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Istituzioni di Diritto Romano

04/10/2011 Il Collegio dei Pontefici nella Roma arcaica si occupava sia della sfera religiosa che di quella civile: ovvero il FAS e il MOS; in poche parole non vi era distinzione tra la vita religiosa e la vita laica. MOS MAIORUM: con il termine mos maiorum (costume degli avi/antichi) si intende quelle convenzioni sociali, di costume e di comportamento che provenivano dal mondo contadino che contraddistingueva la Roma delle origini. quindi un insieme di comportamenti reiterati; ovvero accettati in quanto tali poich erano giusti in s e utili alla comunit. Dal mos maiorum prende origine lo ius civile che in questo caso riguarda il mondo della civitas, ovvero il diritto giuridico della citt. FAS/ NEFAS: in questo caso riguarda linsieme dei comportamenti nella sfera religiosa, non voluta dagli uomini ma dagli dei, poich lunico modo con cui si manteneva la pax deorum (armonia tra gli uomini e le divinit). Il collegio dei pontefici, quindi, dove fungere da ponte, o costruire un ponte, tra il mondo degli uomini e quello degli dei attraverso una folta serie di riti e comportamenti che diventano dei vincoli di precetti. Il pius quindi sar luomo che adempie agli obblighi devozionali degli dei (anche se luomo non credeva alla loro esistenza). Se Roma non ossequi gli dei, la citt cade nella nefas (che per i romani significa la sconfitta nelle campagne militari). Ogni atto pubblico nella citt era preceduto da un rito dove si interrogavano gli dei: il volo degli uccelli era letto dal collegio degli auguri; mentre gli aruspici leggevano il futuro nelle visceri degli animali. Il collegio dei pontefici, oltre ad essere un gruppo copioso, erano addetti alla stesura degli Annales, dove venivano riportati i fatti pi importanti (tuttavia erano scritti secondo il punto di vista del patriziato, che presiedeva il collegio); inoltre davano i responsa riguardo alle questioni che avevano come tema i costumi e la morale. Alla fine un membro del collegio dava la massima che serviva come regola per il fatto. Il responsum/a erano: Orali Trasmessi mnemonicamente Recettivi ( un parere che contiene un precetto che bene rispettare) Formulatici (sono delle formule sacre dette in modo similare allOracolo di Delfi) Puntiformi (ad una domanda corrisponde una precisa risposta)

Il linguaggio era poi performativo: un aspetto formale, la parola posta sul piano di non solo descrivere ma anche di creare la realt. Lo scontro tra plebe e patrizi e una lotta per il potere: la plebe aveva perso la sua leadership con la cacciata dei re etruschi. Alla fine la plebe riuscir a riprendersi il potere e un sintomo di questo la POSITIVIZZAZIONE (la scrittura) dei mores che verranno riuniti nelle XII tavole (451-450 a.C.), che verranno distrutte durante linvasione gallica della citt. Noi ne sappiamo il contenuto in forma indiretta

tramite autori come Cicerone o Livio. Le XII tavole hanno reso possibile la certezza del diritto: prima solo i pontefici conoscevano i mores, ora essendo pubblici rende difficile labuso del patriziato sulla plebe. Dalla giurisprudenza pontificale si passa a quella laica (laicizzazione), cos viene meno il controllo legale dei pontefici e la plebe entra nella decisione del diritto. Nel 304 a.C. Gneo Flavio pubblica i formulari degli Legis actiones (gli schemi processuali), prima erano custodite dai patrizi. Si ha cos un compromesso tra le due classi romane (la plebe e il patriziato) e questo render possibile le conquiste e lespansione del potere romano. Nel 300 la lex ovulnia apre il collegio dei pontefici alla plebe, e cinquantanni dopo il primo pontefice plebeo Tiberio Coruncario, che fornisce per la prima volta il pare pubblico(si offre alle questioni pubbliche e gratis). Nasce cos la giurisprudenza pubblica, si formano gli auditores ovvero degli allievi che ascoltavano queste sentenze per imparare.