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Scrivo questo articolo ora sullonda della notizia, indignata come non mai. Ci risiamo.

Ancora una volta il futuro di migliaia di famiglie, la condizione dei lavoratori, la democrazia stessa, sono state sacrificate agli equilibri politici, alle formule e alle alchimie parlamentari. Lo scioglimento anticipato delle camere, nonostante le richieste fatte a Napolitano dal comitato promotore e dai sindacati di rimandarlo di qualche giorno in modo da permettere la consegna delle firme, ha annullato tutti gli sforzi compiuti dai volontari, senza tenere conto della volont popolare emersa dal loro lavoro. Ha di fatto impedito la consegna dei moduli per listituzione del referendum per labrogazione delle modifiche apportate dal ministro Fornero all art 18 dello statuto dei lavoratori e per labrogazione dellarticolo 8 dellultima finanziaria del governo Berlusconi. Questi due quesiti abrogativi sono stati presentati lo scorso 11 settembre; erano giorni di polemica, di primarie e coalizioni e questo fece recepire liniziativa referendaria come lennesimo tema del dibattito di centrosinistra, lasciando sotto silenzio limportanza che questi quesiti rivestono, i diritti che questi articoli dovrebbero tutelare. I quesiti dice il professor Alleva, punta del comitato promotore sono la risposta a due attacchi paralleli, il primo attuato dal governo Berlusconi e il secondo dal governo tecnico, che per si muovono dalla stessa matrice liberista : Il referendum sullart. 18 interviene sulla riforma siglata dal ministro Fornero. Il governo ha cancellato la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo a fronte di una sentenza del giudice favorevole al lavoratore. Il comitato promotore parla di una manomissione in piena regola del principio guida dellart. 18. Il governo si legge nella comunicazione che accompagnava i quesiti al momento della presentazione in Cassazione ha agito con forte iniquit sul tema cruciale del mercato del lavoro, scegliendo di aggredire i diritti, le conquiste storiche del movimento operaio e il sistema di protezione sociale pubblico. Questo, ovviamente, secondo il governo, come ama ripetere il ministro Fornero, per combattere gli effetti della crisi, giustificazione applicata a qualsiasi riforma del lavoro approvata dal governo Monti e, in alcuni casi, seguita da lacrime di circostanza, finte, se ci fosse ancora il bisogno di precisarlo. Poi c lart.8. Nellagosto del 2011, allinterno della manovra economica, Tremonti e Sacconi, con quella che sembr a molti una modifica ad aziendam per la Fiat, demandarono agli accordi aziendali materie centrali per lorganizzazione del lavoro, come la classificazione e linquadramento del personale, le mansioni, lorario di lavoro, i contratti a termine, i contratti a orario ridotto, il regime della solidariet negli appalti o il ricorso alla somministrazione di lavoro. Con le modifiche introdotte dal governo Berlusconi dice sempre il professor Alleva ogni azienda in Italia,

teoricamente, potrebbe avere il suo diritto del lavoro. E capite bene cosa pu accadere se, in queste aziende, dovessero esserci uno o pi sindacati complici. Ogni riferimento alla Fiat volutamente casuale. In questi mesi centinaia sono stati i banchetti organizzati, con lobiettivo di doppiare la soglia delle 500mila firme. Un traguardo che non siamo ancora riusciti a raggiungere, a causa del silenzio opposto a questa iniziativa dalla televisione in generale e dalla RAI in particolare, nonostante il presidio fatto il 21 novembre davanti all'ingresso della sede di viale Mazzini 14, a Roma, per cercare di sbloccare la situazione e far pubblicizzare la campagna referendaria. Tuttavia malgrado il silenzio televisivo stata notevole la mobilitazione dei volontari a cui hanno fatto seguito dei risultati estremamente positivi, questo il pi notevole: al banchetto dellRSU dellElectrolux di Susegana (TV), a cui ha partecipato anche lassessore provinciale Amendola, nella sola prima mattinata sono state raccolte quasi mille firme. Alla notizia dello scioglimento delle camere, i membri del comitato promotore nazionale si sono subito mossi inviando un appello al Presidente della Repubblica e affinch, nel suo ruolo di garante della Costituzione, nel decidere la data di scioglimento delle camere, salvaguardi anche i diritti delle centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato e cui ormai il referendum appartiene ed partita l11 dicembre liniziativa 10'000 firme al giorno per 10 giorni che ha cercato di raccogliere in tutta Italia 10'000 firme al giorno per tentare di superare la soglia minima di 650'000 firme che si sono imposti. Tutto inutilmente. Tutto annullato allultimo momento utile. Ho un amico che a questo referendum ha dedicato tempo e fatica come mai lavevo visto fare prima, lho visto sedere a un banchino posto allangolo di una piazza tutti i fine settimana indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, lho visto cercare di avvicinare gente di ogni et per cercare di sensibilizzarli e di convincerli a firmare, lho visto venire snobbato da molti, ascoltato da altri, insultato da alcuni, pochi per fortuna. E come lui ho visto altri lavorare perch i nostri diritti non vengano cancellati, perch il precariato a vita non sia il destino prefissato per la maggior parte di noi, perch i padroni di fabbrica ( s, dico padroni ) non possano fare il bello e il cattivo tempo nella vita degli operai. Per questo sono molto delusa e indignata che i loro sforzi e quelli di altri migliaia di volontari siano stati resi inutili, che la volont popolare espressa dalle centinaia di migliaia di firme raccolte sia stata ignorata come troppe volte gi successo in passato, che giochi di palazzo, ormai troppo frequenti, abbiano annullato questa espressione diretta di democrazia e abbiano condannato lavoratori e precari a un futuro di sfruttamento lavorativo ( inteso, per i fortunati che un lavoro lavranno). Marta Terziani