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Riassunto sulla Repubblica romana e l'ascesa di Roma

Roma diventa una repubblica nel VI secolo a.C. Prima era una monarchia: tutto il potere era nelle mani di un
solo re o monarca. Nel VI secolo a.C., il potere passa dal re alle famiglie aristocratiche o patrizie. I patrizi
sono ricchi e potenti perch possiedono la terra.
Nella repubblica romana due consoli governano la citt. La carica di console dura un anno. I consoli hanno il
comando politico e militare pi alto, che in latino si chiama imperium.

I due consoli comandano lesercito e prendono le decisioni pi importanti per Roma. I due consoli lavorano
insieme, mentre nella monarchia il re governava da solo. A volte, i due consoli si dividono i compiti: un
console si occupa dellesercito, laltro console si occpa della giustizia. I consoli hanno il potere di veto, cio il
potere di bloccare una decisione.

Nella repubblica romana ci sono altre due istituzioni importanti. Listituzione pi antica il senato, che ha
potere di controllo anche sui consoli. Esso formato dalle famiglie pi ricche. I senatori hanno il compito di
consigliare i magistrati nelle decisioni pi importanti. I consigli dei senatori hanno grande importanza nella
citt.

Poi ci sono i comizi, lassemblea di tutto il popolo romano. I comizi eleggono i consoli e dichiarano la pace e la
guerra. Se lo stato di Roma in pericolo, viene nominato un dittatore, che governa da solo per 6 mesi al
massimo.

Le istituzioni della repubblica romana sono stabili nel tempo. Durante i secoli, per, ci sono nuove leggi.
Limpero, infatti, diventa pi grande e per questo serve pi controllo. Le leggi romane con il tempo formano il
diritto romano. Il diritto romano linsieme di leggi scritte fino ai tempi dellimperatore Giustiniano (VI
secolo d.C.).

La societ romana si fonda sulla distinzione fra patrizi e plebei. I cittadini romani sono divisi in classi di
censo e i pi ricchi hanno pi potere. Allinizio della repubblica, solo i patrizi possono diventare magistrati.
difficile per le persone poco ricche diventare magistrati. I magistrati, infatti, non ricevono soldi per il loro
lavoro.

Nel 494 a.C. i plebei si ribellano. Vogliono avere potere, come i patrizi. I plebei, infatti, hanno un ruolo
importante nella difesa della citt di Roma e nella conquista militare di nuovi territori. I plebei lasciano la citt
e si ritirano sul Monte sacro. Sul Monte sacro decidono di formare una propria assemblea e di nominare
magistrati che fanno gli interessi della plebe.

I plebei ottengono10: i tribuni della plebe, che sono i magistrati che difendono la vita e i beni della plebe;
lassemblea della plebe, che emana11 le leggi; che uno dei due consoli deve essere plebeo. Inoltre, ora patrizi e
plebei possono sposarsi tra loro.

I plebei ottengono anche unaltra conquista: le leggi ora sono scritte e tutti i cittadini, plebei e patrizi,
devono rispettarle. Le leggi sono scolpite su dodici tavole di bronzo e le tavole sono esposte nel centro della
citt.

Appunti di storia romana: le origini


Roma sarebbe stata fondata il 21 aprile dell'anno 753 a. C. E ad essa i Romani attribuivano origine divine.
Partendo da antiche leggende, Virgilio ne raccont la storia nell'Eneide: Enea, figlio di Venere, fuggito da
Troia in fiamme col vecchio padre Anchise e il figlio Iulo, giunse, dopo molte peripezie, guidato dagli dei, alla
foce del Tevere. Accolto dal re Latino, spos la figlia mentre Iulo diventava re di Albalonga. Qui finisce l'Eneide
ma il racconto continua, tramandato dai grandi storici di Roma, che hanno raccolto altre leggende. Anni pi
tardi, si narra, divenne re di Albalonga Numitore, ma il fratello Amulio lo spodest e costrinse la figlia di lui,
Rea Silvia, a non sposarsi ma a diventare sacerdotessa della dea Vesta.
econdo la leggenda, i due fratelli stabilirono di fondare una citt, ma non vi era accordo sul luogo.
Consultarono quindi gli dei, secondo la pratica etrusca di osservare gli uccelli in volo. Gli auspici furono
favorevoli a Romolo, che scelse il colle Palatino. Mentre stava tracciando, secondo un rito etrusco, il solco
quadrato che avrebbe rappresentato i confini della citt, Remo profan tale solco e venne ucciso da Romolo,
che divenne cos l'unico re. Gi gli antichi autori sottolineavano la posizione favorevole di Roma, in una
regione dal clima mite, ad una giusta distanza dal mare. Il Tevere, allora navigabile, costituiva un importante
collegamento con l'interno della regione e offriva uno sbocco al mare.

Nei primi secoli della sua storia, Roma fu governata da re, i quali detenevano il sommo potere, erano capi
dell'esercito, gran sacerdoti e giudici, con diritto di vita e di morte sui sudditi. Il trono non era tuttavia
ereditario; il re era nominato dal senato e acclamato poi dall'assemblea delle curie, le associazioni di famiglie
con funzioni politico-militari istituite da Romolo La tradizione ricorda sette re, ma sicuro che fossero di pi.
Romolo, il fondatore, una figura leggendaria e secondo la tradizione regn assieme a Tito Tazio, re dei
Sabini: sotto di loro le due stirpi latina e sabina si unirono.

A questo punto ci fu un brusco cambiamento e si susseguirono tre re etruschi: Tarquinio Prisco (cio il primo),
lasci un ottimo ricordo, impegnandosi dal punto di vista urbanistico; Servio Tullio ricordato soprattutto per
le riforme con cui riorganizz l'esercito, ampliando il numero di armati e quindi la potenza militare di Roma.
Tarquinio il Superbo, cos chiamato per le sue inclinazioni tiranniche, venne deposto alla fine del VI secolo a.
C. E la citt pass dalla monarchia alla Repubblica.

schema 2 Le istituzioni della repubblica romana in sintesi

La citt di Roma si sviluppa nellVIII secolo a.C. ed governata dalla monarchia

Nel VI secolo a.C. Roma passa da monarchia a repubblica


Roma governata da: due consoli, il senato, i comizi
I consoli hanno il potere pi alto; il senato formato dalle famiglie pi ricche; i comizi sono lassembea di tutto
il popolo romano
La societ divisa in patrizi e plebei e allinizio solo
i pi ricchi possono governare
Nel 494 a.C. la plebe si ribella e ottiene nuove
istituzioni che difendono i suoi interessi

LA MONARCHIA ROMANA

La repubblica romana nasce nel 509 a.C. con la cacciata del re Tarquinio il Superbo. Secondo la leggenda di
Roma il re viene cacciato dalla rivolta dei romani, ormai stanchi del suo potere dispotico. Secondo una
ricostruzione storica , invece, il re a fuggire dopo la sconfitta dei romani contro Porsenna, re etrusco di Chiusi,
che occupa la citt di Roma e impone dure condizioni economiche alle famiglie aristocratiche romane.
Qualunque sia il motivo d'origine, nel 509 a.C. le famiglie patrizie romane colgono l'occasione della
cacciata/fuga del re per riprendersi il potere politico a loro negato da Tarquinio il Superbo. Nell'ordinamento
repubblicano viene abolita del tutto la figura del re. Le principali cariche della repubblica romana diventano
elettive, collegiali e a tempo. Per ogni carica pubblica vi sono almeno due magistrati con pari poteri.
I SETTE RE DI ROMA

Secondo la leggenda i sette re di Roma sono i seguenti:

ROMOLO (Tito Tazio): crea il Senato e divide la popolazione in tre trib: Ramni, Tizi, Luceri;

NUMA POMPILIO: crea i riti religiosi presieduti dai pontefici

TULLIO OSTILIO: Roma predomina su Albalonga

ANCO MARZIO: Roma arriva a dominare fino alla foce del Tevere e viene fondato il porto di Ostia:
controllo delle saline e presupposto per il domino sul mare

TARQUINIO PRISCO: Roma viene governata da re etruschi

SERVIO TULLIO: riforma della societ

TARQUINIO IL SUPERBO: fine della tirannide, secondo la tradizione

Anche se la tradizione ci consegna i nomi di questi sette re, sicuramente il numero pi elevato.

La leggenda di Romolo e Remo

Il re della citt di Albalonga, Numitore, fu spodestato dal fratello Amulio che voleva impossessarsi del potere.
Questi costrinse Rea Silvia, figlia di Numitore, a diventare sacerdotessa della dea Vesta. Il dio Marte per si
innamor di Rea Silvia e dal loro amore nacquero due gemelli.
Amulio, geloso, fece allora uccidere Rea Silvia e ordin che anche i suoi figli subissero lo stesso destino. Essi
invece furono abbandonati in una cesta sulla riva del Tevere.
Una lupa li trov e li allatt. Un pastore di nome Faustolo, che abitava l vicino, sentendo dei rumori si
avvicin e vide una lupa enorme, sdraiata su un fianco e due bambini che si nutrivano del suo latte.
Li prese allora con s, li chiam Romolo e Remo. Essi una volta cresciuti, conobbero la loro storia,
ritornarono cos ad Albalonga per vendicarsi. Punirono il crudele zio Amulio e liberarono il nonno Numitore.
Pi tardi si recarono sulla riva del Tevere, dove erano cresciuti, per fondare una nuova citt.
Ma chi dei due le avrebbe dato il nome?E chi avrebbe poi governato la citt? Decisero allora di osservare il
volo degli uccelli: avrebbe dato il nome alla citt e lavrebbe governata chi ne avesse visti in maggior numero.
La fortuna favor Romolo, il quale prese un aratro e, sul Colle Palatino, tracci un solco per segnare la cinta
della citt, che da lui fu detta Roma.
Era il giorno 21 Aprile 753 a. C..
La nascita della nuova citt segn, purtroppo, la fine della vita di Remo. Era stato stabilito che nessuno, per
nessuna ragione, poteva passare al di l del solco senza il permesso del capo. Ma Remo, invidioso, oppure per
burla, lo oltrepass con un salto e, ridendo, esclam: - Guarda com' facile! -
Romolo, pieno d'ira, si scagli contro Remo e, impugnata la spada, lo uccise, esclamando che chiunque avesse
offeso il nome di Roma doveva morire. Romolo, rimasto solo, govern la citt in modo saggio, poi un giorno,
durante un temporale, egli scomparve, rapito in cielo dal dio Marte.

Societ ai tempi dei RE


Durante la monarchia la societ era composta da 3 classi:
PATRIZI: nobili e ricchi proprietari di terre, potevano far parte del Senato e governare la citt.
PLEBEI: artigiani, contadini e mercanti, potevano possedere terre e ricchezze, ma non partecipavano alla vita
politica, alle decisioni pubbliche.
Tra loro cerano i CLIENTI (parola che vuol dire coloro che ubbidivano), essi erano persone libere ma
costrette a vivere alle dipendenze dei patrizi per avere il loro appoggio economico.
SCHIAVI: il padrone poteva comprarli o venderli, punirli o ucciderli a suo piacimento. Erano prigionieri di
guerra, non avevano alcun diritto e venivano impiegati per ogni genere di attivit.
Agli schiavi pi colti erano affidati compiti di responsabilit, insegnavano ai figli dei ricchi, architetti,
contabili.
Altri erano impiegati nei campi, nelle miniere, nei lavori di casa e nelle botteghe. Il padrone poteva dargli la
libert in cambio di riscatto o come premio, in questi casi prendevano nome di LIBERTI.

Lesercito romano
Esercito romano il nome dato al sofisticato insieme di soldati ed altre forze militari che servirono la Repubblica
Romana ed in seguito l'Impero Romano. L'esercito romano conquist gran parte dei territori che circondano il Mar
Mediterraneo, arrivando, all'apice dello splendore imperiale (spendarsi) , ad occupare le province dell'Asia Minore
e della Britannia. Inizialmente composto da comuni cittadini romani, in seguito alla riforma di Gaio Mario (100
a.C.) divenne un esercito di soldati professionisti. Tutti conoscono questo poderoso esercito per le sue temute
legioni, a cui si arriv, per, per gradi.

Lotta tra patrizi e plebei:


Allepoca non esistevano leggi scritte e spesso la giustizia, amministrata dai patrizi, andava a danno dei plebei.
Questultimi iniziarono a reclamare i propri diritti e per protesta abbandonando Roma, si rifugiarono sul colle
dellAvventino e minacciarno di fondare unaltra Roma. Essi volevano maggior diritti, leggi scritte e lelezione
di propri rappresentanti nelle assemblee. Alla fine di lunghe lotte i patrizi cedettero, anche perch i patrizi
senza lapporto lavorativo e commerciale dei plebei non portavano avanti i loro affari.
Vennero cos nominati due tribuni della plebe, magistrati. Nel 451 a.C. venne compilata una lista di leggi incisa
in dodici tavole di bronzo ed esposte in piazza al centro della citt ( il Foro).
Le dodici tavole rimasero in vigore per secoli, alcune vennero modificate nel tempo (tipo limpedimento del
matrimonio tra patrizi e plebei venne abolito). In questo modo tutti i cittadini di Roma potevano partecipare
alla vita politica e ricoprire cariche pubbliche, ma gli incarichi pubblici erano riservati a pochi perchil loro
operato non veniva retribuito e quindi solo chi era benestante poteva dedicarsi a questo tipo di lavoro.
I plebei
I plebei erano artigiani, contadini e mercanti. Potevano possedere terre e ricchezze, ma non partecipavano alla
vita politica. Tra loro vi erano i clienti ( la parola vuol dire coloro che ubbidiscono) che erano persone libere
ma costrette a vivere alle dipendenze dei patrizi per aver chiesto, in momenti di difficolt, il loro appoggio ed
aiuto economico.
I patrizi
I patrizi erano nobili e ricchi proprietari di terre, potevano far parte del Senato e governare la citt.

Leta di Cesare
Lotta tra MARIO (rappresentante dei populares) e SILLA (rappresentante degli optimates).
Guerra civile tra Mario e Silla
Dopo aver sconfitto Giugurta, Mario prese leredit dei fratelli Gracchi, parteggiando per i populares. Silla,
un suo ex collaboratore, divenne un esponente della fazione opposta ovvero gli optimates.
Durante lo scontro tra Mario e Silla si combatteva unaltra guerra con fronte in oriente, il quale era stato
assegnato prima a Silla e poi a Mario. Durante la permanenza di Mario, Silla marci su Roma, perseguitando i
populares e i seguaci di Mario, costringendo lo stesso Mario a scappare in Africa, dove mor successivamente.
Contemporaneamente alla sua morte i seguaci di Mario si ribellarono ancora, il che spinse Silla a condurre le
sue truppe a Roma nell83 a.C..
Dopo prese il potere a Roma costringendola sotto una ferrea dittatura che favorir in tutti i modi il potere
dellaristocrazia, trasferendo gran parte dei beni popolari alle famiglie pi agiate delle classi sociali.

PRINCIPALI RIFORME DI SILLA:


Aument il numero dei senatori (da 300 a 600)
Sottrasse i tribunali ai cavalieri a favore dei senatori;
Ridimension i poteri del tribunato della plebe;
PUNTI DEBOLI:
Non si posero rimedi al peggioramento delle condizioni sociali ed economiche della popolazione;
Aument il malcontento dei populares e dei cavalieri;
rimase irrisolto il problema dei rapporti con le province.
PUNTI DI FORZA:
Ampliamento e compattezza della classe dirigente;
maggiore efficacia nellazione di governo.

Riforme
Riforme politiche
Apre il Senato a nuovi ceti sociali (italici, provinciali, liberti)
Aumenta il numero dei senatori da 600 a 900
Aumenta il numero di membri delle altre magistrature
Riforme sociali
Limite ai canoni daffitto
Limite ai beneficiari delle distribuzioni gratuite di grano
Opere pubbliche contro la disoccupazione
Contadini liberi al posto degli schiavi
Limitazione degli abusi nelle province
Costituzione di nuove colonie in Spagna e Gallia
Cittadinanza romana ai galli cisalpini
Riforma del calendario

Mario, Silla e la guerra civile


Chi Silla
Lucio Cornelio Silla nasce a Roma nel 138 a.C. . Apparteneva ad un ramo povero della gens dei Cornelii,
famiglia di antichissima origine patrizia, ma in quell'epoca senza alcuna influenza nella vita politica della citt.
Conosceva molto bene le lettere latine e greche. Aveva un animo grande, era cordiale nell'amicizia, era astuto e
aveva l'abilit di nascondere deliberatamente i suoi pensieri. Amava la gloria e i piaceri ma questo non lo
distoglieva dai doveri civili. Infine sapeva elargire i beni e soprattutto il denaro.

Chi Mario
Gaio Mario nacque nel 157 a.C. ad Arpino nel Lazio meridionale. La citt era stata conquistata dai Romani alla
fine del IV secolo a.C., ed aveva ricevuto la cittadinanza romana senza diritto di voto. Soltanto nel 188 a.C. gli
vennero concessi i pieni diritti civili. I Marii avevano relazioni con ambienti della nobilt romana,
partecipavano da protagonisti alla vita politica della piccola cittadina. Le difficolt che incontr agli esordi
della sua carriera a Roma dimostrano semmai quanto fosse arduo per un homo novus affermarsi nella societ
romana del tempo.

La guerra giugurtina
I Cavalieri riescono a far eleggere un uomo "nuovo", che non fosse legato con discendenze nobili. Infatti viene
eletto al consolato Gaio Mario, che diventer successivamente il personaggio chiave della rivolta popolare.
Giunto nella capitale nel 107, Mario, aizz il popolo romano contro la classe patrizia e cos ottenne il
consolato. Ma riusc ad avere dal popolo anche il comando della guerra contro Giugurta. Per controbilanciare al
bisogno di soldati, Gaio arruol proletari in massa. Giunto in Africa, Mario trasform quest'accozzaglia di
uomini in un esercito valido e temibile, di cui seppe guadagnarsi stima e devozione.
A questo punto, Mario sfoder un poderoso attacco contro Giugurta, penetrando nel suo territorio nel 106 a.C..
Giugurta fu costretto allo scontro frontale con Mario, il quale riusc a infliggergli gravi perdite. Bocco, re di
Mauretania, apr quindi trattative segrete coi romani, che furono condotte dal patrizio Lucio Cornelio Silla,
questore di Mario. Giocando d'astuzia e d'azzardo, Silla ottenne il sostegno di Bocco, che nel 105 a.C. fece
catturare Giugurta, facendolo giustiziare il successivo anno.
Il governo di Cesare
Gaio Giulio Cesare nacque nel 100 a. C. da un'antica e nota famiglia patrizia romana, la gens Iulia, che
annoverava tra i suoi antenati Romolo, il primo re di Roma.
Gaio Giulio Cesare stato uno dei personaggi pi importanti della storia di Roma, fu spietato verso i nemici, ma
leale con i suoi avversari politici. Cinico, ma allo stesso tempo ingenuo, perch si fece uccidere da coloro che
aveva perdonato. Egli, senza dubbio, stato un protagonista di primo piano nella fase pi corrotta della storia
romana.
Ecco, quindi, alcuni appunti di storia romana sulla figura di Giulio Cesare.
La carriera politica di Cesare ebbe inizio con l'appoggio di Pompeo e Crasso; fu, tra l'altro, questore in Spagna e
pontefice massimo. L'elezione a pontefice massimo fu una grandissima vittoria per Cesare che pag somme di
denaro enormi per avere la carica. Schierato con i popolari, era convinto che bisognava riformare profondamente
la repubblica, con riforme adeguate e innovative e che, per realizzarle, c'era bisogno di un potere forte, capace di
superare le resistenze degli ottimati.
Cesare, Pompeo e Crasso strinsero in segreto un patto per assumere il controllo dello stato, che li port alla
formazione del primo triumvirato (60 a. C.). Nel 59 a. C. Cesare fu eletto console e si fece assegnare per cinque
anni il governo della Gallia Narbonese. Aveva intenzione di iniziare da l una grande campagna di conquista, per
ottenere la gloria e formare un esercito a lui fedele.
Essendo la Gallia un territorio immenso e abitato da varie trib celtiche rivali, nel 58 a. C., Cesare riusc ad
attaccare e sterminare gli Elvezi, per poi procedere verso nord, fino a toccare la Manica. Nel 56 a. C. Fu di ritorno
in Italia, per incontrare Pompeo e Crasso e a Lucca, i tre rinnovarono l'accordo segreto. Subito dopo ritorn in
Gallia per completare la conquista, ma l dovette affrontare una grande coalizione di trib galliche, finalmente
unite contro i romani, guidata da Vercingetorige. Nel 52 a. C., ad Alesia, ottenne la vittoria decisiva.
Dopo la morte di Crasso in Mesopotamia (53 a. C.), il patto di Cesare con Pompeo non esisteva ormai pi, quindi
Pompeo divenne console senza collega e strinse un'alleanza contro Cesare con gli ottimati. Nel 49 a. C., mentre
Cesare stava rientrando in Italia, il senato gli chiese di sciogliere l'esercito; egli varc allora il confine del Rubicone,
dove pronunci la celeberrima frase "Alea iacta est", ovvero "Il dado tratto", con l'intenzione di marciare su
Roma. Pompeo e l'aristocrazia furono costretti a fuggire in Grecia, ma Cesare sconfisse i pompeiani in Spagna e in
Grecia, a Farslo (48 a. C.). Pompeo mor poco tempo dopo in Egitto, ma la guerra civile proseguiva senza
interruzione. Cesare vinse ancora in Africa (46 a. C.) e in Spagna, a Munda (45 a. C.).
Tornato a Roma, si fece nominare dittatore a vita. Coinvolse, tuttavia, nella gestione dello stato ex avversari
pompeiani e ampli la classe dirigente. Alla Gallia Cisalpina fu concessa la cittadinanza, Ed in seguito, fond molte
colonie, avvi opere pubbliche e riforme. Tuttavia non riusc a guadagnarsi il favore dell'aristocrazia
conservatrice, e fu proprio quest'ultima ad elaborare la congiura delle Idi di Marzo del 44 a. C., in cui Cesare fu
ucciso.
Caio Giulio Cesare
Vita
Nasce in un quartiere popolare della citt, nipote di Mario, generale e console per sei volte, che in quegli
anni deteneva il potere a Roma;
cresce sia a contatto con la classe sociale pi bassa che con gli uomini che siedono sugli scranni del Senato.
In Grecia
Nel 74 a.C. Cesare si imbarca per Rodi per apprendere la cultura e la filosofia greca, ma presso l'isola di
Farmacussa (oggi Farmaconisi) viene rapito dai pirati

45: Cesare assume la carica di:


pontefice massimo
imperator (generale vittorioso)
padre della patria
dittatore a vita
Si fa conferire linviolabilit tribunizia (lo rendeva sacrosanctus)
In Senato ha il diritto di sedere su un seggio dorato, al mese Quintile viene dato il suo nome (Iulius), sono
coniate monete con la sua effigie e poste sue statue nei templi

Le istituzioni repubblicane sono formalmente ancora in vita, ma nella sostanza tutti i poteri civili, militari e

religiosi sono concentrati nelle mani di una sola persona


Ma Cesare non abuser del suo potere: si comporta con un senso del governo senza precedenti, dando nel
contempo inizio a una organica politica riformatrice
Permette agli esiliati il ritorno a Roma
Concede la cittadinanza agli abitanti della Gallia Cisalpina e di molte province
Emana nuove leggi a favore delleconomia
Migliora il governo delle province:
Controlla i magistrati che le governano
Stabilisce con precisione lammontare dei tributi che i pubblicani devono riscuotere (per impedire che
questi continuassero ad abusare della loro condizione di potere)
Razionalizza le distribuzioni gratuite di grano controllando che effettivamente andassero a buon fine: per
aiutare i disoccupati intraprende la costruzione di grandi opere pubbliche (completamento del Foro, argine
del Tevere, il prosciugamento delle paludi dellagro pontino)
Sistema decorosamente molti proletari fuori Roma in colonie appositamente fondate

La situazione di Roma dopo la morte di Cesare


I congiurati avevano radicalmente sbagliato le loro previsioni: speravano che il popolo li considerasse i
campioni della ritrovata libert. Invece lesercito rimane fedele ai luogotenenti di Cesare e il senato rimane
a guardare.
Antonio, il pi autorevole fra i luogotenenti di Cesare e console, cerca di imporsi come successore di
Cesare. Propone ai congiurati:
di tenere a freno lesercito
di non aprire alcuna inchiesta sulla morte di Cesare
In cambio Antonio chiede loro di lasciare in vigore le riforme statali introdotte da Cesare

Il console Marco Antonio, collaboratore di Cesare, convito di esserne il successore, convoca il Senato che
decreta:
o lamnistia dei congiurati;
o I funerali solenni di Cesare;
o La validit dei suoi atti;
o Lattuazione delle volont testamentarie.
Gaio Ottavio, vero erede di Cesare e da lui adottato, torna dallEpiro dove sta svolgendo esercitazioni
militari e, poich Antonio rifiuta di consegnargli il patrimonio del padre adottivo, con il suo denaro attua le
volont testamentarie di Cesare e arruola un esercito di veterani per combattere Antonio con lappoggio
del Senato.

SCONTRO TRA OTTAVIANO E ANTONIO


o Antonio ottiene il proconsolato in Macedonia ma cerca di scambiarlo con il proconsolato in Galli
Cisalpina, assegnato a Decimo Bruto;
o Lo scontro tra Antonio e Decimo si svolge a Modena; Ottaviano interviene con le sue truppe a fianco dei
consoli in carica con il consenso del Senato;
o Antonio, sconfitto, ripara in Gallia e si unisce allesercito di Lepido, veterano di Cesare;
o Poich a Modena erano morti a Modena, Ottaviano approfitta del vuoto di potere e marcia con il suo
esercito su Roma e si fa eleggere console, contro ogni regola;
o Ottaviano, riflette sulla necessit di venire a patti con Antonio: nasce, a Bologna, il secondo triumvirato
che vede uniti Ottaviano, Marco Antonio e Lepido

CLEOPATRA

STORIA:Nata nel 69 A.C. era figlia del faraone Tolomeo XII Aulete;alla morte del padre nel 51 A.C. fu
associata al trono con il fratello Tolomeo XIII ,dodicenne,a condizione che si sposassero comera uso tra i
faraoni egiziani.Nel 3anno di regno,Tolomeo XIII,incoraggiato dai suoi consiglieri,assunse da solo il
governo e mand la sorella in esilio.Cleopatra si rifugi in Siria,dove rivendic abilmente i suoi diritti
fino allarrivo di Giulio Cesare,il quale dopo aver sconfitto gli egiziani sul Nilo nel corso della guerra
alessandrina,uccise Tolomeo e insedi sul trono Cleopatra,nel frattempo divenuta sua amante.Secondo le
consuetudini egiziane.Cleopatra dovette regnare insieme al fratello minore,Tolomeo XIV,allora
undicenne,che fu costretta a sposare.Una volta assicurata la stabilit del governo egiziano,Cleopatra si
trasfer a Roma,dove visse come amante di Cesare dal quale ebbe un figlio,Cesarione.Dopo lassassinio di
Cesare nel 44 A.C.,torn in Egitto dove,secondo alcune fonti,avvelen Toloomeo XIV e associ al trono
il figlio Cesarione.Allorch la battaglia di Filippi pose fine alla guerra civile seguita alla morte di
Cesare,Cleopatra si leg ad Antonio divenendo la sua amante;ebbe su di lui una profonda influenza,al
punto di accreditare la voce che i due ambissero a dar vita a un regno orientale in opposizione a Roma.
Nel 40 A.C. Cleopatra ebbe da Antonio due gemelli e 4 anni dopo i due si sposarono ed ebbero un terzo
figlio.Nel 34 A.C.,dopo la vittoriosa campagna contro i Parti,

Antonio celebr il proprio trionfo ad Alessandria ed annunci pubblicamente la divisione dellimpero tra
Cleopatra e i figli.Quando la notizia giunse a Roma,Augusto dichiar guerra ad Antonio:nella battaglia
navale di Azio I Romani distrussero la flotta di Cleopatra e nellagosto del 30 A.C.,quando venne
espugnata la citt di Alessandria,Antonio e Cleopatra si suicidarono(secondo la leggenda la regina si fece
mordere da un serpente).Cesarione fu giustiziato da Augusto e lEgitto pass nelle mani di Roma,come
propriet personale dellimperatore.

DELITTI E MORTE DI CLEOPATRA


In Egitto Cleopatra , non tollerando il figlio Tolemeo come compagno nel regno, eccita il popolo contro
di lui , gli sottrae la moglie Selene, tanto pi indegnamente in quanto egli da Selene aveva gi avuto due
figli , la costringe a esulare , chiama il figlio minore Alessandro e lo istituisce re in luogo del fratello , n
paga di avere espulso dal regno il figlio , mentre egli vive esule a Cipro , lo perseguita con la guerra.

Cacciandolo di l , uccide il comandante del proprio esercito , perch se lo era lasciato sfuggire vivo dalle
mani , quantunque Tolemeo si fosse allontanato dallisola per vergogna di una guerra contro la madre,
non perch inferiore di forze.

Pertanto Alessandro, atterrito da questa crudelt della madre, la abbandona anchegli anteponendo una
vita tranquilla e sicura a un regno pericoloso . Ma Cleopatra , temendo che il figlio maggiore Tolemeo
ricevesse aiuti dal Ciziceno per riconquistare lEgitto , manda a Gripo validi sussidi e come moglie
Selene, destinata a sposare il nemico del primo marito , e per mezzo di ambasciatori di nuovo chiama
Alessandro nel regno; intanto con occulte insidie gli prepara la morte , ma prevenuta da lui viene uccisa e
rende lo spirito non al fato , ma al delitto : degna certamente di una fine cos vergognosa, essa che aveva
cacciato la madre dal talamo e aveva rese vedove due figlie mediante un altro matrimonio dei fratelli e
aveva fatto guerra a un figlio dopo averlo cacciato in esilio, allaltro aveva strappato il regno e preparata
la morte per mezzo di insidie.

I fori imperiali: sono nel centro politico, sociali relegioso commerciale


amministrativo e culturale della citt. Sono situati vicino al foro repubblicano,
divenuto troppo piccolo. Si fregiano di statue e monumenti grandiosi in onore
degli imperatori
CARTAGINE: ROMA VS CARTAGINE
Cartagine si trovava presso lattuale Tunisi
le citt fenicie nel Mediterraneo occidentale e nellentroterra africano. Sottomise quindi anche la Corsica, la
Sardegna, Malta, le Baleari, la Sardegna e parte della Sicilia.
Allorigine del conflitto
Perch lo scontro tra Romani e Cartaginesi?
1) Roma, conquistando tutta la penisola, era entrata in contatto con la parte di Mediterraneo comandata da
Cartagine.
2) I prodotti e i commerci cartaginesi facevano concorrenza a Roma e ai suoi alleati.
Allorigine del conflitto
Perch lo scontro tra Romani e Cartaginesi?
1) Roma, conquistando tutta la penisola, era entrata in contatto con la parte di Mediterraneo comandata da
Cartagine.
2) I prodotti e i commerci cartaginesi facevano concorrenza a Roma e ai suoi alleati.

I GUERRA PUNICA (264-241 a.C.)


Il punto debole dei Romani era combattere Cartagine sul mare: i Romani non erano abituati a questo tipo di
combattimento.
Crearono allora i corvi, ponti mobili dotati di rostri, con cui agganciare le navi nemiche e trasformare la guerra
sul mare in una guerra in terraferma.
svolgimento
Fu cos che il console Caio Duilio sconfisse i Cartaginesi, via mare, a Milazzo.
Tuttavia la flotta romana in uno scontro successivo fece naufragio, and distrutta e il console Marco Attilio
Regolo fu fatto prigioniero.
I Romani per sconfissero Cartagine in Sicilia (isole Egadi) nel 241 a.C. e la costrinsero alla pace
conclusione e pace
Si ebbe un trattato di pace:
1) Cartagine vers unindennit di guerra.
2) La Sicilia pass sotto il controllo di Roma.
Roma ottenne il controllo del mare.

II GUERRA PUNICA (218 -201 a.C:)


il casus belli: Sagunto
In Spagna, la citt di Sagunto era alleata di Roma, ma si trovava in territorio cartaginese: una posizione molto
critica.
Fu cos che Annibale, figlio di Amilcare, nel 219 assedi la citt. Roma diede lultimatum, non accetato da
Cartagine: di l a un anno inizi la seconda guerra punica.
il piano di Annibale
Questo era il piano di Annibale:
1) Portare la guerra via terra, raggiungendo lItalia dalle Alpi.
2) Allearsi con i tradizionali nemici di Roma (Etruschi, Sanniti, Galli, Magna Grecia)
3) ridurre il territorio e il potere di Roma alla sola penisola italica, per eliminare la concorrenza sui mari.
Annibale in Italia
Nel 218 a.C. Annibale valic le Alpi con un enorme esercito. I Romani risposero con una duplice strategia:
1) Il console Publio Scipione cerc di bloccare Annibale nella pianura padana.
2) Un altro esercito raggiungeva la Spagna per bloccare i rifornimenti di Annibale.
3) Scipione venne per sconfitto a Nord, sul Ticino e sul Trebbia; Annibale intanto aveva stretto alleanza
con i Galli padani: avanz nel centro Italia, sconfiggendo di nuovo i Romani sul lago Trasimeno.
4) Sbaragli i Romani anche nel Sud, a Canne (Puglia), sconfiggendo entrambi i consoli, Gaio Flaminio e
Lucio Emilio Paolo.

5) I Sanniti, Capua e altre citt si allearono con Cartagine.

6) Qual era la forza di Annibale?

7) Troppo forte e astuto per essere sconfitto in campo aperto.

8) Quale la sua debolezza?

9) Troppo lontano dalle sue basi, non aveva una forza sufficiente per sconfiggere definitivamente Roma.

la pace (201 a.C)


I Cartaginesi firmarono la pace, che prevedeva di:
1) Rinunciare ai territori fuori dellAfrica.
2) Consegnare tutte le navi da guerra a Roma.
3) Non poter fare guerra a nessuno senza chiedere il permesso a Roma.
4) Pagare una pesante indennit di guerra.