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MICROBIOLOGIA

MICRORGANISMI UNICELLULARI
- BATTERI: sono visibili al microscopio ottico. Possono costituire delle colonie
allinterno delle quali tutte le cellule sono uguali
- PROTISTI: sono lieviti, microalghe, protozoi
ORGANIZZAZIONI PLURICELLULARI
- PROTISTI: muffe, microalghe
- METAZOI
ORGANIZZAZIONI ACELLULARI:
- VIRUS: non sono unicellulari n pluricellulari. Sono acellulari, non hanno cellule.
Sono composti da materiale genetico e proteine, sono parassiti endocellulari
obbligati.
PROCARIOTI
Batteri. Hanno un genoma localizzato nel nucleoide, un nucleo primitivo, immerso nel
citoplasma senza membrana nucleare. Sono caratterizzati da unestrema essenzialit
di strutture. Le cellule sono 20 volte pi piccole di quelle degli eucarioti (fino a 3um).
Hanno DNA circolare e genoma aploide. Non hanno organelli con eccezione dei
ribosomi che sfruttano per la sintesi proteica. Hanno dei mesosomi come fonte di
energia di ATP. Hanno una parete batterica, mantiene la forma del batterio e ha la
capacit di mantenere losmolarit. La riproduzione asessuata.
EUCARIOTI
Protisti. Caratterizzati da un nucleo evidente con membrana nucleare. Sono grandi da
5um in poi. Il genoma diploide e contiene pi di un cromosoma. Possiedono molti
organelli. Lenergia ATP prodotta dai mitocondri. Hanno solo la membrana
citoplasmatica, non possiedono la parete. La riproduzione pu essere sessuata o
asessuata.
PARETE BATTERICA
una struttura rigida che conferisce forma alla cellula e protezione dai fattori esterni.
lesoscheletro della cellula batterica ed presente in tutti i batteri (o quasi). una
struttura altamente polare impermeabile a molecole idrofobiche.
Grazie alla parete batterica possiamo distinguere batteri GRAM+ e GRAM-.
La parete composta da: PEPTIDOGLICANO, componente fondamentale, un polimero
costituito da unit identiche (unit strutturali: nei GRAM+ presente la lisina, nei
GRAM- il DAP).
La struttura formata da NAGNAMAMMINOACIDI
GRAM +
Gli acidi TEICOICI e LIPOTEICOICI legano la membrana citoplasmatica alla parete
batterica. Gli acidi TEICOICI sono polimeri di alcoli polivalenti altamente antigenici,
cio stimolano gli anticorpi negli ospiti che invadono. I LIPOTEICOICI hanno anche un
lipide legato.
GRAMNON hanno gli acidi TEICOICI.
Hanno uno spazio PERIPLASMATICO tra le due membrane, dove c del peptidoglicano,
ma i suoi filamenti sono pochi rispetto ai GRAM+. Pi esternamente ha un altro doppio
strato fosfolipidico che ancora al lipopolisaccaride (LPS). LPS= lipide + polisaccaride. Il
LPS formato da 3 componenti.

Il LIPIDE A ancora lLPS alla parete, idrofobico. la parte tossica del batterio,
contiene endotossine. Il core un polisaccaride (porzione conservata). La catena
laterale O formata da un polisaccaride (porzione variabile) che ha azione antigenica.
LIPIDE A + CORE + CATENA LATERALE O = LPS
Possiede inoltre PORINE, canali per la diffusione passiva di zuccheri e ioni e proteine
CARRIER di membrana.
COLORAZIONE DI GRAM
Fissazione del batterio in esame sul vetrino > viene inserito del colorante CRISTAL
VIOLETTO > lugol > DECOLORAZIONE con etanolo che scioglie la parte lipidica del
batterio (nei GRAM- il lipide A, quindi perdono la colorazione; nei GRAM+ gli acidi
lipoteicoici quindi rimane violetto > contro colorazione con FUCSINA (i gram+ erano
gi viola e rimangono viola; i gram- erano stati decolorati e diventano fucsia).
GRAM+: VIOLA
GRAM-: FUCSIA
MICOBATTERI hanno un involucro esterno (membrana citoplasmatica +
peptidoglicano + abbondante strato fosfolipidico) e non si colorano. Inoltre replicano
poco. Si trasmettono attraverso escrezioni respiratorie, il 90% non entra nel nostro
corpo, il 10% finisce nei polmoni.
Come si colorano? Serve una colorazione a caldo in quanto questi batteri resistono
anche agli acidi: colorazione di ZIEHL-NEELSEN. Anche se uccisi, questi batteri non
sono facilmente colorabili e una volta colorati difficile decolorarli.
Fissazione del batterio sul vetrino > colorazione a caldo con fucsina basica, i lipidi si
sciolgono e fanno entrare il colore > viene aggiunto acido solforico al 20% , i
micobatteri resistono allacido e non si decolorano, gli altri batteri si > lavaggio >
colorazione di contrasto con blu di metilene > asciugatura.
I micobatteri avranno colorazione fucsia, i batteri normali blu.
BATTERI CHE NON PRESENTANO PARETE
MICOPLASMI, sono pi piccoli rispetto agli altri batteri. Sopravvivono perch hanno
una pompa che funziona da ATP e se si trovano in un ambiente IPOSMOTICO non
inglobano acqua. Se la pompa non funzionante non riescono a mantenere
losmolarit e muoiono.
STRUTTURE ACCESSORIE:
- CAPSULA, strato mucoso al di fuori della parete
- PILI, ancoraggio e passaggio di informazione genetica tra i batteri
- FLAGELLI, organi di locomozione
- GRANULI
- PLASMIDI, entit genetiche accessorie, con geni che danno caratteristiche
particolari
CAPSULA
Involucro presente al di fuori della parete cellulare di gram+ e gram-. Costituita da
polisaccaridi, favorisce la sopravvivenza del batterio. Quando i batteri entrano nel
sangue se hanno la capsula non vengono eliminati dal sistema immunitario
=ANTIFAGOCITARIA. Ha propriet di adesione, aderisce alla superficie degli ospiti.
presente nei batteri in vivo, non sempre in vitro perch si trovano in situazione
favorevole e non ne hanno bisogno, ma hanno comunque il gene per esprimerla e in
caso di necessit possono sintetizzarla.
PILI/FIMBRIE
Sono proiezioni filiformi, costituite da pilina. Consentono il trasferimento genetico a un
altro batterio sprovvisto di pili (coniugazione). Migliora anche ladesione agli ospiti.

FLAGELLI/CILIA
Permettono il movimento. Hanno sensori che captano la situazione ambientale, se si
trovano in ambiente sfavorevole si attiva per muoversi, ha un movimento rotatorio.
Normalmente comunque i batteri hanno un moto vibrazionale (moto browniano) che
non centra nulla con le cilia.
Si dividono in MONOTRICHI (con un solo flagello), LOFOTRICHI (gruppo di flagelli ai
margini del batterio), PERITRICHI (molti flagelli).
ENDOSPORA
Un batterio come bacilli o clostridi a temperature estreme pu andare in letargo con
un processo di sporulazione (10h) e diventare una cellula quiescente che pu resistere
a situazioni o temperature estreme. Possono rimanere in questo stato anche per
millenni. Una volta che la temperatura o in generale la situazione diventa favorevole
possono tornare allo stato vegetativo.
Un batterio pu diventare una spora grazie al processo di GERMINAZIONE. Per
eliminare definitivamente una spora richiesto un calore di almeno 121 a 1atm per
15 minuti oppure 3 ore di calore secco.
La cellula vegetativa vive normalmente, la spora priva di acqua, ha 2 membrane: la
parete e la corteccia e contiene DIPICOLINATO DI CALCIO che impedisce lessicazione.
TECNICHE DI COLTURA
I costituenti principali dei terreni di coltura sono acqua, agar, fattori di crescita e
sangue.
NON SELETTIVI sono ricchi di sostanze nutritizie, permettono la crescita di molte
specie.
DIFFERENZIALI (es: STAPHYLOCOCCUS AUREUS) contengono sostanze che permettono
di evidenziare peculiari attivit metaboliche (fermentazione del mannitolo) e
differenziare specie batteriche.
SELETTIVI contengono sostanze (come gli antibiotici) che inibiscono la crescita di
alcune specie, ma che sono tollerate da altre.
MORFOLOGIA BATTERICA
- COCCHI: se si aggregano a catenelle sono streptococchi, se si aggregano a
grappoli sono stafilococchi
- BACILLI (bastoncelli): se si aggregano in catene sono streptobacilli
- COCCOBACILLI
- VIBRIONI: sono curvi
- SPIRILLI
- SPIROCHETE (a fulmine)
- FILAMENTOSI
RIPRODUZIONE ASESSUATA
Generano senza bisogno di partner, quando si trovano in condizioni ambientali
favorevoli. Durante la duplicazione del DNA la parete comincia ad invaginarsi. Man
mano che il processo va avanti, il DNA si ripartisce tra le due cellule figlie, il processo
di invaginazione prosegue fino alla separazione in due unit uguali. Ciascuna cellula
figlia contiene un cromosoma batterico.
CURVA DI CRESCITA BATTERICA
Inizia con una fase di latenza in cui le cellule si devono adattare metabolicamente.
Successivamente cominciano a duplicarsi. Segue una fase stazionaria quando i
metaboliti disponibili cominciano a diminuire. Infine arriva la fase di morte quando i
metaboliti terminano e i prodotti di scarto aumentano esponenzialmente.

MISURA CRESCITA MICROBICA


CONTA TOTALE
C impossibilit di distinguere le cellule vive da quelle morte, difficolt ad individuale
cellule di dimensioni molto piccole e inadeguatezza del metodo per sospensioni a
bassa densit cellulare.
CONTA VITALE
Conta direttamente mediante la formazione delle colonie sulla piastra, si definisce
vitale una cellula capace di dividersi e dare origine a una progenie
Per essere statisticamente valida, le piastre devono contenere un numero di cellule
compreso tra 30 e 300.
Abbiamo un terreno di coltura batterica. Si diluisce il terreno 6 volte con 6 provette
con ciascuna 9mL di terreno colturale fresco e 1mL di sospensione batterica per la
prima provetta= 10-1
Per la seconda provetta si aggiunger 9mL di terreno colturale fresco e 1mL della
precedente provetta =10-2
Cos via per tutte e 6 le provette. Le si pone in 6 piastre con batteri uguali e le si mette
in un incubatore per 24/48 ore. Si prelevano le piastre. Nelle prime ho troppe colonie
che non si distinguono, nelle ultime ho 2 colonie e nessuna colonia. Si tengono in
considerazione quindi la terza e la quarta piastra. Per sapere quanti batteri vivi cerano
nella sospensione madre si moltiplica il numero delle colonie per 10 3 (linverso del
numero della concentrazione della provetta).
METABOLISMO BATTERICO
Possono necessitare sostanze organiche o inorganiche, e possono essere autotrofi o
eterotrofi.
Gli elementi essenziali sono: C, N, ATP, H2O e ioni, O2, zuccheri, grassi e proteine.
I batteri possono produrre energia dal glucosio tramite due metodi differenti: con la
glicolisi (processo fermentativo) nella respirazione anaerobia e con il ciclo di Krebs
nella respirazione aerobia.
Hanno comunque come identico risultato finale la sintesi di ATP ma con una diversa
resa energetica. (!)
La glicolisi infatti porta a 2 ATP prodotti mentre la respirazione aerobia porta a 38
molecole di ATP prodotte. Alcuni batteri sono anaerobi. Le reazioni nel ciclo di Krebs
generano sostanze reattive che sono tossiche per i batteri anaerobi. I batteri aerobi
possiedono degli enzimi che eliminano queste sostanze che sarebbero potenzialmente
tossiche anche per loro.
Gli enzimi sono: catalasi, dismutasi, superossido dismutasi.
AEROBI OBBLIGATI: ossigeno richiesto, respirazione solo aerobia.
AEROBI FACOLTATIVI: preferiscono lossigeno con cui crescono meglio, ma vivono
anche senza.
MICROAEROFILI: richiesto ossigeno ma a livelli inferiori rispetto a quelli atmosferici
ANAEROBI AEROTOLLERANTI: ossigeno non richiesto, non vivono meglio in presenza di
ossigeno ma lo tollerano
ANAEROBI OBBLIGATI: lossigeno per loro letale
EFFETTI DELLOSSIGENO SULLE COLTURE
Si prendono provette con agar e terreno coltivabile, si aggiunge un indicatore
ossidativo che si colora in presenza di ossigeno. Gli aerobi obbligati possono crescere
solo nel piccolo spazio dove diffonde lossigeno, gli anaerobi obbligati possono vivere
solo il pi lontano possibile dallossigeno. Gli aerobi facoltativi possono crescere con o
senza ossigeno e si distribuiscono in tutta la provetta. I microaerofili crescono a
distanza dalla zona maggiormente ossigenata. Gli anaerobi aerotolleranti di

distribuiscono ovunque nella provetta anche se in presenza di ossigeno non hanno una
crescita migliore.
EFFETTI AMBIENTALI SULLA CRESCITA MICROBICA
I batteri sono anche influenzati da: temperatura, pH, disponibilit di acqua e Sali.
I MESOFILI vivono circa a 37, PSICROFILI a meno di 37 e i TERMOFILI a pi di 37.
GENOMA BATTERICO
presente un unico cromosoma a doppia elica circolare, il genoma aploide. Ha circa
5 milioni di paia di basi. Non possiede introni. Sono presenti i PLASMIDI che
contengono per molte meno basi.
Per quanto riguarda il trasferimento dellinformazione genetica si differenziano dagli
eucarioti, i quali sono diploidi e possiedono ben 23 coppie di cromosomi.
Nei procarioti ogni volta che avviene una mutazione viene subito presentata perch il
genoma aploide.
REPLICAZIONE
semiconservativa, viene duplicato il cromosoma batterico. Vengono usate proteine
come elicasi, primasi
Lelicasi apre la doppia elica di DNA, la primasi inizia la replicazione che avviene in
modo bidirezionale creando catene di DNA complementari. Come risultato si hanno
due nuovi cromosomi con ciascuno 1 elica vecchia e una nuova.
PLASMIDI
Sono elementi genetici accessori. Un solo batterio pu contenere numerosi plasmidi,
possiedono una serie di geni non indispensabili al batterio che codificano per proteine
come tossine, pili o fimbrie o enzimi per la resistenza a farmaci antibatterici. Danno
dei vantaggi in quanto contengono geni che possono essere utili alla vita del batterio.
Si replicano autonomamente e si trasmettono ai discendenti. I plasmidi possono
essere naturali o modificati dalluomo.
MUTAZIONI
Il patrimonio genetico dei batteri non stabile. Possono avvenire delle mutazioni,
ovvero variazioni ereditabili della sequenza del DNA. Possono essere spontanee o
indotte. Le mutazioni indotte possono avvenire per esempio per opera di agenti
chimici: analoghi di basi che le sostituiscono nel DNA o sostanze che reagiscono con le
basi. Le mutazioni indotte possono avvenire anche per mezzo di agenti fisici: raggi X,
raggi gamma che distruggono i filamenti di DNA o raggi UV che denaturano il DNA.
RICOMBINAZIONI
Sono trasferimenti di uno o pi frammenti di DNA, geneticamente differenti, da una
cellula donatrice a una cellula ricevente con successivo inserimento nel genoma della
cellula ricevente. Pu avvenire come trasformazione, trasduzione, coniugazione,
trasposizione. Il trasferimento del materiale genetico pu avvenire mediato da un
fago, mediato da pilo, o disperso nellambiente e raccolto da un altro batterio.
1. TRASFORMAZIONE: viene spiegata con un esperimento. Vengono presi dei
batteri virulenti con capsula e iniettati in un topo, il topo muore ammalandosi.
Nel topo questi batteri avevano creato delle colonie e si erano replicati. I batteri
vengono poi privati di capsula e iniettati in un altro topo. Questa volta non
riescono a uccidere il topo ma comunque riescono a replicarsi allinterno di esso
senza danneggiarlo. A questo punto si uccidono i batteri virulenti con capsula e
si iniettano in un altro topo; i batteri sono morti quindi il topo vive e non si
ammala e i batteri non si replicano al suo interno. A questo punto vengono
mescolati batteri con capsula morti (innocui) con batteri senza capsula vivi
(innocui), ma il topo muore e si nota che i batteri si stanno replicando e hanno

la capsula. Perch? I batteri senza capsula hanno acquisito il DNA di quelli


virulenti. Una cellula in grado di assumere una molecola di DNA detta cellula
competente. Si lega alla molecola di DNA tramite una proteina di membrana,
che fa passare uno dei due filamenti allinterno della cellula che viene legato da
proteine specifiche e quindi incorporato nel cromosoma.
2. CONIUGAZIONE: avviene tramite i pili. Il batterio dotato di pilo entra in contatto
con un batterio sprovvisto di pilo e trasferisce materiale genetico duplicando un
plasmide e passandolo alla cellula ricevente. un trasferimento unidirezionale.
3. TRASDUZIONE: si ha passaggio di DNA che viene veicolato da un virus che
infetta i batteri (fago). Pu essere un evento abortivo o un meccanismo efficace.
Si tratta di un evento abortivo (ciclo litico) quando il fago infetta un batterio e lo
sfrutta per creare nuove particelle virali infettanti che hanno anche parte del
genoma batterico al loro interno. Quando nel batterio si accumulano troppe
particelle questo scoppia e rilascia tanti nuovi fagi (lisi). Quando invece si parla
di meccanismo efficace (ciclo lisogeno) si intende che il fago infetta il batterio e
integra il suo DNA in quello del batterio senza ucciderlo e rimane silente al suo
interno. Quando il batterio si replicher, duplicher anche il DNA virale.
Conseguentemente a specifici stimoli il fago pu risvegliarsi e dare inizio a un
ciclo litico.
4. TRASPOSIZIONE: trasferimento di DNA da una porzione allaltra del genoma o
dal cromosoma al plasmide e viceversa.
PATOGENICITA
I batteri possono essere SAPROFITI ovvero presenti nellambiente senza fattori di
virulenza o PARASSITI.
I parassiti si dividono in: simbionti che vivono in simbiosi con un altro organismo
dandone anche vantaggi, commensali ovvero che sfruttano i nutrienti di un altro
organismi senza infliggergli alcun danno e patogeni.
Il contagio pu avvenire in modo DIRETTO per contatto o INDIRETTO mediato da
vettori o veicoli.
Le infezioni possono essere ESOGENE se provengono dallesterno o ENDOGENE se gi
presenti nel corpo. Quando si parla di infezioni gi presenti si intende che
avvenuta una trasformazione per cui dei batteri innocui sono diventati virulenti. Per
esempio avviene quando una popolazione di batteri aumenta molto di numero o se
entra per sbaglio nella circolazione.
Ci sono inoltre batteri che infettano solo organismi della stessa specie e batteri che
infettano specie diverse (ZOONOSI).

FLORA MICROBICA NORMALE


In assenza di malattia. Ci sono liquidi allinterno del corpo che devono essere sterili,
come: il sangue, liquido cefalo-rachidiano, liquidi pleurici, liquidi pericardici, liquidi
peritoneali, liquidi sinoviali, urine.
Le vie di accesso per microrganismi patogeni possono essere varie: cute per contatto,
via naso-faringe per inalazione, tramite tratto gastrointestinale e retto per ingestione o
tramite genitali per trasmissione sessuale. La trasmissione pu avvenire anche per
penetrazione diretta attraverso ferite o per traumi, aghi da iniezione, punture di
insetti, per adesivit, per via materno-fetale.
POTERE PATOGENO
- ADESIVITA (pili o fimbrie)
- INIBIZIONE FAGOCITOSI (capsula)
- INVASIONE/MOLTIPLICAZIONE
- CAPACITA METABOLICA

- SOSTANZE TOSSICHE
- SPORE
Inoltre influiscono anche i FATTORI AMBIENTALI, le CONDIZIONI DELLORGANISMO
(immuno-depressione che pu essere causata da una patologia come lHIV o pu
anche essere temporanea e meno grave causata da stress, difese immunitarie basse,
patologie croniche, tumori ecc.).
INFEZIONE pu portare a 3 possibili vie: lELIMINAZIONE del germe senza
conseguenze, la permanenza del germe rendendo lindividuo PORTATORE SANO o la
MALATTIA dellindividuo.
FATTORI CHE INFLUENZANO LA VIRULENZA
- Jaluronidasi: enzima che facilita la diffusione dei batteri attraverso i tessuti
dellospite
- Coagulasi: Causa resistenza alla fagocitosi, pu coagulare il sangue e
caseificare i foruncoli. Prodotta da Stafilococchi
- Emolisine: enzimi che distruggono i globuli rossi. Prodotti da stafilococchi
- Lecitinasi: funzione uguale alle emolisine con la sola differenza che le lecitinasi
sono prodotte da clostridi
- Collagenasi: prodotte da clostridi, sciolgono le fibre collagene
- Leucocidina: uguali alle emolisine con la differenza che distruggono i globuli
bianchi. Prodotte da stafilococchi e streptococchi
- Streptochinasi: prodotte da stafilococchi, sciolgono la fibrina e quindi i coaguli.
Non molto patogenico, serve pi che altro per identificare i batteri
CAPACITA METABOLICA
I batteri per moltiplicarsi hanno bisogno di ferro. Il ferro nel nostro corpo libero in
forma di ione Fe3+, ovvero ione ferrico. I batteri devono competere con le proteine
umane per avere lo ione ferrico per replicarsi, e per farlo usano SIDEROFORI.
Gli affetti da emacromatosi possiedono molto ferro e possono subire pi facilmente
attacchi da batteri.
SOSTANZE TOSSICHE PRODOTTE DA BATTERI
-ESOTOSSINE: veleni prodotti dai batteri ed escreti. Sono proteine prodotte da batteri
gram positivi e gram negativi. Ne possono produrre differenti tipi. Sono termosensibili,
la loro tossicit viene distrutta con un riscaldamento >60. Sono sensibili anche al
trattamento con acidi. Sono in grado di stimolare una risposta immunitaria nellospite,
hanno fatto s che si siano iniziati a produrre dei vaccini utilizzando le stesse
esotossine rendendole inefficaci, ma in grado ancora di stimolare la risposta
immunitaria. Sono altamente tossiche. Sono sintetizzati da geni sui plasmidi o nel
patrimonio genetico dei fagi. Non sono pirogene: non provocano febbre nellospite. Si
legano a recettori specifici sulle cellule.
-ENDOTOSSINE: sono lipidi prodotti solo dai batteri gram negativi. Sono complessi
lipopolisaccaridici, frazioni del lipide A. Hanno sempre lo stesso meccanismo dazione.
Sono resistenti a trattamenti termici. Non sono resistenti agli acidi. Non sono
immunogeniche, ovvero non stimolano la risposta immunitaria nellospite, di
conseguenza da queste tossine non si possono produrre vaccini. Sono pirogene:
causano febbre. Sono meno tossiche delle esotossine. Non hanno recettori specifici
per legarsi alle cellule. La loro sintesi regolata da geni che si trovano allinterno del
cromosoma.
ESOTOSSINE
Sono tutte le sostanze proteiche di origine batterica che siano letali o tossiche per un
organismo superiore. Possono essere monomeri, dimeri o multimeri. Agiscono a livello
extracellulare, a livello di membrana, penetrano nella cellula modificandone le funzioni
o uccidendola.

MECCANISMO DAZIONE 1
un meccanismo di entrata diretta. Una tossina dimerica composta da ununit A e
ununit B. Lunit A il dominio, attraverso cui la tossina pu esercitare la sua azione
tossica; lunit B invece lega il recettore sulla superficie della membrana della cellula
bersaglio. Inizialmente lunit A inattiva, si attiva solamente una volta che
allinterno della cellula bersaglio. Quando B riconosce la cellula bersaglio e vi si lega, A
e B si separano e A entra attivandosi. Come risultato si ha la traslocazione
intracitoplasmatica del monomero attivo (A).
Nel caso dei monomeri c una sola unit che svolge il doppio compito di A e B. Nei
multimeri ci sono pi unit B e una sola A.
MECCANISMO DAZIONE 2
B si lega alla cellula bersaglio e la membrana in quel punto della cellula crea
uninvaginazione formando un endosoma che contiene A. Lendosoma entra nella
cellula e man mano si acidifica sempre di pi fin quando si apre e libera A allinterno
della cellula.
ESEMPI
Ci sono tossine citolitiche, pantrope (che attaccano pi tipi di cellule), enterotossine
(attaccano lintestino) e tossine neurotrope (attaccano il sistema nervoso).
- TOSSINE PANTROPE: STAFILOCOCCO AUREO: attacca le cellule epiteliali, i
desmosomi. Causa lo scollamento delle cellule provocando ferite simili a
ustioni. Questa patologia prende il nome di SINDROME DA CUTE
PSEUDOUSTIONATA.
Le emolisine o le leucocidine dello stafilococco aureo possono produrre pori sulle
membrane da cui iniziano a uscire nutrienti e ioni causando la morte cellulare.
Queste proteine quindi digeriscono i lipidi di membrana.
- TOSSINE CITOLITICHE: DIFERITE: la difterite trasmessa tramite lapparato
respiratorio e comincia a replicarsi nella gola. Pu portare in casi gravi al
soffocamento. in grado di raggiungere il torrente circolatorio e di arrivare
quindi a cuore, polmoni, reni ecc. Nel 15% dei casi pu portare alla morte del
soggetto per arresto cardiaco. Entra nelle cellule con un meccanismo di tipo 1 e
bersaglia la proteina che regola la sintesi proteica causando la morte cellulare.
- TOSSINE ENTERICHE: COLERA: il colera lega le cellule epiteliali dellintestino
tenue e le sue subunit entrano e modificano ladenilato ciclasi. una proteina
che regola lo scambio idrico e salino della cellula. La cellula quindi comincia a
liberare acqua e ioni e causa diarrea che pu portare alla morte per
disidratazione.
- TOSSINE NEUROTROPE: TETANO: i batteri si replicano attivamente entrando
per esempio dalle ferite e invadono il torrente circolatorio. Arrivano in questo
modo al sistema nervoso centrale e cominciano a produrre neurotrasmettitori
(acetilcolina) che mandano continui segnali ai motoneuroni causando una
continua contrazione spastica della muscolatura.
- TOSSINE NEUROTROPE: BOTULINO: causa paralisi flaccida e pu portare alla
morte per arresto cardiaco, impedendo il rilascio di neurotrasmettitori.
SUPERANTIGENI
Sono esotossine, monomeri pirogeni ad attivit enzimatica. Inducono febbre e shock
tossico e producono citochine che sono responsabili di questi sintomi. = Stafilococco
aureo. I superantigeni legano contemporaneamente le molecole MHC II (monocitomacrofagi) e la regione variabile del recettore delle cellule TCR (legame aspecifico)
promuovendo lenorme proliferazione policlonale dei linfociti T helper CD4+. I linfociti
che durante la maturazione nel timo vengono a contatto con superantigeni vedono
compromesse le loro potenzialit difensive. Lo shock a cui vanno incontro gli individui

che vengono a contatto con i superantigeni causato dalle citochine liberate dai
macrofagi attivati.
SST: sindrome da shock tossico indotto da assorbenti interni in cui si possono
moltiplicare batteri in modo esagerato e i superantigeni che si formano riescono
ognuno a legare 2 cellule del sistema immunitario. Causano febbre, shock, morte.
INTOSSICAZIONI ALIMENTARI: possono avvenire per esempio tramite gelati preparati
da operatori ammalati, i batteri si nutrono del gelato (soprattutto creme) e danno
origine a malattie simili al colera.
ENDOTOSSINE
Sono prodotti tossici dei batteri che fanno parte della loro struttura. Tutti i Gram
negativi possiedono lendotossina classica, il LPS della membrana esterna.
Lendotossina del LIPIDE A causa febbre e bersaglia cellule come macrofagi, provoca
vasodilatazione che determina ipotensione (pressione bassa) e aumentano la
permeabilit della cellula con perdita di liquidi e ioni e favoriscono laggregazione
piastrinica e quindi trombi. Producono inoltre cachessia (indebolimento generale).
DISINFEZIONE
Qualsiasi procedimento mirato alleliminazione dei microorganismi patogeni
dallambiente.
Nella disinfezione si ha: denaturazione delle proteine, ossidazione dei gruppi sulfidrilici
liberi o di altri gruppi funzionali e alterazione delle membrane per solubilizzazione dei
lipidi. La disinfezione pu essere ottenuta a temperature inferiori rispetto alla
sterilizzazione. Si utilizzano agenti fisici come il calore o agenti chimici come acqua
ossigenata, alcool, clorexidina, formaldeide. La resistenza dei microorganismi in ordine
crescente ai disinfettanti :
Virus inviluppati > batteri gram positivi > grandi virus > funghi > batteri gram
negativi non sporigeni > piccoli virus > micobatteri > spore > prioni
STERILIZZAZIONE
Qualsiasi procedimento mirato alleliminazione di tutti i microorganismi presenti in un
determinato materiale. Le tecniche utilizzate prevedono: sterilizzazione termica,
filtrazione, utilizzo di mezzi chimici e luso di radiazioni.
- TERMICA CON CALORE SECCO: si effettua in stufe a circa 180 per almeno 1 ora.
Utile per oggetti caratterizzati da una resistenza termica adatta come materiali
metallici, vetreria e polveri. Permette la distruzione di spore.
- TERMICA CON CALORE UMIDO: si effettua in autoclave a 121, pressione 1atm,
per 15 minuti circa. Lautoclave uno strumento simile a una pentola a
pressione. Utilizza vapore acqueo e facilita la penetrazione tra le fibre di tessuti
e in corpi porosi. Permette anchessa la distruzione di spore. Si utilizza per
oggetti in gomma, garze, terreni di coltura.
- STERILIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI: non applicabile ad antibiotici o sospensioni.
Si adotta la preparazione asettica, ogni costituente viene trattato asetticamente
in ambienti sterili. Nei locali di lavorazione laria condizionata e filtrata (filtri
HEPA) e allinterno si ha maggiore pressione che allesterno. Laria filtrata
anche in uscita. Inoltre si irradiano raggi UV che hanno effetto battericida.
Questi raggi penetrano pochissimo nei tessuti organici e sono quasi
completamente assorbiti dal vetro.
- STERILIZZAZIONE PER FILTRAZIONE: si applica a tutti i sistemi liquidi e gassosi.
La filtrazione avviene grazie a filtri che hanno diametro che permette il
passaggio dei liquidi ma non dei microorganismi. Questi filtri (di cellulosa)
hanno pori della grandezza di 0,2 micron.
- STRERILIZZAZIONE CON MEZZI CHIMICI: possono uccidere batteri (battericidi) o
inibirne la crescita (batteriostatici). Alcuni agenti chimici batteriostatici se usati

in grandi quantit possono diventare battericidi. Per essere efficace un agente


inibente deve essere sempre presente.
ANTISETTICI GASSOSI servono per oggetti o stanze
-Formaldeide: gas tossico e irritante e poco penetrante. Utilizzabile solo come
disinfettante di superficie per oggetti o locali.
-Ozono: sterilizza materiali chirurgici e per medicazione, fortemente ossidante.
-Ossido di etilene: molto attivo contro le spore. Notevole capacit di penetrazione.
utilizzato solo per materiali che non possono essere sterilizzati in altri modi. Opera in
autoclave tra 35 e 55 e il trattamento richiede parecchie ore.
-

STERILIZZAZIONE CON RAGGI GAMMA: viene effettuata con radiazioni ionizzanti


direttamente nel recipiente chiuso definitivo di quei materiali che non posso
essere sottoposti ad altri trattamenti come aghi, siringhe, guanti monouso..
inoltre la radio-sterilizzazione trova impiego anche nella conservazione di
alimenti, infatti gli alimenti trattati con raggi gamma si conservano pi a lungo
ma possono subire alterazioni di sapore.

RAGGI UV
Le lampade hanno azione germicida legata alla capacit dei raggi UV di determinare
rotture e mutazioni negli acidi nucleici. Le radiazioni non sono penetranti, quindi
limpiego si limita alle superfici esposte. Ha unottima efficacia, serve per
potabilizzazione dellacqua, sterilizzazione di aria e superfici.
RAGGI GAMMA
Sono radiazione elettromagnetiche prodotte dal decadimento di nuclei radioattivi,
solitamente si usa il cobalto 60 che emette radiazioni battericide e penetranti. Il suo
impiego tuttavia molto pericoloso. Questi raggi determinano rotture e mutazioni
negli acidi nucleici. Hanno ottima efficacia ma un costo elevato, vengono utilizzati per
la conservazione di alimenti e per la sterilizzazione dello strumentario in plastica.
STRUMENTAZIONE MEDICA
-Bisturi, aghi, strumenti chirurgici hanno un livello di rischio critico perch vengono a
contatto con sangue e liquidi corporei. La loro sterilizzazione avviene con calore umido
o secco, raggi gamma, ossido di etilene.
-Endoscopi, tubi endotracheali e termometri hanno un livello di rischio semi-critico e
vengono disinfettati con elementi sporicidi.
-Stetoscopi, lenzuola, mobilio hanno livello di rischio non critico e vengono impiegati
disinfettanti di basso livello con alcool etilico, cloro ecc.
FARMACI ANTIBATTERICI
Fleming nel 1929 scopre la penicillina.
I farmaci antibatterici hanno unazione selettiva, a differenza dei disinfettanti, e
inibiscono vie metaboliche specifiche dei batteri. Non sono efficaci contro spore
batteriche.
Possono essere divisi in farmaci batteriostatici (arrestano la moltiplicazione batterica)
o battericidi (uccidono i batteri). In base alla loro origine si possono distinguere
CHEMIOTERAPICI con composti chimici prodotti per sintesi e ANTIBIOTICI (prodotti da
microorganismi viventi; oggi largamente modificati per sintesi: farmaci semisintetici).
ANTIBIOTICI: sostanze naturali prodotte da batteri e funghi caratterizzate dal fatto di
possedere tossicit selettiva a basse concentrazioni e di esplicitare la loro azione
interferendo sui processi di crescita e di moltiplicazione di microorganismi attivamente
metabolizzanti. A tali dosi non sono dannosi per le cellule eucariotiche. Differiscono dai
disinfettanti, che sono antimicrobici tossici e attivi anche sulle spore.

Esempi: I sulfamidici (antibiotici battericidi) per esempio impediscono la via


metabolica che produce vitamina B6 e acido folico, indispensabili per la vita del
batterio.
Ci sono inoltre antibiotici che inibiscono la sintesi di peptidoglicani di parete o che
rompono la parete batterica, come le penicilline.
Esistono anche antibiotici che impediscono la sintesi proteica come le tetracicline che
impediscono al tRNA di trasferire gli amminoacidi.
MIC= concentrazione minima inibente
MBC= concentrazione minima battericida
RESISTENZA BATTERICA
Capacit di uno stipite batterico di moltiplicarsi in presenza di concentrazioni di
farmaco che sono inibitorie per la maggior parte degli stipiti della stessa specie.
-Resistenza intrinseca
-Resistenza estrinseca: cromosomica, trasformazione, trasduzione, coniugazione.
MECCANISMI DI RESISTENZA
-Alterazioni della permeabilit: diminuito ingresso di antibiotico nella cellula e
aumentata uscita dellantibiotico
-Inattivazione dellantibiotico: produzione di enzimi che alterano o distruggono
lantibiotico
-Alterazione del bersaglio: diminuisce laffinit dellantibiotico, che non riconosce pi i
batteri
CHEMIOTERAPIA ANTIVIRALE
Ci sono chemioterapici ideali e non ideali.
Chemioterapici ideali: sono idrosolubili e quindi facilmente eliminabili, chimicamente e
metabolicamente stabili, tossici per il virus e non per lospite, bersagliano una
funzione specifica del virus
Chemioterapici non ideali: tossici anche per la cellula parassitata dal virus,
carcinogeno, allergenico, mutageno.
I meccanismi dei vari farmaci variano molto, talvolta devono essere attivati da enzimi
cellulari prima di attivare linibizione della replicazione virale. I farmaci pi selettivi
sono attivati da enzimi codificati dal virus nella cellula infettata.
CLASSI DI FARMACI: analoghi dei nucleosidi, analoghi dei nucleotidi, inibitori della
trascrittasi inversa, inibitori delle proteasi, inibitori delle neuroaminidasi.
ANALOGHI NUCLEOSIDICI: inibiscono la replicazione degli acidi nucleici bloccando
lattivit del metabolismo delle purine e delle pirimidine. Alcuni possono essere
incorporati nellacido nucleico e bloccare la sintesi o alterare le funzioni. Il beneficio
dellattivit antivirale supera la tossicit intrinseca del farmaco. Esempio: Aciclovir
ANALOGHI NUCLEOTIDICI: differiscono dagli analoghi nucleosidici nellavere attaccato
un gruppo fosfato. La loro capacit di persistere nelle cellule per lunghi periodi
aumenta la loro efficacia. Esempio: Cidofovir
INIBITORI TRASCRITTASI INVERSA: lHIV un retrovirus che per replicarsi utilizza la
trascrittasi inversa.
INIBITORI DELLE PROTEASI: le proteasi sono enzimi virali che intervengono alla fine del
ciclo replicativo del virus. Tagliano le proteine appena sintetizzate, in modo da
ottenere le proteine che servono al virus per la costruzione della particella virale nella
sua completezza (virioni maturi).
RESISTENZA AI FARMACI ANTIVIRALI
Alcuni virus hanno sviluppato delle caratteristiche che gli permettono di essere pi
resistenti ai farmaci.
la selezione di mutanti virali resistenti al farmaco:

-Alterazione della timidina chinasi virale (necessaria per lattivazione del farmaco)
-Alterazione della DNA polimerasi virale (bersaglio del farmaco)
-Mutazioni del gene della trascrittasi inversa
-Sostituzioni multiple e variabili di amminoacidi
Luso combinato di pi farmaci pu ridurre la farmaco-resistenza.
LIMITI FARMACI ANTIVIRALI
Hanno effetti collaterali, possono essere incapaci di agire durante la fase di latenza
caratteristica di molte infezioni virali (herpes e retrovirus), la terapia antivirale deve
essere iniziata prima che si sviluppino danni irreversibili. Inoltre hanno causato la
comparsa di virus resistenti.
SCOPI TEST DIAGNOSTICI
I test diagnostici hanno come scopo lisolamento di microorganismi con test specifici,
al fine di identificare lagente patogeno in questione per poi scegliere il giusto
trattamento antimicrobico. Successivamente al trattamento ci sar il monitoraggio
dello stesso e infine la valutazione sullesito e la valutazione dei portatori sani.
DIAGNOSI DIRETTA DI LABORATORIO DI MALATTIE CAUSATE DA BATTERI
Coinvolge paziente, medico, microbiologo clinico, personale infermieristico, tecnico di
laboratorio e ricercatori.
Partendo da una raccolta adeguata dei batteri senza contaminazioni di farmaci o
antibiotici, si procede con il trasporto e la spedizione, linoculo in un terreno di coltura,
la crescita dei batteri e il loro isolamento e alla fine si pu procedere con test
diagnostici specifici.
SEPSI e EMOCULTURA
Per la raccolta dei campioni di batteri patogeni ci sono dei fattori che sono
fondamentali per avere un corretto esito:
- La cute deve essere disinfettata con alcool al 70% e iodio al 2%
- Criticit momento dellesecuzione del prelievo se c setticemia intermittente e
non per setticemia continua
- Il volume di sangue prelevato 20-10-2 mL
- Inoculo in terreno nutritivo arricchito appropriato e incubazione a 37 da 2 a 5-7
gg
- Subcoltivazione per identificazione e test di sensibilit agli antibiotici
MENINGITE e LIQUIDO CEFALORACHIDIANO
- Rapidit tra raccolta e allestimento test
- Disinfezione area
- Sito di prelievo: puntura lombare (L3-L4, L4-L5, L5-S1)
- Volume campione: almeno 0,5 Ml
- Sterilit campione
- Concentrazione per centrifugazione
- Colorazioni di Gram, Ziehl-Neelsen
POLMONITE, PERICARDITE, PERITONITE e LIQUIDI PLEURICI, PERICARDICI, PERITONEALI
- Modalit prelievo: aspirazione percutanea
- Volume: il pi grande possibile
- Sterilit campione
- Non esporre campioni allossigeno
- Inoculo in terreni solidi
- Colorazioni di Gram, Ziehl-Neelsen
FARINGITE e TAMPONI TRATTO RESPIRATORIO SUPERIORE

Prelievo: tampone di dacron o poliestere


Quando: al mattino
Siti prelievo: tonsille, faringe posteriore, aree ulcerose o essudative
Evitare contaminazione con saliva
Non esporre allossigeno
Inoculo in terreni idonei per ciascuna specie
Saggi immunoenzimatici per identificazione del gruppo specifico

TUBERCOLOSI e TRATTO RESPIRATORIO INFERIORE


- Prelievo: espettorato, induzione con soluzione salina tiepida al 10%,
broncoscopia, aspirazione diretta via parete toracica
- Siti prelievo: vie respiratorie inferiori
- Evitare contaminazione con saliva
- Valutazione del grado di contaminazione
ORECCHIO ESTERNO-MEDIO, OCCHIO
- Prelievo: per orecchio medio timpanocentesi, per orecchio esterno
scarificazione; per occhio tampone e scarificazione corneale
- Inoculo immediato dopo raccolta prima dellinvio in laboratorio
FERITE, ASCESSI, TESSUTI
- Disinfezione area
- Prelievo multiplo: dal profondo della ferita e dalla parete dellascesso
- Inoculo in contenitore sterile, trasporto con salina se serve la biopsia
CISTITE e URINE
- Raccolta mitto intermedio per svuotamento o cateterizzazione
- Evitare contaminazione con germi del tratto genito-urinario
- Almeno 3-5h dopo lultima minzione; al mattino
- Come? Detersione del meato urinario e del perineo
- Raccolta significativa
- Refrigerazione in liquido batteriostatico specifico
- Inoculo in terreno solido non selettivo e selettivo
- Test biochimici e colorazioni
MALATTIE TRASMISSIONE SESSUALE e TRATTO GENITO-URINARIO
- IF diretta, immunologi diretti
- PCR: sensibile e specifica
- Microscopia a campo oscuro
- Tecniche sierologiche
INFEZIONI GASTROINTESTINALI e CAMPIONI FECALI
- Raccolta di campione adeguato (contenitore impermeabile ermetico): 2g
- Trasporto che assicuri la vitalit, ma non la crescita
- Inoculo in terreni selettivi
- Incubazione per almeno 3 gg
METODI DIAGNOSTICI IN VIROLOGIA
1. ANALISI DIRETTA
Si procede con il rilevamento dellantigene con immunofluorescenza per
esempio, si osserva inizialmente con microscopia elettronica per individuare la
morfologia e il titolo delle particelle virali, inoltre una tecnica utile per
ricercare virus non coltivabili. Successivamente si osserva in microscopia ottica

per lanalisi citologica ed istologica del virus e la ricerca di corpi di inclusione


(accumuli di materiale virale). Infine si rilevano gli acidi nucleici virali con
ibridazione con sonde specifiche o con PCR.
Il rilevamento dellantigene ha come vantaggi lessere rapido (3-4 ore) e
sensibile, e come svantaggi la richiesta di personale specializzato e la
dipendenza dalla qualit del campione.
La PCR rapida ed ha altissima sensibilit, anche se molto suscettibile alle
contaminazioni e d falsi positivi. Ci sono vari tipi di PCR. La PCR QUANTITATIVA:
la quantificazione di uno specifico DNA mediante lincorporazione di una
molecola fluorescente. La quantit di prodotto raddoppia ad ogni ciclo della
reazione di PCR e, in pratica, con il procedere dei cicli di PCR, alcuni componenti
del mix si esauriscono e compaiono degli inibitori della PCR stessa, per cui la
reazione raggiunge un plateau. La PCR TRADIZIONALE: lanalisi degli
amplificati e viene fatta nella fase di plateau.
La REAL TIME PCR: lanalisi degli amplificati e viene fatta nella fase
esponenziale della reazione.
2. ANALISI INDIRETTA: si effettua mediante colture cellulari (metodo pi
utilizzato), che possono avere un effetto citopatico come per il poliovirus,
ovvero i virus si arrotondano, si distaccano e provocano la lisi cellulare. Possono
alternativamente formare dei sincizi come il virus del morbillo e creare cellule
giganti multinucleate. Il terzo comportamento a cui si pu assistere
lemoadsorbimento da virus della parotite, dove i globuli rossi si adsorbono alle
cellule infettate. I problemi legati alle colture cellulari sono che richiedono molto
tempo, hanno bassa sensibilit, dipendono molto dalla qualit del campione,
sono suscettibili alle contaminazioni batteriche o fungine, sono suscettibili a
sostanze tossiche presenti nel campione e molti virus non si replicano in colture
cellulari (HBV, HPV, parvovirus, virus da gastroenteriti).
3. SIEROLOGIA: si pu diagnosticare uninfezione primaria verificando la
sieroconversione, ovvero la presenza IgM e un aumento di almeno 4 volte di IgG
nel siero acuto rispetto al siero convalescente.
Per diagnosticare invece una riattivazione del virus o una reinfezione il titolo
delle IgG sar molto alto e il titolo delle IgM sar basso o assente. Lutilit dei
risultati sierologici c quando linizio dei sintomi correla con la comparsa di
anticorpi specifici (rosolia) o quando il virus produce sintomi mesi o anni dopo
linfezione (HIV, rabbia). poco utile nel caso di virus che producono sintomi
clinici prima della comparsa di anticorpi specifici (virus respiratori, virus di
gastroenteriti). Sono utili anche per conoscere lo stato virologico del donatore e
del ricevente in trapiantologia.
Le problematiche legate a questo metodo sono i lunghi intervalli di tempo per
ottenere siero acuto e siero convalescente, il fatto che le infezioni locali possano
non indurre una risposta anticorpale, lassente o ridotta risposta anticorpale
negli immunodepressi e la possibilit di avere falsi positivi nel caso di pazienti
con mononucleosi, con malattie del tessuto connettivo o riceventi di trasfusioni
di sangue.
BATTERIOLOGIA SISTEMICA
STAFILOCOCCHI (S. aureus, S. epidermidis)
o Cocchi Gram positivi
o Immobili
o Non producono spore
o Formazioni a grappolo
o Aerobi-anaerobi facoltativi

Mesofili (37) ma sopravvivono fino a 60


Alofili (amano il sale)
Commensali di cute, ghiandole sebacee, bulbi piliferi, mucose gastroenteriche
ma possono creare patologie infettive
S. AUREUS:
o Batteriemia
o Endocardite, polmonite, artrite, meningite
o Sindrome della cute ustionata
o Sindrome da shock tossico
o Intossicazioni da cibo
o Parassita di cute-naso-faringe, causa infezioni post-operatorie
o Entra nel torrente circolatorio e pu manifestarsi in organi lontani dal punto di
infezione
o
o
o

STREPTOCOCCHI
o Cocchi Gram positivi
o Immobili
o Non sporulanti
o Formazioni a catenelle
o Aerobi-anaerobi facoltativi
o Crescono in terreno agar sangue = non selettivo. Permette di classificarli,
perch sono diversamente emolitici.
CLASSIFICAZIONE STREPTOCOCCHI SU TERRENO AGAR SANGUE
ALFA EMOLISI: S. pneumoniae, causa polmoniti e meningiti. Emolisi parziale dei globuli
rossi, compare nel terreno una colorazione verdastra dovuta alla metaemoglobina.
BETA EMOLISI: S. pyogenes, causa una emolisi completa dei globuli rossi e di
conseguenza un alone ben distinguibile.
GAMMA EMOLISI: S. agalactiae, mutans, faecalis. Non fanno lisi dei globuli rossi e non
lasciano nessun alone.
CLASSIFICAZIONE STREPTOCOCCHI PER PRESENZA DI ANTIGENE POLISACCARIDICO
ALFA EMOLITICI: S. pneumoniae, non lo possiedono
BETA EMOLITICI: S. pyogenes, hanno un antigene di gruppo A
GAMMA EMOLITICI: S. agalactiae, mutans, faecalis, hanno un antigene di gruppo B
S. PNEUMONIAE
Causa polmoniti, meningiti, endocardite, carie, sinusite, ascessi, artrite. La via
dingresso lapparato respiratorio.
S. PYOGENES
Interessa tutte le et con un picco tra 5 e 15 anni. Causa patologie legate a
unesagerata risposta immunitaria come glomerulonefrite post-streptococcica, febbre
reumatica acuta, eritema nodoso.
S. AGALACTIAE
Causa infezioni neonatali (meningite, polmonite, batteriemia), infezioni del tratto
urinario, endometrite, infezioni da ferite, polmonite, batteriemia.
IDENTIFICAZIONE COCCHI GRAM +
Lidentificazione avviene grazie al test della catalasi, se positivo si tratta di
stafilococchi e se negativo di streptococchi.

NEISSERIE
o Cocchi Gram
o Immobili
o Non sporulanti
o Formazioni a coppie a chicco di caff
o Aerobi
o Spesso capsulati (meningococchi)
N. GONORRHOEAE
Il contagio avviene per via sessuale o neonatale. Causa gonorrea, infiammazione
pelvica, blenorragia. La diffusione interessa la via ematica. Pu portare in casi gravi
alla sterilit con sintomatologia modesta nella donna e importante nelluomo. La
prevenzione avviene utilizzando protezioni nei rapporti sessuali come preservativi e
spermicidi. Non esiste un vaccino disponibile.
N. MENINGITIDIS
Il contagio avviene per via inalatoria, la diffusione per via ematica. Causa meningite
(febbre, dolore nucale, rigidit, lesioni cutanee).
BATTERI SPORIGENI (clostridi e bacilli)
CLOSTRIDI
o Bastoncelli Gram +
o Mobili e immobili
o Sporulanti
o Raramente capsulati
o Anaerobi
o Producono tossine
C. TETANI
Questo batterio entra nel corpo tramite ferite. Entra nel torrente circolatorio, dove le
spore germinano e permettono alla tossina di entrare in circolo causando il tetano.
Causa paralisi rigida e nei casi pi gravi pu portare ad arresto cardiaco e respiratorio.
C. BOTULINUM
Entra nel corpo per ingestione. Ingeriamo le tossine generate dalle spore che si
trovano in conserve non ben preparate o sterilizzate o gelati contaminati da operatori
malati. Causa paralisi flaccida e pu portare in casi gravi ad arresto cardiaco e
respiratorio.
C. PERFRINGENS
Entra da ferite profonde. Le spore nel corpo entrano nel torrente circolatorio e
germinano producendo tossine ed enzimi pericolosi come i collagenasi (tagliano le
fibre collagene del derma) o le lipasi (distruggono i lipidi) o proteasi o emolisine.
Possono causare cancrena completa degli arti che dovranno essere amputati.
C. DIFFICILE
Entra tramite ingestione. Attacca lapparato gastro-intestinale. Pu generarsi dopo
lunghe terapie antibiotiche, produce tossine nel colon causando colite e diarrea.
BACILLI
o Bastoncelli Gram +
o Immobili
o Sporigeni
o Aerobi

Saprofiti

B. ANTHRACIS
Ci sono 3 vie di trasmissione possibili: cutanea, inalatoria e gastrointestinale. La via
cutanea la pi comune. La via inalatoria la pi letale, le spore vengono usate per
armi biologiche.
Infetta principalmente i bovini, quindi un batterio che causa zoonosi. diffuso
soprattutto in paesi in via di sviluppo dove gli allevamenti non sono ben controllati e
gli animali non vengono vaccinati. Gli individui a rischio sono persone che stanno a
contatto con animali infetti e suolo contaminato, persone che lavorano con materie
prime importate da zone endemiche e persone civili e militari esposte ad aerosol
infettivi. un batterio utilizzato anche come arma per uso terroristico. Causa lesioni
cutanee nere.
B. CEREUS
Produce 2 enterotossine e attacca principalmente lintestino. Produce una tossina
emetizzante, cio stabile al calore e di basso peso molecolare, che provoca vomito. E
produce una tossina diarroica che di alto peso molecolare e sensibile al calore, che
causa diarrea. Quindi questo batterio causa vomito o diarrea. Solitamente il vomito
avviene subito dopo lassunzione di cibo contaminato e la manifestazione diarroica
nellarco di 6-15 ore. Gli alimenti coinvolti per la tossina diarroica sono insalata,
patate, pollo, verdure crude o piatti precucinati. Gli alimenti coinvolti per la tossina
emetizzante sono riso, latte in polvere o creme.
TERMINOLOGIA INFEZIONI APPARATO GASTROINTESTINALE
Gastroenterite: sindrome caratterizzata da sintomi gastrointestinali tra cui nausea,
vomito, diarrea e dolori addominali.
Enterocolite: infiammazione delle mucose di intestino tenue e crasso.
Diarrea: anormali scariche fecali fluide, generalmente deriva da infezioni dellintestino
tenue e risulta in una notevole perdita di acqua ed elettroliti.
Dissenteria: disordine infiammatorio del tratto gastrointestinale spesso associato a
sangue e pus nelle feci e accompagnato da sintomi di dolore, febbre, crampi
addominali. Deriva generalmente da infezioni dellintestino crasso.
ENTEROBATTERI
o Bastoncelli Gram
o Non sporigeni
o Immobili o mobili
o Con pili
o Aerobi-anaerobi facoltativi
o Fermentano il glucosio
o Alcune specie sono sempre patogene e causano infezioni intestinali (esogene)
o Altre specie sono opportuniste tipiche di un ospite compromesso e causano
infezioni extraintestinali differenti (endogene)
E. COLI
Non sempre patogeno. Entra nel corpo dallesterno attraverso ferite o per luso di
cateteri. Sono maggiormente a rischio le donne in gravidanza o quelle sessualmente
attive. Causa infezioni urinarie. Viene trattato con antibiotici. Ci sono 4 diversi ceppi di
E. Coli.
ETEC, enterotossigeni: attaccano lintestino tenue causando diarrea del viaggiatore
EIEC, enteroinvasivi: attaccano lintestino crasso causando la distruzione delle cellule
epiteliali del colon che porta a dissenteria
EPEC, enteropatogeni: attaccano lintestino tenue causando diarrea infantile con
febbre

EHEC, enteroemorragici: attaccano lintestino crasso causando diarrea e coliti


emorragiche con forti crampi addominali.
SALMONELLA
Attacca lintestino. un batterio mobile che non fermenta il lattosio. La trasmissione
avviene da uomo a uomo per contaminazione fecale di acqua e cibi animali. Ci sono
salmonelle MAGGIORI che causano tifo e quindi febbre enterica e infezione cronica
della colecisti con trasmissione esclusivamente intraumana da malati o portatori sani.
E ci sono anche salmonelle MINORI che causano gastroenteriti miti e gravi con
trasmissione intraumana e da animali domestici.
La trasmissione avviene per ingestione di cibi contaminati come uova o carne.
Lingestione porta alla colonizzazione del tratto inferiore dellintestino e porta a
uninfiammazione acuta con la produzione di tossine che attivano ladenilato ciclasi
che causa enterocolite e diarrea.
HELICOBACTER
o Gram
o Spiraliformi in colture fresche, coccoidi in colture vecchie
o Mobili
o Produce ureasi (neutralizza gli acidi gastrici)
o Non sporulanti
HELICOBACTER PILORI
un batterio intestinale che attacca anche lo stomaco, il contagio avviene tramite cibi
contaminati. Produce sostanze che neutralizzano lacidit gastrica come lureasi.
Causa in questo modo gastriti e ulcere allo stomaco. Viene trattato con antibiotici.
PSEUDOMONAS AERUGINOSA
un bacillo gram -, aerobio, patogeno opportunista. multiresistente agli antibiotici
quindi viene trattato con una combinazione di essi. Infetta il canale respiratorio o le
vie urinarie, entra nel torrente circolatorio e pu diffondersi in pi aree del corpo.
diffuso soprattutto negli ospedali. Sono particolarmente soggetti gli immunocompromessi.
MICOBATTERI
o Bacilli aerobi
o Immobili
o Non sporigeni
o Parete cellulare ricca di lipidi, idrofobica e resistente a molti disinfettanti e a
colorazioni
o Acido resistente
o Crescita lenta
M. TUBERCULOSIS
Causa infezioni polmonari localizzate o disseminate ad altri organi (midollo, milza, reni,
SNC). I batteri possono replicarsi e produrre una malattia sintomatica dopo la fase
iniziale di replicazione (iniziale focolaio del lobo mediale inferiore). I bacilli quiescenti
possono attivarsi con progressione della malattia, quando declina limmunit o in tarda
et. La maggior parte dei bacilli inalati vengono intrappolati nelle alte vie respiratorie
ed espulsi. Una piccola frazione (<10%) raggiunge gli alveoli. Qui i macrofagi possono
inglobare i bacilli. Una parte dei batteri viene uccisa con la conseguente presentazione
di diversi materiali antigenici ai linfociti T helper e linnesco della risposta immune.
Una parte dei batteri minima riesce per a sopravvivere e moltiplicarsi, uccidere i
macrofagi con conseguente liberazione dei batteri nellambiente esterno e danno ai
tessuti. Si formano cos dei tubercoli ricchi di linfociti e macrofagi ed circoscritto da
fibroblasti e al centro va incontro a necrosi caseosa. Nel soggetto resistente il processo

infiammatorio viene localizzato: complesso primario. Se va incontro a risoluzione si ha


la sterilizzazione del complesso primario. Se linfezione persistente si espande. Se
viene sorvegliata pu risolversi ma in mancanza di questo si riattiva il complesso
primario, i batteri si replicano attivamente, si formano lesioni granulomatose multiple,
si liquefa la porzione centrale e linfezione coinvolge anche altri organi.
I sintomi sono malessere, perdita di peso, tosse, sudorazioni notturne. Esecrato scarso
con striature di sangue o purulento.
particolarmente diffusa nei paesi in via di sviluppo, non c incidenza stagionale.
Luomo lunico serbatoio e la trasmissione avviene attraverso aerosol infetto. Le
persone pi a rischio sono malati cronici, soggetti che fanno uso di droghe e alcol,
senzatetto, immunodepressi.
La diagnosi pu avvenire per colorazione, con terreni di coltura o con test cutanei o
con la reazione di Mantoux. Vengono iniettate proteine micobatteriche purificate
(tubercolina): lesito negativo avviene se il soggetto non mai stato a contatto con
M.T. e lesito positivo avviene a 24-48h con una reazione infiammatoria. Lesito
positivo pu indicare un precedente contatto con il batterio ma non necessariamente
uninfezione attiva.
La malattia viene controllata con una prolungata terapia a base di pi antibiotici.
MYCOBACTERIUM LEPRAE
una malattia cronica a lungo periodo di incubazione (fino ad alcuni anni),
caratterizzata dalla presenza di lesioni granulomatose cutanee o mucose con
evoluzione a ulcerazioni. Provoca spesso lesioni deformanti al volto o alle terminazioni
nervose. Il contagio avviene tra uomo e uomo. Il batterio acido resistente e non si
coltiva in vitro. La terapia multipla e antibiotica.
MYCOBACTERIUM ULCERANS
Causa ulcera del Buruli (Uganda, Africa, Australia, Sud-America, sud-est asiatico). un
batterio a crescita lenta, provoca ulcerazioni cutanee, muscolari e ossee, con
distruzione delle terminazioni nervose sensitive. Si cura con terapia multipla.
VIRUS
Sono parassiti endocellulari obbligati. Sono organizzazioni biologiche caratterizzate da
un livello sub-cellulare di organizzazione e costituite da materiale genetico avvolto da
un involucro proteico protettivo.
Hanno dimensioni di 20-400nm e sono completamente dipendenti dalla cellula
vivente, eucariotica o procariotica, per la loro replicazione ed esistenza. Infettano
anche dopo passaggi su filtri che trattengono i batteri. Contengono un solo tipo di
acido nucleico, DNA o RNA, e una proteina (ANTIRECETTORE) legante il recettore per
aderire alle cellule infettabili.
I virus sono particelle prodotte dallassemblaggio di componenti performanti e non
crescono e non si dividono. Mancano dellinformazione genetica che codifica
lapparato necessario per la generazione di energia metabolica (ATPasi) o per la sintesi
di proteine (ribosomi) e sono quindi assolutamente dipendenti dalla cellula ospite per
queste funzioni. Possono infettare animali, piante e batteri. I virus si possono
osservare al microscopio elettronico, le cellule infette al microscopio ottico.
COMPOSIZIONE CHIMICA
A differenza di quanto avviene nelle cellule eucariotiche e procariotiche in cui il
depositario dellinformazione genetica sempre il DNA, nei virus il genoma costituito
da DNA (deossiribovirus) o
RNA (ribovirus). La porzione proteica costituisce la parte pi cospicua del virione.
Le proteine virali strutturali, codificate dal genoma virale, costituiscono linvolucro
proteico o capside.

Il genoma virale + involucro proteico: NUCLEOCAPSIDE.


La componente lipidica presente solo nei virus che possiedono un involucro
lipoproteico esterno al nucleocapside: prende il nome di PERICAPSIDE o PEPLOS o
ENVELOPE. un involucro addizionale rispetto al capside, presente nei virioni a
simmetria elicoidale ed in alcune famiglie con capside a simmetria isometrica. Il
rivestimento dei virus composto da capside (sempre) ed envelope (non sempre) e il
core interno composto da un acido nucleico che codifica per alcune proteine.
Ci sono due tipi di virus a seconda del rivestimento:
-virus nudo: ha il capside ma privo di envelope allesterno.
-virus rivestito: ha lenvelope, il rivestimento proteico circondato da unulteriore
strato esterno costituito da un doppio strato lipidico. Le proteine virus-specifiche si
proiettano dalla superficie dellenvelope.
IL GENOMA
Il genoma virale composto da DNA o RNA, a singola o doppia elica, lineare o
circolare, unico o frammentato. strettamente impacchettato e compresso nel
capside.
CAPSIDE
Ha funzione di protezione, di riconoscimento dei recettori e guida il genoma al nucleo.
Ha una struttura regolare a partire da subunit irregolari. Ci sono due possibili
simmetrie per larchitettura del virione.
-Simmetria elicoidale: TMV (virus del mosaico del tabacco), Rhabdovirus
-Simmetria icosaedrica: adenovirus, herpesvirus, picornavirus
Le subunit proteiche si associano a formare protomeri che si uniscono a formare
capsomeri (pentoni ed esoni) la cui unione genera il capside del virione maturo.
Le forze che legano insieme i protomeri sono non covalenti. I virioni sono dati
dallinterazione proteina-proteina, proteina-acido nucleico, proteina-lipidi.
Nella simmetria elicoidale i protomeri sono disposti in modo da formare unelica in cui
il genoma costituito da RNA disposto allinterno di solchi formati dalle proteine
stesse.
Nella simmetrica icosaedrica degli adenovirus si formano poliedri regolari con 20 facce
triangolari e 12 vertici.
ENVELOPE
Lenvelope un guscio lipidico che DERIVA DA MEMBRANE CELLULARI. Riveste il
capside e contiene le glicoproteine virali che mediano lingresso e luscita del virus
nella cellula e linduzione della risposta immune. Gli anticorpi che riconoscono queste
glicoproteine sono spesso in grado di bloccare linfezione (anticorpi neutralizzanti). Il
genoma virale codifica per glicoproteine che si inseriscono nella membrana cellulare
dellospite e quando lascia la cellula, porta con s sia una parte del doppio strato
fosfolipidico che le singole glicoproteine inserite nella membrana cellulare.
La particella virale, rivestendosi di tale involucro, termina la sua maturazione
divenendo completa. A causa della presenza di lipidi, il peplos si comporta come una
struttura facilmente deformabile: PLEIOMORFISMO.
Piccoli gruppi di glicoproteine formano le SPICOLE o altri tipi di protuberanze che
sporgono dalla superficie del pericapside. Determinano lattacco dei virioni alla
superficie cellulare del globuli rossi: EMOAGGLUTINAZIONE.
Il capside nudo resistente ad alte temperature, acidi, detergenti, essicamento.
Il capside con envelope sensibile ad acidi, detergenti, calore, essicamento.
Il virus nudo viene rilasciato dalla cellula per lisi.
Il virus con envelope viene rilasciato dalla cellula per gemmazione.
Il virus nudo si diffonde facilmente, su oggetti, sulle mani, con la polvere o piccole
gocce dacqua.

Il virus con envelope deve rimanere in ambiente umido. Si diffonde con gocce dacqua,
secrezioni, trapianti dorgani e trasfusioni.
Il virus nudo anche se essiccato mantiene linfettivit e pu sopportare le diverse
condizioni dellintestino, il virus con envelope no.
= i virus con envelope sono pi fragili
REPLICAZIONE VIRALE
1. Adsorbimento alla superficie della cellula ospite (interazione
antirecettore/recettore)
2. Penetrazione allinterno della cellula (endocitosi o fusione)
3. Decapsidizzazione
4. Sintesi macromolecolari: sintesi degli mRNA precoci e di proteine non strutturali,
replicazione del genoma, sintesi degli mRNA tardivi e di proteine strutturali,
modificazioni post-traduzionali delle proteine
5. Maturazione e liberazione dei virioni
COLTIVAZIONE DEI VIRUS
I virus sono parassiti intracellulari obbligati: per ottenere la moltiplicazione in
laboratorio necessario disporre di cellule viventi (animali da laboratorio, embrioni di
pollo o colture di cellule) sensibili e permissive da utilizzare come supporto della
moltiplicazione virale.
Le cellule vengono coltivate in contenitori di plastica trattati dove crescono aderendo
alla parete che costituisce il fondo del recipiente, sulla quale si moltiplicano fino a
coprirla completamente con un monostrato di cellule, in terreni liquidi costituiti da una
soluzione isotonica, tamponata a pH 7.4 contenente glucosio, aminoacidi, vitamine
con aggiunta di siero fetale bovino in incubatori, con atmosfera al 5% di CO 2 e una
temperatura di 37.
Colture primarie: colture cellulari preparate a partire da un organo animale; cellule con
caratteristiche dellorgano originale (diploidi). Presentano una capacit moltiplicativa
limitata nel tempo (alcune decine di generazioni)
Colture continue-immortalizzate: colture cellulari che possono essere coltivate
allinfinito; sono derivate da tumori o da cellule normali che si sono trasformate
durante la sottocoltura. Contengono un numero di cromosomi anomalo
(poliploidi/aneuploidi)
Esempi di linee cellulari usate per la coltivazione di virus: HeLa, HL60 (allestite
inizialmente a partire da carcinomi umani).
ESITI INFEZIONI
- TRASFORMAZIONE: il genoma virale si integra in quello cellulare e ne altera
lespressione. Il ciclo cellulare non pi regolato.
- PRODUTTIVA LITICA: il virus si replica, la cellula muore e si liberano neovirioni
- PERSISTENTE: il virus si replica lentamente e la cellula non muore
- LATENTE: il virus permane nella cellula in uno stato silente, da cui si riattiva
saltuariamente
- NON PRODUTTIVA: il virus non si replica, la cellula sensibile ma non permissiva

AZIONE PATOGENA VIRUS


Le lesioni anatomo-funzionali associate allinfezione virale possono derivare
direttamente dallazione patogena del virus o possono essere conseguenza
dellattivazione della risposta immune:
1. Infezione litica-citocida: malattia acuta
2. Infezione latente: malattia recidivante

3. Infezione persistente produttiva: malattia cronica


4. Trasformazione oncogena: neoplasia
1.INFEZIONE LITICA-CITOCIDA
Il virus si replica nelle cellule infettate, provocandone la morte
L INFEZIONE ACUTA preceduta da un breve periodo di incubazione (virus
influenzale)
Il sistema immunitario esercita unazione protettiva
Virus con capside: lisi cellula ospite
Virus con envelope: formazione di sincizi, modificazioni cellulari
CAUSE CITOCIDIA: difetto nei meccanismi di difesa cellulare interferon mediati
2.INFEZIONE LATENTE
Il virus non uccide la cellula infettata, ma instaura un rapporto di PARASSITISMO
CONTROLLATO
Il virus integra il proprio genoma nel genoma dellospite, genera una infezione
asintomatica e raramente riprende a moltiplicarsi: MALATTIA RECIDIVANTE (v.
herpes labiale: HSV-1) citocida
3.INFEZIONE PERSISTENTE PRODUTTIVA
Il virus non provoca la morte della cellula infetta sensibile e permissiva, ma
instaura un rapporto di PARASSITISMO CONTROLLATO
La moltiplicazione virale continua e la MALATTIA CRONICA (v. epatite B: HBV)
come conseguenza della risposta immunitaria dellospite
Lungo periodo di incubazione asintomatica: prognosi infausta
4.TRASFORMAZIONE ONCOGENA
Il virus causa proliferazione incontrollata delle cellule infette.
Le cellule infettate presentano morfologia irregolare, anomalie cromosomiche,
assenza dellinibizione da contatto, comparsa di nuove specificit antigeniche
Il sistema immunitario dellospite sembra, almeno per qualche tempo,
esercitare un ruolo protettivo
INFEZIONE VIRALE
Infezione produttiva: la cellula bersaglio sensibile e permissiva allinfezione, il ciclo
replicativo del virus completo: progenie virale infettante.
Infezione restrittiva: la cellula sensibile, ma le condizioni di permissivit non sono
costanti, bens legate a particolari condizioni fisiologiche.
Infezione latente: il DNA del virus infettante si integra nel genoma della cellula infetta
o si mantiene circolarizzato, in forma episomale, allinterno della cellula, replicandosi
ad ogni ciclo cellulare
Infezione abortiva: la cellula sensibile, ma non completamente permissiva per
lespressione di tutti i geni virali, per cui linfezione si esaurisce nella produzione di
alcuni prodotti precoci virus-specifici, senza un ciclo completo di replicazione e senza
la produzione di progenie virale. Linfezione abortiva si verifica anche se i virus sono
difettivi. Quindi la cellula blocca il virus o fa una replicazione parziale che per non
conferisce patogenicit al virus.

ALTERAZIONI CELLULARI VIRUS-INDOTTE

Membrana: comparsa di antigeni virali, alterata permeabilit agli ioni, formazione


di sincizi, emoadsorbimento
Citoscheletro: alterazione dei microtubuli e dei microfilamenti
Citoplasma: formazione di corpi di inclusione

EFFETTI CITOPATICI VIRALI


Morte cellulare (necrosi)
Arrotondamento cellulare
Degenerazione
Aggregazione
Perdita di adesione al substrato
Cambiamenti istologici: corpi inclusi nel nucleo o nel citoplasma, addensamento
della cromatina sulla membrana nucleare
Sincizi: cellule giganti multinucleate originate dalla fusione cellula- cellula
indotta dal virus
Espressione di antigeni virali sulle cellule bersaglio
Emoadsorbimento (espressione della emoagglutinina)
TITOLAZIONE VIRUS CITOLITICI: METODO DELLE PLACCHE
Determinazione del titolo infettante del materiale in esame, ossia valutazione
del numero di virioni completi presenti
Diluizione del campione
Inoculo su piastre contenenti un monostrato di cellule
Adsorbimento per 1-2 ore a 37C
Sostituzione del medium di coltura liquido con medium semisolido
(metilcellulosa)
Linfezione si trasmette soltanto alle cellule contigue determinando la
formazione di un focolaio localizzato di distruzione cellulare, definito PLACCA DI
LISI
Conteggio delle placche, calcolo della diluizione, titolo espresso in unit
formanti placca per ml (ufp/ml)
TITOLAZIONE dei VIRUS in EMBRIONI DI POLLO
Nellembrione di pollo i virus vengono inoculati, attraverso appositi fori praticati nel
guscio, nei liquidi contenuti nelle diverse cavit (cavit allantoidea, cavit amniotica) o
sulla membrana corion-allantoidea.
I virus crescono nelle cellule delimitanti le varie cavit, nelle quali si riversa la
progenie virale neoformata.
La moltiplicazione dei virus nellembrione di pollo si apprezza in seguito alla morte
dellembrione, alla comparsa di potere emoagglutinante nei liquidi embrionali o di
lesioni sulla membrana corion-allantoidea.
FARMACI ANTIVIRALI
Chemioterapico: deve essere tossico per il parassita ma non per lospite. I virus,
essendo parassiti endocellulari obbligati e utilizzando per replicarsi i meccanismi
energetici e biosintetici dellospite, offrono quindi scarsi bersagli utili a un farmaco
pienamente selettivo.
C. a selettivit relativa: si esplica su funzioni virali talmente specifiche da poter essere
facilmente modificate per mutazione.
C. non pienamente selettivo: tossico per lospite.
C. selettivo: selezione di mutanti virali resistenti.

VIRUS EPATITE

EPATITE A
Famiglia Pircornaviridae: genere Hepatovirus
Envelope: assente
Malattia: epatite INFETTIVA
Genoma: RNA lineare a singola elica a polarit positiva
Trasmissione oro-fecale tramite acqua e cibo contaminati e soprattutto molluschi non
cotti o infetti. Il periodo di incubazione varia tra 2-7 settimane e il virus si replica
nellintestino fino ad arrivare al fegato. Dalle prime due settimane si diventa portatori
del virus poich questo comincia a comparire nelle feci, dopo 10 giorni cominciano a
comparire sintomi e anticorpi specifici.
Sintomi: molti casi sono asintomatici, in genere la malattia acuta. In caso di
sintomatologia presente si ha affaticamento, nausea, perdita di appetito, dolore
addominale, diarrea, febbre. Littero compare alla comparsa dei sintomi (la cute
assume una colorazione gialla). Lepatite fulminante si manifesta con una frequenza
dello 0,2-0,3% e porta alla morte nell80% dei casi.
Nel 99% dei casi si ha guarigione completa senza cronicizzazione ed epatocarcinoma.
Questa malattia frequente nei paesi in via di sviluppo o nei turisti non vaccinati.
Esiste una vaccinazione; la prevenzione avviene migliorando le condizioni igienicosanitarie e facendo vaccini preventivi.
EPATITE E
Famiglia: Caliciviridae
Envelope: assente
Malattia: epatite
Genoma: RNA
La trasmissione anche in questo caso oro-fecale, lincubazione dura 30-50 giorni. Si
ha prevalenza di questa malattia nei paesi in via di sviluppo. Il decorso acuto senza
cronicizzazione. La mortalit avviene nel 2% dei casi, la percentuale si alza molto fino
ad arrivare al 20% nelle donne in gravidanza. La diagnosi avviene mediante PCR.
EPATITE C
Famiglia Laviviridae: genere Hepatovirus
Envelope: presente
Malattia: Epatite
Genoma: RNA a polarit positiva e singola elica. Sono presenti 6 genotipi diversi
(indicati con numeri) con 90 sottotipi (indicati con lettere minuscole) distribuiti
geograficamente in modo variabile. In Italia e in Europa c prevalenza del genotipo
1b.
Epidemiologia: 3% della popolazione mondiale ha uninfezione cronica da epatite c. Il
2-5% della popolazione italiana affetta. Nel mondo quindi ci sono 150 milioni di
portatori e in italia circa 2 milioni.
La trasmissione avviene tramite sangue, trasfusioni, scambio di siringhe infette,
esposizione professionale, sessuale, operazioni, tatuaggi con aghi non sterili, via
materno-fetale. Pu trasmettersi anche tramite uso promiscuo di oggetti
potenzialmente contaminati come rasoi, pettine, forbici, spazzolino ecc.
Nel tempo si sono adottate tecniche efficaci per ridurre il rischio di malattie posttrasfusionali: riduzione allessenziale di trasfusioni, esclusione di donatori a rischio,
screening per HCV.
Si pu ricorrere anche allinattivazione del virus C negli emoderivati con
pasteurizzazione (trattamento termico), con b-propionolattone e irradiazione UV, con
solventi organici e detergenti.

Il virus ha tempo di incubazione 5-10 settimane, la patologia che si presenta pu


variare.
1. Epatite acuta asintomatica/paucisintomatica
2. a. Epatite auto-risolvente (15% dei casi)
b. Epatite cronica (80-85% dei casi)
3. Epatite fulminante (rara)
Nel caso si incorra nella cronicizzazione della malattia, nel 80% dei casi la malattia
stabile, ma nel 20% pu portare a cirrosi dopo 10-20 anni dallinfezione.
La diagnosi avviene ricercando gli anticorpi presenti a partire dalla 7 settimana, che
per non danno immunit duratura. Si deve stabilire che tipo di genoma ha il virus
dato che ce ne sono vari per stabilire la durata del trattamento (per esempio il tipo 1b
risponde meno alla terapia). Si pu anche effettuare una biopsia epatica per stabilire il
danno istologico (infiammazione e fibrosi).
Non esiste un vaccino.
EPATITE B
Famiglia: calciciviridae
Envelope: presente
Malattia: epatite da siero
Genoma: DNA circolare, parzialmente a doppio filamento. Quindi pu integrarsi nel
cromosoma dellospite.
La trasmissione avviene tramite sangue, rapporti sessuali, siringhe o aghi infetti, rasoi,
spazzolini o oggetti che possono contenere tracce di sangue, via materno-fetale. Il
virus tramite il sangue raggiunge il fegato, si replica, determina viremia e viene
trasmesso attraverso varie secrezioni corporee, oltre al sangue, per iniziare un nuovo
ciclo. Se si ha una risposta immunitaria efficace linfezione ha una fase acuta
caratterizzata da ittero e rilascio di enzimi e poi si risolve con la guarigione completa.
Se si ha una risposta immunitaria limitata la malattia si pu cronicizzare con presenza
di sintomi lievi (nel 15% dei casi). Se lepatite B cronica si associa allepatite D pu
portare a carcinoma e cirrosi. Lepatite D solo un virus helper dellepatite B.
ANTIGENI HBV:
-HBcAg: antigene del core; determina la sintesi di anticorpi presenti nellinfezione in
atto o recente
-HBsAg: antigene di superficie; determina la sintesi di anticorpi ad azione protettiva;
scompare con la
comparsa degli anticorpi protettivi anti-HBs, indicatori dellavvenuta
immunizzazione e guarigione
-HBeAg: antigene del core; la sua presenza nel siero del paziente e la corrispettiva
assenza di anticorpi antiHbe sono indicatori di una possibile cronicizzazione della malattia
(epatopatia cronica, cirrosi)
ANTICORPI HBV:
HBcAb: anticorpi anti HBcAg, compaiono precocemente
HBsAb: anticorpi anti HBsAg, responsabili dellimmunit; compaiono tardivamente
HBeAb: anticorpi anti HBeAg, indicano una bassa trasmissibilit
EPATITE D
un virus difettivo che richiede la presenza di HBV (virus helper) per iniziare
linfezione e per replicarsi.
formato da una particella grossolanamente sferoidale, 36 nm, contenente un
involucro lipoproteico derivato dallHBsAg dellHBV. Il genoma formato da una
molecola di RNA monocatenario circolare, a polarit negativa, codifica una proteina

con peculiari caratteri antigenici che rappresenta appunto lantigene delta d-Ag. La
trasmissione parenterale (sangue). La co-infezione da virus Delta e HBV o la sovrainfezione in soggetto infetto da HBV porta ad un aggravamento della malattia.
Diagnosi: rilevazione dellantigene Delta o dellRNA o ricerca anticorpi anti Ag d.
VIROLOGIA SISTEMICA
PAPILLOMAVIRUS UMANI (HPV)
Sono virus a DNA a doppia elica circolare. Il genoma costituito da 7 geni E (Early=
espressi precocemente) che regolano la trascrizione dei geni virali e la sintesi del DNA
virale e da 2 geni L (Late= espressi tardivamente) che codificano per proteine
strutturali.
Contagio? Linfezione pu essere acquisita per contatto diretto con lesioni di persone
infettate o con materiale contaminato dal virus. Il virus penetra attraverso lepitelio
lesionato a livello degli strati basali.
Caratteristiche? Sono dotati di uno spiccato tropismo per gli epiteli squamosi
pluristratificati dellepidermide (HPV cutanei: -HPV) e delle mucose (HPV mucosali: HPV); la loro replicazione condizionata allo stato di differenziamento cellulare (non
pertanto possibile propagarli in colture cellulari in vitro; solo in colture organotipiche).
Manifestazioni cliniche? Ci sono lesioni cutanee e lesioni mucosali.
LESIONI CUTANEE: Verruche comuni o volgari, piane, plantari o palmari. Verruche in
soggetti con Epidermodisplasia Verruciforme. Carcinomi cutanei in soggetti con EV.
LESIONI MUCOSALI: Condilomi acuminati e piani (pene, genitali femminili, uretra, area
perineale e retto). Papillomi delle vie respiratorie. Papillomi congiuntivali. Lesioni della
mucosa orale congiuntivale e genitale. Carcinomi della cervice uterina, orofaringe e
laringe.
Le lesioni benigne solitamente si risolvono ma diventano croniche.
HPV e TUMORI? Nellambito dei vari sottotipi di Papilloma-virus umani esistono dei
genotipi definiti ad ALTO RISCHIO (alto potere trasformante; es.: genotipi 16 e 18) ed
altri definiti a BASSO RISCHIO (bassa capacit trasformante; es.: genotipi 6 e 11) in
funzione del loro potere tumorale. I genotipi a basso rischio si replicano molto ma non
modificano lepitelio, i genotipi ad alto rischio si legano a 2 oncosoppressori e li
inattivano cos da poter proliferare e causare tumori.
La loro capacit trasformante dipende dalla abilit dei geni E6 ed E7 di HPV
nellinterferire con lespressione di alcuni geni definiti soppressori tumorali (es.: p53
e pRb).
VACCINAZIONE? Linfezione da HPV rappresenta la pi comune e diffusa causa di
malattia a trasmissione sessuale.
- Ruolo carcinogenetico di genotipi virali ad alto rischio: carcinomi della cervice
uterina, del basso tratto genitale (vulva, vagina, perineo, ano, pene), di
pertinenza non ginecologica (cavita orale, laringe, faringe, prostata, vescica).
- Ruolo oncogeno non ancora chiarito di altri genotipi: condilomatosi genitale e
papillomatosi respiratoria ricorrente.
Il vaccino costituito da Virus Like particles (VLP). La proteina capsidica L1 in grado di
auto-assemblarsi in modo tale da formare degli pseudo-virioni uguali a quelli
naturali, ma non contengono traccia di genoma virale. In altre parole, queste
particelle evocano in modo potente limmunit umorale dellospite, decine di volte
superiore a quella dellinfezione naturale ma senza alcuna possibilit e rischio di
conferire linfezione.
Lobiettivo principale della vaccinazione anti-HPV la prevenzione primaria.
Il vaccino in commercio diretto contro 4 ceppi del virus: HPV 16, HPV 18, HPV 11,
HPV 6. Due di questi (HPV 16 e 18) sono quelli pi frequentemente correlati alle lesioni
tumorali e sono responsabili da soli del 70% dei casi di tumore del collo dell'utero. Gli
altri due tipi (HPV 6 e HPV 11) sono invece correlati a lesioni benigne chiamate
condilomi che, sebbene fastidiose, non causano lesioni maligne.

HERPES VIRUS
o Genoma: DNA. La sintesi del DNA virale e lassemblaggio dei virioni avviene nel
nucleo delle cellule infette dellospite. La produzione della nuova progenie virale
si accompagna alla distruzione della cellula infettata. Il virus rimane latente nel
suo ospite naturale; il genoma virale assume una forma circolare chiusa e solo
alcuni geni virali vengono espressi.
o Una volta contratta linfezione per sempre.
HHV1: il principale responsabile delle manifestazioni erpetiche cutanee o mucose
localizzate prevalentemente nella cute nella zona periorale (erpete labiale) o nella
mucosa buccale (gengivo-stomatite erpetica).
Si contrae sovente nella prima infanzia per contagio interumano diretto da portatori di
lesioni. Complicanza: Encefalite erpetica ad un solo lobo temporale
HHV2: responsabile dellerpete genitale localizzato sulla cute e sulle mucose genitali.
Trasmissione sessuale, tipica dellet adulta. Le lesioni sono caratterizzate da elementi
vescicolosi riuniti a grappolo. Pu ripresentarsi varie volte nellarco della vita di un
soggetto.
HHV3, VIRUS VARICELLA-ZOSTER: la varicella si manifesta nei bambini. Il virus penetra
inizialmente attraverso le vie respiratorie portando a una viremia iniziale (sistema
reticolo endoteliale) per poi passare alla 2 viremia (diffusione agli organi interni, cute
e mucose).
Periodo di incubazione: 10-20gg esantema: macule papule vescicole croste
guarigione
Solitamente in forma lieve. Complicanze: encefalite (rara)
HERPES ZOSTER (FUOCO DI SANTANTONIO): si manifesta negli adulti che hanno
contratto la varicella nellinfanzia. Il virus rimasto in latenza nei gangli sensitivi spinali
e/o cranici si attiva, si muove lungo i nervi sensitivi in modo centrifugo e provoca
lesioni cutanee localizzate nella zona di distribuzione delle fibre nervose colpite.
Sintomatologia dolorosa (nevralgia post-erpetica) nelle regioni oftalmica e toracica.
Guarigione spontanea. Complicanze: rare (in soggetti immunodepressi)
HHV4, VIRUS DI EPSTEIN-BARR: Agente eziologico della Mononucleosi infettiva (MNI).
Il virus presenta particolare tropismo per il tessuto linfatico, per anche in grado di
infettare le cellule epiteliali dellorofaringe, che la sede primaria dellinfezione. Il
virus capace di attivit trasformante o immortalizzante esclusivamente per i linfociti
B, stabilendo in essi una infezione latente.
In pazienti che vengono a contatto per la prima volta con il virus EB compaiono prima
IgM e poi IgG contro lantigene del capside (VCA). Anticorpi anti EBNA compaiono pi
tardivamente (1-3 mesi), ma restano presenti indefinitivamente, come le IgG anti VCA.
La MNI prevalentemente giovanile. Diffusione per contatto orale. Il virus penetra
nellorofaringe, infetta inizialmente le cellule epiteliali, poi i linfociti B che lo
disseminano in tutto lorganismo.
Febbre, faringite, linfoadenopatia e splenomegalia. Manifestazioni esantematiche.
Quadro ematologico= leucopenia iniziale seguita da leucocitosi con linfociti atipici
(citoplasma ampio iperbasico e nucleo reniforme)
Completa guarigione in 4-8 settimane
Diagnosi: quadro clinico, emocromo, indagini sierologiche
HHV5, CITOMEGALOVIRUS: Linfezione da CMV ampiamente diffusa.
quasi sempre asintomatica nellindividuo sano.
Infezione intrauterina: infezione primaria durante la gravidanza, 40% di trasmissione
al feto, il 10% dei neonati presenta quadri gravi (epatosplenomegalia, microcefalia,
CID, corioretinite) con esito fatale. Lesioni neurologiche a distanza di anni

Infezione neonatale: si verifica al momento del parto, quando la madre ha uninfezione


attiva nel tratto genitale (3-10% nati vivi). La maggioranza di essi non sviluppa sintomi
evidenti; alcuni casi di polmonite interstiziale, epatite, ritardo di sviluppo. I quadri
clinici sono molto meno gravi di quelli riscontrabili nelle infezioni intrauterine.
Infezioni dellinfanzia, delladolescenza e delladulto: linfezione si acquisisce in genere
nella prima infanzia per via inalatoria e si mantiene per lunghi periodi silente nelle
ghiandole salivari, nei tubuli renali e nei linfociti. La riattivazione del virus anche se
asintomatica accompagnata da eliminazione del virus, che rappresenta
unimportante fonte di contagio.
soggetti immunodepressi riattivazione: polmonite interstiziale, localizzazioni
epatiche, cerebrali ed oculari
HHV6:
HHV-6, HHV-6B agente eziologico Esantema subitum o VI malattia
Infetta linfociti B, T (preferenzialmente CD4+), monociti, astrociti e cellule NK.
HHV-6 presente nella saliva e nelle ghiandole salivari trasmissione via orofaringe.
Linfezione estremamente diffusa, oltre il 90% dei soggetti adulti possiede anticorpi
specifici.
La prima infezione (maggiore incidenza tra i 6 e i 24 mesi) caratterizzata da febbre
alta per 3-4 gg seguita dalla comparsa dellesantema maculopapuloso.
HHV7: Human Herpesvirus 7, -Herpesvirus (HCMV, HHV-6, HHV-7)
Isolato nel 1990 da cellule mononucleate del sangue periferico di un soggetto sano.
Stretto tropismo per la molecola CD4 e quindi per i linfociti T CD4+. Linfezione si
acquisisce precocemente nella vita, 90% dei soggetti adulti provvisto di anticorpi
specifici.
Non associato ad un quadro morboso definito.
HHV8 SARCOMA DI KAPOSI
ADENOVIRUS
Forma: isometrica
Diametro: 70-90 nm
Genoma: DNA a doppia elica lineare
Pericapside: assente
Assemblaggio del virione: nucleare, liberazione del virione dopo lisi della cellula
infetta
Patologia: a carico dei sistemi respiratorio, oculare e gastrointestinale
Diagnosi: il virus causa uninfezione litica; isolamento da secrezioni o tessuti
clinicamente rilevanti (es. gola di un paziente con faringite); PCR; ELISA
Il virus causa infezioni litiche, persistenti e latenti nelluomo. Il virus diffonde tramite
aerosol, stretto contatto o per via oro-fecale, stabilendo cos infezioni a livello faringeo.
Il virus arriva agli occhi tramite le dita. Infetta le cellule muco-epiteliali del tratto
respiratorio, gastrointestinale e della congiuntiva o cornea, causando un danno diretto.
La malattia determinata dal tropismo tissutale di uno specifico gruppo o sierotipo
virale. Il virus persiste nei tessuti linfoidi. Esiste un vaccino.
PARVOVIRUS
Forma: isometrica
Diametro: 18-26 nm
Genoma: DNA lineare monocatenario (sono i virus a DNA pi piccoli)
Peplos: assente
Ospite: uomo
Assemblaggio del virione: nucleare
Virus adenoassociati (AAV) e parvovirus B19

Trasmissione: per via inalatoria di secrezioni respiratorie infette


Patologia da parvovirus B19: quinta malattia (eritema infettivo infantile)
Linfezione da virus B19 molto diffusa in bambini in et scolare. Circa il 60% degli
adulti che vive in zone dal clima temperato presenta anticorpi specifici per il virus. Si
trasmette tramite contatto fisico.
Rischio per le donne in gravidanza: trasmissione madre-feto 33%
Rischio morte feto infettato 9%
Si cominciano a produrre IgM specifiche gi dopo 3-5gg e permangono circa un mese.
Le IgG vengono prodotte pi tardi e persistono pi a lungo (anni). Causa eruzioni
cutanee.
Non sono disponibili trattamenti antivirali specifici o metodi di controllo.
PARAMYXOVIRUS
Genoma: RNA a polarit negativa

Forma: sferica

Diametro: 150-300 nm

Pericapside: presente

Sito di replicazione: citoplasma

Attivit biologiche: - neuroaminidasica


- emoagglutinante
- emolitica
- fusogena (formazione di sincizi)
1. VIRUS PARAINFLUENZALI. Esistono 4 tipi antigenici diversi: 1, 2, 3, 4
Infezioni: a sintomatologia aspecifica, limitate allepitelio respiratorio
Adulti: sintomatologia limitata alla mucosa naso-faringea
Bambini: diffusione del virus alla laringe, alla trachea, ai bronchi, ai bronchioli o
agli alveoli polmonari
Immunizzazione: modesta e limitata produzione e secrezione di IgA sulle
mucose respiratorie, frequenti reinfezioni
Trattamento: non esiste una terapia specifica
2. PAROTITE. noto un solo determinante antigenico.
Modalit di contagio: saliva e secrezioni respiratorie
Agente eziologico della parotite epidemica (malattia dellinfanzia a guarigione
spontanea, caratterizzata dallingrossamento delle ghiandole parotidi e da
febbre moderata), non molto contagiosa
Periodo di incubazione: 15gg
Sito di replicazione primaria: epitelio respiratorio e linfonodi cervicali
Complicanze: rare a carico del pancreas e sistema nervoso; nei maschi in et
postpuberale pu causare orchite con sterilit e atrofia testicolare; nelle donne
al primo trimestre di gravidanza pu generare danni al feto
Vaccino: virus attenuato (immunit per 12 aa); profilassi passiva con
Immunoglobuline specifiche praticata in soggetti a rischio
3. MORBILLO. noto un solo determinante antigenico.
Modalit di contagio: via inalatoria
Agente eziologico del morbillo (malattia esantematica acuta, a guarigione
spontanea, caratterizzata da febbre, malessere, esantema maculo papuloso);
molto contagioso
Sintomi prodromici: rinite, congiuntivite, tosse secca, angina, cefalea, macchie
di Koplik
Periodo di incubazione: 10-12 gg
Sito di replicazione primaria: mucosa respiratoria linfonodi regionali
sistema reticolo endoteliale formazione di policariociti
Contagio: infanzia immunit permanente
Complicanze: polmonari, meningee, encefaliche

Vaccino: virus attenuato


ORTHOMYXOVIRUS (VIRUS INFLUENZA STAGIONALE)
Genoma: 8 segmenti a RNA a polarit negativa
Forma virione: sferica
Diametro: 80-120 nm
Peplos: presente
Modalit di trasmissione: via inalatoria
Sede di replicazione: nucleo
Periodo di incubazione: 1-2 gg
PROPRIETA:
Tipo A: alta variabilit antigenica epidemie
Tipo B: pu presentare variabilit antigenica pu provocare epidemie
Tipo C: stabilit antigenica affezioni lievi
La variabilit antigenica (glicoproteine di superficie) causata dalla natura
segmentata del genoma ricombinazione genica
Agente eziologico dellinfluenza (patologia a carico del distretto naso-faringeo e delle
prime vie respiratorie; guarigione spontanea). Predilige il clima fresco e poco umido ed
largamente diffuso dai bambini in et scolare.
Infezione fortemente debilitante e predisponente ad altre infezioni nei soggetti a
rischio (anziani, immuno-compromessi, pazienti con problemi cardiaci e respiratori
cronici -compresi asintomatici e fumatori).
Complicanze: superinfezione da batteri (polmonite). Le persone infette sono
predisposte alla superinfezione batterica a causa della perdita delle barriere naturali e
perch viene facilitata ladesione batterica alle cellule epiteliali.
Attivit biologiche: emoagglutinante, neuroaminidasica
Vaccino: virus ucciso. Se ci si vaccina ci si pu ammalare comunque, perch il vaccino
immunizza solo dal tipo di influenza pi frequente in quellanno, non da tutte.

TOGAVIRUS: ROSOLIA
noto un solo tipo antigenico
Genoma: RNA a singola elica con polarit positiva
Pericapside: presente
Diametro virioni: 40-80 nm
Ospite: uomo (infanzia)
Modalit di contagio: interumano secrezioni respiratorie mucose prime vie aeree
linfonodi viremia esantema a 15-20 gg dallinfezione
Patologia: malattia benigna, ubiquitaria caratterizzata da eruzione esantematica
Complicanze: encefalomielite post-infettiva e panencefalite progressiva da rosolia.
Anomalie fetali se contratto in gravidanza
Vaccino: virus vivo attenuato
Infezione post-natale: In genere malattia lieve e autolimitante. Sintomi: esantema,
linfoadenopatia, febbre, congiuntivite, mal di gola, artralgia. Complicanze: artrite,
encefalomielite postinfettiva, panencefalite progressiva da rosolia
Rosolia congenita: Dovuta a trasmissione da madre a feto, con rischio maggiore
durante il primo trimestre di gravidanza. Malformazioni pi frequenti: cataratta, difetti
cardiaci, sordit
RETROVIRUS: HIV
Genoma: a RNA; diploide (2 molecole identiche di RNA monocatenario a polarit
positiva di 3.5-9 kb cad.)
Diametro: 80-130 nm
Capside: isometrico
Peplos: presente
Proteine strutturali: 7-8 (le glicoproteine del peplos sono specie-specifiche; le
proteine interne hanno antigeni di gruppo)
Enzimi: trascrittasi inversa o DNA-polimerasi RNA-dipendente
Genere: Lentivirus
Tipi: HIV-1 AIDS (Europa, America, Africa centrale), HIV-2 AIDS (Africa
occidentale)
AIDS: Acquired Immuno Deficiency Sindrome. Serie di infezioni estremamente gravi,
causate da microorganismi opportunisti e caratterizzate da neoplasie (sarcoma di
Kaposi, linfomi cerebrali) complicanti un gi grave deficit del sistema immunitario
Luomo lunico ospite naturale
Cellule bersaglio: linfociti T CD4+, macrofagi, tutte le cellule con il recettore
CD4
Patogenesi AIDS: Modalit di trasmissione SOLO PARENTERALE (rapporti sessuali, uso
promiscuo di siringhe, contatti di sangue, infezione materno-fetale, transplacentare,
perinatale, parto, allattamento)
Decorso della malattia: Infezione primaria (asintomatica/3-6 settimane alta
viremia), malattia acuta auto-risolvente (febbre/sintomi simil mononucleosici 1 sett3 mesi).
Risposta immunitaria ( o eliminazione della viremia, sequestro virus nei linfonodi)
latenza clinica (assenza di manifestazioni cliniche evidenti) latenza virale (il virus si
replica nei linfonodi/ produzione di proteine virus specifiche lesioni)
Sintomatologia morbosa: linfoadenopatia persistente in sede extrainguinale AIDS
Adenopatic Syndrome AIDS conclamato morte
Diagnosi: Ricerca di anticorpi anti-HIV nel siero (sintomo di avvenuta infezione presenza del virus nellorganismo) con tecniche immunoenzimatiche.
Ricerca degli anticorpi diretti contro i singoli polipeptidi con western-blot
Ricerca di antigeni virali (p24)

PCR (ricerca del genoma del virus)


Isolamento del virus in coltura (coltivazione dei linfociti del soggetto insieme a linfociti
di donatori sani) determinazione dei livelli di trascrittasi inversa o del livello di
antigeni virus specifici
PICORNAVIRUS
Piccoli virus ad RNA sprovvisti di pericapside, molto resistenti agli agenti
chimico-fisici (termostabile) in grado di rimanere vitali a lungo nellambiente.
Genoma: RNA a filamento positivo con capside nudo icosaedrico (sufficiente per
infettare)
Forma virione: sferica
Replicazione: citoplasmatica
Attivit biologica: citolisi
1. RHINOVIRUS (raffreddore). Agente eziologico del raffreddore comune e delle
infezioni del tratto respiratorio superiore. Sede di infezione e di replicazione:
localizzata a livello delle cellule dellepitelio cilindrico della mucosa nasale.
Isolamento: secrezioni naso-faringee (nei primi 5 gg di malattia)
Caratteristiche peculiari: - inattivati a pH acido
- infettivi anche a 50C
2. ENTEROVIRUS (poliomielite). Infezione asintomatica. Sintomatologia enterica o
da questa sede disseminazione a vari organi.
Trasmissione: via oro-fecale per contatto con mani e materiali sporchi
Vaccini: per la polio vivo e somministrato per via orale (trivalente o trivalente
inattivato); per gli altri enterovirus non esiste vaccino
3. ROTAVIRUS. Virus a RNA. Privi di pericapside, con capside a doppio strato che
conferisce un aspetto a ruota. La patologia provocata di tipo enterico,
rappresentano la causa pi frequente di manifestazione diarroiche soprattutto
nella prima infanzia, pi frequente nei mesi invernali.
Trasmessa attraverso il circuito oro-fecale, ma anche aerea. Possibile causa di
infezione nei reparti di maternit e puericultura. Diagnosi: ricerca degli antigeni
del virus nelle feci
MICETI
Chemiorganotrofi eterotrofi (necessitano di molecole organiche preformate).
Aerobi obbligati o facoltativi.
Riproduzione asessuata e sessuata.
CAPSULA: mucoide di natura polisaccaridica.
PARETE CELLULARE: rigida struttura stratificata costituita da microfibrille di chitina di
natura polisaccaridica, da glucani e mannani. No peptidoglicano.
MEMBRANA PLASMATICA: simile a quella delle cellule dei mammiferi con ergosterolo al
posto del colesterolo.
NUCLEO EVOLUTO
CROMOSOMI: numero variabile in relazione alla specie
RETICOLO ENDOPLASMICO: microtubuli frammisti a ribosomi. In cellule con sintesi
proteica costituito da vescicole associate a m. nucleare
MITOCONDRI: forma e dimensioni variabili
VACUOLI: delimitati da membrana, contengono pigmenti e glicogeno
MICETI

BATTERI

Nucleo

Eucariotico (membrana ben


definita)

Procariotico (nessuna membrana)

Citoplasma

Mitocondri, reticolo
endoplasmatico

Privo di mitocondri e di reticolo endoplasmatico

Membrana
citoplasmat
ica

Contiene ergosteroli

Privo di steroli

Parete
cellulare

Glucani, mannani, chitina,


Assenza di peptidoglicano

peptidoglicano; acidi teicoici; NAM, NAG


Assenza di chitina, glucani e mannani

Metabolism
o

Eterotrofi; aerobi o anaerobi


facoltativi; non si conoscono
autotrofi n anaerobi
obbligati

Eterotrofi o autotrofi; aerobi ed anaerobi obbligat


facoltativi

Sensibilit
ai
chemiotera
pici

Sensibili ai polieni e alla


griseofulvina ; non sensibili
alle penicilline, tetracicline,
cloramfenicolo e
streptomicina

Spesso sensibili alle penicilline, tetracicline, clora


e streptomicina; non sensibili alla griseofulvina o

Dimorfismo

Caratteristica distintiva di
molte specie

Assente (ad eccezione delle forme sporali)

PARETE CELLULARE FUNGINA


Formata da polisaccaridi (glucani, mannani, chitina, chitosano), lipidi e proteine.
LIEVITI
Consistono di una singola cellula (TALLO) che si riproduce per gemmazione
(blastogonia).
Unicellulari
Gemmazione imperfetta (blastocelle e pseudoife)
Gemmazione: meccanismo di riproduzione asessuata durante il quale si forma una
protuberanza (gemma) sulla cellula madre, protuberanza che si stacca. La cellula
madre resta. Qs processo permette ai lieviti di riprodursi velocemente e colonizzare
pi velocemente un ambiente.
Ogni cellula madre pu produrre fino a 40 gemme poi muore.
MUFFE
Pluricellulari
Consistono di lunghi filamenti (ife) che crescono per estensione apicale o per
ramificazione ifale da una spora quando qs si trova in condizioni permissive per la
crescita. Le ife possono essere settate in maniera irregolare, regolare o non settate.
Vanno a costituire il micelio o tallo.
Si riproducono anche per riproduzione asessuata con ascospore. Due lieviti si uniscono
in uno zigote che si accresce di dimensione, si trasforma in un asco (astuccio) e per
meiosi si formano delle ascospore
Riproduzione sessuata: meiosi
Le spore si formano per fusione del nucleo con il protoplasto seguita da meiosi.
Riproduzione asessuata: mitosi
I conidi si formano per mitosi non preceduta da fusione nucleare e coinvolgimento di
gameti.
Gemmazione (conidio: spora asessuata o agamica)
ESEMPI DI MICETI:
Dermatofiti: affezioni di cute, capelli ed unghie denominate dermatofizie o tigne.
TINEA CORPORIS: lesione eritemato-desquamativa della cute glabra.
TINEA PEDIS: macerazione e fissurazione interdigitale e ipercheratosi plantare.

TINEA CAPITIS: alopecia zonale.


TINEA UNGUIUM: alterazioni distrofiche delle unghie
FUNGHI DIMORFICI
CANDIDA ALBICANS: commensale di cute e mucose (cavo orale, vagina) e feci.
Dissemina per via ematica. Infezione esogena o verticale. Funghi opportunisti (AIDS).
Infezioni: mucose (mughetto, vulvovaginiti), cute, unghie.
DIAGNOSI MICOSI
Ricerca microscopica dei miceti nei materiali biologici a fresco e in sezioni istologiche.
Esame colturale, terreni solidi: Sabouraud con incubazione a 25 e/o 37 C.
PARASSITOLOGIA: PROTOZOI
Microrganismi eucarioti, unicellulari, chemiosintetici ed eterotrofi.
Membrana esterna: pellicola.
Citoscheletro: contiene tubulina, actina. Reticolo endoplasmatico, ribosomi,
mitocondri.
Nutrizione: fagocitosi, citostoma.
Movimento: pseudopodi, cilia (corte appendici), flagelli (appendici pi lunghe, 1-8).
Riproduzione: asessuale (scissione binaria), schizogonia (scissione multipla, es
malaria), sessuale per coniugazione e copulazione.
Chemiosintetici: batteri autotrofi che usano l'energia liberata da reazioni inorganiche
per attivare i propri processi vitali, compresa la sintesi di molecole organiche.
Eterotrofi: non in grado di sintetizzare le proprie molecole organiche autonomamente
a partire da molecole inorganiche, come ad esempio utilizzando l'anidride carbonica.
Per la sopravvivenza devono far riferimento a composti organici sintetizzati da altri
organismi
Pseudopodio: estroflessione del citoplasma
Copulazione: fusione di due individui aploidi, detti gameti, in un individuo diploide
detto zigote. La meiosi pu, essere iniziale o intermedia. (Nei vertebrati terminale)
Lo zigote potr andare subito incontro alla meiosi, dando origine a individui aploidi che
si riprodurranno per mitosi .
DIAGNOSI
a) Osservazione microscopica a fresco o dopo colorazione;
b) Prova biologica;
c) Colturale;
d) Indagini sierologiche.
TERAPIA
Farmaci ad azione antiprotozoaria
PLASMODIO MALARIA
Genere Plasmodium: 150 specie; 4 patogene per luomo
Prima causa di morbosit e mortalit nel mondo. Le zone pi interessate sono quelle
intertropicali di Africa, Asia ed America Latina. In Europa ci sono casi di importazione
per rapporti turistico-commerciali.
Trasmissione interumana insetti vettori del genere Anopheles; le femmine sono
ematofaghe, iniettano i protozoi sotto forma di sporozoiti durante il pasto ematico.
Sintomi clinici: febbre, mialgia, mal di testa, brividi, anemia.
FLAGELLATI A LOCALIZZAZIONE INTESTINALE
GIARDIA INTESTINALIS: (patogena per luomo). Trasmissione oro-fecale.
Una forma vegetativa (trofozoite): 10-20 m

Una forma quiescente (cisti): 2-4 m


Trofozoite: si localizza a livello dellintestino tenue dove aderisce con disco ventrale
(tipo ventosa).
Infezione: quasi sempre asintomatica (80%). Moltiplicazione notevole, quadro di
infiammazione con diarrea e malassorbimento.
Ricerca diretta nelle feci: cisti
Ricerca indiretta nelle feci: antigeni parassitari.
ENTAMOEBA HISTOLYTICA
Ubiquitaria con predilezione di climi caldi della fascia intertropicale. Pi elevata
nellAmerica Latina.
Localizzazione intestinale- trasmissione oro-fecale.
Forma vegetativa: trofozoite
Forma quiescente: cisti
Estrema variabilit di patogenicit e virulenza da ceppo a ceppo. Il trofozoite si
trasforma da forma minuta a forma magna invasiva penetra la parete intestinale.
PROTOZOI EXTRAINTESTINALI
TRICHOMONAS
Trichomonas vaginalis: patogeno vie genitali
Trichomonas hominis: parassita del tratto gastro-enterico
Trichomonas tenax: parassita del cavo orale
Non produce forme di resistenza, molto fragile, trasmissione prevalentemente per
contatto sessuale.
Infezione localizzata delle mucose dellapparato genitale, senza attraversare la
mucosa a cui aderisce.
Spesso asintomatico nelluomo.
Nella donna: vaginite con abbondante leucorrea, prurito ed edema della mucosa
vaginale.
Diagnosi: ricerca diretta del parassita negli essudati vaginali.
Terapia: metronidazolo.
TOXOPLASMA GONDII
Il ciclo vitale di T. Gondii prevede una fase sessuata che si svolge nellospite definitivo
(intestino GATTO) ed una fase asessuata negli ospiti intermedi (sangue e placenta
UMANA, animali domestici).
Diffusione cosmopolita, >50% popolazione sieropositiva, la siero-prevalenza
aumenta con let.
Infezione quasi sempre asintomatica o simil-mononucleosica.
Toxoplasmosi in HIV+ con encefalite mortale.
Molto a rischio le FORME CONNATALI (I trimestre: aborto; II-III trimestre: calcificazioni
intracraniche, idrocefalo, corioretinite, convulsioni.)
Importante valutare la sieropositivit e prevenire linfezione in gravidanza.
TRIPANOSOMIASI AMERICANA O MALATTIA DI CHAGAS
Tipica malattia del sottosviluppo con emitteri vettori (cimici)
T. cruzi viene emesso con le feci del vettore durante il pasto ematico, penetra come
tripomastigote infettante e colonizza il sistema macrofagico (amastigote).
Periodo incubazione: 15-20 giorni
Fase ematica con febbre, epatosplenomegalia, linfoadenomegalia. Pu durare diverse
settimane o diventare cronica e in alcuni casi portare alla morte.
Diagnosi: ricerca diretta nel sangue nella fase ematica.
TRIPANOSOMIASI AFRICANA O MALATTIA DEL SONNO

Tryp. Brucei rhodeniense della costa africana. Serbatoio animale: antilopi.


Tryp. Brucei gambiense dellovest dellafrica. Nessun serbatoio animale
dimostrato.
Inoculazione del protozoo durante il pasto ematico della glossina (mosca tse tse).
Periodo di incubazione: lesione cutanea locale nel punto di inoculo (20 gg/1 anno).
Fase emolinfatica: febbre, epatosplenomegalia, linfoadenomegalia. Pi grave nella
forma orientale.
Fase cerebrale: meningite, emorragia cerebrale. Pi acuta nella forma orientale.
Diagnosi: ricerca diretta nel sangue e/o liquor.