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Marcello Flores Storia dei diritti umani

Introduzione

Di diritti umani oggi si parla molto. La cultura dei diritti umani un campo attraversato da grandi
dibattiti, attorno ad essa si svolge sia una sorta di battaglia culturale sia pratica politica.
fondamentale favorirne la conoscenza, linformazione che possono aiutare a situare il ruolo dei diritti
umani nel mondo contemporaneo. il mondo giuridico che si maggiormente occupato dei diritti
umani, giuristi, filosofi del diritto che hanno dato formulazioni pi articolate e complete che hanno
contribuito a comprenderli, codificarli, classificarli, renderli insieme un momento di riflessione teorica.
Lo sguardo di uno storico non pu che essere diverso perch manca una vera ricostruzione storica dei
diritti umani che tenga conto del succedersi delle idee e dei percorsi pratici e organizzativi di quei
gruppi e individui che hanno cercato di trasformare la realt a vantaggio dei discriminati, degli
emarginati e degli oppressi.
Forte enfasi su due momenti cruciali in cui i diritti umani si sono affacciati alla storia: met 700 e met
900. La loro storia: tensione tra proprie promesse e ambizioni universalistiche e la capacit pratica di
realizzarle = distanza tra teoria e pratica, capovolgimento prima nella seconda: debolezza intrinseca
della cultura dei diritti umani. Un approccio storico pu essere utile per cercare di rendere pi chiara
lopposizione, le contraddizioni che riscontrano nella teoria e pratica dei diritti: classico dibattito tra
carattere naturale e positivo dei diritti umani.
I diritti umani sono diritti storici non solo perch nati in circostanze particolari, evoluti in contesti
definiti, caratterizzati da lotte di grande portata per la libert e luguaglianza ma perch la stessa idea
religiosa o naturale, politica o positiva in cui si voluto trovare la loro radice e legittimit si
trasformata nel tempo, ha conosciuto declinazioni differenti ed stata influenzata da eventi storici
diversi. Visione universalistica intrecciata con una sua lettura particolaristica. La reciproca
legittimazione di diritti e potere ha rappresentato uno degli aspetti fondamentali della storia dello
stato moderno e della democrazia.
A partire dal XVIII secolo: la vera storia dei diritti umani -> ruolo di Cesare Beccaria, Granville Sharp,
John Stuart Mill e Henri Dunant. La storia dei diritti umani il percorso con cui principi e valori morali
si sono trasformati in obiettivi politici e in articoli di legge e ist.giuridiche ma anche in senso comune e
opinioni condivise grazie alla diffusione culturale e allazione quotidiana di tutti coloro che sentivano
lurgenza della loro situazione. Battaglia dei diritti umani: una mobilitazione dal basso anche se spesso
sono intervenuti qualche potere perch potesse affermarsi e consolidarsi = questione sempre pi
cruciale a partire dagli anni 80 e cercare di vedere i diritti umani non solo da un ottica prettamente
del pensiero giuridico e della pratica della legge.

Capitolo 1
Dai doveri ai diritti
Per Bobbio e Martinez sono diritti storici nati in precisi contesti e circostanze, in mezzo a lotte per
realizzarle. Corso XVIII secolo: rovesciamento di prospettiva, formazione stato moderno, concezione
individualistica della societ passa dal riconoscimento dei diritti del cittadino di un singolo stato al

riconoscimento dei diritti del cittadino del mondo. Si fissano nel Settecento le origini dei diritti umani,
addirittura la loro invenzione. Il ruolo della legge presenti fin dai tempi pi antichi: codice di
Hammurabi, primo esempio dove possibile rintracciare delle norme per il comportamento dei
governanti fondate su pi vasti principi di giustizia ( prima raccolta di leggi che divide i cittadini dai
non cittadini e dai servi, regole sul taglione uguali per ogni categoria, legge stabilita dal sovrano, di
derivazione divina che teneva conto del ruolo sociale stabilito dl ruolo stabilito dallordine politico
aristocratico per ogni persona.
2. Leggi morali nellet classica: individuare le forme culturali in base alle quali greci e romani si
ponevano problemi in qualche modo equivalenti a ci che definiamo diritti umani: categorie, termini,
modi di pensiero che talora non trovano corrispondenza nella modernit. Uno dei testi classici:
Antigone di Sofocle, 442 a.C + testi attuali di Hegel, Alfieri, Jean Anouilh e Brecht nel 1948.
Zagrebelsky inoltre sottolineava il dilemma tra giustizia e legge cio la legge che contraddice la
giustizia o il contrario. La legge di Creonte legge positiva, scritta invece la legge di Antigone la legge
perenne, i precetti morali fondamentali che trascendono la legge espressione del potere. Attualit
Antigone: legge positiva vs legge naturale. Le costituzioni degli USA e Francia sorgono nel XIX e XX
secolo nella stessa epoca in cui si inventano i diritti umani mentre prima erano solo delle leggi
promulgate. Per let classica Bettini ha sottolineato lesistenza di uno ius gentium, come serbatoio
comune da cui attingono i diritti propri delle singole comunit ma anche nucleo di norme assai
arcaiche che definiscono gli obblighi elementari -> Seneca, humanum officium, doveri degli uomini vs
gli uomini. Nel mondo classico nel contesto religioso che si collocano i diritti umani. I diritti ritenuti
inviolabili hanno una garanzia allinterno dellorizzonte religioso. la religione che protegge
dallempiet gli uomini a non commetterla pi spesso.
Nel mondo classico non esiste solo lorizzonte religioso entro cui possono affermarsi i valori morali
(per es: diffusione termine philantropia nel IV secolo in Grecia, equivalente romano di humanitas.
Stretta connessione tra nozione di uomo e quello di comportamento mite, equo, comprensivo,
connessione profonda che si instaura nel linguaggio dove espressioni che partono dalla nozione di
uomo sono direttamente usate per indicare equit, generosit, mitezza. Nozione di uomo resa
traducibile in quella di equit, mitezza, luomo pu considerarsi tale solo quando applica
comportamenti cos traducibili). Sono presupposizioni linguistiche e culturali di questo genere che
creano il terreno preparatorio per configurazioni giuridiche come quella moderna di diritti umani.
Siamo ancora in un ottica individualista, di vicinanza collegata al linguaggio. Furono gli stoici a
ragionare su una dimensione maggiormente universale dei rapporti tra uomini. Per Seneca, siamo nati
per stare insieme, la nostra societ come una volta di pietre, che sta su solo perch le pietre si
sostengono lun laltra altrimenti cadrebbe. Man mano che ci si allontana dalla societ pi vicina a noi =
maggiore complessit.
3. Tra legge di natura e legge divina: distruzione Cartagine, stregua di un genocidio per la
determinazione di distruggere unintera nazione in modo intenzionale. I problemi che riguardano i
diritti umani nel nostro tempo riflettono un interesse sempre maggiore nella storia, soggetta e
rivisitazioni a volte discutibili ma che contengono spesso elementi significativi di suggestioni e
indicazioni di approfondimento = adattare a episodi del passato concetti nati e sviluppatisi nella
contemporaneit. La legge naturale per Cicerone un dato universale su cui fonda la possibilit della
giustizia, e non pu essere invocata per respingere la legge positiva, diventando anche metro per
distinguere tra leggi giuste ed ingiuste. Lo ius gentium per alcuni considerato una forma di diritto
proprio delluomo in base alle relazioni sociali che si instaurano allinterno della comunit.

4. Cristianesimo e diritti umani: per Bobbio grande svolta dalla concezione cristiana della vita
secondo cui gli uomini sono fratelli in quanto figli di Dio, il contributo del cristianesimo ai diritti umani
ricco e articolato ma anche contaminato e bivalente. La storia dei diritti umani in gran parte storia
della lotta di cristiani contro cristiani. Cristianesimo: richiamo dignit e universalit. Carattere
fortemente antistatuale che caratterizza la tradizione cristiana, centralit alla persona, famiglia e
comunit di credenti = premesse ripresa teoria classica della legge naturale di derivazione divina,
Agostino e Tommaso punti di riferimento. Ruolo chiese fondamentale per scardinare gerarchie, visione
comunit pi universale rivolta a tutti. Esse formano un terreno in cui si forma unetica fondata su
valori universali che non coincide con alcun regime politico, ne prende le distanze, resiste alle pretese
assolutistiche degli stati nella sua prima fase di esistenza.
Origine storiche dei diritti umani nel Medioevo tra il XIV e il XV secolo, alcuni sostengono una
continuit con la teoria dei diritti naturali di pi lunga tradizione. Individuazione di una dottrina
medievale dei diritti naturali? possibile ma solo se si assumono i diritti naturali come equivalenti ai
doveri naturali. Coincidenza 4 Concilio Laterano e concessione Magna Charta Libertatum, 1215:
rapporto tra politica e religione doveva fare i conti con quale autorit dovesse prevalere e come si
doveva rispondere alla richiesta di riconoscimento dei diritti e la limitazione del potere del sovrano ->
rapporto tra monarca e i signori e le relazioni di questultimi e i loro cittadini. I diritti di questo
periodo sono ancora corporativi, riguardano gruppi e non individui (baroni) = divieti e garanzie nei cfr
degli abusi del sovrano. Attribuzione delle costituzioni degli obiettivi politici ritenuti preminenti per
lepoca coinvolge ogni gruppo sociale = premesse nascita stato moderno.
5. Umanesimo e Rinascimento: rapporto tra diritto e politica si configura in modo pi chiaro dal 200
d.C fino alla nascita e allaffermarsi dello stato moderno tra il XV e il XVII secolo. Toscana e Lombardia
sono diventati rep.indipendenti con costituzioni e i comuni vogliono legittimare la propria autonomia,
-> ideologia civica tramandate da Seneca e riproposte da Macchiavelli = obiettivo trattati sul governo
cittadino: raggiungere concordia civile e anteporre il bene comune agli egoismi dei singoli. Influenza
Seneca e Cicerone, la pace assieme alla giustizia (capacit di correggere le condizioni di ingiustizia e
disuguaglianza) assumono il ruolo centrale. Costituzione senese: agire come prescrive la Costituzione,
concezione inedita di cittadinanza che sfocia nellumanesimo civico del Rinascimento. Ogni cittadino
deve vivere libero e sicuro. Solo il potere vincolante della legge pu contrastare i vizi cui i cittadini si
abbandonerebbero: sono le costituzioni che assicurano un governo equilibrato -> teorizzazione
realismo, identificazione principe virtuoso. Riflessione sulla fonte del potere e sullautogoverno
comunale che si sviluppa tra il XIII e il XV secolo va di pari passo con quella sui diritti naturali =
Guglielmo di Ockham, padre della teoria dei diritti naturali, legati alla persona ai quali non pu
rinunciare ma pu scegliere di non esercitarli, protezione tutti i cittadini della societ.
Diritto canonico XIII sec: concetto di ius naturae, intravedendone una sfera di diritti fondata sulla legge
morale naturale, concependo le persone come libere, dotate di ragione, discernimento morale e lagmi
di giustizia e carit che legano un individuo allaltro.
Dibattito chiesa, concilio di Costanza 1415: diffusione movimenti ereticali, sorgere nazionalismi
cristiani. Pertanto fondamentale una legge morale universale per tutti. Tale concilio non riesce a
raggiungere gli obiettivi prefissati. Conflitto Chiesa, non riesce a bloccare le divisioni nazionali,
contrasto tra comuni, signori, assemblee e i corpi intermedi non favorisce la prospettiva
universalistica di una sola istituzione => lotta per la libert religiosa, conseguenza pi significativa alla
base dello scontro Lutero-Calvino-Chiesa stata definita come lorigine dei diritti naturali e di
quelli umani. Maggiore attenzione posta dalla Riforma sullindividualismo, autonomia, responsabilit,

luomo al centro sottraendolo alla subordinazione di Dio. Quindi la Riforma accentua il dovere di
obbedienza nei cfr dellautorit ma riconosce obblighi reciproci tra cittadini e potere. Indomani
Riforma: guerra civile contadina. Le libert rivendicate sono particolari: eleggere/destituire pastori da
parte della comunit religiosa o di emigrare => conclusione con la pace di Westfalia, in cui le persone
potranno avere il diritto di abbandonare il paese, nel 1648.
6. La conquista e luguaglianza: scoperta America 1492, ma anche vittoria cristiana sugli arabi a
Granada e cacciata ebrei = data chiave per lidentit europea, per i suoi rapporti col mondo non
cristiano, per mettere alla prova la portata universale del cristianesimo. Per in Spagna la cultura
araba: momento di rinnovamento della scienza e della filosofia che a partire dal IX-Xsec. si diffuso in
Europa dal Medio Oriente. E cos alla giustificazione religiosa si aggiunge la purezza razziale: la doppia
appartenenza che serve da legittimazione alla conquista dellAmerica -> Colombo e Corts simboli
questa duplice identit. Colombo, religiosissimo voleva portare il cristianesimo ai popoli che non lo
conoscevano, il secondo si muove con logica militare. Qua interviene Todorov il quale affronta il
problema dellaltro in base agli avvenimenti della conquista: disconoscimento indiani e rifiuto di
considerarli soggetti aventi diritti a tutti gli effetti. Difficolt di riconoscere una diversit forte senza
fare appello a una concezione gerarchica: parte contesto culturale dellepoca e un ideologia di
dominazione in contrasto con i diritti umani. Ed attorno alla Conquista, Spagna del 500 che si
sviluppano le discussioni attorno al problema delluguaglianza e ineguaglianza di tutti gli uomini che si
collegano con lo sviluppo delle dottrine dei diritti naturali, della sovranit limitata e del fondamento
contrattualistico dello stato. Per alcuni non era concepibile una uguaglianza tra spagnoli e indiani
dAmerica svoltasi nella prima met del XVI secolo per esempio per Bartolom de las Casas -> periodo
di conflitto successivo alle spedizioni militari di Colombo, sfruttamento risorse e conquista territorio =
Richiamo Politica di Aristotele e la distinzione tra nati liberi e schiavi per natura: legittimo
assoggettare gli inferiori, promozione cristianesimo e la sua diffusione. Per lui legittimo assoggettare
gli inferiori, combattere con ogni mezzo il cannibalismo e diffondere la religione cristiana tra gli
indigeni.
7. Teologia e filosofia tra guerra e pace: problema della guerra giusta introdotta da parte di
Francisco de Vitoria il quale la analizza ma cerca di rinnovare la tradizione della guerra giusta
analizzando i limiti che esistono nello scatenarla e i vincoli posti a chi la combatte. La sua originalit
sta nel fatto che egli non vuole giustificare la guerra con il rifiuto della fede cristiana o con la pratica di
atti contro natura di aver attribuito agli stati il ruolo di soggetti del diritto internazionale
individuando nel diritto alla libera circolazione delle persone e delle merci il principio di orientamento
dello ius gentium in nome di una universale parentela tra gli uomini -> in questo contesto di un diritto
delle genti avente come soggetti non gli individui ma i popoli che devono mantenere fra loro le
relazioni di scambio di beni, persone, e idee che trovano fondamento nella naturale amicizia e
nell'interesse reciproco che Vitoria introduce il tema della guerra giusta.
Egli riconosce ad ogni repubblica il potere di indire una guerra, elenca le cause non sufficienti a
proclamarla mantenendo come possibile giustificazione solo una delle due parti in conflitto ha la
legittimit di combattere. La scuola di Salamanca: diritto di natura, propriet intrinseca dell'uomo che
nemmeno la mancanza o il ripudio della fede pu far scomparire. la base dell'uguaglianza di partenza
di tutti gli uomini, il fondamento delle loro parit. Il pensiero di Vitoria si pone tra lo ius gentium
medievale e lo ius publicum europeo dei nascenti stati sovrani. In questo momento si verifica la crisi di
un modello fondato sull'autorit della chiesa, epoca non solo della conquista del nuovo mondo ma
anche della Riforma, scontro tra potenze cristiane per motivi religiosi e di nazionalismo nascente,

sacco di Roma e minaccia ottomana di espansione. Con l'abbandono delle premesse della dottrina
medievale dello iustum bellum: affermazione diritto internazionale interstatuale.
8. Legge naturale e diritto internazionale: XVII secolo, accelerazione percorso della cultura dei
diritti. Nel 1625, il giurista Grotius scrive una list di diritti applicabili a tutta l'umanit non solo in un
paese o in una tradizione giuridica. Egli defin i diritti naturali come qualcosa di inerente e concepibile
separatamente dalla volont di Dio suggerendo che anche il popolo possa usare il proprio diritto per
istituire le basi contrattuali della vita sociale anche senza la religione.

I diritti naturali che danno origine ai diritti civili, quelli naturali fanno parte della natura etica e
razionale dell'uomo che ne sarebbe titolare anche se Dio non esistesse. Con il contratto statale
egli delega alla legge parte rilevante ma non assoluta della propria libert. Il diritto riguarda
ogni individuo delega allo Stato dei propri diritti naturali, e che i diritti fondamentali siano
garantiti e protetti.
L'autorit politica non pi legittimata da Dio: ma si fonda sull'unione di individui, sono i
diritti naturali degli individui, trasferiti allo stato, che permettono a quest'ultimo di emanare
leggi e di concretizzare in diritti civili i diritti naturali.

L'allievo di Grotius, Pufendorf definisce l'uomo come essere eticamente libero e come portatore d'una
dignit che lo accomuna a tutti gli altri uomini.

La dignit e l'uguaglianza portano vs una socievolezza fra tutti gli esseri umani: esigere lo
stesso trattamento e a cooperare.
Il sovrano deve adeguarsi alle leggi fondamentali che si rifanno al diritto naturale ma pu
intervenire nella sfera della libert individuale.
Pacifica convivenza tra uomini e stati: per raggiungere tale obiettivo, sistema di doveri e diritti
reciproci.

9. Diritti e rivoluzione:
Nel 1679 Locke inizia a scrivere il Secondo trattato sul governo: stato di natura e teoria politica che ne
fa conseguire. Stesso anno promulgazione Habeas Corpus Act che riprende la tutela e le garanzie
concesse in caso di arresto e di un procedimento penale.
Rivoluzione inglese: corrente democratica-radicale dei Levellers che propone: una societ in cui gli
uomini siano titolari degli stessi diritti e doveri. Dieci anni dopo l'Habeas Corpus Act segue il Bill of
Rights momento conclusivo della gloriosa rivoluzione: sfocia in costituzione o dichiarazione dei diritti
-> principi di una monarchia limitata e soggetta al parlamento, della certezza e imparzialit della legge
e della sicurezza della propriet, di libere elezioni, libert di parola e giusto processo.

John Milton: legame tra rivendicazione della tolleranza religiosa e richiesta di diritti civili, egli
proclama il diritto dell'uomo all'autodeterminazione, tutela diritto del singolo quanto quelli del
bene della collettivit.

Differenza tra Hobbes e Milton: per Hobbes fondamentale il tipo di patto che si stabilisce tra ogni
uomo e gli altri. Lo stato contrattualista si trasforma cos in uno stato assoluto dove al sovrano
concessa ogni autorit anche se gli spetta la tutela dei diritti dei cittadini che si possono sentire
inadempienti del re = diritti naturali non sono inalienabili come pensavano Milton o Grotius ma
bisogna affidarli ad altri da s per poter entrare a far parte nella societ -> Locke parla di ua legge

naturale vincolante anche dopo la formazione del contratto sociale in quanto la societ il riassunto
del diritto di natura.

Ascesa della piccola nobilt e borghesia rurale, della gentry e uelli culturali sono le coordinate
entro cui si concretizzano le teorie dei diritti sviluppatesi nel corso del '600.

10. Stato moderno e stato assoluto: lo stato moderno emerge in Eu tra '600 e '700, si rafforzano le
prerogative del sovrano e le istituzioni pubbliche svilupparsi e prendere corpo. Questo stato moderno
per non ha la stessa sfaccettatura in tutti i paesi in cui si genera. Lo stato assoluto limitato dal
diritto, ma in questi anni si forma una nuova visione del soggetto, dei diritti, della sovranit, un nuovo
discorso di cittadinanza che viene a costituire la condizione di insorgenza , il terreno di formazione
dell'espressione "stato di diritto" + si forma una societ civile capace di interagire con la cultura alta e
con le scelte politiche istituzionali. Questa autoevidenza dell'uguaglianza degli esseri umani nasce nel
contesto dello stato assoluto e dell'Illuminismo, della rivoluzione inglese e dei conflitti del secolo di
ferro. I diritti umani sono difficili da illustrare perch la loro definizione, esistenza dipende dalle
emozioni altrettanto che dalla ragione. Importanza autonomia e empatia: i diritti umani sono emersi
perch molti individui avevano esperienza diverse anche se non appartenevano tutti allo stesso
contesto sociale ma l'interazione tra di loro, con le loro culture e osservazioni creavano un nuovo
contesto sociale => riconoscersi nelle esperienze altrui, condividere aspirazioni, preoccupazioni, ansie
che ha permesso il passaggio lento e mai del tutto completo alla convinzione di = davanti a Dio.
Cultura dei diritti: risultato di un'epoca che vede nascere il capitalismo e affermarsi della
borghesia, classi medie sulla scena culturale ed economica. l'autonomia nella vita concreta il
corrispettivo dell'individualismo teorizzato da Locke e Milton e fa da sfondo all'idea di
comunit non pi medievale ma moderna e che trova la sua coesione non solo nella religione
ma anche nel lavoro e nei rapporti sociali. Uomo = unitario soggetto di bisogni e diritti, definito
dai parametri di libert e uguaglianza.
La legge rimane il fondamento del potere solo se non vieta lo sviluppo della libert = divisione dei
poteri di Montesquieu efficace per garantire il massimo di libert nel rispetto della legge.
Capitolo secondo
La scoperta dei diritti
1. Difesa del corpo: importanza testo Cesare Beccaria, " Dei delitti e delle pene" del 1764, contributo
pi alto dell'Illuminismo da poter essere affiancato alle opere di Voltaire e degli illuministi francesi. Il
sistema giuridico del '700 risultava essere repressivo, intrisa di arbitrio e barbarie, l'eccesso di
violenza magnifica la potenza della giustizia -> l'Habeas corpus (garanzia arresti arbitrari, essere
giudicato da un tribunale di pari) = inapplicato nell'Europa continentale e disatteso anche
nell'Inghilterra dove nato. Esso solo un rimedio contro gli arbitri delle forze di polizia, contro i
meccanismi del sistema giudiziario, della legge, contro gli abusi, crudelt, capricci. Siamo in una fase di
scambio intellettuale tra les philosophes francesi = rivoluzione cultura contemporanea.
Il testo di Cesare: non una riflessione teorica ma una critica sistematica del sistema giustizia di met
'700. La legge per lui deve garantire la libert e la sicurezza al maggior numero di persone. Il potere
deve realizzare l'interesse comune, ricerca pubblica della felicit. La punizione ha funzione deterrente
e la sua efficace non aumenta all'aumentare del grado di violenza e terrrore ma in base alla sua
certezza, ineluttibilit e rapidit con la quale si affligge. la sua infallibilit a scoraggiare dal

commettere crimini coloro che ne sarebbero tentati: egli inoltre parla della tortura e della pena di
morte: meglio prevenire, puntare alla educazione che alla repressione.
2.. Le idee dei Lumi: ultimi 30 anni del '700 e i primi del '800, riforma del diritto penale, affermazione
linguaggio diritti merito dell'Illuminismo. Esso accentua l'idea dell'uomo come soggetto di diritti,
ponendo fine alla teoria del diritto divino dei sovrani e della ragion di stato come prevalenti. La
tolleranza: base di tutti i diritti umani e il requisito per la pace e il progresso la divisione del potere
politico da quello religioso.
Idea diffusa tra gli illuministi: processo universale di incivilimento in cui l'umanit acquista la sua
essenza e rende storica e culturale una natura che trova nel contratto sociale la sua trasformazione e il
punto di partenza verso il progresso.
3 tipi di diritti: - soggettivo: ognuno soddisfa i propri bisogni; - oggettivo: rinuncia di alcuni diritti
soggettivi con il contratto sociale e devono essere affidate in mano al sovrano -> costruzione del
sistema politico e della legge; - una terza sfera pubblica o sociale formata da no
rme e valori che lasciano una certa libert.
Nascita dei diritti civili: modo in cui attraverso la legge, la politica (lo stato) garantisce i diritti
e(naturali/soggettivi) di libert e di propriet. Sorge il concetto di contratto sociale: gli uomini
erano invitati a rinunciare una parte della propria libert per avere dal governo protezione
della loro vita, libert e propriet.
Per Rousseau il contratto sociale: uguaglianza tra tutti quelli che ne hanno aderito, alienando i propri
diritti alla comunit e allo stato. la societ umanala fonte del diritto e dei diritti inalienabili che si
fondano sul presupposto dell'uguaglianza umana e di una ragione universale comune in tutti gli
uomini : essi nascono uguali , godono degli stessi diritti naturali, appartengono allo stesso ordine della
natura e alla stessa specie. Kant sosteneva addirittura che vi esisteva uno ius cosmopoliticum in cui
chiunque, anche appartenente ad un altro stato venga riconosciuto come titolare degli stessi diritti. La
grande affermazione del linguaggio dei diritti, cultura fondata sui diritti, binomio libert e uguaglianza
= radicale trasformazione delle idee, rivoluzionamento leggi e istituzioni, mobilitazione contro lo
status quo dei privilegi dell'arbitrio : processo mai uniforme ma a tappe, mai garantite una volta per
tutte.
3. Contro il commercio di schiavi: Granville Sharp, Thomas Clarkson e William Wilberforce sono le
figure pi note della battaglia che nel 1807 porter all'abolizione del commercio di schiavi. Condanne
nette sullo schiavismo: Montesquieu, 1748 e Voltaire nel 1756 + gruppi religiosi i quali si muovono
per dare via ad un movimento contro la tratta degli schiavi e poi dello schiavismo. Le posizioni
abolizioniste trovano appoggio nel cristianesimo e filosofia dei Lumi ma sono ostacolati dalle
conquiste coloniali, dagli interessi economici e apparente utilit economica dello schiavismo in una
fase di espansione e decollo industriale. Ma cosa spinge a muoversi per lo schiavismo? = spinta
religiosa e morale che contagia diversi ceti sociali.
Graville Sharp diventa il difensore dei neri e degli schiavi, lotta contro o schiavismo. Tratta degli
schiavi, 10 milioni di neri, fra il 1720 e il 1760 massima concentrazione e gerarchizzazione: economia
di piantagione idonea allo sviluppo delle colonie di Francia e Inghilterra.
4.La rivoluzione americana: 4 luglio 1776: ratificata a Filadelfia con un forte richiamo ai diritti
dell'uomo che inizia con un forte e formale richiamo ai diritti dell'uomo e alla necessit di legittimit
della rivoluzione contro la corona inglese da parte dei coloni; elenco quei diritti riassunti con

semplicit, e forza nella vita, libert e ricerca della felicit; rivendicazione come evidente l'= tra uomini
cio una lotta ad oltranza. Alla base vi era la teoria dei diritti naturali e quei diritti inalienabili che ri
riferivano ad ogni persona appartenente alla societ. Tra il 1689 e il 1776 diritti ritenuti il pi delle
volte come diritti di gente vennero trasformati in diritti umani e in diritti naturali e universali.
Jefferson scriveva che i dirtti naturali sono quelli per cui la protezione si formata la societ e si sono
stabilite le leggi municipali.
5. Dalla dichiarazione d'indipendenza alla dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: la
crescente diffusione dei diritti influenzata dalla cultura illuminista: trasformazione in leggi di questi
stessi diritti da una visione particolaristica dei diritti a quella universalistica. L'ingresso di ciascuno
nello stato attraverso qualche forma di contratto sociale non poteva che significare la rinuncia alla
propria unica volont come criterio di libert. (intervento Jeremy Bentham con la sua idea di
utilitarismo: obiettivo maggiore felicit per tutti). L'attenzione per i diritti dell'uomo legava le due
sponde dell'Atlantico: enorme interesse per la rivoluzione americana in Eu e il gran nr di americani
che parteciparono alle vicende che portarono alla rivoluzione francese e alla Dich. dei diritti dell'uomo
e dei cittadini. Nel 1789 l'Assemblea costituente approv la Declaration des droits de l'homme e du
citoyen.
6. Diritti dell'uomo: i principi e i valori che la nuova cultura del 6-700 aveva fatto emergere sotto
l'impulso del giusnaturalismo e dell'illuminismo poi. Le teorie sull'uguaglianza presenti nelle
riflessioni sul contratto sociale aprivano la strada a un nuovo rapporto con i cittadini: principio di = e
diritti imprescrittibili dell'uomo nella libert, nella propriet, sicurezza e resistenza all'oppressione.
Collocazione del linguaggio dei diritti e un loro ruolo senza ritorno al passato. Protagonisti di questi
cambiamenti: La Fayette e Tom Paine il quale scrive una riflessione sulla rivoluzione francese che
diventer poi un libro in due parti " The rights of Man" (1791) destinato ad un grande successo per
l'epoca. Paine insiste suoi diritti civili che formano il cuore della sua difesa della rivoluzione francese si
basano sull'assunzione che precede la formazione dei governi: l'esistenza di diritti naturali all'= e alla
libert. Sono poi i governi che possono rendere concreti di diritti naturali facendoli diventare civili
inattaccabili da ogni tentazione dispotica attraverso una costituzione scritta che protegga tutti i
cittadini e una dinamica parlamentare che garantisca la rappresentanza di ogni parte sociale.
Cittadini = diritti; governi = doveri nei loro confronti -> ribaltamento tra i doveri dei sudditi e i diritti
dei sovrani che caratterizzavano il mondo prima dell'epoca delle rivoluzioni. 1790: conflitto tra i
sostenitori di una monarchia costituzionale e i fautori di una repubblica democratica, grande
manifestazione a met luglio 1791. -> fuga del re. Il libro di Paine suscita scalpore, offensiva senza
precedenti, descritta come un attacco alla nobilt ereditaria, che punta alla distruzione della
monarchia e della religione e totale sovversione delle forme riconosciute di governo. Viene costretto
all'esilio da Dover per la Francia.
7. Terrore e diritti: la Convenzione si riunisce per la prima volta il 20 settembre e proclama la
Repubblica -> inizio lavori per redigere una nuova costituzione ma si evidenziano le sue incapacit di
giungere alla sua creazione. Re di Francia, Luigi XVI condannato alla ghigliottina. Paine rimane ancora
presente in termini di pubblicazioni e scrive la versione inglese di "The age of Reason" che riguardava
la religione secondo cui ogni cittadino doveva essere libero di scegliere il proprio credo religioso.
Problematica rimaneva la questione dei diritti di genere e quella degli schiavi: le donne, gli schiavi, i
servi e i disoccupati erano ancora privati dei diritti naturali invece solo gli uomini nel 1792 erano
considerati liberi.

8. Marie, i diritti della cittadina : 1792 due donne, Marie Gouze e Mary Wollstonecraft pubblicano:
la prima "La dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina" e la seconda "Una rivendicazione dei
diritti della donna e cercano di porre al centro dell'attenzione la questione di diseguaglianza esistente
tra donna e uomo": fatto che la donna fosse un bene che passa direttamente dalle mani del padre a
quelle del marito, senza averi, confinata al servizio domestico e ai lavori pesanti sottopagati. I
pensatori dell'Illuminismo avevano posto in modo esplicito la questione delle relazioni tra i sessi e
della loro uguaglianza e differenza esaminando anche i costumi e le leggi che escludevano la donna
dalla vita pubblica e dalle istituzioni. Condorcet alza la voce sulla questione e sottolinea il fatto che
anche il genere femminile deve avere delle prerogative cos come il genere maschile. In questa
situazione diverse persone si oppongono, i club femminili vengono chiusi e proibiti con un voto della
Convenzione, Olympe de Gouges viene fatta salire al patibolo e Throigne de Mricourt viene
internata in manicomio. Timore che le donne potessero pretendere di conquistare la cittadinanza e i
diritti politici, minaccia forte per chi stava cercando di imporre il proprio potere.
9. Mary, i diritti dell'uomo e della donna: la Rivoluzione in Francia aveva bloccato e respinto le
aspirazioni politiche delle donne, di presenziare alle sue sedute solo se in presenza di uomini. Il tema
della famiglia come centro dell'interesse femminile parte integrante del pensiero borghese
dell'epoca. Sono infatti le classi medio-alte a vivere la condizione sociologica di famiglia nucleare che
diventer il modello prevalente nel XX secolo: dove la donna ha poco ruolo e responsabilit prevalenti
e pococ margine e limitate opportunit. Gli eventi politici dell'ultimo quarto del XVIII secolo:
affermazione di uguaglianza di tutti gli esseri umani con la conseguenza di ognuno di essi portatore
dei diritti naturali riconosciuti all'insieme dell'umanit. Il discorso sui diritti si diffonde e acquista
adepti negli anni '80. Nel mondo anglosassone tra i primi a rivendicare apertamente il diritto di voto
per le donne fu James Otis, frase "taxation without representation is tiranny". Il testo di Mary
Wollstonecraft diventa uno strumento indispensabile per diffondere le attese delle donne in merito ai
propri diritti e alla possibilit di una rivoluzione in modi femminili. Per lei i diritti umani sono
universali, occorre applicarli anche alle donne le quali devono essere rese libere. Nonostante questi
piccoli cambiamenti bisogna anche dire che in realt anche tra i sostenitori dell'uguaglianza vi era
questa perplessit circa i diritti umani e la partecipazione delle donne. Negli anni per la compresenza
dei difensori dei diritti umani, dei giusnaturalisti e degli utilitaristi permise di far convivere
l'universalit dei diritti delle persone con differenza tra i sessi. Certo che le convinzioni relative agli
ordinamenti esistenti, la preferenza per la repubblica o pera una monarchia costituzionale, la
legittimit concessa a uno sbocco rivoluzionario o la difesa tenace dell'equilibrio sociale sono elementi
non secondari nel far pendere da una parte la teoria dei diritti difesa da ognuno. Fine '700: i diritti
delle donne si potevano vedere come conseguenza del aver attribuito loro diritti naturali in quanto
persone ma si poteva anche negarli in nome dei diritti reali delle donne. La difesa delle virt familiari
condotta in una luce positiva, di ri-stabilimento dei diritti femminili offuscati dal dispotismo e
dall'arbitrio maschile. " Dilettare, civilizzare e migliorare l'umanit, questi sono i preziosi diritti della
donna" -> timore che i diritti delle donne dall'educazione al voto potessero insidiare la supremazia
maschile nella sfera pubblica e la sua autorit nella sfera privata tra i motivi dello scarso numero di
sostenitori di tali prerogative.

Capitolo terzo
Le regole umanitarie

22 agosto 1791: ribellione degli schiavi in territorio francese: la rivolta di decine di migliaia di schiavi,
spinti ad agire dalle voci che provenivano da Parigi dopo la presa della Bastiglia e la proclamazione
della Dichiarazione dei diritti dell'uomo -> una nuova rivoluzione definita da Cyril James. Il 4 febbraio
1794: La Convenzione vota all'unanimit la liberazione degli schiavi in tutte le colonie francesi,
sancendo l'abolizione della schiavit per la prima volta da parte di uno stato europeo. Sar poi
Napoleone a restaurare lo schiavismo e la tratta degli schiavi e toglie ai mulatti i diritti di = che la
rivoluzione francese aveva loro portato. Solo nel 1803 la tratta abolita, ma per la fine della schiavit
si dovr aspettare fino a met del secolo, nel 1848. La reintroduzione dello schiavismo e della tratta da
parte di Napoleone nel 1802 viene nuovamente sospesa dallo stesso imperatore quando riprende il
potere dopo i 100gg di esilio nell'isola d'Elba. Ma negli USA gi nel 1788 alcuni stati proibiscono ai
propri cittadini di trafficare in schiavi. Sar la guerra civile che scoppia nel 1861 a imprimere una
svolta drastica sul terreno della tratta dando inizio alla battaglia antischiavista. Il cammino della
Spagna pi lento: a na prima legge di abolizione del 1845 ne segue una seconda e definitiva nel 1867.
A diffondere e rafforzare il movimento abolizionista non solo l'obiettivo che si pone, il contesto
religioso in cui si organizza tutto, la coscienza egualitaria ma anche il racconto delle battaglie condotte,
l'attenzione verso i temi dello schiavismo che creano un acceleratore di problematiche fino a poco fa
ritenute solo in mano a una minoranza. durante il breve regno che Guglielmo IV che stabilisce
attraverso lo Slavery Abolition Act nel 1833 la fine dello schiavismo in tutto l'impero britannico nel
1833.
3. Nazioni e nazionalismi: il legame con la propria terra rappresenta all'inizio del XIX secolo la faccia
emotiva e passionale dell'ideale politico liberale dello stato-nazione. L'identit nazionale assume il
sentimento collettivo di chi contrappone il popolo alla dinastia in nome di un nazionalismo civico e dei
diritti dei cittadini. La nazione la moderna declinazione del concetto di patria, la rivendicazione
dell'intreccio dell'unit territoriale con l'unit politica, il mutamento delle comunit nell'epoca delle
grandi trasformazioni economiche, sociali e culturali dell'incipiente capitalismo. La nazione diventa
l'obiettivo primario e riconosciuto della politica internazionale del XIX secolo ma anche l terreno in cui
la massa viene trasformata in individui appartenenti alla nazione e viene accompagnata nel suo
passaggio, culturale ancora prima che quello sociale, da contadini a cittadini. I diritti dell'uomo si
incarnano nella sua libert individuale e = di fronte alla legge, quelli del cittadino riguardavano i diritti
politici e l'appartenenza alla nazione. se ogni uomo ha diritto a una nazione, ogni nazione ha diritto di
esistere, liberandosi dai vincoli di sottomissione che le impediscono di realizzarsi e separandosi dalle
entit statuali che le negano questa possibilit. Tra il 1810 e il 1830 quasi tutti i paesi dell'America
Latina conquistano l'indipendenza, liberandosi dal dominio coloniale di Spagna e Portogallo. La
popolazione locale recepisce positivamente gli echi dell'indipendenza americana e della rivoluzione
francese e approfitta nel 1808 dell'invasione della Spagna da parte di Napoleone per dare inizio alla
propria guerra di liberazione. Sotto la guida di Simon Bolivar, Francisco Santander, Jos de San Martin
ecc proclamando l'indipendenza nel 1816 dando inizio ad una battaglia complessa contro gli spagnoli.
Inizio XX secolo: analogia tra individuo e nazione, tra i diritti della persona e quelli di una collettivit
che si sente unita da un identit comune. Gli imperi multinazionali devono affrontare la questione delle
nazionalit con difficolt crescenti proprio perch agli ideali di libert civica ed economica si
affiancano adesso quelli della libert politica e indipendenza che le rivoluzioni francese e americana
hanno diffuso in tutto il mondo. A intrecciare in modo compiuto la lotta per la libert con quella
dell'indipendenza, i diritti civili ne politici degli individui con quelli dei cittadini ad avere una propria
nazione e uno stato rappresentativo della propria comunit sono le rivoluzioni che avvengono nel
1848 = primavera dei popoli.

22 febbraio inizio rivoluzione che porta alla 2 repubblica, il 13 marzo Vienna si rivolta contro gli
Asburgo e Budapest segue due giorni dopo chiedendo l'indipendenza dall'Austria. Insorgenze si hanno
anche a Berlino, Venezia, Sardegna, Roma -> fine assemblea parlamentare tedesca, disfatta popolo
ungherese, repressione cittadini austriaci, moti in Calabria e Sicilia, soppressione repubbliche di
Venezia e Roma nel 1849, abrogazione statuti e costituzioni concesse nel tentativo di fermare le rivolte
non possono far tornare indietro il cammino e la storia dei diritti dell'uomo e delle nazioni.
Decenni successivi: spinta dell'indipendenza nazionale sopravvento in Germania e Italia, riforme
costituzionali in numerosi paesi europei. In questo momento della primavera dei popoli, vede la luce
un libello che anticipa i temi previsti da Marx, Il Manifesto del partito comunista e di Egels e viene
firmato il documento che segna la nascita dei movimenti femministi.
4. La Dichiarazione di Seneca Falls: fine 1848, primo congresso dei diritti delle donne. Nascono
diverse associazioni e organizzazioni che individuano gli obiettivi concreti da raggiungere attraverso
la mobilitazione, la propaganda e l'azione politica, forte partecipazione delle donne, richiesta di
maggiore riconoscimento dell'= tra i sessi. Le donne cominciano a rendersi conto di come i diritti siano
legati in modo crescente alla vita quotidiana e ci si interrogava sulla disparit esistente tra il ruolo loro
riconosciuto nella vita privata e pubblica. Punto di forza per mettere in atto questa rivoluzione:
educazione e opportunit professionali per le donne. Timore: che la messa in discussione dello status
quo tra i generi possa innescare conflitti e trasformazioni sociali contradditorie con la societ emersa
dal raggiungimento dell'indipendenza. Nel 1801, Bridget Bearwell fa una proposta: affidare gli stessi
doveri, ruoli e posizioni a uomini e donne. In questi anni nessuno mette in discussione il diritto delle
donne ad avere diritti. Entrambi possiedono diritti, anche se a uomini e donne vengono riconosciuti
diritti diversi, tra i real rights delle donne vi abbiamo la cura dei figli e marito ma non ancora la libert
politica e l'autonomia personale. Le donne invece volevano avere accesso anche a quei diritti esterni
alla sfera domestica -> negazione diritti politici donne = limite di attuazione che l'America pone alla
cultura dei diritti, in quanto si tratta di un'esclusione dovuta a una radicata discriminazione di genere,
cio l'inferiorit della donna rispetto all'uomo. = divisione sessuata dei diritti umani.
L'incontro di Seneca Falls durante il congresso mondiale per la schiavit: otto ai dopo si organizza un
congresso per discutere dei diritti delle donne nella cittadina dove Elizabeth si era trasferita da poco
ovvero Seneca Falls. Viene scritto il Declaration of Sentiments dove nella prima parte echeggia la
Declaration of Indipendence del 1776. Per alcuni il documento l'evento pi innaturale e scioccante
mai registrato nella storia delle donne, base per conquistare i diritti sociali, politici, civili e religiosi
delle donne.
Guerra di Crimea combattuta tra 1854 e 1856 dalla Russia contro una coalizione di stati europei alleati
dell'Impero Ottomano e interessati alla crisi che questo stava vivendo con crescente drammaticit.
7. Rivoluzione industriale e diritti del popolo: met XIX secolo, nuova coscienza nell'individuazione
e rivendicazione dei diritti collettivi, la rivoluzione industriale sta allargando le regioni dove va
imponendo i suoi ritmi e le sue modalit di sviluppo, i suoi criteri di giudizio e i suoi valori morali +
schiavit del pauperismo che inaugura la questione sociale che si protrarr per decenni lungo il XIX
secolo e oltre (testi di Dickens o Balzac).
L'Inghilterra di questo secolo considerata la culla del nuovo sviluppo industriale e della nascita della
classe operaia che ha cercato di rispondere alle esigenze sociale di questa nuova classe di sfruttati al
bisogno di diritti che la loro vita soggiogata rivendica come propria richiesta di libert. Gli esclusi al
voto per ora sono ancora gli operai ma anche settori della classe media, quella lower middle class che
si unir alla classe lavoratrice pi cosciente nel chiedere una riforma elettorale adeguata alle

trasformazioni sociali avvenute poich solo attraverso il voto sar possibile introdurre nel paese
quelle riforme economiche e sociali che ritengono improcrastinabili -> dibattito sul Reform Act e
l'introduzione della Poor Law. Ma queste due riforme alla fine deludono la popolazione: si riuniscono
per avere l'estensione universale del suffragio, per gli uomini di 21 anni, la segretezza del voto, la
riforma dei collegi. Le lotte degli operai s'incamminano verso una crescente sindacalizzazione e verso
la creazione di partiti politici che le rivoluzioni del 1848 paiono annunciare e di cui il Manifesto di
Marx e Engels l'espressione pi efficace -> inizio nuova lotta per i diritti economico-sociali che
accompagner e si contrapporr alla battagli per i diritti civili e politici.
8. I diritti di seconda generazione: la prima fase della Riv. Industriale si chiude attorno al 1850 in
Inghilterra e attorno al 1880 altrove. Tra queste due date si assiste a una seconda rivoluzione agricola,
dovuta all'introduzione di macchine, fertilizzanti, nuove produzioni in seguito a innovazioni
tecnologiche fino alla fine del secolo e inizio XX. Balzo nella produttivit, nello sviluppo dei trasporti,
negli scambi commerciali internazionali, aumento speranza vita, disponibilit di istruzione, aumeno
assoluto dei poveri e sfruttamento immane della manodopera, condizioni terribili di vita dei ragazzini
nelle fabbriche -> Factory Act nel 1833 che dispone dell'impiego della manodopera superiore ai 9 anni
e 14 in 8 ore lavorative e 12 per quelli dai 14 ai 18. Da qua in poi si andr a creare la base di ci che
Bismarck aveva ideato e che diventer in seguito lo stato sociale. Nel 1848 si ottiene il suffragio
universale invece per quello femminile si dovr attendere il 1971. a partire dagli anni '60 del XX
secolo il costituzionalismo liberale registra una crescita attraverso la riorganizzazione degli stati e il
riconoscimento di diritti popolari soprattutto con riguardo al diritto di voto ma anche una limitata
legalizzazione dei sindacati su scala locale e nazionale dalla Spagna all'impero asburgico. Nel corso
delle rivoluzioni del 1848 era avvenuta una divaricazione tra le forze liberali e quelle democratiche sui
temi della cittadinanza, del diritto di voto, dei diritti civili e politici ma anche su temi pi sociali. Le
legislazioni sociali, i diritti sociali ed economici ovvero i diritti di seconda generazione per distinguerli
da quelli civili e politici divenuti centrali nella seconda met del '700 sono il risultato della profonda
trasformazione dell'Europa cui cercano di rispondere i settori pi aperti e lungimiranti
dell'establishment e le nuove organizzazioni sorte dal basso per difendere le condizioni di lavoro e vita
dei lavoratori. Solamente nel secolo successivo che si conquista l'obiettivo delle 8h lavorative dopo la
fine della 1GM.
9. Allontanare la guerra: XIX SECOLO si trova ad affrontare le concrete riforme che dovrebbero
rendere effettivi ed attuali quei diritti misurandone le difficolt e le opposizioni. Alla base:
affermazione dell'= tra uomini, rivendicazioni fine schiavit, diritti donne, bisogni civili e vittime in
tempo di guerra per ottenere una protezione adeguata. Abbiamo una nuova cultura dei diritti in
formazione nonostante la grande difficolt a prenderle in considerazione queste specie diverse di
diritti e tentare di comprenderle globalmente e inserirle in un unico disegno politico.il grande
tentativo universalistico del periodo quello del socialismo che di fatto subordina a una rivoluzione
politica e sociale la possibilit di soddisfare i valori di libert, fraternit e uguaglianza che la
rivoluzione aveva imposto. Per Marx la Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1789 consacrava i diritti
del borghese, dell'uomo proprietario separato e isolato dalla maggioranza degli uomini che restavano
schiavi sul terreno sociale ed economico malgrado l'apparente uguaglianza sul versante politico e
civile. Questa critica marxista: non coglieva l'aspetto essenziale della proclamazione dei diritti i quali
erano l'espressione della richiesta di limiti allo strapotere dello stato, una richiesta che se nel
momento in cui fu fatta poteva giovare alla classe borghese conservava un valore universale.
Problema: contrapporre una visione considerata individualistica una concezione collettiva dei diritti
rischia di riproporre una concezione organicistica secondo cui la societ antecedente e pi
significativa degli individui. Vi era un disinteresse del movimento socialista e operaio ad assumere

come prioritaria la battaglia dei diritti delle donne legato alla visione prevalentemente economica e
di classe del processo di emancipazione del lavoro.
I conflitti che agitano XIX non sono soltanto quelli sociali legati al progredire dell'industrializzazione,
quelli politici che avevano rivoluzionato l'Europa, quelli civili che avevano sconvolto gli USA: sono
anche conflitti internazionali tra stati e guerre di espansione e possesso nelle colonie di Africa e Asia.
Anni '70: guerra franco-prussiana, unificazione tedesca attorno alla Prussia, conflitto russo-ottomano.
Prosegue il processo di colonizzazione che vede confrontarsi in Africa le ambizioni dei principali stati
europei, spartendo di fatto l'Africa secondo una mappa geopolitica che prelude alla conquista europea:
alla Francia viene concesso il controllo sull'Africa occidentale, alla GB quella dell'Africa meridionale.
Nel 1899: conferenza dell'Aja promossa dallo zar Alessandro II per discutere sulle possibili misure di
disarmo, il mantenimento della pace e la regolamentazione della guerra riprendendo su questo
terreno la conferenza del 1874 -> clausola Martens: mette in grado i Regolamenti dell'Aja di venire
proiettati nel XX secolo con qualche potere di contenere le peggiori violenze e inumanit della guerra.
Capitolo quarto
I principi e la realt
La fine della tratta e poi della schiavit: probabile diffusione dell'idea generale dell'uguaglianza degli
uomini, si fa per strada una nuova concezione di differenza, di gerarchia di civilizzazione che riguarda
le razze, intese come gruppi di individui appartenenti a popolazioni omogenee caratterizzate da
elementi esteriori facilmente riconoscibili (pelle, capelli, grandezza naso ecc). Con la conquista del
Nuovo Mondo si rafforza l'idea di popoli arretrati e intrinsecamente diversi i cui territori meritano di
essere conquistati e cristianizzati. Nel XIX secolo: idea seicentesca di razza viene inserita in un
discorso che trova il perno della legittimazione paradosso dell'Occidente cio quello di produrre degli
universali e di erigerli a rango assoluto, di violare un affascinante spirito di sistema i principi che
traccia e avvertire la necessit di elaborare le giustificazioni teoriche di queste violazioni.
Idea di razza: intreccio di influenze di una cultura alta + la sua semplificazione come senso comune.
Inoltre il XX secolo coincide con il raggiungimento del limite dell'espansione coloniale e la convinzione
della necessit e dell'utilit di mantenere o costruire un impero. Il socialdarwinismo diventa il cardine
della cultura popolare e degli stereotipi che la sorreggono: sopravvivenza del pi adatto, la lotta per
l'esistenza, la minaccia d'estinzione e il prevalere del pi forte. + antagonismo tra individuo e massa,
irriducibilit del primo alla seconda ma al tempo stesso la sua trasformazione psicologica ne diviene
parte: elementi centrali nel dibattito. L'idea della scienza come consapevole controllo della societ da
parte delle lite si esprime attraverso l'eugenetica egualitaria, una sorta di darwinismo capovolto:
attraverso la selezione sociale lo stato deve supplire a quello che la selezione naturale non pu pi
attuare, soppressione meno adatti e degli ostacoli dell'evoluzione. l'idea di razza adatta ad eliminare
chi fuori "della norma" = 2 casi: L'affaire Dreyfus: antisemitismo arma politica ed ideologica; caso
Oscar Wilde accusato di gross indecency per una relazione omossessuale.
2. L'affacciarsi del pacifismo: all'inizio del XX secolo si legge un ottimistica considerazione, che
riguarda la pace -> preciso segnale della civilizzazione superiore che si sviluppata alla fine del XIX
secolo. La pace si ritiene come obiettivo prioritario e cruciale. Il pacifismo francese il pi numeroso e
attivo sulla scena mondiale. Nel 1891 il terzo congresso dell'associazione svoltasi a Roma. La pace
secondo Lemonnier doveva fondare su ideali repubblicani e sui diritti umani, sulla visione kantiana
che la politica dovesse essere guidata dalla morale e sul rispetto per l'autonomia e l'indipendenza dei
popoli. Bloch non mette in discussione la legittimit del conflitto armato ma cerca di mostrare come la

guerra moderna non potr che portare a uno stallo dei contendenti con conseguenze nefaste per
l'ordine e l'equilibrio dell'intera Europa. Il militarismo rischiava di condurre al socialismo. Il termine
pacifismo viene usato per la prima volta da Emile Arnaud nel 1901. Pacifismo doveva essere contrario
all'antipatriottismo e alla lotta contro il servizio militare obbligatorio: esempio la campagna di riforma
del Congo, una campagna contro il nuovo schiavismo che ha accompagnato il colonialismo europeo in
Africa con l'obiettivo di garantire i diritti umani minimi naturali appartenenti a ogni individuo.
(esponenti di rilievo Fox Bourne, Mary Kinglsey).
4. I crimini del colonialismo: la scuola razzista fondata sull'inferiorit della razza negra e
sull'incapacit degli indigeni di diventare proprietari della terra costringendoli al ruolo di forza-lavoro
a vantaggio della razza bianca. La setta di Liverpool nasce con l'intento di influenzare l'atteggiamento
del Colonial Office britannico per dover dare pubblicit alle violazioni dei diritti dei nativi commesse in
Africa occidentale e alla pratica delle spedizioni punitive organizzate spesso con la giustificazione di
fare bene di coloro che ne saranno le vittime -> battaglia del Congo. Nel 1903 la mozione chiede di
adottare insieme ai paesi firmatari dell'accordo di Berlino misure volte a eliminare i mali prevalenti
nello stato di Congo. Samuel chiede l'intervento del governo britannico per la violazione della libert di
commercio commessa nel Congo Free State e per la violazione dei diritti africani. Vi sono certi diritti
che devono essere comuni a tutta l'umanit. I diritti alla libert e a un trattamento giusto debbono
essere comuni a tutta l'umanit. Si raccolgono cos informazioni autentiche sul malgoverno e sulle
violenze denunciate in Congo. Impoverimento, malnutrizione, sfruttamento intensivo, mutilazioni,
uccisioni, rapimento, percosse. Nasce l'obiettivo di riunire sotto un unico Corpo le diverse influenze al
lavoro contro il Leopoldismo, di appellarsi ad un vasto pubblico su questo singolo tema, di inglobare
ogni persona, senza riguardo al ruolo, professione, opinione,, credo religioso -> nasce il Congo Reform
Association che pu svolgere con maggiore libert e determinazione ci che il Foreign Office non
sembra in grado di voler fare. Dopo che la battaglia del Congo Reform Association quasi ormai vinta
costringendo Leopoldo II di cedere allo stato belga il possesso del Congo, dopo accuse formali e
ripetute da parte di quasi tutte le grandi potenze europee. soprattutto in Inghilterra tra '800 e '900
che la questione dei diritti si interseca con la politica coloniale ma anche con le questioni interni che si
intrecciano con le questioni della razza, della classe e del genere. Manca per un processo lineare di
conquista dei diritti e l'impox da parte di chiunque di avere una coerente visione della loro
affermazione, la divaricazione tra principi e realt + difficolt che la modernizzazione sta portando con
s.
5.. I campi di concentramento: nel periodo intermedio tra la Convenzione dell'Aja nel 1899 e quella
di Ginevra nel 1906 le potenze coloniali europee inventano una prima versione dei campi di
concentramento. La Spagna le us nella guerra contro Cuba insorta chiedendo l'indipendenza -> ordini
di concentracion per i civili; uso nella guerra anglo-boera (1899/1902): uso campi di concentramento
come un'altra faccia della medaglia di una strategia militare usata per distruggere i boeri e impedire
coloro che hanno scelto la via del sabotaggio e della guerriglia. Il deputato John Ellis usa per la prima
volta il termine concentration camp nel 1 marzo 1903. Il governo si comporta in modo ambiguo
diffondendo menzogne sulla situazione nei campi e permetterli di visitarli = specchio di un rapporto
tra poteri militari e civili che stanno mutando e che le guerre coloniali hanno evidenziato. E tocca alla
politica precisare e rafforzare negli accordi internazionali le regole che debbono presiedere ai
comportamenti dei militari. Un anno dopo alla II conferenza di pace dell'Aja si ribadiscono e precisano
le norme approvate nel 1899 e si completa il diritto internazionale umanitario in tempo di guerra (lo
ius in bello.
6. La sconfitta del pacifismo: l'ultimo Nobel per la pace venne assegnato nel 1913 a La Fontaine
mentre il primo a riceverlo fu Henri Dunant, l'uomo dei ricordi di Solferino e fondatore della Croce

Rossa Internazionale cui viene assegnato assieme a Frdric Passy. Nonostante le diverse battaglie
inizia la battaglia pacifista fondando l'Istituto della pace a Monaco e si tengono le conferenze in Europa
e Usa. inizia a diffondersi l'idea che bisogna liberare il mondo dalla minaccia della guerra e la corsa
agli armamenti per poi risolvere le questioni sociali. Il movimento pacifista si muove nell'individuare
le pratiche per i governi e la diplomazia internazionale con un attenzione verso il ripudio della
violenza offensiva e dell'idea del socialdarwinismo e di una natura umana egoista e classificabile in
stadi di sviluppo e civilt. In realt l'influenza del movimento pacifista scarsa: divisioni all'interno del
movimento spingono a creare legami con il socialismo che dal canto suo vede con crescente
preoccupazione la corsa agli armamenti e la minaccia che essa reca alla pace in quanto l'intera
questione sociale dominata dalla questione della pace e della guerra. Lucien le Foyer, posto nel 1913
alla guida del movimento pacifista francese propone di abolire i trattati segreti per cercare di
stemperare il clima di paura. La guerra prima viene vista come una liberazione, speranza e
miglioramento ma in realt si rivela essere .." un crimine contro l'umanit.." Si ipotizza la creazione di
un organizzazione internazionale al termine della guerra in grado di anticipare i 14 punti di Wilson.
Viene eletto un comitato internazionale di donne per la pace permanente che sar presente ai lavori
della Conferenza di pace di Parigi.
7. Il voto alle donne: ultimi anni del XIX secolo viene creato la National Union of Women's Suffrage
Societies sotto la guida di Millicent Fawcett. Nel 1903 per questa organizzazione si divide in Women's
Social and Political Union un associazione militante. Nel 1910 si forma un comitato di parlamentari di
maggioranza e opposizione per trovare un testo sul suffragio femminile per trovare un testo sul
suffragio femminile che possa soddisfare tutte le forze politiche, nonostante le non poche divergenze
con gli altri gruppi femministi. Nel marzo 1918 la camera dei comuni approva il Representation of the
People Act che concede il diritto di voto alle donne di oltre 30 anni e proprietarie di terre. Solo nel
1928 la GB approva una legge che equipara tutte le donne agli uomini come cittadine in possesso di
pieni diritti politici ed anche la rivoluzione in Germania che apre la strada all'introduzione del
suffragio universale. Ed anche negli Usa che la fine della guerra apre la strada alla realizzazione del
suffragio universale che si concretizza poi nel 19 emendamento della costituzione approvato nel 191
e ratificato nel 1920. Le maggiori opportunit per il genere femminile aumentano le probabilit di
ottenere il diritto al voto. Una presenza femminile pi elevata in settori maschili e il coinvolgimento in
attivit pubbliche che rafforzano i valori familiari tradizionali sembrano rassicurare gli uomini sugli
effetti po
etti positivi di un allargamento del suffragio alle donne = approvazione del 19
emendamento crea la riconosciuta e piena affermazione del principio di uguaglianza costituzionale
delle donne con gli uomini, alle donna cos veniva riconosciuto uno status uguale alle donne in
democrazia. Negli anni '20 del '900 il dibattito si focalizza attorno alla richiesta di concedere il diritto
di voto e insieme al riconoscimento dello stato di proteggere le donne. Si richiedeva inoltre la
partecipazione politica e inclusione statale che per le donne per avrebbero richiesto l'eliminazione
dei privilegi patriarcali e sessuali maschili. E l'idea di suffragio delle donne dovrebbe seguire lo
sviluppo del senso di appartenenza allo stato, un loro attivismo sul terreno nelle riforme sociali e una
loro maggiore presenza nella famiglia e societ civile come prerequisito dei diritti politici. La richiesta
di un diritto politico (il voto) nasce sulla base di un diritto relazionale e non individuale. Le donne si
muovono su questo terreno: ottenere diritti per essere madri e mogli, essere rispettate come persone
e come donne in una societ liberata dal patriarcato, dalla poligamia e prostituzione -> Dieta per
permettere la partecipazione politica delle donne. Nella seconda met del '700 per la richiesta delle
donne nasce dal desiderio di compartecipare al potere piuttosto che venire tutelati dai suoi eccessi.
8. Il trattato di pace: tanti morti sui campi di battaglia. La conferenza di Parigi nasce con l'intento di
riappacificare la situazione e vennero anche definiti i colpevoli e a loro volta condannati. Ci si convince

anche del bisogno di creare una corte internazionale di giustizia penale per punire i capi politici e
militari degli imperi centrali fondate sull'assunto che erano state violate le Convenzioni dell'Aja del
1899 e 1907. A questo si opponeva Robert Lansing il quale sosteneva che dei crimini di guerra si
dovevano occupare i tribunali militari dei singoli stati e che sosteneva che la creazione di un tribunale
internazionale era un accessorio. Questione scottante: autodeterminazione Wilson che si intreccia con
la questione raziale. La societ della Nazioni vista la situazione disillusa, stanca e vogliosa di pace della
popolazione in realt si dimostra incapace di fermare un nuovo conflitto mondiale visto che era nata
principalmente per quel motivo.
Capitolo quinto
Dalle tenebre alla luce
Siamo nel 1930, subito dopo il crollo della borsa di New York, la gente disoccupata e priva di
speranze, le regioni pi ricche del mondo all'improvviso sono diventate le pi povere =
disoccupazione. Di conseguenza si fa un passo indietro sul terreno dei diritti individuali e collettivi . Il
caso pi emblematico quello del fascismo italiano salito al potere alla fine del 1922, paradosso in
quanto i diritti conquistati in precedenza non hanno portato a una maggiore stabilit e che a emergere
come forza di governo proprio il partito che abolir i diritti principali ottenuti negli ultimi 100 anni.
In Italia vi lo Statuto Albertino, in Germania la costituzione di Weimar e nessuna delle due riescono a
ostacolare l'ascesa delle forze che hanno come obiettivo la distruzione della democrazia e dei diritti
politici il primo loro obiettivo -> paesi di nuova indipendenza, difficolt nel far funzionare i nuovi
diritti acquisiti cos come per le minoranze le quali perdono tutti i loro diritti precedentemente
acquisiti. Le donne ottengono il diritto di voto nel 1919. La questione razziale si coniuga a quella
dell'immigrazione. Nei primi anni '20 si diffondono le prime proteste in seguito al massacro di
Amritsar: disobbedienza civile basata sul desiderio di emancipazione economica, il nuovo Government
of India Act nel 1921 -> disordini raziali, contesa comunitaria tra hindu e musulmani.
In Africa e Medio Oriente: il colonialismo francese e britannico si muovono per consolidare le posizioni
e di consolidare l'egemonia economica. Le grandi potenze cercano di ottenere il massimo possibile
dalle potenze coloniali concedendo le terre ai coloni e garantendo lo sfruttamento delle ricchezze
esistente. In Africa tra le due guerre fine indipendenza ultimo territorio libero del continente ad
eccezione della Liberia. L'Italia ha gi riconquistato la Somali (1924-5) e la Libia (1928-31) e nel '32 si
prepara all'avventura etiopica = Impiego di gas nervini, bombe, guerra batteriologica nonostante essa
sia tra i firmatari della terza Convenzione di Ginevra nel 1925, accanto ai diritti dei prigionieri di
guerra -> Condanna Italia da parte della Societ delle Nazioni ma malgrado le sanzioni economiche
non indebolisce per nulla la violenza fascista.
In Germania iniziano i primi licenziamenti degli ebrei, vengono messe sotto accusa non le leggi
antisemitiche ma la loro applicazione nella regione dell'Alta Slesia dove le norme vigenti dovevano
conformarsi al trattato sulle minoranze firmato dagli stati alla conferenza di pace di Parigi ->
questione della difesa di un cittadini violando la sovranit di uno stato. Si trattava appunto di
riconoscere la singola persona come soggetto del diritto internazionale con obblighi ma anche
protezione e garanzia per i propri diritti. La decisione della S. delle Nazioni riafferma i principi della
protezione delle minoranze ma la Germani abbandona l'organismo internazionale in nome delle piena
sovranit nazionale = protervia della Germania nazista nel propagandare il proprio nazionalismo
organico ed etnico su base razziale. Antoine Fragulis propone una generalizzazione della protezione di
diritti umani estendendo le disposizioni dell'art.2 del trattato sulle minoranze e ipotizza una

Convenzione che abbia come modello la bozza di una dichiarazione internazionale dei diritti umani
preparata nel 1929.
In Russia: vi abbiamo l'anno pi terribile nella storia dell'Urss. Periodo antecedente al Grande terrore
e ai processi di Mosca pubblici attraverso i quali si eliminano quanto rimasto dalla vecchia guardia
bolescevica e si sbarazzano della grande maggioranza dei dirigenti eletti nel 1934. Nessun diritto
garantito, in una logica di arbitrio statale e di partito assoluto che colpisce ogni famiglia -> "...quando si
affacciano cospiratori che vogliono recar danno alla rivoluzione, si ha tutto il diritto di sbarazzarsene
per il bene della rivoluzione stessa, rapidamente e senza esitazione (caso Serge scrittore anarchico
russo-belga il quale sosteneva la rivoluzione bolscevica che era stato deportato e detenuto da quasi 3
anni).
Attenzione verso il fascismo: e alle violazioni commesse dagli stati fascisti e nasce come timore
dell'affermarsi del nazismo in Germania che potesse creare una nuova stagione di guerre + invasione
giapponese della Cina, ondata di violenza, societ delle nazione allo sbando, aggressione fascista
all'Etiopia abbandonata dalla Germania di Hitler e anche dall'Italia di Mussolini. Prima dell'aggressione
della Polonia e l'inizio del conflitto mondiale: le due grandi democrazie europee cercando di
contrastare gli effetti che la grande depressione ha portato: la GB si affida al Commonwealth e la
Francia si pone in avanguardia sulla legislazione sociale.
5. Scomparsa dei diritti: aggressione Polonia, passaggio dell'intero continente europeo sotto dominio
nazista, distinzione in non ariani e politicamente inaffidabili, proibizione di svolgere qualsiasi
professione, restringere lavoro per gli ebrei. Discriminazione antiebraica: la cittadinanza formata dalla
comunit nazionale che trascende l'individuo e in cui popolo e razza coincidono. 1935, leggi di
Norimberga, notte dei Cristalli nel 1938 e in Italia abbiamo l'applicazione delle leggi fascistissime con
cui si adegua alla deriva razzista dell'alleato nazista. Intensit e gravit dei crimini commessi: decisive
per individuare le nuove linee progettuali che condurranno alla nuova cultura e pratica dei diritti
umani: bombardamenti aerei citt, fiaccare morale cittadini, distruggere impianti industriali
fondamentali per lo sforzo bellico, distruzione di Dresda, sganciamento primi ordigni atomici sulle
citt di Hiroshima e Nagasaki, esecuzioni di massa, obiettivo quello della distruzione di un gruppo
umano in base a criteri di razza stabiliti per mettere in atto la soluzione finale.
1941: base della Carta Atlantica. Ventisei governi sottoscrivono la Dichiarazione delle Nazioni Unite
con la quale si gettano le basi della successiva creazione dell'istituzione internazionale che porta lo
stesso nome e che avrebbe superato la Societ delle Nazioni = intreccio della violazione pi terribile
dei diritti umani e la promessa di creare un nuovo ordine mondiale dove non sarebbe stato pi
possibile creare un evento del genere. 6 dicembre 1942, Roosevelt mette in luce 4 libert essenziali da
mettere in atto per il futuro: libert di parole e espressione, libert di ogni persona di pregare Dio nel
modo che crede, libert dal bisogno, benessere in termini economici e libert dalla paura, riduzione
armamenti in tutto il mondo -> obiettivo di ridurre il numero dei diritti calpestati in tutto il mondo e la
protezione dalla povert e dalla paura della guerra. Creazione istituzioni finanziarie quali FMI e WB. Si
voleva creare un nuovo mondo in cui l'eterna dignit sia rispettata soprattutto i diritti fondamentali.
Nascono inoltre diverse associazioni che hanno come scopo quello di esercitare pressione nei cfr dei
propri governi = approvazione Carta delle Nazioni Unite con precisi riferimenti ai diritti umani e alla
loro protezione ma anche il mantenimento di uno standard nuovo sul terreno dei diritti umani.
7. Il crimine di genocidio: La Carta di Londra per il tribunale militare internazionale identifica 3
categorie di crimini: di guerra, contro la pace e contro l'umanit. L'intento era quello di condannare i
criminali nazisti che avevano violato le Convenzione di Ginevra e l'Aja. Il percorso migliore da seguire

era la creazione di un nuovo diritto internazionale e di istituire gli strumenti in grado di metterlo in
pratica identificando il reati da perseguire e apre la strada al tribunale militare internazionale che
terr i suoi pi importanti processi a Norimberga. 3 categorie di reati: crimini di guerra come
l'assassinio la deportazione, maltrattamento, saccheggio, devastazioni; crimini contro la pace cio la
pianificazione di una guerra e i crimini contro l'umanit cio persecuzione. Il diritto internazionale
conoscer uno sviluppo all'epoca impensabile fra tutti quello della creazione della Corte penale
internazionale permanente a sua piena esecuzione sotto le NU. Questo perch gi nella clausola
Martens venivano indicati certe regole di umanit che non potevano e non dovevano essere in alcun
modo calpestate. Vi era per anche il problema di individuare le responsabilit individuali, le uniche
perseguibili, all'interno di una macchina statale che si era mossa tra la pace e lo sterminio -> soluzione:
doppia categoria di cospirazione e organizzazione criminale e vengono riconosciuti come tali la
Gestapo (polizia segreta di stato); la dirigenza del partito nazista scagionando il governo del Reich e
l'altro comando della Wermacht. La scelta era quella di circoscrivere la colpa del consenso di massa al
nazismo alla cospirazione di pochi fondando un paradigma interpretativo intenzionalista in quanto lo
sterminio era stato il frutto di un disegno colpevole, coerente e sistematico di alcuni uomini mossi da
un odio implacabile contro gli ebrei.
Raphael Lemkin il quale conia il termine di genocidio: nato con l'intendo di analizzare gli esempi
contemporanei di distruzione di gruppi etnici e la presenza della violenza di massa. Egli lo definisce
come un piano coordinato di diverse azioni miranti la distruzione dei fondamenti essenziali della vita
dei gruppi nazionali con l'intento di annientare i gruppi stessi attraverso la disintegrazione delle
istituzioni politiche e sociali del gruppo. Nel articolo 6 dello statuto del tribunale internazionale di
Norimberga che dava anche la definizione di crimini di guerra comprendendo maltrattamento, lavori
forzati, esecuzione di ostaggi, saccheggi, distruzione di citt e beni pubblici. La Convenzione nasce con
la volont di non permetter la ripetizione della violenza nazista ma da quella coscienza prende le
mosse per rivedere su una luce nuova l'intera storia dell'umanit o almeno una parte di essa.
La Convenzione sul genocidio viene approvata definitivamente nel 1950 e entra in vigore nel 1951. La
strada del linguaggio dei diritti stata difficoltosa con l'intento di rispettare i diritti umani, e porre fine
alla discriminazione razziale = Dichiarazione universale di diritti umani nel 1948 nata con l'intento di
trovare un comune denominatore che appartenesse davvero alle diverse culture e che potesse essere
considerato patrimonio collettivo, una sintesi composita di tutte le diverse tradizioni esistenti sui
diritti con radici nelle 4 libert definite da Roosevelt.
Capitolo sesto
La riscoperta dei diritti
Ma sono possibili diritti universali? Necessit di considerare sia l'individuo come singolo ma anche
l'uomo come membro di un gruppo sociale mentre precedentemente si era evidenziato un giudizio di
inferiorit culturale e mentalit primitiva nei cfr dei popoli colonizzati che aveva portato all'abolizione
dei diritti umani nei loro cfr. Essendo i valori relativi alle culture da cui derivano le idee di giusto e
sbagliato, sono radicate nella societ bench differiscano nella loro espressione tra popoli diversi. Per
nel XX secolo era impensabile creare una definizione di norme legate a una sola cultura e dettata dalle
aspirazioni di un solo popolo. Il passo successivo sarebbe stato quello di definire diritti e doveri dei
gruppi umani nei reciproci rapporti sul fondamento risoluto della presente conoscenza scientifica
dell'Uomo. Vi era anche un bisogno nell'evitare un imposizione egemonica dei modelli valoriali
occidentali che si accompagnava da una visione destoricizzata in cui le culture assumevano tratti
immobile in cui la tradizione poteva essere facilmente individuata con propri valori ugualmente stabili

e condivisi. lo storico Edward Carr sostiene che ogni dichiarazione di diritti deve tenere conto tanti di
diritti sociali ed economici cos quelli politici; deve contenere relativi obblighi per avere significato.
Attraverso la Dichiarazione si voleva trasformare inoltre le visioni dei diritti umani internazionali i
quali per lungo tempo specialmente durante la guerra fredda vennero accantonati e usati
strumentalmente solo quando si accentuano le contrapposizioni (diritti civili e politici vs quelli
economici e sociali). Nonostante la sua forza per la guerra fredda non pu impedire che i diritti umani
mantengano una loro presenza nel discorso pubblico internazionale per quanto strumentalizzati e
messi da parte. Siamo nel periodo della guerra di Corea nella quale si ha l'invasione della Corea del Sud
da parte dell'esercito nordcoreano. Al termine della guerra le cifre sono terribili, le atrocit commesse
e i bombardamenti eguagliano quelli sganciati dalla Germania durante la IIG.M.
Si ha la guerra d'indipendenza Algerina dove la democrazia francese viola consapevolmente alcuni tra
i fondamentali diritti dell'individuo e di ci erano pienamente coscienti le autorit politiche di Parigi.
Inoltre il dramma di tutto ci la tortura definita da Sartre come una sifilide che devasta l'intera
epoca. Le democrazie europee non brillano per il rispetto dei diritti umani ma la situazione non
certo migliore nei paesi del blocco socialista guidato dall'Urss: messa fuori legge di tutti i partiti,
repressione opposizioni, persecuzione religiosa, sociale ed ideologica, irrigidimento misure
poliziesche, deportazione nei campi di lavoro e nuove persecuzioni -> epoca di caccia alle streghe,
maccartismo in nome del presidente Joe McCarthy il quale mette in atto una politica repressiva e
isteria anticomunista che contraddistingue la prima met degli anni '50. Si comprende in questo
momento il bisogno di una legislazione internazionale sui diritti. Nel 1951 viene creato la Convenzione
sui rifugiati che fa seguito alla creazione dell'Alto commissariato delle NU e nel 1952 quella sui diritti
politici delle donne.
5. Il tramonto del colonialismo: La carta delle NU aveva riconosciuto l'autodeterminazione dei

popoli come fondamento del nuovo ordine internazionale e nuovi rapporti tra gli stati sia
nell'art.1 che nel 55 basato sull'uguaglianza dei diritti e l'autodecisione dei popoli. Rimane pi
un obiettivo da raggiungere che come un precetto immediatamente vincolante. Siamo anche
nella fase della decolonizzazione in Africa e Asia. Nel dicembre 1960 la Dichiarazione sulla
concessione di indipendenza ai paesi e popoli coloniali riconoscendo il desiderio di libert di
tutti i popoli e il ruolo decisivo nell'ottenere la propria indipendenza, e porre fine al
colonialismo in tutte le sue forme. Nel 1961 diventano indipendenti Sierra Leone e Tanganica,
Tanzania, nel 1962 Uganda, Burundi, Ruanda, nel 1963 Zanzibar e Kenya e nel 1964 Malawi e
Zambia. inoltre i paesi africani avevano la volont di tenere viva la questione della
discriminazione razziale e questo li spinge a creare uno Special Committee on the Policies of
Apartheid che ha come obiettivo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale =>
consapevolezza di una nuova fase di vita delle NU: risveglio della coscienza mondiale per un
dovere che non pu essere negato, per un diritto limpido.

L'azione diretta di un gruppo di militanti per i diritti civili: Civil Rights Act stabilisce nel
1964 che ogni tipo di discriminazione venga bandito, sulla razza, religione, sesso e
nazionalit, maggiore attenzione vs i diritti umani, nascono nuove forme associative,
nuovi strumenti dei mobilitazione, proteste e pressione sui governi cos come Amnesty
International si muove sulla stessa scia.
Nuova fase delle NU e dei diritti umani, si allarga l'intervento di carattere generale per
rendere operativi e fare entrare in vigore i due grandi trattati adottati nel 1966, il

Covenant on civil and political rights e il Covenant on economic, social and cultural
rights.
Avanzata dei paesi del terzo mondo: questione dei diritti in rilievo, ci si trova in un
momento delicato d'indipendenza. Ha luogo anche la Conferenza sulla sicurezza e
cooperazione in Europa a Helsinki.
Nel 1976 viene ratificato the International Bill of Human Rights, considerato una pietra
miliare nella storia dei diritti umani. Ci si rende conto del peso e del rispetto che
devono avere i diritti umani, oggetto dibattito pubblico sollevato dalle guerre nei vari
posti del mondo + innovazioni: divieto internazionale mine terrestri, creazione di un
tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia e la richiesta di intervento militare
internazionale quando non era possibile evitare un crimine spaventoso come il
genocidio.
4 luglio 1976, carta di Algeri che crea una vera e propria Dichiarazione universale dei
diritti dei popoli strutturata sulla falsariga dei 30 articoli della Dichiarazione del 1948,
presenza ong dedite principalmente alla difesa dei diritti e all'intervento umanitario
come strumento della propria lotta politica -> grande attenzione della politica estera di
Paul Carter con una grande attenzione per i diritti umani cui si aggiungono la ratifica
dei trattati sul canale di Panama, pieno riconoscimento diplomatico della Cina
Popolare, e gli accordi Salt II per la limitazione della costruzione di armi strategiche
firmati a Vienna nel 1979. Il suo impegno lo porta a firmare due convenzioni delle NU e
l'American Concention on Human rights.

RIPUDIO di ogni dottrina fondata sulla superiorit razziale accompagnato dal riconoscimento
del contributo di ogni popolo al progresso della civilt e condanna di ogni forma di
discriminazione per esempio contro l'apartheid in Africa. Nel 1979 vi la Rivoluzione di
Khomeini con cui si infiammano le piazze contro un potere isolato attraverso la mobilitazione
di comitati politico-religiosi e milizia armata del pasdara. E in questo anno si adotta
dall'Assemblea generale la Convention on the Elimination of all forms of Discrimination
against Women cos come la ratifica della Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli.

Nuova visione per un'azione globale per i diritti umani nel prossimo secolo: essi fanno
nascere una nuova permeabilit giuridica e non dovrebbero essere considerati da un
punto di vista di sovranit assoluta e nemmeno di intervento politico ma richiedono
cooperazione tra gli stati e le organizzazioni internazionali.
La natura universale dei diritti al di l di ogni questione, i diritti umani e le libert
fondamentali sono i diritti innati di tutti gli esseri umani, la loro protezione e promozione
compito e responsabilit dei governi. Fine 1994: Una corte internazionale ha condannato le
persone ritenute responsabili di crimini di guerra e contro l'umanit, International Criminal
Court Statute per giudicare su questi crimini molto gravi -> i diritti umani sono diventati la
questione prioritaria dell'agenda delle conferenze diplomatiche internazionali e nei rapporti
bilaterali e multilaterali.

Capitolo settimo
I diritti nel XXI secolo: problemi e contraddizioni
Crescita dei paesi democratici: stretto collegamento con la questione dei diritti umani in quanto
trova nelle costituzioni il momento giuridico pi significativo in cui i diritti venivano innalzati a
principi fondamentali e fondativi di quella democrazia che si era finalmente raggiunta e si voleva
radicare e formalizzare nel modo pi autorevole e duraturo.
Fine '900: ondata democratizzazioni + approvazione nelle Costituzioni di un catalogo dei diritti
fondamentali presenti gi sulla Dichiarazione Universale del 1948 e nei successivi documenti =
crescente costituzionalizzazione dei diritti umani ha permesso di inserire i diritti civili, politici,
economici e sociali all'interno di nuovi documenti, prendendo in considerazione anche i diritti di
terza e quarta generazione ovvero quelli relativi ai diritti culturali, allo sviluppo, all'ambiente, alla
privacy ecc. E questo perch il soggetto dei diritti non pi l'individuo astratto ma la persona
caratterizzata dall'ambiente in cui si trova inserita e di conseguenza viene richiesta anche una
maggiore tutela e garanzia contro la violazione dei diritti umani sia da parte dei privati che da
parte del potere politico e amministrativo. Inoltre bisogna ricordare il peso della globalizzazione
per quanto riguarda la tutela di tali diritti -> problema dei migranti e i loro diritti e spesso porta
alla nascita di politiche statali e standard internazionali sui diritti umani richiamati dalla
Dichiarazione del 1948 e dai successivi atti delle NU.
XIX secolo: nasce un forte e diffuso movimento pacifista che si mobilitato contro la guerra nel
Vietnam, diversi interventi umanitari per risolvere situazioni drammatiche (peace-keeping; peaceenforcing) + nozione degli aiuti umanitari specialmente con maggiore attenzione verso il
destinatario dell'aiuto piuttosto che agli interessi di chi ne promotore. Intreccio campo diritti
umani e dell'intervento umanitario il risultato della globalizzazione e delle trasformazioni dei
conflitti , della presenza delle ong e dell'intervento delle NU e organismi internazionali.
I diritti umani implicano una relazione reciproca tra diritti e doveri. Anche se l'attentato del 11
settembre ha interrotto il corso della riflessione sui diritti umani che si era andata sviluppando
nell'ultimo lustro del XX secolo. Il terrorismo minaccia la societ in diversi modi,, pericolo evidente
rivolto verso la vita umana e la sicurezza personale = Convenzione del Consiglio d'Europa sulla
prevenzione del terrorismo siglata a Varsavia nel maggio 2005, in vigore dal 2007. La visione etica
dei diritti umani una delle armi pi forti contro di esso. Il terrorismo non pu essere sconfitto
come si pu fare con uno stato, una guerra, un regime. fondamentale la presenza dello stato nel
garantire ai cittadini la loro sicurezza e protezione. Divieto assoluto di tortura in tutte le
circostanze -> norme cogenti che hanno assunto importanza nel campo della tutela dei diritti
umani dando luogo alla enucleazione di un concetto internazionalistico di diritti fondamentali
fondato sulla formale superiorit gerarchica della fonte normativa che li prevede. Intervento degli
organi di giustizia internazionale per punire i responsabili presso le corti internazionali. Era
necessario che vi fosse da parte di diversi organismi internazionali un continuum che coinvolga la
prevenzione, la risposta alla violenza, se necessario e la ricostruzione delle societ distrutte ->
problema dei limiti della sovranit degli stati individuati nella subordinazione alla sicurezza umana

delle popolazioni di cui sono responsabilit. Nella R2P bisognava vedere non un surrogato
dell'intervento umanitario ma come una strategia per promuovere l'impegno di tutte le nazioni
allo stato di diritto e alla sicurezza umana. Bisogna per ricordare che la cultura dei diritti umani
non formata soltanto da norme inserite in convenzioni o trattati ma il risultato di standard
accolti sempre pi diffusamente, di partecipazione crescente dei governi all'individuazione di
regole e comportamenti validi per tutti. Nuova stagione dei diritti: creazione di due tribunali ad
hoc e l'inizio del processo che ha portato alla creazione della Corte penale internazionale =
crescente influenza dei diritti umani sul diritto internazionale e il percorso evolutivo compiuto dal
diritto internazionale umanitario, aspirazione alla giustizia che sempre presente nell'umanit
soprattutto dopo tragedie e crimini collettivi. Questo compito di garantire la giustizia
internazionale non pu servire solo se domandato alle sole corti penali ma deve costituire un
obiettivo permanente degli stati, delle diplomazie e delle ong.
Si pensa per che la solo l'Occidente abbia un legame solido e coerente con la cultura dei diritti
umani. In effetti sarebbe un discrimine con le altre culture. In realt si scopre che le realt europee
in passato non hanno avuto alcuna tradizione fondata sui diritti umani. Una tradizione di libert
religiosa si affacciata in Occidente solo recentemente esattamente con l'inizio della vicenda
storica dei diritti umani. Non corretto quindi ritenere che solo l'Occidente abbia connaturato in
s l'evoluzione. Il richiamo e la spinta per i diritti umani si sono manifestati spesso con linguaggio e
ispirazione universalistici anche se riguardavano settori ben limitati di popolazione cui si riferiva
all'epoca in base al senso comune quando si parlava di essere umano.
Proprio quel linguaggio universalistico diventa uno strumento capace di ampliare i diritti storici del
discorso sui diritti fino a raggiungere nel '48 a un momento di svolta particolare -> la dichiarazione
universale un punto di partenza per una nuova fase in cui l'universalismo deve anche significare
la concretizzazione dei diritti fondamentali. Esso ha anche aiutato il processo di decolonizzazione.
Non si pu inoltre non riconoscere che gran parte dei contributi innovatiti emersi su questo
terreno provengono proprio e non casualmente da ambiti culturali non occidentali e da esperienze
di sincretismo culturale che sono un risultato storico ormai ineliminabile della globalizzazione.
Inoltre nell'odierna discussione sui diritti umani vi sono tendenze ad affermare la supremazia dei
diritti civili e politici su tutti gli altri, a privilegiare cio i diritti di prima generazione su quelli di
seconda generazione -> campo dei diritti un terreno in cui convivono posizioni diverse, un
campo soggetto a difficolt, contraddizioni, aporie (ostacoli).
La loro accettazione spesso il risultato di una lotta tra culture diverse che coesistono all'interno
di uno stesso paese e di una stessa generazione. Aspetto innovativo: consapevolezza della
necessaria coesistenza tra diverse generazioni di diritti perch solo attraverso una comprensione
culturale pu essere possibile formulare, implementare e proteggere i diritti umani in modo
pluralista.
Possibile convergenza tra valori e principi che appartengono a culture diverse e ne creano le radici
morali profonde: per esempio la differenze di approccio sui diritti (occidentale) e l'approccio sui
riti (confuciano) anche se possibile ritenere che la concezione rituale confuciana e quella
occidentale possono essere considerate complementari anche se indirizzate a scopi diversi. Infatti

Confucio riteneva che attraverso i riti si sarebbe aumentato il senso di colpa e si avrebbe avuto un
maggiore autocontrollo mentre la legge tende a rendere le persone pi litigiose. Anche se in realt
si trattava di un sistema fortemente gerarchico che non permetteva di tutelare e proteggere gli
individui e le minoranze ma solo di generare un senso di appartenenza comunitaria e solidariet
sociale. Alla luce di tutto ci per quello che conta l'obiettivo che essi possono produrre in realt
= universalismo dei diritti un processo in divenire e un modo di condivisione possibile. Una
situazione complessa il rapporto dei diritti umani con l'Islam per il discorso della libert religiosa
e diritti delle donne, la possibilit di convertirsi e la subordinazione al marito, al mondo maschile.
La fonte delle disuguaglianze e dell'opposizione ad alcuni diritti presenti nella Dichiarazione
Universale risiede nel fatto che diritti e libert nell'Islam non sono considerati semplici diritti
dell'uomo ma doni divini fondati sulle disposizioni della shari'a e sulla fede islamica.
Legalizzazione dei diritti umani: trasformazione in legge dei diritti umani (cio l'inserimento dei
diritti attraverso leggi internazionali negli ordinamenti giuridici dei singoli stati). un processo che
stato chiamato pi propriamente giuridicizzazione. La forza acquisita negli anni da parte della
Dichiarazione del 1948 risiede proprio nel carattere costituzionale di affermazione dei principi
ispiratori che i paesi non potevano rifiutare ma che si vincolavano in quel modo politicamente e
moralmente rispetto alla propria cittadinanza e opinione pubblica. Non era sicuramente facile
armonizzare diverse esigenze, timori, riserve. Da sempre vi stato un tentativo di bilanciare gli
interessi identificati delle rivendicazioni dei diritti umani con gli interessi della comunit politica,
dello stato e della nazione caratteristico del diritto internazionale sui diritti umani. In alcuni casi
per il mancato inserimento dei diritti umani sono stati il risultato di presunte incompatibilit o
contraddizioni dovute alla fera privata che toccano la vita individuale ma anche i costumi
comunitari e religiosi cui essi fanno riferimento o si sentono vincolati. Ed proprio nella sfera
privata che sorgono le sfide pi serie all'universalit dei diritti umani. Inoltre l'incorporazione dei
principi internazionali all'interno delle culture nazionali anche una questione di coerenza e
accordo sui principi e di adattamento delle norme, costumi, consuetudini che interagiscono in
modo a volte conflittuale con alcuni principi. La possibilit per i cittadini di godere di diritti umani
largamente attribuibile a un efficace sistema giuridico nazionale di applicazione dei diritti umani. Si
cercato quindi di capire anche che si tratti di differenze sostanziali o non piuttosto di diversit di
costumi, consuetudini, norme che riguardano soprattutto la sfera privata e il suo rapporto con la
religione o ideologia. Vantaggio legalizzazione: riconoscimento dato dalla maggior parte degli stati.
Critica pi severa ai diritti umani: operano senza sufficiente consapevolezza e comprensione del
contesto macro-storico in cui si manifestano le violazioni di massa. Dal momento che non
contengono una teoria del perch in primo luogo accadono le violazioni, le istituzioni nei diritti
umani sono senza potere nel prevenirle nel futuro. Le critiche ai diritti umani hanno un
denominatore comune: attribuire ai diritti umani la volont e la capacit di trasformare la societ
umana in base ai propri valori; non riuscendovi se ne dedurrebbe la fallacia di quegli stessi valori,
che non riescono a raggiungere l'obiettivo posto loro. I diritti umani non possono essere il
surrogato di strategie politiche, utopie sociali e ideologie universalistiche in quanto essi sono il
risultato di un lungo processo storico che ha intrecciato, morale, politica e diritto in forme sempre
diverse per rispondere al bisogno di uguaglianza e giustizia che sottende il carattere umano

comune di ognuno e di difesa della dignit e delle prerogative che nessuno dovrebbe sottrarre
impunemente ad alcuno. La battaglia oggi si combatte sul terreno delle diverse culture che vivono
nelle diverse regioni del mondo. l'unica risposta che raggiungere un'accettazione universale delle
norme dei diritti umani un processo, e differenti norme occupano posti diversi in questo
continuum. Cambiamento e accettazione di queste norme devono venire alla fine dall'interno
della regione e non possono essere imposti da forze esterne. la politica inoltre che conta e
decide anche sul terreno dei diritti umani: la politica degli organismi internazionali e la politica
degli stati e dei governi che sono due aspetti della stessa realt globalizzata. I diritti umani per
per portare a compimento quel processo di universalizzazione che era parte della loro ispirazione,
di adeguarsi ai percorsi della globalizzazione. L'ispirazione universalistica dei diritti umani
s'incontra con un'aspirazione anch'essa universale: alla libert, all'uguaglianza, e alla giustizia che
si allarga progressivamente ai ceti, ai generi, ai popoli, ai gruppi e si ha anche un'estensione dei
diritti sia sul versante pi consolidato della libert sia quello prima ignorato dei diritti economicosociali.