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Dialetto, Dialetti E Italiano

Dialetto E Lingua Le origini del termine dialetto risalgono al greco dialktos che significa lingua di un determinato popolo. Pi si espande litaliano meno si usano i dialetti, ma ci non significa che i dialetti stiano scomparendo. Il dialetto va oggi inteso con due diverse accezioni: 1.Sistema linguistico autonomo rispetto alla lingua nazionale. 2.Variet parlata della lingua nazionale. Va ricordato che anche litaliano in origine un dialetto: il toscano di tipo fiorentino della tradizione scritta trecentesca. I dialetti italiani sono il risultato di trasformazione del latino parlato diffuso. Il Dialetto Opaco Levoluzione del dialetto e dei suoi usi comporta anche labbandono di parole dialettali. Tuttavia alcune di essere sopravvivono anche se non sono pi comprese nel loro significato originale diventando, cos, forme opache; tali sono molti cognomi, nomi di luogo e per esempio le voci che appartengono al lessico del lavoro agricolo e di altri settori della cultura tradizionale che ormai pochissimi praticano ancora. Quando una forma linguistica risulta opaca il parlante tende a intervenire per ricostruire un rapporto tra forma esterna e significato (maleventum-beneventum). Molto spesso questa ricostruzione alla paretimologia. La reinterpretazione paretimologia o etimologia popolare una riflessione sulle parole a livello di cultura popolare. Mentre letimologia uno studio scientifico letimologia popolare opera delle associazioni tra una parola e laltra senza che vi sia un reale rapporto etimologico. La paretimologia non appartiene solamente alla cultura popolare ma, molto spesso, anche ai parlanti colti i quali credono di individuare delle relazioni tra parole e di poter stabilire un etimo: in tal casi si parla di etimologia dotta. Il Dialetto Trasparente Labbandono del codice dialettale ha favorito lo sviluppo della lingua dei giovani, il cosiddetto gergo giovanile. Tra le funzioni della lingua dei giovani si riconoscono: 1.Una funzione ludica. 2.Una funzione che permette di affermare lappartenenza al gruppo (Criptolalia). 3.Una funzione che invece consente laffermazione del singolo allinterno del gruppo. Il linguaggio giovanile ha come base litaliano colloquiale, informale e scherzoso nel quale entrano e si mescolano altri componenti che sono: 1.La componente gergale tradizionale che si riferisce a parole che hanno unorigine gergale (Togo, Secchione, Cotta).

2.La componente gergale innovativa che quella caratterizzante la lingua dei giovani. Comprende quelle forme linguistiche create dai giovani attraverso procedimenti che servono a modificarla forma esterna o il significato della parola. Un esempio di cambiamento del significato cozza che assume il valore di ragazza brutta. 3.Dalla pubblicit e dai mezzi di comunicazione provengono slogan pubblicitari che vengono ripetuti come tormentoni (mastrolindo per indicare una persona calva). 4.Gli elementi tratti da lingue straniere, i forestierismi, e i pseudoforestierismi (Effusion, Arrapescion). Lelemento dialettale di cui i giovani si appropriano per la loro lingua evidentemente materiale linguistico trasparente, il significato noto e ci permette anche interventi sullo stesso. A livello di lingua scritta si registra qualche intervento grafico che assegna alla parola una particolare sfumatura tra i culturale e il politico, per esempio luso del grafema -k-. Il Dialetto Arcaico Con lespressione dialetto arcaico ci si riferisce al dialetto che si parlava un tempo o a quello che si parla oggi ma in luoghi geograficamente isolati. Le parole diventano arcaiche per due ragioni principali: 1.Vanno in disuso perch non si adopera pi il referente che denominano. 2.Vanno in disuso perch sono sostituite da altre. Le diverse voci dialettali si distribuiscono in aree lessicali; ogni area caratterizzata dalla presenza di un tipo lessicale, vale a dire da una parola piuttosto che da unaltra. Con tipo lessicale si intende un parola modello che riproduce la forma essenziale senza tener conto delle varie sfumature nella pronuncia. Con onomasiologia si intende quel settore della ricerca linguistica che si collega alla geografia linguistica e studia in particolare come un determinato concetto o oggetto denominato in una data area. Parole e cose un metodo di ricerca per cui lo studio della storia degli oggetti deve andare insieme allo studio della storia delle parole. Il dialetto come tutte le lingue viventi non immobile ed soggetto a modificazioni di cui anche il parlante si pu accorgere. Tra i motivi dei cambiamenti vi sono gli influssi dei dialetti dei centri urbani e dellitaliano, Un altro elemento da sottolineare la presenza del dialetto locale e del dialetto che si potrebbe dire regionale. In generale abitare in centro al paese pu significare usare un tipo dialettale pi borghese (cio meno arcaico) mentre abitare ai margini o in campagna depone a favore di un tipo pi rustico. Il Dialetto E La Cultura Intellettuale

Lo studio delle parole di origine colta (i cosiddetti cultismi) nei dialetti interessante non solo per laspetto linguistico ma anche per quello antropologico; nel modo di accogliere i cultismi si possono ritrovare infatti certe mentalit e atteggiamenti. Una ricca fonte di cultismi la terminologia religiosa, in modo particolare il latino della chiesa, il cosiddetto latinorum pag. 72. In un termine come rubissn(misantropo, uomo rude) si pu riconoscere la fortuna delle vicende del naufrago solitario Robinson Crusoe. Il Dialetto In Citt La dialettologia si occupata per lo pi della campagna, dei piccoli centri rurali e perci stata chiamata dialettologia rurale (o tradizionale), mentre lo studio della situazione dialettale nelle citt viene definito dialettologia urbana. Il dialetto sociale o socioletto va inteso come variet caratterizzata dal fatto di essere usata da un gruppo o classe sociale. Il Dialetto E Il Continuum Le statistiche informano che oggi circa un 50% della popolazione alterna italiano e dialetto e ci conduce al formarsi di variet intermedie dallitaliano e il dialetto passando attraverso un italiano dialettizzato e un dialetto italianizzato. Una situazione di questo tipo pu essere chiamata continuum linguistico, denominazione che si oppone a discretum. Una situazione denominata continuum geografico quella rappresentata da due dialetti dellItalia geograficamente adiacenti. Il repertorio linguistico linsieme delle variet di lingua e di dialetto simultaneamente disponibili ad una comunit di parlanti in un certo periodo di tempo. Linsieme di variet tra lingua e dialetto pu essere schematizzato (Pellegrini, 1975) nel modo seguente: 1.Italiano standard 2.Italiano regionale 3.Koin dialettale 4.Dialetto schietto Variazione Diatopica Con italiano regionale ci si riferisce a quella variet della lingua connesso a fattori diatonici (o geografici/spaziali). I termini di origine dialettale entrati in italiano sono solitamente denominati dialettismi o dialettalismi (pizza, cassata, grissini, ndrangheta). Nel rapporto tra lingua e area geografica si possono avere situazioni di geosinonimia; i geosinonomi sono lessemi della lingua italiana aventi, come i sinonimi, forma diversa e significato uguale ( affittare (nord), appigionare (toscana), locare (sud)). Accanto alla geosinonimia si pu parlare di geomonimia; i geomonimi sono parole simili dal punto di vista della forma che posseggono significati diversi in diverse aree geografiche (tovaglia: al nord si usa per la tavola, al sud lasciugamano).

Variazione Diasastrica Le variet sociali, dette anche variet diasastriche, sono le variet dellitaliano connesse alla variazione diasastrica che dipende dalla stratificazione socioeconomica della collocazione culturale dei parlanti. Una variet di italiano caratterizzata socialmente il cosiddetto italiano popolare o italiano dei semicolti. Litaliano popolare il tipo di italiano imperfettamente acquisito da chi ha per madrelingua il dialetto. Le interferenze del dialetto sullitaliano creano una variet intermedia che si definisce interlingua e litaliano popolare ne una tipica situazione. Nel repertorio linguistico italiano sono presenti variet di dialetto schematicamente rappresentate nel modo seguente: 1.Koin dialettale 2.Dialetto urbano 3.Dialetto locale (o rustico) Le grandi citt offrono i riferimenti per un dialetto civile mentre i dialetti delle campagne sono visti come un indice di inferiorit socioculturale e di rozzezza. Le innovazioni possono raggiungere un luogo non avanzando nel territorio ma in modo diverso e cio per paracadutismo (il termine rende lidea di innovazioni a distanza). Il Dialetto Parlato E Il Dialetto Scritto Possono essere varie le motivazioni per scrivere in dialetto: perch si ritiene che abbia una maggiore espressivit, maggiore forza stilistica ri spetto allitaliano; vi poi la volont di esprimersi nella lingua di primo apprendimento. Tra gli usi non letterari dello scrivere in dialetto si annoverano gli scritti epistolari. Si tratta di non numerosi esempi ad opera di letterati, giacch gli illetterati si sforzano di scrivere in lingua ma col risultato di un italiano scolastico. Per quanto riguarda gli usi letterari del dialetto si deve a Benedetto Croce la definizione di letteratura dialettale riflessa, con cui si intende la scelta del dialetto pur potendo disporre anche di un altro strumento comunicativo. La scelta di usare il dialetto ha ragioni diverse ma forse a principale che parlare il dialetto ritenuto pi incisivo. Non di rado la decisione di scrivere in dialetto si configura come opposizione polemica nei confronti della lingua considerata egemonica ed inadeguata ad esprimere le vitalit del quotidiano. La grafia dialettale resta un problema quando non si faccia ricorso a una trascrizione fonetica. Si tratta di utilizzare un alfabeto artificiale per rendere con particolari lettere e segni i suoni dei vari dialetti. Fonti E Strumenti Per La Conoscenza Dei Dialetti La dialettologia lo studio delle parlate vive. Per lo studio scientifico dei dialetti italiani, ovvero aldialettologia scientifica, si usa indicare come data dinizio il 1873, anno in cui venne pubblicato i primo volume della Archivio Glottologico Italiano ad opera del glottologo Isaia Ascoli. Parallelamente

agli studi si realizzano dora in avanti vari progetti di raccolta sistematica di informazioni sui dialetti italiani, attraverso la realizzazione di atlanti linguistici, la compilazione di vocabolari dialettali, fino allultimo progetto di respiro nazionale denominato Carta dei Dialetti Italiani. Vi sono degli esempi gi cinquecenteschi di vocabolari basati su variet di dialetto per i quali il riferimento il Vocabolario degli Accademici della Crusca. Il pi noto vocabolario del 500 loSpicilegium compilato da Lucio Giovanni Scoppa. Dopo lunit dItalia quando si fa pi urgente la necessit di diffondere litaliano tra la popolazione il ministro della Pubblica Istruzione, Paolo Boselli, bandisce un concorso per la compilazione di buoni vocabolari dialettali. Si tratta di iniziative destinate a non avere seguito anche per la politica culturale del governo fascista non favorevole alla conservazione e alla promozione delle culture e lingue regionali. I compilatori di grammatiche dialettali spesso ricalcano limpianto di una grammatica scolastica dellitaliano. Dati importanti per la conoscenza dei dialetti vengono dai cosiddetti testi dialettali. Una delle prime raccolte di campioni dialettali quella di Leonardo Salviati che nel 1586 riunisce dodici versioni dialettali della nona novella della prima giornata del Decamerone; tra queste variet, ritiene Salviati, il fiorentino lunica a poter essere scritta. Un altro test ampiamente utilizzato come testimonianza dialettale la Parabola del Figlio Prodigo tratta dal Vangelo di Luca; liniziativa di utilizzare questa parabola per la documentazione linguistica di Napoleone Bonaparte. Gli atlanti linguistici sono strumenti importanti per lo studio dei dialetti; si tratta di opere che sono il risultato di raccolte di materiali linguistici attraverso interviste e informatori. Una ricerca linguistica si pu realizzare in vario modo. Tra le diverse modalit di esecuzione sono comprese la conversazione libera e lintervista che si basa su un questionario. Le Aree DellItalia Dialettale Dopo Dante che aveva ordinato i volgari con criterio geografico necessario attendere il XIX secolo per nuove proposte di classificazione. Nella maggior parte delle classificazioni ricordate vale il principio del rapporto con il latino, ovvero un criterio genealogico, cio una valutazione della maggiore o minore distanza dei diversi dialetti da questa lingua. Tenuto conto del fatto che il toscano la variet che nella struttura della parola rimasta pi vicina rispetto al latino, la prospettiva pu essere vista anche in termini di maggiore o minore affinit col toscano. La classificazione dialettale che stata seguita da vari studiosi quella proposta da Giovan Battista Pellegrini (1975-1977) che si fonda sul concetto di italoromanzo, con il quale allude al complesso delle svariate parlate della Penisola e delle Isole che hanno scelto come lingua guida litaliano. Assumendo come principio classificatorio tale criterio, non rientra, ad esempio, nel gruppo italo-romanzo il dialetto crso che ha come lingua guida il francese. Litalo romanzo pu essere suddiviso in cinque gruppi fondamentali:

1.Dialetti settentrionali 2.Friulano 3.Toscano 4.Dialetti centromeridionali 5.Sardo Tale ripartizione dialettale rappresentata graficamente della Carta Dei Dialetti DItalia elaborata dallo stesso Pellegrini. Il limite di diffusione di ogni singolo fenomeno indicato su una carta geografica costituisce unisoglossa. Il termine si usa per indicare una linea ideale che, in una carta linguistica, rappresenta graficamente tutti i punti che hanno in comune lo stesso elemento linguistico. - Il gruppo dei dialetti settentrionali ha tra i suoi tratti caratteristici la sonorizzazione delle consonanti sorde intervocaliche e lo scempiamente delle consonanti doppie. Questo sistema pu essere suddiviso in due aree principali: 1.galloitalica (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia e Romagna) 2.veneta - Nel suo complesso il Friulano ha tratti linguistici che condivide con la maggior parte o lintera area settentrionale, come la sonorizzazione delle consonanti sorde intervocaliche e lo scempiamente delle consonanti doppie. - Il Toscano (aspirazioni delle consonanti occlusive sorde (p, t, k)) tradizionalmente articolato in almeno quattro principali variet: 1.gruppo pisano-lucchese-pistoiese 2.gruppo senese e grossetano 3.gruppo aretino-chianaiolo 4.fiorentino - Il sistema dei dialetti centromeridionali (tendenza alla metafonesi mese, mise ; nire, nere) si suddivide in tre aree principali: 1.area mediana (Marche, Umbria, Lazio) 2.area meridionale 3.area estrema (Salento, Calabria, Sicilia). Nellarea meridionale sono assai diffuse forme di betacismo per cui in corrispondenza di una v latina si ha una b anche rafforzata e parallelamente lesito inverso. - Il sardo ha diversi elementi caratterizzanti, tra i quali la conservazione della s finale (feminas plurale di femina).

Dialetti fuori dItalia Si tratta di dialetti di tipo italo-romanzo parlati fuori dai confini politici dellItalia in aree geograficamente confinanti e di dialetti esportati in seguito a migrazioni. In sv izzera si parlano dialetti di tipo settentrionale nel Canton Ticino e in alcuni distretti del Cantone dei Grigioni. In Corsica, la cui lingua ufficiale il francese, si parla il dialetto crso che vicino al toscano. Un dialetto di tipo ligure si trova anche nel Principato di Monaco; gli influssi italiani arrivano fino a Nizza. Nella Repubblica di San Marino si parla un dialetto romagnolo. A Malta, che ha come lingua ufficiale linglese vitale anche un italiano di tipo siciliano. Le minoranze linguistiche in Italia costituiscono una presenza importante nel panorama linguistico. Fondamentalmente si tratta delle cosiddette isole linguistiche; spesso si parla anche di oasi alloglotte. Si adopera lespressione minoranze linguistiche con riferimento ad un gruppo, di solito non molto numeroso, nel quale i parlanti alloglotti hanno come prima lingua o lingua materna una lingua diversa da quella nazionale. Glossario Adstrato: lingua o area linguistica che, confinando con unaltra, la influenza trasmette ndole per contatto elementi fonologici, morfologici, lessicali, ecc. Antroponimia: Nomi propri di battesimo e di famiglia. Criptolalia: Non farsi capire da chi non appartiene al gruppo. Diglossia: Coesistenza, nella stessa comunit o in uno stesso parlante di due sistemi linguistici di diverso prestigio. Ipercorrettismo: Errore provocato da una scarsa competenza linguistica. Koin Dialettale: variet dialettale condivisa da un territorio relativamente ampio come pu essere quello di una provincia o di una regione. Ladino: Gruppo di dialetti neolatini parlati nei Grigioni svizzeri, nelle valli dolomitiche e in Friuli. Paretimologia: Falsa etimologia.. Sostrato: Lingua diffusa in una data area prima che unaltra lingua si sovrapponga a essa subendo poi, nella sua evoluzione, gli influssi della prima. Superstrato: Lingua che si sovrappone a quella in uso in una determinata area, influenzandone le strutture lessicali, morfosintattiche e fonetiche Toponomastica: Linsieme dei nomi propri di luogo (citt, paesi, fiumi, monti, ecc).