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-BREVE STORIA DELLA LETTERATURA TEDESCA-

CAPITOLO 1 (IV SEC. d.c.- XII secolo)

Si usa generalmente far coincidere la nascita della letteratura tedesca con il regno di Carlo Magno (anno 800), quando
egli venne incoronato imperatore a Roma (768-814). Tale regno favorì un periodo di alta crescita.

La letteratura si sviluppò sotto l’influenza della Chiesa, la quale fece emergere un forte legame con la tradizione
poetica germanica. Tale poesia visse soprattutto sul piano dell’oralità.

Le lingue delle tribù germaniche appartengono alla grande famiglia delle lingue indoeuropee; all’interno di tale gruppo
linguistico è possibile distinguere ulteriori gruppi linguistici: le lingue germaniche, le lingue celtiche, le lingue romanze
e quelle slave.

Nella Germania settentrionale, nell’area baltica, in Danimarca e nella Scandinavia meridionale, durante il II Millennio
(Età del Bronzo) sorse una comunità culturale che conserva i tratti specifici delle lingue germaniche. Nell’età del ferro
(800 a. C.) le tribù germaniche si spostarono verso Sud spingendosi fino al Reno, cioè ai confini con l’impero romano.
Da questo momento in poi inizia la cosiddetta storia delle stirpi germaniche, sebbene non possediamo testimonianze
scritte dirette. Al declinare del II secolo a. C. ebbero inizio le battaglie tra impero romano e le tribù germaniche poiché
i Cimbri e i Teutoni, due tribù germaniche, avevano cominciato a depredare il territorio romano. Così Roma diede il via
alla costruzione di una linea di confine, il limes romano, tra il Reno e il Danubio a difesa del territorio.

Nella prima metà del III secolo a. C. inizia il periodo delle cosiddette invasioni barbariche, movimenti migratori delle
tribù germaniche. In questo periodo l’Impero Romano crollò, non tanto per tali invasioni, ma per le difficoltà interne
dell’impero. Nel 395 l’impero fu diviso, così, in Oriente ed Occidente. Le tribù germaniche si radunarono sotto il nome
di Franchi riuscendo a mantenere i possessi dei loro territori in Scandinavia e nell’Europa Centrale.

Durante i secoli delle invasioni, nella lingua germanica si compì un processo di differenziazione che portò alla nascita di
diverse lingue germaniche. Tra gli elementi culturali comuni vi erano: LA SCRITTURA RUNICA, IL VERSO, IL CANTO
EROICO (heldenleid).

La parola RUNA nelle lingue germaniche significa ‘’mistero’’ ed il più antico è composto da 24 segni disposti in 3 gruppi
di 8 segni ciascuno.

Le prime iscrizioni runiche risalgono al IV sec. d.C., e i primi resti scritti di popolazioni germaniche risalgono a queste
incisioni, e scomparvero dal continente europeo nel X sec., mentre in area nordica continuarono ad essere utilizzate.
Ognuna delle rune aveva un nome preciso ed il fonema iniziale del nome ne determinava la posizione nell’alfabeto.
Esse venivano incise nella pietra, nel metallo, oppure intagliate nel legno o nel corno, esplicando così il loro valore
magico sugli oggetti incisi o sulle stele funerarie.

(La scrittura runica, però, non era utilizzata per stilare documenti od opere letterarie, cosi, nel IV secolo, il vescovo
WULFILA, guida spirituale dei Goti, sviluppò un sistema di scrittura ricavato dal greco e tradusse in gotico la Bibbia.
Sono conservate molte parti di questo in un codice detto CODEX ARGENTEUS.)

Una caratteristica importante della cultura germanica è il verso, caratterizzato dall’allitterazione (Strabreim).

-ALTGERMANISCHER VERS: antico verso germanico che distingue le lingue germaniche dalle restanti del ceppo
indoeuropeo. Il verso viene creato secondo un criterio che privilegia il ritmo. Una caratteristica di questo verso è che
viene sostituito l’accento libero indoeuropeo con l’accento tonico sulla prima sillaba della parola; inoltre l’emissione
della voce si concentra sulla sillaba tonica.

-LANGVERS: antico verso germanico conosciuto come verso lungo. È costituito da due emistichi (parti del verso)
uguali, ciascuno contenente due sillabe ritmiche uguali che a loro volta contengono due unità ritmiche. Chiamato
anche verso tonico e solenne, nel Langvers il limite minimo di sillabe toniche è 4 ma non vi è un limite massimo.

-LA STRUTTURA RITMICA DEL VERSO GERMANICO: si basa sull’allitterazione, sullo stesso suono iniziale della sillaba
accentata. L’allitterazione lega in un’unità i due emistichi, ma può essere affidata solo a parole con accento tonico (es.
sostantivi).

Con la diffusione del cristianesimo la letteratura tedesca ha subito l’influenza di altre lingue e il verso germanico fu
sostituito dalla rima finale (Endreim).

-IL CANTO EROICO GERMANICO (HELDENLIED): tema principale della Heldenlied è la lotta per la vita e la morte e la
figura centrale risulta essere l’eroe che accetta con calma sovrana la propria fine. Non narra avvenimenti di massa ma
combattimenti tra singoli guerrieri con eserciti schierati. Vi è l’assenza di elementi mitici, fantastici ed eroici. Il conflitto
dominante è tra l’incondizionata fedeltà richiesta e gli obblighi dell’eroe nei confronti della famiglia.

>>I primi documenti letterari in lingua tedesca risalgono solo all’VIII secolo. Prima che la parola tedesca comparisse su
pergamena, vi fu una SECONDA ROTAZIONE CONSONANTICA che interessò il territorio della Germania. A nord, le
occlusive sorde e sonore (p-t-k….b-d-g) si conservarono così, a sud si compì lo spostamento consonantico (p-t-k mutati
in f, s, ch). Venne quindi fissato l’uso dell’alfabeto latino. In considerazione di ciò si parla per i documenti letterari di
origine settentrionale di NIEDERDEUTSCH (letteratura basso tedesca) , per la Germania meridionale e centrale di
HOCHDEUTSCH (letteratura alto tedesca).

Dal punto di vista temporale distinguiamo:

1)letteratura alto tedesca antica (ALTHOCHDEUTSCH 750-1050);

2)letteratura alto tedesca media (MITTELHOCHDEUTSCH 1050-1350);

3)letteratura alto tedesca nuova (NEUHOCHDEUTSCH 1350-1750);

I primi documenti scritti pervenuti sono vocabolari e glosse, in cui le parole latine venivano tradotte in tedesco con
una spinta decisiva con la morte di Carlo Magno. Per favorire la catechesi, venivano fatte traduzioni in lingua volgare
per diffondere i testi religiosi fondamentali. Spesso tutto questo, però, risultava difficile. Inoltre all’interno dello stato
Franco continuava, accanto alle traduzioni di stampo religioso, la diffusione di una letteratura popolare promulgata
oralmente. Pochi testi vennero trascritti su pergamena (Le formule magiche di Merseburgo- Canto d’Ildebrando,
poesia che narra lo scontro tra Ildebrando e Adubrando).

IX: i monaci poeti abbandonarono l’antico verso germanico per passare alla rima, sottolineando il legame tra i versi.
Un esempio è l’EVANGELIENBUCH DI OTFRIED (monaco), scritto in alto tedesco antico. Il testo, composto da settemila
versi lunghi, narra la vita di Cristo in versi ritmati.

Il nuovo verso ritmato permise agli autori di abbandonare il linguaggio e lo stile dell’antico verso germanico.

Dopo la caduta dell’impero romano, quest’ultimo fu suddiviso in due grandi regni: ORIENTE (popolo tedesco)
OCCIDENTE (popolo francese). Successivamente si consolidò la letteratura alto tedesca media. Ci fu un passaggio dalla
letteratura religiosa diretta a monaci, ecclesiastici e sovrani ad un pubblico laico, facente parte della piccola e media
nobiltà.
CAPITOLO 2 (XII secolo- XVI secolo)

La poesie alto tedesca media continuò all’insegna della fiorente cultura cavalleresca. La poesia cavalleresca nasce in
Francia e poi si diffonde in Germania ed era destinata al canto, come i poemi epici, presso le corti dei signori feudali.
Divenne, quindi, espressione di un preciso ceto sociale e i suoi poeti appartenevano proprio a tale ceto.

Essa non possedeva una linguistica standardizzata, ma gli autori del tempo tentavano di eliminare i tratti dialettali
dalle opere poiché avrebbero delimitato le opere a determinate aree linguistiche.

La poesia cavalleresca produsse OPERE LIRICHE, EPICHE E DIDATTICHE.

In Germania l’iniziatore fu HEINRICH VON VELDEKE, autore della versione tedesca dell’Eneide (Eneit), riscritto nella
parlata medio tedesca per eliminarne i tratti dialettali. Grazie a lui si realizzò la purezza della rima;

Uno dei temi fondamentali all’interno della letteratura cavalleresca è la cosiddetta MINNE, una sorta di
rappresentazione idealizzata dell’amore impetuoso che permetteva al pubblico di estraniarsi dalla realtà quotidiana.
La minne presentava però delle contraddizioni: da un lato soddisfaceva la considerazione che il cavaliere aveva di se e
assumeva il significato di un sistema di valori etici ma dall’altro non doveva essere semplificata al mero rapporto
amoroso tra uomo e donna finalizzato al matrimonio. Spesso, il rapporto tra uomo e donna viene ritratto come il
rapporto di vassallaggio tra cavaliere e signore. Nell’epica cavalleresca, la minne, viene rappresentata come una sorta
di malattia che affligge l’uomo e che si manifesta sul piano fisiologico con febbre, dolori, deliquio (Ovidio).

In Germania le opere più importanti dell’epica cavalleresca furono prodotte dalla rielaborazione del ciclo bretone
francese e dalla rappresentazione dell’universo fantastico di re Artù e della sua corte creato da Chretien de Troyes.
Egli aveva la capacità di descrivere gli uomini ed eventi utilizzando un gran numero di dettagli concreti. Fu HARTMANN
VON AUE ad introdurre nella letteratura tedesca lo schema narrativo di Chretien (purezza della rima, chiarezza nei
dettagli e spigliatezza nello stile).

Gli AUTORI di questo periodo sono:

-WOLFRAM VON ESCHENBACH: (Parzival- nell’opera sperimenta il miracolo della conversione spirituale alla fede,
l’amore del protagonista lo condurrà al matrimonio e a divenire un prodigioso condottiero; l’autore ama
rappresentare anche i dettagli non eroici della vita quotidiana, caratterizzati da uno spregiudicato umorismo. Contiene
elementi delle fiabe, della leggenda arturiana);

-GOTTFTIED VON STRASSBURG: (Tristano- un romanzo in versi in cui si ha un superamento dei suoi predecessori non
soltanto per il virtuosismo stilistico e ritmico, ma anche per l’approfondimento filosofico della minne cortese: essa
rappresenta il fulcro intorno al quale ruota il mondo cavalleresco. Non è più necessario che gli amanti piacciano a Dio,
come pensava Hartmann, bensì era importante la ricchezza interiore dei personaggi sul piano umano. Egli parodizza
addirittura il comportamento del buon cristiano.

-WALTHER VON VOGELWEIDE: ( Minnesang: lirica in versi cantata con una melodia) Egli abbandona l’ambito cortese
tradizionale e si volge al ‘’niedere Minne’’ cioè all’amore basso e sensuale, di personaggi non nobili.

-OSWALD VON WOLKENSTEIN: Egli aggiunse l’autobiografia nella Minnesaeng.

All’interno della letteratura cavalleresca si sviluppò un altro genere letterario : HELDENEPOS (poema eroico) che si
ispirava al canto eroico dell’epica Germanica> opera: Nibelungenlied. Essa si differenzia dalla canzone cavalleresca per
la struttura che è AABB, e dal fatto che è più vicino alla realtà di re artù.
Tra il XIII e il XIV secolo>> nascita del BURG la roccaforte cavalleresca circondandosi delle mura fortificate.

Nasce anche la figura del BURGER, il cittadino o borghese sempre spinto dalla volontà di conoscere il mondo che lo
circonda. Si sviluppa così la KAISERCHRONIK , il poemetto narrativo in forma breve ed in versi rimani che offriva svago,
intrattenimento ed a volte una critica satirica della società.

Nasce anche la VOLKSLIED , la canzone popolare, definita anche il canto del popolo lavoratore. I suoi autori sono per
lo più ignoti ma talvolta si firmavano con il proprio mestiere, l’età o il verso finale della canzone. Aveva uno stile
spontaneo e naturale che manteneva il carattere germanico senza rispettare un numero fisso di sillabe.

Si sviluppa in questo periodo anche la PROSA TEDESCA, in particolare la MEISTERSANG (la poesia dei maestri cantori).
Esse erano raccolte nel Tabulator al quale i maestri cantori dovevano attenersi. Esse adottarono il verso del Minnesang
con un numero determinato di sillabe ma non la distribuzione di quelle toniche.

Si sviluppa anche il DRAMMA MEDIOEVALE da cerimonie liturgiche della messa cattolico romana. Il tutto veniva
rappresentato davanti alla chiesa ed in seguito sulla piazza del mercato. Per ogni scena veniva eretto un palco, gli
attori si spostavano, in base alle varie scene, di palco in palco e lo stesso veniva fatto dagli spettatori.

CAPITOLO 3: UMANESIMO E RIFORMA (XV-XVI)

UMANESIMO: movimento letterario dell’Italia

-Cambiamento della visione del mondo >> uomo al centro dell’universo come entità razionale

-Ricchezza delle città

-Università >> scoperte

-importanza della borghesia

-riscoperta dei pensatori e poeti classici antichi

-mobilità nella società >> individualismo, l’uomo vale per sé stesso, non come membro di un ceto

-cura delle opere antiche e lingue antiche (latino) >> scoperta della letteratura antica >> Decameron

-liberazione della coscienza dal dominio della Chiesa;

Carlo IV di Lussemburgo, sovrano tedesco (1374-1378) fondò a Praga (anche a Vienna poi con gli Asburgo) la prima
università del Sacro Romano Impero, in quanto uomo erudito e colto.

In questo periodo la corte era il centro di cultura attorno al quale i sostenitori delle nuove aspirazioni culturali si
interessavano di diffondere come lingua di cultura il tedesco. Infatti, intorno al 1400, nasce il dialogo’’ DER
ACKERMANN AUS BOHMEN’’ (il villano di Boemia), prima testimonianza della prosa nuovo alto tedesca. Nelle corti,
con le spinte umanistiche, si smosse la cultura tedesca e si iniziò ad impiegare nelle scuole gli eruditi e gli scienziati.
ESPONENTI:

>GREGOR VON HEIMBURG: dopo aver perfezionato i propri studi in Italia, creò un piccolo gruppo di seguaci ai quali
trasmetteva le idee umanistiche attingendo al Decameron di Boccaccio.

>SEBASTIAN BRANT: professore il cui scritto più popolare: ‘’DAS NARRENSCHIF’’ (la nave dei folli) con la quale egli
voleva diffondere gli ideali dell’Umanesimo a tutti gli strati sociali. Il folle, simbolo dell’uomo incolto e rozzo, è anche
espressione critica nei confronti della società del tempo. Esso raduna sulla nave i suoi folli ed ognuno di essi
impersonifica vizi, colpe e debolezze.

(Gli umanisti tedeschi acquistarono autorevolezza anche nell’ambito della DRAMMATURGIA, infatti il teatro europeo
si svilupperà proprio grazie agli umanisti. Gli umanisti suddivisero le opere teatrali in TRAGEDIE E COMMEDIE,
scegliendo protagonisti tra gli strati inferiori per le commedie, ed i nobili per le tragedie. Il teatro si diffuse nelle scuole
perché gli umanisti erano anche insegnanti e nacque così il concetto di dramma scolastico. )

(Dal punto di vista territoriale, la Germania, si presentava in tanti piccoli stati facenti parte del Sacro Romano Impero
di nazione tedesca. La Chiesa aveva un ruolo primario ed ebbe numerosi conflitti con il lato umanistico che si stava
creando poiché non condivideva le aspirazioni degli umanisti. In questo scenario c’è la figura di JOHANNES REUCHLIN,
il quale intervenne nella disputa intorno alla questione se bisognasse distruggere i testi ebraici contro il cristianesimo,
difendendo i libri ebraici. )

>ERASMO DA ROTTERDAM: figura importante dell’Umanesimo tedesco anche se non redasse opere in lingua tedesca.

RIFORMA: MARTIN LUTERO

A lui spettò il compito di valorizzare la lingua tedesca con la sua Riforma. Dopo la comparsa della dottrina luterana, la
letteratura tedesca si trasformò per esortare tutti i settori della borghesia colta alla lotta contro gli accessi del clero e
del papato. Gli ambienti cattolici tentarono invano di arginare la diffusione della riforma.

Lutero era un monaco agostiniano che dal 1512 si dedicò all’insegnamento della teologia biblica nell’università di
Wittemberg. Il 31 ottobre del 1517 affisse alla porta della cattedrale di Wittemberg 95 tesi in latino nelle quali
denunciava l’abuso della vendita delle indulgenze (pratica diffusa nel clero per poter acquisire il perdono). Lutero
sosteneva la diffusione di una religione piuttosto intimista, basata sul rapporto uomo-Dio senza la presenza di
intermediari, come i sacramenti, la messa, il clero…

In seguito alla pubblicazione delle tesi egli venne scomunicato, ma il principe di Sassonia portò Lutero al sicuro
facendolo trasferire nel castello della Watburg per tenerlo al sicuro. Qui egli iniziò la stesura della traduzione della
Bibbia in tedesco, per poter permettere a tutti di poterne usufruire. Con questa stesura egli affermò il tedesco anche
come lingua letteraria.

>> SOSTENITORE DI LUTERO: JOHANN FISCHART: il quale attacca i vizi della società del suo tempo.

VOLKSBUCHER: (libri del e per il popolo) nacquero con l’obiettivo di risvegliare l’interesse del lettore attraverso la
trama, raccontando con semplicità avvenimenti inusitati, bizzarri o divertenti, ma sempre volti a suscitare curiosità ed
eccitazione. (Tra di essi apparve un’opera: ‘’Storia del dottor Johann Faust’’, figura storica, dotato di elementi
soprannaturali.)
CAPITOLO 4 (LA LETTERATURA NELL’ARTE BAROCCA)

Verso la fine del XVI secolo la Germania e l’Europa si accingevano a cogliere quella che sarebbe stata la cultura
barocca. Le città tedesche persero a poco a poco la propria preminenza commerciale ed industriale. Con la definitiva
stabilizzazione della monarchia assoluta, tutto il potere passò nelle mani del sovrano terreno, in Germania del Principe
(monarca). Sul frammentato territorio tedesco, però, non si cristallizzò una forte autorità centrale. I principati tedeschi
non potevano misurarsi per importanza politica, robustezza finanziaria con le forti monarchie Occidentali.

Nelle corti, in questo periodo, la figura più onorata era il funzionario con formazione giuridica. L’ordinamento
gerarchico dello Stato barocco può essere paragonato ad una scala gerarchica con al vertice il sovrano e negli strati
inferiori la plebe, ovvero anche i borghesi colti…

Nel nuovo clima della società barocca le corti principesche erano i principali centri di cultura della Germania. Esse
gareggiavano nel dispiegare sfarzo e lusso, chiamando le diverse alti a contribuire attivamente. Componente
fondamentale era la letteratura, che aveva il compito di plasmare sul piano della lingua il significato dell’avvenimento
festivo: si cercava di trasformare la vita in una festa di corte. Essa anelava a esprimere in una forma letteraria sublime
le verità fondamentali, senza annoverare le piccole cose di tutti i giorni.

Una testimonianza della cultura barocca è l’AMADIS, romanzo che illustra anche delle affinità culturali tra barocco e
cultura medievale. Nell’Amadis vengono rappresentate le vicende di nobili cavalieri circondati dal lusso ed intenti a
compiere gesta eroiche e dediti all’amor cortese. Lo stile è ampolloso e schematico. Ma il fulcro dell’opera non è più il
re Artù e la tavola rotonda, bensì le corti regie.

Si diffondono in questo periodo espressioni di cultura come:

-VOLKDRAMEN (drammi popolari) interpretati da compagnie teatrali

-POESIA LIRICA per lo più religiosa

-VOLKSBUCHER

-LA PROSA LETTERARIA MISTICA sottoposta al potere del signore territoriale

Inoltre 3 fenomeni culturali influenzarono la vita culturale europea:

1)La diffusione dell’ordine dei gesuiti: l’ordine dei Gesuiti si formò nel 500. Le basi più salde si trovavano in Austria,
Baviera e regioni occidentali del Reno. La didattica Gesuita riprendeva molto quella degli Umanisti, introdussero infatti
le rappresentazioni teatrali nelle scuole riprendendo così il dramma scolastico. Le rappresentazioni venivano fatte per
celebrare l’inizio e la fine dell’anno accademico, ma ben presto vennero messe in scena anche nei teatri. Le opere,
scritte in latino, avevano come tema centrale il nesso che lega il rapporto reciproco tra l’aldilà e la vita terrena. Gli eroi
sono santi o paladini di Dio che lottano contro le diaboliche potenze del male.

2)La controriforma: I Gesuiti furono i più energici esponenti della Controriforma. Essa creò una netta barriera tra
regioni settentrionali e meridionali. Nella Germania settentrionale i fedeli protestanti venivano invitati alla lettura
della Bibbia, nel meridione invece il clero cattolico teneva lontani i fedeli della Bibbia e dai libri in generale.
3)Le compagnie girovaghe: Sebbene le rappresentazioni dei Gesuiti avevano attratto un vasto pubblico borghese, esse
rimasero rappresentazioni per un pubblico più colto. Le compagnie girovaghe, provenienti dall’Inghilterra e dirette in
Germania, contribuirono a diffondere il teatro in tutti gli strati della borghesia. Poiché si recitava in inglese, il pubblico
capita ben poco così esse si focalizzavano di più sulla recitazione . Gli attori inglesi portarono in Germania i drammi
Shakespeariani. Grande successo ebbe la figura del BUFFONE, che aveva nomi diversi a seconda dei drammi.

Oggi ci risulta estranea la visione del mondo espressa nella letteratura barocca tedesca, con la sua contrapposizione di
mondo terreno e ultraterreno, l’esaltazione dell’aldilà in quanto unico luogo autentico dell’esistenza umana.

ESPONENTI>> Martin Opitz: massimo esponente dei Gesuiti, un ventenne latinista

Lohenstein, Cristian Weise (approfondire)

Tra il 1618/1648, la Germania fu tormentata dai saccheggi e dalle devastazioni della guerra dei Trent’anni ed è proprio
nell’esperienza della guerra che va ricercata la causa prima del profondo pessimismo della letteratura barocca e il suo
rifiuto per il mondo reale, per rifugiarsi in un aldilà concepito come luogo consolatorio.

Nel XVII secolo in Germania apparvero scrittori si richiamavano al contatto con Dio, convinti di poter apprendere di più
sulla natura e sull’evoluzione del mondo, avvalendosi delle fonti irrazionali della conoscenza piuttosto che della
teologia e delle scienze naturali. Tali opere venivano spesso diffuse solo nei loro circoli. >> Angelus Silesius.

Durante la seconda metà del secolo, si può osservare in Germania, sempre più l’utilizzo di stilemi tipici del barocco
italiano, il cosiddetto marinismo da Giambattista Marino: egli sapeva suscitare meraviglia tramite un inaspettato ed
insolito metaforismo. Gli esponenti principali del marinismo tedesco: Daniel Caspel Von Lohenstein.

Durante l’epoca barocca, in Germania vennero prodotte molte opere d’arte musicali, ritroviamo il compositore
Johann Sebastian Bach.
CAPITOLO 5 ILLUMINISMO

Una delle figure di spicco della prima fase illuministica (Fruhaufklarung) è JOHANN CHRISTOPH GOTTSCHED. Egli
vedeva il mondo come ‘’labirinto e sogno’’ ed egli capì come poter riconoscere all’interno di un tale labirinto l’ordine e
la verità. L’emancipazione del singolo all’interno dell’ambito produttivo rafforzò la coscienza individuale, trasformò la
mentalità e la concezione dei valori>> borghesia che voleva esser riconosciuta la propria posizione nel sistema
feudale.

Si svilupparono anche diversi sistemi filosofici>> empirismo e razionalismo:

GOTTFRIED WILHELM LIEBNIZ: filosofo più importante dell’illuminismo tedesco. Nella sua concezione l’uomo ed il
mondo sono costituiti da sostanze in evoluzione, definite MONADI, che posseggono qualità spirituali e fisiche. Essendo
le monadi sostanze individuali, ad ogni essere vivente spetta una individualità irripetibile. In ciascuna di esse tale
coscienza può illuminarsi o svilupparsi.

CHRISTIANUS THOMASIUS: definito il padre dell’Illuminismo tedesco. Egli era un insegnante che teneva le lezioni in
tedesco anziché in latino.

CHRISTIAN WOLFF: secondo lui la ragione insegna all’uomo ciò che è bene e ciò che è male in base al diritto naturale.

In questo periodo provocarono grande risonanza nella coscienza borghese le RIVISTE MORALI, periodici con
intrattenimento didattico. Esse evitavano di proposito il conflitto aperto: intelletto e virtù dovevano essere impiegate
nella vita culturale.

-L’illuminismo toccò modesti livelli artistici:

ALBRECHT VON HALLER: celebra il paesaggio montano con ‘’DIE ALPEN’’ .Egli era un precursore di Rousseau il quale
esalta la vita seconda natura e quindi secondo ragione.

-La letteratura:

GOTTSCHED: egli credeva che il poeta, in quanto istitutore, era tenuto a lodare razionalmente le azioni esemplari e a
spronare le azioni lodevoli. Egli era attratto dai principi dell’ordine e della ragione, diede vita ad una vera e propria
riforma teatrale: andò incontro alle esigenze della borghesia più colta ma non riuscì a creare un dramma che andasse
incontro alle idee illuministiche.

-RIFORMA TEATRALE: STANDELKLAUSEL, norma secondo la quale era importante la divisione delle classi sociali
ponendo come eroe un nobile. Gottsched accettò tale norma, non riuscendo a porre al centro del dramma il ceto
borghese.

CHRISTIAN GELLERT: allievo di Gottsched. Era uno scrittore popolare che pose al centro dei suoi scritti lealtà, fedeltà,
amicizia. La figura del borghese non fa parte ancora del mondo tragico, ma con Gellert diviene figura che suscita
orgoglio e stima di se nello spettatore.

FRIEDRICH GOTTLIEB KLOPSTOCK: >>Der Messias: poema eroico caratterizzato da un linguaggio poetico, lirico e
sentimentale. Egli riprese dall’epica antica l’esametro, con più scansioni ritmiche. Come tema abbiamo quello
dell’amor patrio, tipico del Fruhhaufklarung.

>> Odi ed elegie>> raccolta di poesie liriche: egli disponeva le parole secondo sequenze insolite con locuzioni
fortemente espressive.
CHRISTOPH WIELAND: L’autore , onniscente, rompe la legge della successione cronologica frapponendo nei suoi scritti
passato e il futuro. Egli si ispirò all’antichità per descrivere le problematiche della società del suo tempo: egli si prende
gioco dei personaggi, del lettore e di sé stesso. È l’autore del primo importante romanzo borghese: LE AVVENTURE DI
DON SILVIO ( nelle avventure di Don Silvio c’è la vittoria della natura sulle fantasie idealistiche). Nel romanzo
l’AGATON ha inizio il romanzo di formazione e sviluppo (BILDUNGSENTWICKLUGSROMAN) genere in cui le avventure
esteriori portano a un cambiamento della personalità, che porta ad un conflitto con la società, nemica delle aspirazioni
borghesi di diventare parte di essa. Egli scrisse anche racconti comici come OBERON, poema fantastico.

GOTTHOLD EPHRAIM LESSING: l’autore che soddisfò il borghese in ambito teatrale: creò il cosiddetto DRAMMA
BORGHESE. Lessing portò sulle scene MISS SARA SAMPSON, la prima tragedia borghese tedesca. Egli non tenta più la
fuga dalla realtà, bensì pone il borghese a confronto con la situazione sociale del tempo. Un punto di svolta decisivo è
rappresentato da l’EMILIA GALOTTI, primo dramma politico della letteratura tedesca in cui l’autore condanna la vita
condotta nelle corti. I vizi e le virtù non rappresentano qui qualità universali ma sono distribuite tra gli esponenti dei
vari ceti sociali con delle conseguenti analisi psicologiche individuali.

Importante è anche NATHAN DER WEISE: qui viene enfatizzata l’idea dell’intreccio, ripreso da Boccaccio (parabola dei
tre anelli). I temi sono tipici dell’illuminismo: il valore dell’essere umano non dipende dalla forma esteriore della
professione, bensì dalle sue azioni razionali, dal rapporto concreto che egli instaura con ogni essere umano a
prescindere da nazionalità e religione.

Il concetto di azione caratterizza la teoria teatrale lessinghiana, intesa come elemento interiore in cui sono
rintracciabili le motivazioni psicologiche. A differenza di Gottsched non pretende che la tragedia ammaestri ma che
susciti nello spettatore sentimenti umani tramite un processo di identificazione e di partecipazione emotiva.
CAPITOLO 6 LO STURM UND DRANG

COONCETTI CHIAVE:
- RAGIONE : sviluppo naturale del genio, favorisce l’autonomia creativa
- NATURA : luogo utopico dove l’uomo solitario ritrova se stesso; intesa come vera e
genuina
- INTERIORIZZAZIONE : culto dei sentimenti
- UOMO : come superuomo o genio
- RELIGIONE
Uno dei sintomi che accompagna il risveglio della coscienza di se e del borghese è
l’individualismo. L’illuminismo durante la sua fase più radicale, pose l’accento sul concetto di
autonomia creativa. I fautori della nuova estetica non rinunciarono infatti al concetto di
ragione, la intesero solo in modo diverso. Vedevano la manifestazione di tale concetto
proprio nello sviluppo naturale del genio.
Per loro Natura, significava un valore da contrappore
all’odiata galanteria, espressione dei bisogni dei circoli di corte. La Natura era vista dagli Stürmer und Dränger come un
luogo utopico, perfetto, in cui l'uomo solitario ritrova se stesso in armonia col creato. Questa visione è riconducibile al
concetto di stato di Natura espresso dal filosofo svizzero Rousseau, il quale parla dell'indole pacifica dell'uomo
primitivo che degenera nel momento in cui passa alla vita sociale L’attenzione si rivolse ai
documenti del passato, mirati alla tradizione culturale del concetto di Nazione.

È un movimento letterario nato in Germania nella seconda metà del XVIII sec. caratterizzato dalla rivalutazione del
sentimento e dell’irrazionalità in contrapposizione al classicismo razionalista, dalla concezione anarchica della libertà
dell’individuo e dal recupero dell’arte gotica, considerata la fonte originaria della cultura germanica.

-HAMANN: autore altamente soggettivo, si ribellava contro il razionalismo di quell’epoca. Egli credeva che la chiave
della verità fosse nei sentimenti e che l’uomo della società antica, primitiva, fosse più vicino all’arte perché non
esprimeva i giudizi in modo razionale, bensì per immagini.

-JOHANN HERDER: Uno dei pensieri centrali di Herder era che la società del Settecento non è altro che una delle tappe
del genere umano. Ogni epoca e ogni popolo possiede le proprie particolarità, perciò sarebbe riduttivo ricongiungere
tutto ad un’unica misura.
Egli pose le basi dello storicismo nello studio della letteratura grazie alla sua attenzione verso il passato. Egli ricerca le
fonti sepolte per mettere a
confronto il canone dei valori normativi dei ceti privilegiati con la tradizione
popolare.
-SAGGIO SULL’ORIGINE DEL LINGUAGGIO: l’uomo è un essere dotato di
raziocinio e la facoltà di elaborare il linguaggio è data soltanto da lui. Egli affermava che il linguaggio è frutto
spontaneo della necessità di espressione e rivelazione del divino quale si manifesta nel canto e nella poesia.

-VOCI DEI POPOLI NELLE CANZONI: egli scrisse anche una raccolta di Volkslieder nelle quali vi si trovano notizie
folkloristiche sui popoli germanici, neolatini e slavi, ma anche passi della Bibbia.

- LETTERE PER LA DIFFUSIONE DELL’UMANESIMO: dove spiega la sua concezione di umanesimo come sviluppo
dell’individuo all’interno della collettività .

IL RESTO DALLO ZMEGAC


CAPITOLO 7

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