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Mos Maiorum - Wikipedia

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Mos maiorum
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Il mos maiorum[1] (latino per "costume degli antenati") è il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana.[2] Per una società patriarcale come quella romana le tradizioni sono il fondamento dell'etica; esse comprendono innanzitutto il senso civico, la pietas, il valore militare, l'austerità dei comportamenti e il rispetto delle leggi. Il mos maiorum , fondendosi all'insieme di valori acquisiti in seguito all'ellenizzazione della cultura latina, darà vita all' humanitas. Il termine mores , è già usato nel periodo protostorico dalle tribù stanziate nel territorio laziale, in riferimento a usi di tipo magico-religioso. Ne dà una definizione Sesto Pompeo Festo:[3]
(LA ) « Mos est institutum patrium, id est memoria veterum pertinens maxime ad religiones caerimoniasque antiquorum. » (IT) « Il costume è l'usanza dei padri, ossia la memoria degli antichi relativa soprattutto a riti e cerimonie dell'antichità. »

Dal periodo regio, all'età imperiale vengono a identificarsi con una tavola di valori di esempio per la comunità.
Indice  [nascondi]  1 Mores come costumi-usanze 1.1 Storia 1.1.1 Protostoria: dal X secolo a.C. alla metà del VIII secolo a.C. 1.1.2 Età regia 1.1.3 Età repubblicana (509-27 a.C.) 1.1.4 Età imperiale (27 a.C.-395 d.C.) 1.2 Fonte dei mores 1.3 Mores opera scritta o non scritta? 1.4 Categorie di mores 2 Mores come forma di diritto (non scritto) 2.1 Storia 2.1.1 Dal X secolo a.C. alla fondazione di Roma 2.1.1.1 Nella struttura familiare 2.1.1.2 Nei riti religiosi 2.1.1.3 Nei rituali funebri 2.1.1.4 Nella divisione del lavoro 2.1.2 Dal 754 a.C. al II secolo d.C. 2.1.2.1 Nella vita politica

http://it.wikipedia.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17.08.42]

Mos maiorum - Wikipedia 2.1.2.2 In ambito militare 2.1.2.3 Nel diritto di famiglia 2.1.2.4 Nella tradizione religiosa 2.1.2.5 Nel rapporto patronato-clientela 2.2 Mores come regolatori delle legis actiones 2.3 Mores e ius 2.4 Il titolare dei diritti derivanti dai mores 2.5 Sanzioni in caso di non osservanza dei mores 2.6 Differenza tra mos e consuetudo 3 I mores come valori della romanità 3.1 Storia 3.1.1 Età regia 3.1.2 Età repubblicana 3.1.3 Età alto-imperiale 3.1.4 Crisi del III secolo ed età tardo-imperiale, fino a Giustiniano 3.2 Valori fondamentali della romanità nei mores maiorum 3.2.1 Fides 3.2.2 Pietas 3.2.3 Majestas 3.2.4 Virtus 3.2.5 Gravitas 3.2.6 Altri valori della romanità 4 Note 5 Collegamenti esterni 6 Fonti 7 Bibliografia

Mores come costumi-usanze

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I mores sono dei precetti normativi accettati da tutta la comunità poiché investiti di un auctoritas (derivante dal fatto che venivano seguiti dai patres e in parte in quanto rivelati dai sacerdoti). Questi mores non solo sono un'usanza investita di sacralità, ma costituiscono un abbozzo di costituzione per l'intera comunità romana, obbligata a seguirli. Si riteneva, soprattutto in epoca regia, che il rispetto di questi precetti (accomunati a religiosità e magia) proteggesse dalle forze dell'occulto in quanto concorde al volere delle forze soprannaturali. I mores , pur non creando alcun obbligo reale, erano talmente impressi nel sistema istituzionale romano da mettere il singolo soggetto nelle condizioni "obbligate" di seguirli. Non si è certi, ma è possibile che i mores , una volta emanati, avessero la funzione di creare un precedente normativo .

Storia

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Protostoria: dal X secolo a.C. alla metà del VIII secolo a.C.
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Per approfondire, vedi Fondazione di Roma e Area di Sant'Omobono .

Secondo le opere storico-giuridiche di Gaio e Sesto Pomponio [4] i mores , sono usi e costumi delle tribù che si unirono e formarono Roma[5] . In questa prima fase erano solo i mores L'area "sacra" di Sant'Omobono dove si sono svolti gli a identificarsi col diritto romano, e scavi e lo studio dei popoli latini risalenti a prima dell'VIII costituivano il modo in cui gli secolo a.C. appartenenti alla comunità dovevano comportarsi: questi modelli di comportamento derivavano da secoli di usanze precedenti dei

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A un certo punto però i mores non furono più sufficienti in quanto il popolo romano richiedeva un diritto più sicuro e non incerto come i mores come attesta l'Enchiridion di Pomponio: http://it. In questo periodo erano gli unici detentori delle conoscenze giuridiche. il loro compito consisteva nel rivelare questi usi al soggetto che li richiedesse (sempre segretamente) o piuttosto ad interpretarli nel modo che ritenessero più consono.Mos maiorum . Cicerone e Sesto Pomponio. nel rispetto delle forze naturali. dai re con l'intervento anche o solo del Pontefice massimo. emanate La lupa capitolina. vedi Età regia di Roma . oltre ai libri pontifici (non sappiamo se opera a parte o sezione del Liber): questo libro raccoglierebbe le norme di Romolo e quelle di Numa Pompilio ma in particolare anche i riti sacerdotali sicuramente derivanti da mores [9] . invece la prima opera che si perde nella leggenda sarebbe il liber numae di Numa Pompilio il fantomatico Liber Numae. con i primi re. Romolo e Remo. ma (soprattutto nella Roma precivica) erano semplicemente precetti comunemente rispettati dalla comunità. Solo Sesto Pomponio [7] tramanda che. come decidevano i sacerdoti. Nell'età regia l'interpretazione fu affidata al rex e al Pontifex Maximus . Questo perché nel diritto dell'epoca era acceso un forte moralismo.C.08. Gli studiosi ritengono che prima dell'età regia (ovvero la fase pre-civica ) i mores si basavano sul comportamento delle familiae e successivamente (a partire dalla metà del VIII secolo a. sia le pratiche tradizionali che i rituali arcaici gettano le proprie radici nelle consuetudini collettive. tenendoli segreti. Grazie anche ad altre fonti.C.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17.42] . in parte riprese da quelle di Numa.C. sia insieme che separatamente. A questo punto gli storici hanno cominciato a pensare che ci fosse un profondo collegamento tra leges regiae e mores poiché anche il pontefice poteva emanarli così si ritiene che alcuni di questi forse con qualche modifica non siano altro che costumi diventati leggi. si sentì il bisogno di creare norme scritte tanto da generare l'atto normativo delle leges regiae . Età regia [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire.Wikipedia pagi [6] . che però non ci è pervenuto. tutti gli atti normativi dell'età regia sono comunque scomparsi per l'incendio che colpì Roma nel 390 a. Quindi consigliavano al richiedente una condotta da seguire per conseguire il proprio interesse o per difendersi correttamente da un diritto altrui. come si evolsero nel tempo. lex regia e rex (Roma antica). custoditi in archivi sacerdotali segreti.[11] ad opera dei Galli di Brenno. i sacerdoti raccoglievano tramite forma orale (probabilmente anche per iscritto) questi usi. Da quest'opera si ispirarono anche i re successivi creando nuove leges. conosciamo queste norme. Intorno al X secolo a. metodo utilizzato sia nel periodo regio che in buona parte del repubblicano. si dovevano quindi rispettare prefissati modi di parlare e di comportarsi per condurre una trattativa o semplicemente far valere un proprio diritto. Secondo la tradizione e in quest'epoca che si emanarono in opera scritta le leggi il primo non fu Romolo che li emanò sempre oralmente (anche se Dionigi d'Alicarnasso[8] ci informa che alcune di esse furono rese in forma scritta per volere dello stesso Romolo). Questi mores furono man mano raccolti dai sacerdoti. La tradizione successivamente ci parla anche di altre opere come il commentarius di Servio Tullio e i Libri sibillini che ricevette Tarquinio il Superbo dalla ninfa Sibilla e che avrebbe alcuni riti religiosi [10] . probabilmente anche nuovi mores . tra cui Plutarco.wikipedia.) anche delle gentes . In un primo momento i mores non costituirono leggi effettive. Nessuna fonte tramanda nulla di preciso sui mores nell'età primitiva di Roma. Comunque. che li tramandarono oralmente.

la plebe ormai sospettava che le interpretazioni del Pontefice Massimo fossero a favore dei Patrizi e a danno dei plebei finò a cui si giunse al punto di rottura. (Sesto Pomponio .C. » (Sesto Pomponio . dall'altra anche il Pontifex Maximus contribuiva all'emanazione delle leges regiae alcuni studiosi ritengono che alcune di queste siano in realtà mores resi in atto normativo regio o almeno in parte.C. si creò un movimento plebeo il cui fine era un regolamento scritto che ottennero circa nel 450 a. da altra parte erano sempre vigenti i mores e lo stessa legislazione del periodo precedente.08. » Interno della Curia. quibus Superbus Demarati Corinthii filius ex principalibus viris.) [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. Quae omnes conscriptae ex stant in libro Sexti Papirii.Mos maiorum . Con la cacciata dei Tarquini si concluse l'età regia e l'unico diritto ritorna a essere le rivelazioni e l'interpretazione dei soli Pontefici dei mores . che visse nella stessa epoca in cui visse il superbo figlio di Demarato di Corinto. sine iure certo primum agere instituit:omniaque manu a regibus gubernabantur . antica sede del Senato. qui fuit illis temporibus. Poi siccome queste non erano di facile lettura la loro interpretatio era comunque lasciata ai Pontefici tenuta ancora segreta perciò da http://it.traduzione ) Siccome nell'età regia poteva rivelare i mores interpretati anche il rex sicuramente era a conoscenza dei mores . traduzione ) poi più avanti ci parla di leggi regie emanate dai re della tradizione: (LA ) « Et ita lege quasdam et ipse curiatas ad populum tulit:tulerunt et sequentes reges. grazie a un decemvirato legislativo durato due anni che aveva il compito di elaborare in massime il diritto esistente finora perciò soprattutto di mores (secondo alcuni studiosi anche tramite leges regiae che hanno fatto da memorizzazioni dei mores ).wikipedia. di conseguenza anche questo sarebbe da ritenere un sistema di emanazione di mores (se pur indiretto).org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. » (IT) « Così egli (Romolo) propose al popolo alcune leggi curiate (ovvero le leges regie secondo gli studiosi): altre ne proposero i re successivi. » (IT) « e certamente il popolo all’inizio della nostra città (Roma) decise di agire senza legge stabile. Età repubblicana (509-27 a. Enchiridion [12] . Alcune fonti ci raccontano tra cui Livio e Dionigi d'Alicarnasso che a partire dal 462 a. Tutte queste leggi si trovano scritte insieme nel libro di Sesto Papirio. Enchiridion [13] . Nella prima metà del V secolo a. vedi Repubblica romana e Leggi delle XII tavole. senza diritto stabile: tutto era governato dai re con il loro potere.Wikipedia (LA ) « Iniquae initio civitatis nostrae populus sine lege certa. (per citare uno) fra gli uomini più illustri. Però in questo periodo che durerà circa 50 anni la plebe comincia già più a sospettare che i Pontefici interpretino solo per i loro gusti a discapito degli stessi plebei.42] .C.C.

Oppure ancora i riti officiati dal rex sacrorum che fu eliminato come figura istituzionale solo nel 390.wikipedia.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17.) che era una raccolta di tutte le leges regiae dell'età regia: anche quest'opera si perde nei meandri della tradizione e non sappiamo se è esistita davvero.legis actiones . vero studioso del diritto) può essere considerato Sesto Elio. in caso contrario verranno ritenute inique. tramandati e conosciuti solo dai sacerdoti. ma sicuramente poteva essere di grande aiuto per capire i collegamenti mores -XII Tavole e mores .-395 d.42] . sarebbe meglio dire. fu caratterizzata dal regolamento dei mores in forma di massime. vedi Impero romano .C. Il giurista Gaio Svetonio Tranquillo ci racconta di un editto di censura del 92 a. Anche quest'opera non ci è pervenuta.Mos maiorum . Per i periodi successivi non ci sono informazioni. Augusto nelle vesti di pontifex maximus http://it. è possibile che i mores siano stati decisi sempre da questi ultimi tramite le varie costituzioni che ne delineavano i limiti. Si trattava di una raccolta dei mores fino ad allora esistenti. Età imperiale (27 a. che mantennero così il monopolio interpretativo. cominciarono a chiedere un'opera scritta che riassumesse l'essenza dei mores in modo tale da fermare il monopolio dei Pontefici su questi regolamenti orali. resosi conto che i Pontefici emanavano i mores solo in favore loro o dei patrizi. Il primo cinquantennio del V secolo a. che pone i mores come regolamenti ai quali tutte le consuetudini (Gaio Svetonio parla di novità forse riferendosi anche alle leggi. D'altra parte però le XII Tavole erano un'opera che non poteva riguardare e non riguardava tutti i rami del diritto perciò dove non arrivavano le XII Tavole venivano utilizzati e rivelati i mores [14] Sempre secondo Sesto Pomponio la prima opera riguardante i mores (sempre indirettamente poiché riguarda le leges regiae) dell'età repubblicana secondo la tradizione era il ius papirianum di Sesto Papirio (secondo alcuni Gaio Papirio. Fonti utili potevano essere anche il ius usucapionis (di Appio Claudio Cieco) e il ius Flavianum (di Gneo Flavio): il primo legis actiones riprese da archivi pontificali il secondo su rifacimento senza modifiche ma purtroppo non pervenutoci. i plebei.C.C. Tutto ciò mutò con Tiberio Coruncanio. il quale nel 198 a. ma da Livio e da Dionigi d'Alicarnasso ci viene raccontato che a partire dal 462 a. grazie al giurista Giuliano dal quale sappiamo che i mores dovevano essere seguiti solo se non vi erano leggi contrarie.C.C. venne affidata ai pontefici. un esempio sarebbero i sacrifici fatti dal senato sull'altare della vittoria per buon auspicio nelle guerre. fa un'opera di analisi delle XII Tavole e dell'interpretazione pontificale oltre alle legis actiones chiamata tripartita (lat.C. primo pontefice plebeo: egli rivelò i rituali e come venivano emanate le XII Tavole e da qui cominciarono i primi giuristi laici. venne emanata la legge delle XII Tavole. vicino al 380 quando invece l'editto di Tessalonica dichiarava la religione cristiana religione di stato.08. Il primo giurista (o.C.) [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. diventato poi anche console. Pontifex Maximus nel 509 a.C. dove le XII Tavole non contemplavano determinate norme. I mores dovevano comunque essere ancora molto seguiti nel I secolo a.Wikipedia ritenere sempre rientrante come interpretatio di mores almeno sino a quando Tiberio Coruncanio non la renderà pubblica e comincerà un'interpretazione laica creando vero e proprio diritto ovvero la creazione del Ius Civile. in qualche misura) si devono adeguare. Poiché l'opera risultò di difficile interpretazione.C. tripertita). Pontifex Maximus e Imperatore . ma è da ritenere che almeno in ambito religioso pagano qualcosa sopravvisse. Con l'avvento degli imperatori romani. poi eliminato nel 382 per volere imperiale. Così con un decemvirato legislativo durato un paio d'anni (le fonti sono discordanti) nel 450 a. Le ultime informazioni che abbiamo sui mores come regolamenti risalgono al II secolo.

si pensi alla pignoris capio di cui Gaio ci informa che è una legis actio che è strutturata in alcuni punti secondo i mores . che applicavano già una loro scrittura. e il IX secolo a. [ modifica | modifica sorgente ] Questo è un aspetto molto dibattuto dagli studiosi romanisti.C. 390). ma dall'altra parte per gli altri settori del diritto le rivelazioni dei pontefici assumono meno rilevanza anche perché molti di questi sono già conosciuti dai cittadini e veicolo sempre maggiore diventa la tradizione oltre che magari già applicati all'interno del sistema giudiziario. comunque almeno dal VIII secolo a. non si trovano più informazioni ma sembrerebbe che hanno perso quasi del tutto la loro rilevanza come atto giuridico. ecc. Se poi il iudex (giudice) e indeciso su una causa controversa perché magari quel negozio e regolato da mores o regole conosciute solo dai pontefici può chiedere che intervenga il Pontefice come arbitro della controversia. Arvali. perciò si viene a delineare un archivio pontificale in cui vengono a essere raccolti tutti i precetti e le attività effettuate dai sacerdoti distinguendo le opere http://it. Prima con Gaio Svetonio Tranquillo che racconta di un editto di censura del 92 a.C. Dall'altra parte con l'avvento del periodo imperiale sono gli stessi imperatori a restringere gli ambiti di utilizzo di questi con le loro costituzioni e ne abbiamo informazioni dai giuristi. che queste opere siano di più recente fattura circa IV-III secolo a. Dopo il II secolo d..Mos maiorum . dalle fonti vengono menzionate numerose opere scritte relative ai mores (oltre a rilevanti correlazioni e relazioni tra greci e romani che hanno un periodo di applicazione della scrittura molto vicino a questo periodo) e alle leges regiae di cui libri pontificii.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17.42] . In piena età regia i mores furono redatti in forma scritta o ed emanati anche dai re poi con la fine dell'età regia l'unica fonte dei mores restarono i sacerdoti con le loro rivelazioni e la tradizione.) che talune opere o Plutarco ma ce ne sono molti altri. i quali erano i genus all'interno della loro famiglia e seguivano determinati culti ed i relativi sacerdoti. validi ancora per qualche rito pagano (riti del Rex sacrorum. non devono essere considerate giuste. date da autori come Cicerone che era anche un sacerdote augurale perciò aveva libero accesso ai libri augurales (anche se alcuni storici ritengono. almeno fino a Teodosio I. che dichiarava: « Tutte le novità fatte contrariamente alle usanze e alle tradizioni dei nostri antenati. le fonti dei mores non erano altro che il comportamento dei patres . Fonte dei mores [ modifica | modifica sorgente ] All'inizio. successivamente delle gentes poi non si sa quando probabilmente prima dell'inizio dell'età regia furono raccolti dai sacerdoti che li memorizzavano e tramandati oralmente e perciò le fonti dei mores erano gli stessi sacerdoti e la loro interpretazione. libri regii ecc. È probabile che già questi raccogliessero i culti seguiti in quell'epoca.08.C. Mores opera scritta o non scritta? Per approfondire. La seconda linea di pensiero invece non è d'accordo poiché afferma che è vero solo in parte infatti all'inizio probabilmente erano emanati e raccolti oralmente (anche se da alcuni ricostruzioni archeologiche risultano dei rapporti in questo periodo tra minoici. [15] » Infine con Giuliano (II secolo) afferma che i mores si utilizzano solo se non vengono previste leggi in quegli ambiti. e latini perciò un periodo di formazione della scrittura laziale derivante da questi influssi) tra il X secolo a.wikipedia.. probabilmente sulla base del racconto di Livio che ci parla nell'Ab Urbe Condita della perdita di molti documenti riscritti successivamente dai sacerdoti a causa del sacco di Roma del 390 a. in questi gruppi parentali stanziati sulle colline dove i più anziani erano i sacerdoti.C.C.C. addirittura la festività del Lupercalia sopravvisse sino al 495 o forse poco oltre.Wikipedia Le rivelazioni dei pontefici per quanto riguarda i mores hanno sempre minor rilevanza poiché molti settori vengono sostituiti con l'osservanza di leges . libri augurales.C. vedi Lex regia. nell'età protostorica. in linea generale si possono individuare tre correnti: Nella prima alcuni studiosi sulla base di alcune fonti risulta immancabilmente che i mores erano un regolamento non scritto come ci informano all'inizio delle loro opere Sesto Pomponio col Enchiridion (viene definito ius incertum) e Gaio con le sue istituzioni(parla di usi che all'inizio ogni popolazione segue).

C.Wikipedia rispettivamente con libri per i primi e commentarii per i secondi. i mores iudiciorum usi che regolavano lo svolgere delle attività processuali poiché anche in quegli ambiti si rispettava un certo schema. Categorie di mores [ modifica | modifica sorgente ] Alcuni di questi costumi prendono vari nomi e non vengono identificati semplicemente col termini di mos . alla fondazione di Roma [ modifica | modifica sorgente ] Riguardo a questo periodo non abbiamo nessuna fonte di scritti coeve (non c'era ancora la scrittura forse) o di autori successivi perciò per stabilire le tradizioni l'unico modo è utilizzare lo strumento archeologico con le poche informazioni dateci dagli autori. i mores militum : usi e costumi militari si pensi alla figura del cittadino-soldato che si divide tra coltivatore e guerra e si accontenta da una parte della gloria dall'altra della semplicità. e l'attività della donna dedita alla tessitura e ai lavori domestici. Poiché vengono rinvenuti diverse qualità di corredi funerari cioè corredi funerari più ricchi e meno ricchi e da ritenere possibile una differenza economica tra le varie famiglie non si può dire se http://it. le quali fortemente collegati ai mores .org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. migliori della romanità) i mores regionis che erano quelli che erano validi solo in una precisa regione i mores sacer (nominati come lex sacra dalle fonti o anche come sacra gentiles) erano quelli relative al culto i mores familiae (o gentes ) che erano validi limitatamente a quel gruppo familiare o a quella gens che oltre che di tipo religioso come i sacra gentiles potevano essere anche di altri ambiti come comandare un dato abbigliamento o un dato culto ecc.al di là della rielaborazione degli storici antichi che sicuramente ripresero le norme nelle loro così dette citazioni testuali togliendo molti arcaismi.wikipedia. che si dedicano all'attività della raccolta-coltivazione forse anche della caccia trovandosi in una zona boschiva e infine della guerra perciò un contadino-soldato forse anticipatore del più recente cittadino-soldato istituito nel periodo romuleo. Nella struttura familiare [ modifica | modifica sorgente ] Prima di tutto secondo i corredi funerari trovati dagli scavi archeologici si ha una differenza di attività tra maschi. In questo periodo esiste solo la struttura familiare della familia mentre la gens ancora non esiste. questi primi insediamenti sono di tipo strettamente familiare cioè il gruppo seminomade o sedentario stabilito in un colle è una famiglia o comunque legata da legami parentali. Mores come forma di diritto (non scritto) Per approfondire. e questi sarebbero arrivati fino a noi tramite le informazioni indirette di alcuni storici romani e greci che ci parlano delle leges regiae . la struttura delle XII Tavole sia troppo complessa per venir fatta dal decemvirato legislativo ex novo da leggi non scritte e ricordate a memoria ma in realtà le stesse leges regiae e alcuni memoriali dei sacerdoti funsero da ponte tra i mores e la redazione delle XII Tavole perciò sulla base di ciò molti studiosi ritengono che sia esistito qualche documento scritto attinente ai mores (a parte i documenti attinenti alle leges regiae ). queste familiae sempre caratterizzate dal potere patriarcale dove il pater a potere assoluto e di decidere i riti all'interno della familia poiché genus di questa.Mos maiorum . vedi Diritto romano . Infine c'è una terza linea di pensiero però di tipo induttivo in cui vedrebbero i sacerdoti come redattori di testi memoriali dei mores .42] . infatti esistevano: i mores maiorum che identificavano i costumi più antichi o caratterizzati da maggior auctoritas dei maiorum (delle persone più influenti. Si parla delle popolazioni stanziate nei territori dove poi verrà fondata la città di Roma e appunto tramite i ritrovamenti funerari si cerca di dedurre costumi e tradizioni e struttura della società in quel periodo remoto. Ci sono idee a tal proposito che ritengono che appunto e da queste redazioni scritte che sia nata la legge delle dodici tavole.08. Gli studiosi ritengono che. [ modifica | modifica sorgente ] Storia [ modifica | modifica sorgente ] Dal X secolo a.

posti orizzontalmente in una fossa o nel dolio. ecc. Successivamente fino al 730 a.C. Nella divisione del lavoro [ modifica | modifica sorgente ] Il costume di questi popoli prevedeva che l'uomo andasse a fare la guerra o a coltivare o http://it. la prima vestale di cui si ha notizia è la madre di Romolo Rea Silvia vestale di certo prima dell'età regia di Roma Nei rituali funebri [ modifica | modifica sorgente ] Il rituale prevedeva..C. Palazzo Braschi) gruppo semi-nomade.wikipedia.C.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. alcune volte viene usata la cremazione. Il periodo successivo fino al 770 a. seppellimento dei morti fuori dall'abitato tranne per i bambini seppelliti vicini o sotto le capanne.Wikipedia c'erano già delle classi differenti. i sacerdoti in questo periodo non sono altro che gli anziani del Vestale (Roma. troviamo tre tipologie di rituali differenti quello della cremazione già esposto quello in cui il vaso coi resti veniva deposto in una fossa chiamata pozzo oppure il terzo in cui veniva fatta una fossa rettangolare per metterci il cadavere supino. così sarebbe anche il popolo abitante nei colli romani e questo sarebbe provato dal fatto che alcune fonti parlano di numen o numena che sarebbero forze secondo le credenze dei popoli più antichi stanziate in questi territori che li identificherebberò non come divinità ma come forze singole ognuna delle quali ha un proprio compito e sarebbero tutte intorno a loro e interverrebero nella vita di tutti. Per molte di queste ci sarebbero dei riti da osservare dai sacerdoti.. almeno la maggior parte utilizzano come donazione alle forze i legumi particolarmente gli scavi hanno scoperto e anche secondo quanto dice Plinio l'utilizzo nei riti della fava.... Fino a circa l'830 a. nel X secolo a. la cremazione del corpo per un periodo prolungato su un rogo (si capisce dal fatto che sono state rinvenute ossa incenerite) dopo di che il fuoco viene spento probabilmente col latte poi le ossa vengono raccolte in un vaso chiamato ossuario collocato in un vaso più grande chiamato dolio a questo viene affiancato il corredo funerario di oggetti in miniatura che servivano nell'aldilà da ciò possiamo anche capire che credevano in un'altra vita. I riti in questo periodo. Da 730 al 630 a.Mos maiorum .C. vide il rituale maggiormente in uso della fossa rettangolare col cadavere supino.08. Prima dell'età regia risale anche il culto di Vesta e delle vestali che dovevano custodire il fuoco di Vesta all'inizio dovevano essere solo due. collane ecc. Non sappiamo nulla dei riti seguiti tranne di uno usato anche in età storica ovvero il rito del Septimontium. il quale è una processione fatta da tutte le popolazioni stanziate nei colli romani o vicini che parte dal Palatino e attraversa molti colli vicini. Ogni forza ha un piccolo intervento nella realtà per esempio quella che fa muovere un fiume oppure quella della pioggia ecc. e il corredo è caratterizzato non più da oggetti miniaturizzati ma da oggetti veri per esempio vengono messe armi vere. questo dimostrerebbe la somiglianza religiosa di tutte queste popolazioni ma questo rito servirebbe anche ad augurare la pace tra le varie popolazioni e avviene l'11 dicembre.. Nei riti religiosi [ modifica | modifica sorgente ] La religione di questo periodo e identificabile mettendo a confronto le culture più primitive dei nostri giorni viene in questo caso messa in rilevanza da alcuni studiosi la popolazione malesiana che credeva nell'intervenire di forze nella vita di tutti i giorni.42] .C. troviamo il metodo a fossa con corredo oppure utilizzo di sarcofagi in terracotta tipo bara.

riponevano le armi e si dedicavano alla vita civile. Successivamente i mores del militare stabiliva che i soldati cittadini venivano obbligati all'arruolamento tramite minacce riguardanti lo stato intero. Dal 754 a.C. L'esercito romano era originariamente costituito da persone della classe superiore. [ modifica | modifica sorgente ] Nella vita politica [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. ma dopo Mario entrarono in vigore i soldati professionisti. i Romani non divisero (cioè le assimilarono) le http://it. Mario non fu solo un homo novus di gran successo. che potevano addossarsene la responsabilità. ruppe la tradizione cercando il consenso dei tribuni della plebe. vedi esercito romano e legione romana . Comunque. In ambito militare [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. Gaio Mario riformò l'esercito per includere capite censi e sottomettere le truppe al suo controllo prima ancora che a quello dello stato. Mario stesso smise di accettare la tradizione dell'élite romana. però sicuramente i mores in questo ambito si limitavano solo a dare la giusta struttura e a qualche altro regolamento che però non intaccava il potere del pater nei confronti di chi abbia un debito o un delitto su un suo consociato o lui stesso cioè i così detto formarsi del vincolo corporale poi evoluto in dare o portere sino ad arrivare a una parvenza di vincolo giuridico. legge e anche sacerdozio. ma fu eletto 7 volte console. cosa mai accaduta prima. dai romani ci si aspettava anche che servissero nell'esercito. Cicerone ottenne molta della sua fama dalla sua abilità di oratore. Sebbene moltissime responsabilità appartenevano alla sfera della vita civile.Mos maiorum .wikipedia. All'inizio emblematica è la figura in età arcaica del cittadino soldato che fino ai 40 anni si dedica solo a due attività coltivare la terra e guerreggiare. e quando non erano impegnati in battaglie o guerre. Nella tradizione religiosa [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. La speranza degli uomini romani era di unirsi all'esercito ed ottenere gloria a servizio dello stato.C. I membri della classe superiore.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. difensore e persino giudice. al II secolo d. Queste figure contrastano fortemente con la carriera di Cicerone. Nella politica. esercito. come era comune nell'era antica. il cursus honorum divenne la procedura standard di attribuzione delle cariche. avendo una conoscenza maggiore della legge e dell'arte oratoria (dal momento che erano consuetudini parte della loro istruzione). poiché essi erano gli unici membri della società che potevano permettersi i costi economici delle armi ed assenze dal lavoro giornaliero. Lucio Appuleio Saturnino e Gaio Servilio Glaucia. vedi religione romana .42] . La partecipazione nella vita pubblica era parte dominante della vita del cittadino maschio nella Roma antica. che seguì severamente il cursus honorum e mantenne una gran coerenza nel sostenere gli interessi dell'aristocrazia e i valori ancestrali da essa salvaguardati.08. soddisfacevano i ruoli di prosecutore. in associazione con Gaio Mario la sua legislazione e le elezioni. lavorando come difensore e Pubblico Ministero nelle corti.Wikipedia raccolta mentre la donna si occupava della tessitura e dei lavori domestici e i sacerdoti (le persone più anziane del gruppo) dei riti sacri. comunque ci furono deviazioni dal cursus . La vita pubblica comprendeva politica. Nel diritto di famiglia [ modifica | modifica sorgente ] I mores stabilivano anche la struttura familiare cioè si limitavano a dare la potestà del pater familias sui suoi consociati nonché la struttura delle gentes. l'osservanza di questo percorso veniva considerata convenzionale. vedi Cursus honorum. Questi ruoli erano doveri tradizionali per la classe superiore. La legge era strettamente legata al cursus honorum e alle magistracies che un cittadino poteva sperare di ottenere. A differenza delle moderne religioni occidentali. alleati dei loro generali.

non lo fecero tutti. Il Collegio dei Pontifici consisteva di diversi culti al capo del quale era nominato un sacerdote. Nominativi più comuni sono però i Lari compitali. alla fine. che erano spiriti protettori dell'imperatore. in aggiunta alle figure antropomorfe divine romane.Wikipedia pratiche religiose ed il servizio allo stato.42] . Da questa analisi si comprende che i mores regolavano le legis actio dicendo che parole andavano dette o quali gesti fare. I Lari sono comuni nella religione privata romana.08. Nel rapporto patronato-clientela [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. la maggior parte della popolazione diventò clientela dell'imperatore. finché. Un altro importante aspetto della tradizione romana è il rapporto tra Patronus e Cliens (patrono e cliente). Oltre ciò anche la sponsio doveva essere regolato da mores anche perché nel rito viene menzionato il ius Quiritium fortemente legato ai mores . Questo è il rapporto che comunemente si è verificato tra Patrizi e Plebei. Come i Lari Augusti.wikipedia. dopo la nomina a princeps di Augusto. dove in cambio per la tutela del Patronus (patrizio). La legis actio sacramentum in rem doveva essere regolata solo dai mores poiché unico atto normativo. il cliens (plebeo) offriva servizi fino a quando il debito non era stato restituito. Invece i Romani mantennero l'usanza dei loro antenati Indo-Europei del lasciare il clero legato allo stato. Oltre a regolare alcuni punti delle legis actionis regolava anche alcuni negozi soprattutto i più antichi come la mancipio e il trasferimento della res mancipi attraverso il rito della pesatura del bronzo grezzo poi man mano con l'evoluzione dell'istituto volto a essere solo mera apparenza poiché il costo della res si pagava con moneta. L'istituto del matrimonio previsto con confarreatio e molti riti di tipo religioso come i Lupercalia o gli auguri con i loro Auspici.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. I romani avevano anche il culto regolarmente dei Penati. Mores come regolatori delle legis actiones [ modifica | modifica sorgente ] I mores all'inizio essendo l'unico regolamento esistente regolavano le legis actiones più antiche ovvero legis actio sacramentum in rem . che variano nelle loro manifestazioni a seconda dei ruoli che hanno. che erano le divinità protettrice della casa privata nel suo interno[16] . che erano i custodi della casa. manus iniectio . come la nuncupatio stessa sote ebbe l'istituto dell'usus (cioè nel senso di usucapire un bene). vedi Clientelismo . che poteva simultaneamente essere in possesso di potere politico e / o militare. che erano i guardiani degli incroci e i Lari familiari. Questo non solo poiché così il gesto o la parola eseguita convenzionalmente dava all'atto per quel diritto validità poiché necessario e sufficiente per conseguire quel risultato come prevedeva il diritto di quel tempo ma anche (questo vale per il periodo più antico soprattutto) poiché così ci si proteggeva dall'intervento di forze occulte che sarebbero potute intervenire negativamente. Essi sono spiriti guardiani. Nel caso della pignoris capio che a quanto ci dice Gaio era ancora in vigore nel suo periodo e poco modificato dal periodo antico poiché ancora molti aspetti regolati dai mores anche se non ci specifica in che maniera. La nuncupatio secondo cui si poteva modificare gli effetti della mancipatio sembra che prima di derivare da una regola delle dodici tavole questa sia stata prima un mores poi rielaborato all'interno della stesura delle XII tavole. Per la manus iniectio non sappiamo bene come si svolgeva la procedura poiché non si hanno molte informazioni ma in linea di massima serviva per avere una sorta di potestas sullo schiavo o sulla moglie dicendo determinate parole e con determinati gesti come ne caso della legis actio sacramentum in rem quando l'attore pone la festuca sulla persona che rivendica come suo schiavo. e la presa della cosa in iure davanti al giudice non doveva essere solo simbolica ma viene supposto da alcuni studiosi che nel periodo più arcaico avvenisse proprio una contesa materiale sulla cosa in un secondo momento diventata più simbolica e seguita poi da giuramento con satisdatio tutti questi aspetti dovevano essere controllati dai mores e insiti nel sistema istituzionale del tempo da cui poi nacquero le leggi. pignoris capio e altre che non conosciamo dalle fonti.Mos maiorum . Senza dimenticare tutti gli dei pagani che poi sono stati assimilati e modificati con le varie conquiste molti dei quali per esempio hanno assunto nomi di dei greci. http://it. Più tardi nella storia romana.

Il ius civile essendo la risultante del lavoro ragionato dei giuristi sulle dodici tavole e solo un'evoluzione ulteriore delle dodici tavole ma anche qua troviamo delle analogie con i mores per esempio il rapporto tra patronus (o gens) e cliens e il l'obsequum del cliens nei confronti del patronus. In questo tipo di ius viene ripreso anche la fides valore romano sin ad antico derivante da mores con cui si basano nel ius gentium soprattutto i commerci tra diverse popolazioni. oppure ancora la mancipatio e molti altri. per esempio l'usucapio deriva da mores prima di diventare una regola delle tavole.42] . Ius honorarium Per approfondire.Wikipedia Mores e ius [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. vedi Ius civile . i relativi collegamenti sono molti. al VI secolo a. Questo diritto si incentra soprattutto nel potere familiare e dominicale e va dal VII secolo a. Un altro ancora è la concessione di exceptio per non aver rispettato una promessa con sponseo tipico istituto antico risalente ai mores perciò vediamo che in certi ambiti sono correlati e che il ius honorarium cerca dei rimedi efficaci a osservare alcuni istituti derivanti dai mores . Il titolare dei diritti derivanti dai mores [ modifica | modifica sorgente ] I titolari di diritti derivanti da mores erano veramente pochi soprattutto nel periodo più antico. vedi Ius honorarium. Come sappiamo le XII Tavole sono fondamentalmente massime di mores e infatti. http://it. vedi Ius Quiritium .Mos maiorum .org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17.08. leges regiae e foedera . I mores più antichi sono strettamente correlati col ius quiritium ovvero il primo diritto romano. XII Tavole Per approfondire. vedi Ius gentium. ma oltre che nel diritto positivo molti collegamenti vi sono anche nel diritto processuale derivante sempre dalle XII Tavole e trasformate con lo ius civile in formule: l'actio sacramentum in rem. ecc. come dicono vari autori antichi.C. perciò non riguarda la branca delle obbligazioni con l'oportere che invece si è sviluppato dopo questo periodo perciò il ius quiritium e caratterizzato fondamentalmente da mores . oppure la traditio molto antico anche questo e poi trasformato in legge tabulara. Per il ius honorarium non abbiamo invece nessun collegamento diretto poiché nasce dalla iurisditio e dall imperium del pretore ma man mano quando si stabilizza riprende istituti dal ius civile modificandoli dall'altra però riprende anche principi del mos maiorum e della consuetudine internazionale nel commercio un esempio è nel caso attore e convenuto abbiano stretto un negozio secondo la fides del mos maiorum e della consuetudine internazionale e il pretore per far rispettare tale fides concede al convenuto un exceptio doli . Ius civile Per approfondire. Ius gentium Per approfondire. vedi Diritto romano . l'agere per sponsionem o la manus iniectio. da Cicerone e da altri poiché viene nominato in alcuni negozi che hanno le loro radici nel periodo più antico come nella mancipatio.wikipedia. Per il ius gentium invece bisogna fare un discorso più complesso poiché riprende oltre a istituti di varie popolazioni anche istituti romani assimilandoli insieme.C. Di questo diritto abbiamo informazioni da Gaio. Ius Quiritium Per approfondire. La risultante è che vengono per esempio ripresi sempre la traditio e la sponseo stipulatio tutte due derivanti da mores . vedi Leggi delle XII tavole.

.42] . soprattutto nell'età imperiale. tendono a non associare i due termini insieme e a individuare invece una differenza. I mores come valori della romanità [ modifica | modifica sorgente ] Se da una parte abbiamo i mores che identificano i costumi e usanze dall'altra i mores divengono strumenti portatori di valori. Quando il mos riguardava determinate azioni criminali come l'omicidio o l'adulterio. con le rivelazioni dei mores .. poi evoluto nell'oportere. anche questo semplice errore recasse nullità al negozio).org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. Sempre in antico quelli che non potevano essere titolari di diritti erano certamente quelli che non potevano essere titolari i situazioni giuridiche ovvero chi non aveva tre requisiti: la libertà. o la poena cullei. il colpevole di un delitto non poteva porre resistenza ed opporsi all'eventuale pena. si deve ritenere possibile che per i mores .08. Nel periodo pre-civico e regio. Anche azioni come attirare il malocchio su qualcuno. se in un primo tempo non veniva sanzionato. poiché la stessa comunità gli impediva di agire). oppure era soggetto al vincolo corporale del danneggiato (o per meglio dire di chi ne avesse avuto il diritto. questo non era considerato valido (anche se c'era un semplice errore di gesti o parole: per es. conferirono a questi il classico carattere giuridico-religioso. dovessero esserci conseguenze simili all'infamia. la potestà su persone alieni iuris cioè lo status di pater familias. Differenza tra mos e consuetudo [ modifica | modifica sorgente ] Negli studi sul diritto romano fino al XX secolo. Gaio ci dice come nel caso di un soggetto che dicesse vites invece di arbores come previsto. A questo proposito si affermava che il fondamento dei mores maiorum fosse basato su cinque virtù fondamentali appunto: http://it. il supplicium more maiorum . la cittadinanza romana. era la stessa comunità che garantiva l'osservanza di riti: così se un soggetto ( pater familias ) doveva chiedere il tributo a un altro soggetto da cui avesse ricevuto un danno. egli era messo in grado di ottenerlo dalla stessa comunità (per es. Tabula VIII). nel periodo delle XII Tabulae venivano colpite da pesanti sanzioni ("Qui malum carmen incantassit. lieve ma non del tutto trascurabile. Se invece il mos riguardava l'usufrutto di un diritto o il porre in essere di un negozio. oppure i sacerdoti ecc. Sanzioni in caso di non osservanza dei mores [ modifica | modifica sorgente ] La non osservanza dei mores da parte di un soggetto prevedeva diverse conseguenze. e in realtà anche alcune fonti di epoca romana si comportano allo stesso modo. generalmente i termini mos e consuetudo vengono considerati sinonimi.". ovvero il pater familias). Poiché i mores venivano definiti come espressione corretta di vedere la vita secondo gli antichi. cioè rappresentano in senso ampio non più dei singoli costumi da seguire ma vengono visti nel loro complesso come rappresentanti di virtù che si devono avere per far del bene alla comunità romana. all'ignominia o anche la pena capitale verso il trasgressore. soprattutto quelli investiti di una maggior auctoritas .wikipedia. Le consuetudines invece sono usi e costumi che il popolo segue passivamente come abitudine non caratterizzate da nessun intervento di memorizzazione sacerdotale: si tratta di atteggiamenti non derivanti da usi antichi ma di più recente fattura dove manca la componente religiosa e intervento sacerdotale. In questo frangente i mores assumono una caratteristica di ideologia. Nel periodo preclassico e classico però la situazione cominciò a mutare con la potestà del pater che diventa sempre meno patrimoniale e il crearsi della distinzione tra situazioni da tutelare e interessi forse anche i filii familia poterono essere titolari di diritti derivanti da mores . Recentemente però gli storici. come l'essere sacrificato a una divinità (sacertà).Wikipedia Infatti in questo periodo sicuramente in linea di massima potevano essere solo chi poteva essere titolare di situazioni giuridiche soggettive ovvero i patres familiae: poi questi potevano essere sposati dunque i mariti (con la manus sulla moglie) o avere un cliens cioè il patronus. Vi è da aggiungere che qualsiasi decisione sottoposta ai valori contenuti nei mores generava un precedente giudiziario.Mos maiorum . oppure militari: per esempio i celeres che dovevano fare dei riti. sulla traccia di altre fonti. oppure il patres nei confronti dei consociati della familia gli alieni iuris. I mores infatti sono usi e costumi (e per certi versi anche consuetudini) conseguiti per ottenere il bene dell'intera comunità e caratterizzati prima da elementi magico-pagani poi dall'intervento sacerdotale: i sacerdoti. il reo nella maggior parte dei casi andava incontro a una pena di tipo religiosopagano.

la lealtà. la fede.42] . l'attività politica e militare 5. il patriottismo. In vari frammenti del Bellum Poenicum traspaiono valori come la virtus . la dignità. il dazio 3. Pietas : la pietà.Wikipedia 1.C. quanto invece di come visse. Già dall'età regia si ritenevano importanti alcuni valori. Viene considerato un pre-Catone ovvero anticipatore su molti aspetti della figura di Catone il Censore. ovvero come il buon cittadino romano preso ad esempio anche dai successori infatti fu grande parlatore ovvero abilissimo nell'attività oratoria e retorica rientrante appunto nell'otium del bonus civis .Mos maiorum .org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. In tutto il periodo repubblicano si denota anche uno sfarzo maggiore dei templi in loro onore rispetto all'età regia. Prima del terzo secolo non abbiamo nessun documento che ci parla dei valori morali romani però quasi certamente ce ne sono stati anche in questo periodo oltre a qualche opera o luogo di culto in loro onore. nelle sue cothurnatae trasaiono alcuni valori riguardanti la guerra e i soldati. la gloria. vedi Età regia di Roma .08. qui si sofferma sul guerriero romano.wikipedia. l'autorità Anche se ne ci saranno plurimi valori che scaturirono dai mores . la serietà.) nelle sue opere fa trasparire l'ideologia eroica.) (IT) « ed essi preferiscono morire lì sul posto piuttosto che tornare con vergogna presso i concittadini. anche se le sue imprese sono forse in parte leggendarie. Non sappiamo se prima venivano messi in rilevanza i valori romani ma da qui partirà l'evoluzione di questi in relazione al mos maiorum. Storia [ modifica | modifica sorgente ] Età regia [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. il coraggio. Come vedremo ci sono però innumerevoli autori che nei secoli successivi dedicheranno chi più chi meno le loro opere vediamone qualcuno e la loro evoluzione nel tempo: La figura di Appio Claudio Cieco per i valori non è tanto importante per le opere che ha fatto poiché non abbiamo notizie di opere che riguardano i valori romani. » È la prima opera a noi pervenuta che ci parla dei valori della romanità. Nevio (III secolo a. l' onore del soldato: (LA ) « seseque ei perire mavolunt ibidem quam cum stupro redire ad suos popularis. vedi Repubblica romana . la devozione. La descrizione di questi valori descritti da Ennio viene alla luce grazie a ritratti di condottieri e uomini di potere in un verso afferma persino: (LA ) (IT) http://it. la fiducia e reciprocità tra i cittadini 2. Età repubblicana [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. » (Gneo Nevio [17] . Gravitas : tutte le regole di condotta del romano tradizionale rispetto per la tradizione. Virtus: qualità peculiari dei cittadini romani. Majestys 4. Successivamente compare nella scena Ennio che nella sua opera degli Annales come nella sua opera epica oltre che di gesta di eroi si parla anche di valori valore verso l'ideologia aristocratica e celebrano la storia di Roma che è stata possibile e è tuttora grazie alla virtus di singoli individui: grandi n mores come uso e costume e il nobili e magistrati che hanno portato prosperità a Roma come Quinto Massimo. Fides: la fedeltà. Da non scordare anche le sue Sententiae . non ne abbiamo informazioni scritte che indicano in che maniera ma sappiamo che già Numa Pompilio fece un piccolo tempio in onore della fides divinizzata sicuramente anche altri ebbero la stessa sorte soprattutto quelli ritenuti fondamentali. Majestas: sensazione di superiorità di appartenenza a un popolo eletto.

a Ritratto senile di cui è stato proposto Marco Porcio Catone come modello. anche se limitatamente. » (Quinto Ennio [18] .) « Lo stato Romano si fonda sugli antichi costumi e sui grandi uomini. dalla cultura greca durante il suo sviluppo.wikipedia. il successivo autore di cui abbiamo notizia ci parla però di valori ellenici è Tito Maccio Plauto il quale però è importante poiché una sorta di maestro di Terenzio a cui fa da mediatore di Plauto Cecilio Stazio.08.42] .Wikipedia « Moribus antiquis res stat Romana virisque . farà anche varie opere che ne esalteranno le caratteristiche: il De agri cultura in cui si danno dei precetti per il giusto comportamento di un proprietario terriero (pater familias) da una parte come attività sicura mentre dall'altra l'attività di soldato cioè espone le caratteristiche che doveva avere un buon cittadino-soldato che si doveva basare su virtù come la parsimonia. ius gentium . si oppone la figura di Catone il censore il quale dal 184 a. Accio i poetae novi e la satira di Lucilio fino a Lucrezio nel I secolo a. gli studiosi romani impararono nuove materie di conoscenza come la dialettica. grazie appunto a questi tre autori oltre al Circolo degli Scipioni la cultura greca con la sua etica e i suoi modelli faranno da mediatori per la penetrazione della cultura ellenica in quella romana e anche grazie a Pacuvio. Il punto di svolta ha inizio quando i romani vennero a maggior contatto e conquistarono i territori della penisola ellenica. a ragionato e pratico: la nascita dei vari ius civile. Roma fu sempre influenzata. duttilità e industria valori tipici anche della precettistica dei mores maiorum nel tempo successivo. colendi peritus. Marco figlio mio. la logica e queste furono applicate al diritto. favore dei valori antichi romani. un gentiluomo (IT) « Uomo buono. ovvero i mores come uso e costume e i mores come portatori di valori della romanità antica che secondo Ennio sono questi i perni di Roma In questo periodo però qualcosa cambia. Marce fili. Infatti Terenzio come il maestro si ispira nelle sue opere teatrali a valori ellenici sulla riga del maestro però in questo caso lui aggiunge anche delle morali (oltre al fatto di inserirci istituti tipicamente romani e valori tipicamente romani come l ' Urbanitas) cosa che invece Plauto non faceva. Un'altra figura sulla scia di Catullo è anche Properzio insieme ad altri rifiuta il mos maiorum e i valori della civitas preferendo un'esistenza dedicata all'amore utilizzando l' elegia.Mos maiorum . ma quando vennero a contatto con la loro cultura. Di non meno scarsa importanza è Catullo e i suoi carmen caratterizzati dalla ricerca dell'amore e della voluptas sottraendosi ai doveri e agli interessi propri del civis romano e dove assumono importanza i sentimenti personali e non l'interesse e il benessere della collettività. cuius ferramenta splendent . figlio mio.C. che fa conoscere la dottrina epicurea alla plebe. vir bonus dicendi (IT) « L'Oratore è. ius honorarium nati dallo studio dei giuristi e dai loro pareri sui casi concreti da cui scaturisce del diritto più pratico e lontano dai tradizionalismi. è l'esperto agricoltore i cui arnesi splendono. » (Catone il censore [20] .) (LA ) « Orator est. » http://it. un diritto che ormai. la filosofia. Marce fili. Marco. Catone. » In questo pezzo possiamo notare la coesione e il collegamento tra gli antichi costumi. A questo ambiente ellenizzante.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. grazie all'influenza greca. si presenta come campione delle antiche virtù romane contro il degenerare dei costumi e le manie di protagonismo ispirate dal pensiero greco [19] . si stava man mano trasformando da tradizionalista.C. il Praecepta ad filium : (LA ) « Vir bonus. con i riti e costumi romani.

Parimenti vediamo uomini consumarsi esercitandole » In queste opere l'obbiettivo di Catone risulta essere la lotta contro il Circolo degli Scipioni. Si exerceas. Poi c'è il De officiis si basa sullo stoicismo di Panezio per formulare una morale contro il disimpegno politico dell'epicureismo e ci illustra valori come l' honestum . si nihil exerceas. la ruggine la distrugge. l' utile. In seguito Cornelio Nepote fa un'opera sull'argomento dei valori romani nel suo caso però col De http://it. si non exerceas. tuttavia. » (IT) « Dice: nel foro era costume vestirsi in modo decoroso. qualche sentenziae del Pro Sestio.) esperto nel parlare. Equos carius quam coquos emebant.42] . Nei pochi frammenti arrivatici dell'opera satira di Lucilio traspare la sua tecnica di satira e di lameto nei confronti della politica e delle condizioni sociali (anche se in parte fu influenzato dalla corrente ellenica) del suo tempo ma non solo.08. l' humanitas si classificava come codice di buone maniere oltre ciò Cicerone andava contro l'epicureismo cioè il disinteresse per la politica cosa che Cicerone non poteva sopportare poiché un uomo romano si deve interessare alla politica e alla vita pubblica. Tra le opere più significative che vanno verso questa linea di pensiero ci sono il De oratore. in casa (vestirsi) quanto bastava.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. conteritur. etica politica ripresa dalla tradizione dei mos maiorum alla classe dominante però anche facendo assorbire la cultura greca senza eliminare valori fondamentali romani come l' otium e l' humanitas. Se la eserciti.wikipedia. la beneficentia . » (Catone il censore [22] . la magnitudo animi . » il Carmen de moribus a noi non pervenuto ma ci sono pervenuti solo due frammenti dal Noctes atticae di Gellio: (LA ) « "Vestiri" inquit "in foro honeste mos erat. Anche se man mano inevitabilmente la cultura greca scorrerà in quella romana. domi quod satis erat. Non c'era onore nel fare poesia e se qualcuno vi si applicava (alla poesia) o partecipava assiduamente ai banchetti era chiamato parassita » (Catone il censore [22] . Compravano i cavalli a prezzo più caro dei cuochi. non tanto per combattere contro la cultura greca in se stessa ma vuole andare contro i suoi elementi illuministici di critica e di pensiero sui valori. Anche Varrone si occupa dei costumi e si rende conto come i suoi predecessori della loro decadenza e ne parla nelle Saturae Menippeae (opera satirica) emblematica è il Sexagensis che racconta di un ragazzo che addormentatosi si risveglia dopo sessant'anni e si accorge che Roma è cambiata in peggio.Wikipedia peritus . infatti per Catone le due culture Romana e Greca possono coesistere ma la prima non deve far corrodere le sue basi etico-sociali costituite dai mores dall'azione di critica della seconda.Mos maiorum . » (Catone il censore [21] . Item homines exercendo videmus conteri. tamen robigo interficit. inertia atque torpedo plus detrimenti facit quam exercitio". dai frammenti pervenutici ci parla anche di un valore importante l' Urbanitas (il bon ton) Figura emblematica sulla scia di Catone e di Panezio (da cui riprende molti pensieri) è quella di Marco Tullio Cicerone che tramite le sue orazioni e opere filosofiche vuole dare una base ideale.) (LA ) « Illa quoque ex eodem libro praeclarae veritatis sententia est: "Nam vita" inquit "humana prope uti ferrum est. Se non la eserciti.) (IT) « Dallo stesso libro si trae anche quella sentenza di chiarissima verità :"Infatti la vita umana è quasi come il ferro. Si quis in ea re studebat aut sese ad convivia adplicabat. Cicerone nella sua opera Cato maior idealizza Catone come simbolo della vecchiaia (visto come valore) dall'altra con l'opera Laelius parla del suo amico Lelio e dei fondamenti dell'amicizia (come valore). Poeticae artis honos non erat. "crassator" vocabatur". il decorum e il galateo.

42] . Tramite queste opere-ritratto esporrà i valori tipici che secondo lui caratterizzavano alcuni personaggi della storia. Al tempo di Nerone. Ma la vera svolta nei suoi commentarii e l'esaltazione dell'onore e del valore dei soldati elogio che si configura come prima promozione propagandistica dei valori della romanità come faranno poi Augusto e Marco Aurelio e non semplicemente di studio filosofico o protesta contro la decadenza dei costumi avvenuta sino ad allora. Orazio a differenza degli altri autori decide di analizzare tramite la satira i vizi invece dei valori.wikipedia. innocentia e magnitudo animi . l'avidità. invece si coglie il collegamento tra Virgilio e la propaganda deologica augustea dove vengono esaltate le tradizioni nazionali dell'Italia contadina e guerriera che ha come clima la guerra contro Antonio dove Virgilio persegue il mito nazionale dell'unità italica. stanco della realtà corrotta di Roma e delle false virtù ostentate ma non http://it. Vizi come gli eccessi. Lui credeva che con la sua filosofia un imperatore guidato bene poteva diventare un buon imperatore forse era questa la sua risposta alla crisi. la stoltezza. vedi Alto impero romano .Mos maiorum . misericordia e anche lui con magnitudo animi affermando che tutti e due erano importanti e positivi per lo stato romano. Viene instaurandosi un tentativo di ripristino degli antichi valori dopo la continua crisi e la loro inosservanza nel periodo precedente dovuta al dilagare della crisi in tutti gli ambiti e in tutto l'impero.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. Riguardo a Gaio Giulio Cesare importanti per il mos maiorum e la sua analisi sono le opere del De bello Gallico. Virgilio li imita ma lo fa anche suo nella prima giovinezza e il risultato che ne ottiene sono le Bucoliche . Man mano però la sua voce satirica viene meno a causa delle dure critiche che gli vengono affibbiate. l'ambizione. I più grandi poeti anche se legati a Mecenate non si sentono veramente obbligati a far risplendere i valori romani nelle loro opere poiché li sentono importanti anche loro e le loro idee coincidono con quelle propagandistiche di Augusto. per la tradizione oltre che per divinizzare il princeps viene fatta anche l'opera dell'Eneide. Più avanti farà un'opera le Georgiche che sembrano ispirate da un programma augusteo di ripristino del mondo agricolo (a causa della crisi) che però non ne risulta traccia. raccontò di vari personaggi del periodo catilineo tra cui Catone e Cesare messi a confronto e ai cui personaggi appiopperà dei valori ben precise (non senza modificare la realtà di alcuni fatti): un Catone caratterizzato da integritas. Nel De bello civili oltre alla guerra civile si sofferma su valori come la pax e la clementia.Wikipedia viris illustribus in cui si sofferma sui caratteri originali di Roma antica e la sua tradizione e i valori mettendoli però a confronto con altre tradizioni di altri popoli facendo un'analisi sui popoli di cui parla che si distinguono tutti dagli altri con i loro maiorum istituta però senza criticare come invece fanno Catone o Cicerone. Sallustio con le sue opere come il Bellum Catilinae . Ma vediamo come rispondono a questa richiesta di propaganda i vari autori: E se Teocrito mette in risalto il mondo pastorale nella sua semplicità con la sua poesia. un Cesare con munificentia . centrali furono le figure di Augusto e Mecenate e la loro attività propagandistica dei valori romani come unione della comunità e l'osservanza dei quali era utile per il benessere della collettività. l'incostanza il tutto volto non a cambiare il mondo ma soltanto di trovare una soluzione alla crisi che pochi possono percorrere. severitas . Questa opera ci fa capire che la struttura politica-giuridica della Roma più antica con i suoi sacerdoti e il collegio dei Pontefici non era molto dissimile da quella gallica. in cui si racconta la sua campagna militare in Gallia però non si sofferma a semplice cronaca di guerra ma analizza il mos gallicus e la struttura politica gallica con a capo la figura dei druidi.08. nel secondo illustra a Nerone come si comporta un buon imperatore che deve avere come valore massimo la clementia. Nel passaggio dalla Repubblica al principato . Oltre ciò fa anche una riflessione sul dilagare del malcostume che secondo lui è dovuto a lotte continue tra le varie fazioni. fu Seneca ad illustrarci nelle sue opere valori come la beneficentia e la clementia nelle opere del de beneficiis e il de clementia: Nel primo ci illustra il rapporto tra benefattore e beneficiato. Età alto-imperiale [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. In epoca flavia.

Wikipedia praticate.Sono a tal proposito illuminanti le parole dell’imperatore Marco Aurelio: « Pensa in ogni momento che sei un romano ed un uomo e che devi eseguire ciò che hai tra le mani con dignità coscienziosa e sincera. Più tardi anche con Tacito conosciamo i valori un esempio è l'opera De vita et moribus Iulii Agricolae dove esalta il suocero Giulio Agricola per la conquista della Britannia e in quest'operà ci parla proprio della virtù guerriera: la virtus .org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. di subordinare ogni suo sentimento ed azione all’interesse del tutto. con benevolenza e libertà e giustizia. Un altro. fino a Giustiniano [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire.wikipedia. scrive anche che vorrebbe che Roma ritornasse agli albori pastorali. Ma non solo esalta la figura del suocero anche quando era sotto un brutto imperatore come Domiziano dove esalta la sua fedeltà . Aulo Gellio con le sue Noctes Atticae è un osservatore attento e scrupoloso dei periodi precedenti e soprattutto del loro pensiero anche in quest'opera troviamo valori tipici romani ripresi da altri autori più antichi Aulo Gellio li riprende e li fa propri esaltando alcune personalità del passato e le loro idee. Dal I secolo viene a diffondersi lentamente la religione cristiana che viene combattuta dagli imperatori assiduamente poiché i cristiani non riconoscono come dio Edizione del Digesta (XVI secolo). http://it. Le sue opere si soffermano sulle virtù e i valori che devono avere un buon insegnante e un buon Oratore analizzando in modo preciso l'arte retorica e i rimedi per uscire dalla crisi e corruzione dell'oratoria e dell'eloquenza. Crisi del III secolo ed età tardo-imperiale.Mos maiorum . tardo impero romano e Cristianesimo . Al tempo dell'imperatore Marco Aurelio e tra gli imperatori propagandisti degli antichi valori romani.42] . uno degli ultimi. Tramite le opere di Stazio. gli imperatori dell'età Flavia vogliono esercitare un controllo sulla cultura come in realtà cerco di fare anche Nerone e tentare un programma di restaurazione civile e morale. Una figura un po' a parte e Quintiliano il quale vede una Roma completamente allo sbando e la crisi dell'eloquenza. che secondo lui sono il periodo migliore della vita della città. » Traspaiono qui gli antichi ideali romani della virtus. Quando ormai sembra che l'influenza alessandrina abbia avuto la meglio sulla cultura romana e la tradizione ecco che però abbiamo un'opera di eulogia (di solito usata per esaltare i valori greci tranne nel caso di Giovenale) abbiamo un'esaltazione delle Gesta di Augusto però sotto la spinta descrittiva della tradizione romana e non ellenica. Marco Aurelio sentiva il dovere di mettere tutte le sue energie al servizio del tutto. Stazio con le Silvae e la sua retorica fatta con celeritas analizza i valori tipici di quel periodo imperiale. Tra i valori menziona la simplicitas già menzionata da Ovidio nelle Epistulae ancor prima da Seneca poi riprende alcune idee di Cicerone ma sarà utilizzata anche da autori successivi quali Plinio il Giovane e Marziale. Giovenale tramite la sua satira prende di mira personaggi della sua epoca denunciandone la corruzione.08. della gravitas e della iustitia. vedi Crisi del III secolo . A differenza degli altri però lui non si limita semplicemente a propagandarlo tramite gli intellettuali dell'epoca nelle loro opere ma afferma la sua convinzione anche nella sua opera senile "Ricordi o Colloqui con se stesso " dove espone anche secondo lui quali sono gli autentici valori della romanità. moderazione e operosità . è lo storico Eutropio questo è uno degli ultimi innovatori della cultura dei valori e della morale romana col suo compendio il Breviarium ab Urbe condita sotto la scia di storici precedenti traspare nostalgia per il passato e per la vita pastorale e il grande periodo monarchico.

Valori fondamentali della romanità nei mores maiorum [ modifica | modifica sorgente ] Tutti gli aspetti della vita. È stata descritta come una vecchia donna. tra coniugi. ed è stata ritenuta di età superiore a Giove. perciò la stessa concezione della vita cambia rispetto ai valori della tradizione. il concetto di fides rivestì un IMP CAES M AUR La dea Fides tra due ANTONINUS AVG. fides si riscontra anche nel rapporto tra patronus e 18 gr. I suoi rituali sono stati effettuati dalla flamines maiores . Era la dea della buona fede e presiedeva ai contratti verbali. cliens . la persona offesa potrebbe intentare una causa contro l'altra che non ha rispettato la buona fede. che erano i sacerdoti più importanti.Mos maiorum . busto con ("lealtà dell'esercito"). e alcuni di questi cominciarono ad assumere una tale importanza nella cultura romana che vengono divinizzati e resi antropomorfi o sotto forma di oggetti o animali. dopo il Pontefice.Wikipedia la figura dell'imperatore e vengono perseguiti sino alla fine parte del Corpus Iuris Civilis di Giustiniano I. ed è stata rappresentata durante l'Impero Romano su monete con un paio di mani coperte. Nel diritto romano.wikipedia. stendardi dell'esercito ruolo importante. a simboleggiare la credibilità delle legioni e dell'imperatore. ecc. onestà ed affidabilità. e così la buona fede permetteva laureato. degli antenati. La parola latina fides ha molti significati. sono stati immensamente influenzato dal costume che era formato nel corso dei secoli. Esso può essere visto in uso con altre parole per creare termini come bonae fidei ( "in buona fede") o fidem habere ( "per essere credibili". compresi i vari ambiti del diritto pubblico e privato. Dal momento che è stato considerato che la Fides abita nella mano destra di un uomo. o più letteralmente "avere fiducia"). nella città di Roma. i busto di Eliogabalo romano e la legenda contratti verbali erano molto comuni nella vita rivolto verso destra FIDES EXERCITVS quotidiana romana. e si trova sul colle Capitolino di Roma. http://it. Questi sacerdoti hanno proposto il santuario di Fides in un carro trainato coperti da una coppia di cavalli nel luogo di celebrazione. L'influenza del Cristianesimo nella cultura romana e anche più forte rispetto a la cultura ellenica lentamente cambiano i modi di pensare gli antichi valori romani vengono sostituiti lentamente dai valori Cristiani di libertà e uguaglianza di soggetti considerati fratelli gli uni con gli altri nel gioco della vita. questi significati sono tutti basati su principi simili: verità. Livio va nei dettagli del culto di Fides nella sua storia di Roma. vedi Fides . Il suo tempio è datato intorno al 254 a. Come dea romana. 6 h. Alcuni dei componenti meritano una particolare attenzione a causa della loro importanza nel quadro della maggior mores maiorum .org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. Fides ha rappresentato un culto molto antico. Come detto i valori della romanità sono soppiantati da quelli del cristianesimo comunque sia al tempo di Giustiniano I esso stabilisce uno studio dei Giuristi classici e una raccoltà delle loro idee e di conseguenza anche dei valori in cui credevano e il caso dell'opera del Digesto . Questi però vengono comunque ricordati negli scritti come parte di una cultura. vicino al Tempio di Giove. coniato nel 218-219. Queste componenti della tradizione erano una classe di valori che distinguevano il vir bonus (il buon cittadino romano) dagli altri.08.C. transazioni commerciali fatte con maggior fiducia. Ma all'inizio del IV secolo ecco che il Cristianesimo si fa largo nella cultura romana. fede.42] . Il primo tempio in suo onore risalirebbe a Numa Pompilio[24] . con la crisi religiosa il cristianesimo molto lentamente ma inesorabilmente sostituisce il paganesimo nonostante le continue lotte da parte dei rappresentanti di quest'ultimo. vediamoli uno a uno: Fides [ modifica | modifica sorgente ] Eliogabalo: Antoniniano[23] Per approfondire. La drappeggio. Se questa buona fede viene tradita. del III secolo. Come in tutte le culture antiche. Con i vari editti prima il cristianesimo viene permesso (Editto di Milano) poi diventa unica religione di Stato e qualificata cattolica (Editto di Tessalonica). comunque.

coniato nel 138.Così alcuni romani. "pietas è la giustizia verso gli dei. o nei confronti dell'imperatore o del senato romano rappresentanti della majestas e che venivano puniti gravemente poiché il crimine veniva visto come lesione all'intera comunità http://it. parlando. sopra elencati rispettosamente e moralmente 30 mm. All'inizio riguardava la famiglia e la fiducia e rispetto tra coniugi poi la concezione del rapporto si estese tra uomo e divinità: in realtà non si deve solo parlare di rispetto ma anche di legame IMP AELISU CAE-SAR La dea Pietas in piedi di sentimentale e affettivo. pietas apparso spesso in forma antropomorfa. tiene una scatola di comprendeva anche un senso di dovere morale. La Pietas era l'atteggiamento romano del dovuto rispetto verso gli dei. vedi Pietas . Essa è stata adottata da Augusto come pietas Augusta per visualizzare la sua pietas. vedi Maestà.C.wikipedia. Majestas [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. Da qui viene a crearsi il principio del laesa majestatis ovvero crimine verso lo stato per quegli individui che deturpavano le opere pubbliche. in cui l'uomo esegue il sacrificio di coprire le sue mani con le dita per preservare la buona fede religiosa. hanno adottato il cognomen Pio. ma anche la devozione e rettitudine interiore della persona.C. richiede più di un osservatore dei rituali per il sacrificio e di corretta esecuzione di questi. l'imperatore Adriano. e talvolta è stato accompagnato da una cicogna (il simbolo della pietà filiale) [19]. 24.. poi la pietas viene a identificarsi con l' humanitas e la misericordia e si trasforma da forma di rispetto per i consanguinei a provare pietà per la sofferenza altrui. la patria." e. Antonino Pio: Æ Sestertius[25] Pietas non è l'equivalente del moderno derivato "pietà".42] . Per esempio. i genitori e altri parenti. nell'Eneide [28] . Analogamente agli altri concetti astratti nella cultura romana. amore doveroso .Wikipedia La copertura delle mani riflette il culto di Fides. 6 h. Di conseguenza la pietas incenso con la destra su esigeva il mantenimento delle relazioni con quelli un altare acceso. e per la pietas che ha mostrato verso il suo padre biologico. Pietas [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire. a causa del loro ruolo di pii cittadini. un tempio a Venene Genetrice.C.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. incenso nella mano non solo la mera osservanza dei riti (il cui termine sinistra e sparge corrispondente è cultus). dopo la battaglia di Farsalo. La Majestas sta ad indicare nella Roma antica la dignità dello stato come rappresentante del popolo. successivamente con Virgilio. busto di fronte con la testa Antonino Pio rivolto rivolta verso sinistra. gli studiosi lo definiscono ANTONINUS. ha ricevuto un tempio dedicato nel 181 a. La Pietas potrebbe essere visualizzata in molti modi. L'imperatore Antonino Pio ricevuta questa aggiunta al suo nome a causa del suo ruolo nel convincere gli anziani del Senato a divinizzare il suo padre adottivo in pubblico. e dedicando nel 48 a.08. Augusto. al fine di onorare il suo padre adottivo.Mos maiorum . in base a Livio [18]. dopo la morte di Marco Antonio e Marco Emilio Lepido fuori del modo in cui [17] (questi due uomini sono cotriumviri di Augusto nel secondo triumvirato). ci illustra una più alta pietas cioè del rispetto del cittadino nei confronti dello stato che nel De re publica [27] la definisce la pietas maxima . come tale. Secondo Cicerone. nel De inventione [26] . L'accezione del termine verso destra. Il tempio è stato dedicato a Venere. Giulio Cesare mostrò pietas durante la sua vita sia iniziando nel 52 a. Però Cicerone. Tale è stata l'importanza della pietas che.56 gr. Proprio questa rappresentanza da parte prima delle istituzioni repubblicane poi con la trasformazione del governo repubblicano in uno imperiale ha fatto sì che l'imperatore stesso fosse investito di questa majestas e rappresentante del popolo. come si può vedere su monete del periodo [20]. come la madre di Enea e quindi l'antenato del Julii (gens di Giulio Cesare). ha costruito un tempio di Cesare.

Mos maiorum . auto-controllo [27].org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. la concezione di virtus cambia: essa non è ereditaria. Mito e storia romana rafforzati da questo valore raccontano storie di figure come Gaio Mucio Scevola [28]. a cavallo verso destra. in esergo AQ P(rima). Virtus [ modifica | modifica sorgente ] Galerio: Æ Follis[29] Per approfondire. ma si distaccherà da questo ideale per ottenere un obbiettivo più pratico: distinguersi dagli altri. VIRTUS AVGG ET CAESS NOSTR. La virtus originariamente si trasmetteva da padre in figlio. Scaevola non è stato catturato. gli imperatori con le loro decisioni stabilivano quali fossero i valori da rispettare per rendere la comunità migliore. Altri valori della romanità [ modifica | modifica sorgente ] Oltre ai valori fondamentali dei mores . Scaevola posto la sua mano destra in un incendio e che vi terrà con grande gravitas (auto-controllo). se non rispondere alle sue domande su Roma. IMP MAXIMIANUS (si intende in questo caso: Gaio Galerio Valerio Massimiano ) P F AVG. 28 mm. trafigge un nemico a terra. Dal I secolo a. Tiene la lancia o uno scettro sulla spalla destra. scudo al braccio.08.wikipedia. vergognoso. Di fronte alle avversità. busto di Galerio rivolto verso sinistra laureato. i quali erano strettamente correlati gli uni con gli altri: Amicitia http://it.Wikipedia che l'imperatore e il senato o gli organi del governo romano rappresentavano. giuristi. una "buon" romano deve avere una facciata di imperturbatà di fronte alle avversità. storici. In origine designava il valore in battaglia dell'eroe e del guerriero. La gravitas che Scaevola come vista sopra non solo gli valse il nome Scevola ( "mancino"). Gravitas [ modifica | modifica sorgente ] Per approfondire.64 gr. non deve essere confusa con la parola moderna gravità. Scaevola ha tentato di assassinare Porsenna.) sostenevano i loro valori e buoni costumi. basandosi sulla tradizione e i periodi precedenti senza trascurare nuova realtà della civitas dove vivevano. Tuttavia. scudo al braccio sinistro. il male. vedi Gravitas . mentre un secondo nemico e sdraiato a terra. o disonorevole. Dall'altra parte gli autori latini (retori. vedi Virtus . 6 h (prima officina). Alla fondazione della Repubblica. La virtus è tale solo se non viene utilizzata per scopi personali. l'Imperatore Galerio. eruditi. ha rappresentato il valore della dignità.C.C. il re etrusco Lars Porsenna. Majestas però ha un altro significato quello inerente alla grandezza in riferimento al popolo.42] . Gravitas. ma bisogna ottenerla con impegno. ecc. Quando il re ha minacciato Scaevola di tortura. dal I secolo a. e con la città in crisi. Il poeta Gaio Lucilio afferma che la virtus per un uomo è sapere ciò che è il bene. Successivamente. Il termine “Virtus” deriva dal termine latino “vir” ("uomo") e indica l'ideale del vero maschio romano. cioè l'essere fieri di essere un appartenente al popolo romano come miglior popolo che è superiore e migliore rispetto agli altri popoli conquistarsi. l’inutile. 8. Invece per l'età imperiale la gravitas appare molto meno negli scrittie dove se ne parla il concetto è cambiato dal periodo precedente dove adesso viene a configurarsi come gioconda gentile e dolce ovvero la capacità di adattamente del cortigiano o del cliens che ha degli atteggiamenti e fa qualsiasi cosa per ottenere il favore del patrono o del principe. superando le gesta degli antenati. Dunque la gravitas implica un atteggiamento serio calibrato come richiedono le circostanze senza nessun eccesso. bensì per l’interesse della comunità romana. Questo vale per il periodo arcaico e in parte repubblicano. che ha assediato la città di Roma. raccontano che il re visto il valore di Scevola rinunciò a Roma. coniato nel 305-306. ma anche contribui a convincere Porsenna a non attaccare i Romani strabiliato dalla loro resistenza. avere la coscienza di essere quasi un popolo eletto. Molteplici sono gli aspetti della virtus. però la virtus non sarà più vista come al servizio dello stato. con elmo e corazza. Ovvero facevano un identikit del bonus civis e individuavano numerosi valori a cui prestar fede.

all'inizio collegato alla religione significava far accrescere. ma ce ne sono molti altri. Cicerone. oppure il suicidio di Petronio che muore discutendo con gli amici quasi si fosse addormentato oppure ancora il suicidio di Seneca. invece la considera un insieme di Dignitas e Virtus. in realtà chiamare amicus il cliens era semplicemente un fenomeno di cortesia poteva benissimo chiedere o far imporre di essere salutato con tutti gli onori del caso. aiutare altri. L'Auctoritas è il valore del prestigio e della fiducia che un uomo in possesso di questo valore dà. L'amicitia è vista come valore volto a perseguire comuni interessi. La figura che storicamente se ne avvicina è Ottaviano Augusto dove l'imperatore non esercità la sua autorità tanto per i poteri che ha ma saper dar un ordine senza imporlo convincendo i propri sottoposti e avendo rispetto per le istituzioni pubbliche. integrità morale. Aequitas È il sentimento che ispira l'eguaglianza e lagiustizia soprattutto in ambito giuridico esempi ne fa Ulpiano descrivendo la vera giustizia. specialmente dell’amministratore nei confronti della cosa pubblica. Ambitiosa morte Sarebbe il valore del suicidio poiché i romani lo consideravano una forma di morte nobile piuttosto che una vita vissuta senza dignità. È correlata alla benevolentia o alla Magnitudo animi .Mos maiorum . Benignitas bontà benevolenza correlato sia con l' Humanitas sia con la Clementia Clementia La Clementia è il valore che cerca di moderare l'animo nei confronti della sconfitta senza esercitare vendetta oppure nella dolcezza del superiore che guarda le pene dell'inferiore e ha pietà.wikipedia. collegato a amicus e amor .42] . È il comportamento di un uomo che detiene il potere in una determinata situazione ma non si fa dominare dall'ira e dalla crudeltà ma dalla benevolenza vincendo gli impulsi negativi: rapporto per esempio del buon paterfamilias nei confronti dei figli alieni iuris o del http://it. in un secondo periodo quando è diventato un valore tipicamente laico individua l'affidabilità. Designa l’atteggiamento disinteressato.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. Auctoritas Per approfondire. vedi Auctoritas . È un gesto considerato molto rilevante sia politicamente che pubblicamente che trova molta approvazione nella cultura romana.Wikipedia L'Amicitia nell'idealistica romana non intende semplicemente il nostro concetto di amicizia ma in senso più ampio il legame di alleanza che ci può essere tra due nazioni o il rapporto tra patronus e cliens. Lo stesso cliente del patronus veniva definito amico anche se c'era una differenza di trattamento tra clienti più intimi e quelli considerati diciamo meno amici infatti c'erano varie categorie di amicizia in questo caso. L'Auctoritas implica una serie di diritti e doveri da chi ne è insignito per esempio l'attribuire cariche pubbliche o tenere fede ai propri impegni presi. la credibilità la responsabilità personale. Abstinentia disinteresse. Nel periodo imperiale poi questo atteggiamento diventa molto rilevante e quasi di moda per protesta contro i tiranni imperiali l'archetipo del suicida è Catone Uticense in protesta allo strapotere di Cesare.08. L'Auctoritas in questo caso è una forma altissima di potere che non si ricollega necessariamente al potere politico ma esercità la costrizione o il comando tramite la forza di persuasione grazie al proprio carisma. l'ascendente cioè la sua capacità di influenzare gli altri (soprattutto in ambito oratorio). onestà.C. Il termine amicitia però si avvicina anche al nostro termine amicizia soprattutto nel II secolo d. Questo secondo stato consiste in un equilibrio tra potere politico e prestigio sociale.

armonia all'inizio era considerato all'infuori della sfera politica ma poi con l'influsso greco viene ad assumere importanza sia per la sfera politica che filosofica. ricca di implicazioni. La parola in sé designa la salda perseveranza. concordia. la stabilità di un comportamento e di una virtù etico-politica tipicamente romana.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. capacità di deliberare. onore e di stima. Dignitas è stato il valore della reputazione. e indica la riflessione condotta con calma e in piena indipendenza di giudizio. Questo valore accoppiati con gravitas ha svolto un grande ruolo nella storia e nel successo del popolo romano. Questa è una caratteristica che si denota da parte dei Romani nei confronti delle popolazioni vinte soprattutto quando l'impero si estenderà in maggior misura concedendo anche agli stranieri posizioni di rilievo nella politica romana. saggezza. Questo però riguarda la parte esterna del prestigio ciòè il rispetto degli altri in senso esterno e non interno come l' auctoritas . vedi Dignitas . appare come uno dei valori della più antica latinità. Consilium Submissio o Clementia (sottomissione di un capo barbaro): L'imperatore Costantino I-Marco Aurelio. Dignitas Per approfondire. posizione militare e magistrature. Gli dei sono lieti se i riti vengono fatti con attenzione dai romani e perciò questi sperano di ottenere un favorire con l'esecuzione di sacrifici e di altre formule rituali quando fatte in maniera corretta [23]. e con un gesto di clemenza assolve un proncipe barbaro che protegge il figlio giovinetto con un braccio sulla spalla (Arco di Costantino). coerenza. con alle spalle Pompeiano. Constantia fermezza. La parola. è su un alto podio davanti ai soldati e agli aquiliferi con signa . Le pratiche religiose romane sono state orientate verso la corretta esecuzione di riti non l'etica e la morale della persona. tenacia. ponderazione. Concordia Per approfondire.Wikipedia buon romano verso i vinti. in poche parole il valore del non arrenderi mai.wikipedia.Dignitas è uno dei risultati finali volti a visualizzare i valori dell'ideale romano e il servizio dello Stato nelle forme di primato. vedi Concordia (divinità). decenza ciò che si addice a una determinata persona su certi aspetti simile alla Nobilitas. come ad esempio la campagna di Annibale Barca [29].08. La dignitas è il valore della dignità e prestigio della situazione di cittadino romano e alla considerazione di ciò da parte degli altri. accordo. forza d’animo.42] . costanza. Cultus è l'osservanza obbligata e la corretta esecuzione delle rituali alla divinità. Decorum decoro. Bisogna fare una precisazione però poiché secondo Cicerone bisogna essere clementi contro chi si arrende e si sottomette ma spietati con chi invece si ribella: gli hostes . Constantia permetteva di tenere i Romani concentrati e attivi nei momenti di grande turbolenza e devastante sconfitta.Mos maiorum . http://it.

42] .Wikipedia Così. che si ha il dovere di imitare e moltiplicare. vedi Nobilitas. indulgenza. mitezza. Nel periodo imperiale questo valore verrà meno anche poiché ritenuto un atteggiamento della aristocrazia di educazione superiore. ma rispettando l’ideale di enkràteia (moderazione) e di se stessi. Humanitas Per approfondire. Disciplina è per il romano fondamento indispensabile dello Stato. per non essere inferiore agli antenati.È il valore costituito da un’azione gloriosa compiuta da un antenato. Il termine designa il valore che spinge l’uomo politico alla zelante collaborazione nell’ambito dello Stato. Alcuni studiosi esperti in materia sostengono che tale valore fu inserito all’interno del mos maiorum grazie all’affermazione sempre più crescente del cristianesimo. un romano potrebbe guadagnare auctoritas ( "il prestigio e il rispetto"). Industria attività. Gloria La Gloria è la fama che si ottiene dopo aver fatto azioni valorose. moderazione. gentilezza e buon carattere senza implicare l'educazione superiore. Pietas e altri valori.08. atteggiamento libero fuori dagli artifici che fronteggia con fermezza qualsiasi situazione esterna. modello.Mos maiorum . Si può anche esprimere come riconoscimento e lode da parte della comunità. Nobilitas Per approfondire. Constantia. attraverso questo percorso. dolcezza. Fides. Honor onore cioè la posizione onorifica dopo un dato gesto legato alla virtus e alla gloria.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. perciò strettamente collegata alla virtus. vedi Humanitas . Disciplina disciplina. educazione. Anche la Gloria in un primo momento viene ritenuta trasmittibile di padre in figlio e solo successivamente ritenuta da conquistarsi con le proprie gesta. Exemplum esempio. magnanimità designa l'atteggiamento distaccato e grandioso con cui il cittadino (soprattutto il nobile) che invece di comportandosi pavoneggiandosi e disinteressato e tranquillo nei rapporti con gli altri. http://it. sarebbe diventato un romano in possesso di Dignitas tra i loro coetanei. un romano che mostrasse loro Gravitas. l'Humanitas a un certo punto si fa però sempre più elitaria ovvero riguardante i ceti aristocratici che con la loro educazione superiore tentano di affinarla e è:disponibilità. che si mostra con rigidezza militare in tutti i campi della vita. era il valore che ci contraddistingue dagli animali e dalle belve feroci e agli esseri primitivi ovvero il valore della comprensione e della benevolenza della cultura del buon gusto e dell'eleganza. operosità. Viene così a identificarsi nel periodo imperiale una nuova Humanitas popolare che indica affidabilità. formazione civile e militare del cittadino. Elemento ce caratterizza la società aristocratica all'inizio ma poi anche il civis novum . Gingillatio valore affermatosi nella tarda latinità e designa una moderata ricerca del piacere senza lasciarsi andare nella sfernatezza.wikipedia. Humanitas relativo non al ruolo di cittadino o militare ma che riguarda la persona in se stessa. Tipico dell'aristocrazia Magnitudo animi grandezza d'animo. Libertas libertà. Allo stesso modo.

lo stesso Numa Pompilio voleva che il tempio di Giano fosse aperto in periodo di guerra e chiuso in quello di pace. Se per il modello di cittadino arcaico l'Otium significa assenza di occupazione da parte sua ovvero da parte del cittadino-soldato che o coltivava o guerreggiava. ed è collegata alla pratiche religiose e le usanze dei Romani. In conformità con il sostantivo. Nella mente religio romana ha rappresentato un legame tra la divinità e i mortali.wikipedia. In realtà anche precedentemente nell'età regia assumeva una certa rilevanza. i Romani sia gli uomini che le donne dovrebbero essere consapevoli di questi legami e per onorare la divinità attraverso le osservanze religiose. Da qui viene a AUG PM TRP PP COS Pace in piedi verso III. Questo legame è più il rispetto e l'obbligo di soggezione (di superstizione). Religio è legato al verbo latino religare ("legare").C. Otium Per approfondire. Questo secondo valore inerente allo stato è più complesso. testa laureata verso sinistra. rametto ed una l'impero e la situazione di sicurezza del singolo cornucopia. da questo nasce in un secondo momento lo sforzo di Cicerone di vedere l'otium come attività positiva (poiché i romani ricordiamo hanno una tradizione di popolo industrioso) con delle differenze da quello greco. S C in cittadino che non si vede più minacciato da guerre e esergo. nel tentativo di mantenere una pax deorum ("la pace degli dèi"). poiché si era reso conto dell'importanza per un popolo essere in pace. può vivere serenamente. Religio Per approfondire. l'aggettivo religiosus un'esaltazione della pratica religiosa. la dea con le guerre non c'era stato. in modo da mantenere http://it. in correlazione anche con la modestia. Pax Vespasiano: Æ Sesterzio[30] Per approfondire. fino al punto di superstizione. Esistevano all'epoca romana due valori inerenti alla Pax : La Pax animi ovvero la serenità e tranquillità del singolo individuo e la Pax dello stato.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. Infatti nel caso romano viene visto come tranquillità dell'esistenza privata dedicata ad attività intellettuali tipo letteratura e filosofia. templi alla dea Pace nel 49 a.34 gr coniato nel 71. moralità delinea la riservatezza del cittadino romano che preferisce parlare di certe cose in privato piuttosto che in pubblico oltre a designare la castità e la dignità. Già Cesare aveva dedicato 3. Pudor pudore. vedi Pax romana .Mos maiorum . infatti viene messo in rilevanza solo a partire dall'età augustea poiché si denota che con la pax avviene anche il benessere e il buon sviluppo dello stato che IMP CAES VESPAS PAX AUGUSTI. vedi Otium. non era "religione" nel senso moderno della parola. Nella tarda repubblica si individuano due otium: otium luxuriosum dedito a occupazioni di nessuna utilità o vergognose e otium tranquillum sereno e imperturbato del saggio che lavora intellettualmente.08. Molti poeti insistono sulla pace come portatrice di fertilità e benessere e portatrice di valori sempre positivi. Cicerone vede l'otium come attività anche politica volta a migliorare la città. questa via fu poi proseguita da Augusto che ne introdusse il culto a Roma con l' Ara Pacis un altare dedicato alla dea Pace alla fine delle campagne militari in Spagna e lo stesso imperatore Vespasiano farà costruire il Tempio della Pace. vedi Religione romana . tiene un configurarsi come valore poiché dalla pax deriva destra. in età repubblicana viene a identificarsi a grandi linee da Cicerone con la mancanza di attività. Secondo i Romani la religio è considerata come una parte necessaria della vita.42] .Wikipedia rappresenta in senso astratto l’aspirazione ad essere degni delle virtù degli antenati. Con l'influenza greca però che vede invece l'otium come riposo dalle attività quotidiane nei confronti dello stato volto a studio intellettuale.

1 pag 205 20. XVII-XVIII.Pisone ap. pg 1135 17. . ^ (LA) Festo 157 . 8. ^ Sesto Pomponio. la prassi che coerentemente ne deriva. I. nell'età repubblicana assumerà un notevole valore poiché questo stesso valore verrà visto anche come espone così a grossi rischi poiché pone il soggetto a non stare attento ai pericoli soprattutto nell'età imperiale piena di giochi di potere e di personaggi ipocriti come afferma Seneca.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. Urbanitas e rusticitas Urbanitas indica il buon gusto e lo spirito naturali privi di eccessi dell'uomo elegante una sorta di bon ton romano. 5 8.wikipedia. ^ Sesto Pomponio. Da mos deriva l'italiano "morale". Paragrafo 1 riga 3 13. ma invece sono basati su appagamento degli dei e l'aspettativa di premi. contemporaneamente. ^ Mario Amelotti. II. ^ Istituzioni di diritto romano pgg 32-33 15. traduzione in Istituzioni di diritto romano. Per garantire una vittoria si fa la promessa di un tempio a una divinità. 5. La motivazione alla base di queste osservanze non è moralmente fondata sui valori moderni giudaico-cristiani. p. 31. Istituzioni di Gaio . pp. Livio implica questa necessità nella sua descrizione della cattura della dea Giunone (sotto forma di statua) da Veio. ^ Roma arcaica e le ultime scoperte archeologiche. De origine iuris fragmentum I.. 4. ^ Storia e testi della letteratura latina vol. ^ Dionigi d'Alicarnasso. i. rilassato esercitandola però con misura cioè adattandosi alla nuova epoca dove la simplicitas non basta più se non si vuole incorrere nel biasimo e nel disprezzo. Aspetti di vita quotidiana nella Roma arcaica: dalle origini all'eta monarchica . ma invece è stato correlato al concetto di cultus. De origine iuris fragmentum I. se non onorano la dea e chiedono quando vengono a Roma. 1. ^ vedi Istituzioni di diritto romano pag 33 12. ^ Il termine mos (al plurale. con "costumi". Note [ modifica | modifica sorgente ] 1." O. Lo stesso Marziale parla di prudens simplicitas poiché non è più adatto ai tempi imperiali pieni di doppi giochi.Mos maiorum . ^ Frase tadotta dal Praecepta ad filium di Catone http://it.08. 4 11. cit. op.45. 14. 29. Antichità Romane . p. ^ Enchiridion. 1 9.Wikipedia l'ordine e la normalità nella comunità o in misura maggiore. ovvero chi si accontentava della vita semplice rustica della campagna dedita al lavoro. . 1. in quanto comprende il sistema di valori di un singolo individuo o di una società e.Livio. o nella speranza di alleviare le difficoltà. nel mondo. i membri della comunità di fanno sacrifici. 4. 24. ^ Suetonius.D.Gennaro Franciosi. ^ Enchiridion. ma in maniera riduttiva. 7. 6. De Claris Rhetoribus . ^ "Penates. più comune. Paragrafo 2 riga 10 14. Lineamenti di storia del diritto romano. Livio rileva che si è contro la religio degli Etruschi se si tocca la statua a meno che non si sia un membro del sacerdozio o lo si diventi per eredità. ^ Mos Maiorum. 60. In realtà il termine latino è molto più ricco semanticamente e ha valore insieme ideale e pragmatico. Brill Online 3. Successivamente va in contrapposizione ai valori romani per influenza greca poiché viene invece a delineare la raffinatezza in cerca di lusso e a chi voleva apparire per forza alla moda in contrapposizione alla Rusticitas e all' Industia . 2. ^ Frase tradotta dal Annales di Ennio 19. I soldati romani a loro volta. Plinio 28. Questo non è legato alla pietas e la sua moralità intrinseca. 16. Ab Urbe condita libri I.L. Simplicitas È il concetto di vivere secondo le origini in maniera semplice tipico dell'età arcaica. Gaio. mores ) viene tradotto comunemente.C. ^ vedi Leges regiae e paricidas pag 18-19 10. Ab Urbe condita libri I.42] . ^ Frase tradotta dal Bellum Poenicus di Nevio 18. sono puliti. ^ Livio. Così nell'età imperiale il valore della simplicitas assume un nuovo valore di atteggiamento spontaneo.

23. De lingua Latina . Eneide .Mos maiorum . BMCRE 555. . Antichità romane . ^ Marco Tullio Cicerone. Fonti epigrafiche L'Année épigraphique (AE) Corpus Inscriptionum Graecarum (CIG). 437. 69-70.. A History of the Roman People . Storie. Yeo. Historiae . 16 28. Dionigi di Alicarnasso. 26. New York: Oxford University Press. ^ Marco Tullio Cicerone. I-X Flavio Giuseppe. Encyclopedic Dictionary of Roman Law.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. V. 66 27. Adolph.. 9. Tacito. R. 6. Heichelheim. 493 29. Vita di Romolo. QUI versione in internet Erodiano. 1863-. De Vita Caesarum. ^ RIC VI 66b. Velleio Patercolo. Brill. ^ ^ ^ ^ ab Frase tradotta dal Noctes Atticae di Gellio 11. Stambaugh. De re publica. Res Gestae Divi Augusti . A. Varrone. Berger. 2003. The Ancient Roman City . Brill’s New Pauly . Storia dell'impero dopo Marco Aurelio . ^ Frase trdotta dal Praecepta ad filium di Catone 22. 2000.wikipedia. Antiquity volumes edited by: Huber Cancik and Helmuth Schneider. L. Banti 270. C. 2008 Brill Online. e Niebhur B. Böckh A.08. Livio. Livio. 30. 1825-1859 Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL). AAVV. 4th Ed. RIC II 1083a (Adriano). John E. Oxford Classical Dictionary.Wikipedia 21.5. 25. RIC IV. I. Collegamenti esterni particolarità mos maiorum [ modifica | modifica sorgente ] Informazioni sul mos e mos maiorum e sulle sue caratteristiche Fonti [ modifica | modifica sorgente ] Fonti primarie Ammiano Marcellino. 1991. Baltimore: The John’s Hopkins University Press. Augusto.. F. Cohen 327.G. and Adkins. Plutarco.. Eutropio. De inventione.. . 2. Bibliografia [ modifica | modifica sorgente ] Adkins. Annales. Storia romana . Zosimo. Ab Urbe Condita. 1988.42] . Breviarium historiae romanae (testo latino). 4. 3rd Revised Ed. QUI versione in internet Svetonio. Guerre giudaica . Dictionary of Roman Religion. Historia Augusta. New York: Oxford University Press. Ab Urbe condita libri (testo latino) Periochae (testo latino) . II. New Jersey: http://it. 24. Storia nuova . Ward. Philadelphia: The American Philosophical Society. ^ RIC Vespasianus. Historiae Romanae . Cassio Dione. Tacito. ^ Virgilio. 21.

Wikipedia® è un marchio registrato della Wikimedia Foundation. Wesen und Wirkg der Tradition in Rom . Politica sulla privacy Informazioni su Wikipedia Avvertenze Sviluppatori Versione mobile http://it. 1967. 2003. Giuffré. Coli. 2000. Istituzioni di diritto romano . Giovanni Pugliese. . 1982. Inc.08.VIII. 1057. ISBN Antonio Guarino. Giuffré.Emilio Pianezzola. Istituzioni di diritto romano .42] . ISBN Bernhard Linke et Michael Stemmler. ed. Carla Fayer.166 p.wikipedia. . Mos maiorum. Latino Italiano . Paravia. Osannus . 1986. Le Origini quiritarie. 29-30 maggio 1979. 1972. VIII .Sassari: Libreria Dessì editrice. Torino. Istituzioni di diritto romano — sintesi. sotto la direzione di Mario Talamanca. 1848. Torino. 280 p. G. VIII . Aspetti di vita quotidiana nella Roma arcaica: dalle origini all'eta monarchica Roma: L'Erma di Bretschneider. . ISBN Talamanca Mario. Gennaro Franciosi. 1989. ISBN Pietro Bonfante. Storia e testi della letteratura latina. Torino.567.Italiano Latino . 2003. Campanini. 1989.. La religione romana arcaica / Georges Dumezil. Carboni. ISBN Giovanni Pugliese. Steiner. ISBN Mario Amelotti.Il nuovissimo Campanini Carboni.Milano: Rizzoli. introduzione di Antonio Colajanni. Hans Rech. Firenze. G.3. Diritto e costume nella societa primitiva / Bronislaw Malinowski. pp. Istituzioni di diritto romano . Pomponii de origine juris fragmentum. Vedi le Condizioni d'uso per i dettagli. ISBN Riccardo Orestano. ISBN 88-395-5150-6 Gian Biagio Conte. Primordia civitatis. 1936.] : Laterza.Roma: Newton Compton. Stuttgart: F. I fatti di normazione nell'esperienza romana arcaica. possono applicarsi condizioni ulteriori.121 p. ISBN 3-515-07660-3 (br.Wikipedia Prentice Hall. recogn.org/wiki/Mos_maiorum[09/09/2013 17. Giappichelli.317 p. pp. .Milano: Giuffre. 219 pages.Roma [ecc. ISBN Sesto Pomponio. Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.) . Le Monnier. . Torino. Mos maiorum : Untersuchungen zu den Formen der Identitätsstiftung und Stabilisierung in der Römischen Republik . Lengerich i. . . . c1977.Mos maiorum . Storia del diritto romano . 1995!. Roma arcaica e le recenti scoperte archeologiche: giornate di studio in onore di U. Giuristi e sapienti in Roma arcaica .614 p. . et adnotatione critica instruxit F. 2003. Lineamenti di storia del diritto romano . NOMEN .256 p Federico D'Ippolito. ISBN Antonio Guarino. .Giappichelli Editore. Famiglia e persone in Roma antica: dall'eta arcaica al principato . ISBN 88-14-01823-5 De Francisci. con una appendice su La religione degli etruschi. pp.Giappichelli. . 3 volumi V  · D · M Diritto romano Vita quotidiana nell'antica Roma [mostra] [mostra] Portale Antica Roma Portale Diritto Portale Lingua latina Categorie: Frasi latine Fonti del diritto romano | [altre] Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 7 giu 2013 alle 17:25. Francesco Sini. W. edizione italiana e traduzione a cura di Furio Jesi. : ill.762. Documenti sacerdotali di Roma antica . con la collaborazione di Francesco Sitzia e Letizia Vacca. con la collaborazione di Francesco Sitzia e Letizia Vacca. Torino: G. 1980.

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