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DIRITTO ROMANO

753a.C. fondazione 242 a.C 235

Et Arcaica Et Classica Et Post-Classica

242 a.C istituzione pretore peregrino 235 morte Alessandro Severo e fine dinastia 565 Morte Giustiniano

CORPUS IURIS CIVILIS (compilazione giustinianea): (530 d.C. ca) Raccolta di materiale
normativo e giurisprudenziale di diritto romano, voluta dallimperatore Giustiniano, per riordinare l'ormai caotico sistema giuridico dell'impero. Composta da tre parti: 1. Institutiones: 4 libri, libri di testo contenenti le nozioni fondamentali del diritto privato 2. Digesta: 50 libri, raccolta di opere dei giuristi che esprimesvano regole e principi considerati attuali. 3. Codex: 12 libri, raccolta delle costituzioni imperiali Novellae: raccolta costituzioni emanate da Giustiniano dopo la pubblicazione del Corpus Iuris. IUS OGGETTIVO: insieme delle norme che regolano il comportamento dei romani e lorganizzazione della loro citt IUS SOGGETTIVO: conseguenze che lapplicazione delle regole del diritto oggettivo ha sui singoli individui, le situazioni giuridiche in cui essi vengono a trovarsi. LE FONTI DEL DIRITTO ROMANO Fonti di cognizione: Epigrafi: materiale durevole (pietra, metallo, legno) su cui trascritta una legge Papiri Tradizione manoscritta: copiatura di testi antichi, si dividono in giuridiche e extra: Giuridiche: opere dei giuristi e documenti che riportano regole giuridiche o atti relativi allapplicazione di queste. Extragiuridiche: documenti dai quali possiamo desumere indirettamente informazioni sul diritto (opere letterarie, scritti degli storici e linguisti, degli eruditi ecc)

Fonti di produzione in et arcaica:


Mores Maiorum: da cui deriva gran parte dello Ius civile, era il diritto consuetudinario Interpretazione dei pontefici (sacerdoti): linterpretazione che i sacerdoti offrivano dei Mores maiorum a chi andava da loro per consiglio Leges Regiae: le leggi del re Ius Legitimum Vetus: le leggi delle XII Tavole, pubblicate dalla plebe nel 450 a.C. ca, per vincolare i giudici e i sacerdoti nelle loro interpretazioni del diritto. A questo compito, furono chiamati 10 magistrati (decemviri) che misero per iscritto un corpus di leggi che stabilissero criteri di decisione. Ultimato, venne esposta nel Foro. Leggi Comiziali: il magistrato propone la legge, convoca i comizi dove si votava in ordine di ricchezza. Plebis Scita: decisioni della plebe (dal 286 a.C.) Con Lex Hortensia, decisioni della plebe nei comizi tributi si riflettevano anche sui patrizi. Il Ius civile poteva essere utilizzato solo dai cittadini romani ed era immutabile. Con lespansione di Roma, comincia a crearsi il problema degli stranieri. Viene istituito il pretore peregrino (242 a.C), che regola i rapporti giuridici fra romani e stranieri.Crea un nuovo sistema di norme in cui disciplina questi rapporti giuridici, e li rende noti scrivendoli nelleditto. Il diritto creato da questo nuovo pretore peregrino, viene chiamato Ius Honorarium. Col tempo, questo tipo di diritto comincia a diventare migliore dellormai sempre pi obsoleto Ius Civile. A partire dal 200 a.C. circa, anche il pretore urbano comincia a creare diritto, modificando e aggiornando lo Ius civile basandosi spesso dagli editti del peregrino. IUS HONORARIUM: diritto creato dai pretori. I cittadini, di fronte a 2 tipi di diritto vigenti, possono scegliere fra i due. Dal 130 d.C., limperatore Adriano fece codificare leditto del pretore urbano, cos che non potesse essere ancora cambiato. Venne cos meno la funzione innovativa del Ius Honorarium. I

Fonti di produzione in et preclassica e classica:


Edicta magistratuali: gli editti che i pretori scrivevano su delle tavole e affiggevano nel Foro, affinch tutti potessero conoscere le linee guida della loro giurisdizione. Restava valido per tutta la durata del mandato praetoreo (1 anno). I pretori introdussero un nuovo tipo di processo che and a sostituire quello per legis actiones: questo nuovo processo chiamato per formulas, perch basato su un documento scritto detto formula. Con questo processo, i magistrati superarono la rigidit del diritto pi antico. Senatusconsulta: le opinioni del Senato, principale collaboratore del princeps, che dava pareri prima solo in ambito pubblico e successivamente anche in quello privato ai magistrati giurisdicenti, e che soprattutto a partire dal II secolo d.C., introdusse direttamente nuove regole. Divennero quindi la principale fonte di produzione in seguito a mutamenti politici che riassestarono un nuovo equilibrio di forze. Constitutiones Principum: provvedimenti imperiali che riflettevano la sua volont (quel che il principe ha deciso, ha valore di legge dice Ulpiano). Questi, prendevano il nome di constitutiones e si dividevano in edicta (atti normativi di carattere generale e astratto), mandata (ordini e direttive di carattere generale indirizzati ai governatori delle province), rescripta (pareri su questioni giuridiche sottopostogli da privati o funzionari) e decreta (sentenze emessa dal principe sia in campo privato che penale) Interpretatio Prudentium: pareri forniti dai giuristi, che inizialmente si limitavano a riconoscere le leggi gi esistenti, ma col tempo gli imperatori diedero ad alcuni di essi il potere di dar pareri in loro nome, e visto che la volont del principe aveva valore di legge, lo assunsero anche i Responsa Prudentium. Mores Maiorum: notevolmente meno rilevanti rispetto al passato.

Fonti di produzione in et postclassica:


Leges: leggi generali contenute nelle diverse costituzioni imperiali. Con la divisione in due dellimpero, le costituzioni emanate da uno dei due imperatori si rifletteva anche sullaltra met dellimpero. Successivamente per, fu richiesto per questo passaggio un nuovo tipo di constitutione, detta pragmatica sanctio, considerata una forma intermedia tra una legge generale e un rescritto. Compilazione giustinianea Leggi romano-barbariche e barbariche: attorno al V e VI secolo d.C, le popolazioni barbariche costituirono dei veri e propri Stati, che dovevano rapportarsi con lImpero Romano. Questi rapporti furono vari fra tutte le diverse popolazioni, ma qualunque fosse questo rapporto, romani e barbari vivevano insieme e si era venuto a creare un doppio sistema di diritto. Ognuno applicava il proprio diritto. I barbari, per influsso del sistema romano, cominciarono anchessi a compilare delle regole giuridiche; ma anche cera il bisogno di raccogliere le norme che disciplinavano il rapporto fra romani e barbarici. Fra queste raccolte possiamo ricordare la lex romana Wisigothorum e l Edictum Theodorici. Fra le leggi che disciplinavano i soli barbari, ricordiamo la lex Wisigothorum (la pi progredita e sistematica) e la lex Gundebada Consuetudine: nel 212 d.C, quando tutti i sudditi dellImpero divennero cittadini romani, i vari diritti nazionali cessarono formalmente di esistere, ma non nella pratica. Quindi le diverse consuetudini furono portate avanti dai diversi popoli, e Roma non pot far altro che riconoscerle, dando loro un valore spesso anche contra legem.

LE PERSONE
Teoria dei tre Status
1. Status Libertatis: Liberi / Schiavi: i liberi si dividevano a loro volta in ingenui (dalla nascita) e liberti (schiavi liberati) 2. Status Civitatis: cittadini e stranieri 3. Status Familiae: sui iuris (chi non aveva ascendenti maschi) e alieni iuris (chi sottostava al potere di un paterfamilias) II

Capacit giuridica: la piena capacit giuridica di diritto privato era riconosciuta al libero cittadino sui iuris. La capacit di diritto pubblico al maschio cittadino sui o alieni iuris. Capacit di agire: tutti coloro capaci di intendere e di volere. Non venivano considerati tali: gli impuberi, le donne, i furiosi e i prodighi (dalle XII Tavole). Questi soggetti non potevano amministrare autonomamente i propri beni, ma erano tutelati da una persona: un tutore per gli impuberi e le donne, ed un curatore per i furiosi e i prodighi. Questo problema esisteva solo per i sui iuris, in quanto gli alieni iuris non potevano possedere nulla.

La Tutela
Era un istituto potestativo. Qualora una persona ritenuta incapace di intendere e di volere fosse diventato sui iuris, i suoi familiari si preoccupavano di controllare questa persona per salvaguardare le loro aspettative ereditarie. Tutele sugli impuberi: coloro che non avevano raggiunto la maturit sessuale, accertata tramite una inspectio corporis. I tutelati venivano detti pupilli. La tutela era assegnata dal ius civile su una persona di stato libero che a causa dellet non in grado di difendere i suoi interessi. Il tutore era ladgnatus proximus (parente pi stretto in linea maschile). In et arcaica e preclassica il tutore testamentario poteva rinunciare alla tutela con una abdicatio. Il tutore legittimo poteva trasferire il suo potere ad un'altra persona, che veniva chiamata tutor cessicius. Nel periodo successivo alle XII Tavole, i poteri patrimoniali erano diversi a seconda che il pupillo fosse infans o che potesse quantomeno esprimersi. Nel primo caso, il tutore aveva la gestione del patrimonio pupillare, e acquistava in capo a s i diritti e gli obblighi che ne derivavano. Nel secondo caso, gli atti compiuti dal pupillo non erano inesistenti, ma imperfetti. Lintervento del tutore poteva limitarsi alla ratifica di questi atti. Ma, in linea di principio, erano comunque considerati da tutti nulli. Tutela sulle donne: Nellet delle XII Tavole, le donne erano ormai ammesse alla successione ereditaria: succedevano come figlie, nipoti in linea maschile (se padre era gi morto) e mogli in manu. Potevano per amministrare il loro patrimonio solo con lassistenza di un tutore. Ci sono due tipi possibili di tutela: Tutela legitima (o adgnatitia): spettante per legge ai parenti pi stretti in linea maschile. Entrava in funzione solo in caso di mancanza di disposizione testamentaria. Tutela testamentaria: stabilita per testamento dellavente potest sulla donna. I poteri del tutore imposto alle donne si attenuarono per rapidamente, e le donne vennero sempre pi spesso affiancate da un tutore di loro gradimento, a volte scelto personalmente.

Responsabilit del tutore


Il tutore che profittava della sua posizione era ritenuto colpevole di violazione della fides, ed era sanzionato dalle XII Tavole, che prevedevano la possibilit di agire in giudizio contro il tutore legittimo alla fine della tutela, e farlo condannare al doppio del denaro sottratto o illecitamente acquistato. Il tutore testamentario, lazione in giudizio veniva fatta al tutore in carica.

La Cura
Furiosi: pazzi che davano evidenti segni di follia, venivano sottoposti al potere delladgnatus proximus, chiamato curator legitimus. Il furioso era incapace di compiere anche atti illeciti, che quindi non venivano puniti. Il curator non poteva compiere atti personali come lemancipazione o il testamento, poteva bens alienare i beni del furiosus. Prodighi: coloro che dilapidavano il patrimonio familiare con il loro comportamento inconsulto. Non erano automaticamente incapaci, ma potevano essere interdetti dal magistrato (dal 367 a.C dal pretore urbano) con la pronunzia di una formula.

Divisione delle persone in et arcaica


Le cause della schiavit: Prigionia di guerra: causa originaria della schiavit Nascita da madre schiava: gli schiavi non potevano sposarsi, e i nati fuori dal matrimonio seguivano lo status della madre al momento della nascita. III

Deditio: consegna a uno stato straniero di un individuo che aveva violato le regole internazionali tra Roma e quello Stato Vendita Trans Tiberim: il debitore insolvente, chi si era sottratto al servizio militare, il disertore, chi si era sottratto al censimento; venivano venduti al di l del Tevere, in territorio etrusco, come schiavi per i loro acquirenti. Addictio del fur nocturnus al derubato: secondo le XII Tavole, il ladro sorpreso in flagrante veniva assegnato in schiavit al derubato. Vendita del filius da parte del paterfamilias: venduto dal pater ad un altro pater cui il filius aveva commesso un illecito. Con gli ultimi due casi, sembra indebolirsi la teoria per cui il principio secondo il quale un romano non poteva essere schiavo in patria ,fosse originario. Modi di liberazione dello schiavo Manumissio testamento: dichiarazione di ultima volont del dominus, che donava solennemente la libert al proprio schiavo Manumissio vindicta: davanti al magistrato, prevedeva un accordo tra il dominus e una persona di fiducia (adsertor libertatis) che dichiarava che lo schiavo era di condizione libera, toccandolo con una bacchetta (vindicta). Il dominus non rivendicava il suo diritto di potestas, ma taceva. Il magistrato ratificava la vindictio dichiarando la libert dello schiavo. Manumissio censu: era la richiesta del dominus al censore di iscrivere lo schiavo nelle liste del censo. Poteva essere fatta solo in occasione del censimento, ogni 5 anni. Anche successivamente alla manomissione, il liberto rimaneva legato allex dominus, che diventava il suo patronus, ed era vincolato a determinate prestazioni e comportamenti, come lobsequium [manifestazione di deferenza sociale, espressa anche con una salutatio matutina] Modi di acquisto della cittadinanza romana Nascita: il figlio legittimo di un cittadino, o figlio naturale di una cittadina. Manomissione: schiavo liberato dal dominus Concessioni individuali e collettive da parte della civitas: comizi, con una legge comiziale, potevano dare la cittadinanza a persone o intere comunit. Annessione di un territorio conquistato: annessione di un territorio, rendeva i suoi abitanti cittadini. Esercizio del ius migrandi da parte dei latini: i latini avevano il diritto alla cittadinanza trasferendosi a Roma. Modi di perdita della cittadinanza romana Perdita della libert: status libertatis strettamente collegato con cittadinanza Acquisto di unaltra cittadinanza: inesistente la doppia cittadinanza Condanna penale: chi veniva dichiarato sacer, e ai condannati a morte che riuscivano a fuggire da Roma Partecipazione a una colonia latina

Gli Stranieri
Nel 493 a.C, Roma strinse un accordo militare e politico con i membri appartenenti alla lega latina. I cittadini di queste citt venivano chiamati latini prisci. Questi, godevano di alcuni privilegi nel territorio delle altre citt latine: 1) Ius migrandi: diritto di acquistare la cittadinanza romana trasferendosi a Roma 2) Ius suffragii: diritto di votare qualora si trovassero a Roma il giorno in cui si riunivano i comizi 3) Ius commercii: diritto di compiere la mancipatio e il nexum 4) Ius conubii: diritto di sposare un cittadino romano. Il latino che sposava la cittadina romana per, non acquistava su di lei la manus.

IV

Divisione delle persone in et classica Liberi e schiavi


Il numero degli schiavi crebbe enormemente in questo periodo. Si and sviluppando una divisione degli schiavi: chi continuava ad essere sfruttato in modo inumano lavorando nei latifondi, e chi, per competenze pregresse o particolari doti personali, svolgeva compiti che garantivano una vita assai migliore (chi doveva occuparsi delleducazione dei figli del dominus, chi veniva preposto alla gestione di unimpresa). Gli schiavi vennero inseriti nella categoria delle res mancipi.

Cause schiavit
Prigionia di guerra, deditio e nascita da madre schiava. La differenza in questultimo modo dacquisto era che il figlio nasceva libero sia se la madre era libera al momento del concepimento e schiava alla nascita, sia se era schiava al concepimento e libera alla nascita. Nuove forme di manomissione: Le antiche forme di manomissione cominciarono ad essere poco utilizzate o semplificate, ed accanto ad esser si affermarono nuovi modi di liberare uno schiavo, detti manomissioni pretorie. 1. Manumissio inter amicos: dominus dichiarava dinanzi a un gruppo di amici di voler dare la libert allo schiavo 2. Manumissio per epistulam: dominus inviava allo schiavo una lettera nella quale dichiarava lintenzione di liberarlo 3. Manumissio per mensam: consisteva nellammettere lo schiavo a un banchetto, in mezzo ai propri amici. Non veniva esplicitata, ma la volont di liberare lo schiavo risultava dal comportamento del padrone. Leggi limitative delle manomissioni Lex Fufia Caninia: (2 a.C) stabiliva un rapporto tra numero di schiavi posseduti e numero di schiavi che si potevano liberare. Pi alto il numero degli schiavi posseduti, meno se ne possono manomettere. Lex Aelia Sentia: (4 d.C) stabiliva la nullit delle manomissioni in frode ai creditori e stabiliva un limite det per chi manometteva e chi veniva manomesso. Dominus doveva avere almeno 20 anni, e schiavo non meno di 30 anni. Manomissioni che andavano contro questa legge non erano nulle, ma conferivano ai manomessi lo status di latini Iuniani. Trattamento degli schiavi: nuove regole giuridiche Qualora un dominus venisse ucciso, tutti i suoi schiavi dovevano essere torturati e messi a morte. Se uno schiavo rivelava il nome dellassassino, veniva risparmiato e liberato. Luccisione dello schiavo altrui veniva visto come un crimine, e non come una forma di danneggiamento Il dominus sarebbe stato punito per luccisione del proprio schiavo, o se lo abbandonava perch malato Oltre linserimento di una clausola nella vendita dello schiavo che ne impediva luso per prostituzione, venne prolungata questa clausola anche per le successive vendite. Se dopo linserimento di suddetta clausola, il venditore tollerava comunque che il compratore la prostituisse, lo schiavo era libero.

Sui e alieni
La capacit di agire dei figli, peculium e responsabilit patrimoniale paterfamilias Incapacit patrimoniale figli uguale a quella schiavi e poneva gli stessi problemi. Questo peculio era per una sorta di inizio di autonomia per i figli, che accresse quando fu istituito il peculium castrense (ci che il figlio acquistava durante il servizio militare). Augusto ammise che il filiusfamilias potesse disporne per testamento, quindi venne considerato come un patrimonio autonomo. La capacit delle donne Limperialismo romano modific profondamente la condizione femminile. Con gli uomini impegnati nelle campagne belliche, erano le donne che de facto, disponevano del proprio patrimonio senza pi nessun tipo di tutela, che and sempre pi affievolendosi nel tempo. V

I minori di 25 anni Anche se il minore di 25 anni era giuridicamente capace di agire, gli atti da lui compiuti rischiavano di essere tutti impugnabili secondo il ius honorarium, a causa di tutti gli strumenti di tutela che il pretore concesse alla categoria per difendersi da tentati raggiri. La conseguenza fu dunque che ben pochi erano disposti a stipulare atti con i minori, e quindi furono loro stessi a chiedere ai pretori di nominar loro un curatore che garantisse con la sua presenza lassenza di circonvenzione e errore; questo curatore, inizialmente presente solo alla conclusione dellatto, con MarcAurelio divenne permanente. I minori di 25 anni diventarono cos una nuova categoria di incapaci. Divisione delle persone nellet postclassica Fine del modo di produzione schiavistico Con la fine delle grandi guerre di conquista, il numero degli schiavi era fortemente diminuito. Contribuirono a questo la diffusione del cristianesimo (i domini cominciarono a manomettere tutti i propri schiavi per adeguarsi ai precetti religiosi) e il conseguente aumento del prezzo degli schiavi. I proprietari terrieri non potevano pi servirsi esclusivamente del lavoro servile, inoltre non era interesse del padrone diminuire il suo patrimonio sottoponendo i suoi schiavi a eccessive fatiche. Prese piega dunque il lavoro salariato dei liberi, in definitiva pi conveniente. Le famiglie degli schiavi o dei coloni non potevano essere separate per divisioni testamentarie, e a nessun uomo dellimpero era permesso infierire sui propri schiavi senza una causa stabilita dalla legge. In pi, ogni cittadino poteva rivendicare la libert di una schiava costretta a prostituirsi senza affrontare nessuna spesa processuale. Non ci fu mai labolizione della schiavit, ma un riconoscimento da parte del diritto giustinianeo che la condizione di schiavo era contraria al diritto naturale. Capacit patrimoniale e il processo di libert Il peculium divenne un titolo dello schiavo se egli non avesse debiti con il dominus, principio recepito dal diritto giustinianeo. Giustiniano nel 528 permise a tutti gli schiavi di potersi difendere personalmente in giudizio. La maggiore fonte di schiavit in questepoca era la nascita da madre schiava. Acquisto dello stato libertatis Nel 531, Giustiniano stabil che la schiava concubina del dominus diventasse libera se egli moriva senza testamento, insieme ai figli nati dallunione. Chi aveva vissuto per 20 anni (poi ridotti a 16 nel 331) in buona fede come libero, acquistava la libert. Lo stesso Costantino, riconobbe valore alla manumissio in sacrosanctis ecclesiis (manomissione cristiana realizzata attraverso una dichiarazione di volont alla presenza di correligionari e del vescovo), e ancora abrog i limiti delle manomissioni imposte dalla lex fufia caninia, la Lex Aelia sentia e la categoria dei latini Iuniani. Qualunque tipo di manumissio dunque, oltre la libert, conferiva la cittadinanza romana. Il Colonato Per arginare il veloce calo di entrate dovute al lavoro salariato, l autorit pubblica introdusse progressive limitazioni alla libert dei lavoratori agricoli. Questi provvedimenti portarono alla configurazione del colonato come istituto fortemente limitativo della libert personale, ed agirono in due diverse direzioni: impedirono al colono di abbandonare la terra; impedirono al proprietario della terra di allontanarvi il colono. Sul finire del IV secolo, i coloni erano nei fatti schiavi della terra Fonti del colonato Nascita da madre colona Colui che, pur avendo la forza di lavorare, fosse stato sorpreso a mendicare sarebbe diventato il colono del denunziante Chi vive 30 anni da colono, ed anche i suoi discendenti Liberazione dallo status di colono Dominus donava il fondo al quale il colono era legato allo stesso Assunzione di determinate cariche ecclesiastiche o dello stato monacale Usucapione per chi aveva vissuto per un periodo di 20 anni come libero VI

Romani e peregrini Tutti gli abitanti dello sterminato impero erano romani. I peregrini erano solo i barbari che vivevano oltre i confini imperiali, di cui peraltro i romani non tenevano conto. Acquisto e perdita della cittadinanza Pressappoco le stesse dellet classica. Sui Iuris e Alieni Iuris Qui ci furono profondi mutamenti nel corso dei secoli, dovuti tra le altre cause, al venire meno del valore dei vincoli agnatizi e allacquisto di valore della cognatio Rapporti tra patres e filiifamilias Gli imperatori cominciarono a punire i padri che abusavano della patria potestas sui figli, Costantino stabil la poena cullei (punizione per il parricida) per il padre che uccideva il figlio. Le infrazioni pi gravi dei figli dovevano essere punite da appositi funzionari imperiali. Il potere di correzione dei padri sui figli non era pi in immensum (senza limiti) Capacit patrimoniale del filiifamilias Progressiva piena capacit patrimoniale dei filiifamilias, con progressivi ampiamenti della libert di avere un patrimonio di un figlio, con il pater che non poteva disporre dei beni lasciati in eredit dalla madre (e dagli ascendenti materni successivamente) al figlio. Acquisto ed estinzione della patria potestas Adoptio: prima dinanzi al pretore, in questepoca probabilmente davanti alla curia della citt. Nella parte imperiale, diffusa ladoptio in forma privata scritta, esplicitamente vietata dalle costituzioni imperiali. Giustiniano stabil che ladoptio dovesse venire compiuta dinanzi a un funzionario imperiale, alla presenza delladottato, del padre originario e delladottante. Adrogatio: Diocleziano ammise che anche le donne potessero adrogare, senza acquisire la patria potestas, e solo per consolare la donna dalla perdita dei suoi figli, attraverso la creazione di un legame di parentela Emancipatio: la progressiva libert patrimoniale del filiifamilias rese quasi inutile lemancipatio, che nellet di Costantino si realizzava attraverso una semplice dichiarazione del pater alla presenza di un funzionario imperiale e del filius La tutela: donne e impuberi Progressivamente, la tutela si trasform da potestas a dovere a vantaggio della persona che vi era sottoposta. Scomparve la tutela muliebre. Rimase la tutela sugli impuberi, con il legame cognatizio che prese il sopravvento su quello agnatizio. I tutori inoltre furono ulteriormente limitati dal punto di vista patrimoniale, non potendo pi alienare i beni mobili di maggior valore, e potendo riscuotere i crediti dei pupilli solo se autorizzati dal magistrato. I minori di 25 anni Posizione equiparata a quella degli impuberi. Pazzi e prodighi I pazzi erano sottoposti a curatela per tutta la vita, tranne per i periodi in cui riacquistavano le loro capacit mentali (lucida intervalla) durante il quale gli atti da loro compiuti erano validi.

FAMIGLIA E PARENTELA
Ci che accumunava tutti i membri di una familia, era la comune sottoposizione al paterfamilias. Si possono identificare due tipi di famiglie: 1) familia proprio iure: gruppo di persone sottoposte allo stesso paterfamilias. Aveva un organizzazione patriarcale, patrilineare e patrilocale. A capo di ciascun gruppo familiare stava un paterfamilias, e la sottoposizione dei figli ai padri durava finch il pater era in vita 2) familia communi iure: composta dai parenti in linea maschile, un insieme di parenti legati da vincoli di parentela agnatizia I vincoli di parentela avevano rilevanza solo entro il sesto grado.

VII

Lagnatio era la sola parentela originariamente rilevante dal punto di vista giuridico. Legava coloro che discendevano in linea maschile da un capostipite maschio comune, indipendentemente dai vincoli di sangue (anche i figli adottivi e le mogli in manu. Sia in linea retta che in linea collaterale. La linea retta univa gli ascendenti e i discendenti. In linea collaterale si calcolava la parentela comune e il grado. Padre e figlio, in linea retta, erano agnati di primo grado. Due fratelli, erano agnati di secondo grado (dal figlio al padre, dal padre alla figlia). La parentela agnatizia nasceva per nascita da iustae nuptiae, adrogatio, adoptio e manus. La cognatio era invece il legame di sangue, che aveva ben poca rilevanza ai fini giuridici. Essere sottoposti a un paterfamilias significava non essere titolari di alcun diritto. Il pater era il soggetto cui facevano capo tutti gli interessi del gruppo, tranne quelli negativi contratti dai figli: se un figlio alienava dei beni, questi atti non diminuivano il patrimonio paterno n lo vincolavano in alcun modo. Nel campo del diritto pubblico invece, una volta raggiunta la maggiore et, i maschi acquisivano la capacit politica. Il nome familiare Lappartenenza a una famiglia era riconosciuta attraverso un cognomen. I maschi avevano inoltre un nome personale e i patrizi avevano, come terzo nome, quello della gens cui appartenevano. Dal sistema dei tria nomina erano escluse le donne, che venivano chiamate col nome della gens al femminile. I poteri del pater I poteri paterni sui diversi componenti della famiglia avevano nomi diversi: dominica potestas sugli schiavi, patria potestas sui filii, manus sulla moglie e le mogli dei figli, dominium ex Iure quiritium sulle cose. Queste erano le frammentazioni di un unico originario potere, il mancipium.

La Patria Potestas
Il potere del padre sui discendenti era originariamente illimitato. Il primo potere era di decidere se accettare il nascituro come figlio, oppure rifiutarlo ed esporlo, ovvero abbandonarlo al suo destino: questa decisione andava presa nel momento successivo alla nascita. Una lex regia, attribuita a Romolo, limit questo potere, ponendo delle sanzioni economiche (confisca di met del patrimonio) a carico di chi esponeva un figlio maschio o la primogenita femmina (un numero eccessivo di figlie femmine era un serio problema economico, soprattutto a causa della dote). Un ulteriore diritto era il ius vitae ac necis, ovvero il diritto di vita e morte, che poteva essere esercitato per i maschi quando essi si erano resi colpevoli di crimini contro lo stato o avevano attentato alle istituzioni; per le figlie femmine, qualora avessero perso la pudicitia con lo stuprum, ovvero qualunque rapporto sessuale fra una donna onesta (non prostituta) al di fuori del matrimonio o del concubinato. Altro diritto era lo ius vendendi, ovvero venderli ad un altro paterfamilias in una condizione nei fatti identica alla schiavut (causa mancipi). Questo potere era inizialmente illimitato, se il figlio fosse stato liberato da questo vincolo dalloriginale acquirente, egli tornava sotto il potere del proprio pater. Le XII Tavole stabilirono per che, alla terza vendita, la patria potestas su quel figlio veniva perduta. Modi di acquisto Nascita Adozione: esistevano due forme di adozione: Adrogatio: solenne interrogazione dove larrogante chiedeva allarrogato se accettava di entrare nella sua familia, davanti ai comizi curiati convocati dal pontefice massimo. Larrogato era un paterfamilias, che perdeva dunque lo status di sui iuris. Poteva essere compiuta da maschi adulti sui iuris, le donne non potevano n adrogare ne essere adrogate, cos come i maschi impuberi. Adoptio: passaggio di un filiusfamilias da una familia a unaltra. Venne introdotta in et posteriore alle XII Tavole. Veniva realizzata compiendo la emancipatio e quindi recandosi dinanzi al pretore, ove ladottante rivendicava ladottando come suo figlio, mentre lex padre taceva ritirandosi. Rompeva i

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vincoli di agnazione, il filius perdeva ogni aspettativa ereditaria e lacquistava nei confronti dei nuovi. Accessibile solo ai cittadini maschi.

Cause di estinzione della patria potestas Morte Caduta in prigionia: sia del pater che dei filii Mutamento di cittadinanza: sia per il pater che per i filii Lassunzione di carica sacerdotale Emancipatio: unico modo volontario di estinzione, il pater rendeva sui iuris il figlio emancipandolo, con la complessa procedura delle tre vendite: veniva venduto a una persona di fiducia, che lo manometteva, il padre glielo rivendeva e laltro lo manometteva nuovamente, il padre lo vendeva per la terza volta e questa volta lacquirente, invece di manometterlo, lo vendeva allex-padre, con cui per non cera pi il rapporto di patria potestas, ma quello di patronato. Le figlie e i parenti diversi dai figli venivano liberati dopo la prima vendita. Manus Modi di acquisto Confarreatio: Rito religioso riservato ai patrizi, gli sposi si dividevano una focaccia di farro. Cadde ben presto in desuetudine. Linizio del matrimonio continu a essere accompagnato da riti nuziali che non trasferivano la donna nella familia del marito, cos questi riti vennero affiancati da atti appositamente previsti per produrli, la coemptio e lusus. Coemptio: Applicazione della mancipatio. Con la coemptio, il marito acquista la manus della moglie. Era usata dai plebei, ma la confarreatio patrizia cadde in desuetudine, e la usarono anche i patrizi Usus: Forma speciale di usucapione. Dopo un anno di convivenza, il marito usucapiva la manus sulla moglie. Condizione della moglie in manu Si trovava in condizione di figlia se il marito era sui iuris, in condizione di sorella del marito se questi era alieni iuris. I poteri del titolare della manus Pi o meno gli stessi poteri di un paterfamilias. Il marito aveva diritto di uccidere la moglie se questa beveva vino (perdita freni inibitori, in pi allepoca si pensava che diminuisse la fertilit) o commettesse adulterio. Modi di estinzione della manus Diffarreatio: cerimonia solenne uguale e contraria alla confarreatio (nel caso di matrimonio con confarreatio) Remancipatio: nuova mancipatio uguale e contraria alla coemptio Emancipazione: con il matrimonio tramite usus, il titolare della manus emancipava la moglie e il padre rivendicava la patria potestas Per morte, caduta in schiavit e cambio cittadinanza del titolare. Se questo era il marito, la donna diventava sui iuris. Rapporto tra patresfamilias e filiifamilias in et classica La teoria che drammatizza gli effetti della patria potestas appare pi convincente di quella che li minimizza. Nella realt romana preclassica e classica, esistevano diversi modelli di famiglia. Non cera un modello unico di tipica famiglia romana. Ma invece se ne possono diversificare tre tipi: la famiglia patriarcale: tutti uniti sotto un unico patresfamilias la famiglia nucleare:che tendeva a emergere sia per influsso del cristianesimo, sia per ragioni interne alla societ pagana la famiglia mista Il parricidio poteva essere una ossessione per lalieni iuris adulto, e proprio per evitare il dilagarsi di questo reato, la pena prevista era la poena cullei: il parricida veniva chiuso in un sacco con un cane,
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una gallina, una vipera ed una scimmia, il sacco veniva issato sul carro, che veniva trainato da un bue nero fin sulle rive del tevere, dove il sacco veniva gettato nel fiume. Prima che una pena, questo era un rituale religioso, un rito solenne al quale si faceva ricorso quando si temeva che lira divina ricadesse sulla comunit. Il senatoconsulto Macedonianum Sotto Vespasiano, tra il 69 ed il 79 d.C., venne approvato un senatoconsulto che toglieva la tutela processuale ai crediti concessi ai filiifamilias. Questo provvedimento era stato preso proprio per evitare i parricidi, rimuovendo la possibilit di concedere mutui ai filiifamilias che poi, costretti a pagare il debito, arrivavano ad uccidere il padre. Cos facendo per, si limitava pi di quanto non lo fosse gi lincapacit patrimoniale dei filii, che erano ancora pi oppressi dalla loro condizione. Questo provvedimento quindi, invece di risolvere il problema, contribu al suo sviluppo. In et Postclassica I nuovi principi cristiani avevano addolcito il rigore dei rapporti fra il paterfamilias e i suoi sottoposti. Questo cambiamento per forse non era del tutto dovuto alla religione. Con lavvento del principato, i capi dei diversi gruppi familiari erano tutti uguali tra loro, tutti quanti adesso erano assoggettati ad un potere che mortificava la loro tradizionale autorit. Questo aveva inevitabilmente portato a un cambiamento della loro psicologia e del loro stile di vita. Avevano cominciato dunque a trattare con maggiore umanit gli schiavi ed a rispettare i desideri e lautonomia dei figli adulti Nuovi limiti alla patria potestas Nel 395 fu stabilito che al padre spettasse semplicemente un potere correzionale nei confronti del figlio, e che qualora le infrazioni dei figli fossero di tal gravit da richiedere lirrogazione di pene vere e proprie, allora se ne sarebbe dovuto occupare lo stato. Questo contribu a cancellare definitivamente il ius vitae ac necis, come riportato nel codice giustinianeo. Controcorrente rispetto allevoluzione generale che il diritto romano intraprese in quegli anni, venne autorizzata la vendita dei neonati, solo per a causa di una insostenibile miseria. Fu fatto perci solo per consentire la sopravvivenza alle vittime delle continue e devastanti crisi economiche. La capacit patrimoniale dei filiifamilias Si afferm progressivamente la quasi piena capacit patrimoniale. Il pater prima, pur rimanendo il titolare dei beni del figlio, non poteva disporne. Poi gli fu tolto anche questo diritto di propriet e gli fu concesso il semplice usufrutto dei beni. La totale capacit patrimoniale non venne affermata per neppure nel diritto giustinianeo. Adgnatio e cognatio Diminuiva sempre pi limportanza dellagnatio a favore della cognatio. Si apr ladrogatio anche alle donne, che potevano essere adrogate e anche adrogare, ma solo per confortarsi della perdita di uno dei suoi figli. Quando nel 530 Giustiniano abol le antiche formalit per compiere un adoptio, queste non erano pi in uso da secoli. Ora, avveniva davanti ad un funzionario imperiale, dovevano essere presenti ladottante, il pater originario e ladottando, che doveva dare il suo consenso. Lemancipatio, per essere valida, ormai de facto necessitava semplicemente di una dichiarazione paterna resa dinanzi a un funzionario imperiale, alla presenza del figlio. Lemancipatio perse valore, a causa del progressivo riconoscimento della capacit dei filiifamilias in aggiunta alla diminuzione di importanza della agnatio a fini ereditari.

IL MATRIMONIO
ETA ARCAICA Gli sposi dovevano avere la capacit matrimoniale, chiamata conubium. Le persone libere e cittadini romani puberi ne erano dotati. I matrimoni con lo straniero e quello fra patrizi e plebei non avevano effetti giuridici. Il matrimonio era preceduto da un periodo di fidanzamento, celebrato con un rito conosciuto come sponsalia, che consisteva in una promessa di matrimonio nella forma della sponsio. Non bisognava essere puberi per la sponsalia, ma cera comunque un limite det posto a sette anni. Fra i diversi riti nuziali, lunico che trasferiva la donna nella famiglia del marito era la confarreatio. X

Doveri della moglie, poteri del marito Il marito aveva gli stessi poteri di un paterfamilias, lunica differenza stava nel ius vitae ac necis. Laddove il pater poteva valutare a suo insindacabile giudizio in quali casi punire la figlia con la morte, il marito poteva ucciderla solo in due casi: commettere adulterio, e bere vino. La ratio di questa motivazione pi probabile che bevendo, le donne perdevano il controllo e quindi potevano commettere pi facilmente adulterio e pi in generale comportarsi in modo disdicevole. Un altra ipotesi quella che porta a pensare che i romani credessero che il vino avesse capacit abortive. Esisteva un antico costume, chiamato ius osculi, per cui era concesso ai parenti pi stretti baciare le donne della famiglia, con lo scopo di controllare che la donna non avesse bevuto. La nascita del matrimonio sine manu Il progressivo diffondersi dellusus fece nascere il cosiddetto matrimonio sine manu. Una norma delle XII Tavole stabiliva che la moglie potesse evitare di passare in manu del marito, allontanandosi ogni anno per tre notti dalla casa coniugale prima che scadesse il termine dellusus di un anno. Questo istituto conosciuto come trinoctium o trinoctis usurpatio. Questa decisione era verosimilmente presa dal paterfamilias della sposa daccordo con il marito, e non dalla donna. Lo scioglimento del matrimonio Questa possibilit era concessa solo al marito, che poteva chiederlo liberamente solo in alcuni casi tassativamente previsti: avvelenamento della prole sottrazione delle chiavi della cantina adulterio In mancanza di giustificazione, met del patrimonio del marito sarebbe andato alla moglie, e laltra met sarebbe stata consacrata a Cerere. Un altro modo possibile per divorziare si presentava qualora venisse meno la volont del paterfamilias. Il padre infatti, poteva interrompere il matrimonio della figlia senza darne ragione Rapporti patrimoniali fra coniugi Il matrimonio era accompagnato dallo spostamento di una certa quantit di beni dal paterfamilias della donna al marito. Questa era la dote, che contribuiva a sostenere i pesi economici del matrimonio. Nel caso di matrimonio cum manu di una donna sui iuris, lintero patrimonio della donna passava al marito a titolo di dote, che andava restituita al momento dello scioglimento del matrimonio. Il concubinato Il concubinato lunione stabile tra un uomo e una donna, che non pu essere riconosciuta come matrimonio o per mancanza di conubium di almeno uno dei due, o perch non formalizzato attraverso un rito nuziale. Questo era molto diffuso e non visto malvolentieri, tanto che veniva considerato come una sorta di matrimonio di seconda classe. ETA CLASSICA A partire dal secolo II a.C, il matrimonio cum manu cadde in disuso. Il matrimonio non veniva ormai pi celebrato n con la confarreatio n con la coemptio, ma veniva contratto senza alcuna formalit costitutiva, anche se veniva sempre accompagnato da cerimonie solenni, che rendevano di pubblico dominio la nascita del nuovo focolare domestico. Queste celebrazioni per non avevano nessun valore costitutivo, ma erano semplici solennit sociali per distinguere il matrimonio dal concubinato. Il matrimonio andava sempre pi esistendo quando due persone fornite di conubium stabilivano una convivenza accompagnata dalla maritalis affectio, ovvero lintenzione di essere marito e moglie. Accanto allaffectio dei coniugi, se questi erano alieni iuris, era necessaria la volont dei loro paterfamilias, che ovviamente aveva la meglio su quella dei figli: se un filiusfamilias obbligato dal padre a sposarsi, il suo matrimonio valido. Il matrimonio era liberamente scelto dai coniugi solo se questi erano sui iuris. I romani si sposavano per convenienza sociale (era giusto sposarsi a una certa et) e perch il

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matrimonio era un dovere civico. Nelle classi alte, il matrimonio serviva a stringere alleanze politiche, e per questo i patrizi erano soliti sposarsi pi volte: al mutamento di queste alleanze, dovevano essere suggellate da un matrimonio. La posizione successoria e il ius honorarium I pretori modificarono la successione ereditaria, dando vita alla bonorum possessio. Questa aveva permesso alle donne in manu di poter ereditare da due famiglie contemporaneamente. Inoltre, si era ammesso che la moglie, anche se sine manu, potesse succedere al marito. Alle ricchezze ereditate dal padre, si aggiungevano quelle che potevano ereditare da altri parenti. Le continue guerre inoltre, avevano fatto si che, grazie a queste nuove regole, molti patrimoni finissero per essere gestiti dalla donne. Il disagio creato da questa situazione era forte, cos intervenne la giurisprudenza, che nellinterpretare la lex Voconia (che le aveva attuate), stabil che le sole adgnatae ammesse alla successione ereditaria fossero quelle entro il secondo grado, quindi le sorelle. La crisi del matrimonio Sul finire della Repubblica, erano ormai evidenti le manifestazioni di un calo della natalit, di cui i romani attribuivano la colpa alle donne, che secondo loro non volevano figli per meglio sfruttare le loro nuove libert. Augusto prov a migliorare questa situazione, che stabil lobbligo di matrimonio per tutti gli uomini tra i 25 e i 60 anni, e per tutte le donne tra i 20 e i 50. Chi non lo faceva era considerato caelebs, ed era punito con la perdita del diritto a ricevere eredit. Inoltre, stabil che gli orbi (coloro che non avevano figli), potessero ricevere per testamento solo la met di quanto era loro destinato. Leggi augustee in tema di adulterio Augusto cerc inoltre di innovare la legislazione in tema di adulterio con la lex Iulia de adulteriis, che aveva un chiaro e profondo intento moralizzatore. Questa legge, faceva diventare ladulterio un crimen, ovvero un reato pubblico: il marito e il padre della donna colpevole avevano 60 giorni per denunciare ladultera. Scaduto il termine, il diritto di accusa passava agli estranei nel termine di quattro mesi. La pena era la relegatio in insulam per ladultera e il complice, accompagnata da pesanti sanzioni patrimoniali. In caso di sorpresa in flagranza di reato allinterno delle mura domestiche: il padre poteva uccidere la figlia colpevole e il suo complice, solo per nel momento in cui li sorprendeva, giustificato dallo stato dira. Il marito non poteva uccidere la moglie adultera, ma solo il complice, solo se questi era schiavo o liberto. Queste leggi furono assolutamente inefficaci. La tradizione secondo la quale ladulterio era una faccenda privata era troppo radicata perch i romani accettassero unintrusione dello Stato. A questo si deve la scarsit di notizie sui processi per adulterio che, anche se compiuti, venivano quasi sempre non denunciati. La nascita della morale di coppia La soluzione a questa crisi fu la conseguenza dei profondi mutamenti sociali e psicologici legati al cambiamento del regime politico. Con il passaggio dalla repubblica al principato, il paterfamilias doveva assumere limmagine del marito fedele e rispettoso, avendo perso la maggior parte dei poteri prima posseduti sulle potestas. Rispetto al passato, ora la moglie doveva essere una compagna, una persona da rispettare e con la quale presentarsi in societ. Alla fine del II secolo d.C, si era affermata ormai una vera e propria morale di coppia, che si diffuse presto anche fra i plebei.: le classi pi basse infatti, vedevano in questa autorepressione lo strumento del loro riscatto morale e sociale. Dimostrandosi capaci di autodeterminarsi, essi confermavano il loro status di cittadini liberi. Scioglimento del matrimonio Per volont dei coniugi: bastava che i coniugi smettessero di convivere. Le frasi solenne che continuavano ad accompagnare il divorzio (fra tutte, tuas res tibi habeto prendi le tue cose), erano formalit destinate a rendere esplicita la volont di divorziare; la libert di divorzio era ormai totale. Per ragioni diverse dalla volont dei coniugi: o volont del paterfamilias. Questo diritto cominciava per ad essere visto come un sopruso, fino al punto che si era arrivati a stabilire che la volont dei coniugi, se in

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contrasto con quella paterna, aveva la prevalenza. Infine, l abducere filiam cess di essere una delle cause del divorzio. o Venir meno del conubium: se un coniuge perdeva lo status libertatis o lo status civitatis Nel matrimonio fra nobili, che come abbiamo gi detto era pi frequente sia per le ragioni per cui veniva contratto (alleanze politiche) sia per inesistenti problemi economici, era molto comune sostituire le mogli sterili, visto che per la classe dominante, avere figli era una vera questione di sopravvivenza. A questo proposito, a Roma esisteva una pratica molto singolare chiamata locatio ventris, con cui i romani, per avere un figlio, si scambiavano le donne fertili. Era un vero e proprio prestito di mogli, che divorziavano dai mariti per risposarsi immediatamente con luomo che aveva bisogno di un figlio, per poi risposarsi col vecchio marito. La pratica dellaborto pare fosse piuttosto diffusa. I romani erano contrari allaborto non per motivi religiosi come potrebbe essere adesso, ma per ragioni di tipo sociale. La donna che abortiva prendendo autonomamente questa decisione, defraudava il marito del diritto perpetuo di controllare la moglie e la discendenza. Per questo, alla donna incinta cominci ad essere nominato un custode, chiamato curator ventris. Laborto, che per secoli era stato un fatto privato, proprio come ladulterio, a partire dal II secolo d.C fu cominciato ad essere punito con pene pubbliche, perch era inaudito che una donna potesse impunemente defraudare il marito della prole. ETA POSTCLASSICA Si andavano sempre pi espandendo i preconcetti del cristianesimo. A riguardo del matrimonio, i romani pagani, non potevano accettare che il consenso dato inizialmente fosse irrevocabile come voleva la dottrina cristiana. Scioglimento del matrimonio Divorzio: era ormai un atto formale, con una serie di circostanze in presenza delle quali il divorzio era sottoposto a delle penalit. Si possono dare tre classificazioni di divorzio: 1. Ex iusta causa: per iniziativa di uno solo dei coniugi, solo se un coniuge si era macchiato di uno dei seguenti peccati: aver attentato alla vita del coniuge (unica causa comune) Per il marito, le colpe erano: aver tentato di prostituire la moglie, avere una concubina. Le colpe della moglie: adulterio, recarsi ai banchetti o ai bagni senza il consenso del marito. Nel diritto giustinianeo, la sanzione per la moglie adultera era la reclusione in un convento. Qualora mancassero queste circostanze, il ripudiante era sanzionato con la perdita della dote, e con la statuazione della sua incapacit a contrarre matrimonio per un certo lasso di tempo. 2. Sine ulla causa: per iniziativa di una sola parte, al di fuori dei casi previsti dalla legge, e come i precedenti erano variamente puniti. 3. Communi consensa: decisi concordamente dalle parti, senza bisogno di un giusto motivo. Ragioni diverse dalla volont dei coniugi: perdita status libertatis e civitatis. Con Giustiniano, venne modificata la regola nei casi di captivitas: questa infatti non produceva pi effetti immediati, ma il coniuge rimasto libero non pu contrarre matrimonio fino alla notizia certa della morte del coniuge in captivitas o, in caso di incertezza, per cinque anni. Colui che si risposava era sottoposto a delle sanzioni pecuniarie. Ladulterio Nel 339, venne sostituita la pena della relegatio in insulam con la pena di morte, bruciando gli adulteri sul rogo oppure con la nota poena cullei. In pi, le restrizioni poste dalla lex Iulia al ius occidendi del marito, vennero a cadere, pur tenendo fermo che luccisione della moglie non era legittima. Ma pun questo omicidio con pene molto pi leggere rispetto a quelle normali previste per il reato. Gli imperatori cristiani continuarono inoltre ad adeguarsi ai criteri della vecchia morale: alla fedelt coniugale continuavano a essere tenute solo le donne. Nel 556 invece, Giustiniano stabil che alladultera fosse evitata la pena di morte, ma doveva essere chiusa in monastero fino al XIII

perdono del marito. Se questo non arrivava, o il marito moriva prima del perdono, doveva restarci a vita. Ladulterio fu il primo reato punito con una sanzione equiparabile allergastolo. Ristabil inoltre limmunit per lomicidio del complice ma con riserva: egli doveva infatti inviare allamante tre successive diffide scritte prima di poterlo uccidere impunemente. Decadeva quindi limportanza della posizione sociale del complice. Questa formalit burocratica delle tre diffide, giudicata ridicola dai dottori dellepoca, mal si conciliava con quella che avrebbe dovuto essere la ragione per cui questomicidio non veniva punito: lo stato dira. Tolta questa ratio, la spiegazione pi convincente che quello che giustificava il suo gesto era la necessit di difendere il suo onore. Lomicidio per causa donore rest attivo in molti ordinamenti successivi fra cui il nostro, dove venne abolito solamente nel 1981.

Atti e fatti giuridici: IL NEGOZIO GIURIDICO


I fatti giuridici sono accadimenti naturali ritenuti produttivi di determinati effetti giuridici; sono assolutamente indipendenti dalla volont umana. Fra i fatti giuridici possiamo ricordare la nascita, la morte e il decorso del tempo.Gli atti giuridici sono comportamenti umani consapevoli produttivi di effetti giuridici; sono atti sia le azioni sia le omissioni. Gli atti giuridici possono essere classificati in varie tipologie: Atti materiali, manifestazioni del pensiero e di volont: alcuni atti giuridici consistono in una pura attivit materiale; altri consistono in una manifestazione del pensiero. Atti leciti: quando il comportamento che li realizza esplicitamente o implicitamente consentito dallordinamento giuridico. Atti illeciti: quando il comportamento che li realizza esplicitamente o implicitamente vietato dallordinamento giuridico. Il negozio giuridico atti giuridici caratterizzati dal fatto che la volont si estende anche agli effetti che lordinamento vi collega, e non solo allatto in s. Un negozio giuridico al tempo stesso una manifestazione di volont e un atto di autonomia privata, con cui uno o pi soggetti pongono in essere unattivit che lordinamento riconosce idonea a determinare la nascita, modificazione o estinzione di situazioni giuridiche. Tipi di negozi giuridici In relazione alla struttura soggettiva: negozio unilaterale: testamento, concluso con la manifestazione di volont di una sola parte negozio bilaterale: contratto, concluso con la volont di due parti negozio plurilaterale: contratto di societ, concluso con la volont di tre o pi parti. In base alla funzione tipica o causa, i negozi si distinguono in: mortis causa: producono effetti dopo la morte del dichiarante inter vivos: prevedono un risultato da realizzarsi durante la vita della parte o delle parti a titolo oneroso: sempre almeno bilaterali, una parte per acquisire un diritto accetta un correlativo sacrificio (compravendita) a titolo gratuito: una parte trae un vantaggio senza alcun corrispettivo. In relazione agli effetti si distinguono: a effetti reali: trasferiscono la propriet e costituiscono o estinguono diritti reali minori (usufrutto). Dal punto di vista della tutela processuale corrispondeva unactio in rem a effetti obbligatori: costituiscono o estinguono obbligazioni. Dal punto di vista della tutela processuale corrispondeva unactio in personam Presupposti del negozio: capacit di agire e legittimazione Capacit di agire: le parti dovevano essere dotati di capacit di agire, quindi potevano farlo solo i maschi adulti e sani di mente. Legittimazione: spettava ai titolari degli interessi regolati dal negozio. Si poteva per conferire ad altri il potere di concludere negozi per proprio conto, con la rappresentanza. Rappresentanza: il diritto romano era in linea di principio contrario alla rappresentanza, ma lammise in alcuni casi particolari. Degli esempi di rappresentanti tipici erano il tutor impuberis o il curator furiosi. Discorso a parte meritano il filiifamilias e gli schiavi. Essi infatti non potevano XIV

essere rappresentanti non avendo capacit giuridica, quindi se il paterfamilias li incaricasse di compiere atti giuridici per suo conto, gli effetti di questo negozio si trasferivano immediatamente in capo al pater. Se dal negozio nascevano obbligazioni, il paterfamilias non veniva da esse vincolato, almeno fino allintervento dei pretori. Perch il negozio sia valido inoltre, il bene o linteresse oggetto del negozio deve: esistere in natura, deve essere in commercio (economicamente valutabile) e deve essere determinato: gi individuato dalle parti oppure individuabile mediante criteri che le parti hanno convenzionalmente stabilito. Elementi essenziali La manifestazione o dichiarazione di volont: E lelemento centrale del negozio giuridico, pu essere espressa a parole (orali o scritte) o in qualunque altro modo idoneo a comunicarla. La dichiarazione era solo uno degli aspetti esteriori che la manifestazione di volont poteva assumere. Ci poteva essere una manifestazione tacita (non dichiarata apertamente, ma data da atti che solo un accettante poteva compiere) o espressa. La dichiarazione di volont poteva essere recettizia (efficacia subordinata al fatto che il destinatario ne venisse a conoscenza) o non recettizia. La causa: Lo scopo pratico tipico di quel tipo di negozio, lobiettivo ultimo. Si distingue dai motivi in quanto questi ultimi sono irrilevanti per lordinamento; lunico caso in cui sono rilevanti lipotesi in cui questi siano illeciti e comuni alle parti, che comporta la nullit del negozio. Con riferimento alla causa, si distinguono i negozi causali (la causa influisce sulla struttura stessa del negozio) e negozi astratti (la causa non emerge dalla struttura del negozio e pu variare secondo le circostanze). La mancipatio era un tipico negozio astratto. Il contenuto: Il negozio giuridico contiene un regolamento di interessi cui lordinamento collega gli effetti voluti dalle parti. Questo regolamento di interessi il contenuto del negozio giuridico e si concretizza nelle prestazioni cui le parti si obbligano. Elementi essenziali speciali Forma: In alcuni negozi, la manifestazione di volont deve rivestire una determinata forma. Quando ci prescritto, si parla di forma costitutiva o ad substantiam. Nei casi in cui la forma prescritta solo per svolgere una funzione probatoria, si parla di forma ad probationem. Elementi accidentali Clausole che non sono essenziali per lesistenza del negozio ma che hanno influenza sulla sua efficacia. Ovvero, la condizione, il termine e il modo. Condizione: le parti subordinano lefficacia del negozio al verificarsi di un evento futuro e obiettivamente incerto. Pu essere positiva (dipende dal verificarsi) o negativa (dipende dal non verificarsi). Pu essere sospensiva (fa sorgere degli effetti del negozio) o risolutiva (fa cessare gli effetti del negozio). La condizione non poteva essere imposta a tutti i negozi, fra cui la mancipatio, la in iure cessio e la confarreatio; pena la nullit del negozio. Quando levento posto come condizione era un evento futuro e incerto previsto dal diritto (lacquisto di un eredit da parte degli eredi testamentari), si parla di condicio iuris. Perch la condizione fosse valida, doveva avere alcune caratteristiche: obiettivamente incerta, non doveva dipendere interamente dalla volont della parte obbligata, realizzabile, lecita e non contraria al buon costume. Termine: evento futuro ma certo dal quale si fa decorrere linizio o la fine degli effetti del negozio. Distinguiamo il termine sospensivo o iniziale (dal quale si fanno decorrere gli effetti del negozio) e risolutivo o finale (dal quale si fanno cessare gli effetti). Pu essere fissato in modo del tutto certo, con riferimento a una data ben stabilita, oppure con riferimento a un evento futuro e certo, ma non precisabile cronologicamente. Non apponibile a tutti i negozi pena la nullit. Anche prima della scadenza il rapporto trasmissibile agli eredi sia dal lato positivo che passivo. Modo: clausola apponibile solo ai negozi di liberalit sia inter vivos che mortis causa. Consiste in un peso o onere che il disponente pone a carico del beneficiario. Per il diritto XV

classico, questobbligo era solo morale, in quanto non creava un vincolo giuridico; gli effetti del negozio non erano subordinati alladempimento dellonere. Invalidit, inesistenza e inefficacia E inefficace il negozio giuridico che per qualsiasi motivo non produce i suoi effetti tipici. Pu essere momentanea o definitiva. E inesistente latto negoziale che non pu essere considerato un negozio in quanto privo dei requisiti minimi necessari per rientrare in questa categoria. E invalido il negozio che presenta dei vizi. Qualora mancasse uno dei presupposti (capacit di agire o legittimazione ad agire) il negozio era nullo iure civili. Cos pure si aveva nullit del negozio in caso di mancanza assoluta di una volont negoziale. Nel diritto romano, il ius civile distingue due possibilit: un negozio poteva essere perfetto in quanto dotato di tutti gli elementi essenziali e quindi pienamente valido, oppure era nullo perch privo di un elemento essenziale o perch contrario ad una norma dellordinamento. Anomalie della volont Pu mancare completamente una volont negoziale giuridicamente accettabile (negozio posto in essere da impubere o furioso) La volont pu essere stata viziata nel suo procedimento di formazione: in casi di vizi della volont (errore, dolo, violenza). C infine il caso dellaccordo simulatorio, nel quale vi contrasto tra la dichiarazione e leffettiva volont dei dichiaranti: due parti dichiarano di porre in essere un negozio, ma in realt non vogliono che si producano gli effetti di quel negozio (simulazione assoluta) oppure vogliono che si realizzi un negozio diverso da quello dichiarato (simulazione relativa). Vizi della volont Errore: deviazione dal vero non indotta da altri che pu dipendere da una svista, incomprensione o ignoranza su una circostanza inerente il negozio. Era considerato rilevante lerrore che cadeva sul tipo di negozio che le parti intendevano compiere, sullidentit della persona, sulloggetto del negozio (sia per lidentit fisica del bene che per le sue qualit essenziali). Non era considerato rilevante lerrore che cadeva sullesistenza o sullinterpretazione di norme giuridiche. Violenza: quella fisica comportava la nullit del negozio. Per la violenza morale (metus) si poteva porre rimedio ricorrendo ai mezzi di tutela introdotti dal pretore: actio metus (negozio gi eseguito, pena pari al quadruplo del danno arrecato o pari al danno subito, o simplum, se intentata dopo pi di un anno), in integrum restituito (negozio gi eseguito, eliminava gli effetti del negozio viziato), exceptio metus (opponibile dalla vittima della violenza citata in giudizio per ladempimento del negozio) Dolo: artifici e raggiri posti in essere nel corso delle trattative per indurre una parte in errore cos che questa compia un negozio per lei svantaggioso (dolo negoziale o dolus malus). Non vengono prese in considerazione le normali astuzie tollerate dal costume (dolus bonus) Tutela: actio de dolo (negozio gi eseguito, condanna pari al simplum, comportava linfamia del condannato) e exceptio doli (opponibile dalla vittima dei raggiri citata in giudizio per ladempimento del negozio). I pi antichi negozi giuridici Le forme giuridiche pi antiche avevano due caratteri fondamentali: la tipicit e il formalismo. Tipicit: i negozi tutelati dallordinamento e quindi capaci di produrre gli effetti giuridici voluti dalle parti, erano solo quelli cui lordinamento riconosceva questa efficacia. Formalismo: qualunque errore nella pronunzia delle parole e nei gesti predeterminati, impediva al negozio di produrre i suoi effetti. Tra i negozi pi antichi ricordiamo: Sponsio: solenne promessa con cui una persona assumeva una obbligazione nei confronti di un altro. Mancipatio: negozio solenne con cui si trasferivano le cose di maggior importanza sociale. XVI

Nexum: negozio con cui un debitore si asserviva al suo creditore, o un paterfamilias dava a un altro paterfamilias un suo sottoposto, asservendolo a questo. Adrogatio: con cui un paterfamilias adottava un altro paterfamilias

Et classica
Con la nascita del ius gentium e del ius honorarium, non veniva pi richiesto il carattere del formalismo, ma la tipicit si. Le parti potevano manifestare la loro volont negoziale come volevano, ma il negozio produceva effetti giuridici solo se perseguiva una causa che era stata riconosciuta e tutelata dalla consuetudine del ius gentium e honorarium.

Et postclassica
In questepoca la capacit di agire era data anche alle donne, mentre non serviva pi la pubert ma era necessaria la maggiore et. Venne riconosciuta capacit negoziale, solo nei loro interessi, ai filiifamilias e gli schiavi. Scomparvero quasi tutte le vecchie forme negoziali, sostituite con altre pi nuove e funzionali. Tutti i negozi divennero causali, ad eccezione della stipulatio; ma furono riconosciute anche cause idonee caso per caso, quindi atipiche.

DIFESA ED ESERCIZIO DEI DIRITTI


Et arcaica
Perch un soggetto possa soddisfare gli interessi che lordinamento gli riconosce, necessaria la cooperazione degli altri consociati. E necessario cio che questi riconoscano la sua situazione di vantaggio e si comportino di conseguenza. La comunit politica si assume il compito di accertare leffettiva titolarit dei diritti e la possibilit che essi vengano esercitati dal loro titolare. Linsieme dei mezzi organizzati a questo scopo viene detto processo. Se lo scopo di superare lincertezza sullesistenza o la titolarit di un diritto, abbiamo un processo di cognizione. Se lobiettivo di superare la resistenza opposta allattuazione di un diritto il processo detto di esecuzione. Processo privato e processo pubblico Privato: in quanto volto a regolare interessi fra privati. Liniziativa spettava ai titolari degli interessi di cui si chiedeva tutela, e veniva chiamato actor, colui che veniva chiamato era detto reus (convenuto). Pubblico: volto a difendere interessi di tutta la collettivit. Si faceva di fronte a comportamenti detti crimina, che rappresentavano un pericolo per la sopravvivenza stessa della vita associata. Lo scopo era di infliggere una pena a chi aveva violato una norma giuridica il cui rispetto era considerato necessario per il bene comune. La pena originaria era la morte. Limpulso al processo doveva venire da un organo dello stato. Le origini del processo: regolamentazione precittadina Prima della nascita della civitas, la convivenza sociale era regolata da due sistemi di norme: le prime riguardavano i rapporti interni ai diversi gruppi di tipo familiare, e prevedevano la soggezione assoluta dei componenti del gruppo allautorit del paterfamilias. Le seconde riguardavano i rapporti tra appartenenti a gruppi diversi. Chi riteneva di aver subito un torto, doveva ricorrere alla forza privata per farsi vendetta. Non fare ricorso a questa forma di autotutela era considerata una prova di debolezza. Unica alternativa era una compensazione in beni o in danaro. In epoca piuttosto remota comunque, luso privato della forza in funzione di vendetta venne sottoposto a un controllo sociale, con lintroduzione di alcune regole. Una di queste la cosiddetta legge del tagione: colui che ricorreva alla forza doveva infliggere alloffensore lo stesso male che questi gli aveva inflitto. Un altra norma vietava di far luogo alla vendetta quando tra le parti era stato concluso un accordo pacificatorio basato sulla promessa di una compensazione. Il fur manifestus (ladro colto in flagrante), se aveva agito di notte o se si difendeva con le armi, poteva essere ucciso conformemente al diritto. Di fondamentale importanza la regola secondo la quale chi usava la forza doveva farlo seguendo un rituale ben preciso, pronunziando parole e compiendo gesti prestabiliti (formalismo). Intervento della civitas XVII

I poteri dei paterfamilias rimasero sostanzialmente immutati. La civitas individu i comportamenti che autorizzavano luso della forza. Nel ribadire la necessit delle formule verbali e dei gesti gi in uso, stabil che queste formalit venissero compiute dinanzi al magistrato cittadino. Le pi antiche forme processuali romane altro non sono dunque che forme di autodifesa autorizzate e sottoposte al controllo della civitas: queste forme processuali erano dette legis actiones. Le legis actiones In uso fino al II secolo a.C. Legis actio significa modo di agire secondo la legge. Le origini sono certamente consuetudinarie. Erano esperibili solo dai patresfamilias e solo per la tutela di rapporti previsti dal ius civile. Si contano 5 legis actiones: ciascuna di esse aveva una sua struttura formale e serviva a tutelare una determinata situazione. Legis actiones con funzione di cognizione Legis actio sacramento in rem: per far valere il diritto di propriet, potest o signoria relative a rapporti di tipo familiare o ereditario. Serviva inoltre ad accertare lo status di una persona. Pi avanti nel tempo, fu usata anche a tutela delle servit prediali e dellusufrutto. Lattore portava davanti al magistrato la persona o la cosa su cui avanzava una pretesa. Se la controparte non si presentava, lattore vinceva immediatamente il processo. Successivamente la presenza della controparte divenne obbligatoria. Lattore doveva chiamare in giudizio il convenuto. Pronunciavano parole solenni immutabili. Lattore faceva una vindicatio (dichiarava il possesso di una cosa). Il convenuto si opponeva con una contravindicatio. Con il sacramento, lattore sfida il convenuto a giurare di aver ragione e il convenuto lo sfida a sua volta, versano una somma di denaro determinata dal valore del bene (se superiore a 1000 assi di bronzo, 500 assi a testa; se inferiore, 50 a testa.) Chi vinceva si riprendeva la somma versata. Legis actio sacramento in personam: stesso procedimento, cambiano le parole della vindicatio e contravindicatio. Legis actio per iudicis arbitrive postulationem: per i crediti nati da sponsio o per azione divisoria. Per sponsio, lattore dichiarava il suo credito e se il convenuto negava, chiedeva al pretore di nominare un giudice. Nei giudizi divisori si chiedeva di nominare un arbitro, cui spettava la pronunzia della sentenza. Si distingue dalle legis actio sacramento per una maggior snellezza, totale laicit e mancanza del rischio economico dovuto al sacramentum. Legis actio per condictionem: introdotta nella seconda met del III secolo a.C., tutelava i crediti di somme determinate di denaro o di cose determinate. Istituita allo scopo di favorire le attivit economiche pi moderne. Lattore dichiarava il suo credito e chiedeva al convenuto se negava o ammetteva. Se ammetteva, la sua confessione valeva come una condanna. Se negava, lattore lo invitava solennemente a presentarsi davanti al magistrato entro 30 giorni (condictio). La causa veniva decisa dal giudice o dallarbitro. Legis actiones esecutive: Legis actio per manus iniectionem: consentita nei confronti di colui che era stato condannato al termine di una legis actiones di cognizione (iudicatus) o che non aveva contrastato la pretesa avversaria (confessus). Il iudicatus aveva 30 giorni per adempiere lobbligo impostogli dalla sentenza. Scaduto questo termine, lattore poteva trascinarlo in ius. Il magistrato autorizzava lattore a portarsi a casa il convenuto x 60 giorni e tenerlo incatenato dandogli da mangiare, lo porta al mercato per vedere se qualcuno paga per lui, senn pu ucciderlo o venderlo trans tiberim. Legis actio per pignoris capionem: poteva essere compiuta ovunque, senza bisogno della presenza del magistrato. Poteva essere espletata dai soldati che non avevano ricevuto lo stipendio, o nei confronti di chi aveva comprato un animale al fine di sacrificarlo e non ne aveva pagato il prezzo. Consentiva di impossessarsi dei beni di unaltra persona.

Et classica
Le legis actiones cominciarono a non essere pi usate fino a scomparire, a causa probabilmente delleccessivo formalismo e perch potevano essere usate solo a tutela dei rapporti nati dal ius civile XVIII

e solo dai cittadini romani. Nacque cos il processo formulare, con listituzione del pretore peregrino. Per estendere il campo di applicazione delle legis actiones si fece uso inizialmente ad un espediente noto come agere per sponsionem, che consisteva nel ricorso ad una sponsio sul bene conteso dai due, cos da poter fare ricorso al processo per sponsio. Il processo formulare si fondava sullimperium magistratuale. Un importante novit era la possibilit di litigare per concepta verba, ovvero attraverso un documento scritto detto formula, che le parti redigevano di comune accordo dal magistrato, e che conteneva schematicamente lindicazione della situazione giuridica da accertare. Le formule erano flessibili e composte di volta in volta, e questo consent di tutelare nuove situazioni. Si venne creando col tempo un repertorio di formule che il pretore rendeva pubbliche allinizio del suo anno di carica inserendole nelleditto. Le formule inserite successivamente allemanazione delleditto erano le decretales. La pena era sempre pecuniaria, il convenuto non poteva essere condannato alla restituzione, bens al pagamento del valore della cosa. Le parti della formula 1. Intentio: parte della formula in cui lattore esprime la sua pretesa, e viene indicata la ragione fatta valere dallattore. Pu essere certa (loggetto del rapporto individuato in una determinata somma di denaro) o incerta (non risulta determinato ci che lattore pretende dalla sua controparte Pu essere in factum (si faceva riferimento a situazioni di fatto che il pretore riteneva degne di tutela) o in ius (si faceva riferimento a un rapporto tutelato dal ius civile). 2. Condemnatio: parte della formula in cui si attribuisce al giudice il potere di condannare o assolvere. Pu essere cum taxatione o infinita, se previsto o meno un limite massimo alla pena pecuniaria. 3. Demonstratio: (facoltativa) inserita perch vengano indicati i fatti da cui nata la pretesa. Presente solo quando lintentio era incerta. 4. Adiudicatio: (facoltativa) si permette al giudice di aggiudicare la cosa a uno fra i litiganti. Presente solo nei giudizi divisori. Altre parti della formula Exceptio: tra la intentio e la condemnatio su richiesta del convenuto, che sosteneva lesistenza di altre circostanze in conseguenza delle quali una sua condanna sarebbe stata iniqua. Praescriptio: premessa della formula, conteneva una precisazione dei limiti della controversia, serviva a evitare che venissero dedotte in giudizio pretese che non si voleva venissero dedotte. Arbitratus de restituendo: ovviava alla pecuniariet della pena, consentendo di ottenere la restituzione della cosa controversa. Inserita soprattutto nelle azioni in rem. Le azioni nel processo formulare e loro classificazione Azioni in personam e azioni in rem: le prime tutelavano un diritto di credito, le seconde uno reale. Azioni penali e azioni reipersecutorie: prime contro chi aveva commesso un illecito privato civile o pretorio, ed erano volte ad infliggere una pena che spettava allattore a titolo di riparazione del torto. Le reipersecutorie erano rivoltea reintegrare un diritto leso. Erano tali le azioni in rem e quelle in personam nate da atto lecito, erano esperite non per ottenere una pena ma la reintegrazione dellinteresse leso. Caratteristiche delle azioni penali: Intrasmissibilit Cumulativit: se pi persone avevano commesso lillecito, lazione era esperibile contro tutti. Nossalit: se filiusfamilias o schiavo commettevano delitto privato, lazione veniva intentata nei confronti del loro avente potest, che poteva decidere di difendere il colpevole o liberarsi di lui dandolo a nossa., ovvero vendendolo cos che lazione debba essere esperita sul nuovo proprietario. XIX

Azioni con formule ficticiae La formula di queste azioni era caratterizzata da una finzione con la quale si affermava esistente un elemento di fatto inesistente o viceversa. Il pretore cos tutelava situazioni analoghe a quelle tutelate dal ius civile, salvo appunto la mancanza o presenza dellelemento di fatto che si fingeva a seconda dei casi inesistente o esistente. La actio publiciana permetteva, a chi aveva acquistato una res mancipi con la semplice traditio anziche con una mancipatio, di poter far valere il diritto sulla cosa nel caso una terza persona se ne impossessasse, fingendo fosse decorso il termine dellusucapione. Azioni con formula di trasposizione di soggetti Il pretore, daccordo con le parti, inseriva nella condemnatio il nome di una persona diversa da quella nominata nella intentio. Svolgimento del processo: La fase IN IURE 1) Editio actionis: attore comunicava allavversario la sua intenzione 2) Ius vocatio: lo invitava a seguirlo davanti al magistrato 3) Postulatio actionis: pretore inserisce nella formula i motivi dellattore 4) Postulatio exceptionis: convenuto fa inserire la sua difesa nella formula 5) Causa cognitio: il pretore esamina se la causa ha senso o meno, e se concedere o negare lazione.Se la concedeva, si parla di iudici datio, altrimenti di delegatio actiones. 6) Litis contestatio: lattore leggeva la formula al convenuto che laccettava. Era un negozio giuridico, con cui si sottoponeva la causa al giudice, si impediva unulteriore causa sulla res in questione, e nasceva un vincolo a sottostare alleventuale sentenza di condanna. La fase APUD IUDICEM Davanti al giudice, lattore doveva provare i fatti costitutivi del rapporto, e al convenuto provava i fatti che lo avevano estinto. Non provare un fatto che si aveva lonere di provare significava perdere la causa. Le sentenze erano orali, e decidevano la lite in modo definitivo. Non avevano efficacia esecutiva, il condannato doveva pagare entro 30 giorni. Scaduto questo termine lattore esperiva unactio iudicati. Lesecuizione a questo punto poteva aver luogo sulla persona (ductio) o sui beni (bonorum venditio) Ductio: lattore poteva condurre con s il condannato, che veniva sottoposto al potere dellattore che era tenuto a provvedere al suo mantenimento. Bonorum venditio: lattore prendeva possesso del patrimonio del condannato, che diventava infame. Un altro modo era il pignus in causa iudicati captum, lattore si impossessava di alcuni dei beni del convenuto per venderli e ottenere il suo risarcimento. Fra gli altri possibili provvedimenti dei magistrati, ricordiamo le stipulationes praetorie (stipulatio imposta dal magistrato) e gli interdicta (il magistrato imponeva a una parte di tenere un determinato comportamento).

Le COGNITIONES
Il processo destinato a sostituire quello formulare il cosiddetto cognitio extra ordinem. Questo tipo di processo cominci ad usarsi nelle province. Questo processo poteva essere svolto interamente di fronte al governatore. Col tempo, il processo formulare perse molti dei suoi caratteri distintivi, per assumere aspetti tipici delle cognitiones. Nel 342 venne abolito formalmente il processo formulare, vietando il ricorso alle formule. La procedura Il processo veniva promosso da chi chiedeva laccertamento e la tutela di un diritto soggettivo. 1. Citazione in giudizio: consisteva in un atto scritto notificato dallattore al convenuto, contenente linvito a comparire dinanzi al funzionario o al giudice da questi delegato. Le parti dovevano comparire dinanzi al giudice entro 4 mesi. Col tempo non fu pi necessaria la notifica del funzionario competente. I 4 mesi diventarono 10 e, con Giustiniano, 20 giorni. Se il convenuto non si presentava, il magistrato emanava 3 edicta cui poteva seguire un quarto. Il convenuto che non si presentava nonostante questi edicta veniva detto contumace. La cognitio si svolgeva anche in contumacia, non era dunque obbligatoria la presenza del convenuto. XX

2. Il dibattimento: Il convenuto poteva ammettere le ragioni del convenuto (confessio) o contestarle. La confessio per, mentre prima poneva fine al processo, nella cognitio era semplicemente una prova. Nella fase del processo nota come initium, il convenuto poteva opporre le sue exceptiones.. La litis contestatio fissava i termini della lite. 3. I poteri discrezionali del giudice: Questi furono notevolmente limitati, soprattutto in materia di assunzione e valutazione delle prove, che egli non era pi libero di valutare a suo giudizio. 4. La sentenza: Il giudice poteva liberamente stabilire lammontare della condanna, e a partire dal secolo III poteva pronunziare anche condanne non pecuniarie. Il pignus in causa iudicati captum divenne lunica esecuzione sui beni. Il moltiplicarsi delle cognitiones da parte di giudici diversi dal principe port alla nascita dellappello al principe, cui spetava il secondo grado di giudizio. Nel II secolo, gli imperatori cominciarono a delegare questo grado dappello. A partire dal III secolo, ai filiifamilias e agli schiavi fu riconosciuta la capacit processuale. A Roma e a Costantinopoli, il giudice di primo grado era il praefectus urbi; lappello non veniva pi rivolto allimperatore ma al funzionario gerarchicamente superiore a quello che aveva pronunziato la sentenza. Il tribunale imperiale divenne il terzo grado dappello. Una quarta istanza prevista era la supplicatio (supplica) allimperatore. Tutti questi gradi di giudizio portarono a una maggior possibilit di ottenere giustizia, ma purtroppo spesso i giudici presero ad approfittare del loro ruolo, impedendo laccesso nelle aule di giustizia a chi non versasse le somme che essi abusivamente richiedevano. Un ulteriore conseguenza negativa fu data dallallungarsi delle procedure giudiziali.

DIRITTI REALI E POSSESSO


I primi beni sui quali venne riconosciuta la propriet individuale erano quelli mobili, e in particolare il bottino di guerra. Inizialmente ciascun soldato si impossessava dei beni di cui riusciva a impadronirsi, successivamente vennero introdotte delle norme che regolarono la spartizione del bottino. La classificazione delle res Et arcaica Res mancipi: lappezzamento di terra coltivato intensamente, la casa che sorgeva su di esso e in cui si abitava, gli schiavi, gli animali da tiro e da soma, le strade e i sentieri sul terreno di altri sui quali si poteva passare. Tutti gli altri beni erano nec mancipi. Et classica Furono introdotte le distinzioni fra res divini iuris ( templi, altari, tombe, le mura e le porte della citt) e res humani iuris; e fra res publicae (che appartenevano al popolo romano) e res privatae. Il regime fondiario In et arcaica, una rilevante quantit delle terre apparteneva alle gentes. In mancanza di un unico possibile titolare della propriet, questa era di tipo collettivo, ovvero esercitata da qualunque membro della gens che volesse esercitarla, nei limiti necessari a soddisfare le sue esigenze. Allinizio del secolo IV a.C, le terre conquistate furono assegnate anche alla plebe (ager divisus et adsignatus divisa e assegnata). Questa, insieme allheredium, era la sola terra che poteva essere rivendicata nel corso di una legis actio sacramento in rem. Fra le diverse forme di concessione, la pi diffusa in et antica era la occupatio, loccupazione della terra autorizzata dal senato che, quando non era esplicita, era considerata logica conseguenza dellappartenenza alla classe patriza delloccupante. Pi recente, la concessione di ager publicus da parte dei censori, che davano in affitto la terra dietro pagamento da parte del concessionario del solo vectigal (canone annuo). Chi riceveva in concessione un suolo pubblico, acquistava la possessio, ovvero la signoria di fatto, ma non la propriet. In et classica lager publicus continu ad essere concesso in godimento ai privati. La concessione pi diffusa era lagri vectigales, fondi concessi dai censori e dalle comunit che dipendevano da roma. Originariamente questi venivano concessi per 5 anni, ma in quest epoca invalse labitudine di concederli in perpetuo, finch il vectigal fosse stato XXI

pagato. Il succedersi delle guerre determin per la scomparsa del ceto dei piccoli proprietari, costretti ad abbandonare la terra per anni. La propriet provinciale La terra delle province era di propriet del popolo romano o del principe, a seconda del tipo di provincia. Essa veniva data in godimento ai privati in modo spesso perpetuo e trasmissibile sia inter vivos che mortis causa. Il concessionario pagava un canone annuo detto stipendium o tributum. Questo diritto veniva detto possessio vel usufructus. Et post-classica Tra i fondi italici e i fondi provinciali esisteva ormai una sola differenza: la durata del tempo necessario ad acquistarli con il godimento di fatto. Lusucapione dei fondi italici si compiva in due anni, i fondi provinciali non potevano per essere usucapiti: a tutela di questa situazione, il possessore attuale poteva mantenere il possesso della sua terra dopo 10 o 20 anni. LA PROPRIETA PRIVATA Et antica Non esisteva un termine che indicasse il diritto di propriet, si usava la semplice espressione meum est ( mio). Il proprietario di una cosa veniva indicato con erus (solamente proprietario di uno schiavo) oppure dominus, di uso pi generalizzato. Et classica Il diritto di propriet venne indicato con lespressione dominium ex iure quiritium. Un tempo la propriet era unica, ma successivamente il dominium poteva essere duplice: questa introduzione da collegare alla decisione del pretore di dare tutela processuale a chi avesse acquistato una res mancipi senza far ricorso a una mancipatio o a una in iure cessio, troppo formalmente complesse, che ostacolavano le crescenti esigenze del mercato. Il pretore aggir dunque lostacolo concedendo unazione fittizia, facendo finta che fosse decorso a suo favore il tempo dellusucapione (actio Publiciana). Si cre dunque una situazione in cui, chi avesse fatto ricorso a questa tutela era il proprietario di fatto al posto del vero proprietario quiritario; la cosiddetta in bonis habere. Et post-classica La mancipatio e la in iure cessio erano scomparse, venuta meno la distinzione tra res mancipi e nec mancipi; anche la distinzione tra dominium ex iure quiritium e in bonis habere era insensata: esisteva un unico indifferenziato dominium, che conferiva al suo titolare il massimo dei poteri che un privato poteva vantare su un bene. Poteri e limiti Et antica Il proprietario di una cosa poteva usarla, goderne i frutti, trasferire ad altri i poteri che aveva su di essa e distruggerla. Alcune limitazioni erano volte a tutelare i diritti dei proprietari vicini; altre impdivano di uccidere il proprio bue usato per arare. Et classica Vennero introdotte ulteriori limitazioni. I proprietari dovevano ad esempio provvedere alla manutenzione delle strade pubbliche adiacenti alle loro case e terreni. Et postclassica La limitazione pi rilevante introdotta in questo periodo fu la tassazione fiscale sulla propriet terriera, inizialmente solo nelle province e, a partire dal III secolo d.C, anche sui fondi italici. In pi, furono introdotte limitazioni alla libert dei lavoratori agricoli, che impedirono al colono di abbandonare la terra e al proprietario della terra di allontanare da essa il colono. Inoltre, si afferm definitivamente il principio secondo il quale un bene privato poteva essere espropriato per pubblica utilit (dietro indennizzo al suo proprietario). Modi di acquisto I modi di acquisto si classificano in due filoni: a titolo originario, e a titolo derivativo. Non poteva essere acquistata tramite contratto. Epoca antica A titolo originario XXII

Spartizione del bottino Occupatio A titolo derivativo Mancipatio: originariamente lunico modo per trasferire la propriet delle res mancipi. Era un atto solenne che richiedeva la presenza di cinque cittadini romani puberi e di un libripens che teneva in mano una bilancia di bronzo. Il compratore (mancipio accipiens) dichiarava solennemente la propriet sulla cosa. Se dopo la mancipatio, la propriet della cosa veniva rivendicata da una terza persona che vinceva lazione di rivendica, il mancipio dans era tenuto a garantire il compratore, versandogli a titolo di pena il doppio del prezzo pagato dallaccipiens. In iure cessio: creato dai pontefici. Si svolgeva nel tribunale del magistrato, dove il compratore dichiarava che la cosa della quale intendeva acquistare la propriet era sua, ricorrendo ad una legis actio sacramento in rem. Chi doveva vendere, invece di fare una contravindicatio taceva (in iure cedere) Traditio: semplice consegna della cosa, veniva usata per le res nec mancipi. Usucapione: attraverso luso. Le XII Tavole dicono che lusucapione di un fondo si ottiene in due anni, un anno per le altre cose. Nacque per risolvere il problema rappresentato dalla difficolt di dimostrare lesistenza del diritto di propriet. I ladri non potevano usucapire. Alcuni, evidenziando come questo modo di acquisto non sia legato a nessun atto di disposizione del precedente proprietario, preferiscono considerarlo di tipo originario. Et classica A titolo originario Accessione: quando due cose di proprietari diversi, si uniscono e formano una cosa sola. La cosa nuova spetta al proprietario della cosa principale. Esempi: scriptura (inchiostro+materiale scrittorio e pictura (materiale per colorare+tavola di legno). Specificazione: trarre da una materia una cosa nuova e diversa (es: vestito fatto dalla lana) La propriet spettava al proprietario della materia se questa poteva essere ripristinata dal nuovo oggetto, altrimenti allo specificatore Commistione: quando si uniscono quantit di materie che possono essere mescolate, di diversi proprietari. La propriet era condominiale sullinsieme, per una quota corrispondente alla quantit di bene individuale in essa confuso. Aggiudicazione: quando il giudice divideva un bene comune facendo le parti tra coloro che ne avevano chiesto la divisione. Litis aestimatio: quando il giudice durante un actio in rem, riconoscendo il diritto di propriet ma non potendo ordinarne la restituzione (pena era pecuniaria) condannava il convenuto a pagare una somma di denaro corrispondente al valore della cosa. Acquisto dei frutti: beni prodotti da un altro bene (legna, canone per la locazione) A titolo derivativo Traditio: venne richiesta una iusta causa traditionalis, ovvero una ragione considerata idonea alla trasmissione della propriet. Usucapio: per tutelare i possessori di un fondo pubblico, che non poteva essere usucapito, nei confronti di chi rivendicasse di esserne il legittimo concessionario, venne introdotta la praescriptio longi temporis, che si poteva opporre dopo ventanni se abitava nella stessa citt e 10 anni in unaltra. Et postclassica Riguardo alla pictura, Giustiniano stabili che il pittore acquistava la propriet. Lunico modo di acquisto derivativo era la traditio e al posto della cosa, era valida anche la consegna del documento comprovante il titolo dellacquisto. Un contratto poteva ormai trasferire diritti reali. Tutela

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Lazione pi antica a tutela del diritto di propriet e la legis actio sacramento in rem, sostituita poi con agere in rem per sponsionem e, nel regime del processo formulare, dalla rei vindicatio. Durante let postclassica, fu prevista la possibilit di condannare il convenuto a restituire la cosa. La comunione In et antica, alla morte del paterfamilias, i beni venivano ereditati in propriet collettiva. Ciascuno degli eredi era titolare dellintero patrimonio. Con il passare dei secoli, ogni erede divent titolare di una quota (pars) del patrimonio. La comunione del periodo classico era dunque caratterizzata dalla divisione del patrimonio comune in quote, frazioni ideali della cosa rimasta indivisa. Ciascuno poteva trasmettere ad altri la propria quota con una in iure cessio, lasciando invariata la situazione altrui. Un caso particolare quello del servo comune: la manomissione di questo fatto da uno dei comproprietari era considerata come labbandono della propria quota, che andava ad accrescere in capo agli altri.

Diritti reali su cosa altrui


Et antica Liter, la via, lactus e laquaeductus venivano acquistati con una mancipatio, in iure cessio, o con lusus di due anni. Chi voleva rivendicarli esperiva una legis actio sacramento in rem. Col tempo, i giuristi cominciarono a considerare questi non pi come beni, ma come diritti. Et classica Si distinguono i diritti reali di godimento e di garanzia Godimento Servit: due tipi di servit: su fondo rustico destinato allagricolutra, e su fondo urbano destinato alla costruzione. La caratteristica del diritto di servit era la facolt del proprietario di un fondo detto dominante, di svolgere unattivit su un fondo altrui detto servente, o di pretendere che il proprietario di questo si astenesse dallo svolgere sul suo fondo una qualche attivit. La servit rimaneva inalterata indipendentemente dagli eventuali passaggi di propriet dei due fondi: infatti si trasmetteva con il fondo anche ai successivi acquirenti a titolo particolare, a seguito di compravendita o di donazione. Era necessario che i due fondi fossero vicini, anche se non necessariamente contigui. Si distingue fra servit positive (impediscono al proprietario del fondo dominante di svolgere unattivit sul fondo servente) e servit negative (impediscono al proprietario del fondo servente di esercitare sul proprio fondo unattivit che altrimenti gli sarebbe stata consentita). Le pi antiche servit rustiche si costituivano mediante mancipatio. Le servit urbane invece, con in iure cessio. Le servit sui fondi provinciali venivano costituite con pactiones e stipulationes. Per estinguere una servit necessario un atto uguale e contrario a quello con cui stata costituita. Si estinguevano anche per confusione se i due fondi diventano propriet della stessa persona. A tutela, inizialmente legis actio sacramento in rem, agere in rem per sponsionem e, nel periodo formulare, da vindicatio servitutis (o actio confessoria). Usufrutto: diritto di usare una cosa altrui e goderne i frutti, senza cambiarne la sostanza. Nacque probabilmente per consentire alla vedova sine manu, di godere dei beni ereditari del marito. Conferiva al titolare tutti i poteri del proprietario: uniche limitazioni erano la temporaneit e limpossibilit di distruggere la cosa. Uso senza diritto di percepire i frutti: conferiva il solo diritto di usare la cosa. La costituzione pi abituale dellusufrutto era il legato per vindicationem o in iure cessio. Si estingueva per morte, capitis deminutio e con atti uguali e contrari a quelli che lo costituivano. Fra le forme di propriet limitata (es: uso e usufrutto) in et postclassica se ne aggiunsero altri tre: Abitazione: diritto di usare unabitazione, nonch di darla in comodato o in locazione a terzi. Operae servo rum: diritto di servirsi del lavoro degli schiavi o di animali altrui. Enfiteusi: istituto nato nelle province. Parte del terreno coltivabile a grano veniva affittata a contadini detti pubblici per un periodo in genere inferiore a 5 anni, dietro lobbligo di versare allo Stato una quota del prodotto del fondo. XXIV

Diritti reali di garanzia


Et arcaica Avevano la funzione di garantire un credito. Le prime forme di garanzia erano personali, prestate cio da una persona che garantiva il comportamento del convenuto, e in mancanza ne subiva personalmente le conseguenze. Si trasferiva al creditore un bene del debitore, con laccordo che al momento in cui questi avesse adempiuto il suo debito la propriet del bene gli sarebbe stata restituita con una mancipatio o in iure cessio. Questatto, nel suo complesso, era detto fiducia cum creditore. Et classica Si svilupparono due tipi di diritti reali di garanzia: il pegno e lipoteca Pegno (Pignus datum): venne riconosciuto verso la fine della repubblica, non consentiva lusucapione. Aveva funzione coercitiva: il desiderio di recuperarlo induceva il debitore ad adempiere. Impossibile per il creditore acquistare la propriet della cosa pignorata. Ipoteca (Pignus conventum): il bene a garanzia del debito restava, oltre che in propriet, anche in possesso del debitore. Et postclassica Pegno e ipoteca, prima appartenenti a due diverse categorie di pegno, vengono ora viste nella stessa categoria unitaria del pegno. Il pignus datum si usava soprattutto per i beni mobili, il pignus conventum per gli immobili.

Il possesso
Rapporto di fatto con la cosa che godeva di una protezione giuridica. Per possedere una cosa erano necessari la detenzione materiale e lanimus possidendi (intenzione di possedere quella cosa e di usarla per i propri fini). Se uno dei due elementi veniva meno il possesso era perso. Il pazzo non poteva acquistare il possesso e limpubere solo con il permesso del tutore. La tutela del possesso era interdittale. A coloro che volevano conservare il possesso venivano concessi l uti possidetis (beni immobili) e utrubi (mobili). Quando si trattava di immobili, linterdetto tutelava chi aveva il possesso attuale del bene, quando mobili, tutelava chi aveva posseduto il bene pi a lungo nel corso dellultimo anno.

SUCCESSIONI E DONAZIONI
Lunica forma di successione concepita dai romani era il subentrare nel complesso dei diritti e degli obblighi facenti capo ad unaltra persona. Et arcaica: Eredit: insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi del defunto (diritti reali e di credito pi i debiti civili). Veniva divisa per quote e poteva essere: con testamento: testamentaria: non poteva fare testamento chi aveva sui iuris senza testamento: intestata: gli eredi erano: 1. sui: figli sottoposti a potest 2. adgnati: se mancano persone sui 3. gentiles: se non ci sono sui o adgnati. Se il figlio era emancipato, non aveva diritto a eredit. I sui non potevano rifiutare leredit, gli adgnati si. Calatis comitis: si faceva davanti ai comizi curiati; che si riunivano solo a marzo e maggio. In procinctu: testamento per i soldati che dovevano partire; si faceva davanti allesercito. Mancipatio familiae: persona che vuole testamentare ma non ci sono i comizi, fa una mancipatio di tutto il suo patrimonio a una persona di fiducia (fiduciario) che poi trasferisce tutto alla morte del dans, che aveva comunque mantenuto il possesso. Et classica: Cambia poco dallet arcaica. I gentiles non sono pi le famiglie di Roma ma lo Stato. Cade la successione calatis comitis, che aveva il difetto di essere pubblica. Testamento per aes et libram: deriva da mancipatio familiae, senza il fiduciario. Si fa col rituale dei negozi per aes et libram (mancipatio, nexum...) con luso del bronzo e della bilancia. Il XXV

testamento scritto e segreto. Si scrivono gli eredi su tavolette cerate e, davanti a 5 testimoni, libripens e accipiens, consegna le tavole, che vengono sigillate e riportate a casa dal dans. Possono testamentare anche le donne sui iuris e anche gli schiavi possono essere eredi, se manomessi nel testamento. La istituzione di erede clausola fondamentale per la validit del testamento. I sui devono per forza essere nominati nel testamento, che sia per diseredarli o per dargli una parte. Se non sono nominati, possono chiedere la nullit del testamento e quindi lintera eredit. Ci sono 4 componenti di un testamento: 1. exheredatio: diseredazione (facoltativa) 2. heredis institutio 3. sostituzioni volgari o pupillari 4. legati: al legato venivano concessi determinati diritti reali o crediti. Con la Lex Falcidia, viene deciso che al legato non poteva spettare pi dei delleredit. BONORUM POSSESSIO: EREDITA PRETORIA Sine tabulas (senza testamento) : liberi: figli anche emancipati legitimi: adgnati fino al sesto grado cognati: fino al sesto grado vir et uxor: moglie Secundum tabulas: testamento scritto, ma senza rituale per aes et libram, ma con sigillo di 7 testimoni. Contra tabulas: per emancipati preteriti. Con listituto della Hereditatis petitio, i sui diseredati citano in giudizio gli eredi testamentari chiedendo leredit, indicando il padre come incapace di intendere e di volere. Potevano fare querela solo se non avevano ottenuto almeno di quanto gli spettasse con successione intestata. Con la Actio ad imprendam legitimam (Giustiniano), il sui che ha ottenuto meno di con querela arriva massimo alla quota legittima di , non pi il 100%. Eredit post-classica: 1. discendenti legittimi: figli o nipoti; 2. genitori, fratelli e sorelle di entrambi i genitori; 3. fratelli e sorelli unilaterali; 4. cognati: parenti lato materno e paterno. Il testamento veniva redatto col sigillo dei 7 testimoni oppure davanti a un funzionario pubblico.

LE OBBLIGAZIONI
Et arcaica Le obbligazioni derivavano da dato lecito o illecito. Atto lecito: Nexum: negozio giuridico arcaico per prestito di cose consumabili Vades: sostituti che pagano al posto del convenuto se questi non si presenta nella fase apud iudice. Atto illecito: ladri, che venivano imprigionati dal derubato finch qualcuno non gli paga la pena. Dalle institutiones di Giustiniano, ricaviamo 4 fonti di obbligazioni: contratto quasi contratto delitto quasi delitto

CONTRATTI
Solo tipici. Esistono quattro categorie: verbali, letterali, reali, consensuali Verbali: perfezionati con pronuncia parole Sponsio: domanda formale del creditore al debitore e risposta formale, ha una connessione tra diritto e sacro. Se manca laspetto formale, il contratto non esiste. bilaterale, ma fa nascere obbligazioni solo per una parte, quindi unilaterale. astratto e riservato ai cittadini. Tutela: legis actio in personam

XXVI

Stipulatio: uguale alla sponsio, ma allargata anche agli stranieri. Stipulator e promissor (creditore e debitore), previsto anche un secondo debitore (se il primo non paga) detto ad promissor. Prima era solo scritto per lettera, ma nel 472 Leone ammette la libert di forma. Tutela: actio ex-stipulatio. Reali: si perfezionano con la consegna. Mutuo: unilaterale, il mutuante consegna al mutuatario denaro o altre cose fungibili e il mutuatario si impegna a restituire altrettanto dello stesso genere. Si restituisce il tantundem. Non prevede interessi. Tutela: actio mutui (per ottenere tantundem)La gratuit del mutuo deriva da intentio e condemnatio della formula del contratto (dove scritta la cifra, quindi si deve restituire solo quella somma). Gli interessi sono previsti con un contratto a parte che si affianca al mutuo, ovvero con stipulatio usurarum. Tutela: actio mutui+actio ex stipulatium. Deposito: il depositante consegna a depositario una cosa mobile infungibile, il depositario entro un termine o a richiesta deve restituirla. essenzialmente gratuito ed imperfettamente bilaterale, poich fa sorere obbligazione al depositario sempre, ma anche eventualmente al depositante (rimborso spese). Tutela: actio depositi directa (depositante al depositario) e contraria (depositario al depositante). Quando il prestito di denaro viene fatto rientrare nel deposito, si parla di deposito irregolare. Comodato: il comodante consegna al comodatario una cosa inconsumabile perch lui la usi e la restituisca come lha ricevuta. anche detto prestito duso. essenzialmente gratuito e imperfettamente bilaterale. Tutela: actio commodati. Pegno: il bene di propriet del debitore viene consegnato al creditore, finch il suo credito non viene estinto. imperfettamente bilaterale: il creditore ha lobbligazione principale. Tutela: actio pignareticia directa e contraria. In et arcaica il pegno e il comodato non esistevano ed erano incarnati dalla fiducia, con cui il fiduciante trasferiva al fiduciario la propriet di una cosa con la mancipatio, che al verificarsi di certe condizioni tornava al fiduciante. Fiducia cum creditore: cosa era garanzia del pagamento di un debito Fiducia cum amico: per prestito duso o custodia. La fiducia non era un contratto, ma un negozio giuridico, e lobbligo di restituire la cosa era solo morale e non giuridico. presente anche in et classica, quando diventa contratto con actio fiduciae. Consensuali: lobbligazione sorge dallaccordo fra le parti Emptio venditio: non dava la propriet sulla cosa, ma solo il godimento. Si diventava proprietari solo per usucapione; non ha effetti reali. Si pu fare per traditio o per mancipatio. Obblighi del compratore: pagare prezzo. Obblighi venditore: consegnare bene, garantire contro levizione con una stipulatio, garantire contro i vizi occulti del bene. Contro i vizi gli edili curuli avevano creato due azioni: redibitoria (entro 6 mesi dalla compravendita, pu ottenere restituzione prezzo) e hestimatoria (entro 1 anno, riduzione del prezzo in relazione al vizio). Tutela: actio empti (compratore al venditore) actio venditi (venditore al compratore). Locatio conductio: tre tipi: locatio rei: il locatore si obbliga a trasferire al conduttore una cosa per godimento temporaneo in cambio di denaro (attuale locazione/affitto); locatio operis: affinch il conduttore svolga unattivit lavorativa per raggiungere un certo risultato, paga il locatore (attuale appalto); locatio operarum: locatore mette a disposizione del conduttore la propria attivit lavorativa, paga il conduttore (attuale contratto di lavoro). Mandato: il mandante incarica il mandatario di compiere una certa attivit e si impegna a farlo gratuitamente. Ha rappresentanza indiretta, dopo aver svolto lincarico deve trasferire gli effetti al mandante. Tutela: actio mandati directa. Imperfettamente bilaterale: trasferire effetti (mandatario) e rimborsare spese (mandante, eventuale) XXVII

Societ: impegno assunto da due o pi persone di mettere in comune beni o attivit lavorative per raggiungere un risultato vantaggioso. Obblighi: conferimenti, dividere i profitti o debiti. Letterali: basati sulla trascrizione. A re in personam: pater creditore per contratto consensuale, indica col debitore la somma dovuta nellacceptum, come se gi ricevuto, e nell expensum come se lavesse data a mutuo al debitore. Cambia il titolo dellobbligazione (prima compravendita, ora mutuo). Estinzione debito esistente e costituzione nuovo debito oggettivamente diverso (attuale novazione oggettiva). A persona in personam: trasferimento del debito da un soggetto ad un altro. Stesso procedimento di prima. (attuale novazione soggettiva). Spesso usata quando erano esistenti due crediti fra tre persone diverse. QUASI CONTRATTI Atti leciti fonti di obbligazioni. Indebiti solutio (pagamento dellindebito): chi esegue una prestazione senza esserne tenuto: obbligo di restituire lindebito con la condictio. Negotiorum gestio (gestione di affari altrui): quando qualcuno gestisce affari altrui senza averne avuto incarico (senza mandato). Obbligo di dare i guadagni al proprietario dell attivit e diritto al rimborso delle spese, ma solo se: sapeva fosse negozio altrui, la gestione sia stata utilmente iniziata anche se poi lesito finale stato sfavorevole. Tutela: actio negotiorum gestorum directa (dominus al gestore) o contraria (gestore al dominus).

DELITTI
Atti illeciti, il soggetto leso agisce per ottenere pena. Furto: sottrazione di cosa mobile altrui. Tutela: actio furti. Manifestum: flagrante, pena del quadruplo del valore della refurtiva, solo se catturato; nec-manifestum: pena del doppio. Si agisce con actio furti pi rei vindicatio per la restituzione. Rapina: sottrazione di cosa mobile altrui con violenza; pena del quadruplo. Non cumulabile con la rey vindicatio: triplo pi la restituzione. Iniuria: lesioni fisiche, atti dolosi e ingiusti di violenza fisica alle persone. In et arcaica valeva la legge del taglione o risarcimento in denaro. Et classica: solo denaro, non pi taglione. La somma di denaro veniva stabilita dal diritto: os fractum: rottura arto, 300 assi a libero; 150 a schiavo. Altre offese: 25 assi. Nel II secolo d.C., la pena non era pi fissa ma determinata dal singolo giudice. Damnum iniura datum: introdotta dalla Lex Aquileia (III sec. d.C.). Tre diversi tipi di danneggiamento: uccisione schiavi e pecudes: pena del valore massimo avuto dalla cosa nellultimo anno; frode delladstipulator nellestinzione del credito allo stipulator: il secondo creditore incassa il credito al posto del principale, che pu agire in giudizio per la restituzione. Presto desueso. Ferimento schiavi e pecudes e uccisione animali non pecudes e danneggiamento cose inanimate: pena del valore massumo avuto dalla cosa nellultimo mese.

QUASI DELITTI
Atti leciti che obbligano a pagare una pena Effusum vel deiectum: versato o lanciato qualcosa causando danno a cose o persone. Pena fissa. Criterio di imputazione: responsabilit oggettiva. Positum aut suspensum: si mette qualcosa di pericoloso sulla finestra, si pu essere citati anche se loggetto non cade e non c danno; Iudex qui litem suam fecerit: giudice che giudica malamente per colpa. XXVIII

ESTINZIONE OBBLIGAZIONI
Adempimento obbligazione: modo normale. Nel nexum oltre ladempimento il creditore deve liberare con solutio pereset liberam il debitore. Per la sponsio e la stipulatio serve anche ladempimento di un negozio contrario a quello che ha fatto sorgere il debito (acceptilatio) Remissione: creditore rinuncia a prestazione e libera debitore. Si remette con solutio per aes et liberam (nexum) o acceptilatio senza adempimento. Per le altre obbligazioni, si fa con factum de non petendo. Altri atti o fatti estintivi dellobbligazione: morte (azioni penali); perdita capacit giuridica debitore (ius civile), capitis deminutio con ius honorarium; impossibilit sopravvenuta della prestazione non imputabile al debitore; impossibilit oggettiva; contrario consenso delle parti (contratti consensuali) finch non c esecuzione di nessuno dei due; recesso unilaterale; prescrizione (solo in et post-classica) compensazione (debiti e crediti dello stesso valore).

XXIX