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APPUNTI DIRITTO ROMANO


La parabola storica del diritto Romano che si conclude nel 565, pu essere articolata in 5 fasi - Arcaica - preclassica - classica - tardo impero del dominato - giustiniano Che cos il diritto per i Romani? Definizione attribuita al giurista Celso (epoca classica): Il diritto larte di ci che buono e giusto (il giurista padroneggia unarte, uninsieme di tecniche raffinate). Ius e iustitia devono andare a braccetto perch hanno la stessa radice. Il diritto romano un esempio di divisione tra il diritto e letica (religione), in certe realt diverse dalla nostra, questa distinzione tuttora non c (mondo islamico). La cultura giuridica romana, ci ha insegnato che il diritto separato, sia rispetto alla religione che alla morale. Sicuramente nelle origini del diritto romano troviamo una commistione tra i due, in epoca arcaica. Lautonomia del diritto non cos netta. Come si forma il diritto romano? stato creato da diversi meccanismi, facciamo un riferimento al catalogo di fonti del diritto, dal giurista Gaio, un giurista del II d.C. (classico), autore di unopera di Istitutiones, un manuale didattico, era un giurista che era dedicato allinsegnamento. Per farlo utilizza le istituzioni di Gaio che si divide in 4 libri: Gaio ci individua le fonti di produzione normativa. Quei meccanismi che producono dal suo punto di vista, lordinamento giuridico Romano. Cosa intendiamo per fonte di produzione e fonte di cognizione? Fonti di produzione: vengono individuati come meccanismi giuridici che pongono in essere la norma, nellambito di un ordinamento. Fonti di cognizione: gli strumenti che ci permettono di conoscere la norma. Questa distinzione vale molto di pi per lordinamento romano che per gli ordinamenti contemporanei. Nel nostro ordinamento la legge la fonte di produzione, ma per conoscere quella norma la troviamo nel testo della legge, quindi c sovrapponibilit dei 2 concetti. Per il diritto romano non cos. Anche se abbiamo conoscenze lacunose, a causa del poco che ci pervenuto. Non abbiamo testi originali, abbiamo testimonianze della loro emanazione e del loro contenuto. Sono fonti atecniche, sono fonti storiche (opere letterarie). Fonti di produzione: - Leggi (lex): Gaio fa riferimento alla legge comiziale, (a Roma il popolo partecipava alle assemblee popolari, che si chiamavano comizi comitium, era un sistema democratico diretto, il cittadino faceva parte allassemblea, il nostro ordinamento vi sono rappresentanti, una sorta di filtro. Il popolo elegge le cariche istituzionali, e in base a un sistema articolato vota anche le leggi. Erano privilegiati i cittadini pi facoltosi, il valore del voto variava in base al patrimonio. La rogatio la proposta di legge, era fatta dai magistrati, i consoli. Il cittadino poteva votare a favore o contro o astenersi (non liquet: mi astengo) il cittadino romano non poteva fare altro. Nel nostro sistema il parlamentare pu emendare, il cittadino romano no. Questa la lex rogata, i cittadini sono chiamati a votare. I cittadini romani non hanno potere di proporre leggi, neanche aggregandosi. Lex data, simile alla legge emanata dal governo attraverso una delega parlamentare. Il popolo viene chiamato a conferire una delega ad un magistrato affinch il magistrato emani il testo della legge proposto. una delega di poteri, che provveder alla stesure delle disposizioni, ecc. La legge delle 12 tavole, la prima grande codificazione romana, arcaica, che viene portata a compimento negli anni tra il 451 e il 450 a.C. (nel pieno dellepoca arcaica). Deriva dagli antichi mores, le consuetudini, un ordinamento giuridico consuetudinario in cui esistono delle regole di comportamento non scritte, che

per vengono considerate dai consociati come giuridicamente vincolanti, perch hanno risalenza antica, perch lo facevano gli avi. Veniva definito come un diritto dato, un diritto che veniva dal cielo. Ad un certo punto si sent lesigenza di trasferire questo diritto orale in diritto scritto. Le leggi delle 12 tavole codifica i mores. Perch? Ci sono problemi politici che lo giustificano. Patrizi erano sostanzialmente gli antichi abitanti della citt della citt al momento in cui Romolo la fonda o poco dopo, erano delle gentes, dei gruppi di persone radicate a Roma fin dallorigine. I plebei sono diversi anche etnicamente, erano quasi degli extracomunitari. I plebei sono il sostegno politico della monarchia Etrusca (traquini). Appena viene cacciata Tarquinio, i commercianti plebei perdono potere e iniziano i conflitti, quindi viene la necessit di scrivere i mores, diritto patrizio. I plebei, i nuovi arrivati, erano sia poverissimi, ma anche ricchissimi grazie al commercio. Chi che decide se esistono i mores, chi decide? Il collegio dei pontefici, erano sacerdoti pagani, solamente patrizi. Quindi il monopolio dei mores era affidato ad un unico ceto sociale. La battaglia tra patrizi e plebei un conflitto per la certezza del diritto, e per questo vengono trascritti nelle leggi delle 12 tavole. Erano affisse nel foro, i galli boi, le distruggono durante linvasione. Cosa fanno? Le tavole non verranno mai ricostruite, viene di nuovo trasmesso in modo orale. I romani esercitavano la memoria imparando a memoria le 12 tavole. - plebisciti: sono le deliberazioni della plebe, nel 509 vengono cacciati i tarquini, i patrizi ci considerano delle bestie, noi ce ne andiamo sul monte sacro, secedono. Si danno organi propri. I comizi raggruppano il popolo, invece i plebei fanno il concilium, lassemblea plebea. Creano una comunit alternativa ad immagine e somiglianza di quella cittadina dei patrizi. I deliberati si chiamano plebisciti. Pongono norme che valgono solo per lambito dellordinamento plebeo. Questo conflitto tra due classi sociali, si esaurisce con la creazione di una nuova classe la Nobilitas patrizio-plebea, in conflitto con il popolo (sia plebea che patrizia). La legge Hortensia stabilisce che i plebisciti vengano equiparati alla legge, come fonte di produzione normativa. Questa segna la fine del conflitto patrizio e plebeo. Per individuare un plebiscito da una legge. Le leggi sono indicate normalmente con due nomi, i consoli roganti, quando invece ci troviamo di fronte a un plebiscito abbiamo un solo nome di un magistrato. - editti dei magistrati: il principale dei magistrati proprio il pretore, ma non solo, verr creato un nuovo pretore, il pretore pellegrino (peregrinus: straniero), ha il compito di amministrare la giustizia, in cui sia coinvolto almeno uno straniero. Il pretore originario, diventa pretore urbano. Leditto viene emanato anche da altri magistrati, i cosiddetti edili curuli (esistevano vari tipi di edili). Leditto degli edili curuli, avevano la giurisdizione sui mercati di Roma. Nei mercati venivano trattati, comprati e venduti gli schiavi. Nelle provincie cera un governatore provinciale, a sua volta emana un editto, simile a quello del pretore, ottimizzato per la provincia che governa. Cos leditto? un programma, emanato da un magistrato, in base al quale il magistrato emanante si impegna a amministrare la giustizia nel periodo della sua carica. Vengono fissati i criteri, le regole, i principi, in base ai quali amministrer la giustizia durante il suo mandato. Questi editti si susseguono nel tempo. Perch importante leditto? Sono fonti di produzione normativa. Il momento processuale pu anticipare il momento sostanziale, talvolta si crea una norma che in precedenza non cera. Ci si accorge che il diritto civile insufficiente per tutte le situazioni che possono verificarsi, siamo di fronte a un ordinamento lacunoso, e qui intervengono i magistrati con gli editti. Oltre alle lacune era presente anche una forte rigidit. Se sulle 12 tavole si parlava di alberi non si poteva parlare di viti. Se non parlavi genericamente di alberi, nel formulario pronunciato solennemente, perdevi la lite. Alcune figure contrattuali non erano previste, quindi non tutelate. Il comodato, un contratto reale, prestito duso gratuito. Anche il contratto di deposito non era previsto. Non prevedeva tutela nel caso in cui il depositario non restituisse al depositante quanto depositato. Il problema diventa quello di fornire tutela. E qui interviene il pretore attraverso leditto. Il pretore quindi concede una nuova azione, che si chiamer actio comodati. Questa norma viene creata durante il processo. Lorgano giurisdizionale, che durante lattivit processuale, produce la norma. Nella fase in iure la parte che ritiene leso un proprio diritto, deve pronunciare delle parole in un preciso formulario. Viene verificato che il formulario sia corretto, senza inutili precisazioni non previste dal diritto. Si conclude la fase in iure, e inizia la fase apud iudicem, davanti a un giudice, che non pi un magistrato, un cittadino scelto dalle parti che provveder a emanare la sentenza. In iure si fissa il motivo del

contendere, il giudice deve provvedere se le cose sono andate come le parti sostengono, un organo di controllo. Le azioni per formula (per formulas): un cittadino si presenta dal magistrato gli racconta gli eventi ed il magistrato redige la formula e la adegua al caso concreto, ed ecco che si abbatte il formalismo. Le formule astratte sono scritte nelleditto, il magistrato cercher nelleditto la formula giusta per ogni caso. La storia degli editti pu essere ricostruita con una certa semplicit. Leditto viene chiamato in vari modi, leditto perpetuo che rimane per tutto lanno del pretore che lha emanato. Leditto delleditto tralatizio quella parte delleditto che rimane sempre uguale da magistrato a magistrato, una sorta di cristallizzazione. Si parla anche di editto perpetuo in altri casi, anche leditto codificato. Con la codificazione non pi possibile modificare leditto, che potr si essere modificato, ma non pi dai magistrati, ma solo dallimperatore. Garantisce la certezza del diritto, ma espropria il magistrato dal potere di modifica. Le azioni in factum (concepte): non hanno nessun aggancio con il diritto civile, vengono create per sanare le lacune. Le azioni fittizie: sono basate su una finzione (fictio), si finge presente un elemento che nella fattispecie non c, (esempio della tutela dello straniero, fingendo che sia cittadino romano). Le azioni utili: si applica il meccanismo dellanalogia(ex lege aquilia, in analogia alla legge aquilia), corpore corpori, previsto dalla legge, in caso di contatto corpo a corpo e in caso di danno materiale, per esempio omicidio. Se io convinco lo schiavo di un altro a fare una cosa rischiosa provocando la morte dello schiavo. Nonostante non ci sia stato il contatto, come nel caso di strangolamento o pugnalato. Il pretore, in analogia applica la legge come se ci fosse stato il contatto (convincimento dello schiavo), se non si trova nessun collegamento si arrivava anche a concedere unazione in factum. - senato consulti: Il senato rappresentato dalle famiglie pi autorevoli. un organo costituzionale, non ha poteri sul piano normativo, un organo che ha il compito di direzione politica. In epoca repubblicana ha solo scopo politico. I magistrati sono il braccio del senato (la mente. Il timone). Il senato poteva convincere un magistrato a proporre una rogatio, se il magistrato non obbediva la sua carriera politica poteva finire. Ha un potere normativo indiretto attraverso i magistrati. Fondamentalmente era il senato a decidere le proposte di legge e il popolo poteva essere favorevole o contrario. Dopo la fase repubblicana il senato acquista poteri e facolt normative, ma perde progressivamente il potere politico che va a raccogliersi nelle mani dellimperatore. Questa fonte di produzione normativa dopo il II d.C tende ad inaridirsi, liniziativa circa le deliberazioni senatorie vengono assunte dal principe, che pronuncia in senato, la cosiddetta oratio principi, una sorta di rogatio (proposta) che il principe fa ai senatori in assemblea. Progressivamente con latrofizzarsi del potere del senato. A partire dal II a.C. non si parla pi di senato consulti, ma di oratio principi, quasi come se assumesse direttamente valore normativo, indipendentemente da quello che diceva il senato. Mentre il voto del comizio era un voto segreto, quindi fondamentalmente libero, il voto in senato era diverso, non era segreto, si votava per discissio, i senatori favorevoli si radunavano da una parte dellaula e i contrari dallaltra. Finche il potere del senato era equiparato a quello del principe, vi erano votazioni negative, poi ovviamente con laumento del potere del principe il senato non era mai sfavorevole a causa del metodo di votazione cos plateale (nessuno si azzardava a contrariare il principe). - le costituzioni imperiali: laccentramento del potere normativo nelle mani dellimperatore, Adriano, tolse lemanazione delleditto da parte dei magistrati, ma lo emanava lui attraverso i magistrati. Quello che contava era quello che decideva limperatore. Comizi e plebisciti in epoca classica spariscono, leditto codificato, i senato consulti non hanno pi valore. Le costituzioni imperiali sono espressione della volont in maniera diretta, senza la mediazione di altri. Limperatore produce diritto direttamente. .Costituzioni imperiali che hanno carattere generale Gli editti: uno strumento normativo attrverso il quale limperatore pone norme che hanno carattere generale anches se non necessariamente universale, gli editti possono valere per una pluralit di soggetti, ma solo in determinati ambiti, per esempio una singola citt o provincia. I mandati: limperatore invia istruzioni al funzionario imperiale (un funzionario), che ha lobbligo ad estenderli a tutti gli abitanti della provincia sottoposta al funzionario. Ad esempio un funzionario della

provincia non pu sposare una donna della provincia, a causa del conflitto di interessi, un ricco gruppo famigliare potrebbe imparentarsi con il potere. .Costituzioni imperiali che hanno carattere particolare Epistole (processuale): risposte delimperatore a quesiti che gli vengono posti o da un funzionario imperiale Rescritti (pre-processuale): risposte delimperatore a quesiti che gli vengono posti o da un privato cittadino, sono soluzioni di problemi giuridici sollecitati da una domanda, domanda che proviene da un funzionario o da un cittadino. Hanno carattere particolare perch regolano normativamente il caso singolo. Posso avere dubbi e prima di andare in giudizio chiedo allimperatore, se il caso che gli sottopongo che mi coinvolge, se ho ragione ho torto, chiedo un parere, avviene in una fase pre-processuale. Nellepoca del principato si afferma la cognitio extra ordinem, si muove al di fuori dellordine costituito. Non ci son pi le varie fasi, c n una sola. Un funzionario istruisce la causa al posto del magistrato e la decide al posto del giudice privato. una forma pi vicina al nostro ordinamento. Questo processo extra ordinem, ha unaltra differenza, appellabile (prima no), se il funzionario secondo me sbaglia posso chiedere allimperatore. A questo punto il funzionario, nel dubbio, piuttosto di emanare una sentenza sbagliata, e rischiare di essere smentito, scrive allimperatore una epistola. Il rescritto veniva risposto in un unico foglio per evitare che il cittadino cambiasse la domanda o portasse al funzionario solo la risposta e costruendo una domanda diversa per ricoprire i suoi interessi (magari cambiando un particolare (o omettendo un dettaglio fondamentale alla risposta). Invece le epistole emanate dal funzionario, quindi privo di interesse, venivano risposte su un altro foglio. Decreti: Siamo in fase processuale, una sentenza emanata dal tribunale imperiale nellultimo grado di giudizio (dopo vari appelli), la soluzione di un caso singolo, una sorta di epilogo, limperatore non era stato ancora contattato. Verranno usati come precedente giudiziario, che viene direttamente dallimperatore, ha un forte valore. Attraverso questi strumenti che apparentemente risolvono un caso singolo, lordinamento giuridico si evolve e si innova. Attivit (opinione) dei giuristi (responsa prudentium , i prudentes sono i giuristi): oggi parlando di giurisprudenza, si fa riferimento a sentenze di giudici. Invece nel diritto romano si parla di attivit dei giuristi, come produzione di norme. Oggi la dottrina pu sottolineare incongruenze normative e poi il legislatore successivamente ci mette mano, modificando la norma in conformit di quello che ha presentato la dottrina. Nel diritto romano, lattivit dei giuristi, non tutti, solo alcuni giuristi importanti, possono creare diritto. Nel nostro ordinamento esiste una gerarchia nel sistema delle fonti. Il sistema che ci da Gaio non un sistema gerarchico, un sistema orizzontale, il ruolo della legge solamente formale, sono tutte equiparate alla legge. La Giurisprudenza Come i giuristi creano diritto e nelle varie epoche storiche, qual la posizione della giurisprudenza. I primi giuristi sono i pontefici, coloro che facevano parte del collegio pontificale, sono i depositari e gli interpreti dei mores. Dopo la stesura delle 12 tavole perdono il ruolo di depositari, ma rimangono interpreti. Il potere del collegio pontificale viene a meno intorno alla met del III a.C. dalla fase arcaica alla fase preclassica, processo di laicizzazione delle giurisprudenza, i giuristi non sono pi solo i pontefici, ma anche soggetti estranei. Allinizio i giuristi davano consulenza al cittadino, chiunque poteva rivolgersi ai giuristi per chiedere consulto e chiarimenti attraverso lattivit respondente (simile ai rescritti ed epistole dellimperatore). Non tutti i giuristi avevano la stessa autorit, in base alle cariche politiche che ricoprivano, molto spesso consoli, pretori, in generale famiglie senatorie, era una posizione aristocratica. Con la laicizzazione della giurisprudenza, cominciano a redigersi anche opere giurisprudenziali. La prima fase di giurisprudenza romana era orale, il responsum per definizione un responso, almeno in origine orale, la richiesta del privato orale e la risposta del giurista orale. I giuristi iniziano a scrivere opere giurisiche. La prima fu un opera di commento della legge delle 12 tavole a opera di Sesto Elio. Cominciano a comparire i primi importanti giuristi, che introducono il metodo scientifico (metodo dia eretico) per lorganizzazione della materia, preso dalla filosofia greca: Publio Mucio Scevola, Bruto, Manilio.

Alla fine della repubblica appaiano altre 2 figure: Quinto Mucio Scevola (I a.C), Servio Sulpicio Rufo. Un conto era trascrivere le risposte ai quesiti in raccolte, un conto dire ora illustro e commento una intera branca dellordinamento giuridico, questo quello che fa Quinto Mucio Scevola, commenta il diritto civile. Servio Sulpicio Rufo il primo commentatore delleditto intorno alla met del I a.C. proprio con la cristallizzazione delleditto. Con il principato inizia la giurisprudenza classica, siamo di fronte al momento pi elevato dellevoluzione del diritto a Roma. La giurisprudenza in questa fase si pu suddividere in altre 3 sottofasi: Protoclassica: Abbraccia il I d.C. da Augusto fino a Traiano escluso, caratterizzata da un contrasto tra scuole, i sabiniani (Capitone -> Sabino) e i proculiani (Labeone -> Proculo), sono due scuole di giuristi contrapposti, che si contrastano tra tematiche giuridiche. Avevano un diverso comportamento nei confronti del principato, Labeone un oppositore del nuovo corso costituzionale, mentre Capitone si adegua. Labeone scrive un altro commentario alleditto, che rimpiazza quello di Servio, sono poassati 50/70 anni. Il contrasto si esaurisce e si entra nel periodo medioclassico. Medioclassica: fine del I d.C. fino allepoca di Marco Aurelio esclusa lepoca dei Severi pi o meno il II d.C. Il contrasto tra le due scuole attribuito a un grande giurista Salvio Giuliano a cui Adriano aveva dato il compito di codificare leditto , ma anche colui che risolve il contrasto. Un altro Celso. Pomponio e Gaio sono prevalentemente dediti alla didattica, allinsegnamento. Fino a quel momento non si insegnava il diritto nelle aule, ma si insegnava facendo in modo che chi era interessato doveva seguire i giuristi nel loro lavoro (come un tirocinio). Tardoclassica: lepoca dei grandi giuristi Severiani, non perch erano qualitativamente superiori, ma perch le loro opere sono state conservate per secoli e Giustiniano e il digesto, quindi questa la giurisprudenza che noi conosciamo meglio. Paolo e Ulpiano sono giuristi che svolgono unattivit volta alla costruzione del sistema, commentari al diritto civile e commentari alleditto. Papinano scrive ancora opere di responsa e questiones Modestino fa da cerniera tra la grande esperienza della giurisprudenza Romana e quello che verr dopo a partire dallepoca del Dominato Chiuso il periodo arcaico, preclassico e classico Il Dominato (post-classico) Inizia grossomodo con lascesa al potere di Diocleziano 284 d.C. unepoca considerata di decadenza e crisi, si parla di crisi politiche dopo gli anni dellinstabilit politica del III e crisi militare. Lo stato progressivamente riconosce la legittimit del culto cristiano (leditto di Milano di Costantino) con leditto di Tessalonica si riconoscer il cristianesimo come religione ufficiale. Da religione perseguitata diventa prima religione tollerata e poi religione ufficiale. Cosa succede alle norme di produzione normativa? La legge comiziale si era estinta alla fine del I d.C. i plebisciti erano scomparsi gi prima, gli Editti dopo la codificazione di Adriano ad opera di Salvio Giuliano. Queste fonti non sono pi attive, fanno parte di un passato. I senato consulti hanno avuto un momento di espansione, ma alla fine del II d.C. erano una via despressione della volont normativa dellimperatore, con loratio principis. Rimangono le costituzioni imperiali e i responsa prudentium. Ius publice respondendi ex autori tate principis. La facolt di dare responsi pubblicamente, si pu ottenere lautorizzazione a parlare come se il giurista parlasse a nome dellimperatore. Ius respondendi, una sorta di patente del buon giurista. Viene concesso ai giuristi autorevoli, ma anche ai giuristi daccordo al nuovo ordinamento costituzionale. Diventa uno strumento di pressione nei confronti del giurista. Sei un buon giurista solo se la pensi come limperatore. unintrusione nella libera facolt del giurista. Si faceva parte del consilium imperiale. Strumento fortissimo di pressione politica.

Nellepoca dei Severi, il giurista diventa un burocrate, entra a far parte del potere. Non pi una figura indipendente, ma fa parte dellorganizzazione amministrativa dellimpero. Determina un controllo sullattivit del giurista. Lindebolimento dei giuristi fa si che la giurisprudenza diventi anonima, ma abbiamo perso memoria del loro nome (o poci), viene svolto tutto dalla cancelleria imperiale, quindi vi una burocratizzazione della giurisprudenza. Le opere di questepoca seconda meta del III, IV e V d.C. sono opere anonime e opere che rielaborano opere giurisprudenziali classiche, a tal punto da riprendere i nomi che vengono riediti. La riedizione delle opere classiche, vengono ristampate le opere del periodo classico. In questo periodo si passa dal rotolo al codice, il supporto scrittorio un tempo era il rotolo e diventa il codice, una sorta di nuova tecnologia. Il codice una sorta di libro rilegato. Oltre a introdurre errori, venivano introdotte glosse, spiegazioni. A causa di questo si tende a distanziarsi dalloriginale. Prendono piede vere e proprie rielaborazioni libere. A causa di queste trascrizioni si perde la certezza di diritto. Tutte le opere dei giuristi vengono definite iura. Un lato dellordinamento appoggia su questo e dallaltro appoggia sulle leges, che non sono pi le leggi comiziali, ma le costituzioni imperiali. Tutto lordinamento in epoca post classica, si basa sui giuristi da un lato e dallaltro le costituzioni imperiali. IURA e LEGES. Una legge emanata a Ravenna nel 426 d.C e si chiama legge delle citazioni, Valentiniano III (aveva pochi anni, era sottoposto alla reggenza della madre Galla Placidia) stabilisce delle regole in materia di utilizzazione giudiziale dei iura, cio delle opere dei giuristi. La costituzione di Valentiniano dice che possono essere utilizzate in giudizio le opere di solo 5 dei tantissimi giuristi, questi 5 sono: I tre pi importanti dellepoca Severiana Paolo, Urpiano e Papiniano, sono i pi recenti, quindi hanno meno probabilit di essere modificate. Il quarto Modestino e il protagonista della giurisprudenza postclassica, Gaio. Al di fuori di queste le altre perono valore autoritativo. una legge di decadenza. Pu essere che questi si pronuncino in un determinato caso giuridico in maniera differente, quindi in caso di contrasto la legge delle citazioni stabilisce il criterio della maggioranza, se si determina una parit si stabilisce che debba prevalere lopinione di Papiniano, se Papiniano non si era pronunciato, il giudice riacquista una libert di giudizio, ma non assoluta, solo nellambito delle soluzioni espresse. La legge delle citazioni determina una sconfitta alla libert dei giuristi. La legge delle citazioni una legge occidentale, e verr applicata anche ad oriente. Limpero si divide in due partes, loriente e loccidente, ma trover applicazione in oriente ma con una modifica, potranno essere usate in giudizio anche le opere dei giuristi citati da questi 5, a condizione che sia presente lopera originale citata. Leges, costituzioni imperiali, a partire da Augusto va a incrementarsi la mole di costituzioni imperiali. Queste raccolte si chiamano codici privati: privati vuol dire che questi codici non vengono redatti in virt di un codice ufficiale, vengono redatti da privati, probabilmente giuristi che lavoravano nellambito della cancelleria imperiale, non avevano carattere imperiale. Codice un termine dal punto di vista tecnico, che indica la raccolta di leges (raccolte di costituzioni imperiali) avvenute per iniziativa privata. Il codice Gregoriano e il codice Ermogeniano sono i pi antichi. Il codice Gregoriano principalmente una raccolta di rescritti raccolti in libri, ma ci arrivato in modo molto frammentario. Il codice Ermogeniano unappendice di aggiornamento, era un solo libro, quindi ridotto, da quanto ci pervenuto sappiamo che conteneva scritti appartenenti a un breve periodo. Con Teodosio II si stabilisce che si deve essere emanato un nuovo codice, la gestazione di questo codice molto lunga e complessa, il tutto comincia nel 429 d.C. viene nominata una commissione, e si pensa di dividere il lavoro in 2 codici. Una raccolta di costituzioni da Costantino in poi, per il censimento del materiale. Viene pensato anche un secondo codice destinato alla pratica, in cui si sarebbe fornita una scelta delle costituzioni emanate dallinizio del principato con solo quelle in vigore. Nel 435 il progetto uno solo, un unico codice. Un codice che doveva raccogliere le costituzioni emanate da Costantino in poi, solo quelle che avevano carattere generale e erano in vigore. Questo codice vede la luce nel 439. Non solo una composizione orientale, ma ha anche valore nella parte occidentale. Nel 476 cade limpero doccidente e rimane viva solo la parte orientale, e diventa protagonista attraverso lopera di Giustiniano Imperatore dal 527. GIUSTINIANO

lultimo imperatore della Romanit, persegue unimpresa di sistemazione del diritto tale da far identificare con essa, per secoli, la stessa nozione di diritto romano. Limperatore si sente il tramite tra gli uomini e la divinit, i cui fini egli deve realizzare sulla terra, tramite la monarchia universale romana. Limperatore vuole la sistemazione dellordinamento giuridico, eliminando ci che delle norme appare superfluo e contraddittorio, dando ad esse certezza e immutabilit. Il Primo Codice Appena salito al trono, Giustiniano d attuazione ai suoi progetti. Pende liniziativa con una costituzione, che d il via ai lavori, ed individuata, come le enciclopediche papali, con le parole iniziali. Nomina una commissione, presieduta da Giovanni di Cappadocia, con il compito di redigere una nuova raccolta di costituzioni imperiali. I materiali vengono prelevati dalle raccolte private rese ufficiali da Teodosio, cio i codici di Gregoriano ed Ermogeniano e la raccolta ufficiale del Teodosiano. Il Digesto Con la costituzione Deo auctore, nel dicembre del 530, viene programmata la pi complessa e ambiziosa delle opere. Si istituisce una commissione, che chiamer al suo fianco sedici collaboratori. Sono il ministro del tesoro Costantino, quattro professori e undici avvocati del foro imperiale. Si coniugano cos scienza e pratica, per un lavoro che deve estrapolare dalla sapienza antica i materiali utili al presente. I commissari devono estrarre dalle opere dei giuristi aventi il ius respondendi, tutti i passi necessari, ricomponendo i frammenti utilizzati allinterno di una vasta opera di 50 libri. Lopera si chiamer, con vocabolo della giurisprudenza classica, Digesta (da dirigere, ordinare) ovvero, alla greca, Pandette. Con il digesto viene radicalmente modificato il regime postclassico dei iura. Il digesto consta di 50 libri, suddivisi in titoli la cui rubrica si fornisce largomento. Lordine della materia , per la parte privatistica, quello dellEditto perpetuo. Le istituzioni Mentre la redazione del Digesto volgeva al termine, Giustiniano dava informalmente ordine a una commissione, presieduta da Triboniano e composta da Teofilo e Doroteo, rispettivamente professori delle universit di Costantinopoli e Berito. Le Iustiniani Istitutiones sono pubblicate, ancor prima del Digesto, con la costituzione Imperatoriam. Il libro non solo uno strumento didattico, Espressione della volont imperiale, esso ha in tutto e per tutto valore di legge. Giustiniano lo afferma solennemente nella Imperatoriam, ove lo equipara alle costituzioni, dove le Istituzioni vengono accomunate al Codice e al Digesto in un unico destino legislativo. Gli eventi occorsi negli anni tra il 529 e il 533 condussero allinevitabile superamento del Novus Iustinianus Codex. Al di fuori di questo vigevano infatti molte e importanti pronunce imperiali emanate tra la redazione del Codice e linizio dei lavori per il Digesto al fine di risolvere controversie insorte tra gli antichi giuristi, le costituzioni emanate durante lattivit dei commissari per risolvere i problemi presentatisi durante la redazione dellopera. Vi erano inoltre norme da eliminare perch superate per effetto delle iniziative intermedie. Non sappiamo quando siano iniziati i lavori per la nuova dizione del Codice. Abbiamo per la costituzione che lo promulga nel novembre del 534 facendolo entrare in vigore il 29 divembre, da cui apprendiamo la composizione della commissione, di cinque membri, preseduta ancora una volta da Triboniano. Il compito di questa era di aggiungere nuove costituzioni e togliere quelle superate, con facolt di modificare i testi ove necessario. Si divide in 12 libri. Cos come nella partizione del materiale lultima raccolta ufficiale del mondo romano si collega alla prima, la legge delle XII tavole. Le Novelle In un arco di tempo relativamente breve si era compiuta la rinnovazione del manuale istituzionale e la sistemazione dei iura e delle leges. Giustiniano non pu tuttavia illudersi di aver fermato per sempre il diritto. Concludendo lopera con la pubblicazione della seconda edizione del Codice, egli, mentre vieta la citazione di costituzioni in esso non ricomprese, eccettua quelle che si render necessario emanare in seguito. Di norme future viene prevista non solo la statuizione, ma anche la raccolta, indicata col titolo di Novelle costituzioni.

La materia trattata prevalentemente di diritto pubblico. Le costituzioni di argomento privatistico, non molto numerose, apportano tuttavia diversi elementi di novit e anche di rottura, con lavvenuta compilazione, particolarmente nella materia delle persone e dellereditLe Novelle. In assenza di una raccolta ufficiale, ci sono pervenute attraverso collezioni private. Nel novembre del 565 muore Giustiniano. La sua opera modello e punto di riferimento nei secoli e ancora la sua morte p il termine simbolico di una millenaria esperienza giuridica. Seconda parte del corso La nozione di persona e gli status personarum Lintero diritto creato per le persone. Negli ordinamenti giuridici moderni, tutti sono dotati di quella che noi chiamiamo capacit giuridica (la capacit di essere titolari di diritti e di obblighi), ma non tutti, a causa di ragioni di et o di malattia hanno capacit di agire (la capacit di compiere atti che ricadono nella nostra sfera giuridica). In diritto romano queste categorie non erano note. Per i romani il termine persona polisemantico, si parla di persona in senso biologico e di persona in senso giuridico. Persona in senso biologico anche lo schiavo, ma non persona giuridica, lo schiavo per il diritto romano res cosa, quindi di propriet di qualcuno. I diritti e i doveri dello schiavo ricadono su qualcun altro, che il dominus, il padrone. Il filius paragonato a uno schiavo per lordinamento nei confronti del dominus Capacit giuridica e capacit di agire sono creati dal diritto moderno, non erano presenti nel diritto romano. Li utilizziamo per capire similitudini e diversit. Nel nostro ordinamento la capacit giuridica qualcosa di pi ampio rispetto alla capacit di agire, perch tutti hanno capacit giuridica, ma non tutti hanno capacita dagire. Questo quadro quasi rovesciato nel diritto romano. Nel diritto romano ci sono delle persone che sono tali in senso biologico, ma non lo sono in senso giuridico, questo vale non solo per gli schiavi, ma anche per i soggetti in potest del pater. Lo schiavo nel senso biologico una persona, ha delle capacit intellettive, pu compiere atti, ha capacit di agire, il problema che le conseguenze di questi atti non cadono sullo schiavo, ma sul padrone, perch non hanno capacit giuridica. Il figlio pu compiere atti giuridicamente rilevanti, per questi atti, come nel caso dello schiavo, ricadono sul padre e non il dominus. Lo schiavo res, parte di un patrimonio, il figlio no, non avr capacit giuridica, ma non res, non ha un valore economico. Nel diritto ultimo la situazione dei figli si evolve Se uno schiavo riceve uneredit, va al dominus, se ne ha interesse, perch lo schiavo non pu avere patrimonio. La patria potestas potenzialmente perpetua, ma la vita media era bassa, era intorno ai 40 anni. Alla morte del titolare della patria potestas, anche il nonno, alla morte dellavo, rimane sottoposto al padre effettivo. Parliamo di conseguenze civili, le conseguenze penali tendenzialmente tendono a essere personali. Quando si acquista lo status di Persona (in senso biologico)? Si pensa, ovvio, quando si nasce. invece no, il diritto romano dava valore soprattutto di aspettative sotto il piano delle successioni, anche i concepimento. Il concepito pu essere soggetto di diritto. Quando si nasce? Al primo vagito, per dimostrare la vitalit. La manifestazione di vita espressa dal primo respiro o altre manifestazioni di vitalit. Deve avere anche capacit di sopravvivere, magari nasceva vivo, ma a causa di malformazioni non sopravvivevano, oppure venivano uccisi, perch non potevano definirsi persone. I romani non avevano registri dello stato civile. Lo stato non provvedeva allarchiviazione dei dati personali. Non c unanagrafe, semplicemente tutto rimesso ai dati del censimento e alla pubblica conoscenza, tutto questo semplicissimo in una realt ristretta, ma in una grande citt la cosa pu essere pi difficile. I cambi di stato erano chiamati capitis diminutio, diminuzione della testa, individuano generalmente la perdita da parte di un gruppo di ununit (persona in senso giuridico). Sono di 3 tipi: .Maxima: riguarda lo status liberatis, si ha quando si perde la condizione di libero, e si diventa schiavi, questo possibile

.Media: riguarda lo status civitatis, si ha quando si perde la cittadinanza romana, non hai pi la piena capacit giuridica di una persona in senso biologico. .Minima: si ha quando un soggetto esce dalla famiglia e quindi esce dalla patria potest, o per atto volontario del titolare della patria potest, attraverso lemancipazione. Summa divisum personarum, dice Gaio e dir Giustiniano nelle istituzioni: Liberi e schiavi, le persone in senso biologico possono essere o liberi o schiavi. Schiavi si nasce e schiavi si diventa subendo una sapitis deminutio maxima. Perch il mondo antico conosce la schiavit? Chi nasce schiavo? Si nasce schiavi perch si partoriti da madre schiava, qui c una rivincita al femminile. Mater semper certa est, quindi la condizione la fissa la madre. Ma a quale momento la madre deve essere libera? Allinizio si guarda al momento del parto, ma se uno viene concepito da madre libera e diventa schiava prima di partorire. Se viene concepito da madre libere libera nascer libero, si favorisce lo status di libero, il favor libertatis. La madre concepisce schiava, diventa libera, ma al momento del parto ritorna schiava, per il favor libertatis, il nascituro nasce libero. Schiavi si diventa, principalmente per prigionia di guerra, e si viene venduti come schiavi, anticamente si poteva diventare anche schiavi anche in virt di debiti non pagati. Il maggiore di 20 anni che si fatto vendere per condividere il prezzo: qui entra in gioco il pretore, ovvio che le prime volte, poich colui che si fatto vendere purch abbia pi di 20 anni, per condividere il prezzo, e adesso rimani schiavo. Come punizione per il comportamento fraudolento. Il Senatoconsulto Claudiano (normativo) Prevede un divieto e delle sanzioni: divieto alla donna libera che si unisce con uno schiavo altrui, la sanzione per la donna pu essere quella di perdere la libert. Il dominus dello schiavo deve mettere in avviso la donna libera prima di passare alla denuncia. Perch si va a sanzionare il rapporto di una donna libera con uno schiavo altrui? Una donna pu possedere degli schiavi, infatti la sanzione prevista solo per schiavi altrui. In epoca post-classica nel periodo del dominato sar vietato il rapporto anche con schiavo proprio, ma a quel punto evidentemente il divieto diventa di ordine etico-sociale. Lo schiavo altrui viene deteriorato dalla relazione con schiavo altrui. Il nato da questa relazione nasce libero, il problema non si pone con lo schiavo proprio, invece con il dominus dello schiavo, su quei figli quindi non ha nessun diritto di alcun genere, non sono in potest di nessuno, sono sui iuris. Quindi la donna diventa schiava se non tronca la relazione in tal modo il figlio sar sotto la potest del dominus dello schiavo. Giustiniano abolisce il Claudiano, perch la costituzione era ritenuta femminista, non consono al modo di pensare dei nostri tempi pi evoluti. Si pu nascere schiavi e diventare liberi (pi facile e pi frequente) La libert, si acquista: o per volont del dominus o per leges in virt di una disposizione, in virt di un atto del dominus. Lo schiavo una res, il padrone pu concedergli la libert, questo strumento la manumissio, la manomissione, allontanare dalla mano del dominus. Un soggetto schiavo pu acquistare la libert in virt di meriti propri o di demeriti del dominus: ci sono casi in cui lordinamento prevede che la libert venga conferita allo schiavo a titolo di premio, si parla di diritto premiale, sono casi previsti allinizio del dominato. Ottiene la libert lo schiavo che abbia denunciato addetti alla monetazione che abbiano contraffatto monete, lo schiavo ottiene la libert, una legge che serve per controllare coloro che sono addetti alla monetazione. Lo schiavo che abbia denunciato un disertore, ottiene la libert. C un interesse pubblico in questa legge. Lo schiavo che abbia denunciato un reato di ratto passato sotto silenzio, perch ratto e non rapimento, il fenomeno non era a fine del riscatto, era un rapimento a fini di matrimonio. Caso dellinnamorato che rapisce lamata.

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Esistono altri casi in cui il dominus viene sanzionato: il caso in cui il dominus abbia abbandonato lo schiavo malato (che era fondamentalmente un costo, un peso economico). Perde la dominica potestas, e lo schiavo acquista la libert. Se o schiavo guarisce non ha pi nessun dovere nei confronti del dominus. Se la schiava viene venduta con la clausola ne prostituatur, quindi non potr essere prostituita, qualora colui che lha acquistata, contravvenga allimpegno assunto, la sanzione prevede la perdita della potest della schiava che pertanto diventer libera, a causa del comportamento illegittimo del dominus. La manomissione Si fa in vari modi, alcuni previsti dal diritto civile (comizi, plebisciti, senatoconsulti), altri dal diritto pretorio (editti dei magistrati). Sono diverse le conseguenze. Lo schiavo manomesso acquista lo status di libertino. I liberi si dividono tra ingenui, che sono nati liberi o che lo sono diventati, i libertini. I 3 modi previsti dal diritto civile (cio quelli pi antichi): - Censu: in virt del censo, ogni pater familias dichiarava lentit della propria famiglia, in questo contesto poteva essere iscritto nelle liste dei cittadini lo schiavo, in sostanza era un atto volontario del dominus iscrivendo il proprio schiavo nella lista dei cittadini lo liberava. Lo schiavo lo potevo liberare solo ogni 5 anni. - Vindicta: poco utilizzata perch procedura complessa, inter vivos, quindi che serve a manomettere lo schiavo quando siamo vivi, complesso, ma immediato, una sorta di sceneggiata, in sostanza tutto avviene sotto forma di un finto processo. Ci implica la presenza di un magistrato. Si fingeva anche che un amico del dominus dichiarasse libero lo schiavo e il dominus non ribatteva, quindi lo schiavo diventava libero. Un silenzio assenso. A questo punto, si usava la vindicta, un bastoncino di legno con sui si toccava lo schiavo. In virt di questa finzione al pretore non rimaneva altro che proclamare la libert dello schiavo. - Testamento: Forma di manomissione che produce la liberazione dello schiavo, ma non immediata, nel testamento posso scrivere che il mio schiavo venga liberato, lo schiavo parte del patrimonio, quindi posso stabilire che lo schiavo sia libero. Ci predispone la morte del dominus. Questa manomissione compiuta dallerede. Quindi rimane il rapporto di patronato. Il liberto deve riverenza nei suoi confronti. Nascono anche forme di manomissione previste dal pretore: Inter amicos: Dico che voglio che il mio servo sia libero, per esempio durante una passeggiata tra amici, che diventano testimoni della liberazione dello schiavo. Per mensam: In un banchetto, una derivazione di quella inter amicos, il dominus dichiara davanti a testimoni la sua volont di liberare lo schiavo. Anche se ubriaco, e la mattina dopo non si ricorda pi nulla, lo schiavo rimane libero. Per epistolam: Scrivo una lettera e dico che voglio che il mio servo sia libero, molto veloce pratica e snella. Lultimo modo di manomissione di origine cristiana ed previsto da Costantino, prevede la manomissione in eclesia, in chiesa, una derivazione della manumissio inter amicos, la manomissione davanti a testimoni. Le altre distinzioni nellambito del diritto delle persone Tra i liberi si distinguono gli ingenui dai libertini. Lingenuo colui che nato libero, libertino colui che libertino diventato. Chi sono gli alieni iuris? Chi sono coloro che non sono soggetti di diritto o titolari di capacit giuriedica: gli schiavi, i figli in potest quindi i discendenti in potest, la moglie in mano, e coloro che sono in mancipio. I sui iuris sono coloro che sono soggetti di diritto, quindi non sono sottoposti a nessun altri diritto. Cos la manus? La moglie pu essere sottoposta alla manus del marito o dellascendente del marito, e quindi essere rispetto al marito, in luogo di figlia. Cio la moglie in mano equiparata a un figlio, quindi il marito ha lo stesso potere, o potere analogo a quello che ha rispetto ai propri figli, per c una differenza, nei confronti dei figli esercita la potestas, nei confronti della moglie esercita la manus. La moglie che in manus in luogo di figlia, una finzione giuridica. Se il marito in potest, la mano la acquista il suo ascendente, quindi donna in mano, perch non detto che sia esercitata dal marito. Tutte le donne quando si sposano sono in mano? No, non tutti i matrimoni

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comportano lacquisto della manus. Listituto della manus e del matrimonio sono diversi, a parte in un caso, quello della confarreatio, un matrimonio solenne, che normalmente viene utilizzato tra coloro che appartengono alle pi alte classi sociali e consiste in una cerimonio in cui viene tagliato un pane fatto con il farro, una sorta di torta nuziale, lacquisto della manus conseguente al matrimonio stesso. Il marito non sempre voleva la moglie in manus, perch fare entrare la moglie nella propria famiglia consisteva nel farla uscire dallaltra famiglia, uscendo dallaltra famiglia perdeva i diritti di successione del padre della moglie, perde le aspettative successorie per il diritto civile. La manus si acquista: Farreo: sopra Uso: la donna in mano, se per un anno intero non si allontana dalla casa coniugale, il matrimonio gi in atto (quindi non era confarreatio), la mano viene acquistata con la convivenza non interrotta, se la donna si allontanava 3 giorni e 3 notti dalla casa coniugale, ogni anno, in caso di volont contraria, la manus non veniva acquisita. una sorta di usucapione. Per i romani (nella legge delle 12 tavole, la donna era un mobile). Coemptione: la donna viene comprata, lacquisto della moglie mediante un pagamento di un prezzo in denato, non pi basato sul pagamento di un prezzo, ma pi in modo simbolico, arcaico, non pi esistente nel diritto romano, forse solo nelle origini. La patria potestas tendenzialmente perpetua, perch si estingue con la porte del titolare della patria potestas stessa. il tessuto connettivo della famiglia romana. un istituto di ius civile, un diritto che riconosce al pater famiglias, dal ius civile. una particolarit del diritto romano. In che cosa consistono i poteri del pater familias, sono poteri tendenzialmente illimitati, potremmo dire che in origine, il pater esercita nei confronti dei discendenti nei poteri simile al potere esercitato sugli schiavi, attenuato dallaffetto, da un punto di vista giuridico per analogo a quello che esercita sui propri schiavi. Quindi il riconoscimento al pater familias del cos detto ius vitae ac necis, il titolare ha nei confronti dei discendenti il diritto di vita e di morte, ha la facolt di disporre della loro vita a suo piacimento. Questo potere viene attenuato in virt di una serie di controlli sociali. I censori dovevano occuparsi dei comportamenti illegittimi che i cittadini tenevano, sia in ambito sociale che in ambito familiare. Nei fatti non viene esercitato, soprattutto la facolt di disporre della vita dei discendenti. Non si ha notizia di padri che uccidono i propri figli. Questi poteri variavano in base al periodo storico, una sorta di grafico ad onde per quanto riguarda la forza di questi poteri. Il potere del padre si attenua, ma si modifica. Gli viene riconosciuto lo ius corrigendi, un potere correttivo molto forte. In ius exponendi: Il padre ha la facolt di esporre i propri figli o discendenti, di abbandonarli, legato al diffondersi di centri di accoglienza legati alla religione cristiana, spesso abbandonato veniva raccolto in virt dellintervento di quelli che genericamente definiamo organismi religiosi. Almeno in origine colui che raccoglie lesposto, pu stabilire a sua discrezione lo status giuridico. Potr decidere a quale titolo tenerlo presso di se. Giustiniano cambier questa prospettiva e dir che comunque agli esposti dovr essere riconosciuto lo statu giuridico di ingenui, nati liberi, quindi proibisce la facolt di scelta dello status dellesposto. In ius vendendi: Il pater pu anche vendere i propri discendenti, il venderli fa si che si perda lo status di libero, la vendita implica la perdita della libert. Lordinamento prevede delle attenuazioni. Possono essere venduti solo figli sanguinolenti, quindi appena nati. Solo in una condizione, cio che la famiglia non sia in grado di provvedere al sostentamento del figlio stesso. La povert poteva giustificare la vendita di un figlio. Il figlio pu sempre essere riscattato, qualora si modificassero le condizioni economiche della famiglia, il pater ha il diritto di riscattare, quindi riacquistare il figlio che ha venduto, che diventer libero nel momento che verr riacquistato. Il grande potere iniziale svanisce, ma poi ritorna con questi nuovi poteri trasformati. Ci sono dei modi per fare cessare la patria potestas, il pater familias pu rinunciare alle proprie facolt, con lemancipazione. Mancipio

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Le persone si trovano in uno stato di provvisoriet, in una situazione tipicamente transitoria, coloro che venivano venduti. Normalmente queste vendite comportavano lacquisto di un potere di facolt simili a quelle del padrone che aveva nei confronti degli schiavi, coloro che venivano venduti erano in una condizione non propriamente servile, ma era assimilata a quella degli schiavi. Nella legge delle XII tavole si diceva che il padre che avesse venduto il figlio per 3 volte, perdesse la potest, questo sanziona labuso delle facolt del pater. Colui che veniva venduto, era in una posizione analoga dello schiavo ed era in mancipio, lidea che i figli potessero vendute pi di una volta, erano probabilmente delle vendite a termine, portavano allacquisto del potere sul figlio altrui, in modo temporaneo, si dice in base ai periodi legati alla coltivazione del fondo. I romani, sulla base di quella norma, costituiscono un istituto, che prende il nome di emancipazione. Emancipazione Viene creato e adattato sulla base della norma delle XII tavole che sanzionava il pater ce vendesse il figlio per 3 volte. Se il pater familias vuole emancipare il discendente, vende il proprio figlio, esercita il ius vendendi, una vendita fittizia, il terzo acquirente manomette il figlio altrui, come se fosse uno schiavo, il figlio altrui torna al pater, lo vende di nuovo e torna in mancipio, viene manomesso e torna in potest dellascendente, fino a 3 e alla terza vendita, in questo modo si libera dal vincolo di potest, lacquirente per la terza volta non manomette il figlio, per evitare il rapporto di reverenza, e diventava un soggetto potenzialmente ereditario. Invece di manomettere, lo rivende al padre, a questo punto abbiamo un nostro discendente che non ha pi in potest il discendente, ma in mancipio, e a questo punto lex titolare della patria potestas lo manomette. In questo modo noi abbiamo compiuto una capitis deminutio minima, quel soggetto ha la piena capacit giuridica, acquisisce la possibilit di avere patrimonio, e in caso di morte prematura va allex detentore della patria potestas. E la figlia e i nipoti? Si deve applicare il meccanismo delle 3 vendite? No, la norma era prevista per i figli maschi. Per le figlie si faceva vendita, rivendita e manomissione da parte dellex detentore della patria potestas. Il nipote come la figlia, basta una sola vendita. Questo meccanismo va avanti per secoli, sar poi Giustiniano nel 531, in cui Giustiniano dir che lemancipazione si fa mediante unapposita dichiarazione fatta a un funzionario. Per Giustiniano le persone alieni iuris erano o sotto dominus o sotto pater familias, non esisteva pi la mancipio, ecc. Assistiamo a una semplificazione degli status personarum. La patria potestas si acquista in via naturale con dei discendenti, ma si pu acquistare anche in altro modo. Ladozine Pu riguardare soggetti sui iuris e soggetti alieni iuris, a seconda delle due situazioni vi sono delle diversit: - arrogazione: si ha quando viene sottoposto alla potest altrui un soggetto che era un soggetto sui iuris. Come si compie e quali conseguenze giuridiche poduce? Si compie auctoritate populi, unadozione fatta in forma pubblica. Acquisto il suo patrimonio ed eventualmente anche i suoi discendenti. Fondamentalmente si creavano gruppi di potere. Larrogatore arroga un altro soggetto, larrogato. Perch uno dovrebbe voler farsi arrogare, conviene anche a lui, larrogato perde il patrimonio e la piena capacit giuridica, ma anche vero che acquista delle aspettative successorie. - adozione: si ha quando vengono sottoposti alla potest soggetti che erano gi sottoposti a potest altrui. Il problema che abbiamo una potest da estinguere e allora si adatta alladozione il sistema delle vendite e manomissioni, nel momento in cui sar uscito dalla vecchia patria potesta, in atto finale ladottante, adotta il figlio tramite il riconoscimento. Si svolge davanti al magistrato (almeno nella sua ultima fase). In diritto giustinianeo si trasformano le modalit. Gaio si pone 3 quesiti e da 3 risposte: - Pu una donna adottare un figlio? No, perch non pu esercitare la patria potest. In diritto Giustinianeo le donne non possono adottare, come conforto nel caso la donna abbia perso i propri figli, ma possono tenere i figli presso di loro. - Pu essere adottato da uno pi giovane? In origine non cerano limitazione, ma Giustiniano la limita alla natura, impossibile che chi sia nato sia pi vecchio. Ci deve essere una differenza di et tra ladottante e ladottato, ci deve essere una differenza di almeno 18 anni.

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- Pu un impotente adottare un figlio? Qui si differenzia tra impotenti e castrati, in natura i castrati non possono adottare perch impossibile, invece nel caso degli impotenti non cosa sicura, quindi permessa. Nel periodo del dominato, mediante rescritto si fa larrogazione, quindi interpellando limperatore. Perch il potere si spostato dal popolo del periodo repubblicano allimperatore. Giustiniano modifica la forma delladozione, anche questa si fa davanti a un funzionario competente. Ne modifica leffetto tipico delladozione, quello di fare acquisire la patria potestas, Giustiniano distingue tra due tipi di adozione: .ad optio minus plena: meno che piena, non produce tutti i suoi effetti, leffetto che essa produce quella di fare acquisire da parte delladottato diritti di successione nei confronti delladottante, mantenendolo per sotto la patria potestas originaria. .ad optio plenissima: unadozione a tutti gli effetti. Quando produce gli effetti tipici, il trasferimento effettivo della patria potestas. Le donne possono adottare in diritto Giustiniano, perch nel caso della ad optio minus plena ci sono dei pater che non hanno la patria potest. Quindi ormai le donne potranno adottare, perch ladozione, in alcuni casi, non ha pi leffetto tipico della patria potestas. Il diritto decideva il tipo di adozione che andati a compiere. Se ladozione compiuta da un estraneo, ladozione minus plena, se invece ad adottare lascendente naturale, ladozione naturale. Come fa ad adottare il soggetto ascendente? Lascendente dovrebbe averla gi, ma prendiamo lavo materno, non ha la potest sul figlio di sua figlia. Il Matrimonio La determinazione dello status del nascituro, questo vero al di fuori dellambito del matrimonio, leffetto della nascita la sottoposizione al padre. Cos il matrimonio per i Romani? diverso concettualmente dal nostro. La pi famosa definizione quella di Modestino: Il matrimonio viene visto come coniungtio delluomo e della donna. Innanzitutto la eterosessualit del matrimonio, inevitabilmente cos. Coniungtio da lidea di una certa fisicit, ma per il matrimonio non richiesta la consumazione. Il matrimonio romano dissolubile. Anche Giustiniano ammette il divorzio, in una novella si prende atto, dicendo che tutto ci che umano divisibile. Il nostro matrimonio una dichiarazione, una celebrazione. Per il diritto romano, il matrimonio basato sul consenso, la volont di essere marito e moglie. Questo pensiero deve per essere esteriorizzato, perch ha conseguenze giuridiche per la prole. Nel diritto romano viene valorizzata la continuit del consenso, una volont continua di mantenere viva quellunione, una concezione pi alta di quella che abbiamo noi.Nel momento in cui luomo dimostra di volere unaltra donna immediatamente si scioglie il matrimonio precedente, il secondo si sostituisce al primo. incompatibile un consenso matrimoniale con un precedente consenso. Come bisogna manifestarlo? Non necessaria a livello giuridico una cerimonia. Si cercano indici, che indichino la volont del matrimonio: Ad esempio la costituzione di dote, lapporto patrimoniale della donna con una finalit, quella di contribuire al sostentamento della nuova famiglia. Ci pu essere matrimonio senza dote, ma non ci pu essere dote senza matrimonio. Onor Matrimoni: Rendere socialmente apprezzabile la presenza di una moglie. Per esempio presentandola come moglie nellattivit sociale. Siamo davanti allonor matrimoni, manifestare la volont di avere questa donna al tuo fianco. Deductio in domum mariti: Condurre la donna nella casa del marito. Ha una sua formalit, doveva essere una dimostrazione, un atto esplicito. Ad esempio, prima di entrare in casa, il marito prende in braccio la moglie Il consensus lunico elemento costitutivo, ma nella realt bisogna vedere se si pu essere marito e moglie. Devono essere due soggetti liberi, gli schiavi non potevano contrare matrimonio, e per un iustum matrimonium, cio che produca gli effetti sul profilo giuridico, bisogna che siano due cittadini romani, o due soggetti a cui sia stato concesso il ius connubi,, cio la facolt di contrarre legittimo matrimonio. Ci vuole il raggiungimento della pubert, lastratta capacit di procreare. Per le femmine la pubert fissata in 12 anni, la pubert maschile in 14 anni.

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Il titolare doveva prestare il suo assenso, il padre o avo, doveva dare il benestare. Nel caso del pater furiosus (pazzo con lucidi intervalli) il mentecattus (pazzo del tutti) quindi non pu prestare assenso, ma il furiosus forse si. I due che si dovevano sposare, dovevano aspettare il momento di lucidit. Si risolse la situazione applicando la norma che valeva per la figlia anche ai figli maschi, lassenso. Lassenso pi forte per il matrimonio della figlia o del figlio. Lassenso esplicito per il figlio e il non dissenso da parte del pater della figlia. Giustiniano disse che anche nel caso del figlio bastava il non dissensus, per facilitare la situazione. Ha pi valenza il matrimonio dl figlio, perch il figlio maschio, si auspica la nascita di figli, quelli che nascono da nostro figlio sono sottoposti alla nostra potest, quelli della figlia vanno al padre del marito. Il matrimonio legittimo se ci sono tutti questi elementi e se non ci sono impedimenti. Hanno il connubium coloro che sono in una situazione giuridica tale da contrarre legittimamente il matrimonio. Il matrimonio legittimo era vietato tra classi con troppa differenza, ad esempio un patrizio con la proprietario di unosteria, quindi donna di malaffare. Altri divieti erano stati introdotti dai mandati. Il matrimonio era vietato tra i governatori provinciali e figlie di famiglia della provincia, per evitare che famiglie potenti si legassero al governo. I matrimoni possono essere illegittimi, quindi non possono avere conseguenze giuridiche, con il consensus possono essere sposati, ma non per il diritto romano. Le unioni non matrimoniali ricadono nella definizione di concubinato. Il concubinato lunione stabile al di fuori del matrimonio. Nel caso vi sia lunione con almeno uno schiavo ci troviamo di fronte al contubernium. il concubinato tra schiavi, sempre ununione di fatto. Nel caso della donna ingenua e onesta, cio nata libera e onesta di comprovata moralit, quella non la puoi tenere come concubina, la devi per forza sposare. Altrimenti se non lo fai la reazione dellordinamento durissima, si parla di stuprum, che per il diritto romano non implica la violenza. Per un reato. Ovviamente non ci si pu sposare con una donna gi sposata. La donna gi sposata inplica adulterium, per possibile che un uomo possa avere contemporaneamente una moglie e una concubina. Se la prole nasce allinterno del giusto matrimonio vanno in potest del padre o dellavo, nel caso di figli allinfuori del matrimonio prendono lo status della madre. I figli illegittimi sono di tipi diversi: - Naturali: nati da un unione di fatto stabile che per non soggetta ad alcun divieto. Sono quelli con la condizione migliore, giuridicamente non hanno padre, ma biologicamente ce lhanno. - Spurii (vulgo concepti): nascono da unioni occasionali, i figli che la donna concep dandosi a tutti. Sono figli che non si sa chi sia il padre biologico. - Adulterini e incestuosi: sono illegittimi, il padre si conosce, ma non si poteva avere come padre, perch si sanzionava lunione. La differenza che i naturales (Naturali) possono trasformarsi in legittimi, gli altri no. Con Costantino, ad un certo punto si vieta di lasciare alcunch ai figli Naturali, successivamente si lascer una percentuale della successione. Questa limitazione era voluta a favorire il matrimonio. La legittimazione per susseguente matrimonio (nel caso di figli naturali), un provvedimento che va a regolarizzare la posizione dei figli, per spingendo il matrimonio. Costantino la definisce transitoria, sar Giustiniano a fissarla. Da Teodosio II ne introduce un altro (tra Costantino e Giustiniano): - Oblatio curie: la legittimazione per offerta alla curia, il sistema della riscossione delle imposte, a partire da Diocleziano utilizzava i decuriones, o curiali. Erano i senatori delle assemblee locali. Veniva iposta una determinata quantit di denaro. Se una comunit non riusciva a pagare la somma richiesta, veniva sanata dal decurione. Non essendo pi un lavoro vantaggioso i decurioni si arruolano nellesercito, si dedicano alla vita ecclesiastica, pur di scappare al lavoro si crea un epoca di crisi. Quindi puntano sulla sensibilit dei padri, se offri il figlio naturale alla curia per fare il decurione, le limitazioni alla successione vengono meno, nellinteresse di tutti. Non diventa subito legittimo, ma pu ricevere mortis causa la successione del padre. un istituto usato meno rispetto alla legittimazione con matrimonio. Giustiniano introduce un terzo modo: Si pu fare anche per rescritto dellimperatore.

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Il figlio naturale lo posso solo arrogarlo, (perch non sotto la potest di nessuno). Ma lordinamento vieta anche ladozione, per evitare che un soggetto faccia arrogare da un amico e poi successivamente vi faccia ladozione, quindi per favorire la legittimazione per conseguente matrimonio. Il divorzio ammessa in tutto il diritto romano, in epoca post-classica per viene limitata, potete divorziare, ma sarebbe meglio che non lo faceste. Non si afferma mai linsolubilit del matrimonio, ma si penalizza il matrimonio, sanzionandolo. Il divorzio consensuale: i due vogliono divorziare,quindi pienamente legittimo. Divorzio per colpa di uno dei due coniugi: quindi avviene iusta causa, che legittima il divorzio. Al di fuori delle giuste cause il divorzio illecito, ha conseguenze di tipo patrimoniale economico. Il divorzio bona gratia: il caso tipico il divorzio incolpevole, quando un coniuge decide di prendere voti, la vocazione ecclesiastica. Il divorzio un istituto che scioglie il matrimonio, anche se a volte considerato illegittimo. Le Obbligazioni Le fonti dellobbligazione, le cause che originano lobbligazione stessa. un vincolo giuridico, che ha origine in virt di determinati atti e fatti. Le fonti delle obbligazioni posono essere: il contratto o latto illecito. Le res cotidianae vanno nel digesto sotto il nome di Gaio, nonostante ci, alcuni sostengono non sia di Gaio, ma una rielaborazione postclassica. Nelle res cotidiane il sistema delle fonti delle obbligazioni risulta modificato rispetto alle istituzioni, Lobbligazione sorge da contratto, da atto illecito, ma anche da varie figure (causarum figure). Quindi ci sono altre figure che fanno sorgere lobbligazione, ma che non sono riconducibili, ne alla categoria del delitto, ne alla categoria del contratto. Gi nelle istituzioni si nota una insoddisfazione da parte di Gaio nella bipartizione, la maggiore difficolt costituita dal pagamento dellindebito (un soggetto che si crede debitore paga per errore a un altro), qual la conseguenza? Comporta il sorgere di unobbligazione, di restituire da parte di chi ha ricevuto indebitamente. Ma chi paga per errore vuole estinguere la presunta obbligazione, e invece esattamente il contrario. Questo non si riconduce alla definizione del contratto, perch la volont delle parti rivolta a un effetto diverso da quello prodotto. Gaio era un giurista abbastanza modesto, era un insegnante, quindi si rifaceva a modelli gi esistenti. Il contratto per Labeone quello che prevede prestazioni corrispettive, Labeone ci definisce il contratto in modo molto ristretto, in quanto per noi quelli sono solo i contratti bilaterali, cio quelli in cui c uno scambio di prestazioni. Compravendita, locazione e societ. Il mutuo un contratto reale che produce obbligazione in capo solo a un solo soggetto, quindi fuori dalla definizione di Labeone. Il comodato o prestito duso, un contratto bilaterale imperfetto, comunque non c un comportamento corrispettivo, c uno sbilanciamento. il polo opposto il contratto per Gaio, tutto ci che non atto illecito contratto. Noi distinguiamo diverse forme (tipologie) di contratto: Sono fondamentalmente di due tipi, contratti consensuali e reali. I contratti consensuali sono quelli che si perfezionano con il consenso Anche nel contratto reale si perfeziona con il consenso, ma non basta perch il contratto si concluda, reale perch richiesto un elemento in pi, richiesta la consegna. Il comodato, il deposito. Si distinguono per il momento perfezionativo. La nozione di Labeone estremamente riduttiva. Gaio faceva riferimento a una concezione di contratto pi antica, che era contrapposta a quella di Labeone. Queste concezioni non coincidono con la nostra definizione di contratto, quella di Labeone troppo stretta, e quella di Gaio troppo vasto. Il giurista Sestio Pedio, dice, Ulpiano diceva pedio: alla base di ogni contratto ci devessere un accordo tra le parti (questa lidea pi vicina alla nostra definizione). Nellinsoddisfazione di Gaio per il pagamento dellindebito rientra questa definizione.

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Secondo Pedio il contratto consiste nellaccordo. Questo non comporta che ogni accordo sia un contratto. Perch questo discorso? Il sistema dei contratti nel diritto romano un sistema di contratti tipici. Nel nostro ordinamento vige lautonomia contrattuale, purch non sia in contrasto con i principi, pu essere un contratto. Gaio vive 100 anni dopo Pedio ma ha un sistema pi vecchio Il contratto verbale per eccellenza la stipulatio: lo scambio di domanda e risposta. Non si perfeziona con laccordo ne con la consegna, lo scambio delle parole ovvio che implica laccordo, ma se non dico le parole corrette previste dalla stipulatio non stipulatio, laccordo quindi non basta, necessario pronunciare in modo solenne precise parole. Giustiniano non ci da nuove notizie in termini di contratto, lui gi bizantino, a lui non gli va bene la tripartizione. La bipartizione non gli va bene, ma neanche la tripartizione. Cosa si inventano i compilatori delle istituzioni? La quadripartizione: al posto della figure varie trovano altre 2 suddivisioni, i quasi-contratti e i quasi-delitti. La quadri partizione dovuta probabilmente allamore per la simmetria. I quasi-contratti, gestione daffari, il pagamento dellindebito, non sono dei veri e propri contratti, ma non sono neanche dei delitti, si avvicinano di pi ai contratti, quindi quasi.contratti. I quasi-delitti, sono degli illeciti non dolosi, sono illeciti colposi, quindi diversi dagli illeciti tipici. I contratti reali Il contratto reale pi antico il MUTUO, lunico contratto riconosciuto dal diritto civile - Il mutuo: contratto reale mediante il quale il soggetto (mutuante) consegna a un altro soggetto (mutuatario) una somma di denaro o altre cose fungibili (cose che si pesano, si contano e si misurano) con la conseguenza di fare insorgere al mutuatario lobbligazione di restituire altrettanto dello stesso genere e della stessa qualit. Tranne per un aspetto il mutuo romano uguale alla nostra concezione di mutuo. La consegna (le cose date a mutuo, diventano del mutuatario) implica il trasferimento della propriet, un prestito di consumo. Vengono concesse azioni al mutuante, per riavere indietro il mutuo. la condictio o intimazione, si distingue tra condictio certae rei e condictio certae pecuniae, se la cosa perisce, mi viene rubata, o marcisce. Ci sono dei motivi giuridici, con il mutuo, vi il passaggio di propriet, quindi il mutuatario non ne risponde. Le cose di genere non periscono mai, le cose generiche. Le cose di specie invece periscono. C una differenza con il mutuo odierno Il mutuo romano gratuito, non ha tassi di interesse, nel nostro ordinamento il mutuo si presume oneroso. In diritto romano il mutuo gratuito, non sono previsti interessi, basato sullidea che tu devi restituire quanto hai ricevuto. Il mutuo veniva affiancato a un altro contratto, la stipulatio, un contratto verbale, prima di dare loggetto in mutuo, facevano una domanda: prometti di darmi 10 a titolo di interessi, in relazione al mutuo che ti presto? Si te lo prometto (altrimenti non veniva consegnato loggetto), la pattuizione di interessi su un altro contratto orale, la stipulatio. Il mutuo rimane giuridicamente gratuito, ma economicamente oneroso. La stipulatio un contratto verbale, che a la caratteristica dellastrattezza, cio colui che promette obbligato alla prestazione a prescindere dalla causa, perch la causa normalmente non emerge, anche sine causa sei obbligato per esempio a pagare. Se il mutuo non si conclude, quindi non vi lo scambio, non sussiste neanche la stipulatio dellaccordo per gli interessi. Il comodato ha da un lato delle similitudini con il mutuo e dallaltro con il deposito. Il mutuo viene chiamato prestito di consumo. Il comodato invece un prestito duso. Lantico ius civile non sanzionava la mancanza della restituzione della cosa prestata in deposito o in comodato. I due cotratti subiscono unevoluzione. Con Gaio venivano protetti da due azioni, una in factum (quindi il pretore doveva creare il diritto) da ritenersi la pi antica, e una che invece unazione in ius (come se il codice civile si fosse ampliato), una soluzione successiva, altrimenti non avrebbe avuto senso unazione in factum.

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- Il comodato: un contratto reale mediante il quale un soggetto, che si chiama comodante, presta, consegnando una cosa ad un altro soggetto, che ne pu fare uso nei termini pattuiti, questo soggetto si chiama comodatario, assumendo lobbligo di restituire la cosa ricevuto, su scadenza pattuita o su richiesta. Nel mutuo la consegna implica il passaggio di propriet, nel comodato invece, ci viene prestata con la consegna, momento perfezionativo, ma ovviamente non implica il trasferimento della propriet. Il comodatario si trova in una condizione di detentore, ne ha la disponibilit materiale, ma consapevole di non essere ne proprietario ne possessore. Lobbligo principale quello che grava sul comodatario, quello di restituire la cosa. Il comodante pu essere tenuto a rispondere del pagamento di eventuali danni o al pagamento di alcune eventuali spese che loggetto in prestito abbia cagionato al comodatario. La configurazione di comodato come contratto bilaterale imperfetto, laccordo implica la presenza di almeno 2 soggetti. Quando parliamo di contratti unilaterali, fa riferimento non al momento dellaccordo, quanto al momento delle obbligazioni che sorgono, il mutuo basato sullaccordo, ma un contratto unilaterale perch lobbligazione sorge in capo esclusivamente a uno dei contraenti, il mutuatario, il mutuante non ha nessun obbligo. Nei contratti bilaterali imperfetti, ci troviamo in una situazione zoppa, entrambi le parti possono sorgere delle obbligazioni, ma hanno carattere e natura diversa, le obbligazioni del comodante sono eventuali, solo nel caso di danni o spese causate dalloggetto. Il comodatario che non restituisce pu dar luogo a due azioni diverse, actio comodatis directa ( lazione che intenta il comodante nei confronti del comodatario che non restituisce) e actio comodatis contraria (che quella che intenta il comodatario nei confronti del comodatario che non gli risarcisca il danno e non gli rimborsi spontaneamente le spese. Il comodato un contratto gratuito, se io volessi il pagamento di una somma di denaro come corrispettivo, non siamo pi nel comodato, ma in unaltra figura contrattuale, la locazione. possibile il comodato di una somma di denaro? No, perch non devo restituire il genere, ma loggetto specifico, dovrei restituire le banconote con lo stesso numero di serie. Normalmente non possibile il comodato di denaro. Ci sono altri casi, il comodato ad pompam, ad ostentationem. Per esempio un bene di una rappresentazione teatrale o di una collezione. Nella finzione scenica necessario che compaiano delle banconote, in quel caso vengono restituite non altre banconote, non vengono utilizzate secondo quello che avviene di solito, ma vengono utilizzate solo per la scena. Ci sono alcune circostanze in cui possibile il comodato di una somma di denaro. Il periculum nel mutuo non c, perch passa la propriet, se viene rubato, non ci sono problemi, ma per il comodato se viene per esempio rubata una macchina, come ci si comporta? Chi ne risponde? Le cose di genere non possono perire, se mi vengono rubate delle banconote ce ne sono delle altre. Se ci viene rubata la macchina prestata. Il comodatario risponde in caso di deperimento, colui che ha ricevuto la cosa in prestito, si guardava a quali delle parti era interessato al contratto, chi si avvantaggia del contratto, il comodatario si avvantaggia del prestito gratuito e su di lui ricadono i rischi in caso di negligenza (esempio bicicletta senza lucchetto) il comodatario non risponde del deperimento nel caso fortuito o nella forza maggiore. Comunque la condanna per formulas sempre una condanna pecuniaria, vuol dire che se io non ti restituisco la cosa che mi hai prestato, tu agirai in giudizio, ma non potrai costringermi alla restituzione, ma verrai condannato con una somma di denaro pari al valore della cosa che non hai restituito. Ovviamente per disincentivare questo comportamento la somma di denaro spesso era sconveniente rispetto alla restituzione delloggetto. Anche il DEPOSITO un contratto gratuito, la finalit del comodato e quella del deposito sono diverse, nel comodato ti presto una cosa in modo che tu la possa usare, nel deposito ti consegno una cosa (contratto reale) non perch tu ne faccia quello che vuoi, ma che tu la custodisca. Lapproccio nei confronti della cosa diverso. Il vantaggio dovuto dal contratto, nel comodato va a chi riceve loggetto in prestito, invece nel caso del deposito, va a vantaggio di chi consegna obbligando il depositante (chi riceve) a custodire la cosa in maniera diligente e adeguata.

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Questo incide sul periculum, tendenzialmente il depositario molto inferiore nei confronti del comodatario (che sempre gravato da periculum, a meno che non dimostri il caso fortuito o causa maggiore). I contratti verbali La stipulatio Non la conosciamo pi come categoria di contratto (perch scomparsa?) La stipulatio veniva usata per la costituzione di dote, la causa dellimpegno era il matrimonio, nel caso lunione matrimoniale non abbia luogo, la stipulatio non pu produrre effetto. Il contratto verbale un contratto che si perfeziona con uno scambio di parole solenni, qui c laccordo, implicito, il contratto si perfeziona con lo scambio della domanda e della risposta, lincontro delle volont. Gli schemi verbali utilizzati sono vari. Bisogna differenziare la sponsio dalla stipulatio: la stipulatio pu essere utilizzata anche dagli stranieri, mentre la sponsio esclusiva dei cittadini romani, la sponsio un istituto di ius civile: (Dari spondes? Sponse) nella stipulatio non si pu usare il verbo sponseo, ma sinonimi come promitto (promittis? Promitto) tutto quello che non usa il verbo sponseo stipulatio. Se non si usa la lingua latina anche in modo misto quindi per esempio domande in latino e risposte in greco o viceversa, si arriv a dire che limportante fosse la congruit tra domanda e risposta. Anche se la stipulatio fosse sine causa, il promittente si impegna, a meno che non venga inserita nella stipulatio lindicazione della causa. (nel caso prometti di darmi 100 per la dote? Se il matrimonio non si fa cade la stipulatio. Nel caso invece di prometti di darmi 100? E il matrimonio non si fa, comunque devo dare 100). importante per chi si impegna, stabilire la causa. Con la concessione della cittadinanza romana, inizialmente non era imposto il diritto romano ai neocittadini, ognuno applicava il proprio diritto, quindi il diritto progressivamente entra in contrasto con altri diritti. La stipulatio destinata a sparire, non avviene pi lo scambio di parole, vengono redatti documenti in cui veniva scritta la stipulatio e questi documenti sono destinati a inglobare la stipulatio, anche se non era stata fatta, diviene una pura formalit. Ormai un atto scritto che documenta le volont delle parti, ma ormai nessuno va pi a vedere se c stato uno scambio di parole. La stipulatio si trasforma e perde loralit, lincontro di domande e risposte congruenti. Andando avanti si perde lidea di contratto orale, la stipulatio diventa un contratto consensuale. Giustiniano si occupa della stipulatio in una costituzione, un documento che attesta una stipulatio, attesta la compresenza delle parti, questo documento viene impugnato dalle parti, ma in realt uno dei convenuti non era presente, quindi la stipulatio non pu dirsi efficacemente compiuta, Giustiniano poteva rispondere: se tu attore mi dimostri che quel documento attesta una compresenza fittizia e puoi dimostrare che le parti non erano presenti al momento della redazione del documento, la stipulatio non valida. Ma Giustiniano non risponde cos e afferma il principio della presenza ridotta: colui che agisce volendo mettere in discussione leffettiva valenza della stipulatio non dovr limitarsi a dimostrare che le parti non erano compresenti, ma dovr dimostrare che una delle parti non era presente nella citt in cui risulta concluso il contratto. Basta che teoricamente potessero esserci per la stipulazione del documento (almeno nella stessa citt). Questo percorso fa sparire il carattere del contratto autonomo orale. La promissio iurata liberti: essere libertino comportava degli obblighi, al rapporto dominus schiavo si sostituiva il rapporto patrono libertino, il libertino si obbligava allobsequium e alla reverenza e a compiere delle opere a beneficio dellex dominus, un obbligo di riconoscenza. Consiste nellimpegno del liberto nel momento in cui viene liberato, di prestare determinate opere a beneficio del dominus. Questo avviene attraverso una promissio sostenuta da un giuramento. una dichiarazione unilaterale. La dotis: la dote, ci pu essere dote senza matrimonio, ma non matrimonio senza dote. La dote pu essere data (datio) assegnata (dictio) promessa (promissio). La dotis datio implica limmediato trasferimento. La dotis dictio (assegnata) del tutto simile alla dote promessa, anche qui verbale, ha effetti obbligatori e non reali, ma avviene attraverso una dichiarazione unilaterale di colui che si obbliga non sollecitata dalla domanda dello stipulante. Parla solo colui che si obbliga.

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I contratti consensuali una categoria che si conservata tra gli ordinamenti contemporanei affianco ai contratti reali. Abbiamo visto che nelle altre tipologie di contratto c il consenso, ma servono altre cose (consegna, ecc) invece nel caso dei contratti consensuali sufficiente il consenso delle parti. La compravendita I romani conoscevano unaltra forma antica di compravendita? Questo contratto nasce nella classe commerciale in cui si perfezionava solo con il consenso, rendeva snello e defomalizzata la stipulazione del contratto. Prende spunto dallantica mancipatio, per il diritto classico un atto traslativo un negozio rivolto al trasferimento delle propriet di un bene. Nel rituale dellantica mancipatio, si utilizzava una bilancia e si usava il bronzo come contrappeso. Questa mancipatio in epoca classica non pi una compravendita, ma si trasformata in un atto traslativo, atto a trasferire la propriet di un bene. Nel frattempo si diffusa la compravendita consensuale di compravendita. La compravendita consensuale come gli altri contratti ha effetti obbligatori (nel nostro ordinamento quando compro una cosa, quando diventa mia? Quando vi il trasferimento di propriet? Nel momento in cui c lincontro delle volont, laccordo sul prezzo, ha effetti reali) il contratto reale si perfeziona con la consegna della cosa, la compravendita un contratto consensuale a effetti reali, perch il consenso produce come effetto il trasferimento del bene compravenduto. La compravendita romana ha effetti reali. Giustiniano per influenza di diritti orientali, Giustiniano va a distinguere una compravendita cum scriptis e una compravendita sine scriptis, con o senza documento. Alla compravendita cum scriptis si associa un effetto immediatamente traslativo. possibile rimettere la determinazione del prezzo a un terzo? O ci si basa sulla buona fede di una delle parti? Alcuni dicevano uno e altri dicevano che il prezzo era da stabilire tra le parti. La questione verr risolta da Giustiniano: ammissibile che la determinazione del prezzo, ma se non esiste un terzo, sia determinata da una sola delle parti contraenti. Una permuta: scambio di cosa contro cosa, nel caso della permuta, il prezzo determinato dalla cosa che messa in vendita, la cosa data in cambio il prezzo. Lobbligo del venditore (verrebbe da dire) quello di trasferire la propriet del bene, invece no, lobbligo in capo al venditore quello di trasferire il pacifico possesso del bene (un possesso non disturbato da diritto altrui). Il venditore obbligato a compiere la consegna, la traditio. Lo straniero non titolare di dominium ex iure quiritium (cio la propriet romana) proprietario po essere solamente il cittadino. Non sei proprietario, lo diventi, prima hai solo un possesso pacifico. E se sei cittadino romano diventi proprietario con il passare del tempo tramite lusucapione. Lo straniero non pu usucapire, rimane per in una situazione di propriet peregrina, chi non cittadino romano. Lobbligazione pu determinarsi da fatto illecito, da un comportamento illegittimo. Questi atti, fatti illeciti sono tecnicamente individuati come delicta (delitti) cos come le figure contrattuali sono tipiche, anche i delitti hanno il carattere della tipicit, non qualunque fatto illecito produttivo di obbligazione, ma solo quelli che lordinamento ritiene tali. I quattro delitti sono: - Il furto: privazione di oggetto altrui - La rapina: uguale al furto, ma con luso della violenza, della forza. - Il damnum iniuria dato (danneggiamento): il danno cagionato ad altri ingiustamente, questa visione da attribuire alla lex aquilia (286 a.C. data convenzionale). Il danno aquiliano (nella nostra terminologia comune). Quindi noi pensiamo sia una legge comiziale, qui invece abbiamo una smentita, in quanto sappiamo che la cosiddetta aquilia fu un plebiscito, cera un problema formale, perch vi era lequiparazione della lex e del plebiscito. Nasce sostanzialmente in forza di legge. Prima della lex aquilia esistevano ipotesi in cui il danneggiamento altrui veniva sanzionato? probabile che gi la legge delle 12 tavole prevedesse fattispecie specifiche di danneggiamento

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La lex aquilia era articolata in 3 disposizioni (capitoli). Gaio disse che il secondo caso cadde subito in disuso, sanzionava il caso delladstipulator (costipulante), lo stipulante pu aggiungere un costipulante, uno che pu stipulare con lui, se rimette al promittente il debito, senza che lo stipulante (creditore, colui che ha posto la domanda) ne sia a conoscenza, commette reato. .Il primo capo: in caso di uccisione dello schiavo o dellanimale che facesse parte della categoria dei quadrupedi (si arriv a definire la categoria come animali che pascolano insieme) se vengono uccisi gli animali, o lo schiavo, colui che li ha uccisi, dovr pagare una somma pari al maggior valore del bene venuto meno nellanno. Il danno deve avvenire iniuria: quando si pu dire che sia stato un danno ingiusto? Questo danneggiamento deve venire corpore corpori (materiale). Il danno pu definirsi ingiusto, riferibile a qualunque comportamento doloso o colposo, anche in caso di una culpa lievissima. Perch il valore pi alto dellanno: invece si ipotizza che il risarcimento possa avere un valore maggiore del momento attuale del danno. Es: lo schiavo ucciso, aveva perso una gamba pochi mesi prima, ovviamente valeva poco, per sar responsabile del valore dello schiavo durante lanno, quindi un valore maggiore. .Il terzo capo: una previsione generica, venne interpretato come riferibile a ogni altra forma di danneggiamento, distruzione di cose inanimate, ma anche il ferimento di uno dei soggetti riguardo ai quali valeva la previsione del primo capo (schiavo o animale), luccisione degli altri animali non rientranti nel primo capo. La disposizione parlava di maggior valore nel primo capo, nel terzo si parlava di un anno di intervallo, nel terzo capo invece l intervallo era si soli 30 giorni e si parlava di valore, quindi poteva essere anche un valore medio, quindi non per forza il valore maggiore. Lelemento soggettivo: sono obbligato in relazione al danno che compio su oggetto altrui, e deve essere ingiusto. Il danno pu essere cagionato ingiustamente, ovviamente se il comportamento del danneggiante era di tipi doloso, dalla volont di danneggiare. Se io danneggio una cosa e lho fatto non perch volevo farlo, ma perch il mio comportamento stato disattento, non prudente. Anche il comportamento colposo sanzionato come quello doloso per la legge aquilia. Si rispondeva non solo per il dolo, ma si arriver a dire che si risponde per culpa levissima, colpa minima, una colpa. Il danno inizialmente era corpore corpori, doveva essere un danno materiale, corpore il primo a svanire, quindi il danno rimane materiale, ma perde di valore corpore: con il corpo, non era pi necessario. - Lingiuria Il derubato aveva nei confronti del ladro un diritto alla restituzione e una sanzione a titolo di pena, e tutto era sul piano civilistico, non cera una persecuzione a livello criminale per questi illeciti. La parte lesa chi viene derubato. Con il passare del tempo si sviluppa unevoluzione dai delitti fino allamministrazione criminale. Qual il danno risarcibile? Nelle fonti non viene evidenziato in maniera chiarissima, quello che noi individuiamo non solo come danno emergente, ma anche come lucro cessante. Colui che compie il danneggiamento tenuto non solo per il danno emergente, ma anche per il mancato guadagno che il mio comportamento ha provocato. La propriet Il diritto romano non conosce quello che noi chiamiamo funzione sociale della propriet, il dominium, la signoria tendenzialmente assoluta sulla cosa. Finalizzate a garantire la propriet altrui. Il dominum riservato ai cittadini, lo straniero non poteva essere titolare, era in bonis habere, senza essere domini, la propriet in base al diritto onorario, pretorio. un possesso qualificato, ma non pu dirsi dominus. Il bonis habere prevede che qualcun altro sia dominus della cosa ma svuotato del possesso. Il caso tipico di in bonis habere si ha quando una res mancipi, sia trasferita mediante traditio, senza mancipatio. La grande distinzione tra beni : beni immobili e mobili, ma per i romani questa distinzione esisteva, ma non era la distinzione pi importante. Quella pi importante sono le res mancipi e res nec mancipi. Res mancipi: erano le cose di maggior valore, in realt questa distinzione con il passare del tempo perde distinzione, le cose di maggior valore non sono pi le res mancipi, ma in origine lo erano, erano il fondo e

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tutto quello che riguardava ci che serviva per coltivarlo. Era compresa nella res mancipi la forza lavoro di schiavi. (servit di passaggio, di acquedotto). Erano importanti anche gli animali da coltivazione, i bovini e gli equini. Tutti gli animali che entrano in contatto coi romani entrano nel primo capo della lex aquilia, ma non rex mancipi. Come si trasferisce la propriet delle res mancipi? Richiedono la mancipatio, che si trasformato in atto traslativo. La mancipatio un atto solenne che avviene davanti a testimoni, 5 testimoni, cittadini romani perch di ius civile e devono essere puberi, capaci di capire cosa succede (14 anni). Il libripens (quello che tiene la bilancia) lacquirente e lalienante. Lacquirente percuote il piatto della bilancia con del metallo non coniato, pronunciando parole solenni. Invece di compiere la mancipatio si fa la consegna, la traditio, senza tutta la procedura formale prevista dalla mancipatio, se uno straniero non pu ricevere il dominium, quindi la mancipatio sarebbe inutile, in quanto lalienante obbligato a trasferire solo il possesso. La cosa in bonis, ti comporti come se fosse tua, con il passare del tempo un cittadino romano usucapisce, uno straniero non potr usucapire, rimarra in possesso della cosa in bonis (possessore qualificato). Perch viene riconosciuta di rilevanza, perch di ogni cosa se ne pu perdere il possesso, si pu essere privati, ma se il dominus perde il possesso della cosa, che azione ha per il diritto civile: lazione di rivendica. Ma se io vengo spossessato dello schiavo stico, non mancipato, non pu esercitare la rivendica. Il pretore Publicio si inventa lactio publiciana, si finge un elemento mancante, che sia decorso il tempo ai fini dellusucapione, che porta il bonis habere a dominum, quindi si da una sorta di azione di difesa di propriet anche nel caso del possesso in bonis. In epoca post classica la mancipatio sparisce. Il termine mancipatio non c nel digesto, perch non si faceva pi, sostituito dalla traditio. Lo straniero? Non pu essere dominus, ma pu essere possessore, ecco che si parla di propriet peregrina (nostra definizione, perch per i romani non era propriet in quanto non poteva diventare dominum). La propriet provinciale: per il fondo italico viene riconosciuta con il dominium, questo non avviene con il territorio provinciale, il territorio viene attribuito in concessione, riconoscendosi una signoria al popolo romano, che lo concede con il pagamento di un canone, stipendium vel tributum, chi gestisce il fondo della provincia, non titolare di dominium, non passibile di dominium, perch c un corrispettivo del pagamento di un canone. Hanno regime pubblicistico, ma vengono dati in concessione a privati. Con il passare del tempo le cose si semplificano: La costitutio antoniniana, tutti gli abitanti dellimpero diventano cittadini romani, quindi la propriet peregrina diventa quantitativamente poco significativa, tende a sparire. I cittadini possono diventanre potenzialmente tutti titolari di dominium. La propriet provinciale era in concessione, il diritto post-classico comporta una evoluzione, Diocleziano sottopone a imposizione fiscale il fondo italico, inizialmente sul fondo italico non si pagavano le tasse, Diocleziano invece le impone, quindi questo avvicina la propriet italica alla propriet provinciale, avranno tributi diversi, ma a livello giuridico c una parificazione, tende a venir meno la distinzione tra i tipi di fondi. Scompare la mancipatio, quindi tutte quelle diversit del diritto classico tendono ad atrofizzarsi, verso linizio del IV secolo, quelle distinzioni, tendono a venire meno. Giustiniano fa una costituzione in cui si dice che la propriet unica, questa si dovr chiamare dominium. Modi di acquisto delle propriet Modi di acquisto a titolo originario (usucapione e specificazione) e modi di acquisto a titolo derivativo (traditio, consegna) Lusucapione: da quando i romani conoscono lusucapione, da tempi immemorabili, probabilmente dai mores, si parla di usucapione nella legge delle XII tavole. Lusucapione richiede un tempo, prevedeva un tempo molto breve (nelle 12 tavole), la distinzione tra mobili e immobili, per le prime si compie in 1 anno, per le seconde 2 anni. Non tutto usucapibile, i romani dicevano che esistevano dei requisiti: tempus: per un certo periodo di tempo

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res habilis (ci deve essere una cosa usucapibile, non pu essere usucapita per esempio una cosa che non pu appartenere a privati, tipo oggetti sacri) anche cose in commercium o extra commercium. lillecito vizia irreparabilmente la cosa, non rendendola pi usucapibile, a meno ce la cosa non torni al dominus. Fides: il ladro non la pu usucapire, perch non in buona fede, lordinamento prevede che ci sia il possesso, ma deve essere in buona fede, quindi il ladro, in mala fede, non pu usucapire. Possessio: necessario il possesso della cosa. Titulus: Vuol dire che esiste una giusta causa, una giustificazione del mio possesso (esempio avendo pagato un prezzo, ma senza mancipatio. Il titulus c nel caso mi sia stata venduta. Quindi al ladro manca anche il titulus e la cosa non res habilis. In presenza di questi elementi, la usucapione pu aver luogo. Longi temporis praescriptio: una prescrizione dovuta al decorso di un lungo tempo, in cosa si differenzia dallusucapione. Sul fondo provinciale non possibile acquisire il dominio, chi coltivava il fondo lo faceva attraverso una concessione. Simile allusucapione, ma parte dal presupposto che il possessore non pu essere proprietario, la prescrizione di un diritto. Lusucapione ha carattere acquisitivo, invece la longi temporis prascriptio si dice ha carattere prescrittivo: vuol dire che in virt del decorso di un determinato tempo. Un concessionario che non usa il fonto, un altro si sostituisce a lui, questo soggetto non pu usucapire, col decorso di un determinato tempo, il diritto del concessionario viene meno, si prescrive. Il tempo necessario di 10 anni inter presentes (coloro che dimorano nella stessa provincia) e in 20 anni inter (coloro che dimorano in unaltra provincia) absentes, il concessionario pu essere fuori provincia e quindi il temo di prescrizione pi lungo, perch lontano dal suo fondo. Nei 10 o i 20 anni il diritto si prescrive e colui che coltiva il fondo non diventa proprietario, ma di fatto pu respingere ogni pretesa, fondamentalmente serve per far acquisire il diritto di esercitare il possesso, ma va a proibire ogni pretesa. Si dilatano i tempi dellusucapione, Giustiniano elimina la distinzione tra fondo provinciale e fondo italico, tutto Dominium, quindi lusucapione si realizza in 10 o 20 anni e i mobili in 3 anni. La specificazione Si ha quando io con una determinata materia ne creo unaltra che ha una destinazione economica diversa (luva, la prendo e la trasformo in vino, largento grezzo e faccio un vaso). La cosa finita devono appartenere al proprietario della materia, e c una ragione: in realt senza la materia non si sarebbe potuto ottenere la nuova cosa, quindi lolio appartiene a colui che era proprietario delle olive. Il bene rimane allo stesso soggetto. I proculiani invece dicono che lolio sar di chi ha trasformato le olive e ne ha fatto olio. Quindi per oro un modo di trasferimento della propriet. Si fin per arrivare a una soluzione intermedia. Dal vino non si ritorna alluva, quindi il vino appartiene a chi lha trasformato, ma dal vaso dargento si torna allargento grezzo? Si, quindi anche il bene che stato trasformato appartiene al proprietario della materia. La traditio (consegna) Cos? un atto materiale, latto diffuso presso tutti i popoli, i modo pi facile dacquisto a titolo derivativo, la consegna materiale di una cosa. La traditio consegna materiale, ma se io do a uno che di fronte a me un oggetto, non ha effetto traslativo, non c una giusta causa. consegna, quindi traditio anche quella del comodante al comodatario, ma la causa, la giustificazione, consiste nel prestito, la causa della traditio il comodato. Anche nel caso del deposito, non pu avere efficacia traslativa della propriet, invece nel mutuo la trasferisce la cosa, li c un vero e proprio trasferimento della propriet. I romani conoscevano casi atipici di traditio. Ci vuole uno che la consegna e uno che la riceve, ma colui che veniva nominato console, aveva labitudine di gettare degli oggetti alla folla, traditio ad incertam personam.

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La traditio simbolica: Se io voglio consegnare una macchina non la sollevo, ma consegno le chiavi, che simboleggiano la macchina. Per il fondo si prendeva una zolla, ma ancora materiale. La traditio longa manu, si va su una collina e poi si indica quello che si vuole trasferire, non una traditio materiale, ma mi limito ad indicartela, quindi una traditio non pi materiale. La traditio brevi manu, ancora un caso di traditio smaterializzata, colui che possiede la cosa (es: comodato), viene trasformato in virt di un accordo viene trasformato in proprietario possessore. Costituto possessorio, abbiamo un proprietario che si trasforma in semplice detentore, vendendolo, nel contratto per viene scritto che il bene mi rimane in comodato. Diritti reali limitati Possono essere di godimento o di garanzia Le servit un diritto reale su una cosa altrui, finalizzata a beneficio di un altro bene. Va a beneficiare un fondo altrui, rispetto al proprietario del fondo servente nei confronti del fondo dominante. Deve essere diverso perch nel diritto Romano si applicava una regola: non c possibilit che il fondo servente e il fondo dominante appartengano allo stesso proprietario. Ius in re aliena, se la cosa nostra il problema non si pone. La servit non pu essere una servit di facere, cio la servit implica un non facere, quindi il titolare pu o non fare qualcosa o sopportare che il proprietario del fondo dominante faccia qualcosa. Il proprietario del fondo servente non pu avere un obbligo di fare. Si distinguono tra servit rustiche o servit urbane. Per i romani erano res mancipi le servit rustiche (Il fondo e tutto ci che necessario alla coltivazione, alcuni animali). Ve ne sono fari tipi: - Iter: il diritto di passare sul fondo altrui a piedi o a cavallo - Actus: stesso diritto delliter, ma con la facolt di usare un carro. Chi ha lActus si ha anche lIter - Via: Contiene insieme dellIter e lActus, cosha in pi dellActus? probabile che i romani percepissero la differenza che la Via fosse la possibilit di passaggio su un sentiero o strada lastricata, attraverso un percorso definito. - Aqueductus: il diritto di far passare per il fondo altrui dellacqua, attraverso acquedotti. Le servit rustiche sono servit di sopportazione. Servit urbane Servitus de lumini bus officiatur: volta ad impedire che sia tolta la luce, la vista. In sostanza il proprietario del fondo servente non pu fare in modo che il proprio edificio copra la vista. Anche questa implica un non facere. Stillicidio: la convogli azione delle acque, soprattutto piovane. Lusufrutto un diritto reale, diritto di usare e fruire della cosa altrui, senza alterarne la destinazione economica. Ius utendi extruendi, senza alterarne la sostanza. Se c un usufrutuario c anche un proprietario, chiamato nudo proprietario, la cosa non pu essere alterato, neanche in modo migliorativo, anche se questo aspetto venne meno, si cominci a dire che sarebbero stati ammessi a opera dellusufruttiario, alterazioni che ne aumentassero la redditivit della cosa. Lusufrtutto si estingueva con la morte del titolare del diritto. Il diritto reale minore, si va a riunire al diritto dinuda propriet. Lusuario poteva semplicemente giovarsi dellopera di concimazione che il gregge produceva, derivato dal pascolo. Il problema fu quello delluso del fondo. Lusuario un diritto duso finalizzato al sostentamento della famiglia.

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Labitazione un caso di usufrutto o uso? Giustiniano lo definisce come diritto autonomo. un diritto diverso. Quindi in questo modo Giustiniano va a creare un diritto con regime diverso. Nasce da un problema di interpretazione. Il possesso La differenza tra propriet e possesso? Il possessore colui che ha la disponibilit materiale della cosa e esercita sulla cosa un potere di signoria come e in quanto proprietario, si comporta nei confronti della cosa come se fosse il proprietario. Nella maggioranza dei casi propriet e possesso si sovrappongono, ma sono casi che dal punto di vista giuridico non creano problemi, al contrario del caso in cui possesso e propriet diano divisi. Il possessore non che non proprietario, spesso lo , ma c la possibilit di dividere questi due diritti. Nella maggioranza delle situazioni concrete il proprietario anche possessore. Nel possesso necessario che si sommino 2 elementi: - Corpus: si fa riferimento alla disponibilit materiale del corpus, della cosa, che nella nostra disponibilit e nel nostro potere. Il possesso pu essere di buona fede ma anche di mala fede. Il ladro: possessore della cosa? Si, ha la disponibilit della cosa? Si, si comporta come proprietario della cosa? Si, il ladro a tutti gli effetti un possessore, ma a tutti gli effetti di mala fede. - Animus: Ma ci sono anche soggetti in buonafede, che non hanno la consapevolezza di non essere proprietari legittimi. La distinzione tra possesso e detenzione? Esempio di detenzione: il comodatario, chi riceve la cosa in deposito o locazione. La disponibilit materiale. Ha la disponibilit materiale ha il corpus. Lusufruttuario titolare di un diritto reale minore su cosa altrui di godimento, ma rispetto alla cosa ha la disponibilit materiale? Certo, la cosa deve essere nelle sue mani, ma non possessore perch riconosce laltrui diritto, quindi un detentore.