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Storia del diritto romano

Tutto quello che sappiamo lo dobbiamo a storici romani in particolare Tito Livio e Dionisio di Alicarnasso. Abbiamo poi alcuni ritrovamenti archeologici e possiamo rifarci anche alla toponomastica. I romani avevano la tendenza a far risalire indietro nel tempo le istituzioni pi importanti, per darvi maggior prestigio; questo avviene anche con istituzioni di periodo repubblicano; questo ad esempio il caso di condanna a morte, dove si poteva fare appello al popolo (provocatio ad popolum). Monarchia Roma sorge improvvisamente dal nulla: Romolo (re Albano) dopo essersi allontanato da Albalonga fonda dal nulla questa nuova citt: la fonda nel 754 sul Palatino, riunisce intorno a s tutti coloro che non si trovano bene ad Albalonga e tutti coloro che non possono/vogliono abitare nelle altre citt del Lazio. Raggiunto un certo numero di popolazione, prende 100 fra i pi importanti cittadini di Roma e fonda il Senato: i senatori verranno detti patres e daranno origine ai patrizi. Dopo di che Romolo cercher moglie (ratto delle Sabine). La citt si amplia e Romolo sar costretto a dare origine alle curie: divider la popolazione in 30 zone e quindi in 30 curie: ogni curia avr un decurione a capo di essa: queste curie saranno rappresentate e daranno origine ai comizi curiati. Sicuramente non si pu pensare che Roma sia nata dal nulla: intorno allanno 1000 popolazioni indo-europee hanno occupato il Lazio nella zona fra il Tevere e i colli Albani (latini): intorno allanno 1000 popolazioni di origine ariana hanno raggiunto lItalia (Sabini). I latini erano inceneritori (bruciavano i loro morti): i Sabini erano inumatori (seppellivano i loro morti). Intorno allVIII secolo sono giunti gli etruschi: alcuni villaggi basati sullagricoltura, altri sulla pastorizia. Dopo varie lotte nata lesigenza di stabilit; quindi una popolazione che derivava da 3 diversi ceppi ha dato origine ad una civitas. Questo non sicuramente avvenuto nel 754; probabilmente intorno allVIII IX secolo. Gi i romani avevano poche notizie certe del periodo: avevano notizia dellesistenza di 7 re. Nel 509 era stata fondata la repubblica; la vita media di un regno era di 35 anni e quindi avevano calcolato da qui la data di fondazione. Sicuramente Roma allinizio governata da un re; il re deve mantenere la pace fra la popolazione e la divinit. I romani sono molto religiosi. Derivante da questo potere quello militare: il re romano ha una potestas vastissima: oltre che a comandare il popolo decide se e quando giusto stipulare unalleanza o attaccare un nemico, se e quando combattere. Questo potere di origine divina, perch secondo i romani il re decide in base a segni, agli auguria e agli auspicia. Poteri amministrativi che si visualizzano nellamministrare la giustizia. Il re colui che conosce le leggi di tutte le comunit che si sono riunite e hanno fondato una civitas: colui al quale i cittadini si devono rivolgere per avere giustizia. Nello svolgere questo suo compito d origine alle leges reges. Gran parte della dottrina ritiene che in realt siano vere e proprie leggi e che fosse compito dei comizi

curiati emanare leggi: in realt non cos: non sono altro che ordinanze del rex che decide la singola controversia: queste leggi avranno poi valore di precedente e costituiranno una norma di diritto che tutti i consociati dovranno rispettare. Non pu per fare tutto da solo: necessita di alcuni ausiliari; per quanto riguarda i compiti militari sar aiutato dal magister popolus e dal magister equitum. Il primo ha il compito di radunare il popolo atto alle armi: un sottoposto del rex e ha il potere di sostituirlo in guerra quando il re occupato a Roma in questioni politiche; il secondo ha il compito di radunare la cavalleria e di comandarla. Alla morte di Romolo si pone il problema di chi succeder al trono. I senatori non riescono a mettersi daccordo. Viene fondato linter-regnum; si decide che vengano nominati 10 senatori, ognuno dei quali detiene il potere per 5 giorni alternativamente in attesa che giungano segni divini che disignino un nuovo re. Questo interregno dura un anno. La plebe comincia ad essere insoddisfatta e minaccia una sommossa.: quindi il senato affida ai comizi il compito di scegliere il re, anche se questi deve essere approvato dal senato. La plebe sceglie di rifarsi al senato che nomina Numa Pompilio che con una lex curiata de imperio viene approvato dai comizi. Cos approvato Numa Pompilio deve sottoporsi alla inauguratio ossia allapprovazione della divinit e poi assume il potere. Il re elettivo: sappiamo che esiste un periodo, detto inter-regnum in cui c latitanza di potere. Sappiamo che i comizi hanno il potere di nominare il re e di dargli tutti i poteri tramite la lex curiata de Imperio. Sappiamo che il senato ha funzioni consultive e deliberative e che esistono cerimonie religiose per dare valore al re (inauguratio). Il re era elettivo. Nel momento in cui moriva un re scattava linterregnum. I comizi hanno il compito, tramite lex curiatia de imperio di dare potere al re: anche se non si tratta tanto di una legge quanto di unapprovazione del popolo. Il senato avr il compito di fare la creatio e a volte di fare il nuovo re. Tutto questo dimostrato dalla presenza nel calendario romano della sigla Q.R.C.F. (24 marzo e 24 maggio) (quando rex comitiavit fas) (i fas sono i giorni fasti in presenza dei comizi). Mentre Romolo era un re guerriero che si dedicava a guerre di conquista, Numa si dedic a culti e leggi. Vennero introdotti i mos majorum e il rispetto dei culti; grazie a Numa vennero istituiti i collegi dei pontefici, degli auguri e quelli dei fezziali. Il re non poteva dedicarsi a questa attivit sempre, era quindi necessaria listituzione di collegi per le leggi e i culti, fra i quali il collegio dei pontefici, che raccoglieva le leggi, ne tramandava notizia e aiutava i privati cittadini nel caso di controversie. A questi vanno affidata la memoria dei mores majorum, cio lunico vero diritto che i romani conoscevano in questo primo periodo. Qualsiasi privato cittadino che volesse conoscere le leggi doveva rivolgersi ai pontefici: per questo i 5 pontefici a turno erano a disposizione per agere, cavere, rispondere. Cio davano ai privati responsi su questioni di diritto; suggerivano ai privati come comportarsi per porre in essere negozi giuridici. Ai pontefici ci si rivolgeva anche per le prescrizioni dei riti sacri. I fezzaioli invece avevano il compito di occuparsi dei rapporti internazionali; spettava a loro decidere eventuali trattati con citt; stabilire se tali trattati erano equi o iniqui. Se era stato rispettato. Se e con chi bisognava combattere, cio se era il caso di fare una guerra

giusta. Inoltre a loro spettava la dichiarazione di guerra secondo il rito dovuto. Il feriale doveva rivolgersi al suo corrispondente nemico e fare la dichiarazione di guerra. Solo dopo questa dichiarazione e dopo la formale risposta poteva iniziare la battaglia. Sempre secondo Livio sappiamo che fu introdotto il collegio degli auguri. Questo collegio doveva interpretare i segni che la divinit dava. A seconda dellinterpretazione si avevano gli auguria o gli auspicia. I secondi li traevano i magistrati (cio il re) e consistevano nel cercare di capire come andr un singolo atto che si sta per compiere. Gli auguria sono pi complessi e riguardano il destino o di tutta la popolazione o la vita dello stesso rex e avendo ripercussione su tutta la popolazione possono essere letti solo da poche persone selezionate (collegio degli auguri: 5 membri vitalizi che custodiscono in segreto il modo di interpretare gli auspicia).

Vige sempre il principio di ubi societas ibi ius: regole per pacifica convivenza. Questa collettivit decide di darsi un capo e sceglie la forma costituzionale pi opportuna e d origine alla monarchia. Sceglie un rex secondo un modello elettivo. Alla morte del re inizia linter-regnum, si convocano i comizi e il senato ratifica la scelta degli stessi. Dopo di che avviene linauguratio. Al re vengono poi attribuiti poteri particolari. Il re ha funzioni religiose politico/amministrative e militari. Deve scegliere lorganizzazione migliore della citt ed giudice supremo. Ha anche poteri di coercitivo, ossia di polizia. Spetta al re mantenere la pace e ha il compito di far arrestare, fustigare e di erogare le multe. Ha poi il potere religioso. Nelle sue funzioni religiose si fa aiutare da collegi sacerdotali, dei feriali, auguri, e dai pontefici. Questultimo il pi importante perch deve controllare che sia mantenuta la pace e il rispetto delle leggi. Determinando il fas ed il ius questi ha gi la funzione della interpretatio. I pontefici sono gli unici che conoscono i mores ossia le norme che regolavano le comunit pre-civiche che hanno anticipato Roma. I privati devono necessariamente rifarsi ai pontefici. I pontefici possono anche creare una nuova norma giuridica senza violare i fas (ossia le regole divine). Accanto ai pontefici c il collegio degli auguri: e poi il collegio dei feziali che ha il compito di controllare le relazioni internazionali. Accanto a questi tre collegi vi un collegio solo femminile, che quello delle vestali, che soprattutto in et arcaica ha grande importanza. Vesta una divinit che presiede la pace domestica e familiare. Viene quindi istituito questo collegio e le vestali sono sacerdotesse della divinit: queste devono essere vergini, scelte fra le fanciulle patrizie con unet fra i 6 e i 12 anni. La carica dura 30 anni. Hanno tre compiti: mantenere vivo il fuoco di Vesta; devono provvedere alla pulizia del tempio e devono preparare la mola salsa (farina e acqua che servivano per i riti sacrificali). Le donne che diventavano vestali uscivano dalla patrias potestas del pater familias e acquistano capacit giuridica: ma erano soggette al pontefice massimo. Le vestali che compivano atti impuri erano soggette a pene quali la vivisepoltura.

Livio menziona subito il senato e i comizi. Dal punto di vista costituzionale Roma ha gi tre organi: re, senato e comizi. La tradizione ci dice che da subito furono scelti 100 patres.questi erano i capi delle gentes o delle familiare che si erano unite per dar vita alla civitas. Le gentes sono famiglie allargate che pretendono di avere un unico avo in comune, cio ununica stirpe ed un unico nome familiare. I capi di queste famiglie e delle gentes formano il collegio dei senatori. Questi hanno tre compiti: inter-regnum, lauctoritas, consultum. Laltro grande potere lauctoritas, che consiste nel potere del senato nellapprovazione dei comizi. In questo caso lauctoritas si esplica in due modi: lex curiatia de imperio e la adrogatio (adozione di un pater familias da parte di un altro pater familias). Il consultum sono consulti che il senato da al re; il re ogni volta che prende una decisione deve presentarsi al senato per averne lapprovazione. Non si rivolger al senato solo per decisioni repentine in campo militare. Accanto al senato ci sono i comizi, cio lassemblea popolare. In et regia i comizi sono comizi curiati. Questa assemblea nasce dalla divisione territoriale che avviene alle origini; 3 trib, Ramnes, Tities, Luceres. Ramnes sono gli abitanti del palatino, il cui nome forse deriva da romolo. La seconda sono i Tities, di origine sabina, abitanti il campidoglio. I Luceres sono di origine etrusca. Questi vengono poi divisi in 30 curies (unione di uomini). Ognuna delle 3 trib d origine a 10 curie. A capo di ogni curia cera un curio che aveva il compito di radunare le curie. Solo patrizi formavano le curie. La divisione in curie ha importanza amministrativa, perch dalle curie nasce lesercito. Ogni curia deve fornire allesercito 10 cavalieri e 100 fanti. Ha funzioni politiche durante i comizi curiati. Queste funzioni sono: convocato dallinter-rex deve fare la nomina del nuovo re o quando si riunisce per la lex curiatia de imperio. Pu essere riunito dal re una volta al mese perch davanti ai comizi il re deve presentare il calendario (basato sulle fasi lunari) che stabilisce i giorni fasti e i giorni nefasti. Giorni nei quali si pu chiedere giustizia, feste,Nei giorni nefasti al contrario non si pu far niente. Oltre a questo il re convoca giudizi anche per rendere partecipe lassemblea popolare delle sue decisioni. I comizi saranno poi convocati anche per giudizi che riguardano la vita privata del re: hanno un duplice servizio. Funzioni deliberative o di testimoni. Deliberative quando decideranno per la adrogatio. Le deliberazioni potevano avvenire solo il 24 marzo e il 24 maggio. Solo due volte lanno potevano essere convocati i comizi con funzione di testimoni. Non si parla in questo caso di comizi curiati bens di comizi calati. Gli atti solenni che causano la convocazione dei comizi curiati sono la inauguratio, testamentum, calati comiti, detestatio sacrorum. Quando un pater familias decide di abbandonare la propria gens deve dichiarare pubblicamente che intende abbandonare i numi di quella gens (detestatio sacrorum). Linauguratio la presa degli auspici per il re. Testamentum calati comiti che lunica forma di testamento dellet arcaica. Doveva indicare pubblicamente chi doveva succedergli alla morte. Questo atto doveva essere compiuto davanti ai comizi curiati. Ma qual lordinamento giuridico di questa fase? Le fonti di produzione di et regia sono i mores: le leggi rege sono fonti di

diritto, ma non sono leggi in senso tecnico. Norme di diritto criminale e privato e amministrativo. Erano previsti degli obblighi sia personali che patrimoniali (numera e vectigalia). Norme di diritto criminale: il crimine sono tutti gli atti lesivi della comunit; sia che la offendesse direttamente sia che offendesse un singolo individuo che colpisce la comunit. Le norme del diritto privato: riguardano la patria potestas, il dominius, lesecuzione personale e il testamento. Distinguono i beni di primaria importanza (res mancipi) e gli schiavi. Sono norme che regolano anche il trasferimento di propriet. Ci sono norme che riguardano lesecuzione personale, cio norme che riguardano il debitore insolvente. Principio partes secante: uccidevano il debitore e ne dividevano i pezzi fra i creditori. Testamento: deve lasciare il patrimonio agli eredi legittimi. Se non ha eredi diretti e non fa adrogatio si ricorre al testamento. Patrizi sono i senatori e i loro discendenti, gli altri sono plebei, secondo Livio. Patrizi sarebbero coloro che con la forza e per primi hanno acquistato un pezzo di terra nella civitas. Plebei sarebbero coloro che meno forti non sono riusciti ad acquistare una propria terra e hanno dovuto usare la terra altrui. Fino alla fondazione vi era una zona destinata a raccogliere coloro che chiedevano protezione alla nuova civitas: tutti coloro che avevano compiuti atti illegittimi nella comunit di appartenenza o che erano in disaccordo con i loro capi erano accolti a Roma. Sembra che la distinzione nasca da questo asilium. Patrizi sarebbero le prime tre trib: plebei quelli che hanno chiesto asilo politico a Roma. Nella Roma regia cerano anche i clientes ossia persone che necessitavano di protezione e la chiedevano ai patrizi. Questi clienti ricevevano vantaggi ma avevano anche numerosissimi doveri nei confronti dei loro patroni. Dovevano aiutare i patroni nella dote della figlia, dovevano pagare i debiti del patrono o il riscatto nel caso in cui il patrono fosse stato fatto prigioniero in guerra. Dovevano rispettare la buona fede e dovevano sopportare pene cruente nel caso mancassero la parola data. Chi sono i plebei? un ordine di cittadini: il ceto sociale meno forte, meno ricco e con nomi meno altisonanti, senza eponimi (cio non avevano discendenti illustri). Patrizi e plebei non potevano sposarsi fra loro. Pastorizi, agricoltura, anche se molto limitata. Conoscevano solo la produzione di cereali, in particolare del farro. Il fatto che leconomia si basasse su pastorizia e agricoltura fa si che sorgano numerose punizioni legate alla coltivazione dei cereali (tipo: furto notturno di messi).

Fase della monarchia etrusca. Livio traccia un racconto piuttosto attendibile; lultimo re latino Anco Marzio, durante il suo regno nuova gente arriva a Roma, fra cui Lucumone. Di origine greca si trasferisce a Tarquinia, dove diventa ricco ma non ha possibilit di carriera. Si trasferisce quindi con Tanatillia a Roma. Giunto alle porte di Roma si ha il primo prodigio: unaquila ruba il copricapo a Lucumone e dopo aver volteggiato per un po glielo restituisce. Tanatillia, di

origine etrusca, capisce che questo un segno divino e che Lucumone diventer importante. Lucumone diventa talmente amico del re da diventare tutore dei figli del re. Acquisisce un nome romano, Tarquinio Prisco. Alla morte di Anco Marzio decide di far radunare i comizi curiati per indire le elezioni. Indotto il comizio Tarquinio allontana da Roma i due figli di Anco marzio e si fa eleggere Re. Chiede linauguratio. Una volta diventato re cerca di stringere alleanze con forze minori della popolazione, con coloro che non sono patrizi e per fare questo amplia il senato: lo espande a 300 elementi. I nuovi senatori vengono definiti senatori delle genti minori. Provengono probabilmente dalla classe plebea. Decide poi di allargare Roma: durante una guerra di conquista si rende conto che un esercito di fanti non pu riportare grandi vittorie. Aumenta cos il numero delle centurie e dei cavalieri. Torna a Roma e istituisce dei giochi che verranno celebrati nel circo massimo; se dedica poi alle alleanze e alla lega latina. Durante il suo regno Tanatillia assiste ad un altro prodigio. Nella reggia c la culla di un fanciullo, figlio di una schiava, e la testa del piccolo prende fuoco. Quando il bambino si risveglia il fuoco cessa. Da qui capisce che il fanciullo destinato a subentrare a Tarquinio Prisco. Questo Servio Tullio. I figli di Anco Marzio non hanno mai perdonato al loro tutore di averli privati del potere. Nel momento in cui si rendono conto che il futuro re sar il figlio di una schiava ordiscono una congiura che riesce. Due privati cittadini riescono ad uccidere Tarquinio Prisco. Tanatillia con lastuzia riesce a risolvere il problema. Finge che il marito non sia morto e davanti ai comizi proclama che il re sar sostituito da Servio Tulio fino alla guarigione del re. E pi tardi con laiuto dellesercito si impone come re. Dopo alcune guerre di conquista Servio Tullio si occuper della sistemazione della popolazione. Dar origine ad un censimento e sar divisa in classi di reddito. Si avranno 5 classi: 40 centurie di seniores e 40 centurie di juniores; poi 10 centurie di seniores e 10 centurie di juniores; poi 15 centurie di seniores e 15 di juniores. Poi ci saranno 18 centurie di cavalieri, 4 centurie di artigiani e musici e infine unultima centuria caratterizzata dai nullatenenti. Divider poi il territorio in trib: 4 trib urbane e successivamente alcune trib rustiche. Dopo questopera di censimento si dar allopera muraria e cinger Roma delle mura serviane. Istituir il Pomerium, zona esterna alle mura nella quale non si potr tenere alcuna riunione politica. Ma la sete di potere fa si che questo re provochi inimicizie. Questo ad opera dei due figli di Tarquinio Prisco, che decidono di regnare. Dopo una serie di congiure i due riescono ad uccidere Servio Tullio. Sale al trono Tarquinio il superbo. Superbo per una serie di atti, fra i quali il divieto di sepoltura del suocero (lui sposa la figlia dellex-re). Poi incarica di costruire la Cloaca maxima non agli schiavi ma ai nullatenenti, che non gradiscono questo fatto (dopo averne iniziata la costruzione alcuni si impiccano. Questo non permette allanima di tornare alla terra e lanima vagher tra i vivi per infastidirli). Essendo stato il primo re ad aver ottenuto il potere con un colpo di stato, non ascolter il senato e vi toglier potere, mutando gli equilibri fra le forze romane. Ha per ampliato il territorio romano e stabilito alleanze con popolazioni vicine. Durante una di queste battaglie si verifica un episodio che induce la popolazione a porre fine alla monarchia. Tre cittadini

romani nellaccampamento discutono sulla virt delle loro mogli: e scommettono che le stesse sono a casa a divertirsi e non li aspettano. Collatino invece dice che sua moglie Lucrezia a casa ad aspettare. E verificano che cos, solo Lucrezia a casa. Il figlio di Tarquinio il superbo decide di scoprire quanto sia virtuosa Lucrezia e decide di prenderla con la forza. Lucrezia manda a chiamare sia il padre che il marito e dopo aver raccontato il fatto si uccide. Collatino accompagnato da Giulio Bruto, nipote del re: Giulio Bruto approfitta dellaccaduto e cerca di togliere potere al re. Fa convocare i comizi dove narra laccaduto suscitando lazione popolare. Tarquinio il superbo e il suo seguito vengono eliminati: 509 a.C. I comizi curiati nominano due consoli e nasce cos la repubblica romana. I poteri del rex cambiano: il re etrusco un comandante militare, dedito alle armi e si dedica principalmente alla guerra delegando gli altri poteri. Non si parla pi di potestas ma di imperio. Il potere fondamentale del re basato sulla forza e sulla guerra. Il potere dei consoli quindi di derivazione etrusca. I littori (coloro che devono portare le insegne prima del re e poi dei consoli). Imperium perch contrariamente al re latino il re etrusco si autocrea: diventa il capo dello stato perch lo vuole, non nasce da uninvestitura. Basato sulla forza e comando militare perch non ha bisogno della inauguratio. E questo fa si che il re non sia pi il supremo capo spirituale, tanto vero che gi in questo periodo viene introdotto il rex sacrificorum, cio si occupa dei sacrifici. Anche lelezione del re cambia: in et etrusca non abbiamo pi linter-regnum, la convocazione dei comizi per la nomina e non c pi lauctoritas da parte del senato. Si cambia completamente il modo di investitura, non pi elettiva ma previa designazione del precedente re. Il re delega in particolare per quanto concerne lamministrazione della giustizia: in campo criminale acquistano potere i diumviri perduellionis e questores parricidi. I primi giudicano il reato di perduellio, i secondi sono preposti al reato di parricidio. Gli unici casi in cui il re svolge lattivit di magistrato sono quelli militari. Il re etrusco reprime i reati militari. Per quanto riguarda la giustizia civile si fa aiutare da judices, due, preposti ad aiutare il re e sono i precursori dei consoli. Viene poi istituito il praefectus urbi. Questi ha gli stessi poteri che ha in campo militare il magister populi (ausiliario del re in guerra). Anche il capo amministrativo delega; istituisce i tribuni erari, cio magistrati che hanno il compito di esigere le tasse e sono due per ogni centuria. Anche il senato diverso: per composizione, non pi 200 ma 300 senatori, di cui 100 appartenenti ai nuove famiglie e non pi ai patrizi. Non pu pi influire sulla nomina del re e soprattutto il re etrusco non consulter mai il senato. Eventualmente un parere lo chieder al popolo. Vede aumentare il suo potere anche grazie alla nuova divisione della popolazione. Per la prima volta viene fatto il censimento della popolazione. Bisognava censire la ricchezza dei singoli cittadini per collocarli nelle varie classi. Le classi di censo erano 5, accanto alle quali cera quella dei cavalieri e quella degli artigiani e dei nullatenenti. Questa divisione ha due risvolti fondamentali: sia dal punto di vista dellesercito sia da quello politico. Gi in questultimo periodo perdono importanza i comizi curiati sostituiti dai comizi centuriati. Cambia il sistema di voto. Si passa da una riunione del popolo costituito da patrizi ad una riunione costituita dai ricchi. Si

vota per centurie, per classi. Prima vota la prima classe, poi quella dei cavalieri; se queste due non raggiungono un accordo vengono interpellate le altre 4 classi. Se neanche cos si giunge ad un accordo solo allora la classe dei nullatenenti potr votare. In realt si passa dal comando dei patrizi a quello della classe pi potente. La monarchia etrusca si caratterizza anche per la divisione in trib: tre gi esistevano ai tempi di Romolo; verr poi istituita una quarta trib; in et etrusca trib sono solo circoscrizioni territoriali. Roma viene divisa in et etrusca in 4 circoscrizioni, Palatina, Collina, Suburbana, Esquilina. Si osserva il domicilio delle persone per stabilire a quale trib appartengano. Vengono poi istituite le trib rustiche: qui lappartenenza viene data in base ai possedimenti, non al domicilio. Coloro che non hanno terreno appartengono alle trib urbane, anche se non hanno territori. Sono prima di tutto distretti di leva: da ogni trib vengono assoldati i militari. In ogni trib vengono riscosse le tasse, che in questa fase non vengono riscosse in base ai redditi ma allestensione della propriet terriera. Questo comporta un tipo diverso di economia: pu coltivare di pi: non coltiva solo cereali ma anche vite e ulivo, che impara a conoscere grazie agli etruschi. Cambia leconomia perch cambia le alleanze con i sabini e gli etruschi. Questo comporta che Roma diventi citt dedita ai traffici commerciali. di questo periodo il primo trattato commerciale fra Roma e Cartagine. Roma si basa anche sullartigianato. I re etruschi si dedicano alla costruzione di grandi opere: vengono fatti arrivare in citt esperti, che fanno conoscere lartigianato ai romani. La lega latina: Roma costituita sostanzialmente da latini ed circondata da popolazioni latine. Ha lesigenza di allearsi con queste genti per far fronte alle invasioni degli etruschi. Viene quindi istituita la lega latina che in caso di necessit combattono il comune nemico etrusco. Accanto ad essa i romani pongono trattati di non belligeranza con le popolazioni sabine.

Si trasforma la repubblica dopo lepisodio di Lucrezia. Scacciarono i tiranni e fecero giuramento per far si che a Roma non ci fosse pi la monarchia. Questo un episodio didattico e fantasioso. Il senso che la virt delle matrone non pu essere violata; nel caso contrario viene offesa la stessa civitas. Deve essere accolto il racconto che pone la cacciata dei re come un fatto improvviso. Una volta si credeva che il passaggio sia stato lento e graduale e la prova era nel rex sacrorum; ma ritrovamenti degli ultimo anni hanno dato prova di un colpo di stato improvviso. In realt il rex sacrorum nasce in et etrusca e non repubblicana: aveva poteri militari e politici e poi diventa capo religioso fino allet repubblicana. Quali sono i motivi che hanno portato alla rivolta? I rex avevano dato importanza al popolo, ai plebei, ed avevano tolto il potere al senato. Sono quindi i patrizi a promuovere la rivolta. Non condividono che gli etrusci vogliano espandersi nelle citt latine circostanti. Ma non solo vogliono cacciare il re etrusco, ma lintero potere monarchico. Come in molte altre citt stato si passa da un regime

monarchico a quello repubblicano aristocratico. Si passa ad una repubblica con al potere 2 magistrati e che possono con lintercessio paralizzare le decisioni del collega. Secondo la tradizione i primi due magistrati furono due consoli (il nome deriva dal fatto che si consultavano). Alcuni hanno sostenuto che i primo magistrati furono due consoli: altri che fossero due pretori: altri che fossero addirittura tre pretori, ma questultima viene scartata. Vi stato ancora che ha ritenuto che i primi due fossero stati il magister popolum e il magister equitum che avevano compiti diversi: il primo pi poteri del secondo. Sostanzialmente si ritiene che i magistrati fossero due e poca importanza aveva che fossero consoli o pretori. Nella fase che va dal 509 al 451 i poteri dei consoli: in questo periodo i consoli per tutta la loro durata (1 anno) godevano di pieni poteri ed esercitavano la magistratura senza dover tener conto dei loro atti ad alcuno. Avevano una loro guardia del corpo, i littori, che dovevano portare i fasci littori, simbolo dellimperium. I consoli avevano il potere di convocare lesercito, il senato, di presiedere alle assemblee popolari, ossia ai comizi. Avevano il supremo potere di controllo sulla civitas, ad eccezione di quello religioso. Esercitavano le funzioni che aveva il rex. Avevano quindi una sorta di re provvisori ed entrambi avevano lo stesso potere. Spesso accadeva che i due consoli si dividessero lamministrazione del paese (uno si occupava solo della giustizia e del potere nella citt, laltro dellesercito). Cio avevano il potere assoluto di guerra e quello amministrativo e politico. Nel caso di conflitti fra i consoli questi detenevano i poteri a giorni o mesi alterni. Nel caso particolare nel quale il comando dovesse andare nelle mani di una sola persona, questi cedevano il potere ad un dictator. Questo veniva nominato dal senato. Era quindi un magistrato straordinario e non poteva rimanere in carica pi di sei mesi. Alla fine il dittatore restituiva i poteri ai consoli. E questo provato dai fasti consolari. I consoli erano affiancati da altri magistrati che aumentavano via via che la civitas si espande. Gi da qui possiamo vedere che Roma caratterizzata da lotte con le popolazioni confinanti e da lotte interne (patrizi e plebei). Soprattutto dopo che il potere viene preso solo ed esclusivamente dalla classe patrizia). Roma si trova ad affrontare tre problemi: gli etruschi che tentano di riconquistare Roma. Dalle popolazioni appenniniche, Equi, Volsci, Sabini che tentano di raggiungere il mare per avere terreni pi fertili. E lotte con altre citt latine che non sopportano legemonia romana su di loro. Alla fine Roma sopravvive ma il suo potere diminuisce, i suoi territori pure e questo con grave danno per i plebei e per tutta leconomia. I tarquini cercano di tornare a Roma e chiedono aiuto a Porsenna con una guerra: la prima una vittoria per Porsenna che imporr leggi a Roma, fra le quali il non utilizzo di armi in ferro in battaglia. I romani si alleano con il re di Cuma per cambiare le cose e riescono ad eliminare il pericolo etrusco nel 504 con la battaglia di Ariccia. Sconfitto il pericolo etrusco questi passano ad occuparsi delle citt latine. Inizia una guerra che termina presso il lago Regillio con una grande vittoria romana. La prova che non fu una vittoria grandiosa ci data dal foedus cassianum, nel quale Roma decide di allearsi con le altre citt latine. Roma sarebbe stata la citt egemone nellalleanza, ma in realt non cos: questo infatti il primo patto

paritario. Tutte le citt latine si riunivano una volta allanno sotto il monte albano per decidere quale fra le citt avrebbe avuto il comando dellesercito confederato. Lalleanza necessaria perch un pericolo comune. Le battaglie dureranno dal 493 al 430, anno in cui la lega latina riesce a sconfiggere queste popolazioni e a spingerle nel loro territorio. Sono sempre pi frequenti le lotte fra patrizi e plebei. Questi chiedono il riconoscimento dei loro diritto politici e leggi favorevoli sui crediti: questo perch i latifondisti patrizi avevano grandi terreni, i plebei piccole terre. E in guerra erano i plebei a ricevere maggiori danni. Questo porter alla prima seccessione della plebe sul Monte Aventino. Tutta la plebe si raduna per costituire una collettivit a s stante, capeggiata da due militum, due capi delle centurie e si danno propri organi. Nasce il tribunato della plebe, che verr poi riconosciuto come magistratura di tutta la civitas. Costituisce poi i concilia plebis, che sono assemblee con funzioni deliberative e riguardano lintera categoria dei plebei. Sempre in questo periodo i plebei si danno le leges sacrate. Sono leggi con le quali si stabilisce la nomina dei tribuni, ma contengono anche qualcosa di pi forte. I plebei giurano che i loro tribuni dovranno essere intoccabili e che quindi se un patrizio non rispetter un tribuno, questi sar difeso dai plebei fino alla morte. La lotta continua fino a che nel 451 i plebei non riescono ad ottenere la costituzione dei decemviri le legibus scribundis. una magistratura mista fra plebei e patrizi. Nasce perch i plebei vogliono certezza del diritto. Vogliono che il diritto divenga diritto scritto e che tutti possano conoscere il contenuto normativo. Tutti temevano infatti che i pontefici, essendo patrizi, mutassero le regole a loro piacimento. Il primo decemvirato dura un anno. Nel 450 viene istituito il secondo decemvirato legislativo. Il senato in et etrusca aveva perso i suoi poteri. Nella repubblica riprende potere. Quindi il senato composto solo da patrizi: inoltre come succedeva nella fase della monarchia i senatori sono solo i patres familias che hanno dato vita alla civitas. Nelle mani del senato ci sono grandissimi e illimitati poteri. Il senato ha lauctoritas: tutte le decisioni prese dai comizi per essere valide devono essere ratificate dal senato, cos come le decisioni dei magistrati. I senatori poi sono gli unici a conoscere il diritto costituzionale dello stato romano. I senatori sono i custodi di queste norme consuetudinarie. I senatori hanno il potere del consultum, cio potere di dare dei consulti al magistrato o ai comizi. E manterranno linterregno. Spetter quindi al senato eleggere i magistrati: e il senato presieder i comizi, togliendovi quindi potere. Comizi curiati comizi centuriati. Nelle dodici tavole verranno stabilite le loro funzioni. Per ora sono solo assemblee della popolazione. Accanto a senato e comizi abbiamo il dittatore. Una volta eletto deve necessariamente eleggere un magister equitum, cio un suo subalterno che lo aiuti nel pericolo e nella gravit. Il dictator non pu andare a cavallo e presiede la cavalleria. I questori invece hanno funzioni ausiliarie dei consoli e hanno il compito di esaminare le finanze dello stato. I loro campi sono per determinati in un periodo successivo. Le dodici tavole.

Sono il primo codice scritto del mondo occidentale. Unico codice scritto fino allet giustinianea. I decemviri hanno il compito di redigere un testo normativo che deve divenire scritto e certo. Prima di occuparsi delle dodici tavole sarebbero andati in Grecia presso Solone per studiare le leggi della sua citt. In realt si fermarono in Magna Grascia. Durano in carica due anni e poi vengono cacciati a furor di popolo. Uno dei decemviri attende alla virt di una donna romana. In realt furono scacciati per altri motivi: patrizi e plebei, che formano i decemviri, cercano una mediazione, ma il tentativo non riesce. I plebei ritengono che i patrizi abbiano imposto norme inique. I patrizi invece dicono di aver concesso fin troppo. E vengono scacciati quando la loro opera ormai completa nelle dodici tavole. Che cosa contenevano? Si occupano di processo: le prime tre tavole si occupano di processo, poi di famiglia; di successioni; la 6-7 di propriet quiritaria; 8-9 di diritto penale; 10 diritto sacro; 11 diritto penale; 12 diritto pubblico. In realt non contengono un gruppo organico di norme. Ci sono riferimenti specifici ai casi concreti. un diritto casistica, che analizza il caso concreto. Le 12 tavole nascono da una decisione vincolante fra due ordine: sono una decisione autoritaria, cio imposta. Sono ius legitimum. Che cosa contengono le dodici tavole? Leggi che trasformano il diritto scritto in quello consuetudinario. Leggi che fissano i mores. La maggior parte delle dodici tavole trasforma in scritto norme consuetudinarie.

Nel 451 a seguito delle richieste dei plebei, volte a volere una legge scritta, viene istituita una magistratura straordinaria e viene istituito il decemvirato legislativo. A questo collegio dei magistrati viene affidato il compito di mettere per iscritto tutte le norme fino ad allora esistenti. Lincarico annuale. Al termine del primo anno il lavoro non ancora stato portato a termine e c la nomina di un secondo decemvirato, formato ancora da patrizi e plebei e deve completare lopera iniziata. Questi per crearono due tavole inique, cio due tavole in cui sono contenute norme contrarie alla plebe. Questo fa si che il popolo provochi una sommossa. Il lavoro comunque gi stato finito e le dodici tavole sono redatte e affisse nel foro. Rimangono affisse finch i Galli non incendiano Roma. Le notizie delle dodici tavole e la trascrizione dei precetti ci viene da Cicerone e Gaio. Le XII tavole sono la prima fonte autoritativa romana. Nascono da un accordo fra patrizi e plebei e hanno uguale importanza per i due ordini. Essendo norme autoritative per le tavole si parla di jus legitum e le legge rogate, che vengono proposte da un magistrato e approvate dai comizi centuriati. Le XII tavole cosa contengono? Le varie norme derivano dalle antiche leges rege e dagli antichi mores. Quando parliamo di XII tavole parliamo o di codice decemvirale o legge delle XII tavole. Codice non nel senso moderno della parola (cio non una raccolta di norme rivolte ad un solo argomento). Raccolta organica di varie norme aventi diverso contenuto. Parlare di ununica legge sbagliato, bisogna parlare di legge delle dodici tavole. Leggi quindi nel senso di norme giuridiche. Le XII tavole sono divise in 4: quelle che fissano i mores, leggi che riproducono leggi regie, leggi di et decemvirale di

provenienza ellenica, leggi create ex novo dai decemviri. Leggi che fissano i mores: la maggior parte dei precetti mette per iscritto i mores majorum. Che ne siano presenti tanto testimoniato da alcuni giuristi di et classica, da Ulpiano che nel commentare il jus civile ci dice che la norma in base alla quale il prodigo per espressa disposizione delle dodici tavole necessita di un curatore. Analoga disposizione per quanto riguarda il pazzo. Che nascano dai mores provato anche dal linguaggio (il diritto romano casistico, analizza i singoli casi; ma anche il diritto romano evolve, e i precetti non solo nascono dal caso concreto, ma cercano anche di creare precetti di portata pi generale. In tutte le pronunce concrete il precetto si apre con una clausola condizionale. Nel caso si tratti di un precetto pi moderno si usa una relativa, quis). Molto interessanti sono i precetti 12-13 della tavola 8. Questi dimostrano la loro provenienza dai mores perch trattano il diritto penale. Roma considera la vendetta privata autorizzata. Ben presto questa vendetta non pu pi essere applicata: i primi mores che riguardano il diritto penale stabiliscono una limitazione a questa libert di vendetta, dimostrata dai precetti 12 e 13. Si tratta di due casi gravi di furto. Si prevede che nel caso in cui avvenga un furto notturno, loffeso sia legittimato ad uccidere il ladro. Analoga situazione nel caso in cui avvenga un furto diurno a mano armata. In questo caso perci necessario chiamare a raccolta i vicini per dimostrare che si tratta di un atto giusto. Altro precetto importante la legge del taglione. Si parla poi di leggi di origine regia: le XII tavole recepiscono queste leggi. La ricezione confermata dalla tavola VIII, precetto 8: Numa elabor un precetto evoluto. Previde la distinzione fra atto volontario e atto involontario. Statu che nel caso in cui qualcuno avesse ucciso involontariamente, non avrebbe potuto essere ucciso dalla famiglia delloffeso. Il colpevole doveva per sacrificare un capro. Le XII tavole hanno recepito questa norma e lhanno applicata. Abbiamo poi le leggi suggerite da modelli ellenici. Grazie a questo influsso i decemviri su materie complesse recepiscono le norme di Solone (fu il primo a dare una legislazione molto ampia alla polis di Atene: legislazione che non si esprimeva su casi concreti). Roma in certi settori recepisce queste norme, in particolare per quello che riguarda i confini: per evitare che i patrizi privino i plebei della loro terra, questi ultimi necessitano di una legge chiara e precisa sui confini. Ricorrono cos alla legge di Solone. Ci sono poi le leggi create dai decemviri. Il diritto romano caratterizzato per il rispetto del diritto antico ma anche da un rinnovamento del diritto mediante lintroduzione di precetti nuovi sotto la parvenza di antichi precetti. Con questa funzione i decemviri possono introdurre nuove norme. Lesempio pi importante costituito dal precetto due della tavola 9. il primo esempio di provocatio ad popolum contenuta in questo precetto delle XII tavole, dove viene stabilito che la morte di un cittadino pu essere decisa solo davanti al giudice centuriato. Cacciati i decemviri nel 449 vengono restaurate le antiche funzioni repubblicane e vengono eletti i consoli (Valerio Potito e Orazio Barbato). Nel corso del loro anno di carica prenderanno moto provvedimenti conservativi, ma anche provvedimenti favorevoli alla plebe e che permetteranno alla plebe la lotta per la parificazione dei

due ordini. Lotta che terminer con le leggi Luciniae Sextie (377). Ma i primi passi per giungere a questa legge finale sono fatti da Valerio e Orazio con le leggi Valerie e Orazie. Vengono denominate cos con un termine improprio: non emaneranno vere e proprie leggi, ma provvedimenti approvati mediante auctoritas dal senato. Il primo di questi provvedimenti la lex de plebiscitis. Secondo Livio questa legge sarebbe la legge che prevede la parificazione tra plebisciti e leggi, cio sarebbe la legge che ha permesso di ritenere i plebisciti con valore vincolante di legge sia per i patrizi che per i plebei. In realt siamo di fronte ad unanticipazione annalistica. Prima di avere una parificazione si dovr aspettare il 287 a.C. Questa legge prevedeva il riconoscimento dei tribuni plebis come magistrati dello stato romano. quindi una prima conquista dei plebei. Accanto a questa lex viene posta in essere la prima lex de provocatione, che prende in considerazione dal punto di vista sostanziale e processuale la provocatio ad popolum. Questa legge impone al magistrato di rimettere davanti ai comizi il cittadino romano che a seguito di una condanna corporale e capitale chieda che la condanna venga presa in esame dai comizi centuriati. Si tratta di una legge perfetta, perch dopo aver stabilito il precetto, pone una sanzione a carico del magistrato che non rispetti il precetto. La sanzione consiste nel dichiarare il magistrato sacer, espulso dalla comunit e abbandonato al suo destino. Laltra disposizione contenuta nelle leggi di Valerio e Orazio la legge sulla potest tribunizia. Quando i plebei si sono radunati sullAventino avevano dichiarato che i loro tribuni sarebbero dovuti essere inviolabili. Con questa legge viene sancita linviolabilit dei tribuni per legge. Nessuno pu violare i tribuni, pena la consecratio. Anche in questo caso una legge perfetta. Che non rispetter i tribuni potr essere ucciso impunemente. I beni delloffensore vengono confiscati e messi allincanto (cio venduti). Il ricavato andr ad accrescere il patrimonio di Cerere, Libero e Libera (divinit plebee). Le leggi Valerie Orazie prevedono poi unaltra norma. Vengono istituiti gli edili plebei, cio una nuova magistratura alla quale viene affidato il compito di osservare i senatus consulti. Tutto questo segna un primo passo verso lequiparazione fra i due ordini. Ancora pi importante quello che succede nel 445; prima era vietato che patrizi e plebei potessero contrarre matrimonio. I plebei riescono a far ratificare una norma che prevede labolizione dei divieto. Fra la possibilit di diventare consoli e quella di sposarsi fra plebei e patrizi e patrizi scelgono di concedere questultimo. Questo comporter che un plebeo possa seguire i culti familiari dei patrizi. Alle massime cariche magistrali possono partecipare solo quelli che seguono i sacra patrizi, che permettono di trarre gli auspici e possono solo questi diventare consoli. I consoli devono necessariamente poter trarre gli auspici: possono trarre gli auspici coloro che partecipano ai sacra e ai culti patrizi. La plebe per non ancora contento e vuole accedere al consolato. Nel 443 viene istituita quindi una nuova magistratura, vengono istituiti i tribuni militari con potest consolare. Le fonti ci dicono che questa magistratura nasce per due esigenze: per le richieste dei plebei di accedere al consolato e per le continue guerre contemporanee che Roma continua in questo periodo a porre in essere. I due consoli non possono da soli far fronte a tutte queste esigenze: vengono perci

creati i tribuni. La loro esistenza provata dai fasti consolari. Fra il 444 e il 367 vediamo alternarsi i tribuni militari e i due consoli. La loro creazione completava alcune esigenze: i consoli a volte sono tre, altre quattro, a volte sei, a seconda dellesigenza che si ha a Roma. E non deve stupire il fatto che il primo tribuno plebeo venga eletto solo nel 400. Un conto il riconoscimento di un diritto nei confronti della plebe e un conto il potere della plebe (per diventare magistrato ci vuole una campagna elettorale e nel 444 la plebe non ne aveva la forza). 441-450 decemviri le gibus scribundis 449 leggi valerie orazie a) lex de plebisicitis b) lex de provocatione c) lex de tribunizia protestate d) lex de senatus consoltum custodia 445 Abolizione del divieto di connubio

Dopo listituzione dei tribuni militum viene istituita la censura. Fino a quel momento il compito del censimento era dato ai consoli, che ora non ne avevano pi il tempo. Necessit accompagnata anche dal fatto che i comizi pi importanti erano quelli centuriati, che dividevano la popolazione per censo, per collocare le persone nelle varie classi. Stranamente i plebei non chiedono un censore e vengono cos eletti due censori patrizi. Le lotte per continuano e nel 421 i plebei riescono ad ottenere che i questori diventino quattro. Accanto ai questori aerari vengono istituiti altre due questori con funzioni militari. Il raddoppiamento del numero di magistrati permette alla plebe di accedere alla questura, ma il primo questore plebeo lo abbiamo solo nel 409. Le lotte continuano ancora fino al 367 e unimportante conquista quella del 394. Finalmente Roma riesce a debellare Veio e procede col solito metodo di annessione tipica dellet regia: porta tutta la popolazione di Veio a Roma e proclama terreno pubblico la citt di Veio. La plebe chiede lassegnazione della terra e ottiene lattribuzione di questa terra (7 iugeri per ogni pater familias plebeo). La plebe ritiene di essere ad un passo dal consolato. Ma i patrizi non vogliono ammettere al consolato la plebe. Vengono nominati tribuni della plebe Licinio e Sextio. Secondo la tradizione questi due bloccano la vita politica di Roma per 10 anni (dal 377 al 367) con la loro intercessio. Sicuramente per alcuni anni la vita politica interrotta: i patrizi nel 368 eleggono Furio Camillo dittatore e questi si oppone alla plebe. Costretto ad abdicare rieletto (in spregio alla norma che non vuole la rielezione del magistrato) e decide di cedere alla plebe. Concede la possibilit di accedere al consolato: a questo proposito si parla di leges Licinae Sextiae. Anche in questo caso non si tratta di una proposta dei consoli non ratificata dai comizi ma dal senato e in pi non c bisogno di una vera e propria legge, perch grazie al connubio i plebei sono ammessi per diritto ai culti e possono trarre gli auspici. Questo accordo non riconosce solo la possibilit ai plebei di ambire al consolato,

ma favorisce i plebei in pi modi. Tra le altre cose favorisce la rogatio de aere alieno (proposta che riguarda il denaro altrui). Consiste nel diritto dellanotocismo: cio della capitalizzazione degli interessi (non posso cumulare la somma prestata agli interessi). Ottengono inoltre la possibilit di ritornare il denaro in rate, in un tempo massimo di tre anni. La seconda legge fondamentale per i plebei la rogatio de modo agrorum: legge che riguarda la modalit di distribuzione della terra. Il possesso dellager pubblico era concessa fino al 377 solo ai patrizi. Ora invece anche i plebei possono sfruttare lager pubblicus: viene poi stabilito il massimo che ognuno pu avere, un massimo che stabilito in 500 iugeri. La pi importante legge comunque la rogatio de consule plebeio: cio la legge che permette ai plebei di accedere al consolato. Collegata a questa listituzione della pretura, ossia il praetor urbanus che considerato collega minore dei consoli, ha il compito di ius dicere (rogatio de ius dicere). Al pretore viene affidata la giurisdizione civile nellurbe, dove dobbiamo intendere non solo Roma, ma il territorio fino a 1000 passi dalla mura. In questo caso per la prima volta unacquisizione di diritto dei plebei diventa unacquisizione di fatto. Finalmente si ha una parificazione quasi totale degli ordini. Questa via apre le strade per quelle cariche che ancora non potevano essere fatte da un plebeo: nel 366 sono ammessi alla dittatura, nel 351 alla censura, nel 348 entrambi i consoli possono essere plebei. Nel 337 i plebei possono essere pretori. Nel 300 i plebei sono ammessi ai collegi sacerdotali, quindi troviamo sia pontefici sia auguri plebei. Inizia la laicizzazione del diritto. Il primo pontefice plebeo viene eletto nel 254 con Tiberio Coruncanio. Nel 287 con la legge Ortensia si raggiunge la prima parificazione fra plebisciti e leggi. Le norme che nascevano per nome dei concilia plebis prendevano il nome di plebisciti. Il primo passo fu fatto al 449 con le leggi Valerie Orazie. Nel 339 lex pubblilia philonis che prevede la validit dei plebisciti previa ratifica (auctoritas) del senato. La prima legge che in realt di un plebiscito la legge aquilia sul danno. Queste leggi segnano il passaggio ad un assetto costituzionale maturo: finalmente la repubblica viene caratterizzata in tutti i suoi elementi. Non si tratta pi di norme consuetudinarie dirette dai patrizi, ma lordinamento giuridico romano fonda nel diritto immutabile la sua esistenza. Che cosa succede con queste leggi? La lotta comporta il venir meno dei vecchi capisaldi della classe patrizia, soprattutto labolizione dei poteri dei patrizi data dal riconoscimento ai plebei. Questo comporta levoluzione del sistema romano, tanto che Polibio dice che la costituzione romana ad un livello evoluto e riesce a riassumere in s i tre sistemi di Aristotele (monarchia, oligarchia, democrazia). Secondo Polibio in Roma questi tre sistemi convivono. I magistrati rappresentano la monarchia. Il regime oligarchico rappresentato dal senato che ha il compito di sorvegliare sulle attivit poste in essere dai magistrati e dai comizi. La democrazia data dalle assemblee popolari. Dove trovano i poteri questi soggetti? I magistrati fondano il loro potere sul popolo (in quanto sono eletti). Anche il senato deriva i suoi poteri dal popolo. A partire dal 367 saranno senatori solo ed esclusivamente gli ex magistrati. I comizi si autolegittimano. Per questo si parla di una Roma retta da una sovranit popolare. Ma il popolo ha le sue rappresentanze nei comizi: il che

comporta che sui comizi ci sia un controllo da parte del senato. C quindi un reciproco controllo fra patrizi e senatori (S.P.Q.R. senatus popolusque romanus). Il potere quindi retto dal popolo e dal senato. In realt Roma dominata da unoligarchia a base timocratica. Oligarchia perch il rapporto popolo-senato fa si che al governo siano solo coloro che fanno parte dei comizi (cio i ricchi oligarchia a base timocratica). La timocrazia sta alla base anche dei comizi. La cittadinanza viene divisa in classi di reddito e poi c la votazione. Roma caput mundi: la politica comunque espansionistica e avvantaggia tutta la cittadinanza. Questo porter al dominio secolare di Roma Assemblee popolari, magistrature e senato. Iniziamo con loccuparci delle magistrature: caratterizzata da 5 casi: elettivit, temporaneit, responsabilit, gratuit e collegialit. 1) Elettivit. Il termine magistratus nasce da magister populi (comandante militare). I romani ritengono di poter dire che il loro magistrati sono comandanti militari e hanno bisogno dellimperium (supremo comando militare). Ma i magistrati necessitano anche dellapprovazione popolare. Per questo i magistrati devono essere eletti secondo un principio avanzato e democratico. Il magistrato in carica convoca i comizi e da luogo alla cranio, nel senso che propone ai comizi un elenco di candidati che devo avere determinati requisiti. In particolare devono aver prestato il servizio militare per almeno 10 anni. A questo punto i comizi scelgono il candidato che dovr ricoprire la carica. Scelto il candidato questo deve fare un solenne giuramento alla fides, deve giurare il rispetto della buona fede verso la repubblica. Dopo il giuramento il magistrato uscente deve dichiarare che alla fine dellanno lascer la carica. Questo per garantire che i magistrati vengono eletti secondo il volere del popolo. Fino al 300 i magistrati hanno limperium, ossia la facolt di gestire poteri e funzioni in modo discrezionale. I magistrati muniti di imperium hanno una serie di poteri vastissimi. Quali sono questi poteri? Poteri finanziari e di leva, poi hanno il potere di convocare i comizi e di chiedere ai comizi dei pareri ius agendi cum populo. Hanno poi il potere di convocare il senato e di chiedere pareri al senato ius agendi com patribus. Hanno la coercitio, cio il potere di emanare ordini e obbligare chi ha ricevuto questi ordini di obbedirli e di punire che non li eseguisse. Hanno poi iuris dictio, ossia la capacit di regolare i rapporti coi cittadini e di fare processi. Si tratta dunque di poteri enormi. Ecco perch nasce lintercessio (diritto di veto). Questi due poteri sono legati alla collegialit: ogni magistratura deve essere caratterizzata da almeno due magistrati. Lunica magistratura non collegiale la pretura. Ed strano che il pretore che ha limperium non sia accompagnato da un altro magistrato: il motivo semplice. Il pretore nasce come collega dei consoli. Quindi in realt il pretore non magistrato senza collegialit, in quanto sono colleghi i due consoli, che possono porre lintercessio nei confronti del pretore. Quali sono i magistrati che hanno imperium? I consoli, il dittatore, il pretore, i tribuni militari con potest consolari e i decemviri legibus scribundis. Anche ai censori in un momento successivo viene data una sorta di imperium. Le altre cariche non hanno imperium ma potestas.

Si vuole contrapporre il servizio democratico a quello monarchico. Questo si manifesta in particolare per i magistrati cum imperium (imperium che affonda le sue origini nel potere militare imperium militarae). Imperium esercitato prevalentemente nella citt imperium domi. C differenza fra i due imperium, perch i consoli hanno limperium maggiore, cio tutti e due gli imperium. assolutamente necessario che esistano delle garanzie verso i cittadini, per fa si che questo imperium non venga usato in danno agli stessi cittadini. Limperium militiate rischia infatti di essere abusato, e per questo motivo c un limite: la prima garanzia la delimitazione dellesercizio di questo potere dal punto di vista territoriale. Il potere militare pu essere usato solo fuori dal pomerium (cio fuori da Roma). Il console non pu portare lesercito entro il pomerium. La seconda garantigia consiste nel fatto che il console quando sta in citt in forza della sua coercitivo non pu condannare a morte arbitrariamente un cittadino romano (provocatio ad popolum). Altra caratteristica tipica la collegialit: il requisito tipico nasce dallevitare il ritorno al potere regio. Ogni magistrato ha un potere intero. Il console ha potere infinito, non si dividono sostanzialmente i poteri. Per questo motivo viene introdotta lintercessio, cio il diritto di veto. Un collega pu paralizzare laltro collega. Lintercessio esiste anche tra magistratura maggiore e inferiore. Inferiori sono ledilit curile e la questura. Tutte le altre sono magistrature superiori (consolato, censura, pretura) ordinarie. I magistrati maggiori possono controllare loperato dei minori ponendo lintercessio. I consolo sono coloro che detengono limperium maggiore, potranno proporre lintercessio nei confronti del pretore. I tribuni della plebe potranno proporre intercessio contro le decisioni di qualsiasi altro magistrato romano. Questo non vale per le magistrature straordinarie (anche perch nascono per far fronte ad un pericolo imminente). Secondo alcuni la responsabilit connessa al fatto che le magistrature durano un anno e quindi sarebbero legate alla temporaneit. Il magistrato alla fine della carica deve necessariamente rispondere del suo operato. Temporaneit significa che il magistrato deve rimanere in carica solo per un tempo fissato legislativamente. Questo fa si che vi siano connesse altre due garantige. vietata literazione della magistratura (cio vietato rieleggere lo stesso magistrato per la stessa carica per lanno successivo). vietato anche il cumulo di magistrature. Le cariche magistrali non possono essere cumulate. Tra una carica e laltra devono passare almeno due anni. Per essere nominato nuovamente questore deve aspettare dieci anni. La provocatio ad popolum viene concessa anche contro la coercitio del pontefice massimo. Anche il pontefice massimo ha un imperium, imperium domi: per questo ha anche la coercitio, cio il potere di condannare a morte chi non seguir i suoi ordini, a cui poter essere affiancata la provocatio con un unico limite, le vestali. Un'altra caratteristica della magistratura la gratuiti: tutti coloro che vogliono svolgere il cursus honorum non solo non prendono stipendio ma devono anche spendere per mantenere la carica (gli edili curuli ad esempio devono organizzare i giochi e lo devono fare spendendo del loro).

Magistrati sine imperium sono i magistrati indicati come minori: questi avranno la potestas, cio un potere limitato e funzioni specifiche e limitate. Magistrature straordinarie sono la dittatura, il magister equitum, i decemviri e i tribuni militari con potest consolare. Magistrature plebee sono i tribuni della plebe e gli edili della plebe. I magistrati maggiori vengono eletti dai comizi centuriati. I magistrati minori vengono eletti dai comizi tributi. Esiste poi un'altra garantigia, il iustitium. In casi particolari di lutto cittadino e di giochi necessario sospendere tutte le magistrature ordinarie e straordinarie. Le magistrature straordinarie sono i tribuni militum consolari protestate e il magister equitum. I tribuni militum sono nati da esigenze di guerra: sono quindi magistrati straordinari con imperium militiate e domi, sostituiscono i consoli nel periodo i cui due magistrati supremi non riescono a far fronte alle esigenze della civitas. I tribuni militum poi scompariranno e diventeranno i compagni dei consoli. Altra magistratura straordinaria il decemvirato legislativo, che durer solo due anni. Magistrature straordinarie che si ripetono spesso sono la dittatura e il magister equitum. Il primo un magistrato straordinario supremo: ha quindi sia imperium militiate che domi. Non incontra alcun tipo di limite; non possibile ricorrere alla provocatio ad popolum e allinterecessio. Il dittatore dura al massimo sei mesi, oppure pu rimanere in carica solo per risolvere il problema per il quale stato nominato. Il dittatore nominato dai consoli. Se la carica dei consoli dura meno di sei mesi, il dittatore allo scadere della dei consoli. Il magister equitum ha solo limperium militarae e ha la funzione di aiutare il dittatore e deve guidare la cavalleria. Nel momento della crisi della repubblica ci saranno dittatori che sconvolgeranno il significato della dittatura. Sul consolato: una magistratura straordinaria suprema con imperium majus (imperium domi e militiate). I consoli hanno ampissimi poteri. Per quanto riguarda limperium militiate il console deve condurre la guerra, ha i compiti di leva. Hanno poi la coercitio assoluta sui militari (in tempo di guerra i consoli possono commettere ed eseguire condanne a morte per i soldati, senza che questi possano proporre una revisione della condanna). Hanno il potere di convocare i comizi, di proporre ai comizi delle leggi (in agendi cum populo). Hanno il potere di convocare il senato di fare proposte al senato stesso (ius agendi cum patribus). E hanno la iuris dictio, cio la giurisdizione civile. Incontrano i limiti della provocatio e dellintercessio. Un console ha lintercessio, i tribuni hanno lintercessio nei confronti di entrambi i consoli. La pretura una magistratura ordinaria cum imperio, non collegiale. Il pretore ha la iuris dictio, ossia la giurisdizione civile a Roma fino a 1000 passi dalle mura cittadine. Ha poi il ius edicendi, cio il potere di emanare editti e quindi di emanare programmi giurisdizionali per il sua anno di carica. Il pretore ha inoltre limperium cio poteri discrezionali sostanzialmente illimitati, che applicher al suo campo specifico. Questo comporter specificatamente la possibilit di creare autonome azioni in campo processuale che non siano previste n dai mores n dalle leggi. C quindi distinzione fra giudizi legittimi e giudizi che nascono dalla volont del pretore.

Altra magistratura importante la censura: i censori sono magistrati ordinari maggiori che hanno limperium, ma particolare e limitato. Spetta ai censori stabilire quali fra gli ex magistrati potranno entrare in senato e quali personaggi romani potranno rivestire la magistratura secondo il loro insindacabile giudizio. Non rispondono a nessuno degli altri magistrati romani. Sono nominati ogni cinque anni, durano in carica 18 mesi al termine dei quali devono fare una lustratio (cio un rito sacrificale che indicava il termine della loro carica e che sanciva il fatto che per altri cinque anni non ci sarebbero stati altri censori). Hanno il compito primario di fare il censimento. Compete poi loro la nota censoria. Compete ai censori verificare la moralit dei cittadini romani. Se scoprivano che alcuni cittadini non avevano rispettato il buon costume emettevano una nota censoria, esposta nel foro, in cui indicavano che il cittadino tale non aveva rispettato il buon costume. Questo comportava che il cittadino in questione fosse spostato ad una classe di censo inferiore. I censori potevano anche togliere completamente i diritti politici al cittadino romano. Analogo discorso valeva per i senatori e con una sudicio de moribus espellevano dal senato colui che non aveva rispettato il buon costume. Unaltra magistratura (seppur minore) la edilit curule. Questi sono forniti solo di potestas, ma a loro vengono affidati compiti particolari (la cura dei giochi) come la cura dei mercati. Tutte le contrattazioni avvenivano nel mercato. Questi avevano il compito di emanare editti per regolare il mercato e anche gli edili avevano ius edicendi. Anche gli edili aiutano il pretore nello ius honorarium; grazie allattivit degli edili noi oggi abbiamo due azioni legate alla compravendita. Avendo ius edicendi e controllo dei mercati avevano una limitata coercitio. Quindi potevano irrogare delle multe e soprattutto potevano porre in essere la pognoris capio (espropriavano i beni). La questura: nascono in et regia (questori parricidi). Ora nascono i questori erari, che devono sorvegliare la finanza pubblica. Il numero dei questori raddoppia e in parte a quelli urbani nascono questori con funzioni militari. Devono sorvegliare lerario. I questori sorvegliano e amministrano la finanza pubblica: i primi quella politica, gli altri due la cassa che serviva con funzioni di guerra.

Le due magistrature plebee sono i tribuni della plebe e gli edili plebei. I tribuni nascono con la prima seccessione dei plebei.: nascono e prendono il nome di tribuni in quanto sono tribuni militari. Nati con la funzione di aiutare la plebe, il loro primo compito lauxilium plebis, per poter aiutare la popolazione pi debole e in quanto magistrati eccezionali, questi sono muniti dellintercessio. Diritto di veto che verr istituzionalizzato nel 449 con le leggi valigerie orazie. Intercessio assoluta significa che i tribuni della plebe possono opporre il diritto di veto ad ogni magistrato della civitas (escluso il dittatore) e probabilmente non pu essere opposto neppure ai censori. Hanno intercessio anche fra colleghi (come in tutte le magistrature collegiali). Data la loro origine particolare, accanto allintercessio i tribuni hanno la summa potestas cercendi (cio la massima potest coerciva):

questo significa che i tribuni possono mettere a morte chiunque senza che questultimo possa provocare; possono arrestare i cittadini compresi i consoli e possono erogare le multe. A partire dal III secolo a.C hanno il potere di far parte del Senato e in casi eccezionali di convocare il Senato stesso. I tribuni sono dieci, vengono eletti dai concilia plebis tributa, durano un anno e non possono pi essere rieletti. Abbiamo poi gli edili plebei: sono stati istituiti nel periodo delle leggi valerie orazie (449 a.C) e hanno il compito di custodire i senatus consulti nel tempio di Cerere. Col passare del tempo i poteri si ampliano e assumono fra i loro compiti i compiti che spettano ai questori e agli edili curuli (limitatamente alla plebe; hanno potere di polizia e sorveglianza dei mercati e quartieri plebei) e poi controllano la finanza (cssa) plebea. Cardine della costituzione romana il senato: in questo periodo si presenta sostanzialmente diverso, soprattutto dal punto di vista della costituzione. Prima ne facevano parte solo i patres: successivamente sotto Tarquinio Prisco vengono aggiunti i patres delle nuove genti. Nella fase repubblicana il numero rimane di 300 (fissato da Tarquinio Prisco) ma cambia la composizione e soprattutto il modi in cui si entra in Senato. Allinizio vi si entra per cooptazione (lo scelgono gli altri senatori). Dopo il 367 i senatori vengono eletti. Ai censori spetta il compito di eleggere i senatori. Questa lectio senatus segue norme molto rigide (per garantire il rispetto della repubblica). I censori ogni cinque anni devono porre in essere il iudicium de moribus (cio verificare il comportamento dei senatori). Fatto ci i censori dovranno ricomporre il senato e lelezione segue un ordine preciso. Vengono eletti i senatori, gli ex censori, gli ex dittatori, gli ex consoli, gli ex pretori e se ancora mancheranno si passer agli ex edili curuli, gli ex tribuni della plebe, gli ex edili della plebe, gli ex magister equitum e infine gli ex questori. Se neppure ora si sar integrato il numero dei senatori i censori sono autorizzati ad eleggere privati cittadini particolarmente meritevoli. Questo ordine importante perch il senato vota nellordine che abbiamo visto. Il rappresentante del senato (princeps senatus) lex censore patrizio pi anziano. Il potere di convocare il senato spetta al magistrato munito di imperium. Quando il magistrato convoca il senato deve stilare un ordine del giorno (luogo e giorno un cui il senato si deve riunire e i punti in discussione). In senato si pu radunare sia dentro che fuori pomerium, mai comunque oltre i 1000 passi da Roma. Una volta convocati i senatori sanno gi di cosa di parler e dopo una breve presentazione ci sar una discussione ed entro la sera dovr essere emanato il suo senato consulto. Se la questione delicata i primi che avranno la parola porteranno avanti per molto tempo la loro orazione, per far si che rimanga meno tempo per discutere i pareri opposti, in modo che parlino sempre gli stessi e che la decisione rispecchi il volere di questo gruppo. La funzione principale nella quale il senato convocato linterregno (usato quando verranno a mancare entrambi i consoli, prima che ne siano eletti i successori). Ad intervallo di cinque giorni i senatori detengono il potere fino allelezione dei nuovi consoli. Laltro potere fondamentale del senato lauctoritas. Gi in et regia il senato ratificava le decisioni dei comizi centuriati e del re. Questa auctoritas ora riguarda decisioni prese dai comizi. Tutte le volte che

i comizi deliberano il senato deve ratificare (i comizi hanno tre compiti: legislativi, elettorali, giudiziari in materie criminali. Lauctoritas del senato consiste nel ratificare uno di questi tre casi). Sostanzialmente questa auctoritas un sindacato di legittimit costituzionale. I senatori avrebbero il compito di verificare gli atti dei comizi e di approvarli se legittimi e non approvarli. Lauctoritas del senato diverr infatti non pi successiva ma preventiva (proprio per evitare questi vizi). Il senato ratificher la proposta di legge che solo successivamente sar presentata ai comizi. Oltre allauctoritas anche in et repubblicana il senato teneva senatu consulti (cio pareri): spesso in molte materie risultava necessario chiedere lopinione del senato. I magistrati in queste materie devono chiedere il parere al senato: questo parere non giuridicamente vincolante (non c obbligo per il magistrato di rispettarlo) ma lo politicamente. Tanto vero che gi in et repubblicana Cicerone fa riferimento al senato consulti come provvedimenti che producono ius civile. Su quali materie il senato doveva dare pareri? Innanzitutto in materia sacrale: spettava al senato decidere quali e se erigere templi; spettava al senato decidere sui collegi sacerdotali. Il senato incideva nellambito del diritto internazionale romano. Erano i senatori che decidevano ambascerie e decidevano se mandare ambascerie. Decidevano loro possibili trattati. Altro campo quello militare: prima di indire una guerra bisognava sentire e rispettare lopinione del senato. Il senato influenzava le decisioni legislative con la sua auctoritas e perch chiedeva ai magistrati di far proposte ai comizi. E ancora in campo giudiziario: il senato infatti poteva sostituire il magistrato giusdicente nel caso in cui si trattasse di giudizio criminale a sfondo politico o poteva dettare norme procedurali particolari. Questa attivit la svolger con lespandersi delle province. In et repubblicana abbiamo tre o quattro assemblee popolari: permangono ancora i comizi curiati centuriati, concilia plebis tribut (concili della plebe) e i comizi tributi. I romani nel corso della loro storia sono caratterizzati dal rispetto formale delle istituzioni e i comizi curiati ne sono il tipico prodotto. In questa et i comizi curiati sono svestiti della maggior parte delle loro funzioni. Hanno solo e semplicemente la possibilit di emanare la lex curiata de imperio. In et repubblicana queste lex deve ancora essere emanata ma solo una formalit, perch agiscono per lelezione dei magistrati i comizi centuriati. Accanto a questa funzione, ai comizi vengono lasciate funzioni sul diritto privato che avevano gi in et regia: spetta ai comizi curiati linauguratio del rex sacrorum. Spetta a loro la abrogatio, la destatio sacrorum. Spetta a loro essere testimoni nellambito del testamento, ma anche in ambito privato perdono valore. Alla fine della repubblica i comiz icuriati non si riuniscono pi; abbiamo la visione dei rappresentanti delle trenta curie che occupano le funzioni che svolgeranno i comizi. Questo perch i pi importanti comizi erano quelli centuriati. I comizi centuriati nascono sotto Servio Tullio dividendo la popolazione in centurie e facendo il censimento per la prima volta. Nati solo con funzioni militari diventano unassemblea politica. Ma la vera

assemblea con compiti fondamentali si ha in et repubblicana. Che cosa sono le centurie? Centuria significa manipolo di 100 uomini e ha anche un significato territoriale. Ogni volte che Roma si espandeva verso terre confinanti, il territorio veniva diviso in quattro parti. Una linea da nord a sud e una da est a ovest, in modo da tracciare le strade principali: i quattro quadrati sono chiamati centurie. I comizi nascono secondo una divisione per territorio e gruppi. Le centurie sono 193 in et repubblicana raggruppate in classi. Ogni centuria una unit di voto. C una classe costituita da 18 centurie di cavalieri. La composizione importante perch a seconda delle composizioni delle centurie si vota. Prima le 18 centurie dei cavalieri (le prime sei composte solo da patrizi). Una prima classe nella quale sono riunite 80 centurie. Seconda, terza e quarta classe composte d a20 centurie: quinta classe composta di 30 centurie. E poi 5 centurie di inermi, cio composte da tutta la popolazione che non aveva il minimo di ricchezza richiesto per far parte della quinta classe. Inizialmente si stabilisce la classe di censo sulla base della propriet terriera. Successivamente proprio in base al reddito patrimoniale possiamo vedere come lassemblea venisse convocata: i comizi potevano essere convocati solo dai magistrati cum imperio. Quegli stessi magistrati eletti dai comizi (console, dittatore, pretore). In realt il pretore li convoca solo in caso giudiziario. Anche i censori possono convocare i comizi, ma solo quando bisogna disporre le liste del caso. Nel caso in cui i comizi vengono convocati da due magistrati contemporaneamente, vale la convocazione del magistrato pi alto in grado. La convocazione segue regole precise per garantire il rispetto della costituzione. Il magistrato che intende convocare i comizi deve emettere un editto nel quale indica giorno e ora nel quale si raduneranno, il luogo e soprattutto lordine del giorno. Dovr indicare se lindizione dei comizi avviene per scopo legislativo oppure per scopo elettorale, oppure a scopo giudiziario. In questultimo caso nelleditto il magistrato dovr indicare i nomi dei presunti rei, le imputazioni a carico dei soggetti e le pene che si intendono irrogare. Tra il giorno in cui viene fatta la convocazione e l giorno in cui si radunano i comizi devono passare o 30 giorni liberi o 3 mercati (24 giorni).

Il magistrato ricorre ai comizi attraverso un editto. Questo editto deve essere pubblicato nel foro. Questo editto viene scritto su tabulae dealbate; erano importanti perch permettevano al cittadino di conoscere leditto. La corruzione delle tavole era punita. Lannuncio conteneva il giorno in cui si dovevano radunare, il luogo e la proposta che il magistrato avrebbe fatto davanti ai comizi. I comizi possono essere convocati per una legge, per lelezione dei magistrati e per giudicare crimini commessi da cittadini romani. Quindi possono essere convocati in veste di provocatio ad popolum: nel caso in cui vengano convocati per scopo legislativo deve esserci anche la promulgatio, cio il testo di legge che il magistrato intende sottoporre ai giudizi. Per promulgazione noi facciamo riferimento ad un testo di camera o senato messo sulla gazzetta ufficiale. La

promulgazione era latto attraverso il quale il magistrato rendeva dotto il popolo sulla legge. Tra il giorno di pubblicazione delleditto e la convocazione passavano 24/30 giorni. Il motivo per cui doveva intercorrere tempo era determinato dal fatto che una volta riuniti i comizi, la votazione poteva essere solo un si o un no. Quindi tra il giorno della pubblicazione e le riunioni doveva esserci un tempo per pensare alla legge o alle candidature o sulle pene e sui crimini commessi. Dopo la pubblicazione delleditto cerano riunioni formali o contiones. Si riunivano nel foro, esponevano la legge e chi sosteneva il magistrato cercava di persuadere il popolo in favore della legge o in sfavore. Dopo queste riunioni il magistrato si faceva unidea su come sarebbe andata poi la votazione. Intanto poteva proporre emendamenti o se era convinto del contrario si arrivava alla vera e propria convocazione. Il magistrato la notte prima della votazione doveva produrre gli auspici, ossia se il giorno successivo sarebbe stato positivo per tenere la riunione. In caso positivo un araldo chiamava a raccolta il popolo che si riuniva nel luogo fissato. Il luogo di ritrovo dei comizi centuriati non poteva mai essere allinterno del pomerium. Solitamente il luogo era il campo marzio e non potevano mai riunirsi in castris, negli accampamenti. La riunione dei comizi rientrava nellimperium militiate, diverso da quello politico. Riunitisi fuori dal pomerium inizia la vera e propria riunione (riunione di tutti gli uomini atti alle armi). Riuniti i comizi laraldo deve ricordare i motivi della convocazione. A questo punto inizia la votazione vera e propria: vengono stabiliti dei luoghi dove le centurie si devono radunare. Riunito il primo gruppo ad una ad una le persone sono chiamate ad iscrivere il proprio voto: ognuno deve dire la sua opinione. Il voto deve essere espresso davanti agli scrutinatori, orale e deve essere segnato su apposite tavole (ut rogas per approvare una legge; a rogas per non approvarla; n.l non liquet mi astengo). Nel caso invece di elezione diranno dico e il nome del candidato. Nel caso di processo diremo a (per absolvo) e c (condamno). Una volta che tutta la centuria ha votato si stabilisce il voto di quella singola unit di voto. Gli scrutinatori stabiliscono qual la maggioranza di quella centuria. Subito dopo votano le 80 centurie della seconda classe. Se si gi raggiunta la maggioranza non si chiamano le altre centurie. Questo modo di votare considerato poco democratico soprattutto perch il voto palese dei primi pu influenzare la votazione dei secondi (in et monarchica cerano rapporti di clientela; la clientela resiste anche in et repubblicana. Votando in modo palese i loro protettori sanno come i loro clienti hanno votato e sanno se concedere ancora favori ai loro clienti). Essendoci scrutatori che devono segnare la votazione facile che si sviluppino dei brogli. Questo fa si che le classi meno abbienti chiedano e ottengano leggi che modifichino lordine del votare. Questo far si che il voto sia per iscritto, non orale: vengono istituite le urne dove il cittadino depone la sua votazione. Le sigle verranno utilizzate per segnare sulle schede il proprio parere. I clienti possono a questo punto promettere ai loro protettori un certo voto e poi votare come loro credono: libert di voto e tentativo di dare sicurezza al voto. La legge era quindi approvata o il magistrato eletto. Nel caso della legge il testo veniva affisso nel foro, perch questa fosse conosciuta da tutti (non per pubblicazione). A Roma era

immediatamente efficace per tutti e la pubblicazione ne dava solo conoscenza a tutti. Ai comizi centuriati spettavano dunque tre funzioni: elettorale, legislativa e criminale. I censori centuriati in et repubblicana votano due tipi di leggi: de bello indicendo e la legge de protestate censoria. I comizi votano una legge che riguardi la guerra e approvano sempre anche la legge che d potere ai censori. Le altre leggi sono invece approvate dai concilia plebis tributi. Oltre ai comizi centuriati abbiamo i concilia plebis tributa. Questi sono le riunioni della plebe. Prendono il nome di concilia proprio per distinguere i due tipi di assemblee; comizi indica la riunione di tutta la popolazione romana (patrizi e plebei) mentre concilium indica una parte sola della popolazione. Assemblee che assumono importanza dopo la lex ortensia (287) anno in cui si stabilisce che i plebisciti hanno valore vincolante per tutta la popolazione. Contrariamente ai comizi questi si riuniscono in trib. I distretti diventano 35 (4 trib urbane e 31 rustiche). Lassegnazione di un individuo ad una trib urbana piuttosto che rustica dipende dal possedere terra. Trib urbane sono costituite da gente che non ha terreno o lo ha solo nella civitas. Gli altri faranno parte delle trib rustiche, a seconda di dove si trovino i loro territori. I concili vengono convocati dai tribuni della plebe: hanno tre funzioni. Funzioni elettorali, legislativa e criminale. Criminali in quanto spetta a loro decidere se effettivamente possono irrogare le multe irrogate dagli edili plebei nello svolgimento delle loro funzioni di polizia nei mercati e quartieri plebei. Hanno funzioni elettorali in quanto devono eleggere i tribuni della plebe e gli edili della plebe. Hanno funzioni legislative perch devono votare i plebisciti ossia le norme della plebe stessa e soprattutto perch votano i plebisciti che hanno valore per tutta la civitas. In questo caso chi propone la legge sar il tribuno (uno dei dieci tribuni). Fatta la proposta i concilia dovranno votare per trib: ogni trib former una unit di voto, ma su base pi democratica. Tutti coloro che appartengono ad una trib votano insieme ed esprimono il voto senza essere influenzati dalle votazioni delle precedenti trib. In pi sar un voto democratico perch non c una distribuzione timocratica: il voto delle centurie gi di per s costituisce la maggioranza, qui no. Nei concilia plebis alle trib appartengono sia i ricchi che i poveri e tutti hanno lo stesso tipo di voto. In questa assemblea si vota in modo pi democratico. La scelta di una legge caratterizzata dal fatto che le trib rustiche sono pi di quelle urbane e il parere di quelle rustiche avr pi importanza. Stessa situazione nei comizia tributa, che la quarta assemblea presente a Roma. Nessuno sa con certezza cosa fossero. C chi sostiene che dopo il 287 siano scomparsi i concilia plebis e che questi li abbiano sostituiti, c chi dice che siano esistiti tutti e due e che abbiano preso nomi differenti a seconda di chi li convocasse. Se era un tribuno, concilia plebis, se era un altro magistrato comitiva tributa. Le fonti per parlano di tutte e due le assemblee, di concilia plebis e comizi tributi. Quindi i concilia tributi hanno aperto la strada per i comizia tributi. Roma ha 4 tipi di assemblee: i comizi tributi sono quelli convocati pi frequentemente. Anchessi hanno funzioni determinate elettorali e legislative. Elettorali perch spetta ai comizi tributi lelezione di magistrati minori (edili curuli e questori sono eletti dai comizi tributi). Funzione legislativa perch le leggi rogate vengono decise dai comizi tributi; decisi per trib

perch pi facile giungere ad una decisione. Inoltre questi comizi possono essere convocati a Roma. Nei concilia saranno votati leggi del diritto privato, nei comizi tributa si tratter di diritto pubblico. Questi sono gli organi fondamentali su cui si basa Roma. Il nexio quando una persona in prestito, molto spesso a garanzia del prestito dava la propria persona. Esistendo questo nexio, si verificavano degli abusi. Legge peteia papiria vieter poi questo. Cera un accordo fra i tre organi che dominava la civitas: senato, magistrato, consoli, comizi. Non poteva diventare schiavo a Roma un cittadino romano. Quando una persona commette un delitto pu passare nella famiglia delloffeso non vome nexia, n come schiavo, ma per pagare il suo debito. Questa situazione di concordia civium fa si che Roma non si preoccupi pi delle lotte interne fra patrizi e plebei. Roma pu dedicarsi allespansione e comincia cos la serie di guerre che portano Roma a diventare la pi grande potenza di tutti i tempi, a conquistare lItalia e gran parte dei territori sul Mediterraneo. Roma si espande ma pur sempre una civitas, una piccola citt stato. Deve quindi affrontare i problemi che riguardano il controllo delle terre conquistate. Roma rimane una civitas: non vuole abbandonare questa forma di governo. Deve trovare un modo che le permetta di dominare le popolazioni e deve comunque rimanere citt stato. Risolve il problema in due modi: con dei foedera (trattati) e poi procedendo con annessioni. Per i trattati dar vita a trattati equi o iniqui a seconda del fatto che le citt si siano pi o meno difese strenuamente. I trattati vengono usati per le zone pi vicine, per quelle pi lontane si ricorre a strumenti quali le annessioni, che sono di tre tipi: i municipi, le colonie e le province. Municipi e colonie verranno creati in Italia fino alla Gallia, mentre province i territori doltre mare coprese le nostre attuali isole (Sicilia e Sardegna).

Roma comincia ad espandersi: prima lItalia e poi si espande nel mediterraneo arrivando ad avere il dominio su gran parte del mondo conosciuto. Roma per una citt stato, non hanno una concezione chiara dello stato, capiscono una forma politica che si basi su senato, magistrati e assemblee popolari. Nel momento in cui inizia a conquistare deve trovare forme che le permettano di mantenere la forma di polis. Deve trovare una soluzione e lo fa ricorrendo al sistema federativo e della annessione territoriale. Federativo per le zone pi vicine a Roma, lannessione per le isole e gli altri possedimenti. Usa delle finzioni per mantenere la sua identit di citt stato. Dopo aver conquistato le popolazioni limitrofe pone trattati: equi o iniqui. Fa ricorso a quelli equi quando la popolazione assoggettata non si dimostrata particolarmente battagliera nei confronti di Roma. In realt questi trattati permettono di mantenere indipendenza amministrativa, giudiziaria, politica aggiungendo come clausola che gli unici nemici siano quelli comuni di Roma; impongono poi come clausola che devono aiutare Roma in qualsiasi caso, dare uomini a Roma in caso di guerra e fornire aiuti economici. Pu per mantenere la sua individualit. Questo modo di annessione comporta un primo problema a livello giuridico. Viene sancito il principio della personalit del diritto, che un

contrasto con la territorialit del diritto. Chiunque si trovi in un territorio deve essere assoggettato alle norme di quel territorio. Roma invece ponendo in essere i trattati applica il proprio diritto ovunque esso si trovi. Accanto ai trattati equi Roma pone in essere i trattati iniqui (Roma sar egemone) ma in pi non potranno utilizzare il loro diritto, dovranno sottostare a dei magistrati romani. Questo sistema funziona solo per le popolazioni limitrofe. Roma dar poi origine alla annessione territoriale. Se la popolazione conquistata ha combattuto strenuamente Roma conquista il territorio, lo trasforma in ager pubblicus e toglie ogni diritto agli abitanti che diventano i famosi pregrini dediciti. A volte per la difesa non cos strenua e vengono creati dei Municipi (munus caper costituire un obbligo): assoggetta il territorio, riconosce per una certa autonomia amministrativa alla popolazione stazionata sul territorio e vi concede anche privilegi: distingue due municipi. Quello di cittadini, che hanno tutti i diritti dei cittadini romani e il municipio senza suffragio, dove i cittadini non hanno diritto di voto: possono continuare ad autogestirsi nel loro territorio ma per le cause pi importanti devono sottostare ad un pretore. Oltre ai municipi i romani costituiscono delle colonie, conquistano il territorio, lo annettono e pongono in queste zone dei cittadini che fondano la colonia per controllare il territorio. Roma continua ad espandersi e si sposta in africa e oltre. Deve necessariamente escogitare un nuovo sistema e nascono le province. I territori oltremare sono tutti province romane. Roma manda un suo console (magistrato con imperium) che domina con la forza la zona conquistata (allinizio saranno consoli poi proconsoli) ognuno secondo la propria provincia (area di influenza del magistrato sulla quale il magistrato pu esercitare il suo imperium). In questi territori Roma si comporta come i sovrani di origine greca. Gli abitanti avevano il possesso della terra ma dovevano pagare un canone per coltivare la terra, che era tutta e solamente del popolo romano (civitas romana). Coloro che si trovavano nella zona conquistata hanno il possesso ma devono pagare un canone (per questo si pala di propriet provinciale). Lasciano alle popolazioni conquistate la possibilit di gestire i rapporti fra di loro secondo il loro diritto. Questo modo di espandersi crea problemi dal punto di vista giuridico. Uno nasce dal fatto che sempre pi stranieri giungono a Roma, perch diventata ricca. Roma per conquistare le isole ha dovuto diventare una stato che usa le navi, che ha quindi rapporti commerciali e marittimi con popolazioni nuove: popolazioni di cultura e civilt completamente diversa il sistema della ius civile non pi sufficiente. Al cittadino greco non pu essere sottoposto alla ius civile o al processo leges actiones: bisogna trovare una soluzione. Uno dei primi che cerca di risolvere questi problemi il pretore; ma in realt lunico pretore quello urbano. quindi necessario istituire un altro pretore, quello peregrino (222 a.C): ha la giurisdizione sugli stranieri che si trovavano a Roma e ha giurisdizione per i rapporti fra cittadini romani e peregrini. Questo non basta ancora. Bisogna che questo magistrato sia anche elastico, abbia cio cognizioni giuridiche ampie, che esulino dal solo diritto romano. Introduce il criterio della buonafede, rispetto della parola data, e diventa il criterio fondamentale per i rapporti fra romano e peregrino. Questo porter alla nascita dei

contratti consensuali. Questa operazione del pretore prende il nome di ius gentium, che trova il suo valore nel fatto che il pretore si reso conto che esistono determinati rapporti fra persone che sono uguali in tutto il mondo conosciuto. Nascono compravendita, locuzione, condizione, contratto, societ, mandato. Ma il pretore si trova di fronte ad altri problemi. Anche dal punti di vista processuale devono essere introdotte modifiche. Il processo formulare dove il pretore non si baser pi su certa verba (pronuncia di determinate parole) ma su concepta verba (su quello che i contendenti gli dicono). Ben presto per anche il pretore urbano si rende conto che determinati negozi possono essere posti in essere anche fra due cittadini romani e anche nel tribunale del pretore urbano vengono introdotti nuovi sistemi, come appunto il concepta verba. Il problema che il pretore ha funzioni giurisdizionali ma comunque un magistrato, non un esperto di diritto. Per questo deve chiedere aiuto a chi conosce il diritto; deve rivolgersi a dei giuristi (una volta erano i pontefici). Accanto al pretore ci sar la figura dei giurisperiti. Quali sono le fonti di produzione dellet repubblicana? Le fonti di produzione sono le leggi, i senato consulti, le sentenza, lautorit dei giuristi, gli editti dei magistrati, le consuetudini e lequit. In et repubblicana fonti di produzione sono ancora i mores, le leggi (in senso tecnico, cio legge rogata, proposta dal magistrato ai comizi e approvata dai comizi), il plebiscito, senato consulti. Questultimo in realt una fonte di produzione? No. Ma fonte di produzione perch spesso le decisioni del senato nascevano da una richiesta specifica fatta dal magistrato al senato. Queste decisioni venivano pubblicate e il popolo riteneva di seguire quanto deciso del senato consulto. Lautorit dei giuristi linterpretatio prudentium. Ci sono giuristi laici conoscitori del diritto che vengono interpellati dal pretore o dai privati per esprimere un parere su un caso concreto. Possono essere interpellati anche diversi giuristi. Quando si forma una comune opinione il parere del senato consulto ha parere vincolante. Leditto del magistrato: allinizio dellanno in carica deve proclamare il suo programma e deve affiggerlo nel foro. poi obbligato a rispettarlo. Le sue promesse sono vincolanti. Leditto del magistrato ha forza vincolante e diventa fonte di produzione del diritto. Lequit in realt non fonte di diritto, un criterio con i quali giuristi e pretori devono giudicare. La legge: un comando generale che viene dal popolo per mezzo del magistrato. un comando generale ma anche un impegno formale di tutti i cittadini romani. Quando i comizi approvano una legge questa formata da tre punti: Primo c il magistrato; il titolo; c lindicazione del luogo in cui si tenuta la riunione dei comizi, il nome della trib prescelta e degli appartenenti a quella trib; la richiesta del magistrato. Secondo c la rogatio del magistrato, che il testo della legge. Terzo tutte le leggi finiscono poi con una sancito, clausola sanzionatoria di tre tipi. Ogni legge si chiude dicendo che tale legge deve essere rispettata. Legge perfette, quasi perfette e imperfette. Se nella sancito prevista la nullit assoluta di tutti gli atti fatti contro la legge, parleremo di legge perfetta. Se la legge perfetta ci sar anche una punizione per chi non la rispetter. Ci sar

anche una regola nella quale si dir che in quella materia non operano pi le leggi precedenti. Se la legge quasi perfetta non sar contemplata la nullit assoluta degli atti. Nelle leggi imperfette ci sar solo la disposizione che annuller le altre leggi anteriori.

Pomponio dice che la forza vincolante dei senatoconsulti nasce dal potere del senato di ingerirsi costantemente negli affari della vita pubblica romana (il magistrato doveva sempre rivolgersi al senato). Il magistrato convoca il senato e gli illustra lordine del giorno. I vari senatori esprimono il loro parere; quando quasi giunta la sera, il magistrato propone la votazione: in senato si vota per descessionem: coloro che hanno espresso un parere si devono porre??????? : a favore nella zona del proponente; contro dallaltra parte. Si fa il conto dei voti e poi viene redatto il testo del senatoconsulto. Abolizione dei culti bacchici punendo tutti coloro che vi partecipavano e assistevano. Viene dato ai consoli un potere extra-ordinem: non c possibilit per il condannato di provocare ad popolum. A partire dal III secolo a.C la condizione delle donne romane ha subito peggioramenti; nelle campagne abbiamo il ritorno al latifondismo, le contadine sono dipendenti del proprietario del feudo. In citt abbiamo una legge che impedisce alle donne di possedere pi di un certo numero di gioielli. Lex voconia: stabilisce in 200 mila assi il limite delle somme che le donne possono ereditare. A Roma non ci sono uomini (a causa delle guerre di conquista); esse si dedicano ai culti bacchici (riservati inizialmente solo alle donne); con lintervento di Agna Papulla (sacerdotessa campana) vengono estesi anche agli schiavi e agli uomini. I riti si svolgono in un bosco sacro a Stimula (dea della follia) e sono caratterizzati da orgie, vino e accoppiamenti di vario genere. Le donne si giustificano dicendo che sono preda di stimula un modo per dare sfogo alla loro sessualit e ai loro sentimenti che nella vita quotidiana sono repressi. La donna si sposava per interesse e per dare figli legittimi. (Seneca: disdicevole amare la propria moglie, bisogna solo rispettarla). La passione solo con concubine. Le donne si dedicheranno ai veneficia (avvelenamenti) per liberarsi da mariti scomodi. Senatoconsulto de bacchanalibus nel 186 a.C. un superprocesso pubblico alle donne: 2000 donne vengono tutte condannate a morte. Lesecuzione non pubblica ma in casa. Fra le 2000 vi la moglie di un console condannata perch aveva avvelenato marito e aver dato al figlio di primo letto la possibilit di accedere al consolato. Gli editti possono essere fatti da: edili curuli, governatori provinciali, pretori. Necessit di dare vita a nuovi negozia (come quelli di ius civile) per rapporti fra peregrini e romani. Buona fede: i nuovi negozi si pongono sulla parola data (anche se a volte viene rispettata, altre volte no). Ricorso da unazione giudiziaria: che tutela giuridica? No legis actiones!! I peregrini non comprendono i certa verba. Il pretore deve introdurre delle azioni che permettano la tutela giuridica delle

situazioni che si basano sulla buonafede. Inizialmente il pretore analizza singolarmente i casi che gli vengono proposti (causa cognita) e se rileva che necessaria tutela gli concede unazione in cui saranno contenute le indicazioni di massima a cui dovr attenersi lo iudex privato per emettere la sentenza. Ma le richieste ai pretori aumentano: egli dar degli editti (programmi di massima) indicando dallinizio dellanno in carica quali sono le situazioni che intende proteggere e quali azioni concedere con la possibilit di concedere nuovi strumenti di tutela per nuovi casi. Un tipico esempio di azione quella concessa nella compravendita. Ampia discrezionalit al giudice privato (deve prendere in considerazione tutte le circostanze del caso). Non necessario che il convenuto inserisca delle esceptiones perch gi compete al iudex verificarlo. Questo sistema viene presto utilizzato anche dal pretore urbano (editti con azioni pi libere rispetto alle legis actiones. Viene emanata una lex che d possibilit ai cittadini di scegliere quale tipo di processo vuole intentare (lex aebutia). Nasce il ius honorarium: quella parte del diritto di Roma da cui nascono le nuove norme giuridiche, nuovi istituti no vincolati al rigido formalismo del ius civile. (perch il pretore urbano concedendo nuove azioni, riconosce nuovi diritti e obblighi). Inizialmente i casi richiesti al pretore urbano sono pochi, poi aumentarono. Editti del pretore urbanus; fa il suo programma, enuncia pubblicamente i mezzi processuali ed extra-processuali che intende concedere ai cittadini. Editto perpetuo per distinguerlo dalleditto stretto o repentino (per una singola azione). La validit del programma delleditto un anno. Il successore ha la possibilit di confermare (ci che accade pi spesso) o revocare le decisioni prese precedentemente. Il pretor deve: richiamare le norme di ius civile indicando una formula tipo; per ogni tipo di negozio giuridico si enuncia la struttura dellazione che nasce da quella situazione. La formula data secondo processo formulare. Esempio: per le XII tavole eredi del pater familias sono i figli che ereditano se non c espressa disederazione. Se per il pater familias non cita uno dei figli, il disederedato ha il diritto di proporre querela in officiosi testamenti che con il processo formulare unazione pi semplice senza il ricorso al giuramento. Enunciazione dei vari sudicia: situazioni che intende tutelare iudicium dabo pi enunciazione della formula tipo (azioni in facto ogni volta che il pretore stabilisce una nuova situazione da tutela e corrispondente formula). Le actiones cocnesse sono di due tipi a seconda che il pretore conceda una formula dettagliata. Comodato: negozio della prassi, non aveva tutela giuridica, i romani erano soliti prestarsi mezzi agricoli. Il pretor non d unazione tipo determinata: possono nascere autiones in factum oppure iudicia bona fidei. Esempio di actio in factum: tutela del dominio sulla corruzione degli schiavi. Azioni utili: quando, dopo aver affermato nelleditto delle regole esistenti per lo ius civile, riteneva che vi fossero situazioni concrete simili a quello dello ius civile a cui mancava un elemento. 1 azioni con trasposizione di soggetti 2 azioni fittizie

3 azioni ad exemplum 1 Poteva capitare che un soggetto pur avendo un diritto non potesse usufruire delle azioni dello ius civile (perch straniero o schiavo). Il pretore concedeva comunque lazione con trasposizione di soggetto. Esempio: peregrino subisce atto illecito. Nellenunciazione della pretesa si mette nome peregrino; nella condemnatio quella del patrono. 2 Il pretore finge che esista lelemento mancante. Esempio: un romano e un peregrino pongono in essere un contratto di compravendita ma la propriet non passa perch la mancipatio non pu essere messa in atto dallo straniero. Si finge lusucapione: si finge che sia passato un anno dalla compravendita. 3 Lelemento mancante non pu essere sostituito con fictio. Esempio: a. utuli ex lege aquila. Danno provocato corpore corpori: secondo ius civile non si pu parlare di danneggiamento senza contatto fisico. Vengono allora concesse altre azioni per tutelare ipotesi simili ma non identiche. Il pretore crea legge per (suplere, adiuvare, correggere) il ius civile. Supplisce il ius civile quando promette nuove azioni (iudicium dabo), oppure con actiones in facto. Aiuta il ius civile quando concepisce le azioni utili, corregge in due casi: quando concede azioni tipo con riferimento ad azioni del ius civile, quando derogando lazione e concedendo delle eccezioni (quando due contendenti si presentano nella fase in iure il pretore pu rifiutare lazione se non gli sembra che il caso concreto sia meritevole di tutela). Exceptiones: attore afferma un debito. Convenuto non nega ma indica elementi modificativi o estintivi del fatto. nuovo ius honorarium; nuovo ramo, ius pretorium. Il ius honorarium si pose di fianco allo ius civile, solo in et giustinianea i due sistemi si integreranno. Editti= promesse, programmi. Ma fino al 67 a.C i magistrati non sono vincolati al rispetto del loro programma e spesso ci accade, soprattutto per i governatori provinciali. Il programma contiene sempre anche la promessa di concessioni di mezzi extraprocessuali interdetti sono provvedimenti durgenza che richiedono una cognizione sommaria della situazione. Stipulatio praetoria: il pretore ordina a una parte di dare una garanzia. Restituito in integrum: inibizione degli atti che una persona sta ponendo in essere con lobbligo di ripristinare la situazione ex-ante. Bonarum vendito Bonarum possessio Leditto del pretore composto da cinque parti: 1) norme generali sulla giurisdizione 2) azioni ed eccezioni che il pretore intende concedere 3) eredit pretoria 4) esecuzione della sentenza 5) mezzi extra-processuali

creano un honorarium anche gli edili curuli e i governatori provinciali: hanno ius edicendi, possono anche emanare mezzi extra-processuali. Spesso venditore vende animale o schiavo con vizi,compratore denunciava la cosa alledile: obbligo per il venditore di denunciare i vizi, se ci non fa segue unazione redibitiva (annullamento del contratto) riduzione del prezzo del bene acquistato. Interpretatione prudentium: interpretazione delle norme ad opera dei giuristi. Inizialmente solo i pontefici davano pareri in diritto privato ai cittadini, in modo che i mores potessero essere modificati a loro piacimento allinsaputa della popolazione. Con la parificazione plebe-patrizi e la laicizzazione del diritto fa si che tutta la popolazione potesse apprendere i pareri che i giuristi daranno. Questo processo inizia quando Appio Claudio Ceco pubblica un libro sui diritti reali e le formule necessarie per agire in giudizio. La completa laicizzazione si ha con il pontefice massimo plebeo Tiberio Coruncanio: per primo non dar pi pareri segreti, ma pubblici. I giurespediti possono anche essere laici (anche non pontefici). Iniziano ad essere scritti dei veri e propri commentari. Iniziano ad operare i pi grandi giuristi dellet repubblicana, Manlio Manilio, Giunio Bruto e Publio Nuzio Scevola: questi interpretarono e commentarono i mores e le leggi pubbliche. Per la prima volta fanno ricorso al metodo dialettico che sar soprattutto utilizzato dai due ultimi giuristi dellet repubblicana, Servio Sulpicio Rufo e Alfeno Varo. Il giurista devessere sia un tecnico sia uno studioso, non mai un avvocato. D solo pareri al cittadino e allavvocato del privato cittadino. Sono tutte professioni gratuite: avvocato e giurespedito non possono farsi pagare perch si creano delle clientele, possibilit che le persone che hanno aiutato li voteranno. Possono farsi fare dei doni (erano spesso enormi; la lex cincia vieta loro di accettare donazioni di un certo valore, per rendere pi indipendente quello spirito che doveva dare parere senza farsi influenzare da chi glielo chiedeva). Per dare pareri i giurespediti utilizzavano il metodo dialettico. I giurespediti fanno ricorso sia alla dialettica socratica che a quella platonica e in pi ricorrono allequit e allanalogia.

Si ha unopera di laicizzazione del diritto che avviene per opera di Appio Claudio Ceco (de usurpationibus): lopera di Gneo Slavio che pubblica il calendario giudiziario e il formulario per le leggi actiones; poi c Tiberio che d responsi pubblici. Da questo momento la conoscenza del diritto non pi concentrata nella mani di pochi e inizia lo studio della giurisprudenza come ars. Alla luce di questa nuova concezione iniziano le opere di commento alle XII tavole, che si basano su uninterpretazione delle nomre; tripartita (primo commentario alle norme). Nella prima parte sono riportate le norme, nella seconda sono interpretate e nella terza parte ci sono i formulari. Da questo momento inizia linterpretazione di tutto lo ius civile (mores, XII tavole, leggi comiziali e dei plebisciti). Magno Manlio, Publio

Muzio Scevola ricorrono al metodo didattico; e partendo dal caso concreto applicano la dialettica e creano nuovi concetti. Da questo momento si parla di giurisprudenza come forza creatrice di diritto. Si parla qui di ius contro versus. Abbiamo visto che cerano due pareri: quello di bruto e degli altri giuristi. Questo voleva dire che un caso concreto era stato risolto in due modi. Questo modo di creare diritto si perfeziona sempre pi e fanno ricorso allanalogia e allequit. Sempre da questo momento nascono gli editti e i magistrati hanno bisogno di consultarsi con i giurespediti. In pi i pareri richiesti ai giuristi si fanno sempre pi numerosi, perch i contatti fra romani e stranieri sono sempre pi numerosi. Questo ricorso ai pareri fa nascere generi nuovi; nascono le prime raccolte di responsa, di questiones. Per la prima volta sorgono i digesta (ordinare); per la prima volta nascono opere che ordinano tutti i responsi per materia seguendo leditto del pretore. Vi sono poi dei commentari alleditto del pretore e dei commentari sulle XII tavole. Gli ultimi giuristi dellet repubblicana danno nuovi pareri, una forma ai pareri. Dal caso concreto danno la soluzione specifica e delineano ulteriori ipotesi per analogia. Cos il diritto romano riuniva il ius. Linterpretatio diventa fonte di produzione del diritto. I romani sostengono che i giuristi non creano nulla di nuovo, ma realizzano quelle norme che sono nel diritto a livello latente. Accanto allinterpretatio Cicerone ci parla delle sentenze dei giudici privati. Cicerone ce ne parla perch creano diritto in modo indiretto. Quano un iudex privatus d una nuova sentenza che interpreta una norma gi esistente, questa interpretazione diventa prassi e diventer una nuova norma giuridica. Nel 93 a.C Curio era stato citato in giudizio dagli eredi ex lege di un certo Caponio. Caponio aveva scelto come erede pupillare Curio se il figlio di Caponio non avesse raggiunto la maggiore et. Morto Caponio senza figli Curio si impossessa delle cose. Gli eredi chiedono giudizio, perch nel caso non fosse nato nessun figlio, il diritto indicava come eredi gli eredi ex lege. Vinse Curio e per la prima volta fu introdotto laspetto della volontariet. Nei casi di atti di ultima volont prevale sempre la volont del testatore. Questa norma diventa norma giuridica. Lultimo elemento lequit, che un principio riformatore di tutta la realt romana. Criterio rispettato per creare nuove norme. Dallesame delle affermazioni possiamo trarre un bilancio. Abbiamo fonti in senso tecnico e fonti di produzione in via indiretta. Sono fonti di produzione tecniche i mores, la legge delle XII tavole, le leggi comiziali, i plebiscita, linterpretatio prudentum e gli editti dei magistrati. Sono fonti di produzione indirette i senatus consulta e le sentenze dei giudici privati. Dal punto di vista storico Roma rimasta allespansione fino al Mediterraneo, Roma ha cercato comunque di rimanere citt stato. ricorsa a foedera e annessioni. Questo ha portato Roma a diventare un impero, dallaltra ha creato notevoli problemi interni. Gli uomini per anni si sono dedicati alle guerre, trascurando Roma. Questo ha provocato impoverimento delle campagne; il fenomeno del latifondismo torn a farsi vedere. Le persone pi ricche vista la mancanza di uomini con la forza hanno tolto alle donne i pochi appezzamenti di terreno dei cittadini. Ha fatto uso indiscriminato degli schiavi, che se da un lato

avevano grandi conoscenze tecniche per operazioni importanti (banchieri, medici) dallaltro ha fatto si che lo schiavo diventasse una res scambiabile. Questo uso indiscriminato ha portato allimpoverimento della classe medio bassa e ha aperto la strada per una nuova e profonda crisi sociale, sconfinata nel continuo flusso a Roma di gente affamata. Questo stato di degrado quello che ha visto Tiberio Gracco: tornato in citt dopo un viaggio in Toscana, Tiberio si fatto eleggere tribuno per dare vita ad una riforma agraria. Prima cosa che fece fu di far votare la prima legge agraria, che chiedeva lapplicazione della legge de modo agrorum che era una delle leggi Luciniae Sextiae. Questa stabiliva un limite di 500 jugeri di terra. Chiede un correttivo, chiedendo che il limite preveda lassegnazione di 250 jugeri al primo dei figli, e 250 al secondo, in modo che ogni famiglia potesse avere 1000 jugeri. Tutta la terra eccedente deve essere confiscata e ridistribuita fra coloro che hanno meno di 1000 jugeri. Per questo Tiberio Gracco nomina un triumvirato, per scoprire la quantit di terra di ciascuna famiglia e ridistribuire gli eccessi e risolvere eventuali problemi. Questa legge viene approvata, ma la legge non piace alla nobilitas, che tenta di eliminare il potere di Tiberio istigando tramite lintercessio lopera di Tiberio. Questo tentativo fallisce. Nel frattempo muore Attalo re di Pergamo e lascia tutto il suo regno al popolo romano. Attalo era legato alla famiglia dei Gracchi, e Tiberio chiede che il tesoro di Attalo venga distribuito fra i poveri romani. Questa nuova iniziativa non piace alla nobilit. Il senato decide di votare il senatus consultum ultimum, che viene usato per la prima volta e consiste nellabolizione totale delle garanzie istituzionali, con lincarico ai consoli, in forza del loro imperium militare, di eliminare il nemico della civitas. Uno dei consoli non accetta e non vuole uccidere Tiberio. Lultimo espediente riesce: il pontefice massimo, in forza di una norma desueta ma mai abolita arma un gruppo di cittadini che devono combattere contro il nemico pubblico. Si ha uno scontro fra fazioni diverse in cui Tiberio Gracco muore. Il movimento della plebe per non cede. E dopo 10 anni riesce ad avere un nuovo capo carismatico, Caio Gracco. La fazione dei popolari ha un nuovo capo: si fa eleggere tribuno della plebe e cerca di portare a termine lopera del fratello, con un nuovo triumvirato. Emana poi una serie di leggi che servono ad aiutare la classe meno abbiente: fa approvare una legge frumentaria, che preveda la distribuzione gratuita al popolo di olio e frumento. Fa votare poi una legge che lex Acilio rapetundarum, che toglie potere ai senatori di decidere su azioni che riguardano il malgoverno dei governatori provinciali. Fa poi votare una legge sul diritto di vita e di morte per i cittadini romani. Una legge che prevede la possibilit per il cittadino romano condannato a morte di scegliere lesilio. Anche in questo caso il senato comincia ad osteggiare Caio Gracco, ma questi ha creato una forza politica coerente ed omogenea che lo sostiene. Prima che il senato possa operare fa approvare una legge contro literazione del tribunato (cio lo stesso tribuno poteva essere rieletto). Ma in questa politica si inserisce un evento imprevedibile: gli italici, privi della cittadinanza romana, avanzano delle pretese. Caio Gracco fa una nuova proposta: chiede che venga cocnessa ai latini la cittadinanza romana e agli italici gli ius latii (diritti di tutti i latini). Una parte della plebe viene fomentata dicendo che se questa

proposta verr approvata la plebe sar danneggiata. Ci sar quindi divisione fra la stessa plebe. Lotta che finisce in un tumulto nel quale muore Caio Gracco. La strada aperta da Caio porta al costituirsi a Roma di due nuove fazioni: populares da una parte e optimates dallaltra. Populares sono coloro che stanno dalla parte dei ceti meno abbienti. Gli optimates rappresentano la nobilitas, cio la classe patrizia e dei pi ricchi. Da questo momento gli anni della repubblica saranno caratterizzati dalla lotta fra questi due partiti. Sar il primo passo verso la caduta definitiva del regime repubblicano. In questo clima si inserisce la figura di un homo novus, Mario. Nel momento in cui i romani si trovano a combattere contro Giugurta, re della Numibia, mandano un uomo forte come comandante militare. E dopo aver eletto console Mario, lo mandano a combattere Giugurta. Mario torna vincitore e forte di questo suo nuovo potere introduce due nuove innovazioni. Nella costituzione, perch istituisce un esercito di volontari. Lesercito ora costituito da soldati pagati e possono spartirsi il bottino di guerra e hanno diritto ad avere delle terre. I soldati non sono pi mossi da senso civico, ma dal desiderio di soldi, ricchezza e dal rispetto per il loro comandante. Mario fa poi votare unaltra legge agraria. Una legge che prevede che le nuove terre conquistate siano anzitutto assegnate ai veterani e poi se ne rimane, spartita fra gli altri cittadini romani. In questa operazione aiutato da Silla. Mentre Mario rappresenta il partito dei popolari, Silla luomo degli optimates. E gli ottimati approfittando di una battaglia fuori Roma di Mario danno il consolato a Silla e ordinano a Mario di consegnare le legioni. Mario per forte dellappoggio dei suoi veterani non accetta e per la prima volta entra a Roma un console con le legioni. Si ha lo scontro diretto fra due fazioni. Nello scontro esce vincitore Silla e istituisce per la prima volta una dittatura senza termine. Prende la scusa di dare nuove leggi alla repubblica e una nuova costituzione. Diventa dictatura le gibus scribundis e rei pubblicae costituende. Forte di questo potere abolisce alcune garanzie. Elimina la possibilit per i tribuni di fare intercessio. Toglie ai concilia plebis tributa la possibilit di fare plebisciti con valore di legge. il capo assoluto dello stato. D vita a numerose proscrizioni. D potere al senato aumentando a 600 il numero di senatori e facendo eleggere come senatori solo ed esclusivamente persone del suo partito. Questo per riportare al vecchio splendore senato e nobilitas. Tanto che nel 79 a.C, una volta che ritiene di aver concluso la sua opera, si ritira dalla vita politica e riesce a vivere ancora un anno giusto per veder crollare tutto quello che aveva posto in essere. Vengono restaurate le antiche garanzie istituzionali che per non sono quelle del III, II secolo, perch nel frattempo c stata anche la guerra italica che si conclude con la concessione della cittadinanza romana agli italici, cambiando la configurazione della civitas, facendo crollare il modello della citt stato. Si va sempre pi verso un impero guidato da un uomo solo e porteranno al principato tre figure; Pompeo, Cesare e Ottaviano. Nonostante il grande sforzo di Silla, subito dopo il suo ritiro il suo operato va in frantumi. Si ritorna ad un assetto simile a quello antecedente alle lotte civili.

Obiettivo far prevalere linteresse personale. Caduto lastro di Silla nasce quello di Pompeo, sostenuto dagli ottimati. Diventa console nel 70 e poi princeps rei publicae. Una volta divenuto princps rei publicae gli viene data la potest proconsolare e poi limperium su tutte le province romane. Vengono cos create nuove magistrature e in pi si danno poteri enormi ed illimitati ad un unico soggetto. Questo fa si che gli animi dei romani si preparino gradualmente al cambio istituzionale. Nel 52 gli viene affidato il consolato sine collega; soprattutto emerge e spicca la figura di Cesare. Sar lui che preparer il terreno definitivo per il nuovo assetto costituzionale. Cesare nel 60 a.C insieme a Pompeo e Crasso d vita al primo triumvirato. Primo triumvirato che solo un accordo privato fra cittadini per la spartizione del potere. Subito dopo, nel 59 a.C Cesare viene eletto console e propone subito una serie di leggi, dette leggi Giulie nella quali una particolarmente importante. Una nuova legge agraria. la prima legge agraria che si preoccupa veramente delleconomia rurale e contadina. Cesare per la prima volta si occupa della terra. Dopo aver fatto votare questo gruppo di leggi, i tre uomini del triumvirato si spartiscono le aree di competenza. Cesare viene mandato in Gallia a combattere Cibri e Teutoni; Pompeo in Spagna e Crasso in Siria per sconfiggere i Parti. I due personaggi forti sono per Cesare e Pompeo. Quando nel 53 Crasso muore durante una delle battaglie la lotta fra Pompeo e Cesare si verifica sia sul piano politico che militare. Pompeo si trova a Roma, rappresentante della nobilitas e forte del loro appoggio fa votare una legge, che impedisce a coloro che sono fuori da Roma di postulare le magistrature. Come conseguenza viene chiesto a Cesare di restituire le legioni e limperium. Cesare si sente offeso e quindi nel 49 varca il Rubiconde e dichiara guerra a Pompeo e agli optimates che Pompeo rappresenta. Nel 48 nella battaglia di Farsalo Cesare sconfigge definitivamente Pompeo e rientra a Roma come uomo forte e incontrastato e inizia la sua politica di restaurazione di una monarchia di tipo ellenistico. Basa il suo regime da un lato sul terrore (proscrizioni) e sulla clemenza rivolta verso gli ex pompeiani che hanno deciso di redimersi. Si fa poi nominare console, poi dittatore; si fa concedere linviolabilit tribunizia pur senza essere tribuno. Si fa assegnare una dittatura per 10 anni. Fa istituire una nuova legislatura che molto simile alla censura e infine si fa dichiarare dittatore a vita. Esautora i poteri del senato e delle magistrature. Porta a 900 i senatori e fa eleggere in senato tutti gli uomini nuovi (che appartengono alle province, quindi ai peregrini). Poi nello stesso anno nomina pi coppie di consoli, per trasformale il consolato in una carica onorifica. Dal punto di vista legislativo d un codice scritto di leggi, immutabile. Questo corpo di leggi che non verr finito nasce per togliere potere ai giuristi e ai magistrati. Si fa poi conferire limperium a vita e fa in modo che sia trasmissibile per via ereditaria. Fa poi un testamento, per assicurare la sua successione: nomina suo figlio Ottaviano erede universale. Lunica prerogativa che gli manca il rapporto con la divinit, cio di essere diventato monarca per potere divino. Gi aveva convinto la popolazione di essere discendente di Enea. Prima di farsi divinizzare vuole per sconfiggere definitivamente i Parti. Il suo intento non riesce. Il senato per scongiurare questa trasformazione arma la mano ad alcuni congiurati e alle idi di marzo del 44 viene

ucciso. La monarchia di tipo ellenistico non prender quindi corpo, ma la costituzione del nuovo sistema il modello seguito poi anche da Napoleone e dal Kaieser. Dopo le idi di marzo eredi politici di Cesare sono due suoi fedelissimi generali, Antonio e Lepido. Gi si pone il problema di chi si affermer, ma la situazione si complica perch leredit dovr essere trasmessa al figlio adottivo di Cesare, Ottaviano. Ottaviano per il pi intelligente dei tre, e nonostante la giovane et riesce nello stesso tempo a non scontentare il senato e a non creare dissidi fra Antonio e Lepido. D vita al secondo triumvirato, ma mentre il primo era in accordo fra privati, il secondo una vera e propria magistratura. Tramite un plebiscito i tre uomini vengono istituiti triumviri rei publicae costituende. Nel 43 vengono insigniti di questo potere. Dure cinque anni, con lo scopo di riformare la costituzione repubblicana. In realt i tre triumviri non portano avanti questo compito se non per ottenere pi potere. Si spartiscono le aree di influenza. A Lepido viene dato solo il governo delle province dAfrica. Ad Antonio tutte le province doriente e ad Ottaviano tutte quelle doccidente compresa Rima. Conclusosi il primo triumvirato nel 37 a.C si d vita ad una riconferma del triumvirato con effetti retroattivi. Ottaviano comincia a diventare impaziente e fa pressione su Lepido: nel 36 toglie a Lepido le province dAfrica dandogli solo il ruolo di pontefice massimo. Ottaviano si fa poi riconoscere linviolabilit tribunizia. Intanto in oriente Antonio non combatte e si occupa di Cleopatra: questo fa si che Ottaviano faccia unaltra manovra: fa testamento e il suo testamento conservato dalle vestali. Fa rubare il testamento dalle vestali e ne d pubblica lettura. Antonio nel suo testamento ha lasciato come eredi i figli avuti da Cleopatra. In forza di questo testamento Ottaviano manipola la realt facendo passare la voce che vuole Antonio intenzionato a creare un regno con capitale Alessandria. Questo provoca la reazione delle province occidentali e di Roma. Le province giurano fedelt al loro comandante e gli prestano tutto il necessario per combattere il nemico. Ottaviano legittimato a muovere guerra contro il nemico. Ma Ottaviano agisce dastuzia. Non fa dichiarare guerra contro Antonio, non vuole una guerra civile. Fa dichiarare guerra a Cleopatra, allEgitto. Far fare questa dichiarazione ai feriali e nel 31 a.C con la battaglia di Azio Ottaviano sconfigger definitivamente il nemico. Antonio e Cleopatra si suicidano e lEgitto diventa una provincia romana. Ottaviano solo, padrone incontrastato della civitas romana e inizia la sua opera di trasformazione del sistema costituzionale. Lo fa in tre fasi. La prima va dalla battaglia di Azio al 28 a.C, dove sulla base delle macerie di Roma sconvolta dalle guerre civili deve fondarsi e ricostruirsi e attiva una politica per consolidare i confini dellimpero romano. Poi dal 27 al 23 trasforma il regime repubblicano, e lo trasforma dallinterno. Fa che tutto rimanga inalterato nella forma ma che cambi nella sostanza. Formalmente non c alcuna differenza ma in realt tutto modificato. Poi c la fase dal 23 al 235, fase del principato. Nel 42 stata emanata una legge che prevedeva che anche le donne romane dovessero pagare le tasse, dei tributi a scopi bellici. Questo provoc una reazione, determinata da un motivo pratico. Le donne erano escluse dalla vita politica quindi non capivano perch non partecipando alla civitas dovessero pagare dei tributi.

Approvata questa legge le donne cercarono un oratore che patrocinasse la loro causa, ma non trovarono nessuno. Quindi una di loro, Ortensia, la figlia di Ortensio Ortalo (uno dei pi grandi oratori romani) si rec dai triumviri sostenendo questa causa con unorazione semplice ma persuasiva: noi paghiamo le tasse solo se siamo ammesse ai diritti politci. La motivazione delle donne, che si concluse con lesenzione del pagamento, una motivazione utilizzata sia nel 1770 (rivolta del te) sia nel 1775 (rivoluzione americana). Questo ha fatto si che gli uomini romani si accorgessero del vuoto legislativo dato dal fatto che nessuno vietava alle donne di fungere da avvocato. Fino a quel momento il rispetto della pudicizia non aveva fatto notare la cosa. Questo vuoto doveva essere colmato e fu fatto il divieto di postulare pro aliis e il divieto per le donne di ricoprire uffici pubblici. Le donne romane non potranno mai essere curatrici, fu vietato dalla legge. C una prima fase nella quale Ottaviano cerca di ricostruire Roma; riappacifica limpero sedendo le rivolte delle popolazioni conquistate, sia le guerre interne, sia sconfiggendo i pirati. Dopo aver sedato queste rivolte Ottaviano si dedica alla trasformazione del regime, che avviene in modo graduale. Sappiamo ci tramite la lex gestae devii augusti (la sua autobiografia). Essendo stato nominato princeps senatus convoca il senato perch approvi ci che lui vuole. Fa approvare questo senato consulto che ha forza di legge e che attribuisce poteri ad Ottaviano.

Nel 527 Giustiniano sale al potere nellimpero romano doriente. Si trova in un regno estremamente ellenizzato, di cultura greca. Gli intenti di Giustiniano sono di far rivivere limpero romano, sia dal punto di vista territoriale che del diritto. Dal punto di vista del diritto d vigore al diritto romano. Dal punto di vista militare riconquista lAfrica, Spagna e lItalia. Dal punto di vista legislativo inizia unopera, il corpus iuris civilis. Grande opera legislativa che si compone di 4 parti. Una prima parte il primo codice, cio una raccolta di leggi. Una volta raccolte si dedica agli iura ed emana il digesto. Emana poi le istituzioni, manuale per la didattica, aborga il primo codice e lo sostituisce con un secondo codice a noi pervenuto, e poi inizia la stesura delle novellae istitutiones. Appena salito al potere giustiniano si rende conto che c un gran numero di costituzioni: elegge quindi una commissione con il compito di raccogliere tutte le costituzioni appartenenti al codice gregoriano e di includervi anche le costituzioni successive. Questo lavoro deve essere fatto attraverso direttive particolari. Emana una prima costituzione, nella quale da compiti alla commissione; questa costituzione haec quae necessarie emanata nel 528. con questa costituzione Giustiniano impartisce direttive: ordina di eliminare le costituzioni inutili, le contraddizioni delle varie costituzioni e di attuare modifiche alle costituzioni. In meno di un anno la commissione termina il lavoro e nel 529 viene emanata una costituzione che d vigore al codice, C.Summa rei publicae. Giustiniano ribadisce le costituzioni dei suoi predecessori (in tutte le costituzioni c sempre un richiamo a Dio e alla provvidenza). Giustiniano decide di raccogliere la giurisprudenza classica in

ununica opera: questa decisione presa per trasformare lopera della giurisprudenza classica in diritto vigente. La commissione si allarga e vengono emanate una serie di costituzioni per impartire le direttive necessarie per dare vita a questa nuova opera, il digesto (o pandette). Emana quindi 50 costituzioni, ed emana poi la costituzione con la quale formalmente predispone la costituzione di una nuova opera, deo autore, riassumendo le 50 costituzioni (raccolgono tutti gli originali e i loro commenti e li esaminano. Fatto questo ai compilatori viene dato il potere di eliminare tutto quello che inutile. Compito di modificare e correggere tutto quello che non va, aggiungere ai testi classici frasi o istituti che si sono aggiunti poi). Giustiniano da la possibilit di applicare delle interpolazioni. Dice anche come dovr essere formulato questo testo: formato da 50 libri divisi in titoli, a loro volta divisi in frammenti. Poi i medioevali hanno diviso i frammenti in paragrafi (principium il primo, 1,2,3,4i successivi). D unaltra direttiva, cio raccoglie per argomento il materiale e ogni titolo conterr una serie di frammenti che riguarda un aspetto particolare di quellargomento. Questo ha fatto si che uno stesso passo fosse inserito in momenti diversi: si parla in questo caso di leges geminatae. Unaltra indicazione quella di lasciare sempre la paternit del frammento, ossia il nome del giurista da cui tratto il frammento. Nel digesto sono presenti 39 giuristi. La prevalenza dei passi per Ulpiano: almeno un terzo dellopera. Questo lavoro viene fatto in meno di tre anni, tanto che nel 533 viene emanata la Tanta (o Dedoken). La prima teoria quella del Blume: i compilatori giustinianei avrebbero diviso il amteirale in 4 masse: una conteneva gli scritti dei giuristi classici che commentassero lo ius civile. Una seconda massa che contiene opere di commento alleditto. Una terza che contiene opere di commento allopera di Papiniano. E una quarta, detta appendice, che contiene tutto quello che non poteva essere contenuto nelle altre 3 masse. La commissione si sarebbe poi divisa, in modo di curare ciascuna una massa. E alle fine si sarebbe data origine ai 50 libri. C unipotesi che parla dei pre-digesta i compilatori avrebbero preso dalle opere gi esistenti in cui autori post-classici avevano gi raccolto le opere di giurisprudenza ancora vigenti. I compilatori dovevano quindi solo correggere questopera per dare origine al nuovo codice. Sicuramente hanno diviso lopera in masse, ma non si sono divisi in sotto-commissioni, ognuno si occupava di un argomento. Ogni compilatore si occupava di certi argomenti. Fatto questo lavoro avrebbero poi creato il digesto. Giustiniano ritiene che le istituzioni di Gaio siano superate: decide quindi di dare incarico ad una commissione di compilare un nuovo manuale di istituzioni privato. Non un puro e semplice manuale, ma sono manuale e legge: con la costitutio imperatoriam maiestatem pubblica questo nuovo manuale. Nelle istituzioni giustinianee non sono contenuti solo passi di Gaio, ma di altri, fra cui Ulpiano e Fiorentino. La modifica principale sta nel fatto che contrariamente al digesto non c alcun cenno sui nomi dei giuristi: sono scritte in prima persona. Essendo un manuale per studenti riguarda il diritto vigente. Giustiniano, con una costituzione, la Omnem, crea una riforma universitaria. Gli studenti devono studiare le istituzioni di giustiniano al primo anno e poi le altre opere del corpus iuris civilis. Abroga poi il primo codice e ne emana un

successivo, la constitutio cordi, che emanava un nuovo codice. Ha dato vita quindi alla raccolta delle novelle. Le modifiche apportate riguardano anche le vecchie costituzioni. Giustiniano ha poi vietato di commentare la sua opera, quindi digesto, codex e istituzioni. Ma il divieto non fu poi rispettato. Le novellae sono iniziate dopo la pubblicazione del secondo codice. Ogni sei mesi le costituzioni dellimperatore venivano emanate per esigere le novellae costitutiones. Ma nessuno raccolse tutte le novellae, nessuno si dedic alla raccolta; ci furono solamente raccolte private, fra cui quella Epitane Iuliani, di 122 novellae e lAutenticum, che ne conta 128.

Diritto criminale. I romani distinguono tra crimina e delicata: questi portano a conseguenze particolari. I delicata sono sanzionati con la vendetta privata. I crimina sono puniti dallo stato con il potere/dovere di sanzionare gli specifici crimini. I romano non distinguevano i crimini, li raggruppavano a seconda dalla sanzione comminata. Vengono distinti tre tipi di supplizio. Una prima categoria detta scelus espiabile. Qui rientrano gli illeciti puniti con un piaculum. Una seconda categoria riguarda i crimini puniti con la sacert, che comporta la consecratio del colpevole. Questa sanzione riguarda gli atti illeciti che minano la pace con la divinit. Vi poi una terza categoria, che vengono puniti con la pena di morte. La pena di morte aveva triplice funzione e a seconda del delitto veniva utilizzata. Funzione espiativi; doveva lavare lonta e linimicizia creata fra uomini e divinit offesa. Funzione di castigo, allinterno delle casa da parte del pater familias e comminata dal rex. E poi funzione di vendetta privata, pubblica. Vediamo ora i reati per cui richiesto il piaculum: si tratta di reati che offendono la famiglia. Prima di tutto commette tale reato la concubina che si reca allaltare di Giunone a pregare e tocca laltare (questo perch Giunone rappresenta la moglie legittima e il suo altare pu essere toccato solo da moglie legittima). Per espiare la sua colpa deve sacrificare un agnello alla divinit. Altro reato commesso dalla vedeva che si risposa prima della fine dellanno di lutto. Deve sacrificare alla divinit una mucca gravida. Un altro reato che deve essere pagato quello del marito che ripudia la moglie senza giustificato motivo (legittimato solo se la donna ha bevuto vino o se commette adulterio). Deve fare unofferta alla divinit e laltra met alla moglie ripudiata. Quindi si parla di morte civile. Ci sono poi i crimini che vengono puniti con la sacert. Primo la violazione dei confini (che erano sacri). I confini potevano essere modificati solo tramite un cerimoniale religioso anticipato dagli auspicia. Per quanto riguarda i confini pubblici non si potevano restringere le mura della citt, solo allargare. Questo fa si che chi viola i confini mini la pace sociale fra le comunit e la divinit preposta ai confini. Un altro reato in questo modo espiabile quello del figlio che percuote il genitore. Il pater familias percosso deve porre in essere la ploratio, cio deve urlare a gran voce per farsi sentire dai vicini, che possano eventualmente testimoniare in un processo. Inoltre i romani credevano

nella magio e la ploratio aveva quindi funzione di maledire il soggetto che percuoteva il pater familias. Un altro caso punito con la sacert il caso di colui che espone il figlio deforme senza aver chiamato a raccolta i 5 vicini; se non li chiama a raccolta viene punito. In questo caso non solo consecratio capitis ma anche bonorum. Il soggetto viene espulso dalla civitas, viene allontanato dalle mura e consacrato alla divinit che ha offeso. Uscito dalle mura il soggetto non pi protetto e chiunque pu ucciderlo impunemente, ma lo stato non punisce luccisore. Ci sono poi crimini puniti con la pena di morte. Pena di morte con funzione espiativi. Sicuramente il crimine pi grave la perduellio, reato di alto tradimento delle istituzioni rege. Usurpazione dei poteri del rex o del pater familias. In questo caso abbiamo lapplicazione della lex orrendi carminis: secondo tale legge il colpevole di perduellio doveva essere sospeso ad un albero infelice con il volto coperto. Una teoria dice che questa consisteva nellimpiccagione, unaltra nella crocifissione (esclusa perch la legge fa riferimento alla corda, che non viene utilizzata nella crocifissione. Questa consisteva nel legare a due pali il condannato e lasciarlo morire di stenti e a seguito dei morsi delle bestie. Questa, di origine greca viene apprezzata dai romani, che frustano il condannato e poi lo inchiodano alla croce). (le pene di morte variavano anche a seconda del soggetto che avesse commesso il delitto). Unultima teoria parla della fustigazione a morte. Veniva legato ad un palo, coperto sul volto e frustato fino alla morte. Doveva essere legato ad un albero infelice (alberi che non producevano frutto o alberi che erano diventati infelice a causa dellimpiccagione di qualcuno). Altro reato punito in questo modo era il caso si furto notturno di messi. Colui che rubava dal campo del vicino le messi pronunciando parole magiche doveva soggiacere alla suspendio, ossia fustigazione a morte legato ad un albero che si trovava nel bosco sacro di Cerere. Un altro reato punito cos lunione sessuale con una vestale. Se scoperti la vestale veniva vivisepolta e il suo amante punito con la sospensione allalbero infelice. Oltre alla pena di morte espiativa la precipitazione dalla rupe Torpea (questa era la figlia del custode della citt e fece entrare Tito Tazio in citt: compiuto tradimento ma non perduellio. La punizione le stato inflitta da Tito Tazio che lha gettata dalla rupe). Tutti coloro che si macchiano di tradimento grave subiscono la pena della precipitazione. Il problema : quale funzione ha? una pena di morte o una scommessa con la divinit? Probabilmente unordalia (scommessa). Spettava alla divinit giudicare se la persona era colpevole oppure no. Un altro modo di messa a morte la pena ullei, cio la pena del sacco. Coloro che si macchiavano di parricidio. Commetteva parricidio anche colui che uccideva un patrizio (non solo un parente). La pena espiativi comminata ai parricidi era particolarmente cruenta e particolare: doveva indossare zoccoli di legno, per non contaminare la collettivit; doveva avere un cappuccio, per non farsi vedere. Doveva essere chiuso in un sacco insieme ad alcuni animali (cane, gallo, vipera, scimmia). E poi viene gettato nel Tevere. Il cane perch era considerato feroce, nemico delluomo. Il gallo, anzi il cappone che essendo castrato pi cattivo: vipera, perch i figli della vipera se non riescono ad uscire uccidono la madre;

scimmia perch simile alluomo e perch ama i suoi piccoli al punto che spesso li soffoca in un abbraccio mortale.

Pena di morte come castigo si divide in castigo inflitto nelle case e castigo inflitto in citt. Quello nelle case caratterizzato del problema su come regolare il potere coercitivo del pater familias. Come regolare dunque questo potere punitivo? Essendo il potere punitivo del pater familias pi antico di quello coercitivo dello stato ha deciso di lasciare al pater familias il potere di punire, se punire i sottoposti o delegare alla civitas il compito di mettere a morte i propri sottoposti. La civitas non sembra preoccupata di stabilire in quali casi il pater familias possa uccidere: esistono per la legge di Romolo, nella quale viene stabilito che il marito pu uccidere la moglie se adultera o ubriaca. Il problema capire come mai la civitas che ha deciso di non stabilire un catalogo di reati abbia evidenziato i casi nel quale il marito possa uccidere la moglie (lunico matrimonio possibile quello in cui la donna esce dalla patria potestas del padre per entrare in quella del marito o del padre del marito). Stabilisce questi casi perch la donna non perde completamente i legami con la vecchia famiglia tanto che il pater familias della figlia pu decidere di uccidere la figlia adultera e di sciogliere il matrimonio. Il pater familias della donna pu scegliere quindi di sciogliere il vincolo. Per evitare i conflitti fra le due parti Romolo statuisce espressamente i casi nei quali il marito pu uccidere la moglie. Pu uccidere la figlia anche se non si sposa vergine. Quali sono le pene inflitte alla donna? Morte di inedia, vivisepoltura. Analoga sorte spetta alle vestali (il loro capo, colui che svolge il ruolo di pater familias e il pontefice massimo) contrariamente alle donne comuni la vivisepoltura delle vestali, queste sono accompagnate da segni esteriori. La vestale macchiata da questa colpa deve essere alla luce di tutto il popolo, che deve essere informato. La donna romana pu trovare la morte anche tramite il loqueum, cio morte per strangolamento, che era considerato un privilegio riservato ad alcune categorie di persone, donne e uomini particolarmente valorosi, o se per motivi politici non fosse stata possibile lesecuzione pubblica delluomo. La morte pi utilizzata comunque la morte per inedia, che considerata morte dolce, non cruenta. Ma il castigo nelle case non viene irrogato solo alle donne, ma anche nei confronti dei figli familias. Mentre nel caso delle figlie la situazione pi semplice, ora le cose si complicano, perch esistono due tipi di capacit giuridica; di diritto privato e pubblico. Privato riservato al pater familias, pubblico tale che tutti coloro che hanno raggiunto la maggiore et possono rivestire cariche pubbliche. I romani risolvono il problema dicendo che vale lo ius puniendi del pater familias, che ha priorit in quanto pi antico. A questo punto il pater familias pu comunque decidere di affidare la questione allo stato. Il figlio di famiglia viene ucciso a frustate se la punizione eseguita a casa. La punizione da parte della civitas: che il re possa castigare provato dal fatto che il re essendo sommo magistrato ha potere di coercitio e lapplica nei confronti dei cittadini per reati particolari. Lapplica nei casi di reati

militari principalmente nel caso di prodigio (tradimento col nemico), diserzione, defezione di un alleato, codardia, sedizione, passaggio al nemico. In tutti questi casi il re castiga facendo ricorso alla decapitazione con la scure. Ricorre a questo metodo perch le insegne del suo potere (fasci littori) rappresentano una scure e delle verghe: quindi ricorre al mezzo che simboleggia il suo potere. La decapitazione infatti preceduta da fustigazione, che ha funzione di pena accessoria. Il condannato dopo essere stato fustigato deve camminare per le vie pi popolari della citt e subire la passeggiata ignominiosa. La decapitazione con la scure per un tipico supplizio regio, perch simboleggia il potere regale. Lultimo caso infatti avviene nel primo anno della repubblica (i figli di Bruto si erano macchiati di un tentativo di restaurazione della tirannide etrusca e vengono condannati a morte; Bruto pu decidere in qualit di pater familias se affidare il compito allo stato, cio metterli a morte pubblicamente. Ritenendo la colpa grave e che potesse servire da deterrente li fa condannare pubblicamente, e vi deve assistere in qualit di console. Questa lultima messa a morte per decapitazione). Altro esempio quello che il re, come sommo sacerdote, infligge agli appartenenti al collegio sacerdotale che si siano macchiati di ius sacrum. Li castiga ricorrendo alla pena del sacco, che assolve a duplice funzione perch da un lato castigo imposto dal re dallaltro pena espiatoria. Pena di morte come vendetta: pubblica o privata utilizzata dalla civitas come pena della civitas stessa. Vendetta pubblica; lo stato funge da vendicatore pubblico delloffesa subita. Un caso quello di Mezio Fufezio. Tullio Ostillio aveva deciso di allearsi con Albalonga, con Mezio Fufezio, che aveva garantito a Roma il suo appoggio. Questo per dopo essersi alleato con Roma si allea con le popolazioni nemiche di Roma: ma Tullio scopre linganno e dopo aver sconfitto le popolazioni limitrofe, senza far capire nulla invita Mezio e i suoi comandanti per festeggiare la vittoria. Tullio rivela poi di aver scoperto linganno e che lo lascerebbe in vita se avesse imparato dalla cosa; ma conoscendolo lo castiga. Il supplizio applicato consiste nel legare braccia e gambe a quattro cavalli. Punizione cittadina: la civitas ad un certo punto si rende conto che lasciare alla vendetta privata la punizione di alcuni comportamenti pu sfociare in una catena di vendette; deve quindi regolamentarle stabilendo i reati in cui possibile farsi vendetta da s. Prende i vendicatori dei soggetti autorizzati a farsi vendetta evitando la formazione di nuove catene. In quali casi la civitas stabilisce questo potere? Nel caso dellomicidio volontario. Lo stato autorizza i parenti della vittima a farsi giustizia. Da Numa in avanti si conosce la distinzione fra omicidio volontario e involontario. Nel caso di omicidio involontario colui che ha compiuto il gesto pu pagare il fio sacrificando un animale /duplice funzione: il sacrificio deve lavare loffesa che la famiglia ha subito e di pena peculiaria). In quali altri casi autorizzato a farsi vendetta? Nel caso in cui subisca furto notturno. Furto diurno compiuto a mano armata. Il soggetto che subisce il furto non pu uccidere il ladro senza aver chiamato i vicini. C anche un caso di vendetta autorizzata che riguarda un delitto, cio legge del taglione applicata in caso di iniuria, ossia offesa fisica. Rottura di un arto, di un osso, percosse lievi. Nel primo caso aveva da parte della famiglia offesa

lautorizzazione statale al ricorso alla legge del taglione. La legge si limitava a stabilire che ci fosse proporzione fra offesa e reazione. Stabiliva anche un principio tipico anche del nostro procedimento giuridico che riguarda la legittima difesa. In tutti questi casi i crimina vengono puniti con pene severissime. Il re giudicava i crimina. Re che per non sempre riusciva a giudicare da solo, perch diventavano sempre pi numerosi. Quindi la necessit di creare ausiliari che lo aiutassero nel giudicare reati particolari. Vengono istituiti i diumviri perduellionis e i questores parricidi (giudicano i casi di omicidio). Questi avevano ampi poteri e dovevano verificare se lomicidio era stato compiuto dal soggetto indagato. I diumviri giudicavano solo in caso di perduellio fragrante. Re diumviri e questori dovevano svolgere il processo davanti al popolo riunito. Lunico caso senza popolo era quello per reati compiuti da appartenenti ai collegi sacerdotali, che giudicava in qualit di sommo sacerdote.

Il diritto criminale in et repubblicana: bisogna dividere let in due fasi: dalla nascita della repubblica fino al II secolo. Poi dal III secolo fino allavvento di Augusto. Abbiamo un lento passaggio, graduale. A partire dal III secolo i romano cominciano a dividere i crimini secondo le varie fattispecie e stabiliscono pena determinate per ogni tipo di reato con ununica differenza, perch i soggetti non sono uguali davanti alla legge: uomini (cittadini romani), donne e schiavi. Il reato a seconda della classe comporta pene differenti. Let regia dal punto di vista criminale si distingue tra atti illeciti presi in considerazione in quanto lesivi dellautorit: quindi il diritto criminale statale dellet regia sul compito di perseguire i reati della pax deorum per gli altri atti o lascia al singolo la vendetta specificando i limiti che il pater familias incontra nella possibilit di punire i sottoposti. In epoca successiva si assiste ad una laicizzazione del diritto criminale. Questo accade per il diritto sostanziale e processuale (diritto sostanziale stabilisce i precettinon rubare; diritto processuale costituito dalle norme che permettono ai soggetti di intentare una causa e spiega come intentare la causa). E a partire dai primi anni dellet repubblicana che si pu parlare di diritto criminale e diritto processuale criminale. Innanzitutto le XII tavole riprendono alcuni reati gi tipici dellet regia: accanto a questi crimina troviamo anche crimini nuovi, creati dai decemviri o se si tratta di crimini di cui non c pervenuta traccia prima. Primo reato quello di colui che patrono o cliente non rispetta i doveri legati a questo rapporto. Secondo i romani il rapporto di patronato si basava sulla fiducia ed era analogo a quello fra genitori e figli. Chi non lo rispettava violava la pace con la divinit. Analoghi doveri aveva il patrono nei confronti del cliente. Nel caso in cui venissero violati questi doveri, ci sarebbe stata la consecratio ma non solo consecratio capitisi, ma anche la consecratio di tutto il suo patrimonio. Le XII tavole prendono in considerazione altri precetti: il primo reato magico introdotto consiste nel danneggiare le messi tramite la pronuncia di parole magiche. La pena era la suspensio a Cerere. Altro reato di questo tipo il reato di colui che fa

pascolare il proprio gregge nel campo del vicino. In questo caso la suspensio a Cerere. Altri reati: il reato che si attua mediante accentare e malum carmen incantare. Malocchio contro colui che gli ha fatto un torto. Colui che fa malocchio deve portarsi davanti alla porta del suo nemico e pronunciare parole magiche per far aprire le porte e far cadere la maledizione. Il malum carmen incantare consiste nellincantare con parole un persona con parole magiche volte al malocchio ma accompagnate da gesti particolari. Colui che poneva in essere questo reato era armato di una frusta e oltre a pronunciare parole magiche doveva picchiare il suolo facendo una sorte di minaccia verso lobiettivo del malocchio. La punizione era purificativi, suspensio o caduta dalla rupe. Un reato nuovo il reato di incendio. Per la prima volta viene previsto questo crimine. Lincendio della case e dei covoni appoggiati alla casa o nel suo terreno. La pena in questo caso era il contrappasso, cio la pena corrispondente al rogo, al corrispettivo del danno fatto. Lincendiario previa fustigazione viene affisso ad un palo e bruciato vivo. Prima di fissarlo i romani fanno indossare al condannato una tunica impregnata di pece o zolfo (la morte sul rogo viene inflitta in particolare in et imperiale e viene il dubbio che questa sia una giustificazione per permettere il rogo in et imperiale). Il rogo pena laica o ha funzione di espiazione? Sicuramente pena antichissima: conosciuta fin da et antichissima (Muzio aveva giurato che avrebbe ucciso Porsenna e aveva tentato ci. Porsenna cattura Muzio e il piano non riesce. Per dimostrare il valore dei romani e che non era una semplice minaccia quella verso Porsenna decide quindi di far accendere un braciere e di porre la mano sopra al braciere. Se la mano non si fosse bruciata Porsenna sarebbe stato ucciso in poco tempo, se invece fosse bruciata si sarebbe vista la perseveranza romana. Da l Muzio Scevola, che vuol dire Muzio il mancino). Non solo: i romani e alcuni tribuni della plebe ricorrono al rogo per uccidere i colleghi che hanno tradito la fiducia della plebe. Sicuramente i romani conoscevano la pena del fuoco e la usavano spesso ( pena espiativi perch i covoni sono dedicati a Cerere). Venivano chiamati ambusti, quando non potevano essere condannati o assolti. Quando un giudice privato si trova in situazione tale che le prove legali testimoniano la colpevolezza del soggetto e prove dimostrano la sua correttezza il giudice pu dichiararsi incapace di giudicare. Nel campo criminale il giudice dichiara gli imputati ambusti. Le persone cos assolte hanno problemi con la collettivit perch possono incorrere nel biasimo della collettivit (questi casi erano frequenti quando le persone compivano vendetta). Viene introdotto il reato del giudice che non autorizzato si pone in collusione con una delle parti in causa. La pena per questo reato la precipitazione dalla rupe; pena laica perch non c alcuna divinit offesa. Viene perseguito per non aver prestato fede ai suoi doveri. La sua pena deve essere esemplare. Viene introdotto un altro reato, colui che confone le prove in un processo per vincere la causa. La pena solo pecuniare. Sono poi previsti altri reati. La falsa testimonianza: colui che compie falsa testimonianza compie reato grave, che comporta limpossibilit di chiamare testimoni in un eventuale futuro giudizio che lo vedr come parte e nel divieto di fare testamento. Altro reato compiuto da colui che si rifiuta di testimoniare. Originariamente chi si

rifiutava di testimoniare viene precipitato dalla rupe, poi invece con una pena pecuniaria. Dopo lemanazione delle XII tavole la punizione consiste in denaro. Le XII tavole non si limitano a ribadire i reati: stabiliscono ulteriori limiti che riguardano la vendetta privata, nuovi limiti sempre pi rigorosi. Qui si pone un problema perch nonostante il diritto sancisca dei limiti alla vendetta privata la collettivit ha visione completamente diversa, soprattutto per quanto riguarda i reati sessuali. Fino ad Augusto nessuna norma punisce luomo che violenta/possiede una donna protetta; ma questo non vuol dire che restasse impunito, perch era legittimata la vendetta e a nessuno importava di questa vendetta. Quando si ribadisce che la vendetta si pu effettuare solo per i casi consentiti dalla legge ora ci si pu vendicare sullamante della donna, anche se la vendetta continua, senza per ricorrere alla morte ma con pene alternative forse pi gravi per loffensore. Gli adulteri vengono puniti con la pena del rafano o del muggile. La prima una pianta piccante; mentre il muggine unanguilla di mare. La pena consiste nella sodomizzazione. Oppure gli tagliavano le orecchie.

Il diritto romano criminale quel complesso di norme che lo stato pone in essere per tutelare interessi superiori, della collettivit e prevedono sempre una sanzione affittiva. Questo succede anche nel nostro diritto moderno. In un ordinamento giuridico avanzato devono esistere norme penali scritte, che siano conoscibili da tutti i consociati. Lignoranza della norma penale non scusa. Un altro elemento di un diritto criminale evoluto il fatto che debba esistere un nesso di causalit (a seguito di unazione deve verificarsi un evento; solo se a seguito si verifica levento esiste il nesso di causalit). Altro elemento tipico del nostro ordinamento giuridico il fatto che il soggetto agente deve essere consapevole di quello che sta facendo. Deve cio esistere sempre un criterio di imputabilit. Questo precetto esiste gi nella legge delle XII tavole. Prima delle XII tavole non importava che il soggetto fosse consapevole di quello che stava facendo: limportante era la connessione diretta fra azione ed evento che sufficiente per integrare il reato. Nelle XII tavole non rimane traccia per alcuni diritti privati (tipo legge del taglione, per il fatto che ci sia stato danno deve esserci punizione). Lelemento pi importante sicuramente limputabilit (elemento soggettivo del reato). La colpa si ha nel caso in cui una persona pur consapevole che una certa azione sia rischiosa, confidando nelle proprie capacit la esegue. Si parla di negligenza. Abbiamo tracce di questa concezione nelle XII tavole. Una legge di Numa stabiliva che rispondeva di omicidio colui che commetteva un omicidio coscientemente (questa legge era necessaria per le vendette, per evitare il formarsi di continue catene). Numa afferma anche che se viene commesso un omicidio senza volontariet, lomicida dovr sacrificare un animale. Chi uccide volontariamente un uomo pu essere parimenti ucciso. Altrimenti non possibile la vendetta. Le XII tavole prendono i due precetti di Numa e sulla base di questi precetti ampliano la sfera dei crimini che sono dolosi e colposi. Questa operazione non viene fatta in modo generale.

Non possono essere solo dolosi e colposi perch alcuni reati esistono solo se c dolo e poi perch le XII tavole si occupano di alcuni atti lesivi, non di tutti. Gli altri sono affidati alla vendetta privata. Distinzione solo per i reati pi gravi. Altro caso: incendio voluto o non voluto. Azione compiuta con dolo (coscienza e volont) e caso in cui per negligenza o impudenza (colpa) accada senza che sia voluto. Imputabilit non vuole solo dire distinzione fra dolo e colpa: implica possibilit di rendersi conto di cosa si sta facendo. Io posso essere imputabile solo se mi rendo conto di ci che sto facendo, se sono in grado di intendere e volere. Sono imputabili solo coloro che sono capaci di agire. Non sono imputabili i pazzi e i minori (sotto i 10 anni). Nel diritto romano questo stabilito per legge. Per i minori che si trovano dopo i 10 anni hanno gi capacit di discernere e devono essere puniti, ma non con la stessa pena con cui viene punito il soggetto adulto. Si distingue chi commette reato in base a due precetti: se il soggetto pubere viene sospeso a Cerere, se invece impubere spetta al pretore decidere se limpubere ha capito ci che stava facendo. Lo pu far fustigare come castigo e condanna gli aventi potest ad una pena pecuniaria. Laltro caso quello di furto manifesto; nelle XII tavole per il delitto di furto c ancora confusione. In alcuni casi i romani considerano furto come crimine, in altri come delitto. Circostanze aggravanti di un reato: tutte le volte che sottrae un bene appartenente ad altre persone contro la volont del proprietario commetto furto. Ci sono circostanze che possono rendere pi grave latto illecito: la violenza la circostanza aggravante del reato. Distinguevano fra reato base considerato delitto e reato evoluto definito crimine. Il furto manifesto viene punito dalle XII tavole ma con distinzione: se si tratta di ladro libero, di impubere, di schiavo. Spetter al magistrato lanalisi dellimpubere. Lo schiavo viene precipitato dalla rupe. Limpubere entra nella famiglia del derubato come schiavo, vi rimarr per ripagare la pena ma in realt diventa schiavo (per i romani erano adulti che era in grado di procreare, quindi erano impuberi adulti). Distinguevano in infanzia minor e maior. Tutti coloro che sono nellinfanzia minor (tipo 8 anni) non sono imputabili. Se hanno et compresa tra gli 8-12 sono imputabili ma hanno una pena pi lieve di quella data al soggetto adulto. Altra concezione tipica dei paese europei stabilire distinzione fra reato perfetto e tentativo solo di reato perfetto. Cambia il concetto di pena: non ci pu essere spazio per la punizione di un tentativo di delitto, perch non c alcuna vendetta; esister quando la pena sar usata come deterrente per correggere e scoraggiare eventuali tentativi. Questo non significa che non punissero i tentativi: li punivano come se fossero stati atti perfetti. Esimenti da reato: questa azione antigiuridica ma per circostanze particolari io ho compiuto questo atto illecito in circostanze che giustificano il reato (legittima difesa; conoscono il concetto di legittima difesa e parecchi casi di omicidio legittimo). Lonore della famiglia un valore talmente alto che determinati soggetti della famiglia sono autorizzati alla vendetta. Stessa cosa nel caso di furto notturno o di furto diurno a mano armata. Luccisione del ladro legittima difesa. La cosa giustificata dalla paura per lazione del ladro. In questo periodo i romani giustificano un altro caso, il consenso

dellavente diritto. Colui che commette atto illecito con il consenso dellavente diritto non punito. Bisogna stabilire norme processuali per stabilire chi deve eseguire la punizione e in quali forme e modi bisogna accertare se la persona colpevole o no del reato. I primi magistrati romani nascevano dallimperium del re etrusco. Avendo limperium questi avevano anche la coercitio, che consisteva nella possibilit di irrogare discrezionalmente multe, pene detentive e pene di morte. Lo stato quindi affida ai magistrati il compito di perseguire tutti coloro che trasgrediscono ai precetti stabiliti. Ma il magistrato applica le varie regole in modo discrezionale. Questo fa si che i magistrati incorrano in problemi legati alla lotta fra patrizi e plebei. I magistrati si vedranno opporre lintercessio da parte dei tribuni. Viene posto cos un primo principio in base al quale i magistrati per evitare il veto dei tribuni, prima di irrogare definitivamente le pene di morte chiederanno consiglio al senato, o concedono al condannato la possibilit di andare in esilio. Accanto a questo c la lotta fra patrizi e plebei, che fa si che si ponga un precetto in forza del quale nessuno pu essere messo a morte se non previo giudizio dei comizi centuriati. Non solo vengono tutelati i plebei, come in questo caso, ma anche i patrizi. Nelle XII tavole viene fatto un precetto in tutela dei plebei (in forza del quale la pena di morte deve essere irrogata dai comizi centuriati) e in tutela di patrizi (nessuno pu essere messo a morte senza un processo fatto da un organo riconosciuto dalla civitas; i tribuni non erano ancora riconosciuti dalla civitas, quindi i patrizi erano protetti contro di loro). C poi una norma, la provocatio ad popolum. Secondo una legge, il cittadino condannato a morte in forza della coercitio del senato poteva fare appello ai comizi perch rivedessero questa condanna a morte. Subito dopo lemanazione delle XII tavole una delle leggi Valerie Orazie stabilisce e ribadisce il divieto per il magistrato di mettere a morte il cittadino che ha provocato. Questa stabilisce che a partire dal 449 non possono essere istituite magistrature esenti da provocazione. La dichiarazione di sacert implicava lallontanamento dalla comunit e la possibilit di essere uccisi. Quindi i patrizi che non avevano rispettato i tribuni venivano uccisi liberamente dai tribuni. La punizione consisteva nella precipitazione dalla rupe, anche perch non ancora pena istituzionalizzata ma anche molto religiosa, e non cruenta. Il primo episodio di precipitazione ad opera dei tribuni del 491. In questo periodo cera stata una forte carestia e i plebei avevano chiesto a Coriolano di discutere su derrate alimentari gratuite. Coriolano si era rifiutato di presentarsi davanti ai tribuni e a seguito di ci Coriolano era stato dichiarato sacer e fu stabilito che fosse buttato dalla rupe. Noi abbiamo una coercitio magistrale. Il magistrato ha il potere di emanare ordinanze e di far eseguire i propri ordini e di dare pene si questi non vengono eseguiti. Per limitare il potere viene stabilita la possibilit di provocare ad popolum. Accanto a questo principio c quello in base al quale nessuno potr essere condannato senza regolare processo. Esistono tutte e tre queste norme. Nel caso in cui il magistrato nellanno di carica irroghi in forza della sua coercitio una

pena di morte senza rispettare la norma decemvirale, il cittadino condannato pu rivolgersi ai comizi per chiedere giustizia. La coercitio un diritto di giudicare o no? No. Quando il magistrato applica la pena di morte in potere della sua coercitio lo fa per il suo potere di polizia. La coercitio incontra limiti: rientrando nellimperium la provocatio vale solo domi, nellurbe. Si pu provocare solo se si sta in citt o non oltre i 1000 passi dalla citt. Fuori dal pomerium vige limperium militare e il condannato non pu fare nulla. Ci sono poi limiti soggettivi, cio donne, schiavi, stranieri non possono provocare. Incontra limiti per il tipo di reati. Siamo in unepoca in cui dopo lintroduzione della repubblica c stata divisione dei poteri. Il magistrato sommo magistrato, non capo religioso della civitas. Quindi un limite della provocatio riguarda i reati compiuti dagli appartenenti ai collegi sacerdotali. C poi un altro gruppo di reati, esenzione della provocatio per reati di tipo diverso: per chi tradisce la patria (perduellio, prodigo) non potr provocare. [nasce qui la distinzione fra diritto criminale normale e militare]. Il problema che i tribuni hanno la summa coercendi potestas che comporta la possibilit di mettere a morte chiunque e quindi il precetto voluto dai patrizi volto a limitare questa potenza dei tribuni: per questo deve esserci processo. I comizi sono competenti in tre casi: legislativo elettorale e giudiziario. Stessa procedura per la convocazione dei comizi con funzione legislativa. Un magistrato convoca i comizi facendo un ordine del giorno, stabilendo che il reo o presunto tale e indicando i capi dimputazione. Dopo la convocazione ci sono delle contiones, cio riunioni che seguono la convocazione e precedono i comizi. Ci sono tre riunioni, dette udienze, nel corso delle quali il magistrato che ritiene si sia compiuto un illecito svolge la sua accusa. Il magistrato fa valere le proprie ragioni, spiega le prove a carico dellimputato, viene poi data parola allimputato che si deve difendere solo o con lavvocato; vengono sentite le prove in favore dellindiziato e poi il magistrato emana un decreto, che pu essere di proscioglimento o di condanna. Se sar prosciolto la quarta udienza non si terr. Se sar condannato si passer alla quarta udienza, riunione dei comizi che dovranno esprimere il loro voto. Il processo si divide in due fasi: anquisitio che la fase istruttoria, divisa in tre: accusa difesa testimoni e prove pro e contro imputato. Nel caso in cui sia condannato si passa alla seconda fase, dove i comizi esprimono il loro voto, quindi giudicano sulla colpevolezza o innocenza e votano nei modi che consociamo. Dapprima oralmente e poi su tavolette. Alla fine si stabilisce se stato condannato oppure no: se condannato sar condannato a morte. A questo punto: quale pena di morte? Alcuni dicono decapitazione con scure, ma stata tralasciata (cavallo dottobre: a Roma veniva fatta una cerimonia durante la quale venivano decapitati dei cavalli: testa e coda erano affissi nella reggia in onore a Marte). La teoria che trova fondamento unaltra: potevano applicare linterditio aqua et igni: in forza di questo principio spesso i condannati a morte avevano la possibilit dellesilio.

Il condannato dal magistrato provocava e dava impulso al processo comiziale, con ununica differenza: in questo caso si aveva una sorta di appello. Doveva giudicare se comminare o no la pena di morte a colui che era gi stato condannato dal magistrato. Per questo lo si pu considerare un appello, ma non propriamente; infatti si trattava di una condanna emessa in forza delle coercitio, quindi non un vero appello. I comizi per non sospendevano la condanna a morte, davano la possibilit dellesilio. Il condannato veniva poi affidato ad un carnefice, di solito uno schiavo, che doveva eseguire la sentenza. Preposti alla sorveglianza erano degli ausiliari dei consoli, tresbiri nocturni (preposti anche alla sorveglianza delle carceri). In questa fase promuovevano giudizio i magistrati, in particolare i questori, i diumviri perduellionis, e tribuni della plebe e gli edili. I questori in et regia giudicavano i casi di parricidio, poi in et repubblicana fanno processi nei casi di reati comuni e i rei omicidi. In realt i questori iniziarono ben pochi processi per alcuni motivi: spesso la carcerazione preventiva durava cos a lungo che limputato non riusciva a vedere il processo. In pi le fonti non riportano molti casi di reati comuni (per scarso interesse) e poi perch dopo le XII tavole avranno competenza criminale soprattutto i tribuni della plebe. Accanto ai questori cerano i diumviri perduellionis, vi erano poi i tribuni della plebe. Dopo le XII tavole i tribuni non erano pi organi rivoluzionari ma riconosciuti come organi cittadini in forza delle leggi Valerie; inizialmente trattano casi di perduellio. Questo ebbe riflesso sul diritto sostanziale. La perduellio era un reato legato allabuso dufficio. Questo fa si che i tribuni allarghino a loro piacimento i confini di questo reato. Viene presa in considerazione la adfectatio regni o tentativo di instaurazione della tirannide. I casi dei magistrati che non avevano prestato fede al giuramento: in questi casi si aveva perduellio. Un caso eccletante quello di Manlio Capitolio. Questi era uno di quelli che aveva salvato Roma dallinvasione dei Galli. Forte del successo cercava di avere sempre pi potere, facendosi amici i plebei, tanto che pagava per i plebei i debiti. Tanto che quando accus ingiustamente i patrizi di essersi impadroniti del tesoro dei Galli non sub alcun processo. Questo suo crescente potere cominci a preoccupare patrizi e plebei e per questo fu accusato di adfectatio regni. Capitolio viene punito per il solo tentativo di restaurare la tirannide con la suspensio. I tribuni della plebe non hanno confidenza solo con i reati capitali: restavano comunque i rappresentanti della plebe e gli resta la facolt di irrogare multe. I tribuni possono fare ci davanti ai concilia plebis. Accanto ai tribuni della plebe ci sono altri due magistrati che possono intentare processi: gli edili plebis e poi gli edili curuli. Questi hanno ridotta coercitio perch svolgono essenzialmente un lavoro di polizia. Gli edili potevano intentare dei processi ma non processi capitali: solo processi multatici, in particolare casi di usure, usurpazione di terreno pubblico (la lex de modo agrorum aveva stabilito la divisione del terreno pubblico e chi non rispettava la divisione era multato) usurpazione di pascolo pubblico e tutti gli atti che intentavano alla pudicizia, cio attentavano al decoro della persona, al buon costume e alla sfera sessuale privata di una persona. Venivano perseguiti quindi i casi di stupro, incesto, pederastia. Questi reati prima erano puniti nelle case, ora vengono attratti dal diritto sostanziale. Gli

edili giudicano i casi di stupro delle matrone, delle mater familias. La pederastia viene punita perch il fanciullo (impubere) non in grado di decidere; attentare alla pudicizia di un fanciullo maschio reato. Edili poi che sono competenti a giudicare nei casi di reati compiuti da donne. Mentre fino al II secolo a.C non si hanno notizia di processi pubblici alle donne, ora ci sono processi pubblici che riguardano donne, che comunque vengono giustiziate solo non pubblicamente. In questo caso possono agire anche per reati che riguardano la pena di morte. Si tratta di un tipico processo inquisitorio. il magistrato che inizia il processo e che convoca limputato: decide se accettare dei garanti per limputato o se porre in carcere limputato in attesa di processo. Dopo le XII tavole altre leggi limitano la coercitio dei magistrati. Subito dopo il 449 a.C vengono emanate due leggi, legge Tarpeia e legge Sextia che prevedono la possibilit di provocare anche nel caso in cui il magistrato in forza della coercitio abbia comminato una pena pecuniaria superiore ai 3020 assi. Accanto a questa legge viene emanata una nuova lex Valeria de provocatione. Questo perch le leggi precedenti erano imperfette. Il magistrato che viola il divieto considerato improbo, con una sanzione di ordine morale di rilevanza solo per i censori. Alcuni anni dopo vengono emanate altre tre leggi che restringono il potere di coercitio, le leggi porce. Una prima stata proposta da Catone, ed chiamata legge porcia de tergo civium. I cittadini romano possono provocare contro la condanna che prevede la fustigazione. Questa legge prevede anche la possibilit di provocare nel caso in cui sia il comandante militare che punisce cos i suoi soldati. Ma i comandanti aggirano lostacolo frustandoli con bastoni e non con verghe/fruste. Non possono proporre la provocatio determinate categorie di persone considerate disdicevoli, attori, mimi, i gladiatori di professione: tutti coloro che esercitano professioni che fanno divertire gli altri. Una successiva legge estende la possibilit di provocare oltre i 1000 passi. La terza legge prevede espressamente che il magistrato che non ha rispettato la richiesta di provocatio venga messo a morte. Fino allemanazione delle leggi perci il pontefice massimo non incontra limiti nelle sue pene: dopo le leggi i membri del collegio sacerdotale possono provocare contro al pontefice. A questo punto noi abbiamo una panoramica tale per cui tutti i processi criminali sembrano svolgersi davanti al popolo riunito; oppure davanti ai concilia plebis, o ancora processi davanti ai comizi tributi nel caso di multe. Comizi tributi nel caso di processi multatici intentati dagli edili curuli. Secondo alcuni studiosi in realt anche in caso di processi con pena di morte non si andava davanti ai comizi. Teoria che non pu essere condivisa. Molti reati comuni non erano perseguiti secondo le forme del processo criminale. Il furto, le ingiurie, i casi di danneggiamento: erano delitti privati risolti secondo il processo civile. Cerano poi una serie di altri reati comuni, reati di strada, compiuti da balordi/sbandati. Per tutti questi atti competenti erano i trensviri capitalis. A partire dal III secolo a.C questi ausiliari diventano magistrati istituzionalizzati con specifici compiti di polizia e da trensviri notturni diventano capitalis. Le fonti dicono che spesso le persone giravano di notte per Roma ed era frequentissimo che si incontrassero ubriachi. Era frequente che uomini importanti si coprissero il capo e compissero vari reati. Devono sorvegliare per vedere cosa

succede nella citt e punire i trasgressori. Viene affidato il potere di castigatio. Scoperto un individuo che commette un reato minore hanno il potere di infliggere sanzioni, fustigatio o carcerazione. La fustigatio in questo caso non ammette provocatio. Non pu perch si tratta di un potere amministrativo, di polizia. I tremviri capitalis avevano anche compiti di polizia giudiziaria (indagini preliminari). Dovevano raccogliere le prove a carico di un imputato. Tutte le volte in cui un magistrato dellaccusa lo riteneva indispensabile, dava ai tremiviri lordine di raccogliere le prove. Se non si trovavano prove archiviavano. Laltra scrematura costituita dal fatto che spesso gli imputati morivano in carcere perch i tremviri capitalis nel momento in cui giungeva loro la notizia del reato incarceravano il sospetto: questi stava in prigione fino allinizio del processo, senza limite di tempo. Quindi nel caso di reati comuni spesso il secondo sospettato rimaneva in carcere per tempo lunghissimo. E ci attestato dalle fonti. Nevio un poeta che aveva scritto componimenti satirici contro i Metalli e lo avevano minacciato di un grandissimo male; lo avevano accusato di ingiurie gravi. Nevio era stato condotto in carcere e vi era rimasto per cos tanto tempo da riuscire a scrivere due poemi. Poi un tribuno della plebe intercesse per lui con la conseguenza che pot uscire dal carcere andando per in esilio. Non solo nel caso di processi con pena capitale ci sono processi, ma anche nel caso di multe. Le leggi Valerie non sono vere e proprie leggi, sono un accordo fra patrizi e plebei: in pi la legge Valeria de provocatione non riguarda solo il diritto di provocare. La legge ribadisce il diritto di provocare chi era gi stato affermato prima e vieta di istituire nuove magistrature esenti da provocatio. Risolve due problemi: ribadisce il diritto di provocare e il divieto di istituire magistrature esenti da provocatio. Nasce per tutelare gli interessi della plebe. prevista la sanzione della sacert nel caso in cui sia istituito un nuovo magistrato senza limite della provocatio. In pi sar dichiarato sacer il magistrato che non rispetta la provocatio. Questo sistema funziona fino al II secolo a.C dopo di che nascono problemi; il periodo in cui Roma si espande. Un altro problema costituito dal fatto che in citt ci sono grandi masse di proletari che si prestano a clientelarismi. Laccusato riesce a pagare la massa plebea e a corromperla in modo da condizionare il voto. Oltre a ci il diritto sostanziale si evolve e le fattispecie prese in considerazione aumentano e diventano sempre pi complesse. Quindi una giuria dei comizi non pi in grado di giudicare esattamente: non ha le cognizioni per stabilire se una persona colpevole o innocente. necessario trovare un rimedio. Interviene il senato che istituisce delle corti di giustizia straordinarie: in forza di un senatoconsulto stabilisce e istituisce delle questioni con funzione giudicante su determinati e specifici reati. ex: vengono fatte delle delazioni in cui privati cittadini si rivolgono al senato accusando determinati soggetti di aver compiuto alcuni reati gravi. Se viene accertato istituisce una apposita corte con il compito di verificare la sussistenza del reato ed eventualmente irrogare la sanzione. Incarica un pretore di istituire una giuria che giudichi sul caso specifico. Il primo esempio quello che nasce a seguito del culto dei baccanali. Istituisce unapposita corte per perseguire coloro che seguivano i culti bacchici e di condannare a morte i colpevoli. Corte

straordinaria i cui giudici avevano il compito non solo di conoscere ma anche di statuere irrogando la pena. Coloro che irrogavano la pena lo facevano in forza di un atto legislativo. Conseguentemente i condannati non potevano provocare ad popolum (non potevano provocare perch la condanna era inflitta in forza di iuris dictio, quindi le sentenze capitali erano inappellabili). Queste corti iniziano ad essere istituite per giudicare i casi di reati di masse: queste nuove corti si occupano di sedizioni, rivolte, associazioni a delinquere e venefici di massa. Il reato di massa un problema di concorso di persone in reato. Devono riuscire a capire quando c complicit morale e quando c complicit materiale. Il problema riguarda lirrogazione della pena. I romani riescono gi a distinguere fra concorso morale e materiale, quindi fra colui che il mandante e colui che il mero esecutore materiale. Hanno per problemi per lirrogazione della pena. Tanto che in molti testi giuridici sia per quanto riguarda concorso di crimini che di delitti si pone il problema di distinguere la figura che ha poi il problema della pena da dare (ex: furto di una trave. Pi persone la rubano ma uno solo lideatore del furto: dicono che la trave una sola e che ognuno deve essere considerato ladro della trave e li puniscono allo stesso modo). Queste corti vengono istituite dal senato: ma questa usurpazione, perch il senato non ha il potere di emanare una legge, quindi di istituire queste corti. Nonostante ci nessun atto viene mosso contro di loro, perch curano reati di massa che minacciano lintera civitas. Il fatto che non ci siano opposizioni non significa che vengano sempre istituite dal senato: successivamente sono istituite in forza di plebisciti. Sicuramente offrono maggiore sicurezza per limputato, perch si basano su un sistema accusatorio e non inquisitorio. E questo sembra fornire le maggiori garanzie allimputato. Non pi un magistrato che fa da pubblica accusa, pu essere un qualunque cittadino a fare da delatore. Un nuovo processo con garanzie per limputato. Dal 149 a.C iniziano ad essere istituite le questioni perpetue, cio queste corti permanenti di giustizia che seguono le regole delle vecchie corti straordinarie. Sono sempre istituite mediante legge che determino i reati per i quali la corte competente, qual la procedura da seguire, come deve essere nominata la giuria e qual specificamente la pena prevista per quei particolari tipi di reato di competenza della corte. A questo punto a seguito della condanna a morte di un cittadino senza provocatio pienamente legittimo. Ecco perch Cicerone non parla di provocatio ad popolum: i congiurati sono sottoposti al giudizio di una corte permanente e non possono provocare. In questo periodo rispettato maggiormente limputato perch il processo inizia a seguito di unaccusa, emessa da un qualunque cittadino; venivano prese in considerazione solo le accuse mosse da delatori che fossero notoriamente persone oneste e di un certo principio. Anche se i delatori venivano pagati una volta stabilito che laccusa era vera, come premio per il servizio reso allo stato. Se ci sono gli estremi per procedere allora inizia il processo: il magistrato pubblicamente afferma che inizia il processo a seguito di questa accusa il delatore per non pu essere anonimo, deve comparire in giudizio. Le due parti, accusato e accusatore devono esporre le loro ragioni, le testimonianze. Le parti o i loro avvocati che sono principalmente degli oratori mettono in evidenza tutto ci che potr essere utile ad

una parte o allaltra. Stessa cosa con i testimoni: li interrogano facendo in modo che dicano alla giuria ci che pi conveniente. Quindi pi bravo loratore pi possibilit di successo avr la parte rappresentata dalloratore. Alla fine il presidente della giuria si rivolge ai giurati chiedendo se il processo sufficientemente istruito. Se pi di un terzo lo ritiene sufficientemente istruito si va al voto, altrimenti la causa si rimette in istruttoria per un supplemento di indagine. Vota con il sistema delle tavolette poste nellurna. A-assolve C-condanna. Le corti devono semplicemente stabilire se limputato colpevole o innocente, non sulla sua messa a morte. Questo processo dovrebbe assicurare maggiori garanzie, ma in realt protegge solo chi in grado di avere come difensore un grande oratore.

Il processo comiziale inquisitorio, quindi un processo che inizia e riceve impulso a seguito dellattivit di un organo pubblico. Nel processo inquisitorio la pubblica accusa sempre un organo pubblico che informa dellesistenza di notizie riguardanti un certo reato e d impulso a tutto il processo. Nel processo accusatorio (o delle questioni perpetue) laccusa sempre mossa da un privato cittadino il quale non si deve limitare a dar vita al processo ma deve attivarsi per dare impulso al processo stesso. Laccusatore non solo accusa ma svolge anche le attivit necessarie per la prosecuzione del processo: se manca il processo si estingue. Nel processo comiziale hanno competenza ad instaurare laccusa i questori per lomicidio, il parricidio e i reati comuni gravi che comportino come sanzione la pena capitale. Sono ancora competenti i diumviri perduellionis solo nel caso di perduellio fragrante. Promuovono laccusa i tribuni della plebe per tutti i reati politici comportanti la pena capitale. Sono sempre competenti i tribuni per i reati politici comportanti una pena pecuniaria. A seconda per del tempo di sanzione, nel caso dei tribuni sono competenti due giudici diversi: i tribuni sono competenti per i reati politici. I tribuni promuovono laccusa davanti ai comizi centuriati per reati politici comportanti pena capitale. Promuovono laccusa davanti ai concilia plebis nel caso di reati politici multatici. Inizialmente solo gli edili plebei poi i curuli hanno competenza a muovere accusa nei reati comuni comportanti una sanzione che sfocia in una multa. Se si tratta di tribuni plebei il processo si terr davanti ai concilia plebis, se si tratta di edili curuli il processo si svolger davanti ai comizi tributi. Nel caso del processo delle questioni perpetue il quibis de populo (il privato) che muove laccusa pu o denunciare o querelare. Se il privato ha solo visto il compimento di un atto illecito deve denunciare. Se la persona offesa dal reato proporr una querela. Nel caso del processo comiziale la garanzia per limputato costituita dal fatto che lultima decisione spetta al popolo. Nel caso delle questiones la garanzia costituita dal fatto che si tratta di tribunali permanenti istituiti legislativamente (in forza di legge comiziale o plebiscito). La legge che li istituisce indica anche quali reati e qual la pena prevista per quel reato o per quelle categorie di reati. Le questiones perpetue valgono solo fino a 1000 passi dal pomerio. Per quanto riguarda municipi e colonie dellItalia, erano

istituite apposite questiones che ricalcavano i tribunali di Roma. Il problema la pena. Mentre i testi epigrafici ci dicono che esistevano delle questioni non ci dicono nulla riguardo la possibilit di irrogare la pena di morte al cittadino romano che si trovi nella colonia. Lunica testimonianza una tavoletta contenente il testo di una lex locationis, cio una legge che si occupava dellappalto dei servizi funebri. Alcuni autori hanno ritenuto che i magistrati potessero condannare a morte i cittadini romani ricorrendo a qualsiasi tipo di supplizio. Secondo unaltra parte i supplizi inflitti sono solo inflitti a schiavi e stranieri. Oltre ai servizi funebri curavano anche le esecuzioni capitali. Quando lo schiavo viene punito il dominus pu scegliere se irrogare la pena in casa o se rivolgersi agli appaltatori. Se si rivolge alla copertura dovr pagare. Se invece non sar stato il dominus a stabilire la messa a morte, gli appaltatori dovranno provvedere a loro spese. La pena di morte sono la crocifissione e il rogo. Vengono istituite apposite gare di appalto perch non avendo un carnefice al quale rivolgersi devono rivolgersi a queste cooperative. Se condannano un cittadino devono inviarlo a Roma per lesecuzione, mentre possono mettere a morte schiavi e stranieri. La situazione per il cittadino romano peggiore nelle province. I cittadini romani potevano tranquillamente provocare (dopo le leggi porce) ad popolum e quindi avevano la possibilit di chiedere di essere messi a Roma per rivolgersi ai comizi centuriati per la revisione della condanna. Le questioni perpetue sono giunte nelle province solo in et imperiale. Fino al 6 a.C nelle province esisteva solo il governatore che giudicava in forza della coercitio con il limite della provocatio. Limperium militare comprendeva anche lo ius gladii, cio il diritto di uccidere che spesso il magistrato utilizzava per punire i cittadini romani. Le pena della prima et repubblicana sono le solite. Dopo il III secolo nasce lidea secondo la quale il cittadino romano non pu essere messo a morte, cio pu essere condannato ma la sentenza non viene eseguita. In sostituzione c lesilio. Il cittadino romano lascia Roma. Linterditio aqua et ignii causa la confisca dei suoi beni e non pu pi tornare in patria. Se torna chiunque autorizzato a porre in essere un omicidio legittimo. Questa prassi alternativa diventa sempre pi utilizzata tanto che Silla prevede che linterditio sia una misura di messa a morte (muori civilmente). Vengono distinti i reati contro la pubblica amministrazione: il tipico reato il crimen peculatos, cio il crimine di peculato. Commette peculato colui che sottrae o utilizza beni dello stato. Appropriazione o abuso di reato pubblico. La pena prevista pecuniaria. Un altro crimine il sacrilegium, che si differenzia perch una sottrazione e un indebito uso di res sacri, cio di beni destinati alle divinit. La pena linterditio aqua et igni. Reati politici: il primo il crimen repetundem. il crimine che compie il magistrato provinciale abusando della sua carica a danno dei provinciali che consiste nellarricchimento del magistrato (lodierno reato di concussione). reato proprio. Proprio quando compiuto da un determinato tipo di persone. Spesso i governatori provinciali, si arricchivano a danno delle popolazioni, chiedendo tasse non dovute o soldi per favori. La pena pecuniaria. Inizialmente pari solo al valore dellarricchimento, successivamente in un multiplo. Questo reato comporta anche una pena accessoria, linterdizione dai pubblici uffici e consisteva

nellimpossibilit di gerire qualsiasi tipo di carica per 10 anni dopo la condanna. Un altro reato politico era il crimen ambitus, o brogli elettorali. Nel momento in cui si stava per arrivare ad elezioni politiche corrompevano i votanti o pagavano delle persone che andassero a sentire i loro comizi elettorali: questo serviva per dare limpressione di popolarit. Anche in questo caso la pena pecuniaria ed prevista una pena accessoria che consiste nellinterdizione dai pubblici uffici. Inizialmente perpetua successivamente decennale. Un altro reato politico ampliamente utilizzato era il crimen maiestatis, o di lesa maest. Ogni atto che ledesse la maestas del popolo romano era punito: era un reato senza confini, perch comprendeva ogni atto voluto dalla fazione al potere. Abbiamo poi dei crimini comuni, contro la persona: primo il crimen omicidi, cio lomicidio che non intende solo lomicidio comune ma anche il parricidio, le uccisioni di massa. Venivano puniti anche i tentativi di veneficio e la pena era quella capitale. Vi erano poi il crimen iniuniarum, il crimine di ingiuria. Lingiuria era ed delitto privato. A partire da Silla particolari forme di ingiurie diventano crimini: le ingiurie maggiori, quelle pubbliche che offendono la persona diventano crimen. Spetter al soggetto offeso scegliere quale azione seguire: se processo privato davanti al pretore oppure processo pubblico, querelando davanti alla questio competente. Vi una concorrenza di azioni, concorrenza elettiva e non comulativa (sceglie o luna o laltra). Ci sono poi altri reati: il crimen calunniae. grave perch costituisce una garanzia per limputato quando a seguito di unaccusa per un reato colui che stato accusato viene assolto. Tizio assolto potr agire nei suoi confronti a titolo di calunnia. La pena pecuniaria. Il bene protetto nel caso della calunnia lamministrazione della giustizia. Un soggetto che con dolo accusi ingiustamente un soggetto compie iniuria. calunnia il caso in cui il soggetto abbia anche preordinato le prove contro laccusato. Competente a giudicare la stessa questio competente per il reato contro cui stata emessa la falsa accusa. Nel corso del processo emerge che laccusa infondata e che laccusa mossa ingiustamente. Inizia quindi nella stessa questio in processo contro il calunniatore. Accanto alla pena pecuniaria si trova anche una pena accessoria: si marchia a fuoco sulla fronte del calunniatore una K. Sicuramente peregrini e schiavi lhanno subita, i cittadini romani no. Per i cittadini romani ci si limitava allinfamia, che comportava la perdita dei diritti politici e civili. Altro reato la prevaricazione, che il reato che compie colui che accusato in un processo si accorda con laccusatore per desistere dallaccusa. Vengono puniti allo stesso titolo laccusatore e laccusato. La pena la stessa del reato di calunnia. Quindi pecuniaria e infamia o marchio. Lultimo reato previsto la corruzione del magistrato. Laccusato collude con il magistrato. Si accorda, paga il magistrato affinch si pervenga ad una assoluzione. Tipico reato doloso. La pena prevista la stessa pena che avrebbe dovuto essere irrogata allaccusato. Reati contro la pace sociale: sono due. La vis publica e la vis privata, cio la violenza privata. La prima si integra tutte le volte in cui con la violenza si inibisca lattivit di persone ce

rivestono cariche pubbliche. Si avr questo crimine quando non si permetto lo svolgimento regolare di una seduta del senato ad esempio. Rientra anche lipotesi del deambulare cum telo, nel passeggiare armati. Rientra questo perch coloro che portavano armi a Roma lo facevano per attentare le pubbliche funzioni di magistrati o senato. Tanto che una delle accuse emesse ai catilinari fu proprio quella di vis publica. La vis privata riguarda violenza volta ad impedire lattivit verso privati cittadini. La pena si differenzia proprio in funzione della diversa gravit del reato: la vis publica causa linterditio aqua et igni, laltra consiste nella confisca di un terzo del patrimonio del colpevole. Il condannato sia per i crimini che per i delicata deve sempre pagare: la differenza sta che nel caso delle multe irrogate come sanzione per un crimine la somma va nelle tasche del privato. Reati contro la fede pubblica: sono due. Falso testamento e un falso nummario. Il primo caratterizzato da un testamento eseguito in un certo modo; tutto quello che filosoficazione di un testamento considerato crimine. Crimen falsi sar considerato sia lalterazione del testamento sia la modifica di qualche segno esteriore che costituisce elemento di validit del testamento stesso. La pena lesilio perpetuo. Il secondo la falsificazione delle monete. Quindi rientravano in questo crimine le adulterazioni delle monete. La pena era lesilio. Quando Augusto sale al potere stabilisce criteri rigorosi per la forma in atto: nel 17 a.C emana una lex iulia iudiciorum privatorum che riguardi i giudizi pubblici e precisa i processi per le questioni perpetue. In particolare stabilisce che il privato cittadino che voglia promuovere laccusa deve farlo tramite libello, cio tramite atto scritto che deve essere necessariamente firmato. Il privato cittadino non pu pi promuovere accusa oralmente, ma deve presentare al presidente della giuria la sua istanza. A questo punto il presidente della giuria verificata la regolarit dellistanza iscriver la stessa a ruolo inserendo il nome dellaccusato nel registro degli indagati. A questo punto inizia la fase procedurale. Ma Augusto non si limita ad emanare una legge, ma modifica anche alcuni aspetti del diritto sostanziale: precisa alcuni aspetti di reati gi presi in considerazione, in particolare provvede ad integrare il reato di maiestas. Oltre a tutti gli atti lesivi della maiestas diventano reati anche quelli che offendono la persona del princeps, quindi casi cui vengono ad esempio rovinate le statue dellimperatore, o se non si vuole riconoscere nel principe la somma divinit. Ancora rientrano i casi di adulterio e stupro delle donne di casa imperiale. Precisa poi i casi di ambitus, di broglio elettorale, prevedendo lipotesi aggravante. previsto lesilio in caso in cui uomini armati intimoriscano i votanti. Introduce poi due nuovi questiones, due nuove categorie di crimini. Con la lex iulia de adulteriis coercendi. Augusto ritiene delitto pubblico il reato di adulterio. Cosa intendevano gli imperatori per adulterio? Ladulterio era sia lunione di una donna sposata con un uomo sia lo stupro, ma inteso non con violenza, ma unione di una donna non sposata prima del matrimonio. Lo stupro con violenza era unipotesi aggravata. Ma lo stupro riguardava anche lunione sessuale con un fanciullo. Unaltra forma particolare lunione sessuale tra maschi. Prevede anche lo stupro con schiavi (in questo caso il bene protetto era la forza lavoro). Dovr perseguire chi commette delitto, ma la competenza riguarda il giudice civile. Lo schiavo pur

sapendo di non doversi unire con uno estraneo alla famiglia si lasciato corrompere. Il lenocinio lo sfruttamento della prostituzione. Sono considerati sfruttatori coloro che non denunciano ladulterio o lo stupro, quindi lenone sar il marito della donna, che deve se scopre gli adulteri in fragranza ucciderli, e comunque intentare laccusa. Se non lo fa si macchia di lenocinio; cos come se non ripudia la moglie. Nel caso in cui la persona offesa dal reato non intenti lazione, un qualunque privato cittadino pu proporre laccusa. Quindi si ha un diritto daccusa preferenziale (padre o marito) e quello di un privato cittadino. Lazione si prescrive al massimo dopo quattro mesi dalla scoperta del crimine. Laltro crimine introdotto quello della lex ammona, che riguarda i danni arrecati alle derrate dello stato. Qui rientra anche lipotesi del problema del cartello, riguardante derrate alimentari. Si costituiva un crimen; questi venivano perseguiti e la pena era pecuniaria. Il termine incesto ha un duplice significato: uno ampio e uno tecnico giuridico. Deriva da non-castum, quindi tutti gli atti contro il buon costume. In senso tecnico lincesto lunione sessuale posta in essere fra due persone di sesso diverso legate fra loro da rapporto di consanguineit o di affinit. Lincesto legato quindi hai divieti matrimoniali. La condotta di questo reato lunione sessuale fra persone di sesso diverso: in pi sono indicate le persone con le quali si compie incesto; consanguigni, cio parenti in linea retta e collaterale (collaterali: fratelli, cugini). I gradi parentela variano col tempo. Lunione sessuale fra affini viene punita (parenti di un coniuge con laltro coniuge). Erano protette determinate donne: quindi si aveva incesto nel caso in cui la donna fosse sposata (che era anche adulterio) e nel caso in cui una donna non sposata entrasse a far parte di quel gruppo di donne protette. Non era integrato il reato fra zio e attrice (che fosse sua parente). La pena prevista era la relegatio, cio la relegazione in unisola. Accanto a questa era stabilita una pena accessoria: alla donna veniva tolto met del patrimonio ricevuto in dono e un terzo del patrimonio parafernali, alluomo met del patrimonio. Questa pena poteva essere temporanea. Essendo provvedimento non assoluto non comportava la perdita dei diritti civili. Introduce poi un nuovo tipo di processo, la cognitio extra ordinem. Caratterizzata da tre organi competenti in materia criminale: il principe, i funzionari imperiali e il senato. Bisogna creare corti di giustizia che permettano al principe di ingerirsi come e quando vuole. Nel momento in cui nasce il principato nascono i funzionari imperiali (carica ambita dal punto di vista economico e di carriera). Le persone pi colte e preparate iniziarono questa attivit a discapito della carriera dei giudici. Quindi i giudici non saranno cos preparati come in precedenza. Un altro problema determinato dal fatto che dal punto di vista sostanziale la giurisprudenza si evoluta: riesce a stabilire che ci devono essere pene diverse a seconda della partecipazione al reato. Ha poi concepito lesistenza di un concorso di reati, concetto in base al quale mediante ununica azione possibile ledere pi norme giuridiche. Si ha concorso formale di reati e bisogna graduare la pena. Io pongo in essere reati distinti (ex:

rubo un quadro: violo il domicilio, rubo). Quando viene concepita questa possibilit le pene vengono inasprite. Concorso materiale si ha quando un soggetto per raggiungere uno scopo compie pi atti. Era necessario stabilire una graduazione delle pene. Il rigido schema delle pene per ogni reato deve essere superato. Questa evoluzione porta al superamento del sistema tipico delle questioni. I romani individuano poi un altro criterio, la valutazione della pericolosit del reo: pi sar pericoloso pi la pena sar severa. Questo non possibile nellambito delle questioni perpetue, che nascono da una legge che stabilisce per ciascun reato una pena fissa. quindi necessario che nascano nuove norme. La nascita di questi nuovi organi non causato solo da motivi politici, ma anche dallevoluzione di quelli criminali. Il primo organo che giudicher le questioni extra-ordinem sar il principe. Il principe funge da giudice non solo per espressa richiesta del privato, ma anche per sua decisione. In diritto criminale il principe agisce non solo per esplicita richiesta del cittadino ma anche quando riteneva opportuno; e lo fa in base alla sua auctoritas. Il fondamento giuridico del principe la sua auctoritas, ossia dove per la collettivit un suo intervento pu essere utile. Non giudica per mai da solo. Il principe sempre aiutato da un consilium, che fino ad Adriano sar composto di volta in volta da persone scelte specificatamente dallimperatore fra i suoi amici conoscitori del diritto. Dopo Adriano questo consilium sar stabile e formato da giuristi di chiara fama. Il principe pu giudicare su qualsiasi tipo di reato, in particolare su reati di lesa maest. Avocando a s molto spesso processi che sarebbero di competenza del senato (caso tipico il processo a Ovidio. Ovidio viene processato per lesa maest. Non si capisce esattamente cosa abbia fatto. Si sa per che il suo reato non stato posto in essere con dolo, quindi non lha compiuto volontariamente, n per colpa dovuta a negligenza. Si tratta di colpa lata. Questo ci permette di capire che il criterio di imputabilit molto graduato. Ovidio si trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Ha visto qualcosa che non doveva vedere; la nipote di Augusto che recitava/o insieme ad un uomo. Questo ha fatto si che qualcuno conoscesse il reato compiuto da una delle donne dellimperatore. Augusto dice che si comportata cos dopo aver letto lars amatoria di Ovidio. Una sorta di corruzione indiretta quindi. Il processo dovrebbe avvenire davanti al senato, Augusto per avoca a s il potere di giudicare e di porre in essere questo processo. Una deroga quindi alle normali regole. Ulteriore deroga: nel caso di lesa maest per persone di rango elevato la pena la deportatio e i suoi beni non cambiano di propriet. Non privato dei diritti civili e politici. Una sorte di deroga alla pena ordinaria. C quindi una graduazione della pena. Altra cosa che apprendiamo che pur essendoci delle competenze per materia il principe pu avocare a s un giudizio criminale. Il principe poi anche in grado di giudicare il grado di appello (cos come nel processo privato). Giudica solo nel caso in cui non sia stato giudice di primo grado, e giudica in particolare le sentenze dei governatori provinciali. Accanto alla cognitio criminis la cognizione ordinaria spetta ai funzionari imperiali. Sono lorgano competente ordinario. Quando scompaiono definitivamente le questioni, sono competenti anche per i reati che una volta erano di stretta

competenza delle questioni. Questo processo davanti ai funzionari imperiali inquisitorio. Ma in maniera diversa da quello dei comizi. Il funzionario imperiale d impulso al processo, promuove laccusa. Ma la notizia del reato pu essere o di cognizione diretta, o nasce da informazioni dellausiliario imperiale, oppure attraverso i delatori. Delatori che in questo periodo non hanno pi compito di promuovere laccusa e di dare impulso al processo, hanno semplicemente compito di dare notizia del reato. Questo non significa che la delazione potesse essere anonima. Il delatore doveva comunque fare la sua denuncia per iscritto e se era infondata poteva agire in un processo di calunnia. Il funzionario doveva esaminare prima di tutto la presenza di indizi gravi che permettessero linizio del processo. Se cerano iniziava il processo e spettava al funzionario lobbligo di raccogliere le prove (nelle questioni perpetue le prove erano solo quelle date da accusa e difesa. Ora il compito di reperire le prove spetta al funzionario). Questi aveva anche il potere di interrogare i testimoni sotto tortura (nellaltro processo si potevano torturare solo gli schiavi: ora anche i liberi, purch appartengano a classi basse). Poi emana la sentenza discrezionalmente e stabilisce la pena pi adeguata al caso specifico o concreto. Nel momento in cui il tribunale trova unargomentazione dettagliata, il funzionario addetto entro 100 Km dalla citt il processo dato al prefectus urbis. Stessa cosa nellambito criminale. Fino ad arrivare ad unargomentazione competa e dettagliata del processo. Questo fine alla fine del II secolo, dove nascono competenze determinate o regole stabili, fra cui la competenza specifica del prefectus urbis per crimini compiuti a Roma e a 100 Km da Roma. In Italia invece competente il prefetto del pretorio. Il problema diverso nelle province. Sicuramente competente il governatore provinciale, ma il processo ha un iter leggermente diverso. Ancora in et del principato esiste la provocatio ad popolum; il cittadino romano pu chiedere di essere condotto a Roma e pu chiedere di essere giudicato a Roma. Nel momento in cui scompare questa provocatio scompaiono le guarantige concesse ai cittadini romani che vivono nelle province: la cittadinanza viene estesa a sempre pi soggetti e diviene impossibile mandare a Roma tutti i cittadini che vogliono rivedere la sentenza. Viene concessa al governatore la facolt, la ius gladii, cio diritto di mettere a morte con la spada. Gli imperatori conferiscono ai governatori il diritto di processare e mettere a morte i cittadini romani residenti nelle province. Questa ius gladii allinizio viene concessa come diritti a tutti i governatori delle province senatorie e a partire dal II secolo ormai diritto di tutti i governatori provinciali. Altro organo competente a giudicare il senato, cognitio senatus. La competenza a maggior ragione estesa al senato in et imperiale. Questo perch il princeps senatus limperatore. A partire dallet del principato il senato ha giurisdizione criminale, ma ha competenza sia per materia sia per determinate categorie sociali. competente in materia criminale, nei casi di crimina repetundarum (concussione) ed competente nei casi di reati pi gravi di lesa maest. Per quanto riguarda le persone il senato giudica qualsiasi tipo di reato compiuto dai senatori o dagli appartenenti allordine senatorio. Erano analizzati dal senato perch essendo

persone in vista i processi dovevano essere svolti non pubblicamente. I senatori saranno puniti severamente, salvi i casi di intervento del princeps.