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Il senato romano

Il Senato romano (in latino Senatus) era la pi autorevole assemblea dello Stato nell'antica Roma, un'istituzione
rimasta invariata nel corso delle trasformazioni politiche della storia dell'impero romano, il cui significato
era assemblea degli anziani, ed i cui membri erano chiamati Patres (nel significato di patrizio).
[2]

Storia
Et regia
Il termine senato deriva dal latino senex (anziani o padri)
[4][5]
, che significa vecchio, perch i membri del senato
erano inizialmente gli anziani del popolo romano.
Secondo la tradizione, il senato fu costituito da Romolo, il fondatore di Roma, era composto da 100 membri scelti
tra i Patrizi
[6]
ed era strutturato secondo l'ordinamento tribale tipico delle popolazioni indoeuropee di quel periodo
storico.
[7]
Queste prime comunit spesso includevano nei loro consigli tribali, gli "anziani", uomini di una certa
esperienza e saggezza.
[8]
Le prime famiglie romane erano chiamate gens ("clan").
[7]
Ciascuna di loro era formata
da un'aggregazione di famiglie sotto un comune patriarca, chiamato pater (dal latino "padre"), il quale era
l'indiscusso capo della gens.
[9]
Quando le gentes originarie si aggregarono in una comunit, i patres furono
selezionati tra i capostipiti delle varie famiglie
[10]
per formare un consiglio federale, che prese poi il nome
di Senato.
[9]
Fu cos che i patres capirono che ora era necessario avere un singolo uomo che li guidasse. Per
questi motivi elessero un re (rex),
[9]
e lo investirono di poteri sovrani.
[11]
Quando poi un re moriva, questo potere
tornava, almeno in via provvisoria, ai patres.
[9]

Il Senato dell'et regia di Roma ebbe, quindi, tre principali responsabilit: funzion, almeno con i primi quattro re,
come il tenutario del potere esecutivo durante l'interregnum,
[12]
ebbe il compito di consigliare il sovrano nelle
decisioni da prendere e di fungere da organo legislativo insieme al popolo di Roma.
[13]
La formula allocutiva
"patres (et) conscripti" faceva riferimento alla distinzione, all'interno dell'assemblea senatoria, di due categorie di
senatori: i "patres" cio i patrizi e tutti i loro discendenti, appartenenti al Senato romuleo primitivo, oltre ai
"conscripti" aggregati in un secondo tempo da Tarquinio Prisco.
Durante gli anni dei primi re, la pi importante funzione del Senato fu di eleggere il re. Il periodo tra la morte del
precedente sovrano e l'elezione del successivo era chiamata interregnum.
[12]
Quando un re moriva, un membro
del Senato (l'"interrex"') nominava un candidato che potesse succedere al precedente re.
[14]
Il Senato doveva,
quindi, dare la sua approvazione alla nomina, per poi essere sottoposto all'elezione formale davanti al popolo di
Roma
[15]
e ricevendo l'incarico definitivo, ancora una volta, dal Senato stesso che ne ratificava l'elezione.
[14]
E cos
mentre il re veniva ufficialmente eletto dal popolo, ci avveniva di fatto dietro indicazioni del Senato.
Il Senato aveva poi il delicato ruolo di consiglio per aiutare il sovrano nelle proprie decisioni. E mentre il re non era
vincolato ad un consiglio del Senato, il crescente prestigio del Senato costrinse di fatto i primi quattro re a non
trascurare la valenza politica di questo importante organo aristocratico. Tecnicamente, solo il re poteva creare
nuove leggi, sebbene fosse buona abitudine coinvolgere sia il Senato, sia il popolo attraverso i comitia curiata.
[13]

La leggenda racconta che fu Romolo a decidere che il senato fosse composto di
100 patrizi (patres
[4]
),
[2]
raddoppiato da Tarquinio Prisco
[16]
(o comunque aggiunse altri 100 senatori
[17]
), in seguito
ampliato a 300 membri da Lucio Giunio Bruto, tutti nominati dal rex. Il Senato raggiunse i 600 membri con Silla, i
900 membri con Cesare e fu in seguito riportato a 600 da Augusto. Si trattava dei capofamiglia delle cento gentes
originarie ricordate da Tito Livio.
Et repubblicana


Il Senato romano divenne organo fondamentale con l'instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. Secondo quanto
ci racconta Livio, uno dei primi provvedimenti del primo console romano, Lucio Giunio Bruto, fu quello di rinforzare
il senato ridotto ai minimi termini dalle continue esecuzioni dell'ultimo re, portandone il totale a trecento,
nominando quali nuovi senatori i personaggi pi in vista anche dell'ordine equestre. Da qui l'uso di convocare per
le sedute del senato i padri (patres) ed i coscritti (dove chiaro che con questo termine si alludeva agli ultimi
eletti). Il provvedimento aiut notevolmente l'armonia cittadina ed il riavvicinamento della plebe alla classe
senatoriale.
[18]

Al Senato venne conferito formalmente il solo potere consultivo, ovvero il diritto di essere consultato prima di far
passare una legge. Nonostante questo ruolo formale, il ruolo sostanzialmente esercitato era quello dell'assemblea
del ceto dominante in una repubblica oligarchica, simboleggiato dal potere esercitato mediante il Senatus
consultum ultimum.
Il senato si riuniva nella Curia che si trovava nel foro romano.
Nell'et repubblicana, per entrare in senato occorreva avere esercitato una magistratura. Dapprima vi furono
ammessi soltanto coloro che erano stati censori, consoli o pretori; in seguito il senato fu aperto anche agli ex edili,
agli ex tribuni della plebe e agli ex questori. Ogni cinque anni i censori redigevano la lista ufficiale dei senatori,
integrando i posti vacanti e, in rari casi, procedendo all'espulsione degli indegni.
Il Senato romano si poteva riunire solo in luoghi consacrati, solitamente nella Curia; le cerimonie per il nuovo anno
avvenivano nel tempio di Giove Ottimo Massimo mentre gli incontri di argomento bellico avvenivano nel tempio di
Bellona.
Le principali funzioni del Senato erano esercitate nei seguenti ambiti:
sacrale : sorveglianza sul culto, controllo dei collegi sacerdotali, fondazione di templi;
militare : controllo dell'imperium militiae, autorizzazione della leva (delectus), sorveglianza e coordinamento
delle operazioni belliche, assegnazione del trionfo o dell'ovazione per i comandanti vittoriosi, deliberazione
della fondazione (deductio) di colonie;
politica estera: accordi di pace, trattati, dichiarazioni di guerra, ricevimento e invio di "legati", cio
di ambasciatori;
costituzionale : controllo sulle magistrature;
legislativo : discussione e approvazione di progetti di legge da sottoporre
ai comizi, promulgazione dei senatoconsulto;
giurisdizionale : intervento nella giurisdizione dei magistrati;
politica finanziaria : spese pubbliche, tasse, entrate, amministrazione patrimoniale.
Il senato era di norma convocato e presieduto da un magistrato fornito di tale diritto, il ius agendi cum patribus: si
trattava del console o del pretore. Nella deliberazione dei comizi il magistrato doveva portare alla cittadinanza la
proposta relativa (ferre ad populum) e, se la cittadinanza acconsentiva, doveva riportare la deliberazione al Senato
(referre ad senatum) e chiederne la ratifica. L'auctoritas del Senato si configurava giuridicamente
nel senatoconsulto: era un parere dato dal pi importante collegio governativo al potere esecutivo, dietro richiesta
di quest'ultimo. La votazione per giungere al senatoconsulto avveniva in quattro fasi: formulazione della questione
da parte del presidente, chiamata di ogni senatore perch esprimesse la propria opinione, formulazione speciale
della questione da parte del presidente in base alle opinioni udite ed infine votazione sulla questione. La votazione
avveniva per discessionem: i votanti si separavano, da una parte andavano i favorevoli e dall'altra i contrari alla
proposta da votare, per cui si parlava di pedibus in sententiam ire. La patrum auctoritas era dunque la ratifica delle
deliberazioni comiziali da parte del senato e contro di essa non era ammesso il veto dei tribuni della plebe. In
seguito al decadere della supremazia dei patrizi, la lex Publilia Philonis del 339 a.C. trasform l'auctoritas in un
parere preventivo non vincolante per le rogazioni (rogationes) legislative. Esisteva un relator (relatore) per la
redazione del senatoconsulto che veniva poi custodito nell'aerarium posto nel tempio di Saturno dove si tenevano i
bilanci, il tesoro e l'archivio di Stato. Il senatus consultum ultimum era la legge marziale e veniva promulgato in
caso di pericolo e necessit molto gravi: i magistrati erano autorizzati a procedere immediatamente, venivano
sospese tutte le garanzie costituzionali, quali l'inviolabilt dei tribuni della plebe e la provocatio ad populum. I
senatori dapprima erano solo patrizi (patres), poi vi entrarono anche i plebei ricchi (conscripti, cio "iscritti"). A
seconda delle magistrature ricoperte precedentemente i senatori erano divisi in ordine di dignit decrescente nei
seguenti gruppi: censorii, consulares, praetorii, aedilicii, tribunicii, quaestorii. Il princeps senatus, primo senatore,
era il titolo attribuito dai censori al pi autorevole dei senatori, che quindi votava per primo dopo i
magistrati.
[19]
L'elevazione del civis (cittadino) a senatore era compito del rex (re) in et monarchica, del console in
et repubblicana. La carica era vitalizia. Esisteva la facolt censoria di escludere (praeterire et loco movere) i
senatori indegni attraverso apposito iudicium e relativa nota censoria. I senatori avevano diritto a posti privilegaiti
nelle pubbliche manifestazioni e a teatro. Indossavano la tunica con il laticlavio, il calceus senatorius (un
particolare tipo di calzare) e portavano l'anulus aureus.
[20][21][22]



Et imperiale
Principato
Augusto ridusse il numero dei senatori alla cifra di un tempo, pari a 600, e gli restitu la sua antica dignit
attraverso due selezioni: la prima era generata dai senatori stessi, in quanto ognuno sceglieva un collega; la
seconda era operata dallo stessoprinceps e dal fedele Marco Vipsanio Agrippa.
[23]
Svetonio racconta che in questa
circostanza, mentre presiedeva le sedute del Senato, Augusto indossasse una corazza e tenesse alla cintura un
pugnale, mentre dieci senatori, suoi amici fidati, selezionati tra i pi robusti, circondavano il suo seggio. In questo
periodo nessun senatore era ricevuto da solo e senza essere stato prima perquisito. Convinse alcuni a dimettersi
per convenienza e lasci che anche i dimissionari potessero continuare ad indossare il laticlavio, oltre al diritto di
prendere posto nell'orchestra durante gli spettacoli, avendo infine facolt di partecipare ai banchetti pubblici.
[23]

Ancora Augusto dispose che i senatori svolgessero le loro funzioni con maggior coscienza e meno insofferenza.
Decret che, prima di prendere posto a sedere, bruciassero incenso e facessero una sacrificio davanti all'altare
del dio nel cui tempio ci si riuniva; stabil che non si tenessero pi di due sedute al mese, una alle Calende e l'altra
alle Idi, e che durante i mesi di settembre e di ottobre fossero presenti solo un numero di senatori estratti a sorte,
affinch ci fosse un numero sufficiente per l'approvazione dei decreti del Senato.
[23]
Decise anche di creare,
mediante estrazione a sorte semestrale, un gruppo di consiglieri con i quali studiare le questioni, prima di
sottoporle all'intero Senato riunito in seduta plenaria. Sulle questioni importanti egli chiedeva un parere a suo
piacere, in modo che ciascuno facesse attenzione a come si esprimeva e si trovasse sempre pronto, come se
dovesse esprimere un parere e non come se dovesse semplicemente approvare.
[23]
Viet infine di rendere pubblici
gli atti del Senato.
[24]

Permise ai figli dei senatori, al fine di apprendere pi velocemente come si affrontassero gli affari della Res
publica, di vestire con il laticlavio, poco dopo aver indossato la toga virile e di assistere alle sedute del Senato. A
coloro che, in seguito, avrebbero affrontato la carriera militare diede la possibilit di entrare sia nella legione con il
grado di tribunus laticlavius, sia nelle truppe ausiliarie con il grado di praefectus alae. E poich ritenne necessario
che ciascun figlio maschio di senatore dovesse affrontare la vita dell'accampamento militare, mise normalmente
due ufficiali con il laticlavio al comando di ciascuna ala di cavalleria.
[25]
E ancora Svetonio racconta che Augusto:
Sempre Augusto elev il censo senatoriale, portandolo da ottocentomila a un milione e duecentomila sesterzi, e
diede la differenza ai senatori che non ne avevano abbastanza.
[26]
Per diventare, inoltre, senatori bisognava
essere ex-magistrati e l'assunzione di cariche magistratuali dipendeva dal beneplacito imperiale. L'imperatore
poteva inoltre introdurre in senato persone da lui scelte con la procedura dell'adlectio (promozione a) e guidava la
revisione delle liste dei senatori (lectio senatus). L'imperatore aveva il diritto di convocare e presiedere il senato,
cosa che poteva essere fatta anche dal console e dal pretore. In materia finanziaria il senato conservava
l'amministrazione dell'aerarium populi Romani, anche se il fiscus (tesoro) imperiale a mano a mano divent
sempre di pi il vero tesoro dello Stato.
[27]

Svetonio racconta che Augusto ebbe un ottimo rapporto con l'ordine senatorio. Nei giorni di seduta del Senato egli
salutava i senatori solo all'interno della curia e dopo che si fossero seduti, chiamando ciascuno con il suo nome,
senza alcun suggerimento. E quando se ne andava, salutava tutti allo stesso modo, senza costringerli ad
alzarsi.
[28]
Coltiv relazioni con molti di loro e spesso fu presente alle solennit celebrate da molti di loro, almeno
fino a quando non fu troppo vecchio. Si racconta che:
[28]

Tardo impero
Con Costantino I venne creata una seconda capitale a Costantinopoli, caratterizzata da un proprio Senato. Si cre
quindi un organismo speculare a quello dell'Urbe, detto Synkletos. Quest'ultimo, inizialmente, sembrava non
potesse competere per prestigio, con quello dell'antica capitale imperiale. I rivolgimenti del V secolo (fra cui due
sacchi di Roma e la definitiva caduta dell'Impero romano d'Occidente) infersero un colpo mortale a tale istituzione,
che pure alla fine di quello stesso secolo e agli inizi del successivo, seppur avendo perso gran parte della primitiva
importanza, continu a svolgere un ruolo di alto profilo. Durante i regni di Odoacre e soprattutto di Teodorico il
Grande il senato funse infatti da mediatore fra il patriziato romano e le vecchie classi dirigenti italiche da una parte,
e i re e le aristocrazie guerriere dei popoli germanici, dall'altra.
Le guerre gotiche segnarono l'estinzione, anche fisica, delle lite che fino ad allora avevano costituito il nerbo di
tale istituzione. Oltre ai molti senatori che avevano trovato la morte nel corso della guerra vi erano anche coloro
che, rifugiatisi in Oriente, preferirono restarvi, grazie anche alla favorevole legislazione giustinianea (e in
particolare grazie alla Prammatica Sanzione, del 13 agosto 554
[29]
). Le ultime attestazioni dell'esistenza del senato
le abbiamo nel 578 e 580. In quegli anni vennero inviati due senatori in qualit di ambasciatori, alla Corte
Imperiale di Tiberio II Costantino a Costantinopoli.
Papa Gregorio I in un'omelia, una decina di anni pi tardi, lamentava la scomparsa quasi totale dell'ordine
senatorio e il tramonto della prestigiosa istituzione, la cui fine pot dirsi definitivamente attestata nei primi decenni
del VII secolo con la trasformazione ad opera di papa Onorio I della curia, l'edificio in cui il Senato si riuniva, in una
chiesa: (Sant'Adriano al Foro). Nella seconda met dell'VIII secolo, il termine senatus riappare nuovamente nella
corrispondenza di alcuni pontefici, senza per avere alcun legame n con l'omonima istituzione, da tempo
tramontata, n con alcuna assemblea di nuova costituzione. Con tale denominazione si voleva piuttosto designare
il nuovo ceto aristocratico romano formatosi in et bizantina
[30]
.
Membri e nomina
Questo collegio, che nella vita romana ebbe un ruolo di preminente importanza, almeno in epoca
regia e repubblicana, sembra sia stato di nomina regia al tempo della monarchia, di nomina consolare e
poi censoria al tempo repubblicano.
[31]
Era formato, in epoca regia, dai patres gentium(intendendo con pater il
capo di un ampio gruppo, denominato gens), che altri non erano se non i capigruppo delle gentes originarie della
primitiva comunit latina.
[31]

Il numero dei patres and col tempo aumentando, grazie all'aggiunta di nuovi gruppi. Vennero, infatti, ricevuti
all'interno della comunit romana i principes Albanorum o il pater gentis della gens Claudia. I membri del senato
risultarono, di conseguenza, costituiti solo dai cosiddetti patricii, ovvero i membri dei gruppi primitivi e di quelli
entrati a far parte della comunit romana successivamente per cooptatio (ammissione o adozione all'interno di una
comunit).
[31]


Sedi e riunioni del Senato
Le riunioni del Senato in epoca repubblicana avvenivano a Roma in un luogo chiuso, a porte aperte, che fosse
pubblico oppure sacro (di norma un tempio). Una riunione dei senatori richiedeva per tradizione gli auspici, che
dovevano essere favorevoli. Locali adatti alle riunioni erano la Curia Hostilia sul Comizio e la Curia
Calabra sul Campidoglio, ciascuna con il relativo senaculum, ovvero il luogo di riunione dei
senatori. Cesare e Augusto innalzarono poi la Curia Julia sul Foro (che divenne sede stabile fino all'epoca tardo
antica).
Durante l'epoca tardo-repubblicana vennero innalzati il teatro di Pompeo (presso il quale sorgeva una
grande esedra rettangolare con una statua di Pompeo, cio la Curia di Pompeo) e il portico di
Ottavia (propileo al tempio di Giove Statore, usato anch'esso come sede), poco distante dal teatro, dove sorgeva
la Curia Octaviae alle spalle dei templi di Giunone Regina e Giove, che servirono abitualmente anch'essi come
luoghi delle assemblee.
[32]

Le cellae dei templi erano utilizzate per le sedute, tra cui quella del tempio di Giove Capitolino, dove aveva luogo
di norma la seduta per il primo giorno dell'anno in carica dei senatori, e quella del tempio di Giove Statore. Altri
templi utilizzati furono quello di Concordia nel Foro e il tempio della Terra. Riunioni potevano avvenire anche fuori
dal pomerio, dove c'era un senaculum presso il campo di Marte e sedute del senato vennero tenute in diversi
templi adiacenti.
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Tardo impero
Membri e nomina
Sedi e riunioni del Senato