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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCirALI SANTI, DEATf, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA OERARCIIIV
DELLA. CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALtA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE Di CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

\ OL. LII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLI.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

PAX PAT
r ATRlAllCFIlOoPATRIARCBIA, rato e gradevole, mentre lanciandosi fuo-
Palriarchìum. Residenza del palriarca, ri del tino in cui era accolta, abbruciò i

o Episcopio o Palazzo vescovile (^•). In soldati. Perciò il proconsolo vieppiù sde-


Roma le 5 basiliche patriarcali ebbero il gnato, gli fece troncare la lesta. S. Pa-
patriarchio per l'aljitazioiie de'4 patriar- tricio soffrì il ig di njaggio, ma non è
chi maggiori, ed il Patriarchio Latera- noto in quale anno, ed è nominato nel
nense (f^.) era l'ordinaria dimora degli martirologio romano il giorno 28 d'a-
antichi Papi. Pei patriarchi di Roma ve- prile, che sembra essere stato quello della
dasi Palazzi di R.oma e Palazzi aposto- traslazione delle sue relifjuie.
lici; per quelli dei patriarchi antichi o PATRIMONI DELLA CHIESA RO-
esistenti, i loro articoli e Patriarca. ÒMANA o S. SEDE, Patriinonia ecclesiae
PATRIARCHIO LATERANE.XSE. romanae. Beni e possessioni demania-
F. Palazzo Lateraxexse e Patriarcato. li della chiesa romana, che nel decorso
PATRICIO (s.), vescovo di Prusa in de'tempi per titolo di spontanea dedizio-
Bitinia, martire. Governava quella chie- ne odi donazione divennero signorie del-
sa, allorché Giulio proconsolo di Bitinia la s. Sede, chiamali ancora Palriinonio di

ivi recossi a prendere i bagni caldi, pei s. P/V;/'o, colla quale denominazione an-
quali Prusa andava fumosa, ed avendo- ticamente appellavasi cjualunque perti-
ne esso ritratto giovamento, per dimo- nenza della chiesa romana. Considerati
strarsi grato agli Dei, volle indurre Pa- nei primi secoli questi patrimoni anche
Iricio ad adorarli ed offrire uu sacrifizio per soli poderi, case e censi, o beni allo-
ad Esculapio. Irritalo per la fermezza del erano destinati principalmente al
diali,

santo vescovo, e per le ammonizioni che nianlenimento de'poi'me pei lumi (\&\-
gli fece, ordinò che fosse spogliato e get- la basilica di s. Pietro, ed il di più che
tato nell'acqua bollente; ma essa diven- rimaneva pel tesoro erario pontifìcio,
ne per il santo come un bagno tempe- ad uso del sacro palazzo patriarchio
4 PAT PAT
Jjateranense, residenza de' Pontefici. Né ni SI ùÙAmoFundusj l'aggregato di molti
mancarono luoghi o patrimoni negli stes- di questi fondi insieme uniti costituiva
si primi secoli, di tale interesse da me- una Massa j più masse insieme formava-
ritare le speciali cure dei Papi, i quali no un Palrinionium il nome di Fundus :

perciò al governo dei medesimi destina- è antichissimo, quello di Massa già era
vano non già fattori o altri ministri di introdotto nel IV secolo, l'altro di Pa-
bassa condizione, come sarebbe stato suf- trimoniuni, indicante beni ereditarli pa-
ficiente, se si fosse trattato di semplici terni, prima del VI secolo si applicò ai
tenute e fondi, fua distinti amministra- beni della chiesa romana, quindi al Pa-
tori, primari chierici della chiesa roma- irinionio delle chiese (F.). Non solo la s.

na e persone distinte del clero, come Sud- Sede possedeva patrimoni in occidente,
diaconi, Diaconi^IYotan, Difensori e Rei' ma nel IV secolo anche in oriente, che
tori{^V.^, che destinavansi a presiedervi, i per le turbolenze insorte essendosi dipoi
quali giuravano fedeltà alla tomba di s. resi di difficile esazione, dopo i tempi del-
Pietro, come notai ne' voi. XII, p. 23g, l'imperatore Teodosio I si fece permuta
XXXI, p. 202.Questoera l'uso che de'pa- coi patrimoni di Sicilia e Calabria. Piìi tar-

trimoni faceva la romana chiesa prima del di, ma inutilmente, anche s. Nicolò Ics.
temporale sovrano suo dominio, conse-
e Leone IX fecero vive rimostranze agl'im-
guito il quale, come nel principato più peratori greci, per essere reintegrati degli
grande divenne e rispettabile, tanto mag- occupali patrimoni orientali. Allorché e-
giormente fecealleoccasioni risplendere la sistevano, rendevano circa 5o,ooo scudi
pia sua liberalità nel cedere persino parte annui, come a (fermano, parlando de'patri-
de'suoi stati per sovvenire alle bisogne al- moni orientali, l'Alemanni, De Laler.pa-
trui. Il Papa s. Sotero del i yS accrebbe il rielinis, cap. 5, ed il Bianchini, in Anast.
pio e generoso costume usato dai suoi pre- Biblioth. t. 2, p. Sor . Nel pontificato di
decessori sino dalla nascente Chiesa, nel Pelagio 555, già la s. Sede posse-
I del
soccorrerecol patrimonio di questa anche deva il patrimonio Apulo o sia Puglia,
i bisognosidi rimotissimi luoghi e copio- ed il Siculo vastissimo che estendevasi per
samente, per cui flicevansi ancora le Col- tutta l'isola; di Pelagio II del 5'j'ò An-
Ielle di questua {V-). Malgrado le perse- tonino fu difensore del patrimonio di Si-
cuzioni, nel pontificato di s. Cornelio del cilia ;
grandi n' erano le rendite, onde s.

254> numeroso era il clero di Pioma, che Gregorio I del 5c)o, ordinò a Pietro sud-
colle persone povere era mantenuto dal diacono d'impiegare la somma di 5o lib-

patrimonio della Chiesa. Che Papi alle i bre d'oro per 1' acquisto di grani ad og-
chiese donassero de'fondi spettanti al pa- getto di spedirli a lioma, oltie quelli che
trimonio di s. Pietro, con l'obbligo di si erano raccolti dai fondi del patrimonio.
corrispondere e pagare annuo canone, ri- Dipoi patrimoni cambiarono nomi, co-
i

levasi dalle lettere di s. Gregorio I, e dal me r Apulo ed il Sannite, che si disse-


libro {\e Censi della s. Sede ( V.^ dal qua- ro patrimonio Beneventano e patrimonio
le si raccoglie, che chiese, monasteri e Salernitano, cos'i appellati dalle due cit-

ospedali erano a tali pensioni tenuti per tà primarie. Il registro di s. Gregorio lè


aver espeiimenlato la pontificia liberali- pieno di masse, fondi e patrimoni possedu-
tà, essendo la romana chiesa solita loca- ti da prima in utile dominio, e poscia o
re e dare in enfiteusi i fondi de'suoi pa- per isponlanee dedizioni o per donazioni
trimoni riserbandosi moderata corrispo-
, rimasti all'alto dominio della Chiesa in-
sta. Si deve avvertire, che fondi rustici i corporati ed un\i\.Y)a\\'epist. 5i del lib. 5
della s. ^iiòe ebbero diverse nomencla- di s. Gregorio I si legge, che allora la s.

ture. 11 fondo semplice di ristretti conll- Sede possedeva 2 3 pingui patrimoni, cioè
PAX p A T :

Sicilia, Siracusa, Palermo, Calal)iia,


Pu- lata successivamente anche cogli Siali
glia, Sanniti, due Campania, Toscana,
i tributciri{F.) ([uas'ì di tutta Europa, con-
Sabina, Norcia, Carseoli, Appia, Ravenna, tinuando nel possesso dei suoi patrimo-
Istria, Dalmazia, Illirico, Sardegna, Corsi- ni. Nel pontificato del successore s. Gre-

ca, Liguria, Alpi Cozie, Germaniciana e gorio III, l'imperatore Leone l'iconocla-
Gallia. Questi patrimoni quasi tutti han- sta, si usurpò gli antichissimi patiimoni
no particolari articoli, ed in alcuni eser- di Sicilia e Calabria, i quali pagavano in
citò Gregorio I anche il dominio tem-
s. lioma alle chiese dei principi degli apo-
porale, governandoli ed esercitandovi le stoli la cospicua somma di 3 talenti e
regalie euperiori, mentre nel napoletano mezzo d'oro. Le
erogavano an-
rendite si

vi esercitò l'alto dominio: egli stesso di- che in soccorso dei poveri dei medesimi
chiarò di essere stalo costretto ad eserci- patrimoni. patrimoni della s. Sede iu
I

tare le funzioni di principe sovrano. An- Sicilia erano di 3 specie e stalo. Il i.°di
che ai tempi di Onorio 1 del 625 la chie- semplici masse e fondi di utile dominio e
sa romana continuava a possedere im- proprietà della chiesa romana, e questo
portanti patrimoni in Italia e fuori di es- durò fino a buona parte del secolo VI.
sa, con beni signorili e demaniali dipen- L'altro stato fu di regalie superiori, che
denti dalla medesima : quel Papa posse- in quei amplissimi territori! acquistò la
deva un fondo in Ceprano , un secolo s.Sede per difesa dei coloni che vi abi-
prima che questo per dedizione divenis- tavano e per l'amministrazione della giu-
se dominio temporale della Chiesa, ed stizia, che gl'imperatori greci di necessi-

altro nel territorio di Centocelle o Civi- tà concessero ai Papi per la quiete dei
tavecchia. I patrimoni di Sicilia e di Cala- popoli, non essendo possibile in tanta di-
bria furono sollevati dalle pubbliche gra- stanza di luoghi provvedere a tutto. A
vezze da s. Agatone Papa del 678, che s'in- queste regalie superiori tenne dietro nei
terpose coli' imperatore Costantino HI, medesimi patrimoni nel secolo VIII l'al-
ed il successore Giustiniano li anch'egli to e supremo dominio, che la chiesa ro-
si mostrò liberale coi patrimoni della ro- mana acquistò dalla pia generosità di Car-
mana chiesa con Papa Cenone del G86, lo Magno, pel dono dei ducati di Bene-
pei patrimoni di Abruzzo e Lucania. A vento e di Spoleto, il cui figlio Lodovico l

Giovanni VII nel 707 furono restituite aggiunse poi la Sicilia eia Sardegna: que-
le Alpi Cozie. II patrimonio di Cuma lo sto è il 3." stato o specie di patrimoni os-
ricuperò s. Gregorio II dai longobardi sia di supremo ed alto dominio. Papa s.
che lo avevano occupato, essendo perti- Zaccaria fu sollecito della ricupera delle
nenze del napoletano, come Sorrento, invase terre, come del patrimonio di Sa-
Miseno, Gaeta e l'isola di Capri. Osser- bina; così Stefano HI, e con miglior suc-
va l'Amiaui, i)7emone f?j\F^«o,p. 78, che cesso s. Paolo I del 757, già formanti par-
per essersi ribellate all'imperatore Leone te del principato della Chiesa.
risaurico le provincie italiane per la guer- Adriano I pel dono dei ducali di Bene-
ra che avea dichiarato alle sacre imma- vento e Spoleto, acquistò il titolo di so-
gini, onde l'impero non esigeva più da vranità nei patrimoni e altre terre che vi
quelle i tributi, furono unite all'erario e possedeva. La chiesa romana sotto Gio-
camera imperiale tutte le rendite dei pa- vanni VIII deir872 già possedeva i pa-
trimoni che possedeva s. Pietro e la chiesa trimoni di Traetto, di Chicli e di Campa-
romana in Italia, che ascendevano a 3,5oo nia, al presente nel regno di Napoli. Lun-
talenti d'oro. Fu sotto s.
Gregorio 1 1, mor- go sarebbe parlare di tutti i numerosi
to nel 73 1, che propriamente ebbe ori- e ricchi patrimoni della s. Sede, però non
gine la Sovranità i^oni\Cicia(f^.), aumca- manco di farne menzione ai loro luoghi.
6 PAT PAT
Is'e trattano il Cenni ne' Monumenta do- tro. Davanzali , Not. della chiesa di s.

minalionis ponlificìaej e t\c\\tt Note, alla Prassede p.Say, riporta che il Patrimo-
disseit. 69 di Muratori dei censi e del-
: nio di s. Pietro proveniente da Matilde,
le rendite spettanti una volta alias. Chie- contiene 8 luoghi, cioè Viterbo, Cii'ita-
sa romana; il Zaccaria nella dissert. io, vecchia, I\lontcfiascone, Orte, Nepi, Su-
De roinanac ecclesiae patrìnwiiiisj ed il tri,Bracciano e Cometa. L'ab. Artemi,
Borgia nelle Blemorie di Benevenlo^ nel- Lettera su Polimarzio, osserva che nella
la Difesa deldotnìnio temporale della se- provincia del Patrimonio sono oggidi 7
de apostolica, e nella Bre^'C istoria del do- vescovi che nel VI secolo ve n'erano al-
:

minio temporale della sede opost. nelle meno iG, cioè di Nepi, Sutri, Civitavec-
due Sicilie. Egli osserva la diversa con- chia, Toscanella, Bieda, Perento, Poli-
dizione dei patrimoni delle altre chiese, marzio, Orte, Civita Castellana, Galle-
da quelli della romana, i quali furono se, Bagnorca, Bolsena, Vulcì, Castro,
amministrati dai Papi senza dipendenza Orvieto e Bisenzo o Vesenlo (V.). Al pre-
alcuna, potendo alienarli insieme con l'i- sente si comprende nella provincia del
strumento loro senza il permesso impe- Patrimonio le delegazioni di Viterbo ,

llale', ciò che far non possono le altre Orvieto e Civitavecchia j facendo par-
chiese. L' imperatore Giustiniano I co- te del circondario di Roma e sua co-
mandò che al patrimonio di s. Pietro an- marca. Quando la provincia avea la zec-
che in oriente, e delle chiese di occiden- ca, segnavansi le monete con le chia-
te, non pregiudichi altra prescrizione che Chiesa e con la iscrizione:
vi erette della
la centenaria. Nella Difesa il Borgia, a S. Petr. Patrimomum, comesi vede nei
p. 125 dell'indice, dichiara 1' ampiezza denari di Benedetto XI ed in altri più
della giurisdizione esercitata da s. Gre- antichi, forse JDattuti dopo la metà del
gorio 1 sui patrimoni, con pieno gius fon- secolo XIII e riportati dal Fioravante,
diario e con 1' esercizio delle regalie su- Antiq. denar. p. 4^ 4^5 '^ ragione la ri-
periori, moderando leggi, decretando ca- portai nel voi. XLVl, p. 112. Onorio
stighi e procedendo alle pene capitali. A IH usando della consueta carità e mu-
s. Gregorio VII la gran contessa HJatil' nificenza della chiesa romana, 1227 nel
de {f^.) donò per la chiesa romana l'am- diede a Giovanni già redi Gerusalemme
plissimo suo patrimonio in sovranità, on- e benemerito della Chiesa, per sostenta-
de fu detto il patrimonio di JÌJatilde. Il mento di sua persona, il governo di tut-
Bussi nella Storia di Viterbo p. 46, nar- to il patrimonio che avea la Chiesa da
ra che la con lessa donò la Liguria e la Roma; altri dicono a
Badicofani fino a
Toscana alla Chiesa, in un alla provincia Viterbo usquead Montem Flasconeni.
detta del Patrimoniocollasua metropoli Già Gregorio V nel 998 avea concesso
Viterbo nel 1077, confermando la do- Ravenna e Comacchio all'arcivescovo del-
nazione nel I I o I a Pasquale li, il quale la prima, dopo la morte della pia impe-
volle d'allora in poi che la provincia di ratrice Adelaide, cui erano state assegna-
Viterbo fosse chiamata provincia del pa- te le rendite per soccorrerla nelle sue dis-
trimonio di s. Pietro, dichiarandone ca» grazie. Nelle coronazioni degl' impera-
pitale la città di Viterbo questa pro- : tori fatte dai Pontefici, come dissi a que-
vincia fu chiamata anche Toscana o E- gli articoli e nelle loro biografìe ( come
truria pontificia. L'Adami nella Sto- nel voi. XXXV, p. 270), gl'imperatori
ria di T'olseno t. 2, p. 77, dice che per prima di ricevere la corona giuravano
aver Matilde donato la Toscana de' ro- ai Papi di difendere la Chiesa e singo-
mani o pontificia al principe degli apo- larmente patrimonio di
il s. Pietro. V.
stoli, chiamossi il Patrimonio di s. Pic- Patrizio, Difensore della Ciiiesa.
PAX PAT 7
PATRIMONIO DELLE CHIESE. sussistenza. Nel 794'' eonciliodl Frauc-
Ceni, possessioni e rendile delle r.hiese e fort decretò che le ordinazioni senza titolo

delle flJense vescovili. Il Papa s. Simpli- fossero proibite; quello di .Avranches del
cio I del 467, con decreto presso Labbc', 1172 statuì che non si ordinerebbero
Condì, t. 4, p- I o6(^, e Graziano, De red- preti senza titolo certo. Nel concilio gene-
ditibiis ecclesiae , 15, ques. 2, cap. 28, rale Lateranense III, celebralo nel i l'jij

ordinò che le offerte o Oblazioni de'fe- da Alessandro III, si dichiarò, che se un


deli fossero spartite in 4 paiti, luna pel vescovo ordinava un diacono o sacerdo-
FescoK'o, pel Clero la 2.% e le allre due te senza un certo titolo bastante per la

per la fabbrica della Chiesa, del Palazzo sua sussistenza, il vescovo sarebbe obbli-
vescovile, pei Pellegrini e pei Poveri, co- gato a somministrarglielo, fino a che glie-
me si può vedere a tutti i segnati artico- lo avesse assegnato iu qualche chiesa, op-

li, a Beni di Chiesa, IMìno, Mens.a. e altri pure avesse con che vivere del suo palri-

relativi. La prescrizione di s. Simplicio luonio. Furono le ultime parole del de-


fu rinnovata da s. Gelasio I coWepist. q, creto, che servirono di appoggio per isla-
e. 27, da s. Gregorio I, coW epist. 44> bilire a poco a poco l'uso delle ordina-
lib. 5, e da altri Pontefici e concilii, co- zioni senza chiesa, accontentandosi di una
me si può vedere Tomassini, Deveter.
in rendita sufiiciente, sia in benefizio o pa-
et nov. discipl. par. 3, lib. 2, cap. i3 e trimonio. 11 Tomassini, De vet. et nov.
i4> ed in molti scrittori. eccle.s. disciplina t. 2, lib. i, dal decreto
PATRIMONIO ECCLESIASTICO o riconosce 1* origine del patrimonio dei
SAGRO Palrinioniuni ecclesiasliciini
, preti. A tenore del concilio di Trento,
seti sacravi. Titolo clericale o sacerdo- sess. 2 I ,de rcform. cap. 2, coloro i quali
tale, necessario per entrare negli ordini si fanno ordinare sotto titoli fraudolenti
sagri. E" di tre sorta: quello di un be- sono sospesi dalle funzioni dei loro or-
nefizio, quello di patrimonio, e quello del- dini ed incorrono nella irregolarità se
,

la povertà religiosa o della religione. Il gli esercitano senza dispensa. Vedasi la

titolo del benefizio consiste nel possesso bolla di s. Pio V, Ronianus Ponti/ex; ed
pacifico di un benefizio sulllcieute pel Innocenzo XI rinnovò ai vescovi la pre-

mantenimento di colui il quale n'è prov- scrizione di non courerire gli ordini a chi
veduto. Il titolo di patrimonio consiste non avesse benefizio o patrimonio. L'Au-
in un bene il quale, di qualunque natu- dreucci, De liierarchia lib. 2, e. 4? trat-
ra egli sia, possa bastare alla sussistenza tò de patrimonio ad sacros ordines hypo-
:

di un ecclesiastico: questo titolo è dilFe- tecae generalis suhjectoj ed il IMondelli,


reute secondo l'uso delle diocesi e la las- Diss. eccl.j dissert. 4: se sia lecito ad un
sa dei vescovi. 11 titolo della religione chierico ordinato a titolo di patrimonio,
consiste nella professione religiosa di un partire dalla sua chiesa senza il consen-
ordine congregazione, che somministia so del vescovo. V. Clero, Be?jefizio ec-
l'alimento a tutti i suoi membri. Si può clesiastico, Beni di chiesa.
ordinare anche a titolo di missione di Patrizi Gio. Battista, Cardinale.
missionario apostolico. Secondo l'antica Nacque in Roma a' 24 dicembre i658j
disciplina nonordinavasi alcunosenza ob- de' marchesi di Castel Giuliano, del ra-
bligarlo al servigio di una chiesa, e per mo che da Siena si trasferì a Roma (ho
conseguenza non conoscevasi altro tito- già parlato di sua nobile famiglia in fi-

lo clericale, litidns ecclcsiastìcus, fuori ne di quella di Chigi e nelle biografie


della chiesa alla quale un ecclesiastico Naro, non che a Piccolomim famiglia,
era attaccato perla sua ordinazione, per dicendo del celebre Agostino adottato
servirvi perpetuamente e tiarue la sua in quella casa da Pio lì: per non di-
8 PAX PAT
re di altri, tiu i serviti fiori il b. Frau- riere maggiore marchese Gio. Chigi Mon-
cesco). Assunto l'abito prelatizio ottenne torio Patrizi proprietario, assistendo col-
da Innocenzo XI un luogo tra' ponenti la corte nobile a qualche partita di truc-
delbuon governo, e poi tra' votanti di se- co. Ria repubblicani del 1849 barba-
i

gnatura, donde passato a chierico dica- ramente atterrarono il palazzo ed altro


mera, fu incaricato di quasi tutte le pre- bel fabbricato, rovinando la villa. Inol-
sidenze di quel tribunale, da lui eserci- tre i Patrizi hanno in Roma la cappella
tate con singolaresollecitudine e pruden- nella Chiesa di s. Maria Maggiore, e il

za. Innocenzo XII lo destinò al governo Palazzo Patrizi.


di Perugia, posto inferiore alla sua car- PATRIZIANI. Eretici così chiamati
riera lodevolmente esercitata, ma come da Patrizio o Palricio loro capo, che vi-
\irtuoso si mostrò superiore alle umane vea verso l'anno iq5: era marcionila e
vicende, soffrendo iu pace l'avverso de- precettore di Simmaco. L'errore che prin-
stino. Quindi fatto arcivescovo di Seleu- cipalmente sosteneva era che la carne ,

eia, lo trasferì nunzio a Napoli, ove go- dell'uomo essendo stata creata dal demo-
vernò quella chiesa vacante con titolo di nio, doveasi odiare e distruggere, e ch'era
vicario, secondo l'Egss, ma niuna men- buona opera l'uccidersi da sé medesimo.
zione di ciò fa il Loreto nelle Memorie PATRIZIO (s.), apostolo d' Irlanda.
degli arcivescovi della s. chiesa napoli- Ne riportai la biografia a Irlanda, cioè
tana. Clemente XI
promosse nel 707
lo i nel voi. XXXVI, p. 88,94, 106 e seg.,

a tesoriere generale, e dipoi a' 16 dicem- dicendo pure del famoso /^ozso di s. Pa-
bre lyiS lo creò cardinale prete de'ss. trizio (anche quello d' O/wz'e^o, /^., così

Quattro, aggregò a diverse congregazio- viene appellato).


ni e per diversi anni funse il prò teso- PATRIZIO (s.). Ordine equestre d'Ir-
rierato, finché nel 1718 lo inviò legato landa. Fu istituito da Giorgio III re del-

a Ferrara (f^-), in tempi dilficilissimi. la Gran Bretagna a 5 febbraio 1783,


Pure perla sua moderazione, gentilezza sotto la invocazione dis. Patrizio (^.),

di tratto, e«|uità, ed amore del pubblico apostolo e patrono dell'Irlanda, per gra-
bene, meritò di esservi confermato per tificare i cattolici irlandesi e promuover
Ire trienni, e pel primo dei legati vi la- sempre più la loro fedeltà al trono, non
sciò le ossa nella metropolitana, quando che la lealtà e la virtù. L'ordine si com-
morì con gran pietà a'29 luglio 1727, di pone del re, del lord luogotenente d'Ir-
anni 6q, dopo essere intervenuto a due landa come gran maestro, di i5 cava-
conclavi. Fu sepolto avanti l'altare di s. lieri, edi 6 cavalieri straordinari, fra'qua-
Maui'elio, con iscrizione. Appena uscita li non può aver luogo che un solo prin-
JaPorla Pia di Roma il cardinale for-
, cipe della famiglia reale. Per essere fre-
mò una deliziosa villa, come si leggeva giato di quest'ordine insigne, alla nobile
nell'iscrizione della facciata. Il disegno del nascita devonsi accoppiare le operazioni,
palazzo fu di Sebastiano Cipriani , con onde deveriguardarsiqual cavaliere sen-
grandiosa scala. Era ricca di boschetti, za eccezioni. Dopo la morte di un cava-
adorni di antiche sculture e di comodi liere si aduna il capitolo dell'ordine, che
viali. A'3 novembre 1744 ^' pernottò il per lo meno deve comporsi di 6 mem-
re di Napoli, poi di Spagna Carlo 111, al- bri, ciascuno dei quali propone 9 candi-
lorché col suo esercito inseguiva gli au- dati per succederlo: il red'Inghilterrapoi
striaci. Clemente XIV godeva in questa ha il diritto di eleggere quello che ottie-
villa ogni giorno di cpialclie ora di sol- ne maggior nimiero di suffragi, se lo giu-
lievo lino alia sera, nelle camere ilei bi- dica degno di conseguire dignità tanto
gliardo, riclolte nobilmente dal suo fo- ragguardevole. La decorazione consiste
PAT PAT 9
iu gran medaglia d'oro di forma ovale , Placito. Altro obbligo dell'avvocazia e-
avente nel centro una croce smaltata di rache nella Elezione deiPopi {^F.) non
rosso ed una pianta di trifoglio verdeg- fossefatta violenza dai romani, come nel-
giante, con l'epigrafe in giro : Qitis su- la loro Consagrazione (F.). Per la slessa
perahil ? La medaglia suole portarsi dai avvocazia i Pontefici adottarono diversi
cavalieri nella sinistra parte del petto, sovrani per Figlio (/^.). Per distinzione

sospesa a nastro di color verde ceruleo. verso patrono della Chiesa, Papi non
il i

PATRIZIO. F. Patrizio di Roma. solo gli cingevano la spada ma fecero ,

PATRIZIO DI ROMA. Titolo cospi- battere monete, da una parte col di lui no-
cuo grado nobilissimo, che
di dignità e me e dall'altra il proprio, in segnosoltan-
nel secolo Vili e seguenti portava Tob- to di onore e confederazione tra la Chie-
bligodi sostenerci diritti della chiesa ro- sa e l'impero. Di tutto ciò parlai nei voi.
mana, difendere le ragioni della s. Sede, XXXlV, p. 1 1 7 a 1 2o, XLVI, p. 1 1 o,
della città di Romae dei poveri. Lo con- ed agli analoghi articoli. Questi diritti
ferivano i Papi col titolo di Difensore del- però non importavano sociale dominio
la Chiesa (^.), come protettore, avvo- nei re franchi e imperatori, si in Roma
catoe difensore della sede apostolicajcon- che negli altri dominii temporali : erano
sistendo in questo l'a vvocazia della Chiesa senza titolo di sovranità e di semplice
di cui furono investiti i re e gl'impera- protezione e mera avvocazia, che costi-

tori franchi, e poi gl'imperatori tedeschi tuivano il carico di patrizio de' romani,
di dette epoche. L'avvocazia principal- come provano l'Alemanni, De Laterali,
mente consisteva nel difendere la purità parici. j l'Acami, Della zecca pnnlifìciaj
della fede, gl'interessi della religione, i di- il Cenni, I\loniirn. doinin, pontif.j ed il

ritti e stali temporali della s. Sede; quin- Eorgia, Breve ist. del dominio della sede
di i romani e gli altri sudditi della me- opost. Benché a Padre parlai dell'origi-
desima giuravano riconoscere gì' impe- ne del senato di Roma e de' patrizi, ora
ratori come avvocati della Chiesa, cioè di uomini nobili e de' primi delle città, fa
non faje innovazioni in pregiudizio dei d'uopo qui dire chela dignità di patrizio
Pontefici. Anche i re franchi e gl'impe- diventò poi la sorgente della nobiltà pres-
latori giuravano di essere protettori e di- so diversi popoli, argomento che toccai a
lèuscri della stessa Chiesa, con forinola •Nobile. Romolo nel fondare Roma con
riportata dal Borgia e dall'Aleinanui, la l'aiuto di persone di ogni specie, cui ave-
quale si variò per gl'imperatori tedeschi, va accordato asilo e franchigie, tra di es-
con alcune dichiarazioni e cautele, per- se ne scelse alcuni che nominò patrizi,
chè non avessero a pretendere quella stes- gli altri nominò clienti o plebei. Romolo
sa autorità, che i Papi permisero ai Ca- per unire tra loro i patrizi ed i cittadini
rolingi di esercitare in Roma e nelle ter- semplici detti plebei con reciproci lega-
re della Chiesa, in benemerenza dell'am- mi, ordinò che ciascun plebeo eleggesse a
plificato dominio e di averglielo costan- j)adrone suo un patrizio à\ cui egli si ,

temente difeso e protetto. F. Imperato- chiamava cliente. L' ufljzio del padrone
re. La dignità del patriziatoe dell'avvo- era di diièndere il cliente e fare tutto ciò
cazia fece che per potestà delegata e di che il padre opera pei figli. Dovere del

consenso de'Papi, talvolta gl'imperatori cliente era l'aiutare il padrone colle pro-
esercitassero pei loro messi legiudicature prie forze e sostanze, e morendo i clien-
e placiti negli stati pontificii, in materie ti senza aver fatto testamento, i padroni
di controversie, ondesi facesse giustizia ai divenivano loro legittimi eredi e tutori
popoli, salva preminenza papale, ed
la dei loro figli. I clieuti lavoravano cam- i

auche per quietare le facili rivolte. P\ pi dei padroni e gli pagavano un tribù-
IO PAX PAT
to ; non potevano contrarre maliicnonio no r autorità di convocare i comizi , di
colle figlie (lei patrizi. I patrizi fuioiio creare i magistrati, ed anche di deporre
decorati del grado di senatore in nume- i consoli. 1 patrizi avevano gli auspici!,

ro di loo, col titolo di prt^n, stabilendo asili, altari, dei propri che poi si dissero
l\omolo che loro discendenti si denomi-
i penati, cioè le immagini de' loro ante-
nassero /?rt!ff73r, e per maggior onore m- nati che tenevano nei loro cortili, di che
genui. Essi furono divisi iu patrizi ma- parlai altrove. Si chiamò in R.oma P^ico
jonuii gentitim, ed in patrizi iiiiiwruni, Patrizio quella contrada che giace alle
cioè quelli plebei die divenuti senatori radici de'monti Esquilino e Viminale
pervenivano alla dignità di patrizio, non perchè Servio Tullio la consegnò per
il re

essendo sempre unito il patriziato al se- abitazione ai cittadini di sangue patrizio,


natorato quei patrizi antichi cbe si tro-
: cioè de' primi fondatori di Roma ,
per-
varono fregiali della seconda dignità si ciò slimati i più fedeli difensori della cit-

à'isstvo palresconscnpli. Altri danno que- tà; pei quali titoli e potere che godeva-
sto nome a quei senatori eletti dai con- no presso i cittadini e la plebe, essendo

soli e dai censori, perchè i nomi loro e in sospetto presso i re diPioma che potes-
quelli dei primi senatori furono inscritti sero resistere alle loro leggi, li collocarono
in un medesimo Ubro. Al dire di altri in detta conU'ada ond' essere facilmente
ecco come spiegano l'origine dei patrizi. oppressi in qualunque insurrezione. Tut-
]n Roma erano due ordini, de' senato-
vi tavia fu Servio Tullio che die ai patrizi tut-
ri e dei cavalieri, dopo venivano plebei i ta l'autorità del popolo, spogliandone la

o semplici Romolo avendo scel-


cittadini. plebe romana. Album 4,p-263e
Ì!ie.\[' t.

to per suoi consiglieri di stato co perso- i 272, si legge il modo di creare patrizi i

naggi, li chiamò senalori, avuto riguardo romani, nelle persone del fratello e nipo-
o alla elàoalla prudenza ordinariamen- te di Leone X, ammettendosi ai privilegi

te propria de'vecchi: li chiamò pa-altresì del patiiziato, concesso dal senato e po-
ircs o per denotare il rispetto che aveva polo romano. Quanto poi alTorigine del-
per o per far loro conoscere che do-
essi, la dignità e grado di patrizio, donde de-
vevano essere protettori e quasi i pa- i rivò quella conferita dai Papi, ne vado a
dri del popolo. Dopo che i sabini furo- far cenno.
no ricevuti in Roma Romolo , aggiunse ;
Costantino il Grande fu quello che nel-
ai senatori altri lOO scelti dalle fiiuiiglie la traslazione della sede imperiale da Ro-
più nobili. Dipoi nell'anno i38Tarqui- ma a Costantinopoli, eresse un nuovo pa-
nio Piisco aumentò tal numero di sena- triziato, attribuendola qualifica di patri-

tori con altri co individui distinti per


i zi ai suoi consiglieri, non già perchè essi
virtù e sapere, presi dalla plebe, cui die discendessero dai primi padri del senato
il titolo di patrizij mentre solevano chia- eletti da Romolo, ma perchè erano an-
marsi /j^^/Zcu majovnin genliuni i discen- ch'essi riguardati come padri della repub-
denti de' primi senatori creali da Romo- blica o dello slato ; ed ordinò che il pa-
lo, i quali potevano nominar un senato- trizio sedesse sopra i prefetti del preto-
re fra i loro maggiori,/)(2//'e/« c/e/c; i di- rio, ma la dignità era inferiore a quella
scendenti de'nuovi patrizio senalori, e al- del consolato, secondo il Rinaldi. Però il

tri posteriormente eletti, furono chiama- Geutilicbiama la dignità somma, wzo ^/<-

ti pallidi rninoruiìi geìitiutn, vale a dire gnitatis cidnienelapexj e dice che le mo-
piccoli o secondi patrizi. Nei primi tem- chiamarono patrizicsse.
gli dei patrizi si

pi i ministri della religione si eleggevano Le loro insegne erano il seggio sublime


soltanto dal ceto dei patrizi , i quali uu e la clamiile o manto imperiale. Questa
tempo furono tanto potenti, che uveva- dignità di patrizio diventò la prima del-
PAT 1' AT li

J'iinpero,esi considerò come culmo del-


il mano desila , e gli porgeva una carta
l' oiioie e della nobiltà. Vi ebbero però su cui era scritto: Sii tu patrizio miseri-
f|uatlro sorta di patrizi, de'quali i più di- cordioso e giusto j finalmente gli poneva
stintierano qualidcati come padri dagli sul capo uti cerchio o corona d'oro, che
imperatori (come si legge nel t. 4, p- 44 • alcuni dicono gemmala, come nel descri-
del Calogerà) e tutori dcll'imperOj ed e- verla notai nel voi. XVII, p. 182. Cas-
rano in qualchemodo associati alla mae- siodoro, m Variar, lib. 8, ep. (),alla cla-
stà imperiale. Nel V secolo i patrizi com- mide aggiunge anche il cingolo ed i cal-

ponevano realmente il consiglio degl'im- ce!, che il Piazza nel Chcrosilogio chiama
peratori^ e la dignità godeva ancora di scarpe dipinte, ed osserva ch'erano por-
lutto il suo splendore allorché Odoncre tati per R.oma in sedia alta : nella Ge-
le degli eruli, distrutto nel 47^ l'impe- rarchia 488. parla dell'origine dei {>a-
p.

ro di occidente ed occupala Roma, in- tiizi romani e loro grandi prerogative.

dusse il senato romano a scrivere all'im- 11 Severano erUgouio riconoscono nel-

peratore d'oriente Zenone, acciò lo deco- l'abito del patrizio il rubbone che usa
rasse della dignità di patrizio romano e nelle solenni funzioni il senatore di Ro-
ne fu investito; quindi il suo esercito lo ma. A
Pettine ho dettOj che questo fu
proclamò re d'Italia. L'imperatore Ana- una delle insegne con cui 1' imperatore
stasio I nel 007 spedì a Clodoveo 1 re greco dichiarò patrizio il duca di Napoli.
dei franchi la patente di console onora- Il i.° Papa che con autorità apostoli-
rio e patrizio , onde assunse il titolo di ca creò il patrizio di Roma fu s. Grego-
augusto, si rivestì di porpora, e cinse la rio HI, quando nel r3i invocò ed olteu-
fronte col diadema : siccome altri dicono necontrogl'invasori longobardi ilsoccor-
che a Clodoveo fu conferito il consolato, 80 di Carlo 31arte!lo maggiordomo del
si leggailRinaldiali'anno 5o8,n.°i L'im- . legno di Francia, che dichiarò patrizio,
pt-ratore Costantino Copronimo conferì ed egli fu pure il i.° fra'principi a dimo-
la dignità di patrizio al re Adalgiso pri- strarsi pubblico difensore della chiesa ro-
mogenito di Desiderio re d'Italia, li pa- mana, ed ebbe ancora il titolo di Cri-
triziato erauna dignità anLlie nel regno stianissimo (V.). Stelano IH nel 7 53 si
di Gontrano, sovrano d'Orleans e della portò in Francia per domandare aiuto
Borgogna, dopo la metà del \I secolo : contro i longobardi al re Pipino, che iu
dopo che quel reame passò sotto il do- un ai Callo ?>Iagno e Carlomanuo
figli

minio dei franchi governatori che si


, i dichiarò patrizi di Roma. Carlo ìMagno
spedivano nelle diverse pi'ovincie fmo- fu poi il 1." che nel 774 incominciò ad
no per lungo tempo nominati patrizi, la usare il titolo della dignità del patrizia-
Roma non solo gl'imperatori di Costan- to, inserendolo nei suoi diplorai; quindi
tinopoli, ma anche i re goti, che prima ad istanza di Adriano I, e poi di Leone
la occuparono, crearono i patrizi :
1' im- IH, egli si fece vedere in Roma vestito
peratore lo creava con «piesla foruiola e furmalmente dell'abitodi patrizio. Aven-
ceremonie, riportate dal citato Borgia a do Carlo IMagno pregato s. Leone Illa
p. 44- Perche noi non possiamo colle so- confermargli la dignità del patriziato, il

ie nostre forze portare il peso del miai- Pontefice gli mandò le Chiavi {^V.) e lo

stero addossatoci da Dio, s'i elt-ggiamo Sundardo di s. Pietro {V-), e nel tricli-

in nostro aiuto e sollievo, e vi concedia- nio Lateranense s. Leone III fece dipin-
mo l'onore di essere in nostro luogo il di- gere s. Pietro in atto di dare a Carlo le

fensore dei poveri e della Chiesa. ludi lo insegne del patriziato, cioè il vessillo, co-

rivestiva del manto o sia della clamide, me .si ha dell Borgia, Memorie t. i
, p.
gli metteva l'auelJo nel dito indice della i3. Carlo ueirboo venendo dallo stesso
12 PAX PAX
Papa coronalo imperatole di occidente, Rojn. 6, par. 4j p- i3i, ad istanza di
t.

lasciato il titolo di patrizio assunse quel- Filippo IV re di Spagna, in questo re-


lo d'iuipeiatore ; però s. Leone 111 tras- gno concesse che si celebrasse in una do-
fui^e nella dignità imperiale 1' avvocazia menica di novembre dagli ordinari de-
e difesa della Chiesa e dei suoi dominii, stinala, coU'udìzio e messa del patrocinio
che esercitarono i successori , anche te- della B. Vergine,nella stessa maniera che
deschi. Ribellatisi i romani nel i t^5 a si faceva a'5 agosto per la festa della Ma-
Lucio li, ripristinarono l'antico senato e donna della Neve, eccettuate le lezioni del
insieme la dignità di patrizio, cui vole- secondo notturno, che si dovrebbero pren-
vano obbeel ire come a principe, nominan- deredal gioino 12 settembre. Inoltre con-
dovi Giordano potentissimo figlio di Pier cesse indulgenza plenaria a quelli che con-
Leone. Indi romani ebbero l'audacia di
i fessati e comunicati assistessero in que-
presentarsi al mansueto Papa, acciò ce- messa solenne. Dipoi In-
sta festività alla

desse al patrizio le rendite della Chiesa nocenzo XI, ad istanza del re Carlo II, e-
ed i sovrani diritti, e ch'egli si conten- stese la concessione di Alessandro VII a
tasse delle decime e delle oblazioni. Per lutti i doniinii del re di Spagna, col bre-
queste tLirbolenze il successore Eugenio ve EximiaCj de'26 maggio 1679, Bull.
111 Tugg'i da Roma, e solo vi ritornò nel t. 8, p. 95, come Benedetto XIII la di-

I i4>J, quando romani promisero di an-


i stese ancora a tutto lo stato ecclesiasti-
nullare il patriziato rinnovato, e di resti- co, comandando che vi si celebrasse nel-
tuire alla primiera autorità il Pirjcllo di la 3.' domenica di novembre, nella qua-
Jloma (/^.), nominato dal Papa. Tulta- le celebrasi in altri stati e dominii. /''.

volla sotto Adriano IV che gli successe, i Lambeitini, De feslis B. M. V.^c. 1 3,


romani insorsero e restituirono il patri- e pel patrocinio del suo sposo s. Giusep-
ziato, onde nel 1 155 sottopose Roaia al- pe, questo articolo.
l'interdetto, per cui romani tornarono i PATROCLO (s.), martire. Fu decapi-
all' obbedienza. Non perciò desisterono tato per la fede di Gesù Cristo a Troyes
dalle loro pretensioni, a segno che Ales- in Sciampagna nel 111 o IV secolo. 11 cul-
sandro 111, Luciolll, Urbano IH, e Gre- to di (pieslo santo martire è assai anti-
gorio Vili dovettero ritirarsi da Roma, co, e la sua memoria è stata celebrata da
finché per la concordia fatta nel 1 188 da s. Gregorio di Tours. Nel secolo X le sue
Clemente III col popolo romano, fu abo- reliquie furono trasportale da Troyes a
lita la dignità di patrizio e restituita quella Colonia, e da Colonia a Soest nella con-
di prefetto. Su questo argomento abbia- tea della Mark, di cui egli è principale
mo due eruditissime opere. Cenni, Dissert. patrono. Trovasi il suo nome nel marti-

7, s. Gre^oriits IIl^ de Caroli I\IarLeUi e- rologio romano il giorno 2 i di gennaio,


Icclione in palriciuni vonianorutn,aUjue ed in quello di Usuardo.
ccclcsiaedcfi'iisorcm, Pistoia 1778. Gen- PATROCLO (s.), rinchiuso del Ber-
tilii. De
patriciorum origine, varietale, ry. Nato nel Berry, guardò legreggiedl
praeslanlia, ci juribus,J\omae 1736. E- suo padre, ma dipoi si diede allo studio
rudite nozioni ne diede Zorzi nel t, i,p. e vi fece grandi progressi. Ottenuta da
344 e seg. di Calogcrà, facendo le distin- Arcadio vescovo di Bourges la tonsura
zioni tra i patrizi della repubblica roma- chiericale, e qualche tempo dopo il dia-
na e quelli degl' imperatori, coi loro gra- conato, visse da prima incomunanza coi
di ed uffizi. chierici; ma animato dal desiderio di me-
PATROCINIO DELLA Beata Vergine nar vita più peifetta, si ritirò nel borgo
Maria. Festa che Alessandro VII col bre- di Neris, ove eresse un oratorio in onore
ve Praeclaraj de'28 luglio i656, Bull. di s. Martino, e si pose ad ammaestrare
PAT PAT i3

i fiinclulli. Stabili una comunità di re- chezza mino-


di suppellettili, fra gli altri

ligiose presso il suo oratoiio, e parli da ri templi, comechè ben adorni, eminen-

Keris per vivere sconosciuto al mondo in temente risplende, poiché dai fondamen-
una Fabbiicò in seguito il mo-
solitudine. ti fu da ultimo riedificata. Il capitolo si
nasterodiCoIombieres, 5 leghe circa lun- compone di 5 dignità del priore arci- , ,

gi dalla sua abitazione ; ma ne diede il diacono, cantore, tesoriere osagrista mag-


governo ad un altro, per non abbando- giore, e dell'arciprete che ha cura delle
nare il suo ritiro. Elevato al sacerdozio, anime. In principio il capitolo si forma-
raddoppiò le sue austerità. Egli passò i8 va dai monaci benedettini canonici con
anni vivendo di solo pane ed acqua, con mensa comune, al cui abito di lana de-
un poco di sale, non abbandonando mai rogò Gregorio XIII nel i 58o, indi di ca-
il cilicio, e morì a quanto si crede verso nonici regolari anticamente consisteva
:

il577. Fu sepolto a Colombieres, ope- in 4 dignità e Scanonici monaci. Vi so-


rando Dio molti miracoli alla sua tom- no altre 3 chiese parrocchiali col fonte

ba. Il martirologio di Francia nota la sua sagro, 3 conventi di religiosi, un mona-


festa il 19 di novembre. stero di monache, il conservatorio per l'e-

PATRO>0 e PATRONATO. V. Pa- sposte, alcune confraternite, l'ospedale


DROGATO e Protettore. e ilseminario. Considerabile è la sua fab-
PATROPASSIAiM o PATRIPAS- brica di stoviglie, e nella spiaggia pesco-
SIANI. Eretici del H secolo, discepoli di sissima sono le tonnare di s. Giorgio e di
Prasseao Praxea,i quali ammettendo in Olivieri. Patti, Pactae, si vanta di aver
Dio una sola persona sotto tre nomi di- dato i natali as. Trifomeua verginee mar-
versi, osarono sostenere che il Padre non tire, ed a diversi uomini illustri, come al

era dilFerente dal Figliuolo, e che per con- giuieconsullo xMagretti, al celebre medi-
seguenza si era incarnato, ed avea patito co Caglio, ed al sacerdote Pisciotta, filo-

la mortesulla croce per la redenzione del logo, grammatico e poeta. Il conte Rug-
genere umano. Furono anche detti Mo- gero di Sicilia pose le fondamenta di Pat-

narchici [t'^.). Papa s. Vittore del 194, I ti,dopo la strage dei saraceni. La foce
in un concilio condannò Crassea. delTimeto,che oggi dicesi Fiume di Nas-
PATTI [Pacten). Città con residenza so, si apre non Imige, e la costa termina
vescovile in Sicilia, nella provincia della colcapo d'Orlando. Nell'opposto lato del
Valle minore di Messina, da cui è i4 le- promontorio era V antica Agntyrna e ,

ghe distante, capoluogo di distretto e di credesi vedergli avanzi di un suo acque-


cantone, sulla riva occidentale del picco- dotto e altri ruderi ne! villaggio di s. [Mar-
lo golfo a cui dà nome , sopra un rial- co. Al di là poi delTimeo, presso il fiu-
to. JNel suo porto liparauo conveniente- me Elicone, oggi Olivero, fu la rinoma-
mente i bastimenti mercantili, ed il for- ta colonia Tintaride, fondata da Tinda-
te sovrasta agli edifizi, che nell' insieme ro re di Laconia, padre di Leda che la

non mancano di eleganza. Le sono


vie favola fece cara a Giove, ed avo dei ge-
regolari e ben lastricate, e terminano ad melli Castore e Polluce, della quale ori-
una piazza quadrata, ch'è la principale, gine i messeni stabilitivisi altamente si

decorata da moderni palazzi. La chiesa gloriavano. Dalla foiza delle onde mari-
cattedrale, già abbaziale,con baltisterio, ne venne atterrata una parie della città,
con l'episcopio annesso, è sotto la invo- che assai era menomata in tempo della
cazione di s. Bartolomeo apostolo, pos- prima guerra punica. Tuttavia roma- i

sedendo tra le reliquie il corpo di s. Fé* ni vi dedussero una colonia, e quel capo
bronia vergine e martire patrona della serbò lungamente il nome di promonto-
città : per bellezza di architettura e ric- rio di Tindaro. Oggi uua chiesa addita
i4 PAX PAU
l'area precisa dtlla colonia Ti nei ari eia;, a nel i4i 5 Matteo li di Catania dome-
fr.

chiamasi s. Maria ili Tijularo. Patii ven- nicano; nel i43i fr. Antonio de Stabili l

ne distrutta da Federico li d' Aragona, de' conti di Palli francescano; nel 14^7
per essere del partito angioino, e quindi Giovanni IV Inlerbartoli nobile siculo; nel
rifabbricata, fu in seguito incendiata nel 1438 Giacomo II de'baroni Porco di Mes-
XV 1 secolo dai turchi, dopo il quale di- sina, ove fu Iraslalo; nel 1 4^0 Leonardo
sastro fu ristorata. Godo nobile messinese. Per non dire di
La sede vescovile f'i eretta nell'abba- tutti ricorderò nel 1451 fr. Corrado Ca-
zia di Patti, fondata da Iluggero conte racciolo nobile napoletano, che per ricu-
Roberto altro duce nor-
di Siracusa, e da sarsi come il predecessore dalla soggezio-
manno, dopo aver caccialo saraceni i ne del metropolitano di Messina, venne
dall'isola di Lipari, cioè la suddetta chie- interdettoedopo lite si pacificò; nel 482 1

sa e abbazia di Bartolomeo e il raonu-


s. amministratore Giovanni VI cardinale
stero pei benedettini, di cui venne fatto iVyJragonaj nel i484 •' cardinale Gio-
Jibbale Ambrogio integerrimo, che lo era vanni VII 3Iolesj nel 149^ f'- Giovan-

di quello di Lipari, con approvazione del ni Vili Marquet domenicano di Lisbona


J091 di Urbano II, ed unita all'abbazia nobilissimo; nel i5oi Michele Figueroa
di Lipari, cuiil conte Paiggero che l'a- de' duchi di Feria, dottissimo; nel i549
vea fondata concesse beni e privilegi. La Baitolomeo 11 Sebastiani aragonese clie
di lui madre Adelasia nel i i i8fu sepol- intervenneal concilio di Trento, personag-
ta nellachiesaabbazialedi Patti. Neil I 3o gio illustre che restaurò l'episcopio; nel
fu fatto abbate di Lipari e Patti Giovan- i56g Antonio II JMaurino de Pazos di
ni I, che nell'ottobre i i 3 1 l'antipapa A- Compostella,peritonellescienze;neli579
iiaclfcto li lece i." vescovo d'ambedue le Gilberto II de'baroni Isfar Corilles pa-
abbazie, che eresse in cattedrali unite: lermitano, trasferito da Siracusa, costruì
Innocenzo li però lo riconobbe solo per companaria, indi
nella cattedrale la torre
abbate, quando nel concilio Lateranense 1601 Bo-
fu arcivescovo della patria; nel
II del ii3q Io depose dal vescovato. Es- naventura Secusiodi Caltagirone, mino-
sendo morto Giovanni 1 nel i i49} Eu- re osservante patriarca di Costantinopo-
genio III eresse canonicamente la sede li , sotto il quale vennero secolarizzati i

vescovile al modo che dissi a Lipari , e canonici da Clemente Vili nel 1602, ed
nel ii5i d'ambedue dichiarò vescovo egli islituHa parrocchia in cattedrale, po-
Gilberto. Nel 180 gli successe Stefano,
i scia tiaslatoa Messina. Nel 1609 Vincenzo
cheLucioIII dichiarò sulfraganeo di Mes- 11 de Napoli nobile siciliano, benefico pa-
sina, come lo è tuttora. Tra cpielli che store e cappellano regio. Con questi il
dopo di lui occuparono le due sedi di Li- Pirri termina la serie dei vescovi, Sici-
pari e Palli, fr. Pietro di Pernis tedesco lia sacra t. I, p. 838. Nelle Notizie di
del 1 34t"> lu distinto lelleralo. Per sua Roma sono registrati i successori. Dal
morte nel 354 divenne vescovo il b. Pie-
1 1844 ^ vescovo nig."^ IMartinio Ursino di
tro li. Dipoi nel 39q con quelle bolle
I Catania. La diocesi è alquanto ampia e
IXseparò i ve-
citate a Lipari, Bonifacio contiene circa 3G luoghi. Ogni nuovo ve-
scovati, nominando vescovo diPatti Fran- scovo è lassalo in 200 fiorini, essendo le
cesco 111 Hermemir, ch'ebbe in successo- lendite quasi Gooo scudi, gravati di 4oo
re nel i4oi fr. Filippode Ferrari di Cal- oncie di perpetua pensione e di altri pesi.

lanisella , celebre carmelitano predica- PAUL (S.) DE LEON, Leonia Ossi-


tore : venne nomina-
Iraslalo a Girgenti niiensis, Faniim s. Pauli, Saint Poi. Cit-
lo nel i4i4 l'Crnardo
Figueroa spa- di tà vescovile della bassa Bretagna ,
nella
gnuolo ed eleniosiniere del re Martino ; Francia, dipartimento di Fiuesterre, ca-
PAU PAU i5

poluogo di cantone, è situala presso al III secolo fu saccheggiata dai normanni


iriarCjSiilIa costa settentrionale dell'Ocea- e nei leni[)i posteriori dai saraceni. La se-

no e della Bretagna, a i oc leghe da Pa- de vescovile venne istituita verso il IV


rigi. Questa città è considerabile pel por- secolo, sulfraganea della metropoli di Ar-

to di Pvoscof che le serve di sobborgo. les : ne fu i.° vescovo s. Reslituto, e gli

Fa importante traffico di cavalli e tele; successero s. Giusto, s. Sulpizio, s. Euse-


possiede varie cartiere e concie di cuoio. 1/10, s. Torquato, e s. Paolo, dal quale la
La cattedrale di s.Paolo avea un capi- città prese l'attuale suo nome, e credesi

tolo composto di 5 dignità e di 1 6 cano- che sia stato al concilio di Valenza f lei 374:
nici. La diocesi conteneva i20 parroc- se ne celebra la festa nel ."di febbraio, ma i

chie, divise in 3 arcidiaconati. Vuoisi che le sue reliquie nel i 56 1 ftnono disperse
sia l'antico Ocismuni, che Cesare chiamò dai protestanti, con quelle dei ss. P. esti-

Leone. La sede vescovile diceComman- tuto, Eusebio ed altri. Quanto agli altri

\ille che fu eretta nel 53o indi trasfe- ,


vescovi, la Gallia christ. t. 2,
li riporta
rita a Leone nel 56o, sotto la metropoli nuova Questa sede essendo da lun-
cdiz.

di Tours. Nefu i.° vescovo s. Paolo mo- ghissimo tempo vacante, nel concordato
naco che fiorì in santità e miracoli, sotto del ]8oi fu soppiessa da Pio VII. 11 ve-
la disciplina di Eltutio abbate; morìa' scovo portava il titolo di conte della cit-

1 7. marzo del 6oo. Pei successori ve- tà, ne possedeva il dominio a titolo di
dasi la Gallia christ., e Ch^nw, Arch. et feudo regio, avea 12,000 lire di rendila,
episc. Ne fu ultimo Gio.
Gallìae p. i 56. e pagava 4*^0 fiorini di tasse.
Francesco de la Marche di Cornovaille, PAULIANISTI o PAULICIANI o
fatto nel ijy^iquesli quando nel i8oi PAOLIANISTI. Eretici seguaci di Pao-
Pio VII soppresse la diocesi pel concor- lo di Samosata. Questo eretico, eletto ve-
dato, ricusò la sua dimissione, sottoscris- scovo d'Antiochia nel 262, negò con Sn-
se i reclami e proteste de'vescovi, emo- bellio la distinzione delle persone divine.

nio Londra nel 1807. ^' vescovo era si- Egli distingueva due persone in Gesù
gnor temporale della città, godeva 5,000 I Cristo, il Verbo e il Cristo, nato d' am-
lire di rendita, e pagava 800 fiorini di bo i sessi, puro uomo, e solo Dio per la

tasse. santità di sue virlìi e prodigi. Fu con-


PAUL (S.)TROIS CH A TE AUX, Saint dannato nel concilio d'Antiochia del
264,
Paul Tricaslinuni Fammi, Augusta Tri- e deposto in quello del 270; anche Pa- il

caslìnorum. Città vescovile del basso Del- pa s. Felice I lo condannò nel 272, ed
finato, nella Francia, dipartimento della il concilio di Sirmio del 357 condannòil

Drome. circondario. E situata sul pendio vescovo Folino di lui discepolo. I suoi
di una collina sulla Roubine, a 75 leghe maestri erano stati condannali da s. lit-
da Parigi. La cattedrale sotto l' invoca- tore 1 del 194- Lasciò molti partigiani
zione di s. Paolo suo patrono e vescovo, che sussistettero fin verso la metà del V
aveva un capitolo di 12 canonici; la dio- secolo, i quali cambiarono essenzialmen-
cesi comprendeva 35 parrocchie. Vi si te la forma che nel-
del battesimo; vuoisi
osserva un bell'edifizio, antico monaste- la Romania durassero lungo tempo. pii^i

ro (le'Jjenedettini ; e sonovi alcuni vesti- Altri eretici furonvi sotto la stessa qua-
gi di antichità, ed alcune fabbriche di si simile denominazione, come Pauli' i

lavori in seta. Fu colonia romana col no- ciani manichei, discepoli di Costantino,
me di Augusta Tricaslinoruni , perchè nato in Armenia del 688; Pauli-Joan- i

fondala da Augusto, detta poi Srbasta e nisli, eretici del secolo Vili, che aveva-

Diocìctìana, ed avea 3 torri per difesa ; no per capi Paolo e Giovanni armeni, e
era la capitale dell'antico Tricastin. Nel sostenenti gli errori di Valentino e Ma-
i6 PAU PAV
nele ed altri ; ed i Paulisti, specie di se- ra rimangono di quell* epoca 12 tor-
veriani del VI secolo. ri altissime (n'ebbe sino a 160), che alla
PAUSOLA, Pausolae. Città vescovi- città danno un carattere singolare. Fu-
le del Piceno, distrutta , eh' ebbe a ve- rono celebrati i suoi cimiteri antichissi-
scovo Claudio intervenuto al concilio di mi e assai vasti, chiamati di s. Gervasio,
Roma del 465. Italia sacra 1. 1 o, p. 1 58. di s. Giovanni in Borgo, e di s. Maria in
Se era situata ove suise i\Iont' Olmo o Pertica, nella cui cappella di s. Adriano
altrove, lo dissi ne! vol.XL,p. 207 e seg. si seppellivano i re longobardi. Troppo
Vedasi Gatteschi, Memorie del ducato di grande per la sua popolazione, è percon-
Spoleto p. 1 80. seguenza di aspetto liisfe, colle strade me-
PAVIA [Papien). Città con residenza glio distribuite che fabbricate, e le case
vescovile in Lombardia, capoluogo della per la maggior parte vecchie; ora è qua-
provincia del suo nome e di distretto, sede si intieramente riedificata, e vi sono pa-

di tribunali di i
.'*
e 2.'^ istanza, di came- lazzi convenienti. La principale contrada

ra di commercio, della regia delegazione, è il Corso di strada Nuova; le piazze per


d'un intendente di finanza, e di altri uf- lo pili sono spaziose, distinguendosi quel-
fizi superiori provinciali, a 20 miglia da la del Castello, la sua spianata, quelle del
]\lilano:ne'tempi piìifloridi contò 80,000 collegio Ghislieri e della cattedrale; la
abitanti, ora piti di 22,000. Giace sul ca- gran piazza è regolare e cinta di porti-
nal naviglio di Pavia, che incominciato ci. 11 Castello è opera dei Visconti, non
nel 1807, fu compito nel 1820, sopra la ad uso di fortezza, ma di palazzo, uno
sinistra sponda del Ticino, quivi largo, dei pili belli di (luell'epoca, con delizio-
profondo e navigabile, a mezza lega dal so giardino, adorno di nierli e di torri se-
suo confluentecol Po. 11 sobborgo di Bor- condo il gusto di que' tempi, nel quale
go-Ticino comunica colla città mediante Francesco Visconti nel i4o4 ^'^^^ avve-
un ponte bellissimo di 7 arcate, e costrui- lenale sua cognata Caterina duchessa di
to nel secoloXlV. L'antica sua cinta, nel Milano, per impadronirsi dei suoi slati,

XV li secolo ridotta all' a.ttuale sistema ed in cui Lodovico il Moro medesima


la

di mura ad uso di fortezza, è aperta da barbarie esercitò e collo scopo medesimo


7 porte, la piìi bella delle quali è quella di su Gio. Galeazzo Sforza duca di Milano,
Milano o s. Vito, imperocché Pavia fu per e dove 3oo francesi nel i 796 resistette-
ben tre volte ingrandita di cerchio o cin- ro senza artiglierie a tutta la popolazio-
ta. Ln fiumicellodetto Carona, passa ar- ne ed a 4ooo armati ; in esso era la li-

tificiosamenleper la città movendovi mol- breria, di cui fu bibliotecarioil Petrarca.


ti mulini, e diviso in canali corre sotto le Sono rimarcabili seguenti edifizi. L'uni-
i

strade entro a grandissimi acquedotti cbe versità che ha 4 cortili, tutti cinti di bel-
sboccano nel Ticino. Se non vi sono in lissimo portico a colonne binate. Il col-
Pavia avanzi della potenza e dominazio- legio Borromeo da Pellegri-
architettato
ne romana, e niente presenta di antico, ni e adorno di pregiati freschi dello Zuc-
veramente maestoso e degno della già ca- cari e del Kibbia fu istituito da s. Car-
;

pitale della Lombardia {^y.), vi sono pe- lo Borromeo coi beni del priorato di s.

rò templi insigni del medio evo, di archi- Maiolo e delle abbazie di Morimondo e
tettura rituale, fra i quali primeggia quel- di Calvenzano, con autorità dello zio Pio
lo di s. Michele (che non pare eretto da IV, che perciò tì concorse ha 32 pen- :

Costantino, ma dai longobardi come loro sioni gratuite, per lequalila famiglia Bor-
patrono, onde vi furono talvolta corona- romeo di Milano ha la nomina degli a-
ti i re d'Italia ); indi quello di s. Agosti- lunni. 11 collegio Ghislieri fondato da s.

no o di s. Pietro in Coelo aureo, ed anco- Pio V, del quale vedesi la statua inbron-
PAV PAV 17
zo nella piazza di contro a! collegio : es- braccio al vescovo di Algeri, che solen-
sendovi egli sialo religioso domenicano nemente Io collocò in Ippona, al modo
IG anni ad insegnare teologia nel suo con- dello a tale articolo. Il capitolo si com-
vento, ricordevole poi della lunga dimo- pone di 5 dignità, i.^ il prevosto, l'arci-

ra fatta in Pavia, eresse il collegio e gli die diacono, r arciprete, il cantore ed il de-

il suo cognome. Nella mentovata chiesa cano; di 8 canonici compresi il teologo


degli agostiniani, ossia di s. Pietro in Co&' e il penitenziere, di i i cappellani corali,
lo aureo, presenteuienle chiusa, traspor- di 4 Mansionari e di 6 chierici. Vi è il

tale essendosi le reliquie del dottore s. batlislerio, e la cura delle anime si fun-
Agostino in duomo, è ila ammirarsi l'ar- ge dal prevosto e da due cappellani: l'e-

ca che le conteneva, uno dei più grandi piscopio, di antica struttura, è un edifizio
monumenti in marmo, con infinili bas- situalo incontro la cattedrale. In Pavia

sorilievi, tutti di buon lavoro. Fu illu- vi sono altre G chiese parrocchiali e o 1

strata con rami e col [Ano L'arcadi: s. succursali, o come dice rultima propo-
agostino in Pavia, monumento del seco- sizione concistoriale, 8 comprese le sub-
lo XI F, Pavia i832 pel Fusi. urbane e coli battisterio; il seminario
La cattedrale sotto l'invocazione della rifabbricalo per .le sollecitudini dell'ul-
Beala Vergine Assunta, di s. Siro vesco- timo vescovo Tosi ; 8 confraternite; l'o-
vo e di s, Stefano protomartire, fu so- spedale civile eretto nel i449 uno dei »

stituita alla duplice chiesa di s. Stefano meglio fabbricati ; l'ospedale militare; il

eretta nel V secolo, e di s. Maria Mag- monte di pietà ; l'ospizio per gli esposti ;

giore o del Popolo, edifìzio del secolo Vili, l'orfanotroilo maschile istituito nel i554
ambedue cattedrali : la i.^si ufllciava nel- da S.Girolamo Miani ; l'orfanotrofio fem-
l'estate, la a.^dopol'incendio di Odoacre minile; il pio albergo Pertusati pergl'ia-
fu fabbricata da s. Epifanio li ; furono di- curabili e mendiuhi d' ambo i sessi ina-
strutte per dar luogo al nuovo duomo. bili al lavoro ; l'ospizio di s. Maria per le

Questo è un grandioso edilizio, che in- traviate ; la pia casa d'industria e di ri-
comincialo nel 1488, sopra disegno del covero; l'istituto elemosiniero; quello per
pavese Rocchi, non è ancora terminato. la gratuita distribuzione dei medicinali,
II bellissimo campanile fu incominciato ed altri stabilimenti benefici ed accade-
uel i583. Si venerano insigni reliquie, mie letterarie, che onorano questa co-
ed il corpo di s. Agostino protettore di spicua ciltà. Il teatro grande e maestoso
Pavia, oltre quelli dei ss. vescovi. Nel voi. del Bibiena, tutto in colto, è poco armo-
1, p. 144 narrai, come il re Luitprando nico, e fu eretto nel 1773. Vi sono bel-
trasportò in Pavia quel prezioso tesoro lissimi bagni in pietra, di privata ragio-
del s. dottore, come poi fu riconosciuto, ne. Pavia fu una delle prime ciltà d'Ita-
e come Benedetto XIII terminò la con- lia ad avere un celebre Orologio (F.)
troversia tra i canonici regolari di s. A* pubblico, sopra uno dei torrioni del ca-
gostino che lo custodivano, ed i romita- stello : soprattullo celebre è essa per la
iii agostiniani che nenegavano la iden- sua università, della quale nel 1837 si
ticità. Si può vedere anche il Coleti, Col- pubblicò in Milano con figure, di Paolo
lecdo auclorum alane ailegatorum eie, Sangiorgio: Cenni storici sulle dueuni-
Veneliis 729. Benedetto Vili nel io 12
i versiià di Pavia e di Milano,
diede il braccio sinistro, cioè dall'omero La maestosa e celebre università di Pa-
al gomito, al b.Engeluoto vescovo di Cau- via credesi da molli che ripeli la prima-
torbery; nella cattedrale di Ragusi si con- ria origine dalle scuole ordinale ed eret-
serva l'osso detto alles; e Gregorio XVI te da Carlo Magno, che vi mandò il fa-
nel 1843 fece dare una porzione del moso irlandese Giovanni di Clemente
VOI.. Lil.
i8 PAV PAV
Scolo per istobilii e questo liceo e per in- rettore della facoltà medica, lutti nomi-
segnare le scienze, assegnandogli per a- ni sommi. Il suo gabinetto di anatomia
bilazione il monastero di s. Pietro. Al- è forse il primo d'Italia, perchè lutto pre-
tri ritengono che le scnole già esistesse- paralo sui pezzi naturali , fondalo dallo
ro, onde quell'imperatore le rinnovò ver- Scarpa, e miglioralo ed accresciiilo dal
soi! 791 Annoisi ancora clieriniperatore
. prof Panizza; bello il gabinetto di pato-
Carlo IV vi restaurasse lo studio generale, logia, così il nuovo gabinetto idraulico
ogli concedesse privilegi, ad istanza di Ga- fondato da Brunacci ; bellissimo e ricco
leazzo li e Bernabò Visconti signoii di quello di storia naturale, massime per la
Milano, quali fabbricarono
i le scuole ove mineralogia e pel complesso. Ha pure l'or-
esistono. Il Gatti, Hiat. gynm. Ticin. p. lo botanico, il gabinetto di fisica, il labo-
i44) scrive die fu assai favorita did du- ratorio chimico, la biblioteca, ec. Presso a
ca Lodovico il Moro, che accordò esen- 1000 sono gli scolari che la frequenlano.
zioni da ogni gravezza ai collegi de' giu- Questa città possedeva scuola milita-
reconsulti, artisti, medici e filosofi. Il Sas- re, scuola teorica di artiglieria e poligo-

si poi, Destitdiis lìJediolan. cap. g, alTer- no, fonderia superba di bocche da fuoco,
ma che la magnifica fabbrica si deve a ed arsenale, che più non sussistono, con
quel duca, ed il Coite ne'suoi epigrammi decadimento di ricchezza e {)opoIazione,

esalta l'edifizio, descrivendo insieme il La sua industria si esercita in qualche fab-


concorso grande che allora av€a la già brica di cotoncrie, e fa commercio di va-
celebre università. Maria Teresa ingran- li oggetti, essendo fertilissimo il suo ter-
dì e rese più superbo l'edifizio nel 1775 ritorio ; fu una delle prn«e ciltà d'Italia
coi portici, opere checompì il figlio di lei ad introdurvi la stampa, e pel primo la
Giuseppelljdopoaverla visitata nel 769: 1 esercitò Binaschi. Ria il suo principale
anche Napoleone concoise al suo incre- splendore lo deve all' essere slata resi-

mento, e dopo di lui nel 1817 1' impe- denza dei re goti, longobardi e d'Italia,
ratore Francesco I. L'università divenne nonché de'conti del sagro palazzo d'Ita-

una delle più rinomale di Europa, ezian- lia, i quali forse ne ressero la provincia :

dio pei professori chela illustrarono, co- dopo il 1000, avendo i pavesi cacciali
me Felice Grammatico, Pietro 1-isano che questi conti, si ricoverarono a Lomello,
dicesi maestro di grammatica dello sles- donde prese il nome di Lomeliina la pro-
.so Carlo Magno, Lanfìanco pavese del- vincia, occupata poi dai pavesi,. che di-
la famiglia Beccaria, filosofoe teologo in- strutta Lomello divenne capoluogo IMor-
signe. Erano stati professori di quella u- tara. In Pavia ebbero natali uomini insi- i

iii versila Alessandro V e Sisto IV profon- gni per santa vita, dignità ecclesiastiche,
didoltori,edi cardinali Scaramuccia Tri- valore, arti e scienze. Furono pavesi il Pa-
\ulzi, Slondrati padre di Gregorio XIV, pa Giovanni XI F, V antipapa Gioi'an-
ed Alciali. Ma nel declinare del secolo ìli XVII, cardinali Bernardo, Grego-
i

decorso ebbero infelice fama pel smodo rio, Matengo, Pietro, Beccaria, Raniero,
di Pistoia (^ .), Natali, Tamburini e Zo- Lonafi e Beìlisomì, olire diversi vesco-
la giansenisti, cui inlervennero, e per a- vi e moltissimi della patria ; Menochio,

Ter fatto con altri rivivere il gianscniituo. Guidi poeta, Sacchi, Lanfranco che por-
1 corsi di medicina, nialemat'rca e scien- tò in Inghilterra la buona filosofia. Car-
ze naturali godono ancora di alta repu- dano primo inventore dell'insegnamen-
tazione pegli uomini di primo merito che toai sordo muti, Liutprando storico som-
ne sostennero la celebrità, come tia gli mo ne' secoli oscuri Xe XI, Brugnatel-
altri lo Spallanzani naturalista, Volta fi- Bordaj Bordoni, Gioita Garavaglia li-
li,

sico, Bordoni uialenialìco, e Scarpa di- no dei primari incisori d'Italia, che fon-
PA V p A V I
:

dò non scuola di disegno ove sono distin- sua origine e si perde nella oscurità dei
ti allievi. Il suo gran parco, ai tempi tlei tempi. Fu detto che certi popoli della Li-
duchi di Milano , conteneva animali di guria, slaliiliti verso il confluente del Tici -

ogni sorte pi^r le caccie ; aveva un cir- no e del IM, gettassero le fondamenta di
cuito di I 5 miglia, in capo del quale sor- Pavia poco dopo la fondazione di Ro-
,

geva la famigei ala certosa, clieavea più ma, e Tieinnni la chiamarono dal nome
di 5o,ooo ducati di annua rendila. Alla del fiume che lambisce le sue mura. Fti
distanza di 5 miglia da Pavia, sulla stia saccheggiata dai galli condotti da Bren-
da che conduce a Milano, esiste la ma- no, nell'anno 387 avanti l'era cristiana;
gnifica certosa soppressa da Giuseppe li; quindi da Annibale, come allenta dei ro-
la chiesa però ed il chiostro unito sono mani. Divenuti (juesti padroni della Gal-
ancora conservatissimi e formano l'ammi- lia Cisalpina, per la sua fetleltà ne fece-
l'azione degli artisti e dei conoscitori: bre- ro una delle prime città della repubbli
vemente la descrissi nel voi. XLV, p. 5 r ca,per rimunerarla del .suo affetto. Aliti

Narra il Gentile, che l'imperatore Lota- poi pretendono che fosse fondata dai le-

lio 11 del 125 concesse ai pavesi di co-


I vi o liguri norici, e si chiamasse in lo-

niare nVoneta.coirimpronta della propria 10 lingua Tig- Un. Onovaln daPiomadel


città.Però avverte, che vi sono varie mo- grado di municipio, venne ascritta alla

nete battute in Pavia nei secoli prece- tribìi Papia, e da tal nomechiamossi Pa-
denti e ne riporta il novero. Ed infatti via, abbandonandocosì quello di Ticinnni

il Muratori nella clissert. 27, p. 487, par- al fiume che le scorre vicino. Comun-

la della zecca di Pavia, e dice che il gius que di ciò sia, essendo già una delle piti
di battere moneta Io ripete dai goti che insigni città d' Italia, Auinisto vi si recò
la beneficarono ed ampliarono; aumen- nel tempo della guerra germanica, e vi
tò questa prerogativa sotto i re lougo- ricevette il cadavere di Druso, al quale
l)ardi, che vi fissarono la sede del regno fu fatto pid)blico pianto e solenne elogio
(V Italia; quindi vi battè monete Carlo funebre. Nel 409 mentre 1' imperatore
Magno, gli altri imperatori ed i duchi Onorio vi faceva la rassegna dell'esercito
di IVblano , essendo antichissima la mo- perchè andasse in oriente a combattere
neta di Pavia, come rilevai a Denari. Lo il tiranno Costantino, i soldali si amtnu-

stemma della città è una croce bianca. tinaiono, tagliarono a pezzi gli ullkiali,

Scrissero sulla città, Stefano Breventano, e saccheggiarono la città ;Onorio si sal-


Istoria dell' antichi là di Pavia, ivi i 570. vò con fuga in palazzo. Per la venuta di
Portaluppi, Storia della Lninellina. P. Attila, diversi pavesi si portarono nella
Severino Capsoni, Tl/cz/jor/e storiche del- Venezia, e concorsero alla prima forma-
la città di Pavia. Carlo Gentile. Com- zione della città omonima. La misera Pa
pendio storico-cronologico degli avveni- via il Ilinaldi la dice distrutta da Atti-
menti pili piemorahili riguardanti la re- la nel 45>2 o 4^3, ma in parte; oltre il

gia città di Pavia, dall' incomineiarncn- saccheggio, in pari tempo patì crude-
to dell'era cristiana, sino all'epoca in cui lissima peste. Calato in Italia Odoacre
fu incoronalo re d' Italia Napoleone il re degli eruli nQ\ ^'j& , fugò nel terri-
Grande, Pavia 1 8 2 pel Galeani. Gualla, 1 torio pavese il patrizio Oreste, il quale
Sancluarium Papiae. Spelta, Storia de' si ritirò in Pavia. Odoacre la assediò, e
vescovi di Pavia. P. Ghisoni, Flavia Pa- dopo 40 giorni la espugnò e pose a fer-
pia sacra. Ughelli, Italia sacra, t. i, p. ro e fuoco, non risparmiando né le chie-

074, e 1. o,p. 3 I. F. A. Marroni, De


I 1 I se,né le sacre vergini, né i sepolcri, e
ecclesia et episcopis j}apiensibus,]\om&e.. imprigionando Oreste. Divenuto Odoa-
Pavia, Ticiniim, Papia, inceita è la cre re d' Italia, per le suppliche drl ve-
no PAV PAV
scovo s. Epifitnio li, permise che In cit- do ossia italico. 573 gli fu dato in
Nel
l;i, ridotta un mucchio di sassi, si rifab- Pavia a successore Clefi,sepoltoins. Ger-
liiicasse, esentandola per 5 anni dai tri- vasio. Neil' interregno Peredo coi mila-
lliti. Nel 47^ s' incominciò la riedifica- nesi presero Pavia e la coronaferrea^ se
7Ìone, e vuoisi che allora la città assu- deve credersi al pavese Gentile, con cui
messe il nome
Pm'ia, quasi patria pia
di si coronavano re d'Italia. 11 re Autari
i

amante della religione. Per opera di s. morì nel 590 in Pavia, e fu sepolto in s.
Epifanio il fu in miglior forma ristora- Gervasio. Il successore Agilulfo edificò la
ta la parte del duomo detta s. Maria del chiesa col monastero di s. Bartolomeo,
Popolo, ed altre chiese. Teodorico re dei poi degli Olivetani, e vi fu tunudato. il

go//,dopoaver vintoOdoacie, si ritirò in re Ariovaldo lo fu nella chiesa di s. Gio-


Pavia, la fortificò e abbelh, l'ampliò, vi vanni in Borgo, e sua moglie Gundeber-
fece edificare un bellissimo palazzo, una ga nella chiesa di s. Gio. Evangelista da

forte rocca o castello, e si fermò nella cit- lei edificata. Il re Rotari del 636 favorì
tà volontieri come nemica degli eruli. l'arianesimo, onde anche in Pavia pose
Risoluto di annientare Odoacre, confi- un vescovo di quella setta in s. Eusebio,
dò la moglie, figlie e sorelle a s. Epifanio mentre Magno cattolico avea la sede nel-
li; indi ucciso in Ravenna Odoacre, si la chiesa maggiore: però come divoto di

impadronì di tutta Italia, e dal .santo ve- s. Gio. Battista patrono di sua nazione,

scovo fece liberare i prigionieri condot- gli eresse un tempio nel borgo e vi ebbe

ti Borgogna. In questo tempo Teodo-


iu sepoltura. Ariberto ordinò l'edificazione
rico confinò in Pavia il celebre Severino magnifica di s. Salvatore con monaste-
Eoezio e il suocero Simmaco, nella torre ro, e quello di Liano, venendo sepolto nel
che prese il nome del primo, indi li fece primo. Nel 661 figli Gondiberto e
i suoi
decapitare. Teodorico fissò la sua sede Pertarito si divisero il regno; il primo
prima in Ravenna, poi in Pavia, ove ri- restò in Pavia, il secondo fissò la sede in
f djbricò la chiesa di s. Pietro in cielo d'o- Milano.Nel662 Pavia Grimoaldo spo-
in

ro, edificata da s. Siro I. Nel 54o tro- sò la loro sorella, e divenne re di tutto
vandosi i goti senza capo, unitisi in Pa- il regno, ed alla morte il suo coi'po fu

via, elessero in re Uraja, che ricusando, deposto nella chiesa di s. Ambrogio da


sostituirono lldebaldo. Allorché l'impe- luifondata; laonde ricuperò nel 671 il
ratore Giustiniano I rimandò l'esercito regno Pertarito, che fu coronato in s. Mi-
in Italia per ricuperarla, il re Totila, fat- chele, erigendo a s. Agata chiesa e mo-
to consiglio in Pavia, si j^ortò a combat- nastero in memoria d'essere scampato
terlo; ma vinto e ferito morì nel 552, dalla morte; a sua imitazione la moglie
onde i goti elessero in Pavia Teja per re, Rodelinda fabbricò il tempio di s. Maria
ma con terminò il regno de'goli.
lui Rotonda in Pertica. Sotto il loro figlio
Disceso in Italia Alboino re de'Lorigo- Cuniberto Pavia fu desolata dalla peste :

lardi (J^.), nel 568, a poco a poco se ne questo re favorì le scienze, e come il pa-
rese padrone: nel 56c) s'inviò alla regia dre le sue ceneri ebbero riposo in s. Sal-
Pavia, che trovandosi forte e sicura, sos- vatore, così quelle del re Uiperto II o
tenne l'assedio piìi di tre anni e solo ce- Ariberto. Nel 7 12 montò sul trono il ce-
de nel fì'ji con vantaggiosi patti, e che lebre Liutprando, che espugnò Ravenna,
restassero agli abitanti i castelli, terre e cacciò 1' esarca e trasportò in Pavia la

fortezze del piacentino, donale ai pavesi bella statua equestre di bronzo detta dai
dai goti. Alboino perdonati i cittadini, vi pavesi Rpgisole, con altre cose meravi-
stabilì l'ordinaria sua residenza e sede gliose; altri attribuiscono ai pavesi stes-

principale, e centro del regno longobar- si e più tardi il rapimento di tale statua.
P AV PA V 21
niellile gli emuli raveunali tolstio a Pa- vasi in Francia venne a Pavia, trattò col
via 11* j)oitL' di bronzo. Esseutlosi inala- re , il «juale mutato pensiero si rifiutò al

lo e creileiitlosi vicino a uioiU', in s. Ma- promesso, onde Stefano IH continuò il


1 ia tifile Peiliclic fu proclaaiato re il ni- viaggio. Pipino pose a sacco ii pavese,
polu hiando, ma gnaiito lo associò al
lld( assediò la città e costrinse Astolfo ad eva-
Irono. Fiallanlo disponendosi Liulpian- cuare il tolto: questo principe avC^ido
do ad invadere tutto ì' esarcalo di lla- làbbricato la chiesa di s. Marino, per col-

venna, dopo aver manomesso parie del- locarvi i corpi santi rapiti nel territorio
la provincia, per rimuoverlo ilalla im- romano, ivi fu sepolto. JNel 7:56 per le
presa nel 743 da Roma si '.eco in Pavia premure ed autorità di dello Papa, odel
Papa s. Zaccaria, ad onta degl' impedi- fratello s. Paolo I, gli fu dato in succes-
menti dei regi ministri: a'28 giugno tro- sore Desiderio duca o governatore del-
vò al Po [)rincipali di essi, di malavo-
i l'Istria conquistata dal predecessore. Cou
glia andati ad incoiiliarlo. Inviandosi a ingratitudine Desiderio tornò ad invade-
Pavia, leiinossi in s. Pietro in cielo d'o- re le terre della Chiesa, travagliò Pioma
ro, allora fuori della città, per celebrar- e Papa Adriano I. Questi implorò ed ot-
vi hi messa solenne della vigilia dei ss. tenne il soccorso di CarloMagno,che com-
Pietro e Paolo, ludi entrò in Pavia. IN'el battendo i longobardi ne uccise 44>oo^j
dì seguente a preghiera di Liutprando però colla morte di 33, 000 franct-si, on-
nella medesima basilica compì i solenni de il luogo di BeIlaselva,ove si fece tanta
divini uJli/.i, vi pranzò col re e con esso strage, prese il nome di Mortara. Desi-
con magnifico accompagnamento si recò derio corse a rifugiarsi in Pavia, ed il fi-

al palazzo reale per tener seco congresso. glio Adelgiso in Vei'ona. Carlo Magno
Con le dolci sue maniere, s. Zaccaria vin- dopo aver presa questa, nel 773 o 774
se Liutprando, non senza rimproverar- indusse Pavia alla resa dopo 607 mesi
gli la infedeltà di sue anteriori promes- d'assedio, de^^olata dal contagio e dalla
se ; fu stabilito vantaggioso accordo e la fame. Imprigionò Desiderio, lo mandò al
restituzione dell'occupalo. Partito il Pa- monastero di Coibio presso Liegi colla
pa da Pavia, il re lo accompagnò al Po, famiglia, ove morì penitente, essendone il
e giunto in Roma nuovo la
celebrò di cadavere trasferito in Aquisgrana.
festa degli Apostoli, in rendimento di gra- Terminalo il regno dei longobardi,
zie pel ftilice esito del suo viaggio. Liut- Carlo Magno stabilì nelle città governa-
prando morì nel 744 ^ f'-' sepolto nella tori, ed in Pavia quali suoi luogotenenti
chiesetta di s. Adriano, nel mezzo elei ci- i conti Langosclii patrizi pavesi. Avendo
milerio di s. Maria in Pertica, donde fu s. Leone HI uell'i3oo ripristinato l'impe-
trasportato in s. Pietro in cielo d oro: ro di occidenle ne coronò imperatore
,

come di forme gigantesche e di smisura- Carlo Magno, avendo già Adriano I un-
to piede, la lunghezza di questo divenne to in re d'Italia il figlio Pipino. Giovan-
misura di fondi liei pavese. Il l'e AstoU'o ni Vili nelì'876 si recò coir imperatore

pose a ruba ed a sacco le terre della chie- Carlo il Calvo in Pavia, ma mentre ivi

sa romana, minacciò Pioma d'eccidio ed si trattenevano in feste per le nozze del


inliiDÒ al pupolo romano l'annuo tribu- duca Bosone con Ermingarda figlia di
to di un ducato d'oro per testa. Il Pon- Lodovico II, calò dalle alpi Carlomanno
tefice Stefano IH ricorse pertanto nel 753 per combaltere lo zio Carlo il Calvo, il
a Pipino redi Francia, onde Astolfocoise quale si Papa a Tortona. i\el-
ritirò col

a rinserrarsi in Pavia, e cambiate lemi- r884 Carlo Grosso imperatore e re d'I-


il

uaccie in preghiere, con giuramento di talia tenne una dieta in Pavia, ove nel-

restituire 1' usurpalo, il Papa che rccu- 1*888 fu coronato re Berengario dall'ar-
22 PAV PAV
ti vescovo di Milano, e vi stabili la sua le possessioni che avea tra il Ticino e
residenza; dipoi i pavesi lo difesero, fa- Gran Vallone, ed ilpadre nel loi niolti r

cendo macello dell'esercilo dell' irnpeia- beni coi castelli di Rosasco, Selva Regia
tore Arnolfo die avea assediala la cillà. e Ponlesello. Corrado 11 fortificò Pavia,
Tutlavolta nemici di Lerengmio nel
i
ma tornato in Germania, la città gover-
c)2f m Pavia coronarono re d' Italia il nossi quasi a repubblica, e questa forma
re di Borgogna Piodolfo. Nel 924 Piivia ritenne per lungo tempo, professando ver-
fu presa, saccheggiata e bruciata dai fe- so gl'imperatori un apparente omaggio.
ioci ungari, tuttora idolali i. Nel 926 e- Promulgata nel 109^ la prima crociata,
Iclto re d'Italia Ugo d uca d'Orleans e con- 3 fratelli della nobilissima famiglia Bec-
te d'Arles, si fece coronare in Pavia, in- caria partirono per la Palestina. Intan-
di vi tetme prigione Raterio vescovo di to cominciarono nel i 107 le guerre coi
\ eiona. Lotario II suo figlio regnò pa- milanesi ed altri popoli convicini, e pel
cificamente in Pavia, e nel 950 fu sepol- terremoto che patì la città, concorse alla
to in Giovanni in Borgo presso il pa-
s. rifazione delle mura Ugone Beccaria. Nel
dre, dopo di aver assegnato ad Adelai- I i36 Lotario lì prese Pavia, che otten-
de sua moglie Pavia col distretto. II nuo- ne mediante contribuzione perdono del-
vo re d'Italia Berengario 11 s'impadroiù la resistenza fatta. Nel 1 1 54 ai'se più vi-
della città, e tiranneggiando! pavesi, que- va la guerra coi milanesi, e imploraro-
sticoir arcivescovo di Milano ed il Pa- no l'aiuto di Federico I, continuandola
pa Agapito II, chiamarono in Italia Ot- con diversa forlunfiil'imperatorenel 1 i58
tone I re di Germania, ma un partito concesse ai pavesi di eleggersi i magistrati,
port?) al trono Adalberto, e Pavia fu e- rettori e consoli sotto la protezione del-
sposfa. Nel c)5i Pavia dovette aprire le l'impero. Continuando i danni, le stragi
porte a Ottone I, dopo essere stata dan- e le sconfitte Ira' pavesi e milanesi, Fe-
neggiata. Nel cacciò da
997 Crescenzio derico I prese Milano e ne fece aspra ven-
l'ioma ne' primi di maggio il Pontefice detta, indi colla moglie si fece in Pavia
Gregorio V, che fuggì in Pavia, e gli so- coronare dal vescovo. Nella lega lombar-
Giovunni XYII cittadi-
stituì l'antipapa da i pavesi col Monferrato e pochi altri
no pavese e nato in Rossano. Frattanto restarono nella fazione imperiale, ma nel
nel 1002 Arduino marchese d'Ivrea esor- furono rovinati
! 175 molli loro castelli
lò gl'italiani a liberarsi dagl' imperatori dai «nilanesi, cui dovettero pagare 18,000
stranieri, per cui le città spedirono am- marchi d'argento. Nel i i83 ebbe luogo
basciatori in Pavia, liconosciula sempre la famosa pace di Costanza, tra Federi-
come sede e metropoli dei re d'Italia, e co I e la lega lombarda.

col consenso del Papa elessero re Ardui- Nel 197 Vigevano giurò
1 di essere di
no, che fu coronato in Michele dal ve-
s. Pavia, ma i milanesi presto se ne impa-
scovo, il quale ebbe dal re amplissime dronirono colla maggior parte della Lo-
rendite e prerogative. Ma l'arcivescovo mellina, onde pavesi giurata fedeltà a
i

di Milano, chiamato in Italia l'impera- Milano s'ebbero pace che poco durò. Ver-
tore s. Enrico II, a'iG alaggio looJ fu so il 1217 il legato apostolico die ai ca-
coronato in s. Michele. Tra le feste in- nonici regolari il monastero di s. Agosti-

sorsero i pavesi, costrinsero nuovo re


il no, eh' era dei monaci benedettini neri.
alla fuga, nella quale restò zoppo, onde i Per nuova pace nel 1202 i pavesi por-
tedeschi fecero strage dei cittadini e bru- tarono aMilano il loro carroccio e la sta-
ciarono la città. Ritornato Arduino in tua Regisole. Pavia nel 1220 vide Fe-
Pavia ne riparò le rovine, ed il conte Ot- derico lì, ed alternò guerre e paci con
tone suo figlio donò alla cattedrale tutte Milano; indi nel 1268 respinse l'assedio
PAT PA V 23
di Carlo I d'Angiò. I Becoaria jiolealis- via Filippo Maria, quando «posò la ve-
sitai e colmi di privilegi imperiali signo- dova Beatrice di Tenda, poi decapitata
reggiando la patria batteroiio moneta, per adulterio. Nel i.fiB a'J ottobre ar-
mentre le fazioni dei guelfi e ghibellini rivò in Pavia Papa Martino V, alloggiato
esistentianche in Pavia, da molti anni nel castello con gran magnificenza, ove
alimentavano la guerra civile. Dopo il dimorò 12 gioì ni : nel dì seguenle convo-
1289 fu eletto capitano generale Boni- cò il [)opolo nel castello, ea più di 16,000
facio marchese di Monferrato, il quale persone compartì l'apostolica benedizio-
fatto prigione dagli alessandrini fu po- ne. Nel 1438 avendo il Piccinino presa
sto in gabbia di ferro,onde pavesi die- i Ravenna, iporlò a Pavia le sue porle di
i

rouo il capitanato a Manfredo Pallavici- bronzo. Alla morie di Filippo Maria sen-
no. Nel i3o7 pavesi elessero a loro prin-
i za discendenza mascolina, i pavesi ricu-
cipe Riccardo figlio di Fiiippone Lau- perarono la libertà, e poi si diedero a
gosco, il quale aveali difesi da Matteo Francesco Sforza marito di Bianca figlia
Visconti che aspirava a dominarli. Però naturale del defunto, indi duca di Mila-
nel i3 5 riuscì a IMalteo di edificare una
I no, sul cui Irono regnarono i suoi succes-
gran fortezza alla porla di Pavia, che nel sori, seguendone i destini la città e pro-
10-2.S ricevè Lodovico il Bavaro, ed esso vincia, già narrali a Milano. Nel Joo i

vi esercitò infinite estorsioni: alla sua par- Lodovico XII redi Francia s'impadronì
tenza la città si pose sotto il dominio di del ducato, facendo solenne ingresso in
Giovanni ve di Boemia, e nel i35G venne Pavia il i.° ottobre: concesse ai pavesi,
in Pavia Giovanni marchese di Monfer- che dalla cappella del castello trasferis-

rato, che condotti seco piìi della fami- i sero nella cattedrale le reliquie donate
glia Beccaria, vi lasciò per governatore dall'imperatore greco a Gio. Galeazzo,
Jacopo Bussolari agostiniano. Questi con fia le quali la sacra spina di G. C.; ma
falso zelo ne divenne il tiranno, massime portò in Francia famosa biblioteca ric-
la

contro i Beccaria. Nel 1 3 5c) Galeazzo e ca di mss. , e volle udire Giasone del
Bernabò Visconti signori di Milano, non jMajno famoso giureconsulto e professore
senza lesistenza presero Pavia e fecero fi- della università, allora frequentata da
nire in gabbia di ferro a fr. Jacopo i suoi 3,000 studenti. Fatto prigione il cardi-
giorni, in pena di tanti misfatti; quindi nal Medici, poi Leone X (altri dicono
i Visconti incominciarono a rendere pili che fuggì), nella battaglia di Ravenna, e
forte e magnifica la città. Galeazzo li portalo a Pavia per trasportarsi in Fran-
morì in Pavia nel iSyS, e fu sepolto in cia, dice il Gentile, che Beccaria e due al-
s. Pietro in cielo d'oro; e nel 1397 l'im- tri pavesi lo liberarono, poscia rimune-
peratore Venceslao creò il nuovo duca rali. Nel IDI 2 lo Sforza ricuperò il du-
Gio. Galeazzo Visconti conte di Pavia, cato, che ritolse nel i5i 5 Francesco I re
ed a'26 dicembre accadde uno strepito- di Francia, e fu a Pavia, ma nel id2i
so terremoto. Nel i4oo il famoso Baldo l'imperatore Carlo V lo restituì a Fran-
perugino professore dell' università com- cesco II.

pilò 'gli statuii per la città, e morendo I francesi avendo occupato di nuovo
fu sepolto in s. Francesco. A Gio. Maria Milano, vennero ad assediar Pavia, che
Visconti, crudelissimo tiranno, nel i4i2 patì ogni sorte di privazioni; ma a' 24
successe il fratello Filippo Maria ch'era febbraio i525 presso le sue mura fu vin-
conte di Pavia e dell'annessa Lomellina. to e fatto prigioniero dagl'imperiali e spa-
Poco dopo Facino Cane coi ghibellini gnuoli Francesco I re di Francia, preci-

saccheggiò Pavia, e consegnò alle fiam- samente nel vastissimo parco che circon-
me le case dei Beccaria, ricuperando Pa- da la città, e condotto prigione a Madrid:
-

24 PAV PAV
tra i prigionieri vi fu il nunzio <Vi Cle- le fil costretto dare Pavia in signoria,
menle VII, Aleandri poi cardinale. Que- sua vita natiu'ale durante, ad Antonio de
sta famosa battaglia e prigionia, che ac- Lcyva di lui nemico e capitano generale
cennai nel voi. XXVn, p. I I, fu descrit- dell'imperatore, onde Antonio pose a go-
ta da molli storici, ed espressa in 7 son- vernatore della città Gittcomo del Gam-

tuosi e superbi arazzi, disegnati da Ti- baro gitueconsulto bolognese. Nel i535
ziano, contornati sul disegno di Giulio colla morte del duca terminò la sua di-
Romano o di Tintorelto, tessuti a fil di scendenza, e secondo il suo testamento il
lana colorata, in oro e argento. Carlo V ducato passò in Carlo V, che nel i54f
li fece costruire appositamente in Fian- visitò Pavia, e nel i 547 ^ssai la fortifi-
dra, evi fu mirabilmente espressa la me- cò; anche il di lui figlio Filippo li ro di
morabile battaglia, ed in attestato di gra- Spagna fu a Pavia nel 1
549 ^ '^Si, in-
titudine ne fece dono ad Alfonso d'Ava- di nel I 554 prese l'amministrazione del
los marchese del Vasto (cugino di Fer- ducato, di cui era slato infeudato dal pa-
dinando Francesco d'Avalos marchese di dre coi discendenti. Nel 56a si fondò 1

Pescara, marito di Vittoria Colonna), uno in Pavia la celebre accademia degli Af-
dei comandanti dell'esercito imperiale,col fidati. La città già spopolata da Lautrec,
magnifico padiglione di Francesco un 1, in nel 1578 perde 16,000 abitanti per la
alla spada del re, ch'esso mar- consegnò al peste. Nel 58 con grandi dimostrazio-
1 r

chese quando lo fece prigioniero Launuoy, ni i pavesi riceverono la sorella del re


cui successe qual generalissimo dell'arma- Maria d' Austria imperatrice e fu allog-
ta, per a vere grandemente contribuito al- giata dai conti Scaramucci. Indi nel 1
599
la vittoria. Per la qual fazione avendo gli passò per Pavia Margherita moglie di
abitanti dimostrata moltissima allegrez- Filippo III, per cui si migliorò il fìibbri-

za,ne furono due anni dopo aspramen- cato. Nel secolo seguente Pavia soffrì per
te puniti dal visconte Odetto di Lautrec nuova peste, e per le conseguenze di varie

capitano di Francia, che impadronitosi guerre nella Lomellina e nel milanese


di tutto il milanese, ad onta che per l'im- tra spagnuoli, francesi e piemontesi. I-*a-

peratore la difendeva Belgioioso, a'5 ot- via fu fortificata e ben difesa, sostenne
tobre 1527 presa la città, per 7 giorni nel i655 l'assedio di circa 53 giorni, e
l'abbandonò ad un crudele saccheggio, costrinse 1' inimico a levarlo, dopo aver
commettendovi soldati quanto la guer-
i diroccate varie chiese suburbane. Nuova-
ra badi pili orribile: da quel tempo vuoi- mente nel 1690 si riaccesero le guerre
si che la città ripeta l'origine del suo de- contro i francesi; poscia ebbe luogo quella
cadimento in popolazione e ricchezza, al j^er la successione di Spagna e del ducato.
che non potè mai riparare. In quell'oc- Ricaduta l^aviain potere dei francesi, nel
casione fu che Lautrec rovinò la parte del 1706 fu loro tolta dal duca di Savoia e
castello che guardava il parco, dove cor- dal principe Eugenio, in un al ducato di
re presentemente il naviglio , sicché ne Milano per l'Austria; ma primi la ri- i

limasero soli tre lati con due torri, men- pigliarono nel 1733,6 nel 1736 la cede
tre 4 erano.i lati e 4 torri. Carlo V che rono. Nel 1745 gallo-ispani la conqui- i

proteggeva il duca suo parente, nel 1 528 starono, togliendola all'A ustria, alla qua-
riprese Pavia, che nel settembre ricadde le la resti luirono un anno dopo. L'Austria
in potere dei francesi e nuovamente la sac- la conservò fino al 4 maggio 1 796, epo-
1

cheggiarono, l'acificato Francesco I coi- ca nella qualese ne impadronirono fran- i

l' imperatore, questi collo sborso di scu- cesi. Avendo alcuni pavesi ordita una ri -
di ()00,ooo nel 1529 restituì il ducato voluzionc, spezzarono la statua Regisole
di iVlilanoa Francesco II Sforza, il qua- e fecero partire la guarnigione. Accorso
PA V PAV 25
Nopoloone maggio, soggiacquero al
;i'25 rio tedesco; nel 3ios. Anastasio I eletto
sac(;l)eggio e con isteiilo salvarono la vi- dal clero e popolo pubblicamente, pel
ta. Ili liiiilo disordine In rimarchevole, favore accordalo da Costantino alla re-
che l'università e la casa del prof. Spal- ligione cristiana. Per dovere di l)revità
lanzani fossero per supcriore comando di- solo registrerò i vescovi più rimarchevoli,
chiaruteinviolahili, per ciiirurono rispet- essendovi tra quelli che preterirò molti
tati i cattedratici. Ma il castello di Bina- pavesi e diversi della famiglia Beccaria.
sco. pet' aver preso paite alla sollevazio- Nel 377 s. luvenzio li; nel 432 s, Cri-
ne di Pavia, fa abbandonato alle fiam- spino 111. Nel 466 s. E[)ifanio li nobile
me. Quindi Pavia, come prima, segiTi i pavese, che per essersi interposto a pa-
destini di Milano (f^.), ed a' 6 maggio cificare i romani coi ravennati, questi ulti-

i8o5 rivide Napoleone. Dopo il i8i3 mi credendolo parziale ai primi concepi-


dalle potenze alleate contro Napoleone, rono tanto odio contro i pavesi, che fu
venne eseguilo il trattato di Pavia, ossia il principio di loro inimicizie e del re-
di fare invadere la Francia dalle loro ciproco pedaggio elle nelle due città do-
armate, per cui nel 1 8 i4 terminando la vevano pagare i cittadini nel traversar-
sua dominazione, la città tornò all'Au- le, soppresso nel 1 569 con : felice succes-
stria, da cui si sottrasse nel marzo 184S so Epifanio s'interpose per Pavia con
s.

nellagenerale insurrezione; ma pocodopo Odoacre e Teodorico, e morì nel /^qò


venne rioccupala dalle truppe imperiali. col titolo di pacifìcalore cV Italia. Ne fu
La fede cristiana vi fu predicala e la successore s. Massimo II; nel 5i r s. En-
sede vescovile vi fu istituita circa l'an- nodio, cui per quanto si dice nella bio-
no 47} d'ordine di s. Pietro, da s. Siro I grafia ( l'hanno i santi vescovi riportali
gallico, da lui consagrato in i.** vescovo: da Buller, ed i cardinali pavesi o vesco-
questo diffuse il vangelo anche nella Li- vi), Papa s, Ormisda concesse di farsi
guria, e tornato in Pavia nel 5^ fece fib- precedere dalla croce, l'uso del ed pallio,
Jjricare la chiesa de'ss. Gervasio e Pro- ilprimo luogo ne'concilii a sinistra del
tasio martiri, i cui corpi vi fece traspor- Pontefice, secondo il Gentile. Edificò s.
tare da Milano, ed ove fu sepolto quan- Ennodio la chiesa di s. Vittore, e vi po-
do teneramente pianto morì a' 9 dicem- se chierici che celebravano i divini uf-
bre del f)6. Gli successe s. Pompeo I, il fici in due cori, uno in lingua greca, l'al-
quale ordinò dimostrazioni onorifiche pel tro rispondeva nella latina, come usa-
]>redecessore o s. Invenzio o
; indi nel i i 1 vasi a s. Michele: s. Ennodio compose
Juvenziod'Aquiieia, che edificò la chiesa due formole per la benedizione del cereo
che prese il suo nome ; nel 1 3g s. Pro- pasquale, e morì nel 52 i Nel 58o Se- .

futuro; nel ì^5 s. Obbediano; nel i58 vero, che introdusse le litanie minori, o
Leonzio, che fece fabbricare chiese, ral- meglio le propagò. Nel 668 s. Anasta-
lentandosi la persecuzione contro cristia- i sio II, già vescovo ariano, dopo averne
ni ; nel i83 s. Orsicino o Urcisceno pa- abiui'ati gli errori, poichémentre Magno
vese; nel 216 s. Crispino I pavese della governava i in Pavia era
cattolici, egli
famiglia Negri, che fece abbellire la città stato pastore degli ariani. Nel 680 s. Da-
ed edificar la Martino; nel 2 53
chiesa di s. miano pavese dottissimo, della famiglia
s. Felice martirizzato; nel 2 56 s. Massimo Biscossi; nel 7 1 1 s. Armentario pavese,
I; nel 270 s. Epifanio I, che morì di do- al qual anno narra il Rinaldi, the essen-
lore per le persecuzioni; nel 275 s. Cri- dosi portalo in Roma s. Benedetto arci-
S[)ino II pavese, che fabbricò la chiesa vescovo di Milano per reclamare che il

de' ss. Cosma eDamiano, e la cappella vescovo di Pavia fusse suo sulfraganeo,
della Croce in duomo; nel 3o6 s. Daluaa- PapaCostaalino rispose, che la chiesa era
26 PA V PAV
slata sempre itumediatamenle soggetta gliildio T pavese, forse dei Malaspina di
alla sede apostolica. Nel 787 s. Teodoro Canossa, e nipote della gran contessa
1 ; nel 'j5i s. Pietro I cugino del re Liut- I\Ialil(k'; donò un cavallo, le insegne e

piando, che persuase all'acquisto del cor- armi da soldato, con uno stendardo alla
po di s. Agostino e collocazione in s. Pie- illustre casa pavesede'Confalonieri, aven-
tro da lui riedificata. Nel 766 s. Teodo- dogli essi giurata fedeltà, e di essere pron-
ro 11 pavese, protettore della città; nel ti alla difesa. Da ciò forse derivò il pri-
778 s. Girolamo
proclamato con di-
I, vilegio, che uno di tal casa nei possessi
Tino prodigio; nell'Hot s. Giovanni I pa- dei vescovi conduceva avanti il baldacchi-
vese; s. Deodalo fece trasportare il cor- no il cavallo, e ne restava poi possessore ;

po di s. Siro dalla chiesa di s. Gervasio di più un altro dei Gonfalonieri era ob-
in cattedrale a' 7 maggio 828. Nell'Sic)
i bligato ad accompagnarlo dalla chiesa di
s. Litif'redo I; neir85o Lintardo pavese, s. Maria Segreta sino al duomo, prece-

pel i.° fu decorato del titolo di conte; dendolo innanzi al cavallo, armato di sca-
ueir874 Giovanni II; nel 91 Giovan- i do, con stendardo morello, ov'eravi di-
ni 111 veronese, morto nell'incendio de- pinto lo stemma de'Confalonieri. Inoltre
gli ungari, in cui perirono 43 chiese. Nel i vescovi prendendo gli abiti pontificali
suo vescovato, Papa Anastasio III ad i- in delta chiesa, per privilegio dei re lon-
slanza di Berengario I re d' Italia, con- gobardi, una della casa Mezzabarba gli

cesse al vescovo di Pavia l'uso dell'om- poneva i sandali: dalla chiesa alla porta
bieìlo o baldacchino, del cavallo bianco e sino alla metà della strada nuova, lo
coperto di drappo, della croce avanti nei accompagnavano per privilegio due del-
•viaggi e cavalcando, e di sedere al lato la famiglia Giorgi. Nel io5 Guido III i

sinistro del Papa nei concilii, come atte- Pescari pavese, cui Papa Pasquale li con-
stano Sigonio, De regno Ital. lib. 6, an. fermò tutte le prerogative concesse ai

qi I, e Pacciaudi, De unìhdlae. In quel- vescovi di Pavia. Nel To-


i 167 Pietro V
lo del predecessore, il Baronio riferisce scani pavese, amorevole coi poveri, il qua-
con meraviglia un altro privilegio, il cui le fu fedele ad Alessandro IH, e non par-

documento dice di aver letto: riporta tigiano dello scisma, come scrissero al-
pertanto all'anno 878,0." 33, che il l*on- cuni con r Ughelli, siccome rilevò il p.
tefice Giovanni Vili, trovandosi in Pa- Tosli uiiW J.Hoiia'della lega lombarda.
via, concesse ai vescovi della medesima, Nel ( 178 «.Lanfranco de'Beccari di Grup-
the ogni qualvolta chiamassero ai sino- pello, patì vessazioni dai consoli della cit-
di gli arcivescovi diMilano e di Raven- tà; nel I 195 s. Bernardo HI Babbi pa-
na coi loro suIìVaganei, tutti vi dovesse- vese, da Faenza; nel 121 5 il
tiaslato
ro onninamente andare. Nel c)2C) s. In- cardinal Gie«orio Crescenzi romano; nel
nocenzo pavese; nel 966 Pietro 111 Ca- 1271 s. Fulco Scotti piacentino, teneva
nevanova pavese, che fu creato cardina- ogni giorno 5 poveri a mensa, e mante-
i

le e nel 984 Papa col nome di Giovan- neva un maestro cogli scolari. Nel 1280
ni XI Y, cambiatoin venerazioneal prin- s. Rodobaldo II Cipolla, fece edificare
cipe degli apostoli V. Nome dei Papi.
: molle chiese e monasteri, fra quali quel- i

Gli successe il cardinal Guido 1 pavese lo di s. Tommaso con tempio; nel 129G
della famiglia Corti, coronò Ardoino re Guido V pavese dei conti di Langosco,
d'Italia: il Cardella non registrandolo fece gran doni alla chiesa, aumenlò le

Ira i cardinali, Tommisi.Nel 1008 Uber- rendile della mensa, e punì i preti con-
to Sacchetti abbate benedettino di s. Pie- cubinari; nel i33o Giovanni V Fulgosi
tro incielod'oro,feceristorare varie chie- piacentino, istituì il sodalizio de' morii ;

se rovinate dall'incendio. Nel 1073 Gu- nel i4o2 Pietro YU Grassi di Castel-
PA V PAV 27
nuovo, umiliato, e già vescovo di Cre- città i ministri degl'infermi, ed arricchì di
mona, fondò con rendite la cappella di s. argenteria l'aliare maggiore del iluomo;
Maria in duomo, ed ivi fece Tolgano nel ; nel 171 i Agostino C//5^?/u' inilauesecfirdi-

1435 Enrico II Rampini, già di Torto- n ale; nel i724F'>'a»cesco VI Per tosati mi-
na, poi arcivescovo di Milano e cardinale; lanese olivetano, che fondò il pio luogo del

nel 1446 Giacomo Borromeo milanese, suo nome, ed ottenne da CenedclloXlV la

rifece l'organo del duomo, e migliorò conferma degli antichi privilegi ctjlhi bol-
le possessioni; nel i4^4 Giovanni VI Ca- la Ail siipretìiam, de'i 5 febbraio I743j

sliglioni milanese cardinale, lasciò alla Bull. Bened. XIV, t. i, p. 24^, unendo
cattedrale una mitra preziosa, un bacolo inoltre il titolo arcivescovile di Amasia
pastorale di pregio ed alcuni paramenti. in parlibus (cui sono soggetti titoli in i

JN'el i4^o il celebre cardinal Giacomo II paiùbus di Sinope, Andiapa, Amiso, I-


AmiìiannaLi, il detto cardinal Papìcnse o bono, Temiscira e Zela ) al vescovo di
di Pavia, che fornì il duomo di splendi- Pavia, volendo chequestos'inlitolasse per
da sagrestia e gli die bellissimi para- l'avvenire vescovo di Pavia arcivescovo
menti ; ne parlai anche a Piccolomini fa- di Amasia, eil avesse gli onori spettanti
miglia. Nel i479 Ascanio Maria Sforza agli arcivescovi; (|uindi nel 1753 nomi-
poi cardinale, da Innocenzo Vili latto nò alla sede il cardinal Carlo Francesco
amministratore del contado di Pavia an- Durila milanese, che beneficò il semi-
che nel temporale, nella minorità del ni- nario, fece terminare in parte il duomo,
pote duca di Milano; minacciando rovi- onde tutti cittadini anche nei giorni fe-
i

na il duomo, rifabbricò il nuovo, ponen- stivi vi lavoravano, e si rese pure per al-

dovi la I.'' pietra nel 148B. Nel i5o5fu tre cose benemerito. Nel 1769 Bartolo-
eletto vescovo il cardinal Francesco IH meo Olivazzi milanese e decano della ro-
Alidosi imolese ; nel i 5 1 3 il cardinal An- ta, sotto Giuseppe linei 1780
del quale
tonio Maria Ciocchi del Monte, che nel istituì inPavia un seminario generale
13 20 rinunziò al nipote Gio. jMaria Cioc- pei chierici di tutta la Lombardia, nella
chi i\e\ I\Ioiite, poi. cardinale, e nel i55o chiesa e monastero di s. Tommaso; indi
Giulio III, il quale nominò Gio. Girola- nel I 782 per disposizione dello stesso im-
mo de Robsi parmigiano, ad onta delle ver- peratore ebbe principio il collegio eccle-
tenze avute per anteriore rinunzia: questi siastico Germanico-Ungarico in s. Fran-
nel 1064 lo rassegnò al proprio nipote cesco; però nel 1796 fluì. L'imperatore
Ippolito de Rossi, che fa al concilio di fu due volle in Pavia, e nella seconda col
Trento, riparò il vecchio duomo, fabbri- re e la regina di Napoli nel 1785, men-
cò l'episcopio, e nel iSSt die principio tre nel i79t vi fu il successore Leopol-
al seminai io, mostrandosi assai benefico do li. Nel 1 792 Giuseppe Berlieri di Ce-
nella peste, e Sisto V lo creò cardinale. va agostiniano, trasferito da Como, che
Nel logi b. Alessandro Sauli genovese, lasciò eredi l'orfanotrofio ed il semina-
trasferito d'Aleria ; nel i593 Francesco rio neli8o7,dopo sede vacante Paolo,
;

IV Gonzaga, poi di Mantova e cardinale; Lamberto d'Allegre torinese di gran dot-


nel 1619 Fabrizio Landriani milanese, trina, che si segnalò nel concilio di Pa-
istituì il pio luogo per le orfane, e die rigi. Dopo la sua morte Pio VII colle due
26,000 lire imperialiai gesuiti, acciocché bolle Piitcrnac cliarilatis sludiuni, de' 1 (1

aprissero 3 scuole per insegnare le lettere o 20 febbraio e de' 1 6 (narzo 8 1 1 9, Bull.


umane alla gioventù. Nel 1672 Lorenzo II Coni. 1. 1 5, p. 1 76 e 202, derogò alle spe-

Trotti alessandrino, che edillcò la casa ciali prerogative del vescovo di Pavia, lo
della missione, collocandovi i signoriosa- dichiarò suffraganeo della metropoli di
csrdoti di essa, introducendo pine nella Milano, e divise il titolo arcivescovile di
28 1^ A V PAX
Amasia (che restato libero, nel i8a4 Leo- agosto IOI2 o I030 da Papa Benedet-
ne XII io conferì all'amministratore di to Vili, che riprovò la vita licenziosa dei
Lione Gasloii de Pins), e nel i8u3 pre- chierici, obbligati alla continenza, e si

conizzò vescovo Luigi Tosi della diocesi trattò degli schiavi : l'imperatore s. En-
di jMilano, al quale nel i85o Pio IX die rico li aggiunse pene temporali a quelli
in successore mg/ Angelo Rainazzotli dei che non osservassero i canoni statuiti. Il
missionari oblati di sua patria Milano, 7.° nel 1046, di cui mancano gli alti.

conieiendogli nello stesso concistoro il L'8.° nel 049, dopo la settimana di Pen-
1

pallio. La diocesi èampia, e contiene 75 tecoste, da Papa s. Leone IX, coi vesco-
parrocchie. Ogni nuovo vescovo è tas- vi d Italia e delle Gallie, in cui furono
sato nei libri della camera apostolica in dichiarate nulle le ordinazioni dei simo-
fiorini 4oo, essendo le reudite scudi32 38, niaci. 11 9." nel 1062 contro l'antipapa
gravale di qualche peso. Onorio 10.° nel
1076, o concilia-
lì. Il

bolo di vescovi scismatici partigiani del-


Concila di Pavia. l'imperatore Enrico IV, che osarono sco-
municare s. Gregorio VII Papa. L'i i."
Il i.°o parlamento, fu tenuto nel di- nel i i5c). Il I 2.°, conciliabolo deli 160,
cembre 85o dall'imperatore Lodovico li, tenuto a' 5 febbraio dall'imperatore Fe-
che vi assistette, presieduto dall' arcive- derico I contro Papa Alessandro IH, e
scovo di Milano Angilperto. Vi si fece dagli arcivescovi e vescovi scismatici, 5o
un capitolo sugli aifaii secolari, confer- circa , oltre gli abbati ,
per riconoscervi
mato da Lotario I padre del principe; l'antipapa Vittore IV o V, il quale fu con-
25 canoni sopra la disciplina ed altre ma- dotto solennemente per la Questo città.

terie ecclesiastiche e sui penitenti. Diz. falso concilio dichiarò contumaci Ales-
de' cono. : in questo, nel Labbé e in Ar- sandro HI ed suoi fautori, per non es-i

duino si leggono gli atti de' seguenti. li servi intervenuti. Narra il Rinaldi all'an-
2.° nel febbraio 855, convocato da Lo- no 176,- n.° 12, che Alessandro IH e-
1

dovico li, cou l'autorità di Papa Bene- resse iu sede vescovile Alessandria edifi-
detto IH, e r intervento di tutti i vesco- cata in suo onore dalla lega lombarda,
vi di Lombardia. Si formarono ic) arti- ed umiliò Pavia divenuta sede di scisma-
coli per togliere gli abusi, fra i quali, tici, privando il vescovo della croce e del
che i signori laici di rado comparivano pallio. Il i3.°nel 14^3, secondo il de-
nelle chiese maggiori o parrocchiali, ad cretato di Martino V nel concilio di Co-
assistere ai divini uffizi. 11 3.° in febbraio Essendo generale, il Papa vi man-
stanza.
876 da Ansperto arcivescovo di Milano, dò ; se ne
tre legati fece l' apertura in
con 1 7 vescovi di Toscana e Lombardia, maggio, essendovi deputati di Francia, i

ed il Papa Giovanni Vili che vi fece Alemagna ed Inghilterra ; ma penetrala


confermare la elezione dell' imperatore la peste nella città, indusse i presidenti
Carlo il Calvo. Questi vi pubblicò un ca- del concilio a trasferirlo a Siena a' 22
pitolare riguardante la venerazione alla giugno, e Martino Vacconsenf; alla tras-
chiesa romana, come capo di tutte le al- lazione, ma ebbe luogo iu Basilea.
tre, i diritti del sommo Pontehce, i beni PAX, Pace. Sul Pajc tecaiii e sul Pax
ed altri punti di disciplina.
ecclesiastici vohis o volìiscuììiy parlai a Deo grati as,
Il 4° neir877. 11 5.° nel 997 tenuto da in vece del quale prima si rispondeva
Papa Gregorio V, che vi scomunicò Cre- nelle epistole degli apostoli, come prati-
scenzio e l'antipapa Giovanni XVII, in- cano greci ; non che a Page, Pace del-
i

di venuto in Pavia l'imperatore Ottone la messa, Co:^ER.viAzioxE§ IV, nella qua-


HI lo ricondusse in Roma. Il G.'^uel 1° le il vescovo crcsiinaate dice il Pax te-
PAZ PAZ 29
rum, quale augtirio di pnce, per aver hi,ebbe tutto l'agio di sfogar il suo zelo
conseguilo il cresimato la pienezza ilella non meno nella coltura de' cattolici, che
giaria, come ert'elto del sagramerito, le- nella conversione degli eretici, e di farsi
slatido avvertito col leggiero tocco sulla ammirare pei suoi rnri talenti, che ben
{guancia, di dover comportare in pace e conosciuti dai magnati di sua nazione,
rassegnazione le ingiurie, percosse e [ler- singolarmente dall' imperatore Mattia,
ad imitazione e per amore di
•secuzioni, questi ad onta di sua singolare ripugnan-
Gesù Cristo. Dice il Macri che il salu- za, nel 16 ifi lo no mi nò a rei vescovo di Slri-

to P^x i'obis, fu ordinato da Cristo ai gonia, e i.°consigliere del mento ec-


di pai li

suoi discepoli; e che si tralascia nell'av- clesiastico. Divenuto cancelliere, supremo


vento, per non essere ancora disceso in segretario, ed intimoconsigliere di Ferdi-
terra, né comparso il riconciliatore del nando li, ad istanza di essoii Papa Urbano

mondo, Cristo nostra vera pace; e nelsab- YlIIa' 19 novembre iGsc) lo creò cardi-
bnto santo per non essere ancora risu- nale prete di s. Girolamo degli Suhiavoni,

scitaloil Salvatore, che con tali parole ma non volle convenire che restasse suo
salutò i suoi discepoli. A Domijjus vobi- ambasciatore in Roma. L'imperatore se
scuM dissi come i vescovi in vece dicono ne prevalse a mantenere nella divozione al-
Pax vobisj e anticamenle Pax \'ohisciim, la casa d'Austria gli luigheresi, ed egli o-
perchè si dice il Pax roZ/Z^, e del saluto peroso contro l'eresia riuscì a convertire
Pax huic doinui. molti nobili. Riformò i costumi de'calto-
PAZIENTE(s.),vescovo di Lione. Ven- lici ne'4 sinodi tenuti nel 1 fiso, due nel
s,ti\e qualche tempo
ne innalzato a questa i63o, l'altro nel i633,coi vescovi di sua
avanti il \'}o, e secondo alcuni autori, po- provincia, in cui molto fece per la disci-

co' tlopo la morte di s. Eucherio, che av- plina del clero e ad esso fu di edificante
venne nel \^)0. il suo zelo non si ristrin- esempio. Pel mantenimento delle rifor-
se alla provincia di cui era niefropolila- me introdotte fondò in Presbuigo uu
no, ma abbracciò tutta la (jallia ; alzò collegio ai gesuiti e un monastero di s.

nuove chiese, rislaurò od abbelPi le an- Chiara con sufficienti rendite. Eresse in
tiche, enutrì quellich'erano nell'indigen- Trinavia, oltre la nuova chiesa principa-
za. Le sue cure e i suoi discorsi conver- leed un convitto de' poveri, nel 1619
tinjMO molli eretici eguadagnarononuo- una celebre università, che pose sotto il
vi figli alla Chiesa, fra cui i borgognoni, patrocinio di i\Iaria, e fornì di sceltissi-

ch'erano quasi barbari ed infetti degli er- ma biblioteca, non che due seminari per
rori di A rio e di Fotino. Assicura s. Sido- la educazione della gioventù ungherese,
uio Apollinare, ch'egli possedeva tutte le uno in Vienna nel 1628, l'altro in Tri-
\irtìi episcopali, e dice non sapere se do- navia nel 1624, ove celebrò un concilio
Tesse più in lui ammirare lo zelo per la provinciale nel iGag. Per l'educazione
gloria di Dio^ o la carila verso i poveri. delle finciulle fundò pii luoghi, con ren-
L'opinione più comune è che morisse ver- dite pel mantenimento. Fu leneramenle
so l'anno 4Boj ed è menzionato nel marti- divolo della Beala Vergine, di grande
rologio romano gioino I di settembre.
il I ingegno, di maturo giudizio, di eccellen-
PAZAL^^lNYni Pjtjasz Pietro, Cardi- te letteratura e di robusta eloquenza.Co-
7ia/e.Dei conli di Uibano, nacque a Vaia- ronò in Piesburgo solennemente Ferdi-
diuo neh' Ungheria, da una delle primarie nando II, poi Ferdiiiando 111, portandosi
famiglie, indi vesù l'abito dei gesuiti, tni dal quale, come estenuato da immense
i quali dopo aver in-;egnato nelle pubbli- fatiche sostenute a gloria di Dio, morì in
che scuole la filosofia e la teologia, da- delta città nel 1637, d'anni 64, lasciando
tosi con lervorc all'esercizio delle mi'isio- di verse opere teologiche. Fu sepolto presso
-

3o rAz PEC
S.Giovanni Elemosiniere, cui avea fatto ZA, Inferno, Limbo, Purgatorio, Para-
costruì re prezioso mausoleo di marmo, con diso, Battesimo, Pelagiani, Comanda-
urna e lampada di argento. Al semplice menti DI Dio e della Chiesa.
nome inciso sulla tomba, il viceré Esto- PECCATORE, Peccalor. Questo li

ras aggiunse significante elogio, ed il ni- tolo è frequente nelle antiche carte ed i-

pote conte Nicolò una statua di marmo scrizioni, come avverte il Du Cange, in
rappresentante lo zio. Glo<ss. Per umiltà se lodavano gli abbati,
PAZZI. Di essi feci parola a Ospiìd vie i vescovi ed altri personaggi anche laici,

DI s. SriRiTO, per lo stabilimento ivi esi- ragguardevoli ed esemplari, nelle loro


stente della confraternita istituita a pren- sottoscrizioni, massime i religiosi, così le
derne caritatevole cura e dei principali : monache.
manicomii ne fo menzione ai luoghi loro, PECCENA. Sede vescovile armena,
come Pesaro, Perugia, Aversa, ec, e ad sotto il patriarcato di Sis. Orieiif christ.
Alessiani dissi, come quei religiosi avea- t. I, p. i44i.
no per istituto l'assistenza de'pazzi, men- PECHIA. Metropoli della diocesi di
tre col nodiedi Pazzi fu istituito nn or- Sfi-i'ia (^.), ed antica capitale del regno
dine equestre. Della così à&iia festa de di Rascia edi Servia. E situata sulle fron-
pazzi parlai in più luoghi, e ne' voi. Vf, tiere dell' Albania, ed il primate di Ra-
p. 254,XXIV, p. 2'24,eXXXI,p. 174- scia vi faceva la sua residenza.
PAZZI. Società di cai'alieri. Fu isti- PECORARIA Jacopo, Cardinale.
tuita in Cleves nel i 38o o i 38 i , nel gior- Della nobilissima famiglia detta Pecora
no di s. Rumberto, da Adolfo conte di ria da un feudo che possedeva nella val-
Cleves insieme a 35 signori, i quali do- le Pecoraria del territorio piacentino ,

Teano portare sopra loro mantelli un i nacque in Piacenza. Fino dalla tenera età,
ricamo rappresentante la figura di un sprezzate le vanità del mondo, lutto si

pazzo vestito di piccola giubba, con cap- dedicò a" Dio, e fu successivamente chie-
puccio tessuto di giallo e rosso con de' rico di s. Donnino, arcidiacono di Raven-
sonagli d'oro, calze gialle e scarpe nere, na, e nel 12 i5 passatoio Francia profes-
ed avente mano una tazza d'oro piena
in sò la regola de'cisterciensi. Peifezionato
radunavano cavalieri nella
di frutti. Si i nella monastica disciplina e nelle scien-
i." domenica dopo la festa di s. Michele, ze, fu eletto abbate delle TreFontane di
e doveano tutti trovarsi all' asseuiblea, Roma. Onorio III lo fece |)enitenziere ,

tranne gì' infermi e gli assenti oltre sei cappellano o uditore di rota, impiegan-
giornate da Cleves. Tutti vestivano con dolo in alfari di somma importanza. Gre-
abiti simili, per mostrare l' amicizia fra gorio IX nel I23i o nel 1234I0 creò
loro mantenuta, che se alterata, la socie- cardinale vescovo di Palestina, e lo spe-
tà faceva di tutto per riconciliare i dis- dì in Lombardia a pacificare i popoli guer-
sidenti. Venne stabilito, che se qualcuiìo reggiatiti, ove gli una
riuscì d' ijn[ìedire'
dei cavalieri non portasse ogni giorno la tremenda ballaglia. Rimandatovi dal Pa-
figura del pazzo sul mantello, sarebbe pa |)er islabilire perpetua concordia tra
multato di 3 grandi lire tornesi, le quali i lombardi e Federico I! questo lo ri- ,

sarebbero date ai poveri per amore di tenne alcun tempo prigione, indi consa-
Dio. S'ignora precisamente ti fine di que- grò la chiesa di Borgo s. Donnino. Con
sta istituzione, ed il p. Bonanni nel Ca- pari lustro e decoro sostenne la legazio-
talogo p. I I
4 ne parla, riportando l'im- ne di Ungheria, in cui prosciolse dall'in-
magine del cavaliere, eque!; ordims dicli terdetto il re Andrea 11. Nella legazione
aiuhonim, di Toscana pacificò i fiorentini coi sene-
PECCATO. V. Penitenza, Indulgen- si. Tornato in Rouia ne fu fatto vicai io,
PF. D PEn 3 I

ed o piima strinse tenern amici-


allora heìi. Confina coi croati, non che col mor-
zia con Visconti, poi Gregorio X, clic lo lacclii diorigine slava o espulsi dalla lo-
fece suo tuaggioidomo ed intimo mini- ro pallia dai turchi, che in generale pro-
stro. Indisi recò legalo in Ispagnae Fran- fessano la religione greca. La sola par-
cia contro gli albigesi,pei (juali promul- rocchia della cillà è la cattedrale, dedi-

gò una crociala con felice successo, ricon- cata alla B. Vergine e a s. Niccforo marti-
ciliando colla Chiesa il contedi Tolosa. In re, vescovo e patrono della città e diocesi,
Senlis convocata un'assemblea di vescovi, il cui corpo ivi si venera insieme ad al-

oUenne dalle loro rendile la vigesima a tre insigni reliquie : è iiiliziata da 4 ca-

favore del Papa, per la guerra con Fe- nonici, eprima eravi la dignità dell'ar-
derico II, ma nel \ii\i imbarcatosi con cidiacono, indi divenne concaltedrale di
due altri legati , vescovi e abl)ali sopra Gorizia. Plinio celebrò i vini di Pucinum
legni genovesi perrecaisial concilio La- volifarmenle Prosecco. La diocesi è ri-
teranense intimalo da Gregorio IX, fu- Sheila; contava i4 paiiocchie, e un mo-
rono impiigionali dai genovesi e pisani nastero di religiosi di s. Paolo i." eremi-
fautori di detto imperatore, ed egli ven- ta nel santuario di s. IMaria aLago, di-

ne condotto in duiissimo caicerc in A- \eise confraleinile, ed il cimitero di s.

nialJj ; liberato dopo due aimi ad istan- Michele suburbano vi si celebrava in :

za dell'imperatore Baldovino li e del sa- illirico. La mensa pagava 100 fiorini di

cro collegio, fu anzi legfdaloda Federico tassa, ed anlicamenle era buona : sotto

II, che nell'alto di licenziailo il richiese Clemente VII, l'arciduca d'Austria Fer-
di sua amicizia, ed egli rispose, che lo sa- dinando, cui spellava presentare il ve-
rebbe, finché egli lo fjsse colla Chiesa. scovo, gli attribuì il monastero di s. Pie-
Anche Innocenzo IV lo dichiarò vicario tro in Selva. La sede vescovile fu istitui-
di Ptoma quando passò in Francia, aven- ta nel VI secolo, sufliMganea del patriar-
do concorso alla sua elezione, ed a rpiel- ca di Aquileia, che soppresso da Bene-
la di Celestino IV per la cpiale ebbe il
. detto XIV nel 17.52, erigendo Gorizia in
permesso di uscire dalla prigione e [)oi arcivescovato, a questo la sottopose. Ne
vi ritornò. In Paliano fondò un mona- fu I
." vescovo Marziano, che nel 079 fu
.stero di cisteiciensi, assegnando loro la alsinodo del patriarca Elia; indi gli suc-
chiesa di s. Pietro, che dotò di copiose cessero Uisiniano o Uisicino , che nel
,

rendite. Dopo aver dottamente predica- 6rq intervenne al concilio romano di Pa-
to nella basilica Vaticana perla festa li- pa Agatone, quindi s. Niceforo confes-
s.

tolare, chiuse piamente suoi giorni in i sore, cui corpo si venera in Omagio,
il

Roma nel 124^, con estremo dolore del castello marittimo. Fredeberto, che fu nel
A'isconli. che da vicino iieavea ammira- q35 alla consagrazione della cattedrale
lo l'edificanti virtù e sapere, ed era stato di Parenzo; Woldai ico, mentovalo nella

suo patrono e mneslio. Il venerando di lui donazione falla nel loBi ai canonici dal
corpo fu trasferitoa Chiaravalle in Fran- patriarca Poppo. Dopo lunga sede vacan-
cia, luogo del suo noviziato, e posto presso te fiorì Federico del i 74, ed registra- i i

quello di Malachia vescovo, con degno e


s. ti udì' Italia sacrai]] Uglielli t. 5, p. 469,
magnifico elogio; una parte del suo capo e io,p. 822,6 nelle Notizie di Roi/i a.
l.

fu riposta nella cattedrale di sua patria. L'ultimo del 1766 fu Aldi ago Antonio
PEDE^ìA , Petiiiuni. Città vescovile de Piccai di triestino, morto il quale nel
governo di Trieste, a 12
dell'Istria, nel i-SG non ebbe successore, e la sede fu
miglia da Piovigno e 22 da Pola, sopra riunita a Gorizia.
una montagna presso il fiume Arsia, chia- PEDERODIANA. Sede vescovile del-
uiata ancora Pisino , Cominada e Di- la BizHceua neU'.AfVica occidentale.
32 PED PEK
PEDICINI Carlo Maria, Cardinale. Dio nel ritiro. Fu priore del monastero
Nacque in Ijenevcntoa's novembre 7G0, 1 di Vincenzio presso Mans, eretto dal
s.

cle'nìaichesi Pediciui, donde portatosi in vescovo s. Domnolo. Egli accoppiava ad


lioma vi fece f^Ii studi ed ammesso in , una eminente santità una rara facondia,
prelatura, dopo di aver servito la s. Se- per cui suoi discorsi riportavano sem-
i

de in diversi carichi. Pio VII lo promos- pre copiosi frutti. S. Domnolo, dopo a-
se a segretario di propaganda, al modo ver fabbricato un monastero con uno
che dissi nel voi. XVJ, p. 260, ed a' io spedale in onore della B. Vergine, tra il

marzo 1823 lo creò cardinale prete, con- fiume della Sarta e la terra di Beaugc,
ferendogli per titolo la chiesa di s. Ma- vi mandò de'religiosi, di cui volle che

ria in Via, dacui passò a quello di s. Ma- Peduino fosse superiore col titolo di ab-
lia della Pace. Leone Xll lo fece prefet- bate. Esso governò con vigilanza e zelo,
to dell'immunità ecclesiastica; Pio Vili, dando insigni provedi carità e di pazien-
segretario dei memoriali, prefetto dei ri- ta. Mori verso la fine del VI secolo, ai

ti e vescovo suburbicario di Palestri- i5 di novembre, ed è nominato in tal


na Giegorio XVI prefetto di propa-
; ,
giorno nel martirologio di Francia ed in
ganda, vice-cancelliere e commendatario quello de' benedettini.
della basilica di s. Lorenzo in Damaso ,
PEGUA o PEGA (s.), vergine. Di-
ed a' i4 dicembre 1 84o lo trasferì al ve- scendente dai re di Mercia, si separò dal
scovato di Porto, s. Rufiìna e Civitavec- niotido per menare vita penitente, riti-
chia, essendo divenuto sottodecano del randosi nel luogo, che fu poi detto dal
sacro collegio, come riportai in molti ar- suo nome Peagkirk ePekirka, cioè chie-
ticoli. Veniie annoverato ad i i congre- sa di Pegua.il quale è un villaggio nella
gazioni cardinalizie; ebbe molte protet- contea di Northampton. Era sorella di 3.

torie di sodalizi, chiese, congregazioni le- Gullaco, celebre eremita del Croyland,
ligiose, dell'ordine betlemmitico, di al- dopo morte del quale, verso il 7 19, si
la

cune terre dello stato pontificio, e fu com- recò a Roma,


e quivi inoiù. S. Pegua era
protettore di sua illustre patria. Inter- protettrice dell'abbazia di Pegeland, che
venne ai conclavi per le elezioni di Leo- s. Odoardo confessore unì a Croyland. La
ne XII, Pio Vili e Gregorio XVI, e do- sua festa è segnata il giorno 8 di gennaio.
po breve malattia passò al riposo dei giu- PEKIINO {Pekinen). Città con resi-
sti, munito di tutti i conforti della reli- denza vescovile nella Cwa (/^.), capitale
gione, in Roma a' q novembre i 1 843, di di quell'immenso impero celeste e della

anni 83 passali. Nella sua chiesa di s. Lo- Cina propriamente detta, capoluogodel-
renzo furono celebrate le esequie, ed ivi la provincia diTchi li o Ci-li e del di-
fu tumulato in mezzo alla chiesa, con o- partimentodi Chun-thian o Sciuu-thian,
uorevole iscrizione, siccome pio, integer- nel nord-est della Cina, a i85olegheda
rimo, ordinato in tutte le sue azioni, a- Parigi, i4oo da Pietroburgo, 730 da
uiorevole pastore, eretta affettuosamen- Calcutta ne\ìe Indie orientali [f-^.], e 12
te da Luigi de Gregori suo maestro di dalla gran muraglia, sopra le due spon-
camera. de del fiuniicello In-ho, che va a gettar-
PEDREDAN. Luogo d'Inghilterra, in si Pay-hoj tributario del golfo Tchi-
nel
cui fu tenuto nel 1071 un concilio per li formato dal mar Giallo. Si compo-
lanomina di alcuni vescovi. Labbc t. 1 1; ne Pekino di due città, la più setten-
Arduino t. G; Augi. t. i. trionale delle quali chiamata Ring-
,

PEDUmO o PAVINO (s.), abbate tchhing ciltà della Corte, forma (piasi un
nel Maine. Nato nel IMaine, abbandonò quadrato perfetto; e la più meridionale
il mondo in gioventù per consacrarsi a nonunala Vai-tchhing Vai-Io tchhing
PEK PEK 33
o città esterna , o semplicemente bor- no cinte di forte muraglia merlala. Il pa-
go del sud, ha la figura di un quatliila- lazzo imperiale è un prodigioso ammas-
tero rettangolo allungato, ed è alquanto so di fabbricati e di corti, di cui la eslen-
ii)inore della prima. Tra i diversi calco- sione forma il merito principale; nondi-
li della circonlerenza delle due città , il meno l'oidine regolare di sale immense,
più probabile è ch'essa sia di circa 6 le- la simmetria delle gallerie e porticati, la
ghe, senza i?. sobborghi. La città del-
i forma bizzarra dei tetti, i padiglioni sor-
\i\ Corte è cinta di muro guarnito con montati da palle dorate, le colonne ca-
merli, alto quasi 4o piedi e 21 di gros- riche di ornamenti, la ricchezza delle pit-
sezza. Le mura della città meridionale ture e dorature formano un complesso
sono più piccole e più semplici, cornale che non manca di magnificenza. L'inter-
altre città cinesi. Le porte di Pekino so- no degli apparlamenli è semplice. Parec-
no 16, ciascuna con piazza d'armi innan- chi edifizi sono destinati ai ministri, pel
zi cinta di muro: sopra ogni porta vi è tempo che passano alla corte. Gran par-
ini padiglione guarnito di artiglieria, e te del recinto impellale è occupato da
iiegrinicrvalli di essisonovi toriicellequa- vaste campagne e giardini, laghi artefat-
drate. Lna fossa ricinge le mura , con ti, passeggi deliziosi, padiglioni, chioschi
ponticello innanzi ad ogni porta. Giace circondati d'alberi sulle eminenze, ed il

Pekino in pianura e pare in mezzo ad, lutto forma un soggiorno incantevole :

una (olla selva, pei giardini e boschetti nell'isola di uno d^^i loghi è la pagoda,
attinenti ai cimiteri, e per gli alberi pian- o adoralorio degl' idoli Pe-ta, pei mon-
tali a viali presso ai conventi ed ai vii- goli luogo di divozione. Gli edifizi di Pe-
laggi propinqui. 11 suo aspetto bizzarro kino di maggior apparenza sono gli ar-
e gigantesco impone, e corrisponde al- chi trionfali che adornano la principal
,

l'idea della capitale di un grande impe- parte delle strade e piazze, eretti a perpe-
ro; ma nell'interno svanisce la grandez- tuar la memoria di qualche nome distin-
za, tranne le singolarità che si presentano to o notabile avvenimento. I templi per
agli occhi europei. Le strade sono detur- la più parte vanno adorni di colonne e
pale da case male livellale o rovinose: coperti di superbi tetti di marmo bianco,
la più bella chiamasi Tchbangankiai o essendone grandissimo il numero: i più
larga \'ia della tmnqidllilà. Le strade non rimarchevoli sono, quello di Fo, il più
s'illuminano, uè sono lastricate, essendo vasto e magnifico; quello abitato dal i.°

solido il suolo; sono intersecate da poz- dei tre gran sacerdoti della religione la-

zi e sporche. Le case hanno un piano, ed maica ; quello degli antenati della dina-
altre il solo pianterreno, di mattoni. Le stia Manciù oìMantsciura. Nella città del-
botteghe sono dipinte e dorate, ben for- la Corte imponente è Tedifizioportoghe-
nite di oguimercanzia, ed alcune con ter- se, convento tempio del mezzogiorno;
Le case che non
razzi di fiori e di arbusti. sono rimarchevoli la corte rus«a ed il con-
ne hanno sono fabbricate in una corte cin- vento della Purificazione coi) bei giardi-

ta cV alla muraglia, con tegole colorate ni ; così la chiesa di Nostra Donna del-
grigie o rosse, mentre gialle sono quelle l' Assunzione, dipendente da detto con-
dei templi e dei fabbricati imperiali, ver- vento ; l'antica casa dei gesuiti fiaucesi,
di quelle de'palazzi dei grandi. ove fecero passare il meridiano di Peki-
La parte più notabile di Pekino è la no ; l'antica casa di s. Giuseppe era abi-

città della Corteo città imperiale, così de- tata dai gesuiti di diverse nazioni, incen-
iiorainata perchè contiene il palazzo del- diata nel 1812. Della celebre Campana
l' imperatore, nella parte delta città sa- di Pekino, feci meuzionea quell'articolo.
£i\i r<?55rtj- questa e le altre due parli so- Fra eli slubilimenli delle scienze de-
VOL. Uh
34 PEK PEK
stinali all'istruzione, sono da citare: l'os- ri dell^impero o polizia ch'è attivissima
servatorio imperiale fabbricato nel 1279, e severa , e degli all'ari esteri. Tutte le

checonliene gli strumenti astroiiomici co- maggiori striide sono guernile di corpi
struiti verso il fine del secolo XVII sot- di guardia, cui sohlali vanno continua-
i

to la direzione dei gesuiti, per ordine di mente in ronda : numerosa è la cavalle-


Khang-bi, e quelli che il re d'Inghilter- ria destinala a vegliare sulle porte. Vi
ra donò all'imperatore nel 1793; il col- sono trombe pegl'incendicon tutti gli at-
legio imperiale, nel quale professori in trezzi moschee pei mussulmani lurke-
,

gran numero inseguano la rettorica ci- slani ivi residenti, sotterranei per circa
nese, ed in cui l'imperatore va a presen- 5o,ooo iiidigenli. Il popolo amai diver-
tare i suoi omaggi a Confucio , come a timenti un po' tumultuosi e con avidità
maestro e dottore della nazione ;
pareo- si affolla intorno ai giocolieri e comme-
rhie scuole di lingua manciù e cinese e dianti ambulanti; ma la folla sparisce al

della lingua russa; lo stabilimento dei passaggio dell'imperatore, cui non è per-
che aspirano ai gradi; un mo-
letterali messo ai semplici cittadini di mirare. Le
nastero con più di 3oo lama del Thibetj donne escono di rarissimo e col volto co-
the insegnano le lingue tibetana e lan- perto, non potendo camminare pei piedi
guto, la teologia tibetana, la dottrina di compressi, tranne le mantsciure, che u-
Fo, le matematiche, la medicina, la ret- sano grosse scarpe. Il clima di Pekino e
torica ed altre scienze; la casa pubblica sano, rare l'epidemie; l'autunno è la sta-
1622, e lar-
di educazione, fondata nel gione più piacevole.
gamente dotata. Vi sono bagni pubbli- Pekino, Pe-king o De-dsing, cor(e del
ci, parecchi stagni con pesci dorali, tea- nord, o Ring-sse, la capitale, fu fonda-
triove ogni giorno si rappresentano com- ta nel 1267 da Rhubilai nipote diGin-
medie e tragedie, copiosi pubblici granili. gis-kan ,
presso altra grande città fìib-

Pekino consuma molto e poco produce, bricata da uno dei primi imperatori del-
laonde è quasi nulla 1' industria; tutta- la dinastia Tchu, parecchi secoli avanti

via sonovifabbrichedi maioliche e di ve- r era nostra. 11 gran kan portò questa
tri colorati, taglio di pietre preziose, edu- città in un altro sito sul medesimo fiu-
cazione di bachi da seta. Dalle provincie me, perchè gli astrologhi lo avvertirono
meridionali e da Canton giungono con- che l'impero celeste eia minacciato da
tinuamente gli oggetti che bisognano: congiura. Si chiamava con nome mon-
immenso è il concorso di mercanti e di golo Cambalù , o città imperiale, in ci-
viaggiatori, e quasi tulli i luoghi presen- nese Ta-tu, grande capitale. Era di for-
tano una fiera continua. Vi sono in gran ma quadra con vie e piazze ben livel-

numero case di prestito ; non manca di lale e guarnite di belle case. La dinastia
importanza il commercio di libri, massi- mongola d'Yuan, da Khubilai fondata,
me di storia, che escono dalla stamperia continuò a risiedere in questa città sino

imperiale, la quale ogni due giorni pubbli- alla sua espulsione dalla 1367. Cina nel
ca una gazzetta contenente i più impor- Il 3.°
imperatore della dinasti a cinese dei
awenimeuti dell'impero. In Pckino
tanti IMing, Yung-lo, lasciò nel kj^i la sua
hanno sede ìG consigli o tribunali sovrani capitale Nankin {V.), e venne a stabili-
liell'impero, cioè degl'impieghi^ delle fi- re la corte a Pekino, che da quel tem-
nanze, dei riti, delle pene,delle opere pub- po mai cessò di essere la capitate della
bliche e della guerra, oltre allri secon- Cina la fece rifabbricare, l'abbellì di nuo-
:

dari tribunali; fra questi si distinguono vi edifizi e la cinse di nuove mura. La


quelli de'principi che regola tultociòclie dinastia manciù omaulsciuradeiTb&ing
riguarda la famiglia imperiale, dc'ccnso- cioè Cini, vi si stabilì verso la metà del
PER PEK 35
secolo XVIIj e tuttora regna con isplen- ti, essendovi per imperiale editto libera
doie. Pekino è la città più popolata del la predicazione del vangelo. Alessandro
mondo, sebbene non si abbiano dati certi Vili concesse la nomina del vescovo di

di sua popolazione, la quale alcuni au- Pekino al re di Portogallo, coll'obbligo di


tori con esagerazione fecero ascendere a sonimiiiistraigli annui scudi 600. Il i." ve-

parecchi milioni, ed altri caddero nel- scovo di Pekino fu mg/ di Argoli. A que-
J' eccesso opposto: compresa quella dei stosuccesse Bernardino Della Chiesa, che
sobborghi, il p. Gaubil la valutò due mi- a'So novembre 1701 scrisse alla congre-
lioni, e JMacarthy a trejessaè principal- gazione di propaganchifide, di aver pre-
mente composta di manciù o mantsciu- so possesso della chiesa pel procuratore
ri e di cinesi, le cui religioni sono domi- assegnatogli dalle pontifìcie bolle , indi
nanti, ed hanno templi. A Ci^a e ad In- esservibi recato: ad esso venne data fa-

die ORIENTALI parlai della introduzione coltà sulle missioni di Tarlarla e Corea,
del cristianesimo nella Cina e suo impe- qual delegato apostolico della s. Sede. Do-
ro , che pel primo si attribuisce all'a- po il 1 700 emersero gravi disordini pei
postolo s. Tommaso, e se esistesse nei se- liti cinesi : chi li sostenne meramente ci-

guenti secoli, (ìnchè nel iSi'j fu ravvi- •vili, chi li riprovò quali siqierstizioni. Di-
vato dai portoghesi e castigliani, poi dai visi partiti e crescendo ogni giorno ma-
i i

domenicani; tuttavia ai gesuiti si dà la liche ne derivavano Clemente XI per ,

gloria della più efilcace e stabile intro- apporvi un rimedio, nel giornodi s. Tom-
duzione nella metà del secolo XVI, e del maso del 1071 consagrò nella basilica Va-
successivo incremento anche in Pekino ticana Touriìon in patriarca d'Antiochia
e Nankin, solTrendo purè nella prima di- e lo spedì nellaCina legalo alale/ e e \'ì-
verse persecuzioni ed espulsioni ; ma nei il quale approdò nel-
silalore apostolico,
primi anni del XVII vi si poterono sta- la Cina nel lyoS, e nel 1706 fu ben ri-

bilire a segno , che furono considerati i cevuto a Pekino dall'imperatoi-e. Venu-


fondatori di questa chiesa. A Martiri del- to questi in cognizione della missione, lo
la ChVA parlai di quelli dal secolo XVI al mandò prigione in Macao, ove morì, già
decorso, con analoghe nozioni. Nel descri- decoralo della dignità cardinalizia. Cle-
vere l'istituzione della sede vescovile di menle XI nel 17 19 gli die in successore
Pekino aggiungerò poi le notizie eccle- Mezzabarba patriarca di Alessandria, che
siastiche più recenti. col breve Gralitm fralernilaùi Uiae, dei
Alessandro Vili nel 1689, ad istanza So settembre 1719, Bull, de prop.fide,
del re di Portogallo, istituì la sede ve- Jppcndix t. I, p. 4^9» raccomandò al
scovile di Pekino, che prima era con tut- vescovo di Pekino Della Chiesa ma la :

ta la Cina nella giù riedizione ordinaria sua legazione riuscì poco vantaggiosa, per
di Macao (^.), dichiarandola sulFraga- le sue pastorali stampate a Pekino, co-
nea di Goa (^.), per quei molivi che ri- me rilevasi dalla costituzione Ex quo, di
poilai a tali articoli e ad Ixdie orienta- BenedeltoXIV, avendolo Benedetto XllI
li, in un ad analoghe notizie anlerioii e fatto vescovo di Lodi. Anche le pastora-
posteriori, accennate a Nankin. parlando li Francesco vescovo di Pekino, del 6
di
degli smembramenti delle due immense luglio e 28 dicembre 788, meritarono i

diocesi, fatti da Innocenzo XII quando disapprovazione, come si legge dal breve
le ai vicari apostolici da lui i-
sottopose Jpostolicae soUcìtudinìs^ presso il citalo
stituiti; imperocché la provincia di Pe- Bull. t. 1, p. 109, ed emanalo da Cle-
kino componevasi di i35 città e 4 "^i'* mente XIl a' 26 settembre 1785 dopo
lioni di anime, equella di Nankin di io i la morie del vescovo. Benedetto X! V gli

città e intorno a io milioni di abitau- sostituì a' 19 dicembre 1740 Policarpo


36 PER PEL
de Sou7.a di Coitìihia gosuiln , ma il 9,1 come l'altro di Naukin, di spedire suoi i

gl'invio la oosliluzione (^^//<7//;/7t/^/m i^7V2- alunni al seminario di Macao. In alcuni


vitas ìJìonim, presso il Bull, de pi op. fi- luoghi vi sono scuole ; legati pii peri-i

de, ydppcnd. l. >., p. 83, colla quale gli lono nella persecuzione ai nominati ar-
prescrisse di uiiirormaisi al decielalo da ticoli narrata; così tutti i libri di religio-
Clemenle XI sulle cciiiiioiiie cinesi. Gli ne e gli attrezzi della stamperia: attesi
successero nella sede fr. Gio. Damasceno i gravi pericoli non si poteva, pi ima del-
della ss. Concezione , agosliniano scalzo ravveniinento che accennerò, conserva-
romano nel 1778,6 fr. Alessandro fran- re la ss. Eucaristia in Pekino. Quivi mol-
cescano del lerz'ordine di E vora nel I 782. te sono le vergini. 1 portoghesi vi hanno
A questo Pio VII nel i8o4 die in coa- nel convento chiesa aitlolica. Due ne han-
diutore Gioaccliino de Senza Sarai va del- no russi, in virtìi del trattato de' 1 4 giu-
i

la diocesi di Leiria, della congregazione gno 1728, e summentovate di rito gre-


della uìissione, vescovo di Tipasa in par- co, ma senza proseliti : il clero si con)po-
tihus. Per sua morte avvenuta nel 1818 ne di IO individui, che si cambiano ad
restò la sede vacante, \\ passò a risieder- ogni IO anni. L'aicliimandrita russo fa-
ai il vescovoNankiu Gaetano PiresPe-
di vorì i cattolici nella persecuzione. Pel
leira, perchè non poteva slare nella sua sommo zelo die Gregorio XVI ebbe per
diocesi, abilitato dalla s. Sede ad ammi- l'incremento delcalfolici>mo inogni par-
nistrarla. Finalmente Gregorio X^'l nel ie del mondo, meritò prima di morire di
i838 provvisoriamente sottrasse IVkino conoscere che 1'
imperatore aveva accor-
dalla giurisdizione metropolitica di Goa, data piena libertà al culto crisliario, nel
e nei i84o
Giovanni de Franca Ca-
fece modo che raccontai alMissioKi pontificie.
stro Moura vescovo di Claudiopoli in par- Le ultime notizie della Cina sono conso-
tibiis e amministratore ajwstolico della lanti, si vanno molti-
poiché in ogni parte
chiesa di Pekino, cui nel i845 die in suc- plicando ineconta 70,000 circa
cristiani ;

cessore mg."^ Giuseppe IMarziale IMouly la diocesi diNankino, ch'è la piìi estesa

\escovo di Fessala in parlihus e vicario del celeste impero, con piii di 3o missio-
apostolico di IMongolia.A questi Pio IX nari, e seminario con So alunni cinesi.
nel 1849 assegnò '" coadiutore mg."" ve- JVel voi. 9, serie 2." i\e^Y\ Annali delle scien-
scovo in Abido in paitihas. Al presente ze rei. a p. i36, è riportalo il manifesto
Ja diocesi di J^ekino comprende la sola emanato agli 11 luglio i85o dall'impe-
provincia di Petche-ly, cui si dà una po- ratore della Cina, indifesa dei missiona-
polazione di 28 milioni di abitanti, men- ri europei. Posici lori notizie celeI)rano il

tre colle diverse sue parti furono da Gie- giovane imperatore favorevole alla reli-
goiio XVI istituiti vari vicariati aposto- gione cristiana, e chi la professa è suo
lici, descritti a Indie orieìvtali. I luoghi educatore.
ove Irovansi cattolici sono i2,cotnpreso PEL AG ALLO Carlo Andrea, Car-
Pekino e la missione francese, ed ascen- dinale. Dei conti Pelagallo fermani, nac-
dono cattolici a 38, 000, senza Cliaoua-
i que a' 3 I marzo 174? hi lioma , dove
choang eh' è una celebre cristianità. La lo zio paterno Giovanni (prelato dottis-
cattedrale posta fuori della città era sta- simo, amico e famigliare di Benedetto
ta presa dal governo, essendovi nella cit- XIV, cui servì di aiuto, specialmente
tà oratori! e cappelle private. Il clero si nel riconoscere le frodi del giansenismo)
componeva di 8sacerdoti francesi, q por- avea trasferito la famiglia di Kicola di
toghesi, 2 francescani e 7 cinesi. La casa lui padre e proprio fratello. Informato
dei gesuiti con chiesa, probabilmente è dagli esempi d' un tanto zio, e falli ego- i

passala ai lazzarisli. 11 tescovo ha diritto, iarn'.cnle gii sludi nel collegio romano,
PEL PE L 37
potè siipenire in essi suoi condiscepoli.
i
cattedrale furono celebrati i solenni fune-
Dedicatosi poscia alla giurisprudenza ci- rali, edivi restò sepolto.
vile e canonica, pei progressi ihc vi fece
PELA GIÀ (s.), vergine e martire di
si acffuistò fama di valente legista. Quin- Antiochia. Era iSanni, allor-in età di
di Pio VI lo ammise in prelatura, e pel ché alcimi soldati si recarono in sua ca-
credito che godeva in dottrina e senno, sa per arrestarla e condurla davanti
al
Jo deputò a comporre le controversie col- giudice. Ella prevedendo che la sua ca-
la Toscana per acque della Cliiana, ne-
le stità avrebbe dovuto sostenere dei fieri
gozio ch'egli destiainente condusse a fe- assalti, salì sul tetto e si precipitò al bas-
lice termine, come Io volle celebralo il so,rimanendo morta sul luogo. Ciò av-
granduca in una iscrizione marmorea. venne nel 3 La Chiesa l'onora come
r r .

Jl Papa lo destinò poscia assessore del


go- martire, perchè attribuisce la sua azione
verno, indi uditore del tribunale di se- ad un movimento particolare dello Spi-
gnatura e luogotenente di f|uello della rito santo, e
perchè espose la sua vita per
camera. Fu sì grande la sua rettitudine, conservare sua castità. S. Gio. Griso-
la
che condannò il fiateìlo in un giudizio, stomo dice che s. Pelagia avea nel cuore
anche per deludere gli artifizi dei legulei. GesLi Cristo, e che operò in quella guisa
hi seguito dopo l'invasione francese, me- per di lui ispirazione. E' menzionata
nel
ritò di essere fatto uditore generale
del- martirologio romano a'9 di giugno.
la camera apostolica da Pio VII, il qua- PELAGIA
le a' i8 dicembre i8i5 lo nominò ve-
(s.), penitente. Fiorì nel V
secolo ;commediante in Antiochia,
era
scovo d' Osimo e Cingoli, e poco dopo ricca e di rara bellezza. Avendo un gior-
agli 8 marzo 1816 lo creò cardinale pie- no ascoltato un sermone di s. Nonno ve-
le de' «s. Nereo ed Achilleo, e lo animi- scovo di Edessa, che trovandosi allora ad
se nelle congregazioni cardinalizie de've-
un concilio di Antiochia predicava di- ,
scovi e regolari , dell'immunità, dei ri-
nanzi alla chiesa di s. Giuliano martire
ti, delle indulgenze e
sagre reliquie. Nel- mentr'essa passava, ne restò fòrtemente
la sua diocesi distinse per
si le benefi- commossa. Finito il discorso, si recò dal
cenze, poiché aprì un asilo agli invalidi santo vescovo per pregarlo d' indicarle
e vecchi, raccolse e provvide gli orfani, CIÒ che dovea (àie per espiare suoi
pec- i

eresse stabilimenti lavoro agli oziosi,


di cati, e di disporlaa ricevere il battesimo.
solendo dare copiose limosine ai bisof^no- Ella distribuì tutti i suoi beni a'poveri,
si, niiissime nei calamitosi anni 1816 e e lasciando il nome di Margherita , col
1817. lUdusse a molto migliore, più co- quale era chiamata a cagione di sua bel-
moda e decorosa forma l'episcopio e l'an- lezza e perchè era sempre ornata di per-
nessa curia (ciò che altri attribuiscono
al le e di pietre preziose, prese quello
di Pe-
cardinal Calcagnini),anzi avea divisatodi lagia, proponendosi di passare il
resfan-
edificare una nuova cattedrale a pie del- te di sua vita nell'orazione e nella peni-
la discesa, ove al presente sono le rimes- tenza. Ricevuto il battesimo dalle mani
se e carceri vescovili, destinando ad altri di s. Nonno, Gerusalemme, in-
si ritirò a
usi l'area della vecchia cattedrale,
di cui di prese il velo di religiosa, e
andò a chiu-
è benemerito l'odierno cardinal Soglia, dersi in una grotta sul monte Oli veto,
per quanto vi ha operato. La mortegli
ove consumò la sua vita penitente. È no-
impedì la effettuazione dei suoi propo- minata il giorno 8 di ottobre nel marti-
nimenti, e cessò di vivere in Osimo d'an- rologio romano, come nei calendari gre-
ni 76 circa, a' 6 settembre 1822, assai ci e moscoviti.
compianto come zelante pastore e per le
PELAGIANI. Eretici del IV secolo,
belle doti di cui andava fregiato.
Nella seguaci di Pelagio monaco inglese, il qua-
38 PEL PEL
le cominciò ad insegnare suoi errori in i ze naiurali del libero arbitrio, e senza i{

rioma verso il 400. Passò iu Africa con soccorso della grazia. 1.° Che la grazia
Celestio suo correligioso ed il più famo- non è necessaria che per agire più facil-
so de' suoi discepoli, e di là nella Pale- mente e più perfettamente. 3." Ch' essa
slina. Essendo stalo denunziato al con- è data alle opere ed al pmprio merito
cilio di Diospoli, detto di Palestina, os- dell'uomo. 4-° Che l'uomo può egli stesso
sia diLidda (f''-), ivi condannò sé mede- giungere ad uno stato di perfezione, nel-
simo per non essere condannato, e ven- la quale non sia più soggetto alle passio-

ne assolto, ma l'eresia restò condannata, ni, né al peccato. 5.° Che non avvi pec-

come avea già fallo Papa s. Innocenzo cato originale; che fanciulli quali muo- i i

1, con Pelagio e Celestio. Nel 4' 7 fece iono senza baltesinio non sono dannali,
altreltanto il successore s. Zosinio, ed ot- e che godono di una specie di felicità e-
tenne che l'imperatore Onorio con edit- terna fuori del regno di Dio. 6.° Che la

to de'3o aprile 4'^ 1' bandisse dall'Ita- carità non è un dono di Dio. 7.° Che la

lia coi loro seguaci , dopo aver confer- preghiera non è necessaria per acquistare
mato il concilio di Cartagine, in cui 2 i4 la grazia della conversione o della per-
vescovi africani li avevano nuovamente severanza, perchè tutto ciò è in potere
condannati. Allora Pelagio si ritirò in del lihero arbitrio. 8." Che Adamo non
Palestina,donde pure venne espulso. Si era morto in conseguenza del peccato o-
ignora precisamente ciò clie fece dopo, riginale, ma per la sola condizione della
ma sembra che tornasse in Inghilterra, natura. Quindi furono acerrimi impu-
e quivi spargesse i suoi errori, ciò che gnatori dei pelagiani, che avevano mes-
messe i vescovi delle Gallie a mandarvi so in pericolo la religione in oriente ed
s. Germano d'Auxerre per confutarlo: in occidente, i Papi s. Sisto III, s. Leo-
ci resta di Pelagio una lettera a Deme- ne I, s. Gelasio I anche con un trattato
triade ed alcuni altri scritti. Vedasi del (si legge presso il IMansi, Conciliar, t. 8,
gesuita Jo. Gisbert: De Zosimo Ponti- p. IO i),e Giovanni IV. Quanto alla que-
p.ce in causa Pelagli et Celestii , fra le stione della grazia e del libero arbitrio,
Diss. seleclac, Parisiis 1688. Fra tulli i ed alla congregazione de Aitxiliis divi-
padri, s. Agostino comballè con maggior naegratiae, vedasi jMoLiNALuiGr,e Gian-
forza e fu il^ flagello di Pelagio e suoi senisti. Scrissero suH' eresia pelagiana e
settari : il Papa s. Bonifacio 1 ne ricevè coutrogli errori: Mario Mercatore, le cui
i libri che il santo gli avea dedicato, e opere furono stampate in Parigi nel iGyj
costrinse i pelagiani a star lungi da Pio- per il gesuita Garnìer, e poi con note dal
ma 00 miglia; quindi
1 s. Celestino I scac- Baluzio nel 1G84. Diego Alvarez dome-
ciò i superstiti dai confini d'Italia, facen- nicano, Hislor. de origine pelagianae
doli condannare nel concilio generale di haeresis, et ejns progressi!, ci damnatio'
Efeso del 43ijCome fecero altri concilii. ne per plures snmnios Ponlifices et con-
Inoltre s. Celestino I spedì missionari in ciliafacta , Tiani 1629. Tommaso Le-
Inghilterra, ov'era ritornato anche Cele- mo domenicano, Panoplia graliae, hact.
che la ridussero alla fede ortodossa:
stio, I De Pelagio etcjnserrorib.,Leoi\u 676.
: 1

quanto egli operasse contro questi ere- Noris (P'.). Gio. Gerardo Wo^slo, ffistO'
tici, lo dimostra Certi nella diss. 7.° del- ria pelagiana , Amstelodami 1701. L.
le sue Prose. Piad'renò s. Celestino I an- Potavillet, Storia del pelagianismo, As-
che Semi pelagiani [F.), quali ammet-
i i sisi I yo J.
tevano per mela gii errori dei pelagiani, PEL AGIO I, Papa LXIL Romano, fi-
e questi consistevano. i.° Che l'uomo glio di Giovanni Vicariano, fu crealo ar-
può operare alla sua salute colle sole fur- cidiacono casdinale das. Agapito I, venne
PEL PEL 3()

spctlito insieme con molli vescovi in Co- di s. Stefano protomartire, che poi con
si.-mtiiiopoli, legato all' imperatore Giu- solenne pompa ripose nella basilica di s.

stiniano!, per comporre le cosedella chie- Lorenzo fuori le mura, nella tomba di

sa romana. Perseverò colla stessa autori- quel santo. Agli i i aprile 5j5 fu eletto
tà neir esercizio ili sua legazione sotto i Pontefice, ma la plebe tumultuante ne-
pontificati di s. Silverio e di Vigilio, e gò riconoscerlo, credendolo traditore del
procurò che fòsse sostituito a Teodosio concilio di Calcedonia, per la condanna
patriarca di Alessandria, che ricusava dei tre capitoli che avea prima difeso, e
sottoscrivere il concilio di Calcedonia, gli uomini religiosi coi nobili cilladini
Paolo vescovo cattolico. Trasferitosi in dalla sua comunione si separarono, al
Palestina coi patriarchi d'Antiochia e modo dello nel voi. XVI, p. Si?.; men-
Gerusalemme ed altri vescovi , condan- tre nel voi. XXXI, p. i4<>, dissi comesi
nò il detto patriarca convinto di omici- purgò dalle accuse di fazione contro il
dio e lo spogliò del pallio. Restituitosi in predecessore Vigilio. Approvò come lui
Costantinopoli, ad istanza dei monaci or- il V sinodo o concilio generale, e per se-
todossi di Palestina, proferì sentenza di dare i tumtdli pei tre capitoli, procuiò
anatema contro gli origenisti, dopo aver- che li condannassero i vescovi africani ed
li pili volte ascoltati, e con isquisita dili- illirici nuovo gì' italiani. Perciò ai
, e di
genza esaminata la loro causa. Tornato francesi venne in sospetto di eresia, ma
a Roma 544) profittando l' impera-
nel egli si purgò colla professione di fede che

tore di sua assenza, ad istigazione di Teo- nel 557 inviò al re Childeberto I, e col
doro arcivescovo di Cesarea, promulgò condannare e scomunicare quelli che
mi editto, pel quale rimase condannato traviassero dalla dottrina dell'epistola di
Teodoro di Mopsiieste, colla lettera d'I- s. Leone I e del concilio di Calcedonia.
ba e gli scritti composti da Teodoreto Di tale accusa bravamente lo difese il p.
contro gli scritti di s. Cirillo. L'arcivesco- Berti, nella diss. 8.' di sue Prose. Dioesi
vo di Cesarea pretese con ciò vendicarsi aver Pelagio I ordinato agli ecclesiastici

del cardinale, che avea condannati gli er- la recita del divino uffizio, e che nei gior-
rori di Origene. Non mancò il cardinale ni di digiuno si celebrasse la messa con-
di allarmare i vescovi d' Africa ed altri ventuale dopo nona. In due ordinazioni
5460 54<)
contro l'editto imperiale. Nel nel dicembre creò 48 o 49 vescovi, 3 5
spedito legato a Totila re dei goti che o 26 preli e g diaconi. Governò 4 anni,
assediava Roma, dopo di aver distribui- IO mesi e 18 giorni. Morì a' 2 marzo
to viveri ai romani, gli riuscì di render 56o, o meglio come dissi a Cronologia,
piìimite ed umano quel fiero principe, e fu sepolto nel Vaticano. La s. Sede va-
ottenendo quanto domandava in favore cò 4 mesi e 6 giorni. i

dei cittadini; anzi il re con Teodoro, uno PELAGIO Il,PapaXLV. Romano,


de'principali magistrati di Roma, lo in- Wingilo o Viuigildo goto, mo-
figlio di
\iò a Giustiniano I per impetrare la pa- naco benedettino, fu creato Papa a' 3o
ce. Dipoi Papa Vigilio gli fece sottoscri- novembre 578, senza aspettare l'abusivo
vere il decreto in favore dei Tit Capi- consenso o approvazione dell'imperatore
tolij ma non si potè indurlo a fare il si- greco, perchè longobardi stringevano i

mile col V sinodo che li condannava, per d'assedio Roma. Nel Sjq permise ad E-
cui l'imperatore iocacciò in esiliOjdal qua- lia di trasportare la sede patriarcaled'A-
le fu richiamalo dopo la morte del Papa, e quileia a Grado (f^.), che dichiarò pure
per secondare il di lui genio, sottoscrisse metropoli della Venezia e dell'Istria. In
dello sinodo che avea condannati i tre un concilio, che nell'islesso anno celebrò
capitoli, onde 5' ebbe in dono le reliquie Elia con i8 vescovi a lui soggetti, que-
4(> PEL PEL
sJi prelati scismatici nuovamente giura- di Fernfra (F.). D'ordine del Papa pub-
lono, che mai non avrebbero ammesso blicò la scomunica e la crociata contro i
il V concilio generale o sinodo, col vano veneziani, e confederatosi coi bolognesi,
pretesto ili non pregindicaie al concilio lombardi e fiorentini, presso Francolino
ili Calcedonia, su di diesi consulti Noris, li vinse colla strage di 6,000 uomini, li-

Diss. Just. (le synodo V ^ cap. f), § 4> berando il ferrarese dai luoghi occupali
P-
yog, t. I. Per cui Pelagio li, sperando dai veneziani e siccome la vittoria si do-
:

di ammollire la loro ostinazione, per suoi vette in gran parte ai fiorentini, il car-
legali e per sue lettere ( presso il Baro- dinale li prosciolse dall'interdetto fulmi-
nie ad aii. 586, n.° 29, 37, 44> ^^ 'l nalo dal cardinale Orsini, donando loro
Labbé, Concil. t. 5, p. 6 5 e g jo) pro- 1 per la chiesa di s. Gio. Battista le reliquie

curò di persuaderli a ricevere il V sino- dis. Barnaba, che bramavano. Indi il car-
do, e che Tre Capiloli [V .) giustamen-
i dinale si impegno a sedare e com-
die con
te erano slati condannali, né perciò si e- porre tumulti della Marca di Ancona,
i

ra in modo alcuno olìesa l'auloiitìi del di Spoleto e di Marittima e Campagna.


concilio di Calcedonia. Ma le sue diligen- ]Nè con minore prontezza dileguò la pe-
ze furono inutili, onde il Papa pregò l'e- ricolosa cospirazione tramata in Ferrara
sarca di Ravenna, che li cosliingesse col' per toglieila al dominio della Chiesa, es-
la forza a tornare al loro dovere, indi sendovi accorso con soldati bolognesi a
tulio si occupò degli urgenti affari della castigare i sediziosi; e nel 1 3 i i Bologna Io

Chiesa universale. Proibì agli arcivesco- elesse a protettore presso la s. Sede. Com-
vi e patriarchi d'usare il titolo di Uni- pose le discordie tra il vescovo ed il ca-
versale (^.); impose ai suddiaconi di Si- pitolo di Cahors, con rinunzia del primo
cilia il celibato, e di lasciare le loro mo- e pensione di 3oo lire. Fondò nella chie-
gli già vietate da s. Leone I; e costrinse sa di Chartres due cappellanie in onore
i preli, sotto pena di colpa grave, a re- di s. Giacomo e di s. Cristoforo. Nel con-
citare ogni giorno l'uffizio divino. Fu e- clave di Giovanni XXII si trattò di esal-
gli il I." Papa che nei diplomi notò il tarlo in sua vece, e morì nel 1 33 i.

tempo Indizione (/^.); e in due or-


dell' PELEO (s.) ,
prete martire. K Pa-
dinazioni nel dicembre creò 4^ vescovi^ TERMULTO (s.).

82 preti e 8 diaconi. Governò i i anni, PELLA. Sede vescovile della Decapoli


2 mesi eie giorni, liberale verso i pove- nella 2.'^ Palestina, sotto il patriarcato di
ri, massime vecchi, che accoglieva in pa- Gerusalemme e l'arcivescovo di Scitopo-
lazzo come in uno spedale. Morì agli 8 li, eretta nelV secolo, e si vuole che poi
febbraio5go di anguinaia, malattia assai venisse assoggettata a Cesarea, metropoli
frequente in quei tempi. La Chiesa vacò della i.'^ Palestina. La città fu fondata da
6 mesi e 25 giorni. Seleuco Nicànore; come forte e munitis-
VYAu\G\0, Cardinale. V. Pelagio 1, sima, al modo narrato nel voi. XXX, p.
Papa. r4, prima e dopo l'assedio e la distru-
PELAGRUA Arnaldo, Cardinale.Dei zione di Gerusalemme fatti da Vespa-
signori di Pelagvua o Pelagrue o Pela- siano e da Tito, vi si litirarono parecchi
gura, piti per valore militare che per vir- cristiani col vescovo, il quale vi ebbe suc-
tù rinomalo, della diocesi di Bazas, arci- cessori, e quando ne partirono, quei di
diacono di Chartres ed abbate Tuteien- Pelìa elessero Marco. Altri vescovi li ri-
se, dal suo zio Clemente V a'i5 dicem- portano l'O/'/e/zs christ. t. 3, p. 6r)5, la
bre 3o5 fu creato cardinale diacono di
I Siria sacra p. 275, e Rinaldi an. G'ò.
S. Maria in Portico, poi pioleltore dei Pella, Pcllcn, al presente è un titolo ve-
piinori, mentre era legato alla spedizione scovile m parlibus <\\^Q\\àen\.G daScilopor
PEL PEL 41
Ji. Ne furono per ultimo insigniti Giovan- la cristiana hanno ritenuto i pellegrinag-
ni IN'epoaiuceno Dankesicither nel i8i(> gi tra le opere buone e meritorie, essen-
Iraslato a s. Ippolito; nel it^iQ Ignazio do uso anche tra maomettani. L'uo-
in i

Bernardo Mavcrmann vicario apostolico mo che si pone nello stato di pellegrino,


di Sassonia; nel i 843 Carlo Haggs vica- peregrinus (straniero o forastiero vian-
rio apostolico del distretto occidentale di dante, che va pellegrinando per gli al-
Inghilterra, consagrato in s. Gregorio al trui paesi), rappresenta la vita umana,
Monte Celio a' 28 del 184^: questo di- la quale è un vero pellegrinaggio. I pel-
stinto prelato lodai in piìi luoghi, quale legrinaggi sono antichissimi, e si possono
autore di vari opuscoli, ad Inghilterra che gli ebrei, che
far risalire fino ai viaggi
e nel voi. XXXV, p. 1 57. Nel Giornnle erano lontani da Gerusalemme, faceva-
nomano 848, 1 n." 5(j, si legge che in Pa- no una volta all'anno almeno in quella
rigi a'5 novembre il cardinal Giraud ar- santa città e centro di loro religione. I

civescovo di Carabray consagrò vesco- ss. Magi si trasferirono dall'oriente in


re
vo mg.f i\Ionnet superiore del seminario Bellemme per adorare il nato Dio; gli
dello S[)irito Santo, fatto da Pio IX vi. apostoli si sparsero pellegrinando per
cario apostolico dell' isola Madagascar e lutto il mondo, col i\ne di predicare la

vescovo di Pella. dottrina del vangelo, ed a loro esempio


PELLA. Sede vescoviledella a." Pam- i missionari vanno pellegrini sopra tutti
filia, nell'esarcato d'Asia, sotto la metro- i punti della terra por dill'ondere il cri-
poli di Pirgi, eretta nel secolo V. stianesimo. I pellegrinaggi però di divo-
PELLE, rdiiS. Oinaineuto e fodera zione e per la iedenzioned«'peccnti inco-
d'insegne corali, prelatizie, caidinalizie e minciarono tra i cristiani regnando l'im-
papali, come la Cappa e A li inizia [P^.), \' peratore Costantino il Grande; ma già
il Camauro e Mozzeila del Papa (/^.) : quelli di Palestina erano principiati, co-
veggasi pure Coro. Dell'uso delle pelli di me afferma il p. Agabito naWe Notizie di
animali, dei laici e delle doime, ne parlo Terra Santa p.. 26, confutando quegli
in diversi articoli. Del loro antico uso e eretici che nel secoloXVI, asserendo il-
(pialità preziose, ci diede alcune erudizio- leciti i pellegrinaggi di loro naiura, sos-
ni il Buonarroti rìe'IÌJcdaglioni ,iid il Mu- tenevano che anche quelli di Palestina
ratori nella Dissert. 15. principiarono dopo che Costantino e s.

PELLEGRINAGGIO , Peregrinano. Elena vi edificarono i sontuosi templi.


Viaggio di divozione
o di penitenza, che Nei secoli successivi i pellegrinaggi sacri
si fa ai Santuari (^'.)j come
piincipali diventarono assai frequenti , anche per
in Roma ad Liinìna Aposlolorum (^^•), ispontanei voti o per penitenza di grave
per gli Anni santi, Giubilei e Indulgen- peccato e delitto enorme. Uomini, don-
ze [P'.); a Conipostclla {T^.), pel corpo ne, chierici, monaci, vescovi, principi e
di s. Giacomo; a Loreto (^.), per la s. re gareggiarono a chi andasse piìi lonta-
Casa; a Gerusaleninie (/^.), per tutti i no, per visitare reliquie e chiese insigni;
luoghi santi di Palestina (/'.), e pel s. abbandonando talvolta la cura della pro-
Sepolcro (
può vedersi CRocEsicNATt e pria famiglia, del suo gregge e dei loro
Crociate, Guardian'o oel s. Sepolcro, e popoli ed anche prò i'agandì causa.
,

per gli ospizi e spedali ivi eretti pei pel- Non è bene che religiosi e le donne va- i

legrini. Gerosolimitano, Templari, Laz- dano in pellegrinaggio, secondo s. Gre-


zaro, ordini eqnestri);alle tombedei mar- gorio Nisseno. 1 pellegrinaggi sono uti-
tiri e degli altri santi, alle chiese, cappel- lissimi quando si fanno con vero spirito
le ed altri luoghi di pietà e di partico- di pietìi, e quando si ha cura di escluder-

lare venerazione. L' antichità prolàna e ne gli abusi e le superstizioni; e fu per


4^ PEL PEL
togliere rimediare a questi abusi che ma e di Tours senza licenza del vcico-
vennero talvolta proibiti o limitali pel- i vo ". 11 Magonza
concilio di del 1011
legrinaggi, tanto dalle autorità ecclesia- ordinò, che i penitenti nel corso della pe-
quanto dalle secolari. In falli si-
sliclie, nitenza dovessero restare nel luogo in cui
no dai primi tempi della Chiesa, questa l'avevano ricevuta ; e che prima di recar-

si servi delle lettere comunicaforie, le si a Roma a farsi assolvere dal Papa, do-
quali si accordavano ai pellegrini ,
per vessero adempietela penitenza loro im-
far nota la loro fede cattolica, e ch'era- posta dai propri pastori. Nel Rituale ro-
no nella comunione della Chiesa ; le /e^ mano vi sono le henedizioni pei pellegri-

tfie poi me-


commendatizie servivano ai ni che imprendono pellegrinaggi e per
desimi pellegrini per loro viatico. Papa s. quelli che ne ritornano. 11 Vermiglioli
Anastasio I dei 898 proibì di conferire gli nel voi. 2 Del diritto canonico, riporta
ordini sacri ai pellegrini, senza lettere sot- le leggi ed i privilegi dei chierici e laici
toscritte dal proprio vescovo: i sacerdo- pellegrini , che si portano ad Uinina, o
tiche non erano muniti delle lettere For- ad altri santi luoghi, ì quali godono gli

mate {y.), viaggiando erano ridotti alla stessi privilegi degli appellanti alla s. Se-
comunione straniera o pellegrina, della de, onde non può agire alcun giudice or-
quale parlai ancora nel voi. XV, p. i i i, dinario o delegato, sia durante la pere-
mentre a p. i iq dissi ove in R.oma pi- grinazione, che nell'andata e ritorno, nel
gliano la comunione pasquale. Piecaiido- qual tempo rimangono sotto la protezio-
si in Roma pellegrini provenienti da al- ne della medesima s. Sede: questo privi-
cun luogo di eretici, non erano ammes- legio si estende a quelli che per divozio-
sialla comunione senza la professione di ne si recano a visitare il Papa. Celestino
fede, con la quale si condannassero in par- HI non solo pose sotto la protezione del-
ticolare l'eresie che in quel luogo erano in la sede apostolica i pellegrinanti e loro
vigore. A Penitenza fo cenno delle lette- addetti,ma anche le robe e possidenze
re penitenziali di quelli che si portavano che loro appartengono, incorrendo sco-
a Roma, e dei pellegrinaggi per peniten- munica chi deruba ed oltraggia i pelle-
za pubblica imposta, e come vestiti i pe- grini, riservata in bulla coenae, che si e-
nitenti. Una volta non solo le donne se- stende tra i pellegrini slessi, se facessero
colari,ma anche le religiose erano prese altrettanto fra loro. Godevano
di queste
da questo pio entusiasmo; però il sino- disposizioni coloro che recavano al-
si

do del Friuli tenuto nel 791 vi prese la elezione dell' imperatore, e le godo-
provvidenza. Quello di Chalons sur Sao- no quelli che si portano al concilio ge-
nedell'8i3 decretò. »* Vi sono molti a- nerale. I girovaghi ed i profiighi non le

busi nei pellegrinaggi clic si fanno a Pio- godono. A Interdetto ho parlato della
ma, a Tours e altrove. Alcuni preti e eccezione che godono i pellegrini nei luo-
chierici pretendono in tal guisa di puri- ghi allacciati da tale censura. Vedasi il

ficarsi dai loro peccati e di dover essere gesuita Grelsero, De sacris pere^rina-
ristabiliti nelle loro funzioni. Certi laici tionibus; il MavlìneH'i, Etonomia, vo\, i,

si avvisano di acquistare impunità pei la p. 167, de'pellegrinaggi; il Terzi, Siria


loro peccati passati e futuri. Noi lodiamo sacra, p. i delia pellegrinazione; ed il
,

la divozione di quelli che per adempie- gesuita p. Menochio, Stuore,t 2, p. 292


re la penitenza che il sacerdote ha loro e 388, del costume di lavare i piedi ai
consigliata , fanno questi pellegrinaggi, pellegrini, e perchè rare volte divengono
accompagnandoli con orazioni , limosine migliori quelli che vanno molto pellegri-
e correzione dei loro costumi. JNiuno quin- nando; t. 3, p. 184, 187, 341, de' pel-
di intraprenderà il pellegrinaggio di Ro- legrinaggi divoti lodevoli; che l'ospitali-
TEL PEL 4^,

là ilcTe pai ticolai ineiile escrcilaisi coi ss.Sacramento della basilica Vaticana tl.i
pellegiini cle'luoghi salili; e delle meda- Cristoforo Cabrerà spagnuolo nel i5f)i
glie che per divozione si atlaccano i pel- e i5c)8. A Eremiti ni I\om\ dissi come
legrini ne' vestimenti e cappelli. vi erano ospitati i forestieri nell'ospeda-
11 primo, più aniico e principale ospizio le e ospizio a porla Angelica, ora de'Aa-
dei cristiani in Roma /ii quello di IS'ovato li della Penitenza (^.). Tra gli ospizi be-
e Timoteo, ove alle radici d(!Ì monti Vi- nefici di Pvoroa [)ei pellegrini, primeggia
minaleed Esquiljno, nell'ampia loro casa l'Ospizio della ss. Trinità de'pfllc^rud
con bagni, solevano albergare pellegri- i (/^.) : vi è ancora l'ospizio de' sacenloti
ni d' oriente, come avea praticato il lo- pellegrini , del quale parlai a Ospizi di
ro padre Piidenle con s. Pietro. A Ospi- liOMA, i\e\\' Ospizio di s. Lucia de Gin-
zio, parlando dell' ospitalità, toccai di nasi. Gli Ospedali di Roma costituisco-
quella accordata ai pellegrini. Anche in no la pia opera dell'ospitalità, per tutti
questo si distinse la carità romana ed i i generi di malattia e per ambo i sessi.
l'api, e pelprimo s. Simplicio del 4^7 A Corona divoziowle, parlando dell'o-
ordinò, che una parte dellerendite delle rigine e di quanto la riguarda, raccontai
chiese s' impiegasse pei pellegrini e pei come nel secolo XIV presso detta basi-
Poveri (^.)j ciò che confermarono suc- i lica giàeranvi venditori di corone pei pel-
cessori. Da s. Gregorio I del ago ebbe legrini; ed a IMf.dagliebenedette rimar-
origine nel palazzo apostolico l'imban- cai che nel declinar del secolo Xll pel- i

dire quotidianamente la mensa ai pelle- legrini che portavansi a Pioma aveano


grini, servendola gli stessi Pontefici, co- l'uso di riportarne le immagini de'ss. Pie-
me può rilevarsi a Elemosineria ed al- tro e Paolo, impresse in stagno o piom-
trove; mentrea Lava:vdade'imedi parlai bo, che si ponevano indosso per testimo-
di quelli the si lavano ai pellegrini dai Pa- nio del compi uto^iaggiOj e pel gian smer-
pi e da altri personaggi, come della men- cio Innocenzo HI ne attribuì la privati-
sa imbandita, principalmente dai primi, va ai canonici della basilica Vaticana (la
nel giovedì santo a i3 sacerdoti pellegri- via del Pellegrino prese probabilmente
ni. A LiMiNA Apostoloru.m ed a De.varo tal denominazione dalla quantità di ar-
DI s. Pietro, si può vedere 1' affluenza co- gentieri-oieflci venditori di croci, meda-
stante dei pellegrini in Pvoma, e quali glie, reliquiari e ove so-
altri divozionali,

oblazioni vi fecero, persino di stali e di levano accorrere comprar-


i pellegrini a
regni: nel 1027 con abito di pellegrino le). Dissi pure delle figure del Volto san-

\i si recò Canuto il Grande re d'Inghil- to e delle Chiavi (/^.), che pellegrini i

terra. Per questo pellegrinaggio, sino dai attaccavano al cappello in segno di aver
primi secoli della Chiesa, presso la basi- visitalo le tombe de' principi degli apo-
lica Vaticana furono fondali gli Ospizi stoli, egualmente di privativa de'canoni-
di Roma (^'.), e molti nazionali, così in ci, portandole alle loro patrie col pro-
altre parli della città, ancora sussistenti prio nome inciso nella parte opposta. [

a vantaggio dei pellegrini , onde esservi Pa[)i donavano ad essi palme benedette e
ospitati, istruiti e curati se infermi, di che ponevano crociai loro colli. Anticamente
feci parola anche nel voi. XII, p. 286 e si costumava dai penitenzieri vaticani dì

seg. Vedasi l' Amidenio, De pietate roma- dare ad ogni pellegrino che si confessa-
na, p. 3 e ed il Piazza, Eusevologìo
I I ; va un attestato stampato colle immagi-
romano, ìì quale nel trai, i i, cap. 4, dice ni dei ss. Pietro e Paolo, sottoscritto di
dell'ospizio delle donne pellegrine povere propria mano e gratis, qual contrassegno
dell'abito di s. Francesco in Borgo Vit- de sacri linii/ii. 1 Gui-
dell'eseguila visita
loriOj fondato nell' arciconfrateruita del doni (F.) erano ministri del palazzo pou-
,

44 l'EL PEL
ti/ìciodie conducevano pellegrini pro- i e curati quelli che gli accoglievano e ave-
cessionalinente con candele alla visita dei vano cura. Nel Calogerìi t. ao, p. 32o,
luoghi sagli di Roma, spiegando loro le si legge la distinzione che facevano gli an-

cose più notabili, ed entrando nella ba- tichi romani fra il pellegrino e il citta-
silica Vaticana per la porta Guidonia che dino, con le leggi loro spellanti. Col no-
descrissi nel voi. XII, p. sSy. Nella bio- me ^?rrcgr/>io, e sino alla legge di Antoni-
grafia di s. Pio /^(perchè l'umal palaz- no s'indicavano quelli che non erano cit-

zo dels. oflizio) parlo della chiesa di s. Sal- tadini lomaiii e abitavano in Roma, es-
vatore delta da quelle che ivi
;/i oxsihics sendo peregriuus opposto di cittadino, e
si tumulavano de'pellegrini morti in Ro- tale gente aveva in Roma un pretore,
ma e provenienti dall'oriente ealtre par- che a diflèrenza dell'urbano appellavasi
ti : ivi Carlo IMagno (l'Alveri, Roma in peregrino. Tra il peregrino e il cittadino
ogni stato ì. 2, p. 242, spiega perchè di- era inlerclelto il matrunonio, né i pelle-
cesi eretta da s. Leone IV, mentre fu il grini potevano essere istituiti eredi e par-
III, il quale molli lo dissero pernii anti- tecipare altre cose. Dopo Antonino si dis-

papa di tal nome anche IV), pose ad uf- seio pellegrini quelli chenon erano ori-
fìziarla 12 canonici e 3 sacerdoti con l'ob- ginari o oriondi di Roma, benché filli
bligo d'introdurrei pellegrini nella basi- cittadini romani. Ne'bassi tempi si chia-
lica Vaticana per la loro porla, e che mò pellegrino quello nato in altra città
dovessero insegnar loro il piìi importaiile. o provincia diversa da quella che abita-
A Parrocchia ho parlato della coiifra- va; per ultimo si restrinse il nome di pel-

lernila esistente in Roma della Peisese- legrino alle genti ch'erano fuori dell'ini-
lan/a, che prende caritatevole interesse pero lomatio, laonde i pellegrini non po-
pei forestieri che sono negli alberghi, as- tefaiio essere ammessi al decuriunalo e
sociando i loro cadaveri se muoiono. A. alle magistrature tra gli antichi romani.
PalazzoLateranexse notai i triclinii do- 11 IMuratoii nella di.isert. 87 trailo de-
ve Papi ospitavano pellegrini, e nel
i i gli spedali de' pellegrini e altri iie'lempi
voi.XI, p. 226 notai che pellegrini si i di mezzo. Egli osserva che pure ne'secoli
ricevevano nei diaconico delle chiese. 7^. di fn-ro la munificenza de'crisliani ver-
Diaconie. Riporta Eernini, Isl. delle ere- fio i poveri era sì grande, che nostri non i

sie p.225, riferire s. Martino, che la possono sostenerne il paragone; quindi


chiesa romana riceveva tutti forestieri i eranvi pei pellegrini e miserabili sollie-

e dava loro il bisognevole, con pane bian- vo alle proprie necessità e luoghi di ri-

co e vino di più sorte, quindi può con- cetto, chiamandosi Xcnodochìa o Ospe-
siderarsi com'erano trattati i vescovi e dale (
f'.) quello in cui si accoglievano
gli altri Patrimonio della
personaggi. Il i pellegrini, gareggiando in Italia i fede-
Chiesa romana (f^.) fu sempre impiega- li per fondar simigliaiili case di perpetua
to in sollievo de'liisognosi di qualunque carità, non meno nelle città che fuori di
grado. Innumerabili poi furono gli aiuti esse. Non vi era quasi monastero ricco,
spirituali che Papi stabilirono in Ro-
i cui non fosse unito qualche ospedale, nel
ma ai pellegrini, massime con lo stabili- quale si dasse ricetto ai pellegrini e ai
mento nelle basiliche patriarcali di Pe- poveri, ciò che fu costituito per legge nei
nitenzieri [P'.) d' ogni lingua e nazione. concilii di Aquisgiana del 789 e 7()8 ;

Ad Ospizio ho detto della ospitalità usa- anche dai vescovi e canonici si pratica-
ta dagli antichi, e di quella praticata dai rono tali uflizi di cristiana carità, essen-
romani pagani, i quali chiamavano P^/r- do allora frequenlissirai i sagri pellegri-
rocchic (/^.) i luoghi ove in Roma si ri- naggi , ed in essa si distinsero i monaci,
cevevano gli ambasciatori e altri ospiti imperocché l'ospitalità fu loro partico»
PEL PEL i5
Ijinieiite inculcala dai canoni e dai prò- olia i ricchi, se abbisognavano di ricello

j)ri islitiiloii. L' ospizio de' poveri e dei ne'viaggi, otide nel /jHG il vescovo di Le
pellegrini si eresse eziandio presso le chie- IMans ]jerticluaniio fabbricò il nionaste-
se e oratorii del clero secolare, sotto la io di s. Germano pei poveri e pei nobi-
presidenza d'unr//V7<o//o,ondexiiralli Ilio- li, ed Alarico suo successore nel IX sc-

denominaronsi diaconie, in che fu


ialli colo edidcò due spedali, uno pei vesco-
superiore ad ogni cillìi la regina di esse vi, conli e abbati, l'allropei poveri, eie-
Roma. Ne'suddelli tempi gli ospizi di ca- (hi e Finalmente ne'borglii
indigenti.
ritìi per sussidio e comodo de'pellegrini delle cillà costumò fondare ospedali
si

j)er lo più erigevansi ove dovevano pas- onde provvedere ai pellegrini the culli ,

sare i fìunìi senza ponti e valicare le ci- dalla notte, non potendo entrare in cit-
nie de'monti, per lo che neir855 in im là, erano obbligati restar fuori per di-
capitolare prese disposizioni Lodovico 11. fello d'osterie e pubblici alberghi; anche
É da notarsi che ue'secoli barbarici non di essi presero talvolta cura i monaci ed
pare fossero in uso pubblici ospizi, og- i i canonici. Come si debbano favorire i

gi detti osterie o alberghi, dove vi dasse forestieri, dai sagri canoni raccomandali
cibo e letto con pagamento ai viaggia- ni vescovi, onde non siano aggravati nei

tori ne furono privi eziandio gli antichi


: viveri traversando le città, e [lerchè si

greci, ed romani ne'primi secoli dopo


i usi ospitalità, e come sono disgustali dei
la fondazione di Roma, cercòndosi allora prezzi alti delle locande, può vedersi il

albergo presso gli amici, onde furono in- Fea : Partre stili' aumtiilo delle; pigiala
ventale le tessere os[)ilali: a poco a j)0- delle rase. Atalarico re de' goli nel J^34
co si andarono formando a Roma lavcr- ordinò che il prezzo di cpiello che si ven-
ne e osterie per ricettare viandanti e i deva a' viandanti e pellegrini fosse ad
forestieri. Dal nome Jiospitcs, cioè alber- nibilrio de' vescovi; ed il re di Francia
gatori, derivò il vocabolo ostej ma nei Pipino nel 7^6 comandò che nulla si
seguenti secoli pochi vestigi si liovano esigesse dai pellegrini che andavano alla
di tali osterie per l'Italia, come rilevasi visita de'Iuoghi sanli. Delle provvidenze

da un capitolare dell'Ho?, di Carlo Ma- prese dai Papi alla sicurezza delle strade,
gno. Dipoi incominciarono taverne ove sui viveri e sulle abitazioni negli j4/iiii

ì pellegrini compravano il villo, ma si .y^////, a quell'articolo le riportai, solendo-

procacciavano poscia l'ospizio nelle case si delegare un giudice ed una congre-


cheper guadagnare li accoglie-
tie'pri vati, gazione di caidinali per le dilferenzeche
vano a prezzo convenuto; talvolta però il possono nascere tra i romani e fureslie-
pellegrino era accollo gratis. Nel secolo ri. INelle uiedaglie da loro coniate per
Xlll,anzi molto prima, quasi inniuuacit- 1' apertura e chiusura delle porle sante,
là d' Italia mancavano osterie e pubblici di frequente si vedono le figure de'pel-
ospizi. Quanloalla cagione perchè le anli- legrini, coH'abito de' quali in tali tempi
che erano andalein disuso, si deve proba- si recarono in Roma sovrani, principi,
bilmenle ripetere dalla calala de'barbari cardinali, vescovi e allri personaggi. Con
in Italia, chequale gente senza legge, non abito da pellegrino e a piedi scalzi s. Leo-
solo negarono il pagamento ilell'alloggio, ne IX fece il suo primo ingresso in Ro-
ma abusarono della ospilalilà. Per que- ma, ed Alessandro 111 ne partì per evi-
{•la mancanza di pubblici ospizi se ne tare le persecuzioni di Federico I.

fondarono e dotarono in copia a norma PELLEGRIAO (s.), i." vescovo d' A u-


della carità cristiana, avendo Dio, i con- xerre martire. Fu mandato a predicare
cilii ed i padri raccomandata l'ospitali- il vangelo nelle Gallie da l'apa s. Sisto IF

là : nei nome di ospiti si compresero an- del 260; convertì alla religione cristiana
-

4G PEL PEL
iiu gran numero d'idolatri clie abitava- e Paolo, e divenne protettore di Scozia,
no iieH'Auxeiresej e diri la sua vita col d'Irlanda e de'girolamini. Quel Papa, per
mai tiiio, che si pone verso 1' anno 3o4, la sua dottrina e zelo ardente pel calto-
sotto il regno di Diocleziano. Usuo cor- licismo, l'ebbe in gran pregio, eia slessa
po fu sepolto a Baugy, dove fu marti stima gli professò Gregorio XI 1 1, cui riuscì
rizzatOjCcredesi che ora si trovi in s. Dio- carissimo, prevalendosi di lui in gravi alia-
nigi presso Parigi; altri vogliono che sia ri. Come procuratore della lega di Fran-
in s. Pietro di Roma o a Terni neirUm- cia, domandò inutilmente al Pontefice
bria. Trovasi menzionalo nel martirolo- che il re di Na varrà poi Enrico IV, ed il

gio romano a' 16 di maggio. principe di Condè fossero scomunicali.


PELLEGRINO (s), eremila. Princi- Nel restaurare il monastero e chiesa del
pe del sangue reale d' Irlunda, rinunziò suo titolo, rifabbricando il portico e il pa-
al possedimento de'suoi stati e lasciò pu- vimento, ritrovò corpi dei i ss. Gio. e Pao-
re il suo paese per vivere perfeltamenle lo, che collocò in luogo ornato e conve-
dislaccalo dalie cose del mondo. Visitò t niente. Nel 1 5q2 passò all'arcivescovato
Juoghi santi della Palestina , e poi riti- di Reims, e portatosi a Parigi peri'assein-
rossi in un luogo degli Apennini, in vici- blea del clero s' infermò gravemente ,
nanza di JModena, dove menò per 4o an- mentre Enrico IV s'impadronì della cit-
ni austerissima vita. Mori nel Gz|3,edè tà, il quale slimando lesue singolari vir-
onoralo a Modena e a Lucca come uno tù, pose guardie alla sua abitazione, per
«lei jìrulettori del paese, celebrandosi lu preservarlo d'ogni insulto. Ivi morì nel
sua festa il i." di agosto. I 5()4) d'anni 77,0 fu trasportato nella
PELLEGRINO. V. Pellegrinaggio. sua metropolitana in nobile avello fregia-
PELLEVÈ DI PELVÈ ^^icolò, o to di prolisso ed elegante elogio.
Cardinale. Nacque nel suo castello di PELTA o FELLI. Sede vescovile del-
.Tony nella diocesi di Rouen, da nobilis- la Frigia Pacaziaua , sotto la metropoli
simi genitori. Si approfondò talmente nel- di Laodicea, eretta nel V secolo. Ebbe 4
losludiodelle divine scritture e delle leg- vescovi. Oricns chr. t. i,p. 801.
gi nell'università di Bourges, che diven- I^ELUSIO, Pelushun. Sede vescovile
ne in essa pubblico professore, e dopo es- dell'Auguslamnica i.', soUoil patriar-
sere stalo senatore di Parigi, maestro di cato d'Alessandria, eretta nel IV secolo,
suppliche nella corte, consigliere del di- indi metropoli con le seguenti chiese per
partimenloecclesiasticoeabbate di s. Re- sulTraganee: Selhrale, Tanis, Thmuis, Ri-
migio Reims, Paolo IV nel i55j lo
di nocorura o Faramida,Oslracene oStra-
fece vescovo d' Amiens e ])oi nunzio di giani, Casium, Aphneum, Efesto, Pane-
Scozia. Fu nominalo guardasigilli e pre- piso. Gena, Itageri, Teneso, Facusa e
cettore del duca d'Alencon fratello del re Peiilaschenon. La celebre città di Pelu-
Carlo IX, nella cui assenza da Paiigi fu sio neir Egitto, dalla parte della Siria ,

presidente del regio consiglio e vice can- presso rimboccatura del ramo del Nilo
celliere del regno, all'assemblea del quale che porta il suo nome, da alcuni fu cre-

si recò. Nel 1 562 fu a quella del clero in duta Damiata o DanvtUa o Belbais, e
Orleans per esaminale i decreti del Tri- fu una delle principali fortezze militari,
dentino, indi nel i563 venne trasferito denominandosi anche Perenioun, Fara-
all'arcivescovato di Sens, dopo che si di- ina o Fournia per gli arabi, o luogo fan-
leguarono le false accuse di eresia, essen- goso, per essere circondata di paludi. Re-
do invece benemerito della religione. Ad gistra 8 vescovi r Oriens christ. l. 2, p.
istanza di Carlo IX, a' 1
7 maggio 1570 53 r . Commanvillediceche vi furono l'ar-
s. Pio \' lu creò cardinale prete de'ss. Gio. civescovo greco ed il copio, e che i lati-
PEN 47
ni vi eljbero un vescovo durante lo cro- IMenei dei greci, i quali nel loro onicio
ciale. Pelusio, Pcltisiaiicn, è ora un litolo gli danno il titolo di luce del mondo e
arcivescovile //i ^/7/7/^u5', coi dipeiideiili di modello de' monaci.
titoli vescovili di Taiiis, Efesto e Teiieso. PEN AFIEL o PENaFIEL DE SOU-
PEMENE o PASTORE (s.), abbate. ZA o PEi\HAElEL. Città vescovile di
Alolto celebre fia gli aiiticlii padri dei Portogallo, provincia di Minilo, capoluo-
deserto, circa l'anno 3811 si ritirò nella go di comarca a io leghe da Braga, in
solitudine di Sccti in Egitto, ove fu se- ])ella valle sul pendio d'una montagna,
gnilo dasei suoi fratelli, cui nomi era- i alla destra della Tamesra. Ila «rande e
no Anub, Paese, Simone, Alone, Neste- bella strada, magnifico edifizio costrutto
ros soprannominato poi il Cenobita, e da JMaria I; bella cattedrale e parrocchia-
Sarmazio il giovane. Pemene passava so- le, la cui (acciaia e le tre navi sostengo-
lente più giorni senza mangiare, e vie- no colonne ioniche; convento di france-
lava ai monaci l'uso del vino e la ricer- scani, ospizio della pietà con bellissima
ca di tutto ciò che poteva solleticare i chiesa, scuole di reltorica e filosofia. Ven-
sensi. A.Tendo alcuni baibari dato il gua- ne fondala nell'85oda d. Faynodi Sua-
sto al deserto di Sceti nel 3c)5, egli si rir rez discendente dai goti. Clemente XIV
tirò co* suol fratelli a Terenulh, e vi ri- ad istanza del re Giuseppe nel 1771 e-
mase più anni ,
governando la sua pic- resse la sede vescovile, ed a' 7 giugno i

cola comunità insieme con Anub. Delle [ireconizzò in i.° vescovo fr. Ignazio di
1 1 ore della notte ne passavano 4 a la- s. Gaetano carmelitano scalzo, nato in
vorare, 4 a cantar salmi, concedendo sol- Cliaves diocesi di Braga. Non ebbe succes-
tanto le altre 4 ^^ riposo. Il giorno la- sori e la diocesi fu unita a quella di Porto.
\oravano fino a sesta, indi leggevano ti- PENE ECCLESIASTICHE. Due sor-
no a nona, poscia raccoglievano delle er- la di pene sono distinte dal diritto cano-
be pel loro villo, l'emene evitava tutto nico, le spirituali e le temporali. Le pri-
ciò che poteva cagionargli la minima di- me comprendono le censure ecclesiasti-
strazione, ed era tanto staccato dalle cose che, le irregolarità, la deposizione, la de-
del mondo, che essendo sua madre ve- gradazione, certi esercizi di pietà che s'im-
nuta a visitarlo, egli senza aprire la [)or- pongono ad un ecclesiastico per correg-
la le chiese, scarnava meglio vederlo al- gerlo di qualche cattiva abitudine. Le
loia un istante, od essere eternamenle temporali sono le limosine, le ammende,
con lui nella vita avvenire, soggiungen- la privazione del rango in una chiesa, del
do che se ella soflocava questo suo desi- voto in un capitolo, de'frulli d'un bene-
derio, avrebbe godutola beatitudine del fizio, la prigione, il bando, la tortura, la
cielo. Confortata la donna da questa pro- galera, l'ammenda onorevole. La Chiesa
messa, si ritirò senza vederlo. Pemene u- abbonendo il sangue, le pene che impo-
so la stessa severità verso il govereiatore ne il vescovo o il giudice oufiìziale eccle-
della provincia, il quale lo slimolava a siastico, mai arrivano a tal punto. Quando
rendergli una visita Ptitornato nel deser- il delitto è enorme e tale da meritare una
to di Sceti, una nuova scorreria di bar- pena afflittiva o corporale, il giudice ec-
bari lo costrinse di nuovo ad uscirne con clesiastico, dopo di aver imposto la mag-
s. Al senio nel 43o, e mori circa il 45i. giore delle pene ecclesiastiche, ch'è la de-
La vite dei Padri ridondano di eccellenti posizione e la privazionede'benefizijdeve
massime di Pemene, che sono tante pro- ricorrere al braccio secolare. Avendo la
ve della sua saggezza, dei suoi lumi e Chiesa l'autorità d'imporre pene o peni-
della sua discrezione. Egli è nominato a' tenze, secondo la qualità de' delitti e la

ij agosto nel mailirologio romano e nei condizione dc'peni tenti, non ha però ella
48 PEN PEN
proceclulo nel corso degli 1 1 primi se- delli degli scalzetti (^.). Finalmente si

coli contro i delinquenli ed i peccatori, se chiamano penitenti quelli che fanno la

non che relativamente al foro interiore Confessione sagramenlalc {T'.) e quelli


e penitenziale; e vuoisi la distinzione es- che secondo l'antica disciplina della Chie-
sere fatta verso il secolo XII del foro e- sa, divisi in quattro classi o gfadi, face-
steriore, che ha dato occasione d'impor- vano la solenne Penitenza (/'^.). Quanto
re per forma di pena e con sentenza del ai penitenti per espiare le loro colpe o
giudice ecclesiastico, per la pubblica sod- per peifezionarsi e menare santa viLa,se
disfazione, le penitenze ch'erano in)poste ne tratta in vari articoli, come a Disci-
nel furo iiiteiiore. Quindi ne venne in TLiNA PENITENZIALE, Digiuno, Cilicio; ed
progresso di tempo ilcambiau)ento della il Garampi nelle il7e/;/o/7ej dissert. 2, par-
disciplina riguardante ^imposizione delle lò degli abili diversi usati dai penitenti
pene, di che tratta il p. Morino, Dead- anche religiosi, dicendo a 325de'cer-
p.
ìiìinistr. sacr. poenit. A l.\Dx:LGEr«ZA dissi chi di ferro usali dai penitenti, ed a p.
dellapena canonica e temporale rimessa 497 de'religiosi chiamali penitenti, cioè
per Uìezzo dell'indulgenze; a quanto si gli Apostoli, i Beghini, gli Eremiti, av-
possa estendere la remissione di questa vertendo che anche una setta di e-
ftivvi

pena dinanzi a Dio, e che colla remissio- retici e molti ipocriti che si usurparono

ne di questa si soddisfa alla divina giu- il titolo di penitenti, come Beguardi, i i

stizia e alla Chiesa /^. Censure ecclesia- Dnlcinisti o Frati della vita povera, i
stiche. Carceri ecclesiastiche, Peniten- Fraticelli (/^.). Dell'uso dei penitenti di
za, Legge, Immunità e gli articoli relativi. battersi il pedo, tratta il p. Menochio,
PENI SCOLA. F. Paniscola. Slnore t. 2, p. 22G.
PENITENTI. Diconsi i religiosi del PENITENZA, Poeniten'.ia. Si puòcon-
lerz'ordinedis. Francesco, de'qua li parlai siderarela penitenza come una virtù par-
nel voi. XXVf, p. 70; I in origine partico- ticolare o come uno <ìc selle sagra menti
larmente(/^. Flagellazione) alcune Coii- della Chiesa. La penitenza considerata
fralernile [V.)^ le carmelitane scalze fon- come virtù, è un dolore iie'peccali che
date in Orvieto da Antonio Simoncelli, abbiamocommessi, contrilio, unito all'e-
per donne di cattiva condotta e ]\lcre- menda della vita ed al fermo proponi-
che volevano far penitenza; la
trici (F-), mento di soddisfare alla giustizia di Dio,
congregazione delle donne penitenti di per l'ingiuria che gli abbiamo fatta pec-
Roma, ora Conservatorio di s. Croce del- cando. Per tal modo la virtù della peni-
la penilcnza, V. ( il monastero che al- tenza rinchiude in sé tre cose: il dolore
le convertite fabbricò in Costantinopoli o pentimento del peccalo passato; la
il

Giustiniano I,si chiamò ^:?e7//7e/?S(7). Del- resipiscenza o riconoscimento dell'errore


le monache penitenti di Orvieto, di quel- o ritorno dal male al bene, e l'emenda
le istituite nel 1261 da s. Luigi IX, che de'costumi ; la pena o il castigo proprio
pure fondò un ordine di penitenti, del- ad espiare ed a riparare l' ingiuria che
lepeuilenti solitariedi s. Francesco edelle il peccato fa a Dio, attaccandolo nel di-
mentovate di s. Croce, tratta il p. Bonan- ritto ch'egli ha, in qualità di maestro e
ni. Catalogo par. 3, p. 25, 26, 27601. di legislatore supremo, che tutte le no-
Vi fu un ordine della penitenza di Gesù stre azioni gli sieno riferite come a no-
Cristo, i cui religiosi e religiose erano det- stro ultimo fine. L'impenitenza, impoe-
ti Sacchetti e Sacchetle (/^.). Altro fu sot- nitentia, è l'ostinazione che impedisce al
to il titolo di Eremiti di
Giovanni del' s. peccatore di convertirsi ; e dicesi impe-

la penitenza {V.). Tutlora fioriscono in nitenza finale quella in cui si muore, ed


Roma i frali dcU'orditic della renitenza è questo il solo peccato irremissibile; do-
PEN PEN io
vere quindi deH' impenitente è di litov- penitenza ; della relativa disciplina nei
nare a Dio, mentre ne lia il tempo. La primi e successivi secoli del cristianesi-
penitenza come sagrnnienio, e un sngi a- mo, tanto della confessione pubblica che
mento istituito da Gesù Ciisto pei resti- auriculare; della necessità eutililà di ipie-
tuire allo stato di grazia e rimettere i sto sagramento, e de'diversi tempi della
peccati commessi dopo il battesimo, a co* confessione, più rada anticamente, ma tut-

loro che caduti nella colpa ne sono contri- ti in quaresima dovevano confessarsi, i

ti, che confessano i propri errori e si pro- preti almeno nell'avvento e nella quare-
pongono di soddisfarvi, mediante il mi- sima; della materia del sagramento, mi-
nistero d' un sacerdote che ha la giuris- nistro e soggetto della confessionc(quauto
dizione necessaria a tale effetto. 11 confes- al Diacono ch'esso anti-
ministro, dissi a
sore sostiene la persona di giudice e di camente mancanza del sacerdote udi-
in

medico, ed è destinato da Dio a ministro va le confessioni e imponeva la peniten-


della divina giustizia insieme e della mi- za in caso di estrema necessità ; mentre
sericordia, come si raccoglie dalle paro- a Parroccuia parlai della potestà di am-
le colle quali Cristo diede una tal facol- ministrare il sagramento della peniten-
tà agli apostoli. In fatti il confessore si za concessa eziandio ai religiosi ) ; della
costituisce ministro di giustizia, quando proprietà, condizione e segreto della con-
punisce il penitente, imponendo la sod- fessione; delle confessioni generali e pub-
disfazione conveniente; si costituisce mi- bliche, come della varietà di disciplina,
nistro di misericordia, quando gl'impar- 11 confessore proprio ed il parroco, se*
lisce l'assoluzione. Nei primi tempi il so- condo il gius canonico, possono ricevere il

lo vescovo confessava, anche i malati; i testamento del proprio penitente grave-


vescovi andavano all'armata per predi- mente malato. Il domma della confessio-
carvi , benedire e riconciliare i pubblici ne sagramenlale dai nemici della Chiesa
penitenti, benché vi fossero i preti con- fu attaccato anche a'nostri giorni, osan-
fessori dell'armata. I canonici furono dai tlosi impugnamela divina istituzione con
vescovi pei prinu deputati a confessare. falsi argomenti. Laonde opportunamen-
V. Peccato, Penite\ti, Penitenziere, te nel i85o si pubblicarono in Roma: Ri-
Confessione e Confessore. Questo sagra- sposta alla lettera di madariiigclla IV. pro-
mento come tendente a mortificare i sen- testante intorno al sagramento della pe-
si e la carne, fu attaccato dagli eretici e nitenza pel p. lettore Giacomo Pelujfo
dai protestanti. I Moiitanisti e Noi'azia- de'min. degl'infermi. Del prof. d. Luigi
ni (/^.) combatterono il sagramento del- Wncenzì, La confessione vocale dei pec-
la penitenza, sostenendo che la Chiesa non cati praticata nella sinagoga antica ed
avea il potere di rimettere certi peccati innalzata a sagramento da Gcsìi Cristo
gravi, come l'idolatria, l'omicidio: i Cal- nella chiesacristiana, con appendice in-
vinisti e Liilernni {P^.)\o contrastano pre- torno alla confessione degli antichi paga-
tendendo che la Chiesa non eserciti il po- ni usata tra i loro riti religiosi. A tali e-

tere di rimettere i peccati in forza di un rudizioni qui brevemente ripeterò in ag-


sagramento distinto dal battesimo, e che giunta quelle suir antica disciplina della
essa non ha altro motivo per rimetterli Chiesa concernente la penitenza , ed in
se non che il battesimo stesso richiama- moltissimi luoghi riportate.
tonella memoria, con una ferma speran- Anticamente nella Chiesa furono in uso
za del perdono. A Confessione sacramen- tre sorta di penitenze, cioè la penitenza
tale, accusa che il penitente fa de'suoi segreta, la solenne e la pubblica. La pe-
peccati al confessore, trattai oltre di es- nitenza segreta si faceva in particolare,
sa, dell' istituzione del sagramento della come si pratica tuttora ,
per ordine del
VOL. IH. 4
5o PEN PEN
confessore. La penitenza solenne a vea luo- compito
passali pel i." grado, e di aver
go con ceiteceiimonie e percorrendo cer- con edificazione il tempo j)rescritto ai
ti gradi, di cui pallerò. La penitenza piib- piangenti, erano ammessi dal vescovo o
]jlica facevasi pubblicamente, ma senza dal penitenziere nel 2.° ordine, a'quali i

le cerimonie e i gradi propri della peni- sacri canoni permettevano 1' ingresso in
tenza solenne. Così ogni penitenza soleu- chiesa: ivi potevano ascoltare le istruzioni,
ne era pubblica, ma ogni penitenza pub- la lettura e spiegazione della sacra scrit-
blica non era solenne. Si fece qualche u- tura e il sermone, ma veniva loro ordina-
so della penitenza pubblica, ma non del- to uscireavanli che cominciassero lepre-
la penitenza solenne, dal principio della ghiere, nello stesso tempo che uscivano i

Cliiesa fino verso la metà del 11 secolo. catecumeni e altri ch'erano compresi sotto
L'incestuoso di Corinto, scomunicalo da il nome generico di ascoltanti, non po-
s. Paolo, non rimase in penitenza che un tendo partecipare alle orazioni pubbli-
anno o poco più, e il giovane capo di la- che e suffragio del sagrifizio. Essi si rac-
dri, che l'apostolo S.Giovanni riconciliò coglievano presso alla porta o nella par-
colla Chiesa, vi rimase anche meno. Dal- te più bassa della chiesa o nartece o ve-

l'origine de' montanisti, nati nel li se- stibolo, cioè portico interno (delle diver-
colo , sino a quella de' novaziani insor- se parti della Chiesa e distribuzione dei
ti metà del III, la Chiesa usò u-
verso la penitenti secondo il loro sesso e delitto, non
na maggior severità verso penitenti, ma i solo parlai a quell'articolo, ma anche de-
però non gli obbligò alla solenne peniten- scrivendo le superstiti mi
anlìche chiese, e
za durante quel tempo, e siffatta peni- limito citar quella del voi. XXXlll,p. 66
tenza principiò dopo l'origine de' nova- e seg. ), coi catecumeni del più infimo
ziani. La penitenza solenne era divisa in ordine, e ne sortivano con essi quando
quattro classi o ordini o gradi di peni- cominciava l'orazione, all'intimazione del
tenti pubblici. 11 i." era quello de' pia- diacono, prima della messa delta de'ca-
gnenti o piangenti, il 2." degli ascollan- tecumeni. La 3." classe de'penitcnti pub-
ti, il 3.° dei prostratij ed il ^.° (\e consi- blici prostrati, oltreché venivano morti-
stenti.Anche gli Energumeni ed Cate- i ficati con opere servili e laboriose, rima-
cumeni (di cui parlai eziandio a IVeofilo, nevano in chiesa mentre recitavansi al-
V. ) , appartennero alla classe dei peni- cune orazioni per essi, ma sempre genu-
tenti. 1 ^j//7Hg<'/j// vestili di sacco ecoper- flessi colla faccia inchinata al suolo. Ri-
li di cilicii,ed il capo di cenere, tenevan- cevevano l'imposizione delle mani dal ve-
.si sotto \\ portico o o/r/o della chiesa, fuo- scovo o dai sacerdoti, ed era loro stazio-
li della porta, dove piangevano loro pec- i ne al sommo del nartece, cioè dalle por-
«ati e si raccomandavano alle preghiere te della chiesafino all'ambone, indi u-
i\t''fccìcU che di là passavano per recarsi scivano coi catecumeni del 2.° grado. I
alla preghiera pubblica, né aveano parte prostrati restavano in questo slato, fin-
alcima alla messa che si celebrava pe'ca- ché la Chiesa fosse persuasa di loro con-

tecumeni. Negli uffizi pubblici ed alla mes- versione : in questa 3.^ classe si ammet-
sa recitavansidelleorazioni particolari pei tevano anche energumeni. La 4-'' clas-
gli

penileuti, come si faceva anche in qua- se finalmente de consistenti, che stavano


lesinia. Alcuni rei di delitti più enormi, dall'ambone fino al santuario, si univa-
non potevano ritirarsi sotto il portico e nei no alle preghiere de'fedeli sino alla fine

cortili, {)erciò detti iemanti, come espo- e stavano in piedi cogli altri nelledome-
sti allo scoperto all'ingiurie del verno e niche; assistevano alla messa, ma non po-
altre stagioni. La 7..' classe de' penitenti tevano far Je oblazioni o offerte, né co-
ascoltanti uditori, i quali dopo essere municarsi. In questa classe talvolta \cn-
PEN PEN T f

nero ammessi quelli che per qualche col- latria, l'oraicidio, l'adulterio, fossero essi
pa più leggiera venivano privati della pubblici o secreli;altri non vi sottopon-
sacra Conìunione (^.). La penitenza so- gono questi peccati gravissimi che nel ca-
lenne non rimase in vigore in oriente se so di pubblicità: certo è che nelle .severità
non che verso la fine del IV secolo^ e nel- delle antiche penitenze, i peccati privati,
l'occidente sussistette sino al VI! inclu- toltane la solennità, si punivano cornei
sivamente. Nel secolo XI gli esercizi del- pubblici. 11 l^avcW, De'parrochì, avverte
la penitenza canonica commutarono in
si che la penitenza pubblica nulla avea di
altre buone opere, cioè ne'pellegrinaggi, comunecolla penitenza sagramentale, es-
crociate e limo'sine. Però abbiamo che sendo diversissima. Spesso uno era asso-
Onorio 111 Papa del 12 iG, ordinò a tut- luto sagrnmentalniente, e non lo era dal-
ti i vescovi che nel giovedì santo riconci- la penitenza pu])\}\'\cn i)ì facirni eccltsìae.
liassero colla Chiesa i penitenti pubblici; La penitenza pubblica stava in luogo del-
ed il Chardon afferma che sino al seco- l'odierna forca, galera, multeec; non s'im-
lo XIV durarono nella Chiesa vestigi as- poneva la seconda volta, né preti i vi s'im-

sai chiari dell'antica disciplina. Delle pe- mischiavano. Il vescovo senza prove non
nitenze date nel concilio di Laferano Vai poteva imporla : talora si serviva dell'ar-
cardinali ribelli a Giulio li, vedasi il voi. cidiacono e de'canonici diaconi per as<;ol-

X, p. 19. Ad EsoMOLor.Esi o confessione vere le penitenze publ)liclie. I soli cano-


pubblica dissi come si dava principio al- nici, assente il vescovo, regolavano la pe-

la penitenza solenne nel dì delle Ceneri nitenza pubblica. I teologi non sono pa-
(F.), mentre l'altra pubblica poteva im- rimenti d' accordo intorno alla peniten-
porsi in ogni tempo. Nel V secolo poi e za solenne applicala al clei'o maggiore,
per tutto il VI, in molte chiese occiden- vale a dire preti e diaconi, che alcuni sos-
tali ebbe luogo una 4-* specie di peniten- tengono sottoposti al pari de'Iaici, duran-
za chiamata semipubblica, cioè mezza- ti primi tre secoli della Chiesa altri
i ;

na tra la pubblica e la segreta, come la pretendono che non vi sieno stati mai sot-
1 ilegazione temporanea ne' monasteri e toposti, a meno che essi non abbiano vo-
diaconie, con rigorosi digiuni. luto soltomeltervisi spontaneamente, e
Nessuna persona, di qualunque stato che le penitenze pubbliche del clero mag-
fosse, era esente dalle pratiche imposte giore, che avea peccato pid)blicamente,
dai sacri canoni a quelli che per delitti si riducevano a deporli ed a rinchiuder-
notori e scandalosi, come convinti giuri- li La penitenza solenne non
ne'monasteri.
dicamente, facevano la penitenza pubbli- si accordava che una sola volta, e quel
ca : l'imperatore Teodosio I n' è un lu- li che dopo averla compita cadevano nei
minoso esempio;aUro l'abbiamo ins. Fa- medesimi delitti, o in altri piìx enormi,
biola nobilissima romana. Alle femmine non vi erano più ammessi. Non si dispe-
però non si davano queste pubbliche pe- rava però del la loro salute e venivano as-
nitenze, ma privatamente piangendo le soggettati a far penitenza in particolare:
loro colpe, con digiuni, orazioni e altre venivano altresì privati della comunione
opere buone, impetravano da Dio e dal- eucaristica anche inpunto di morte, ma
la Chiesa 1' assoluzione di loro sciagure. questa disciplina non fu da per tutto u-
! teologi non sono d'accordo intorno ai niforme. Nella penitenza solenne eianvi
peccati ch'erano sottoposti dai canoni al- molte imposizioni delle mani e del cili-
la penitenza pubblica e solenne. Gli uni cio sulcapo la i.' facevasi dal vescovo
:

vi sottoponevano tutti i peccati mortali ammettendo i peccatori a questa sorte


pubblici, gli altri solo i peccati gravissi- di penitenza ; la 2.' che reiteravasi spes-
mi, chiamati perciò canonici, cioè l'ido- so, faceva^! sui prostrati ; la 3
'
pratica-
"il PEN PEN
vasi qiinnrlo i prostrali passavano al gra- ra per l'apostasia, essendo allora la pe-
do di consistenti; e la 4-^ allorché si am- nitenza in sommo rigore. /^.Pene eccle-
mettevano penitenti alla riconciliazio-
i stAsTicHE e Disciplina penitenziale.
ne perfetta e alla partecipazione dell'eu- I vescovi aveano podestà di accorcia-
caristia. Vi erano poi due riconciliazio- re il tempo della penitenza canonica, in
ni, l'ima pei'fetta pei consistenti, l'altra favore di quelli che davano segni di com-
imperfetta pei prostrati. Quesl;» imper- punzione maggiore ad onta delle leggi ,

fetta poteva farsi nella chiesa dai sem- generali e locali che regolavano l'ordine
plici preti, col permesso del vescovo, o e il tempo della penitenza. 11 diritto dei
fuori della chiesa senza consultare il ve- vescovi era fondato non solo quali eredi
scovo in caso di necessità. La riconcilia- dell'autorità di Cristo, ma eziandiodel-
zione perfetta non facevasi mai dai sem- la sua carità, considerandosi a un tempo
plici preti, se non in caso di morte e col comegiudici, padri e pastori de'fedeli, esui
permesso del vescovo, ed anche dai dia- decreti de'concilii,alcunide'quali li auto-
coni in mancanza de'preti ecoli'imposi- rizzarono a prolungar la penitenza, se lo
zione delle mani. Il 3.° concilio Toleta- credevano vantaggioso a'peccatori. L'ac-
no ordinò che il vescovo ed il prete to- corciar delle penitenze, dice il Chardon,
sassero i penitenti pubblici. Alle persone die origine a\V lnclulgenza[F .),(\e:ierm\-
maritate si dava la penitenza pubblica nandovisi i vescovi eziandio per le soprav-
di loro consenso, perchè lo stato di pe- venute persecuzioni e per le raccoman-
nitenza impegnava la continenza. Nel- dazioni de' martiri. Nel voi. XXXVI II,
r85o il concilio di Pavia decretò che i p. i33, ricordai le lettere de martiri in
penitenti non potevano sposarsi nel tem- favore decaduti o /a^.si sottoposti alla pe-
po della penitenza. Alcuni hanno confu- nitenza canonica, dette anche libelli e ce-
so quanto era proprio della peni lenza pub- dole di pace; non che le lettere penilen-
blica colla penitenza solenne. Nel giorno ziali pei penitenti che recavansi a Ro-
delle ceneri i parrochi conducevano pub- i ma, per adempirvi la penitenza. Anche i
blici penitenti al vescovo per ricevervi la sacri Pellegrinaggi [V.), come ho accen-
penitenza (della quale è un vestigio l'im- nato, fecero parte delle penitenze cano-
posizione delle ceneri), indi nel giovedì niche e per lungo tempo a Cencio che :

santo per la riconciliazione: talora an- avea tentato di uccidere s. Gregorio VII,
che fra l'anno i parrochi conducevano i questi gl'impose il pellegrinaggio di Ge-
penitenti ai vescovi. Il libro pemtenzia- rusalemme ; altrettanto ordinò Clemen-
te serviva per l'imposizionedella peniten- te V a Nogaret che avea arrestato e ingiu-
za e per la riconciliazione dei penitenti; riato Boiìifacio Vili, al modoche riportai
àe canoni penitenziali o regole per le pe- nel voi. XXVI, p. 3o2. Questi pellegri-
ne da imporsi a'pubblici peccatori, par- naggi si facevano per ogni parte del mon-
lai nel voi. Vn, p. 32 1. Fu nel II se- do col bordone e lo scapolare, o altri a-
colo che la Chiesa stese delle regole, on- biti propri de' penitenti. Essendo la Chie-
de stabilire questo punto di disciplina in sa madre pietosa, quando delle peniten-
una maniera ferma e conveniente, e que- ze secondo gli antichi canoni penitenziali,
si denominarono appunto ca-
ste regole per giuste cause si rendeva impossibile
noni penilenziali, e furono da quel punto o almeno difficilissimo l'adempimento, si
in vigore sì in oriente, come in occiden- conimulavano;in luogo di digiuni a pa-
te. Le penitenze furono regolate confor- ne e acqua, s' imponeva al penitente la
me all'aulorilìi de'padrie dei concilii. S. recita inginocchioni di 5o salmi, dando
Basilio assegnò 2 anni di penitenza per in quel giorno da mangiare a un povero,
un furto, 7 per l'omicidio, la vita inlie- oltre l'astenersi dalla carne e dal vino;
PEN PEN 53
se non sapeva leggere,'prostrato a terra in roccasionedi patire pei nostri peccati. Co-
chiesa, dovea loo volte domandar per- sì permeile egli talora che noi siamo fat-

dono a Dio; si prescrivevano elemosine, ti oggetto delle mormorazioni, delle ca-


celebrazione di messe cantate, ed altre pe- lunnie , delle persecuzioni, onde ci pos-
nitenze canoniche in proporzione, per fre- siamo valere di sitfatle tribolazioni per
nare la rilassatezza de' peccatori. Il i.° far la penitenza ch'egli esige da noi. In-
grado della penitenza è il rinunziare al oltre, ne' quotidiani incomodi della vita,

peccato, il 2." l'esame e la riforma del- nelle frequenti privazioni a cui andiamo
l'interno, il 3.° lo spirilo di compunzio- ci vengono o dal-
soggetti, le molestie che
ne. Essendo tutti i cristiani chiamati al- le persone,© dalle creature irragionevoli
la penitenza abbiamo grandissimo nu-
, eziandio, sono occasioni di far peniten-
mero di memorabili esempi riportati dal za. Su questo gravissimo argomento si

Baronio negli Annali. Le persone consa- possono leggere: il p. Gio. Morin, Coni-
grate alla penitenza e alla perfezione del- mentarius hist. de disciplina in admini-
la vila, in ogni tempo edificarono il cri- stratione sacramenti poenilenliae, trede-
stianesimo. JN' e' secoli iu cui sussisteva il ciin primis saecidis in ecclesia occiden-
rigore delle penitenze pubbliche, molti tali et hncusque in orientali obscrvala,
volontaria mente si sottoposero alla solen- Parisiis i65o. Sirmondi, Historia poe-
ne penitenza, per cosìfar conoscere la lo- nitentiae publicae Parisiis i65i. Orsi_,
,

ro reità e insieme il proprio dolore dei Dissert. hist. de capitalium criminum ab-
commessi falli. Altri vi furono, che senza solittioni, Mediolaui lySo. Joh. Lensaco,
essere rei di colpe soggette a penitenza De ecclesiastica satisfactionc poeniten-
canonica, 1'
abbracciarono per zelo e di- tiae,Lovanii i585. Coucina, De sacra-
vozione particolare. Nel pericolo di mor- mento poenitentiae, ejusque ministro, R^o-
te, senza gravi colpe, ma per istinto di mae 1750. Cìrnvàon, sacra-
éStoria de'
timor di Dio, anticamente fu fre{|uente menti t. Terza-
2, storia della penitenza.
di pigliar l'abito monastico in occasione ga, Istruzione per amministrare il sagra-
d'inlermità, per consacrare il restante dei mento della penitenza Roma 790. Coni-
, i

loro giorni alla penitenza se sopravvive- ment. hist. in adniinistr. sacramenti poe-
vano; come narrai nel voi. XLVl, p. 58 nitentiae, Anluerpiae 1682. Sulla peni-
e 73. Osserva Buonarroti uè f" etri anti- lenza, sagramenlo,. ordine e rito da te-
chi, che la peni lenza era solita darsi ai mo- nersi in amministrarlo, vedasi Diclich ,

ribondi avanti l'eslreiiia unzione con al- Diz. sacro-li turg,


cuni riti, di aspersione di cenere, d' im- PENITENZA. Ordinedereligiosi det-
posizione di cilicio e allro, onde i suoi sim- ti degli scalzetti. Ne fu fondatore il servo
boli furono espressi nei sepolcri; figuran- di Dio Giovanni Varella e Losada, nato
dosi in essi la penitenza coli' immagine agli II dicembre 1723 in Brigos, dioce-
di s. Pietro col gallo vicino, al cui can- si di Lugo, nel regno di Galizia in Ispa-

to cominciò a piangere. Siccome le ope- gna, da nobili genitori. Educato nel ti-
re di penitenza si possofio ridurre in cer- mor di Dio, per le asprezze dello zio, pas-
io n)odo alla preghiera, al digiuno e al- sò in Ceuta di Barberia ad arruolarsi sol-
ì'<'lfino<>ina,lva gli altri mezzi pii di sod- dato. Militò anche in Italia e trovossi ai
disfazione ha pure il rassegnarsi alla
vi falli d'armi di Vellelri e Pizzighettone.
volontà di Dio se ci visiti con le afflizio- Avendo disertato fu mandato prigione in
ni e i travagli. Cosi per mezzo delle ma- Maiorca,ove per compassione tacque chi
lattie, delle ainizioni di spirilo, dei rove- gli avea rubalo l'archibugio. Ottenuta la

sci di fortuna, della perdila della roba e libertà, entrò al servizio del maggiordo-
delle persone a noi più care, Dio ci oOre mo dei cardinal Borbone arcivescovo di
,

54 PEN PEN
Toledo; qii«sli era solito portarsi ogni Salamanca per intendere la sua divina
anno dai domenicani di Segovia a farvi volontà, ivi si trovava presso i francesca-
yli esercizi spirituali, con tutta la fami- ni, santamente finto pazzo e muto. Aven-
glici, per cui Io seguiva pure Giovanni. do tutto la religiosa riferito al confesso-
Essendovi una grotta in cui è tradizione re, egli andò in cerca di Giovanni, lo chia-
vi avesse fatto penitenza s. Domenico mò per nome e invitò a lasciar la simu-
spesso Giovanni si ritirava a farvi ora- lala pazzia. Stupì Giovanni di essere co-
zione, ond'
ebbe da Dio forti ispirazioni nosciuto, ma ridendo si occultò. Allora
d'abbandonare il mondo e di recarsi in il p. Valcarze seriamente in rincontrarlo,
Salamanca. In fatti cambiate le sue ele- gli manifestò quanto Dio aveagli signifi-
ganti vesti con quelle d'un povero, con- cato nella grotta di Segovia e lo minac-
sistendo in lacero sacco che pose sulla nu- ciò di castigo se non ubbidiva; ma segui-
da carne, col capo scoperto e scalzo, l'ul- tando Giovanni la sua finzione evase, in-
timo del 1749 s'incamminò per ubbidi- di fece con lui la confessione generale con
re al Signore alla volta di
Salamanca; e sorpresa de'francescani che lo reputava-
per non essere molestato nel viaggio, si no mulo e pazzo, ed egli rispose essere
finse pazzo e muto. In questa condizio- ciò avvenuto per le loro orazioni. Gli fu
ne si portò al convento de'niinori osser- accordalo in convento uno stanzino, ove
vanti, dormendo sulla porla della chiesa passava la nòtte in orazione e flagellazio-
e ricevendo tra'poveri l'alimenlo. Avve- ni, impiegandosi la mattina a servii^e con
dutosi il Portinaro della pietà del credu- fervore tutte le messe.
to pazzo, l'impiegò a pulire il chiostro, e Il p. Valcarze dopo aver fallo diverse

perciò voleva soccorrerlo a parte, n)a e- prove su Giovanni, nel lySi gli svelò il
gli si contentò di restare dopo i poveri. segreto che Dio lo destinava fondatore
1 ben presto se ne servirono, ara-
religiosi di nuovo ordine a vantaggio de' fedeli.
mirandolo anche pegl'iusulti e derisioni Subito Giovanni fuggì dal convento e sa-
de'ragazzi, che sopportava con edificazio- rebbe partito dalla città se Gesù Cristo
ne: finalmente Dio volle far palese la vir- non lo avesse impedito, parlandogli la ter-
tù del suo servo, nel modo seguente. Sette za volta, la seconda essendosi manifesta-
anni circa prima che Giovanni andasse to al suo arrivo in essa. Tutlavolta il p.
a Salamanca, il Signore in visione avea Valcarze ritrovatolo procurò di persua-
mostralo a suor Rosa del Casliglio di Ge- derlo della replicata volontà divina, e
sìiNazareno,re!igiosadis. Chiara di quel- dopo vari abboccamenti lo indusse a tor-
la città, il volere che si fondasse un nuo- nare in convento e rassegnarsi, portan-
voordine di penitenza, dichiarandole an- dolo da suor Rosa di Gesù Nazareno che
cora gli esercizi che doveano praticare i gli consegnò lo scritto della rivelazione.
nuovi Penitenti ( F.), ovd'inaiìdoìe di scri- Ricevuta Giovanni la carta, nel giorno di
vere fedelmente l'udito e il veduto, co- s. Gio. Battista lySi coininciò ascrivere
mefececonsegnandolo scritto al suo con- la regola e la terminò in quello di s. Bar-
fessore p. Valcarze minore osservante e tolomeo :8 marzo 'jS'ì unitisi a lui
agli i

professore di Salao)anca. Per sette anni ottoscolari di Salamanca, principiò a met-


fu esaminalo, ma per ignorarsi chi dovea terla in pratica e ad osservarla con essi.
essere il fondatore del nuovo ordine, ri- Indi co' compagni si condusse in Rointi
corse di nuovo suor Rosa all'orazione, e a'ac) agostOjSupplicando Benedetto XIV
Gesù Cristo che tornò ad apparirle, le dell'esame e approvazione della regola.
nominò Giovanni Yarella, al quale aven- Dopo un anno e mentre avea acquista-
dogli per un Crocefisso parlato nella gJ ot- lo altri quattro compagni, due italiani
ta di Segovia e comandato di recarsi a e due spaguuoli, il Papa disse a Giovau-
PEN PEN 55
ni clie la regola gli piaceva, ma pcrcliè privilegi della patria. Portatosi il fonda-
i principi voleano diminuire il numero tore nella Spagna, eresse il convento di
degli ordini esistenti, lo consigliò entrare Torà nella diocesi d'Orihiiela, ma men- i

co'stioi in altri ordini, esibendo facilita- dicanti l'obbligarono a partire, onde in

zioni. Giovanni restò nel suo proponi- Portogallo fondarono tre con-
i religiosi

mento e solo fu conlento che la regola venti, ma solo in Lisbona poterono rima-
era piaciuta al capo della Chiesa, speran- nere. Tornato Giovanni in Ispagna ebbe
do che Dio avrebbe cambiato il cuore ai un convento a Madrid, che durò Ireaimi.
sovrani. Parli per Napoli con due com- Ripassato il fondatore in Roma eresse
pagni per tentarvi una fondazione, la- un convento sul IMonte s. Angelo presso
sciando gli altri in Roma a vivere reli- Viterbo, poscia iu questa città traspor-
giosamente in una casa contigua all'o- tato : finalmente andato in Ferrara, in-
spizio de'benfralelli spagnuoli (ne parlai debolito e stanco pei continui viaggi per
XXVI, p. 126 ) presso s. Maria
nel voi. stabilire e dilatare l'ordine, Giovanni vi
Maggiore, alimentandosi di limosine ,
morì a'24 maggio i 769, d'anni 4^5, e con
(]uando la provvidenza condusse nell'a- fama di santità fu sepolto in s. Croce e
bitazione il cardinal Cresceiizi arcivesco- poi traslato in s. Apollinare. Progreden-
vo di Ferrara, ed informatosi del loro te- do l'ordine a fiorire, Pio VI a'2 mag- i

nore di vita, gl'invito a recarsi a pranzo gio 1784 col breve Injuiicti nohis, con-
da lui due per giorno. Per la stima che fermò le regole e costituzioni dell'ordi-
ne concepì, con beneplacito pontificio li ne, e con l'altro, Ex debito, ^W comuni-
stabiPi in Ferrara, prima nella chiesa dei cò le grazie e privilegi dell'ordine fran-
Sacconi, quindi in quella di s. Croce, don- cescano. Nel Ball. Ront. Coni. t.
7 , p.
de l'arcivescovo Mattei li trasferì nella 284 299, sono riportati brevi e le co-
e i

chiesa di s. Apollinare. Venuto Giovan- stituzioni, quali già erano state stampa-
ni in cognizione dell'operato dal cardi- tene! 784 in Ferrara, indi in R.oma col-
I

nale, si recò in Roma, e fu consigliato le y4ggiunle nel 1 790. Queste ultime tro-

di porre in pratica il prescritto dalla re- vate necessarie dal p, Giuseppe Crespo
gola, cioè di andare il superiore a chie- generale dell'ordine, con facoltà aposto-
der la limosina per la città colla croce lica si formarono da lui e dal definito-

sulle spalle. Ubbidì Giovanni e venendo rio, indi ordinate e disposte dal p. Anni-
abbondantemente provveduto dalla ca- bali da Latera minore osservante, furo-
rità de'fedeli, cessò co' compagni di an- no approvate a'20 luglio 1790 con de-
dare a pranzo nelle case degli altri re- creto della congregazione della discipli-
golari. Per falsi rapporti il cardinal Gua- na regolare, ed autorità di Pio VI, il qua-
dagni li fece partire da Roma, assicuran- le accordò ai religiosi l'uso del mantello.

doli che se fossero ricevuti altrove, co- Inoltre Pio VI coi bve\e Ejcposiliim no-
me in Ferrara, il Papa avrebbe appro- bis, de' 18 luglio 1797, Bull. cit. t. io,
vato l'istituto. Dopo essere Giovanni coi p. io4, concesse all'ordine il privilegio
suoi religiosi soggiaciuto a diverse peri- diseppellirei fedeli defunti nelle loro chie-
pezie, sì in Roma, che in Napoli, Mila- se. Dipoi Pio VII con breve nominò ge-
no, Piemonte, Alessandria e Brescia, do- neraleil p. Andrea Castellani romano, e

ve dall'altrui gelosia non si voleva l'isti- Leone Xlll'approvò nell'uflizio, avendo-


tuto ,
potè aprire quattro conventi iu lo onorato di particolare benevolenza,
Ungheria, poi con altri soppressi da Giu- non che di sue visite: egli era stato uno
seppe H, ed il vescovo d'Agria Valcorzi degli eremiti dell'Ascensione, i quali sop-
ordinò sacerdote Giovanni con tre com- pressi assunse l'abito di questo ordine, e
pagni a titolo del seminario , secondo i in morte meritò quell'elogio che si leg-
56 PE N PEN
gè nel n.°io2clcl Diario di Roma i833. corsi di nostra' s. religione; il perchè que-
Ijiegoiio XV 1 gli die insuccessore l'odier- sti religiosi furono sì cari a Pio VI, che
lìo [).
«".Ilio generale Giosuè Diolalevi. In si degnò esternare il suo paterno affetto
cjucsL' ordine peilauto, detto della peni- all'istituto, della cui prosperità si mostrò
ttnza pel liguioso e penitente tenore di tanto sollecito, con queste rimarchevoli
vita de'ieligiosi, sotto l'invocazione di Ge- parole del citato breve Ex debito : pa-
sù Nazareno, onde sono chiamati naza- terno charilatis ajftctu proseqidnuir ,

reni e più coniuneineute scalzeUi perchè ftitciqne illoruin slaliii , ac ut perso-


prima andavano scalzi, si fanno i tre vo- uae , quae tani pìiun vilae institulum
li consueti di povertà evangelica, casti- aniplexae sunt , ec. Neil' ordine fiori-
tà e ubbidienza, cui si aggiunge il giu- rono diversi religiosi , illustri per dot-
ramento di sostenere con tutto l'impegno trina e vita esemplare. L'abito dei reli-
il mistero dell' Immacolata Concezione. giosi è di panno grosso scuro del colore
In vigore della povertà da'ieligiosi pro- de'minori osservanti, cioè tonaca lunga
fessala, non possono possedere alcun fon- con maniche alquanto strette, e mantel-
do, n)a a somiglianza de'frati minori fran- lo che arriva alle ginocchia, cappuccio ro-
cescani, debbono viveredi limosine men- tondo e breve, unito ad un bavaro lar-

dicale quolidiananieute, che dove queste go circa dieci dita dalla parte posterio-
non bastino per vivere è loro permesso re, mentre uell' anteriore scende fino al
di fare le provvisioni pel futuro. Il sin- petto diviso in due estremi rotondi. I lai-

daco apostolico è depositario delle limo- ci hanno il cappucciosenza questi due e-


sine da impiegarsi nelle chiese e conven- slremi, perchè in vece portano attaccato
ti, esseiitlo proibitoai religiosi tenere de- allo stesso cappuccio un pezzo di panno
liaro. llsuperioredel convento è il guar- largo cinque dita e di figura rotonda nel-
diano; il ministro generale dell'ordine si le parti posteriore e anteriore. Cingono
elegge ogni sei anni, come il commissa- la tonaca con cordone di lana turchino,
rio generale, procuratore generale* quat- nelle cui estremità è il fiocco, bianco nei
tro custodi e quattro dclìuitori generali: sacerdoti e chierici, nero ne'laici. Porta-
i capitoli generali si celebrano ogni tre no sa\idali, e solo ne'viaggi possono usa-
anni. I religiosi fanno un anno di novi- re il cappello. Ne produce la figura con
ziato, e nel ricevere l'abito non mutano un cenno il 52, nella Rac-
Capparroui, p.

ilnome battesimale, né il cognome, es- colta degli ordini religiosi. L'ordine ha


sendo vietalo dalle loro i egole. Ma delle un cardinale per protettore, chiese e con-
esposte e di altre notizie, come delie pro- venti a Sutri, a Monte .Marciano detto
vincie, del tenore di vita veramente pe- della iMadonna Alberici, ed in Viterbo
nitente de'sacerdoti e dei laici, digiuni e fuori di Porta s. Pietro , mentre priuìu
Jiiortilicazioni, de'cercanti la questua, del l'ebbe sul Munte Cimino e poi nella chie-
principale fine de'religiosi che l'assisten- sa del Gesù, ov'è sepolto uno de'guardia-
za de'jnoribondi, fare missioni a dispo- ni che visse e mori santamente, come di-
sizione degli ordinari e altre prediche, e chiararono i viterbesi nella lapide che gli
del loro abito, con dettaglio trattò il sud- eressero: gli altri conventi furono sop-
detto p. da Lateia, Compendio della sto- pressi nelle vicende politiche. Inoltre l'or-
ria degli ordini regolari pav. 3, cap. 26. dine in Pionui ha le due seguenti chiese
Ciò che rende questo ordine utile ed ac- e conventi.
cella ai popoli si è, che indefessamente Chiesa di s. Maria delle Grazie a
esercita il suo zelo per le classi più ab- porta Angelica, nel rione Borgo o Cit-
biette della società, accorrendo premu- tà Leonina, con convento in cui risie-
roso ad apprestare i più caritatevoli soc- dono il ministro generale e il procuratore
PEN PEN 57
ociicrole clc'liati della penitenza. Ad E- marzo 1806, quindi col breve Pastora-
REMITI 1)1 IloMA parlili dell' eiezione di lis nostra sollicitiido, de' 1 3 settembrCj
questa cliiesa nel i 588, e riedificazione Bull. cil. t. i3, [). 5 j, confermò la con-
nel 1618 con piccolo portico munito di cessione e soppressione dell'ospizio degli
cancelli di l'erro e tre porte; della pro- eremiti, ed applicò ai frati della peniten-
digiosa inuiiagine della IMadonna delle za (pianto loro apparteneva, i quali ri-

(jiazie, dipinta in tavola e coronata col dussero in miglior forma convento eil

divin Fif^lio lattante dalcapitolo Vaticano abbellirono la chiesa, iucui fanno risplen-

a'g f;iu{^uo i644> elicsi venera con par- dere il divin culto.
ticolare divozione, mentre negli altri al- Chiesa dis. ]\lariadegli Jiigeli in ma-
tari sono rimarchevoli il quadro di s. cello Martyrum, nel rione Monti. Dicesi
Francesco del Puccini, e quello dell' As- volgarmente alle Colonnaccìe per quel-
sunta di autore incerto; del convento o le due superstiti che sono quasi riinpet-

ospizio e spedule contiguo, ove dimora- to alla chiesa, ne'giandiosi avanzi del lem-
rono sino al lerinine del secolo decorso pio di Pallade o Alinerva, eretto nel suo
gli eremiti dell'Ascensiona, cui successe- foro da Domiziano ( dicesi demolito tla
ro gli attuali religiosi. Qui dunque solo Paolo 111), detto anche Palladio dal tem-
aggiungerò, che riporta il IWcó, De gin- pio cui appartengono delti avanzi, coti
biliii, p. i36, che in (juello del 1600 il fregio nel quale sono effigiate le inven-
fondatore del luogo Albeiizio vi alloggiò zioni atliibuilealla dea, e iiell'attico erasi
10,000 pellegrini. 11 Cassio, Corso delle ripetuta la figura stante di Pallade, che
acque, par. i, p. 386 e 4^''> na''^» che avea lutto l'onore del foro omonimo. La
fr. Francesco eremita rinvenne un capo chiesa appellasi pure ai P^z/iM/a dal vi-

copioso di eccellente acqua delta delle cino arco ed avtuizi del foro di Aerva, il

Api ( ne tratto a Palazzo Vaticano), quale v'incorporò quello non compito di


col quale fu l'orinalo il l'onte vicino al por- Domiziano, dello Transitorio, dagli archi
tico benché Gregorio XV
della chiesa, che davano adito ad altri fòri, uno dei
nel 1621 già avesse provveduto la casa quali archi ora dello de'Pantani ricorda
d'una porzione dell'acqua Paola, cui per il sito altre vollepaludoso. La chiesa tro-
gratitudine gli eremiti eressero una la- vasi nell'area del foro Palladio iu macel-
pide che riporta. Dirò pure clie anche lo Mar ly rum. Nel foro di INerva si con-
rAinydeno, De pietaLe romana, p. 46 e gregava il senato per trattar le cause di
63, parla de'detli eremili; mentre il Bom- religione ;
perciò vi erano portati molti
belli, Raccolta delle iiiimag'mì, t. 2 , p. martiri ad essere esaminati, conduceiido-
I 17, riporta il rame della ìMadonna, ne si poi per le loro eroiche ris[)0sle, ai tem-
descrive la celebrità e parla del lotidato- pli di \ enere e Iloma accii) vi sagrificas-

re degli eremiti, costituzioni e sua vita sero, il che non volendo essi fare, erano
stampate . Siccome gli eremiti eransi ri- o nel Colosseo abbandonati alle fiere o
dotti a due, il loro protettore cardinal In- portati nelle vicine carnifìcine pubbliche
iiico Caracciolo propose a Fio Villa sop» ad essere tormentati e uccisi, peroni ta-
pressione della comunità e di dare la chie- li luoghi si dissero macello de'martiri. Il

sa coir edilizio contiguo all'ordine della pili famoso fu quello che poi fu occupa-

penitenza, di cui fu fatto prolettore, col lo dalla chiesa per santificarlo e racchiu-
peso di ricettare e alimentare gli eremi- dervi nel mezzo il pozzo, nel quale si get-
ti esteri, quante volte capitassero al con- tarono moltissimi loro corpi e le cui ac-
vento, iu occasione di recarsi alla visita que sono riconosciute prodigiose. Dicesi
de' santi luoghi della città. Il Papa ap- che nelle nominate acque slagnanti e fan-
provò la proposizione del cardinale il 1." gose si Lullàvauo e tormeulavauo i sauli
53 PE x\ P EN
uiartiii, quindi sopra una pietra nera ili lica la fece restaura redal cav. Pietro Cara-
paragone si mozzava loro il capo, quale porese, indi fu riaperta alle sacie funzio-
pietra si venera nella stessa chiesa. For- ni e con solenne messa e Te Deum.a' j
se è questa la pietra scelleiata, sulla qua- maggio 1846. Quindi a' 17 vi fu l'espo-
le fu martirizzato anche s. Ippolito cava- sizione del ss. Sagrameuto in forma di
valiere i ornano, ed esisteva in questo luo- quarant'orecon nuova e bellissima mac-
go. La chiesa giù nel secolo Xll era sotto china, procurata dal zelo de'i'eligiosi, dal-
il titolo di s. 3Iarco in macello Marty- la pietà e carità de'fedeli, tra'quali il car-
rum, quindi prese quello di s. Maria de- dinal Carlo Aclou benemerito protettore
gli Angtii in macello ììlarlyrum, come dell'ordine (sino dal 1 843 per nomina di
regina de' martiri, probabilmente dalla Gregorio XVI), che avea provocato il re-
miracolosa immagine di Maria col Bam- stauro del tempio, e poi lo fece solenne-
1-iino egli Angeli che ivi è in gran vena- mente consagrare a' 2 agosto da rag/ Pichi
razione e dipinta in mino, coronata in arcivescovo d'Eliopoli.dedicandoloa Ma-
un al figlio a'3 luglio 729 con corone
I i ria ss. degli Angeli ed a s. Agata vergi-
d'oro dal capitolo Vaticano, come descri- ne e martire, come descrive il a.°64 del
ve il citato Dombelli l. 4) p- 4^- Leone Diario di Roma.
X nel iSiy die la chiesa all'università PENITENZIERE o PENITENZIA-
de'tessilori, ed avendo essi s. Agata per PiIO, Poenilentiarius, Praefectiis admis-
avvocata (
per la tradizione che avendo sis poenitentiwn cx/)iandis. Confessore,
appreso l'arte di tessere, con fare e dis- e propriamente quello che ha autorità
faie un velo, venne adeludere l'impor- d'assolvere da' casi riservali al vescovo,
tunità della madre, che la volea forzare stabilito nelle chiese cattedrali, che d'or-
a prendere marito, come rileva il Lau- dinario è una dignità à^'capiloli. 11 pe-
1 enti, Star, di s. Agata in Suburra, p. 4 '
>
nitenziere del vescovo confessa chiunque
nella quale chiesa sono le sacre spoglie a lui si porti, ed in qualunque luogo dei-
di s. Ippolito ), le eressero un altare e la diocesi, ricevendo la facoltà non ex com-

introdussero di chiamarla chiesa con tal missione, sed a jiire ( Lambertini, i^^'^-
titolo. S.Pio /^, Ghislieri, migliorò la con- dioec. lib. I, can. 4)- I Penitenzieri di

trada pantanosa e poco accessibile, con Roma [V.) sono soggetti al cardinal Pe-
nuove strade e le principali presero il no- idteiiziere maggiore {1^-). Nelle chiese in-
me di Alessandrina e Bonella, il primo signi e santuari vi souo pure i peniten-
per quello che avea portato da cardina- zieri, ed anche di diverse lingue, come
le e usato pure dal nipote cardinale, che quelli di Roma.iN'e'primitempi dellaCliie-
essendo della famiglia Bonelli in onore sa il solo vescovo confessava, ciò che ia
chiamala l'ai Ira via. Nel 784
di questa fu » punto di morte faceva ogni prete. Nel cre-
Pio VI donò la chiesa e la casa propin- scere del popolo fedele i vescovi depu-
qua all'ordine della penitenza, che vi po- tarono un prete cattediale canonico pe-
se la residenza del generale, della curia nitenziere che lo aiutasse. In Roma e ia
e del definitorio; ed alla coufrateruita dei Alessandria vi fu più d'un penitenziere:
tessitori lasciòil proprio altaie. Nel 1792 vi furono poscia altri confessori generali.

in Pioma pubblicò Isidoro Nardi, Bre^'e Con l'erezione delle Pievi o parrocchie
notizia della miracolosa immagine, di s. rurali si scemò la fatica del vescovo e del
Maria degli Angeli, o Macel de Marti- penitenziere. I penitenzieri antichi e mo-
ri, detta ancora de Tessitori. Da ultimo derni erano e sono confessori generali.
eper le ingiurie del tempo, bisognò chiu- Anticamente eravi la disciplina di appro-
derla al culto divino, onde con benepla- vare generalmente de'confessori, il di cui
cito di Gregorio XYI la camera aposto- potere esteudevasi iu tutta la diocesi, e
PEN PEN 5()

non era libero a ciascuno di scegliere in- al governo delle parrocchie, prima nelle
clilTerenleraente unocle'confessori appro- città grandi, come Roma e Alessandria,
vali; gli alili non potevano confessare che e poi nelle ville ; e per la penitenza de-
nel luogo assegnato. I vescovi determi- legarono la stessa facoltà a'monaci sacer-
navano confessori
i
;
gli uni pei laici, od doti, i quali si guadagnarono talmente le

anche per un ceito stalo di laici ;


gii al- affezioni e la confidenza de'popoli, che i

tri per il clero, e gli altri per le religio- principi e signori gli elessero sovente per

se ; di modo che i fedeli non potevano medici spirituali delleloroaniine e perco-


confessarsi che dai sacerdoti loro desti- Diunicarad essi i segreti delle loro coscien-

nati in particolare; potevano però sem- ze,malgrado leopposizioni di alcuni, che


pre dirigersi ai vescovi. Il numerodi quel- rammentai anche a Parrocchia dopo Io ;

li in fatti clie vi si dirigevano, crescendo stabilimento de' regolari mendicanti, le

sempre, i vescovi scelsero un sacerdote, confessioni divennero più frequenti nei


commendevole per la sua dottrina e pie- conventi e monasteri. Applica vasi s. Am-
tà, a fine di metterlo in loro vece. Lo no- brogio con assiduità airammiiiislrazione
minarono essi confessore o penitenziere della penitenza non solo pei peccati di
generale, e permisero a lutti i fedeli di scandalo , nella sua qualità di ministro
dirigersi a quello, come a loro stessi, per della penitenza pubblica, ma ancora con
riceverne l'assoluzione ne' casi riservali. ogni sorta di penitenti, benché avesse de-
F. Confessore, Penitenza e Penitenzie- gni coadiutori per l'amministrazione del-
iiiA,eda Penitenziere MAGCiOREdiròdel- la penitenza segreta ne'suoi preti. In oc-
l'origine de'penitenzieri in Roma, ed an- cidente ne'primi tempi i vescovi erano i

che parlando de'/jtf/i/Ve«s/er/ vaticani. Ab- più ordinari amministratori di questo sa-
biamo dal Rinaldi all'anno 5(ì, n.°24) ^^^^ gramento, e qualche volta dinanzi a loro
a'tempi dell' imperatore Decio del 249 ed a"li altri sacerdoti, che si chiamava-
gi à vi erano sacei doli penitenzieri, qua» i no il senato o il presbiterio. Neil' oriente
li udivano le confessioni, ne lo negano gli la disciplina offre in ciò qualche differen-
stessi nemici delia penitenza, essendo ciò za. I vescovi avevano in ogni chiesa sta-
chiaro per l'autorità di Socrate e di So- bilitoun prete penitenziere, al quale a-
zomeno, islorici greci novaziani. Che in vevano rimesso almeno l'esame dei pe-
una chiesa fossero deputati più sacerdo- nitenti. La sua funzione era di ascoltare
ti penitenzieri a dispensare il sagramcn- le confessioni di coloro che potevano a-
to della penitenza, Io dimostra un'epi- ver bisogno del suo ministero pai ticola-
stola di Dionigio Alessandrino a Fabio re.A questo fine volevasi che l'eletto fos-
Antiocheno, quindi crebbe il loro nume- se di una discrezione e di una prudenzii
ro e si deputai onoa ciascuna chiesa. Che distinta fra tutti gli altri ministri dell.i

i penitenzieri fossero in Costantinopoli, riconciliazione. Ascoltava egli lutti colo-


lo cKichiara il Crisostomo. Anticamente ro che venivano ad accusarsi; e secondo
confessavano i vescovi, e dopo loro i sa- la gravezza e la natura delle loro colpe,
cerdoti al cui governo è consegnata una o li sottomettevano alla penitenza pub-
porzione del popolo fedele; ma sopiaflat- blica, o prescriveva loro ciò che praticar
li dalla fatica immensa, essendosi i cristia- dovevano in segreto, prima di partecipa-

ni moltiplicati e divenute piìi frequenti re all'Eucaristia. Talvolta questi peni-


le confessioni, i vescovi non solo aggiun- tenti si accusavano in pubblico di una
sero al canone della chiesa, cioè al cata- colpa segreta, a fine di eccitarsi sempre
logo degli uOìziali ecclesiastici, un sacer- più all' umiltà e compunzione. ÌXell'orien-
dote destinato espressamente ad auimi- le i monaci furono occupati nelle confes-
nislrure la penitenza, ma li destinarono sioni più ancora che uell'occidcnteQnan-
6o PEN PEN
timqiiela poteslàdi legar e sciogliere, al- egli venisse in pericolo di morte, poiché
la quale è unita quella di ascollar le con- diceva; Per quanto io posso, nessuno mor-
fessioni nel foro penitenziale, sia insepa- rà legalo; ma s' egli guarisse, sarà sog-
rabile dal sacerdozio, nondimeno non tul- getto alle medesime pene e attenderà dal-
li i sacerdoti hanno diritto di esercitar- la vostra bontà (
parlando a Teofllo ) il

la. I sacerdoti l'hanno da Cristo; ma al- segnale d'indulgenza. Ed ecco un'asso-


la Chiesa tocca regolarne l'uso, prescrive- luzione riservata al superiore dallo sles-
re ai medesimi le legule da seguirsi nel- so metropolitano che avea imposta la pe-
reserc.izio di questa podestà loro confe- na,il che è molto ossei vabile; imperoc-

rita nell'ordinazione, e assegnar loro sud- i ché quanto alle assoluzioni riservate ai
diti, sopra cui debbano esercitarla. Quan- vescovi dalla parte de'preti, era già an-
to ai casi riservati ai vescovi e al Papa, ticamente ordinario costume riservare ai
si trovano Iraccie di queste riserve negli vescovi l'assoluzione de'pubblici peniten-
antichi rituali mss., ne'quali si vede che ti. Dal I ooo
in qua cominciò a tarsi que-
i sacerdoti, i quali ascoltavano i peniten- sta riserva anche ai vicari generali de' ve-
ti, anche nel giovedì santo, dopo avere scovi, quali ancora erano penitenzieri,
i

diligentemente esaminali quelli eh' erano come fu Gilduino abbate di s. Vittore,


degni di ricevere l'assoluzione, dovevano il quale nel i3i era vicario generale e
i

presenlarii al vescovo per tal effetto. An- penitenziere del vescovodi Parigi. V. Pe-
ticamente era permesso, come al presen- re ECCLESIASTICHE, ovc fcci parola de'due
te, ai monaci di ascoltar le confessioni gli furi penitenziali, interiore e esteriore. Den-
uni degli altri, ma 1' assoluzione era ri- tro i Confessionali (V.) si trova la nota
servala all'abbate. Vi sono degli esempi stampata de' casi riservati al Papa ed al-
di casi riservati al Papa, da più di nove la sua peuitenzieria. Un confessore sem-
secoli. Per 1' omicidio può vedersi negli plicemente approvato ad ascoltare le con-
atlide'sanli di Piedone. Quelli diesi man- fessioni , non può assolvere dai casi ri-
davano perciòal Papa, gli portavano let- servati, se non che in punto di morte, ed

tere del loro confessore, nelle quali gli si espresiamente lo dichiarò il concilio di
manifestava la commessa colpa : vedasi Trento, sess. i 4? e. 7.
Pellegri.v AGGIO. Piiccardo vescovo di Sa- L'istituzione de' penitenzieri maggiori
lisbury riferisce. « Quelli che si duigo- in ogni diocesi, propriamente risale al se-
no al Papa, portino seco lettere contenen- colo XIII, in un ad altri provvedimenti
ti la specie e circostanze del peccalo, e le che si giudicò a proposito di fare pel be-
csprimanosullìcientemente, oppure il con- ne dell'ecclesiastico governo, quali pos- i

fessore stesso vada a Pioma ". La storia sono vedersi nel Tomassini, Dt i'cl. et uo-
ecclesiastica ci dà un esempio mollo piìi va eccl. discip. Innocenzo 111 che Ilori nel
antico di assoluzione riservata al superio- jìrincipio di detto secolo, ordinò col cap.
reenarratoda Fleury. Giasone piete ac- De qffic. ordinar,, che lutti i vescovi te-
cusò un altro detto Lamponiano que- : nessero presso di loro continuamente un
Jili confessò il suo delitto, e fu perciò da penitenziere, per assolvere que' casi ri-
SìucnÌo separa lo dalle adunanze della chie- servali, cui non è permesso assolvere a-
sa. Egli mostrava colle lagrime il suo peu- gli ordinari confessori. Dei penitenzieri
timciilo, e il popolo chiedeva grazia per maggiori o generali se ne fa menzione nel
lui. Ma Sinesio stette saldo, e lo rimise concilio d'Ox.ford del 1289, ed in quel-
per l'assoluzionealla sedia episcopale, cioè lo di Chester pure del 1269. Il concilio
a Teofdo d' Alessandria. Solo permise a di Trento, sess. n^, e. 11, decretò. » Se
lutti i sacerdoti ch'erano presenti, di dar alcuno dirà, che i vescovi non hanno di-
la comunione a Laujpouiauo, nel caso che ritto di riservarsi casi, se uuu iu quanto
PEN Ht

alla polizia esteriore ; e quindi che que- che la loro vci'ga n bacchetta, in primo
sta riserva non impedisce, che un sacer- luogo indica Taulorilà superiore a qiud-
dote non assolva veramente dai oasi ri- la dignità degli altri confessori ordinari,
servali, sia anatema ". Quindi nella sess. loio comunicala e secondariamente, e-
;

24> e. 8, il medesimo concilio statuì. Il •> scludendo qualsiasi timore dal cuore dei
vescovo stabiluà un penitenziere, unen- penitenti, nell' accostarsi al gian sagra-
do questa funzione la prima prebenda, inenfo della penitenza, rappresenta quel-
che verrà a mancare, ed eleggerà per que- l'interna divina consolazione, che si co-
sto posto qualche dottore e licenzialo in munica a'medesimi, che sotfopongojio il
teologia di 4o anni circa d'età, o altra per- capo al tocco di essa, di cui sembra par-
sona che troverà più idonea per questo lasse il Piofela: Virga tuo elbactUns tiiu.i

impiego; e menile il dello penitenziere ipsa me consolata sunt. Il sommo peni-


sarà occupato in ascollar le confessioni tenziere può concedere 100 giorni d'in-
della chiesa, sarà riputato come presen- dulgenza a quelli che si accostano al toc-

te all'ofilzio nel coro ". Ed ecco l' origine co della medesima, come apparisce dal
della prebenda penitenziale e della peni- privilegio di Paolo V, confermalo da In-
tenzieria annessa ad un canonicato nel- nocenzo XII li 3 maggio 1695. E quan-
le cattedrali. hanno penitenzieri
Inoltre to ali indulgenze che si acquistano al toc-

eziandio le chiese insigni, come fra le al- co della bacchetta degli altri penitenzie-

tre, di s. Antonio in Padd-a, il santua- ri minori, Benedetto XIll concesse gior-


rio di Loreto, e la basilica di Ànsi, nel- ni IO, e BenedelloXlV con la bolla P«-
la quale Innocenzo XII vi stabilì tre pe- ator Bonus, de 3 agosto 743, paragra-
i 1

nitenzieri colle solite facoltà pei casi ri- fo 'So, concesse altri 20 giorni d'indul-
servati, ed altri tre ve ne aggiunse Be- genza. Di queste indulgenze ne scrisse il

nedetto XIV. 'ÌSavva\\K\cc\, De'gitthilei, p. Siro, DUncitalio, ec. Che nelle pro-

p. 224, che in quello del \()i5 Urbano cessioni i penitenzieri si fanno precedere
Vili aumentò il numero de'penifenzieri da due chierichetti incotta, portanti maz-
vaticani con aggiungerveneprimaS e poi zi fori con in mezzo elevatala lunga
(\'\

altri 4) a' quali diede l'uso della cotta, bacchetta penitenziaria, ne feci parola nei
della stola paonazza e della bacchetta, che voi. VII, p. 298, e IX, p. 57. L'uso pe-
prima non avevano. Aipenitenzieridi Lo- rò della bacchella ai penitenzieri delle al-
reto, Benedetto XIII concesse che quelli tre chiese e cattedrali si concede dalla s.

a' quali avrebbero toccato il capo colla Sede, come rilevo dal Cecconi, Storia di
bacchetta penitenziaria, acquistassero 4o Palestrina p. 367, ,
al penitenziere prò
giorni d'indulgeiiza, essendo tale bacchet- tempore della quale la s. congregazione
ta o verga segno del loro potere spiritua- con decreto degli
de'rili concesse i no- i

le in foro conscìenliae. A Confessionale vembre 1641 l'uso della bacchetta co-


dissi della derivazione di tal rito, che i me penitenzieri di Boma. Vedasi, De
i

penitenzieri delle patriarcali liasiliche di virga, sfii ferula poenitcntiali, presso il

Pioma acquistano 3o giorni d'indulgen- cardinal Pelra, De sacra Poenitenliaria


za quando toccano colla bacchetta il ca- apostolica p. i I 3.

po d'un fedele e questo altrettanti, e clie PENITENZIERE MAGGIORE, V^m- .

il cardinal penitenziere maggiore in far musmngistercriminihus expiandis, Poe-


ciò con ferula o bacchetta dorata, egli lu- uilentìario majori. Ufìizio cospicuo che
cra 100 giorni d'indulgenza, così pure si esercita iu Roma da un cardinale a vi-

chi ne riceve il colpo. Il Marangoni. Del ta, «e non rinunzia od è promosso ad al-

giubileo universale dell'anno santo, K 1 o, tro. Nel sacro collegio e curia romana,
del clero valicano e de'penilenzieri,dice secondo il p. Plellenìberg, Nolilta p. 49>
Gì PEN PEN
dopo n vice cancelliere e il camerlengo, Roma conilìtiiit quasi dloeceses propler
il penilenzieie maggiore è il 3.° amplis- haplismum, et poenitentìam, il che me-
simo uffizio autorevole ed onorevolissi- glio a Titoli cardinalizi. Acquistata la
mo. 11 De Luca, Del card, pratico p. 4o2, pace dalla Chiesa, penitenzieri si este-
i

osserva che nella chiesa romana fungeva sero anche per altri penitenti, onde ven-
aulicamente l'ufllzio di penitenziere mag- ne stabilito, che in ciascuna chiesa pa-
giore l'arciprete o i ."cardinale dell'ordi- triarcale di Roma fossero due preti, che
ne Att preti j lo chiama vicario o ministro avessero cura d' imporre la Penitenza
nelle cose divine per tutta la Chiesa uni- {f^.J, secondo canoni penilenziali anti-
i

versale, per supplire alPapa nell'asso! vere thissimie severi. Anastasio Bibliotecario,
dalle censure e casi riservati. Come qua -
parlando di s. Simplicio Papa del 4^7»
lunrjiic vescovo tiene sempre presso di sé chiaramente riferisce, che constitnit ad
lui Peiiilcnzierè ( P.) per assolvere casi i ri- sanctos Petrum, Pauluni et Laurentiuni
servati, cos'i il sommo Pontefice qual ve- hebdoniadas propter poenilentes et ba-
scovodi Romaecapodella Chiesa univer- ptisnium. Laande secondo lo stile ordina-
sale elegge il cardinal penitenziere mag- rio di Roma ne'gradi e negli uffizi eccle-
giore nominandolo con biglietto del cardi- siastici, aveano il loro
questi penitenzieri
nal segretario di stato, cui segue la spedi- capo che nomina vasi penitenziere maggio-
zione del breveapo^tolico; però avvertirò re e col quale dovevano conferire, quindi
coilNardi, Deparrochil. i, p.i83,che il questo uffiziale ne' bisogni e casi impor-
cardinal penitenziere di s. Chiesa confes- tanti si rivolgeva al Papa. Ne poteva es-
sa non solo chiunque si porla da lui, ma sere diversamente, poiché in Costantino-
può confessare in tutte le parti del mon- poli era vi un capo penitenziere, che a
do, colle facoltà sui casi riservati alla s. tutti gli altri penitenzieri sovrastava per
Sede, rappresentando in ciò il Papa. E- la penitenza pubblica. Quando poi il pe-
gli presiede al sacro tribunale della Pe- nitenziere maggiore cominciasse in Ro-
iiitenzierìa apostolica [f-^.), ai peniten- ma ad essere cardinale e solamente car-
zieri maggiori di essa, ed ai minori del- dinale, è assai incerto. Vi sono alcuni che
le patriarcali basiliche di Ruma. In que- a s. Benedetto II Papa del G84 attribui-
sta città sino dai primi tempi della Chie- scono questo uso, citati dal Pletteraberg.
sa vi furono parecchi penitenzieri, i quali 11 Zaccaria nelle note al Lunadoro, /Je-
si denominavano ,
presbiteri poeniien- lazione della corte di Roma, par. 2 , e.

tiiun. E indubitalo che sotto s. Cornelio i3, del cardinal penitenziere maggiore,
Papa del 254 parimenti eranvi peniten- opina, ommesso quanto può essersi pra-
zieri nelle chiese parrocchiali di Roma, ticato ne'tempi più antichi, che cessata
che assolvevano i caduti in tempo di per- o decaduta nell'occidenle la pubblica pe-
secuzione nell'idolatria e detti Lassi[V .), nitenza, venendo a Roma o in pellegri-
onde ne nacque lo scisma de' iV^oiv2s/rt/u naggio da più parti penitenti per esse-
(/^^.), che non li volevano ammettere al re prosciolti da certi peccati, che gli sles-
perdono. Furono perciò nelle Pance- si vescovi volentieri vedevano riservali
di Roma (T.) deputali preti, quali
citte i al Papa per qualche freno alla licenza,
prò modo culpae admissaiii poeniien- certamente dal solo ceto de' cardinali si
tiam inditlgercnt. Nato così l'uso de' pe- scegliesse uno idoneo che presiedesse a
nitenzieri, della cui origine parlai a Pe- nome del Ponlefìce alle cause e all'as-
nitenziere, s. MarcelloPapa del 3o4,per soluzione di tali penitenti forastieri, e
riparare i gravi danni da Diocleziano re- quindi ancora alla penitenza de'naziona-
cali a'Ièdcli, con distruggere i luoghi sa- li. Il Lunadoro, ediz. del 1646, p 32, del
gì i e coii(jscarnc i cimilcri, (ilulos in urbe sommo penitenziere, conviene che que-
slo importantissimo uffizio sia anticliissi- minò penitenziere maggiore il cardinal
tao, ma osserva che il Panvinio propria- Berengario Fredol giureconsulto cele-
mente ne trovò la prima menzione in bre. Essendo morto nel i32i o i323,
Gregorio X Papa del i27r,nelcap. Ubi Giovanni XXII delegò nel 32G I' au- i

pcricuIiini.h'Awyàeno,D('pielatcronia- loiità a Raimondo vescovo di Rieti e


iiftj de caidinalis siimmo
par. 4} f<ip- B, vicario di Romaun canonico di s.
e jid

poeìiilentiano, conviene col p. Panvinio Pietro. Il Crispolti nella sua Perugia p.


che Io islitiiisse Gregorio X, citimelo Go- 353, rifeiisce che Giovamii XXII fece
mcz, in praef. ad regidas canccl.a Be- sommo penitenziere fr. Alessandio Vin-
ììcdicto XII. Come si vedrà Gregorio , cioliperugino e dotto francescano, poi
X nominò di certo il penitenziere mag- vescovo di Nocera. Clemente VI, perchè
giore cardinale, e tra le leggi del concla- continuava la residenza pontificia in A-
ve ne fece anche per lui. vignone^ per Roma nel i352 delegò l'au-

La notizia più antica che ho trovalo lorilìi di penitenziere al vicario, come


sul penitenzieie del Papa, spelta al pon- pur Innocenzo VI nel iSS'j. Però
fece
tificato di Onorio III del 1216, il quale jer A\igiione, Clemente VI nel 3 ^2 i

scelse alla carica di penitenziere Jacopo creò cardinale e penitenziere maggiore


Pecorhiia suo cajipellano, creato cardi- Stefano iVJlhcrf. flimoso dottore in di-

nale dal successore Gregorio IX del i'ì'ì'j: ritto, e anno gli succes'^e col
neir i>tesso
avverto, che nel liportare la serie de'car- nome d' Innocenzo fi. Questi nel me-
dinali penitenzieri, che ho forniato, per desimo anno creò cardinale e penitenzie-
le loro notizie suppliscono le hiografie di re maggiore Francesco degli /4t!i, di sin-

ognuno, nellostndio principalmente del- golare dottrina : per sua niorte nel 1 36
le quali potei compilarla. Gregorio IX nominò penitenziere maggiore il cardinal
ebbe a penitenziere, confessore e capptl- Guglieln)o Bragose celebre professore di
hino s. Raimondo di PegnaHurt domeni- canoni. Nel iS^o Urbano A' fece il car-

cano, cui fece laccosliei e le decretali. l\el dinal Stefano de Poissy. Gregorio XI
1234 era poenilcntiario D. Papa Gre- nel 1373 il nipote cardinal Giovanni
gorio IX, Guglielmo de Cordella, come Crosso, dottore in diritto canonico, ma
si legge in Garampi, Sigillo p. 2g. Ma seguì poi l'anlipapa Clemente VII; per
tuli penitenzieri sembrano essere stati cui il Papa Urbano VI nel 1378 dichia-
piuttosto particolari penitenzieri o Con- rò cardinale e penitenziere maggiore E-
fessori del Papa (^.), come lo fu l'ago- leazaro de Sahrano , morto nel i3()4:
stiniano b. Agostino Novello di Termine, in questo tempo era prefetto della pe-
confessore di Nicolò IV, e penitenziere nitenzieria apostolica Agostino napoleta-
di Nicolò ni, Martino IV, Onorio IV, no, viie-tesorieie «rUibano VI, vescovo
s. Celestino V e Bonifacio Vili. 11 i.° di Penne e Atri. Al Subrano successero
penitenziere maggiore e cardinale certo, i seguenti cardinali. Francesco Carbone
Taranlasia profondo teolo-
fu Pietro di cistcrciensenominato da Bonifacio IX,
go domenicano, da Gregorio X nel 1273 morto i4o5; Antonio G aetaid t\>i{\.o
nel
creato cardinale vescovo d'Ostia e peni- da Innocenzo VII e morto nel i4'2;
tenziere maggiore, il quale Io successe nel Pietro Gerardi nominalo da Alessandro
i "2 j 6 co\ nomea' Innocenzo
7^. Nel 1278 V e morto nel i^i'j; Giordanoìe\\g\o-
Nicolò III creò cardinale vescovo d'Al- so della Mercede, fatto da Martino V
bano maggiore il suo cap-
e penitenziere nel )4i8 e come precedente stato an-
il

pellano e confessore Bentivenga Benti- ticardinale ; Giordano Orsini pev volon-


i'enghi, teologo peritissimo francescano. tà di IMarlino V e morto nel i438;b.
Clemeate V in Avignone nel i3oq no- Nicolò Albergali certosino, nominato da
-

64 t^EN PEN II

Eugenio IV morlo nel 144^5 Ginco-


e che avesse occupato il di lui luogo: per
nio Ponti per favore di detlo Papa, mor- sua morie, nel iGos nominò il proprio
to nel 14495 Dfìnienico Capranicn fat- nipote Pietro ///^oA/w/zr///?/, secondo la
to nel i449j'I quale d'ordine di Calisto Storia de conclavi, p. 4o5. Leone XI nel
III con tre penitenzieri vaticani esami- i(3o5 elesse Ciazio Passeri Jldohrari'
nò l'idoneità dei penitenzieri delle altre dini,quantunque non fosse ancora ini-
hasiliclie ; Filippo Cnlanclrìni nomina- morto nel 161 o, on-
zialo nel sacerdozio,
to da Pio li nel 1458 che lifoimb i pe- de Paolo V sostituì il nipote Scipione
nitenzieri minori; Giuliano della Rovere Borghese. Per sua morte nel 1629 Ur-
nipote di Sisto IV poi Giulio II; Leonar- bano Vili fece il fratello fr. Antonio
do Grosso della Rovere parente di Giu- Barberini cappuccino, e lui defunto nel
lio Il the lo elesse nel i5o5; Lorenzo 1 046 Innocenzo X surrogò il parente
Pucci fatto da Leone X e nioilo nel Orazio Giustiniani filippino, che lasciò
i53i; Antonio Pucci eletto da Clemen- di vivere nel i649} per cui nominò Ni-
te VII e morto nel i544j Roberto Puc- colò Albergati Lndovisi nel 1 65 rinun ,
1

ci suo zio gli successe per disposizione di ziando la chiesa di Bologna: essendo ca-
tal Papa e morì Bartolomeo
nel 1 547 ' duto in malinconia. Clemente X gli die
Giiicliccìoni scello III e morlo
da Paolo in coadiutore il proprio nipote Paluzzo
nel 1549; Ranuccio Farnese promosso Paliizzì, morendo il cardinal Albergati
dall'avo Paolo III, morlo nel i565; s. nel 16H7. Innocenzo XI gli sostituì Lean-
Carlo Borromeo fallo dallo zio Pio IV, dro Co//o/'e<7o filippino, che assistè il Pa-
e per sua assenza s. Pio V fece vice- pe- pa nell'ultima infermila, gli somministrò
nitenziere maggiore e poi penitenziere il Viatico e r estrema unzione e gli lesse

Francesco Alciali. Avendo s. Carlo de- la professione di fede, che Innocenzo XI


finitivamente rinunziato la carica a Gie- loccò colla mano approva-
in segno di

gorio XI II, questi surrogò Giovanni Al- zione. In sua morte, nel lyop Clemente
dohraudini , vnovio ne\ i^yS; laonde lo XI destinò Fabrizio Paolucci, che lo assi-
slesso Gregorio XIII dichiarò prima Sta- stè in morie: nel 172 i, a vendo rinunziato,
nislao Osio, morlo nel '^yp, indi Mar- Innocenzo XIII lo fece vicario di Roma,
co Sittico Allemps, o meglio il proprio conferendo il penitenzierato al fratello d.
nipote FWÌTppo Boncompagno, morto nel Bernardo Maria Co'j^/ cassi nese, che mo-
i585, dopo avere somministrato allo zio rì nel 1780 a'aS aprile nel conclave per

l'estrema unzione. E" certo che il cardinal Benedello XIII; questo Papa prima di
Altemps fu penitenziere maggiore, ma dare il consenso di sua elezione si fece

non mi è riuscito stabilire quando preci- assolvere da lui per la promessa fatta a
samente funse l'oflizio, probabilmente Dio di non ricevere dignità. Nel seguen-
avrà supplito nell'assenza del parente s. te nominato conclave, procedendo il sa-
Carlo e prima della nomina del cardi- cro collegio dopo 3 giorni alla scelta del
nal Alciali. Sisto V nel r58'5 conferì la pro-penitenziere, cadde su Vincenzo Pe-
carica ad Ippolito Aldobra/idini [qusle tra ,
già canonista e datario della peni-
penitenziere maggiore assistè il Papa mo- tenzieria, mediante 43 voti de' 53 car-
ribondo egli somministrò i sagramenli), dinali ch'erano in conclave. L'elettoCle-
fratello del precedente, e nella sua assen- menle XII confermò nell'uflìzio e ven-
lo

sa da Roma Sisto V fece pro-penilen- ne da punto estremo: il


lui assistito nel

7,iere il cardinale Domenico Pinelli : l'Al- cardinale morì nel 1747» ^ ^^^ dotto au-
dobrandini divenuto nel Clemente
i ^q?. tore dell'eccellente opera sMapenilcnzic-
Vili, chiamò a succedergli Giulio Anto- ria. li cardinal Petra lasciò un fondo,
nio i^flH/ono, il quale poco era mancalo perchè il penitenziere maggiore potesse
VE i\ PEN 6j
nominare 4^ individui chierici e laici, sensazioni. A quest'indescrivibile, commo-
onde fare ogni anno gli esercizi spirilua- vente e gì ave spettacolo, per dovere rai

li nella casa della missione a Monte Ci- trovai presente (avendo vicino mg.' Co-
toiio. Gli successe per volere di Benedet- stantino Borgia cameriere segreto parteci-
to XI Vd. Gioacchino i?(^50zz/cistercien- pante e il p. Francesco Vauies penitenzie-
se, Diorlo nel lyjS, onde il Papa creò re valicano alfezionalissimo al morienle
penitenziere maggiore d. Andrea Galli Pontefice) come quello che giammai dì e
canonico regolare, che a Ini conferì sa- i notte mi distaccai dal letto del Papa in
gramenli e 1' indulgenza [)Ienaria in ar- tutto il corso della malattia. La penna non
ticulo morii Essendo morto nel 17^7,
f:. può esprimere come n'ebbi il cuore la-
Clemente XllI nominò Gio. Carlo Bo- cerato da acutissimo dolore, accompa-
schi, defunto nel 1788.. per cui Pio VI gnalo da dirotto e amaro pianto, doven-
gli surrogò Francesco Saverio de Zela' do fatalmente e in compendio perdere
(la: V\o A llgli assegnò per pro-peniten- qnaggiìi per sempre mio padre e signo-
il

1801 Leonardo ^n-


ziere nu\ggioi-e nel re amorevolissimo, il mio benefittore ma-
tondli, che nominò effettivo dopo la di gnanimo, che dalla piìi tenera età con-
lui morte, avvenuta a' 19 dicembre. A tinuamente mi avea edificato colle rare
fpiella poi del cardinal Anionelli, che ces- sue virtù e illibato candore de' suoi co-
sò di vivere nel gennaio 181 I3 Pio VII slumi, e ricolmato di ammirazione per la
poco dopo e neir istesso anno sostituì sua profonda e vasta dottrina per 2 £ ,

]Mii liele di Pietro, e per sua morte nel anni in cui fedelmente Io servii con sin-
j 8'2 I Francesco Saverio Casliglioni: «jue- cero affetto, con quella indefessa cura e
sti prestò assistenza al Papa negli estre- indivisibile dal suo fianco, che il gran
mi del suo vivere eamniinislrò i sagra- Pontefice meglio dichiarò con breve apo-
nienti, facendo altrettantoconLeoneXlI stolico citato nel voi. XLIV, p. i43, e
al modo detto nelle biografìe di quei Pa- con tre testamenti olografi, l'ultimo dei
pi. Nel 1829 il cardinale divenuto Pio quali pubblicò la Gazzella privilegiala
J'III, nella i
.^ adorazione che ricevè dai di Venezia, coi n. 191 e 192 del 1846.
nominò penitenziere maggiore
cardinali Appena spirato il Papa, benignamente mi
Emmaniielede Gregorio, i! quale lo as- furono larghi di conforti i cardinali Lara-
sistè in morie. Passatoa miglior vita quel bruschini, Mattei esecutore testamenta-
degno porporato, Gregorio XVI nel de- rio, Patrizi, Bianchi e Anionelli, che tro-
clinar del 1839 dichiarò penitenziere varonsi presenti a quel supremo istante,
iDoggiore l'attuale cardinal Castruccio di che conservo perenne e grata memoria.
Caslracane degli Antelminelli. Trovan- Ora passerò a indicare le principali

dosi egli nel suo vescovato di Palestrina, facoltà e prerogative del cardinal peni-
mentre Gregorio XVI cadde infermo, tenziere maggiore, al quale concessero
dopo che il p. Proja soltosagrista ammi- larghissima autorità e podestà i Ponte-
nistrò al Pontefice lesti ema unzione, in ficiEugenio IV, Sisto IV colla costitu-
luogo del sngrista, egli fece fare la pro- zione Qiioniam nonnullì, de' 9 marzo
fessione di 'ÌGiie, adempì le veci del pe- 1484, Bull. Roni. t. 3, par. 3, p. 187;
nitenziere dolorosamente e Ira le lagri- Giulio HI colla bolla Rationi congniil,
me i! cardinal Lambruschini segretario dc'22 febbraio i55o, Bull. t. 4j P^r. r,
di stato ed amorevole antico amico del- p. 209, pubblicò quella di Paolo III cou-
l'agonizzante Papa, impartendo le solen- iermatoria della precedente; Pio IV ; s.

ni assoluzioni e benedizioni, e recitando Pio V che limitò le facoltà del peniten-


le preci della Chiesa di raccomandazione ziere maggiore e quelle de'suoi ministri,

all'anima, penetrato dalle più profonde mediante la bolla t ?j6o«»5, de'i8 mag-
voL. in. ,5
66 PEN PEN
gio 10169, Bull. 4j pai- 3, p. 04, aven-
t. giare i semplici voti e dispensare anco-
do con altra, In Oìiiiìihiis, stabilito che il come mutando le ore ca-
ra dai riservali,
cardinal sommo penitenziere esser do- noniche, ed ingiungendo altre opere pie.
vesse prete e dottore di teologia o di sa- Il cardinal penitenziere ha inoltre spe-

gri canoni. Di questa ultima bolla e di ciale diritto di dispensarci religiosi dalle
altre che riguardano il cardinale peni- irregolarità di delitto odi difetto, di li-

tenziere maggiore, ne tengo proposilo a berare cautamente gli apostati delle re-
Penitenzieria. Non solo Gregorio X cer- ligioni, e di peimeltere il passaggio da
tamente nominò il i.° cardinal peniten- un ordine all'altro^ e similmente di con-
ziere maggiore che si conosca, ma nelle cederlo alle monache di là dai monti, e
leggi da lui composte pel conclai'c e sede di rimediarealle censure, ai difetti o pec-
vacante, dichiaiò che in tal tempo, inco- cati delle medesime, e di togliere gl'im-
minciando dalla morte del Papa, cessas- pedimenti impedienti di matrimonio; ed
sero lutti gli udizi ecclesiastici ei tribu- ha più altre facoltà descritte dal Daniel-
nali, fuorché il penitenziere maggiore li nella sua opera, delle quali facoltà ne
ed il camerlengo , i quali continuassero fa parte talvolta co'minori penitenzieri.
in tempo di sede vacante. Se in questa Fin qui Lunadoro. Soglionoi Papi con-
il

morisse il penitenziere. Clemente VII or- cedere penitenzieri maggiori alcune


ai

dinò che il sacro collegio eleggesse a plu- facoltà speciali per provvedere più facil-
ralità di voti il pro-penitenziere. Pio IV mente a'bisogni de'fedeli nell' orbe cat-
confermò il decretato di Gregorio X, di- tolico, oltre quelle contenute nelle bol-
chiarando però che i! penitenziere ed i le, decreti e rescritti pontificii; quali fa-
suoi ufTiziali spediranno soltanto ciò che coltà sono suddelegabili in caso di biso-
.•spelta al foro della coscienza. Clemente gno al prelato reggente del tribunale. 11

XII pre.scrisse che in sede vacante il pro- p. Plettemberg, Nat. cong. et tribuna'
penitenziere si eleggesse dopo tre giorni liiun cnriae romanac p. 1 69, de viajo'
dalla morte del penitenziere maggiore, e ripoenitentiario, ejtisque munerc, parlan-
che durasse fino alla creazione del nuo- do dell'autorità delle lettere del peniten-
vo Papa; inoltre autorizzò il penitenzie- ziere maggiore , dice pure delle diverse
re a spedire ancora le materie miste. Me- Fiatdespe-
sottoscrizioni, Fiat in forvia,
glio tutto può vedersi nel voi. XV, p. Fiat de expresso, e che sono sco-
ciali.

263, 7.67^ 271. Si apprende dal citalo municati quelli che impediscono l'esecu-
Lunadoro, annotato dal Zaccaria, che Be- zione di tali lettere, pei disposto della
nedetto XI V ridusse le facoltà del car- bolla pubblicata da Giulio 111; di più ag-
dinal penitenziere maggiore ai seguenti giunge, che al suo tempo (pubblicò l'o-
capi. Ad accordare l'assoluzione da tutti pera nel i6q3) l'officio rendeva al car-
i peccati e dalle censuie accennate nella dinale circa annui scudi 8,000, lo che
Lolla in Coena Domìnij ad assolvere i avea rilevato prima di lui il Lunadoro,
regolari prò utroque foro, e talvolta e- e lo trovo confermalo da un mss. del
ziandio i secolari; ad assolvere gli ereti- 1709. Al piesente rende l'oflìzio mensi-
ci occtdti parimenti e coH'istessa autori- li 1 65 scudi. 11 cardinal penitenziere mag-
tà, ma i pubblici nel foro interno sola- giore ha r ordinaria udienza dal Papa
mente, purché non sieno eccettuati dal- una volta la settimana, nel venerdì sera;
la stessa bolla in Coenaj a convalidare le e per sua assenza e impotenza si reca
provvisioni simoniache; ad alleggerire in all'udienza il prelato reggente. Vedasi il

parte pesi per lo mal tolto e per l'in-


i
p. Navai',Manuductio superfacultalibus
lerlo; a modificare i giuramenti, allor- viajoris poen itentiarii.
ché non sia di altrui pregiudizio; a can- De' funerali e cavalcale de' cardinali
PEN PEN (3;

penitenzieri maggiori, ne trattai ne' voi. clero precedendo il cadavere, dopo il qua-
3C, p. 3o4, XXV in, p. 5"?., avvertendo le prese luogo la famiglia d(!l definito in
che sebbene la cavalcata ora non suole vesti di lutto, indi la cavalcata, riceven-
farsi, occorre ogni volta dispensa pon- do tulli conveniente dispensa di cera se-
tificia. La negarono, Innocenzo X pel condo gladi. All'esequie intervennero
i

cardinal Barberini, e Clemente XI pel 2 3 cardinali. Nel n° 19H7 del Diario di


cardinal Colloredo agli i i gennaio 1709, Tioma i^So si legge il funerale del car-
il quale come l'altro avea ordinato clie dinal Conti morto in conclave, donde in
si ommettesse la cavalcata, e il denaro carrozza fu trasportalo alla chiesa par-
solilo iojpiegarsi si dispensasse a'poveri. rocchiale, senza cavalcata a cagione della
Del secondo riprodurrò il ceremoniaie sede vacante. All'esequie, assislitedai mi-
della cavalcata e del funere, che ricavo nislri e cantori della cappella pontificia,

dal succitato mss. autentico, quale pres- celebròla solenne messa il prelato Al-

.so di me conservo. Riunitisi nel palazzo dovrandi patriarca di Gerusalemme e


Vaticano quelli che fecero parte della reggente della s. penitenzieria, gl'indivi-
cavalcata a' i4 gennaio, vestiti dei loro dui del cui tribunale tulli vi assisterono.

abiti e insegne, ne partirono per quella La cavalcata del cardinal Galli fu descrit-
del defluito con questo ordine. 11 capita- ta neln." 7 764 del Diario di Ramai 768.
no degli svizzeri a cavallo con due ufìjziali Il nuovo penitenziere maggiore pien-
e 5o guardie, le quali facevano ala alla de possesso della carica nelle tre peni-
cavalcata. Due mazzieri a cavallo, come tenzieriede'pcnitenzieri minori, delle pa-
i seguenti ; due maestri di cerimonie, il triarcali basiliche Lateranense, Vaticana
tesoriere Patrizi vescovo assistente al so- e Liberiana, nelle quali formalmente si
glio, in luogo del maggiordomo infermo reca a udire le confessioni o ad assol-
,

e dell'uditore della cameia pure malato, vere dalle censure e casi riservati, nella
col prelato vicegerente altro vescovo as- settimana santa; prima dirò del posses-
sistente; due protonotari apostolici par- so, poi delle confessioni e meglio. Il pos-
tecipanti, 6 cappellani comuni, 7 came- sesso il cardinale Io prende con treno no-
rieri extra, 8 scudieri, lutti famigliari bile e formalità de'servi a piedi, seguito
del Papa. Giunta la cavalcata all'abita- da tre carrozze, in cui prendono luogo, ol-
zione del defunto presso la chiesa dc'fi- treché nella sua,i prelati e ministri della
lippini, si unì alla pompa funebre che penitenzieria. Quanto indicherò si pra-
dovea associare il cadavere, composta tica eziandio nelle basiliche e peuiteuzie-
della croce parrocchiale, di 5confiater- rie Lateranense e Liberiana, il cardina-
iiite, di 5 ordini mendicanti, di 20 pre- le nel portico Vaticano viene incontra-
ti, del camerlengo del clero col parroco, to da qiiel collegio de'penitenzieri, colla
del capitolo di s. IMaria in Trastevere stola paonazza sull'abito religioso, che
litolare del cardinale con croce, ma sen- gli baciano la mano. II cardinale depo-
za padiglione. Il cadavere, vestito de'sa- sta la mozzetta e maulellelta paonazza,
cri paramenti, fu collocato sopra gran prende la cappa di questo colore, ed en-
letto coperto di drappo oloserico tessu- tra nella basilica ricevuto da 4 canonici:
to in oro, che piesero a trasportare i asperso sé e gli astanti, passa ad orare al
confrali, incedendo ai .[ lati palafrenie- i ss. Sagiamentoed all'altare papale ocon-
ri colle banderuole o flabelli funebri. La fe.-sione, indi si reca alla sedia o trono
processione si avviò per la strada papa- penitenziale, alquanto elevato per diver-
le, voltò al palazzo Massimi, e per la Can- si gradini di noce, come lo è il resto, a-
celleria e via del Pellegrino si portò a vendogli sciolta cappa il caudatario,
la

delta chiesa, 1 confrati , i religiosi e il ch'c vestilo di soltana paonazza e ferra-


è

r>8 P EN PEN
iuuione nero. Quindi si legge la bolln di altri prelati in piedi, e genuflessi al teo-
nomina coi privilegi e facoltà dd peni- logo, segretari, ministri, sua corte nobile
tenziere maggiore; dopo di che, il car- e per ultimo ai penitenzieri. Postisi i no-
dinale riceve la Inicchelta o ferula o ver- minati a sedere ne' banchi in giro e in
ga dorala, con la quale toccando il capo forma di tribunale, il cardinale prosegue
de' prelati e altri della penitenzieria, e a toccare colla bacchetta il capo di quel-

di quelli che ne hanno di voto desiderio, li del popolo, che genuflessi concorrono
scancella i peccati veniali per l'indulgen- a prendere l'indulgenza unita a questo at-
^ za inerente al tocco, di cui è ancor egli to di umiltà.Ciò Unito, il cardinale con-
partecipe. Ad ogni nuovo penitenziere fessa chiunque s'accosta al suo tribuna-
maggiore, i penitenzieri, anche !>traordi« le, assolve i penitenti dalle censure ec-
nari, ricevono dalla penitenzieria in do- clesiastiche, come dai casi riservati, e se
no una stola paonazza. Nella domeni- ha dubbi consulta i suoi udìziali; se non
ca delle Paline il cardinal penitenziere si presenta alcuno, parte ringraziando i

si porta dopo le ore 1 1 alla penitenzieria prelati che l'hanno assistito, venendo ac-
La teranense, incontra to dal collegio e pre- compagnalo dagli slessi canonici che lo
sidente de'penitenzieri minori osservanti riceverono, ed aspettano finché è asceso
riformali, ricevendo 1' aspersorio dal p. in carrozza. Nel nìercoledi santo il cardi-
presidente genuflesso. Dopo esseisi leva- nal penitenziere si porta dopo le ore 2 r

la la mantelletta e restando in rocchet- alla penitenzieria Liberiana, inconlrato


lo scoperto, asperge e benedice gli astan- dal collegio de'penitenzieri domenicani,
ti. Poscia sale all'oratorio a fi^>r breve ricevendo dal p. vicario l'aspersorio, iu-
orazione, corteggiato dal reggente, teo- di segue quanto si è detto di sopra, tan-
logo, datario, canonista, correttore, sigii- to nella penitenzieria per la segnatura,
Jatore, dai segretari e da altri ministri ed anche per ciò che riguarda la dicon-
della s. penitenzieria, dopo averlo incon- tro basilica, ove viene ricevuto e pratica
tralo a capo della scala. Quindi con essi le cose nairate.- Nel giovedì e nel vener-
passa nella lìiblioteca del collegio, ove si dì santo il cardinal penitenziere, dopo
tiene la segnatura o congregazione coi aver tenuta la segnatura nella peniten-
soli dopo la
ministri della penitenzieria, zieria Vaticana, accompagnato dai pre-
quale il cardinale assume
cappa pao- la lati e ministri del sacro tribunale si por-
nazza, ed accompagnato dai nominati la nella basilica Vaticana ,
fermandosi
n?inistriedai penitenzieri entra nella por- nel portico ad assumere cappa. En- la

ta grande della contigua basilica, ov' trando in chiesa è ricevuto da 4 canoni-


ricevuto da 4 canonici in cappa. Uno di ci, senza la presentazione dell'acqua be-
essi neir ingresso gli olTie l'acqua santa nedetta, non essendovi ne'due giorni nei
con l'aspersorio, che il cardinale presen- pubblici pili j quindi viene presso la sta-

ta a ciascun prelato. Indi il cardinale tua di s. Andrea e rimpello a quella di


fatta orazione nel genuflessorio avanti s. Pietro, incontrato dal collegio de' pe-
l'altare del ss. Sagramenlo, passa al suo nitenzieri minori conventuali e dal p.
slabile tribunale o trono di penitenza, si reca ad orare innanzi
rettore di essi, e
ove scioltagli la cappa dal caudatario, si r altare papale ed a quello della Beala
pone a sedere nella sedia, copiendosi il Vergine della Colonna; dopo di che va
capo con la berretta. In seguito il reg- ad assidersi nei suo tribunale per tocca-
gente gli presenta la bacchetta o ferula re il capo colla bacchetta ed ascollare le

peniteiiziale(della quale coniedell'indul- confessioni.


genza annessa parlai a Penitenziere), Già ho detto di sopra che spetta al
con cui tocca il capo al medesimo e agli penitenziere maggiore assistere in mor-
rEN PEN 69
te il Papa, in abito cardinalizio, per le nitcnzlere maggiore. D' allora in poi il

assoluzioni e benedizioni inarlivulo inor- martello e la cucchiaia si costumò rega-


tis. Nel voi. Vili, p. 267 e 3o.i [X, p. lare ai penitenzieri maggiori, ma talvol-

()0, ho narrato die nella cappella ponti- ti Papi diedero tali strouienli a qual-
i

ficia il cardinal penitenziere maggiore che sovrano, come del martello fece Leo-
nel giorno delle Ceneri (^.) le injj)one ne XII. Piilevai inoltre che Benedetto
;il Papa, senza mitra e senza proferire XIII fece pubblicare un editto dal peni-
la forinola, ed in sua assenza anche ai car- tenziere per richiamare gli apostati e i

dinali ed a lutti (pielli che hanno luogo religiosi fuggiaschi.Vedi Cohellio, Nof.
in cappella, quindi canta la messa; come cardiiialalwi cap. :')4, de sunimo poeni-
nel venerdì santo mattina vi fa la fun- tendano j De Lucagli card, piratico, cni^.
zione, nella quale anticamente pronun- 4?., del cardinal penilenziario. Latino
ziava pure il sermone o deputava allri, Latini, Epistole^ cougcUiire e osserv. rac-
essendo affidata a lui la chiavetta del s. colte da D.° IMaci i contro l' opinione di
i^epolcro; e come per l'anni versai io dei alcuni e particolarmente contro Melchior
fedeli defunti vi canta la messa. Ad An- CanOj il quale ne' Luoghi teologici t. i,

ni SANTI e a Confessore notai, die nel- par. 2, p. 32 5, pretese rigettare 1' anti-
la medesima cattedra de' penitenzieri chità del penitenziere maggiore.
maggiori i Papi talvolta e specialmente PENITENZIERI DI ROMA. Dell'o-
rcgli anni santi recarono a udire le
si rigine de'penitenzieri in questa metropo-
confessioni, in diversi tempi anche pe- i li, parlai a Penitenzere e Penitenziere
nitenzieri maggiori. Inoltre ad Anm san- maggiore. Nel pontificato di Giovanni
ti, a IMartello, ne'vol. II, p. 10 3, 118, XXII era penitenziere apostolico in Ro-
1 34, Vili, 2o5, 208, 209, XXXN'II, p. ma Pietro Raiiialucci da Corbara frate
28G, raccontai come il penitenziere mag- minore, che nel i328 Lodovico il Bava-
giore nell'apertura della porta santa por- ro iiìce Antipapa Nicolò {V). Papa V
ge al Papa il martello d'argento per a- Benedetto Xll nel i334 avendo saputo
prirla, dandogli questi tre colpi e due il in Avignone, che a Roma eranvi alcuni
penitenziere, ed appena i muratori han- sacrileghi, i quali dai pellegrini presi per
no tolto i cementi, i penitenzieri vatica- interpreti onde confessarsi, non solo non
ni cinti di grembiale lavano con isponge intendevano i confessori, né da essi era-
lostipile, indi asciugano; comenella chiu- no intesi, ma pubblicavano i loro pec-
sura il cardinale con grembiale consegna cati, trovavano costretti pel-
per cui si i

al Pnpa la cucchiaia d'argento, con la legrini a redimere col denaro il segreto


quale pone anch'egli la calcina e i mat- di loro colpe, ordinò al suo vicario e ve-
toni, aiutato dai penitenzieri in grem- scovo d'Anagni fr. Gio. Pagnotta agosti-
biale. Dissi pure,che Clemente VII nel niano, di procedere severamente contro
iSiS ad usare il martello d'o-
fu il i.° di essi. Ad eliminare si gravi abusi di-
ro (il martello però pel i.° l'usò Ales- poi provvide la s. Sede, ordinando che
sandro ^ 1 nel precedente anno santo, in Ptoma fossero penitenzieri di diverse
come quello che introdusse le porte san- nazioni e lingnej come di queste furono
te), quale donò al cardinal Pucci peni- benemeriti i Papi pel vantaggio spiri-
tenziere (onde aggiunse nel suo stemma tuale de' fedeli e delle scienze, lo notai
tre martelli), per iìnir d'aprire con altre nel vol.XXXVllI,p.25i 6 2 54- Dei pe-
percussioni porta santa; e che i pe-
la nitenzieri vaticani straordinari se ne ap-
nitenzieri minori vaticani perla i ." vol- prende l'origine almeno all'anno i338,
ta ne lavarono
imposte con acqua be- le come dalla bolla di detto Papa Benedet-
nedetta e nella chiusura aiutarono il pc- to XII, In agro dominicOt ai §§ 1 5 e 1 6,
70 PEIV PEN
Abl)iamo dal Piazza, Eicscvolo^io l'orna- mente affetti alla s. Sede. Ad Anni san-
ìio Irai. 5, cap. i5, del collegio de'peni- ti riportai le straordinarie facoltà che i

tenzieii delle Ire basiliche di Giovan- s. Papi compartiscono per assolvere i casi
ni, di s. PieUo e di s. Maria Maggiore, riservati ai penitenzieri minori, ed in tali
cioè Laleranense, Vaticana e Liberiana, Giubilei (f^-), pel gran concorso di Pel-
che in queste anlicamente erano chia- legrini {V-), si suole al numero ordina-
mali penilen/.ieri que' confessori, che u- rio aggiungere penitenzieri straordina-
divano pubblicamente in esse le confes- ri, previo esame della penitenzieria. I pe-
sioni, ed erano sacerdoti deputati dal nitenzieri delle basiliche Lateranense e
penitenziere maggiore e scelti da diver- Liberiana, nell'apertura e chiusura del-
si ordini religiosi, quali abitavano nei
i le porle sanie, assistono al modo detto
loro monasteri e conventi, ma questi es- pei vaticani a Penitenziere maggiore,
sendo distanti dalle basiliche, riusciva lo- ai cardinali legali deputati a fare le fun-
ro di grande incomodo e distrazione nel- zioni. Se il Papa pontifica in dette due
le cose del proprio istituto. Ciò avver- basiliche, i penitenzieri delle medesime
tendo s. Pio V, e perchè fedeli massi- i v'intervengono in camice (il Lunadoro,
me pellegrini e forestieri avessero sem- ediz. del i64'3, dice che allora assume-
pre in quelle chiese insigni , in qualun- vano la cotta), cingolo e pianeta del co-
que ora penitenzieri stabili ,
presso cia- lore corrente: i penitenzieri vaticani non
scuna istituì le seguenti Ire penitenzierie solo assistono ai pontificali che il Papa
apostoliche con collegi di religiosi, peri- celebra in quella basilica o altre funzio-
li in linguaggi diversi e dotti, non che ni, ma ancora a quelle delle cappelle Si-
sperimentati idonei a regolare le coscien- stina del Valicano e Paolina del Quiri-
ze, onde soddisfare ad ogni nazione, con nale, ed aCappelle PONTIFICIE notai qua-
case provviste del necessario. In esse sot- lisono le funzioni in cui intervengono e
to un superiore religiosi osservano
i le quanto li riguarda. I penitenzieri late-
loro regole, perquanlo il comportino le ranensi ne'possessi de'Papi, dopo il capi-
continue occupazioni del confessionale, tolo gli baciano il piede sotto al portico,
proiI)endo loro s. Pio V sotto gravi pene vestiti di colta : il Cancellieri notò nei
di ricevere limosine per qualsiasi pre- Possessi, che ciò incominciarono nel i 5go
testo; e questi si chiamano prnìlenzieri e che talvolta assunsero le pianete e ri-

minori, venendo deputati nell'offizio dal cevettero la medaglia. 1 penitenzieri va-


cardinal penitenziere maggiore, premes- ticani dalle mani del Papa nelle finizio-
so esame d'idoneità, dal quale ricevono ni ricevono in pianeta le candele, le ce-
le opportune facoltà e straordinarie al- neri, le palme, gli ognns Dei benedetti;
l' occorrenza. Talvolta il cardinale ri- ed oltre ai pontificali,intervengono an-
mette ai medesimi per l'assoluzione quei cora alla processione del Corpus Doniniiy
che confessa nelle basiliche, nella dome- alla canonizzazione, all'apertura e chiu-
nica delle palme, mercoledì, giovedì e sura delle memorate portesante: di quan-
venerdì santo, di che trattai, come del to riguarda il pontificio cadavere, poi ne
possesso che prende nelle loro peniten- parlerò. Leone XII fece loro le pianete
zierie, della bacchetta penitenziale e in- che ora usano: ne riporta la figura il Fa-
dulgenze annesse, a Penitenziere maggio- laschi, Gerarch. eccl. p. io5. Vedasi il
BE, 1 penitenzieri minori delle tre basili- p. Navar, Maiaiductio, dilucidalio faeul-
che considerano come i ConsuUori del-
si taluni rninorum poenilentiarioruin hasi-
le congregazioni (K), che non possono liearuni Urbis j ed il p. Siio da Piacenza

rimuoversi da Roma, dal loro ordine co- min. rif. penitenziere lateranense, Dilu-
me gli altri religiosi, come particolar- cidatio facuhaUun minoruni pociiiteiUia-
PEN PEN 71
Urhh^et praxìsexc'
rioriim hasìlicaruni Sotto Clemente XII, essendo in rovina
aUionnni ad Ulleras, ci racripla sacraa l'oialoiio e contiguo ediflzio , i peniten-
pofiìifentiariaej cunt instrucdonc pociii- zieri temporanea mente ne uscirono e quel
tcndarionini ordinarioruni ci cxtraoi'' Papa per 1' architetto cav. Fuga lo fece

dinarioruin, iGoq. ABeruetta


Romae restaurare. Quindi Benedetto XIV vi fe-

CLERICALE avvertii, che sebbene mendi- ce altri restauri e abbellimenti, massime


cniilijin dette funzioni l'adoperano pe- \ nelle piltuie, consagrandolo Gioacchino
nitenzieri conventuali e domenicani non , i Portocarrero patriarca d'Antiochia «'26
winori osse/vanti riformali. Vedasi Plet- aprile i'"47 3 onde serve ai penitenzieri
temberg, Notilia p. 1 74»'^'^ poeniltnlìa- di cappella privata. Le pitture dell' o-
rii minores; qiiot et qiialcs alunlur a ra torio nell'abside si dividono in due par-
snmmo Ponti/ice j a quo constituantur, li, superiore e inferiore. Nella prima e so-
ad quid ohligenlur j ubi ahsolvant. Del- pra ia tesliulinc o volta dell'abside vi è
la basilica di Paolo sono penitenzieri
s. il busto del Salvatore. Nella volta è il

i monaci Cassinosi (/^.), e quando venne cielo stellaloappoggialo sulla terra, in


sostituita quella di s. Maria in Traste- cui s'innalzano i4 monti, 7 per parte.
vere nell'anno santo, in questa Teseicita- In mezzo della volta e assistita da due
rono, mentre curato delia chiesa fun-
il angeli con (iaccola o verga in mano, siede
se l'ulFizio di penitenziere, ma in luogo in Irono la Beata Vergine coll'aureola iti

separato e senza bacchetta, Io che notai capo, tenendo colla destra la croce e in
nel voi. XH, p. 202 e226. Ora dirò del- seno il divin Figlio parimenti coronato.
le tre penitenzierie e collegi apostolici A'piedi della Madonna stauno genufles-
Lateranense, Vaticana e Liberiana. Las. si in abiti pontilicali con aureola e bar-
basilica patriarcale di s. Lorenzo fuori le ba, a destra Calisto II , a sinistra Ana-
mura non ha penitenzieri. stasio IV; e sotto tali piedi si legge: Prae-
Penitenzieri Lateranensi o di s. G/o- sidet aethereis Plrgo Maria choris. Inol-
vanni. Dissi già della generica origine dei tre nella volta sono dipinti bar-
in piedi e

penitenzieri di Roma: il Rasponi, De ba- bati, con abiti pontificali, benedicendo e


silica et paln'archio Later.j parla : poeni- coll'aureola rotonda, a dritta s. Silvestro
tentes recipiendi in ecclesia rilusj serva- I, a manca s. Anastasio I. La parte in-
batur tantum in Lateranense basilica. feriore è divisa dalla superiore con linea
Altre notizie si possono vedere a Peni- e questa iscrizione: Sustulit primo lem-
tenzieri vaticani. Il Papa s. Pio V nel pliim Callixtus ab imo, vir clarus late
1569 o ij'jo nella Chiesa di s. Giovan- gallorum nobilitale. Veruni Anastasius
ni in Lalerano (^.), istituì la penilenzie- potitus culmine sacro, hoc opus ornavit,
ria ed il collegio de' penitenzieri, quale af- variisque modis decoravit. Nel mezzo di
lido a 12 minori osservanti riformati questa parte sta in piedi in una nicchia
francescani di diversi linguaggi^ dando l'arcivescovo s. Nicolò inabili pontifica-
loro per abitazione l'antichissimo e ce- li e mitra, avente nella mano destra un
lebre oratorio di s. Nicolò di Mira o Ba- libro e nella sinistra il pastorale ) que-
ri, già nella parte più interiore del Pa- sta immagine non pare mai ritoccata.
lazzo Lateranense o Patriarchio {^•), Dal lato del vangelo in piedi benedicen-
come si ha dal p. Wadingo in Annales. do colla destra e tenendo un libro nel-
Fu fabbricato da Calisto li e ristorato l'altra, in abiti pontificali e mitra e lut-

da Anastasio IV, quali vi fecero dipin-


i ti barbati, sono s. Leone HI, s. Urbano

gere le immagini di diversi santi Ponte- II, s. Pasquale II e s. Gelasio II. Nell'i-
liei, e per due e più secoli servì di vestia- stessa forma dal lato dell'epistola vengo-
rio ai Papi, che vi celebravano messa. no rappreseatali s. Gregorio II, s. Alcs-
r-jl PEN PEN
Sandro li, s. Gregorio VII (sulla di lui le il collegio di questi penitenzieri si com-
barba non convengo per le ragioni addot- pone di 5 penitenzieri e del presidente,
te nel voi. XXXiljj). 2)2, pai laudo de- oltre due religiosi laici per assisterli 3 :

gli ultimi reslauii) e s. Vittore 111. Aven- sono perla lingua italiana, e gli altri 3
do parlalo in tanti luoghi di questo ora- per la francese, spagnuola e tedesca.
torio e celebrate pitture, era iudi>pensa- Penitenzieri Vaticani o di s. Pietro.
bile un cenno: del primo e delle secon- Oltre quanto di sopra ho detto generi-
de trattarono, il Sev,eraiio, iVemorie p. camente sui penitenzieri delle basiliche
562; Panvinio, De f^'ITeccles.j'iìaf,poiVì, patriarcali di Roma e di questi, prima
De hasilic. p. 285 e 348; Lambertini, De di parlare della penitenzieria e collegio
serv. DciWh. i, p. 363 ; Cajetanus /«r/- de' penitenzieri vaticani, riporterò cpian-
ta Gclasii II j Lucenti, De. t-piscopis 1 ia- to mi fu dato rinvenire degli anteriori
line; Da\Oa{\.o\iì,Hist. abb. Casin. p, i, penitenzieri della Chiesa di s. Pietro in
lab. lOj ed altri. Le descritte immagini Vaticano (^F'.),c\ìe Benedetto XI 1 dichia-
benedicono alla greca e alla latina, ed rò immediatamente soggetti alla s. Sede.
anche con mano aperta e alzaia. Inno- Sidone e IMartinelti benefiziati della me-
cenzo XII colla costituzione Roiìiamis desima, Della basilica di s. Pietro, lib. i,
."
Pontifcx, del i settembre i 72 i , Bull. p. 192, nel riferire che si dislingue dal-
Roni. t. I I
,
par. 2, p. 227 , concesse a le altre nell'amminislrare il sagramento
questi penitenzieri che godo- i privilegi della penitenza (lo toccai a Parrocchia),
no ministri provinciali del loro ordine
i riprodussero quanto scrisse il Panvinio,
fiancescano. Benedetto XIV consideran- il quale alFerma essere i penitenzieri va-
do clie il collegio della penitenzieria La- ticani più degni degli altri per le loro
teranense avea soli ^Go scudi d'annuo particolari e distinte prerogative, che ia
assegno, per cui i religiosi più dotti e di parte già indicai e delle altre lo farò qui
più merito ricusavano il penitenzieiato, appresso, quali alcune solo più tardi fu-
con la bolla Laboraiuìbus in i'iiica Do- rono accordate ai penitenzieri delle al-
mini, del i3 marzo 1747, Bull- Benccì. tre basiliche, ritenendo i vaticani di più
XIV^ t. 2, p. 117, gli aggiunse annui aulica isliluzione.In fatti rilevasi dal Bull,
scudi 200 dai proventi del sigi llatore del- basii. Fai. t. i
, p. 34^, che Clemente VI
la penitenzieria, ed altri 100 da quei su- nel 1352, colla costituzione Quamvis 0-
perflui della penitenzieria stessa, e tutte iini in Urbe, quando neile altre chiese
le sue multe ascendenti a circa 3o scu- non erasi stabilmente introdotta sì lode-
di. Perchè poi non sembrasse che nuo- il vole istituzione, e come nelle basiliche
vo assegno olTendesse in modo alcuno la Laleranense e Vaticana e nelle altre chie-
povertà religiosa ed evangelica de'mino- se di Roma eransi accresciuti i peniten-
li osservanti riformati, col moto- proprio zieri con particolari facoltà, in occasione
Decet ronianuni Fontificem, de'27 mag- del celebrato anno santo i 35o, richiamò
gio, loco citato p. 119, dichiarò che tale il primiero costume, due assegnandone
contribuzione si faceva ai penitenzieri a alla basilica Vaticana, uno istituendone
titolo di limosina. Grati i penitenzieri nella Lateranense, e rimovendo quelli
del restauro operato e deli' assegno ac- delle ai tre. CoU'andare degli aimi fu d'uo-
cresciuto da Benedetto XIV, nel 1746 po aumentare il numero de'penitenzieri
gli eressero memoria una lapide nel-
per delle !)asiliche, ma sempre fu maggiore
l'oratorio, ed altra nel 1750 nel propin- e piìi rispettabile quello della Vaticana,
quo Orlo: ambedue riporta il succitato Ap[)iendo dalle file de^ Papi, che Ur-
Cancellieri a p. ^09, avendo di essi par- bano VI nel 1878 creò cardinale il ro-
lalo anche a p. 322 e altrove. Alpresea- mano Ihiffini domenicano, già peuiten-
PEN PEN 73
zicie della Lnsilica di s. Pieiro e vesco- costiluì penitenziere minore nella basi-
vo d' Isernia, teologo dottissimo; e clie lica e per la nazione spygnuola. Ir. Gra-
Innocenzo VII nel i4o6 'u sepolto nella ziano di Villanova carmelitano. Nel de-
cappella di s. Tommaso, aulicamente co- scrivere l'anno santo i 5oo, celebrato da
mune alla tumulazione de'Papi, poi con- Alessandro YI, ricordai come abilitò i

cessa ad uso de' penitenzieri vaticani re- penitenzieri ad assolvere casi


vaticani i

di fica to questo ora tori oda Bonifacio \ III riservali al Papa (facoltà che in tali lem-
e restaurato da Aicolò V, Ai demolito nel pi in que'che non sono penitenzieri del-
iGo'j pel compimento della baMlica. In- le basiliche è sospesa); essendo poi nato
nocenzo VII nei i4o javea trasferito dal- ad essi dubbio sulla specie, Alessandro
la peiiitenzieria Laleranense a quella di VI colla bolla Caia in principio , de' 4
s. Pietro il p. Lorenzo di Sid)ina fiate marzo, determinò i casi ne' quali limitò
minore per onoiare
,
e pi emiare sì degno la concessione, escludendo: la congiura
religioso, distinguendolo col titolo di^c- contro di lui o lo stalo, la falsificazione
iiilciizicrc apoilolico nella basilica Vati- delle lettere apostoliche, il portare armi
cana. 11 successore d'iimocenzo V II, Pa- e altre cose vietate agl'infedeli, la per-
pa Gregorio XII, elesse 23 penitenzieri, cussionede'cardinali, vescovi, prelati e al-
cioè i8 per la basilica di s. Pieiro, 3 per tri superiori ecclesiastici. Bensì accordò
l'altra di s. Giovanni, e 2 per quella di ai penitenzieri la facoltà di ridurre le vi-

s. IMaria IMaggiore, mediante coslituzio- site alle 4 basiliche, cioè 5 ai forestieri

ne del i.° marzo \^o^, presso il Bull. e 7 ai romani, a condizione che doves-
cil. t. 2, p. G(). Da lultociò vuoisi rile- sero dare pel rislauro della basilica, jui- i

vare che nella basilica di s. Pieiro, risie- mi la quarta parte, secondi l'ottava di i

dendovi da tempo anticliissiuio peniten- i quanto avrebbero speso nel rimanente


zieri apostolici, forniti d'ampia straordi- de' giorni prescritti per lucrar le indid-
naria giui'isdizione, fosse aperto pei pec- genze del giubileo: anche Gregorio XIII
catori e peccati ancoia [)iìi enormi il tri- e altri Papi comparliiono ai penitenzie-
bunale della remissione e della peniten- li facollà di accorciale le visite delle ba-
za. A queste osservazioni i riferiti scrit- siliihe ai romani e forestieri. Giulio li
lori aggiungono, che se nella Vaticana a'23 aprile i5io dichiarò penitenziere
si fulminarono monitorii e scomuniche di s. Pietro, fr. Emico Jacobin. Clemen-
contro sovrani e contro vescoviconUuna- te VII nell'anno santo \5i5 accordò ai
ci,ed ove ogni anno si rinnovarono gli penitenzieri minori in s. Pietro, la facol-

anatemi espiessi nella celebre bolla in là di assolvere ogni peccato, compresi i

Corna Doinmi (ne feci parola anche nel casi riservati alla s. ijede. Sino al ponti-
voi. \ III, p. 295); se quivi dujique si de- ficato di s. Pio V i penitenzieri vatica-
cretava la pena, ragion vuole che vi si ri- ni furono sacerdoti secolari o regolari.
meltesse pure la colpa. Eugenio IV nel 11 Papa s. Pio V, prendendo partico-
i44^ notninò 11 penitenzieri vaticani, lare cura del sacro tribunale della peni-
periti nelle lingue per diverse nazioni; e tenzieria, e considerando che il collegio
nel 144S ^*^ce vescovo di Bagnorea jXi- dc'penitenzieri vaticani, perchè composto
colò Roggieri romano de' frati minori di preti del clero secolare e legolare, si

già due volte penitenziere vaticano, il regolavano con leggi diverse, li rimosse,
die si legge nel Bull. p. 100: da questo ne migliorò la condizione con onori e
inoltre si apprende, p. 2'jo, che Nicolò maggior stipendio, come si ha dal Petra,
V a' i4 marzo i447 *^''^^ penitenzieri De '•{icra poenitenliaria,pav. i,cap. 12.
vaticani fi". Cristoforo de Campo Coi;;n Quindi s. Pio V destinò a sì importante
edallri. Innocenzo ^ 111 a' 9 luglio 1488 ministero i gcsuili, come zelanti, eciiQ-
74 PEN PEN
canti e doU'i operai evangelici. Neislitm sarebbero scelti dal p. preposilo de' ge-
il collegio di i3, compreso il p. rettore, suiti, né che si potrebbero rimuovere
come sono tuttora, cioè due per la lin-
lo senza licenza del cardinal penitenziere
gua italiana, due per la francese, due per maggiore, alla cui giurisdizione
sono sog-
la spagnuola e portoghese, uno per la getti quanto all' uffizio, e meglio come
tedesca, uno per l'ungarica, uno per la riferisce il Piazza, Eusevologio romano
belgica e polacca, uno per l'inglese, uno trai. 5, cap. 23, del collegio apostolico
per uno per 1' illirica. JVe sot-
la greca, de'penitenzieri minori di s. Pietro; ed il

toscrisse nel i56q il relativo moto-pro- p. Sacchini, Hìst. soc. Jesti, lib. 6,p.
269.
prio o cosliluzione, ma per la sua mor- Il Venuti, Roma moderna p. 1088, de-

te restò in dataria non ispedito. Assegnò scrivendo questo collegio, dice che il p.
s. Pio V rendite al collegio de' peniten- Onorato Fabri francese gli lasciò la sua
zieri gesuiti , formò regolamenti per la biblioteca, e che nella basilica confes- i

sua direzione e loro concesse abitazione sionali di noce che appartengono a que-

sulla piazza Vaticana, ove al presente è sti penitenzieri, sono dalla parte sinistra,

la fontana sinistia, guardando la faccia- spettando quelli a destra ai penitenzieri


ta della basilica. Non essendosi ancora di altri ordini religiosi non formanti col-
stabilito il penitenziere per la lingua gre- legio: sopra tutti i confessionali un' i-

ca, lo effettuò Urbano Vili. Nel i656 scrizione indica la lingua cui apparten-
Alessandro VII die lacura di eleggere i gono. L'origine di detti penitenzieri di
j 3 sacerdoti, per la lavanda e mensa del altriordini probabilmente derivò dal
giovedì santo, ai penitenzieri di s. Pie- dovere penitenzieri del collegio, ne'pon-
i

tro: chi al presente li nomina lo notai tificali e succennate funzioni, interveni-


nel voi. Vili, p. 298,XXXVII, p. 98, 1
re ad assistere quelli che celebra il Papa,
XLI, 290. Volendo Alessandro VÌI
p. ed anche perchè è la basilica più fre-

rendere la piazza Vaticana degna del- quentata sì dai romani che dai forestie-

l'augusto tempio, prima di demolire gli ri, onde ne'principali tempi e feste del-
edilìzi che l'ingombravano, ed erigere l'anno essi debbono esercitarvi 1' uffizio
il sontuoso portico colonnato, diede al di penitenzieri godendo le stesse facol-
,

collegio de'penitenzieri il palazzo incon- tà, prerogative e privilegi de'penitenzie-


tro a quello ora de' Torlonia in piazza ri del collegio. Questi penitenzieri di al-
Scossacavalli, già de'Madrucci e del car- tri ordini sono i4:CÌoè due carmelitani
dinal Gio. Battista Pallotla morto nel
, dell'antica osservanza, due minori osser-
1620, e vi hanno la loro cappella. Quin- vanti, due carmelitani scalzi, due mino-
di a supplire alla non spedita bolla di e- ri riformati, due scolopii, due serviti, un

rezione del collegio, nuovamente l'eres- cappuccino edun agostiniano scalzo. Cle-
se con la bolla In apostolicne dignitalis, mente XIV violentato dalle infelici cir-
de'22 febbraio iGSg, Bull. Roni. t. 6, costanze de'lempi, con ripugnanza e do-
par. 4, p- 280 pienamente lo confermò,
; lore del suo animo, nel 1773 soppresse
prescrivendo tutlociò che riguardava la la veneranda compagnia di Gesù, quin-
residenza, l'uflìzio, il numero prescritto di prima di morire concesse il collegio
de'penitenzieri e le rendite; ed in luogo de' penitenzieri vaticani (e quello di Lo-
degli 80 scudi d'oro mensili che gli pa- reto che i aveano ricevuto da Giu-
gesuiti
gava la camera apostolica gli stabili ,
lio III), ai suoi antichi confratelli «««o-

quanto dissi nel voi. I, p. 248. Oltre a ri coni'enliiali, colla bolla MiseraCor Do-
ciò, Alessandro VII ricevè il collegio sot- ììiinu9, 4 id. aug. i 774j che tuttora con-

to l'immediata protezione della s. Sede servano, sebbene nel i8i4 l'iniMoi'f'de


e di s. Pietro; dispose che peniteuzieri i Pio VII ripristinò la compagnia di Gè-
VEN P I-: IV 7 T

sii. Da! Palazzo AposloUco (''.), prima mente VIIT, ceduto il resto dell'ahilazio-
i peiiilcnzieri aveaiio la parte di pane e ne e la chiesa di s. Pudenziana ai cisttr-

vitio. Appena è morlo il Papa, i peni- citnsi foglianti, il collegio invece ricevet-
tenzieri vaticani ne lavano il cadavere, te la casa e il giardino incontro la basi-
quindi reslanoa custodirlo, recitando l'nf- lica, già del canonico della medesima
iiziode'defunli, e l'acconipagnano dal luo- Ippolito Scarza, di cui restò in possesso
go dov'è morto alla basilica \'alicatia, su eridusse[)ei penitenzieri Denedelto XIII
di che si può vedere il voi. XX.VI1I, p. domenicano, colla bolla Emana runt^tlei
41 e i luoghi ivi citali. Alla penitenzie- \5 luglio 724, Bull. f.
1 i,p. 33 ,C(jn- I I

ria Vaticana sono unite quelle di Asisi fermò il decreto della congregazione del
eLorelo, dicui feci parola a I^emtenziere. concilio, sull'autorità del priore del sud-
Peni temieri Liberiani o di s. Maria detto convento sopra i penitenzieri del-
JÌIaggiore. Prima di pailare delle altre la basilica Liberiana, e poi di sua pre-
due precedenti penitenzierie apostoliche senza onorò la [lenitenzieria. Questi pe-
di Roma, nel dirne l'origine accennai nitenzieri non hanno altro obbligo die
ancor questa e quanto la riguarda per le di confessare in lingua italiana: nell'an-
pontifjcie funzioni, mentre a Pemte.\zie- no santo si aggiungono loro 8 peniten-
r.E MAGGIORE parlai quando si reca alla zieri straordinari, pure domenicani.
loro penitcnzieria. Si rileva dal de An- PEMTENZIERIA APOSTOLICA ,

gelis, M. HJ. dcpcenitenliai'iis^


Basilica s. Sacra poemtcntiaria apostolica. 11 pri-

p. 1 06, che Eugenio IV a" g ajirile 43 i 1 i mo tribunale della s. Sede, presieduto


vi puse per penitenzieri idomeni-Irati dal cardinal Penitenziere maggiore (^F.)^
cani. Il Papa s. Pio V domenicano isti- ufllzio e residenza della penitcnzieria, ca-
tuii il collegio e penitcnzieria de' peni- mera poenitentiaria. Dell' origine della
tenzieri della Chiesa di s. Maria AJag- penitcnzieria ho parlato ne' relativi ar-
giare (Z^-), e con la bolla Pro nostri imi.- ticoli come a Pexitenziere, Penite.\zie-
«em,del [."settembre i56S,Bull. Roni. RE MAGGIORE, PENlTENZIEm DI RoMA, e lo-

t. 4, 34, l'adJdò ai religiosi do-


pai"- 3, p. ro penitenzierie apostoliche e collegi sog-
menicani, che assoggettò al provinciale getti alla sacra penitenzieriaj cosi dell'ec-

della provincia romana o sia al priore cellenza e autorità di questo antichissi-


del convento di s. Maria sopra Minerva, mo tribunale, principale organo della se-
"volendo che fossero di diversi linguagqi. de apostolica del foro interno della Pe-
Gli applicò per sostentamento pai (e delle ìutenza (F^-). Essendo antichissima la di-
rendite dell' abbazia di s. Maria delle sciplina de' casi riservali al Papa, come
Macchie di s. Ginesio (ne parlai nel voi. dissi a Pe.mte.nziere, antichissima pure

XLj p. 2g7 e 2r)8), cioè l'assegnò a det- è l'istituzione della penitenzieria : il Ber-
to convento, con l'obbligo di sommini- nini, Isl. dell' eresie, \i\ riconosce dall'ope-
strare a 6 penitenzieri e 2 conversi per rato da Papa s. Cornelio contro nova- i

aiutarli,annui scudi 3oo. Per abitazione ziani, che vedendo allo scisma congiun-
concesse ad essi quella con giardino presso ta l'eresia, imperocché impugnando la
la chiesa dis. Pudenziana, che loro con- confessione e remissione de' peccati, ab-
segnò per custodirla, dismembrandola battevano tutta la religione, notificò gli
dal capitolo e mensa Liberiana. Ma essen- errori a tutti i vescovi perchè celebras-
done poi da Sisto V diroccata porzione sero concilii per condannarli con trasmet-
per ampliare la strada pubblica, die in terne a P\.oma le decisioni, e due egli ne
compenso ai penitenzieri le rendite del convocò in Roma, in cui scomunicò sos- i

canonicato teologale della basilica. Ve- tenitori dell' eresia, questa condannò e
nendo poi da Sisto V, altri dicono du Cle- chiamò nuovamente a penitenza i fède-
-6 PEN PEiX
li, volendo che si esponesse il fallo di- decretò che in sede vacante sempre agis-
sti nt;i mente in (òrma di su [ipliclie, le qua- se il tribunale della penitenzieria. Narra
li furono dette caiiones poeinlenliales, e il Marini, y^/r/uVrir/', t. 2, p. i44j che pri-
forse, dice il Bernini, in nulla diireriscono ma di Clemente V del i3o5 il uimiero
da quelle che in gravi casi da tulle le degli scr'iltori della penitenzieria era in-
parti si presentano alla sacra penilenzie- certo, e fu allora stabilito a 12, parendo
lia di Roma, siccome a lei riservale priva- a quel Papa che più non ci si potessero
tivamente per la s. Sede. Quando un pe- mantenere decentemente. Non ostante
nitente ha bisogno di ottenere dal P;ipa però tal decreto, coli' andar degli anni
una dispensa o V assoluzioiie di qualche costoro si moltiplicarono a tanto, cheMar-
censura, che riguarda il Irihiuiale della lino V del 141'j ordinò che a soli 1^
penitenzieria, in 'orma d'inienioriale può fosse il loro corpo ridcjtto. Nicolò V del
^crivere egli medesimo o far scrivere da i447 ''^*'*^^'"o^o
)
niantenere questo <^''

Tin altro, in qualunque lingua, con hre- numero, ed obbligato dcdl'altra parte per
Mlà e chiarezza, al cardinal penitenziere sue buone ragioni a riconoscere 8 di quei
maggiore del Pontefice, specificandogli che Felice Y avea nominati durante il
la cosa per cui desidera la dispensa e le suo breve antipapato, fece una bolla che
lagioniche ha per domandjrIa,edil caso trovasi nel suo registro. Inoltre il Mari-
di cui domanda l'assoluzione. Non è ne- ni riporta altre nomine di scrittori della
cessario d'indicare il proprio nome, uè penitenzieria, ed a p. i3q un breve del
quello del paese, ma basta assumoie il i4j5 di Calisto IH a certo Goltifredi
nome di supplicante; per esempio il sup- lìiag'siroin nìecìicina, poeiiileiiliariae no-
plicante ha fatto voto di castità per[)e- strae scriptori, el familiari nostro salii-
lua, ec. ha fatto voto di religione o di
, tciìi. Benedetto XII in Avignone pubbli-
castità pei'petua ed in seguito si è ma- , cò la bolla In agro clominico universali
ritalo ec, ha battuto gravemente un sa- erclesiae operarii, degli 8 aprile i338j
cerdote, e per questo delitto è incorso Bull. Reni. l. 3, par. 2,p. 25g, con la

nella scomunica, n'è assai dolente epen- quale prescrisse gli statuti e le leggi pel
lilo e ne domanda umilmente la dispen- buon regolamento della penitenzieria a-
sa o l'assoluzione; quindi si nota l'indi- poslolica e de' suoi ufliziali, e la forma

rizzo di colui al quale la risposta dovrà del giuramento che dovrebbero prestare.
essere mandata, dicendo : vostra eminen- Sisto IV emanò la bolla Quoniani non-
za avrà la bontà d'indirizzare la sua ri- ìiiilli, de'q maggio i4'^4. '^"^^- ^oni. t.
{•posla a N. dimorante in conliada N. 3, [lar, I
, p. I Hy, in cui dichiarando l'au-
«Iella città e provincia IN. Bisogna altresì torità del penitenziere maggiore, diverse
indicare il nome e le qualifiche del con- regole prescrisse alla penitenzieria. Al-
fessure, al quale si desidera che venga tre bolle spedite a! sommo penitenziere
indirizzata la lettera re.-ponsiva della sa- e concernenti pure qiieslo tribunale, a
tra penitenzieria, per esser posta in ese- quell'articolo citai. Paolo 111 del i534,
cuzione. Colui al quale è indirizzata una nulla ommetlendo pel bene della Chiesa e
lellera della penitenzieria,non può inca- per estirpare alcuni abusi che si erano
ricarne un altro per eseguirla, ma deve introdotti nel tribunale della penitenzie-
eseguirla egli medesimo nel confessiona- ria, foimò una congregazione composta
le, dopo aver ascoltata la confessione del dei celebri cardinali Cara/a, poi Paolo
penitente. Di tutto traila il p. IS'avar. IV, per piefello, Santacroce, Cresccnzi,
JNci citali articoli descrissi le provvi- Polo e Ardinghellij e de' prelati Luigi
denze pontificie per i penitenzieri e la pe- Ardinghelli vescovo di Fossombrone, Ca-
nitenzieria, e come Gregorio X neh 2^4 podilerro datario, Fabio Pellegrini reg-
PEN PEN 77
_

genfedella penitenzieriajFilippo Ardila- il f liso ; con la liolla In omnibus rebus,


(o Tescovo di Eouiges e vicario di Ro- de' 18 maggio, loc. cil. p. 62, riformò la

inn, come si ha dali'Oldoino, Adilit. in penitenzieria ed i suoi uffiziali; con la


Ciaccolilo 546. La congregazio-
t. 3, p. bolla Ut bonus, dello stesso giorno, loc.
ne ebl^e incombenza di estinguere e por- cit. p. 64» ''"l'iì^ Iti facoltà del peniten-
gere rimedio a ciò che nel liibunnie a- ziere maggiore e de'suoi ministii; e eoa
vesse Ijisogno di correzione. La bolla che altra bolla di detto giorno, 7/i ertrawz re-
poi formò Piiololll, la pul)blicò Giulio rum, loc. cit. p. 65, trasferV nella can-
IH, come notai a Pemtenziere maggiore. celleria apostolica gli scrittori e procura-
Pio IV conia bolla In sublimi b. Petri lori della penitenzieria, ed istituì gli scrit-

solio, de'4 maggio 1.562, Bull. t. 4j par. tori e prociuatori delle lettere di mino-
2,p. I 16, riformò con ottime disposizio- re grazia. Il de Luca notò, che per ta-
ui la penitenzieria.il de Luca, Del card, li disposizioni le facoltà del tribunale si

pratico, cap. 4^» ^<'^ card, penitenziere restrinsero al foro interno, alle dispense
e de suoi officiali, ministri a tribunale, d'irregolarità o altri impedimenti occul-
osserva, che la grande autorità del peni- ti, ed anco alle dispense matrimoniali so-
tenziere maggiore continuò sino a Pio pra impedimenti parimenti occulti, poi-
IV, il quale per la riforma della curia ro- ché i pubblici passarono alla Dataria ed
mana voluta dal concilio di Trento, dai secondo le specie; restando qual-
ai 5/ct'/,

principi e popoli , ricevè notabile dimi- che parte dell'antica podestà sui regola-
nuzione e riforma , togliendogli molte ri pel foro esteriore. Urbano Vili collii

facoltà, onde il penitenziere faceva una costituzione Beginiini, de' 17 settendjre


significante parte di quelle spedizioni che i634j riferita dal Nicolio, Lucubrat. p.
poi si eseguirono dalla Dataria e dai 2, lib. 5, tit. 39; Innocenzo XI 1 con \.\

Brci'i, coù nelle dispense matrimoniali, costituzione Romanus


Pontìfcx , de'
come nelle altre dispense sull'età e legit- settembre iSc^i, Bull. t. c), p. 265,pre-
timi natali, sopra l'irregolarità e alti i scrissero nuove norme al tribunale e le

impedimenti pegli ordini e benefizi; non facoltà del penitenziere maggiore; altre
che sul concedere il beneplacito apdslo- provvidenze si hanno di Clemente XII
hco nelle alienazioni de'beni di chiesa, nel- per la bolla j4pnslolatus offìciuin. Final-
leconfeimazioni apostoliche e altresimili mente benedetto XIV nel 1744 con la

pubbliche spedizioni, laonde sia per gli bolla Pastor Boniis^ de'i3 aprile, Bull.
emolumenti, come per occasione di gra- Bened. XI F , t. i
, p. 3 1
q, determinò di-
tificare ben affetti, sino allora si con-
i stintamente le facoltà del cardinal peni-
siderava il penitenzierato maggiore la pri- tenziere; e con allra. In Apostolicae,^.
ma carica di corte. 11 successore s. Pio 33o, dichiarò i doveri degli ufllziali del-
V molte leggi emanò sul tribunale: col la. penitenzieria , ne stabìh il numeio e
moto- proprio Cum sicut accepinius, dei il modo di eleggerli, non che doveri di i

5 dicembre 566, Bull. cit. p. 824, sot-


i detto [leuitenziere, cui confermò la ren-
to pena di falso, ordinò a'procuratoii del- dita di I 00 scudi d'oro al mese, cioè 1 65
ia penitenzieria di esprimere la verità scudi d'argento, assegnati da Innocenzo
nelle dispense matrimnniali e altre gra- XII e Clemente XI; come ancora 2J
zie che s'impetrano dalla penitenzieria; scudi simili al reggente, i5 al datario,
col n\u\o-^vo\i\\o Cum sicut accepinius, al correttore e al sigillaltue, 10 al teo-
del I 56f), Bull. t.
4, par. 3, p. 54, de- logo e al canonista, 12 al pro-sigillatore,

cretò pene contro gli scrittori, .sollecitatori e 6 agli .scrittori. L'attuale onorario di
e altri offiziali di penitenzieria, se nellf tulli ì coaiponenii il tiibuiiale si legge
dispense matrimoniali avessero esposto a p. {\'] della Statistica di tutti ^Vimpic-
78 PEN PEN
ghi (iella V. Sede del i
849- Nel voi. XIX, minori, e vengono nominati dal cardina-
p. I 18, pollai ilella divisione delle tua- le ed eletti dal Papa; gli altri sono uHi-
leiie spettanti alla penitenzieria , da quel- ziali minori e ministri, e tanto questi che
ledella dataria e de'brevi, fatta nel i74'^j ' pi'inii non possono ricevere premio, né

( d a Penitenziere maggiore, delle attua- mercede alcuna, perchè le spedizioni del


li sue facoltà. tribunale sono tutte gratis, essendo essi
Gli ofllciali e ministri di questo tri- stipendiali eon gli emolumenti che si
bnnale sono di diverse sorti: il Cohellio pagano in cancelleria per le dispense ma-
tratta delle lo!o iiicumbenze e delle qua- trimoniali di minor grazia, e però il si-
lità che si richiedono massime ne' prin- gillalore quando si firma mette la for-
\\ Pleiìemheig, De poenilcn-
c\pa\'\, COSI wo\a: gratis ubiqiie. Per la spedizione
de offìcialcs s. poenileiitiariae.
tiaria, et delle dispense vi sono procuratori spe-
Alcuni de'principali, dice De Luca, fan- dizionieri addetti, come quelli della da-
llo figura come di congiudici e di con- laria e cancelleria, i quali non hanno in-
sulloii col penitenziere, per cui si soglio- gerenza alcuna nel tribunale, solo procu-
no congregare con esso e in suo palazzo rano le grazie, assistendo vescovi o par-
due volleal mese, e questa adunanzachia- ticolari, che rappresentano avanti il tri-

iiiasi la segnatura della sacra peniteli- buiialemedesimo, e de'quali feci cenno


zieria, che nella settimana santa per an- a Dataria e altrove. Il tribunale pertan-
tichissima consuetudine ha pur luogo to della s. penilenzieria apostolica, oltre
nelle penilenzieiie delle basiliche, del cui il cardinal sommo penitenziere o peni-
accesso col tribunale parlai a Penitey- tenzieremaggiore, si compone de'seguen-
ziERF MAGGIORE e succcssivo intervento ti ofliziali maggiori e minori, lutti eccle-
alle patriarcali. In altri due giorni poi siastici , tutti aventi il sigillo di confes-
ci'ogiii settimana si spediscono gli affari sione, per cui fanno apposito giuramen-
men gravi dal solo reggente, presso il qua- lo in mano del penitenziere maggiore,
le si congregano i ministri minori, facen- con forinola che riporta Pleltemberg, De
dosi pi ùo meno frequente secondo le con- qffìciales s. poenilentiariae.
tingenze de' negozi, per esaminare e ri- Reggente. Il i.^olliciale della penilen-
sol vere, se le dispense, assoluzioni e altre zieria, suole essere uno de'più degni pre-
grazie che si domandano, vanno conces- lati della curia romana, per antichissi-
se e in qiial modo; dappoiché non solo ma consuetudine sempre delfillustre ce-
s'imploiano dispense e assoluzioni occul- to degli uditori di rota , ed ordinaria-
le di foro interno , ma eziandio le asso- mente il decano de'medesimi o uno dei
lozioni d' alcune censure ]uibbliche del più antichi per anzianità tra'medesimi,
furo esterno, come la percussionede'chie- insignito negli ordini sacri maggiori ; al
liei, quando i percussori non recansi in presinte è mg.' PielroGiuseppe d'Avel-
Roina, secondochè dai sacri canoni vie- Iny-ISavarrospagnuoIo, elettoda Grego-
ne ordinalo, ed in questo caso si esami- rio XVI quando era 2.° uditore di rota
na in segnatura, come tribunale, per am- o sotto decano, mentre attualmente è il
niellere o rigettare le scuse per giusti- decano. Il reggente, dice il De Luca, è
ficaie gl'impedimenti dell'andata in Ho- come un vicario generale del cardinal
ma. I primi sei ofliciali maggiori non .so- penitenziere, per cui concede molte as-
lo figurano quali congiudici e consiglieri soluzioni e spedisce diversi negozi da sé
del sommo penitenziere, e per lo piìi pre- solo, senza partecipazione del penitenzie-
lati qualificali per dollrina, virtù e spe- re o della congregazione o segnatura;
rienza; ma secondo il Lunadoro diconsi yale a dire spedisce quelle materie ordi-
penitenzieri maggiori per dislinguerli dai narie, cui non avvi difllcoltà di conces-
PEN PEN 79
sionc, ovvero che dc'hbonn ncgorsi ; le le e le formole prescritte dalla penileu-
cose dubbiose riferisce al canliriiile e poi zieria, ene fa nota nell'estrema parte dei
si discutono accuratamente in segnatura. memoriali, sottoscrivendo le lettere del
Due volte la settimana segna di sua ma- penitenziere col suo nome e cognome.
no i memoriali e li consegna ai 3 procu- Il Morcelli qualificò questo ofliziale mag-
ratori o siano segretari della penileuzie- giore, Praepositus lihellis pociiilciilinrii
ria, ed allorché fa d'uopo sottoscrive in recognosctndis. Sigillatore. Altro prela-
vece del cardinal penitenziere decreti o to che custodisce il sigillo jìubblico del-

col rescritto, y?(7f in forma, se trattasi di la penitenzieria, e sottoscrive dopo il cor-


affari facili ; o con altro rescritto, fiat de rettore le lettere del sagro tribunale; io-

spccifili, se l'interesse ha richiesto varie di dopo averle sigillate col sigillo le in-

osservazioni e diligenze; o finalmente col via ai procuratori o spedizionieri. Sicco-


reseli tto,^«; de exprcsso,N. N. Regens, me nel i56q colla summentùvatu costi-
allorché la cosa viene conchiusa dal Pa- tuzione In earum rerum furono sop- ,

pa, cui si reca a udienza ,


per impotenza pressi i due collegi degli scrittori e de'pro-
del cardinal penitenziere. Clemente XII curatori della penitenzieria, e trasfeiili
per distinzione concesse al reggente del- alla medesima col nuovo titolo di pro-
la penitenzieria l'uso del fiocco di seta curatori e di scrittori di grazia iiùnore^
verde al cappello, come registrai nel voi. allo stesso sigillatore incombe la cura del-
IX, p. iq8. 11 Morcelli chiamò questo pri- le spedizioni che facevano due collegi;
i

mario ofììciale Siimnii magìstri criin.


, di più a lui tocca il custodire i registri
expiandi, adiutor a rcscriplis. Diversi delle scritture, al quale impiego vi suppli-
reggenti furono decorali della dignità sce il pro-sigillalore. Sottoscrive dopo il
cardinalizia, così moki degli altri u/ìl- correttore le lelteiedel penitenziere: Gra-
ciali maggiori, dalai i, canonisti, corret- uhique N. N: Sigillator. Segretari tre.
tis

tori e sigillalori, ed alcuno anco vivente. Hanno cura della distribuzione de' me-
Teologo. E sempre un religioso della com- moriali, dopo averli riferiti alla congre-
pagnia di Gesù, ed oltre lesue particolari gazione e segnatura e speditesi le lettere.

attribuzioni, è il consiglieie in sacra teo- La cassetta per licevcre le suppliche è


logia del cardinal pciiilenzieie, ne' casi presso la residenza del cardinal peniten-
più difficili. Nel secolo passalo lo furono ziere, del reggente, del sigillatole e del
i
pp. Alfaro SparvieiijCaravita (diverso sacro tribunale. Pro-sigillatore. Coadiu-
dall' istitutore dell' oratorio omonimo), va il sigillatore in diversi uffizi : nel i8o8
Turano, Koceri, Angelis, Stopponi non il cardinal Antonelli conferì la carica al
gesuita, e gli ex gesuiti Eolgeni, ISIari- celebre erudito Francesco Cancellieri ,

novich, Giorgi, Alfonso Muzzarelli : ri- com'egli slesso rimarcò nel Ctnolaphiuni
juislinata la compagnia fu l'atto teologo che fece a quel porporato, stampò e il-

il p. Zauli, ed ora lo è il p. Zecchinelli, lustrò con note. Archivista e cappella-


celebre predicatore, avente per coadiu- no. Scrittori quattro. Sono ammessi per
tore il p. Cornelio Van-Everbrotck. Da- concorso all' uffizio, che si deve tenere
ta rio. Ne feci cenno nel voi. XIX, p. i6o. innanzi al reggente e al correttore, se-
Canonista. Oltie le sue particolari iu- condo Plettemberg, essendo loro offi-
cuuibcnze, è il consigliere in sacri cano- cio scrivere le lettere della penitenzieria.
ni dtl caidinal penitenziere, ne' dubbi Scrittori so})r annumeri sei. Distributore
{)iù complicati. Correttore. Questo cor- delle materie. Registratori due. Compu-
rettore o revisoie esamina, rivede e cor- tista. Portiere. Del sacro tribunale della
regge le suppliche de' procuratori e se- penitenzieria apostolica tiattarono i no-
gretari, cioè se sono a seconda dello sti- minali scriltori e altri citali a Pé.mte.v-
,

8o PEN PEN
zrERE MAGGIORE, iion clie, Tiburlii ]\;ivni- lati ve possono leggere a Car-
erudizieni si

min. oss. rif. oiim poenit. in basilica Ln- ta,Pergamena, Diploma, Lettera, Ce-
tcr.: J\Ianu(luctio adpraxini cxccntionis reo PASQUALE, Lettere epistolari. Dit-
lilerarum sacrae poenilentiariae, Komae tici, LixGUA, Stampa. A'suoi luoghi pu-
1714- Vincentii Pelra poi cardinale e ,
re dissi, come nel concilio generale Vili
penitenziere, De sacra poenitcntiana a- di Costantinopoli,loq vescovi sottoscris-
posloUca, Womsi 1712; ma solo la 1/ sero condanna con penna intinta nel
la

jìarte puljblicò. sangue di Cristo, ad esempio di Papa


PEiNNA, Calamus. Sliumentocol qua- Teodoro I quando condannò Pirro mo-
le si scrive, o sia di penna d'uccello oiii nolelita, e si praticò poi nella pace tra
altro. Gli antichi si servirono per iscri- Carlo Calvo e Bernardo conte di To-
il

vere di stili , e lo facevano su lavoletle losa; altri esempi li liporta Pagi, in Brev.
intonacate di cera, o con piccola canna lìom. Pont., in vita Tkeodori. L'impera-
o V intercodio d' una canna, servendosi tore greco sottoscrisse il concilio di Fi-
d'inchiostro o di minio o di altra tintu- renze con penna intinta in inchiostro
ra qualunque, Donati, Dediliici^. 24,
li rosso all'uso degl'imperatori greci. Ales-
dicendo degli strumenti che usarono gli sandro VI divise con un sol trattodi pen-
antichi per scrivere, nomina gli stillo gra- na sulla carta geografica, le conquiste fat-
fi, che i pili antichi talora erano grandi te dalla Spagna e dal Portogallo sull'A-
quanto icollelli, chiamati citlicUi seripio- merica : di questa memorabile linea par-
ni, alti anche a ferire, per cui furono laine'vol. H,p. o, e XIV, p.236. Ales-
I

vietati quei di ferro e introdotti d'osso; sandro VII finché vi.sse conservò gelo-
se ne fecero anche di metallo. Tali stili samente la penna con cui da prelato a-
da una parte erano appuntati per l'or- vea firmalo il famoso trattalo di Mnnster
mare le lettere e piatti dall'altra percnn- e Osnahrilck: dopo la sua morie tal pen-
celiarle. Portavansi insieme alle tavolet- na fu sospesa in una cappella di s. Filip-
te su cui scrivevasi, in astuccio appesi po alla chiesa nuova ds' filippini; come
alla cintola. In oriente vi sono de'[ìopo- fece Giusto Lipsio della sua nella cap-
li che si canne per iscrivere,
servono di pella della Beala Veigine di Hall. Leo-
poiché le canne sono adatte per iscrive- ne Allazio si servì per 4o anni continui
re l'arabo, così pure per dclineare ca- i della stessa penna, e quando la perde ne
ratteri delle lingue indiane ,
principal- rimase inconsolabile, stentando a tratte-
mente del sanscrilto. h' Egitto (/^.) for- nere le lagrime, come narra Mabillon,
niva ai romani i calami o penne, quan- Itili, hai. p. 60. Vedasi Davidis Clerici,
to il papiro sul quale si scriveva. Si pre- Laiulespennae, interejusdem Orationes
tende che Isidoro, fiorito prima del VII p. 94. Il Marini, Archiatri i. 2, p. 12I)
secolo, pel primo abbia parlato delle pen- riferisce, che gli scriniari pontificii veni-
ne,come strumento inserviente alla scrit- vano dal Papa investili della loro carica

tura; onde si crede che le canne e le per pelili ani et calaniariuni; e che il car-
penne fossero impiegate simullaneamen- dinal Rodolfo da Carpi legato in Fran-
te per alcuni secoli, ma che finalmente cia ebbe da Paolo III, agli 8 gennaio
,

nel secolo X ebbe a prevalere l'uso del- i53y, un breve facoltativo per creare
lepenne e furpiesto esclusivamente adot- due o tie notali apostolici, investendoli
tato almeno in Europa. Si fa quindi uso per pcnnani et calaniarc, e questi man-
per iscrivere non solo delle penne d'oca, dare poscia in Inghilterra a pubblicar
ma di quelle ancora di cigni struzzi ,
solennemente le notissime censure. Ab-
corvi, gallinacci e di molti altri uccelli, biamo di Rlartoielli, De theca cala-
come pure di acciaio o altro metallo. Re- maria.
PEN PE N 8
PENNA BILLI. Cina con resilienza chiesa parrocchiale di s. Panfilo vedova-
vescovile. V. Mote Feltro. siil marmo ora trasportato nel palazzo

PENNAFIEL o PEGNAFIEL, Pt-na- municipale, che indicava leantiche acque


frla. Città di Spagnn nella Castiglia vec- minerali esistite pi ima dell'era volgare,
chia sul Duero, a io leghe da Vallado- dette aqnn Ventina, ed aqua Vi riunì nel-

lid. Vi fu nel i3o2 celebrato un concilio le due celle, e somiglianti a quelle di Cuti-
dal i.° aprile ai i3 maggio, presieduto lia ne'sabini. Vitruvio ne lodò lequalità

da Gonsalvo arcivescovodiToledo e suoi medicinali in dedicare i suoi libri d'archi-


sulìVaganei. Si pubblicarono i3 articoli tettura ad Augusto. MuzioPansa, medico e
per reprimere gli abusi de'concilii di quel poeta valentissimo pennese, bibliotecario
tempo, il concubinato de' chierici, le u- di Sisto V, parla di questesmarrite acque.
sure, ec; venne tra le altre cose ordina- Presso la cattedrale, nella valle formata
to il canto quotidiano ad alta voce della dal Colle Romano, nel 1 826 si scuoprì il

Salve regina, dopo la compieta ; che il serbatoio, di figura ottangolare bislunga :

pane destinato ad essere consagrato do- se ne mediante canale si for-


fece l'analisi e

vesse farsi alla presenza de'preti o di al- mò la nuova fontana de' Bagni, che ri-
tri ministri della chic'^a; e di pagar la de- tornano a prendere l'antica celebrità. Ab-
cima degli acquisti legittimi ,
per rico- biamo di Vincenzo Gentili, Dell' acqua
noscere supremo dominio di Dio. Reg.
il Ventina et Virìuni di Città della Penna,
t. 28 ; Labbé t. i Arduino t. 8.r ; Napoli 1833. Altro illustre pennese fu
PENNE (Pennen). Città con residen- il famoso giureconsulto Luca di Penna,

za vescovile del regno delle due Sicilie, per non dire di altri. Vano è il rintrac-
nell'Abruzzo Ulteriore primo, capoluo- ciare la fondazione di Penne o Civita di
go di distretto e di cantone, posta nei Penne, Pinna Vestina, diversa da Pen-
confusi confini dei vestani e de'marucci- na Fucense o de'Marsi, essendo assai re-
ni, su due colline fra gli A pennini, ba- mota; fu decorata di belli edifizi e soc-
gnate dai flumicelli Tavo e Sino, che dal corse i romani contro i cartaginesi, ma
monte Corno scaturiscono e sboccano Siila la distrusse nella guerra civile. Car-
nel Salino maggiore, a 8 leghe da Te- lo ÌMagno la dichiarò capo della provin-
ramo e circa 5 da Chieti. Rinchiude qual- cia, econ diversi dominii l'assoggettò al
che bell'edifìzio. come l'antica cattedrale vescovo, l normanni, che vi scacciarono
e il prossimo episcopio. La cattedrale è de- igreci ed saraceni, vi fondarono il re-
i

dicata a s. Maria degli Angeli, e sotto l'in- gno poscia detto delle due Sicilie: Rug-
vocazione di s. Massimo levita e martire giero I dopo la prigionia d'Innocenzo 1[
patrono della città, il cui corpo con quello fu riconosciuto re e dichiarò Penne cit-
de'suoi compagni martiri edelb. Anasta- tà reale. Carlo V nel maritare sua figlia
sio vescovo ivi si venerano. 11 capitolo si INIargherita d' Austria gliela diede per
compone di 3 dignità, i." l'arcidiacono, dote con titolo di ducato, onde passò ai
l'arciprete e il primicerio, di 1 1 canonici Farnese duchi di Parma, e da questi a Car-
compresili teologo e il penitenziere, e di 6 lo diBorbone, che la cede al suo figlio
beneficiati, oltre diversi chierici. 11 fonte Ferdinando IV re delle due Sicilie.
battesimale è nelle 5 chiese parrocchiali, La fede vi fu predicata da s. Patrasso,
fra le quali quella di s. Gio. Evangeli- uno de'72 discepoli, e ne fu il i.° vesco-
sta è collegiata. Vi sono 4 conventi di re- vo la sede vescovile fu dichiarata im-
:

ligiosi e due monasteri di monache, con- mediatamente soggetta alla s. Sede, co-
fraternite, seminario, ospedale, monte di me lo è tuttora, venendo onorata dai Pa-
pietà e teatro. Sonovi diverse fabbriche pi con titolo di nobile e celebre. Il vesco-
e manifatture di fiori finti. Fuori della vo Romano fiori nel 499> q'J'ndi Ama-
VOL, LII. 6
82 PEN PEN
tleo o Amocleo cìeirS 7,clie ottenne unr tenziere, e 2 beneficiali, oltre altri chie-
privilegio da Lotario I e la conferma del- rici. Vi un convento di religiosi
è pure
le prerogative di sua chiesa, avendo as- e 2 monasteri di monache, confraterni-
sistilo alla di lui coronazione. Jacopo fu te, ospedale, seminario e monte di pie-

Tcscovo neir844> Hermanno o Helmoi- tà. Fra le abbazie della diocesi di Atri

110 862; Giraldo o Grimaldo tras-


dell' fu celebre quella di s. Bartolomeo di Car-
ferì solennemente in cattedrale nell'SGS pineto, poi unita a quella di Casanova,
le ossa de'ss. Massimo e compagni mar- ch'ebbe sino a' 5oo monaci.
tiri. Gaidolfo fratello di Berardo con- AI i.° vescovo di Penne e Atri unite,
te di Penne è nominato nel 962, per la Beroaldo, nel i 264 successe Gualterio, da
donazione del monastero cistcrciense di Urbano IV Iraslato da Amelia; nel 268 i

Casanova, fondato da Berardo. Giovan- Beral lo o Beroaldo; neh 285 fr. Leonardo
ni, cui ad istanza dell'imperatrice Ade- Caio sanese servita, fatto da Onorio IV;
laide nel 963 Ottone 1 confermò pri- i nel i3o2 Bernardo d'Angers; Raimon-
vilegi. Indi sederono Berardo penne- do del i32i; Guglielmo di s. Vittore
se, morto nel o55; Giovanni Felertano
i francese del i 324; Nicolò cistcrciense del
monaco del io57,da Nicolò II ebbe la J 326, che per essere slato imprigionato
conferma de'beni di sua chiesa; Pampo dai canonici, destò il grave risentimento
del 1061; Aribertodel 1 1 12; Grimaldo di Benedetto XII. Nel 352 fr. Marco Ar-
i

del I iSjO cui Innocenzo II e Eugenio


I dinghilli nobile fiorentino, dotto e vir-
111 confermarono privilegi; Odorisio
i tuoso domenicano, poi trasferito a Ca-
del 1 169, cui fecero il simile più Papi; merino. Nel i36i Gioioso di Sulmona;
Otto o Oddo del i 190 ebbe diversi pri- nel 1370 Barnaba de' marchesi Mala-
vilegi da Enrico VI e dalla s. Sede;Gual- spina, poi di Pisa. Nel1387 Agostino na-
terio cistcrciense del 1200 eletto da In- poletano, poi di Perugia; nel 391 fr. Pie- 1

nocenzo IH; ma per la sua condotta poi tro Scala domenicano; nel 393 Autonìo i

lo ammom acremente. Gli successe il b. trasferito da Teano; nel i4>3 fr. Pietro
Anastasio del i2i5disanla vita, che e- de Castro Velcri de' minori; nel i4i3
diflcòilconventode'francescani; nel 13 1
7 egualmente Giacomo Tordi fu uno de-
Gualtiero cassinese eletto dal capitolo e gli elettori di Martino V al concilio di
riconosciuto da Onorio 111, conferman- Costanza; nel 14^0 Delfino Nanni Goz-
dogli i privilegi Federico li : ridusse il zadini nobile bolognese, abbate commen-
numero de' canonici e lo approvò Gre- datario di Nonantola, lodato pastore. Tra-
gorio IX. Essendo vescovo Beroaldo, il .sferito a Fossombrone nel i433 gli suc-
cardinale CoUemczzo \egaio,co\ìa lette- cesse Giovanni de Polena uditore di ro-
ra Dei'otionis, nel 1 252 eresse in catte- la, traslato nel \^5f\ a Orvieto, donde a
drale vescovile (altri scrissero ripristinò) questa chiesa passò Giacomo Benedetti;
^tri (^•), e 1' unì a Penna, ciò che ap- nel 1456 Amico deBonamici; Antonio
provò Innocenzo IV nel i252 con le Probo d' Atri morto nel 1482. Gli suc-
Lolle Licei ea, e Honorem Ecclesiae, del cessero Troilo Agnesi beneventano; Mat-
i5 marzo. La cattedrale d'Atri, buon e- teo Giudici romano, morto nel i49^j
dificio con vicino episcopio, è dedicata indi Felino Sandei ferrarese uditore del-
jiU'AssunzionediMariaVerginejCon bat- la camera, poi di Lucca; nel i5o2 Nico-
listerio, e vi si venera il corpo della pro- lò Piccolomini di Lucerà, traslato da quel-
lettrice s. Reparala, ed avvi altra chiesa la chiesa; nel i5o3 Battista Cantalice sa-
parrocchiale. 11 capitolo ha 4 dignità, i." bino assai erudito; nel i5i4 Valentino
l'ai'cidiacono, 1' arciprete e 2 primiceri, Cantalice nipote del precedente, e co-
1 G canoiiici compresi il teologo e il peni- m'esso canonico di s. Maria in Via La-
PEN PEN 8ì
tn, inlervenufo ni concilio di Laterano l'attuale vescovo mg.'' Vincenzo d'Alfon-

V, e prndenlissimo ottenne da l'aolo III so, della diocesi di Monte Cassino. Le due
nel i53q, che le chiese di Penne e Atri diocesi imile si cstentlono a circa r 00 mi-
soggette alla s.Sede tornassero, poichèCie- f^lia, conlenenti più di 80 parrocchie. O-
niente VII nel i 526 l'avea fatte siilTia gni nuovo vescovoèlassatoiu fiorini 4o^j
ganee di Chieti. Nel i55r Leonello (Ji- essendo le rendite circa 3ooo ducati.
bo folignese 554 Tommaso Con-
; nel 1 PENSIONE ECCLESIASTICA. Por-
suberi beneventano, deposto da Pio IV zione de' frutti che si ricava da Beni eli
perchè gli fu imputato di aver coi Ca- Chieaa (^•), o da un Beneficio ecclesia-
lafla congiurato contro la pace d Italia, stico (^.), assegnala per tempo determi-

sostituendogli nel i56i Giasou)o Guidi nato e per una giusta causa ad un ec-
nobiledi Volterra eruditissimo, cheinter- che non lo possiede, da pren-
clesiastico,

venne al Tiidentino. Nel i568 Paolo O- dersi anche su quello che lo possiede. Le
ilescalchi di Como, uditore generale del- pensioni ecclesiastiche ebbero origine nel
la camera, nunzio pontificio in Austria e 45 I dal concilio di Calcedonia, il quale
Spagna, poscia impiegato nella lega con- acconsentì che Massimo, eletto vescovo
tro fuichi e in altre gravi incombenze.
i d'Antiochia in vece di Donno, a vantng
Nel 1572 Gio. Battista Benedetti di Of- gio di questi stabilisse una pensione sul-

lìda, abbellì la cattedrale e di altro fu la chiesa Antiochena; come approvò n£l-


benemerito; nel i 5f) 1 Orazio Montani la causa di Bassiano e di Stefano, il i."

di Policasfro, traslato ad Arles nel deposto dalla sede d'Efeso e 2.° a lui
; i
5qg il

Tommaso Balbani lucchese, celebrò il si- surrogato, ed essendo slnto ordinato un


nodo; nel 1621 Silvestro Andreozzi luc- 3.", venne statuito che dall'erario di del-
chese che consacrò la chièsa de'cappucci- ta chiesa si somminisfrasseroai primi 200
ni ; nel 1 64«S FrancescoMassucci dotto re- soldi d oro atmui, a titolo di nutrimento
canatese; neh 65^ Gaspare Borghi di Ma- e consolazione,come diceil concilio, pres-
cerata, si rese benemerito della cattedra- .soLabbé, Concil. t. 4j p- 7o5;donde in-
le e del capitolo; nel 1661 Esuperanzio cominciarono le pensioni ecclesiastiche,
Raffaeli nobile di Cingoli; nel 1668 Giu- non prima udite nella Chiesa, come osser-
seppe Spinucci fermano, istituì soccorsi vò Van-Espen,t7z<r. eccl. unii'.pnv. 2, tit.
pei poveri , e nella terra diLoreto edi- 2 3, cap. 2. Dipoi s. Gregorio I del 590
ficò e dotò monastero per religiose;
il ordinò che si assegnassero 5o soldi d'oro
nel I 696 fr. Vincenzo Maria Rossi di Bari, di pensione sul vescovato di Lipari ad
procuratore generale de'conventuali; nel Agatone, ch'era stalo deposto da quella
i6c)8 Fabrizio Mafìfei nobile di Monte Pe- sede. Nel 1 57 i s. Pio V con la bolla Ex
losio, col quale neirUghelli, Italia sacra proximo, del i.° ottobre, obbligò i pen-
t. f
, p. 1 1 1 I, si termina la serie de'vescovi sionari sopra qualunque benefìzio che non
di Penne e Atri, che compirò colle Notizie erano tenuti a dire il divino uffizio, a re-
fli Roma. iy23 Francesco Bussolini ce- citare quello della Beata Vergine, ed or-
lestino di Atri; 1746 Innocenzo Gorgo- dinò che tante volte quante mancassero
ni celestino d'Otranto; 1755 Gennaro all'adempimento dell' obbligo ingiunto,
Perelli napoletano; 762 Giuseppe Ma- 1 perdessero i fiutti delle slesse pensioni.
ria de Leone della diocesi di Gaeta; 1779 Vi sono delle pensioni sopra alcunibe-
Bonaventura Caleagnini di Gaeta; 8o5 i nefizi ecclesiastici, che
accordano con si

dopo lunga sede vacante Nicolò Fran- dispensa pontificia, a titolo o di elemo-
cesco Franchi di Chieti; 1818 Dome- sina o di gratificazione, ma sono di (feren-
nico Ricciardonedi Chieti. Per sua mor- ti dallepensioni ecclesiastiche, bencliè de-
te il regnante Pio IX nel 1 847 preconizr.ò rivino da benefìzi ecclesiastici. Oliando
84 PEN PEN
esistevano i collegi vacahilisd de' cava- vile in partibus, sufTrnganeo di Bostra :

Jieri di S.Pietro, di s. Paolo, i Pii, Lau- Gregorio XVI nel 84') lo conferì a mg.^
1

retniii e altri, ognuno percepiva pensio- Carlo Uberto .Tea ntet quando Io fece coa-
ni ecclesiastiche, benché laici. I conclavi' diutore del vicario apostolico del Ton-
sii laici per privilegio possono conseguir- ckino occidentale.
le, gli ecclesiastici le godono e ne posso- PKNTAPOLI, Pentapolis. Nome del-
no rassegnare la quota prescritta dalla la regione di cinque città
e più luoghi ,

concessione pontifìcia. I cardinali che go- l'hanno portato. Deriva dal greco penta,
dono pensioni ecclesiastiche hannoii pri- e polis, la Pentapoli, regione di cinque
vilegio di trasferire la metà delle pensio- città, onde si disse regione Penlapolilana
ni, premessa la spedizione del breve fa- quella che le conteneva, e le città Pe/i-
coltativo. Anticamente quando beni ec- i tapolee. La Decapoli formavasi di die-
clesiastici erano in comune, benefizi e- i ci Giordano una città si
città di là dal ;

rano interi e senza diminuzione. Tra i disseMonopoli j due Duopoli j tre Tri-
Pripi che moderarono la permissione di poli come Tiro, Sidone e Arata, o Tri-
ti asferire le pensioni ecclesiastiche, nomi- polìtana j quattro Tetrapoli, come Lao-
nerò Urbano \IIF. La pensione eccle- dicea, Antiochia, ec. La Pentapoli della
siastica non è permessa e canonica, che sacra scrittura, comprendeva Sodoma,
alle seguenti condizioni, i

Colui al qua- Gomorra, Adama Schoim e Segor^ la
,

le accorda dev'essere ecclesiastico, e-


si quale ultima scampò alle fiamme che in-
sente da qualunque censura e irregola- cenerirono le quattro altre, perchè il Si-
rità. 2.° La pensione deve essere fonda- gnore esaudì la preghiera di Loth le di- :

ta sopra giuste cause, come sono la po- strutte formarono illago Asfaltite o il la-
vertà d'un ecclesiastico, una transazio- go di Sodoma. "La Pentapoli dell' Asia
ne sopra un diritto litigioso, la ricom- minore, al sud ovest, era abitata dai do-
pensa pei servigi resi o da rendersi alla rii e formavasi di Lindo, Jalisso, Cami-

Chiesa, la rassegna d'un benefìcio, pura e ro, Cos e Gnido, e quando nella confe-
semplice o a causa di permuta per l'uti- derazione entrava Alicarnasso, fu della
le della Chiesa, finalmente qualunque al- Esapoli. Ahia Pentapoli d'Asia fu nella
tro vantaggio reale della Chiesa. 3." E ne- Frigia Pacaziana. La Pentapoli d'Egit-
cessario che colui, il pen-
quale crea la to ebbe Ticelia. La Pentapoli della Ci'
sione, abbia la facoltà di crearla, quale renaica o Libia superiore abbracciava
concede il Papa, e secondo alcuni teolo- Berenice, Arsinoe, Tolemaide, Apollo-
gi anche i vescovi. 11 godimento poi del- nia e Cirene;altri vi aggiunsero la Mar-
la pensione cessa colla morte naturale o maride e altre popolazioni. Queste sono
civile del pensionarlo. Si possono legge- le Pentapoli d'oriente; ecco quelle d'oc-
re: Fatlinelli, De transl. pensionihus et cidente e tutte nello stato pontificio. La
responsa juris. Giganti, De pensionibns Pentapoli etnisca o Nepesina ebbe per
ecclesiasticis, Co\on\a.e i6i5. Tonduti, capitale ISepi (^-), succeduta a Faleria
Traci, depensionibus €cclesiasticis,hiìg' nel grado, con Sutri, Fescennio e Orte :

duni 1662. Clericato, Discordine foren- il Nardini, Della Pentapoli Nepesina, di-
ses dcbeneficiis pensionibns, Venetiis. ce che il Nobili registrò che venne for-
PENTACOMIA. Sede vescovile della mata da Fidene,Nep!,Falisca, Villa Ma-
i.^ Arabia, sotto la metropoli di Petra, gna e Ferenti; ma non conviene sulla pri-
eretta nel IX secolo. Altra omonima se- ma e ultima. Vedasi Degli Effetti, Me-
de della 1." provincia d'Arabia, ù sotto Wior/V', della Pentapoli Cisciininia, Fcien-
la metropoli diBoslra. Quesìa Pentaco- tana. Il Vittori, nelle Mem. di Poli mar-
mia, Pentaconiien, ora è un titolo vesco- zio, crede che questa, con Nepi,Fidene,
PEN PEN 85
Faleiiae Ferente formassero la Penlapoli Leone, quale complesso di dieci città. Da
Finisca. A Marca eEsARCATO parlai delle Riinini cominciava la Penlapoli marit-
due Pcntapoli maritlinia e terrestre, clie tima e si estendeva con Pesaro, Fano, Si-
spesso cambiaroiiolimile enome. La Peu- nigagliae A ncona; di poi si aggi unsero fu-
tapoli mariltiina o Piceno o Annonaria, mana o Umana ed Osimo. Le cittadel-
cdn Ancona per melropoli. La Penta po- la Penlapoli terrestre erano Urbino, Gub-

li montana o mediterranea o
terrestre o bio, Cagli, Fossombrone e Jesi. Tutte le
Flaminia Romagna, ebbe Ravenna a
in altre nominate nella donazione e resti-
melropoli, come lo era deirEsarcato. La tuzione di Pi|)ino, Carlo Magno e Lodo-
Peutiipoli ebbe origine dall'esarca Lon- vico 1, ed in altri monumenti antichi, do-
gino nel VI secolo, che alle provincie die po averle tolte ai longobardi, sono città
un sislema diverso dal precedente; e poi- della Penlapoli marittima o terrestre ag-
ché egli risiedeva in Piaveiina, questa fu giunte poi, come Monlefellro , Luceoli,
considerata non meno metropoli dell'^- territoriuni Balnense o Valvense (come
sarcato che della Penlapoli, il che diede avverte l'Orsi, Sovranità de' Pont.), Con-
motivo a diversi scrittori di credere che ca (oggi Cattolica nella legazione di Forlì,
hi Penlapoli fosse al di là di Piimini. Da ^. ), che in più luoghi registrai, come
principio le città costituenti la Penlapoli nel voi. XXII, p. 80. Sono di dilferente
tiuono cinque; aggiunte altre in proces- sentenza gli autori nell'assegnare le città

so di tempo e allargati confini, la re- i alle due Penlapoli, come all'estensione


gione non cangiò nome, ma continuò a di esse e la divisione del Piceno in An-
dirsi Penlapoli, com'era succeduto del- nonario e Suburbicario, per cui si posso-
l'I lalia nel suo incre-iuenlo. Laonde si tol- no vedere, la Reggia picena del Com-
se la forza e proprietà del nome, ma non pagnoni e le sue Memorie d' Osimo, con
il nome. Ed in ttitli abbiamo, come no- giunte del Vecchietti ; il Colucci, A/iti-
tai a Esarcato, che i vescovi della Pen- chiià picene t. iG; e il Brandimarte, Del

lapoli intervenuli al sinodo romano del Piceno Annonario o Gallia Senonia, non
680, furono quelli di Rimini, Pesaro, Fa- che gli articoli Pice.xo, e quelli delle città
no, ;'Numana o Umana, Osimo e Anco- Pentapolilane, massime Pesaro.
na; avendo erralo il Biondo, Hisl. p. 102, PENTECOSTE^ Pentecostes.Ye^ia a
die confuse Penlapoli con l'Esarcato;
la pasqua solenne in cui si celebra dalla Chie-
così il Rossi nella Storia di Piavenna, p. sa la venuta dello Spirito santo; il cui
194, ed il \ ignoli, Liber pontificalis, p. nome deriva dal greco Pentecoste , che
3o8, i quali composero la Penlapoli con significa cinquantesimo, e fu dato anti-
quelle città che nominai nel voi. XXV, camente dagli ebrei alla festa delle setti-
p. 2 1 3, cioè R.avenna, Classe, Forlì, Cese- mane, festum ehdomadarum, quinqua-
na e Forlimpopoli, Sui confini della Pen- gesima, perchè si celebrava sette settima-
lapoli oggi Romagna, dalla parte di le- ne dopo la festa dell' agnello pasquale_,
vante, trattò Fatteschi, Meni, del due. cioè il 5o.° giorno dopo il sedici del me-
di Spoleto, p. 170. Allargala la regio- se nisan, ch'era il secondo giorno della
ne verso i monti, si formarono due Pen- Pasqua (^.). Nella pentecoste essi offri-
lapoli, una marittima ch'era l'antica, l'al- vano le primizie della messe del frumen-
tra terrestre o moderna. Nel 726 Luit- to, onde fu àcìia festum niessis,festiimpri-

prando avendole invase ambedue, come- initiarum, la quale era raccolta a questa
cliè popoli delle medesime già eransi
i stagione. Tali primizie consistevano iu
sottoposti alla signoria e protezione del- due pani di pasta fatta colle nuove bia-
la s. Sede, il Papa s. Gregorio II le chia- de e col lievito, ciascuno di una misura
mò DecofJoU scrivendo all' imperatore di farina della assaron, ossia di tre pia-
86 PEN PEN
te di fallila. Oltre a questo si prtsenla- (pianto la legge di grazia è alla legge mo-
Viiiifi ul mac-
Icaipio selle agnelli seiizu suica, e quanto il compimento de'noslri
chia di (jucll'anuo, un vitello e due mon- grandi misteri supera tutto ciò che n'era
loni, da olTiire in olocausto j più due u- soltanto la figura, misteri che significati
i;tielli per osila pacifica, e un capro pei in detta legge, furono in Cristo adempi-
peccali. Questi sagrifizi erano comanda- ti. Gli apostoli, lasciate le ceremonie le-

li pel giorno delia pentecoste, e alcuni al- gali, cominciarono a celebrare in parie
tri per lutto il tempo della festa. La pen- la pasqua e la pentecoste, feste principa-

tecoste era una delle tre piìi grandi so- li degli ebrei, per modo che ritenendo i

lennità presso gli ebrei, in cui tutti i ma- nomi, venissero a celebrare più segna- i

schi erano obbligali a presentarsi davan- lati misteridi nostra fede in quelle adom-
ti al Signore nel tabernacolo, enei lem- brati. In questo grau giorno la Chiesa so- .

[liotjuando fu fabbricato: non trovasi che leiinìzza non solo la discesa miracolosa
ijuesla festa avesse ottava. Gli ebrei mo- dello Spirito santo, avvenuta di dome-
derni la celebrano per due giorni , che nica, ma la promulgazione dell'^Va/jg-e-
osservano come que'di pasqua, astenen- lo (^.)j e lo stabilimento della legge di
dosi d'ogni lavoro e faccenda, come nei Gesù Cristo. Che questa festa deve in-
subbati, salvo che accendonoil fuoco, ap- contrastabilmente la sua origine agli a-
prestano il pranzo, e portano da un luo- postoli, lo alferma ancora Benedetto XIV :

go all' altro quello ch'è necessario : Dio si distingue da tutte le altre poiché la ,

stesso avea proibito ogni opera servile in Chiesa in questo giorno celebra la sua pro-
questa festa che chiamò celeberrima e
, pria festa e come 1' anniversario di sua
santissima. Fu istituita per ringraziare nascita, l'ultimo prodigio con cui Gesù
Dio della terra che avea data al suo po- Cristo die l'ultima mano grande o-
alla

polo, e de'frutti che ne ritraeva; per ri- pera per cui venne sulla terra.
conoscere il di lui supremo dominio sul Gli apostoli si prepararono al ricevi-
paese che possedevano e sul mondo intie- mento dello Spirito santo col ritiro, con
ro,sulleloro persone e lavori; per ringra- purità di cuore, col distacco dalle cose del
ziarlo altresì della legge (ond'è anche det- mondo, con l'umiltà, colla carità frater-
ta /tv. /a della legge) loro data sul mon- na e coll'oiazione. A loro esempio la Chie-
te Sinai, in questo stesso giorno So." do- sa si preparò a celebrarne la festa fino
po la loro uscita dall' Egitto : perciò gli dai primi secoli, col digiuno, colla mor-
ebrei in questa festa preparano le sina- tificazione e colla preghiera. Secondo l'an-
goghe, ed ornano le loro case di fronde tica disciplina non ci era digiuno di pre-
verdi, di rose e altri fiori intessuti a for- cetto per tutti i 5o giorni del tempo pa-
ma di ghirlaude o corone in grau copia. squale, cioè da pasqua a pentecoste. Al-
La Chiesa cristiana celebra anch'essa la la fine però di tali giorni di allegrezza,
festa della Pentecoste 5o giorni o sette la vigilia della pentecoste per legge ge-
settimane dopo Pasqua, ossia dopo la ri- nerale, almeno dopo il IV e V secolo o
surrezione del Signore, in memoria del- forse prima, venne sempre osservata cou
la discesa dello Spirito santo in forma di digiuno di obbligo, affinchè cristiani me- i

lingue di fuoco sopra gli apostoli e di- glio si preparassero alla solennità, facen-

scepoli radunati nel cenacolo in Gerii- dosene menzione ne' sagramentari di s.

salemmei^V.), secondo l'ordine che avea Leone I e di s, Gelasio 1. Nella chiesa di


dato ad essi Gesù Cristo prima della sua Milano 6. Ambrogio trovò l'esenzione dal
ascensione in cielo. Essa è una delle tre digiuno in tutti 5o giorni dopo pasqua
i

principali feste dell' anno, ed è di tanto inclusive alla vigilia di pentecoste , e la


snperioie alia peulecosle degli ebrei, di continuata solennità al pari della dome-
PEN PEN 87
iiiocile dipasqua; ne* secoli seguenti an- pò avere cretto nella basilica Liberiana
che in questa chiesa fu introdotto il di- il maguillco baltisterio nella vigilia di
,

giuno della vigilia. Quanto alle cerenio- pentecoste ne fece la solenne benedizio-
nie particolari di questo sabbato nel rito ne, ed amministrò il battesimo a cinque
ambrosiano, si può vederle in Murato- ebrei e ad un maomettano, li cresimò e
rij diss. 57, Ànliq. Ital. t. 4- Avverte il benedì il matrimonio di due neofiti ne :

Macri, Not.de i'ocab. fcc/., che Penteco- riporta la descrizione il n."46 del Dia-
ste ne'prinii tempi si chiamò quello che rio di Roma. L'offizio dell'ottava di pen-
corre tra le due pasque di risurrezione e tecoste, come in quella di pasqua, è più
pentecoste; e che i cristiani ne' 5o giorni corto che negli altri tempi dell'anno, e
si astenevano dalle opere servili, per at- Bonifacio Vili permise che ne'Iuoghiove
tendere con maggior frequenza alla chie- fosse \'iuterdeHo,s\ potesse celebrarla con
sa e ricevervi la s. Eucaristia , astenen- porte aperte. La festa di pentecoste, co-
dosi dal digiuno e dall'orare geniifltasi, me quelle di pasqua e natale, è seguita da
per cui detti giorni erano denominali dies t\{ìefestCy così la sua vigilia come quel-
remissionis. I maroniti cattolici nel tem- la di pasqua chiamasi sabbatosanto. An-
po pasqua e pentecoste mangiano
tra tichissimo è r uso di festeggiare i priuii
carne ogni giorno in segno di allegrezza, comesi legge in Rinaldi
tre giorni, all'an-
il che osservano greci ne'primi 8 gior-
i no iog4jn-°2. In esso il vescovo di Co-
ni dopo pasqua. 1 greci chiamano Pen- stanza Gebeardo legato apostolico, nel
tecostario il libro liturgico, che contiene sinodo che celebrò, determinò che nelle
l'uffizio da recitarsi, cominciando dal gior- settimane di pasqua e pentecoste si ce-
no di pasqua sino all'ottava della pente- lebrassero soli tre giorni di festa , come
coste. Sulla varietà della disciplina dei praticavano molle diocesi ; poiché anti-
digiuni tra due pas(|ue, vedasi il Ga-
le camente prima duravano
le feste della
ra mpi, Memorie. Sul dubbio poi, se nel- l'intera settimana, quantunque ambedue
r anno in cui mori Cristo, la pentecoste le settimane dovessero avere la medesi-
s' incontrasse di domenica, ne tratta il ma osservanza. Chiamasi poi la penteco-
Macri. ste Pasqua per quanto dissi a quell'ar-
Ne'capitolari di Carlo Magno trovasi ticolo e Pasqua rosa o domenica rosa-
;

l'antica legge di osservare la vigilia della ta per celebrarsi sempre di domenica e


pentecoste, confermata, comequella di pa- per lo spargimento e dispensa delle rose
squa, col digiuno, colla messa a mezza not- e altri tiori che si faceva in questo gior-
te e coll'amministrazione solerme del bat- no, per adombrar la discesa delio Spi-
tesimo, A s. Vittore I del 194 si attri- rito santo sugli apostoli : di questi riti

buisce che ilbattesimosolennenon si pos- ne parlai ne' voi. XII, p.i4i, XXII, p.
sa amministrare se non nelle domeniche 2 16. Come si rappresentava con llamel-
di pasqua e di pentecoste, disciplina an- le a Rouen, e con fuochi e una colomba
data generalmente in disuso, solo bene- in Orvieto, lo ricordai a Fuoco, e ad Or-
dicendosi il Fonte battesimale nel sab- vieto narrai come da poco tempo n' è
bato precedente tali solennità : tuttavol- stalo rimosso l'uso. Nel medio evo, in al •

ta in diversi luoghi il battesimo solenne cuni luoghi, fu introdotta anche la bene-


si fa ancora,'come in Roma, e lo notai pa- dizione del cerco pasquale, per rappre-
re a Neofito. Vedasi il Diz liliirg. di Di- sentare la luce sparsa per tutto il mon-
clich, Pentecoste sua vigilia, e Fonte sua do, come spiega Martene, De aniiq.cccL
benedizione nel sabbato dì pasqua e di disc. e. 28, p. 538. In alcune chiese si

pentecoste, se si possa fare in ogni chie- facevano suonare le campane


trom- e le
sa parrocchiale? Leone XII nel i82 7,do- be, mentre si cantava dopo l'epistola deb
,

88 PEN PER
la messa la prosa Veni sancle SpiriUis : abbiamo di Reicard : Dissert. de Pente-
Innocenzo 111 fu il i.° a polla in uso nel coste judaeornm,christianorunt et genti-
canl.0 ecclesiastico e si crede che ne sia linm, Jenae 1 693. VVinckler, De iis quac
stalo l'autore, secondo l'Ecckardo, in Ma- circa festuni Pentecosles memorabilia
Lillon, Saec. F Benecl. p. i8. Alcuni con sunt, Lipsiae 1734- Clauswitz, De ana-
Lenglet, Compend. citila storia t. 5, p. logia Pentecosles i>eteris et novi Testam.,
i47, la dicono composta nel secolo X da H.ilae 174'- Danzio, Program, de fésto
Roberto il re di Francia; ma il Platina, jndaico sepliinananim, et suhrogato fé-
in T'ita Gregorii V, crede che il le sia au- sto pentecostali christianorum. Del vespe-
tore del Sancii Spiritusadsit nohis gratin. ro e cappella papale di Pentecoste, vedi
Durando lib. 6, e. 107, osserva che nel il voi. IX, p. 4o. Del famoso concorso del
suono delle trombe si volle denotare il popolo romano alia Madonna del Divi-

gran romore, somigliante a quello d'un no Amore, nel luuedì seguente, vedi il

vento impetuoso , che precedette la di- voi. XVll, p. 18.

scesa dello Spirito santo nel cenacolo, per PENULA, r. Pianeta.


cui inoltre in diverse chiese si faceva ca- PEPOLl Gumo, Cardinale. Nobile
dere dal tetto o volta fiamme di fuoco, bolognese, laureato nelle leggi nel i583,
volar colombe per la chiesa e si sparge- da referendario, per 3o,ooo scudi d'oro
vano rose, come in IMessina. Vedasi la acquistò un chiericato di camera ne! 584? i

vita di INolkero,Op. t. i,p. 237;Merati quindi divenne tesoriere, e Sisto V che a-

t. i,par. 2, p, 1276; e Benedetto XIV, vea fatto decapitare il fratello, pei moti-
Defestis Christi Domini, §519. Nel ce- vi detti nel voi. V, p. 3o2, per dimostra-
nacolo e nel giorno della pentecoste s. re che nulla avea contro la cospicua fa-
Pietro celebrò la i!" Messa (P\), allestaa- miglia (la colpa individuale non deve
dolo pure Pamelio, Lilurg. eccl.lat. t. i. nuocere ai parenti di chi la commette),
Ijcncliè il sagrameuto dello Spirilo santo a' i4 dicembre 1389 lo creò cardina-

o della Confermazione (F.), sia ammi- le diacono de' ss. Cosma e Damiano ,

nistrato in qualunque tempo dai vesco- poi prete di s. Pietro Montorio e gover-
vi, pure si è sempre riguardata la pen- natore di Tivoli. La sua modestia, illiba-
tecoste come il tempo più convenevole a tezza e candore de' costumi meritavano
questa amministrazione e come il suo pro- più lunga vita , che perde in Roma nel
prio giorno ne' pi imi secoli questa ce-
: 1099, d'anni 39, dopo essere intervenu-
lemonia si faceva con grande solennità to a 4 conclavi. Fu sepolto con elegan-
dopo il battesimo a pasqua ed a pente- te iscrizione nella chiesa di s. Biagio del-
coste. Non legge positiva degli apostoli l'Anello, cui lasciò pii legati.
o della Chiesa universale fissò il tem- PEPUZIANI. Eretici Catafrigi (F.),
po della pentecosle per la cresima solen- così chiamati perchè dicevano essere Ge-
ne, bensì lo statuirono alcuni sinodi pro- sù Cristo comparso ad una delle loro pro-
vinciali e per la chiesa di ÌNIilauo s. Car- fetesse, in Pepuza città della Frigia.

lo, acui si associarono altre diocesi, prin- PEPiADA. Sede vescovile di Bizace-
cipalmente per avere gli apostoli in tal na neir Africa occidentale, di cui fu ve-
giorno ricevutolo Spirito sauto. I vesco- scovo s. Germano, nel 4^4 fatto frusta-
vi la conferiscono cousolennità anche nel- re e con altri vescovi esiliato dal re Un-
la visita pastorale,ordinariamente nelle nerico, africa dir.
ore del mattino, perchè il vescovo deve PERAULD Rai.mo.^do, Cardinaie. Det-
essere digiuno, e straordinariamente in to Gurgense, nacque in Surgeres di Xaia-
qualunque tempo, ora e luogo, benché togne, di oscura condizione, alunno, poi
ugn sia digiuno. Su questo argomento dottore del collegio Navarra in Parigi
PER PER 89
priore <M s. Egidio nella propiiu pnliia, PEREGROSSl Pietro, Cardinale.DÌ
poi lotosi in Roma entrò in grazia di Pao- Milano, famoso giureconsulto, Giovanni
lo 11, Sisto IV e Innocenzo Vili, il cpia- XXI lo léce vice-cancelliere di s. Chie-
je lo nominò vescovo di Guike poi d'A- sa, Xicolò 111 gli die con altri ad esami-
griii. nunzio in Gei mania per raccoglie- nare la bolla spiegante la regola di s. Fran-
re le oblazioni [)er la guerra contro il tur- cesco, quindi nella vigilia della Penteco-
co, eh' egli distribuì arbitrariuuienle a ste 1288XÌC0IÒ IV locieò cardinale dia-
que* popoli per cattivarsi la benevolenza cono di s. Giorgio, poi prete della chiesa
dell'imperatore, al diiedi Ciacconio, mai di s. Marco, cui donò una campana. Col
Saoimaitanipositivamenteaireimanoche consenso di Ottone \ isconti arcivescovo
gli lurono rubate, difendendolo da tale di Milano, tolse gli umiliali dalla giuris-
calunnia. Indi Alessandro VI, per favore dizione degli ordinari , e gli assuggettò
di Massimiliano I, a'2 i agosto o seltem- immediatamente alla s. Sede. Fu a due
bie i4t)3 lo creò cardinale diacono di s. conclavi, morì in Roma nel I2C)5, e ven-
IMaria in Cosiuedin, poi prete di s. Vi- ne sepolto in s. Maria d'i\raceli^ con elo-
tale, indi di s. IMaria Nuova, quando nel gio sepolcrale che fu rimosso ne'restauri

1499 ^" biella iu titolo. Inoltre lo man- della chiesa, come nelle Memorie di es-
dò in Germania adettosoviano per con- sa dice il p. Casimiro, che riporta l'iscri-

ciliare la pace tra' principi ed esortai li a zione della campana.


prendere le armi contro il turco. In tale PEREIRA Giuseppe, Cardinale. Del-
occasione a nome della sede apostolica ri- laCerda de'signori di Ficaglio, nacque in
formò i costumi di quel clero, a norma Moura, diocesi di Evoia. A straordinaria
delle leggi ecclesiastiche; richiamò mo-
i eloquenza, che gli die fama di eccellente
naci alla regolare osservanza e stabilì da oratore, unì la scienza delle divine e u-
per tutto la concordia, come personag- raane lettere, professore di canoni nel-
gio di singoiar merito. Nel i5oo per pro- l'università di Coimbra, gran priore di
mulgar r indulgenza del giubileo, Ales- s. Giacomo della Spada, vescovo di Fa-
sandro VI l'inviò legato nella Svezia, Da- io, viceré degli Algarvi e regio consiglie-
uimarca e Prussia, nella quale occasione re. Avendo dato chiare prove del suo ze-
pacificò r imperatore col re di Francia ; lo per la religione e di fedeltà verso il re
dipoi lo creò legato dell' Umbria e nel di Portogallo, a sua istanza Clemente X[
i5o3 vescovo di Saintes. Giulio II lo no- a'] 9 novembre 1719 lo creò cardinale,
minò legalo del Patrimonio, morendola poi prete di s. Susanna. Non avendo fat-

Viterbo nel i5o5, d'anni 70, dopo esse- to a tempo al conclave d'Innocenzo XIII,
re intervenuto a due conclavi, venendo intervenne a quello di Benedetto XI II, e
sepolto nella chiesa degli agostiniani, con dopo aver governato santamente la sua
onorevole Lodato per eccellen-
epitaffio. chiesa, morì nel 1738, d'anni 76, e
ivi

ti immensa,
qualità, la sua liberalità fu onorevolmenlesepolto.
nella cattedrale fu
poiché donava quanto avea, e scrisse di- PER^ELLI Nicolò, Cardinale. De'du-
verse opere, il cui catalogo si legge nel chi di Monte Staracelo, nacque in Napo-
Torrigio, De script, card. p. 46. li a'22 ottobre 1696. Fatti egregiamen-

PERBENA. Sede vescovile della 2.' te gli studi, dichiarò vocazione per lo sta-
Pamfiliii, sotto la metropoli di Pirgi, eret- to ecclesiastico e di dedicarsi al servigio
ta neh' Vili secolo. Oriens dir. t. i, p. della s. Sede. Ammesso in prelatura, eser-
io33. citò lodevolmente diverse cariche e fu pre-
PERDICE. Sede vescovile della Mau- sidente della grascia, onde meritò che Be-
ritiana di Sitili, nell' Africa occidentale, nedetto XIV lo promovesse a tesorieie
sotto la metropoli di Sitifl. Afr. dir. gcueralc della camera apostolica. Clemeu-
9^ PER PER
le XIII in premio di sue faliclie, ai 34 un anno della morte del Papa, ne tras-
settembre ySg lo creò cardinale diaco-
i portò il cadavere dal Vaticano alla son-
no, indigli assegnò per diaconia la chie- tuosa cappella gentilizia nella basilica Li-
sa di s. Giorgio in Velabro. Lo annove- beriana. Delle copiose sue rendite fece
rò alle congregazioni della consulta, buon lodevole uso, e quale si prescrive dai sa-
governo, indice, acque, ripe e Tevere, fa- cri canoni e dalle leggi ecclesiastiche. D'a-
cendolo protettore dell'ordine basiliano. nimo grande, diede chiaro a conoscere,
Intervenne al conclave di Clemente XIV, che quantunque fosse nato in bassa for-

e compianto per le sue belle qualità, mo- tuna, aniuno fu secondo ingenerosità si-

rì in Pioma a'24 febbraio 1772, d' anni gnorile, imperocché mai alcuno gli do-
76. Il funerale si celebrò nella chiesa dei mandò limosina senza ottenerla; anzi due
ss. XII Apostoli, donde privatamente il fera mine, per aver domandato, una 5 scu-
cadavere fu trasportato in quella de' ss. di, l'altra 5o, la prima ne ottenne 5oo,
Gio. e Paolo, dove restò sepolto a teno- la seconda 5,000. Ogni anno dotava 100
re di sua testamentaria disposizione. zitelle , e di frequente pagava i debiti a

PERETTI Famiglia. V. Montalto e molti poveri e miserabili : oltre le quo-


Sisto V. tidiane liraosine che faceva colle proprie
PERETTI Felice, Cardinale. V. Si- mani, frequenti e generose, si calcola che
sto V, Papa. dispensò più di un milione di scudi d'oro.
PERETTI DAMASCENI Alessan- Neimpiegò 160,000 nella fabbrica della
riKO, Cardinale. Di INIontalto, naccjue da sontuosa chiesa di s. Andrea della Valle,
Fabio Damasceni nol)ile romano eda Ma- nella quale in magnifici depositi dal Va-
ria Peretli figlia di Camilla Mignucci so- licano trasferì i corpi di Pio II e Pio III,
rella di Sisto V Peretti. Nell'età di i4 an- con beneplacito di Paolo V. Quando que-
ni, o 1 5 secondo il Denti voglio (18 pre- sto Papa si trovava in bisogno di dena-
tende il Palazzi, ma egli non merita fe- ro, gli somministrò 12,000 scudi all'an-
de, come in più luoghi dichiarano Car- no , ed in caso di maggior necessità gli

della eNovaes,chequalificano le sue Fi- olFrì la più preziosa suppellettile del suo
te de Pontefici, ed suoi Fasti i de' cardi- splendido palazzo. A quanto si è detto de-
nali, opere inesatte e parziali), il pro-zio vonsi aggiungere le frequenti e ragguar-
Sisto V (F.) lo creò cardinale dell'or-
."
devoli oblazioni alle chiese, di argenti
dine de'pretia'i3 maggio i585 nella 1 e pregievoli arredi, massime se dedicate
promozione , conferendogli per titolo la alla IMadonna, di cui era divolissimo, re-
chiesadi s. Girolamo degli Schia^oni, chia- citandone ogni giorno l'uffizio, e nelle sue
mato il cardinal Montalto, come detto feste raddoppiava le sovvenzioni alle po-
Papa quale nato a Grottamare ri-
, il ,
vere vergini. Oltre il digiuno che pre-
conobbe per patria d'origine, donjicdio metteva alle di lei solennità, ognisabba-
e educazione Moiitalto[V.). Nel iSBglo to visitava la basilica Liberiana e altre
fece vice-cancelliere di s. Chiesa, come chiesead essa dedicate. Al santuario di
dissi nel voi. I75,e perciò passò
VII, p. Loreto assegnò fondi per una messa quo-
al titolo della chiesadi s. Lorenzo in Da- tidiana nella s. cappella , e gli offrì due
inaso, ove istituì una congregazione di statue di argento, rappresentanti la pro-
sacerdoti. Inoltre Sisto V lo deputò so- pria figura e quella del fratello Miche-
pra tutti gli affari de'principi e sopra tut- le, del peso di i5o libbre. Recatosi a vii-
te le cause dello slato pontificio, quindi leggiare a Bagnala presso Viterbo, donò
magnificamente lo provvide di ricchi be- allachiesatli s. Maria della Quercia 6 cau-
nefizi e pingui abbazie, esercitando nel dellieri con croce d'argento, e 2 altri del-

suo pontificalo somma autorità, e dopo lo slesso metallo di 96 libbre, oltre un


PER * 1' ER 91
ornalo simile di 60, da porsi inloiuo al- lo presso il Papa pro-zio. Dal Briccio,
riiuniagine. In delta villa liallò con re- come VI, p. ^Q , fu de-
notai nel voi.
gia rnagnificeiiza Clemeiile Vili e 8 car- scritto Pianto di Roma per la morte
il

dinali. In Frascati acquistò e abbelTi la citi cardinale Alessandro Peretti, Roma

villa che porla il suo nome, che descrissi 1625. il gesuita p. Brivio scrisse: Oratio
nel voi. XXVII , p. 1 5G. Per lo spazio in funere Alexandri cardinalis Peretti.
di c) anni esercitò la legazione di Bolo- Le virtù e azioni di questo magnanimo
gna, e fu protettore de'cassinesi, celesti- cardinale furono pure encomiate dal p.
ni, cappuccini, noncliè di Polonia. Le fab- Ten)pesli nella Fita di Sisto V, lib. 6,
briche che in Roma e altrove innalzò p. 99 con maravigliosa eleganza
e seg.,e
a'iuoghi pii furono moltissime. JN^el 1620 da mg.^ Oraziani, Descriptis invila Mi-
a'6 aprile passò al vescovato di Albano, nerva, t. 2, p. 2 30 e ^eg.
e sitrovò con influenza a 7 conclavi; nel- PERETTI BAROiM Andrea, C^/yZì-
1' ultimo però mostrò qualche ambizio- nale. V. Baroni Andrea, Cardinale.
ne al pontificato. La sua benignità, man- PERETTI MONT ALTO Francesco,
suetudine, liberalità e grandezza di cuo- Cardinale. Nacque in Roma, ultimo ram-
re lo resero la delizia d' ogni orditie di pollo della casa di Sisto V, di cui era pro-
persone, quantunquefosse di rozzo aspet- nipote, come figlio di Michele principe di
to, grave nel portamento, parco nelle pa- Venafro, e perciò nipote del celebre car-
role. Non si lasciava affascinare dalle a- dinale Alessandro. Avendo sentilo inti-
dulazioni, fu fedele mantenilore della pa- marsi dal padre di pensare seriamente
rola, nelle convei sazioni domestiche cor- a scegliersi una sposa, ad oggetto di tira-
lese , e in tutte le azioni si mostrò gelo- re avanti la casa, gli piacque fra tutte la
so della sua dignità. Fu assaislimalo dai principessa Cesi, dama per grazia e avve-
Papi e dai principi italiani, singolarmen- nenza incomparabile, di cui divenne ap-
te dal granduca Ferdinando I. Quindi pena scella a sposa appassionato aman-
non deve recar maraviglia, se caduto gra- te. Consentì il padre al matrimonio, ma
vemente infermo per abuso di gelati, poi- appena la vide ne reslò talmente inva-
ché usando bevande, cibi e medicine ge- ghitOjche volle ad ogni costo sposarla. Il

lale, il calore dello stomaco si eslinse, tut- figlio supplanlato dal genitore proruppe
ta Roma si mostrò afQitta e desolata; il in alte smanie, ed involatosi disperala
clero secolare e regolare fece pubbliche mente dalla casa paterna, si pose a viag-
preghiere e solenni processioni per la sua giare, e per non sentirsi mai più parlarti
guarigione ; il popolo corse a torme al di matrimonio, s'iniziò negli ordini sacri;
palazzo per informarsene; gli ebrei fece- quindi ad istanza del re di Spagna, Ur-
ro un solenne digiuno, distribuirono li- bano Vili a' IO o 16 dicembre 1641 '<>
mosine, e dalle loro vergini fecero fare la- creò cardinale pretedi s. Girolamo degli
menti e preghiere a Dio perchè gli pro- Schiavoni. Nel 1649 Innocenzo X lo di-
lungasse la vita. Questa a fronte di tutti chiarò arcivescovo di JMunieale, chiesa
irimedi terminò a'a giugno 1623, d'anni che governò con singolare vigilanza e ze-
53 circa. Divulgatasi per Roma la sua lo. Nel i65i die principio alla visita del-
morte, lutto fu lutto e cordoglio; si vide- la diocesi, e nel i652 convocò il sinodo,
ro correre per le strade a drappelli fan- non tanto per la riforma del clero, quan-
ciulli,vedove, artigiani e citladini , u- to per estirpale gliabusi radicati nel po-
lulando e piangendo ; ogni luogo faceva polo. Nel 1649 consagrò in P«.oma la ma-
eco ai lamenti per tanta perdila; si chiù- gnifica chiesa di s. Andrea della Valli-,
."^ero i palazzi , i tribunali e le chiese. 11 edificala dallo zio, e previo il beneplaci-
suo cadavere cou gran pompa fusepol- to nposlolico lasciò ad essa pensione di
t,2 PEK PER
amuii 2,000 sui benefizi da lui pos-
sciiJi te circostanza benché alcuni osservino
,

seduti, a line di ornarne Ja fiociata ester- nidla esservi di certo sulla prima inven-
na, lochefuuccordatoda Alessandro VII, zione. Tolomeo Soteio re tVEgitto avea
a condizione che non s'impiegasse il de- formata una biblioteca numerosissima.
naro finché Ira frutti e capitale tutta la Eumene II, ovvero Atlalo II re di Per-
somma arrivasse a 5ojOOo scudi. Mori gamo pensò di fare anch' egli una libre-
neliG55, d'anni 5q, dopo essere interve- ria. Saputosi ciò da Tolomeoe mosso da
uuloadueconclavi,efusepolto nella cap- invidia, proibì che si asportasse dall'E-
la di Sisto V, dentro la basilica Liberia- gitto il papiro, foglie di un albero su cui
na. Oltre alle sue belle qualità, per cui si scriveva e facevasi la caria, detta car-
era universalmente amato, imitò nella ge- ia papiracea, il cui uso era quasi uni-
nerosità in gran parte lo zio. versale ; imperocché tutti scrivevano o

PERFETTO (s.), prete e martire. Na- nelle tavolette o sulle foglie o carta di
to a Cordova ncH'Andaiusia, Cu allevato papiro, la quale fu la prima volta fab-
nella pietà (Va i [)reti che ullicia vano nel- jjricata a Menfi. Si costumò di scrivere
la chiesa di s. Aciselo, ed ivi apprese le su cose vegetabili, come frondi e scorze
belle lettere ed anche le scienze di cui gli di piante, ed i nomi di liber, codex,fo-
aralji facevano professione. Fu partico- lium,tabidae, iillura,philura, scheda, di-
larmente mollo versato nella cognizione notano le diverse parti delle piante su cui
delle sacre scritture, di modo che ac- seri ve vasi. Non avendo più un tal mez-
coppiando alla dottrina l'integrità de'co- zo il re di Pergamo, per fare i suoi co-
slumi, venne elevato al sacerdozio. De- dici ( anticamente il codice si chiamava
dicatosi ad ammaestrare e consolare fe- i catulejc, onde poi venne corft^x, che signi-
deli che gemevano sotto il giogo de'mao- ficapropriamente legno, perlocchè dagli
mettani, questi ultimi deliberarono di far- antichi furono detti codici molle tavole
lo morire per vendicare il loro falso pro- congiunte insieme e per quelle su cui si
feta, sulla cui vita e dottrina egli aveva scriveva ) o libri o volumi ( primi libri i

detto un giorno liberamente la propria della s. Scrittura, a riserva delle tavole di


opinione. Condotto quindi dinanzi il giu- Rlosè, erano composti di semplici tavo-
dice degli arabi, come bestemaiiatore di luccie di legno ridotte a figura quadra-
l\laomello,fu messo in prigione carico di ta ; i primi volumi si formarono nell'u-
ferri ; poscia il giorno in cui i maomet- nione di fogli delle scritture eseguite so-
tani celebravano la pasqua secondo la lo- pra sostanze men dure, cioè in tanti ro-
ro maniera, venne condotto sul palco, toli sui quali scrivevasi da una parte so-
ove ricevette il colpo mortale, dopo ave- la, benché Ezechiele ne vide uno scritto
re di nuovo confessalo Gesù Cristo ed e- dentro e fuori: si composero libri di mem- i

sccralo IMnometlo e l'Alcorano. I cristia- brane o fogli per lungo attaccati l' uno
ni portarono via il suo corpo e lo sep- all'altro, e si costumarono dagli ebrei, dai

])ellirono nella chiesa di s. Aciselo. S. Per- romani, dai greci, dai persiani e dagl'in-
fetto solFrì il martirio nellSGo, ai 18 di diani, e di questi si composero le Librerie
aprile, nel qual giorno è registrato nel anche qualche secolo dopo la venuta del
niartiroIojTio romano; e il di lui culto è Redentore) pensò al ritrovamento d'al-
passato nelle chiese di Francia. tra materia, per sostituirsi al papiro, ed
PERO A. PiRGi. /''. in tale occasione inventò a Pergamo la
PERGAMENA, Oliarla pergamena. preparazione della pergamena, circa al-
Cartapecora sottile, scritta, che prese tal meno 3oo anni awanti la nostra eia. Al-
nome percliè la migliore si fabbricava a tri con s. Girolamo attribuiscono V iu-

Pergamo, e fu inventata per la segueu- venzioae della pergamena velina a Grate-


PER PETt f)3

te il grnmmalico, aml)ascinlore di Affalo rezza procurarsi pergamene, onde in-


le

a RoDja. La pergamena ordinaria si fa cominciarono verso il secolo XI in Gre-


con pelle di montone e vien polita con pò- eia e poi in lulta Europa, a cancellare con

mice; quella falla con pelle di vitello è certe lavalurei caratteri degli antichi mss.
più fina e perciò delta velina; la perga- in pergamena e anche di raschi;irli, adi-

mena più slimata delle precedenti forma- ne di servirsene per iscrivere nuove ope-
si con pelle d'agnello o capretto tenero, re ealtie materie di poco momento, niii

o anche di pecora, ed è la più levigata^ più di frequente leggende, omelie, pro-


In più morbida, la più bianca eia meno Fortuna-
dtizioni ascetiche e teologiche.
soggetta a restar macchiata, e chiamasi lamente questa barbara pratica a danno
pergamena vergine. L' uso però di seri- di codici preziosi degli antichi classici gre-

vere sulle pelli è assai più antico, poiché ci e latini, e talvolta ancorasopra pre/.io-

i persiani scrivevano le loro storie sopra si autografi, fu eseguita talvolta con ne-
pelli, gli ioni scrivevano su pelli di mon- gligenza , cosicché con molta cura sotto
tone e di capra , ed i codici più antichi le nuove framezzo alle medesime
linee o
degli ebrei sono scritti sopra pelli di vi- possono distinguersi linee e frasi intere
tello o altrC;, che non sono preparale co- dell' antica scrittura. Questo lia dato o-

me le pergamene ; anzi probabilmente gli rigine alla ricerca, scoperta e lettura dei
ebrei tiassero siffatto uso dai loro più re- palinsesti , di che furono benemeriti di-
moti antenati, che lo aveano appreso tra versi paleografi ed eruditi; e con feli-

le nazioni orientali.In alcuni luoghi si ado- ce successo si scoprirono importanti pa-


pero la pelle de'pesci, gì' intestini aporti linsesti massime
in diverse biblioteche,
degli animali, di elefanti, di serpenti, i gusci in c[uelle diBobbio, nella Marciana di
A tempodi Cicerorieedai
della testuggine. Venezia, nell' Ambrosiana tii Milano o
pergamena era molto usata, chia-
latini la nella Vaticana. iS'elle due ultime, uno
mandola membrana, che ne' bassi tempi dei primi ad approfittare della scoper-
si i]\<^se pergaminu/ìi o pergameniim, indi la full dottissimo cardinal Mai, che pub-
^)f7'^<7M2e'«rtj forse per essersene conosciuta blicò con celebrale illustrazioni a som-
J'origine. Sembra che in Roma la prepara- ma utilità della filologia e della classica
zione e rimbianchimento siasi perfeziona- erudizione, come feci cenno a Carta e al-
to ne' primi secoli di nostra era,ne'quali Irove : sulle di lui traccie altri fecero u-
era anche in uso la gialla e la porporina, bertose scoperte di altri classici. La chi-
almeno fino al IV o V secolo, cjuando le mica giovò co' suoi reagenti non tanto a
pergamene si adopravnno solo per libri e far spaiire i caratteri sovrapposti, quan-
ti papiro egizio riserbavasi pei diplomi, to a far ricomparire quelli che fatalmen-
Queslo può dirsi dell'Egitto e dell'Italia, te coperti o cancellali si erano in addie-
ma in Germania e Inghilterra non si co- Irò. Analoghe erudizioni sulla pergamo-
nobbe nèsi adoperò il papiro (questa pian- na ed codici, e sulle materie nelle qua-
i

anche nell'elfetto,
ta simile all' egiziana li anticamente si scriveva, si può vedere
trovasi a poca distanza da Siracusa, in a Gaeta, Bolla, Beeve, Penna, Lidro ,
mezzo alle acquedel fonte Ciane; del pa- Codice, Libraio^ Notizie dei, giorno, ed
piro e dellepergamene parlai purea Di- altri relativi articoli, come Fabriano, ed
PLOMi ) neppure la carta bombacina o
, a CoLLEoioURBANO,del museo Borgiano;
cottunea o cutanea o di cotone, scriven- mentre fo altrettanto parlando de'prin-
dosi in tali regioni gli alti pubblici su per- cipali musei ebiblioteche. Vedasi ilTrom-
gamene. INel medio evo monaci esscn- i belli. L'arie di conoscere l'età dei codi-
do quasi i soli amanuensi o copisti, so- ci Ialini e italiani, Bologna 17^6, Napo-
venie non riuscì loro per scarsezza e ca- li i 780. Donati, De'diltici, cap. i
." delle
94 PE Pi PER
materie adoperale per formnrvi sopra i 1," vescovo di Pergamo fu Caio, ordina-
caralteri; cap. 2.° dello forma dei libri to da 5. Gio. Evangelista, il quale vide in
anticlii. Pergamo, nell'Apocalisse, uno de' sette.
PERGAMO. F. Pulpito. Angeli. Gli successero: Anlipo nominalo
PERGAMO, Perg'rtr7;r« o Perganmm. nell'Apocalisse e martirizzalo sotto Do-
Città vescovile dell'Asia minore, situata miziano; TeodolOj chenel dello concilio
nella Misia maggiore, sulle rive del fin- condannò l'eresia colorbasiana, sostenuta
irle Caico, i cui abitanti pretendevano di- da Colorbasio con affermare che la vita
scendere da Telefo fì"lio
o d' Ercole. Per degli uomini consisteva nelle 24 lettere
molto tempo si governò con proprie leg- e ne'7 pianeti, che tutti quelli che aspi-
gi, quindi cadde sotto la dominazione de' ravano alla salvezza dovevano essere bat-
re di Lidia, poi di quelli di Persia. Do- tezzati nel suo nome e in quello di Cri-
po la morte d' Alessandro il Grande fu sto; Carpo di Pergamo martirizzato sot-
soggetta ad Antigono, indi a Lisimaco, il to ValerianOj e gli altri presso I' Óriens

quaiefondò il regno di Pergamo, che du- chr. l. I, p. 7 i3 : nel l. 3, p. 9^9, parla


rò i53 anni. Il re Aitalo III Filometo- de'suoi vescovi latini. Al presente Perga-
re, non avendo prole, lasciò per testamen- mo, Pergamen, è un titolo vescovile in
to suoi stati ai romani nell'anno 621 di
i partihus dipendente da Efeso.
Boma, laonde il regno di Pergamo fu in PERGETENA. Sede vescovile di Li-
seguitoridotto in provincia romana e por- caonia, sotto la metropoli d'Iconio. Oriens
tò il nome à'Asia procoiisolare/Eume- chr. l. 3, p. II 36.
ne II re di Pergamo o Aitalo li riunì in PERGOLA (Pergulan). Città con re-
questa città una numerosissima bibliote- sidenza vescovile nella legazione aposto-
ca, la quale dopo quellad'Alessandria. fu lica di Urbino e Pesato, nel dislrello di
la più celebre dell'antichità, dicendosi a- Crubbio, sede di governo, da cui dipen-
scendere a 200,000 volumi , dipoi fece dono le comuni di s. Lorenzo in Cam-
parte delle^/W/o/er/ie^/iio/?i<3.Tra le cose po^ di Montalfoglio, à'iMontei'ecchiOy di
preziosequivi trasportalCjSi devefarmen- s. Fi^'to, di/iyo/?tóro/o,coirappodialo Car-
zione del famoso musaico, del quale par- tocceto piccolo, diSerra .t. Abbondio, d\
lai a Fur.iETTi e Museo Capitolino, ove FenigV e di Monlesecco. Trovasi su di
trovasi. Pergamo fu altresì celebre per un colle tra due fiumi, al confluente del
l'invenzione della cartapecoia o Perga- Cinisco col Cesano, ed ha nel lato borea-
mena {^'). Pergamo
fu la prima ad eri- le il Monte Catria con le sue selvose ci-

gere un tempio onore di Roma e di


in me, in piano ed aria buona , distante 8
Augusto. Tra' suoi uomini illustri pri- leghe da Gubbio, 3 da Cagli e i 2 da Fa-
meggia Claudio Galeno celeberrimo me- no. Non manca di buoni edifizi , il bel
dico dell'antichità. Occupala dai turchi, palazzo uiunicipale è disegno di Bra-
questi cambiarono la chiesa di s. Sofia mante, ed il palazzo vescovile è aderen-
in moschea, indi l'antica cattedrale cadde te alla cattedrale. Questa è Ituon edifi-
in rovina. Lasede Vescovile nella r.' pro- zio, soUo l'invocazione di s. Andrea apo-
vincia d'Asia, sotto la metropoli d'Efe- stolo e di s. Secondo martire patrono
so, fu eretta nel i.° secolo, poi elevala in della città, il cui capo si venera coi corpi
arcivescovato nel IX, secondo Comman- di s. Agabito fe di s. Giustina sua sorella,
ville, o assai più lardi come altri voglio- altri protettori della cillà. Nel 1841 per
no. Visi tennero due concilii, il i.° l'an- cura del gonfaloniere Giovanni Ginevri
no i52 contro i colorbasiani , specie di Blasi principalmente, ed anche degli an-
gnostici ; i3oi sulla discipli-
l'altro nel ziani, non solo fu compita la decorosa fac-
na. Baluzio; Muralorij Collect. t, 9. 11 ciala esterna, ma nel bel mezzo sopra la
PER PE R 95
porlo fu creilo il busto di marmo rnp- A volerne nominare principali, fioriro- i

presentante Gregorio XVI, opera egre- no quali valorosi guerrieri Antonio e ,

gia del celebre scultore Rinaldo Rinaldi, Leonoro dalla Pergola, Melchiorre, Ba-
con marmorea iscrizione clie dice come stardo Montaini, Guido Torello . Fran-
pel patrocinio e liberalità di quel Papa, cesco Lguccioni, Persio RIasi, e singolar-
Pergola fu aumentata, onde il munici- mente famoso Angelo da Pergola, al-
il

pio a perpetuo monumento di pubblica lievo del celeberrimo Alberico da Rar-


gratitudine fabbricò ed eresse patri Fa- biano. Angelo fu luogotenente generale
trine principi munificenlissiwo. Pel re- di IMigliorati signore di Fermo, combat-

stauro di questo tempio ilPapa som- tè a favore de'pisani, fiorentini, bologne-


ministrò nel 1 835 scudi 3oo a mg/ An- sij sanesi di cui fu capitano generale; mi-
tonio Mattei, allora preposto del capito- litò pure a favore del Papa, benché ghi-
lo, poi prelato domestico, e nel 1840 scu- bellino, di Carlo Malatesta signore di Ri-
di 468 all'encomiato gonfaloniere per mio mini, quale generalissimo del duca di Mi-
mezzo. Il capitolosi compone di 5 digni- lano ; riportò vittoria sugli svizzeri, nella
tà, la I.* delle quali è il preposto, di i3 vai di Lamona ; imprigionò il detto IMa-
canonici comprese prebende del teo-
le latesta ,
gli Alidosi, il Piccinino ; liberò
logo e del penitenziere, di 6 mansionari, Forlì d'assedio, prese Zngonara, s'impa-
e di altri preti e cliierici addetti al servi- dronì di gran parte di Romagna, espu-
gio divino. Vi è il fonte battesimale e la gnò Casal ]Maggiore, devastò e incendiò
cura delle anime è affidata al prevosto, il Rlantovano, per cui da alcuni fu chia-
coadiuvato dal vicario curato. Nella città mato angelo dal fuoco. Antonio suo fi-

\i sono altre 4 chiese parrocchiali, altiet- glio si pure nelle armi, fu capi-
distinse
tanti conventi di leligiosi, due monaste- tano de'fiorentini, ruppe fiorentini e di- i

ri monache, diverse confiateinite, l'o-


di venneconle di Blandrata. Nelle magistra-
spedale comodo, l'orfanotiofìodi fanciul- ture si distinsero Gio. Battista Gaugelli
le, il monte di pietà ed il seminario, ol- podestà d'Osimo nel i
4^9, unode'rifor-
rinomata biblioteca
tre un' eccellente e matori degli statuti di Pergola ; Muzio di
pubblica. Pergola ha tutti gli elementi Voragine, Ugolino Rlontaini capitano di
della prosperità, de' quali fu liberale la Firenze, Ulisse Getti podestà d'Osimo,
natuia, donandole campi ubertosi, cui u- Lodovico Accorsoli, Lodovico Aversali e
nisce r arte della coltuia e vi aggiunge Lodovico Torbosi podestà di Siena, Mat-
un'industriale operosità degna d' imita- teo podestà di Macerata, Gioacchino Mon-
zione : giovasi delle acque per alimenta- taini podestà di Cesena. Furono valenti
re fabbriche ed opifici, e se ne traggono giureconsulti Aldobrandino Torquato,
,

specialmente panni, eccellenti tappeti ed Gaspare i.° collaterale di Campidoglio,


altri tessuti di lana. Il Reposati, Della zco Lodovico uditore della rota di Macera-
ca di Gubbio , celebra Pergola per co- ta, Attilio e Griffone Ruggieri. Tra let- i

piosa popolazione, molto mercantile, at- teiati vanno distinti Paolo Pergolense in-
tese le fablwiche di cuoi e pannine assai signe filosofo, Andrea Paluzzi, Lorenzo
accreditate, con ricche famiglie, come lo Alberti, disse Leoni, Angelo Domeni-
è la comunità. Al presente gli abitanti su- chelli medico archiatro di Bonifacio IX,
perano i 6,000, compresi quelli delle ru- ed il conte Girolamo Graziani celebre poe-
rali adiacenze. ta e autore di pregiate opere, i." segre-
Da Pergola uscirono molti uomini rag- tario di stalo di Francesco 1 duca di Mo-
guardevoli nell'armi, nelle magistrature, dena, dalla cui famiglia uscirono altri uo-
nelle lettere enelle dignità ecclesiastiche, mini illustri. A Girolamo si attribuisce
in santa vita, come pure cavalieri illustri. l'istituzione dell'accademia de"li Imma'
96 PER PER
turi di Pergola, in cui egli avea per im- Savorgnani, co' della Genga (da cui usci
presa un rngno colla sua tela interrotta l'immortale Leone XII), co'Paduli (co-
e l'epigiaFe: LiccL internipla rctexam. Poi me rilevai nel voi. XL, p. '3..\i , nel rac-
1'accademia prese per insegna un cesto contare come Gregorio XVI onorò di sua
di nespole, col mollo Tempore, e venne presenza la villeggiatura del conte Gae-
regolata da un principe accademico, fio- tano Mattei in IMonte Cassiano) e perfino
rendo per soggetti virtuosi: nel 1807 n'e- co'duchidi Urbino,contò uomini assai co-
ra piincipe il marchese Francesco Lato- spicui: Filippo come benemerito della re-
ri di Pergola, autore di alcune opere lei- pubblica veneta ne ottenne la nobiltà per
terarie. 11 cav. Antonio Concioli eccel- sé e suoi discendenti; ed il conte Mario
lente professore di pittura (fratello del ricoprì luminose cariche ne'dominii del-
doti/ Concioli che fu vero conservato- l'imperatrice Maria Teresa. Nel n.°47 del-
re dell'antica scuola d'Ippocrale), autore le Notizie del giorno i843, si legge co-
di molte opere^ due delle quali sono in me Pergola deplorò la perdita del loda-
Pergola, riportandosi 1' elenco di alcune to prelato Mattei, il novero di sue virili

principali insieme alla biografia, a p. i43 e benemerenze patrie, tra le quali quan-
del Panornma di Roma del 1846, ope- to operò per 1' erezione della collegiata
ra artistica e letteraria del eh. prof Filip- in cattedrale, dichiarate ne'solenni fune-
po Mercurij cui piacque intitolarmi con rali con elogio del can. teologo d. Gio-
lusinghiera dedica, onde per gratitudine vanni Serra.
qui nefolicto ricordo. Abbiamo tra quel- Benché il cardinal Cappellari fosse con-
li di santa vita il p. Alessio cappuccino; trarioad assumere protetlorie, in consi-
noverandosi tra' religiosi illustri fr. Au- derazione che il celebre monastero d'A-
relio Mancini agostiniano, Nicola Merca- vellana de' suoi camaldolesi, di cui par-
to benedettino, ed fr. Bartolomeo Gol- i lerò in fine, era passato nella diocesi di
fi e Gaspare Golfi conventuali. Nelle di- Pergola , cede alle istanze de' pergoiani
gnità ecclesiastiche noterò, Costantino se- prelati fratelli Nicola e Mario Malici, ed
gretario di Giovanni XXIII, il nominalo accettò il protettorato della città. Nel
Gaspare Golfi vescovo di Cagli, il b. Fiori* i83i divenuto Gregorio XVI, alle loro

di arcivescovo di Cosenza, fr. Albertino preghiere e per quelle del municipio, per
vescovo Bergense, Delfino vescovo di Par- particolare affezione ritenne la protello-
ma , Ascanio Blasi vescovo di Salamina, ria per tutto il suo memorabile pontifi-
poi di Civita Castellana; Nicolò Antonel- cato. Volendo lasciare una memoria di
li cardinale,la cui famiglia crasi traspor- sua munificenza a Pergola, oltre quanto
tata in Pergola da Gubbio e godente il ho dello e riporterò in fine j col breve
feudo di s. Colomba, dalla quale fioriro- Pcrgulenseni cii'ifatem , de' 24 gennaio
no letterali ,
guerrieri e dignitari eccle- 1882, a postulazione del prelato Mario,
siastici, come il nipote di Nicolò, cardi- il donò alla città 5,ooo scudi in consolida-

nal Leonardo Anlonclli, nato però in Si- to fi'Ultifero d'annui scudi 200, quali di-
nigaglia, de'quali cardinali fece menzione vise: 100 al seminario, istituendo due po-
honoris causa Pio VII nella bolla Com- sti gratuiti per chierici poveri della città,
inissa. Nicola de'contiMattei, già arcive- da nominarsi dal capitolo; 5o al pubbli-
scovo di Camerino e da Gregorio XVI co ospedale; 5o al monastero di s. Orso-
fatto vescovo di Corneto e Monlefiasco- la, e altrettanti all'orfanotrofio delle don-
nc (^'.)- Dal conte Ranghiasci, Orazione, zelle, per l'erezione d'un posto gratis in
p. 36, si apprende che la famiglia de'con- ciascuno, a scella del municipio,d'una po-
ti INLatleij aggregata alla nobiltà di Gub- vera fitelladicivil condizione pel i.°, di

hio (^.), oltre le parentele contralte coi un'orfana pel 2.° Dichiarò il Papa che
PER PER .):t

tali beneficenze godessero i nati in Per- gislrato decretò un'iscrizione scolpita in


gola e territorio, e che mancaudo il semi- pietra col novero de'ricevuti benefizi, en-
nario e ti monastero, il loro assegno si con- comiando ancora il mediatore, con bas-
centrasse nell'orfanotrofio, autorizzando sorilievo pure in marmo, eseguito dal lo-
il vescovo a far eseguire le narrate dis- dato prof Rinaldi, rappresentante il Pa-
posizioni. Di più mandò una somma per pa sedente j cui il carduiale presenta la
l'ospedale, per l'orfcmotrofio e per alcu- città personificata. R.estata vacante la prò-
ne doti a povere zitelle, oltre varie pezze tettoria della [^ergola,il regnante Pio IX
di roba tessutada rivestimela gente più nel marzo 1847 la conferì al benemeri-
povera delle parroccliie ; e stabilì nella to concittadino cardinal Mattei.
città gl'importanti ufiizi del censo e del Pergola vogliono alcuni che si chia-
bollo e registro. Nello stesso anno Grego- masse così dalla pergola di viti o per-
,

rio XVI rallegrò Pergola con creare car- golato d'uve, ch'era ue'suoi primordi a-
dinale il concittadino Mario Mattei, del vanti la chiesa di s. Maria della Piazza,
quale parlai in molti luoghi, descrivendo- prima della sua fondazione o ampliazio-
ne le gesta onorevoli. Nel 1 834 morendo ne, ovvero perchè avanti di questa ivi
il cardnial Zuila lasciò quanto avea a dis- si facesse grandissimo mercato, detto da

posizione di Gregorio XV !_, che nominò Vul[)iano.e Calepino anche Pergnla. Cer-
il cardinal ^lattei a farne inventario e ad to è che il comune pose nelle sue armi
e^^eguiie le sueb('nefìchede^tinazioni del- la vite, che ha ritenuta sempre. Antica-

l'eredità. Fra queste vi fu il donativo al mente lo stemma di Pergola si formava


seminario romano della collezione di pie- di sette monti, cioè tre da una parte, uno
Ire preziose, già appartenuta al defunto, sopra due, e tre dall'altra consimili, con
col peso d'un po>to gratuito nel medesi- altro in fondo nel mezzo, in cima del qua-
mo , che in riguardo al cardinal IMattei le stava come un castello, da cui usciva

che con tanta lode e [irecisione avea dis- una vite che li cuopriva e quasi tulli cir-
impegnato l'incarico, il Papa lo destinò condava, come si raccoglie da uu antico
in vantaggio alternativo delle due dio- sigillo posseduto dal patrio istorico Gian-,
cesi unite di Cagli e Pergola, per un gio- nini, con intorno l'iscrizione: S. ConimU'
vane nobile che volesse dedicarsi alla car- nis Castri Collis Pergnlac. Posteriormen-
riera ecclesiastica. Queste e altre muni- te l'arme si formò di tre soli monti, uno
ficenze di Gregorio XVI su Pergola e Ca- sopra due, e dalla base di quel di mezzo
gli , si leggono a p. 6 del Prospetto del sorge una vite con tre grappoli d' uva^
saggio degli aliinm'del seminario di Per- cheliricopre,ein giro: Coniniunitas Per-
gola e studenti delle pubbliche scuole, Per- gidae. Credono alcuni che il luogo fosse
gola i83c),per Felice Lupi e compagno. edificalo da quei di Gubbio nel princi-
Nel supplemento delle Notizie del giorno pio del secolo XIII, sul fondamento di
lì" ic) del 1 846 viene descritto il coi do- due brevi di Gregorio IX, riportati dal-
glio de' pergolesi per la morte del loro rUghelli, Italia sacra^ in Callienses epi-
sovrano e speciale protettore Gregorio scopi, emanati ad istanza e sull'asserzio-
XVI, la predilezione e beneficenze da lui ne del vescovo di Cagli, poco informato
ricevute, ed funerali celebrali in catte-
i come luogo allora non appartenente al-
drale con solenne pontificale del vesco- la sua diocesi; laonde per cagione di tal

yo,e l'orazione funebre pronunziata dal pretesa edificazione inferiscono essere


sunnominato can. Sena. A perpetua me- gli eugubini restati signori e padroni del
moria delle mumficcnzedi Gregorio XVI luogo, o che venne loro soggettato con
verso Pergola e della cooperazione del ispeciali diplomi pontificii e imperiali,
cardinal Mario,nella sala comunale il raa- come asserisce l'Armanni nelle sue Ltt'
VOL. LII.
98 PER PEPc
tere. Piova il Giannini che l'edificazio- dere la restaurazione con la costruzione
ne di Pcigola, meglio la restaurazione sostenuta da vari storici, in favore dei
o ampliazione, la fecero gli eugubini in- soli eugubini, mentre concorsero" all'am-
sieme ad altre comuni, perciÒLnon vi eb- pliazione con altre comunità. Tuttavol-
bero pieno diritto, né fu loj-o soggetta ta riporterò gli altrui pareri, e infine gli
pei supposti diplomi citati, avvertendo storici che discussero questo pimto inte-
elle gl'impeiatori solevano donare nello ressante.
stato della Chiesa ciò che ad essi non ap- Si vuole che Pergola succedesse all'an-
parteneva. Imperocché per la edificazio- tica città di Perzia o Pertica o Perusa
ne di Pergola e sua abitazione si uniro- o Persia, tra Tufico o Jufico e Suasa,
no in società più comunità con quei di che rovinata nelle invasioni barbariche,
Gubbio, specialmente quella di Serialta nelle vicinanze sorse Pergola con nome
che allora era la maggiore, in nome del- alquanto alterato, nel Piceno Annonario-
la quale il luogo fu fondato, come rile- o Umbria, poi ducato d'Urbino, che al-
vasi dalle controversie, in cui furono con- cuni attribuirono alla Marca Anconita-
sultati Bartolo, Cine da Pistoia e Baldo, na, come capitale della Penlapoli marit-
e tra le quali parti si stabilirono patti. e tima cr Annonaria. Il Calindri, Saggio
convenzioni. Altra prova che esclude l'as- dillo sialo poìili/iciOj riferisce che il ca-
soluta prelesa signoria e fondazione di Pergola esisteva nel 2.° secolo,
stello di

Gubbio, il Giannini la deduce dalla ga- secondo Tolomeo, e che gubbini intra- i

bella che i pergolesi da tempo immemo- presero l'ampliazione nel i 1 55, effettua-
rabile esigevano sulle merci di transito, la nel 1204 o nel i235. L'Amiani nel-
anche sugli eugubini. Dal Jacobilli, / t- le Memorie di Fono, dice che verso il
tc dtsauli dell' Umbria (nella quale G ia n- 12 33 alcuni cittadini di Cagli, Urbino e
nini pone Pergola, non nella INIa rea An- altre terre vicine, si rifugiarono in Se-
conitana, come la collocarono alcuni per ralta, che ci'ede poi chiamata Pergola ;

la sua vicinanza a quella regione), si ri- e che la recente edificazione di Seralla,


leva che nel 1 1 55 l'imperatore Federico seguita per opera del cardinal Giovan-
1, essendo andato all'assedio Gubbio, di ni Colonna legato apostolico, die moti-
fu placalo da s. Ubaldo, onde non solo vo a' cagliesi di gran risentimento , on-

si ritirò, ma gli concesse i castelli del Col- de con diversi collegati ne minacciarono
le della Pergola e Monte Secco; dunque la distruzione. Gubbio invece con molla

a quell'epoca esisteva Pergola, e non e- gente d' arme,


unione con Asisi e
fatta
diflcala dagli eugubini verso il i2o4 o Città di Castello oppose e ricorse a
si

1235 o 1236. A ciò si aggiunga la ven- Gregorio IX. Questo Papa ammonì Ca-
dila che nel
1237 fece signore di Bel- il gli a desistere dall'attentato e discioglie-
lisio, due miglia circa da Pei gola, del re la lega, come fece ai confederati sot-
suo castello al sindaco di Pergola, co- to pena di scomunica se molestavano
stituendosi nel medesimo tempo abitan- la comunità di Peigola, con brevi dati
te di essa, Castri Collis Pergulae,a mo- in luce dal Gentili, quindi le pretensioni
do degli altri nobili, e che i suoi sudditi di Cagli contro Pergola furono compro-
vi sarebbero trattati come
o gli abitanti messe nell'altro legato cardinal Fieschi,
castellani o cittadini del medesimo Ca- poi Innocenzo IV. Anche il Pieposati at-
stro Collis Pergiilae nella quale epoca
, tribuisce a Gubbio l'edificazione del Col-
se fosse slata da poco edificata non po- le di Pergola o Castello di Seralla, cos\
teva avere già nobili tali che un signore chiamandolo i brevi pontificii, dicendo
di castello volesse eguagliarsi a loro. Con- che il sito dove fu Pergola edificata, era
chiude il Giannini, che si volle confon- un colle e una campagna posseduta dai
PER PER 99
nobili eiigiibiul Ugolino di AlLciloeMar- blico consiglio per ordine del podestà Be-
iilione di ConacK); che fti incominciala raidelli eugubino, e si multarono pri- i

ad essere popolala non solo dalle genti mi per 5 aiini al pagamento di 28 fio-
dei castelli di Seralla,di Montajato e di rini d'oro. Nel 1 349 Galeotto Malatesta
Monte Episcopale, ma anche da i4o fa- conquistò Pergola.
miglie di Gidjbio, Ira nobili e plebei , e Nel 354 cardinal Albornoz confer-
I il

tra' primi gli Anlonelli, e vi portarono mò a Gubbio il dominio della Pergola,


la testa di s. Secondo martire; the gli dopo avella tolta ai Malatesta signori di
eugubini procurarono di ridurre a per- Pvimini, che più tardi la jipresero e la
fezione il castello di Pergola e difender- possedevano nel i4o8. Sotto Martino V
lo dai cagliesi e loro confederali. Osser- fu saccheggiata da Forte Braccio, famo-
va il Castellano, Z^o stato pontificio, che so guerriero, e verso il i435 venne oc-
glieugubini provvidero nell'ediflcail'er- cupata da Francesco Sforza, indi nel
gola , alla necessità degli approvigiona- 14380 i43qdi nuovo presa da Sigismon-
menli della città loro, la quale abbon- do Malatesta, cui la tolse nel i443 il

dantissimi polea trarre dal feracissimo cardinal Mezzarota legalo di Eugenio IV.
territorio ; che vari villaggi vicini venne- Nel i44^ circa Francesco Sforza essendo
ro demoliti a meglio popolarla, ed in bre- in. guerra col Papa, prese molti luoghi;
ve ora crebbe a segno, che non si conten- e come la Pergola per la sua fortezza vol-
ne fra le sue niura, ma spaziò largamen- le difendersi, quando l'espugnò l'abban-
te negli esternisobborghi; vi si sviluppò donò al saccheggio de'soldati, che vi fe-

mirabilmente l'industria ene conseguitò cero a' 22 agosto abbondante bottino,


la ricchezza, che attrasse spesso su di lei senza distinzione di persone e di luoghi
guerresche sciagure. Avendo l'imperato- sacri. In questa circostanza gran parte del-
re Federico li occupato Pergola e Can- le mura furono abbattute. In tale epoca
liano, li restituì a Gubbio nel 1244^°'" già esisteva la rocca , ed Eugenio IV vi
lo il titolo di donazione. Quindi nel i 263 nominò un castellano. Versoil i44*5Pei''
Urbano IV con privilegio confermò a gola venne in dominio del conte Federi-
Gubbio la Pergola, IMonte Secco cedu- co di JMontefeltro, poi 2.° duca d'Urbino,
to dalmonastero dell'Avellana, e Serra ma o anconitani dovè ce-
assediata da"li
s.Abbondio di recente costrutto dagli eu- dere;nel luglio per ispontanea dedizio-
gubini ciò che pur fece nel
; 266 Cle- i ne ritornò all' ubbidienza dei Malatesta.
mente IV. Anche il p. Civalli presso il ,
Nelle guei're tra il conte e Sigismondo,
Colucci, Anlichità picene t. i5, p. 179, questi espugnò la Popola a lui ritolta;
loda Pergola come mercantile e ricca, ma poi soccombendo si raccomandò al-
narrando che nel 1268 fu edificata la l'interposizione di Pio II per la pace, i

chiesa di s. Francesco pei francescani cui commissaii a'29 ottobre 14^9 pose-
(Giannini la crede incominciala col con- ro il conte in possesso della Pergola e de-
vento nel 1277) e consitgrata da! vesco- gli altri castelli. Tutta volta j6o nella
nel i

vo di Gubbio nel i325, poi de'conven- guerra tra Sigismondo e Pio il primo11,

tuali ed ora degli agostiniani. Nel 1282 nuovamente l'invase, ma poco dopo le
il dominio ne fu contrastato a Gubbio milizie papali ne cacciarono i suoi, edili
dai duchi di Spoleto, avanti il cardinal premio di aver debellato il Malatesta, il

Gervasio Giancolelli, sotto Martino IV, Ponlcfìcene concesse l'investitura al con-


ma con successo favorevole agli eugubi- te Fedeiico, il quale ampliò e fortificò la
ni. Avendo i pergolesi offeso il comune rocca. Sembra che nel i463 il conte rien-
di Gubbio, per alcune trasgressioni, on- trasse in possesso della Pergola. Nel pon-
de pacificarsi fu nel i342 tenuto pub- tificato di Alessandro Vi Borgia, il figlio
5

I oo VER PER
Cesare duca Valt'uliiio, per la smisura- scontro col duca, saccheggiò vari luoghi^
ta sua aiiiJjizione, colla prepotenza delle in un a Peigola^ che trovandosi senza
aiuii invase lutto io stato d'Urbino, e il soldati dovette airendersi. Essendo mor-
duca Guid'Ubaldo 1 si abbandonò alla fu- to Leone X nel i 52 i, il duca Roveresco
ga nel I 5o'2. Essendosi iuipadionito Ce- ricuperò suo stato e ne ottenne nuova
il

sare anche di Camerino, con simulazio- investitura da Adriano VI, dopo il qual
iiene chiamò in Uibiiio il signore Giu- tenqio Pergola segui i destini dei ducato
be Varani, coi figli Venanzio, Annibale d'Uibino, fu ariicchita di privilegi e pro-
e Pietro, ed a'25 agosto con tradimento segiù tranquilla nella soggezione Rove-
limandònella rocca di Pergola, ove bar- resca. Se non che, per mancanza di suc-
baramente li fece strangokue. Intanto cessione, Francesco Maria li ulliino du-
essendosi ribellalo ducato contro Ce- il ca d'Urbino avendo rinunziato al feudo
sare assente, anche Pergola ritornò al do- del ducato,queslo ritornò nel i(324 con
minio Feliresco, mentre Guid'Cbaido I Pergola imuiediatauiente sotto la signo-
riuniva forze e collegati per combatter- ria della s. Sede, ed Urbano Vili ne fe-

lo. Cesare ordinò alle sue milizie di riti- ce prendere possesso nel 1626 pel go-
rarsi a Rimini, ma per mancanza di di- verno, e nel i63i formalmente dopo la
fesa e infedeltà del castellano di Pergo- morte dd duca. IN'el pontificato d'Inno-
la, Michelolto Coreglia capitano colle sue cenzo XII il vescovo di Gubbio Rona-
genti vi entrò e fieiamente la saccheggiò, ventura a' 2 settembre 1691 fece la so-
ponendo guarnigione nella rocca. L' A- lenne traslazione delle reliquie de'ss. pa-
miani narra che in questa occasione fu- troni Secondo, Agapito e Giustina dal-
rono strangolali Varani, creduti auto-
i l'altare della Pietà al maggiore, ove lut-
ri della sollevazione. Rientrato Guid'U- loi'a sono in gran venerazione. Degli at-
baldo I ne'suoi slati, potè riprendere an- ti di questi santi e delle diverse loro no-
che Pergola e la rocca. Considerando tizie tratta il Giannini, dicendo della lo-
questo duca che le rocclie e le fortezze romiracolosa Iraslazioneseguila r.el 1 28 i

in vece di conservargli lo stato, gli avea- sopra un carro guidalo da lori indomi-
no recato maggior difficoltà in riconqui- li, dalla chiesa di s. Secondo presso Gub-
starlo, tranne alcune ordinò la demoli- bio, a quella degli agostiniani di Pergo-
zione di tutte, onde a'c) novembre fu e- la , ora ciltedrale. A questi religiosi fu
ziandiodistrutta quella di Pergola: i suoi dal comune nel ii5S concesso il sito per
pochi avanzi vedono nel più alto sito
si edificarvi la chiesa e il convento. Note-
della città, nel luogo chiamalo la Rocca. rò che nel XIV secolo esistevano in
I materiali furono dal duca donati ai per- Pergola monasteri delle monache di s.
i

golesi; nel secolo seguente l'area fu con- Giovanni e di s. Lucia agostiniane (ripri-
ceduta al comune per
1' erezione
d' un stinate sotto Gregorio XVI), e quelli di
monastero, che però non ebbe compi- s. Giacomo e s. Margherita. Nel i652 ,

mento, onde si formò un'abitazione dai per gravi molivi riportati dal Giannini,
Pelosi, che poi passò a'Graziani. ilcomune autorizzò priori di agire con i

Nuove sciagure patì Peigola ne'primi impegno, per fare erigere in collegiata il
del secolo X\l. Volendo LeoneX toglie- convento e chiesa di s. Agostino degli a-
re lo stalo d'Urbino a Francesco JMaria I gostiniani ; ma ciò si efleltuò più lardi,
della Rovere, per darlo al proprio nipo- non in detta chiesa , ma in quella di s.

te Lorenzo de Medici, fece legato della Andrea apostolo, da Benedetto XIV con
guerra il cardinal Divizi daBibbiena. Que- suo breve, e con capitolo di 1 2 canonici.
sti nel 17 mentre si recava poco meno
1 Dipoi lo stesso Pontefice, considerando
the in disordine a Pesaro, per evitare lo gli onorevoli pregi della terra di l'ergo-
PER PER 101

la nella diocesi di Gubbio, ch'era popo- mani Ponlificis, de'3i gennaio i8t8,c
lala da 5,000 abitanti, divisi ne'tre or- Conimi'isa tcnuitati, de' 1 8 gennaio 1819,
dini di nobili, cittadini e popolo; che a- Bull. Cont.L i4, p 5()3, et. 1 5, p. iST,
vea giurisdizione sopra un castello e 5 dismembrò Peigola e suo territorio da
/T j)a nocchie,
luoghi, con collegiata, altre Nonantola e da Gubbio, trasportò gli a-
6 conventi di religiosi, 3 monasteri di gostiniani nella chiesa e convento già dei
monache, conserva torio di orfane, 2 con- I francescani conventuali; tia sferì il capi-
(iaternite, monte di pietà e frumenfario, lolo e la collegiata nella chiesa di s. A-

non che pubblica biblioteca, colla bolla gostino, col titolo di Andrea apostolo,
s.

Iloniamim decet Pontifìcevi^ de' 9 aprile f e la dichiarò cattedrale, formando del


17J9;, Bull. Bcned. XIV ^ t. 3, p. 23i, convento l'episcopio; diede la chiesa di
eresse Pergola in città con tutle le pi'e- S.Andrea già collegiata, in cura alla con-
rogntive, confermandola nella diocesi di fraternita del SS. Sagramento; ed assog-

Gubbio, di dovrebbe
cui il vescovo vi gettando di nuovo Gubbio [F.) all' im-
risiedere alcun tempo e tenervi un vi- mediata soggezione della sede apostolica,
cario generale foraneo, con pensione an- liberandola da quella d' Urbino, elevò
nua da somministrarsi dalla nuova città, Pergola al grado di sede vescovile e l'u-
oltre 4^ scudi che la medesima dovesse nì in perpetuo a (pieMa di Cagli [F.),
annualmente somministrare alla cancel- acque prìncipaliler, della quale Cristo-
leria vescovile, in compenso degli emo- foro Cosci ci diede: De stala ecclcsiarwn
lumenti che andava a peidere pel novel- cii'italis Calli, et ejusdcm dioecesìs rela-
lo vicario. Con là stessa bolla Benedet- f/o, Romae 178?. Un saggio storico di
to XIV dichiarò la collegiata concatte- Caglisi legge nella Letlera di N. N. pa-
drale e confermò i privilegi concessi a trizio di Cagli ad un suo amico di Ri-

Pergola da Urbano Vili, con breve dei mino, Pesaro 1765. La città di Cagli è
i5 giugno iG33. Pergola nel 1781 pro- come la diocesi e sede vescovile, antichis-
vò gii elfelli del terremoto che tanto dan- sima e ragguardevole. L'antica città esi-

neggiò Cagli, pei quale Bertozzi pubbli- steva sul vicino colle, l'odierna è nel pia-
cò nel 1782 iu Venezia: Letlera sul ter- no s. Angelo alle radici del Monte Pe-
remoto accaduto iti Cagli li 3 giugno trano, presso le quali s. Romualdo fon-
,78,. datore de'cimaldolesi costruì alcuni ere-
Ne! declinar del secolo XVIII, benché mi. Nella diocesi di Cagli primeggiarono
Pergola fosse nella diocesi di Gubbio, le abbazie di s. Geronzio, di s. Pietro di

tuttavia il vescovo di Nocera vi godeva IMonte Nerone, dis. Maria Nuova di Mon-
Ja parrocchia suburbana di s. Onofrio, te l'Abate.
quello di Cagli la chiesa di s. Biagio e A voler far menzione de'suoi più cele-
prima quella pure di s. Lucia, ed in una bri vescovi, ne fui! i.° Graziano del oog,
piccola parte vi esercitò giurisdizione l'ab- cui successero Viticano del 5oo che sot-
bazia di Nonanlola. Pio VII nel 1802, toscrisse nel 3.° concilio romano nel pon-
col breve Exponi nobis, nel Bull. Coni. tificato dis. Simmaco, e Donato del 72 i.

t. I I, p. 334, confermò l'incorporazione Pianiero meritò 1' amicizia di s. Ubaldo


della confraternita del ss. Sagramento a vescovo di Gubbio enei i 175 fu trasla-
quella di Secondo di recente erezione
s.
;
to a Spaiatro da Alessandro III, il qua-
col breve Qunnt sicut, del i8o4, Bull. le gli sostituì Alloderio, che nel 12 i i as-
Coni. t. 12, p; 1 63, riconobbe l'erezione sistè alla consagrazione della chiesa di s.

deputando
della spezieria dell'ospedale, Croce di Fonte Avellana. Anselmo nel
in amministratore il protomedico di Per- I 2 I 7 fu consagrato da Onorio III. Fio-
gola; hnalmeote Pio VII colle bolle Ro- rì nel i25() fr. Morando celebre predi-
tm PER PER
calore donienicano, sollo di cui per le veslro Lodovico Paparclli d'Ascoli, i
754
funeste fazioni dc'gucl/i e ghibellini, Ur- Lodovico Berlozzi Fano. 1806 Alfon-
di
bano IV sottopose la città e diocesi al- so Cingari di Bologna. 1818 Carlo Mon-
l' inlerdeltOj poi Io tolse e perdonò. Gli ti d'Imola traslato daSarsina, il 1° ve-

successe nel 1266 Ugolino dei


il cagliese scovo di Cagli e Pergola cui successe ,

signori d' Acquaviva castello che donò , per nomina di Gregorio XVI nel conci-
alla patria; dopo di lui Guglielmo Sa- storo de'32 luglio iS^^, l'attuale zelan-
siuni Mastini di Cagli nel iiS5, al cui te, esemplare, benemerilo e rispettabile
tempo le meinorale fazioni recarono l'ul- vescovo mg.*^ Bonifacio Cajani di Gual-
timo eccidio all'antica città. Papa INico- do Tadino, già professore di filosofia e
lo IV ne intraprese la riedificazione nel- rettore del seminario di Nocera, che lo
r area moderna, onde venne chiama- stesso Papa avea dichiarato vicario apo-
ta Cii'italis Po polis, o Cina papale di stolico delle diocesi di Cagli e Pergola
s. Angelo; quindi con la bolla Inlelle- nel i83g, per la cadente età e infermi-
clus (liligcnter, del i.° febbraio 1289, tà del predecessore. Nella cattedrale di
trasferii in essa la sede vescovile, confer- Cagli, tra le reliquie, si venerano i corpi
mando poscia i privilegi dell'antica col- de' ss. Ponziano e Vittore n)artiri, ed il

hi bolla Reducenles ad scdulae, nel 1291. capitolo si compone del prevosto e arci-
Altri vescovi degni pure di menzione fu- diacono dignità, di 12 canonici compre-
rono fr. Rogerio Todini di Cagli del 3og, i si il teologo e il penitenziere, e di 4 man-
Guido cittadino e canonico di Cagli del sionari. L'episcopio èpropinquo alla cat-
1346, fr. Tommaso Sferrato de'minori tedrale, ov' è la cura amministrata dal
del i353 che concorse olla riedificazio- preposto e da un vicario, con battisterio;
ne della cattedrale, iNicolò Marciari pe- avvi altra parrocchia, 4 conventi di re-
rugino del 1398 che costrm l'episcopio, golari, 2 monasteri di monache, confia-
Giovanni BonodeLuzi cagliese del i4'4j teinite, orfanotrofio, ospedale, monte di
Guido Boncheri canonico e cittadino di pietà e seminario. Le diocesi di Cagli e
Cagli del 1478 che rifece l'episcopio. Per Pergola si estendono 37 miglia ein circa
l'uccisione del pergolese Golfi, eseguila contengono molti luoghi. Ogni nuovo ve-
dalle genti di Cesare Borgia, nel i5o3 scovo è tassato ne'libridi camera in fiorini
%enne da Alessandro VI il pro-
sostituito 320; e come le rendite, depuratedaipesi,
prio confessore Lodovico de Logoria spa- ascendevano a più di scudi 200, Grego- i

gnuolo. Nel 1 5i 3 fr. Tommaso Albizi do- rio XVI vi aggiunse scudi 3oo di pensio-
menicano, nel \5i5 Cristoforo del Mon- ne annua al vcscovoattuale, anche in con-
te poi cardinale, nel 1 554 Gio. Battista trassegno di slima e benevolenza, da pa-
Toro Leoni anconitano, nel 1567 Pao- garsi dall'amministrazione delle rendile
lo Mario della Rovere pesarese,nel 1607 dell'abbazia di Lorenzo in Campo. Di
s.

Timocrate Luigi de Castro d' Apiculo questa Gregorio XVI, dopo la morte del
diocesi di Cagli, nel 1660 Castruccio Ca- cardinal Albani che n'era commendata-
stracana nobile di Cagli, nel 1694 Be- ne soppressela giurisdizione spiritua-
rio,
nedetto Loperti nobile di Cagli. La se- le,che aggiunse alla diocesi di Pergola,
rie de'vescovi di Cagli, l'Ughelli la ripor- mentre ne affidò l'amministrazione eco-
taneW Italia sarra l. 2, p, 808, registran- nomica ai monaci cistcrciensi, con la cor-
do per ultimo Alfonso Belliucini nobile risposta di alcune migliaia di scudi di
modenese del 7 o: la compirò colleiVo-
i i pensioni, e l'obbligo di somministrare
tizie di Roma. 1721 Gio. Francesco Bi- annui scudi i5o al seminario di Pergo-
sleti di Verpli.1726 fr. Girolamo Ma- la pel mantenimento gratis di 3 chierici

ria Allegri servita fiorentino. 1744 ^''' poveri scelti e nominati dal rispettivo ve-
PER PER io3
scovo ili Pergola ed apparlenenli ai co- ed enormi dirupi, è lutto di vivo scogho,
muni di s. Lorenzo, s. Andrea e INIonlal- di folla selva vestito, (juasi sempre cin-
f'oglio. Quanto alle notizie storiche di Per-
'
to sul vertice di densa nebbia, e talvolta
gola, abbiamo: Egidio Giannini, Memo- nel maggio è ancora coperto di nevi : per
rie ìsloriche di Pergola e degli uomini molti geologi e naturalisti ilmonte fu og-
illitslri di essa, Urbino lyS^. Gli fu ri- getto di profondi sludi , come conosciu-
sposto (daLuc'Antotiio Gentili di Torri- to contenere un copiosoe importante de-
cella professore di belle lettere in Gub- posilo d'interessanti cose: per tale lo rico-
bio ) con la Leltera coiUenenle la disa- nobbe ed egregiamente descrisse il camal-
ìuiiia delle memorie ìitoriche dì Pergola, dolese Bellenghi dottissimo. 1 monti d'in-

Gubbio 1733. Il Giannini (aiutato dal torno formano solitarie foreste, onde il

d/ Ginevri di Pergola) replicò con la Ri- luogo, veramente proprio della vita soli-
sposta dell'autore delle memorie istori- taria e contemplativa, sembra disgiunto
che di Pergola, alla Lettera della disa- dall'umano consorzio- Il monastero inspi-
mina delle medesime, Pesaro 17 34- In- ra tenera divozione, ed è chiamalo l'a-
di fu pubblicala (dallo stesso Gentili) la silo della più grande ospitalità, che mo- i

Difesa della disamina del signor N. IV. naci concedono cortesemente per tre gior-
viltadino di Gubbio, aggiuntoi'i un com- ni a chi si reca a visitare il santo luogo,
pendio cronologico degli ai'i'cnimenti del- oltre quotidiana dispensa di pane e
la

la terra di Pergola, ed un'appendice di companalico che fanno ai poveri delle vi-


documenti antichi, Venezia 1737. Seb- cinanze. Oltre la soninia tranquillità di
bene il p. ab. Ranghiasci, nella Bihliogr. spirilo che ivi si gode, si respira un'aria
dello stato pont., affermi che gli avver- assai salubre. L'-ngresso del maestoso
sariconservarono poi un silenzio recipro- monastero è preceduto da un portico con
co, nel Supplemento registra Risposta : suo piazzale. La chiesa è di gotica ar-
dell'amico alla Lettera contenente la di- chileltùra, con un coro spazioso, ed è
samina delle memorie istoriche di Per- sacra alia ss. Croce ed a s. Andrea apo-
gola, senza data. stolo: la torre campanaria è ben intesa,
Trovandosi compreso nella diocesi di costrutta di pietre vive scalpellale del

Pergola e da essa distante q miglia, il ce- luogo. La veramente magni-


sagrestia è
lebre monastero Avellanense, presso il llca, pel vago pavimento, per gli elegan-

famoso Monte Catria,e già com'esso del- ti armadi di noce abbelliti da dorature,

l'antico territorio e diocesi di Gubbio, ed per le pitture della volta del celebre can.
essendo uno de' monasteri piìi antichi e Lazzarini pesarese; ivi si conservano de-
venerabili d' Italia, ne darò un cenno. corose suppellettili sacre e preziosissime
Prima \a notato, ch'ebbe varie deno- reliquiedi santi, massimequelladella vera
minazioni, cioè di s. Benedetto dell'Avel- croce, da Costantinopoli portata nel mo-
lana , di eremo di s. Andrea apostolo, nastero camaldolese dell'isola di s. Miche-
nel 1080 fu detto di s. Croce di Fonte le di Murano presso Venezia, e nel 1 8^3

Avellana ch'è l'attuale, mentre su di es- donata alla chiesa dal cardinal Zurla ab-
se può vedersi Avellana. Si eleva in for- bate generale de'camaldolesi. Di questa
ma di castello l'ampio fabbricato, sulla insigne reliquia esiste una dissertazione
falda del monte Catiia, chiamalo da Pli- del p. ab. Costadoni camaldolese, stam-
nio r altissimo fra gli Apennini, dal p. pata nella Raccolta del Calogerà t. 89,
Boscovich il più alto di essi, e dall'Ansi- p. io5, ed a parte in Venezia nel 1751,
dei si calcola il suo cacume sopra il li- e se ne parla pure nel t. 6 degli Annali
vello del mare circa 55oo piedi parigi- camaldolesi, ed in questi e nella Rac-
ni. Questo monte di spaventose balze colta si vede la stampa del reliquiario
io4 PER PER
die la contiene. Nella sagrestia vi è an- me e molto meno il canone, come avverte
cora una bandiera, con l'afTigie dell'im- mg."^ Alfieri, già oblato camaldolese, /li-

peiatore Paleologo ed iscrizione greca. del caule e della musica eccl. § 7


stabil.

A'3 settembre immenso è il concorso a (seguendo il quale, a Musica sacra e par-


questa chiesa per la festa di s. Albertino lando di Guido dissi in che fu beneme-
piiore de'camaldolesi o meglio dell' an- rito, non però inventoredell'esacordo me-
tica congregazione Avellanense, non so- morato e de' punti). Nel voi. 6, p. 284
lo de'popoli circonvicini, ma anche lon- degli J liliali delle scienze religiose, serie

tani: ne'secoli XV e XVI era tale il pio 2.', si legge che di recente nella biblio-
entusiasmo per la festa, che il Valeman- teca della facoltà di Montpellier si tro-

ni riportato dalBollando e dai citati /an- vò l'Antifonario di s. Gregorio colle no-


nali, afferma che i divoti ascendevano fi- te in lettere, uno degli esemplari che Pa-
no a OjOoo, provenienti eziandio dal-
1 pa Adriatio I donò a Carlo Magno, ov-
l'Umbria e dalla Marca. Il chiostro del vero copiato da uno de' cantori romani
monastero è formato ad archi acuti di inviati in Francia in quell'epoca; osser-

uno stile sodo e pesante, e tutto il fab- vandosi, die Guido d'Arezzo ne ignorò
bricato è da riguardarsi per l'architettura l'esistenza. Giova avvertire, che altre vol-

solidissima, creduta dei secolo XVI cir- te si è detto d'essersi fatta tale scoperta,
ca. E assai ben costrutto il braccio del- senza che ninna se ne verificasse: spero
l'ospizio, ed è smisurata l'ertezza de'suoi che il Danjou autore di quella di Mont-
muri. Il refettorio forma un paralello- pellier, sia slato più fortunato de'prece-
grammo semplice e dignitoso, capace di denli rilrovatori. Nel monastero vi è il

ICQ monaci, avendo sopra l'ingresso un noviziato, ed una biblioteca fornita di va-
pulpito vaghissimo di noce per la lettu- sta raccolta d'opere di ss. Padri, di ca-
ra della mensa, corrispondente ai sedili nonisti, liturgici, ascetici, e di varia let-
di legno simile, sorretto da eleganti co- teratura. Nella gran sala contigua si ve-
lonnette ; ma l'oggetto piìi impoitanteè de il busto assai somigliante di Dante con
la pittura in tela, che comprende tutto analoga iscrizione, celebrante come quel
iln)urodi fronte, rappresentante il mar- principe dell'italiana poesia si rifugiò nel
tirio di s. Andrea, copia di quella di Gui- monastero, onde se ne mostra la stanza
do Reni esistente nella seconda chiesina da lui abitata, e vi compose gran parte
di s. Gregorio in Roma ed eseguita nel , della Divinacomniedia si vuole che quel :

j622 da Giorgio Giuliani di Civita Ca- sommo, con allusione alla topografia del
stellana, con maniera dignitosa e vaghe luogo rispetto al Catria, componesse il

tinte. Inoltre nel refettorio è un'antica im- verso, genie cui sì fa notte innanzi sera.
magine in tela di Guidone d'Arezzo, col- Anticamente fu estesissima la possiden-
r iscrizione h. Guido luijiis luonaslevii
: za del monastero, imperocché il suo do-
alninnus iin'enlor iti, re, mi, fa, sol, la. minio dal Catria si prolungava fin quasi
Ma il pittore si fìgiuò un musico della sua all'Adriatico, e la valle considerevole del
età, poiché la carta che gli pose in ma- Cesano, con le abbazie di s. Croce, di s.

no con alcune note musicali è a cinque Maria di Sìlvia e di s. Lorenzo in Cam-


righe con due canoni di minime, men- po, cui spettavano i castelli di MonteRa-
tre al tempo di Guido non v' erano le do, Barbara e Castel Leone: possedeva
cinque linee, ma una o gialla o rossa se- pure diverse chiese, celle, eremi e pode-
condo la chiavei e le altre, se vi fosse sta- ri nella Marca ed altrove.
to bisogno, si traevano collo stilo ne'pic- Da una lapide esistente nel monaste-
coli libri che allora usavano in pergame- ro licavasi ch'esso fu fondalo da! b. Lan-
na; inoltre non si conoscevano le miui- dolfo Pamphilj di Gubbio, che altri di-
PER PER io5
cono figlio di Cessone nobile i^crniano, iiul si segnalarono Ottone li. Ottone III, s.

c)<So o nel i ooo circa, discepolo di s. Ro- Enrico II, Enrico HI, Einico IV e Fe-
mualdo fondatore de' Cdiiialdolesi (K.) derico I. Quindi, come notai ad Avella-
e del monastero di s. Vincenzo di Citra na, Gregorio XIII nel 1578 applicò be- i

alle radici del Catiia, distante due niii,'!ia ni della congregazione Avellanense al

dall' Avellanense. Da esso il b. Lodcjlfo Collegio Gerwifl/i/ro(^.). Rifiorì il mo-


prese i documenti della vita eremitica e nastero pei camaldolesi, sotto i quali di-

ricevette le costituzioni per l.i congrega- venne nuovo ricetto di santità e dottri-

zione dell' A^'cilana [V.) che istituì nel na. Nel i8o5 ne fu fatto abbate il p. d.

monastero con regola di s. Benedetto, dal- Albertino Bellenghi(lo celebrai nel voi.
la quale derivarono monaci celalimj i XXV, p. 3 16), che illustrò colle sije o-
quujdi il monastero Avellanense diven- pere, e pel credito che godeva conservò
ne scuola di sanlilà e di dottrina, fìoren- all' ordine il monastero nell' invasione
tissima per esemplarità e disciplina, [ier fiancese, salvando molti codici e perga-
cui r istituto mollo si prop:igò in altri mene delle vicine contrade. Per non dire
monasteri e priorati, princi[)aUnente pel di altri, ne fu pure abbate il p. d. Am-
suo monaco e poi cardinale s. Pier Da- brogio Bianchi, creato cardinale dal cor-
ììiianijaì cui tempo convivevano insieme religioso Gregorio XYI. Questi da abba-
1 2 santi. In segno di benevolenza verso te camaklulese vi fu due volte, la i.^ nel-

il cardinale, Gregorio VII nel loyljcon


s. l'agosto i8i4 ritornando a Pioma, la 2.^
Inolia assunse sotto la protezione della sede nel settembre iHaS pel capitolo genera-
apostolica monastero Avellanense. Nel
il le, dimorò circa 5 giorni «cospiran-
e vi 1 ;

1320 fu dichiaralo abbazia da Giovanni done dimora nel suo memorabilee spi-
la

XXll, ed Ubaldo ne fu i

abbate. Di- noso pontificato, soleva dirmi: /Ih! quan-
venuta commenda, l'ebbe il celebre car- to i'oloiitieri andrei a fare il sagrestano

dinale Bessarione, che abitò il monaste- all' A'.'ellana ! Nel n.° 74 del Diario di

ro. Altri attribuiscono questa erezione a Roma i83r, si legge il modo col quale
Giulio li, perchè conferì la commenda al i camaldolesi avellaniti festeggiarono l'e-

suo nipote cardinale R.overe, e fu bene- saltazione alla cattedra di s. Pietro del
merito dell' edifìzio, come rilevasi dagli virtuoso e dottissimo Gregorio XYI, in
stemmi. Pei molivi detti a Avellala, s. Pio un all'elegante iscrizione dettata per la
Y colla bolla Quaiiluni animus^ de' io circostanza dal p. d. Gianfoi te IMarini, di

dicembre 56q, Bull. Rom. t. 4) P'"'- 3,


i che fa memoria anche il Costanzi, L'os-
p. 2 2q appendix , soiipresse la congrega- servatore di Roma, suppl. al t. i, p. 3.

zione dell'Avellana, e concesse il mona- Dipoi gran Pontefice eressero marmo-


al

stero di Croce e sue appartenenze ai


s. rea iscrizione, ed il suo busto di ferro fu-
camaldolesi della congregazione di s. Mi- so in Roma, fu dono dello stesso Papa.
cJiele di Murano. Così finì una congie- Del monastero di Avellana e del Monte
gazione^ da cui uscirono, secondo l'iscri- Catria scris-^ero, oltre Annali camal- gli

zione esistente nel monastero, circa7G san- dolesi: \.uh\n, Abbat. Ttal.p.36; Sarti
ti, 55 vescovi, 4 cardinali, e Papi Cele- i camaldolese, De episcopis eiignbiiiìsj Fa-
stino II, Innocenzo III, s. Celestino V e rulli camaldolese nella Cronaca stampa-
Giulio Il,i quali vi erano dimorati in qua- ta in Siena nel i6o3; il p. d. Isidoro
lità di oblati. Privilegi insigni accorda- Bianchi nell' Elogio del p. Fromond fe-

rono a questo celebre ritiro Silvestro li, ce una belli>sima descrizione deli' Avel-
s. Gregorio VII, Eugenio 111, s. Celesti- lana, riportata in gran parte dal Lancet-
no V, ìMartino Y ed Eugenio IV; fra ti nella Biogr, degli scrit.crem.\o\. 1; p.
gl'imperatori benefattori del medesimo ab. Ecllenghi, Riflessioni sul granilo e
j

loG PER PER


^neisso di l CaLria Macerata
, 8 3 1 1 ; Francia e Inghilterra, e dovendo jiaili-

Fossili di-l Calila e de monti adiacenti re essi per la crociala di Palestina, il car-
Koma 1819; Articolo di alcuni oggetti dinale venne deputato in legato; ma per
inineralog'ci riin'ennti nel Catria, Fa- la morte del re francese non ebbe elFet-
Jjiiano1 82 ; Risposta ad un articolo, ec,
I lo. Incaricato con due altri colleghi di

ivi 1823. Giuseppe ]Marocco ^ Topogra- esaminar Cola di Rienzo, questi fu resti-
fìa e cenni storici del monastero Avella- tuito in libertà, forse a premura del Pe-
nense, Roma i832. Conte Francesco An- trarca, che chiamò questo cardinale ful-
zidei, Il monte Catria, versi, Perugia gida stella della chiesa militante. Fondò
i838. Conte Giovanni Marclielli, Una in Tolosa il collegio Perigord per istruir-
notte di Dante^cantica in terza rima, Fi- vi nella legge i giovani, poi perfezionato
renze 1839. da Gregorio XI, ed in Perigueux il ma-
PERIECIDE. Sei\e vescovile d'Egit- gnifico monastero di Vallcchiaia pei cer-
to. Oriens chr. t. 2, p. 639. tosini, con pingui rendite, istituendo nel-
PERIGORD TALLEYRAND Elia, la chiesa di s. Frontone 12 cappellanie.
Cardinale. De'conti sovrani di Perigord Con influenza fu a 4 conclavi, e morì in
die avea per capoluogo Perigueux , da Avignone nel i364) d'anni 63 circa. Il
arcidiacono di quella chiesa e poi di Ri- cadavere dalla chiesa de' francescani fu
chemond diocesi di York, nel 1 324 eletto portalo a s. Frontone di Perigueux.
\escovo di Limoges, e neli 328 consagra- PERIGORD TALLEYRAND Ales-
to dal Papa e trasferito ad Auxerre, come sandro Angelico, Cardinale. Nacque in
parente di quasi tutti i principi di Fran- Parigi a*i8 settembre ij^j e fu alleva-
cia, ad istanza del re, Giovanni XXII a' to nel collegio di Flèche e nel seminariodi
25 maggio i33i solo lo creò cardinale s. Sulpizio. Nel 1762 ebbe l'abbazia di
prete dis. Pietro in Vincoli, e Clemente Gard, indi cappellano del re e gran vi-
YI nel 1343 lo fece protettore de' mi- cariodi Verdun; nel 1
766 Clemente XIII
nori, e nel i348 vescovo d' Albano. A- lo fece arcivescovo di Traianopoli e coa-
vendo il nipoteCarloDurazzo, nipote pu- diutore di quello di Reims, ed il re nel
re di Carlo li re di Napoli, rapita Maria 1769 nominò all'abbazia di Haulvil-
lo

d'Angiò sorella di Giovanna I, perla pa- liers. Nel 1770 incominciò a supplire al
rentela il cardinale s'interessò per la di- coadiulo, e neli777gli successe; dimise
spensa. Quando poi fu ucciso Andrea ma- ie sue abbazie, ed ebbe quella di s. Quin-
rito di Giovanna I, il fratello del defunto, tino, affidando il suo seminario ai sulpi-
Lodovico I re d'Ungheria, credette com- ziani. Procurò asilo ai vecchi preti, soc-
plice Carlo cognato, ed anche il cardina- corse i miserabili, fondò il monte di pie-
le onde agevolare il trono al nipote, ma tà, ed in più modi incoraggi le manifat-
Clemente VI ne provò l'innocenza. Quin- ture. Fatto membro alla seconda assem-
di pel suo gran senno, valore, dottrina, blea de' notabili, poi deputato agli stali
prudenza e condotta irreprensibilesigua- generali, lottò contro le innovazioni, sot-
tlagnò tale imputazione che cooperò all'e- toscrisse le principali proleste del la lo

lezione dell' imperatore Carlo IV ^e di destro, e pubblicò scritti per difendere i

Papa Innocenzo VI. Questi lo destinò nel diritti della propria sede. I disordini del
] 356 legato a pacificare i re di Francia regno Io fecero ritirare in Aquisgrana e
e Inghilterra, e solo ottenne tregua; nel successivamenle ne' Paesi Bassi, in Wei-
1357 ritentò col primo, ma fu cacciato; mar e BrunsAvick. Allorché Pio VII pel
indi lo inviò legato nel i358 a restituire concordalo del 80 1 i gli domandò la dimis-
amici il delfino ed il re di Navarra, sen- sione, co qje altri rispose con dilatorie,ben-
za fruito. Pacificali da Urbano V i redi sì abbandonò la giurisdizione di Rciras.
VE R P]:R 107
luliiuto Luigi XVIM lifugialo iu ìMillaii, r.i,gli cdifizi non presentano che rimar- i

io chiamò nel suo consiglio, e nel i 808 chi di cui dirò. JNolabile anche perl'an-
lo dichiarò grande elcuiosiuiere. Ripri- lichitàè la cattedrale, sotto l'invocazione
sliiiato il i8i4 sul Irono, lo fece
re nel dis.Frontone vescovo e martire, sormon-
pari, e lo incaricò di propone soggelti i tata da una torre quadrata terminala a
pei vescovati. Nel i8iG riniuiziò alla se- piramide: ivi si osserva un rilievo di le-
de. Avendolo il re racconìanduto a l'io gno di prezioso lavoro, rappresontanle la

AMI nel principio del pontificalo, per- Annunziazione di Maria, ed ha contiguo


chè lo creasse cardinale, a questa digni- l'ampio episcopio. Il capitolo si compone
tà lo elevò il Papa a' 28 luglio 1817, di.8 canonici, de' quali sono dignità il
dell'ordine de' preti ; gliene spedì la no- decano e lo scolastico, il teologo e il pe-
tizia col bei rettine russo, perla guardia nitenziere, di canonici onorari e di altri
nubile Melchiorre de' conti della Porta, jireti e chierici. Un canonico funge l'tif-

fatto cavaliere della legione d'onore, e la fizio di parroco, essendovi il fonte bat-
berretta per l'ablcgato nig."^ L'rancadoro tesimale, il quale lo hanno pure le allie
(nipote del cardinal omonimo); poscia nel due chiese parrocchiali. Vi sono 4 "k^*
1." ottobre lo preconizzò arcivescovo di nasleri di monache, alcune confraterni-
Parigi. Il grado, l'età e la esperienza lo te, l'ospedale, il seminario, il collegio co-
posero alla testa de' suoi Culleghi nelle munale con collezione di strumenti di
deliberazioni sugli all'ari della Chiesa ,
fìsica, biblioteca, museo di storia natu-
prevalendo il suo parere nelle più im- rale e di oggetti d'antiquaria, orlo bota-
portanti materie. Per le di/licoltà incon- nico, società d'agricoltura, teatro, bagni
trate pel concordato del 18 17, solo pre- pubblici e [)arecchi passeggi ne' contor-
se possesso della nuova sede nel iSrg. ni della città. Vanta florido comhiercio,
Fece vari regolamenti pel clero, si scelse abbondanza di commestibili, diverse fab-
in coadiutore Queleu, ristabilì ritiri pa- ; briche, ed i pasticci di tartudl si spedi-
storali, compilò un nuovo breviario ed scono per tutta la Francia. E' pallia di
incoraggi i piccoli seminari. Caduto in- diversi uomini illustri, del celebre car-
fermo, il re che 1' avea avuto a compa- dinal Perigord, dello sventurato Aymar
gno neir infortunio, gli diede segni d'af- de Ranconnel presidente del parlamen-
fezione e premura, ed principi del san- i to di Parigi, edi La Grange-Chancel anlo-
gue spesso circondarono il suo letto. IVIo- i"e delle venefiche Filippiche. Pei iguenx.
rì a' 20 ottobre 1821, d'anni 84, e fu è una città, che per così dire ha vissu-
con solenne pompa esposto nella metro- to tre volle, e le sue tre età si mostrano
politana ed umatonel coro accanto l'ante- con tratti dislinti nelle sue varie fabbri-
cessore cardinal Belloy. 11 prelato Frays- che. Ad ogni passo ivi s'incontrano fac-
sinous pronunziò l'orazione funebre, ed ciate che rammentano i diversi stili dei
il cardinal Bausset suo amico pubblicò secoli posteriori al XII. La fondazione
una Notizia storica. di Festina, alla quale succedette la cit-

PERIGUEUX (Petrocoricen). Città tà attuale, è incontrastubilmente dovuta


con residenza vescovile di Francia, nella ai galli, de'quali era una delle primarie
Bassa Guienna, capoluogo del diparti- cillà nel paese i\tPiirocorii, onde prese
mento della Dordogna, di circondario e l'odierna il nome di l'csunae Peli oca-
di cantone, a 106 leghe da Parigi, sulla riunì. Nel luogo ove fu la città de'pelroco-
sponda destra dell' Isle, che vi si passa rii, i cui abilaiili lavoravano il rame con
sopra un bel ponte, in deliziosa valle. Ha tanta maestria quanloil ferro, abbondan-
tribunali di i
.'^
istanza e di commercio, ti sono le antichità. Dopo la conquista
ed altre magistrature. Circondala di nui- de'rotnani, essi ne fecero il centro d'un
.

io8 VE 11 PEPt
viislo (cniloiio e si conipiacqiicio in a- verlo trasferito all'arcivescovato di Relms
doiiiaila e abbellirla ; ma tli ludi gli aii- nel itS/Jo 5 sostituì mg.' Gio. Battista Mas-
lichi nionumenli, di rimarchevole più sonais, della diocesi diLeMans. Questo
non si vede che qualche vestigio d' un zelante vescovo, al modo che narrai nel
onfìtealro, eduna torre o vasta rotonda, voi. XXXIX, 184^ ristabilì
p. 62, nel
che credesi avanzo d'un tempio di Ve- nella diocesi la liturgia romana. La dio-
nere : oltre la celebre torre di V'esnna,è cesi è vasta e comprende il dipailimeu-
degno rammentarsi il castellodiBarriere, to di Dordoi^na. 0"ni nuovo vescovo è
pei vecchi rimasugli di lutti i tempi, ove tassato in fiorini 370.
lutti gli stili architettonici han lasciato le PERIODO GIULIANO e DIONI-
loro impronte, romano, gallo, gotico, del GI ANO. /'. Ciclo, Era, ed il voi. VI, p.
risorgimento e moderno. Perigiieux ca- 2 33.
pitale dell'antica provincia di Perigurd, PERISTACIO o PERISTASI. Sede
nel i5j5 per le guerre di religione, vi- vescovile della Tracia sulla Propontide,
<le dagli ugonotti rovinata anclie la cat- sotto la metropoli d'Eraclea, eretta nel
tedrale dis. Stefano, che sebbene in par- IX secolo. Divenne anche latina. Oriens
ie rifabbricata, poco dopo divenne cat- dir. t 3, p. 975.
tedrale l'odierna, già con monastero fon- PERITÉORIO. Sede vescovile della
dala ad onore di s. Frontone nel secolo provincia di Rodope, sotto la metropoli
"N II secolari/ziita nel XH, la mensa ab-
: di 'J'raianopoli, eretta nel secolo IX, poi
baziale fu unita al vescovato, ei due ca- unila a Xanlhia. Registra 5 vescovi [' O-
pitoli si fusero in uno, con 8 dignilà e 34 liciis rhr. t. i, p. i2o5.
tanonici. La città fu presa e ripresa utile PERM o PERMSKL Città vescovile
guerio segnatamente nel iG5i dal pi lu-
e di Russia, in Europa, capoluogo del go-
ci pe di Condè, però il suo presidio nel verno e distretto omonimo, a 33o leghe
i653 fu costretto rendersi a Bodin, pro- da Pietroburgo e 2 5o da Mosca, sulla
curatore della città, alla testa degli abi- sponda sinistra della Kama, al coniluen-
tanti. La sede vescovile fu fondata nel le del laguchikha. E regolarmente fab-
1

secolo da s. Frontone, the vi promul- bricala, con belli edifìzi, due chiese e di-
gò il vangelo, ne divenne l'apostolo, il versi stabilimenti. I contorni hanno ric-

j .° vescovo e patrono : gli successero i re- che miniere scoperte nel i 723. Per la sua
gistrati dal Clienu e dalla Gallia cliiìst. posizione vantaggiosa lu eretta in città
t. 2. Guglielmo del io8i fu di santa vi- nel 1781, trasferitavi la sede del gover-
ta; Piinaldo nel loqq in Antiochia fu no e dell'arcivescovo di Pèrm e lekate-
ucciso sull'altare dai saraceni; Guglielmo rinburg , che prima la teneva a Wolo-
d'Auberoclie restaiuò il monastero di s. gda. I popoli che abitano la regione han»
Frontone; nel i23o fiorì il cardinal llai- no lingua e costumi particolari, ed ab-
moiulo de Foìisj nel i447 ^^'''^ Boi del- bracciarono il cristianesimo verso il se-

Ho poi cardinale. Le Notizie di Roma re- colo XVI. V Oritiis dir. t. I, p. i3i3,
gistrano dal 1 ySa gli altri. Nel i8oi pel parla di 3 vescovi: N. . .che mandato a
concoidalo Pio VII soppresse la sede, predicar in Pernt il vangelo fu scortica-
che nel 1817 ripristinò e confermò suf to vivo; Stefano che seppe aaimansare
fraganea di Pjordeaux e nel i.° otto- , il feroce caraltere de'permiani e persua-
bre preconizzo vescovo Alessandro Lo- derli ad abbracciar la religione cristiana,
dovico Carlo Pvosa de Lostanges di Ver- ed èoiiorato per santo da'moscoviti; N. .

sailles. Gregorio XVI nel i836 dichia- di cui fa menzione l'Oleario.


rò successore mg.'^ Tommaso Goussct PERPERENE. Sede vescovile nell'i-

(ora cardinale) di Besannon, che per a- sola di Lesbo, sotto la metropoli di Mi-
PER PER 109
lilenp, eretta nel IV secolo. Orlens dir. Discendeva da una famiglia senatoria e
t. I, p. 709. possedeva grandi beni, le cui rendite im-
PERPETUA (s), inailire. Giovine piegò ad utilità della Chiesa e a sollie-
clama di Cartagine, ch'era fra* catecu- vo degl' infelici. Collocato sulla sede di
meni quando fti arrestata dopo 1' anno Tours verso il /'[Ga, diedesi a tutto po-
702, con altri quattro di essi, cioè Feli- tere a far fiorire la pietà nella sua dio-
cita,ch'era allora incinta di 7 mesi, Re- cesi ; convocò molli sinodi, in cui instituì

vocato, Saturnino e Seconduio, ai quali delle savissime regole ; fece fabbricare


si unì Saturo, che pare fosse fratello di una nuova chiesa a s. Martino, nella qua-
Saturnino ed aveva istruito questi cate- le trasportò il corpo di questo santo, fa-

cumeni nella fede. Perpetua aveva 2-2 cendone la solenne dedicazione a' 4 lu-
anni, era maritata ed aveva un bambi- glio 473. Nel suo testamento, lasciato in
no che allattava essa medesima. Confes- legato la sua bdjlioleca ed alcuni fondi

sò generosamente Gesù Cristo, malgra- alla sua chiesa, chiamò suoi eredi po- i

do le istanze della sua famiglia e soprat- veri. Morì a' 3o dicembre 49") ovvero
tutto di suo padre, che fece tutti gli sforzi agli 8 aprile 4<1'> ^ ^" seppellito nella
possibili per ismuovere la sua costanza, chiesa di s. Martino. La sua festa è in-

llariano governatore della provincia la dicala al primo di questi giorni da Floro


condannò ad essere esposta alle fiere, in- e da altri martirologisli antichi; ma U-
sieme cogli altri ; ma prima di pronun- suardo e il martirologio romano ne fan-
ziare la sentenza avea fatto sollVire una no menzione il dì 8 di aprile.
crudele flagellazione a Satiu'o, a Satur- PERPIGNANO [Elncn). Città con re-
nino e a Revocato, ed avea eziandio fatto sidenza vescovile di Francia e forte, an-
battere in viso Perpetua e Felicita sem- : tica capitale del Roussillon o Rossiglione,
bra che Seconduio fosse morto in pri- capoluogo del dipartimento dei Pireiiei
gione, non essendosi più parlato di lui. oiientali, di circondario e di due canto-
Il governatore dilTerì il loro supplizio si- ni, a I 2 leghe da iVarbona e '>oo da Pa-
no a' giuochi che doveansi celebrare nel- rigi, sulla sponda destra del Tel, che vi

la festa di Gela, che 1' imperatore Seve- si varca sopra due ponti, al confluente
ro suo padre avea crealo cesare. Giunto della Basse. Vi sono tribunali di i." istan-

il giorno del trionfa, furono tratti dalla za e di commercio,- e diverse magistra-


prigione per essere condotti all'anfitea- ture. E situata parte in pianura e par-
tro, ove s'incamminarono con gioia. Qui- te sulpendio d'una collina, suU' unica
vi furono esposti a varie fiere, e quelli grande comunicazione della Francia con
che nonrestaronomorti in tale supplizio, la Spagna da quel lato; le sue fortilica-
furono sgozzali nell' anfiteatro medesi- zioni consistono in una cinta murala, mu-
mo ; Perpetua ricevette 1' ultimo colpo nita di bastioni e difesa da alcune opere
dalle mani
un gladiatore. Questo glo-
di avanzale, ed in una cittadella fortissima
rioso martirio avvenne ai 7 di marzo, se- che domina la città al sud ed contor- i

condo più antichi martiiologi. 1 loro


i ni. l*eipignano distinguesi in città vec-

corpi erano ancora nel V secolo nella chia e citlà nuova, ed in sobborgo di No-
chiesa grande di Cartagine. I nomi di s. stra Signora ossia della IMadonna. Non vi
Perpetua e di s. Felicita sono stali inse- sono importanti edifizi, bensì è notabile
riti nel canone della messa. Queste due quello della cattedrale sotto l'invocazio-
sanie composero la prima parte degli atti ne di s. Gio. Rallista, di splendida strut-
del loro martirio e di quello de'Ioro com- tura antica, con fonte battesimale. Nel-
pagni, cioèfinoal dì innanzi laloromorte. l'ultima proposizione concistoriale si di-

PERl'ETUO (s.), vescovo di Tours. ce che d nuovo vescovo dovea erigere il


-,

no PER PER
capitolo: r finlico fuiiiiavasi ili 4 ('igni- con pseudo bolla de' 5 giugno vi convocò 1

tari, di cui 3 aicicliacniii , e 21 canoni- un conciliidioio per opporlua quello di Pi-


ci, ritlotto poi a 12 canonici che sem- sa, cheandavanoa celebrare pseudocar- i

bra l'alluale. Un parroco esercita la cu- dinali che l'aveano abbandonato, coi car-
ja delle anime : l'episcopio è contiguo al- dinalidi Grfgor/o A//. Egli nefecel'aper-
la cattedrale. Vi sono altre 4 chiese par- tura il i.°dinovembre,ed Alfonso patriar-
rocchiali con baltislcrio, essendo la prin- ca di Costantinopoli pronunziò il discor-
ci[)ale quella della ÌNIadonna. Delle i3 so; con questo e altri preliminari si disciol-
comunità ninna piti esiste; ed
religiose, se la i.^ sessione, stabilendosi l'altra pei
i gesuiti vi aveano collegio e seminario. 1 5. In essa non si fece che la professione di
In vece di questo ultimo evvi un colle- fede. Nella 3.^ a'2 k novembre 1' antipa-
gio con circa So alunni. Inoltre vi sono, pa espose tutto ciò che avea operato pei"

collegio comunale con gabinetto di fisi- la pace della Chiesa, e siesaminarono gli
ca, collezione di oggetti di storia natu- affari con 2 sessioni. Nella 5." a'5 dicem-
rale, pubblica biblioteca; scuole di dise- bre, l'antipapa domandò ai padri se ap-
gno, d'architettura e di musica; società provavano quanto sino allora aveva fit-

«l'agricoltura, giardino botanico in cui si to. Vari furono i pareri, e si divisero in


flinno corsi scientifici; un semenzaio di- due parti; l'una opinò che Benedetto XIII
partimentale, un ovile reale di pecore dovesse subito autorizzare i suoi legati di
dette merini, un deposito di stalloni ; il rinunciare nel concilio Pisano il pontifi-
teatro e la zecca lettera Q. l'ossiede di- cato ; l'altra votò la proroga a tal atto,
versi belli passeggi, lungo il gran leiraz- e aspettar tempo più opportuno. Tra que-
zo eh e ci ICO n da la città, 2 bei stabilimenti sti dispareri si ritirarono dal conciliabo*
di bagni, fabbriche di panni e stoffe, ed lo 2 de'7 anticardiuali intervenuti, molti
è centro di gran traffico di vino, di liquo- vescovi di Castiglia , Aragona, Navarra,
ri ed altio. Tra' suoi uomini illustri no- Francia,Gua>icogna e Savoia, che forman-
minerò Jean Blanc, che nel 1747 difese do il numero di 120 coi psi-udo-cardina-
Perpignano con singolare ostinazione, il li, ne rimasero soli 18, i quali diedero il

generale Dugommier, il pittore Pvigaud; patere, che il preteso concilio riconosce-


nel 1285 vi mori il re di Francia Filip- va Benedetto XIII come Vicario di Ge-
po HI, tornando d'Aragona. Fertile è il sù Cristo, e che si dovessero inviar nun-
Itrriloiio, massime de'rinomati vini. zi a Gregorio XII ed ai cardinali in Pi-
Perpignano, Perpim'annm, Eliìa,\n o- sa peremettere la rinunzia del papato.
rigine non era che un casale chiamato L'antipapa nominò quindi a' 26 marzo
Corech, il quale cresciuto sotto i goti, di- i4og sette legali, uno de'quali a Carlo V£
venne poi capitale del Rossiglione. Suc- re di Francia, ma questi li fece arrestare
cessivamente appartenne, al pari di delta a Nimes e ne intercettò le lettere. L'an
provincia, alla Francia ed d'Ara- ai re tipapa restò nella sua ostinazione, giacché
gona uno di questi Pietro IV vi fondò
: le provvidenze ch'era stato costretto pren-
nel i349runiversità. Acquistò rinoman- dere, erano simulate, come si può vede-
za per essei-visi rifugiato V Antipapa Be- re nel voi. II, p. 208, per le minacce fat-

uedello XTIIucì 4o8jdopo la sottrazione


1 te al cardinale Chalant. Intanto nel con-
di Francia dalla sua ubbidienza, dichia- cilio di Pisa si deposero Gregorio XII e
randolo eretico e scismatico. Da Genoi'a 15enedctlo XIII, e dichiaratasi vacare la
essendosi portato a Porto Venere, da qui sede romana, venne e\eiio Alessandro P^
colle sue galere e con 4 pseudo cardinali, che riconobbe i cardinali delle due ob-
invece di ritornare in Avignone, fece vela bedienze e che fu scomunicato con Be-
per Cali(HMe, indi passò a Perpignano e nedetto XIII da Gregorio XII nel conci-
PER PER I I f

lio ili Cii'iilnle. Allora l'anlipapa per sos- devano ai canonici. L'antica abbazia dei
tenere il suo partito, nel sellei)i!)re i4o<) «anonici regolari della Madonna dt; la
creò i5anticarclinali the riportai nel voi. Reale inseguito fu secolaiizzata: nella
Ili , p. 2 "2 9. Ad Alessandro V successe diocesi eranvi 4 commende di Malta. Cle-
Giovanni XXIII, sotto il quale convocos- mente IX conferì la nomina del vescovo

si il concilio di Costanza per terminare al re di Francia, ciò che meglio dichiarò


lo scisma. Giovanni XXIII ne fuggi e fu Alessandro VI il, dopo la controversia del-
imprigionalo, Gregorio XII generosamen- le franchigie e regalie. Oltre i primi ve-
te rinunziò a'4 luglio i:p 5, por cui l'im- scovi riportati a Eina celebie pei suoi ,

peratore Sigismondo a' 18 luglio col fio- concilii Illiberitani,s\ può vedere la Gal'
re della nobiltà e 4ooo cavalieri partì Ha dir. l. 6, p. i63i. Ecco registrali i

da Costanza coi deputati del concilio, e si òaWe Notizie di Roma. 1742 Carlo Fran-
recò a Pcrpignano per invitale ad imi- cesco Alessandro de Cardeval de Goy
tarlo Benedetto XIII, ma inutilmente, ad d'Harincourt di Noyon. 1783 Gio. Ga-
onta che vi fossero per lo stesso fine Fer- briele d'Agay di Besancon, già di Canopo
dniando 1 re d'Aragona e suo figlio Alfon- in parlibiis, succeduto per coadiulorin.
so, colla più distinta nobiltà aragonese, I 788 Antonio Felice de Leyris d'Espon-
al modo che narrai nel voi. II, p. 209, di- chez di Ninies. Nel concordalo del i8oi
cendo pure come l'antipapa nel novem- Pio VII soppresse la sede, indi nel 181 7 la
bre col suo seguito e partigiani con 4 , vistabilì,'dichiarandola suifraganea di Al-
galere e con grosse squadre si ritirò a by e lo è ancora ; ma il vescovo lo creò
Panixcoln (^'.). Allora Ferdinando I, col nel 1823, ed è l'attuale mg."^ Gio. Fran-
consiglio di s. Vincenzo Ferieri, pubbli- cesco de Saunhac Bclcastel della diocesi
cò in Peipignano un editto pei suoi re- di Cahors. La ampia e contie-
diocesi è
gni, dichiarando l'antipapa scellerato e ne 23 luoghi. Ogni nuovo vescovo è las-
I

perturbatore della pace della Chiesa. Ve- sato di 370 fiorini, ascendendole rendi-
dasi Lod. Agnello, Istor. degli antipapi, le a 5,000 franchi.
I

t. 2, p. 223 e 254. Tra gli que-


assedi da PERRENOT GRANVELA Antomo,
sta piazza sostenuti, il più memorabile è Cardinale. De'signori diGranvela o Gra-
quello del i474 tl'o'"tf"''G di Luigi XI re ve, nacque nel castello d'Ornaus, diocesi
di Francia, e solo si sottomise per la fame di Besancon. Fornito di eccellente spiri-
iìopo vigorosissima dif'e'sa. Piestiluita nel lo, coltivato che apprese
dalle scienze ,

1493 Spagna, fu dipoi piesa la città


alla accademie d'Europa, fu
nelle più celebri
nel G42 da Luigi XIII; in seguilo le for-
1 prima canonico, arcidiacono e gran can-
tificazioni furono migliorale da Vauban. tore di Besangon,segretarioaposlolicodi
Sotto le sue mura nel i
7q3 gli spagnuoli Paolo IH, e abbate d'Arras, di cui fu fat-
vennero sconfitti dai francesi attendati to vescovo nel 1538. Intervenne al con-
ne'contorni. cilio di Trento, ove a nome di Carlo V
La sede vescoviledi Elna (V.) fu fias- pronunziò un'orazione. L'imperatore nel
Icrita nel 1602 nella collegiata di s. Gio- i544 '0 dichiai ò intimo consiglieree am-
vanni di Perpignano, i cui canonici uni- basciatore per la pace a Francesco I, poi
tisi a quelli di Elna formarono il capitolo. a Enrico Vili, e Irovossi al celebre con-
Questo si formò delle suddelte 4 dignità, gresso di Calais. Carlo V, per gli alfaii più
di cui 3 arcidiaconi, e 2 canonici, qua- i i rilevanti della monarchia, avendolo rac-
li per uu uso singolare avevano diritto comandalo al figlio Filippo II re di Spa-
di scegliere coadiutori, piovvede- che si gna, questi lo die nel 1 55q per consiglie-
vanodi benefizi dal Papa, facevano il ser- re a IMargherila d'Austria governatrice
vigio della chiesa, ed alle vacanze succe- delle Fiandre e moglie di Ottavio Far-
112 PER PER
nese, sulla quale si acquistò lale ascen- sto. Quantunque inleiamenle impiegalo
denlCj che io fece oggetto d'invidia e o- ai .servigi di Carlo V eFilippo II, da'quali
dio alla nobiltà fiamminga. Siccome su- fu amato e stimato, nulla ommisedi ciò
periore a tali bassezze, da magnanimo non che spetta ad un pastore, sebbene alcu-
ne fece caso ; ma l'indifferenza s[)iegata ni scrissero, che la sua meravigliosa at-
poi dalla goveinatrice, diedi mal occhio titudine fu piìi pel politico e civile, che
vedeva al suo fianco un modeialoie cos'i per l'ecclesiastico. Alcimi lo dicono poco
autorevole e sagace, l'obbligò ail abban- lodevole ne'coslumi, inclinalo a passeg-
donare le Fiandre, ove lasciò tnemoria di giera collera, infaticabile, nemico dell'o-
troppa imperiosità e crudeltà contro ri- i zio e dell'adulazione, di tenace memo-
Jielli protestanti, cheavea condannato al- ria e facondissimo. Possedeva sette lin-
le fiamme, se deve credersi al Diz. slori- gue , fra le quali gli ei'ano famigliari la
co, che sembra gravarlo. Richiamalo nel- greca e la Ialina, sì in parlare che nello
la Spagna, Paolo IV nel i55q lo dichia- scrivere, e simile a Cesareimpiegava ad
rò arcivescovo di IMalincs, e Pio IVa'sG un tempo stesso cinque segretari, dettan-
febbraio ì56i lo creò cardinale prete ad do loro in diveisi idiomi. Rigido osser-
istanza del re, col titolo di s.Eaitolomeo valore del digiuno, nella quaresima i 58G
all'Isola, iSjS passò al vesco«
dond'e nel cadile in isfinimento totale di forze, che
vaio di Sabina. Con animo fermo' con- con lenta febbre gli troncò la vita in Vil-
tinuò a superare le mene de'nemici, ge- lamanta o meglio in IMadrid, d'anni 72,
losi del suo merito e de'suoi avanzamen- piuttosto povero, ad onta del suo lunghis-
ti. Il re l'inviò a s. Pio V perambascia- simo minislero,maiavendo profittatodel-
tore,onde stabilire la lega contro il tur- le occasioni per arricchirsi, lo che gli pro-

co; e quale viceré di Napoli, nella chie- cacciò immensa lode dal tempo chesolo
sa di s. Chiara consegnò lo stendardo del- rende giustizia, imperocché in lui avven-
la lega a d. Giovanni d'Austria. Con dis- ne ciò che provarono molti, di essere com-
piacere di Gregorio XIII violò l'immu- pensa li per sì eroica moderazione con
nità di quell'arcivescovo, e fu minaccia- supposizioni esagerate all'eccesso, e per-
to di privazione del carilinalato ; tulta- ciò segno all'invidia bassa e ad irragio-
volta nel i 584 Malines lo trasferì al-
^^-^ nevole maldicenza. Trasferito in Besan-
la chiesa di Cesancon. Allorquando Filip- con fu sepolto nella chiesa de'carmelitani,
po lì passò alla concjuisla ilei l'orlogal- nella tomba de'suoi antenati, con lungo
lo, lo deputò al governo della njonarchia, epitalfioin versi. Questo grand'uomo, di
ed a supremo presidente del consiglio su- ingegno vasto e penetrante, fu uno de'più
gli aiìàri d'Italia. Eenedì le nozze del du- celebri politici del suo tempo amico fe- ;

ca di Savoia con l'infanta d. Caterina pri- dele e sincero, di carattere compiacente,


mogenita di Filippo li, ed assistè nella di ottimi principii, ma crudele per zelo
consagrazioneFilippo III. Fu divoto eca- religioso e attaccamento al proprio sovra-
ritatevole, e di notte visitava chiese e o- no. Il Boissol formò il progetto d'una y/o-

spedali; acerrimo difensore della fede cat- ria del cardinale, che si vede in quella
tolica, mecenate de'Ielterati e promoto- liltér. cV Europe, e nelle Méinoires di Sa-
re delle belle arti.L'accademia di Besan- langre. Abbiamo però di d. Prospero Le-
con fu da lui fondata e riccamente dota- vesque, Mcnioircs pour servir à L'ìvsloi'

ta, per l'amore che avea alle scienze ed re da cardinalde Granvelle, ministre de
ai dotti, molti de'quali con ricca provvi- Philippe II rei d' Espagne, Pav\s lyìS.
sione chiamò a insegnare. In tal città
ivi PERRHA o PERTE. Sede vescovi-
fabbricò un sontuoso palazzo, che abbel- le della provincia d'Eufrate, sotto la me-
Ti di scelte statue e pitture con buon gu- tropoli di Gerapoli, eretta nel secolo V.
PER PER III
Ebbe G vescovi. Oriens chrisl. t. 2 , p. podestà pcclesiastica e secolare. Mirabile
043. nel convincere gli eretici, soleva dire pe-
PERRON DAVYGiACOMO, Cardina- io, che perconveitirli bisognava portarli
le.Nacque nel castello di s. Lo della bas- a s. Francesco diSales. Chiamalo dal re
sa Normandia, o in Ginevra nella con- ad assistere all' assemblea di Rohan, si
Irada del suo nome, o nel cantone di Ber- rese immortale con vari discorsi , come
na, da nobile famiglia calvinista. Ad eie- quello che fu chiamato V Agostino della
gante aspetto congiunse sublime ingegno, /^rrtnc/V?, flagello dell'eresia, fonte di sa-

prodigiosa memoria e dolcezza di par- era eloquenza, presidio e tutela della cat-
lare. Da suo padre, in età di io anni, ap- tolica dottrina. Nondimenodallesueope-
prese perfettamente la lingua latina e le re si apprende, che la sua facondia e la sua
matematiche, quindi senza maestri da sé vivacità erano maggiori della dottrina
solo si applicò allo studio delle lingue che contengono. Carico di virtuose azio-

greca ed ebraica, come della filosofia, e ni passò a miglior vita in Bagnoleto nei
divenne dottissimo. Per mezzo della let- sobborghi di Parigi nel 1618, dopo es-
tura de' padri, di s. Tommaso e di s. A- sere stato a due conclavi d' anni 62. ,

gostino, conosciuti i suoi errori, li abiurò Trasferito in Sens, fu sepolto in cattedra-


e detestò, e poscia condusse all'unità cat- le in sontuoso mausoleo con istatua di
tolica molti eterodossi, fra'quali il fratello marmo e splendido elogio dovuto alle
Giovanniel'annalistaSpondano. Abbr.'ic- sue grandi qualità. Le sue O^erefurono
ciato lo stato ecclesiastico, fu fatto legio stampate in Parigi nel 1622, per lo più
bibliotecario da Enrico III, per cuicom- risguardanti il domma, con la sua vita,
missione fece l'elogio funebre di Maria la quale è pure nel t. 6 degli Uonnniil
Stuarda, traendo le lagrimedagli occhi di lustri di Francia di Perrault ; altra ne
tutti gli uditori. Contribuì pure alla con- scrisse Btu'igny e pubblicò nel 1768.
versione di Enrico IV re di F/-^«f/rt(F.), PERSECUZIONE DELLA CHIE-
che lo nominò vescovo d'Evreux suo , SA. Così ordinariamentevengono nomi-
grand' elemosiniere, e piocuratore con nati tempi disastrosi e a un tempo glo-
i

<\'Ossala Clemente f'/// per ottenergli riosi per le conseguenze, ne' quali i cri-

l'assoluzione. Nel 1600 aFontainebleau sliani vennero tormentati dagl' impera-


in presenza del re completamente con- tori pagani , o dagli eretici o scismati-
vinse il calvinista Duplessis Mornay sui ci, spalleggiati dal favore dei principi,
suo trattato dell'Eucaristia, ciò che prò- Le persecuzioni furono parziali ad al-

dusse la conversione di molti ascoltanti, cuni luoghi, o generali a danno di tut-


In premio di tanti meriti, Clemente VHI ta la Chiesa e de' fedeli. L'essere perse-

uel i6o3 lo creò cardinale prete e pub- guitati poi in particolare, fu la sorte che
Llicò a' 9 giugno i6o4 del titolo di s. A- toccò in tutti i tempi agli uomini dab-
gnese nel foro agonale, donandogli il bene : s. Paolo asserisce essere la perse-
proprio anello e chiamandolo uomo se- cuzione inseparabile dalla pratica della
condo il suo cuore. Si adoperò eflìcace- pietà, e Gesù Cristo dichiara beati quel-
mente sotto Paolo V per imporre silen- li che soffrono per la giustizia. Quindi la

7Ìo alle questioni sulla grazia e libero ar- pazienza io tali persecuzioni è l'ultimo
bitrio, ed ebbe molta parte nel comporre e il più perfetto grado della beatitudine,
le vertenze col senato veneto. Nel 1606 serbato a quelli che le soffrono con ras-
fu trasferito all'arcivescovato di Sen.s, segnazione, dolcezza e carità: le afQizio-
celebraudo il concilio provinciale in Pa- ni sostenute col vero spirito del cristia-
rigi nel 1612, in cui restò condannato nesimo chiamansi dietro tutte queste vir-

l'iufame librodi Edmondo Richeriosulla tu con parecchie altre, e le sollevano si-

VOL. IH. 8
^

ii4 i^i^i^ PER


no ali cioismo ; elle sono il rimedio [>iù ro, INIassiminOjDecio, Treboniano Gallo,
efficace contro tulle le malattie «lell'aiu- Valeiiano,IMacriano, Aureliano, Galerio
ina, e ci assicurano un'immensa gloria nel IMassimiano, Massimiano Erculeo, Lici-
cielo, essendo il sagriflzio di sé stesso il nio, Giuliano apostala, ec. ] imperocché
più perfetto che può of-
fra tulli quelli i primi persecutori della religione cristia-
frire l'uomo. Le persecuzioni ne' primi 4 na quasi tutti miseramente perirono, pro-

secoli della Chiesa,mosse contro di essa vando anche visibilmente gli elfetti del-
dai pagani ed infedeli, furono coronale l'ira del cielo; mentre martiri guadagna- i

da un immenso numero di Martiri {F.), vano immortali corone, loro nemici sof- i

dall'accrescimeulo mirabile del cristiane- frirono in questa vita i castighi dovuti ai


simo, e dalla pace della Chiesa stessa nel loro delilli.
libero esercizio del pubblico culto. Le pri- Le persecuzioni delia Chiesa generali
me persecuzioni parziali contro la Chiesa e pili insigni alcuni l'enumerano ro, altri i

si suscitarono in Palestina dalla giudai- 12. Vedasi la Dissertazione sul numero


ca crudeltà, cioè contro i primi fedeli : la de^ martiri delle X prime persecuzioni
1/ fu quella (oltre quella de'ss. Innocen- contro il Dodwello, ch'è la !" nella Rac- 1

ti^ V.) in cui s. Stefano protomartire sof- colta di dissert. di storia eccl. del Zacca-
frì in Gerusalemme martirio; la 2.* ria, ed il p. Menochio, Sfuore
il t. 1 1 ; t. 2j
fu mossa da Erode Agrippa, nella quale p. 3 1 5, delle 12 persecuzioni mosse da-
fu marlirizzalo s. Giacomo maggiore, e gì' imperatori romani contro la Chiesa.

s. Pietro venne posto in carcere. La 1.* Vi furono due


scismi a caerione de' ca-
D
persecuzione generale contro la Chiesa fu duti nelle peisecuzioni, di che parlo iu
suscitata dall'imperaloreNerone: in essa molti articoli ed a Lassi. Le 12 prime
.° persecuzioni generali sono
e nel i secolo della Chiesa patirono, oltre le seguenti. Di
i principi degli apostoli ss. Pietro e Paolo, Nerone la i
.' dall'anno X del suo impe-
i ss. Vitale, Gervasio, Protasio, Trope- ro fino alla sua morte, che avvenne fan-
to, Processo, Martiniano, Nazai-o, Celso, no 68 di nostra era : ne fu pretesto l'in-

i ss. martiri di Roma e le ss. Basilissa cendio dt. lui fallo di Roma, imputando-
e Anastasia. Nel volume dell'indice delle lo a'cristiani, di cui fece scempio deplo-
Vite de' padri, mai tiri e santi ^ di But- rabile, e durò 5 anni. La 2.'' di Domi-
ler, non solo si legge il volgarizzamento ziano , nella quale fu martirizzato Papa
di tìiason Fontana, del trattato eccellen- s. Cleto, e posto nell'olio bollente s. Gio-
te Delle morti de'persecutori, otiribuito a vanni apostolo, che durò non meno di 6
Lattanzio Firmiano (altro volgarizzamen- anni, dal go o prima, al 96. La 3.' di

te è quello di Brancadoro poi cardinale, Traiano, il quale ricercato da Plinio il gio-

dedicato a Pio \J e stampato in Fermo vane come si dovesse portare co'cristia-


nel 1783), ma vi è un utile e comodo re- ni nel governo di Bitìnia , rispose che

gistro e indicazione per secoli delle di- non se ne facesse inquisizione, ma se ac-
verse persecuzioni parziali o generali pa- cusati per tali onde fecesi castigassero,
tite dalla Chiesa e dai fedeli dali.°a tutto tra gli altri morire s. Anacleto Papa du- :

il secolo passato, coi martiri d'ognuno, ri- rò circa if) anni, dal Cjj al 116. La 4-
mandandosi il lettore pel dettaglio alle i7te di Adriano, in cui Ario Antonio o Anto-
slesse con citazioni opportune. Sui perse- nino perseguitò crudelmente cristiani i

cutori vedasi \' annalista Rinaldi, m Mor- e li fece morire senza processo: durò cir-
te j Ruinart, /^tó de' martii i, in Persecu- ca 20 anni, dal i i8al 129. La 5.^ degli
zioni, ed in /F/or(/, funeste de'persecu tori imperatori Antonino eLucio Vero, quali i

del cristianesimo, come di Nerone, Domi- promulgarono la legge, che cristiani o i

ziano, Claudio Ermiuiano, Scllimio Seve- sagrificassero agli Idoli fossero senten
PKR p r. R 1 1
-^

ziali a morie, onde III flerissima : durò dalla regina Elisabetta; del GfV//j/?o/ie, del-
circa 1 7 anui, dal 38 al 53. Altri vi ag-
1 i la Cina, del Tonkino come dissi a Indie
giungono quella di Marco Aurelio dal 6 1 ORIENTALI, per non dire di altre narrate a
al I 74- La 6.'^ di Selliraio Severo, impla- Martiri, ed a' loro luoghi, sotto diverse
cabile persecutore de' cristiani per non forme e speciosi pretesti, anche di non
essere concorsi a vedere il suo trionfo: du- lontane epoche. Sulle persecuzioni si pos-
rò 12 anni, dal 199 al?, i i.La 7.^ di Mas sono consultare: Mamaclii,