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*
STORIA DIPLOMATICA •

DE’ SENATORI DI ROMA


DALLA DECADENZA DELL’ IMPERIO ROMANO
PINO A NOSTRI TBUPÌ
CON UNA SERIE DI MONETE SENATORIE
O P E RA- #
*
*

4

DELL- ABATE FRANCESCO ANTONIO VITALE


"Patrizio della Città di striano , Giureconsulto , e Socio

della Elettorale Bavara ^Accademia delle Scienze .

PARTE IL

*j

•\1

1
J


NELLA STAMPERIA SA LO MONI
CON LICENZA DE* SUPERIORI ' ‘

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5 '5

STORIA DIPLOMATICA
DE’ SENATORI DI ROMA

parte seconda
Dopo aver esposta in quel modo ,
che si c saputo il mi-
gliore ,
e con quella chiarezza, che è potuta trovare ne*
si

monumenti de’ secoli passati ,


la storia de* Senatori , desti-

nati in quel tempo algoverno di Roma , discendendo ora


a parlar degli altri ,
che successivamente l’ istessa carica
esercitarono, abbiamo stimato dividere l’opera
in due par-

ti , e terminare la prima, cominciando questa seconda dal

tempo , in cui di Avignone in Roma la Sede , c Corte pon-


tificia fu riportata .

Avendo i Romani nella stessa maniera, praticata con


altri Pontefici ,
residenti in Avignone ,
fatte replicate
istanze ,
c preghiere al Pontefice Gregorio XI. perchè ri-

tornasse alla loro città, e la Sede ,


Corte pontificia vi
e
ristabilisse ,
ansiosi di vederne il buon esito , determina-
rono finalmente per viepiù indurlo a tal risoluzione ,
,

promettergli varie cose , richieste da i Cardinali Vescovi


di Ostia , e di Torto , e dal Cardinal Prete di S. Sabina in no-
me dello stesso Pontefice da ese-
tra le quali fu l’offerta,
guirsi nell’ approdare ad Ostia o in altro luogo vicino a
,

Roma, del pieno, e libero dominio della Città nella stessa


maniera ,
che fu offerto al detonto Pontefice Vrbano ;
se-
condariamente, che la disposizione, custodia, ed ordinazio-
ne de’ ponti ,
delle porte ,
torri ,
fortini ,
e di tutta la parte
di là dal Tevere ,
e della Città Leonina ,
liberamente si sa-
S s reb-
ji 6 STORIA DIPLOMATICA
rebbc rassegnata fin d’ allora al detto Cardinal di S.Sabina ,
o a quelli, che questi deputasse in nome del Pontefice; e
di più ,
che gli Esecutori della giustizia ,
i quattro Consi-
glieri ,
Balestrieri che chiamavansi Ballistarii ,
,
e Scudieri ,

e Pavesatoresydovcsscro prestare il giuramento di fedeltà, ed


obbedienza ad esso Pontefice; siccome leggesi nella scrittu-
ra de' capitoli convenuti ,
e formati da i Presidenti, e Regen-
ti della città a 12. decernbre
137 5 ., riferita dal Rainaldo (1).
Riportò adunque il Pontefice Gregorio la Sede, c Cor-
te Pontificia da Avignone in Roma colla di lui venuta in essa
città nel mese di gennaro del 1377. Egli non volle, che al
suo arrivo alcuna , benché menoma, novità si introducesse
nel di lei governo . Permise , che fosse governata dal Se-
natore ,
da i Conservatori ,
c da i Banderesi ,
come erasi os-
servato antecedentemente . Fu grande il contento de’ Ro-
mani ,
secondo racconta Pietro Amelio ,
Vescovo di Siniga-
glia (2), compagno di viaggio , nell’ itinerario pontificio ,
in cui 1 * arrivo del Pontefice alla porta di Roma, c l'incon-
tro fattogli dal Senatore ,
c dagli altri Officiali per presen-
targli colle chiavi dominio della città , descrive colle se-
il

guenti parole Limina cnm ingreditur Romanus Antistes ,


:

Dominium ei traditur cum clavibus . Alrnae Urbis Consiliarii ,


Scnator , Banderenses omnes cooperti sunt cum pannis sericis .
Un de ostendebatur rnagnanimitas Romanorum Nobilium cum
rerum opulentiis Vere non credebam . in praesenti secalo vide -
re tantarn gloriam oculis propriis .
La Repubblica Fiorentina , avendo intesa la partenza del
Pontefice verso Roma ,
e temendo, che colle di lui buone
maniere si mutasse il sistema del governo di essa città,
indipendente ,
e libero ,
non mancò d’ incoraggire i Ban-
de-

( 1 ) AdaQn.1j76.nun3.il. (j) Masson.de Epiac.Urb. lib.yi. p.j 16 . a 317.


DE* SENATORI DI ROMA 3*7
deresi a sostenere ed a non la-
il loro diritto di libertà,

sciarsi lusingare dalle insinuazioni del Pontefice , perchè


veniva in Roma non già per ristabilirvi la suà Sede , e cosi
consolare il Popolo Romano , ma per ridurre in schiavitù
la di loro libertà . Ricordava loro, che la libertà era pro-
pria, ed ereditaria del sangue Romano ,
e che non conve-
niva di perderla in vista di qualunque speranza di vedere
la città di Roma reintegrata nella sua magnificenza, anche
con fregiar d’ oro tutte le mura . Per il mantenimento di
tal libertà offerì loro anche ogni ajuto ,
c favore ,
come se
della propria libertà si trattasse . 11 che tutto leggesi nel-
la seguente lettera, data alle stampe dal Ricacci tra quelle
di Coluccio Salutato (1) ,
che fu Segretario di Urbano P’., e

di Gregorio XI. ,
indi Cancelliere della detta Repubblica .

Banderensibus . durissimi viri Fratrcs honorandt .


Quam-
quam hactenus incassum verba fuderimus ,
vos ad libertatem
vestram ,
et totius Italiae firmis animis exhortando ,
nec ali-
quem fructum viderimus , msi literas expolito sermone ,
et sen-

tentiarum pondere decoratas ,


adirne tameti in hoc libertatis
vestrae praecipitio ,
quod instare videmus , sincera^ et salubria,
cumulare consilia non irascamur aliquando perficitur , . Nam
quod intentione frustrata saepius procuratur . Videmus enim
fratrcs optimi ,
et vos iidem^si dissimulare non vultis^ manife-
ste percipitis ,
summum Fontifeem ,
quem tam ajfectutsis ani-
mis expectastis , non incolatum Urbis diligere , ut in sede pro-
pria sedeat , et vestrum devotum Fopulum consoletur ; sed ut
vestram sub servitute redigat libertatem Quid enim aliud .

exoptat, quid expetit , stiblationem vestrae dignitatis, et off-


rii postulando , nisi libertatis Romanae columen extirpare ?

quid enim fraenum audaci bus quid impotentibus refugium re-


,

T t 2 lin-

(0 Pjr. 1. epiit. 17. paj. jJJ.

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328 STORIA DIPLOMATICA
linquitur , si vestra sacra socie tas ,
A qua Romanorum pax ,
fortitudo , et tranquillitas dependebat ex hoc adventu Curiae
dissolvatur ? Si deberet antiquo decor 't^et formos'itati restitue-
re Vrbem , si Romanos in majestate veteris Imperli sublimare,
si auro vestros vestire p arietes cum vestrae libertatis praeju -
dicio , non esset a recte sentientibus acceptandus . Quo circa
vos sincerissime deprecamur yquatenusyut decet Romanum san-
guinem ,
cujus propria est haec haereditaria libertas, et virtusy
vestrae saluti ,
dum licety et dum tempus babetis ,
adbuc
intra vestra moenia vestrae libertatis opprcssor domesticae non
serva tur ,
d igne mini , populi Romani ,
r#/W salus in manibus
est ,
consulere libertati ; ^«4 , quum piacuerit , etiamsi nos
duxeritis requirendos ,
parati sumus , omnem nostram poten-
tiam tamquam prò libertatey et salute propria destinare ,
me -
mores quod postquam sub iugum ,
quamvis ab initio suave vi-
deretur y
vester populus venerit ,
durum erit emergere ,
nec
proderit quod sequi consuevity
y
infelices exitus . . . Dat. xxv.
Decembris mccclxxvi.
Incoraggiti i Banderesi nella maniera ,
già descritta ,

sostenevano con vigore il loro Magistrato segretamen- . Ma


te andavasi da alcuni Nobili Romani pensando la maniera
di supprimcrlo . Onde nacque tra il Popolo Romano e *1
Pontefice Gregorio non piccola discordia Della quale ne .

parla Io stesso Coluccio Salutato nella lettera, scritta Domino


loanni Haucud. 4. martii 1377. (0 cioè quoniam Summus :

Pontifex indiget gentibus prò discordia quam nuper cum ,

Romanis habet . Alla qual lettera il Rigacci nella nota sog-


giunge, che stima, tal sedizione esser quella , di cui ne
parla Bellini nella Storia di Perugia (a) con queste parole :

„ Fu di questi medesimi giorni scoperto un trattato in Ro-


ma,
(2} Par. S. pag. 14$. (2) Par. I. lib. 9.
DE*- SENATORI DI ROMA 3 i9

„ ma ,
guidato ,
come dicono da Luca Savelli e dal Con- ,

„ te di Fondi per dare a terra il Reggimento de ’Banderesiy


ed ucciderne quanti più potevano ;
e vogliono ,
che fos-
,,

„ se fatto ad istanza de’ Ministri del Papa , che per anco


,, si trovava in An agni , benché poco dopo se ne tornas-

„ se a Roma ; al qual trattato avevano congiurato più di

„ 400. Uomini .

E perciò il Pontefice deputò in quest’ anno Gomesio


de Albornozjo ,
Maggiordomo
del Re di Castiglia , non sola-
mente per Senatore, ma per Capitano generale del Popolo
Romano ad gu errar», et pacem , e Rettore del Ducato di Spo-
leti j come appunto si osserva nella solita conferma de’ Sta~

tufi dell' arte della Lana a io. marzo 1377*


Querelandosi grandemente la Repubblica Fiorentina del
Pontefice ,
per motivo della guerra, da lui sostenuta in Ita-
lia, secondo leggesi nelle lettere del detto Coluccio (1),
scrisse a Galeotto ^Malatesta ,
come dovea intendersi la li-

bertà ecclesiastica ,
cioè sic observandam Lcclesiasticam li-

bertatem ,
quod libertas naturalis Populorum nihilominus
non laedatur , sic fore prò fidei conservatione statuendurn ,
quod Fideles curri calumnia non plectantur , e nell’, altra lette-
ra (i): heu purissima , et verissima Fides certum ad eocle-
stia R egna vehiculum favorem ,
; ecce
,
quod ad tui et conser-
vationem fuit a primis Sanctis Vatribus ardiri a tum , in captio-
nem , et ojfendiculum Fidelium ,
est conversar» ! Nè trascu-
rò di scrivere a i Romani, con lei collegati ,
che non per-
dessero così bella occasione di reintegrarsi nell’ antica
loro gloria , c che perciò persistessero nelle loro intrapre-
se . Le parole della lettera tra quelle del detto Coluccio
(3)
sono le seguenti
Ro-
CO Eput. 78. pag. iti.
( >) jp. pig. 16J. (3) To. x* Epiit. 57. pag.141.

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330 STORIA DIPLOMATICA
Romanis . lllustres ,
et magnifici Domini , soli Patres Ita
liae . Videtis dispositionem Summi Pontifici ,
qui totis cona-
tibus omnique modo procurat desolationern ltaliae , ipsam-
,

que magis vult bellorum turbine conquassavi , quam pacis ,


concordiae desideratissimo munere reformarc ; e/ pacem ore
praedicans ,
solum bellicas vastationes animo meditatur .

abscntia nostrorum Oratorum publice pacem obfert ,


quum au-
tem dignis conditionibus obfertur , 4^eadcm omni
cum humilitate, <r? reverenda postulatur , ipsam per moras di-
strahens,dum speratur conclusio, desperetur . 0 indigna , de-
filenda tcmporum nostrorum conditio 0 nefas nullis temporibus !

subticendum . pacifici Vtcarius ,


Cadi claviger ,
Petri-
que Successor ,
cw/W rr/ cunctos Fideles in pacis dulcedine con-

tinere 5 pacificare provincias , r/ dissidentes Regum discordias


ad unitatem prò augumento Videi revocare ,
bellum ardentis-
sime con tra Fideles ,
devotos Ecclesia e gent ,
«re veretur
contro, Iesu Christi instituta pacem, toties petit am humiliter»
in duritia mirabili denegare . Et ob id , éMaiestatis Po-
puli Romani curam de conservatane ltaliae gerere princi-
sit ,

palem , liberta tem rnodis omnibus procurare : vestram

rnagnificentiam cordialiter deprecarmi , quatenus ad occur-


rendum tatitae ruinae , quam non sine nota negligentiae , j*
W hoc manum non posueritis ,
permittetis ,
vos promptis
animis disponatis magnificum fratrem
. £/ «oj ,
e/

nostrum Dominum Bemabovem parata tenemus tria milita


Lancearum , quas ad omnia vestra beneplacita quandocum
que nos requirendos duxeritis , exponemus ; ut in veterem
status Romani gloriam vestra UMajestas hoc nostro tempore

revertatur . CMementote ,
maiores vestros se infiniti sangui-
na impensa Senonibus ,
Pretino Duce saevientibus , Thessalis

Rege Vyrrho ,
pugnantibus Carthaginensibus Annibaie ducto-
re fulminati tibus Tbeutonis ,
Tygunnis , et Cimbrts exitio
,
Ita
DE’ SENATORI DI ROMA 3 3 1

Italiae triplici duce imminentibus occur risse ,


quarum rerum
merito nedum Italiae ,
sed orniti terrarum orbi iustissime
profuerunt . Revocate veterurn animorum viriutem . Num-
quam babuit Populus Romartus paratiorem occasionern ad glo-
ria-m nunquam faciliorem aditum ad triumphum nunquam
, ,

pleniora subsidia ad rem arduam adgrediendam ut omnium ;

ignaviarum ignavissimum siterei Italiae vestrae causam negli-


gere ^
vel tantae glonae praeparatam opportunitatem ferven-
tibus anirnis ,
et constanti proposito non amplecti . Nos au-
tem tanquam verum Romanorum genus et qui, a tantis descen-
,

disse Viris, merito gloriamur, parati sumus , vestigia vestra se-


qui ,
et nunquam a vestris consultationibus derivare : sed ori-
ginis nostrae memores per semitas vestrorum pressuum oro
fi-
ctsci . Quia jacietis o viri clarissimi ? in
societatem lam par
tae victorìae vestra sublimitas evocatur
, cuius rei gloriam
quanto desiderio cupiamus titulis nostris accedere nec scri-
,
bendo possemus nec etiam verbotenus explicare . Datum Flo-
,

rentiae xxi. septembris xv. Indiatone mccclxxvii.


Nell aver publicato 1
*
Abate Gaetano Clarini , Pre-
fetto dell ’ Archivio Vaticano nella sua erudita opera degli
,
Archiatri Pontificj (i) un documento dell’immunità, ed esen-
zioni, concesse dal Senato nel
1376., e 1385. ad Angelo di
c"Manuele Giudeo del Rione di Trastevere
, ed a suo padre , ,
confermate da Bonifacio IX. nel 13
99., per esser Chirurghi,
etquia in dieta arte sunt curiales et benignila libenter gratis
,
serviunt pauper 'tbus et egenis etc ci ha
, . , et sunt peritissimi
,
somministrata la notizia, che il detto pubblico documen-
to può servire a farci ben conoscere la forma
del governo
politico , che fu in Roma non solamente in quel tempo

ma per più anni dopo j c che perciò a 18. ottobre


1377.
trovansi Bartolomeo de garrii Vicario, e Luogotenente del

det-
CO To. x. pig. 62. a 7*. num. 26.

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33* STORIA DIPLOMATICA
detto Gomezjo d' Albornozzp , Niccolò de Porcari , Antonio
di Lello Guerroni ,
e Giovanni di Tocio llpcrini Conserva-
tori della Repubblica Romana, Nudo di Cola Vecchi , Cecco
di Giovanni Egidiozj , Stefano di Giovanni Salerni , e Tom
maso di Romaoli quattro Consiglieri della felice Società de’
Pavesatori , e Banderesi .

E quantunque Gigli nel 1378. asserisca , esser


il

stato in detto anno Senatore Tommaso Angelelli Bologne-


se , per aver a’ 1 6. gennaro confermati i Statuti dell' arte
della lana .Nondimeno egli è certo, che in detto tempo
era Senatore Guido de Proini , oltramontano j impercioc-
ché ,
secondo avverte il lodato Abate CMarini , citando varj
originali documenti , per giustificare , che quegli chiamossi
de Prohinis , non già Probini, come sostiene lo scrittore del-
la Serie, più volte citata, trovasi Senatore a io. novembre
del 1377. E oltre a ciò confermò i Statuti de'CMercadanti
de' panni a 16. gennaro 1378. Anzi sappiamo da Bertran-
do Boisseto (1), che dopo esser stato dal pontefice Gre-
gorio,
dimorante in Anagni , spedito in tempo che trat-
tavasi la pace tra il Prefetto di Roma Francesco de Vico ,
ed
i Fiorentini ,
come apparisce dalla lettera dello stesso Pon-
tefice, scritta in Anagni a 2 6. settembre^ nel ritorno ,
che fe-
ce in Roma a 7. di novembre ,
fu eletto Senatore .

Il Rainaldi nell’istcsso anno 1


3 78. (2)
trascrive un mo-
numento, in cui leggesi quanto si operò dal detto Senatore
nell'* elezione di Vrbano VI. ,
il quale volendo giustifica-
re contro i Scismatici di esser stata legittima ,
descrisse
minutamente tutto il fatto al Re di Castiglia 3 onde ha per
titolo Factum missum . . sub Bulla Regi Castellae . E noi
: .

ne trascriveremo quello ,
che al Senatore si appartiene .

Div-
(O Baiati» Vitae Paparuro Avcnionensium to. z. pag. 4 63. (») Nuiu. 72.

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DE' SENATORI DI ROMA 333
Divulgatasi adunque la notizia della disperata salute
di Gregorio XI. prima del dì 27. di marzo del detto anno,
Guido de Proini ,
dal Rainaldo chiamato de Primis , Sena-
tore di Roma, e Cavaliere oltramontano , unito a i Consce
vatori, ed a’ Banderesi andò a visitare i Cardinali, radunati
nella Chiesa di Santo Spirito condolendosi del grave , e pe-
,

ricoloso statò del Papa, ed offerendosi di esser pronto ad


assistere, ubbidire, ed eseguire in tutto, e per tutto i di loro
ordini ; supplicandoli ancora, che in caso della vacanza della
sede Pontificia si degnassero di eleggere persona tale per

Pontefice ,
che in riguardo a quel tempo, fosse utile alla
Chiesa. I Cardinali restarono molto appagati di tal offerta,
e dopo averlo ringraziato, ed assicurato di eleggere
un Pon-
tefice il governo della Chiesa ,c quello, che
più idoneo al

Iddio avrebbe loro ispirato ; finalmente gli raccomandarono


la buona custodia della Città, perchè in tale occasione non
avvenisse alcun male. Il Senatore , i Conservatori , ed i Ban-
deresi risposero di farlo pontualmcnte , c di non mancare
per qualunque causa.
Passò poi all’altra vita a 27. del detto mese il Pon-
tefice Gregorio j ed allora i Cardinali chiamarono a se
il suddetto Senatore , ed altri Officiali della città ,
ri-

chiedendo , che prestassero il giuramento in forma iuris


debita^ di osservare il decreto ,
ubi periculum , iuramenta etc.
Il che fu subito adempito ,
rinnovando , 1
*
offertala loro
fatta ,
come si è detto di sopra
Nel giorno seguente, essendo i Cardinali congregati
nella Chiesa di S. CMarianuova , nella quale fu seppellito il
detto Pontefice , il Senatore ed altri Officiali in loro
,

nome , c del Popolo Romano supplicarono altresì a i detti


Cardinali di degnarsi eleggere un buon Pontefice, che fosse
Italiano i dicendo di esser ciò espediente ed utile alla
,

T t . Chic.
334 STORIA DIPLOMATICA
Chiesa universale . E I* istcssa supplica replicarono piu
1
volte ne giorni susseguenti , esponendo tutti i mali, avve-
nuti alla Sede Apostolica, ed a Roma, per la lunga assen-
za de’ Pontefici , e per la loro residenza in Avignone .
Tali suppliche del Senatore, e degli Officiali, unite alla
distinta relazione de* danni ,
sofferti per la detta assenza
de’ Papi Oltramontani, furono da i Cardinali pienamente,
c con docilità intese . Ed indi richiesero al Senatore ,
ed
a detti Officiali di difendere ,
c custodire il Palazzo, il

Conclave , il Borgo di S. Pietro, in cui è situato detto Pa-


lazzo, edi ponti , per quali dalla città si passa a detto
i

Borgo , ordinando Custodi , ed i Capitani 5 sicome leg-


i

gesi anche negli atti dell'elezione , c dello scisma di Urba-


no Vl.{ i) . Il Senatore, c gli Officiali eseguirono tutto pron-
tamente, deputando i Custodi ,
cioè alcuni Officiali del Po-
polo Romano , chiamati Banderesi ,
quattro Cittadini Ro-
mani uomini probi $
i quali tutti prestarono il giuramento
di custodire ,
e render sicuri i Cardinali ,
ed i dì loro
famigliati
A di 9. di aprile dello stesso anno fu intimata 1 * elezio-
ne del detto Pontefice Urbano VI. al Senator Gnido de Proi-
ni , e ad altri Officiali del Popolo Romano E questi subi- .

to vollero andare al Palazzo per ossequiarlo . Ma egli non


volle per alcun conto perchè non erasi pubblicata la sua
,

elezione ,
c non ancora era canonica ; alla quale avendo poi
prestato il consenso altri sei Cardinali ,
di ciò informati il

Senatore , mostrarono molto contenti


e gli altri Officiali, si

della detta elezione $ ed i Cardinali , che non volevano


prima acconsentirvi per non disgustar il Popolo , che avea
se fu-

co Mabillon. Mu*. Itti. pag. 95. nano. ».


DE* SENATORI DI ROMA 335
sempre richiesto un Papa Romano, restarono molto conso-
lati dell’espressione del Senatore, e degli altri Officiali. In-
di fu fatta la pubblicazione, e la coronazione ;
dopo la qua-
le partì il Pontefice colle solite formalità dalla Basilica Va-
ticana processionalmcntc per andare alla Basilica Latera-
nense , adextrantibus equurn dicti domini nostri secundum
morem Senatore , p editando de dieta.
et nonnullis CMagnatibus,
Basilica S. Vetri per urbern usquead Ecclesiam Lateranensem *
E giunto il Pontefice a detta Basilica ,Juramentum Senato -
ris , ante fores ipsius Basilicae existentis , omnium junum

spirituahum ,
et temporaliurn recepii ,

questo stesso anno 1378. si


Successore del Prcini in
registra Corrado , signore del Piano , nella Serie , stampata
dal Salomoni , ed in quella Mss. del Gigli ; recandosi in com-
prova conferma d £ Statuti dell arte della Una , fatta da lui
la

a z 6 . 1378. ind> 1. Ma da ciò, che si è detto di so-


marzio
pra circa 1 * elezione del Proini y seguita a 7. novembre del
1377. dalla conferma de* Statuti , da lui fatta a a 6 . genna-
ro di quest’ anno 1378., e dalla suddetta Bolla di Urbano
VI., colla quale, come già abbiamo riferito, diede relazio-
ne di tutto quello, che giornalmente avvenne nella sua ele-
zione fino al dì 9. aprile di detto anno al Re di Castiglia >
apparisce ,
che Guido era ancor Senatore nel tempo, in cui
da i suddetti si colloca Corrado signore del Piano . E perciò
convien dire , che tanto circa il tempo di questi ,
quanto
circa il tempo dell’ Angelelli ,
di cui più sopra si è parlato,
vi sarà qualche errore ,
occorso nell* estrarre le notizie de*
Senatori da dette conferme .

Nel medesimo anno 1378.fi] eletto Senatore Tommaso


di Sanseverino, da cui a 20. giugno di detto anno furono
,

confermati i soliti Statuti .

Trovasi successore Fra Gvglielmo Maramaldi di Na-


T t 2 po-
33^ STORIA DIPLOMATICA
poli ,
Cavaliere ,
e Priore dello Spedale di S. Giovanni Gero-
solimitano ; così intitolandosi nella conferma de* Statati
dell* arte della Una al i . gennajo 1378,
Nuovamente i tre Conservatori esercitarono 1
*
officio
di Senatore . E furono Archionus Tutii Archioni , Lellus
Iannutii ,
e Laurentius del Conte; apparendo ciò dalla
conferma de’ Statuti de* CMerciaj a dì 25. marzo 137 p. Fu
eletto poi Senatore Brancaccio de Bonaccursis di CMonte
CMelone ; il quale confermò i Statuti dell" arte della Una a
io. ottobre 1 379.
In quest’istcsso anno dal Crescimbeni (1), e dall* ZJgur-
gieri (2) si colloca Senatore Bartolomeo di Riccomanno
da Siena .

Nell’anno 1380. fu Senatore Giovanni de Cinthiis,


che da altri chiamasi Cenci $ confermò i soliti Statuti de*
CMercadanti de* panni a 28. aprile 1380. E di lui trovasi
la seguente notizia, cioè
,,
che a di 2. maggio del 13 80. fu-
,, rono fatte solenni esequie a S. Caterina di Siena in Ro-

„ ma , ove morì ; e queste per ordine di Urbano VI. , che


,, vi mandò tutto il Clero , c.
tlittc le Religioni; e succes-

„ sivamente altre esequie le fece Giovanni Cenci Senatore


„ di Roma con tutto il Popolo Romano in riconoscimento
„ de* sempre memorabili benefizj , fatti dalla S. Vegine a
„ Roma , ed all’ Italia tutta , cioè di avere al Vaticano ri-
„ condotta la Sede Apostolica, che per settanta anni si era

„ ricoverata in Avignone „ . E 1

autore del Diario Sane-
se (3) riferisce su ciò le ^Memorie del B. Stefano CMaconi di
lei discepolo, esistenti presso i Certosini di Pontignano .

In questo medesimo anno 1380.il Gigli registra Sena-


tore Pietro Lante da Pisa, citando i suddetti Statuti, e la di
loro
(r) Stato della Basilica in Cosmedin. (j) Pag. 9?. Maggio z.
(z) Pompe Sanesi par. I. p. 308.

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DE* SENAT ORI DI ROMA 337
loro conferma, fatta dal medesimo nel dì ultimo di ottobre
del detto anno cioè : Nos Petrus de Lante de Pisis Lcgum
Doctor^Dei gratta Almae Vrbis Regens in Officio Senatoris etc.

confirmamus etc Esiste nella Chiesa di Araceli la di lui iscri-

zione sepolcrale, riferita dal Galletti (i),come sicgue «

SI CANONES SENSVS FACVNDIA FASTVS


LEGES
GLORIA SENATVS ^VEM BIS REXERAT VRBIS
QVI MARESCHALCVS SVMM1 PONTIFICIS ALMI
FVERAT INSIGN1S SOBOI.ES PERFECTA FIDESQVE
SI CIVII.IS AMOR POSSET RESISTERE MORTI

DEGERET HIC QVI IACET PETRVS DELLANTE PISANVS


Ma
fu prima trascritta nelle ^Memorie istoriche della
detta Chiesa colla seguente nota : ,, Paolo Tronci , che ri-
ferisce questo epitaffio mancante , e scorretto , narra ,

,,
che Pietro nell* anno 1366. fu fatto Vicario per lo Doge
,,
di Pisa , c che attesa la sua gran prudenza , e sapere ,

,,
venne impiegato in affari importantissimi , ed in molte
„ ambascicrie , spezialmente a Papa Gregorio XI dopo il
„ ritorno ,
che da Avignone fece in Roma Vrbano
. VI. e

,,
Bonifacio IX. lo stimarono molto ,
e favorirono ;
siccome
„ fece ancora T Imperadore Venceslao , che dichiarollo nobi-
,,
le con tutta la sua progenie , ed investillo del Marche*
,,
sato di /Massa di Lutti con tutto il suo territorio . Tro-

,,
vasi annoverato tra gli Avvocati Concistoriali , tra <Ma- i

,,
rescialli , e tra i Senatori di Roma L’ Amidcno rapporta .

„ la detta iscrizione, e parla della famiglia Latiti , nella

„ cui arma gentilizia veggonsi tre aquile bianche corona-

„ te in campo rosso . Il Gualdi fece intagliare nel legno


,,
questa lapide sepolcrale colla memoria riferita; e il di-

„ segno ,
fatto non so da chi ,
si trova nella Biblioteca
dell*

(1) Ioseriptlon. Roman. t«. 2. pag. ri.


33 8 STORIA DIPLOMATICA
„ dell* Eminentissimo Albani, Presso il Sig. ^Marchese Astai*
„ li accennasi il testamento di Lorenzo Lauti Satiese
,
che
,,
fu parimente Senatore di Roma , rogato per gli atti di

„ Lionardo di Pietro & i


24 .agosto 1503.,, Da questa an-
notazione comprende , che il detto Pietro de Patite fu ben
si

affetto al PonteficeVrbano VI , dimodoché nell’ anno se- .

guente lo dichiarò di nuovo Senatore . E perciò non sap-


piamo, come il Gigli abbia scritto, che fu quegli sco-
municato dal detto Pontefice insieme coll’ eletto Antipapa,
tanto maggiormente ,
che nell’editto di scomunica con-
tro di questo" ,
c suoi aderenti ,
e fautori ,
trascritto dal
Rainaldo , non si suddetto Pietro deLantc
legge nominato il

Dopo 1
*
elezione fatta di Vrbano VI. alcuni Cardinali
mal contenti ,
col pretesto che 1* elezione non si fosse fat-
ta colla dovuta libertà ,
ma con forza, e violenza ,
si adu-
narono, e crearono un altro Pontefice, cioè l’Antipapa
Clemente VII., che nuovamente riportò la Sede in Avignone.
In questo stato di cose il Mondo cattolico era diviso in fa-
zioni ; i Francesi ubbidivano a Clemente , c così anche la

Regina di Napoli Giovanna ; ubbidivano ad i Romani, ed altri

Vrbano ; il quale per vendicarsi , come alcuni dicono, con-


tro la detta Regina , eccitò Ludovico Re di Vngaria a moverle
guerra colla speranza d’ impadronirsi del Regno; a qual
effetto da Ludovico fu spedito coll’esercito Carlo di Durazzo
di lui parente . Arrivato questi in Roma nel 1381.fi! onore-
volmente accolto dal Pontefice Vrbano , e fu creato Senato-
re ; onde leggesi nella Storia Pistojese del Sozpmeno (1) :
anno Domini 1381. Domiuus Carolus . . . . profectus fuit Ro- 1

mam ,
et a Papa Vrbano VI. honorifice reccptus , factus fuit
Senator . E dello stesso Scnator Carlo scrisse il Pellini nel-
la sua

CO Muratori R. I. S. to. 1 6. pag. ijij.


DE* SENATORI DI ROMA. iì9
la sua Storia, „ Carta di Du-
di Perugia (i) quanto siegue :
1

„ razZP composte le cose co* Fiorentini se n andò alla vol-


„ ta di Roma , dove essendo da Vrbano con molta alle-
„ grezza ricevuto , investito , e solennemente coronato
„ del Regno di Napoli, aspettando più tranquilla stagione,
„ e che le cose opportune alla guerra si preparassero , vi
„ dimorò alcuni mesi con titolo di Senatore . c nell’ . .

„ anno seguente se n* andò poi in Napoli .


Nel suddetto anno 1 3 8 i.fu poi eletto Senatore I.apo da
Castiglionchio, di cui ne ha data alla luce la Vita il Cb.Aba-
te Lorenzo éMehus\ il quale oltre le notizie, in quella publica-
tc,si c degnato gentilmente comunicarcene alcune altre. On-

de ci è noto ,
che il detto Lapo trovandosi esule di Firen-
ze per ragione delle fazioni Guelfe , e Ghibelline ,
cd essen-
do stato eletto Professore del Dritto Canonico nell' Vni-
versita di Padova , fu pregato Francesco il Vecchio di Carra-
ra Signore di Padova , dalla Repubblica di Firenze a. non am-
,

metterlo a detta Lettura, anzi a discacciarlo dalla città


siccome ampiamente leggesi nella lettera, che a questo
effetto Coluccio Salutato, come Cancelliere di essa Repub-
blica ,
gli scrisse , ed è la seguente (2)
Domino Paduano
frater , et amice carissime . Audi-
agnifice Domine
,

vimus nuper , quod Dominus Lapus de Castiglionchio , ohm ci-


vis noster , nunc autem suis demeritis exul, et perpetuae re-
bellionis macula denigratasi lecturus Ius Canonicum debet acce-
dere Paduam,certum a vobis salarium recepturus . Et , si idem
Dominus Lapus, Sacrorum Canonum studiosus,vel lectione , vel
advocationibus fuisset contentus ,
ut debuit ,
nec se inquieta
mente cum astutia sua , et inexorabili pertinacia ad Rempu-
blicam
( 1 ) P* r I* l'b. 9* pag. * *49.
* e aegg. segnato M. II. N. III. nella
CO Codice Cartaceo io fol. pag.jio. Biblioteca Riccardiana
34 ° STORIA DIPLOMATICA
bhc am contulissct ,
clarus esset in urbe nostra civis ,
et in
owniurn Optimatum grafia dcguisset . Sed ipse ,
quod dolen *
tes scribimus ,
ambitione succensus , o* spirita furoris ,

immanitatis quasi f eterrimum animai ejferatus , quum ad regi


»»/»« culmen desideraret ascendere , conventum Capita- «
neorum ,
Guelpborum transtulit ^ et adhaesity
o? universitatis

ibiquc corrumpens plurimorum animos abati cocpit legibus San-


ctissimis dictae Partis , quod ad salutem patriae , conserva-
tionemqtie Catbolicae ,
Cbristianissimae Partis Guelpbae a
nostris éftiaioribus fuit inventum , /» bonorurn ,
Guel-
pborum civium ojfensionem ,
o? excidium convertendo . No»
oportet ,
Frater carissime ,
quod tantae Zirbi pudori fuerit ,

referre vobis de cunctis ,


ut crcdimus , informato ,
in quam
servitutem totum nostrum Populum praefatus noster rebcllis
cum aliquibus depravans civibas redegisset . Omittamus , quan-
ta tyrannide illurn Capitaneatus Guelpborum Sanctissimum
óMagistratum ,
quantaque superbia hi cives scelerati , quam-
que turpiter usurpabant . SW/ »o» f/v*»/ libera nostra consilia
y
et qui ad Collegia sumebantur ,
monitionis periculum evi-
tarent ,
/» istorum tyrannorum manibus furtivo iuramento ,
0/ occultis satisdactionibus despondebant Quid plura < In tan- .

tam super biae vesaniam sant evecti , quod hoc servitutis iugum
ausi sunt imponcre designatis Prioribus ,
J7 factionis co-
rum extraneos extrabi contingebat . Et hunc Sacrosanctum no-
strae libertatis praesidatum , et signum tantae subiectionis iugo
non sunt veriti maculare. Timemus autem , Trater carissime^
quod iste perditissimus homo , qui semper patriae perniciem
fuit conatus ,
/» vestra civitate ,
continue nobis firma
consilia ,
0/ opportuna subsidia provcncrunt ,
nequitia sua
contra nos aliquid macbinetur ,
r/ corruptionis infecto
contagio quaerat extra patriam amicitias vetcres nostri Com-
munis ,
et longis temporibus radicatasi sui perfdis suggestio
f
nibus
DE* SENATORI DI ROMA 341
nibus separare . Et ob id ne malitiae suae veneno vocere no*
bis ,
dum in loco tam apto moretur , attentet , neve amico-
rum puritatem corrumpere moliatur 5
Fraternitatem vestram
instantissime deprecamur ,
quatcnus eumdem dignemini ab
incoiata Paduae , et habitatione vestrorum fìnium probibe-
re . CMagna quidem necessitate compellimur , hunc pernicio
sum Civem prò securitate nostra ,
et amicorum ,
atque majo-
rum dictorum conservatone totis viribus infectari ,
et ne sta-
tuì ,
et tranquillitati nostrae insidiai possit instruere ,
ve-
ltro ,
et aliorum amicorum nostrorum auxilio providere .

Florentiae die in. Februarii 1379.


Dal Re Carlo di Duralo fu dichiarato suo Consiglici
re ,
e lasciato in Roma suo Avvocato , Sollecitatore Reg-
gio ,
e quasi suo Ministro presso la corte Romana . Il

Pontefice all* incontro ammirando la di lui virtù, per esser


stato Lettore di giurisprudenza ,
ed uno de* celebri Giu-
risconsulti de’ suoi tempi ,
come vedes-i da i suoi Consul-
ti ,
e da altre operette ,
esistenti nella Raccolta de Trattati
magni , lo dichiarò Avvocato Concistoriale ,
e 1’ elesse Se*
natore
Una tale elezione non piacque molto a i Romani, ed
il complimento ,
che gli fecero in tal congiuntura ,
ha ben
ragione di dire il JMebus, che non fu al certo molto grazio-
so j
e perciò lo riporta colle precise parole ,
che leggonsi
presso f Anonimo CMagliabeccbiano nella sua Ricordanza ,

cioè:,, oggi a dì 2 giugno anno 1381. come éMcsser lo


1.

„ Re Carlo ha lasciato in Roma in suo Luogotenente éMcs-


„ ser Lapo da Castiglioncbio . Onde i Romani , e Bande
,, resi sentendo questo fatto, subito corsono al Palagio
„ de* Senatori ,
e dissono a éMesser Lapo : noi non inten-
„ diamo ,,
che tu guasti Roma ,
come tu hai guasta la tcr-
d, ra tua j
c però fa ,
che di presente tu isgombri la Città,
V v onoi

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3 4* STORIA DIPLOMATICA
„ o noi ti tagliamo tutto a minuti pezzi . Onde %Messcr
„ Lapo si sgombrò la Città di Roma, ed andò via. Così
,, sia
egli tagliato a pezzi ,, . -
CMarchionne di Coppo Stefano ,
scrittore contempo-
raneo, nella sua istoria, che conservasi nella Biblioteca CMa-
gliabeccbiana ,
ed è stata data alla luce negli anni passati
ci da distinta notizia del veleno ,
che al Senator Lapo fu
in Roma propinato ,Nel predetto anno di feb -
dicendo : ,,

,,
braio 13 So. ab Incarnatone ( che è l’anno comune 1381.)
,,venne novella a Firenze, essere vero, che CMesser Lapo
,,
da Castiglionchio , essendo in Roma un famiglio , il
„ quale per addietro era stato con esso in Firenze , ca-
„ pitò a lui , c con lui si acconciò , c ordinatamente si
,,
fidò dell’altro famiglio di TM esser Lapo , e dissegli, lo

„ farebbe ricco , se volesse assentire ,


c avvelenare CMes- \

,,
ser Lapo . Il famiglio assentì ,
e lo disse a CMcsser La-

„ po . Ed in effetto il dì di Santo Stefano avvelenò la gat-

,, ta , c così voleva l’altra vivanda fare . A questo fù in-


„ colto con 1* ordine , e preso , e confessò ciò fare a

„ posta di CMesser Tommaso CMarco degli Strozzi , e


di

„ fù attanagliato in Roma con suo danno , e con vergo-


„ gna altrui , con spavento de i sbanditi „ :

La Repubblica di Firenze nel sentir processato Tommaso de*


Strozzi, come mandatario di un certo uomo , che col veleno
avea tentato di ammazzar il Senator Lapo ,
se ne dolse col
Pontefice Urbano VL , anche a Francesco Bruni il
e scrisse

quale era di lei Ministro presso la corte Romana , pregando-


lo a continuar la difesa Domini Thomasii de Strotiis , incol-
pato di aver voluto avvelenare Dominum Lapum de Castilion-
cbio',s iccomc apparisce dalle lettere inedite di Coluccio Salu-
tato in data dì gennaio ,
e di marzo del 1380. (1) .

A 27.
(i) Spoglio del Registro di dette lettere, fatto dal Canonico Lorenzo Cberardinù

aaV . -

• :»•
rt : .

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DE* SENATORI DI ROMA 343
A 27. giugno del medesimo anno 1381. improvisam ente
oppresso il detto Lapo da mortai malattia passò all’altra vi-
ta j e fu sepolto nella Chiesa de ’ Frati -SMin ori di S. Francesco
come avea ordinato nel suo testamento . Da una copia di
lettera, scritta di Roma da Francesco d’ Alberto di Casti-
glionchio al detto Alberto suo Padre ,
trascritta anche dal
SMehus(i') ,
si ha un breve elogio dello stesso Senatori^
ed è il seguente : ,, io punto non credo , che intorno a
„ Roma al tempo morto nes-
de* nostri predecessori sia

,,
sun Cortigiano ,
o volete Cardinali ,
o , o Avvocati
,, altri Cortigiani , di cui tanto dolore abbia avuto il Pa-
,,
pa ,
et li Cardinali , e tutti li Cortigiani
,
quanto han-
„ no avuto di lui
Fu successore nel Senatorato il Cavaliere dell’ ordine
Gerosolimitano, e Priore Ungheria Raimondo da Monte-
di

bello , in qualità di Vicegerente del Principe Reale Carlo ai


Duraz&o-, Gonfaloniere della S. Romana Chiesa ; come lcg-
gesi nella conferma de* Statuti de’ SMercadanti de’ patini di
detto anno .
E nuovamente nel medesimo anno fu Senatore Pie-
tro de Lante , il quale confermò a 2. settembre 1381. i sud-
detti statuti
Al detto Scnator Lante fu surrogato Rogante de To-
dinij il quale dal Gigli dicesi di SMassa ; ma nella con-
ferma, da lui fatta de’ riferiti Statuti a 26. settembre 1381.

si legge solamente, esser stato Senatore , e Capitano, ma


non già la patria .

Nell* anno 1382. trovasi sostituito Tommaso de An-


gelellis ,
detto il SMinotto ,
di Bologna (2) .

I tre Conservatori Pjetruccio di Giovanni Castel-


V v 2 LANO,
CO CO Conferma de’ Statuti dc’Merciari tp. augusti «3S»-
*44 STORIA DIPLOMATICA
lano , Antonio di Lorenzo Impoccia e Matteuccio di
,

Bocchino esercitarono l'officio di Senatore nel 1383.


In questo intervallo di tempo forse sarà stato Sena-
tore Giovanni Fulconi, della città di Norcia E di lui .

parlando Autore dell' opera, intitolata Antisatira


1
della
,
quale ne faremo altrove menzione, asserisce esser stato
,

eletto da Vrhano VI. senza per altro indicar fi anno (i) .


Altri tre Conservatori per sci mesi nel 13 84. ebbero
*
1 esercizio del Senatorato ,
cioè Francesco de Guidoni ,
Pauluccio di Pietro Millino , Pietruccio di Cola Schiof-
fo (2) E per altri mesi sei furono sostituiti tre altri Con-
servatori , cioè Lello di Pietruccio Nuccio di Cecco ,
,

e Giovanni Galloni (3) .


Nel 1385. proseguirono altri tre Conservatori ad
esercitare 1

di Senatore
cioè Paolo di Stefano
officio
,
Meoli ,
Cecco Tasca, CECco'di Alperino (4) Di Cec-
e .

co vi è una iscrizione sepolcrale nella Chiesa di S. éMaria

in Vialata , riferita dal Galletti (5)3 con figura di Uomo


togato in basso rilievo .

SI PIOS ROMA VNQVAM CIVES PLORAVIT ADEMPTOS


IN QVIBVS ANTIQVAE LAVDIS IMAGO FVIT
SCISS 1 S ILLA GENIS CECCHVM FLEAT ANXIA TASCHAM
HVIVS PRAESIDIVM QVI REGIONIS ERAT .

VIXIT ANNOS LXXX. OBIIT DIE V. IVLII ANNO MCCCXCIII..


STEPHANVS FILIVS PATRI B. M. POSVIT .

In essa per altro non


si fa menzione di tal Magistratura

da lui esercitata ; non vi sia errore nell'anno della mor-


e se
te ,
cioè 1493. ,
non può appartenere a Ceccho Tasca , Con-
serva-
% • •

CO < 55 - 1384. die il. octob*


(2) Conferma de’ Statuti arti* lina e (4) Conferma de’ Statuti Mcrcia-
anno 1384. die prima aprili* . riorum 1 $. Aprii il Ij8y.
(3) Conferma di detti Statuti anno (5) Intcript. Roman, to.j. pag. 66 .

tv»

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DE* SENATORI DI ROMA 545
scrvatore in questo anno 13 85. ,
come forse ha creduto il

Gigli col riferirla nella sua Serie MSS. de* Senatori


Nel mese di agosto dello stesso anno furono nuova-
mente Conservatori esercenti officio di Senatore detti 1
* i

due Cecco de Pellegrini , e Paolo éMcoli , uniti a Giovanni di


Ottaviani $ come leggesi nel diploma, altra volta citato ,
che comincia : Nobiles , et circuiti spedì viri Ceccbus de Pele-
grinis Roma n us , Paulutius <CMeoli, et Ioanties Octaviani ,
Exe-
cutores Catnerae Urbis, Senatus Ojficium exercentcs secuudum
,

formarti statutorum Urbis $


e che il lodato lMarini nel pu-
blicarlo(i), c corredarlo di note, ci fa sapere (2), esser
nel codice scritto Executores ,
ma doversi leggere Conser-
vatores , perchè così trovasi nel Registro di óMartino V, to.

6 pag.
. 80. , in cui è riportato il detto diploma ;
come
anche (3) ci avvisa , che 1 * Alperini deve dirsi Pellegrini .
Nel medesimo anno 13 85. furono sostituiti altri tre
Conservatori coll* istcssa incumbenza ; cioè Paolo Na-
ko , Cencio di Giovanni Latino, e Teulo di Giuliano
Cecchi Teuli (4)
Ottenne poi il Senatorato Bente di Andrea Bentivo-
cli , Bolognese $ di cui scrisse Pasquale Alidosi , parlando de*
Dottori Bolognesi (5):,, Bente di Andrea Bentivoglio ,Bo-
,,
lognese 1 * anno 1383. era nel Collegio de’ Giudici nel

,, civile ,
e nel canonico 5 fu Senatore di Roma ,
e lettore

„ estraordinario , andò Ambasciadore in diversi luoghi,


„ morì anno 1399. il di 13. ottobre in Frignano
*
1 del Sco-

li Uro , sepolto nella Chiesa di quel luogo .

Nell’ anno seguente 13 87. ritornarono ad esercitare


1* offi-

(O Appendice de’ monumenti *11’


CO Hot. "•
opera degli Archiatri Pontificj to. a.
CO Statuti Art. lanae 18. Dec.131 5.
pag. 66.
(a) Not. to.
CO 4**

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34* STORIA DIPLOMATICA
1
*
officio di Senatore i tre Conservatori ;
e furono Cola di
Paolo di Poli ,
Pietro di Sabba di Giuliano ,
e Peluzzo di
Cola di Giovanni i).
Esercitarono 1
*
istesso officio nel 13 8 8. i tre Conserva-
tori Natolo di Cesario , Nuccio di Tommaso della Vec-
cia ,
e Cola Vellona (2).. Ed a’ suddetti successero altri
tre Conservatori, esercitanti cziando T officio di Senatore ,

cioè Buzio de Piscioni, Stefanello di Capogalli ,


e Bia-
gio di Lorenzo di Pietro Paolo *(3) . .

Fu poscia nell* anno prossimo 1389. eletto Senatore


Damiano de’ atani di Genova , il quale già era Marescial-
lo del Pontefice (4) Si fa menzione del medesimo dal
.

Speroni (5) , e dal Giustiniani ( 6 ) In Napoli esiste un ramo ,

di detta nobile famiglia ; e ne* di lei fasti trovasi registra-


ta la seguente notizia : Damianus Cattaneo^Classis lanuensis
Ductot'jCipro cladem intulit anno 1 377. Reipublicae lanuensis
Orator omnibus Europae Regibus ,
Galliae CMarescballus,
Ro-
mae Senator , ac S. R. E . ó"Mareschallus, et Capitaneus genera-
lis sub Vrbano VL

In quest' istesso anno 1389. il Gigli colloca per Se-


natore nella sede vacante di Vrbano VI. Cecco Filippini,
citando in comprova un istromcnto di tutela a favore de*
figliuoli del defonto Pietro Renzjcu/o a 20. ottobre 1 3 89. esi-
stente nell’ archivio di S. éMaria nuova . E lo Scrittore della
Serie , stampata dal Salòmoni, lo nomina Conservatore, eser-
cente 1’officio di Senatore, ma senza recarne documento.
Nel medesimo anno 1 3 89. che era stato Peni-

\ ten-
Conferma de’ Statuti Mercato- {4) Conferma de’ Statuti Mercia-
rum 26. Julii 1387. rior. io. Julii 1389.
O) Conferma de’ Statuti Merciario- (5) Reai grandezza della Republi-
rum 28. Julii 1388. ca di Genova .

(3) Conferma de’Statuti mercat.pa*. ( ) Scrittori Liguri pag. 17 6 .

<5 . Oct. 1388.


DE* SENATOR I DI ROMA 347
tenzjere y
e Bibliotecario ,
Ordine Romano (1) riferisce,
nell*

che i Banderesi si portarono dal Pontefice Urbano in


abito penitenza, per esser assoluti dalla scomunica,
di
nella quale erano incorsi per non aver voluto ammette-
,

re all* ufizio il Senatore ,


eletto dallo stesso Pontefice .

Onde dice’: ltem in festo Apostolorum Retri , et Bauli Rapa


celebrante in S. Retro , post Ite missa est , antequam receder et
ab altare yVenerunt Banderenses antiqui , nudtpedes a Capi-
tolto usque ad altare S. Retri sine Capuceisycum corrigiis in
collo y
et unico stmplici iupone ,
cum candelis in manibus ,
pe-
tendo veniam Papae ,
quia excommunicati erant ,
ex eo quod
noluerunt Senatorem recipere ,
quem Rapa posueraty nec Ra-
pa voluit eos audire , sed commisit sumrno Raenitentiarioy ibi-
dem existentiy quatenus eos absolveret j et iussu Papae ascen-
dit ad Catbedram lapide am Sancti Retri in capite Ecclestae
stans y
tenendo virgam in manibus ,
dicendo ,
Cbliserere mei
Deus etc. antequam Rapa discesserat de
publice absolvit eos ,

loco suo . E nel cap. 147. (2) de panno distribuendo post


mortem Papae, parlando dell* abito funebre nella morte del
Pontefice, scrisse : Senator Urbis propter
offcium non utitury
neevestitur , nisifacere vellet prò amore Papae .
Eletto Pontefice a 2. novembre del detto anno 13 89.
Pietro Tomacelloy Napoletanoy col nome di Bonifacio IX . , co-
minciò ben presto a soffrire gravi molestie da i Romani j
leggendosi nella di lui vita (3), che molti Banderesi , uniti
al Popolo , armati andarono al Palazzo Pontificio , e dalla

Camera de*paramenti del Pontefice violentemente discac-


ciarono i Canonici di S. Pietro , i quali alla vendita di det-
ta Basilica non volevano consentire . Partì egli di Roma ,

ed
CO Cap. no. in Mabillon. Musaci C3) Muratori R. I. S.to. 3. par. 2,
Italici to. 2. pag. pag. S30.
J17.
CO Mabill. pag. 531.
548 STORIA DIPLOMATICA-
cd andò a Perugia , chiamato da quei Nobili ,
perchè
pacificasse i due partiti ,
ne* quali era divisa la città ; e gli
servì anche questa occasione di onesto motivo per star lon-
tano dalla vista de* Magistrati , introdotti con tanto pre-
giudizio della sua dignità , e del pubblico bene . Dopo un
anno di permanenza, fatta in detta città, insortovi un gran
tumulto , se ne andò in Assisi .
Per la notizia di quei , che in questo tempo eserci-
tarono la magistratura del Senato , come anche per esser-
ci per mezo di varj documenti , estratti dall’ Archivio
Vaticano, come si vedrà a suo luogo , liberati da quella
grande confusione di veder eletti in un istesso tempo più,
e diversi Senatori , egli è dovere , dichiararci molto te-
nuti al Prefetto di detto Archivio, Y Abate Gaetano £Marini,
altrove già lodato ; il quale oltre a detti documenti, pub-
blicati nella sua opera degli Archiatri Pontificj , con quella
sua solita gentilezza , con cui favorisce tutti gli amatori,
e dilettanti dell* antichità de* bassi tempi,
ci ha sommi-

nistrate alcune altre notizie non solamente riguardanti i


,

Senatori di Roma, ma ben anche gli Uomini illustri della


nostra patria Nell’ Appendice adunque de* documenti alla
.

detta sua opera si legge (i) , che seguenti sono i nomi i

de’ Governatori della città nel settembre del 1591. Nardo


di Bernardo Speciario, Callisto di Lucio Callisti, ed An-
tonio di Lorenzo di Giacomo Sordo , Conservatori della
Camera , esercenti officio del Senato , ed Amministra-
1
*

tori della pace, e della guerra . E nel marzio del 159 2.

Cecco Testa, Giannotto Primocerii , e Nvcio di Cola


•Orso , Conservatori come sopra .

Nell’ istesso anno 1592. fu anche Senatore Giovanni


de
CO To. ». pag. 7*.
DE* SENATORI DI ROMA 345
?

de Cinthiis , che prima era stato Cancelliere della stessa


città . Nc\Y Appendice agli Annali Camaldolesi (i) lcggesi una
Sentenza circa iura salis éMonasterii S.Gregorii de Vrbe , data
anno 139*. per nobilem virum loannem de Cinthiis^ Cancella-
rium Vrbis , et nane almae Vrbis Senatorem illustrem .
Sembra , che lo Scrittore della citata Serie non sia
rimasto pienamente persuaso , che in questo tempo fosse
stato Senatore Donato Acciajoli, Fiorentino .Di lui certa-
mente esiste ancora una memoria nell’ iscrizione ,
che
leggesi nelle Grotti Vaticane, pubblicata anche colle stam-
pe da Filippo Lorenzo Dionigi (1) , dopo aver scritto , che
del detto Donato si parla nel breve racconto della famiglia

Acciajoli , stampato dall* Vbaldini in fine della Storia della


famiglia Vbaldina . E ci da notizia , dopo il Coronelli (a) 1

,,
che egli fu da Ladislao Re di Napoli fatto Barone di Ba~
,,
sciano , e del Castagno negli Abruzzi 1 * anno 1 392. Se--

,,
natore di Roma . Le parole della detta iscrizione sono
„ le seguenti
INSTINCTV PIETATIS HANC DEI EIVSQ.
GENITRICIS IMAGINEM QVAM IOTTVS FIN
XIT EX HVIVS SACRATISS. TEMPLI RVINIS
DISIECTAM ERIPVIT ATQVE IN HVNC LOCEL
LVM SIC TOTVM E. sE. ORNATVLVM NICO
LAVS ACCIAIOLVS I. V. CONS. PATRITIVSQVE
FLOREN. TARITERQVE PRIVILEGIO OLIM
ABAVO EIVS CONCESSO INSIGNI EQVITI
DONATO ACCIAIOLO HVIVS ALMAE VRBIS
TVNC SENATORI ROMANVS CIVIS POSVIJ
SIBI POSTERISQVE SVIS SEDENTE PAVLQ

III. PONT. MAX. MD. XLIII.


X X Ed
CO To.A.p.jfli. (*) Sac. Vat'c.Basilic.Cryptarum monumenta p.Tod.lit.B,
350 . STORIA DIPLOMATICA
•Ed il Brocchi nelle note alla Cronaca della famigli*
daLutiano{ t) parlando del suddetto Donato disse , con
isbaglio però nell’ anno „ questo è nonno del celebre :

„ Scrittore della casata nobilissima de* Signori iMarchesi


„ Acciaioli ,
la quale ancora esiste in Firenze ,
e fu Gonfa -
„ loniere della Repubblica Fiorentina ,
e Senatore di Roma
„ nel McccLxm.
1
NgII agosto 1393* la magistratura del Senato era pres-*
so Oddone di Cecco del signor Fulco , Pietro di Sabba
Giuliano, e Pietro della Sossara , Conservatori della Ca-
ntera di Roma, esercenti l’officio del Senatore 3
siccome leg-
gesi nella concordia, e capitolazioni, stabilite tra il Senato,
cd il detto Pontefice (2) 3
le quali saranno da noi collocate
hell* Appendice . .

Con detta concordia essendosi fra le altre cose stabili-


to, di restare in libertà del Pontefice il deputare il Senatore,
e non deputandolo, doversi esercitare 1
*
officio di Sena-
tore da i Conservatori ,
giurando di farlo fedelmente j
perciò veggiamo ,
che altri tre Conservatori nel 1394.
esercitavano 1
*
officio del Senatorato , cioè Giovanni Palo-
sci , Pietro Matvccio, e (3)
Non andò molto ,
che dopo il ritorno del Pontefice
Bonifacio , 1

irteonstantà , e volubilità de* Romani si mo-
strasse nuovamente, nel pretender di governare a loro mo-
do la città 3 dimodoché commiscro varj eccessi 5 de* quali
eccone la distinta relazione , lasciataci da S* Antonino , Arci-
vescovo di Firenzj (4) éMense maii 1395. Romae iusurrexe-
:

runt Banderenses simul cum Fopulo contra Bonifacium , ex


qiiibusdam discord iis ortis in ter eos ,
et adeo conira eurn sue -
. . cen-
{O pag. i?- n. i. dopo la Descrizio- 344. to. 2. pig. 289. to. 3. p. 146.
ut della provincia del Mugello (3) Seat. Arti* lanae 7. JunU 1393.
(2) Archi*. Vatic. Regia, to. I. pag. (4) Hist0r.par-3.tit. 22. cap. 3. 5/2.
DE* SENATORI DI ROMA 351
censuere ,
ut crederetur ,
quod manus in eum injecissent , nec
vitae ejus perpercisent $
sed obviatum est ,
ne tantum Sacrile -
f/iM» sequeretur ; «4W Re* Ladislaus ,
eo coronatile ,

«*;» Romae adesset prò quibusdam gratiis, a Pontifice im -


petrandis ,
* m»/; arreptis cum suis defensavie ,
4c demum
concordiam posuit inter Pontifìcem et Banderenses illos cum
Populo , 7#/ sibi usurpare quaerebant totale dominium Vrbis,
et eos in pace dimisi t
Ma il Pontefice, ristucco forse di sì frequenti sedizio-
ni ,
partì di Roma, secondo avverte anche il Curzjo (i). Ed
in questo tempo è probabile , che fosse Senatore Angelo
Ugvrgieri Sanese $ mentre circa l’anno 1396. il Crescim-
beni (a) lo registra. L’ Vgurgieri (3) , e '1 Gigli { 4) asseri-
scono, esser stato in tempo di Bonifacio IX.
Nel 97. trovansi Conservatori
*
1 3 ,
esercitanti 1 officio

di Senatore Simeone Bussa, Pietro di Sabba Givliano ,


ed
Antonio di Paolo Iacobelli medesimo anno furo-
(5 ) , E nel
no sostituiti Pietro de Cinthiis , Lvca di Giovanni Ales-
sio , c Natoli' di Bvzio Natoli j come apparisce da un istro-
mento de’ 30. luglio 1 3 97. , riferito dal Gigli ,
Appena era passato un decennio dal Giubileo, publi-
cato da Vrbano VI , e ridotto ad ogni trigesimo terzo an-
.

no dopo altra riduzione, fatta da Clemente VI. $ i Romani


1
*

che videro avvicinarsi 1* anno quattrocentesimo


,
rifletten-
do alf utile , che proveniva loro dal concorso in Roma di
molta gente in tale occasione , si lusingarono doversi nuo-
vamente fare la publicazionc di detto Giubileo Ed allora .

tutti umiliati ricorsero a Bonifacio in issisi $


il quale rico-
noscendosi per un Sole, vivificante la città di Roma ,
c che
X x » in
(») Li!>. 8. cap. 2. $. 1 j 1, p. 440. CO Diario Saneie pa<r. 311»
(2) Stato della Basilica in Coimcdin. Stat. Merc.Pann.jJantur. 13^7,
(3) Pompe Sancii lib. 2. pag. 409.
35* STORIA DIPLOMATICA
in avvenire non ci sarebbe stato
il suo calo-
,
chi rifiutasse
re ,
si promise loro di portarsi
prevalse dell’ occasione, c
in Roma con patto espresso , che dovessero rimovere i
Banderesi , ricevere il Senatore , che da lui era stato elet-
to, cioè Malatesta, figliuolo di Pandoleo, ed ammettere i

Conservatori . Le speranze ,
e le vedute dell* utile 1* in-
dussero ad accordare al Pontefice tutte le condizioni . E
così questi si portò in Roma . Il Cardinal Egidio Viterbe-
se nella sua istoria manoscritta ,
che si conserva nella Bi-
blioteca Angelica ,
descrive tutto minutamente: instabat
iam sacer annue centesimus $ quare ad lubilaeum celebrandum
Romani se accingere , oratores mittere , Pontifieem revocare
satagunt . Fon tifex ,
qui fune Assisii degebat ,
et id quidem
ardentissime praecupierat ,
desiderium tamen dissimulare ,

voluntatem tegere ,
quod illi postulabant ,
tergiversari delibe-
ravit j
ratus advenisse tempus ,
quo omnes ex Vrbe tenebraey
et Tyrannorurn radices evellerentur ,
et Sol , qui in Vrbe po-
suit tabernaculum suum ,
imperaret in Vrbe solus ,
nec esset
in posterum qui se absconderet a calore ejus ,
hoc est ,
qui in
Vrbe Pontifici non parer et Negat tamen prudentissima Pon-
.

tifeXy in Vrbem se venturum , nisi Romani Banderesios eiiciant


et Senatorem recipiant ,
et Conservatores admittant : omnia
demum faciunt ,
et se facturos spondent ,
quac iuberet Pon-
tifex, modestissima , gravissimus, optimus . Nulla vis Vrbem
Romam caepit ,
nulla arma domuere ,
nulli Imperatores ,

nullum barbar urn robur , obtemperantem reddere potuit : tot

bella ,
tot exercitus , tot incendia ,
tot direptiones ,
tot an-
ni ,
tot secala non valuerunt ,
quod solus Bonifacius egit ,

solus praestitit ; et quod alii iubendo ,


bellando y
assequi non
potuerunt ,
Ine fugiendo, dissimulando ,
cunctando restituii ....

fecitmagna virtutis auctoritas , ut post tot secala , omnia


tandem Romae nutu Pontifici administrarentur .

Nc
DE* SENATORI DI ROMA $ 5 $

Nè altrimenti scrisse il Platina (i) cioè : Appropinquante


Jubilaei anno Legati Romanorum ,
Pontificem adrogantes ,

ut Assisio Romam profìcisceretur etc . qui etsi id magnopere cu-


peret ,
tamen dissimulato desiderio facturum se quod pete-
bant ,
negavit , quod diceret eos noluisst recipere Scnatorcs
ex nobilitate externa secundum consuctudinem ,
et insti tuta

Pontificum ,
quodque Camerae Conservatores suopte ingenio
elegissent ,
homines quidem parurn idoneos ,
et quorum liceu

tia omnia Banderesiis licer ent . Turn vero Romani ,


ut rem
gratam Pontifici facerent ,
et Banderesios tollunt ,
et CMala-
t est am , Pandulfi filiurn ,
Pisaurensem , Virum doctum ,
Pon-
tifici nomine in Senatorem recipiunt ,
pecuniamque insuper
Bonifacio dant , e; proficisci ad ZIrbcm liceret . . . Ed il

Buonincontri (2) ci da la stessa notizia ,


dicendo : Romani
lubilaeo adventante Oratores ad Pontificem mittuntì exposcen-
tes illius praesentiam . Ilio se facturum sui copiam ,
si <SMa-
latestam Pandulpbi filiurn in Senatorem recipereut ,
abroga -
rentque Banderensium CMagistratum ;
e soggiunge poi ,
che
in questa guisa il Pontefice Bonifacio acquistò il pieno do-
minio della Città di Roma ; prevalendosi anche del consi-
glio, datogli da i Signori Natale , e Pietruccio Sacco , cioè ,
secondoleggesi nel Diario dell Infessura (3) : ,, dissero allo '

,, Papa ,
se tu vuoi mantenere lo Stato ,
acconcia Castello
,, Sant* Angelo ,, . E perciò il detto Buonincontri prosieguc
a dire : turrimque in mole Adriani quae antea immunità
,
trat ,
erexit ,
et valido praesidio communivit . Come anche
lo scrittore dell’ aggiunta agli Annali di Tolomeo da Luc-
ca (4) ci fa sapere, che egli in questa guisa primus fuit^qui de
multis praedecessoribus suis habuit dominium Vrbis Romae ,
quae
(O Vira Bonifici! IX. £3) Murator. R. I. S. to. j. par. 2.
(a) Anna), in Marat. R. I. S. to. j. pag. iiij.
par. 2. pag. 832.
(4) Murat. loc. cit. pag. 832.
354 STORIA DIPLOMATICA
quae ante per Populum Romanum regebatur , et per multa tem-
pora per summos Pontifices desierat gubernari • Successero
finalmente altri tre Conservatori ,
cioè Giacobello di Nv»
zio Pietro di Paolo ,
Santolo di Pietro Berta Gio-
,
e
vanni di Cecco Buzio, esercitanti 1* officio di Senatore , ed
Amministratori di pace ,
e di guerra (i) .

„ Nello stesso anno ,


secondo
il Pellini (a)
„ riferisce

„ Paolo Orsino , per gratificarsi col Papa, concorse, come an-


„ che fecero Colonnesi ,iche Ì governo della città di Ro-
,,
ma fosse assolutamente del Papa, c che tutti i magistra-
„ ti fossero creati da lui ,
che prima non era ,
dando tut-

„ ti gli Scrittori la cagione di questo fatto al desiderio ,

„ che i Romani avevano ,


che *1 Papa andasse a Roma per
ragione del Giubileo ,da porsi 1* anno quattrocento
„ „ . ,,
„ soggiungendo , che,, ne' libri pubblici di Perugia appa-
„ risce ,
che ’1 Papa , essendosi pur allora pacificato con la
„ città di Perugia , mandasse un breve a Magistrati nostri

„ significando loro 1* obbedienza del Popolo Romano ,

*,
congratulandosene con essi loro , come di cosa molto
„ da lui disidcrata .

Eletto adunque Senatore Malatesta di Rimini , figli-

uolo di Pandolfo ,
come asserisce anche il Pellini , trovasi
aver confermati i Statuti del Gabelliere maggiore del Popolo
Romano a ap. settembre dell’ anno 1 398 ., citati dal Gigli,
A quest’ istesso Senatore CMalatesta può appartenere la
supplica ,data dal Comune di Cesena per impetrare colla di
lui mediazione dal Pontefice Bonifacio IX . , che de i Beni
enfitcotici ne potesse ognuno testare, come se fossero li-

beri ,
c che in essi si potesse anche succedere ab intestato .

Della risoluzione, presa per detta supplica da quel Co-


mune
CO Star, roercat. pano. 15. februa- (a) Ist ria di Perugia to.j.p. |oi.
rii ijp'J.ind. VI.
DE* SENATORI DIROMA 355

munc nel pubblico Consiglio, ne riferisce ilCbiaromonti (1)


il seguente documento: Et deliberante! , ut prò parte Com-

munitatis magnifico Domino nostro éMalatestae , Vrbis Sena-


tori , super bis scribatur , et suppliate *' , ut in favorem Com-
mttnitatis iutcrcedat Romana Curia 3 informetur Orator etc.

Sindicus qui nunc eligitur .

Le parole Domino nostro colle quali si spiega ,


che
,

il detto Senatore CMalatesta era Signore ,


cioè signoreg-
giava la città di Cesena ,
hanno dato motivo al citato Cbia-
rarnonti, di condannare per errore Y assertiva del Platina , c
del Biondi ,
i quali hanno scritto esser stato il Scnator 5\la-
c

latesta Signore di Pesaro , non già di Cesena . E perciò sog-


giunge : Haec ideo ad ver bum retuli , et scrissi ,
ut constet
errasse ,
qui éMalatestam ,
Senatorcm Romae bis temporibus ,

fuissc Pisauri Dominum ,


non Caesenatem Principem^asserunt ..
ld jant constat ex actis Senatus nostri , eo tempore confettisi
et scriptis ,
ut necesse sit errare Platinam ,
et Blondum ,
tan-

to iis actis posteriore ,


qui CMalatestae Pisaurensi id tri-
butint ,
Clementina 3 qui etiarn argu-
et qui illis assentitur

mentum , ex desumptum , declinare , sed nimis aper-


ejus decreto
to subterfugio nititur Cum enim se Ariminensem CMalatesta
..

in eo vocet , ubi scilicet erat natus Pisaurensis vero ìMala- .

testa erat Pisauri ortus .

Nella collezione de* Poeti


,
col titolo Parnaso Italia-
no (a) ,
si CMalatesta de" éftialatesti fu figliuolo di
legge : ,,

„ Pandolfo de Rimini » Nacque nel 137#., fu Scnator di


,, Roma e guerriere . Amò le lettere , ma più le sociali
,

virtù . Morì a 9. decembre nel 1419. ,


fu sepolto in S. Fran-
cesco di Pesaro .

Trovasi nell’anno 1399. Angelo Alaleoni del dMonte


San-
(1) Caeten ae Hiitor. iil>. x j. p. $98. CO To. 7 * P*g* 3 S J *
3^5 STORIA DIPLOMATICA
Scinta diaria in Giorgio aver esercitato 1
*
officio di Luogo-
tenente del Senatore $
come tale confermò i soliti Statuti

de Mercadanti de’ Vanni a dì 4. marzs> 1399. >


citati dal
Gigli . E nel detto anno erano Conservatori Nardo di Ber-
nardo Spedario ,
che 1Oddone
*
era stato anche nel 1391.
di Cecco ,
MiII mi
siccome V Abate Marini (1)
c Dionigi ;

Tha osservato in una lettera, che loro scrisse a 19. di


quel mese Bonifazjo IX. , perche volessero onorare „ supra -
veste ,
armis , insignibus Vopuli Romani , et actis circa haec

,, fieri solitis il Cavaliere Angelo da Monte S. Maria in

„ Giorgio , che aveva lodevolmente esercitata la carica di


„ Luogotenente dell* officio del Senato , dalla quale si
„ partiva allora per esser stato dal Pontefice eletto Sena-
„ torc Zaccaria Trivisano .

Successe adunque nello stesso anno il detto Zacca-


ria Travisano Veneziano (2). In tempo di questo Sena-
tore avvenne un fatto ,
degno da registrarsi . Onde noi
lo trascriviamo qui intieramente dalla Lezione decimaot-
tava dell Antichità Toscane del Lami (3) , che 1 * estrasse
'*

MSS« della venuta de’ Bianchi , scritta da Ser


dall' istoria

Luca di Bartolomeo di Vistoja ,


c conservata nella Libre-
ria Riccardiana . Racconta egli 1

arrivo del Generale de*
Frati Minori a Vistoja ,
e scrive così: „ la sera ci giun-

„ se il Generale de * Frati Minori : venne da Roma ,


e

,, va in Lombardia : aveva seco assai Frati ,


e fra le al-

„ tre cose dicevano , che a Roma capitò un Uomo vcc-

„ chio grande , e peloso , il quale aveva seco più di xxx.


„ mila Bianchi, e uno Crocifisso innanzi ,
e clli il chiamavano
„ San Giovanni Battista ,
c così si appellava ,
e faceva co-
se mi-
(j) Appendice de’ documenti all’ (i) Statuti suddetti l. Octob. > e de’
oper.- deeli Archiatri Pontihcj to. 2. JVIerciari Octob. 1 399.
P?£. 74. Dot* 6 . (?) Pag. 66 5 .
-
DE* SENATORI DI ROMA 357
„ se mirabili. Disse, che giunto in in una Chie- Roma posò
„ sa , ed ivi disse tre volte : Crocifisso mostra miracolo ;
„ e il Crocifisso gittò sangue tre gocciole Il perchè tutta .

„ Roma traeva, e per altri gran fatti mirabili, che facca >
„ tutta la Corte era commossa Ed il Papa raunò il Con- .

„ cistoro , e non sapeano che farsi Il Senatore che era ..

„ tMesscr Zaccaria da Venezia , fu col Papa , dicendo Che :

,,
faremo > Il Papa disse Veramente., se questo è vero , io .

„ voglio abbandonare il Mondo, e fare penitenza., perchè


,,
di certo il Mondo si disfarà tosto .riesser Zaccaria disse*

„ lassate investigare a me di questo fatto se è così,o nò: ;

„ che veramente non si udì mai maggior fatto , e il Papa li


„ dette la licenza , e commessoli , e lui andò , e tanto fece
„ che ebbe costui innanzi e camminando si faceva beffe j

,,
di lui \ e bene diceva, essere S. Giovati Battista . Il Se-
,,
natore ,
come volse Iddio non parendoli fusse cosi
,

„ potesse essere ,
domandolli , donde aveva avuto questo
,, Crocefisso : e elli pure si faceva beffe di lui. Onde subito

„ il Senatore , che dubitava non fusse esso ,


trovò modo
di aver questo Crocefisso^c, filili gran fatica ;
perchè costui
„ avea seco xn. collegati ,
che sapevano tutto il fatto ,
c

„ non lo volevano dire . Pure avendolo avuto ,


subito man-
„ dò per gran maestri di legnami ,
intagliatori ,
c dipin-

„ tori ;
e mostrandolo, loro domandava ,
se quello era san-

„ gue ,
se pareva loro procedesse fatturatamele , o nò > e
,,
a tutti pareva , E pure come Id-
che fusse vero sangue .

,, dio volse ,
uno di loro cominciò con una punta di coltel-
,,
lino a scalzare ,
e subito li pareva non fusse vero sangue:
„ riscalzando così, sentì che questo Crocefisso era voto

„ dentro. Subito il Senatore , fa arditamente, e elli fosse

„ il costato del Crocefisso ,


e trovollo che era voto dentro,
„ e eravi un bocciuolo di cuoio cotto ,
dentrovi sangue ? e
Y y acqua,

/
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J5« STORIA DIPLOMATICA
„ acqua , perchè non si rappigliasse , e meglio corresse,
„ e paresse più vera cosa , e avevaio si bene ordinato , che
„ a certo punto , e con certo modo , quando voleva ne
„ gittava tre , o quattro gocciole per lo costato , e pareva
„ fosse vero sangue r e parea gran miracolo ; e di ciò non
„ se ne potea avvedere persona, sì Io aveva acconcio mi-
» rabihnciìtc , c sottilmente. Subito il Senatore andò a
,, questo, che si diceva San Giovan Battista , e disseli, dim-

,, mi il vero ; sci Sa» Giovan


Battista , o nò ? Rispose :

„ quante volte vuoi si dica, che io sono esso E il Senatore .

> E
,, disse : dimmi , d’ onde hai avuto questo Crocifisso

,, elli pure si faceva beffe di lui . Il Senatore subito fece fa-


„ re ivi un gran fuoco , e disse „ Ora vedrò se tu sè San
„ Giovan Battista o nò » Comandò alla gente di sua Fami-
,

„ glia , che era quivi , lo gittassero in questo fuoco , e


„ disse : se tu ne uscirai sano , e salvo , allora bene ti crc-
„ dcremo . E costui non si volse lasciare gettare anco :

„ subito disse Misericordia per Dio , io vi dirò come que-


:

,, sto fatto sta E chiamato da per se il Senatore , li dis-

„ se , c confessò , come elli era Giudeo ; e che ciò che


„ elli aveva fatto , si era fatto artifiziosamente, e per virtù
„ diabolica , e con arte , e con inganni , e ciò che volle
„ fare , e li gran mali, che aveva pensato di fare. Udito
,,
tutto , c fattolo noto al Papa ,
e sua Corte ,
subito lo fe-

„ ce gettare in detto fuoco ; e come vi fu su gettato , parve


„ vi fosse fuoco penacc , che arse infìno all* ossa, e non se
„ ne rividde niente . E questo fu tenuto un gran fatto, e con
„ grazia di Dio.
Dopo aver detto il Curzio (i) ,
che ilPontefice da al-
lora in poi Senatores creavit prò lubitu , soggiunge, non
aver
CO Lib. X.cap. i. §. 251. pag. 441.
DE* SENATORI DI ROMA 359
aver potuto aver di essi altra cognizione ,
che di France-
sco de Gabrielli , e di Pietro Francesco Brancaleoni, ci-
tando il Sansovino (1) . In fatti nel Cronaco di Gubbio an-
che leggiamo l’anno 1 400. CMesser Francesco de Gabrielli

,, fu fatto Senatore di Roma per il Papa Bonifazjo ,, j e del


Bramatone trovasene memoria nell’ anno seguente , come
si vedrà a suo luogo .

Successe poi nel 1400. Benuttino de Cimi di Cingoli 3


di cui esiste nella Chiesa di Araceli la seguente iscrizione
sepolcrale •

INCLYTA DE CIMIS BENVTINVS ET ALTA PROPAGO


CINGULEVS PATRIA CVIVS MODERAMINA IVSTO
IMPERIO MERVIT SANCTO INDVLGENTE MONARCA
DONATVSQVE ROSA PRO NOBILITATA HONORE
CORPORE FORMOSVS VVLTVQVE TREMENDVS ET ARMJS
IVSTITDC CVSTOS MIRA PROBIT ATE SENATOR
VRBI PRJEPOSITVS FATIS HEV RAPTVS IN IQV7S
HIC CORPVS LINQVENS ANIMA REPETIVIT OLYMPVM .

PETRVS IACOBVS CIMA LEONIS XI. P. M. CVBICVLO PRyEFECTVS


BENVTINI DE CIMIS ANNO MCCCC. BONIFA.CJI IX. ALMiE VRBIS
SENATORIS GENTJLIS SVI MEMORIAM LOCO MOTAM RESTITVIT
ANNO SALVTIS MDCXIX.
L* Autore delle ^Memorie della suddetta Chiesa &Ara-
celi (2), dopo aver trascritta l’istcssa iscrizione del Senator
Cima j
dice.: „ Di questo Senatore ha scritto Orazio Avi-

„ cenna nelle ^Memorie istoriche della città di Cingoli ,


e

,,
Carlo Cartari nella Rosa cC Oro Pontificia , ma meglio dell’

„ uno ,
e dell’ altro Vincenzo Scampoli , Discorso Apologetico
,,
in difesa della milizia Ecclesiastica pag. 173. Ebbe la Rosa
„ d’ oro da Bonifacio IX. ;
da cui meritò giustamente il

Y y 2 titolo

(O Dell’ origine delle case illustri p. 542. 582. (2) Pag. 23A. not. jl .
3*o STORIA DIPLOMATICA
„ titolo di Domicello ,
c la suprema Vicarìa della S. Sede
„ nella Provincia della t Marca .

A tempo di questo Senatore nel 1400. furono forma-


ti i Statuti de Banchieri di Roma j
i quali ,
scritti in per-

gamena, originalmente trovansi nella raccolta de* libri dell*

Abate Poch ; ed in quelli si legge su *1 principio , di essersi


formati sub protcctionc^et corroboratione illustrissimi Principisi
etDomini Domini Benuctini de Cimi de Cingalo prò Sanctissi-
mo praelibato domino nostro Papa in alma Vrbe dignissimi Se-
natori illustrisi et sub studio nobili, et eximii legum doctori
domini Vanni Angeli de RecanetOyCollateralis praelibati Domi
ni Senatorii et Curiae Capitoli .

Nel mese dìgiugno del 140 1. trovasi Senatore Barto-


*
lomeo Carafa , che confermò i Statuti de* ^Mercadanti de
panji i c de’ Banchieri di Roma , dicendo Nos Bartbolo- :

rnaeus Carafai Prior Prioratus venerabili Ordini S. I. Hieros»


magni CMagistratus LocumtenenSi Dei grafia alrnae Zirbi Se-
nator illustri prò domino nostro Papa , decreto , et auctoritate
sacri Senatus confirmamus etc. Egli fu dell’ illustre famiglia
Napoletana Carafa della Spina ,
o sia del ceppo de* Signori
di Forlì (1), figliuolo di Andrea Carafai e di CMariadi Cor-
*
nai Francese , ( c non già di Tornai come vuole 1 Ammira-
to ) . Dal Rè Ladislao ottenne la carica di Ciamberlano . Mo-
rì in Roma a 2 5 . aprile 1 40 5 . ,
e fu sepolto nella Chiesa del
Priorato della Religione di CMalta sul CMontc Aventino con
questa iscrizione :

(O Silve*tcr Petratancta de Sjrnabo- pag. 75. nuro.


-
8.

lis Heroicis in elogio Gentit Carafete

HIC
DE* SENATORI DI ROMA j5i

HIC IACET CORPVS VENERABILE RELIGIOSI DOMINI


FRATRIS BARTHOLMAEl CARAFFAE MILITIS DE NEAPOLI
PRIORE VRB1S ET VNGARIAE MAGISTRI HOSPITII
INNOCENTII PAPAE SEPTIMI NEC NON SACRAE DOMVS
HOSPITALIS S. IOANNIS HIEROSOLIM1TANI MAGISTERI!
LOCVMTENENTIS QVI FVIT ETIAM SENATOR ALMAE VRBIS
TEMPORE BONIFACII NONI QVI OB1IT ROMAE DE ANNO
DOMINI MCCCCV. MENSE APRILE IN DIE S. MARCI FRATER
IACOBVS DE OPICIIS PROCVRATOR GENERALE ORDINE
S.IOANNIS H IEROSOLYM ITAN I EXECVTOR
TESTAMENTI FIERI FEC I T .
Nell* anno 1611. fu poi il di lui sepolcro ristorato da
Fabrizio Garajfa Principe della Roccella(i) ,

Zazzera (») del detto Bartolomeo , scrisse come sie-


Il

g ue s » Bartolomeo , che fu Priore d’ Vngheria , e di Ro-


,, ma^t generai Luogotenente del Magistero di Rodi
in Ita-

,j lia ,
e Senatore di Roma : nel governo della qual cit-

„ tà, quanto si dimostrasse prudente, si legge per le scrit-

,, ture del Castel S. Angelo concede potestà di


,
ove si

,,
poter trattare ogni accordo, e pace che giudicasse con- ,

„ venire allo stato , ed onore della Chiesa , e del Papa $


„ che Nicola Colonna costituisse suo procuratore Giovanni
5, suo fratello a comparire avanti f illustrissimo
Camerlen-
„ go,e 1 Illustrissimo Signor Bartolomeo Carafa Senator
*

„ di Roma, per chieder T assoluzione , e rcintegrarsc in


„ grazia del Papa , e che medesimi promettano di licen-
i

,, ziare le loro genti d* arme ,


e mandarle ove comandasse
„ Bartolomeo Carafa Senator di Roma : fra 1
*
altre scritture

„ si ha in detto Archivio .

Pietro Francesco de' Brancaleoni ,


figliuolo di Bran -
con e
CO Sebastiano Paoli Codice Diplo- to. x. pag> 94T.
matico dell’Ordine Gerosolimitano (2} Della famiglia Carafa .
• >
*U.

r» *
'I
«

iil I 1

fili
1
# 3
di STORIA DIPLOMATICA
»*- 1
l

cone àzCustcl Durante fu Senatore nel detto anno 1401. Di


ji’ii
(.ili';!
lui scrisse Nerini (1) : Petrus Franciscus de Brancaleoni-
il

bus filius Branconis a Castro Duranti Ducatus Vrbinatis (nane


'fi
I


V - Vrbania dicitur ab Vrbano Vili, qui illud ampliavit , orna-
i

: iiM vit , et in Episcopatum erexit anno 1635. ) Senator Vrbis


fuit annis 1401. 140 6. et 1407. ut ex fastis apud Zabarel-
lam ,
et Crescimbenum .

E del Senatorato dell’ istesso Brancaleone ne parla


anche il Sansovino (2) dicendo , che „ questi fu molto
„ amico , e famigliare di Papa Bonifacio IX. , il quale in
„ un Breve lo chiama Principe , Domicello, e Senatore di
viir
'

„ Roma ,
e concedutigli molti privilcgj ,
liberò a sua istan-

,,
za la Badia di Castel Durante dalla soggezzione * d’ ogni
,,
altra prelatura ,
da quella del Pontefice in fuori ,
dan-
„ dolc autorità di poter conferire alquanti beneficj , che
„ ella aveva sotto la sua obedienza, facendola Badìa mitra-
„ ta , quasi con degnità episcopale .

Successe Antonio Auti , che dal Cigli dicesi anche


Conte di Monte Verde , ma senza recarne documento .

Nuovamente ottenne il Senatorato Pietro Francesco de


Brancaleone (3) nel 1402.. Fu al suddetto sostituito nel
1403. Riccardo de Ayello Salernitano (4). Quantunque
Y Anastagi (5), fondato su l’autorità di Ferdinado la Marra, lo
fa credere, ma erroneamente, eletto Senatore da Vrbano VI.
dicendo questi : ncbilibus Regni viris libenter gr atificatum
Vrbanum VI. et praecipuc Riccbardum Agelliumvulgo d’ Agel-
lo ,
supremum Romae Senatorem creasse
E nel seguente anno 1404. fu Senatore Giacomo Con-
te
CO De Templr,et Caenobio SS- Bo- (4) Star. Mercatorum pan. 3. julii
'

»
nifacii , et Alcxii pag. 285. n. I. 1403.
(2) Origine delie Famiglie illustri (5) Antiquirat. Surrentin. par. 2.
d’ Italia lib. 1. pag. 34 *- 3 f* lib. 3. cap. ai. pag. 424.
C 3) Stat. artis lanac aj-januar. 1402.

ai ir

; i«
• i.i*

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DE' SENATORI DI ROMA jffj

te di Montedolce (i) . Di anno cui fu successore nel stesso


Bente di Bentivogli di Bologna, Conte di S. Giorgio (2) .

Grandi furono i tumulti , eccitati dal Popolo Romano


nella Sede vacante di Bonifacio, e nel principio del Pontifica-
to d ’ Innocenzo VII. , de’quali così
scrisse V Infessura nel suo
Diario(3) morì Papa Bonifacio IX. , e lo Popolo di Roma
: \,

,, si levò a rumore per rivolere la libertà , e fu sbarrata


„ tutta Roma, e tutto dì si combatteva alle sbarre degli

„ Vrsini e la Chiesa da una parte , e i Colonnesi per lo

,, Popolo e ribellossi il Campidoglio, e la torre de’ Mcr-


,, canti ,, . E I* autore della vita d ’ Innocenza registrò an-
cora (4), che factus Papa Komam rebellem rcperit . E poi-
ché il detto Pontefice , chiamato prima Cosma de ’ e'Miglio-
rati , era della Città di Sulmona nel Regno di Napoli
stimò
il Re Ladislao portarsi in Roma a congratularsi con esso
lui ; onde Io stesso Infessura registrò nel detto suo diario

y, Venne Re Ladislao da Napoli a Roma, ed entrò perla


Io

, e lo Popolo di Roma
porta di S. Giovanni gli andò in-

„ contro con i Caporioni , e gli fecero molto onore , e


„ stette la notte in S. Giovanni , e la mattina si partì con
„ tutta la sua gente , et andò per Prati ,
et entrò per Por-
5,
ta Castello ,
e gìo allo Palazzo dello Papa ,
e Io Papa
„ lo ricevè con molto onore, come a figliuolo, e diedegli
„ CMaritima , e Campagna per cinque anni ; et ancora stava
„ sbarrata Róma . E lo Re fece tanto con lo Papa , c co i

„ Cardinali , che fece rendere lo Campidoglio a i Romani


„ senza nulla questione , e pose in pace i Romani
Nè solamente da questa Relazione dell' Infessura ap-
parisce , che il detto Re Ladislao fu mediatore della pace
tra i Romani ,
ed il Pontefice Innocenza ,
ma ben anche da
i Ca-
co Stat. art»'* lanae 1 6. mali 1404. (3) Murat.R.I.S. to. j.par. J.p. ^44*
(a) Stat. Metcat. pann.j.julii 1404.
(4) Murat. loc. cit. pif. 833. 834 *
3 <54
STORIA DIPLOMATICA
i Capitoli di essa pace stabilita a 27. ottobre di detto anno
1404.; i quali estratti dal Registro del medesimo Pon-
tefice (1) furono publicati prima dal Rainaldo (2 )
,
indi
da Curzio (3) . E dopo la seguente introduzione , nella
quale si descrivono i detti tumulti ,
e la mediazione Regia:
Noverint universi, et singuli praesentium seriem inspecturi ,
quod Sanctissimus in Christo pater , et dominus no ster, dominus
Innocentius divina providentia Papa VII. in speculum suae
considcrationis extollens ,
tumultuanti Romani Populi post
obitum felicis recordationis Domini Bonifacii Papae noni prae-
decessoris sui ,
in almaVrbe motus pesti/eros ,
et maligno ,

ac petitiones factas prò parte nonnullorum ex ditto Populo


post obitum prae/ati Pontifici Collegio reverendissimorum
fratrum suorum sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalium , de
quorum numero tunc existebat , et deinde post assumptionem
suam ad apicem Sumrni Apostolatus ejusdern Sanctitatis et

cupiens , cum ad praefatam ZJrbem , in qua Divinitas esse


voluit utriusque tam spirituali , quarti temporali CMonar-
cbiam ,
ut pacis tranquillitas vigeat ,
et discordia e fomenta
depereant ,
benigne ,
ac paternalitei' volens agere ,
ac mise-
ricor diter cum omnibus, qui tumultum ,
et ipsum causanti
excitare ,
et attentare damnabiliter presumpserant , et suppli-

cationibus prae/ati Populi prò ipsius tranquilliate annuere ,

sperans ,
quod exinde in devotione ,
fidelitate ,
et obedientia

Romanae Ecclesiae Domini nostri Papae pràe/atorum ,


et suc-

cessorum suorum canonie intrantium constantissime , oc fide


lissime permanebunt ,
ac consideratine diarissimi in Christo

fili ,
ejusdern Sanctitatis ,
et Ecclesiae ,
Domini Ladislai Regi
Jerusalem ,
et Siciliae illustri ,
in prae/ata Vrbe existentis ,

et super efficacissime intercedenti ,


ut cessarent pericula ,
et
borren-
CO To. l. pag. li. ti) Lib.8. cap. 3. $. 254. pag. 450.
.CO Ad ano. 1404. miro. 16. ad 45s».
DE* SENATORI DI ROMA 3<*5

borrendo, emersero discrimina ,


ad infrascripta omnia , et lin-

gula concedendo ^dcscendit etc. Per quello, che riguarda i Se-


natori, contengono essi Capitoli le seguenti determinazioni.
In primis quidem concessit ,
et voluit praedictus D. N.
ad supplicationem kujusmodi quod Senator prefatae Vrbis
,

ordinari ,
eligi , et deputari debeat semper , ac possit per

SSrnum in Cbristo Patrem , et D. N. Dominum Innocentium


Papam VII supradictum , . et ejus Successores canonice intran -
tts de tempore in tempus ;
et babeat ,
et habere intelligatur
omnirnodam jurisdictionem ,
quam olii Senatores ,
qui anti-
quitus fuerunt prò tempore , et exercuerunt ,
seu exercere
poterunt , secundum formam Statutorum ,
et ordinamentorum
praefatae Vrbis {praetcr quod in factis ,
et negotiis statura

praefati D.N.^et Ecclesia e -, et Successorum hujusmodÀ ,


/te

Romani Populi ,
crimen lesae majestatis concernentibus )
je/t

in quibus ,
er eorum quolibet idem Senator babeat , habe-
re intelligatur arbitrium ,
prout in tempore felicis recordatio
nis Bonifacii Papae IX. Senatores ,
qui fuerunt prò tempo-
re ^habuerunt ^
seu exercere quomodolibet potuerunt. Et quod
finito officio suo quilibet Senator ,
qui erit prò tempore ^ sin-
dice tur cum suis Officialibus , et famtlia ,juxta exigentiam Sta-
tutorum praefatae Urbis .

Item concessit ,
et voluit ,
quod de cetero eligantur ,
ejf

debeant septem Officiales praefatae Vrbis secundum for^


mam antiquam Statutorum ejusdem Vrbis , qui nominentur ,
et appellari debeant Gubernatores Canterai Almae Vrbis ,
quidem septem SSmo D. N. et Successoribus ,
Officiales
Romanae Ecclesiae , er Populo Romano praefatis fideles , <t^#e
cum officio , potestate
idonei ,
jurisdictione infrascriptis eli-
gantur ,
e/ debeant in presentia Senatoris praefatae Vr-
bis ,
qui erit prò tempore ,
i/e/ alterius , c#/ idem D . N.
Successores committent 0 mandabunt ordine successivo ,
' * Z z P/7?-
$66 STORIA DIPLOMATICA
Praedicta tamen non vindicent sibi locum in praesentibus Offi-
ctalibus ,
qui ad praesens in dicti D. N.praesentia clip de-
beant , et in ejus mani bus prestare in forma debita juramentum .
Item^quod praefati Officiatesiam praesentes, quam futu-
ri jurent ,
et jurare teneantur , et debeant in manibus prae-

fati Senatoris ,
itei alterius , cui idem D. N . ,
aut Successores
duxerity aut duxerint committere ,
de eorum officiis bene , et le

galiter exercendis ad honorem ,


Statum D. N.y et Successo-
rum y
Romanae Ecclesiae ,
et Rom. Pop. praedictorum , alias
fidelitatis praestare in forma solita ,
et consueta juramentum .
Item voluit y rescrvavit y et inhibuit districtius praefa-
tus D. N. expresse y quod Romanus Populus , Officialcs
praefatae Vrbis , praesentes ,
xx futuri quocumque arbitrio y
itei officio fungerentur ,
possint ,
vel debeant per se y
vel alios directe ,
vel indirette aliquam aliam gubernatio
nem y gestionem ,
administrationern ,
jurisdictionem ,
prae-
herninentiam ,
potestatem , vel facultatem committere , conce-
dere y
delegare ,
vel subdelegare aliquibus personis , Colle-
gio y
seu Vniversitatibus ,
Dominis ,
nisi dumtaxat de
aut super negotiis praefatae Camerae , «fc aliter y vel alio
quovis modo sub paenis , censuris tam spiritualibus ,

temporalibus , *7?
praecedentibus capitulis denotatis , *7*

quemlibet contrafacientem incurrere voluit eo ipso ; etnihilo-


minus sccus y aut aliteryfacta y
non teneant ipso jure .

I/fW supradictus D. N. ad hoc ut appellationis benefi-


ciumy maximum in sublevationcm oppressorum in suis juribus
dignoscatur esse ,
remedium , voluit ,
declaravit ,
reserva-
vit sibiy et successoribus suis canonice intrantibus ,
nomtnatio
nem y deputationem , electionem Capitanei Romani Populi
super appellationibus ,
nullitatibus causarum, cw» officio y

potestate , salario , muncribus y honoribus , , fieri ,

xo/w consuetis per formam statutorum y


et ordinamentorum
prue-
DE* SENAT ORI DI ROMA 167
praefatae Vrbis de tempore in tempus poncndi, et deputandi .
ltem commisit , quod lllustris D. D. Ladislaus Rex Hie-
rusalem ,
et Siciliae ,
habeat facultatem , et arbitrium decla-
randi ,
utrum Ojficiales , videlicet Gubernatores Camerae
praefatae Vrbis residere debeant in palatio Capitola ; et ,
si

resideant ,
in quo loco palatii .

I/m concessit dicto Pop. Rom . , <?/ voluit ,


co/b-

pletis ,
solidatis ,
de acceptatis omnibus ,
supra ,
r/ infra-

scriptis ,
Capitolium praefatue Vrbis reducat ,
et reduci de-

beat ad formam Palatii , e/ loci communis Judicii ,


et

assignetur praefato D. Regi , vel illi , «w praefatus D. Rex


duxerit assignandum, ut facta assignatione fiat reductio dicti
Capitola ad formam dicti palatii , rt communis Judicii ,
prout super ius continetur .

E nel fine di detta concordia si osserva, quali erano i

sette Governatori ,
esercenti 1
*
officio del Senato ; trovan-
dosi sottoscritti , Nos Laurentius de Macharanis , Sabbas
PauliNatuli Cesarei, Jo. Antonius de Cosciaris , Petrus
dello Schiavo, Paulus Egidii Marotinii , Petrus Tozzo-
li , et Matutius Theoli Carletti, septem Gubernatores Li -

bertatis Reipublicae Romanorum , sacri Senatus ojficium regen -


secundum formam capitulorum dictae libertatis editorum .
tes ,
E nella stessa guisa si leggono descritti dal Bicci (1) , ci-
tando un istrumento, rogato per Tuzjo di Cola Trinca, Pro-
tonotario , cd una carta volante , esistente nell* archivio
della famiglia Boccapaduli .

Essendo in questi tempi il costume , che durò ver-


so il fine del xv. secolo ,
nel doversi fare cioè le copie
di qualche instrumento ,
esistente ne* protocolli di Campi-
doglio ,
queste trascriversi da un Notajo , ed alle mede-
sime aggiugnersi la legalità del Giudice, Collaterale del
Zza Sena-
to Notizia tlclla famiglia Eoccapaduli pag. 251. noe. 6 .
3 68 STORIA DIPLOMATICA
Senatore ,
o sia attestato ,
con cui si dichiarava , che la co-
pia era uniforme all* originale : perciò da una pergamena
tra le altre ,
che in appresso a suoi luoghi riferiremo *
conservate nell’ Archivio del Convento di CMaria del Popo-
S.

lo ,
si hanno le notizie seguenti ,
gentilmente comunica-
teci dal diligentissimo osservatore de i monumenti de' se-
coli bassi il P. Tommaso Verani ,
Agostiniano nel detto
Convento della Congregazione di Lombardia . Delle quali
notizie prima si è di una copia d’ instrumento ,nel fine
la

della quale si legge : 1405. 28. martii Pontifi. Innoc. VII.


Indict. XIII. Ego Angelus de Vallate , Civis Romanus , Legum
Doctor ,
Judex Palatinus , et Collateralis praesentium Domi-
norum Septem Reformatorum libertatis Reipublicae Romano-
rum , Seuatus Ojjìcium exercentium iuxta formam status , et
novorum Capitulorum Vrbis , et Curiae Capitolii^hujus etc
Una tale condiscendenza d Innocenzo VII servì a mag- * .

giormente dar coraggio al Popolo di tumultuare $ come os-


servò Teodorico de Niem (1) : quia dicitur , quum servo ne -
quam palmus datur , accipit ulnarn ; qui tunc eandem 'Vrbem
rexerunt septem numero de ipsa parte Gibellinorum , viri
prudentcs nuncupati ,
nomine tantum ,
non significatane ,
set*

existentia ,
ut exitus approbavit , non usquequaque obser -
vantes Domino Papae pacta ,
quae praefiatus Rex Ladislaus
fecerat inter partes . Ed ,
o fosse spirito di novità» che Io
movesse ,
oppure la speranza ,
che gli dava 1
*
Antipapa di
rimettere nelle mani de’ Nobili 1
*
assoluto governo di Ro-
ma , richiese il Popolo Romano arditamente al Pontefice la
restituzione del Campidoglio , e del Castello di S. Ange-
lo. Ed avendo mandato a parlamentare alcuni de i princi-
pali con Ludovico , nipote del detto Pontefice , furono rice-

(0 Histor. lib. a. cap. jtf.


DE* SENAT ORI DI ROMA 3**
vuti con durezza ; alcuni senza perder tempo furono
fatti trucidare, e soggiungendo agli altri ,
che in quella so-
la maniera si poteva dar fine alle sedizioni ,
e tumulti
In vista di così orribile spettacolo si commosse la città

tutta ; chiamò in soccorso Ladislao Re


corse alle armi ,
c
di Napoli Il Pontefice , ed il nipote Ludovico fuggirono in
.

Viterbo ; cd Cortigiani furono la vittima del Popolo


i .

Piu distintamente Lionardo Bruno ,


Aretino ,
che tpo-
vavasi al servizio del Pontefice in detto anno ,
descrisse
1

infelice stato della Città di Roma nella lettera a Coluccio
Salutato (1) ,
cioè : Nos sumus bic continenter in armis ,
at-
que eo fit ,
ut rninus operae adhibere litteris queam . Tanta
est enim Romani Populi inconstantia ,
ac perversità s ,
nullus
ut quieti rclinquatur locus . Heri ante lucem egressi Vrbem
Romani cum quibusdam auxiliaribus regiis Pontem éMilvium oc-

cupare tentarunt .... Illi in Vrbe reversi, solita temeritate in


Capitolio consistunt , multitudinem convocati t . Festus eratdies ;

Plebs ociosa ,
et vino calens,concursat . Sumuntur raptim arma ,

vexilla promuntur , ad oppugnandas Pontificis aedes ire pergunt


etc. Nonis Augusti ex Vrbe ccccv. supra mille Ed in un altra .

allo stesso Coluccio (2) prosieguo a dire:^ vili, ldus Augu-


sti, Romani quìdem Cives ad Pontificem venere, grafia , ut aje -

bant , discordiarum componendarum . Hi post multa in audi-


torio agitata , cum re infecta domurn redircnt paulo post su-
,

pra molem Hadriani invaduutur . Capti ex iis utidecim tiara


caeteri in ipso impetu dilapsi evaserunt , ad Ludovicum Pon-
tificis nepotem ,
cujus iussu capti fuerant ,
adducuntur . Ibi
cum multa eis exprobarentur de perfidia in Pontificem , de op-
pugnatone Pontis CMilvii, recentissime tentata , de insidiis oc-
culti ,
de corruptela Regis ,
illique respondentes ,
pleraque a
se recti

(1) Lib. x. epiit. 4. (j) Epijt. 4.


37 o STORIA DIPLOMATICA
se recte facta defenderent , exarsit ira
juve vis , ac retundert
ora gladio co epit . Denique omncs xi. trucidati sunt ,
ac post
caedem ex fenestris aedium praecipites dati . lnter hos duo
fuerant ex vii. viris ,
quos ad gubernandam Rempublicam Ro-
manus Pontifex creaverat . Caeteri autem vini, ex primariis ci-

vibus , et quod dolendum est , nonnulli ex iis


,
qui bas mole-
stias inferri nobis pcrmoleste ferebant E divulgatosi ciò per
Roma , itur confestim ad arma ,
complentur cmnes aditus eia

moribus ,
et vociferationibus omnia resonabant Ad aedes
Pontificis ire pergo Pontifex igitur circa hoc intentus , nec
quid ageret ,
nec ubi consisterà ,
prae nimio dolore sciebat
Circumstantium autem variae erant sententiae . Ahi abeundum
confestim censebant ,
nec impetum Populi Romani , tam insi-

gnite r laesi ,
,expectandum .... Alii nullo modo
irritatique
abeundum , sed obsidionem tolerandam . Ma il Pontefice, co-
me si è detto di sopra , alla fine risolve di partire , ed andò
a Viterbo .

E quantunque il Pontefice nel marzo del 1405. fosse


ritornato in Roma tuttavolta, il detto Lionardo (1) dice In
; :

gemiscente enim Curia, Viterbio abìmus , pauconim cupiditate,


ambitioneque compulsi ,
et Romam vadimus ad homines prae

terquam magnificc quondam a nobis offensos, ingenio quoque y ac


natura ad res novas proclives . Nec pacata est Vrbs .
Avendo il Fioravanti trovate alcune monete ,
coniate
a tempi di detto Innocenza VII . ,
nelle quali (1) si legge da
una parte Innocentius PP . VII. e dall' altra Sanctus Petrus
S. P. Q. R ., riflette, che debbasi stimare, di aver avuta una
volta il Senato la facoltà di batter moneta ,
poi essergli
stata toltale secondo la contingenza de’tempi riconcessali in

tempo di esso Innocenza. Imperciocché appena questi eletto


Pon-
ti) Epist. lo. (a) Antiqui Pontificum denarii tsbul. i. n.j. et 4. p.91.
DE* SENATOR I DI ROMA J7
Pontefice Popolo Romano cominciò di nuovo a tumul-
il

tuare , e colla venuta in Roma dei Re Ladislao , e colla


sua interposizione nel farsi una concordia , molte cose il
detto Pontefice conceder dovette a i Romani . E prosicgue
Io stesso Autore (i) ad avvertire , che ne* bassi tempi il
Magistrato Senatorio avea la Zecca alle radici del Campi-
doglio vicino l 'Arco di Severo ,
al riferire di Nicola Signorile,
che nel principio del secolo xv. era Scrivano del Popolo Ro-
mano, nella relazione, che fece della Città di Roma ,
e delle
di lei Chiese ,
c che trovasi nell* archivio della famiglia Co-
lonna . Fu tolta poi la cura della Zecca ,
e facoltà di bat-
ter moneta a i Senatori, c Conservatori,ed apprppriatasi pri-
vativamente daTontcfici verso la metà del secolo xv. fu tras-
feritaper più sicurezza nel sito, ove è il Banco di S* Spi-
rito dirimpetto al Castello di S. Angelo ,
c da Alessan-
dro VII . nel 166 fu situata vicino agli Orti Pontificj
Vaticani

t natoreEssendo
,* Pontefice il destinò Se-
Roma Gianfrancesco de Panciatici Cavaliere Pi
di
Innocenza in Viterbo ,
-

stojese . Egli spedì , e concesse,come ad altri fecero anche


i Senatori ^Malatesta deJlialatesti , c Benedetto Bentivogli , il

privilegio di Cittadinanza Romana, e di altre grazie agli


uomini scientifici iMaestro Elia di Sabato , iMose di Lisbo-
na , ed al ^Maestro lMose di Tivoli , Giudei, Medici fisici ,
c
Dottori in medicina impiegavano a
, i quali utilmente s*
servire i Cristiani . Qual Privilegio unitamente a quelli de*
detti due altri Senatori fu confermato dal suddetto Innocen
zs>(p). Ed il Diploma,con cui fu eletto Senatore , esistente
nel registro dcll*istesso Pontefice
(3) , e trascritto dal Rai
ìialdo (4) , è il seguente • Di- \
Cd Pag. 83. yj C4 ^ Marini » Appendice de’docu-
(2) Lib.i. pag. 315. v menti all’ opera degli Archiatri Ponti-
(j ) Ad aan. 1405. nana. io. ficj to. ». pag. ipj. , e noe. c

(
^

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37* STORIA DIPLOMATICA
Dilecto filio Joanni Francisco de Vanelatici: , militi Pisto-
riensi ,
almae Vrbis Senatori etc. De almae Vrbis stata ,
ut cultus ibidem iutitiae vigeat , et pacis tranquillitas am-

plictur ,
pracstante Domino prospere dirigendo ,
tanto am-
plili s solicitudo nos urget ,
et angit ,
quanto illam ardeti-
tiori charitate prosequimur $ ipsa enim Orbis quondam do-
mina ,
et magistra ,
leges condidit ,
quibus possit regi sa-
lubriter ,
et feliciter gubernari , bonis praemia ,
inquieti
supplicia cxacto iudicio impendens . De tua igitur nobili-
prudentia^gerendarumque rerum experientia , ac fi-
tate , atque
dei puritate^sumentes in domino fiduciam spccialem , quod ea y
quae tuae sinceritati committenda duxerimus , promptis ajfecti-
bus ,
et exacta diligentia salubriter exequaris . Tibi ,
tuo du-
rante officio^contra omnes, et singulos laicos cujuscumque status
praceminentiae ,
dignitatis , j?» conditionis extiterint , wi-
,
qui quomodocumque ,
qualitercumque bactenus contra
statum , honoremque nostrum , f* Romanae Ecclesiae , sponsae no-
stra e ,
seti contra praefatam Vrbem ) ejusque tranquillitatem
et bonum , conjunctim , vel separatim aliquid non solum facerc,
sed attentare quomodolibet praesumpsissent ,seu praesumerent,
aut facerent in futurum^ammadvertendi^et punitiones reale: , ef
personalcs fieri faciendi ,
exequi mandandi ,
4c /7 /oj ,

qui ad crìmina ,
vel delieta patranda dedissent ,
dabunt
auxilium , consilium , vel favorem^aequali paena tanquam prin-
cipale s malefactor.es puniendi .... auctoritate apostolica iuris
dictionem ,
potestatem omnimodarn ,
4c plenum ,
r* liberum
arbitrium cohcedimus per praesentes\ scntcntias ,
sive poenas ,

vigore hujusmodi arbitrii tuleris ,


seu statueris in re-
belles ,
ratas ,
et grata: habebimus ,
illasque faciernus ,
4 #-
ctore Domino ^ usque ad satisfactionem condignam inviolabi-
liter obscrvari. Dai Viterbii .
DE* SENATORI DI ROMA _ 373
E perciò Antonio di Pietro nel suo Diario ,
all* anno
140 . registrò : die 1 . tnensis novembris anni supradicti
ascendit Senator Capitolium cum maximo honore , videlicet
prò D. Papa lnnocentio VII Item nemen Senatoris est tale .

D. Johannes Franciscus de Pistorio Il Popolo Romano si .

umiliò al Pontefice con spedire Ambasciatori a lui in Vi-


terbo , e restituirgli il dominio di Roma . Ed il detto Pon-
tefice ,
facendo grande stima della città di Ancona ,
volle
racrizua^liare il di lei magistrato della detta umiliazione %

fattagli da i Romani; come apparisce dal seguente Breve,


che leqgesi presso il Saracini (
1
) -
Innocentius -Fpiscopus Servus Servorum Dei . Dilectis

filìis Antianis Civitatis nostrac Auconitanac salutem ,


et Apo-
stolicam Bcnedictionem . Quoniam , summus opifex omnium ,

Deus in hoc tempore Pomificatus nostri Sedem Apostolicam


singulari honore insigniva ,
nullo modo praetereundum , No-
bis visura est , cum dilectis ,
et veris Ecclesiae Rornanae filiis
ca ,
quae gesta sunt ,
per literas nostras significami ; ut
super hac exaltatione Ecclesiastici status ,
gaudium , atque
laetitiam capere possitis . His quidem proximis diebus tcrtio
idus Januarii cum in Civitate nostra Viterbiensi generale Con
cistorium publice haberemus ,
venerunt ad praesentiam no-
stram Romanorum Legati , decem novem lenissimi Viri , et et
inter Cives suos magnae Romano ad Nos auctoritatis,a Populo
missi , ut plenissimum dominium Vrbis , tanquam vero , et
'
antiquo Domino Nobis restituerent , qui cum in Concistorium
nostrum venissent^adstantibus Verter abilibus fratribus nostris
& R. £. Cardinalibus , et infinita pene caeterorum bominum
multitudine circumfusa ,
prolatis prius litteris Populi Romani ,
A a a quae
<i) Notizie Storiche di Ancona pag. 328.
$74 STORIA DIPLOMATICA
qua, e ad Nos scribebantur, lecto enim
,
palam omnibus audien-
tibus puhlico instrumento
, ,
quod cum omni solemnitate paucis
ante diebus in Capitolio confectum erat ,
in quo Populus Ro-
manus pari consensu ,
voluntate ,
omnem potestà
imperio in Nos transferebat y
deinde y quae sibi mandata erant, magnificis verbis expositis
oretenus claves Urbis ,
et sigillum ,
caeteraque dominatus
insignia Nobis obtulerunt ;
regante s Nos, atque obsecrantes y
ut ejus Urbis dominium recuperemus , quae universo Orbi
terrae multa per saecula dominata esset . Nos igitur , quam-
quam baec temporalia nullo modo ajfectabamur , in quibus
nihil aliud est, quam labor , atque animi sollicitudo ; tamen ,
ut ipsi Urbi , maxime peculiari Ecclesia e .SW/j- nostra e

est , Populoque ejus subvenir ernus , summotis omnibus adver -


j;> , in pace , ac tranquillitate eam poneremus , » 0 » recusa

vimus hoc dominandi onus (alias quondam sic Nobis debitum) y


ut nunc ab ipso Populo sponte sua Nobis oblatum , quod ut fa-
ceremus , *7/* et causa nos movit $ quia ad maximum honorem
Sedis Apostolicae hanc spontaneam , et voluntariam subjectio
nem pertinere credimus , magnifi cum quippe Nobis, et valde
memorabile visurn est , quod nunquam ante hoc tempus audi-
tum fuit , Populus Romanus Claves y et Dominium Urbis extra
ipsam Urbem ad aliquem miserit , eique sese sponte sua subij ce-
rei illud enim magnum , atque praeclarum , quod cum de do-
minio nobis restituendo in ipsa Urbe tractaretur ,
et univer-
sus Populus Romanus in sujfragium iret ; sic omnes in nostro
nomine unanimiter consenserunt , ut in tarn ampia Civitate y
tantaque Civiutn multitudine , nullus ferme inventus ab hac
voluntate alienar $ itaque operae pretium fuit y ea ipsa die
qua hoc Romae factum fuit, cernere laetitiam Populi Romani y
quanta cum alacritate universi Cives ad Palatium concurre
runt , et dilecto filio Bartholomeo Eletto Cremonen* Episcopo ,
Secre
DE* SENATORI DI ROMA 375
SecretArio nostro ,
qui Commissario no ster Rontae erat ,• con-
gratularentur summo cum gaudio , et plausu , tque lae-
,
et

titia in Capitolium eum traduxerunt , Ex quo intelligi potest

quemadmodum erga Nos essent animi , cum eum , qui nostro


nomine illic erat ,
tanta lacinia complcxabantur * Haec igitur
ad notitiam vestram deducere curavimus ; ut quo niam veri ,

devoti filii S. CMatris Ecclesiae estts ,


ac semper finisti , r*
bujusmodi ejus successibus gaudium , rr laetitiam uh er rim am
capiatis . Datum Viterbii 12. Kal. februarii Pontificata no-
strianno secando . Novaris Secretarius .
In questo anno 1405. il G/j//; riferisce , esser stato
eletto Senatore da Innocenza VIE il Cardinal Giordano Or-
sino , citando il Ciacconio (1) $ le di cui parole sono le se-
guenti . Jordanus Vrsinus, Archiepiscopus Neapolitanus, Pre-
sbiterCardinali SS. CM artini , er Equini ,
deinde Episcopus
Cardinali Albanus , postremo Sabinus , 5. R* £. major er
Paenitentiarius fiactus summo loco natum , nobilitate,
.

animi magnitudine , er rcrum agendarum peritia insignem ,


Innocentius VII. Romanae Civitati Senatorem dedit
Nuovamente fu nell’ anno 1405. Senatore Pier
Francesco de’ Brancaleoni „ Il quale secondo la relazione
di Antonio di Pietro nel suo Diario si trovò presente , come

Senatore alla coronazione del nuovo Pontefice Gregorio


X1 L nel giorno di Domenica 1 p. di decembre 1405., fatta a
capo delle scale della Basilica Vaticana ; c 1 * accompagnò
al possesso , che dopo la coronazione nello stesso giorno

prese nella Basilica Lateranense .

Proseguì ad esser Senatore Brancaleone anche nell’an-


no 1407., come apparisce da una sentenza , da lui proferita
su di una piscina alla riva del Tevere tra il Cardinal Abate
A a a 2 Com-
^1) VitacPonuf. et Cardinal, to. 3. pag. Sao.
37* STORIA DIPLOMATICA
Commendatario del ^Monastero di S. Alessio di Roma , e Gior-
gio Frajapani , riferita dal Nerini nella storia di detto Mo-
nastero (i) E leggesi anche nella sentenza , fatta nella me-
desima causa da Venanzio de Durante , Luogotenente dell*
istesso Senatore Brancaleone in aprile 1 407., trascritta nell*
Appendice a detta istoria (1) .

In quest* istesso anno ottenne posteriormente il Se-


natorato Giovanni da Cingoli ,
figliuolo di Benuttino Ci-
ma (3)* Di cui leggesi nel suddetto Diario di Pietro : an-
no 1407. mense Jun. die martis 21 .de mane bora consueta in
loco iustitiae Capitola fuit decollatus Galeottus de Normandisy
tanquam proditor Urbis^ et sepultus est in Ecclesia sanctae ^Ma-
ria e in Aracaelt^tempore Senatus magnifici , et potentis viri D.
Joaunis de Cingulis ,
et dominorum Conservatorum etc.
Nella partenza ,
che dovè fare di Roma il Pontefice
Gregorio XII .
,
previdde forse il Senatore Giovanni i disor-
dini ,
che potevano avvenire per 1
*
assenza del Pon-
tefice ,
e per lo scisma ,
che ancora durava degli Anti-
papi . E perciò prima della partenza egli rinunziò pronta-
mente il Senatorato nelle di lui mani ,
consegnandogli il

bastone Senatorio; quale nello stesso tempo fu dato dal


Pontefice a Pietro Stefanescbi degli Annibali ,
Cardinale
di S. Angelo ,
che lasciò nella sua assenza Governatore
di Romain qualità di Legato Onde leggesi nel citato Dia- .

rio Dominus Senator Urbis ante recessum D. Papae venit de


:

Capitolio ad dictum Palatium D. N. Papae , et resignavit bac-


chettata Senatus in manibus D. Papae Et D. Papa statim de- .

dit eidem Cardinali de S. Angelo , tanquam Legato Urbis , per


eum dimisso Supradictus D. Cardinalis , et Legatus , sociavit
.

D. nostrum Papam usque ad S. CMariam éMagdalenam , et sta-


tim

CO Pag. iRj. (a) P.551. (3) Avicenna memorie della Città di Cingoli
DE* SENATORI DI ROMA 377
*

tim fuit reversus ,


et intravit Palatium D. Papae , et ibi fecu
residentiam diu ,
noctuque .

Dopo la rinunzia, fatta dal Scnator Giovanni -,


non fu

già Senatore il Cardinal di S. Aggelo ,


come ha creduto il

Gigli . Ma dal detto Cardinale furono surrogati i tre Conser-


vatori ad esercitare 1
*
officio di Senatore nel detto anno ,
c

nel susseguente 1408., come anche avverte 1



Autore della
NotizJ a particolare della famiglia Boccapaduh ( 1),
citando
nella nota 6 . il ^Manoscritto ,
intitolato Consoli , e Senatori Ro-
mani ,
estratti dagli Statuti de * « Merendanti ;
nel quale lcg-
gonsi i nomi de’ Conservatori ,
che esercitarono allora la

detta carica Senatoria, cioè Nos Dominicus Palonus Reg . Co-


lumnae , Lellus domini Cecchi Octaviani Re?. Privila
Joannes Nucii Velli Reg, Arenulae , Conservatores Camerae
Almae Urbis , auctoritate Reverendissimi D. Legati Aposto-
lici Cardinali Sancti Angeli ,
et voluntate summi Pontifici
Senatoris Officium exercentes ^confirmamus supradicta Stata-
ta etc. die xi. aprilis 1408. /

Se debbasi prestar fede al Buonincontri il quale ne’ suoi


Annali (2) scrisse : sunt qui dicunt , Pontificem Gregorium
non ignarum fuisse voluntatis Paali Vrsini , et Ladislao libe-
ram facultatem dedisse occupandi Romarn 5
non è da condan-
darsi ,
come altri hanno impresa del Re Ladislao
fatto ,
l’

in occupar Roma nel 1408. Partì egli adunque di Napoli,


dice Summonte ,
il
(3) „ desideroso impadronirsi di quella
,, città con gran fretta , non ostante
1* incomodo patito
,

,, 1 anno passato , rinovò la guerra contro lo Stato della


*

,, Chiesa , ed andatovi con quindicimila cavalli , e otto


„ mila fanti , havendo inviati avanti navi , e galere , prese
,,
primieramente Ostia , poi avvicinatosi a Roma , che era
guar-
(O MI» O) Storia di Napoli tona. ». lib. 4.
(O Muratori R. I. S. to. ai. pag. pp. pag.jtp.
378 STORIA DIPLOMATICA
,,
guardata da Paolo Orsino dopo molte battaglie 1
*
ebbe a
,,
patti onorati, ov* entrò 25. d’aprile, come padrone,
a*

„ e ricevuto sotto un baldacchino di drappo d* oro, portato

„ da otto Baroni Romani, fu condotto nel Campidoglio, ove


,,
alloggiò la sera : il seguente dì un Fiorentino ,
che tenca
„ il Castello di S. Angelo per Papa Gregorio patteggiò per
„ rendersi , c n’ ebbe Quarato , bonissima Terra in Puglia ,
„ fe Castellano di Roma Riccardo di S angro , e Senator
„ Gioannotto Boccatorto , Barone di molte Terre in
„ Apruzjip A 2 3. di luglio il Re ritornò in Napoli e men-
. ;

tre in quell’estate andava trattenendosi in piacere li ven-

„ ne avviso, che Roma se gli era ribellata, perche Paolo

,,
Orsino ,
sdegnato ,
che il Re avesse anteposto Gioannot -

,,
to a lui nell’ uifizio di Senatore , et anche per non sof-
„ frire , che quello usasse molto rigore contro Romani, i

„ indusse il Popolo a prender armi , et andare in Cam- 1


*

„ pidoglio, e fe prigione il Senatore, et egli con i suoi


„ andò contro Capitani del Re , che si mossero al rumore,
i

,,
e gli ruppe con morte di Francesco Cataneo Nobile di Ca~

,,
puana ,
e di molti altri buoni soldati ,* fu per tutto gri-

,,
dato , viva la Chiesa , e muorano li Tiranni $ le genti del

,,
Regno, non potendo far altro, si ritirarono senza contrasto.
E quantunque il detto Senator Giovanni dal Summon-
te sia chiamato Boccatorto ,tuttavolta nel Diario dcìl’lnfessu-
ra (1) si legge, che il Re Ladislao nel 1408. , mise il suo

,,
Officiale in Roma, e fece Senator CMesser Giovanni Torto»,
c così trovasi ancora descritto nel Diario di Pietro (2)
Nel 1409., si asserisce da alcuni, esser stato eletto Se-
natore Pietro Conte di Troja dal detto Re Ladislao . Ma ol-
tre di esser certo, che fu unicamente Condottiere del Reale
Eser-

C O Murst. R.I.S. to. 2 - pag> 118. (2) Adann. 1408. pag.p^i.


DE* SENATORI DI ROMA 37*
Esercito, come appunto l’attcstano Teodorico de Niem (1),
ed il Rainaldo (2) ; si legge altresì nel Diario suddetto,
che Ladislao , proseguendo a far da padrone in Roma ,
nel
detto anno 1409. a 1 6 marzo
. fece i nuovi Officiali Gover-
natori della Camera di Roma ;
e nello stesso Diario (3) si
osserva , che a 15. di settembre del 1409. era ancor Se-
natore il detto Giovanni Torti .
Il Conte Ruggiero di Antigliola, di Perugia, fu Sena-
tore nel 1 4 il de Pietro nel citato Diario (5)
1 o. (4); c perciò
dice ne] suddetto anno iSabato die ^.dicti mcnsis Augusti omnes
supradicti Ojficiales ,
tam Conservatorcs ,
quarn Ojficiales alti
Ascender unt ojficium ,
et juraverunt dictum eorurn ojficium in
manibus Roger ii de Perusia^tunc tempore Senatoris Zlrbis , fa-
cti per dictum D.PP. Joannem 11 L , et confirmati per dictum XX
Dominum Legatum .

Dall’ istesso de Pietro nel detto suo Diario (6) abbia-


mo notizia nell’anno i4ii.,che Riccardo Alidosi d’ Imo-

la fu Senatore dicendo
Die lunae 27. dictimensis augusti
,
:

bora tertiarum éMagnifica s vir D. Riccardus de Imola exivit


de Palatio Apostolico D. N. Papae Joannis 1 IL cum maximo XX
honore tanquam Senator Vrbis , et ibi receperunt eum omnes
Capita Regionum tanquam Senatorem cum magno gaudio , et fc-

sto . Egli confermò i statuti dell* arte della lana a 1 6.mag-


gio dell’anno seguente 1412. E nel Protocollo di Notar
lacobello Capogallo
(7) leggesi un instrumcnto A.D. 14 11.
die io. octobrisy ind.v . tempore Joannis 11 coram sapien- XX L
ti viro dno CMichaele de Aretio^Lcgum Doctorefiudice Palatino ,
et Collaterali Camerae Capitolinae , magnifici viri Domini Ric-
ca r-

CO Lib. 2. cap. 37. (5) Pag. 1017.


(l) Ad ann. 1405. num. 9. ( 6)
Pag. 1026.
(3) Pag. inox. (7) Archiv. Capitolino .
CO Stit.arrij lanac 23.Octob.i410.
3$o STORIA DIPLOMATICA
cardi de Alido stis de Imola ,
militi , Almae Vrbis Senato-
ris illustris ,

Nel suddetto anno dal Cigli si colloca anche tra* Se-


natori Giovanni Antonio di Leonello, da.Perugia y ma. senza
recarne alcun monumento .

Fu certamente nell* anno 1412., c nel 1415. Senato-


re Giagomo di Paolo di Taddeuccio Boscari da Foligno.Di
lui fa menzione il de Pietro (2) dicendo: éMensis augusti die

sabbati 13 .de mane bora CMissae majoris S. Petri intravit per


portam S. Laurentii extra rnuros magnificus vir D. Jacobus
Pauli ,
Comes de Podio ,
equester , et equitavit per Vrbem ver-
sus Palatium Apostolicum D. N. Papae ,
et ibi in dicto Palatio
descendit ,
et ivit ad Dominum nostrum Papam y et a dicto D .

Nostro Papa recepii baculurn Senatoria Vrbis : item post txivit


de dicto Palatio dictus Jacobus cum vexillis vidclicet Vrbis ,

S. CMatris Ecclesiae , et cum suisy et equitavit versus Capitolium


cum maximo honore E nella Cronaca del Monastero di Sasso
. <L

Vivo del Jacobilli (3) si legge „ il nobil uomo Giacomo di :

„ Paolo di Taddeuccio Boscari da Foligno della Compagnia


„ della TMora , il quale fu Podestà di Orvieto , e Senator di
„ Roma , e Conte del Poggio nella Vaitopina .
Si dice di lui successore in quest’ istesso anno 1413.
Felicino degli Armandi di Perugia dal Gigli ,
ma senza al-

cun documento
• In questo medesimo anno il Re di Napoli Ladislao ri-

tornò ad occupar Roma . E perciò il Sannazaro nella di lui

morte ,
facendogli un funebre elogio ,
fra le altre cose
disse :

Hic Capitolinis dejecit sedibus hostem


Bisque triumphata Victor ab Vrbe redit .

Creò
(i) Ai *nn. X412. (2) Pag. 165.

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DE* SENATORI DI ROMA 3 8j

Creò egli allora gli Officiali per il governo a suo modo : c


fece Senatore Niccolò de Diano. Onde il de Pietro nel suo
Diario (i) registrò Officiales Urbis Poma e , quos jecit d ictus
:

Rex Venccslaus tutte tempore , sunt isti : in primis D. Nicolaus


de Tbiauo Scnator . Nel Manoscritto ,
intitolato Consoli ,

e Senatori Romani , estratti dagli Statuti de éÀierca datiti^ esi-


stente nell’ Archivio Boccapaduli (a) si legge Senatore di
Roma Niccolo de Trano ;
c dal Crescimbeni (3) si dice Nic-
colò da Tiano ,
0 Diano Napoletano . Ma egli fu realmente
dell’ illustre famiglia de* Diano (4) ; come si osserva nel
diploma del Re Ladislao , clic trascriveremo in appresso ; e
nell* opera del Cbioccarello (5) ; nella quale si legge : floruit

quoque iisdem temporibus Nicolaus de Diano , CMiles , quem


Ladislaus Rcx^cum Urbe Roma potiretur^ejus Urbis Senatorem
cum summa potcstate praefecit .
Successe Iannotto Torti, il quale fu eletto nuova-
mente Senatore dal detto Re Ladislao , richiamato ad altri
suoi servigj 1 * antecedente Senatore Nicola de Diano $ a cui
perciò indirizzò il seguente Diploma (<5 ) .

Ladislaus etc. ^Magnifico viro Nicolao de Diano militi


almae Urbis Senatori fidcli nostro gratiam etc. de sua fide
prudentia ,
legaiitate viri magnifici Joannis de Tortis militis
consiliari ,
et fidelis nostri dilecti, ab experto confisi ,
eumdem
Jobannem Senatorem nostrum Romanae Urbis , ejusque di-
strictus cum piena meri , et mixti imperii administratione , ad.

alia nostre Curie servitia revocato te ,


ex nunc ad presens ad
nostrum beneplacitum duximus fiducialiter ordinandumjrecepto
prius ab eo solito fidelitalis^et de officio nostro exercendo fidu -
B b b cia-

ti) Ad
ano. 1413. OP Marra della famiglia de Diano .

(2) Pag. 130. <j)De Archiepiscop.Neapolit.p.172.


O) Staro della Basilica in Cosme- (6) Archirio della Zecca a. 1390.
din pag. 248. lett. B. pag. 113. a ccrg. ad 114.
381 storia diplomatica
cialiter corporali ad Dei Evangelia j tiramento , propterea fide-
l itati tue de certa nostra scientia committimus y quod statim rece
ptis praesentibus ab cxercitio y et administratione dicti Senatora-
ti officio cessesffoannique successori tuo assignare procures y sub
sigillo tuo captivos ornnes si quos babes ..... captivorum . . .

a età insuper y et quaecumque alia spectantia ad dictum Senatus


offfeium iuxta consuetudine , et morem . ... ad absolutionem
vel condemnationem captivorum ipsorum iuxta merita proba-
tionis ,
vel probandorum , iustitia mediante procedat ,
acta per
eumdem .... terminet ,
et alia quae ad bujusmodi Senatus offi-
cium pcrtinent ,
atque spectant . Volentes insuper y et mandan-
tesy quod idem successor tuus una curn sindicatoribus^per Nota-
rium Curiae ad id deputatisy ac viro nobili Battista Capite de-
ferro de Vrbcjnilite Ciambellano nostro .. ..debeant te tuosque
officialesy suboffìcialesy et familiares ,
scripturarum gabellarum
notar um y tabellarum script or cs y et questores dictae gabellae etc.
*Mxndantes Cibi propterea y ut consueto , ac solito sindicationis

bujusmodi parere debeas , et alia adimplere y quae ad sindicatio-


nem spcctanty non obstantibus quibuscumque nostris litteris for-
sitan dilatantibus,quod tu>alii sindicandi y aut vestrum aliqui y

seu aliqui non debeatis ,


vel debeant de predictis omnibus re-
spendere ,
presentes autem literas magno principali nostro Si-
gillo munitas per rnanus nostri predicti Rex Ladislaus etc* etc .

anno Domini m iiii xiii. die vii. mensis decembris p. ind . Regno-
rum nostrorum anno xxvn. *

L* Autore delle £Memorie istoriche della Chiesa dora-


celi (i) trascrive dal citato Diario di Pietra ,
esistente
nella Biblioteca Chisiana , la seguente notizia : „ Nell*an-
„ no mccccxiv. a dì 24 febraro morì Jannotto
.
Torti Sena-

„ tore in Campidoglio per lo Re Lanzjslao y \o dì seguente

„ gli foro fatte le esequie con quella grandezza ,


che si ri-

„ chic-
co I*ig- 394*
DE* SENATORI DI ROMA 385

„ chiedeva ,
e fo sepolto nella Chiesa di Araceli E dallo
stesso eie Pietro sappiamo, che il suddetto Giannotto Torti al

primo di gennajo di detto anno 1414. entrò in possesso, e


con altri signori andò a cavallo in Campidoglio ; et ibifuit
receptus Senator 'Urbis per Capita Regio num ,
per Conserva-
tore s cum maximo honore ,et gaudio , et pulsatione Camjpana-
narum die ti Capitola .

Dal Re Ladislao ,
Senatore di Roma, fu poscia eletto
per suo Vicario CMonsignor Domenico Astalli ,
Vescovo di
Fondi ; del quale leggesi nell’ Vghelli (1) tuttociò ,
che
sieguc .

F. Dominicus de Astallis ,
seti Astagli,nobiU familia Ro-
ma e natus, Ord. Servorum S.UMariac ,tunc Griptae ferratae in
Agro Tusculano Comrnendatarius Abbas , ad hunc Episcopatum
assurnptus est a Bonifacio IX . anno 1 399. die 1 5. KaL augu-
sti Sedit plus minus annis 15. cujus annum diemque obitus
.

scriptum reliquit Petrus Paulus de Precibus in Diariis, in baec


verba : Anno 1414. die éMercurii 2. mensis tnaii obiit Episco-
pus Fundanus in domo D. Christophori Gaytani de Regione
Campitelli $
qui dtetus tunc temporis erat Vicarius in Urbe
per Regiam ^Majestatem ;
die Veneris 4. die ti iMensis fuit fa-
ctum exequium dicti Episcopi ,
et fuit sepultus in S. éMarcello
cum maximo honore . éMarmoreum sepulchrum quod extat eo -
dem loco ,
ubi jacentis Episcopi imago , et Astalliae gentis in
signia spectantur , aliquantulum vetustate corrnptum , nos ipsi
inspeximus , et circumquaque insculpta verba legimus qua e
,
sincere damus , sicuti iacent .

B b b t me
<i) lui. «cr. to. 1. in Epiicop. Eundan. col.

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3 84 STORIA DIPLOMATICA
HIC REQVIESC1T REVERENDVS PR. IN CHRISTO
r . . . S.FVNDANVS EPSCOPVS , OLM HVIVS O RDNS FRATER ,
N ALMA VRBE VCARIVS PRO SACRA REG A MAIESTATE
DEPVTATVS QVI OBIIT ANNO DOMINI MCCCCXIIIU
MENSE MAII II. CV1VS ANIMA
REQVIESCAT IN PACE . AMEN .

Successore poi del detto Astalli fu Antonio de Gra*-


sis ,
alias Baccelleri di Castronovo . Confermò egli i Sta-
tati dell* arte della lana a di p-. maggio i4$f. nella ma-
niera seguente : Nos Antonius de Grassis, alias Bacelleri, mi-
lesy de Castronovo y Dei grafia prò Sacra Regia ^Majestate alma e
Urbis Senator illustris confirmamus etc. Regnante Serenissimo
Principe Ladislao Domino Nostro , Dei gratta Hungariae , Je-
rusalem ,
Sicitiae Rege ,
et huìus Almae Urbis illuminatori il-

lustri . Ascese al Campidoglio a di 4 -di marzs>\ c sog-


giugne il de Pietro nel suo diario (1) : D. Baccilerus Senator
Urbis in loco Jannotti Torti sine ullo honore y ut moris est ,
cum
pulsatione C ampanarum , et vexillorutu videlicet etc. sicut alii

Domini Senatores ascenderunt ad dietim offìcium exercendum


Ma appena giunta in Roma la nuova della morte
di Ladislao ,
seguita a’ 3. di agosto ,
nel dì p. di det-
to mese furono levate via le armi di lui ,
e del Senatore,
che erano in Campidoglio, ed a i 10. il Senatore partì dal
detto Campidoglio ,
e da Roma . Onde il de Pietro nel
riferito Diario dice, dopo data la notizia della morte del Re :

die p. fuit deposita arma dicti D Regis Venceslai ,


. et D . Se-
na toris , sculpta in marmo , et depicta pulcherrime in Capitoliti

ut moris est ;
Senator tunc temporis erat dictus Baccelerus ;

die io. D. Baccelerus tunc tempore Senator Urbis recessit de


Capitolio ,
et de Urbe } et dimisit Capitolium in manibus Con-
serva-

ci') Ad ann. 1414.

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DE* SENATORI DI ROMA 385
servatorum ,
videlicet Iacobelli Magistri Iacobi, Lauren-
tiiTheoli, et Joannis Bari .
Dopo un tal latto il citato de Pietro ci da notizia del tu-
multo , che fu in Roma , gridando tutti, viva il Popolo Si .

tenne Consiglio in Campidoglio , ev’ intervenne Pietro


diMatuzzo Cittadino Romano 3 a cui fecero tanto onore i

Romani , che accompagnarono tutti al Campidoglio , c


1
*

quasi nulius remansit in dicto foro Capitolino causa faciendi


sibi honorem tanquam Conservatori Vrbis ;
quia tota Roma
diligebat dietimi Petrum CMatutii .

Ed allora furono licenziati i tre Conservatori, già detti;


e restarono Padroni di Roma ,
et remauserunt ,
dice il sud-
detto de Pietro ,
domini Vrbis , videlicet Palutius Petri Mat-
thaei, Butius Stinco, et Petrus Matutii „ I quali conferma-
rono i Statuti dell ’ arte della lana in detto anno 1414., in-
titolandosi : Conservatores ,
Senatoria Officium exercentes .

Procurò il detto Pietro di CMatuzzp d* impedire che


,

Battista Savelli ,
Giacomo di Colonna ,
ed altri s’ impadro-
nissero del governo di Roma ; a qual effetto aveano fatto
entrare tutte le loro genti d* armi in città . Edavendo ve-
duto il Popolo, che a questi non riuscì il loro disegno, e
che dovettero partire , si radunò tutto colle sue bandiere,
ed andò alla casa di Pietro CMattuzjj gridando , e dicen-
do viva viva lo Popolo , noi volemo un Signore , e non tanti
; .

E così come padrone ascese in Campidoglio, dove fece una


prudente parlata al Popolo , e questi proseguì a gridare „ :

,,
Non volemo se non te solo Signore ; „ sic remansit solus,
conchiude il de Pietro nel diario , et alti Domini videlicet Bu-
tius Stinco ,
et Palutius Petri CMattbaei recesserunt de dicto
Capitolio ,
et iverunt ad domos eorum ,

Trovasi nel 1415. Senatore Giovanni de Floribus di


Narni $ come si legge ne* Statuti dell * arte della lana ,
da lui

con-
3 86 STORIA DIPLOMATICA
confermati a 1415* Peraltro egli
i. luglio intitola Ojfì- s>

cium Senatoris exercens ,


non già Senator .
Successe nello stesso anno Riccardo Alidosi ci Imola .

Di cui il de Pietro nel diario , dice (i) die Dommico ó.men- :

sis octobris ascendit Senator D. Riccardus de Imola , factus


per
D. Jacobum Cardinalem tituli S. Eustacbii ,
et Lcgatum tunc
tempore in 'Urbe electum per totum Collegium ,
tutte tempore
,

existens in Constantia .

Fu di lui Successore Giovanni Alidosi parimenti d


Imola ; come
apparisce dalla conferma de* Statuti dell arte
della lana , da esso fatta a 17. settembre 14 5 . Sede vacante
Apostolica deposizione di Giovanni
,
per la 111 . XX
Ruggiero Conte di Antignola, di Perugia successe
nell’ anno 1417* nel Senatorato ; costando ciò dalla

di lui conferma de* Statuti deli arte della lana a


’ 16.

giugno di detto anno.


Seguì nella Città di Costanza 1 elezione del Pontefice ’

Martino V nel dì 1 1. di novembre di questo istesso anno


ì. .

del
'
1417. Ed il governo temporale di Roma era in potere
Cardinal Giacomo , Diacono di S. Eustachio , destinato da
Francesco Sforza , Conte della città di Ariano , nostra patria;
il quale fu spedito dalla Regina di Napoli Giovanna
per aver
cura, c proteggere la Città di Roma, e 1 altre Città del-

la Chiesa Romana Pontefice oMartino fosse


fino a quando il

giunto in Italia . Onde lcggesi negli Annali del Buonincon-


tri (a) : Anno 1417. Fa tempestate CMartinus ,
Pontifex V .

factus mense novembris cum Regina faedus, et amicitiam fe-


,

cit ca lege ut Urbis Romae ,


et Civitatum Ecclesiae curam
,

tuitionemque susciperet , quoad ipse in Italia esset .

Ma non perciò il detto Cardinale esercitò il Senato-


rato ,

( 1) Ad *nn. 1415. (a) Mur»t. R. I. S. to. ai. p*g»


DE* SENATORI DI ROMA 387
rato, bensì Nanni di Spinelli, di cui parleremo in ap-
presso $
imperciocché il Pontefice ^Martino , riflettendo al-
le turbolenze ,
che erano in Roma, ed alle disposizioni, che
alcune persone potenti tacevano per soggiogarla ,
non Gra-

dinò altro con una suaBolla(i)a i Romani, che di dover ub-


bidire al suddetto Cardinal Legato . E lo Sforza , secondo
la relazione del citato Buonincontri ,
compositi Romae rebus
Jacobum , unum ex Patribus Romite in praesidium reliquit ,
et
Nannem Spinellum Senatorem *

Non sappiamo, come si possa dal Gigli annoverare trà


Senatori Romani Braccio da ^Montone di Perugia , nominato
da più Scrittori il Tiranno. Non basta, che il de Pietro nel suo
diario (a) dica, di esser stato ricevuto da Romani come Si-
gnore ,
c che 1
*
lnfessura riferisca ,
che faceva in Roma gli
Officiali . Imperciocché egli non fu altro, che acerrimo
persecutore di ^Martino V. E per tale ce lo descrive S. An-
tonino, dicendo (3) : Passus est autem ^Martinus persecutio -
nem non modicam a Braccio Perusino supranominato ; non
enim permansit in reconciliatione , et amicitia Ecclesiae ,
sed
reversus ad vomitum suae rebellionis , et contemptus Pontifi-
ci ;
itaut comminaretur ci, etbnicus ipse ,
et publicanus ,
sta-
tum ejus supprirnere , et ad celebrandum vMissas privatas prò
uno bajocbo compellere .

un Albero genealogico , dato alle stampe , c di-


In
stribuito a’ Prelati della Rota Romana nella Causa del Fe-
decommesso Orsini si legge Joannes Vrsinus Senator Urbi :

anno 1418. per stipite delle due linee Orsine, cioè de* Ducbi
di Gravina, e de’ Duchi di Bracciano . Ma poiché 1 autore *

di detto Albero nella Scrittura legale 1


*
ha formato sull*

auto- .

CO Arch. Vatic. )it». x. lice, de Cu* CO Ad ann. 1417.


ria pag. 9. et 28. 22. cap.4.5. x.
(j) Histor. par. j. tic.
388 STORIA DIPLOMATICA
autorità del CMore ri i
( ) ,
che egli cita $ e questi non ha
J
detto altro , che Jean des Vrsins Senateur Romain epousa Bar-
tbolomie Spinelli , senza individuare in qual tempo fu Se-
natore ; all* incontro è certo ,
che in questo anno 1418. fu
Senatore Nanni di Spinello da Siena ,
che asserisce il de
Pietro , come abbiamo già sopra riferito, esser stato eletto da
Sforza 5
venuto in ajuto de’ Romani contro il suddetto
Braccio da elMontone . H^li confermò i Statuti dell ’ arte della
lana a 31. gennajo 1418. Dall’ Vgurpieri (a) si vuole , che
fosse della Famiglia Salimbeni, E certamente in alcune car-
te leggesi : Nanni fìlius domini Spinelli .

Dopo di lui nello stesso anno 1418. i treConservato-


ri esercitarono l’officio di Senatore ,
cioè Giovanni Ba-
roncei.li Egidio Pansa , c Lorenzo di Pietro (3) . A
,

quali successero similmente in detto anno altri tre Con-


servatori, esercenti il Senatorato, cioè Tommaso de Arcio-
nicus , Cristofaro di Paolo Gotio , e Paolo Casatta (4).
Conviene perciò avvertire , che il SMoreri probabilmente
abbia voluto parlare di Giovanni àc figli d' Orso , tdic fu
Senatore con Pietro Sciarra di Colonna nel 1353.
Nel 1419. furono poi surrogati altri tre Conservatori
ad esercitare 1
*
officio di Senatore cioè Lorenzo di Mar-,
,
:

tino di Siena, Nuccio di Cola de Sanguigni, e Paluzzo di


Jacobello Palone (5) .
Nell’ istcsso anno 1419* si osserva Senatore Gio-
vanni Ranieri di Norcia da cui furono confermati i soli-
;

ti Sta futi delC arte della lana a 25. luglio 1419. dicendo :
exercens officium sacri Senatus Vrbis . È di lui Egidio Càdoca-
vino nella sua Antisatira , che publicò per opporla alle Satire
de
CO Dictionaire Historique num. 4. CO Seat, die 15. maii 1418.
CO Pompe Sanejj to.j. pag. CO Staiut. arti» lan.4 febr. 1 4 19-
(O Stat. art. lanae p. febr. 1418. •
DE* SENATO RI DI ROMA 38$
de foco informati della città di Norcia (1) ne fa onorata
menzione , dicendo: „ La santa Sede Apostolica, come anj-
„ pia riconoscitrice de’ meriti di ciascuno , c massime <£i
„ quei Vassalli , che avendole giurato vassallagio ligio
„ volontariamente le si sottoposero , come per le guerre
,,
civili santamente ,
et prudentemente fecero i Signori

„ Norsini , troncando cosi le vie a i faziosi Guelfi ,


c Ghi-
,,
bellini de inquietar .la patria, e spargcre.innocentemenr'

,, te -tanto sangue,, non mancò ,


dico, di onorare, e favori»-

„ re i figli di quella ,
come fece ^Martino V. in creare nel

„ 1419. Roma Giovanni Ranieri, oratore facon-


ficnator di

„ do,, Passò poi egli ad essere Podestà in Firenze, co-


.

me apparisce da un instruincnto , pubblicato nelle Delizje


degli Eruditi Toscani (2); nel quale leggesi : fuit iterum
insinuatum anno 1428 .die 19. rnaii coram Potestate Floren*
tiae Domino Jobanne de Raynery de Nursia , JMilite , Comite
Belvederi ,
et subscriptum etc .
Nel Discorso del Fiorino d' oro antico illustrato (3) si
osserva, che in questo medesimo anno fu anche Senatore
Nerio di Andrea Vettori , Fiorentino $ dicendosi ivi: „
„ nell’ archivio publico delle Riformagioni della città di

,,
Firenze, cioè nel libro ,
che ivi si conserva ,
intitolato

y, delle Tratte d* Vfizj di dentro ,


e di fuori ,
dall* anno
„ mccccxii. al mccccxxxii. me*
si legge 1’ infrascritta

„ moria alla carta ultima : Nerius Domini Andreae Vetto -


„ ri Senator prò sex mensibus , initiatis die X. ianuarii
,,
mccccxix. : la medesima si legge in Roma nell’Archi-
„ vio di Campidoglio all* anno mdccxxxii. nel libro
„ del Popolo Romano, legato in pelle rossa, filettata d’ oro
C c c a fo*

(i) In Foligno per Agostino Alteri! (2) To. 8. p*g. 181.


6 y. (3) Pag. 112. not. 2.
S9 o STORIA DIPLOMATICA
„ a fogli 390. Nell’ Archivio domestico de* Vettori inRo-
„ ma si trova registrata la medesima notizia nell’ armario
„ A, par» IV, mazzo j.num. 16 L* Annotatore . alla Cronica

„ di Buonaccorso Pitti ,
stampata
vede , che in Firenzj , si

„ avea questo lume o ricordo , ma forse non così esatto


,

„ come mostra la pagina 6 5. Molto meno 1 * ebbero il Za-


„ barella ,
e il Crescimbcni ,
che di questo Senatore non nc
„ hanno fatta alcuna memoria „ . Ma per altro la notizia ,

come sopra descritta di detto Senatore , c nel Registro de'


Privilegi de Cittadini ’
Romani (1) .

Nel 1420. trovasi Senatore Giovanni de Bertholinis


di Gubbio i
che confermò i Statuti dell'arte della lana al 1. di
febrajo dell’ istcsso anno .

Fu Borda-
eletto poi Baldassare d’ Imola, Conte della
la con Breve pontificio in data de* 27. novembre 1420., se-
condo si osserva in un Estratto di diversi Brevi del Diver -
sorum Cameralium , esistente nell’ Archivio Vaticano , con-
cernenti la deputazione de* Senatori di Roma (1). Del qua-
le estratto faremo più volte menzione ,
per giustificare la
data de* Brevi ,
con i quali furono eletti molti de* susse-
guenti Senatori
In un instrumento ,
che conservasi nell* Archivio del
Convento di S. CMaria del Popolo in Roma ,
si ha ancora
notizia di lui $
leggendosi in quello : 1421. 28 ,martii in

dictione xim. Franciscus de Amatisy Legum Doctor ,


Judex pa-
latina , et Collaterali Curiae Capitoli ,
et magnifici viri Do-
mini Baldassarris de Tmola Corniti de laBordella ,
CMilitis ,
,

Dei gratia Almae Vrbis Senatori illustri etc . E di esso Se-

natore fece le veci alcune volte Tommaso di Sernano ,


che
SOt-

(1) Del 1 699. al 17 35. to. 73. credenzone 6 .


DE* SENATORI DI ROMA 39 *

sottoscrisse come Vicesenatore


conferma de Statuti delt la

arte della Una a io. genti ajo 1421.


Dopo del Baldassare d * Imola trovasi Stefano de Bran-
che di Gubbio^ 2), e susseguentcmentc Giovanni di Niccolò
Salerno, 3). Di questo Senatore abbiamo stimato,
qui trascrivere tutte quelle notizie gentilmente commu-
Tommaso Veruni della Congregazione
nicateci dall’ erudito P.
Agostiniana di Lombardia in S.éMaria del Popolo in Roma ,
le quali per la maggior parte estrasse dall’ Orazione j'u?ie -

Ire di Guarino il vecchio , condiscepolo del Salerno ,


reci-
tata in Verona nell’ esequie del detto Salerno ,
esistente
in un Codtce Cartaceo , ^Miscellaneo in foglio ] del xv. secolo
della Biblioteca di detto Convento , ed intitolata : Guari-
ni Veronensis prò illustri, ac Senatorio viro Joanni Nicola Sa-
lerno funebris Oratio . E quantunque in alcuni luoghi di
essa legga Joannes Nicola , ed in altri Nicolaae , tutta-
si

volta è certo , che deve dire Nicolai , essendo questo il


nome del Padre , e così leggendosi nella conferma de* Sta-
tuti , da lui fatta .

Nacque Giovanni Salerno in Verona nel 1 379.5 e della


nobiltà della famiglia come anche della patria, ecco quan-
,

to ne dice il Guarino proinde magna laus est Joannis Nicol


:

qui ex Verona Civitate magnifica ^ et antiquissima ( super


enim annorum duomtllta condita est ) ex nobilissima Saler-
norum familia natus sit . Ve rum ^ et Veronae ,
et Salernis glo-
riari fas est ,
qui tantum Civern ,
talemque Virum ,
pro-
crear in t ,
qualern raro viderunt priora secala ,
et raro sit
visura posteritas . Degli onorevoli impieghi ,
sostenuti dal
Salerno prima d’ esser Senatore di Roma ,
c della sua giusti-
C c c 2 zia,

CO Lib. 6 . pag. 147. (}) Stat. Mercat. pann. die x. ocio-


~ Nc’«teni statuti augusti 14x1. bri» 141 u
39 * STORIA DIPLOMATICA
zia,
prudenza , pietà , e carità , prosicgue a dire lo stessa
Guarino in questa guisa : harum omnium virtutum testis est
nostra Respublica ,
cui pater ,
cui vere tutor erat sed et
,

éMantua ,
quam iuvcnilibus quidem annis ,
sed senili aequi-
tate ,
prudentia ,
integritate Praetor gubernavit . . * . Testis
est Florentia .
.
quam ita fortiter , ita moderate Vrbis Praefe-
ctus rexit . . . Testes sunt Bononia , et Senae , apud quas non

secus Joannis Nicolae Praetoris ,


earumque integerrima quam
Deorum immortalium nomina celebrantur . Testis est éMundus
alter y verum libertatis Templum x et coelestis civitas Venettae
,
cujus prirnores ,
et ut poetae dicerent ,
Semidei , Joannem
Nicola/# jucundum ,
carum ,
vencrabilem semper babuerunt *
Passando poi Guarino a parlare del Senatorato di
il

Roma ,
dice : Testis est Or bis Terrarum , ohm Regina impe-
rii ,
et Pontificatus maximi sedes Roma ,
in qua Senatoriam
illam dignitatem gloria ,
et gravitate vere Romana gessiti
ubi quantum reliquos JMagistratus praecedentes vicerat ,
tantum seipsum superavit , et antecessit . Nè poteva esser
altrimenti , riflettendosi alle grandi virtù, che I* adornaro-
no, e che dcscrivonsi dal detto Guarino $ tra le quali in pri-
mo luogo si annovera il disprezzo delle ricchezze umane t

pteuniam ita contempsit , ut praeter liberales , et eius necessa-


rios usus nihilminus curare videretur , c la carità verso ipo-
veri nemo est qui nesciat , vestes , et pretiosam eius suppelle-
:

ctilem ab eo non semel oppignoratane , dum petentium neces-


sitatibus opem ferrei
Di queste , ed altre virtù del Salerno , che si descri-
vono dal Guarino , ne ebbe per testimonj due gran San-
ti Lorenzo Giustiniani ,
c Bernardino di Siena * E perciò sog-
giunge : Laurentius Justinianus , patricius ,
vir eruditus , per-
fectusque Dei servus . . . ita de Joanne Nicol . sentiebat ,
cui
DE* SENATOR I DI ROMA i9i
benivolentia ,
et usu conjunctus mirum in modum erat ,
ut
quisquis Deum diliger et ,
et Jo. Nic. admiraretur y
opus esset >
adeo virtus, et viri bonitas cognita ,
,
et sibi perspecta fuerat ....

Bernardini Senensis, sacrarum literarum interpres eloquentis-


sima , cbristianae legis praeco ,
a/iquando curn secretiora cum
Joanne Nic. colloquia babuisset ,
ubi eum intus y
et in cute ,
ut
dicttur ,
nosset ,
eo discedens
,
pectus pugnis verberans :

/w//;j ! inquit peccator ,


Religiosi nomen gero ,
pudet
coram Deo meo ,
c««; amictu purpureo ,
insignita acu
clamyde y tam casturn , religiosum }
integrunt prae no-
bis contemplatus sum spiritum
De i studj, e dottrina del detto Senator Salerno ci re-
sta a dire qualche cosa . Ed ecco quanto nella sua Ora-
zione il Guarino ne riferisce : scribebat euirn carmina , e

cura y ingenio ,
digitate , ornatu ,
suavitate ,
ut ad priscos il-

los proxime accederet . Della di lui eloquenza nel parlar


improvisamente nelle publiche adunanze reca per testi-
monianza 1* Orazione , che recitò avanti il pontefice ^Mar-
tino V. allora quando fu fatto Senatore ; talmente applau-
dita , che mosse lo stesso pontefice a derogare allo Sta-
tuto di Roma , di doversi dare a i Senatori 1* insegne della
dignità Senatoria nel fine dell* esercizio del Senatorato
dandole a lui nel principio ;
come appunto indicano le se-

guenti parole : Quae singula Pontifex maximus ,


qui buma-
ni generis curam , ac regimen meruit ,
probe cognovit . Nam
cum apud eum in frequentissimo Sapientum ,
atque Doctorum,
Principum ,
et Populi Romani concursu Jo. Nicol, luculentam ,

et ornatissimam Orationem ,
qui Senatoriam ineuntibus di-
gnitatem mos est ,
babuisset ,
ejus elegantia ,
et gravitate ca-
ptus Pontifex ,
cum alia permulta de viro pronunciassi : ite ,

inquit ,
et quibus post magistrati abdicationem optimos Sena-
tores
3*4 STORIA DIPLOMATICA
tores donare solemus y
buie admirando viro praemia ,
et insi-

gnia in praesentiarum initio dignitatis ajferte , satis ex eo


periculi ,
satis habemus testimonii ,
et cum rerum suarum con -
stans ad nos celebritas pervenerit ,
quali ingenio ,
quali sa-
pientia sit , indicio est Oratio . Dal Biancolini sappiamo an-
che , esser stato il Salerno prima Pretore in CMantova , 2Wo-
* Firenze ,
c che di lui vi sia un Orazione ,
recitata
nell’ ingresso ,
che fece alla Pretura di Bologna (i) .

Successe poi nell* anno 1 422. Cola Magni di Ana -


gni (2) $ ma col titolo di Vicesenatorc . Onde il Cartari (3)
scrisse: Cola CMagni de Anagnia ;sic a summo Pontifìce ^Mar-
tino V. nuncupatury dum ipsum sacri Palatii Advocatione fun -
gentem anno 1422. ViccsenatoremVrbis ad beneplacitum con -
stituit. Ex Vaticano Regesto lib.z. officiar. 3Martini V.p. 205.:

Di lui scrisse : „ nel


il 1422. era sì rino-
de CMagistris (4)
,, mata grandezza di Niccolo CMagni Anagnino,
la virtù , e

,, c nella Romana Curia Avvocato Concistoriale , che il

„ Pontefice ^Martino V. per sollievo di Roma , dibattuta


„ da fazioni , scismi , c calamità , 1 * elesse con publico
„ applauso Viccscnatore , e gloriosamente corrispose alla
„ dignità dell’ impiego „ . Fu eletto Viccscnatore con
Breve in data de* ai. aprile 1422. (5) .
Nell’ istesso anno 1422 fu Senatore Bartolomeo Gon-
zaga di c"Mantova (5) . Si da a questi dal Campelli ( 7 ) per
successore Battista di éMcsscr Simone de* Conti di Pianciano,
dicendo: „ il Pontefice ^Martino V. y per compire il con-
,, tento della città dichiarò per gli estremi sei mesi
„ di quest’ anno 1422. Senator di Roma Battista di CM. Si-
mone
CO Supplemento alla Cronica di Ve- CO Estratto de’brevi del diferaorutn
rona del Zagara voi. pag.iyt.
j. par. 1. Cameralium 1pag.ll.
ib. 7.

C2) Sta t. arti* lanae ao.Martli 1422. CO St.merc.pann. 18. augusti 142*.
CO Advocat.Consistor.Syllab. p.2 . C 7 ) Storia di Spoleti inedita toni. I.
(4) Istoria di Anagni pag.44. lib.jó.num.t.
DE* SENAT ORI DI ROMA 39 5

yy
mone de Conti di cianciano , stato diccinovc anni pri-
„ ma Podestà di Firenze , in luogo di Bartolomeo Gonzaga y
„ che era stato Senatore sci mesi prima,,. Ed aggiunge di
aver egli osservate le Bolle della di lui deputazione Le .

quali trovansi registrate in un Codice della Biblioteca Chigiy


e ne abbiamo di esse fatta trascrivere la seguente copia ( i) .

IMartinus Episcopus servus Scrvorum Dei Dilecto fiho


nobili viro Baptistae domini SimotiisyCorniti Pian ci a ni, civi Spo-
lettino ,
Senatori Almae Vrbis ysalutcmy et Apostolicam Benedi-
ctionem . Si cuuctis Civitatibus ,
et Terris ,
Nobis ,
et Romanae
Ecclesiae subiectis ,
ut cultus lustitiae vigeat ,
et pacis ibidem
servetur amenitas , de- idoneis Rectoribus ,
prout facultas no-
bis ex alto permittitur y provide cogitare nos convcnit ,
studio
sius tamen hoc expedit in Alma Urbe , quae caput est Or bis ,
et Orbem provide diutissime rexit , legesque condidit , quibus
possit regi salubriter ,
et feliciter gubernari $
idque tanto ar-
dentius debemus effteere quanto in ea ,
Apostolorum ,
aliorum-
que Sauctorum sanguine rubricata , cclestis altitudo constiti

Sedem Apostolicam , nullis defiecturam temporibus , mirabilius


stabilivit Ad conservandum itaque statum prosperum , et tran -
.

quillum dictae Vrbisy nostrae considerationis intuitum paternis


affectibus dirigenteSy ac cupientes eidem Vrbiy et praefato officio
prò cultu iustitiae , et praefatae Vrbis salute ,
et pace ,
ac par
tium vicinarum ,
Ciyium ,
et districtualium ipsius de Senatore
idoneo , fideli , ac experientia rerum poilente salubriter prò -
videre ,
ac de tuae fidelitatis ,
devotionis , ac gerendarurn re-
rum experientiae integritate ,
precipue in nostris ,
et Ecclesiae

praefatae negotiis arduis saepenumero comprobata ,


sumpseri-
musy et sumimus in Altissimo plenam fidem ,
ut ea quae integri
tati y
ac prudentiae tuae committenda duxerimus ,
exequaris
sutmna cum vigilantia fideliter , et prudenter , Te prò Nobis ,

et prae-
CO Segnato Lett. X. VI. x?7. pag. 126 .
39 * STORIA DIPLOMATICA
et pr a efiata Ecclesia in ipsa Vrbe ,
eiusque Comitatu ,
ferrite

rio ,
et districtu prò semestri a die finiti Ojficii dilecti fiHi No
bilis viri Bartholomei de Gonzaga SMilitis ^Mantuan, ,
Sena-
toris per nostras littcras ibidem deputati ,
incboando , et se

quitur finiendo ,
Saiatorem cum officio ,
potèstate ,
iurisdictio

fami lia , equis ,


salario ,
obventionibus ,
emolumenti ,
honoribus ^ et oneribus omnibus ,
debiti , et consueti ^facimusy
constituimus , r/ tenore praesentium creamus ,
et etiam depu-
tamus .
Quod quidem salarium per dilectos filios Conservatores
Camerae dictae Vrbis ,
Depositarios nostros in ipsa Vrbe
solvi praecipirnus $
necnon Indice s, Notarios , Ojficialcs ,

Servientes ,
CMinistros alias consuetos eligendi , assumen-
do et retinendi , ac ordinandi , « facitndi omnia ,
et singuUy
et disponendi de illis ,
Senator dictae Vrbis ,
qui fuerit
prò tempore ,
facere ,
ordinare ,
quibus disponere con
svevit quae ad huiusmodi Senatus ojficium de iure ,
,
co«-
suetudine p ertiti ent , facultatem plenariam concedetites , Quo-
circa Nobilitati Tuae per apostolica scripta mandamus , quater
nus huiusmodi Senatus Ojficium ad laudem Dei ,
honorem
nostrum , et huiusmodi Ecclesiac , dictorum Vrbis , Populi prò
speritatem , r/ staturn pacifice Te provide ge- conservandum sic

rere studeas, servando iustitiam , nutriendo pacem , honorando


bonos ,
improbos compescendo ,
quod a Deo premium ,
»o-
benevolentiae gratiam consequarix ,
tuaequae famae
praecomum propensius extendatur . JVoj enim sententias ,
j/i/é

poenas , mtaJ habebimus , e/ /ir


r//f tuleris in rebelles ,
-

ciemus auctore Domino usque ad satisfactionem condignam in-


violabilitcr observare Volumus autem , quod antequam huius-
,

modi ojficium incipias exercere , de ipso fideliter exercendo in


manibus nostris ,
alias fidelitatis debitae praestare debeas
in forma solita iuramentum , Datum Tibure vi. /V. iW/i Ponti-
ficai us nostri Anno quarto .

Loco § Plumbi lo, de Arimino Fu


DE* SENATORI DI ROMA 3 P7
Fu poi maggio del 1433. eletto Podestà della
a 2 8. dii

città di Fermo dal Pontefice Eugenio IV, , come leggesi nel


Breve della di lui deputazione (1) .
Dal Gigli si registra tra Senatori Massimo Roberti, di
Borgo San Sepolcro ,
nell’ anno 1422. ,
e senza documento.
Ma egli è certo ,
che il detto Roberti fu eletto Senatore
nel 1423.(2), e che nelle conferme dello Statuto Cam -
psorum Urbis , originale posseduto dall* Abate Voch , da
noi osservato, si legge la conferma, fatta da esso Roberti
a 14. aprile 1423.
Nel medesimo anno fu eletto Giovanni de Ludovisiis
Bolognese ,
Conte di A rimonte
(3) . Di lui ,
oltre la conferma,
che vi c de* Statuti delC arte della lana ,
ci da anche notì-
zia il Galletti (4) con dire : „ di aver osservato una sen-
-
„ tenza originale dell'anno 1424. , proferita da Pietro Ari
„ sto file , di Bologna , Collaterale nel Campidoglio di Gio - -,

„ vanni de Ludovisiis , milite Bolognese,Conte di Arirnonte , e


„ Senatore di Roma a i 1 5 di maggio „ E nel detto an-. .

no 1423. trovasi Vicesenatore, Marino de Rogeriis (5)5 co-


me anche nel 1424. lo fu Romano di Orvieto (<5 )
Quantunque Carlo de Lapis di Cesena fosse stato elet-
to Senatore a 2 6 , settembre 1424. (7), ciò non ostante
Ugolino Conte di Pianciano, eletto a 23. aprile 1425. (8)
esercitò il Senatorato prima di lui . In fatti egli confer-
mò i Statuti de * ^Mercadanti de panni al 1. di giugno 1425.
e quelli dell’ arte della lana a 23. di maggio dello stesso an-
no . All* incontro il Senatore de Lapis li confermò al 1. di
D d d otto -

C») Loc.cit.pag. 130. <5) Appendice de’documenti riguar-


(1) Estratto de* Brevi «opracitato danti il Castello di Civitucula pag.tff
178.
lib. 7. pap. n.i. al documento 8.
(3) Estratto de’ Brevi aadd. lib. 7. CO Stat. arti* lanae 1. maii 1423.
T*l- 93 . (7) Stat. ejusd. artis 20. iulii 1424.
CO Estratto snd.de’Brevi lib.8-p.4t. C&) Estratto tud^ lib. 9. p.44. e 59.
39 Z STORIA DIPLOMATICA
ottobre del detto armo 1425. E perciò il Cartari (1) ci av-
.visa ( sehbene con errore nel nome di esso Conte ) : CMar-
tina V, sedente Carolus de Lapis^miles Caesenatensis, fuit con -
stitutus Senator Urbis ad sex menses , incipiendos a die finiti
Officii nobilis viri Baptistae D* Simonis Comitis Planeiani de
Senatoris iam deputati * Di detto Senatore ve a c
*
Spoleto ,

-anche memoria nell’opera di Cesare Brizjo (2), in quella del

tZMazjoni (3) e di Giovan Battista Bruschi (4) j i quali per


isbaglio asseriscono esser stato Senatore nel 14 11.
A di 15. novembre dello stesso anno 1425. ottenne il

Breve di Senatore Valerio dc’LoscHi, di Vicenza (5) Con-


fermò i Statuti dell arte della lana a 3. decembre del detto

anno * Di lui ne fanno menzione Giovan Battista Pagliari-


ni (6), ed CMarzjtni (7) , dicendo
il 1400. Valerio Losco ,
Cavaliere, t Giureconsulto eccellentissimo , ed eloquen-

„ tissimo ebbe la città gli anni medesimi, il quale fatta


„ nella Pretura di Firenze degna esperienza
, e di Siena

„ della molta dottrina , consiglio , prudenza , e valor suo*


„ fu creato meritevolmente Senatore di Roma „ In un ..

manoscritto ,
esistente nell’ Archivio del Convento de* SS*
Cosmo , e Damiano si legge ,
che in Campidoglio vi era la
seguente iscrizione :

TEMPORE M ARTI MI V. NOBILIS V RVAXERIUS DE LUSCHIS MILES 1

VICENTINUS SENATOR ET INCEPIT OFFICIUM ANNO 1425.


Fu successore Pietro Corrado de Corradis di Todi *
Conte di Arilano . La di cui elezione segui con Breve a 1 6*
maggio 142 6 (8). E confermò . i soliti Statuti a ao. di luglio
del-
• £1) Syllabus Àdvoc.Consistor p-J4- pfofanae psg. 334» n. 34-
(2) Istoria della nobiltà.ed antichità (5) Eatratto suddetto lib. 9. p. 154.
di Cesena . Ferrara 1596. pag.28. (6) Storia di Vicenca lib. 2. pag»
Cj) Caesenae Chronologia in Bur'nan. 136.2 137.
Tnesaur. Hi*t. irai. to. 9. p. 7. pag-74* (7) Cronica di Vicenza M. S»

{4} Memoriae Cacacnates Sacrae > ct (8) Estratto suddetto lib. 9. p. 22$,
DE* SENATORI DIROMA
dello stesso anno. Con altro Breve poi in data 12. dì no-
vembre (1) gli fu surrogato Giovanni Paolo de CAiVANo,che
confermò i soliti Statuti a 25?. di detto mese , ed anno . « ;

Continuò ad esser Senatore lo stesso Giovati Vaolo


nell’anno 1417., in cui a di 1$. digiugno confermò nuova-
mente i Statuti dell arte della lana . Imperciocché non pri-

ma de 2,8 .giugno del detto anno 1427. fu eletto France-


sco de Coppoli di Perugia (2). Sottoscrisse la solita confer**
ma de’ Statuti a 2 1., ed a 2 5. luglio . A questo istesso Frati?
cesco medesimo anno il
de Coppoli nel di 23. settembre del
Vicecamerlcngo Pontificio commise di severamente punire
\* inventore della maniera, qualiter deberent defoliari Gros -

soni argentei ;
et occultaverunt ferramenta ,
curn quibus fai?
sae monetae fabricabantur . Il che si osserva nel Registro Di-
versor um Cameralium (3) ,
esistente nell’ Archivio Vaticano.
Dal Gigli ,
e nella Serie stampata dal Salomoni si re-
gistrano nel 1428. tra’ Senatori in primo luogo Cristofa-
ro de’ Malvicini di Viterbo ,
indi Niccolò di Alagno di
Napoli, ma senza alcun documento ambidue All’ incon-
di .

tro è certo ,
che il ^Malvicini fu Senatore in alt/o tempo
come si vedrà a suo luogo; e che nel detto anno 1428. a 17.
gennajo fu eletto Simone Bondelmonh Fiorentino ,
Conte
di Grotta Francola (4) ,
che confermò i suddetti Statuti a 13.
marzo dello stesso anno . E dopo di lui successe il detto
Niccolo d* Alagno 5 come apparisce dal Breve Pontificio di
sua deputazione , spedito a 2^. luglio 1428.(5) .

Nella detta Serie , come anche in quella del Gigli si


'legge dopo il B ondelmonti annoverato tra’ Senatori France-
D d d 2 sco

CO Estratto suddetto lib. >1. p. 7. nete pontificie pag. 85. not.li.


(O Estratto suddetto lib. 11. p.p.o. C4 ) Estratto de’Erevi lib.II. p. 139*
CO To. XI. paf.np. e nell’ Appen- CD Estratto suddetto lib. il. p.177*
dice de' documenti a i saggi delle irto-
400 STORIA DIPLOMATICA
sco de* Scannasorici Napoletano ,
senza produrne alcun do-
cumento . Ed effettivamente egli non fu Senatore in detto
tempo ma molto dopo ; come dimostraremo a suo luogo .
L* Autore delle note all’opera del Rondinelli ha voluto
darci a credere ,
che Angelo Aretino , celebre giureconsulto
del secolo xv. , in questo tempo fosse stato Senatore di Ro-
ma ,
dicendo : ,, Angelo Gambiglioni c communemente no-
99 to sotto il nome di Angelo Aretino. Fu già Senatore di Ro-

99 ma ,
c la Republica letteraria gli è debitrice di molte ,
99 e diverse opere, ben note a i Giureconsulti : si vede estrat-

99
numero de’ nostri Priori
to dal 1
*
anno 1419. Archivio del
9)
Comune lib. F , pag.21. a t. , e *1
suo ritratto si conserva
99
nella sala del nostro Publico,, è, che egli . Ma la verità si

stesso nelle sue opere ( 1) asserisce, di esser stato uno de’Giu-


dici Capitolini, cioè Luogotenente del Senatore. E perciò Sca
ramagli (2) di esso scrisse : adhuc iuvenis Perusiac ,
mox
Tiferni ,
et Romae ludicibus Ordinariis adsedit , ibidemque
Senatoris 'Urbani vices gessit .
Successe al Senatore d* Alagno a 1 8. marzj 1429. Ugo-
lino da Farneto di Perugia ( 3), ed a 19. del detto mese
confermò i Statuti de’ éMcrcadanti .
A
2. di decembre del suddetto anno 1429. fu eletto Se-
natore Francesco di Liverotto Ferretti, di Ancona (4) j di
cui riferisce il Saracini (5), che „ fu Podestà di Firenze

99 nel 1417. dice Scipione Ammirato ,


ed è notato nel Proces-
99 so ( fatto in Roma nella Cancellarla del Priorato della Re-

99 ligione di tSMalta /* anno 1655. ) al num 20.. al 60. $


co-
99 me ancora della Podestaria di Perugia ,
dal medesimo
eser-

(1) Comment. ad lcg. I. Digest. A to. 1. lib. 3. epist. 18. pag.221.


quibm appellari licei, et-Iostitut. de C3Ì Estratto de’Brevi lib. tt. p.191.
perpetui* et temporal. action. (4) Estratto de’ Brevi lib.u.p. 287.
COAdnotat. ad Epistola* Allotti CO Notizie istor. di Ancona p. jop.
DE* SENATORI DI ROMA 401

„ esercitata l’anno 1424., in oltre fu detto Francesco Scnato-

„ re di Roma anno 1429. come in detto Processo al


*
1

„ num. 5 8. apparisce „ Il Gigli cita la conferma de’ Statu- .

ti de' ìMercadanti, da lui fatta a 26. settembre del detto anno,


ed aggiunge di aver anche confermati quelli dell’ arte della

lana nel 1427., nel qual anno trovansi Senatori, come si è


detto , Francesco de’ Coppoli di Perugia , c Giovanni di
Paolo da Caivano ,
che confermarono quelli stessi Statuti
delC arte della lana . Da ciò deve prendersi argomento di
non doversi troppo fidare dell’ estratto delle conferme di
detti Statuti, soggetto a sbaglio de* copisti, c specialmente
in confronto di documenti autentici ,
ed originali
Fu sostituito Senatore a 9. di marzj> 1430. (1) Atto
degli Atti , Signore di Sassoferrato ; soscrivcndosi nei
1 6. marzo 1430. Actus de Actiis
Statuti dell arte della lana a
*

Dominus de Saxoferrato E di esso scrisse il CManni (2) in .

occasione di un sigillo di tal famiglia „ similmente 1* an- :

„ no 1430 Atto degli Atti si trova infra Senatori di Roma i

„ in altro Codice della Libreria Strozzjana di mano del ce-


„ lebre Senatore Carlo Strozzi > segnato q. q. in quarto , ove
„ a carte 298. leggiamo 1430. D.Actus de Actis de Saxofer- :

„ rato ,
miles , Senator Urbis die 18. iulii, ex S. éMaria Nova .

Nello stesso anno trovasi posteriormente eletto a 13*


ottobre (j) Senatore Onofrio de’ Vitelli di Città di Castel-
lo (4) ,
che il Gigli chiama Onofrio Vitelleschi de‘ éManni da
Città di Castello ,
senza documento .

Tra gli Uomini illustri della Città di Ascoli Piceno ,


descrivendo 1
*
Andreantonelli quelli ,
che furono Senatori di
Roma , ci da la seguente notizia : Linus de Rocca 1 . C.
Ascu•
(1) Eit ritto de’ Brevi lib. ij. pi- «fichi to.l. p. ili. Sigillo xiix.
Sigilli
gin. 32. (3) Estratto suddetto lib. ij. p.li6.
CO Osservaiioni istoriche «opra i (4) Sut. arti» lanae 14. novero. 142°*
401 STORIA DIPLOMATICA
Asculanus, Koberti strenui militis filius , Vrbis Romae summus
Senator sub CMartinwV» Hic idem Florentiae Praetor ,
monur
mentis penes HerreniurH Roccam Patricium , ef Canonicum Ascu~
Unum . Ma
non indicandone 1 * anno , noi , dopo va-
egli
rie richieste ad alcune persone di essa città , non
, fatte
avendone potuto aver documento, abbiamo stimato, nel
tempo, in cui termina il Pontificato di JMartino y .farne men- V
zione ,

Nel 1431. dal Breve Pontificio dell’elezione in data de*



14. luglio di detto anno (1), c dalla conferma de Statuti de
CMercadanti de’panni a 3 o. agosto si rileva, che Cecco Baglio-
mi fu Senatore j
il quale s* intitolò Comes Castripieri .

Circa questo tempo il gran Siniscalco tesser Nicola


Acciaioli partì di Napoli,c si condusse in Roma per compor-

re le discordie di Luigi Re di Napoli colla Corte Romana .


Il Papa gli diede la Rosa d’ Oro $ „ di poi di proprio moto
„ ( dice latteo Villani nella sua Storia (2) dal Santo Pa-
„ drc l’ufficio , e dignità del Senato di Roma, e tutto es-
„ so uficio accomodato fu al detto CMcsscr Nicola , e piu
., la Rettoria del Patrimonio , c la Contea di Campagna I .

„ quali ufizj ,
c Rettorie esso riesser Nicola y per riverenza

„ del suo Signore CMesser lo Rè Luigiy senza licenza non vol-

„ le accettare ,

Rinaldo de Albicis ,
Fiorentino ,
e Conte Palatino fu
assunto Senatorato a 2 6. gonnajo 1432. (3) ; e confermò,
al

i Statuti de CMercadanti de panni a ij.febraro di detto anno.


Fu di lui successore Carlo di Millis, Bresciano con
Breve de* 14 t luglio dello stesso anno 143 2. (4) ;
confermò
e

i detti statuti a 16, luglio . Egli fu figliuolo del celebre Av-


vo-
fi) Estratto de’ Brevi lib. 16. p. 69, (3) ritratto de’ Brevi lib. 16. p. 1 s-9.
(l) Cap. 95. lib. 9. Murar. Script. (4) Estratto suddetto lib. id.p. 17$.
Hcr. Italie, to. 14. col. 6 o 9 .
DE* SENATORI DI ROMA 40*
vertuto Concistoriale Giovanni de CMillis , autore di un
Romanci 1475. Questi istituì
Repertorio Legale , stampato in
erede nel suo testamento, fatto a 16. maggio 143 5., il detto
Carlo suo figliuolo. E tanto in detto testamento, che in al-
tri instrumcnti, conservati nell* archivio, altre volte citato,
del Convento di S . t "Maria del Popolo , leggesi t Nobilis ,
et

strenuus CMiles D. Carolus de CMilis .

Trovasi nel 1433. Senatore Cecchino de * Conti di


CAMPELLo,di Spoleti (1) Di lui parla il Campelli (2) con di-
.

re : „ CM. Cecchino de i Conti di Campelli dopo aver con

,,
molta lode esercitate le Prefetture di Perugia ,
Fiorenza ,

,,
Genova , ed altre Città principali , fu nel principio di
,, detto anno 1433. Scnator di Roma,, E nell * Elogio de - .

gli Uomini illustri di Spoleti , altresì inedito , del Conte


Solone di Eurialo di Campello si legge Ex hac eadem nostra :

familia , anno a salutifera Jesu Christi Incarnatione 1400. ad


omnia magna natus est Cecchinus clarissimus legum professor ,
et antea Torque insignis ,
quem in gerendis , administran -
disque éMagistratibus ,
quod Perusiae , Florentiae , J anuae
et Romae ,
et in aliis illustribus ltaliae civitatibus praecesstt
ricmo . Existens Caput Gibellinae factionis ,
quandoque civita-
tem batic suo imperio ( frustra tameq ) subiicere
tentavit .

Nella Serie del Gigli si legge Senatore Cavalca di


Giovanni Massei > da Narni , citando un instrumento dell*
Archivio ^Mattei .

Con Breve pontificio in data de io. di febrajo 1434*


fu eletto Biagio da Narni (3), che dal Gigli dicesi, esser
stato della famiglia Cardoli . E tanto di ciò ,
quanto dei
di lui senatorato non cita alcun documento . In tem-
po
(O Estratto de’Brevi 7. mario 143 j. (1) Storia. inedita di Spoleti t.2.1.36.
lib. 17. pag.iai. itat.Mcrcat.pann. 24. (j) £» tratto de’Brevi lib. 17. p.167.
naartii, et artis lanae 27. junii an.1433.
I

404 STORIA DIPLOMATICA


po di altra sollevazione de i Ro-
questo Senatore seguì un
mani , riferita dall* Infessura (i), e della quale ne da anche
un saggio il suddetto Cigli, citando la Cronaca di F. Giaco-
mo (i) , indi il Platina (3), e dicendo : „ nel pontificato
„ di Eugenio IV. cercando Niccolo Fortebraccio di vendicarsi
„ col Papa ,
perchè pretendeva alcune paghe ,
dovutesegli

„ per 1
*
acquisto di Vetralla ,
c di Civitavecchia ,
fatto in
favore della Chiesa ,
danneggiava la campagna Roma-
„ na . I Romani vedendo , che il Cardinal Francesco , nipo-
te del Papa , e Camerlengo non faceva conto de i loro
ed in conseguenza di sì strana condotta , quan-
lamenti
,

„ malamente fosse confidato lo stato al governo di un


to

„ Nipote insensibile , corsero alle armi, sollecitati mag-


„ giormenre da Colonnesi , gridando per ogni luogo liber-
i

„ ta , cacciarono via gli Officiali , posti da Eugenio Poi .

,, crearono un nuovo Magistrato di Sette


Cittadini Roma

„ ni , che chiamarono Governatori , a quali con amplissi-


„ ma potestà remisero Y arbitrio della morte , e della vi-
„ ta „ Ma il Ciacconio dopo aver descritta origine , ed
*
. 1

il motivo di tal tumulto


,
ci da con maggior chiarezza la

notizia di tutto ciò appresso , e specialmen-


,
che seguì in
te dell’ offesa fatta al Dice egli adunque degli
Senatore .

tumultuanti Romani , che andavano gridando viva il Popo-


lo , e la Libertà Romana , e che avendo occupato il Campi-

doglio j rnultis vulneribus Senatorem sauciarunt ,


et Transty-
berim praetergressi ,
ubi Papa existebat ,
Cameranum S.R.E.
ejus nepotem coeperunt ,
et in Capitolino carcere rec/userunt .

In questo stato di cose il Pontefice Eugenio ,


secondo
c prima di lui In- *
prosiegue a dire il suddetto Ciacconio ,
1

fessura (4) con queste precise parole : „ per questa cagio-


ne
fi) Murat. R. I. S. to. 3. par. l. pa- ( 3) Vita Eugeni! IV.
{in.ni}, a 1130. (4]) Murat. R. I. S. loc. eie»
<2)Lib. 15.

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DE* SENATORI DI ROMA '
4°5

,,
Roma , e per paura lasciò ogni cosa , e vc-
ne partì da
„ stissi a modo di fraticello in Trastevere , e poi si mise
,,
in una barchetta , c Frate Arsenio E come fu saputala .

„ sua partenza, andarono a piedi, e lo seguitarono


gli

,,
con le saette ; ed egli si salvò , et andò a Fiorenza , e 11
„ stette per fino che tornò a Roma ,, Dopo cinque mesi .

meno due giorni i Romani trovandosi „ molto più mala-


,,
mente governati per loro medesimi , che non erano dal
,,
Papa, per la miglior parte de* Cittadini fu deliberato,

„ in tutto voler tornare alla di lui divozione ,, ; secondo ri-

ferisce il Vetrone nella sua ^Mesticanza (i) .

Ritornata così la Città all’ ubbidienza del Pontefice ,


vi fu subito dal medesimo spedito Giovanni Vitellescbi ,
uomo di gran valore ,
e di molto spirito ;
il quale soggio-
gò tutta la fazione de* Ghibellini ,
de i Colonnesi ,
e dc*Ì4-
velli ;
ritornò in Roma vittorioso, incontrato da i Capirioni9
e dal Popolo all’ arco di S. Vito ,
ricevendolo con somma
onorificenza . Era il detto Vitellescbi Patriarca Alessandrino ;
c fu creato Cardinale dallo stesso Pontefice nel 1437. con
grande applauso , c segni di giubilo , fatti dal Popolo Ro-
mano ,c dal Senato ; il quale spedì perciò un diploma , ad
honorem perpetuum^ac aeternam memoriam invittissimi dn. dn.
Job. de Vitelleschis etc . ,
sub cuius forti bracbio ,
militiaque
armorum Deus omnipotens Vrbem ipsam Romam a populanti-
bus , et eam comminuentibus libtravit etc $ ordinando anche
in esso diploma , che gli si erigesse marmorea eius equo :

insidens in Capitolio statua ,


IoanniVi-
bis comitata litteris:
TELLESCHI PaTRIARCHAE Aj.EXANDRINO TERTIO AB ROMVLO
Romanae Urbis Parenti ; sintque Cornetani omnes de caetero
illius meritis Romani Cives , ac si originarti cives essent 5 in

E e e S.
li) Marat,. R. I. 5. to. 24. pa g. 11.07.
4otf STORIA DIPLOMATICA
S. Ludovici festa ^ quo idem parens Laurentium ( de Columnd)
Romani Populi hostem teterrimum , e Praeneste fuga vi t , ad
Aram Caeli calix unus argentcus anms singulis deferatur etc.
addentes insuper cum plausu alacri , et clamore : Vivat invi-
CTissiMusDominvs Patriarcha $ come il tutto lcggcsi nell'
Archivio segreto della città di Comete (i), osservato dall' au-
tore de ’ Saggi sul valore dell* antiche monete Pontificie (2).
Ed in questo tempo trovandosi , come già si è detto,
ritenuto nelle carceri il Cardinal Camerlengo ,
partito di Ro-
ma il Pontefice, e discacciato il Senatore ,,,
Vicecamer- il

,, lengo ,
benché ricevesse la facoltà immediatamente dal

„ Papa , pure si credette non fosse sufficiente a potere

„ con questo solo titolo escludere in molti casi le giurisdi-

,, zioni privative di altri Tribunali ,


ed in specie del Ma-
„ Curia , e del Senatore di Roma . Pertanto
resciallo della

„ fu munito di più estese facoltà, e decorato con un ti-


„ tolo , che quasi equivaleva a quello di Legato Aposto-
,, lico , appellandosi Gubernator in alma Vrbe y eiusqae tcrr'f

„ torio , et distrutte , et in Camera Apostolica Vice-Camerarius,

„ et Camerarii Locumtenens „ $ secondo riflette l* Autore , so-


pra citato , de' Saggi ju le antiche monete Pontificie (3) ,
do-
po averci detto ,
che il detto Pontefice Eugenio IV. , allor-
ché dove allontanarsi da Roma nell’ anno 143*. vi costituì
per Governatore Giuliano Arcivescovo di Pisa (4), c che in si-
mili occorrenze Pio 11. creò parimenti Governatore di Ro-
ma Galeazzo Vescovo di Mantova a di 15 .gennajo 1459. (5),
,!

conchiudendo „ che non andò guari , che conoscendosi ciò


,,
troppo necessario per la quiete publica della città , il

„ detto ufficio di straordinario ,


che era stato fino allora,
di-
ci) Caps. C. num. 107. (4) Regist. Mirtini, et E ugeniito. 9.
(2) Appendice de documenti p. 91. nj. par. 297. et 314.
i|9*
(3) Detto Appendice p. 157. not. a (5) Officiai. Pii If. to. 1. pag.
DE* SENATORI DI ROMA 407
„ divenne ordinario „ . E^da ciò si può prendere un giusto
argomento , che così cominciò in questo tempo a dimi-
nuirsi la giurisdizione del Senatore .

tempo della sollevazione i Sette


In quell’ intervallo di
Cittadini , eletti da i Romani per esercitare 1’ officio di Se-
natore , furono Matteo de Matthaeis, Lello di Paolo Stasi,
Cecco di Strocco, Antonio de* Rusticelli, Pietro Pao-
lo di Cola Iacobelli , Tommaso di Cecco Iànnetto, c
Giovanni di Muzio Velli ; i quali sottoscrissero la confer-
ma de* Statuti dell' arte della lana col titolo : Gubernatores
libertatis Romanorum , Senatorie afficium exercentes ,
etc* an-
no 1434 sub Eugenio IV, die a 3. tulli .

Fu poi nello stesso anno 1434. eletto Senatore Bal-


dassarre de* BARONCELLi,di Offìda\ e proseguì ad esserlo nel
1435. , come apparisce da documenti , che esistono nelf
Archivio Vaticano ^ e dalla conferma de* soliti Statuti a a 8*
aprile 1435.
Successe neIl*istesso anno 143 5.. nuovamente Francesco
de Coppolis , di Perugia , c continuò ad esser Senatore nei
(i)* Di lui così scrisse il lacobilli parlando della detti
,
famiglia Coppali (2) : De hac familia floruere Franciscus Cop -
polus bis Senator Vrbis anno 1427. e
1437. et/ alter Franci- ,
scus , ^Montis fallonici Marchio anno 1629, Ma oltre della
«!

conferma di detti Statuti , fatta nel 1436., tre instrumenti


,
che esistono nell’ Archivio del Convento di S, CMaria del Po-
polo in data de 5 . gennajo y i 6 .febrajo^e io. aprile 143 6 ,
indiatone xiv. ne quali leggesi . Ego JHartinus de Ardea
>

Legutn Doctor , Index palatinus et Collaterali Curiae Capito-


,

liti itc strenui tnihtis D, Franctsci de Coppulis de Perusio almae


"Vrbis Senatorie illustris etc« dimostrano evidentemente lo
E e c 2 sba-
,(1) Seat, arti» lanae ìS. fckruar. 1436. (*; «Bibliothtca Umbriaepag. ajSL
4 o$ STORIA DIPLOMATICA
sbaglio del lacobilli nel collocarlo nell’ anno 1437. Questa
famiglia si estinse in Elena, unica figliuola del detto France-
sco ,
e Leonarda de Ramazzano . Professò ella nel ^Monaste-
ro di S. Lucia col nome di Cecilia 1
*
istituto dell* ordine Fran-
cescano, morì nel 15 00. con fama di santità j onde si
e
venera in Foligno con titolo di Beata . E Lucerttio , di essa
parlando nella sua serie de* Santi di detta città (1) ci dà
anche notizia, che ex matre Leonarda ex nobilibus de Ramai,r
za no ,
et genitore Francisco de Coppolis Perusinis ,
semel et
iterurn Senatoria dignitate praefulgido ,
nata est Helena .

Circa questi tempi avvenne il seguente fatto, descrit*


to da S, Antonino nella sua Cronaca (
1) $
le di cui parole so-
no le seguenti : utque innotescat constantia , et iustiùa Eu-
genii ,
fallacia Advocatorum ,
et astutia mulierum ,
quod
tunc, co in urbe existente , accidia brevissime referam . Roma -
nus quidam , non infimae conditionis, pannos quosdam furatus
est non modici valoris , captus a Senatore Urbis , ex malefi-
cio veniebat morte mulctandus . Quod quum intenderà Sena-

tore Propinqui cjas^et amici quesierunt de manibus illius causar»


subtrahere ,
unde submiserunt Advocatos ,
qui in publico con
sistorio pie ,
contra eum
querularentur de severitate Senatoris
exponentes quod abstulerat quaedam parvi valoris signa ,
,

sed igni apta , quorum dominus non curaret illum recepisse *


Vndc quum in re tam vili Senator durius videretur procede-
re ,
quam equitas dictaret , supplicabatur beatitudini suae ,

ut alteri causar,n committeret decidendam Sed nibil profece-


.

runt verba mendaciosa Advocatorum ,


nec preces amicorum ,
nec amoveri valuit a iudicio Senatoris ,
qui sententiam suspen-
dii in cum prò tulit . Quum vero ducer e tur ad mortem ,
ecce

mater ejus in via occurrens ,


mulieribus constipata ,
versus

fi"
(1) Fulgor Fulginii in iplendoribus notae in Elogiai» xxxix. p. x8o.
Sanctor. etc.Rotnae tjrpit Bcrnabft 1703. (2) Par.j. tit. 22 cJO.ed.Lugd.l587» .
DE* SENATORI DI ROMA 4°9
filium accessit ,
simulans oscular i eum ,
et ultimum vale fa-
cere . Cui cum omncs locum dedisent ,
inclinata ad filium ,

incisorio ,
quod secum dctulerat ,
junern circa collum confre-
git , et alia vincala mattasi et a circumstantibus adiutus per
turbam diff'ugiens ,
facta aliqua rixa inter familiam Senato-
ris ,
et Top uli multitudinem adstantis ,
il le reus inter adstan-
tes fugicns ,
quolibet e i locum cedente ,
dotnum aliquatn
de clin aus mortem evasi .
,

Da* documenti , conservati nell* Archivio Vaticano *


de* quali gentilmente il più volte lodato Abate Gaetano
«! "Marini ce nc ha somministrate le notizie ,
apparisce ,
che
nel 1435. non solamente fu eletto Senatore
dal Pontefice
il detto Francesco de Coppolis
,
ma benanche Paolo de Mai-
no , Giacomo de Costanza, c Giovanni Polidoro de’ Ba-
glioni di Perugia . Ma forse il de’ CMaino ,
e de’ Costanza
non esercitarono il Senatorato conferitogli , mentre del so-
*
lo de ’ Buglioni troviamo ,
che confermò egli i Statuti dell
arte della lana al 1. di luglio 1436.
Nel medesimo anno fu eletto Pazzi no de’ Strozzi, di
Firenze , Conte di Rocca ^Mezzana ; e cominciò ad eserci-
tarla sua carica nell’ anno seguente 1437.(1). In un Instru-
mento, esistente nell’ Archivio del Convento di S.J\iaria del

Popolo leggesi: 1437. 15 . februarii ind. xv. Johannes Fran-


caci de Colle Vallis Elsae , Legum Doctor , Judex , et Colla-
terali ^Magnifici Viri Pazjni de Strozjs de Florentia ,
almae
Urbis Senatori illustri etc. E nella sala del Palazzo di det-
ta nobil famiglia Strozzi in Firenze osservasi un gran Qua-
dro ,
in cui è dipinta 1
*
immagine di esso Senatore ,
e vi si
legge :Pazjjno di CM. Palla Strozzi Senatore di Roma 1437.
ed il seguente motto :
tMajorum gloria posteri quasi lumen est . Salust ..

In
(O Star, arti* lanae». januar. 1437. et noercat. pann. julii «437.
4 io STORIA DIPLOMATICA
anno 1457. troviamo un documento , estrat-
In quest*
to dal lib. Camer ., esistente x\e\YArchivio Vatica-
xx. Divers .
'
no ,
e dato alle stampe dall’ autore de i Saggi di Osserva-
zioni sul valore delle antiche ^Monete Pontificie (1) ;
dal quale
si ha notizia ,
che quantunque i Capitoli della Zecca di Ro-
ma si facessero dal Camerlengo Pontificio in nome del Pon-
tefice ,
e delia sua Camera con gli Affittuario siano appal-
tatori,* tutta volta il Senatore , e Conservatori della Camera
Capitolina doveano ammettere i « Maestri di detta Zecca all*

esercizio di essa. E
perciò a 25. settembre dell* istcsso anno
1437. leggesi dal Camerlengo ingiunto al Senatore , ed ai
Conservatori suddetti ^quatentis te , cioè Antoniurn de TMil-
linis ,
ac socios tuos iuxta tenorem ,
et forrnam dictorum Capi-
tulorum ,
ad dictum Zecchae magisterium recipiant et admit
tant ,
et illis , ad quos pertinet , ut de Salario , et emolu-

menti ,
in dictis Capitulis contenti ,
respondeant etc

Successore del detto Pazsjno Strozzi, scrisse il Cartari (2),


esser stato Troilo Boncompagni di Visso, dicendo: Boncom -
pagna familia Orbi praecaeteris peperit Troilum , CAlilitem de
,
Visso , Cataldini nostri , ut opinor , germanum fratrem , an-
no 1437. creatum Senatorern Vrbis ad sex menses post Pazr
zjnum domini Pallae de Strotìis , Domicellum Florentinum •
E di esso Senatore Boncompagni di Visso ne parla il Ga -
murrini nell* opera , che egli stampò sotto il nome di
Alberto Schlifer(^) ,
producendo un attestato della Commu-
nita di Vissoy nel quale si legge di detto Troilo : Vissanus Ci-

vis ,
et Vrbis Senator e senza però individuarsi Pan-
Comes ,

no ,
in cui fu Senatore „
Successe Francesco de' Saljmbeni, di Siena (4)$ c pro-
sc-
(1) Appendice de* documenti pag. 81. (3) Albero della famiglia Dragona
nor. 81.. Confidata pag. 30. a 31.
CO Advoc. Consist. Syllab. pag. 8 J. (4} Stai, mcrcat.pann. x-6. de<fT 1437-
DE* SENATORI DI ROMA 411

seguì ad esercitar tal carica anche nel 1438.(1). A lui fu


surrogato in detto anno Angiolo de’BoNCiARi,Ff0re»//»0 (a).
Enel 1439. fu di lui successore Evstachio GKmìyVcnezjA-
no come apparisce da’documenti, più volte citati, esiste n-
;

ti nell* Archivio Vaticano Confermò i Statuti de’ ìMercan-


.

ti de' pantii a 13. di febraro dell’anno 1440. sottoscriven-


dosi Nos Eustacbius Gritti, de Venetiis, miles , Comes Arpini ,
:

Alma e Vrbis Senator illustris etc . confirmamus etc


Nel detto anno 1440. fu eletto Paolo Imperiali, di Ge-
nova (3). Egli fu prima Ambasciadore ad Eugenio IV, nel
1433. ed essendo Console in Cajfa nel 1438. si adoperò a
far ritornare gli Armeni scismatici al grembo di S. Chiesa .

E perciò éMatteo Egizjo nell’ introduzione a varj Componi-


menti nelle Nozze di D. Andrea Imperiali , e D. Anna Carac-
ciolo , rammentando gli Uomini illustri di detta famiglia Im-
periali , scrisse (4)

„ veggo eoi pensiero intento y c fiso


Il

yy Di Paolo a contemplar l’ imago altera


„ Che 1 Armeno, per Fe da noi diviso
*

„ Ridusse al grembo dell’ antica , e vera ;


,, E tal eh* Eugenio nel gran soglio assiso

yy II volle Paladin de la sua schiera

n E lo fc pria Scudier , poi Senatore


„ Ne dargli allor potea premio maggiore
Continuò anche 1 * istesso Imperiali nel 1441. per qual-
che tempo nella carica; cioè fin a quando nello stesso an-
no Antonivccio de’CAMUONESCHis; secondo legge-
fu eletto
si documenti .
ne* suddetti
Nuovamente nel 1441. ottenne il Senatorato France-
sco de Salimbeni Senese , e esercitò pure nel 1442.(5). 1
*

A cui
(1) Stat. arti* lanxn. iulii 1438. (4) Opuscoli Volgari , e tacimi. Na-
(O Stat. artis Lanae, et mercat. pano, poli 17 ji. pag. 141. ourn 54.
aj.Octobri* 1438. Cs) Stat. art. laa* 11. januar. « 44 **
(3) Stat. arti* lane 8. iunii 1440.
4 i» . STORIA DIPLOMATICA
A cui successe Lvdovico de Petronibvs, parimenti Senese (i).
E medesimo ne parla anche 1 * Vgurgieri (2)
del
Quantunque da suddetti documenti apparisca di aver
i

ottenuto il Senatorato nello stesso anno 1442. Marino de


Regvardatis, di Norcia ,
e Pietro de Corradis di Todi .

Nondimeno il de Reguardatis 1

esercitò nei principio del
1443.(5), c posteriormente il de Corradis 4).
Dalla -conferma destatati dell* arte della lana a di 5.
Màggio 1444* apparisce, che in detto anno era Senatore
Cristino di Camporeale, di Terni , Conte della Rocca di S.
Giovanni . Di lui * Angeloni (5) fa menzione, dicendo;,,
1

„ onorò Eugenio del nobile, ed immortai grado di Senato-


„ re di Roma Cristino Camporeale^ da Terni Conte del Ca- ,

„ stello di S. Giovanni , persona di lettere , e di esperimen-


„ tata prudenza etc. E la di lui Patria ne ebbe tanta stima ,
„ che l’impiegò sempre ne’più ragguardevoli atfari.Nell’an-
no 1447. essendo stato eletto pontefice Niccolò V.fu spe-
dito Oratore al medesimo; come apparisce dal libro delle
Riformante di detta città ;
nel quale si legge : Die 1 6. Par-
tii i^-j.éMagnificiDD.Vriores Populi Civitatis lnteramnensis
in sala superiori eorum solitae residentiae in perfecto numero
congregati ,
et coadunati} una cum quatuor Civibus , etqua-
tuor Banderariis j
superiuS) super electione Oratorum mittendo -
rum ad S. D. N. Vapam ,
et Rmum D. Camerarium ,
electis , et

Deputatisjjacantes circa dictam clectionem faciendam^un animi-


ter ,
et concorditer ,
nemine ipsorum discrepante , omni meliori
modo ,
elegerunt , vocaverunt ^
et deputaverunt in dictos Ora -

torcsjnfrascriptos spectabiles duos Cives ; quorum nomina sunt


ista videlicet : Dnus CMunaldus de Varadisisfiomcs Cbrystinus
de Camporeali . *

Tro-
(1) Stat. suddetti aj.Aug. 1442. (4) Stat. mercat. pan. 5. dee. 1443.
(1) Pompe Sanesi to. 1. png.3 10. (5) Storia di Terni to. 2. p. 130.
(3) Stat. artii lanz 23. febr. 1443*
DE’ SENATORI DI ROMA 413
Trovasi anche nell’anno 144 3. detto Senatore Baipas-
sare de Rambottis, di Siena , di cui 1 * Vgurgieri ne fa onore-
vole menzione nella sua opera (1). Esercitò però egli la sua
carica nel 1444., comeosserva nella solita conferma de*
si

panni, e àz\Y arte della lana y da lui


Statuti de* vMercadanti de *
fatta a 13. novembre del detto anno . E da* documenti dell'
Archivio Vaticano , già sopra accennati , si ha notizia , che
nello stesso anno 1444. furono eletti Senatori Masio Roma-
no, ed Amorotto Condvlmerio .
Nel 1445* e etto Giovanni de Ufredvciis j come
l

leggesi in detti documenti. A lui successe Costantino de Sa-


lutiis, da S. Damiano in Piemonte ; confermò egli i Statuti de*
éMercadanti de’panni a 7. luglio 1 445 ed a 8 .gennajo i44<5".
In tempo di questo Senatore il Pontefice Eugenio IV. con sua

Bolla, diretta al Senatore ,Conservatori, e Capi de’ Rioni,


prescnti,e futuri ordinò ,
che essi dovessero essere perpetui
Avvocati ,
Protettori ,
e difensori del Convento ,
e de’ Reli-
giosi d* Araceli ;
come leggesi nella seguente copia di essa,
riferita anche dall’Autore delle Memorie di detto Convento,
e Chiesa d’ Araceli .
Eugenius Episcopas Servus Scrvorum Dei Dilectis . Filiis
nobilibus viris Senatori ,
et Conservatoribus ac Capitibus Re-
,

gi onum nostrae almae Vrbis, pracsentibus,et futuris salutem^et


Apostolicarn benedictionem . In eminenti Apostolicae sedis spe-
cula licet immeriti disponente Domino constituti prò singulo-
,
,
rum fidelium ,
et praesertim , mundanis abjectis illecebris in ,
humilitatis spirita sub Regulari observantia Altissimo famulan-
ttum j compellimur , et ea sincere tenemur am-
statuysolliciti esse
plecti quae ad Religionis incrementum pertineant
, quatenus
,
Reltgiosorum quies ab omni sit perturbatane secara et a ma-
,

Ugnorum oppressionibus servetur illaesa cum devotis , et po -


F f f ten -
Pompe Sane*! to. 1. p?g. jio, (z) Pag. 464.
4i4 STORIA DIPLOMATICA
tentibus defensoribus Apostolica fuerit auctoritate munita . Nu-
per siquidem ad audientiam nostram , non sine displicentia
' brandi , deducto , quod in domo B . CMariae de Araceli de Urbe
Ordinis Fratrum CMinorum ,
quae inter alias ejusdem Ordinis
dornos, tum propter loci situm ,
tum etiam propter sumptuosa il-

lius aedificia,singularis, et admodum solcmnis fore dignoscitur ,


nulla penitus observantia vigebat , divinusque cultus negligc-
batur r* illa ,nonnullorum ibi degentium Fratrum culpa , in-
,

curia ,
quamplura iti spirituali
negligentia causantibus ,

passa fuerat detrimenta tndignum aestimantes do. TVoj


w «>» ipsam , quae in praefata Z)rbe , Christiani Orbis matre
celeberrima existit , Ordinis vocabulum , rra , vi-
delicet illius regularem observantiam tenere ,
propterea il-

lam reformari , Observantiam praedictarn reduci cupien-


tes ,
reformationem ,
reductionem praefatas enerabili fra- V
tri nostro Jobanni , Episcopo Praenestino ,
dilecto fiIto nostro

Guillelmo tit. S, 3Martini in CMontibus presbytero Cardinali


oraculo vivae vocis commìsimus primo ,
deinde , Epi
scopus , et Cardinalis praedicti reformationem ,
reductionemque
hujusmodi fecissent a nobis super bis facultate
,
sufficienti

suffulti , auctoritate facultatis hujusmodi amo tis ab illaFra-


tribus ejusdem Ordinis Conventualibus , domum ipsam nonnul-
la Fratribus praedicti Ordinis de Observantia nuncupatis de-
dissent , £* assignassent , eosdem Episcopum % et Cardinalem
simula ac ipsorum quemlibet in alterius absentia Conservato-
res , defensores praedictae domus fecimus ,
constituimus , et
deputavirnus sub certis modo ,
r/ forma ,
prout in nostris desu-
per confectis literis quarum tenores de verbo ad verbum
,

praesentibus haberi volumus prò insertis ,


plenius contine -
/«/• . Nos itaque vitam laudabilem ,
et opera fructuosa di
ctorum Fratrum de Observantia, condignis in Domino laudibus
commcndantes et sperantes quod ipsi sicut notorie costat a
, ,
non
DE’SENATORI DI ROMA 415
nonnullis cifra ,
et praesertim nostris temporibus quamplures
domos et loca ejusdem Ordinis , in diversis *Mundi partibus
,

consistentia ,plurimum reformarunt ,


ac Fidelibus earumdem

partium ,devotionis , et bumilitatis , ac piae vita e , et casti-


tatis exemplum fuerunt pariter , existunt , roraw multi
plicatis virtutibus ,
fructuosis operibus dictam domum
utiliter f/ salubriter rcgent ,
dirigent ,
rf gubernabunt
,

Quodque exinde vos,ac cives , praefatae Vrbis multas


vestrarum animarum consolationes , et gaudia sentire poteri

tis plurimaque etiam salubria , tandem y


et glo-
,

riam divini nominis , populique , devotionis augumentum ,


animarum salutem provenire debent , ut ipsi Fratres de Obser-
vantia majores animarum fructus ajferre , 4/1 /> divinis

beneplacitis ferventius insistere valeant , vestra fuerint


protezione muniti ,
proprio , 7/0» 4^ ipsorum Fratrum
de Observantia ,
vel alterius prò eis nobis super .hoc oblatae

petitionis instantiarn ,
w?r 4 «oj/r* deliberaticne ,

77/4/f apostolica ,
scientia tenore praescntium vos
et quemlibet vestrum ,
praesentes , *7 futures ,
perpetuos
Advocatos Procurai ores ,
Defensor es ,
4 c Advocatum ,
Pro-
,

tectorem ,
^ Defensorem Domus
Fratrum de Observantia ,

hujusmodi facimus , constituimus , 0/ deputamus ; vobis et


cuilibet vestrum quotiens nomine ipsorum Fratrum de Obser-
vantia fueritis requisiti ,
Jf» aliquis vestrum fuerit requisi-
ta ,
eosdem Fratres in pacifica possessione praefatae domus ,
0/ 4//4J adversus ejectos , <?rquoscumque alios Fratres , prae-
sertim Conventuales dicti Ordinis , ipsorumque Fratrum Con-
ventualium Superiores ,
cacterosque quoslibet mundanos , vel
Ecclesiasticos ,
Seculares ,
Religiosos cujuscumque nobili-
tatis gradus ,
Ordinis ,
et conditionis fuerint ,
ipsorum Fra-
,

trum de Observantia impetitores ,


molestatores ,
perturbato-
gli ,
0/ contradictores quoslibet districatone ,
qua convenit ,

F f f 2 .<?/
41 5 STORIA DIPLOMATICA
et etiatn per personarum ,
dumrnodo sint Religiosi ,
seu alias
Ecclesiastici ,
Romana Curia extra ZJrbem exotente , si vero
laici fuerint quandocutaque captionem ,
et incarcerationem ,
ac laicos hujusmodi etiam per pecuniarias^ et alias formidabi-
liores poenas , de quibus vobis videbitur ,
compescendi ,
et
coercendi : omnia quoque alia ,
et singula statum commodutn

, cotiservationcm , et augumentum
utili tatem domus , ac Fra -
tram de Obscrvantia > nec non conservationem,et augumentum
Observantiae hujusmodi quomodolibet concernentia in judi-
cio et extra procurandi , faciendi ,
et exequendi ,
plenum ac
liberata tenore presentium concedimus facultatem , Non ob-
stantii us constitutionibus 5
et ordinationibus Apostolicis ,
ncc
non dicti Orditi is jur amento ,
confirmatione Apostolica ,
vel
quavis firmitate statutis ,
et consuetudinibus ,
privilegio
quoque ,
et indulgentiis ,
ac litteris Apostolicis generalibus ,
vel specialibus, praefato Ordini ,
illiusque Fratribus in specie ,
seu genere per -Sedera Apostolicam vel alias concessis ,
et in

antea forsan concedendo ,


quorumcumque tenorum existant ,

per quae praesentibus non expressa , vel totaliter non inserta


ejfectus eorutn impediri valeat quomodolibet ,
vel dijferri ;

et de quibus ,
quorutnque totis tenoribus de verbo ad ver-
bum babenda sit in nostris litteris mentio specialis ,
quibus
omnibus , illis alias in suo robore permansuris ,
quo ad prae-
missa derogare intendimus per praesentes ,
ceterisque contra-
rio quibuscumque . Datura Romae apud S. Vetrum anno Iti-

carnat . Dominicae mccccxlv. nonisjunii anno xv.


Nel 14.4^. fu eletto Lorenzo Micheli; come si osser-
i documenti dell* Archivio Vaticano
; ed
va ne a lui nello stes-
so anno fu sostituito Perino Dentici di Spoleti (1) ; il quale ^

con tal cognome trovasi descritto nc detti documenti, ed i

altrove con quello d’intentati . Successe poi nel medesimo


an-
(O Star, mercat. pian. 9 Jnnii 1 44<S.
DE’ SENATORI DI ROMA 417
anno Giovanni de Filingeris (1) Di lui ne fa menzione il
CMongitore (1) dicendo , che fu nobile di Catania , che guer-
reggiò in Cipro ,
in Armenia ,
ed altrove contro i Turchi , e
finalmente Romae sub Eugenio IV. , et Nicolao V. P. CMax. vi -
xit Almae Vrbis Senator amplissimus , decessit circa annutn

1450. ubi ab anno 14.4.0. Sepulcrurn e marmore sibi consti ti-

xerat in coenobio S. Francisci CMin. Convcnt.adjecto epitaphio ,


quod vernacula lingua , rudique carmine sibi confecerat * Il
quale cpitafio è il seguente :

CHISTV PITTAFI V FV FATTO PRI JANNI LV FIGLIO


DI RICCARDO FILINGIERI
FV SENATVRI SOTTV DI PAPA EVGENIV, E DI PAPA NICOLA
DEV LV PIRDVGNA D’ OGNI SO PECCATO .

Trovasi anche grande elogio di esso nell* opera di


Amico ,
c Stai ella (3) ; e tra le altre cose si legge , che fu re-
bus praeclare gestis , eloquentia , ac poesis studiis insignis
Dopo il Filingeri ottenne il Senatorato Nicola de Chieri-
gatis ,
e 1* esercitò anche per qualche tempo nel 14.4.7. (4.).

Di lui ne parla Giacomo CMarzani (5) dicendo : ,, Nicola Chere-

,,
gato ,
Cavaliere, c giureconsulto celebratissimo fu in

,,
molto grido dentro ,
e fuori la patria ; il quale avendo di

,,
Siena ,
di Perugia ,
e di Fiorenza ,
con lode ,
c commcn-
,,
dazione d* integro ,
e sapientissimo giudice amministra-
,,
ta la Pretura, fu degno ,
e meritevolmente giudicato di

,,
sedere Senatore di Roma, vedendosi sino nel dì d* oggi
,,
1* insegna sua ,
pendente da una colonna all’ entrare nel

„ publico Palazzo di Fiorenzjt .

Nello stesso anno 1447. trovasi Senatore Melchiorre


Vizzani di Bologna , che proseguì ad esserlo nell’anno 1448.
E quan-
(O Stat. art, lanae p.Dececnb. 144$. cap. 4. narri. 16.
(2) Biblioteca Siciliana . (4) Documenti dell’ Archivio Vatic.
O) Catania illustrata par. 3. lib. ia. (y) Storia di Vicenza lib. a. p. jjy.
4 1 8 STORIA DIPLOMATICA
E quantunque negli estratti d € Statuti dell * arte della lana si

legga : iMarchion Vczx/tniy miles Boneniensis, etc. anno 1449.


ind. x. augusti die penultima ; ciò non ostante il nome è
scorretto, come anche
anno 1449. in vece del 1448. Di
1
*

questo Senatore ne parla Pompeo Vizsjtni (1) , discendente


della stessa famiglia ; e dopo aver riferito , che dal Senato
di Bologna fu inviato Ambasciatore al Pontefice Niccolo V.
4
nell anno 1447. con Gasp aro Aringhieri ,
e ^Melchiorre £Mal-
z>ez&i per stabilire la concordia ,
trattata con detto Pontefi-
cc soggiunge $ „ restò £Melchiorre Vizjjtni a Roma , per-
,

,, il Papa
che il quale già quando si trovava in basso gra-
,

„ do in Bologna era stato molto amico suo , et ne aveva


,,
sempre tenuto gran conto , conoscendolo persona di
bontà , e di valore , desiderava di accrescerlo di onore,
e di ricchezze ; e lo fece Senatore di Roma, et egli ave-

5> va già con sodisfazionc di tutti i buoni cominciato di


5) ,
quando soprapreso da mor-
esercitare quel Magistrato

55
non senza sospetto di veleno , apprestatogli da certi
te ,

« invidiosi della sua grandezza , lasciò gran desiderio di


se al Senato ,
che conosceva il suo valore ,
alla patria ,

che ne sentì molto dolore ,


et alla città di Roma $
la qua-
le ,
non potendo mostrare altri segni di gratitudine ,
ono-
5)
rò con solenne pompa il funerale di quell’ uomo nella

5J
Chiesa di S. £Maria in Araceli ,
dove fu portato alla se-

» poltura .

Il figliuolo di detto Senatore ^Melchiorre Vizjani passò


a stabilire il suo domicilio in Ravenna : ove ancora esisto-
no i di lui discendenti . E perciò il Rossi (2) scrisse : ad hos
adiunxit Tranciscum e Nobilibus Vizj^ani ,
£Melchioris filium ,

civem Bononiensem ,
qui in hac Vrbe domicilium constituerat,
eum-
(1) Istoria 'di Bologna lib. 7. pa- (2) Hist. Ravenn. lib. 7. ann. 14*9»
gin. 375. ad 37*.
DE* SENATORI DI ROMA 4*5?

eumque^ illiusque omnes posteros Comites in perpetuum creavit :

cum autem Senator fuisset Romae <£Melchior pater , tpsi quam- •.

quam usque ad adolescentia rnilitaribus studiis addictus , ta~


men Faventinam Praeturam maltos antios , et Fulginatern ,
atque alias gesscrat .

Successe poi Amadeo de IusTiNis,di Città di Castello (i


del quale il lacobilli (i) scrisse : Amadeus de Justinis'e Civi-
tate Castelli ,
sive Thipbernas ,
Iurisccnsultuseximius fuit^ an-
no 1441. Praetor meae patriae Fulginaae , et anno 1448. Se-

nator Vrbis ,
mirum de Syndicatu opusculnm elaboravit Ed .

il Cartari lo dice Senatore nell’ anno 1450. (3) Ma egli .

è certo ,
che fu nel 1448. Imperciocché in un instrumeuto
esistente nell’ archivio del Convento di S. CMaria del Popolo ,

si legge: 1448. 1
7 septembris Ego lobannes Baptista de Cac-
.

cialupis de Sancto Severino etc. Collateralis Amedei de lustinis


de Civitate Castelli , Senatoris illustris etc .

Nell’ opera del Z,a-csjra (4) , c specialmente nella let-


tera ,
che egli scrisse al Conte Gabriele Castelli di Terni ^si
legge ,
che ,, Angelo de la Zazzera ottenne la dignità Sc-
„ natoria intorno al 1448 Di costui in un Catalogo de’
„ Senatori se ne fa menzione, che si conserva appo del Sig.
,, Giova n Pietro Cafarelli , Marchese di Turano ,
e di Fulvio

„ Arcangeli, gentiluomo Romano, entrambi possessori di


„ Storie, ed appreggiatori d’ Antichità, oltre della Cronica
,,
Capitolina di Notaro Girolamo de Cerrinis ,,
Dalla conferma de* Statuti dell* arte della lana a 14.
luglio , e de' tMercadanti de’ panni 11. agosto del 1449. si
ha notizia
,
che in detto anno fu Senatore il Conte Buon-
cambio de Buoncambi , di Perugia ,
Es-
ci) Seat. art. Ianae 17. Marti!
1449. C?) Syllab. Advoc. Coniistor. p. 1 19.
et Statue, mercat. pann. 1448.
(4) Delle famiglie illustri par.1p.t8.
fa) Biblioth. Vmbriae to. 1. pag.yj.
420 STORIA DIPLOMATICA
Essendo 1450. conferita la ca-
stata nell’ aprile del
rica di Senatore ad Andrea de’ Donatis , Veneziano (1),
proseguì ad esercitarla nel 145 1.(2)$ imperciocché nel più
volte citato archivio del Convento di S. diaria del Popolo con-
servasi una sentenza ,
da esso Andrea Donato in detto tem-
po emanata a favore dello stesso Convento contro Giaco-
bello de * Varris , da Genti azano , usurpatore di una casa nel
Rione Colonna ,
donata al detto Convento da Oddone de Var-
ri (
chiamato anche de Poccio ,
Protonotario apostolico ,
e
già Tesoriere ò\ ^Martino V.') per un suo voto, fatto mentre
era carcerato in Castel S. Angelo a tempo di Eugenio IV.
Nell’ istcsso anno 14.51. fu poi eletto Giacomo da
Costanza (3). Nel mese di novembre del medesimo an-
no 14.5 i. trovasi, esser stato Senatore il Conte Niccolò
Porcinari della città dell’ Aquila . Studiò la giurispruden-
za nell’ Università di Siena con Enea Silvio Piccolomini ,
poi
Pio li . con tanti altri valentuomini, nominati per testimo-
,
c
nj della gran dottrina di detto Enea da Girolamo Allotti (4.) 5
tra quali vi c il suddetto Niccolo j di cui leggesi : claros
ex eo jam tempore doctores appello ,
insignem doctorem ,
et

equitem Nicolaum ex familia de Porcinariis E


senza citar
.

qui le solite conferme de’ Statuti ^


da una lettera del detto
Allotti ,
scritta a 17. novembre del suddetto anno a Gio-
vanni Tortello , Cubiculario , c Suddiacono Apostolico (5) ,
sappiamo il preciso tempo , in cui fu eletto Senatore ; leg-
gendosi ili quella quod scribis de Nicolao nostro , Aquilano ,
:

Urbis Senatore tantum mihi letitiae injundisti CMcmini me . . .

puero , atque item ilio , sumus enim coetanei , nihil ab eo di-


etimi leviter , nihil gesturn puerilità , omnia accurate , p ru- '

de n-

£1) Star, arti* lanae lo.iulii 14jv.ee (3) Documenti dell’ Arch. Vaticano
itat. mcrcat. pano. ai. augusti 1450., e (4) Opusrul.VJLI. Pii II. defensio in
documenti dell’ Archiv. Vatic. Epistnlar. to. 2. pag.250.
(2} St. md.arc.lanac J.januar.14 J 1. (5) Epist. to. l. lib. 4. pag. 187.
DE* SENATORI DI ROMA 421
denter, graviterà et dici solita ,
,
et gerì ,
ut divina quaedam in-
doles ,
et virtus h eroica in eo puero inducere videretur . Di-
remerunt nos postea plurirnos annos humanorum casuum va -
rietates ; et ea virtutis seminarla , qua e in puero ab ipsa na-
tura iacta ,
et prò seminata reliqueram ,
in eo postea in mes-
sern laetissimam coaluisse ,
conspexi . Ac prirnum Florentiae ,

deinde Scnis Praetorem illum vidi , Nunc ,


/e indice ,
Sena-
torem Urbi datutn audio ,
magistrata nullum neque maio-
rem esse ,
neque ampliorem intelligo Ncque piane dubito ^si
.

eiusmodi sua professio maiorem m agìs tra tumadmitteret , eum


virtute sua ,
et sapientia facile sortiturum Qtiare cum stim- .

ma in bonore sit , summe illi ut debeo gratulor ,


et tibi gra-
tias ago ,
qui me tam laeto nuntio adjecisti ,
etc, . Continuò
ad esser Senatore anche nell’ anno 1452. (?).
Nella Storia Aquilana (2) si legge di esso Senato-
re Porcinari la seguente notizia Ne’ Registri , de* Ma-
„ gistrati, segnato all’anno 1445. Nicolaus de Porcinario ,
„ miles ,
et legum Doctor . Nella facciata del suo Palazzo.,
.

,,
posseduto ancora da Porcinari presso il Monastero delle
„ Scalze di S. Chiara vi c inciso :

TEMPORE NICOLAI PP. V. FEDERICVS REX CORONATVR


PAX HVIC DOMVI SENATORIS ARAGONENSIS
MAGNIFICI NICOLAI DE PORCIXARIO COMITIS PALATINI
LL. DOCTORIS ET MILITIS REGII CONSILIARII
ET IVSTITIARII MCCCCLXXI.
Ed il siluratori riflette , che 1

incoronazione dell’ Inv
perator Federico in Roma nel 145 2. ,
segnata nel primo
verso ,
accenna ,
che egli fu Senatore di Roma in quell* an-
no ,
e nel 1451., ìndi soggiunge ,
che su ciò si vegga 1* o^
pera del Crescimbeni (3) .

G g g Nel-
CO Stat. suddetti rj. iunii,et 19. (3) Stato di S.Mariain Cosmedi^
iulii 1452. lib. 3. cap. 4. pag. 151.
(2.) Murar. R. I. S. to. 6 . pag. 911.
4*» STORIA DIPLOMATICA
Nella venuta del detto Federico in Roma , egli an-
dò ad incontrarlo unitamente col Soldano ,
cioè il Mare-
sciallo, i Nobili ed Eletti della Città ,comc
,
i Consoli ,

anche con i Cardinali,


Vescovi
Prelati , e Dottori , un
,

miglio in circa fuori Roma; secondo riferisce Cornelio Zant-


flieti nella, sua Cronaca ad ann.. 145 2.. (1) con queste preci-
se parole t quum igitur feria quarta post Dominicani Remi-
niscere ( secunda Quadragcsimae ) idest die Vili, martii, qua e
eo anno in feriarn IV*. Dominus Fridericus cum sua
incidit ,

comitiva circa crepusculum noctis appropinquasset ad Vrbem


Romam , iverunt ei obviam Senator Vrbis , et Soldanus una
cum Nobilibus ,
et Consulibus ,
et Electis Vrbis primo , subse-
quenter omnes Cardinales cum Episcopis ,
Praelatis ,
et Do-
ctoribus circiter unum milliare ..

Intervenne il detto Senatore alla Coronazione dì esso


Federico ;
il quale nell’ esser poi andato alla Basilica Latera-
nense , fu creato Canonico della medesima ; ed allora da i Ca-
nonici antichi essendo state promosse alcune dispute sulla
materia delle cerimonie ,
ostinandosi anche di non ubbidire
al Pontefice, fu costretto il Senatore unitamente con i Con-
servatori ,
ed altri Officiali discacciarli ,
ed uno di essi , il

più impertinente,, con pugni calci farlo fuggire ;


siccome
l'eggesi nella seguente lettera ,
scritta,un giorno dopo se-
guito un tal fatto ,
dal Priore di detta Basilica (2)
Copia Literarum Prioris S. Jobannis in Luterano D. Au-
relii Piacentini ,
ex Vrbe missarum Venerandis PP'. D . Paulo
Veronensi Priori S. Bartbolomei de Vicentia ,. D. Orosio CMe-
diolanensi Priori 5 . Jobannis in Viridario Paduae , et D. Ga-
spari Priori S. CMariae de Caritate Venetiarum
Vcn+

CO' Martene Anecdo^to.5. pag-4J7’


'
ptorum Monasteri! S. Michaclis Vene—
Bibliotheca Codicura- mamiscri- tiarum. prope Murianunv pag. U.JJ»
DE* SENATORI DI ROMA 413
Ven. in Christo PP, Die 22. mensis mxrtii Serenis.D.lmp .

Prid.IlL cum max, triumpbo a D.D. PP.Nic. V. fuit coronatusy


et post coronationem venit cum Senatoribus ,
Caporionibus ,
et

Pop . Rom. atque Principibus , et exercitu suo ornatus ad Eccle-


siam no stram Lateranensem ,
quibus nos omnes parati n . 50.
cum Crucibus , et Baldacbims ante liospitale Salvatoris obvia
vimus cantando $ ad $.portas inferiores Ecclesiae duximns ,
et ante portam maiorem descendens ex equo Imperator de mani-

bus meis deosculatus est Crucem nostram cbristallimm Resi- .

sten tibus vero nobis Canonicis antiqui , et paratie ad eum ve-


stiendum cottis , et amiciis ad creandum eum Canonicum La-
teranensem , ex parte D. D, Papae praeccpi , quatettus non im-
pedir ent se de aliquibus ceremoniis y
et illos obedire nolentes

mandatis D. D. Papae , quin potius nobis violentiam facere vo-


lentes ,
Senator CMaior cum Conservatoribus , et aliis Ofjicia-

libus Romanie expulerunt ,


ac unum caeteris audaciorem pu-
gnis , et calcibus percusserunt .. Et nos pacifice duxerunt can-
tantes in medio nostri Imperatorie usque ad Altare maius Ca-
piturn Apostolorum ,
et ipsum lmperatorem in genua flexum
ante Altare feci Canonicum Lateranensem ,
imponendo ei cot-
tam , seu supcrpelliceum , et biretum , et dando ei unum duca-
tum prò parte distributionis Oblationum , eum tangente , qui
hilari animo eum recepit , et Aedit Secretano suo , dicens :
serva mibi butte ducaturn . Deinde a dispcnsatore suo recepit
xii. ducatos ,
quos immediate obtulit super altare . Postea
duximus eum ad Sedem , paratam in Tribunali ante altare ,
canendo . Da pacem Domine 5 cum Oratione genibus fiexis .
Ipso vero surgente , et stante in Catbedra , omnes nos recepi-
rne eum in fratrem , et Concanonicum in osculo pacis , deo-
sculandoei manum , et faciem , Quo peracto duximus eum
,

cum suis Raronibus ad refectorium , a ministris D. Papae


paratum y et ornatum , et sedentibus omnibus in refectorio ,
G g g 2 par-
424 STORIA DIPLOMATICA
partim in claustris ,
et curiis ,
et per totam domurn ad 3.
milita bominum , iz.fercula ,
set* ciborum materiae in mensis
appositae fuerunt ,
no bis semper adstantibus in refectorio co-
ram Imperatore ,
Baronibus
et fratre suo ,
, parvo Refe
Hungariae D. Desiderio nostro cantante , e/
, organi
parvis pulsante Completo autem prandio , 3. bora noctis ex
.

mensa surgcntes , omues eqttos ascenderunt . Imperator vero


valefaciens omnibus ,
rnanus porrexit benigne ,

iterum osculati sumus ,


dicctis : statevi con Dio , e gran
mercè de la cortesia n’ havetc fatta : sicque omnes vale far-
cere , et nos in pace remans'imus . Datum ex CMonasterio no-
stro Lateranensi die z 3. martii 1452.
Sussiste ancora questa nobile famiglia Vorcinari 3 ed
i di lei discendenti ,
forniti come per retaggio di tutte
quelle gloriose qualità del Senator Niccolo ,
sono stati sem-
pre distinti da i nostri Reali Sovrani di Napoli con lumi- *

nosi impieghi $
come appunto fra gli altri è di presente il

Sig. ^Marchese D. Ippolito Vorcinari ,


Presidente del Tribu-
nale della Regia Camera della Summaria ,

Ne* Documenti dell’ Archivio Vaticano si legge , esser


stato eletto Senatore nel medesimo anno 145 2. Daniele de*
Canigiani . Ma finora non si è trovata alcuna notizia di
aver egli esercitata una tal carica . Ed all* incontro nello
stesso anno l’esercitò il Conte Giacomo di Lavagnola della
città di Verona ,
celebre letterato j
il quale era stato elet-
to 1* anno antecedente (1) .

Nellastampata dal Salomoni , ed in quella mano-


serie y
scritta del Gigli vi è una grande confusione nel citare le
conferme de’ Statuti , fatte tanto da questo , che dal sus-
seguente Senatore ,
e specialmente alcune ,
che diconsi
fat-

(1) Documenti del Diver*. Corner,


DE* SENATORI DI ROMA 425
fatte dall* uno ,
e dall’altro nello stesso giorno, mese , ed
anno Onde noi prevalendoci de i detti
. Documenti , come
anche delle notizie degli Autori contemporanei , possia-
mo con fondamento asserire , che il Lavagnola fu eletto
Senatore nel 1452., e proseguì ad esserlo nel 1453. . Si
scoprì nel tempo del suo governo la congiura contro Nicco-
lo V. di Stefano Porcari , gentiluomo Romano , che nella

Sede vacante di Eugenio IV. avea commossi i Romani alla


libertà, ed avea risoluto d’insidiare alla vita del detto Pon-
tefice Niccolo V. , quantunque questi avesse procurato col-
le sue dolci maniere ridurre al buono il di lui spirito fa-
stidioso ed inquieto . Costretto perciò il Pontefice ad
,

usare per esempio degli altri il rigore della giustizia, spe-


dì il detto Senatore Giacomo Lavagnola con molti soldati
per farlo arrestare nella di lui casa ;
come in s fatti se-
guì (1) $
e fu ,
ed com-
dopo aver confessata la congiura ,
i

plici , fatto morire sulle forche in Castello . Di questo Se-


natore ne fanno menzione Stefano lnfessura nel suo Dia-
rio ,
CManetti nella vita di Niccolò V. , ed altri . Al mede-
simo Senatore col titolo : Spectatissimo Equiti Domino Ja-
cobo Lavagnolae si leggono dirette varie lettere latine da
Girolamo Aliotti , di lui grande estimatore (2) . Ma quelle
specialmente scritte , una cioè a Benedetto de Pastis Cano-
nico di Verona , e 1 * altra al Vicario di Siena Antonio éMo-
roni , fanno moltissimo onore al detto Lavagnola ; poiché
nella prima (3) si osserva : habeo tibi gratias ingentes .
Dii tibi prò me referant , quod me, generoso viro , et insigni
equiti Domino Jacobo Lavagnolo carum feristi , prò cujus fa-
cilitate ,
virtute , ac bumanitate ,
quae suis ex litteris habeo
sa-
(O Girolamo dalla Corte Istoria di Oputcul. Aretii 1769 .

Verona par. a. lib. ij. pag. 411. a 413. (j) Loc.cit.pag.68.


(x) To. 1. lib. s. ex. Epiitolar. et
4 26 STORIA DIPLOMATICA
satis perspecta
,
magna me certe babet admiratio , ut quo -
dammodo supra hominis captum baec ipsa in co videntur lu-
cere . etc. Nell* altra (i) ,
che trascriviamo qui intiera ,
si

legge : cum Domino lacobo Lavagnolo , Veronensi ,


et in
praesentia Senatore Vrbis ,
summa mibi necessitudo interce-
da y jam plurimos annos ineboata . Praeter insignia equestris
ordinis ,
ornamentum litterarum , ctla-
accedit in eo homine
tinarum ,
Ea de causa extant inter nos volu-
et graecarum .

mina Epistolarum ultra citroque rcscripta . Is nunc , quum sit


Vrbis Senatore petit a me tres canes le por ario s y quorum duo
in promptu habeo , de tertio controversia apud te agitur No- .

lim hercle doctorem me baberi, ac dici , nisi leges ipsas in ami-


corum favorem paullulum a recto detorquere liceat Quare te .

oro y
bas tuas leges Romam usque portendas , et porrigas ,
ut
homini nobilissimo ,
et litteratissirno ,
te fautore ,
facere sa-
tis queam . Vale . Questa lettera ,
quantunque senza data ,

avverte Scaramaglia nelle sue annotazioni ,


esser stata scrit-
ta anno .14.5 a., quo Lavagnolus erat Senator Vrbis ,
ut testa-
tur Georgius in vita Nicolai V. ,
dopo che già a piè della let-
tera ,
diretta allo stesso Lavagnola (2), avea di lui notato
quanto siegue Patria Veronensis ,
qui fuit celeberrima Ju-
risconsultus ,
et disertissimus orator suae patriae apud Rempu-
blicam Venetam ,
Praetor Senarum % et Bononiae ,
Senator
Vrbis conjurationem Porcianam deprehendit . Scripsit quasdam
epistolas y quae extant in Codice Trevisano . Ei Guarinus
Paralellos Plutarcbiy in latinum conversosy nuncupavit . De eo

Platina in vita Nicolai V. Vgbell . to 5. Ital. Sacrae in Epi-


scopi Veron. col. 926. CMapbeius in Verona Illustrata lib. 3.

Ambrosius Camaldul. in epist.ó. lib. 13., et Stefanus Infessu-


ra y
et Comes Sanbonifacius in epistolis manuscriptis .

To. I. lib. 4. pag. jii. <i) Loc. cit. pag. f ».


DE* SENATORI DI ROMA 4*7
E di fui ne fa anche menzione il Corte ( i), citato
nelle note a i Frammenti de’ Commentar j di Ciriaco Anconi-
tano da Annibaie degli Abati Olivieri (2)$ il quale per altro
attribuisce piuttosto a Giacomo Rizjoni , che al detto Gia-
como Lavagnola la lettera, scritta^ Ciriaco K. A.Jacobo Ve-
ronensi V. eleganti , et optimo, R.
P. Card. S.CMariae Novae
Secretarlo , B. CM. ,
sul motivo , che ambidue , vivendo nello
stesso tempo ,
ed essendo Veronesi ,
si ad conjungendas
amicitias incrcdibilem viam habet studiorum srmilitudo ,
nemo
alias a Cyriaco diligi ma Vis debuit ,
quarn Rizjonius ,
qui
graecae linguae percipiendae y expoliendaeque mirifico- deditus
fuit Il detto motiva non sembra però poter essere sus-
sistente y qualora si rifletta y che Giacomo Lavagnola non
solamente fu celebre Grarisconsulto ma versatissimo ben
anche nella lingua greca ; siccome evidentemente appari-
sce da quelle parole della lettera de\V Allotti r già sopra
riferite , cioè : praeter Insignia equestris ordinis accedit in

eo bomine ornamentum litterarum , et Latinarum et Grae-

carum Oltre di ciò il suddetto Giacomo Rizjoni (3) fu Se-


.

gretario di Niccolo V. ,
trovandosi sottoscritto nelle lettere
apostoliche a favore di Giovanfranccsco de’ Conti Piagnani 6 .
nonas julii 1452. Ed è più probabile, che Lavagnola es-
sendo stato secretarlo di Pietro Barbo y Car din ale di S. CMaria
Nova ,.che fu poi Papa col nome di Paolo II., passasse ad es-
ser Senatore nel medesimo anno 145 2., in cui il Rizzo ni eser-
citava l’offizio di Segretario del detto Pontefice Niccolo V*
1
E dell istcsso Senator Lavagnola parlando Giovan
Battista Biancolino (4.) ,
ci da anche notizia ,
che „ dentro
yy la Chiesa di S.Anastasìa nella Cappella di S. Vincenzo della
fami-
fi) Itoria di Verona lib. rj. (4) Notizie storiche delle Chiese di
(2) Pag 19. nor. 108. Verona libro VII. pag. 17 1»
{3) Loc. cit. epist. 17. pag. 107.
448 STORIA DIPL O MATIC
„ famiglia Lavagnola giace sepcllito Jacopo dell’ istessa

,,
famiglia ,
Cavalicr Veronese , Senator Romano ,
e Vi-

„ ce-Camerlcngo di santa Chiesa Questi fu caro al Pon- .

„ tefice Niccolo V. per questo singolarmente , perchè da


„ esso fu liberato dalla morte , ad esso machinata , ed
„ a* Cardinali , da Stefano Porcari , nobile Romano il qua- ;

,,
le si era posto nell’animo di ritornar Roma nell* antica

„ libertà Terminò in Roma la vita sua , ed il suo corpo,


.

„ dopo esser stato con sontuosissimi funerali per la città


„ portato fu trasferito a Verona , c quivi sepolto con
,

„ questa epigrafe .

CLARISSIMI MILITIS D. IACOPI DE LAVAGNOLIS HEREDVMQVE


SEPVLCRVM QVI SVB NICOL AO
PONTIEICE MCCCCL 1 II. SENATOR ROMAE OBIIT .
,, E nell’ istessa Cappella dalla banda del Campanile havvi
„ la sua effigie in marmo bianco con questa iscrizione .

Jacobus Lavagnolus Senator Vrbis.


E Pier Zanata nella Cronaca di Verona registrò la di lui

morte a 1 5 . di settembre .

Quantunque il Conte Ludovico Uffreducci di Fermo


fosse stato eletto Senatore nel 1452. (1), nondimeno tro-
vasi ,
aver confermati i soliti Statuti nel 145 3., e 1454(2).
Egli nacque di antica ,
e nobile famiglia : la quale .un
tempo si usurpò il dominio di detta città ;
fu uno de*
principali concittadini, e sostenne le più onorevoli cariche
publiche . Su *1 finire deiranno 1454. adunque fu eletto
per la prima volta Senatore da Niccolo V. E di lui se ne fa
menzione in una carta Ac\\* Archivio secreto Priorale di det-
ta città di Fermo (3) $ la quale comincia, come qui si rife-

risce : Instrumentum ejuietationis ,


factae per D. Antonium
della
(1) Documenti dell’ Arch. Vatican. Mercator. pann. 8. Novemb.
(ì) Stat. art. lanae 3. deccmbr. et (3) Nutn. 1301. rubrica 7;. .
DE' SENATORI DI ROMA 419
della, Casa^mercatorem florcntinum , magnifico militi D. Ludo-
vico de Eufreduciis almae Vrbis Senatori, prò se> ac SVIattbaco
Sanctis , ,
Luca Adami , ac nonnullis
Antonio Laccarono
aliis de Florenis aureis de Camera de anno 1444* man»
D. Laurentii Philippi Venanni Civis Romani .

Eletto Pontefice Pio IL , a lui fu speditoil detto Ludo-


vico Ambasciatore dalla detta città di Fermo per congratular-
sene ,
e prestargli ubbidienza ;
eseguì la stessa commis-
sione in tempo ,
che fu eletto Paolo II. . E da questi ot-
tenne nel luglio anno 14.65. nuovamente la carica di
deli’

Senatore , come diremo a suo luogo .


Il Conte Gentile de Brancadori , parimenti di Fermo*

dopo esser stato Podestà di Firenze nel 14-53., nel 1455. fu


Senatore di Roma(i). Dal Conte Vincenzo Brancadoro ,
il

quale lasciò M. SS. le Memorie Istoriche di Fermo ,


e rac-
colse quelle di Gentile , fu collocato sotto il di lui ritratto
la seguente iscrizione..
AI Signor Gentile Brancadoro

Dottore dell’ una , e 1 ’ altra legge , Conte Palatino
Eletto con applauso Prefetto di Siena nel 1446.
E dalla città di Fermo sua Patria al Re Federico
Di Aragona per Napoli ,
c a Nicola PP. V.
Per lo stesso negozio fatto Ambasciatore del 1445.
E poi dal medesimo sommo Pontefice per suoi meriti
Creato in Roma Senatore di Campidoglio nel 1455.
Vincenzo Brancadoro a nome della prosapia
Ha
posta questa memoria nell'anno 1630.
Nel suddetto anno 1455. fu anche Senatore il Conte
Arano Cibo , Genovese (a). Di questi VAbate tMarini (3) ci
H h B da
(0 Statut. Boarior. et art.lanae 26. (j) Appendice de’doctimenti all’epe-
febriurii 1445. ra degli Archiatri Pontificj to. I. p.22$,.
{2) Star. art. Janae die xo.iulii 1455. •'
.
4J0 STORIA DIPLOMATICA
da notizia > che 1
*
era Regente della, Gran Corte in Napoli , e
che fu da Callisto III. promosso alla dignità Senatoria a
2 $. maggio del detto anno, apparendo ciò dal Registro Vati -
sano to xxx. pag 52. j
ed aggiunge poi , che dovè entrare
. in possesso alle calende dopo il Brancadoro Ed
di luglio .

il Zazzera scrisse, come siegue (1) :„in tanto succedendo


,,
nel Pontificato a Nicola V. da Sartina Alfonso Borgia Va
,,
letiziano , chiamato Calisto III . ,
il quale mentre era Car-
,,
dinaie fu grande amico di Arano ,
quello a se chiamò

,,
ricordevole dell* antica amicizia, e lo dichiarò Senatore

,, di Roma ,
dignità in quelli tempi conceduta a Principi

„ soli , ed a persone di gran considerazione ; le cui arme,


„ con la Croce della città sopra , lui riconfermata dalla
„ Republica , sin oggi si veggono in Campidoglio Del- .

„ la qual richiesta così scrive YOrtino iquem hominem facile


,,
qutdetn petenti Pontifici concessit Alpbonsus ,
egre tamen

,,
oh eo divelli ,vel ipso ahsente regntim suum regi posse ar-

„ bitrabatur „ Prosicguc poi a dire , che in breve tem-


.

po il Papa si disgustò col Re di Napoli per ragione dell*


amicizia ,
che questi con Giacomo Piccinino teneva nella
guerra tra* Veneziani ,
e Senesi . Onde^n*»0, chiesta li-

cenza da Calisto ,
se ne ritornò in Napoli ad esercitar i suoi
impieghi di Consigliere ,
e Presidente della Camera della
Sommaria ; morì in Capoa ,
e fu sepolto nella Cattedrale
colla, seguente iscrizione
SEPVLCHRUM III. ARANI
CYBO PROREGIS NEAP. AC
ROMAE PRO CALISTO Iir.
BRAEFECTI QVI. ANNVM
AGEfiS 80. OBIIT I457.
Dal
(1) Della famiglia Cibo *

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DE* SENATOR I DI ROMA 4 js
Dal Gigli diccsi successore del Scnator Cibo Ludo-
vico Caccialupi, senza indicare alcun documento . Ma dalle
scritture dell * Archivio Vaticano se ne ha certa notizia, che
egli fu eletto nel suddetto anno 145 5. Ed il Cartari (1), par-
lando di Giova n Battista Caccialupi da Sansevcrino nel Pice-
no , ne fa di lui menzione con dire in civitate Bononiae ea- :

dcrn familia viguit , e qua prae caeterìs prodiit Lvdovicus de


Caccialupis anno 145 5. successor in officium Senatorie Urbis ,
quod Aaron Cibo dimiserat .
In questo stesso anno il Pontefice Calisto III non so-
lamente nominò , ed elesse Senatore il detto Caccialupi
a 12. giugno , ma anche Givnio Marino de* Gradi , Cava-
liere di Ragusi a 8 . di detto mese ,
Tommaso di Spadainte-
sta di Ri/nini a 25. di settembre ,
c Pietro Tebaldeschi di
Norcia a 27. di ottobre . De’ quali tutti Y Abate lMarini (2)
ci da notizia , citando il Registro del suddetto Archivio
to. c 84. c il ro.xix. pag.260. t. e 26 $. , riflet-
xxx. pag . 5 5. t.

tendo ancora che del ^Marino de’ Gradii e del Caccialu-


,

pi nella Serie stampata dal Salomoni non se ne fa alcuna


menzione ; c ciò forse è avvenuto , per non trovarsene di
essi loro alcuna conferma de’ soliti Statuti ; come all’incon-
tro trovansi quelle fatte dal Spadaintesta , e dal Tebaldeschi $

de* quali parleremo in appresso


Da i Capitoli della Zecca della città di Roma, formati
in quest’anno 145 5. tra ilCamerlengo Pontificio in nome
del Pontefice , e della Camera Pontificia, quali estrasse dal
lib.xxv. Divers . Canterai. p. 36., e diede alle stampe l’Autore
do.’ Saggi di Osservazione su le monete antiche Pontificie (3), ap-
parisce ,
che ancor durava la giurisdizione del Senatore su
Hhhi la

(1) Syllab. Adroc. Contist. pag. 69 . (3) Appendice de’ documenti p*-
(2) Appendice de’ documenti pa- gin. 108. num. 29 .

gin. 228. not. d.


4 3* STORIA DIPLOMATICA
la Zecca, di Roma
mentre pag. iio. leggcsi tra essi Capi-
;

toli il seguente ,
quod dominns Senator Vrbis , et alti
: Item
Ojficiales ipsius Vrbis , ad instantiam dicti CAI agistri te*
neantur , et debeant cogere , et gravare laborantes in dieta
Zeccha y si non venient ad laborandum nisi insta causa eos
exensaverit .

Nel 14 5 S. esercitò il Senatorato Paolo de Bertacchi-


nis (3), che altri scrissero de' Bernardinis,
di Fermo . Fu

egli assai celebre per la secondo leggcsi in


gran dotrina ;

una storia CAdSS^Fermana ; c fu antenato di Giovanni Bertac-


chino , notissimo giureconsulto , che fu il primo a dar alle
stampe Repertorj .

Nella Storia di Spoleti di Bernardino Campelli si legge:


„ anno 1455. Nel medesimo anno, che fu Spoleti prodi**

,,
giosamente abbondante, concorse la città con libera con-
,,
tribuzione ad un sussidio ( come dal libro delle rifon-

„ manze di Spoleti di quell’ anno al fol. 191. ) che per la


il Papa, subito seguita la
„ guerra, che sua coronazione,

„ deliberò di voler muovere a i Turchi ... e nel seguente


„ anno corrispose Calisto al merito della città , deputane
,,
do al governo di essa Vier Luigi Borgia suo nipote , e
,,
creando Senatore di Roma Pier Luigi Martorelli , uo-
„ mo di molte parti , e di antica nobiltà nella sua patria
„ di Spoleti , che , onorato dagli Orsini dell’ arme , e co-
?
„ gnome loro, avea conseguito il grado di Cavaliere dall
„ Imperator Federico ,
che poi dall’ istesso Calisto gli fu

„ confermato per tutti i suoi posteri con titolo di Conte,

„ e con potestà di creare altri Conti ,


e Cavalieri „ . E
Severa CMinervio nella sua opera inedita de rebus gestis Spo.~
letinornm , fa di lai il seguente elogio : Petrus Philipp us
CMar~
£3 ) Stac.jncrcat. pan.iosjulii 1456'.
DE' SENAT ORI DI ROMA 4 JJ
éMarturcllins luris Doctor non v.ulgaris , a Pio IL ,
et a Cali-
stolli. Comes , et CMiles cum potestà te milite s , et Comites
creandi ,
factus est. Calisti Pont, computer fttit , multaque
familiaritate illi coniunctus : Romae ab ilio Senator electus
est y fuitque a Romanis Civttate donatus db Vrsinis omnibus
.

ZJrsino nomine , et cognomine , et insigniis decoratus fat .


Idem a Fridevico Imperatore eques creatus , et multo s CMagi-
stratus insignes gessiti Ambrosium Patrem suurn equestri digni-
tà te a Calisto Pont, decorari fecit , omnesque natorurn suorum

natos^et successores in perpetuata ea dignitate ornavi impetra-


vi i clarumque virum ,
se ,
et post se , suos a se nominavi cla-
ros studuit „

Successe poi nel 1457. Galterando, che altrove lcg-


gesi Balcerando de Ribes, di Catalogna (1) . Indi nello stes-
so anno Pietro Tebaldeschi di Norcia (2).
A'23. di ottobre del suddetto anno 1457. fu eletto Gia-
como Silvestrini , parimenti di Norcia j ed esercitò la ca-
rica in questo ,
e nel seguente anno 145 8. E ciò apparisce
dal Registro di Calisto 111 . to 30.^4^.305. t. , e dall’ introi-
to , ed esito della Camera pontificia ,
to. 647* pag. 146. t. e

170 .to. 699. pag.<y 1. /. e 1 3 1. citati dall* Abate ^Marini


nella sua opera ,
più volte accennata , degli Archiatri Pon^
(ì). Nella vita del Pontefice Paolo II. y estratta da un
tifici

Codice della Biblioteca Angelica (4) si legge del detto Gia-


como : Ea tempestate Stasius ,
et Garganus alterius partis pri-
mores ,
viri agrestes ,
ac ferocissimi summam Reipublicae Nur-
stnae tenebant ,
quorum quidem arbitrio plures viri egregii ac-
que insignes militar ibus ornamentis ,
et litterarum studiisy Nur-
sini patria , exules fati sunt $ farantque inter exules Benedi-

ctus
O) St*t. irti* Ianae 4. Julii et Boa- (3) To. 1. Agggiunte , e correxion
jrior. 8.Janaarii 1457. pag. 342.
(a) Star, auddetti 1457. Roma
'
(43 Stampata in 1740. p. 19.
4H ..STORIA DIPLOMATICA
ctus TMedicus tota Italia cclcberrimus ,
et Eques lacobus Legum
Doctor praeclarus ,
qui Senatorium ^Magistratum magna cum
laude in Urbe saepius egit , atque item miles\ ac multi quoque
Caesarei iuris ,
et Tontifidi , diversarumque disciplinarum Do-
ctores baud vulgares ,
qui pari animo eam rerum sortem in-
dolentes ,
armis ,
ac militum vi^patriam repetere tentarunt ,
quando aliter eis reditus patere non poterat .

Abbiamo anche ben volentieri qui trascritte le suddet-


te parole, su Ì riflesso ,
che possono indubitatamente ser-
vire a far ricredere a quei tali ,
che avvezzi a giudicare dal
fasto ,
e dal lustro ,
in cui oggidì veggono vivere le perso-
ne nelle Metropoli ,
sfatano tutto quello, che hanno di me-
rito ,
e di prerogative le persone, o nate , o viventi nelle
città provinciali $
dimodoché con somma ignoranza ardi-
scono di asserire ,
che i Senatori de’ tempi passati ,
che non
leggono rivestiti de’ luminosi titoli di lMarchesi ,
Conti etc.

siano stati tutti gente di basso rango ,


perche semplici Giu-
reconsulti $
non sapendo ,
che allora questi erano riputati
i primi Signori delle città ,
e che furono perciò anche giu-
reconsulti, ed ambirono di esserli quei ,
che il volgo crede
esser stati i soli signori, perchè ora veggonsi i loro discen-
denti per 1
*
acquisto de feudi ,
Duchi ,
Marchesi etc. come
ognuno può osservare nella storia de’ tempi passati ; nella
quale si legge altresì, che i giureconsulti , di essi forman-
dosi la «! Milizia Togata per la difesa de’ litiganti ne’Tribu-
nali*, CMilites erano chiamati, voce che equivale a quella
di Cavaliere (i) .

Nel sopraddetto anno 145 8. Tommaso Spadaintesta


di Rimini subentrò ad esercitare il Senatorato ,
ottenuto
fin dall’ anno 1455* (2) . Confermò i Statuti dell* arte del-
la
(1) Pietro di rtcfar.o Descrizione de’ (2) Documenti dell’ Arch. Vatican.
luoghi Santi di Nifoli p. iS. cd.ijfio.
DE' SENATORI DI ROMA fi 5

lalana a i$»givgno, c quelli de 'Vaccinari a 20. luglio 145 8.


Nel Diario dell’ Infissar a ( 1 ) si legge , che ,, eodem anno , et
,,
mense augusti die 6 morì Papa Calisto . llll. ... „ ed in qucl-

„ lo stesso dì morì anche Tommaso Spadaintesta Cava- ,

„ liere ,
e Senatore di Roma sicché Roma stava c scn-
$ ,

,, za Papa, e senza Senatore .

Trovasi Successore dello Spadaintesta nello stesso


anno 145 8. Giovanni de Leone , di Padova c di lui se ne ;

ha memoria ncll’instrumento della vcnditaJ'atta dalla Siano-


o *

ra Ginevra , vedova del nobil uomo Tommasso Casati al


Cardinal Bessarione della casa, situata al lato destro della
Chiesa de’ SS. Apostoli . Le parole del quale instrumcnto ,

esistente nell’ Archivio della detta Chiesa, e publicato da"


Luigi Bandini (a) ,
sono le seguenti In nomine D 7u amen :

Anno Domini millesimo quadragesimo quinquagesimo octavo ,


pontificatus Sanctissimi in Christo patris Domini N. D. Pii
divina providentia Papae IL Indict. VII. mens. septembris
die 17. In praesentia mei Notarti ,
et testium infrascriptorum
ad hoc specialiter vocatorum ,
et rogatorum , constituta perso
naliter coram sapienti viro D. Gilfredo de Caballis de Ferra-
rla Legum Doctore ,
ludice Palatino ,
et Collaterali Curiae
Capitolii ,
et magnifici Viri D. Jokannis de Leone file Padua
Legum Doctorisy et militis , Dei gratta almae Urbis praesentis
Senatoria ^sedentis prò Tribunali in quadam capsa lignea in
Anticamera , sive Capella infrascripti Rmi D. Episcopi , et
Cardinalis , in Palatio SS. Apostolorum , quem locum ob reve-
rentiam infrascripti Rmi Domini ,
et honestatem infrascriptae
Dominae venditricis ,
prò suo Tribunali ante omnia elegit ,

et deputavit Nobilis Domina Genepra ,


relieta q. nobilis vàri
Thomae Casati de Fuscis de Regione S. Angeli ,
mater ,
et

(0 l\fiur. R. I. S.t.14. p.uj8. (2) Vita del Cardinal Bemrione p.yp. not. 7.
43 * STORIA DIPLOMATICA
et tutrix ,
et persona, legitima Catherinae ,
et éMariannae fil. ,

et baered. qm. Tbomae Casati de Fuscìs etc.

Fu eletto poi nel 1458. Sceva de Curte ,


della dio-
cesi diPavia , per un anno da principiare alle calende del
prossimo decernbre { 1) $ e fu fornito di molte straordinarie
facoltà (2). Ma dal Gigli ,
per non aver trovata di lui al-

cuna conferma de* soliti Statuti ,


non menzione
se ne fa .

Il detto Gigli è anche nell’ incertezza dell* anno ,


in

cui fu Senatore Servando d’ARCA 5


c perciò dice, che si tro-

vano tem-
tre Senatori di detta famiglia in varj differenti

pi ,
e che di questo vi è conferma de* Statuti de Vac-
la ’

cinari n z.gennaro 14 5 p. ed a luglio dell’ istesso anno .


Al Servando fu successore Guido de Piccolomini di Sie-
na ; leggendosi in un instrumcnto , esistente nell’ Archi-
vio del Convento di S.CMaria del Popolo : 145 9. 31. augusti
Amadeus de Pirotùs ,
et Collateralis etc. Guidonis de Piccolo-
minibus de Senis ,
Senatoris illustris .

Dall’ istesso Gigli in quest’anno 1459* si registra


ancora Giovann-Antonio de -Leonelli di Spoleti ,
citando
poi la di lui conferma de’ Statuti delT arte de ’ Vaccinari di

ottobre 1458. c de’ 3. novembre 1459. Egli però non fu Se-


natore nel 1458., ma bensì nel 1459. in tempo che il Pon-
tefice Pio II. partì di Roma , lasciando suo Legato il Car-
dinal di S. Pietro in Vincala ;
e non ebbe il cognome di
Leonelli ,
ma di Leoncillj; come il tutto apparisce dal se-
guente documento della di lui deputazione in Senatore }

esistente originale presso dc’jvg-. Leoncilli di Spoleti ,


discen-
denti del detto Senatore
Nicolaus tit. S.Petri ad Vincala S. K. E. Praesbyter Car-
clinalis ,
Almae Urbis ref. Provinciarum Campania e, et CM ari-
ti mae^
CO Rfgist* di Pio II. to. xlvm. pa- opera to. 2. pag. i$2. e .165. not, ^o.
gin. no. citato dal Marini nella sua (2) Reg.auddetto t.II.p. 134. e 144. t.
'DE* SENATORI DI ROMA 437
t'tmae ,
Patrimonii S. Vetri in Thuscia ,
Ducatus Spoletam\
Perusiae , speciale Commissione S abiti ae ,
« in Arnulphorum
Terris Legatus ref. tMagnifico Viro Duo Joanni Antonio de
Leoncillis CMiliti Spoleiano , Almae Vrbis Roma e prò SSmo
Dno N.,et S. R.E. Senatori Illustri Salutcm in Domino . Cutn
SSmus D. N. nuper int-ellexisset , almae Vrbis suae Romae de
Senatore extraneo fore providendum , per littcras suas^in for-
ma Rrevis factas , nobis commisit , ut de Persona tua , quae ei
acceptissima est ,
ut multipliciter commendata propter since-
ram ,
et constantem fidclitatcm ,
qua erga Sanctitatem suam
et Romanam geris Ecclesiam , caeterasque virtutes ,
quibus
Personam tuam multorum testimonio pollere percepit , Sena
,

tus Illustre officio providercmus , Nos igitur illius Commis-


sione ,
et praeterea ex iniuncto nobis Legationis officio ,
ra-
tionibus praefatis <*/;’/> etiarn inducti «r illa tibi liben
, ,

fr/ concedamus ,
1
/» /«/ honoris cedant augumentum, ple-
naria™ de industria , et prudentia tua iti Dno fi duciam geren-
te s^quatque tibi commiscrimi fdeliter , rr laudabilitcr exeque

ris praesertim in alma Urbe , quae leges potissimum condidit ,

quibus omnis civitas ,


atqu.e hominum congregano posset re-
gi salubriter ,
et fcliciter gubcrnari
^#4* Principum Aposto ,

lorum ,
aliorumque Sanctorum Sanguine decorata , conse-
crata est . Ad conservandos in SSmi D. N. specialiter absen-
tia , statum frmum , prosperum e/ ,
tranquilla m justitiae ,
et
quictis almae Vrbis Scnatorem lllustrem , eiusque Ter ri-
, te

torii , f/ Distrie tus prò SSmo D. À\ et S. R. E. prò quadri-


,

mestri usque ad Kalendas Januarii proxirni^a data pracsentium


inchoando ,
et ut sequitur finendo , cum Offcialibus , lurisdi-
ctione j
Familia ,
salario ,
honoribus ,
é’/ oneriùus ,
privilegiis
immumtatibus , praerogativis , r/ ernolumentis consuete ,prae-
sentium tenore ,
et B D.
. iV. praefertur commissione ,

nostrae Legationis auctomtatc facimus constituimus et etiarn


, ?

I i i depu-
43$ STORIA DIPLOMATICA
deputamus , tibi nihilominus omnia , et singula , qua e ad offi-
cium ipsum necessaria fuerint , et opportuna , ahi
ipsius Vrbis Senatores hactenus facere potuerunt , .re# debue-
runt ,
secundum formam statutorum Vrhis , i/c/ ^ /«/v , 4c
insuper nostrae Constitutionis de totius constili nostri conscnsu
approbato , ordinatione faciendi ,
mxndandi , et exequendi
facultatem plenariam concedentes ,
Noj c»//0 sententias ,
me tuleris ,
e/ poenas , quas rationabiliter statueris in rebelles y
ratas , firmas ,
er validas habebimus , e/ tencbimus ,
e/ ta-
ceri ,
e/ teneri invielabiliter procurabimus ,
e/ mandabimus :

easqut faciemus auctore Domino usque ad satisfactionem con-


dignam firmiter observari ; mandantes quoque spectabilibus
viris Dnis Camcrae almae Vrbis Conservatoribus , ac caeteris
omnibus éMagistratibus , e/ Ojficialibus , quorum interest ,
interesse potest , quatenus te ad huiusmodi Senatus officium ,
eiusque exercitium recipiant ,
eC admittant ,
recipi , eC

admitti faciant , prout rnoris est ; omnibus quey et singulis iis ,

officium , ipsiusque exercitium spectare noscun


tur ,
parcant ,
e/ intendant ,
de salario consueto tibi ,

bitis ,
e/ solitis temporibus integre ,
e/ C0/0 ejfectu respon-
deant ,
ac faciant usque ad satisfactionem responderi $
statu-
torum Vrbis prescriptorum tenore ,
et forma minime mutata .

Alioquin sententias y
seu poenas y
quas praesentibus nostris lit~

teris contrafacturis nte tuleris y


seu statueris ,
r 4 /v/.r habebi-

mus , e/ faciemus inviolabiliter ,


usque ad satisfactionem inte
grarn observari . Volumus autem , quod antequam ipsum off-
c/0/0 incipias exercere ,
in manibus nostris de ipso fideliter y eC
laudabiliter exercendo ,
<?/ ^ constitutionibus nostris praefa
tis firmiter observandis y
et alits ,
fidelitatis debitae praestes
in forma consueta iuramentum . D*/. /» Sanctum
Petrum in Palatio Apostolico , prima mensis novcmbris
anno a Nativitate Domini ^Millesimo quadringentesimo quin
DE* SENATORI DI ROM A 4 IO
quagesimo nono SSmi D, N. D. Pii . Di-
. Ind. septima ,
Pont.
vina Providentia Papae II. anno primo Jo Andreas Abbasellis. . :

lndictione VII. mensis novembris die Dominico secan-


do 1459.
Representata fuit praesens Bulla coram CMagtiificis Viris
Ceccho de CMarcellinis ,
diario Diotaiuti ,
et Petratto luc-
cioli Conservatoribus Camerae almae Vrbis ,
in Podio Parla-

torii Palatii Apostolici existen. et lecta ,


et pubblicata ibidem
per Antonium Simonis ,
Scribarn Sac. Senatus almae Vrbis ,

coram aliis Officia li bus ,


et toto Populo ,
more consueto . Qui
D. Conservator cum ea debita reverenda , qua decet, ipsam Bul-
larn recepit in praesentia Domini Joannis Antoni Senatoris in-
troscripti ,
supra ipsius Bullae tetiorem delato sibi prius iu-
ramento manu tactis sacrosanctis scripturis de observand. sta-
tut. Vrb. in mani bus CMagistri Simonis de Thcobaldis^unum ex
Cancellariis almae Vrbis , recepit , et admisit , et mandavit
ipsam Bullam in libro Palatii ipsorum DD. Conseruatorum re-
omni etc.
gistra;ri
Ego Antonius de CMuscianis Scriptor ad vitam DD. Con-
servatorum de mandato ipsam registravi in eode?n libro sub
f. et. ad fidem etc ,
154.,
Di questo Giovann-Antonio Leoncilli ci somministra
CMarco Vbaldo Bicci (1) un documento, da cui apparisce ,
^:he Senatori in quei tempi erano ancora soggetti al Sin-
i

dacato E perciò non abbiamo voluto tralasciare di tra-


.

scriverlo . .

In nomine Domini Amen Coram


. vobis nobilibus ,
et spe-

ctabilibus , et egregiis viris Domino Tranquillo de Boccapaduli-


bus ,
Legum Doctore ,
et Jacobo de Ccsarinis , et Paulo Domini
Ondi de Lenis , Stndicis , et Sindicatoribus , electis et deputatis
- ... I i i 2 per
( 1 ) Notizia della famìglia Boccapad uli pag. 68. n.ot. c.
440 STORIA DIPLOMATICA •

per Reverendissimum in Cbristo Patrem y et Dominum Dominum


B. Episcopum CMantuanum y Almae Urbis Gubernatorem , etc. ad.
sindacandum magnificum virum Dominum Joannem Antonium
de Leoncillis militem , et Legum Doctorem , dudum Almae Ur-
bis Senatorem illustrem ,
ejusque Judices Collateralcs , nectton
Dominum 'TMattbaeum de Trivio ,
et Dominum Carolina de Spo-
leto ,
Judices éMaleficiorum olim Curiae Capitola ,
et dicti ohm
Domini Senatoris , et alios eius Officiales , famulos etc . H.Ar-
cbiepiscopus Cretensis S. D. N. Vice-Camerarius . die 3. ia-
ti n arii 1450.
Nelle lettere di Girolamo Allotti ,
Abate del éMonaste*
ro Aretino de’ Casinesi ,
se nc leggono due ,
dirette Al-
berto Leoncillo Spoletano ,
una ili data del 1472. 1
*
altra in
data di Areico a giugno 1474. (1). H nelle medesime si
q..

fa menzione di suo padre Giovanni Antonio , e specialmen-


te in questa seconda colle seguenti parole : splendidissimo
Equiti patri tuo domino loanni Antonio per te cupio commen-
dati ,
teque ,
omnes bene valere . Quindi è , clic Gabr-
et suos

briello diaria Scaramagli nelle note alle dette lettere scris-


se : Leoncillorum familia Spoleti adbuc floret ,
quam praeterir-

to seculo inlustravit Antonia s Leoncillus Episcopus Termula-


uus . Ex ea prodiit Albertus ,
qui fuit Potestas y ut dicunt y

Florentiae ,
et Senator Urbis ,
ut constat ex monumentis huius
familiae . Ed alle parole: oh immortalia inmevestri pareti

tis officiaste. : aggiugne


scilicet loannis An-
la seguente nota :

ton ii Leoncilli viri doctissimiquem anno 1459* Pius Ih y ab ,

Urbe discedens , Senatorem constituit Antea is fuerat Potestas .

Florentiae , ubi uxorem duxit nobilissimam feminam Bartho


lomeam Albertiam , ex qua suscepit praefatum Albertum , sic
vocatum a cognomine conjugis . In nostris tabulis lego ,
no-
strum
CO To.i. num. 42. e to. 2. num. 4&.
DE* SENATORI DI ROMA 44 *
strutti Auctorem anno 14 66. donasse loanni Antonio , fune Pe-
rusiae Votcstatern agenti ,
cultros Aretii elaboratos ,
qui nomi-
ne fuerunt celebres fere usque ad baec nostra tempora .
Fu poscia dallo stesso Pio IL eletto Rettore delle Pro-
vincie di Campagna ,
e CMaritima ;
come leggesi in un Bre-
ve Pontificio ,
a lui diretto a 13. di gennaro 1461. in oc-
casione della carestìa di grano nell’anno antecedente 1460.
perchè permettesse alla città di Terracina di potersene
provvedere (1) . .

Grandi tumulti cominciarono a sentirsi in quest' anno


nelle provincie dello stato Pontificio ,
e primieramente in
Roma dove si vide formata una nuova società di Ladroni,
;

i quali aveano per loro capo un tal Tiburzjo . Ella era com-
posta di trecento Giovani Romani i più libertini ,
scape-
strati ,
c temerarj a segno ,
che i Magistrati non ardivano
di castigarli . Pio IL ,
che allora trovavasi in Siena ,
stimò
scrivere la seguente lettera a i Conservatori di Roma, rim-
proverandoli della loro condotta ;
siccome leggesi nel Rai-
naldo (2) , che l* estrasse ex lib. brev . pag. 153.
Ptus Papa IL Conservatoribus Vrbis . Dilecti filii etc. In »
telligimus graves excessus ,
qui Romae quotidre fiunt . Audì-
mus etiam , Rornanos solum esse
,
qui talia faciunt ,
nihil por-
ro in Civitate tuturn esse a perdita iuventute . Gubernator no-
ster ,
quem Ulte posuimus ,post pulsatam familiam suam , post
suscepta multa ludibna , necesse habuit , ut rebus suis consule-
ret ,
in Palatium Apostolicum ex ZJrbe refu^ere . Quanto bono-
ri , et consolationi uobis baec sint, cogitari facile potesti quan-
tum bonae famae Romano nomini ajferant palarn est omnibus.
,

Nuntiantur non dubie ista per varias mundi partes , et qui


audiunt , in Vrbe moram tutam non esse ncque bine neque
, ,

ex
CO Contatori His.Terrac. l.z. c.l*. p.!2j. (2) Ad ann. 1460. a. 9.
44 * STORIA DIPLOMATICA
ex patria venire ad Vos audent Vox omnium una est , Popu- .

lum Roman um domìnum suum non recognoscere . Nemo est ,


qui non indicete corrigi baec mala facillime posse si vos modo
,
velictis ,
ncque enim Latroncs externi ,
nec milites nostri haec
faciunt ,
sed filii ve stri ,
in quos domesticum babetis imperium.
Dum ZMantuac eramus , nihil tale emergebat^quieta omnia Ro-
mae nuntiabantur : at postquam Senas redivimus ,
armatae
sunt in opprobrium nostrum praedictorum catervae ;
quod sa-
ne cur accidat ,
non satis cognoscimus ,
intelligimus tamen a
fivibus vestris Primores Vrbis ideo incentivum dare bis malis ,
et pati excessus augeri ,
ut nos talibus moti celeriter redea-
tnus . Erraut tota ratione ,
qui ex malefactis beneficium a no-
bis expectant ;
obedientia , et bumilitas inducere nos ad reditum
poteste non ulla robe Ilio ; ii enim sumus , qui ut precibus iu-
stis facile ducimur ,
sic mims ,
et protervia in diversum aufe-
rimur . et per eos
Scripsimus alias ,
quos ad nos mi- Vobis ,

sis ti ,
dici quae causa nos Senis tener et , quid
curavimus }

etiam animi ad reditum esset eadem nunc no bis est ratio , :

idem redeundi firmum propositum . Verurn hoc vobis cdicimus,


si perseverare in scandalis civitatem senserimus ,
et opera ve-
stra illa non tolli ,
sicut facile possunt , cogemur non solurn
nos non redire , sed Curiales nostros , quos audìmus cum pericu-
lo esse , ad nos evocare *
quod ne accidat ,
erit prudentiae ve
strae in tempore providere , Datum Senis xxx. martii anno 2.
Sembra ,
che a capriccio il Gigli ,
e lo scrittore della

Serie stampata dal Salomoni abbiano in quest’anno 1460.


registrato tra Senatori Alessandro Piccolomini da Siena $
confessando nel tempo stesso di non aver trovato di lui al-

cuna memoria , E certamente era molto difficile il trovarla*


perche a 1 1. di agosto del 14.59. da Pio IL fu nominato Se-
natore Francesco degli Arino hieri da Siena per un seme-
stre , da cominciare al primo di gennajo dell’ anno seguen-
te

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DE’ SENATORI DI ROMA 4+3
tc 1460. (1). In fatti confermò i Statuti de Vaccinari a

17. aprile del detto anno . E nell’ atto di prender possesso


del Senatorato ,
essendo solito recitarsi da i Senatori una
breve allocuzione ,
1

Aringbieri suddetto recitò la seguen-
te ,
che leggesi nell’ opera di Agostino Dati (i) col titolo :

Pro novo Senatore ZJrbis ad Quiritcs .

Quum nibil sit Romano nomine nec praeclarius qui e quam


nec splendidius ,
Illustrissimi Vatres , et Quiritcs ornatissimi :

statuo ne rei magnitudini , et buius loci auctoritati iniuriam


ferisse videar ^
quae ipse consentanea arbitror brevi orario -
ne ,
ac sermone complecti : si tutius ,
si melius est de rebus
magnis panca potius ,
quarn dijfusiora proferri . Ac primum
praestautem ,
et nobilissimum equitem N. magnis laudibus di-
gnurn Qui sapienter quarn moderate quam lauda -
esse indico .

biliter eum éMagistratum gessit , quo nullum ampliorem , nec


maioris dignitatis esse non immerito arbitramur Nam cum .

sit una iustitia praeter caeteras ornnes eximia , atque excel

lentissima , et water quaedam , ac Regina virtutum , Ulani


maxime tueri debent^qui buie praeclarissimo Senatorio muneri
praesunt 5 siquidem iustitiae exercitatione bumana conciliatio ,
et societas conservatur , civitates feliciter gubernantur , pax ,
idest summum inter res ornnes humanas bonum , ocium , et tran -
quillitas efflorescit
,
et plenitudo , atque ubertas expetendarum

rerum omnium , quam virtutem diligenter colentes , qui batic


urbem gloriosissimarn praeclare fundatam reliquerunt , adepti
sunt totius Orbis imperium . At nunc quidem cunctis terrarurn
omnium populis antecellit ,
et observatione iustitiae , et rerum
cunctarum laude ,
praesertim cum illam Deus sedem ,
et do-
micilium esse voluerit Cbristianae^atque Apostolicae dignitatis j

cuius
CO Regi*t. Vatic. to. xt.tjii. pi- (i) Lib. Orationum orario xx ir.
gin. iti. citato dal Marini nella sua pag. 8i.edit. ijoj.
opera to. 2. pag. 161. a i6j. not. a*.
444 STORIA DIPLOMATICA
cui us fundamenta vere posila sunt in montibus sanctis : cujus
?io7i secus qtiam Syon dihgit portas Dominus super omnia ta-
bernacula Jacob , Civitas Dei Roma , de qua gloriosa dieta sunt .

Quac praeclara buius inclytac ,


et dominantis munirà, cum
mecum considero ,
supplex deprecor eum ,
qui celos , et cuncta
gubcrnat, ut cam mibi iti hoc Senatorio munire tribuat facul-
tatem , ut servare tantae Vrbis decus , et tueri iustitiam in

bac excellentissima civitate valeam , cum summa buius gloriosi


Dopali pace ,
ac felicitate , ad S. R . Ecclesiae amplituditiem ,
et

Sancti Pontifcis Pii Secundi gloriam , et illustrissimarum Pa-


v ternitatum vestrarum spletìdorem . Ad quam rem ornnem ipse
et fidem ,
et operarn ,
et accuratissimam industriam adbibebo
Dopo terminato il semestre dell’ Aringbieri successe
Ludovico Petroni , parimenti da Siena , eletto a ip. febra-
ro dello stesso anno I 4 5 o..(i) E confermò Statuti dell‘
< . i

arte della lana a 14. settembre Di questo Ludovico Salimbe-


.

ni ,
già de’ Petroni ,
si legge nel Diario Senese (2) ,
che
„ fu Conte Palatino, c Cavaliere Cesareo , Ambasciato-
„ re della Republica ad Alfonso Re di Napoli 5 ed essendo
„ in quei tempi riputato uno fra più savj , ed onorevoli
„ Gentiluomini della Toscana , non che della Patria , ebbe
„ in appresso delle prime incumbcnze della Republica .
,,
Ove nel 14.5 1. venendo a Siena Federico Imperatore fu
,,
destinato a portar lo stendardo imperiale ,
c salutar Ce-

„ sare in nome della Signorìa . Nel 1454. fu eletto con


,,
somma autorità sopra la guerra co’ Conti di Pitigliano ,

„ poco dopo fu mandato due volte Ambasciatore a Pio IL


e

,,
che una per prestargli obbedienza nella sua csaltazio-
„ ne , cd allora fu da Sua Santità fatto Cavaliere , c altra

1

„ nel Concilio di CMantova , dove in nome della Republi-


ca
(_i) Registi-,tuj. to. xxxv. p. ioj. e 49. giorno 31. .del mese di mar?o
Stampato in Siena 1731 p- 48- in cui si parla della famiglia Petroni •
DE* SENATORI DI ROMA *
4:4*5

„ ca soscrissc i Capitoli ,
per la spedizione contro il Tur-
„ co 5 onde meritò , che Pio IL lo facesse Senator di Roma,
stato fatto ancora da Euge
„ come precedentemente era
„ nio IV. nel 1441. Egli pure nel 1464. fu uno de* quat-
tro Ambasciatori di. ubbidienza a Paolo IL ed in fine fu
„ ,

„ caro a molti Principi, fra quali Francesco Sforza Duca di


„ TMilano fecelo suo Consigliere , cd amollo per la sua
,,
lettura ,
della quale diede il miglior saggio nel tradur-

,,
re dal greco 1

istoria de Goti ,, . E tutta questa serie de'
fatti si comprova dall' .Autore di detto Diario con citare
non solamente le carte, esistenti nell’ Archivio di Siena ,

ma i Diplomi, e memorie, che si conservano appresso i Si-


gnori Petroni; della qual famiglia fu detto Ludovico , figliuolo
di Salimbene Petroni , che fu Ambasciatore al Re di Napoli,
ed altra volta al Duca di Calabria .
‘ -

Nell’anno 146 1. assunse 1


*
esercizio del Senatorato
Cristoforo Mal-vicini ,
Viterbese . Di cui nel Registro Va*
ticano ^1) trovasi notizia, che proseguì ad esser Senato-
re nel mese di maggio di detto anno . E l’Autore della No-
tizja della famiglia Boccapaduli (2) ci somministra dello
stesso Senatore il seguente documento , che esiste nell'Ar-
chivio di detta famiglia.
Vobts magnifici Conservatoribus Camerae Urbis teno-
re praesentium committimus
,
et mandamus ,
quatenus cum
de mandato Saputissimi Domini nostri Papae viva e vocis
,
oraculo nobis facto deputavimus ad sindacandum secundum
formam statutorum Urbis CMagnificum Dominum Christoforum
de iMalvicinis de Viterbio Senator em Urbis eiusque
, Offcia-
les , et farniltam Nobiles Viros-dominum Tranquillum Boc-
,

-capadule de Regione S. Angeli


, CMattbeum Z,en e de Regione
'
Kkk ,
!

C?,
(ji)‘ To. xl ix. p. 29. Marini loc.cit. (2) Pag. 68 . not. c.
44* STORIA DIPLOMATICA
Columnae , et Laurentium de Vellis de Regione Ripae y Cives
Romanos , ac P antaleonem de Pantaleis de Regione Arenulae
Notarium prò tempore praeterito , quo d ictus Dominus Sena -
tor una cum Ojficialibus suis , et [umilia dictum Offìcium exer-
cuerunt ,
necnon prò tempore futuro ,
quo ipsttm exercebunt
cum omnibus: suis honoribus ,
salariis ,
et emolumcntis con -
suetis ,
idcirco praefatos prò Sindicis , offìcium sinda -
candi dictum Dominum Senatorem , Ojfìcialesque , fami-
liam suam depututos y babeatis , r/ admittatis . Volumus au-
tem dictum sindacatum incipiut die prima maii videlicet prac-
sentis mensis i\6i.non obstantibus statutis Vrbis y ctc, Da-
tum Romae in domibus nostrae residentiae die dieta prima
maii 1451. locus signi » F. de Baano Cancellarius .
Posteriormente fu eletto il Conte Giovanni di Bal-
biano , ^Milanese a 5. aprile dello stesso anno 1460. (1) ,
ma esercitò la carica nel secondo semestre del 1461. Ed
egli ne partecipò la notizia a Giovanni de <L"Medici in Firenze
colla seguente lettera (a) .

Spectabilis ,
et egregie tanquam Frater honorande .

„ Però che io sono certissimo ve darà consolazione , et


„ piacere , intendendo Vui dell* esser mio , ve avviso co-
„ me ogie fa xxim. dì che io intrai qua a Roma per Sena-
„ tore a e per Dio gratia io in fine a qua sono assai bene
n veduto da questi Cittadini Romani , et me ne accolsoro
„ con grande honore secondo la speranza mia : Pregove
„ me vogliate racommcndare alla Signorìa di Cosmo et

„ etiam mai andare a visitare


di Piero, et se ve ritrovate

„ la Signorìa del Patriarca , pregove me raccomandiate


„ alla sua Sig. , et raccomandategli uno mio Fiolo,
al

,,
quale è lò con la sua Sig. , de qua Nui non abbiamo no-
„ velie alcune , pcròchc io ve ne avisarebbe Preterea .

per-
xi vm.p.214- Mirini CO Reale Arch. Firenze»
(1) Rcg. sud. to. l.cit. di
DE’ SENATORI DI ROMA • •
447
I

,,
perchè in nostri Paesi siamo male forniti eie Sag (*) usi
„ da leva, vi prego vogliate trovar modo, che nc abbia uno
,j Para
che siano buoni : et scritto a mio Piolo che ve Ja
,,
ricorda, et se me li volete mandare, daretegli a lui che

„ immediate me li manderà , et farctcmi cosa molto gra-


„ ta, et quanto più presto tanto più me li manderete ,

,,
me farete piazerc . Non
sono sano, altro al presente io

,,
e di bona voglia, et il simile desidero sentire di Vui

„ Komae die ultimo CMaii 1461. Vcster Johannes de Balbano


„ cMiles , et Comes , ac Komae Senator Nella soprascritta^
„ Honorabili , et egregio tamquam Patri Logorando Domino
„ Ioauni de éMedicis . Florentiac .

Fu eletto di lui successore Carlo Buoncompagni di


Fisso ,
agli 8. di settembre dello stessoanno 1460. (1) . E
nel Cartari (gì) si legge : Carolus de Visto anno 1460. in
eamdem Senatoriam dignitatem successor Joannis de Balbia-
no Comitis ,
et Equitis CMcdiolanensis .

Dopo il suddetto Senator Buoncompagni fu nello stes-

so mese ài settembre destinato Giacomo Delfino ,


Patrizio
Veneto (3) . Ma non trovasi alcuna conferma de* soli-
di lui

ti Statuti ;
e perciò non si legge registrato nella serie del
Gigli ,
nè in quella stampata dal Salornoni .

A 20. di agosto dell’anno 1461. fu deputato Giu-


nio Marino de’ Gradii della città di Ragusi ,
che dovea
cominciare 1* esercizio della sua carica nel primo di genuajo
dell* anno venturo (4) ,
quan-
. E tanto di questo Senatore
to dell* altro antecedente legge alcuna menzione non si

nella serie manoscritta, e stampata. All* incontro , si è in


esse registrato nel medesimo anno 146’!. un Cristofaro
^Malvezzi, con dire soltanto ,
che nulla di questo si ha ne*
K k k 2 so-
(*) Così, cioè Cani . (3) Registro suddetto to. xLri 1. pa-
(O Reg.sud.t.x. p.137. Marini l.cit. gin. Marini loc.cit.
(O Adv oc. Conaittor. Syllab. p. 8$. (4) Reg. *ud. to.xLix. p.40.loc.cit-
448 STORIA DIPLOMATICA
soliti Statuti ,e senza che di esso se n’abbia avuta qualun-
que ,
benché minima , notizia
Nel 1452. fu Senatore Giovan-Matteo Calandrine
siccome ricavasi da una scrittura del 1474., ritrovata in No-
rimberga tra le altre , appartenenti ad un Ramo collaterale
di detta famiglia ,
ora estinto . E qui perciò ne trascri-
viamo le parole , cioè . „
,
DottorIl detto Giova?/ IMatteo
„ di leggi ,
e figliuolo di cugino del Ponteficeun fratello

,, Nicola V. , e Senatore di Roma , officio nobilissimo, ed


,,
importantissimo , il quale amministrò con gran lode, e
9
,,
gravità : dalla morte del Cardinal Filippo de Calandrini

,,
suo zio viene ad hcreditarc molti beni ,
e Palazzi in

,, Roma ,
Lucca , Toscana ,
ed altri luoghi ;
ma sendo do-
„ poi venute in Roma diverse turbolenze ,
si risolse rità-

,,
rarsi ,
ove avea ottenuto dalla Rc-
interamente a Lucca

,,
publica a 2 i.gennajo 14 66 l’onorifico decreto, che .

,,
intclligatur , et sit creatus civis originarius Lucensis cum

,,
omnibus privilegiis , rnuneribus , et bonoribus ,, Di que- .

sta famiglia , chiamata comunemente di Sarzjtna , ed an-


che di San Pietro da vari feudi, e castelli, posseduti in quel-
la parte della Lunigiana ,
ne’ quali soleva risedere ,
fu an-

che il detto Cardinal Filippo de Calandrini ,


Vescovo di Bo-
logna ,
e Gran Penitenziere .5 a cui lo stesso Giovan-CMatteo
suo nipote fece erigere un sepolcro colla seguente iscrizio-
ne nella C hiesa di S . Lorenzp in Lucina .
PHILIPPO CALANDRINO SERGIANEN.
BONONIEN. EPISCOP. PORTVEN.
S.
/
R. E. SVMMO PENITENTIARIO
.

NICOL. V. PONT. MAX. FRATRI


IO! MATTH. CALANDRINVS PATRVO
CARISSIMO POSVIT . VIXIT ANNI
LXXIII. OBIIT AN. SAL. CHRISTI
MCCCCLXXVI. L*istcs-
DE* SEN AT ORI DI ROMA 4 + 5#
L* istesso Giovan-dMatteo de Calandrivi fu nipote di
Catarina de* Calandrivi, sorella uterina del detto pontefice
Niccolo V. ,e moglie di Cesare de’NoBiu di Dallo in Carfa-

gnana ;
il quale fu anche eletto Senatore dallo stesso pon-
tefice ;
come riferisce il Targiovi (i) nel dimostrare tanto
la nobiltà della famiglia de Calandrivi ,
e di Andreola ma-
dre di detti Niccolo K. ,
Cardinal Filippo ,
e Catarina Calan-
drivi ,
quanto della famiglia de’ Nobili di Dallo ,
Signori
della Verrucola de Rosi di Carfagvana , passati a domiciliarsi
in Lucca (2)
E poiché il sudetto Targioni ,
parlando delle seconde
nozze di Andreola con Tommaso ^ figliuolo di Federico ,
Nobile
Sarzj.nesc ,
soggiunge ,
che questi fu dell* antica ,
già Cat-
tolica ,
ed in oggi eretica famiglia de Calandrivi ,
dimorante
al presente in Ginevra ,
abbiamo stima-
ed in Basilea ;
noi
to qui riferire non solamente quando emigrò detta fami-
glia da Italia ,
e quale ramo della medesima vi sia ritorna-
to $
ma ben anche tutte quelle poche notizie ,
clic ci è
riuscito raccogliere da varj autori
Primieramente egli è certo , che discenda tal fami-
glia da Errico de* Calandrivi y illustre Guerriere nel seco-
lo xii. ,
di cui nell* opera di Pietro de Ebulo (3) si legge ,

vadane dato signo ,


tane Calandrinus in alto
CMilitiae socium Circuit agmen equo :

lmperat ,
ut properent , tutum est properare Panormum
Nec mora Teutonici lussa rubentis agunt
E nel manoscritto ,
esistente nella Biblioteca di Berna ^
si

osserva un’ immagine in miniatura di un Guerriere, sotto di


cui c scritto: Heuricus Calandrinus . Di questa istessa fami-
glia
CO Relazione di alcuni viaggi in To- C3) De niotibat siculi», et rebus inter
teana t.xt. p.44}.edis. di Firenze 1777. Henricum VI. et Tancredurn secalo
CO Loc. cit. pag. 3 7. e seg. xil. gesti» . Basile» 1746» pag. ixj.
45 ° STORIA DIPLOMATICA
glia un ramo collaterale passò a stabilirsi in Sicilia ; ove
ancora esiste ,
annoverata tra le famiglie Nobili della Citti
di Sciacca ;
e meritò di ottenere dalla munificenza Reale le
Baronie delle Terre del Lago ,
e di CMisirindino in det-
to Regno (
i) .

Ritornando al Senatore Giovan-CMatteo ,


di questi fu
figlio Filippo ;
da cui nacque Giuliano ,
che con altre fami-
glie Lucchesi in tempo della Riforma di Religione passò
ne’ Grigioni ,
Valtellina ,
c Ginevra ,
indi in Francia ,
ove
comprò il Castello di Lusarche ;
furono di lui figli Gio-
vanni ,
e Cesare , a cui Elettore Falatino diede segni di 1
*

molta stima , c morì in Norimberga .


Giovau-Luigi primogenito del detto Giovanni passò a
stabilire il suo domicilio in Ginevra nel 14.13.. E da que-
st* altro ramo discese Francesco de* Calandrini , eletto
nel 1738. il primo de i Signori di quella Repubblica e ri-
,

tenne tal rispettabile ,


ed eminente dignità fino al tempo
di sua morte . Il di lui figliuolo Francesco, tanto per i meriti
de i suoi maggiori ,
che per i proprj ,
e personali esercita

di presente in quella Repubblica la carica onorevolissima


di Gran Maestro ,
o sia Generale dell* Artiglieria .

Filippo il terzogenito di Giovanni comprò beni in

Guienne Casa in Bordeaux Il di lui figliuolo portatosi in .

Batavia ebbe numerosa famiglia; della quale il primogeni-


to Teodoro ritornò nel seno della Chiesa ,
c tu Vicario gene-

rale dell’ Arcivescovo di Bordeaux . Suo fratello il Colonnello


Filippo anche egli Cattolico Romano , formò il ramo di
,

quei Signori de * Calandrini , che ritornarono in Lucca nel


1700.; dove furono ricevuti con tutte le onorificenze , ed
am-

(1) Francesco Savastano Istoria del- miglia de’ Calandrini pag. ji. Piler-
ia città di Sciacca al cap. io. della fa- mo 172 6.
I

DE* SENATORI DI ROMA 451


ammessi alle nobili prerogative ,
delle quali attualmente

godono i loro discendenti in quella città :

E tutto ciò ,
che da noi fin qui si è detto ,
può leg-
gersi nell* autentico documento ,
che trascriviamo .

An tinnì, et Vexillifer lustitiae Reipublicae Lucensis . Cum


Per ili us tris ,
et Nobilis Vir Franciscus CaUndrini degens nos
fuerit deprecatus de autentico Testimonio ,
ex quo constet Fa -
miliam ,
et Agnationem ipsius connumeratam esse ab anti-
quissimo tempore inter Vatricias bujus nostrae Lucensis Rei
publicae ,
ejusdem petitioni annuentes ,
plenum , ac indubiam
fidem facirnus Vniversìs has nostras inspecturis , a pluribus
seculis ex ti fisse , et adhuc extare in bac nostra civitate di-
ctam Familiam Calandrini ,
eamque inter antiquiores ,
et no-
biliores Reipublicae nostrae iure optimo esse recensendam ;
buius
enim familiae bomines omnibus b onori bus, ac dignitatibus, qui-
bus alii Nobiles Patricii fruì consueverunt ,semper fuisse de -
coratos, cum non solum maioris nostri consilii , iti quo suprema
residet Principatus potestas, verum etiam dignitatem Antiana-
tus ,
quae est maxima Reipublicae, adepti sunt \ illiusque viros
continuo contraxisse cum Nobilissimis faeminis matrimonia.
Testamur insuper,praeclaram batic Progeniem Calandrini
de Sarzatia antiquissimam imbuisse sanguinis coniuuctionem
cum summo Catbolicae Religionis Pontifice Nicolao Quinto ;

buius enim fuere fratres ex matre Andreola Pbilippus,et Petrus,


Philippus a fratre Pontifice Cardinalitia Purpura insignitus
Bononiensì Legatione functus ,
durissima alia explevit mune-
ra apud Sedem Apostolicam . Ex Tetro autem altero ex dictis
fratribus ortum habuit Joannes CMattheus
,
qui ad amplissi-
mam Senatorie dignitatem evectus in alma Vrbe , inter Pa -
una cum suis descendentibus anno
tricios Reipublicae nostrae

1455. ex Senatus Consulto fuit adscriptus . Ex dicto Joatine


CMattheo tiatus est Philippus qui ^Matrimonio contracto
,
cum

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45* STORIA DIPLOMATICA
cam Catharina Bonvisi > pluries Antianatus honorem fiuit
consecutus , ac in pluribus legationibus apud Principes optime
prò Republica nostra se gessit j
Philippi vero filius extitit
]&lianus
,
qui ^Matrimonio conjunctus cum Catharina Balbani
suurn transtulit domicilium in Galliarutn Regno ,
ibique an-
no 1583. diem clausit extrcmum ;
ejusque Juliani ex dieta
Catharina filius Joannes procreavi Joannem Aloysium , et Phi-
lippum ; primus incolatum suurn Genevae posuit , in qua Civi-
tate etiam nane ex ipsius descendentia honorificcntissime mo-
ram trahit dictus Franciscus Calandrini ,
bcllicorum tormen-
torum Praefectus in illa Republica, qui est Filius alterius Fran-
caci ,
qui praecipuam obtinet Principatus Genevensis Dignità
tem . Ex Philippo altero firatre ortum ducit agnatio, et descen-
dentia Calandrini qua e in Civita te nostra reperitur ,
ex qua
,

plures egregii viri modo viventcs florent ,


cum nonnulli in
Patrum CMajoris nostri consilii numero sint, atque alterna
tim Antianatus obtineant honorem et Petrus Theodorus al-

ter ex eis maximo cum plausu , et commendatone CMajoris Rei


fiublicae Cancellarij munus substineat .
Omnibus etiam pateatfinsignia Gentilitia dictae Familiae
reperiri descripta ,
et delineata in Libro ,
ex Decreto Senatus
confecto ,
atque omni cum diligentia in nostra Cancellarla
servato ,
in quo Stemmata Agnationum Nobilium hujus Reipu-
blicae extant 5
bisce Gentilitiis insignibus Familia Calandrini
usa est cum depicta conspiciantur
ab antiquissimo tempore ,

in quadam aede , sita in Platea hujus Civitatis , nuncupata San-


ai Petri Cigoli ; quam domum anno 1447. Respubliea lar
- gita fuit Illustrile éMagnificae CMatronae Dominae Andreolae
ma tri praelaudati Summi Pontifìcis ,
nccnon dictorum Car-
dinale Phillippi, et Petri,stipitis, ut prediximus , Familiae Ca-
landrini nunc existentis : Quae lnsignia sunt Aurea Crux

oblique posita ( Vulgo a Croce di Sant Andrea )in Campo ceri*-
DE" SENATORI DI ROMA 455
leo 5
cui superi us extat Aquila nigra expansis alts , ut infe
rius melius deprehenditur .

In quorum omnium testirnonium bas praesentes subscri-


ptione sccundi nostri Cancellarli ,
expresse ad hasce explendas

suffecti in locum dicti Cancellarli éMajoris de Familia Calan-


drai ,
et impressione Sigilli Divi l"Martini munitas , feri
iussimus .

Datum Luce ex nostro Valatio hac die 3 I . maii 1-788.



Petrus Aloysius Bambacari V . Cancellarius major .

Nel 1463. successe Niccolò de Siena (1);


Sevf.iunis,c1ì
di cui ne parla l’ Vgurgieri (2) . Ed in un instrumcnto con-
servato nc\Y Archivio di S.éMaria del Popolo leggesi : 146$.
25. augusti Paris de Comitibus de Casalicchio ,
de Bononia ,
Collattralis etc. illustris ,
ac generosi militis, et Comitis D N . in-

coiai de Scverinis de Senis ,


Dei grafia almae Zh'bis Senato-
re dignissimi Locumtenens etc.

Nella Serie del Ciglia ed in quella stampata dal Saio-


moni si colloca tra’ Senatori nel 1454. Lorenzo de Giusti-
ni di Città di Castello ,
citando il Cartari (3), senza aver os-
servata 1

opera del medesimo ; nella quale si legge : Lau-
rent ius de lus finis , de Civitate Castelli , Romae Senator dictus
vice Francisci de Aringheriis j che ,
come abbiamo sopra
riferito ,
fu Senatore la prima volta nel 1461. c la seconda,
come diremo in appresso nel 1469., e principio del 1470. ,

Dimodoché il detto Senator de’ Giustini non deve aver luo-


go in quest’ anno 1464. ma nel detto anno 1470. ,

Avendo l’ Abate Marini publicato nella lodata sua ope-


ì.

ra degli Archiatri Pontificj { 4) un documento per cui , co-


,

me altrove abbiam detto , siamo liberi da quella confusio-


L I 1 ne,
O) Stat.de Vaccinari jo.maii 1463. (3) Syllabo* Advoc.Coniist. p.119.
(2) Pompe Sancii par. i.tit. 12. pa« (4} Appendice de’ documenti pa-
^in. 2ig. gin. 167. ad 173. num. 57.
454 STORIA DIPLOMATICA
ne ,
che nasce nel vedere in un istesso tempo più Senato-
ri, c specialmente presso i Scrittori delle Istorie Munici-
pali menzione de loro Cittadini Senatori di Roma
il farsi i

in un anno , mese , e giorno ; in cui secondo apparisce


da varj atti publici , erano nell* esercizio altri Senatori , da
quelli diverbi ; riceveranno in buon grado gli Amatori pre-
cisamente di questa Istoria ,
il riprodurlo qui tal quale
egli lo ha estratto dal Registro Bullarum ,
et Officiorum
Vanii IL to. xxi pag. 149. Imperciocché in esso si osserva,
.

che 1
*
elezione de’ Senatori si faceva preventivamente , e

1
*
,
come una specie di
esercizio del Senatorato differivasi
Fspettative ,
in altro tempo
Quindi è , che noi, dopo aver .

trascritto il detto documento, andaremo poi di mano in ma-


no indicando, quali di essi Senatori, ed in che tempo, eser-
citarono la loro carica; perchè alcuni , o premorirono, o
furono promossi ad altre cariche .
Officia Vrbis Romae , quae non imbussulantur (1) .

Senatus .

1 464. Die ultima augusti concessum est ad petitionem


Rmi Domini Bononicnsis ; nominando per eum videlicet D. Pe-
tro de Albergatis , qui habuit per totum aprii 14^5. .

Dominus Ludovicus de Ufredutiis de Firmo habuit Bui -


lam ad semestre post dictum D Vetrum sub dat 8. Kal. octo - . .

bris it[ 6 ^.ad petitionem D.Bononi‘y die i.novembris 1465. ha-


buit reftrmam usque ad festum Natalis Domini prox, futur.
1464. die 7. septembris concessum est post praesentem^et
>
D. Ludovicum de Firmo , buie successurum , petente Rmo Do-
mino Spoletano , Domino Ioanni de Masseis de Narnia , et ha-
buit Bullas ad semestre sub dat . 7. id, maii 1455. •
tus est ad alterum semestre tamen de hoc non est factum Breve .
,

14^4.
(1) cioè quelli Officiali , che non sono eletti a sorte .
I

DE* SENATORI DI ROMA 45$


1464. die 20. septembris concessum est quarto loco , vi-
delicet post tres primos ,
Domino
quibus facta est concessio ,

Petro de Tebaldis de Nursia , CMihtiyCt Con Palatino-) ac Do- .

dori ad instantiam Rmi D. Cardinale Rothomagensis ; habuit


Bullam sub dat 4. Rial, feb. 1466. expedi t 8. rnartii Habuit .

refirmam ad semestre per Breve sub dat. 1 5. iunii1467*


1464. die 9. septembris concessum est quinto loco Domi-
no Petro de Cesis ,
sor orio Domini Spoletani : ita se concessisi

se dixit S. D.N ., D. Petrus de Cesis habuit Bullam ad seme-


stre post D. Petrurn de Nursia sub dat. 1 8. Rai. feb. anno iv.
promissione de non petendo refirmam . Istum Petrurn de
Cesis Dominus noster refirmavit ad trimestre , prorogans per
Breve sub dat 8. septembris 1458, anno iv. Item habuit alte
.

ram refirmam ad trimestre sub dat. io. decembris 1468. an.v


1454. die 2. novembris concessum est Domino Francisco
Arringherà, rrori tunc Senensium apud S.D.N.videlicet post
Iste D. Franciscus habuit Bullam ad
concessiones aliis factas .

semestre postD. Petrurn de Cesis sub dat. 9. Kal. rnartii an. V.


Item habuit refirmam ad trimestre post dat. io. iunii 1^69.
Item habuit refirmam ad alterum trimestre sub die 1j.nov.146 9.
Dominus Laurentius de Iustinis, CMilesy et Doctor,de Ci-
vitate Castelli obtinuitBullam ad semestre post dictum Fran-
ctscum de Aringheriis sub dat. 6. Kal. mali 14 69. anno v. ,
ha-
buit refirmam ad trimestre sub dat. 43. iunii 1470. Item ha-
buit ad alterum trimestre . Sanctissimus D. N. vult , quod post
istum D. Laurentium immediate scquatur D. Battista de Bel-
lantibus infrascriptus , et ita voluit, cum ipseD. Baptista nu -
per esset cor am sua Beatitudine de mense iulii 1459., et habuit
Bullam ad semestre post ipsum Laurentium 4. id. feb. 1470.
14^4. die 7. nov. apud S. hannem Lateranensem ad sup-
plicationem lllmi Domini Ducis CMediolani^factarn per Orato-
res suosy concessum est Domino Iacobo de Bonarellis de Anco-
L 1 2 1 na

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45* .STORIA DIPLOMATICA
nd-y videlicet post concessiones, aliis factas usque ad illam diem
Cancellatami quia Florentìae retinuit Clericum Vincentium ,
et
tractas et dedit quinque, existens ibi Votestas etc et propterea
feeit contra libertatem Ecclesiasticam .

1454. a 1. nov. qua SS. D. N. prandium fecit Oratoribus


CMcdiolanensibus ,
et ad supplicationem eorumdem concessum
est Domino Carolo ,
lMiliti ifilio eximii Artium , et éMedicinae
Doctoris tM. Benedicti de Nursia ,
videlicet post concessiones
aliis factas ;
loco istius bic positi iussit Sanctissimus D. N. de-
scribi Dario de Tibertis de Caesena , tunt constituto coram sua
Sanctitate in audicntia dici 2 5. ianuarii 147 1.
14*5. die 27. maii concessum est ad petitionem Rmi D.
Cardinalis Tapiensis Domino Francisco de Lucri s^civi Sen etisia
tunc Oratori Senensium in Curia Romana post praedictos .

Die 25. mensis maii j 470. placuit Sanctissimo D. .


,
quod si N
altquis 1 ad Senatum descriptusimoreretur 1 aut alias impedì
retur co tempore ,
quo Senatus ipse illum contingeret ,
in lo

cum illius surrogaretur dictus Franciscus Ludi de Senis Eques ,


tunc Romae constitutus , et descriptus bic Senato r .

1455. die 13. mensis iulii ad petitionem Rmi D. Cardi-


nalis JMantuani concessum est D. Guillei.mo Pagello, Equiti y
et Doctori ,
de Scnatu Vrbis : post praedictos concessum est
Domino Gabrieli de Capoliste,^ Fadua , stiliti , tunc coram
Sanctissimo Domino nostro constituto , praesentibus Rmo D .
Cardinali S. .Marcii et D. Episcopo Feltrerei post praedictos .
14*5. 14. novembris ad petitionem Rmi D. Cardinalis
Bononiensis concessum est D. Albertino de Alber finis y CMilitii
de Fulgineo ,
de Senatu 'Vrbis post praedictos .

1465. die prima decembris concessum est TX Alexandro


Poeta, de Bononia de Senatu Vrbis post praedictos 1 ad peti-
tionem Rmi D. Cardinalis Reatini .

1 4**. 28. ianuarii concessum est Domino Gregorio Domi-


ni
/

DE* SENAT ORI DI ROMA / 457


ni Astorgii de Barzolinis, de Faventia^Equiti, et Doctori, de
Senati* Vrbis post pracdictos , ad pctitionem D.Angcli Acbeo-
lis de Florentia ,
et ad intercessioncm Rrhi D. C ardiri ali s Pa-
pi ensis .

1455. ij.nov. concessum est Domino Marino de Nursia


«'Militi
)
et Doctori de Scnatu Vrbis , post pracdictos .

1457. die i.maii dictus Battista de Bei.lantibus babuit


reservationem disiunctivam ,
tam in boc Scnatus officio ,
quam
in Potestaria Perusina primi loci vacaturi ratione mortis ,
aut
alterius impedimenti ,
in persona illius
,
qui designatus per
ordinem succedere debuisset . Ita quod , obtento altero istorimi
duorum ,
rcservatio adimpleta intelligatur . Ita adnotatum est
etiarn superius in Potestaria Perusina .

1 470. die 2 5 martii ad supplicationem Rrni Domini Car-


.

dinali Nicaeni , et Domini Scnensis , concessum est Domino


Iohanni Cole de Verona ,
Equiti , et utriusque iuris Doctori
post praedictos .

1470. 21. mensis maii ad supplicationem Rrni Domini


Cardinalis S. CM, in Porticu concessum est Domino Antonio de
Montecatino ,
civi Ferrariensi ,
Lcgum doctori ,
et Corniti ;

qui dixit , ut retulit ipse Rmus D. Cardinalis, non esse seventu


turum ad exercendum officium .

1470. die ad supplicationem éMagistri D. lacobi


8. iunii

Troti ,
Oratori Ducis CMutinensis , concessum est Domino Io-
hanni Dandalo , Nobili Veneto ,
post praedictos .

1470. 14. ad supplicationem Itimi D. Alexandri


iunii
Sforzjt de Pesaro concessum est Domino Raynerio de Ymaschis
de Arimino ,
CMiliti , et Doctori post praedictos . Vult Sanctis-
simus D. Noster ,
si aliquis ex praedictis mori , aut impedivi
contigeritffitum Dominum Raynerium surrogari in locum illius,
I
47 °* 13. tulii ad supplicationem CMagnificorum DD.An-

dreae Vin dramini ?


et Ludovici Fuscareni , Oratorum Venetia -
rum

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458 STORIA DIPLOMATICA
rum concessutn est Domino Leonardo^ Nogarolis, {Militi de
Vcrona^post praedictos . JLadem die ad corumdern Oratorum P^e-
71 e forum concessum est Domino Francisco Trapolino
{sic)
,
diritti de Padua post praedictos .

1 470. ix. septembris ad supplicationetn Rmi D. Cardina-


li Reatini concessum est Domino Troiolo de Azzolini s de
Firmo , diritti , et Doctori .
1470. 22. mensis novembri ad supplicationem Rmi D.
Cardinalis diantuani concessum est Domino Gaspari deG ras-
sis diiliti post praedictos . Voluit Sanctisimus D.N. quod iti
surrogar entur in loeutn alicuius defuncti , aut impediti .

Descriveremo ora il tempo , in cui i Senatori ,


come
sopra eletti, esercitarono la di loro caricale nel tempo stes-
so vedrà, quali di essi non trovansi averla esercitata . Nel
si

1464. adunque V esercitò Pietro Albergati di Bologna (1) ,


c continuò a tutto aprile del 1465^ tenore del Breve della
sua elezione . Fu di lui successore Ludovico Uffreducci
di Fermo (2), che già altra volta era stato nella stessa cari-
ca E di questo secondo di lui Senatorato se ne ha me-
.

moria ancora in un Breve di Paolo IL , che è nell’ archivio


del Comune di Fermo ,
nel numero 1459. , in cui si legge:
Breve Fatili PP.ll. directum Prioribus , etc. Communi Firmi , ut
Ludovico de Eufreducus , militi ,
et Civi Firmano, prò residuo
sui salarii ratione off eri Senatus almae Urbis solvant duca -
tos 760. et bajoc. (>4. qui in computi eorum rati babebuntur .

Datum Romae feb. ann. 1455. Egli vien nominato dal giu-
reconsulto Alessandro (3): spectabilem equitem^et comitem Lu -
dovicum de Frcduciis de Firmo .

Nel f 466. successe al detto Uffreducci il Conte Gio-


vanni de* Massei di Marni (4) . E dopo di lui fu eletto nuo-
va-
(0 St*t. art. lana# %6. septern. 1464. (?) Lb, 1. Coutil. %iy.
(2) Star, suddetti 14. iuoii 14^5 . 14) S:at. sud. 20. imrtii 1 466.
DE* SENATORI DI ROMA 459
vatnente il Conte Pietro de Tebaldeschi di Norcia (1). E
tanto di questi quanto de i Senatori Giovanni Ranieri ,
,

Giovanni Falconi , e Giacomo Silvestrini , nativi di Norcia ,


de* quali a suo luogo si è parlato , facendone menzione
*
1 Autore dell* Antisatira alle satire della Citta di Norcia ,
soggiunge Benché per sestessi cercassero molti con i loro
„ dotti scritti , mandati alle stampe , e con le altre lor
„ composizioni , date in luce , di fabricarsi un Tempio all’
„ immortalità senza tema di lcte ,, . Continuò il det-
to Tebaldeschi ad esser Senatore per un altro semestre :
nel quale ( secondo avverte 1 Abate Marini (2) colle se- *

guenti parole),, a 22. decembre il Pontefice Paolo IL gli


„ ordinò di procedere contro Cristofaro , e Marcello ,
„ figliuolo di Angelo Cancellieri del Bufalo , che aveano
„ iniquamente ucciso Francesco Capoccini , ed uno di es-
„ si era Maresciallo ,
1
*
altro Protonotario di Campidoglio

„ (
Registro Vaticano to . 5 o.pag. 31.). Vedi la vita di Pao-

,, lo 11. scritta dal Platina , dal Canesio , e da Gaspero di

,,
Verona al principio del quarto libro .
Passò poi ad esercitare il Senatorato nel 1468. il
Conte Pietro de Cesis $ il quale nella serie del Gigli ,
dicesi Cutaneo , e da Narni ; quantunque nella conferma
de* Statuti (3) , che egli trascrive , si legga : Petrus de
Chitanis de Cesis , senza individuarsi la patria , Egli per
altro chiamossi Pietro Fquitanio di Cesi , Non sappiamo
con qual fondamento abbia detto il Contelori (4) ,
che i

discendenti di tal famiglia si siano chiamati Aquitani ,


per
esser stati originarj della provincia di Aquitania $
tanto
ma-

CO Stat. sud. r4. sprilla 1467. 29. augusti 1468.


CO Loc. cir. pag. 169 ad 173.net. 5.
.
(4) Memorie iatoriahe della Terra
(?) Art. lanae a8.martii.,et Boairor. di Cesi .
'
;
4<So STORIA DIPLOMATICA
maggiormente perchè il cMatmi (i), parlando della Terra
di Acquasparta ,
avverte , esser questa vicina a Cesi , c ad
Aquitanello ,
residuo dell* antichissimo domicilio loro ;
don-
de essi Cesi si erano detti o Chitanis .in antico de Aquitanis ,

Il Conte Francesco degli Aringhieri di Siena , che


già anni addietro era stato Senatore ,
fu nuovamente elet-
to nel 1464.. Ma
469. entrò in possesso della sua
nel 1

carica; come si osserva dalla conferma de* soliti Statuti ,


da lui fatta (2) . A suo tempo si formarono di nuovo i
Statuti di Roma ; quali in tempo del Senatorato di Ga-
i

briello Boti artIli furono dati alle stampe coll’ approvazione

di Leone X. , c varie aggiunte Nella prefazione di essi anti- .

chi Statuti si legge memoria di P. Natumbcne de Valetiti-


bus de Trivio ,
Locumtcncntc magnifici viri D. Francisci de
Aringeriis de Senis ,
praesentis Almae Vrbis Senatoris . E
nel terzo libro di essi si parla Ò.Cgiuochi ,
e corse de Fallii^
e del loro apparato , che si facevano in Piazza Navona 9

ed a Testaccio ; per i quali gli Ebrei pagavano mille, e cen-


to fiorini . E si osserva ordinato ,
che ad essi assistesse il
Senatore di Roma con i Conservatori ,
e tutti gli Officiali,
vestiti degli abiti Scnatorj . Quindi c ,
che nella relazione
di detti Giuochi in tempo di Paolo li. ,
lasciataci da Gio -
van-CMaria Zappi , Tiburtino ,
esistente ,
come asserisce il

Crescimbeni (3) -, nella Libreria del Collegio Romano , si

legge „ vi comparsino f
: Illustrissimi Signori , come il

„ Signor Senatore di Roma ,


c li Signori Conservatori I il

,,
quale Signor Senatore cavalcava un corsiero ,
coperto da
,, capo a piedi tutto de imbroccato, c lui Senatore por-
„ uva una come berretta di Armellino con quelle sue
CO-
fi) Osservazioni isteriche sopra i si- p.inn. 9. maii T4Ó9.
gilli de’ secoli basai to. 16. pag. t. fP Stato della
Chiesa di S. Matja
(2) Arti* lanae p. aprilis . Mercat. in Cosmedin pag. 92.
DE’ SENATORI DI ROMA 46 t

„ code bellissime per adornamento della testa Li Signo-

„ riConservatori Romani poi sfoggiati di una medesima


„ sorte ; dimodoché ciascheduno può considerare , come

„ possevano andare mirabilmente adorni , volendo ripre-


„ sentare il Popolo Romano nobilissimo Ecco che ulti- .

„ mamente vicn dopo li Giocatori, et Caporioni Romani


„ lo illustrissimo Sig. Giuliano tesarmi Gonfaloniero dell'

,,
Illustrissimo Popolo Romano a cavallo ctc.
In quest’ istcssi Statuti (1) ordinandosi ,
qual salario ,
o sia onorario, si debba dare al Senatore ,
si legge : Sena
tor Forensis ,
qui per tempora j'uerit electus ad ojficium exer-
cendum ,
babeat ,
et babere debeat prò ejus salario a Camera
ZJrbis prò sex mensibm mille quingentos Florenos auri de
Camera .

Nell' anno 1470. fu Senatore Lorenzo de' ustinis, di


Città di Castello (2) ; quantunque dal Cartari (3) si asse-
risca esser stato nel 1465;. ed anche Senatore vice Francisci
de Aringberiis . Il tragico ,
ed infelice fine di questo Lo-
renzo ci vien descritto dal Zazzera (4) nella maniera se-
guente , parlando di Paolo , terzo figliuolo di Niccolo Vi-
telli :
„ costui sotto Virginio Orsino primieramente con-

,,
dottierc dell’ esercito del Re Ferdinando ,
la cui virtù

„ nelle cose della milizia ,


ed autorità ,
era di gran nome ,

„ il mestiere della guerra apprese . Indi Lorenzo Giustino


„ compatriota, c suo emolo, Cavaliere, e Dottor cele-
„ berrimo fè tagliar a pezzi , appiccare per diversi luo-
„ ghi fuori della Città, acciò fosse spettacolo a tutti

„ quei viandanti ,
che per la via Flaminia caminasscro j

„ per la quale cosa dal Senatore di Roma nel Campido-


9, glio con altri tTe suoi soldati ,
che nel delitto intcrven-
M m m ne-
C O P 3r * 3 ‘ CJ P* *• O) Syllab.Adv.Consist.p.i 19. 1 . D.
fO Statue. Boarior.i-o. martii 1470. (4) Della famiglia Vitelli,
4 6% : STORIA DIPLOMATICA
„ nero,fii condannato alla morte Panno 148-7. Laqualsen-
„ lenza, dopo moderata, si riformò in un esiglio di io. an-
y» ni da Roma, c questo fino al tempo di Papa Alessan-
„ dro VI , il quale . fatto parziale del Vitelli r comandò ,

„ che tutto quello , che contro di lui si trovasse nel


,, Campidoglio per virtù di un suo moto proprio si doves-
„ se cassare j che finora si legge ,, . Indi soggiunge , che
il Cardinal di Pavia nelle sue lettere scrisse : „ questo stes-
3,
^o Lorenzj Giustino y ucciso da PWo, esser uno di quelli ,

„ che alla dignità del Cardinalato si doveva per richiesta


„ del Re Federico di Napoli fra gli altri esaltare .

Nell” anno
1471* ottenne 1’ esercizio del Senatorato
Giovan Battista Bellanti da Siena , eletto nell’anno an-
tecedente, come leggesi nel documento sopra trascritto.
Proseguiva ad esser Senatore nel luglio di detto anno ; sic-
come costa da un Breve , che gli scrisse il Pontefice , ac-
ciò consegnasse i Rei di delitti Capitali alle Galere di al-
cuni Genovesi (1) . Nell* opera del Coronelli (1) vi è dello
stesso Bellanti il seguente elogio : „ Gioì Battista Bellanti

„ nobile Sanese , egregio Dottor di leggi, Cavaliere, c

„ Conte Palatino , la di cui bontà ,


e valore Io fece gra-

,, tissimo non solamente a tutti i suoi cittadini , da qua-


„ li fu onorato de* più nobili , e riguardevoli Officj, tanto

,, dentro quanto nello stato , ma ancora accet-


la città ,

„ tissimo , ,
e Republiche straniere j nè man-
a Principi

3,
carono città principalissime , che Io vollero loro Po-
,3
destà , e Governatore , di maniera che la sua buona fa-

„ ma sparsa per tutta l’ Italia aggrandì assai il nome Sa-

„ nese Fu Compare. di Paolo II. Pontefice Romano ( dal

5> che alcuni hanno presa occasione ,


che questo Papa
seb-
(O R?gist. Brev. pag. 171. Marini (2) Biblioteca universale to. pa-
Loc. eie. not. 9. già. #38.num. 161 &,
DE* SENATORI DI ROMA 4 *$
/

„ sebbene di nazione Veneto ,


nascesse in Siena quando
„ Eugenio IV Pontefice Romano suo zio era Vescovo di
5) quella Città ) 5
c questa cognazione spirituale gli aprì

„ la strada a farsi conoscere in Roma ,


et ad insinuarsi
,, nella buona grazia del detto Papa ,
dal quale ricevette

„ molte dimostrazioni d’ affetto , e di stima . E nell* an-


„ no 1471. lo elesse Senatore di Roma , nel quale offizio
„ con piena integrità , e giustizia corrispose alla buona
„ opinione ,
che d’ esso Romani avevano . Morì finalmcn
i

„ tc in Siena 1 * anno seguente 1472. a 9. di settembre come

„ nel libro vecchio de’ morti di S Domenico di Siena si lcg- .

„ ge memoria „ . L’ Vgurgieri ne da anche di lui distin-


ta notizia , dicendo, che nel libro de* Defonti nella det-
ta Chiesa trovasi registrato : Spectabilismiles , et utriusquje
iuris eximius Do et or , et Comes D. Baptista , D, Joannis de Bel
lantibus , civisque gratissima! , Hic in nostra Senarum Civi-
tate sua probitate omnia praecipua , et bonoratiora Officia
pluries habuit ,
tam intra ,
quam extra . lnsuper suis virtù -
tibus ,
et fama Senator Vrbis Romanae tempore P. Bauli ,
cui
computer erat ,
extitit . Tandem senio confectus Deo debitunt •

universae carnis reddidit , atqve solutus in


morte die 9.
septembris , bonorifìce in suoritm sepulcro tumulatus , in clau~
stro . E 1 * Autore dell*
ex parte Ecclesiae requi esci t in pace
Elogio di Pietrino Bellanti nelle note registrò, che il detto
„ Battista si rese celebre col fare ogni possibile resistenza
,, a quei, che nel 144(5'. volevano sconvolgere lo stato dcl-

„ la Toscana coll* essersi meritata la commissione di Am-


„ basciatore a Pio II, e 1* onore di esser creato da Paolo IL
„ Conte Palatino ,
c Senatore di Roma .

Essendosi andato diminuendo la giurisdizione del


Senatore di Roma, per aver voluto i Pontefici render pri-
vilegiati tutti quelli addetti alla Corte Romana ,
col sot-
M m m a topo-
4*4 STORIA DIPLOMATICA
toporli alla privativa giurisdizione del ^Maresciallo di det-
ta Corte ,
Officiale ,
che allora esisteva ; ne nascevano
infinite controversie tra ’l detto c Maresciallo
!
,
ed il Senatore
nel riconoscere quali erano i Cortigiani
,
e quali nò . E
perciò nell* anno 1471. per togliere dette controversie fu
fatta la divisione de* Cortigiani da i Cittadini ; leggendosi
nel Codice Camerale (1) il notamento di varie spese ,
fatte ,

in faciendo divisionem de Curtesanis a Civibus , ad tollendum


discor dias ,
quae quotidie insurgebant inter Curiam Civitaten-
sium a et Chi are scalli ,

Dopo la morte di Paolo IL non ebbero più effetto le


preventive elezioni ,
da lui fatte de’ Senatori . Onde tro-
viamo nel Pontificato del suo successore Sisto IV, nel sud-
detto anno 1471. Senatore Agamennone di Galeazzo Ma-
rescotti de’ Cai.vis di Bologna (2). In un instrumento , con-
servato nell’ Archivio del Convento di S. CMaria del Popolo
leggesi : 1 471. 1 6. octobris Catalina de Vitellensibus de Ful-
gineo ,
Collaterali D. Agamennonis éMarescotti de Calvis de
Bononia , almae ZIrbis Senatoris Locumtenens , Di lui ne parla
la anche il Dolfi (3), E nella Cronaca di Bologna ^
si leg-
ge : „ Papa Sisto IV, fu creato aio. agosto . «5 Messer Agamen-

„ none CMarescotti fu eletto Senatore di Roma , ed andò


„ in uffìzio e Taddeo CMarescotto fu fatto suo donzello a
;

portare il piatto dinanzi al Papa


Nel 1471. fu surrogato Leone di Gennaro, Napoleta-
no (4) ,
e proseguì ad esercitare la carica nell’ anno se-

guente 1473.(5) . A lui successe nel 1474* il Conte Ga-


sparo de Grassis, di Bologna , Egli era uno degli Anziani di
essa Città , e nel 1484. fu poi Podestà di Perugia (*) .

(0 Archiv. Vatic. num. 468. p. Tir. (5) Stat. mere, p an. aj.martii 1473*
famiglie nobili di Bologna
(2) St. mere. pan. 27. septerob. 147 r. ( 6)
Dolfi
(?) Famiglie di Bologna . pag. 1^4.
OD Stac, art. lame 15. octobr.1472.
DE' SENATORI DI ROMA 455
Il Conte Gabriello de Capitibus Liste , di Va dova ,

trovasi ,
esser stato Senatore nel 147 5 , avendo . in detto an-

no confermati i soliti Statuti (1) .

Successe nel 14.77. ^ Conte Pietro Chitani, di Ce-


si (2) ; quell’ istesso , di cui si è parlato nel 1458., c prose-

guì ad esserlo fino a 4. maggio dell* anno seguente, incui


morì. Onde 1

Infessura dice: ,, eodem anno 147 8. a di 4..

,,
7?
di mangio
iSo>
morì Mcsser Pietro Cesi Senatore di Roma ed ,
1

,$
in questo tempo io Stefano lnfcssura stavo per Podestà

,,
ad Horta„ . Nell’anno 1470. a 12. marzio aveva ottenu-
ta la Podestaria di Perugia (3) . Di lui , c de' suoi Senato-
rati vi è anche memoria nella iscrizione sepolcrale, esisten-

te nella Chiesa della Pace ,


e riferita dall* Amaiden nel suo
trattato manoscritto delle Famiglie ;
cioè :

ANGELO CESIO PETRI ITERVM SENATORIS VRBIS


ADVOCATI CONSIST. PRIMVM
PAVLI ET FRIDERICI CARDINALIVM PATRI
FRIDERICVS FILIVS CARDINALIS POSVIT
ANNOS 76. MENS. 4. DIES 9.
VIXIT
OBIIT ANNO
SALVTIS 1527. DIE 5 FEBRVARII .
Nell’anno 1478. deve piuttosto collocarsi Senatore
Francesco de* Scannasorici Napoletano , di antica nobiltà
del Seggio di ^Montagna , dice il Zazzera (4) ; c non già nel
1428. come fece il Gigli. Imperciocché il Summonte (5)
scrisse , che „ nel 1478. il Pontefice Sisto IV. avendo nel-

„ li io. di settembre creato Cardinale Giovanni d’ Aragona


„ figliuolo dei Re, tosto gli mandò il cappello rosso fino a
„ Napoli per Francesco Scannasorici, Commissario della Se-
„ de Apostolica, il quale nel giorno dell’ Epifania del 1478.
con
(O Mercat. pan. j. feb. et art. lanae Marini loc. cit.no». 6.
%6- Marcii 147*$. (4.)Famiglie Nobili .
CO Stat. Boarior. 16. Aug. 1477. Ci) Iator. di Napoli to. 3. lib. f . pa-
(j) Regiit. Vatic. tona. xxn. p. 94. gin. 4 p6.
i 66 * STORIA DIPLOMATICA
7 '

j.,

„ ckn molta cerimonia nella Chiesa Cattedrale ce lo consc-


„ gnò ,, Ed all’incontro in detto anno trovasi Vicesenatore,
.

forse dello stesso Scannasorici Saldone de Saldonibus ,


di
Città di Castello (i) .

Fu successore nel 1479. Raniero de Maschis, di Ri-


mini ( 2); il quale a n.febraro 1468. dal Pontefice Tao-
Io li. avea ottenuto la Podestaria di Bologna e la conferma
,

di essa a 5. marzo dell’anno seguente (3) .

Il Saracini nel 1480., parlando della famiglia Scala-


monti ,
ci da notizia
(4) „ che Marcantonio di France-
„ sco Scalamonti, Cavaliere Gerosolimitano fu piu volte
„ mandato Ambasciatore per la sua città di Ancona a di-
„ versi sommi Pontefici, a Veneziani, ed altri Principi d*
„ Italia. Fu Governatore di Norcia , Podestà di Firenze ,
„ e nella sua vecchiaja Senatore di Roma „ E .
Francesco
Ferretti { 5), descrivendo il ricevimento della Regina di Sve-
zia in Ancona , e di Antonio Scalamonti uno de* Nobili, che
la scrvirono:asserisce„ resosi poi ornato in petto della Cro-

„ ce di Malta ,
in cui avean fatto risplendcre il loro talen-

„ to . . . e ’l zio carnale Fra Giovanni ,


ora Comendatorc,
„ et il Priore Antonio Bali di Venosa ,
imitatori ben de-
„ gni de’ loro Antenati ,
fra quali era un Francesco ,
et un

„ tZMarco Antonio , illustrarono, e la patria, c la famiglia

„ con
1* esercizio de* più riguardevoli governi ,
avendo
„ 1
*
ultimo dato anche leggi nel Campidoglio ,
sostcnen-
,,
do supremo grado di Senatore di Roma
il .

anno 1478. a 25. di giugno fu surrogato allo


Nell’
Scannasorici Matteo Toscano di éMilano , come leggesi nel
Registro di Sisto IV. (6) . Esercitò però la carica nell’ an-
no
(1) Star. art. lanae 3.Septem.i47&. C4) Istoria di Ancona paf. 515.
(2) Star, mercat. pann. 1479. ( 5 ) Pietra del paragone della v.era
( 3 ) Reg. Vatic. to.xxvii j.p.l.e 6.t. nobiltà par. 1. pag. 31 6.
Marini loc. cit. not. 17. .
( 6 ) to. 107. p. 202.
DE' SENATORI DI ROMA 4*7
no 1480.(1), c fu suo luogotenente Giovanni Bertacchini di
Fermo (2,) . In Campidoglio nella Sala del Senatore sotto la
statua del Re di Napoli Carlo d Angi'o vi c di lui la seguen-

te memoria .
JLLE EGO PRAECLARI TVLERAM QVI SCEPTRA SENATVS
REX SICVLIS CAROLVS IVRA DEDI POPVLIS,
OBRVTVS HEV IACVLIS SAXIS FVMO^VE DEDERVNT
HVNG TVA CONSPICVVM TEMPORA SIXTE LOCVM
HAC ME MATTHAEVS POSVIT TVSCHANVS IN AVLA
ET PATRIAE ET GENTIS GLORIA MAGNA SVAE
IS DEDIT ET POP VLO POST ME BONA IVRA SENATOR
INSIGNIS TITVLIS DOTIBVS ATQ.VE ANIMI
ANNO DOMINI MCCCCLXXXI. III. SEMESTRI
E Chiesa di Ara-Celi vi è anche la seguente iscrizione
nella
ad esso appartenente .
MATTHjEVS tvscanvs MEDIOLAN.
DOCT. COM. EQVESQ. ALMAE VRB. SENATOR
MEMOR BARTHOLOMEAE
SACRI CONIVGII
DE PETRASANCTA V. FIL. PAREN. VXORI
BENEMERENTI S. P. VIX. ANN. XXXI.
OBIIT DIE XI. IAN. MCCCCLXXXI.
Di lui fa anche menzione il JMorigia (3) dicendo :
,,
tra gli virtuosi , et uomini dotti , che furono della fami-
,,
glia de* Toscani , nobili ^Milanesi ci voglio porre uno
,

„ per nome "Matteo ,


il quale essendo famoso Dottore le-

,,
gista acquistossi fama d* immortalità . Essendo la sua
„ dottrina ,
cd il suo molto valore benissimo conosciuto
,, da Papa Sisto IV' > però Io creò Cavaliere aureato,e Sena-
„ tore ai Roma ,
fu anco Governatore di Perugia , di Bo-
» logna ,
e di Fiorenza $ ne* quali offìcii egli si diportò Con
„ tanta rara prudenza 5 che acquistò una corona di gloria

Esef-
(O Stat. Boarior. 17. angusti 1489. (3) Nobiltà di Milano pag. 153.
"*
(v Arch. Vat. arra. 34. T. 12. p. 1 Vp.
4*8 ,
STORIA DIPLOMATICA
Esercitò
il Senatorato il Conte Ludovico Orso, da
Forlì (i), nel 1482. In una Cronaca manoscritta, che tra’suoi
libri lasciò l Avvocato Albicini della stessa città
’ si legge
,

del detto Senatore Orso quanto siegue : „ Andrea Deddi, so-

,, pranominato f Orso , per essere di natura peloso come

„ I* Orso , ebbe un figlio per nome Ludovico , che fu Se-


„ nature di Roma nei 1482. , ed una figlia per nome Dia-
,, dema , maritata a Tommaso Niccolò Riccardelli di Rimino ,
„ dalla quale nacquero varj illustri figli , fra* quali Già -
corno Cavaliere di S. CMarco La linea di Andrea , mediante
,,

,, i figli di Ludovico , si divise in tre rami; c tutti tre s’estin-

,,
sero in Ludovico sulla fine del 1600. Il Palazzo di detta
,,
famiglia era nel luogo ,
ove adesso esiste il Monte della

„ Pietà ,
la Chiesa ,
e Casa de Filippini
*
;
quale fu distrutto
per le tirannie di Andrea , detto Orso 1
*
.
,,

Nel 1483. trovasi esser stato Senatore Antonio Bi-


chi, di Siena , leggendosi nel Diario Senese 2) ciò, che siegue:

,,
ilConte Antonio Fichi nel 1450. con titolo di Marcscial-
,,
Io di Paolo IL , e poi di Sisto IV, , indi passò al reggi-
,,
mento di Fermo , e poi di Ascoli , e poi dell’ Aquila , e
,,
dopo di Capua per servizio di Ferdinando Re di Napoli .

,,
Questi fu al medesimo Re due volte Ambasciatore, sic- -

,,
come al Duca di Urbino , al Duca di CMilano,£ a Fioren-
,, tini j cd in fine nel 1483. sedette in Campidoglio Se-»

„ natore di Roma .

Fu poscia successore nello stesso anno 1483. il Con-


te Lorenzo de Landis, parimenti di Siena (3) E nell’ anno .

seguente 1484. il Conte Angelo Gileri, di Jesi (4), che


dal Gigli diccsi Islieri , c Gislieri Di lui nell’ Elogio Genea-

00
.

logico dc^li Uomini illustri di detta famiglia 7, formato da


D
Pam-
CO Stat. Eoarior. 7. septem. 1482. (O Si t. sud. 14. m3ii 1483.

Cf j Pag. 6 5. marzo 3 jt ,
(4} Stat. sudd. 22. i unii 1484.
DE* SENATORI DI ROMA .
46$
Panfilio Cesio di Cascia (i),dopo la notizia di essersi ristes-

sa famiglia chiamata Gbislieri ,


Gisleri ,
ed Isleri ,
e dira-
mata di Bologna sin dal 970. si legge : Angelus lsleriut
AEiinus 7 . C. praecipuus ,
equestris Ordinis ,
Comes Palatinus9
Fulginiae Vraetor anno 1458. Florentinorum anno 145 9.
deinde Senensium , Perusìnorum , aliarum Civitatum Re*
r/or , /» 1484. Senator , Patriae , aliis

beneficus ,
<*»»o 1490.
Nell' anno 1485. esercitò il Senatorato Giacomo Bo-
narelli di Ancona ; di cui scrisse il Saracini (2) ,
che „ Pan-
,,
no 1453. in tempo, che la città di Firenze si conserva-

„ va in libertà , fu in essa Presidente , e poi da Galeazze

,,
éMaria Sforza di ^Milano fu creato Consigliere , ed ado-
„ perato nelle maggiori dignità per governo di molti luo-
,,
ghi primari del suo Ducato , essendo stato in éMilano

„ Capitano di Giustizia , Preside di Genova in Corsica , in


„ Parma , ed a Cremona pur dal medesimo Duca creato ;
,,
dopo la morte del quale chiamato al servizio della Sede
„ Apostolica da Sisto IV, fu creato Governatore di Roma -
,,
gna , ed adornato del titolo di Conte di Bompiano 3 che
,,
venne ad aggiungere alla giurisdizione ,
che già aveva
,,
del Castello delle Torrette , con molte immunità, ed esen-

„ zioni ; come ne’ privilegi si legge , e ne' publici libri

,,
dell' Archivio registrati in Ancona ; tra quali un instru-
„ mento rogato da .... . che Domenico Bompiani vende le

,,
due Torri del Castello di Bompiano a . ... Bonarelli ; e
„ nel fine fu creato da Papa Innocenzo PTII, Senatore di Ro-
„ ma , ove morì; e fu sepolto nell* onorato Tempio della
„ Pace Dogiioni nel loco citato,,; cioè nell ‘Anfiteatro d’Eu-
.

ropa ,c d’ Italia (3)


N n n Egli
(0 Stampato inTodi nell’an.nSÓ^.ap- CO Not «storiche
> di Ancona p.497,
presso la Vita di S.PioV.cd altri 4 Beati
.
CO Pa 8- 74*»
ii detta famiglia da Ludovico Jacobilli
47 ° STORIA DIPLOMATICA
Egli fu padre di Gabriello B onarclli , di cui si parle-
rà in appresso ,
e del ramo di quelli ,
detti della Colonna
per la concessione > fatta da ^Martino V. a Pietro Bonarelli ,
e suoi descendenti, di aggiungerla all* arma Bonarelli . Era
stato eletto Senatore da Paolo IL, come già sopra si è osser-
vato ; ma 1* esercizio della carica , che non potè consegui-
re a tempo di detto Pontefice ,
1
*
ottenne da Innocenza VllL
che glielo concesse a $\ + ottobre 1484.(1)
Essendosi dalla Repubblica Fiorentina destinata una
solenne Ambasceria nel 1434. per congratularsi col sud-
detto Pontefice nuovamente eletto , tra i sei , che man-
dò, fu Bartolomeo Scala, da Colle in Toscana ; il quale aven-
do recitata una elegantissima orazione , tanto piacque al
Pontefice , che a 25. di decembre dello stesso anno Io creò
Cavaliere del Speron d* oro ,
e lo dichiarò Senatore di Ro-
ma. Passò poi nel 148 6 . Confaloniere della detta Repubbli-
ca . Di lui , oltre della vita , che ne ha publicata il CMan-

ni nel 1758. in Firenze col titolo : Bartholomaei Scalae ,


Col-
lensis^Equitis Fiorentini , ac Romae Senatoris Vita ,
trovasene
anche distinta notizia nelle Dissertazioni Vossiane àt\\’ Apo-
stoloZeno (2), leggendosi ivi , che , quantunque figliuolo di
un Mugnajo,non dissimulò la sua bassa origine in una lette-
ra al Polizia no (3) , dicendo : veni nudus , omnium rerum bo-
narum egenus , ad Rempublicam ,
vilissimis ortus parentibus ,
multa cum fìdey nullis omnino divitiis ,
aut titulis y nullis clien-

telis , nullis cognationibus . Ma la sua ignobile estrazione


non gli fu d’ impedimento ad esser promosso a i primi gra-
di della Repubblica . Onde di esso cantò Cristoforo Fioren-
tino (4)i seguenti versi :

E Io
CO Rcgist. Offic. tonti. 1. pag. 25. t. ( 3 ) Epistol. libsxix.
( 4 ) Poema de* Reali
Marini loc. cit. not. io. lib. I. canto
(2) To. 2. pag. 25.3. XXXII. Venezia XJ3S*

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DE* SENATORI DI ROMA 47 *
„ E lo Scala figliuol d’ un Mulinaro
„ O ver d’ un Tessitor de’ Panni lini
„ Che con le sue virtù si fece chiaro
„ Et fu Confalonier de’ Fiorentini
„ Cavalier speron d’ oro c non avaro
„ Tanto è , Voi m’ intendete Cittadini
„ Non s ha questi a chiamar nobile , e degno
„ Ch’acquistò roba, honor , virtute, e ’ngegno
Fu grande la di lui letteratura Diede alla luce la Vi- .

ta di Vitaliano Borromei ,
e 1
*
Orazione ad Innocenzo Vili.
Compilò un volume di lettere di varj Alatori in lode di Co-
simo de* {Medici . Scrisse pure un Dialogo de Consolattone ,
intitolato Cosrnus , un opuscolo Apologia contra vituperatores
Florentiae ,
un Poema filosofìco de Rebus moralibus ,
c varie

altre cose . Non sappiamo però , se avesse esercitata la ca-


carica conferitagli di Senatore •

Nello stesso anno 1^.8 6. dal Gigli si registra tra’Scna-


tori Cari o Maneri dell’ Aquila , 'senza alcun documento ,
Ma non avendo noi trascurato giammai di far tutte quelle
diligenze ,
e ricerche ,
per far un opera ,
quanto si può ,
più compita ,
ci è riuscito per mezo di , eMonsignor Torres
aver il seguente :

In Dei nomine amen . Anno a Nativitate Domini mille-


simo quadringentesimo ,
octuagesimo septimo , mense augusto,
die vero quarta tjusdem mensis quartae indictionis,
,
Romae in
domo Vetri Vauli della Ztcca^posita in regione Capitolii iuxta
domum {Mutii de {Maniaco ,
iuxta domum Domini {Marii. Sa
lomonis ,
iuxta viam publicam , Vontificis S. D. et Dni nostri
Innocentii divina providentia VP. Octavi Vontijicatus vero
anno tertio feliciter amen . Nos Dominicus Vetri Ioannis Ru-
bri de Gonano de Vallibus , de Aquila^ publicus per totum Si
£iliae Regnurn , necnon per totum Roman um Imperium Regia ,
N n n 2 ac
47* STORIA DIPLOMATICA
ac Imperiali auctoritate Notarili! , et Index , et subscripti te-

stes ,
Re v. D. Ioanncs Baptista Episcopus Aquilanus ,
videlicet
magnifica! vir Dominus TMarius Salomonius , Dominus Fran-
ciscus Salomonius , Dominus Franciscus Sinibaldus , Romani ci-

ves , Dominus Baptista , Dominus loannes de Salerno , Domi*


nus -34 art in us de Reate ,
Leonardus Dominici de Floren-
tia ,
praesenti scripto publico declaramus ,
notum facimus , ^
tcstamur ,
quod magnificus mtles ,
Comesque Palatinus , Domi-
nus Carolus de CManeriis de Aquila^ per biennium ob magnam
eius virtutem almae Urbis clar us illustrisque Senator , infìr-
tnus corporea sanus tamen mentis per Iesu Cbristi gratiam y ar-
ticulatae locutionis existens ,
timens suae futurae mortis peri-
culum i nolens intestatus decedere , suarurn rerum , et honorum

omnium praesens , rr nuncupativum.Testamcntum , quod de iure


civili dicitur sine scriptisfin hunc modum facere procuravit •

Sieguono poi le di lui disposizioni ,


fra le quali la

prima è quella, di voler essere sepellito nella Chiesa di S. 34 a-


ria d* Araceli, morendo in Roma ; come seguì .
5
Dal suddetto Gigli si colloca anche tra Senatori nell’
anno 1487. Giacomo Mandosio, di Amelia , Vicesenatore ;
senza additarci , d’onde abbia tratta tal notizia . L’ Vghelli,
parlando di Tiberio CMandosio ,
Vescovo di 3dontalto (1) ,
disse : ex qua gente CMandosia ,
apud Amerinos vetusta , nati
sunt viri durissimi , Rogerius Patriae Episcopus ^Angeli frater^
lacobus Urbis Pro-Senator Innocentio Vili. Pontifice . Tra le

lettere ,
dirette al Cavaliere Prospero TMandosio ,
raccolte
da Giacomo CMaria Cenni in molti volumi de* Manoscritti,
trovasi la seguente (2) , nella quale Carlo Cartari spiega il
suo parere su *1
Vicesenatorato di detto Giacomo .

Il-

Cx) Italia sacra to. 2. pag. 711. (a) To. I. pag. 103.
DE* SENATORI DI ROMA 47 *
„ Illmo mio Sig. Padrone Rivmo
„ Ricevo la sua buonissima carta col Catalogo de’ Ri-
,, tratti di quei personaggi etc.
„ Quanto alla persona di Giacomo CMandosio , che as-
„ scrisce, esser stato Vice-Scnatorc di Roma, io non ho ’
1

„ da scritture autentiche $ ma avendo ripescati diversi Ca-


„ taloghi degli stessi Senatori di Roma , in due di essi ne
,, leggo la memoria , cioè in uno, datomi dal sig. Costati-
,, tino Gigli 1
*
anno 16 57. . . 1

anno mcccclxxxvi. Giaco -
,, mo c'Maudosio d'Amelia , Vicesenatore di Roma ,
ultima de -

,, cembris . Nell’ altro datomi dal signor Lorenzjo Ricciardi,

,,
di settembre 1 66 z. mcccclxxxvii. Jacomo ^Mandosio de
„ Amelia Viccsenatore Puoi benissimo accoppiarsi il tem-
„ po col fine di deccmbre ,
e col principio di genti ajo se-

„ gucntc. Si deputavano in quei tempi li Senatori di Roma


„ per sei mesi $
e perciò si vedono nell’anno mcccclxxxvi.
.. descritti Giacomo Bonarelli ,
e poi Carlo de ’ CManeri .

„ Onde potè ben essere, che seguisse del fine di decetn-

,,
bre la morte ,
o la remozione del CManeri ,
come dice

„ il Gigli ultima decembris , e fino alla deputazione del Sc-


„ natore successore , che fu Girolamo Salerni Veronese ,

„ esercitasse la carica il CMandosio , come vediamo ne’


„ tempi moderni , che nell’interregno ( per così dire)
,,
esercitano questa dignità li Conservatori prò tempore ,

,,
c forsi col titolo di Pro-Senatorc etc.
„Casa ìj.gennajo 1 676. Divmo servitore Osseqmo
Carlo Cartari
Egli è certo però che nel detto anno 1487. fu Se-
,

natore il Conte Girolamo Salerni , da altri detto di Va -


lernis ,
di Verona (1). In tempo del suo Senatorato varj
fat-

CO Stai- mercat. pana. 19. mtii 14S7.


474 STORIA DIPLOMATICA
1
farti ,
assai celebri nelle istorie avvennero $ de quali in
primo luogo qui accenneremo quello, di cui più distesa-
mente ne abbiamo parlato altrove , di aver cioè condan-
nato a morte Paolo , figliuolo di Niccolo Vitelli con altri tre
suoi soldati, per aver fatto tagliar a pezzi il Cavalicr Loren -
zj> Giustini di Citi a di Castello ,
suo compatriotto ,
il quale
"ià era stato Senatore di
C*
Roma
r
. E dell’ altro fatto ne tra-
scriveremo qui la relazione ,
lasciataci dall’ lnfessura nel
suo Diario ( 1)
cioè : Eodem anno 1487 eodern festo
iunii Sanctorurn Vetri ,
et Pauli ,
tumultus factus est in Urbe ,

eo quod Senator Hicronymus Salernus Veroncnsis , Commissa-


rius Papae in qucmdam carcere rnisisset quemdam mercatorem,
retinuissetque eius equum in stabulo ; Cardinalis S. Georgii
Camerarius misit prò equo praedicto ,
quem cum noluisset dare,
quia volebat dimittere ipsum una cum equo ,
data ,
prout ob-
tulerat ,
quod tanta cum indignatane tulit Car-
satisfactione ;

dinalis , quod die sequenti , cum accederet dictus Senator ad


Palatium , in media via ante domum Cardinalis Portuensis ,
eius familia invasit dictum Senatorern ,
duosque .equos prò -
stratos vi accepit ,
cumque Senator hoc Papae narrasset ,
Ca-
merarius finxit Papa promisit providere ,
se ignorare ,
s ed

nulla p rovisto facta est , ac si prae dieta nescisset .


Il detto Senator Salcrni fu di sangue congiunto all*

altro Senatore Giovanni Nicola Salerni $


di cui a suo luo-
go si è parlato ,
trascrivendo alcune particolarità della sua
dottrina ,
e degli altri suoi meriti ,
descritte nella di lui ora-
zione funebre, fatta dal Guarini . E siccome,questi, per esal-
tare pregj di Verona di lui patria, c per accennare l’ami-
i

cizia , che quegli ebbe de* celebri uomini , scrisse in essa ,


che suoi amici furono due altri Senatori di Roma ,
cioè Gia-
co-
mi) Tchard. Scriptor. medii aevi etc-
DE* SENATORI DI ROMA 475
como Lavagnola , e Lelio Givsti , Veronesi aneli* essi Del .

primo ne abbiamo già parlato , e del secondo per non sa-


pere il preciso tempo del suo Senatorato , e per non aver-
ne alcun documento , ci venne in pensiero di non farne
menzione . Così ora, essendoci incontrati a leggere la se-
guente di lui iscrizione sepolcrale , che esiste nella Cap-
pella della famiglia Giusti y eretta nella Chiesa di S. Anasta-
sia in Verona (i) ,
cioè .

LELII IVSTI EQVESTRI AC I VRISCONSVLTI DIGITATE , ELO

QVENTIAE LAVDE FLORENTISS. URBIUM MAGISTRATIBVS GLO


RIOSE GESTIS OBLATIS PLVRISVS PRAE MODESTIA NON
AD 1 TIS AMORE ERGA PATRIAM FIDE INTEGRA ERGA INVI
CTISS. VENETORVM IMPERIVM PIA IN DEVM RELIGIONE VI
TAE OMNIS INNOCENTIA CLARISSIMI QVI FVNERIS POM
PAM SEPVLCRI FASTVM TESTAMENTO A SE ADDICAVIT OPTI
MATVM LACRIMIS VDOS CINERES IVSTVS IDEA PATRIS ZE
NOVELLVSQ. LIBERI PIENTISS. PRO PRIORI HOC SARCOPHAGO
COLLOCARVNT. OBIIT ENTEROCELIS MORBO AD III. IDVS
OCTOBRIS MCCCCLXXXXII.
possiamo renderci persuasi , riflettendo alle parole floren-
tissimarum Vrbium magistratibus gloriose gestis , oblatis piu
ribus yprae modestia non aditis y che egli fosse stato eletto
Senatore di Roma , ma non 1
*
esercitasse .

Proseguiva ancora il Senatore ad avere giurisdizione


nelle cause, riguardanti la Zecca in Roma . Dimodoché ne*
capitoli di detta Zecca del 1478., estratti dall * Archivio Va-
ticano (2) dall* Autore , più volte citato , de* Saggi d* Os-
servazjoni etc. y c dati alle stampe , nell’ appendice de* docu-
menti p. 208. si legge : item quod dictus éMagister Zecche
possit capi faccre auxilio ,
et licentia , Domini Senatoris ,
et
do -
CO Biancolini notizie Storiche delle CO Libro xLix. Diverior. Cameni.
Chicle di Verona lib. 7. pag. 171
47 * STORIA DIPLOMATICA
dominorum Conservatorum ,
et ttliorum Officialium Vrbis ,
et
Roma» a e Curia e ,
vel alicuius eorum ,
omnem personam , di-
ctam Zeccbam damnificantem quod -
;
et Officiales praedicti te
neantur in praedictis praestare auxiliion^consilium, et favorem
dicto CMagistro Zecche t
et si contingat ipsum CMagistrum in-
venire aliquem ,
portantem ,
vel portari [acientem ,
vel ali
quem fabrican tetn ,
vel fabricari [adendo monetata falsam ,

seu exflorantcm monetarti ,


aut aliquod ferrum ,
prò cunian
do monetar ,
habere ,
portare ,
seu tenere ,
quod dictus <ZMa-
gister Zecche babeat potestatem , ipsum ,
vel ipsos sic repertos ,

aliqua citatione ,
vel licetitia capere ,
-re# capi facere , e*
e#;# vel eos ducere ,
e* carcerare sine aliqua poena ;
dummodo
ipse éMagister prò tali sic capto teneatur notificare ,
et ipsum
captum mietere Domino Senatori ,
conducendo edam ,
.re»

conduci [adendo ipsum sic captum ad carceres prae[ati domini


Senatoris ,
si Romanus erit ;
si vero Curialis ,
teneatur notifi-
care Auditori Camerae y
si sit Clericus ;
si ^Mar escali o
layeus
Curiae j et ad ipsorum carceres iuxta mandata eorum ca •
ptos ducere .

Nel 1488. si asserisce dal Cigli ,


senza però alcun
documento , esser stato Senatore Paolo Buoncampi di

Trovasi nel seguente anno 1489. Senatore il Conte


Emilio Parisiano di Ascoli (1). E questi a 6 marzo del .

detto anno andò ad incontrare alla porta di Roma , uni-


tamente con i famigliati del Papa, il Sultano Zizjrno , figli-
molo di Maometto , che i Cavalieri di éMalta tenevano in
Francia sub fida custodiate lo condusse nel palazzo Vatica-
no , ove fu allogiato , finché Alessandro VI.
lo rinchiuse nel
Castello di S. Angelo ;
come riferisce il Paoli nel Codice diplo-
ma-
(1) Stai. Boarior. io. rnmii 1489-
DE* SENATORI DI ROMA 477
matico della Religione Gerosolimitana ( 1 ) . Nella storia di
Ascoli di Andreantonelli (2) si legge : Aemilius Farisianus «

post multas Vrbium Fraefecturas ,


Vrbis Romae summus
Senator sub Innocentio Vili, summo pontifice . Servat Avi sui
memoriam Brandemontes Farisianus .
Successe poi il Conte Pietro Filippo, di Spoleto (3),
il quale fu della famiglia Martorelli Il Campelli nella sua .

storia inedita ne fa menzione , dicendo (4): „ 148$. in

„ quest'anno medesimo fu Senatore di Roma la seconda


„ vòlta Fier Filippo CMartorelli , di cui altrove abbiamo
„ fatta menzione .

Nell* opuscolo di Francesco de Angelis di Bevagna si


osserva pur anche del detto éMartorelli il seguente elo-
gio (5)1 Jus doctissime dixit , audaci quoque , et forti animo
fuit) Eques , et Comes Vetrus Vb Hippus , Equitis Ambrosii filius
de CMarturellis ,
qui in Vrsinorum prosapia fuit ascitus ,
et

Romana Senatoria dignitate a summo Fontifice illustratus ,

suos etiam posteros in pontificia Diplomatibus condecorari


eadem equestri dignitate curavit *
Nello stesso anno 1489. trovasi aver avuto 1

eserci-
zio di Senatore Andrea de Alatrinis , di Veroli (. 6); il di
cui Ritratto si osserva tra quelli degli Uomini illustri di
detta città, collocati in una stanza dapresso lapublica Bi-
blioteca, erettavi da tMonsignor Giovardi $
e vi si leggono
le seguenti parole: Andreas Alatrinus Verulanus Almae Vrbis
Senator anno Dni 1489..
\/ Fu di lui successore nel medesimo anno Agostino
d’ Onigo da Trivigi $
di cui il Gigli non ne reca alcun
O 0 o do*
(1) To. 2. p*g. ftp (5) Elogiaci etc. discursus de qua-
(!) Pag. IJZ. tuor Umbriae principibus Civicatibus ,
(3' Seat. Boarior. 14. augusti 1489. Perusiae 166B. pag. 73, ad 74.
(4) Lib. jg. num. JJ. CO Seat. mere, pann.n.sept. 1489.
47 8 STORIA DIPLOMATICA
documento dicendo soltanto di trovarsi nominato nella
,

Storta Trivigiana del Bonifacio


lib. n. ; Noi però registre-
remo qui interamente le di lui notizie procurateci dal
,
nostro gentilissimo amicoil P. Lettore Tommaso Verani, del-

la Congregazione Agostiniana di Lombardia \ e descritteci


nella maniera seguente
Dalla famiglia de* Conti di Onigo > ab antico Signora
del Castello di cotal nome ,
situato nel territorio di Tri-
,, vigi ,
la quale, aver fiorito in questa città sino dal seco-
„ lo xii. fra le primarie consta per antichi documenti ,
,, dati alla pubblica luce (i) ,
uscì il Cav. Agostino l’anno
„ della fruttifera incarnazione 142.5. . Il padre di lui* si

„ chiamava Pileo menzionato con onore dal Facciolati (2)


,

ne* fasti dello Studio di Padova , e la Madre Libra , figli-

,, noia di Alberto di Petrarubea $


il quale del 1408. col

n celebre Francesco Zabarella ,


di poi Cardinale ,
per com-
„ missione del Senato Viniziano ,
unitamente agli Amba-
,, sciatori della Republica ,
si adoperò in comporre le

„ differenzejvertenti fra i Genovesi , ed il Duca di Savoja (3),


„ ed era stato Ambasciadore due anni prima egli medesi-
„ mo , dalla già detta Repubblica inviato a i Fiorentini :

,,
onde legge in un Mss. della Biblioteca de*Canonici della
si

„ Trivigiana Chiesa dopo il Trattato di Baldo de Procura-


„ tonbus , la seguente nota (4): Finitum fuit hoc opus seri-
,,
bi anno ^Millesimo quatercentesimo sexto , die Veneris x.

,,
mensJDec, et inceptum die xxuu.nov.prox»preteriti in Vigilia

„ Sani te Caterine ^dum essem Florentie * . . Ego Albertus de


„ Petrarubea in legatione prò Ducali. Dominatione *.

„ Cor-
ei) M. Reccolta di Opuscoli etc. (3) Faccio!'. Sjrn tag. III. pag. 29.
Yen. 1763. tom. x. pag. 2 69. CO Cod. Chartac. nana. II. inter Li-
(2) li- pag- 15- gales circa medium ..

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DE* SEN ATOR I DI ROMA 479
Corrispondendo però Agostino alla nobiltà , e virtù
,,

„ de* suoi Maggiori , si rendette pregiato in opere di Ar-


„ mi, e di Lettere, massime nelle Scienze legali , che
„ professavano in quell* età insigni uomini , con rinnovare
,,
gli esempj de* secoli felici di Atene , e di Roma , quan-

„ do i più de* Giureconsulti erano gran Filosofi , e princi-


„ pali cittadini, rispettabili per condizione ,
per dignità*
„ e talor anco per gli trionfi menati in sul Campidoglio.!
,,
de i nomi dc’quali va tuttavia fastoso il Romano Dirit-
,,
to (1), de’ risponsi loro compilato . Una carta scritta
„ li 20 .giugno 1450. ci assicura (2) ,
che Agostino dimo-
„ rava quell’ anno in Padova sotto la instituzione degli

„ abilissimi professori, quivi leggenti, e stretto in amici-


„ zia con itMarco Quirini , e Jacopo Bragadino , patrizj Ve-
„ ncti , con Geminian Bresciano Rettore de’ Giuristi , e
„ con altre persone, precipue di quella Università .

,, Quindi tornò in patria fornito di belle cognizioni, le-


„ gali non solamente , ma delle umane lettere ancora ;

„ onde il ^Magistrato di Trivigi , volendo stipendiare un


„ pubblico precettore di eloquenza , e di poesia nell’ an-
,,
no 1475. , a lui ne commise la scelta 5 e molte incom-
„ benze onorevoli (3) affidò alla sua integrità, destrezza,
,,
e perizia , massiipe di legazioni al Principe ; che a* me-

„ riti di esso rendè illustte testimonianza ne* suoi Re-


,,
scritti (4)

,, Quanto agl’ impieghi militari, ne* quali pur servì egli


„ la patria utilmente, i registri della Proveditorìa (5), e
O o o -2 risto -
(O Pompon.?» Enchiridio.Pjncirol- (3) Lil». D. Extraorci. Provia.Tarvi*.
de d. LL. ioterpr. Guil. Grotiu< de Vi- pag. 19. et 4i.An, 1475. 1476. etc.
ta J. Consult. etc. (4) Regist. litter. Ducal. in metnbt.
. (1) Appreiso Moniignor Canonico ivi pag. 9.
Francetco di Onigo * difendente dal (y) Lib. D. cit. pag. an. 1474.
.Senatore. \
I
480 STORIA DIPLOMATICA
*
•»
,,
1 Istoria Trevigiana (1) il connumerarono Capitano de’
*

*
,, Guastatori , e delle Cernite Trivigiane contra i Turchi,
„ infestanti colle scorrerìe il Friuli ,
fra molti Uficiali qua-
„ lificati ,
che guidarono Squadre Viniziane
le ,
colà spe-

•I
„ dite a respingere il nemico .
• I *
,, Che in servigio della S. Sede si adoperasse egli czian-
'

dio egregiamente ,
non ce ne lascia dubitare la Bolla ,
j,
colla quale Innocenzo Vili, il destinò Senatore di Roma ,

y, dichiarando aver a quel carico eletto lui ,


litterarum eia-

y,
ra prudenti a insignitum ,
rectitudinis ,
ac iustitiae ama-
fili
,, torem ,
et aliis magnis ,
et arduis Apostolicae Sedis ne?o
»;
l
l

* *. „ tiis tandiu comprobatum : comechc s’ ignori ,


quali pre-

;
t *!*
jy cisamente fossero que* difficili ,
e grandi affari , ne*
ri » quali s’ era di lui fatta prova . Ora quantunque la indi-

„ cata Bolla porti 1


*
anno 148-7. xvm. Kal. Julii , pontifica-
. #•»
mi,
yy tus nostri Anno 111. ; innanzi all* 1489. non entrò il Cav*
i n Agostino di Onigo all* Uffizio con quella conferitogli
y9 , 5

sotto di essa trovandosi la seguente nota : Die decima


f" yy

».
• #
iti*

y,
quinta octobris 1489. juravit cor am S. D. . . . . c D. de N
yy Attavantis Cane. Apostolic. Not. questa Bolla si aggiun- A
A ,,
gc un Breve, segnato die xvn. augusti mcccclxxxi x.pon-
yy tificatus nostri quinto ,
in cui ,
de tua prudentia , dice il,
c *
'
a 4 „ Pontefice , fide , integriate ,
et boriiate plurimum con -
' . il li
fidentes .... tibi concedimus ,
et impertimur plenum , et
liberum arbitriumy ab omni juris ordine distinctumy et abso -
i :


I
yy

M ad justiiam

i

,,
lutum etc. celerius ,
et expeditius administran-

„ dam . Sotto l’ anno istesso a 24* di settembre


il Veneta

\
ililH
i yy
Governo col nome di Agostino Barbarigo , allora Doge ,
„ indirizza un’ ampio passaporto universi, et singuliy tam
,
iil l>

yy
amicis y quam fideLibus , pregando gli amici , e coman»
;

il .

„ dan* > ***.
(1) Bjnif. an. 1477. p. 142 «. ed:*.

'•
»,L

'»r
$

I
DE* SENATORI DI ROMA 481
dando a’ sudditi ,
che scndo designatus Almae Vrbis
„ Senator Spect. Doctor , et Eques , ac dilectus Civis noster
„ D. Agostinus de Vonico , qui in praesentiarum proficicttur
„ ad dictum eius CMagistratum , gli prestino aiuto , c favo-
,, re ,
onde abbia spedito ,
e libero transito ,
senza sog-

,,
giacere a gabella, cutn equis ,
indumentis ,
libris ,
ar-

„ £ enteriis , et quibuscumque suppellectilibus , et rebus suis .

„ Da quali documenti , che serba originali


i 'Monsig. Viri-
«

,, cenzj) de’ Conti di Onigo ,


Arcidiacono della Cattedrale di

„ Trivigi , disceso dal detto Senatore ,


abbastanza risulta

,,
che questi vestì la Toga Senatoria verso il principio di

„ novembre anno 1489. , e corrispose poi nell* eser-


dell*

„ bene alla espettazione del Sovrano , da cui.


cizio tanto

,,
gli venne imposto quell’ illustre carico , che , terminati.

„ li sci mesi della ordinaria sua durazione , di nuovo


„ 1 * ottenne per un secondo reggimento . Il perchè repli-,
„ caramente si registra 1489. : Agostino d’ Onigo da Tre-

„ vigi ... e 1490. il medesimo Agostino ,


nella Serie Cro-

,, nologica de * Senatori di Roma ,


che ha inserita nel terzo
,,
libro dello Stato della Basilica di S. diaria in Cosmedin (1)

,,
l’Arciprete Gio. CMaria Crescimbeni ; il quale nella storia
,, della stessa Basilica Q2) aveva opportunamente ricorda-

,, to , quanto riguardevole sempre , e cospicua fosse la cari -

„ ca del Senatorato di Roma ,


anticamente appoggiata anche
,,
a' Re fra gli altri a Carlo L Re di Sicilia , che due voi-
, e

,,
te la gode, cioè a tempi di Niccolo 111 , e di lMartino IV.etc. .

„ Ma interruppe morte questo secondo governo del


la

,,
Cav. Agostino ; il che apparisce per una commcndati-
„ zia (1) , che il medesimo Doge Barbarigo scrisse li 29. di

CD Cap. 4. pag. ij», (O Membrana autogr, pretto D. Vinc.


(*) Lib. vi. cap. xx. . de Vonico Arcidiacono di Trivigi
482 STORIA DIPLOMATICA
„ agosto del prefato anno 1490. al famosissimo Hermolao
,,
Barbaro ,
Dottori ,
et Equiti , Oratori nostro in Curia j in-

„ caricandolo di patrocinare figliuoli , ed eredi Spect.


i

„ q. Dni Augusti» de Vonico Civis nostri Tarvisini , defuncti


„ postremo Senatoris Romae ; i quali eransi avviati colà
„ occasione in primis recuperandi , et in patriam deferendi
,,
res ,
et bona quaecumquc dicti defuncti • Riportarono
„ eglino il corpo dell* illustre genitore alla patria ,
e da-

yy
tagli sepoltura nel magnifico Tempio de’ PP. Predicatori
yy
di quella città, gli dirizzarono uno splendido Mauso-
„ leo , decorato di nobile Statua, sovraposta all’Arca mar-
„ morca di pregiato lavoro , d* indoratura , e di pitture a
„ fresco , dipinte dal raro artefice Antonello di Messina .
„ Nel Coro di detta Chiesa tuttora vedesi quell* onorifico
„ monumento , affisso nel muro al destro lato dell* Aitar
» maggiore ,
colla qui soggiunta particolarizzata inscri-
„ zione, che ne dichiara il soggetto.
DEO MAXIMO
AVCVSTINO VONICO V. C. PILEI F. IVRISC. EQVITI
COMITIQ. CVNCTIS IN REBVS CASTE INTEGREQ. VERSATO
DE PATRIA OPTIME MERITO QVI QVOM. HONOR.
S VMM AM IMPLESSIT ANN. AETATIS LXIII. MENS. IX. D. XIIX.
SENATORIO MAGISTRATV FVNGENS VITAM QVOQ.VE IPSAM
TERMINAVIT ANNO GRATIAE MCCCCXC. POSTRI. SEX.
INNOCEN. Vili. PONT. MAX.
*

"PILEVS AVRELIVS HIERONYMVS F. PIISSIMI


REVECTO IN PATRIAM CORPORE
H. M. H. N. S.

Nel suolo poi , scolpito leggesi sopra la lapida sepolcrale


AVGVSTINVS VONICO ALMAE VRBIS SENATOR .
Alle suddette notizie del Senator Agostino de Conti di OnigOy

partecipate al detto P.Verani dal cortese., ed erudito CMon-


sig.
DE* SENAT ORI DI ROMA 483
sig. Rambaldo degli Azioni , aggiungeremo , come il medesi-
mo Senatore fu lodato nelle sue Poesie da Girolamo Bono-
nio ,
celebre Letterato Trivigiano del xv. secolo; le quali
esistono in un Codice della Biblioteca de* Ladri Camaldo-
lesi di S. Michele in Murano , ove leggesi (1) la seguente .

Epitaphium Augustini Vortici Clariss. Senatoria "Urbis Romae.


Antiquos Cinercs ,
venerandaque busta priorum
Qui colis ,
haec legito , carmina pauca liberi s ,

Inter enim Curios , Fabios , Sanctosque Catones

,
Hinc etiam est aliquo dignus honore lapis
Hoc Augustinus tegitur de gente Vonica y
Metropoli Venetus , Tarvisio patria .
Insignis titulo jureconsultus equestri y
Virtuturn large qui decus omne tulit *

Occidit ,
arnissum Roma lugente y
Senator ,
Dignus ab aeterna postergate coli »
Dal Gigli nell* istesso anno 1490..
si registra Lo-

renzo Bonsignori, senza documento alcuno Fu certamen-


te Senatore nel detto anno , e ne* susseguenti 1491., e

1495. Ambrogio Mirabili; di cui fa menzione il Continova-


tore della Storia Ecclesiastica del Fleury (ì) , dicendo, che
nell* elezione di Alessandro Vh ,,
Ambrogio Mirabili , Ca-
„ valier Milanese grandi Feste nel Campidoglio ,
y fece

„ perchè era stato confermato nella dignità di Senatore ,


r
,,
che avea sostenuta sotto il Pontificato d Innocenza -
Nel 1 49 gli successe Alberto Magalotti, di Orvieto V*

come apparisce dall* iscrizione sepolcrale y da lui posta al


suo figliuolo nella Chiesa di S. Maria di Araceli y riferita
dall* autore delle Memorie di detta Chiesa, e dal Galletti($\
Al-
(1) Minareti! Biblioteca p. 16*. CO Taicript. Roman, to. a. paj. jf.
CO Lib. 117. $. 32.
484 STORIA DIPLOMATICA
ALBERTVS MAGALOCTVS VRBEVETANVS DVM SENATORIO
MVNERE FVNGERETVR PETRO FRANCISCO FIL.

DVLCISS. PONI IVSS. VIX. ANN. V. D. VII.

OBIIT A. MCVXCIII. DIE X. IVLII

E
medesimo non solamente nc fa menzione Gia-
del
como Lauro (i)jma benanche trovasi notizia in un instru-
mento, che il nobile Diotiaiuti, figliuolo del qm e ‘Mario Dio
tiaiuti 9
Padre, c legitimo amministratore di Giulio ,
Gioì
Battista , Aurelia ,
e Giacobella suoi figli ,
e la nobile don-
ila Lucia ,
vedova del Sig Giorgio del Pazjo , Ava materna ,
.

e curatrice di Bartolomeo figlio , ed erede del qm Angelo


Diotiaiuti ,
fecero per la vendita dell’intiera metà del Casa-
le ,
e suo tenimento, detto Larvaro , al Cardinal Cibo Arci-
vescovo di Benevento per dote della Cappella della ^Madonna
nella Basilica Vaticana ,
in nome ,
e parte di Innocenzo Vili .
fondata, ed eretta ;
leggendosi ivi (a) : Anno 1 493. indi
ctione undecima mensis mali die sexta . In praesentia mei ,
et
testium infrascriptorum ,ad baec specialiter vocatorum ,
et ro
gatorum constituti personaliter coram extmio iuris utriusque
doctore domino Latino Largio de Spoleto , iudice Palatino ,
et

Collaterali ordinario Curiae Capitolii ,


et ^Magnifici viri do-
mini Alberti de CMagalottis , Equitis , et Comitis Vrbevetani ,
almae Urbis Senatoris illustris , sedente prò Tribunali in
quodam sedili ligneo ,
sito in anticamera Palatii Rmi Dni Car-
dinalis Beneventani infrascripti ,
apud aedes Beati CMarci de
Urbe j
quem locum quoad lune actum prò bonore , et reveren-
lia praefati Rmi Dni Cardinalis prò suo iuridico , et Tri-
bunali loco elegit y et deputavit etc.

Ottenne il Senatorato nel 1494. Andrea Negusanzio,


di Pano , insigne giurisconsulto Ebbe la gloria di esser .

chia-
* CO Scori» di Orvieto pag. ìa. CO Bull. Badi. Vatic. io. a. pag. app. „

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DE* SENATORI DI ROMA 485
chiamato Doctor veritatis Di questa famiglia ne ha formato
special genealogia il Gamurrini (i), c parla del detto Se-
natore Andrea, ,
trascrivendo anche 1
*
elogio funebre ,
fat-
togli da Giacomo Torelli .

Optimus hac lurisconsultus clauditur urna


Andreas decima raptus Olympiade
Stemmate non bumilis ,
sed mentis acumine
Pro Patria dicis , nec Cicerone minor
Non fuit hoc melior Civis ,
nec amantior aequi
Priscorum evolvas tu monumenta licet
Quare dum fuerint Fortunae moenia Fani
Sernper erunt tanti fata dolenda viri .

Il CMittarelli (2), dopo che


ha dato notizia di questa
ci
famiglia ,
nobile anche di Faenza , dicendo : Negusantia
Familia plures peperk pio s, et doctos viros ,joeminas quoque
sanctitate , et doctrina conspicuas
; et licet haec familia variis

victbus ,
temporibus lares transtulerit Bononiam
et Sarsi-
,

nam ,
Arretium , aliasque in Vrbes , et potissimum Fanum $
exploratum tamen est ,
ipsam ex Germania in Italiam dedu-
ctam ,
primum domicilium fixisse in urbe Faventina , majo -
resque ejus gentis denominasse Faventiam suam patriam etc .
soggiunge finalmente , che il detto Andrea fuit Senator

Vrbis anno 1494.. Tractatum confccit de Jurisdictione Capi-


taneorum generalium Comitatus Fani et de legitima electio-
,
ne ab immemorabili facta .
Successe poi il Conte Agamennone Marescotti de
Calvìs, olognese Di . lui ne fa menzione \°Alidosi($) Ma più .

precisamente se ne ha notizia da un instrumento de* 18.


novembre 1494. , esistente nell’archivio Boccapaduli di ven-
,

P p p dita
CO Delle famiglie Toscane, ed I7 m- (3) Dottori di legge Bolognesi na-
bre to. 3. pag.
7 «. e 95. gi n . x*. .

CO "De iiteratura Paventinor.p.i'26.


4 8<J storta diplomatica
dita di una casa di Giovanna, figliuola di Pietro Boccapa
dult j
nel quale si legge : corarn egregio , et sapienti viro
Domino Jobanne Antonio de 3Mareschottis de Faventia le rum
Doctore ,
Judice Palatino ,
et secando Collaterali Curiae Ca- .

pitola, et praesentis magnifici viri Domini Agamennonis CMa-


reschotti de Calvis , Comitis , et ZMilitis K. L D. Bonouiensis
Abnae Vrbis Senatoris Illustris etc (i) E del medesimo .

Senatore all* anno 1494.. ne parla anche il Do//f (a) .


Nell* anno 1495. dal G/g/i si registra Senatore
Silvestro Badoli da Foligno , citando la Biblioteca Vmbra
del Iacobilli ; da cui diccsi chiamato Baldulus . Ma egli fu
Badoli; cd ottenne di esser confermato Senatore nel 1495.
per altri sei mesi
In un Codice ,
che non è cartolato ,
esistente nella li-

breria del Seminario di Foligno ,


scritto da Ludovico Iaco-
billi ,
del detto Silvestro Badoli si legge ,,
: Silvestro Bal-

,,
doli da Foligno fu Podestà di Firenze ,
c poi Senatore di

„ Roma nel 1495. Era persona molto letterata , e stimata .


Di questo scrive ^Monsignor Giovanni Antonio Campano
„ Vescovo di Teramo al Cardinale Papiense , come si leg-
,,
gc nelle sue Epistole al lib. 8. 8. Epist.i 4. cor. 66 . Domi
,,
num Silvestrum Baldolum Fulginatem ,
amicissimum meam y
,,
mira incesserat cupiditas tibi famulandi . Confirmavi semper
„ consilium eius .Et eodern proposito nane quoque , mea sen-

„ tentia, indignus est, qui reiiciatur . CMoribus ,et praesentia

3,
gravis ,facundus e lo quii
,
qui mansuetudine gratus ,littera~

,,
tura bac nostra plusquam mediocris ; iuris plus habens rccon-

5, ,
quam
diti aperti, proferat . Vocationem expectat in dies .

„ Venia non ingratus , etiamsi desint caetera ,quia a me com-


„ mendatus . Iterum Vale . Ul.januarii 1 474. ,, . Nello stesso
Ms.
(lì Notìzia della famiglia Bocca- (i) Famiglie nob. di Bologna p. 537.
paduli pag. 97.
* DE* SENATORI DÌ ROMA 487
Mss. ,
'dovc parlasi de’ Scrittori Eolignati si osserva ,
che
,,
Silvestro Baldoli da Foligno ^ celebre Dottor di Legge, com-
% ,,
poseanno 1470. un Trattato de Patientia , conservato
1
*

,,
nel Convento dì S. Francesco di NoceraNel 1492. fu .

„ Podestà di Firenzj Del 1480. fu Auditore del Cardinale


.

„ di CMontereale L* anno 1495. fu da Alessandro VI. crea*


.

„ to Senator di Roma a io. settembre L’insegna sua di i .

„ Senatore si conserva nella Cattedrale di Foligno ,, . Ed in


altro Codice dello stesso lacobilli , ove trattasi delle Fa-
miglie Nobili di Foligno ,
a carte 279. trovasi registrato :

,,
Silvestro di Giovanni Baldoli fu da Paga Alessandro L7,
» 1’ ottobre del 1495. eletto Senator di Roma per sei mesi

,,
e di nuovo confermato per altri sei mesi a di .... d’ agri-
,, 1495. . Est Breve agud me „ Quest’ istesso Badoli tra-
le .

dusse in latino il CMaccbiaveìlo , come si rileva dalla prefa-


zione della medesima opera in lingua Francese .
Si asserisce dal suddetto Gigli senza alcun documen-

to, esser stato nel 1496. successore Lorenzo de’ anti


Sanese . Dalla vita di Bartolomeo Scala , data alla luce dal
CMaìini , apparisce altrimenti , cioè di esser stato Senatore
il detto Lanti nel 1497.
L’ autore dell’ Osservazioni del Fiorino d’
Oro (l)ci da
notizia, che,, Giacomo Zabarella nell’ Aula Heroum all’an-
,, no 1498. dice ,
che fu Senatore di Roma Gaspare Pal-
,, lavicini * Il Crescimbeni però nella serie de’ Senatori
,, inserita nella Storia di Sharia in Cosmedin , oltre il det-
,,
so Gaspare riporta Giacomo Silvestrini, di Norcia , in detto

,,
anno ,
e Cipriano Fallavicino , Genovese -

Nel 1499. fu Senatore Giulio de’ Scorziati della


Terra della Castelluccia in diocesi di Capaccio ,
ma Nobile
PfP* a g’

CO Par. 3. nuro. 33. pa(. 449.

V,

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488 STORI A DIPLOMATICA
aggregato al Seggio- di ^Montagna di Napoli (i) . Fu egli va-
lente Giureconsulto ; e perciò nell* anno 1483. dal Re Fer-
dinando fu dichiarato Giudice della Gran Corte della Vica-
ria , e nell* anno seguente suo Consigliere , ed Vditore
Nel 1494. comprò la città di Satriano ,
ed i Castelli di Tito ,
e Calvello ,
devoluti alla Regia Corte per la ribellione di
Guglielmo Sanscverino ,
Conte di Capaccio .. Niccolo Toppi
nella sua opera De Origine Tribunalium (2) trascrive una let-
tera di Ludovico XII. Re di Francia , impegnato con Alessan-
dro VI. a deporre dal Regno Federico ; nella quale ,
data
a 14 .aprile 1499. si : legge „chc per la singolarità, pcr-

,,
fetta integrità , c confidenza ,
che detto Re aveva della

,,
persona del carissimo, c grande amico Sig. Giulio de
,y
Scorsiatis , Senator di Roma , c per lo suo gran sapere y

,,
nobiltà, prudenza, discrezione, legalità, condizione,
,,
esperienza ,
e buona diligenza , detto Re lo ritiene nell*

„ officio di suo Consigliere, c Ciambellano,, . Nel 1495.


assistè alla rinunzia ,
fatta del Regno da Alfonso II. a Fer-
dinando suo figliuolo . Ma ,
dopo la contesa del detto Re
con quello Spagna , Giulio , che avea seguite le di lui
di

parti, fu dal Gran Capitano dichiaratoribelle e privato di ,.


1

tutti i suoi beni , e carcerato nel Castel Nuovo Uscì di .

carcere col pagamento di dodici mila ducati . Ma avendo


poi inteso , che sarebbe stato di nuovo carcerato , se ne
fuggì dal Regno , c si condusse in Roma, secondo riferisce
il Vassaro ne’ suoi Giornali della Città di Napoli . E fu nuo-

vamente Senatore nell’ anno 1 5 li.; come si dirà a suo luo-


go Il che tutto ampiamente vien riferito da Giuseppe Vol-
.

pi (5) E qui prima di passar oltre, conviene avvertire,


che
£1) Tittini Origine ié' Seggi «K Na- di Benevento etc. pag. Ì04.
poli , e Nicola d’ Albajio Memorie per (a) Par. 2. pag. 22.
di Capac-
la reintegratone della famiglia di (j) Cronologia de’V escovi
D. Gio. Leonardo Oniao alla Nobiltà ciò p.27i.a 276.E disione seconda 1751»
DE* SENATORI DI ROMA 489
che tanto nella serie del Gigli, clic in quella stampata dal
Salomoni ,
trovasi una grande contusione ,
avendo chiama-
to il detto Giulio ,
éMazjjeUi ,
'JMazjjttti anche nc’
c così

manoscritti del Valesio ,


esistenti nell'Archivio Capitolino ,

ne* quali leggesi Bozjutus . E quel che è peggio nell’ an-


no 15 u. e due le
in tutte
,
dette serie, dopo aver collocato
tra Senatori un Giulio Sonnino , Napoletano , e trascritta una
di lui conferma de’ Statuti dell arte della lana , c 1* altra’

de* Statuti de* Vaccinari colla stessa data del 1 512. fatta dal
Scorciati si soggiunge : ,,
Onde , o furono due Senatori ,

,,
ovvero così diversamente detto „ Riflessione veramente .

degna , e bastevole ad appagare 1* altrui curiosità di saper-


ne il vero
Nell’ 1500. Agamennone Marescotti, che da Sisto IV.
fu fatto suo Cameriere Segreto ,
c da Innocenza Vili. Sena-
tore di Roma, tornò ad esserlo nel detto anno, avendolo
- eletto il ; siccome scrisse Ambrosio
Pontefice Alessandro VI.
o
Landucci, trattando dell’origine della famiglia éMarescotti (1).
Al solito senza documento registra il Gigli tra’Scnato-
ri Pietro Chitani, da Cesi, nel 1 500. ; ed asserisce, che prose-
guì ad esserlo nel 1501. Di lui ne fa menzione il Cartari (2),
dicendo $
ex Antonio Caesio ,
et Angela Tornabilia Narniensi
Petrus Senator Vrbis Ed andò
egli incontro con i Cardi-
.

nali ,
Corte Romana a 23. dccembre 1501.
e Prelati della
al Cardinal Ippolito d’Este, figliuolo di Ercole Duca di Ferrara

che si portò in Roma per solcnnizare le nozze di Lucrezia


Borgia con Alfonso d* Este suo nipote (3) .

Trovasi nei 1502. Senatore Polidoro Tiberti, da Cesena.


Di lui ne fanno menzione il éMazss>ni (4) , Giovan Battista
Bra*
CD Indagine del B. Niccolò Mari- CD Buchard. ne* Diarj
«cotti cap. 1. pag. 4.. e ij. (4) Caesenae Chronol.t- 14. in The»*
Syllabut Advoc, Consiit. p. 75. Hisior. «tal. to. zx. par. tii. col. 63.
45?o STORIA DIPLOMATICA
Bruschi (i),ed il Chiaramonti ;
il quale (2) parlando di Cesare
Borgia ,
allora padrone di detta città , dice : Hi fuere Bor -
già e m civitatis imperio mores . Quod vero dixi ad dignitates
evcctos Caescnatesjn aliquibus tamen videtur arte ea politica
factum ,
ut specie honoris potentcs Cives amandaret ,
Polydo-
rum Tibertum , Senatorem factum , a Caescna removit
Nel 1502.ru Senatore eziandio Lorenzo de LANTis,di
Siena (3) E 1 Vgurgicri (4) asserisce , che proseguì ad es-

serlo nel 1503. Ma dal Gigli si registra, senza però docu-


mento alcuno, Antonio Lanti, da Siena ,
figliuolo di Loren-
zo nello stesso anno 1503. Il CMandosio però nelle sue no-
te manoscritte all* opera dell’ Vgurgieri (5) lo attcsta.
Dal Dolfi si asserisce , che da Alessandro VI. fu fatto
Senatore Giovanni di Francesco Bolognini, Cavaliere , c
Dottor di Leggi in Bologn.t senza individuar l’anno 3 come y

anche Andreantonelliy registrando gli Uomini illustri di Ascoli


Piceno , scrisse : Bcrnardus Falconeria Asculanus , Aquilae in
Vestinis primo Gubernator , inde Vrbis Romae summus Se-
nato?' sub Alexandro VI. Pont <5Max. memoriam servat Lau- .

rentius Falconerius S. Stcphani Eques ,

Nel 1 504. fu Senatore il Conte Carlo de Maschis di


Rimini (
6) E di
. questi riferiremo tutto quello ,
che nelle
erudite Memorie istoriche di Rimini ,
e de* suoi Signori , re-
centemente publicate, di lui lcggcsi, cioè ,, solo quel Carlo

,,
de’ -Falaschi da lui beneficato ,
e col iavor suo_( cioè del

,,
Duca Borgia Valentino )
creato da Papa Alessandro Scna-

,,
torc di Roma, in data dell* ultimo di marzo del 1503. a
„ cominciare dopo Antonio de’ Lanti , che vi si trovava a
com-
(1) Memoriae Caeienate* c»p. 25. (4) Pompe Sanesi par.i. t.H.p.231.
num. 34- pag- 334- (7 Loc. cit.
(2} Hiit. Cae»en. lib. t 6. p. 748.' (6) Sta. arti* lanae jt.ianuarii 1505.
O) Stat. art. lauae 8. aulii 1502. (7) In Bologna 1789. p<g. 287.0.288.
DE* SENATORI DI ROMA 49 r

,,
compierlo per Lorenzo ,
pur dello stesso casato de* Lan-
„ ti , tutto volto poi ad adempiere le istruzioni del Pon-
„ tefice Giulio , che a dì 6 di agosto il confermò Senatore .

„ per un altro semestre , recatosi di persona a Rimino , fu


„ quegli , che con Antonio Dini , e Cesare de' Cattagli , vec-
chi aderenti de’ {Malatesti introdusse di bel nuovo in

„ città Pandolfo , quasi mostrando convcrtito in amore


„ 1
*
antico odio alla signorìa di quel casato . Dopo il qual

„ servizio ,
renduto a Pandolfo ,
giusta le occulte mire del

,,
Pontefice ,
ritornato in Roma ,
e satisfatto all’officio di

„ Senatore anno seguente creato Conte del Sacro


,
fu all’

,,
Palazzo Latcranense $ c quindi avuto in governo Città
„ di Castello pel 1505. e pel 150 7. Norcia , cd annessi
„ fu alla fine premiato colla Tesoreria di Romagna Vcnu* .

„ to per tal modo assai facoltoso , potè in quel medesimo


„ luogo , dove i {Malatesti aveano atterrato la sua pater-
„ na abitazione edificare un nobile, c ben inteso Palaz-
,

,,
zo ,
che anche in oggi ,
posseduto da Signori Lettimi
'

,,
reca ornamento alla città, come quello ,
che giustamen-
„ te è riputato disegno del famoso Bramante ,
che Carlo
„ ne recasse di Roma . Quivi però ,
alludendo alla supc-
„ rata alterigia, z tirannide {Malatestiana, divise a gran
„ lettere ne* fregj Ielle finestre il seguente motto, che da
„ pochi anni vedi X alquanto cangiato Nichil tam alte :

„ natura posuit fai le ,


quo non possit eniti inclita virtus
Nel 150 j.trov. si sostituto il Conte Carlo de Grassis,

di Bologna (1) . E el 1506. Giovanni de Morattini di


Porli, Egli è mentov. to nelle opere del Vecchiazjjtni (a) ,
del
Bonoli (3) ,
e del {Marchesi
(4) . Dalla Cronica {Manoscritta
di
CO Stat. suddetti ij. apr ii» sjoj. C?) Istoria di Forlì pag. 299.
CO Istoria di Forlinapopoli par. 2. (4) istoria della stessa città p. 610.
lil». 18. pag. 243.
4P* STORIA DIPLOMATICA
, abbiamo anche notizia , che detto
eli Forlì ,
altrove citata
Giovanni „ Guardo , uno de’più valorosi soggetti
fu figlio di

„ della fazione Guelfa di Forlì , Dottor di Leggi , Senator


„ di Roma nel 1 50 5 .,e morto Pretore di Bologna nel 15 1 1.
Ebbe da Francesca di Pier Francesco Albióni di lui moglie
„ due figliuoli.Gadn/o, e Francesco Canonico , ed una figlia
,,
Elena , maritata in Giacomo , di Livio Kidolfi . Guardo
„ sposò la figlia del Generale Bell) Belli , da cui nacque
„ Giovanni , da cui ne venne Francesca , che fu sposa in
3,
Alessandra Tedosi di Faenza .
Fu di lui successore nel .1507. il Conte Giovan-Bat-
tista de Castello , di Bologna (1). E nel seguente anno il
Conte Antonma^ia de Sala , parimenti di Bologna (i), Acuì
successe nello stesso anno il Conte Egidio Angelo Arca,
di Kami (3) Ed in Campidoglio nella Camera interna
.

dell* abitazione del Senatore , ve n’c memoria nella seguen-

te iscrizione, riferita dal Galletti { 4), cioè :

ALGIDI! .ANGELI ARCA NARNIEN. EQVITIS V. IV. DOCT. COMI


TIS VRB 1 S SENATORIS ANNO MDVIIII. IVLIO II. SEDENTE
Nel 1509. gli fu sostituito Conte Galeotto de Gual-
il

dis, Bimincse (5). Di lui trovasene memoria nelle opere del


Beltnonti {6),
c del Clementini (7 ) . E nella Chiesa di S. Aga-r
stino in Rirnini vi è 1* iscrizione ,
che siegue :

GALEOrTVS GVAI.DVS NOBILIS ARIMINI ROTAE FLORENTINAE


AVD TOR ROMAE SENATOR
1 jQVI CONSILIORVM -ELEGAN
TISSIMA ED 1 DIT IN LVCEM VOLVMINA DVO .

Si colloca nell’anno 15 io. Pietro Borghese, di Siena, dal


Gigli ma senza documento , c con errore circa il tempo,
co-
(1) Stat. ar.lanac 18. septem. T507. stat . art. lanae 6 novemb. 1506.
.

(2) Stat. Boarior. 5. iunii 1508. (6) Genealogia della famiglia Ga-
(3) Stat. suddetti 13. novem. ijo\ mmate pag. 1^5.
(4) Ioscript. Kom. to. 2. pag.xi. (7) Istor. di Rimini par.i.
(5} Stat. ^sudd. iP. octob. 1507.pt
DE* SENATORI DI ROMA 4*3
come si vedrà in appresso . Onde piuttosto convien dire ,

che in quest’anno 1510. fu Senatore Pietro Cenni di


Faenzjt . Di cui il Flaminio in una sua lettera de Laudila!
Vrbis Faventinae , scritta ad Antonium Puccium S. R. E,
Cardinalern ne parla , cioè t Eques creatus a Julio PP. II.
apud quem tanto in b onore fuit ,
et adeo ab eo dilectus , ut
non solurn Romae fecerit Senatorcm ,
sed etiam prcventus
omnes Faventiae Civitatis esse illius voluerit , nil omissurus
si diatius vixisset
,
quod ad illttm amplifìcaudum , et illu-
Hrandum pertinerc posset $
come leggesi anche nell’ opera
del CMittarellt (1) , da cui si ha parimenti notizia (a) , che
Pietro Cenni , sia lo stesso, che Pietro de b/dovinis , dicendo :
Petrus de Indovinis vivebat tempore Ju/ii IL ,
eum laude ab
eodem Flaminio nomina tus , sed sub nomine Familiae Cenni »
Videiur Cennis fuisse pater Jobannis Baptistae , et avus Ni-
colai ,
a quo familia de Indovinis ,
dieta subinde fuerit
de Cennis .

Nei 15 1 1. fu Senatore il Conte Pietro de Squarcia-


l-upisFiorentino (3) , il quale intervenne nella sessione
,

prima del Concilio Lateranense a io. maggio 1512. (4), ed ivi


trovasi dopo i Generali degli Ordini Regolari così regi-
strato : Senator Urbis ìMagnificus Dominus Petrus de Squar -
c-elupis ,
Florentinus . Si annovera dal Gigli per di lui suc-
cessore nell’anno 1512. Pietro Donato Equitanio, da Cesi 3
senza recarne documento $ ma non gli si deve prestar fe-
de ; imperciocché lo stesso Squarcialupi si legge, esser in-
tervenuto nella sessione 2. de’ 7. maggio 1512. (5) c nella
,
sessione 3. de i 3. deeembre del medesimo anno ,
dopo il

Ministro Imperiale »

jCO De literatura Faveutinor. p. 5 6.


Q q q Fu
(4) Labbei Conc. gen. to. 19. edir.
C2) Pag. 1 io. verbo Indovinili ,
17J2. pag. 680.
(3) St. art. Boarior. 29. iulli ijil. (5) Labbei loc. cit. pag.710. e 731.
494 STORIA DIPLOMATICA
Fu certamente di lui successore Giulio de Scorzia-
tis, della Terra della Castellacela, diocesi di Capaccio ;
come
si è detto più diffusamente nell’anno 1499., in cui fu per
la prima volta Senatore. E che il suddetto Giulio fosse stato
il successore, apparisce dagli atti istessi del detto Concilio
specialmente nella sessione v. , tenuta a iG. febrajo 1513.
nella quale intervenne come Senatore , e si legge registra-

to dopo i ^Ministri Regj , come siegue(i).


Illustrissimi domini Temporales , et Senator Vrbis
' lllustrissimus dominus Fridericus ^Marchio CMantuanus
CMagnificus dominus Julius Scorciatus Senator Zi r bis
Dnus Hieronymus Benzjm unus ex Vrbis Conservatorib.
Così anche si legge nella sessione 6. a 2 y. aprile del me-
desimo anno 1513.
5
Questo istesso Senatore Scorzjati nell anno 1511. an-
dò ad incontrare GMonsig, CMatteo Langio , Vescovo Gurcen-
se e Vicario Imperiale in Italia di CMassimiliano nell’ in-
,

gresso in Roma. Onde Pietro Valeriano (2) scrisse, che


nelf arrivare il detto Vicario Imperiale a Ponte molle : ibi
tum Senator Vrbis cum frequentissimo Romanorum Civium
comitatu ommbusque Reipublicae totius ordinibus , qui mu-
,
-
nus aliquod in Capitolino foro , vel in urbe gererent , exquisi
fiori sermone Gurcensem excipit , et amoenitate Neapolitanae

facundiae demulcct .

S’ introdusse in questo tempo 1



abuso d’ imbussolare
per Conservatori persone di vili condizioni ,
cioè Vacci-

nari ed altri uomini ignoti . E perciò la Nobiltà Romana


,

ricorse al Pontefice ,
supplicandolo di eleggere tre persone
gravi cd illustri ,
le quali rimediassero a detto abuso , e
,

ad altri disordini introdotti ;


come apparisce dalla suppli-
ca
, £0 Labbei Con. gen. to.19. p. 766. Rer. gerooan. tom.a. pag. 575.
(a) Marq .lardi Freheri Scriptores
DE* SENATORI DI ROMA 4 **
ca data al Pontefice, che '1 Bicci , avendola estratta dall* Ar-
chivio di Castel S, Angelo ,
la publicò nella sua opera (i) j
la qual supplica secondo 1* .epoca , segnata su di essa,
1* attribuisce a Leone X. Ed c la seguente :

Beatissime Pater . Sedes Apostolica consvevit regere ZJr-


bem curo gubernatione timoris , et amoris . Gubcrnatio timo-
ris per Gubematores , et Baricellos $ amoris autem per Con
servatores Camerae Urbis . In quo magistrata nisi a Sancti-
tate Vestra ordinentur viri graves , et benemeriti, non possunt
ex voto res succedere , et experientia in proxima Sedis vaca-
tane ostendit . Si graves in dignitate conspicua Conservatorum
concessissent , tMonasterium , et Ecclesia S. Pauliy rapinas , et
vim passa non fuissent . Et ideo consveverunt v estri Pra e de-
cessor es non sorte , et fortuna , sed circumspecte , et pensate

graves viros ad eum magistratum , et in primis semper unum


Juris Doctorem deputare , secundum temporum exigentiam , sin-
gulis tribus mensibus ,
quia alia tempora alios viros postu-
lane nunquam consuevit arbitrio Plebis imperitae , et re-
,
et

rum novarum avidae . Bussolae nomine aliquando usi sunt


prò clipeo ad reiiciendas Cardinaliurn , et aliorum prò amicis
importunas supplicationes ,
ex arbitrio tamen suo creabant •

Conservatores praesentes deceperunt Sanctitatem Vestram in


petendo imbussolationem nomine Populi de omnibus officiis ,

patet ex supplicationibus, Sacro Collegio , vacante sedey factis ,

ubi petita fuit tmbussolatio solum de officiis resfitutis , quae


iuste petita est ,
quia nullam iurisdictiovalem administra-
tionem . .. . Non audet Populus ligure manus Sanetitati ve-
stra e in gravibus . Faciat sibi legi Capitetia Samtitas Tua ,
ubi scriptum inveniet , videlicet ,
quod supradicta officia im-
bussolentur etc. «!Moderni Conservatores timent retractari

Q q q 1 mul-
CO Notizia della famiglia Boccapaduli pag. 7*5.
4 96 STORIA DIPLOMATICA
multa ,
perperam per eos gesta ; ?/ ideo procuraverunt pie -
beios lmbussolatores creari , exceptis paucis , et prò eis im-
bussolavi iuvenes imperitos ,
?x multos etiam vilissimae con-
ditionisy ut est quidam lacobus deCivitate Castclliyforensis, ?£
servitia Domini Guglielmi de Sermoneta , ?/ alios
qnosdam vilissimos de Regione Ripae ; Nobiles vero rejece-
runt in dedectis Sanctitatis Tuae , Populi Romani . 0r-
dinatum fuit , »? de eadem familia imbussolar entur plures ad
Conservatoratum ; contra fecerunt imbussolando duos de Can-
cellar iis ,
duos de Perleonibus ,
duos de CMagdalenis y duos
de CMatteis . Item sese imbussolaverunt Conservatores y et Prior
praesentes ,
et jilios ,
et fratres y et quoscumque proximiores ,

qui y
x? neglectis , alios digniores debebant imbussolare .

W Reformatoratum Studii debent secundum Bullam Eu


£<?»/; Papae deputari Cives primiores Vrbis ,
quos de -
?xx? #»<*x Doctor $ exceptis paucis ,
omnes sunt viles
imbussolati y ?/ maior pars ipsorum imbussolatorum .

ordinatum y quod ad plura quam duo officia nemo imbussoletur ,

contra fecerunt imbussolando ad tria ,


quatuor y ?* in
fraudem filios ,
nepotes ,
fratres y ?/ propinquos . <?r-

dinatum y quod nonnisi nativi Cives imbussolarentur , ?/ £?»?-


meriti $ /y>x/ omnium horum colluviem imbussolaverunt ,
quos Corsum quemdam Vaccinarium , alios inco

gnitos multos .

Reiecti a Conservatoratu y
?r Primioribus ^Magistrati-
busy conspiratione facta contra optimos quosque y
x#»f
Eligat Sanctitas tua tres graves , ?/ conspicuos viros

ad Conservatoratum nunc ,
?x «W? corrigere scianti
et velint , ?/ futura bene disponere ;
initium tui augustis-
simi Pontificata hoc dcsiderat ,
?r ixf* celebritas Assumptio -
nis glorio sissimae Virginis CMariae de mense augusti y
nonae ordinario y et cura ,
alia quaedam y qua e Populus
Roma -
DE* SENATORI DI ROMA 497
Romanus ad gloriar» , et honorem Sanctita-
constituit facere

tis tuae , et tuorum Quod non sic ex voto potest exequi pro-
.

pter ineptitudinem Conservatorum Cana Nobilitas Vrbis .


*

Nel i 5 14. fu eletto Senatore Giacomo Bovio , di Bo-


logna (1) .Di lui si legge nel muro esteriore del Palazzo
di Campidoglio la seguente iscrizione , riferita altresì
dal Galletti (2) :

IACOBO BOVIO IVRISCON. BONON. SENATORIAE MAIESTATIS


MVNERE LEONE X. PONT. MAX. SEVERE COMITERQ.
INTEGERRIME FVNCTO S. P. Q. R. VIRTVTIS
ERGO BENEMERENTI MDXIIII.
Egli fu da Adriano VI. nuovamente eletto Senatore ,

secondo riferisce 1
*
Alidosio ,
parlando de’ Dottori di Bolo-
gna (3) j come pure racconta il Cartari (4) $ quali ci i

danno eziandio notizia, che non potè esercitare il Senatora-


to , perchè fu prevenuto dalla morte nel 1 52». Di che si
fa anche menzione nella lapide sepolcrale , esistente nella
Chiesa di S. Domenico in Bologna .

Intervenne nel Concilio dìLaterano nella sessione de’ 5.


maggio 15 14. (5), e si legge registrato il suo nome dopo
i "Ministri Regj , come siegue . CMagnificus dominus Jacobus
*!

Senator Vrbis .
Il Conte Pietro Borghese da Siena , fu Senatore nel
,

seguente anno 1515. (6) j e proseguì ad esserlo fino all’an-


no 1 5 1 6 . , secondo riferisce éMarckesano nella dedica della
sua opera de Commissionibus a Paolo V Nell’ opera di Àbra- .

mo Bzjrvio (7) si legge : Inter istos eximios viros Petrus


Burghesius , Leone X . Ecclesiam Romanam administrante ,

Sena-
ti) Staf Boarior. anno 1514. gi".904 e 9°J-
-

(2) Inscripr. Rom. to. 2. pag. 12. (O Star. Boarior. 4. Nov. ijij.
O) Pag- xy». (7) Vita, et gena Pauli V. Borghesi!
(4) S/llabus Adrocat. Consiator. pagin. 2. I.

(Ó Labbei Concil. geo. to. 19. pa-


498 STORIA DIPLOMATICA
Senatoriam dignitatem in Capitolio maxima cum laude susti-
nuit,ipsumque Leonem,patriae suae subir atum, mira dexterita-
te rcconciliavit. E Girolamo Gigli(i) ancora ne fa menzione,
dicendo questo Pier Antonio diNofrio Borghese, spedito
„ Ambasciatore a Leone X., il quale lo fece Senatore di Roma.
Fu di lui successore il Conte Pietro de Sqvarcialupis
Fiorentino (2) ; e che proseguisse ad esserlo fino al 1 520.
*
1
*
asserisce il Gigli fondato sulla conferma d € Statuti dell
arte della lana da lui fatta a \o.decembre del detto anno. Ma
dall’ accennato documento può ben apparire ,
che fosse
stato Senatore nel 1520. nuovamente , ma non già dal 1 5 17.
fino al detto anno . Tanto maggiormente , che il Iacobilli
nello stesso anno 15 17. dice , esser stato Senatore Cesare
de Cesi, da Narni j e dal Saracini , come si vedrà in appres-
so, si asserisce, esser stato nel 1519. il Conte Gabriele Bo-
narelli di Ancona, che il suddetto Gigli registra nel 1521.
Come anche dagli atti
,
più voltecitati , del Concilio Late-

ranense apparisce ,
esser stato Senatore un tal Giotan Bat-
tista ,
il quale intervenne nella sessione 2. de* 16, marzo
15 17.(5) ,
c trovasi descritto dopo il Ministro Imperiale ,

come siegue :
«
"Magnificus dominus loannes Baptista Sena-
tor Vrbis .

Il Conte Gabriele Bonarelli, di 4 ncona, del ramo de*


Bonarelli della Colonna ,
figliuolo di Giacomo ,
parimenti
Senatore nel 1585.,, nc* suoi primi anni, dice il Sara-
„ cini (4) , applicatosi alla militare disciplina , fu Luogote-
„ nente del Duca di Vrbino nell’anno 1494., mentre detto
,,
Duca era Generale dell’ armi in Italia di Carlo Vili . Re
„ di Francia e Prefetto di Roma , come si veggono pu-
bli-
(0 Diario Saneie pag. 112. (4) Notizie istoriche di Ancona p*-
(2) Stat. suddetti p. maii 1517. gin. 4 93 *
Ò) Labbci Concil. gen. pag. 983.
DE* SENATORI DI ROMA 499
„ bliche patenti , descritte anco in una lettera da Dionigi
„ Atanagi $ dell* anno poi 1495. fu Presidente di Romagna ,
„ e Commissario Apostolico dell’ armi a tempo di Alessan-
„ dro VI. nelfanno 1500., e fu Generale delle Galere Pon-
tificic contro i Turchi a tempo di Giulio 11 1 anno 150 6

. .
,,

„ Fu Senatore di Roma a tempo di X. negli anni 1519.


„ c 1520. e nella Sede vacante di detto sommo Pontefice
,,
fu in quell’ officio dal Sacro Collegio confermato , e da

„ Adriano VI. successore di Leone riconfermato ,


come ne
,,
scrive il detto Dogiioni con le Croniche di Forlì ,
e li Bre-
„ vi, e Patenti viste , e lette da me scrittore, tanto
,
del so-

„ pradetto Giacomo , quanto del detto Gabriele ,, . All’ in-


tiera serie di dette notizie ,
che il Saracini ha trascritta dal -

Dogiioni ,
avendoci aggiunto ,
come ognun vede ,
di aver
osservato i Brevi ,
e le patenti originali della dignità Sena-
toria conferita al Bonarelli ,
non può dichiararsi intiera-
mente confutato il detto Saracini ,
come pretende il Gigli
colla semplice assertiva del Crescimbcni ,
fondata su l’estrat-
to della conferma de Statuti dell* arte della Una nell* anno
1528. fatta dal Senatore Squarcialupi j
che può benissimo
esser stato alterato il numero dell’ anno da* copisti

Questo Senatore riformò , e confermò nel Pontifica-


to di Leone X. nel 1521. Statuti di Roma ; come apparisce
i

dall’ editto , da lui fatto per 1’ osservanza de’ medesimi

stampato nel fine del libro iv. di detti Statuti (j).


Se fosse vero ciò
,
che nella Vita di Bernardo Rucel-
lai,premessa alla di lui opera, si legge, potrebbe collocarsi in
questo tempo tra’ Senatori Giovanni Rucellai 5 di cui
l’Autore di detta vita così scrisse : Joannes Oricellarius poeti-
ca clarus , fuitque Romae Senator , et Praefectus Arcis
S. An-
i.0 Edii. del 1567.

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500 STORIA DIPLOMATICA
S. Angeli Ma dopo varie ricerche ,
fatte in Firenze , final-
mente ci è riuscito avere per mezo del eh. Abate Lorenzp
ìMehus ,
altre volte lodato, la seguente notizia .

„ Alla classe 13. della tMagliabecchiana vi è il Codice a 6.


,, cartaceo in foglio ,
che contiene varie memorie sopra gli
„ uomini illustri della famiglia Rucellai Fra le altre vi è
,, un viglictto del Signor Giulio Rucellai ,
morto negli anni
„ addietro nella dignità di Senatore, e nella carica di que-
„ sta Reai giurisdizione ,
in cui rispondendo al Signor Ca-
,, valiere Anton Francesco^Marmi .sotto
il dì 1 6, di maggio dell*

,,
anno 172 1. così scrisse-: Giovanni Rucellai nel 151 5, fu per
„ Rapa Leone decimo , Nunzjo in Francia a Francesco primo .
\ „ V anno 1522. fu Oratore de i Fiorentini a Rapa Adriano
„ VI, E nell anno 1 5 2 3. fu da Clemente VII, creato Castella-
*

,,
no di S, Angelo in Roma ;
nella quale amministrazione
„ morì in età di anni ^6, Questo e quanto in queste nostre

,,
memorie , ho saputo ritrovare ,
ove di lui si ragiona
,

,,
Se il Signor Giulio Rucellai nelle memorie di sua ca-
„ sa non trovò ricordo alcuno del supposto Senatorato Ró-
„ mano nella persona del suo antenato Giovanni inclino a ;

,,
credere, che sia una favola; tanto più , che in altre me-
„ morie, scritte a penna ,
c da me vedute ,
non si da al sud-
,,
detto Giovanni la dignità di Senatore di Roma
Essendo vacata la sede pontificia per la morte di
Adriano VI. nel 1523. i Conservatori , il Priore de Capo-
rioni , ed alcuni di questi , a tenore de’ Statuti di Roma
deputarono ad esercitare 1 * officio di Senatore fino all* ele-
zione , da farsi del nuovo Pontefice , il Conservatore Do-
menico Giustino de Canusiis ; il quale col consenso del Col-
legio de’ Cardinali ,
e di Gabriele Bonarelli ,
Anconitano ;

passato Senatore, prese possesso della carica a 15. set -


'tem -

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DE* SENATORI DI ROMA 501
umbre del detto anno $
come lcggesi nel seguente do-
cumento (1)
15. septembris 1523. In praescntia mei Angeli Vallati
Coadiutoris Hieronymi , nostri genitoris ,
Dominorum Romano-
rum Conservatorum Romani Populi Secretarli , éMag. Do-
,
et

minus Justinus de Canusiis , Camerae Almae Vrbis Conservator


cum praesentia , assensu , ac voluntate magnifìcorum Domino-
rum Angeli de Sancta Cruce , et Pauli Stefanutii de Alber -
teschis ^similiter Conservatorum
,
et Collegarum , ac domini Ve-

tri de Fabiis ,
Vrioris CapiturnRegionum Vrbis , et nonnullo-
rum aliorurn Capiturn Regionum Vrbis , et virorum , nomine
totius Romani Vopuli ,
vigore statutorum dictae Vrbis ,
di-
sponentium ,
quod^vacato officio Scnatoris , dicti Conservatores
ipsum Senatoratus offìcium exerceant , ^ cxercere debeant ,
dotiec aliasSenator eligatur , necnon de voluntate Collegii
Reverendissimorum Dominorum Cardinalium ,
Apostolica
per obiturn Hadriani VI. Papae vacante ,
accepit ver am pos-
sessionem in loco Tribunalis ,
e/ ubi regi solet iustitia per
Senatorem ,
per captum batillae Senatoriae ,
et papiri ,

,
e/ w/AT/o Imperio , futurum Pontifìcem
canonice ad dicti S enatoris offìcium Senator verus electus
fuerit ,
Gabriele ,
Anconitano , Senatore practerito , 4//
omnia assentiente , e/ Conservatoribus in omnibus, er per omnia
consentientibus . Praesentibus etc. testibus etc.

Conte Simone Tornabuoni , Fiorentino , fu Senatore'


Il

nel 1524. Egli era zio cugino diL<?o»<? A'. Ottenne tal cari-
ca per alcuni anni ,cioè fino al 15 z 6 (2) Di lui ampia- . .

mente ne parla 1 Ammirato (3) E per prender possesso


*
.

della dignità di Confaloniere di giustizia ,


ottenuta in
R r r Firen-
zi") Estratto dall’ Archivio segreto Artis lanae 25 . ian. 152 6.
di Campidoglio. (3) Storia Fiorent. lib. 31.
(z) Star. Boarior. 23. octob. 1524.
5
oa STORIA DIPLOMATICA
Firenze , ebbe licenza di star in patria due mesi $ come
leggesi negli Atti Capitolini ,
riferiti dal Scannarola (i).
E forse fece perciò le sue veci il Conservatore Domenico
de Picbis ; del quale si fa menzione ne’ manoscritti del
Lario con queste precise parole : anno 152 6. die 29. maii
dominai Dorninicus de Picbis , Conservator almac Urbis , ac
sacro Senatoriomature fungens .
Nell’anno seguente 1527. Aldello Placidi , come
Senatore confermò Statuti dell* arte della lana a io. agosto .
i

E di lui ne fanno menzione 1* Ugurgieri (x), ed il Gigli (3).


In quest’ istesso anno 1527., in cui avvenne il Sac-
co di Roma ,
si vuole dal Gigli ,
che fosse stato' CMonsicur
de la cMotta Governatore , c Senatore di Roma $ c dopo
,

aver condannati di errore Y Ugurgieri, c’1 Crescimbeni,pzT


aver detto , che 1* Aldello fu Senatore prima del éMotta ,
egli ancora ,
nel registrarli poi nella sua serie, ha collocato
1’ Aldello prima del éMotta ;
non recandone di questo alcun
documento ;
quale per altro trovasi nell’ opera di Simone
Schardio (4) , cioè nell’ opuscolo : Historia de expugnatio-
ne Urbis anno 1527., nel quale si legge: Romae superior

Gubernator Dominai de Larnota nepos Barboni Senator


est

Archivia , supremum iuditium , Camera Imperiala , qaae


dicebatur Camera Apostolica , et Italus quidem Caesaris vi-
cem in Camera gerens etc.
Nuovamente nel 1528. trovasi Senatore Simone Tor-
nabuoni, Fiorentino ; il quale fu deputato da Clemente VII.
per un anno ; come siosserva nell’ estratto de’ Brevi au-
tentici, esistenti ncW Archivio Vaticano lib. 1 9. armario 40.

tt. 990. Continuò però ad esserlo fino al 15 34* Di modo che


egli
CO De Vi*it. Career, lib. i. cap. 2. C 3 Diario Sanese
-
tom. 2. pag. 47.
$. 7. mira. Operi* Rerum Gerraa-
47. C4) Historici
CO Pompe Sanesi pare. 1. pag. 233. nicarum to. 2. pag. 1856.
DE* SENATORI DI ROMA 503

egli per dieci anni interrottamente esercitò tal carica ;


e

volle anche esso stesso esprimerlo nella iscrizione se-


polcrale , che fece a sua moglie , c che leggesi nella
Chiesa di S . Gregorio al c'Monte Celio ,
riferirà dal Galletti (1) .

d . o . m .

CATHERINAE ALBEllTAE FAECVNDITA T 1 S ET PVD 1 CIT 1 AE


LECTISS. FEMINAE SIMON TORNABONVS MEDICEAE
DOMVI CON VNCT SS. DECENNIO IN VRBH SENATORIA DIGNi
1 1

TATE PERFVNCTVS VXORI INCOMP. POS. VIXIT AN. LX.


OBIIT PRIDIE KAL. DECEMBRIS MDXXXIV,
E finalmente di lui ne parla anche Girolamo Fabri nell’

Fremerteli Ravennati (2) .

A tempo di questo Senatore , Lorenzo de ^Medici ,


parente di Clemente VII . ,
e del Cardinal de siedici ,
essen-
dosi portato una notte con alcuni suoi famigliati all* Arco
di Constantino ,
ed in altri luoghi , dove erano statue an-
tiche di bel lavoro , c di più fino artificio ,
fece loro
troncar le teste $
e scopertosi il latto la mattina, dal Po-
polo si fece gran rumore ,
ed al Papa pervenutane la noti-

zia, non pensando che ciò si fosse fatto dal detto Lorenzo ,

ordinò che chiunque fosse stato, senza processo si dovesse


,

condannare alle forche, eccettuato il Cardinal de ^Medici}


questi andato dal Papa a scusar Lorenzo col dire, che l’avea
fatto come giovane ,j
c desideroso di tali anticaglie
con fa-
tiga potè mitigare lo sdegno del Papa „ e Lorenzo s’ebbe :

„ nondimeno a partir di Roma per due bandi publici l’uno


,, de Capo-Rioni ,
che non potesse stare in Roma mai più ,
„ altro del Senatore , che chiunque ’ uccidesse in Roma ,
*
1 1

„ dovesse essere non che punito , ma premiato (3)


R r r 2 Suc-
co Inscript. Rom. to. i. pag. 15- Poesie del Molzs pag. 40. il Varchi
(O P J g- 4 * 7 * *«or. fiorene. lib. iyfpag. 588.eGiV
(3) Serassi nella Vita premessa alle rio lib. Hittoriarum 38.
5°4 STORIA DIPLOMATICA
Successe il Conte Cesare de Nobili, Lucchese^ nell’ an-
no i
5 3 5. (1) . Da Paolo III, a 27. agosto di detto anno ot-
tenne la conferma della carica per un altro anno (2) ., E
dal Crescimbeni si ha notizia, che continuò ad esercitarla fino

al 15 37. ,
in cui fu destinato Presidente di Romagna ;
quin-
di è, che di lui ne fanno menzione il Fabri nelle citate Efe-
meridi di Ravenna (3) ,
ed il Tornei nell’ Istoria di detta
città (4) .

Il Conte Francesco de Gualdis, da Rimini , ottenne il

Senatorato nel detto anno 1537. (5), e nel 1538. per la

conferma , concessagli da Paolo III, per un altro anno (s) $


c
l’esercitò fino al1539. Di lui leggesi un’iscrizione nelle
mura esteriori del Palazzo Capitolino nel primo ingresso
della discesa verso 1
*
Arco di Settimio , cioè :

PAVLO III. REGNANTE


FRANCISCVS GVALDVS ARIMINENS 1 S
ROMANVS SENATOR
GALEOTTI PATRIS VESTIGIA JMITATVS
VIR.TVTES ASSEQVVTVS
ANNO D. MDXXXIX.
Fu surrogato nello stessoanno 1539. Antonio Berne-
ri da Parma (7) . E proseguì ad esserlo anche nel 154*»
,

(6)le conferme ottenute dal suddetto Pontefice a


per giu-
gno 154.0., ed a 24. maggio 1541» (8) a tutto il mese di
aprile 15 42. (9). Si fa di lui menzione da Pico (io), che
riferisce anche la di lui iscrizione sepolcrale ,
esistente
nella Cappella di sua famiglia nella Cattedrale di Parma ,

ma-
CO Stat. mercat. pan. 16. fab. 1535. (7) Stat Boarior. 25. iunii 154?.
(l) Estratto de’ Brevi Pontifici lib. (8) Stat. suddetti 15. Nov.
17.arm.41.
yy. armar. 40. num. 368. C9) Estratto de’ Brevi 1 .

Cì) Pa g- 4 10, num. 708. lib. 2l.arm. 41. num. 435.


CO P a g- 85. (io) Appendice de’ varj soggetti Par-
C 5 ) Stat. art. lanae 27. januar. 1537. raegieni par. 2. pag. 55.
Eitrat.sud.lib.y. arm.41. n.307.
DE* SENATORI DI ROMA 505
/

MAGNVS IN EXIGVA IACET HAC ANTONIVS VRNA


BERNERIVS VARIIS LVX CELEBRATA LOCIS .

NON TAMEN HIC TOTVS TEGirVR ,


CARO SOLA SEFVLTA EST
VIXIT IN AETERNVM CAF.TERA PARS MELIOR
PRAETEREA 1NGENIVM PROBITAS PRVDENTIA ....
VIWNT HAEC ALIQVAM NON SVBITVRA NECEM
HVNC MEDIOLANVM BIS SEPTEM MESSIBVS ALMA
ROMA SENATOREM VIDIT ET IPSA TRIBVS .

CAETERA QVID MEMOREM QVANTVM MORTALE FEREBAt


TEGMEN ERAT CVNCTIS PRAEDITVS ILLE BONIS
Nuovamente fu Senatore il Conte Francesco Gvaldi,
Riminese , deputato a 3. aprile 1542., per un anno , da co-
minciare però dopo compito anno del Berneri (1) Con- 1
*
.

fermò soliti Statuti (2) Ed osservasi anche un altra di


i .

lui iscrizione nello stesso muro esteriore di Campidoglio ,

altrove indicato .

SVMMO PAVLI III. PONTIFICATV


FRANCISCVS GVALDVS ARIMINENSIS SVB EODEM PONTIFICE
ITERVM SENATOR
QVOD EXPERIENTIA MERVIT , GLORIA COMPROBAVIT
MDXLIII.
Trovasi nell’anno 1544 il Conte Niccolò Tolosano, .

da Colle , in Toscana ( 3 ) $ e non si sa come il Crescimbeni


1
*
abbia detto Aquilano Continuò ad esserlo fino al
•.

1 5 4 6 (4) Nella Biblioteca de ‘Padri Domenicani di S.tSMar-


. .

co in Firenze vi è un Codice De purissima ventate Divi- :

nae Scripturae adversus errores bumanos , auctore Fratre Jo.


éMaria de Tholosanis , Fiorentino ex Valli Elsae ,
necnon et
Dominicani Ordinis Reformati ,
ed in esso leggesi la de-
dica
(O Estratto sud. lib. 24. arm. 41. mercat. pann. 15. mai! 1541.
num. j- o. (3) Stat. mercat. lanae 28. jan. *544.
(O Star, arti* lanae 9. mali 1542. (4) Stat. mercat. pann. 6 . iulii 154$.
jo6 /'STORIA DIPLOMATICA
dica fattane a Vado III, ,
che termina come sicgue : sed
nonnulli fi dei Zelatore s me ad
peragendum precibus impu- id
lertint , et praecipue germanus rneus Dominus Nicolaus Tho-

losanus , in utroque iure peritus , quem nuper Sanctitas Ve-


stì' a ad hoc officii munus evexit ut e ss et Vrbis Romae Se-
,

nator ,
et eques auratus . . . impievi ,
atque compievi in die
Sancto CMartyrii Apost. Vetri , et Vauli, anno Domini i
544 » (i)*
Nel 1547. da Giacomo Lauro (2) si colloca tra’Scnato-
ri Lattanzjo Lattati zj ,
da Orvieto , ma senza indicare da
qual documento abbia tratta tal notizia j
quale devesi
riputare inverisimile per varie ragioni \ tra le quali la pri-
ma detto Lattanti fu Senatore nel 1571*
si è, che il come si

vedrà a suo luogo ; la seconda, perchè egli è noto ,


che il

Conte Francesco BEi.uNciNO,da CM ode ria fu destinato con


Breve di Vaolo '
III. a di 1 i. maggio 154.6. (3) ad esser Sena-
tore . Nello stesso anno si portò in Roma ,
ed esercitò
tal carica fino alla morte Pontefice (4) . Di lui ne
di esso
parla il tMazxhcchelli nell’ opera de’ Scrittori di Italia . Dal

Sadoleto ( 5) in una lettera ,


allo stesso Bellincini diretta,
viene lodato per la scienza , ed il genio ,
che avea delle
belle lettere . Ed il Cavaliere Tiraboschi (6) ci da la più
distinta notizia del medesimo ,
cioè di esser stato insigne
Giureconsulto Vodestd di Varma nel 1528. e
,
e perciò
5529., 1539. Vditore in Genova , poi Ambasciatore
nel
col Cavaliere Gherardino CMolzji in Ferrara al Duca Er-
cole IL, e nel 1544. anche Vditore del Duca di Vrbino ,

„ Indi soggiunge , che nuovo, c più ragguardevole ono-


„ re ebbe nel 1
5 4.6.
quando a 20. di maggio per
testi-
ci) Zaccaria Iter litterarìum perita- (4) Star. arr. lanae p.tleccmb.
liam p.xr. i. cap. 2. pag. 58. Star. Boarior. 3. martii 1548.
(2) Istoria iii Orvieto p*a. 12. (?) Ep'st. 8.
£3) Estratto sud. 1 36. arai. 41. n.
. 16) Biblioteca Modonese to. x. pa-
336. gin. 205. a 209.

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DE* SENATOR I DI ROMA 50 fr

„ testimonianza della più volte citata Cronaca, ( mano-


„ scritta di Tommasino Lancellotto ) ebbe avviso , che ’
1

„ egli era stato eletto Senatore di Roma ;


alla quale città

„ egli incaminossi a 13. di settembre . Questa dignicà gli

„ fu proccurata da quattro Cardinali , che erano allora in

„ Roma , concittadini del Bellincini comprendendo ;


in

,, essi il fiorone ,
che ne avea ottenuta la cittadinanza
,, Nel medesimo anno 1 5 4 6. dice Bartolomeo Lodi nella sua

„ Cronaca CMS. ,
si partì da Chioderia il CMa^ni/ico Dottor

„ CVl. Francesco Bellencini per Roma, essendo stato eletto

„ Senatore con gran favore da Papa Paolo III, per mezo


„ delli Illustrissimi Cardinali Sadoleto ,
Badia ,
Cortese , c

„ CMorone ,
et si dice , che haverà di salario scudi 180. al

„ mese a dieci giulj 1* uno ,

Prosiegue poi a dire lo stesso Cavalier Tiraboscbi, che


,,
dopo la morte di Paolo III. depose il Bellincini Y impic-

» 8° di Senatore ,
ed il Lancillotto nota nella sua Cronica ,
che ei tornò a CModena a’ 16. aprile del 1550., Il Duca
,, Frcole IL il volle allora in Ferrara ,
e nominoli) Cava-
„ liere ,
suo Consigliere ,
e Segretario di Giustizia , In

,,
questi onorevoli impieghi morte $ da ei visse fino alla

„ cui fu tolto dal mondo a 18. aprile 1565.. Il corpo fu


,,
trasportato a CModena , e con solenne pompa sepolto

„ nella Chiesa di S. Lorenzji ,


ove poscia fu in onor di esso

„ scolpito il seguente elogio ;


da cui raccogliesi ,
che non
„ solo nella giurisprudenza ,
ma anche nell’ amena lettc-

„ ratura ,
-e nelle più difficili lingue ei fumolto versato,
,, e che al sapere congiunse una rara onestà de* costumi ,
FRANCISCO BELLINCINO EQVITI ET COMITI PALATINO
IVRISQVE ET LINGVARVM LATIN.E GR/EC>£
ET HEBRAICE PERITI A AD HOC COMI ATQVE IVCVNDA
GRAVITATE PR/ED1TO ET CVI NON FACILE SCIAS
MAIVS

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$08 STORIA DIPLOMATICA
MAIVS NE DECVS ET ORNAMENTVM ATTVLERIT SPLENDOR
VARIETAS ET MVLTITVDO MAGISTRATVVM
AN ILLIVS DOCTRINA INGF.NIVM ET PRVDENTIA
MAGISTRÀTIBVS DVM ILLIS PARMyE PRA TOR 1

GENVJE VIR LITIBVS IVDICANDIS VRBINI PRODVX ROMJE SENATOR


ET POSTREMO FERRARIAE III. VIR LIBELLIS SVPPLICIBVS
S VBSCRI BENDI S APVD HERCVLEM II.

ET ALPHONSVM JTEM II. ATESTINOS DVCES

VIXIT ANN. LXX. MENS. II. DIES XIX.


OBIIT FERRARLE XVII. CAL. MAII MDLXV.
CVM VNI VERSO ILLIVS ET HVIVS CIVITATIS FLETV
Il Gigli asserisce ,
che nell* armo 1549. i Conservato -
ri esercitarono 1
*
officio del Senatore ,
per esser morto il

Bellincini E pure avea già prima riferito ,


che il Bellin -
chiamato da Duchi di Ferrara , perchè era morto
cini fu i

Paolo ,
e che quegli morì a 18. aprile del 1565» Sem-
III.

bra adunque , che lo voglia morto prima del tempo . Egli


pero è certo ,
che il Pontefice Paolo III. a 12. settembre
1548. deputò Senatore Pietro Bisto per un anno, da co-
minciare dopo compito il termine del Senatorato del Bel-
Uncini (i) . Ma essendo passato all'altra vita il detto Pon-
tefice anno appresso, cioè nell' 1549., colla vacanza
nell’

della sede pontificia, restò, secondo il solito , vacante la ca-


rica Senatoria fino alla nuova elezione del Senatore, che far
dovea il nuovo Pontefice . E perciò il Bellincini , come si è
riferito a suo luogo, se ne tornò a CModena a 6. aprile 1550. 1

Non ottenne in tali circostanze Pietro Bisto l’esercizio


del Senatorato confcritoglijed i Conservatori in quell’inter-
vallo della sede vacante ,
secondo il solito, fecero le veci
del Senatore .

Il

CO Estratto de* Brcv. lib. 43. arm. 41. nura. Ó04.


D E* SENAT ORI DI ROMA 509
II Pontefice Giulio 111 . eletto nel 1550. sostituì il

Conte Tarugio de Tarugi, da CMontepulciano (1) . A 30 .de-


cernire 1552.. lo confermò nella carica per un anno ,
e così

anche a gennaro 1553. per un altro anno (2)


1 Di lui .

scrisse il Crescitnbeni , che dopo lunghissimo servigio pre-


stato a Leone X. , a Clemente VII. cd a Paolo , e Giulio 111.
.

in Governi dello stato Pontificio , come anche di


varj
Luogotenente in Ravenna di Monsignor Guicciardini, Presi-
dente di Romagna ,
e nelle Legazioni del Cardinal Giovati-
CMaria del TMonte ,
assunto poi questi al Pontificato col
nome di Giulio 111 . ,
la di cui nipote avea per moglie ,
chia-
mollo in Roma, e lo dichiarò Senatore . Del medesimo nc
parlano anche Benci nella Storia di £Montepulciano , e Si-
moni nella Vita del Cardinal Taraci
Dal Gigli si asserisce solamente, che fu Senatore nello
stesso anno 1 5 33. il Conte Salimbene de Salimbeni, parimen-

ti da ^Montepulciano^ aggiungendo per convalidare la sua as-


sertiva , priva di ogni documento , che fu egli Senatore
per poco tempo. Ma trovandosi il Tarugi Senatore nel fine
di novembre 1553» cd il successore CMedici , come diremo
appresso, eletto a 23. di decembre del medesimo anno 1553.
non si può alcuno imaginare , che il Salimbeni fosse stato
Senatore pochi giorni $
tanto maggiormente ,
perchè di
lui non si trova documento , nè Autore ,
che ne parli
A 23 .decembre 1553., come si è detto , da Giulio 111.
fu deputato Senatore (3) il Conte Bernardino deMEDicis,
da Lucca (4); il quale ,
dicesi dal Crescimbeni
,
avea conti-
nuato per tré anni ,
secondo la notizia, che egli ebbe da
un diario manoscritto ,
presso Francesco Valesio . In tempo
S s s di
( O Stat. Boarior. 8. maii ijyo. (3) Ejtratto de’ Brevi iib. 69. ar-
( 2 ) Estrar. de’Brevi lib. 66. arm.42. mar. 42. num. 814.
Duna. 849. e I.67. arra, «addetto n. 34. (4) Seat. Boari or.itf. ianuafil 15 <4,
$io STORIA DIPLOMATICA
di questo Senatore nell’anno 1555. fu ordinato di fabri-
carsi in Campidoglio il nuovo Palazzo de’ Conservatori , e
del Senatore . Ne fu data la commissione a Prospero Bocca-
paduli\ il quale ci si applicò intieramente nel 1564. (1).
Nella Biblioteca del Iacobilli (2) si legge Petrus Fran-
ciscus Fustulus , Spoletinusy Caesaris Borgiae ,
Valentiat Du-
cis a Sccretis^Lcctor publicus in Sapicntia Romana , Poeta Lau-
rea tus,
ac Senator Vrbis 1 $7.
$
Dal suddetto Crescimbeni > fondato sul diario, poco anzi
citato, si colloca nello stesso anno *557. Pietro Francesco
Scevola, da Spoleto .E si asserisce altresì, che come Senato-
re trovasi descritto in un Catalogo d C Senatori di Roma , che
furono di Spoleto , riferito in un Codice di diverse scritture
presso Leone Campelli da Spoleto . Ma egli è certo, che di
questo Pier Francesco Scevola non si trova alcun* altra me-
moria Di modo che convien dire , che siasi confuso il di
.

lui nome con quello di Francesco Antonio Scevola anche

Spolctino , immediato successore del Senatore Bernardino


Medici,
*! nel 1557. In fatti di detto Senatore Francesco An-
tonio Scevola trovasi il Breve pontificio, col quale a 28. set-
tembre 1557* fu eletto Senatore per un anno (3); e ne parla
F. Giovan Battista Bracceschi ne’ suoi Manoscritti presso il
Conte Campelli (4) , nella seguente maniera ,, CMesser Ni - :

„ cola Scevola , Lettore nello studio di Perugia d’ Umanità


„ Greca, e Latina, e per eccellenza fugli posto il nome
„ di Scevola in memoria di quel letterato Scevola Jure Con-
„ sulto . Il di lui figlio Francesco Antonio addottorato in
,,
utroque jure ha avuti i Governi di Rieti etc. e fu chiama-
,,
to in Roma ,
et eletto da Spoletiui Oratore . Dal Papa
Car-
CO Notizia della famigli» Soccapa- (3) Estratto de’ Brevi 1 ib. io. ar-
duli pag. 114. mar. 4. num. 30I.
(l) Pag. 116. CO Pa 8' 8 °-

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DE* SENATORI DI ROMA 511
„ Carrafa Secundus Collaterali Curiae Capitolinae $ fu clet-
„ to Senatore di Roma a essendo D. Bernardino de CMedici
,, Senatore, acclamante Poppilo Romano ,
et pctente,no* obstan -
,, te quod esset juvenu aetatis 35. ann. circi ter y oh eximias

,, eius virtutes fuit electus Senator cum magno Roman orum


,,
applausi*', in quo officio per trienni u:n durante Pontificata
,, ipsius ,
et ultra per septem mense* fere ,
deinde mala vale -
,, tudine Spoletum rediit ,
et obiit in civitate Spoleti 1 <$ 66 an-
.

„ nor. 4^. „Nel catalogo Scriptorum Provinciae Umbria e del


lacobilli (1) si legge altresì: Franciscus Antonius Sccllus ,

Spoletinus, Nicolai Scaevolae filius, I. C. praestautissimus, Rea-


ti* Cubernator , et anno 1558. Senator Urbis, qui obiit Spoleti

anno 15 66 . Postergati reliquit Commentarium in Jure . Con-


fermò egli ancora i Statuti de' Vaccinari aio. maggio 1 559.)
leggendosi in essi : anno 1559* sub Paulo IV. die io. mali
pei- éMagnifcum et illastrem D. Franeiscurn Antonium Scaevo-
' larn de Spoleto V. 1. Doctorem Comitem , almae
, Equitem , et

Urbis Senato rem etc .

Da tutto ciò apparisce , che Francesco Antonio Scevola


sia lo stesso Senatore, che da altri fu detto Pietro Francesco$
c di un Senatore della famiglia Scevola dal Gigli ne siano
stati fatti due ; come anche si può congetturare la fami-
,

glia Scevola esser stata 1



istcssa che la famiglia Scelli
, ,
estinta circa cinquanta anni addietro $
la quale divisa in
,
due rami ,
per aver uno di essi adottato il cognome di Sce-
vola , formasse due famiglie , cioè Scelli, e Scevola , tutte
due nobili egualmente j tanto maggiormente perchè lo
stemma gentilizio di tutte e due è uniforme , cioè di tre
me zze Lune in campo rosso .
Fu nel 1550» Senatore il Conte Filippo Rainoldo JMi-
S s s 2 la-
CO ***•

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51* STORIA DIPLOMATICA
lanese . Dal Crescimbeni si ha notizia ,
che egli continuò ad
esserlo fino al 1566. Ed in una lapide sepolcrale , esisten-
te nella chiesa di Araceli ,
trascritta nelle Memorie iste-
riche di essa ,
e nella collezione delle iscrizioni Roma-
'
ne (1) ,
si legge .

LVDOVICO RAINOLDO NOB. MEDIOLANENSI


PHILIPPVS FRATER DVM SENATORIO MVNERE FVNGITVR
M. P. MDLXI. MENSE OCTOBRIS .

In tempo del Senatorato di detto Rainoldo ebbe prin-


cipio la gran controversia di precedenza tra Ambascia- g
\'\

tori ed il Senatore . Imperciocché a sei gennajo del


Regj ,

suddetto anno 1 560. facendosi la Coronazione di Pio IV,


l* Ambasciatore del Re Cattolico ,
stando il Pontefice al soglio
nella Cappella di S. Andrea ,
pretese precedere il Senarore;
ma il Pontefice decise ,
che il Senatore al solo Ambascia-
tore Imperiale ceder dovesse il luogo ,
c non ad altri di
qualunque grado si fossero . In vigore del quale decreto
il ^Maestro di Cerimonie assegnò il luogo all* Ambasciator
Cesareo alla destra del Pontefice ,
c dopo di lui al Senato-
re di Roma . L’ Ambasciatore di Portogallo ,
e quello di
Spagna ricusando di stare appresso al Senatore ,
per al-

lora furono collocati alla sinistra del Papa . Di tal con-


troversia ne formò distinta relazione Ludovico Branca , Fer-
mano ,
ne* suoi Diarj , scrivendo 1550. Die Sabati sexto :

januarii in die Epipbaniae Domini solitis caerimoniis fuit


coronatus in lodia Benedictionis in platea S. Petri .... Eodem
die dum Ponti/ex pervenisset Andreae, ut mo-
ad Capellam S.

rii est ,
orta est controversia inter Oratorem Regis Cath olici ,
et Senatorem Vrbis ,
quae tandem a Pontifice ,
in solio per-
manente in dieta Cappella ,
terminata fuit ; et decrevit di -
cens.

(1) To. 1. pag. 18.


DE* SENATORI DI ROMA 513

ccns quod Orator Caesaris tantummodo Senatori praecedere


,

debet , et non aiii Oratores cuiuscumque gradus sint ; et ex


commissione Papae , et vigore dicti decreti ego praefatus locum
dedi ,
videlicet ,
Orator Caesaris stabat ad dexteram Votiti fi-

cis ,
et post euw Setiator Urbis ;
^tum Orator Regis Vortugaì
liae ,
qui noviter venerat ad Vrbem ,
et post eum alius vctus
Orator a Rege praefato revocatus ,
Orator vero Regis Catho-
lici i qui erat lllfnus Domitius Franciscus Va rgas ,
cutn nollet

stare sub Senatore ,


habuit locum prò illa vice ad sinistram
Papae j in ablutione manus Papae ob praefatam dijferentiam
Senator Urbis non fuit revocatus . Ond* c ,
che il Fenzonio
Roma(i)scrisse,che quan-
nelle annotazioni allo Statuto di
tunque il Senatore nc* tempi addietro avesse avuto luogo
nella Cappella Pontificia dopo Ambasciatore Cesareo , 1

come apparisce da’ libri cerimoniali, fino a tempi di Sisto V. y


nondimeno dopo cessò d’ intervenirvi proseguendosi pe- j

rò il costume d* intimarsi da i Cursori Pontificj al detto


Senatore le future Cappelle ,
comesi fa a i Cardinali, ed
agli Ambasciatori esistenti in Roma . Ma nelle altre fun-
zioni absente Pontifico ,
e presenti i Cardinali ,
ha il primo
luogo dopo di essi, prima de* Vescovi, Arcivescovi ,
e tut-
ti gli altri Prelati ,
specialmente per la turificazione ,
c la

pace . E ciò osservarsi, lo attesta il citato Fenzonio , per an-


tica consuetudine ,
approvata dalla Congregazione de* Riti .

E nella processione ,
che si fa nella Festività del Cor-
po di Cristo porta la prima asta del Baldacchino On- .

de leggesi negli Atti della Canonizzatone de * Santi , fatta


nel 17+6. (*): Senator Urbis primam hastam Baldacchini su-
stinet in supplica tione die festo Corporis Christi ,
Sacramen-
tum deferente Papa , ante iugressum Basilicae Conservatores
Urbis , Orator Bononiae , et Capitolinae Curiae Judices .
•Do-
ti) Cap. 2 OBOO. 11. 23 24.
> .
(O Pig. 204.

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514 STORIA DIPLOMATICA
Dopo il Senatorato del detto Filippa esercitarono
nel 1566 Conservatori 1 officio di Senatore per poco
. i *

tempo
Fu poscia nello stesso anno 1566. eletto il Conte
Biagio Busetti, da Tortona Nel Diario manoscritto citato
.
,
dal Crescimbeui della Legazione del Cardinal Alessan-
,

drino a Filippo II. Re di Spagna Carlo IX. Re di Francia e


, ,
Sebastiano Re di Portogallo , si legge, che passando il detto
Cardinale per Tortona, patria di esso Senatore : Domini-
ca 22. tulli 157** sero wit ad Civttatem Tortonensem y ubi
sumptuasissime rcceptus fuit sutnptibus £>. Blassi , tunc Senato-
ri Vrbis R.omac . E negli Atti, rogati da i Nota) Capitolini
Sabba de Palmertisy c Giovati Battista Cola dell’ inventario, o-
y

sia descrizione, domandata da D. Sciarra Colonna de* beni


,

ereditar; di D. Alessandro suo padre ,per mezo del di lui


procuratore Cesare Gradano di Castel nuovo , ad effetto di
adire 1* eredità in vigore del testamento e cum beneficio
,

, vi è anche memoria di detto Senatore ,


legisti inventarli
come siegue Hinc est y quod personaliter constitutus supra-
:

dictus Dtis Caesar Gradarius procurator praedictus coratn


eximio I. V. D. Dno Dominio Her uccio , Senensi, Curine Capi-
tolila et IllmìD. Blasii Buxcttiy FLquitis , et Comitis Terdoncnsis
alma e U r bis Senatori Indice CMaleficiorum ,
et Lo cum tenente
respective ,
loco ad praesens tMagnifici Dhi Tbotnae Thomasii
de Gualterutiis^Vrbinatensiyet V. I. D. y ejusdern Curiae Ca-
pitoli , et D. Senatori se cunei Collaterali infirmi ,
Illmi
iuxta fo-rmam motus propri fel. record. Pii PP. IV. sub da-
tum Romae apud S. Petrum X. Kal. iunii anno sexto , duran-
te ah sentia ,,
seu infirmiate cujusdam ex ludicibus dictae Cu-
riae Capitoli ,
prò Tribunali sedente etc.

In questo tempo dopo il Busetti alcuni hanno credila


to, esser stato Senatore Pietro Bigi, da Coreggio. Del
qua-
DE* SENATORI DI ROMA 515
quale cc ne da notizia il Riardi(1) dicendo : „ Pietro Bi-
„ gio ,
o Bigi ,
che si voglia dire fu da Correggio , suddito

„ della nostra Veronica ,


attese alli studj delle Leggi, ed
,, a suo tempo divenne un insigne Legale ,
dimaniera
,, che riuscì Auditore di due cospicue città ,
come sono
„ Bologna , e Firenze , Nè qui solo si restrinsero gli onori,

„ c dignità ,
di cui il nostro Pietro si vide fregiato in tem-

,,
po di sua vita « Anche Roma volle premiare il suo va-

,,
lorc , c la molta virtù sua ,
elevandolo al grado di Ro-
„ mano Senatore Di questa notizia mi confesso obligato
.

,,
all’infinita cortesìa del più volte lodato Gentiluomo il

,,
Sig . Alessandri Arrivabeni ,, ,

Nel catalogo de’ Capitani delle Appellazioni ,


esisten-
te nell’ Archivio Capitolino ,
nell’anno 1563., e
leggesi
nel 1567 • esser stato il detto Bigi da Coreggio Capitano
delle Appellazioni , Officio in quel tempo rispettabile ,

trovandosi nel 1551. Capitano delle Appellazioni Vgo


Buoncompagno ,
1 Giova* Battista Lambertini Bologne-
si ^
nel 1580. Sforza degli Oddi di Perugia ,
e nel 1594.
Simone Vitale di Rimini Tiraboscbi (2) parlando dello . Il

stesso Bigi ragionevolmente scrisse : „ che ei fosse Senato-

„ re di Roma ,
coinè il Signor Arrivabene ha asserito ,
non
„ se ne ha pruova alcuna ,
e niun indicio ne da il gran Si-
„ gillo di esso ,
che conservasi presso il suddetto Dottor
„ ^Michele Antonioli ,

A 22 maggio 1572. fu eletto Senatore Lattanzio de


.

Lattanzi, da Orvieto $ secondo asserisce il Crescimbeni 3 e


leggesi la sua conferma d c* Statuti Camp sorum Vrbis 30»

iunii1572- Ritenne il Senatorato un anno solamente Do- .

po la morte della moglie , nipote di Giulio 111. passò ad


,

esse-
Annotazione i. alla lettera 15. (2) Biblioteca Modeneie to. 1. fa-
ai Veronica Gambata, ediz. 175$. gin. 173.
5 ** STORIA DIPLOMATICA
essere Ecclesiastico
;
onde Gregorio XIII. lo mandò Presi-
Romagna ; e poi gli diede il Vescovato di Pistoja .
dente in
Ne fanno di lui menzione YVghelli(r) , Fabri nell’ Efeme-
ndi di Ravenna (2), ed il Rossi nella Storia di detta città .
Nel 1 57.?. dal suddetto Crescimbeni (3) si registra Se-
natore Galeazzo Poggio da Bologna E dallo stesso Crescim- .

beni si colloca nell’anno 1574.. nuovamente Biagio Basset-


ti j asserendo ancora, che nel 1 575. i Conservatori eser-
citarono 1
*
officio di Senatore ,
e che di nuovo furono Se-
natori il Bassetti nel 1577. ed il Poggio dal 1577* fino al

1580. nel qual’ anno passò all'altra vita; ed i Conserva-


tori esercitarono il Senatorato per pochi giorni. Onde essi
ne posero la memoria con iscrizione nella Sala del Palazzo
Capitolino, publicata dal Galletti (4) ,
cioè i

GREGORIO XIII. P. M. '


*

STEPHANVS CRESCENTIVS )
' CAESAR CORONATVS )
Coss.
TIBERIVS ASTALLVS
CVM GALEATIO POGGIO SENATORE MOltTVO EIVS VICE XXVI. DIES
IVRISDICTIONI PRAEFVISSENT SVA <?VIS<,)VE HIC GENTILITIA DIGMA
TA PERENNIS MEMORIAE CAVSA EXTARE VOLVERVNT
E nell’ opera del Fenzonio (5) si parla di detta iscrizione ,
e
del cap. j 7. dello Statuto di Roma ;
nel quale si dispone , che
i Conservatori esercitino il Senatorato in caso di morte del
Senatore .

Fu poscia nell’istesso anno 15 80. eletto Senatore il Conte


Giulio Cesare Segni, parimenti da Bologna (6) , il quale con-
tinuò ad esserlo fino al 1583., in cui fu eletto Vescovo di

Rieti . Egli ornò prima stanza dell’ abitazione del Se-


la

natore ,
leggendosene anche oggi sotto il fregio della pit-
-
' tura,
O) I rmlia sacra in Episcop. Pistor. ^4) To. 2 . Inscript. Rom. pag. 23.
CO P-ig- 424. *'
C5) Ad statut. Urbi* pag. 45.

(j) Stato della Chiesa in Costr.edi». CO Stai. Bear. 5. octob. 1580.


DE* SENATORI DI ROMA 517
tura, che si vede intorno ,
la sua memoria. Nc parlano di
di lui Alido si nc* Dottori Bolognesi (ì), e YOrlandi n z'Scrit-
1
*

tori similmente Bolognesi (2).


In tempo di questo Senatore furono confermati i nuo-
vi Statuti di Roma da Gregorio Xlll . ,
essendosene data la

cura di disporli in buon ordine a Bernardino Biscia ,Roma-


no (3) . Ed a dì 6 . settembre del detto anno il Senatore
Segni nc ordinò 1 * esecuzione , e l'osservanza . E poiché
in detti Statuti alcune cosesi leggono, che appartengono

all* ufizio del Senatore ,


abbiamo perciò stimato qui indi-
carle Nel Capitolo 7. si ordina , che il Senatore , subito che
.

vada Campidoglio per esercitate la sua carica, debba giu-


in

rare in mano de’ Conservatori : ad Sancta Dei Evangelia


ofjìcium suum per se , suosque offìciales legaliter , et bona fide
cum omni diligentia , et sollicitudine exercere , Inquisitonbus
haereticae pravitatis contra baereticos ,quandocumque fuerit
requisitasi favor em, et auxilium praestare ,
Vrbern, et eius Ci-
ves ,
Cotnitatum , et districtum in pace , et tranquillitate

, manutenere ,
regere ,
et gubernare ,
malis bominibus Romam,
eiusque districtum purgare ,
vtasque publicas districtus tu
tas ,
et securas ab incursione latronum ,
et bannitorum prò vi-
ribus conservare .

Oltre il detto giuramento ,


lo stesso Fenzj>nio (4) asse-
risce , che il Senatore deve prestarne un altro in mano del
Pontefice ,
allora quando da questi riceve lo Scettro di avo-
rio in segno della giurisdizione ,
e potestà datali . La for-
inola del qual giuramento è la seguente Ego N. ofjìcium .

Almae Vrbis Senatoris , a Sanctitate vestra mibi commissum,


bene , et fìdeliter exercebo , neque recipiam aliquod genus mu-
neris, praeter esculenta, et poculenta
,
qua e triduo consumi pos-
T t t sint,
(O Pag. 173. (3) Cartari Syl.Adv.Consist. p.204.
\X) Pag. iii. (4) Adnot. ad Statur. cip. 7. num.y.
5
18 STORIA DIPLOMATICA
siììt , iuxta formarti iuris communis ,
et Breve Sanctitatis ve -
strae . Sic me Deus adiuvet , et haec Sancta Dei Evangelia.
E giacché si c qui parlato dello Scettro di avorio ,
che
dal Pontefice si da al Senatore in segno della giurisdizione,
conviene avvertire , che anticamente al detto Senatore so-
leva darsi un Vessillo ,
o sia Bandiera ; come osservasi ne-
gli antichi monumenti ,
citati dall'autore del Fiorino d' oro
illustratoci) Ai quale soggiunge,, che era segno della nuo-

,,
va autorità , si soleva concedere a' Senatori di
Roma nel

,,
principio della loro dignità ,
ma come dimostra 1* anti-

,,
co statuto di Roma ,
fu poi donato a medesimi sola-
,,
mente in fine del loro ufizio ,
non allor quando Grego-
,,
rio XI. l’anno370. ordinò , che 1 ’ ufizio di Senatore
1

,,
si dovesse ogni sei mesi rimutarc , e 1” elezione scguis-

,,
se in persona forestiera; il che non ebbe il suo pieno

„ effetto ma in seguito delle nuove riforme , fatte al me-


;

„ desimo statuto dal Cardinal Ludovico Scarampi , o sia


„ <S\4ezjt Ruota , Camerlengo , che morì nel 14.65. a tempo
„ di Paolo IL stimo bene avvertire , che a dì nostri non
,

„ si costuma più darsi detto Vessillo , ma dopo il solito


„ giuramento di fedeltà riceve il nuovo Senatore dall’istes-
„ so Pontefice lo Scettro di avorio .

Nel detto Statuto si prescrive ancora , come , e con


quali formalità deve andare il Senatore ,
quando esce in
forma pubblica . Ed oltre varie altre cose, in esso si legge
il lodevole provedimento, per far cessare tanti disordini , e
delitti , che si commettono dalle persone oziose , e disu-
tili ; a qual effetto si prescrive al Senatore ,
ed ai Con-
servatori di ammonire i Caporioni ,
nell* ingresso del loro
ufizio in ogni trimestre, in cui si eleggono, che ciascuno
di essi debba informarsi delle persone ,
tanto cittadine , x

che
CO
DE* SENATORI DI R OMA 519
che forestiere , domiciliate nel suo Rione ,
indagandone
con ogni diligenza i costumi ,
come vivano ,
e quali spese
facciano . Dopo la qual diligenza ,
trovandosi, alcune di
dette persone esser oziose ,
c disutili , siano obligati am-

monirle tre volte $non occupandosi a qualche lodevole


e

esercizio ,
si debbano punire ad arbitrio del Senatore ,
Conservatori
,
c Pacieri , colla pena della carcere , esilio,

ed anche della galera, a tempo, o in perpetuo. Ed ec-


co le precise parole di detta disposizione statutaria (1);

che sarebbe molto opportuna il vederla a nostri tempi ese-


guita : jQuoniam vero plerumque multa jacinora cornmittun -
tur ab us ,
qui sine industria ,
nullamque artem exercentes ,

cum ignavia vitam ducunt ,


quique ,
ut plurimum , in ale 'ts ,
et

illicitis ludis ,
ac bar att arti ,
et nonnumquam in commessa -
tionibus ,
et crapulis ,
aut in meretricationibus ,
et lenociniis ,

desidem ,
er infamem vitam agentes ,
nihilque communi homi -
»«/« societati utilitatis conferentes ,
quotidie versantur $
ob~
viandum huiusrnodi occasionibus dehetorum , Senator Urbis una
cum Conservatoribus , er Paceriis , vel ipsi Pacerii tantum , per
singulos tres menses ^
dum renovantur , et creantur novi Jlla~
gisiratus Pop uh Romani ^ in ingressa eorum ojjìcii admonere de-
beant Capita Regionutn Urbis ,
quisque singula capita homi-
num^tam Romanorum , quam Jorensium y in sua regione babitan-
tium ,
recensere debeat ,
diligenterque explorare de vita ,
mori-
bus , artibus , facultatibus , unde vejtes sericeas ,
i/e/ laneas mu-
tent, linde anulos, et alia preciasa bona comparente unde immo-
deratos sumptus ejfundant ;
er .haec , e» diligente)’ investi-

gente et exquirant ; e/ si postquam tales inertes deprebendanture


et ter. moniti , ad meliorem vitae frugem se uon redegerint er
W aliquod laudabile exercitium se non accomodavermt ,
,

carce-
T t t 2 re,
(1) Lib.. 2. cap. 87. d* corrigenda tuta reformata a Senatore Julio Segai
ignavia inertis juyentuti* p. 108. Sta- anno 1580. , et edit. Romae '.590.
540 STORIA DIPLOMATICA
re , exiliis ,
et aliis muletti }
et paenis etiam ad Triremes , ipso-
rum Senatoris y Conservatorum , et Paceriorum arbitrio plectan-
tur ,
xtque damnentur in perpetuum , vel ad tempus ,
et prout
eis magis visum fuerit exp e dir e .
I Conservatori esercitarono per iì. giorni il Senato-
rato ,
che vacava per la promozione del Senator Segni ,

come già si è detto ,


al Vescovato di Rieti . Ed apparisce
dall* iscrizione ,
esistente nella Sala Senatoria di Campi-
doglio (i) .

IOANNES PETRVS DRACO )


CYRIACVS MATTHAEIVS ) CoSS.
io: baptita albervs )
SENATORIA MAIESTATE VACANTE CONTINVIS DVODECIM
DIEBVS STL1TIBVS 1VDICANDIS PRAEFVERE ANNO AB ORBE
REDEMPTO CICDLXXXIII.
Nel 1584.111 Senatore Orazio de Benedetti , da Ca-
gli ,
secondo le notizie , che *1 Crescimbeni ricavò dalle
storie manoscritte di Cagli di Antonio Gucci ,
citate dal Gi-
gli . Di lui ne parla ancora 1

autore della Storia delle Città
di Italia ,
trattando della detta città . Morì esercitando la

carica nell’anno 1585.


Per la morte del suddetto Senatore esercitarono i tre
Conservatori il Senatorato; come leggesi nell’iscrizione se-
guente ,
collocata nel luogo più volte citato (z) .

SIXTO V. PONT. 0PT. MAX.


DOMINICVS IACOBACIVS DE FACESCHIS )
HORTENSIVS CELSVS '
) Co$S f

IVL1VS PAMPHILIVS )
SENATORIO MVNERE IVRIDICENDO LITIBVS
PRAEFVERE HVMANAE REDEMPTIONIS ANNO MDLXXXV.
Nello
CO Inscript. Roman, to. 2. pag. 28. (2) Loc. eie. o. <3. p. 32.
DE* SENAT ORI DI ROMA 5
1

Nello stesso anno 1585. fu eletto Senatore Giovanni


Pelicano, da £Macerata Esercitò egli la carica suddetta per
.

lo spazio di due anni . Ridusse in miglior forma le carceri


di Campidoglio; come si osserva nella seguente iscrizione
posta nel Palazzo Senatorio (1) .
SISTI V. PONT. MAX. FRINC 1 PISQVE OPTIMI PIETATE
IOANNES PELICANVS SENATOR LAXIOREM
CARCEREM DIRVMQVE IN M1TIOREM ET AMPLIOREM REDIGI
MANDAVIT AN. DOM. MDLXXXV.
Fa di lui menzione il Fabri (a) , come anche il Ros-
si (3), scrivendo : Joannes Pelicanus ^CMaceratensis^Juriscon-
sultus doctissimus cuius fuerat domtts totius pene Oraculum
,

Piceni . E senza star qui a riferire tutti quelli , che fanno


del detto Senatore onorata menzione , basterà trascrivere

1 iscrizione sepolcrale ,
esistente nella Chiesa di S. diaria
Maggiore (4)
D. O. M.
IOANNI PELICANO MÀCERATENSI CIVI ROM. I. V. CONSVLTISS.
PROTHONOTAR. APOSTOL. NOBILISS. PRAECLARISSIMOQVE
VIRO AD SVMMA OMNIA NATO QVOD ALMAE VRBIS SENATOR
TOTIVS ECCL. DITIONIS A*JNONAE PRAEFECTVS PERVSIAE VM
BRIAEQVE GVB. ROMANDIOLAE ET EXÀRCHATVS RAVENNAE
PRAESES SACRI CONSIUI COLLEGIO ASCRIPTVS HIS ALIISQVE
MVNERIBVS SVB SIXTO V. P. M. ADMIRABILI DOCTRINA SVM
MAQVE PRVDENTIA AC RELIGIONE FVNCTVS NECNON AD
PRINCIPVM NVTVM SAEPE ARDVARVM CAVSARVM DEFINITOR
AC SVMM. PONTIFICVM IVSSV ASCVLI COMITATVS^VE
AVENIONIS CONSTITVTIONVM REFORMATOR

OBIIT KAL. IAN. MDXCIV.


IN-
(O Inieript. Rom. to. 2. pag. fi. (4) Inicrìpt. Roman, to 2. pag. 40.
(2) Efemeridi Ravennati pag. j 68. Iaicript. Picen. ciati. 7. pag. Ij.
(3,) Histor. Rarcoo. lib. xx.
5** STORIA DIPLOMATICA
A suo tempo,, egli andò ad assistere al soglio Ponti-

„ ficio , ed aveva luogo sotto Ambasciatore dell’ Impera-


*
1

„ tore $ Ma perchè dagli altri Ambasciatori gli fu contra-


„ stato il luogo di mano dritta non vi andò più ed in $

„ suo luogo vi vanno Conservatori di Campidoglio „ ; come


i

leggesi in una Relazione Manoscritta de’ Fatti memorabili ,

seguiti nel Pontificato di Sisto V. j esistente nella Biblioteca


del Conte Ippolito Lovatelli , Castellano di Ravenna .

Il Crescimbeni citando le notizie, da lui osservate in un


opera inedita di Pier Simone Galli sulle Gesta de* Cittadini
di CMontalto , asserisce, esser stato Senatore nell'anno 1 5 87.

Domenico Biondi di detto luogo , aggiungendo ,


che fu
„ acclamato Senatore di Roma con dimostrazioni di gran-
„ de allegrezza, Cavalcate, Archi Trionfali, e simili e che ;

„ proseguì ad esserlo fino al 1591.


Di questo stesso Senatore Biondi ne parla 1 ’Amaiden nel-
la sua opera manoscritta delle Famiglie Romane (1) ,con dire,
che la famiglia Biondi passò i n ^Macerata, e porta il nome di
facendo per arme alcune sbarre acute
Biondi del Senatore ,

rosse in campo d’oro sopra tre monti, sparsi in lungo in


campo bianco colla Stella in cima , c nella parte supcrio-
re arme del Popolo Romano ,
1
*

Trovasi però nel detto anno 1591. Lvdovico Arca, da


Narni Di cui leggesi una memoria nella sala interna del
.

Palazzo Senatorio (2)


LVDOVICVS ARCA NARN 1 EN. I. V. D. EQVES AC COM. VRBIS SENAT.
SVR GREG. X 1 III. INNOC.IX. ET CLEM.VIII. MDLXXXXII.
Ed avendo ristorato il Palazzo Senatorio dalla parte
verso 1
*
Arco di Settimio Severo ,
esiste nel muro esteriore
di detto palazzo sotto 1
*
armi di Clemente Vili. ,
e la sua
propria, la seguente memoria. . cle-
( ) Esistente nella Biblioteca Crsanat. p. 42. (2) Inscr. Rom. to.y. p.?7»
DE* SENATORI DI ROMA 5*3
CLEMENTE Vili. P. O. M. LVDOVICVS ARCA NARNIEN .

SENAT. RESTIT. A. D. MDXCIII.


Fu di lui successore nel 1 594.. il Conte Martino Capel-
letti ,
da Rieti . Ed il Crescimheniy mentre asserisce ,
che fu

Senatore nel suddetto anno 94. soggiunge , che non tro- 1 5


vasi memoria del successore sino al 1610. ; forse perchè
ignorava ,
che Gregorio XI1II. fu il primo ,
che elesse i

Senatori non già per sei mesi ,


come era prima ,
ma a
beneplacito della Sede Apostolica (1) . Dalla iscrizione ,
che leggesi nel Palazzo Senatorio (a) si ha notizia > che an-
che nel 1598. era Senatore .

Similmente nell* altra iscrizione > che egli fece porre


al figlio detonto ,
nella Chiesa di Araceli ,
trascritta dall*
Autore delle Memorie di essa Chiesa ,
si osserva , che
era Senatore nel 1504- E Fenzjwio (3) ci fa sapere , che
dopo esser stato il Capelletti lungo tempo Senatore , nel
163 5. , in cui scriveva ,
era Referendario dell* una e 1 alrra ’

Segnatura ;
c nel Pontificato di Sisto K. era stato Segre-
tario della Congregazione della Consulta .

Fu poi Senatore il Conte Gabriele Falconio . L'iscri-


zione posta sul camino della sala nel Palazzo Senato-
rio , cioè .

PAVLO V. P. O. M.
EXORTVM EST LVMEN RECTIS GABRIEL FALCONI VS SENAT.MDCX.

1 altra nella facciata del detto Palazzo (4) .

PAVLVS SVBSTRVCTIONES ARCVYM INTERIORVM


V. P. M.
AD MOLEM CAPITOLINI PALATII SVSTINENDAM SALE
SVBESAS RIMOSAS ET RVINAM MINANTES FIRMIVS
atqve ELEGANTIVS RENOVARI stabiliri et ornari
IVSSIT ANNO DOMINI MDCXII. PONTIF. SVI VII.
GABRIELE FALCONIO SENATORE .
Qq _
(1) Scaccia de Appellar, qu. 1 nu- .
(3) Ad itatut. Urbi* pag. 16 1.
iner. 164, e *eqq.
(4) Inscript. Roman. to. 1. pag. 84.
Inscript. Roman, to. ì. pag. 42.
CO
5 M STORIA DIPLOMATICA
Come anchela conferma de Statuti de Vaccinari a 2. mar-
zj) i 5 i$. E finalmente l’assertiva del Crescimbeni ci assicu-
rano, che per più anni esercitò il Senatorato, e fino al 1616.
Fu egli posteriormente Canonico della Basilica Va-
ticana , Referendario delle due Segnature , e Ponente di
Consulta . Morì nel 1618. ,
lasciando erede 1
'
Archicon-
fraternita della SS. Annunciazione di éftiaria V.', come ap-
parisce dalla di lui iscrizione sepolcrale ,
esistente nella
Chiesa di S. Prassede . Nella quale iscrizione ,
che egli
stesso fece vivendo ,
chiamasi per altro Romano . E per-
ciò nelle note manoscritte al Crescimbeni leggesi „ questo
:

Falcone è Romano il Padre di costui nominato


Alvaro Rode rigo era Portoghese .
E tanto di questo, che del Senatore Gabriele ne fa anche
menzione /’c)ghelli(i\ dando notizia di Giacopo FalconeVe-
scovo di Cajaz.zj>, dell’origine di detta Famiglia, della di lei

diramazione in Roma, e posteriormente in Civita Ducale ser-


vendo Vito FaUonc in qualità di Uditor Generale il Duca Odo -
ardo Farnese, possessore allora di detta città, c di altri luo-
ghi a questo allora appartenenti, di molti illustri matrimonj
contratti nel Regno di Napoli, di varie Reali cariche eserci-

tate da i discendenti di tal famiglia.Trascriveremo qui sola-


mente le parole del detto Autore, che riguardano il Senato-
rato di Gabriele :
,, Jacobus ex claro Falccniorum genere, et ohm
in Romana Rep ubili a patricio,atque Consulari , quod in Hispa -
titani antiquitus transgressum ,
ubi celebre per plura extitit
secala ,
ad pristinos lares incole tidum fuit revocatum ,
dum
Alvarus Falconius vir Joannae de nobili familia de Noro-
gnia ad Lusitaniae Regis uegocia peragenda Romani transmi -
gravit . In antiquo decere illic familia confirmata ,
Gabriel et
Jacc~

CO Ital. Sacr. to.X- inter addenda pag. 250.


DE* SENATORI DI ROMA 525
Jacobus filii ,
il le in Alma Vrbe Senatoris ,
hic in Conserva-

toris munus a Asciti fuerunt ,


prout monumenta in Tempio
divae Praxedis abunde testantur .

Nel Diario Andrea Amici ( 1 ) si legge dello stesso


di
Falcone „ Alli
: 24. luglio 1618. Questa mattina a 13. ore è
„ passato a miglior vita SMonsig. Falconio, nostro Canonico ,

,, e Prelato di Consulta >


quale è stato al suo tempo uno de
„ Principali Avvocati di Roma ,
e tale ,
che per il suo
y valore fu fatto Senatore di Roma ,
et in ultimo Canonico
„ di S. Pietro ,
Prelato di Consulta , e ancora Sopraintcn-
„ dente delli negozj del Principe Borghese etc. L* istcssa se-

„ ra nella Chiesa di S.éMaria in Via alle 2 3. .ore in circa ac-

,,
compagnato da tutto il nostro Clero ,
e da molte Fra-
,,
terie ,
e anco dall’ Orfanelli ,
e Letterati ,
con la mag-
„ gior parte delli Prelati della Consulta fu portato alla se-

,,
poltura nella Chiesa di S. Prassede
,
dove arrivassimo eh*
„ era quasi mezz* ora di notte , gli fu cantato dal più
antico Canonico il solito Responsorio, etc.
Fu surrogato nel detto anno 1 616 . il Conte Giovanni
Battista ‘Fenzonio, da Brisighella . Di lui , e degli anni del
suo Senatorato se ne ha memoria nell* iscrizione , esistente
nella sala interiore del Palazzo Senatorio ,
cioè (2) .

GREGORIO XV. PRAEDECESSORE PAVLO V. MAXIMIS


'EIVSQ.
OPTIMISQ. PRINCIPIBVS IOANNES BAPTISTA FENZONIVS SENA
TOR INTERNAM MED 1AMQVE AEDIVM PARTEM SENATORVM
VSVI DESTINATAM EXAEDIFICAVIT SALIS OFFICINAM ADIA
CENTEM QVAE SVPERNE RVINAM IMPOSTBRVM MINABATVR
XONGIVS TRANSFERRI CVRAVIT SVBSTRVCTIONES VETVSTATE
ET SALE EXESAS INSTA VRATIS PILIS CQMMVNIVIT
.MONVMENTVM posvit
ANNO DOMINI MDCXXIII. MENSE MARTIO .

V v v Con-
(1) Are. Capit. Vatlc. ca) Inscript. Roman, to. 2. pag. 15.
ja* STORIA DIPLOMATICA
Confermò
i Statuti de cMerendanti de panni a i giu-
gno 1619 5 intitolandosi: Nos Joannes Baptista Fenzpnius
.

Nobili Brisigbellensis , L V Doctor,Eques , Comes Palatinus


.

Almae Urbis , eiusque districtus Senator etc.


Del detto Senatore ne parla il CMittarelli (1) , tra-
scrivendo P elogio , che di lui fece Giano Nido Eritreo (3)
cioè Urbis Paventine mentio fit , ut nobis veniret in men-
:

tem Joannis Baptistae Fenzonii I. C.,civis ejusdem clarisimi ,

quamquam il/e se Brisichellae oriurn dicat,quod est Aemiliae op-


pidum non ignobile ,quodque semper multos misit Komam in omni
virtutum genere praestantes viros ,
et nos eodem tempore in au-
gustissimo Collegio duos ex eodem oppido vidtmus,eo loco , et mu-
neri r dignissimos ,
sed Faventia Civem etiamsuum agnoscit ,
qui
non comitate,et bilaritate , sed tristitia,et severitate commenda
tus ,
omnibus iis honoribus functus est, quiuxores habentibus pa -
tent . Nam primum Octavio Paravicino ,
Cardinali Germaniae
patrono ,
tum Scip ioni Cardinali Burgbesio , qui, ilio mortuo,Ger-

maniae ejusdem patrocittium susceperat , a cognitionibus fuit,quo


postea suffragante , ad Urbanos CMagistratus ascenditi ac prin-
ceps Appellationum primo, nec ita multo post Urbis Senator fuit,
quem éMagistratum magnificentissimo apparata adiit , et pompa
tota fere Civitate in eius spectaculum effusa , sed tamen propeu -
sae in eum voluntatis batic illi gratiam retulit
,
quod leges ejus-
dem municipales doctissimis commentario illustravi , quem li -
brum nemo est Advocatus , nemo Causar um Patronus , nemo Le-
gale}us ,
quin habeat,legat ,
quin in defensionibus utatur .

Nell* anno 1 opera legale: Adno -


626. diede alla luce la sua

tationes ad Statata Urbis . Della quale parla detto Giano Nido


La di lui famiglia dalla Terra di Brisich el-
nel trascritto elogio.
la passò ad abitare nella città di Faenza, ove fu ammessa
alla Nobiltà . Nel-
(2) Rerum Faventinaruna Scriptore* (3) Pinacoteca to t. pag. fi.
DE* SENATO RI DI ROMA 5*7
Nella chiesa del Gesù leggesi di lui la seguente iscrizione.
IOANNES BAPTIST A FENZONIVS I. C.NOB LIS BRESIGHELLENSIS 1

EQ.VESAVRATVS S. C. M. CONSILIARIVS ET A PAVLO V. P. M.


SENATOR VRBIS CVIYS STATVTA NON MlNORIS V TA 1 QVAM 1

MORIS VOLVMINE ILLVSTR AVIT OBUT ANNO SALMDCXXXIX.


AETATIS SVAE LXXI.
LVCRETIA covervcia conivx et haeres
MOESTISS. POSVIT (l).
Successe nel luglio del 1623. il Conte Baldo Massei
da Camerino , eletto da Gregorio XV. Due memorie di lui
esistono in Campidoglio ,
una nella Sala del Palazzo Sena-
torio, nell’abitazione cioè del Senatore (2)

VRBANO vili. PONT. OPT. MAX.


BALDVS MASSEVS CAMERS VRBIS SENATOR INTERNAM SENATO
RIAM AEDIVM PARTEM AVXIT ET CONCAMERAVIT SVPERNAM
' '
'» * •

LAXANDO PVBLICO CARCERI ATTRIBVIT AQVAM PERENNEM


IN EVMDEM CARCEREM ET HORTOS A SE AVCTOS AC MVRO
CINCTOS PERDVXIT ATQVE INDE AD AEDEM PROXIMAM
CONSOLATRICIS VIRGINIS DERIVAVIT
ANNO IVBILAEI MDCXXV.
3

J- altra nell’ atrio delle. Carceri di Campidoglio cioè *


,

BALDVS MASSEVS VRB. SENATOR .

Il Pontefice Vrbano Vili, gli diede ampia facoltà di

procedere contro i discoli e facinorosi , de* quali abbon-


,

dava la città; e senza osservare le formalità giudiziarie


,
prescritte nello statuto diJRoma; e nella stessa guisa che
,
si osserva nel Tribunale del Governatore . Dichiarò per
altro, che tal facoltà non s*
altri Se- intendesse concessa ad
natori successori; perchè ebbe riguardo alla probità, e fe-

* . %
*
V v v 2 *
del-

... G) Alvaro Collez. d’ iicriz. MSS. (2) Inicript. Rom. tom.2. pae. 55. * 6 .
lib. 15. pag. * ’• ‘ 9
424.
I
<»8
* STORIA DIPLOMATICA
deità di esso CMassei ,* come il tutto leggesi nel seguente
Breve .

Ad fatar am rei memoriAm * Cum in Curia Capitola Al-


ma e Vrbis nostrae multi delinquente* y pravique ,
et facino-
rosi homines quotidie carceribus mancipentur , qui propter se-
riosam dictae Vrbis Statutorum in procedendo observantiam y
scvissimasque per eadem statata tmpositas , et inflictas poenas

quodammodo impuniti evadere soleant ,


nec etiam per eadem
statata cautionibus de non offendendo inter parte* dandisy quan
documque per eiusdem Vrbis Senatorern prò tempore existen -
tem provideri valeat ,
facinorosi homines ad gravissima sco-
lerà frequenter perpetranda audaciores redduntur Nos y . qui
inter caetera cordis nostri desiderabilia a tempore ,
quo divina
favente clementia ad summi Apostolatus apicem assumpti fui-
mus , illud sinceri* semper exoptavimus desideriis 5
ut in toto
nostro Stata ecclesiastico ,
et praectpue Alma Vrbe nostra prae-
dieta y
ne utique delieta impunita remanerent ,
quin potius y

ut aliquando temerarii flagitiosorum ausus hominum y si non


virtutis amore ,
saltem formidine poenae arctius reprimeren-
tur ,
ac cuncti delinquentcs ,
ut caeteris in exemplum transi-
rent y condignis scelerum suorum plecterentur poenis , in prae-
missis prò nostro Pastoralis officii debito opportune providere
volente * ,
CMotu proprio ,
et ex certa scientia nostra ,
deque
apostolicae potè stati* plenitudine dilecto filio Baldo CMassci I.

V . Doctori y Almae Vrbis nostrae Senatore y per fel. reca Grego


rium Papam XV. praedecessorem nostrum creato ,
et deputato y

de cuius fide ,
et probitate in praemissis exequendis multum
confidimus , non autem eius successoribus , ut ad beneplacitum
nostrum in casibus quibuscumque criminalibus y tam in proce-
dendo quam indicando ,
statutorum Vrbis forma aliter non
servata y
contra delinquente
s
quoscumque in ipsius Curiae
Carceribus nane ,
et prò tempore detentos y
etiam cuiuscumque
DE' SENATORI DI ROMA 515?

status ,
gradus , ordini , conditionis , rr praeeminentiac exi-
sten. prout sibi bene visum fuerit , 4 c £// 4 ;w *#xr4 facultates
in similibus nostro ,
^>ro tempore exi tenti , praedictae Vrbis
Cubernatori bactenus quomodolibet concessas , procedendi ,

iudicandi ,
poenasque statutarias secundurn delictorum ,

personarurn qualitatem eius arbitrio augendi plenum ,


amplam y
liberam ,
omnimodam facultatem ,
auctoritatem ,
4 /^m*
potestatem ,
praesentium tenore conceditnus , omnesque, rf J7 «-

processus ,
4 rr 4 ,
sententias ,
et decreta desuper , // 4-

tutorum buiusrnodi etiam minime servata forma , Senato-


rem praedictum in posterum formatos , /4 c *4 , /4 /4 , 0/ habita
in omnibus , per omnia , perinde ac si eadem statutor. forma
buiusrnodi in eis ,
e/ eorum quomodolibet servata foret , vali-
da , ** efficacia perpetuo existere ,
suosque plenarios ejfectus
sortivi , sic per quoscumque ludices ordinarios ,
delega-
tos etiam causarum Palati Apostolici Auditores ,
4c R. £.
Cardinales ,
sublata eis ,
eorum cuilibet quavis aliter iudi-
candi , interpretandi facultate ,
0/ auctoritate ,
iudicari , def-
finiri debere $
4 c irritum ,
jw 4 Ȏ si secus super bis a quoque
quavis auctoritate scientcr ,
vel ignoranter contigerit attenta-
vi y
decernimus . Non obstan . ^/V/ 4 r Statutis ,
/W4 -
mento , confi rmatione apostolica , z/<r/
quavis firmi tate alia ro-
boratis ,
privilegi is quoq. indultis ,
Uteri apostolici per
quoscumq. RomanesPontifices Praedecessores nostros ,
ac etiam
Nos y prò illorum corroboratone bactenus quomodolibet conces-
si y confirmatis , r/ innovati 5 4 f concedendis , Quibus omni-
bus y et singulis , etiamsi de illis , eorumq, totis tenoribus spe-
ciali y specifica y expressa , </<? z/r/^0 4^ verbum non au-

tem per clausulas generales idem importantes mentio ,


jé»
quaevi alia expressio babenda esset , 4 «/ aliqua exquisita for-
ma ad hoc servanda foret y illorum tenoribus praesentibus prò
piene , et sufficienter expressi , 0* 4^ verbum insertiy ha ben*
tesy
5 jo STORIA DIPLOMATICA
tcs ,
illis alias in suo robore permansuris ,
bac vice dumtaxat
specialiter , et expresse derogamus , sujficienter deroga-
tum esse ,
ef censeri similiter decernimus ,
caeterisq. contra-
riis quibuscumq. Dat. Romae apud Sanctam éMariam ^Maio-
rem sub Annulo Piscatoris xvii. augusti mdcxxiii. suscepti a
Nobis apostolici officii Anno primo .
5 Car, S . Susannae
.

In Camerino fece egli edificare una nobile Cappella


nella Chiesa Collegiata di S. Venanzio . La volle dedicata a
Vbaldo . Ed in essa depose lo Scettro di avorio, la Spa-
S.
da , il Cappello, ed altre insegne Senatorie, secondo riferi-
sce anche il Gigli .
E sercitò la carica fino al febraro del 1 61 9. Ed essendo
andato alla Villeggiatura della Rocca di Aiello per ristabilirsi
in salute, ivi morì a 1 5. aprile 1630., c fu sepcllito nella det-
ta chiesa nel sepolcro de’ suoi Maggiori
Nel marzo dcll’istcsso anno 1629. successe il Conte
Givlio Cartari, da Orvieto . Se nc ha di esso memoria nell*
opera di Carlo suo figliuolo ( 1) . Ritenne la carica Senatoria
fino alla morte, che seguì nel 1633*; come leggesi prcssoil
Fenzonio (a).Di lui nc fa altresì menzione Girolamo Lauro (3).
E Matteo Pagani, Romano, pittore , c poeta diede alle stam-
«!

pe nel detto anno 162$. 1 * Ordine , che ha tenuto l* lllmo


Sig. Giulio Cartari nel prender possesso di Senatore di Roma (4).
I tre Conservatori
,
che per la morte del Senatore Car-
tari esercitarono il Senatorato ,
si veggono descritti nella
seguente iscrizione ,
esistente nella stanza interiore del
Palazzo Senatorio (5) .

VR-
CO Syllubat Advoc. Co twist, p.171. (4) Mandosio Biblioteca Romana .

(a} Ad atatut. Urbij pag. 45. (j; Inacript. Rotr.to.



(3) Storia di Orvieto pag. T2.

J
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DE* SENATORI DI ROMA 53 *

VRBANO Vili P. M.
AVGVSTINVS MAFFEIVS )
IACOBVS BENZON1VS ) CoSS.
FERDINANDVS BRANDANVS
IN IVLIVII CARTARII EXTINCTI SENATORIS LOCVM
DIES XXXV. IVRIDICVNDO PRÀEFVERE
EIVS REI PERENNEM HANC MEMORIAM TESTATAM ESSE VOLVERVNT
SALVTIS ANN. MDCXXXIII.
Conte Orazio Albani, da Vrbino fu successivamente nel
Il

medesimo anno eletto Senatorc.Dopo aver ricevuto dal Pon-


tefice il Breve della dignità Senatoriali trasferì ,,
dal Palazzo

„ Pontificio Quirinale in Campidoglio, ove smontato da ca-


„ vallo entrò nella chiesa di Araceli , visitò il Santissimo
„ Sacramento , ed orò innan zi alla Madonna , ed indi passò
„ a prendere possesso nel Palazzo Senatorio,, ; come leggesi
nella Relazione ,
in quel te mpo stampata da Giampietro Sa -
nese , citata anche dall’Autore delle Memorie di detta chiesa.
Coltivò le amene lettere ,
ed i studj legali. Fu de-
putato Governatore dal Duca di Vrbino in varj luoghi del
suo Ducato j
da lui fu spedito Ambasciatore ad Vrbano Vili .
per concordare ladevoluzione del detto Ducato a favore
della chiesa. E secondo dice il Campelli (i) in hoc arduo :

nfgotio nonnisi per summas dijficultates ,


et assiduo s labores
concordando , ita accurate , et religiose se gessiti ut et Ducis
Domini sui partes viriliter sustentaveri't^et S . Sedis iura in ni-

hilo laeserit , adeo ut aeque gratum ,


et plausibile pensum et

Pontifici fuerit , et Duci . Ritenne il Senatorato fino all’ an-


no i <^4.5 > -
e tornatosene in patria finì di vivere nel 1653.
Fu egli Avolo del Cardinal Giovan Francesco Albani, assunto
poi al Pontificato col nome di Clemente XI,
Del
(O Comment. ad Canstitut. Ducati» Urb ini to. t.pag. 121.
STORIA DIPLOMATICA
Del detto Senatore onorevole menzione si fa da varj
Scrittori ,
ma specialmente dal Baldi ne* suoi Distici (i), dal
Riviera (i) ,
c dal Zampieri (3)
L* istesso Senatore a io. aprile 16 $6. con suo editto
publicato ,
e dato alle stampe , ordinò , che nessuna per*
sona ardisse buttar sassi , fango , o immondezze di giorno ,
o di notte , sputare , orinare , e far altro atto indecente in-
torno la Fontana di CMarforio , ed in quella , posta sotto la
scalinata ,
o balaustro del nuovo Palazzo di Campidoglio
nemmeno nella ringhiera di esso balaustro, sotto pena di
scudi 15. da applicarsi alla Camera di Campidoglio , e tre
tratti di corda . Come anche proibì di tirar sassi ,
fango ,
e
simili materie al Cavallo di Bronzj) $ e che si sarebbe proce-
duto per inquisizione ,
e prestata fede al denunziante con un
solo testimonio
Successe nel 1^4 5. Stefano CAMPiDORO,da Faenzjt . fi

di questo H Gigli dice , non trovarsene alcuna memoria ,


e
che solamente si asserisca da i Scrittori della Serie de* Se-
natori . Il éMittarelli (4) si querela anche di ciò ,
dicendo
del detto Campidoro : Viris hteratis Favcntinis adiungitur a
Romualdo óMagnano pag. 16. verum nihil uberius de eo prò -
fert ,
neque scripta indicat . Dal Registro però de* Brevi Fon -
///fé; apparisce ,
che egli fu eletto nel mese di gennajo 164$.
Durò per altro poco tempo neh’ esercizio del Senato-
re 5
perchè se ne morì nell* anno seguente 1 6^6. Onde itre
Conservatori esercitarono 1
*
officio di Senatore $
come ap-
parisce dalla seguente iscrizione ,
collocata tiel luogo, già
sopra citato (5).
IN-
(O Pag* 18. (4) De literatura Faventlnorum pa.-

(2) Vita «leiFabretti . gin. 3 9.


( 3 ) Vita del Cartari . (5} Inscript. Roman, to. 2. pag. 71»
DE* SENATORI DI ROMA $ n
INNOCENTIO X. P. O. M.
CAMILLVS BVBALVS DE CANC. )
LAELIVS ALL1VS )
VRBANVS M1LLJNVS
1

) CoSS.
»

SENATORIO INTERREGNO. 1VS DIXERVNT ANN. D. MDCXLVI.


Nel luglio dell’istesso anno successe Dino Cardini, da
Lucca . Dopo poco tempo passò all'altra vita , cioè nel me-
se di maggio del j 647. .Onde i tre Conservatori esercita-
rono al solito la carica 5 corpe si osserva dalla iscrizione^che
«iegue (i)„
VINCENTtVS RVBEVS )
EQVES STEPHANV.S ALL1VS ) COSS.
FRANCISCVS CECCHINVS )
•DINO SARDINIO SENATORE VITA FVNCTO
DICVNDO PRAEFVERE ANNO MDCXLVII.
IVRI
Fu poi anno 1^47. eletto il Conte Giovanni
nel detto
-Inghirami, Fiorentino 5 così denominandosi nella conferma
de* Statuti de' Vaccinari a 9. luglio
. 16^ 1. , .e nella iscrizio»*
uc, esistente nel citato luogo del Palazzo Senatorio (a) .

IOANNES INGHIRAMVS FLORENTINVS


PLVRIBVS ROMAE FVNCTVS OFFICIIS
TANDEM SVB INNOCENTI© X. ET A4» EX ANDRO VII. P. O. M.
A CALENOIS AVGVSTI MDCIIIL. VSQVE AD ILLAS IVLII MDCLV.
SENATORIVM MVNVS EXERCVIT
Dal Crescimbenisi asserisce che questo Senator lnghi*
,

rami volle denominarsi Fiorentino, perchè godeva della citta-


dinanza di Firenze , e che realmente fosse da Prato, di nobir-
, ed antica famiglia ; nella Cattedrale deHa qual città , e
-le

propriamente nella Cappella della sua famiglia, dedicata a


S. Pietro di Alcantara gli stesso il Senatore vi fece collocg-
^
<c una Iscrizione, per memoria de* suoi parenti, nel 1Ò47.

. X x x -
• '
' la
<0 Loc. cit. pag. 71. ( 1) Loq. cit. pag. 74,

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134 STORIA DIPLOMATICA
In tempo di esso Senatore Inibir ami , Innocenze A*,
concesse tanto a lui , che a 1
*
uso della
i Senatori successori
corona nell* Arma 9
l’ornamento
gentilizia de* fiocchi ene-
ri alle teste de’ cavalli della carozza ; come attestano il

Ciacconio (i) y ed il Caferro (2) ; e così conferì loro il trat-


tamento ,
solito usarsi da i Principi Romani .

Fu sostituito nel 1655. Fausto Galluz zi, da Sabi-


na . Evvi di lui nella sala del palazzo senatorio la seguen-
te iscrizione (3) •

REGNANTE ALEXANDRO VII* PONT. O. MAXw , !

FAVSTVS GALLVTIVS SABINVS POST XL. ANNOS


IN MAGISTRATIBVS PRO S. SEDIS APOST. SERVITIO GESTIS
AD SENATORIAM DIGNITATEM EVECTVS KAL. 1VLII MDCLV.
SVB EIVSDEM AVSPICIIS DECVS ISTVD CONTINVAT
AN. DOM* MDCLVIIII.
II detto Senator Galluzjj nell’anno 16 $6* andò ad in-

contrare verso Ponte JMolle la Regina di Svezja, unitamen-


te con CMonsignor Bottelli Governatore di Roma . Preceduto
egli dalla Compagnia de* Cavalteggieri , c da un Paggio col
Castone y e cappello , andava a cavallo sopra una Chinea, as-
sistito da ottanta Alabardieri di sua guardia con Casacche
rosse , e da buon numero de* Parafrenieri > c seguito degli
Officiali del suo Tribunale .Con quest’ordine andò fino a
piè della cordonata del Campidoglio , ove si unì con i Con-
servatori 9 Priore de’ Caporioni , ed altri molti Cavalieri Ro-
mani , che corteggiavano il Magistrato . Ed andarono , co-
me si è detto , verso Ponte «IMolle (4)
Della famiglia GalluzjJ si ha notizia ,
esser stata anti-
ca in Bologna , e che nel 138 p. fu esiliato Alberto Galluzxi
per aver tramata una congiura di dare la città di Bologna al
' ’
• •

ilt •• •
... Cotf-
( t) Vit.Pont.et Card. to.4. pag. 647. (4) Gavazzo Gualdo Priorato Isco-
CO Sy nt. Vetustatit pag. 2t j. ria della Regina di Srexia lib. 5. pa-
(3) Loc. cit. co. a. pag. 77. gin» 238.
DE' SENATORI DI ROMA 535
Conte di Virtù ( i).Ed il detto Senatore fu della Terra diJMon-
tebono in Sabina .. Ma, al dir dell* Arciprete Francesco Paolo
Sj>erandto (i)„ Colle Vecchio lo pretende suo, quantunque la
,, di lui testamentaria disposizionc,fatta in Roma nell^nno
„ 1559. morì, nella quale .apertamente enuncia per
in cui

,,
sua patria t!Montebono , varj legati, scritti ad alcuni luoghi

pii.di quella Terra, la Casa, ed i beni, ivi, e nel di lui ter-



„ .ritorio esistenti , dimostrano esser questa una pre.tcnzio-

„ ne senza fondamento . Lasciò il .Senatore una pingue


„ eredità , che in oggi si possiede dalla nobil famiglia de*

„ Conti Canali da Terniy ove fu maritata una delle sue figlie


„ scritte eredi .... . Dopo varj magistrati , ed impieghi,
.

„ per la S.Scde sostenuti, meritò di esser creato .da Alessan-


„ dro VII Scnator di Roma.Nella Chiesa rurale di S. Pietro
.

„ di detta Terra vi è la seguente iscrizione sepolcrale ,.


NICOLAVS GALLVTTVS Q. ALBERTI V. I. D. NOB. BONON.
OB. A. D. MDXXXIX. D. III. ,IAN. )
Colla vita finì il Senatorato il palluzjj a .1 $,/narzj) i

in cui morì .-Ed i tre Conservatori esercitarono l’officio del


Senatore secondo Ieggesi .nella iscrizione , (4) (esistente
$

nel citato luogo del Palazzo Senatorio.,


SEDENTE ALEXANDRO VII. P. O. M.
•SANCTITATE ORBEM MAGN.IFICENTIA VRBEM RENO.VANTE
* - ,PRO ESTINCTO SENATORE
.regimen sesqvimensem TENVERE
PAVLVS maccaranvs )
.IACOBVS ALBERIWVS
:
) .CONSERVATORE^
• MARCHIO MARTIVS.GINETTVS '
) r' .

'

.... > .

MDCLIX.
X x x a •
Suc-
: COc ronac. Misceli, presso il Mura- (z) Sabina-Sagra 3 e profana . Roma
torf Rer. Ital. Script, to.18. col. *34. e ,1790, cap. 8. nutn. aj. pag. 167.
set Dzionario d’ Italia Corografico (3) Appendice pag., 391. num. yi.
far.3. pag. 161. •
(4; Loc. eie. * 1
5 }6 STORIA DIPLOMATICA
Successe nell’istesso anno 1659, Giustino Gentile, da
Salisano in diocesi della Badia di Farfa . Di lui vi è memo-
ria in una iscrizione ,
collocata nella sala interiore del P