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O::C::M::E::C::D::U:: Circonferenza Hermete 1 di Roma

Introduzione
a
Martinez de Pasqually
Commento al Trattato della Reintegrazione degli Esseri

Di Robert Amadou

Circonferenza Hermete 1 di Roma

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Legenda della Tavola universale di Martinez de Pasqually

A. Immensit divina, Unit assoluta.


B. Universalit creata.
C. Circonferenza denaria o degli Spiriti divini del Superiore.
D. I tre Cieli sovracelesti o Cerchi spirituali divini contenendo i tre Cerchi, Settenario e
quaternario.
E. Circonferenza Settenaria o degli Spiriti maggiori che contengono la Legge divina.
F. Circonferenza ternaria o degli Spiriti inferiori che contengono il Precetto Divino.
G. Circonferenza quaternario o degli Spiriti minori, contenenti il Comandamento Divino
in aspetto del Circonferenza denaria. Questi primi quattro cerchi formano la quadruplice
essenza divina o la Corte Spirituale divina.
H. Circonferenza di Saturno o Superiore Planetario, diversamente il Primo Cielo.
I. Circonferenza Planetaria Solare o Secondo Cielo, aziona, reazione e vivifica la
vegetazione che proviene da tutti i corpi particolari e dal generale terrestre.
L. Circonferenza Planetaria di Mercurio o terzo Cielo.
M. Circonferenza Planetaria di Marte o quarto Cielo. I quattro cerchi Estremit chiamati
Maggiori o Celesti.
N. Circonferenza di Giove o Quinto Cielo. Questa Circonferenza presiede alla
putrefazione e ne contiene il principio.
O. Circonferenza di Venere o Sesto Cielo. Questa Circonferenza ha lideazione e
contiene il Seminale o principio riproduttivo.
P. Circonferenza Lunare o settimo Cielo. La luna modifica con il suo fluido l'azione e la
reazione del fuoco centrale e solare.
Q. L'asse d il principio di vita ad ogni corpo.
R. Forma terrestre di cui il Centro stato abitato da No.
S. Anima terrestre.
T. Ovest, mercurio, parte abitata da Adamo e Sem.
V. Mezzogiorno o Sud, Zolfo, parte abitata da Caino e dopo da Cham.
X. Nord, Settentrione o Aquilone. Sale, parte abitata da Seth e dopo da Japheth.

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SOMMARIO

Introduzione. Martinez lo Gnostico

pag.

I. Genesi in breve

II. Spirito delle cose e cose dello spirito

III. Esplorazione della Figura Universale

15

15

a- Dio

"

15

b- LImmensit divina prima del Tempo

18

c La triplice e la quadruplice essenza divina

"

21

d- Il Triangolo

24

e La triplice essenza

25

f- La quadruplice essenza divina

28

g Nuovo regime della Corte divina

30

h Cerchio per Cerchio

32

i Tre altre classi di spiriti

33

l La Restaurazione

36

38

39

3. Lasse fuoco centrale

41

4. Il celeste

46

5. Il terrestre

51

6. Il corpo terrestre del minore

54

59

1. Il divino

2. Il sovraceleste
a Quattro Cerchi

IV. Delle Leggi immutabili o registro dei numeri coeterni

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Martinez lo Gnostico

La dottrina della reintegrazione insegnata da Martinez de Pasqually di tipo gnostico, da cui


derivano questi caratteri che occorre segnalare in termini correnti:
1) Secondo il titolo, l'oggetto la reintegrazione universale, alla quale l'uomo deve lavorare per la
conoscenza dell'origine, dello stato presente e del destino di tutte le cose, ciascuna nel suo ordine; e
principalmente della sua origine, del suo stato presente e della sua destinazione. Poich l'uomo
l'agente della reintegrazione universale. una seconda ragione, unita a quella che fornisce una
carit ordinata, per l'uomo lavorare alla reintegrazione dell'uomo, per me lavorare alla mia
reintegrazione. Reciprocamente, servendo, servo me stesso; dividendo il male, che legione, io
avanzo.
Sintetizziamo: la reintegrazione perfetta non pu essere che universale.
2) La conoscenza delle origini, degli stati presenti e delle destinazioni implica la conoscenza delle
vie a doppio senso per le quali si sono effettuate le discese, per le quali si effettueranno le risalite e
sulle quali presentemente l'uomo cammina.
3) Ogni scienza, in questa conoscenza, in questa gnosi come in ogni gnosi, dinamica; scienza delle
modalit del movimento ascendente e discendente che la gnosi afferra, per l'identificazione dello
gnostico, nella sua totalit.
Scienze del movimento discendente; scienze delle genesi: genesi degli dei in Dio e fuori di Dio,
genesi dei mondi, genesi di Adamo e poi degli uomini. Ogni loga vi gona e, poich le scienze
delle genesi fondano quelle delle reintegrazioni particolari che, sole, ne giustificano il tirocinio,
ogni loga essendo gona si cambia in sofia: teologia, teogonia, teosofia; cosmologia, cosmogonia,
cosmosofia; antropologia, antropogonia, antroposofia. Loge, gone, sofe si stimolano e si
ristimolano incessantemente, sul piano della gnosi.
4) Scienze del movimento ascendente dunque, come del movimento discendente; scienze della
risalita. In questa conoscenza, che dispensa Martinez, come in ogni gnosi, teoria e pratica sono
indissociabili. La loga isolata descriverebbe lo statico. Ora, non c', non pu esservi staticit e
tendervi sarebbe peccato, che porterebbe con s regresso: la sofa insegna la gona che spiega la
loga; la loga scopre la gona che definisce la sofia. La gona prescrive il compito della sofa
che ne riproduce il movimento, al rovescio se conviene e sempre per il meglio.

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5) La teoria dunque, alla fin dei conti, teoria della tecnica operativa; teoria degli intermediari e
tecnica dei mezzi; tecnica degli agenti e teoria delle operazioni; teoria delle operazioni in generale
e, nel caso particolare, delle operazioni teurgiche alla maniera di Martinez.

Genesi in breve

Prima dei tempi, Dio eman degli esseri spirituali a sua gloria. Questi esseri, liberi e discreti, erano
investiti di un culto fissato da leggi, precetti e comandi eterni.
Grandi erano in essi virt e potenze, ma una sublime origine imponeva loro di non agire che come
cause seconde e di soddisfarsene. Essi considerarono pertanto l'Eterno come un uguale e vollero,
per conseguenza, emanare a loro volta e di loro spontanea volont, delle creature spirituali soggette
ad essi n pi n meno di quanto essi non dipendessero da Dio. Risolsero di operare, a pregiudizio
delle leggi che l'Eterno aveva prescritte per limitare le loro operazioni spirituali divine.
In punizione di questa volont criminale e prima che avessero potuto esercitarla efficacemente, gli
spiriti perversi furono precipitati nei luoghi di soggezione, di privazione e di miseria. Ora, non v'era
prigione prima che dei prigionieri vi potessero essere rinchiusi. L'E terno cre dunque l'universo
fisico, in apparenza di forma materiale asilo dei demoni e svolgimento delle loro cattive operazioni.
Spiriti rimasti fedeli gli servirono da operai e produssero per suo ordine le tre essenze spirituali
fondamentali (Zolfo, Sale e Mercurio) che formano il mondo del tempo. Poich allora ebbe inizio il
tempo. E con il tempo, la materia. Nel caos erano racchiusi tutti i principi di incorporamento.
Elettrizzato dall'inserimento di un principio di vita passiva, il caos esplose; e ricaddero il fuoco,
l'acqua, la terra. un altro modo di narrare la produzione delle tre essenze che corrispondono
rispettivamente ai tre elementi.
Sullo statuto ontologico e sulla carta del mondo fisico da cui dobbiamo partire poich dall'altro
siamo esiliati, ci si istruir come su questo, esplorando la figura universale. Per il momento,
consideriamolo in una giusta prospettiva: attualmente occorre convincervi che la materia prima non
venne concepita dallo spirito buono che per contenere e assoggettare lo spirito cattivo in uno stato
di privazione e ch veramente questa materia prima, concepita e partorita dallo spirito e non gi
emanata da lui, non era stata generata che per essere alla sola disposizione dei demoni.
Ma seguitiamo a raccogliere l'epopea martineziana (in prosa senza dubbio, ma la poesia non vi
manca affatto), mentre nella natura l'uomo sta per cadere.
Poich ecco l'uomo. L'Eterno, affinch la sua gloria fosse manifestata contro i demoni e verso gli
stessi angeli, l'Eterno emana il minore spirituale, il minore, anch'egli libero e discreto, Adamo o

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primo padre temporale. La costruzione del tempio da parte del re Salomone rappresenta realmente
la sua nascita. Poich, come questo tempio fu costruito senza l'aiuto di utensili di metallo, cos il
Creatore ha formato il primo uomo senza il soccorso di alcuna operazione fisica materiale. Vale a di
re, e Martinez lo dice, che egli ha emanato Adamo. Adamo non appartiene alla natura; la domina
come governa gli spiriti cattivi di cui deve essere il carceriere. Le sue virt e potenza sono alla
stregua della sua missione; tali in verit che dopo aver operato e manifestato la sua volont per
conoscere la creazione universale, secondo l'arbitrio dell'Eterno, egli ricevette il nome di Uomo-Dio
o uomo-Dio, lo stesso.
Due privilegi soprattutto giustificano questo titolo inaudito. Adamo godeva della comunicazione
integrale e immediata di ogni pensiero divino e demoniaco. Aveva il potere di darsi una posterit
spirituale, con la sola riserva che egli non avrebbe operato questo prodigio senza laiuto di Dio, ma
essendo inteso che questo concorso non gli sarebbe mai mancato. Ora, Adamo consider le sue
forze ... . E il dramma si svolge di nuovo. Poich Adamo si meraviglia delle sue forze: non lo
abilitano ad un lavoro quasi divino? Similmente, vuol essere alla pari, e crede di potervi riuscire.
L'orgoglio si dichiara, vincer. Incitato dalla sua riflessione, eccitato dai demoni che hanno letto il
suo desiderio, Adamo si innalza - almeno si illude - al piano di Dio; fronteggia l'Eterno, cedendo
alla tentazione di creare degli esseri spirituali, di crearli, dico, nell'autonomia. Ma l'autonomia non
legale che per Dio, e la prevaricazione di Adamo ripete quella che avevano commesso gli spiriti
perversi primi emanati. Una differenza: questa volta, il delitto pi grave. L'Eterno, infatti, aveva
impedito ai demoni di eseguire il loro progetto. Adamo, per il rispetto che Dio serb delle sue leggi
d'ordine, riusc ad operare.
Riusc ad agire, ma l'azione falli. La sua operazione and a male: che sorpresa la sua e quella dei
demoni, quando invece di una forma gloriosa, non ne ricava che una forma tenebrosa ed opposta
alla sua. Egli non crea che una forma di materia, alla quale consacrando il suo scacco con il
linguaggio, dar il nome di "Hommesse", HUWA secondo l'ebraico. Cos egli ha preparato la sua
prigione che lo serrava pi strettamente, lui e la sua posterit, nelle frontiere tenebrose e nella
privazione spirituale divina, sino alla fine dei secoli, sino alla fine del tempo, la fine della natura.
Poich il castigo stava per abbattersi sul deputato passato al nemico, in esecuzione del decreto preso
dall'Eterno che volgarmente si chiama "peccato originale". Appena Adamo ebbe compiuto la sua
volont criminale il Creatore, con la sua onnipotenza, trasmut subito la forma gloriosa del primo
uomo in una forma di materia passiva, simile a quella che era derivata dalla sua operazione
abominevole. Il Creatore trasmut questa forma gloriosa facendo precipitare l'uomo negli abissi
della terra da cui aveva estratto il frutto della sua prevaricazione. L'uomo venne poi ad abitare sulla

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superficie di questa stessa terra come il resto degli animali, mentre prima del suo crimine egli la
governava, Uomo-Dio, senza essere confuso n con essa n con i suoi abitanti.
Sommario delle vicissitudini di Adamo: Adamo si innalza con il suo orgoglio sino a voler essere
creatore. Egli stesso lega la sua potenza divina a quella del principe dei demoni ed effettua una
creazione di perdizione. Dopo questo misfatto, degenera dal suo stato di gloria e diventa l'obbrobrio
della terra.
Adamo si era privato del privilegio di emanare una forma spirituale, per abuso di fiducia e per
l'adulterazione delle sue virt.
Il privilegio di una comunicazione diretta con Dio disparve pure allorch la sua forma si
materializz e che egli, parlando in termini mitologici, fu allontanato dall'albero di vita, cio dallo
spirito del Creatore. Da pensante, l'uomo divenne pensieroso. Pensiero buono e azione buona, per
aver voluto operarli senza Dio, l'uomo non pu pi operarli solo con Dio. Non gli resta che la
facolt di sceglierli liberamente quando uno spirito buono glieli suggerisce o glieli insinua.
In breve, la relazione dell'uomo con Dio esige ora l'intercessione degli spiriti. E per ingiungere i
suoi ordini agli spiriti, tanto buoni che cattivi, l'uomo in parte materializzato deve usare dei
procedimenti in parte materiali. La mistica si degradata in teurgia cerimoniale. Tuttavia felice che
gli resti il culto esteriore! O piuttosto che un surrogato gli sia stato attribuito. Poich questa teurgia,
il suo perch, il suo commento, Dio l'ha insegnata ad Adamo, quando questi si pentito. Perch Dio
manteneva la sua parola, anche quando l'uomo aveva ingannato. Perch i disegni di Dio
relativamente alla reintegrazione universale riserbavano la parte dell'uomo; questi disegni erano
saggi, restano per consentire all'uomo di annullarsi, sarebbe troppo. Fedelt verso se
stesso e verso il minore, in quanto al minore che il suo capolavoro, e perseveranza nell'economia
della salvezza si uniscono in Dio per riprendere l'uomo. Le leggi immutabili del Creatore stesso
interdicono che ricuperi, senz'altra forma di processo, il suo primo stato. Poich Dio lo tiene al suo
servizio, egli operer ormai secondo queste leggi.

Niente mistica, dicevo; la teurgia.


Dunque Adamo riceve da Dio la teurgia, scienza e sacramento. Davanti all'umanit fatalmente
privata di tappeto volante, una via conduce a destinazione, faticosa, certo, ma segnalata, bella e
sicura.
Ora, Adamo, prende una scorciatoia. Con Eva sua sposa genera Caino in un impeto sessuale in cui
l'uomo e la donna si accoppiano come bestie. Altro sprofondamento, seconda caduta. La specie
umana, dopo la ramificazione cainita, ricade nell'inferno da cui la misericordia divina aveva estratto
i suoi antenati e per il nuovo crimine di questi.

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Su Adamo e sulla sua posterit, Dio posa uno sguardo rilucente, la sua bont si estende senza pari e
la sua mira non trema. La discendenza di Caino irrecuperabile. necessario che da Adamo e da
Eva procede un'altra stirpe. A questo scopo essi cooperano senza l'eccesso dei loro sensi materiali.
I1 Creatore non pot rifiutarsi dal corrispondere alla loro operazione, assegnando alla forma che
avevano operata un essere minore dotato di ogni virt e saggezza spirituale divina. Questo minore
restaurato ebbe nome Abele. La sua stirpe ... . Ma egli mor per mano di Caino senza aver procreato.
Il Creatore non rinuncia. Il terzo figlio dei nostri proto-genitori sar fecondo. La razza di Set
trasmetter la dottrina ortodossa e manterr il culto logico.
Dopo il diluvio, niente pi cainiti; ma il santissimo uomo No perpetua la filiazione di Set. Tuttavia
le vie di Dio, che non sono le vie dell' uomo, sono cos misteriose come monotone. Cam sar il
nuovo Caino, Sem e Jafet saranno, Sem soprattutto, il nuovo Set. Occorreva, sembra, che la razza di
Caino risorgesse, almeno secondo lo spirito e occorrevano, in una maniera che comprendiamo
meglio, uomini e uomini per sostenere la parte - testo e gesti - del minore vassallo, come si dice di
un signore, oppure suffraganeo come si dice di un vescovo.
Sul filo della storia dell'umanit, cattive unioni altereranno la purezza delle razze semitica e
giapetica, in certi loro rami. Ma altri rami continueranno a crescere intatti; e cos sino alla fine dei
tempi.
Uomini scelti, minori eletti, veri profeti, piccoli e grandi, richiameranno l'uomo alla teoria e
all'opera rette; alla gnosi rituale.
Da questa gnosi, di cui l'umanit non mai stata sprovvista, ne deriva - che dico essere - una
teurgia: i riti servono da mezzi alla mistagogia di Martinez. Saint-Martin, fedele alla stessa teoria,
rester teurgo, e vorr teurgi i suoi convertiti, ma nella coscienza.
La teurgia verr pi tardi, Nella gnosi martinesiana, inclusa anche un'ascesi intellettuale. Essa
primordiale, non gi secondo la convenienza esoterica, ma per la pedagogia. Definiamola, dunque,
senza tardare e ingaggiamo, non fosse che di un sol passo, gli amatori, diversamente stimolati, di
Martinez.
1) L'abbozzo dei momenti della creazione dovrebbe trovar posto qui. Ma per semplice che sia, essa
mostra il gioco di idee ancora da scoprire. Il particolare di questa genesi dunque rinviata
nell'inventario del mondo fisico. Lo stesso avviene per la teogonia precedente e per l'antropogonia
seguente, che si troveranno rispettivamente spiegate minuziosamente quando saranno esplorati
l'immensit divina e il minore. In questa prima parte, avvenimenti incastrati sono, secondo il titolo,
descritti a grandi tratti, per iniziare.
2) Ammiriamo a malincuore la loro astuzia ed il loro bel parlare. Adamo, suggerirono, Adamo, tu
hai innato in te il verbo della creazione; sei possessore di tutti i valori, pesi, numeri e misure. Perch

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non metti in opera la potenza di creazione divina che in te? Non ignoriamo che ogni essere creato
non ti sottomesso; crea dunque delle creature, poich sei creatore. Opera dinanzi, a coloro che
sono fuori di te: tutti renderanno giustizia alla gloria che ti dovuta.
3) Agli spiriti cattivi spetta - chi si meraviglierebbe? - una parte opposta. I pensieri cattivi sono
creati dallo spirito cattivo, come i pensieri buoni dallo spirito buono; spetta all'uomo respingere gli
uni e ricevere gli altri, secondo il suo libero arbitrio.

Spirito delle cose e cose dello Spirito

La Genesi spiega i modi e che sono tutti modi di vita. Ricapitoliamo cause ed effetti:
A causa della prevaricazione dei primi spiriti, i tempi e l'universo furono creati; allora gli abitanti
delle differenti classi dell'immensit furono dedicati a contribuire al mantenimento e alla durata
fissa dell'universo. Ma, per la prevaricazione dell'uomo questi stessi spiriti furono obbligati a
contribuire alla riconciliazione e alla purificazione dei minori, per la quale riconciliazione questi
minori stimolano l'anima spirituale degli uomini ed altri esseri spirituali che tu conoscerai in
seguito. Per queste due specie di azioni gli spiriti divini sono impiegati in parte a favore del
temporale, sebbene essi non siano tuttavia assoggettati al tempo. Si, Israele, te lo ripeto, senza la
prevaricazione dell'uomo, gli spiriti divini non sarebbero stati sotto messi che in un sol modo al
temporale; ma senza la prevaricazione dei primi spiriti, non lo sarebbero stati del tutto. Senza questa
prima prevaricazione, nessun cambiamento sarebbe sopraggiunto nella creazione spirituale; non si
avrebbe avuto nessuna emancipazione di Spiriti fuori dell'immensit; non si sarebbe avuto nessuna
creazione di limite divino, sia sovraceleste, sia celeste, sia terrestre, n di spiriti inviati per attivare
le differenti parti della creazione. Tu non puoi aver dubbio di tutto ci, poich gli spiriti minori
ternari non avrebbero mai abbandonato il posto che occupavano nell'immensit divina, per operare
la formazione di un universo materiale. Per conseguenza, Israele, i minori uomini non sarebbero
stati mai possessori di quel posto, e non sarebbero stati emanati nella loro prima dimora, o, se fosse
piaciuto al Creatore di emanarli dal Suo seno, essi non avrebbero mai ricevuto tutte le azioni e le
facolt potenti di cui sono stati rivestiti a preferenza di ogni altro essere spirituale divino emanato
prima di essi.

Tali sono gli effetti dedotti dalle loro cause, per l'insegnamento di un maestro: Tradizione,
tradizione delle cose dello spirito.

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Ma la pedagogia ci invita pure a risalire dagli effetti alle cause. Che la cosmologia sveli la
cosmogonia (nessuna visione gnostica potrebbe mancarvi); che dalla materia l'uomo si slanci verso
gli esseri immateriali, verso Dio; ed la cosmosofia, saggezza dello spirito delle cose.
L'ascesi intellettuale or ora addotta lavora sulla tradizione e sulla naturale quali si confortano
reciprocamente: rivelazioni soprannaturali e rivelazioni naturali1 ; rivelazioni soprannaturali le une e
le altre, ma le une al primo e le altre al secondo grado.
"Temporale" nella lingua di Martinez de Pasqually significa "materiale". Ed vero che la creazione
del mondo materiale inaugura il tempo. Ma, quando si tratta di qualificare la natura, Martinez de
Pasqually preferisce spesso "temporale" a "materiale" o "corporale". Questa preferenza non un
capriccio. Evita di commentare a saziet che la materia illusoria e permette di ricordarlo
comunque. Poich ogni volta che impiega la parola "materia", Martinez rifugge dal tollerare il vago.
Ora, la materia, per la sua origine insieme illusoria e temporale, cio temporanea. "Illusorio" per
Martinez, correlativo di "temporale". "Natura temporale" significa che la natura materiale, ma di
una materia illusoria per la stessa ragione che la si qualifica "temporale". Vediamo la parentela di
questi due attributi.
Questa verit sembra a Martinez de Pasqually certa e fondamentale e egli sa che essa non
evidente: la materia, strumento di castigo non che un'apparenza. Tutto ci che materiale
illusorio; tutto ci che spirituale reale. Ogni essere infatti, materiale o spirituale, deriva da Dio,
ma come proviene da Dio?
Ogni essere temporale proviene immediatamente dall'ordine del suo pensiero e della sua volont, e
(...) ogni essere spirituale divino deriva direttamente dalla sua emanazione eterna. La creazione non
appartiene che alla materia apparente, la quale, non essendo derivata da nulla, se non
dall'immaginazione divina deve ritornare nel nulla; ma l'emanazione appartiene agli esseri spirituali
che sono reali e imperituri.
Per operare la creazione, il Creatore fece uscire dal suo pensiero tutte le specie d'immagini di forme
corporali apparenti che sussistono nel cerchio universale. Dunque, il principio della materia del
corpo generale non altra cosa per il Creatore che un quadro spirituale concepito nella sua
immaginazione.
L'esistenza della materia illusoria; essa pure temporale, temporanea. La materia, nella sua
apparenza, cominciata. Abbiamo visto quando e perch Dio ordin che fosse creata. Ora, questa
materia durer sei mila anni in tutta la sua perfezione; e il settimo (giorno), cadr in un terribile
deperimento in cui sussister sino alla sua intera dissoluzione.
1

"Rivelazioni naturali" il primo titolo che Saint-Martin aveva deciso di dare al libro che apparve nel 1800 con il
titolo: "Spirito delle cose".

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L'eclisse avvenuta alla morte del Cristo fa il vero tipo della materia generale, che si eclisser
interamente alla fine dei tempi e canceller la presenza dell'uomo come un quadro cancella
l'immaginazione del pittore 2 .
Prendiamo un secondo tipo: Mos dice al mago d'Egitto: i serpenti che hai visto dissolversi dinanzi
a te e rientrare nella loro prima forma di verga, ti fanno vedere che tutte le specie di forme che
agiscono in questo universo non esistono realmente in natura, n per se stesse, ma
solo per l'essere che le anima e tutto ci che sembra esistere si dissiper cos prontamente come hai
visto dissiparsi questi due serpenti che agivano apparentemente dinanzi a te. Sar l'intera
dissoluzione di ci che non si dovrebbe mai chiamare altro che la materia corporea apparente.
Non possibile guardare le forme-corporee presenti come reali, senza ammettere una materia innata
nel Creatore divino, il che rifugge alla sua spiritualit. Egli chiamato Creatore, perch dal nulla ha
creato ogni cosa e che tutta la sua creazione proviene dalla sua immaginazione; e poich la sua
creazione deriva dalla sua immaginazione pensante divina chiamata immagine 3 .
Tale dunque la natura: un'immagine. Null'altro che un'immagine indubbiamente; pertanto
un'immagine e un'immagine divina. Questa proposizione detta all'uomo le regole della sua ascesi
intellettuale, di cui Robert Kanters ha osservato il movimento dialettico e le connotazioni morali e
spirituali:
"Il compito dell'uomo sar di purificarsi molto profondamente, non so lo dalla cupidigia dei beni
della natura, ma anche dalla curiosit a loro riguardo: (...) la materia un sogno che non ci deve
trattenere come una realt. (...) ma al di l, c' posto per una nuova conoscenza speculativa: le
scienze della materia sono definitivamente condannate, non il caso di ritornarvi, ma se la materia
2

Un tipo, come ogni simbolo nel vero senso (che non segno banale e meno ancora segnale), polivalente (o
multivoco) per definizione. L'occasione si offre qui per dimostrarlo con un esempio. L'eclisse avvenuta alla morte del
Cristo proprio - secondo Martinez - il tipo di cui si detto or ora. Ma pure, secondo lo stesso, quello delle tenebre
dell'ignoranza degli Ebrei; quello dell'accecamento degli increduli; era anche il tipo del flagello inflitto agli spiriti
demoniaci che il Cristo, con la sua operazione, ridusse pi in basso di quanto non fossero nella loro privazione di
potenza contro la creazione generale e particolare.
3

Saint-Martin rester fedele al suo primo maestro quando definir, per i giovani Eletti Cohen, la natura delle forme
materiali. Ma servir l'astrusa dottrina con uno stile limpido.
Approfittiamone:
Gli esseri corporei, spiega il Filosofo Incognito, non essendo che il frutto dell'operazione spirituale della facolt divina,
questa operazione diventa di una necessit assoluta per la loro esistenza, in modo che se questa operazione cessasse un
solo istante, essi non sarebbero pi nulla; necessario che ricevano continuamente le influenze di questa operazione
spirituale divina (...) Dunque chiaro che l'unione di tutte le cose corporee infatti non e che una benedizione continua,
poich tutto ci che si opera, sia in generale, sia in particolare non altro che l'operazione stessa di una delle facolt
divine (...) La materia non nulla per se stessa, (...) non che un essere apparente, cio che non vive che per l'azione e
la vita stessa di colui che incaricato di operare; e nell'esatta verit, non potrebbe essere altrimenti, senza che l'unit
spirituale e divina fosse sfigurata, perch se, la materia fosse reale, sarebbe necessariamente eterna. (...) Poich la
materia o la creazione universale non esiste e non vive che per l'azione e per la vita dell'essere spirituale incaricato di
operare, l'esistenza di questa materia dunque il segno stesso, la testimonianza evidente e la prova vivente della potenza
e della benedizione che la produce; essa prova, in una parola, la realt di colui che l'opera, poich questa realt non in
essa. (Trait des bndictions, ap. Oeuvres posthumes, Tours, Letourmy, 1807, t. II, pp. 156, 156-157, 158 e 159).

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un sogno, un sogno di Dio, e noi possiamo in qualche modo psicanalizzarlo per risalire al suo
autore. In questo caso, tutte le apparenze ritrovano una ragione di essere come esse sono, e si pu
proporre una interpretazione teomorfica anche di ci che non e, come le forme corporee e in
particolare la nostra; il pensiero non pi ingannato dalle variazioni temporali e ritrova una
specie di intelligenza sub specie aeternitatis 4 .

Poich in tutti i campi, il minore, dalla sua prevaricazione costretto ad operare come un essere
puramente spirituale temporale, soggetto al tempo e alla pena del tempo, sarebbe orgoglio
trascurare le lezioni della natura, dove Dio le ha seminate a nostra intenzione. Le scienze stesse
della natura, quando l'uomo ha effettuato la sua conversione, si trovano giustificate, purch non si
prendano, esse non la materia, sul serio e poich descrivono per filo e per segno i giochi divini di
questa materia illusoria che un poco il nostro libro d'immagini 5 .
"Questo mondo di rugiada non che un mondo di rugiada". A questo hai-kai di un Orazio
nipponico, perch non prestare un senso teosofico?
La Provvidenza, in cui l'amore di Dio per la sua Gloria - Dio, secondo Angelus Silesius, non pu
amare che Dio 6 - equilibra la Giustizia, ha voluto che uno stesso mezzo servisse a punire e a
riabilitare. Nella sua prigione, il minore soffre; ma spera anche e lotta. Poich, sul posto e tra le
pene, lo affliggono, per poco che non si isoli e egli stesso, ricordo della sua origine, previsione del
suo destino; si offre un aiuto per risalire al paradiso perduto.
L'uomo dir Saint-Martin, allievo delle classi cohen, non dovrebbe camminare che con rispetto tra
tutte le opere della natura poich egli non pu fare un passo senza trovarvi il suo Dio 7 .
vero che "la materia apparente che vela e separa ogni essere minore dalla conoscenza perfetta di
tutte le opere considerevoli che opera in ogni istante il Creatore per la sua pi grande gloria".
vero che i cieli planetari "velano, con i loro corpi di materia, ai minori spirituali la grande luce
divina che rema nel cerchio celeste". Ma il mondo celeste conserva sempre la forma della sua

"La ralisation thomorphique chez Martinez de Pasqually". Les Cahiers d'Herms. II. Paris, La Colombe, 19k7, p.
163.
5
Vedi i "Pensieri sulle scienze naturali" di Saint-Martin.
6
cfr. : "Cherubinischer Wandersmann" v. 34.
7
"Mon portrait historique et philosophique". Paris, R. Juillard, 1961, n361. Ecco il perch, secondo la linea di
Martinez: Tutti gli esseri visibili dell'universo sono l'espressione e il segno della facolt e dei disegni di Dio, nello
stesso modo che noi abbiamo considerato tutte le nostre produzioni come l'espressione sensibile del nostro pensiero e
delle nostre facolt interiori (...) i principi universali, generali e particolari si manifestano ciascuno nelle produzioni che
sono loro proprie, allo scopo di rendere con ci le loro virt visibili agli esseri distinti da essi, che, essendo destinati a
ricevere la comunicazione e il soccorso di queste virt, non potrebbero senza questo mezzo. Cos, tutte le produzioni,
tutti gli individui della creazione generale e particolare, non sono, ciascuno nella sua specie, che l'espressione visibile,
il quadro rappresentativo delle propriet del principio, sia generale; sia particolare, che agisce in essi. Tutti devono
portare su di se i segni evidenti di questo principio che li costituisce. Devono annunciarne chiaramente il genere e le
virt, con le azioni e i fatti che operano. In una parola, devono esserne il segno caratteristico e, per cos dire, l'immagine
sensibile e vivente. (Tableau naturel ... ed. 1782, t. I, p. 40, 42)

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origine e la sua somiglianza con il sovraceleste e il divino. All'osservatore rigoroso si rivelano la
regolarit e l'ordine infinito di tutto ci che si opera su questo corpo generale terrestre. Il corpo
stesso dell'uomo, il suo corpo attuale, corpo secondo di materia terrestre, ha conservato la stessa
figura apparente del corpo di gloria nel quale Adamo era stato emanato. Ci che tuttavia suggerisce
la tipologia efficacemente, quando osserva: Queste tavole (di Mos) sulle quali la legge era scritta,
erano la figura del corpo dell'uomo, nelle quali sono impressi caratteri della legge del Creatore.
Per decifrare queste immagini a rebus, il ragionamento e l'intuizione sono richieste; e non si
dimenticato che noi non possiamo pi pensare rettamente senza la grazia divina e le iniziative degli
spiriti buoni. Prova supplementare - ce n'era bisogno? - che l'ascesi intellettuale dell'uomo un
momento dell'operatorio gnostico.
Ma conviene dapprima, e poi senza interruzione, afferrare il corrimano che Dio non ha mai
permesso che si spezzasse: la tradizione. Tradizione di favole e di abitudini di cui nessuna , presso
tutti i popoli, del tutto profana. Tradizione concordante certo, ma pi precisa, pi esplicita, quasi
infallibile e difficile da intendere male che hanno affidata e riaffidata agli Eletti. Di questi ,che sono
"generali", i pi grandi e gli altri "particolari", Martinez cita parecchi nomi, con riferimento
frequente alla Bibbia. Saint-Martin metter Jacbb Boehme nel loro numero; e forse egli vi si
annoverer. Ma che Martinez de Pasqually lo sia, nessun dubbio a questo riguardo. La sua certezza
cos continua quella che lo stesso Martinez nutriva, non ne dubito, trattandosi della sua elezione 8 .
Similmente sicuri di questa opinione, se non del suo oggetto, lo storico e il martinista indagheranno
insieme il sistema martineziano e ne cercheranno l'eco nella dottrina sanmartiniana, non meno che
nella dottrina impropriamente detta willermoziana, in deposito presso i C. B. C. S. ai quali SaintMartin del resto non estraneo.

Martinez si riteneva agente della tradizione; cio semplice portavoce, ma araldo della Verit. Agente della tradizione,
cio agente della cosa (risposta del 11. 7. 1770 ap. van Rijnberk op. cit. t. II, p. 144). Ecco il nodo. Martinez umile in
quanto alla sua persona. Non rivendica alcuna originalit di pensiero, al contrario. Buon uomo, scrive: "Non ho mai
cercato di indurre alcuno in errore ne ingannare le persone che sono venute da me in buona fede per aver qualche
conoscenza che i miei predecessori mi hanno trasmessa.
Ma Dio stesso alla sorgente della tradizione e Martinez pu dunque assicurare tranquillamente che trasmette il suo
messaggio "cos chiaramente come la verit della saggezza me lo ha dettato", non precisa mediatamente o
immediatamente. Sappiamo che ci avvenne nel primo modo senza dubbio, senza negare che non abbia potuto essere
nel secondo. Da cui la pretesa suprema di Martinez in quanto alla sua propria veracit (e al suo personaggio strumento
della vera dottrina): "La scienza che professo certa e vera perch non deriva dall'uomo; e colui che l'esercita senza
risentirne i favori non deve prendersela che con se stesso.
Senza analizzare i diversi giudizi, tutti millantatori ma ineguali nella lode, che Saint-Martin ha emesso del suo primo
educatore, rileggiamo le righe tardive e pi riservate in cui egli annovera pertanto questi tra gli eletti: Del resto ci sono
misure infinite nella distribuzione di questi favori; coloro che ho conosciuto non hanno goduto che nelle misure parziali
e che non erano che i frutti dei loro lavori. Gli eletti di un altro ordine godono per l'azione gratuita e volontaria della
saggezza che sta al di sopra di noi; dovete sentire quale la differenza. Infine, Signore, se desiderate ampi particolari
su questi oggetti, aprite la Sacra Scrittura, non che la raccolta di queste opere dello Spirito sugli elettive queste opere o
queste comunicazioni vi offriranno ogni specie di colori, sfumature, senza avere il timore dei miscugli impuri che
ritrovano tanto spesso tra gli eletti di una classe minore.

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A questa ricerca, la curiosit professionale basta per decidere lo storico. Ma il martinista, qualunque
cosa gli sembri dei rapporti speciali della Provvidenza con l'autore del Trattato, porr su questo
libro l'una delle speranze della sua integrazione. Poich se la reintegrazione germoglia da una
scienza attiva, questa non si realizzer, salvo il miracolo, che dopo esser stata percepita
mentalmente nella sua trama ideale. Questa percezione costituisce il primo stadio dell'ascesi
intellettuale di cui Martinez ci ha manifestato il valore e l'urgenza.
Ora la natura, avevamo detto, e la tradizione, diciamo, ne sono i due oggetti; doppia eco della
testimonianza soccorrevole; specchio a due facce della realt oltre la quale guardo a mia volta, le
nozioni vive che ho ereditato nel silenzio e nella notte, per suscitare la coincidenza esaltante dello
spirito delle cose con le cose dello spirito.
Ho reintrodotto l'uomo come oggetto, che poco fa non era che soggetto. un tardivo pentimento?
Intendiamoci bene: per Martinez come per ogni gnostico, la conoscenza, da parte dell'uomo, della
sua origine, del suo stato presente e del suo destino - conoscenza attiva si capisce - lo scopo. Ma,
per Martinez al contrario dei teosofi boehmiani e sanmartiniani, per esempio, la conoscenza di s
per s, di Dio in s, nel circuito chiuso dell'alambicco non primordiale. Martinez sottovaluta,
comparativamente con il calzolaio di Goerlitz ed il Filosofo Incognito, i soccorsi immediatamente
divini e che nella teoria e nella pratica, occorre, pensa, contentarsi di ci che si ha. Boehme e SaintMartin stimano, in quanto ad essi, che si ha di pi. Nel caso delle operazioni teurgiche, cerimoniali
o intime, la divergenza si riveler cruciale.
Percorriamo dunque la natura sui passi di Martinez de Pasqually. Egli ci ha or ora abbozzato la
genesi, con le genesi di ci che, in qualche modo, trascende la natura. Ne offre ora, per viatico, uno
schema. Ma uno schema della sola natura, pensiamo? La figura universale di Martinez de Pasqually
porta in alto Dio stesso, e questa presenza, inattesa dagli imbecilli, da allo schema di pi del suo
senso; la sua esistenza. Senza Dio, in conclusione, nulla e particolarmente niente natura. Il percorso
della natura, obbligato a seguire la figura universale, conduce a Dio.
Dopo le genesi, ecco l'inventario, Dopo il panorama che le genesi scoprono, ecco l'esplorazione.
Inventariamo ed esploriamo le cose per estrarne lo spirito, docili, nella nostra propria spiritualit,
dalle cose che lo spirito detta.

Esplorazione della "figura universale"

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Martinez de Pasqually propone alla meditazione dei suoi discepoli una figura in cui sono contenute
tutte le cose che sono nel mondo e fuori del mondo; nei mondi, bisognerebbe direte fuori dei mondi.
la figura universale nella quale opera tutta la natura spirituale, maggiore, minore e inferiore.
Cos le immensit celeste e terrestre, che cinge l'immensit delle asse fuoco centrale, comunicano,
per mezzo dell'immensit sovraceleste, con l'immensit divina.

Visitiamo a vicenda ogni immensit

Il divino
Dir poco dell'immensit divina, perch occorrerebbe essere la Divinit stessa per poter vivere in
quel luogo dove gli esseri spirituali pi perfetti non potrebbero penetrare, se non Dio stesso.
Cos Martinez inaugura la sua spiegazione della figura universale. Poi continua: "La prima parte di
questo quadro : Ma si tratta dell'immensit ce leste e, ormai, nel commento della figura, questa
sembrer ridotta alla sola sezione inferiore, sola particolareggiata sul disegno la sezione del nonDio. Del divino in se, Martinez non parla affatto 1 .
Nondimeno qua e l, seguendo il Trattato le informazioni abbondano su Dio e sull'immensit
divina; Dio e l'immensit divina di cui la frase iniziale del presente capitolo implica la doppia
esistenza ed il rapporto. Ma le stesse parole tradiscono l'ambiguit di questo.

Dio
Dio o la Divinit - sinonimi, sembra, in Martinez 2 -, Dio, o la Divinit, . Egli l'Eterno. L'Eterno
uno; il Creatore e il Signore. Questa confessione banale per la maggior parte dei monoteisti
religiosi, riceve, nel Trattato, una qualifica generalmente gnostica e in particolare martineziana.
Dio l'Eterno. prima del tempo ed ha creato il tempo. Ma nell' immensit divina, se non in seno a
Dio, il tempo ha echeggiato. A causa della creazione e delle sue cause.
L'Eterno uno. uno assolutamente e semplicemente. Il dogma della Santa Trinit, nella sua
formula nicena, ripugna a Martinez: impossibile, dice, che il Creatore sia diviso in tre nature
1

cfr. la versione dello stesso passaggio secondo il manoscritto del principe Chrtien de Hesse che cito per eccezione:
Non ti parler affatto dell'immensit divina perch occorre essere la Divinit stessa per leggere nello spazio divino dove
gli spiriti pi puri e pi perfetti non potrebbero leggere e penetrare senza essere la Divinit stessa (ap. van Rijnberk, t. I
pp. 68-69) Esempio topico e tipico: questa versione di stile migliore senza dubbio e di migliore logica: identica in
quanto al senso; ma evidentemente riveduta in rapporto all'originale.
2
La dialettica divina ("endoteica" sarebbe migliore se non dovesse far paura) non si stabilisce dunque, in Martinez,
(come avvenne in Eckhart, per esempio) tra "Dio" e la "Divinit". Ma questa dialettica, che esiste in Martinez, articola,
nel Trattato come in ogni gnosticismo, Dio o la Divinit con l'immensit divina, la corte ce leste, il pleroma emanato da
Dio, quasi Dio stesso. Intorno a questo quasi si sviluppa la dialettica in questione.

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personali. Poich la Divinit indivisibile e non pu esser suscettibile, in nessun modo, di aver in
s differenti personalit distinte le une dalle altre 3 .
L'Eterno uno, ma Martinez scrive passim: l'immensit divina. Dio sarebbe dunque una immensit.
Ma , invero, un'immensit o ne il centro? Impossibile rispondere senza sfumature. Dio o Dio ha
un'immensit: ambiguit originale 4 ; ambiguit propria agli gnosticismi. A causa dell'emanazione, e
delle sue cause.
Infatti Dio pensa per tutta l'eternit. dunque essenzialmente Creatore, nel senso pi largo; e, di
diritto, Signore della sua creazione. Poich i pensieri di Dio sono degli atti volontari che sono degli
esseri.

Cos Dio ha innata in s una sorgente inesauribile di esseri che egli emana con la sua pura volont e
quando gli piace. A motivo di questa moltitudine infinita di emanazioni di esseri spirituali fuori di
se stesso egli porta il nome di Creatore e le sue opere quelle della creazione divina, spirituale e
animale, spirituale temporale.
Martinez dapprima ha parlato dell'emanazione che ha identificato con la funzione creatrice, poi si
ricordato che questa funzione non produceva solo degli esseri emanati, ma anche degli esseri creati,
nel sen so stretto del termine questa volta, ed ha terminato con una enumerazione in cui gli uni e gli
altri si toccano, per suggerire la potenza del Creatore nel senso pi largo. Semplice esempio di
discorso martineziano. Ma occorreva scrutarne uno e questo presenta, all'occorrenza, un valore
intrinseco che lo segnalava. Esso richiede una precisazione. Eccola. - sempre da questo stesso
Creatore che proviene ogni principio di vita, sia corporale, sia spirituale, di tutto ci che pu
esistere.

Precisione infatti; e cardinale nella sua generalit e nel suo particolare. Non esclude, nella sua
generalit, l'ipotesi di un demiurgo?

- E nel suo particolare, pone la differenza, che Martinez

L'indice del Trattato che termina il ms. LT. di quest'opera, non comprende la parola Dio n la parola Trinit. Ma vi si
trova (cfr. Amadou, Trsor martiniste p. 52) Divinit (della) delle tre persone, seguita dal riferimento al passaggio da
cui queste due frasi sono estratte e altre saranno citate infra, a proposito della triplice essenza divina. Poich Martinez
personifica persino il ternario nel vocabolario del dogma che condanna questo passaggio. Ma non nel senso del dogma.
4
Martinez suppone questa ambiguit nella frase iniziale del presente capitolo. L'ho indicata e la spiego. Infatti Martinez
parla di Dio e dell'immensit divina, come di due realt distinte. Ma Afferma che solo Dio o la Divinit, pu penetrare
nell'immensit divina e che neppure gli spiriti pi perfetti lo possono. Immensit divina sembra, in questo contesto,
significare Dio stesso nella sua infinit. Ma, altrove, lo si vedr, l'immensit divina ci descritta come abitata dagli
spiriti di differenti classi compresi i pi perfetti degli esseri spirituali. E allora, Dio passa per il Signore di una corte
divina con la quale egli non si confonde e che non altro che l'immensit divina.
5
Altrove Martinez condanna esplicitamente questa ipotesi e accusa i demoni di averla ispirata: questi spiriti perversi
persuasero questi minori che la Creazione universale era attribuita falsamente alla Divinit, che questo Dio che essi
avevano inteso una volta non era altro che uno di loro, che dirigeva tutta la creazione e lo stesso uomo sin dal suo arrivo
sulla terra, e che per conseguenza, l'emanazione dei minori venendo dal gran principe del mezzogiorno, capo principale
di ogni essere materiale e sopranaturale (che vuol dire veicolo del fuoco asse centrale incorporato in una forma [per

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dimentica persino in quanto alle parole, ma gran che in quanto alle idee, tra l'emanazione e la
creazione. Si, tutto deriva direttamente dall'Eterno eccetto il male

- ma Dio emana nel pi

spirituale, mentre crea nel piano materiale o temporale.


Essenzialmente Creatore, in senso largo, Dio triplice e quadruplice. La sua essenza triplice in
quanto crea, in senso ristretto. quadruplico in quanto emana.
Nel senso stretto del soggetto e, dell'attributo, la creazione non divina. Non solo, non Dio, ma
non partecipa essenzialmente della Divinit e la migliore prova ne che essa ricadr, un giorno,
l'ultimo, nel nulla. Ma quid dell'immensit divina?
Si tratta degli esseri perpetuamente emanati, oggetti primi, ed anche espressioni prime del volere
ponderato ed efficace d Dio, i suoi primi fedeli. Essi formano, per riprendere la locuzione di
Martinez che di certo non l'ha inventata n cercata lontano, essi formano la corte divina. Altri
gnostici dicono il pleroma, e i loro eoni non equivalgono ai cerchi nei quali si gerarchizza, secondo
Martinez, questa corte.
Questi esseri, questi spiriti non appartengono all'essenza di Dio poich essi emanano da essa. Ma si
potrebbe pure capovolgere l'argomento: poich emanano dall'essenza divina, in qualche modo
appartengono ad essa. Martinez assume la difficolt e la rende feconda: gli spiriti hanno in s una
parte della dominazione divina. Essi simboleggiano l'essenza di Dio, nel senso pi realista; ne
partecipano.
La corte del Signore, non pi della creazione universale, Dio dunque, bench la sua natura,
contrariamente a quella degli esseri creati, stricto sensu e con la sua etichetta, sia divina. Agli spiriti
emanati la piena divinit infatti, ma non la deit 7 .
Cos essi godono di un libero-arbitrio inerente alla loro personalit, e Dio sa che, se tutti ne usano,
alcuni ne hanno abusato! Le loro storie hanno pure suscitato la storia nel pleroma, o corte divina.
Ne segu una riorganizzazione per attenuare la macchia del tempo sull'eternit ed operare alla sua
cancellazione.
Dunque c' la corte del Signore prima, durante e dopo il tempo. Mettiamo in risalto maggiormente
questi tre stati che Martinez, citando l'immensit divina, trascura spesso di distinguere e di avvertire
in qual momento la considera. D'altra parte, l'essenza divina sempre in atto, immutabile. Ci non
toglie che Martinez vi scopra il principio, il numero di creazione (ternario; triplice essenza) nello
queste espressioni tecniche, cfr. infra, III, 3], essi dovettero riconoscerlo e obbedirgli ciecamente ...
6
L'origine del male non venuta da nessuna altra causa che dal cattivo pensiero seguito dalla volont cattiva dello
spirito contro le leggi divine; e non gi che lo spirito stesso emanato dal Creatore sia direttamente il male; perch la
possibilit del male non mai esistita nel Creatore. Nasce unicamente dalla solo disposizione e volont delle sue
creature. Coloro che parlano differente mente non parlano con conoscenza di causa delle cose possibili e impossibili
alla Divinit, Il male non pu nemmeno trovare la sua fonte nell'imperfezione di qualche demiurgo poich Martinez ne
respinge l'ipotesi (vedi la nota precedente).
7
Fra certe classi di spiriti e certi aspetti dell'essenza divina, implica causalit e identit. Voglio dire che sono nello
stesso tempo correlativi sotto un rapporto e identici sotto un altro.

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stesso tempo o nella stessa eternit, del principio, del numero d'emanazione (quaternario;
quadruplice essenza), allorch la creazione , si crederebbe, posteriore all'emanazione. Non
accusiamo la sola inettitudine di Martinez. Gli occorre di volta in volta riunire ci che sparso e
diluire ci che condensato. La sua inettitudine e ci che sembra la sua inettitudine illustrano il
carattere illusorio della materia e del tempo che vi legato. Sistemiamo per meglio spiegare,
secondo la nostra inclinazione. Sia, ma vero in un certo modo che tutto ha sempre avuto luogo che
tutto ha sempre luogo; previsto e simultaneo; per l'eternit perch nulla reale come l'eterno ...
Su Dio stesso, resta da dire: sulla sua essenza. Ma passando per l'immensit divina, di antico e
primitivo regime raggiungeremo questa essenza. Poi; il nuovo regime della corte divina ci tratterr.
Infine, la sua futura restaurazione di cui Martinez non ha dato la nota.

L'immensit divina prima del tempo

Prima del tempo Dio emana degli spiriti. Parecchie domande si pongono.
Si domander che cosa erano questi primi esseri prima della loro emanazione divina, se esistevano
o se non esistevano. Esistevano in seno alla Divinit, ma senza distinzione d'azione, di pensiero e
d'intendimento particolare, essi non potevano agire n sentire che per la sola volont
dell'essere superiore che li conteneva e nel quale tutto era mosso; il che, in verit, non si pu dire
esistere; tuttavia questa esistenza in Dio di una assoluta necessit; essa che costituisce
l'immensit della potenza divina.
Quale era il loro numero? Un'infinit. La moltitudine degli abitanti dell'immensit divina cresce e
crescer incessantemente e all'infinito senza trovar mai limite.
Il loro luogo? Essi occupavano l'immensa circonferenza divina comune mente chiamata
Dominazione e che porta il suo numero denario secondo la figura seguente

Questa figura

mostra l'unit al centro del cerchio di cui lo zero fa la circonferenza. Vi ritorneremo.


Come si caratterizzavano? A tutti erano state conferite delle azioni e potenze puramente spirituali.
Ma si distinguevano tra loro per le loro virt, le loro potenze ed i loro nomi. Infatti il Creatore non
pu emanare uno spirito senza creargli una potenza; questa potenza non potrebbe mettersi in
azione con distinzione se ogni spirito emanato dal Creatore non avesse il suo spazio particolare. Il

Sin dalla 2 pagina del Trattato, rilevo un esempio di questa negligenza: i primi spiriti emanati dal seno della Divinit
(...) occupavano l'immensa circonferenza divina (...) ed l che ogni spirito superiore 10, maggiore 8, inferiore 3 e
minore 4, doveva agire e operare. Ora questa enumerazione non corrisponde all'immensit divina n prima, sebbene vi
aspira, n dopo la prevaricazione dei demoni. Concerne un po' l'uno e l'altro stato che verranno descritti dopo.

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che ti fa sentire - conclude Martinez - che come l'emanazione, l'immensit divina deve accrescersi
continuamente. Si estende a mano a mano che il Creatore emana spiriti dal suo seno.
Da cui pure: le loro affinit raggruppano gli spiriti in cerchi interiori alla circonferenza divina. Non
si deve credere infatti che questi spiriti si collocano senza ordine e confusamente, senza paragone,
come un gruppo di uomini o di animali sparsi in bala del loro capriccio; questi esseri divini
ricevono, con l'emanazione, delle leggi e delle potenze, secondo le loro facolt di operazioni divine
spirituali; per conseguenza prendono posto nelle differenti classi spirituali () dove ciascuno
compie le sue differenti operazioni. ci che costituisce la famosa immensit divina,
incomprensibile non solo ai mortali, ma anche ad ogni spirito emanato. Questa conoscenza non
appartiene che al Creatore.
Strutturata come l'immensit sovraceleste - lo vedremo - come la parte maggiore dell'immensit
celeste, e, tale dopo il dramma, come l'immensit divina stessa, questa, prima ancora del tempo,
comprende quattro regioni, quattro cerchi che riassumono i loro numeri rispettivi:

10. Cerchio degli spiriti superiori denari: come agenti e ministri speciali della potenza universale
denaria del Padre creatore di tutte le cose.
8. Cerchio degli spiriti maggiori ottonari: come agenti e ministri immediati del Verbo di Dio, che
riunendo in s la sua potenza divina qua ternaria e la potenza quaternaria del Padre di cui
l'espressione e l'immagine, chiamato l'essere di doppia potenza universale.
7. Cerchio degli spiriti inferiori settenari: come agenti e ministri diretti dell'azione divina operante,
terza potenza creatrice dell'unit che riunisce in s la propria potenza quaternaria divina ed opera di
rettamente la triplice essenza creatrice v ne distribuisce a tutti gli esseri emanati i doni santificatori.
3. Cerchio degli spiriti minori ternari: come gli agenti di manifestazione della quadruplice essenza
divina 9 .

N. B.

J. B. Willermoz, "Quaderno D 5" apud van Rijnberk, Episodes de la vie sotrique ... Il seguito del passaggio merita
di essere letto in nota: Sono queste quattro classi degli esseri spirituali che la Chiesa cristiana onora, venera e ha
designato con il nome di Angeli, Arcangeli, Cherubini e Serafini; ma questi nomi collettivi e apparenti di ogni classe
sono molto meno forti in virt e potenze ai veri nomi degli esseri che abitano i quattro cerchi spirituali di cui parliamo
qui ... . Notiamo qui che i numeri 10, 8, 7, 3, dell'azione spirituale di ciascuna di esse, danno insieme con la loro
addizione = 28 = 10, il che dimostra ancora che ogni potenza e azione spirituale provengono dall'unit divina (id. p.
152p). Sul rapporto dei quattro cerchi spirituali divini, delle "persone" divine e della triplice e quadruplice essenza
divina, vedi, infra, ci che concerne quest'ultima.

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Fra queste classi spirituali fondate prima del tempo nell'immensit divinala classe minore ternaria
non era allora quella del minore spirituale divino quaternario o dell'uomo. Infatti, saprai che il
minore non era ancora emanato e che l'ordine d'emanazione dei minori spirituali non ha avuto inizio
che dopo la prevaricazione e la caduta de gli spiriti perversi.
Dio uno, lo sappiamo; e che emana, autonomo; un'infinit di spiriti costituenti l'immensit divina.
In modo che il Signore e la sua corte (e Dio non pu non agire, altrimenti non avrebbe una corte)
fanno 1 + 0 = 10; ma pure = 1 e l'unit rimane alla fine come era all'inizio.
Tuttavia si impone una nuova nozione, una doppia nozione: quella della triplice e quadruplice
essenza divina 10

La triplice e la quadruplice essenza divina


Martinez scrive "la triplice e la quadruplice essenza divina" 11
Per tanto Dio non ha due essenze considerato anche il senso lato che Martinez d a questo termine.
Ma Dio triplice e quadruplice o meglio ternario e quaternario, essenzialmente e sotto due rapporti
differenti 12 .
Questi due rapporti sono uguali? Non certo. Pare che il carattere quaternario sia, per cos dire, pi
essenziale in Dio del carattere ternario. Nel "Trattato", la triplice essenza svelata per prima e
Martinez lascia intendere che la quarta essenza costituisca un segreto pi remoto. Altrove, Martinez,
esclama quasi ironico: se fosse possibile ammettere nel Creatore delle persone distinte,
occorrerebbe allora ammetterne quattro anzich tre, relativamente alla quadruplice essenza divina.
Il riassunto della dottrina molto martinezista dei Grandi Professi del Regime Scozzese Rettificato
dice all'inizio: "Sulla natura divina considerata nella sua unit, la trinit delle sue potenze creatrici e
la quadruplice essenza divina. 13 .
Questo titolo fissa l'importanza e la situazione relative, in Dio, all'unit, alla triplice ed alla

10

Questa espressione richiama due note grammaticali:


a) Martinez scrive "quadriple" per attrazione di "triple"; un semplice barbarismo per "quadruple".
b) "Essenza" non si riferisce ad alcuna filosofia n teologia speciale. Martinez l'intende volgarmente o, se si vuole,
volgarizza l'accezione come l'accettavano chimici e farmacisti del tempo. (confronta con il caso di "spiritueux" infra
I1I, 3). "Essenza" significa ci che fa la sostanza, ci che caratterizza.
11
Ma per comodit di linguaggio parleremo con Martinez ora di triplice essenza, ora di quadruplice essenza.
12
che spiegher pi chiaramente quando parler della quadruplice essenza divina, che non pretendo affatto di farvi
ignorare, sebbene non ne ho fatto ancora menzione.
13
P. Vullaud: J. de Maistre franc-maon suivi de pices indites. Paris, Nourry, 1926, p. 257. vero che Martinez
stesso identifica la quadruplice essenza divina con le "quattro potenze divine" e sembra cos ristabilire l'equilibrio trai i
due aspetti dell'unica essenza. Ma la mia interpretazione non poggia unicamente su di una base linguistica (con
Martinez sarebbe costruire sulla sabbia, sulle sabbie mobili!). Certe locuzioni, significative per se stesse, sono osservate
nella misura in cui confermano e riassumono ci che credo sia il senso generale del pensiero martineziano.

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quadruplice essenza divina. Eccole ora introdotte, per via d'allusione, grazie alle due figure. Ne
saremo maggiormente convinti ed istruiti. Poich la realt metafisica, irriducibile al linguaggio
verbale si adatta meglio al simbolo che la designa delle parole che la circondano. All'uso dei
simboli, aggiungiamo quello dei numeri simboli privilegiati pare ma, veramente, simboli e realt dei
simboli. L'aritmosofia decifra i numeri, cominciando da quelli di Dio e prima della sua essenza
secondo il consiglio di Martinez: Con i numeri di cui mi servo, dovete imparare a conoscere la
triplice e la quadruplice essenza divina. Questi numeri sono quelli di cui l'Eterno stesso si servito
per operare la creazione universale, generale e particolare e l'emanazione degli spiriti, sia quelli che
sono diventati cattivi, sia quelli che hanno conservato la purezza della loro natura spirituale divina.
Il numero ternario insegner a conoscere l'unit ternaria delle essenze spirituali di cui il Creatore si
servito per la Creazione delle differenti forme materiali apparenti; e il numero quaternario ci
insegner a conoscere il numero spirituale divino di cui il Creatore si servito per l'emanazione
spirituale di ogni essere spirituale di vita, che sono gli spiriti maggiori, viventi che sono dati al
Cristo e di privazione che sono i demoni e i minori caduti sotto la loro potenza.
Ecco un cenno preliminare. Due simboli lo confermeranno, l'illustreranno e ne permetteranno un
primo sviluppo.
L'uno e l'altro si cristallizzano a partire dall'unit. Ora l'unit ha per tipi equivalenti, a meno che
questi non formino un tipo unico: il numero 1, il punto, il centro, il punto centrale. Questo punto
sar il centro di un cerchio o il centro di un triangolo.
Primo simbolo. La circonferenza che pure la cifra zero, simboleggia la potenza eterna e la
creazione universale

14

. Il suo centro, simboleggiato dalla cifra del primo numero, rappresenta

l'unit indivisibile da cui tutto deriva e in cui tutto sar reintegrato. L'intera figura evoca il denario.
Il segreto del denario - o vecchia Tetractys pu comunicarsi cos: 1 = 1 = 4. Infatti, 4 derivando dai
numeri 1, 2 e 3, di cui termina e sintetizza alla perfezione la serie aritmetica che fanno partendo da
1, 4 dunque anche 1,2, 3 e se stesso; o 1 + 2 + 3 + 4. Il totale teosofico di questa addizione
evidentemente: 10 = 1 + 0 = 1. Al centro dunque: 1 che vale 4, 1'unit divina la cui essenza
quadrupla. Alla circonferenza: 0 per la sola circonferenza, o 10 per la circonferenza riferita al suo
centro, cio il cerchio.
Il 4 esprime immediatamente, vive, eternamente e senza posa, per l'emanazione di spiriti divini, di
cui il minore pi dotato (ed ecco perch, capolavoro di Dio, spirito quaternario, e, capolavoro
della creazione, assicura in modo eminente e completo la presenza del 4 nella creazione universale).

14

Ogni simbolo designa una moltitudine di cose. Cos, nell'ultimo caso, la circonferenza 0 che suggeriva la corte
divina, ora suggerisce l'universit della creazione, che vi si comprenda o no l'immensit divina. (E sar secondo
l'accezione, che l'incertezza di Martinez ci lascia liberi di scegliere per la parola "creazione")

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E 10 = 1, e 10 = 4: la creazione universale ricorda l'unit di Dio e la sua unicit , al quale riscontra
che essa 0 per se stessa. Porta pure la traccia della quadruplice essenza divina. Come potrebbe
esser diversamente poich 1 = 4?
Ma per passare da 1 a 10, affinch 1 che 4 cambi lo 0 in 10, in al tre parole affinch Dio effettui la
creazione universale che, senza di lui, sarebbe restata e ricadrebbe, e ricadr, nello zero, e dove, per
conseguenza, si vela il doppio segno della sua unit e della sua quaternit; la proiezione della
Tetractys mostra che il medio, il raggio del cerchio, deve essere ternario o triplice. Tre sono dunque
le potenze creatrici divine, triplice l'essenza di Dio creatore. Non ci si meraviglier che 3 sia il
numero di ogni forma corporea e che 6, totale dell'addizione teosofica 1 + 2 + 3, sia il numero tipico
di creazione.

Sono la triplice essenza divina le tre potenze attive di Dio con le quali Dio stesso, 1, la cui essenza
pi essenziale reca 4, opera e conserva la creazione.
L'essenza quadruplice all'inizio nascosta nell'unit; si ritrova all'arrivo come la sintesi delle
potenze creatrici 1, 2, 3. alla fine perch era all'inizio.
Saint-Martin scrive bizzarramente: 3 la vettura, 4 il cocchiere, 10 la strada

15

. Questo aforisma

riassume il processo della creazione universale: Dio la cui unit sottintesa perch essa sottintende,
ha aperto ed infilato la strada 10, dirigendo in quanto 4, la sua triplice operazione. Ma la
reintegrazione riscopre la genesi. Saint-Martin fedele all'aritmosofia martineziana, indica nello steso
piano che lo spirito minore, 4 (ma 4 pure Dio al quale il minore si sottomette per mantenere la sua
qualit quaternaria), impiegher la sua forma corporea, 3 (ma 3 pure la triplice potenza creatrice
che l'uomo possiede a immagine di Dio)

16

per estrarre i pi grandi soccorsi dalla creazione

universale 10 (ma 10 pure Dio stesso nella sua infinit, Dio in tutto).

Secondo simbolo: il triangolo.

15

"Carnet d'un jeune Elu Cohen" n. 265, Atlantis, mars-avril 1968, p. 275.
Alcune righe da introduzione all'antroposofia: "Se il Creatore non avesse avuto l'intenzione, non avrebbe avuto la
volont non avrebbe avuto parole d'azione. Ora, poich l'essere spirituale minore non che il frutto dell'operazione di
questi tre principi divini, occorreva che il primo uomo portasse i segni della sua origine e che avesse per conseguenza
questi tre principi innati in lui, quando l'Eterno lo stacc dalla sua immensit divina per essere Uomo-Dio sulla terra
(56-57).
16

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Dovete sapere che la figura triangolare stata considerata sempre molto importante fra tutti i saggi
delle differenti nazioni. Adamo, Enoch, Noe, Mos, Salomone, il Cristo hanno fatto un grande uso
di questa figura nei loro lavori. Anche oggi vediamo che si ha cura di porre questo triangolo sui
nostri altari, sulla sommit e nel frontespizio dei fabbricati. Mi chiedo se questa figura possa essere
il frutto del l'immaginazione del costruttore? Ci non pu esser possibile poich esiste prima di lui
ed in natura sul nostro corpo. Nemmeno si pu credere che questo triangolo sia la figura della
Trinit, bench si dia ai tre angoli di un triangolo equilatero i nomi di Padre, Figlio e Spirito Santo,
perch infine la Trinit non pu esser raffigurata da nessuna forma sensibile agli occhi della
materia. Questa figura non rappresenta dunque altra cosa che le tre essenze spirituali che hanno
cooperato alla forma generale terrestre di cui ecco la figura

17

Il triangolo non simboleggia la Santa Trinit. Opponendosi ad una visione cos tradizionale nella
Chiesa che ufficialmente la sua, Martinez trova una scappatoia per non ritornare sulla Santa
Trinit di cui gi una volta, non senza coraggio, egli ha respinto, magari messo in ridicolo il dogma.
D'altra parte il suo sentimento molto mosaico della trascendenza divina gli segnala in ogni
immagine la minaccia di un idolo. Pertanto, egli applica il triangolo ad una manifestazione della
triplice potenza, della triplice essenza divina, e le attribuisce dunque questo stesso triangolo. Senza
forzare il pensiero di Martinez. lo prolungo, sebbene egli si rifiuti, nel senso della tipologia: il
simbolo martineziano del triangolo - per natura equivoco - suggerisce il pensiero creatore di Dio,
l'immaginazione che ne ha meditato la figura. Il Trattato stesso non ne parla come della figura che il
Creatore aveva concepito nella sua immaginazione pensante.
Poich, spiegher Saint-Martin, ogni atto da parte dell'Eterno costituisce un centro con tre angoli. Il
centro emanato l'immagine del l'essere prodotto: i tre angoli, l'immagine delle sue facolt o
potenze. In tutti gli esseri non c' di fisso che il centro. Tutte le loro potenze sono mobili. L'Essere
Supremo il solo di cui le potenze siano cos fisse come il loro centro.
La fissit dei centri rappresentata da 1 poich questa unit che governa tutto in ogni essere. La
mobilit delle potenze rappresentata da 0 (zero) poich nei numeri questo zero non esprime che le
potenze degli esseri, e che non cambia affatto il loro valore radicale 18 .
Dunque il triangolo il simbolo universale delle leggi particolari che hanno prodotto i corpi 19 .

17

Il seguito di questo passaggio importante ma interessa particolarmente il capitolo del terrestre. Lo si trover citato
infra III 5.
18
Des Nombres, ed. 1843, paragr. 7, p. 32.
19
Saint-Martin: Tableau naturel, ed. 1782, t. I, p. 261.

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Al centro del triangolo che anche del cerchio, Martinez ritorna: dal centro del cerchio emanano le
tre punte angolari. Questo centro composto di quattro lettere; dunque vediamo chiaramente che
ogni essere di creazione sottomesso e deriva dalla quadruplice essenza divina, e che lo spirito
minore, con la sta emanazione quaternaria, porta realmente il nome di questa quadruplice essenza.
Ci che ci interessa per primo che al centro di Dio, che centro della circonferenza universale e
centro di ogni cosa creata, di forma triangolare; che ogni centro secondo il suo ordine e dunque al
centro di Dio assolutamente c' 4. Niente di pi essenziale, e dapprima in Dio solamente nel quale
perfettamente attuale. Nulla di pi essenziale che la quadruplice essenza divina.
Il centro del triangolo crea i tre lati con la sua triplice potenza di cui essi sono il simbolo: l'Uno, di
essenza quadrupla, esercita tre facolt che fanno la sua triplice essenza. Riprendiamo trattando pi
concisamente.

La triplice essenza

Giacobbe riconosce veramente Abramo come tipo del Creatore dalla moltitudine di potenze
spirituali che gli furono date. Riconosce Isacco come il tipo del Figlio divino, o dell'azione divina
nella grande posterit di Dio che deriva da lui, nella quale l'elezione e la manifestazione della gloria
divina si operata. E con lui Giacobbe riconosce il vero tipo dello Spirito per mezzo delle grandi
meraviglie che il Creatore aveva fatto per lui, mostrandogli chiaramente la gloria divina.
Ora da ci che stato insegnato che Dio era in tre persone e ci perch il Creatore ha operato tre
azioni divine e distinte le une dal le altre in favore dei tre minori di cui abbiamo parlato,
conformemente ai tipi che essi devono formare nell'universo.
E Martinez riprende paradossalmente la terminologia trinitaria, parla di tre persone che sono il
Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!
I suoi discepoli afferreranno la palla al balzo, voglio dire le parole alla letterate identificheranno la
triplice essenza divina con la Santa Trinit dei cristiani ortodossi. Pertanto si visto che Martinez
non ammetteva questo dogma, si visto e si vedr sempre pi chiaramente che la sua concezione
del ternario divino proviene da un'altra teologia.
Questo ternario quello delle tre facolt divine.
L'addizione misteriosa che l'Ordine (degli Eletti Cohen) insegna del le tre facolt divine che sono il
Pensiero la Volont e l'Azione o, in un altro senso, che spiegheremo quando sar il momento,
l'Intenzione, il Verbo e l'Operazione.

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Il Pensiero uno, semplice e indivisibile come lo Spirito che lo pro duce; il principio di ogni atto
spirituale libero e per questo ha il primo posto tra le tre facolt spirituali di cui parliamo. Ecco
perch lo contiamo: 1. Genera la Volont senza la quale ogni pensiero sarebbe nullo e non
produrrebbe niente. Per il suo posto binario vale 2, e aggiungendovi il pensiero da cui deriva la
contiamo 3. Il che forma il primo ternario spirituale, ma che il pensiero e la Volont sarebbero nulle
e non produrrebbero nessun effetto se non fossero messe in atto. Chiamiamo Azione questa facolt
produttrice dell'effetto. Questa Azione per il suo posto ternario vale 3. E aggiungendovi il ternario
precedente del Pensiero e della Volont, da cui deriva, completa il numero senario che la operato la
creazione universale 20 .

Martinez rifiuta di allungare poi d'immobilizzare le sue saette sul letto della dogmatica. Esempio
generale: I potenti strumenti che il G. A. (Grande Architetto) impiega per la costruzione del suo
tempio universale e temporale alludono ai principali spiriti divini che assistettero realmente ai sei
differenti atti del pensiero di Dio, e che impieg per la costruzione del suo tempio universale
temporale. Questi principali spiriti ci sono rappresentati da tre perso ne in Dio, come dice la Sacra
Scrittura: Dio di Abramo, Dio d'Isacco e Dio di Giacobbe.
Esempio particolare quello del Verbo. Come mobile la nozione, in Martinez! L'essere
onnipotente, che porta 8, lo spirito doppiamente forte con il quale il Creatore ha creato ogni cosa,
questo spirito che qualche volta legioni ci che noi chiamiamo filosoficamente, assicura
Martinez, l'azione divina del Creatore. Ed ancora alla domanda: Che intendete per Grande
Architetto dell'Universo? Il Massone Eletto Cohen imparava a rispondere: Intendo la seconda
persona, il Figlio, o la Volont della Divinit presentata nel temporale sotto il numero otto di doppia
potenza.
In questo gioco di destrezza verbale, Martinez evoca una realt ineffabile e instabile, lanciando, tali
quelle sfere multicolori di cui la retina conserva a lungo la traccia luminosa, dei simboli figurati, dei
concetti, delle personificazioni.
Le personificazioni o le "persone", sono delle allegorie, oserei dire che sono pure dei simboli.
A proposito del Venerabile Maestro e dei due Sorveglianti della loggia massonica, un catechismo
cohen pone la domanda: Che designano le tre persone? Risponde: il V. M. - designa il pensiero del
Creatore; il primo sorvegliante risponde, la sua azione e il secondo sorvegliante conclama, la sua

20

"Instructions aux Elus Cohens", ap. P. Vulliaud, Les Rose-Croix lyon nais ... op. cit. p. 227.
Osservate nel loro commento i discepoli cattolici all'opera, per i quali il Verbo di Dio per esempio non pu essere che
una persona distinta da Dio e homousios delle altre due persone che, con essa, sono Dio: Il quadro delle tre potenti
facolt; innate nel Creatore, ci danno nello stesso tempo un'idea del mistero incomprensibile della Trinit: il Pensiero
dato al Padre, l. Il Verbo o l'Intenzione attribuita al Figlio, 2. E l'Operazione attribuita allo Spirito, 3.

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operazione

21

. Questa riduzione che potrebbe essere una sublimazione, sembra cos carica di senso,

alla sua maniera che simbolica, come il proposito seguente, interamente dogmatico nel suo
antidogmatismo. Queste tre persone non sono in Dio che relativamente alle loro azioni divine e non
si possono concepire altrimenti senza degradare la Divinit che indivisibile e che non pu esser
suscettibile, in nessun modo, di aver in s differenti personalit distinte le une dalle altre.
Cos si comprende da una parte che le persone divine, nel senso del "Trattato" siano parte integrante
del Dio indivisibile: l'azione dell'Eterno che il Cristo, n (...) la sua operazione che lo Spirito
Santo; non sono compresi n l'uno n l'altro in nessuna specie d'emanazione, n di emancipazione.
Le loro azioni ed operazioni sono state e saranno sempre puramente spirituali divine, senza nessun
assoggettamento al tempo n al temporale; - d'altra parte che le tre persone - divine sono in una
corrispondenza che pu arrivare sino all'identit con i cerchi denario, ottonario e settenario
dell'immensit divina 22 ; - infine che il ternario divino agisce sempre di concerto e unanimemente;
ci che rappresentano i 3 officianti della messa quando si muovono insieme 23 .
Il tutto per la stessa ragione fondamentale che le tre persone di cui parla Martinez sono delle
personificazioni

24

. Che cosa personificano? La triplice essenza di Tina nella sua creazione

universale, generale e particolare.


Il termine "creazione" qui si deve intendere dell'atto e del suo risultato ed il quadro riunisce i
principali ternari, i principali analoghi alla triplice essenza divina.

Tavola delle Corrispondenze dei principali Ternari

21

Facolt Divine

Principali Verbi di
Creazione

Parti

Essenze

Elementi

Persone

dellUniverso

Spirituali

divine

"Catchisme de Maitre particulier Elu Cohen", ap. Papus, Martinez de Pasqually. Paris, Chamuel, 1895, p. 243-244.
Il che conferma sussidiariamente, la divinit dei cerchi in causa e l'extraversione delle facolt personificate.
23
Dei Numeri, 1843, p. 68. , paragrafo 20.
La tentazione di paragonare il pensiero di Saint-Martin con quello di Martinez mi assale senza posa. Per una volta cedo.
O, piuttosto, per mancanza di spazio, invito il lettore a paragonare questi due pensieri sull'esempio presente. La stessa
idea che Saint-Martin esprime qui, egli l'ha trovata nel Trattato sotto questa forma: lo stesso ordine che seguiva Abele
per la grande operazione del culto divino stato seguito nel servizio del Tempio di Salomone e la Chiesa del Cristo ce
lo rappresenta ancora oggi nel sacrificio che offre sull'altare di purificazione, con la mano, l'intenzione e la parola del
celebrante, assistito dal primo, dal secondo e dal terzo diacono (!!!)
24
Questa personificazione serve nelle cerimonie teurgiche: comodo immaginare le energie divine come delle persone
e soprattutto come delle persone familiari, il che era il caso delle tre persone, della Trinit per gli Eletti Cohen, tutti
cattolici, o quasi, magari per Martinez, qualunque fosse la sua interpretazione. Cos l'Invocazione detta dei "Maestri
Cohen" si rivolge all'Eterno, poich piacque alla sua misericordia di stabilire degli spiriti santissimi; al Figlio divino, o
Spirito due volte forte e potente in tutte le opere del Creatore, o Salvatore e Riparatore di tutta la natura; allo Spirito
divino, Amore eterno e infinito, consolatore e conservatore universale, o azione septiforme del ternario sacro. (R.
Ambelain: op. cit. p. 183)
22

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1. Intenzione

Pensiero
Pensiero

Intenzione

Universale

Zolfo

Fuoco

Padre

10.

Volont

Azione

Volont

Generale

Sale

Acqua

Figlio

8.

Azione

Volont
Parola

Particolare

Mercurio

Terra

Spirito

7.

Intenzione

2.

Verbo

3. Operazione

Parola
Operazione

Santo

La quadruplice essenza divina

Dio, in maniera molto essenziale, il pi essenzialmente quadruplo, emana degli spiriti, divini
d'essenza, che formano la sua immensit. La sua quadruplice essenza si manifesta cosi, secondo la
sua volont d'agire che gli procura una corte ed una corte pleromatica. Questa essenza, come la
triplice essenza divina, e ancora pi d'essa, mantiene un rapporto, precisamente essenziale, con i
cerchi di spiriti. Ma il rapporto , nel caso presente, perfetto, poich l'essenza e l'immensit divina
sono l'una e laltra segnate dal 4 25 : la quadruplice essenza divina che vi deve esser conosciuta, cio:
lo spirito divino 10, lo spirito maggiore 7, lo spirito inferiore 3 e lo spirito minore 4 26 .
I simboli del cerchio, poi del triangolo hanno suggerito lo sviluppo del quaternario. Vi ritorno. La
quadruplice essenza pu anche esser considerata come una quadruplice potenza. L'idea implicita
nella corrispondenza dell'essenza ai quattro cerchi. Si pu renderla chiara, in maniera
complementare, cosi: 4, come ogni numero, comprende se stesso con ci che racchiude in s,
teosoficamente. Due esempi per far azionare questa chiave.
Le quattro potenza incluse nella quadruplice essenza divina sono le seguenti:

1. Emanazione 10 ( = 1 + 2 + 3 + 4 = 4);
2. Emancipazione 7 (= 3 + 4);
3. Creazione

6 (= 3 + 3) ;

4. Minore

4 (= 1 + 3).

25

Cos il gesto presente sottolinea, come il gesto parallelo al piano della triplice essenza, la divinit degli spiriti. Ma il
carattere pi essenziale del rapporto che discerne, sottolinea al contrario del gesto precedente, il carattere della
quadruplice essenza. Anche quando questa si ritrova come l'omega, per fare un grande giro e raggiungere l'alfa,
mordendosi la coda.
26
Martinez mette qui la nota sarcastica gi segnalata: che coloro che vogliono dividere il Creatore nella sua essenza
osservino almeno di dividerlo nel contenuto della sua immensit. (Con ferma accessoria della precedente nota: nel
piano del quaternario divino, immensit vale essenza)

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Ora, la prima potenza lo stesso quaternario e tutto intero, Dio nel la sua quadruplice essenza.
Ugualmente la quarta Dio stesso nell'Uomo, l'Uomo-Dio o l'uomo-Dio. Il numero si apre, la
cascata sgorga, rientra nel numero che si richiude.

Secondo esempio. Il movimento della citata cascata l'annuncia. Saint Martin lo presenta cos: 3 il
ternario santo, 4 l'atto della sua esplosione e 7 l'universale prodotto e l'infinita immensit delle
meraviglie di questa esplosione 27 .

E J. B. Willermoz: Si pu riconoscere in Dio una triplice essenza divina agente, e tre potenze attive
senza posa operanti, senza vedervi necessariamente una quadri lice essenza e quattro potenze divine
distinte nei loro effetti? 28 .
Significa che il quaternario completa il ternario, operazione divina in cui culminano e ch abbraccia
le tre potenze passate all'atto e sigillo di tutti gli esseri spirituali. Willermoz ha ragione. Martinez lo
aveva dett: Addizionate 1 e 3 e avrete 4; ed il numero quaternario che termina e conclude le
quattro potenze divine del Creatore contenute nel suo numero coeterno denario. Ma Willermoz ed
anche Sain Martin sono ottenebrati o abbagliati dalla Santa Trinit e questa reazione li svia dalla
linea martineziana. Poich sembrano trascurare il primo momento del quaternario affinch il
ternario divenga primordiale al posto di questo quaternario. Ma rileggiamo la frase in cui Martinez
ispira i suoi due discepoli: 4 termina e conclude 3, perch 1 stato aggiunto a 3, 1 che primordiale
e quadruplo prima d'esser triplo; perch 3 estratto dai numeri equivalenti e ugualmente primordiali
1, 4 e 10.
Il rapporto dalla triplice alla quadruplice essenza si legge nel minore (occorre spiegare le cose con
l'uomo e non gi l'uomo con le cose): Il minore 4 emanato in quanto tale da Dio. Ma pure il
prodotto dell'intenzione del Padre, della volont del Figlio rigeneratore e dell'azione dello Spirito
divino. A questo titolo, ancora 4. Ma a questo stesso titolo "metto il minore nel numero delle tre
prime essenze divine" che allora si interpretano: "L'intenzione del Padre 1, la Volont del Cristo 2, e
la parola del Minore spirituale che deriva dall'intenzione e dalla volont dei due primi 3 "; o ancora
"Adamo il Cristo e il Creatore". L'imbroglio tutto martinoziano, perch gnostico. La ginnastica
27

A. Kirchberger, del 19 agosto 1795, ap. La Correspondance indite op. cit. p. 221.
Nel caso presente, fra cento altri, osserviamo il matrimonio che il Filosofo Incognito celebra di Martinez e di Boehme.
Egli commenta cos la sua frase che abbiamo citato: Vi ho inviato, nella mia penultima, un piccolo sommario della mia
idea sul 3 - 4 , Il nostro amico B. ha detto tutto ci esponendoci l'eterno ternario splendente nel 4 e agente di concerto
con lui nell'universalit della manifestazione settenaria, che, con questo mezzo, non altro che lui stesso ed il gioco
vivente dell'eterna alleanza, per mezzo della quale l'eterna libert si trova dentro e fuori contemporaneamente. (A
Kirchberger, 20 ottobre 1895, op. cit. pp. 233-234)
28
"Cahier D 5" ap. van Rijnberk, Episodes de la vie sotrique 1780-1824, op. cit. p. 148.

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intellettuale a cui costringe, permette di imitare, se non di piegarvisi, i meandri dei corsi a doppio
senso in cui danzano, in un balletto dalle molteplici figure, i numeri, le nozioni, gli spiriti, le cose
che si ritrovano l'un l'altro ma mai pi compiutamente che definitivamente.
Cos l'uomo porta 4, numero della sua emanazione e della sua potenza suprema; e 3, numero delle
sue facolt e della sua forma. Ma egli non che 4 o 3; non 4 o 3 in modo univoco, ed ecco perch
4 in lui procede da 3 che procede da 4. Come la quadruplice e la triplice essenza , divina da cui
dipendono i numeri in lizza.

Nuovo regime della corte divina

Ora consideriamo il cambiamento delle leggi di azione e d'operazione capitato: agli abitanti
dell'immensit (divina) dalla prevaricazione dei primi spiriti e sopravvenuto a tutti gli esseri
spirituali, sia divini, sia temporali dalla prevaricazione del primo uomo.
Senza ostacolo, infatti, ogni azione d'emanazione spirituale si sarebbe fatta nell'immensit divina,
come ogni creazione di potenza per gli spiriti emanati da questa immensit

29

. Ma ci fu uno

ostacolo; anzi due, in seguito ai quali gli esseri spirituali sono diventati pi o me no soggetti al
temporale: il crimine dei demoni e il crimine di Adamo. Ora, il secondo cambiamento ha modificato
da cima a fondo lo stile dei rapporti che uniscono l'uomo agli spiriti cattivi ed agli spiriti buoni,
residenti o vaganti, gli uni in punizione, gli altri in missione, nei tre mondi. L'eco di questo
sconvolgimenti e risuonato sin nella corte divina. Ma questa fu perturbata soprattutto dalla rivolta
intestina che vi ruppe il corso dell'eternit.
Dunque alcuni degli spiriti emanati da Dio hanno prevaricato. Dio li scacci dalla sua immensit.
Lo spazio che si trova tra l'estremit del mondo materiale e l'estremit del mondo celeste, forma la
longitudine dei limiti fissati a questi spiriti prevaricatori e dove essi operano le loro virt secondo la
loro volont. L'astensione di questi stessi limiti in latitudine tutta la superficie orizzontale del
mondo materiale.
Ma la scossa era stata cos forte che il Creatore fece forza di legge, non solo contro questi
prevaricatori, ma anche nelle differenti classi spirituali dell'immensit divina.

29

Non si deve confondere lemanazione degli esseri spirituali con la loro emancipazione che sono ... due atti e due
tempi differenti. L'emanazione ... l'atto con cui Dio... li emancipa dall'assoggettamento in cui stavano le loro facolt
(Willermoz, Cahier D 6, apud -van Rijnberk, Episodes de la vie sotrique 1780-1824, op. cit. p. 153). Dio emancipa
uno spirito quando l'assegna, fuori dell'immensit divina, nell'uno o nell'altro dei tre mondi, affinch questo spirito vi
renda attuale le proprie potenze.

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Cos una parte - vedremo quale - degli spiriti primi emanati uscirono dall'immensit divina. Il
Trattato dice che Dio li emancip.
Dunque distinguiamo sotto il nuovo regime: da una parte ogni spirito agisce e opera di fronte alla
Divinit (e che dunque) non pu essere soggetto al tempo; dall'altra parte, gli spiriti che agiscono od
operano nel sovraceleste, nel celeste e nel terrestre, essendo destinati a compiere la manifestazione
temporale della giustizia e della gloria del Creatore (e che) hanno delle potenze e delle operazioni
spirituali temporali limitate dal loro assoggettamento al tempo.
Nei tre mondi tre altre immensit ritroveremo questi ultimi spiriti che li frequentano. Ma chi sono e
in qual modo la loro emancipazione ha rimodellato l'aspetto della corte divina?
Il turbamento stato universale, l'espulsione dei cattivi necessaria e totale, l'emancipazione dei
buoni necessaria e parziale. Altro principio.
Non si deve credere che il posto di questi spiriti, che oggi sono temporali, occupavano
nell'immensit divina prima dello stabilirsi dei toni pi: sia restato vuoto dopo che furono emancipati
per le loro operazioni spirituali temporali: non pu esservi del vuoto presso il Creatore, n nella sua
immensit.

Passiamo ai fatti, cerchio per cerchio

Primo cerchio: gli spiriti denari divini non sono mai usciti dal posto che occupavano nell'immensit
divina. Dunque niente emancipazione nel cerchio pi elevato. Ma attenzione!
Gli spiriti denari, come gli altri, hanno sofferto, sebbene in minor misura, della rivoluzione: tutto il
cambiamento loro arrivato per la prevaricazione degli spiriti perversi e per quella del primo minore,
come ho gi detto, di essere stati assoggettati al temporale sebbene non siano soggetti al tempo.
Preveniamo poi una sorpresa: l'immensit sovraceleste assomiglia per la sua struttura, all'immensit
divina e vi si vede, ci imbatteremo in esso, come in questa, un cerchio di spiriti denari. Pertanto
nessun spirito denario e stato emancipato. Ecco la chiave: Il Creatore dunque non ha emancipato nel
cerchio denario di questo spazio sovraceleste che degli spiriti maggiori che egli ha investito di una
potenza denaria, con la quale le loro azioni ed operazioni sono distinte da quelle delle altre classi di
spiriti

di

questa

immensit

sovraceleste.

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Tre altre classi di spiriti

Cerchio 7: I1 Creatore emancipa dal cerchio settenario divino un sufficiente numero di spiriti che
assoggetta ad operare nel sovraceleste delle azioni spirituali temporali.
Cerchio 3: Gli spiriti ternari vanno ad operare la formazione di un universo materiale. Essi cedono il
loro posto agli spiriti emanati per secondi, in altre parole detti uomini e, salendo di un gradino, sotto
il regime che li emancipa, da "minori" diventano "inferiori". Per farti conoscere questa emanazione
spirituale (dell'uomo), come il cambiamento che il crimine dei demoni oper nelle azioni e le
operazioni degli abitanti dell'immensit (divina), ti dir che appena gli spiriti perversi furono
cacciati dalla presenza del Creatore, gli spiriti inferiori e minori ternari ricevettero la potenza di
operare la legge innata in essi di produzione di essenze spirituali, allo scopo di contenere i
prevaricatori nei limiti tenebrosi di privazione divina. Ricevendo questa potenza, furono subito
emancipati; la loro azione, che era pura spirituale divina fu cambiata non appena lo spirito ebbe
prevaricato; essi non furono pi che esseri spirituali temporali, destinati a operare le differenti leggi
che il Creatore prescriveva loro per il compimento intero delle sue volont. Fu allora che i minori
spirituali quaternari furono emanati dal seno della Divinit e che occuparono nell'immensit divina
il posto da cui gli spiriti minori ternari erano stati emancipati per operare temporalmente.
Questo minore che chiamiamo Adamo e Raux, per conseguenza non era che il secondogenito
spiritualmente di questi primi spiriti (...) come essi, egli usciva dal Padre divino Creatore di tutte le
cose.
L'uomo - l'Uomo - stato emanato da Dio stesso, come gli altri spiriti. Ma era il loro
secondogenito: dunque innocente e ancor pi: ignaro del crimine demoniaco. I minori non avevano
avuto alcuna conoscenza del male, n direttamente, n indirettamente. La parola "conoscenza" da
prendersi nel vero senso quasi biblico. Cos l'uomo fu stabilito Uomo-Dio, al di sopra di tutti gli
esseri emanati, e pi adatto di loro a molestare gli spiriti perversi 30 . Cos quando l'Eterno"emancip
dalla sua immensit divina un essere spirituale minore per contenerli in privazione", egli investi
l'uomo.

30

Spiegazione e, corollario a preambolo dell'antroposofia: Poich questa prevaricazione arriv prima che i minori
fossero emanati, essi non poterono riceverne alcuna macchia n alcuna comunicazione; cos non arriv per essi alcun
cambiamento nella loro classe e per questa ragione essi furono i depositari della grande potenza della Divinit. Si,
Israele, la temibile potenza quaternaria fu affidata ad essi. Si, ad essi e non ad altri spiriti; ad essi perch, di tutti gli
spiriti, soltanto essi erano intatti.

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L'Eterno l'emancip dapprima nell'immensit sovraceleste, con una moltitudine innumerevole di
intelligenze umane che formavano sino ad allora l'insieme della sua classe 31 .
Poi dal cerchio sovraceleste, nuova emancipazione. Ma questa volta, Adamo solo exit e questo
nome, Adamo, designa qui un individuo, forse collettivo, una parte della classe che era stata.
emancipata nel sovraceleste. Adamo, di nuovo emancipato al centro delle quattro regioni celesti,
conserva la comunicazione di pensiero e di volont con i suoi congeneri dell'immensit superiore.
Cosi, quando pecc, tutta la sua classe conobbe il suo peccato e, parimenti solidale, il suo castigo.
Che cosa era questo castigo? Dio assegn Adamo e la sua posterit a risiedere sulla terra, con tutte
le pene accessorie di un simile decentramento. Una di queste pene rimette sul tappeto, nel suo caso,
lo statuto generale degli spiriti divini: Adamo cadde in un corpo di materia terrestre. Era stato
emanato puro spirito ma, al momento della sua emancipazione, aveva dovuto avvolgersi in un corpo
dalla fine tessitura. Questa prima purezza e questo secondo incorporamento sono di regola per ogni
spirito emancipato.
Gli spiriti che agiscono e operano nel sovraceleste, nel celeste e nel terrestre, essendo destinati a
compiere la manifestazione temporale della giustizia e della gloria del Creatore, hanno delle
potenze e delle operazioni spirituali temporali limitate dal loro assoggettamento al tempo.
Ora, ogni essere emancipato, per operare temporalmente la volont del Creatore, si crea un
involucro corporale che serve da velo alla sua azione spirituale temporale. Senza questo involucro,
non potrebbe operare nulla sugli altri esseri temporali senza consumarli con la facolt innata dello
spirito puro di dissolvere tutto ci che avvicina. - Questo involucro non di materia terrestre, come
il corpo degli uomini decaduti. certamente materiale, come quello, poich autorizza ad agire nel
mondo del tempo; materiale, ma, nella sua materialit, nella sua apparenza illusoria sottile, etereo,
glorioso. Questo involucro corporale glorioso con cui si rivestono gli abitanti spirituali del
sovraceleste e del terrestre 32 non altro che la produzione del loro proprio fuoco.
D'altra parte, se gli angeli e i demoni hanno un corpo, per accidente.
Essi fanno uso di un corpo temporale a titolo temporaneo, chiedo scusa , per il pleonasmo.
Trattandosi dei loro veli, Martinez dialoga cos: Tu potrai domandarmi ancora se queste stesse
essenze spirituali

33

. non esistono ugualmente nell'immensit divina dove risiedono un'infinit di

spiriti? Ti risponder che le quattro classi di spiriti superiori maggiori, inferiori e minori terrestri,
che abitano nell'immensit divina, non hanno mai da operare in questo luogo che delle azioni ed
operazioni spirituali divine, senza alcuna mescolanza d'operazione materiale qualsiasi. per questo
31

Willermoz da buon cattolico accetter l'anima umana di Ges Cristo che da sola forma una classe a parte, (e) forse
quella della Vergine Maria che un'anima umana privilegiata. (Lettera al barone J. de Turkheim, 12-18 agosto 1821,
ap. Willermoz, Les sommeils). La dottrina del Trattato non contiene nulla di ci.
32
L'omissione del celeste non mi pare significativa.
33
Il testo stampato reca "spirituelles", senza dubbio un errore del tipografo, per "spiritueuses"

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che un'essenza spiritosa non mai potuta esistere e non esister mai in questo luogo divino, che la
residenza de gli spiriti puri, dove si opera ogni emanazione divina e da cui deriva ogni specie
d'emanazione.
Ricapitoliamo: tutte le classi dell'immensit divina sono per la prevaricazione degli spiriti perversi,
ma destinati molto diversamente.
I colpevoli sono espulsi e imprigionati. Gli spiriti denari non si muovono e il loro cerchio si
accresce senza posa. Un numero sufficiente di spiriti settenari emancipato di cui alcuni ricevono
una potenza denaria, mentre, nell'immensit divina, il loro cerchio si ripopola incessantemente.
Gli spiriti ternari sono tutti emancipati, ed una classe nuovamente emanata succede ad essi, nel
cerchio minore, quella di una umanit tutta spirituale.

10, 7, 3 (che sostituir 4): manca un cerchio all'appello, il cerchio 8. A questa classe,
gerarchicamente seconda, della corte divina, spetta una sorte eccezionale: Il Creatore non mise
affatto in questa immensit sovraceleste una particolare classe di spiriti ottonari, come un tempo
era nell'immensit divina; questa classe stessa non si trova pi nell'immensit divina e ci perch in
seguito alla prevaricazione dei primi spiriti, il Creatore, facendo forza di legge su tutta la sua
creatura spirituale, emancip la sua azione doppia potenza per andare a oberare la sua giustizia e la
sua gloria nelle tre differenti immensit senza distinzione. Da questo ti insegnato che lo spirito
doppiamente forte in te quando lo meriti, e che si allontana da te quando ti rendi indegno della sua
azione doppiamente potente (...). Ed ecco per qual motivo questo spirito doppiamente forte non ha
pi dimora fissa nell'immensit divina.
Ecco perch da "inferiori" che erano sotto il vecchio regime, gli spiriti settenari diventano
"maggiori".
10, 7, 4: Manca sempre un cerchio all'appello del quaternario, poich gli spiriti dell'8 sono stati
identificati senza domicilio fisso. Quindi del cerchio detto degli spiriti inferiori? Osservo tre fatti e
anticipi un'ipotesi. I fatti sono: gli spiriti ternari emancipati passano dal grado minore al grado
inferiore nell'immensit sovraceleste. Dio non tollera il vuoto nella sua immensit. Ora questa deve
essere quaternaria e un cerchio rischia di esservi vuoto, cio di non essere affatto. Infine,
1'immensit

sovraceleste rassomigliando all'immensit divina, si impone il contraccambio.

L'ipotesi : nuovi spiriti ternari emanati dalla Divinit riempiono il cerchio superiore 3 .
Il secondo cambiamento nella corte divina ebbe luogo al tempo del crimine di Adamo. In quanto a
questa stessa corte divina, fu minore del primo e non alter la sua composizione. La prevaricazione
34

Questi spiriti essendo della stessa classe degli spiriti ternari precedentemente emanati, poi emancipati, soffrono
anch'essi dei danni della rottura ai quali sono sfuggiti solamente i minori quaternari, secondogeniti anche come classe.
Dio non poteva rischiare di affidare ad essi, piuttosto che agli uomini, la sua suprema potenza.

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dei primi spiriti gi aveva macchiato questa corte divina, come ho detto precedentemente, e, per
conseguenza, questa macchia aveva assoggettato tutti gli esseri spirituali che abitavano le differenti
classi di questa corte, a un cambiamento nella loro legge d'azione e di operazione. Ora, nell'istante
del crimine di Adamo, il Creatore fece forza di legge su gli esseri spirituali della sua immensit e le
loro leggi d'azione e d'operazione non furono pi le stesse, non solo prima della prevaricazione dei
primi spiriti, ma al tempo dell'emanazione del primo uomo.
A proposito dell'uomo, i rapporti che gli altri spiriti mantengono con lui e che migliorano le loro
leggi d'azione e d'operazione, a proposito dell'uomo pi che di Dio, questi rapporti sono distinti dal
"Trattato" e dai rituali Cohen.
Riassumiamo e concludiamo: non ti meravigliare se ti faccio sapere che gli abitanti del mondo
divino si risentono ancora della prima prevaricazione e si risentiranno sino alla fine dei tempi,
quando la loro azione cesser di partecipare al temporale che non il loro vero impiego e per il
quale non sono stati emanati. All'orizzonte della promessa eternit, si leva la speranza di una
restaurazione.

La restaurazione

A dispetto delle misure prese per fondare un nuovo regime la corte divina non indenne dai danni
causati dalla rivoluzione criminale che vi si svolse. Queste misure erano d'emergenza, questo
regime transitorio. Tutto vi cospira verso la restaurazione. Ora, restaurazione, per Martinez,
significa reintegrazione, reintegrazione universale. Giacch l'ordine e l'armonia non trionferanno
nuovamente, ed anche con pi splendore di prima, alla corte dell'Eterno, prima che non si compia,
secondo il titolo del Trattato, la reintegrazione degli esseri nelle loro primitive propriet, virt e
potenze spirituali divine. Intendiamoci: degli esseri spirituali, i soli che meritano in tutto il rigore, il
nome di "esseri". In quanto agli esseri temporali ed alla parte materiale degli esseri spirituali
temporali, anch'essi rientreranno nei loro principi, ma, di colpo, svaniranno poich la loro realt
illusoria.
Missione compiuta, l'azione degli abitanti del mondo divino "cesser di partecipare al temporale,
che non affatto la loro vera funzione e per la quale non sono stati emanati"; al temporale svanito.
Abbandoneranno il corpo che la necessit di agire fuori della corte aveva fatto loro confezionare. O
piuttosto, tutte le cose create spariranno, gli spogli degli spiriti compresi. Gli spogli, ma non gi gli
spiriti. Quando il tempo sar passato, questi spiriti non passeranno; cambieranno solo d'azione e
d'operazione, cio scanno riuniti al loro primitivo principio d'operazioni puramente spirituali divine.
Ripetiamolo; Dopo il giudizio finale, queste potenze (spirituali divenute spirituali temporali)

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cesseranno di agire temporalmente e saranno ristabilite nella loro primitiva forza e nel loro
primitivo vigore secondo tutta la portata delle loro leggi primitive.
Una eccezione: quella degli spiriti ottonari. Nessuno di essi era restato stabilmente nell'immensit
divina; nessuno di essi vi ritorner in modo stabile. Questo essere di doppia potenza divina (4 + 4,
ricordiamocelo) non sar reso al suo primo stato di stabilit nell'immensit divina. (...) sar
eternamente occupato a operare la sua doppia potenza verso le classi di spiriti che saranno distinte
in tutta l'eternit. E ancora: questi spiriti, questo spirito collettivo dovr eternamente operare le sue
potenti facolt nelle differenti classi in cui saranno posti i primi e gli ultimi santificati e riconciliati.
In cambio, nessuna eccezione per l'uomo. Lo spirito minore sar certa mente reintegrato; ed anche
Martinez ci istruisce abbondantemente sulla sua sorte finale. L'affare di competenza
dell'antroposofia; rinvio al capitolo che ne tratta.
Ma come non ricordarci che, se Martinez, nel "Trattato", nei rituali Cohen, nella sua
corrispondenza, pone l'uomo al centro del dramma, non solo perch uomo, perch siamo
uomini? L'antropomorfismo non una illusione ottica, un appannaggio di diritto divino.
Nell'economia della reintegrazione, il minore ha la parte principale: quella dell'Uomo-Dio.
Ora, una delle sue attribuzioni di ricondurre l'essere perverso. La risipiscenza dei cattivi spiriti,
grazie all'uomo 35 terminer di restaurare la corte divina.
Abbastanza spinto al sono. Viviamo sotto il nuovo regime. Visitiamo questi mondi di cui ha deciso
la creazione e regolato l'amministrazione; questi mondi che hanno formato e dove operano gli spiriti
emanati. Il primo, che spetta all'immensit divina, sar il mondo

sovraceleste. Certo e una

immensit limitata, allorch l'immensit divina infinita. Ma "le stesse facolt di potenza spirituale
si ritrovano nell'una e nell'altra immensit". Lo abbiamo visto dopo la corte divina; andiamo a
vederlo sul posto.

[Consultare nella Introduzione la Figura Universale di Martinez de Pasqually]

Il sovraceleste

35

Il pensiero di Martinez su questo punto pare contraddittorio. Non lo era. Saint-Martin lo testimonia. Martinez, scrive
a Kirchberger, aveva pure dei punti che i1 nostro amico B. o non ha conosciuto o non ha voluto mostrare, come la
risipiscenza dell'essere perverso, a cui il primo uomo sarebbe stato incaricato li lavorare: idea che mi pare ancora sia
degna del piano universale, ma sulla quale, tuttavia, non ho ancora alcuna dimostrazione positiva, eccetto con
l'intelligenza. (del 11 luglio 1796, ap. Corrispondenza inedita, p. 172)

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Il velo acquatico grossolano che copriva tutta la terra (al tempo del diluvio) o la nascondeva, in quel
tempo, alla vista del Creatore, allude ai cieli sopracelesti, che la maggior parte dei filosofi chiama:
cielo cristallino 1 , che separa il Creatore dalla corte divina della sua creazione universale temporale.
Quattro cerchi compongono l'immensit sovraceleste. Questi cerchi e questa immensit sono detti
supercelesti perch collegano l'immensit divina e la creazione universale di cui la parte superiore
l'immensit celeste; perch limitano e dirigono l'azione dei sette principali agenti della creazione
universale annessi ai sette cerchi planetari, Sono pure detti, questi cerchi e questa immensit
secondo il nome, sono detti spirituali divini: spirituali, perch non contengono che esseri spirituali
sprovvisti di corpo di materia , intendiamo di Materia terrestre; e divini, perch sono aderenti al
cerchio della Divinit.
Vediamo prima gli abitanti, poi i cerchi.
In quanto agli abitanti del sovraceleste, l'emancipazione di questi spiriti fu fatta non appena la
prevaricazione degli spiriti perversi fu commessa. Non ci fu altro intervallo che quello del pensiero
del Creatore, per ordine del quale, questi spiriti uscirono dall'immensit divina e fecero eseguire
nell'immensit sovraceleste le leggi erano stato date loro. Queste leggi non servivano che per
assoggettare questi spiriti alla corrispondenza dell'uomo con il Creatore e di farli servire da doppi
limiti alle creature che governano i mondi celesti e materiali, nei quali gli spiriti prevaricatori sono
racchiusi.
Altra maniera di esprimere la parte capitale dell'immensit sopraceleste; Il Creatore l'ha stabilita tale
e quale per fissare l'ordine e le leggi; i cerimoniali che gli spiriti emancipati devono operare in
tutta l'estensione dei tre mondi temporali, in corrispondenza con gli spiriti emanati nell'immensit
divina.
Gli spiriti del sopraceleste si dividono nei quattro cerchi che compongono questa immensit.
Quattro cerchi: che limmensit sopracelesta la rassomiglianza dell'immensit divina 2 .
La Rassomiglianza pare prima nella struttura che quaternaria. La struttura comune primordiale
come il numero 4 in Dio stesso. Ci che pu convincerti che questo stesso arrangiamento si trova
riportato, nel celeste, dai cerchi di Saturno del Sole, di Mercurio e di Marte. Divino, sovraceleste,
celeste; il Creatore ha stabilito questo stesso ordine nello stesse differenti immensit.
Tuttavia tra il divino e il sovraceleste, la rassomiglianza va oltre.
Certo, gli agenti spirituali divini operano nell'immensit infinita del Creatore, mentre gli agenti
sopracelesti non operano che in una immensit limitata, e si conoscano le esigenze della

Il cielo che l'antica astronomia dopo Tolomeo chiamava "cristallino" e che, secondo Martinez, equivale al suo
superceleste, ha il carattere principale di essere posto al di l dei cerchi planetari.
2
Donde l'errore che commette la leggenda dello schema pubblicato da van Rijnberk identificando i quattro cerchi
sopracelesti con la corto spirituale divina.

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emancipazione. Certo, la popolazione dell'una e dell'altra immensit non costituita interamente
dalle stesse classi, poich c' il caso dei settenari fa cenci funzione di denari. Ma le stesse facolt di
potenza spirituale si ritrovano nell'una e nell'altra immensit.

Quattro cerchi

Il primo cerchio, che l'angolo sporgente del triangolo superiore, segna il capo superiore
sovraceleste e l'immensit degli spiriti superiori denari. Non si deve affatto intendere che gli spiriti
che abitano in questo cerchio siano gli stessi, n alcuno di quelli che sono stati emanati nel primo
posto immediatamente presso la Divinit. No, Israele, gli spiriti denari divini non sono mai usciti
dal posto che occupano nell'immensit divina (...), Il Creatore dunque non ha emancipato nel
cerchio denario di questo spazio sovraceleste che de gli spiriti maggiori che ha rivestiti di una
potenza denaria, con la quale le loro azioni e le loro operazioni sono distinte da quelle delle tre altre
classi di spiriti di questa immensit sovraceleste.
Il centro di questo cerchio il tipo o la figura della Divinit da cui provengono tutte le emanazioni e
tutte le creazioni. Tu vedi uscire dal centro una forma triangolare che ha due cerchi posti allo
estremit inferiori.
Di questi due cerchi, quello di sinistra, il secondo cerchio spirituale divino porta il numero 7 e
racchiude gli spiriti maggiori, guardiani della Legge divina 1 .
Il terzo cerchio, attaccato all'estremit inferiore destra del triangolo, porta il numero 3 e racchiude
gli spiriti inferiori, guardiani del Precetto spirituale divino.
Infine, per completare l'insieme

sovraceleste, tipo, come ogni quaternario, della quadruplice

essenza divina, un quarto cerchio situato di fronte al cerchio denario, e dal suo centro esce
ugualmente una forma triangolare, simmetrica al primo triangolo. Questo cerchio ha 4; il luogo in
cui furono emancipati gli spiriti minori, depositari del Comandamento spirituale divino dotati di
ogni potenza su ogni essere spirituale: tale il cerchio 4 di fronte al cerchio denario, l'uomo stato
emanato a cospetto di Dio e i due lati del triangolo uscito dal suo cerchio, che raggiungono i cerchi
degli spiriti maggiori e inferiori, significano l'autorit d'Adamo, perduta poi ritrovata, sugli spiriti
maggiori e inferiori. Adamo stato scacciato dal suo domicilio ma questo posto esiste e esister

, si dice; la prima emanazione spirituale che il Creatore ha emancipato dal cerchio della Divinit. S, all'una o
all'altra delle due condizioni seguenti: non si separano gli spiriti settenari del secondo cerchio superceleste degli spiriti
settenari del primo cerchio, dotati di una potenza denaria; oppure non si vede in questo primo cerchio che il tipo della
Divinit e il secondo cerchio diventa il primo del sopraceleste a ospitare degli spiriti settenari. Cos funziona senza
posa, secondo Martinez, la corrispondenza universale.

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eternamente nella sua intera propriet. " in questo santo luogo che occorre venga reintegrata la
posterit minore spirituale d'Adamo".
Ripetiamolo: Dio solo necessario; Dio e il suo pleroma, il Signore e la sua corte. Perch un
dramma ha straziato questa Corte, l'Eterno ha dovuto infierire contro i colpevoli; la prigione e il
carceriere si sono imposti e il decoro dell'universo fu mondato. Cos il cerchio sopra celeste 4 degli
spiriti minori non esisterebbe "senza la prevaricazione dei demoni; senza questa prevaricazione non
si sarebbe stata la creazione materiale temporale, sia terrestre, sia celeste; non essendoci stata n
l'una n l'altra, non si avrebbe affatto avuto l'immensit sopraceleste".
Ma il fatto , poich l'incatenamento storico vi fa capo, che l'immensit sovraceleste esiste, per il
successo delle operazioni di cui i suoi spiriti residenti hanno ricevuto la facolt. Terminiamo con la
rievocazione commovente di questa facolt e delle sue operazioni.
La facolt data al mondo sovraceleste di servire da doppio limite agli spiriti maligni, ti sar ancor
pi intelligibile osservando quali sono le operazioni di questo mondo sovraceleste. Essi agiscono
non solo sul mondo celeste e sul mondo materiale, come t'ho detto, ma anche sul cerchio dell'asse
universale. Infatti devi concepire come sia necessario che ogni Dosa sia contenuta dagli spiriti
superiori a quelli che sono assegnati e a quelli che sono addetti alla conservazione e alla durata della
forma universale dove gli spiriti perversi sono tenuti in privazione. Ecco perch tu devi riconoscere
negli spiriti sopracelesti la facolt di una doppia azione. Ma non solo per questa doppia azione
degli spiriti sopracelesti sulla forma universale che si trova in essi la facolt, anche perch, con il
loro sangue e con la loro missione, essi hanno l'atto della doppia potenza, perch sono tutti sotto la
dominazione e in comando dell'azione diretta dell'Eterno e perch in questo mondo sovraceleste
che risiedono ogni azione ed operazione per e contro la creatura puramente spirituale, quella
spirituale temporale divina, e quella spirituale materiale (...). Vedi dunque, Israele, che l'azione
degli abitanti sopracelesti infinitamente pi considerevole di quella di ogni essere spirituale
occupato alle azioni ed alle operazioni dei due mondi inferiori; tu lo vedi, dico dai raggi di fuoco
uscenti dalle differenti circonferenze che costituiscono l'immensit del

sovraceleste; e questa

superiorit dazione non deve meravigliarti, poich lo spazio dell'immensit sopraceleste pi


estesa dello spazio dei due mondi inferiori che, quand'anche fossero riuniti, non si avvicinerebbero
mai.
Passiamo a questi due mondi inferiori, il celeste e il terrestre. Ma prima dobbiamo attraversare la
loro barriera isolante e conduttrice, la bobina magnetica di cui sono il campo, il cerchio ardente che
li preserva dal freddo cadaverico: in breve, l'asse fuoco centrale.

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L'asse fuoco centrale

Mondo del tempo, mondo della materia, mondo dei corpi, tutt'uno; ed la creazione universale. Il
tempo, come lo si prende, ci inganna o ci istruisce con il prestigio dei corpi apparenti tagliati nella
materia illusoria. Poich gli spiriti che infestano il mondo non sono di questo mondo: dopo che Dio
aveva prescritto che vi risiedessero, essi cercano di adattarsi, gli uni per affrettare, gli altri per
frenare il passo della reintegrazione.
Ora, ogni forma materiale non deriva da altro principio che quello delle tre essenze spirituali

chiamate misteriosamente: Mercurio, Zolfo e Sale. Il Mercurio, passivo e attivo, terra delle cose
irreali, domina le ossa dei vertebrati, il salice ed il cuore degli alberi. Dallo Zolfo, vegetativo e
attivo, derivano il sangue e la linfa, poich costituisce, in ogni individuo dei tre regni, la parte ignea.
Infine il Sale, sensitivo, governa l'acquoso e, come si sa, le carni e le scorze si dispongono nella
categoria elementare dell'acqua 2 .
Ma, affinch essenze spirituali formassero i corpi, fu richiesta una azione, che era indispensabile3 e
che sar moderatrice: quella degli spiriti dell'asse fuoco centrale, o, in breve, l'azione dell'asse fuoco
centrale 4 .
I tre principi, infatti, come emananti dall'immaginazione e dall'intenzione del Creatore per
l'intermediario degli spiriti che li avevano prodotti, giacevano nel caos; i tre principi, essendo stati
prodotti in uno stato d'indifferenza, l'asse centrale lo ha disposti e li ha operati per far loro prendere
una forma o una consistenza pi solida; da questa operazione dell'asse centrale derivano tutte le
forme corporee, come quelle di cui gli spiriti perversi devono rivestirsi per la loro pi grande
suggestione. E questa operazione dura.

Che cosa dunque l'asse fuoco centrale? a un tempo l'involucro, il sostegno e il centro della
creazione 5 . Limita l'immensit del l'universo e il corso del movimento e dell'azione di ogni essere
con tenuto nella creazione universale. Limita l'universo, cio che lo dirige, poich il mondo il suo
feudo, a lui concesso dal Signore dei Signori. Meglio, l'organizza. Meglio ancoralo vivifica e tale
la sua specifica funzione.

"spiritueux" si deve intendere in riferimento alla parola "spirito" nella chimica antica.
Per questo paragrafo sono state utilizzate soprattutto le "Istruzioni agli Eletti Cohen".
3
Infatti: i corpi materiali formati da tre elementi, acqua, terra e fuoco non hanno la vita che loro propria, che quando
questi elementi sono disposti in modo che l'acqua sia all'esterno, poi la terra o il Mercurio, poi lo Zolfo o il Fuoco, che
il principio stesso della vegetazione animale ... (Saint-Martin : "Lois temporelles de la justice divine")
4
La genesi del mondo creato, in altre parole la creazione in senso stretto, lungamente e minuziosamente descritta da
Pasqually ma a poco a poco, secondo il suo metodo, e non da un capo all'altro.
5
Idem, p. 231
2

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Come le tre essenze spirituali sono il principio di ogni incorpora mento, cos l'asse fuoco centrale
quello di ogni animazione. Le tre essenze spirituali sono il principio della materia, che l'asse
fraziona e modella in s con l'impulso. L'asse fuoco centrale il principio del la vita materiale. A
questo titolo e nel contesto martineziano, egli non omette di ricordare il "grande agente magico" di
Eliphas Levi o la "luce astrale" degli occultisti.
Ma occorre superare questa approssimazione che non ha che il merito di offrire al discorso
l'intermezzo di una immaginazione. Approfondiamo un poco. Lo stesso Martinez ci sollecita e ci
aiuter ritornando spesso sulla nozione d'asse fuoco centrale. Questa nozione, la definisce per
esempio cos: agente generale, particolare e universale, aderente ai cerchi sopracelesti e organo
degli spiriti inferiori che l'abitano e che operano in lui sul principio della materia corporea
apparente. Parliamo pi concisamente. L'asse fuoco, ecco la chiave. E, supponendo che sia fuoco,
affermiamo nello stesso tempo e definiamo il carattere centrale: il fuoco non pu lambire i bordi,
esso penetra e agisce al contro di ogni uomo, di ogni bruto, di ogni pianta, di ogni pietra.
Reciprocamente, l'asse centrale deve esser fuoco, poich solo il fuoco ha posto " nei centri.
L'asse fuoco. Questo fuoco il principio della vita di ogni essere di corpo creato, fuoco che ha
ogni forma; sia quella generale, sia le particolari, in equilibrio; senza il quale nessun essere pu
avere vita e movimento.
La vita in senso biologico, la vita che Martinez de Pasqually, per mettere in risalto questa
accezione, qualifica passiva, animale, materia le, trova la sua origine nell'operazione spirituale
divina dell'asse fuoco centrale, che dirige giornalmente la sua azione su tutte le forme corporee
qualsiasi di materia apparente consolidata da questa stessa operazione. Tutte le forme di materia
apparente sono alimentate lungo il corso della loro durata temporale fissata dalla volont del
Creatore da questa azione e da questa operazione.
Allo scopo di dare la vita e il movimento ad ogni specie di corpi, l'asse fuoco centrale individua
questi proiettando nel loro centro una scintilla della sua sostanza. Oppure anticipiamo un'altra
metafora che sottolineer il legame tra il principio e le sue emanazioni che sono destinati a
rientrarvi: dall'asse fuoco centrale, come nella corona solare, sorgono delle protuberanze che
crescono e decrescono. Immaginiamo che le loro estremit costituiscono altrettanti centri
individuali. Infine oserei, associando i regni naturali, trasformare le protuberanze in pseudopodi e
figurarmi, con grandissima audacia, che l'asse fuoco centrale porta ogni essere creato sulle braccia
Cosi, ad ogni essere di forma corporea, l'asse centrale procura un veicolo 6 , un veicolo necessario 7 .
Qui l'immagine di Martinez. Ma un lungo uso ne garantisce la convenienza e la pregnanza da
Platone, con il suo tiro alato, ai neoplatonici e ai Bizantini, dall'Antico Testamento alla Qabalah 8 .
6

Un'istruzione ai giovani Cohen di Lione definisce il concetto capitale di "veicolo" (che simboleggia del resto il grado

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Se adesso l'asse fuoco centrale ci evoca la luce astrale, il veicolo si associa al corpo astrale di
Paracelso e dei suoi epigoni spesso incoscienti. Dichiariamo l'importanza del corpo astrale, del
veicolo del fuoco particolareggiato contemporaneamente all'origine ed alla natura: ogni specie di
corpi qualsiasi formata da un numero di globuli completi e perfetti. Inoltre, non pu esistere
nessun corpo senza che abbia in s un veicolo di fuoco centrale sul quale veicolo gli abitanti di
quest'asse agiscono come se fossero derivati da se stessi 9 .
Il serbatoio igneo del fuoco vivificante, l'asse, Martinez lo definisce talora "increato". Attenzione a
non affrettare il nostro giudizio! L'epiteto si applica senza abuso perch gli spiriti ternari che lo
producono sono emanati e non creati 10 ; e perch l'asse l'organo degli spiriti inferiori che l'abitano.
Ma il veicolo non ha nulla di una entelechia; tra il principio di animazione e la fine punta dell'ani
ma, non c' grado. Come confondere la natura dei veicoli, esseri di vita passiva o anima vegetativa
sensibile, emanata dagli spiriti dell'asse e da essi inserita in tutti gli esseri corporei materiali e quella
degli esseri spirituali? 11
L'insegnamento cohen ritorna senza motivo su questa distinzione, che , invero, un'opposizione
fondamentale: il veicolo generale che anima ogni individuo nei tre regni animali, vegetali e
minerali, come i veicoli particolari che mantengono ogni particella dei corpi non sono affatto degli
esseri spirituali. Sono semplici emanazioni degli spiriti dell'asse che si reintegrano in essi, dopo la
loro durata temporale, Sono esseri di vita passiva, destinati semplicemente al mantenimento delle
massonico di Eletto): principio di vita passiva, inserito nelle tre essenze e che ne forma il centro, la cui azione
sviluppata dallo spirito maggiore, la presenza del quale imprime nel caos l'ordine e il movimento a tutte le parti che vi
sono contenute. (ap. Vulliaud: Les Roses-Croix lyonnais ... p. 255).
7
Ecco una dimostrazione di questa necessit: Che cosa osserviamo in tutte queste forme? Sonorit, movimento, azione
e reazione. Tutte queste differenti qualit e propriet delle forme non ci sarebbero sensibili, se queste forme non
avessero in s un essere innato che noi chiamiamo particella del fuoco increato ex centrale, che le rende suscettibili di
tutte le azioni che osserviamo in esse. Ma tutte queste azioni e questi movimenti delle forme
materiali non possono
derivare da questo solo principio innato e questo principio o questa particella di fuoco increato non produrrebbe mai
nulla nelle forme corporee, se non fosse messo in azione da una causa principale e superiore che l'opera e lo rende atto
al movimento e al mantenimento di queste stesse forme. Questa causa superiore, come abbiamo visto, non altro che
questi agenti settenari spirituali divini, che presiedono come capi alle differenti operazioni e ai differenti movimenti di
tutti i corpi ai quali essi fanno operare i loro pensieri e la loro volont secondo come li hanno concepiti (122-123).
8
cfr. E. R. Dodds: "The astral body in neoplatonism"
9
Negli animali dotati di sistema, vascolare, l'anima corporale, o veicolo, risiede nel sangue. Cos, Martinez conserva
un'antichissima credenza semitica la cui importanza - non inganniamoci - grandissima in psicofisiologia occulta (o
"immaginaria"; talora si dice "mistico" ma qui il termine ambiguo. La Bibbia lo conferma [cfr. Gen. IX, 4; XVII, 11
Deut. XII, 23] e il Corano [II, 166; V, 4; VI, 146]. Charles-F. Jean ("Notules de smantique braique") ha dimostrato
che la parola nefesch possedeva quattro valori: 1) gola, bocca, collo; 2) soffio, respiro, respirazione; 3) sangue, fluido
vitale; 4) anima materiale. Jean considera che il valore "sangue" potrebbe essere il pi antico (p. 712).
10
"Instructions aux Elus Cohen".
11
id. p. 242. Ma c' corrispondenza di ogni elemento costitutivo dei corpi, ivi compreso l'elemento fuoco che serve
loro da veicolo, con una realt di un altro ordine: Cos il principio acquoso ha una cor rispondenza incontestabile con i
corpi, considerato che essi traggono da lui la loro origine, come se essi si riunissero visibilmente in lui per la
dissoluzione che riduce dapprima tutti i corpi in acqua. Il principio mercuriale il tipo dell'anima animale, perch su di
lui cade la prima azione del principio centrale della vita di cui il riflesso
In terzo luogo, il principio fuoco realmente l'emblema dello spirito, perch la sorgente della vita, poich, non
appena separato dai corpi, essi cadono senza azione e ritornano ai loro principi. (Saint-Martin, "Lois temporelles de la
justice divine").

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forme (). Questa parte ignea che anima l'essere ritirata e si reintegra senza ritorno nello spirito
dell'asse che la produce. Queste produzioni o emanazioni degli spiriti dell'asse non possono essere
che temporali e momentanee. Non spetta che al Creatore emanare dal suo seno esseri spirituali
intelligenti e permanenti 12 .
Riassumiamo il capitolo, centrale, dell'asse fuoco centrale: Ogni essere di forma corporea ha avuto
origine da tre essenze spirituali: Mercurio, Zolfo e Sale sul quale gli spiriti dell'asse hanno agito per
cooperare alla formazione di tutti i corpi, non hanno cooperato a questa formazione che inserendo
nelle loro differenti essenze, un veicolo dei loro fuochi e su questo veicolo del loro fuoco essi
agiscono continuamente per il mantenimento e l'equilibrio di tutte le forme. Ecco ci che
chiamiamo vita passiva alla quale sottomesso ogni essere di forma, sia celeste, sia terrestre 13 .
Due capi, con la loro unione e con l'intima corrispondenza cooperano per primi all'azione di tutti i
corpi che decorano questo universo. Il Sole il secondo capo e verso il suo cerchio ci conduce il
nostro progresso sulla figura universale. Ma la tappa che si compie, nell'Immensit in cui
proliferano, si alimentano e si riassorbono le vite individuali, sar bastata a persuaderci che il
principale di questi due capi sempre l'asse fuoco increato, che d la vita e il movimento ad ogni
specie di corpi.
Del resto, la legge di analogia universale, voglio dire che regge l'universo e che nulla in questo vi
sfugge. Due capi, leggiamo: l'asse il isole; e l'asse il principale. Ma non c' assoluta dualit e il
sole l'immagine del fuoco centrale che ha cooperato alla creazione corporale universale e che ha
disposto interamente tutta la materia informe caotica a prendere forma, sviluppando le tre essenze
vitali corporali 14 .

Il Celeste

12

ted. p. 242-243. La materia, come ogni cosa, tende ad essere reintegrata. Non pu esserlo che nel suo principio.
Questo si chiama asse fuoco centrale. Ora, la materia illusoria, e la sua reintegrazione nel suo principio d'essenza
ignea significa il suo annullamento. Cos la cottura del l'agnello pasquale il tipo della reincarnazione delle essenze
spirituali nell'asse centrale da cui sono derivate. Giacch, come il fuoco elementare ha la propriet di ridurre in cenere
tutto ci che abbraccia, cos l'asse centrale ha la facolt di divorare e di dissipare interamente tutto quanto si reintegra in
lui, senza che ne resti alcuna apparenza ne alcuna sostanza conveniente e adatta ad essere abitata da uno spirito.
13
Martinez proponeva ai suoi discepoli una curiosissima "Esperienza per convincere della verit dell'asse fuoco
centrale, che innato in noi e che ogni corpo elementare non pu sussistere ed operare senza il suo potente aiuto" (testo
pubblicato per la prima volta ap. R. Amadou: Trsor martiniste, p. 48-49). Durante l'esperienza appaiono tre essenze
spirituali. Saint-Martin l'ha ripresa. Il ternario, dice, ancora sensibile alla decomposizione della luce. Guardatene una
fissamente, poi allontanate la vista dalla luce, vedrete un punto rosso al centro, poi un cerchio nero, poi un cerchio
azzurro. Questa immagine dipinge i tre principi dei corpi. (Dei Numeri, p. 68)
14
"Estratto dal Catechismo degli Eletti Cohen" ap. Amadou: Trsor martiniste

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I sette cieli ricevono dal sopraceleste tutte le loro virt e tutti i loro poteri e poi li comunicano al
corpo generale terrestre. Tale l'ordine che regna tra questi tre mondi.
Tre mondi: Il sopraceleste,il celeste e il terrestre. Tre mondi o tre immensit di fronte o piuttosto
sotto l'immensit divina con cui tutta via il cerchio sopraceleste degli spiriti denari pone un diretto
legame. Il celeste e il terrestre costituiscono la creazione universale. Questa nozione ritorna
parecchie volte sotto la penna di Martinez; occorre definirla.
La creazione universale che talvolta chiamata brevemente l'universo (il che non semplifica
niente), comprende tre parti:

1. L'universo (propriamente detto che una circonferenza nella quale sono contenuti il generale e il
particolare. , salvo errore, l'immensit celeste;
2. La terra o la parte generale (o il generale) dalla quale emanano tutti gli elementi necessari a dare
la sostanza al particolare;
3. Il particolare, che composto da tutti gli abitanti dei corpi celesti e terrestri 1 .

Questa tripartizione riflette, al livello del creato la triplice essenza divina. Una relazione attribuisce
l'universo all'Intenzione divina, il corpo generale alla Volont di Dio, e il particolare alla sua Parola.
Cosi il ponte gettato dalla cosmosofia verso la mistagogia.
Dunque tre mondi: il sopraceleste, il celeste e il terrestre. Gli ultimi due appartengono alla creazione
universale e il mondo celeste l'avvolgimento del mondo materiale (materiale terrestre).
Sbarchiamo,attraverso l'asse fuoco centrale, dall'immensit sopraceleste da cui provengono l'ordine,
la virt e la potenza d'azione di tutti gli spiriti che agiscono nell'universo. I suoi quattro cerchi,
impercettibili ai mortali ordinari, strapiombano l'immensit celeste. Eccoci ritornati a questa. La
terra sar la prossima nostra tappa. Passeggiamo nei cieli, sulla montagna spirituale chiamata Sinai,
che li simboleggia e annuncia la distanza che intercorre tra l'Essere creatore (manifestato nel
sopraceleste) e la creatura generale o la terra.
Ora, spiegava Mos a Israele, tu vedi che si pu dividere questa montagna in due modi, in tre parti e
in sette parti.
La prima divisione quella dei tre differenti cerchi dove gli spiriti minori compiono le loro
operazioni spirituali pure e semplici, secondo l'ordine immutevole che hanno ricevuto dal Creatore,
per giungere alla loro riconciliazione ed alla loro reintegrazione nel sopraceleste.
La seconda divisione del celeste di sette cerchi planetari che racchiudono i sette principali agenti
della natura universale. Questi cerchi si sovrappongono ai tre cerchi della prima divisione. Poich
1

Che altre volte (vedi inizio del precedente capitolo) forma due mondi ai quali si unisce, terzo, il superceleste.

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tutti i corpi planetari e elementari occupano il campo dei cerchi sensibile, visuale e razionale. Ecco
in che modo.
Il cerchio razionale, pi elevato, costituito da un solo cerchio planetario: lo si chiama anche
cerchio di Saturno o Saturniano I. Questo cerchio superiore planetario separa tutti gli altri cerchi
planetari dai quattro cerchi sopracelesti. Serve da sostegno ai cerchi sopracelesti.
Il cerchio visuale costituito, anch'esso, da un solo cerchio planetario, quello del Sole.
Tutti gli altri cerchi planetari inferiori sono compresi nell'immensit del cerchio sensibile 3. Questi
cerchi inferiori sono: Mercurio, Marte, Giove, Venere e la Luna; questo l'ordine dei cerchi
inferiori planetari: Saturno 1; il Sole 2; Mercurio 3; Marte 4; Giove 5; Venero 6 e la Luna 7
(ogni cerchio spesso designato con il suo numero d'ordine, il quale ordine si inserir se tu vuoi
cominciare a contare dal cerchio lunare).
Nel cerchio planetario. non c' che un astro e gli astri di materia illusoria non sarebbero nulla se i
loro cerchi non fossero popolati da spiriti. Questa doppia precisazione sembra il meno che si possa
aggiungere allo schema del celeste, allo scopo di evitare che la semplicit non degeneri in
semplicismo; doppia precisazione che spiego.
Un cerchio planetario composto da sei principali stelle uguali in grandezza, virt e potenza, le
quali ricevono l'ordine d'azione, di movimento e d'operazione, dalla stella superiore che sta al centro
delle sei che compongono il cerchio planetario. Negli intervalli di queste stelle, c' una infinit di
altri corpi che chiamiamo: segni ordinari planetari, chiamati volgarmente: piccole stelle.
D'altra parte, Dio attribu sette principali spiriti a tutta la creazione per sostenerla in tutte le sue
operazioni temporali, secondo la durata settenaria che le ha fissato. Questa unione dei sette
principali spiriti ci indicata dall'operazione dei sette pianeti che operano per la modificazione la
temperatura (cio la regolazione) e il sostegno dell'azione dell'universo.
Ma nel piano del celeste (e del terrestre), l'universale pluralit dei mondi abitati non meno
comprensiva che estensiva: tutti i pianeti (e sappiamo che cosa intendere con questo) sono abitati da
esseri di diverse classi. Stavo per scrivere che li simboleggiano. Sarebbe vero in parte. Ma restiamo
fedeli all'immaginazione martineziana.
Ad ogni cerchio sono affidati rispettivamente i sette principali esseri spirituali maggiori che operano
per la conservazione e il sostegno di questo universo. Ma si osservano pure nell'universo degli
abitanti, e si possono considerare in numero infinito, vista la moltitudine dei differenti esseri
animali, spirituali minori, e spiriti puri e semplici divini che abitano questi cerchi planetari.
Gli spiriti del celeste posseggono un corpo, senza il quale la loro natura spirituale pura li priverebbe
di agire sul mondo materiale. Questi corpi formano una sfera che mantenuta e dotata di sostanza
direttamente dal fuoco degli spiriti dell'asse da cui questi corpi sono emanati. Sono differenti dai

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corpi che affliggono gli uomini decaduti. Cos gli angeli del celeste, lungi dall'aver bisogno degli
elementi materiali, sono essi che contribuiscono all'azione degli elementi; essi godono
continuamente della stessa temperatura; non ricevono alcun nutrimento dalle produzioni e dalla
vegetazioni della materiali loro corpi non essendo atti a nutrirsi cos. (Sar diverso per gli uomini
terrestri).
Altrettanto per gli spiriti buoni che Dio ha incorporato e che operano ciascuno secondo la propria
legge per la durata del tempo che gli prescritto; per una durata di tempo che come un'eternit a
paragone della durata del corpo degli abitanti del mondo materiale.
Ma l'universo non sfugge agli spiriti malvagi. Come potrebbe poich votato al loro
imprigionamento? I cerchi planetari custodiscono, in espiazione, degli esseri spirituali maligni, che
si oppongono alle potenze e combattono le facolt di azione buone che gli esseri spirituali buoni
hanno il compito di spandere nel mondo intero, secondo le leggi d'ordine innate in essi per il
sostentamento e la conservazione dell'universo.
Nel piano del minore, la coesistenza bellicosa degli spiriti buoni e degli spiriti cattivi fonda la
teognosia e la teurgia cerimoniale. Per conoscere e per vincere, l'uomo nella presente condizione,
dipende dagli spiriti e deve stabilire con essi rapporti adeguati di pensiero e di forza. Deve
accogliere i suggerimenti dei buoni e respingere quelli dei cattivi. Ora, una delle forme di questi
suggerimenti consiste in ci che il volgare chiama influenze planetarie che sono le une benefiche e
le altre malefiche 2 .
Ma il particolare, anche importante, ci perderebbe. Trascuriamo l'astrologia, umana, troppo umana a
profitto dell'astrosofia universale. Consideriamo l'ampiezza dell'atto e la distribuzione delle parti
sulla scena celeste.
I quattro cerchi sopracelesti riflettevano; nel loro assetto, l'immensit divina. Ora questo stesso
assestamento si trova ripetuto nel celeste, con i cerchi di Saturno, del Sole di Mercurio e di Marte,
con i quali cerchi i quattro orizzonti celesti sono distintamente segnati.
Questi quattro cerchi maggiori celesti che ripetono tutti insieme la vera figura del sovraceleste,
questi quattro pianeti, Saturno, Sole, Mercurio e Marte, in intimo legame influenzano e governano
con le loro potenti virt, i tre pianeti inferiori dei tre angoli dell'ultimo triangolo celeste. Da questi
ultimi tre pianeti che si chiamano volgarmente Giove, Venere e Luna, il corpo generale terrestre
sostenuto, per operare secondo la sua natura, e che mantenuto nel movimento e nell'azione propri
e convenienti alla vegetazione che gli naturale. Giove, come capo dei due altri pianeti, coopera
alla putrefazione, considerato che non vi nessuna produzione senza putrefazione. Venere coopera
al concepimento, poich, senza il concepimento, il seminale riproduttivo di ogni essere di forma
2

Nuova spiegazione del simbolo che suggerisce pure il signore al centro della sua Corte e Dio al centro della creazione
universale.

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resta senza effetto. E la Luna, cerchio sensibile, o involucro umido, coopera, con il suo fluido, a
modificare e mitigare lazione e la reazione dei due principali capi della vivificazione corporea
temporale, che sono l'asse centrale e il corpo solare.

Limmensit celeste, e, in modo pi particolare, il centro delle sue quattro regioni superiori,
costituisce il paradiso terrestre. Che la terra d'oggi non ospiti pi il paradiso, dire troppo poco.
Essa non ne mai stata la sede. Lo ha sostituito come una prigione sostituisce, per il prigioniero, il
giardino in cui stato arrestato in flagrante delitto e che recuperer, dopo la sua liberazione, tale
l'assassino i luoghi del suo delitto. Se il paradiso celeste, secondo Martinez, per simboli detto
"terrestre", senza dubbio per suggerire pi efficacemente che naturale. Poich si potrebbe
dimenticare, certamente a torto, che l'immensit dei cieli appartiene alla natura. Ora, essa vi
appartiene cos interamente che il paradiso sparir al momento dell'apocatastasi o reintegrazione
perfetta.

L'uomo gettato sulle terra deve, alla fine dei tempi, essere reintegrato nel suo cerchio sovraceleste
4. Ma, sulla via, via di ritorno, dalla terra al sovraceleste, egli attraverser successivamente i tre
cerchi della creazione universale.
Certo; questi tre cerchi chiamati: cerchio sensibile, cerchio visuale e cerchio razionale, hanno in essi
la propriet di istruire l'uomo nella conoscenza dello spazio e dei limiti della creazione universale,
generale e particolare, ma occorre che gli uomini siano in grandi tenebre se non considerano questi
tre cerchi che materialmente: non preoccupiamoci dunque o almeno non contentiamoci di studiare i
tre principali cerchi sferici per procurarci con maggior certezza i differenti mezzi per percorrere
tutta la superficie della terra.
Poich, in verit, questi tre cerchi non sono altra cosa che una estensione distinta nella quale i
minori equi finiranno di operare la loro azione temporale, invisibile all'uomo corporeo. Questa
operazione comincia nel cerchio sensibile; i minori passano nel cerchio visuale ove si compie la
forza della loro operazione spirituale che chiamiamo reazione d'operazione; in quanto l'estensione
di questo secondo cerchio infinitamente pi considerevole di quella del primo, nel quale i minori
hanno finito il corso dell'operazione naturale al loro essere: essi vanno a godere il riposo all'ombra
della riconciliazione, nel cerchio che chiamiamo razionale.
Ci confermato ed illuminato dalla tipologia: l'orrido cambiamento che si operato sulla forma
corporea del primo mago del Faraone ne allude al cambiamento di potenza spirituale che i minori
proveranno nei tre cerchi, sensibile, visuale e razionale, dove saranno costretti ad agire per un
tempo, due tempi e la met di un tempo. Il primo tempo , per il sensibile, il pi vicino alla materia

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terrestre; il secondo tempo , per il visuale, il pi vicino alla materia rarefatta e la met di un tempo
il razionale che il pi vicino al sovraceleste.
Lasciamo a malincuore l'immensa circonferenza celeste in cui i veri spiriti riconciliati andranno a
compiere la loro felice reintegrazione, prima di salire di una circonferenza ancora, e facciamo
ritornare la nostra immaginazione sulla terra in cui siamo. Che dico? esiliamola su questa terra dove
noi siamo senza esservi; senza che essa, soprattutto vi sia.

Il Terrestre

Al discepolo; l'estensione terrestre e l'estensione celeste, dove risiedono gli abitanti materiali e
spirituali formano ci che tu devi chiamare il mondo. Del mondo cos definito abbiamo giusto
giusto studiato la prima parte, cio l'estensione celeste. Ritorniamo alla terra o alla creazione
generale. Poich con la creazione generale si deve intendere la terra, la terra anche, dopo
l'universo in senso stretto e prima del particolare (cio tutti gli abitanti del cielo e della terra), il
secondo tutto componente l'universo.
Ricordiamoci: I sette cieli ricevono dal sovraceleste tutte le loro virt e tutti i loro poteri e poi li
comunicano al corpo generale terrestre. questo corpo generale che ci interessa.
Primo punto - che capitale: La terra ha una forma triangolare Questo mondo di materia non ha che
tre orizzonti notevoli: nord, sud e ovest. ci che dapprima insegna la tipologia: quando la prima
divisione israelita pass il mar Rosso, le tre differenti classi di persone che la componevano
significavano i tre angoli della terra: i vecchi, l'angolo d'ovest; le donne, l'angolo di mezzogiorno e i
fanciulli, l'angolo del nord, il che ti rappresenta ancora, precisa Martinez, offrendo un altro tipo, la
vera forma della terra come l'aveva rappresentata Adamo all'inizio con la divisione che ne aveva
fatto ponendo Caino nell'angolo del mezzogiorno, Set che il pi giovane della sua posterit
nell'angolo del nord e restando egli stesso all'angolo ovest al posto di Abele.
La corrispondenza tra i tre figli di Adamo e le tre regioni terrestri fu felice, provvidenziale senza
dubbio. La legge d'analogia la rendeva forse necessaria. Ma le costole del melone, caro a
Bernardino di Saint-Pierre, anticipano la divisione. Quando Adamo ebbe avuto cento figli, non pot
dividere la terra in pi di tre parti; la terra non avendone di pi e la sua forma essendo perfettamente
triangolare. Cos a causa della sua forma triangolare la terra fu ancora tripartita tra i figli di No che
erano tre, cio Cam a mezzogiorno, Sem ad ovest e Jiaphet a nord.
Perch la terra triangolare? Dapprima, rileviamo la corrispondenza dei tre cerchi sferici, il
sensibile, il visuale e il razionale con i tre angoli terrestri e la triplice divisione della creazione

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universale.
Constatiamo poi che la figura triangolare sempre stata considerata molto importante da tutti i
saggi delle differenti nazioni. Adamo, Enoc, No, Mos, Salomone, il Cristo hanno fatto grande uso
di questa figura nei loro lavori.
Immergiamoci nel simbolismo. Che cosa significa il triangolo? Un ternario, sicuro, una trinit, se si
vuole. Ma non - il soggiorno nell'immensit divina ce lo ha insegnato - la Santa Trinit del
Concilio di Nicea. la triplice manifestazione divina che, nella creazione in cui ci troviamo ora, ha
per corrispondenze le tre essenze spirituali. Queste hanno formato, tra le altre creature, la terra. Il
triangolo, qui, simboleggia dunque le tre essenze spirituali che hanno cooperato alla forma generale
terrestre di cui ecco la figura

L'angolo inferiore rappresenta il Mercurio; l'angolo verso mezzogiorno rappresenta lo Zolfo e


l'angolo verso il nord rappresenta il Sale. Ora, non che l'unione del principio spirituale o del
numero quaternario a queste tre essenze che ha dato loro un legame intimo e ha fatto prendere ad
esse una sola figura ed una sola forma, che rappresenta veramente il corpo generale terrestre diviso
in tre parti: Ovest, Nord e Sud.
Ecco come, con l'unione del numero 1 con il numero 3, dimostriamo la grande potenza del numero
quaternario che completa perfettamente la quadruplice essenza divina. Le tre punte angolari
emanano dal centro di questo triangolo. Questo centro composto da quattro lettere; vediamo
dunque assai chiaramente che ogni essere della creazione sottomesso e deriva dalla quadruplice
essenza divina e che lo spirito minore, con la sua emanazione quaternaria, porta realmente il nome
di questa quadruplice essenza.
Lasciamo il punto centrale, l'unit inserita nel ternario di cui si oserebbe dire che essenziale, ma
non specifico. Questo il ternario che indica la terra. Il numero ternario e dato alla terra o alla
forma generale e alle forme corporee dei suoi abitanti, come alle forme degli abitanti celesti. Ed
ecco la chiave nuovamente in mano: Questo numero ternario deriva da tre sostanze che
compongono le forme che chiamiamo principi spiritosi: Zolfo, Sale e Mercurio, come emananti
dall'immaginazione e dall'intuizione del Creatore. Mos, quando discese dalla montagna chiamata
volgarmente Sinai, spieg agli Ebrei riuniti la tipologia di pesta montagna. Il suo discorso, bello,
ricco, profetico in verit, dei pi pertinenti riguardo al corpo generale terrestre. Ascoltiamolo:
Questa montagna spirituale, che porta il numero denario o 1 occupa i1 centro del ricettacolo
generale e poich la terra ha una forma triangolare, questa montagna deve stare alla terra come il
punto o il centro sta a un triangolo. Tu sai che questa montagna si appoggia sul corpo generale
terrestre; ci non ti fa conoscere che questa terra racchiude in se stessa un essere vivente emanato
dal Creatore e simile a quello racchiuso nella forma apparente di tutti i minori. Il che ti conferma

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quanto ti dico, la regolarit e l'ordine infinito di tutto ci che si opera su questo corpo generale
terrestre.
Le virt e le potenze dell'Eterno si effettuano e si effettueranno sino alla fine dei secoli sulla
montagna spirituale di cui ti ho parlato e da l, essi si spandono sul corpo generale terrestre per farsi
risentire nelle tre parti di questa terra e nelle forme di tutti i suoi abitanti, sia nel generale, sia nel
particolare. Qui la parola generale attribuita agli animali irragionevoli e la parola particolare a
coloro che sono animati da un essere spirituale divino, sia celeste sia sopraceleste 3 .
Sugli abitanti in causa, una sola nota: essi sono, contrariamente a quelli del celeste, soggetti ad
essere alimentati dagli elementi materiali e sono esposti al cambiamento delle stagioni. a causa
dei loro corpi pi spessi e della eccezionale situazione della terra. Questa sola nota basta qui, poich
non si tratter ormai pi che del minore e degli altri abitanti della terra, almeno nei rapporti che
mantiene con essi. Un altro tipo ci apre il passaggio retorico dalla terra all'uomo, senza costringerci
all'artificio, poich tradisce il loro contatto metafisico.
Dopo un sogno meraviglioso, il posto che Giacobbe segn con tre pietre triangolari raffigurava la
forma corporea della terra. Egli rest al centro del triangolo per indicare che il Creatore aveva posto
l'uomo-Dio al centro della terra e, cos, al centro dell'universo, per comandare e governare tutti gli
esseri emanati e creati.
Non trascurare i soccorsi della terra sulla quale camminate; essa e il vero corno dell'abbondanza per
il nostro attuale stato. Tale sar la conclusione di questo capitolo; essa invita a estrarre il senso dalle
cose pi prossime. La Provvidenza le avrebbe messe senza scopo a nostra portata di mano?
Giungiamo al termine, l'uomo, presentemente confinato sulla terra.
Ma l'uomo, nella sua quaternaria essenza e per la sua vocazione conforme sublime e inalienabile,
sorpassa infinitamente le frontiere della pietosa situazione in cui questa essenza impedisce che sia
inghiottito e questa vocazione che permane. L'uomo nella figura universale, lo abbiamo visto
parecchie volte e lo vedremo ancora una volta nel luogo geometrico della terra e dell'uomo: il corpo
terrestre del minore. Ma per prenderne la misura, in mancanza di dissecarlo, converr situare
piuttosto l'uomo nei suoi rapporti con la figura universale, l'uomo in vocazione nel linguaggio delle
sue risposte.
Prima, un registro dei numeri coeterni a Dio diriger le leggi immutabili che fisseranno la sintassi
delle sue risposte, non appena esse avranno tracciato le rette e le curve della figura universale. Non
ci resta che terminare l'esplorazione di questa, che fu una misurazione, esibendo l'anatomia
teosofica del corpo dell'uomo-Dio.

Circa un altro uso dei termini "generale" e "particolare" cfr. III, 4 all'inizio e alla nota N1.

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I1 corpo terrestre del minore

L'uomo. Il suo nome, per la prima volta si iscrive nel titolo di un capitolo? Questo titolo precisa
ancora che dell'uomo sar trattato solo il corpo terrestre e questo capitolo pone termine alla nostra
esplorazione. Singolare negligenza ... ma negligenza illusoria.
L'uomo, infatti, lo abbiamo incontrato e lo ritroveremo. Direi senza posa?
L'abbiamo incontrato in ogni piano della figura universale: emanato da Dio, emancipato nel
sovraceleste e nel celeste, caduto sulla terra. La presenza dell'uomo, di diritto o di fatto, secondo il
tempo fuori del tempo, non meno universale della figura di cui finiamo il percorso e dove,
per conseguenza, egli onnipotente. E tale ci apparso.
Lo ritroveremo quando, dopo avere attraversato le quattro immensit, si tratter di dichiarare e di
qualificare il rapporto teorico e pratico dell'uomo con esse: come il minore pu e deve, nel suo stato
presente che uno stato secondo, sostenere la sua parte eterna? Come l'uomo, cio l'uomo-Dio, pu
e deve conoscere e agire, cio esercitare la teognosia e la teurgia?
Ora, questo capitolo, il cui oggetto sembra meschino, cardinale per la nostra scienza dell'uomo.
Poich il corpo terrestre che crea la differenza dall'uomo glorioso all'uomo decaduto. il corpo
terrestre che per l'effetto della sua imposizione allo spirito minore, ha cambiato le regole del gioco.
E il corpo terrestre dell'uomo a un tempo lo castiga e l'aiuta. Perch essendo terrestre, in maniera
che questa doppia funzione incomba alla materia.
L'uomo decaduto possiede un corpo di materia: dato di base, evidente, ma di cui occorre
approfondire un poco il senso nel contesto martineziano.
Vi accordo, con Saint-Martin e secondo Martinez, che l'uomo aveva necessariamente un corpo nella
sua prima origine; ma questo corpo materiale di cui parla Mos non che il secondo, non che
quello che ha seguito la caduta. Sono le pelli di animali con cui Dio lo copri (Genesi, III, 22) 1 .
Il corpo originale, sotto il quale Adamo aveva dissimulato il suo ardore, era simile a quello che tutti
gli spiriti emancipati hanno dovuto rivestire allo stesso scopo; sforma puramente spirituale e
gloriosa. Ma il suo corpo di oggi costituisce una prigione di materia. Queste due forme, dunque,
tutto ci che le distingue, che la prima era pura inalterabile, mentre quella che presentemente
abbiamo passiva e soggetta alla corruzione. Del resto, quest'ultima conserva la stessa fgura

Al dr. J. Ch. Ehrmann, 2 luglio 1787. Amadou: Trsor martiniste, p. 142.

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apparente del corpo di gloria nel quale Adamo era stato emanato 2 . Analogia simbolica dei due
corpi successivi dell'uomo: secondo dati di base.
Prendiamo questi due dati prima facie. La loro conseguenze etiche saranno, lo ripeto, analizzate pi
tardi.

Poich il corpo materia, ricordiamoci di ci che la materia. Siamone sicuri: non si deve affatto
considerare questa forma corporea come un corpo reale di materia esistente sessa non deriva che
dalle prime essenze spirituali destinate, dal primo Verbo di creazione, a trattenere le differenti
impressioni convenienti alle forme che dovevano essere impiegate nella creazione universale 3 .
Come ogni essere di materia, il corpo chiamato a rientrare nel nulla - che dico? a manifestare il
suo nulla. Poich nulla sfugge alla reintegrazione e la reintegrazione, per la materia,
cancellazione. Ora, la putrefazione la prima tappa della cancellazione che attende il corpo terrestre
dell'uomo. Questo fenomeno, normale dopo la partenza dell'anima spirituale, affascinava Martinez
che in parecchie riprese ne analizza il meccanismo.

Cos: Oltre al potere che ha il corpo dell'uomo di riprodursi corporalmente, c' ancora quello di
vegetare degli animali passivi che sono realmente innati nella sostanza di questa forma materiale.
Dunque sempre dalla reazione dei tre principali operanti che deriva la putrefazione e questa
putrefazione procura l'esplosione degli animali rettili il cui seminale sparso nel corpo generale
dell'uomo.
Ecc. Ma tratteniamo il senso generale della putrefazione. questa putrefazione che degrada e
cancella interamente la figura corporea dell'uomo e annulla questo miserabile corpo, come il sole fa
sparire il giorno dalla superficie terrestre, allorch la priva della sua luce. Il primo stadio del
cancellamento del corpo simboleggia, nello stesso tempo che prepara, il cancellamento totale,
annullamento della materia compresovi il corpo terrestre dell'uomo, insomma la sua reintegrazione.
Forma materiale, il corpo del minore non ha, nella sua immagine, altra origine che l'immaginazione
divina: il suo corpo glorioso del resto il suo corpo terrestre. L'uno e l'altro sono nello stesso modo
figura. Ma al secondo, che il corpo attuale dell'uomo, Martinez, sollecitato dall'urgenza del nostro
dramma e preoccupato dalla esposizione comoda, riserva l'analisi simbolica di cui suscettibile.
Consideriamola.

Esempio delle approssimazioni verbali di Martinez. Dio non emana che puri spiriti. In caso di bisogno occorre ad essi
un corpo: quando sono emancipati. Ma il minore fu emancipato non appena emanato, poich era stato emanato in vista
di operare all'esterno dell'immensit divina e dunque appena provvisto di un corpo.
3
Nel simbolismo massonico degli Eletti Cohen, la palla di terra designa l'origine della mia forma corporea, l'acqua e
l'urna infiammata i due principali elementi che la sostengono in tutto l'individuo () (Catechismo de Maitre Elu Cohen,
ap. Papus: Martinez de P. , p. 243)

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Ogni immagine uscita dall'immaginazione divina che cosa se non un simbolo? Ora, il corpo
dell'uomo e uno dei tipi pi sublimi che la terra abbia mai portato. Le Tavole stesse della Legge
sono solo in tipo di questo tipo: la figura del corpo dell'uomo, nelle quali sono impressi i caratteri
della legge del Creatore. E Martinez osserva le mani, i piedi dell'uomo, per esempio.
Vediamo il principale, il pi generale.
Ogni atto da parte dell'Eterno costituisce un centro con tre angoli. Il centro emanato l'immagine
dell'essere prodotto: i tre angoli, l'immagine delle sue facolt o potenze 4 . Ora, ogni atto da parte
dell'Eterno un essere, costituisce un essere, un essere sia emanato, sia creato. Il simbolo del
triangolo cos esteso la causa formale di una infinit di bambole prolifiche.
Il corpo dell'uomo pure un triangolo. E, infatti, il ternario segna questo corpo.
Li segna dapprima con il numero dei suoi principi costitutivi derivati dalla materia primitiva, posti
tra il caldo e l'umido. La forma del minore animata corporalmente dalle tre essenze animali o
spirito vitali, Mercurio, Zolfo e Sale; l'attivo al mercurio, il vegetativo allo zolfo, il sensitivo al sale.
Le tre essenze animali e i tre principi corporei, solido, fluido e l'involucro formano un numero
senario che completato dallo stesso che lo rende corporalmente e spiritualmente settenario. La
forma dell'uomo ancora ternaria per mezzo del solido, del fluido e della carne. Essa diventa
quinaria con i nervi e le cartilagini. Diventa senaria con il midollo, di nove con le tre essenze
animali, infine denaria con l'unione del minore alla forma per rappresentare un solo individuo 5 .
Poi la carcassa intera d'una forma umana in tre parti, cio: la testa, 1; il tronco, 2; e le ossa iliache, 3
() hanno ciascuna delle propriet e delle facolt differenti e queste differenti facolt costituiscono
una perfetta allusione ai tre regni che conosciamo nella natura: l'animale, il vegetale, il minerale.
Questi tre regni sono contenuti nella forma terrestre, come le tre parti del corpo umano di cui ho
parlato, sono contenute nell'involucro che circonda tutta la forma. Non menziono le quattro
membra: le due bracciale due cosce con le gambe, perch non sono che delle aderenze al tronco.
Ugualmente gli organi delle principali funzioni del minore sono tre: l'occhio l'organo della
convinzione; l'orecchio, quello della concezione e la bocca quello della parola potente dell'uomo.
(Poich il ternario non potrebbe concepirsi senza la sua perfezione nel quaternario, occorre
aggiungere, a questi tre organi esterni, il: cuore; ed ecco le quattro parti del tabernacolo degli
Ebrei).
Da un triangolo all'altro: Adamo, con i tre principi spiritosi che compongono la sua forma di
materia apparente, e con le proporzioni che vi regnano, l'esatta figura del tempio generale
4

Saint-Martin: Des nombres, 1843, 7, p. 32. cfr. questo stesso passaggio citato e commentato sopra III, 1, n18 a
proposito della triplice essenza divina.
5
Istruzioni agli Eletti Cohen, apud: Vulliaud: Les Roses-Croix lyonnais p. 247.

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terrestre, che sappiamo essere un triangolo equilatero. In particolare, le tre parti materiali che
compongono il corpo dell'uomo alludono alla forma corporea della terra, che e triangolare e, con
ciascuno dei suoi angoli, designa la divisione di ogni corpo. L'angolo d'oriente indica l'origine del
solido del corpo dell'uomo; quello di mezzogiorno la parte fluida che chiamiamo sangue; e l'angolo
a nord, la parte materiale che chiamiamo graticcio o l'involucro del corpo dell'uomo 6 .
Il corpo dell'uomo dunque il mondo particolare o il piccolo mondo. In altre parole: il microcosmo.
dunque una Loggia o un Tempio che la ripetizione del tempio generale, particolare e universale
7

Raccogliamo tutto quanto precede. La forma dell'uomo l'immagine e la ripetizione generale della
grande opera del Creatore. L'uomo con la sua forma porta la reale figura della forma apparente che
apparve all'immaginazione del Creatore e che fu operata poi da operai spirituali divini e sostanza di
materia apparente solida passiva, per la formazione del tempio universale, generale e particolare.
Ogni triangolo ha il suo centro. Quale quello del corpo? Quale l'Eterno nel suo Tempio, tale
l'Apprendista Massone nella sua Loggia, l'uomo nel suo corpo sta a questa forma triangolare come
il G:. A:. (Grande Architetto) sta al centro della circonferenza 8 . Cos il minore al centro della sua
forma triangolare; l'uomo con il suo corpo al centro del triangolo terrestre; Dio stesso nella sua
immensit, nella sua creazione, nel suo uomo.
L'uomo o il minore, lo spirito minore che non si confonde con il corpo e questo ultimo triangolo
lo conforma mentre designa il suo centro.
Sotto due rapporti il corpo ci apparso ternario. Ecco un terzo da cui procede la conclusione
annunciata.
La forma corporea dell'uomo suscettibile di contenere tre specie di vite differenti, il che mi
accingo a farvi capire.
La prima la vita della materia, che chiamiamo istinto o vita passiva che innata nella forma
dell'animale ragionevole come in quella dell'irragionevole. La seconda la vita spirituale
demoniaca, che pu incorporarsi nella vita passiva. La terza la vita spirituale divina che presiede
alle due prime.
Ora, la vita spirituale divina che presiede alle due altre vite non meno essenziale per proprio
movimento. Certo essa dirige l'uomo intero, ne costituisce pure l'attivit essenziale. Il minore
spirito divino. Lo sappiamo del resto, ma il passo buono per ricordarlo.
Vi viene insegnato che l'uomo fu creato ad immagine e rassomiglianza di Dio. Essendo il Creatore
puro spirito, non con la sua forma corporea che l'uomo pu essere sua immagine e rassomiglianza
6

Estratto dal Catechismo degli Eletti Cohen, ap. Amadou: Trsor mariniste
Istruzioni agli Eletti Cohen, ap. Vulliaud: Les Roses-Croix ... p. 232.
8
Estratto dal Catechismo degli Eletti Cohen, Amadou: Trsor martiniste, p. 26.
7

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(n, aggiungerei, con il suo istinto o con la sua vita demoniaca), dunque non pu essere che per
mezzo delle sue facolt spirituali 9
Dunque, nella creazione universale non si deve comprendere l'uomo o il minore che oggi al centro
della superficie terrestre. Poich il corpo , non che prigione di materia. Ripeto la formula, poich,
se ne sottolineavo poco fa il secondo termine - la materia - ne sottolineo ora il primo: la prigione. Il
corpo una tomba secondo il gioco di parole platonico. Per esso l'uomo soffre le pene e le
sofferenze che l'anima deve operare congiuntamente alla sua forma corporea in questo universo, in
rapporto alla prevaricazione ed alla sua unione con la materia. Essa non avrebbe affatto provato i
patimenti connessi con questi unione materiale se fosse restata rivestita del suo primo corpo di
gloria; ma, essendo decaduta per il cattivo uso che fece del suo libero arbitrio, diventata soggetta,
a causa della sua unione materiale, alle influenze degli elementi 10 .

Martinez spiega assai bene: Ogni forma corporea sempre un caos per l'anima spirituale divina
perch questa forma di materia non pu ricevere la comunicazione dell'intelletto spirituale divino,
non essendo che essere apparente. Al contrario, il minore, con la sua emanazione, suscettibile di
ricevere, ad ogni istante, questa comunicazione, perch un essere eterno.
In breve, il corpo di materia non pu avere nessuna parte in ci che si opera tra il minore e lo spirito
divino.
E pertanto ... . Pertanto, il corpo terrestre dell'uomo partecipa alla parte ambigua della materia. Le
chiavi della libert pendono ai muri della prigione. L'incorporare modifica le leggi secondo le quali
il minore pu operare. Ora; queste nuove leggi tengono conto del corpo stesso e per operare ormai il
minore non deve ignorarlo.
Gi abbiamo letto nella sua forma un pro-memoria del piccolo evaso. Per applicarne le consegne,
per conoscere e agire - nel solo modo che valga: divinamente - l'angelismo sconviene. Meglio: che
il diavolo porti la sua pietra e, affinch il corpo ci serva, serviamoci del corpo.
Cos il corpo, dalla parte del minore come gli dei, dalla parte di Dio, si integrano alla coppia che
l'uomo e il suo Creatore compongono secondo i principi di una fisica Trascendente e dove dai lavori
teognosici e teurgici risulta una forza potentemente centripeta.

Istruzioni agli Eletti Cohen, ap. Vulliaud, op. cit. p. 227. Sulla costituzione e sulle relazioni dell'uomo o minore che non il proprio corpo - cfr. infra, V parte.
10
Estratto dal Catechismo degli Eletti Cohen ap. Amadou: Trsor martiniste, p. 19. Tra le influenze degli elementi
citate in ultimo notiamo le influenze planetarie. L'astrologia non concerne che gli uomini passati sotto gli astri. Cfr.
supra, III, 4, n2 dove si vede che le influenze planetarie sono infatti quelle degli spiriti che abitano i cerchi planetari.
Questa esegesi molto normale nel contesto di una dottrina che segnala spiriti ovunque e considera la materia illusoria.

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Delle leggi immutabili o Registro dei numeri coeterni.

Per concludere questo sommario prospetto della figura universale alla quale, lettore, torni e ritorni;
e a guisa di introduzione al capitolo che esigono i mezzi per comprenderla e esperimentarla (in altre
parole le "operazioni" poich siamo in gnosi dove inventariare, magari comprendere non serve
senza agire), Martinez stesso ci avvisa:
Considera dunque ci che ha causato la prevaricazione dei cattivi spiriti; rifletti su questa creazione,
rifletti sulla tua emanazione; imparerai a conoscere la necessit di ogni cosa creata e quella di ogni
essere emanato e emancipato; vedrai che tutte queste cose sono ordinate dal Creatore per essere e
agire in un'intima corrispondenza, cos come te lo insegna la linea diretta del cerchio denario e che
corrisponde con precisione dal sovraceleste al celeste sino al corpo generale terrestre e al centro
dell'asse fuoco centrale, fuoco che il principio della vita di ogni essere di corpo creato, fuoco che
mantiene in equilibrio tutte le forme, sia generali, sia particolari: senza il quale nessun essere pu
aver vita e movimento, fuoco che limita l'immensit dell'universo ed il corpo del movimento e
dell'azione di ogni essere contenuto nella creazione universale.
Leggi immutabili (...) governano tutto l'universo. Non c' un essere, sia creato, sia emanato, che
possa esistere, n agire in questo cerchio universale senza essere soggetto a queste stesse leggi. Le
chiavi offerte dalla vera scienza sono dei grimaldelli. Da Set ai giorni nostri, una stirpe senza
incrinatura li ha trasmessi, come un ripetitore. il beato Set infatti che, mediante Elia 1 , Dio istru
per primo sui segreti mezzi spirituali divini che contenevano e dirigevano tutta la natura, sia
materiale che spirituale. Ricevette immediatamente dal Creatore, con lo spirito, ogni conoscenza
della leggi immutabili dell'Eterno e apprese con ci che ogni legge di creazione temporale ed ogni
azione divina erano fondate su differenti numeri. Apprese dallo stesso Elia che ogni numero era
coeterno con il Creatore, e che con questi differenti numeri il Creatore formava ogni creatura, tutte
le sue convenzioni di creazione e tutte le sue convenzioni con la sua creatura. Pasqually a dare,
sedicente, la conoscenza dei numeri coeterni che sono innati nel Creatore.
Nessuna conoscenza dovrebbe interessare l'uomo pi di quella che permette, in verit, di spiegare
tutto a fondo, cio di comprendere ogni cosa. Poich questa virt dei numeri che ha fatto dire ai
saggi di tutti i tempi che nessun uomo pu esser sapiente, sia nello spirituale divino, sia nel celeste,
terrestre e particolare, senza la conoscenza dei numeri.
Dunque ecco, in un registro, la sintesi dei dati aritmosofici che cosparge il Trattato della
Reintegrazione degli Esseri.
1

Elia che interviene al tempo di Set: l'anacronismo svanisce alla luce della parte transtorica avuto dallo spirito di Heli
che il Profeta Elia ha manifestato. Questo tratto giudeo-cristiano di Martinez sar sottolineato a conclusione di questo
studio.

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Ecco le leggi immutabili dell'Eterno.

1. Numero dell'unit. Numero del primo principio di ogni essere tanto spirituale quanto temporale,
appartenente al Creatore, detto anche Padre.
2. Numero della confusione dove soffrono gli spiriti perversi e compatiscono i minori che si
uniscono all'intelletto degli angeli decaduti. Numero della confusione e per conseguenza, numero
della donna, ma anche numero della Volont, del Figlio che comanda l'azione.
3. Numero del cerchio degli spiriti inferiori che, per ordine di Dio, emanarono le tre essenze
spirituali costitutive delle forme, e che agiscono nel sole e con l'asse fuoco centrale. Dunque
numero del Verbo, poich il Verbo simboleggia il mezzo universale della creazione E numero
dell'Azione, dello Spirito Santo che dirige l'operazione. Ma anche numero del mondo temporale
stesso e dell'uomo che vi si sprofondato. Numero della terra; numero delle forme corporee degli
abitanti celesti; numero dell'anima passiva. Insomma, numero del mondo universale, secondo il
quale tutto prodotto e numero delle forme prodotte.
4. Numero uscito dal denario con l'addizione di 1 e 3 che termina e conclude le quattro potenze
divine del Creatore contenuto nel numero denario. Numero che contiene ogni specie di numero di
creazione divina, spirituale e terrestre. Sviluppiamo: Numero perfetto e incorruttibile dell'essenza
divina che quadrupla; numero del gran Nome divino che tetragrammatico. Numero del quale si
servi Dio per l'emanazione dell'uomo, che questo numero indica dunque poich segnala l'origine e
la potenza del minore. Da cui: Numero del cerchio degli spiriti minori e numero dell'anima. In
modo pi generale, numero dal quale sono derivate ogni cosa temporale ed ogni azione spirituale;
dunque, numero dell'asse fuoco centrale. Numero che presiede ad ogni essere creato. Numero
insomma dell'operazione Dio, come l'uomo sua immagine porta il quattro.
5. Numero imperfetto e corruttibile della materia, 3, aggravata dalla confusione, 2. O ancora:
Numero di quel sacrilego fantasma che avevano sognato gli spiriti orgogliosi: Dio pi - oh delirio
nella stessa espressione! - Dio pi l'unit arbitraria di un io in rivolta : 4+1. O ancora: Numero del
denario bipartito. Dunque numero demoniaco per eccellenza; numero di cui si servono i demoni per
operare la contro azione di fronte all'azione puramente spirituale divina; e, per appplicazione ahim,
numero della degradazione del primo uomo. Infine, numero delle trib d'Israele cadute in schiavit
e private di ogni azione ed operazione spirituali divine.

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6. Terza potenza divina. Numero emanato dal denario, da 1 e 2 che fanno 3 e 3 e 3 che fanno 6.
Numero della creazione universale; con questo numero il Creatore fece uscire dal suo pensiero tutte
le specie di immagini di forme corporee apparenti che sussistono nel cerchio universale. Numero
delle pratiche giornaliere che contribuiscono a sostenere il mondo di cui Dio continua senza posa la
creazione. Numero con il quale la materia apparente si reintegrer nel suo principio, e, per
conseguenza, numero profetico del carattere temporaneo di questa materia.
7. Seconda potenza divina. Numero emanato dal denario da 3 e 4. Numero perfettissimo che il
Creatore impieg per l'emancipazione di ogni spirito fuori della sua immensit divina. Numero
dello Spirito Santo appartenente agli spiriti settenari, rettori universali. Numero del cerchio di questi
spiriti maggiori e dunque, numero della riconciliazione, poich la potenza d'azione degli spiriti
maggiori si esercita sulle forme, 3, e sull'anima del minore 4.
8. Numero dello spirito doppiamente forte o della doppia potenza spirituale divina, 4x2, che era
stata affidata al primo minore e che non appartiene pi che ai minori eletti e, fra essi,
eminentemente, al Cristo di cui sono i tipi successivi, a meno che il Cristo non sia il loro archetipo,
magari l'uno dei tipi del Grande Eletto ricorrente.
9. Numero del mondo temporale moltiplicato per se stesso, 3x3: le tre essenze pi i tre elementi pi
i tre principi corporei. Dunque, numero demoniaco appartenente alla materia. Pi precisamente,
numero delle materie prevaricanti, sia dei demoni; sia dei minori. Ancora, per ritornare allo stesso:
Numero dell'unione del quinario imperfetto e corruttibile con il quaternario, perfetto e incorruttibile;
unione con la quale l'uomo degrada la sua potenza spirituale divina rendendola spirituale
demoniaca.
10. Prima potenza divina, da cui emanano la seconda, 7, e la terza, 6, le quali tre culminano e
terminano nella perfezione dell'essenza divina, 4. Numero unico e indivisibile del cerchio spirituale
divino che rappresenta nell'unit assoluta della Divinit, la quadruplice essenza - tetractis da cui
procede lo stesso denario. Numero della sorgente di tutto, poich in esso contenuta ogni specie di
numero di creazione e che in esso sono innati tutti i numeri terrestri, minori, maggiori e superiori.
Da questo numero denario deriva dunque ogni essere spirituale maggiore, inferiore e minore, come
ogni legge d'azione, sia spirituale, sia spiritosa. Poich con questo numero, l'immaginazione
pensante divina ha concepito l'intera creazione.