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INTRODUZIONE AD UN CORSO ROMANISTICO

Nozione del diritto


Il termine diritto identifica un sistema di regole finalizzato alla composizione dei conflitti di interesse che
sorgono tra soggetti; queste regole sono correlate fra loro poich concorrono insieme ad assolvere una
funzione complessiva e perci non operano mai in maniera isolata.
Il sistema di regole del diritto non lunico esistente, ma anzi convive con altri, come quello che si basa sulla
morale, sul buon costume o sulla religione, e non sempre le regole di uno coincidono con le regole
dellaltro: per esempio uccidere per salvare se stessi riprovevole sia per la morale che per la religione, ma
non per il diritto.

Caratteristiche del diritto


Il diritto presenta la caratteristica della relativit, in quanto i sistemi di regole mutano nel corso del tempo e
si diversificano nello spazio (da problematiche nuove sorgono soluzioni nuove), e grazie al diritto romano,
dal III sec. d.c. il nostro diritto pu dirsi autonomo rispetto ai principi religiosi e perci laico: questo non
accaduto in tutte le culture, infatti nel mondo ebraico il diritto inscindibile dalla teologia e nellIslam lo si
vive come uno degli aspetti dellesperienza religiosa; altra caratteristica del diritto la coercibilit, ossia
lesistenza di sanzioni corrispondenti alle violazioni di regole e norme.
Il diritto romano in particolare, presenta un elevato grado di astrazione, poich non dipende dalla
condizione economica, non si richiama ai principi religiosi ed poco dipendente dalle concezioni etiche;
inteso come diritto della ragione pura ed ritenuto un diritto universale ed esportabile, in quanto senza
confini e adattabile ad ogni tipo di societ.

Elementi
La norma giuridica rappresenta lelemento base del sistema del diritto, e linsieme di tutte le norme
costituisce lordinamento giuridico; le norme coordinate che assolvono funzioni unitarie si dicono invece
istituti giuridici.
Diritto oggettivo e diritto soggettivo
Il diritto pu essere inteso:
- in senso oggettivo: insieme delle norme che prescrivono determinati obblighi e doveri; il diritto
oggettivo regola il rapporto giuridico esistente fra soggetto passivo a cui il dovere imposto, e soggetto
attivo a cui la norma pone a favore il dovere
- in senso soggettivo: interesse protetto dal diritto oggettivo, ossia pretesa di uno a che altri assuma il
comportamento prescritto dalla norma giuridica; il diritto soggettivo, si suddivide in:
diritto soggettivo assoluto: riguarda quei diritti fatti valere nei confronti di tutti (erga omnes)
es. diritto di propriet dove alla pretesa del proprietario corrisponde il dovere di una moltitudine
indeterminata di soggetti
diritto soggettivo relativo: riguarda quei diritti fatti valere nei confronti di uno o pi soggetti
determinati o determinabili
es. diritto di obbligazione
I giuristi romani vedono questa bipartizione dal punto di vista del diritto processuale, ossia pensano al
diritto secondo il sistema delle azioni (azione come diritto di ottenere in giudizio quanto dovuto):
il diritto soggettivo assoluto dato dallactio in rem: faccio valere un diritto che ho su una cosa (res)
nei confronti di tutti coloro che interferiscono
se mi spossessano della mia borsa io per riaverla uso questa azione perch ho il diritto sulla cosa
il diritto soggettivo relativo dato dallactio in personam: azione di tutela valida solo nei confronti
della persona con cui sorta lobbligazione
se non mi consegnano la borsa che ho comprato uso questa azione perch posso farla valere solo
nei confronti di chi non me lha consegnata.

Diritto per i romani


Sia in senso soggettivo che oggettivo, i romani utilizzano il termine ius per definire il diritto; non si sa bene
da cosa derivi questa parola: secondo Ulpiano deriverebbe da iustitia, mentre secondo la dottrina deriverebbe

da yos, una formula sanscrita portafortuna (questultima teoria sarebbe la pi credibile).


Diritto per deriva anche dallaggettivo directum, che nel medioevo andato ad accompagnare ius (directum
ius = diritto giusto); in seguito ius decaduto e laggettivo divenuto sostantivo.
I significati del termine ius, al singolare, sono diversi:
- vincolo giuridico
- fase/rito procedimentale
- luogo dove si amministra la giustizia, quindi il tribunale
Al plurale la parola diviene iura, che a sua volta ha un duplice significato:
- ordinamento giuridico
- scritti dei giuristi romani
La definizione di diritto ce la da il giurista Celso, con la frase ius est ars boni et aequii, ossia tecnica del
buono e dellequo in quanto il giurista un tecnico che deve perseguire il giusto e lequo; Ulpiano invece ci
fornisce i precetti del diritto: vivere onestamente (honeste vivere), non recare danno agli altri (alterum
non laedere) e dare a ciascuno il suo (suum cuique tribuere).
Sempre Ulpiano ci fornisce la ripartizione del diritto tra pubblico e privato: il diritto pubblico riguarda il
modo dessere dello Stato (cerimonie, sacerdozi, magistrature) mentre il diritto privato riguarda linteresse
dei singoli; ancora questa distinzione usata per distinguere fra regole provenienti da atti statali (leggi) e
regole provenienti da atti di autonomia dei singoli (testamenti, patti) e tra norme indisponibili, in quanto
stabilite nellinteresse della collettivit e disponibili, ossia derogabili dalla volont dei privati.
Caratteristiche del diritto pi antico a Roma (VIII sec. a.c.)
Il diritto arcaico un diritto intriso di formalismo e solennit, sia negli istituti che nelle procedure; seguire
il formalismo importante per i romani perch solo cos latto produrr i suoi effetti.
Gli istituti sono pochi e svolgono molte funzioni:
- mancipatio (mancipazione): istituto centrale attraverso il quale si possono fare tante cose, come
trasferire la propriet, costituire la schiavit, garantire e sciogliere obbligazioni etc.
- in iure cessio (cessione in tribunale): metodo di trasferimento della propriet in ambito del processo
- stipulatio (stipulazione): contratto per eccellenza nel mondo romano; valido solo se vengono
pronunciate le parole solenni, ossia quelle parole (Prometti? Prometto.)
Altra caratterista loralit, infatti gli scritti sono pochi e il diritto viene tramandato oralmente.
Periodizzazione
La periodizzazione che utilizziamo suddivide larco temporale in 5 periodi:
1. Periodo arcaico (VIII IV sec. a.c.): dalla fondazione di Roma, nel 754 o 753, alle leggi Licinie Sestie
il periodo in cui il diritto intriso di formalismo
2. Periodo pre-classico (IV I sec. a.c.): dalle leggi Licinie Sestie al passaggio al Principato con Augusto
il periodo in cui vengono gettate le basi del grande diritto romano
3. Periodo classico/aureo (I III sec. a.c.): da Augusto alla fine dei Severi o allascesa di Diocleziano
il periodo della grande giurisprudenza elegante e raffinata; a questo appartengono le opere giunteci
4. Periodo post-classico (III VI sec. d.c.)
il periodo di decadenza causa di un generale abbassamento del livello della cultura dato
dallinteresse pi nella religione che nel diritto; non abbiamo nuove opere ma riassunti di quelle
precedenti (volgarizzazione del diritto)
5. Et giustinianea (VI sec. d.c.): Regno di Giustiniano, unico periodo isolato di rinascita
il periodo di Giustiniano, che ha il merito di aver raccolto tutta la cultura giuridica classica in
ununica opera, il Digesto.
Ordinamento giuridico romano
Con il termine res publicae i romani intendono la loro comunit politica, la cosa del popolo.
Infatti i romani identificano lo Stato nel popolo, appoggiando lidea aristocratica secondo cui i poteri politici
devono essere affidati a chi non ha bisogni economici, svolgendo quindi attivit non retributive; con
lavvento del Principato, il termine res publicae viene sostituito da imperium.
Gli organi costitutivi repubblicani devono assicurare un esercizio efficiente e controllato dei pubblici poteri:
- magistrature: cariche annuali non retribuite
- assemblee del popolo: il popolo che si raduna ha diritto di voto
- senato

Le cariche pi importanti sono dotate di imperium, ossia potere militare, coercitivo e giurisdizionale, e
possono porre un veto su altri organi; in casi particolari ed estremi, viene eletto un dictator sul quale non
possibile porre veto.
Catone ha definito come la costituzione Repubblicana romana, cambiata molto spesso, sia stata il frutto di
una tradizione e di elaborazioni di cervelli eleganti e raffinati, mostrando come i romani non cambiassero
tanto per cambiare.
Fonti del diritto romano
Le fonti romane si dividono in:
- Fonti di produzione, ossia quei fatti, meccanismi o procedimenti che producono la norma giuridica; nel
mondo romano le principali sono 6 e rimangono le stesse da Gaio fino a Giustiniano, salvo che con lui
lunica fonte a rimanere attiva la volont dellimperatore (prima volont del principe):
1. Leggi: Gaio definisce le leggi come norme approvate dal popolo nelle assemblee popolari, ossia
comizi centuriati e tributi; nei comizi centuriati il popolo si riunisce in centurie raggruppate in classi
in base al censo e le prime due, le pi importanti, approvano o meno le leggi.
Prima di avere esigenza di un diritto certo in forma scritta vi erano i mores, ossia le usanze, che si
tramandavano oralmente e costituivano lunica fonte di diritto; i mores vengono poi raccolti e
modificati nella Legge delle XII tavole, prima codificazione e legge molto importante del V sec. che
ancora nel VI sec. viene menzionata da Giustiniano
prima di scomparire come fonte viva, la lex ha per con Augusto un momento di reviviscenza: il
caso delle Leges Iuliae che innovano fortemente vari settori e delle leggi Fufia Caninia e Aelia
Sentia in materia di manumissione dei servi.
Augusto geniale perch formalmente lascia inalterato lordinamento, ma in realt svuota tutti gli
organi dei loro poteri facendoli propri e divenendo principe (formalmente invece uguale agli
altri); dopo la stagione augustea il ricorso alla legge si attenua e scompare definitivamente
2. Plebisciti: sono norme approvate formalmente dalla plebe riunita nei concilia plebis tributa su
proposta del tribuno della plebe; inizialmente erano validi solo per la plebe, poi diventano vincolanti
per tutto il popolo e con la Lex Hortensia vengono equiparati alle leggi eliminando ogni differenza
questa fonte si estingue con il Principato
3. Senatoconsulti: i consigli del senato (senatus consulta), nascono per fornire ai magistrati direttive
politiche in forma di consiglio; inizialmente non sono vincolanti seppur costituiscano un forte
strumento di pressione.
con lavvento del Principato i senatoconsulti diventano in un primo momento veri e propri atti
normativi per poi divenire improduttivi a favore della volont dellImperatore.
Esempi di alcuni senatoconsulti possono essere:
-Claudiano sul diritto delle persone: la donna diviene schiava se intrattiene una relazione con un
servo altrui contro il volere del padrone
-Macedoniano sulle obbligazioni: negata lazione a chi da denaro a mutuo ai figli di famiglia
-Velleiano sulle obbligazioni: vietato alle donne garantire per altri o assumersi altrui debiti
-Neroniano sui legati: convalidato il legato di cosa altrui invalido per vizio di forma perch
considerato nellidonea forma del legato per damnationem
-Trebelliano sui fedecommessi: stabilisce lautomatismo del passaggio dei rapporti obbligatori tra
onerato e onorato
-Pegasiano sui fedecommessi: dispone lastensione ai fedecommessi della lex Falcidia che fa
salvo il quarto per lerede
-Tertulliano e Orfiziano sulle eredit: creano un legame successorio dal figlio alla madre e dalla
madre al figlio nellambito civilistico, spezzando la regola delle XII Tavole che connetteva la
successione a un legame in linea maschile

4. Costituzioni imperiali (prima costituzioni dei principi): si tratta di norme emanate dallImperatore e
possono essere a carattere generale come gli editti o a carattere particolare come i mandati, i decreti,
i rescritti e le epistole:
editti: norme rivolte ai consociati; restano validi finch unaltra norma di pari grado non li
abroga
mandati: istruzioni rivolte ai funzionari imperiali; vengono raccolti e col tempo perdono il loro
carattere particolare fino ad essere adottati anche per casi simili
decreti: sentenze emanate dallImperatore sia in primo grado che in appello (ha una funzione
giurisdizionale, un giudice)

rescritti: responsi emanati dallImperatore su questioni giuridiche postegli da privati cittadini (il
termine dato dal fatto che sia domanda che risposta si trovano sullo stesso foglio); come i
mandati vengono raccolti e perdono il loro carattere particolare
epistole: responsi emanati dallImperatore su questioni giuridiche postegli da funzionari (qui le
risposte vengono date sottoforma di lettere)
con Giustiniano le Costituzioni Imperiali diventano lunica fonte normativa
5. Editti dei magistrati: diversi dagli editti dellImperatore, si tratta di editti del pretore, ossia un
magistrato munito di imperium, che con leditto emanato allinizio della carica, indica i criteri ai
quali si atterr nellamministrazione della giustizia (gli editti imperiali invece impongono norme
generali e astratte rivolte a tutti i soggetti); il pretore detto urbano, ma ad esso viene affiancato
anche il pretore peregrino, ossia quello che ha il compito di dirimere le controversie fra stranieri o
fra stranieri e romani.
Leditto tralatizio la parte delleditto che contiene i principi e le regole che si trasmettono di
pretore in pretore, mentre leditto repentino quello che viene emanato durante lanno di carica.
I criteri contenuti nelleditto diventano vincolanti per i pretori con la Lex Cornelia e con il giurista
Salvio Giuliano si opera la codificazione delleditto, facendolo diventare perpetuo, cio stabile, e
impedendo ai pretori di cambiarlo di anno in anno (la modifica permessa al solo Imperatore).
questa fonte si estinguer con il Principato
I pretori introducono lo ius honorarium, ossia il diritto pretorio, che va a modificare lo ius civile,
quindi il diritto civile riguardante i rapporti fra cittadini, offrendone una migliore applicazione; con
queste modifiche si creano come degli istituti paralleli: come se ci fosse il semaforo verde dato dal
diritto civile, ma il vigile dato dal diritto pretorio non fa passare.
Vi poi lo ius gentium, che da una parte identifica il diritto delle genti, ossia il diritto comune a tutti
i popoli e fondato su una ragione naturale (naturalis ratio), mentre dallaltra rappresenta quella parte
del diritto civile applicabile nei conflitti fra romani e stranieri e fra stranieri; con la Constitutio
Antoniniana viene annullata la distinzione di applicazione fra ius civile e ius gentium poich viene
estesa la cittadinanza: i peregrini si identificano con i cittadini di altri Stati.
Altro diritto lo si ha con lo ius naturale, ossia il diritto naturale: per Ulpiano rappresenta linsieme
dei precetti di convivenza dettati dalla natura a tutti gli esseri viventi (animali compresi), mentre per
Gaio coincidente con il diritto delle genti in quanto entrambi si fondano su una ragione naturale;
ben presto per questa coincidenza viene smentita, in quanto alcuni istituti del diritto delle genti
sono in contrasto con il diritto naturale, come per esempio la schiavit.
In et Giustinianea, il diritto naturale viene definito sempre buono e giusto ed va ad identificarsi
nel diritto derivante dalle divinit, quindi il diritto divino
6. Responsi dei giuristi: il significato giurisprudenza visto in modo diverso da oggi: in senso
oggettivo linsieme delle opere dei giuristi e in senso soggettivo linsieme degli stessi esperti di
diritto, iuris prudentes (oggi invece il termine giurisprudenza identifica le sentenze degli organi
giusdicenti e la scienza del diritto); il giurista quindi da responsi a casi postigli e le soluzioni
risultano concise e raffinate.
Un momento importante quello in cui lattivit giurisprudenziale passa dallessere monopolio dei
pontefici ad essere un sapere laico, accessibile a tutti (questo fenomeno di laicizzazione del diritto
non ha nulla a che vedere con la separazione dalla chiesa che gi stata attuata); secondo la
tradizione Gneo Flavio colui che si appropria dei formulari processuali e del calendario dei giorni
fasti e nefasti (giorni in cui si pu o meno agire in giudizio) dei pontefici rendendoli pubblici, ma in
realt si sta gi creando una casta di giuristi laici e il diritto viene aperto anche a soggetti diversi dai
pontefici.

Il diritto romano un diritto giurisprudenziale in quanto i responsi dei giuristi vengono applicati
come norme dal pretore, perci il giurista partecipa attivamente; oggi invece il giurista partecipa
indirettamente poich egli pu influenzare il magistrato ma ci che dice non viene applicato.
Nel De oratore Cicerone esplica lattivit del giurista con tre verbi:
respondere: indica il dare delle risposte/responsi
agere: indica la consulenza tecnico giuridica alla parti e al magistrato (attivit processuale)
cavere: significa assistere nellattivit negoziale tutelando preventivamente la parte con una
saggia impostazione dellatto (attivit cautelare)
Sesto Elio invece il primo a realizzare unopera, la Tripertita (perch divisa in tre parti), che da
inizio alla letteratura giuridica; in seguito abbiamo Quinto Mucio Scevola con 18 libri di diritto
civile e Servio Sulplicio Rufo che a lui si contrappone

Fonti di cognizione, ossia i mezzi, i documenti e tutto ci che ci permette di conoscere la norma;
esistono numerose fonti di questo tipo, e possono essere documentali, papirologiche ed epigrafiche
Oggi questa distinzione ha un valore pi teorico che pratico, in quanto le norme gi nel proprio iter
prevedono la pubblicazione e perci la stessa legge fonte di cognizione; nel mondo romano invece la
distinzione molto importante.

Passaggio dalla Repubblica al Principato


Sotto il principato Augusto introduce il ius publice respondendi, ossia il diritto in capo ad alcuni giuristi da
lui scelti, di dare pubblicamente responsi in nome dellImperatore.
In questo modo lImperatore esercita un potere di controllo sulla giurisprudenza, in quanto davanti al giudice
valgono solo i responsi dei giuristi dotati di ius respondendi; in seguito con Adriano questi responsi
diventano addirittura vincolanti per il giudice.
Al Principato si riconduce la nascita di 2 scuole di giuristi contrapposte:
- Sabiniani: il fondatore Capitone ma il nome deriva dal suo successore Sabino; altri Sabiniani
importanti sono Salvio Giuliano, Cassio Longino e anche lo stesso Gaio
- Proculiani: il fondatore Labeone ma il nome deriva dal giurista posteriore Proculo; altri Proculiani
importanti sono Celso e Nerazio
Tra II e III sec., sotto Adriano prima e Antonino Pio dopo, le grandi personalit della giurisprudenza sono:
Salvio Giuliano, codificatore delleditto, Sesto Pomponio, che scrive lopera Inchiridium dove traccia la
storia della giurisprudenza fino a Salvio Giuliano, Ulpio Marcello e Cervidio Scevola; tra la fine del II e la
prima parte del III sec., sotto i Severi, sono invece di spicco Emilio Papiniano, Giulio Paolo e Domizio
Ulpiano.
Con Modestino, a met del III sec. d.c., termina let classica in favore di una giurisprudenza post-classica di
tipo volgare: tutto viene semplificato e nascono gli epitomi, ossia i riassunti delle grandi opere classiche;
dimostrazione del periodo di decadenza anche la legge delle citazioni del 7 novembre 426.
Gaio la vita
Gaio un giurista classico che vive sotto il principato di Adriano e di cui conosciamo il praenomen
Gaius e poco altro: si pensa fosse un po arretrato rispetto ai suoi tempi in quanto parla di lotte giuridiche
fra Sabiniani e Proculiani che al suo tempo sono gi sopite; non si sa se fosse romano o peregrino, alcuni
pensano che fosse uno schiavo liberato perch di questi si conosce solo il nome mentre altri pensano fosse
vissuto nelle province perch si occupa di diritto provinciale.
un autore isolato (sprovvisto di ius respondendi) poich a differenza dei suoi contemporanei che discutono
di casi ed emanano responsi, i suoi scritti hanno un carattere didattico.
Verosimilmente muore dopo il 178 poich di lui abbiamo un commento di quellanno; la sua opera pi
importante sono senzaltro Le Istituzioni.
Gaio Le Institutiones
Le Istituzioni di Gaio sono lunica opera della giurisprudenza classica pervenutaci al di fuori della
compilazione giustinianea (nellepoca di Giustiniano le opere furono modificate) e costituiscono il principale
punto di riferimento per la conoscenza del diritto classico; secondo alcuni studiosi per, lopera stata
alterata in quanto il manoscritto in cui venne ritrovata di et posteriore a Gaio: in particolare il tedesco
Wieaker con i suoi studi ha ritenuto che lopera sia stata riassunta a causa del passaggio da rotolo a
pergamena avvenuto a Roma nel 300 d.c. (tutto ci che non viene trascritto va perduto).
Il testo viene scoperto nella Biblioteca Capitolare di Verona dallo storico tedesco Niebuhr in una
pergamena contenente le lettere di San Girolamo; le pergamene venivano riutilizzate raschiando la prima
scrittura e cos accade anche per le Istituzioni di Gaio.
Nonostante alcune parti siano mancanti e altre siano illeggibili, anche a causa di tecniche invasive di studiosi
come Bekken e Bluhme che nel tentativo di trovare un rimedio peggiorarono le cose, abbiamo comunque
ottenuto una trascrizione da parte di Studemund; recentemente con filtri e nuove tecnologie siamo riusciti
a leggere cose non visibili ad occhio nudo ma comunque restano illeggibili alcune parti.
Per quanto riguarda la datazione, Le Istituzioni sono state certamente composte per buona parte allepoca di
Antonino Pio, ossia attorno alla met del II sec. d.c.
Gaio divide lopera in 4 commentarii, allinterno dei quali organizza il diritto in tre parti (persone I libro,
cose II e III libro, azioni IV libro); si tratta di un testo rivolto alla didattica, perci estremamente chiaro e
semplice, motivo per il quale molti giuristi del suo tempo lo criticavano non ritenendolo un vero giurista.
Potrebbe ricollegarsi allopera, integrandola nelle parti in cui risulta carente, unaltra dello stesso Gaio: le
Res Cottidianae; questopera ha molti punti in comune con Le Istituzioni e si pensa che derivino dallo stesso
archetipo.

Periodo post-classico
Si tratta di unepoca di crisi, inizialmente a livello politico, che si estende poi anche a livello ideologico,
economico e sociale; in particolare, un mutamento importante si ha nel campo della religione con lavvento
del Cristianesimo come religione di Stato: il politeismo non viene tollerato, ma anzi viene punita la
diversit religiosa, tanto da spostare ogni tipo di interesse sulla teologia.
Tutto cambia anche nel campo del diritto:
nuovo processo della cognitio: innanzi ad un giudice che lo guida dallinizio alla fine
dopo la dinastia dei Severi si apre il periodo dominato, dove lImperatore diventa signore e dio (dominus
et deus), entit lontana e divinizzata
norma e sovrano si identificano poich il signore diviene legge vivente; il termine constitutio viene
sostituito da lex, non pi inteso come prodotto del volere comiziale, e scompare la variet di fonti di
produzione lasciando il posto alla sola volont imperiale
iura, inteso come scritti dei giuristi, si contrappone a leges: la legge esprime la volont legislativa del
potere supremo, gli scritti danno un apporto mediato e subordinato
in unottica di riconduzione di ogni fonte ad ununica volont legislativa, nasce la legge delle citazioni:
secondo la legge possibile utilizzate in processo solo le opere di Papiniano, Paolo, Gaio, Ulpiano e
Modestino; se tra i 5 vi contrasto vince la maggioranza, se vi parit prevale lopinione di Papiniano e
solo fuori da questi casi il giudice pu seguire lopinione che ritiene opportuna (con linserimento della
legge nel Codice Teodosiano, viene apportata una modifica secondo la quale possono essere utilizzati
anche autori citati dai 5 principali purch vengano conferite le loro opere)
non abbiamo opere nuove ma epitomi, ossia riassunti delle opere precedenti: Pauli Sententiae, Epitome
Ulpiani, raccolte miste di iura e leges dove la pi importante costituita dai Fragmenta Vaticana ed
Epitome Gai, ossia una rielaborazione riduttiva delle Istituzioni che testimonianza dei mutamenti
intervenuti e della tendenza verso il volgarismo
Metodo casistico
Il diritto romano un diritto casistico: ogni decisione presa con la volont che se il caso si ripresentasse la
decisione sarebbe sempre la stessa; per difficile che gli aspetti di due casi siano del tutto uguali, perci si
deve operare lastrazione che prescinde da alcuni aspetti e circostanze.
Secondo alcuni per lastrazione porterebbe a semplificazioni forvianti, tanto che Giovoleno dice che ogni
definizione pericolosa.
es. partiamo da: un soggetto compra un determinato cavallo; il cavallo gli viene consegnato in ritardo e il
soggetto chiede un risarcimento al venditore, risarcimento che gli viene concesso
astrazione: il debitore deve risarcire al suo creditore il danno derivante dal ritardo nella consegna

oppure:il debitore deve risarcire al suo creditore il danno derivante dalla violazione del diritto di credito

Codici privati e Codice Teodosiano


Sotto Diocleziano vengono create due collezioni di costituzioni imperiali denominate codex:
da una parte Gregoriano intorno al 292 raccoglie costituzioni, in prevalenza rescritti, da Adriano a
Diocleziano e dallaltra Ermogeniano crea una raccolta che comprende rescritti dioclezianei degli anni
293-294.
Le due compilazioni sono raccolte private cui manca il sigillo dellufficialit, ma sono la premessa di una
codificazione ufficiale; il bisogno di certezza che linsicurezza dei tempi va reclamando impone
allattenzione del potere imperiale lurgenza di una codificazione e cos nel 429 lImperatore Teodosio II
incarica una commissione di burocrati di creare due compilazioni:
un archivio storico dato dalle costituzioni imperiali da Costantino in poi (comprese quelle abrogate o
superate) e una compilazione utile alla pratica, ossia composta da leggi generali e rescritti in vigore
tratti rispettivamente dalla prima compilazione e dai codici Gregoriano ed Ermogeniano e iura.
Il progetto risulta fin troppo ambizioso e crea molte difficolt soprattutto per quanto riguarda la selezione
degli scritti dei giuristi, perci fallisce.
Nel 435 il progetto si ridimensiona ad ununica compilazione che prende il nome di Codice Teodosiano:
raccolta di costituzioni imperiali da Costantino in poi con lintegrazione del Gregoriano e
dellErmogeniano (vengono considerati codici ufficiali); il progetto relativo agli iura cade e lunico
collegamento con questi dato dallinserimento della legge delle citazioni.

Il codice entra in vigore nel 439 ed costituito da 16 libri, divisi in titoli, che raggruppano le costituzioni in
modo cronologico; la fortuna di questo codice si espande dallOriente allOccidente.
Et Giustinianea
Giustiniano nasce nel 482 a Tauresium, borgo della Dardania nellattuale Macedonia, e il suo destino legato
allo zio e imperatore Giustino che gli impartisce unadeguata educazione (cursus honorum); alla morte
dello zio nel 527, Giustiniano chiamato alla successione, e rimarr Imperatore fino al 565 d.c.
Figura rilevante nella vita dellImperatore quella della moglie Teodora, donna di spettacolo che molto
influisce sulle decisioni del marito; per poterla sposare, Giustiniano procede allabrogazione della norma
che vietava il matrimonio tra attrici e uomini di rango senatorio.
Lo storico Procopio di Cesarea descrive Teodora come una prostituta e da continui giudizi negativi, ma a
parte lattendibilit dello storico, non sembra che la regina abbia mancato ai suoi doveri, ma anzi pare che sia
stata determinante per talune disposizioni in tema di matrimonio, adulterio e divorzio che risultano
maggiormente rispettose della condizione femminile.
Giustiniano, sentitosi investito di una missione divina, si propone di perseguire un disegno restauratore e
unificatore sotto 3 profili:
- Profilo politico attraverso il riassetto delle strutture dello Stato e la riconquista delle regioni sottratte: in
Oriente si conclude la pace con i Persiani, nel Mediterraneo i bizantini riconquistano lAfrica
settentrionale e di particolare importanza la riconquista dellItalia, alla quale Giustiniano estende la
vigenza delle sue leggi
- Profilo religioso mediante la difesa dellortodossia: lImperatore interviene di persona nelle questioni
religiose con i monofisiti attraverso scritti dogmatici che per finiscono per scontentare tutti; a questo si
aggiunge anche il rapporto ricco di tensione fra il sovrano e il Papa che pi che ununione religiosa,
sembra determinare una divisione
- Profilo giuridico attraverso la ristrutturazione di tutto il sistema del diritto: il sovrano vuole la
sistemazione dellordinamento giuridico eliminando ci che appare superfluo e contraddittorio, in favore
di certezza ed immutabilit delle norme; in Giustiniano legislatore si fondono insieme comprensione
della necessit di un corpus iuris esaustivo e ricerca dellantichit con il ricorso al latino, lingua dei dotti.
Lattivit giuridica si divide in 3 periodi:
1. Periodo delle grandi compilazioni (528-534): abbiamo 4 opere principali:
o Novus Iustinianus Codex: nel 528 Giustiniano con la costituzione Haec quae necessario da
lavvio ai lavori e nomina una commissione, che annovera fra i suoi membri Triboniano, con il
compito di redigere una raccolta di costituzioni imperiali, ossia una raccolta di leges.
I materiali vengono prelevati dai Codici Gregoriano ed Ermogeniano nonch dalla raccolta
ufficiale di Teodosio e solo un anno dopo, nel 529, con la costituzione Summa rei publicae il
codice viene pubblicato ed entra in vigore; il testo andato perduto e solo attraverso un papiro di

Ossirinco ci giunto un indice parziale delle costituzioni tra le quali compresa anche la legge
delle citazioni
5 anni dopo, il codice appare superato e viene sostituito da una nuova edizione; il primo
codice viene fatto eliminare ed per questo che non ci giunto
(Fra la redazione del Codice e linizio dei lavori del Digesto, Giustiniano emana alcune
costituzioni sotto il nome di quinquaginta decisiones, con cui vuole risolvere una serie di
controversie esistenti allinterno delle opere dei giuristi; forse, queste potrebbero ricollegarsi con
lidea di una raccolta di iura)
o Digesta o Pandette: nel 530 con la costituzione Deo auctore hanno inizio i lavori, la cui
commissione presieduta da Triboniano, per la redazione di una raccolta di iura che sarebbe
divenuta lunica fonte da cui attingere.
I passi necessari vengono estrapolati dalle opere dei giuristi aventi o meno ius respondendi,
facendo cadere le gerarchie introdotte dalla legge delle citazioni e ponendo tutti i giuristi sullo
stesso piano (anche se poi i 2/3 dei frammenti tratti dai 38-39 giuristi citati appartengono ai 5
giuristi della legge delle citazioni); i lavori durano 3 anni e nel 533 con la costituzione bilingue
Tanta-Dedoken lopera viene pubblicata ed entra in vigore: risulta costituita da 50 libri suddivisi
in titoli e ogni brano preceduto dalla inscriptio che indica autore, opera e libro da cui tratto.
Lo stesso Giustiniano nella costituzione di pubblicazione afferma che molte e molto importanti
cose vennero modificate per utilit pratica, ed per questo che si tende a rivolgersi
principalmente alle Istituzioni di Gaio per sapere della giurisprudenza classica; gli interventi dei

commissari sui testi prendono il nome di interpolazioni, e gli interpolazionisti hanno cercato di
individuarle.
Il tedesco Bluhme, dallesame delle inscriptiones, ha estrapolato una teoria sulla compilazione
del Digesto, data la brevit con cui stato redatto; egli ha accertato che allinterno dei titoli i
frammenti si susseguono secondo un ordine costante, raggruppati in base alla loro derivazione
da opere omogenee, le masse, ognuna delle quali caratterizzata dalla tipologia delle opere
che la compongono.
Abbiamo: -massa sabiniana costituita dalle opere di commento al diritto civile
-massa edittale costituita dai lavori di commento alleditto
-massa papinianea costituita dalle trattazioni di casistica
-massa post-papinianea o appendice che comprende opere di vario contenuto
Sulla base di queste, i compilatori si sarebbero divisi in tre sottocommissioni, ognuna delle quali
si sarebbe occupata di una massa accelerando i lavori; vi la certezza che i titoli del Digesto
sono il risultato dellassemblaggio delle masse.
(secondo la tesi minoritaria di Hofman invece, i commissari si sarebbero avvalsi di unopera gi
realizzata, ossia una sorta di pre-Digesto)
o Iustiniani Institutiones o Elementa: non abbiamo la costituzione di avvio dei lavori, ma
sappiamo che ad una commissione presieduta sempre da Triboniano viene conferito il compito di
redigere un trattato elementare che avviasse allo studio del diritto la giovent desiderosa di
imparare; fonti principali sono senzaltro le Istituzioni di Gaio, seguite dalle Res Cottidianae e
altri testi istituzionali e infine alcune opere di commento.
Proprio dalle Istituzioni di Gaio presa la struttura dellopera: abbiamo infatti 4 commentarii
allinterno dei quali il diritto organizzato in persone, cose e azioni; le personae occupano la
prima parte e toccano il diritto delle persone e della famiglia, le res si riferiscono invece ai diritti
patrimoniali mentre le actiones alludono allattivit processuale; nel 533, con la costituzione
Imperatoriam, le Istituzioni vengono pubblicate ed entrano in vigore con valore di legge.
Teofilo, membro della commissione del Digesto e coautore delle Istituzioni, avrebbe redatto
unampia Parafrasi in lingua greca delle Institutiones violando i divieti posti da Giustiniano che
riteneva la sua, lunica interpretazione autentica
o Codex repetitae praelectionis: il codice che nel 534 sostituisce quello del 529 ed lunico che
ci pervenuto; anche di questo non abbiamo la costituzione di avvio dei lavori, ma con quella di
pubblicazione, la Cordi nobis, sappiamo la composizione della commissione, ancora una volta
presieduta da Triboniano, che ha questa volta il compito di aggiungere nuove costituzioni e
togliere quelle superate, con facolt di modificare i testi ove necessario.
Il testo definitivo si divide in 12 libri, allinterno dei quali si ha la scansione in titoli e prima di
ogni costituzione, linscriptio con il nome dellImperatore e del destinatario; abbiamo poi anche
una subscriptio con il luogo e la data di emanazione.
Le costituzioni coprono un ampio arco temporale, da Adriano fino al novembre 534.
2. Periodo dellintensa legislazione novellare (535-542): Giustiniano prevede la raccolta di quelle
norme che sar necessario emanare in futuro, sotto il nome di Novelle Costituzioni; le Novelle si
articolano in praefatio, che illustra le circostanze che hanno motivato il provvedimento, dispositivo
diviso in capitoli ed infine epilogus, che dispone sullentrata in vigore.
In assenza di una raccolta ufficiale, le Novelle ci sono pervenute attraverso collezioni private:
o Epitome Iuliani: riassunto in latino di 124 novelle compiuto da Giuliano, professore di
Costantinopoli, dopo il 555
o Authenticum: raccolta in latino di 134 novelle variamente datate; secondo la tradizione, il nome
sarebbe dovuto a Irnerio che, dopo aver dubitato della sua autenticit, lavrebbe riconosciuta
come raccolta ufficiale inviata in Italia
o Collectio graeca: composta dopo il 578, rappresenta la raccolta pi completa; consta di 168
novelle nella lingua originale e abbiamo alcune costituzioni di successori di Giustiniano
3. Periodo di minore produzione legislativa (543-565): anche in questo periodo abbiamo la raccolta
di norme per il futuro, ma in modo sempre meno frequente.

ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO

II: Persone e Famiglia


-La personaSia Gaio che Giustiniano antepongono ad ogni altro argomento la trattazione del diritto delle persone; per i
romani persona semplicemente lessere umano e non il soggetto di diritto, perci il diritto delle persone
attiene al diritto degli esseri umani.
Le terminologie di capacit giuridica e capacit di agire sono estranee al mondo romano ma utili per
comprendere situazioni e modalit:
capacit giuridica lidoneit ad essere titolari di diritti e doveri giuridici
capacit di agire lidoneit del soggetto a porre in essere validamente unattivit rilevante per il diritto
Preliminare ad ogni indagine relativa alla capacit la verifica dellesistenza di un essere umano, che si
stabilisce attraverso alcuni requisiti:
1. nascita: luomo comincia ad esistere quando viene alla luce, ma anche il solo individuo concepito
considerato dai romani come gi nato e per questo, durante il periodo prenatale, nominato un curatore
del ventre a tutela dei beni del nascituro; in seguito alla nascita, la separazione dal corpo della madre
permette lacquisizione dellautonomia
2. vita: per lesistenza occorre che lessere separato sia vivo e perci i nati morti o coloro che vivono per
brevissimo tempo, non sono considerati n nati n procreati; la prova della vita, per i Proculiani consiste
nellemissione del vagito mentre per i Sabiniani (e Giustiniano) in una qualunque manifestazione di vita
3. forma umana: il nato non deve essere deforme o mostruoso tanto che il diritto antico impone per questi
leliminazione, in quanto portatori di sventura; i testi distinguono fra nati mostruosi e deformi, ma con
Giustiniano entrambi vengono considerati a vantaggio della madre

La persona fisica si estingue con la morte, dalla quale si apre la successione, lobbligo del lutto per i parenti
stretti e il periodo entro il quale la vedova non pu passare a seconde nozze.
Una volta stabilita lesistenza, importante determinare i requisiti necessari per godere della capacit, che si
rifanno allappartenenza agli status rispettivamente di libero, di cittadino romano e di non sottoposto ad
alcuno nellambito familiare, ossia essere sui iuris o pater familias.
Nel diritto romano, accanto alla morte fisiologica vi una sorta di morte civile, data dal fenomeno della
capitis deminutio, ossia una variazione di status; essa pu essere:
maxima quando un liberto diventa schiavo
il soggetto cessa di esistere per lordinamento
media quando si perde la cittadinanza o si sottoposti ad una pena criminale
il soggetto cessa di appartenere al consorzio dei cittadini
minima quando lo status muta a livello familiare (es. adozione, emancipazione)
il soggetto cessa di esistere per quella famiglia
Accanto al tema delle persone fisiche, inevitabile il richiamo alle persone giuridiche; la persona giuridica
da intendere come un centro di imputazione di diritti e doveri, e anche se questa nozione non romana ma
di epoca successiva, i romani hanno comunque riconosciuto la soggettivit di entit diverse dalluomo.
- corporazione: la persona giuridica su base associativa i cui diritti e doveri sono considerati distinti da
quelli dei componenti; i romani prendono in considerazione singole tipologie associative:
o popolo romano-Stato: titolare di diritti e conclude negozi giuridici che sono particolari per via
della sua posizione di supremazia
o enti cittadini: sono caratterizzati dalla dimensione privatistica che possono assumere i rapporti
facenti loro capo
o collegi: sono prodotti della volont dei singoli di costituire associazioni con capacit di diritto
privato (queste manifestazioni di autonomia vengono fortemente ostacolate)
- fondazione: si tratta di un patrimonio senza titolare destinato ad uno scopo duraturo:
o eredit giacente: il patrimonio ereditario in attesa della persona cui spetta; in varie fonti viene
considerata titolare di diritti
o opere pie: sono patrimoni che un benefattore lascia ai vescovi o alle chiese perch vengano
impiegati a scopi assistenziali; vengono intesi come autonomi centri di imputazione
-La schiavitEsiste una summa divisio personarum, ossia una distinzione fondamentale fra:
- liberi: sono soggetti di diritto; saranno ingenui quando nati liberi e libertini quando liberati da schiavit
- schiavi: sono oggetti di diritto, ossia res
La condizione servile muta in base alle epoche: in antichit gli schiavi sono pochi e per razza e modo di
pensare sono vicini ai loro padroni; con la fase di espansione la situazione cambia, poich affluiscono a
Roma schiavi di diversa razza, tendenza e religione che divengono presto minaccia per la tranquillit e
lordine pubblico.
Per questo motivo inizia un periodo di repressione e crudelt, che sfocia nella rivolta di Spartaco e con
linizio dellImpero si raggiunge la massima tensione: significativo il senatoconsulto Silaniano, che
dispone la tortura e il supplizio degli schiavi dimoranti sotto lo stesso tetto, nellipotesi che il padrone sia
perito di morte violenta; in questo modo si suppone il coinvolgimento, spesso ingiusto, degli schiavi
nelluccisione.
Progressivamente gli eccessi vanno diminuendo: la legge Petronia vieta lutilizzo degli schiavi per spettacoli
senza lautorizzazione del magistrato, lImperatore Claudio dispone che il servo malato abbandonato se
guarisca sia libero, Adriano arriva a sanzionare con pena criminale la padrona colpevole di ingiustificate
crudelt e Antonino Pio, emana due rescritti fondamentali; il primo fa soggiacere alla legge Cornelia sugli
assassini chi abbia senza motivo ucciso il proprio servo, mentre il secondo costringe il padrone a vendere lo
schiavo qualora questi si sia rifugiato presso le statue degli imperatori per sfuggire alla crudelt dello stesso
padrone.
Con il periodo cristiano viene di molto mitigata la condizione dei servi, vietandone la prostituzione, dando
rilevanza al vincolo di sangue tra schiavi e non consentendo la separazione delle famiglie; in questa fase
nasce il colonato, premessa alla servit della gleba, e la distinzione tra liberi e schiavi tende ad annullarsi in
quella tra persone di alta e bassa condizione.
Giustiniano spesso sottolinea la contrariet dello stato di schiavit rispetto al diritto naturale, secondo il
quale gli uomini sarebbero per natura in una condizione di uguaglianza, ma per esigenze economiche non
pu rinnegarla, cos come tutti nel mondo antico; ove possibile per, Giustiniano favorisce lacquisto della
libert, e questo favor libertatis rappresenta uno dei criteri ispiratori del diritto delle persone.
In generale, coloro che sono in uno stato di schiavit:

sono subordinati a padroni che su di loro esercitano la potestas dominica, potest che gli permette di
avere sugli stessi il diritto di vita e di morte
- anche se ritenuti cose, possono porre in essere comportamenti rilevanti ai fini giuridici (spesso sono
puniti in maniera pi grave rispetto ai liberi)
- da una certa epoca antecedente a Gaio, la loro uccisione viene parificata a quella dei liberi e pu
soggiacere alla legge Cornelia, come previsto anche dal rescritto di Antonino Pio
- hanno molte limitazioni in campo privato, infatti non hanno diritti familiari, non contraggono
matrimonio, non possono avere successori, non possono stare in giudizio e non possono essere titolari di
rapporti patrimoniali
- hanno una sorta di capacit di agire, in quanto possono trovarsi parte di un atto giuridico i cui effetti
vadano a vantaggio del padrone; non potendo possedere nulla, qualunque cosa acquistino va al padrone.
Vi sono per due istituti alla luce dei quali leggere questi principi:
Peculio: si tratta di unentit patrimoniale lasciata dal padrone alla disponibilit dello schiavo; consta di
denaro o altri beni provenienti dal padrone, da terzi o dai piccoli traffici del servo.
Con questo patrimonio di fatto il servo pu negoziare con i terzi, dando luogo ad una obbligazione
naturale a tutela della quale non c azione ma a cui sono riconosciuti effetti tra cui la soluti retentio, per
cui non si pu ripetere quanto pagato; si riconosce quindi lo stato di fatto conseguente alladempimento.
Di conseguenze il peculio pu accrescersi o diminuire ed essere la base per negozi con i terzi e con lo
stesso padrone: spesso il servo pu ottenere la propria libert offrendogli la somma accumulata
Azioni aggiuntive: prevedono il coinvolgimento del padrone per atti compiuti dal servo, andando ad
aggiungersi la sua responsabilit a quella naturale del servo; queste azioni sono predisposte dal diritto
pretorio a tutela del terzo qualora lo spontaneo adempimento del servo non sia sufficiente come nel caso
del negozio concluso dal servo in base alla volont espressa o presunta del padrone.
Abbiamo diverse azioni:
o exercitoria: viene fornita contro larmatore della nave qualora questi ne abbia affidato il comando ad
un suo schiavo che di conseguenza ha contratto obbligazioni
o institoria: viene data contro il padrone che abbia preposto il servo come direttore di una bottega o di
un commercio e vi siano debiti riconducibili allattivit; lo schiavo visto come delegato del
padrone ed perci questultimo ad essere chiamato in causa
o quod iussu: spetta per i debiti contratti dal servo dietro benestare del padrone
o de peculio e de in rem verso: vengono fornite, a favore dei creditori in ordine di presentazione e
contro il padrone, per obbligazioni assunte dal servo in presenza di peculio e mancando la volont
del padrone; la prima consiste in unazione fino allammontare dellattivo del peculio, mentre la
seconda si ha quando il ricavo dellaffare entrato a far parte del patrimonio, risultando quindi
insufficiente il peculio, e lazione sar quindi nei limiti del suo arricchimento
o tributoria: sempre in caso di peculio ma con la consapevolezza da parte del padrone dellattivit del
servo, viene concessa ai creditori in caso di insolvenza se il padrone non distribuisce il peculio
proporzionalmente tra di loro
Con Giustiniano nella maggior parte dei casi possibile adottare unazione diretta contro il padrone,
come se laffare fosse stato concluso con lui.
-

-Cause della schiavit e acquisto della libertSchiavi si nasce o lo si diventa


1. Schiavi si nasce: la madre il riferimento per lo status del nato; inizialmente si fa capo al momento
della nascita, ma Giustiniano afferma che per stabilirlo va scelto il momento pi favorevole ai figli
In questo modo, se la madre stata in un qualche periodo libera, il figlio sar libero.
2. Schiavi si diventa:
- per prigionia di guerra: la causa principale e consiste nella sottoposizione forzata a popolazioni
nemiche con la successiva vendita a privati sotto le vesti di servi.
Se il cittadino romano a diventare schiavo del nemico, i suoi diritti rimangono in stato di pendenza
e possono essere riacquisiti a seguito del ritorno in patria (ius postliminii).
In caso di morte durante la prigionia, come schiavo, non avr diritto ad eredi a meno che non abbia
fatto testamento prima della cattura in base ad una legge Cornelia; questa norma origina la fictio
secondo cui si finge che chi non ritorna sia morto al momento di cadere prigioniero
- per consegna ad altri popoli in caso di violazione di norme internazionali
- per commissione di gravi illeciti
- per condanna a pena criminale come condanna a morte e condanna ai lavori forzati; questultima
viene eliminata da Giustiniano

per relazione con lo schiavo altrui contraria al volere del padrone: questo ad opera del
senatoconsulto Claudiano che verr abrogato da Giustiniano
- per finta schiavit: consiste nella riduzione in servit, a favore del compratore ignaro, del maggiore
di venti anni che fingendosi schiavo, si sia fatto vendere da un compare per condividere il prezzo
- per ingratitudine dopo la liberazione: consiste nella revoca della libert
Liberi si nasce o si diventa
1. Liberi si nasce: la nascita come libero da luogo alla condizione di ingenuo
2. Liberi si diventa, con condizione di libertini:
- come premio: in base al senatoconsulto Silaniano, nel caso in cui il servo abbia contribuito a svelare
lassassinio del padrone, mentre in base a costituzioni post-classiche, nel caso in cui abbia
denunciato falsari di moneta o un crimine pubblicamente, o abbia permesso la cattura di un disertore
- come sanzione verso il padrone nel caso questi abbia abbandonato malato uno schiavo o lo abbia
prostituito con un patto che lo vietava
- per manumissione: latto con cui il padrone libera volontariamente il servo rinunciando alla al
potere del capo famiglia, la manus; questa rende il servo libero e cittadino se fatta nei 3 modi che la
rendono giusta e legittima:
o testamento: il testamento pu contenere la dichiarazione che libera il servo (Stico sia libero);
la libert pu essere data direttamente o per fedecommesso, ossia rimettendosi alla lealt
dellerede che lo deve liberare
con il tempo cambia e non richiede pi uno schema predeterminato
o vindicta: atto tra vivi e si svolge come un finto processo davanti al pretore; un adsertor
daccordo con il padrone, dichiara che il servo un uomo libero e il padrone non replica
con il tempo cambia e non richiede pi il contesto del finto processo
o censu: consiste nelliscrizione dello schiavo nelle liste dei cittadini in occasione del censimento
con il tempo scompare seguendo la sorte del censimento
Anche se solo questi 3 modi portano ad una manumissione giusta e legittima, nella prassi si fanno
largo anche altre dichiarazioni di volont, che seppur irrilevanti per il diritto civile, possono essere
fatte valere con intervento del pretore; in questi casi, la legge Iunia Norbana prevede che gli schiavi
diventino s liberi, ma latini giuniani anzich cittadini romani (essi soffrono di limitazioni, la pi
importante delle quali quella che prevede che alla loro morte il padrone prenda i loro beni).
Nel periodo cristiano si attua un accrescimento delle forme di manomissione:
o in ecclesia: prevede una dichiarazione resa davanti allassemblea dei fedeli
o adozione del servo con effetto di liberazione; viene riconosciuta da Giustiniano
In epoca augustea, poich la manumissione comporta linserimento fra i cittadini di persone di razza,
cultura e abitudini diverse, vengono inserite alcune leggi imitatrici:
Fufia Caninia: riguarda la manumissione per testamento e prevede che il numero di schiavi
affrancabili sia una frazione variabile in rapporto al numero di schiavi posseduti
questa legge viene abrogata da Giustiniano
Elia Senzia: riguarda la manumissione fra vivi e prevede che il minore di ventanni, che possa
fare testamento, possa affrancare solo vindicta e a seguito dellaccertamento di una giusta causa
che se manca comporta la condizione di latino giuniano.
La stessa legge, prevede anche che nel caso siano manomessi schiavi di condotta turpe
(fuggitivi, messi in catene etc.), questi non ottengano la cittadinanza ma la condizione di
peregrini dediticii, con il divieto di risiedere a Roma o nelle vicinanze; da ultimo, la legge
prevede che siano vietate le liberazioni compiute in frode dei creditori o del patrono
di questa legge Giustiniano salva solo alcune parti: il divieto di liberazione in frode ai
creditori e la parte riguardante il manomissore in giovane et, cambiando per let a 14 anni
Nel nuovo assetto giustinianeo, vengono eliminate le condizioni di latini giuniani e peregrini
deditici,
e i libertini acquistano la cittadinanza romana.
Nonostante la liberazione, la condizione del libertino per, rimane di molto inferiore a quella
dellingenuo, infatti soffre di limitazioni nel campo del diritto pubblico ed vincolato da una serie di
obblighi personali e patrimoniali nei confronti del patrono: escluso dal senato e da molte
cariche e deve onore e riverenza al padrone, che sui suoi beni gode di un diritto di successione; per
questo motivo, in et imperiale, il sovrano concede ai libertini il diritto agli anelli doro, che
permette lapparenza di ingenuo e la ricostruzione della nascita, che invece mette il libertino nella
condizione di chi nato libero.
Con Giustiniano, si dispone che al momento della manumissione, oltre alla libert sia implicata
lingenuit, fermo restando per gli obblighi verso il patrono e il diritto di successione.

-La cittadinanzaLa titolarit piena di diritti e obblighi allinterno dellordinamento, consegue solo allo status di cittadino;
solo il civis Romanus pu fruire delle norme tipiche ed esclusive dello ius civile, mentre lo straniero
(peregrino) pu fruire unicamente delle norme dello ius gentium.
Tuttavia la maggior snellezza degli istituti del diritto delle genti, finisce per diffondersi, comportando nella
pratica una differenziazione tra cittadino e straniero meno evidente; ancor di pi questo lo si vede con la
concessione di commercium e conubium, rispettivamente facolt di compiere negozi di diritto civile e
facolt di contrarre un matrimonio giusto e legittimo.
In generale, allo status di cittadino, si contrappongono quelli di:
peregrino: appartenente ad una comunit che si volontariamente sottomessa a Roma; essa, pur non
acquistando la cittadinanza, mantiene autonomia, leggi e costumi propri
peregrino dediticio: colui che ha lottato contro Roma e poi si arreso; in questa condizione si liberi
ma non autonomi e gravati da limitazioni
schiavo: colui che stato vinto con la forza; il bottino di guerra
latino: condizione degli schiavi manomessi nei modi non legittimi
comunque possibile ottenere la cittadinanza, in diversi modi:
- per concessione del potere pubblico:
o su base territoriale: con Caracalla e la Constitutio Antoniniana, i confini vanno a coincidere con la
romanit; con levoluzione dello Stato assoluto invece, si considera cittadino il soggetto sottoposto
allautorit assoluta, estendendo la cittadinanza a tutti, salvo latini giuniani e peregrini deditici
o su base individuale: prima dal popolo e poi dallImperatore, la cittadinanza viene concessa a titolo di
elargizione o riconoscimento di meriti
- per acquisto della libert: solitamente attraverso la manumissione che opera su base individuale
- per nascita: diretta conseguenza dello status dei genitori e dellunione dei genitori, che deve essere
legittima, ossia in linea con il diritto civile:
o figlio di cittadini romani = il matrimonio sar sicuramente legittimo e il figlio sicuramente cittadino
o figlio di romano/straniero = se il matrimonio legittimo perch il conubium concesso, il figlio
segue la condizione del padre al momento del concepimento, mentre se lunione non legittima, il
figlio segue la condizione della madre al momento del parto.
In deroga a questa regola, la legge Minicia, prevede che in assenza di matrimonio legittimo, se uno
dei due genitori straniero, il figlio nasce comunque straniero
o figlio di romano/latino = il principio lo stesso che si segue con lo straniero, con la precisazione che
se la madre romana e il padre latino, il figlio nasce in ogni caso cittadino
La cittadinanza pu anche essere persa per via di capitis deminutio media del soggetto.
-Sui iuris e alieni iurisPer lattribuzione della piena capacit di diritto occorre anche che lindividuo si trovi in posizione di
soggetto autonomo e non di sottoposto a un potere familiare; a questo proposito, dopo la distinzione fra
liberi e schiavi, abbiamo una seconda distinzione delle persone, ossia fra:
sui iuris: soggetto giuridicamente autonomo, non soggetto a potere altrui; possono essere in questa
condizione il pater familias a cui sia o meno sottoposta una discendenza e la donna ove questa sia
linizio e la fine della propria famiglia
alieni iuris: soggetto a potere altrui a cui negata la piena capacit di diritto privato; sono in questa
condizione gli schiavi assoggettati al potere del padrone e i liberi sottoposti ad un potere familiare.
Le specie di alieni iuris sono 3:
o in potest: lo sono i discendenti in primo grado e i discendenti in grado ulteriore se procreati in linea
maschile da persona soggetta a potest (nipoti e pronipoti)
o in mano: lo sono le donne che vengono assoggettate in forza di un atto giuridico alla famiglia
(matrimonio con il capofamiglia o con un discendente in potest di costui)
o in mancipio: lo sono le persone cedute dal capofamiglia ad un altro; nella nuova famiglia esse
vengono a trovarsi in una condizione tra quella di figlio e di servo
con Giustiniano rimangono solo i soggetti a potest
Questa distinzione riporta alla familia romana, termine con molti significati, primo fra tutti quello di insieme
di persone che per cause naturali o giuridiche sono soggette al potere di uno, il pater familias.
La famiglia pu essere:
- proprio iure: costituita dallinsieme di persone attualmente sottoposte al potere del capofamiglia
- communi iure: costituita da coloro che sarebbero stati soggetti a uno stesso capofamiglia se questi non
fosse morte; da tutti coloro che acquistano lautonomia nasceranno altre famiglie proprio iure

Per quanto riguarda invece la parentela, detta agnazione, secondo il diritto civile passa attraverso la linea
maschile e lega i sottoposti al capofamiglia e tra loro, in linea retta o collaterale; i passaggi che separano le
persone tra loro risalendo al comune capostipite sono detti gradi e arrivano fino al sesto/settimo
padre e figlio = agnati in primo grado in linea retta
fratelli = agnati in secondo grado in linea collaterale
cugini = agnati in quarto grado in linea collaterale
Non c vincolo di agnazione con i discendenti in linea femminile, poich questi appartengono alla famiglia
del loro padre (il figlio della sorella non agnate perch parte della famiglia di suo padre); per la parentela
non necessario il vincolo di sangue, la cognazione, poich ladozione conduce gi lestraneo tra i figli.
Esso invece rilevante in altri ambiti: dimpedimento al matrimonio ed fondamentale ai fini dellobbligo
degli alimenti; progressivamente assumer sempre maggior importanza.
-La patria potestSolo i cittadini possono esercitare la patria potest; sono sottoposti al potere i figli procreati in legittimo
matrimonio, quelli adottati o legittimati dopo la nascita e i discendenti di coloro che siano soggetti a potest.
Il contenuto del potere del pater indicato dalla formula ius vitae et necis, ossia diritto di vita e di morte, e
sta ad indicare potenzialmente un potere illimitato; schematizzando, i poteri principali sono 3:
- diritto di esporre: facolt del padre di abbandonare in luogo pubblico il figlio, inviandolo a morte o ad
essere accolto e allevato da un terzo
con Giustiniano si stabilisce che lallevato detiene la condizione di ingenuo, mentre prima era il
raccoglitore a decidere del suo status
- diritto di vendere: nel periodo classico cade in disuso ma viene ripreso in et post-classica
Giustiniano ammette la vendita del figlio neonato, con leffetto di ridurlo in schiavit, in caso di
estrema povert e con facolt di riscatto
- diritto di dare a nossa: facolt del capofamiglia di sottrarsi a responsabilit per illeciti dei sottoposti,
figli o schiavi, consegnando alloffeso il colpevole
con Giustiniano viene meno questo diritto nei confronti dei figli, rimanendo invece per gli schiavi
Con Costantino, in et post-classica, il diritto di vita e di morte considerato appartenente al passato e non
consentita luccisione indiscriminata del figlio; una costituzione occidentale afferma che allinterno della
famiglia c il potere di correzione e che la punizione domestica non deve essere senza limiti.
Origine della potest: nascita, adozione e legittimazione, morte del pater familias con conseguente origine di
potest dei discendenti sui loro figli.
Estinzione della potest: morte del titolare, perdita della libert o della cittadinanza da parte del figlio,
adozione (fino a Giustiniano), raggiungimento di dignit o carica elevata (con Giustiniano), sanzione del
padre per esposizione del figlio o crimini sessuali, emancipazione; questultima consta in una volontaria
rinuncia del padre: la legge delle XII tavole prevede tre vendite del figlio perch questi sia libero; con
Giustiniano previsto che lemancipazione avvenga per rescritto o davanti al funzionario/giudice
competente e richiede il consenso dellinteressato.

-Aspetti patrimoniali-
I discendenti sono inizialmente in condizione analoga a quella dei servi:
- tutto ci da loro acquistato va al titolare della potest
- funziona per loro listituto del peculio
- possono essere preposti ad attivit negoziali che, a vantaggio di terzi, coinvolgono la responsabilit del
pater familias attraverso le azioni aggiuntive
In seguito per, la situazione comincia ad evolversi:
- nellultimo periodo repubblicano viene attribuita ai figli maschi la capacit di contrarre obbligazioni
civilmente valide e quindi produttive di azioni; se il padre non adempie spontaneamente, non possibile
lesecuzione sui beni (perch del padre) n sulla persona (perch contro il diritto dellavente potest), e
occorre che i creditori attendano che il figlio diventi sui iuris, con un patrimonio proprio
Questo fa si che la morte del padre risolva ogni cosa, cos viene emanato il senatoconsulto Macedoniano
che combatte luso di dare denaro a mutuo ai figli senza lautorizzazione del padre
- con Augusto nasce il peculio castrense: si comincia a ritenere che gli acquisti compiuti dai figli
rischiando la vita come soldati debbano essere riservati a loro anzich al padre; oltre che per concludere
obbligazioni, il peculio castrense pu essere fatto anche oggetto di disposizione testamentaria (altrimenti
alla morte del figlio tutto va al padre come qualunque altro peculio)
grande innovazione: il figlio titolare di un proprio patrimonio
- con Costantino abbiamo due importanti novit: nasce il peculio quasi castrense in base al quale anche
le professioni di cortigiano, funzionario, avvocato, ecclesiastico e professionista permettono al figlio di

detenere gli acquisti fatti e viene introdotta una nuova disciplina dei bona materna, ossia i beni
provenienti dalla madre; prima di Costantino, la madre avrebbe sempre finito col beneficiare il padre
anzich il figlio, perci le vengono dati degli strumenti per far fronte a questo: il fedecommesso di
restituzione con cui si impone al padre di restituire alla propria morte i beni al figlio, la condizione di
emancipazione che fa s che il figlio sar erede solo a condizione di essere stato emancipato e il
fedecommesso di emancipazione, con cui la madre prega il padre di emancipare il figlio e restituirgli il
patrimonio.
Costantino per risolvere il problema, dispone che il padre ha diritto di trarre i frutti dai beni materni,
senza per la facolt di alienarli (scissione fra titolarit dei beni e loro utilizzo)
in seguito i principi relativi ai bona materna vengono estesi ai beni pervenuti ai figli dagli ascendenti
materni e a quelli acquistati a causa di matrimonio o fidanzamento
- con Giustiniano, viene estesa la disciplina del peculio castrense al peculio quasi castrense riguardo la
possibilit del figlio di disporre mediante testamento e viene stabilito che in assenza di testamento si
apra sui beni la successione ab intestato, non spettando pi al padre per diritto il peculio.
Inoltre nascono due nuovi tipi di peculio: il peculio avventizio riguarda i beni pervenuti al figlio grazie
al suo lavoro e su questo, vige la regola secondo cui la propriet spetta al figlio e al padre riservato il
diritto di usufrutto; il peculio profettizio riguarda i beni acquistati dal figlio attraverso lutilizzo di
risorse e mezzi di provenienza paterna e su questo, vige ancora il vecchio diritto secondo cui al padre
deve andare ogni acquisto fatto, con la differenza che questa regola diventa leccezione.
La piena autonomia del figlio limitata dal diritto di godimento e di amministrazione spettante al padre;
talora per previsto che i beni possano essere liberati dallusufrutto paterno: infatti si deve rispettare la
volont del disponente un lascito a favore del figlio a condizione che lascendente non debba goderne.
Lusufrutto del padre pone poi il problema del raccordo fra questo diritto e lemancipazione del figlio:
gi Costantino se ne era occupato disponendo che un terzo dei beni pervenuti per eredit dalla madre
spettasse in propriet al padre come praemium emancipationis; Giustiniano, stabilisce che sui beni
relativamente ai quali il padre abbia lusufrutto, egli possa trattenere non il terzo in propriet, ma la met
a titolo di usufrutto.
Al termine dellevoluzione, i figli hanno acquistato una significativa indipendenza.
-Persone in mancipio e in mano-
Oltre ai soggetti a patria potest, fino a Giustiniano, abbiamo anche le persone in mancipio e in mano:
persone in mancipio: si collega alla facolt dei padri di vendere i discendenti a fini di lucro, di
garanzia o di diversa collocazione della forza lavoro; il discendente cade in una posizione ambigua tra
quella di servo e quella di libero: infatti come servo rivendicabile come tale e pu essere liberato o
istituito erede con la manumissione, mentre come libero considerato cittadino, ha capacit in ordine di
matrimonio e i figli non seguono la stessa condizione.
Dal periodo pre-classico questa condizione sopravvive solo per due casi: mutamento dello status del
figlio, correlato allemancipazione, e ripristino della situazione patrimoniale alterata da illecito del figlio,
correlato alla dazione a nossa.
dallo stato di persona in mancipio ci si libera con la manumissione fatta in forma legittima
persone in mano: si tratta delle donne che si sottopongono al marito a scopo di matrimonio
attraverso un apposito atto detto conventio in manum; con esso la sposa rompe i legami con la famiglia
di origine per entrare a far parte della famiglia del marito.
Sin dallinizio del periodo pre-classico il matrimonio accompagnato dalla manus, che avviene:
o per uso, usu: viene recepita nella famiglia del marito la donna che resta nella condizione di moglie
per un anno ininterrotto; linterruzione del decorso dellanno sancisce il non desiderato passaggio
alla nuova famiglia
il primo a scomparire
o per pane di farro, farreo: il modo di acquisto mediante cerimonia religiosa nella quale viene
consumata la focaccia di farro, da cui prende il nome; con un senatoconsulto viene tolto a questo
metodo leffetto civile di far cambiare famiglia alle donne
scompare nel IV sec., poco dopo luso
o per compera, coemptione: si tratta di una compera fittizia della donna effettuata dal marito mediante
mancipatio; non utilizzata solo a fini di matrimonio, infatti questa vendita pu avvenire anche per
far cambiare tutore alla donna e per poterle far compilare testamento
scompare in et post-classica ma gi da tempo si affermata la concezione di matrimonio senza
necessit per la donna di cambiare famiglia: ella continua a restare sui iuris, se giuridicamente
autonoma, o nella famiglia del padre, se in sua potest.

-Il matrimonioPer il diritto civile, lidoneit a fornire una discendenza legittima, la peculiarit che caratterizza il
matrimonio rispetto ad ogni altro tipo di unione.
Le definizioni di matrimonio sono principalmente tre:
- le prime due, contenute nel Digesto e nelle Istituzioni di Giustiniano, pongono come presupposto
dellunione la presenza di un maschio e una femmina allo scopo di avere figli e creare quindi una
discendenza; da questo discende linesistenza del matrimonio dei castrati e di persone dello stesso sesso
( invece permesso agli ermafroditi previa individuazione del sesso prevalente)
- la terza, di Ulpiano, svaluta il dato della copula a favore del consenso; nella concezione classica detto
continuo, poich fondato sulla volont (maritalis affectio) continua di persone conviventi di essere
coniugi.
Nel periodo post-classico invece, il consenso inteso come iniziale e perdurante anche se lintenzione
dei coniugi di essere marito e moglie viene meno; di qui la limitazione alla libert di divorzio
Lunico matrimonio produttivo di conseguenze sul piano civilistico, quello giusto e legittimo, ossia
rispondente a diversi requisiti:
et pubere delle parti: sono puberi il maschio e la femmina che abbiano raggiunto la maturit sessuale
consenso delle parti: ha rilievo nel momento di determinazione iniziale
assenso del padre: per il maschio si richiede un consenso esplicito mentre per la femmina una non
opposizione; nel caso di padre malato di mente, Giustiniano stabilisce che non sia necessario il consenso
presenza del conubium: la capacit di contrarre validamente matrimonio, collegato alla cittadinanza e
alla parentela; infatti di regola escluso agli stranieri, salvo consenso, e a persone legate da un rapporto
di parentela o affinit.
Con la Constitutio Antoniniana, al conubium viene tolta ogni giustificazione come requisito positivo:
salvo eccezioni ora tutti sono cittadini romani e perci lunione sempre legittima.
Dalla richiesta di requisiti positivi si passa alla verifica dellinesistenza di impedimenti, ossia:
- parentela in linea retta e in linea collaterale fino al quarto grado, dove la libert piena
- affinit in linea retta e collaterale: il vincolo che lega un coniuge ai parenti dellaltro coniuge
- impedimenti particolari
es. vietato il matrimonio delladultera, quello tra persone di rango senatorio e libertine e fra ingenui
e
donne di cattiva fama, quello tra cristiani ed ebrei, quello tra tutore e pupilla etc.
Con Augusto, per incrementare la popolazione romana, vengono emanate due leggi con cui si impone
lobbligo matrimoniale a uomini e donne in et feconda e a vedove e divorziate, si stabilisce la capacit del
coniuge di acquistare dallaltro in base al numero dei figli avuti in matrimonio e si limita la capacit di
acquistare dei celibi e degli orbi (sposi senza figli) e viene inoltre vietato ai padri di impedire senza motivo il
matrimonio dei figli.
Nel periodo cristiano si ha per un ritorno al passato, soprattutto riguardo alle seconde nozze: per evitare
che i figli del primo matrimonio siano danneggiati dal secondo, viene stabilito che chi si risposa perda il
patrimonio ricevuto dal defunto a favore dei figli di primo letto, e si impone alle vedove (e poi anche alle
divorziate) si attendere prima di risposarsi.
Il matrimonio pu essere preceduto dalla promessa di future nozze, detta sponsio: fino al III sec. a.c.,
linadempimento punito con sanzione di pagamento, ma dallet classica il fidanzamento non limita pi la
libert e non pi prevista sanzione in caso di inadempimento; i cambiamenti si hanno in et post-classica,
infatti il fidanzamento diviene lanticipazione del matrimonio: il fidanzamento arrale, prevede come una
caparra che luomo offre alla donna e che perde nel caso di ingiusto rifiuto a sposarsi.
Lo scioglimento del matrimonio si ha per:
morte
capitis deminutio maxima/media; Giustiniano elimina questa causa di scioglimento
unione vietata dalle leggi (se viene in essere dopo il matrimonio)
volont dei coniugi: divorzio se voluto da entrambi, ripudio se voluto da uno soltanto; fino al periodo
cristiano divorzio e ripudio sono sostanzialmente liberi, ma poi la situazione cambia: con Costantino
viene punito il ripudio, consentito solo a seguito di gravi cause, mentre con Giustiniano sono previsti
scioglimenti puniti e non.

-Regime patrimonialeDal matrimonio derivano conseguenze:


- sul piano personale (regolati dal costume): le parti sono trattate in modo diseguale poich molti obblighi
gravano solo sulla donna, ma vi un dovere reciproco di non far valere azioni che comportino infamia

sul piano patrimoniale: dopo la scomparsa della manus, se la donna sui iuris, pu disporre liberamente
del patrimonio di cui titolare per il regime di separazione
Un importante istituto nato per far fronte agli oneri economici derivanti dal matrimonio, quello della
dote: si tratta di un complesso di beni apportati dalla moglie al marito, e anche se inizialmente costituirla non
un obbligo, di costume richiederla; con Giustiniano la dote diviene un obbligo gravante sul padre.
La costituzione della dote avviene in 3 modi:
1. dotis datio: ha effetti reali e consiste nel trasferimento di beni attraverso gli atti traslativi del dominio
2. dotis dictio: ha effetti obbligatori e consiste in una dichiarazione del costituente che fa sorgere un diritto
di credito a favore del marito
3. dotis promissio: ha effetti obbligatori ed simile alla dictio ma consistente di una domanda e una
risposta
Con la scomparsa della manus, si fa strada la concezione che vede i beni dotali appartenenti
temporaneamente al marito in quanto in caso di morte della donna o divorzio, gli stessi devono essere
restituiti; con Giustiniano, viene disposto che tutti gli immobili, non possono essere n ipotecati n alienati,
nemmeno con il consenso della moglie (con Augusto invece il consenso lo rendeva possibile).
La restituzione dei beni, viene assicurata attraverso lactio rei uxoriae; il suo ammontare determinato
attraverso il meccanismo delle retentiones, trattenute spettanti al marito per determinate cause.
Con Giustiniano questo sistema viene abolito e al posto dellactio rei uxoriae viene introdotto un sistema
complesso che prevede innanzitutto unactio ex stipulatu come se ci fosse stato un contratto per la
restituzione, seguita da unazione reale di rivendica accompagnata da unazione ipotecaria che considera i
beni come gravati da un vincolo che ne assicura la restituzione, e infine unipoteca tacita sui beni del marito,
a garanzia della restituzione.
In et post-classica si afferma listituto della donazione ante nuptias allo scopo di provvedere alle necessit
della moglie e di contribuire a sostenere i pesi del matrimonio come una sorta di contro-dote; inizialmente
doveva essere fatta prima del matrimonio ma con Giustiniano viene stabilito che possa essere costituita
anche dopo e lespressione viene sostituita con donazione propter nuptias (donazione per le nozze).
-

-Concubinato e legittimazione possibile che i figli acquistino lo stato di legittimi e la conseguente attribuzione della patria potest in un
momento successivo alla nascita; listituto che lo consente detto legittimazione e riguarda i figli nati da
cittadini romani fuori dal matrimonio, in una situazione di concubinato.
Il concubinato consta in una unione stabile senza lintenzione, da parte delluomo e della donna, di stabilire
un rapporto coniugale; come il matrimonio, esso presuppone la convivenza e lunione sessuale, ma a
differenza di questo manca il consenso.
Con Augusto, al fine di moralizzare i costumi, previsto che lunione fuori dal matrimonio con una donna:
onesta e nata libera sia vietata e punita
gi sposata, determini adulterio
vedova o nubile determini stuprum
libertina, di facili costumi o cattiva fama sia lunica situazione in cui il concubinato riconosciuto dal
diritto e sottratto alle pene previste per adulterio e stupro
La legislazione cristiana, avversa al concubinato, si pone lobiettivo di ricondurlo allistituto matrimoniale;
a questo proposito, viene incentivato il matrimonio consentendo la riconduzione in potest dei figli nati
dallunione (legittimazione); i nati da unioni stabili vengono ora chiamati figli naturali.
Con Giustiniano, i principali modi di legittimazione, che prima erano due, vengono perfezionati:
- matrimonio: si compie elevando a moglie la concubina
- per offerta alla curia: crea un rapporto unicamente tra padre e figlio; nessun diritto successorio potr
questi vantare rispetto ad agnati e cognati del padre, e anche nei confronti di lui non avr diritto a
ottenere pi del meno favorito dei figli legittimi
- per rescritto imperiale: condizioni del suo utilizzo sono lassenza di figli legittimi e limpossibilit del
matrimonio, come per morte, assenza, immoralit della donna, o per linsorgere di un divieto legale
- per dichiarazione solenne: attribuisce lo staus di legittimo al figlio nominato tale in un idoneo
documento, purch avuto da donna libera con cui fosse possibile il matrimonio
non si tratta di una vera e propria forma di legittimazione, ma pi un mezzo semplificativo.
-LadozioneLadozione la creazione artificiale di un figlio; con essa, un soggetto estraneo alla famiglia viene
aggregato e posto sullo stesso piano dei figli procreati, in eguale sottomissione alla potest del padre.
In origine, le finalit dellistituto sono legate a necessit di distribuzione di forza lavoro o a scopi politici.
Ladozione in senso lato si specifica in due istituti:

1. Arrogazione: consiste nelladozione di un individuo sui iuris, che pu essere anche un capofamiglia
con dei sottoposti; si tratta quindi della fusione di due famiglie e di una delle ipotesi di successio tra vivi.
Per questi motivi, larrogazione deve avvenire sotto il controllo della civitas, che si sostanza nelle
domande poste dal pontefice allarrogante (vuoi che sia tuo figlio?) e allarrogato (tolleri che accada?)
dinnanzi ai littori che simboleggiano gli antichi comizi; listituito inapplicabile per le donne e gli
impuberi, ma per questi ultimi la situazione muta con Antonino Pio.
Larrogazione ha come effetto lacquisto da parte dellarrogante di tutti i beni e diritti dellarrogato,
compresi i crediti; per quanto riguarda i debiti, che per il diritto civile si estinguerebbero, il pretore
concede ai creditori unazione utile contro larrogato
2. Adozione in senso stretto: consiste nelladozione di un individuo alieni iuris; in sostanza un padre
subentra ad un altro nellesercizio della potest sul figlio e ci non richiede uno specifico controllo,
seppur latto sia comunque complesso.
Il figlio viene emancipato attraverso le tre vendite, divenendo libero; a questo punto ladottante lo
rivendica davanti al padre con il meccanismo del finto processo e una volta che il pretore aggiudica il
figlio alladottante, questi lo pu manomettere facendolo tornare nella condizione di alieni iuris
ladozione in senso lato quindi volta a stabilire un rapporto potestativo.
A met del II sec. d.c. Gaio si chiede se sia possibile unadozione compiuta da:
- impotenti: per lui tutti gli impotenti possono adottare, indipendentemente dalle cause dellimpotenza
- donne: per lui le donne non possono adottare poich non hanno in potest nemmeno i figli naturali
- soggetti pi giovani: riguardo a questo non risponde, perci teoricamente possibile
Con lavvento del periodo classico, si fa strada lesigenza che ladozione segua la natura, principio che si
esplica meglio in epoca giustinianea, quando cambiano forma e sostanza delladozione:
Arrogazione: si attua attraverso il rescritto imperiale
Adozione in senso stretto: scompare il rituale del finto processo; le parti ora devono presentarsi davanti
al magistrato competente per le necessarie dichiarazioni
Sulla base del principio secondo il quale ladozione deve imitare la natura, la funzione delladozione
diviene quella di dare figli a chi non ne ha; questo fa si che vengano date risposte diverse ai quesiti di Gaio:
- impotenti: possibile solo se limpotenza deriva da cause naturali e non per evirazione
- donne: possono creare un rapporto di filiazione con un adottato a conforto di figli procreati e deceduti
- soggetti pi giovani: devono intercorrere almeno 18 anni fra padre e figlio adottivo
Giustiniano procede alla riforma dellistituto:
1. Adozione, si distingue in base a chi la compie:
o ladozione compiuta da un estraneo non comporta potest sulladottato che resta sotto quella di chi
lo ha generato; il figlio ottiene un diritto di successione sui beni delladottante
o ladozione compiuta dallavo materno/paterno che aveva emancipato il padre delladottato oppure da
un estraneo che adotta il nipote di un avo che trattiene ancora il figlio in potest, comporta il
passaggio della potest
2. Arrogazione, resta il vero modo giuridico di acquisto della patria potest; allarrogante spetta, sui beni
dellarrogato, un semplice diritto di usufrutto
vietato arrogare i figli naturali poich per questi opera il meccanismo della legittimazione.
-Tutela e curaI due istituti provvedono a persone giuridicamente capaci a cui non viene riconosciuta la capacit dagire.
- Tutela: detta vis ac potestas, ossia forza e potest concesse per proteggere chi non pu difendersi, ed
applicata agli impuberi perch non abbastanza grandi e alle donne perch inferiori; per queste ultime la
tutela viene prima ridimensionata al solo livello formale, per poi scomparire completamente.
Abbiamo 3 tipi di tutela:
o Testamentaria: viene disposta nel testamento in forma imperativa e pu essere sotto condizione o a
termine; una designazione invalida pu far procedere alla nomina di un tutore confermato da parte
del magistrato
o Legittima: si ha quando non possibile designare un tutore testamentario; in questo caso sono gli
agnati pi vicini in grado a tutelare linteresse dellimpubere ma anche il loro, poich in caso di
morte del pupillo otterranno tutti i suoi beni (questo vale anche per il tutore testamentario)
Giustiniano dispone che la successione legittima spetti ai parenti pi vicini senza distinzione fra
agnati e cognati e permette alla donna, se madre o ava dellimpubere, di esercitare la funzione di
tutore legittimo; questo a patto che rinunci al senatoconsulto Velleiano che limita la sua
responsabilit per assunzione di obbligazioni che come tutrice devono invece farle capo
o Atiliana: una tutela posteriore ed fondata sul dovere di protezione dellimpubere in vista di un
interesse pubblico e non del tutore; latiliano generalmente un estraneo investito di un onere che gli

offre pi rischi e svantaggi che gratificazioni, perci possibile che gli onerati facciano valere dei
motivi di esenzione contro lobbligo di gestione della tutela (queste scusanti vengono poi estese
anche agli altri tipi di tutela)
I pupilli sono distinti in infanti o meno e in base alla loro condizione sar diverso loperato del tutore:
autorizzazione, auctoritas: il tutore autorizza e perfezione la manifestazione di volont del pupillo
uscito dallinfanzia e in grado di esprimersi; se il pupillo compie un negozio senza autorizzazione, le
conseguenze sono diverse a seconda che latto sia per lui vantaggioso o svantaggioso.
Il pupillo trae dal negozio concluso tutti i vantaggi, senza gli svantaggi, poich di interesse del
contraente assicurasi lautorizzazione del tutore
gestione daffari, negotiorum gestio: sempre utilizzabile ma risulta indispensabile quando il
pupillo infante; gli effetti, fino al termine della tutela, si producono in capo al tutore
Le cause di estinzione della tutela sono numerose, come rinuncia, cessione in tribunale, morte o capitis
deminutio, ma la principale resta il raggiungimento dellet pubere; a questo punto, il tutore dovr
rendere conto del suo operato; contro il tutore malversatore sono previsti diversi rimedi:
1. azione per la distrazione dei conti: nata per il tutore legittimo e poi estesa ad ogni tipo di tutore;
consiste in una azione penale nel doppio delle diminuzioni patrimoniali dolosamente arrecate al
pupillo
2. accusa di cattiva gestione: nata per il tutore testamentario e poi estesa ad ogni tipo di tutore; le
conseguenze di questa azione vanno dalla semplice rimozione dallufficio allaggiunta di infamia e
sanzioni pubbliche
3. obbligo di cauzione: nato per il tutore legittimo e poi esteso a quello nominato dal magistrato
municipale; consiste in una promessa formale da parte del tutore di amministrare bene la tutela, con
conseguente legittimazione del pupillo allazione in caso di inadempimento
4. actio tutelae: nata per la tutela atiliana viene poi estesa alle altre regolando le reciproche attese del
pupillo e del tutore; il pupillo ha unactio diretta, volta ad ottenere quanto il tutore abbia acquistato
per lui in regime di rappresentanza indiretta che in caso di condanna comporta linfamia, mentre il
tutore ha unactio contraria non infamante, volta alla rilevazione dalle obbligazioni assunte
Cura: applicata a coloro che sono soggetti agli altri tipi di limitazione della capacit; possono quindi
essere assistiti:
soggetti con minorazioni fisio-psichiche (malati di mente, dissipatori di beni ricevuti in eredit e
affetti da minorazioni o malattie inguaribili): per questi, possiamo avere curatori legittimi, se si
tratta di agnati interessati alla conservazione del patrimonio dellassistito, o curatori onorari se scelti
dal magistrato; al termine della cura, i rapporti sono regolati attraverso lactio negotiorum gestorum
soggetti inesperti a livello di affari, bench in et pubere: per questi, i curatori sono nominati dal
magistrato su loro richiesta al fine di garantire la regolarit dei negozi intrapresi; anche qui lo
strumento di regolazione degli interessi lactio negotiorum gestorum.
La cura diventa la continuazione della tutela poich il sui iuris, divenuto pubere, passa
dallassistenza del tutore a quella del curatore fino allet di 25 anni; qualora per, il maschio
ventenne o la femmina diciottenne si dimostrino onesti svegli, possibile che operi listituto della
venia aetatis che permette loro di amministrare da soli.
Con riferimento alluscita del minore dalla cura, si delinea la nozione di maggiore et.

III: Difesa dei diritti


-Diritto e azioneLazione lo strumento a disposizione del singolo per mettere in moto il processo, a sua volta definibile
come linsieme delle attivit svolte per laffermazione e la realizzazione di una pretesa.
Nel Digesto, ci viene data una definizione di azione: diritto di ottenere in giudizio ci che ci dovuto; da
questa espressione emerge il collegamento fra diritto sostanziale e azione, poich senza azione il diritto non
pu essere in concreto esercitato.
Definendo lazione come ius, insieme facolt e diritto, si ricava che lazione il diritto sostanziale
trasferito in sede di giudizio; lazione sarebbe quindi una conseguenza del diritto.
Dal III al I sec. d.c., si realizza la tipologia del processo formulare, dove indubbio che i valori sostanziali
emergano attraverso il processo: il diritto pu essere fatto valere se lorgano giusdicente riconosce lesistenza
di motivi validi per instaurare il giudizio, perci lazione concessa o meno in base alla valutazione del
magistrato.
Non concedendo lazione, si va a correggere il diritto sottostante, mentre concedendola si valorizza una
situazione di fatto non fondata su un diritto preesistente; queste azioni sono definite da Gaio in factum.
Lactio del Digesto, il complesso di tante singole e ben individuate actiones.

Il processo romano si present nel corso dei secoli, in tre modi diversi:
1. per legis actiones: la pi antica e viene meno in epoca augustea
2. per formulas: sorge nel III sec. a.c.
3. cognitio extra ordinem: di epoca imperiale e elimina definitivamente il procedimento formulare
Lattivit processuale, pu realizzare due finalit:
- processo di cognizione: permette di ottenere una pronunzia del giudice che accerti una situazione
giuridica ed eventualmente condanni il convenuto contro cui lazione diretta
- processo di esecuzione: permette di realizzare il diritto accertato adeguando di fatto la situazione a
quella fissata in astratto.
-Processo per legis actionesLe notizie intorno a questa procedura derivano dalle Istituzioni di Gaio.
Le legis actiones, sono cinque meccanismi processuali caratterizzati da solennit, oralit e gestualit;
possono essere divise in generiche e specifiche in base al loro ambito di applicazione e in dichiarative ed
esecutive in base al processo cognitivo o esecutivo.
Avremo quindi:
- sacramento (scommessa di pagare una somma)
generica e dichiarativa
- per iudicis arbitrive postulationem (per richiesta di un giudice/arbitro)
specifica e dichiarativa
- per condictionem (per intimazione)
specifica e dichiarativa
- per manus iniectionem (per imposizione di mano)
esecutiva
- per pignoris capionem (per presa di pegno)
specifica ed esecutiva
Perch si faccia luogo alla legis actio, occorre che il convenuto venga portato in sede processuale; nel caso
rifiuti, non esiste altro rimedio che trascinarlo a forza o procedere allesecuzione personale, senza perci
lintervento dello Stato che assente.
Liter processuale si divide in due momenti:
1. in iure: davanti al pretore le parti pronunciano parole solenni e tengono comportamenti predeterminati; il
magistrato ha la sola funzione di controllare la rigorosa osservanza delle regole
tra i due momenti abbiamo la litis contestatio dove i contendenti invocano i presenti come testimoni
dellaccordo sui termini del giudizio
2. apud iudicem: le parti devono comparire il giorno dopo davanti al giudicante per esporre le proprie
argomentazioni; al tramonto il giudice si convince e decide liberamente (questa fase eventuale).
-Le legis actiones dichiarativeSacramento: la pi importante e lunica ad essere di generale applicazione; ha due tipologie:
- in rem per i diritti reali: i contendenti devono comparire davanti al magistrato portando loggetto della
controversia o una parte di esso; lattore rivendica la cosa come sua e cos anche il convenuto, andando a
porsi sullo stesso piano del contendente.
Dopo un break, le parti si scambiano reciproche affermazioni che conducono al momento decisivo della
sfida al sacramentum: dando dei garanti, i due si obbligano a pagare la somma allerario in caso di
soccombenza; successivamente, dopo la litis contestatio, il processo continua davanti al giudice che
raccolte le prove e ascoltate le parti si pronuncia sullonest del sacramentum e attribuisce la cosa al
vincitore
- in personam per i diritti di credito: lattore afferma lesistenza del credito e chiede al convenuto di
ammetterlo o negarlo; se questi ammette, si aprir per lui il processo di esecuzione, altrimenti si arriver
alla sfida al sacramentum con procedimento modellato sulla tipologia in rem
Per iudicis arbitrive postulationem: meno antica della precedente ed specifica per:
- crediti derivanti da contratti: lattore in questo caso afferma il proprio credito chiedendo al convenuto
di ammetterlo o negarlo; al diniego lattore richiede la nomina di un giudice/arbitro e il processo
continua davanti a questi (non essendoci rischio di pena per il soccombente, tutti negavano)
- divisioni di eredit
- divisioni di cose comuni
Per condictionem: viene introdotta nel III sec. a.c. ed specifica per:

crediti aventi ad oggetto cose determinate: lattore anche qui afferma il credito e chiede al convenuto
di ammetterlo o negarlo; in caso di negazione lattore intima di ritrovarsi davanti al giudice dopo 30
giorni (anche qui si agisce senza rischio della pena).

-Le legis actiones esecutivePer manus iniectionem: nasce prima delle XII tavole ed ha la caratteristica di essere rivolta contro la
persona con funzione intimidatoria pi che di reintegrazione patrimoniale; possiamo avere:
- manus iniectio iudicati se conseguenza del giudicato: presupposto una sentenza di condanna cui
lobbligato non ha ottemperato entro i 30 giorni successivi; decorso il termine il vincitore trascina
linadempiente in tribunale e davanti al giudice afferra una parte del suo corpo.
Se non c lintervento di un garante disposto a pagare o contestare il diritto dellattore, la sorte del
convenuto precipita: il magistrato lo rende addictus, persona in potere di altri, e autorizza lattore a
portarlo via; dopo 60 giorni in catene in casa dellattore, pu esser venduto come schiavo o ucciso.
La sua condizione viene mitigata con la legge Poetelia Pariria che prevede la soggezione al creditore
fino al pagamento del debito col proprio lavoro
- manus iniectio pro iudicato se in luogo di giudicato: presupposto un credito privilegiato che si
considera come titolo esecutivo (la certezza del credito equiparata alla pronuncia giudiziale); nel caso
di manus iniectio pura, al convenuto consentito di difendersi da solo senza intervento del garante
una lex Vallia riduce la necessit di un garante a sole due ipotesi: in caso di giudicato e in caso di
debitore principale cui sia richiesto rimborso da parte del garante
Per pignoris capionem: avviene semplicemente in forza di crediti privilegiati (fondati su interessi sacrali,
fiscali e militari), senza bisogno di sentenza di condanna; ha carattere patrimoniale ed specifica:
- lazione si compie con lacquisizione di beni del debitore, senza procedura n contraddittorio; si
richiede soltanto la pronuncia di parole determinate durante limpossessamento
difficile stabilire i rimedi apprestati a tutela del soggetto ingiustamente spossessato.
-Dalle legis actiones al processo formulareI motivi del declino del sistema processuale basato sulle legis actiones sono principalmente:
limite interno dato dalleccessivo formalismo che condiziona i cittadini romani
limite esterno dato dallinapplicabilit del sistema ai rapporti fra romani e peregrini
dal III sec. a.c. si tenta di migliorarlo, senza per mutamenti sostanziali
La nascita e lo sviluppo del processo formulare si hanno grazie allattivit del pretore urbano, che in caso
di lite tra un romano e uno straniero rimetteva ad altri giudici/arbitri la soluzione della controversia fissando
per delle regole da inviare loro, e allattivit del pretore peregrino, che occupandosi esclusivamente di
stranieri e utilizzando lo ius gentium, rese ancora pi evidenti i limiti del vecchio sistema.
Per molto tempo vi quindi una coesistenza dei due sistemi processuali:
- per legis actiones davanti al pretore urbano per liti fra cittadini romani
- per formulas davanti al pretore peregrino per liti fra stranieri e davanti al pretore urbano per liti fra
romani non impostate su regole di diritto civile
La definitiva abrogazione delle legis actiones si ha con la lex Iulia iudiciorum privatorum nel 17 a.c.
-Caratteri e svolgimento del processo formulareQuesto sistema prende denominazione e corpo dalle formule, ossia combinazioni di parole attraverso le
quali il magistrato rinvia al giudice la decisione della causa; luso della formula presuppone laccordo delle
parti sui termini della controversia.
Cambiano molte cose:
- la fase in iure diventa la sede di collaborazione delle parti, che con il magistrato fissano nello schema
formulare i termini della questione da sottoporre al giudice; questa fase ha normalmente come sbocco
quella apud iudicem.
- il pretore acquista il potere di creare e adattare le formule ai casi di specie e di mettere in opera coazioni
- lactio diviene il mezzo specifico di tutela di quella situazione e trova corrispondenza nella formula (e
viceversa) e inoltre investe rapporti di ius civile e ius gentium
- le parti collaborano tra loro e scelgono di comune accordo il giudice; in caso di disaccordo non ci sar
autotutela ma intervento coattivo del magistrato
- compare la scrittura, infatti le istruzioni al giudice vengono trasmesse per iscritto
Il nuovo procedimento si articola cos:
fase in iure: la chiamata in giudizio del convenuto non sorretta dalluso della forza e contro il rifiuto
del convenuto di comparire il pretore utilizza lo strumento coattivo dello spossessamento che pu
innestare una procedura esecutiva.

Sulla fase iniziale si innesta il vadimonium, ossia laccordo preliminare con cui il convenuto promette di
comparire nel giorno fissato per ludienza; comparse le parti, lattore enuncia la propria pretesa
compiendo leditio actionis, mentre il convenuto fa riferimento ai dati che la renderebbero vana.
Il procedimento pu eccezionalmente non arrivare alla litis contestatio e alla sentenza:
o indefensus: il convenuto non collabora e questo comportamento produce spossessamento nelle azioni
reali ed esecuzione in quelle personali
o confessio in iure: il convenuto riconosce la pretesa vantata dallattore; se questa consiste in una
somma di denaro si aprir la procedura esecutiva, altrimenti si andr avanti fino alla sentenza
o iusiurandum in iure: giuramento davanti al magistrato per casi particolari; chi giura vince, sia esso il
convenuto o lattore
Nel caso di normale prosecuzione, il pretore valuta la causa e decide se concedere o meno lazione; con
questo atto e con la litis contestatio si chiude la prima fase
litis contestatio: rappresenta il momento di fissazione dei termini della controversia; con essa, attore e
convenuto, si sottomettono al giudice e quindi alla sentenza.
Ad essa sono ricollegati effetti estintivi e preclusivi connessi allesercizio dellazione; vale infatti il
principio che tradotto significa: nessun secondo processo riguardo allo stesso fine.
Leffetto preclusivo funziona diversamente in base al tipo di giudizio esperito; la legge augustea ha
distinto fra giudizi legittimi e giudizi connessi con limperio: i primi sono quelli che si svolgono a
Roma fra cittadini romani con giudice unico e romano, mentre i secondi sono quelli in cui manca anche
uno solo dei suddetti presupposti.
Tra i giudizi legittimi vi sono quelli derivanti da obbligazione civile, ossia personali (in personam), per i
quali operano effetti di diritto civile e lestinzione avviene automaticamente con preclusione di una
nuova azione; per gli altri giudizi legittimi (in factum) e quelli connessi con limperio, sono i magistrati
ad impedire lesercizio dellazione attraverso il rimedio delleccezione
fase apud iudicem: il giudice (privato cittadino o un collegio giudicante) scelto dalle parti e decide
attraverso lassunzione e la valutazione delle prove, che possono essere testimoniali o documentali;
lonere della prova del diritto vantato spetta allattore, quello di eventuali eccezioni al convenuto.
Presa la decisione, il giudice emana la sentenza, che inappellabile e solitamente pu solo condannare a
una somma di denaro.

-Le parti della formula tipoGaio enuncia 4 parti principali della formula, che possono poi non essere compresenti:
1. Esposizione del fatto, demonstratio: indica il fatto che origina la controversia e solitamente necessaria
quando la parte successiva non sarebbe sufficiente per la sua genericit; unesposizione errata
generalmente non nuoce, salvo che si tratti di formule costruite sul fatto che fanno perdere lattore
2. Pretesa, intentio: la parte in cui espressa la pretesa dellattore, che pu essere determinata o
indeterminata (certa o incerta); se si incappa in pluris petitio, ossia si chiede pi del dovuto, si perde la
causa, mentre se si chiede meno o una cosa per unaltra ci sono dei rimedi.
Lintentio pu essere in ius, se verte su un diritto riconosciuto dal diritto civile, o in factum, se riguarda
un fatto concreto ritenuto meritevole di tutela da parte del pretore.
le prime due parti hanno lo scopo di illustrare la situazione, in termini di fatto o di diritto, in vista
del provvedimento chiesto al giudice
3. Aggiudicazione, adiudicatio: conferisce al giudice il potere di attribuire determinate cose o porzioni di
esse alle parti in causa; si trova soltanto nei giudizi divisori e in quelli di definizione dei confini
4. Condanna, condemnatio: indica sia la condanna irrogata dal giudice che la parte della formula con cui
le parti conferiscono al giudice il potere di condannare o assolvere.
Solitamente la condanna consta sempre in una somma di denaro, che pu essere determinata o
indeterminata se rimessa alla valutazione del giudice (certa o incerta); in questultimo caso potr essere
definito o meno un tetto massimo.
Se lattore pone nella condanna pi rispetto al dovuto, trova rimedio con la restitutio in integrum;
diversamente lattore che richiede meno del dovuto non trova soccorso.
le ultime due parti sono tendenzialmente alternative, ma possono anche trovarsi insieme.
-Le altre parti della formulaVi sono altre parti o clausole che spesso ricorrono pi frequentemente delle parti principali, e sono 4:
1. Praescriptio: nellinteresse dellattore e serve a limitare la materia del contendere
2. Eccezione, exceptio: nellinteresse del convenuto e si collega alla possibilit di far valere
argomentazioni che per il diritto civile non sarebbero rilevanti mentre per il diritto pretorio lo sono.
Le eccezioni, in riguardo alla tutela che offrono, sono distinguibili in:

peremptoriae: possono essere opposte in qualunque momento e bloccano sempre la pretesa


dellattore; tali sono leccezione di patto di non chiedere pi la prestazione e leccezione di dolo
contro macchinazioni e ingiustizie
- dilatoriae: possono essere opposte solo in un certo periodo o in certe circostanze
Lo strumento utilizzabile dallattore per contrastare leccezione del convenuto, la replica
3. Clausola arbitraria: rappresenta un correttivo della regola che impone la condanna a una somma di
denaro; questa clausola viene utilizzata nella rivendica, dove il giudice invita il convenuto alla
restituzione della cosa e lo condanna solo in caso di inottemperanza
4. Finzione, fictio: una clausola modificatrice dellintentio (pretesa) con cui il pretore impone al giudice
di dare per esistente una circostanza posta come requisito dal diritto civile; questo adattamento serve ad
estendere la tutela processuale a casi non contemplati.
-

-Generi di azioniLe specie di azioni trovano rispondenza nella struttura delle formule, con diversa operativit processuale.
I classificazione:
Reali, in rem: sono quelle in cui si afferma che una cosa nostra, o che ci spetta un diritto su di essa
ovvero neghiamo lesistenza di tali diritti in capo ad altri e sono dette anche vindicationes; come
conseguenza della passivit processuale abbiamo la perdita del possesso del bene
Personali, in personam: sono quelle in cui si afferma che qualcuno obbligato verso di noi, per
contratto o illecito e sono dette anche condictiones; come conseguenza della passivit processuale
abbiamo la messa in moto della procedura esecutiva
II classificazione:
Reipersecutorie: sono quelle tese alla reintegrazione patrimoniale, appunto rei persecutio
Penali: sono quelle dirette al conseguimento di una pena pecuniaria per delitto; la nozione di azione
penale correlata alla concezione dellatto illecito come produttivo di sanzioni pubbliche e private
Miste: sono quelle che tendono alla reintegrazione patrimoniale e a una pena insieme; il convenuto che
nega la pretesa dellattore viene condannato nel doppio (reintegrazione + pena)
III classificazione:
Civili: sono quelle che vengono da leggi o senatoconsulti; tra queste figurano:
- Azioni arbitrarie: tendono a evitare la condanna pecuniaria
- Praeiudicia: hanno funzione di semplice accertamento e danno luogo a formule con sola intentio
- Azioni di buona fede: si tratta di azioni in personam dove lobbligo viene valutato in base ai
principi della buona fede; il giudice ha ampia discrezionalit e pu tener conto di patti altrimenti non
valutabili, degli interessi e dei frutti, di vizi del volere e di eventuali crediti del convenuto
- Azioni in bonum et aequum conceptae: sono azioni rivolte a ci che opportuno e giusto; il giudice
ha ampia discrezionalit e gli consentito di fissare la condanna secondo giustizia e opportunit
- Azioni di stretto diritto: si tratta di azioni in personam che si contrappongono a quelle di buona
fede; il rapporto infatti valutato con stretto rigore e al giudice non concessa la discrezionalit
Pretorie: sono quelle che derivano dalla giurisdizione del pretore; tra queste figurano:
- Azioni in factum: non riferimento a obblighi nascenti dal diritto civile, ma il giudice dovr
condannare o assolvere in base alla sussistenza di dati di fatto; il pretore persegue la modifica
dellordinamento tutelando situazioni che altrimenti non avrebbero avuto riconoscimento
- Azioni fittizie: il giudice utilizza la fictio, ricalcando lazione onoraria su quella civile e fingendo
lesistenza di un presupposto
- Azioni con trasposizione di soggetti: consentono la condanna a favore di/contro soggetti non
legittimati dal diritto civile; attore o convenuto una persona diversa da quella a favore di cui/contro
opera la condanna e in questo modo si realizza la rappresentanza processuale (attraverso il cognitor e
il procurator generali o specifici per quella lite)
- Azioni utili: indicano genericamente le azioni pretorie fittizie e specificatamente le azioni costruite
sul modello di azioni prevciste per casi analoghi
- Azioni popolari: sono azioni penali date al singolo cittadino per la tutela di un interesse pubblico; la
condanna a favore dellattore
- Azioni temporanee: sono azioni aventi durata limitata nel tempo, ossia si estinguono se non
vengono fatte valere entro un dato termine; vanno a contrapporsi con le azioni civili che hanno
invece durata illimitata (actiones perpetuae).
-Interventi pretoriIl pretore, avvalendosi del suo potere di comando (imperium), provvede in via straordinaria alla tutela di
situazioni giuridiche; gli strumenti che ha a disposizione sono:

1. interdicta: si tratta di un comando, emanato per chiudere con rapidit una controversia, con cui il pretore
ordina di fare o non fare qualcosa a seguito di un ricorso di parte.
Gli interdetti saranno semplici o duplici a seconda che lordine sia rivolto ad una sola parte o ad
entrambe, mentre sulla base del contenuto negativo o positivo, avremo:
- interdetti proibitori, che vietano di fare qualcosa
- interdetti restitutori, che impongono la restituzione di qualcosa o il ripristino di una situazione
- interdetti esibitori, che ordinano lesibizione di un documento o di una persona
Se il destinatario ottempera, la lite sedata, altrimenti si innesta un procedimento per accertare i fatti
posti a fondamento dellinterdetto; questo perch il pretore non indaga sulla fondatezza della richiesta,
ma accerta soltanto se la fattispecie per cui fatta listanza rientra fra quelle previste.
Le procedure utilizzabili per accertare il fondamento dellinterdetto, sono:
o sponsio: utilizzabile in ogni caso e prevede che il processo di accertamento, scaturisca dalla
promessa solenne che il convenuto fa allattore, di pagargli una somma se vi siano i presupposti
dellinterdetto (lattore promette al convenuto nellipotesi inversa); lattore vincitore, potr poi far
valere la pretesa principale in un secondo giudizio, perci questa procedura comporta una penale
o formula arbitraria: utilizzabile negli interdetti esibitori e restitutori, e prevede che lintimato possa
richiedere la nomina di un arbitro che stabilisce se e che cosa deve essere fatto; se egli poi non
esegue, subisce condanna pecuniaria sulla base della valutazione discrezionale fatta dal giudice,
perci in questa procedura la penale evitabile
2. stipulationes praetoriae: sono promesse solenni imposte dal pretore per garantire ladempimento di un
obbligo o la prosecuzione di un procedimento e sono dette anche cauzioni; contro linadempiente potr
essere fatta valere lazione in forza della promessa fatta mediante stipulazione
3. restitutiones in integrum: volta a ristabilire una precedente situazione e tramite questo strumento, si ha
la composizione tra diritto civile ed equit dopo che si sono prodotti gli effetti di un negozio valido iure
civili; il rimedio pu operare anche allinterno di un procedimento, sia a favore del convenuto che
dellattore.
Per il ripristino della situazione anteriore, possibile un apposito provvedimento, il decretum; in caso di
inosservanza, il pretore conceder al beneficato dalla restituzione un apposito giudizio per la
reintegrazione
4. missiones in possessionem: il pi forte mezzo di coazione e consiste nellimmissione nella
disponibilit dei beni appartenenti ad altro soggetto a vantaggio dellistante; lo scopo di questo
strumento, forzare la parte a tenere un comportamento.
-Lavvento della congnitio extra ordinemSi affermano nuove forme di processo destinate a soppiantare il sistema formulare; si tratta di procedimenti
che hanno come caratteristica principale quella di svolgersi interamente dinnanzi al magistrato.
Evoluzione del sistema:
- iniziative del magistrato nel processo formulare: il magistrato tende a risolvere la questione da un punto
di vista sostanziale
- esperienze provinciali: il governatore tratta le cause in modo unitario e autoritativo
- giurisdizione imperiale: tra le varie attribuzioni il princeps ha quella di decidere le cause; alla sua
giurisdizione si affianca listituzione di apposite cognitiones per particolari materie
si delineano materie in relazione alle quali organi con precise competenze decidono in forme che
sfuggono al processo ordinario
Levoluzione porta le varie cognitiones sotto un modello unitario, in alternativa col preesistente sistema
formulare, che verr poi abolito definitivamente nel 342 d.c. con una costituzione di Costanzo e Costante.
-Caratteri del processo ultimoSullo sfondo sta una struttura politica assolutista che rivendica come esclusivo dello Stato tutto quanto
attiene alla giurisdizione e concepisce le modalit del suo esercizio in termini autoritativi ed impositivi.
Affiora la volont di realizzare, nello svolgimento del processo, un ideale astratto di giustizia; lidea di
imparzialit perseguita si scontra per con la realt di un sistema corrotto e vessatorio.
Il nuovo procedimento si delinea in modo molto diverso:
scompare la divisione tra fase in iure e apud iudicem; il giudice segue il processo dallinizio alla fine,
togliendo agli interessati buona parte delliniziativa
la funzione del magistrato-giudice ormai quella di un funzionario inserito in un sistema burocratico
che vede al vertice della gerarchia lImperatore; gli viene tolta ogni discrezionalit in ordine alla
concessione dellazione e si comprime la sua autonomia decisionale
il giudice soggetto alle leggi

Il giudice ha invece vasti poteri nella conduzione del processo ed affiancato da ausiliari che
impongono le sue disposizioni; allantica autotutela si sostituisce la coazione del potere pubblico
si avverte un irrigidimento dei meccanismi probatori:
- si definiscono i criteri sullonere della prova, per cui i fatti devono essere provati da coloro che ne
hanno interesse
- si stabilisce una gerarchia delle prove che privilegia la prova documentale rispetto a quella
testimoniale
- si fissa la regola secondo cui un solo testimone come nessun testimone
- si vincola la valutazione del giudice attraverso le prove legali (confessione e presunzione)
Il giudice, oltre a valutare le prove, ha lobbligo di inquisitio che si applica attraverso interrogatori e
indagini dufficio
la sentenza non pi un parere, ma il comando di un magistrato il cui rispetto direttamente
assicurato dallo Stato senza necessit di autotutela o interventi indiretti; deve essere redatta per iscritto,
letta alle parti e accompagnata da motivazione
non dipendendo pi la decisione dal tenore di una formula rispetto alla quale non pu essere deciso n
pi n meno, la condanna del convenuto pu risultare parziale (si pu giungere anche alla condanna
dellattore), pu imporre al convenuto un comportamento specifico e deve realizzare il soddisfacimento
della pretesa dellattore
Giustiniano, per porre rimedio al limite dato dalla lunghezza dei processi, impone un limite di 3 anni dal
momento della fissazione della materia del contendere
essendo lufficio del giudice quello di un funzionario, previsto lappello, che affronta il merito della
decisione.
Possono esserci tre gradi di giudizio, ma dopo due sentenze sfavorevoli non pi consentito il riesame;
esauriti tutti i rimedi, la sentenza passa in giudicato, ha leffetto preclusivo e costituisce titolo per
lesecuzione
si colpiscono le liti temerarie, che sono intentate in mala fede dallattore, e la resistenza in mala fede del
convenuto; lattore deve giurare che non agisce in mala fede, e analogamente il convenuto deve giurare
che replicher solo con validi argomenti.
Per il comportamento riprovevole, sono comminate infamia, condanne pecuniarie e la sanzione del
pagamento di danni e spese
si perde la tipicit delle azioni, e si sviluppa una generale nozione di azione intesa come diritto di far
valere in giudizio la pretesa; il tipo di azione non influenza pi il processo e la decisione del giudice.
Nelle classificazioni:
- scompare la contrapposizione fra azioni civili e pretorie, vista la scomparsa dellorgano
giurisdizionale e lunificazione sostanziale tra i due ordinamenti
- perde significato la distinzione tra azioni di stretto diritto e di buona fede, poich vengono estesi i
criteri di queste ultime alla maggior parte dei giudizi
- alle azioni temporanee si contrappongono ancora quelle perpetue, per ora la qualificazione non
indica pi la durata illimitata nel tempo, ma la soggezione ai normali termini di prescrizione per cui
le azioni si estinguono per il decorso di 30/40 anni
- nasce una nuova categoria di azioni, definite miste (non sono per le miste di prima), ossia quelle
divisorie e lazione per regolamento di confini; vengono ritenute miste poich il giudice, oltre ad
aggiudicare le cose pu condannare a un conguaglio
leccezione, non pi parte della formula, ma semplicemente un mezzo di tutela processuale; consiste
in qualunque obiezione del convenuto alle pretese dellattore.
Vengono attenuate le conseguenze delleccezione dilatoria che non ha pi come inevitabile conseguenza
lassoluzione del convenuto, ma pu portare a una semplice diminuzione della sua condanna
per quanto riguarda gli strumenti pretori, vengono assorbiti dallazione
es. lazione Pauliana o revocatoria, riassume i vecchi rimedi dellinterdetto o della restitutio in
integrum; questa, a sua volta, divenuta unazione di restituzione che il danneggiato pu direttamente
intentare.

IV: Schema del negozio giuridico


-NozioneIl negozio giuridico costruzione dottrinale moderna; nelle fonti romane manca unesposizione completa e
consapevole a riguardo, ma partendo dalla pi ampia categoria del fatto giuridico, possibile arrivarci.
Per fatto giuridico si intende ogni evento produttivo di effetti giuridici, sia esso dovuto alla natura o
alluomo; se il fatto rileva in quanto prodotto di azione umana si parla di atto giuridico.

Allinterno della categoria dellatto, possiamo distinguere fra:


- atti illeciti: avremo crimini, che violano un interesse pubblico, e delitti, che ledono la sfera privata
- atti leciti: allinterno di questi, il negozio giuridico si caratterizza come la manifestazione di volont
diretta a uno scopo tutelato dallordinamento; rispetto allatto quindi, il negozio si differenzia per una
volont diretta anche allo scopo, onde si avr volont dellatto e volont degli effetti
-Elementi essenzialiI moderni, hanno identificato gli elementi essenziali del negozio giuridico:
1. Soggetti: per dare vita al negozio devono essere capaci di agire; sappiamo che:
- possono limitare la capacit cause quali let, il sesso, le deficienze psicofisiche o una particolare
condizione
- pu presentarsi incapacit relativa: sordi e muti, tendenzialmente capaci, non possono compiere
negozi per i quali bisogna pronunciare e udire parole solenni
- pu esserci il divieto, per il soggetto, di disporre delloggetto del negozio: il marito non pu alienare
il fondo italico dotale, di cui formalmente proprietario, senza il consenso della moglie
2. Volont: si manifesta nella dichiarazione, che pu essere compiuta personalmente o tramite altri:
- un intermediario, il nuntius, il cui compito solo quello di comunicare la volont del soggetto che
si ritiene aver concluso personalmente il negozio
- un rappresentante, a cui affidata la manifestazione della volont nonch la sua determinazione;
possiamo avere rappresentanza diretta o indiretta a seconda che gli effetti si producano in capo al
rappresentato o al rappresentate (che poi dovr trasferire la titolarit dei rapporti al rappresentato).
Il diritto romano ammette tendenzialmente la sola rappresentanza indiretta, ma talora possibile
ravvisare una rappresentanza diretta, seppur in situazioni speciali
3. Forma: il modo con cui le dichiarazioni si manifestano nella realt esterna; la volont viene
riconosciuta solo se si estrinseca in forma determinata ed tuttuno con essa.
La forma presente in ogni negozio; in base alla necessit o meno di seguirne una obbligatoria, avremo:
- negozi formali: abbiamo mancipazione, cessione in tribunale e stipulazione, mezzi che attraverso
appositi adattamenti sono suscettibili di una vasta gamma di utilizzazioni; componenti fondamentali
di questi negozi sono la parola e il gesto, da soli o insieme
- negozi non formali: vengono riconosciuti in et classica, periodo in cui si afferma il documento
scritto; questo, prevarr poi nel diritto ultimo, accanto alla scomparsa delle antiche forme negoziali
4. Causa: il fine perseguito, la ragion dessere oggettiva del negozio ( dai motivi individuali che
determinano il soggetto allatto); in base ad essa avremo diverse distinzioni di negozi:
I distinzione:
- negozi causali: il fine essenziale allatto ed in genere reso palese dal compimento del medesimo
(la traditio un negozio causale anche se la causa celata: negozio a causa variabile)
senza causa, il negozio non produce effetto
- negozi astratti: si prescinde dalla causa, che non emerge dal negozio; questi negozi, non esprimendo
un fine specifico, possono essere impiegati per gli scopi pi vari.
C uno stretto rapporto fra astrazione e formalismo, infatti i negozi astratti appartengono
generalmente al novero dei negozi formali: losservanza delle forme prende il posto della causa e
cela il fine nella solennit (mancipazione, cessione in tribunale e stipulazione si reggono infatti
sullosservanza delle forme, non sul perseguimento di uno scopo)
non rilevando una causa, il negozio resta in piedi in forza della sua struttura
Contro lassenza di causa, il pretore concede le eccezioni.
II distinzione:
- negozi tra vivi: contemplano un risultato pratico da realizzarsi in vita delle parti
- negozi a causa di morte: sono finalizzati ad attuare un regolamento di interessi che diviene operante
dopo la morte del loro autore; questi negozi hanno la caratteristica di essere revocabili
III distinzione:
- negozi a titolo oneroso: al sacrificio di una parte non ne corrisponde uno analogo dellaltra, che
dunque la sola a ricevere un vantaggio
- negozi a titolo gratuito: sacrifici e vantaggi si bilanciano, giustificandosi vicendevolmente.
-Elementi accidentaliI negozi possono essere adattati alle esigenze delle parti mediante gli elementi accidentali, clausole
aggiuntive che modellano il negozio in concreto; tra queste abbiamo le leges privatae, dichiarazioni
unilaterali di privati in seno a negozi solenni fuori dallo schema tipico dellatto, e i pacta, ossia convenzioni
atipiche che valgono in quanto accessorie di un negozio principale.

Pur esistendo atti a struttura rigida (atti legitimi), che non tollerano elementi accessori, gli elementi
accidentali generalmente applicabili sono:
1. condictio, condizione: fa dipendere gli effetti del negozio da un evento futuro e incerto; in base a ci
che riguardano, avremo condizioni:
I distinzione:
- sospensive, se al verificarsi dellevento consegue il prodursi degli effetti del negozio; per i romani la
condizione generalmente di questo tipo
- risolutive, se al verificarsi dellevento consegue il cessare degli effetti del negozio; i romani
utilizzano questo tipo di condizione solo occasionalmente
II distinzione:
- positive, se riferite al verificarsi di un evento
- negative, se riferite al non verificarsi di un evento
III distinzione:
- causali, se dipendono dal caso e comunque non dalla volont delle parti del negozio
es. se arriver la neve
- potestative, se dipendono dalla volont della parte che ne trae vantaggio
es. se andrai sul Campidoglio
- meramente potestative, se fanno dipendere lefficacia da un semplice atto di volont dellobbligato;
in questo caso si hanno effetti invalidanti
es. mi darai cento se vorrai?
- miste, se dipendono contemporaneamente dalla volont di una delle parti e dal caso
se sposerai Mevia
IV distinzione:
- impossibili, fanno riferimento ad aventi che non possono verificarsi al momento del negozio; Gaio
afferma leffetto invalidante di queste condizioni, ma i Sabiniani introducono leccezione secondo
cui nei negozi a causa di morte si considerano come non scritte
- illecite, ossia contrarie ad un precetto o al buon costume; se apposta ai negozi tra vivi ne determina
linvalidit, mentre negli atti di ultima volont (testamenti) si considerano come non scritte
secondo lo stesso principio stabilito per le condizioni impossibili
Nel periodo in cui levento non si ancora verificato, ma pu verificarsi, si ha pendenza della
condizione
2. dies, termine: clausola che introduce una data da cui si fanno iniziare o cessare gli effetti del negozio:
- sospensivo, se si tratta di un termine iniziale
- risolutivo, se si tratta di un termine finale
Per quanto riguarda la data, essa pu essere certa oppure certa nel suo verificarsi ma incerta quanto
al momento; qualora invece lincertezza riguardi il se levento si verificher, si ha condizione
3. modus, modo: clausola afferente agli atti di liberalit (testamenti, fedecommessi, donazioni) che impone
un onere al beneficato senza per subordinare lelargizione alladempimento
es. lascito con obbligo di erigere un monumento.
-InvaliditSi ha invalidit quando il negozio non produce regolarmente i suoi effetti; in questo caso si dovr per
distinguere fra:
nullit: difetto di un requisito essenziale che impedisce il prodursi degli effetti del negozio
annullabilit: vizio di origine che non osta al prodursi degli effetti, che potranno per essere rimossi
Questa dicotomia non si propone inizialmente nello ius civile, dove il negozio o valido ed efficace o
invalido e inefficace; il formalismo garantisce la rispondenza dellatto allordinamento, perci un atto non
perfetto come inesistente.
La rigidit dello ius civile viene poi superata dal pretore tramite la concessione di rimedi per quei negozi
civilmente validi ma in qualche modo viziati o iniqui; in questo modo, grazie alla fusione del diritto civile
con quello pretorio, si arriva alla distinzione fra negozio nullo e annullabile.
Linvalidit discende da varie cause, in rapporto con:
- capacit dei soggetti: invalido il negozio concluso da soggetto privo di capacit di agire o affetto da
incapacit relativa
- natura delloggetto: il negozio pu essere invalido per limpossibilit o lindeterminatezza delloggetto
- liceit del negozio: il negozio invalido se contrastante con norme o buon costume
- divergenza tra volont e manifestazione:
o simulazione: si ha quando le parti attuano un negozio non volendone in realt compiere alcuno,
oppure allo scopo di celarne un altro

o errore ostativo: si ha quando viene dichiarata una cosa mentre in realt unaltra voluta
anomalie nella formazione della volont:
o errore motivo/vizio: il motivo che spinge il soggetto al negozio influenzando gravemente il
processo di formazione della volont; qui, diversamente dal caso di errore ostativo, c un rimedio:
leccezione correlata al fatto
o violenza morale: consiste in minacce che alterano la volont del soggetto (intimidazioni); purch
irrilevante per lo ius civile, il diritto pretorio fornisce alcuni rimedi: la restitutio in integrum, che
ristabilisce la situazione anteriore, lactio quod metus causa, che un azione penale nel quadruplo
del pregiudizio arrecato, e lexceptio quod metus causa, che lo strumento difensivo per la vittima
che non abbia ancora adempiuto
o dolo negoziale: consiste in gravi astuzie, macchinazioni e raggiri usati allo scopo di indurre la
controparte in errore; anchesso irrilevante per lo ius civile, trova rimedi nel diritto pretorio: lactio
doli, che consente alla parte danneggiata che abbia gi adempiuto di agire per ottenere la riparazione
del pregiudizio, e lexceptio doli, che consente alla vittima convenuta in giudizio di paralizzare la
pretesa dellautore del dolo (questo rimedio viene poi utilizzato per reprimere ogni comportamente
scorretto che urti contro i criteri di equit: exceptio doli generalis).

V: Diritti reali e possesso


-GeneralitSi dicono diritti reali quei diritti soggettivi assoluti con diretta incidenza sulle cose; questi, postulano un
generale dovere di astenersi da interferenze nel rapporto tra il titolare e la res, che fa capo a tutti gli altri
consociati. ( il possesso, che pur incidendo direttamente sulla cosa, non costituisce un diritto soggettivo)
Tra i diritti reali distinguiamo da una parte la propriet, dallaltra tutti i restanti diritti:
- Diritto reale di propriet, ius in re: lunico in grado di porsi come autonomo ed caratterizzato da
un contenuto pi ampio
- Diritti reali su cosa altrui, iura in re aliena: sono diritti reali minori che presuppongono sulla res un
diritto di propriet da parte di un altro soggetto; sono caratterizzati da tipicit, in quanto costituiscono
una categoria a numero chiuso.
Essi si distinguono in:
diritti reali di godimento: servit prediali, usufrutto, uso, abitazione, opere dei servi e degli animali,
ius in agro vectigali, superficie e enfiteusi
diritti reali di garanzia: pegno e ipoteca.
-Le coseNel nostro ordinamento, la cosa considerata da un punto di vista economico; a questo proposito,
richiamata la nozione di bene dellart. 810 c.c.: sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti.
Perch una cosa rilevi sul piano economico, occorre che sia idonea a soddisfare un bisogno umano e che
esista in quantit non sproporzionata in eccesso rispetto al fabbisogno, ossia abbia grado di rarit.
Nel mondo romano, diverso, infatti il giurista Marciano prende in considerazione cose disponibili in
quantit enormemente superiore rispetto al fabbisogno, e fa entrare in gioco laspetto relativo alla libert per
i singoli di fruirne e il divieto per tutti di frapporvi impedimenti.
Le cose possono essere classificate in vari modi:
Cose in patrimonio/Cose fuori dal patrimonio (res in patrimonio/res extra patrimonium)
Gaio non da nozioni a riguardo
Cose in commercio/Cose fuori dal commercio (res in commercio/res extra commercium)
1. sono suscettibili di titolarit privata e possono essere fuori dal patrimonio (res nullius/derelictae)
2. sono insuscettibili di atti di trasferimento da parte dei privati e sono fuori dal patrimonio
Cose di diritto divino/Cose di diritto umano (res divini iuris/res humani iuris)
1. sono fuori dal patrimonio e dal commercio e si dividono a loro volta in:
- res sacrae: cose consacrate agli dei superi in forza di una fonte giuridica autoritativa (templi/are)
- res religiosae: cose lasciati ai Mani, le anime dei defunti, in forza di un atto privato (sepolcri)
- res sanctae: per Gaio (mura/porte citt), per Giustiniano cose consacrate a Dio dai pontefici (chiese)
Cose pubbliche/Cose private (res pubblicae/res privatae)
1. sono fuori dal patrimonio (fiumi/porti)
Cose della collettivit (res universitatis)
Sono gli impianti e gli edifici destinati alla pubblica fruizione dei cittadini (teatri/stadi)
Cose comuni a tutti per diritto naturale (res communes omnium)
(aria/acqua corrente/mare/lidi)

Res mancipi/Res nec mancipi


1. sono trasferibili mediante mancipatio o in iure cessio e sono pi rilevanti in quanto sono strettamente
collegate alleconomia agricola intensiva praticata dai nuclei familiari (fondo italici di coltura/servit
rustiche di passaggio e di acquedotto/animali da basto o soma)
2. sono trasferibili mediante traditio (altri animali/metalli/denaro/oggetti di uso personale/fondi provinciali
su cui non pu insistere dominium dei privati)
Cose immobili/Cose mobili
1. individuano il suolo e quanto vi incorporato stabilmente
2. sono i beni che posso trasportarsi, compresi quelli che si animano per virt propria (servi/animali)
Cose corporali/Cose incorporali (res corporales/res incorporales)
1. sono le cose concrete
2. sono quelle cose che consistono in un diritto; ammettono la trasmissione solo mediante in iure cessio,
salvo lobligatio che non trasferibile in alcun modo
Cose fungibili/Cose infungibili
1. vengono in considerazione per la loro appartenenza ad un genere, entro il quale sono interscambiabili,
rilevando solo in ragione del peso, del numero o della misura (vino/olio/frumento/denaro); riguardo al
regime degli obblighi, vanno restituite cose dello stesso genere e qualit, non le stesse ricevute
2. la valutazione economico-sociale focalizza nella loro individualit (un fondo/un cavallo/una veste)
Cose consumabili/Cose inconsumabili
1. sono idonee ad essere utilizzate una sola volta, poich tale uso ne cagiona la perdita (olio/vino/denaro);
si tratta di una consumazione economica
2. sono quelle cose che ammettono un uso ripetuto
Cose divisibili/Cose indivisibili
1. sono cose che se fisicamente divise conservano nelle loro parti una funzione economico-sociale
proporzionale rispetto allintero (un fondo, una barra doro/una somma di denaro)
2. sono cose che non ammettono frazionamento senza perire o senza perdere rilevante valore (un servo/un
cavallo/un dipinto/una statua)
Cose semplici/Cose composte/Cose complesse
1. sono quelle cose che la coscienza sociale considera come entit unitarie (un servo/un cavallo)
2. sono cose formate dallunione tecnica di cose semplici (una nave/una casa/un armadio); hanno una sorte
giuridica unitaria, infatti pu essere rivendicata solo la cosa nel suo complesso, e non perdono la loro
identit se una o pi parti vengono sostituite
3. sono conglomerati di cose fisicamente disgiunte ma considerate come un tuttuno (il gregge/ la
biblioteca/ la pinacoteca)
Frutti
Sono il reddito della cosa e si distinguono fra:
- frutti civili: rendite periodiche derivanti dallattribuzione o dal godimento di una cosa conferiti ad altri in
forza di un negozio giuridico (canoni/fitti/interessi)
- frutti naturali: prodotti e materiali inorganici (latte/cereali/pietra/marmo)
escluso dallarea dei frutti il parto della schiava (partus ancillae) poich non si pratica lallevamento degli
schiavi a fini riproduttivi e comunque tra frutti che d luomo non pu esserci lui stesso; lusufruttuario della
schiava perci, non fa oggetto del suo diritto il parto della stessa, che invece spetta al nudo proprietario.
La soluzione prevalsa stata quella di riservare il figlio della schiava al titolare del dominium sulla donna.
-La propriet. La propriet quiritaria: caratteri e limitiLa propriet il diritto reale primario, lunico autonomo e quello dal contenuto pi ampio e per tutti questi
motivi non riscontrabile nei testi giuridici romani una definizione di propriet o proprietario; ce ne offre
una il giurista del IV sec. Bartolo da Sassoferrato, che definisce la propriet come il diritto di disporre
liberamente di una cosa corporale, ove la legge non lo vieti.
Secondo la tradizione, la propriet privata (fondiaria), avrebbe avuto origine da una distribuzione della
terra di appartenenza sovrana, ma probabilmente si tratta di una metafora per lattribuzione ai singoli di lotti
in propriet privata (o forse pi in possesso).
Il diritto individuale di propriet, riconosciuto dallo ius civile romano, il dominium ex iure Quiritium e il
suo titolare detto dominus; originariamente per indicare la signoria piena e assoluta sulla cosa si utilizzava
lespressione rem meam esse.
Caratteri del dominium sono:
illimitatezza interna: estensione dellappartenenza a tutto ci che sta sopra e sotto il suolo
valenza assorbente: il proprietario del fondo assorbe tutto ci che si incorpora stabilmente ad esso

elasticit: attitudine a riespandersi al venir meno di un diritto reale parziario che grava su di esso
perpetuit: la propriet non pu essere circoscritta entro limiti temporali (no propriet a termine)
natura franca: gratuit della propriet, ossia mancanza di alcun tributo
Il dominium ha per dei limiti legali, ossia:
- ambitus: fascia di terreno che, pur appartenendo ai proprietari dei fondi, deve restare libera da
costruzioni o piantagioni
questa norma verr meno
- limes: striscia di confine non in propriet privata che separa poderi assegnati ai singoli
questa norma verr meno
(altre norme specifiche riguardano poi le vie private, il taglio degli alberi, la demolizione, il prospetto etc.).
Gli atti emulativi sono quei comportamenti che il proprietario pone in essere al solo scopo di danneggiare
altri, e in diritto romano non esiste alcun principio che li inibisca; parallelamente a questi si pongono le
immissioni nellaltrui (fumo, esalazioni, schegge, rumori), per le quali affiora il limite segnato dalluso
normale della cosa.
-Lin bonis habere. La propriet provinciale. Lo ius in agro vectigaliSecondo Gaio, i romani conoscono due tipi di propriet:
- propriet quiritaria, ossia il dominium, riconosciuta dal diritto civile
- propriet bonitaria, ossia lin bonis habere, riconosciuta dal diritto pretorio
Questultimo tipo di signoria, identifica la situazione di chi ha la cosa in bonis (tra i beni, nel patrimonio);
per una condizione temporanea, in quanto una volta decorso il tempo utile per usucapire, il proprietario
bonitario diviene dominus e le due forme di propriet diventano coincidenti.
In ogni caso, lin bonis habere consiste in un possesso in buona fede ottenuto a titolo derivativo in virt di
un negozio giuridico tale da giustificare lacquisto della propriet o di un provvedimento magistratuale o
giudiziale; il proprietario bonitario non un mero possessore, ma un possessore qualificato, poich a
differenza del precedente, riceve dal pretore una tutela erga omnes mediante actiones.
Avremo due casi:
1. res mancipi trasferita per semplice traditio: il mezzo non idoneo a far divenire proprietari civili; in
questa situazione, il proprietario bonitario pu servirsi dei seguenti mezzi di tutela:
eccezione di cosa venduta e consegnata per paralizzare lazione di rivendica del dominus esercitata
a seguito della traditio e mantenere quindi il possesso qualificato
eccezione di dolo per mantenere il possesso qualificato in caso di trasmissione negoziale diversa
azione Publiciana per riacquisire il possesso della cosa, perduto non di propria volont; si tratta di
una azione fittizia nella quale si finge essere decorso il tempo utile per usucapire (il giudice si
comporta come se avesse a che fare con il dominus)
2. res trasferita dal non proprietario e ricevuta in buona fede (acquisto a non domino): il proprietario
bonitario, seppur dotato degli stessi mezzi di difesa, non tutelato nei confronti del dominus, il quale
otterr sempre la vittoria in giudizio; questo perch nel mondo romano vige il principio secondo cui
nessuno pu trasferire un diritto pi grande di quello di cui egli stesso dispone (chi non ha la
propriet su un bene, non pu trasferirla).
Esiste poi un altro tipo di signoria non paragonabile al dominium ma coperta da tutela erga omnes, ed la
propriet provinciale (su beni immobili): il suolo provinciale, essendo nec mancipi ed appartendo allo
Stato, pu essere oggetto di concessioni dietro corresponsione di canoni; il soggetto nei confronti del quale
avviene la concessione, pu dirsi riconosciuto come un proprietario anche se tecnicamente non lo .
A difesa di questo diritto, abbiamo erga omens la possibilit di utilizzare unazione reale pretoria di stampo
analogo alla rivendica.
Discorso simile lo si pu fare a proposito del titolare di ius in agro vectigali: si tratta di nuovo di
concessione di terre sia pubbliche che appartenenti a comunit cittadine attraverso la corresponsione di un
canone detto vectigal; anche qui abbiamo tutela erga omens attraverso lactio in rem vectigalis.
Il titolare della propriet provinciale e il vettigalista non possono usucapire poich la loro condizione
non arriva mai ad assimilarsi con quella del dominus; tutte e tre le situazioni di appartenenza si trasmettono
tra vivi con la traditio.
-La propriet nel diritto postclassico e giustinianeoLe diverse immagini di propriet finiscono per confluire in un istituto unitario, principalmente grazie a:
- Constitutio Antoniniana che rende tutti cittadini romani
- fine del dualismo degli ordinamenti (diritto civile e diritto pretorio)
- uso della traditio come unico mezzo traslativo

Con riguardo al problema della traditio a non domino, sopravvive lazione Publiciana, che ora pu essere
esperita anche con riguardo alle terre vectigales e non usucapibili mentre sul piano della propriet
provinciale e dello ius in agro vectigali, Diocleziano assoggetta a tributo anche il suo italico; in questo modo,
si ammette la possibilit di un diritto di propriet gravato da imposta, che elimina ogni distinzione tra i tipi di
propriet.
La vera unificazione della propriet si ha con Giustiniano:
vengono cancellate le espressioni dominium ex iure Quiritium e in bonis habere, lasciando come unico
termine dominium
la propriet provinciale entra a far parte dellistituto unitario di propriet
lo ius in agro vectigali, va a convergere nel regime dellenfiteusi, vista ora come diritto reale di
godimento su cosa altrui.
-La difesa della proprietI mezzi giudiziari a disposizione del dominus, contro le violazioni della sua signoria, sono molteplici:
1. azione di rivendica, rei vindicatio: risponde alla violazione pi grave che lo priva del possesso del bene;
questa azione ha lo scopo di far conseguire al dominus il possesso sul bene o un equivalente in denaro
sostitutivo di quello (litis aestimatio).
Lattore (dominus) ha lonere di provare il suo titolo di acquisto e il convenuto (possessore del bene), se
vuole conservare il possesso, deve accettare il giudizio: se lattore non riesce a provare il suo diritto, il
convenuto rimarr possessore, se invece il convenuto esce soccombente, dovr rendere il bene oggetto
della lite altrimenti verr condannato ad una pena pecuniaria.
La restituzione deve avvenire cum causa rei, ossia corredata dalle risorse che avrebbe dovuto
conseguire lattore:
- frutti naturali: il possessore deve restituire i frutti percepiti prima e dopo la litis contestatio
- spese sostenute per la cosa: il possessore di buonafede ha diritto al rimborso di quelle necessarie e di
quelle utili, mentre quello di malafede solo di quelle necessarie
2. azione negatoria: risponde alla violazione che consiste nellaffermazione da parte di altri di un diritto
reale minore sulla cosa; questa azione tesa a dimostrare linsussistenza di tale diritto altrui.
Il dominus deve dimostrare il suo diritto di propriet, mentre lonere di giustificare il titolo da lui vantato
a carico del convenuto
3. rimedi a tutela dellintegrit della cosa: consistono nellazione per ristornare lacqua piovana, la
denuncia di nuova opera, la garanzia per danno eventuale, linterdetto quod vi aut clam e lazione per il
regolamento dei confini.
-I modi di acquisto della propriet a titolo originario e derivativoSono i fatti giuridici a cui lordinamento ricollega il sorgere della titolarit del diritto in capo ad un
soggetto; vediamo come tra questi non rientrano i contratti, che ancora non esistevano, i quali vanno invece
a porsi come fonti di obbligazioni.
I modi di acquisto possono essere:
- a titolo originario: lacquisto non discende da precedente titolarit riferibile a un diverso soggetto;
nel diritto romano si parla di modo di acquisto di diritto civile.
Abbiamo tra questi:
o occupazione: presa in possesso della cosa di nessuno, o perch res nullius o perch res derelictae;
origine di questo modo sono la caccia e la pesca dove lanimale diventa di propriet di chi lo cattura
o invenzione del tesoro: ritrovamento di un bene mobile prezioso nascosto da tempo immemorabile,
tanto che non si pu sapere chi sia il proprietario; il tesoro trovato in fondo proprio spetta allo
scopritore, quello rinvenuto in fondo altrui si divide fra scopritore e proprietario del suolo
o accessione: incorporazione di una cosa ad unaltra di maggior rilevanza; il proprietario della cosa
principale, lo diviene anche di quella accessoria.
Esistono tre casi:
accessione di immobile a immobile: incrementi fluviali (alluvione, avulsione, isola nata nel
fiume, alveo abbandonato)
accessione di mobile a immobile:
1. semina: il proprietario del suolo acquista i semi immessi sui di esso
2. piantagione: acquisto della pianta posta sulla propria terra
3. edificazione: proprietari di terreno e materiale sono diversi
-se la costruzione fatta dal proprietario del terreno con materiali altrui, ledificio appartiene
al proprietario del fondo; finch ledificio in piedi il proprietario dei materiali non pu
procedere allo scorporo, ma anzi il suo diritto su di essi come dormiente.

Una volta crollato ledificio, il proprietario dei materiali pu procedere con lactio de tigno
iuncto volta ad ottenere un corrispettivo
-se la costruzione fatta dal proprietario dei materiali su terreno altrui, si guarda alla buona/
cattiva fede del costruttore: se era in buonafede si ritorna al caso precedente (propriet
quiescente), se era in malafede perde il diritto sui materiali a favore del proprietario del
terreno
accessione di mobile a mobile: fusione, scrittura, tessitura, tintura, pittura
o specificazione: avviene quando un soggetto, con materia altrui, costruisce un bene che ha diversa
destinazione economica, ed entra perci a far parte di una nuova species (uva-vino, lana-veste etc.);
il nuovo prodotto attribuito al titolare della materia se ad essa si pu ritornare, allartefice in caso
contrario (con Giustiniano spetta in ogni caso allartefice se egli ha usato anche materiali propri)
o confusione (e commistione): mescolanza di liquidi o di sostanze solide in polvere o a grani; ci sar
compropriet fra i titolari delle due parti se la miscela irreversibile o cera volont comune di
crearla, altrimenti ciascuno conserver la sua quota
o acquisto dei frutti: si ha al momento della separazione degli stessi dalla madre e successiva
percezione (manifestazione della volont di farli propri); se non c percezione, i frutti appartengono
al proprietario, non allusufruttuario
o usucapione: consiste nellaver posseduto per un determinato periodo di tempo, in buona fede e in
base ad un titolo idoneo, una cosa suscettibile di dominium (di essere usucapita); le XII tavole
definiscono il tempo utile: 2 anni per le res soli ossia i beni immobili, 1 per le ceterae res, ossia i
beni mobili.
La stessa legge stabilisce che lalienante tenuto a prestare lauctoritas verso lacquirente, ossia
deve garantire per tutto il tempo utile ed evitare casi di evizione (privazione del bene da parte del
vero titolare nel caso di acquisto da non proprietario); per gli stranieri che non possono usucapire, la
garanzia deve essere eterna.
Requisiti dellusucapione sono:
idoneit della cosa: non sono suscettibili di usucapione le res extra commercium, i fondi
provinciali, le cose furtive e quelle oggetto di impossessamento violento
titolo: la giusta causa, la ragione economico-sociale che giustifica lacquisto; esso sarebbe
immediato se non fosse per linidoneit degli atti traslativi (acquisto a non domino/traditio res
mancipi)
buona fede: onest, convinzione di non ledere laltrui diritto.
I casi di usucapione in malafede sono stati:
-usucapio pro herede, che fa riferimento alleredita giacente, ossia priva di titolare, posseduta da
soggetto diverso dai possibili eredi e usucapita dopo un anno
-usureceptio, fa riferimento a soggetti che possedendo un bene che non pi loro, lo
riacquistano dopo uno/due anni
possesso: deve trattarsi di possessio proprio nomine, ossia con atteggiamento di proprietario
decorso del tempo: tempo necessario ad usucapire; se il possesso viene interrotto, il decorso del
termine si azzera e deve ricominciare (se si riacquista il possesso)
Giustiniano fa valere lusucapione solo per i beni mobili e ne aumenta il tempo a 3 anni
o praescriptio longi temporis: tutela a favore di chi per lungo tempo abbia posseduto in base a un
giusto titolo un fondo, senza che chi aveva la possibilit di querelarsi lo abbia fatto; il titolare
originario non pu pi rivendicare la sua situazione giuridica e il possesso da parte dellaltro
soggetto diviene propriet
Giustiniano fa valere questo mezzo per i beni immobili, Teodosio II definisce linerzia in 30 anni
a titolo derivativo: abbiamo una trasmissione del diritto, volontaria o legale, che priva il dominus o
dante causa del suo diritto a favore dellavente causa che lo acquista; nel diritto romano si parla di modo
di acquisto di diritto delle genti.
Abbiamo tra questi:
o mancipatio: negozio astratto e modo di acquisto di diritto civile praticabile dai cittadini romani e
dagli stranieri/latini dotati di commercium; utilizzato per:
la trasmissione di res mancipi
le disposizioni testamentarie
il mutamento di status personali di soggetti liberi (adozione, emancipazione)
Nasce prima della coniatura della moneta e consta di un rito solenne detto per rame e bilancia in
cui vengono posati su una bilancia loggetto/persona del negozio e il metallo che simboleggia il
prezzo; questa formula base viene poi adattata ai diversi casi.
A carico del mancipio dans (alienante) sussiste lobbligo di prestare lauctoritas verso il mancipio

accipiens (acquirente), ossia di garantire che non avvenga evizione; nel caso questo accada,
lacquirente pu esperire lactio auctoritatis per conseguire il doppio del prezzo pagato.
listituto scompare con Giustiniano che sostituisce il termine mancipatio con traditio
o in iure cessio: negozio astratto e modo di acquisto di diritto civile utilizzabile in Roma davanti al
pretore e nelle province nel tribunale del preside; utilizzato per:
la trasmissione di res mancipi e res nec mancipi, compresa una cosa incorporale come leredit
la trasmissione della tutela muliebre
lacquisto della patria potest nelladozione
la costituzione/rinuncia di diritti reali minori di servit, usufrutto e uso
Consta in un finto processo (finta lite) nel quale lacquirente afferma di essere il proprietario del
bene e il vero proprietario non si oppone poich in realt lo vuole alienare.
listituto, gi poco utilizzato in et classica, scompare forse gi in et costantiniana
o traditio: negozio causale (o meglio a causa variabile) e modo di acquisto di diritto delle genti
praticabile dai cittadini romani e dagli stranieri/latini indipendentemente dal commercium;
utilizzato per:
la trasmissione di res nec mancipi corporali compresi i fondi non in suolo italico che per
fanno conseguire solo propriet provinciale
la trasmissione di res mancipi che per comporta soltanto propriet bonitaria (non dominium)
Sono assenti forme solenni, infatti la traditio consta nella consegna manuale della cosa
accompagnata dalla volont di alienante e acquirente in ordine al passaggio della propriet;
richiesta una iusta causa, ossia una causa sottostante idonea a giustificare il passaggio di dominium.
In diritto classico, vi sono particolari tipologie di traditio in cui non avviene la consegna usuale:
1. traditio in incertam personam: si ha nel caso di regali gettati alla folla durante le feste con
lintenzione di trasferirne la propriet
2. traditio longa manu: loggetto che si intende trasferire viene solo mostrato allacquirente
3. traditio brevi manu: non avviene consegna materiale perch lacquirente detiene gi il bene; il
proprietario autorizza il detentore a possederlo a suo nome acquistandone la propriet
4. constitutum possessorium: ipotesi inversa nella quale il proprietario possessore inizia a detenere
la cosa; da proprietario diviene detentore
5. traditio symbolica: serve nella prassi commerciale e consiste nellatto di consegna delle chiavi
del magazzino ove sono conservate le merci che si vogliono alienare
in diritto giustinianeo la traditio diviene il modo generale di trasmissione delle cose in
commercio senza pi necessit che esse siano corporali.
-I diritti reali di godimento: le servitAllart. 1027 c.c. abbiamo una definizione di servit: peso imposto sopra un fondo (servente) per lutilit
di un altro fondo (dominante) appartenente a diverso proprietario; la servit quindi una qualit/aspetto/
parte integrante della conformazione fisica del fondo.
Caratteristiche:
- diversi proprietari: vige il principio secondo nulli res sua servit, ossia che non si d servit tra due
fondi propri
- inammissibilit di servit implicanti un facere
servit positive: implicano un pati, un tollerare
servit negative: implicano un non facere
eccezione: la servit di appoggio della propria costruzione alla parete del vicino implica per questo un
obbligo di mantenere lidoneit del sostegno
- vantaggio per lo sfruttamento economico del fondo: non deve sussistere una mera utilit per la
persona; esso deve inoltre prospettarsi come senza termine, perci se viene lasciato in eredit un fondo
gravato da servit, questa condizione permane anche nelle mani dellerede
- servitus servitutis esse non potest: non pu esserci servit sopra unaltra servit; questo si ricollega ad
una suddivisione delle servit operata da Marciano:
servit a vantaggio delle cose, servitutes rerum: sono appunto quelle che determinano un vantaggio
per lo sfruttamento economico del fondo (rustiche/urbane)
servit a vantaggio delle persone, servitutes personarum: sono qui ricompresi usufrutto e figure ad
esso analoghe
quindi non si pu costituire un diritto reale minore (usufrutto/uso) su una servit
Le servit, che sono tipiche, si dividono in due gruppi:
1. servit rustiche: attengono alle esigenze agricole e riguardano i poderi (ineriscono al fondo); hanno
origine come res mancipi corporali, in quanto sono viste come un diritto di propriet di una porzione di

terra su un fondo altrui.


Abbiamo servit:
o di passaggio: iter (passaggio a piedi o a cavallo)
actus (passaggio con carri e giumenti)
via (come lactus ma implicante un cammino lastricato)
o di acque: aquaeductus (derivare/scaricare acqua attraverso il fondo contiguo)
aquae haustus (attingere lacqua)
navigandi (passaggio in barca su corso dacqua in suolo altrui)
altre sono quelle di pascolo, di cuocere calce, di cavare sabbia
2. servit urbane: sono collegate ai rapporti funzionali tra edifici e aree connesse (ineriscono agli edifici).
Abbiamo servit:
o di stillicidio: stillicidii (convogliare lacqua piovana)
cloacae (spurgo acque putride)
o di pareti: oneris ferendi (appoggio su parete altrui)
tigni immittendi (immissione di trave nel muro vicino)
o di luci: non tollendi (non sopraelevazione)
ne lumini bus officiatur (non costruire per non togliere luce al vicino)
Modi di costituzione delle servit:
- civili: (rustiche) mancipatio, in iure cessio, legato per vindicationem
(urbane) in iure cessio, legato per vindicationem
fuori dallarea negoziale vi sono poi: adiudicatio e pagamento della lits aestimatio
- onorari: per pactiones et stipulationes, su base contrattuale
in regime giustinianeo rimangono pactiones et stipulationes e traditio, che ha sostituito gli altri mezzi.
Modi di estinzione delle servit:
- mutamento naturale dei luoghi
- non uso: per le servit positive sufficiente linerzia del titolare per due anni; per le servit urbane
necessaria lusucapio libertatis ossia il possesso durante un biennio dallatto contrario al contenuto della
servit compiuto dal dominus del fondo servente
con Giustiniano i termini sono quelli della longi temporis
- confusione: la propriet dei due fondi si concentra in capo ad uno stesso titolare
- rinuncia da operarsi con in iure cessio
Strumento di difesa per la servit la vindicatio servitutis.

-Lusufrutto e i diritti affiniLusufrutto (che una delle servitus personae) un istituto fortemente collegato con la persona che
conferisce alla stessa un diritto di usare e fruire di cose altrui mantenendone intatta lintegrit.
In capo allusufruttuario, che un mero detentore, vi sono:
facolt:
o servirsi della cosa, che deve essere per questo inconsumabile, altrimenti con lutilizzo perirebbe
o fare propri i frutti per mezzo della percezione
queste facolt variano poi in base alla res
limiti:
o dovere di operare uneconomia conservativa che consista nel mantenimento dellintegrit fisica/
destinazione economica della cosa; dovere rigoroso che non permette variazioni migliorative
o inalienabilit del diritto, il quale segue le sorti dello stesso estinguendosi con lui (il nudo
proprietario, ritorna pieno)
In capo al nudo proprietario vi sono:
facolt:
o mantenimento del possesso del bene
o fare propri i frutti non percepiti a diritto estinto
o disporre del proprio diritto seppur gravato da usufrutto
queste facolt variano poi in base alla res, infatti nel caso di usufrutto di servi, gli spetta il parto della
schiava (che non ritenuto un frutto), nellusufrutto di un gregge acquista i nuovi nati a concorrenza
di quelli morti etc.
tutele:
o cautio fructuaria: una stipulazione pretoria attraverso la quale il titolare del diritto minore,
promette di esercitare le facolt connesse secondo la buonafede e a restituire il bene al termine
dellusufrutto
Modi di costituzione dellusufrutto (e delluso):

- civili: legato per vindicationem, in iure cessio, adiudicatio, pagamento della litis aestimatio
- onorari: per pactiones et stipulationes, adiudicatio
in regime giustinianeo rimangono pactiones et stipulationes e traditio ed possibile acquistare usufrutto
tramite longi temporis (decennale tra presenti, ventennale tra assenti); pu esserci origine anche nella
legge che crea usufrutto legale
Modi di estinzione dellusufrutto (e delluso):
- morte e capitis deminutio del titolare
- dopo il termine massimo di un secolo
- consolidazione (confusione)
- perimento delloggetto
- rinuncia da operarsi con in iure cessio solo a favore del proprietario (altrimenti inutile)
- non uso biennale o annuale a seconda della natura del bene (mobile/immobile)
con Giustiniano i termini sono quelli della longi temporis
Strumento di difesa per lusufrutto la vindicatio usus fructus.
Diritti affini allusufrutto sono:
1. quasi usufrutto: come lusufrutto ma ha come oggetto beni consumabili e qui il quasi usufruttuario
non un mero detentore, ma un proprietario, con lobbligo di restituire alla propria morte o capitis
deminutio una somma pari a quanto ricevuto
2. uso: a differenza dallusufrutto non vi la possibilit di fare propri i frutti (esclusione del frui) da
parte dellusuario, che inoltre non un detentore
3. abitazione: un diritto minore creato da Giustiniano, a risoluzione di una controversia; consiste nel
diritto di abitare come propria una casa altrui.
Come per lusufrutto ammessa locazione della cosa, ma in questo caso il diritto non si estingue per non
uso o per capitis deminutio.
4. opere dei servi e degli animali: consente la locazione e si trasmette mortis causa, estinguendosi solo
con la morte del servo/animale.
-I diritti reali di garanziaI diritti reali di garanzia incidono sul bene vincolandone il fine alla realizzazione di un credito;
questultimo, viene rafforzato dalla possibilit, in capo al creditore, di perseguire la soddisfazione del proprio
interesse attraverso un bene altrui, che da tale scopo non pu essere distolto.
Il diritto reale di pegno si costituisce sulla base di un semplice accordo; si avranno due situazioni differenti
in base al fatto che la cosa, sulla quale la garanzia si fonda, sia consegnata o meno:
- pignus datum, pegno dato (riguarda beni mobili):
o il bene viene consegnato al pignoratario
o il bene resta di propriet del debitore, che pu quindi alienarlo, sempre per gravato dal ius in re
o il bene entra nel possesso del creditore, che per non pu servirsene, n percepirne i frutti
o a credito estinto, il bene deve essere restituito
o in caso di inadempimento del debitore, il creditore pu:
1. trattenere loggetto acquisendone la propriet, per mezzo della lex commissoria
2. vendere loggetto e soddisfare la sua pretesa con il ricavato (restituendo leccedenza)
la seconda facolt quella pi usata
- pignus conventum, ipoteca (riguarda fondi ed edifici):
o il bene resta presso loppignorante
o il bene resta di propriet del debitore, che pu quindi alienarlo, sempre per gravato dal ius in re
o in caso di inadempimento del debitore, il creditore pu inseguire il bene e soddisfare la sua
pretesa nei modi precedenti
Oggetto del pegno pu essere:
una cosa corporale
un credito
un complesso patrimoniale
Gli strumenti di difesa sono:
1. interdictum Salvianum, esperibile solo nei confronti del debitore
2. actio Serviana, esperibile contro ogni possessore della cosa
3. actio quasi Serviana o hypothecaria, esperibile erga omnes ed utilizzabile sia nel caso di ipoteca che
nel caso di pegno dato.
-Il possesso-

Accanto al diritto di propriet esiste una situazione di fatto, detta possesso (non un diritto soggettivo), che
pu definirsi come il potere su un bene che si manifesta in un comportamento corrispondente
allesercizio della propriet (art. 1140 c.c.: nel nostro ordinamento per sono ricompresi anche i diritti reali
minori, mentre nel diritto romano no).
Propriet e possesso non postulano necessariamente un medesimo referente soggettivo, infatti:
- un soggetto pu essere proprietario e possessore
- un soggetto pu essere solo proprietario (es. stato derubato della cosa)
- un soggetto pu essere solo possessore (es. ha trovato una cosa smarrita e si comporta come fosse sua)
I romani individuano 2 elementi necessari affinch si possa parlare di possesso effettivo:
1. corpus: materiale disponibilit della cosa
2. animus: intenzione di possedere, atteggiamento del dominus
mera detenzione (naturalis possessio): manca lanimus; il soggetto riconosce laltrui possesso ed
esercita la sua disponibilit per conto del suo dante causa.
Sono meri detentori lusufruttuario, il comodatario, il depositario etc.
possesso anomalo: manca lanimus ma c difesa interdittale (interdetto); c quindi una tutela a
difesa del possesso, ma non c possibilit di arrivare ad usucapire .
Sono possessori anomali:
o il creditore pignoratizio
o il sequestratario: soggetto che assume la custodia di una cosa la cui spettanza controversa con
lobbligo di restituirla a chi risulter averne titolo
o il precari sta: soggetto che riceve in graziosa e gratuita concessione un appezzamento di terreno
con lobbligo di restituirlo al concedente non appena questi gli revochi il favore
Oggetto del possesso sono le stesse cose corporali su cui si pu insistere il diritto di propriet; sono quindi da
escludersi le res extra commercium e le persone libere.
Modi di acquisto del possesso:
- acquistando insieme animo et corpore: lanimus deve essere sempre nostro, il corpus pu essere anche
altrui
- occupatio (originario)
- traditio (derivativo)
- tramite sottoposti
Conservazione del possesso: vi sono casi in cui essa avviene solo animo (servo in luogo lontano, servo che
fugge, animale che va e torna)
Modi di estinzione del possesso:
- perdendo insieme animo et corpore nella traditio
- perdendo solo corpore se ad esempio la cosa viene rubata
- perdendo solo animo se si desiste dalla volont di possedere il bene
Esiste un importante divieto di interversione del possesso: il detentore non pu divenire possessore per un
mero mutamento psicologico; occorre lintervento del possessore (es. traditio brevi manu).
VI: Obbligazioni
-Nozioni generali. Cenni sui problemi di origineDistinzione:
diritti assoluti, reali: per la realizzazione dellinteresse implicato richiesta la sola astensione da
ingerenze pregiudizievoli allesercizio del diritto da parte dei restanti consociati
diritti relativi, di obbligazione: per la realizzazione dellinteresse implicato richiesto un preciso
comportamento da parte di un soggetto passivo specificatamente determinato
Definizioni di obligatio:
Paolo: consiste nel costringere un altro nei nostri confronti a dare, fare, prestare qualcosa
ad essa si collega la definizione gaiana dellactio in personam che tutela il creditore: azione che si
esperisce contro qualcuno che ci obbligato in forza di contratto o delitto, ossia quando si pretende il
dare, fare, prestare qualcosa
Giustiniano: vincolo giuridico in forza del quale siamo necessariamente tenuto a un adempimento
alla necessit di adempiere si collega la responsabilit gravante sul debitore
Progenitrici dellobligatio sono:
- vades e praedes: sorta di garanti processuali destinati ad assicurare la comparizione del convenuto e ad
una vasta gamma di prestazioni connesse alla lite; rispondono per un altro
- nexum: atto per rame e bilancia in cui un soggetto (nexus) si pone in condizione paraservile nei confronti
di un altro che gli aveva prestato una somma di denaro; il nexus risponde di persona

sponsio: prima figura di obligatio a evoluzione compiuta; convoglia sul soggetto passivo del rapporto
obbligatorio sia il debito, sia la responsabilit.

-La prestazioneIl contenuto della prestazione pu consistere in un:


dare: trasmissione della propriet o costituzione di altro diritto reale
facere/non facere: compimento di unopera/astensione da un preciso comportamento; pu anche
consistere nella trasmissione del possesso di una cosa
praestare: stare responsabile per..,rispondere di..
La prestazione richiede dei requisiti:
1. possibilit: se la prestazione oggettivamente inattuabile, lobbligazione non sorge; limpossibilit pu
essere di natura fisica o giuridica
2. liceit: se la prestazione vietata o contraria ai boni mores, lobbligazione invalida; pu essere illecito
loggetto dellobbligazione o la causa del negozio
3. determinatezza/determinabilit
4. patrimonialit: la prestazione deve essere suscettibile di valutazione in denaro
-Particolari tipologie di obbligazioniCon riferimento alloggetto, avremo
- obbligazioni alternative: ammettono pi di una possibile prestazione; possiamo avere:
o scelta demandata al debitore: egli si libera eseguendo una delle due prestazioni
se la prestazione si rivela impossibile, lobbligazione si concentra sullaltra
o scelta demandata al creditore: il debitore si libera eseguendo la prestazione scelta dalla controparte
se la prestazione si rivela impossibile per cause non imputabili al debitore, si ricadr sullaltra
prestazione, altrimenti il creditore potr richiedere la stima della prestazione ormai impraticabile
- obbligazioni generiche: la prestazione consiste nel dare una cosa (o pi cose) individuata solo in quanto
alla categoria di appartenenza; essa deve essere almeno di livello medio, e il creditore deve accontentarsi
- obbligazioni specifiche: la prestazione consiste nel dare qualcosa di determinato nella sua identit
Con riferimento ai soggetti, avremo
- obbligazioni solidali: abbiamo una pluralit di creditori/debitori che sono tenuti a riceve/dare per intero,
in solido, la medesima prestazione; possiamo avere:
o solidariet attiva quando vi sono pi creditori e un debitore comune
o solidariet passiva quando vi sono pi debitori e un creditore comune
La solidariet pu essere:
1. solidariet cumulativa (solitamente passiva): ogni debitore pu essere convenuto dal creditore per
lintero con azioni che si sommano
2. solidariet elettiva (attiva o passiva): loggetto visto come uno, perci se attiva, il pagamento
effettuato dal debitore verso uno dei creditori, lo libera anche rispetto agli altri; se passiva, il
pagamento al creditore da parte di uno dei debitori, libera anche tutti gli altri
- obbligazioni parziarie: abbiamo una pluralit di creditori/debitori che sono tenuti a riceve/dare una
quota, e non la prestazione in solido; possiamo avere:
o parziariet attiva quando vi sono pi creditori e un debitore comune
o parziariet passiva quando vi sono pi debitori e un creditore comune
se nulla disposto, in diritto romano si presume la parziariet (oggi invece si presume la solidariet)
Con riferimento a oggetto e soggetti, avremo
- obbligazioni indivisibili: ha rilievo quasi esclusivamente in presenza di pi soggetti, attivi o passivi; in
questo caso la prestazione non pu essere scomposta in prestazioni parziali che mantengano, ciascuna,
valore proporzionale rispetto allintero
Con riferimento agli effetti, avremo
- obbligazioni naturali: sono le obbligazioni contratte dagli schiavi verso terzi o verso il padrone, e
quelle contratte dai sottoposti verso titolare della potest; si tratta di un rapporto sprovvisto di azione,
perci non possibile ottenere giudizialmente quanto spetta in caso di inadempimento, e in caso di
adempimento non possibile ripetere quanto corrisposto.
-Linadempimento e la moraSi ha inadempimento nei casi di:
- rifiuto di adempiere e impossibilit sopravvenuta imputabile al debitore
se limpossibilit non imputabile al debitore, lobbligazione si estingue ed egli liberato
In questi casi, scatta a carico del debitore la responsabilit contrattuale, che pu essere per:

1. dolo: volont in ordine ad un evento


2. colpa: volont in ordine ad una condotta inidonea ad evitare levento; abbiamo diverse gradazioni:
culpa levissima: emerge nella responsabilit extracontrattuale e identifica una minima
negligenza o imprudenza
culpa levis: modellata sulla diligenza delluomo mediamente accorto
culpa in concreto: modellata sulla diligenza che si soliti avere nei propri affari
culpa lata: parametrata su quel minimo di diligenza che si manifesta nellattenersi a quanto
banalmente intuitivo, perci incorre in culpa lata chi non capisce quel che tutti capiscono; essa
viene equiparata al dolo
3. custodia tecnica: corrisponde alla nostra responsabilit oggettiva ed modellata sulla cura propria
delluomo diligentissimo; si sempre responsabili tranne per caso fortuito e forza maggiore
i gradi di responsabilit, possono essere pattiziamente mutatati dai contraenti, sia per laggravamento
che per lattenuazione (mai sotto il dolo)
mora del debitore, ossia il ritardo nella prestazione.
Perch si abbia mora, sono necessari due presupposti:
1. prestazione ancora possibile
2. interesse ancora persistente del creditore
Il debitore pu dirsi in mora:
o quando, nelle obbligazioni aventi ad oggetto un facere o un dare, il creditore avanza la richiesta di
adempimento tramite linterpellatio
o quando vi un termine che non viene rispettato
o quando si tratta si obbligazione da delitto
o quando il debitore non reperibile
La mora del debitore da luogo alla perpetuatio obbligationis, ossia che anche qualora la prestazione
divenga impossibile per causa a lui non imputabile, rimarr legato e sar costretto al risarcimento dei
danni; pu essere per liberato qualora dimostri che la cosa sarebbe ugualmente perita anche nelle mani
del creditore.
possibile che anche il creditore versi in mora, allorch non accetti lofferta della prestazione
proveniente dal debitore; in questo caso, lobbligazione non estinta, per il debitore risponde del
perimento della cosa solo se dovuto a proprio dolo ed ha diritto al rimorso delle spese sostenute per la
conservazione del bene.

-Le fonti delle obbligazioniSi tratta dei fatti giuridici che danno vita al vincolo.
Nel mondo romano, le fonti vengono teorizzate in 3 stadi fondamentali:
1. Istituzioni di Gaio
Operano una bipartizione:
obbligazioni da contratto: abbiamo unaccezione ampia di contratto, in quanto definito da Gaio
come latto lecito generatore di obbligazioni; per questo motivo, vengono fatti rientrare in questa
fonte istituti che seppur non appartenenti ai delitti, non apparterrebbero nemmeno ai contratti (legato
per damnationem e pagamento dellindebito)
obbligazioni da delitto: si presenta come fonte unitaria
oltre a queste, non vi sono altre possibili fonti
2. Res cottidianae di Gaio
Operano una tripartizione:
obbligazioni da contratto: viene abbandonato il concetto lato di contratto, in favore di una nozione
con particolare sottolineatura dellelemento dellaccordo
obbligazioni da delitto
obbligazioni da vari tipi di fonti: entrano in gioco le variae causarum figurae, tipologie di matrici
delle obbligazioni inidonee a essere assunte sia nella categoria del contratto, sia in quella del delitto
il nostro codice (art. 1173 c.c.) segue questa tripartizione, individuando come fonte del vincolo il
contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto previsto dallordinamento
3. Istituzioni di Giustiniano
Operano una quadri partizione, scindendo la categoria delle variae causarum figurae:
obbligazioni da contratto
obbligazioni da delitto
obbligazioni da quasi contratto
obbligazioni da quasi delitto.

-Il contrattoLa nozione di contratto di Gaio non lunica, infatti:


- Labeone (ripreso da Ulpiano) ha elaborato una nozione di contratto marcatamente consensualistica,
definendolo il negozio bilaterale/plurilaterale produttivo di obbligazioni in conformit del volere
espresso dalla parti; si tratta di un sinallagma, un contratto a prestazioni corrispettive
- Sestio Pedio vede come base del contratto lelemento della conventio (accordo); non pu dirsi infatti
contratto produttivo di obbligazioni, il rapporto che non poggi sullaccordo
Nel mondo romano:
le parti non possono trovare tutela ai loro rapporti se questi non sono riconosciuti nellambito dello ius
civile o dello ius gentium; questo perch, abbiamo una tipicit contrattuale forte
oggi invece la tipicit debole, poich previsto che le parti possano concludere contratti che non
siano tra quelli aventi una disciplina particolare, purch siano diretti a realizzare interessi meritevoli
di tutela
La rigidit della tipicit contrattuale viene poi superata, grazie a:
o stipulatio: un contratto verbale che permette di versare al proprio interno qualunque genere di
prestazione, a cui dato apporre elementi accidentali come condizione e termine, e al quale potevano
essere aggiunti dei patti
o contratti innominati
il contratto non idoneo alla costituzione/trasmissione di diritti reali; a questo proposito, sono invece
deputati i negozi della mancipatio, in iure cessio e traditio, che non sono annoverati fra i contratti
il nostro ordinamento attuale uno dei pochi a riconnettere al contratto effetti reali
abbiamo 4 contratti tipici a seconda di come si perfezionano:
1. contratti reali (consenso + consegna)
2. contratti verbali (consenso + pronuncia di parole solenni)
3. contratti letterali (consenso + documento scritto)
4. contratti consensuali (mero consenso)
saranno: -unilaterali se lobbligazione sorge in capo ad una sola parte
-bilaterali se le obbligazioni sorgono in capo ad entrambe le parti (prestazioni corrispettive)
-bilaterali imperfetti se lobbligazione sorge sicuramente in capo ad una parte e solo
eventualmente in capo allaltra
bisogna distinguere tra il termine contratto bilaterale, che allude agli effetti del contratto, e il termine
negozio bilaterale, che invece allude al numero delle parti (nel contratto sono sempre almeno due le
parti, perci i contratti sono sempre negozi bilaterali).

-I contratti realiI contratti reali si perfezionano con la consegna della cosa (datio rei), che permette la trasmissione della
propriet, del possesso o della semplice detenzione, ed vista come il modo in cui il consenso delle parti
prende corpo.
1. Mutuo: contratto reale, unilaterale e a titolo gratuito.
Il mutuante trasferisce al mutuatario la propriet di un determinato quantitativo di cose fungibili, con
lobbligo per chi le riceve di restituirne altrettante del medesimo genere e qualit
- reale perch il mutuante trasferisce la propriet dei beni; per farlo deve esserne il proprietario o
comunque essere da questo delegato, altrimenti lobbligazione non sorge
- unilaterale perch solo il mutuatario risulta obbligato, mentre il mutuante sempre e solo creditore
- gratuito perch il mutuatario riceve un beneficio che non bilanciato ad alcun sacrificio economico
gli interessi non possono essere inglobati nella conventio di mutuo, ma possono essere promessi
con stipulazione, ossia mediante un contratto verbale
- a difesa del mutuo abbiamo:
la condictio certae pecuniae se loggetto una somma di denaro
la condictio certae rei se loggetto un ammontare di cose fungibili
- un particolare tipo di mutuo il fenus nauticum: si tratta del prestito marittimo (in denaro) fatto da
un finanziere ad un esercente il commercio marittimo; in caso di viaggio andato a buon fine, il
mutuante potr richiedere interessi molto alti, ma in caso di naufragio non potr pretendere nulla,
perci molto rischioso
2. Comodato: contratto reale, bilaterale imperfetto e a titolo gratuito.
Il comodante consegna al comodatario una cosa inconsumabile, mobile o immobile, perch chi la riceve
se ne serva secondo le modalit convenute e la restituisca alla scadenza del termine previsto, o
altrimenti a richiesta

reale perch il comodante trasmette la detenzione del bene; poich la propriet non cambia, pu
dare in comodato anche il possessore
- bilaterale imperfetto perch il comodatario sempre obbligato a restituire i beni ricevuti, e in capo
al comodante possono eventualmente sorgere obblighi (rimborso spese per la conservazione e
risarcimento danni arrecati dalla cosa)
- gratuito perch il comodatario riceve un vantaggio senza dover alcun corrispettivo
un corrispettivo in denaro comporterebbe locazione-conduzione, un compenso daltro genere
comporterebbe un sinallagma innominato
- a difesa del comodato abbiamo:
lactio commodati directa, esperibile dal comodante per riottenere la cosa
ad essa si aggiunge poi unactio in ius concepta di buona fede
lactio commodati contraria, esperibile dal comodatario per ottenere il rimborso spese o il
risarcimento danni
- al comodatario, fa capo una rigorosa responsabilit, la custodia tecnica: egli sempre responsabile
per inadempimento salvo il caso fortuito o la forza maggiore.
sempre e comunque responsabile poi, se il suo utilizzo della cosa andato al di l delle modalit
previste
con Giustiniano si parler di exactissima diligentia custodia rei, ponendo cos il beneficiario del
prestito di fronte al pi altro grado della diligenza umana
- un particolare tipo di comodato quello avente ad oggetto cose consumabili: in questo caso per,
esse vengono adibite a una funzione diversa da quella loro peculiare (monete per lo studio del conio)
3. Deposito: contratto reale, bilaterale imperfetto e a titolo gratuito.
Il deponente consegna al depositario una cosa mobile perch gliela custodisca, con lobbligo di
rendergliela alla scadenza o, se un termine non previsto, a richiesta
- reale perch il deponente trasmette la detenzione del bene; poich la propriet non cambia, pu
dare in deposito anche il possessore
- bilaterale imperfetto perch il depositario obbligato a restituire il bene, e in capo al deponente
possono eventualmente sorgere obblighi (rimborso spese e risarcimento danni)
- gratuito perch il deponente riceve un beneficio senza dover alcun compenso al depositario che
inoltre, non pu usare il bene in alcun modo
un corrispettivo in denaro comporterebbe locazione-conduzione, un compenso daltro genere
comporterebbe un sinallagma innominato
- a difesa del deposito abbiamo:
lactio depositi directa, esperibile dal deponente per riottenere la cosa
ad essa si aggiunge poi unactio in ius concepta di buona fede
lactio depositi contraria, esperibile dal depositario per ottenere il rimborso spese o il
risarcimento danni
- al depositario, fa capo la responsabilit per dolo, a cui in seguito viene equiparata la culpa lata
in via pattizia per possibile mutare la responsabilit aggravandola (estensione alla culpa levis,
al caso fortuito e alla forza maggiore)
- particolari tipi di deposito sono:
o deposito necessario: taluno, nel quadro di una calamit, affida a un depositario di fortuna i beni
che nella circostanza riuscito a salvare; la responsabilit dellaffidatario nel doppio del valore
delle cose stesse
o sequestro: ricorre allorch un bene mobile conteso viene consegnato dai litiganti di comune
accordo a una persona di fiducia perch lo custodisca e, a controversia risolta, lo renda a chi di
spettanza; in questo caso il sequestratario non mero detentore ma possessore con difesa
interdittale
o deposito irregolare: il deposito avente ad oggetto una domma di denaro; esso consegnato
con previsione di uso, e quindi trasferito in propriet al depositario, che lo consuma restando
obbligato a restituirne altrettanto
una figura simile al mutuo, ma a differenza di questo presenta unazione di buona fede che
lo difende, la possibilit di patti per la corresponsione di interessi e la facolt per chi deposita
di richiedere in ogni momento la restituzione del denaro
4. Pegno: contratto reale, bilaterale imperfetto.
Loppignorante consegna al pignoratario una cosa a garanzia di un rapporto obbligatorio in cui
questultimo figura come soggetto attivo, con obbligo per il ricevente di restituire il bene una volta che il
credito cos garantito sia estinto; in caso il credito non si estingua, il pignoratario ha la facolt di
vendere il bene e trattenere la somma corrispondente allammontare del credito
-

reale perch loppignorante trasmette il possesso del bene; in questo caso il pignoratario, ha sul
bene una difesa interdittale
- bilaterale imperfetto perch il pignoratario obbligato a restituire il bene, e in capo
alloppignorante possono eventualmente sorgere obblighi (rimborso spese e risarcimento danni)
- a difesa del pegno abbiamo:
lactio pigneraticia directa, esperibile dalloppignorante per riottenere la cosa
lactio pigneraticia contraria, esperibile dal pignoratario per ottenere il rimborso spese o il
risarcimento danni
- al pignoratario, che non pu servirsi in alcun modo del bene, fa capo la responsabilit talora per
colpa, talora per custodia tecnica
Precedente storico di deposito e pegno la fiducia; lo scopo fiduciario si realizza mediante un patto che
imprime una specifica funzione causale a un negozio solenne traslativo (mancipatio/in iure cessio), cos da
rendere temporaneo o eventuale il persistere della propriet in capo al fiduciario.
In forza del patto questultimo tenuto a ritrasferire il bene al fiduciante a richiesta o a debito estinto:
fiducia cum amico se fatta a scopo di deposito o comodato
fiducia cum creditore se fatta a scopo di pegno
A tutela della fiducia abbiamo unazione personale pretoria di buona fede diretta o contraria a seconda che ad
esperirla sia il fiduciante o il fiduciario.

-I contratti verbaliI contratti verbali si perfezionano mediante la pronuncia di parole solenni idonee a dare vita al vincolo
1. Stipulazione: contratto verbale, unilaterale, formale e astratto.
Lo stipulante (futuro creditore) pone in essere una domanda al promittente (futuro debitore), il quale
rispondendo si obbliga alla prestazione
- verbale perch attuato secondo lo schema tipico di domanda-risposta
le parti devono essere presenti
domanda e risposta devono essere contestuali (unitas actus)
le parti devono poter udire, parlare e comprendere la lingua adibita; sono perci esclusi gli
infanti, i sordi e i muti (la loro eventuale stipulazione risulterebbe nulla)
eccezione: vi sono due casi in cui lobbligazione sorge uno loquente, ossia in virt di parole
proferite dal solo debitore senza che gli sia fatta alcuna domanda:
1. dotis dictio: modo di costituzione della dote
2. promissio iurata liberti: giuramento con cui lo schiavo manomesso promette servigi al patrono
- unilaterale perch solo il promittente obbligato ad eseguire la prestazione; questa, pu avere
qualsiasi contenuto, poich nel negozio possibile riversare qualunque assetto di interessi
- formale perch vengono pronunciate parole solenni: il verbo utilizzato spondere secondo lantica
formula di diritto civile praticabile dai soli romani (Spondes? Spondeo); in seguito con lavvento di
nuovi schemi verbali, anche in greco, la stipulazione viene aperta agli stranieri
- astratto perch la causa latente, non si manifesta
- a difesa della stipulazione abbiamo:
lactio ex stipulatu certi se la prestazione ha ad oggetto un dare cose determinate
lactio ex stipulatu incerti se la prestazione ha ad oggetto un dare cose indeterminate o un facere
- molto utilizzato il documento scritto con valore probatorio che attesta lavvenuta stipulazione
- particolare tipo di stipulazione la stipulazione penale: con questo contratto ci si obbliga a pagare
una somma di denaro in caso di inadempimento dellobbligazione convenuta; lammontare della
responsabilit si conviene fin dallinizio
questo tipo di stipulazione viene utilizzato per aggirare il divieto di stipulare a favore di terzi
(es. Se non darai a Caio lo schiavo Stico, prometti di dare a me cento?)
In et post-classica si ha con lImperatore Leone la deformalizzazione della stipulatio potendo essa
essere compiuta con lutilizzo di qualunque parola (quibus cunque verbis); a questo punto la stipulatio
diventa una sorta di contratto consensuale che si differenzia da quelli tipici solo per la contestuale
presenza dei soggetti che le danno vita.

-I contratti letteraliI contratti letterali si perfezionano mediante la redazione di uno scritto


in ambito familiare, si soliti tenere un registro delle partite contabili in entrata e in uscita; quando
vengono segnate, nella colonna delle uscite, somme non ancora erogate (perci fittizie), si hanno
obbligazioni letterali
1. Crediti trascritti: utilizzati dai romani
-

da cosa in persona, a re in personam:


Il creditore di una somma di denaro, daccordo col debitore, registra nelle entrate quanto dovutogli
come se avesse incassato;contemporaneamente segna la stessa somma nelle uscite, come se lavesse
data al debitore in forza di una diversa fonte (compravendita, locazione-conduzione, societ)
detta operazione, ha lo scopo di trasfondere in una obbligazione letterale un precedente vincolo di
natura consensuale
- da persona a persona, a persona in personam:
Il creditore, delegato dal debitore daccordo con un terzo, registra nelle entrate la somma che gli
dovuta come se lavesse incassata; contemporaneamente segna la stessa domma nelle uscite, come
se lavesse data al terzo
detta operazione, ha lo scopo di far nascere unobbligazione nei confronti del terzo e di estinguere
quella esistente nei confronti del debitore
A partire dalla tarda et classica, i crediti trascritti non sono pi praticati e vengono eliminati dai testi
2. Chirografi e Singrafi: utilizzati dagli stranieri; in particolare le singrafi sono generatrici di obbligazioni
e perci documenti con valore costitutivo:
Sono documenti firmati da entrambe le parti e conservati in duplice esemplare; i contraenti sono
daccordo che sorga tra loro un rapporto negoziale sul fondamento di una causa non effettiva.

-I contratti consensualiI contratti consensuali si perfezionano attraverso laccordo delle parti liberamente manifestato; la sola
manifestazione della conventio quindi sufficiente a generare obbligazioni
1. Compravendita: contratto consensuale, bilaterale e di buona fede.
precedente storico la mancipatio originaria vista come compravendita a contanti: scambio cosa-
metallo con immediato passaggio di propriet; la compravendita se ne distacca in quanto ha effetti
meramente obbligatori e non trasmette la propriet.
Il venditore si obbliga nei confronti del compratore a trasmettere il pacifico possesso di una cosa,
garantendo per levizione e per i vizi occulti della stessa; laltra, in ragione di ci, si obbliga a
trasmettere la propriet del denaro che costituisce il prezzo
- elementi della compravendita, sono:
conventio: accordo sul prezzo; una volta accordato la compravendita operativa
merx: cosa compravenduta; pu essere della pi varia natura purch in commercio:
o bene corporale o bene incorporale (compresi eredit, servit da costituirsi etc.)
o cosa futura: emptio rei speratae (cosa sperata, come il figlio che deve ancora nascere), il
fatto che la cosa venga ad esistere o entri nella disponibilit del venditore funzione come una
condizione sospensiva; emptio spei (speranza, come una battuta di pesca), il compratore si
obbliga a pagare anche qualora lesito sia nullo
trasmettendosi soltanto il pacifico possesso, il venditore pu anche non essere proprietario
pretium: il prezzo della merce deve essere certo e deve consistere in denaro contante; a questo
proposito Sabiniani e Proculiani discutono: per i primi era possibile uno scambio cosa con
cosa, mentre per i secondi no, in quanto si sarebbe avuta una permuta e non si sarebbero potuti
distinguere compratore e venditore (teoria prevalente)
non invece necessario che il prezzo sia equo; tuttavia il contratto pu essere rescisso se un
immobile venduto ad un prezzo inferiore alla met del suo valore di stima
- a difesa della compravendita abbiamo due azioni di buona fede:
lactio venditi, esperibile dal venditore
lactio empti, esperibile dal compratore
- il contratto bilaterale poich su entrambe le parti gravano degli obblighi:
venditore:
o trasmissione del possesso
o garanzia per evizione: corresponsione del doppio del prezzo
prima si utilizzava una stipulatio duplae, poi la copertura del rischio di evizione
confluisce nellactio empti diventando un elemento naturale del contratto
o garanzia per i vizi occulti (nascosti): restituzione del prezzo o del sovrappi
prima si avevano lactio redhibitoria per ripristinare la situazione iniziale, e lactio quanti
minoris per ottenere una riduzione del prezzo, ma poi confluiscono nellactio empti
compratore: pagamento del prezzo; dobbligo anche se la cosa perita, purch senza dolo o
colpa del venditore
- al contratto possono essere aggiunti dei patti:
-

1. lex commissoria: il venditore pu ottenere la risoluzione del contratto se il prezzo non gli viene
pagato entro il termine
2. vendita a prova: il compratore pu verificare la merce e se non la gradisce inficiare il contratto
3. in diem addictio: il venditore pu risolvere il contratto se, entro un termine, gli perviene
unofferta pi vantaggiosa
4. prelazione: il compratore, qualora intenda vendere la cosa, tenuto a offrirla in prima battuta al
venditore
- le eventuali arrae (caparre), possono assumere diverse configurazioni:
prova della conclusione del contratto: il compratore d la caparra che gli viene poi dedotta al
momento del pagamento (funzione anche di garanzia)
penale per il recesso: se il compratore non esegue la prestazione una volta data la caparra, la
perde a vantaggio del venditore
2. Locazione conduzione: contratto consensuale, bilaterale.
molto simile alla compravendita, ma tra i due contratti vi una differenza di fondo: la
compravendita postula una attribuzione onerosa definitiva, mentre la locazione-conduzione prevede
una fruizione solo temporanea di risorse altrui.
Nel mondo romano si parla in generale di locat-rem, sulla base della quale stata fatta una tripartizione:
- di cosa, locatio conductio rei: bene materiale inconsumabile di cui si ottiene la disponibilit
Il locatore si obbliga a porre nella disponibilit del conduttore una cosa affinch questi la usi nella
direzione e per il periodo di tempo stabiliti; il conduttore, in ragione di ci, si obbliga a
corrispondere una mercede e a restituire la cosa alla scadenza
il conduttore ha la mera detenzione del bene ed obbligato a pagare la mercede in denaro
il locatore sta garante per il normale e pacifico godimento della cosa: se il bene viene evitto o
presenta vizi, il conduttore pu agire con lactio conducti al fine di ottenere il risarcimento danni
il rapporto si estingue per lo scadere del termine o per il recesso di una delle parti; non
estinguendosi per morte, si trasmette agli eredi
Papiniano prevede che laffittuario di un fondo rustico, se il raccolto mancato per eventi
straordinari, pu ottenere che la mercede gli sia rimessa (come se il locatore gli avesse
consegnato una cosa inidonea); tuttavia, per ragioni di equit, se lannata seguente risulta
generosa, il conduttore deve corrispondere anche il canone dellanno prima
nel caso in cui il conduttore abbandoni limmobile, senza motivo e prima che il termine sia
scaduto, egli tenuto alla corresponsione integrale dei canoni
dopera, locatio conductio operis: opera tecnica svolta da altri sopra una cosa propria
Il conduttore deve eseguire lopera secondo i canoni tecnici dellarte implicata, e a conseguire entro
il termine il risultato pattuito: solo in tal caso pu esigere la mercede
il locatore beneficia dellopera tecnica dellaltro contraente ed obbligato a pagare la mercede
sul conduttore grava la responsabilit per custodia tecnica
il rapporto si estingue con la morte del conduttore
la conventio con un orefice che lo impegna, dietro corrispettivo, a fabbricare con oro proprio
anelli di un certo peso integra locazione-conduzione; se loro invece fornito dal committente, si
tratter di compravendita
- dopere, locatio conductio operarum: attivit lavorativa subordinata a tempo, fornita da altri
Il locatore deve prestare il lavoro promesso per tutto il periodo stabilito; per farlo, si presuppone
essere un soggetto libero
il conduttore beneficia dellattivit lavorativa svolta dallaltro contraente, ed obbligato a pagare
un corrispettivo per la fatica profusa
il rapporto si estingue con la morte del locatore
se il locatore non libero ma uno schiavo, sar la sua stessa persona ad essere oggetto di
locazione e si tratter quindi di locatio conductio rei (lo schiavo una res)
3. Societ: contratto consensuale, bilaterale (o plurilaterale) e di buona fede.
precedente storico il consortium ercto non cito (consorzio da propriet non divisa): qui i
compartecipi, siano i coeredi del capofamiglia defunto o estranei, ascrivono ad un patrimonio comune
qualunque acquisto da loro compiuto; il rapporto di societ esperibile sia da romani che stranieri, e i
due istituti convivono per un certo periodo di tempo
Contratto con cui due o pi soggetti, in vista di un vantaggio patrimoniale comune, si vincolano a
conferire beni o energie, nonch a ripartire tra loro utili e perdite secondo i canoni concordati
- consensuale perch richiede il consenso di tutti di compartecipi; questo, in particolare, deve essere
continuativo e perdurare affinch la societ si mantenga in vita
-

bilaterale (o plurilaterale) perch ogni socio obbligato a conferire beni ed energie alla societ
caratteristica della societas lassenza di personalit giuridica cui segue lirrilevanza esterna del
rapporto sociale (no debito/credito della societ ma debito/credito dei soci)
Ulpiano dice: il socio del mio socio non mio socio e spiega che se un soggetto stringe una
societ con Tizio e una diversa con Caio, Tizio e Caio tra loro non saranno soci
- esistono diversi tipi di societ:
1. di tutti i beni, societas omnium bonorum (carattere universale): i compartecipi conferiscono
tutte le loro sostanze e tutti gli acquisti conseguiti a qualunque titolo
2. per un determinato affare, societas unius alicuius negotii (carattere particolare): presenta
quote sociali in cose o in attivit specifiche ed tesa al raggiungimento di un fine utile ai soci di
natura commerciale o di altro genere
3. di tutto il guadagno, societas universalis quaestus (caratteri delle altre due): la societ assorbe
ogni utile derivante da attivit economiche, ma non le risorse di fortuna che restano quindi
appannaggio esclusivo del beneficiario
- a difesa dei soci abbiamo lactio pro socio
- per la ripartizione di profitti e perdite ci si regola in base allaccordo sociale; Servio Sulpicio dice:
se sono stabilite solo le parti del lucro, quelle del danno sono ad esse rapportate, e viceversa
se nulla fissato, la divisione si fa in quote eguali
ammissibile il caso del socio dopera, il quale per limportanza dellattivit che svolge,
partecipe dei guadagni ma non delle perdite
non ammissibile il caso della societas leonina, nella quale un soggetto partecipe delle perdite
ma non dei guadagni
- la responsabilit che fa capo ai soci quella per culpa in concreto, parametrata sulla diligenza che si
soliti avere nelle cose proprie
prima di Giustiniano forse la responsabilit era per dolo
- la societ si estingue:
per lo scadere del termine, se previsto
per il conseguimento del fine cui tendeva o per limpossibilit di raggiungerlo
per recesso unilaterale o, solo nella societ di tutti i beni, per recesso doloso
per morte (salvo patto di non scioglimento)
per capitis deminutiones maggiori
per confisca o vendita in blocco dei beni
per esperimento dellactio pro socio
4. Mandato: contratto consensuale, bilaterale imperfetto e a titolo gratuito.
Su incarico del mandante, il mandatario si obbliga gratuitamente a far qualcosa (affare di vario genere)
- bilaterale imperfetto perch il mandatario ha lobbligo di eseguire lincarico e trasmettere il
risultato conseguito, e in capo al mandate possono eventualmente insorgere obblighi (rifondere le
spese e risarcire i danni implicati dallopera affidata); anche se lobbligo del mandante puramente
eventuale, di solito ricorre sempre
- gratuito perch non prevede alcun compenso in favore del mandatario
un corrispettivo in denaro comporterebbe locazione-conduzione, un compenso daltro genere
comporterebbe un sinallagma innominato
- il mandatario opera nel campo della rappresentanza indiretta, dovendo trasferire al mandante le
situazioni giuridiche soggettive conseguite
- la responsabilit in capo al mandatario sia per dolo che per colpa, perci egli ha lobbligo di
eseguire lincarico con diligenza senza esorbitare dai limiti del mandato ( vincolato entro i limiti
della somma minore)
- linteresse che determina la conclusione pu essere:
1. del mandante, mandatum mea gratia
2. del mandante e di un terzo, mandatum mea et aliena gratia
3. del mandante e del mandatario, mandatum mea et tua gratia
4. del mandatario e di un terzo, mandatum tua et aliena gratia
non invece possibile il mandato nellinteresse esclusivo del mandatario, mandatum tua gratia,
poich questo considerato solo un mero consiglio inidoneo a generare obbligazioni
- a difesa del mandato abbiamo due azioni di buona fede:
lactio mandati directa
lactio mandati contraria
- il rapporto si estingue per revoca o rinuncia del mandato, per morte e per capitis deminutiones
maggiori
-

Mandato e negotiorum gestio sono simili, poich in entrambe lattivit gestoria posta in essere dal non
titolare; la differenza sta nel fatto che nel primo vi un incarico, mentre nella seconda lattivit svolta
spontaneamente.

-I contratti innominatiLespressione contratti innominati sta ad indicare una categoria di conventiones sinallagmatiche (accordi
a prestazioni corrispettive) estranee al novero dei contratti tipici ma comunque tutelate da actiones.
per essere definiti tali, devono ricorrere due presupposti:
- presenza di prestazioni corrispettive che trovano giustificazione luna nellaltra
possono consiste in un dare o in un facere, e non necessario che siano omogenee
- esecuzione di una delle due prestazioni; se nessuna prestazione intercorsa, non vi modo da
parte di uno di ottenere che laltro dia o faccia quel che gli compete
a tutela dei contratti innominati, abbiamo:
- per la reintegrazione/ripetizione:
o la condictio ob rem dati re non secuta: esperibile in caso di dare ed tesa alla ripetizione di
quanto corrisposto da parte della controparte
o lactio doli: esperibile in caso di facere ed tesa al risarcimento dei danni
- per ladempimento:
o lactio praescriptis verbis: mira ad ottenere ladempimento della prestazione non eseguita;
esperirla non elimina la possibilit di chiedere la ripetizione con la condictio ma elimina invece
quella di richiedere il risarcimento con lactio doli
i contratti innominati con un nome, sono:
1. permuta: scambio di cosa con cosa (do ut des)
i Sabiniani hanno tentato di farla confluire nellorbita della compravendita, in quanto molto simili
2. contratto estimatorio: contratto in forza del quale un soggetto consegna ad un altro una cosa
stimata per un certo valore affinch questi gliela venda e gli corrisponda quanto ottenuto (o gli ridia
la cosa se non riesce a venderla)
non molto dissimile dal mandato a vendere
3. transazione: in diritto giustinianeo si configura come un contratto con cui le parti, facendosi
concessioni reciproche, pongono termine ad una controversia o eliminano la possibilit che la stessa
sorga.
-I pattiSi tratta di accordi, permeati dallelemento della fides, che incidono sulle modalit del vincolo generato
da un contratto; non sono quindi di per s generatori di obbligazioni.
Il pretore riconosce e tutela i patti attraverso ledictum de pactis e c chi ipotizza che dallinsieme dei patti
tutelati, alcuni si siano staccati diventando veri e propri contratti.
Le tipologie di patto si distinguono in base al contratto cui accedono e al momento in cui sono conclusi:
patti aggiunti a contratti di buona fede
- in continenti, ossia aggiunti contestualmente:
o valgono a plasmare il contenuto del contratto
o sono tutelati dalla medesima actio specifica
o possono porsi a vantaggio sia del creditore che del debitore
- ex intervallo, ossia aggiunti in tempo successivo:
o costituiscono un accordo distinto dal contratto
o sono generatori di sola exceptio
o possono porsi a vantaggio del solo debitore
patti aggiunti a contratti di stretto diritto (es. stipulazione)
- in continenti, ossia aggiunti contestualmente:
o costituiscono un accordo distinto dal contratto
o sono generatori di sola exceptio
o possono porsi a vantaggio del solo debitore
- ex intervallo, ossia aggiunti in tempo successivo:
o costituiscono un accordo distinto dal contratto
o sono generatori di sola exceptio
o possono porsi a vantaggio del solo debitore
In et post-classica la situazione muta: grazie alla fusione fra diritto civile e onorario e grazie alla
deformalizzazione della stipulazione; entrano perci a far parte dei patti:

patti pretori: sono conventiones gi tutelate dal pretore con actiones in factum ma rimaste sempre
fuori dalla sfera civilistica; la loro configurazione simile a quella dei contratti ma restano esclusi sia dal
novero di quelli tipici che da quelli innominati
- constitutum debiti proprii (conferma di un debito proprio): il soggetto passivo di una obbligazione,
assicura pattiziamente il creditore che il debito sar pagato entro il termine
- constitutum debiti alieni (conferma di un debito altrui): un terzo si impegna in ordine alla
corresponsione al creditore del dovuto
- receptum argentarii (assunzione di impegni/responsabilit): un banchiere assicura al creditore di un
proprio cliente il pagamento di un debito gravante su questultimo, facendosene carico di persona o
procurando lintervento di un terzo
abolito da Giustiniano
- receptum nautarum, cauponum, stabulariorum: lesercente di una nave, un albergo o uno
stallaggio, si rende garante per danneggiamento o furto di cose poste da trasportati, ospiti o avventori
nellambito logistico di sua competenza
- receptum arbitri: il soggetto scelto di comune accordo dai contraenti per dirimere una controversia
che li vede coinvolti si obbliga a pronunciare la decisione richiesta
patti legittimi: sono accordi riconosciuti e tutelati mediante actio da costituzioni imperiali
- compromissum: due o pi litiganti si accordano per deferire a un arbitro la risoluzione di un
vertenza, che si impegnano a rispettare
- pactum dotis: consiste nella convenzione informale di costituire la dote
- pactum donationis: si concreta nellimpegno di trasferire un bene a titolo di liberalit: esso fa
nascere in capo al promittente lobbligazione di compiere la traditio.
-I quasi contrattiSi tratta di diversi fatti o atti giuridici idonei a generare obbligazioni ma che non risultano assimilabili al
contratto per lassenza dellelemento della consensualit.
1. Gestione di affari altrui, negotiorum gestio
Il gestore si assume spontaneamente la gestione di uno o pi affari (attivit materiali/compimento di atti
o negozi giuridici) del gerito, nel suo interesse
- la gestione deve essere:
spontanea
inizialmente utile (utiliter coeptum)
non mai utile se vi lespressa proibizione del titolare
- il gestore tenuto a condurre a termine lattivit e a far conseguire al titolare i risultati, mentre il
gerito tenuto ad assumere nella propria sfera i risultati conseguiti dal gestore e a sollevarlo dalle
spese e dagli obblighi assunti
- la responsabilit in capo al gestore varia dalla colpa al dolo o alla culpa lata
Giustiniano fissa il parametro dellexactissima diligentia
- a tutela della gestione di affari altrui, abbiamo:
lactio negotiorum gestorum directa, esperibile dal titolare contro il gestore
l actio negotiorum gestorum contraria, esperibile dal gestore contro il gerito
2. Pagamento dellindebito, indebiti solutio
Chi, ritenuto erroneamente creditore, riceve dal presunto debitore una somma di denaro o unaltra cosa
obbligato a restituirla
- chi riceve il pagamento non dovuto si trova in una situazione di arricchimento ingiustificato, ed
quindi obbligato a restituirlo
- il creditore deve essere in buona fede, altrimenti si ricade nel furto
- a tutela del pagamento dellindebito, abbiamo:
la condictio indebiti, esperibile dallautore del pagamento per ottenere la ripetizione dello stesso
la condictio ob rem dati re non secuti, esperibile contro il soggetto che, dopo la datio, non ha
eseguito la controprestazione
la condictio sine causa, esperibile se il fine a cui tendeva la datio risulta irrealizzabile
la condictio ob turpem causam, esperibile se la datio persegue un comportamento immorale
la condictio ob iniustam causam, esperibile per privare taluno si un acquisto fatto senza titolo
Vi sono poi altri quasi contratti come il legato obbligatorio, la tutela e la comunione incidentale; nel diritto
tardo classico sono considerate generatrici di obbligazioni anche due promesse unilaterali:
- Pollicitatio: la promessa rivolta ad una citt dallaspirante ad una carica; questi promette in genere la
costruzione di un monumento
- Votum: la promessa a una divinit; per il suo adempimento possono agire i sacerdoti del dio
nel mondo romano queste due figure non sono inserite nei quasi contratti.

-I delitti. GeneralitGli illeciti si distinguono in:


- crimini (illeciti pubblici): sono quelli che ledono un interesse pubblico
- delitti (illeciti privati): sono quelli che ledono un interesse privato altrui
la responsabilit per delitto comporta una pena pecuniaria per reintegrare il patrimonio delloffeso
e delitti privati sono tipici; Gaio ne propone quattro :
1. furto
2. rapina
3. danneggiamento
4. ingiuria
questi delitti sono di ius civile poich fanno riferimento ad una obligatio; quelli di creazione
pretoria vanno considerati quasi delitti perch fanno riferimento ad un teneri, un essere tenuti in
forza dellazione commessa

a tutela dellillecito ex delicto abbiamo:


- le azioni penali (civili o pretorie), se mirano alla reintegrazione; queste sono caratterizzate da:
o intrasmissibilit: non possono essere fatte valere contro gli eredi del reo perch solo chi
commette il delitto direttamente responsabile
diverso il caso del danneggiamento, dove lazione attivamente trasmissibile
o cumulativit: il cumulo delle azioni di regola possibile quando accanto allazione penale
vi sia unazione reipersecutoria; tra due azioni penali nascenti dallo stesso fatto, il criterio
pu essere del cumulo o dellalternativa
o nossalit: viene in considerazione allorch il delitto compiuto da persona soggetta a
potest (e anche nel caso di danno da animale); lavente potest per sottrarsi da ogni
responsabilit pu consegnare alloffeso il servo o il figlio responsabile
possibile solo se lavente potest non al corrente del delitto
o durata: le azioni penali civili sono perpetue, quelle pretorie decano se non esperite entro
lanno
- le azioni miste, se mirano alla reintegrazione cumulata allirrogazione di una pena
Per certi aspetti, la concezione dellillecito si presenta come unitaria, tanto che alcuni delitti possono
presentare anche pene pubbliche.

-Il furtoLa definizione di furto stata data da Paolo:


Appropriazione fraudolenta di una cosa per trarre vantaggio dalla stessa, dal suo uso o dal suo possesso
- elemento soggettivo il dolo generico, ossia lintenzione fraudolenta di causare levento, accompagnato
dal dolo specifico, ossia la volont dellevento allo scopo di trarne un profitto
- elemento oggettivo la contrectatio (appropriazione): il termine usato in senso ampio, infatti non
sempre necessaria la sottrazione, lo spossessamento; possiamo avere:
furto di cosa: sottrazione
furto duso: furto compiuto da chi la disponibilit della cosa
es. il depositario che si serve della cosa
furto di possesso: furto commesso dal proprietario della cosa
es. il proprietario sottrae la cosa data in pegno al creditore
- al proprietario della cosa rubata, spettano:
unazione esclusivamente penale (azione civile = durata perpetua):
1. lactio furti manifesti, esperibile contro il ladro colto sul fatto; sul ladro manifesto ricade la
pena del quadruplo del valore della cosa rubata
2. lactio furti non manifesti, esperibile contro chi consapevolmente riceve o nasconde una cosa
rubata; sul ladro non manifesto ricade la pena del doppio del valore della cosa rubata
rispondono di furto anche il ricettatore e il complice
dei mezzi, in aggiunta allactio furti, per la restituzione patrimoniale (azioni reipersecutorie):
1. lazione di rivendica (azione reale)
2. la condictio ex causa furtiva (azione personale), esperibile per riottenere dal ladro la cosa
utile quando la cosa non pi in possesso del ladro o perita.

-La rapina-
La definizione della rapina deriva da quella di furto:

Furto qualificato caratterizzato dalla violenza del rapinatore


- il rapinatore pi di un ladro: Gaio dice che si tratta di un ladro malvagio
- per la rapina spetta unazione mista (azione pretoria = esperibile entro lanno), volta al quadruplo del
valore della cosa rapinata:
funzione risarcitoria per un quarto (semplice valore della cosa)
funzione penale per tre quarti
la pena come quella per il ladro manifesto, ma la condizione del rapinatore pi favorevole
poich lazione valida entro lanno, dopodich possibile ricorrere ad unazione nel semplice valore
della cosa; questo toglie utilit allazione per rapina dopo lanno vista la possibilit di agire con
lazione per furto non manifesto nel doppio.

-Il danneggiamentoIl danneggiamento trova i suoi precedenti storici in due leggi:


1. la legge delle XII tavole:
Vengono sanzionati:
il taglio di alberi altrui
il pascolo abusivo su fondo altrui
il danneggiamento causato dallanimale: viene concessa lactio de pauperie, che comporta una
responsabilit oggettiva del padrone per il danno arrecato dallanimale; egli pu per liberarsi
consegnando lanimale alloffeso (come il capofamiglia per i delitti dei figli o degli schiavi)
questa actio menzionata anche da Giustiniano
2. la lex Aquilia de damno:
Il provvedimento composto di 3 capi, di cui il secondo gi ai tempi dei romani cade in disuso.
I capo:
Chi abbia ucciso ingiustamente uno schiavo altrui o un quadrupede capo di bestiame, corrisponda al
padrone una somma corrispondente al maggior valore che loggetto ebbe nellultimo anno
la norma ha ad oggetto uno schiavo o un animale da bestiame (ovini, bovini, cammelli etc.)
loffeso ha diritto alla reintegrazione patrimoniale nel maggior valore dello schiavo/animale, perci
la sanzione ha funzione tanto risarcitoria quanto penale (uno schiavo di scarso valore verr stimato
molto di pi se si guarda indietro fino ad un anno)
Giustiniano dice che c unazione mista: reipersecutoria perch reintegra il patrimonio del
danneggiato, penale perch realizza una sanzione
III capo:
Chi abbia arrecato danno a cose, al di fuori delluccisione di schiavi o bestiame, perch bruciate,
infrante o rotte ingiustamente, sia condannato a dare al proprietario il valore di quelle cose negli ultimi
trenta giorni
la norma ha ad oggetto tutti gli altri casi al di fuori di quelli ricompresi nel I capo
i verbi urere, frangere e rumpere vincolano la norma a condotte tipiche; grazie allinterpretazione
estensiva di rumpere, rientra nella previsione della legge ogni comportamento che ha come
conseguenza il danneggiamento della cosa
non si guarda alle modalit, si guarda al risultato
con Sabino, anche se la norma menziona il solo valore, si fa riferimento al maggior valore delle
cose negli ultimi trenta giorni, in parallelismo con il I capo
In generale la legge Aquilia:
- specifica che il comportamento dellagente deve avvenire iniuria, ossia ingiustamente: questo
termine, se inizialmente esprime la sola antigiuridicit del comportamento e quindi al collegamento
tra condotta e danno (elemento oggettivo), ben presto viene riferito allimputabilit dellagente in
conseguenza al suo atteggiamento psicologico (elemento soggettivo); da una parte abbiamo il dolo,
ossia la volont in ordine allevento, dallaltra la colpa, ossia la volont in ordine ad una condotta
inidonea ad evitare levento (Ulpiano dir che si parla di culpa levissima)
- il danno sanzionabile se arrecato corpore corpori (col corpo al corpo), ossia se causato
direttamente dallagente con la usa attivit fisica (corpore) e arrecato direttamente allintegrit della
cosa (corpori); la giurisdizione pretoria interviene per gli altri casi:
o se vi assenza di contatto fisico (danno non corpore), concessa lazione utile
o se vi assenza di lesione fisica (danno non corpori), concessa lactio in factum
- la nozione di danno deve aderire alla funzione di reintegrazione patrimoniale, perci
linterpretazione permette al danno di andare al di l dello stretto valore della cosa; non si risponde
solo per il danno emergente (ho ucciso lo schiavo), ma anche per il lucro cessante (ho danneggiato
linteresse del padrone alla sua integrit)

Il danneggiamento, nel quadro finale, appare molto diverso: si tratta ancora di un delitto e lazione ha
caratteri penali (massimo valore), ma il fine perseguito la reintegrazione patrimoniale; esso ha ancora per
oggetto una pena, ma finalizzata al risarcimento.
con Giustiniano consentita lutilizzazione dellactio legis Aquiliae (diretta, utile e in factum) ad ogni
ipotesi di danno extracontrattuale.

-Le ingiurieLe ingiurie trovano la loro identificazione come delitto prima nelle XII tavole poi negli interventi pretori:
1. legge delle XII tavole: suddivisa in tre disposizioni funzionali allintegrit fisica del soggetto passivo
asportazione/provocata inutilizzabilit di un arto o di un organo
prevista la pena del taglione
frattura di un osso
prevista una pena pecuniaria fissa
altre offese non produttive di conseguenze permanenti
prevista una pena pecuniaria fissa
2. intervento del pretore: volto a ridisegnare un sistema che ha ormai superato il criterio delle pene fisse
viene introdotta lazione di stima delle ingiurie, che consente al giudice di stabilire una sanzione
patrimoniale giusta e opportuna in base allentit delloffesa
viene introdotta la tutela della sfera morale attraverso una serie di previsioni edittali; sono
sanzionabili:
o il convicium, ossia loffesa verbale arrecata a pi voci (insulto)
o ladtemplata pudicitia, ossia loffesa al pudore di una madre o di giovani
o linfamatio, ossia la diffamazione con parole o scritti
lingiuria appartiene al novero dei delitti civili
3. insieme a questi, contribuisce poi una legge Cornelia che reprime pubblicamente le percosse, le
fustigazioni e la violenta violazione di domicilio; in questi casi data una specifica azione per una pena
pecuniaria
con la pubblicizzazione della repressione dellingiuria, sia apre il concorso fra delitto civile e delitto
pubblico; nel tardo classico possibile agire o in penale o in civile
Con Giustiniano, possibile scegliere: se si agisce in penale si persegue una pena pubblica ad arbitrio del
magistrato, se si agisce in civile si persegue una pena pecuniaria.
Lazione per ingiurie tra tutte la pi legata allidea di vendetta (Giustiniano non la menziona n fra le azioni
penali n fra quelle miste).
-Le garanzie personali delle obbligazioni- (le garanzie reali sono fiducia, pegno ed ipoteca)
Si tratta di vincoli obbligatori che, legando al creditore altri soggetti, gli offrono una pi ampia
possibilit di agire per la soddisfazione del proprio diritto; abbiamo:
1. sponsio
- pu garantire solo obbligazioni verbali
- aperta ai soli cittadini romani
- si tratta di una promessa di propria prestazione identica a quella principale (idem)
2. fidepromissio
- pu garantire solo obbligazioni verbali
- aperta a cittadini e stranieri
- si tratta di una promessa di propria prestazione identica a quella principale (idem)
3. fideiussio
- pu garantire ogni sorta di obbligazione
- si tratta di una assunzione di responsabilit in caso di inadempimento del debitore principale; il
debito del fideiussore si trasmette agli eredi
- non si promette lidem ma un equivalente (id); possibile garantire anche un dare/facere infungibile
perch si pu sempre corrispondere un equivalente in denaro
in et postclassica lunica che sopravvive
Le garanzie sono:
obbligazioni solidali passive perch debitore e garante si trovano sullo stesso piano e il creditore pu
convenire il debitore tanto quanto il garante; tuttavia:
o sponsio e fidepromissio: con lex Furia de sponsu si prevede che i garanti vengano liberati dopo 2
anni e che il creditore, se i garanti sono pi di uno, possa richiedere a ciascuno soltanto la sua parte

o fideiussio: con il beneficium divisionis di Adriano, si prevede che il creditore possa chiedere a
ciascun fideiussore idoneo solo la sua quota, mentre con il beneficium excussionis di Giustiniano si
stabilisce che il creditore debba rivolgersi in prima al debitore principale, e solo dopo al garante
Nel caso in cui il garante adempia, gli concesso il regresso verso il primo obbligato; inizialmente non
era cos, ma poi si conclude che nel caso in cui il debitore principale sappia, si configura un mandato,
mentre nellipotesi in cui non sappia, si configura una gestione di affari
obbligazioni accessorie perch accedono ad una obbligazione principale; Werner Flume studia
laccessoriet e dice che:
-sponsio e fidepromissio sono valide anche se lobbligazione principale viene meno
-fideiussio viene meno insieme allobbligazione principale in quanto accede al rapporto giuridico
Altre forme di garanzia personale sono:
1. constitutum debiti alieni
2. mandato di credito o mandato qualificato: Gaio dice che se Tizio d incarico a Caio di concedere cento
a muto a Sempronio, si realizza un mandato tuo et aliena gratia, poich nellinteresse di Caio e di
Sempronio; la funzione di garanzia si realizza poich se il mutuatario (Sempronio) non adempie, il
mandatario-mutuante (Caio) pu intentare lactio mandati contraria contro il mandante (Tizio) o contro
il mutuatario e ottenere il dovuto
con Giustiniano le differenze fra mandato di credito e stipulazione di garanzia divengono marginali.
-I modi di estinzione delle obbligazioni: ladempimentoI singoli modi di estinzione delle obbligazioni possono:
operare ipso iure, ossia sul piano sostanziale, facendo venir meno il vincolo
operare per exceptionem, ossia sul piano processuale, potendo la pretesa del creditore essere paralizzata
dallopposizione di una eccezione
Il modo di estinzione principale ladempimento (solutio) e solitamente si identifica nel pagamento.
Pu pagare:
- il debitore
- il rappresentante del debitore
- un terzo
questo pur senza che il debitore lo sappia o lo voglia
Pu riceve il pagamento:
- il creditore
- il rappresentante del creditore: un mero addetto alla riscossione
- il costipulante: pu agire in via autonoma essendo un creditore solidale
a questa figura si ricorre per aggirare il divieto di obbligare qualcuno per dopo la propria morte ma
con Giustiniano sparisce
Se il creditore daccordo, lobbligato pu dare una cosa diversa da quella dedotta nel rapporto realizzando
la datio in solutum; dopo un dibattito fra Sabiniani e Proculiani, questo modo di estinzione viene classificato
fra le forme di scioglimento ipso iure, secondo la tesi sabiniana
se non necessaria laccettazione da parte del creditore, si ha datio in solutum necessaria.
VII: Successioni a causa di morte e donazioni
-Morte e successione. Delazione dellereditLa morte provoca lapertura di una successione che permette agli heredes di subentrare nel complesso di
situazioni giuridiche soggettive che prima faceva capo al defunto, ossia lhereditas; questo inserimento,
detto nelle fonti successio in universum ius, ossia successione nelluniversalit giuridica, per distinguerlo
dalla successio in singulas res, ossia la successione nelle cose singole.
il diritto romano conosce oltre allhereditas, anche successioni universali tra vivi, mentre nel diritto
vigente possibile solo la successione universale a causa di morte
Il termine delazione, indica il dato di una successione aperta e quindi di uneredit acquisibile da parte del
chiamato o dei chiamati; possiamo avere:
1. delazione testamentaria se il de cuius, attraverso un testamento, esprime la volont di destinare il suo
complesso ereditario; al di fuori del testamento, sono inammissibili tutte le forme di delegazione
collegate a negozi diversi, come patti e contratti, i quali risultano nulli
delazione legata in via diretta alla volont dellereditando
2. delazione ab intestato se lordinamento a individuare le persone e stabilire lordine di preferenza dei
successibili
delazione legata in via diretta alla volont del diritto oggettivo

Le due delazioni non possono concorrere: luna, e in particolare quella testamentaria, esclude laltra; il
momento della delazione coincide in via generale con levento della morte, e da l, per il diritto civile ha
durata virtualmente perpetua.
Se lacquisto delleredit presuppone un atto di accettazione (aditio), sar il chiamato a decidere: se muore
prima di averlo fatto oppure rinuncia, la delazione non si trasmette n ai suoi eredi n ad altri in quanto
intrasmissibile.
- successione testamentaria: se vi sono altri istituiti che adiscono, la quota a lui originariamente spettante
si accresce in misura proporzionale a quella dei primi; se invece non vi sono altri eredi, o quelli che ci
sono rifiutano, diventa operativa la delazione intestata
- successione ab intestato: combinandosi accettazioni e rinunce di pi delati, vale la regola
dellaccrescimento, mentre morte o rifiuto dellunico o di tutti i chiamati rendono leredit vacante
con Giustiniano previsto che agli eredi del chiamato sia data la facolt di adire leredit entro un anno
ed
quindi questo un caso di trasmissibilit della delazione.
-Acquisto delleredit1. Presupposti:
Perch si verifichi lacquisto occorre che il soggetto chiamato sia capace di succedere.
per quanto riguarda la delazione testamentaria, questa capacit si dice testamenti factio (passiva,
poich quella attiva indica la capacit del de cuius), e deve sussistere nei tre momenti principali:
redazione del testamento, delazione e acquisto.
Pu succedere per testamento il cittadino romano sui iuris maschio, mentre alla donna precluso;
servi e filii familias possono essere validamente scritti eredi, e se rispettivamente manomessi ed
emancipati, possono acquistare da s.
Incapaci di succedere sono per testamento sono i postumi alieni, fino a Giustiniano le personae
incertae, nonch eretici, apostati e vedove rimaritate entro lanno del lutto
per quanto riguarda la successione ab intestato, la capacit deve sussistere ininterrottamente dal
momento della delazione fino allacquisto.
La capacit propria del cittadino romano sui iuris di ambo i sessi, salvo che le donne non possono
ereditare dai parenti in linea collaterale diversi da fratelli e sorelle; possono succedere i postumi sui
e nel tardo antico anche i filii familias
Col termine capacitas (idoneit a prendere) si allude, oltre che ai presupposti previsti del diritto civile, a
ulteriori requisiti specifici richiesti da leggi speciali; il grande complesso normativo fondante
lincapacit in senso stretto dato dalle due leggi augustee dette lex Iulia et Papia: la capacitas negata,
nella successione testamentaria, ai celibesi, agli orbi, ai patres solitarii (vedovi) e ai coniugi senza prole.
Carenti di capacitas sono in seguito dichiarate da Domiziano le feminae probosae, ossia le donne infami;
ci che gli incapaci non acquistano diventa caducum, e spetta nellordine ai figli, ai legatari e
fedecommissari con figli e infine allo Stato
Giustiano abolisce il regime caducario e lascia in vita solo lincapacitas delle donne turpi, anche se
ora si parler di carenza di testamenti factio
In posizione sempre ostativa rispetto allacquisto sono gli indegni; essi, poich si sono macchiati di colpe
specifiche, non possono trattenere il lascito che va allerario
2. Forme:
Acquistano ipso iure:
gli heredes necessarii, ossia i servi manomessi e al contempo istituiti eredi dal padrone; al momento
della delazione, essi sono liberi ed eredi, indipendentemente dalla loro volont, perci delazione e
acquisto coincidono
gli heredes sui et necessarii, ossia i sottoposti alla potest dellereditando che alla sua morte
diventano sui iuris; per questi, delazione e acquisto coincidono, tuttavia se non immischiati con atti
di gestione nei beni ereditari, ricevono dal pretore la facolt di astenersi dalleredit
Acquistano con aditio (atto di accettazione), tutti gli altri eredi, ossia gli heredes extranei o voluntarii;
laccettazione pu essere:
- formale (cretio): la solenne dichiarazione, resa dal chiamato, di accettare leredit; questa via di
acquisto lunica imposta dal testatore a pena di diseredazione (cretio perfecta)
- informale (pro herede gestio): consiste nel compimento di qualsiasi atto che palesi la volont di
accettare leredit
in et postclassica queste figure giuridiche tendono ad appannarsi; in regime giustinianeo la
tripartizione degli eredi rimane e si afferma che i sui et necessarii diventano automaticamente eredi
salvo la possibilit data dal pretore di astenersi.

Nuda voluntas e pro herede gestio diventano i modi di accettazione degli heredes extranei, mentre -
rimangono ancora vincolati allacquisto i servi heredes necessarii
3. Effetti:
Effetto dellacquisto la confusione del patrimonio del defunto con quello dellerede; ne consegue che
in caso di eredit passiva, lerede risponde anche dei debiti ereditari e nel caso questi superino leredit,
viene intaccato anche il suo stesso patrimonio.
Tuttavia il pretore concede la restitutio in integrum agli heredes sui et necessarii minori di 25 anni e
immischiati con atti di gestione nei beni ereditari e agli heredes extranei che abbiano adito
nel diritto giustinianeo offerta laccettazione con beneficio di inventario, che permette ai chiamati
di rispondere solo fino a concorrenza dellattivo acquistato a causa di morte
Poich anche i creditori del defunto possono essere pregiudicati dalla confusione dei patrimoni, il pretore
permette loro di separare i patrimoni per poter essere soddisfatti
4. Difesa:
La titolarit delleredit pu non essere accompagnata dalla disponibilit della stessa; il possessore dei
beni infatti, pu essere un altro soggetto, il quale:
pu opporsi al rilascio vantando a proprio favore un titolo di acquisto fra vivi
in questo caso lerede agisce contro di lui con la rivendica
pu opporsi al rilascio, sia senza alcun titolo (possessor pro possessore), sia perch dichiaratosi egli
stesso erede (possessor pro herede)
in questo caso lerede pu esperire la petizione di eredit; essa pu essere esperita anche contro
chi abbia cessato con dolo di possedere allo scopo di eludere il giudizio
Il possessore soccombente, deve operare la restituzione cum causa rei, ossia della cosa con il suo
corredo di risorse.
-La bonorum possessioNata per garantire allerede limmediato possesso delleredit senza dover esperire la petizione di eredit, la
bonorum possessio diviene un vero e proprio sistema successorio creato dal pretore.
Diversamente dalle ipotesi previste dal diritto civile dove lacquisto automatico, essa prevede:
- richiesta delleredit e successiva agnitio bonorum possessionis per acquisirla
- un possesso qualificato sui beni ereditari che porter, una volta decorso il tempo utile, allusucapione e
quindi alla propriet quiritaria
Tipologie di bonorum possessio:
1. contro le tavole, contra tabulas: si in presenza di testamento che non prevede discendenti
costoro, sono legittimati a chiedere il possesso dei beni
2. in conformit alle tavole, secundum tabulas: (se non si gi richiesta la 1 tipologia) si in presenza
di eredi istituiti in un testamento che presenta almeno i requisiti della scrittura e dei sigilli di sette
testimoni
3. in assenza delle tavole, sine tabulis: (se non si gi richiesta la 2 tipologia) si in presenza di
unaspettativa successoria ab intestato fondata almeno sul diritto onorario
possono domandarla gli eredi e i soggetti legati al de cuius da vincolo di sangue o di coniugio
Funzioni della bonorum possessio rispetto alleredit:
funzione adiutoria: la tutela pretoria si somma a quella civile, confermandola
Tizio istituito unico erede in un testamento valido, ma i beni sono nel possesso, pro herede, di Caio;
Tizio pu intentare la petizione di eredit o la bonorum possessio secundum tabulas
funzione suppletiva: il pretore crea un titolo pretorio e lo pospone ad un titolo civile
Tizio muore senza testamento lasciando solo la madre e il fratello agnato; per il diritto civile succede
il fratello, tuttavia il pretore concede la bonorum possessio sine tabulis alla madre, la quale potr
giovarsene nel caso in cui non la richieda il fratello
funzione correttiva: lerede pretorio prevarica quello civile
Tizio muore lasciando un testamento invalido in cui istituisce erede lamico Caio; per diritto civile
leredit spetterebbe allo zio paterno Sempronio, ma poich manca un testamento valido e la bonorum
possessio secundum tabulas viene prima di quella sine tabulas (avrebbe priorit lagnato), nellacquisto
successorio Caio in grado di precedere Sempronio
Il bonorum possessor non un erede, ma come questo pu esigere i crediti del de cuius e come questo sar
convenuto per debiti; detto quindi loco heredis, in luogo di erede
in et postclassica essa diviene sempre pi simile alleredit: non pi necessario richiederla in via
giudiziale in quanto sufficiente la manifestazione di volont entro i termini e ci che si ottiene sui beni
una situazione giuridica soggettiva definita dominium.

-La successione ab intestato (rispetto agli ingenui)1. Legge delle XII tavole:
Se taluno muore senza testamento e non ha un suus heres, abbia leredit lagnato pi prossimo
Classi di successori:
- sui heredes: discendenti in potest del de cuius che alla morte di questo divengono sui iuris; si tratta
di eredi necessari, per cui delazione e acquisto coincidono
o se vi sono solo figli e figlie leredit si divide per capi
o se opera la rappresentazione (successio in locum) si divide per stirpi, ossia a favore dei
discendenti dei figli maschi premorti al de cuius o di coloro che sono usciti dalla famiglia per
capitis deminutio mentre il testatore era ancora in vita
ammesso il diritto a succedere del postumus suus, ossia del gi concepito al momento della
delazione, che se fosse nato in vita dellereditando si sarebbe trovato in diretta potest di lui
(se manca questultimo requisito abbiamo postumus alienus che escluso alla successione)
- agnato pi prossimo (in mancanza dei primi): collaterale in linea maschile non capite deminutus pi
vicino al de cuius; si tratta di erede estraneo, per cui il suo acquisto subordinato alladizione (il
rifiuto non giova n allagnato successivo n ai gentili)
o se vi sono pi agnati dello stesso grado lasse si divide tra loro per capi
o non opera mai la rappresentazione, per cui il pi vicino esclude sempre il pi lontano
la giurisprudenza nega la successione alle agnate di grado superiore al secondo; solo tra
consanguinei le donne mantengono la parit rispetto agli uomini
- gentili (in mancanza del secondo): gens
sappiamo poco dellacquisto; probabilmente avviene in forma collettiva
2. Sistema pretorio (bonorum possessio sine tabulis):
Concezione che tende a valorizzare il mero legame di sangue e il vincolo coniugale
Ordini di delati:
- unde liberi (dei discendenti): presuppone un ereditando di sesso maschile e include
i sui heredes
i discendenti emancipati e quelli dati in adozione, purch sui iuris
per essere ammesso, lemancipato deve conferire la propria massa patrimoniale (collazione
dei beni) che andr poi a dividersi come lasse ereditario, mentre la figlia che ha contratto
matrimonio libero deve garantire lapporto del credito relativo alla dote costituitale dal
genitore (collazione della dote)
opera la rappresentazione, il cui presupposto la rinuncia del chiamato
- unde legitimi (dei successori per legge): vi rientrano coloro che il diritto civile considera eredi, cio
i sui heredes
gli agnati maschi
le sorelle consanguinee
lascendente che abbia emancipato il sottoposto
non opera la rappresentazione, per cui decide la maggiore vicinanza di grado
- unde cognati (dei parenti di sangue): si basa sul vincolo di parentela in quanto tale, perci rientrano
i figli e gli ulteriori discendenti
i genitori
gli avi e i proavi
i collaterali (entro il sesto grado)
non opera la rappresentazione
- unde vir et uxor (del marito e della moglie): rientra nella classe solo il coniuge dellereditando il cui
matrimonio stato sciolto dalla morte
3. Riforme imperiali classiche:
Due senatoconsulti vanno ad incidere sulla successione della madre al figlio e del figlio alla madre
- S.c. Tertulliano: la madre, se sui iuris e dotata di diritto dei figli, diviene erede civile del proprio
figlio (meramente cognato e pure se illegittimo)
la madre preceduta dai discendenti del figlio, dal padre e dal fratello consanguineo, divide
invece con le sorelle
- S.c. Orfiziano: conferisce uguale titolo al figlio (anche se illegittimo) nella successione alla madre;
pu ereditare dalla madre anche il figlio alieni iuris
il figlio il primo erede della madre, ma non ammessa rapresentazione
Entrambi i senatoconsulti prevedono la successione nella delazione, e vanno ad inserire madre e figlio
nella classe unde legitimi (successori per legge)

4. Apporti postclassici:
Emerge e si perfeziona un ordine successorio nei beni dei filii familias acquistati senza sostanze paterne:
se lavente potest non lerede, mantiene sugli acquisti dei figli lusufrutto legale di cui godeva gi in
vita dei sottoposti
- collazione dei discendenti: vi lonere, in capo al discendente che con altri concorre alla
successione, di conferire i cespiti pervenutigli dallereditando
5. Sistema successorio giustinianeo:
Riordino della successione ab intestato nei beni degli ingenui
viene abolita ogni distinzione fra maschi e femmine e fra agnati e cognati
Ordini dei delati:
- discendenti
opera la rappresentazione senza limiti
- ascendenti: dividono solo con i fratelli germani; in presenza di soli ascendenti, la divisione avviene
per capi se appartengono tutti alla stessa linea, mentre se vi sono due linee (paterna e materna), ogni
linea riceve met dellasse
- fratelli germani, fratelli consanguinei e uterini: i primi hanno in comune entrambi i genitori, i
secondi il padre, i terzi la madre
opera la rappresentazione per tutti i figli, ma unicamente a loro favore, senza proseguire con gli
ulteriori discendenti
- restanti collaterali: la divisione avviene per capi
La successione del coniuge da ritenersi ancora ammessa dopo quella dei parenti.
Per quanto riguarda la situazione della donna in stato di vedovanza, Giustiniano prevede che:
in concorso con i figli comuni, la donna ottiene una quota di usufrutto
in concorso con i figliastri, la donna ottiene una quota in propriet
in tutti gli altri casi, la donna ottiene un quarto dellasse
questo beneficio opera anche in caso di eredit testamentaria, ed detto quarta della vedova povera.
-Il testamento e le sue formeIl testamento latto formale a causa di morte con cui si costituisce lerede; listituzione di erede
lunica disposizione imprescindibile, per cui tutte le altre disposizioni sono solo eventuali.
Forme testamentarie arcaiche:
- testamentum calatis comitiis, a comizi convocati: posto in essere davanti al popolo, il quale viene
convocato a tale scopo
- testamentum in procintu, in assetto di guerra: posto in essere davanti allesercito schierato per la
battaglia
Vista la scarsa agevolezza delle due tipologie di testamento, la giurisprudenza elabora un mezzo per ovviare
a questo inconveniente:
- mancipatio familiae, mancipazione del patrimonio: consiste nel trasmettere tutte le proprie sostanze,
attraverso il rituale della mancipazione, ad una persona di fiducia (familiae emptor); questa, viene poi
incaricata di dare i vari cespiti patrimoniali
Dalla trasformazione di questultima, ha origine una vera e propria forma testamentaria:
- testamentum per aes et libram, per rame e bilancia: leffettiva destinazione del patrimonio del testatore
contenuta nelle tavole a cui quello fa riferimento nella sua dichiarazione solenne (nuncupatio)
possibile anche la totale assenza di scrittura: testamento meramente orale; tutte le disposizioni
sono in questo caso scandite dal testatore davanti allaccipiente, al pesatore, ai testimoni etc e quindi
affidate alla loro memoria
previsto un tipo di testamento anche dal pretore:
- testamento pretorio: il testamento grazie al quale il pretore concede la bonorum possessio tabulas, e
essere valido deve almeno presentare i requisiti dei sigilli e di sette testimoni
non si tratta in fondo di una nuova forma di testamento, poich il contenuto lo stesso del testamento
librale, seppur senza i rituali richiesti dal diritto civile
Sono totalmente esenti da forme le volont dei militari:
- testamento militare: i militari possono manifestare in qualunque modo le loro volont testamentarie;
con Giustiniano possibile solo per quei militari impegnati nelle spedizioni belliche
Forme testamentarie postclassiche:
- testamento a regime tripartito: chiamato cos da Giustiniano, poich esso fonde elementi sia del
diritto civile (7 testimoni), sia del diritto pretorio (sigilli), sia delle costituzioni imperiali del tardo antico
(sottoscrizione di testatori e testimoni)

sempre possibile il testamento orale alla presenza di 7 testimoni


testamento olografo: consiste nella stesura del testamento da parte del testatore senza lutilizzo di testi
questo tipo di testamento ha vita breve, ma rimane utilizzabile dal padre che nomina eredi i propri
figli senza beneficare estranei (testamentum parentis inter liberos)
testamenti pubblici: abbiamo il testamentum principi oblatum, ossia quello presentato allimperatore, e
il testamentum apud acta, ossia quello posto in essere presso un pubblico ufficio
testamenti speciali: sono quei testamenti modificati in via speciale a favore di certe categorie di soggetti
(ciechi, gente di campagna) o per certe situazioni di emergenza (caso di morbo contagioso).

-Listituzione di erede e le sostituzioniFino allet classica resta ferma la regola secondo cui: listituzione di erede il principio e la base di tutto
il testamento (questo canone rimane per lintero arco storico), deve precedere tutte le altre disposizioni
(questo canone viene meno: possono precederla laffrancazione di un servo, la nomina di un tutore, una
diseredazione e un fedecommesso; con Giustiniano anche il legato) e il vizio o linefficacia della istituzione
di erede coinvolge anche tutte le altre disposizioni.
La nomina va disposta in forma solenne con parole imperative e dirette; le formule rimangono fisse fino a
Costantino, il quale ammette qualunque espressione univoca.
Listituzione pu essere sottoposta a condizione sospensiva, mentre nel caso di condizione impossibile o
illecita, essa si considera come non scritta; non ammesso termine, n iniziale n finale e ad essa pu essere
collegato un modus.
Il contenuto dellistituzione pu essere:
- universale (ex asse), ossia riguardare lintero patrimonio
- particolare (ex parte), ossia attributivo di una quota
Strettamente collegato con listituzione di erede il discorso riguardante le sostituzioni:
1. sostituzione volgare: si ha qualora listituito non possa o non voglia acquistare leredit
se la sostituzione accompagnata da cretio perfecta, il delato che non la compie diseredato e
subentra il sostituto, mentre se non vi clausola di diseredazione, il delato di partenza pu
ottenere la met della quota di propria vocazione, restando al sostituto laltra met; se il delato
trascura ogni forma di adizione, il sostituto subentra per lintero
2. sostituzione pupillare: si ha qualora lerede muoia prima di divenire pubere; il pater familias per questa
evenienza, redige un testamento per due eredit istituendo un erede al suo discendente
3. sostituzione quasi pupillare: si ha qualora il discendente sia un mentecatto; lascendete nomina un
sostituito per il caso in cui il discendente muoia in questo stato.
-La successione necessaria o contro il testamento1. Successione necessaria formale
Gli heredes sui vanno istituiti o diseredati:
- il figlio maschio va diseredato nominatamente
la preterizione (passaggio sotto silenzio) rende in testamento nullo in radice
- la figlia femmina e gli ulteriori discendenti di ambo i sessi possono anche venir diseredati
genericamente la preterizione non inficia il testamento, ma fa s che essi si aggiungano agli eredi
scritti
I postumi sui vanno istituiti o diseredati:
- il maschio nominatamente
- la femmina anche genericamente
il testamento, valido allorigine, si invalida qualora il postumo nasca vivo
Ai soggetti illegittimamente preteriti per il diritto civile, il pretore concede la bonorum possessio
contra tabulas; questo beneficio viene esteso anche ai discendenti emancipati e dati in adozione, ma
tuttavia questi hanno solo un titolo pretorio.
Il conseguimento del beneficio pretorio fa cadere il testamento e apre la successione intestata: la
preterizione di un figlio maschio ha gli stessi effetti previsti dal diritto civile, mentre la preterizione di
una figlia o di un discendente, se istituiti sono degli estranei, fa s che questi ultimi non ottengano nulla
Giustiniano interviene e stabilisce che la diseredazione deve sempre avvenire nominalmente e che
la preterizione ha sempre leffetto di invalidare il testamento, con esclusione degli estranei istituiti
2. Successione necessaria materiale
Poich la diseredazione permette al testatore di devolvere anche interi patrimoni a persone estranee alla
famiglia, si iniziano a verificare casi di impugnativa di testamenti che denotano linsensibilit nei
confronti dei legami familiari

vi sono numerosi casi di inottemperanza da parte del testatore al dovere di affetto verso i
parenti a lui pi prossimi
Per fondare lazione giuridica, inizialmente si evoca in modo fittizio limmagine di un testatore affetto da
pazzia, poich solo un malato di mente potrebbe escludere la sua famiglia dal testamento; ad uno stadio
di evoluzione maturo, abbiamo la querela inofficiosi testamenti, che permette di attaccare in tribunale il
testamento, allegandone linofficiosit
Possono agire i discendenti, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle; non possono invece coloro che hanno
ricevuto almeno un quarto di quanto sarebbe toccato loro ab intestato.
Da qui nasce il concetto di quota legittima, ossia di una frazione dellasse che il testatore non pu
disporre a favore degli estranei; allo stesso si delinea la categoria dei legittimatari, ossia quei soggetti
che hanno diritto ad una quota ereditaria (1/4) con relativa possibilit di attaccare il testamento
Nel tardo classico emergono le figure della querela inofficiosi donationis e della querela inofficiosae
dotis, che permettono rispettivamente di rescindere le donazioni e le costituzioni di dote che ledono la
riserva a favore dei legittimatari
Giustiniano stabilisce che chi ha ricevuto meno del quarto pu chiedere lintegrazione della
quota (il quarto diviene un terzo se gli aventi diritto non sono pi di quattro, mentre diviene la met
se sono in numero maggiore); discendenti e ascendenti non possono essere esclusi dalleredit se
non per gravi cause di ingratitudine elencate tassativamente.
Linottemperanza di tali disposizioni fa cadere listituzione di erede ma lascia salve le altre
disposizioni testamentarie.
-I codicilliIl codicillo un altro contenitore di disposizioni, pi limitato e subordinato al testamento; esso non pu
contenere nulla che abbia a che vedere con lattribuzione diretta delleredit.
Abbiamo:
- codicilli confermati: dispongono legati e manumissioni dirette, e per essere validi devono essere
confermati nel testamento
- codicilli non confermati: dispongono fedecommessi e non necessaria la conferma nel testamento
possibile inoltre che nel testamento sia contenuta la clausola codicillare: cos facendo, latto mortis causa
invalido come testamento, varr almeno come codicillo
nel regime postclassico e giustinianeo, si richiede la presenza di 5 testimoni con loro sottoscrizione;
nasce inoltre il codicillo orale.

-I legati detto legato, la disposizione a titolo particolare che attribuisce ad un soggetto un beneficio consistente
in un diritto reale o di credito o nella liberazione da un debito.
Il legato pu essere gravato da un modus ed possibile che un fedecommesso a carico del legatario arrivi ad
assorbirne per intero il vantaggio: il peso tuttavia non pu mai eccedere lentit del lascito; il legatario non
partecipa n della qualifica di erede n conseguentemente risponde dei debiti ereditari.
Perch il legato sia valido, occorre che:
- il testamento sia valido
- il legatario sia dotato di testamenti factio
- il legato sia disposto in forma solenne e con parole imperative
La principale legge limitatrice dei legati, dopo il fallimento delle leggi Furia e Voconia, la legge Falcidia:
essa prevede che non si possa legare pi dei 3/4 dellasse ereditario; i legati di ammontare superiore si
riducono proporzionalmente, e il valore delle sostanze su cui operare la deduzione va fissato al momento
della morte del testatore.
Poich lefficacia del legato subordinata alladizione dellerede, questo potrebbe attendere la morte del
legatario per vedere estinto il legato; la giurisprudenza isola allora due termini:
1. dies cedens: fissa in capo al legatario unaspettativa e identifica il momento a partire dal quale sicuro
che, operata laditio, il legatario acquister il legato; di regola coincide con la morte del testatore.
Se il legatario muore dopo questo termine, il suo diritto si trasmette ai suoi eredi
2. dies veniens: trasforma laspettativa in acquisto effettivo; di regola coincide con ladizione dellerede
i due termini possono coincidere nel caso in cui il legato sia sottoposto a condizione e avviene sempre in
caso di legato di usufrutto
I tipi di legato per Gaio sono 4:

legatum per vindicationem, per rivendica: ha effetti reali, nel senso che al secondo termine la cosa
legata diventa di propriet del legatario, e pu avere ad oggetto soltanto cose di propriet del testatore
legatum per damnationem, per imposizione: ha effetti obbligatori, nel senso che al secondo termine
sorge in capo al legatario un credito nei confronti dellerede, e pu avere ad oggetto cose del testatore,
dellerede o di un terzo (in questo caso lerede dovr procurarsele, anche comprandole)
legatum sinendi modo, con ingiunzione di permettere: ha effetti obbligatori e pu avere ad oggetto
solo cose del testatore o dellerede
legatum per praeceptionem, per acquisto preventivo: ha effetti reali e pu avere ad oggetto solo cose
del testatore
Teofilo aggiunge poi il legatum partitionis, di spartizione ereditaria, il quale pu considerarsi come una
variazione di quello per imposizione; in base ad esso lerede tenuto a trasmettere al legatario una
frazione dellasse
I diversi tipi di legato assumono una progressiva unificazione, nella quale assumono veste rilevante:
- il legato con ingiunzione di permettere viene assimilato a quello per imposizione
- il legato per acquisto preventivo viene assimilato a quello per imposizione
- il senato consulto Neroniano salva i legati disposti in modo irrituale convertendoli nella disposizione
idonea; il legato per imposizione diviene la categoria unificante
- Costantino abolisce ogni sorta di formalismo verbale; resta per la differenza fra legato con effetti reali e
legato con effetti obbligatori
- Giustiniano assimila la disciplina dei legati a quella dei fedecommessi.
-I fedecommessiI fedecommessi nascono per ovviare il problema dei lasciti verso soggetti non dotati di testamenti factio.
In et repubblicana si fa strada la prassi di incaricare lerede o il legatario, con parole precative, di restituire
in tutto o in parte a un terzo lacquisto; il disponente nel farlo, si basa soltanto sulla fides.
I fedecommessi sono scritti generalmente sui codicilli con totale libert formale e sono tutelati da praetores
fideicommissarii al fine di rispettare il volere dellautore di simili lasciti.
Il fedecommesso ha diverse potenzialit:
permette la restituzione di tutta leredit o di una sua parte dallerede al fedecommissario, da
questultimo a un altro ancora in tempi diversi
realizza la possibilit di liberare schiavi
si rende utile strumento atto a salvare la volont del testatore tramite la conversione di un negozio
invalido (es. la sostituzione pupillare disposta in un codicillo nulla, ma il sostituto considerato
beneficiario di un fedecommissario a carico dellerede legittimo)
Particolare la figura del fedecommesso di eredit: il disponente incarica lerede di restituire lintero asse o
una sua quota, o una quota della quota; inizialmente la restituzione fatta tramite una vendita ad un prezzo
simbolico ed seguita da stipulazioni, poi questo macchinoso sistema viene semplificato:
- senatoconsulto Trebelliano: le azioni pro e contro lerede passano direttamente in via utile pro e contro
il fedecommissario
- senatoconsulto Pegasiano: interviene per evitare che lerede, non motivato ad adire, inficiasse il lascito;
prevede che lerede possa trattenere sempre un quarto dellasse.
se questi adisce, rientrano in gioco le stipulazioni che il primo senatoconsulto cercava di eliminare
Se lerede non intende adire perch teme uneredit passiva, il fedecommissario pu ottenere dal pretore
un decreto di coazione per costringere lerede ad accettare (adizione coatta)
in questo caso le stipulazioni vengono risparmiate
Giustiniano riordina il sistema elaborando un impianto misto:
- dal Trebelliano deriva il passaggio diretto delle azioni
- dal Pegasiano deriva la facolt di trattenere il quarto e di ottenere ladizione coatta
Egli parla di equiparazione dei legati ai fedecommessi; al fedecommissario concessa lactio in personam
e lazione reale e nel caso di divergenze fra le due discipline da utilizzare quella pi umana dei
fedecommessi.