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LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO

(di Matteo Marrone)




RIASSUNTO


1. Il diritto romano e le sue fonti
2. Il processo
3. Gli atti negoziali
4. Le cose
5. Le obbligazioni
6. Le donazioni
7. Le successioni mortis causa













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LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)

CAPITOLO 1: il diritto romano e le sue fonti

Varie definizioni di diritto:
Diritto: 2 diverse concezioni normativa: diritto = regola, norma
istituzionale: diritto = ordinamento giuridico
Diritto oggettivo: norma agendi (es. diritto romano, diritto privato)
Diritto soggettivo: facultas agendi (aspetto attivo della posizione giuridica del soggetto;
la pretesa di un soggetto garantita dal diritto oggettivo, cui corrisponde il dovere di
soddisfare quella pretesa.
Posizioni soggettive attive:
- Potest o diritto potestativo: il titolare esercita un potere su altri soggetti
indipendentemente dalla loro volont
- Facolt: sono le possibilit riconosciute e garantite al soggetto in virt di un
diritto soggettivo
Posizioni soggettive passive:
- Obbligo: il dovere di fare o non fare in relazione al diritto soggettivo altrui
- Soggezione: situazione in cui un soggetto deve sottostare ad altrui potest
- Onere: il sacrificio che il diritto soggettivo addossa ad un individuo
affinch possa conseguire un risultato
Diritto Romano: diritto di quella collettivit politica organizzata che fece capo allantica
Roma; dura per oltre 1300 anni:
- Origine: Roma VII secolo a.C., 745 a.C.
- Termine: morte di Giustiniano 565 d.C. (Corpus iuris civils)
- Il diritto romano tra i diritti dellantichit classica lunico che fu
scientificamente elaborato e solo Roma ebbe veri giureconsulti (giuristi,
esperti di diritto)
- la matrice di molti sistemi privatistici di molti paesi mondiali e del nostro
Diritto Privato, il vigente Codice Civile.
IUS: corrisponde alla comune parola diritto.
- Uso termine: diritto oggettivo (ius civile, ius gentium); diritto soggettivo ( ius
utendi); significato di potest.
- Anticamente: indicato come il luogo del giudizio
- Et postclassica: indicava globalmente la giurisprudenza classica.
- Significato pi usato: situazione giuridica soggettiva di un rapporto
giuridico:
Attiva: diritto soggettivo
Passiva: corrispondente obbligo.
Diritto Privato: diritto che regola i rapporti tra individui (ius privatum)
Diritto Pubblico: regola lorganizzazione e il funzionamento della collettivit e degli
interessi pubblici (ius publicum)
Periodi della storia del diritto romano:
e Et arcaica
e Et preclassica
e Et classica
e Et postclassica
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e Et giustinianea

+ ET ARCAICA:
e Periodo: da 754 a.C. a met del III secolo a.C.
e Regime costituzionale: prima monarchico (rex, senato, assemblee popolari), poi
repubblicano (senato, magistratura, assemblee popolari), espansione di Roma, potenza
militare e grandi attivit commerciali
e Caratteri IUS: il diritto romano un diritto povero di strutture, formalistico per una
societ rurale , un diritto vero e proprio per i soli cittadini romani
e MORES: il diritto dellet arcaica era basato sulla consuetudine: il diritto era fondato
sui mores che erano i costumi giuridici dei MAIORES ( antichi romani)
e LEGES: provvedimenti normativi; erano 3 tipi:
a. Legge delle XII Tavole: lex data, scritte su tavole di bronzo distrutte
nellincendio di Roma nel 387 a.C.
b. Leges rogatae: proposte dal magistrato che rogava(interrogava) il popolo in
assemblea. Lassemblea poteva:
i. Approvare la proposta: il testo veniva rettificato dal Senato e
prendeva il nome di LEX + nome magistrato proponente.
ii. Rifiutare la proposta: no LEX
c. Mores: fonte principale del diritto romano
e Pontefici: avevano la conoscenza e linterpretazione del diritto; erano i primi giuristi
romani; atmosfera di segretezza.
e Il diritto dellet arcaica si qualifica:
o Prima: ius Quiritium
o Dopo: ius civile
e Ius Quiritium: diritto dei quirini, una delle prime collettivit romane. Venivano
riconosciute le posizioni giuridiche soggettive assolute, cio posizioni di potere su cose
o persone. Tale potere si espresso nel tempo come:
o Prima: ex iure quiritium (questa cosa mia)
o Poi: dominium (dominio)
o Successivamente: proprietas (propriet)
e Ius civile: riguarda solo i cives (cittadini) romani; le fonti erano: mores, leges e
interpretatio pontificale; comprende lo ius Quiritium, ma pi ampio; vennero
riconosciute nuove posizioni giuridiche: le obbligazioni. Lobbligatoriet che ha il
debitore verso il creditore espressa con il verbo oportere.

ET PRECLASSICA:
e Periodo: III secolo a.C. a 27 a.C.: apice e crisi della repubblica. Ha inizio con le
guerre puniche (264 a.C.). Roma si estende.
e Caratteri IUS: riconoscimento e tutela dei nuovi negozi giuridici per esigenze di
commercio; tali negozi erano utilizzati anche dai non cittadini (peregrini) ; il diritto
dellet preclassica perde la povert della struttura tipi dellet arcaica.
e FONTI: mores, leges, plebisciti (deliberazione presa dallassemblea della plebe), leges
rogatae.
e Pontefici: persero il monopolio della conoscenza e interpretazione del diritto.
Maggiore ruolo del pretore e della giurisprudenza laica.
e Giurisprudenza: i pareri espressi dai giuristi erano considerati ius, o meglio fonte
del ius civile. Giurista oggi: privato che interpreta una norma, ma la sua opinione non
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vincolante. I primi giuristi furono i pontefici; poi vennero i laici con attivit consultiva,
insegnamento e opere giuridiche (vocabolario tecnico). Giuristi pi noti: Giunio Bruto,
Publio Mucio, Manio Manilio (fondarono lo ius civile). Nellet preclassica si
affianca allo ius civile e si contrappone il diritto onorario.
e Ius civile: maggiore importanza allo ius civile: tutela giudiziaria ed efficacia
giudiziaria a nuovi negozi giuridici compiuti dai cittadini romani e dai peregrini. Il
giudice doveva valutare la bona fides: il giudice chiamato a decidere su una lite insorta
tra le parti doveva valutare secondo la buona fede i doveri del debitore.
e Ius gentium: erano i negozi giuridici compiuti dai cittadini romani e dai peregrini.
Era parte integrante del ius civile.
e Ius Honorarium: diritto risultante dallattivit creativa di alcuni organi
giurisdizionali (pretori urbani e peregrini, edili curuli, governatori delle province,
magistrati con carica annuale).
o Pretore urbano: (367 a.C.) magistrato cum imperio; compiti: dicere ius
o Pretore peregrino: (242 a.C.) istituito pi tardi per aumento traffici
commerciali; compito: dicere ius tra cittadini romani e stranieri (peregrini)
o tra stranieri. Pari dignit pretore urbano.
o Edili curuli: magistrato incaricato della cura dei templi e degli edifici
pubblici. Magistrati sine imperio; compito: cura annonae e poteri di
vigilanza sui mercati e relativa giurisdizione.
o Governatori provinciali: attivit giurisdizionale delle province dei
territori di Roma.
o Magistrati: attivit edittale. Editto: ordinanza emanata da una pubblica
autorit.
Quindi ius honorarium = ius pretorio: da pretore urbano che emanava un editto con
durata di 1 anno (come la sua carica) con un programma che indicava le promesse
di strumenti giudiziari e i provvedimenti che avrebbe emanato. I pretori successivi
confermavano leditto del precedente pretore, creando gradualmente un nucleo
edittale che si trasmetteva: fu ledictum tralaticium.

ET CLASSICA
e Periodo:. Dalla fine della repubblica romana e allavvento del principato di
Ottaviano Augusto (27 a.C.) inizia let classica. Termina con labdicazione di Diocleziano
(305 d.C.). Aspetto costituzionale: no repubblicano e no monarchico, sopravvivono
formalmente organi repubblicani cui si contrappongono princeps e i suoi funzionari.
Espansione di Roma e societ romana.
e FONTI:
aumento delle fonti: senatoconsulti e costituzioni imperiali
estinzione attivit legislativa del popolo
il pretore perde il carattere innovativo del ius
e Editto perpetuo: 130 d.C., Salvio Giuliano, su incarico dAdriano, fa il testo
definitivo delleditto pretorio editto perpetuo
e Giurisprudenza: i giureconsulti raggiungo il pi alto grado di importanza; let
classica fu caratterizzata da 2 tipi di scuole (sectae) di giuristi:
Sabiniani: capostipite Ateio Capitone, ma il nome fu preso da Masurio Sabino.
Proculiani: capostipite Marco Antistio Labeone, giureconsulto; la scuola prese il
nome dal successore di Labeone, Procuro.
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ET POSTCLASSICA
e Periodo:. Dal 312, con lascesa di Costantino si parla di et postclassica.
e Aspetto costituzionale: non pi un principato, ma un impero suddiviso in 2 parti:
a. pars occidentis:con capitale Roma: a capo 1 imperatore
b. pars orientis: con capitale Bisanzio, divenuta Costantinopoli: a capo 1
imperatore
Per motivi interni ed esterni:
a. fine impero romano dOccidente: Romolo Augusto sconfitto dal re
ostrogoto Odoacre. Limpero doccidente non sar pi ricostruito.
b. sopravvivenza impero romano dOriente: Giustiniano imperatore
doriente.
e Diritto: il diritto privato in decadenza; lunica fonte del diritto limperatore. Lo
studio del diritto sopravvive : Codice Teodosiano, era una compilazione delle
costituzioni imperiali da Costantino a Teodosio II. Dal V secolo maggiore impulso agli
studi giuridici che nel VI secolo Giustiniano pot adottare la compilazione della
giurisprudenza classica e delle costituzioni imperiali che oggi porta il nome di Corpus
iuris civils : le differenze tra ius civile e ius honorarium furono diminuite.

FONTI DI COGNIZIONE DEL DIRITTO ROMANO
e Corpus Iuris Civilis:
Principale fonte di cognizione del diritto romano
La denominazione indica: iura (giurisprudenza classica) + leges (costituzioni
imperiali di Giustiniano)
diviso in 4 parti:
1. Institutiones: divisa in 4 libri; sono la parte pi breve e semplice della
compilazione; sono scritte in forma di discorso diretto; hanno funzione
didattica.
2. Digesta: divisa in 50 libri; la parte di maggior pregio e grandezza del
Corpus Iuris. unantologia giuridica.
3. Codex: diviso in 12 libri ; contiene le costituzioni di diritto privato di
Giustiniano
4. Novellae: sono le costituzioni di Giustiniano raccolte dopo la sua morte.
e Fonti di cognizione pregiustinianee:
o Istituzioni di Gaio: scoperte a Verona nel 1816 e sono formate da 4 libri
(cose, persone, azioni)
o Codice Teodosiano: fatte nel 438 da Teodosiano II; diviso in 16 libri;
conteneva le costituzioni imperiali ordinate per materia da Costantino a
Teodosio II.






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CAPITOLO 2: il processo

PROCESSO PRIVATO E DIRITTO SOSTANZIALE
e Processo privato: complesso delle attivit volte allaccertamento e alla realizzazione
di diritti soggettivi o posizioni giuridiche soggettive attive. Procedimento:
Il singolo soggetto privato d limpulso per laccertamento ed interviene un
organo pubblico, lorgano giudiziario.
e Diritto sostanziale: norme primarie che regolano i rapporti tra uomini nella vita
associata.
e Azione: potere di promuovere in giudizio per far valere le proprie ragioni. Il titolare
di quella pretesa ha il potere di dare avvio ad un processo per far valere le sue ragioni.
Questo strumento si chiama Azione, actio. Ad ogni azione corrisponde un diritto
soggettivo. Le actiones erano tipiche.
e Tipi di processo nellevoluzione giuridica romana:
A ) Le legis actiones dellet arcaica
B ) Il processo formulare
C ) Le cognitiones extra ordinem dellet classica
D ) Il processo postclassico e giustinianeo.


A) LE LEGIS ACTIONES
e Caratteristiche:
o Unico processo privato utilizzato dai cittadini romani nellet arcaica
o In verit erano 5 riti processuali tra loro diversi ma per caratteristiche comuni:
Dichiarative: sacramenti, per iudicis arbitrive postulationem, per
condictionem.
Accertamento di situazioni giuridiche incerte o controverse
Esecutive: per manus iniectionem , per pignioris capionem.
Realizzazione di posizioni giuridiche certe.
Caratteristiche comuni:
C La denominazione: legis actio
C Solo per i cittadini romani
C Oralit
C Rigido formalismo (si esigeva la pronunzia di certe parole: certa
verba)
C La presenza di ambedue i litiganti
C Partecipazione del magistrato con iuris dictio (responso). Questo
ruolo fu sostituito in seguito dal pretore.
Procedimento:
o Il pretore aveva il potere di emanare alcuni provvedimenti
o I due contendenti dovevano essere presenti davanti al pretore e
doveva essere cura dellattore assicurare la presenza
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dellavversario
o Chiamata in giudizio in ius vocatio: atto privato nel quale
una parte ingiungeva allaltra di seguirla dinanzi al magistrato.
Non era possibile sottrarsi alla chiamata in giudizio: laltra
parte era autorizzata ad usare la forza per trascinarlo in
giudizio.
- Le legis actiones dichiarative avevano il procedimento suddiviso in 2
fasi:
1. In iure: aveva luogo davanti al magistrato; venivano fissati i
termini giuridici della lite. In questa fase i contendenti
potevano invocare dei testimoni. Il pretore alla fine nominava
un giudice (iudicem dabat) perch le parti potessero procedere
alla fase apud iudicem.
2. Apud iudicem: tale fase si svolgeva davanti al giudice, spesso
un privato cittadino, come giudice (iudex) o arbitro (arbiter), il
quale raccoglieva prove e emanava la sentenza.
- Le legis actiones pi antiche furono:
1. legis actio sacramenti: dichiarativa
2. legis actio manus iniectionem: esecutiva

LA LEGIS ACTIO SACRAMENTI
e Legis dichiarativa utilizzata con largo impiego perch considerata generale. Poteva
essere:
Legis actio sacramenti in rem: era impiegata per il riconoscimento e la tutela
delle posizioni giuridiche soggettive assolute, dette vindicationes. Con tale legis, il
proprietario perseguiva la cosa che affermava appartenergli.
- Procedimento:
Fase in iure
1. era necessaria la presenza di entrambi i contendenti dinanzi al
magistrato giusdicente (in iure)
2. doveva essere presente anche la cosa della controversia
3. una parte che aveva preso liniziativa della lite con in mano
una bacchetta (festuca) affermava solennemente che gli
apparteneva
4. laltra parte compiva gli stessi gesti.
5. alla vendicatio di una parte seguiva la controvendicatio dellaltra
6. il pretore interveniva ordinava ai litiganti di depositare la cosa
(mittite ambo rem).
7. i 2 contendenti obbedivano, ma si dovevano sfidare al
sacramentum: scommessa di pagare allerario
8. prestato il sacramentum, il pretore emanava un provvedimento
(vindicias dicebat) con il quale assegnava il possesso provvisorio
della cosa controversa a quella delle parti in lite che assicurasse
lintervento di garanti (praedes) ritenuti pi idonei. Questi
garanti in caso di perdita della parte alla quale il magistrato
aveva assegnato il possesso provvisorio della cosa, avrebbero
garantito la restituzione della cosa avversario insieme con i
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frutti maturati durante il processo.
Fase apud iudicem
1. entrambe le parti dimostrano che la cosa gli appartiene
2. il giudice raccolte le prove doveva pronunziare su quali dei
due sacramenta fosse:
a. iustum (conforme a ius): il sacramentum di chi fosse
risultato essere proprietario della cosa
b. iniustum (non conforme a ius): il sacramentum
dellaltro contendente
c. il soccombente perdente avrebbe pagato allerario
limporto del sacramentum.
Legis actio sacramenti in personam:
- Con tale legis si agiva per la tutela di posizioni giuridiche soggettive relative,
in particolare i crediti.
- Procedimento:
Fase in iure
1. il creditore insoddisfatto agisce contro il debitore affermando
(in iure) ci che gli doveva
2. il debitore poteva:
a. ammettere: confessio in iure, con conseguente
interruzione del processo
b. negare: le parti si sfidavano reciprocamente al
sacramentum (stesso procedimento del sacramentum)
3. nel caso in cui il debitore persisteva con linadempimento, il
creditore avrebbe esercitato la legis actio per manus iniectionem.

LA LEGIS ACTIO MANUS INIECTIONEM
Tale legis aveva carattere esecutivo
Con essa si agiva per la realizzazione di posizioni giuridiche soggettive per le quali una
legge vi avesse fatto espressamente rinvio.
Poteva essere attuata per lesecuzione di un giudicato (secondo le XII Tavole di Gaio)
Manus iniectio iudicati: il creditore che aveva a suo favore una sentenza (iudicatum) poteva
dare esecuzione contro lavversario ritenuto debitore di una somma di denaro. Con manus
iniectio si procedeva sempre quando il debitore (iudicatus) dopo 30 gg dalla sentenza non
avesse ancora pagato.
Iudicatus: era il confessus, colui che aveva ammesso il proprio debito (confessus pro iudicato
est).
Con la manus iniectio si procedeva anche in situazioni riconosciute certe a priori:
- Manus iniectio pro iudicato
- Manus iniectio pura
Procedimento:
- davanti al magistrato dovevano presentarsi creditore e debitore
- il ruolo attivo inizialmente era del presunto creditore
- Il creditore pronunciava, adottando un formulario rigidamente
predeterminato (certa verba) , indicando limporto e dichiarava la manum
inicere, afferrando il debitore.
- Il debitore poteva indicare un vindex (garante, difensore), grazie al quale:
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Lo avrebbe sottratto dalla manum iniectio
Poteva negare il debito.
- Se il debitore non avesse dichiarato nessun vindex, o nessun vindex venuto in
suo favore, il pretore pronunziava:
Laddictio del debitore in favore del creditore
Il creditore avrebbe potuto trascinare presso di s laddictus e tenerlo
in catene per 60 gg.

LE ALTRE LEGIS ACTIONES

1. Legis actiones per pignoris capionem: esecutiva, no presenza magistrato e
avversario, il creditore con pronunzia certa verba e prendeva in pegno le cose
appartenenti al debitore
2. Legis actiones per iudicis arbitrive postulationem: dichiarativa, per crediti nascenti
da stipulatio e per divisione di eredit e per divisione di beni comuni
3. Legis actiones per condictionem: dichiarativa, per crediti aventi ad oggetto:
a. una determinata forma di denaro (certa pecunia)
b. cose determinate diverse dal denaro (certa res)

B IL PROCESSO FORMULARE
Nel processo per legis actiones sono tutelate le situazioni giuridiche riconosciute:
dallo ius civile
erano ammessi solo i cittadini romani
Con lintensificarsi delle relazioni commerciali tra romani e stranieri, vi era lesigenza di
strutture processuali diverse. La figura del pretore urbano consentiva ed imponeva agli
interessati di litigare per formulas, cio nasce il processo formulare che si realizza in
forza dei poteri del pretore (iuris dictio e imperium).
Dinanzi al pretore urbano si pot litigare:
o per legis actiones
o per formulas
Ma un solo pretore non bast e venne istituito un secondo pretore, il praetor peregrinus
(242 a.C.), con il compito di dicere ius tra:
o cittadini romani e stranieri
o anche solo tra stranieri.

Abolizione delle legis actiones:
C Le legis actiones andarono sempre pi a manifestarsi inadeguate, e quindi soppresse
C Il processo formulare and a sostituire le legis actiones
C Il processo formulare divenne il processo privato ordinario per tutta let classica.
C Il processo formulare fu applicato a Roma, in tutto il territorio italico e buona parte
delle province.

I caratteri del processo formulare:
+ Il processo formulare aveva carattere unitario: aveva un solo procedimento per
qualsiasi actiones.
+ Per ciascuna actiones era previsto nelleditto una diversa formula.
+ Il procedimento, aperto ai cittadini romani e non, era diviso in 2 fasi:
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- In iure
- Apud iudicem.
+ Le due fasi con funzioni analoghe al processo per legis actiones, ma con una differenza:
- Nel processo per legis actiones, le parti erano ammesse ad esprimere le loro
ragioni solo nella fase apud iudicem
- Nel processo formulare, sia nella fase in iure sia nella fase apud iudicem.
+ Introduzione della scrittura nel processo formulare.

La chiamata in giudizio (ius vocatio):
C Per assicurare la presenza dellavversario si provvedeva con il ius vocatio.
C Era un atto privato
C Compiuto dallattore il quale invitava laltra parte a seguirlo dinanzi al magistrato
C Nel processo formulare, se il vocatus si rifiutava di seguirlo in giudizio, lattore non
poteva far ricorso alluso della forza, ma era infatti compito del pretore esercitare la
coazione indiretta contro il vocatus che non avesse seguito lattore.
C Pi avanti venne usato il vadimonium, che fece decadere in ius vocatio.
C Nel vadimonium era lo stesso convenuto a promettere allavversario di comparire
dinanzi al magistrato nel giorno concordato.

La fase in iure:
+ Venivano fissati i termini giuridici della lite
+ Presenza attore, convenuto e magistrato iuris dictio.
+ Il magistrato con la datio actiones approvava il testo della formula (detta anche iudicium
azione giudiziaria, causa, processo) concordata tra le parti e concedeva lazione richiesta.
+ La FORMULA: era un breve documento scritto dove cera
- il nome del giudice
- la futura sentenza
- termini della controversia determinanti per la decisione
+ I magistrati giusdicente erano:
- Pretore urbano
- Pretore peregrino
- Edile curule
- Governatori provinciali
- Tutti coloro che esercitavano giurisdizione sulla base delleditto (maggiore
importanza, leditto del pretore urbano)
+ Dinanzi al pretore le parti manifestavano le proprie ragioni
+ Lattore indicava allavversario la formula dellazione che intendeva promuovere
facendo riferimento allalbo pretorio (editio actionis) che riproduceva leditto, dove
erano indicati i diversi modelli delle formule.
+ Faceva seguito la postulatio actionis che era rivolta al pretore, nella quale lattore
chiedeva che si procedesse con lazione indicata. (lattore indicava la sue pretese)
+ Se il convenuto non ammetteva: dibattito informale tra le parti con la partecipazione
del pretore.
01 ) Denegatio actionis: quando il pretore ritenesse infondata o iniqua la pretesa
dellattore. In questo caso la parte attrice rimaneva impregiudicata perch la
denegatio non era una sentenza.
02 ) La formula e la datio actionis: spesso per il pretore dava lazione; con la datio
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actionis dava il via al procedimento.
03 ) La litis contestatio: una volta che il pretore fosse stato daccordo sul testo della
formula compiva la datio actionis: la iudicium dabat, dava cio lazione richiesta
autorizzando il procedimento sulla base della formula.
a. Lattore recitava il contenuto: iudicium dictabat
b. Il convenuto accettava: iudicium accipiebat
c. Erano tutti degli atti volontari che costituivano la litis contestatio:
i. Dare iudicium del pretore
ii. Dictare iudicium dellattore
iii. Accipere iudicium del convenuto
d. La litis contestatio:
i. Presupposto indispensabile per dare un giudizio di merito ad una
questione controversa
ii. Aveva effetto preclusivo: non poteva essere ripetuta
iii. Aveva effetto conservativo: qualunque evento successivo non
lavrebbe pregiudicata
04 ) Lindefensio: quando il convenuto assumeva un atteggiamento passivo di non
collaborazione allistituzione della lite (indefensio), il pretore minacciava sanzioni
diverse.
La litis contestatio chiude la fase in iure.

La fase apud iudicem:
+ Avveniva davanti al giudice che aveva deciso la controversia.
+ Il giudice non era un pretore ma un cittadino privato, infatti, era scelto dalle parti in
comune accordo con il magistrato.
+ Il nome di tale giudice compariva allapertura della formula: Titius iudex esto (Tizio
sia giudice)
+ Il giudice poteva essere :
- una persona singola (iudex unus)
- organi collegiali (recuperatores) : erano 3 al max; giudicavano nei giudizi di
libert e alcuni delitti pi gravi (rapina e iniuria offesa, ingiuria)
+ Nel processo formulare valeva il principio indicato nelle XII Tavole: se una parte era
assente oltre mezzogiorno del giorno fissato per ludienza apud iudicem, il giudice
avrebbe dovuto decidere in favore nella parte presente. Se erano presenti entrambi le
parti, il procedimento si svolgeva senza alcun formalismo.
+ Ciascuna parte esponeva le proprie ragioni:
- Lattore lonere di provare la propria pretesa
- Il convenuto negare la pretesa.
- I 2 contendenti dovevano dimostrare linconsistenza delle prove avversarie.
+ La fase apud iudicem si concludeva con la sentenza era definitiva:
- Condanna del convenuto: era sempre espressa in denaro e dava luogo alla
obligatio iudicati.
- Assoluzione del convenuto

Le parti ordinarie della formula:
+ la formula era divisa in pi partes:
1 Nomina del giudice (iudicis nominatio: Titius iudex esto)
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4 ordinarie:
- intentio: non poteva mancare, era la pretesa vantata dallattore;
caratterizzava la formula, indicava la natura e consentiva di stabilire il tipo
dazione. Lintentio poteva essere certa o incerta:
certa: quando la pretesa era determinata
incerta: negli altri casi
- demonstratio: indicava la causa, la fonte e i fatti che avevano dato vita alla
pretesa; non tutte le formule avevano demonstratio e cio non erano espresse;
iniziava con la parola quod (poich); era collocata prima dellintentio.
- condemnatio: invitava il giudice a condannare il convenuto, se sussistevano
le condizioni nella stessa formula indicate, oppure ad assolverlo. Perch la
condanna pecuniaria non superasse certe limiti, la condemnatio era integrata
da una taxatio.
- adiudicatio: era prevista solo nelle formule di azioni provvisorie ( actio
communi dividundo) o azioni per il regolamento di confini (actio finium
regundorum) e autorizzavano il giudice ad aggiudicare ai partecipanti alla
comunione o ai confini.

La praescriptio (titolo, intestazione, preambolo):
C Poteva figurare nella formula
C Era scritta prima della iudicis nominatio, con cui la formula vera e propria iniziava: da
qui la denominazione. Era un rimedio che giovava lattore.

Lexceptio (eccezione, clausola):
+ Era un rimedio a favore del convenuto
+ Nella formula era inserita:
- Prima della condemnatio
- Dopo lintentio.
+ Era una condizione negativa della condanna. Il giudice avrebbe dovuto:
- Condannare il convenuto solo se le circostanze dedotte nellexceptio non
risultassero vere.
- Assolvere il convenuto
+ Era richiesta dal convenuto stesso
+ Era inserita nella formula a richiesta del convenuto
+ Lexceptio era un rimedio pretorio, cio un mezzo dattuazione dellequit pretoria
volta a correggere lo ius civile.
+ Era diversa dalla denegatio actionis.
+ Lattore, dopo lexceptio, poteva porre una replecatio, che se fondata avrebbe dato la
possibilit al giudice di non tener conto dellexceptio.

Classificazioni delle azioni:
+ Le actiones era classificabili in categorie:
- Azioni civili e azioni onorarie (spesso azioni pretorie):
Azioni civili: fondate sullo ius civile
Azioni onorarie: fondate sul diritto onorario.
Lappartenenza a quale tipo di categoria si stabiliva dallintentio della
formula, a seconda che essa la pretesa attrice apparisse o non fondata
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sullo ius civile.
Erano fondate sullo ius civile:
Appartenenti allo ex iure Quiritium
Spettanti ad uno ius
Obbligazioni a carico del convenuto espressa col verbo oportere.
Ogni altra pretesa era diritto onorario.
Il pretore:
+ Riproduceva nelleditto i modelli delle formule-tipo, sia civili che pretorie:
Le azioni civili: erano fondate nello ius civile e bastasse che leditto le contemplasse
Le azioni pretorie: avevano fondamento in apposite clausole contenute nello stesso
editto.
+ In sintesi: ogni azione pretoria presupponeva una promessa edittale.
IUDICIA BONAE FIDEI
+ Iudicia bonae fidei era tra le azioni civili.
+ Era unazione in personam, nella cui intentio cera scritto oportere ex fide bona(che
esprimeva lobbligazione del convenuto), in modo che il giudice fosse invitato a
stabilire secondo i criteri di buona fede.
AZIONI PRETORIE
a. Le azioni pretorie erano dei rimedi per riparare delle lacune
dello ius civile. Potevano essere:
i. Utiles (facevano rif. a ius civile)
ii. Con trasposizione di oggetti (facevano rif. a ius
civile)
iii. In factum (no riferimento: ius Quiritium, a ius,
oportere)

Actiones in rem e actiones in personam:
C Actio in rem: la pretesa attrice era nellintentio ed era erga omnes. Il giudice doveva
accertare il potere assoluto dellattore sulla cosa della controversia. Ci un diritto
verso una cosa => riguardava i diritti reali
Nellintentio: figurava solo il nome dellattore
Nella condemnatio: figurava il nome dellattore e del convenuto
C Actio in personam: la pretesa dellattore (creditore) era verso un soggetto
determinato (debitore), il quale era tenuto ad un certo comportamento.
La pretesa dellattore ha carattere relativo e non assoluto, infatti il nome del convenuto
e dellattore erano scritti sia nellintentio che nella condemnatio.
Si parla di diritti verso una persona => diritti relativi
Entrambe le azioni avevano diverso regime processuale e diversi regimi degli effetti
preclusivi della litis contestatio.
Le azioni arbitrarie:
C Le azioni arbitrarie erano azioni la cui formula conteneva una particolare clausola: la
clausola restitutoria o arbitraria.
C Con questa clausola il giudice, dopo aver verificato lintentio, prima di procedere alla
condanna pecuniaria avrebbe dovuto invitare il convenuto a restituire oppure a
condannarlo solo in caso di mancata restituzione.
C Nel caso in cui il convenuto su invito del giudice non avesse restituito, a stabilire
limporto della condanna pecuniaria sarebbe stato lattore sotto giuramento. Solitamente
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lattore avrebbe giurato una somma molto pi elevata di quella del mercato.
C La clausola restitutoria valeva solo nei casi in cui la pretesa dellattore non fosse in
denaro (diritti reali).

Azioni penali e azioni reipersecutorie:
C Tali azioni riguardano il diritto privato.
C Azioni penali:
o Erano azioni in personam
o Poenam persequimur: il privato vittima dellillecito perseguiva lautore
dellillecito con una pena che aveva funzione punitiva.
o La pena poteva essere:
Pecuniaria: era percepita dalla stessa vittima
Corporale: veniva inflitta dalla vittima, e non ai suoi eredi; si
comulava contro pi responsabili, era civile o pretoria.
C Azioni reipersecutorie:
o Rem persequirum: si perseguiva la res, intesa come ogni interesse patrimoniale
che si considerava leso.
o La funzione era risarcitoria.
o Le azioni reali erano tutte reipersecutorie, le azioni in personam no.
Col passare del tempo le azioni penali tendevano ad unirsi sempre di pi alle azioni
reipersecutorie, facendo in modo che nascessero azioni miste: il diritto penale da diritto
privato entra a far parte del diritto pubblico.
C Nascono poi un tipo particolare di azioni penali: actiones noxalis:
o Erano delle azioni penali che si esercitavano per gli illeciti commessi da
soggetti a potest:
Schiavi
Filis familias.
o La formula era data come noxalis contro lavente potest, dominus o pater
familias.

Actio iudicati:
C Era un actio iudicati, un actio in personam, che serviva per lesecuzione della sentenza.
C Aveva 2 presupposti:
Condanna espressa in denaro
Il fatto che il debitore non avesse adempiuto al pagamento entro 30gg.
C Latteggiamento del convenuto che si fosse opposto negando i presupposti
dellazione costituiva la condanna al doppio in caso di contestazione infondata.

Procedure esecutive contro il iudicatus:
C Lesecuzione contro il iudicatus poteva essere:
o Personale: quando, nel caso di mancato pagamento, lattore poteva tenere
nelle proprie carceri il convenuto finch non avesse estinto il debito o col
denaro o con il lavoro.
o Patrimoniale: si parla di bonorum venditio.
C Era lalternativa introdotta dal pretore allesecuzione personale e avveniva cos:
o Missino in bona: il pretore immetteva il creditore nel possesso dei beni del
debitore, funzione di custodia e conservazione
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o Proscriptio: con cui si dava notizia della procedura a tutti gli altri creditori,
in modo di dar loro lopportunit di intervenire. Se il debitore, trascorsi 30
gg dalla proscriptio senza che il creditore fosse stato soddisfatto, diventa
infamis.
o Nomina di curator bonorum: nominato dal pretore per gestire
provvisoriamente il patrimonio del debitore.
o Nomina di magister bonorum: nominato dai creditori per preparare la
vendita allasta dello stesso patrimonio e stabilire anche delle condizioni.
o Bonorum venditio: la vendita veniva fatta quando venivano approvate le
condizioni. Vinceva la gara e quindi acquistava in blocco in tutto chi offriva
di pagare la pi alta percentuale dei debiti: lacquirente era detto bonorum
emptor.

Procedure esecutive in assenza di giudicato:
C Lactio iudicati presupponeva un precedente iudicatum.
C Si poteva in ogni caso dare luogo a procedure esecutive senza avere una precedente
sentenza di condanna.

Cessio bonorum e bonorum distractio :
C Erano procedure molto severe sia lesecuzione personale sia quella patrimoniale.
C Esistevano delle eccezioni:
o Al debitore insolvente, la cui insolvenza giuridica non era ugualmente imputabile
linsolvenza morale, si consent la cessio bonorum, cio la cessione volontaria di tutto
il patrimonio ai creditori: era una procedura concorsuale nella quale veniva venduta
allasta e acquistati dei beni da un bonorum emptor, ma non una proscriptio e infamia.
o Lesecuzione personale e linfamia si risparmiarono in virt di una disposizione
delleditto a taluni incapaci. In questi casi, il pretore nominava un curator bonorum, il
quale provvedeva a soddisfare i creditori con il ricavato della vendita dei cespiti
patrimoniali ereditari. Si parlava di bonorum distractio.

I rimedi pretori:
C Nellambito del processo formulare, il pretore apprestava dei rimedi propri, che erano:
- Denegatio actionis
- Exceptio
- Actiones utiles

- Azioni con trasposizione di
soggetti
- Actiones in factum
Altri rimedi pretori furono:

1. Gli interdicta:
C Interdire: impedire, proibire.
C Interdicta: erano ordini pretori che vietavano determinati comportamenti.
C Gli interdicta erano emessi su domanda di un privato e contro un altro privato.
C Erano di 3 tipi:
o Prohibitoria (che vietavano)
o Restitutoria (che ordinavano di restituire)
o Exhibitoria (che ordinavano di esibire)
C Gli interdicta erano tipici ed erano previsti nelleditto per singoli tipi, infatti ogni caso
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diverso era precisato.

2. La in integrum restitutio:
C considerata tra i rimedi pretori come corrigendi iuris civilis gratia.
C Era il ripristino della situazione giuridica precedente allevento.
C Nel processo: era il pretore a decidere nel contraddittorio tra le parti la sussistenza o no
delle ragioni per la concessione della restitutio.

3. Le cautiones, o stipulationes praetoriae:
C Erano rimedi pretori ai quali si ricorreva quando mancava un obbligo giuridico al
compimento di una certa prestazione e il pretore riteneva invece giusto che quellobbligo
ci fosse.

4. Le missiones in possessionem:
C Erano disposte dal pretore con decretum.
C In forza della missio linteressato era autorizzato ad immettersi in possessionem di un
bene o di un patrimonio.
C Questi rimedi pretori si davano solo se erano previsti nelleditto.

La scomparsa del processo formulare:
A. Per tutto il corso dellet classica, il processo formulare fu il procedimento ordinario
per le liti tra privati.
B. Fu abolito con lavvento dei figli di Costantino, Costanzo e Costante. (342), ma
subentrer il concorso delle cognitiones extra ordinem.

C. LE COGNITIONES EXTRA ORDINEM :
C Il primo caso si ha quando Augusto diede riconoscimento giuridico ai fedecommessi e
stabil la competenza dei consoli per le controversie
C Organi competenti a giudicare extra ordinem:
o nelle province, i governatori
o a Roma, magistrati dellordine costituzionale repubblicano e funzionari
nominati e dipendenti dal principe
C Avvio di una prassi: il Principe (princeps) interviene nei giudizi privati
C Differenze da prima:
o Chiamata in giudizio, intervento di un organo pubblico, il convenuto che
non si presentava era considerato contumace (assente)
o Non pi divisione in iure e apud iudicem, il giudizio si svolgeva davanti ad
un organo pubblico che aveva il potere di emanare la sentenza
o No litis contestatio
o Assenza di formalismo, la difesa del convenuto era detta praescriptio , che
corrispondeva in sostanza allexceptio formulare
o La condanna poteva essere in denaro: quindi nel caso concreto il giudice che
aveva emesso la sentenza poteva anche imporre lesecuzione forzosa.

D. I PROCESSI POSTCLASSICO E GIUSTINIANEO:
C Il processo si unifica
C Gli organi delle circoscrizioni territoriali sono anche organi giurisdizionali
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C Al vertice c limperatore che decide in ultima istanza
C Il procedimento si irrigidisce: no potere discrezionale dei giudici
C Dalla fine del IV secolo, la legislazione imperiale proibisce le carceri private, ma
lesecuzione personale per debiti non scompare.
C Scompare la figura del pretore e non c pi distinzione tra azioni civili e azioni
pretorie.




























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LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)

CAPITOLO 3: Gli atti negoziali

Fatti, atti e negozi giuridici.
C Fatto giuridico: qualsiasi evento volontario o non che incide sulla realt giuridica
dando luogo a:
o Nascita situazione giuridiche nuove
o Modifica o estinzione di situazioni giuridiche esistenti
in sostanza ogni evento produttivo deffetti giuridici.
C Fatto giuridico involontario: che si verificano indipendentemente dalla volont
delluomo.
C Fatto giuridico volontario: sono azioni umane volontarie.
C I fatti giuridici si dicono atti giuridici.
C Gli atti giuridici possono essere:
o Atti leciti: consentiti dallordinamento; la categoria pi importante quella
dei NEGOZI GIURIDICI. Sono volontari.
o Atti illeciti: vietati dallordinamento, ma anche questi fatti giuridici sono
volontari (obbligazioni)
C Negozi giuridici: manifestazioni di volont da parte dei privati dirette al
conseguimento di risultati definibili in termini di:
o acquisto
o perdita
o modificazione

Negozi giuridici.
C Sono atti leciti, consentiti dallordinamento giuridico e gli effetti che gli sono collegati
sono gli stessi voluti dallautore o autori dellatto.
C Tipicit: nelle fonti romane assente lidea del negozio giuridico, ma molti atti e
comportamenti volontari rientrano nello schema di negozio giuridico.
C Elementi: il negozio giuridico ha una struttura divisa in:
- Elementi essenziali: essentialia negotii; sono gli elementi strutturali fondamentali
del negozio giuridico. esenziale la manifestazione della volont; i soggetti
devono avere la capacit di agire (capacit intellettuale) e essere legittimati a
compiere il negozio.
- Elementi naturali: naturalia negotii; sono in sostanza gli effetti del negozio giuridico
pur nel silenzio delle parti.
- Elementi accidentali: accidentalia negotii; sono delle clausole non essenziali, che le
parti possono, se vogliono, inserire nel negozio. In particolare, sono elementi
accidentali: condizione, termine, modus.
C Invalidit e inefficacia: il negozio si dice:
- Invalido: uno dei suoi elementi ha un difetto intrinseco
- Inefficace: non produce effetti veri e propri
- Il negozio invalido anche inefficace, ma il negozio inefficace pu essere valido.
- Dottrina moderna: distingue 2 specie di invalidit:
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Nullit: quando il negozio per difetto di uno dei suoi elementi
essenziali o per altro grave motivo, non produce i suoi effetti (nasce
morto)
Annullabilit: quando il negozio presenta vizi meno gravi(nasce
vivo ma malato). Con lannullamento, il negozio non produce pi i
suoi effetti, diventa inefficace e linefficacia retroattiva.
- Dottrina romana: nelle fonti romane il concetto il concetto di nullit previsto, ma
non quello di annullabilit. Nel diritto romano la nullit e linvalidit sono
considerati identici.
4. Classificazioni:
1. Forma
Formali: la volont deve essere manifestata in una forma determinata. La forma
prescritta lelemento essenziale di tale negozio.
Non formali: la volont pu essere manifestata in qualsiasi forma.
2. Causa
Causali: la causa determina la struttura del negozio; la causa lelemento
essenziale del negozio.
Astratti: la causa non emerge dalla struttura del negozio. Gli effetti del negozio
sono indipendenti dalla causa del negozio.
3. Manifestazione volont
Unilaterali: a manifestare la volont deriva da una sola parte (testamento)
Bilaterali: convergono manifestazioni di volont tra 2 parti (contratti)
Plurilaterali: convergono manifestazioni di 3 o pi parti (societas)
4. Le parti: ogni parte rappresenta un centro di interessi
Persona singola
Pi persone: portatrici di interessi identici
5. Titolo:
A titolo oneroso: ciascuna parte consegue un vantaggio dietro corrispettivo
(compravendita)
A titolo gratuito: una parte consegue un vantaggio senza corrispettivo
(comodato)
6. Quando si producono gli effetti :
inter vivos: producono effetti solo se il soggetto o soggetti sono in vita
mortis causa: producono effetti solo dopo la morte dellautore del negozio
7. Tipi di effetti:
Reali: trasferimento della propriet o costituzione o estinzione di diritti reali
Obbligatori: nascita o estinzione dobbligazioni
5. Forme della manifestazione della volont: ogni negozio giuridico 1 o pi
manifestazioni di volont, ma deve essere manifestata. Ci sono 2 tipi di forme di
manifestazione:
A) negozi formali
B) negozi non formali
6. Negozi formali: erano come gli atti giudiziari (legis actiones), perch le formalit
erano fondamentalmente orali, richiedendo luso di parole stabilite (certa verba).

La mancipatio: vendita, alienazione; era un negozio dello ius
Quiritium e quindi solo utilizzabile dai cittadini romani. Era uno dei
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gesta per aes et libram: erano atti che si compivano con il rame o
con il bronzo (aes) e con la bilancia (libra). Erano presenti al negozio,
come testimoni, 5 cittadini romani puberi (adolescente) e di un
libripens (pesatore ufficiale, che teneva la bilancia per la formalit
della vendita) che reggeva la bilancia e pesava i metalli.
Le parti erano:
C Il mancipante, mancipio dans: perdita del potere su cose o
persone
C mancipio accipiens : acquisto del potere su cose o persone.
La mancipatio era impiegata per:
C il trasferimento della propriet sulle res mancipi (beni acquistati)
C acquisto manus di una donna (mano)
C ecc
Esempio di mancipatio: mancipazione di uno schiavo
Le parti:
il mancipante
l schiavo
5 cittadini
il pesatore ufficiale
il mancipio accipiens
Procedimento:
1. il mancipio accipiens teneva lo schiavo e diceva dico che
questuomo mio ex iure Quiritium e sia a me acquistato in
forza di questo metallo e di questa bilancia.
2. contestualmente, il mancipio accipiens poneva sulla bilancia il
rame o il bronzo
3. il libripens provvedeva a pesare il metallo
4. il mancipio accipiens consegnava il metallo al mancipio dans.
5. con il mancipatio, il mancipio accipiens acquista sul servo lo
stesso potere di propriet che aveva prima il mancipante.

La in iure cessio: cessione; era un negozio dello ius civile, fruibile solo
dai cittadini romani.
Procedimento: si compiva davanti ad un magistrato o pretore; le parti
erano il cedente (chi cede un diritto) e il cessionario (il destinatario di
una cessione).
Esempio della cessione di uno schiavo:
C Il cedente intendeva trasferire al cessionario la propriet dello
schiavo
C Il cessionario tenendo lo schiavo pronunciava la formula questo
uomo mio ex iure Quiritium
C Il pretore interrogava il cedente, e in caso di consenso,
pronunciava laddictio del servo in favore del cessionario.
C La in iure cessio scomparve in et post-classica.

la stipulatio: stipulazione, contratto; negozio formale bilaterale
con effetti obbligatori.
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Le parti erano:
a. lo stipulante (stipulator): chi fa con un altro un atto
contrattuale
b. il promittente (promissor): chi si obbliga verso terzi con
una promessa unilaterale.
Procedimento: lo stipulante chiedeva al promittente se manteneva
limpegno di un determinato comportamento.
Nasceva cos a carico del promittente, divenuto debitore, e in favore
del stipulate, divenuto creditore, unobbligazione che era sanzionata
iure civili ed avente ad oggetto la prestazione promessa.
7. Altre forme negoziali: i negozi non formali sono:
la traditio: consegna, resa; negozio bilaterale riconosciuto a Roma per il
trasferimento del possesso e della propriet.
contratti consensuali: a Roma, furono la compravendita, locazione, societ,
mandato e i patti.
8. Divergenza tra manifestazione e volont: poteva accadere che una persona
manifestasse una volont che non aveva, e perci determinava una divergenza tra
volont e manifestazione.
Bisogna distinguere tra negozi solenni dello ius civile ed altri negozi:
Negozi solenni: il compimento delle formalit richieste era considerato
necessario per la validit dellatto.
Contratti consensuali e negozi non formali: la mancanza di volont
comportava la nullit dei contratti, il negozio sarebbe stato non
produttivo di effetti giuridici.
Eccezioni:
Dichiarazioni fatte per scherzo o in ambito teatrale non venivano
considerate
Riserva mentale: era il caso in cui qualcuno dichiarava ci che non voleva
Simulazione: era il caso in cui cera la consapevolezza di entrambe le parti
di non volere il negozio. La simulazione portava alla nullit del negozio
perch non vi era una manifestazione della volont.
Casi di divergenze:
A) ERRORE: quando la divergenza tra dichiarato e voluto non
consapevole. Lerrore una svista, un fraintendimento, a volte anche di
lingua. Si distingue in:
i. Errore ostativo (o nella dichiarazione): era un errore che escludeva la
volont
ii. Errore-vizio: non escludeva la volont
iii. Errore di diritto: lerrore che dipende da ignoranza o
fraintendimento di norme e distituti giuridici. In questo caso il
negozio valido.
iv. Errore su elementi di fatto: nullit del negozio anche se doveva
essere al contempo scusabile (errore non grossolano) ed essenziale
(errore che investe il negozio nei suoi aspetti fondamentali).

B) DOLO: la parola dolo assume significati diversi nel linguaggio
giuridico:
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1. esprime lidea della volontariet di un comportamento e delle
relative conseguenze per altri pregiudizievoli (svantaggiosi)
2. il dolo si contrappone alla colpa
3. comportamento iniquo
4. significato dolo negoziale: macchinazione volta a trarre in
inganno un'altra persona facendo si che questa compia un
negozio per lei svantaggioso che diversamente non avrebbe
voluto e compiuto, oppure avrebbe compiuto a condizioni
diverse. Nel dolo si guarda chi induce in errore e non chi cade
in errore.
Nellantica tradizione giuridica, il dolo poteva non essere
rilevante, ma dallet preclassica, lo era.
Quando si parla di dolo negoziale si parla di dolus malus, e non
di dolus bonus:
dolus bonus: sono le furberie tollerate dal costume, che
vengono usate per trattare i propri affari. Non viene preso in
considerazione dal diritto.
dolus malus: la vera e propria macchinazione per trarre
altri in inganno.
In origine, in iure civili, il negozio viziato da dolo era valido ed
efficace.
Ci furono successive deroghe, in particolare nel campo dei negozi
che davano luogo a giudizi di buona fede: dolo e buona fede si
escludono a vicenda.
Nel I secolo a.C. il pretore introdusse nelleditto la clausola che
prometteva lexceptio doli (mali): era uno strumento per
invalidare i negozi dai quali nascevano azioni che non erano in
buona fede.
Lexceptio doli aveva una doppia valenza:
exceptio doli praeteriti: se il raggiro era avvenuto prima del
giudizio
exceptio doli praesentis: se il raggiro si commetteva al
momento dellazione e non era un inganno ma un semplice
comportamento iniquo.
Nel caso in cui la vittima del dolo avesse dato esecuzione al
negozio, soccorreva lactio de dolo:
A) fu introdotta per iniziativa del giurista Aquilio Gallo (tra il 70 e
60 a.C.)
B) era utilizzato dalla vittima verso lautore del dolo: limporto
della pena corrisponde al danno subito dallattore.
C) Lazione del dolo poteva essere esercitata contro lautore del
dolo, non contro i suoi eredi e lazione non poteva essere fatta
oltre lanno dalla commissione del dolo.
D) Il negozio gi eseguito non veniva invalidato, ma lingannato
poteva con lactio de dolo ottenere la condanna dellautore del
dolo a una pena corrispondente alla stima del danno subito.

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C) METUS:
un altro vizio della volont
il timore generato da altrui violenza(vis = forza, violenza)
la minaccia di provocare un male se il minacciato non compie un
certo negozio: una violenza morale, la c.d. vis compulsava o vis animo illata.
la minaccia di un male genera timore (metus = timore, paura)
il metus una minaccia grave, in quanto la vittima, dovendo scegliere
tra la minaccia e il compimento del negozio, sceglie questultimo. La
minaccia comunque doveva essere seria ed ingiusta
in principio, il negozio estorto (ottenuto con violenza) compiuto per
metus era iure civili valido ed efficace.
ma nel I secolo a.C. il pretore contempl nel suo editto lexceptio quod
metus causa, o exceptio modus, in virt della quale la persona convenuta per
ladempimento di un negozio estorto con la violenza avrebbe ottenuto
lassoluzione.

D) CAUSA:
i. la ragione dessere oggettiva del negozio.
ii. Ogni negozio compiuto dal suo autore per una causa: la causa la
funzione che si intende realizzare attraverso gli effetti che il negozio
andr a produrre.
iii. Esempi:
1. la causa negoziale sar lo scambio di cosa contro
prezzo nella compravendita
2. la realizzazione di un prestito nel mutuo
iv. la causa determina la struttura del mutuo: rappresenta lelemento
costitutivo: in questi casi si parla di negozi causali.
v. Negozi astratti: la causa non espressa; tali negozi potranno essere
compiuto per cause esterne diverse.
vi. In principio per i negozi astratti, erano e restavano validi pure se la causa
mancasse o fosse illecita, poi, con let preclassica, si ammise il ricorso:
1. alla condictio : rimedio civilistico per la restituzione di quanto
gi prestato
oppure
2. allexceptio : rimedio pretorio per lannullamento degli effetti
che derivavano dal negozio astratto.

vii. CONDICTIO:
1. fu la versione formulare della legis actio per condictionem
2. con essa si perseguivano crediti per cui lattore pretendeva
sussistere a carico dellaltra parte un obbligo di dare, con il
verbo oportere.
3. si trattava di unazione civile, in personam
4. la condictio presupponeva che lattore avesse in precedenza
trasferito al convenuto la propriet di una res.
5. il convenuto soccombente aveva lobbligo di trasferire allattore
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la propriet:
della stessa cosa ricevuta: se si trattava di una cosa
individuata nella specie
equivalente: tantundem, se si trattava di denaro o di altre
cose fungibili.
6. La condictio era impiegata anche come rimedio contro il difetto
di causa nei negozi astratti di trasferimento. Esempio:
Se una persona avesse trasferito la propriet di qualcosa
nellerronea convinzione di esservi obbligato (solutio
indebiti) , il falso creditore sarebbe stato perseguibile con la
condictio (condictio indebiti), e avrebbe dovuto restituire o la
stessa cosa o tantundem.

9. Gli elementi accidentali nel negozio giuridico: possibile aggiungere ai negozi
giuridici delle clausole diverse a seconda che si voglia modificare o integrare gli effetti
negoziali.tali clausole sono espressamente incluse dalle parti nel negozio. Le pi
comuni sono:
a. Condizione:
i. una clausola che indica un evento futuro ed incerto, da cui dipendono
gli effetti del negozio
ii. Indica sia la causa che levento in s
iii. Erano di 2 tipi:
1. sospensive: sospendono gli effetti del negozio (il negozio non
produce effetti fino al verificarsi dellevento)
2. risolutive: risolvono gli effetti del negozio (il negozio produce i
suoi effetti, ma cessano automaticamente con il verificarsi
dellevento)
iv. actus legitimi: erano dei negozi che non prevedevano laggiunta di
condizioni. Nel caso venivano inserite, comportava linvalidit del
negozio. Tali negozi erano:
1. la mancipatio
2. la in iure cessio
3. lacceptilatio
4. la manumissio
vindicta
erano tutti i negozi che si compivano mediante la pronunzia di certa
verba ( e perci detti legitimi)
v. condicio iuris: gli effetti di taluni atti erano subordinati al verificarsi di
certi eventi
vi. condiciones in praesens vel in praeteritum conlatae: facevano
dipendere gli effetti da eventi attuali o passati: no futuri o incerti.
vii. Condizioni impossibili: levento poteva essere materialmente o
giuridicamente impossibile. Se accadeva ci, il negozio era invalido,
perch non avrebbe mai potuto produrre i suoi effetti.
viii. Condizioni illecite: il negozio era nullo se la condizione era illecita
(contra legem, turpis, contra bonos mores)
ix. Condizioni positive e negative, potestative, casuali e miste:
1. positive: gli effetti sono subordinati al verificarsi dellevento
2. negative : gli effetti sono subordinati al non verificarsi dellevento
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3. potestative: sono quelle condizioni che dipendono da un atto
volontario di una persona interessata
4. casuali: le condizioni si avverano o dal caso o dalla volont di terzi
5. miste: le condizioni si avverano da una persona interessata, dal
caso o dalla volont di terzi.
x. Condicio pendet, deficit, exstitit:
1. condicio pendet: la condizione pendente: non si verificata la
condizione ed incerto se si verificher. Il negozio valido ma non
si sa quando si produrranno gli effetti.
2. condicio deficit: la condizione viene a mancare: il negozio non
avr mai effetti.
3. condicio exstitit: la condizione si verificata: il negozio comincer
a produrre i suoi effetti
xi. condizioni risolutive: si fecero ricorso raramente, era eccezioni.

b. Termine:
i. elemento accidentale del negozio giuridico;
ii. riguarda un evento futuro, ma certo che esso si verificher e dalla
quale dipendono gli effetti del negozio.
iii. riguarda sia la clausola che levento in s.
iv. dies: era la parola romana per indicare il termine; poteva essere una
data o un evento certo.

c. Modus (onere):
i. Imposizione al destinatario di un atto di liberalit di adottare un
comportamento ed era volontario.
ii. Il negozio modale immediatamente efficace ed efficace rimane a
prescindere dalladempimento del modus.

10. Imputazione degli atti negoziali :
gli effetti del negozio sono imputati solitamente in via diretta ed esclusiva alle parti
facenti parte il negozio.
Il nuntius: messaggero; un semplice portavoce il quale riferisce quanto stato
invitato a riferire. Non dichiara la propria volont ma quella dellautore del negozio. A
Roma non potevano essere compiuti tramite nuntius negozi formali e solenni. Si a
contratti consensuali.
La rappresentanza organica:
a. Sono delle persone fisiche che concludono negozi come organi di quelle
collettivit riconosciute come soggetti giuridici.
b. Questi rappresentanti legali esprimono una propria volont, ma gli effetti
ricadono direttamente in capo allente.
rappresentanza :
a. un soggetto giuridicamente capace, detto rappresentante, conclude un
negozio in nome per conto di un terzo soggetto, detto rappresentato, con
effetti in via immediata in capo al rappresentato.
b. La rappresentanza pu essere:
i. Volontaria: quando i poteri del rappresentante sono conferiti dal
rappresentato con un suo atto volontario
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ii. Legale: negli altri casi, es. nel caso del tutore
c. Rappresentanza indiretta: concludere un negozio per conto altrui ma in
nome proprio. Gli effetti si imputano al dichiarante, ma sar dovere di costui
trasferire al terzo per conto del quale ha concluso il negozio i diritti e gli
obblighi acquisiti dal negozio.






























LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
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(di Matteo Marrone)

CAPITOLO 4: le Cose

1. Le res: ha significati molteplici, entit materiale, porzione limitata del mondo,
esterno, beni in generale. Classificazioni:
res corporales : termini utilizzati dai giuristi romani per indicare le entit materiali,
intendendo proprio le res quae tangi possunt [le cose che si possono toccare]. Solo le
cose corporales erano suscettibili di possesso.
res incorporales: si contrappongono alle res corporales, in quanto sono res quae
tangi non possunt [che non si possono toccare]. I giureconsulti utilizzarono questa
espressione per indicare: eredit, usufrutto
cose in commercio: erano oggetto di propriet privata, di rapporti giuridici
patrimoniali.
cose fuori commercio: non erano oggetto di propriet privata. Erano fuori dal
commercio:
o le res divini iuris [le cose di diritto divino]: in particolare erano:
res sacrae: altari, templi, santuari
res religiosae: luoghi utilizzati per la sepoltura
res sanctae: le porte e le mura della citt.
o le res humani iuris: si contrapponevano alle res divini; [era il diritto
umano] ; potevano essere:
pubbliche: res publicae: appartenevano allo Stato populus
Romanus - , erano fuori commercio se erano destinate alluso
pubblico (strade, piazze, teatri,) oppure in commercio se lo stato
ricavava un reddito o unutilit.
private: res privatae, erano in commercio.
res mancipi: erano i fondi su suolo italico (terreni, edifici), gli schiavi, gli animali e
le servit rustiche. Erano le cose di maggior pregio, e per il loro trasferimento di
propriet si chiese il rito del mancipatio e successivamente in iure cessio.
res nec mancipi: erano tutte le altre. Il trasferimento di propriet dei res nec
mancipi era sufficiente la traditio.
Le classificazioni delle res mancipi e res nec mancipi furono soppresse da
Giustiniano
beni mobili: sono gli animali e gli oggetti trasportabili e quindi amovibili (mobili);
nel diritto romano, anche gli schiavi.
beni immobili: il suolo insieme a ci che vi allinterno stabilmente
Le classificazioni dei beni mobili e immobili acquisirono un gran significato, a
riguardo del passaggio di propriet, in et postclassica perch vi era lobbligatoriet
della scrittura per le donazioni e le vendite immobiliari.
beni fungibili: sono le cose che si rivelano in rapporto a peso, numero, misura,
sono cose alle quali rappresentabile un equivalente (tantundem);
beni infungibili: che non sostituibile con altra cosa, fine a se stessa nella sua
individualit.
cose di genere: sono in sostanza le cose fungibili; riguarda lappartenenza ad una
categoria (genus): es. un pallone.
cose di specie: sono le cose infungibili; si fa riferimento a cose perfettamente
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individuate: es. il pallone di Tizio.
cose consumabili: suscettibili di una sola consumazione perch si consumano per il
semplice fatto che vengono usate (ipso usu consumuntur) [es. gli alimenti]
cose inconsumabili: consentono un uso continuato [es. il terreno, un edificio].
cose divisibili: suscettibili di essere materialmente divise senza perire e apprezzare
giudizio economico
cose indivisibili: il contrario delle cose divisibili
cose semplici: una unit naturale [es. schiavo, pietra]
cose composte: costituite da cose semplici congiunte tra loro artificialmente [es.
edificio, nave, armadio]
cose collettive: costituite da cose semplici non congiunte ma considerate
unitariamente [es. un gregge, la biblioteca]
i frutti:
o i Romani consideravano i frutti i frutti naturali delle piante e degli
animali.
o Punto di vista del diritto: erano frutti quando venivano separati dalla
cosa madre, perch prima della separazione erano considerati partes e
non erano giuridicamente autonomi.
o Erano considerati frutti le attivit lavorative dei servi (operae servorum)

2. I diritti reali:
Sono i diritti soggettivi su una cosa, hanno carattere assoluto e sono quindi
opponibili contro terzi (erga omnes)
I terzi devono avere un comportamento negativo verso un diritto reale su cosa
altrui, nel senso che devono astenersi da azioni che possano essere in contrasto
con quel diritto.
Diritto di credito: un diritto patrimoniale relativo tra 2 parti:
i. 1 o pi creditori
ii. 1 o pi debitori
iii. la parte debitrice tenuta in favore dellaltra alladempimento di una
prestazione che consiste in un comportamento positivo.
Diritto di propriet:
i. Diritto reale per eccellenza
ii. Tale diritto attribuisce al proprietario un potere generale e illimitato al
godimento e alla disposizione del bene che ne oggetto.
Diritti reali su cosa altrui [iura in re aliena]:
i. Quando su una stesa cosa possono gravare e coesistere altri diritti reali
ii. Sono i diritti reali di godimento e di garanzia

. LA PROPRIETA
o Diritto soggettivo di natura reale per questo al proprietario, ch titolare, si
riconosce sulla cosa che n oggetto una signoria generale.
o La propriet ha dei limiti:
limitazioni legali: limitazioni imposte dallordinamento giuridico
limitazioni volontarie: ad opera del proprietario, attraverso la
concessione di diritti reali limitati di godimento (servit, usufrutto,)
una volta estinti tali limiti, la facolt di godimento del proprietario
ritornano a espandersi fino alla pienezza della cosa.
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o Il diritto di propriet non si perde di per s, ma solo se si verifica un fatto che
ne determini lestinzione (es. vendita della cosa).
o Di norma il proprietario anche il possessore della cosa, ma pu non essere
il possessore e restare proprietario.
o La propriet non si perde per un non uso ( un diritto imprescrittibile)

1. La propriet e le propriet del diritto romano:
o Il concetto di propriet e del suo uso ci deriva a partire dalla fine dellet
arcaica, in quanto vi era lidea del possesso come stato di fatto non
suscettibile e dellappartenenza (questa cosa mia). Da ci si pose la
base per il concetto di propriet.
o Alla fine dellet repubblicana compare unespressione pi incisiva per
indicare la propriet romana: dominium ex iure Quiritium. Dominus
sindic il proprietario.
o Luso di proprietas e proprietarius avviene nellet classica.
o La nuova terminologia non comport labbandono della vecchia: si
continu ad esprimere la propriet in termini dappartenenza anche nel
Corpus iuris giustinianeo.
2. Il dominium ex iure Quiritium:
o Era solo per i cittadini romani
o Ad oggetto potevano esserci le res corporalis, che potevano essere sia
mancipi sia nec mancipi, sia mobili sia immobili.
1 Le origini della propriet privata immobiliare a Roma:
Alla formazione della citt di Roma, le terre appartenevano alla
collettivit ed erano adibite al pascolo; non riconoscevano
insomma la propriet privata sui beni immobili.
Le terre erano le ager publicus.
Queste terre venivano lasciate in buona parte in godimento
esclusivo a provati.
Nel periodo dellet regio alcune ager publicus venivano assegnate
a carattere definitivo, divenendo tali beni propri dei privati ex iure
Quiritium.
Per lassegnazione delle ager publicus si procedeva mediante
limitatio, che era un rito con connotazioni sacrali e che si compiva
con lintervento di un magistrato e di un agrimensore (gromaticus):
Si tracciavo sul suolo parallele e perpendicolari per
determinare i confini e venivano lasciati 5 piedi attorno ad
ogni appezzamento perch non poteva essere usucapito.
Tale spazio era chiamato limes o iter limitare.
2 La rappresentazione del dominium ex iure Quiritium come potere
assoluto e limitato:
Il dominium ex iure Quiritium poteva avere come oggetto sia un
bene mobile sia un bene immobile.
Per quanto riguarda i contenuti, il dominium era rappresentato
come un potere assoluto e illimitato: da qui lidea della propriet [ius
utendi et abutendi re sua diritto di usare ed abusare della propria
cosa ].
La propriet civile immobiliare era esente dai tributi (solo con
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Diocleziano nel 292).
Il dominio quiritario sugli immobili si estendeva illimitatamente
sia in altezza sia in profondit: Sino alle stelle e sino agli inferi
[usque ad sidera, usque ad inferos].
Come la limitatio tra fondi contigui, anche in casi di edifici (aedes)
contigui appartenenti a proprietari diversi, era necessario uno spazio
chiamato ambitus di 5 piedi di larghezza, e neanche questo non
poteva essere acquistato per usucapione.
In et repubblicana, il rito della limitatio incominci a scomparire.

1 Limitazioni legali:
Cera la possibilit di interferenze reciproche tra immobili
appartenenti a proprietari diversi, di cui alcune di esse dovevano
essere tollerate. (fumi, acqua,)
Le limitazioni legali riguardano la propriet (vedere pi avanti).

2 I modi di acquisto:
dominium ex iure Quiritium si acquistava in relazione al tipo di
cittadino:
romano
oppure peregrino(non cittadino romano)
furono qualificati come:
ius civile
ius gentium
i modi di acquisto possono essere:
a titolo originario: prescindono da ogni relazione tra chi
acquista e il precedente proprietario, perch possono avere
ad oggetto una cosa di nessuno o una cosa altrui.
(occupazione, accensione, specificazione).
A titolo originario, il diritto di propriet si determina sulla
base dellacquisto in se.
a titolo derivativo: il modo di acquisto dipende dalla
trasmissione che ne fa il titolare, cio c una concessione tra
chi trasmette (dellautore auctor dante causa) e chi acquista
(avente causa). (mancipatio, in iure cessio, traditio, legato
per vindicationes, adiudicatio, pagamento della litis
aestimatio)
usucapione: n a titolo originario, n a titolo derivativo
A titolo derivativo, il diritto di propriet viene acquistato
cos come era presso il precedente proprietario.
Nessuno pu trasferire ad altri pi di quanto egli stesso non
abbia [nemo plus iuris ad alium transferre potest quam ipse haberet].
C Occupazione: occupatio
Era un modo di acquisto originario della propriet
Consisteva nella presa di possesso di cose che non
appartenevano a nessuno (res nullius) ed erano:
Animali selvatici
Cose trovate sulla riva del mare
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Le cose che i privati avevano sottratto al nemico in
stato di guerra
Lisola emersa dal mare
Lisola formatasi nel letto di un fiume
Le cose abbandonate (res derelictae) perch res nec
mancipi (delle res mancipi il proprietario manteneva il
dominio finch un eventuale occupante ne fosse
divenuto egli stesso proprietario per usucapione)
Tesoro. Denaro e preziosi seppelliti in un fonda da
epoca tanto remota da non determinare una data: tale
tesoro spettava prima al proprietario del fondo, ma
limperatore Adriano, se rinvenuto da persona
diversa dal proprietario del fondo, il tesoro spettasse
per met al dominus fundi (proprietario del fondo) e
per laltra met a chi lavesse scoperto.
C Accessione: accessio
Quando una cosa corporale (detta cosa principale) subisce un
incremento per laggiunta di unaltra cosa, (detta cosa
accessoria) appartenente a diverso proprietario
Unione organica: unione di cose di qualit diversa ma che si
ha ununione organica: la cosa accessoria diventa un
tuttuno con la cosa principale. (semina propria in terreno
altrui)
Incrementi fluviali:
lalveo abbandonato (letto di un fiume abbandonato
alveus derelictus)
isola affiorata in un fiume (insula in flumine nata),
ecc
La inaedificatio: costruzione di un edificio con materiale
appartenente a persona diversa del proprietario del suolo
che diventava automaticamente proprietario anche
delledificio.
C Specificazione:
Modo di acquisto a titolo originario della propriet
Si intende la trasformazione di una cosa altrui (aliena) sino a
farne altra cosa che nel comune apprezzamento appare nuova
(es. uva in vino)
Et classica: teoria di chi avrebbe ottenuto la propriet per
specificazione:
Specificazione reversibile: il dominus materiae ne
manteneva la propriet (vaso ricavato da una massa
dargento)
Specificazione non reversibile: lo specificatore
acquistava la propriet res nova (uva trasformata in
vino)
La mancipatio e la in iure cessio:
La mancipio e in iure cessio trasferivano la propriet civile
sulle res mancipi (avevano quindi effetti reali) ma
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comportavano anche il passaggio di possesso solo quando si
trattava di beni mobili. Per i beni immobili, si esigeva che
lalienante ne facesse ulteriormente traditio. Erano dei modi
di acquisto derivativo.
Traditio: consegna
Era un negozio bilaterale che si compiva con la consegna di
una cosa mobile o immobile e trasferiva comunque il
possesso. Modo di acquisto derivativo.
Riguardava soltanto le res corporales perch trasferiva solo il
possesso
Quando erano oggetto le res nec mancipi, la traditio trasferiva
anche la propriet: aveva quindi effetti reali.
La consegna:
Era considerata traditio ogni comportamento che
facesse conseguire allaccipiens la disponibilit della
cosa, anche se non era una materiale consegna.
La traditio poteva essere:
o symbolica : es. la consegna delle merci
contenute nel magazzino che si ritiene
compiuta mediante consegna delle chiavi dello
stesso magazzino
o longa manu: es. si ritiene valida la consegna del
fondo con lindicazione dei confini
dallalienante allacquirente
o brevi manu: es. si realizza quando lacquirente
teneva gi la cosa che lalienante gli
trasmetteva
la traditio riguardava solo i casi in cui chi riceveva la
consegna acquistava il possesso; quindi no:
o custodia o deposito
o locazione
La volont nella traditio:
Con la traditio di res nec mancipi il dominus trasferiva
al contempo propriet e possesso
Per il passaggio di possesso era necessaria la
concorde volont di tradens e accipiens di fare
acquistare allaccipiens una posizione indipendente
in ordine alla cosa che veniva consegnata.
La iusta causa traditionis:
Era la ragione per la quale si procedeva alla traditio, e
che giustificava lacquisto della propriet.
La iusta causa poteva essere:
o causa vendendi: il venditore consegnava la cosa
venduta al compratore
o causa donandi: il donante che consegna la cosa
donante al donatario
o causa solvendi: il creditore che adempiva
unobbligazione di dare
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Legato per vindicationes:
era un modo di acquisto derivativo
era un atto mortis causa
era una disposizione testamentaria con la quale il testatore
attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo, detto
legatario.
Una volta morto il testatore e il testamento divenuto
efficace, il legatario acquisiva la propriet civile di quel
bene.
Ladiudicatio: assegnazione
Pronuncia del giudice formulare che traeva fondamento
nella della formula pure essa detta adiudicatio e che
riguardava i giudizi divisori e per il regolamento di confini.
Il giudice assegnava con ladiudicatio a ciascuna parte una o
pi res (o porzioni) delloggetto della divisione.
La litis aestimatio:
Una condanna pronunciata dal giudice formulare doveva
essere espressa in denaro
Limporto della condanna pecuniaria (litis aestimatio)
corrispondeva al valore della cosa rivendicata.
Con lofferta di pagare la litis, il convenuto manteneva il
possesso della cosa rivendicata e se era nec mancipi anche la
propriet .
Usucapione: usucapio
Oggi detta prescrizione acquisitiva
Fondamento nelle XII Tavole
Comportava lacquisto del dominium ex iure Quiritium
Era riservata ai cittadini romani
I requisititi dellusucapione erano:
res habilis : erano usucapibili tutte le cose suscettibili
di dominium ex iure Quiritium. Non erano res habilis
le res furtivae (cose rubate) e le res vi possessae
(impossessate con la violenza) anche in buona fede.
titulus o iusta causa: era la ragione che stava alla
base dellacquisto del possesso per giustificare
lacquisto della propriet per possesso continuato per
il tempo stabilito. Il titolo pi comune era titulus pro
emptore: tale titolo era posseduto dal compratore
quando il venditore avesse trasmesso il possesso
della cosa venduta ma non la propriet.
fides : con let repubblicana si richiese anche la
buona fede (bona fides): il possessore doveva essere
convinto di non recare danni con il proprio possesso
ad altri. La buona fede doveva sussistere al tempo
dellacquisto del possesso.
possessio : il possesso era solo di colui che teneva la
cosa come propria (animus domini)
tempus : lusucapione si compiva:
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o 2 anni immobili
o 1 anno altre cose
o possederla in modo continuo ed interrotto
o et preclassica: alla morte del possessore il
tempus usucapionis continuava con lerede:
iniziava quindi dal defunto e terminava con
lerede.
Lusucapio pro herede:
Chi ha possesso una o pi cose ereditate purch
appartenente ad eredit giacente, trascorso 1 anno acquista
leredit nel suo complesso, anche in difetto di titolo e in
mala fede.

3 La difesa della propriet quiritaria:
La rei vindicatio:
La rei vindicatio era la rivendica, ed era utilizzata per la
difesa del dominium ex iure Quiritium.
La rei vindicatio si rivolgeva contro il possessore non
proprietario e tendeva far conseguire al proprietario il
possesso.
Il pretore attribuiva alluna o allaltra parte il possesso della
cosa controversa durante il processo, e su ognuna di esse
gravava lonere di fornire la prova dellappartenenza a se
della cosa stessa.
Lonere della prova: onus probandi
A carico dellattore
Difficile provare la propriet soprattutto in acquisto a
titolo derivativo, ma bastava lusucapione perch lattore
dimostrasse di aver posseduto la cosa.
Spese:
Sono a carico dellattore prima della restituzione a patto che
fossero necessarie ed utili
Legittimazione passiva:
La rivendica era diretta contro il possessore
Furti e danni:
Il convenuto per lassoluzione doveva restituire i frutti
percepiti e risarcire i danni arrecati
Usucapione del bene rivendicato:
Il possessore che ha usucapito dopo la litis contestatio deve
trasferire allattore la propriet.
Litis aestimatio:
Il convenuto che non avesse restituito la cosa rivendicata
sarebbe stato condannato a pagarne il valore
Le azioni negatorie:
Date al proprietario possessore contro chi esercitasse
illegittimamente servit o usufrutto
Lactio aquae pluviae arcendae:
Era lazione data al proprietario di un fondo rustico contro il
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vicino il cui fondo fosse stato alterato dallo scorrere naturale
delle acque piovane. Si tratta di un actio in personam ed ha la
clausola restitutoria: il convenuto era invitato dal giudice a
restituire le cose in ripristino.
La legis actio e la cautio per il danno temuto:
danno temuto: cio un fondato timore che un edificio
potesse cadendo recare danni al fondo vicino. Per questo
timore venne utilizzato una delle 5 legis actiones (non si sa
quale) ma venne preso soppressa dalla cautio damni infecti.
La cautio damni infecti era una promessa fatta dal
proprietario del fondo da cui si temeva il danno al
proprietario del fondo minacciato che, in caso si verificasse
il danno, lavrebbe risarcito.
Loperis novi nuntiatio:
Era un ricorso effettuato dallinteressato nel caso in cui sul
fondo del vicino erano in corso opere di costruzione o di
demolizione che si ritenevano lesive di un proprio diritto
(es. servit di passaggio).
In caso doperis lintimato doveva sospendere lopera.
Gli effetti sospensivi delloperis novi nuntiatio cessavano dopo
1 anno.
Linterdictum quod vi aut clam:
Il proprietario del fondo avrebbe ottenuto la rimozione della
costruzione che taluno avesse realizzata vi (nonostante il
suo divieto) o clam (clandestinamente) sul fondo dello stesso
attore.
Lactio finium regundorum:
Si ristabilivano i confini tra due fondi rustici modificati da
forze naturali o altro.
4 Lazione Publiciana:
Era unazione che, il pretore Publicio la propose nel suo editto,
tutelava i possessori in bona fede e cum iusta causa di una cosa
suscettibile dessere usucapita.
Lazione era in rem e con causa arbitraria e come nella rivendica ad
essa si ritiene passivamente legittimato il possessore attuale.
5 La propriet pretoria:
tutela relativa: il possessore ad usucapionem legittimato dallazione
Publiciana, godendo di tale tutela, prevaleva di fronte ai terzi, ma
non contro il proprietario civile
tutela giudiziaria assoluta: il possessore ad usucapionem era
legittimato anche contro il proprietario civile. Il diritto del
proprietario civile fu qualificato come nudum ius Quiritium,
mentre il possessore ad usucapionem teneva la cosa in bonis. Gli
studiosi moderni la chiamano propriet pretoria, ma nel
linguaggio dei classici, propriet bonitaria.
6 La propriet provinciale:
Le terre romane erano organizzate in province e furono lasciate
nelle disponibilit dei privati che le tenevano gi ma gravati da
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imposta (stipendium o tributum) :
Dominium populus romanus: propriet delle province senatorie
Dominium dellimperatore: propriet delle province imperiali
I privati su queste terre avevano un potere qualificato come
possessio.
Tale possessio era qualificata come quella del dominium ex iure
Quiritium sui fondi italici perch:
Era trasmissibile mortis causa e con atti inter vivos
Era tutelata con unactio in rem.
Modi dacquisto: i fondi provinciali rientravano tra le res nec
mancipi e si trasmettevano tramite traditio. Non si acquistavano
tramite usucapione.

7 La propriet nel diritto postclassico e giustinianeo:
Et postclassica: nella cultura giuridica nasce il fenomeno della
volgarizzazione dei concetti giuridici nel settore dei diritti reali. Ci
perch:
Venuto meno la figura del pretore come organo
giurisdizionale
Abolite le formule
Distinzione meno netta tra propriet e possesso
Et giustinianea: con Giustiniano si torn alla concezione classica:
Distinzione pi netta tra propriet e possesso e altre
posizioni giuridiche reali.
Trasferimento:
modi di acquisto:
scomparsa in iure cessio e mancipio
viene meno la distinzione tra negozi astratti di
trasferimento e le relative causae
furono considerati cause e atti causali di
trasferimento: la vendita e la donazione.
Con Giustiniano: no mancipatio, ma traditio.
Usucapione e la longi temporis praescriptio:
Costantino istitu una longissimi temporis praescriptio per 40
anni opponibile dal possessore di un immobile.
Giustiniano ne ridusse il termine a 30 anni e distinse:
Usucapione: beni mobili (3 anni)
Longi temporis praescriptio: beni immobili (10-20 anni)
Rivendica:
Rimane lazione fondamentale per la difesa della propriet
(rei vindicatio)
1 Il consortium ercto non cito: Come una compropriet: si traduceva con
dominio non diviso; si costituiva:
Automaticamente: morte del pater familias tra le heredes sui
Tra estranei: mediante il ricorso a una legis actio.
Questo consorzio era caratterizzato da:
Ciascun consorte avrebbe potuto senza il concorso di altri
consorti a gestire / fruire /alienare e disporne per lintero ma
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con effetti verso tutti gli appartenenti al consortium.
Era in sostanza una propriet plurima integrale: ogni
partecipante alla comunione era considerato proprietario
dellintero.
2 La communio di propriet:
Altro tipo di compropriet: era la comunione dei beni che poteva
essere:
Volontaria: costituita per volont degli stessi comproprietari
Incidentale: prescinde dalla volont dei partecipanti alla
communio (communio incidens)
Diverge dalla consortium perch:
Ciascun partecipante (socius) era titolare di una quota
del bene; era una frazione del diritto di propriet
(pars pro indiviso) e non dellintero bene.
Ogni socius poteva alienare/usufrutto/pegno senza il
consenso degli altri comproprietari solo la propria
quota e nulla di pi.
Ogni socius partecipava alle spese nella misura della
propria quota e di conseguenza anche i frutti e i
danni provocati a terzi erano rapportati.
Ius prohibendi: diritto di proibire; in caso di innovazione
della cosa comune spettava a ciascun dei contitolari il diritto
di veto (ius prohibendi)
Ius adcrescendi: diritto di accrescimento; tale diritto
comportava che se un socius avesse rinunziato alla sua quota,
questa si sarebbe accresciuta agli altri soci: a ciascuno in
proporzione del suo diritto sulla cosa comune.
Manumissio del servo comune: liberazione dello schiavo.
Non rende libero il servo ma d luogo allaccrescimento in
favore di altri comproprietari: lo schiavo avrebbe acquistato la
libert solo se tutti i comproprietari avessero compiuto latto
di affrancazione (liberazione)
Lactio communi dividundo: era il rimedio per la divisione dei
beni comuni.
3. Le servit prediali:
C Tra i vari diritti soggettivi, il diritto romano conobbe diritti reali limitati su cosa
altrui: tra questi, il diritto di godimento chiamato servit prediale.
C Nelle servit prediali, il proprietario di un fondo pu esigere dal proprietario di un
fondo vicino un comportamento determinato di tolleranza o omissione (pati- tollerare- o
non facere)
C Le servit prediali riguardano soltanto i beni immobili:
Fondi rustici
Fondi urbani.
C Le servit prediali spettano al proprietario in quanto tale di un fondo
C Nelle servit prediali ad essere obbligato il proprietario in quanto tale di un fondo
vicino.
C La servit segue i due fondi sia sul lato attivo sia su quello passivo.
C I 2 fondi, dominante e servente, devono appartenere a proprietari diversi.
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C Utilitas: come nella citata definizione codicistica: un peso sopra un altro fondo per
lutilit di un altro fondo appartenente a diverso proprietario; la servit deve essere
utile al fondo dominante e i terreni se non contigui almeno vicini.
C Servitus in facendo consistere nequit: la servit non pu consistere in un fare, ma di
tollerare e di non facere.
C Servit positive e negative:
o Positive: il comportamento attivo del proprietario del fondo dominante (pati
per fondo servente)
o Negative: no attivit del fondo servente e quindi il non facere di tale fondo.
C Indivisibilit: le servit non sono divisibili
C Origini: dopo la legge delle Dodici Tavole
C Servit rustiche e urbane:
o Servit rustiche: appartenenti ai fondi rustici [iura praediorum rusticorum]
o Servit urbane: appartenenti ai fondi urbani [iure praediorum urbanorum]
C Fondi italici e fondi provinciali: si dissero servit solo i servizi tra fondi relativi a
fondi italici essendo di dominium ex iure Quiritium. Nellet postclassica avvenne
lestensione anche ai fondi provinciali.
C Costituzione: le servit si costituivano mediante negozi con effetti reali:
o Con mancipatio: le servit rustiche che erano res mancipi
o Con in iure cessio: tutte quante, rustiche e urbane.
o Pactio e stipulatio: per la costituzione della servit nei fondi provinciali
o Exceptio servitutis: quando il proprietario di due fondi nellalienarne uno
mediante mancipatio, daccordo con laltro costituiva tra essi servit.
o Adiudicatio: rientra tra i poteri del giudice stabilire servit tra i fondi che con la
divisione venivano assegnati a comproprietari o coeredi diversi.
o Legato per vindicationem: legatario proprietario di un fondo
C Estinzione: le servit si estinguevano per:
o Confusione: i due fondi appartenevano allo stesso proprietario
o Rinuncia
o Non usus: mancato esercizio continuato per 2 anni.
C Tutela giudiziaria: a difesa della servit cera la vindicatio servitutis: sar detta nellet
classica lactio confessoria.

4. Usufrutto: usus fructus
C LUSUFRUTTO la posizione giuridica soggettiva che i Romani consideravano come
un diritto reale limitato di godimento su cosa altrui.
C In sostanza era ed : un diritto soggettivo reale di usare e percepire i frutti di una cosa
altrui senza alternarne la destinazione economica.
C Il titolare del diritto reale detto usufruttuario
C Il proprietario della cosa gravata detto nudo proprietario
C Origini:
lusufrutto era un diritto per esigenze legate alla diffusione dei matrimoni
sine manu, cio la donna non entrava a far parte della familia del marito.
Ma nacque 2 problemi: in caso di morte del pater familias
o Da una parte: la moglie sui iuris cadeva nellindigenza (in povert)
o Dallaltra: se il marito lavesse istituita erede, i beni da lei acquistati ex
testamento dal marito alla di lei morte sarebbero andati alla famiglia
della moglie e non ai figli.
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Soluzione: per assicurare il patrimonio ai figli e e assicurare al contempo una
dignitosa vita alla vedova, a partire dalla met del II secolo a.C. si diffuse la
prassi di legare alla moglie lusus fructus di determinati beni in modo tale
che la vedova ne godesse durante la vita e la propriet restasse ai figli che
venivano istituiti eredi.
C Lusufrutto come servit personale:
Con Giustiniano lusufrutto insieme allusus fu qualificato servitus
Alle servit prediali inerenti ai fondi si contrapposero le servit personali:
usufrutto e uso.
Nelle servit prediali: un fondo era assoggettato ad altro fondo
Nellusufrutto e uso: un bene mobile o immobile era assoggettato a una
persona.
C Oggetto:
oggetto dellusufrutto poteva essere:
o cose mobili o immobili
o mancipi o nec mancipi
o inconsumabili e fruttifere
o res corporales
o il testatore poteva legare lusufrutto a tutti i propri beni (omnibus
bonorum)
C Uso, godimento e manutenzione:
Lusufruttuario poteva usare la cosa gravata da usufrutto (res fructuaria) e
percepirne i frutti
I frutti diventavano di propriet dellusufruttuario dal momento
delleffettiva percezione (perceptio)
Lusufruttuario doveva a sue spese curare la manutenzione ordinaria della
cosa, e che non perisse o si deteriorasse. E non poteva mutare la destinazione
della cosa.
C La cautio fructuaria:
La cautio fructuaria era una stipulatio pretoria nella quale lusufruttuario
prometteva al nudo proprietario sia la restituzione del bene una volta estinto
lusufrutto, sia un uso della cosa con criteri del bonus vir buon padre -
(arbitratu boni viri)
C Carattere personale:
Lusufrutto aveva carattere personale: era inalienabile (invendibile) e
intrasmissibile agli eredi.
Lusufruttuario poteva cederne lesercizio, ma sarebbe rimasto
lusufruttuario e direttamente responsabile verso il nudo proprietario e
lusufrutto si sarebbe estinto con la sua morte.
Lusufrutto aveva durata limitata nel tempo essendo destinato ad estinguersi
con la morte dellusufruttuario.
Se erano costituite da persone giuridiche, si ritenne estinto lusufrutto non
oltre 100 anni dopo la sua costituzione.
C Modi di costituzione dellusufrutto:
Lusufrutto si poteva costituire tramite:
o Legato per vindicationem
o In iure cessio
o Adiudicatio
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o Deductio
o Pactio et stipulatio
o Longi temporis praescriptio
C Modi di estinzione dellusufrutto :
Lusufrutto si estingueva per morte dellusufruttuario
Ma poteva estinguersi anche prima della morte dellusufruttuario:
o Con lavveramento della condizione risolutiva
o Scadenza del termine finale contemplato nellatto costitutivo.
o Per perimento della cosa
o stata mutata la destinazione economica (mutatio rei)
o Per rinuncia
o Per consolidazione: quando il proprietario acquistava lusufrutto o
quando lusufruttuario acquistava la propriet
o Per il non usus: 1 anno beni mobili, 2 anni beni immobili
C Tutela giudiziaria:
A difesa dellusufruttuario impedito dellesercizio del suo diritto stava la
vindicatio usus fructus, che era unazione con struttura simile a quella della
vindicatio di servit.
5. Il quasi usufrutto:
un senatoconsulto riconobbe come possibili oggetti di usufrutto tutte le cose che a quel
patrimonio appartenessero e quindi:
denaro
altre cose consumabili
delle cose consumabili il legatario avrebbe acquistato la propriet.
Questo si chiama: quasi usufrutto.

6. Lusus:
Lusus un altro diritto reale di godimento su cose altrui.
Riguardava da prima per le cose infruttifere, ma ben presto anche alle altre
Il titolare, lusuario, avrebbe avuto il diritto di usare direttamente e personalmente la
cosa, ma non percepirne i frutti.
Es.: usuario di animali: utilizzarne lattivit lavorativa ma non i suoi frutti
usuario di un edificio: avrebbe potuto abitarvi solamente.
A differenza dellusufrutto, lusus non era divisibile: ma pi usuari avrebbero esercitato
indivisamente (non pro quota) e sullintero bene.
I modi di acquisto, di estinzione e tutela giudiziaria erano uguali a quelli
dellusufrutto.
Usufrutto e usus erano qualificati come servit personali.

7. Il diritto di superficie:
+ Superficies: tutto ci che stava organicamente sopra il suolo: il proprietario di un terreno
non poteva essere o non essere anche il proprietario della superficie.
+ Il caso pi comune era quello della costruzione su suolo altrui (inaedificatio costruire
sopra)
+ Nulla impediva che lo stesso dominus (proprietario) potesse dare in locazione o vendere
la superficie, ma in questi casi sorgeva solo un diritto di credito di godimento
delledificio gi esistente o costruito dal superficiario.
(2007) DonaR




+ Aumentarono i casi di locazione o vendita delle superfici, tanto che portarono il
pretore ad intervenire in et classica con unazione reale in factum, che pu essere
configurata come un diritto reale limitato di godimento su cosa altrui.
+ Il corrispettivo annuale fisso o canone che era tenuto non necessariamente il
superficiario era chiamato solarium.
+ Era trasmissibile per mortis causa e inter vivos.
8. Gli agri vectigales:
+ Le terre pubbliche che erano date in concessione ai privati erano dette agri vectigales,
dal nome vectigal (imposta, tassa), che era il canone periodico che i concessionari erano
tenuti a pagare come corrispettivo.
+ I concessionari furono chiamati possessores ed erano tutelati con interdicta.
+ Le concessioni erano a termine: 5 anni quelle censorie; 100 anni le altre
+ Le concessioni erano revocabili (annullabili) per mancato pagamento del canone.
+ Il pretore riconobbe tramite azione reale (in factum) per il recupero del possesso: si
parl di ius in agro vectigali.
+ Era trasmissibile per mortis causa e inter vivos.

9. Lenfiteusi:
In et postclassica, vennero meno le concessioni di agri vectigales, ma si svilupparono
altri tipi di concessioni di terre pubbliche:
Ius perpetuum
Ius emphyteutitcum
Tali concessioni vennero unificate da Zenone, che le dichiar enfiteusi. La materia fu
ripresa da Giustiniano.
Lenfiteuta, era tenuto a migliorare il fondo e obbligato a pagare un canone annuo,
avrebbe potuto vendere il fondo enfiteutico ma avrebbe dovuto a parit di condizioni
preferire il concedente. Il concedente, che lasciava alienare il fondo a terzi, gli era
dovuto il 2% del prezzo o del valore del fondo.
Estinzione dellenfiteusi:
mancato pagamento del canone o dellimposta fondiaria per oltre 3 anni.
Per alienazione del fondo a terzi, senza soddisfare gli adempimenti verso il
concedente
Per confusione, cio per la riunione nella stessa persona di di proprietario e
concedente.
un diritto reale di godimento su cosa altrui.

10. Pegno e ipoteca:
Noi classifichiamo pegno e ipoteca tra i diritti reali di garanzia, che attribuiscono al
creditore il diritto di rivalersi su cosa altrui in caso di inadempimento. Bisogna
distinguere:
1 Datio pignoris: era il pegno manuale: era cio la consegna di una cosa al
creditore in modo che la tenesse finch il credito non fosse soddisfatto.
2 Conventio pignoris: era un accordo/patto tra creditore e proprietario di una
cosa (solitamente il debitore) con cui i due si accordavano che nel caso in cui
il debitore fosse inadempiente, il creditore ne avrebbe preso possesso e
lavrebbe tenuta fino allestinzione del debito.
Tutela giudiziaria:
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Con la datio pignoris e conventio pignoris, il creditore pignotratizio
acquistava sulla cosa il possesso
Il pretore intervenne in materia: nella met del I secolo a.C. era previsto
nelleditto il possesso del creditore pignoratizio contro il conduttore dio
fondi rustici che non avesse pagato la mercede (retribuzione) convenuta.
Interdictum de migrando: proibitorio ; spettante al conduttore di immobili
urbani (inquilinus) contro il locatore che gli impedisse di portare via
dallalloggio le cose ivi immesse:
Pegno e ipoteca:
Pegno: pignus [parola di derivazione greca]
Ipoteca: hypotheca.
Actio hypothecaria per indicare lazione Serviana
Legittimazione:
Il pegno che aveva ad oggetto cose corporali, era validamente costituito
da chi avesse la cosa in bonis (proprietario quiritario e proprietario
pretorio)
I poteri del creditore pignoratizio:
Il creditore pignoratizio, una volta possessore della cosa pignorata,
avrebbe avuto solo il possesso ma non il godimento e il semplice uso.
In caso di uso: avrebbe commesso un furto
Il creditore tratteneva la cosa finch il debito non si fosse estinto.
Il patto commissorio e il ius vendendi:
Patto commissorio: in caso di inadempimento del debitore, il creditore
avrebbe acquistato la propriet del bene pignorato. Costantino lo viet.
Patto ius vendendi: si dava la facolt al creditore di vendere la cosa,
soddisfarsi col ricavato e restituire al debitore quanto eventualmente
sopravanzato. Era il pi praticato e a fine et classica si ritenne
tacitamente stabilito in ogni dazione (consegna) e convenzione di pegno.
In caso di vendita della cosa pignorata, il terzo, cui la res fosse stata
venduta, avrebbe acquistato:
o La propriet quirinaria delle res nec mancipi
o Il possesso ad usucapionem
o La propriet pretoria in caso di res mancipi
Pluralit di creditori ipotecari:
Conventio pignoris o hypotheca
Non comportava il passaggio immediato del possesso al creditore
La stessa cosa poteva essere convenuta in pegno (ipoteca) a pi creditori,
in tempi diversi e per obbligazioni diverse
Si stabiliva tra i creditori un elenco di precedenze in base al principio
prior in tempore potior in iure [precedente nel tempo, maggiore nel
diritto].
Estinzione:
Il pegno si estingueva con:
o lestinzione del debito
o per effetto delladempimento
o per perimento della cosa che ne era oggetto
o per confusione
o per vendita
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o per inadempimento
o rinuncia del creditore

11.Il possesso:

C La genesi:
Le terre pubbliche (ager publicus) erano lasciate in principio ai privati, poi
con speciali concessioni ad opera dei cessionari dietro corrispettivo,
diventarono ager vectigales.
o I cessionari erano chiamati possessores
o Il potere dei cessionari sulle terre era chiamato possessio
o Lesercizio di tale potere era chiamato possidere
Fine et arcaica: il pretore cominci a proteggere i possessores di agri publici
contro molestie e ben presto anche a tutti coloro che erano creditori
pignoratizi, usus per usucapionem, ecc tutti questi ottennero la tutela
giudiziaria e furono qualificati in modo generico possessores.
C Gli interdetti possessori:
I soggetti ai quali si riconosce la possessio erano tutelati mediante interdicta.
Gli interdetti possessori potevano essere volti a:
o Conservare il possesso (retinendae possessionis):
o Recupero del possesso (reciperandae possessionis).
Linterdictum uti possidetis:
o Il pi antico
o Riguardava gli immobili e serviva a far cessare turbative e molestie
o Doveva essere attuato entro lanno da queste
o Prevaleva quello dei due litiganti che possedeva la cosa in modo non
violento (vi), non clandestino (clam), non precario (precario dans)
rispetto allavversario; costui insomma possedeva limmobile senza
vizi.
o Il precario era un comodato nel quale non era stabilito il termine di
scadenza, e prevedeva che il bene dato in godimento possa essere
richiesto in restituzione in qualsiasi momento dal concedente (chi d
in affitto un fondo).
Linterdictum utrubi:
o Si applicava a schiavi, animali, e altre cose mobili
o Prevaleva non tanto il possessore attuale (come nellinterdictum uti
possidetis) ma chi tra i 2 litiganti che aveva posseduto la cosa per
maggior tempo durante lultimo anno.
Linterdictum unde vi:
o Riguardava solo i beni immobili
o Si dava entro lanno alla persona che avesse subito spoglio violento
del possesso ed era volto al recupero del possesso perduto.
o Era restitutorio.
Linterdictum de vi armata:
o Era restitutorio e senza limiti di tempo
o Spettava alla vittima di uno spoglio violento contro chi lo spoglio
avesse commesso avvalendosi di una banda armata.

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12. Possesso e propriet:
Tra i possessori legittimati allesercizio degli interdetti a difesa del possesso vi
furono coloro che tenevano la cosa uti domini, come se fossero proprietari.
Il possessore uti dominus era protetto con gli interdetti possessori:
Sia che fosse effettivamente proprietario della cosa posseduta sia che no
Era protetto contro terzi sia contro lo stesso proprietario se fosse stato lui a
violare con spoglio o turbative il suo possesso.

13. Possessio ad usucapionem e possessio ad interdicta:
1 Il possesso dava luogo anche ad un altro significato: lusucapione
2 Lusucapione:
Non riguardava tutti i possessori, ma solo i possessori uti domini, cio coloro
che tenevano la cosa come propria, con animus domini
I possessori uti domini, col decorso del tempo, se non proprietari, lo
sarebbero diventati per effetto dellusucapione. Si parla a riguardo di
possesso ad usucapionem (chi cura e chi trascura i propri affari).
La tutela possessoria interdettale chiamata possesso ad interdicta
(mantenimento ordine sociale).
I possessori uti domini: possedevano sia ad interdicta sia ad usucapionem
Gli altri possessori (concessionari agri publici, precaristi, creditori
pignoratizi, sequestratari) avevano solo la possessio ad interdicta.
La possessio ad usucapionem era tutelata con lazione Publiciana e viene detta
nelle fonti possessio civilis.
Alla possessio civilis si contrappone la possessio naturalis che riguardava i
detentori cui non si riconosceva una possessio qualificata (n ad interdicta, n
ad usucapionem)
o Corpus possessionis e animus possidenti:
I giuristi romani individuarono nel possesso:
Un corpus possessionis: si riconosce a chi aveva: 1) un contatto
materiale con la cosa; 2) navesse leffettiva disponibilit; 3) avesse il
controllo. erano ad esempio: creditori pignoratizi, sequestratari,
Un animus possidenti: intesa come intenzione di tenere la cosa per s,
nel proprio interesse, proprio nomine. Erano ad esempio: chi teneva la
cosa uti domini (proprietari)

14. Acquisto, conservazione e perdita del possesso:
o Acquisto: il possesso di una res si acquistava dal momento in cui una persona, con
lanimus possidenti, aveva la possibilit di disporne (quindi anche il corpus). Si
poteva acquistare tramite traditio.
o Conservazione: finch, la disponibilit di disporne (corpus), perdurava senza
smettere lanimus.
o Perdita: quando veniva meno la possibilit di disporne della cosa (corpus) e lanimus
possidenti, o anche soltanto luna o laltra.
o Interversione del possesso: nemo sibi ipse causam possessionis mutare potest
[nessuno pu mutare a se stesso la causa del possesso] : in altre parole, chi ha
iniziato a tenere la cosa in forza di un titolo, di una causa, non pu pretendere di
possederla ad altro titolo per avere mutato da s il proprio animus. Ci significa che
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non ha effetto di interversione del possesso (non pu cambiare la detenzione in
possesso).

15. Loggetto del possesso:
Il possesso di una cosa composta non comporta possesso anche delle singole partes che
la compongono.
Il possesso riguardava le res corporales, e non le res incorporale: si possedeva la res e non
leventuale ius (usufrutto o servit) sulla stessa res.
Il diritto di propriet non fu concepito come ius:
Il diritto di propriet si identificava con la cosa che ne era oggetto
Chi teneva la cosa come propria (uti dominus), possedeva direttamente la
cosa stessa.

16. La quasi possessio:
Chi esercitava usufrutto o servit non furono ritenuti possessori : non possedevano
la cosa perch il possesso restava al nudo proprietario ( in caso di usufrutto) e al
proprietario del fondo servente ( per quanto riguarda la servit). Tali erano
chiamati quasi possessio.



















LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
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(di Matteo Marrone)

CAPITOLO 5: le obbligazioni

1. Il concetto dobligatio:
Obligatio= obbligazione: vincolo per cui un soggetto, detto debitore, tenuto ad
un determinato comportamento nei confronti di un altro soggetto, detto creditore.
Il comportamento cui tenuto il debitore e che il creditore pu pretendere la
prestazione.
Il dovere giuridico del debitore il debito.
Il diritto soggettivo del creditore il credito.
Possono esserci pi debitori o pi creditori.
Il diritto di credito del creditore un diritto relativo (non assoluto come il diritto
reale) perch sono obbligate 1 o pi persone determinate ed individuate. Sono
anche determinate le persone del creditore o creditori.
Lazione che si d al creditore/i contro debitore/i un actio in personam.
La prestazione del debitore consiste spesso in un comportamento positivo.
Il debitore inadempiente, se ladempimento a lui imputabile, cade in
responsabilit.

2. Genesi e storia dellobligatio:
Nacque a Roma nellambito degli atti leciti, ma assunse rilievo con gli atti illeciti.
Atti illeciti:
Agli inizi, la vendetta fu lunica azione ammessa contro taluni
comportamenti ritenuti lesivi.
Loffensore doveva essere punito.
La poena (pena, punizione, vendetta) era corporale (nei casi pi gravi il
colpevole poteva essere ucciso) ed era inflitta dal pater familias del gruppo
familiare offeso.
Loffeso poteva rifiutare la vendetta se loffensore offrisse di pagare una
composizione pecuniaria (un accordo pecuniario il cui importo doveva
seguire certi criteri). Ci divenne in seguito un obbligo per loffeso accettare
la composizione pecuniaria.
Si evitava cos la pena corporale.
La somma di denaro che loffeso riscuoteva al posto della pena corporale fu
detta anchessa poena.
Si trattava di un riscatto, in sostanza di un onere.
Lidea dellobbligazione nacque per dagli atti leciti.

Il nexum: impegno, obbligazione del debitore
Era un atto gestum per aes et libram, cio era un atto che si compiva con
lintervento di 5 testimoni romani puberi e di un libripens con la bilancia.
Riguardava i prestiti di denaro o metallo usato come merce di scambio.
Il creditore e il debitore dovevano essere presenti:
o Il creditore: con parole solenni affermava il suo potere sullaltra parte
o Il debitore: diventato nexus, pur restando persona libera e non serva,
(2007) DonaR




era assoggettato al creditore, il quale:
lo teneva presso di s
esercitava su di lui materiale coercizione
poteva sottoporlo a punizioni corporali
lo utilizzava per attivit lavorative
tutto ci finch il nexus non avesse scontato con il suo lavoro o
col pagamento il debito
o il nexum fu abolito nel 326 a.C.
Praedes e vades: garante e ?
Sono le figure di garante pi antiche
Praedes: si ricorreva nella legis actio sacramenti in rem, per garantire che la
parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa
controversa la restituisse allavversario insieme ai frutti in caso di
soccombenza (cedere).
Vades: si faceva ricorso nelle legis actiones, per garantire la ricomparsa in
giudizio della parte convenuta quando ludienza era rinviata ad altro giorno.
Praedes e vades nei rapporti privati scomparvero nellet preclassica.
Lo sponsio: promessa solenne, obbligazione
il negozio pi antico
la struttura dellobligatio classica
Il prototipo della stipulatio
Tutelata dalle XII Tavole
Vi partecipano un interrogante e un promittente:
o Il promittente restava vincolato alla promessa ed era responsabile in
caso di mancato adempimento.
Lulteriore evoluzione:
La struttura dello sponsio si estese anche ad altri rapporti leciti, che al
riguardo si parl dobligatio.
Nellet repubblicana il fenomeno interess anche gli atti illeciti, quindi:
o La pena pecuniaria, sorta come riscatto per liberare loffensore
dallassoggettamento, fu configurata come una prestazione, alla quale
era tenuto lautore dellillecito (debitore) in favore della vittima
(creditore).
o Il creditore pretendere il pagamento dal debitore della prestazione.
A partire dagli inizi del principato, il termine obligatio venne impiegato in
relazione a rapporti che avevano la loro causa in atti illeciti (quelli leciti
erano gi considerati)
Agli inizi, con le legis actio per manus iniectionem: il responsabile era esposto al
rischio dellassoggettamento personale al potere del creditore;
Poi, venute meno le legis actiones: rimase lesecuzione personale, ma il
creditore avrebbe potuto procedere a esecuzione patrimoniale
Con landare del tempo: allesecuzione personale si dovette far ricorso solo
contro i debitori del tutto privi di mezzi patrimoniali.
Termine obligatio: ob + ligatio (legatura, fasciatura), antico vincolo materiale
Solvere: sciogliere
Solutio: scioglimento
3. Obbligazioni civili e onorarie:
Per indicare il vincolo giuridico che nasceva dalla sponsio si parl subito di oportere,
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facendo riferimento alla necessit per lobbligato di adempiere alla prestazione.
A differenza di altri diritti reali, il punto di vista non fu quello dellattore che
affermasse per s un proprio diritto, ma quello del convenuto-debitore gravato da
un obbligo nei confronti dellavversario-creditore.
E neppure loportere era qualificato ex iure Quiritium.
Da et preclassica il pretore and concedendo azioni in factum.
La qualifica di obligatio fu in un primo tempo riservata ai rapporti sottostanti alle
azioni in personam in ius.
Per i rapporti di diritto pretorio o onorario sottostanti ad azioni in factum si disse
semplicemente che la parte obbligata era tenuta in virt di unazione: si parl di
actione teneri.

4. Obbligazioni naturali:
A ogni obligatio corrispondeva unactio in personam
Ma i classici parlarono do obligationes facendo anche riferimento a rapporti non
sanzionati da azioni: li qualificarono come obligationes naturales.
Le obbligazioni vere e proprie per contrapporle a quelle naturali furono dette
civili perch sanzionate da actiones.
Nellet classica si fecero rientrare nelle obbligazioni naturali le obbligazioni
assunte dal pupillo senza lauctoritas del tutore.
Nelle obligationes naturales c lesistenza di doveri morali e sociali degni di essere
presi in considerazione dallordinamento giuridico, e con riguardo a questi che
ancora oggi si discorre di obbligazioni naturali. (art. 2034 cod. civ. )

5. I possibili contenuti della prestazione:
La prestazione poteva avere ad oggetto:
o Un dare: il contenuto della prestazione doveva essere il trasferimento della
propriet o costituzione di altro diritto reale. Quindi il creditore doveva
acquietare la propriet. Il debitore sarebbe stato inadempiente se se avesse
compiuto latto senza essere proprietario della cosa. Ai fini
delladempimento dellobbligazione di dare, il creditore doveva avere sia la
propriet che il possesso del bene.
o Un facere: ogni comportamento diverso del dare; vi rientra il non facere.

6. I requisiti della prestazione:
Carattere patrimoniale:
o La prestazione doveva essere suscettibile di valutazione in denaro, cio a
carattere patrimoniale.
o Il principio della patrimonialit della prestazione naque nel processo
formulare nel quale la condanna non poteva non essere espressa in denaro.
o In una stipulazione penale (stipulatio poenae), nella stipulatio si prometteva
una certa somma di denaro, appunto poena, per leventualit che la
prestazione non venisse effettuata nel tempo convenuto.
La promessa del fatto altrui:
o Fu negata lefficacia ai contratti in favore di terzi
o Invalidit di assunzione di un impegno che un terzo estraneo al negozio
tenesse un determinato comportamento
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Possibilit:
o La prestazione doveva essere possibile (impossibilium nulla obligatio est)
o Era nullo il negozio nel quale la prestazione cui era dovuto il debitore era
impossibile: sia impossibilit sopravvenuta sia impossibilit iniziale.
o La prestazione poteva essere impossibile:
Materialmente (es. consegnare un edificio gi distrutto da incendio)
Giuridicamente (es. trasferire la propriet di un uomo libero, oppure
trasferire al creditore la propriet di cosa gi sua)
Liceit:
o La prestazione doveva essere lecita, pena nullit.
o Era illecita la prestazione contro il buon costume.
Determinabilit:
o La prestazione poteva essere determinata o determinabile.
Ab heredis persona obligatio incidere non potest:
o Antica regola: unobbligazione non pu avere inizio dalla persona dellerede.
o Era nullo il negozio che fosse stato strutturato in maniera che la relativa
obligatio nascesse direttamente in capo allerede di una delle due parti. (sia
dal lato attivo sia dal lato passivo)
o Es.: era nulla la stipulatio per la quale il promittente assumesse limpegno di
adempiere allerede dello stipulante o dopo la sua morte. In questi casi, i
giuristi classici, fecero ricorso alla figura delladstipulator (v. pi avanti)
o Alla fine Giustiniano abol lantica regola.

7. Le obbligazioni indivisibili:
La prestazione pu essere:
o Frazionabile: obbligazioni divisibili. Erano obbligazioni di dare
o Non frazionabile: obbligazioni indivisibili. Erano obbligazioni di facere.
Obbligazioni di dare erano divisibili quando la prestazione aveva ad oggetto:
o Una somma di denaro
o Altre cose fungibili
o Una cosa individuata nella specie
o Anche una cosa di per s indivisibile (es. una quota di un coerede)
Obbligazioni di dare erano indivisibili solo quando avevano ad oggetto:
o Servit
o Diritto reale di usus
Le obbligazioni indivisibili non potevano essere adempiute parzialmente: infatti si
applic a tali obbligazioni, quando la prestazione era dovuta a pi persone o da pi
persone ( pi eredi, pi creditori, pi debitori), il regime delle obbligazioni solidali
elettive (v. pi avanti).
8. Le obbligazioni alternative:
Ad ogni obligatio corrispondeva solitamente 1 sola prestazione.
Le obbligazioni alternative erano obbligazioni con due o pi prestazioni, in cui il
debitore era liberato con ladempimento di una.
La scelta (electio) tra le due prestazioni spettava di regola al debitore. Se invece era
espressamente scritto nellatto costitutivo dellobbligazione spettava al creditore.
Con limpossibilit sopravvenuta di una delle prestazioni, di regola lobbligazione
alternativa cessava di essere tale e diveniva unica, e il debitore era tenuto ad
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adempiere alla prestazione ancora possibile.
9. Le obbligazioni generiche:
- La prestazione poteva avere ad oggetto:
o Obbligazioni generiche: quando erano cose individuali per lappartenenza
ad una categoria, o genus (un fondo, un servo)
o Obbligazioni specifiche: quando erano cose determinate, individuate nella
specie (il servo Tizio)
- Le obbligazioni specifiche non davano luogo a particolari problemi, mentre le
generiche si.
10. La responsabilit contrattuale:
- Responsabilit contrattuale: il debitore che non adempie la prestazione, se
ladempimento a lui imputabile, cade in responsabilit.
- Impossibilit sopravvenuta della prestazione:
o linadempimento della prestazione poteva dipendere dallimpossibilit
sopravvenuta della stessa prestazione.
o il debitore ne era responsabile se limpossibilit fosse stata a lui imputabile
o i criteri per stabilire se era imputabile o meno al debitore si andarono
stabilendo in via di interpretazione ad opera della giurisprudenza .
- il factum debitoris: nelle obbligazioni di dare cose determinate, il debitore
rispondeva dellimpossibilit sopravvenuta della prestazione se essa fosse stata
conseguente ad un suo comportamento positivo e cosciente (factum debitoris) non
importa se voluto o no.
- La custodia: quando il debitore teneva a proprio vantaggio una cosa altrui che
avrebbe dovuto poi restituire (es. il contratto di comodato) il debitore rispondeva
per custodia. Era una responsabilit nella quale il debitore era liberato solo se:
o La cosa periva
o La prestazione diveniva impossibile: per caso fortuito o forza maggiore
o Per eventi non controllabili dal debitore (forze naturali)
o Loggetto dovuto fosse stato rubato
- Il dolo: contratto di deposito: il depositario non rispondeva per custodia ma per
dolo. Non era inganno e neppure un comportamento iniquo. Per dolo si intendeva
la volontariet del comportamento dannoso da esso provocato. Per esempio nel
caso del depositario, commetteva dolo se avesse volontariamente provocato il
perimento della cosa depositata.
- Il dolo e la colpa:
o Colpa: comportamento negligente o imprudente
o Nellet postclassica si and a sviluppare nel diritto della compilazione delle
gradazioni diverse alla culpa:
- Culpa lata: la colpa grave nella quale incorre il debitore, e per quanto
riguarda gli effetti, viene equiparata al dolo.
- Culpa levis: consiste nel non adoperare la diligentia propria delluomo
medio (bonus pater familias). Viene anche detta culpa in abstracto.
- Culpa in concreto: la colpa di chi non cure le cose altrui come proprie,
della quale si rimprovera il debitore quando non impiega la diligenza
nelle cose proprie.
o In et classica avviene un ulteriore processo evolutivo: alla colpa vengono
assimilati i criteri del factum debitoris e della custodia. In sostanza si perviene
(2007) DonaR




ad un regime ancorato su dolo e colpa: il regime del nostro diritto
moderno.
- Esonero, limitazione e aggravamento della responsabilit:
o Ai criteri di imputazione dellinadempimento si poteva derogare (violare)
con patto contrario: sarebbe stato possibile per esempio estendere alla forza
maggiore la responsabilit di ogni debitore.
o Sarebbe stato nullo il patto che esonerasse il debitore in caso di dolo.
- Il periculum:
o Periculum: il rischio che dipende da un evento pregiudizievole e non
imputabile a nessuno.
o Nel caso di perimento della cosa (res) la regola era che esso fosse a carico del
proprietario (res perit domino)
o Ma in presenza di rapporti obbligatori il periculum era solitamente a carico
del creditore, non importa se proprietario o non della cosa perita.
- La perpetuatio obligationis:
o Nel caso in cui al debitore fosse stata imputata limpossibilit sopravvenuta
della prestazione e fosse quindi ritenuto responsabile, contro di lui il
creditore avrebbe potuto esercitare lazione propria del rapporto tra le parti
come se la prestazione fosse stata ancora possibile. Per giustificare tale
soluzione, i giuristi adottarono la perpetuatio obligationis cio lobbligazione
si continua fino allestinguersi divenuta impossibile per causa imputabile al
debitore.

11. La mora:
- Mora: ritardo colpevole nelladempimento della prestazione. Poteva essere:
o Mora del debitore: mora solvendi
o Mora del creditore: mora accipiendi
- La mora del debitore:
o Il debitore cadeva in mora quando non adempiva al proprio debito.
o Si diffuse la prassi di invitare il debitore ad adempiere. Si parl di
interpellatio.
o Dallet classica questa prassi divenne regola giuridica: il debitore sarebbe
caduto in mora dal momento dellinterpellatio.
o La posizione del debitore in mora era la pi gravosa rispetto a quella di ogni
altro debitore: il debitore moroso era infatti responsabile per limpossibilit
sopravvenuta della prestazione qualunque ne fosse stata la causa.
o Il periculum sarebbe stato a carico del debitore.
o Eccezione alla regola: il debitore moroso sarebbe stato liberato se avesse
provato che eseguita tempestivamente la prestazione la cosa sarebbe perita
ugualmente. Regola usata ancora nel nostro cod civ.
o Il debitore moroso avrebbe dovuto corrispondere al creditore:
I frutti: della cosa dovuta dal momento in cui fosse caduto in mora
Gli interessi moratori: in caso di debiti pecuniari da liquidare ad
opera del giudice.
o Fine della mora: quando il debitore avesse scontato offrendo di eseguire
la prestazione.
- La mora del creditore:
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o Il creditore cadeva in mora se rifiutava la prestazione che il debitore gli
offriva.
o Con la mora del creditore, il debitore sarebbe stato responsabile solo del
dolo. Ma se queste perivano perch il creditore non le accettava, il debitore
era liberato
o In caso si obbligazioni pecuniarie: non potevano perire
o Se il debitore avesse avuto cura di depositare in luogo pubblico la pecunia
dopo averla absignata (?) sarebbe cessato il corso degli interessi.
o Con Diocleziano: il debitore, nelle stesse condizioni, sarebbe stato liberato
dal suo debito.
o Fine della mora: quando il creditore manifestasse concretamente la
disponibilit a ricevere la prestazione.

12. Le fonti delle obbligazioni:
I giuristi romani qualificarono le fonti delle obbligazioni in categorie:
- Se derivavano da contratto: contractus
per contratti si intesero gli atti leciti con effetti obbligatori.
- Se derivavano da delitto: delictum o maleficium
per delitti si intesero gli atti illeciti sanzionati da azioni penali.
Ma nelle fonti il termine contratto assume un significato diverso: sono contratti non
tutti gli atti leciti obbligatori ma solo i negozi giuridici bilaterali nei quali vi un
accordo tra le parti volto a far nascere unobbligazione.

13. I contratti:
Tipicit: i contratti erano tipici perch erano tipiche le azioni che le sanzionavano:
- Erano a numero chiuso
- Ognuno con proprio regime giuridico
- Ognuno con actio o actiones proprie
- Ovviamente cerano delle eccezioni
Effetti obbligatori: i contratti del diritto romano aveva solamente effetti
obbligatori e soltanto quelli. Gli effetti reali furono riconosciuti ad altri negozi
giuridici bilaterali come mancipatio, in iure cessio, traditio che non furono mai
qualificati contractus.
Contratti unilaterali e bilaterali: i negozi giuridici si distinguono in
- Contratti unilaterali: le obbligazioni sorgono a carico di una sola parte
(stipulatio e mutuo)
- Contratti bilaterali: le obbligazioni sorgono a carico di entrambe le parti
(compravendita e locazione)
- Contratti bilaterali imperfetti: ad essere obbligata in ogni caso una sola
parte, ma eventualmente pu nascere lobbligazione a carico dellaltra
(deposito, comodato)
- Caso a s: la societas.
Contratti consensuali:
- consensu contrahitur obligatio
- il consenso manifestato era necessario e sufficiente
- esempi: compravendita, locazione, societ, mandato
Contratti reali:
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- re contrahitur obligatio
- gli effetti obbligatori si producevano con la consegna della cosa (res)
- il consenso non poteva mancare ma non era sufficiente
- esempi: mutuo, pegno, deposito, comodato, fiducia
- possono essere accostati i contratti innominati.
Contratti verbali e letterali:

Contratto verbale Contratto letterale
verbis contrahitur obligatio litteris contrahitur obligatio
Contratto per eccellenza : stipulatio Contratto per eccellenza: nomina
transscripticia
Lobbligazione nasceva con la
pronuncia di parole determinate
(certa verba)
Lobbligazione nasceva con la
materiale registrazione per iscritto di
certe operazioni contabili.
Il consenso: tramite certa verba Il consenso: mediante scriptura

14. Il mutuo:
- Il mutuo quel contratto reale unilaterale in forza del quale un soggetto, mutuante,
che d una cosa fungibile (olio, frumento, sementi,..) o una somma di denaro ad un
altro soggetto, mutuatario, perch questo si impegni a restituire al mutuante
altrettanto dello stesso genere.
- Era un negozio causale che realizzava un prestito di consumo.
- Con la consegna (traditio) il mutuatario acquistava la propriet del denaro o delle
altre cose che gli venivano consegnate (che erano res nec mancipi): si trattava di un
datio.
- Lobbligazione nasceva soltanto a carico del mutuatario, che avrebbe dovuto
restituire lequivalente di quanto ricevuto e perci compiere egli stesso una datio-
traditio.
- Tutto ci che il mutuatario avesse ricevuto in prestito ne avrebbe potuto disporne
liberamente e il rischio ( periculum) sarebbe stato a suo carico (res perit domino)
- La Datio il trasferimento della propriet delle cose fungibili
- Per la restituzione, per cui le parti pattuivano un termine, il creditore mutuante
avrebbe agito con la condictio: era lazione per la restituzione del dato. Se aveva
ad oggetto:
o Una somma di denaro: actio certae creditae pecuniae
o Cose fungibili: condictio certae rei
- La condictio:
o Era unazione in personam e in ius
o La formula: era astratta, nellintentio cera un dare oportere a carico del
convenuto .
o Era un istituto dello ius civile
o Era riconosciuto e tutelato anche nei confronti dei peregrini (ius gentium)
o Il debitore era tenuto a restituire lequivalente di quanto ricevuto, nulla di
pi. Non era tenuto al pagamento degli interessi (usurae). Se voluti si faceva
ricorso ad un distinto contratto, la stipulatio, o meglio, la stipulatio usurarum.
o Et repubblicana: stabilirono un limite massimo degli interessi, pena la
nullit: si arriva cos al fenus unciarium (fenus = tasso dinteresse) delle XII
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Tavole che era pari a 1/12 (uncia) del capitale per ogni mese (100% su base
annua), ma successivamente con leggi successive si arriva a tassi minori.
o Fine et repubblicana: venne fissato il tasso massimo al 12%, corrispondenti
al 1% mensile (usurae centesimae).
o Giustiniano lo ridusse al 6% annuo.
o Fu vietato lanatocismo (usurae usurarum): il patto per cui gli interessi non
pagasti avrebbero prodotto altri interessi.
o Fenus nauticum: era un prestito marittimo utilizzato nel diritto romano e
dalla prassi commerciale mediterranea di varie citt greche. Erano somme di
denaro date in prestito per operazioni commerciali doltre mare con tassi
dinteresse elevati, anche oltre i limiti legali.

15. Il deposito:
Contratto reale bilaterale imperfetto
Era il contratto per cui una parte, il deponente, consegnava allaltra, il depositario,
una o pi cose mobili, con lintesa che
o il depositario la custodisse gratuitamente
o il deponente doveva ricevere a semplice richiesta la restituzione
Con la consegna, il depositario acquistava la detenzione della cosa depositata.
Il depositario non avrebbe potuto usarla: avrebbe commesso furtum usus (furto)
Il depositario rispondeva solo per dolo al deterioramento e perimento della cosa
Il deponente era tenuto a rimborsare al depositario eventuali spese che questi
avesse erogato su quanto depositato
Il risarcimento dei danni, che lo schiavo o un animale ad esempio avessero
provocato, era a carico del deponente: ecco la qualifica di contratto imperfetto
Il contratto di deposito era gratuito e laccordo per un compenso avrebbe snaturato
il rapporto facendolo rientrare nella locatio operis
Il sequestro: particolare tipo di deposito secondo i classici. Veniva utilizzato
quando vi era una controversia tra due o pi persone riguardante lappartenenza della
cosa e queste preferivano affidarla ad un terzo, il sequestratario (sequester), perch la
custodisse e con lintesa che lavrebbe restituita a quello tra i deponenti che ne fosse
stato riconosciuto proprietario. Quindi doveva essere riconosciuto uno dei due il
dominus. Differenza dal deposito: il sequestratario acquistava la possessio ad interdicta.
Contro il sequestratore che non voleva restituire la cosa vi era lactio sequestrataria. Per
spese e danni, il sequestratario aveva la stessa tutela del depositario.
Il deposito irregolare: laffidamento ad altri di denaro contante (pecunia numerata)
era considerato deposito, nel quale laccipiente (accipiens),il ricevente, divenutone
proprietario, avrebbe potuto mescolare come il proprio ed utilizzare e a richiesta
avrebbe dovuto restituire lequivalente. Ha molte somiglianze con il mutuo, ma la
differenza che:
Il mutuo era un prestito di consumo sollecitato dal mutuatario, esempio:
- mutuante: banca
- mutuatario: il cittadino
la banca consegna al cittadino
Il deposito irregolare liniziativa era del deponente che desiderava che il
suo denaro venisse custodito, esempio:
- Deponente: cittadino
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- Depositario: banca
il cittadino consegna alla banca, i ruoli sono invertiti.
Il deposito irregolare del diritto romano corrisponde allodierno deposito bancario.

16. Il comodato:
Contratto reale bilaterale imperfetto:
Una parte, il comodante, consegna allaltra, il comodatario, una o pi cose
mobili, con limpegno del comodatario di restituire la stessa cosa.
Il comodatario acquisisce solo la detenzione della cosa e non la propriet.
Il comodatario poteva usare la cosa comodata senza rendere per luso alcun
compenso. In caso di compenso il rapporto sarebbe rientrato nella locatio rei.
Per perimento e deterioramento della cosa comodata rispondeva il comodatario.
Al comodatario erano dovuti rimborsi per eventuali spese erogate sulla cosa e il
risarcimento per eventuali danni che la cosa avesse provocato.

17. Il pegno:
Diritto reali di garanzia: quel rapporto obbligatorio che per effetto della datio
pignoris si istituisce tra chi d la cosa in pegno (oppignorante), che era
solitamente il debitore, e il creditore che la riceve.
I ruoli delle parti:
Il creditore pignoratizio: riceve la cosa in pegno ma assume la veste di
debitore perch estinto il debito sar tenuto alla restituzione della res
pignorata.
Il debitore pignoratizio: assume il ruolo di creditore perch estinto il
debito potr pretendere la restituzione della cosa.
In sostanza un contratto reale bilaterale imperfetto: loppignorante a garanzia
di un debito consegna al creditore una cosa con lintesa che estinto il debito la
stessa cosa venga restituita.
Il creditore pignoratizio acquista il possesso ma non pu utilizzarla. Per
perimento e deterioramento risponde per custodia. Rimborso spese e
risarcimento eventuali danni.

18. La fiducia:
La tutela processuale di deposito, comodato e pegno risale allet repubblicana.
In precedenza si faceva ricorso alla fiducia: una parte, il fiduciante, trasferiva
allaltra, il fiduciario, la propriet di una cosa, solitamente res mancipi, mediante
mancipio o in iure cessio che verificate determinate condizioni la stessa cosa sarebbe
stata ritrasferita in propriet al fiduciante.
La fiducia poteva essere:
Cum creditore: il passaggio di propriet era a garanzia di un credito del
fiduciario (la causa era quindi la stessa del pegno) che sarebbe stato dopo
lavvenuta estinzione del debito che il creditore-fiduciario avrebbe dovuto
ritrasferire al fiduciante la propriet della res fiduciae data.
Cum amico: la causa poteva essere la custodia (come nel deposito): il fiduciario
avrebbe pertanto ritrasferito la propriet allaltra parte a semplice richiesta.
Una volta riconosciuti pegno deposito e comodato, la fiducia continu a trovare
applicazione, ma scomparve i et postclassica insieme a mancipatio e in iure cessio.
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La fiducia non mai stata classificata come uno dei contratti reali.

I CONTRATTI VERBALI
19. La stipulatio:
La stipulatio fu uno dei contratti verbali che ebbe un ruolo importante nella dottrina
e nella prassi del diritto privato romano.
Lampia gamma di possibili applicazioni della stipulatio dipese anche dal fatto che
era un contratto tipico nella forma ma non nei contenuti.
La stipulatio:
Contratto verbale
Il consenso doveva essere espresso verbis (certa verba?)
Secondo uno schema di interrogazione dello stipulante e congrua risposta del
promittente
Il promittente assumeva limpegno di compiere la prestazione indicata
dallinterrogante.

Stipulante Promittente
Promittis mihi dari centum?
(prometti di darmi cento)
Promitto
(prometto)

Era un contratto astratto e unilaterale perch lobbligazione nasceva solo a carico
del promittente.
La forma: la risposta alla domanda doveva essere data con lo stesso verbo usato
nella domanda, esempio:
- Spondes? Spondeo
- Promittis? Promitto
Presenza di entrambe le parti perch la risposta doveva essere data in un tempo
molto breve: unitas actus.(atto unico)
Il prototipo della stipulatio fu la sponsio (con il verbo spondere promettere
spondes? Spondeo), ed nella sponsio (promessa solenne) che va individuata
lantica fonte di obligatio.
La sponsio era riservata ai cives e dava luogo a effetti dello ius civile.
La stipulatio era invece un negozio dello ius civile solo per gli effetti, ma per la
fruibilit era ius gentium, in quanto potevano accedere anche i non cittadini
(peregrini)
Ladiectus solutionis causa: (aggiunto ai fini delladempimento)
- I soggetti della stipulatio erano:
o Interrogante e Promittente (doveva adempiere allo stipulante-
interrogante)
- Linterrogazione poteva essere formulata che laltro promettesse di
adempiere o allo stipulante o a un terzo. Il terzo sarebbe stato un adiectus
solutionis causa. Ma il promittente, nel caso in cui nellinterrogazione la
promessa era di adempiere o allo stipulante o al terzo, avrebbe potuto
adempiere indifferentemente o allo stipulante o alladiectus.
Ladstipulator:
- Era un secondo interrogante che avendone avuto incarico dal primo vi si
affiancava rivolgendo pure lui al promittente linvito a compiere in suo
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favore (idem mihi dari spondes? prometti di darmi la stessa cosa?) la
stessa prestazione gi promessa allaltro.
- Con la risposta positiva del promittente si dava luogo cos a 2
stipulationes, con uguale oggetto e due distinti creditori
- Il promittente era liberato con una prestazione soltanto: in favore di uno
o dellaltro creditore.





Ladpromissor:
- Al promittente si affiancavano uno o pi adpromissores, che promettevano
di prestare quanto gi promesso allo stipulante da altro promittente.
- Nascevano pi stipulationes, con uguale oggetto e pi debitori.








Lactio ex stipulatu:
- Era lazione dello stipulante contro il debitore inadempiente.
Dotis dictio e promissio iurata liberti:
- Erano dei contratti verbali
- A differenza della stipulatio, dove la pronunzia di verba doveva essere
fatta da una e dallaltra parte, questi due tipi di contratti si compivano
con verba pronunziata dalla sola parte che si obbligava.
- Erano dei contratti unilaterali.
- La dotis dictio non trova pi riscontro nel diritto giustinianeo.

20. I contratti letterali:
Nei contratti letterali lobbligazione nasceva litteris sulla carta - ( per il fatto in s
della scriptura) che presupponeva gi da prima il consenso delle parti.
Il solo contratto letterale che riguard i cittadini romani fu il nomen transscripticium.
Loperazione contabile eseguita dal pater familias nel codex accepti et expensi (libro
della contabilit domestica) poteva essere:
- transscriptio a re in personam: il pater familia gi creditore di una somma di
denaro daccordo con il proprio debitore registrava sul codex accepti la
somma come se lavesse incassata, mentre, nel codex expensi, registrava la
stessa somma come se lavesse data a mutuo allo stesso debitore. Si
estingueva il credito nascente da altro titolo e si costituiva una obligatio litteris
perch sarebbe stato pi facile provare lesistenza del debito e del contratto.
Esempio:
Pater familias: Caio
Promittente
Interrogante 1
Adstipulator (interrogante 2)
Interrogante
Promittente 1
Promittente 2
Promittente 3
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CODEX CAIO
ACCEPTI EXPENSI
Data 23/02/2007
500,00 incassato da Tizio
Data 23/02/2007
500,00 mutuo a Tizio

- transscriptio a persona in personam: il pater familia, dietro delega del
proprio debitore e dintesa con un terzo indicato dallo stesso debitore,
segnava sul codex accepti la somma come se lavesse incassata, e registrava
nel codex expensi la stessa somma come se lavesse data a mutuo a un terzo.
Si estingueva il debito verso luno e nasceva, litteris, unobbligazione a carico
dellaltro. Esempio:
Pater familias: Caio
CODEX CAIO
ACCEPTI EXPENSI
Data 23/02/2007
500,00 incassato da Tizio
Data 23/02/2007
500,00 mutuo a Mario

A fini probatori, nel codex accepti et expensi del/dei debitore/i dovevano essere
registrate le operazioni contabili contrarie e simmetriche rispetto a quelle del
creditore che eseguiva nel proprio codex.
Verso la fine del III secolo non vennero pi usati i nomina trasscripticia.


21. La compravendita:
Nellet arcaica la compravendita si realizzava con la mancipatio, cio lo scambio
immediato di cosa contro prezzo.
Dallet classica la compravendita nel diritto privato romano (emptio venditio) pu
essere definita come un contratto consensuale in cui:
- una parte, il venditore (venditor) si obbliga a far conseguire allaltra, il
compratore (emptor), il pacifico godimento di una cosa (merx),
- mentre il compratore si obbliga a pagare al venditore un corrispettivo in
denaro (pretium) nella misura convenuta.
- Erano obbligate entrambi le parti: per questo qualificato come contratto
bilaterale.
Era fruibile sia dai cittadini che dai peregrini, ed era ius gentium.

Il consenso:
- Il consenso doveva essere manifestato
- Solo per esigenze probatorie che si us redigere per iscritto un documento
(instrumentum) che attestasse laccordo concluso e le condizioni di vendita.
In et postclassica tale strumento divenne obbligatorio in caso di vendita di
immobili.
- Era possibile fare ricorso ad una caparra (arrha) cio una somma di denaro
col solo valore di conferma del consenso prestato.

Loggetto:
- Loggetto della vendita era detto merx.
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- Spesso erano cose corporali: res mancipi, res nec mancipi, mobili, immobili
- Ma la vendita poteva avere ad oggetto anche: eredit, superficie, ius in actio
vectigales, enfiteusi, servit, usufrutto, crediti.
- Era ammessa anche la vendita di cose future

Il prezzo:
- Il prezzo doveva essere espresso in denaro contante (pecunia numerata)
- La misura del prezzo era quella liberamente concordata tra le parti.
- Diocleziano stabil per la prima volta che il prezzo doveva corrispondere al
valore della cosa venduta. Infatti, se il prezzo fosse stato inferiore alla del
valore reale della cosa:
e Il venditore avrebbe potuto rescindere dalla vendita
e Oltre alla restituzione della cosa dietro rimborso del prezzo pagato al
compratore.

Lobbligazione del compratore:
- Il compratore era tenuto a pagare il prezzo con monete e fare conseguire al
venditore la propriet di queste.
- Il compratore doveva anche gli interessi moratori se avesse ritardato il
pagamento.
- In caso di inadempimento del compratore, il venditore avrebbe esercitato
lactio venditi.

Lobbligazione del venditore:
- Il venditore era tenuto a far conseguire al compratore il pacifico godimento
della merx.
- In caso di inadempimento del venditore, il compratore avrebbe esercitato
lactio empti.
- Se la merce non consegnata allo stesso momento della vendita e periva, il
venditore rispondeva per custodia.
- In caso che la cosa perisse accidentalmente o per forza maggiore, il
compratore sarebbe stato ugualmente tenuto a pagare il prezzo.

Levizione:
- Una responsabilit del venditore poteva sorgere se il compratore subiva
evizione ( un terzo che rivendicasse con successo presso il compratore la cosa
venduta)
Vizi occulti:
- Sono i vizi o difetti materiali della cosa (nel caso dello schiavo, alcuni vizi
morali) non manifestati al compratore allatto della vendita
- Il venditore che avesse ammesso con stipulatio che la cosa venduta possedeva
certe qualit o era esente da certi vizi, il compratore si sarebbe potuto
avvalere dellactio ex stipulatio se le cose dichiarate risultassero false.
- Negli editti di edili curuli e magistrati in ambito dei mercati fecero obbligo ai
venditori di schiavi (mancipia) e di animali (iumenta animale da tiro o da soma,
es cavallo, bue - ) esposti in vendita di dichiarare in modo anticipato al
compratore i vizi degli schiavi o degli animali in vendita. In caso in cui il
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venditore avesse taciuto i vizi, il compratore poteva avvalersi dellactio
redhibitoria con la quale il compratore avrebbe riavuto il prezzo dietro
restituzione del servo o dellanimale.
Patti aggiunti:
- Il regime della vendita poteva essere integrato o modificato mediante patti
aggiunti.
- I patti a cui si fecero maggiore ricorso furono:
e Il patto commissorio: a favore del venditore;
e Lin diem addictio: a favore del venditore;
e Il pactum displicentiae: a favore del compratore;
- Tali patti prevedevano che al verificarsi di una certa condizione la vendita
non doveva considerarsi avvenuta:
e Il patto commissorio: la condizione era che il compratore non pagasse
il prezzo entro il termine convenuto;
e Lin diem addictio: la condizione era che il venditore entro un certo
termine ricevesse una migliore offerta;
e Il pactum displicentiae: la condizione era che nel termine convenuto il
compratore dichiarasse di non aver trovato la cosa di suo gradimento;


22. La locazione :
La locazione, locatio conductio, era un contratto consensuale bilaterale con
lesplicita previsione di un corrispettivo, la mercede (merces), in cui una parte, il
locatore (locator), si impegna a mettere a disposizione dellaltra, per un periodo di
tempo limitato e con uno scopo preciso, una cosa mobile o immobile, e allaltra
parte, il conduttore (conductor), si impegna a prenderla in consegna, per poi
restituirla una volta scaduto il termine convenuto o raggiunto lo scopo previsto.
Le parti erano sanzionate da:
o Actiones locati (in favore del locatore)
o Actiones conducti (in favore del conduttore)


Tipi di locatio:
o Locatio rei:
corrisponde alla locazione del nostro codice civile (art. 1521)
poteva avere ad oggetto cose mobili o immobili
il locatore assumeva lobbligo di consegnare la cosa e di assicurare al
conduttore il godimento
il conduttore assumeva lobbligo di pagare la mercede in denaro alle
scadenze stabilite, di mantenere la cosa nelle condizioni in cui gli era
stata consegnata e di restituirla alla scadenza.
Il conduttore acquistava la detenzione e non il possesso ed era
responsabile per custodia nel caso di perimento e deterioramento
della cosa locata.
Per il mancato godimento della cosa da caso fortuito o forza
maggiore:
- Il locatore non era responsabile
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- Il conduttore sarebbe stato liberato dallobbligo di pagare la
mercede.
o Locatio operis:
poteva avere ad oggetto cose mobili o immobili
il locatore si obbligava a consegnare una cosa
il conduttore si obbligava ad esercitare autonomamente ma
nellinteresse del locatore una certa attivit in moda tale da
raggiungere il risultato convenuto, per poi restituirla al locatore
ad esempio: il locatore consegnava al conduttore una cosa; il
conduttore doveva assumersi limpegno di consegnarla, trasportarla,
custodirla, ecc oppure il conduttore orefice assumeva limpegno di
ricavare anelli dalloro del locatore, ecc..
la mercede comunque era dovuta al locatore
il conduttore avrebbe acquistato detenzione e non possesso
il conduttore sarebbe stato responsabile per custodia se la cosa periva
o si deteriorava
per cattiva esecuzione dellopera, il conduttore rispondeva per
imperitia, equiparata alla culpa, tranne che per impossibilit
sopravvenuta dipendente da caso fortuito o forza maggiore il
conduttore sarebbe stato liberato.
La lex Rhodia de iactu: era un regime speciale della locatio operis che
riguardava le merci trasportate per mare. Nel caso in cui per difficolt
di navigazione si era costretti a gettare in mare parte delle merci
locate per il trasporto, tale legge indicava che il rischio sarebbe stato
diviso proporzionalmente tra tutti i locatori delle merci che erano
state imbarcate sulla stessa nave.
o Locatio operarum:
Un uomo libero assumeva limpegno di mettere la propria attivit
lavorativa (operae) alle dipendenze di un altro soggetto, il quale si
obbligava a pagare come corrispettivo una certa mercede.
Il lavoratore era il locatore e il datore di lavoro era il conduttore
Il periculum era a carico del datore di lavoro, che avrebbe dovuto
pagare la mercede anche se il lavoratore non avesse prestato le opere
per cause a lui non imputabili.
pi o meno il nostro contratto di lavoro subordinato

23. La societ :
La societ (societas) era un contratto consensuale bilaterale o plurilaterale, per cui 2
o pi persone, detti socii, decidevano di mettere in comune beni e attivit di lavoro
al fine di conseguire un lucro per tutti previa divisione di profitti e perdite.
Era un contratto iuris gentium perch tutelato anche nei confronti dei non cittadini.
Il grado di responsabilit del socio per inadempimento era diverso a seconda delle
situazioni e circostanze: dolo, colpa e custodia. Ma il criterio generale sempre stata
la culpa in concreto.
La forma pi antica di societ stata la societas omnium bonorum, dove i soci
convenivano di mettere in comune i loro beni, presenti e futuri.
Scioglimento societ:
(2007) DonaR




o Reciproco dissenso
o Se uno dei soci voleva recedere dal contratto
o Esaurimento dello scopo
o Impossibilit di raggiungere lo scopo
o Per morte di un socio
o Per capitis deminutio di uno dei soci (diminuzione di capitale)
o Se uno dei soci avesse subito una procedura esecutiva per insolvenza.
I profitti e le rendite andavano divisi in parti uguali se nulla era convenuto in
proposito.
Era valido un patto: per cui un socio partecipasse agli utili e non alle perdite
Era nullo un patto: per cui solo un determinato socio partecipava alle sole perdite
(c.d. societas leonina famosa favola di Federo)

24. Il mandato :
Contratto consensuale bilaterale imperfetto: una parte, il mandante, conferisce un
incarico ad unaltra, il mandatario, che si impegna ad eseguirlo.
Al mandatario non era dovuto nessun compenso
Il mandato poteva essere solo nellinteresse del mandante (mandatum mea gratia) o
anche nellinteresse di terzi (mandatum aliena gratia)
Il mandatario era obbligato ad eseguire fedelmente lincarico e trasferire al
mandante beni, diritti e crediti acquistati in relazione allincarico espletato.
Contro il mandatario si dava lactio mandati directa.
Il mandante era obbligato ad rimborsare al mandatario le spese e risarcire i danni
occorsi e i debiti del mandatario assunti nellespletamento dellincarico.
Contro il mandante si dava lactio mandati contraria.
Il mandatario rispondeva solo per dolo in caso di inadempimento o cattiva
esecuzione del mandato.
Le azioni mandati spettavano anche contro e a favore dei peregrini.
Estinzione mandato:
Revoca del mandante
Rinunzia del mandatario
Per morte di una delle due parti
Reciproco dissenso
Termine dellincarico

25. I contratti innominati:
Prima et classica: si riconobbe valore obbligatorio a certe convenzioni atipiche,
non identificabili con un nome, ma che vennero qualificate negotia: ciascuna
parte era obbligata o di un dare o di un facere.
Do ut des Do ut facias Facio ut des Facio ut facias
Io do affinch tu dia Io do affinch tu faccia Io faccio affinch tu dia Io faccio affinch tu faccia
Il dare inteso nel senso di trasferire la propriet: si compie una prestazione in
vista di unaltra prestazione.
Et classica avanzata: le convenzioni divennero vere e proprie fonti di obligationes,
le stesse convenzioni poterono essere qualificate contractus. Giustiniano chiam tali
convenzioni contratti innominati: oggi noi li chiamiamo contratti unilaterali,
perch ad obbligarsi una sola parte, la stessa che riceve la prestazione.
(2007) DonaR





26. I patti:
I patti (pacta) erano convenzioni, accordi, in qualsiasi forma manifestata che non
rientravano nello schema di alcun contratto tipico.
Dapprima, ai patti non venne riconosciuto alcune effetto, ma nellultima et
repubblicana, ebbe ampia portata nelleditto pretorio de pactis, con cui il pretore
promise che avrebbe tutelato i patti che dovevano essere concordati senza dolo e
non contrari a leggi. I patti non davono luogo ad obbligazioni
I patti aggiunti:
o Ebbero veri e propri effetti obbligatori
o Furono considerati parte integrante del contratto, del quale avrebbero potuto
modificare e integrare il contenuto tipico.
Compromissum:
o Con Giustiniano si diede efficacia obbligatoria al patto (extragiudiziario) con
cui 2 parti convenivano di rimettere allarbitrato di un terzo la decisione di
una controversia tra loro. Ciascuna parte prometteva allaltra una pena
pecuniaria se non si fosse poi adeguata alla pronunzia dellarbitro. Questo
il compromissum.

27. Gli atti leciti non contrattuali:
Gli atti illeciti non contrattuali si distinguono in:
o La negotiorum gestio: era la gestione di affari altrui. Aveva effetti obbligatori
ed era senza mandato, intrapresa con la convinzione che si trattasse appunto
di affari altrui non rilevando se poi lesito fosse stato utile o meno.
o La tutela, la communio incidens, la coeredit:
Tutela: cessata la tutela, il tutore dellimpubere doveva rendere conto
allex pupillo della gestione tutelare e lex pupillo era obbligato a
rimborsare allex tutore le spese e a sollevarlo dai debiti e oneri
assunti per la gestione. Le rispettive obbligazioni erano sanzionate:
- Contro il tutore: actio tutelae directa
- Contro il pupillo: actio tutelae contraria.
Per gestione della cosa o eredit comune: nascita di diritti e doveri
reciproci tra comproprietari ed eredi: al pareggio dei conti si
provvedeva in sede di divisione o tra comproprietari o tra coeredi.
o I legati obbligatori e i fedecommessi: i legati per damnationem e sine modo
davano luogo ad obbligazioni tra erede e legatario. Lobbligazione a carico
dellerede nasceva una volta che morto il testatore il testamento avesse
acquistato efficacia:
legato per damnationem: il testatore mediante luso di certa verba
obbligava lerede di compiere una prestazione di dare o di facere in
favore del legato.
legato sine modo: il testatore mediante luso di certa verba obbligava
lerede di non facere in modo tale da consentire al legatario di
prendere con s una cosa o ereditaria o personale dellerede.
Ai legati possono essere accostati i fedecommessi. Giustiniano equipar
legati e fedecommessi.

(2007) DonaR




28. I delitti:
Obligationes derivavano pure dai delicta, o maleficia, che erano gli atti illeciti.
I delitti vennero identificati come comportamenti determinati che lordinamento
per distinguerli dallinadempimento delle obbligazioni, chiamarono atti illeciti
extracontrattuali.
Lobligatio derivava dai delicta ed era rappresentata da un vincolo giuridico tra
offensore e offeso per cui luno era tenuto verso laltro al pagamento di una pena
pecuniaria perseguibile con unazione penale nellambito del processo privato.
Le fonti giuridiche tendono a riservare la qualifica di delicta agli illeciti civili. Tant
che Gaio, nel dire delicta come fonti di obbligazioni, vi annover appunto solo
illeciti civili: furto, rapina, damnum iniuria datum e iniuria.
Il dolo era il criterio generale per limputabilit del delitto al suo autore, cio il
delitto si imputava al suo autore se commesso col proposito di provocare alloffeso
il pregiudizio.
Ma spesso il dolo era implicito nel comportamento delloffensore. Si arriv a
parlare di colpa e non di dolo, imputando cos il danneggiamento anche a chi
lavesse provocato per negligenza e imprudenza.
A fronte dei delicta cerano i crimina: erano dei comportamenti pi direttamente
lesivi degli interessi della comunit; andarono assumendo una connotazione
propria e qualificati crimina e sanzionati con pene anche molto pi gravi dalla
pena capitale alla multa repressi nellambito di iudicia publica (giustizia pubblica).

Il furto:
o Tra i delicta il furto uno dei pi antichi.
o Antica nozione: ogni comportamento doloso che provocasse ad altri una
perdita o anche solo uno svantaggio relativamente ad una cosa, mobile o
immobile.
o Nozione originaria che coincide con quella moderna: sottrazione illecita di
una cosa mobile altrui
o I genera furtorum:
Per furto manifesto si intende il furto commesso dal ladro e catturato
dal derubato sul fatto
o Sanzioni:
XII Tavole: il fur manifestus (lautore di furtum manifestum) poteva
essere fustigato e poi sarebbe divenuto servo del derubato (addictus)
dal magistrato al derubato.
Se il furto commesso di notte o se il ladro avesse tentato di difendersi
con le armi, il derubato, invocato la testimonianza dei vicini
(endoploratio), avrebbe potuto ucciderlo.
Molto presto queste misure non furono pi adottate, e furono
sostituite con lactio furti manifesti, azione penale pretoria mediante
la quale il derubato perseguiva il quadruplo del valore della cosa
rubata.
Per il furtum nec manifestum gi le XII Tavole avevano stabilito una
pena pecuniaria per il doppio del valore della cosa rubata. Tale pena
fu mantenuta dal pretore e perseguita con la penale actio furti nec
manifesti.
(2007) DonaR




Si nellactio furtum manifesti che nec manifesti, il derubato era
legittimato se dimostrava che aveva un interesse giuridicamente
apprezzabile che la cosa non venisse rubata: era solitamente il
proprietario.

La rapina:
o Bona vi rapta (furto)
o Lactio vi bonorum raptorum era lazione volta contro la rapina , che era la
sottrazione di cosa altrui commessa con violenza.
o Lazione era penale e infamante: la pena era al quadruplo del valore della
cosa sottratta entro lanno e al semplice valore di essa (simplum semplice)
dopo lanno.

Il danneggiamento :

o Damnum iniuria datum
o Bisogna prendere in considerazione la lex Aquilia (cosiddetta de damno).
o Tale lex era articolata in 3 capitoli (capita):
Primo: uccisione iniuria di schiavi e pecudes (quadrupedi da gregge o
ornamento, oggi sono i capi di bestiame)
- Pena: nel maggior valore che gli schiavi o animali avessero
avuto durante lanno precedente alluccisione.
Secondo: riguardava ladstipulator il quale in frode allo stipulante
avesse estinto il credito mediante acceptilatio.
- Pena: importo del credito estinto.
- Cadde in desuetudine
Terzo: ferimento di schiavi e pecudes, al ferimento e alluccisione di
animali non pecudes, alla distruzione o danneggiamento di cose
appartenenti ad altrui.
- Pena: nel maggior valore degli schiavi, animali e cose
inanimate nei 30 giorni precedenti levento dannoso.
o Lazione contro lautore del danno era lactio legis Aquiliae: ad essa era
legittimato il proprietario delle cose perite o danneggiate.
o Il pretore estese tale tutela a non proprietari: usufruttuari, possessori di
buona fede,

Liniuria :
o La legge delle XII Tavole stabiliva per il membrum raptum (lesione fisica con
perdita definitiva della funzionalit di un organo) la pena del taglione (talio:
occhio per occhio, dente per dente): lautore per si poteva sottrarre
concordando con la vittima un conciliazione pecuniaria. Al tempo delle XII
Tavole, la pecunia si basava sugli assi: 10 assi erano il valore di una pecora;
100 assi quello di un bue.
o Ma con lavvenuta svalutazione monetaria in et preclassica, il pretore istitu
per la persecuzione degli atti dolosi e ingiusti di violenza fisica alle persone,
tutti qualificati iniuriae, lactio iniuriarum aestimatoria.
o Per i successivi interventi pretori con lactio iniuriarum le offese morali
(2007) DonaR




andarono sotto la comune denominazione di iniuria (da ci il nostro termine
ingiuriache lodierna offesa ).
o La pena era pecuniaria e di volta in volta stabilita dai recuperatores ( erano
dei giudici che stabilivano la pecunia) secondo lentit delloffesa.
o Lactio iniuriarum era trasmissibile agli eredi sia sul lato attivo che sul lato
passivo: ma morto loffeso prima di averla esercitata, lazione non sarebbe
stata attuata dagli eredi.

Altri illeciti extracontrattuali:
o Il diritto romano riconobbe molti altri delicta, o comunque illeciti
extracontrattuali, ad esempio: actiones de dolo, quod metus causa,
o Lactio de pauperie:
contemplata nella legge delle XII Tavole e mantenuta nel Corpus iuris;
faceva riferimento ai danni prodotti da animali, in particolare da
pecudes.
Lazione si dava contro il proprietario delle bestie, il quale poteva
scegliere se risarcire il danno o di dare lanimale al danneggiato.

29. Estinzione delle obbligazioni:

Ladempimento (solutio):
o Ladempimento della prestazione non era sempre sufficiente in et arcaica a
estinguere lobbligazione.
o Nellet preclassica la solutio divenne il modo pi usato per lestinzione delle
obbligazioni.
o Con la solutio lobbligazione si estingueva ipso iure.
o A compierla era quasi sempre il debitore: poteva effettuarla anche un terzo
ad eccezione delle cose di facere.
o Di regola, la solutio doveva essere fatta al creditore: ma si poteva adempiere
per rappresentanza.
o La prestazione doveva essere adempiuta per lintero, salvo che il creditore
non accettasse un adempimento parziale.
o Datio in solutum:
Il debitore doveva eseguire esattamente la prestazione dovuta.
Avrebbe potuto compiere unaltra prestazione solo dietro consenso
del creditore. Ci era chiamato datio in solutum (dazione in
pagamento)
o La prestazione andava adempiuta nei tempi indicati nellatto costituivo:
Alla scadenza del termine
Avveramento della condizione
In difetto di indicazioni, la prestazione era dovuta immediatamente.
o Il luogo delladempimento era quello risultante dallatto costitutivo, dalle
circostanze, dal tipo di prestazione. In caso che non vi sia nessuna
indicazione del luogo, la prestazione andava eseguita al domicilio del
debitore.

La remissione del debito:
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o Oggi: latto con il quale il creditore rinuncia ad esigere il proprio credito
o Per il diritto romano erano:
La solutio per aes et libram: Il rito si svolgeva cos:
1. Dinanzi a 5 cittadini romani puberi e un libripens, anchegli civil
Romanus e pubere, che reggeva la bilancia, presente il creditore,
il debitore dichiarava solennemente seguendo un rigido
schema di un preciso formulario, di liberare se stesso dal potere
del creditore e contemporaneamente gettava sulla bilancia il
metallo (rame e bronzo) dovuto, e il libripens provvedeva alla
pesatura.
2. Con lintroduzione della moneta coniata il debitore,
pronunziata la stessa formula, percuoteva la bilancia con una
moneta, e immediatamente dopo consegnava egli stesso in
modo simbolico al creditore.
3. La solutio per aes et libram era necessaria per:
o la liberazione dei debitori dal potere dei creditori
o lo scioglimento del vincolo a carico del condannato in
un giudizio privato
o lestinzione delle obbligazioni pecuniarie da legato per
damnationem
4. La solutio per aes et libram era una atto a formalismo interno e
cadde in desuetudine e scomparve sin dalla prima et
postclassica.
Lacceptilatio:
5. era una atto a formalismo interno, un atto simmetrico e
contrario rispetto alla stipulatio
6. la stipulatio si costituiva verbis, mentre lacceptilatio si estingueva
verbis.
7. Si estinguevano mediante acceptilatio solo quelle nascenti da
stipulatio e dalle altre nate verbis.
8. Tale atto ebbe larga applicazione e fu mantenuto nel Corpus
iuris.
Il pactum de non petendo:
9. Il creditore poteva rinunciare il debito impegnandosi con
semplice patto a non prendere ladempimento della
prestazione: pactum de non petendo.

La transazione:
o La transazione (transactio) presupponeva una lite in corso, o anche un
incertezza sui diritti e doveri tra due parti, sicch queste, per mettere fine alla
lite pattuivano reciproche attribuzioni e rinunce.

La novazione:
o Oggi: per novazione si intende la sostituzione di una obbligazione con
unaltra: la prima si estingue e al suo posto sorge la nuova obbligazione.
o Diritto romano: la novazione (novatio) si verificava per effetto di una
stipulatio, che avendo ad oggetto la stessa prestazione (idem debitum), facesse
riferimento al rapporto obbligatorio che con essa si volva estinguere. Per
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effetto della novazione:
la prima obbligazione si estingueva ipso iure
si estinguevano le garanzie personali e reali
si interrompeva il corso di eventuali interessi
o I classici sottolinearono la necessit dellidem debitum perch per manifestare
leffetto novatio abbisognava:
aliquid novi: la nuova obbligazione doveva avere qualcosa di nuovo
rispetto a quella vecchia
animus novandi: lintenzione delle parti era di procedere a novazione.
o La novazione poteva essere
oggettiva :se riguardava la causa, le condizioni, termini,ecc..
soggettiva: se riguardava la persona del creditore o del debitore.
o La stipulatio Aquiliana:
Era un caso di novazione oggettiva particolare che in ununica
stipulatio si deduceva in maniera generica il corrispettivo pecuniario
di ogni debito o comunque obbligo del promittente verso lo
stipulante, in modo che compiuta la stipulatio, il promittente era
tenuto verso lo stipulante solo in virt della stipulatio.
o La delegatio promittendi:
Nella novazione soggettiva lelemento novo riguardava:
10. La persona del creditore
11. oppure
12. La persona del debitore
Ad ogni novazione soggettiva faceva sempre seguito una delegatio, che
era una autorizzazione unilaterale. Tale delegatio era chiamata
delegatio promittendi che poteva essere:
13. Delegatio promittendi attiva: il creditore, il delegante, invitava il
proprio debitore, il delegato, a promettere con stipulatio a un
terzo, il delegatario, quel che il debitore stesso doveva al
delegante:
o Si estingueva per novazione lobbligazione tra delegante
e delegato e se ne costituiva una nuova con lo stesso
oggetto tra delegato e delegatario.
o Mutava la persona del creditore.
14. Delegatio promittendi passiva: il debitore, il delegato, invita il
terzo, il delegatario, a promettere al creditore, il delegante, ci
che egli stesso (delegato) doveva al creditore:
o Si estingueva per novazione lobbligazione tra delegante
e delegatario e se ne costituiva una nuova con lo stesso
oggetto tra delegatario e delegante.
o Mutava la persona del debitore.

La compensazione:
o Per compensazione si intende: se il creditore anche debitore del proprio
debitore, crediti e debiti reciproci si estinguono nella misura in cui si
concorrono.
o Esempi:
se Tizio deve 100 a Caio, ma Caio deve 100 a Tizio, si estinguono le
ESEMPIO

DELEGANTE: Tizio (creditore)
DELEGATO: Caio (debitore)
DELEGATARIO: Mario (terzo)

Delegatio promittendi attiva:
Caio deve 100 a Tizio
Con delegatio:
Caio promette con stipulatio di
dare 100 a Mario
1 nuovo creditore

Delegatio promittendi passiva:
Caio deve 100 a Tizio
Con delegatio:
Mario promette di dare 100 a
Tizio
1 nuovo debitore
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due obbligazioni
se Tizio deve 100 a Caio, ma Caio deve 50 a Tizio, si estingue il debito
di Caio, ma sussiste la differenza di Tizio di 50.
o Oggi la compensazione si divide tra:
Compensazione legale: lestinzione ha luogo automaticamente
Compensazione giudiziale: lestinzione si verifica per effetto della
sentenza del giudice.
o La compensazione legale era sconosciuta nel diritto romano, era dapprima
esclusa anche quella giudiziaria. Ma dallultima et repubblicana si fece
rientrare tra i poteri del giudice la facolt di tenere conto dei controcrediti del
convenuto nelleventualit di procedere a compensazione giudiziale e se
necessario condannarlo al pagamento della differenza. Con Giustiniano il
diritto romano riconobbe la compensazione legale.

Il concursus causarum:
o Ci si riferisce allipotesi del creditore di una cosa determinata il quale, dopo
che lobbligazione sorta, acquista la stessa cosa ad altro titolo, per altra via.
o Per essere valido entrambe le causae dovevano essere lucrative (vantaggiose,
convenienti), e non onerose (costose).
o Esempi:
Se Tizio legatario per damnationem di una certa res acquista da terzo la
stessa cosa per donazione, lobbligazione da legato si estingue: le due
cause sono lucrative.
Se Tizio legatario per damnationem di una certa res acquista per
compravendita la stessa cosa, lobbligazione non si estingue perch la
compravendita unobbligazione onerosa.

Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni:
o Le obbligazioni si estinguevano per altre cause:
Per confusione (confusio): quando si riunivano nella stessa persona le
figure del creditore e del debitore
Per impossibilit sopravvenuta della prestazione non imputabile al
debitore
Per morte di una parte
I contratti consensuali se non avevano avuto inizio si scioglievano per
reciproco dissenso
Decorso del tempo: Teodosio II istitu che dopo 30 anni ogni obbligazione
si sarebbe estinta.

La cessione dei crediti:
o Solo la successione universale era riconosciuta a Roma come successione,
mentre la possibilit giuridica delle successioni di crediti e trasferimento di
debiti da un soggetto allaltro non erano riconosciute.
o Con il delegatio promittendi attiva cambiava la persona del creditore ma non
aveva luogo una vera cessione perch il cessionario non subentrava
nellidentica posizione del cedente.
o La prassi e la giurisprudenza addottorano un altro sistema:
(2007) DonaR




Il cedente avrebbe nominato cognitor o procurator ad litem il
cessionario, che avrebbe potuto cos agire in giudizio contro il
debitore con la stessa azione della quale era titolare il cedente. Il
cessionario avrebbe trattenuto quanto ricavato. Si chiam poi
procurator in rem suam
In et postclassica viene meno la figura del cognitor e si adott la
figura del procurator in rem suam.

Il trasferimento di debiti:
o Il trasferimento di debiti avveniva attraverso:
Per delegatio promittendi passiva
Il debitore nominava il terzo cognitor o procurator ad litem
Con transscriptio a personam in personam

Le obbligazioni parziarie:
o Si dicono parziarie le obbligazioni con pluralit di creditori o debitori in cui:
ogni creditore abbia il diritto di pretendere
o ciascun debitore il diritto di prestare
una parte soltanto alloggetto della prestazione.
o possibile ripartire tra pi creditori e pi debitori, in parti uguali o
disuguali.

Le obbligazioni solidali:
o Sono solidali le obbligazioni in cui, pi creditori hanno diritto o pi debitori
sono tenuti alla stessa prestazione, ciascun creditore pu esigere o ciascun
debitore deve adempiere lintero.
o Possono essere:
Obbligazioni solidali attive: con pluralit di creditori
Obbligazioni solidali passive: con pluralit di debitori

Le garanzie personali delle obbligazioni:
o Garanzie reali: attribuiscono al creditore il diritto di rivalersi su una cosa
altrui in caso di inadempimento
o Garanzie personali: si realizzano con lintervento di un terzo (garante) che
assume di adempiere alla stessa obbligazione del debitore principale.
o Stipulazioni di garanzia:
1. la pi antica garanzia personale delle obbligazioni la sponsio
(garanzia obbligazione), il prototipo della stipulatio. Si compiva con
verbis (parola) ed era idonea a garantire soltanto obligationes contratte
verbis. La sponsio era riservata ai cives Romani. Una lex Publilia stabil
che contro il debitore che entro 6 mesi non gli avesse rimborsato
quanto pagato al creditore, lo sponsor avrebbe potuto procedere
direttamente con la legis actio per manus iniectionem pro iudicato.
Successivamente abolita la legis actio pot agire con lactio defensi.
2. successivamente alla sponsio cera la fidepromissio: era una vera e
propria stipulatio. Per essa si esigeva il verbo fidepromittere:
fidepromittis? fidepromitto (garantire, farsi garante). Regime simile
(2007) DonaR




sponsio: ma era fruibile sia dai cives che dai peregrini.
3. verso la fine della Repubblica fu riconosciuta la fideiussione
(fideiussio). Era una stipulatio accessibile dei cives e peregrini.
o Lo sviluppo postclassico:
Et postclassica: scomparsa sponsio e fidepromissio, e le norme e
principi non comuni alla fideiussione.





























LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(2007) DonaR




(di Matteo Marrone)

CAPITOLO 6: le donazioni

1. La donazione: concetto ed evoluzione:
In principio, per il diritto romano, non era un negozio autonomo, ma una possibile
causa di negozi giuridici astratti
La donazione aveva ogni volta effetti diversi a seconda del negozio impiegato, es.:
Aveva effetti reali quando il donante trasferiva la propriet.
donazioni in dando
Aveva effetti obbligatori quando il donante con stipulatio prometteva una
prestazione
donazioni in obligando
Aveva effetti estintivi quando il donante faceva acceptilatio del proprio
credito o in altro modo rimetteva al debitore il suo debito
donazioni in liberando
2. La lex Cincia:
Del 204 a.C., era chiamata de donis et muneribus(donato).
Tale lex proib le donazioni al di sopra di un certo limite (ultra modum oltre una
cera misura): era un limite che non si conosce la quantificazione ma si sa che era
basso.
Dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6 grado e alcuni affini detti personae
exceptae(eccezione di persone).
Era una lex imperfecta:
Vietava le donazioni ultra modum tra estranei
Ma non stabiliva linvalidit di quelle effettuate contro il divieto
Non prevedeva sanzioni contro i trasgressori
Ma alla fine provvide il pretore proponendo nelleditto lexceptio legis Cinciae
(clausola, eccezione della legge Cinciae): era solo un mezzo di difesa che
giovava solo al donante solo se, in caso di donazioni in dando o in obligando,
alla donazione il donante non avesse dato esecuzione.
In et classica, la lex Cincia, venne interpretata in modo restrittivo: infatti i
cancellieri imperiali affermarono che con la morte del donante sarebbero
venute meno le limitazioni stabilite dalla legge (morte Cincia removetur)
Ecco che si dissero perfectae le donazioni irrevocabili, imperfectae le altre.
3. La riforma di Costantino e la legislazione di Giustiniano:
1 Sotto Costantino, la donazione acquista la sua autonomia di negozio causale, venendo ad
essere qualificata contractus. Per essa si esige la forma scritta, la consegna della cosa in
presenza dei vicini e la registrazione presso un ufficio pubblico. Una volta adempiute tali
formalit viene considerata perfecta e come tale irrevocabile, in difetto invalida.
2 Con Giustiniano, che torna a legiferare in materia, richiesta la traditio per il passaggio
della propriet e si riconosce efficacia anche alle donazioni obbligatorie, pur se realizzate
con semplice patto anzich col ricorso alla stipulatio.


4. Le donazioni tra coniugi.
(2007) DonaR




1. Nei decenni successivi allemanazione della lex Cincia si afferm il principio -
probabilmente attribuito ai mores - che vietava le donazioni tra coniugi, da mettere
in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu; in essi, non appartenendo
marito e moglie alla stessa familia, una donazione avrebbe comportato spostamenti
patrimoniali da una famiglia allaltra, con grave pregiudizio per gli equilibri
patrimoniali delle grandi famiglie che giocavano un ruolo politico a Roma.
2. Vennero compreso nel divieto qualsiasi atto che comportasse impoverimento di un
coniuge e arricchimento dellaltro. Il divieto era sanzionato con la nullit dellatto
compiuto in violazione di esso. Dal divieto furono esclusi i doni di modico valore, le
donazioni mortis causa e quella compiuta in vista del divorzio, le ultime due perch
destinate ad avere effetti definitivi dopo lo scioglimento del matrimonio.
3. Nulla vietava che il coniuge donante disponesse per testamento di quanto dovuto
in vita allaltro coniuge, da questa prassi, che ebbe notevole diffusione, prese spunto
loratio Antonini del 206, con cui si stabil la conferma delle donazioni tra coniugi
non revocate in vita dal donante, per le quali lo stesso donate avesse mostrato in
vita di non mutare volont.

5. La donatio mortis causa.
Nella prassi romana accadeva che taluno, ritenendosi in imminente pericolo di vita
per ragioni di salute o accingendosi ad affrontare gravi rischi, donasse ad altri una
cosa propria trasferendogli la propriet. La causa donandi si combinava con la causa
mortis, pertanto si parl di donazione mortis causa e in proposito si afferm il
principio per cui il donante avrebbe potuto pretendere con la condictio il
ritrasferimento di quanto donato una volta guarito o sopravvissuto al pericolo.
Un regime giuridico uguale si adott per lipotesi di donazione reale anche se
qualificata mortis causa, effettuata anche solo nella previsione che il donante morisse
prima del donatario, premorto il quale il donante avrebbe potuto chiedere la
ripetizione dei beni contro gli eredi.
Esistono anche testimonianze di donatio mortis causa realizzata con laggiunta di una
condizione sospensiva, per cui la propriet sarebbe passata al donatario purch non
premorto dal momento della morte del donante.
La donatio mortis causa consentiva di raggiungere un risultato analogo a quello dei
legati, comportando per il beneficiario un acquisto a titolo particolare; da ci la
graduale estensione del regime dei legati, cui fu parificata sotto Giustiniano.









LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(2007) DonaR




(di Matteo Marrone)

CAPITOLO 7: le successioni mortis causa

1. Il fenomeno della successione:
1 Successio in locum, successio in ius, successio, successione, eredit: passaggio di
situazioni giuridiche soggettive da un soggetto allaltro.
2 La successione pu riguardare:
Situazioni giuridiche attive: diritti soggettivi
Situazioni giuridiche passive: doveri giuridici
In particolare: propriet, crediti e debiti
3 Dante causa: chi trasmette
4 Successore o avente causa: la persona alla quale si trasmette (acquistava a titolo
derivativo)
5 La successione pu essere:
A titolo universale: in universum ius; se il successore subentra per lintero o
per una quota di posizioni giuridiche (trasmissibili) che faceva capo ad altri.
A titolo particolare: in singular res; se il successore subentra per lintero o per
una quota al posto di altra persona in singole e determinate posizioni
giuridiche soggettive.
6 La successione pu aver luogo:
Inter vivos: in dipendenza di un negozio tra vivi
Mortis causa: in dipendenza alla morte del titolare dei diritti e doveri che
passano al successore (a causa di morte)
7 Oggi: la sola successione universale solo quella a causa di morte.
8 Ma nel diritto romano successioni universali potevano accadere anche inter vivos.

2. La successione universale mortis causa secondo lo ius civile.
Concetti e principi fondamentali:
1 Nello ius civile, i successori mortis causa a titolo universale erano gli eredi
(heredes).
2 Hereditas: era il complesso di situazioni giuridiche soggettive che facevano capo al
defunto (dante causa) e che passavano agli eredi.
3 Lacquisto dellhereditas da parte degli eredi presupponeva la delazione
ereditaria (era la chiamata alleredit) che coincideva con la morte del dante causa.
4 La delazione poteva essere:
Testamentaria: in forza di un testamento valido ed efficace (ex testamento)
Legittima: direttamente in forza di legge (ex lege): la successione ab intestato
(letteralmente, successione intestata; intestatus era chi non aveva fatto
testamento)
o Una volta deferita leredit, il chiamato diventava heres automaticamente o a volte
per accettazione (aditio azione per entrare in possesso di una eredit)
o Una volta acquistata la qualit di erede non era possibile n perderla n cederla.
o Intrasmissibilit della delazione ereditaria: se il chiamato alleredit moriva prima
di aver accettato, i loro eredi non avrebbero potuto a loro volta accettare e
acquistare leredit. La regola sub in et postclassica cambianti per ragioni di
(2007) DonaR




equit. Successivamente Giustiniano introdusse la transmissio Iustinianea,
riconoscendo agli eredi del chiamato di acquistare in vece sua leredit.
o Capacit di trasmettere e acquistare di ereditando ed eredi:
Principio generale: sia lereditando che gli eredi dovevano essere in
possesso di capacit giuridica; dovevano essere persone libere, cittadine
romane e sui iuris.
Successione ad intestato: la capacit giuridica in capo:
allereditando doveva sussistere al tempo della morte
agli heredes doveva sussistere al tempo della delazione e
dellaccettazione
Successione testamentaria: era la capacit testamenti factio:
Capacit di fare testamento (testamenti factio attiva); si richiedeva
anche la capacit di agire.
Capacit di acquistare in forza del testamento (testamenti factio
passiva)
Gli eredi potevano anche essere:
Eredi schiavi
Filii familias altrui
Gli incapaci non erano chiamati alleredit n testamentaria n ab intestato.
In caso vi era un erede incapace, veniva chiamato al suo posto il substitutus
(secondo erede o sostituto?). La quota dellincapace andava ad accrescere
leredit degli altri eredi.
Se il testatore era in difetto di testamenti factio attiva il testamento era nullo.
o Capacitas e legislazione caducaria (abrogare):
Leges Iulia de maritandis ordinibus e Papia Poppaea: parlarono di capacitas
(diritto ad ereditare) e di capere con riguardo ai caelibes (celibi) e agli orbi
disponendo un regime tutto proprio per quanto riguarda i beni ereditati:
Caelibes: i non coniugati in et matrimoniale
Orbi: coniugati senza figli
Ad entrambi si neg la capacit di acquistare per testamento.
La capacitas doveva esserci alla morte del testatore: ma per i caelibes
avrebbero potuto conseguirla nei 100 giorni successivi.
Tutto ci che non era acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei
coeredi che fossero ascendenti o discendenti del testatore.
Se mancavo i discendenti o gli ascendenti del testatore, il testamento
diventava caducum (la met delleredit che perdevano gli sposati senza
prole); in assenza, allaerarium populi Romani. In et classica lerario fu
sostituito dal fisco.
212-217 d.C.: limperatore Antonio Caracalla modific le leggi augustee per
incrementare il patrimonio pubblico. La quota vacante caducum doveva
essere devoluta al fisco come anche altri privilegi degli eredi.
Durante il Basso Impero (avvento del Cristianesimo) le legis Iulia e Papia
furono abrogate e torn in vigore lo ius antiquum (diritto antico, il regime
precedente alle leggi augustee).
o Indegnit a succedere:
Sia il senatoconsulti che le costituzioni imperiali andarono sanzionando con
lindegnit di chi si ritenessero indigni (non meritevoli) di subentrare al
defunto iure ereditario, sia ab intestato sia ex testamento.
(2007) DonaR




Gli indegni non furono ritenuti incapaci di acquistare iure ereditario ma ci
che acquistavano a questo titolo veniva rivendicato extra ordinem
dallaerarium populi Romani e, dallet classica avanza, dal fisco.
Gli indegni:
Una volta divenuti heredes restavano tali ma non poteva esercitare le
azioni ereditarie perch erano negate dal pretore
Erano:
o Luccisore dellereditando
o Chi avesse impedito allereditando di testare
o Chi impugnasse il testamento come falso
o I rei dadulterio (colpevole di tradimento)
o Lacquisto delleredit:
GLI EREDI NECESSARI:
Heredes necessariii
Sui e schiavi manomessi nel testamento dal dominus come eredi
Erano necessari perch automaticamente e necessariamente
divenivano eredi con la morte dellereditando
I sui erano i familiari immediatamente soggetti alla potestas
dellereditando al tempo della sua morte; erano in sostanza: filii e filiae
familia e donne in manus.
Tali familiari avevano qualifica di sui sia nella successione legittima
sia in quella testamentaria.
Ad avere heres sui avrebbe potuto essere solo un ereditando maschio.
Una volta divenuti eredi subentravano si nellattivo che nel passivo:
o Se il passivo > dellattivo: rischiavano gravi conseguenze
esecutive
o Dallultima repubblica: il pretore concesse agli eredi il
beneficium abstinendi perch essi potessero evitare la
proscriptio. A volte infatti lereditando metteva nel testamento
un proprio schiavo rendendolo erede, diventando cos servo
heres necessarius.
GLI EREDI VOLONTARI:
I non sui dellereditando erano eredi volontari, detti anche heredes
extranei.
Diventavano eredi con laccettazione o con ladizione(atto con cui
lerede dichiara di accettare uneredit) aditio la quale poteva avere
luogo :
o Mediante cretio (accettazione delleredit)
o Mediante pro herede gestio
La cretio: era un atto formale che si effettuava con la pronunzia di
parole determinate che esprimevano la volont di accettare leredit.
La pro herede gestio: era unaccettazione tacita delleredit che
consisteva in comportamenti che mostravano senza possibilit di
equivoci la volont di accettare: erano atti di gestione del patrimonio
del defunto (es. esigere crediti, pagare debiti ereditari)
Spar la cretio e rimase solo la pro herede gestio.
La fusione dei patrimoni: i rimedi
o Con la successione, il patrimonio ereditato si univa al
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patrimonio dellerede/i.
o Quando, per, l hereditas era damnosa (il passivo ereditario
superava lattivo) gli eredi volontari si sottraevano
dalladizione. In questo modo i creditori ereditari non
avrebbero potuto agire sul patrimonio del defunto. I classici
trovarono delle soluzioni:

o L hereditas:
Secondo lo ius civile era loggetto della successione universale mortis causa.
I giuristi romani la qualificarono hereditas universitas: complesso
unitariamente considerato
di corpora : beni di propriet
e iura: crediti e debiti
I romani concepirono l hereditas come ius avente ad oggetto la stessa
universitas e di s spettante a quanti avessero la qualit di heres.
L hereditas comprendeva situazioni soggettive trasmissibili che facevano
capo al defunto al tempo della sua morte.
Non entravano a far parte dell hereditas ma si estinguevano con la morte del
titolare le potest familiari, tutela e curatela.
La potest sui servi si trasmetteva insieme col dominium su di essi.
o L hereditas petitio:
Lazione per la tutela dell hereditas era la vindicatio hereditatis, detta anche
hereditas petitio.
o La coeredit:
Comunione di eredit
Ha il regime giuridico simile a quello della comunione di propriet: ogni
erede era titolare di una quota ideale con diritti e doveri analoghi a quelli del
comproprietario sul bene comune.
Ius adcrescendi: diritto di accrescimento; 1 o pi contitolari in proporzione
alla propria quota in alcuni casi acquistavano automaticamente la quota di
un altro contitolare. Laccrescimento accadeva quando uno dei chiamati
alleredit per incapacit/rinunzia / altro non divenisse coerede. Era un
procedimento automatico.
Divisione delleredit:
* Erano esclusi debiti e crediti ereditari: perch si imputavano
direttamente ai coeredi in proporzione alla loro quota.
* Le obbligazioni:
+ Se divisibili: attive o passive, seguivano il regime delle
obbligazioni parziarie
+ Se indivisibili: regime delle obbligazioni solidali elettive
* Lazione propria per la divisione delleredit era lactio familiae
erciscundae. procedura:
Il giudice (arbiter) procedeva alla distribuzione dei fonti di reddito
(cespiti) ereditari in pi lotti, tanti quante le quote ereditarie, e poi
mediante adiudicatio li aggiudicava ai partecipanti alla divisione,
trasferendo effetti della propriet ed altri diritti reali.


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3. La successione universale mortis causa secondo il diritto
pretorio. La bonorum possessio:
Ultima et repubblicana: si svilupp a Roma un sistema di successione universale
mortis causa pretorio, che si attuava mediante la concessione della bonorum possessio.
Tale sistema pretorio non era opposto a quello dello ius civile, ma era volto a
correggerlo, ad agevolare lapplicazione o a integrarlo, dipendeva dalle situazioni.
La genesi:
Le origini risalgono al dicere vindicias, con cui il magistrato nella legis actio
sacramenti in rem assegnava ad una delle due parti il possesso provvisorio
della cosa in contestazione.
Anche nellet preclassica, stessa prassi, con eccezione che il pretore vi
provvedeva solo quando sorgeva la questione quale delle due parti fosse
effettivamente nel possesso delleredit. ecco allora che il pretore in questi
casi interveniva con lassegnazione della bonorum possessio in favore della
persona che riteneva pi probabile erede o dava maggiori garanzie per la
restituzione in caso di soccombenza.
Nella tarda et repubblicana, and perdendo la sua originaria valenza: negli
editti dei pretori vennero indicati quali erano i soggetti e il preciso ordine
avrebbero dato la bonorum possessio.
Lo stato giuridico dei bonorum possessores:
Distinzione tra bonorum possessio ed erede:
Bonorum possessio: era il successore universale iure praetorio
Erede: successore universale secondo lo ius civile.
Heredes e bonorum possessores:
La bonorum possessio era spesso concessa anche a soggetti che erano al contempo
eredi iure civili. Tali soggetti avrebbero avuto convenienza a conseguire la
doppia qualifica di heredes e di bonorum possessores perch si sarebbero
avvalsi alloccorrenza anche dei rimedi giudiziari di per s spettanti ai bonorum
possessores. In questo caso la bonorum possessio sarebbe stata adiudivandi
iuris civilis gratia
Ma la bonorum possessio poteva essere data ai soggetti che non erano eredi
perch:
o A volte in assenza di eredi civili
o Altre volte a preferenza di essi
Il caso: supponendo che il bonorum possessor avesse preso possesso
delleredit e non avendo contemporaneamente la qualifica di erede, quale
sarebbe stato lesito del giudizio se egli fosse stato convenuto con la petizione
di eredit da un erede a sua volta privo di qualifica di bonorum possessor? Nel
conflitto, chi prevaleva l heres o il bonorum possessor?
In un primo tempo: tali questioni furono risolte sempre in favore dellerede
civile
Poi, si distinse caso per caso apparendo ingiusto che lerede prevalesse
comunque sul bonorum possessor.
Successivamente, in favore del bonorum possessor.
La giurisprudenza us distinguere:
- Bonorum possessor cum re: in caso di conflitto il bonorum possessor
prevaleva sullerede civile
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- Bonorum possessor sine re: in caso di conflitto lerede civile prevaleva sul
bonorum possessor
Delazione: denuncia, accusa
Anche per il diritto pretorio, la delazione era
Testamentaria: bonorum possessio secundum tabulas (secondo il testamento)
Ab intestato: bonorum possessio sine tabulas (senza il testamento)
bonorum possessio contra tabulas (contro il testamento)
con unapposita clausola edittale, la edictum successorium, la chiamata dei
successibili (persona avente diritto ad una successione) aveva luogo secondo
criteri diversi da quelli dello ius civile:
- i successibili erano chiamati per categoria come nello ius civile, ma la
delazione nel bonorum possessio era limitata nel tempo
- agli appartenenti a ciascuna categoria era assegnato un termine per
essere ammessi alla bonorum
- se lavessero fatto decorrere inutilmente listanza sarebbe stata loro
vietata e alla bonorum sarebbero stati chiamati agli appartenenti alla
categoria successiva.
La collazione: collatio (paragone, comparazione, riscontro)
Ebbe origine nella bonorum possessio e si distinse in due specie:
Collatio bonorum: erano chiamati in primo luogo i liberi (sia sui che figli
emancipati); il pretore si preoccup della disparit di trattamento che si
sarebbe potuta creare tra i sui e figli emancipati. Morto il padre, gli acquisti
di sui rientrano nella massa ereditaria e sarebbero stati divisi tra sui ed
emancipati, ma gli acquisti degli emancipati no. Il pretore addoss ai figli
emancipati lonere di procedere a collatio bonorum in modo che del loro
patrimonio personale se navvantaggiassero anche i sui che avevano
conseguito la bonorum possessio.
Collatio dotis: era anche di origine pretoria, riguardava la figlia cui il padre
avesse costituito dote e alla quale in caso di scioglimento del matrimonio
sarebbero stati di norma restituiti i beni dotali. La dote consiste in una o pi
cose o diritti che la moglie, suo padre o un terzo conferivano in vista o in
occasione del matrimonio al marito. Viene prevista la dote perch il matrimonio
ha funzione sociale, e aveva quindi tutta una serie di utilit. Quindi sarebbe andato
tutto alla figlia. Ma il pretore stabil lonere della collatio dotis a carico della figlia ,
garantendo parit di trattamenti tra fratelli e sorelle.
Durante il periodo postclassico e giustinianeo confluirono in un unico
istituto: la collatio descendentium.

Il fedecommesso universale:
Dava luogo a successione mortis causa anche il fedecommesso universale
Il fedecommesso: antico istituto del diritto successorio che faceva obbligo
allerede di conservare e trasmettere tutta leredit o parte di essa al successivo
erede.
La successione universale ab intestato:
In difetto di testamento valido ed efficace si apriva la successione ab intestato.
Regola: Il momento della delazione ab intestato era lo stesso della morte
dellereditando.
Eccezione: se nella successione civile il testamento valido non diventava efficace
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per mancata accettazione degli eredi volontari, gli eredi ab intestato erano
chiamati alleredit al momento della certezza che non sarebbero venuti alla
successione gli eredi testamentari. Analogamente nella successione pretoria: i
successibili pretori ab intestato erano chiamati alla bonorum possessio secondo
testamento e si dava la possibilit di delazioni successive.
La successione universale ab intestato secondo il ius civile:
Alla successione universale ab intestato (in assenza quindi di testamento)
erano chiamati nellordine, secondo la legge delle XII Tavole,:
1. i sui: le persone libere che al tempo della morte dellereditando erano
assoggettate alla sua potestas o manus, le stesse che in conseguenza della
sua morte avrebbero cessato di essere alieni sui per diventare sui iuris,
quindi erano:
a. figli in potestate (maschi e femmine)
b. figli nati da iusta nuptiae (matrimonio) e adottivi
c. la moglie purch in manu del marito
d. i nipoti figli del figlio premorto
e. postumi sui (non ancora nati ma concepiti al tempo della morte del
pater familias).
Ad ogni sui spettava una quota. Solo un ereditando di sesso maschile
avrebbe potuto avere sui heredes: alla successione ab intestato delle donne
erano chiamati direttamente gli agnati.
2. gli agnati: persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite
comune di sesso maschile. Erano in sostanza parenti in linea secondaria e
maschile. Tali persone erano chiamate alla successione ab intestato senza
limiti di grado. Le donne non oltre il 2 grado. Se cerano pi agnati dello
stesso grado, venivano alla successione per quote uguali. Gli agnati erano
eredi volontari.
3. i gentiles: erano gli appartenenti alla stessa gens ( stirpe, razza)
dellereditando. Erano anche loro eredi volontari. I gentili erano chiamati
alleredit solo in mancanza di agnati.
La successione universale ab intestato secondo il diritto pretorio:
Con il graduale indebolirsi della societ romana arcaica, il sistema della
successione ab intestato del ius civile apparve iniquo e lacunoso. A correggere
il sistema provvide il regime pretorio della bonorum possessio sine tabulis,
alla quale erano chiamati:
1. i liberi: era la classe rappresentata dai sui, dai figli emancipati e dai
figli dati in adozione. Se premorti, dai loro discendenti.
2. i legitimi: sui, agnati, gentiles, patrono e parens manumissor.
3. i cognati: era costituita dai parenti di sangue, non oltre il 6 grado.
4. vir et uxor: erano chiamati reciprocamente marito e moglie.
Il sistema pretorio presupponeva il sistema civilistico e lo integrava e lo
correggeva.

Il senatoconsulti Tertulliano e Orfiziano:
Tali senatoconsulti migliorarono la reciproca posizione successoria tra madre
e figli. Poich, i senatoconsulti erano fonte di ius civile, madre e figli
sarebbero divenuti eredi, e come tali ammessi pure alla bonorum possessio
ab intestato nella classe dei legitimi.
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Leredit vacante:
Quando nessun erede acquistava leredit, i creditori del defunto avevano
via libera per procedere ad esecuzione patrimoniale. Nellipotesi in cui non si
fosse fatto avanti nessun creditore ereditario, la lex Iulia, stabil che leredit
vacante andasse allerario (successivamente al fisco con Caracalla)
Il testamento:
La chiamata alleredit o alla bonorum possessio poteva avere luogo in forza di
testamento, e la delazione testamentaria prevaleva di norma su quella ab
intestato.
Il testamento era:
e Atto unilaterale
e Mortis causa
e Personalissimo
e Revocabile sino allultimo istante di vita
e Era un atto con il quale un soggetto (il testatore) disponeva delle
proprie sostanze per il tempo dopo la sua morte
e Poteva contenere pi negozi: istituzioni di erede, legati,
manomissioni,
e Listituzione dellerede (heredis institutio) non poteva mancare pena
nullit del contratto.
e Testamentum: deriva da testes, testimoni, infatti tra le formalit richieste
vi era la presenza di testimoni.
Il testamento civile:
o testamentum calatis comitiis fu il primo testamento
riconosciuto Era un atto formale che si compiva oralmente
dinanzi ai comitia curiata.
o Successivamente, vi fu il testamentum in procinctu: per
esigenze militari
o Questi 2 testamenti caddero in desuetudine e la giurisprudenza
pontificale fece ricorso a due nuove soluzioni:

mancipatio familiae : era un negozio fiduciario con cui il
testatore trasferiva il proprio patrimonio (familia intesa
in senso patrimoniale) a persona di fiducia, il familiae
emptor. In seno alla mancipatio, il mancipio dans affidava al
mancipatio emptor lincarico di trasferire, subito dopo la
morte dello stesso mancipio dans, i singoli cespiti alle
persone da lui indicate.
testamentum per aes et libram: la prima giurisprudenza
laica trasform la mancipatio familiae in testamentum per
aes et libram (o testamento librale). Si trattava di un
mancipatio familiae ma il mancipatio emptor recitava una
formula contenente il vero scopo dellatto, mentre il
testatore pronunciava le sue ultime volont con un
preciso formulario. La pronuncia orale del testatore era
detta nuncupatio. Ma ben presto la nuncupatio venne
adottata solo per enunciare le volont del testatore,
mentre per indicare le disposizioni e le persone che ne
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sarebbero state destinatarie si faceva rinvio a ci che era
scritto di suo pugno nelle tavolette cerate (tabulae
ceraeque). Il testamento per aes et libram poteva essere
compiuto tutto oralmente.
Il testamento pretorio:
Leditto pretorio prevedeva una bonorum possessio secundum
tabulus: per essa il pretore esigeva un documento scritto, chiuso e
sigillato con il contrassegno (signum) di 7 testimoni: era il testamento
pretorio.
Numero dei testimoni: il testamento pretorio richiamava il testamento
per aes et libram perch: 5 testimoni + 1 libripens + 1 familiae emptor.
Il testatore chiudeva il tabulae facendo apporre allesterno le firme dei
7 testimoni, in modo tale che tale testamento sarebbe stato valido in
iure civili e in iure praetorio.
In et postclassica il testamento civile fu assimilato a quello pretorio.
Il testamento: invalidit e revoca
Invalidit:
e Inosservanza delle formalit
e Incapacit del testatore
e Vizio di forma dellistituzione dellerede
e Incapacit degli eredi istituiti
e Invalidit dopo la perfezione: sopravvenuta incapacit del
testatore o degli eredi istituiti, sopravvenienza di un figlio, revoca.
e Sopravvenienza di figli: il testamento perdeva validit per il
venire allimprovviso di un figlio dopo il perfezionamento del
testamento; ci accadeva anche per il sopraggiungere di un postumo
(successivo alla morte).
e Revoca: il testamento era revocabile; nello iure civile, era
revocato solo per effetto di un nuovo testamento. Il testamento per aes
et libram sarebbe stato valido anche se il testatore avesse rotto i sigilli
del tabulae ceraeque cancellando tutto o in parte il contenuto, persino se
avesse distrutto il testamento. Pure in iure pretorio un nuovo
testamento avrebbe revocato il precedente, ma il pretore consider la
scrittura e le garanzie essenziali perch una volta che il testatore
avesse distrutto il documento o i sigilli avrebbe dato la bonorum
possessio sine tabulis ai successibili pretori ab intestato.
La istituzione di erede:
Listituzione dellerede poteva essere contenuta soltanto nel
testamento (heredis institutio).
Fu qualificata dai giuristi caput et fundamentum totius
testamenti[inizio e fondamento di tutto il testamento]
Caput: perch il testamento doveva iniziare con la heredis institutio, ma
tale regole perse valore con Giustiniano
Fundamentum: perch nessun testamento era valido senza listituzione
di un erede
Listituzione dellerede doveva essere fatta in modo esplicito con la
qualifica di heres e con il verbo essere Titius heres est[tizio lerede].
Tale forma fu abolita da Costanzo che dispose che la forma poteva essere
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qualunque purch il testatore dichiarava in modo inequivocabile lerede.
Listituzione dellerede poteva essere:
Cum modo
Cum libertate
Cum cretione
Poteva essere istituite eredi 1 o + persone:
Unico erede: erede per intero (ex asse)
Pi eredi: eredi per una quota espressa in dodicesimi (unciae).
Heredis institutio ex certa re: listituzione di erede ex certa re
significava attribuire ad un erede un singolo bene determinato. Ma
sarebbe stato nullo. Dallet classica si adott tale sistema per i casi di
pi eredi per tenere maggior conto della volont del testatore.

La sostituzione volgare: substitutio vulgaris
Era unistituzione di erede sotto condizione sospensiva che il primo
istituito fosse
premorto allo stesso testatore
non avesse accettato leredit
la sua istituzione senza effetti
il chiamato alleredit in subordine rispetto al primo istituito si disse
sostituto (substitutus)
La sostituzione pupillare: substitutio pupillaris
Tale sostituzione presupponeva che Il testatore doveva istituire erede
un discendente soggetto alla sua immediata potestas.
Tale sostituzione consisteva nellistituzione di un erede al pupillo
qualora questi fosse morto ancora impubere (che non ha ancora
raggiunto ladolescenza) e quindi nellimpossibilit di fare testamento.
In sostanza, il testatore nominava un erede al proprio discendente
facendo in sostanza testamento al suo posto. Era un eccezione al
principio del testamento atto personalissimo.
I legati:
Il testamento oltre a contenere listituzione di erede poteva contenere
disposizioni a titolo particolare: tra esse i legati.
Attraverso i legati, il testatore attribuiva alle persone indicate i
legatari singoli beni o diritti sottraendoli dagli eredi. Tale diritto fu
riconosciuto dalla giurisprudenza pontificale.
I quattuor genera legatorum: i giuristi romani individuarono 4 tipi di
legati:
C Legato per vindicationem: doveva essere disposto con le parole do
lego + indicazione dell oggetto + destinatario. Aveva effetti reali e
doveva avere ad oggetto i beni propri del testatore.
C Legato per damnationem: doveva essere disposto con le parole heres
meus damnas esto + persona del legatario + oggetto. Il testatore
faceva in tal modo carico allerede di fare o di dare una prestazione
alla persona indicata. Potevano essere cose del testatore, dellerede o
di terzi.
C Legato sinendi modo: era disposto con parole heres meus damnas-
obbligato - estointegrata con limposizione allerede di consentire che
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il legatario esempio prendesse possesso di una cosa determinata.
Questo doveva appartenere o al testatore o allerede.
C Legato per praeceptionem: era disposto con parole praecipito (far
cadere) preceduto dal nome del legatario e dalloggetto. Poteva
essere disposto in favore di un erede e solo cose del testatore.
Il senatoconsulto Neroniano, le riforme postclassiche e lunificazione
dei tipi di legato:
Con troppi tipi di legato e di conseguenza forme e regimi giuridici
diversi, il senato consulto di Nerone adott in larga scala il legato per
damnationem perch aveva pi applicazioni. Ma la vera unificazione
avvenne con Giustiniano che:
riconobbe gli effetti obbligatori ai legati
riconoscimento degli effetti reali
riconoscimento doppia tutela: reale e obbligatoria.
I legatari e gli onerati:
La testamenti factio passiva si esigeva sugli eredi istituiti e sui legatari.
Lonere dei legatari gravava sugli eredi, non oltre per lattivo
ereditario. Pi eredi istituiti: il testatore avrebbe potuto porre il legato
a carico di:
1 solo
alcuni di essi
I legatari: il momento dellacquisto
I legati avevano effetti dal momento in cui lerede onerato acquistava
leredit e quindi al momento della morte del testatore (erede
necessario) o al momento dellaccettazione delleredit (erede
volontario).
Morte del testatore: dies cedens
I legatari: invalidit, inefficacia e revoca
Invalidit:
Regula Catoniana: il legato invalido al tempo della
realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della
morte del testatore la causa dinvalidit fosse cessata.
Revoca: il legato era soggetto a revoca dal testatore; la revoca
aveva luogo con la evoca stessa del testamento; dallet classica, la
revoca del legato poteva avvenire anche successivamente al
perfezionamento del testamento.
Altre possibili disposizioni testamentarie:
Il testamento poteva contenere:
Manumissio testamento: manumissioni, il testatore dava la libert
ad un proprio servo.
Tutoris datio: il testatore nominava il tutore di un proprio
discendente (eventuale o adottivo) immediatamente soggetto alla
sua potestas.
I fedecommessi:
Il testatore poteva raccomandare informalmente allerede di
compiere una prestazione determinata in favore della persona
indicata nel testamento.
Il fedecommesso non doveva essere disposto in forma imperativa;
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poteva essere disposto nel testamento, nel codicillo, oralmente, con
un cenno di assenso, in forma espressa o tacita
Fedecommessi di libert: mediante fedecommesso poteva essere
disposta la libert di un servo
Fedecommessi particolari: erano fedecommessi che avevano come
possibili oggetti oltre che la libert anche prestazioni analoghe a
quelle dei legati
Fedecommessi universali: si faceva carico allerede di trasmettere
ad altri dopo averla acquistata lintera eredit o una quota di essa.
I codicilli:
Al testamento si affiancarono i codicilli, anchessi a contenere
disposizioni mortis causa.
Era un documento scritto che a differenza del testamento non
richiedeva la sua perfezione.
Potevano essere:
Codicilli confermati: il testamento ne faceva riferimento
Codicilli non confermati: non era fatto riferimento a nessun
testamento.