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Giorgio Spano

HEGEL
(1770 1831) Principi fondanti della filosofia di Hegel:
RISOLUZIONE DELL'INFINITO NEL FINITO La realt viene intesa come insieme di tutto coincide con INFINITO I vari enti della realt (es: questo preciso momento), intesi come manifestazione della realt che procede dinamicamente coincidono con il finito. Perci i vari enti sono una parziale espressione dell'infinito. Non possono esistere se non in connessione con il tutto. Hegel: il finito, in quanto reale, non tale, ma l'infinito stesso. Emerge concezione dell'immanentismo: rifiuto di una realt trascendentale. Hegelismo implica una forma di monismo panteistico: vede nel mondo (finito) la manifestazione del divino (infinito). Questo Assoluto: un soggetto spirituale in divenire, di cui tutto ci che esiste una tappa di realizzazione. Dato che la realt coincide con l'infinito, che a sua volta coincide con l'assoluto (linfinito, Dio), la realt non immutabile ma un processo di autoproduzione che si realizza progressivamente in tutti i suoi momenti e solo alla fine, cio nell'uomo e con le sue arti pi alte, acquista piena coscienza di s. l'assoluto, Dio, l'infinito, vengono denominati dagli con il termine idea o ragione. Queste due espressioni apparentemente antitetiche, che fanno riferimento la stessa entit, fanno intendere l'identit (=la coincidenza tra..) di pensiero ed essere, ovvero, di ragione e realt ( concetto sintetizzato nell'aforisma: A) ci che razionale reale; B) e ci che reale razionale). A) Razionalit , astrazione dalle reale, ma forma di ci che esiste, poich la ragione governa il mondo lo costituisce. B) Realt materia caotica, ma il dispiegarsi di una struttura razionale, che coincide con l'idea o la ragione identit ragione-realt identit essere (ci che , la realt) - dover essere (ci che razionalmente deve essere, ragione). il mondo, in quanto , e razionalit dispiegata che si manifesta attraverso una serie di momenti necessari i quali non possono essere diversi da come sono. ogni manifestazione si susseguono secondo connessioni necessarie e passaggi obbligati che costituiscono l'articolazione vivente dell'unica idea o ragione, ovvero dell'assoluto. La realt costituisce una totalit processuale, formata da una serie ascendente di gradi di realizzazione, ciascuno dei quali rappresenta il risultato di quelli precedenti e il presupposto di quelli seguenti. fino ad ora sono state introdotte le categorie totalit e necessit. il compito della filosofia consiste solo nel prendere atto della realt (dell'infinito) e nel comprendere le strutture razionali che la costituiscono. Hegel ritiene che la filosofia arriva sempre troppo tardi, dopo che la realt su cui specula gi fatta. Perci il suo compito quello di giustificare la realt elaborando in concetti il contenuto che lesperienza offre.

IDENTIT TRA RAGIONE E REALT

FUNZIONE GIUSTIFICATRICE DELLA FILOSOFIA

PRINCIPIO ONTOLOGICO HEGELIANO: Principio ontologico della filosofia hegeliana: la realt suprema in cui si realizzano tutti i principi logici secondo la modalit del continuo divenire e con lo scopo di manifestarsi a s stesso" tutto ci che dall'eternit avviene in cielo e in terra, la vita di Dio e tutto quanto si opera nel tempo, mira soltanto a che lo spirito conosca s stesso, si trovi ,si raccolga in s: esso si sdoppiato, alienato, ma solo per poter trovare s stesso. Soltanto cos lo spirito raggiunge la sua libert, poich libero ci che non si riferisce ad altro ne da altri dipendente" PRINCIPI LOGICI: Principio di identit di ideale e reale: le leggi della mente e quelle che fondano la realt sono uguali a ci che rende possibile la conoscenza Principio di contraddizione: nella realt non esiste nulla di identico a s stesso, ma tutto sottost alla dialettica dell'affermazione e negazione Principio di mediazione: l'assoluto non si manifesta immediatamente ,ma mediatamente attraverso realizzazioni parziali e progressive Principio di relazione: se nulla identico a s stesso, esiste una relazione fra questi due momenti, intesa come una relazione interna che modifica la natura della cosa stessa Principio dello storicismo: tutta la realt si risolve nella storia, quindi storia e assoluto sono un'unica cosa identica, che hanno come legge il divenire che spinge al continuo superamento di s. il divenire si caratterizza dunque come movimento libero perch spontaneo e necessario perch inevitabile. IDEA NATURA E SPIRITO Il divenire assoluto passa attraverso 3 momenti:
1. Idea <<in se e per s>>, ovvero, lidea considerata in se stessa (non contestualizzata nel reale) Ossatura logico-razionale del reale (simile a Dio prima della creazione della natura attenzione che lo spirito assoluto di Hegel NON crea il mondo, ma il mondo!) 2. Idea <<fuori di s>> NATURA Lidea si spoglia della sua condizione in se e per se e si manifesta nelle realt spazio temporali del mondo.

Segue un senso ideale, non cronologico*

3. Idea che <<ritona in s>>= lo SPIRITO Lidea dopo essersi fatta natura acquista coscienza di s nell'uomo.

* Senso ideale: ci che concretamente esiste nella realt e lo spirito (la sintesi), il quale ha come sua condizione la natura (l'antitesi) e come su posto in programma logico rappresentato dallide pura (la tesi). Non segue quindi lordine: prima c lidea in se, poi lidea fuori di s, e poi lidea che ritorna in s.

A questi 3 momenti corrispondono le 3 sezioni in cui si divide il sapere filosofico: 1. LOGICA scienza dellidea in s e per se 2. FILOSOFIA DELLA NATURA scienza dellidea nel suo alienarsi da s 3. FILOSOFIA DELLO SPIRITO scienza dellidea che dal suo alienamento torna in s Come detto lassoluto il divenire. La legge che regola questo divenire la DIALETTICA, che allo stesso tempo, legge di sviluppo della realt (ontologia vedi il processo: idea in s, allinfuori di s e che ritorna a s) e la legge di comprensione della realt (logica). Distingue 3 momenti del pensiero:
1. ASTRATTO o intellettuale: concepire esistente sotto forma di una molteplicit di determinazioni statiche e separate le une dalle altre (secondo principi didentit e non-contraddizione). 2. NEGATIVO-RAZIONALE: vien colta lunilateralit delle determinazioni e vengono messe in movimento relazionandole con le altre determinazioni. Princ. Identit non valido per specificare ci che una cosa , bisogna implicitamente chiarire ci che essa non . Si mettono in rapporto determinazioni con le loro opposte.

3.

SPECULATIVO o POSITIVO-RAZIONALE: si coglie lunita delle determinazioni opposte

INTELLETTO: organo del finito RAGIONE: organo dellinfinito , strumento tramite cui il finito (lastratto e il parziale) si risolve nellinfinito (il totale e il concreto)

PUNTUALIZZAZIONI SULLA DIALETTICA: - con il termine Dialettica ci si riferisce a tutti e tre i momenti; - dimostrazione della risoluzione del finito nellinfinito; - poich lIDEA dinamica, la Dialettica esprime il processo mediante cui le varie parti della realt o determinazioni della realt perdono la loro rigidezza. Mediante il processo dialettico infatti diventano MOMENTI di unidea UNICA e INFINITA; - ha un significato ottimistico: il negativo sussiste solo come un moment del farsi del positivo; - ha un carattere chiuso poich non procede allinfinito, ma si prefigge un punto di arrivo .

La dialettica consiste quindi 1. Momento astratto intellettuale = TESI = affermazione di un concetto astratto e limitato; 2. Momento negativo-razionale = ANTITESI = negazione di questo concetto e passaggio a un concetto opposto 3. Momento positivo razionale = SINTESI = unione dellaffermazione e della negazione. riaffermazione potenziata dellaffermazione iniziale (della tesi), ottenuta mediante la negazione della negazione intermedia (antitesi). Ri-affermazione in Hegel prende il nome di Aufhebung.

FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO


Principi fondamentali filosofia Hegel: risoluzione del finito nellinfinito; Identit tra ragione e realt; vengono dimostrati da Hegel stesso in 2 modi differenti, rintracciabili nelle due opere Fenomenologia dello spirito ed enciclopedia delle scienze profonde Quest'ultima esamina l'assoluto in atto in tutte le determinazioni fondamentali della realt. La fenomenologia dello spirito analizza, invece, la via percorsa dalla coscienza umana per giungere al principio assoluto. Si tratta di una storia romanzata della coscienza che dalle prime sue manifestazioni sensibili, giunge ad apparire a s stessa nella sua vera natura, cio come coscienza universale. FENOMENOLOGIA: discorso su ci CHE APPARE (su un ente di reale) coincide con divenire del sapere ( N.B. come gi detto pi volte, gli enti del reale sono parte dellinfinito, dellassoluto, che un ente dinamico!). Perci l'uomo attraverso quest'opera, ripercorre i gradi di formazione dell'universalit dello spirito. Il suo ciclo pu essere riassunto in una delle forme particolari della fenomenologia: la coscienza infelice, ovvero, la coscienza che non sa di essere tutta la realt, perci si trova scissa in opposizioni dalle quali esce solo arrivando alla coscienza di essere. La prima parte della fenomenologia si divide in tre momenti dialettici: 1. Coscienza tesi = condizione del soggetto che pone l'oggetto come altro da s 2. autocoscienza antitesi = condizione della coscienza che nel rapportarsi in maniera conflittuale ad altre coscienze diviene autocoscienza, quando viene riconosciuta da altri esseri pensanti. 3. ragione sintesi = condizione della coscienza che, avendo compreso la razionalit della realt, diviene consapevole di essere essa stessa l'intera realt. l'affermazione che l'intera realt l'idea.

1. COSCIENZA - lo spirito comincia a conoscere.


3 figure: 1. Certezza sensibile = tesi 2. Percezione = antitesi 3. Intelletto = sintesi Figure: singole tappe dellevoluzione. Posizione storica e cangiante della coscienza, destinata ad essere superata da una nuova figura ad un livello SUPERIORE DI CONSAPEVOLEZZA

(=>termine coscienza in questa prima sezione, designa anche la certezza la verit sta tutta fuori dalla coscienza, cio nelloggetto).

1.1. CERTEZZA SENSIBILE Appare ricca e sicura. In realt non rende certi che di una cosa sola, questa cosa , ma la cosa pu essere un albero o una casa etc.., cui siamo certi non in quanto albero o casa, ma in quanto questo albero o questa casa, cio in quanto presenti qui ed ora davanti a noi. Ci implica che la certezza sensibile non certezza della cosa particolare ( infatti in un insieme di alberi io ho coscienza di un solo albero che non identifico ancora in una determinata categoria: un QUESTO, nientaltro), ma del questo qui ed ora davanti a noi (ho coscienza sensibile solo di questo, che sia lalbero o qualunque altra cosa), al quale la particolarit della cosa indifferente e che perci universale (un GENERICO QUESTO). Inserire il questo in una categoria vorrebbe dire far fare alla mente un passo in pi. Quindi CERTEZZA SENSIBILE => percezione che ho di un oggetto hic et nunc certezza indiscutibile in quanto la mente non ha ancora cominciato a lavorarci sopra 1.2. PERCEZIONE Le cose che mi si presentano, pongono problemi di comprensione. Per distinguere gli oggetti (la molteplicit di questi qui ed ora), per dare loro un nome, per identificarli, il soggetto fa uso del pensiero astratto giungendo cos al momento della percezione. Ci troviamo nell'antitesi: la conoscenza che prima era considerata la pi certa, ora considerata come vuota percezione. In questa fase ogni ente della realt viene identificato rispetto agli altri in modo netto attraverso il meccanismo di affermazione-negazione. La negazione fondamentale per poter dire che cosa la cosa di cui abbiamo coscienza. La coscienza percepisce un'infinit di oggetti che riceve attraverso le sensazioni. Tra questi oggetti non vi sono legami formali concettuali, si tratta di una semplice collezione di elementi particolari irrelati. La percezione comprende le cose, ma la sua certezza entra in crisi quando si tratta di comprenderne la genesi e il movimento, ovvero, il dinamismo. qui che interviene l'intelletto, terza figura di questo primo processo dialettico della coscienza. 1.3. INTELLETTO Il soggetto prende consapevolezza del legame tra le cose, intese come espressioni delle leggi che muovono l'universo, attraverso le quali le cose si trasformano l'una nelle altre in un incessante e perenne movimento. La coscienza prende consapevolezza di s come parte della natura. La coscienza avendo acquisito un primo grado di capacit di comprensione di se in rapporto alle cose, divenuta autocoscienza.

2.

AUTOCOSCIENZA Il soggetto in rapporto con gli altri.

L'attenzione viene posta non all'oggetto, ma al soggetto, allIO, considerato nei suoi rapporti con gli altri. Il romanzo Fenomenologia dello spirito, non si trova quindi circoscritto in un ambito prettamente gnoseologico (inerente alla conoscenza), ma concerne pi settori, quali la societ, la storia della filosofia e della religione. Infatti, distinguiamo 3 momenti: 1. Signoria e Servit (settore sociale) 2. Stoicismo e scetticismo (storico-filosofica) 3. La coscienza infelice (religiosa) L'autocoscienza deve essere messa alla prova. Per affermarsi deve essere riconosciuta anche dagli altri esseri pensanti.

2.1. SIGNORIA E SERVIT (LAMBITO SOCIALE) Il riconoscimento tra le varie autocoscienze non avviene attraverso l'amore, che era considerato da Hegel miracolo per cui due cose diventano una, (in quanto all'amore mancano seriet, dolore, pazienza e travaglio del negativo, che sono ritenuti elementi necessari), ma attraverso momenti di lotta che si concludono non con la morte di una delle autocoscienze, ma con la subordinazione di una autocoscienza all'altra nel rapporto servo-signore. Signore= colui che, pur di affermare la propria indipendenza, ha messo a repentaglio la propria vita, fino alla vittoria Servo= colui che ha preferito la schiavit, pur di avere salva la vita. Con un'analisi dialettica argomentata da Hegel, la dinamica sviluppa un'inversione dei ruoli, ovvero, il Signore diviene servo del servo e il servo signore del signore. Infatti, il signore che inizialmente indipendente, continuando a godere passivamente del lavoro del servo, finisce per diventarne lui stesso servo. Invece quest'ultimo, inizialmente dipendente, continuando a padroneggiare e a trasformar le cose da cui il padrone riceve il proprio sostegno, finisce per rendersi indipendente. Acquisizione GRADUALE di indipendenza attraverso 3 momenti A) Paura della morte: schiavo tale perch ha avuto paura della MORTE: con questa esperienza si reso indipendente dal mondo di realt e certezze naturali che prima gli apparivano come qualcosa di fisso; langoscia di perdere la sua intera essenza lo ha fatto tremare nel profondo di s, e ci che vi era di fisso ha vacillato. B) Servizio: con il servizio la coscienza si auto-disciplina e impara a vincere i suoi impulsi naturali. (Al signore i suoi impulsi naturali (come la fame) vengono invece sempre soddisfatti dal servo, che rinuncia al soddisfacimento delle sue necessit imparando cos a gestirle) = Indipendenza dagli impulsi naturali. C) Lavoro: attraverso il lavoro, il servo da vita ad un opera che permane e che ha una sua autonomia, che riflesso, nelle cose, della raggiunta indipendenza del servo rispetto alle cose. Formando le cose, il servo, forma se stesso e imprime nellessere quella forma che dellautocoscienza, e cos trova se stesso nella propria opera. Entrambi gli enti di questo rapporto hanno un alto, bench ineguale, livello di coscienza di s e dei loro rapporti, ma non hanno piena consapevolezza: il signore non comprende di dipendere dal servo, e il servo non comprende il proprio potere. La COSCIENZA FILOSOFICA, che piena consapevolezza della realt dello spirito e ripercorre, interpretandole, le fasi della propria formazione, comprende pienamente tutti i dati del rapporto e comprende perch necessariamente la figura del servo padrone debba essere superata. Nella fenomenologia si intrecciano 2 PUNTI DI VISTA: - coscienza del soggetto storico: coscienza assai parziale di s stesso e degli avvenimenti - coscienza filosofica: piena consapevolezza della realt dello Spirito, e ripercorre tutte le fasi interpretandole. Si pu dire che esamina col senno del poi.

2.2. STOICISMO E SCETTICISMO (MOMENTO STORICO-FILOSOFICO) Indipendenza rispetto alle cose, che il risultato della dialettica tra servo signore, trova la sua manifestazione filosofica nello STOICISMO: celebra l'autosufficienza e la libert del saggio nei confronti di ci che lo circonda. Per nello stoicismo lAutocoscienza raggiunge in questo senso unastratta libert interiore, in quanto, i condizionamenti permangono e la realt esterna non viene negata. Questo mondo esterno da cui lo stoicismo si sente indipendente (nonostante lo lasci sussistere) messo tra parentesi dallo scetticismo = visione del mondo che sospende lassenso su tutto ci che comunemente ritenuto per vero e reale. Scetticismo ha in se una contraddizione. Hegel fa leva sul tradizionale argomento: lo scettico si auto contraddice perch da un lato dichiara che tutto vano e non vero, mentre dallaltro dichiara di dire qualcosa di vero. Cos la contraddittoriet sta nella scissione tra una coscienza che vuole andare oltre laccidentalit e nonverit della vita e una coscienza che si scopre vittima dellinessenzialit e non-verit della vita. inoltre la coscienza di cui parla lo scettico una coscienza SINGOLA, la quale non pu fare a meno di entrare in urto con le altre coscienze: Ci CHE ESISTE , E DEVE ESSERE, perch NECESSARIO! In altre parole: se si deve dubitare dellesistenza del mondo materiale = si deve dubitare di tutto, coscienza compresa. 2.3. LA COSCIENZA INFELICE (MOMENTO RELIGIOSO) Il risultato dello scetticismo che la coscienza stessa, insieme a tutto il resto, perde valore in se stessa: quello che Hegel designa col nome di momento della coscienza infelice Quando lo scetticismo prende consapevolezza della sua contraddittoriet, sorge la coscienza infelice. La coscienza infelice ha quindi al suo interno la scissione tra una coscienza immutabile e una mutevole che assume la forma di una separazione radicale tra l'uomo e Dio. Il superamento di questa infelicit avviene attraverso i tre momenti: A) L'EBRAISMO, in cui la separazione si manifesta sotto forma di un'antitesi tra lintrasmutabile e il trasmutabile. Secondo l'ebraismo Dio un essere superiore di fronte a cui l'uomo si trova in uno stato di dipendenza (la coscienza infelice ebraica rappresenta la traduzione, in termini religiosi, della situazione sociale espressa dal rapporto servo-padrone). B) del CRISTIANESIMO MEDIEVALE, in cui intrasmutabile assume la figura di un Dio incarnato. lo spirito di Dio si concretizza nella realt effettuale. L'assoluto logicamente non pu essere mai colto in una realt sensibile, perci questa concezione era destinata al fallimento. Dimostrazione di tale fallimento furono le crociate, nelle quali l'inquieta ricerca di Dio si conclude con la scoperta di un sepolcro vuoto. Cristo considerato tuttavia qualcosa comunque di separato da Dio. Inoltre Dio essendosi incarnato in un uomo entrato in contatto con solo una parte di tutta lumanit, si allontana quindi da tutti coloro che anno susseguito Cristo. La coscienza continua ad essere infelice e Dio continua a configurarsi come entit irraggiungibile.

Le manifestazioni di questa infelicit sono le sotto-figure: 1) della devozione = pensiero a sfondo sentimentale e religioso che non si ancora elevato a concetto. Con la devozione non si entra in stretto Rapporto con Dio perch uomo resta sempre in una condizione di inferiorit. 2) del fare o loperare = momento in cui la coscienza cerca di esprimersi nellappetito e nel lavoro. Avverte cos come dono di Dio il frutto del proprio lavoro e non solo, anche le proprie forze e capacit, che sembrano concesse dallalto affinch se ne faccia buon uso. Cos la coscienza si umilia, riconoscendo che il solo ad agire DIO. 3) della mortificazione di s = momento in cui luomo nega se stesso a favore di Dio. Questo punto pi basso toccato dal singolo destinato a trapassare dialetticamente al punto pi alto: C) NEL RINASCIMENTO E NELLEt MODERNA: La coscienza , nel suo vano sforzo di unificarsi a Dio, SI RENDE CONTO DI ESSERE, LEI STESSA, DIO, ovvero, LUNIVERSALE, IL SOGGETTO ASSOLUTO. La coscienza infelice non rappresenta una semplice figura della seconda tappa della Fenomenologia, ma rappresenta LA CHIAVE DI VOLTA di tutto il racconto.

3. RAGIONE la coscienza certa che nessuna realt niente di diverso da


essa
Come soggetto assoluto lautocoscienza diventata RAGIONE e ha assunto in s ogni realt che la coscienza ha incontrato nel suo cammino. Viene perci eliminata la frattura che cera tra s e la vita, tra s e la natura, tra s e Dio. Si parla di CERTEZZA di essere ogni realt non di SAPERE di essere ogni realt. Il sapere di esserlo sar il punto di arrivo! Per divenire VERIT deve giustificarsi. Questa giustificazione avviene attraverso 3 momenti: 3.1. La ragione osservativa La ragione non ha ancora preso come soggetto della propria ricerca s stessa. Perci, al fine di giustificarsi per divenire verit, passa attraverso momenti come la fase del Naturalismo del Rinascimento e dellempirismo, in cui si impone come obbiettivo di giustificazione un inquieto cercare. Ricerca oggettivamente nella realt elementi di quella razionalit che sta cercando. Si determina la ragione osservativa del mondo naturale (dalla descrizione approfondisce la realt con leggi ed esperimenti) organico e infine quello della coscienza, con la PSICOLOGIA. Per quanto riguarda questultimo ambito dello studio della coscienza mediante la psicologia, HEGEL esamina due scienze che erano di moda ai suoi tempi: 1) FISIOGNOMICA (di Johann Lavater): attraverso la fisionomia di una persona si poteva determinare il carattere dellindividuo. 2) FRENOLOGIA (Franz Gall) attraverso forma e protuberanza del cranio era possibile conoscere il carattere dellindividuo.

In tutte queste ricerche sulla natura, sugli organismi, sulla coscienza, la ragione, pur cercando apparentemente altra cosa, in realt cerca se stessa. Luomo conosce ed indaga ma cos la ragione perde il senso di se stessa e diviene di nuovo una cosa fra le tante. 3.2. La ragione ATTIVA Dalla ragione osservativa si passa a quella attiva: essendosi riconosciuta come una cosa fra le tante, la ragione si impone di realizzare lei stessa lunit tra IO e MONDO, in quanto non qualcosa di dato. Tale progetto destinato a fallire, come testimoniano le 3 FIGURE della ragione attiva: a) Il piacere e la necessit= lindividuo si getta nella vita e va alla ricerca del proprio godimento. Lautocoscienza incontra la necessit del destino, che, incurante delle sue personali esigenze di felicit, la travolge inesorabilmente. + Questa modalit Hegel la personifica in Faust, che cerca di dominare la natura in ogni modo facendone loggetto del proprio piacere. b) Legge del cuore e delirio della presunzione = lautocoscienza cerca di opporsi al corso ostile del mondo, ma entra in conflitto con altri portatori di progetti di miglioramento della realt. c) La virt e il corso del mondo = individuo cerca di creare un rapporto tra s e il mondo contrapponendo, ai fanatismi, la virt, ossia un modo di agire in grado di procedere oltre limmediatezza del sentimento e delle inclinazioni del soggetto. Persiste per un contrasto tra la virt, che il bene ASTRATTAMENTE esaltato dallindividuo nella speranza che riporti il mondo sulla giusta strada, e la CONCRETA REALT. Questo contrasto porter allannullamento di questo progetto di moralizzazione dellesistenza. 3.3. Individualit in s e per s In questa fase sintetica dello sviluppo dialettico della ragione Hegel mostra come l'individualit, pur mirando a raggiungere la propria realizzazione, rimane tuttavia astratta e inadeguata. Per mostrarlo egli si serve ancora delle "figure": a) Regno animale dello spirito e linganno, o la cosa stessa. Agli sforzi e alle ambizioni di una virt che dovrebbe realizzare il bene di tutti ma che fallisce, succede l'atteggiamento dell'onesta dedizione ai propri compiti particolari. Ma c' un inganno. L'individuo tende a spacciare la sua opera come il dovere morale stesso, mentre essa esprime soltanto il proprio interesse personale. Non esiste vera morale se non universale. (traspare una traduzione filosofica della moralit borghese) b) Ragione legislatrice. l'autocoscienza avvertendo l'inganno, cerca in se stessa delle leggi che valgano per tutti. Tuttavia tali leggi che pretendono d'essere universali, in effetti, nascono dalla propria volont individuale. c) Ragione esaminatrice delle leggi. l'autocoscienza cerca delle leggi assolutamente valide che s'impongano a tutti nessuno escluso. Ma cos facendo l'individuo si deve porre al di sopra delle leggi stesse, riducendone quindi la validit e l'incondizionatezza. Con tutte queste figure Hegel vuole dirci che se ci si pone dal punto di vista dell'individuo si inevitabilmente costretti a non raggiungere mai l'universalit. Quest'ultima si trova soltanto nella fase dello "Spirito". denominer spirito oggettivo ed eticit. Ragione reale non quella dellindividuo , ma quella dello spirito o dello stato, che, per Hegel, rappresentano lo strato che regge e rende possibile ogni atto della vita individuale.

_________________________________________________________________________________ Con lo spirito si entra nella sezioni: - SPIRITO - RELIGIONE - SAPERE ASSOLUTO Questa parte, in una redazione pi concisa della fenomenologia, verr eliminata da Hegel. 1. SPIRITO: H. intende lindividuo nei suoi rapporti con la comunit sociale di cui ne parte. questa sezione comprende 3 tappe fenomenologiche: 1) Lo spirito vero; lETICIT. Questo primo momento costituito da ci che H. chiama bella eticit del mondo greco, riferendosi alla spontanea uniione attuata dai Greci di ci che in epoche successive andr frantumandosi, ovvero lunione tra oggettivit/soggettivit, singolo/collettivit e perfino Uomo/natura/Dio, visto che per i Graci gli dei, espressione della natura, altro non erano se non uomini allennesima potenza. Il mondo greco per Hegel si positivo ma destinato a morire in quanto indifeso di fronte a possibili lacerazioni. Allo stesso tempo per considerato NEGATIVAMENTE in quanto lunit originaria dei Greci non ancora passata per il dramma della frantumazione. Socrate era ancora esempio della bella eticit, ma in quegli anni cominciava ad affiorare limminente rottura di essa e conseguente frammentazione: con lAntigone, tragedia di Sofocle. Antigone, seguendo i valori della famiglia, vuole seppellire il fratello defunto, ma il re Creonte, seguendo i valori dello stato, riconosce nel fratello di Antigono un traditore dello stato e non glielo permette. segnata la rottura dellidentit tra uomo e cittadino. Ci si avvia al secondo momento dello spirito 2) Lo spirito che si reso estraneo a s; LA CULTURA: arriva fino ai giorni di Hegel ed caratterizzato da forti contrapposizioni. Si riscontra un tipo di cultura che tende a criticare e distruggere tutto, rivolgendosi alla fine contro s stessa. Es. la Rivoluzione Francese: cultura voleva instaurare un regno della libert origine a societ del Terrore. 3) Lo spirito certo di s; LA MORALIT: momento di riconquista etica e armonia tra individuo e comunit, in cui lo spirito si riconosce come sostanza etica dello stato. Con la religione, e soprattutto con la FILOSOFIA, ultima tappa di tutta la fenomenologia, LINDIVISUO ACQUISTA LA PIENA, TOTALE ED ESPLICITA CONSCIENZA DI S COME SPIRITO. _____________________________________________________________________

SECONDA PARTE DELLA FENOMENOLOGIA

che comprende 3

ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE


1. Logica idea in s e per s

2. FILOSOFIA DELLA NATURA Lidea esce da s


Ha come presupposto condizione fisica empirica = fornisce materiali di cui la F.d.N. si avvale per mostrare la struttura razionale dellorganismo concettuale (esposto nella logica). La natura lidea nella forma dellessere altro lidea allinfuori di s. Natura= esteriorit.

Hegel sostiene che la natura sia una CONTRADDIZIONE INSOLUTA, in quanto, considerata in s (ovvero considerata come IDEA) essa divina, ma il suo modo dessere non corrisponde al concetto (esposto nella logica). Il suo carattere di essere NEGAZIONE la decadenza dellidea da se stessa, perch lidea nella forma dellesteriorit inadeguata a se stessa (N.B. lidea deve coincidere con il TUTTO!) Nella concezione di Hegel, la natura occupa un ruolo-chiave: Secondo il principio di identit tra ragione e realt (vd. 1 foglio) la ragione prende forma da ci che reale (dalla NATURA!). Perci nella RAGIONE che si ha lobbligo di giustificare i tutti gli aspetti del reale. Cosa succede? Nella ragione che immagine, parte, dellassoluto, non possono di certo rientrare ci che finito, accidentale, contingente. Tutto ci, in quanto reale, in quanto esiste, deve comunque trovare un posto che giustifichi la sua esistenza. Trova giustificazione NELLA NATURA. La natura si configura come una sorta di PATTUMIERA del sistema hegeliano. Divisioni fondamentali della FILOSOFIA DELLA NATURA sono: A. Meccanica: considera lessenza della natura (lesteriorit) nella sua astrazione (spazio e tempo) nel suo isolamento (materia e movimento) nella sua libert di movimento (meccanica assoluta) B. Fisica: comprende= fisica dellindividualit universale (elementi della materia) fisica dellindividualit particolare (propriet fondamentali della materia: peso specifico, calore) fisica dellindividualit totale (propriet magnetiche, elettriche, chimiche) C. Fisica organica: comprende natura geologica natura vegetale organismo animale

3. FILOSOFIA DELLO SPIRITO- luomo arriva alla consapevolezza dellassoluto


lo studio dellidea che torna in s stessa dopo il suo estraniarsi da s nella natura, nellesteriorit. Lidea si fa soggettivit e libert, non vincolata, come nella natura, da forze quali laccidentalit, il contingente, il finito, ma ora si auto-crea e auto-produce. Lidea diventa SPIRITO. Lo sviluppo dello spirito si articola in 3 momenti principali

3.1.

SPIRITO SOGGETTIVO - spirito individuale nellinsieme delle sue facolt

Lo spirito soggettivo lo spirito individuale, considerato nel suo progressivo emergere dalla natura, attraverso un processo che va dalle forme pi elementari di vita psichica alle pi elevate attivit conoscitive e pratiche. Lo spirito deve ancora liberarsi per dalla finitudine che ancora appare in esso. Spirito Soggettivo: Si divide in 3 parti: a) ANTROPOLOGIA, studia questo spirito come ANIMA, la quale sidentifica con la fase iniziale della vita cosciente. quel complesso di legami tra spirito e natura (N.B. nello spirito vi sono ancora elementi di finitudine naturali) che si manifesta nelluomo come carattere, temperamento etc. Hegel fa un analisi di questo rapporto tra uomo e natura nelle 3 fasi principali della vita: 1) Infanzia: armonia tra individuo con il mondo circostante (infatti possiamo dire che i bambini sono preda delle forze istintuali) 2) Giovinezza: individuo entra in contrasto con il proprio ambiente, in virt dei propri ideali.

3) Maturit: lindividuo si riconcilia con il mondo riconoscendone la necessit oggettiva e la razionalit di ci che gi esistente e fatto (richiamo allidentit reale-razionale). b) FENOMENOLOGIA: studia lo spirito come coscienza, autocoscienza e ragione. c) PSICOLOGIA: studia lo spirito nelle sue manifestazioni universali, ovvero: 1) Conoscere teoretico: inteso come tutte quelle determinazioni (intuizione, rappresentazione, pensiero) che compongono il processo attraverso il quale la ragione trova se stessa nel suo contenuto (N.B. realt ragione) 2) Lattivit pratica: unit delle manifestazioni (sentimento pratico, impulsi, felicit) attraverso cui lo spirito giunge in possesso di s e quindi diviene LIBERO. Indipendente dalle condizioni accidentali nelle quali vive lindividuo. 3) Volere libero: lo spirito libero volont di libert, un costituente fondamentale dello spirito.

3.2.

SPIRITO OGGETTIVO Spirito sovra individuale, sociale

3.3. SPIRITO ASSOLUTO SPIRITO CHE SA E CONOSCE SE STESSO ATTRAVERSO FORME DELLARTE, DELLA RELIGIONE E DELLA FILOSOFIA
spirito assoluto momento in cui lidea giunge alla piena coscienza della propria infinit e assolutezza. Tutto spirito e non vi nulla allinfuori dello spirito. Questa AUTO-consapevolezza va raggiunta mediante il processo dialettico rappresentato dallarte, dalla religione, e dalla filosofia. ; Queste attivit presentano lo stesso contenuto: Dio o Assoluto (che coincidono). Perci non differiscono tanto per la materia trattata ma quanto per la forma con cui viene trattata. Analisi delle 3 attivit attraverso cui, dialetticamente, lo spirito prende consapevolezza di far parte di qualcosa di pi grande di lui: lASSOLUTO.

3.1.

ARTE conosce lassoluto nella forma dellintuizione sensibile

il primo gradino attraverso cui lo spirito acquista coscienza: luomo acquista coscienza di s o di situazioni che lo riguardano mediante forme sensibili come le figure, le parole, la musica etc. Nellarte spirito vive in modo immediato lunione tra soggetto e oggetto, in quanto quando ci troviamo di fronte ad un bello artistico lo SPIRITO e la NATURA vengono percepiti insieme. Esempio: di fronte ad una statua greca, loggetto (il marmo) gi manifestazione sensibile di un messaggio spirituale, e il soggetto (lidea artistica) gi spirito naturalizzato, ovvero, concetto incarnato e reso visibile. DallOGGETTO (dal marmo lavorato in questa forma) traspare un messaggio spirituale Il SOGGETTO lo spirito che si naturalizza attraverso lidea.

Soggetto e oggetto coincidono nel BELLO.

OGGETTO E SOGGETTO SONO PRESENTI SIMULTANEAMENTE NELLOPERA DARTE MA NEL CORSO DELLA STORIA TROVIAMO SQUILIBRI TRA LUNO E LALTRO: Hegel dialettizza la storia dellarte in tre momenti: A) ARTE SIMBOLICA: tipica nei popoli orientali; squilibrio tra contenuto e forma, reso evidente dal ricorso al SIMBOLO, che sta a sottolineare limmaturit di questo primo momento dellarte. Le rappresentazioni appaiono come bizzarre. B) ARTE CLASSICA: equilibrio tra contenuto spirituale e forma sensibile, attuato mediante la figura umana in essa larte riesce a manifestarsi compiutamente. Arte classica il CULMINE DELLA PERFERIONE ARTISTICA. C) ARTE ROMANTICA: squilibrio tra contenuto spirituale e forma sensibile. In questo periodo domina la concezione secondo cui non vi alcuna forma che possa rappresentare in modo compiuto linteriorit spirituale. Cos il contenuto si volge verso la FILOSOFIA, o tenta di fare dellarte stessa una sorta di filosofia, in cui il contenuto trabocca dalla forma. alla fine di questo percorso si nota il determinarsi di una crisi moderna dellarte in nessuna opera darte si riesce a rappresentare lespressione pi elevata dellidea. Inoltre lartista vincolato dallinflusso della cultura razionale, dalla quale comunque dipende il giudizio stesso dellopera da parte dellautore. Larte inadeguata a esprimere la profonda spiritualit moderna. Rimarr una categoria dello spirito ma non sar mai manifestazione COMPIUTA di esso.

3.2.

RELIGIONE conosce assoluto nella forma della manifestazione


FILOSOFIA deve trattare la

Hegel tratta rapporto tra FILOSOFIA DELLA RELIGIONE e RELIGIONE religione che gi c, religione determinata, semplice e pura.

OGGETTO della religione: DIO | SOGGETTO: coscienza umana indirizzata a Dio | SCOPO: unificazione di Dio e della coscienza RAPPORTO TRA DIO E COSCIENZA essenziale per la religione. a) SENTIMENTO: prima forma di immediatezza di questo rapporto. Da la certezza dellesistenza di Dio, ma questa certezza non trasformabile in realt valida. b) INTUIZIONE di Dio che si ha nellarte c) RAPPRESENTAZIONE: modo tipicamente religioso di pensare Dio. sta a met strada tra la concezione sensibile dellarte e il concetto razionale della Filosofia. Infatti si tratta di una forma di sapere concettuale, ma i cui momenti non sono ancora connessi dialetticamente tra loro secondo un disegno unitario. Dato che non in grado di pensare Dio dialetticamente, luomo finisce per arenarsi di fronte a un presunto mistero dellassoluto. Sviluppo della religione = sviluppo dellidea di Dio nella coscienza umana: 1) Religione naturale: Dio sepolto nella natura. potenza e sostanza assoluta dei fenomeni. (animisti) 2) Religioni naturali che trapassano in religioni della libert: Dio spirito libero ma ha ancora un carattere naturalistico (Egitto). 3) Religioni dellindividualit spirituale: Dio appare in forma spirituale 4) Religione assoluta = RELIGIONE CRISTIANA. Dio appare come puro spirito.

Religione cristiana pi vicina alle verit della filosofia. Infatti, Cristo, luomo-Dio, rappresentazione naturale di quella coincidenza tra finito e infinito; Trinit Padre, Figlio e Spirito Santo = triade dialettica di idea, natura e spirito. Ha dei limiti: unico sbocco coerente della religione la filosofia, che parla anchessa di Dio, non pi nella forma della rappresentazione ma in quella pi adeguata del concetto.

3.3.

FILOSOFIA E FILOSOFIA DELLA STORIA

LA COSCIENZA GIUNGE A PIENA E CONCETTUALE E COSCIENZA DI S MEDESIMA, CHIUDENDO IL CICLO COSMICO. Filosofia = lintera storia della filosofia giunta a compimento con Hegel. Momenti filosofici che precedono Hegel non sono stati vani e succedutisi in modo caotico e disordinato, ma sono stati tappe necessarie del farsi della verit, che supera quello che precede ed superata da quello che segue. Storia filosofia ha inizio con i greci e termina con filosofia Hegeliana: LIDEALISMO ______________________________________________________________________________

FILOSOFIA DELLA STORIA


Dal punto di vista dellintelletto finito STORIA = disordinata, caotica, priva di ogni piano razionale o Divino. Hegel delinea la storia come frutto di una struttura razionale di fondo. Anche la stessa fede nella provvidenza, ovvero nel governo divino nel mondo, implica razionalit nella storia. Ha dei limiti in quanto luomo si nasconde dietro lincapacit umana di comprendere i disegni provvidenziali. Luomo deve svincolarsi deve essere in grado di determinare il fine, i mezzi e i modi della razionalit della storia. FINE che lo spirito manifesti oggettivamente se stesso. Spirito del mondo si incarna negli spiriti dei popoli che si succedono allavanguardia della storia. Il fine ultimo la realizzazione della libert dello spirito. LIBERT si realizza nello STATO ( il fine supremo) In questo senso la storia del mondo un susseguirsi di forme statali che costituiscono i momenti di un divenire assoluto. si definiscono 3 momenti 1. MONDO ORIENTALE: uno solo libero 2. MONDO GRECO-ROMANO: alcuni sono liberi 3. MONDO GERMANICO: tutti gli uomini sanno di essere liberi. Questa libert si pu realizzare solo in uno STATO ETICO che risolve lindividuo nellorganismo universale della comunit stato liberale: individuo pretende di far valere il proprio arbitrio e i suoi bisogni particolari. MEZZI individui con le loro passioni. Passioni sono i mezzi della storia, ma spesso arrivano a fini diversi da quelli a cui miravano. Azione dellindividuo sar tanto efficace quanto egli sar conforme allo spirito del popolo cui lindividuo appartiene. (hegel: ogni individuo figlio del suo popolo [..] nessuno pu saltare oltre lo spirito del suo popolo ..)

La tradizione, la storia, non solo conservazione, ma anche PROGRESSO. CONSERVAZIONE trova i suoi strumenti di sviluppo negli individui conservatori PROGRESSO trova i suoi strumenti di sviluppo negli eroi della storia del mondo. Gli eroi sanno quale sia la verit del loro mondo, quale sia la tendenza ideologica prossima a sorgere. Apparentemente questi eroi seguono la loro passione, ma si tratta di unastuzia della ragione, dello spirito, che si serve degli individui e delle loro passioni come mezzi per attuare i fini. Il disegno provvidenziale della storia si rileva nella vittoria che di volta in volta consegue il popolo che ha espresso il concetto pi alto dello spirito.

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