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Maria Grazia Saibene

GRAMMATICA DESCRITTIVA DELLA LINGUA TEDESCA

1) FORMAZIONE DEL TEDESCO MODERNO:

4 periodi:
• ALTHOCHDEUTCH: periodo antico (750-metà XI secolo) situazione differenziata in vari
dialetti, riconducibili agli originari STÄMME. Prima strutturazione della lingua.
• MITTELHOCHDEUTCH: produzione testi poetici cortigiani/cavallereschi. Ancora base
dialettale. Lingua usata solo in ambito ristretto. Dopo la caduta della cultura cortese si
verifica una frammentazione degli usi a livello regionale. Si avvia il processo di
standardizzazione della SHRIFTSPRACHE (XVI-XVII secolo).
• FRÜHNEUHOCHDEUTCH: preludio al tedesco moderno (NEUHOCHDEUTCH), dalla
metà del XIV secolo alla metà del XVII. Autonomia di questo periodo riconosciuta solo
recentemente. Vi rientra la riforma luterana e livellamento usi della lingua. Cambia il quadro
culturale e sociale. Sviluppo città e nuovi ceti in ambito cittadino, nuove attività e più ampia
produzione letteraria. La letteratura, con l'invenzione della stampa, richiede un pubblico più
vasto, problemi del vivere sociale. Si sente l'esigenza di una lingua unitaria e comprensibile
a tutti. Con il sorgere delle cancellerie si ricerca uno standard scritto.
• Metà del '600, momento di passaggio alla neuhochdeutch, con la prima opera grammaticale
della lingua tedesca (Shottel)

E' accettata oggi l'idea che la codificazione sia avvenuta tramite la lingua scritta. Un esempio è la
zona del basso tedesco. Qui erano diffusi i dialetti ma nel '300-'400 si diffuse una schreibsprache
che vide il suo centro a Lubecca, che però cadde in declino. Anche qui venne adottata la lingua di
Lutero (HOCHDEUTCH) mentre per il parlato si continuò ad usare i dialetti, nella fattispecie il
PLATTDEUTCH. Lo standard tedesco è più tardo rispetto a quello italiano o francese (causa
struttura policentrica). Non si può identificare un solo dialetto come origine della lingua nazionale.
Agli inizi del '500 si delinea la zona orientale livellata che comprende una parte centrale (di Lutero)
e una parte meridionale (bavarese). Th. Frings riconosce la base del tedesco nella lingua della zona
medio-orientale. Si pensa che sia stata la zona di maggiore influenza.

LE AREE DIALETTALI:
Si sono delineate a partire dal Medioevo, dopo la colonizzazione dei territori orientali. Dal XIV
secolo troviamo la distinzione dei dialetti. Nell'Alto Medioevo i dialetti facevano riferimento agli
antichi gruppi germanici (FRANCHI, ALEMANNI, BAVARESI). Nel decimo secolo ci fu
l'espansione del bavarese e la creazione di un'ampia area dialettale austro-bavarese. LA seconda
fase della colonizzazione si spinse verso i territori orientali oltre l'Elba,m si venne a costituire una
zona medio-orientale. Alla colonizzazione verso est parteciparono popoli diversi. Furono i principi
tedeschi e slavi a richiamare coloni nel MECLEMBURGO, POMERANIA, SLESIA, BOEMIA,
MORAVIA e nella zona sassone superiore. Le vie furono tre: una settentrionale lungo le coste, una
verso Magdeburg, il Brandeburgo e la Pomerania e la terza da occidente (Mosella e zona renana)
attraverso l'Assia e la Turingia verso la zona sassone superiore, la Slesia e la Boemia. Si crea una
base composita della lingua. Una prima distinzione dei dialetti è in 3 zone:

• basso tedesca (niederdeutch) a nord


• medio tedesca (mitteldeutch) al centro
• tedesco superiore (oberdeutch) a sud.
Le due ultime zone rientrano nell'alto tedesco (hochdeutch) in contrapposizione al basso tedesco
(niederdeutch). La distinzione si fonda soprattutto sugli esiti della hochdeutch della “seconda
mutazione consonantica” (Zweite Lautvershiebung). Al nord sono conservate le occlusive p,t,k
mentre al centro e al sud hanno dato esiti fricativi e affricati. ik=ich, maken=machen, dorp=dorf,
dat=das, appel=apfel, pund=pfund. La linea di demarcazione è Benrath mentre altre isoglosse
segnano i confini raggiunti da diversi fenomeni fonetici. Nella zona renana si conservano alcune
occlusive sorde. Questi tratti del consonantismo oltre a quelli del vocalismo della morfologia e del
lessicopermettono di distinguere i vari dialetti. Oggi queste differenze si riscontrano nelle
UMGANGSSPRACHEN. Nella realtà non ci sono divisioni nette ma solo graduali. Il
NIEDERDEUTCH confina ad occidente con i Paesi Bassi, a nord con la penisola dello Jutland e la
Danimarca, a sud con la linea di Benrath e ad est con la linea di OderNeiße. I dialetti basso tedeschi
si distinguono in WESTNIEDERDEUTCH e OSTNIEDERDEUTCH ad oriente secondo una linea
che va da Lubecca a Magdeburg. Rientrano nel westniederdeutch: il basso francone, il Westfälich,
l'Ostfälich e il basso sassone. L'ostniederdeutch comprende territori di antica colonizzazione, alcuni
dei quali non appartengono più alla Germania. Il tedesco medioccidentale confina a nord col basso
tedesco, a occidente è attraversato dal Reno, a oriente confina con la zona Ostmitteldeutch e a sud
con il tedesco superiore. A sud il confine è marcato dall'isoglossa appel=apfel, mentre con
l'ostmitteldeutch abbiamo l'isoglossa pund=pfund. Nel Westmitteldeutch ci sono le seguenti aree
dialettali: ripuario, che confina con il francone della Mosella e la demarcazione è segnata
dall'isoglossa dorp=dorf. A sud con il francone renano il confine è segnato da dat=das. Più v
erso il centro distinguiamo l'assiano e lo Pfälzisch e a sudovest il Lothringisch. L'Ostmitteldeutch
comprende territori colonizzati oltre l'Elba. Omprende il turingio e il sassone superiore, mentre lo
slesiano e l'alto prussiano sono esclusi in quanto non più parte del territorio tedesco. Il tedesco
superiore si estende dal centro verso sud. Comprende anche la zona della Svizzera tedesca e
dell'Austria. Possiamo distinguere una zona nordoberdeutch (francone meridionale, orientale e il
bavarese settentrionale). La parte meridionale si distingue in 2 zone: westoberdeutch e alemanno
settentrionale (oberrheinich). L'alemanno meridionale corrisponde alla zona di Basilea e lo Svevo è
più al centro, confinante con la zona bavarese. L'ostoberdeutch comprende i dialetti bavaresi e
austriaci. Dato il carattere multietnico dell'impero asburgico il tedesco dell'Austria si sono verificate
numerose interferenze linguistiche. In Svizzera si hanno dialetti alemanni, con caratteri marcati di
lessico e pronuncia.

VARIAZIONE DIASTRATICA:
• linguaggio del singolo (IDIOLEKT)
• lingua di un gruppo (SOZIOLEKT)
• dialetti (DIALEKTE, MUNDARTEN)
• UMGANGSPRACHE (lingua parlata al di sopra del dialetto ma con caratteri regionali)
• STANDARDSPRACHE, HOCHSPRACHE
• SONDERSPRACHEN (lingue particolari)
• FACHSPRACHEN (lingue tecniche e settoriali)
Nella lingua scritta c'è un maggior controllo e ci si sente più legati al rispetto delle norme.

2) FONETICA E ORTOGRAFIA:
La pronuncia ideale del tedesco è definita HOCHLAUTUNG ed è stata fissata da Theodor Siebs nel
1898. Essa si presentava con caratteri unitaari e sovraregionali, avvicinandosi il più possibile alla
lingua scritta.

15 vocali, 7 brevi e 8 lunghe


/ɪ/ bitten (chiedere)
/ɛ/ stellen (porre)
/a/ Kamm (pettine)
/ʊ/ Fluß (fiume)
/ɔ/ Sonne (sole)
/y/ füllen (riempire)
/ɶ/ Hölle (inferno)
/ɪ:/ bieten (offrire)
/e:/ stehlen (rubare)
/ɛ:/ Mädchen (ragazza)
/ɑ:/ Bahn (ferrovia)
/o:/ Sohn (figlio)
/u:/ Fuß (piede)
/y:/ fühlen (sentire)
/ø:/ Höhe (altezza)
/ǝ:/ befehlen (ordinare)

Il tedesco presenta il tratto della lunghezza con valore distintivo. Il tratto di lunghezza è associato
ad una minor apertura e una maggiore centralità. Vi sono anche tre dittonghi: /ɔɪ/, /aɪ/, /aʊ/.
Le vocali qui descritte compaiono nelle sillabe toniche. Quelle con accento secondario presentano
distinzioni toniche mentre quelle atone presentano la vocale centrale /ǝ/.

OCCLUSIONE GLOTTALE:
fono che precede le vocali iniziali di morfema. Ha valore distintivo e viene usato all'inizio di parola
o nei composti con doppio prefisso in cui il secondo elemento inizia per vocale.

REALIZZAZIONE VOCALICA: una vocale è aperta e breve:


• in sillaba tonica chiusa (seguita da due consonanti)
• in sillaba atona aperta e davanti a x
una vocale è chiusa e lunga:
• in sillaba tonica aperta o che può diventare tale per flessione
• in sillaba tonica, se segue un'occlusiva + liquida o liquida + occlusiva (solo per /a/ ed /e/)
una vocale è semilunga e chiusa
• in finale di parola non accentata

REALIZZAZIONE CONSONANTICA
Impiego in tedesco di un parametro di opposizione che in italiano è solo un tratto ridondante. In
tedesco il tratto pertinente e distintivo è quello della TENSIONE-LASSITA'. L'eventuale sonorità si
realizza solo in ambito sonoro, mentre nelle altre posizioni le consonanti forti o leni sono più o
meno desonorizzate. Un'altra differenza è quella della realizzazione aspirata o meno delle occlusive
forti. Di norma esse sono in tedesco aspirate e l'aspirazione è tanto più marcata quanto più la
consonante è vicina all'accento principale. Assenza di geminate. Compaiono graficamente ma la
loro funzione è quella di indicare la brevità della vocale che precede. L'incontro di due consonanti
uguali nei composti non produce geminata, vanno quindi scandite. In tedesco tutte le leni di fine
parola subiscono l'indurimento, vengono cioè realizzate come forti.

OCCLUSIVE
p, t, k vengono realizzate con un'aspirazione che è più pronunciata ad inizio e fine di parola. Tale
aspirazione non si realizza all'inizio di un gruppo consonantico.
B, d, g sono caratterizzate dalla pronuncia lene. Si realizzano come sonore solo in ambito sonoro. In
tedesco non esistono consonanti leni in fine di parola. Nei composti la consonante finale del primo
elemento si assorda, anche se seguita da vocale. Non è possibile una consonante lene in fine di
morfema quando quello seguente inizia per consonante.

AFFRICATE
pf, ts, tʃ. Le prime due hanno valore monofonematico mentre la terza deve essere pronunciata con
una separazione netta dei due suoni.

NASALI
m, n, ŋ L'ultima viene articolata ponendo il dorso della lingua di fronte al palato molle.

FRICATIVE
Le fricative dentali forte e lene s, z hanno una distribuzione diversa rispetto all'italiano. In ambiente
sonoro la pronuncia è sempre lene. Quella forte si ha in corrispondenza di ß. La ʃ ha una pronuncia
simile a quella italiana ma può comparire ad inizio di parola davanti a consonante. Davanti a r, l, m,
n, v, all'inizio di morfema ha la grafia sch. Davanti a p e t si è conservata la grafia s. Nei gruppi sp,
st all'interno o in fine di morfema la fricativa dentale ha una pronuncia forte. La grafia sch può
rappresentare anche sç nei casi in cui si abbia l'incontro s+ch nella giuntura aperta interna.

L'ACCENTO
L'accento non muta nella flessione. La regola secondo cui cade nella sillaba radicale poteva trovare
conferma nel tedesco antico, ma risulta inadeguata nell'attuale situazione. Esiste la tendenza ad
accentare la penultima sillaba di parole non derivate e non declinate, il che non esclude questa sia
anche la prima.