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13ALPGC-Costruzione di Macchine 10 Anno accademico 2005-2006

3. Calcolo statico a contatto hertziano

3.1 Ruote a denti diritti

Il calcolo a contatto hertziano verifica che le pressioni specifiche di contatto, cioè le tensioni
di tipo hertziano che si instaurano localmente durante l’ingranamento, siano inferiori alla
tensione ammissibile del materiale, già definita per il calcolo statico a flessione.
Un’eccessiva pressione specifica di contatto, infatti, comporterebbe un deterioramento della
superficie del dente, inaccettabile ai fini di un corretto funzionamento dell’ingranaggio.
Le ipotesi fondamentali che stanno alla base del calcolo secondo la teoria di Hertz sono:
• perfetta elasticità del materiale;
• assenza di forze di attrito;
• piccola dimensione della superficie di contatto rispetto alle dimensioni dei corpi tra cui
avviene il contatto.

Dal punto di vista del contatto hertziano due denti diritti che ingranano possono essere
considerati come due cilindri a contatto lungo una generatrice di lunghezza pari alla
larghezza di fascia del dente b. La tensione massima va le:

P⋅E ⋅ρ
σ H max = 0,418 (11)
b
dove:
1 1
ρ= + è la somma delle curvature delle due superfici a contatto;
R1 R2
1 1 1 1 
=  +  è la media degli inversi dei moduli elastici dei materiali costituenti le
E 2  E1 E 2 
due ruote; P è la forza che preme i due cilindri l’uno contro l’altro.
Il punto di contatto varia durante l’ingranamento lungo il segmento dei contatti, comportando
una variazione delle curvature e, quindi, di ρ ; sperimentalmente, tuttavia, si è rilevato che il
punto a cui corrisponde la massima tensione dovuta al contatto hertziano è il centro di
istantanea rotazione C, in corrispondenza del quale manca la velocità relativa e, quindi, è
nulla la lubrificazione.
Si dimostra anche che la massima tensione σ H max calcolata con la (11), cioè la tensione
principale in direzione ortogonale all’orma di contatto tra i due corpi, non si ha sulla
superficie del dente, ma un po’ al di sotto di essa; inoltre l’effettivo stato di tensione nel
punto di contatto è tridimensionale, per cui si rende necessaria l’adozione di un criterio di
rottura (tipicamente l’ipotesi Von Mises) per poter calcolare la corrispondente tensione
equivalente.
In definitiva, la massima tensione dovuta al contatto hertziano (che deve essere inferiore al
carico di snervamento del materiale) risulta essere:

σ H = 0,629σ H max (12)

In generale, la (12) viene utilizzata come formula di verifica per la larghezza di fascia b,
precedentemente determinata in base al calcolo a flessione statica.
Anche in questo caso la tensione calcolata σ H deve essere inferiore alla tensione ammissibile
σ amm del materiale e pertanto:
13ALPGC-Costruzione di Macchine 11 Anno accademico 2005-2006

σ H ≤ σ amm (13)
R R
σ amm = oppure σ amm = P 02 (14)
f1 f2

dove f 1 e f 2 sono due coefficienti di sicurezza opportuni.


Qualora la disuguaglianza (13) non fosse rispettata, si ricaverà attraverso le (11) e (12) la
nuova larghezza di fascia b che la soddisfi.
Nel caso delle ruote dentate il carico P normale all’orma di contatto è la forza F che i denti si
scambiano lungo la retta dei contatti e vale (Figura 5):

Ft
P=
cos α

I raggi di curvatura delle superfici a contatto sono (Figura 4):

CT1 = R1 sinα
CT2 = R2 sin α

T1
Rb1
C
O2
O1 α
Rb2
T2

Figura 5 – Circonferenze di base

La somma delle curvature ρ è data da:

 1 1  1
ρ =  +  ⋅
 1
R R 2  sin α

La relazione definitiva con cui si effettua la verifica è quindi:


13ALPGC-Costruzione di Macchine 12 Anno accademico 2005-2006

Ft  1 1  1
⋅ E ⋅  +  ⋅
cos α  R1 R2  sin α RP 02
σH = 0,629 ⋅ 0,418 ≤ (15)
b f2

3.2 Ruote a denti elicoidali

Il carico normale all’orma di contatto P è ancora la forza F che si scambiano i denti lungo la
retta dei contatti e in questo caso vale:

Ft
P=
cos α t ⋅ cos β b
tgα n
dove tgα t = , sin β b = sin β ⋅ cos α
cos β

I raggi di curvatura delle superfici a contatto sono:

R1 sin α t
CT1 =
cos β b
R sinα t
CT2 = 2
cos β b

La somma delle curvature ρ sarà quindi data da:

 1 1  cos β b
ρ =  +  ⋅
 1
R R 2  sin α t

La relazione con cui si effettua la verifica delle ruote elicoidali è:

Ft  1 1  1
⋅ E ⋅  +  ⋅
cos α t  R1 R2  sin α t ≤ R P02
σH = 0,629 ⋅ 0,418 (16)
b f2
cos β

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