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"Annales"

Libro XIV Progetti per uccidere Agrippina


I >Gaio Vips[t]ano [C.] Fonteio consulibus diu Quando erano consoli Gaio Vipsanio e Caio meditatum scelus non ultra Nero distulit, Fonteio, Nerone non rinvi ulteriormente vetustate imperii coalita audacia et quel delitto a lungo meditato, rafforzatosi flagrantior in dies amore Poppaeae, quae la sua audacia grazie all'esperienza di sibi matrimonium et discidium Octaviae governo, di giorno in giorno sempre pi incolumi Agrippina haud sperans crebris ardente d'amore per Poppea che, non criminationibus, aliquando per facetias sperando pi ormai per se il matrimonio e incusare principem et pupillum vocare, qui per Ottavia il divorzio finch Agrippina iussis alienis obnoxius non modo imperii, fosse ancora viva, accusava il principe con sed libertatis etiam indigeret. cur enim dure critiche e talvolta con parole differri nuptias suas? formam scilicet canzonatorie, e a chiamarlo bamboccio, lui displicere et triumphales avos, an che, sottomesso agli altrui comandi, non fecunditatem et verum animum? timeri ne solo mancava dell'autorit imperiale, ma uxor saltem iniurias patrum, iram populi anche della libert. Perch infatti rinviare adversus superbiam avaritiamque matris ancora le nozze? Evidentemente non gli aperiat. quod si nurum Agrippina non nisi piaceva la sua bellezza e i suoi avi onorati filio infestam ferre posset, redde[re]tur con trionfi, oppure la sua fecondit e un ipsa Othonis coniugio: ituram quoque amore sincero. Si temeva che, come terrarum, ubi audiret potius contumelias moglie, potesse rivelare le offese subite dai imperatoris quam viseret periculis eius senatori e l'ira del popolo contro la immixta. haec atque talia lacrimis et arte superbia e l'avidit della madre, poich, se adulterae penetrantia nemo prohibebat, Agrippina non poteva sopportare se non una cupientibus cunctis infringi potentiam nuora pericolosa per il figlio, fosse essa matris et credente nullo usque ad caedem stessa restituita al vincolo di Otone., eius duratura filii odia. sarebbe andata in qualsiasi luogo della terra dove avrebbe ascoltato le offese fatte all'imperatore, piuttosto che vederle di persona, coinvolta nei suoi pericoli. Nessuno impediva queste simili parole che penetravano nell'animo di Nerone per le lacrime e l'arte di un'adultera, desiderando tutti che la potenza della madre fosse infranta, e non credendo nessuno che l'odio del figlio si sarebbe spinto fino all'uccisione di lei. III Igitur Nero vitare secretos eius congressus, Poi Nerone evitava di incontrarsi con lei in

abscedentem in hortos aut Tusculanum vel Antiatem in agrum laudare, quod otium capesseret. postremo, ubicumque haberetur, praegravem ratus interficere constituit, hactenus consultans, veneno an ferro vel qua alia vi. placuitque primo venenum. sed inter epulas principis si daretur, referri ad casum non poterat tali iam Britannici exitio; et ministros temptare arduum videbatur mulieris usu scelerum adversus insidias intentae; atque ipsa praesumendo remedia munierat corpus. ferrum et caedes quonam modo occultaretur, nemo reperiebat; et ne quis illi tanto facinori delectus iussa sperneret metuebat. obtulit ingenium Anicetus libertus, classi apud Misenum praefectus et pueritiae Neronis educator ac mutuis odiis Agrippinae invisus. ergo navem posse componi docet, cuius pars ipso in mari per artem soluta effunderet ignaram: nihil tam capax fortuitorum quam mare; et si naufragio intercepta sit, quem adeo iniquum, ut sceleri adsignet, quod venti et fluctus deliquerint? additurum principem defunctae templum et aras et cetera ostentandae pietati.

luoghi appartati, la lodava quando si ritirava nei suoi giardini o nella ville di campagna al tuscolo o nelle terre di Antonia, perch si prendeva un po' di riposo. Alla fine, pensando che ella sarebbe stata insopportabile ovunque si trovasse, decise di ucciderla, esitando solo su questo punto, e cio se ucciderla tramite il veleno, un'arma o qualche mezzo violento. In un primo tempo decise per il veleno, ma se il veleno fosse stato dato al principe durante un banchetto non si sarebbe potuto attribuirlo al caso, poich tale era stata la mortae di Britannico; e sembrava difficile corrompere i servi della donna, vigile per l'esperienza che aveva di delitti e, d'altra parte, assumendo preventivamente deglia ntidoti, proteggeva il corpo. Nessuno sapeva escogitare in che modo nascondere un delitto a mano armata,e in pi Nerone temeva che colui che fosse stato scelto per un delitto cos grande, si rifiutasse di eseguire gli ordini. Un piano geniale lo propose il liberto Aniceto, comandante della flotta presso Miseno, precettore dei figli di Nerone e e con reciproci sentimenti d'odio verso Agrippina. Dunque spieg che era possibile allestire una nave, una parte della quale, staccata ad arte in mare aperto, scaraventasse in acqua Agrippina senza che se ne accorgesse.: argoment che non c'e niente tanto capace di apportare disgrazie quanto il mare; e se fosse stata inghiottita da un naufragio, chi sarebbe stato tanto malevolo da attribuire ad un delitto ci che i venti i flutti avevano causato? Il principe avrebbe poi innalzato un tempio in onore della defunta per fare bella mostra del suo affetto filiale.

IV Placuit sollertia, tempore etiam iuta, quando Quinquatruum festos dies apud Baias frequentabat. illuc matrem elicit, ferendas parentium iracundias et placandum animum dictitans, quo rumorem reconciliationis efficeret acciperetque Agrippina, facili feminarum credulitate ad gaudia. venientem dehinc obvius in litora L'idea geniale fu accolta, favorita anche dalle circostanze, dal momento che Nerone celebrava presso Bala le feste quinquatrie. Qui attese Agrippina, mentre andava ripetendo a tutti che si dovevano tollerare i malumori della madre, e che gli animi si dovevano rappacificare; da ci sarebbe sorta la voce di una riconciliazione, ed

(nam Antio adventabat) excepit manu et complexu ducitque Baulos. id villae nomen est, quae promunturium Misenum inter et Baianum lacum flexo mari adluitur. stabat inter alias navis ornatior, tamquam id quoque honori matris daretur: quippe sueverat triremi et classiariorum remigio vehi. ac tum invitata ad epulas erat, ut occultando facinori nox adhiberetur. satis constitit extitisse proditorem, et Agrippinam auditis insidiis, an crederet ambiguam, gestamine sellae Baias pervectam. ibi blandimentum sublevavit metum: comiter excepta superque ipsum collocata. iam pluribus sermonibus, modo familiaritate iuvenili Nero et rursus adductus, quasi seria consociaret, tracto in longum convictu, prosequitur abeuntem, artius oculis et pectori haerens, sive explenda simulatione, seu pe[ri]turae matris supremus adspectus quamvis ferum animum retinebat.

Agrippina l'avrebbe accolta con la facile credulit delle donne per le cose che suscitano piacere. Nerone, poi, sulla spiaggia, mosse incontro a lei che veniva dalla sua villa di Anzio, ed avendola presa per mano l'abbracci e la condusse a Bauli. Questo il nome di una villa che lambita dal mare, nell'arco del lido tra il promontorio Miseno e l'insenatura di Baia. Era l ancorata, fra le altre navi una pi fastosa, come se anche ci volesse rappresentare un segno d'onore alla madre; Agrippina, infatti, era solita viaggiare su una trireme con rematori della flotta militare. Fu allora invitata a cena, poich era necessario attendere la notte per celare un misfatto. opinione diffusa che vi sia stato un traditore e che Agrippina, informata della trama, nell'incertezza se prestare fede all'avvertimento , sia ritornata a Bala in lettiga. Qui le manifestazioni d'affetto del figlio cancellarono in lei ogni paura; accolta affabilmente fu fatta collocare al posto d'onore. Coi pi svariati discorsi, ora con tono di vivace famigliarit, ora con atteggiamento pi grave, come se volesse metterla a parte di pi serie faccende, Nerone trasse pi a lungo possibile il banchetto; nell'atto poi di riaccompagnare alla partenza Agrippina, la strinse al petto, guardandola fisso negli occhi, o perch volesse rendere pi verisimile la sua finzione o perch guardandola per l'ultima volta il volto della madre che andava a morire sentisse vacillare l'animo suo, per quanto pieno di ferocia.

V Noctem sideribus inlustrem et placido mari quietam quasi convincendum ad scelus dii praebuere. nec multum erat progressa navis, duobus e numero familiarium Agrippinam comitantibus, ex quis Crepereius Gallus haud procul gubernaculis adstabat, Acerronia super pedes cubitantis reclinis paenitentiam filii et recuperatam matris gratiam per gaudium memorabat, cum dato signo ruere tectum loci multo Quasi volessero rendere pi evidente il delitto, gli dei prepararono una notte tranquilla piena di stelle ed un placido mare. La nave non aveva percorso ancora un lungo tratto; accompagnavano Agrippina appena due dei suoi famigliari, Crepereio Gallo che stava presso il timone e Acerronia, che ai piedi del letto ove Agrippina era distesa andava rievocando lietamente con lei il pentimento di Nerone,

plumbo grave, pressusque Crepereius et e il riacquistato favore della madre; statim exanimatus est: Agrippina et quando all'improvviso ad un dato segnale, Acerronia eminentibus lecti parietibus ac rovin il soffitto gravato da una massa di forte validioribus, quam ut oneri cederent, piombo e schiacci Crepereio che subito protectae sunt. nec dissolutio navigii mor. Agrippina ed Acerronia furono invece sequebatur, turbatis omnibus et quod salvate dalle alte spalliere del letto, per plerique ignari etiam conscios impediebant. caso tanto resistenti da non cedere al peso. visum dehinc remigibus unum in latus Nel generale scompiglio non si effettu inclinare atque ita navem submergere; sed neppure l'apertura della nave, anche neque ipsis promptus in rem subitam perch i pi, all'oscuro di tutto, erano di consensus, et alii contra nitentes dedere ostacolo alle manovre di coloro che invece facultatem lenioris in mare iactus. verum erano al corrente della cosa. Ai rematori Acerronia, imprudentia dum se Agrippinam parve opportuno allora di inclinare la nave esse utque subveniretur matri principis su di un fianco, in modo da affondarla; ma clamitat, contis et remis et quae fors non essendo possibile ad essi un cos obtulerat navalibus telis conficitur. improvviso mutamento di cose, un Agrippina silens eoque minus agnita (unum movimento simultaneo ed anche perch tamen vulnus umero excepit) nando, glia altri che non sapevano facevano sforzi deinde occursu lenunculorum Lucrinum in in senso contrario, ne venne che le due lacum vecta villae suae infertur. donne caddero in mare pi lentamente. Acerronia, pertanto, con atto imprudente, essendosi messa a gridare che lei era Agrippina e che venissero perci a salvare la madre dell'imperatore, fu invece presa di mira con colpi di pali e di remi e con ogni genere di proiettile navale. Agrippina, in silenzio, e perci non riconosciuta (aveva avuto una sola ferita alla spalla), da prima a nuoto, e poi con una barca da pesca in cui si era incontrata, trasportata al lago di Lucrino, rientr nella sua villa. VI Illic reputans ideo se fallacibus litteris accitam et honore praecipuo habitam, quodque litus iuxta, non ventis acta, non saxis impulsa navis summa sui parte veluti terrestre machinamentum concidisset, observans etiam Acerroniae necem, simul suum vulnus adspiciens, solum insidiarum remedium esse [sensit], si non intellegerentur; misitque libertum Agermum, qui nuntiaret filio benignitate deum et fortuna eius evasisse gravem casum; orare ut quamvis periculo matris exterritus visendi curam differret; sibi ad praesens quiete opus. atque interim securitate simulata medicamina vulneri et fomenta corpori adhibet; testamentum Qui ripensando alla lettera piena d'inganno colla quale era stata invitata, agli onori coi quali era stata accolta, alla nave che, vicino alla spiaggia e non trascinata da venti contro gli scogli, s'era abbattuta dall'alto come fosse stata una costruzione terreste, considerando anche il massacro di Acerronia e guardando la sua propria ferita, comprese che il solo rimedio alle insidie era fingere di non aver capito. Mand perci, il liberto Agermo ad annunciare a suo figlio che per la benevolenza degli dei e per un caso fortunato , si era salvata dal grave incidente; lo pregava, tuttavia, che, per quanto emozionato per il grave pericolo corso dalla madre, non pensasse per ora di

Acerroniae requiri bonaque obsignari iubet, venirla a trovare, perch per il momento id tantum non per simulationem. lei aveva bisogno di tranquillit. Frattanto, affettando piena sicurezza, si prese cura di medicare la ferita e di riconfortare il suo corpo; un solo atto non fu in lei ispirato a simulazione, l'ordine di recare il testamento di Acerronia e di porre i beni di lei sotto sequestro. VII At Neroni nuntios patrati facinoris Nerone, intanto in attesa della notizia che opperienti adfertur evasisse ictu levi il delitto era stato consumato, apprese che sauciam et hactenus adito discrimine, [ne] invece (Agrippina) aveva corso un pericolo auctor dubitaret[ur]. tum pavore exanimis cos grande da non farla dubitare intorno et iam iamque adfore obtestans vindictae all'autore dell'insidia. Allora Nerone, morto properam, sive servitia armaret vel militem di paura, cominci ad agitarsi gridando che accenderet, sive ad senatum et populum da un momento all'altro Agrippina sarebbe pervaderet, naufragium et vulnus et corsa alla vendetta, sia armando gli schiavi, interfectos amicos obiciendo: quod contra sia eccitando alla sollevazione i soldati, sia subsidium sibi, nisi quid Burrus et Seneca? appellandosi al senato ed al popolo, [expurgens] quos statim acciverat, denunciando il naufragio, la ferita e gli incertum an et ante ignaros. igitur longum amici suoi uccisi. Quale aiuto contro di lei utriusque silentium, ne inriti dissuaderent, egli avrebbe avuto se non ricorrendo a an eo descensum credebant, [ut], nisi Burro e Seneca? Perci fece subito praeveniretur Agrippina, pereundum Neroni chiamare l'uno e l'altro che forse erano gi esset. post Seneca hactenus promptius, [ut] prima al corrente della cosa. Stettero a respiceret Burrum ac s[c]iscitaretur, an lungo in silenzio per non pronunciare vane militi imperanda caedes esset. ille parole di dissuasione o forse perch praetorianos toti Caesarum domui pensavano che la cosa fosse giunta ad un obstrictos memoresque Germanici nihil punto tale che se non si fosse prima colpita adversus progeniem eius atrox ausuros Agrippina, Nerone avrebbe dovuto respondit: perpetraret Anicetus promissa. fatalmente perire. Dopo qualche momento qui nihil cunctatus poscit summam sceleris. , Seneca in quanto soltanto si mostr molto ad eam vocem Nero illo sibi die dari pi deciso, in quanto, guardando Burro, gli imperium auctoremque tanti muneris domand se fosse mai possibile ordinare ai libertum profitetur: iret propere soldati l'assassinio. Burro rispose che i duceretque promptissimos ad iussa. ipse pretoriani, troppo devoti alla casa dei audito venisse missu Agrippinae nuntium Cesari e memori di Germanico non Agermum, scaenam ultro criminis parat, avrebbero osato compiere nessun atto gladiumque, dum mandata perfert, abicit nefando contro la prole di lui; toccava ad inter pedes eius, tum quasi deprehenso Aniceto di assolvere le promesse. Costui vincla inici iubet, ut exit[i]um principis senza alcun indugio chiese per s l'incarico molitam matrem et pudore deprehensi di consumare il delitto. A questa sceleris sponte mortem sumpsisse dichiarazione Nerone si affrett a confingeret. proclamare che in quel giorno gli era conferito veramente l'impero e che il suo liberto era colui che gli offriva dono s grande: corresse subito via e conducesse con s i soldati, deliberati ad eseguire gli

ordini. Egli, poi, saputo dell'arrivo di Agermo messaggero di Agrippina, si prepar ad architettare la scena di un delitto e nell'atto in cui Agermo gli comunicava il suo messaggio, gett tra i piedi di lui una spada e, come se lo avesse colto in flagrante, comand subito di gettarlo in carcere, per poter far credere che la madre avesse tramato l'assassinio del figlio e che, poi, si fosse data la morte per sottrarsi alla vergogna dell'attentato scoperto. VIII Interim vulgato Agrippinae periculo, quasi Frattanto essendosi sparsa la voce del casu evenisset, ut quisque acceperat, pericolo corso da Agrippina, come se ci decurrere ad litus. hi molium obiectus, hi fosse avvenuto per caso, man mano si proximas scaphas scandere; alii, quantum diffondeva la notizia, tutti accorrevano corpus sinebat, vadere in mare; quidam sulla spiaggia. Gli uni salivano sulle manus protendere. questibus votis clamore imbarcazioni vicine, altri scendevano diversa rogitantium aut incerta ancora in mare per quanto consentiva la respondentium omnis ora compleri; profondit delle acque. Alcuni adfluere ingens multitudo cum luminibus, protendevano le braccia con lamenti e con atque ubi incolumem esse pernotuit, ut ad voti; tutta la spiaggia era piene delle grida gratandum sese expedire, donec adspectu e delle voci di coloro che facevano armati et minitantis agminis deiecti sunt. domande e di quelli che rispondevano; un Anicetus villam statione circumdat gran moltitudine si affoll sul lido coi lumi, refractaque ianua obvios servorum abripit, e come si seppe che Agrippina era donec ad fores cubiculi veniret; cui pauci incolume, tutti le mossero in contro per adstabant, ceteris terrore inrumpentium rallegrarsi con le, quando all'improvviso ne exterritis. cubiculo modicum lumen inerat furono ricacciati dalla vista di un drappello et ancillarum una, magis ac magis anxia di soldati armati e minacciosi. Aniceto Agrippina, quod nemo a filio ac ne Agermus accerchi la villa con le sentinelle ed quidem: aliam fore laetae rei faciem; nunc abbattuta la porta e fatti trascinare via gli solitudinem ac repentinos strepitus et schiavi che gli venivano incontro, extremi mali indicia. abeunte dehinc procedette fino alla soglia della camera da ancilla, "tu quoque me deseris?" prolocuta letto di Agrippina, a cui solo pochi servi respicit Anicetum, trierarcho Herculeio et facevano la guardia, perch tutti gli altri Obarito centurione classiario comitatum: ac erano stati terrorizzati dall'irrompente si ad visendum venisset, refotam nuntiaret, violenza dei soldati. Nella stanza vi erano sin facinus patraturus, nihil se de filio un piccolo lume ed una sola ancella, credere; non imperatum parricidium. mentre Agrippina se ne stava in stato di circumsistunt lectum percussores et prior crescente allarme, perch nessuno arrivava trierarchus fusti caput eius adflixit. iam da parte del figlio e neppure Agermo: ben [in] morte[m] centurioni ferrum altro sarebbe stato l'aspetto delle cose destringenti protendens uterum "ventrem intorno se veramente la sua sorte fosse feri" exclamavit multisque vulneribus stata felice; non v'era che quel deserto confecta est. rotto da urli improvvisi, indizi di suprema sciagura Quando anche l'ancella si mosse per andarsene Agrippina nell'atto di

rivolgersi a lei per dirle: "anche tu m'abbandoni?" scorse Aniceto in compagnia del triarca Erculeio, e del centurione di marina Obarito. Rivoltasi allora a lui gli dichiar che se era venuta per vederla annunziasse pure a Nerone che si era riavuta; se poi fosse l per compiere un delitto, essa non poteva avere alcun sospetto sul figlio: non era possibile che egli avesse comandato il matricidio. I sicari circondarono il letto e primo il triarca la colp con un bastone sul capo. Al centurione che brandiva il pugnale per finirla protendendo il grembo grid: "colpisci al ventre" e cadde trafitta da molte ferite.