sangue , e quello ,
delle acque dell' amnios; mezzi sufficienti per rendere inu
tili quelli dell'arte , i quali, sia per la ripetuta applicazione
e per l' indole dei rimedii, sia per l'azione meccanica eser
citata sulla bocca dell'utero , sulla vagina , sulle labbra pu:
dende, sulperineo e sul coccige, producono sempre necessa
riamente risultati fatali o contrarii , perchè privano piuttosto
le parti della loro naturale mucosità , senza ricompensarle
giammai; inoltre s' irritano, si tumefanno, e divengono sem
pre più sensibili, e pregiudizievoli al buon andamento del
parto : infine il contatto dell'aria stessa , in ispecie essendo
134
fredda,come pure il morale della donna, non debbono con
siderarsi per indifferenti.
Alla levatrice non è assolutamente permesso d 'ammini
strare allarepartoriente, trovandosi i questo sstadio
in questo tad di parto ,
h i
g ,o p p u i k i d c c i t a n t
h forti. eed eeccitanti, ossia i così detti emmenago
medicamenti
ghi, oppure bibite spiritose e riscaldanti, sotto il pretesto di
attivare le doglie , ed accelerare il parto ; poichè da simili
mezzi, anche usati colla debita cautela ed altenzione, non so
lo si ottiene rare volte l'intento contemplato ,ma essi più fa
cilmente sogliono produrre congestioni, metrorragie , con
vulsioni, doglie false , infiammazioni, ed altri accidenti egual
mente pericolosi tanto per la madre che per il feto . .
Stadio IV . Nel quarto stadio del parto la levatrice dee
rivolgere tutta la sua attenzione e cura sopra due cose es
senziali , cioè a conservare il perineo, ed a ben ricevere il
feto nascente .
Riguardo alla conservazione del perineo ,basta conside
rare la sua situazione, la sua struttura , e le violenti pres
sioni e distensioni, esercitatevi dalla testa del féto nel traver
sare la vulva, soprattutto non essendo egli ben presentato
o troppo voluminoso , o la pelvi della madre viziata , le sue
parti genitali molli più ristrette , più rigide e più asciutte ,
sia per naturale mancanza di topico muco , sia pel prema:
turo scolo delle acque dell'amnios , o per essere la parto
riente primipara ed avanzata in età , o malamente collocata ,
od indocile e maliziosa , o per secondare le doglie con trop
pa forza , essendo d 'altronde soverchiamente impetuosa ; in
fine, per manovre od operazioni ostetriche in ispecie mal
eseguite ; per convincersi che tutte queste cause , a norma
della loro indole e del loro numero , contribuiscono più o
meno a produrre lo strappamento del perineo , durante il tra
vaglio del parto , nell'atto che la testa attraversa la vulva.
Degl' inconvenienti che risultar potrebbero da questo
strappamento , e del relativo metodo curativo, io mi riserbo
parlarne a tempo opportuno.
Diverse manovre e diversimetodi sono stati usati, e tut
tavia si usano, onde evitare lo strappamento del perineo nel
l'atto che la testa del feto attraversa la vulva; ma veramente
pochissimi corrisposero alle aspettazioni ed aidesiderii degli
ostetrici ; anzi alcuni piuttosto facilitarono il detto strappa
135
mento , o lo ingrandirono. Quindi amo får qui conoscere il
metodo da me abbracciato in proposito , che, dietro una lun
ga esperienza , e la più scrupolosa ed imparziale osservazione,
mi ha pienamente convinto essere il metodo, senza confron
to , più semplice, più ragionevole , meno incomodo, ed il più
vantaggioso ; perchè diffatti con esso , s' è possibile, si evita
nel maggior numero delle parlorienti lo strappamento del
perineo , od almeno se ne limita nolabilmente la estensione :
pregi di somma importanza, e da non disprezzarsi.
Le massime fondamentali che servono di base alnostro
metodo sono le seguenti: di accordare al perineo il tempo
necessario , perchè possa gradatamente dilatarsi ed assotti
gliarsi ; di allontanare qualunque locale meccanica esterna
pressione, affinchè la parte possa più liberamente distender
si, e conformarsi alla testa nascente; e di non privarla della
sua naturale mucosità , perchè contribuisce sommamente a
conservare la sua confacente cedevolezza . Quindi dietro tali
principii , tostochè il perineo comincia a tendersi e farsi
emisferico , nonchè la testa a presentarsi fra le labbra pu
dende , conviene alquanto abbassare il tronco della parto
riente, e fare vieppiù sporgere infuori le natiche : situata la ,
donna supina (che preferisco al situarla sul fianco sinistro,
colle ginocchia allontanate da un guanciale), s'avvicinano le
coscie piegate sulle ginocchia , si tolgono i punti d'appoggio
dei piedi e delle mani, e si raccomanda alla donna di mo
derare i suoi sforzi nel secondare le doglie , anzi possibil
mente ritenerli nello sviluppo della testa dalla vulva. In tuta
to questo frattempo la levatrice dee scrupolosamente aste
nersi da qualunque pressione o divaricazione delle parti ,
non meno dall’ungerle con grasso od altro consimile,lascian
do operare la natura nella totale espulsione della testa , la
quale scivola insensibilmente sopra il perineo stesso , senza
strapparlo , soprattutto innalzandola dolcemente in pari tem
po con una mano verso il pube. Questi stessi principii deb .
bonorigorosamente osservarsi anche nel passaggio delle spal
le e delle natiche, le quali potrebbero egualmente lacerare
il perineo, od ingrandire sensibilmente lo strappamento, al.
lorchè la testa lo avesse già fatto. '
In conseguenza , qualunque metodo contrario riesce ala
meno inutile , se non nocivo , ed assai doloroso, nonchè in
136

comodo alla partoriente ; perchè il perineo viene meccani


camente e precipitosamente disteso , irritato , ingrossato , e
quindi reso incapace d'accomodarsi al volume ed alla for
ma della testa ; per cui tanto più facilmente corre pericolo
di strapparsi, divenendo in ispecie la parte rigida ed asciutta
dall'applicazione ripetuta delle dita e della mano. Anche per
un 'altra ragione dovrebbe la levatrice abbandonare tutte le
manovre locali ; perchè supposto che non cagionassero in
convenienti, pure la partoriente non mancherà di attribui
re a cotali manovre i dolori e gli sconcerti riportati.
Egli è assai importante che la levatrice sappia con buon
metodo ricevere e sostenere il feto ch'esce alla luce dal se
no materno, non solo per vieppiù guarentire le parti geni
tali della partoriente, ma eziandio per facilitare la nascita
del feto , e per maggiormente assicurare la salute e la vita
del medesimo.
Appena uscita la testa , le contrazioni uterine sogliono
sospendersi per un tempo più o meno lungo ; il di cui ri
torno spontaneo deve attendersi con pazienza dalla levatrice ,
specialmente se le spalle sono ben presentate e dell'ordinario
volume, nè altri accidenti pericolosi sieno presenti : tutta
via la testa uscita deve sostenersi con una mano, e leggier
mente innalzarsi verso il pube, senza otturare la bocca e le
narici, come spesso succede,affinchè il feto possa respirare;
la levatrice porterà l'altra mano alle parti genitali della don
na, sotto il tronco del nascente , ricevendolo a proporzione
che sorte ; nello stesso tempo lo lascierà eseguire liberamen
te quei soliti moti di rotazione che la natura gl'imprime
mentre percorre l'asse della pelvi, onde agevolarne la espul
sione. Tutte queste manovre possono praticarsi dalla leva
trice sotto le coperte, e senza scoprire le parti genitali della
partoriente. .
Fa d 'uopo prevenire la levatrice , che se il tronco non
seguitasse immediatamente la testa uscita, non deve solleci
tarsi facendo delle violenti trazioni sulla medesima; le quali
riescono per lo più funeste alla vita del feto, per la pressio
ne e lo stiramento del midollo spinale, per la lussazione del
le vertebre cervicali , potendo anche talvolta strapparsi la
testa dal tronco. Inoltre nel tempo che viene fuori il tronco
del feto bisogna pure inculcare alla donna di non ispingere
137
punto, perchè l' utero rimanendo allora vuoto , se la donna
spinge, il diaframma sforza a portarsi abbasso il fondo di que
sio viscere, e si rovescia , se non si contrae prontamente.
- Talvolta però succede, che dopo la uscita della testa il
tronco ritarda alquanto a seguirla ; perloché, se continuas
se per molto tempo, il felo ne potrebbe senza dubbio risen- '
tire dei danni, ed anche soccombere, prima che venisse alla
luce . Questo ritardo può dipendere dalla inerzia dell'utero, .
dallo stringimento spasmodico del suo collo o della vagina,
o dalle spalle del feto mal presentate o troppo voluminose ,
nonchè da un soverchio sfinimento della stessa partorien
te . Per ordinario alcune fregagioni, fatte colla mano ester
namente sopra l'utero, bastano a risvegliare le doglie; in ca
so diverso , specialmente se vi esistano meccanici ostacoli, o
che la faccia del feto si vedesse liyida e tumefatta , si deve
accelerare l'uscita del tronco, portando il dito indice sotto
la spalla che corrisponde maggiormente al sacro, e tirare a
sè con le dovute regole e colla necessaria destrezza; le quali
trazioni debbono secondarsi dalla donna co' suoi sforzi e pre
miti : e tostochè la levatrice potrà, deve introdurre anche
l'altro indice sotto l'allra spalla , nonchè girare il feto , nel
mentre che discende , verso quella coscia della madre alla
quale naturalmente inclinava colla sua superficie anteriore ;
ed a misura poi che viene alla luce il tronco, la mammana
deve alzarlo con una mano verso il pube, affinchè segua la
direzione dell'asse dello stretto inferiore della pelvi.
: Ben sovente suole osservarsi, uscila la testa , il cordone
avvolto intorno al collo per uno o più giri, la qual cosa pe
rò si oppone assai di rado alla espulsione del tronco ; per
cui i relativi soccorsi proposti da molti ostetrici non solo rie
scono inutili, ma anzi dannosi, come si dimostrerà in altro
luogo più opportuno. . .
· Nato che sia il feto , lo si colloca trasversalmente fra le
coscie della madre, senza troppo allontanarlo dalle parti geni
tali della medesima, per non istirare il cordone ombellicale,
e precipitare il distacco della placenta ; o cagionare il rovescia
mento dell'utero, essendo quella fortemente adesa ; o strap
pare il cordone, e quindi far nascere una forte emorragia :
inoltre, nel collocare il feto , la testa dev'essere alquanto più
alta , e colla faccia rivolta verso l'addome della partoriente ,
138
perchè nella bocca di lui non abbia ad entrar sangue od
altro ; infine , dato ch'egli abbia -segni manifesti di vita , la
levatrice passa alla metodica allacciatura e recisione del cor
done ombellicale, senza legare la porzione placentale : in se
guito lo prenderà con cautela dietro il collo , fra il pollice
e l' indice d 'una mano , mentre le altre dita stanno sotto le
ascelle ; coll'altra mano passerà a sostenerlo fra le coscie in
modo che un dito sia collocato fra di esse; ed in tal guisa
lo trasporterà con sicurezza sopra un guanciale, ove lo col
locherà di fianco , affinchè possano liberamente scolare dalla
bocca gli umori viscosi ; e lo coprirà con panni lini tepidi,
per guarentirlo dal freddo; lasciandolo in riposo sino ad un
tempo più comodo, onde prestargli le ulteriori attenzioni:
ma tuttavia dovrà di quando in quando esaminarlo . Frattan .
to la levatrice ritorna alla partoriente , onde assisterla relas
tivamente al bisogno.
Stadio V . Appena uscito il feto dal seno materno, ne
segue un abbondante scolo di acque dell'amnios più omeno
tinte , ed accompagnate da grumi di sangue, dipendenti da
un parziale o totale distacco della placenta , effettuatosi du
rante il travaglio del parto , per cui un simile profluvio non
dee punto inquietare la levatrice, e nemmeno la partoriente,
essendone prevenuta .
: Allontanato il bambino dalla madre , la levatrice dovrà
subito esplorar questa di bel nuovo ; ed a tal fine portare
una mano estesa sopra il basso ventre di lei, per sentire lo
stato dell'utero , cioè se presenta nella regione ipogastrica
una palla dura , rotonda e galleggiante, ovvero's'è ancora
disteso ; ed in tal caso se questa distensione dipende dalla
presenza d 'un altro feto nella cavità di esso , o da interno
versamento di sangue, o da altri corpi rimasti dentro . Aven
dosi la levatrice procurata la certezza del buono stato locale
e generale della partoriente , e ch 'essa da niun sinistro ac
cidente è minacciata , dovrà lasciarla nel letto da travaglio ,
sdrajata supina , col tronco e colla testa alquanto più alti
delle natiche , onde dalle parti genitali facilitare lo scolo :
le coscie saranno estese ed avvicinate , nonchè tutto il corpo
maggiormente coperto , per mitigare quel tremito che suol
molestare la donna subito dopo la nascita del feto. Riesce
pure utile il farle prendere per bocca un po'di brodo leg
139
giero, od un thè di viola o verbasco , pur leggiero, ma tepis
do ; dalle naliche si leverando con delicatezza tutti i drappi
umidi, ed invece se ne stenderanno sotto degli asciutti e be
ne scaldati ; e ciò non solo per sollevare la partoriente , ma
eziandio per meglio osservare la qualità e quantità dei flui
di ch ' escono dalla vulva. .
Quindi nel quinto stadio del parto i doveri principali
della levatrice risguardano il distacco e l'espulsione della
placenta .
Ed allorchè questo succede mercè le sole contrazioni
uterine secondate dalla donna, chiamasi espulsione naturale
della placenta . Di fatto , in grazia di energiche doglie se
condarie , e del successivo restringimento dell' utero in se
stesso , le aderenze della placenta con questo viscere ven
rata intieramente , viene spinta alla bocca , passata la qua.
le discende nella vagina , e da questa esce fuori per lo più
sotto un forte conato di doglie , e talvolta senza che la don
na s'accorga : ciocchè succede ora più presto , ed ora più
tardi. Talvolta la placenta accompagna immediatamente il
feto ; per lo più sorte una mezz' ora dopo la nascita , ben
chè talvolta rimane nell'utero per molte ore, e senza nes
sun danno; anzi un moderato ritardo può essere bene spes
so utile, soprattutto nelle pluripare ,nei parti precipitosi, od
allorchè l'utero fosse stato soverchiamente dilatato , perchè
in questo frattempo esso ba campo di restringersi e repri
stinarsi gradatamente, nonché di vuotarsi a poco a poco del
la sovrabbondanza d 'umori de'quali era zeppo ; inoltre i do
lori secondarii sogliono manifestarsi meno sensibili ; infine
la placenta viene espulsa più facilmente, per essersi vuotata
del sangue, e resa quindiminore di volume; per cui egli è
un precetto assoluto dell' arte d'aspettare che il distacco e
l' espulsione della placenta si effettuinaturalmente, cioè ogni
qualvolta la donna si trovi bene, essendo libera da qualsiasi
accidente , e finchè prova delle contrazioni uterine.
Quindi a buon diritto deve riprovarsi severamente la
condotta di quelle mammane, le quali, senza necessità emo.
tivi ragionevoli , sollecitano intempestivamente il distacco e
la espulsione della secondina , sia col far premere a tutta
forza abbasso alla donna, sia col farla discendere dal letto
140
e passeggiare, sia col farla soffiare in una boccia o nel pu
gno serrato , sia col tirare violentemente sul cordone, sia col
ripetuto e violento fregare e comprimere colla mano sopra
la regione ipogastrica, e sia col farle prendere per bocca so
stanze spiritose ed eccitanti. Ma tutti questi e simili mezzi
espongono per lo più la donna a gravissimipericoli di vita ,
come sarebbero i dolori atrocissimi, l'infiammazione, l'iner
zia , il prolasso ed il rovesciamento dell'utero, l'emorragia ,
e lo strappamento del cordone ombellicale .
Dai segni seguenti suol ritenersi essere la placenta già
staccata dalle pareti uterine , cioè : trovandosi l'utero assai
diminuito , rotondo e duro ; provando la donna di tratto in
tratto dolori simili a quelli del parto ; uscendo il sangue dal
la vulva in piccola quantità ; in fine sentendo, colla esplora
zione interna , un corpo molle, spugnoso, sopra il collo del
l'utero, od impegnato vnella vaginap.l
. Succede però talvolta
avori da,llquantunque
che lala placenta
olta che e sole too la psia
la
distaccata , non può essere cacciata fuori dalle sole forze del
la natura, essendomancanti le contrazioni uterine, o la pla
centa d 'un volume straordinario , o formatasi una raccolta
di grumi sanguigni fra le membrane. Se inoltre i tentativi
per eccitare e rianimare l'utero riescono infruttuosi , cioè
le ripetute fregagioni sul ventre , le moderate trazioni sul
cordone, e i lavativi irritanti; allora, dopo una o due ore al
più di aspettazione,si passa senza ulteriore indugio alla estra
zione artifiziale della placenta , sia per acquietare l'animo del.
la partoriente , come per guarentirla da qualunque sconcer.
to che talvolta da una dimora prolungata di questa massa
ne potrebbe sopravvenire .
In questo caso adunque, prima di tutto , si colloca la
donna verso una sponda del letto , colle natiche alquanto sol
levate ; la levatrice si mette in piedi alla medesima sponda ;
porta sotto la destra coscia piegata della partoriente la sua
mano sinistra munita d 'un panno lino asciutto , colla quale
afferra il cordone più che sia possibile vicino alle parti ge
nitali, e lo avvolge intorno alle dita , affinchè nelle trazioni
non iscivoli; poscia va colla mano destra fra le coscie , e con
tutta la dolcezza introduce profondamente nella vagina il
dito pollice e l'indice , e prende il cordone possibilmente
vicino al punto della sua inserzione. Da principio le trazioni
141 .
si dirigono verso il sacro , ed a misura che la placenta di
- scende, si tira abbasso ed avanti ; infine s' innalza successi
vamente verso il pube: nel medesimo tempo queste trazioni
debbono essere secondate anche dall'altra mano , come pure
dalla donna spingendo. Comparsa' appena la placenta fra le
labhra pudende, si prenderà questa con ambedue le mani
estese , e si girerà intorno più volte nell'estrarla , perchè in
tale maniera vengono estratte contemporaneamente le mem
brane, i grumi di sangue , ed altro che vi si contenesse .
Estratta od uscita la placenta , dev' essere posta subito in un
vaso adattato. '
Dopo la quale operazione, trovandosi l'utero debitamen
te contratto , la donna in buon essere e senza verun acci
dente , le si darà puovamente una comoda posizione , e si
tralascierà di praticare l' esame interno , il quale suole già
sempre più o meno molestare la donna, specialmente a que
st'epoca ; per cui basterà fare qualche leggiera fregagione
sopra l'utero colla mano asciutta, per obbligarlo a contrarsi
compiutamente : infine la levatrice presterà la pulizia ed il
governo relativo alle parti genitali.
Ciò fatto , essa deve esaminare esattamente la placenta
in ogni sua parte , per vedere se sia uscita tutta intera , o
se v'abbia qualche condizione morbosa ; locchè può sommi
nistrare dei lumi, ed essere di somma importanza nel trat
tamento del puerperio .Dopo questo esame si farà gettare la
placenta nella latrina, o seppellire abbastanza profondamen
te in luogo rimoto, perchè non sia trovata da animali dome
stici, nè promuova sospetto di parto clandestino. ,
Questi sono i soccorsi ordinarii, di cui abbisogna la don
na particolarmente ne' suoi stadii del parto regolare, e non
complicato da verun accidente : in seguito saranno indicati
gli altri sussidii che la levatrice dee prestare alla donna ed
al neonato nei primi giorni del puerperio .

. Del parto per la faccia .


Non solo la faccia ,ma qualunque altra regione della te
sta , può presentarsi alla bocca dell'utero durante il parto ,
ed in conseguenza costituire diverse specie della prima clas
se dei parti regolari.Ma considerando d 'altronde la loro na
142
scita nel manifestarsi , e le piccolissime differenze che fra
loro risultano, sia riguardo al parto ,al feto e alla madre, non
che riguardo al soccorso ch'esigono, furono queste le ragio .
ni che mi determinarono a fare una dettagliata esposizione
del solo parto per la faccia ; e ciò dee servire di norma alla
levatrice per tutti i casi nei quali si presentasse innanzi il
vertice, la fronte , o una parte laterale della testa , e perfin
anco allorchè questa si trovasse obbliquamente situata. Inol
tre io porto fidanza d'avere con tal metodo procurato signi.
ficanti vantaggi all'umanità , rendendo l' insegnamento delle
levatrici più chiaro, più semplice, più adatto, e nello stesso
tempo più perfetto. "
- Diagnosi. È facile riconoscere la faccia appena rottosi
il sacco delle acque : il mento , la bocca , il naso, gli occhi,

talvolta succede, essendo da lungo tempo prima dell'esame


scolate le acque, che la tumefazione sfigura queste parti, e
rende difficile ed anche impossibile la diagnosi : egli è in
tale incontro che le guancie assai tumefatte , ovvero una
guancia daun lato e la fronte dall'altro, possono essere scam
biate colle natiche.Ma la figura della bocca, la sua ampiez
za, la tumefazione delle labbra , il loro rovesciamento all'in
fuori, la presenza della lingua e degli archi alveolari, la fa
ranno bastantemente distinguere dall' ano . Finalmente nei
casi dubbii bisogna inoltrare la mano ai lati della faccia ,
per andare in cerca degli orecchi.
Anche per la faccia debbonsi ammettere, riguardo al ba
cino, le stabilite quattro posizioni.
: . Nella prima la fronte guarda verso la cavità cotiloidea
sinistra , ed il mento verso la sinfisi sacro- iliaca destra .
Nella seconda la fronte corrisponde alla cavità cotiloi
dea destra, ed il mento alla sinfisi sacro -iliaca sinistra.
Nella terza la fronte guarda la sinfisi sacro-iliaca destra ,
ed il mento la cavità cotiloidea sinistra.
Nella quarta la fronte corrisponde alla sinfisi sacro-iliaca
sinistra, e per conseguenza il mento alla cavità cotiloidea
destra .
Si arriva a conoscere ciascuna di queste quattro posi
zioni della faccia dalla direzione della fronte e del mento ;
poichè dalla parte ov'è il mento vi sono i piedi, e dalla parte
143
opposta vi è la sommità della testa : talvolta può meglio ser
vire in proposito il naso . "
Il meccanismodel parto per la faccia , allorchè conserva
la sua orizzontalità sopra lo stretto superiore del bacino, è '
il seguente . '
In grazia di energiche contrazioni uterine, la faccia di- ,
scende successivamente nella cavità della pelvi, ove esegui.
sce un moto di rotazione, per cui nelle due prime posizioni
la fronte corrisponde all' innanzi verso la sinfisi del pube ,

cia allo stretto inferiore, la fronte suole arrestarsi sotto l'ar- -


cata del pube , mentre il mento discende davanti il perineo,
e lo fa protuberare ; la testa continua sempre più a flettersi,
e ad innalzarsi verso il pube della madre; nonchè il mento,
in proporzione, allontanasi dal petto , uscendo dal seno ma
terno la fronte , poscia l'occipite sotto l'arcata del pube,sus
seguita dal rimanente della faccia , finchè tutta la testa si
sviluppa ; ed allora la faccia si volge verso quella coscia a
cui riguardava il mento nel primo periodo del parto . Gli
stessi movimenti eseguisce la faccia nella terza e quarta po
sizione; colla sola differenza , che il mento e la fronte nei
varii distretti della pelvi trovansi diretti nel senso opposto .
Pronostico . Egli è evidente che non solo la faccia ,
ma qualunque altra regione della testa , (meno l' occipite )
possono talvolta più o meno disturbare il buon andamento
del parto ; sapendo che in simili casi esse non corrispondo
no troppo favorevolmente nè per volume nè per forma alla
capacità della pelvi: inoltre l' asse della testa non coincide
a quello del bacino; vi esiste in conseguenza un assoluto de
viamento della medesima, aumentandosi a proporzione che
la testa si rovescia sul dorso . Ecco adunque le ragioni per
le quali il parto suol essere più lungo, ed anche talvolta im
possibile colle sole forze della natura.
Tuttavia , sebbene la faccia sia presentata innanzi, il
parto suolsi effettuare d 'ordinario naturalmente , in ispecie
essendo la pelvi ampia , la testa non troppo voluminosa , e
le contrazioni uterine energiche; attesochè, sotto il conato
delle medesime, la fronte sdrucciola facilmente dall' orlo

vertice o l'occipite ; oppure succede che la testa colla faccia


144
innanzi attraversa senz'alcuna difficoltà i distretti della pelvi ,
come lo dimostra la giornaliera esperienza : e queste sono le
ragioni per cui simili parti debbonsi calcolare per regolari.

innanzi; nondimeno esso può incontrare grave pericolo , so


• prattutto se il parto progredisce con troppa lentezza , e se
la testa rimane rovesciata sopra il dorso , per cui ne succe
de una congestione cerebrale, o la distensione della midolla
spinale ; ed in conseguenza il feto perisce durante il trava
glio del parto , o nasce in uno stato apoplettico , con faccia
tumida, livida, e molto contraffatta.
Riguardo alla madre, prescindendo dalla maggiore dif
ficoltà e durata di questo parto, quand'anche le sue condi
zioni fossero vantaggiose , essa non ostante corre il pericolo
che la faccia , nel momento dell' uscita dalla pelvi , agisca
con più forza contro il perineo , e quindi si strappi più fa
cilmente , in ispecie se la levatrice non impiegasse le relati
ve attenzioni.
Soccorso . Le indicazionicurative del parto per la fac
cia possono in generale applicarsi eziandio a tutte le devia
zioni della testa del feto , presentando innanzi qualunque
regione; e dovranno poi variare secondo le circostanze par
ticolari che lo accompagnano. Quindi se le contrazioni ute
rine si mantengono attive , ed il parto sempre più avanza ,
senza presentare accidenti sinistri, la levatrice abbandona il
travaglio del parto interamente alla natura: soltanto dovrà
collocare la donna per tempo a letto , colle natiche alquanto
sollevate ; raccomandarle di moderarsi nelsecondare le doglie,
in ispecie al momento che la faccia è per uscire dalla pelvi ;
e con questi semplici sussidii il parto suole d 'ordinario fe
licemente effettuarsi. Essendo però la faccia presentata in
nanzi, e le acque di già scolate , fa d 'uopo che la levatrice
usi molta cautela e delicatezza nelle esplorazioni interne ,
per non offendere gli occhi od altra parte del feto . Inoltre,
ogniqualvolta il neonato venisse alla luce colla faccia livida
e sfigurata , non si dovrà subito mostrarlo alla madre , onde
non ispaventarla ; tanto più che in seguito simili alterazio
ni sogliono in pochi giorni e da per sè dileguarsi , oppure
145
libere la bocca e le narici,onde il fanciullo possa respirare
comodamente. . .
. Ma qualora le forze naturali si trovassero insufficienti
ad espellere il feto presentatosi colla faccia innanzi, e for
másse questa l'ostacolo ,mentre nessun 'altra complicazione si
osserva; allora conviene richiamare la sommità della testa
all'asse della pelvi , onde in seguito rinunciare alla natura
il compimento del parto : sussidio che la mammana deve in
simili circostanze abbracciare , perchè più semplice , più si
curo, e più vantaggioso d'ogni altro.
. A questo fine può talvolta soddisfare la semplice posizio
ne della donna , collocandola , in tempo della calma, verso
quel lato ove corrisponde la fronte : p . e. se guardasse l'ileo
destro , la partoriente dovrà collocarsi sul fianco dritto ; per
cui il fondo dell'utero va ad occupare un punto più decli
ve , e fa che la fronte si scosti dal margine della pelvi, e
sdruccioli più facilmente nella cavità sotto le contrazioni
uterine; il che, per ordinario , a poco a pocoʻsuccede solto i
ripetuti conati delle doglie : per cui non bisogna sollecitar
l'opera, non ottenendo subito l'intento.
Questo miglioramento per altro può molto favorirsi col.
l'eseguire contemporaneamente moderate pressioni esterne
sul basso ventre colla mano estesa , ed applicata sopra il sito
della testa , respingendola, durante la calma , al lato oppo
sto , e tenendola ferma finchè sopraggiunge una doglia ; ces
spesso riesce infruttuoso il primo tentativo.
Se , ad onta di replicati sperimenti, la faccia continuas
se a mantenersi orizzontale, e si presentasse in tutta la sua
estensione, trovandosi però la testa libera , ed abbastanza di
scesa nella piccola pelvi; allora si può raddrizzarla mediante
la mano introdotta nell' utero , con cui le si fa eseguire un
movimento di flessione verso il petto , richiamando la som
mità innanzi: quindi se la levatrice possiede la dovuta abi
lità , colloca la donna trasversalmente , prende il suo posto
fra le coscie della medesima, ed introduce il dito indice e
medio della mano sopra la fronte a guisa d 'uncino, afferran
do la parte , e conducev dola al centro del bacino con trazio
ni moderate, dirette abbasso e verso di sè : ciò ottenuto , si
lascia il parto in balia della natura . Questi maneggi per rada
10
146
drizzare la testa debbonsi sempre praticare nell'intervallo
delle doglie , poichè nel tempo di esse il feto si trova stret
tamente abbracciato dalle pareti uterine, che lo rendono im
mobile ; per cui i tentativi a richiamare la parte riuscireb
bero inutili, e forse anche dannosi. Importa inoltre sapere,
che se la fronte inclina più verso il lato sinistro del bacino,
si deve adoperare la mano destra; e si preferisce la sinistra
quando la fronte corrisponde alla destra della madre. Allor
chè poi la fronte guarda il sacro o la sinfisi del pube, po
trà servire indistintamente l'una o l'altra mano . Durante
l'interno maneggio deesi tenere applicata l'altra mano sul
la regione ipogastrica, per ajutare l'abbassamento della som .
mità della testa.
Ma, per dire il vero, tutte le suaccennate manovre, trat
tandosi semplicemente di deviazione della testa , riescono
per lo più inutili e nocive nei casi facili, affatto insufficienti
nei casi difficili. Per cui se dalle dette manovre nessun van
taggio risultasse , in ispecie per essere la testa troppo alta ,
o per manifestazione di accidenti allarmanti, pei quali con
venisse affrettare il parto , allora si preferisce il rivolgimen
to. Ove , all'incontro, si trovasse la testa mal situata , e stret
tamente impegnata nella piccola pelvi, il pronto soccorso
d' un ostetrico riesce indispensabile.

Del parto per le natiche.


Tanto le natiche , quanto le ginocchia ed i piedi , for
mano l'estremità addominale del feto, e costituiscono il se
condo ordine dei parti regolari; ed ogniqualvolta l'una o
l'altra di queste parti si presentassero innanzi, essendo d 'al
tronde tutte le altre condizioni ben disposte, il travaglio del
parto potrebbe colle sole forze della natura effettuarsi , ed
anche con facilità e senza sconcerti.
Ma nondimeno, parlando in generale, questi parti deb
bonsi mai sempre risguardare come più difficili degli altri,
e meno favorevoli di quelli in cui la testa si presenta all'ori
fizio dell'utero. :
Quantunque i parti ne'quali il feto presenta le membra
addominali innanzi non offrano essenziali differenze nel
meccanismo, nel pronostico , e nel soccorso da prestarsi ;
147
tuttavia ritengo che l'insegnamento deve riuscire più facile
e più utile trattando separatamente ogni specie di quest' or
dine di parti.
. Il parto per le natiche suolsi da alcuni ostetrici chia
mare anche doppio , nonchè dividere in perfetto ed in
perfetto , secondo che si presenta una o tutte due le nati
che all'orifizio dell'utero .
Diagnosi. Finché le acque non sono scolate , resta sem - :
pre assai difficile il riconoscere la presenza delle natiche ; e
quindi non basteranno nè la forma del ventre più largo ab
basso, e più ristretto in alto , ove talora si distingue la testa ;
nè imoti del feto , che la donna sentiva maggiormente du
rante la gravidanza alla regione ipogastrica ; nè la stentata
discesa dell'addome; né il sacco delle acque piuttosto largo ,
ma poco duro ; nè la parte presentata che si stenta a toc
care , essendo d 'altronde meno dura : infine lo stesso scolo
delle acque dell' amnios , tinte o miste dimeconio , non of
frono assoluta certezza in proposito ; ma, squarciate le mem
brane, colla esplorazione interna si tocca la parte affacciata
estesa , rotonda , molle , carnosa , divisa da un profondo sol
co, in una estremità del quale si riscontrano l'ano e l' osso
coccige , e nell'altra le parti genitali ; di più , si sentono le
due tuberosità ischiatiche , e le due colonne formate dalle
coscie.
Qualora le acque fossero scolate da lungo tempo , i te
gumenti della parte presentata si gonfiano in modo da ren
dere insensibile il solco che divide le natiche, alterando
più o meno eziandio le parti genitali ; per cui in simil caso
potrebbe succedere di prender le natiche per la faccia .
Nelle convenute quattro posizioni le natiche , all'inco
minciamento del parto , si presentano per solito diagonal
mente lungo i diametri obbliqui dello stretto superiore della
pelvi; cioè:
. Nella prima l'anca sinistra corrisponde alla cavità coti.
loidea destra , e l'anca destra alla sinfisi sacro -iliaca sinistra;
mentre l'ano guarda la parte antero-laterale sinistra del ba
cino, e le parti genitali la parte postero-laterale destra.
. Nella seconda posizione l'anca destra corrisponde alla
cavità cotiloidea sinistra , e l' anca sinistra alla sinfisi sacro,
iliaca destra ; l'ano riguarda verso la parte antero - laterale
148
destra della pelvi, e le parti genitali sono rivolte alla parte
postero-laterale sinistra.
Nella terza posizione l'anca destra è situata verso la ca
yilà cotiloidea destra, e l'anca sinistra verso la sinfisi sacro
iliaca sinistra ; l' ano corrisponde alla parte postero-laterale
destra del bacino , e le parti genitali sono rivolte alla parte
opposta .
* Nella quarta l'anca destra riguarda la sinfisi sacro-iliaca
destra , e l'anca sinistra la cavità cotiloidea sinistra ; l'ano
corrisponde all'incisura ischiatica sinistra , e le parti geni
tali riguardano la parte antero-laterale destra della donna.
Quindi per determinare la posizione delle natiche e
quella del felo convien servirsi principalmente dell'ano e
delle parti genitali ; poichè queste corrispondono al petto ,
siccome l'ano al dorso del feto .
La levatrice in questo parto dovrà nell' esame interno
usare molta delicatezza e cautela , onde non sollecitare la
rottura del sacco delle acque, e per non offendere le parti
genitali del feto .
: I piedi nel parto per le natiche possono contempora
neamente presentarsi,o trovarsi piegati negl'inguini, ed este
si lungo il ventre ed il pello.
Il meccanismo di questo parto offre sì poca differenza
in ciascuna delle posizioni delle natiche, che basterà descri
verlo in una sola posizione, per far conoscere quello di tut
te le altre. Quindi nella prima posizione , dietro le valide
contrazioni uterine, le natiche traversano lo stretto superio
re nella direzione del diametro obbliquo del bacino,portan
dosi l'anca destra sempre più al sacro, e la sinistra verso la
sinfisi del pube. Arrivate le natiche nella cavità , la loro mag
gior larghezza occupa più o meno il diametro antero-poste
riore,e sotto la forza delle doglie successive l'anca corrispon
dente al sacro continua a discendere finchè tocca il bordo
del perineo : in questo frattempo l'anca sinistra , che corri
sponde al pube, non fa , per così dire, che sollevarsi insen
sibilmente sotto l'arcata ; appena che l'anca rivolta al sacro
comparisce alla vulva ,le natiche si disimpegnano dalla pel-,
vi, innalzandosi alquanto verso il monte di Venere ; il tron
co del feto si curva anch ' esso leggiermente in questo stesso
sepso , ed a misura che le natiche escono alla luce, i piedi,
149
ch ' erano allungati sopra il ventre , cadono fuori da per sè ;
e così di mano in mano tutto il rimanente corpo del feto ,
cioè le spalle e la testa , unitamente alle braccia , facendo i
soliti moti di rotazione, per meglio adattarsi al proporzio
nati diametri nei varii distretti, onde infine guardare la co
scia destra della madre. Durante tutto il meccanismo del
parto la testa è appoggiata colmento sopra il petto.
Pronostico . Le natiche in generale non sogliono troppo
spesso presentarsi nel parto , specialmente nelle due ultime
posizioni, le quali sono anche meno vantaggiose. Però succe
de di frequente che la natura , durante il travaglio , da per sè
converta la terza e la quarta posizione nella prima o nella
seconda, togliendo in conseguenza le difficoltà che apporte
rebbe la faccia sviluppandosi al di sotto dell'arcata del pube.
Basterà considerare la situazione e l'atteggiamento del
feto nell'utero , nonchè le dimensioni e la forma delle na
tiche , onde convincersi che questi parti possono terminare
colle sole forze della nalura , e non di rado con molta faci
lità , come l'esperienza giornaliera lo dimostra; e quindi ven
gono essi contemplati a buon diritto fra i parti regolari.
Ma egli è altresi vero che bene spesso il parto per le
natiche suol essere più lungo e più laborioso , sia perchè la
parte non può debitamente conformarsi e gradatamente di
latare la bocca dell'utero, sia pel maggior volume delle na
tiche accompagnate dai piedi o dalle coscie piegate sul ven - . .
tre , essendo anche di sovente le contrazioni uterine meno,
energiche; ond' è che talora i soccorsi dell'arte divengono
necessarii in questa specie di parto regolare. .
. Anche riguardo al feto è d 'uopo pronunziare un pro
nostico alquanto più riservato , attesochè esso può facilmente
perire prima della sua nascita , od almeno trovarsi in uno
stato di morte apparente, da non poterlo più richiamare in
vita , sia pel lungo travaglio del parto , sia per la compres
sione più o meno forte che soffrono il ventre, il petto , e lo
stesso cordone ombellicale durante l'azione del parto , sia
infine per la testa , la quale presentandosi l'ultima, e con la
sua base , accresce notabilmente la difficoltà del suo sviluppo
dalla pelvi.
- Per le stesse ragioni suole anche la genitrice maggior
mente soffrire nei parti per le natiche; e soprattutto ne suc
150
cede più facile lo strappamento del peripeo allorchè le na
tiche, le spalle e la testa traversano la vulva.
Soccorso. Il primo dovere della levatrice sarà , pre
sentandosi le natiche al parto, d'instituire un accurato esame
interno , per rilevare il volume delle natiche relativamente
al bacino, in quale distretto esse trovinsi , quale sia la loro
posizione, se una sola o tutte due si presentano , infine se
accompagnate da qualche altra parte ; ed a norma delle cir
costanze dovrà regolarsi nella sua condotta .
Quindi essendo le natiche proporzionate al bacino , il
parto sostenuto da buone doglie , ed esente da qualunque
di quegli accidenti ch' esigono pronti soccorsi dell'arte , la
levatrice deve assolutamente abbandonare il parto alla na
tura , senza badare alla posizione e situazione delle natiche,
le quali d 'ordinario non sogliono opporsi al suo felice com
pimento . Tuttavia egli è sommamente utile, in ispecie per
il feto , di collocare la partoriente per tempo a letto colle
natiche sollevate , di non sollecitare l'andamento del parlo ,
o l' apertura del sacco delle acque , coll' animare la donna
nel secondare le doglie ; soprattutto non dovrà affrettarsi lo
sviluppo delle natiche , delle spalle e della testa , tirando o
cambiando la posizione ; basterà sostenere debitamente il fe
to , e coprirlo con un tepido panno lino, in proporzione che
uscirà dal seno materno.
Nel caso che il parto non avanzasse o perchè mancas-.
sero le doglie, o per essere le natiche un po'più voluminose ,
o perchè si manifestassero accidenti allarmanti , e se d 'al
tronde le natiche fossero già discese nella piccola pelvi , fa
d 'uopo affrettare , nonchè facilitare la nascita del feto , in
sinuando gl'indici piegati in guisa d'uncini alla parte ester,
na degl'inguini, tirando metodicamente a sè nel tempo del
le doglie , finchè saranno uscite le patiche ; coll'avvertenza
di esercitare sempre maggior forza sull'anca che corrispon
de al sacro. Anzi talora può bastare il far le trazioni sem
plicemente su quest' inguine , ad ottenere l' intento ; per
cui se le circostanze permetteranno un tal metodo , dovrà
preferirsi , perchè più semplice , e meno incomodo per la
partoriente.
Se all' incontro nella esistenza delle sopraccennáte com
. plicazioni si trovassero le natiche nella prima o seconda po
151
sizione,ma d 'altronde molto alle da non arrivare colle dita
agl' inguini; allora si preferisce l'andare in cerca dei piedi,
per condurli alla bocca dell'utero: ed a questo fine s' intro
duce la mano conveniente lungo la sinfisi sacro-iliaca cor
rispondente , afferrando le natiche in maniera che il pollice
venga applicato sopra un 'anca , e le altre dita sull'opposta,
lasciando appoggiare le natiche sulla palma della mano, col.
la quale si respingono in alto , e si portano in tempo della
calma sulla fossa iliaca corrispondente al dorso del leto ; in
di per lo più si acquista spazio per prendere i piedi, per
correndo la parte posteriore delle coscie e delle gambe al
lungate sul petto , col farle prima piegare nell'articolazione
delle ginocchia , e poi si conducono lentamente all'orifizio
dell'utero. Se poi, dopo l' innalzamento delle natiche, i pie
di da per sè cadessero al basso , come talvolta succede , al.
lora niente di meglio .
Nella terza posizione delle natiche esse debbonsi affer
rare colla mano sinistra , e nel respingerle sulla fossa iliaca
destra si girano alquanto , affinchè il dorso venga a corri
spondere alla parte antero -laterale destra della madre : tutto
il resto come nei casi precedenti. .
Nella quarta posizione delle natiche , queste vanno ab
bracciate colla mano destra , portandole sulla fossa iliaca si
nistra , mentre nello stesso tempo si girano, perchè il dorso
del feto guardi la parte antero-laterale sinistra della madre.
Mentre si va in traccia dei piedi , l'altra mano deve si
tuarsi esternamente sul fondo dell'utero , procurando d ' in
clinarlo ed abbassarlo , a fine di arrivare più facilmente ai
piedi.
Infine trovandosi le natiche in qualunque distretto del
la pelvi, ma però sì strettamente impegnate da non poterle
respingere per portare i piedi all'orifizio dell'utero, nè estrar
le colle dita insinuate negl' inguini, sarà dovere della leva
trice di far tosto cbiamare l' ostetrico .
Le ulteriori manovre e le regole da osservarsi nell'estra
zione del rimanente del corpo,nonchè per disimpegnare le
braccia rialzate lungo la testa , e condur questa debitamente
fuori, saranno indicate nel parto per li piedi.
152

Del parto per le ginocchia.


Anche questo parto da alcuni ostetrici suolsi distingue
re in perfetto ed imperfetto , secondochè si presenta uno
od ambedue li ginocchi.
Diagnosi. E sommamente difficile il riconoscere le gi
nocchia prima dello scolo delle acque , in ispecie quando
se ne presenta un solo alla bocca dell'utero , poichè si può
confondere col cubito . Ma dopo lo scolo delle acque , ed
avanzandosi ambedue le ginocchia nel tempo stesso , ciò si
conosce dalla presenza di due corpetti alquanto voluminosi,
duri, rotondi , staccati e paralleli , provveduti delle rotelle
talvolta movibili, nonchè dalle coscie e dalle gambe.
Sebbene le ginocchia difficilmente conservino una sta
bile posizione nella pelvi, atteso il loro piccolo volume, tut
tavia si ammettono le quattro posizioni di massima.
Nella prima le coscie corrispondono alla sinfisi sacro-ilia
ca destra, e le gambe alla cavità cotiloidea sinistra. .
Nella seconda le coscie guardano la sinfisi sacro- iliaca
sinistra, e le gambe la cavità cotiloidea destra.
Nella terza le coscie sono rivolte verso la cavità cotiloi
dea sinistra, e le gambe verso la sinfisi sacro- iliaca destra.
Nella quarta posizione le coscie guardano la cavità co
tiloidea destra , e le gambe la sinfisi sacro- iliaca sinistra .
Quindi per determinare la posizione delle ginocchia ,
essendo piegate sulle coscie , dovrà rilevarsi la direzione del
le coscie e delle gambe relativamente al bacino ; inoltre le
coscie corrispondono nel tempo stesso alla superficie ante
riore del feto, siccome le gambe alla posteriore.
Il meccanismo di questo parto è quasi lo stesso in cia
scuna delle quattro posizioni ; e quindi basterà conoscere
quello della prima posizione. Ammesso che all' incomincia
mento del parto le ginocchia si presentino lungo il diame
tro obbliquo ; l' utero , mediante le sue contrazioni, agisce
particolarmente col suo fondo sopra la testa del feto , spin
gendolo tutto abbasso ; mentre le ginocchia in proporzione
- traversano la piccola pelvi, ed appena uscite fuori, non tar
dano le gambe , ch ' erano ripiegate , ad allungarsi : anche le
natiche , le spalle , ed infine la testa, seguono a svilupparsi
dai varii distretti, facendo iu pari tempo i soliti mati di ro
tazione, onde occupare i diametri adattati per facilitare la
loro uscita.
Pronostico . Basta paragonare il volumedelle ginocchia
coi diametri del bacino , come pure la situazione e l' atteg
giamento del feto durante questo parto , per convincersi che
esso debba necessariamente, quando le altre condizioni del
parto si trovano ben disposte , sempre effettuarsimediante le
sole forze della natura, e non di rado con prontezza ed esi
to felice; per cui esso a buon diritto deesi calcolare fra i
parti regolari. . .
Tuttavia le stesse circostanze accennate nel parto per
le natiche possono egualmente in quello delle ginocchia ren
derlo talvolta più difficile, ed esigere alcuni soccorsi dell'ar ,
te per diminuire i maggiori inconvenienti.
Fra 'i parti regolari appartenenti al secondo ordine, le
ginocchia sono quelle che più di rado sogliono presentarsi
innanzi alla bocca dell'utero. Questi ordinariamente riesco
no però molto più laboriosi , perchè il volume del feto va
crescendo a misura della sua discesa, e quindi s'aumentano
in proporzione anche le difficoltà del travaglio del parto .
· Nella diagnosi la levatrice dovrà usare tutta la diligen
za ed attenzione per non confondere le ginocchia coi cubiti ;
sbaglio che potrebbe avere delle triste conseguenze tanto per
la madre , quanto per il feto ; poichè essendosi presentato il
cubito , si deve instituire il rivolgimento , per essere il parto
irregolare.
Riguardo al feto , sarà sempre prudente consiglio il far
ne un pronostico alquanto riservato , perchè egli corre gran
dissimo pericolo prima della sua nascita , pei motivi esposti
nel parto per le natiche. .
Così pure la genitrice suole in questo parto soffrire as
sai più non solo per essere più lungo , ma perchè essa può
facilmente riportarne lo strappamento del perineo.
Soccorso . Presentandosi li ginocchi, sia un solo od
ambidue, ed in qualunque posizione, purchè gli altri requi
siti del parto sieno favorevoli , esso deesi abbandonare alla

tivo per effettuarlo : soltanto la donna suolsi collocare piut


tosto per tempo a letto colle natiche rialzate , non solleci
tarla a secondare le doglie , conservare intero il sacco delle
154
acque più che si può ; in fine incombe alla levatrice di os
servare tutte le regole nello sviluppo del feto , perchè non
succeda notabile strappamento del perineo,od altro sinistro
accidente alla madre od al feto . .
Qualoramancassero affatto le doglie , e nessuno deimezzi
dell'arte bastasse a risvegliarle, oppure insorgesse qualcuno
di que' gravi accidenti ch' esigono di terminare prontamente
il parto ,mentre le ginocchia trovansi profondate nella pic
cola pelvi, in tutti questi casi la donna può lasciarsi a letto ,
nella sua posizione : soltanto s' innalzano le natiche con un
guanciale, e poscia s'introducono nella vagina gl'indici d'am
be le mani nell'articolazione del poplite ; e servendosene a
guisa d ' uncino , si tirano a sè nel tempo delle contrazioni
uterine. Anche in questo caso deesi impiegare maggior for
za sopra quel ginocchio che corrisponde al sacro. Talvolta
possono bastare le trazioni semplicemente sopra questo gi
nocchio, purchè s'abbia l'avvertenza di tenere con due dita
dell'altra mano l'altro ginocchio a contatto di quello su cui
si tira, affinchè esso non rimonti nel tempo che questo vie
ne alla luce. Uscite le ginocchia , e vedendo l' insufficienza
della natura per la espulsione del feto , allora la levatrice ne
intraprende l'estrazione secondo le regole dell' arte.
Se nelle circostanze mentovate non convenisse l' estra
zione delle ginocchia colle dita , trovandosi queste troppo in
alto ; allora in qualche raro caso si preferisce di andare in
cerca dei piedi per condurli all'orifizio dell'utero, estraen
do anche il feto con tutta prontezza. Al qual fine, collocata
convenientemente la donna, e disposto tutto l'occorrente per
l'operazione, si sceglie la mano secondo il lato delbacino , a
cui corrispondono le gambe; introdotta la mano nella vagina,
si respingono in tempo di calma le ginocchia afferrate , pie
gando dolcemente le coscie sopra il ventre : ciò fatto , i piedi
sogliono tosto cadere da sè . In caso diverso si dovrebbero
colla mano abbassare , afferrandoli possibilmente ambidue ;
qualora poi s'incontrasse qualche difficoltà , si dovrà limitarsi
ad un piede solo , nella lusinga che, discendendo questo ,
si verrà più facilmente a prendere l'altro ginocchio , od an
che a disimpegnarsi tutta la gamba da per sè.La stessa ma
novra deesi talvolta praticare se un ginocchio venisse trat
tenuto allo stretto superiore della piccola pelvi . Ammessa
155
la necessità d' ajutare il parto, si sceglie la mano, per opera
re , secondo il sito del bacino ove si arresta il ginocchio ;
per cui 'se fermasi a destra , dovrà servirsi della mano si
nistra ; e della destra, se arrestasi a sinistra. Sarà poi indif
ferente se il ginocchio s'impuntasse al pube, od al sacer.
Sono banditial giorno d 'oggi i lacci o gli uncini nel par
to per le ginocchia , onde effettuare la loro estrazione, come
mezzi superflui, inutili, anzi bene spesso dannosi; ed in caso
che la levatrice li riputasse necessarii, dovrà ricorrere all'oste
trico .
Del parto per li piedi.
Questo parto viene pure da alcuni chiamato agrippino ,
e lo distinguono in completo quando i due piedi sono pre
sentati, ed in incompleto presentandosene un solo all'orifizio
dell'utero ; ma sì l'uno che l'altro non offre verun vantaggio .
Diagnosi . Innanzi la rottura del sacco delle acque è
assai difficile a riconoscersi la presenza dei piedi, perchè la
forma dell'addome della partoriente (più largo sovra l'om
bellico , ove talvolta può toccarsi la testa del feto ), l'abbas
samento stentato del ventre al termine della gravidanza , la
irregolarità delle doglie , ed il sacco delle acque piuttosto
lungo e floscio , sono segni equivoci, e che s' incontrano in
molti casi. Ma, scolate le acque, si presentano i piedi sotto
forma di due corpi bislunghi, appianati, fra di loro separati,
i quali da una parte terminano con più corpetti piccoli, corti
ed avvicinati, ossia colle dita , il di cui pollice non è stacca
to dalle altre dita ; dall'altra con una rotondità , ch ' è il cal
cagno ; infine ai lati si toccano due prominenze ossee, che
sono i malleoli.
Quantunque i piedi nel presentarsi lascino un signifi
cante vuoto nella pelvidurante i primistadii, tuttavia le loro
posizioni possono ridursi alle solite quattro.
Nella prima posizione i calcagni corrispondono alla cavi
tà cotiloidea sinistra , e le dita alla sinfisi sacro -iliaca destra .
Nella seconda posizione i calcagni guardano la cavità
cotiloidea destra , e le dita la sinfisi sacro-iliaca sinistra. .
Nella terza posizione i calcagni guardano la sinfisi sacro
iliaca destra , mentre le dita corrispondono alla cavità co
tiloidea sinistra .
156
Nella quarta posizione i calcagni sono diretti verso la
sinfisi sacro-iliaca sinistra , e le dita verso la cavità cotiloi.
dea destra.
Quindi la direzione delle dita e dei calcagni serve mon
solo per istabilire la posizione dei piedi,ma eziandio quella
del tronco del feto ; poichè i calcagni corrispondono al suo
dorso , siccome le dita al petto del medesimo.
Nell'esame diagnostico la levatrice userà tutta l'atten
zione e diligenza possibile per convincersi ed assicurarsi dei
piedi presentati innanzi.
Quando al principio del travaglio del parto si presen
tano nello stesso tempo ambidue i piedi, la levatrice dee
verificare s'essi appartengono ad un medesimo feto ; tanto
più poinel caso che i rispettivi rapporti dei due diti pollici
non si trovassero nell'ordine naturale. Questa verificazione
si ottiene inoltrando la mano lungo la faccia interna d'uno
degli arti usciti sino ai genitali , e da questi passando alla
coscia opposta , per conoscere la loro continuazione, e l'iden
tità del tronco stesso .
Finalmente nell' esplorazione interna conviene osservare
se insieme ai piedi siavi impegnata qualche parte, come la
mano od il cordone ombellicale; ciò che facilmente succede.
Il meccanismo del parto nelle due prime posizioni dei
piedi presenta pochissime differenze.Mediante le contrazio
ni energiche dell'utero , e specialmente del suo fondo sopra
la testa del feto , questo viene spinto abbasso , ed in propor
zione discendono i piedi, ed escono dalla vulva; in seguito
le natiche s' impegnano nello stretto superiore, lungo il dia
metro obbliquo , traversandolo con un moto di rotazione ;
per cui, giunte nella cavità , un' anca si porta alla cavità
del sacro , e l'altra verso il pube . Esse conservano pure
questa direzione nello stretto inferiore della pelvi, avanzan
dosi prima quell'anca che corrisponde al sacro , e nel tempo
stesso rialzandosi l' altra anca unitamente al tronco verso il
monte di Venere. Le braccia escono contemporaneamente
al petto , su cui si trovano ripiegate; però talvolta succede in .
vece ch ' esse si allungano sui lati della testa . Appena che
le spalle hanno traversato diagonalmente il distretto supe
riore, l'una va a presentarsi dietro la sinfisi del pube, e l'al
tra verso il sacro : del pari la testa discende lungo il dia . .
157
metro obbliquo dello stretto superiore ; e pervenuta nella
cavità, eseguisce il solito moto di rotazione , la fronte vol
gendosi al sacro, e l'occipite alla sipfisi del pube, ove trova
un punto d 'appoggio , sotto la cui arcata si gira la nuca e la
il sacro ed il coccige ; infine il mento comparisce fuori del
la vulva, susseguito ben tosto dalla bocca , dal naso e dalla
fronte, sdrucciolando a poco a poco sul bordo del perineo.
Le braccia , se si trovano allungate sulle parti laterali della

forze della natura .


Nella terza e quarta posizione dei piedi il meccanismo
è quasi eguale , come nelle precedenti , considerando che i
diametri principali del feto corrispondono perfettamente a
quelli del bacino,allorchè esso attraversa i varii distretti; e si
osservano soltanto alcune differenze, s'egli conservasi nelle
primitive posizioni, nelle quali la sua superficie anteriore
guarda verso le ossa del pube, sia nello sviluppo dei piedi,
delle paliche, delle spalle e della testa , la quale specialmen .
mente, arrivata allo stretto inferiore, s'appoggia colla nuca
e coll'occipite sull' orlo del perineo , sopra il quale que
ste parti premono con maggior forza , e si rovesciano in
dietro nel disimpegnarsi dal bacino , mentre la faccia si
sviluppa successivamente al di sotto dell' arcata del pube ,
uscendo prima il mento , poscia la bocca, il naso , e per ul
timo la fronte.
. Dalla descrizione di questo meccanismo apparisce chia
ramente la causa della difficoltà del parto , specialmente al
momento che la faccia si sviluppa al di sotto dell' arcata
del pube, attesa la sua maggiore larghezza , le sue promi

ste due posizioni succede più facilmente lo strappamento


del perineo, in ispecie non usando la levatrice le necessa
rie precauzioni.
Di più , il meccanismo esposto nelle quattro posizioni
dei piedi fa evidentemente conoscere come la natura , per ,
facilitare la nascita del feto , gli fa eseguire varii moti , af
finchè il diametro maggiore delle natiche, delle spalle , della
testa corrisponda alle proporzioni di ciascun distretto del
piccolo bacino.
158
Inoltre , allorchè il parto per li piedi si effettua natural
mente, l'utero, contraendosi intorno al corpo del feto , spin
ge vieppiù la testa sopra il petto , tiene compresse le brac
cia contro lo stesso , ed escono insieme alla luce ; le parti
genitali molli si dilatano successivamente , ed in proporzio
ne del volume della parte impegnata del feto ; infine anche
le forze espulsive dell'utero si aumentano a misura che si
vuota del contenuto : per cui succede bene spesso che la te
sta , quantunque l'ultima, si sviluppa dalla pelvi con tutta
facilità e prontezza .
Pronostico. Nell' esame del parto per li piedi la leva
trice deve usare tutta la diligenza ed attenzione per non
confonderli colle mani; ciocchè è molto facile prima della

sbaglio che potrebbe produrre gravissime conseguenze; per


chè quando si presentano le mani, fa d 'aopo il rivolgimen
to per estrarre il feto ; mentre all' incontro il parto per li
piedi suolsi dalla natura stessa condurre a termine.
In generale anche i piedi non si presentano innanzi al
l'orifizio dell'utero che assai di rado : però la loro prima
posizione è più frequente ; molto rara suol essere la seconda,
e rarissime sono la terza e la quarta .
Così pure non tutte le quattro posizioni sono egualmen
te buone e favorevoli; in ispecie le due ultime possono ren
· dere talvolta più o meno laborioso il travaglio del parto , ed
anche con discapito del feto , a motivo che la sua faccia , at
traversando la pelvi , resta supina , le di cui protuberanze
frontali, nonchè le altre prominenze,possono cagionare gran .
dissima difficoltà nello sviluppo sotto l'arcata del pube; men
tre nello stesso tempo l' occipite si rovescia sul dorso , e spin
ge contro il perineo , con minaccia di strapparlo . Ma però
succede bene spesso che la natura, durante il travaglio del
parto , converte spontaneamente queste ultime due posizioni
in una delle prime, togliendo cosi gl’ inconvenienti che po
trebbero risultare se restassero nelle primitive posizioni,
cioè colla faccia sotto l'arco del pube.
- Allorchè i piedi si presentano innanzi, in qualunque sia
si posizione, uno solo od ambedue, il parto appartiene asso
lutamente alla classe dei regolari, e può effettuarsi colle
sole forze della natura , ogniqualvolta gli altri requisiti di
159
un tale parto si trovino debitamente disposti. Onde convin
cersi di ciò , basta sapere che il feto s'affaccia con una delle
sue estremità ovoidee , e corrisponde all'asse , nonchè ai dia
metri della pelvi.
Tuttavia succede di frequente che il parto per li piedi
provi maggiore difficoltà , è domandi talora anche il soccor
so dell'arte , sia per esser le doglie non troppo efficaci, sia
perchè i piedi non offrono un mezzo adattato per dilatare
e disporre favorevolmente le parti molli, in ispecie la bocca
dell'utero ; sia infine perchè la testa , venendo ultima, pre
senta la sua base con una superficie piuttosto larga, e non
riducibile .
Per ordinario il feto nel parto per li piedi non soffre
gravi danni nel suo fisico : egli viene alla luce vivo e sano;
per cui si può in generale stabilire un pronostico vantag- .
gioso. Nondimeno alcune volte suolsi osservare il contrario :
ciocchè deesi attribuire alla più lunga durata del parto stes
so , ed alla compressione che soffrono più o meno il ventre ,
il petto , la testa , e particolarmente il cordone nell'attraver
sare la piccola pelvi. Questo pericolo sta in proporzione coi
rapporti ch'esistono tra il feto e la pelvi; per cui non essen
do favorevoli , e quindi la pressione sopra il cordone mage
giore, o troppo prolungata, ne segue che intercettasi la cir
colazione fra la madre ed il feto , ed esso in conseguenza pe
risce prima della sua nascita , o si trova almeno in uno stato
dimorte apparente. Questo pericolo aumentasi dimolto allor
chè si eseguisce l'estrazione artifiziale del feto ; perchè allo
ra si aggiunge alle cause sopraccennate anche lo stiramento
della midolla spinale e dei vasi del collo , estraendo la testa.
Neppure la partoriente suol provarenel parto per li pie
di maggiori molestie e sconcerti particolari, soprattutto ve
nendo effettuato naturalmente . Ma le cause più volte ac
cennate nei parti in cui si presentano le membra addomi
pali, possono egualmente contribuire a render quello dei
piedi più laborioso , ed anche produrre degli strappamenti
delle parti molli , in ispecie del perineo , nel momento che
la testa lo attraversa , o venendo artifizialmente estratta con
poca premura ed abilità .
• Soccorso . Assicuratasi la levatrice,dopo l'apertura del
le membrane,della presenza dei piedi, essa deve inoltre in
160
dagare la loro posizione, se sieno soli, o con altra parte im
pegnati, in ispecie col cordone ombellicale ; ciocchè succede
in simile caso molto facilmente, atteso il vuoto del bacino:
di più , in qual distretto trovinsi i piedi; se sani e perfetti;
ed in fine, se appartengano ad un solo feto .
Qualora tutte le condizioni del parto trovinsi normali
e ben disposte , e siasi presentato uno od ambedue i piedi,
in qualunque posizione, conviene che la levatrice abbando
ni assolutamente il parto in balia della natura ; nè occorre
ranno soccorsi particolari, se si eccettui il fare che la donna
vada per tempo a letto e tenga le natiche piuttosto sollevate ,
il raccomandarle di moderarsi nel secondare le doglie , e il
conservare intero il sacco delle acque più che sia possibile :
infine la levatrice deve pure usare maggiore attenzione sopra
il perineo , nonchè nel sostenere e ricevere il feto , e soprat
tutto al momento dell' uscita della testa .
Inoltre di mano in mano che le parti del feto si svilup
pano dalla vulva , si cuoprono con un panno lino tepido; e
tutto ciò dovrà farsi sotto le coperte , senza vedere le parti
genitali della partoriente .
All' incontro , se il parto non avanzasse , nè giovassero
i soliti mezzi per attivare le forze espulsive dell'utero, oppu
re vi sopraggiungesse qualche accidentale circostanza da non
permettere un ulteriore indugio senza esporre ad evidente
pericolo la genitrice ed il feto ; in tutti questi casi non solo
è salutare , ma riesce indispensabile ed indicato il soccorso
dell'arte, estraendo il feto .
. Le manovre a questo fine, ad eccezione di piccole dif
ferenze, sono sempre le stesse in qualunque posizione dei
piedi; e nei diversi casi, ne' quali occorre usarle , non dif
feriscono fra loro se non per le circostanze che determina
rono ad impiegarle , le quali non sono però tutte ugualmente
imperiose.
Ammesso che si debba eseguire l' estrazione artifizia
le del feto presentatosi per li piedi, si colloca la donna tras
versalmente sulla sponda del letto , s'impiegano le assistenti,
e si prepara tutto l'occorrente , dando anche l'acqua battesi
male al feto . Ciò fatto , la levatrice.occupa il suo posto fra
le coscie della partoriente, afferra con l'una o l'altra mano i
piedi uniti all'orifizio dell'utero , situando il dito medio fra
161
i due piedi in modo che il pollice e l'indice abbraccino la
parte esterna d 'uno di essi , e le altre dita la parte esterna
dell' altro , immediatamente sopra i malleoli , tirandoli a sè
con dolcezza e lentamente , con un moto laterale , da una
coscia all'altra della madre, ed abbasso , lungo l'asse della
pelvi, finchè le natiche sieno uscite dalla vulva . Durante
queste trazioni, l'altra mano terrà, col pollice e l'indice, die
varicate le labbra pudende : non meno utile sarà il fare di

le natiche , s'involgono unitamente alle coscie in un panno


lino tiepido, e si sostengono colla mano destra ; poscia s'in
sinua l'indice ed il medio della mano sinistra lungo l' ad
dome del feto , per esaminare lo stato del cordone ombelli
cale , e per farne discendere un' ansa più o meno lunga, se

placentale ; ed allorchè questa tensione fosse grande a segno


da non potersi far discendere la più piccola porzione del
cordone , nè avanzarsi il feto senza evidente pericolo di si
nistri accidenti, allora si dee preferire tagliarlo con una for
bice , senza prima instituire la doppia legatura coi nastrini,
accelerando possibilmente la nascita del feto .
Non è raro il trovare nel parto per li piedi avvolto il
cordone intorno a qualche parte del feto , oppure che passi
fra le sue coscie : in questi due casi , soprallutto nel secon
do, si può, occorrendo, abbassare e svolgere una convenien
te porzione del cordone, tirando dall'alto al basso dalla parte
del dorso . Ottenuta un'ansa sufficiente', non bisogna pas
sarla sopra uno dei piedi per togliere l' intralciamento : se
all'incontro la soverchia distensione del cordone si oppones
se al tentativo con sospensione del parto , allora si dee pari
mente recidere il cordone, come sopra: però questo sussidio
è in generale rarissime volte necessario .
Inviluppate a dovere con panno lino le membra del fe
to venute alla luce, onde guarentirle dal freddo , ed avere
una presa più stabile , si abbracciano con ambedue le mani,
situando la destra sull' anca destra , e la sinistra sull'anca
sinistra in modo che i pollici ad angolo acuto vengano sul
sacro , e le altre dita intorno all'estremità superiore della
coscia corrispondente, evitando scrupolosamente di compri
mere il cordone ombellicale , le parti genitali, e le viscere
II
162
dell'addome del feto ; quindi si coplinuano le trazioni coi
soliti riguardi, fino a che compariscono alla vulva le ascelle .
Questi moti debbono farsi lentamente , ed essere piuttosto
estesi ai lati , affinchè le parti genitali si dilatino a poco a
poco, e col minor possibile dolore della partoriente .
Estratto il feto sino alle ascelle , ed essendo le braccia
allungate sulle parti laterali della testa , per cui essa acqui
sta un aumento di volume, ed accresce in proporzione la
difficoltà della sua espulsione, si preferisce nel maggior nu
mero dei casi il disimpegnare prima le braccia, non solo per
facilitare la nascita della testa,ma eziandio per vieppiù gua
rentire l'esistenza del feto. All'incontro riuscirebbe inutile ,
anzi dannoso , il liberare le braccia , qualora la pelvi fosse
ampia , o la testa piccola , od il cordone avvolto intorno al
collo del feto , o l'orifizio dell'utero spasmodicamente con
tratto ; come pure in tutti i casi ove non sono allarmanti ac
cidenti ed assoluta necessilà .
Occorrendo disimpegoare le braccia del feto , involta
debitamente in un panno lino tutta la parle uscita del suo
corpo, collocando il resto per esteso sopra il braccio sinistro,
mentre colla mano si assicura il suo petto , le coscie si pongono
cavalcioni sopra l'avambraccio , e tutto insieme s' inclina e
s'iunalza alquanto verso l'inguine destro della genitrice : ciò
fatto , s'incomincia ad estrarre il braccio corrispondente alla
sinistra della madre, per trovare maggiore spazio nel lato op
posto , non essendo occupato dall'intestino , sempre più o me
no ripieno di materie fecali ; indi s'abbassa la spalla destra
colle dita indice e medio della mano destra , che s'introdu
cono nella vagina lungo l'omero , spingendolo in giù , e si
va sino all'articolazione del cubito, nella quale pongonsi le
due dila unite , con cui si spinge dolcemente abbasso l'avam
braccio del feto : ciò riuscito , si percorre il medesimo fino
alla mano , che si afferra, e si conduce piano, con un mo
to quasi circolare, lango la faccia , il petto ed il ventre del
feto , verso il lato destro della pelvi, e finalmente fuori della
vulva; nel tempo stesso la mano sinistra porta tutto il tron
co del feto verso l' inguine sinistro della madre, onde vie
maggiormente ingrandire lo spazio a destra , e quindi facili
tare l'uscita della mano. L 'estrazione dell'altro braccio offre
d 'ordinario minore difficoltà : si colloca perciò nella stessa
: 163
maniera il tronco del felo sopra il braccio destro , e colla
mano sinistra si va a disimpegnare il braccio ritenuto nella
pelvi, osservando le regole indicate.
lo generale quest'operazione riesce facilmente, quando
viene praticata a tempo debito , e con buon metodo; ma tal
volta si prova molta difficoltà e grande imbarazzo, sia per es
sere la testa ancora assai alta, o troppo discesa verso lo stret
to inferiore, e quasi incuneata ; ovvero quando un braccio
è collocato dietro la nuca, colla quale s'incrocia .Allorchè si
trovasse la testa troppo alta , converrà abbassarla dolcemen
te ; se fosse troppo discesa , si respingerà in tempo di calma,
levando la pressione sopra le braccia ; infine il braccio mal
collocato si dovrà sempre estrarre in ultimo, per avere mag
gior luogo a disimpegnarlo . Tutti i maneggi diretti a dis
impegnare le braccia debbonsi praticare in tempo di calma.
Ambe le braccia , tosto disimpegnate , si collocano lungo
le parti laterali del tronco , e si cuoprono collo stesso pan
no lino; indi conviene pensare all'estrazione del capo. Non
v ' è dubbio che quest'atto del travaglio è quello che offre
maggiore difficoltà, ed esige più attenzione ed abilità nella
levatrice , perchè il feto corre maggior pericolo di perdere
la vita , sia per la base della testa , che presenta una super
ficie più estesa , più resistente, e poco conforme alla pelvi;
sia per la compressione del cervello , o per la distensione
dei vasi del collo , e della midolla spinale : per cui, non
trovandosi potabili difetti di proporzione fra la testa ed il
bacino , nè fenomeni allarmanti ch' esigessero la sua solle
cita estrazione , la levatrice abbandonerà piuttosto la espul
sione della testa alle forze della natura ; il che per lo più
succede con buon esito e prontezza , se le contrazioni ute
rine persistono.
Allorchè fa d 'uopo estrarre artifizialmente la testa , si col
loca prima il tronco del feto per esteso sopra l'avambraccio,
portando le dita indice e medio della stessa mano ai lati del
naso, mentre le altre dita si pongono sulle spalle ; coll'altra
mano si afferrano dalla parte del dorso le spalle, applicando
il dito medio sopra l'occipite , col quale si spinge la testa ver
so il petto per afferrarla maggiormente, e per oltenere quel
la curva che facilita la estrazione. In caso che le circostanze
il permettessero, si può aspettare la comparsa delle doglie ;
164
diversamente, si tira la testa , debitamente alferrata, dall'alto
al basso, e dall'avanti all'indietro, sempre lungo l'asse della
pelvi: arrivata allo stretto inferiore , e fra le labbra puden
de, si solleva il tronco del feto verso il pube ; e le trazioni
debbonsi moderare, nonchè farsi adagio , in proporzione del
l'uscita della testa , onde prevenire lo strappamento del pe
rineo. Questo metodo di estrarre la testa , presentandosi l'ul
tima, offre le seguenti regole essenziali .
1.º Che la estrazione deesi intraprendere ed eseguire
possibilmente durante le contrazioni uterine.
2.º Che deesi tirare meno che si può sul tronco del
feto, non solo perchè si agisce senza profitto della testa ,ma
perchè si può eziandio cagionare la morte del feto per la
soverchia distensione della midolla spinale , o per la rottura
o lo slogamento delle vertebre cervicali; infine potrebbe an .
che staccarsi il tronco dalla testa .
3 .0 Non si debbono mai introdurre le dita nella bocca
del feto, o fare delle trazioni sulla mascella inferiore ; il che
sarebbe inutile , anzi dannoso , attesochè la mascella è mo
bile , per cui non si può esercitare sulla medesima nessuna
forza , e potrebbe anche nel tempo stesso lussarsi o strap
parsi : di più , allontanandosi essa dalla mascella superio
re, necessariamente ingrandisce il diametro della testa , con
maggiore o minor discapito della operazione.
Nella terza e quarta posizione dei piedi si eseguiscono
tutte le manovre accennate, e colle stesse regole, come nelle
due prime; soltanto bisogna esaminare se convenga o no ri
durre il feto in una posizione più vantaggiosa, affinchènon
resti la testa , nello svilupparsi dalla pelvi, voltata colla fac
cia sotto l'arcata del pube ; il che suol cagionare maggiore
difficoltà nell'estrarla, ed aumentare il pericolo del feto. Per
cui se si credesse necessario il migliorare la posizione , ciò
si farà quando il feto è uscito sino ai lombi, introducen
do una mano bene stesa lungo il dorso , e l' altra lungo il
ventre e il petto . Abbracciato in questo modo il tronco , lo
si gira adagio colla superficie anteriore in tempo di calma,
e senza fare trazioni verso una delle sinfisi sacro-iliache, e
piuttosto verso quella alla quale già naturalmente inclinava.
Questo metodo d 'operare , eseguito colla dovuta esattezza
ed attenzione , fa sperare che la testa si giri unitamente al
165
tronco , e che quindi siasi evilala una torsione del collo ;
circostanza sommamente pericolosa per la vita del feto .
Succede però talvolta , che nel momento dell'estrazione
delle braccia e della testa la levatrice trovi tale difficoltà ,
che nè l'una nè l'altra estrazione riesca , ad onta dei ripe
tuti sforzi e tentativi. In tutti questi casi la mammana è in
dovere di ricorrere all'ostetrico , perch 'egli conduca a ter
mine il parto a norma delle circostanze.
Quando s'avanza un solo piede, e che, sopravvenuti gra
vi accidenti, si dovesse affrettare il parto , può tentarsi, per
maggior sicurezza', l' andare in traccia dell'altro piede, per
· disimpegnarlo e condurlo fuori: a questo fine si appone un
laccio sovra il primo già uscito , percorrendo colla mano
la sua faccia interna finchè si arriva all'inguine, e da que
sto si passa all'altro , per ritrovare il piede relativo.Mabene
spesso riesce assai difficile , ed anche impossibile, di trovar
lo e di disimpegnarlo , per essersi allungato sulla superficie
anteriore , o per soverchio addossamento dell'utero sovra
il tronco del feto . In tal caso si preferisce di terminare il
parto tirando con moderazione e con lentezza sulla estremi
tà uscita , per non islogarla o strapparla ; avvertendo d 'intro
durre quanto prima l' indice dell'altra mano nell'inguine ,
per avvalorare maggiormente le trazioni , e per conservare
nel tempo stesso il tronco corrispondente all'asse ed ai dia
metri della pelvi.
Del puerperio fisiologico,
e delle sue conseguenze ordinarie .

Per puerperio s' intende quella condizione fisica della


donna, in cui si trova subito dopo l'uscita della placenta , si
no alla naturale cessazione dei lochii. Durante tutto questo
periodo di tempo la donna chiamasi puerpera .
! Anche il puerperio si distingue in fisiologico e pato
logico. Dicesi fisiologico , o normale , allorchè le rispetti
ve sue funzioni progrediscono naturalmente e senza veruna
complicazione ; chiamasi patologico , ossia morboso , allor
quando per accidentale malattia , o per essere le funzioni
puerperali più o meno alterate, venisse minacciata la salute
della donna.
166
In conseguenza il puerperio fisiologico non richiede giam
mai verun rimedio, ossia propriamente soccorso dell'arte; an
zi bene spesso con medicamenti ed improprie misure ,invece
di favorire il regolare andamento delle relative funzioni, si
potrebbero piuttosto disturbare : all' incontro , ogniqualvolta
insorgessero complicazioniaccidentali, con notabili alterazio
( ni del puerperio , allora tale stato deesi risguardare comemor.
boso ; e quindila levatrice ricorrerà senza indugio almedico .
Quantunque il puerperio fisiologico sia una condizione
tale da non esigere sussidii dell'arte , poichè in più o meno
breve tempo suole ogni funzione da per sè riordiparsi, e la
donna ben tosto ricuperare la sua primiera salute ; nondi
meno , considerando la durata e gl’ incomodi che di sovente
accompagnano la gravidanza , nonchè il travaglio del parto ,
in ispecie gli effetti ch' esso produce nei visceri che cir
condano l'utero , ed in quelli che ricevono immediatamente
l'azione meccanica del feto nascente ; infine lo sviluppo di
alcune nuove funzioni, e la stessa impressione morale che
prova ogui donna, più o meno, e prima e durante e dopo il
parto ; troviamo un complesso dimotivi atti a provocare ne
la puerpera delle morbose disposizioni , trovandosi essa in
pari tempo in uno stato di abbattimento e d 'orgasmo, non
chè di alterata sensibilità , soprattutto nei primi giorni del
puerperio ; per cui ne suol risentire più facilmente ed in
grado maggiore tulte le cause nocive, anche talora le più
indifferenti , capaci non solo a sturbare il buon andamento
delle funzioui puerperali , d'altronde indispensabili per la
prosperità e salute della puerpera , ma eziandio a rendere
nel tempo stesso tutte le malattie accidentali più o meno
gravi. Ed appunto per tutte queste ragioni, quaplunque il
puerperio fosse fisiologico, sarà d 'uopo raccomandare calda
mente alla donna alcuni riguardi ed attenzioni particolari ,
affinchè le locali alterazioni possano a poco a poco dissiparsi,
le nuove funzioni riordinarsi, ed il benessere universale per
fettamenle ristabilirsi ; scopo principale del puerperio . .
Le seguenti funzioni, ossiano conseguenze ordinarie del
parto , sogliono costantemente osservarsi in tutte le donne
che di recente abbiano partorito ; cioè le doglie secondarie,
le alterazioni delle parti genitali esterne, lo scolo dei lochii,
la secrezione del latte, e la traspirazione cutanea.
- 167
Le doglie secondarie , ossieno le contrazioni uterine, che
staccirono ed espulsero la placenta , sogliono continuare per
qualche giorno del puerperio, onde vuotare i vasi dell'ute
ro soverchiamente ingorgati, distaccare ed espellere le ri
manenze delle membrane e della placenta ; infine ridurre
l'utero al suo stato normale.
Questi dolori si distinguono dai caratteri seguenti: essi
vengono empre interrottamente con più lunghi intervallidi
calma; sato il conato esee dalla vulva in maggior copia un
fluido saiguigno , misto a grumi; nello stesso tempo l' utero
si diminuisce in volume, finchè riducesi ad una palla dura,
galleggiale , grande come un pugno, situata nel centro del.
l' ipogasrio ; il ventre trovasi pou dolente, e la puerpera pro
va un lenessere.
Nele primipare questi dolori sogliono esser poco sen
sibili epassaggieri; ma nelle donne che partorirono più vol
te, edin alcuni altri casi , essi sono assai molesti , e persi
stono.ito o più giorni; anzi talora si convertono in con
diziop morbosa , e pon solo incomodano la puerpera , ma
possop eziandio divenire più o meno pericolosi, se ad essi
non vnisse debitamente rimediato ; ed allora si chiamano
morsiuterini. Essendo adunque le doglie secondarie un fe
nomeo benefico e necessario per il buon andamento del
puerprio , esse non esigono un metodo di cura particolare :
può prò esser giovevole qualche leggiera fregagione colla
manoasciutta , e l'applicazione di pappi caldi sulla regione
ipogarica , nel caso che continuassero più del solito,
Alche le parti genitali esterne vanno soggette ad altera
zioniviù o meno importanti, durante l'atto del parto , per la
meccaica distensione e compressione esercitata dal feto na .
scenteQueste alterazioni però possono molto variare di for
ma, idensità e conseguenza, a norma delle circostanze che le
accomagnano: per ordinario sono poco significanti; la tumi
dezza la sensibilità delle labbra pudende assai diminuisce
pochere dopo il parto ; questo miglioramento progredisce di
giornon giorno, a segno che, dopo dieci o quattordici giorni,
esse trvansi nello stato perfetto ; per cui non suolsi prestare
altro tiltamento , che i soliti lavacri e la pulitezza locale .
I khii sono uno scolo naturale di materie sanguino
leati clescopo dalla vulva durante il puerperio .
168

Questo ſlusso lochiale non è altro che quel sangue e


quegli umori di cui l'utero trovavasi sopraccaricato nel suo
tessuto in tempo della gravidanza , del quale si vuota dopo
il parto mediante le sue contrazioni, onde ritornare al suo
primiero stato.

in sierosi o bianchi. I primi sono formati da saque puro,


fluido , talvolta unito a grumi e senza odore, producendo sul
la biancheria delle macchie più o meno grandi; secondi
consistono in un fluido simile alla lavatura di carie , che a
poco a poco acquista un colore pallido , e diventa ieroso e
puriforme; ha un odore spiacevole, soprattutto trasurando
la dovuta pulitezza. I lochii rossi sogliono fluire a'pimidue
o tre giorni nelle donne pletoriche e robuste ; i biangi con
tinuano in maggiore o minor quantità per altri diec o do
dici giorni, e talvolta si prolungano sino al primo ompa
rire delle menstruazioni.
. Però si osservano molte anomalie nei lochii sì nțurali
che accidentali , sia in durata , sia in quantità e in qalità ;
ciò che dipende dal temperamento della donna , dah sua
età , dalla stagione , dal clima , e dalla maniera di codursi
nel puerperio . Naturalmente sogliono diminuirsi , edanco
affatto sopprimersi, a'primigiorni della secrezione delatte
prima o durante il parto , come pure essendo avanzate i età,
nella stagione calda, ed in quelle che hanno un'abbonante
traspirazione; per ultimo nelle lattanti. All'incontro soliono
essere abbondanti, e continuare per più lungo temponelle
donne pletoriche , robuste, giovani, avvezze a 'menstri co:
piosi, ch'ebbero poca perdita sotto il travaglio del pap , ov
vero qualora non allattino la propria prole . Ed in tut que,
sti casi, non accusándo la puerpera verun incomodo leale o
generale , l'alterazione dei lochii non deve inquietarda le
vatrice, nè sollecitarla a misure violenti. Ove all'oppsto la
soppressione dei lochii venisse accompagnata da sintni al
larmanti, in ispecie da forti dolori al basso ventre, n tu
mefazione e sensibilità del medesimo, upitamente i una
febbre gagliarda; allora la mammapa dovrà senza indzio far
chiamare il medico : e non potendo averlo subito , sa po
trà frattanto ordinare fomenti caldi ammollienti su parti
169
genitali e sul basso ventre , praticare delle injezioni nella
vagina, applicare clisteri purganti, nonchè far prendere per
bocca bibite ripfrescanti e purgative.
Da tutto ciò apparisce evidentemente che lo scolo nora
male dei lochii offre l' indizio il più sicuro d ' un regolare
puerperio, e che bisogna sempre rispettarli, e nulla intrapren
dere che possa in alcun modo disordinarli o sospenderli; e
che finalmente conviene far più attenzione ai sintomi ac
compagnanti questo scolo , che alla sua quantità e qualità.
Le mammelle sogliono andar soggette ad alcune altera
zioni durante la gravidanza, onde prestarsi al loro naturale uf
ficio , che sogliono compiere con piena attività dopo il parto ,
separando un fluido confacente alla nutrizione del neonato .
Quindi per ordinario , poche ore dopo il parto , non es
sendo l'utero più la sede principale dello stimolo e dell'au
mentato afflusso degli umori, questi si dirigono in maggior
copia alle mammelle , per cui esse divengono più volumino
se , più dure e più sensibili; non tarda ad uscire dai capez
zoli un fluido da principio chiaro, giallastro,acquoso, e d 'un
sapore spesso spiacevole, chiamato colostro o siero, il quale
al terzo o quarto giorno diviene successivamente più den
so, bianco , e d’un sapore dolce, nonchè aggradevole, detto
latte ; ed in proporzione del suo vuotamento , eseguito in
ispecie dalla propria prole lattante , spariscono eziandio i
piccoli incomodi locali, ed in seguito la maggior parte del
le madri godono la più florida salute in tutto il tempo che
allattano; anzi procurano nel tempo stesso al figlio dei na
turali vantaggi, sia riguardo alla sua salute , sia alla sua for
za e fisica prosperità .
Nel mentre che questa importantissima funzione fisiolo
gicạ va a stabilirsi nelle mammelle , la maggior parte delle
puerpere,specialmente quelle che allattano i loro figli, e che
gli attaccano al seno nelle prime ore dopo il parto , non so
gliono soffrire verun incomodo o sconcerto nella loro salute;
i soli lochii scolano più scarsi, o si sospendono, per ricom
parire pochi giorni dopo come per lo innanzi, e senza mo
vimento febbrile o malessere . Quindi non solo le più convin
centi ragioni fisiologiche , ma anche la più sana esperienza
giornaliera vogliono che da questa necessaria naturale fun
zione sia assolutamente bandita la così detta febbre lattea .
170
Nondimeno la donna può essere assalila , nei primi giorni
del suo puerperio , da reazione febbrile per molte cause , spe

si generali che locali , o per soppressione dei lochii , o per


traumatica alterazione delle parti genitali molli, dipendente
dal travaglio del parto , o da sovrabbondanza di latte non al
lattando il proprio figlio , o tardando soverchiamente ad at
taccarselo ; per cui le mammelle si tumefanno , e rendonsi
dure e dolenti: la quale tumefazione si estende talvolta sino
alle glandule ascellari, a segno che alcune puerpere sono ob
bligate ad allargare le braccia , non potendole accostare al
petto senza provare vivi dolori; nel tempo stesso la faccia si
accende, s'aumenta il calore , sopraggiunge dolore al capo ,
sete ardente , respirazione stentata ; i lochii arrestansi af
fatto , ed una febbre più o meno gagliarda si manifesta , so
prattutto essendo la donna molto eccitabile , o male predis
posta ; la qual condizione può presentarsi sotto varie forme
e varii sintomi, e durare più o meno lungo tempo , nonchè
essere di grave pericolo : in conseguenza, trattandosi d'uno
stato assolutamente morboso , fa d 'uopo ricorrere al più pron .
to e confacente soccorso medico.
Inline osservasi nelle puerpere una traspirazione au
mentata per tutto il corpo ; fenomeno d 'altronde molto uti.. .
le , purché non sia eccessivo : quindi la levatrice userà tutta
la possibile attenzione perchè il sudore non venga intempe
stivamente soppresso , nè con improprie misure intempesti
yamente aumentato .
. La durata del puerperio regolare, scevro da qualunque
complicazione, suol estendersi da due in quattro settimane,
consumandosi quello spazio di tempo ch ' è d ' intervallo fra
una menstruazione e l'altra ; durante il qual tempo le parti
e le loro funzioni sogliono riordinarsi . Tuttavia la durata
del puerperio è facilissima a variare, e dipende dal tempe
ramento , dalla costituzione e dall'abitudine della donna, dal
- l'andamento e dall'esito del parto , dalla stagione in cui que
sto ebbe luogo, e secondo che la madre allatta o no la pro
pria prole. Quindi, nel caso di combinazioni favorevoli, può
talvolta dopo quattordici o quindici giorni, ed anche prima,
dichiararsi la donna fuori di puerperio .
171

Del governo della puerpera.


Quantunque lo stato della puerpera sia normale o fisio
logico, il quale non esige soccorsi reali dell'arte ; nondime
no alla levatrice incombono diversi obblighi ed attenzioni
da prestarsi alla donna nei primi giorni del puerperio, non
solo per allontanare o prevenire degli scôncerti , ma ezian
dio per sollecitare il repristinamento , ed assicurare maggior
mente la salute della madre e del fanciullo , allattandolo ;
ciò che per ordinario suolsi ottenere con mezzi semplici e
con un governo opportuno , la di cui convenienza ed uti
lità sono sanzionate dai buoni principii dell'arte e dai pro
speri effetti della giornaliera esperienza. Però questo gover
no dovrà in parte essere modificato a norma delle circostan
ze ; per esempio , in una donna robusta , sana , prudente ,
moderata , senza pregiudizii, abituata alla vita attiva, nonchè
ai cibi semplici, ed allattando la propria prole , la dieta ed
i riguardi saranno meno rigorosi e delicati.
Espulsa od estratta la placenta, si lascia coricata la don
pa sopra il letto del parto in positura supina , col tronco
alquanto elevato , colle coscie distese ed avvicinate, copren
do bene il corpo, e ponendo sotto le natiche biancheria be
ne asciutta ; infine le si raccomanda quiete di corpo e di
animo. Questo riposo durerà più o meno lungo tempo, se
condo lo stato in cui si troverà la puerpera ; per cui talora
basterà una , e talvolta occorreranno anche più ore.
Nel mentre che la donna gode questo sollievo, le si può
esibire qualche ristorativo, come un po 'di panatella , un uo
vo fresco , o brodo di vitello ; e se provasse sete, un po' d 'ac
qua panata o zuccherata , oppure un thé di viola o di tiglio .
Non si deve mai permettere l'uso di liquori, o del vino cal
do con zucchero e con cannella , e d'altre bevande riscal
danti, come pur troppo suolsi praticare, specialmente nella
campagna, onde ristorare e rinforzare la puerpera ; essendo
simili bibite , soprattutto abusandone, sempre alla medesima

rini o melrorragie , ovvero mortali infiammazioni e febbri .


Se la donna , nel tempo ch ' è sopra il letto del parto , pro
vasse il bisogno di dormire, ciò non le si dee negare , per
172
chè giova sommamente a ristorare le forze esauste, in ispe
zialità avendo essa sofferto un travaglio lungo e penoso ;
ma fa d 'uopo che , durante questo sonno , la levatrice , od
altra persona da essa debitamente instruita , sorvegli la puer
pera affinchè non venga improvvisamente assalita da una for
te perdita di sangue, da convulsioni o deliquio ; ciò che po
trebbe sospettarsi vedendo impallidire la faccia di lei, muo
vere gli arti, ed essendo fredde le parti : in tal caso deesi
tantosto svegliare pian piano la donna, esaminare cautamen
te il suo stato , e specialmente i drappi sottoposti alle nati.
che , ed amministrare gli opportuni rimedii.
Per la camera del puerperio , permettendolo le circo
stanze della famiglia , si sceglie la più vicina a quella del
parto , purchè sia possibilmente lontana da strepiti e da di
sturbi, bene asciutta , non troppo fredda nè troppo calda ,
d 'una luce moderata , senza odori grati, od esalazioni disgu
stose d 'animali, di seggette , di lumicini o di cibi, specialmen
te del bucato ; per cui si dovrà ogni giorno ventilare la stan
za nelle ore più propizie, e coi dovuti riguardi della puer
pera , essendole l'aria pura di sommo giovamento. . .
Il letto del puerperio non differisce dal comune , pur
chè sia collocato in sito conveniente, fornito delle necessarie .
suppellettili, alquanto sollevato verso le spalle e la testa, co
perto d 'una tela incerata , di lenzuola ripiegate e ben dis
tese nel luogo ove vanno a poggiare le natiche, sia per gua
rentire i materassi dal sangue e dalla umidità , e per ren
dere anche alla donna meno molesta la giacitura nelle im
mondizie , le quali dovranno allontanarsi ogniqualvolta oc
corresse: tanto i lenzuoli, comepure l'altro bucato , saranno
bene asciutti e riscaldati prima di adoperarli.
Trascorso il tempo necessario pel ristoro della donna so
pra il letto del parto , conviene pensare al trasporto di lei su
quello del puerperio ; ma, prima di ciò , si dovrà praticare la
pulizia nel senso il più esteso , essendo questa una condi
zione essenziale pel benessere della puerpera: ed a questo
fine non solo le parti genitali esterne , ma anche tutte le
altre del corpo,che si trovassero imbrattate, sono da pulirsi
con semplice acqua tepida , inzuppandone una spugna od
un panno lino, col quale si lavano blandamente le parti ; e
· velte che sieno, si asciugano con un altro morbido e scal
173
dato panno lino. La levatrice dovrà usare questo metodo per
altri dieci o quattordici giorni, in ispecie riguardo alle par
ti genitali, per le quali si potrà far uso dell'acqua mista ad
un po'di latte , o d'una lunga decozione di malva , essendo
i lochii abbondanti e molto fetidi , nonchè le parti tumide
e addolorate : all' incontro , se le dette parti non saranno
molto tumefatte, basterà, dopo la lavatura , coprirle con pan
no lino asciutto , unto con olio o butirro , il quale si cam
bierà più volte al giorno , soprattutto d ' estate ; coll'avver
tenza però di lasciar libero lo scolo ai lochii verso l' estre
mità inferiore della vulva.
Questo lavacro non deve giammai, ed in particolare nei
primi giorni, esser composto di sostanze astringenti o spiri
tose , onde non sospendere lo scolo lochiale, e provocare al
tri gravi disordini.
Anche il vestiario della puerpera merita delle conside
razioni; per cui dev'essere, in generale , semplice, facile a
cambiarsi, comodo , adattato alla stagione, nonchè, alle fun
zioni puerperali ; infine il bucato bene asciutto e scaldato
prima di adoperarlo , come pure le estremità assicurate da
nastrini. Conseguentemente questo vestiario può consistere
in una cuffia sulla testa , in una camicia corta , aperta da
vanti , in una camiciuola più o meno pesante , e in un faz
zoletto da collo : le mammelle saranno inoltre ben difese dal
la innpressione dell'aria , nonchè sostenute da panni lini ap
positi. Premessa la dovuta pulitura, e prima di passar la don
na sul letto del puerperio , le si somministra l'indicato ve
stiario , che si cambia ogni volta , occorrendo, e colle debite
precauzioni. Quando poi la donna comincierà ad alzarsidal
letto , i suoi vestiti dovranno corrispondere alla stagione, es
sendomeglio che sieno alquanto pesanti,anzichè troppo leg
gieri, onde prevenire raffreddori o reumi, ai quali le puer
pere inclinano facilmente.
Il passaggio sopra il letto del puerperio non è sempre
indifférente, atteso lo sfinimento e l'addoloramento del corpo
della donna , e la somma divaricazione e rilassamento delle
parti genitali molli ; per cui trovandosi la puerpera già abba
stanza rimessa e ristorata , nonchè debitamente pulita e vesti.
ta, si dee preferire, s' è possibile , il trasportare il letto del tra
vaglio, unitamente alla donna , vicino a quello delpuerperio,
174
sopra il quale si fa passare. Non potendo praticare questo
mezzo, la si fa trasportare da più persone avvolta nel lenzuo
lo, o nelmaterasso in cui giace. Qualora non si volesse o non
si potesse in tale maniera eseguire il trasporto , e la donna
si trovasse d 'altronde in istato di camminare, la si condurrà,
sostenuta da due persone sotto le spalle , raccomandandole
di fare piccoli passi, e coprendo le parti genitali con panno
lino, come pure tutto il corpo con adattato vestito, per gua
rentirla dall'aria . Non usando tali precauzioni, potrebbero
'accadere varii inconvenienti pel passaggio , come il prolas
so della vagina o dell'utero, il suo rovesciamento , una me
trorragia ,un deliquio, ed anche la donna cadere per terra .
Ma prima di collocarla nel letto del puerperio (che dovrà
essere ben riscaldato ), si scoprirà questo per un momento ,
ond' escano i vapori del fuoco dello scaldaletto .
Collocata la puerpera nel suo letto , le si raccomanderà
di tenere le braccia sotto il lenzuolo , di poggiarsi su d 'un fian
co , colle gambe e coscie stese , alquanto avvicinate, e si co
prirà più o meno , secondo la stagione. Però , parlando in ge
nerale , un ambiente moderatamente caldo , siccome pure
una copritura sufficiente e non incomoda, sogliono essere di
vantaggio alle puerpere,specialmente a quelle che allattano
i proprii figli , e qualora sieno difficili a sudare . Quanto è
utile nel puerperio una mite traspirazione, altrettanto sono
nocivi gli abbondanti sudori procurali col mezzo delle co
perte troppo pesanti , o della camera troppo calda , o delle
bevande stimolanti e calde. Allorchè la donna ha riposato ,
è importante il farla sedere di tratto in tratto sul letto ; e
le si deve consigliare questa posizione anche quando man
gia , o allatta il suo bambino : la quale positura verticale è
talmente importante , che deesi procurare che le puerpere
la prendano più spesso ch' è possibile, poichè facilita anche
lo scolo dei lochii.
La puerpera deve scrupolosamente astenersi dai moli
violenti , nonchè dai lavori ed esercizii domestici, soprat
tutto nei primi giorni, perchè essa ha bisogno di riposo e
quiete, onde ricuperare le sue forze ; quindi appena scorso
il terzo giorno, se il suo stato lo permette, si leverà soltan
to per farsi rifare il letto, ciocche si continuerà in seguito ;
e progredendo le cose di bene in meglio , nelsettimo giorno
175
potrà levarsi per un' ora , ed in ciascun giorno successivo
aumenterà la durata del tempo e in lcuiedsta
a fuori o Ddel letto . La
uerpistia
prudenza vuole però che* pnon ,ca infrpiedi,lettche onnacammi
non

reptisca debitamente dall'aria e dal freddo. Prima che siano


spirati 14 giorni, nessuna puerpera deve abbandonare la sua
camera, in ispecie nell'inverno, ed essendo di temperamen
to debole , o delicatamente educata ; e prima d 'uscire di ca
sa dovrà in seguito a poco a poco accostumarsi all'aria li
bera , coll'affacciarsi alle finestre aperte , e fare delle piccole
passeggiate nella corte o nell'orto . Non osservando queste
avvertenze, la donna corre pericolo d ' incontrare gravi scon
certi , capaci di disturbarla in tutto il resto della vita . Non
meno il portarsi alla chiesa , per adempiere ai doveri di
religione, può essere di somma importanza per la salute
della puerpera ; per cui à questo dovere non le si permet
terà soddisfare, soprattutto nelle stagioni non propizie , se
non quando la donna sentasi perfettamente ristabilita , ed
alla impressione dell'aria siasi da qualche giorno abituata : in .
oltre si preferiranno le giornate di lavoro, ad oggetto d'evi.
tare il concorso della gente e l' odore dell' incenso , nonchè
le ore più calde.
L 'animo tranquillo e contento della puerpera è indispen
sabile non solo per rimettere le sue forze, ma eziandio per
il felice compimento del puerperio stesso ; quindi tutti quelli
che ne hanno interesse debbono impegnarsi a conservare que
sta benefica condizione, allontanando tutto ciò che potrebbe
in qualche maniera disturbarla: per cui si proibirà, partico
larmente nei primigiorni, l'ingresso nella sua camera a tutte
le persone che vengono a farle visite di complimento, e s'in
culcherà a quelle che l'assistono d'osservare ogni riguardo
e silenzio ; poichè il concorso d 'un gran numero di persone
non solamente le impedisce di riposare , ma porta seco an
che il disordine di viziare l' aria della camera , specialmen
te quando non è molto spaziosa . Inoltre , ad evitare peri
colose emozioni d ' animo nella puerpera , la levatrice non
dovrà mai annunciarle la morte del bambino , o la mostruo.

po rallegrante notizia; infine impedirà che le sia recato il


più piccolo dispiacere per parte della famiglia.
176
Anche la dieta nelle puerpere dev'essere ben regolata ,
quantunque non si considerino come animalate : però tale
dieta varia nella quantità e qualità , secondo l'età , il tempe
ramento e l'abitudine della donna, secondochè allatta o no
la propria prole, e secondo le circostanze che accompagnaa
no il puerperio. Nei primi giorni non le si accorda chebro
do, o minestre lunghe di paste , di riso , d 'orzo , o dipane gral
tato , e delle uova fresche : dopo le si permetterà un 'ala od
una coscia di pollo allesso , con un po'di pane, o un po'di
vitello pure allesso ; e con questi cibi, a misura dell'appetito ,
si aumenterà ogni giorno la quantità del suo vitto in modo,
che, dopo dieci o dodici giorni, potrà cibarsi com ' era acco
stumata per l'innanzi, scegliendo però sempre un vitto nu
triente e di facile digestione. A tutte le puerpere indistin
tamente si proibirà la carne arrostila , le fritture, e gl' in
tingoli in cui sono aromi o droghe.
Per bevanda in generale conviene più d 'ogni altra alla
puerpera l'acqua pura ridotta alla temperatura della stanza;
però talvolta può anche accordarsi il vino inacquato , e l'ac
qua panata addolcita con zucchero , o con qualche scirop
po ; ovvero si fa uso di thé lunghi di viola , di verbasco , o
d 'altro , purché non si prendano troppo caldi ed in soverchia .
quantità : in seguito , crescendo la dieta , potrà permettersi
un po'di vino puro, nostrale o forestiero. L' uso delle bibite
spiritose e riscaldanti, nei primi giorni del puerperio , e pren
dendole in troppa quantità , suole provocare fatali conseguen
ze, come perdite di sangue, infiammazione, convulsioni, ed
anche apoplessia .
i Allorchè il puerperio progredisce normalmente , la don
na non ha bisogno di nessun medicamento o farmaco , sieno
purganti od olio , decotti o sciroppi; poichè questi sogliono
con molta facilità disturbare il benessere della medesima,
sia pel loro disgustoso sapore, sia per essere lo stomaco più
sensibile , ed il canale intestinale più irritabile : quindi la le
vatrice dovrà scrupolosamente astenersi dalla loro ordina
zione; e nel caso che la puerpera accusasse degl' incomodi,
o le funzioni puerperali si trovassero sconcertate, farà sem
pre, e senza indugio , chiamare il medico .
Egli è non solo inutile ,ma anzi assai pericoloso , l'aggra
vare il ventre con pesi, o stringerlo con fasciature strette ap
177
pena che la donna si è sgravata , come pur troppo in alcuni
paesi ancora si costuma, e da alcuni ostetrici viene sugge
rito ; essendochè i loro pretesi vantaggi procurati dalla fa
sciatura , in ispecie per diminuire il volume dell' addome,
sono evidentemente confutati dai buoni principii fisiologici
e dalla giornaliera esperienza: anzi osservasi che tali fascia
ture bene spesso producono dei tristi accidenti, come sin .
copi, infiammazioni dei visceri addominali , metrorragie , o
soppressione dei lochii, o procidenza della vagina o dell'ute
ro, e tanti altri malori. Però riesce vantaggioso il coprire il
ventre con salviette , o drappi, o calzoni, o fasciarlo con fa
scia larga, senza troppo stringerla , allorchè la donna inco
mincia a muoversi per casa , particolarmente nella rigida
stagione , a fine di prevenire qualche disordine che dalla
impressione dell'aria fredda le potrebbe avvenire.
La stitichezza di corpo suole ordinariamente persistere
nei primi tre giorni del puerperio , la qual cosa è piultosto
vantaggiosa ; e quindi non esige veruna premara per parte
della levatrice, soprattalto se la puerpera non accusa verun
incomodo. Se dopo tre o quattro giorni l'evacuazione sponta
neamente non si effettuasse , per facilitarla si applicherà uno
o più clisteri semplicemente ammollienti d'acqua tepida , o
di decotto di malva o di crusca , avvalorati con due o tre
cucchiai d 'olio comune; e simili lavativi convengono in qual
unque tempo del puerperio . Qualora essi non bastassero a
promuovere le scariche alvine , potranno rendersi più attivi
aggiungendo un po'di sale , o dello zucchero, o del miele ;
e se anco questi restassero senza effetto , e la puerpera accu
sasse dolori di testa , il ventre addolorato, nonchè tumefalto,
allora senza ritardo dovrà ricorrersi all'assistenza medica .
Anche le orine, durante il puerperio , e soprattutto nei
primi giorni, domandano l'attenzione della levatrice : tanto
più che di sovente, per causa della testa del feto durante il
parto , il collo della vescica viene più o meno compresso ; per
cui in seguito lo scolo delle orine suol essere difficile, o del
tutto soppresso . A prevenir ciò fa d ' uopo che la puerpera
sia per tempo avvertita di evacuare l'orina ogniqualvolta ne
sentisse il bisogno; e la levatrice dovrà assicurarsi dello stato
normale di questa funzione. Nel caso poi che si arrestassero ,
e che la donna provasse un continuo prurito d'orinare, con
12 . .
178
dolore all'ipogastrio , e tumefazione del medesimo, un mole
sto calore al basso ventre, nonché un mal essere universale ;
la levatrice, avendone l' abilità , dovrà senza indugio appli
çar la siringa; altrimenti chiamerà il chirurgo, onde opera
re il vuolainento della vescica.
Come già si disse , più o meno presto, compiuto il parto ,

do esse un'azione preminente, per cui gli umori si dirigo


no in maggior copia verso le medesime, affinchè si prestino
alla loro rispettiva funzione , ossia alla secrezione del latte
destinato a nutrire il bambino. Ond' è che la donna, la qua
le si oppone con qualche mezzo allo sviluppo di questa fun
zione, ovvero ricusa di prestarvisi, corre bene spesso grave
pericolo di compromettere non solo la propria salute e vita ,
ma anche quella del figlio . Inolire meriterebbero giustamen
te la disapprovazione pubblica, come indegne del dolce no
me di madre, quelle donne che, senza ragionevoli motivi, osas
sero sottrarsi dalla legge la più sacrosanta , loro imposta dai
vincoli della famiglia , dall'umanità , e dalla stessa natura,
soltanto per poter godere vie maggiormente i comodi, e con
più libertà i divertimenti ed i piaceri del lusso e della moda .
D 'altronde egli è ben noto che l'allattare la propria prole ri
compensa largamente quei piccoli incomodi e sagrifizii che
questo pietoso ufficio suol esigere : diffatti , il puerperio si
abbrevia , e percorre il suo stadio con più sicurezza e con
minori molestie ; si prevengono gl'ingorghi ed altre malattie

chirurgici. Inoltre la donna allattante per lo più suol con


seryarsi vegeta , sana e bella ; con questo mezzo s'impedisce
lo sviluppo di affezionimorbose , o anche si sciolgono se pre
esistevano , che altrimenti più o meno tardi si convertireb
bero in malattie moleste e pericplose : infine per ordinario
la donna, durante l'allattamento, non suol concepire ; suc
cedendo la gravidanza troppo spesso , e senza riposo , può
pregiudicarealla salute ed alle forze fisiche della donna. An
che il fanciullo prospera meglio , e si consolida vie maggior
mente la sua fisica salụte e robustezza al seno della madre,
essendogli il nutrimento più omogeneo d 'ogni altro , senza
far parola della morale influenza.
179
i Ammesso che la puerpera abbia tutte le qualità neces
sarie per allattare la sua prole , dopo scorse le prime ore
di riposo , per rimettersi dalle fatiche del parto, nonchè tras
portata sul letto del puerperio , converrà lavare con acqua te
pida i capezzoli; ed asciugati che sieno, si attacca il bambi
no: ciò che suol farsi per ordinario tre o quatir' ore dopo il
parto . Se talvolta il latte non uscisse ancora , questi tentativi
riescono tuttavia utili , perchè il fanciullo intanto si abitua
capezzoli, previene il soverchio ingorgo, vuotando le mam
melle, nonchè altri disturbi che ne potrebbero derivare: in - ,
fine il primo latte conserva per alcuni giorni la facoltà di
evacuare blandamente il meconio , ed è adattato alle forze
digerenti del neonato . Inoltre la madre, prima di attaccare
il bambino , si bagnerà ogni volta colla' saliva, e col dito si
fregherà leggermente il capezzolo , affinchè divenga più spor
gente . Tutti gli altrimezzi, in ispecie la forzata compres
sione delle mammelle, come pure i busti e le fascie strette
intorno alle medesime, possono apportare delle tristi conse
guenze: all'incontro, il tenerle ben coperte , soprattutto nella
notte , nonché il cambiare i drappi umidi con altri asciutti
e riscaldati , ed il sollevarle con adattato fazzoletto, riesco
no vantaggiosi. Nel caso che le mammelle si gonfiassero trop
po, per soverchia secrezione di latte , da incomodare la don
na, giova diminuirle la dieta , farla collocare in fianco, e fa
vorire , mediante clisteri , il secesso , quando occorresse . La
madre dovrà subito da principio , allattando il bambino , cam
biare la mammella , affinchè la rispettiva funzione si sviluppi
contemporaneamente in ambedue le mammelle . Almomento

nergli la testa alquanto sollevata, e che le narici sieno libere,


da non impedire la respirazione.
E necessario che la donna, durante l'allattamento , faccia
uso di cibi sani e di facile digestione; eviti l'abuso di bevan
de spiritose ed acidule , come pure tutte le forti passioni d'ani- ..
mo; le quali cose possono alterare la buona qualità del latte :
per cui sarebbe utile di allattare la prole qualche tempo do
po , o farsi prima estrarre il latte con mezzi adattati. Lo stes
so è da osservarsi dopo il coito , nel quale la madre si espone
alla probabilità di restare incinta prima che il figlio si slatti.
180
È difficile a principio determinare un metodo nell'al.
lattamento , dovendo regolarsi secondo le forze fisiche ed il
bisogno del bambino , il quale passa i primi due mesi del
viver suo fra il dormire, il piangere ed il mangiare. Dif
fatti, essendo sano, tostochè ha poppato , suole addormentar
si, continuando un sonno placido , finche viene svegliato da
nuovo bisoguo dinutrirsi ; ciocchè manifesta col pianto .Ma
il pianto può essere eccitato anche da altre cause, o per mal
essere , o per molestie delle fasciature , od altro ; locchè ad
una madre attenta e premurosa sarà facile il distinguere .
Passati i primi due mesi , può stabilirsi un metodo nell' al
lattamento , e far poppare il bambino ogni tre o quattr'ore,
in ispezialità nottetempo ; ma anche su questo rapporto do
vranno i comodi della madre sempre posporsi ai bisogni
del figlio.
Talora la madre non vuole , o non può, o non deve per
cause legittime allattare la sua prole ; le quali cause possono
dipendere tanto dall'una che dall' altra parte . I difetti pro
venienti dalla madre ora sono locali nellemammelle, ed ora
universali nell'organismo: in conseguenza essa sarebbe in
abile all'allattamento , anzi questo sarebbe evidentemente no
civo alla salute e alla vita di lei, nonchè a quella del figlio ,
qualora le mammelle , per malattia o per conformazione, fos
sero inette a separare il latte in sufficiente quantità e qua
lità ; ovvero quando mancassero i capezzoli , o fossero troppo
sottili o troppo grossi, od imperforati. Nemmeno può conce
dersi l'allattamento a quelle donne che vanno soggette a fre
quenti vertigini, allo sputo di sangue , o a perdite copiose
dalle parti genitali , all'asma , ai dolori articolari, all'épiles
sia , alla sifilide, allo scorbuto , alla rachitide, ed agli erpeti
ed esantemi maligni, ec.; così pure a quelle che facilmente
s'irrilano , e risentono assai le commozioni d 'animo: però ,
in tutti questi ed altri simili casi, la decisione spetta esclu
sivamente al medico, e non alla levalrice.
Quindi allorchè la donna non potesse dedicarsi all'allat
tamento, e lo dovesse per qualche ragione sospendere, il do
vere della levatrice sarà di mettere in pratica alcune misu
re , onde far debitamente sparire il latte , nonchè prevenire
sinistri accidenti nelle mammelle . Quantunque non siavi
donnicciuola o comaruccia che non abbia il suo specifico
181

rimedio ed il suo segreto per fare sparire il latte, vi sono an


che dei medici i quali pretendono che questa funzione non
si possa risolvere senza ricorrere ai farmaci si esterni che
interni, applicando localmente degli empiastri, unguenti, o
fomenti di sostanze astringenti ed irritanti ; mentre nello
stesso tempo ordinano per bocca purganti, sudoriferi, o diu
retici: tutti mezzi non solo inutili , ma bene spesso assai
pericolosi , perchè sovente promuovono infiammazione alle
mammelle , ed il latte sparisce troppo presto , producendo
degli allarmanti sconcerti in altri sistemi. Ecco il metodo
del quale la nostra scuola, da molti anni, suole servirsi con
piena soddisfazione, usando soltanto maggior rigore , e per
un tempo più lungo , in quelle donne che già allattarono ,
e in cui la secrezione lattea s' era già stabilita . Prima di tut
to , la donna dovrà mettersi ad una dieta piuttosto ristretta ;
essa dovrà astenersi da bibite spiritose e riscaldanti; dovran
no favorirsi le escrezioni naturali, occorrendo; nonchè atti
vare l'assorbimento delle mammelle , tenendole sollevate e
bene coperte con tovagliuolo tepido, il quale si cambierà ogni
volta ch' è bagnato e freddo . Con questi semplici mezzi si
ottiene ordinariamente, nello spazio di sei od otto giorni, una
risoluzione perfetta , e sospensione del latte; poichè verso il
terzo giorno le mammelle cominciano ad ammollirsi, in cau
sa della spontanea uscita del latte, e cessano in proporzio
ne tutte le molestie che la donna prova nei primi giorni:
soltanto lo scolo lattiginoso continua d 'ordinario per altre
quattro o sei settimane; ed in tutto questo tempo sarà ne
cessario che la donna osservi maggior riguardo nel vivere .
Questo metodo mi sembra dettato dalla stessa natura; e l'os
servazione prova evidentemente ch ' è vantaggioso il seguirlo ,
dissipandosi a poco a poco la funzione fisiologica delle mam
melle coll'allontanare da esse qualunque irritazione capace
dimantenere od aumentare l'afflusso degli umori; e così in
foi, Wro pe fazio
pochi giorni, senza incomodi e con sicurezza , ritornano le
manimelle al loro primitivo stato di sanità.
Se poi alla tumefazione delle mammelle si associassero
forti dolori, rossore della parte, con reazione febbrile ; allora
la levatrice dovrà senza indugio far chiamare il chirurgo.
Quindi appare che i doveri della levatrice verso ogni
puerpera si riducono ai seguenti:
182
1 .° Essa dovrà nei primidieci giorni visitare la puerpe
ra almeno due volte al giorno, cioè alla mattina e alla sera .
2 .° In ciascuna di queste visite s'informerà sullo stato
generale della medesima, e particolarmente sui lochii, sulla
secrezione del latte , sulla traspirazione, sul secesso e sul
l'orina; infine esaminerà le parti genitali.
3 .° E obbligo della mammana di assistere ed instruire
la madre , occorrendo , nell'allattare la sua prole , affinchè
abbiano meno a soffrire e l'una e l'altra.
4 .° È da avvertirsi per tempo la puerpera di tutto ciò
che le potrebbe cagionare danni o sconcerti nella salute , e
da raccomandarsi soltanto quelle cose che sono necessarie e
di riconosciuta utilità , assicurandosi della puntuale esecu
zione. Nel tempo stesso sarà lodevole il togliere le supersti
zioni e le pratiche ignoranti e dannose che da talune ancora
si costumano.
5 .° La levatrice , nel fare il letto della puerpera, dovrà
allontanare tutto ciò che trovasse sucido, e sostituirvi altre
suppellettili asciutte e ben riscaldate: nella stessa occasione,
oltre la conveniente pulitura della puerpera , dovranno la
varsi le parti genitali, nonchè coprirle con semplice panno
lino asciutto , o bagnato in un tepido decotto di malva , se
si trovassero tumefatte od irritate. Ma la levatrice non dee
giammai prestarsi ad assumere i lavori più comuni di casa ,
non solo perchè ciò è contro il suo decoro , ma anche per
poter servire utilmente in altre cose più importanti.
6 .º I clisteri e le injezioni nella vagina o nell'utero
dovranno sempre essere applicati dalla levatrice.
7 .0 Finalmente nelle stesse visite rivolgerà la sua cura
al neonato ; e glie la presterà colla dovuta pazienza ed at
tenzione, secondo le circostanze del caso , come s' indicherà
nel susseguente capitolo.

Dei segni del parto pregresso .


Attese le moltiplici potenze organiche, le quali agisco
no meccanicamente nell'atto del parto , onde effettuare la
espulsione del prodotto del concepimento dal seno materno ,
seguono necessariamente delle alterazioni in varie parti del
la donna, e soprattutto in quelle della generazione, conser
183

vando vestigi indelebili,o segni più o meno marcati per un


tempo più o meno luogo , e taluni per tutto il resto della
vita ; le quali alterazioni servono non solo per instruire le
persone dell'arte , ma nel tempo stesso per distinguere la
loro origine ed indole ; infine per pronunciare, occorrendo,
il proprio giudizio in proposito con fondamento e conoscenza.
Ma conviene sapere che queste alterazioni possono pre
sentarsi in grado maggiore o minore per molte e varie cau
se affatto estranee al parto : inoltre tali differenze dipendo.
no essenzialmente dal tempo in cui, dopo il parto , venissero ,
osservate ; dalla conformazione, dalla struttura e dalla rigi
dità delle parti; di più , dall'età , dal temperamento e dalla
robustezza della donna ; secondo ch' è primipara o pluripara;
nonchè dall'andamento , dalle circostanze accompagnatorie
del travaglio del parto, se naturale od artificiale ; iofine dai
rapporti e dalle proporzioni del feto colle parti genitali del
la madre.
Considerando separatamente queste alterazioni,esse non
offrono che segni assai equivoci; perchè altri consimili posso
no eziandio aver luogo per cause affatto opposte ,od acciden
tali : quindi soltanto la loro pluralità ed il complesso , rile
vandoli per mezzo d 'un metodico'ed accurato esame sì ester
no che interno di tutte quelle parti della donna che inte
ressano direttamente od indirettamente la funzione del par
to , offriranno i necessarii lumi e la certezza in proposito ,
i quali sono indispensabili alla levatrice nell'esercizio della
sua professione , specialmente pei casi legali : per cui, non
essendo essa in pieno possesso di tale cognizione ed abilità ,
dovrà cedere a chi è più esperto .
Alla levatrice servirà di norma il seguente abbozzo del
le principali alterazioni organiche succedenti nella donna
in conseguenza del parto , indagandole in tre epoche diver
se , perchè in ognuna di queste trovansi notabili differenze
nelle parti , quantunque riconoscano la stessa origine ; ma
sono coerenti al tempo in cui s'instituisce l' esame.
Nei primi giorni del puerperio soglionsi rimarcare i se
guenti fenomeni: le labbra pudende trovansi più o meno
tumefatte , rosse , calde, sensibili ; la forchetta distesa , o man
cante ; il perineo più o meno strappato , con lesione recente;
l'ingresso della vagina largo, rotondo, floscio , e gemente uu
184
Nuido sanguiguo , misto talvolta a grumi. Esternamente le
pareti addominali veggonsi rilassate , di color bruno, e spar
se sotto l'ombellico , particolarmente ai lati, di striscie o ci
catrici rosso -scure, con una simile linea , ma più marcata ,
lungo la linea alba, che talvolta incomincia al di sopra del
l'ombellico , e termina al pube: nella regione ipogastrica si
tocca l'utero non per anche contratto , ma in forma d ' una
palla più o meno grande, dura e galleggiante , inclinandosi
per ordinario col suo fondo a destra della donna.Anche le
mammelle osservansi più voluminose e turgide ; i loro ca
pezzoli più grossi e sporgenti, nonchè coperti , come pure
l'areola , di cute bruno - scura : comprimendo il petto , esce
fuori dai capezzoli con facilità un fluido bianco e sieroso .
Infine, coll' esplorazione interna , si rileva la vagina molto
ampia, calda, senza rughe e dolente ; il collo dell'utero ac
corciato , grosso e molle ; la sua bocca rotonda, bassa, ed aper
ta, da potervisi introdurre comodamente l' apice del dito ; le
sue labbra per lo più sono fornite di frastagli più o meno
pronunziati , essendo il labbro anteriore più corto : estratto
il dito esploratore, vedesi tinto di sangue. ,
Quando poi l'esame venisse instituito due o tre setti
mane dopo che la donna ha partorito , essa suol presentare
i caratteri seguenti: le grandi e le piccole labbra pudende
trovansi ancora floscie e prolungate , e sovente nella loro
interna superficie vi sono delle escoriazioni purulente; la
vulva scorgesi dilatata , presentando un ' apertura rotonda ;
così pure rimarginata o cicatrizzata la forchetta e il perineo ,
e questo maggiormente disteso ; l' ingresso della vagina più
o meno ampio , nonchè rotondo ; le pareti addominali sono
rilassate, e di colore alquanto bruno; le striscie sparse , e len
denti al bianco ; nella regione ipogastrica , comprimendola
colla mano , per solito si trova l'utero assai abbassato nella
piccola pelvi,ma molto diminuito nel suo volume; le mam
melle si conservano ancora più voluminose ; così pure i ca
pezzoli e le areole oscure ; bene spesso , comprimendo il se ,
no, esce dai capezzoli un umore lattiforme. Coll' esame in
terno osservasi la vagina umida , dilatata , con notabili ru
ghe; la porzione utero-vaginale più grossa, più molle , e meno
lunga ; il suo orificio rotondo, che permette appena l'introdu
zione del dito esploratore; il suo labbro anteriore più corto ,
185
é circondato da più o meno marcati tubercoli o frastagli .
Dalla vagina esce in poca quantità un fluido bianco linfa
tico, e bene spesso d' odore ingrato .
All' incontro , qualora la donna venisse sottoposta alla
esplorazione variimesi dopo il parto , in essa soglionsi trovare
i seguenti segni: le grandi e le piccole labbra osservansi di
varicate , appassite, e pendenti; alla forcella ed al perineo
scorgonsi delle cicatrici; l'ingresso della vagina si presenla
rotondo, ed abbastanza spazioso ; le pareti addominali sono di
color bruno, e sparse più o meno di striscie bianco- lucenti;
le mammelle sogliono essere più molli; i loro capezzoli, co
me pure le areole , d'un colore bruno-scuro . Col riscontro in
terno trovasi la vagina dilatata , e le sue rughe ben pronunzia
te; il segmento utero- vaginale più corto ,più grosso , ed alquan
to molle ; il suo orificio rotondo, offrendo un piccolo imbuto
attorniato da linguette o frastagli più o meno distinguibili.

Delle cure e del governo da prestarsi


al neonato.
Considerando lo stato vegetativo del feto nel seno ma
terno durante tutto il tempo della gestazione ; il gracile e
ter

non per anche consolidato sviluppo delle parti del corpic


ciuolo al momento della sua nascita , siccome gli effetti più
o meno svantaggiosi riportati in tale circostanza ; lo stabi
lirsi di nuove funzioni della più alta importanza tosto ve
nuto alla luce del giorno; infine l' impressione e l'influenza
degli agenti esterni ai quali il bambino non è abituato; tro .
vasi un complesso di validi motivi, pei quali i fanciulli, nei
primi giorni del loro vivere, sogliono naturalmente incontra
re con maggiore facilità sconcerti e malattie, ed a queste soc
combere, non trovandosi eglino ancora forniti della dovuta
forza fisica e reazione vitale per resistere alle pocive po
tenze, e molto meno per superarle ; tanto più se non si pra
tica verso di essi un adattato e confacente governo . E , ad
onta di tutto ciò , si salvano molti bambini, specialmente al
lorchè sono provveduti d 'una buona e felice coslituzione e
robustezza fisica, od abbiano la sorte di godere da bel prin
cipio un governo e trattamento confacente, diretto e soste .
nuto dall'amore materno .
186
Non è men vero che un maggior numero di neonati
si salverebbe dal fatale destino , cioè dalla morte prematu -,
ra , o da una imperfetta salute , la quale incessantemente
tormenta l' esistenza dell'adulto fino alla tomba , rendendo
lo inutile alla società , e non di rado pesante a sè stesso
ed alla famiglia , se nel competente governo e nella cura dei
neonati si praticassero mezzi semplici, adattati e ragione.
voli , conformandoli allo stato ed alle forze individuali del
bambino , alla stagione , ed alle circostanze particolari dei
genitori.
Dal fin qui esposto risulta evidentemente di quanta e
quale importanza e conseguenza suol essere la prima cura
da prestarsi al neonato : ne segue inoltre la necessità , che
la levatrice debba essere pienamente instruita in proposito ,
e conoscerne ogni sua parte , non solo per saperla praticare,
ed insegnare ai genitori , od a quelli che assumono cotale
a ez
uffizio ; ma eziandio per togliere ed estirpare finalmente quel
l'ignoranza , quei pregiudizii, e quella trascuraggine, che
pur troppo in alcuni paesi, e particolarmente fra il conta
do, spopola la patria , desola miserabilmente le famiglie , e le
priva delle loro più belle speranze e consolazioni.
Attesocliè il feto può venire alla luce vivo e senz' ac
cidenti, ovvero in istato di morte apparente, od in istato di
morte assoluta , i soccorsi che gli si debbono prestare va
riano secondo lo stato in cui si trova almomento della sua
nascita ; quindi la levatrice dovrà assicurarsi a quale di que
sti stati esso appartenga. -
In primo luogo vogliamo considerare il fanciullo vivo
e bene sviluppato , il quale , appena uscito dal seno materno ,
si manifesta in tale stato con un pianto più o meno forte ,
movendosi con destrezza , e respirando con libertà . Allorchè
il neonato si trova in queslo stato , la levatrice lo colloche
rà trasversalmente sulle coscie della madre, o lo farà tenere
da una persona in maniera che la testa sia un po' sollevata ,
e il dorso guardi le parti genitali della genitrice , affinchè
il sangue e le acque non gli scolino nella bocca ; inoltre do
vrà tenerlo vicino alla vulva , onde il cordone non sia sti
rato , cagionando dispiacevoli accidenti . Poscia si eseguirà
l'allacciatura e la recisione del cordone , per allontanare il
più presto possibile la prole dalla madre.
187
Non solo la fisiologia ,ma anche le osservazioni dimo.
strano che la legatura del cordone, prima di reciderlo , non
è assolutamente necessaria , e che per la ommissione di essa
il fanciullo non può d'ordinario riguardarsi in pericolo di
vita per sopraggiunta emorragia dei vasi ombellicali , il di
cui uffizio cessa tosto che nel neonato si è stabilita la re
spirazione.Nondimeno, sapendo che questa legatura non può
cagionare verun inconveniente , anzi che in certi casi, non
essendo fatta , potrebbero avvenirne delle fatali conseguenze,
che non sempre possono prevedersi ; la prudenza, l'umani
tà, e la sicurezza del neonato , esigono che l'allacciatura del
cordone sia praticata indistintamente, prima di tagliarlo , in
tutte quelle circostanze nelle quali lo stato attuale del neo . !
nato lo permetta .
Prima di eseguire questa operazione fa d'uopo stabilire
il luogo in cui deesi legare il cordone, la qualità del legac
cio , ed il metodo di praticarne la legatura .
A dire il vero , egli è indifferente il luogo ove debbasi
legare il cordone, mentre non si stacca mai nel punto del
l'allacciatura, ma si separa sempre dall' ombellico nel luogo
in cui termina l'epidermide del feto , che si getta sui vasi
ombellicali ; quindi la legatura suol farsi tre o quattro dita
trasverse sopra l'ombellico, affinchè, restando una porzione
maggiore attaccata , non imbarazzi il successivo governo , e
la sua putrefazione non esali fetidi odori ; all' incontro, le
gandolo troppo vicino al ventre, si produrrebbero gravi scon .
certi locali , interessando anche il peritoneo.
Per il legaccio può servire ,meglio d'ogni altra cosa, un
nastrino stretto ; ed , in sua mancanza, si uniscono quattro 'o
cinque fili di refe lunghi un piede circa; e debitamente dis
posti ed incerati , si riducono in forma di nastrino. La le .
gatura si eseguisce passando il nastrino due volte intorno al
cordone nel luogo stabilito ; e si serra prima con un nodo
chirurgico, poscia con un secondo semplice : ma, innanzi di
stringere il primo nodo, si osserva la grossezza del funicolo ;
e trovandolo piuttosto grosso , si stringerà maggiormente ,
onde prevenire una perdita secondaria, per non essere i va
si perfettamente chiusi: all'opposto, in caso di cordone gra
cile e sottile , la legatura dovrà farsi meno stretta , per non
recidere il cordone innanzi ch 'egli siasi naturalmente cica
188
trizzato; due dita sopra la legatura si taglia il cordone colla
forbice a punte ottuse , tenendo le estremità abbasso , e fra
le coscie della partoriente, affinchè il sangue si vuoti sul
letto ; inoltre l'estremità fetale del cordone si può tosto , o
in seguito , piegare in forma d'ansa sopra la legatura stessa ,
assicurandola col medesimo nastrino , per vieppiù guaren
tirsi da perdite secondarie .
Legato e tagliato il cordone nel modo teste indicato, la
levatrice allontana dalla madre il neonato, sostenendo la sua
testa con una mano,mentre coll'altra prende le patiche colla
palma, afferrando coll'indice e col pollice della stessa mano
una delle coscie ; maniera da osservarsi anche in seguito ,
perchè offre tutta la sicurezza : quindi collocato nel luogo
adattato , lo si coprirà con panni lini scaldati. Ciò fatto , la le
vatrice ritorna alla partoriente , per vedere in quale stato si
trova , e se le occorre qualche pronto soccorso .
Il neonato , allorchè nasce, suole trovarsi ordinariamente
più o meno coperto d 'una vernice o mucosità bianca,visco
sa , nonché lordato di quel sangue che seco trae nascendo
dal seno materno; motivi per cui fa d'uopo che la levatrice
si occupi quanto prima onde pulirlo di tali immondizie, non
solo in vista della nettezza , ma eziandio in vista sanitaria .
Per questo lavacro si preferisce la semplice acqua tepida, in
forma di bagno; e vi si può anche aggiungere, senza danno,
una porzione di latte. Dopo avere apparecchiato il recipien
te opportuno (per solito una conca di legno), si riempie con
sufficiente quantità d' acqua tepida , nella quale s' immerge
a poco a poco tutto il fanciullo, meno la sua testa , che do
vrà sostenersi con una mano , per impedire che l'acqua gli
entri nella bocca , o movendosi non s'apneghi; nel tempo
stesso coll' altra mano, mediante panni lini, od una spugpa
fina, la levatrice farà alcune leggiere fregagioni ed astersioni
lungo tutto il corpo, dal capo fino ai piedi, in ispecie sotto
le ascelle , intorno al collo , negl' inguini, e fra le parti ge
nitali ( siti ove suolsi trovare più densa quella patina ), fin
chè sia tolta interamente , e le parti rimangano nette ; ciò
che si ottiene ancora più facilmente ungendole , prima del
bagno, con butirro, grasso , od olio : ma se la patina resistes
se a tali cure, sarà migliore consiglio lasciarla , senza prolun
gare soverchiamente il bagno, e senza usare troppa violenza ;
189
giacchè in seguito, cogli altri bagni, la vernice suole inte
ramente sparire.
Questi bagni si praticheranno due volte al giorno , du .
rante i primi dieci giorni ; in seguito , pel corso di sei set
timane , basterà una volta al giorno . La durata di ciascun
bagno dovrà essere di dieci o quindici minuti; dopo ilqual
tempo si trasporterà il fanciullo sopra un cuscino coperto
di panni lini bene scaldati, nei quali sarà involto e debitá
mente asciugato . Durante il bagno dovrà poi il neonato es-,
sere guarentito dall'aria e dal freddo. . .
L 'uso dei bagni tepidi offre pei neonati un significan
te vantaggio , fondato sulla ragione e sopra fatti incontra
stabili. In primo luogo , l'acqua tepida corrisponde alla nas,
tura ed allo stato del neonato , imitando il fluido ed il ca
lorico delle acque dell'amnios, nelle quali egli stette fino
alla sua nascita ; essi inoltre tolgono con maggiore facilità le
immondizie e la consueta patina da cuisuol essere coperto ;
infine dispongono favorevolmente la pelle ed i suoi pori al
le loro rispettive funzioni: all'incontro , se si trascurasse-,
ro simili bagni, potrebbero facilmente svilupparsi la risipo
la , le esulcerazioni superficiali, ed anche l'itterizia ; per dis-,
sipare le quali giovano molto i bagni tiepidi praticati più
volte al giorno.
I bagni d 'acqua fredda in generale , siccome i tepidi,
composti di sostanze aromatiche o spiritose,devono a buon
diritto risguardarsi pei neonati non solo come incomodi, ma
eziandio come assai pericolosi, ponendo bene spesso la loro
salute e vita a cimento; sia per essere la loro indole affatto
contraria allo stato ed alla condizione del bambino, sia per
le fatali impressioni ed effetti che producono sopra tutto
l'organismo, e particolarmente sulla cute del medesimo. Non
minore disapprovazione merita il costume, praticato in al
cuni paesi, di collocare il neonato sulle ginocchia della le
vatrice , seduta sopra una sedia bassa , per pulirlo , nettando
con panno lino bagnato , od asciutto , le parti lordate , e co- ,
perte della solita patina ; soprattutto se si fregassero con ,
troppa forza le parti maggiormente coperte della detta pa-.
tina, senza prima ungerle e mollificarle con olio, butirro o
grasso , e si esponesse il fanciullo per molto tempo all'aria
ed al freddo.
190
. Avendo la mammana debitamente soddisfatto alla poli
tura del neonato , suo stretto dovere, prima di vestirlo , sarà
quello di esaminare il suo corpicciuolo da capo a piedi; at
tesochè egli può , al momento della sua nascita , presentare
varii difetti organici, dipendendo essi ora da primitiva vi
ziata conformazione, ora dalla violenza del parto stesso , e
non di rado dall' impropria e mal eseguita assistenza oste
trica: per cui fa d 'uopo osservare se le singole parti abbiano
malattie o mostruosità , specialmente se tutti i fori naturali
sieno pervii, come sarebbero le narici, l'uretra e l'ano, af
finchè , nel caso di grave alterazione , sieno senza indugio
procurati i soccorsi opportuni; avvertendo la levatrice di al.
lontanare il fanciullo dalla inadre con tutta la possibile cau
tela , senza ch' essa se n 'accorga, ond' evitare possibilmente
le forti commozioni d 'animo, le quali hanno sempre moltissi
ma influenza sul buon andamento e sull'esito del puerperio .
Benchè ogni paese abbia la sua propria maniera di ve
stire il fanciullo neonato , modificandola a norma dell'abitu
dine, dell'incivilimento e delle facoltà dei genitori , tutlavia
non può esservi un metodo più cattivo e dannoso , anzi
contrario alla stessa ragione , che quello di fasciarlo stret
tamente dal capo fino ai piedi. Diffatti , essendo il bam
bino in tal modo imprigionato nelle fascie , rimane immo
bile in una forzata attitudine, la quale non può a meno di
non riuscirgli molto incomoda é penosa , soprattutto se si
comprendono nella fascia anche le braccia : per ciò la re
spirazione, la circolazione, e la nutrizione delle parti resta
no più o meno impedite od alterate; i muscoli, compressi
da ogni lato , non potendo esercitarsi al moto , rimangono
gracili e deboli, per cui i bambini stentano a reggersi in
piedi, e camminano molto tardi; le loro ossa , tenere e ce.
devoli, facilmente s' incurvano, ed il corpo prende alcune de
formità ; gli escrementi, cioè l'orina e le feccie, restano vie
maggiormente a contatto delle parti,cagionando irritazioni,
ragadi, e simili; infine il frequente cambiamento del vestia
rio , che d'altronde richiede tempo e várii maneggi, disturba
più o meno il bambino . Quindi sarà dovere della levatrice
di far conoscere ai genitori gli evidenti discapiti della fa
sciatura , onde abbandonarla ; e di mettere loro in vista i sa
latari vantaggi d'un vestiario più comodo pei loro figli.
191
In conseguenza , nello stabilire l'opportuno vestiario pei
neonati, debbonsi avvertire le seguenti massime generali :
1.° Il totale del vestito dovrà essere più o meno pe
sante , a norma della stagione ; però tendente piuttosto al
caldo che al freddo , al quale i neonati sono sensibilissimi.
2.° Ognisingolo vestimento deesi bene asciugare e scal
dare prima di adoperarlo .
. 3.° La sua forma dev' esser semplice , ed offrire facilità
di cambiarlo.
. 4 Si uniranno ed assicureranno le varie parti con
cordelle , non mai con ispilli, i quali ferirebbero il fanciullo .
Questo vestiario adunque consiste in una berrettina , o
cuffietta , più o meno pesante secondo la stagione; in una cor
la camicia , aperta di dietro; in una simile camiciuola di fu
stagno, essendo d' inverno ; in due panni lini, ed una larga
fascia, lunga circa tre braccia .Ma, prima di vestire il bambi
no, è necessario governare la porzione fetale del cordone; al
qual fine si prende un pezzo di tela vecchia , grande come
la palma d 'una mano, di forma quadrata , facendovi un taglio
in uno dei margini fino nel mezzo, e si unge tutta la pez
zolina con burro od olio; poscia s'introduce il cordone nel
detto taglio , che sarà già piegato in forma d 'anello , invol
gendolo da tutte le parti collo stesso pezzo di tela , e si ri
piega verso la parte sinistra ed alta dell'addome, senza stira
re il cordone; sopra la prima compressa se ne applica un'al
tra asciutta , e si sostiene il tutto con una fascia da salasso,
che si avvolge intorno al corpo del bambino , senza troppo
stringerla , e si assicura all'innanzi coi nastrini. Il cordone
dev'essere così governato due volte al giorno , sino alla sua
caduta ; usando sempre tutta l'attenzione e delicatezza , per
chè non venga strappato prima della sua cicatrizzazione. Il
cordone si separa ordinariamente tra il quarto e quinto gior
no , e l' ombellico si cicatrizza al più tardi fra l'ottavo o il
decimo. Si è veduto cadere il cordone dopo ventiquattr'ore,
e l'anello essere perfettamente consolidato e riunito nel se
condo giorno ; alle volte la caduta del cordone avviene più
tardi del solito , cioè verso il duodecimo o quattordicesimo
giorno. Allorchè la cicatrice dell'ombellico si vegga perfet
tamente solida, si sospende ogni ulteriore fasciatura, perchè
inutile ed incomodą.
192
Tanto il governo del cordone, come pure il cambiamento
del vestiario , dovrà sempre farsi collocando il fanciullo ste .
80 sul letto, o sul cuscino posto sur un tavolino : perciò s'in
comincia dal mettergli la cuffietta sulla testa , che si assicu
rerà coi nastrini sotto il mento ; poscia gli si addossa la ca
micia , sopra la quale viene la camiciuola ; e poi s' involge
tutto il corpo dal di sotto delle ascelle in due panni lini, che
s'attraversano sul davanti,ed oltrepassano i piedi, piegando
ne la parte che sopravanza sul ventre; finalmente i panni lini
si tengono uniti ed avvicinati alle parti col mezzo della fa
scia , avvolgendola intorno al corpo del bambino senza mol
to stringerla , principiando dal petto , e terminando verso i
piedi, col lasciar fuori le braccia.
Questo vestito dovrà cambiarsi tutte le volte che appari
sce bagnato d 'orina, od imbrattato di feccie, lavando prima
con acqua tepida le parti lordate , e debitamente asciugan
dole. Non occorre di asperger queste con polveri particolari ,
le quali,nessuna eccettuata, non solamente riescono inutili,
ma piuttosto dannose, e perfino pericolose, in ispecie se vi
entrasse la biacca. Il frequente bagno d'acqua tepida e la
più scrupolosa nettezza guarentiscono il peonato dalla in
fiammazione , dalle ulceri, e dalle escoriazioni delle parti.
La levatrice dev' essere avvertita che nel maneggio del neo
nato non dovrà mai prenderlo nè alzarlo di peso per un
solo membro, a fine di non islogarglielo ; così pure la testa
dovrà essere sostenuta colla mano, perchè ciondolando non
vada soggetta a sinistri accidenti.
Dopo tutte queste faccende non è meraviglia se il bam
bino provi estremo bisogno di riposo , e tendenza al sonno ;
e ciò riesce molto più vantaggioso collocandolo in un luo
go tepido , e guarentendolo dalla impressione dispiacevole
dell' aria : nello stesso tempo si dovranno allontanare dalla
camera tutti gli strepiti, conservare possibilmente l'aria pu
ra, nonchè moderare la luce troppo viva.Ma considerando
la delicatezza fisica del neonato , la sua eccessiva sensibilità ,
e le successive conseguenze del passaggio dal seno mater
no, nonché i reciprochi rapporti fra la genitrice e la pro
le dopo la sua nascita , ognuno dovrebbe convincersi che il
neonato , sotto'ogui rapporto , debba ottenere maggior pro
fitto se venga collocato nel letto stesso , e vicino alla ma
193
dre, per un dato spazio di tempo e ad intervalli; poichè il
calorico animale di lei, siccome anco l'esalazione vitale, pre
messo che sia sana e premurosa, debbono produrre non solo
una grata sensazione, ma eziandio notabilmente contribuire
alla salute ed alla prosperità del fanciullo : condizioni che
gli sono omogenee quanto il latte materno . A questi bene
fici effetti non potrà contrastare il timore che il fanciullo ri.
manga soffocato dalle coperte, o che sia gettato fuori del letto ,
o mortalmente compresso dalla madre durante un profondo
Cu e
tr ttSiffatti
sonno. le accidenti succedono ben rare volte alla nu
tric , e non mai ad una vera e premurosa madre.
ice mercenaria
trice
Tuttavia deesi desiderare che il bambino abbia il suo
proprio letticciuolo collocato vicino a quello della madre ,
affinchè possa prestargli ciò che gli occorresse , ed allonta
narlo ogni volta che volesse riposare. Il neonato , finchè pren .
de il latte , dovrà essere situato sopra uno dei fianchi, e col
capo alquanto elevato ,affinchè dalla sua bocca e dalle fauci
possa uscire spontaneamente qualunque fluido : inoltre il letto
dev ' essere situato di fronte alla finestra od alla porta da cui
entra maggior luce nella camera; perchè altrimenti il bam
bino , tenendo sempre gli occhi rivolti a ciò che vieppiù lo
colpisce , potrebbe facilmente diventar losco . Per la stessa
ragione gli specchii, i lumi, e le persone che stanno conti
nuamente intorno a lui , gli si dovranno collocare sempre
di contro. Le culle di qualunque forma sono a buona ragione
da bandirsi pei neonati , attesochè il loro moto sforzato , a
cui il bambino non è avvezzo, gli suol produrre stordimento
e sopore, piuttosto che un vero proficuo sonno ; tanto più che
un bambino il quale abbia ben poppato , e sia sano, si addor
menta senza questo mezzo. Riesce fuor d 'ogni dubbio som
mamente fatale alla salute del neonato il farlo dormire pres
so persone avanzate in età , o di poca salute , alle quali
non lo si dovrebbe nemmeno affidare per il semplice gover
po ; poichè simili individui, nel prolungare la loro languen
te esistenza , consumano successivamente l' aura vitale del
neonato, nel quale non tardano a manifestarsi le conseguen
ze col perdere a poco a poco i colori, la robustezza , la vi
vacità , finchè perisce senza evidente malattia ; non calcolando
poi i perniciosi effetti della trascuranza e delle malinconi
che impressioni, proprie della vecchiaja e della decrepitezza.
194
Il latte malerno succhiato dal bambino somministra la
nutrizione più naturale e più confacente al medesimo; atle
sochè questo latte acquista di mano in mano tutte quelle
condizioni e qualità vautaggiose che sono adattate all'età ed
alle forze digerenti del fanciullo , confacendosi in pari tem
po alla sua costituzione ed a ' suoi bisogni: infine sotto ogni
rapporto questo latte gli è più omogeneo , per essere analogo
agli umori di cui si nútriva nel seno materno , prima che
venisse alla luce. Per questi e per molti altri motivi merita
preferirsi la nutrizione col latte della genitrice , purché la
medesima sia fornita di tutte le necessarie fisiche e morali
qualità si locali che universali ; ed allora questo metodo di
alimentare i neonati arreca grandissimi vantaggi non solo
alla madre , ma anche ai poppanti , la di cui florida salute
sempre più si consolida , e la cui fisica robustezza e bel
lezza prosperano evidentemente , senza esigere altri cibi o
mezzi di nutrizione. Il primo latle materno , ossia il cosi
detto colostro , serve pure come efficace purgante, evacuan
do blandemente il meconio ; e quindi rende affatto inutili
gli sciroppi ed altripurganti,i quali d'altronde sogliono bene
spesso cagionare gravi sconcerti.
Poche ore dopo il parto , essendo la puerpera ed il figlio
di lei debitamente ristorati e governati , s'applica questo , con
grande vantaggio d'entrambi, alle mammelle ; cioè prima che
l' afflusso del latte le abbia troppo distese (il che lalora suc
cede assai rapidamente ), continuando in seguito più o meno
spesso , a norma del bisogno ; il qual bisogno è sempremai
relativo alla maggiore o minore salute e robustezza del bam
bino, ed alla qualità più o meno sostanziosa del latte : per cui
nelle prime sei settimane non si abbraccierà un metodo di
allattamento ; ma in seguito bensi, dandogli ogni tre o quat
tr 'ore a poppare , specialmente nella nolle : ed abituandosi
ad un tale sistema ( che non riesce difficile ), egli suole , nelle
ore d'intervallo , riposare tranquillamente fra il sonno e la
veglia ; la sua salute sempre più si consolida, e si mantiene
vegeto col solo latte materno sino all' epoca dello slattamento.
In conseguenza, se questo metodo soddisfa ai bisogni del fan
ciullo , tutti gli altri cibi riescono ragionevolmente superflui.
Però accade talvolta che i neonati nei primi tentativi
stentano o ricusano di attaccarsi alle mammelle; sia perchè
195
le trovano vuote , sia perchè non sentono ancora il bisogno di
· nutrirsi , o perchè la madre non sa o non vuole convenien
temente prestarsi: per cui, se il rifiuto dipendesse da una del.
le cause accennate , e non dalla debolezza o malattia del fan
ciullo , la madre non deve inquietarsi o disperarsi; anzi per
lo più in poco tempo , dietro alcuni tentativi, egli avida
mente succhierà il latte . Soltanto, nel caso che tardasse per
qualche giorno, sarà utile il promuovere la evacuazione del
meconio dandogli per bocca di tralto in tratto qualche cuc- .
chiarino di sciroppo dimanna o di cicorea , con rabarbaro,
od acqua collo zucchero, o miele , od olio di mandorle dolci.
Allorchè non esista che una sola mammella , od una so
la si presti alla secrezione del latte , sia per vizio organico ,
sia per causa accidentale , la mammella sana suol farsi d 'or
dinario non solo più voluminosa ,ma suole eziandio separare
tanta quantità di latte da nutrire il fanciullo. . .
Siccome per solito fra il sesto e settimo mese sogliono
spuntare i primi denti, indizio naturale che d 'allora in poi il
fanciullo debba nutrirsi di cibi più solidi; cosi a quest'epo
ca suolsi amministrargli un po'dipappa di pane bianco, ben
cotto in acqua od in brodo leggiero , aggiungendo talvolta
un po 'di burro od olio comune ; e si esclude qualunque
altro cibo, in ispecie riscaldante od aromatico. Riguardo poi
alla quantità del cibo che gli si deve dare, tocca alla madre
il regolarla in modo che sia relativa alle forze, al tempera
mento , ed allo stato della salute di lui. Da principio basterà
cibarlo due volte al giorno, cioè alla mattina e alla sera; do
po tre o quattro settimane, gli si darà la pappa anche a mez
zodì. Dopo ogni pasto sarà necessario ed utile il dargli un
po'di latte materno, od acqua semplice alla temperatura del
la camera ; e tutte le alıre bibite, particolarmente le calde
e le spiritose, sono da bandirsi affatto .
Benchè il tempo dello slattamento non possa determi.
' narsi in tutti i fanciulli , poichè varia secondo la loro sa
lute e forza ; tuttavia in generale, essendo sapi, possono di
vezzarsi al compimento del nono mese ; anzi il prolungare
suole piuttosto recar pregiudizio al loro benessere. Lo slatta
mento poi deve operarsi insensibilmente e con cautela , cioè
facendogli poppare poco alla volta, e più di raro ; perchè al
trimenti ne soffrirebbero e il bambino e la madre medesima.
196
Se all'epoca dello slattamento il fanciullo si trovasse
mal disposto , o che i denti fossero per ispuntare , si consi
glia di continuare nell'allattamento finchè saranno usciti i
primi denti, e la salute siasi ristabilita .
Allorchè la genitrice non può, per legittime cause , as
sumere l'allattamento della propria prole, vi si supplisce in
due maniere; cioè o coll'affidarlo ad una balia mercenaria ,
o col mezzo della nutrizione artificiale. Del nutrimento per
mezzo della balia mi riservo parlare nel seguente capitolo .
Il nutrimento artificiale suol eseguirsi col latte di animali
domestici , o con cibi debitamente preparati.
Quantunque, parlando in generale , la nutrizione arti
ficiale, specialmente coi cibi, sia la più contraria,mal sana,
e bene spesso pericolosa pei neonati, il maggior número de'
quali ne risente danni evidenti non solo nello sviluppo e nella
robustezza fisica, ma eziandio molti periscono miseramente
dopo pochi mesi, ed una gran parte degli altri conservano
una costituzione meschina e gracile, nonchè una salule mal
ferma ; tuttavia non pochi di questi bambini sogliono pro
sperare con vantaggio , ed acquistare una buona e Norida
salute , soprattutto usando molta attenzione, esattezza e pa
zienza nel loro governo , nonchè la più scrupolosa pulizia
nelle cure relative. Però questi favorevoli risultamenti sono
molto rari , in confronto dei gravi disordini che la nutri
zione artificiale suol cagionare ai bambini.
. Molti e varii possono essere i motivi, sì per parte della
madre che per parte del bambino , onde servirsi della nu
trizione artificiale dei neonati ; e dovendo abbracciare que
sto partito , si cercherà di supplire alla mancanza d 'una nu
trice coll'amministrare il latte di animali domestici, come
sarebbe di vacca , d 'asina o di capra : anzi il latte di questi
due ultimi sembra avere migliori qualità , ed essere più omo
geneo e più confacente ai bambini; ma siccome non sempre
si può averlo , nè in sufficiente quantità , quindi si adopera
comunemente il latte di vacca .
Quando si dovesse ricorrere al latte degli animali dome
stici, quello che può essere succhiato immediatamente dal
bambino alla mammella di questi stessi animali è sempre
preferibile ; poichè il succhiamento si compie allora con
forme al voto della natura , la quale si deve sempre avere
197
per guida. Riesce facile assuefare la capra ed anche l'asina a
lasciarsi succhiare il latte dai bambini; ed i reali vantaggi
che presenta questo metodo sono abbastanza conosciuti. A
tale intento si fa montare la capra sopra un tavolino o sopra
il letto , e si pone il fanciullo fra le sue gambe accomodato in
modo che colla bocca arrivi al capezzolo della capra,avendo
prima lavata la poppa con acqua tepida : dopo la prima volta
l'animale si adatta da per sè nella miglior maniera, affinchè
il bambino possa facilmente poppare.
Per rendere maggiormente utile la nutrizione del bam
bino col latte degli animali domestici, amministrandolo col
mezzo di adattati ordigni, si osserveranno le regole seguenti :
1.° Fa d'uopo che il latte sia somministrato sempre
dallo stesso animale , e che questo sia giovine, e quello mun
to ogni volta che occorre.
2.º Che il latte sia debitamente allungato con qualche
fluido' temperante, in diverse proporzioni secondo l' età del
bambino e le forze del suo stomaco . Ammesso quindi il latte
della vacca, s'incomincia a prenderne una parte coll'aggiun .
ta di due terzi d'acqua pura , e si diminuisce la quantità
dell'acqua a misura che le forze digerenti s' aumentano: dal
secondo al terzo mese si allunga per la metà ; e dal terzo al
quinto si somministra un quarto di acqua e tre quarti di
latte : arrivato poi il bambino al sesto mese , é stando bene,
deve prendere puro latte. Usando questo metodo, il suo sto
maco si avvezza insensibilmente a digerire il latte schietto .
Si rende con ciò superfluo il far bollire il latte , e ridurlo
in siero, come alcuni propongono e preferiscono: d'altronde,
per la bollitura, il latte va a decomporsi, e rendesi per con
seguenza nocivo allo stomaco del bambino.
3 . È d 'avvertirsi che si deve somministrare al fanciul
lo minor quantità di latte degli animali di quella che suol
succhiare dal seno materno, perchè il latte di quelli essendo
più pesante , si digerisce più difficilmente ; ma è necessario
di amministrarlo un po' più spesso nel corso della giornata .
4 .0 Il latte , munto solo in una volta per tutto il giorno,
deesi conservare in luogo fresco, e preservarepossibilmente dal
contatto dell'aria , onde non perda le sue benefiche proprietà .
5 .° Per amministrare il latte al bambino si può ado
perare il beveratojo , od il cucchiajo ; ma si preferisce ilbe
veratojo specialmente di cristallo , il di cuibeccuccio dev'es
sere munito d'una spugna fina, che tenga le veci di capez
zolo , coprendola d 'un velo legato con un filo . Questa spu
goa dovrà però cambiarsi di spesso ; come anche il beve
ratojo , dopo ogni pasto , si laverà , per timore che il latte ,
che vi rimano, non divenga agro . Merita preferenza il be
veratojo, perchè questo, obbligando il fanciullo a poppare,
coopera nel separare la saliva , che ajuta poi la digestione. .
6 .• Non potendo aver latte munto recentemente , s' im
merge il beveratojo in acqua tepida, ripieno della data quan
tità di latte per riscaldarlo ; ed in tal guisa egli acquisterà
pon solo il necessario tepore , ma nello stesso tempo non
prenderà cattivi odori, come avverrebbe se si riscaldasse so
pra il fuoco.
Per varie circostanze o motivi, come sarebbe per prava
qualità del latte materno, mancando nello stesso tempo qual
unque altra sorta di latte, o per fatale capriccio dei genito
ri, ci troviamo talvolta obbligati di alimentare i bambini con
cibi appositamente preparati, somministrandoli col cucchia
jo . Sebbene per essi questo metodo sia , sotto ogni rapporto ,
il meno confacente , anzi bene spesso pernicioso ; nondime
no , allorchè venisse diretto da persona affettuosa , ed im
pegnata pel benessere del bambino , si è veduto non solo
questi conservarsi in vita , ma eziandio acquistare una buo
na e robusta costituzione fisica ; caso però sempre prodigio
80 . Ma perchè una simile nutrizione riesca possibilmente
utile al neonato, debbonsi osservare le regole seguenti.
1,9 Sino dai primi giorni della sua nascita si sommini
stra la panatella, facendo bollire nell'acqua del pane bianco
tagliato a piccole fette, o grattugiato ; s'aggiunge di quando
in quando un po'di burro od olio comune, e si fa cuocere .
a fuoco lento, finchè sia ridotto alla consistenza di gelati.

dersi più consistente ; nel terzo si può talvolta prepararla


col brodo di carne; nel quarto vi si può talora unire un ros
so d 'uovo; progredendo così dimese in mese, finchè il bam

2 ,0 La detta panatella dovrà esser fatta ogni volta di


fresco , e con tutta l'attenzione, perchè non acquisti cattivo
odore; e dovrà essere somministrata sempre tepida.
. 199
3. Di questo nutrimeñto , nei primigiorni dalla nascita ,
se ne darà due o tre volte fra il dì al bambino, ed ogni volta
tre o quattro cucchiarini: in seguito se ne somministrerà più
sovente , ed in dose maggiore, a norma della sua età e delle
sue forze digerenti; non oltrepassando però l'intervallo di quals -
tro o cinque ore, senza disturbare il fanciullo nottetempo.
4 :0 Tanto negl' intervalli , come pure subito dopo che
il fanciullo si è cibato , gli si darà per bevanda l'acqua sem
plice, non fredda, od addolcita collo zucchero. Tutle le al
tre bibite aromatiche e spiritose , particolarmente il vino ed
i liquori, riescono sommamente nocivi. .
Se la nutrizione conferisca al bambino, e s'egli digeri
sca bene, qualunque sia la maniera con cui venga alimenta
to , suolsi desumerlo dai caratteri seguenti. Egli diviene ogni
giorno più vegeto e robusto ; s'ingrassa , ed acquista buon co
lorito ; va di corpo due o tre volte in ventiquattr'ore; le sue
feccie sono liquide come la crema, di colore giallognolo ;
orina di spesso un fluido tinto ed odoroso ; infine, dopo che
ha mangiato, s' addormenta placidamente , e si sveglia tutto
contento e lieto . All'incontro ,se il nutrimento non gli con
ferisce , e non lo digerisce debitamente, le sue feccie soglio
no essere liquidissime, sierose, di colore biancastro o verda.
stro, e sempre fetenti; ora sono invece molto dure; il bam
bino vomita il cibo non digerito , dimagra ogni giorno più ,
perde il suo colorito , diviene inquieto , dormepoco, ha la lin
gua appannata, e l'alito puzzolente : per conseguenza piange
molto , e si agita continuamente , perchè soffre dolori inte
stinali. In tale stato di cose la levatrice dovrà tosto , se cre
de opportuno, cambiare il metodo di nutrizione, e nel tem
po stesso far chiamare il medico ; la di cui efficace assistenza
è sovente indispensabile, giacchè, per causa di qualche ma
lattia , il bambino può essere ridotto ad uno stato assai de
plorabile, ed anche perire.

Di alcune condizionimorbose del neonato


appena uscito alla luce.
Sebbene questo non sia il luogo opportuno di tratta
re del neonato che si trovi in istato patologico , attesochè
tale argomento dovrebb'essere unito alla seconda Parte di
200

questa Operetla , destinata ad abbracciare tutte le compli


cazioni dipendenti dalla madre e dal feto , relativamente alla
gravidanza, al parto ed al puerperio; tuttavia ho creduto con
veniente ed utile il far qui parola almeno di quelle affezio
ni morbose del neonato , che di frequente sogliono in esso
presentarsi appena uscito dal seno materno , perchè alcune
di queste richieggono i più pronti ed eſficaci soccorsi , dai
quali non di rado dipende la sua vita : per la qual cosa fa
d ' uopo che anche la mammana sia instrutta pienamente in
proposito , e che conosca non solo i mezzi necessarii , ma
sappia eziandio debitamente adoperarli ; tanto più , ch' essa
in nessuna circostanza non può nè deve occuparsi nella cu
ra delle solite malattie dei bambini, ciò non essendo di sua
pertinenza, e quindi escluso dall'insegnamento della stessa.
In conseguenza io intendo parlare alquanto sulla morte
apparente del neonato , sul tumor verticale , sul frenulo del

done strappato dall'ombellico.


Per morte apparente s'intende in generale quello stato ,
in cui le funzioni vitali del neonato sono sospese , conser
vando però la loro suscettibilità di riattivarsi. Siccome tale
adunque deesi considerare ogni neonato che non presenta
caratteri di putrefazione.
La morte apparente suolsi distinguere in asfissia ed in
apoplessia . Questa distinzione è sommamente importante
nei casi ostetrici , poichè quelle non si rassomigliano che
nella sospensione delle funzioni vitali ; ma differiscono poi
essenzialmente nelle cause che le producono,nei sintomi che
le caratterizzano, nel pronostico relativo alla maggiore o mi
nore facilità di ricuperare la vita , e finalmente nel metodo
curativo che loro conviene.
Dicesi asfissia quando dipende da reale debolezza o di
fetto di forze vitali; all'incontro l'apoplessia consiste in una
congestione locale , ossia in un eccesso di forze vitali.
Fra le cause dell'asfissia fetale annoveransi le emorra
gie che la genitrice ha sofferto nel tempo della gravidanza

forti patemi d 'animo deprimenti, i parti laboriosi, le opera


zioni ostetriche: per parte del feto , la sua debole costituzio
ne o il suo meschino sviluppo , le sue malatlie , la mucosità od
201
altro che gl' ingorghi' la trachea, ossia le vie della respira
zione ; infine, per parte delle dipendenze , la compressione
protratta del cordone ombellicale, ed il prematuro distacco
della placenta . :
Il feto asfitico presenta i seguenti caratteri: oltrechè non
respira e non vagisce, i suoi membri sono senza moto e sen
za senso , anzi ciondolanti e flacidi; la mascella inferiore è
pendente , e la bocca aperta; tutto il suo corpo osservasi più
o meno dimagrito , la pelle raggrinzata e pallida ; e toccan
dolo si sente piuttosto freddo.
Il pronostico nell' asfissia deve a ragione farsi molto ri
servato ,attesochè rare volte si riesce di salvare i bambini che
trovansi in tale stato , quantunque i relativi soccorsi fossero
somministrati con prontezza ed a dovere ; perchè non ven
gono per niente sostenuti dalle forze vitali del bambino, es
sendo queste più o meno esaurite prima ch 'ei venga alla luce.
Nel soccorso da prestarsi al fanciullo che nasce asfitico
si osserva primieramente se le pulsazioni del cordone con
tinuino; ed in questo caso non lo si taglia , e si lascia il bam
bino attaccato alla madre , perchè ogni getto di sangue, che
egli per questo mezzo ricevesse , potrebbe ridonargli la vita .
In questo frattempo sarà collocato fra le coscie della madre
in modo che la testa di lui sia elevata , ed esposta alla cor
rente dell'aria pura e libera ; inoltre la levatrice gli spruzze
rà di tratto in tratto dell'acqua fredda nella faccia e sopra il
petto , asciugandolo subito con panno lino caldo dopo ogni
spruzzamento : di più , s' affretterà d 'introdurgli il dito mi
gnolo in gola , onde sgombrarla dalle mucosità , e renderla
atta al passaggio dell'aria . Quando invece il cordone avesse
interamente perduto le sue pulsazioni, allora è inutile la
sciarlo ulteriormente attaccato alla madre ; anzi questo impe
direbbe la pronta amministrazione dei necessarii soccorsi. Si
lega adunque e tagliasi il cordone, e si porta il fanciullo so
pra un cuscino in sito comodo, inviluppandolo in panni lini
scaldati , mentre la faccia resta esposta all'aria libera e fre
sca ; poscia con quelli, o con una morbida spazzola , si fanno
delle fregagioni lungo la spina dorsale, sopra il petto , non
chè alle piante dei piedi e sulla palma della mano . Riesce
talvolta utile il vellicare la membrana interna del naso e del
le fauci colla barba d 'una penna da scrivere; si fa pure ac
202
costare al naso del bambino l'alcali volatile, l'etere solforico
od acetico , o qualche acqua spiritosa , con cui si possono an
che strofinare le tempia, le labbra, e lo scrobicolo delcuore,
nonchè somministrarne per bocca una o due goccie : in man
canza di tutto ciò , può supplire il semplice aceto, od il suc
co d ' aglio o di cipolla . Ove da questi varii sussidii non si
ottenesse niun vantaggio , conviene tentare di stabilire la re
spirazione spingendogli dell'aria nei polmoni colmezzo del
la bocca d 'una persona sana, o mediante il tubo laringeo; e
nel tempo della insufflazione deesi chiudere al bambino la
bocca e le narici, perchè l' aria , retrocedendo, non esca. Il
tubo laringeo è preferibile alla bocca , perchè con esso la le
vatrice è sicura di mandare l'aria nei polmoni, e non nel
l'esofago e nello stomaco, con danno del fanciullo. Per far
ne uso , s'introduce nella bocca del medesimo, sul dorso
della lingua molto abbasso , il dito indice della mano sini.
stra; e con questo si trae in avanti ed in alto la base della
lingua stessa , a cui essendo connessa l'epiglottide, questa
s' alzerà in pari tempo , e lascierà aperta la glottide , ossia
l'ingresso della laringe : allora colla mano destra si prende
il tubo laringeo , colla sua curvatura rivolta alla lingua ; lo
si fa scorrere lungo la guida del dito , che tiene abbassata
la lingua , ma alquanto da un lato , e spingendolo dolce
mente abbasso , per cui entri facilmente nella laringe : ciò
fatto , si chiudono le narici e la bocca del bambino, si soffia
dell'aria nel tubo , la quale scende allora direttamente nei
polmoni. Bisogna però soffiare con moderazione ed a ripre
se ; e subito dopo ogni insufflazione si premono le parti la
terali ed inferiori del costato, per far uscire l'aria introdot
ta : oppure si eseguisce la respirazione artifiziale ; al qual
fine si porta una mano estesa sopra il petto , e l'altra sul
dorso , colle quali si comprime contemporaneamente il to
race , e poi si rilascia . Nel caso che il fanciullo non desse
ancora segni di vita, bene spesso si acquistano vantaggi dalla
doccia , lasciando cadere da una certa altezza sei od otto
goccie d 'acqua fredda sullo scrobicolo del cuore: nei casi
gravi ed ostinati giovano sovente i clisteri irritanti fatti col
la decozione di tabacco, o con acqua saponata , e simili;
finalmente può molto sperarsi dai bagni universali caldi,
per cui si tuffa il bambino in acqua tepida , avvalorata con
203
un po'di vino, od acquavite, od aceto, immergendovi tutto
il corpicciuolo , meno la testa , la quale sarà sostenuta con
uria mano dalla levatrice, mentre coll'altra essa farà delle
fregagioni e degli strofinamenti sopra le diverse parti dell'asfi
tico , continuando il bagno per dieci o quindici minuti. .
Giacchè non puossi determinare per quanto tempo si
debbano impiegare i varii soccorsi, ciò dipendendo dal grado
dell'asfissia del neonato , per cui talora si ottengono dei ri
sultati soddisfacenti dopo pochi momenti , mentre talvolta
bisogna insistere per più ore; egli è necessario sommini
strare i varii sussidii senza interruzione fino a tanto che
si manifestino' reali vantaggi, od assoluti discapiti : per cui
deesi tanto più coraggiosamente continuare nell'assistenza ,
vedendo che il calorico del bambino s'aumenti ; il pallore
della cute vada successivamente cambiandosi in rosso incar
nato ; gli arti s' irrigidiscano ; un fremito e poscia marcati
battiti del cuore si ridestino ; leggieri moti delle labbra ,
della bocca , della faccia e dei muscoli pettorali apparisca
no ; la respirazione stertorosa insorga di mano in mano che
la vitalità si ristabilisce; muovansi le membra ; ed in fine il
fanciullo prorompa in un pianto. Ove,all'incontro, sotto l'uso
dei rispettivi ajuti, il corpicciuolo divenga più freddo, la cu
te si vedesse notabilmente impallidire , accrescersi la lassezza
dellé membra e degli sfinteri nelle varie aperture naturali ,
perdersi del tutto i deboli battiti del cuore, nonchè farsi
languida la respirazione ; allora , dietro tali sintomi, si può
quasi con certezza ritenere inevitabile la morte ; per cui
suolsi sospendere ogni ulteriore fatica e tentativo , come su
perflui a richiamare il neonato alla vita.
Le cause principali dell'apoplessia dei neonati, prove
nienti dalla madre, sono : un abito pletorico e robusto ; l'abu
so dei cibi aromatici e delle bibite -spiritose durante la gra
vidanza ed il travaglio del parto ; i parti lunghi e laboriosi
per isproporzione fra la pelvi ed il feto , in ispecie restan
do la sua testa per molto tempo compressa ed incuneata ; le
spasmodiche contrazioni uterine dopo lo scolo delle acque ,
e particolarmente quelle della sua bocca intorno al collo del
feto . Per parte del fanciullo ; il suo eccessivo sviluppo, pre
sentandosi egli innanzi all'orifizio dell'ulero colla estremila
addominale, o per essere le vie delļa respirazione ingombrato
204
da muco, od altro ; infine alcune operazioni ostetriche nel
l'estrarre il feto dal seno materno."
Si caratterizza il bambino apoplettico dal presentar egli
la faccia tumida, nonchè tutto il corpo turgido,di color ros
so -fosco, con macchie livide , ed un colore aumentato ; la testa
voluminosa , e non di rado assai allungata ; le labbra della
bocca tumefatte, e di colore livido ; gli occhi prominenti ed
injettati; i vasi del cordone ripieni : così pure le vene e le
arterie del collo assai ingrossate ; gli arti ciondolanti ed iQ
sensibili; nessun battito del cuore, od appena percettibile ,
La prognosi della morte apparente per apoplessia varia
secondo il suo grado e la sua durata ; e benchè sia molto più
frequente dell' asfissia , tuttavia in generale si può fare un
pronostico meno infausto , soprattutto allorchè si prestino
prontamente i soccorsi opportuni; attesochè coi medesimi è
più facile rimuovere la causa prossima della condizione pa
tologica , ossia lo stato pletorico , e quindi ristabilire l'equi
librio nella circolazione del sangue, dissipandosi più o me
no presto la locale congestione cerebrale e polmonale ; per
cui la maggior parte di questi infelici vengono richiamati
in vita.
Il soccorso essenziale da prestarsi nell'apoplessia consi
ste nel tagliare subito il cordone ombellicale , lasciando usci
re dalla porzione fetale due o tre cucchiai di sangue ; ed
in questa maniera si sbarazza sovente il cervello ed il petto
dalla sovrabbondanza di sangue che si opponeva alle loro
rispettive funzioni: diffatti , dopo una simile deplezione, si
riesce bene spesso a far cessare lo stato apoplettico , attivan
dosi in pari tempo la respirazione, e la circolazione sangui
' gna. Se poi questi fenomeni non si manifestano , si spruzzi
ripetutamente dell'acqua fredda nella faccia e sul petto del
bambino: e qualora egli non desse ancora segni di vita , lo si
porterà senza indugio sopra un cuscino posto in luogo co
modo , fresco ed arioso , collocandolo supino , colla testa ele
vata , ed inviluppato in panni lini tepidi; liberando altresì
debitamente la bocca ed il naso dalle mucosità che lo im
brattassero . Non essendo uscito sangue dal cordone ombel
licale , sarà utile l'applicare due sanguisughe alle tempia ,
od al processo mastoideo dietro l'orecchio ; ed in seguito si
somministreranno successivamente gli stessi rimedii come
205
Bell'asfissia , eccettuati gli spiritosi ed eccitanti . Perfino il
bagno dev'essere meno caldo; e non mai vi si debbono ago
giungere aromi o liquori di qualunque sorta . Può ancora
talvolta riuscire vantaggioso mettendo il fanciullo nel ba
gno senz' allacciargli il cordone , da cui potrebbe in breye
spontaneamente fluire il sangue.
Col metodo curativo sopraccennato si continuerà finchè
appariscano sintomi favorevoli ; come sarebbero : il turgore
universale del corpo cede gradatamente; anche il colore del
la pelle si cambia in rosso incarnato ; il calore si avvicina
più al naturale; il fremito del cuore suol passare in battiti
distinguibili; l'azione muscolare si manifesta in varie parti,
specialmente nella faccia e nel pelto , per cui non tarda la
respirazione, e con essa la voce, a svilupparsi. Quando, all'in
contro, la tumefazione ed il turgore del corpo, nonchè il co
lor livido, persistono, mentre il calore si cambia successiva.
mente in freddo marmoreo , con crescente rilassatezza e fla
cidità degli arti, e degli sfinteri delle aperture naturali, sva
nendo di pari passo i battiti del cuore , finchè cessano del
tutto ; allora si può con grande probabilità ritenere essere la
morte irreparabile , e per conseguenza ogni ulteriore fatica
e soccorso vano ed inutile.
• In generale nell'assistenza dei bambini, che nascono in
istato di morte apparente, sono da seguirsi le seguenti regole ,
dalla cui rigorosa osservanza dipende sovente il buon esito.
1. Si deve insistere con perseveranza nei varii soccorsi,

rado è successo, in ispecie negli apoplettici, che, dopo più ore


di fatica e d'instancabile insistenza , si ebbe ancora la som
ma soddisfazione e la più aggradevole compiacenza di veder

: 2 .0 E indispensabile d 'incominciare sempre con mezzi


dolci e meno efficaci, passando dimano in mano agli stimoli
e ai sussidii più forti, secondo la gravezza o l'indole del mor
bo: inoltre , nell'amministrazione deidetti soccorsi,deesi pro
cedere senza tumulto , con animo tranquillo , e non precipi
toso ; dalla qual cosa dipende spesse volte il felice successo .
3.° Non si deve trascurare nè abbandonare il bambino ,
quand' anche non si avesse ottenuto verun profitto dall'as
sistenza prestatagli; perchè può avvenire che, dopo qualche
206
tempo, da per sè ritorni in vita ; e perciò il supposto cada
vere dev'essere situato in luogo decente e sicuro, cioè gua
rentito da qualunque insulto o lesione: di più , dovrà collo
la faccia , la quale si lascierà esposta all'aria libera e fresca .
Sarà pure da incaricarsi una persona per visitarlo di quan
do in quando; ed infine non se ne permetterà la tumulazio
ne , se non dopo essersi manifestati sintomi di morte reale,
cioè la putrefazione e l'odore cadaverico.
Benchè soglia per ordinario , durante il travaglio del
parto , formarsi un tumore più o meno voluminoso sopra
qualunque parte del feto presentata ionanzi; tuttavia que
sto succede più facilmente sulla volta della testa , e si chia
ma tumor verticale : alla di cui formazione contribuiscono
la mobilità delle ossa , e gl' intervalli membranosi delle su
ture e delle fontanelle, che permettono un accavalcamento
delle ossa ; ed in conseguenza restando la testa per lungo
tempo impegnata in uno dei distretti della pelvi, ne nasce
un prolungamento della cute capillata sovrapposta , con mag
giore o minore ingorgo sanguigno , e talora eziandio con
istravaso . Non di rado simili tumori si osservano anche do
po parti facili : essi sono più o meno voluminosi , elastici ,
indolenti, e di color naturale.
· Appena nato il fanciullo , cessando le cause ch 'eserci
larono la compressione sulla testa di lui, ed attivandosi la
respirazione, e la circolazione del sangue ; per tali condi
zioni vantaggiose, simili tumori, quand'anche fossero d 'un
volume significante , sogliono da per sè in più o meno bre
ve tempo dissiparsi, non sesigendo
crup sull essi veruna cura medica;
e a
anzi la levatrice dovrà scrupolosamente astenersi da qual
unque pressione o maneggio sulla testa del neonato a fine
che ciò sarebbe inutile
di ridurla alla forma naturale , perchè
e pericoloso ; essendo questa pratica fecondada di
a gravi incon
venienti pel bambino, il quale bene spesso muore per la
lesione che con essa gli si reca al cervello ; la quale può
eziandio influire moltissimo sulle facoltà intellettuali di lui.
Soltanto in qualche raro caso si potrà sollecitare la risolu
zione di tali tumori, applicando sopra di essi de' fomenti te
pidi di decozioni aromatiche, o di semplice vino, ripetendoli
più volte durante il giorno .
207
Ma qualora, dopo due o tre giorni, il tumore verticale ,
o

benchè alquanto diminuito , si conservasse , presentando una


8

base larga e limitata , circondata da un orlo marcato e du


-

ro , nonché con manifesta fluttuazione , allora la levatrice


free dovrà subito far chiamare il chirurgo, il quale lo aprirà se
i qui condo i principii dell'arte : operando diversamente, il mag
mulai gior numero di questi bambini soccomberebbe.
eman Il neonato può venire alla luce con viziata conforma
zione del frenulo della lingua , o filetto , per esser questo
soverchiamente corto ; ciò che si conosce con facilità dalla
voce rauca e debole del fanciullo , dai limitati movimenti
della lingua, non potendo portare la sua punta sulle labbra ;
dal vedere sotto la lingua il frenulo corto ed assai teso ; e
che il fanciullo non può afferrare il capezzolo , per cuis'in
quiela ogni volta ch 'egli è per poppare. .
Siccome, per causa di questo difetto , il bambino non
può debitamente afferrare il capezzolo , meno ancora suc
chiare il latte materno; in conseguenza ne soffre non solo
la salute di lui, mane potrebbe perfino morire, se non vi si
rimediasse . Però questo vizio di conformazione suole assai
di rado presentarsi nei neonati, specialmente in tale grado
da rendere la loro esistenza imminentemente pericolosa ;
ed allorchè fosse in grado minore , può per ordinario al
lungarsi da sè, mediante i soliti moti della lingua, nel suc
cessivo pianto e nell' allattamento.
: Qualora il difetto apparisse in grado maggiore, non re
sterebbe altra risorsa che il ferro chirurgico ; la quale ope
razione è rigorosamente proibita alle levatrici, per le fatali
conseguenze della lesione dell'arteria , essendo difficile d 'ar
restarne l' emorragia ; nonchè di quella del nervo , potendo
provocare delle convulsioni: o perché , se il taglio si pro
fondasse troppo , la lingua potrebbe acquistare movimenti
troppo liberi, e perciò anche rovesciarsi spontaneamente ,
col minacciare la vita del bambino per soffocazione , chiu
dendo la trachea .
Trovansi di sovente una od ambedue le mammedel neo
nato più o meno gonfie, rosse , dure, dolenti, ed anche esul
cerate ( il che sembra dipendere dalla pressione meccanica
ricevuta dalle parti nel loro passaggio per la pelvi); e non es
sendo convenientemente trattate, in ispecie se la levatrice.
208

le volesse comprimere , come alcune in causa d' ignoranza


o pregiudizio lo fanno ; passano facilmente in suppurazio
ne,
femmcon disturbo del benessere del bambino : anzi essendo
ina, la parte
femmina, la parte potrebbe
n morborendersi
s localeinabile per l'allattamen
to . Questa condizionee morbosaa locale a neonati suole or
dei
tal uo
la sèsè ;: ee aa tal
dinariamente ed in pochi giorni dissiparsi da uo
po giovano moltissimo i consueti bagni tepidi, od una pez
zolina di tela fina unta coll'olio, applicata di sopra , e cam
biata più volte al giorno. Se poi questi sussidii non recassero
niun vantaggio , e che l'infiammazione s'aumentasse , si do
vrà tosto chiamare il chirurgo. .
Succede talvolta che nell' atto del parto viene a rom
persi o strapparsi il cordone ombellicale in tale vicinanza
del ventre da non potersi legare : allora la levatrice deve ap
plicarvi subito un pezzo d'esca bene asciutta , o delle flacci
che, od un piumacciolo fatto di tela , inzuppato in qualche
liquido astringente , o nell' acqua fredda , o nell'aceto , assi
curandolo con fasciatura circolare inoderatamente stretta , e
continuando per più giorni di seguito , finchè l' ombellico
sarà perfettamente cicatrizzato , a fine d 'impedire una emor
ragia secondaria .

Intorno alla scelta della balia .


Allorchè la madre non può realmente o non vuole al
lattare la propria prole , si cerchi, s'è mai possibile, una nu
trice mercenaria, che possa utilmente supplire a questo im
portante uffizio ; metodo di nutrizione che deesi d'altronde a
buona ragione preferire a qualunque altro artifiziale : e quan
to più il latte di questa avrà analogia con quello della ge
nitrice, tanto maggior profitto ne ritrarrà il fanciullo ; anzi
la balia , non trovandosi la madre fornita delle condizioni
richieste, ed il neonato essendo alquanto meschino, può tal
volta , col suo latte bene qualificato , non solo conservarlo in
vita , ma eziandio procurargli un favorevole sviluppo e una
valida robustezza fisica, nonchè una florida e ferma salute.
- Perciò nella scelta della balia debbonsi usare molti ri
guardi , somma esattezza e peculiari altenzioni ; e prima di
accettarla si dovrà sottomettere ad un esame rigoroso diper
sona dell'arte ; perchè se la nutrice non ha tutte le neces.
209
sarie qualità , può pregiudicare, e promuovere gravi seoncer :
ti non solo nel fisico ,ma anche nel morale del neonato, sia
per cattiva qualità o per mancanza di latte, sia per malattie
locali o generali comunicabili al medesimo, sia infine per
trascuratezza nel governarlo , e per istravizzi, i di cui faiali
effetti non tardano a manifestarsi nel fanciullo; ed appunto
per tutte queste ragioni succede pur troppo che le speran
ze ed i grandi sagrifizii dei genitori vengono bene spesso
mal corrisposti, anzi delusi, vedendo essi di giorno in gior.
no peggiorare nella salute, e non di rado perire miseramente
i loro più belli e sani bambini: circostanze che rendono sem
pré vieppiù importante e geloso un tale esame, giacchè esso
decide della vita o della morte d 'un nostro simile ; e nou solo
difficile , ma eziandio dispiacevole deve riuscire un tale , as
sunto per la mammana, facendosi essa nel tempo stesso re
sponsabile del suo parere.
Nell'esame della nutrice mercenaria la levatrice dovrà
principalmente
neste considerare
considerare :: . .
L 'età della balia stessa.
Il tempo ch' essa allatta .
La condizione delle sue mammelle.
La quantità e la qualità del suo latte.
Lo stato della sua salute in generale.
Le sue disposizioni morali.
1.º Certo si è che le balie troppo giovani , o troppo
avanzate in età , rare volte disimpegnano con profitto l'allatta
mento ; e quindi conviene che sieno presso a poco della stessa
età della madre del bambino, benchè la differenza di qual
che anno non sempre costituisca insufficiente la nutrice. Ge
neralmente l'età fra i venti e i trent'anni suol essere la più
propizia per allattare. Così pure si preferisce quella donna
che abbia più volte figliato , non solo per trovarsi le mammelle
più disposte,ma eziandio perchè si presume che la balia avrà
maggior pratica nel nutrire e governare il bambino affidatole .
2 .0 In quanlo al tempo che la nutrice allatta , deve pos
sibilmente corrispondere all'età del bambino ; quindi la ba
lia dovrebbe aver partorito quasi alla stessa epoca dellamadre
del medesimo: però riesce in generale sempre meno nocivo
un latte più vecchio di qualche settimana , piuttostochè quel
lo che fosse più recente del bambino; ma un latte che avesse
210
delle differenze di cinque o più mesi , rare volte soddisfa ;
perchè se ad un neonato si desse un latte di otto o più mesi,
esso pon sarebbe capace di digerirlo ; onde ne seguirebbero
dei notabili sconcerti nelle prime vie, come vomiti, coliche,
dissenterie , e perſino la morte del bambino ; ovvero la se
crezione stessa potrebbe cessare da per sè nella nutrice pri
ma ch ' egli fosse giunto al tempo dello slattamento . Se al
l'incontro si desse ad un bambino di otto o più mesi un
latte recentissimo, sarebbe per esso troppo acquoso , poco
nutritivo , e pregiudicherebbe ugualmente alla salute di lui,
facendolo languire, dimagrire, consumare, e fors'anche pe
rire. I casi di nutrici che hanno allevato due o tre figli col
medesimo lalte senza danno di essi, sono eccezioni rare; e
quindi ciò non si deve mai praticare.
3.° Le mammelle debbono essere d 'una mediocre gran .
dezza e consistenza; quelle soverchiamente voluminose rare
volte somministrano il latte necessario , perchè la quantità e
qualità di questo non istanno in ragione del volume di quel.
le , ma bensì in proporzione della vitalità di cui esso gode:
ciò che serve a spiegare perchè una mammella più piccola of
fra per solito più latte, e di qualità migliore di un 'altra più
voluminosa , come può giornalmenle osservarsi. E inoltre op
portuno che le mammelle sieno coperte d'una pelle fina , e
sparsa di vene trasparenti; che non abbiano erpeti, o consi
mili eruzioni o cicatrici; che non trovinsi disuguali, e quasi
divise in più glandule indurite ; infine, che ambedue sieno
ben disposte , e ben condizionate alla perfelta secrezione del
latte . Anche i capezzoli devono essere debitamente confor
mati, nè troppo grossi, nè troppo piccoli; grossi quanto l'api
ce del dito mignolo d 'una donna, e lunghi circa un mez
zo pollice, essendo queste le misure più confacenti : inoltre
debbono essere sensibili a segno , che s'erigano al più pic
colo vellicamento , bene perforati e sporgenti , nonchè cir
condati da un 'areola spaziosa di color bruno, o provveduta
di papillette rilevate .
Egli è ben vero che talvolta una mammella , quantunque
sola si presti alla secrezione del latte, può somministrarne
in tanta quantità che basti per nutrire il bambino ; ma se
poi succede qualche sconcerto nella detta mammella da non
poter proseguire nell'allattamento , allora la condizione del
211

figlio è imbarazzata , e può egli risentire sinistre conseguen


ze, dovendogli sostituire un ' altra nutrice .
4 .° Attesochè il latte della donna va facilmente soggetlo
a varie alterazioni nelle sue qualità , per essere più o meno
liquido ed acquoso , od invece troppo denso e grasso ; ovvero
per avere altri principii poco confacenti , e nella sua quan
tità essere scarso o mancante per la necessaria nutrizione del
bambino ; quindi ordinariamente si ricorre alla levatrice , e
si domanda il suo parere : ma perchè lo possa esternare con
fondamento e con qualche sicurezza , ella dovrà in ciascu
na di tali circostanze rigorosamente osservare le regole e gli
esperimenti qui sotto indicati.
Si presume una quantità sufficiente di latte nella donna
sana e di robusta costituzione, specialmente allorchè le mam
melle ritornano ad empiersi poco più di un'ora dopo esser
si vuotate ; infine se, premendo leggiermente , esce con im
peto il latte dai capezzoli a varii getti. Sidedurrebbe un al.
tro valido criterio se la donna avesse prima allattato un al
tro banabino, e che questo si vedesse vegeto, robusto e sano.
Onde poi giudicare della qualità del latte, soglionsi pra
ticare varii sperimenti più o meno inconcludenti. I caratteri
seguenti sogliono essere meno fallaci; cioè : il buon latte è
di un color bianco ceruleo, di sapor dolce ed aggradevole ,
nonchè senza odore ; infine non è nè troppo sieroso o fluido,

volta assaggiarlo ed odorarlo ; e a questo fine si dovrà mun


gerlo di recente in un cucchiajo o in una chicchera ben pu
lita . Inoltre fa d 'uopo che la balia sia d 'animo tranquillo , ri
posata, se avesse fatto lungo cammino , e che non abbia man
giato almeno da parecchie ore ; altrimenti il latte partecipereb
be dell'odore e del sapore degli alimenti di cui la donna ha
fatto uso ; infine non deesi giudicare dalle prime goccie di
latte che viene spremuto. La qualità del latte si esamina an
cora in altra maniera ; cioè col farne cadere qualche goccia o
sopra un ' unghia, o sopra un cristallo ; e se scorre su questi
piani, tenuti in situazione orizzontale , senza lasciare nessuna
traccia , è troppo sieroso ; se poi resta aderente, inclinando
li,sarebbe troppo denso e consistente: lo stato di mezzo fra
questi due estremi indica la sua giusta qualità . Allo stesso
scopo suolsi versare alcune goccie di laite in un bicchiere
212

d 'acqua pura ; e se il latte si scioglie a poco a poco , conser


vando in mezzo una puvola leggiera , ciò puossi attribuire
alla sua buona qualità : ove, all'incontro, il latte restasse gal
leggiante sull'acqua, questo sarebbe indizio ch'esso è trop
po liquido o grasso ; infine, se si precipitasse al fondo, e con
servasse un deposito , ciò indicherebbe la sua pesantezza e
densità . Però ambedue questi sperimenti, quantunque comu
ni, somministrano in generale appena qualche probabilità ,non
mai assoluta certezza ; quindi tanto più dovrà la levatrice usa
re prudenza e circospezione nel pronunciare il suo giudizio .
5 .• La balia dev'essere d 'una costituzione forte e sana,
esente da qualunque virus, e da ogni malattia si locale che
generale ; non troppo grassa, nè troppo magra ; infine piut
tosto d 'un bell'aspetto . Per assicurarsi d 'un tale stato con
viene esattamente esaminarla da capo a piedi, e vedere par
ticolarmente se sulla testa abbia qualche erpete ; se la bocca
di lei sia fornita di denti belli, di gengive sane; se l'alito sia
buono , e la voce pura e sonora : inoltre si esamineranno le
fauci, il collo , gl' inguini, e le parti genitali , ove soglionsi
trovare tumori o cicatrici di malattie scrofolose o veneree ,
nonchè i fluori bianchi: infine si osserverà eziandio la pelle
di tutto il corpo , e specialmente delle mani, perchè non ab ,
bia vestigi di qualche passata od attuale malattia cutanea.
Si dee preferire la balia bruna alla bionda o rossa di ca
pelli, perchè questa è più eccitabile , e di cui è più facile ad
alterarsi la salute . Conviene pur fare attenzione che non ab
bia alcuna rimarchevole deformità , come quella di guardar
losco o bieco; giacchè il bambino potrebbe assumere questo
difetto , essendo egli per istinto un abilissimo imitatore.
- 6 .0 Di non minore importanza è il carattere morale per
la buona riuscita dell'allattamento , non solo perchè esso in
fluisce sullo sviluppo morale del bambino,ma eziandio perchè
il latte medesimo ne risente le nocive impressioni, con danno
evidente della salute fisica del medesimo: quindi si esige ra
gionevolmente che la balia sia d 'un carattere dolce ed affa
bile , amorosa verso il suo allievo, piuttosto allegra e di buon
umore: inoltre che sia umana, religiosa , paziente, sensibile, e
di buoni costumi; non dominata da violenti passioni, non
dedita al vino, alla crapula , nè ad altri vizii.Onde ottenere
maggior sicurezza in proposito , sarà pecessario che la leva
213
trice prenda opportune ed esatte informazioni intorno ai
costumi ed al carattere della balia. -
, Rimane ancora da farsi alcune avvertenze riguardo alle
allattanti in generale, e specialmente alle balie mercenarie ;
dalla scrupolosa osservanza delle quali avvertenze dipende
bene spesso non solo la salute della donna,ma eziandio quel.
la del bambino, potendo facilmente la trasgressione di esse
alterare più o meno il latte. . .
Egli è ormai conosciuto ad evidenza che gli alimenti, o
per qualità o per quantità , inſluiscono direttamente od in
direttamente sul latte; e i disordini commessi in proposito
dalla nutrice non tardano ad essere risentiti dall'innocente
bambino : perciò essa dovrà tanto più osservare moderazio
ne e precauzione nell' uso dei cibi e delle bevande , e ser
virsi solamente di quelli e di quelle che corrispondano allo
stato ed al bisogno del bambino che allatta . Anche in ciò
convien seguirehè l'abitudine
o mprecedente , quantunque a tutte
sto di coltivi , e di facile
': purcconvengano
le allattanti sia dimcibi isemplici, nutritivi, e di facile
digestione; quindi un vitto misto di sostanze vegetabili ed
animali, purchè sia di buona qualità . Al contrario , sono da
bandirsi gli alimenti salati , acidi, grassi ed aromatici ; così
pure i liquori e le bibite riscaldanti, soprattutto l'abuso di es
se: per cui succede di frequente che i genitori restano mal
contenti delle balie di campagna, nutrendole col caffè , col
cioccolatte, cogli arrosti, ed altri cibi squisiti; e non pensa
no che l'uso di questi cibi, i quali sarebbero innocenti per
le donne che vi sono accostumate , debbono essere nocivi a
quelle che non vi sono abituate ; e che quindi in seguito non
solo ne va a soffrire la loro salute ,ma si diminuisce e cessa
totalmente il latte, di cui abbondavano allorchè cibavansi di
polenta , e d 'altri cibi campestri. In conseguenza , ogni volta
che una nutrice campagnuola passa in città per allattare, si
deve in principio trattarla in modo, che poco si allontani
dalla sua maniera ordinaria di vivere, si per la specie che
per la quantità degli alimenti, e cambiandoli a poco a poco.
Non è meno importante il togliere un altro pregiudizio del
le balie , le quali credono dovere assai bere , e più mangiare ,
per procurarsi abbondanza di latte. Non v 'ha dubbio che, per
somministrare il latte in sufficiente quantità , la donna esige
un vitto corrispondente; ma d'altra parte gli eccessi produ
* 14
214
cono al certo varii disordini nella digestione, alterando nel
lo stesso tempo il latte; per cui adunque non solo la quali
tà , ma anche la quantità degli alimenti dev'essere regolata
a norma delle circostanze.
Chi può, non dee risparmiarsi la cura di far abitare la .
balia nella propria casa per tutto il tempo ch'essa allatta il
bambino , a fine di sorvegliarla meglio , e dirigerla debita
mente ; tanto più , che si può impiegarla negli affari dome
stici, e quindi averne qualche ricompensa.Mandando invece
i bambini a balia in campagna, e lontani dai genitori, essi
per ordinario sono trascurati e maltrattati dalla nutrice in
ogni rapporto, a segno che la maggior parte di quest'infelici
miseramente periscono; o, ritornando per prodigio alla casa
paterna, trovansi in uno stato deplorabile.
Non basta, per la conservazione della salute della balia ,
e per mantenersi debitamente il latte , ch'essa osservi un
ben regolato regime dietetico ; egli è altrettanto necessario
il farle respirare un'aria pura e libera, nonchè impiegarla
in un esercizio moderato nei lavori domestici: per cuimol
' te volte vedesi alterare il latte nelle donne di campagna
che passano come nutrici in città , ove conducono una vita
sedentaria e senza occupazioni, racchiuse fra le pareti della
casa. Și avverte che, per maggiore tranquillità dei genitori,
sarà prudente consiglio il farla accompagnare da proba perso
na ogni volta ch'esce di casa o col bambino, o senza di esso .
Benchè alcuni medici vogliano assolutamente proibire,
alle donne che allattano, il commercio coi loro mariti ; io
al contrario penso che la totale privazione dei piaceri amo
rosi in una donna di sana e robusta costituzione, ai quali
era essa abitualmente accostumata, e di cui prova il bisogno ,
possa piuttosto pregiudicare alla salute di lei, ed alterare il
suo latte , e renderlo anche scarso : quindi le si concederà
la copula , purchè sia praticata moderatamente , e che do
po l'atto venereo lasci passar qualche tempo prima di at
taccarsi al petto il bambino . L ' unico inconveniente a cui
si espone la donna godendo i piaceri dell'imene si è la pro
babilità di rimanere incinta , e quindi di non poter conti
nuare ad allattare sino all'epoca solita del divezzamento del
bambino , per causa dei cangiamenti o della cessazione del
latte dopo il concepimento .
215
Nel caso che la nutrice restasse gravida durante l'allat
tamento, generalmente si crede che il suo latte sia malsano,
e pericoloso al bambino ; per conseguenza giornalmente si
sente dal volgo attribuire a tale circostanza tutte le malat
tie del neonato . Questa opinione in parte è vera , perchè il
latte nel tempo della gestazione diventa più scarso , più liqui
do,e meno putriente , in ispezialità nelle donne deboli e soffe
renti; ma per altro non acquista nessuna cattiva qualità es
senziale: dimodochè quelle che sono sane, di temperamento
molto robusto , pletoriche , e che si nutrono bene , possono
allattare senza inconvenienti almeno sino al quarto o quin
to mese della gravidanza , come lo confermano le giorna
liere sperienze ; mentre non supponendosi le donne incin -'
te , progrediscono esse ad allattare la propria prole senza
che questa ne soffra sconcerti.
Non è solito che la donna abbia , mentre allatta , le sue
menstruazioni; e nel caso che le avesse , alcuni mediei le
dichiararono perniciose al bambino , ritenendo che il latte
dovesse soffrire alterazioni nocive , o sospendersi, attesi gli
intrinsechi rapporti dell' utero colle mammelle . Ma qual.
ora la nutrice sia fornita di un temperamento ,robusto e ple
torico , essendo i menstrui scarsi , e percorrendo senza pro
durre verun incomodo , le si può liberamente accordare di
allattare la prole; soltanto se la balia fosse di costituzione
assai gracile e mal nutrita , e le regole si manifestassero più
frequenti ed in abbondanza , con evidenti disturbi nel ben
essere della donna, in simili circostanze necessariamente ne
soffrirebbe il bambino, se la stessa balia continuasse ad al
lattarlo
10 ..

Quantunque sia più facile, come si crede generalmente,


il trovare nella campagna balie sane e di buoni costumi, tut
tavia il loro passaggio nella città , il cambiamento di vitto ,
la maniera differente d 'occuparsi, nonchè gl' interessi della
famiglia ch'esse abbandonano , sono i motivi per cui il loro
latte suole d'ordinario in breve tempo soffrire notabili alte
razioni sì in quantità che in qualità , da non riuscir vantag
giose nell'allattamento. Quindi, a circostanze uguali, sareb
be ottimo consiglio il preferire una nutrice mercenaria cit
tadina, essendo essa già accostumata agli usi ed al metodo di
vivere della città .
216

. Per varie importanti ragioni riesce più utile, a pari cir


costanze, servirsi piuttosto di una nutrice nubile, che d 'una
maritata , perchè :
1.° È molto più facile trovare una nubile che possa
ed accetti ben volentieri di soggiornare nella casa paterna
del bambino per allattarlo.
2 .° La nutrice nubile non ha per solito legamied osta
coli di famiglia : essa quindi suolsi dedicare con tutta la pre
mura e coll'animo tranquillo alle sue rispettive incomben
ze; e per lo più con evidente profitto del fanciullo .
3 .° I genitori possono essere tranquilli che la medesi
ma non solo per ispontaneo volere allatlerà il bambino sino
al momento che sarà per islatlarsi ; ma potranno essi farle
mantenere il contratto , sotto questa condizione stipulato o
convenuto fra essi e la nutrice , in caso che volesse man
care alla promessa senza causa legittima.
: 4 :0 Sia per ricompensa dei genitori verso la nutrice
pei buoni servigi prestati, sia per semplice amore od affezio
ne di questa verso il bambino , succede facilmente la coin
binazione, spesso a vantaggio d'ambedue le parti , che la
nutrice, anche dopo lo slattamento, resti nella famiglia , per
governare in seguito il figlio stesso , o per assumere altri im
pegni domestici.
Pur troppo vi sono delle balie mercenarie , per puro e
-vile interesse , le quali, nel caso che loro máncasse il latte ,
o non fosse confacente al bambino, cercano d' ingannare
i genitori , usando astutamente e di soppiatto certi mezzi
per coprire tali difetti ; e non di rado riescono nel loro in
tento , ma con grave sagrifizio del povero lattante . Esse a
questo fine servonsi talvolta dell'acqua semplice o d ' altro
fluido per bagnare i panni lini nei quali lo involgono, vo
lendo far credere che ciò derivi dall'abbondanza dell'ori
na ; ma un tale inganno si può facilmente scoprire , men
tre i panni lini non presentano il solito colorito , non han
no l'odore proprio dell'orina, nè sono incollati ; infine l'evi
dente deterioramento del bambino,senza manifesta malattia ,
basterà a convalidare il sospetto. Altre invece adoperano va
rii narcotici , e soprattutto la teriaca, od il decotto di teste
o di semente di papavero , per procurare ai bambini un son
no lungo ; ma osservando ch' essi, ad onta di questo sonno ,
217
orinano poco, depongono di rado l'alvo, il quale suol essere
assai indurito , e di colore biancastro , ed allorchè si sve
gliano mostransi inquieti , piangono continuamente , peg
giorando di pari passo il loro sviluppo e la loro salute , si
deve ragionevolmente ritenere che il loro sonno non sia na
turale . Ed in questi casi, come pure in qualunque altro ,
allorchè si venisse a svelare qualche grave ed assoluto vizio
nella nutrice, che fosse sfuggito al primo esame, o si fosse
sviluppato nel progresso dell' allattamento , fa d' uopo cam
biare sull'istante la balia , e , secondo le circostanze, denun
ziarla all'Autorità competente. Ma, fuori di tali motivi, il
cambiamento troppo facile della balia non è da approvarsi,
perchè bene spesso il fanciullo ne soffre, in causa di dover
egli assuefarsi di bel nuovo non solo al latte diverso , ma
eziandio all'aspetto ed alle maniere della novella nutrice.Nel
caso che il bambino dimostrasse piuttosto discapito durante
l'allattamento della balia mercenaria , e si credesse che ciò
derivasse dalla mancanza dei necessarii requisiti nella nu
trice, si dovrà migliorare la sua condizione, quando sia pos
sibile, o rimediare agli sconcerti che dipendessero dal bam
bino stesso ; ed in ambidue i casi dovrà la levatrice, a tenore
del suo uffizio , far chiamare il medico.

FINE DELLA PRIMA PARTE .


INDICE
DEGLI ARGOMENTI
CONTENUTI

IN QUESTA PRIMA PARTE

I REFAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . ii . . . . . Pag. 3
INTRODUZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
Istruzioni per le levatrici . . . . . . . . . . .
. » I
Delle parti genitali della donna . . . . . . . . . .
Della pelvi in generale . . . . . . .
Della connessione delle ossa della pelvi .
Della pelvi in particolare . . . . . . . . .
Dell esame della pelvi . . . iiii . . . . . . . . . . . . » 19
Delle parti genitali molli esterne. . . . . .
. . . . . 8
- - - -- - - - - -- interne. . . . .
Delle parti confinanti . . . . . . . . . . . . . . . . .
Della menstruazione . . . . . . . . . . . . . . . . .
Della concezione e della gravidanza . . . . . .
Della diagnosi della gravidanza vera , semplice , na
turale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 38
Della diagnosi della gravidanza
-- - - - extra-uterina . . » 46
- falsa . . . . . . . .
Della durata ed epoca della gravidanza . . . . . . .
Dell utero gravido . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Delluovo e delle dipendenze del feto . .. . . . .
Delle membrane . . . . . . . •••• : . . . . . . . . . .
Delle acque del feto.. ..... ... ..... ...
Della placenta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. .. 57
220
Del cordone ombellicale". . . . . iii . . . . . . . Pag.
Del feto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
Del governo delle donne gravide. . . . . . . . . . . . »
Della cura di alcune malattie delle gravide . . . . )
Dell esplorazione ostetrica . . . . . . . . . . ... . . . . ) 78
Del parto in generale . . . . . . . .
Delle cause determinanti il parto . . . . . . . . . . . )
Delle forze meccaniche del parto naturale , e della
loro azione . . . . .
. . . . .. . . . . .
Degli stadii o periodi del parto . . . . . . . . . . . .
Del parto immaturo. . . . . . . . . 100
prematuro , . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107
maturo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
» 109
- tardivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . UJI
- - - - - regolare in generale . . . . . . . 113
- - - - - per l'occipite . . . . . . . . . . . .
- - - - - per la faccia , . . . . . . . . . . . . . . . . . » 141
per le natiche . . . . . . . . . . » 146
- - - - - per le ginocchia . . . . . . . . . . ... . . . . » 152
- - - per li piedi , . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 155
Del puerperio fisiologico , e delle sue conseguenze
ordinarie . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 165
Del governo della puerpera . . . . . . . . . . . . . . . » 171
Dei segni del parto pregresso. . . . . . . . . . . . . . » 182
Delle cure e del governo da prestarsi al neonato » 185
Dialcune condizioni morbose del neonato appena
uscito alla luce . . . . . . . . . ... .» 199
Intorno alla scelia della balia . . . . . . . . . . . . . . » 208
MANUALE
DI

OSTETRICIA
TEORICA E PRATICA
PER LE ALUNNE LE VATRICI
DI

RODOLFO LAMPRECHT
DOTTORE IN MEDICINA

P . O . PROF. D ' OSTETRICIA NELL' 1. R . UNIVERSITÀ


DI PADOVA

PARTE II.

PADOVA
COI TIPI DI ANGELO SICCA
Piazza del Duomo, N . 297,
1840
LI
PREFAZIONE

Questa seconda Parte del mio Manuale d'Oste


tricia comprende tutti i casi della gravidanza, del :
parto e del puerperio , nei quali per qualunque
siasi vizio locale o generale , proveniente dalla
madre, dal feto, e dalle sue dipendenze, potreb
be evidentemente essere compromessa la salute
o la vita della genitrice, o del nascente , o di en
trambi. Quindi simili parti , che talvolta si pre

di molteplici e gravimolestie, non è dubbio che


pur anco debbano sempre mai esigere maggiori

solo divenga meno laborioso il loro andamento ,


e sieno guidati a buono e lodevole fine,ma're
sti eziandio possibilmente guarentita l'esistenza
della madre e della sua prole. . . : :
Quantunque tutte le complicazioni e le ma
lattie , che si manifestano in un grado più emi
nente in donna gravida, partoriente e puerpera,
e nei neonati, domandino esclusivamente, e non
di rado, il più pronto soccorso medico -ostetrico ;
e sebbene l'insegnamento della levatrice sia limi
tato ai soli casi regolari e semplici , nè sia essa
in possesso della necessaria destrezza e degli
adattati mezzi onde prestarsi utilmente nell' as
sistenza di tali complicazioni, per cui in forza
di queste ragioni le è ingiunto il dovere dirivol
gersi in ogni simile evenienza a cui più compete
l'operare ; tuttavia non può negarsi essere anche
in tali casi sommamente vantaggioso , anzi neces
sario , che la mammana sia bene istruita sull'in
dole delle complicazioni, ossia sulle cause e su
gli effetti loro, e particolarmente riguardo al tra
vaglio del parto, non solo per essere in grado di
stabilire un' esatta diagnosi e di prevedere le
funeste conseguenze, ma eziandio per sommini
strare quei sussidii che sono della sua messe, e
ricorrere a chi propriamente deve , onde evitare
che ricada sopra di sè la colpa dei tristi effetti
che potessero per avventura emergere , qualora
non si desse ogni sollecitudine di porvi pronto
riparo . Essa deve inoltre sapere il contegno da
osservarsi fino all'arrivo dell'Ostetrico ; e soltan
to nel caso di assoluta necessità, cioè quando per
evidente grave pericolo non si potesse attendere
la venuta del medesimo, oppure non si potesse
averlo per mancanza (locchè al giorno d'oggi di
rado anche nelle campagne può succedere , es
sendo tutti i Chirurghi ed anche la maggior
parte dei Medici approvati in Ostetricia ), è alla
levatrice permesso , anzi imposto il dovere di
prestare la propria assistenza, praticandola colla
massima precauzione, delicatezza e coscienza ,
secondo le regole dell'arte. Si annovera pure fra
i suoi doveri, ch 'essa di buon grado si adoperi
in simili casi in ajuto dell' Ostetrico , secondan
dolo opportunamente nei maneggi, ove abbiso
gnasse di cooperazione per parte di essa ; e che
finalmente eseguisca il tutto come si deve, pre
standosi alla presenza del Medico in ciò che le
venisse dallo stesso prescritto .
Perchè la levatrice possa con metodo ed
utilmente prestarsi in questi casi, è d'uopo che
abbia le più possibili fondate cognizioni special
mente intorno ai parti viziati o patologici; cioè
riguardo alle rispettive cause , ai sintomi, alle
conseguenze ed ai pericoli, nonchè agli esiti lo
ro . Essa deve quindi sapere precisamente quan
to le compete ; essere fornita dell'abilità e de
strezza necessaria per eseguire convenientemen
te ciò che dalle circostanze le venisse suggerito.
Tuttavia queste distinte qualità non le danno il
diritto o la facoltà di oltrepassare le proprie at
tribuzioni, trattandosi di parti viziati, e di ese
guire qualche cosa di cui non fosse stata espres
samente incaricata dall'Ostetrico o dal Medico,
mentre questi si trovano presso la partoriente.
Laonde ogni levatrice , la quale arbitraria
mente oltrepassa i limiti dell'accennata sua mes
se, riguardo ai parti complicati, agisce contro il
suo giuramento , contro la propria coscienza , e
si rende colpevole, quand'anche l'opera sua non
avesse gravi conseguenze ; nulla può valerle di
scusa a scemare la di lei reità : quindi non il
pretesto che le persone, presso cui è chiamata ,
fossero povere ; e nemmeno la scusa che la par
toriente, che i congiunti della medesima l'aves
sero eccitata o sforzata ad intraprendere una
qualsivoglia operazione ; o che la partoriente
avesse dichiarato voler piuttosto morire , che

è strettamente obbligata , tostochè si accorga di


un parto viziato o lo prevegga con fondamento ,
di far chiamare l'Ostetrico il più vicino , e di
farne in pari tempo consapevole la partoriente
medesima, in maniera però ch 'essa non abbia a
riportarne spavento, o grande agitazione d 'animo.
Nel caso che la partoriente si rifiutasse di se
condare le istanze della levatrice, questa dovrà
farne conoscere la necessità , e le conseguenze
funeste che risultar, ne potrebbero alla madre
ed al figlio ; infine dovrà dimostrare la propria
responsabilità. Anzi qualora tutte queste rimo
stranze fossero infruttuose, la mammana sarà ob
bligata, se le circostanze del parto le permettes
sero un breve allontanamento , di denunziare il
essa da qualche altro . Mentre la levatrice si trat
tiene presso la partoriente dee fare, secondo le
circostanze, tutto ciò che verrà in seguito indi
cato nei casi speciali. . .is ,
Le mammane di campagna o dei piccoli luo
ghi, ove non dimora un Medico Ostetrico, do
vranno raccomandare alla persona incaricata di
chiamare l'uno o l'altro , di rivolgersi, non tro
vandoli, ad un altro più vicino abitante Ostetrico
o Medico , il quale, quand'anche non fosse auto
rizzato ed esercitato nell'Ostetricia , possa almeno
dirigerle, e prestar loro i suoi buoni consigli.
Nell' esposizione dei singoli casi complicati
io ritengo essere il più facile ed il più conve
niente metodo quello di seguire la solita divi
sione generale dei parti del nostro testo , facen
do nel tempo stesso conoscere tutti gli sconcerti
e i danni cheda quelli potrebbero emergere non
solo riguardo al parto, ma anche al tempo della
gravidanza e del puerperio , si per la madre, che
per il feto. Tuttavia sotto ogni rapporto questo
insegnamento sarà più dettagliato e molto più
esteso relativamente al parto , facendo le neces
sarie osservazioni sulla natura della complicazio
ne, sulla diagnosi complessiva del caso, sul pro
nostico, sulle indicazioni curative , nonchè sulla
loro applicazione , ed in ispecie sopra quei sus
sidii che possono eseguirsi colle sole mani, af
finchè la levatrice sia in grado, ove occorresse ,
di prestarsi con cognizione e con buon successo .
Se questi miei fervidi voti non conseguiran
no il loro fine , non sarò almeno da riprendere
di non avere ad esso costantemente mirato .
Dei parti patologici in generale.
Prima di trattare particolarmente di questi casi è neces
sario premettere alcune cognizioni ed avvertenze generali ,
le quali con poche differenze possono utilmente applicarsi
nella maggior parte dei medesimi , evitando in pari tempo
una soverchia e tediosa ripetizione.
Qualunque notabile deviamento di uno dei requisiti
del parto regolare , capace nel tempo stesso di mettere a
pericolo la vita della madre o del feto , costituisce il parto
patologico o morboso o viziato .
Questa definizione generale abbraccia per conseguenza
tanto i parti irregolari, che i pericolosi e gl'impossibili.
Tutte le cause capaci di rendere viziato il travaglio del
parto sogliono generalmente distinguersi in locali e gene
rali, in acute e croniche, in dinamiche e meccaniche, in
quelle che dipendono dalla madre, dal feto , dalle sue
dipendenze, ed in quelle che sono accidentali.
Quantunque ognuna delle accennate divisioni sia ragio
nepole, e di reale vantaggio nell'apprendere quest'arte ; non
dimeno l' ultima , ossia la provenienza della causa , sembra
essere fra le altre più naturale , e nel tempo stesso più fa
cile e di maggiore utilità non solo per l' istruzione , ma
eziandio per la relativa cura ; quindi essa ci servirà di nor
ma nell'esposizione dei singoli casi.
Le complicazioni per parte della madre possono essere
molte , e dipendere da malattie locali od universali, acute o
cropiche, dinamiche o meccaniche, o da affezionimorali.
Per parte del feto il parto, suol rendersi viziato per la
sua cattiva situazione, per il suo eccessivo volume, per una
simile morbosa -condizione , per il suo discioglimento orga
pico, e finalmente per un numero maggiore di feti. .
Per parte delle dipendenze il travaglio del parto può
diveoire morboso , quapd' esse pecchino in grado maggiore
nella loro qualità , quantità, collocamento ed aderenza. -
. Fra le cause accidentali annoveransi tutte quelle che
venissero provocate da qualunque motivo accidentale ed
10
impreveduto , essendo atte a produrre tali disordini nelle
funzioni degli organi destinati all'effettuazione del travaglio
del parto, da renderlo più o meno complicato e pericoloso .
Parlando in generale sul pronostico dei parti patologici,
che dovrà stabilirsi prima di scegliere le indicazioni curati
ve , esso varia secondo l'indole , il grado ed il numero dei
vizii che concorrono a renderli tali, secondo lo stato locale
ed universale della donna , secondo l'epoca della loro ma
" nifestazione , secondo la qualità dei mezzi , ed il modo con
cui questi si pongono in pratica. : . ..
: Quindi a norma delle accepoate circostanze i parti po
tranno essere più o meno lunghi, più o meno laboriosi nel
loro andamento , avere un esito più o meno iofelice sì per
la madre che per il figlio , infine esigere sussidii curativi
più o meno diversi.
Nella considerazione di un tale pronostico è necessario
por mente in particolare all' influenza e agli effetti derivanti
dall'attuale loro vizio sopra il parto , sopra il feto , e sopra
la madre.
· Riguardo alla cura, basta considerare la causa prossima -
dei parti morbosi, e le varie forme ch' essi presentano, per
convincersi che la natura non può effettuarli da sè sola
senza esporre a grave pericolo la genitrice ed il feto , e so
vente ambidue insieme : quindi tali parti domandapo sem
pre qualche soccorso dell'arte , il quale però talvolta si li
mita ai soli sussidii locali ed esterni, e tal'altra si estende
agli universali od interni. I quali mezzi possonsi anche ra
gionevolmente distinguere , giusta la loro esclusiva azione ,
in dinamici e meccanici. it
... I mezzi dinamici agiscono piuttosto diffusamente ed
in modo singolare sulla forza vitale dei varii sistemi orga
. . nici, dopo di essere stati debitamente dai medesimi assimi
lati ed appropriati ; e vengono somministrati dal regime
dietetico, dai couforti dell'animo, e dai farmaci.
I mezzi meccanici per lo contrario operano diretta
mente con più o meno violenza su quelle parti alle quali
vengono applicati. A questo fine suole impiegarsi l'opera
della sola mano, o degli appositi stromenti.
Qualunque parto complicato presenta inoltre delle in
dicazioni curative generali e particolari. Le prime nascono
11
o vengono determinate dalla natura del vizio stesso, e quip
di sono invariabili , ossia sono sempre le medesime; le se
conde invece devono modificarsi a norma delle particolari
circostanze del caso, e spesso con significante vantaggio.
Nello stabilire il metodo curativo circa i parti patologici
è necessario avere in vista i seguenti precetti. Aires
1.° Le indicazioni devono desumersi dall' indole della
complicazione , e questa rilevarsi mediante il più accurato
esame esterno ed interno, e con intimo convincimento ,
2. Si devono confrontare , dietro i più sani principii
dell' arte , i vantaggi e i discapiti che dal metodo prescelto
potessero risultare per la madre e per il feto , in quanto alla
durata , alla difficoltà , alle molestie ed ai pericoli. Lin
3.° In fine tornerà utilissimo l'abbozzarsi prima nella
mente in ogni sua parte il processo o il piano operativo ,
anche nel caso che insorgessero degli accidenti allarmanti
non preveduti. ..
Innanzi di passare ai casi speciali sarà utile il conoscere
per esteso ,un'operazione la quale occorre sovente nella pra
tica , e che può essere l'unico mezzo per salvare la madre
ed il feto : essa è così semplice, che la possono eseguire an .
che le stesse levatrici , quando necessità la richieġga. Que
sta operazione chiamasi rivolgimento o versione.
Per rivolgimento s' intende in generale quell'atto ope
rativo ,mediante il quale si cambia la situazione del feto
nell'utero , in maniera ch 'esso venga a presentare una delle
sue estremità ovoidee all'orifizio dello stesso .
Con quattro differenti metodi si può ottenere questo
scopo ; cioè col rivolgimento spontaneo , col rivolgimento
esterno , col rivolgimento per la testa , e col rivolgimento
per li piedi.
Perd ognuno di questi metodi esige delle condizioni
particolari per essere abbracciato , dalle quali mentre ne
viene giustificata la scelta , risultano apcora moltiplici e si
gnificanti vantaggi per l'umanità , in confronto degli altri
metodi: ciocchè la levatrice non deve ignorare, onde pre
starsi utilmente, col risparmio di qualche operazione più
grave e di esito incerto. . ... .. . . .. i
Allorquando la viziata situazione, del feto spontanea
mente convertesi in regolare pei forti movimenti della don
12
na , o per l' energia delle contrazioni uterine , si ha il ri
volgimento spontaneo. Cid potrà aver luogo più facilmente
qualora il feto sia piccolo , circondato da molle acque, e con
una sua estremità ovidea non troppo lontana dalla bocca
dell' utero ; e soprattutto ciò accaderà quando la partoriente
sia pluripara, abbia una pelvi ampia, una forte costituzione
di corpo, e sia libera da accidenti gravi.
Quantunque un simile avvenimento debbasi a buon di
ritto riguardare siccome il più felice fra quelli che possono
succedere in una donna travagliata da parto irregolare, tut
tavia non devesi ritenere come cosa ragionevole o prudente
l'affidarsi troppo a tale sussidio , e perdere frattanto il tem
po nell'aspettare, essendo cosa assai difficile e caso somma
mente raro, che tutte le accennate favorevoli combinazioni
si trovino upite ; dall' altra parte il soverchio indagio può
bene spesso aggravare lo stato attuale della donna, e rende
re molto incerto l' esito dell'operazione che si dovrà poscia
eseguire.
Per rivolgimento esterno s' intende quello in cui, me
diante alcune adattate pressioni o maneggi particolari pra
ticati esternamente sull'addome della partoriente , si richia
ma all'orifizio dell'utero una estremità ovoidea del feto mal
situato.
Anche questo metodo può tentarsi, e colla lusinga d'una
favorevole riuscita , qualora si trovino le medesime combi
nazioni accennate nel rivolgimento spontaneo . Che se que
ste mancassero, e la partoriente si querelasse d ' una troppa
sensibilità nell'utero, allora l' operazione non solamente riu
scirebbe infruttuosa , ma potrebbe piuttosto essere cagione
delle più funeste conseguenze; quindi in tal caso si dovrà
omettere.
Ammesso che un tale sussidio ostetrico fosse indicato ,
lo si condurrà a termine dando alla donna una copfacente
posizione, ed esercitando colla mano estesa , ed applicata so
pra la testa collocata sull' orlo dello stretto superiore del
la pelvi, delle pressioni, e spingendola al lato opposto : cosi,
per esempio , se la testa si trovasse sulla fossa iliaca sinistra ,
la donna dovrà porsi durante la calma sullo stesso fianco ,
raccomandandole di conservare la medesima positura fino
alla comparsa di una doglia , ch'essa dovrà secondare a piena
13
lena. Cessata la doglia, la levatrice verificherà coll'esame in .
terno i vantaggi ottenuti. Alla insufficienza della pressione
esercitata per alcune volte colla mano potrà utilmente sup
plire quella di un piccolo cascino , sopra il quale si collo
cherà la partoriente , affinchè esso spinga la testa alla parte
opposta . Qualora anche un tale esperimento non corrispon
desse, la mammana cercherà di ottenere lo scopo portando
una od ambedue le mani estese sull'addome in tempo di cal
ma, e propriamente al sito che corrisponde alla testa , spio
gendo questa lentamente e dolcemente durante la calma
verso l'altro lato , e tenendola ferma finchè sopraggiunga
una nuova doglia ; cessata la quale , rileverà i vantaggiotte
puti. Tali tentativi saranno ripetuti più volte , specialmente,
allorchè dai primi si avessero conseguiti vantaggi non equi
voci; ma se all' incontro questi pure riuscissero vani, non
conviene perdere troppo tempo inutilmente , e si passerà
piuttosto ad un soccorso confacente e decisivo .
Dicesi rivolgimento per la testa quell'operazione in
cui,mediante la mano ostetrica introdotta nell'utero, viene
debitamente portata la testa all'orificio dello stesso.
Perchè questa operazione possa utilmente riuscire fa
d ' uopo che la testa non sia troppo lontana dalla bocca del
l' utero ; che le acque non sieno intieramente scolate , o da
poco tempo ; infine, che la donna sia esente da gravi ac
cidenti,
Chiare sono le prerogative e chiari i vantaggi che offre
questo sussidio ostetrico , quando riesca, per la madre, per
il feto , e per il parto stesso. Diffatti poco soffre la madre
durante l'operazione, perchè le dita della mano vengono
appena introdotte nell' utero ; la loro azione e principal
mente diretta sopra la testa del felo ; infine , ridotto questo
jn posizione regolare , può essere interamente espulso per

nostico non può essere che favorevole , attesochè i maneggi


si limitano sopra la testa , la quale è abbastanza solida , ne
risente facilmente l' azione meccanica delle dita ; e che ve
nendo innaozi la prima, procura al feto dei significanti
vantaggi. Io quanto poi al parto , essendo la testa innanzi
all'orificio dell' utero , il travaglio del parto diveuta affatto
regolare , e compiesi naturalmente e con facilità. Che se
14 *
per la mancanza delle doglie , o per la sopravvenienza di
qualche sinistro accidente si dovesse accelerare il parto ,
Þapplicazione del forcipe , ove sia praticabile , sarà senza
dubbio meno scabrosa del rivolgimento pei piedi.
· Ammesso dunque come indicato il richiamare la testa
all' orificio dell'utero , e riconosciuto il lato della pelvi che
essa occupa, si dispone prima di tutto l'occorrente , e si col- ,
loca la donna colle natiche appoggiate sull' orlo del letto , e .
coi piedi sostenuti debitamente da due sedie. La levatrice ,
messasi di fronte , sceglie la mano opportuna, quella cioè la
cui faccia palmåre abbraccia più facilmente la testa deviata ;
e dopo averla bene ingrassata , la introduce in tempo di cal
ma fra la testa e l'utero , afferra con alcune dita pel punto
più elevato la testa , la spinge dolcemente e a poco a poco
verso il lato opposto , sollevandola nel tempo stesso alquanto .
Ciò fatto , la tiene ferma finchè sopravviene una doglia ; e
sentendo che sotto la medesima essa s'abbassa nella bliera
della piccola pelvi, sottrae la mano , ed abbandona il resto
del parto alla natura , trovandola favorevolmente disposta .
Un tale tentativo però devesi talvolta ripetere. Lo stesso
soccorso ostetrico può eziandio valere sopra le natiche de
viate , quando il richiamo di queste alla bocca dell' utero si
giudicasse confacente . .
Dicesi rivolgimento per li piedi quell' operazione in
cui, mediante la mano ostetrica introdotta nell' utero , ven
gono portati all'orifizio del medesimo uno od ambidue i
piedi del feto .
Sebbene questa importante operazione sia riservata ai
soli Ostetrici, tuttavia pei casi di somma urgenza, nei quali
ogni ritardo potrebbe cagionare funeste conseguenze alla
madre ed al feto , come pure per la mancanza di Raccogli
tore nel proprio paese , è concesso , anzi imposto alla levan
trice d ' intraprenderla , e di eseguirla colle necessarie cau
tele e colle dovute regole dell' arte . Inoltre essa deve cono
scere tutto ciò che spetta a questa operazione, non solo per
sapere preparare l' occorrente prima che arrivi l’Ostetrico ,
ma eziandio per prestargli un' utile assistenza nel processo
operativo , e per servire di legale testimonianza e garanzia
circa il modo da lui tenuto nell'eseguire l'operazione. ' * *
Il rivolgimento per li piedi è indicato : 1 7 , 33
15
1 .° In ogni parto irregolare , non presentando il feto
una estremità ovoidea alla bocca dell'utero. ; ,
50 , - 2. Allorchè unitamente alla testa od alle natiche si
presentasse innanzi altra parte del feto , come mano o pie-..
de, non potendo perciò avanzare il parto. i;. unswense
3 .° Quando l'utero della partoriente o la testa del feto .
troyansi perfettamente deviati dall'asse della pelvi, e non ri
ducibili coi soliti mezzi in acconcia posizione. ga ' Widders, 10
pacequali
e c, anei
-. . . 4 . In tuttieillcasi opravven a un qualche
di ssopravveng
accidente allarmante capace di compromettere evidente
ita d della madre o del feto , come sarebbero forti
nte llaa vvita
mente
emorragie, convulsioni, svenimenti, sincope, mancanza as
soluta delle doglie, spossamento totale della donna, ed altre
gravimalattie.
5 .° Allorchè la placenta trovasi centricamente adesa
sull' interna bocca dell' utero.
6 . In alcuni casi del cordone ombellicale proceduto
solo , o con qualche altra parte del feto . . .
. Ma perchè questa operazione abbia luogo , e possa ese
guirsi più o meno facilmente e con buon successo, è d' uo
po che si trovino ancora riunite le seguenti condizioni. 1,548
: a ) Cbe la testa oppure le natiche non sieno troppo
voluminose, o troppo discese nella piccola pelvi, ovvero in
cuneate in uno de' suoi distretti a segno di non poterle rem
spiogere senza usare gran forza . . ,. . .
b ) Che la pelvi non sia difettosa per soverchia ristret
tezza, per cui riesca in seguito malagevole od anche impos
sibile lo sviluppo del tronco, e soprattutto della testa, affac
ciandosi l' ultima. . .' . 1 .don H .! ?
c ) Che la gravidanza sia per lo meno giunta al set
timo mese solare , affinchè le parti genitali molli della donu)
na , ed in ispecie il collo dell' utero , sieno suscettibili a dia
latarsi così da permettere l' introduzione della mano operati
trice nella cavità del medesimo, e l'uscita del feto .
. d ). Che la partoriente non si trovi già ridotta agli
estremi da dover temere che muoja sotto l'operazione. ? '.
i, e) Infine , che le acque dell'ampios sieno scolate da
poco tempo, e non intieramente , e che perciò lutero non
si trovi strettamente addossato sopra il feto , oppure in uno
stato di eminente spasmodía ed irritazione. . ! .
Pronostico. Quantunque questo metodo nei casi che
lo esigono sia il più conveniente , e da ogni cultore dell'arte
ostetrica abbracciato , attesochè per esso si rende possibile
la nascita del feto per le vie naturali, e talvolta anche colle
sole forze della madre, e con semplici trazioni manuali pra
ticate sovra i piedi estratti , e frequentemente colla conser
vazione della madre o del feto o di entrambi, senza il quale
soccorso pecessariamente essi perirebbero , e quindi sotto
questo riguardo si possa a buon dritto sostenere che il rivol
gimento per li piediappartiene ai più importanti e benefici
mezzi dell'arte ostetrica ; tuttavia egli è troppo evidente co
me questa operazione ostetrica debba riuscire bene spesso
fatale tanto per la madre che per la prole , dovendosi ope
rare con più o meno forza, e per tempo più o meno lungo ,
dentro d ' un viscere reso sommamente sensibile ed irrita
bile dalla gravidanza, e più che mai dal travaglio del parto,
specialmente se questo sia laborioso o soverchiamente lun.
go , o se nel tempo stesso lo stato generale della donna sia
per gravi accidenti ridotto a pessima condizione , o per la
mala impressione che esercita una tale operazione sull'ani
mo di lei.
· Riguardo al feto , egli va incontro a maggiori pericoli
durante l' operazione , ed ordinariamente muore in causa
delle violenti manovre esercitate sopra le varie sue mem
bra, necessarie d 'altronde per ridurlo in acconcia situazio
ne, per le trazioni da farsi uel portarle alla luce , e spesso
per le inevitabili compressioni e stirature sul cordone om
bellicale e sulla placenta già in parte distaccata . Per le
quali cose tutte il rivolgimeuto devesi proscrivere ogniqual
volta si possano usare altri mezzi più semplici e più si
curi per effettuare il parto . Anche nelle circostanze le più
favorevoli non si può giammai ripromettersi di estrarre vivo
il feto , quando si deve praticare questa operazione.
Da tutto ciò emerge , come la levatrice ordinariamente
non possa nè debba intraprendere il rivolgimento , esigen
dosi per esso qualità delle quali essa per lo più è priva, come
estese cogoizioni mediche ed ostetricbe , destrezza e forza
fisica, nonchè un animo tranquillo e prontezza di spirito .
. . . Infine non di rado succede che, eseguito il rivolgimento,
la testa essendo l' ultima , presenta tali ostacoli da non po
47
terli superare che coi ferri, l'uso de' quali non è da essa co
nosciuto , nè li possede; e quindi verrebbe a trovarsi in una
fatale e dispiacevole situazione , cioè a mezzo parto senza
poterlo terminare ; di più si esporrebbe a grave responsabi
lità per le funeste conseguenze che potrebbero facilmente
insorgere per la madre e per il feto in simile ayvenimento ,
se l'arrivo dell' Ostetrico alquanto ritardasse . ,., ;
Tuttavia il rivolgimento suol riuscire non solo più faci
le, ma eziandio bene spesso con esito felice per la madre ,

parti naturali , sia fornita di buone forze , ed affatto libera


da complicazioni allarmanti; qualora le acque siano scolate
ia parte e da poco tempo , la bocca dell' utero e le altre
parti genitalimolli sieno debitamente aperte , od almeno ben
disposte ; ed infine qualora l' utero non sia soverchiamen
te contratto e sensibile. Per parte del feto , qualora sia d 'un
volume proporzionato , non troppo disceso , nè incuneato
nella piccola pelvi, ed abbia i piedi piuttosto vicinialla boc
ca dell' utero . . ii. is jo ?
• All' incontro si deve aspettare un 'operazione assai fati
cosa e di esito poco consolante, quando la donna sia primi
para, in ispecie d 'età avanzata , o troppo giovine , .e sover
chiamente spossata da lungo travaglio , o dagli infruttuosi
tentativi praticati , per cui anche le parti genitali molli , e
specialmente l'utero, si trovino alterate , asciutte o dolenti ;
quando le acque dell'amnios sieno scolate da molto tempo,
l' operazione assai tardi venga intrapresa , e finalmente la
donna sia irrequieta ed indocile. Qualora il feto sia molto
sviluppato , la parte affacciata sia discesa ed anche incu
neata nella piccola pelvi, nonchè accompagnata da qual
che altra parte , come dal cordone, ombellicale , ed i piedi
sieno collocati nel fondo dell'utero ; in sì fatti casi può
succedere l'apoplessia , la lussazione delle vertebre o de
gli arti, le fratture del cranio o delle membra , la detronca
zione o decollazione ; nella madre poi la rottura dell'ute
ro o della vagina ; tali tristissimi risultati riconoscono per
causa la violenza usata nell' operare , e più che mai la cat
tiva direzione degli sforzi. - sl . . i .
. . Per cui la ragione e la prudenza vogliono che in tutti
i casi di simil fatta si esterni un pronostico sommamente
18
riservato , tanto riguardo alla durata dell'operazione , che
alla vila della madre e del feto ; anzi riguardo a questo re
sta pochissimo da sperarsi. Dovrassi adunque di tutto ciò
prevenire i parenti; ma gioverà inspirare coraggio alla ma
dre , promettendole un prospero evento.
Sarà cosa utile l'accennare le regole e le circostanze
generali da osservarsi prima d'intraprendere il rivolgimen
to ; cioè:
1.° Rilevare la necessità , la convenienza e la possibi
lità dell'operazione.
2.° Rimediare a tutte le complicazioni,ed allontanare
gli ostacoli.
3.0 Stabilire la confacente posizione alla donna ed alla
operatrice.
4 .° Preparare tutto l'occorrente.
5.° Scegliere ilmomento più propizio per eseguire la
operazione.
6 .° Determinare la mano da introdursi nell' utero.
7.° Eseguire i doveri della religione.
: a) In quanto al primo quesito , egli è indispensa- ·
bile apzi tutto di procurarsi l'intimo convincimento , me
diante il più esatto e ripetuto esame esterno ed interno ,
della necessità , della convenienza , ed anche della possibi
lità dell'operazione, riconoscendo la parte affacciata del feto
e la sua posizione ; cioè dove si trovino i piedi, dove la te
sta , dove guardi il petto , e dove il dorso ; se sia sola , o con
altra parte impegnata , ed in quale distretto ; se sia libera ,
oppure incupeata. Si rileverà eziandio la condizione delle
parti genitali dure e molli , ponché dell'universale della
donna, e per ultimo della vita del feto. Dopo tali cogoizioni
la levatrice annunzierà ai prossimi parenti lo stato delle co
se, ed i pericoli che ne potrebbero risultare ;ma'ålla parto
riente dovrà in ogni caso inspirare coraggio , e prometterle
un esito felice. Nello stesso tempo, se le circostanze lo per
metteranno, specialmente trattandosi d 'una famiglia ragguar
devole, la levatrice dovrà rinunziare l'operazione all' Oste
trico, e quindi proporre che questo sia senza indugio chia
mato ; e soltanto nel caso che egli mancasse domauderà
l'assistenza ed il consiglio di un Medico , o di un'altra leva
trice approvata .
19
b ) Molte e varie complicazioni possono accompagna

mettere possibilmente rimedio ; e così pure allontanare per


tempo ogni ostacolo, onde riuscire più facilmente nell'ope
razione, e conseguirne vantaggiosi risultati. Quindi si deb
bono puotare l' intestino retto e la vescica orinaria , abbat
tere e togliere , secondo l' indole loro , le intumescenze , le
contusioni , e la siccità delle parti genitali coi bagni tepidi,
coi vapori e co' fomenti ammollienti, colle sanguigne lo
cali e generali. Occorrendo , si ristoreranno le forze della
donna somministrando buoni brodi ed altri cordiali. Essa
doyrà moderarsi più che sia possibile nel secondare le do
glie ; si leveranno dalla medesima tutti i vestiti incomodi;
si allontanerà la gente superflua , a riserva d ' una persona
di famiglia , o cara alla partoriente ; la camera infine non
sarà nè troppo fredda , nè troppo calda. Il tempo che suole
impiegarsi nel togliere tali complicazioni vieve generosa
mente ricompensato dai vantaggi che ne derivano si du
rante che dopo l'operazione.
c ) La situazione ossia il collocamento da darsi alla
donna nou é indifferente nè prima ne durante l'operazione;
per cui, riconosciuta ad evidenza la necessità di operare, va
bene che la partoriente consumi i primistadii del parto so
pra il letto o sofà , senza però obbligarla ad una determinata
positura , specialmente qualora il sacco delle acque si tro
vasse ancora intero. Nell'atto del rivolgimento , benché que
sto talvolta possa effettuarsi in diversa situazione , e possa
parimente riuscire molesto e di fatale impressione il prepa
rare l'apposito letto ; tuttavia i vantaggi che ne ridondano a
favore tanto della madre che del feto , ed anche di quello
che opera, sono tanti e tali, ch ' io preferisco il letto trasver
sale a qualunque altro , preparandolo a dovere con quiete ,
e pochi momenti prima che l'operazione abbia luogo. Que
sto letto si costruisce in modo che presenti un piaco incli
nato mediante opportuni guanciali , si elevi dall' uno degli
orli verso il mezzo , per debitamente sostenere il tronco e
la testa dell'operata ; sull'orlo si adatterà un 'asse stretta od
un cuscino duro, che si coprirà con un lenzuolo ripiegato ,
su cui s'appoggino le natiche , che non potranno così ap
profondarsi nei sottoposti materazzi; infine si fornirà de
20
centemente tutto il letto . La sua altezza varia secondo la ti all'at
statura dell'operatore, dovendo corrispondere all'ombellico basta c
del medesimo; altrimenti l'operazione riuscirebbe incomo
da, e nel tempo stesso dannosa. Sul pavimento, in direzione ne in
delle natiche, si colloca un recipiente vuoto , onde ricevere proprie
tutto ciò che può scolare dalla vagina, come acque, sangue, di trati
od altro. Giunto l' istante di eseguire il rivolgimento , si fa l'orifizi
pássare convenientemente e adagio la donna sopra il letto, molle e
la si colloca in guisa che le natiche ed il coccige sporgano acques
all' infuori, e la si cuopre a norma della stagione. Due assi sommar
stenti posti sui lati dovranno teper ferme le coscie , ed ap suo esit
poggiati i piedi sopra due sedie situate dinanzi alla sponda Isacco
del letto, un 'altra assisterà la doppa, e la quarta l'operatore, ur.insi
il quale prenderà posto innanzi l'operata fra le due sedie, e direlo
potrà, secondo che sarà abituato, starsene in piedi, o piegarsi diquest
sul ginocchio opposto alla mano che va introdotta nell'ute
ro, od anche sedersi ; ciocchè riesce piuttosto incomodo. enivolt
. d ) Non v' ha dubbio che ogoi cosa che potesse oc paedio e
finalme
correre per la madre e per la prole nel tempo dell'opera
zione, o subito dopo di questa , deve a tempo essere appa
recchiato con tranquillità , e tenuto eziandio nascosto alla tarino
donna ; come sarebbe acqua fredda o calda , brodo , acetó, tanec
un cordiale, butirro o grasso, fuoco, schizzetto da battesimo, Haza
laume
fionda, forbice con nastrini, la necessaria biancheria e i pan
nicelli , un grembiale , ed un piccolo cuscino da inginoc medesim
chiarsi. Quattro persone bastano per l'assistenza da impie. . pirlo co
garsi come sopra, purché sieno coraggiose, care alla parto deve sol
riente , e stieno avvertite di non parlare in secreto fra di biale d
loro; poichè il più piccolo segno, il più piccolo gesto potreb leo. So
be essere ritenuto dall'operata siccome un indizio che gravi te; perc
accidenti le sovrastino, e perfino una prossima ed inevitabile praticat
tammat
morte. Per evitare maggiormente simili commozioni d'ani
mo la levatrice non si souderà il braccio se non almomento e siccit
in cui s'accingerà a fare il rivolgimento . Quando s' insinua untale
nell'utero la mano per andare in traccia dei piedi del feto lante,c
lo snudarsi il braccio è indispensabile. Essa non dovrà mai Servazio
esporre agli sguardi della partoriente la suamano ipsangui dipende
nata ; ma l'asciugherà nella biancheria sottoposta alla spous
da del letto ogniqualvolta la ritirerà dalla cavità dell'utero.
Tutti li suindicati oggetti dovranno essere pure apparecchio
21
ti all'arrivo dell'Ostetricante , il quale porterà seco la solita
busta con alcuni ferri che potrebbero essere necessarii. . !
. . . e) Il momento più opportuno per il rivolgimento vie
ne in gran parte determinato dalla patura delle circostanze
proprie del caso , e dallo stato della bocca dell' utero. Quip .
di, trattandosi di un parto irregolare, si deve attendere che
l'orifizio si apra debitamente da se , od almeno si renda
molle e cedevole da' poterlo dilatare con facilità ; e che le
acque sieno scolate da poco : condizioni che contribuiscono
sommamente a render facile il rivolgimento , e prospero il
suo esito . Questi vantaggi saranno ancora maggiori quando
il sacco delle acque verrà aperto al momento dell'operazio
ne, insinuando in pari tempo la mano nell'utero per impe
dire lo scolo totale delle medesime; perché allora le pareti
di questo visceré vengono dilatate , e si entra liberamente
colla mano nella sua cavità ; potendo il feto essere smosso
e rivoltato con agevolezza', riesce più facile trovarne i
piedi, e disimpegoarli senza ostacoli ed in brevi istanti ;
finalmente le pareti dell' utero risentono meno la presenza
della mano operatrice . Per il che se avvenga che l' orifizio
uterino si trovi abbastanza aperto da dare passaggio alla
mano ed al feto , o cosi cedevole e disposto da poterlo apri
re senza usare violenza, e le acque non sieno scolate spon
taneamente , si potrà rompere artifizialmente il sacco delle
medesime, e procedere tosto all'operazione. Presentandosi
per lo contrario degli accidenti allarmanti, l'operazione non
deve soffrire ritardo ; quindi si passerà alla dilatazione arti
fiziale della bocca dell' utero, e si affretterà l'estrazione del
feto , soprattutto essendo le acque scolate da qualche tem
po ; perchè dopo lo spandimento di queste ogoi maneggio
praticato nell' utero riesce assai difficile : anzi l' ingorgo, l'in
fiammazione, la spasmodía dell'utero , come pure la rigidità
e siccità delle parti locali sono le ordinarie conseguenze di
un tale ritardo. Ove poi si consideri , ciocché è più impor
tante, come alla sopravvenienza di gravi accidenti la con
servazione della vita della genitrice e del figlio possa talvolta
dipendere da pochi istanti , e come la vita di quest'ultimo ,
anche per la difficultata versione in causa dell'addossamento
delle pareti uterine, vebga minacciata da gravissimo perico
lo , apparirà vie maggiormente chiara ed evidente la neces
22
sità di sollecitare seuza indugio l'operazione. Ciò non per
tanto non si deve passare alla dilatazione se l' orifizio nou
vi si trovasse convenientemente disposto , perchè la forza
che dovrebbesi impiegare apporterebbe danni assai maggio
ri di quelli pei quali è indicato il rivolgimento . 11 .
. f ) Sebbene il rivolgimento possa eseguirsi tanto col
l'una quanto coll' altra mano, per cui la levatrice deve es
sere ambidestra , e la mano più esercitata possa servire iodi
stintamente ; tuttavia non ne è sempre indifferente la scelta,
imperocchè s'hanno de'casi , nei quali sì per la maggiore
facilità e prontezza dell' operazione, come anche per il con
seguimento di un esito più felice , conviene meglio, anzi di
rò, è quasi necessario l'uso dell'una piuttosto che dell'altra.
Per ordinario scegliesi quella mano, la cui palma corrispon
de alla superficie anteriore od ai piedi del feto : per esem
pio , essendo esso posto trasversalmente coi piedi al lato de
stro della madre, si adopererà la mano destra, e viceversa ;
perchè allora questa mano introdotta nell' utero arriva più
facilmente ai piedi, e va a disimpegnarli con più sicurezza
nel lato opposto ; inoltre agisce con più forza ed agilità ,
e conserva la naturale flessibilità degli arti inferiori, svi
luppaudoli lungo la superficie anteriore del tronco del feto.
Ove poi dovesse servire di norma per la scelta della mano
la superficie anteriore del feto, si adopererà la destra quan
do essa superficie trovisi rivolta a sinistra della madre, e vi
ceversa ; avvertendo però , che nel ridurre il feto nella posi
zione trasversale, esso dee col petto corrispondere al sacro,
non che estrarsi i piedi dal lato opposto alla testa. Prima
d 'introdurre la mano nell' utero , il suo dorso dovrà essere
bene ingrassato. L 'altra durante l'operazione si appoggierà
sull'addome, onde sostenere l' utero, ed impedire che ceda
agli sforzi di quella che lo respinge penetrando nella sua
capità , per facilitare la versione e flessione del feto , e per
opporre nel tempo stesso una resistenza alla distensiove
che l' utero và a soffrire , prodotta dalla testa del feto pel
l'evoluzione.
g ) Siccome il rivolgimento per sè stesso deve a buon
diritto considerarsi fra le gravi operazioni, specialmente
ove sia richiesto od accompagnato da accidenti allarmantı ,
e possa compromettere, durante o poco dopo la sua esecu.
23
zione, i giorni della madre o quelli del feto , e spesso di ed
trambi; così sarà stretto dovere della levatrice di renderne
avvertiti i parenti, affinchè la madre sia a tempo munita dei
sussidii della religione. Ma per verità , generalmente par
lando , rarissimi essendo i casi nei quali prima dell'opera
zione insorgano complicazioni talmente gravi da far temere
la morte improvvisa della partorieute ; e dall' altra par
te ponendo mente ai sommi vantaggi offerti dall'animo
tranquillo e coraggioso della donna tanto riguardo all'an
damento , quanto riguardo al felice successo del rivolgi
mento , ragion vuole che i soccorsi spirituali non sieno
proposti senza bisogno , a meno che la partoriente stessa
non li desideri.
All' incontro riguardo al feto si deve pur troppo in si
mili circostanze giustamente temere della sua vita prima
ch' esso venga alla luce ; quindi dovrà sempre battezzarsi
quella parte che si presentasse dinanzi all'orifizio dell'utero,
fosse anche il cordone ombellicale , purchè sia a nudo , io
jettando per mezzo dello schizzetto apposito l'acqua in for
ma di croce sulla parte , e pronunziando distintamente que
ste parole sacramentali : Fanciullo , io ti battezzo in nome
del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Che se la
vita del feto fosse in dubbio , si aggiungeranno queste altre :
Se tu sei vivo , io ti battezzo. Si amministra il battesimo
sotto condizione , se il feto è mostruoso , presentando però
caratteri umani. Appena uscito alla luce, converrà di nuo
vo baltezzare la testa nella forma indicata.
Lo stesso dovere di religione dovrà osservarsi coi feli
immaturi; anzi allorchè fossero rinchiusi nelle membrane
si farà senza indugio il battesimo per immersione. Si pren
de cioè colle mani tutto l'uovo, e lo si immerge nell'acqua
dentro d 'un catino, pronunziando le parole : Fanciullo, se
tu sei capace , io ti battezzo , ec. Eseguita la funzione , si
aprono cautamente le membrane, si estrae il feto , e sulla
sua testa versando l'acqua, si pronunziano le stesse parole
di prima.
Accade bene spesso che i bambini escano dal seno
materno in uno stato di morte apparente ; per cui dovran
no battezzarsi sotto condizione, e prima ancora che si pra
tichino i cousueti soccorsi per richiamarli in vita . . in
. Il fanciullo che ricevette l' acqua, se contiouasse a vi
vere, dovrassi a tempo opportuno portare alla chiesa per la
cerimonia religiosa , avvertendo il Sacerdote che gli fu data
l'acqua per necessità. :
In fine non è permesso somministrare: l' acqua a quei a dore
neonati, la cui morte assoluta è indubitata , come quando lare es
batazio
offrono segni manifesti di putrefazione. Così pure questa
sacra funzione dalle veglianti Leggi è severamente proibita indice
riguardo alla prole israelitica, o.non cristiana ; a meno che gando )
i proprii genitori espressamente non la domandassero. medio.
Ora conviene accennare le regole e le avvertenze da portera
osservarsi durante il rivolgimento ; regole di massima in disara
portanza, la cui ommissione, trascuranza od imperfetta ese jersato
cuzione sogliono apportare le più funeste conseguenze si con ar
per la madre che per il feto : quindi sopra tutto valga il ielo ou
principio , che il merito d' una tale operazione non consiste neute
già nel condurla a termine presto , ma bensì nell' eseguirla quisa C
mail c
bene, e con tutti i più sani accorgimenti dell'arte .
Preparato adunque convenientemente e disposto quan piche
to sin qui fu indicato, si procede all'operazione. Se la leva
trice preferisse di stare in piedi, metterà innanzi il piede pereti a
di quel lato che corrisponde alla mano che opera ; e can .
giando mano , metterà innanzi l'altro piede. Se giudicasse
più opportuno di starsene su d 'un ginocchio , piegherà il
sinistro allorquando adopera la mano destra , e viceversa ;
per cui l'avambraccio della mano operatrice potrà all'occor
reuza poggiare il cubito sopra l'altro ginocchio. La mano Dente
prescelta s'introduce in forma di cuneo ( tenendo cioè unite deche
ed a mutuo contatto le pupte delle quattro dita , e nascosto londo
sotto di esse il pollice , quando però la bocca dell'utero sia strucci
debitamente aperta , e già rotto il sacco delle acque) nella qualis
edaip
vagina durante la doglia , perchè sotto di questa dilatandosi,
meble
s' arreca minore incomodo alla partoriente ; ma nell' utero
s' introdurrà la mano in tempo di perfetta calma con leg medio.
geri moti di rotazione, e col dorso rivolto al sacro ; perchè !t patut
nell' istante della doglia le pareti dell'utero si tendono so Perso i
pra il corpo del feto, lo cingopo strettamente , e lo spingono poco a
innanzi, per cui opporrebbe ostacolo all' introduzione della
mano. Nel caso che il sacco delle acque si trovasse apcora
intero , esso sotto il conato della doglia verrà graffialo o
25
spinto in alto con forza maggiore o minore da upa o più
dita ; rotto che sia , s' insipua destramente la mano per il
foro delle membrane, onde impedire lo spandimento totale
delle acque. Qualora poi la bocca dell'utero non si trovasse
a dovere aperta , ma fosse ben disposta, o se il caso partico
Jare esigesse la pronta estrazione del feto , allora si farà la di
latazione artifiziale come segue. S ' introdurrà prima il dito
indice nella bocca dell'utero movendolo intorno , ed allar
gandola dolcemente per ogni verso ; poscia si aggiungerà il
medio, e con ambedue si faranno gli stessi moti; quindi si
2018
porterà dentro il dito auricolare, e così l'uno dopo l'altro, a
mas misura che si allargherà l' orifizio , finchè potrà essere tra
versato comodamente da tutta la mano. La quale introdotta
con avvertenza nell' utero , e trovata la parte affacciata del
feto nuda, l'afferrerà colla palma, purché abbia una conve
niente resistenza , e sia possibilmente vicina alla testa , in
guisa che il pollice cada sul dorso ; e mentre l'utero si tro
va in calma, s' innalza la parte impugnata a poco a poco, e
più che si può verso il fondo , e da quel lato della madre
al quale corrisponde la testa , dirigendola piuttosto verso le
pareti addominali, e faceodo in pari tempo, se occorre, ese
guire al tronco un moto di rotazione , per portare la sua
faccia anteriore verso il sacro. Se il primo tentativo riesce
vano, si potrà sempre ripetere finchè il tronco del feto sarà
abbastanza sollevato e a dovere collocato , onde vengano i
piedi più vicini all'orifizio dell'utero , per poterli più facil
mente disimpegnare. Ottenuto ciò , si va in traccia de' pie
di , che sogliono trovarsi nel lato opposto alla testa e nel
fondo dell'utero , quindi verso di quelli si dirige la mano ,
sdrucciolando lungo il petto ed il ventre fino alle coscie, le
quali si abbassano per arrivare più facilmente alle gambe
ed ai piedi; trovati i quali, se ne assicura la presa possibil
mente di ambidue , ponendo fra i malleoli interni il dito
medio , e gli altri fuori. In seguito , ripiegati gli arti secondo
le naturaliarticolazioni delle ginocchia in avanti, si portano
verso il lato opposto del bacino , e da qui si abbassano a
poco a poco nell'orifizio dell'utero , nella vagina, ed anche.
fra la vulva. Talvolta però riesce assai difficile il trovarli
tutti due , e condurli nel tempo stesso alla luce , sia per
chè le acque sono scolate da gran tempo, avvenendo allora
26
che l'utero fortemente si contragga sopra il feto ; sia perché cia e a
i piedi stanno rovesciati sul dorso , ed incrocicchiati fra di sta pos
loro. In tal caso , perché la donna non abbia a soffrire le
gravi conseguenze dei moti e della lunga presenza della heratri
mano nell'utero, sarà bene che si pigli l’un piede , e lo si gliatti
conduca debitamente nella vagina ; e se , dopo alcune mo plicata
derate trazioni praticate sulmedesimo, l'altro non discenda, bene a
nè il parto avanzi (benchè spesso si effettui, ed anche con za forn
prontezza, ove si tratti di feto piccolo, di pelvi ampia,nelle render
donne pluripare , e nel caso di energiche doglie ) , si prefe per cop
risce di andare in cerca dell'altro , e di farne la metodica feti:i
estrazione. Ove poi tali condizioni favorevoli mancassero , to,ils
e si vedesse necessario il condurre l'altro piede alla bocca care la
dell'utero , è indispensabile anzi tutto applicare la fionda mente :
sopra il piede fuori uscito mediante tre dita , indice,medio la di 1
e pollice, destinati a tenere divaricato il cappio, mentre sul pariter
l'estremità libera si fanno delle trazioni coll'altra mano, af corpo
finchè il cappio faccia sicura presa ; poscia si esamina la và giam
direzione del pollice dello stesso piede , per conoscere la
sua superficie interna ; alla quale si appone la mano corri besue
spondente , che percorrerà, lungo la stessa direzione, la
che sarà colle necessarie cautele disimpegnato. Nel tempo
che si cerca questo piede la levatrice dovrà lasciar libera
la fionda , e con una mano assicurarsi della sua estremità ,
e tenerla tesa quanto basti , perché il piede afferrato non
rientri nell' utero a misura che s' inpoltra la mano per af conse
ferrare e disimpegnare l'altro piede. Subito ch'esso è disce
so nella vagina , deve allontanarsi la fionda ; e si osserverà mano.
la direzione dei calcagoi e quella delle dita , per giudicare stabili
quale sia la posizione del feto ancora esistente nell'utero ; bagno
la quale essendo favorevole, e dall' altra parte la donna li raute
bera affatto da gravi accidenti, e fornita di doglie efficaci, si si pot
abbandonerà il parto in balia della natura : in caso diverso
si eseguirà l'estrazione del feto più o meno prestamente , e protra
secondo i precetti dell'arte già insegnati nel parto per i 8000
piedi. Appena portate all' infuori le estremità inferiori, se a grav
la levatrice avesse operato ilrivolgimento standosene ginoc. distac
chioni, e credesse necessaria l'estrazione del feto , essa si
alzerà in piedi, perchè lo sviluppo del tronco , delle brac
27
cia e della testa riesce assai più comodo e pronto in que
sta positura.
Ella è cosa eziandio sommamente vantaggiosa che la
levatrice conosca ed osservi le seguenti avvertenze durante
gli atti operativi; cioè che la mano operatrice stia sempre ap
plicata sulla superficie anteriore del feto ; che stieno sempre
bene avvicipate fra loro le dita, leggermente curve e sen
za formar angoli, onde oocupare il minore spazio possibile ,
rendere il tatto più squisito , ed irritar meno l'utero stesso,
per cui si tocchino e si urtino meno che si può le di lui pa
reti : inoltre si eviti di comprimere troppo fortemente il pet
to , il ventre ed il cordone ombellicale, come pure di distac
care la placenta. Alla comparsa di una doglia devonsi tosta
mente sospendere i maneggi, come pure concedere alla don
na di tratto in tratto un breve riposo , raccomandandole in
pari tempo di non ispingere , gridare, e far moti violenti col
corpo mentre la mano agisce nell' utero. Questa non si de
ve giammai ritirare senza assoluta necessità ; e per ultimo
la partoriente deve essere sorvegliata , ed assistita in tutte
le sue occorrenze.
Succede pur troppo talvolta , specialmente dopo un pre
maturo scolo delle acque , che l' utero ed il suo orifizio si
trovino in uno stato spasmodico , e queste morbose contra
zioni agiscano con una tal forza sulla mapó operatrice, che
essa e l'avambraccio perdano il senso ed il moto, è provido
un sì acuto dolore da dover ritirarla ; il che però non può
conseguirsi che sotto il rallentamento e la cessazione dello
stringimento spasmodico. In tal caso o si sostituisce l'altra
mano , o si ritorna ad introdurre la prima dopo averla ri
stabilita unitamente al braccio con lavacri spiritosi , o col
bagno tepido. Vano sarebbe il voler operare l'estrazione du
rante l'accesso , collaggiuota eziandio dei gravi danni che
si potrebbero cagionare alla donna.
. In nessun caso dovranno usarsi delle inconsiderate e
protratte violenze sopra il piede uscito solo , sì perchè pos
sono riuscire affatto insufficienti, sì perchè si espone l' arto
a gravi alterazioni, come slogamenti , distorsioni, fratture ,
distaccamenti delle cartilagini che coprono l'estremità delle
ossa, e perfino lo strappamento di tutto il membro o diuna
sua parte , principalmente ove si tratti d ' uo feto prematuro
28
o morto , e più che mai putrefatto . Tal cosa , in qualunque
stato il feto si trovi, torba assai dispiacevole per chi opera,
e il distacco potrebbe essere interpretato a suo discapito . In
fine si presti tutta l'attenzione nel riconoscere i piedi, onde
invece di essi non vengano le mani condotte alla vagina.
Queste sono le regole generali risguardanti l'operazione
del rivolgimento, che debbonsi osservare in qualuoque io
contro di tal fatta ; ed a lor luogo si esporranno le partico
lari e proprie di ciascun caso.

Dei parti complicati per causa


della madre .
Non solamente la gravidanza ed il parto , ma eziandio
il puerperio possono incontrare più o meno gravi disordini
per le complicazioni che dipendono esclusivamente dalla
madre, con pericolo più o meno evidente di essa, della sua
prole, e sovente d 'entrambi, ad onta dei più pronti e copfa
centi soccorsi. E siccome la madre costituisce l'oggetto più
importante nelle sopra indicate condizioni, sembrami esser
cosa ragionevole di preporre l' esposizione di queste a quelle
derivanti dal feto e dalle sue dipendenze.
Le complicazioni dei parti offerte dalla madre derivano
o dalle parti genitali dure, o dalle molli, o dalle confinanti,
o dallo stato universale della medesima.

Dei vizii della pelvi in generale.


· Siccome la pelvi forma la base di tutto il corpo , e par
ticolarmente di quegli organi che sono di preferenza inte
ressati nella funzione del parto, ed i vizii di essa non essen
do tanto infrequenti, e giunti a qualche grado rilevante com
promettono più o meno la vita della genitrice, o del feto , o
di tutti due ; ed in fine richiedendo essi sempre il soccor
so dell' arte , e talora perfino gli estremi senza verun giova
mento ; ne viene che questa classe di parti complicati deve
essere prima d 'ogni altra considerata . : :
.. Dicesi viziata o mal conformata quella pelvi, la quale
nel suo interno si allontana dallo stato naturale per qualan
que siasi deviamento di forma o di ampiezza. " I ! ! ' .
29

La pelvi può quindiessere viziata per difetto o per ec


cesso , cioè per troppa strettezza o per troppa ampiezza.
1 . Tanlo l'uno che l' altro di questi vizii può interessare
esclusivamente lo stretto superiore o lo stretto inferiore , o
la cavità della pelvi ; imperciocchè accade assai di rado che
più aperture si trovino difettose nel senso stesso , anzi per
ordinario lo sono nel senso opposto .
I detti due vizii della pelvi sogliono distinguersi in as
soluti e relativi.
Si chiamerà assoluto il vizio della pelvi qualora gli
sconcerti del travaglio del parto dipendano esclusivamente
dalla cattiva conformazione di questo canale ; all' incontro
sarà relativo il vizio della pelvi , quando i disordini del
parto provedgano dal feto troppo voluminoso , e non corri
spondente ai diametri della stessa. . !
Sì la ristrettezza che l' ampiezza della pelvi possono
averę infinite gradazioni, e queste influire sino ad un certo
grado sull' andamento e sull'esito del parto , nonché sulla
scelta del metodo curativo. 132
. In fine si deve notare, che a circostanze uguali i vizii
di ristrettezza hapno sempre maggior entità , importanza e
più gravi conseguenze tanto per la madre che per il feto ;
quando quelli di ampiezza si possono bene spesso con adat
tati e pronti soccorsi correggere coll'allontanamento o colla
nolabile mitigazione di quegli sconcerti che da essi potreb
bero emergere. : " ii

Della pelvi ristretta .


• Chiamasi ristretta la pelvi , quando i relativi diametri
mancano della loro naturale lunghezza , rendendo più o meno
difficile la nascita del feto . L ' angustia della pelvi può limi
tarsi al solo distretto superiore , o all’ ivferiore , od alla ca
vità , può inoltre maggiormente interessare più l' uno che
l'altro lato. Però la ristrettezza dell'apertura superiore è più
comune, specialmente per la brevità del diametro conjuga
to ; quella degli obbliqui e più rara , e per lo più la si os
serva o nell'uno o nell'altro. N "
Nella ristrettezza del distretto inferiore suole più di fre
quente difettare il diametro trasversale , per trovarsi le tu
30
berosità ischiatiche avvicinate fra di loro , ed assai di rado
l' antero - posteriore , in causa della mobilità del coccige .
Rarissime volte s' incontra la viziatura in ristrettezza della
cavità della pelvi.
Le cause della suddetta ristrettezza si dividono in pri
mitive o congenite , ed in occasionali od acquisite .
Alle cause congenite appartengono tutte le conforma
zioni viziate della pelvi , e le generali malattie , come la ra
chitide , il rammollimento delle ossa , le scrofole , ed altre
che seco abbia la fanciulla portato fino dalla nascita . Alle
cause acquisite si riferiscono tutte quelle che dopo il parto
ed in un'età più o meno avanzata poteronomeccanicamen
te o dinamicamente alterare la naturale struttura del baci
no , e renderlo difettoso in ristrettezza ; come sarebbero la
rachitide, lo scorbuto , le scrofole, la siblide, l'osteomalacia ,
ossia il rammollimento delle ossa , il soggiorno in luoghi
umidi, chiusi e malsani, nonché i cibi d ' indole prava. Fra
le cause meccaniche si annoverano le forti pressioni delle
fascie , il portare le bambine sopra l' avambraccio compri
mendo la pelvi, il farle soverchiamente e troppo per tempo
camminare o sedere, i busti troppo stretti, le cattive abitu
dini del corpo, certi lavori , la vita sedeolaria , le percosse ,
le cadute , la lussazione non guarita del femore , le escre
scenze ed i tumori che nascono dalla superficie interna delle
ossa componenti la pelvi.
Non v'ha dubbio che ognuna delle accennate cause
non possa più facilmente disturbare nella tenera età il nor
male sviluppo della pelvi, non avendo ancora a quel tempo
acquistata quella forza e solidità sufficiente per sostenere il
peso del corpo , e per resistere contro le potenze nocive ;
per cui è d 'uopo che si osserviso i maggiori riguardi verso
questa parte , e si avvertano i genitori circa que' gravi in
convenienti ai quali potrebbero andare incontro le fanciulle
in causa d' una cattiva educazione fisica.
Però anche nell' età adulta può parimente viziarsi la
normale conformazione del bacino per frattura o per islo
gamento delle di lui ossa , e pel rammollimento delle me
desime avvenuto dietro una grave malattia ; e quindi acca
dere che una donna ben conformata , e già stata madre di
più figli, diventi in seguito più o meno difettosa nel suo ba
31
cino, e non possa dare alla luce la propria prole senza sot
tostare a qualche operazione ostetrica. Dal che deve com
prendere la levatrice quanto sia necessario l'assicurarsi sem
pre dello stato della pelvi, quand'anche la donna avesse al
tre volte partorito felicemeute.
· Lo stretto addominale acquista diversi gradi di ristret
tezza , a seconda che il promontorio del sacro trovasi più o
meno sporgente all' innanzi , o più o meno inclinato verso
l'uno o l'altro ileo ; come pure a seconda della varia inter
na inclinazione e piegatura dei margini ottusi degl’ ilei e
delle creste dei pubi; e finalmente per la presenza di tu
mori. Il distretto perineale diviene angusto per essere le tu
berosità degli ischii troppo avvicinate, schiacciate, e rivolte
all' indentro , le loro spine troppo. prolungate , l'arcata del
pube troppo acuta , l'osso coccige prolungato , assai curvo
ed immobile ; infine per esostosi.
La cavità poi può ripetere la sua ristrettezza dalla poca
concavità del sacro , dall' essere il forame ovale occupato
dal capo del femore lussato, e dalla presenza di escrescenze
morbose.
Diagnosi. Benché non sia sempre facile e sicura la
conoscenza di questa complicazione, tuttavia la levatrice
deve rilevarla -assai per tempo e con tutta la possibile 'esat
tezza, non tanto per sopracchiamare l' Ostetrico sotto il tra
vaglio del parto, ma eziandio prima che la gravidanza giun
ga al suo termine, onde pei mezzi dallo stesso posti in pra
tica si venga ad evitare un parto faticoso, colla sequela delle
sue sinistre conseguenze , e la necessità di dover ricorrere
agli estremi sussidii dell'arte. Quindi per soddisfare a tale
bisogno la levatrice deve conoscere quale sia la conforma
zione esterna di tutto il corpo della doppa , ed in ispecie
della pelvi; quali malattie abbia essa sofferte nel corso di
sua vita, ed a quali cause sia stata soggetta ; se avendo par
torito altra volta dietro un parto lungo e laborioso, sia sta
ta eziandio necessaria l'applicazione degli stromenti , ed il
feto siasi estratto morto ; quale sia l'andamento del parto
attuale, e quali fenomeni esso presenti : infine praticherà il
più esatto esame si esterno che interno.
I segoi proprii di questo vizio variano secondochè esso
si presenta nell' una o nell'altra apertura della pelvi, secon
32
do l'età e lo sviluppo del feto, nonchè secondo la parte colla
quale si presenta innanzi. ; '
Trattandosi che il vizio di ristrettezza risieda nel di
stretto superiore, si osserva che a parto anche incominciato
il ventre conservasi alto , assai contratto e duro , e che , ad
onta delle più frequenti ed energiche doglie, poco si abbas
sa ; anzi che queste vanno di mano in mano diminuendo ,
finchè dopo breve tempo cessano affatto. La doppa va sog
getta ad una potabile prostrazione di forze, lagoasi di gravi
jncomodi, e specialmente d' una molesta pressione verso il
basso fondo della pelvi; le membrane sogliono squarciarsi
per tempo, e le acque scolano in poca quantità . Coll'esame
interno si trova la vagina asciutta , calda , e poco dilatata ;
l'orifizio dell'utero si mantiene alto , piuttosto teso, e stenta
ad aprirsi ; la testa del feto é pure alta ed immobile, col tu
more verticale assai pronunciato , e colle ossa accavallate ;
occupa essa inoltre tutto lo spazio della pelvi da pon po
tervi frammettere la punta del dito esploratore ; ed al cesa
sare d' ogni doglia tenta essa di retrocedere. Infine coll'ap
plicazione dei mezzi esterni ed interni si verrà a capo della
diagnosi io proposito , soprattutto indagando il diametro
sacro- pubico.
Se invece fosse viziato lo stretto perineate , allora si
scorge il ventre poco voluminoso, abbassato , e sotto le do
glie il parto progredisce. Coll' esplorazione interna s' arriva
facilmente a toccare l'orifizio dell' utero bene aperto ; la te
sta del feto si rinviene abbastanza discesa ; ma giunta al sito
della viziatura ad un tratto s'arresta , ed in seguito poco o
niente si avanza anche sotto le più valide doglie : quivi si
forma il tumore verticale , che va crescendo in volume e
tepsione, mentre la testa sempre più s'incunea nel distretto
da non potervi più girare d ' intorno colla punta del dito
esploratore ; infine i pelvimetri contesteranno vieppiù l’esi
stenza del difetto in discorso , misurando a preferenza il
diametro trasverso.
Nondimeno egli è indispensabile e di somma importanza
che la levatrice conosca inoltre la viziatura degli altri dia
metri della pelvi , poichè ciascuno essendo troppo ristretto ,
possono pregiudicare al buon andamento del parto . Dietro
adunque un tale esame diagnostico essa verrà a conoscere
33
quando ed a chi debba rivolgersi per il debito soccorso ; e
ciò trascurando , si renderebbe responsabile degli sconcerti
e dei pericoli che incontrar potrebbero la madre ed il figlio.
Pronostico. Affinchè la levatrice possa in simili casi
pronunziare con cognizione e fondamento un preventivo
giudizio , premesso l'esatto esame diagnostico , essa non deve
ignorare che il pronostico varia secondo il sito della ristret
tezza , secondo il suo grado ed indole , secondo il tempo in
cui viene riconosciuto , secondo la forza ed i risultamenti
delle contrazioni uterine , e secondo lo stato locale e gene
rale della donna ; per parte poi del feto , secondo il suo svi
luppo e maturità , secondo la parte presentata , la solidità e
posizione di essa, ed infine secondochè esso sia vivo o mor
to . Quindi a norma di tali circostanze il parto sarà più o
meno facile, difficile , od impossibile ; le conseguenze ancora
di esso saranno differenti sì per la madre che per il feto ; e
per ultimo varieranno parimente i mezzi da adoperarsi per
condurlo a termine. A circostanze pari la ristrettezza del
l' apertura addominale è sempre più grave , e le sue conse
guenze più funeste ; anzi per lo più è d' uopo , onde effet
tuare il parto , ricorrere ai sussidii dell'arte , e talvolta an
che agli estremi di essi.
Essendo eguali la solidità ed il volume della testa , la
difficoltà del parto dev'essere tanto maggiore, quanto più il
bacino è ristretto , per gli ostacoli e gli attriti che incontra
la testa nel traversarlo.
La buona costituzione della partoriente , e nel tempo
stesso la presenza di efficaci doglie , colla esenzione di ogni
sintomo allarmante , possono talvolta bastare per superare
gradi minori di ristrettezza della pelvi, ed il parto può ef
fettuarsi senza i soccorsi dell'arte .
Ma più d 'ogni altra cosa meritano riflesso i gradi di ri
strettezza, che, per dire il vero , possono essere infiniti; però
in generale si ammettono tre gradi, e questi servono di nor
ma pelle determinazioni ostetriche riguardo al parto .
Nel primo grado di ristrettezza il diametro è difettoso
di un pollice all' incirca ; esso quindi non conta che tre
pollici e mezzo. In tal caso , ove le altre condizioni si per
parte della madre che del feto sieno ben disposte , le sole
forze della natura per lo più bastano a terminare il parto
3
34
talvolta con facilità e senza sconcerti ; ed in caso di allar
manti evenienze si può praticare il rivolgimento , ed estrar
re il feto pei piedi.
Nel secondo grado il diametro antero - posteriore è ac
corciato d ’ un pollice ; quindi resta della lunghezza di soli
tre pollici. In tal caso , malgrado le più favorevoli condizio
ni, d ' ordinario non può succedere la nascita del feto per
le vie naturali senza il soccorso dell'arte , e bene spesso con
più o meno gravi inconvenienti.
Nel terzo grado il diametro sacro -pubico manca di due
pollici ; in conseguenza gli rimane l' estensione di due soli
pollici. In questo caso il parto non può più effettuarsi con
nessun mezzo per le vie naturali , quando il feto sia bene
sviluppato , vivo, e giunto alla sua perfetta maturità .
Da tutto il fin qui esposto risulta evidentemente quanta
attenzione e cautela debba usare la levatrice prima di pro
nunziare il proprio parere , per non dichiarare impossibile
un parto che potrebbe condursi facilmente a termine, e ri
tenere per facile un altro che allo stretto inferiore può in
contrare tali difficoltà da rendersi indispensabile l'ajuto
ineccanico dell'arte.
Un eccesso di fiducia nelle forze della natura sarebbe
per arrecare alla madre ed al figlio , e sovente ad ambedue,
danni non minori di quelli cagionati da una operazione in
considerata e troppo precipitosa, le di cui conseguenze sono
talora assai più terribili di quelle d' un parto slentato e la
borioso.
Il feto ch ' è forzato ad uscire per una pelvi ristretta va
incontro a gravissimi danni. Infatti per le protratte e più
o meno energiche compressioni dell' utero contratto , e per
le confricazioni della testa del feto contro le pareti della
pelvi, si rallenta necessariamente la circolazione del sangue
nella placenta ; quindi succedono congestioni di saogue al
cervello , echimosi, stravasi ovvero depressioni, frattura delle
ossa del cranio , incuneamento della testa del feto , apoplesa
sia e morte reale di esso ; non acceppando inoltre i funesti
e sommamente dispiacevoli accidenti che possono derivare
da una mano poco esperta . .
In quanto poi alla madre, anch'essa per simili compli
cazioni, ed a norma delle circostanze concomitanti , viene
35
a riportare più o meno gravi sconcerti ; come: compressio
ni, ammaccature e lesioni delle parti molli che vestono la
pelvi , e di quelle che sono in essa contenute , le quali in
seguito passano all' infiammazione , alla suppurazione , alla
cancrena , e si formano in essa delle fistole insanabili ; la
paralisi della vescica orinaria , e quindi l' incontinenza del
l' orina ; lo strappamento del perineo , ed anche dell' utero
stesso Per il luogo e faticoso travaglio la donna perde le
forze, sopraggiungono le convulsioni, le infiammazioni del
l'utero , del peritoneo , la febbre puerperale, e talvolta per
fipo la morte durante o poco dopo il parto ; senza fare men
zione della fatale impressione morale e dei gravi sconcerti
che bene spesso sono inseparabili dai processi operativi,
specialmente quando questi vengano prestati da un sogget
to poco abile, e molto ardito .
Soccorso. Avendo per tal modo la levatrice soddisfatto
alle due prime parti delle sue incombenze , riguardanti la
diagnosi e la prognosi , passa a stabilire le indicazioni cu
rative , vale a dire si forma un determinato piano di assi
stenza , onde poterla così ordinatamente eseguire , e senza
esitanza.
Ma trattandosi di casi di pelvi difettosa in ristrettezza ,
e soprattutto in grado maggiore, o complicati ad altri acci
denti scabrosi , poco soccorso può la levatrice prestare alla
partoriente ; per cui, tostochè verrà in cognizione dell'esi
stenza d' un tal vizio , sarà sollecita di far chiamare l’Oste
trico : anzi sarebbe cosa utilissima che ciò potesse fare qual
che tempo prima del travaglio del parto , potendo decidersi
della vita di più individui.
Benchè il soccorso da prestarsi in simili complicazioni
sia sempre subordinato al sito ed al grado della ristrettezza,
alla morte o vita del feto , al grado di suo sviluppo, alla par
te affacciata , nonchè alla solidità di essa ; tuttavia riesce
sempre vantaggioso ed è preciso dovere della levatrice di
collocare la partoriente per tempo a letto colle natiche ele
vate, vietandole di secondare le doglie con troppa premura,
di evitare la rottura intempestiva del sacco delle acque , di
vuotare l' intestino retto e la vescica orinaria , di ammollire
le parti genitali asciutte e rigide con fomenti e con inje
zioni ammollienti ; in fine di sollevare l' animo abbattuto
36
della partoriente , in ispecie allorchè le doglie si manten
gono efficaci. Sotto di queste la parte quantunque insensi
bilmente s'avanza; e mancando altri accidenti allarmanti che
richiedessero una sollecita effettuazione del parto , può que
sto nei leggieri gradi di ristrettezza compiersi naturalmente
anche dopo varii giorni, e senza verun danno della madre
o del feto.
In caso diverso altra risorsa non resta che la mano
ostetrica , e talvolta l'uso degli stromenti. Rendesi poi an .
che necessario l'Ostetrico per le conseguenze inevitabili di
tali parti, che bene spesso nel successivo puerperio doman
dano ulteriori mediche prestazioni.

Della pelvi ampia.


Dicesi ampia quella pelvi, i di cui diametri oltrepas
sano le misure normali e proporzionate ad un feto maturo
e bene sviluppato . Questo vizio può estendersi a tutta la
pelvi, e può limitarsi ad una od all'altra delle sue aperture,
cioè allo stretto superiore, all' inferiore , od alla cavità ; ov
vero prevalere più nella grande che nella piccola pelvi , e
viceversa. Anche il vizio di ampiezza può distinguersi in
assoluto ed in relativo. Egli è assoluto , quando realmente
dipenda da un eccesso di ampiezza , per cattiva conforma
zione della pelvi ; è relativo quando in causa d ' un feto o
poco sviluppato , od immaturo , o troppo cedevole , la pelvi
diviene soverchiamente ampia .
Perchè la pelvi risulti troppo ampia nel suo distretto
addominale conviene che il promontorio del sacro sia alto
ed inclinato , imargini ottusi degli ilei, nonché quello del
pube, sieno fra di loro scostati o troppo scavati; nel distretto
perineale le tuberosità ischiatiche divaricate e rovesciate
all' infuori , l'arcata del pube molto larga e rotondata , e
l' osso coccige corto e poco convesso ; che della cavità poi
l'osso sacro sia largo, assai scavato e profondo.
Diagnosi. Durante la gravidanza si può presumere un
eccesso di ampiezza della pelvi, osservando una donna di
atletica costituzione , con un ventre appianato , piccolo ed
abbassato ; e prova essa continuamente un peso incomodo
verso il fondo della pelvi , ai lombi ed agli ioguini, come
37
pure difficoltà nell'emettere le feci e l'orina; infine le lab
bra pudende e gli arti inferiori si veggono più o meno tu
mefatti ed edematosi. Il feto è assai ballottabile , e disceso
nella pelvi ; e se la donna avesse altra volta partorito , si sa
prà che i feti bene sviluppati veppero alla luce con facilità,
e spesse volte all' improvviso .
Nell'atto del parto le doglie per lo più sono poco effi
caci; bene spesso la bocca dell'utero stenta a dilatarsi, anzi
il suo collo si sente molto teso e addossato sopra il capo del
feto, il quale tuttavia si abbassa con impeto sotto le più pic
cole contrazioni uterine , senza presentare verun tumore
verticale ; le membrane sogliono squarciarsi per tempo , e
le acque scolano in abbondanza , nell' esame interno col

tro i risultati che si acquistano misurando la pelvi , si dis


sipa ogni dubbio in proposito.
Pronostico. Sembrerebbe a prima vista che la pelvi
ampia offerisse la circostanza più vantaggiosa e benaugu
rata per il travaglio del parto , considerando che gli attriti
tra il feto e la madre fossero minori, che quindi gli sforzi
e i dolori dovessero essere meno incomodi, e che l'espul
sione del feto si eseguisse in breve tempo e con tutta la fa
cilità , ma questo benefizio , se pure vi è , non ricompensa

dell'eccessivo bacino , possono andar soggetti la madre ed


il feto durante la gestazione, nel parto e dopo di esso , sem
pre però in proporzione del grado dell'ampiezza.
Nella gravidanza succede facilmente il prolasso, l'anti
retroversione e l'obbliquità dell'utero , ed anche l'aborto ;
la donna è tormentata da dolori acuti ai lombi ed agli in
guini,da tumefazione degli arti inferiori e delle labbra pu
dende, da stitichezza di corpo, e da difficoltà nell'orinare.
Io tempo del parto , questo può succedere imprevedu
tamente ed in qualunque luogo ; può sortire l' uovo tutto
iptero , od anche il feto solo , e riportare dalla caduta mali
gravi o di poco momento .
Ne per la madre un parto precipitoso riuscirà men no
civo ; poichè il prolasso , il rovesciamento e l' inerzia del
l'utero potrebbero conseguitare, come pure la meporragia,
lo strappamento delle parti genitali molli, specialmente della
38
bocca dell'utero o del perineo , il distacco prematuro della
placenta , la lacerazione del cordone ombellicale , lo sveni
mento , il deliquio , l'asfissia, le convulsioni, ec.
Anche il puerperio sarà turbato , in causa della pelvi
ampia, per morsi uterivi più o meno forti, per le perdite di
sangue, per il prolasso della vagina e dell'utero, e per il ro
vesciamento di questo.
Quantunque tutti i sopraccennati accidenti sieno gravi
e di funeste conseguenze , pure non sono da confrontarsi
con quelli cagionati dalla pelvi viziata in ristrettezza, tanto
più che i primi coi soccorsi dell'arte a tempo debito prestati
si possono in gran parte prevenire, od almeno assaimitigare .
Soccorso . Riconosciuto che abbia la levatrice trattarsi
d 'una pelvi ampia , deve tosto far conoscere alla donna tutti
i danni che ne potrebbero derivare , qualora non usasse ogni
riguardo possibile nei movimenti del corpo ; comepure deve
avvertirla di coricarsi supina a letto , e di mandare in trac
cia di lei al primo comparire delle doglie.
Allorquando poi si venisse in cognizione della viziatura
della pelvi solamente sotto il travaglio del parto , si colloche
rà tosto la donna a letto supina , colle natiche sollevate , e
le si raccomanderà di usare ogni possibile moderazione nel
secondare le doglie, perchè l'espulsione del feto abbia a suc
cedere lentamente e senza sinistri accidenti.
Ma se , ad onta di tali precauzioni, si osservi progredire
la testa presentata precipitosamente , strascinando seco il
collo dell'utero non peranco bene aperto , e colla evidente
minaccia di strapparlo ; allora, oltre la detta posizione della
donna, la levatrice applicherà, durante la doglia , alcune dita
sulla testa del feto , e la spingerà dolcemente in alto ed al
l'indietro, per rendere libero il collo dell'utero , onde possa
convenientemente aprirsi. Se poi questo tentativo restasse in
fruttuoso , o si temesse che riuscisse dapnoso ; allora, conser
vandosi energiche le contrazioni dell'utero , può esser uti
acque , lasciando sortire queste a più riprese ed in piccola
quantità . Con tal mezzo bene spesso si rendono attive le
doglie , e si rallenta l' andamento del parto , dando tempo
così alla bocca dell' utero di aprirsi quanto conviene , onde
la nascita del feto segua senza l'incontro di que' sinistri ac
39
cidenti che sogliono accompagnare il parto precipitoso. Fi.
nalmente se, malgrado l' uso di tali sussidii, il travaglio con
servasse l' impetuoso andamento , con certo pericolo di qual
che scabroso accidente , trovandosi la bocca dell' utero ben
disposta , può convenire l'estrazione artificiale del feto , ese
guita colle regole dell'arte, e coll'avvertenza di farla adagio ,
e di eccitare in pari tempo le contrazioni dell' utero , affin
chè questo non cada nello stato d ' inerzia .
Uscito alla luce il feto , il distacco e l'espulsione della
placenta suole per ordinario ritardare ; per cui si dovranno
impiegare mezzi atti ad avvalorare le contrazioni uterine,
perché ognimeccanico tentativo, e soprattutto la intempe
stiva artificiale estrazione di quella può avere delle funeste
conseguenze.
Infine anche la puerpera dovrà osservare i maggiori
possibili riguardi, specialmente nei primi giorni del suo
puerperio ; cioè non alzarsi troppo per tempo dal letto ,
schivare ogni moto violento , e perfino moderare gli sforzi
nell'orinare , nel secesso e nel tossire.

Vizii delle parti genitali molli.


Basta considerare la struttura delle parti gepitali molli
della donna , la loro situazione , e le varie loro funzioni in
tempo di vacuità, e soprattutto nella gravidanza , nel parto
e nel puerperio , per convincersi con quanta facilità esse
possano andare soggette ad alterazioni, le quali potrebbero
influire dannosamente sullo stato in cui si trova la donna ,
a norma delle circostanze , con maggiore o minore pregiu
dizio della madre, del feto , o di entrambi.
Quantunque ogui e qualunque vizio di queste parti
debbasi riguardare come dannoso per le funzioni proprie
della donna, tuttavia gl' inconvenienti che ne risultano stan - '
no in proporzione diretta coll' importanza della funzione a
cui l'organo è destinato. Quindi alla levatrice rendesi indi.
spensabile la più esatta cognizione di simili complicazioni ,
e particolarmente di quelle che interessano le labbra pu
dende, la vagina, il collo dell' utero e l'utero stesso, viscere
che più d 'ogni altro , e sotto qualsiasi rapporto , merita di
essere attentamente considerato . Giova infine sapere che
40
queste parti , appunto per la loro naturale cedevolezza ed
elasticità sotto il parto, più facilmente s'adattano alla forma
ed al volume del feto ; per cui le alterazioni, alle quali sono
esposte , giungono rare volte al grado estremo, o sono tali
da poterle con metodo confacente bene spesso prevenire ,
mitigare , ed anche allontanare, in ispecie allorchè fossero
provocate da cause dinamiche.

Vizii delle labbra pudende.


Non v ' ha dubbio che tutte le alterazioni di viziata con
formazione o di morbosa condizione delle labbra pudende
possono più o meno disturbare la gravidanza, il parto ed il
puerperio ; ma alla levatrice importa solo il sapere quando
sieno esse infiammate , varicose od edematose.

Delle labbra pudende infiammate.


Cause. Le labbra pudende possono infiammarsi duran. '
te la gravidanza, e più frequentemente in tempo del parto ,
per la ristrettezza della pelvi, per il feto voluminoso , per
un lungo travaglio , per l' uso locale di sostanze irritanti ,
per l'applicazione degli stromenti, per manovre e per rozzo
ripetuto riscontro , e finalmente per lo scolo prematuro del
le acque.
Diagnosi. Le labbra infiammate si osservano tumide ,
ristrette, rigide, asciutte, calde, dolenti, e di un colore ros
so ; e tali sintomi, a tenore della intensità dell' infiammazio
ne, sono più o meno pronunziati , ed anche spesso accom
pagnati da febbre.
Pronostico. Non potendo in tale stato le labbra dila
tarsi, nè contribuire all' ingrandimento della vagina per fa
' cilitare la nascita del feto , per il dolore e gl’ incomodi che
esse cagiovano alla donna , aumentandosi poi questi consi
derevolmente sotto il conato delle doglie , ne viene che il
pronostico relativamente al parto sarà più omeno riservato,
secondo il grado dell' infiammazione. Non pertanto esso suo
le per lo più effettuarsi colle sole forze della natura, e senza
apportare gravi inconvenienti alla madre ed al feto ; apzi
tale affezionemorbosa , uscito il feto, va dissipaudosi da per
sè ; in alcuni casi però suole passare agli esiti di suppura
zione e di capcrena, e con grave pericolo della genitrice.
Soccorso . Dopo di avere diligentemente allontanate
tutte le cause irritanti , essendo la donna sotto il travaglio
del parto dovrà collocarsi per tempo a letto colle patiche
alzate, raccomandandole dimoderarsi nel secondare le do
glie ; si vuoterà l' intestino retto e la vescica orinaria , e si
cercherà possibilmente che lo scoppio del sacco delle acque
non succeda che tardi , astenendosi nel tempo stesso dal
praticare frequenti interne investigazioni. Si applicheranno
localmente dei fomenti e dei cataplasmi ammollienti di mal
va , di altea, di semi di lino, di latte e di burro. Con un si
mile metodo curativo si diminuisce o cessa affatto l' infiam
mazione locale , ed il parto si compie naturalmente ; per
cui rarissimi saranno i casi , nei quali per questa sola com
plicazione si renderà necessario l'uso dell'arte per condurlo
a termine.
• In caso che la gravida sia presa da un grado maggiore
d ' infiammazione , e molto più se questa sia accompagnata
da febbre , la levatrice sarà in dovere di chiamare per tem
po l'Ostetrico .

Delle labbra pudende varicose.


Le vene delle labbra pudende vengono più o meno riem ,
piute e dilatate dal soverchio accumulamento di sangue nel
la gravidanza ; e molto più , sotto il travaglio del parto , dal
peso e dalla compressione esercitata dall' utero gravido , e
dalla testa del feto presentata dinanzi.
Diagnosi. In questo caso vedonsi le labbra pudende
più o meno tumefatte , e coperte da tumori ineguali, nodosi,
cedevoli e fluttuanti , che presentano un color rosso livido,
e sono molto sensibili.
. Prognosi. Questa complicazione suole di spesso pre
sentarsi tanto nelle gravide che nelle partorienti ; e qualora
giunga a gradi maggiori , oltre gl’ incomodi che reca alla
donna, può eziandio essere d' ostacolo alla nascita del feto ,
opponendosi alla dovuta cedevolezza e dilatazione delle lab
bra pudende. Tuttavia , usando qualche attenzione , accade
il più delle volte che il parto si effettui colle sole forze nas
42
turali. Ciò che esige in tal caso un maggiore riguardo , e
che devesi possibilmente prevenire dalla levatrice , si è la
rottura del tumore varicoso , che talvolta potrebbe succe
dere nel passaggio del feto , e cagionare una perdita di san
gue più o meno pericolosa.
Soccorso . Finché la donna non siasi sgravata , non si
può ottenere una guarigione radicale delle varici ; per cui
le cure da praticarsi nel tempo della gravidanza saranno
principalmente dirette a limitarne l'aumento , a renderle
meno moleste alla gravida col farla stare più che sia possi
bile a letto , col sottoporla ad una dieta ben regolata , col fa
vorire le escrezioni delle feci e dell'orina, e colla topica ap
plicazione di fomenti corroboranti e freddi. Sotto il parto la
donna devesi collocare per tempo a letto in posizione supi
na , colle natiche innalzate , e non dee troppo valersi delle
forze ausiliari. Se poi sotto il conato delle doglie osservi la
levatrice farsi assai tesa la varice, con minaccia eziandio di
rompersi, non tarderà di tenerla moderatamente compressa
con uno o più dita dalla sommità verso la base. Se, malgra
do questo sussidio , ne succeda la rottura , fa d' uopo mode
rare od arrestare l'emorragia otturando il foro con un dito ,
o mediavte l'applicazione di un pezzo di esca asciutta , o di
una piccola compressa di tela inzuppata in un fluido astrin
alla luce.
Dopo il parto per lo più spontaneamente si sospende e
cessa la perdita del sangue, e l'apertura si cicatrizza ; diver
samo Ter

Delle labbra pudende edematose.


Diconsi edematose le labbra pudende, quando esse in
tumidiscono per un morboso infiltramento di umori linfatici.
Cause. Questa complicazione suole più facilmente ac
cadere nelle donne sfipite di forze, di una costituzione gra
cile o cachettica, e specialmente quando l'utero nella gesta
zione acquisti distensione e pesantezza maggiori del solito ,
sia per un feto voluminoso o per più feti, sia per un 'ecces
siva abbondanza di acque dell'ambios, per cui l' utero eser
citando sopra i vasi linfatici una pressione più o meno forte
43
e prolungata , rallenta la paturale circolazione dei relativi
umori.
Diagnosi. Simile tumefazione suole svilupparsi lenta
mente. Essa apparisce bianca , trasparente , piuttosto fredda,
eguale, elastica, indolente ; e le impressioni, che il dito fa
cilmente vi lascia , non isvaniscono che assai lentamente :

camminare.
Pronostico. L' edemazia delle labbra pudende è assai
frequente nelle donne gravide, particolarmente negli ultimi
mesi ; talvolta formasi eziandio sotto il travaglio del parto .
Questo accidente reca grave incomodo alla donna, non po
tendo essa muoversi liberamente . Per ordinario don iscom
parisce che dopo il parto , il quale pure può essere più o
meno difficile e laborioso, attesochè in tale condizione non
si può favorire l' ingrandimento necessario della vagina ;
aozi, ove significante ne sia l' intumescenza , essa offre un
assoluto meccanico impedimento al passaggio del feto , per
cui le parti alterate possono eziandio riportare delle contu
sioni e delle lacerazioni più o meno gravi ed estese. Tutta
via non di rado succede che l' edema delle grandi labbra
non presenti verun ostacolo alla nascita del feto ; anzi tal
volta si osserva diminuirsi spontaneamente la gonfiezza, ed
ogni cosa progredire naturalmente e senza verun accidente.
Dal che rilevasi ragionevolmente non dover essere troppo
solleciti di passare a misure violenti.
Soccorso. Giova, durante la gravidanza, che la donna
passi varie ore del giorno coricata e colle natiche sollevate ;
che osservi moderazione nella dieta ; che mantenga normale
l'evacuazione delle feci e delle orine; infine, che localmente
faccia uso di fomenti aromatici e corroboranti. Presso a po
co le stesse cautele convengono eziandio nel parto , soprat
tutto non presentandosi sintomi urgenti.
Le scarificazioniesterne superficiali, cheda alcuniOste
trici furono proposte , riescono non solamente inutili, ma tal
volta , per le fatali conseguenze che ne possono emergere, as
sai dannose .
Dato che per circostanze particolari si dovesse affret
tare il parto , si preferirà l' applicazione del forcipe al rivol
gimento ; nel qual caso la levatrice dovrà far chiamare per
44
tempo l'Ostetrico , anche perché in simili circostanze è
spesso necessario di affidare le puerpere alla cura del
Dledico .
Dei vizii della vagina.
Non v 'ha dubbio che la vagina può presentare molte
plici viziature , alcune delle quali consistono in una mala
copformazione incontrata fino dalla nascita , ed altre in se
guito si sviluppano più o meno tardi; viziature che , se
condo l'indole loro , il grado ed il sito , possono più o me
no influire sul buono andamento della gravidanza, e molto
più del parto, riuscendo quindi anche di nocumento sì alla
madre che al feto .
Tra i varii vizii di quest'organo , che meritano princi
palmente delle ostetriche considerazioni, sono i seguenti.
1 .° L ' infiammazione ; 2 .º la ristrettezza ; 3.° le ulceri
e le escoriazioni; 4 .° la siccità ; 5 .0 lo spasmo; 6 .° il pro
lasso ; 7.0 la rottura della vagina.
Dell' infiammazione del

La vagina può facilmente infiammarsi,primae durante


il parto , per moltissime cause . Nella gravidanza può essere
prodotta dalla introduzione di qualunque corpo meccanico,
e dall' azione irritante di alcune sostanze che agiscono chi
micamente ; sotto il travaglio del parto , per lo scolo prema
turo delle acque , per la compressione e distensione sover
chia esercitata dalla testa del feto , restando per lungo tem
po impegnata per disproporzione , per ripetuto riscontro, e
per altre operazioni ostetriche rozzamente praticate.
Diagnosi. Oltre l'azione morbosa delle cause , la don
na sente alla parte un dolore continuo , con un molesto
prurito ; coll'esame interno la vagina trovasi ristretta, asciut
ta , assai calda, e sensibile ; quindi da essa non iscola nessuna
mucosità , le doglie sono poco efficaci, e si sviluppa una feb
bre irritativa più o meno gagliarda .
Pronostico. Siccome la vagina in istato d ' infiamma
zione non può debitamente dilatarsi, né cooperare utilmente
all'espulsione del feto, il parto suol essere più o meno diffi
cile ed anche doloroso per la madre ; nondimeno, mettendo
45
per tempo in pratica i sussidii opportuni, si riesce facilmeu
te a diminuire ed anco a vincere la condizione patologica ,
potendosi così compiere naturalmente il parto , e senza gra
vi sconcerti. Tuttavia le conseguenze di tale affezione pos
sono talvolta essere gravi e fatali.
Soccorso. Trattandosi di doopa gravida , è necessario
anzi tutto allontanare possibilmente le cause irritanti e sti
molanti; poscia gioveranno il riposo a letto , una dieta par
ca, lavativi emollienti , nonchè simili injezioni tepide in va
gina , ayvalorate con latte ed olio , e frequentemente prati
cate. Se poi la febbre sarà gagliarda , si dovrà chiamare il
Medico.
Durante il parto si dovrà per tempo collocare la donna
sul letto , colle patiche elevate ; le doglie non doyrando es
sere secondate dalla medesima con troppa energia ; si evi
terando la rottura precoce del sacco delle acque , le ripe
tute e mal dirette esplorazioni interne; si farà uso fre
quente di fomenti , injezioni, vapori , e cataplasmi tepidi
ammollienti ed oleosi in fipe , a porma del grado della
febbre , sarà dal Medico prescritto il metodo antiflogistico
più o meno energico.
Se l'uso anche continuato degli accennati mezzi si mo
strasse insufficiente a vincere la complicazione locale , ed
insorgessero altri accidenti allarmanti , allora la levatrice
dovrà senza indugio rivolgersi all'Ostetrico, perchè non di
rado le conseguenze dell' infiammazione della vagina do
mandano altri soccorsi dell'arte anche nel puerperio .

Della ristrettezza della vagina.


Cause . Può la vagina in diverse maniere peccare in
ristrettezza per viziata conformazione portata fino dalla pa
scita , e divenire tale accidentalmente in seguito per molte
cause ; come per ulceri, ferite, cicatrici, briglie, per la for
mazione di pseudo -membrane , per atresia dipendente da
parti pregressi laboriosi ed artificiali, per ispasmo, per escre
scenze e tumori , per ernia vaginale , e per ipfiammazione
cagionata da ripetuti e rozzi toccamenti. L ' ingresso della
vagina suolsi più frequentemente trovare ristretto o per la
maggiore attività dei muscoli costrittori, o per la presenza
40

dell’ imene o della forchetta , o per la rigidezza delle labbra


pudende, e per il perineo troppo largo .
Diagnosi. Questo difetto della vagina facilmente si ri
conosce mediante l'esplorazione digitale ed oculare, nonché
dietro l'andamento del parto .
Pronostico. Il pronostico varia secondo l' indole del
l'ostacolo , secondo il suo grado, ed il sito che occupa nella
vagina. Quindi gli ostacoli meccanici in grado maggiore ,
ed aventi la loro sede nella parte superiore , sogliono sotto
ogui rapporto cagionare gravi incomodi. L ' atresia della va
gina rende impossibile il coito e la concezione , si oppone
allo scolo naturale dei mestrui, l' arresto dei quali turba il
benessere della donna, e può pei primimesi indurre il so
spetto di gravidanza.
Anche il travaglio del parto può divenire più o meno
laborioso ; tuttavia si effettua per ordinario colle sole forze
della natura . Talvolta però riesce impossibile senza il soc
corso dell' arte , dovendosi perfino ricorrere alle operazioni
cruente .
Anche il pronostico riguardo al feto ed alla madre, se
condo le circostanze del caso , sarà più o meno riservato ,
soprattutto qualora si dovesse adoperare gli stromenti ta
glienti per allontanare l' impedimento meccanico della va
gina ; giacchè in queste operazioni le parti circonvicine
possono essere facilmente ferite , con grave danno .
Soccorso . Se prima o durante il parto la levatrice ri
levi che la vagina sia alquanto morbosamente ristretta , può
bene spesso procurare alla donna dei significanti vantaggi,
adoperando con pazienza e per un tempo sufficiente i to
pici ammollienti , come injezioni, suffumigi, vapori e fo
menti fatti con decotto dimalva , altea , o di semi di lino
con olio e con latte ; i quali mezzi rendono la parte meno
sensibile , e più cedevole. Inoltre la partoriente dovrà col
locarsi per tempo a letto , colle natiche sollevate , e non
isforzarsi nel secondare le doglie. Se , ad onta di tali sussi
dii, il parto poco avanzasse, si otterrà più sollecitamente lo
· scopo dilatando questo canale mediante l'applicazione di
una spugna , la quale introdotta nella vagina si aumenta a
poco a poco di volume. La levatrice dovrà rigorosamente
astenersi dall' introdurre con violenza qualunque corpo
duro, e perfino lo stesso dito esploratore, onde dilatare il
cavale vaginale . ,
Quando poi la vagina sia ingombrata da qualche tumo
re o da escrescenzé, ovvero chiusa per agglutinamento delle
sue pareti , o per l'imene ancora intatto , per cui la nascita
del feto non possa essere naturale , la levatrice deve senza
indugio far chiamare l’ Ostetrico.

· Delle ulceri e delle escoriazioni della vagina.


La vagina può eziandio trovarsi più o meno alterata da
escoriazioni ed ulceri dipendenti da varie malattie locali ed
universali, e specialmente dalmorbo sifilitico. .
Diagnosi. Si rileva facilmente questo difetto della va
gina dal continuo bruciore che prova la donna alla parte ,
dallo scolo di materia puriforme ch' esce dalla vulva, e dal
l'esame digitale ed oculare.
Prognosi. Allorchè la vagina trovasi così morbosamen
te affetta, la partoriente soffre vivissimi dolori sotto il cona
to delle doglie , soprattutto quando il feto viene a compri
mere sopra le esulcerazioni; per cui questo canale o poco
o nulla contribuendo al compimento del parto , e la madre
rifiutandosi di secondare debitamente le contrazioni uteri
ne , simili parti sogliono essere più o meno steptati , e tal
volta impossibili senza il soccorso dell'arte. Può eziandio
accadere che per le estese e profonde esulcerazioni nella di
scesa del feto vi s' insinui uno degli arti , e faccia un asso
luto impedimento al progresso del parto .
. Finalmente una levatrice poco attenta potrebbe nella
esplorazione confondere e ritenere una di queste cavità

Sebbene lo stato fisico generale della madre abbia es


senzialmente influenza sullo sviluppo , sulla robustezza e

gli essa la nutrizione, eccettuali pochi casi ; tuttavia riguar


do alle affezioni sifilitiche della vagina si osserva che i bam
bini vengono bene spesso alla luce sani, e si conservano tali
anche in seguito : per cui sembra che anche sotto il parto

della mucosità della madre , come pure la patina che li ri


48

servarli dal contagio di questa malattia , sotto qualunque


forma essa si presenti. .ve me burrin i .
. . In quanto poi alla madre, essa nell'atto del parto sof
fre, von v 'ha dubbio , gravissimi dolori, ripetute contusioni
e stiramenti cagionati dal feto stesso , per cui anche dopo
il parto prova dei disturbi per un tempo più o men luogo ,
e non di rado abbisogna del soccorso medico ; soccorso però
che in tale stato della donna riesce assai vantaggioso .
Benchè nella maggior parte delle affezioni locali sifili
tiche possa la madre allattare il suo bambino senza pregiu
dicare la di lui salute , nulladimeno è cosa prudente che la
levatrice consulti prima il Medico. ok 1:4,12648 - Migos15
Per ultimo in tutte le esulcerazioni della vagina , non
potendosi sempre conoscere la loro indole, la levatrice use
rà tutte le possibili precauzioni: onde guarentirsi dal con
tagio , ungendosi bene con grasso o burro le dita e le mani;
auzi se portasse sulle medesime una qualunque soluzione ,
benchè piccola , di continuità della cate , si servirà dell'al
tra mano, o le coprirà con cerotti agglutinativi, e pratiche
rà il riscontro interno soltanto nei casi in cui è assoluta.
mente indispensabile. 1 saltet sipas yasid muluob will
co ; Soccorso. Anche nelle escoriazioni e nelle ulceri della
vagina la levatrice procurerà di rendere questo canale meag
sensibile e più cedevole colle frequenti injezioni e saffumi

per tempo a letto la donna , e le inculcherà moderazione


nel secondare le doglie. " in catever likeop
ili Qualora ' poi per circostanze particolari debbasi effet
tuare il parto artificialmente , si deve possibilmente esclu
dere il rivolgimento, poichè la introduzionedella mano nel
l'utero e l'estrazione del feto riescono, sotto ogni rapporto,
assai più incomodi e pericolosi. . .
Utila
Della siccità della

· La secrezione mucosa della vagina pud, durante il tra


vaglio del parto , divenire più o meno scarsa per molte ma
Hattie locali, specialmente per l' infiammazione e spasmodía
di questo canale , per le troppo frequenti'e 'rozze'esplorazio
49
ni, per le injezioni di sostanze irritanti, o per lo scolo pre
maturo delle acque.
Diagnosi. Che la vagina sia morbosamente asciutta si
può conoscere sotto il parto , vedendo che nessuna mucosità
scola dalla vulva ; la donna prova alla parte un calore mo
lesto , ed un forte dolore che si aumenta di molto sotto le
doglie ; infine coll'esame interpo si sente la vagina arida, ri
stretta , molto calda ; ed il parto poco avanza.
Pronostico. Allorchè la vagiva è affatto priva della sua
naturale mucosità , destinala a renderla più cedevole e lu
brica , il passaggio del feto deve essere più o meno diffi
cile , e talvolta impossibile , senza l'ajuto dell'artė. Per la
stessa ragione restando il feto molto tempo in azione , può
anch' esso soffrire , e perfino venire alla luce in uno stato di
morte apparente .
Anche la madre per causa di una tale siccità può in
cootrare un parto stentato ed assai doloroso , nonché degli
strappamenti delle parti genitali, soprattutto del peripeo.
i Soccorso . Accorgendosi la levatrice per tempo di que
sta complicazione, si darà tosto a rimediarvi, e a prevenirue
le funeste conseguenze colle seguenti misure. . .
. La donna dev' essere subito collocata a letto , colle na
tiche elevate ; deve moderarsi nel secondare le doglie ; si
praticheranno poche esplorazioni, e si faranno frequenti
injezioni e fomentazioni tepide , oleose , mucilagginose , di
laite , di olio , di decotto di malva, di altea , di semi di lino .
Se tali sussidii restassero infruttuosi , e la bocca dell' utero
fosse già aperta , ed iotatto ancora il sacco delle acque , se
lo aprirà , onde le acque scolando bagoinó la vagina. Ma
qualora poi anche questo partito non apportasse verun van
taggio,anzi il complesso del parto siaggravasse, sarà d'uo
po ricorrere all'Ostetrico.

Dello. spasmo della vagina.


• Le donne molto delicate ed eccitabili vanno più facil
meułe soggette vel parto agli stringimenti spasmodici della
vagina ; e quali cause eccitanti si prestano il freddo ec
cessivo , l' umidità , la soverchia ripienezza del retto e della
vescica orioaria , la sproporzione tra il feto e la pelvi, lo
50

scolo prematuro delle acque, le rozze esplorazioni, ed i pa


temi d 'animo.
, Diagnosi. Le doglie sono piuttosto irregolari; sotto il
loro copato la donna accusa una sensazione molesta nella
vagina , con prurito per il secesso e per l'orina, senza po
terlo soddisfare ; dalla vulva esce poca mucosità . Coll'esame
interpo si sente questo canale asciutto , caldo, e più o meno
contratto ; locchè vieppiù si rimarca durante la doglia : 10
fine la partoriente è presa da un malessere generale .
. Pronostico. Sebbene questa condizione patologica del
la vagina soglia di spesso accadere tanto durante il parto
che dopo , tuttavia assai rare volte giunge al grado di ca
gionare dei gravi disordini; apzi, trattandosi d ' una malat
tia dinamica , puossi facilmente vincere cogli opportuni ri
medii , per cui ordinariamente il parto si compie, mercè le
sole forze della natura , in più o meno lungo tempo.
Ciò non pertanto in alcune circostanze si rende neces
saria la pronta estrazione del feto, attesochè lo stringimento
si opponemeccanicamente alla spontanea espulsione di esso .
Riguardo al feto , la spasmodía della vagina può riuscir
gli fatale per il ritardo della sua nascita , e molto più per
che stringendosi fortemente intorno a qualche sua parte ,
in ispecie al collo dopochè sia uscita la testa ed il tronco ,
può essere strozzato , ed anche morire prima di venire alla
luce ; portando così i vestigii indelebili dell'azione mecca
pica. In causa di questo accidente la madre soffre per lo
più un travaglio lungo ed incomodo ; anzi se gli accessi
spasmodici sieno forti e frequenti , essa può andare incop
tro a gravi pericoli.
. Infine le spasmodiche contrazioni della vagina possono
talvolta imbarazzare eziandio la leratrice , sia per la diffi
collà d ' istituire un esatto esame , sia per lo stringimento
che esercita la parte sopra il di lei braccio introdotto nel
l' utero per eseguire il rivolgimento , o l'estrazione della pla
centa . Non di rado, continuaudo l'accepzata complicazione
a n d
che dopo m t
più o, laeplacenta
opo ilil parto v enga coedm esce a stento , e
no ravas staccasi
anche
la puerpera è più o meno travagliata daimorsi uterivi.
Soccorso . Qualora il parto venga complicato dalla spa
smodía della vagina , per solito riesce utile il collocare per
tempo la donna in un letto ben riscaldato, l'applicarle sul
l'addome dei fomenti caldi, asciutti od umidi; le ipjezioni
in vagina, e le suffumigazioni tepide d ’infuso di camomilla ,

di simili sostanze. Per bocca giovano i the leggermente aro


matici, ed avvalorati con alcune goccie della tintura di ca
storeo. Se poi , ad onta della ripetuta amministrazione di
tali sussidii, passerà qualche tempo senza che si osservi ve
run miglioramento, allora la levatrice domanderà senza in
dugio l'ajuto del Medico.
La levatrice dev' essere anche avvertita disospendere sot- ,
to l'accesso spasmodico qualunque meccanico tentativo, che,
oltre d 'essere inutile, può riuscire talvolta funesto ;apzi qual
ora sia indicata qualche operazione ostetrica , la deve ese
guire con prontezza, approfittando degli intervalli di calma.
La puerpera travagliata da tale complicazione, o da altre
alterazioni più o meno considerevoli delle funzioni puerpe
rali, abbisogna sempre di una pronta cura medica.

Del prolasso della vagina.


Ogniqualvolta l' una o l'altra delle pareti della vagina

dicesi prolasso , procidenza, caduta od abbassamento del


la vagina.
Questo vizio suole dividersi, secondo il grado, in com
pleto ed incompleto . Chiamasi completo quando questo
canale è disceso in tutta la sua circonferenza, o nella mag
gior parte ; incompleto quando si trova abbassata soltanto
una sua parete . Di più questo vizio può svilupparsi nello
stato di vacuità , di gravidanza, sotto il parto , e dopo di esso .
Cause. Oltre la predisposizione dipendente da una
morbosa rilassatezza della membrana interna di questo ca
pale , vi contribuiscono a facilitarne lo sviluppo varie altre
cause ; come l'abuso di venere, delle injezioni tepide e de
gli scaldini, l'abituale bleonorrea o flusso bianco, le metrora
ragie periodiche , i parti frequenti, gli sforzi del vomito e
della tosse , i premiti smoderati nella stitichezza di corpo ,
il partorire sulla sedia od in piedi, l'alzare grandi pesi , i
lavori faticosi , la pelvi ampia , il soggiorno in luoghi bassi
ed umidi, e l'alzarsi troppo presto dopo il parto . Puebla
52
pii Diagnosi. I sintomi diagnostici variano in parte a nor
ma del grado della procidenza . Nella procidenza incompleta
si presenta fra le labbra pudende un tumore increspato per
ogoi verso ; di colore rosso , niolle ed indolente ; percorreu
dolo col dito esploratore, si arriva tosto all' orifizio uterino ;
infine questo tumore si aumenta e diminuisce , s'abbassa e
si ritira, secondochè la donna sta più o meno lungo tempo
in piedi o coricata . I disturbi universali si mantengono d'or
divario lungamente così miti , che la maggior parte delle
donne non s'accorgono di avere questa malattia. :
-- Trattandosi di procidenza completa , il tumore appari
sce più o meno voluminoso ippanzi le labbra pudende , di
forma ovale, rosso , cedevole , rugoso é dolenté , con un foro
irregolare nel mezzo , per il quale si arriva a toccare la boc
ca ed il collo dell'utero. In qualunque posizione della doppa
il tumore non presenta cangiamento di 'sorta : essa peraltro
soffre dolorosi stiramenti allo stomaco , agli inguini ed ai
lombi ; uo peso molesto nel basso fondo della pelvi; diffi

do la procidenza conti una vecchia data, sotto le contrazio


ni uterine si osserva la vagina più o meno dura , asciutta
o liyida.
* $. Prognosi. Il pronostico varia secondo il grado della
procidenza, e secondo il tempo da che essa esiste : la parete
anteriore suole più facilmente abbassarsi. L ' incompleto ab
bassamento della vagina non si oppone al naturale compi
mepto del travaglio del parto , specialmente quando vi sia
una buona disposizione di tutti gli altri requisiti : il com
pleto per lo contrario può essere d' ostacolo alla baseita
spontánea del feto ; onde bene spesso per terminare il parto
si deve ricorrere all'arte. . .
Riguardo al feto , il pronostico sarà relativo alla durata
del parlo , ed ai mezzi che si adopereranno per effettuarlo .
In quanto poi alla madre, oltre le molestie che sogliono
accompagnare i gradi maggiori di questa malattia e prima e
durante il parto , la vagina può essere più o meno compressa
ed ammaccata fra la testa e la pelvi, da infiammarsi e pas
sare di seguito in suppurazione ed anche in cancrena , con
disturbi e pericolo della salute e della vita della donna. La
riposizione permanente della vagina non si può giammai
53
sperare nella gravidauza , e molto meno uel parto ; ed i ten
tativi a questo fine impiegati il più delle volte toroano piąt
tosto dannosi , che utili.. ., but . , : , ceros, s, 11
Finalmente la levatrice deve usare tutta l'attenzione, per
pon confondere questa procidenza con quella dell'utero . o
dell' intestino retto , con un 'ernia vaginale , con un polipo ,
col sacco delle acque, o col tumore verticale. . Tini
Soccorso . Durante la gravidanza, colla dieta e coll'aste
nersi specialmente dai lavori faticosi e dallo starsene lungo
tempo in piedi, și possono certamente mitigare le solite mo
lestie che apporta il prolasso della vagina ; ma sarebbe del
tatto,pano il tentare a quest'epoca una cura radicale : anzi
usando a tale scopo dei mezzimeccanici, facilmente si pos
sono sconcertare i rapporti fisiologici della gravidanza , e

metodo curativo dovrà essere piuttosto palliativo, attesochè


la parte alterata viene necessariamente sempre più spinta
iupauzi dalle contrazioni uterine e dalla parte affacciata del
feto , ,e non di rado più o meno compressa ed ammaccata
fra questa e le pareti della pelvi, aumentandosi proporzio
natamente la difficoltà del parto stesso. ; .
Quindi riconosciuto il difetto , la levatrice dovrà per
tempo collocare la partoriente a letto , colle natiche alquan
to sollevate , e raccomandarle di usar moderazione nel se
cordare le doglie , finchè la testa abbia oltrepassata la pro
cidenza. Qualora poi vedesse che questa sotto i copati sem
pre più s'aumentasse, e si opponesse al progresso del parto,
potrebbe talvolta riuscire utile unamoderata pressione falta
sopra lo stesso tumore con alcune dita pude , o coperte da
un pezzo di tela unta , respingendolo sotto la doglia in alto .
e lateralmente. Ma anche questi tentativi riuscendo ipfrut
tuosi, ovvero insorgendo dei sinistri accidenti, sii passerà al
l'estrazione del feto , da eseguirsi sempre, ove si possa, dal
l' Ostetrico.
La riposizione della parte prolassata non dovendosi in
traprepdere che a puerperio interamente compiuto , e part
ticolarmente dopo la cessazione dello scolo dei lochii , la
operazione è riservata esclusiyamente al Chirurgo,sa ib 4-1be
are rooli olib to s itta silti olen99 9 idmail.
. .'IPYAR istill tilnirilist gin (1561 vistas
54
· Della rottura della vagina.
La vagina può lacerarsi durante il parto permolte cau
se, particolarmente trovandosi già mal disposta per qualche
morbosa condizione. Le cause efficienti possono essere : il
feto troppo voluminoso, o la pelvi ristretta ; le doglie sover
chiamente energiche, spasmodiche, o secondate con grande
sforzo ; e soprattutto le operazioni ostetriche eseguite con
viglenza e rozzezza.
Diagnosi . Talvolta puossi conoscere l' avvenimento
dalla causa pregressa, dall' improvviso ed acuto dolore che
la donna prova sempre fisso nella pelvi, e dalla graduata di
minuzione o cessazione totale delle doglie ; talora dal cam
biamento di forma del ventre e della parte presentata del
feto , dal sangue che gronda in copia minore o maggiore dal

visamente assalgono la partoriente ; ed in fine dalla esplora


zione interna, arrivando il dito a toccare lo strappamento .

meno estesa , e può succedere in qualunque luogo ; ma più


frequentemente si lacera nella sua inserzione col collo del
l'utero e posteriormente , dove essendo coperta dal perito
neo, il feto può penetrare nell'addome: in conseguenza va
ria assai il pronostico. Se la lacerazione sia lontana dal
l'utero, piccola , e le doglie sieno efficaci, puossi compiere
il parto colle sole forze della natura ; ma ove la lacerazione
sia estesa, vicina al collo dell'utero , e per essa trapassi tutto
od in parte il felo nell'addome , con notabile stravaso di
sangue in questa cavità , allora senza un pronto ed efficace
soccorso ostetrico il parto non può effettuarsi , e talvolta
neppure per le vie naturali,
Riguardo al feto , il pronostico varia a seconda del tem
po in cui restò nell'utero dopo l'avvenuta lacerazione, e se
condo la quantità della perdita a cui fu esposta la madre.
lo quanto poi alla donna, in generale devesi fare piut
tosto riservato , tanto per le fatali conseguenze del parto ,
quanto per quelle che possono succedere in seguito ; come:
grave infiammazione, suppurazione , fistole schifose , cap
crena, ed altre imperfezioni locali ed universali, delle quali
può perfino essere conseguenza la morte stessa della donna.
55
• Soccorso . L 'assistenza ostetrica differisce a norma del
le circostanze particolari del caso , come si è detto nel pro
nostico. Nelle lacerazioni poco estese , a parto avanzato e
sostenuto da doglie energiche , si può lasciare la completa
espulsione del feto alla sola natura. Soltanto se l'emorragia
sarà copiosa si ricorrerà all' uso dei fomenti freddi ed astrin
genti sopra il basso-ventre , è degli altri mezzi che valgano
a calmarla ; sostenendo in pari tempo le forze della parto
riente con cordiali somministrati spesse fiate , ed in piccola
quantità . Nel caso più grave, specialmente se si manifestino
sintomi allarmanti , l'Ostetrico dovrà colla maggiore pron
tezza possibile e nel modo il più conveniente eseguire la
estrazione artificiale del feto e della placenta. Dopo il parlo
la cura dello strappamento spetta intieramente al Chirurgo.

Dei vizii dell'orifizio dell'utero.


II

Basta considerare la struttura, il sito e l'uffizio di que


sta parte, per convincersi ch' essa può essere frequentemen
le alterata , ed influire in varie maniere a danno del parto,
della madre e della prole , oltre tante altre infermità che
dallo stato patologico di essa vediamo tutto giorno derivare
alle donne anche in altre epoche, fuori di quella del parto.
Emerge quindi la necessità che la levatrice de conosca al
meno quei vizii che possono influire sopra la funzione del
parto, e vi sappia eziandio prestare l'opportuno soccorso in
mancanza dell'Ostetrico . .
Fra i varii difetti che possono svilupparsi sopra il collo
dell' utero , con maggior dando del parto , si annoverado
l' infiammazione, lo spasmo e la rottura .
: Dell'infiammazione della bocca dell'utero .
.. Cause . Molte sono le cause capaci di provocare questo
accidente durante il travaglio del parto, specialmente nelle
donne pletoriche ; come: le lunghe contrazioni spasmodiche
uterine, lo scolo prematuro delle acque , un travaglio sten
tato per disproporziope tra il feto e la pelvi, gli sforzi smo
derati nel secondare le doglie , le operazioni manuali od
istrumentali rozzamente eseguite.
56

Diagnosi. Si può rilevare questa condizione, morbosa


dalle cause pregresse e dal riscontro interpo , trovando la
bocca dell' utero,dura , tesa grossa , asciutta, dolente , poco
aperta , ed assai calda ; essendo le doglie frequenti, sensibi,
lissime , ma inefficaci. A questi sintomi s'associano quelli
di una febbre più o meno intensa.
Pronostico . Considerando una tale condizione mor
bosa del collo dell'utero, è facile comprendere che il parto
debba essere più o meno lungo e peposo , ponchè talvolta
impossibile senza un pronto e confacente soccorso medico;
il quale però riesce bene spesso vantaggioso , perchè isi trat
ta d 'abbattere un 'affezione dinamica. Invia
Relativamente al feto , la prognosi sarà in ragione della
durata del parto, e dei mezzi impiegati per effettuarlo .
In quanto alla madre, è chiaro che il pronostico debba
essere molto più riservato , tanto per gl' incomodi ch ' essa
prova di gran lunga maggiori durante il travaglio del parto ,
quanto pei grayi accidenti che seco porta una tale compli
cazione , come sarebbero : l'aumento della ipfiammazione
stessa, e la possibile sua diffusione all'utero ed alle parti
adiacenti ; lo strappamento del collo stesso dell'utero , caci
gionato dalle violenti contrazioni; una forle emorragia , da
far perfino soccombere la donna ; la suppurazione o la cances
creva nell'atto del parto , o poco dopo di esso .S i sos to
Soccorso. Assicuratasi la levatrice diun tale difetto,
farà che la dopoa si collochi per tenipo a letto , e colle na
tiche sollevate ; le vieterà di secondare con troppa forza le
doglie : limniterà le esplorazioni, e ritarderà possibilmente la
rottura del sacco delle acque, Gioveranno inoltre i bagoi,
le injezioni ammollienti ed oleose nella vagina e nell' inte
stido retto , le bibite rinfrescanti e leggermente purgative ;
e continuerà nell'uso di tali soccorsi finchè vegga che il
parto progredisce, e promette di effettuarsi naturalmente .
Qualora per lo contrario non avapzasse il parto , e lo
stato della donna audasse peggiorando , egli è stretto dove
re della levatrice di far chiamare l’Ostetrico . ;; . jos
Come parimente ricorrerà allo stesso se l' ipfiammazio
if

ne insorgesse dopo la nascita del feto, , ost , , ? IN


2001262 olla ) ! Din utoft ihr vijfde inte
، ) 19 ( ‫را } ( رد ل‬ ‫! همه‬ ، ‫عليه‬ )(‫آ‬ ‫و‬ ، ‫ ة ة ا‬1{ { ‫إ‬ . .
Dello spasmo dell'orifizio dell'utero.
- Le irregolari contrazioni della bocca dell'utero costitui
scono il vizio in discorso . A viis " i solisi . . !
Oltre una generale predisposizione della donna, dipen .
dente dal temperamento sensibile e nervoso di essa, soglio
no spesse volte provocare lo spasmo della bocca dell' utero
i forti patemi d 'animo, la soverchia ripienezza del retto e
della vescica orinaria , i disordini dietetici, l'aria fredda ed
umida; illuogo travaglio per la collocazione cattiva del feto
e della donna, lo scolo prematuro delle acque, l'esame inter
no eseguito rozzamente e frequentemente , causa questa la
più comune, i to nie
Diagnosi. Non sarà difficile di riconoscere un tal vizio
essendo le doglie irregolari , l'utero ineguale , contratto e
teso anche sotto la calma; coll'esame interno si sentirà l'ori
fizio suo stretto , resistente , sensibile , e che sotto i copati
sempre più si restringerà in forma d 'un cerchio : per ultimo
la donna sarà travagliata dalle molestie proprie delle doglie
false. Lo spasmo dell' orifizio dell' utero può accadere nel
parto , prima o dopo la nascita del feto . ; ?
ww Pronostico. Il collo dell'utero affetto da spasmodia ,
in luogo di aprirsi per il libero passaggio del feto , si oppo
ne anzi più o meno all'effettuazione del parto. Tuttavia es -'
sendo una tale condizione puramente dinamica , si ottiene
ordinariamente coi convenienti sussidii il desiderato effetto,
ed il parto quindi bensi stentatamente , ma și compię colle
sole forze della natura ; agli sforzi della quale tanto più voo "
lentieri si deve affidarlo, in quanto che se anche per circo
stanze particolari fosse richiesta un'operazione decisiva , von
si può utilmente praticarla , se prima coimezzi dinamici non
siasi iotieramente tolta la morbosa condizione locale. "
Riguardo al feto , esso può , non v 'ha dubbio , risentire
le conseguenze di un lungo travaglio ; ma ciò che più lo
aggrava , e lo espone anche al quasi certo pericolo della
vita , si è il forte stringimento dell' orifizio dell' utero in
torno al collo , al cordone ombellicale , od 'a qualche altra
parte del suo tenero corpicciuolo :
Gli effetti dello strozzamento intorno al collo , cagionato
58
rosso -livido dipendente da echimosi, ossia da infiltramento
di saugue nella cute. Se poi un ' incauta levatrice sotto gli
accessi spasmodici tentasse l'estrazione , colle violenti tra
zioni esercitate sopra la parte sortita la potrebbe anche di
staccare dal rimanente del corpo.
Una tale complicazione può eziandio torpar dannosa
alla madre per il parto lungo e molesto , per l'irritazione e
lo strappamento che la detta parte può incontrare nell'azio
ne del parto ; dietro cui la metrorragia , le convulsioni , e
fiualmente la ritenzione della placenta
wirenell'
li
utero , la quale
sola può esporre la donna a gravi pericoli.
Si osservi finalmente, che anche alla levatrice riesce in
comoda ed imbarazzante quando negli accessi spasmodici si
trovi avere la mano nel cavo uterino per eseguire il rivol
gimento , per estrarre il feto o la placenta .
Soccorso . In simile circostanza non conviene affret
tare il parto. La levatrice farà collocare per tempo la par
toriente in un letto ben riscaldato , le ingiungerà di non
secondare fortemente le doglie, ed ordinerà l'uso esterno ed
interno degli antispasmodici. Sopra l'addome e sulle parti
genitali converranno le applicazioni di fomenti tepidi, oleo
si, calmanti ; injezioni simili nella vagina e nel retto ; inol
tre riusciranno spesso utilissime le uozioni narcotiche pra

dere ostinata la spasmodía , la levatrice si dovrà scrupolosa


mente astenere da qualunque siasi maneggio violento fatto
sulla parte , specialmente durante le contrazioni, a fine di
volerla dilatare , ed accelerare l' uscita del feto. Se dai sur
riferiti ajuti non ricavasse alcun vantaggio , dovrà tostamente
rivolgersi ad un Ostetrico.

Della rottura dell'orifizio dell'utero . : :


Le ricordate condizioni di sito e di funzione della boc
ca dell' utero fanno chiaramente conoscere com ' essa , spe
cialmente quando sia in attività di parto , possa bene spesso
riportare delle lesioni più o meno gravi nella sua tessitura ,
che saranno maggiormente favorite ove sia mal disposta per
scirro, per induramenti o callosità , per soverchia rigidezza,
per spasmodía, per un parto troppo precipitoso (dipendente
59
da pelvi ampia , da feto piccolo , da doglie assai energiche ,
od impetuosamente secondate ) , per un felo assai.volumi
noso , ed infine permolte operazioni ostetriche mal eseguite .
Diagnosi. È assai difficile di riconoscere in ogni caso,
prima dell' espulsione del feto, l'avvenuta soluzione di con
tinuità in questa parte dell'utero ; tuttavia le circostanze .
concomitanti il travaglio , cioè l' improvviso ed acuto dolore ,
lo scolo maggiore di sangue , possono a buon diritto farla
sospettare : uscito poi il feto s'acquista un'assoluta certezza,
potendo il dito esploratore sentire il numero degli strappa
menti, e la loro profondità ed estensione.
Pronostico. Esso varia a norma delle cause produttri
ci, e del grado sì delle lacerazioni, che della perdita che le
accompagna. I lievi strappamenti superficiali, che sogliono
accadere quasi in ogni parto , non meritano attenzione, per
chè da sè stessi guariscono in più o meno breve tempo , e
senza veruna molestia della donda. Ma al contrario , se per
fatali combinazioni sieno estesi e profondi, rendono il par
lo assai lungo e doloroso , e talvolta impossibile senza un
soccorso attivo dell'arte . Può il feto gravemente soffrire.
Particolarmente ed in modo maggiore la genitrice , perchè
viene esposta a forti emorragie , alle convulsioni, alle in
fiammazioni: sconcerti che possono egualmente insorgere
dopo il parto . Gli strappamenti del collo uterino possono
inoltre dare origine alle degenerazioni organiche, alle ade
renze morbose , alla chiusa più o meno perfetta della parte
offesa , per cui in seguito la doppa può divenire sterile , od
incontrare maggiori difficoltà nei successivi parti , i quali
talvolta potrebbero essere perfino impossibili.
Soccorso. Se dal complesso dei sintomi, specialmente
se il collo dell'utero fosse assai allungato e teso, la sua boc
ca poco aperta , fossero insufficienti le "più valide contra
zioni, e si temesse la lacerazione del medesimo, si potrà di
soveute prevenirla ponendo la donna per tempo a letto colle
patiche sollevate , moderando le doglie , e facendo rare e
caute esplorazioni. Riusciranno pure vantaggiosi i bagni, le
injezioni, le suffumigazioni emollienti, oleose, replicate con
pazienza e per un tempo conveniente. Diversamente andau
do le cose , e vedendo non avapzar punto il parto , ad onla
dei più efficaci sforzi uterini, dovrà la levatrice senza verup
60
ritardo chiamare l’Ostetrico : al quale pure farà ricorso al.
lorché sortito il feto s'accorga che il collo dell'utero abbia
riportati degli strappamenti profondi ed estesi. I superficiali
invece non meritano, veruna attenzione , perchè in breve
tempo sogliono cicatrizzarsi da sè , lasciando però delle ve
sligia intorno la bocca dell'utero, per lo più sotto forma di
piccoli frastagli e di berpoccoli.. inilliy

Ji ! , ., ; Dei vizii dell' utero. " PODLE : 9984. :


! Questo viscere, per la sua struttura, pe' suoi molteplici
ed intrinseci rapporti con gli altri sistemi dell' organismo
animale , e pe' suoi ragguarderoli uſtozii, fisiologici ai quali
si presla nelle varie età della donga , può di leggieri , ed a
preferenza d 'ogni altra parte genitale, andar soggetto, a, van
rie alterazioni, le quali giunte ad un certo grado di svilup
po devono sicuramente produrre bene spesso degli effetti,
assai siuistri sul buon andamento della gravidanzas del parę
to e del puerperio, e non di rado sulla salute e perfino sulla
vita della madre o della prole, o dijentrambi. Quindi ne ser
gue, che quantunque la levatrice, nei casi gravi non post
segga cognizioni sufficienti opde prestare up conveniente
ed efficace soccorso , tuttavia , essa deve pienamente coger,
scerle , non solo perchè sia sollecita,ad invitare quella pers
sona dell' arte a cui più da vicino compete la cura della
malattia, ma,eziau dio perchè passa utilmente, somministrare,
quei sussidui che dalla urgenza e necessità sono richiesti ,
onde possibilmente freparing diminuirla , e prevenirue,cod
almeno ritardarpe le fatali conseguenze. , url out
I vizii dell' utero , che principalmente possono interest
sare l’Ostetricia, sono i seguenti : l' infiammazione, l'inere
zia , lo spasmo e l'obbliguità , la retro -antiversione, la pro
cidenza , il rovesciamento e lo strappamento . 16 ound 195
Trekin L. uisen ahoolota ollau 9 97201
- $1, Dell' infiammazione dell'utero inngoi slee
I ÁBrunei B ulan Vision stat opstiloa gi ?
ob Per infiammazione dell' uterog fasterite , ometnite ,
s'intende quella condizionemorbosa di questo viscere , nel
la quale pueyale, la reazione;vitales cou disturbo delle sue
proprie funzioni di dolari bilangan iz auto srolob bin
01
.: Divisione. La metrite pad essere 'aćula , se ha un dc
corso più o meno rapido ; e cronica, se dura per un tempo
f

più o meno 'lungo. Essa può inoltre svilupparsi nella gravia


danza , nel parto , e più frequentemente vel puerperio. 'In
fine essa 'pud limitarsi al solo utero od interessare anche
altri visceri. . ! o ? 1313: Bidingens
· Cause. Molte possono essere le cause capaci di provo
care questa malattia , in qualunque stato la donna si trovi ;
come: una costituzione eminentemente pletorica : il vitto :
troppo lauto , abusando principalmente delle bevande spi
ritose e aromatiche delle troppo fredde o troppo calde ; le

$ o -ventre ; Faria eccessivamente 'fredda , umida e malsapa ;


le forti commozioni dellavimo; un travaglio di parto trop
tra il feto e la pelvi; le difficili operazioni ostetriche ma
nuali ed istrumentali mal eseguite per l' estrazione del feto
o della placenta ; lo scolo prematuro delle acque ; il secon
dare con impeto le doglie ; la soppressione dei lochii ; gli
strappamenti e le ferite locali , i pezzi diplacepta oigrumi
di sangué rimasti nell'utero ; le ripetute injezioni assai irri
tabli , troppo calde , od astringenti: l'alzarsi, in tempo del
puerperio , troppo presto dal letto, dandosi anche agli eser
cizii di corpo assai faticosi: il pon 'allattare la propria prote ;
l'abuso dei baga freddi applicati sulla regione ipogastrica,
a fizie di sospendere una copiosa e grave melrorragia. it,"14"
· 132 Diagnosi. I sintomi della metrite variano in parte se
condo che essa abbia sede o nel collo , opel corpo , oppure
in tutto l' utero , e secondo l' intensità dell' ipfianimazione
stessa. La donna accusa dolori fissi, continui , più ô meno
acuti , nella regione ipogástrica , ma che però possono va
riare secondo la sede dell' infiammazione ; dolori clie' si esa -
cerbano al tatto , neimovimenti del corpo , pegli urti della
tosse e nelle profonde inspirazioni, e si estendono al sacro,
agli inguini ed alle coscie , per cui la paziente trova qual
che sollievo nella posizione supioa. Se il peritoneo è pure
ioteressato dall' infiammazione, il ventre si fa più tümido ,
teso , elmétéoristico. In ogui caso la donna sente u'o peso ,
uo 'calore ed ubal tensione assai molesta pel bosco -ventre ,
ed un dolore che si esacerba apche al peso delle più lege
62
giere coltri . Coll' esame interno sentonsi la vagina ed il
segmento utero-vaginale aridi, caldi, assai dolenti, e più o
meno tumidi. La febbre suole accompagnare la comparsa
dei primi sintomi locali , e cresce rapidamente ; per cui il
polso si fa pieno, forte , duro e frequente , la faccia accesa ,
acuto il dolore al capo , eccessivo il calore , la sete inestin
guibile , i lochi si diminuiscono o si sopprimono del tutto ,
le mammelle non si distendono , e se sono distese s' inflac
cidiscono : la veglia è continua; v'ha stitichezza di corpo ;
l'orina diventa scarsa , rosseggiante , ed esce con bruciore.
Progredendo la malattia , s'accrescono tutti i sintomi, spe
cialmente il meteorismo; compariscono in seguito l' inquie
tadine, la dispoea , la prostrazione delle forze, il singhiozzo,
il vomito , il delirio ; divengono fredde le estremità inferio
ri, la cute arida, il ventre fluttuante , la faccia ippocratica, i
polsi piccoli e contratti, filiformi ed intermittenti. Più tardi
esce dalla vagina uno scolo purulento , fetidissimo; e non
di rado succede in pochi giorni la morte , e talvolta anche
dietro le lusioghe d 'un notabile miglioramento . Altri feno
meni morbosi possopsi aggiungere a questi , secondochè la
malattia venga complicata o dal gastricismo , o dalla pneu
monía, o dalla encefalite . .
· Considerando questi sintomi separatamente gli uni da
gli altri, potrebbero attribuirsi talora ad altre malattie ; ma
presi complessivamente , od in gran parte , indicano ad
evidenza l'infiammazione dell'utero ; e manifestandosi essi
dopo il parto , potrebbero anche essere proprii della metro
peritonite e della febbre puerperale, colla quale spessissime
volte irragionevolmente viene confusa la metrite . " .
Pronostico. Anche il pronostico varia secondo l'estep
sione ed il grado dell' infiammazione , secondo le cause che
la produssero, le complicazioni che l'accompagnano, l'epoca
del suo sviluppo, e l'individualità dell'ammalata. Quindi al
Jorchè l' infiammazione sia mite , attacchi una sola porzione
dell' utero , nè da essa sieno interessati i visceri circonvici
ni, e le si opponga a tempo un trattamento curativo confa
cente, suole d ' ordinario dissiparsi in pochi giorni, col per
felto ristabilimento della salute della donna. Qualora essa
insorga durante la gravidanza, l'aborto suol essere inevita
bile, il quale però spesso è il solo mezzo per salvare la ma
63
dre. Per lo contrario , quando sia d ' un decorso assai rapido,
si presenti con sintomi allarmanti , e sia anche accompa
guata da affezioni che interessivo i visceri dell'addome o
del pelto o del cervello , il pronostico dev'essere assai riser
vato in ogni epoca , ed il parto si dovrà compiere il più
delle volte artifizialmente, per salvare la vita di ambidue.
In qualunque epoca della vita si manifesti la metrite ,
essa è per sè medesima e per le sue conseguenze una ma
lattia grave e pericolosa ; ma nel puerperio , e dominando
up maligno genio epidemico, termina per lo più colla mor
te . I suoi esiti sono : la suppurazione , la cancrena , la pu
trescenza , il rammollimento , l'induramento , le degenera
zioni dell' utero, il trasudamento ventrale , la sterilità ; esiti
che si osservano per lo più pelle metriti croniche. Per cui
la levatrice , appena conosca esistere questa malattia , deve
tosto chiamare il Medico , giacchè anche l' indugiare pochi
momenti potrebbe talvolta esporre a pericolo la vita di uno
o più individui.
Soccorso. Fino dalla comparsa dei primi sintomi che

la pronta assistenza del Medico la levatrice non dee porre


verun ritardo nel prestare frattanto quei sussidii che pos
sono convenire al caso ; prescrivendo una dieta semplice
e rigorosa , proibendo l'uso di qualunque bevanda stimo
lante, collocando la donna per tempo a letto con le natiche
sollevate , ingiungendole di pon secondare le doglie , ed
astenendosi essa dal fare riscontri o maneggi interni. Tor
neran po inoltre assai utili i fomenti animollienti sull'addo
me e sulle parti genitali esterne, come in ispecial modo si
mili injezioni di olio o di latte nella vagina, vel retto , e se
sarà possibile anche nell'utero ; e per bocca si darà qual
che blando purgante, e delle bevande ripfrescanti. .
Si atterrà pure ad un tal metodo durante il puerperio ;
e , sia che da esso ottenga o no dei vantaggi, dovrà sempre
far chiamare il Medico. Si osservi finalmente, che la conti
puazione dell'allattamento potrà contribuire moltissimo a
vincere la malaltia . . .
Dell' inerzia dell'utero.
Per inerzia od atonía dell'utero s'intende quella con
dizione patologica di questo viscere, nella quale esso manca
di quella forza e contrazione organica necessaria alla espul
sione del contenuto
. : Divisione. L ' inerzia dell' utero puossi distinguere ,
quanto al grado, in completa ed incompleta , secondochè
interessa tutto l'utero, o soltaulo uoa qualche sua parte ; e
secondo il tempo in cui si manifesta , cioè nel parto , prima
o dopo l'espulsione della placenta.'
Cause. Molte sono le cause capaci di produrre questo
accidenté ; come: l'eccessiva distensione dell'utero per gran
copia di acque, per più feti, o per un feto assai voluminoso ;
un luogo travaglio ; il secondare a tempo inopportuno con
· insistenza e forza le doglie ; l' abuso delle bevande riscal
danti e spiritose , come pure dei salassi e dei purganti ; le
malattie universali , di langa durata , ed io ispecie quelle
che attaccano l' utero stesso ; le continue compressioni, ed
altre violeoze esterne esercitate sopra l'addome durante la
gestazione ; il pronto vuotamento dell'utero per un parto
precipitoso ; i parti frequenti , e soprattutto gli abortivi ; la
mancanza dei necessarii alimenti , o la loro prava qualità ;
il soggioruo in un' aria malsana ed umida ; il poco eserci
zio del corpo durante la gravidanza ; le forti commozioni
dell' animo; l'età avanzata della donna , essendo primipa
ra ; ed infine l' indugiar troppo' nell' effettuare il parto ar
tificialmente , essendo indicalo . . . . . .
- Diagnosi. L'atonía dell'utéro durante il parto è carat
terizzata dai segni seguenti : le doglie mancano, o sono ra.
re, deboli, per cui l'utero simantiene alto , disteso e molle ;
il parto poco o nulla avanza , ancorchè esistano tutte le al.
tre condizioni necessarie per il naturale compimento del
medesimo ; la donna é presa da ioquietudine e da males
sere universale : coll'esame interno si trova il collo del
l'utero non ancora dileguato , e la sua i bocca poco aperta ;
il sacco delle acque non spinge inpanzi, ed è floscio ; rotte
le membrane, la testa si mantiene alta, mobile , e priva del
tụmore verticale ; sotto la doglia poco o pulla avanza ; e
cessata , retrocede : infine il languido travaglio viene per lo
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più accompagnato da una perdita di sapgue più o meno
copiosa.
Dopo la uscita del feto si distingue l' inerzia uterina
dalla mancanza delle doglie secondarie , dal vedere che
l' utero resta voluminoso , assai cedevole , e che facilmente
s' inclina ora da un lato , ora dall' altro, giusta la posizione
* diversa che prende la donna. Tiraudo sul cordone ombelli
cale , esso tien dietro alle trazioni e si abbassa , senza che
si rialzi , sospese che siępo. Coll' esplorazione interna si ri
scontra la bocca dell'utero assai ampia, le sue labbra grosse
e floscie ; sorte da essa maggiore o minore quantità di pret
to savgue ; la placenta,non si distacca , e la doppa si stan
ca, s'affanna ,le ispesso vien presa da convulsionii, aveni
menti, e da altri funesti malori. . . } .. Find denne
1. Pronostico . Siccome, l'inerzia dell' utero può avere
varii gradi,manifestarsi sotto forme diverse, come pure di
pendere da cause molteplici e d ' indole diversa ; così anche
il pronostico sarà relativo a tali circostanze. Infatti potendo
le doglie essere deboli, rare e di breve durata , e talora ezian
dio mancare affatto , così il parto può essere più o meno
lungo e laborioso , durare più giorni , ed anche riuscire as
solutamente impossibile senza il soccorso dell'arte , poiché
pelllatonía dell'utera manca l'agente primario ed assoluto
per l'espulsione del prodotto del concepimento. utorak is
sodul Per altro , quantunquè una tale condizione dell' utero
sia grave , e la più frequente fra tutte le complicazioni ca
paci di turbare il regolare andamento del parto , tuttavia
coll'ajuto deimezzi farmaceutici, dietetici, e colla pazienza ,
puossi facilmente risvegliare ip esso la normale organica
contrattilità con esilo- favorevole , specialmente quando la
condizione morbosa dipenda piuttosto da cause puramen
te localit , ut lys . Pichid) He " 104li .
HB Il pronostico risguardante il feto sarà conforme de cau
se che produssero l'atonía , lo stadio del parto in cui essa si
manifesta, e conformela durata del parto stesso ; ed i mezzi
che si adoperano per terminarlo. In conseguenza sotto com
binazioni favorevoli il feto suole poco risentirsiz ima qual
ora le cause fossero state molto: deprimenti, lo sconcerto si
sviluppasse nei primi periodi del parto, il feto restasse lungo
tempo in azione, e per la sua nascita si usassero dei mezzi
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violepti; esso sarebbe esposto a quasi sicura morte , o ver
rebbe alla luce in uno stato di debolezza e d'asfissía da non
potersi ravvivare.
Anche per la madre possono da questo vizio emergere
varie e fatali conseguenze ; cioè un parto più o meno lungo
e molesto , uno spossamento universale , una metrorragia ,
conseguenza la più ordinaria dell' inerzia dell' utero , con
vulsioni, svenimeuti , molestie per la stentata separazione
della placenta , insaccamento della medesima, prolasso e ro
vesciamento dell' utero, e morsi uterini assai incomodi.
Soccorso . Siccome l'inerzia dell'utero può presentarsi
sotto molteplici modificazioni, così anche il metodo curativo
dovrà conformarsi alle medesime, se da esso si voglia otte
nere dei felici risultamenti. In moltissimi casi di questa na
tura possono valere assai le prestazioni della bene istruita e
prudente levatrice , specialmente nei leggieri gradi, e quan
do l'atonia sia scevra da ragguardevoli complicazioni. .
Prima di tutto le indicazioni curative devono essere di
rette a togliere lo stato di torpore dell'utero , eccitandolo
ad acquistare il suo potere contrattivo ; e nel tempo stesso
a rianimare le languenti forze vitali della partoriente, usan
do dei rimedii locali ed universali , dinamici e meccanici.
Locchè si ottiene collocando la donna per tempo in letto
colle patiche elevate , senza però obbligarla ad una perma
nepte positura , ed a fare grandi sforzi per partorire , do
vendosi piuttosto da essi possibilmente astenere; coll'appli
cazione sul basso -ventre di pannolini caldi, asciutti, od in
zuppati in un decotto aromatico ; colle fregagioni fatte sopra
l'utero colla mano asciutta , o bagnata con l'aceto , lo spirito
di vino o l' etere solforico ; coi clisteri irritanti, injettando
ogni volta poca quantità di fluido ; e coi titillamenti sopra
il collo dell'utero, fatti coll' indice introdotto per la vagina.
Nel tempo stesso riesce vantaggioso l'uso interno di alcune
sostanze corroboranti ed eccitanti , somministrandole di
tratto in tratto ed in piccola quantità ; come buon brodo ,
uova, caffè, cioccolatte, liquori e the aromatici. ' ir
Se con tali sussidi Patonía non si diminuisse , anzi
per lo contrario s'aumentasse , e maggiormente si aggravas
se lo stato universale della partoriente , se ancora fosse in
tatto il sacco delle acque, potrebbe tornare vantaggioso l'ar
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tifiziale squarciamento di esso , specialmente qualora l'iner
zia dipendesse da un enorme distendimento prodotto da
gran copia di acque. In tal caso però si dovrà fare in guisa
che lo scolo succeda lentamevte ed a più riprese, onde col
l'istantaneo vuotamento non si aggiunga nuova causa al
l'atonía, e l'utero abbia tempo di contrarsi in sè medesimo;
al quale scopo gioverà praticare contemporaneamente delle
fregagioni colla mano sopra il fondo dell' utero.
Qualora poi riuscisse vano anche questo tentativo , ed
insorgessero dei gravi accidenti , la levatrice dovrà senza
indugio cercare il consiglio del Medico, dal quale potranno
essere somministrati tali mezzi farmaceutici che godono di
un ' azione sicura, efficace e specifica per risvegliare le lan
guenti contrazioni uterine ; mezzi però, l'uso dei quali do
manda particolari cognizioni e grande circospezione, onde
non abbiano a produrre degli effetti contrarii e dannosi:
per la qual cosa la levatrice non può nè deve giammai or
dinarli.
Finalmente non resta che l'estrazione artifiziale del feto ,
la quale si dovrà intraprendere senza ulteriore perdita di
tempo , scegliendo sempre il metodo più conveniente alle
circostanze particolari del caso , e preparando prima quei
mezzi atti a mitigare od a togliere i sinistri accidenti che
sotto l'atto operativo potrebbero in tal caso facilmente in
sorgere, come metrorragia , svenimento , convulsioni, ec.
Se l'inerzia uterioa si manifestasse prima o poco dopo
l'uscita della placenta , varrebbero in generale le stesse in
dicazioni curative. Non ottenendosi pronti e reali vantaggi,
si deve losto allontavare artifizialmente la placevta ; dap
poichè i maneggi ed i vellicamenti esercitati in quest'atto
operativo sulle pareti interne dell'utero sono ilmiglior mez
zo per risvegliare le assopite forze del viscere , e per arre
stare stabilmente la perdita di sangue. In qualunque ma
niera venga ultimato il parto , se la donna si trovasse ancora
in uno stato sofferente , dev ' essere assoggettata alla cura
del Medico .
68 .

Dello spasmo dell'utero.


Chiamasispasmo dell'utero quella condizione morbosa
di questo viscere, nella quale esso , attesa la irregolarità
• delle sue contrazioni, non può espellere senza grave diffi
coltà i corpi contenuti.
Questa complicazione può manifestarsi in tutto il corso
e
q u a vament può
do d;ilondispasmo
della gravidanza, nel parto , e dopo di nesso
essere inoltre idiopatico , limitarsi cioè esclusivam ente al
l'utero ; e può essere sintomatico, quando dipenda da con
ella donna. . ; u !
dizioni morbose universalii ddella .
Cause . Ordinariamente soggiacciono a questa malattia
le donne di temperamento troppo sensibile ed eccitabile ,
nonchè le pletoriche ; possono risvegliarla eziandio la lun .
ghezza d'un travaglio infruttuoso , specialmente per una
notabile sproporzione fra la pelvi ed il feto, le posizioni ir
regolari di esso , la ripienezza dell' intestino retto e della
vescica orinaria , l'enorine distensione , la conformazione
viziata , la pletora , ed altre malattie dinamiche dell'utero
stesso , la rottura anticipata delle membrane ; di più , i forti
odori, la vista di oggetti orridi o schifosi, l'aria troppo fred
da ed umida , la ripienezza dello stomaco , l'abuso dei cibi
aromatici e delle bibite spiritose , l'aderenza troppo tenace
della placenta, le frequenti e mal dirette esplorazioni, e so
prattutto le operazioni manuali ed istrumentali praticate
per isgravare artificialmente la donna.
- Diagnosi. Lo spasmo dell'utero si conosce dalle cause
pregresse , dall'andamento del parto , e dai sintomi che lo
accompagnano. Le doglie sono corte , rare , inefficaci , ed
assaimoleste ; sotto di esse l' utero non s'abbassa , si rende
ineguale , assai duro e dolente ; la donna soffre un prurito
continuo per il secesso e per le orine senza