Sei sulla pagina 1di 4

Storia del diritto romano, 04-04-2022, Ortu

Per quanto riguarda, il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica,


soprattutto questo fenomeno che caratterizza gli scontri fra i patrizi e i
plebei.

I patrizi nei primi anni gestiscono il potere, mentre i plebei ne sono


escluso poiché la loro classe sociale risulta residuale e col passare del
tempo si riuscirà ad avere un ruolo ben definito nella civitas e nel
populus.

Le rivendicazione della plebe sono varie, fra cui le questioni sui debiti
che ricadevano sulla plebe povera, l’attribuzione dell’ager pubblicus e
dando la possibilità tramite una legge specifica, di sposarsi con i
patrizi.

L’accesso alle magistrature come consolato ecc. e alle cariche


sacerdotali.

I plebei utilizzano una lotta di carattere rivoluzionario, la secessione è


la rivoluzione che escono al di fuori della cinta muraria, si
organizzano con le leggis sacrarie e creano la loro magistratura detta
“tribunato della plebe”

Questo porta alla delineazione della costituzione repubblicana matura


e che porta alla costituzione dell’ultimo tassello caratterizzato alle
leggi licinie sestie, chiamato compromesso licinio sestio.

L’efficienza maggiore dei plebei era di accedere al consolato, la


magistratura più importante.

Potevano inoltre partecipare in parte, al tribunato militare, una


magistratura di carattere collegiale.
Queste vicende partono nel 385-4 a.C. vi è un tentativo di tirannide, di
affermare un potere di tipo tirannico da parte di Manlio Capitolino
che cercava di sfruttare le rivendicazioni plebee per sovvertire
l’ordine repubblicano.
In questo contesto storico abbiamo una forte rivendicazione della
Plebe che punta al consolato.
Si dice addirittura che nel 386 i tribuni della plebe per 5 anni
consecutivi non permisero di eleggere i consoli, portando alla nomina
della magistratura di emergenza e fu nominato dittatore Furio
Camillo.
Nel 387, con la sua seconda dittatura, si raggiunge l’obbiettivo
previsto dalla plebe grazie a Licinio Solone e Sestio Laterano che
imposero la loro volontà e il dittatore approvò la proposta della
possibilità di eleggere consoli plebei.

Le fonti parlano di una ratifica da parte del senato, a proposito di


questa legge.

Livio, descrive bene questa situazione e la legge.

6 libro, 6-42/10-11

“Poiché i patrizi non avrebbero dato il loro appoggio per la nomina al


consolato dei plebei, si prospettava una nuova secessione.
Tramite la mediazione del dittatore Camillo si arrivò ad un
compromesso dove la Plebe avrebbe ottenuto il consolato e i patrizi
un nuovo Tribuno”

La legge è datata 267 a.C.


Si istituisce quindi la carica del pretore urbano come contropartita per
l’accesso al consolato dei plebei.

6-35/ 3 5

Le altre licinie sestie era sui debiti e l’altra sulla divisione dell’ager
pubblicus sui 200 iugeri.
La terza invece riguarda le elezioni dei tribuni militari

Lex Licinia de Aeree Alieno


Lex Licinia de Modum Agrorum
Ci troviamo quindi davanti a risposte ben precise poiché i due tribuni
danno risposte molto forti a quelle che erano le proposte plebee.
Si fa inoltre riferimento a leggi che ponesse una soluzione sulla
risoluzione dei debiti, molto sentita dalla Plebe più povera.

Parte della dottrina ritiene però che si tratti di una legge vera e
propria, in quanto l’espressione tecnica di lex non deve corrispondere
alla legge pubblica in senso tecnico ma rende l’idea di legge contratto,
in senso di accordo tra le parti che passa per la ratifica del senato dopo
la mediazione dei tribuni della plebe.

Con questo passaggio, ci troviamo alla conclusione della fine della


rivendicazione dei plebei e da questo momento, avremmo una
situazione definita ed equilibrata con caratteristiche precise e ben
consolidate nel tempo, con delle sperimentazioni di tipo
costituzionale.

Le magistrature ordinarie sono quelle che troviamo normalmente


nell’assetto costituzionale repubblicano, di carattere permanente e che
si rinnovano nel tempo come consolato, pretura, censura e questura.
Le magistrature staordinarie, fanno sempre parte sempre dell’assetto
repubblicano, ma sono usate solo in caso di estrema necessità, per far
fronte a momenti di estrema necessità.
Fra queste abbiamo il Dictator, il cui potere è esplicato da un singolo
soggetto per 6 mesi.
Serviva per condurre una guerra.
Altra straordinaria è il decemvirato, che servì nel momento in cui i
plebei richiedevano la scrittura delle leggi e quindi del diritto.
Le magistrature maggiori e le minori.
Le maggiori hanno importanza nell’aspetto cosstituzionale abbastanza
particolare.
Chi ne fa parte ha possibilità di avere accesso agli auspicia maggiori
che servivano per prendere determinate decisioni in campo pubblico.
Fra queste abbiamo il consolato, la pretura e la censura, fra le
straordinarie il dittatore, i tribuni militum e i decemviri.
Queste erano tutte elette nell’ambito dei comizi delle assemblee
centuriate.
Le minori non hanno questa possibilità, non hanno questa capacità,
son definite “purule” e avevano un’elezione che scaturiva dai comizi
tributi.

Imperium domi e imperium militiae.


L’imperium domi è un potere politico esercitato costituzionalmente
all’interno della cerchia circoscritta della civitas, potere politico
interno.
L’imperium militiae è invece di carattere militare, simile al potere dei
sovrani etruschi, poteva essere usato solo al di fuori della città.
Dava al potere al magistrato di comandare l’esercito e portare avanti
una guerra.

Consolato, era la magistratura per eccellenza, erano dotati di auspicia


maiora.
Era una magistratura collegiale, avevano gli stessi poteri, dotati
dell’intercessio e dotati di imperium.

Potrebbero piacerti anche