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STORIA DEL DIRITTO PRIVATO ROMANO

PROF.SSA SARA GALEOTTI


COMPILAZIONI PREGIUSTINIANEE
Raccolte private (soddisfano due esigenze della prassi:
a- lezione affidabile dei testi normativi in vigore o citati nei tribunali;
b- ordine in una produzione normativa ormai alluvionale).

Codice Gregoriano: compilato in Oriente nel 291-292. Contiene solo rescritti che vanno dall’età
adrianea (anche se il rescritto più antico è del 196) a quella di Diocleziano. Composto di almeno
14-15 libri che seguono l’ordine edittale, a loro volta divisi in titoli che raccolgono in ordine
cronologico le costituzioni, ognuna delle quali contiene l’indicazione dell’imperatore che emana la
legge e la data. L’opera, che concerne prevalentemente il diritto privato, è stata parzialmente
ricostruita grazie alla Lex Romana Wisigothorum (che ne contiene un riassunto) e ad altre
raccolte che ne contengono alcuni frammenti, come la Lex Romana Burgundionum, la
Mosaicarum et Romanarum legum Collatio, e i Vaticana fragmenta.
Codice Ermogeniano: costituisce un aggiornamento del precedente e contiene solo rescritti di
Diocleziano, emanati dopo la pubblicazione del Gregoriano. È diviso solo in titoli.
TEODOSIO II
Il Colosso di Barletta (Eraclio), Basilica
del Santo Sepolcro di Barletta.

L’opera, di fattura bizantina, raffigura


probabilmente l'imperatore Teodosio
II.
PRIMA COMPILAZIONE UFFICIALE
Codice Teodosiano: opera destinata a ricomporre, sebbene
per poco, l’unità legislativa dell’impero, il codice è pubblicato a
Costantinopoli nel 438 da Teodosio II, mentre entra in vigore
nella parte occidentale solo l’anno successivo (su richiesta
dell’imperatore Valentiniano II, il Senato di Roma conferisce la
necessaria autorizzazione alla sua pubblicazione sul territorio
italico).
Il Codice era suddiviso in 16 libri e ogni libro in titoli. All’interno
di ogni titolo le costituzioni sono riportate in ordine
cronologico.
(SEGUE)
Ordine delle materie:
- libro I: fonti del diritto, organizzazione degli officia (competenze) dei funzionari imperiali;
- libri II , III, IV, V, e alcuni titoli del libro VIII : diritto privato;
- libro VI: gerarchia dei funzionari e privilegi delle numerose dignitates;
- libro VII: diritto militare;
- libro VIII: disposizioni di vario genere;
- libro IX: diritto penale;
- libro X e XI: diritto finanziario;
- libri XII, XIII, XIV, XV: disciplina delle corporazioni e del commercio;
- libri XVI: diritto ecclesiastico.
Il Codice Teodosiano appare menzionato così:
C. Th. 1. 3. 4, ove:
C. Th. indica appunto Codex Theodosianus, 1. concerne il libro, 3. si riferisce al titolo, 4.
indica la costituzione.
LEGGI ROMANO-BARBARICHE
Lex Romana Wisigothorum (Breviarium Alaricianum): emanata da Alarico II nel 506, ad
uso dei cittadini romani dell’impero visigotico (i Visigoti occupavano la penisola iberica e la
Francia occidentale). Tramanda numerosi passi delle Pauli Sententiae, il liber o epitome
Gai, un responso di Papiniano, nonché numerose costituzioni imperiali dei codici. Alle
costituzioni e alle Sentenze di Paolo è aggiunta un’interpretatio, modesta parafrasi
esplicativa, ricavata forse da precedenti glosse scolastiche. Recepita dai Franchi, rimase di
fatto in vigore fino al XIII secolo.
Lex Romana Burgundionum: costituita come un codice di 46 titoli, è un’autonoma
rielaborazione di materiali romani, emanata da Gundobado, re dei Burgundi che occupano
la Gallia orientale, nei primi anni del VI secolo. Anch’essa è solo ad uso dei cittadini romani.
Editto di Teodorico: pubblicato intorno al 500. Attribuito a Teodorico, re degli Ostrogoti.
Questi si proponeva come un rappresentante dell’imperatore d’Oriente, perciò adottò il
principio della territorialità, applicando le nuove norme a tutti i sudditi, romani e invasori. Per
le materie non trattate si applicano ancora le leggi personali. Consta di 154 articoli tratti dai
codici e dalle Pauli Sententiae.
Giustiniano
Basilica di San Vitale, Ravenna.

La decorazione in oro dello sfondo del


mosaico evidenzia uno spazio irreale,
ultraterreno. Le figure sono ritratte
frontalmente, secondo una rigida
gerarchia di corte, con al centro gli
augusti, circondati da dignitari e da
guardie.
LA COMPILAZIONE DI GIUSTINIANO
Codex primus (o Vetus): 528-529 (l’opera è andata perduta).
Digesto o Pandette: 530-533. Il Digesto è composto da 50 libri. Ciascun libro è diviso
in titoli, ogni titolo ha una propria rubrica indicante l’argomento trattato. All’interno dei
titoli sono ordinati i frammenti delle opere della giurisprudenza romana. I frammenti
sono preceduti dalla inscriptio con il nome del giurista che ne è l’autore, l’opera e il
numero del libro dal quale è tratto. I frammenti più lunghi sono stati divisi dagli interpreti
medioevali in principium e successivi paragrafi. Unica eccezione è costituita dai libri 30,
31 e 32 che non sono divisi in titoli ma ricompresi nell’unico titolo De legatis et
fideicommissis. Il giurista maggiormente citato è Ulpiano.
Il Digesto appare menzionato così: D. 9.2.7 pr. (Ulp. 18 ad ed.), ove: 9 indica il libro, 2
indica il titolo (in questo caso ad legem Aquiliam), 7 il frammento giurisprudenziale
specificato tra parentesi, pr. (principium) – il frammento può essere diviso in diversi
paragrafi. L’opera da cui è tratto questo passo (come risulta tra parentesi) è il
commentario all’editto del pretore di Ulpiano, per la precisione la fonte è il diciottesimo
libro.
(SEGUE)
Istituzioni: 533. Manuale istituzionale, diviso in 4 libri.

Codex repetitae pralectionis: 534. Raccolta di leges in 12 libri, ulteriormente divisibili secondo gli
argomenti:
-libro I: diritto ecclesiastico
-libri II-VIII: diritto privato
- libro IX: diritto penale
- libri X-XII: diritto amministrativo e finanziario.
Delle leges raccolte, alcune sono in lingua greca, mentre la maggior parte è in latino.

Novelle: leges emanate da Giustiniano dopo il secondo codice. Le raccolte attraverso le quali ci sono
pervenute (Giustiniano muore prima che possa essere curato un nuovo Codex) sono tre:
- raccolta anonima greca di 168 novelle, di cui solo 158 appartengono a Giustiniano
- Epitome Iuliani, che raccoglie 124 novelle
- Authenticum, che raccoglie 134 novelle, così chiamata perché riconosciuta come ‘autentica’ durante il
Medioevo dal giurista Irnerio.