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LISZT

Nasce nel 1811, fa parte del gruppo dei primi romantici con Mendelssohn Schumann Chopin, però muore
più tardi degli altri, vive 40 anni di più. Per formazione culturale è sovrapponibile ai primi romantici, ma
quando gli altri sono morti lui continua a comporre poemi sinfonici. 2 personalità: uno fino al 40, simile ai
primi romantici, altro dopo il 49. Uno più da pubblico, salottiero, virtuosistico, anche se raffinato, altro più
complesso. Wagner farà insieme a Liszt la musica dell’avvenire, sono coetanei e contemporanei.
1871 Germania si costituisce come nazione, rivalsa di identità nazionalistica, fa teorizzare a Wagner
necessità della musica dell’avvenire, più o meno coetaneo di Liszt, figlia minore di Liszt è moglie di Wagner.
Brahms decisamente successivo, nasce nel 33, quando inizia a lavorare negli anni 50 Chopin e Mendelssohn
sono morti, viene lanciato da Schumann al termine della sua carriera, presentato a Vienna come anti Liszt e
anti Wagner.
Poema sinfonico inventato da Liszt, ma ha dei precedenti. Wakenroder dice che musica è così potente
perché supera necessità di mezzo linguistico, linguaggio autosufficiente. Esprimere e provoca emozioni
attraverso solo musica, opposizione al teatro d’opera che usa musica come accompagnamento. La musica
strumentale è necessaria perché ridà alla musica la forza espressiva che la parola le ha tolto. In epoca
classica si afferma necessità di forme musicali solo strumentali, classicismo è periodo in cui struttura
formale aveva raggiunto perfezione, tanto da essere essa stessa ragione ultima per la composizione
musicale. In ambito orchestrale ciò dà origini a sinfonia, 4 movimenti, ciascuno con caratteristiche
differenti. Ci sono tentativi di recuperare elementi extra musicali, come in Beethoven e la pastorale che
però non è musica descrittiva, è pittura di sentimenti. Berlioz cerca di mettere elementi extramusicali con il
programma che parte da un racconto. Però Berlioz opera a Parigi, non a Vienna. Dopo la fantastica B prova
a replicare l’esperienza in Aroldo in Italia per viola concertante e orchestra, sempre con idea fissa cantabile,
non virtuosistica, perciò non è un concerto solistico. Romeo e Giulietta per soli, coro e orchestra.
L. conosce bene queste opere e trascrive Fantastica per pianoforte nel 34. Fa analisi anche dell’Aroldo: dice
che nella musica classica la ripresa e lo sviluppo dei temi sono determinati da regole formali, nella musica a
programma la forma è condizionata da un’idea poetica.
Secondo Liszt per essere originali bisogna cercare via alternativa alla forma classica e riconosce a B il merito
di essersi cimentato in una ipotesi che è quella di usare un racconto extra musicale per determinare la
costruzione musicale. Ripetizioni, variazioni, modulazioni sono condizionate da idea poetica. Elaborazione
motivica fondamentale nel poema sinfonico. Liszt non inventa qualcosa, deriva le sue novità dalle riflessioni
sulla musica di Berlioz con trascrizione della fantastica e analisi dell’Aroldo. Per L il programma deve
guidare l’ascoltatore verso un’idea poetica che è quella del compositore. Comunicazione fra compositore e
ascoltatore è mediata attraverso il programma, per evitare che l’ascoltatore immagini cose che il
compositore non ha mai pensato. I suoi avversari dicono che quella è la fortuna della musica, lasciare libero
l’ascoltatore. Berlioz è l’ispiratore della musica descrittiva di Liszt, senza si lui non avrebbe potuto creare
una forma indipendente e nuova.
Liszt vive 75 anni, ha due periodi fondamentali: il primo si sovrappone a Chopin, Mendelssohn, Schumann
fino al 30-40 e il secondo dal 49 fino alla morte.
Nasce nel 1811 in un piccolo villaggio dell’Ungheria, a 200 km da Budapest, più vicino a Vienna che alla
capitale, 100 km. Padre funzionario alla corte Esterahzy dove aveva lavorato Haydn, che il padre aveva
conosciuto, corte che dava grande risalto alla musica, spesso sceglievano i collaboratori in base al fatto che
sapessero o meno suonare uno strumento. Padre è dilettante, gli dà prime lezioni e si accorge subito delle
qualità del ragazzino. A poco più di 10 anni fa trasferire la famiglia a Vienna per farlo studiare con Salieri e
Czerny. Salieri era stato maestro di una generazione di compositori importanti, Czerny pianista emergente
che andava per la maggiore. Quando si trasferiscono a Parigi prendono casa di fronte a laboratori Herar,
costruttore di pianoforti, che aveva introdotto doppio scappamento, pedale tonale. Siccome Liszt non aveva
strumento personale chiede a Herar di esercitarsi nel laboratorio, gli viene consentito ma in cambio doveva
collaudarli. La storia del pianoforte deve quindi tanto a Liszt. Diventa straordinario al pianoforte.
Quindi dopo poco più di un anno da Vienna viene mandato a Parigi per studiare con Paer e Reicha al
conservatorio di Parigi. Prende casa, fa l’ammissione ma non entra (come Verdi) perché è uno straniero e
non era consentito. Studia con Reicha privatamente. Anni 25-30, Parigi di Berlioz, salotti attivi e ci entra
anche lui, trova Rossini, Berlioz, George Sand, Chopin qualche mese dopo. È presente alla prima esecuzione
della sinfonia fantastica. In quei salotti oltre ai musicisti ci sono scrittori letterati come Sand, De Musset,
Hugo, Saint-Simon, Hugo, Lamartine, Dumas, Balzac, Delacroix. Liszt ha meno di 20 anni, pianista con
talento pazzesco, determinante incontro con Paganini nel 32, Liszt rimane sconvolto dal suo virtuosismo
esasperato che provoca emozioni indicibili. Si approccia allo strumento in modo nuovo, virtuosismo
strumentale è chiave di lettura esclusiva, recupera studi composti anni prima e li riscrive rendendoli molto
più complessi e virtuosistici, li denomina studi trascendentali, sono 12, ci metterà mano ancora in seguito.
Grandi studi su Paganini, scrive trascrizioni pianistiche in cui si esaltano qualità tecniche dello strumento.
Era un tipo fascinoso, le cronache rosa raccontano di decine di avventure, fra cui nel 33 conosce una donna
che sarà protagonista della sua vita che è la contessa Marie d’Agoult, sposata con figli ma lascia la famiglia
per scappare con Liszt, viaggiano per alcuni anni per l’Europa, in Svizzera, in Italia sul lago di Como etc. lui
stesso definisce questo periodo come gli anni di pellegrinaggio, in cui compone per pianoforte anche due
raccolte intitolate “gli anni di pellegrinaggio”. 35-39, giovane Liszt fa il pianista in tutta Europa e compone
per suonare le sue musiche. La coppia soggiorna prevalentemente in Italia, Liszt ci è molto legato e ci
tornerà più volte, anche se la sua musica non era ben accolta, non riesce a giustificare il suo esasperato
virtuosismo e non c’è tradizione pianistica almeno fino agli anni 60. Lui non ha un bel carattere, arriva quasi
allo scontro fisico col pubblico che non riesce a capire la sua musica. Conosce Rossini, l’opera italiana a cui
dedica trascrizioni per pianoforte. È costretto poi a tornare a Parigi per ragioni professionali perché gli amici
gli dicono che altri si stanno facendo notare e la sua fama rischia di essere dimenticata. Duello musicale
organizzato da contessa Del Gioioso di origini italiane, in cui Liszt deve competere con Talberg, giovanissimo
pianista. Anni determinanti, in altri viaggi conosce Schumann e Wagner, espressione più alta del
romanticismo strumentale, dà grande attenzione alla filosofia, teorizza musica dell’avvenire identificando in
Liszt il suo compagno di strada, si conoscono nel 40 quando hanno meno di 30 anni.
Liszt conosce la d’Agoult nel 33, resta con lei per una decina d’anni, fino al 44, i due si separano perché lui è
preso dalla sua professione e vede lei come un freno, conosce un’altra donna sposata, Carolyne Sayn
Wittgenstein, nobildonna polacca sposata col principe Wittgenstein imparentati con lo zar. La conosce in un
concerto a Kyev, lei si invaghisce e lascia il marito. Ruolo della Wittgenstein fondamentale. Finora Liszt è
pianista concertista che gira l’Europa, ma deve mettere la testa a posto, mettere radici da qualche parte, ha
37 anni ed è stanco dei continui viaggi, mettono su casa a Weimar che non aveva vita musicale importante,
la stava avendo in quegli anni. La Wittgenstein ha una casa lì di proprietà della famiglia del marito, pensa di
farla diventare il loro nido d’amore. In realtà diventerà la casa stabile di tutta l’attività di Liszt negli anni
successivi. Altenburg, tenuta appena fuori città. Costruisce accademia musicale, diventa in pochi mesi
centro di attrazione europeo, tutti i giovani pianisti passano di lì, come Joachim, Brahms. Grazie
all’Altenburg Liszt smette di viaggiare, inoltre grazie al principe la Wittgenstein gli dà la direzione
dell’orchestra della città. Nome di Liszt diventa importante e di conseguenza l’orchestra, al pari di Lipsia e
Berlino. Per l’orchestra Liszt inizia a scrivere i poemi sinfonici. 12-13 anni, rimane stabilmente a Weimar e
guida l’orchestra e la sua accademia musicale, lì si formano Hans von Bülow uno dei più importanti direttori
d’orchestra degli anni successivi, Tausig, Cornelius, Joachim. Periodo di grande attività compositiva,
compone sonata in si minore, è periodo di stabilità emotiva, con la Wittgenstein ha rapporto sereno, sarà
così fino al 1860. Alla soglia dei 50 anni decidono di sposarsi, ma lei è già sposata col principe, quindi ha
difficoltà, deve far annullare matrimonio, chiamano in causa vaticano, sacra rota, fanno annullare il
matrimonio. Decidono di trasferirsi a Roma per celebrare il matrimonio in occasione dei 50 anni di Liszt nel
1861. Ma il marito non è d’accordo e fa intervenire lo zar che fa pressioni sul vaticano, riesce a bloccarlo.
Liszt va in depressione e i due mantengono un rapporto distaccato. La prima figlia di Liszt nel frattempo
muore, una serie di vicende che segnano la sua vita. Dopo 10 anni sereni e ricchi va in crisi perché non può
sposarsi, muore la figlia, ha lasciato l’orchestra perché pensava di trasferirsi a Roma. La depressione lo
porta a chiudersi in convento, ha crisi mistica, impulso religioso, prende gli ordini minori qualche anno
dopo, si dedica alla musica sacra, periodo di sbandamento. Rientra a Weimar nel 62 dove riprende rapporti
con Wagner, relazione a un certo punto si incrina perché Wagner sposa la figlia Cosima e a Liszt non va giù.
In quegli anni conosce Borodin, si apre a soluzioni compositive interessanti che lo portano a comporre in
modo avanguardista armonicamente, scrive musica atonale 30 anni prima che si diffondesse. Muore a
Bayreuth dove Wagner ha fondato il centro della musica dell’avvenire nel 1886.
Periodo di Weimar 1848-1860
Qui Liszt concepisce idea del poema sinfonico. Dirige l’orchestra e decide di perfezionare l’idea che aveva in
mente di una composizione per orchestra che avesse sua autonomia, che superasse tipiche costruzioni del
periodo classico in più movimenti a favore di un unico movimento che presenta diversi episodi la cui
organizzazione non è prestabilita come nella sinfonia, c’è testo extra musicale che guida la composizione.
Unico grande movimento al cui interno ci sono diverse sezioni che si collegano senza soluzione di
continuità, flusso sonoro unico. I diversi episodi non seguono schema formale prestabilito, la logica della
consequenzialità degli episodi è determinata dal programma, forma libera. Il testo può essere un dramma,
una poesia, un semplice pensiero filosofico. Es. lo sviluppo della forma con Richard Strauss in Così parlò
Zarathustra, Quadri di un’esposizione di Mussorgsky.
Liszt scrive 13 poemi sinfonici di cui 12 composti nel periodo di Weimar ed eseguiti dall’orchestra, tra il 48 e
il 58. Ultimo poema “Dalla culla alla tomba” del 1882. Weimar era laboratori sperimentale per questa
forma, provava direttamente in orchestra e riscriveva. Riferimenti programmatici molto diversi fra loro,
molti legati a testi letterari, vedi slide, testi di Hugo, Byron, Herder, Shakespeare, attinge da dipinto di
Kaulbach, Schiller.
Liszt non aveva grande formazione orchestrale, era un pianista e scriveva per pianoforte, anche i poemi
sinfonici li concepiva per pianoforte e poi li trascriveva sperimentando sul campo perché non aveva mai
studiato orchestrazione, limite dei poemi sinfonici è orchestrazione debole. Alcuni hanno firme degli
studenti dell’Altenburg che erano preparati.
Terzo poema sinfonico: Les préludes su testo di Lamartine che aveva frequentato nei salotti parigini.
Tratto da “Nouvelles méditations poétiques” di Alphonse de Lamartine conosciuto a Parigi negli anni 30.

Pur essendo in un unico movimento ci sono sezioni: Andante maestoso, Allegro tempestoso, Allegretto

pastorale, Allegro marziale, Vivace, Andante maestoso.

Non sono sezioni indipendenti, solo episodi differenti in un unico grande movimento. Correlati a testo

poetico di Lamartine nella scelta dei temi e dell’orchestrazione. Organico di metà 800, deriva da orchestra

romantica di Mendelssohn, unici elementi di novità sono terzo flauto e ottavino. Timpani grancassa e piatti

più tipici del teatro, elemento di novità, rende idea del descrittivismo musicale che trova ispirazione nella

pratica del teatro, come in Berlioz. Anche arpa rara in orchestra dell’800.

Testo dei preludi fa riferimento a visione poetica del senso della vita, spiega che la vita è un percorso, una

serie di preludi all’ultimo grande canto che è la morte, momento trascendente che realizza senso della vita.

Vedi testo su slide. Amore come alba luminosa di tutta l’esistenza. Tratti simili a Berlioz, amore illumina la

vita, ma ogni grande amore deve confrontarsi con la rottura, e la tempesta emotiva cancella le belle

illusioni. Si cerca serenità nella natura, come Berlioz e Beethoven. Dopo aver ripreso le energie nella natura

torna alla vita più forte di prima. Nella struttura del poema ci sono 4 episodi con introduzione e

conclusione. 4 episodi corrispondono con 4 parole evidenziate: amore, tempesta, vita dei campi, guerra.
Dopo la vittoria finale c’è la conclusione in cui ricompare tema iniziale.

Introduzione in andante in do maggiore, poi primo episodio con il sorgere della vita con le dolcezze

dell’amore, tutta la prima sezione è in do maggiore, filo conduttore dell’intera composizione. Uniche

deviazioni sono verso mi maggiore e verso la maggiore nella sezione dei campi, tonalità associata

storicamente a contesto pastorale insieme a fa maggiore. Terza superiore e terza inferiore, rapporti tonali

introdotti da Schubert negli anni 20, affinità di terza. Tema si origina da tre note in intervallo di quarta e di

seconda, scomposti e ricomposti, dando origine a elaborazione motivica (concetto di Beethoven) basata su

concetti del contrappunto come inversione e moto retrogrado. Da un’unica cellula derivano temi costitutivi

dell’intero poema sinfonico. Gioco di costruzione di seconda e quarta costitutivo di tutti gli altri elementi,

come nell’andante maestoso che torna nella sezione conclusiva, cambiando ritmo e strutturazione.