Sei sulla pagina 1di 473

Informazioni su questo libro

Si tratta della copia digitale di un libro che per generazioni stato conservata negli scaffali di una biblioteca prima di essere digitalizzato da Google
nellambito del progetto volto a rendere disponibili online i libri di tutto il mondo.
Ha sopravvissuto abbastanza per non essere pi protetto dai diritti di copyright e diventare di pubblico dominio. Un libro di pubblico dominio
un libro che non mai stato protetto dal copyright o i cui termini legali di copyright sono scaduti. La classificazione di un libro come di pubblico
dominio pu variare da paese a paese. I libri di pubblico dominio sono lanello di congiunzione con il passato, rappresentano un patrimonio storico,
culturale e di conoscenza spesso difficile da scoprire.
Commenti, note e altre annotazioni a margine presenti nel volume originale compariranno in questo file, come testimonianza del lungo viaggio
percorso dal libro, dalleditore originale alla biblioteca, per giungere fino a te.
Linee guide per lutilizzo
Google orgoglioso di essere il partner delle biblioteche per digitalizzare i materiali di pubblico dominio e renderli universalmente disponibili.
I libri di pubblico dominio appartengono al pubblico e noi ne siamo solamente i custodi. Tuttavia questo lavoro oneroso, pertanto, per poter
continuare ad offrire questo servizio abbiamo preso alcune iniziative per impedire lutilizzo illecito da parte di soggetti commerciali, compresa
limposizione di restrizioni sullinvio di query automatizzate.
Inoltre ti chiediamo di:
+ Non fare un uso commerciale di questi file Abbiamo concepito Google Ricerca Libri per luso da parte dei singoli utenti privati e ti chiediamo
di utilizzare questi file per uso personale e non a fini commerciali.
+ Non inviare query automatizzate Non inviare a Google query automatizzate di alcun tipo. Se stai effettuando delle ricerche nel campo della
traduzione automatica, del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) o in altri campi dove necessiti di utilizzare grandi quantit di testo, ti
invitiamo a contattarci. Incoraggiamo luso dei materiali di pubblico dominio per questi scopi e potremmo esserti di aiuto.
+ Conserva la filigrana La "filigrana" (watermark) di Google che compare in ciascun file essenziale per informare gli utenti su questo progetto
e aiutarli a trovare materiali aggiuntivi tramite Google Ricerca Libri. Non rimuoverla.
+ Fanne un uso legale Indipendentemente dallutilizzo che ne farai, ricordati che tua responsabilit accertati di farne un uso legale. Non
dare per scontato che, poich un libro di pubblico dominio per gli utenti degli Stati Uniti, sia di pubblico dominio anche per gli utenti di
altri paesi. I criteri che stabiliscono se un libro protetto da copyright variano da Paese a Paese e non possiamo offrire indicazioni se un
determinato uso del libro consentito. Non dare per scontato che poich un libro compare in Google Ricerca Libri ci significhi che pu
essere utilizzato in qualsiasi modo e in qualsiasi Paese del mondo. Le sanzioni per le violazioni del copyright possono essere molto severe.
Informazioni su Google Ricerca Libri
La missione di Google organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. Google Ricerca Libri aiuta
i lettori a scoprire i libri di tutto il mondo e consente ad autori ed editori di raggiungere un pubblico pi ampio. Puoi effettuare una ricerca sul Web
nellintero testo di questo libro da http://books.google.com

J>.f.

fn
.4.4\4
:.

<

,'|
>
n


'v

- TEORIA
DELLE wwu_
DELLA

SICUREZZA SOCILE
DI

GIOVANNI CARMIGNANI
|

CAV. DEL Il. ORDINE DEI. llll'l'0 SOTTO IL lI'IOL


DI S. GIUSEPPE, PROF. NELLA l. I l. URIV- DI PISA ,
B SOCIO DI VARIEACCADBMIB D. ITALIA .

TOMO IV.

mxsn
masso I FRATELLI le'rm E Cc.
1852..

<w

TELR1IA
DELLE LEGGI
IDELLA

SICUREZZA socrug

LIBRO ,f%.V
DEL GIUDIZIO DELLA OFFESA, E DELLA DIFESA .

Quam iniquum si: in incognitis, et inezplorati:


judicare, nobis . . . . . . eredita .
Fronlon. Fragm. Ed. Ang. Maj pag. 336.
.

'

'

.'a . al)1-.ib

G A P I T 0 LO I. M Liafsk-w
= , <\ggsf*i 'f
\.

'

";

Carattere
i. delle leggi giudiciarie penali

Lo spirito umano onde discernere in un og


getto, che esiste fuori di lui, una qualit di cui
.L!"
( I) Fu gi osservato lib? 5. cap?i.pag. 23. come la nomenclatura,
quanto pi gli oggetti scienlici si avvicinano allo stato della lor pra
tica giacitura, pi pu in questo lor cambiamento tornare ad essere
quella, che luso forense ha gi consacrata . Parlando in qucsto libro
del modo con cui le leggi sulla o'esa , e nulla difesa della sicurezza

4
si gi formata l astratta e generica idea dee
. intraprendere una operazione, la quale ad ogni
nuovo oggetto rinnuovasi , e tutta copsiste nel'

lesame delle qualit particolari delloggetto che


vuol conoscere, e nel confronto di queste qua
lit col modello, che lastratta, e generica idea

gliene ha fornita. I logici chiamano la idea astrat


ta e generica il sostantivo, e l applicazione sua

ad un oggetto particolare la formazione dellag


gettivo. La legge stabilisce la vietata qualit di
unazione: ma ci non basta . Ella dee soggiun
gere come debba procedersi per istabilire se la
qualit vietata si verichi o non si verichi nel
lazione particolare che cade in esame: dal che
nasce la necessit di una nt10va legge destinata

a regolare la pi retta e pi precisa applicazione


della prima ad ogni caso particolare, che vi sia
riferibile. Cos essendo apparir a prima vista
appropriata e compendiosamente espressiva la

nomenclatura,la quale chiama sostantiva la pri

ma legge , e la seconda aggettiva


Ma se pi maturamente la cosa si esamini , e

si rietta, che la legge seconda non dice n pu


dire che il tale individuo ha infranta tal legge
rendendosi meritevole di tal pena , e dee neces
sariamente essere, come legge anch essa, gene
aociale si applicano col giudizio atluale dell'una, e dell' altra la no
menclatura scientica ritenuta nella intitolazione del libro per ser

vire all'ordine generale dell' opera, ma abbandonata per le materie


che in esso si trallano come gi dichiarate penali.
(I) Benlham The'pric de: preuvcs judiciaires IlOL l. chap. I.

5
tica, la nomenclatura apparir tale da non cor
rispondere perfettamente all indole dell ogget
to, che si proposta di esprimere. La 'regola

dellapplicazione duna legge ai casi particolari


non l applicazione di questa legge . Se 1 0g
getto a cui deesi la legge applicare nuovo sem

pre: se qust oggetto nasce , e deriva dai moti

morali degli uomini, come nelle offese della si


curezz.a sociale dee necessariamente accadere, la
forza applicatrice debbe esser viva come vive sono

le forze che tutto giorno,e in modi sempre nuovi


la violano: questa forza debbesser morale al pari

di quelle che coll applicazione della legge del


bono esser represse: n questa forza morale vi
vente o nella legge come regola scritta o altrove
che nell uomo potrebbe trovarsi.

Ammessa la necessit della legge regolatrice


delle azioni degli uomini in quanto esser Possono
lesive della sicurezza sociale ,' della legge rego
latrice della suaiapplicazione, e della forza m0
rale dell uomo che il vero applicatore suo or-'
digno: chiamando la prima legge penale, la se.

conda legge norma del giudizio penale 0 legge


di procedura penale , e ravvisando 1 una e 1 al
tra come regole limitative della libert dell no
mo, necessario concludere che la prima cm
stituitaaer frenare le passioni perturbatrici del.
1 ordine, e la seconda per frenarle passioni, e

l arbitrio del Giudice giacchs'questa legge se


conda priva di m6%ziijdamdiiiir la forza neces
saria all applicazione della prima se pu dire al

Giudice ci che gli lecito, e ci che non gli


lecito di fare non pu dispi_egare le morali for
ze , che tutte risiedono nella volont, e nellin

telletto di lui come uomo


Loffeso, o chi si reputa tale si presenta come
unaforza, la quale inclinerebbe a far la legge

non che ad applicarla da se medesimo al suo sup


posto offensore . Questi dal proprio lato si pre
senta come forza non meno disposta a far da se

stessa la legge, e applicarla a colui che lo accu


sa, trattandolo come falsario, e calunniatore .
Per tenere queste due forze in giusti conni, e
decidere qual delle due agisca legittimamente
necessaria una terza forza, che come tale dalle

due forze rivali sia rispettata. Questa terza forza


debbe esser tutta di creazione della legge , e di
chi ha potere di farla . Le due forze rivali del
1 accusatore, e del reo possono uscire in tuttd
la loro originalit, e in tutta la loro energia dal
grembo della sensitiva natura. La forza del Giu
dice come norma, e momento di quelle due sem
bra doger gscir tutta dalla ragione.

:.%La imputazione e la pena , scritte nella legge


"w

qhasi si trasmutano nel suo spirito . Egli deve

decidere se un azione umana lesiva dellordine


i,

: .

{I (I) Un moderno scrittore avendo forzato il progetto d'un codice in


"3 due colonne luna contenente la legge penale, l'altra la regola di pro
cedura in tanti articoli corrispondenti agli articoli della prima per una
miglior norma de' giudici sembra aver appresa la legge di procedura
non come limite, ma come guida dellofzio del giudice. Livinghston
Projet d'un code plxal present l'assemble'e de l'tat de la Loui
vu'ane trad.de Taillunder, Pari: 1828.

.Y
avvenne: chi se ne rese l autore: se lazione an

zich essere offesa fu lesercizio d un dritto che


la legge ha dovuto, e voluto proteggere: se fu
leffetto dellumana debolezza, o della umana
malvagit: qual grado di pena sia la giusta dife
sa. che la legge ha voluto nel caso opporre alla
offesa . La soluzione di questi cinque problemi
alla balia o dellintelletto o della volont di chi
giudiCa. Se gli decide la volont, il Giudice si
trasforma in forza cospiratrice con una delle due
rivali tra 10r0. Se gli decide l intelletto, un er
ror che 1 offuschi produce gli stessi danni che

un vizio di volont. Qual sar dunque il meto


do, che diverr guarentigia della imparzialit del
Giudice: quale il criterio onde accertarsi della
esatta corrispondenza delle sue decisioni alla ve

rit delle cose decise? (l)


La storia e la ragione possono essere di guida
e di scorta allo spirito umano onde scernere
q'ual sia la strada migliore per risolvere quei pro

blemi. Nella lor soluzione pi retta st il destino


della societ, e quello dellindividuo. La libert
civile ha in quella soluzione il suo compimento,
la sua realt, il suo vero e distintivo carattere .
Le opinioni religiose, i sistemi morali, le ipotesi

pi o meno brillanti sulla origine, e sul titolo


delle leggi, le dispute sulle forme del potere
politico non hanno competenza 0 a stabilire, o

a distruggere , o a modicare a lor grado una


(1) Sulla necessit della corrispondenza esattissima del giudizio colla

legge Ved. Moniesquieu Esprit de: lai: liv. 1 i. chap. 6.

verit difatto, o di dritto; e se uno scrittore


prornette d indagare qual sia il logico, e critico
mezzo per meglio stabilire una tal verit, sareb
be ridicolo aspettar di vedere qual sia per essere
il suo sistema: a quale opinione appartenga: pe
rocch la logica, e la critica o non son tali, o
se tali pur sono debbonoessme in tutte le menti
le stesse .

CAPITOLO II.
Origini, e vicende storiche del giudizio
penale.

Tutta la forza delle leggi viene a riunirsi, e


concentrarsi ne metodi della lor pratica appli
cazione. Se le leggi della sicurezza sociale furono
prima fatti nella natura, e quindi divennero ra

zionali concetti dello spirito umano (1),,questa


verit, forse non facile ad esser compresa astrat
tamente enunciate, ha una prova storica nelle
naturali origini del giudizio penale.
Il delitto, la pena, il giudizio sono sentimenti

nelle passioni degli uomini prima desser con


cetti nella loro ragione
Il selvaggio con po
che relazioni con i suoi simili: concentrato tutto
in s stesso: valutando tutto per quel che sente:
niente in lui essendo per il pensiero: governato
dai soli appetiti della sensitiva natura: egoista
in grado supremo apprende loffesa dell ordine
in quella delle sue affezioni: colla sola scorta

delle affezioni ne giudica: e tutto il sistema del


la sicurezza _ nella vendetta per lui: sistema
connaturale non che proporzionato allo stato
(I) Vedasi il la. 1.011). a. 3.

(2) Ben disse il Vico, essere state prima le leggi, dopo i loso
Scienza nuova val. 3. pag. Hg.

10
delle sue idee, le quali di ben poco sono sopra

a quelle de bruti animali (1) .


In questo stato morale degli elementi del giu
dizio,che dee proporzionare la difesa all offesa
sono essi compresi in una forza unica, passionata

tutta, senza equilibrio, tutta rivolta ad una di


rezione sola, quella cio di calmare col male
dell offensore il dolor della offesa. La offesa po
trebbe essere pi opinata che vera: ella potreb
be essere stata giustamente inferita : potrebbe
esser pure scusabile: una fatale apparenza po

trebbe mostrare alcuno come autor della offesa,


ed aver essa un autore diverso. La passione colla

bendafsugli occhi segue con moto precipitoso


_l impulso, che la svegli , e v come sasso sca
gliato ove il moto ad essa comunicato la spin

ge

Un autorit pur necessaria per regolare il

giudizio della offesa e della difesa . Perla men


te, e perle passioni del selvaggio, in cui la unit
individuale fortemente sentita, non ve ne pu

essere fuor di quella di Dio. Ma nella sua mente


la idea (1 un Ente Supremo autore e regolat0re
delle cose create non giunge tant oltre da com
prendere come esso di sua natura sia testimone,
(1) Uno spaventevole esempio di questo giudicar del selvaggio nar
rato dal viaggiatore D. Rolelet, e riferito da Alibert Phisiologie dea

passion: vol. a. pag. no. Per gli antichi vedasi Tacil. De morib. Germ.
cap. 21. Vell..Palerc. lib. a. c. I 18.
'
(e) . . . . . . . . . Arda: stimulis, frturque nocendt'

Prodigus, ignara: cuussae.


Claud. De colta. Illullii v. zag. cl seq. \

Il
e vindice inevitabile delle men rette azi0ni de
gli nomini. Questa idea sebbene suppongasi in

nata nella umana coscienza (i) giace oscura ed


ottusa nell animo del selvaggio: si risveglia, e
quasi si scuote nelle grandi crisi degli elementi
ma non altera in lui la opinione della illimitata
indipendenza sua nel giudicare de torti che gli

sono inferiti , e nel prenderne riparo a suo grado .


La sola attivit del pensiero trae per cos dire
luomo fuor di se stesso: il sentimento tende a

racchiuderlo tutto in se: onde nella mente del


selvaggio non capo la Complicata idea dun au

torit, la quale intervenendo tra l offensore , e


loffeso giudichi imparzialmente tra luno e lal
tro, e serva di remora al rovinoso moto della

vendetta
Appena per la mente dell uomo s inalza ad
una perfetta cognizione di Dio ravvisando la sua

dipendenza da lui, questa cognizione diviene


lunico e solo criterio estimator della offesa.
Nella opinione del barbaro tutto il creato sotto
la immediata mano di Dio: tutto protetto da

lui, e dal patto, che gli piaciuto stabilire co


gli uomini . In questo stato delle sue idee il de
litto loffesa di Dio: la pena la espiazione
solenne della irritata Divinit: il giudizio del
(1) Tutti sanno che la sana teologia non ammette gli atei detti ne
gativi contro quel che ha scritto il Baer ne suoi pensieri sulla cometa
del 1660.
(2) Giovenale Sai. XIII. Terenzio Heqyr. nel. 3. se. i. Seneca De ira

lib. I. c. 13. osservano come per questa ragione il senso della vendetta
connaturale alle donne, ai fanciulli, ai vecchi, e ai malati.

12
1 una e dellaltra giudizio di Dio manifestato
da lui per tutti i modi, che alla umana cvedulit

piacque dimmaginare
Ma anco in questo nuovo stato di cose il giu

dizio, che devi: proporzionare la difesa all offe


sa consiste in una forza unica, la quale appunto

come unica manca dell equilibrio che aver do


vrebbe onde divenir mezzo di riparazione del

1 ordine. La forza altro non fece che cambiar di

vuOg0, passando da un cuore agitato da violenta


passione a una mente tutta preoccupata dal

lidea dun intervento attuale immediato di Dio,


il cui giudizio rende inammissibile quello del
l uomo .
Questa idea venne in seguito a prendere forme
diverse secondo il diverso carattere, e le diverse
abitudini delle nazioni . Fra i popoli bellicosi il
giudizio di Dio si manifest per mezzo della forza

delluomo , e produsse il duello

Fra i po

(I) Regnalor omnium Deus. cetera subiecta ntque parentin . Ta


cit. De morib. Germ. cap. 39. Montesquieu Esprit des loia: liv. 28. chap.
17. Per gli antichi vedasi Sophocl. In Alitiq. Pausan. in Achaic., Eu
stath lib. 7. l I. De amor. Ism., Valer. Maxim. lib. 8. cap. 1. muli. 5. Per
il medio evo Muratori De judiciis Dei antiq. diss. nntiq. Ital. vol. 3.,
Becman De judicis Dei. Le-Brun Histoire critique de pratiques su
perstitieuses liv. 4. chap. 3.
i3. Un dotto ed ingegnoso scrittore ha
storicamente provato Come vi ha una somiglianza perfetta tra gli usi, e
icostumi de' tempi eroici, e quelli del medio evo. The history qf

Greecc by William Milioni. vol. 1.


(a) Veli. Patercul. HL. 3. cup. 1 18. Denina Rivelazioni dItalia lib.

7. cap. 8. Mario Pagano Saggi politici vol. 3. cap. 8. ma sopra ogni


altro l'eruditissimo Gilberl Stuart A vien qfsociely in Europa in its
progressorn rudeness lo rguementletc. Basil 1797. b. 1. clinpt. I l.
net. 4.}mg. 45. L'insigue Hallum History qfthe middle age ehapt. a.

15 0

poli pi docili al salutare ascendente della reli

gione il giudizio di Dio si manifest per mezzo


della umana coscienza, e fece nascere il criterio

del giuramento
Il duello per fu tra le nazioni ancor barbare

un gran passo verso un ordine migliore di cose.


In luogo duna forza unica regqlatrice del giu
dizio della offesa e della difesa apparvero due
forze tra loro rivali, ed opposte, e dovette da
questo fatto nascere la prima idea d un equili
brio tra loro . Fu allora soltanto, che la mente
umana pot acquistar la idea d un accusatore,

e d un accusato: d un attore , e d un reo


Era il giuramento un mezzo pi favorevole
alla disciplina sociale, ed allordine. Se il duello
presupponeva ogni criterio di verit nella forza,
part. 2. inclna a credere, che il duello non si praticasse in Francia
nch vi furono in uso le prove dellacqua, del fuoco ee. ma ammette
poi esempi di questo metodo giudiciario ance in tempo anteriore. Il
Thomasio Dies. de occas. concept. ac intent. conatitutionis Carolinae
diss. Sg.
no. not. e. fa un lungo ragionamento per provare , che il
duello . il giudizio penale del gius di natura per luomo, e combatte
largomento in contrario dedotto da molte leggi del dritto romano co
mecch parlino di stato in cui gi una civile g.riadizione alla quale
ricorrere .
(1) Fino dai tempi di Carlo Magno si conobbe il lubricn di questa
prova come guarentigh che la umana coscienza fornisce. Leg. Long.
Car. M- 66. n Mcliurzrcl hvmines in campis contendere quam prr
jurium perpetrare. Montesqnieu Esprit de: loi:r liv. 28. chap. 17.
riferisce una legge di Gondebaldo Re di Borgogna la quale ammesse il
duello in preferenza del giuramento onde non fosse preso sbprafatli
oscuri, e non violato sopra fatti certissimi .
(2) Montesquieu Esprit dea loix liv. 28. ehnp. 14. accenna come il
duello fu leffetto dell'ammissione delle prove negative non ammesse

nel sistema delle purgazioni volgari .

. ,4

e nella destrezza del corpo, il giuramento inco


minciziva a mostrare che la verit avea bisogno

duna prova se non logic'a almeno morale. Se


il primo metodo tutto faceva dipendere dall as
serzione dell accusatore, e del reo, il secondo

forni ne congiuratori la prima idea della prova


per mezzo di testimoni, e cos (1 una prova pi
disinteressata e credibile di verit. Siccome il
giuramento non esponeva come la prova per
lacqua, pel fuoco, e pel duello ad alcun rischio

di vita chi l assumeva, alloggetto di ammettere


a far valer questo mezzo o per asserire, o per
impugnare la offesa fu sentita la necessit, che
egli avesse chi giurasse per lui. Convenne stabi
lire il numero degiuratori: il modo con cui do
veano presentarsi a giurare: la formula del lor
giuramento. Cosi alla idea delle due forze rivali

dovette aggiungersi quella della prova degli at


ti, e delleforme, sotto le quali quelle due forze
erano costrette a spiegare la lor respettiva ener.

gia
Ma fino a questo punto le due forze rivali agi

vano luna s't" altra. Lequilibrio poteva na


scere dalla eguaglianza dell una , e dell altra: la
vittoria dalla maggiore energia , o dal maggior
peso dell altra sulluna . La necessit di ammet
tere tra queste due forze rivali una terza forza,
la quale facendosi rispettare da loro vegliasse
(i) Le forme solenni per l'assunzione del giuramento sono esposte
dal Du-Cange Gloss. voc. ju_ramentum, e da Gregorio Turoncus. De
mirac. cap. 33.

15
alla esecuzione eSatta , e fedele delle forme di
venute neces5arie nella loro contesa, e allesame
del valor della prova che nel caso di giuramento
se ne doveva arguire, forn la idea d unautori

t, la quale presiedesse al giudizio: tenesse nei


lor giusti conni le due forze rivali: servisse
' quasi di pernio tra loro , e decidesse qual delle
due dovesse ottenere preponderanza sull altra .

Di qui nacque la idea dun giudice e del suo


qlzio: forza anchesso per, perch forza di re
sistenza onde stabilir lequilibrio tra le due ve
nute acontesa tra loro; e nacque la idea dun

locale destinato a esaurire il litigio


Con_veniva per che il Giudice come terza forza
necessaria allequilibrio delle due forze rivali o

come tale ad esse da se medesimo si presentasse


obbligandole a riconoscerlo , o fosse come tale
scelto, ed accettato da loro.
Come la prima idea duna prova nece55aria a

stabilire la verit dell asserzione dellaccusatore

e del reo era venuta dal giuramento cos dal giu


ramento medesimo dovette nascere quella della
necessit d un Giudice. Il caso dun egual nu

mero di giuratori per 1 una parte, e perl altra


dovette presentarsi sovente; e dovette esser sen
tita la necessit di trovare in questo conitto il
modo di farlo cessare, Il criterio del giuramento

occupando per la inuenza delle idee religiose


(1) Il giuramento giudiciario prestavasi nelle chiese, ed eravi ance

nel Palazzo del Re una cappella apposta per questa cercmonia. Esprit

de; loix liv. 28.chap. 18. inno:.

'

16

tutta la mente degli uomini come avea fatti sce


gliere i testimoni dovette fare scegliere i giudi
ci, testimonj per cos dire della verit delle te
stimonianze dallaccusatore, e dallaccusato de

dotte, e giuratori o giurati al pari detestimonj


ancor essi: quasi rappresentanti la coscienza del
paese in mezzo al quale era stata inferita la of
fesa (I) .
Fino a questo punto giunger potevano le forze
morali della natura umana per fornire unalr

bozzo qualunque del giudizio penale senza soc


corso d idea di dritto, o di scienza che al dritto
si referisse. Questo punto chiude un periodo di
tempo, che la losoa della storia pu conside
rar diviso in tre stadi: il primo rappresentante
il giudizio nella privata vendetta regolato dalla
forza del corpo: il secondo rappresentante il gin
dizio nella espiazione delloffesa di Dio regolato
dal suo solo oracolo nelle sorti: il terzo rappre
sentante il giudizio come criterio di verit for

nito dagli uomini che si reputavano di pi retta


ed illibata coscienza (a) : dal che appare che il
(I) I testimoni furono detti compurgatoru, sacramenlales , jum

torea. Questo punto d'istorio connettendos con quella delle pi verisi


mili origini del jurj sar pi diffusamente trattato nel successivo ca
pitolo XIV.
(a) G. B. Vico Principj di scienza nuova lib. 4.pag. 75. ammette tre
epoche ne'giudizj: i giudizi di Dio: quelli della forza: quelli della
ragione. Sebbene in questo piano non entri il periodo della vita selvag
gia esso non esattamente conforme ai dati della losoa della sto
ria . Un ingegnoso scrittore parlando della divisione, che i poeti fanno
delle et della societ umana in et dell'oro, dell'argento, del bron
zo, e del ferro, applicata poi a quella dell'eloquenla, apiritosamente

l'J'
criterio della coscienza tra popoli ancora avvolti
nelle tenebre della ignoranza , e della barbarie
si present alla mente degli uomini come il me

no peggiore tra gli altri due


La storia di
tutti i popoli nella infanzia del viver civile con
ferma questo andamento di cose, il quale (1 al
tro lato dedotto dalle generali Caratteristiche
della umana natura non pu esser tacciato di ro
manziero e fattizio.

La storia cambia di faccia, diventa varia, flut


tuante ed incerta, allorch nella mente degli uo
mini chi presiede al giudizio non pi conside

rato come guarentiga di verit, ma come forza


politica, la quale nelluomo esercita un atto di
superiorit su suoi simili.
Dacch alle idee dun potere tutto teocratiao
successero quelle dun potere politico, e la mente
umana avendo appreso a trarre una linea diviso

ria tra limpero del cielo e quel della terra, la"


sciato il primo alla Divinit e a suoi delegati,

pens dover da se sola dar sistema al secondo, i


principi religiosi, o i prettamente morali dovet
tero cedere il luogo a quelli del dritto come ti
tolo legittimo della forza necessaria- a guidare la

umana volont al miglior ordine delle cose civili

osserva doversi rovesciare la nomenclatura e incominciare dallet del


ferro. Thefour age:
William Yackson. London i798.
.
(1) Il Clero, il quale rappresenta tutta la scienza, e tutto il dritto di

quella et fu sempre Contrario al duello, e si sforzo , proporzionaudosi


alla ignoranza de' tempi, di fargli prevalere la prova per il giuramen
to. Renazzi De orig. seuform.judic. crim. diatriba I I. png. 39.
Tomo IV.

18

e politiche

Il potere di giudicare della of

fesa e della difesa della citt, essendo stato sen


tito anco prima che ravvisato esser la pi rile
vante parte del potere politico, o fa afferrato tutto
da chi ebbe solo limpero, o divenne oggetto di
ambizione, e di gelosia reciproca tra i ceti della
citt, che tra loro se ne contesero lesercizio.
Nel qual nuovo stato di cose il giudizio della of
fesa, e della difesa non fu meno in balia delle
umane passioni , essendo alle superstiziose le po
litiche succedute: n potette quel giudizio esser
meno una combinazione di forze, o esercitan
dolo quella che sola comprimeva tutte le altre
nella citt, o divenendo una transazione tra quel

le che colle armi alla mano contendevano o di


. eguaglianza o di supremazia tra di loro.
La staria non smentisce anzi conferma coge
nerali suoi dati queste nu0ve vicende del giudi
zio della offesa, e della difesa per opera delle

ambiziose passioni degli uomini; e la storia-di


Grecia, e pi specialmente di Roma, nostra mae
stra nel dritto , presenta in questo aspetto le cose,

tanto pi istruttivo e pi vero in quanto la ci


vilt degli antichi si trov pi vicina assai di
quella de moderni alla originale opera della na
tura nell uomo .
Senza discuter qui se la monarchia ola demo
crazia sia stata il primo governo degli uomini,
(i) Vedasi il lib. 1. cap. 8. pag. 202. ove confrontando il dritto colla
morale fu osservato, essere il primo il legittimo titolo della forza.

I
ma non essendo dato dissimulare che la stria
pone ovunque in scena la prima innanzi della se

conda (t), i primi bagliori del metodo giudicia


rio lo rendono visibile tutto, e indiviso tra le

mani decapi supremi delle nazioni


(1) G. B.Vico Principj di scienza nuova li6.
pag. 3|. confutando
Budino opina per l'aristocrazia con base di schiavit. Questo punto
congetturale della losoa della storia ampiamente trattato da Millar
Th-e origin ofthe distinction qf rancks chnpt. 3. Home Sketches of
the history ofman Book a. sect. 2.pag. 164.d la priorit alla demo
crazia. Ferguson Essa} on the flistory Qfailil SOCBI_1 part. 3. man. 2.
inclinato a distinguere ipiccoli stati, ed i grandi. Facilmente s'in

tende, che quando i fatti generali son certi inutile disputare sulla lor
pi vera cronologia.
(a) Mario Pagano Saggi politici Gaggia 4.cap. 4. impugnando, che
ne tempi eroici, e barbari il poter giudiciario fosse esercitato dai Re
suscita una questione di parole, e tratta assai leggermente la storia di
Roma sotto i] Re e sottoi primi Consoli. Egli che si cumpiace trarre
analogie storiche da Omero, da Esiodo, e spesso dallAriosto si pre

senta con un' assai scarsa e misera suppellettile di cognizioni. storiche


in questa materia . Mario Pagano , uomo di grande ed elevato carattere
sostenne la celebrit de'suoi scritti con quella delle sue vicende politi
che, cosa resa assai frequente a' di nostri; e fu pi immaginoso che
critico nella losoa della storia. Che no da tempi eroici i Re eserci
tassero il poter giudiciario si legge in Esiodo Theog. v. 88. et seg.
Tovexa: yap cwtlmg szs'ppovag, o'vszz ).aog
Blarrope'vot; acyopqat perarpo1roc 'pya rel'ucrt

Pn'idiwg, palazoion- wapazq;a'pnsvoa s'1ra'so'o't


versi de quali il Renazzi senza riportarli originalmente, e senza indi
care il luogo d'Esiodo d'onda son tratti d la traduzione che segue
a Hoc uno Reges olim sunt_ne creati
Diecre jus populis, injustaque tollcrefactn-.
. Preleude il Niebhur, che i Re a Roma giudicassero de'delitti de soli

plebei con appello al Senato. Storia Romana pan. 1.pag. 357. 424.Se
il primo bisogno politio degli uomini fu quello davere un autorit,
la quale componesse i loro litigi il pi antico governo dovette esser
quello deRe, e tale in realt lo dimostra la storia. Caesar De Bell.
Gnll. lib. 6. cap. 22. Tacit. De morib. garm. c. 12. Arist. De rep. lib. I. e.
3. lib. 3. e. 14. Dionis. Lib. 5. e. 74. Cic. De Iegibus lib. 3. e. a. Salust. De
bell. Catil. cap. 2. Lucret. De rer. nat. lib. 5. v. 1 135.

20
Ma comecch i giudizi senza regola , e norma
scritta, e col solo aiuto del senso morale in gran

parte si esercitassero (1) appena lelemento de


mocratico riusc a soggiogare il monarchico , il
giudizio penale pot facilmente dal Re passare
nel popolo il quale cred daver anchesso il suo

senso morale per maneggiarlo con rettitudine. Il


giudizio della coscienza altro allora non fece che
cambiare di luogo passando dallabituro reale

alla piazza della citt: dal coperto dun tetto allo


scoperto'del cielo: da un consiglio privato ad
una popolare numerosa adunanza
Se la citt
si compose di pi ordini ogni moto politico ri
sveglio questioni sul dritto di giudicare: un ceto
lo tolse allaltro; talvolta due ceti rivali lo con
darono come temperamento,- e transazione tra
loro a un terzo ceto (5), e le dispute sulla mi
gliore amministrazione della giustizia furon di

spute di ambizione per lo pi imbrattate di uma

no sangue, che le'civili discordie son sempre


pronte a versare

'

(i) Ar6iu:ia Principum pro legibus erant. Just. Histor. Vedasi il


lib. I. cup. 8.pag. 121. nel. I.
(a) In Atene il Tribunale degli Heliasti fu cos detto per le sedute,
che i numerosi giudici, che lo componevano, tenevano a cielo sco
perto ed ai raggi del sole, Suid'a Aristofane, e Meur_sio. presso Pasto
ret Histoire de la legislation vol. 6. pag. 394.
\ (5) Le rivoluzioni frequenti del poter giudiciario a Roma, e il suo
passaggio dal senato al popolo, dal popolo al senato, e da quein due
ordini a quello de' cavalieri sono diffusamente narrate da Beaufort La
Rep. Rom.vol. 4. pag. 99. 1 I l. Midleton Li qf Cicero Book. 1. Ali,
Rom. 683. Clic. 37.
_
(4) Il sangue de' Gracchi de' quali Scipione Nasicn diceva jure cac

sax uideri macchi}: il pavimento del Senato di Roma principalmente

_-Vff=.._pa__=u.

.7I".'IT'V>

21

Nvaue allora una forza, la quale manifestan


dosi nella parola pronunciata da uomini che si

annunziavano probi, e periti nel dire (1), pro


metteva in mezzo a tante passioni, e tanti scom

pigli il regno della ragione. Ma gli oratori occupa


rono il campo del giudizio penale pi come forze
combattenti che come forze ragionatrici arman

dosi di prestigi retorici nel comporre, e di ar


tifizi drammatici nel declamare onde trarre i
giudici, e il popolo, diVenuti la cosa medesima,
o ad assolvere il colpevole o a condannare lin*
nocente a lor grado nel modo stesso che nelle
assemblee della nazione aveano sostenuto or lu
na or laltra parte politica o nella elezione del
cittadino alle cariche, o nella determinazione ad
accogliere
Questo sistema
, o rigettare
fondato
un progetto
tutto sulle
di passioni
legge po

litiche ed avendo titolo di politica libert


per questa causa. Appian. lib.u.pag. 180., Vell. Paterc. lib. 2. c. 13.,
Plutarc. In Gracch.
(x) Cicerone e Quintiliano deniscono loratore vir bonus dicendi
peritus. Ved. il lib. 1. cap. 14.pag. 243. noi. 1. Lo strano contrasto tra
la teoria, e la pratica nella spiegazione di questa celebreformula sar
da me esposto nel Discorso storico-giuridico sulle vicende della clo
quenzaforense.
(a) L' esame della coscienza oratoria divenuto spesso soggetto di
veementi declamazioni; il confronto delloratore, e delgiurecoruu_lto
non meno. Questo soggetto fu a scapito del primo acremente, e con

atrabile trattato da Nicola Vigelio Instructoriumjudicum Francqfirrti


158i. pag. x61. igg.
(3) Notai altrove come Renazzi e Pagano non seppero bene apprez
zare la differenza tra la libert civile, e la politica. Lib. 1. cap. 10.
pag. 163. net. 1. Pagano aument in questa materia la confusione nei
suoi saggj politici. Saggio 5. cap. 16. 17.

W'T\

K/7,
F\(.;ffl/.\444
\ - I",

'

\ \LM_QH/

22
doveva necessariamente perir con essa. Infatti

tutto il giudizio penaledalla Coscienza del po


polo pass in quella del despota. Come il popolo
fece la legge, e lapplic da sestesso cos il de

spota fece (i); se all uno bast di dirsi intima


mente convinto per assolvere, o condannare,
l altro diversamente non oper: se la tortura fu

criterio di verit sotto gli auspici del primo (2)


ellivcontinu ad esserlo sotto il secondo.
Tutti glImperatori Romani stimarono la giu
stizia civile: pochi e rari apprezzarono la pena
le, volendola i pi a lor grado, ed imitando an
co in questo lautorit popolare di cui si chia

marono successori (5): perocch il popolo a Ro


ma lasci tutto il dritto civile ai giureconsulti ,
e riserb tutto il penale o necomz'zj o nelle que
stioni perpetue a s stesso
Triboniano avendo esclusi dalla sua Compila.

zione tutti i giureconsulti del tempo della re


pubblica (5) non ha tolto niente alla posterit
nelle penali materie . Ma lufzio salutare che i
giureconsulti Romani prestarono in queste ma
, (i) Montesquieu Grandeur, et decadono: de: Romains chnp. 16.
Ved. il li. 1. cap. 15. 2.pag. 285. not. a.

(a) Vedasi il lib. 1. cap. 1:. pag. 183. net. i. Cicerone Partit. ora
tw;. cap. 34. dice la tortura istituita more majorum. Ella era in uso
anche innanzi alle questioni perpetua. Schmiedicke De Iustor. proeess.

orim. com. cap. 8.

5.

(3) Vedi il li6. I. cap. 15. S. a. pag. 279. net. 2., e Holtius Linea
menta historiae jur. rom. vol. I. 582. et seq.
(4) l Gracchisommossero la citt per i giudizi penali non pe civili.
Ferratii M. Antouii Epistolae, Venetiis i738. ep. l.
-

(5) Vedasi il lib. i. cap. 15. S. a. pag. 245.


I

23
terie, alla umanit ed alla giustizia sotto glIru*
peral:ori cdme oggetto razionale, e non storico
non appartiene alla presente ricerca.v

Le esposte vicissitudini della forza: i narrati

fenomeni delle passioni or brutali , or supersti


ziose, ed or politiche degli uomini in quanto in
uirono sulla origine, e sulla indole del giudizio
penale, oltrech possonogfar temere che o con
tinuino, o rinnuovino questa loro fatale inuen

za se non col grado (1 intensit con cui agirono


tra i popoli antichi,_e quelli del medio evo.(x),
almeno in parte anco tra le moderne incivilite
nazioni (perocch le umane passioni son sempre
le stesse), offrono lo spettacolo di ci che le
nude forze della ' natura umana nella infanzia
della ragione producono , aspettando, che dal
suo pieno sviluppamento naSCano, e si coordi

nino i concetti della mente, fonte unico delle leg


gi, a dar loro un sistema il pi confacente ai bi
sogni della sicurezza sociale.
.

Disse un grande scrittore, essere di, tal rilievo


le leggi costitutive del giudizio penale che in
uno stato il quale possedesse le migliori tra le
(1) celebre ci che avvenne in Inghilterra nel 1827. Certo Tornton
accusato di premeditato omicidio sopra Maria Ashford dal fratello della
uccisa, tradotto innanzi al jurf, ed aggravato d'indizj, propose di
purgarsene col duello o con bastoniferrnti , o con pugni. Laccum
torri, basso di statiiia, e gracile di complessione al confronto dell'accusato, non accett. Il giudice Lord Ellemborough, sussistendo siam

pre l antica legge, e non accettando quello assolv questi. Il fatto


narrato dai giornali Inglesi citato da Globig Censura rei judicialir
etc. part. I. pragfi pag. LV]. , e ripetuto da Ad. Bossange Des crimes,
et.des peines capitale: , Paris 1832. pag. 88. 93.

24

possibili un mino condotto al Stlppli2io sarebbe


pi libero di quel che sialo un Bass in Tur
chia
La migliore combinazione di queste
leggi pu assomigliarsi ad un edizio di solida, e
maestosa struttura, il quale sia stato composto

colla combinazione migliore delle forze, che pur


ora far viste agire , e reagire in un senso esage

rato e violento perch da leggi che loro con


vengono non regolate. Sembra perci esserne
cessaria una scienza per ottenere una ragionata
combinazione di quelle forze come necessaria
una scienza al meccanico, il quale ber costruire

un materiale edizio non sceglie a caso o per le


loro apparenze i corpi che debbon comporlo

ma gli dispone a seconda delle leggi di gravit

che ha gi attentamente studiate.


(I) Moutesqnieu Esprit da lei: liv. In. chap. a.

25

CAPITOLO

III.

Delldpariet delleforme del giudizio penale,


e delle cause che la producono.

Invariabile la nozione della offesa della sicu


rezza sociale sia nel suo titolo sia negradi delle

forze , che la compongono (i) . Invariabile la


nozione del carattere politico, e del carattere

giuridico della forza necessaria a sostenere la


legge protettrice dedritti o naturali o civili del

l uomo , o de politici della societ (a). Invaria


bile pur-la nozione della struttura generica de
mezzi, che la legge dee necessariamente conce
piro, e quasi autenticare col proprio suggello
onde sia denunziata la offesa: accertata: dichia

rata insussistente, o punita. Ma questultima no


zione come designativa del modo, con cui tre
forzeniventi dell accusatore , dell accusato , e

del giudice si spiegheranno, troppo vaga,"e in


determinata se non indica i particolari espedien
ti, che la legge ha presi onde regolar quelle forze
in ogni attimo del lor movimento.
Il complesso di questi espedienti, co quali la

legge tiene in giusti, e doverosi conni le forze

(i) Ved. illib. 2. cap. 22.

(a) Ved. il lib. 3. vap. i. a. 3._

26

che danno principio, progresso, e ne al giudi


zio penale costituisce il metodo giudiciario o pro
cesso.
Se consultando la storia si scorge, che le idee
di delitto, e di pena ebbero dal pi al meno

nelle cose alla sicurezza spettanti il valore me


desimo nella mente degli uomini, non dato
di scorger lo stesso relativamente al modo di giu
dicarne, o almeno la vdill'eren2a delle idee sul va
lor della offesa , e su quello della difes di gran
lunga minore di quella che colpisce losservatore
nelle forme del giudizio penale.
'
Narratori non mancarono a questa quasi ine

narrabile variet del penale giudizio (1) ma niun


d essi sembra aver fatta avvertenza a due pro
blemi, che questo fatto risveglia. Sono determi
nabili con storica esattezza e giuridica le cause
di questo strano morale fenomeno? La variet
delle forme del penale giudizio, quale indubita
ta, e quasi incalcolabile la presenta la storia ne
indurr una nella nozione dediversi oggetti della
imputazione, che la legge crea per segnalare la

offesa e punirla (a)? lmperocch se la imputazione


il giudizio della legge: se questo giudizio dee di
(1) Sono da riscontrarsi Cremani De varia jurisprudentiacrim.
apud divora. Gente: Orazio Ticini Regii 1775. , Benazzi De ordine seu
jbrmu iudiciorum criminaliuin Diatriba op. '001. 5., e quanto ai po
poli a noi contemporanei Globig Censura rei judicialt's Europae libe
ra: etc. part. 1. prag historica colla notabile epigrafe
. . . . . . . . . . . Qui: taliafando

u Tempera a Incrymis.
(a) Ved. il lib. a. cnp. a.

- '-_'-v_ s_-_ -'v'.__.___ -- '--_f- _f.

27

venire un giudizio attuale delluomo: se il modo


dinstituirlo, di formarlo, e di proferirlo dipen
de, n altrimenti pu essere, dallaforma che l

legge ha data al giudizio penale, pu sospettar


si, che per la incalcolabile variet di quella for
ma la imputazione nel lungo viaggio, se il modo
di esprimersi lecito, che costretta a fare par

tendo dalla legge, e giungendo a colpir l imptv


tato perda molto della originaria sua indole, e
acquisti mistura detexogenei principi, o almen

di principi di diversa natura tra loro, appunto


come una sorgente di pura, e limpidissima acqua
passando nel correre per terreni di diversa na
tura perde la sua purit, e simbevedelle parti

celle le pi sottili, che ad'esse il terreno comu


nica.
"
Il processo penale dee necessariamente essere

una combinazione di giustizia, e di forza. Gli


necessaria la forza perch senza essa la supe
/riorit che dee essere tra chi giudica, e chi

giudicato non potrebbe sussistere. Gli neces


saria la giustizia perch il solo, e vero suo scopo /,
quello che rettamente ella sia amministrata, e
perch altro esser non pu se non un ordigno
critico il quale ponga in moto , ed in attivit la

imputazione dalla legge alla offesa preconcepita


colla maggior possibile sicurezza, che questa im
putazione, colpendo l uomo, produca l effetto
medesimo come se lo colpisse la legge.
Ma la forza in tutte le umane cose ha una pre

potente prergativa. Le vicende osservate nel

28

precedente capitolo svelano la fatal verit, che il


giudizio penale fu sempre e principalmente dalla

forza predominato: or forza sica , ed or dim


maginazione nesuperstiziosi metodi, che gli ser
virono di criterio: or forza dun senso morale ,

il quale fece scambio della imputazione colla co


scienza: or forza dimpero politico, o di gelosia
di potere di questo nome.
'
La storia lascia in ultimo luogo, ed addita il
giudizio penale sotto la ibuenza di questa ulti
ma forza, n altrimenti per la natura delle cose
pu essere: perocch se una superiorit tra chi
giudicato e chi giudica necessaria: se questa
superiorit non ammessa dal dritto della ragione
tutta creazione del dritto politico, unico com
binatore della forza pubblica nella citt(1), niu
no che possa impugnare dover principalmente
le forme del giudizio penale avere una connes
sione strettissima col dritto pubblico che la do
mina .

Sorge qui la prima, e pi capital differenza


che esista tra la operazione della legge, la quale
crea la nozione giuridica della offesa, e della di
fesa , e la operazione che creta, e costituisce il
modo-di giudicarne . La prima-puaver regole

certe invariabilizla seconda, almeno per quanto


ne dice la storia , apparisce subordinata stretta
mente, inevitabilmente alla forma del governo
della citt , e a tutte le sue possibili variazioni.
\ v
(i) Ved. il lib. I . cap. 6. pag. 77.

'

29
Considerando la forma del governo quasi come
necessario ingrediente del metodo giudiciariope
nale la teoria scientica di questo metodo chia

mer principio politico la inuenza, che essa vi


esercita .
Ma sembrano quasi mancar le parole ad espri
mere le tante idee, che in questa intricata ma
teria alla mente si affollano. Concessa al princi

pio politico pur ora indicato la inuenza , che


esso vuole esercitare sul metodo giudiciario pe

nale, ricompariscono qui a contrastarsi il terreno

il principio politico inerente alla pena, e il princi


pio di giustizia, determinato sempre o a respirr

gerla, o a restringerla nepi angusti conni


Si presentano dunque qui due principi ambi

politici mav dorigine, e di scopo diverso tra lo


ro: luno rappresentante il potere sovrano: lal

tro rappresentante la forza , che vuole spiegarsi


con titolo di difesa, e come forza di sua natura
inclinata ad esagerare , e a rendersi di tutto pa
drona; loggetto del primo di tenere in mano
la bilancia della politica libert, onde all uomo
colla forza inerente al potere di giudicare non
riesca di supplantar la forza inerente o al legi

slativo, o allesecutivo potere; loggetto del se


condo quello di tenere in mano la bilancia
della civil libert nel suo pi importante mo

mento quellO cio di proteggere lordine dalle


passioni inclinate a turbarlo
Esaminando il
(i) Vetl. il lib. 3.part. 2. cap. 3.
(a) Ved. il ([5. 3.part. 2.cup.1. a.

- 1\';=5H8 e =ili

50
carattere di queste due forze, la loro origine, il
loro scopo , i mezzi che spiegano, grandi, pode
rosi, irresistibili tutti, si scorger facilmente es
sere di lor natura tendenti a tutto assorbire nel
metodo giudiciario penale: a confondersi 1 uno
nellaltro: a far servire il secondo di pretesto
legittimo al primo, e a convertire il giudizio in
un pronto, e breve comando.

Ma il critico esame defatti : il loro confronto

con quanto prescrive la legge onde apprezzare in


essi la qualit che ella ammette o prescrive: lo
stabilimento dellequilibrio, che la legge mede
sima ha voluto tra. la offesa e la difesa, senza le
quali cose tutte giustizia non vi pu essere, tutto
manifesta un voto contrario a quello del princi
pio politico.

Il principio politico di forza primaria (cos


chiamando la inuenza chela forma del governo

esercita su quella del giudizio penale): mirando


a difender se stesso cerca a se medesimo-una gua
rentigia, e la giustizia la reclama a favore del
laccusato; luno ha mire prettamente politiche:
l altra le ha tutte giuridiche; e di qui nasce la

differenza tra le guarentigie dellun nome e del


daltro: potendo il processo aver le prime, e non
aver le seconde, o al contrario.

Il principio politico di forza secondaria (cosi


chiamando l inerente alla pena ) obbedendo al
natural desiderio dello scopo, al quale intehde
servire, spesso della sua missione orgoglioso, anela
alla semplicit delle forme, e alla brevit grande

51

del tempo (1): mentre al contrario il principio


di giustizia, sentinella vigile della presunzione
della innocenza , interpetre del dritto della na
tura sulla inammissibilit della prova, che la ra
gione umana non sodisfaccia ed appaghi (a), re
clama aiuti di forme e di regole onde meglio,
e pi criticamente istituire le proprie ricerche ,
e tempo, ed indugio per riuscirvi nel miglior
modo(5).
Due metodi tra loro diversi per la ricerca e
la dimostrazione del vero si presentano allo spi

rito umano

il sintetico, e lanalitico: il pri

mo assertivo, e quadra mirabilmente allac


cusa, a cui il principio politico pronto sem

pre: il secondo indagativo, e quadra mirabil


mente alla ricerca che il principio di giustizia
desidera: luno dimostra ci che crede essere la
verit, lo che il principio politico promotore
del giudizio penale suppone sempre, ha interes

se di creder sempre, e, quanto pi forte , pi


facilmente converte linteresse in diritto: laltro
rintraccia, esamina, separa le apparenze dalla
(I) Barbaris cunctatio servilis: stati/n exequi Regium videtur. Ta
cit. Ann. lib. 6. cap. 32.
(a) V_ed. il lib. i.cnp. u.png. 185.

(3) Plalo. De legius li6. 6. vol. a. pag. 766. n 0m, xpg'y0; etc.
tcmpus, et mora, et frequens inquisitio ad aperiendam controver

siam celgfrunt . Mario Pagano Considerazioni sul processo crimi


nale cap. 2. riduce tutto il problema al contrasto del bisogno della
frutta, e della tardanza: ma non pondera che luna, e l'altra sono
oggetti di libert civile in chi ammette la necessit della celerit della
punizione .
(4) Ved. il libi I. cap. 1;.pag. 308

52
realt, lerroneo dal vero, n lo segnala se non
alla ne dun lento , e faticoso viaggio , io che

il principio di giustizia ha gi manifestato essere


il proprio voto: luno un metodo di composi
zione adattato a chi sincarica di presentare un
libello d accusa: l altro un metodo dinven
zione qual potrebbe desiderarsi per scuoprire
un ascoso tesoro adattato alla situazione di chi

con una sentenza deve stabilire una verit di

fatto e di dritto
'
dunque nella indole dello spirito umano, ed
coerente alla diversit de metodi di rintrac
ciare, o di dimostrare una verit la distinzione
del processo accusatorio detto cos perch lac

cusatore lo muove e asserisce, e il processo que


sitorio o investigatorio (e) detto cos perchil
giudice sopra fondamenti probabili istituisce di
g.

proprio ufzio la ricerca del vero., o del falso


nelle notizie che acquista, o gli giungono d un
offesa della sicurezza sociale ; ed del pari, al
meno a prima vista , innegabile che questo for
nisca come criterio di verit maggiori guarenti'

gie giuridiche che non quello.


Rintracciare partitamente come in tutte le
parti del processo accusatorio la sintesi,e in

tutte quelle del quesitorio lanalisi: ponderare


(I) Logica siue ara eogitnndi par:
cap. 2.
(a) Gli antichi Romani dissero anquisizone. Liv. Histor. li6'. 5. c.
56. lib. 6. e. no. lib. 27. cap. 5- Gli uomini, nella mente dequali-una
idea sola predomina rabbrividiscono a sentir parlare d'inquisizione pa

rola che spesso s' incontra usata in senso giuridico _in Cicerone, in
Tacito, in Plinio ed altri antichi.

55
le afnit e le repugnanze, che 1 uno o 1 altro
metodo giudiciario ha col principio politico, che
deriva dal dritto pubblico della citt, e col prin
cipio politico inerente allo scopo della pena
non sono dispregiabili proponimenti. La forza
ovunque ella presentisi spiega un apparato che

illude, e soggioga gli animi: tanto pi se ella si


annunzj come vindice della societ, e sembri af
frontar francamente il giudizio del pubblico non
sempre, e per tutto capace di apprezzare gl in

trigati problemi che la giustizia ha da scioglie


re . Una pi modesta e solitaria ricerca, senza
esser segreta, dalla quale la forza collo splendore
che la circonda allatto bandita , pu ben sodi
sfare un sincero amico della umanit, e della.
giustizia;

Se sopra pi fatti denunziati come ollese e tra


loro identici in indole giudicati in luoghi diver

si, e con diversi metodi giudiciarj (ipotesi non


umbratile ed accademica ma contingibile) le
sentenze che fossero proferite si potessero come
corpi materiali sottoporre ad analisi chimica si.

scorgerebbe quali in esse sono elementi della leg


ge , e quali quelli o delle passioni, o degli errori
degli uomini.

Due celebri, e grandi modelli di metodo gin}


diciario penale presenta la storia: luno neljmy
l dove in tutta la sua maggior perfezione si pra

tica : laltro nel processo , che usc dalla mente


dun Toscano legislatore . Nel crociuolo dell11
no talvolta o peri l innocente , o usci puro da
Tom IV.

54
macchie d imputazione ehi pur ne aveva nella

coscienza(r)z nel crociuolo dellaltro linnocente


non peri mai, n vero facinoroso pot mai van
tare completa la impunit.
In questi due metodi giudiciar, 1 uno accu
satorio, l altro quesitorio, luno sintetico, 1 al

tro analitico, 1 uno avente il criterio della co

scienza, lpltro avente quel della Scienza uno


scrittore amico del vero, della umanit, e della
giustizia ha da intraprendere tre grandi oggetti
di esame: ponderare le origini storiche delluno,
e dell altro 00me,ispirazioni, o bisogni pi se!
titi che meditati di due diverse, e tra loro op
poste manie're dessere del potere politico della
citt: esaminare come nell uno, e nell altro la

ragione umana pu scorgere due diversi criteri


di verit 1 uno religioso, -l altro scientico , i
quali ci non pertanto forniscono il resultato

mede9imo in guarentigia giuridica dell accusa


to (e): discutere se il metodo quesitorie, anali
tico, scientico, qualora presentasse un miglio
re, e pi saldo criterio di verit sia conciliabile
con qualunque forma possibile di regime po
litico .
.
Di questi tre oggetti di esame i due primi sono
di competenza della teoria delle leggi della si
curezza sociale: il terzo di competenza. della
(i) Che le imperfezioni del jury siano riconosciute da pi caldi am
miratori di questo metodo giudiciario fu gi notato nel lib. 1. cap. 15..
pag. aSg.'nol. I.

i (a) al. il [16. i.cap. 14. S. n.pag. 238. nel. 1.

55
ragione di stato, no alla quale comecch tutta
pratica non concesso alla teoria dinoltrarsi.
Tra il metodo accusatorio, ed il quesitorip;

considerati come due punti estremi d una me


desima linea, esistono nello spazio intermedio i

cos detti processi misti o frutto di misti gover


ni, 0 transazioni di opinioni giuridiche tra loro
contrarie, o parto di fantasia la qual non di rado
_nelle cose morali, e politiche usurpa il-luogo
della ragione.
\
_
Allaspetto di tanti, e s intricati problemi, di
tanti e si difficili oggetti di esame non si saprebbe
comprendere come la ideai platonica del giusto
assoluto, ola coscienza del genere umano, il quale

aspetta di vedere. deciso in que problemi e in


quegli oggetti il proprio civile destino , si pos

sano luno col suo unico astratto concetto, lal


tra colla opinione della interna sua rettitudine

presentare a farsi o giudici, o guide della mente


umana in tanta impresa e si ardua: supplire la
esperienza, e lo studio: e tagliare invece di scio

glierlo il nodo gordiano


Quasi i generali concetti potessero, come il
saggio, bastare a se stessi, e chi gli espone non
fosse obbligato a mostrare come essi siano su
(1) Sorprende il numero degli scritti , e de"tentalivi legislativi, che
a questo proposito cita il Thomasio, incominciando il novero deprimi
dal testamento di Melchior ab Osse pubblicato nel 1555., e chiudem

don in Michele Enrico Gribner, che scrisse nel 1715. Diss. snsliriens,
emeudalionem udminislraliqnis jusliliae nequefacilem acque impos
sibile/n, vulde lumen di[ji;ilem esse, et cuute suscipiendam val.
,
pag. 183.
a.

56
scettibili di pratica applicazione alle libere azio
ni degli uomini alla legge contrarie (1), gli serit
tori, che i'-pi nuovi, e i pi arditi proposero ,
non osarvoxno' appressarsi al metodo giudicario e
discuterl'q,p tem_eron perci che alcuno gli sor
prendesse {in errore: simili a colui, il quale,
viaggiando senza avere indosso con che suscitar
tentazioni di aggressioni a suo rischio , erge

ovunque vada, ovunque sinoltri, libera ed alta


la voce
(I) Ved. il lib. 1. cap. 8.
(a) Cantabit vacuu: coram Introna viatar .

57
CAPITOLO w.
Relazioni del processo penale col dritto pubblico

della Citt.

La storia e la ragione: i fatti e i principi con


vincono che il ministero della legge nel costi
tuire il giudizio penale principalmente si esanri
sce creando la forza, che dee servir di equili
brio, di freno, e di decisione tra le forze rivali;

che v intervengono: vale a dire nel ssar le at


tribuzioni del giudice. Queste attribu;ioni del
giudice nel loro complesso furono dai giurecon
salti Romani chiamate il suo ofzio quasi esse
in realt tutto disponessero, e tanto facessero (1).
Se si parla del potere non del sapere di giudicare
questo modo di esprimersi indica, che il giudice
colle sole individuali sue forze non potrebbe, pre

siedendo al giudizio, corrispondere alla missione


di cui la legge lo. incarica: che gli ' mestiere di
una forza, non morale che sola colla propria con.

(lotta egli pu dare a_se steSso, ma di una forza


politioe idonea a farlo sovrast-axeella moltitudi
ne, lo cheigiureconsulti Romani espressero colla
(I) Gell. Noci. Act. lib. 14.1. 2-, Brisso'n Deformul. Iii. 5. o. 120.,
14|.etb. Il Vico, grande ed ingegnoso mancggialore di elimologie, de

riva la parola da obfacio : 06 compimento perfezione. De Univ. jur.


prino. etn. uno lib. a. c. 14.

i ,

38
frase dritto di territorio, o dritto d incuter ri'

spetto (i) .
Il titolo, e lo scopo di questo dritto manifesta
per se medesimo altro non poter essere se non
una parte del sovrano potere: onde negli ele
menti che lo compongono da cercarsi la ori
gine, la tempra, e la estensione di quel diritto.
Finoa Bodino i sociali fenomeni non ebbero
altra spiegazione, che quella che la religione, il
dritto della natura, la morale, e levidente prin
cipio della umana sociabilit poteva fornire . Il
dritto politico come-teoria della umana sociabi
lit non aveva ancoragittato un vagito . I Roma

ni aveano bens colle denominazioni di giurisdi


zione, e d impero riconosciuto il diverso uflizio

della giustizia e dellaforza nel comporre le umane


contese, ma il'loro sistema scientico comecch
connesso col dritto pubblico della loro citt, sog

getto a tante e si rapide rivoluzioni, non potreb


be esattamente conoscersi
La massima fon
\

' (I) Pomponius Dig. li6. 50. tit. 16.1. 339.

'(2)_;Numeros son le opere, nelle quali fu tentato di ssar le idee


sulla giurisdizione, e sull' impero secondo il dritto romano. Ne scris
sero il Goveang, il Vaassen, l'Eguin, il quintanaduegna, il Charon
das, Giovacchino Stefani, il Merano, il Noodt, il Gebaver, lAlbre
cht, il Trolz', lHommell ,' il Bch , I Eber le opere de'quali sono ac
curatamente indicate dall Haubold Inst. jur. Rom. priv. historicp-do
gmal. lineam.pag. 74. Il Meerman nel suo Tesoro val 2.p. 207. tratt
por la questione, ma non si sa perch lHaubold citando I'Eguin ri

portalodal Mermau non abbia pur fatto menzione di Guglielmo Bar


clayladi cui dissertazione pur riportata dal Meetmanvol. 5. pag.
Sn, N poteva llhnbold omettere di citare il nostro insigne Giuseppe
Averani, il quale pure tratt questo soggetto Interpret. jur. lib. 1. cap.

59
damentale di questo sistema fu che la giustizia

senza la forza non potesse sussistere (i): che l u


na potesse costituire le attribuzioni di alcune
persone, e l altra le attribuzioni duna persona
diverse nel giudizio penale; ma quanto alla ori
gine, e al titolo delluna, e dellaltra onde dire

se fossero inerenti alla carica, 0 alla carica deri


vassero da una superiore autorit dello stato, la
questione dubbia ed ambigua
Senza far caso delle vicende storiche del poter
giudiciario, e fatto proponimento di spiegare i
fenomeni storici con i principi , non dato con

cepire n lindole, n le fasi alle quali a seconda


debisogni sociali v soggetto quel potere se non
si consideri come una delle forze che nel loro

. complesso costituisconoil potere politico nella so


vranit.Lautorit sovrana, ravvisata come fascio
di tutti i poteri che sotto il nome di ragione pub

I . n. 3. 5. 6- Quello che pi ingegnosarnenle abbia adattate le formule


del dritto romano al nostro pubblico dritto il fu Presidente Henrion
De-Pansey Du pouvoir judieiaire don: le: gouvernements monarchh

ques, Pari: 18m. opera piena di dottrina, dingegno, e di saviem ,


e degna di divenir manuale dell' amico della giustizia a qualunque
forma di governo soggiaccia .
(x) Dig. Lib. 2. lit. i., l. a. tic. 21., l. ult. tit. 18.1. 19. m. 3.1.1. Le
leggi parlano della forza necessaria o a contener le parti , o a fare ese
guire gli ordini di giustizia.

(a) Le incertezze derivano tutte dal miscuglio di democrazia, e di

monarchia, che senz' ordine, e senza sistema vi fu nel dritto pubblico


de Romani da Augusto in poi. L' Averani ha confutati e Lolario , ed
Azone in un tempo( Veri. lib. 1. cap. 15.,pag. ngt. net. I. )proponendo
una opinione diversa da quella di que due giureconsulti , dolio, e in
gegnosa ma assai difcile in dritto pubblico a eoncepirsi. Interpret.jur.
lib.1.capm.
"'-1

40
blica, e di pubblica forza sono necessari a corte

capire i bisogni dellordine, e a mantenerlo tra


gli uomini riuniti in politica societ, suscetti
bile di analitico esame onde ravvisarli separati,
e distinti luno dallaltro nel respettivo ofcio
loro, senza di che la mente umana non potrebbe
aver chiara idea defenomeni , sotto i quali la
pubblica autorit e5ercita la salutare sua azione
0 come scienza, 0 come prudenza, o comesem
pliceforza. In essa il potere legislativo rappre
senta la scienza come generale concetto de bi
sogni dellordine, ai quali con formule generali

il legislatore provvede: la prudenza e la forza ,

sono rappresentate dall esecutivo potere come


mezzi necessari a speciali, e particolari provve

dimenti
Il Sovrano, come rappresentante la ragione

pubblica, e la pubblic:u forza, ha in s per tal


(1) Un moderno autore con pi zelo, che scienza si fatto a soste
nere essere inconcepibile qualunque scientica analisi de poteri com
ponenti la sovranit; onde reputa tentativo anarchico quello del Bodi
no, e del Montesquieu, che aprirono la via a -quellanalisi. Ma costui
non sapendo come trarsi dall imbroglio in cui questo assurdo sistema lo
getta obbligato a concludere che il Sovrano non ha dovere di ammi
njr>trar la giustizia tra i cittadini . Haller Restauration de la science po
lilique val. 1.pag. 135. Tertulliano citato dall' Aierani Interpret.jur.
li6. i. cap. 2. num. 8. sostenendo con maggior competenza dell' Haller
la divina origine del dritto Sovrano non stalo di ostacolo a quell' in
signe giureconsulto onde indagare come quel dritto col nome di poter
5iudiciario si comunichi ai magistrati, e come si modichi secondo i
bisogni della giustizia . Plauto egualmente citato dallAvel-ani chiam
i Principi Giovi umani, i quali al par di tutti gli uomini muoiono. Un
Principe giusto non ha a schifo di ripetere il detto di Terenzio altroye

citato lib. 1. pag. agg. noi. 2.

41
modo il potere legislativo, e l esecutivo potere
propriamente detto, quello cio che provvede

alle cose di mero gius delle genti: perocch so


vranit senza lun/o, e senza laltro o in pi o in

un solo non pu concepirsi


Se il potere eseCutivo propriamente detto si
esercita come prudenza e forza necessaria a pro
teggere una societ dalle mire ostili dun altra,
esso , prendendo nellordine interno della socie
t altri nomi, si spiega o come amministratore,

o come applicator della legge alle penali, e ci


vili controversie che insorgono, in quanto le
une, e le altre esigono lapplicazione duna leg

ge generale ordinata per il bisogno di tutti al

bisogno particolare de singoli


Gli oggetti dellamministrazione, comprenden
do sotto questo nome generico tanto gli ammi

nistrativi propriamente detti quanto i governa


tivi (5), o sono regolabili da legge che nella sua
applicazione pu ledere i privati diritti o mera
mente patrimoniali, o d individual libert; 0

sono regolabili dalla prudenza perchella nel


lagire non pu ledere diritti privati. I primi

esigono che dal legislatore sia separato e distin


to 1 applicator della legge: relativamente ai se
ti..

(i) Henrion De-Pansey Da pouvoir judiciaire dans le gouverne


mente monarchiqu chap. x.
il
.Y4 (a) La partizione de' poteri costituenti la sovrauil accennatda Bo
dino , e illustrata da Montesquieu Esprit da: lui: liv. 11. chap. 6.
retticata da Henrion De-Pansey Op.cit.loc. cit.

(3) Vedasi il lib. 3. part. 3. cap. l.pag. 9.65.

,a_.

n.4) nll4:b o\ukuh

42

condi il Sovrano o non delega o delega a chi gli


piace il pensiero di regolarli
La inconciliabilit del potere legislativo , e
del giudiciario potere quanto al suo esercizio in

una sola persona dimostrata assai facilmente se


si rietta che il far la legge . e lapplicarla essendo
due operazioni separate e distinte tra loro, e per

modo che per distinguerle sono necessari due in


telletti, debbono essere esercitate da due separa
te, e distinte persone. La operazione della mente
umana necessaria allapplicazione della legge a un

oggetto 0 caso particolare quasi una specie di


prisma, attraverso del quale, paragonando la legge
ad un raggio solare, dee passar questo raggio onde

avere separato e distinto dagli altri il colore, che a


quelloggetto conviene. Come il raggio non pu da
se decomporsi, ed ha bisogno a questuopo del pri
sma, che cosa diversa da lui, cos la legge riful
gendo nel legislatore per tutti ha bisogno d una
persona dal legislatore diversa, la quale stabilisca
quale delle sue parti senza perdere della propria

natura cdnvenga, o non convenga al caso partico

lare, che colla sua norma debbesser deciso


(i) Come la differenza della polizia amministrativa 0 edilizia, e

della governativa possa inuire sul modo di delegazione dell'am


ministrativn potere sar dimostrato nel cap. XVlll. di questo libro.
(a) La competenza al Sovrano del dritto astratto di giudicare, e la

delegazione di questo dritto quanto al suo concreto esercizio cosa non


facile a' concepirsi, ed ha bisogno di paragoni, e di esempi. L'Ave
rani Interpret.jur. lib. 1. cap. 9. num. io. quasi sgomento nell'enun
ciare astrattamente la cosa , e prorompendo ud ut aliquando demit
tam oratiouem, et planius cxplicem, prende l'esempio da chi ha il
dominio della cosa, e non ne ha e l'uso , o l'uslgfrutto. Moulesquieu

45

Nella elezione dellapplicator della legge lau


torit sovrana esercita un atto dellamministra
tivo potere onde questa elezione compete ad essa
esclusivamente; ma 1 applicazione della legge

nella persona a ci eletta dee dipendere da prin


cipi , e da ordigni, i quali riconoscano la loro
. .
.
.
. .,
ongme dalla legge di g1a
esnstente. o da mezzn ,
che ne presentino per quanto e possibile 1 mal
terabil carattere
.
. . .
.
L , atto gllldlClllO, 1apptesentatwo dellalegge
al caso particolare applicabile, non consta dun
elemento semplice ed individuo, ma si compone
di cinque atti separati, e distinti tra loro: la
chiamata in giudizio , senza di che persone giu

dicabili non vi sarebbero (a): la coercizione mo


dica o facolt di tenere in dovere i litigatori ,.
senza la quale il giudizio rassomiglierebbe agli

strepiti, e al disordine d una bolgia dantesca (5),


la co8 nizione, senza la (l uale la Pi) licazione della

legge sarebbe caprucc:o


, Il giudizio 0 pro.
nunzia, la quale dichiara la legge generale legge
: -J. ".

Esprit dea loi1 liv. 6. chap. 5., e Henrion De-Pansey Op. cit. chap. 2.
spiegano la cosa coll'argomenlo dedotto dagli assurdi. La grande, ed
originale mente di Niccol Macchiavelli Del Principe cap. 19., par
lando de parlamenti di Francia avea compreso in tutta la sua rilevanza
il principio. Senza del Macchiavelli il Monlesquieu avrebbe avuta la

gloria delle lettere Persiane, e non altra: delle quali lettere il Voltaire
si ingiustamente diceva: Le: lettre: persanes sifaciles faire.
(i) lust. Lib. tit.6.S.ourare, Dig. Lib. 42. tir. [- l. 59.,.Cod.Lib.
7. lit. 46. leg.pen. et alt. Montesquieu Esprit desloi1liu. 1 i. chap. G.
(2) Dig. Lib. 26. tit. 7. l. l. 3.1. 51., Cod. Lib. g. lit. g. l. 26.
(3) Vedansi le leggi citate qui addietroa pag. 139. noi. I.

(4) Dig. Li6. /p.tit. i. l. 5. lib. 50. u't. 16.1.99.

44.

particolare del caso in disputa (i): e lesecuzione


senza la quale il giudizio sarebbe niente pi di
un consiglio , che il succombente potrebbe di

spregiare a suo grado


Tra questi cinque atti diversi il secondo ed il
terzo rappresentano operazioni (1 intelletto : gli
altri tre operazioni di volont: gli uni sono tutti

sapere: gli altri tutti potere: gli uni sono giusti


zia : gli altri sonforza. La connessione del primo
col terzo , e col quarto fece si che tutti tre eb

bero il nome di giurisdizione propriamente det


ta (5), emanazione del dritto della ragione: il
secondo ed il quinto il nome dimpero
nazione del diitt0 politico .

ema

Il giudizio con tutto il corteggio degli atti che


lo compongono rappresenta il principio di gin
stizia in tutta la sua natural maest, il quale ri

ceve dal dritto politico quasi 1 aperizione della


bocca, e la forza che gli necessaria per soste

nersi, dal che consegue che gli atti della giusti


zia debbono emanare, ed essere eseguiti in nome

dell autorit sovrana . Il dritto della natura gli

crea: il dritto politico gli manifesta


(s) La parcla giudizio st'a qui per sentenza. Dig. Lib. 3.:it. 5. L 2:.
M. 48. lit. 11.1.7.

(a) Dig. Lib. 16. zie. 2.1.1.5. I. l. 50. tir. 16.1. 131.S.ult.
_(3) Averani Interpret. ur. lib. i. enp. 3. num. 6.
/
(4) Averani Interpret. jur. loc. cit. num. tu. La vocazione collocata
per ragione di connessione tra gli alti di giurisdizione un atto d' im
pero negli affari penali mentre comprende ance la cattura del reo,
come osserva Varrone presso Gell. Noct. net. lib. 13. c. in.
(5) Benthaln De lorganisation fudiciaire chap. 3. non vuole che la
giustizia si renda in nome del Re, ma in nome della giustizia. Non

45
Il giudice rappresenta il potere sovrano in
tutto quelche richiede la materiale pronunzia ,
e la forza: rappresenta la naturale giustizia in
tutto quel che esige lufcio dellintendimento,
e in questo ufcio altra autorit non conosce che

quella della legge


Il poter giudiciario scienticamente conside
rato e una combinazione di giustizia e di forza,
e in questo aspetto la sua azione ben distribuita

e ben regolata che sia non pu non avere una


grande influenza sulla sorte civile degli uomi
ni (2): ma questa salutare inuenza dipende ap
punto dal modo con cui la legge gli ha dato si
stema_nella citt creando i magistrati, cdi giu

dici, ed ordinando le loro attribuzioni per modo


che laforzd non vada mai dalla giustizia disgiun
ta, eiche il sapere sia l unico titolo, e l unica

regola del potere.

Ma il potere maggiore di et del sapere:


quello sorge e si forma in un tratto, e questo

sorge lentamente e per gradi: luno puntiglio


so, diffidente, geloso ne suoi propositi, ed al
senso di se medesimo tenacissimo: l altro do
avendo ammesso un dritto della ragione onde concepire una giustizia
la quale non pu essere se non nel dritto della ragione: tutto conce
dendo ai fatti, ed a considerazioni di ordine politico, non ammette
lufcio politico ove pi importa che sia, vale a dire ove necessario

far valer colla forza il regno della giustizia.


(i) Cic. De legius lib. 5. vereque dici potest magistralum le5em
esse loquentem .
'

(a) Di questa inuenza genericamente considerata parlano Henrion


De-Pansey Du pouvoir judieiai're dalla le: gouvernements monarchi
ques chap. |-, Aignan Histoire da jury pag. 259.

'

46

cile ai consigli della ragione e della sperienza :


franco ed aperto: amico di chiunque promette
d illuminarlo: pronto a confessare, e ritrattare
ogni errore in cui cada.
La scienza della sicurezza sociale considera le

diverse forme di governo come fatti che ella dee


rispettare, e solo esamina qual grado dinuenza
esse possano avere sopra gli oggetti delle proprie
meditazioni. Per rendere pi sensibile questo
esame nel discutere le forme del giudizio pe

nale conviene adottar la ipotesi di due forme di


governo , le quali siano 1 una lestremo dell al
tra: la democrazia, e la monarchia temperata

dalla giustizia, e ponderare qual forma di penale


giudizio dall una o dallaltra derivi come effet

to, il quale presenta la indole, e il carattere della


causa, che lo produsse.
Nella ipotesi della democrazia l autorit so
vrana in tutti i membri dellaggregazione po

litica , e in tutti in dosi eguali perfettamente. Se


la forza pu in tutti supporsi non possibile sup'
porre in tutti il sapere: per lo che nella demo
crazia l autorit sovrana sar in tutti niente pi
se non lopinione della propria forza, e del pro

prio potere. Considerata per questo modo lau


torit sovrana non pi suscettibile di analisi
negli elementi che la compongono: ella un
senso non un concetto dello spirito umano: tutti

perci debbon volerla tutta ed intera, temendo


che dividendola e dandone ad alcuno una parte

47
nel poter giudiciario questi divenga pi sovrano

cio pi forte degli altri


.
Queste disposizioni degli animi sono la causa
naturale immediata del processo accusatorio
Se un offesa commessa, nellarhitrio del cit
tadino di reputarla o non reputarla offesa della
repubblica: quindi laccusa, meramente volon
furia per, di cui come di dritto di cittadinanza

tutti indistintamente partecipano


Se laccusa
proposta il popolo ne il solo giudice
e se
difcile riunire il popolo per giudi0are tutto
(I) Cic. De rep. lib. I. o. 32. dipinge il carattere de'popolari' governi
u Si vero jus suum papali leneunt , negant quidquam esse Pracstan
tius, liberius, beatius: quippe qui DOMINI smz LEGUM, Jumemauu ,
belli, pacis, jederum, CAPITIS UNIUSCUIUSQUE, pecuniae .
(a) Preveno il lettore, che tutti gli esempi storici a conferma delle
induzioui razionali del testo saranno da me tratti dal processo romano
in tempo della repubbliCa.
(3) Ant- Math. De criminib.proleg. cap. i. num. 1. ad med. Il sig.
MeyerEsprit orig. de: inst. jurlic. voi. 3.pug. 245. chiama l'azione che
competeva cuivis e populo privata. Con esattezza maggiore il Bocll
mero Jus eccles. protesi. lib. 5. tit. i. 85., la chiama volontaria per
dialinguerla dalla necessaria commessa in seguito agli accusatori pub
blici ue'miszi processi.

(4) LI... XII. Tah. Tab. 1x, Cic. De legib.lib. a. cup. 2. Bar. Ed.
Dirksen nella sua opera sulle dodici tavole, Lipsiae 1824. ( non tra
dotta ) lib. lo pag. 659-661., Beaufort La rep. Rum. val. 4.pag. 157. Il
privato non poteva accusare avanti i Comizi senza l assenso del magi
strato che vi assisteva: ma tutto cio deriVava a mio credere dai riti
religiosi, unico temperamento con cui la romana politica riusciva a
mitigare la enorme forza del popolo.
notabilc quel che Tito Livio

dice della magistratura a lui la pi cara. Hist. li. 3. ci 7|.jere sem


per reguntnr a multitudine magi: quam regant. Il modo di procedere
avanti ai Comizj dottamente illustrato da Ern. Bug. Schmiedike

Diss. de hist. proc. crim. rom. oap. g. Sintende parlare delle accuw
direttamente portate al popolo, non delle provocazioni, o appelli dalle
sentenze de' tic, o de' Consoli delle quali la cit. dies. , e J.C. Contadi

48
le cause penali che vengon promosse (i), il po
polo fa una legge semplice, e breve alla portata

del senso comune di chicchessia perch il sapere


se p055ibilein pochi impossibile in tutti (a),
e nomina pi un esecutore che un applicator
della legge nel magistrato
I giudici dell ac
,

De jure provocatianis ex antiquit. rom. erano, Lipsine |73a. , C. W.

Knestueri Historine provocat., et appellat. apud veter. rom. Lipsia:


1740., Lambert. I)orhout Specimen jt'id. da provoeat. ad pop. etc.
Groningae 1827.
( 1) Di qui nacquero i quesito_ri, indi le questioni perpetue. Il dotto
Schmiedike Diss. supr. lauti. espone la storia de primi cap. 6., e la
origine delle seconde cap. 7. Era desiderabile che Mario Pagano Con
siderazioni sul processo criminale cap. 7. non ne parlasse. Ninna me
glio del Beaufort La rep. rom. vol.
shap. 5. ha esposto il modo col
quale le questioni perpetuo si conducevano. Aut. Matb. De erimin.ad
lib. 48. dig.tit. 13., et seg. spesso copiato dal Filangieri tratta le parti
del\ processo separatamente, e v'innesta cose d'istituzione posteriore
alla caduta della repubblica.
(2) Le leggi erano si brevi, e semplici, che a guisa di canzoni si

cantavano dai lanciulli come della XII. tavole narra Gallio Non. act.
lib. 2t.cap. I.

preoccupato
(3) Il Presidente
del processo
di Montesquieu
inglese suppone
Espritche
desi Giudici
lai: liv.nel
6. elmp.
processo
romano dichiarassero ilfatto come i5iurati, e che il Pretore appli
casse la legge . I Giudici assolvevano, o condannavano, ci rilevandosi
dalle formule, le lettere iniziali delle quali erano nella tavolette che
aentenziando getlarano nella canestra a ci destinata. Io. Lud. Conradi
Diss. omne tull punctum Hor. poetae, simul omne genus legis up. Rom.
tabellariae explicatius, Lipsiae 1756. et in opuscul. vol. I. p. 187-220. I
Greci ebbero lo slesso costume. Eravi Ittrna detta della morteperi voti
che condannavano, e un urna detta della misericordia per i voti che
assolvevano.
prima
gettavasi
dei Giudici
una pietra vol.
nera,
seconda
una Nella
bianca.
Pastoret
Histoirei
de la legislation
6. nella
pag.
374375. Il Pretore esercitava l' impero per la disciplina, e il buon or
dine , ma quanto alla potest , che sotto agli Imperatori soltanto diven

ne jus gladii, era un meromasco tb' Giudici, una specie. di ordigno


montato a proiettile, il quale meccanicamente sceglieva la pena sul
capo del condannato, che n era colpito per il solo ministero della

49
cusa e della difesa son trattia sorte, lo che non

lede la eguaglianza de dritti (l): libera la ri


cusa all accusatore ed al reo
onde i giudici
abbiano carattere di arbitri,che laccusatore ed
il reo,cittadini , e quindi sovrani amendue, hann

concordati tra gl individui duna condizione


eguale alla loro
le forze dell uno, e dellal
tro lasciate dalla legge in pienissima libert , e
in una eguaglianza perfetta tutto fanno, e tutto
producono nel giudizio . Il giudice rappresenta
anch esso una forza libera da ogni regola e fre
no: la sua volont crea la sentenza come il popolo
ne' comizi crea la legge
Nella ipotesi della monachia il potere risie
dendo in unsolo non ha gelosie n rivalit che
lobblighino a concentrarsi nella pienezza, nella

ubione degli elementi che lo compongono . Il So


vrano, reputandosi la prima e pi solida guaren

tigia della giustizia, non solo ne ammette il pen


legge senza bisogno che il Pretore la preferissc. Beaul'ort La rep. rom.
val. 4.pag. 302. ed altro ufzio lui non avendo, che quello di vegliarne
la esecuzione . Sigon. De judiciis lib. 1. cap. 23. 24.
(1) Asc. Pedian. In a. in verr., Avrani lnterpret. jur. l6. t. cap.

5. m_un. 18
_(n) Cic. Act- a. in verr., Aut. Scbnltingii Diss. de requsntione ju
dicis in triad. dies. Fruncq. 1708.
(3) Ant. Matb. Ad lib. 48. dig. tit. 13. cap. 7'. num. 1.
(4) Che la sentenza in questa fdrma di giudizio penale sia un atlo

del buon Volere di chi giudica dimostrato dai molti esempi di cause
agitata nel l'oro di Roma, nelle quali manifesti colpevoli ottennero la
loro assoluzione con preghiere, con strattagemmi, e con rappresen
tanze drammatiche. Alla onnipotenza del Giudice Sovrano si dee attri
buire la veste socdida, che in aria di supplicltevole indossava l' accu
sato, e la deprecaaioue con cui gli oratori chiudevano le loro aringhe-,
Tomo IV..

4?

50
siero
limite
della
sua autorit,
ne conam I
mette come
i Calcoli
come
norma
migliore ma
della

dotta decittadini. Questa forma di governo di


sua natura inclinata astabilire nellesercizio del
potere sovrano tutte le divisioni, tutte le modi
cazioni, che possono pi renderlo favorevole
alla pubblica sicurezza e privata. Il Sovrano ri
servando a se il potere legislativo , e l esecutivo
propriamente detto, delega per il bisogno dellin
terna amministrazione dello stato limpero crean

do i superiori magistrati di polizia: delega lim


pero e la giurisdizione creando i magistrati gius
dicenti, e delega la semplice giurisdizione crean

do i semplici giudici(t). In questo sistema il poter


giudiciario di dritto del Principe, ed difatto
nelle mani de nmgistrati: nel primo aspetto e

poter giadiciario: nel secondo dritto di terii


torio come giurisdizione, ed impero per la dele

La
gazione
delegazione
che il Principe
della solanegiurisdizione
fa ai magistrati
costitui

sce gli arbitri negli affari civili, o giudici nelle


commerciali materie
Questi giudici sempli
cemente nazionali nelle materie penali ebbero
un esempio ne giudici pedanei di Roma antica

come privi d impero_o mero, o misto

e ne

A "
>(t) Badia. De rep. lib. 3. vap. d., Loisean De: qices liv. 1. chap. 6.,
Heurion De-Pansey De l'autori judieiairc dans les gonvernemenl:
monarchiquer chap. 5.
(il) Bodio. De rep. lnc. cil.
(5) Henrion De-lansey De l'autoiite' jadic., etc. uhap. 5.pa5. no.
(4) Car. Glieb. Knorrii Diss. de un: pract. dactrinae jur. rom. de
Praetore et judice PBdUIIGO, Halae 1725., Giul. Diebmari Diss. si

51

hanno uno ne moderni giurati ove le forme del


processo accusatorio ricevono la inuenza della

mistura di quelle del potere politico (I).; '


., Se il Sovrano come legislatore si astiene dal.

lapplicare la legge delegando a questo effetto


lesercizio del proprio potere ad uomini, che
per questo titolo assumono il nome di magistra

ti (a), egli nell alternativa o di c0mmettere la


decisione delle controversie penali al lor pieno
arbitrio , e cos facendo inutile sarebbe la sua
prerogativa di legislatore ( perocch i magistrati

diverrebbero tanti legislatori) o di fare una leg


ge, la quale a guarcntigia propria, ed a quella

decittadini divenga il titolo di autenticit dogni


atomo del potere che esercitano,
Cosi essendo, laccusa volontaria dee necessa
riamente sparire, non potendo il Principe far di
pendere la difesa dellordine dal buon voler dei
privati. Allora la offesa della sicurezza sociale

assume il suo vero aspetto giuridico di fatto pre


venibile, e di fatto punibile. La polizia allora uni

sce il suo ufficio con quello della giustizia , e si


stabilisce una comunicazione reciproca tra l a
zione dell una coll azione dell altra si nell in

gresso come nellegresso del giudizio penale


sten: judicem pedanemn, Jena.e 1743. Vedasi per per i- tempi della
repubblica quanto fu osservato qui addietro a pag. 48. nor. 3.
.i
(I) Sembra , in modo oscuro per, aver riconosciuto questo prin
cipio di pubblico dritto il Nani Animadu. ad Math. ad dig. lib. 48. tir.
15. cap. 7. net. 1.
_M.

(a) Bodin. De rep. HL. 3. cap. 5., Jul. Frid. Malblanc. Cmupectus
rei judiciariae Romano-Germanicae cap. I.
(3) Ved. il lib. 3. part. 3. cap. 8.pag. 32 t.

,.,>:arv.-l;un,t

\.?I"

54
La connessione che si stabilisce allora tra il pen
siero di prevenire la offesa, e la necessit di pu
nirla se non riusc prevenirla obbliga la legge a

preferire la ricerca all accusa. La prima ha o


pu aver le prime sue tracce in quella che di
propria indole deve istituire la polizia nel ve

gliare sulle sospette persone (i): la seconda na


sce originale , improvvisa come asserzione d un

fatto, che ella tiene per certo

La polizia de

nunzia il fatto non lo asserisce, donde la neces

sit d indagare se il fatto sia vero, o sia falso, e


quindi quella della ricerca. Or siccome la de

nunzia risveglia immediatamente 1 ufficio della


giustizia , perch altrimenti operando la polizia
preoccuperebbe il suo campo, la legge costretta
ad adottare due espedienti: a creare per la ri

cerca unautorit che accusatrice non sia: n pu


trovarla se non nel giudice, al cui offizio com
mette distituirlai ed esaurirla no alla dichia
razione di verit o di falsit: di circoscrivere

nell uffizio del giudice il suo arbitrio con tutte


le regole, che obbligano lo spirito umano a pro
cedere lentamente e per gradi, lo che colle sole
forme analitiche pu ottenersi: dando a tutti gli
elementi della ricerca una valutazione di dritto
onde le regole che ella'traccia all arbitrio del
giudice abbiano il carattere di regole dalla legge

, a"
(i) Vcd. il lib.5.parl. 3. cnp. 8.pag. 373.
(a) Se vi opera in cui sia abuso (l'ingegno tra le moltissime del
l'ingeguosissimo Crisi. Tliomasio tale la Diss. da origine process.in
quisitorit' diss. 88. val. 3. p. 41:. Egli tocca questa capilal dilferelmi
de' due processi, e la elude.

a.

mg;

55
medesima determinate. Per tal modo se la icer
ca altro non suscita che il sospetto, la denunziata
persona ritorna sotto 1 impero della polizia on
dessere invigilata. Questo sistema animato tutto
dal pi puro e leale amore del vero ettlella giu'
stizia, perfettamente coerente allo scopo del

poter giudiciario nelle mani fl un solo: peroc


che esso allora non tanto un sentimento del
proprio potere quanto un mezzo onde meglio
sapere come si stabilisca la verit della offesa, e
come vi si debba proporzionar la difesa.

Lungaxnente disputarono i dotti sulla storica

origine del processo qu'esitorio (1), lo che lo


espose alle antipatie, e alle simpatie che in essi

svegliarono i nomi, e lautorit di chi ne fu cre


duto inventore

I pratici supposero in questo

processo una origine Divina

Niuno calcol

. .

la sua razionale e politica connessione colla mo


narch1acome pur lha il processo accusat0ri0

colla forma di governo che n l estremo con


tt (I)
ano
Ant. Matlx. De criminib.
{i
ad lib. 48. dig. lit. 20. cap. 1. num. I.

Just. Henning Boehm. Ju.t cccles. protest. lib. 5. lit. I. Thomas. Diss. su
pr.cit. Ved. il lib. n. cap.15.pag. 247. n. 4. Il sig. Nicolini Storia dei
prnmpj per la istruzione delle prove ne' processi penali, Napoli
182;.pag. 18g. crede che la massima della L. x3.dig.
i. lit. 18.(che
serve di base alla opinione di chi sostiene essere la inquisizione inven
zione de Romani fosse antichissima . Il dotto Schmiedicke De historia
process. crim. roman. pag. i52. crede che permesso fosse in tempo della
libera repubblica a Rorqa luso dellacusa, e della inquisizione.
,
(a) Il Thomasio protestante inveisca contro al Pontece Diss.cit.S.

5g. Meyer Esprit, origine etc. des just.judiciaires liv.


sfoga la propria bile contro il potere assoluto.
(3) Deulemnom. XVII.

chap. 14.
W.

(4) Mario Pagano Considerazioni sul processo criminale cap. 16. si

: 1>;.1

'

54
Se queste razionali e politiche origini fossero
vere, comecch derivanti dalla natura , e dalla
necessit delle cose , dovrebbero aver ne una
volta gli aspri, e lunghi dissidi, che suscitaron

si, e vegliano pur tuttavia tra i fautori delle due


forme del giudizio penale; e lamico della uma

nit, e della giustizia dovrebbe seco stesso con


gratularsi desser giunto a conoscere come dalla

natura morale dell uomo, e dalle leggi del suo


intelletto nascono in qualunque sua situazione
politica i mezzi atti a proteggere la sua civil con
dizione .
contenta di dire, che il processo inquisitorio neceuario alla monar
chia di Napoli, ma non v pi oltre.

CAPITOLO m

. .

Caratteri di dierenza deli im processo ,


e dell altro.

Come i due processi accusatorio, e quesitorio


considerati nella lor purit, e senza mistura l
cuna luno dell altro non si rassomigliano nella

origine cos non possono aver somiglianza nella


indole. Il voto che la legge manifest nella lor
nascita persevera in tutti gli atti, e in tutti i moti
della lor vita; e l esaminare amendue in questo

puntodi vista non cosa senza grande interes


se. Se luno, e laltro separatamente considerato
sveli qualche difetto l indicarlo non dee ecce

dere il bisogno di farlo meglio conoscere. Se le


virt delluno tolte dall altro ad impresto pos
sano l uno o 1 altro perfezionare, o correggere
non ricerca del momento presente. E mestiere

adesso, che luno e laltro comparis_ca nella sua


natural nudit.

Il processo accusatorio come quello nel nale


il potere so'vrano si spiega in tutte le persone,
che v intervengono , e in tutta la 'sua intensit

non come ragione ma come forza altro non pu '


essere che una combinazione di forze. Esso rap-v
presenta gracamente il duello se alle anni si
'sostituiscano le parole: laccusatore ed il reo vi

56

compariscono come due combattenti: eccettoch


la lor forza vuole in realt agire sull animo di
chi gibdica: questo animo e il lor campo di bat
taglia: in esso 1 uno disarma laltro: donde av
viene che il giudice come forza passiva, su cui le
due forze rivali agiscono, dee averla libera come
la loro, e quindi con facolt di sentenziare come

meglio gli aggrada senza norma , senza regola ,


senza governo a cui lo assoggetti la legge , se

gi1endo ci che 1 intimo convincimento gli sug


gerisce, e sentenziando sempre denitivamente
in modo perentorio, e assoluto o ier luna par

te, o per l altra


Questo modo di decisione, sebbene effetto
dellazione della forza , per una di quelle biz
zarre combinazioni che spesso negli affari umani

sincontrano ha lapparenza dessere il pi giu


sto, e il pi logico, che lo spirito umano possa
desiderare. Infatti le due forze rivali estrinseca

mente considerate si presentano come nel giudi


zio civile, modo il pi giusto e il pi semplice
di decidere una controversia tra chi afferma , e

chi nega. La proposizione delluno o dellaltro


nell alternativa (1 essere o vera o falsa , e ap

paga la ragione un modo di giudizio il quale


perentoriamente dichiara, la verit '0 dell una 0
dell altra proposizione .
(\) Il Cavalier Filangieri Scienza della legislazione li6. 3. part. I.
cap. 2. non avendo pensato a rintracciar la origine dell'accusa o nella
infanzia della societ, o nella democrazia ne fa un romanzo attribuen
dola a legislativo sapere de' popoli antichi, de' quali fu grande ammi

ratore.

>

57
Ma qui disgraziatamente le pi intricata, e
perplesse difcolt si presentanopdifcolt le
quali investono 1 ingresso e legresso: il princi
pio, ed il ne di questa forma di giudizio pe
nale 6
L' accusa, comect:h di sua logica natura as
Iertiva, non pu articolarsi se non abbia un sog

getto certo su cui si possa appoggiare: onde le


bisogna un materiale loffesa per se medesimo
manifesto: un offensore con certezza perseguita

bile
Daltro lato la grande libert, con cui 1
accusa procede, esige dalla legge un temperamen
to ,' che ella non pu trovare se non nella pena
della calunnia astringendo l accusatore a solen

nemente obbligarvisi

Questa nuova necessit

rafforza per cosi dire quella in cui per la indole


logica dell' accusa si trova chi la promuove di

proporre un soggetto certo in giudizio. Ma rari


sono i casi nequali nelle offese che vengon com
messe questa certezza 5 incontri e per r'ari esser

pur debbono i casi ne quali unaccusa possa es

sere proposta senza timor di calunnia: la qual


cosa la dee rendere difcilmente tentabile
(I) Cicer. Or. pro M. Coel. cap. 2.

(a) Zanob. Perelli Inven. antiquz'jurs lb. 2. cap. 5. 4. , Couat. Iac.


Van Benesse Diss. dc coercitione accusat. Traj. ad Rhen. 1724., Henr.

Brencmanni Le: Itemmia etc. lib. 31/15., et diss. de fatis calumnil.


etc. in Thesaur. Olton. v. 3. Bern. De Ferrante Della legge Remnu'a ,

Napoli 1780. i

-"

(5) Oltre all essere pericoloso reputavasi anco indecorotn l'accusa


re. I giovani per lo pi per acquistare popolarit lo facevano. Adam.
\ Antiquite': rom. vol. 1. pag. 386. il Filangieri lor. cit. ammette conci

58
Non vi"ha oggetto il quale, dovettdosene, prm
ferire un giudizio, non faccia nascere la neces
sit di bene ed esattamente esaminare le appa
renze, sotto le quali'presentasi , e dun criterio
che insegni a separare dalle vere, e reali le false
e ingannevoli onde stabilire le qualit, che gli
son proprie , e lo distinguono da altri oggetti,
co quali si potrebbe facilmente confondere.
Luomo lanimale il pi imprudente di tutti
perch la immaginazione, e la'opinione, che gli
altri animali non hanno, nella maggior parte
delle sue determinazioni lo guidano. Un impeto
di natura dominatore del moto di tutti gli esseri

gli spinge a prendere onde giungere al loro scopo


la via pi corta, e la indole del vero tale che
per all'errarlo, quanto alla mediocrit umana
concesso, necessario battere la strada pi lunga.

Alcuni loso hanno preteso , che lassenso


umano alla verit abbia due sedi diverse , 1 una

nel cuore, l altra nellintelletto (I): essendo las


senso del cuore guidato dalle qualit simpati
'che, o antipatiche dell oggetto delle nostre de

terminazioni, e lassenso dellintelletto dagli at

tributi logici, e razionali dell oggetto medesi


mo: dal che sembrerebbe potersi arguire aver

la umana certezza quasi due organi: luno istin


tivo, l altro scientico.
Iiabilil "H scrupolosa investigazione dedelilti, e la pena della
calunnia, nella quale incorrevasi ance per il titolo della insufcienza
della prova .

(I) Thomas. Diss._ dede juridica val. I. pag. 354

8.

. 59
Se questi due Criteri del vero nella natura

umana esistessero i metodi congeniali alluno ed


allaltro per con5egnirlo sarebbero essenzialmen
te diversi tra loro. Il criterio istintivo, lassenso

del cuore si formerebbe per via di sintesi: e il


criterio scientifico, 0 dell intelletto si forme
rebbe per via di analisi: luno per la strada pi

corta , 1 altro per la pi lunga: luno per com


posizione, e anticipatamente come proprio del
1 istinto, e del sentimento: 1 altro per decom-v

posizi0ne e deduttivamente come proprio della


ragione quando voglia discernere dal falso il ve

ro
Uno scrittore tratta della certezza nelle mate
rie del giudizio penale con tutto il rigore, e con
tutta la pompa de principi scientici che vi si

adattano

Questa. parola certezza ha in se

guito cambiato di nome, ed ha preso quello di

verit : ma la sua distinzione in obiettiva 0 verit


delle cose in s , noumenale , assoluta , verit
delle verit , ed in verit subiettiva, fenomenale,

immanete, entpirica

elevando le umane spe

(1) L' Alighieri Purg. c. 15. ben dipinse questo andare, e venire
dell' animo nella ricerca del vero .
u Quando l' anima mia torn difuori
n Alle cose che sonfuor.di lui vere
n la riconobbi i miei non falsi errori:
co' quali versi ein indic la verit obiettiva che nella indole delle
cose fuori dellanimo umano, e la verit subktu'ua, ofenomenale la
quale alligna nell' animo .
(a) Filangieri Scienza della legislazione lib. 3. part. 1. cap. |3.
(3) Philosophie de Kant par Villers pag. 247. Alla imperfezione di
quest'opera supplemento eccellenle De Gerando De la generation de:

commissance's bui/mine: vol. 2. p. 179.

60 _

ranze al possibile di conoscere il vero assoluto


ha lasciate le cose nello stato medesimo in cui si
trovavano quando i glossatori tenevano un lin

guaggio'non dissimile da quello della moderna


trascendentale losoa
'

Un altro scrittore non salendo tanto alto, e

pondeyando i giornalieri fenomeni, che la natu


ra umana presenta , osserva che ogni popolo ( me

glio sarebbe stato dire ogni individuo) ha la sua


scala di credibilit graduata su_quella delle sue
cognizioni: che questa scala variada un quar
tiere all altro dellastessa.eittz che colla pro
porzione in cui luomo diviene intelligente la sua
disposizione ad esser credulo diminuisce: che per
approssimarsi alla cognizione del vero conviene
ele'varsi a quella del maggior numero di fatti pos

sibile , e studiarne le analogie, le quali non pos

sonoa meno desser le stesse per tutto


Queste osservazioni concludono avere ogni in
dividuo un modo di assenso alla verit de fatti
aCcaduti lontano dagli occhi suoi proporzionato
allo stato delle sue cognizioni: esser la scienza

delle analogie allo spirito umano la scorta meno


fallace onde evitare gli errori, e avvicinarsi pi
d appresso alla verit.
La prontezza, con cui l uomo nell attiva sua

vita obbligato a prendere le sue determinazioni


' 1

, (|) La Glossa alla Nov. 73. de instrum.caut., etd- eap. i. u Sed


veriuu quid est? Ipse Deus etc. r_u_rus vero uvuzzvznrrs poter!
dici notitia oertae rei maxime PER rnvn .

(a) Bentham Tliecrie da preuues judieiaires val. a.pdg. 185. 186..

6|

necessita quella de' suoi giudizi: prontezza auto


rizzata o perch si tratta di cose lecite, e indif

ferenti alle quali si appiglia: o perch i suoi giu


dizj se sono erronei lo sono a suo solo danno
Ma luomo, qualunque sia la situazione nella quale

si trova, sempre lo stesso: non spogliasi in un


tratto delle proprie abitudini, n sostituisce al
criterio che lo ha guidato nellattiva sua vita un
criterio diverso.
La scienza sola abitua l ubmo a distinguere
ne propri _giudizi i bisogni della vita attiva , e
quelli duna ricerca, che, non interessando lui,,
o interessi altri, o sia destinata a risultare in una

proposizione la pi vera tra le possibili.


Se tutto larchivio del criterio istintivo nella
mente dellindividuo istruito, o non istruito che

sia, n conosce regole che lo guidiuo e lo de


,terminino, larchivio del criterio scientico il
registro de fenomeni i pi generali, e costanti
della natura umana: la scritta redazione delle

analogie, che questi fenomeni presentano tra di


loro: il risultato delle osservazioni, e delle
meditazioni desecoli sulle infermit, che la cer
tezza morale circondano.
Il processo accusatorio nella necessit di adot
tare nelle attribuzioni del giudice , e nelle pi.
decisive il criterio istintivo primieramente per

ch il giudice popolare non ne pu aver altro :


t ,
(I) Thomas. Dm. dedc jurid. S. XI. caminando sulle tracce drl
Cartesio tocca, ma non esaurisce quest oggetto importante.

62

in secondo luogo perch le due forze dellaccu


satore e del reo, libere e sciolte da ogni regola,
potendo farsi valere non che co ragionamenti
colle simpatie, e colle antipatie, il criterio scien
tifico, sarebbe un cattivo ingrediente di questo
giudizio: in terzo, luogo perch facendogli me.
stiere d una decisione perentoria denitiva il
criterio istintivo solo atto a somministrarla co
me quello che facilmente prende la propria per

suasione per assoluta verit delle cose: nal


mente perla ragione, che le guarentigie fornite
_al reo collobbligare laccusatore alle'conseguen
ze della calunnia obbligano la legge a non la
sciar dubbi, 0 mezzi colori nella decisione del
giudizio._
Le esposte considerazioni formano il distintivo
carattere del processo accusatorio . Ma questo

processo sebbene in supremo grado adattato alla


forma di governo alla quale appartiene, peroc
ch diviene un mezzo legale allo sfogo degli odi,

e delle rivalit cittadine (i), pur manifestasi po


co confacente ai bisogni della pace pubblica in
una societ nella quale abondan gli uomini che
per la lor condizione, e per lo stato deloro bi
sogni anzich sentire o apprezzare i vincoli della
societ sono fatalmente inclinati a divenirpe i
nemici.

'

Da questo distintivo carattere del processo


accusatorio emanano non come scelta ma come
(I) Machiavelli Discorsi sulle deche di Tito Livio.

,
63
necessit le popolari forme, chetanto gradisco
no alluomo, il quale nell'amministrazione della

giustizia penale vorrebbe porre la lealt, la fran


chezza, e la libert del giudizio, che apprezza in
se stesso.

Se tutti concorrono a far la legge, pochi non


possono esser reputati sufcienti a applicarla.

Oltracci la legge quasi intimorita di la5ciar la


sorte_dell accusato a discrezione dell istintivo
criterio del giudice, oltre allassicurarsi della sua
retta coscienza colla religione del giuramento ,

di cui per fu bendetto esser-di vetro la fede(x),


cerca le guarentigie che pu. nel lor numero (a),
e non senza gravi difficolt nel modo col quale
in caso di lor diverso parere crede doverne va
lutare i suffragj

,
Questa struttura inevitabile del giudice e delle
sue attribuzioni nel processo accusatorio la ra
gione delle sue forme, del modo, con cui vi

presentata la prova , del modo con cui vi di


scussa, e decisa.

( I) Quanto 'e vitreu laf dun giuramento!

Labindo.

"

E segnalabile la formula del giuramento, che assumevano i giudici a


Roma SI screns FALLO TUM ME orssmrea, salva urbe nreeqne boms
deiiciat ul ego hune lupidem , e avendo in mano una pietra la sca
gliavano. Festus Veri. lapis Cc. Fam. lib. 7. ep. I. in. Da quella for
mula apparisce, che fino da quegli antichi tempi il giudice giurma di
non ingannare, ma non assicurava di non ingannarsi , e che la co
scienza era reputata cosa diversissima dalla scienza.
v
(a; Beaul'ort La rep. rom. vol. 4. filig. 286. ne fa ascendere il nu
mero no a settantacinque. Adam. Antiquite: Rom. voi. I, pag. '384.
aumentandolu no a cinquecento venticinque, sembra indicare tutti

quelli, che potevano esser tratti a sorte pcl' assistere al giudizio.


(3) Beaut'ort La rep. rum. vol. 4. pag. 288.

54

L accusatore, ed il reo fanno della loro lite


giudice il popolo nel giudice popolare: quindi
il giudizio deve incominciarsi, e esaurirsi al co
spetto del popolo, e in un locale, in cui ne possa

essertgpmaggior la frequenza

La questione

perci deve essere discussa e decisa nel pi breve


tempo possibile quasi di sua natura obbedendo

alle leggi (1 un azione drammatica (a); La pro


ntinziata anzich la scritta parola nella istruzione
orale , e nella orale discussione della causa di
viene un mezzo necessario di comunicazione tra

le persone che intervengono nel giudizio e la


moltitudine ci:*cnstante

, La revit del tempo in cui sl-trova ristretta


la causa: lindole della sua orale istruzione: il
totale complesso delle prove e delle ragioni, che
deve addurre ai giudici l accusatore: la stessa
(I) Il Foro,o mercato Vicat Vocab.jur. voi. 1. verb.forum era il
lungo, in cui si disputavano, e si discutevano le cause. il moto di chi
andava e veniva dava spesso agli oratori occasione di slanci retorici di
mirabile eetto.
*
'
(a) Adam Antiquile's Rom. vel.u. pag. ga. erra dicendo, che la
causa constava di due azioni: la prima consistente nella istruzione del
giudizio: l'altra nella discussione. La istruzione della causa faccvasi
nella cos delta.pesercizione dell'azione. Vedasi i citati dame Elem.

jur. crim. HL 2. 519. et seq. edz. I. , parte resecata poi nelle altre
edizioni. L'azione ne era la discussione. Eravi una seconda azione
quando veniva aggiornata la causaa tre giorni per una continuazione
di discussione col mezzo della eomperendinazione. Ant.Math. De cri
minib. ad lib. 48. dig. lit. 13. cap. 9. num. 5. Io. Alb. Spics Diss. de
eompercndiuatione , Lipsiae 1728.

(3)
un soggetto critico di molta curiosit il determinare come gli
oratori antichi acquistassero tal forza di voce da superare il frastuono ,
che era nel foro, e le distanze alle quali doveva giungere per essere

udita. lo ho discusso questo soggetto nel Discorso storico giuridico sul

[e vicende della cloquenzajbrenu, onde mi astengo qui dal trattarnes.

65

necessit in cui si trova il reo: tutto rende in


questo processo inammissibile il lento, e gradua
le andamento d un esame analitico: tutto ag
gruppato e sintetico: la libert completa, di cui

godono le forze le quali muovono questo pro


cesso autorizza qualunque modo dinterrogazione
al reo, ed ai testimoni. Il giudice della questione
0 istruttor della Causa sotto gli occhi dei giudici

decidenti non usa meno la suggestione nella esi


bizione degli oggetti che vi son relativi
La
prova testimoniale, la prolui letteraria, la prova
indiziaria: tutto messo in questo processo alla

pari: tutto ha lo stesso valore: la retorica per la


bocca degli oratori supplisce a quanto manca alla
logica, e spesso ne prende il loco dando alle pro
ve un valore, di cui per la loro dialettica indole

sarebbero sfornite (a), e da questo complesso di


cose si forma lintimo convincimento, che deter

mina i giudici o ad assolvere o condannare : n


il reo assoluto, sebbene per mancanza di prova,
e non interamente esente da gravi sospetti, teme

un autorit, che vein sulla sua condotta futu


ra
onde questo processo ha un ne simile al
suo principio, rigettando sempre ogni specie di

consorzio colla"poliza.
Il processo quesitorio ne suoi primi passi
oscuro , e tacito quanto splendido , e rumoroso
1

(i) Ved. quanto per dirsi nel cap. VII.

(2) Quintil. Inst. orat. lib. 5. cap. 8. Nec abnueram esse nliquid
in nsz.scr.uzou: mullum vero mi commovrzvms AFFECTIBIJS n.

. (3) Aut. Malh. De erimim'b. ad lib. 48. di5. lit. 17. CUP. a. num. 5.
]Zomo IV

66
>
_

l accusatorio. La sua prima ispirazione non la


franchezza, la lealt,e il pericolo, a cui si espone
l accusa. Questo processo , quasi tutto concen
trato in s stesso, sembra un uomo, che aspetti

laltro all agguato . La legge 1 obbliga a questo


atteggiamento, ingiungendo allufzio del giudi
ce che lo conduce di non aspettare onde isti
tuire la sua ricerca il delitto per s manifesto ,
ma di muoversi ovunque a lui ne venga manife

stata una traccia (1); dal che due conseguenze


derivano: la prima che questo processo incomin

eia ove per cosi dire la polizia nisce (2): la se


conda che dovendo il giudice per obbligo del
proprio ufzio valutare ogni pi lontana traccia
dell avvenuto delitto far lo possa senza timor di

calunnia

(i) La formula tecnica (linvenzione del Pontece lunocenzo III.


cap. 24. Denunciantefama val def'erente clamore qfcii sui debitum
excquulur n. Nella causa del signor e-La-Pivardiere fu disputato se la
ricerca potesse essere incominciata senza denunzia. Pitaval Cause ce
lebri voi. 3. p. 39.
(2) Ved. il III). 5. part. 3. cap. S.pag. 372.1l processo inquisitorio tro
vasi sorto sulle mine dellaccusatorio ovunque stato bisogno di pur
gare il paese dei malviventi. Thomas. Diss. de occas. concept. ac in
tent. constit. urirnin. Carol. S_. 7, et seq , Idem Diss. de vera origine,
natura, pregressa, et interitu judic. Westp/mlicnrum
sebbene
non sia da farsi illazione dai giudizi Westilici, o W'emici al processo
inquisitorio.

(3) Alcuni attribuiscono alla indole della denunzia evangelica, che


credono essere stata la origine prima dell' inquisitorio processo la
esenzione dischi lo muove dalle conseguenze della calunnia. [italiani
Da 0rd. sennyna judic. crim. S, 13. num. 3. ragioue la quale non si
applica al giudice inquirente d'ufzio, n il Renazzi ve Iapplica. Con
tra questa impunit per la calunnia del giudice, e del denunzialore

invveiscev'l'homas. Dissi de origine process. inquisitorii

XIII.

67
Questo processo presuppone in chilo conduce
un puro e disinteressato amore del vero; e la

legge che sembra non voler altro che verit ri


gettando da questo processo ogni modo assertivo

e dommalico lo sottopone in ogni atomo del suo


moto al rigor dell analisi nella verificazione dei
fatti. La legge ripromettendosi ogni guarentigia

dal rigore scientifico con cui questo processo


condotto non la cerca dalla coscienza del giudi

ce: e non chiede da lui giuramento (i) n facil


mente lo espone alla ricusa

La legge accuratamente distingue i fatti tram


seunti, ed i permanenti e stabilisce negli uni, e
negli altri quali, e di qual peso esser debbono
(1) La rappresentanza, che la legge crede di avere in questo pro
cesso nel giudice la vera ragione della non necessit del giuramento
n valutabile quella che adduce Ant. Mail]. De crimiui. ml lib. 43.
dig. tit. 13. cap. 8. num. 1. Il principio di dritto domina da capo a
fondo questo processo, e la divisa di quel principio come tempera
mento della politica autorit in quel noto distico
(f Lea: seruat regem. serva: lez optima regem. &

Le: sine Rege jucet: Re: sine lcge nocet.


(2) Aut. Math. Ad lib. 48 dig. tir. 15. cnp. 7.num. 1. cap. Il.
num. 5. esornando il processo accusatorio dichiara inammissibile la ri
cusa come andata sotto i Presidi delle province in disuso ;e ad lib. 48.
lit. 30. cup. I. 2. 3.
esornando linquisitorio non ne ragiona . Egli
non ha ponderato l effetto della mistura, che sotto gllmperatori venne
a ricevere il primo, e come poco favorevole al gius Ponticio ha par
lalo del secondo a norma degli statuti del proprio paese. Ma il dritto
canonico ammette la ricusa del giudice sebbene in pi ristretto modo
di quello che praticavasi presso ai Romani. Just. Henr. Boehmer. Jus.
eccles. Prot. lib. i. lit. 2. 2. 70. Herman. Vu|leii De judiciis li.\i.
cup.
mun 17g). i95., Bentham De l'orgam'sation judiciaire Hmp.
16 crede la ricusa insufciente onde premunirsi dalla parzialit dei
giudici. Egli esige da loro una specie di cm_1fessionc generale . Tanto
facile scrivere immaginando!

68
le tracce , che possono essere criticamente rife
ribili o agli uni o agli altri onde lufzio del
giudice abbia in esse un titolo per istituir la ri

cerca

"

Se il fatto permanente, e di competenza

della certezza sica il giudice non pu sostituirvi


imetodi della certezza morale ed istorica. La
ispezione oculare, e lesame deperiti in un arte
che a ci sia necessaria debbono assicurare della
esistenza del fatto, ed escludere il possibile che

il fatto abbia una causa che delitto non sia


La ricerca dun fatto in genere no a quel
punto. Ond essa si trasformi in speciale ricerca
dell autore del fatto la legge indiCa le verisimi

glianze e le probabilit che sole somministrano


le tracce vericabili dallufzi'o del giudice
Se queste tracce sussistono il processo considera

la persona alla quale conducono non come reo


convenuto perch attore non vi , ma come mezzo
di prova che duopo sperimentare e come tale
ne ordina la custodia; e poich trattasi di mezzo

di prova nell uomo, alloggetto che o le siche


o le morali sue forze nel vedersi investito da con
getture di reit non cospirino o da per s 0per
mezzo di altri a corr0mperle la sua custodia

segreta

L imputato vede attentarsi alla sua

(i) Aut. Malh. Ad ho. 48. dig. lit. 20. cap. 2. num. 7.
(2) Elments de la proced. crim. Amsterdam 1773. chnp.
pag.
190. et not. 1. 5.
(3) Mascard. De proat. concl. 144. et l 129. , Farinacc. Praz. crim.
quaest. 46. num. 35. 52. Savelli Prqfaz. alla pratic. universal. num. 76.
(4) Moulesquieu Esprit des loix liv. 28. chap. 34- attribuisce la pro

" """ "I" iin"'w_"w" "'r' m' "J''

f KW-frvi' "rW-_.

69
liberl sopra un effetto che la legge, volendo prov
vedere alla sicurezza pubblica, ha anticipatamen
te concesso allindizio.
Ma appunto perch la persona contro cui si

dirige la ricerca speciale dal processo consi


derala come mezzo di prova, la legge ingiungo
allofzio del giudice di consultarla non come
reo ma come prova, interrogandola cio col ri
gor dellanalisi, e procedendo dal noto alligno
to, dal semplice al composto, senza petizione di

principio, e senza suggestione la quale ha sem


pre_in s la petizione di principio, e quindi o

la ignoranza o la soperchiera (1); ed ingiungen


dogli la scrupolosa vericazione di tutti i fatti,
che la custodita persona per meglio chiarire la
verit ancorch a propria difesa possa allega
re (a) .
'
'
Il metodo stesso dalla legge ingiunto nelle
interrogazioni ai testimoni: e nelle recognizioni
o delle persone, o delle cose sulla identit delle

quali pu nascere un dubbio


cedura segreta all'abolizione del duello, e alla diffusione del sapere
scrivare. Renazzi Diatriba de 0rd. seuforma judic. crim. XIV. ri
conosce nell' inquisitorio processo la necessit del segreto, sulla quale
necessit, e su i suoi pericoli sar in seguito parlato pi diffusamente.
(I) Strykius Disp. de jur. suggest.cap. 3. Il modo di porre, e con
durre la interrogazione senza vizio suggestivo filosocamente espresso
dal Beccaria Delitti, e parte

38. Il fu Presidente Biondi Istruzioni in

compendio per compilare, e risolvere i processi criminali op. Firenze


1801.p. 158. ha maestrevolmente esaurita questa materia.
(a) Carrard De la jurisprud. crimin.part. 3. cap. 3. num. 15. Il Sa
velli nella Prefazione alla pratica universale, e il Paoletti nelle Istru
zioni rammentano questo dovere di chi guida il processo.
(3) Vedasi il Presidente Biondi Istruzioni se. loc. supr. cit.

h.v

H.

" >-I_f-

70
La tortura fu infelicemente il criterio de' due

processi (i), ma niuno ha osservato come questo


insensato , ed atroce mezzo passando dall accu
satorio allinquisitorio processo dovette produrre

assai pi mali, e pi ingiustizie che in quello .


Imperocch , se nel processo accusatorio la tor
tura fu applicata ai testimoni come esperimento

della loro credibilit, nellinquisitorio venne ap


plicata ai testimoni ed al reo per questo appunto
perch per la indole di questo processo il reo
considerato non come tale ma come testimone o
a proprio favore, 0 a proprio svantaggio.
La segreta custodia del reo ebbe in vero il

titolo (1 unav prova dalla legge a questo effetto


indicata . Ma il reo separato quasi dal mondo ,
e dagli uomini alla balia dun suo simile senz
altra guarentigia che l autenticit, e il rigore

analitico degli atti che pi a vantaggio del vero


che al suo ha comandato la legge. Se nel processo
accusatorio egli era con lurida veste esposto ai

motteggi, e aglinsulti della moltitudine (a), il


tempo del suo soffrire era breve: mentre quello

della sua custodia nel processo inquisitorio di


pende interamente dall arbitrio d un uomo, il

quale 2dg(igt;ll_'bbla appreso a conoscere i drit


. '.f.ls;ie'Ma w!:: ';
(i) Sulluso della tortura nel processo accusatorio presso agli antichi
scrissero Clirist. Ulr. Grupen Diss. praelim. de tormenti: Roman. et
Graec. in ejus ls. juri crim. de adplicalione torment. Hannouiae
i754., Jo. Frida Iteitmejer Comm. de origine, et ratione quaestioni:
per tormenta up. Gruec. et Rom. Gotlngac 1783.

(a) 'Adam. Antiquits Romaincs val. 1.pag. S79.

71
ti della umanit forse non crede che il reo al
trimenti pi vi appartenga.

Il segreto a cui sottoposto il reo cuopre ed


adombra tutta la procedura contro esso diretta.
I testimoni, le lettere se ve ne ha che c0me pro

va al processo appartengano, tutto esaminato se.


gretamente, ed il reo non ne ha la notizia se non
alleffetto di udirsi obiettare una prova alla nasci
ta della quale egli non si trovato presente .
Il processo quasi colla coscienza della sua ret

titudine, e coll opinioned essere un criterio di


verit, la quale 0 in segreto, o in pubblico
tale pur sempre, sembra non volere aprire le sue
pagine al reo se non in quanto il timore di com
mettere una grande ingiustizia ve lo determina.

Se la giustizia non consente, che tra due i


quali sul fatto medesimo" asseriscono in modo

Contrario luno dellaltro sia creduto piuttosto


all altro che alluno senza che amendue si tro'

vino faccia a faccia e in un contradittorio reci.


procoo si confutino o si schiariscano, questo
processo sodisfa col confronto del reo co testi

monj, e talvolta ancora de testimoni tra loro a


questa legge della logica, e della giustizia (1) .
Se,il testimone apparisce mentire egli a guisa
di documento che merita desser letto con at
tenzione maggiore sottoposto a segreta custo

dia (2) .

. C

(I) Boehmer. Jurispr. crim.sect. 1- cap. 12. S. 221. Quanto ai testi


moni lo impugna il Poggi lib. I. cap. 2. 64.
(a) Paoletti Istruzioni criminali etc. pag. 95., Mirogli Istruzioni
criminali etc. cap. 5. num. 94.
I

/
72
-'*In questa forma di giudizio penale, esaurita
l analitica indagazione delle circostanze tutte
relative al fatto denunziato come offesa, la forza
che -puavere acquistata la prova non prende

mai 1 assertivo atteggiamento che ella assume


nel processo accusatorio. L uffizio del giudice

dalla legge obbligato a convertirsi in critico


ragionamento, il quale colle medesime analiti
che regole, colle quali si costruita la prova,
debb esser fatto conoscere in modo obiettivo al

reo onde lo confuti se ne ha il mezzo

In

questo obiettivo prospetto dedati di reit i soli


fatti, che gli forniscono, e le regole critiche che

ne mostrano la logiCa connessione sono i mezzi,


che la legge autorizza . Il rigor dialettico delle
obiezioni esclude per s medesimo ogni influem

za di retori00 aiuto , o di appoggio di forza, che


razionatrice non sia. La confessione del reo,
tolta da questo metodo la tortura e tutti gli e
quipollenti, sotto i quali questo mezzo diabolico

sebbene estirpato si facilmente ripullula, altro


esser non pu se non l effetto della persuasione

di trovarsi scoperto, e della inutilit dogni ul


terior tentativo a calarsi. Ma 0 il reo confessi o
persista nella suanegativa indifferente cosa a
questo processo. Le sue formule in questo suo
ultimo stadio non abbandonano mai il modesto
frasario della ricerca, e lultima pronunzia sua
(x) Carpzov Praz. crimin. quaeJt. 113. num. 15. a questoggetto
una norma quel noto verso di cui il Voltaire ha fatta la parodia nella
sua corrispondenza col D'Alembert
Quis, quid, quibus auriliis, cur, quomodo, quando.

75
che il reo n rimasto per le resultanze degli

atti, e per la forza 10gica delle cose investito.


L ultimo termine della ricerca speciale sem
brerebbe dover coincidere con quello da cui
prende principio l accusa. I due metodi non

hanno stadio , in cui si somiglino, e il cattivo, e


meschino criterio deprocessi pi intarsiat, che
mistiha potuto solo far credere diversamente.

La differenza degli effetti giuridici della confes


sione dellimputato lo prova. La sua confessione
nel processo accusatorio escludendo la lite esclu

de ogni ulterior bisogno di prova


Questa
confessione nel processo quesitorio non ha effet
to maggiore di quel che pu averne lasserzione
del testimone, e come limputato pu proporre
eccezioni contro il deposto del testimone pu
sempre proporne contro la stessa sua confessio

ne (2) .
Esaurita no a questo punto la ricerca desti
nata a informare, il processo uscendo per la pri

ma volta alla luce pubbliCa sembra quasi arros


sire di s medesimo, e del segreto di cui si cuo
pr1 cercando una via, un modo, una formula

onde darsi il titolo di legittimo

: su di che

varie furono le opinioni, non meno vari i me

todi quali pi quali meno alla giustizia confor


mi
tutti concordi per nella poco approva
(1) Ved. qui appresso il cap. VII.
(a) Ved. il seguente cap. VII.
(3) Ambrosia. Process. inquisit. lib. 5. cap. 1.

s i

r.

(4) Zu. De legit. proe., Guazzin. Ad dens. reor.dgf. 24. cap.6.,

74
bile massima che gli atti restassero sempre in
potere del giudice.

- 'Se il processo accusatorio quasi la cosa me


desima del civile giudizio niente vi ha che alle
forme di questo giudizio repugni quanto lin
quisitm'io. Non essendovi accusatore, e perci

reo nemmeno: tutto operandovi il giudice, non


pu Concepirsi in questo processo contestazione

di lite , ed un vero controsenso 1 asserire che


la lite tanto coll actusatore quanto col giudice

si contesta.
Il reo-'sottratto invero dalla segreta custodia
lill' ulliziodel giudic'sempre quello che re
gola i suoi destini. Egli ammesso alla discolpa
con facoltdi consigliarsi co suoi difensori: di
proporre eccezioni contro gli 'atti compilati a
suo carico: contro le prove acquistate contro di
lui ed a proporne delle nuove a proprio favore

se ne ha; Ma il processo non assume mai atteg


giamento di accusatorio. Lufzio del giudice
sottopone ogni nuovo atto ogni nu0vo mezzo di

prova proposto dal reo a quelle medesime dia-_


lettic'he regole, che presiederono alla informa
'zione contro di lui. Questo processo non ha n
contradi;ione n contradittori . Le regole della

Charlar. I)einterrog. reor. lib. a. cap. 3., Sabell. Prefazione etc.


num. 144.

(I) Ani. Malh. De criminib. ad lib. 48. dig. tit. ne. cap. 1. num. 4.
Questo dotto scrittore paricando all accusatore il giudice mostr non
avere avute idee nelle del processo inquisitorio, lo che sar meglio di
mostrato parlando de' processi misti.

75
critica, e quelle del dritto nell intelletto del

giudice tutto fanno , e tutto conducono. La di


fesa non un arme che il reo impugni per? to
glier di mano allaccusatore la sua: ella piul':
tosto l aiuto che un ingegno, cui la legge vuol
supporre nellinteressedel reo pi illuminato,
autorizzato a fornire a quelli; del giudice: pe
rocch niente in questo processo allegabile che

assistito dallautorit della legge non sia, e lau


torit della legge come superiore al giudice non
che al difensore pu ben essere al cospetto del
giudice fatta valere.

Poich in questo processo niente vale, che il


suggello' dellalegge non abbia, il criterio istinti
,vo. dell uomo non vi esercita inuenza di sorta
veruna, e il criterio della scienza colle regole
che ne ha per cosi dire mutuate la legge decide

solo della sorte del reo . Se i pi purgati canoni


della certezza (morale, ed istorica ne hanno ri
conosciuto il-carattere nella non interessata, e

spontanea confessione dell autore del fatto, e

nel concorde deposto [di due testimoni i quali


non possono aver contro di s il sospetto o di
essersi ingannati o di avervoluto ingannare,
comecch la legge ha potuto e dovuto adottar
questi canoni, essa gli converte in dati della

denitiva decisione della causa


Se le regole
della certezza morale ed istorica non hanno an
cora o saputo o potuto collocarla sopra altri dati
0

(i) Tbomasius De origin. process. inquisitorii S. 1. noi. e.

76
.
n lhanno potuta ravvisare o nella prova scrit

turaria, o nella prova indiziaria la legge non


si presume della scienza pi dotta-z il criterio
istintivo delluomo non le ispira fiducia come
nel metodo accusatorio, n a quelle due specie

di prova concede tutto ed intero lassenso suo


Se le regole della buona critica ravvisano la
certezza morale non come verit assoluta del
le cose ma come inclinazione dell animo uma
no il quale assente, o dissente ad una propo
sizione o restando immobile, o oscillando, o
da un lato piuttostoch dall altro piegando a

guisa di bilancia su i bacini della} quale sian


collocati pesi diversi(a), la legge modellando la
propria coscienza su i dati unici della scienza
ssa il nome giuridico dogni peso, che pu es
ser posto sulla bilancia con quello di sospetto,
dindizio remoto, o di prossimo, di urgente, e

urgentissimo: esprime tutti i gradi possibili della

sua inclinazione maggiore o minore colle for


mule dubbio, prova minore della semipiena:
semipiano, e della semipiena maggiore: e asse
gna ad ogni grado dinclinazione quello din
uenza sul modo di sentenziare tanto agli effetti
(I) Thomasius loc. cit.
(a) Questo espressivo paragone di Cicerone De nat. deor. c. 1.:: U:
enim necesse est lancem in libra ponderibus impositis deprimi sic ani
mum perspiuuis cedere , e l'Alighieri
Contrappesanrlo lun coll altro lato.
Parati. c. 21 .
Condillac riferito dal Renazzi Elem. jurisprud. crimin. voi. 3. pag.
146. lo ha poi riproposto.

77

dellassoluzione quanto a quelli della condan

na: pronunziando semplicemente decretoria si


1 una che laltra: la prima equivalente allantica

ainpliazione della Causa (i): la seconda espri


mente una pena proporzionata al grado della

imputazione e a quel della prova


La indole critica, e ad ogni passo giuridica
di questo processo persuader facilmente che se
1 accusatorio una combinazione diforze delle
persone nel giudizio penale legittime , il quesi

torio una combinazione di atti legittimi: che


se tutto in quello producono le persone, tutto
in questo gli atti producono: se in quello opera
listintivo criterio delluomo quanto al giudica
re del titolo del delitto, del suo grado possibi
le, e della sua prova , in questo opera un crite

rio scientico col quale si costruito il giuridi


co: se in quello la legge non pone limiti alla 0
(i) Chr. Dan. Erbard Diss.de ampliationibus judiciorum publico
rum apud Romanos. Lipsiae 1793. La differenza dal nito allinde
_finito. Determinato era il periodo dell'ampliazione: indeterminato
quello dell'assoluzione dalla istanza. La diversa indole de'due pro
cessi, e lautipata delluno, e la simpatia dell altro colla polizia il
motivo di tal differenza . ll pi dotto scrittore in questa materia , volendo

confutare la comune scuola tutta addetta allinquisitorio processo col


l'autorit di Ascanio il quale parla di accusatorio , ha prodotta una ine
stricabile confusione. Aut. Math. Ad lib. 48. dig. lit. 17. cnp a. muri.
3 Il Nani nelle sue osservazioni a quel luogo net. 3. camminando sulle
tracce del Duareno crede sapere per qual titolo di prova i Romani ama
pliassero la causa, e parla di prova semipiena, del che il criterio na
turale delluomo non pu avere alcuna nozione .
(a) La teoria della prova semipiena . strettamente, e logicamente
connessa con quella della pena straordinaria, del che sar discorso nel
seguente cap. XII.

78

pinione che le persone.che v intervengono posf


sono avere della loro forza, in questo chi denun
zia, e chi si difende perde affatto latteggiamento
di forze, e il giudice ne ha una, la quale si svolge
entro limiti, che ad essa ad ogni suo atomo , e
ad ogni sua fase prescrive la legge: se in quello
la sorte del reo alla balia del suo simile nel
giudicante, in questo ella dalla legge antici
patamente, e prima che egli reo fosse, prestabi
lita .
Conseguenza di questo stato di cose ella che
la istruzione della causa , la sua discussione, e la
sua decisione debba essere in questo processo
non orale ma scritta. La lenta e progressiva na
scita della prova: la necessit distituire col reo
una discussione logica per contesta-1gliela, e quel

la perci di ricevere ordinatamente le sue ra


gioni, e le sue discolpe son tutti motivi, i quali
impediscono che questo processo abbia il suo

principio, il suo progresso, e il suo termine fuor


delle quattro mura che circoscrivono il luogo
destinato allamministrazione della giustizia, e
sarebbe ridicolo convocar la moltitudine onde
udisse la lettura dun volume di scritto, il quale

senza la cognizione della legge, e dun corpo di


giurisprudenza niente signica (i) .
Il processo inquisitorio se vero fosse come ve
rb pur che altro non sia se non un analitico
(I) Errori de'processi misti, dequali pu dirsi come del mostro di
Orazio.
Desinit in piseem mulierformosu saperne.

79
metodo ordinato dalla legge per la verificazioue
d un fatto quanto le cognizioni umane possono

giungere a ssarne la credibilit sarebbe una


bell anima in un corpo deforme: un ministro
dell arte salutare sotto aspetto di carnefice: vera

imagine del secolo nel quale nacque, ed in cui


anco il vero, ed il giusto assumeva carattere di
prepotenza, e barbarie. Onde questo processo per
conciliarsi le simpatie degli amici della umanit
e della giustizia aspettava un legislatore, che ne

aerrasse lo spirito mutandogli il corpo in tutte


le parti, che presentavano deformit: una specie
di Prometeo il quale tolto un raggio dal solo lo
infondesse in una massa di materia dallasua ma-1

no maestrevolmente congurata.
Sono questi i distintivi caratteri de due pro
cessi; ma comecch laccusatorio} tutto in po

tere delluomo e il quesitorio tutto in poter della


legge, non pu essere opera perduta landar rin
tracciando pazientemente se le materie sulle quali

il giudizio penale si aggira, come possono facil


mente apprendersi giudicabili dalluomo il quale

ne propri giudizi non conosce confine , cos lo


siano dalla legge , il cui giudizio, non potendo
che sopra generali regole averla sua base, limi
tato necessariamente debb essere: la qual cosa
dai disputatori in questa materia, che tanto in
teressa la individual sicurezza delluomo , ed il

regno della giustizia , non stata non che me.


cala sospettata neppure.

80

CAPITOILIO VI.
Delle materie di fatto , e delle materie didritto

nel giudizio penale .

Il criterio istintivo dell uomo negiudizi rela


tivi alle cose che occorrono nel eorso ordinario

della sua vita empirico in sommo grado, e tutto


a cosi dire inchiodato ne fatti . Il solo criterio
scientico giudicando de fatti colla scorta dei
principi diviene necessariamente dornmatieo nel
le cose le quali uscendo dal corso ordinario della
vita delluomo richiamano, per la inuenza che
debbono avere o nella guida del suo intelletto ,
o in quella della sua volont, la sua attenzione .

Non si tratta qui dell empirismo, e del dammi:


tismo come criteri caratteristici di due scuole
diverse della filosofia 0 della ragione o del dritto
dichiarati inammissibili nellamministrazione del

la giustizia (1) . Si tratta del criterio con cui si


giudica doggetti i quali nella loro varia, e spesso
incalcolabile ricorrenza richiamano sempre a un

nuovo giudizio, il quale per il criterio istintivo


sempre nuovo: per il criterio scientico ha re

gole che in gran parte se non in tutto gli tolgono


il carattere della novit.

(i) Ved. il [16. 1. cap. S.pag. 123.


\

8|

Facilmente sintende come nel processo accu


satorio, dovendo essere la controversia decisa dal
criterio istintivo delluomo, le leggi come gne

rali concetti come principi dommatici dovevano


essere poche, semplici, e brevi, e per quanto
possibile era non esistere affatto, onde lasciare

il maggior campo possibile allempz'rismo di quel


criterio, il quale come fu altrove osservato di

veniva empirico viemaggiormente quanto pi si


concentrava nell intimo convincimento , abusi

vamente chiamato coscienza del giudice (i) .


Quindi vediamo come gli scettici pongono in
bocca della natura la satira delle leggi della 50.
ciet appellandosene allet dell'oro dipinta dei
poeti, e allo stato di quelle nazioni, presso le
quali il primo che passa preso a giudice della

controversia, o il giorno del mercato quello


in cui taluno scelto tra la folla decide tutti i
processi senza norma di esempi senza seguito di

conseguenza, e praticando la massima ad ogni


pi )la sua scarpa
Questo modo di pensare sembra supporre la
impotenza della legge a stabilir regole generali
onde meglio guidare lumano giudizio nel deci
dere le controversie che nascono o dagli oggetti
del dritto privato, o da quelli del pubblico nelle
v-_

d .1

i _

(I) Ved. il lib. i.cap. 8.pag. |30.


v . -._
(a) Monlaigne Essays liv. 3. 13/1. 5. Infatti il mercato era presso ai .
Romani la circostanza nella quale si discuteva , e si decideva la causa.
Cic. Pro Rabir. Liv. Hist. lib. 3. c. 12- 58. Adam Antiquits rom. voi.
i. p. 386.

Tomo IV.

82

materie penali, e supporre inoltre nelluomo una


natural facolt, nata con lui, alla sua ragione ine
rente, colla quale egli possa in ogni oggetto rav

visare la qualit, che gli conviene , onde essere


tra due contendenti con giustizia apprezzato.
Se cosi fosse, la umana ragione sarebbe nel suo

pr0gredire deteriorata. Quella opinione trovasi


c0me pratica generale, e costante nel modo di
decidere le controversie umane nella infanzia

della societ, e Platone che ladott (1), chi s


se trovandosi fuori della sua immaginaria repub

bliCa, e dovendo divenir giudice in mezzo a un


popolo in cui il dritto di propriet divenuto
un grande, e complicato oggetto di dritto non

avesse adottato la sentenza di Cicerone il quale


facea da ben altro, che dal naturale criterio del
luomo dipendere la retta amministrazione della
giustizia
Ma questa opinione dimostra come il dritto del
costume in opposizione manifesta col dritto della

legge scritto (5), e che senza distinzione di mate


rie civili, o di materie penali o forza che regni

luno, o forza che regni laltro. Lanalogia che

*r
(1) Plat. De legib. lib.g. non vuol legge scritta, ma non vnnl nem
meno giudice tratto a caso dal popolo. Egli parla di magistrato: onda
la sua opinione tradotta al modo di esprimersi ded nostri sarebbe
contraria alla codicazione.
(a) Cic. In Top. riferito dall'Averani Interpreti. jur. lib. 1. cap. 6.
num. 8. Jus civile quod e: legius, senntnsconsultis, rebus judica'
ti.|, jurisperilorum auctorilate, ediclis magistratuum, more, acqui

tate consistit .
(3) 'lhomas. Diss. de morum eum jure acriplo oantentioue di. 54.

vol. i.pag. 656.

85

vi ha tra le forme del giudizio civile , e quelle


del processo accusatorio fa si, che i bisogni del
luno debbono esser facilmente confusi con quello
dellaltro, e se un paese adotta questo, il quale

per se medesimo rigetta ogni regola di dritto


scritto, difcilmente adotter questa regola in
quello. Che anzi non sar difcile trovar nella

storia esempi, i quali facciano sospettare che,


introdotto il processo accusatorio in un paese
ove il dritto scritto sia stato nel suo pieno splen
dore, o introdotte alcune sue forme nel civile
giudizio, il primo, e pi visibile effetto di que
sta novit sia stato quello d inevolirne lo stu

dio
In questa contesa interessato il dritto civile

come il dritto penale, ma lasciando ad altri la


cura di giudiCare del primo , il destino del se

condo dipende dallosservare se gli oggetti ai


quali intende di provvedere nel titolo della of
fesa, nesuoi gradi possibili, nella prova, e nella

giusta proporzione della difesa siano in realt, o


possano divenire oggetti di dritto scritto, e di

regola giurisprudenziale, o siano tali-che se ne


possa, o se ne debba abbandonareil giudizio al
naturale criterio delluomo. N con ci si vuole
(I) Mi asterr qui da citare falli, esempi, e paesi: ma mi sar lecito
osservare come la decadenza della scuola di dritto, che illustri; gi la
Francia deplorala dal sig. M. P. Royer-Collard Introd. un: lettr. sur
la Cour de la Chancellerie dAngleterre etc. Paris 1830 pug. LXV.
VI. L'illuatre autore osserva che il Cancelliere l'Hopilal a'suoi tempi
parlando di alcuni aspiranti alla magistratura si espresse faina: relirer
ce: grand: anca pag. LXXI".

gittare un nuovo porno di discordia tra gli uo

mini, e sostenere che la legge scritta soltanto


debba regolare i loro giudizi nell amministra
zione della giustizia penale: ma si vuol tentar

solamente se per qualche via dimostrabile che


il processo il quale incomincia , prosegue, e si

esaurisce colla regola di dritto scritto sia degno


d essere ammesso tra i ritrovati della umana ra
gione, ed irrazionale non sia.

Discutendo la nozione giuridica della offesa:


indagando le regole che meglio possono guidare
a bene apprezzarne le specie , e a collocarle
per le loro analogie in classi separate, e distinte
si vide come questa materia alla balia di quat
tro spesso tra loro contrari principi il religioso,

il morale , quello del dritto della ragione, e il

politico. Il contrasto di questi principi grande


nel ssare la vera nozione della offesa, e non
men grande quando si tratta di classarne le spe
cie. Ma ancorch riesca al principio politico di
riuscir vittorioso da questa contesa, non minori
difcolt incontra la classazione nel costruirsi
sulle basi , e collo spirito di questo principio. Gli
errori duomini sommi in questa materia altrove

gi segnalati (i) dimostrano quanto sia facile allo


spirito umano di restare abbagliato dalleappa
renze, e poich gli errori commessi da altri son
dimostrabili conviene ammettere , che un siste

ma scientifico se non il pi vero almeno il pi

(i) Ved. il lib. a. cnp.6.pag. 108. mg.

85

Probabile 'dbgni altro pu comporre, ed ordi


nare tutta questa materia.

La offesa un fatto come un vegetabile un


individuo: ma se una scienza, se il suo'studio, se
la sua pratica fornisce il mezzo di conoscere non

lindividuo ma la specie alla quale appartiene ,


e nOn la sola specie ma il genere eziandio per
mezzo di caratteri che legan tra loro queste tre
diverse serie d idee, e iquali perci rend0no
lindividuo meglio determinabile , e certo, chi

potr impugnare, che una Scienza utile a meglio


conoscere un oggetto individuo p'esuoi caratteri
n0n lo sia a meglio conoscere un fatto per le
sue qualit? I

L offesa come semplice fatto pu meritar lat


tenzione che merita o un onda che passa in un
ume, o una nuvola che passa per laria. Sono le

qualit del fatto quelle che contano, e queste


qualit sono altrettanti oggetti di dritto perch
in un fatto le qualit o vietate, o scusate, o tol
lerate tutte dipendono dalla legge. dunque la
legge quella , che d tutta la importanza al fatto

delittuoso, e il confronto del fatto colla legge


tutto giuridico. Se il giudice di Roma antica
pronunzia o la formula di assoluzione , o la for

mula di condanna: se il giudice nel jury pro.


nunzia colpevole o non colpevole inutile

il dire che esso giudica del fatto: ein pronun


zia un giudizio di dritto perch ha dovuto prima
di pronunziarlo confrontare le qualit del fatto

colla legge la quale, per queste qualit da essa

86
sola determinabili o ha vietato il fatto o lo ha
scusato o lo ha tollerato 0 invece che delitto lo
ha dichiarato unazione lecita, o un delitto di di 4
versa natura . Sono due cose diverse il fatto consi
derato per la sua materialit, ed il fatto medesimo

considerato perla sua qualit, che la legge sola ha


potuto imprimergli quasi togliendolo dalla classe
degli atti indirenti. Se il giudice dovesse de
cidere della material connessione del fatto con
chi se ne rese 1 autore , lo che altrove fu desi

gnato colla formula imputazione sica(t) il suo


giudizio sarebbe difatto: ma se il giudice qua

lica il fatto come delitto dicendo essere l im


putato colpevole , la sua pronunzia non altri
menti di fatto ma in gran parte di dritto . N
gioverebbe il dire che il giudizio scendendo dal
-la coscienza del giudice di competenza del
l uomo il quale ne possiede la rettitudine: pe
rocch per le cose premesse vi ha differenza gran

dissima tra il giudizio della coscienza, e quel


della legge nell imprimere a un fatto umano la

qualit di delittuoso
(i) Ved. il lib. 2. cap. 2. pag. 36.
(a) Tarpeia accusata di perduellione per aver consegnato il cam
pidoglio a' Sabini. Ella si difende col dire, che non ebbe animo ostile
contro la patria:'che l'oro dai Sabini o'erlole lacceae del desiderio
di possederloi che il suo delitto di cupidigia non di tradimento, o
di ostilit contro la repubblica. Medi-Ad lib.48. dig. lit. a. cnp. a.
u. 3. rigetta questa difesa, e sebbene esimio giuracomulto non ne d
le ragionj.Un individuo accusato di avere, armato, fatto parte d' una
sommossa con lo stabilito govarno . Ein si difende col dire che uno
Zelo di religione lo mosse: che religioso, e non ostile l' atto che a lui
si rimprovera. Il loggi Elem. jurirpr. crim. lib. l. cap. 1.
ai. in

87
Spesso il giudizio sul confronto del fatto colla

qualit dalla legge vietata non pu proferirsi se


un precedente giudizio non abbia in esso stabi

lita unaqualit la cui determinazione necessa


ria onde credere o che il fatto il prodotto del
lazione dun agente imputabile e non leffetto
duna causa priva di moralit come nel carattere
delle ferite , negli omicidi , ne forti con scasso ,

o che il fatto da presentarsi sotto gli occhi del


giudice realmente quello, che viene al reoo
biettato come delittuoso come nel caso di falso
in scritture. Richiedesi allora lintervento dun
arte, la quale colle regole che le sonproprie sta
bilisca se il fatto ha tracce della mano delluo'

mo, o dellazione di cause che appartengono al


lordinario corso della natura, ossivvero decida
se il fatto piuttostoth aver le tracce della mano
del reo le presenta duna mano diversa. Questo
giudizio il quale dee precedere la prova del vero
autore del fatto, e la pronunzia se esso sia con
trario alla, legge separato , e distinto dall una
ispezione, e dallaltra, e diviene ad arabe pre
giudiciale.

Siccome questo pregiudiciale giudizio non


sigue giurecansnllo applica a questo caso il detto d'Ulpiano nella L. 40
lit. 2. lib- 47. dig. e ammette la scusa. Questi due giudizi dipendono dalla
idea, che il giudice si formata del titolo del delitto in quanto deriva
dalla causa difare. Unjmy in Francia in una causa di falsicazione
di moneta non essendovi dubbio n sul materiale n sullo speciale del
delitto decise che delitto non vi era perch. l' accusato a"ea falsicato
non per nuocere altrui ma per giovare a se stesso. Henr. CookDiss.de
judicio juratorum pag. 52. net. 3.
- e: 1

88
,
da aversi se non da uomini periti nellarte, colle
regole della quale pu essere pronunziato col
minor possibile pericolo di errore, il principio

di giustizia prescrive che ci che i soli periti


nell' arte possono stabilire non sia stabilito da
chi non ne ha la perizia (I): onde il pretepdere
che quel giudizio debba restare assorbito in
.

.'. .

quello del fatto, o debba essere istituito col mo


do col quale il giudice conosce e decide d una

prova per mizzo di testimoni (e) un andar


contro alla natura medesima delle cose, ed e
.
.
. .
. M
sporsrad
La inuenza,
errori che
fatalila alla
et eivril
ha sulla
Sicurezza
forza morale

dellazione umana, che offende la legge , non


.;

(i) Dig. Lib. 1.!x't. 5. l. 12.1ib. 25. lit.

l. |.La materia periziale fa

nascere pi questioni tutte giuridiche 1. sei periti abbiano carattere


di testimonj o di giudici. Si decisero per il carattere di giudici Gonner
e Schneider . 2. Quali guarentigie di perizia, e diprobit debbano som
ministrare. 3. Qual debba essere il loro numero.
Se sia sempre ne
cessaria la ispezione oculare per la credibilit delle loro soluzioni. 5. Se
oltre alla prestazione del dolo debbano quella della colpa. 6. Qual sia
il mezzo legale per provare l'errore del loro giudizio cc. Ved. Globig
Cemura rei judicialis ete.part. 2. cap. 10.5. 22.
(a) il giudice popolare non conosce del materiale di delitto sopra
visum et repertum. l periti dell'arte sono esaminati in giudizio come
testimoni . Cottu De l'admzistr. de la justice en Angleterre chap: 3.

pag. 92.
(3) Ved. le cose notate nel lib. 1. cap. 10. pag. 306. 307. Lastrange
in una storia di Scozia racconta come tu convinto un medico d'avere
scritto un Iihello sedizioso. Il medico impugn il carattere e fattnne il
confronto con quello delle ricette scritte da lui vi fu ravvisata una dif
ferenza. Ma fu osservato I. che ein aveva una scrittura di medico, e

una di cospiratore, a. che non essendo quella esistente nein atti la


scrittura di medico doveva essere necessariamente quella di cospira
-wre; e fu condannato. lrisl't New Papers etc. by R. L. Edgeworth, and

Maria Edgeworth. Biblioth. Britan. liter. voi. 28. pag. 128.

89
un soggetto d esame il quale possa essere insti
tuito, ed esaurito con quello duna speciale azio
ne (1 un individuo. Tale inuenza non ha il ca
rattere d un caso particolare come potrebbe
averlo la prova; e i dati da quali desunta sono
le generali forze della natura, e i fenomeni che
nella lor pi comune , e costante ricorrenza le
manifestano. Non si s comprendere come la leg
ge smndo da s medesima lanno della et uma
na prima del quale 1' individuo non pu esser
tradotto in giustizia per il delitto che egli ab
bia commesso, non debba darsi lincarico di s

sare il dritto della et per tutto quel periodo ,


che lo divide dal punto, in cui la esperienza, e
la osservazione hanno reso certo, che nelluomo

il sensitivo principio ha potuto subire senza ul


teriore difcolt il giogo salutare della ragio

ne

innegabile la contradizione di quelle

leggi, le quali proteggendo l et minore dagli


effetti penali delle trasgressioni, o delle omis
sioni le negano protezione quando si tratta de.

gli effetti penali di offese pi gravi dell ordine


della citt abbandonando in questo secondo caso
la sua sorte al giudizio dell uomo sfornito d o

gni cognizione del dritto


La legge penale nel primo caso non sdegna i
calcoli della legge civile, e cammina sulle sue
tracce: nel secondo rigetta, n si sa perch, i
amen;
(I) Ved. il lib. 2. cap. 9.5.1.

(2) Blaclutonc Comcntariu on the lnws q/Englaud 6. 4. da. a. S. i.

go
suoi consigli. Ma se le regole, che la legge civile
stabilisce per ben giudicare degli effetti giuridici
dell azione commessa in et non matura . sono
state considerate cme oggetto , e materia di
dritto, sarebbe mestieri di solide, e convincenti
ragioni per sostenere, che la legge penale ob
bligata ad abbandonare questo sistema , e tutto
ridurre ad una ispezione di fatto.
La ignoranza e lerrore, sia che si considerino
nel loro oggetto, sia che si considerino nella loro
origine , o nella inuenza che hanno sulla mora

lit dell azione (1), non sono fatti propri o di


un individuo, o dun caso: ma sono nozioni de
sunte dalla osservazione, e dalla esperienza dei

fenomeni della morale natura delluomo come


tali pur sono nelle materie del drittp privato .
L indole dellerrore, e della ignoranza come
maniere dessere dellanimo umano sono ogget
ti di ricerca della ideologia. Lindole della igno
ranza e dellerrore eicaee, o come altri meglio

lo chiamano concomitante un astruso proble

ma per il moralista e per il giurista . Sembre


rebbe al primo aspetto, che il senso morale del
giudice potesse essere una scorta sicura per gin
dicare di certo, e talvolta indenibile grado di
mancanza di rettitudine nelle azioni umano alla
legge contrarie . Ma meglio , e pi accuratamente
esaminando le.cose si scorge, niente vi essere di

pi contrario alla buona critica, ed allagiustizia,


'(i) Ved.illib.a.cap. lo. SS.1.:.

I.

I .

91

nel giudicare di certe azioni, del senso morale


il quale perci sembra essere tutto destinato a

servir di scorta alluomo per ben dirigere le a


zioni proprie non a fornirgli un mezzo per cen
surare le altrui
La teoria degli atti umani trovasi sempre ti

tubante ed incerta nel fissare il vero carattere


dell azione commessa con colpa. La ideologia
applicata, che non bisogna confondere colle ar
ditezze colle quali lumano pensiero pago di s
spregia o non cura la forza delle cose e de fat

ti, trovasi anch essa in gravi perplessit

Il

senso morale che deve essere nelluomo scrupo

loso e severo nel;giudicare delle azioni pr0prie


porr il medesimo scrupolo, e la stessa severit

nel giudicar delle altrui

In queste materie

.le regole del dritto civile sarebbero una scorta

fallace per il dritto penale, il quale non pu


neppure ammettere la denizione che il primo

d della colpa

Il principio politico, ammet

(|) Blackstone Coment. etc. loc. supr. cit. 5. esemplicando l'errore


di fatto, e l'errore di dritto omette di far menzione dell'essenziale, e
dell'acuidentale.
'
-(a) Ved. il lib. 2. cap. 10. S. 7.
(3) Blackstone loc. supr. cit. 4. non dubita di ammettere agli ef
fetti penali la massima qui dat opera; rei illicitae tenetur defaclo
corzsequuto su di che fu a lungo parlato nel lib. 2. cap. lo. u.pag 215.
(4) Heinecc. Elem. jur. ci. etc- lib. 3. tir. 14. 784. costruisce sulle
tracce del Vinnio una denizione della colpa sembrando desumerla dal
Dig. Lib. g. tic. a. l. 71/. e Renazzi Elem. jur. crim. lib. h cap. 6. S. x.
rigettando la denizione decivilisti, e preferendo quella posta dal Ca
ravita sillaqura in un linguaggio anbiologico, di cui sarebbe difcile
fissare il signicato. Chi ammetterebbe con questo scrittore che nella
colpa debba esser compreso il danno arrecato allo stato? J =-.--... .

92
tendo il criterio che lazione colposa debba es
ser giudicata sopra una scala di critiche proba
bilit del dolo velato sotto le apparenze di me
gligenza (t), batte una strada diversa da quella ,
a cui spingerebbe chi giudica il senso morale e

mostra i pericoli ai quali esporrebbe labbando


narvm .
L azione casuale non meno difcile a per

cepirsi quando si voglia qualicare un fatto , e


decidere se esso ne abbia il carattere. Le impli

cate ispezioni dell aggirarsi lagente in lecita o


in illecita cosa: dell essersi o non essersi infor

mato di Quanto le leggi prescrivono relativamen


te allatto, che egli assume: dell aver potuto o
non potuto prevedere tutti i pi lontani e me
diati effetti dellatto lecito, chegli abbia assun
to, sono tutte ispezioni di dritto, senza le quali
il tentare la interpetrazione del fatto sarebbe lo
stesso che voler convertire in luce le tenebre.
N pi facili, n di minore importanza sono
le nozioni di dritto necessarie a conoscere ed

apprezzare nel fatto un azione coatta alla legge


contraria
I dissidi nella terminologia di que

stazione mostrano per s soli la difcolt somma


di ben denirla, e il contrasto in cui le leggi
pur sempre si trovano nel ssare il giusto grado
(i) Ved. il lib. a.cap. 10.5. 2.

(a) Furono proposte ad un jury tre questioni 1. l' accusato ha ucciso


volontariamente? a. Uccise nella necessit di difendersi? 3. Lucciso
era armato? Alla prima rispose no: alla seconda s: alla terza no: con

tradizione ne' termini . Cook Lumi. diss. pag. 53. nel. 2.;

95
(limputazione della coazione impropria sono una
convincente riprova, che la sola scienza del drit
to pu fornire un aiuto a sciogliere i problemi
di fatto che essa presenta
Ma allorch la scienza si accinge a ssare nel
fatto lindole dellazione lesiva dellordine , la

quale riconosce come causa morale una passione


dimpetuoso carattere onde dai fatti decidere se
ella o come tentazione o come spinta abbia agi

to (e), n il genio inventiva n il criterio istintivo


porge soccorso onde sciogliere con verit, e giu
stizia i problemi, che questo caso presenta . Il
dritto civile ssa le regoleed i principi collajuto
dequali il giureconsulto decide della natura del

latto che pi verisimilmente stato voluto dal


consenso o duno, o di pi contraenti. Il dritto

penale sebbene debba costruire le sue conget


ture in un pi ristretto cerchio di oggetti, e sia
(I) La legge Inglese lascia impunilo il furlo con scasso commesso
dalla moglie per ordine del marito, massima, la quale ripete la sua

origine da tempi, ne quali il matrimonio riduceva la donna alla classe


di schiava. Blackstone Coment. on the law: qungl. b.
eh. 2.
6.
n. i. Quesla regola non ammessa nell'omicidio, o nellalto tradi
mento ec. Ne il glio n il servo ottiene scusa per la subiezione al pa
dre, al padrone. Un jury in Francia rimandi) assoluta una donna ac
cusata di farlo consiglialavi dal marito perch il codice civile prescri
ve, che la moglie dee obbedienza al marito. Feuerbacb citato da Cock
Laud. diss. p. 48. nor. i.
(a) Ved il lib. a. vap. 11. S. 5. Questa parola spinta come designaliva
della causa che determina l' uomo ad offendere, che ha eccitata l'am
mirazione di molti , e il di cui uso in questa materia stato cagione
di errori non pochi, fu prodotta per la prima volta dal Beccaria De
litti e pene 6. per da nolarsi il luogo nel quale quel grande inge

gno ne fa uso spendendola in senso di forza contro la quale deve reagire


il timor della pena.

94
certamente pi facile a discernersi il consenso
al delitto che al"contratto non usa ordigni di
versi, e se una giurisprudenza necessaria al

luno non all altro' men necessaria. La ideolo


gia applicata pubensi essere (1 utile soccorso
alla legge xielssare i generali caratteri della
passione che agisce non come tentazione ma co
me Spinta: ma la sola giurisprudenza collo studio
che ogni nuovo caso gli offre degli atti umani e
della maggiore 01 minore inuenza che l lDGII
dimento, e la libert ebbero nel governarli pu

giungere a stabilire le pi esatte formule di rim


provero colle quali ciascun caso possa essere con

esattezza , e con giustizia deciso.


3 I tentativi dello spirito umano del comporre

questa materia difcile nel modo pi acconcio


alla pratica sono una prova, che non Ogni intel

letto ad ogni nuovo pratico caso pu giudicarne


con rettitudine. Tale scrittore stato reputato
il pi ingegnoso, ed esatto nellappianiire alla

pratica il giudizio dellazione commessa nellim


pe'to, emle sqe vagip fasi, il quale ha preteso tutto

ridrr:titt due sole. regole (1). Altri col proposito


di ampliarefuna formula per se stessa troppo ri
.fi;'
.
,
_
stretta% haWs passmni, le quali non pos
sono considerarsi come spinta all animo uma
no, o si perduto nell ideale, e fantastico (e) .
Chi potr credere , che queste difcolt, questi
(i) Wieland Spirito del dritto penale cap. 1. S. ago.
(e) J. Rud. Hommel Dia. quid da poen. rom. crim. philosop/z. star,

up. a. S. a.

'

95
errori, e questi pericoli inerenti alla indole de

gli oggetti, su quali si dee raggirare 1 uman'o


giudizio allorch vengono considerati come mo
rali fenomeni della natura umana , o spariranno
o diverranno minori quando da giudicarsi. del
lazione, e della condotta di un individuo: e ci
che arduo per la scienza diverr facile-ed ov

vio per la coscienza? (I)


Laofl'esa inferita dall alienato di mente: dal
l-ebroz dalluomo avvolto nel sonno tal.evans
chessa da non poterne proferire un giudiziosen
za averne prima attentamente studiati i generali

caratteri, e dalle analogie che essi ne vari casi


presentano costruite regole di forense crite

rio

La storia de giudicati conferma-questa

verit relativamente al delitto dellebro, e del

1 alienato di mente (5), e lefatiche d insigni


(x) Il iury in Inghilterra nel dubbio tra il premeditato, e limprov
viso omicidio lascia la questione. alla decisione del giudice giurecon
culto, lo che signica essere la cosa non difatto ma didritto. Cottu
Dc l'administmtion de la justice en Angleterre chap. 2. pag. 103.
(a) Ved. il lib. 2. cap g.pag. 183. ug4. cup, I I. G.
(3) La medicina si trovata costretta a divenire legale.
difcile
comprendere come un individuo ne possa pi duna scienza, e creda
di ben decidere le controversie legali senza esser legale. Nella causa
di Feldman accusato di parricidio nella persona della sua glia per la
quale arse d'amore incestuoso, nacque una questione di alienazione di
mente. Laccusator pubblico si fond nel dire che l'accusato avea al
legata la ehriel, non lalienazione di mente: ragione prettamente le

gale se la variazione dell'accusato dovesse nuocergli . Barreau _an


coi: moderne vol- 6. pag. 307. e seg. Nella causa di Giacomo Haleld ,
il quale esplose una pistola contro al Re d'inghilterra l'insigne Erslriue
suo difensore uso di ragionamenti tutti legali per provare lalienazione
di mente dellaccusato, il quale venne assoluto. Barreau anglas vol.
2. pug. 486. e seg. La signora Baronessa di Stael ha riportato nelle sue
opere lesordio sublime di questaringa .

96

giureconsulti la confermano pure relativamente

al delitto commesso nel sonno


Pi gravi perplessit si presentano nel giudizio
pratico del grado della offesa quanto alla sua
forzasica sia che si consideri nell attentato,

sia che si consideri nella complicit.


Fu ponderato altrove quanto sia difcile a)

porsi la nozione giuridica dellattentato: quanto


sia ardua a conciliarsi la contradizione, che in
esso sincontra della offesa piena e perfetta nella
sua forza morale, e incompleta e imperfetta nella
sua sica forza: la inutilit delle astrazioni ge-"

neriche , le quali possono giungere no al ro

manzo in questa materia: il vario , e cangiante


aspetto, che gli oggetti in essa frequentemente
presentano. Se la nozione dellattentato,la quale
non sincontra nelibri del dritto romano, non
n pu essere cosa di fatto ma una cosa di
dritto delle pi difcili a concepirsi per la mente
umana dalla quale sola pu nascer la legge: se
questa nozione costruendosi coll esame de ca
ratteri di analogia, che la esperienza, e la osser
vazione hanno saputo apprezzare in una serie di

fatti, sembra evidente che per giudicare di fatti


nuovi onde stabilire se abbiano lo stesso carat
tere due requisiti son necessari: che la mente la

quale si accinge al giudizio abbia presente la


nozione giuridica dellattentato: che ella sia
quanto pi possibile esercitata allesame dei

M a e. =.
_ (I) Thomasiusr Dinari. de iure circa somnum, et somnia gi citato

nel lib. a.pag. 195. not. '5.

tesina.

97
fatti, i caratteri dequali debbono esser posti al
confronto con quelli, che la nozione designa colla

generale sua formula


La differenza tra la interpetrazione dell atto
lecito, e quella dell atto illecito ha potuto illu
der le menti. stato creduto forse , che la in
terpetrazione dellatto lecito non fosse di domi
nio della coscienza come quella dellillecito . Ma
se pi maturamente si esaminasse la cosa si scor
gerebbe, che l ordigno intellettuale necessario
a stabilir bene la prima pur necessario a bene
stabilir la seconda, e che all opposto pi ne
cessario in questa che in quella: perocch se il

senso morale di chi giudi0a di poco soccorso


nella prima interpetrazione, un grande Opera
tore nella seconda: quindi sempre inclinato a

precipitare il giudizio: sempre disposto a farlo


dipendere dalla maggiore, o minore severit de
principi professati dal giudice (a): sempre pronto
a preferire lufcio di legislatore a quello di ap
plicator della legge .
(5'
Nelle materie civili il giudizio dipende pi
dall indole dell oggetto su cui verte la contro
(i) Traltavasi dun furto attentato. Era stato sorpreso l'allenlane
entrato gi nella casa altrui, ed avendo operato lo scasso per aerrare
la roba furtiva. Fu domandato ai giurati se il reo avesse con alti
esterni manifestato il suo proposito di rubare, i quali risposero n), per
:;h lattentato era stato commesso nellinterno della casa. Feuerbach
citato da Cook Laud. diss.pug. 52. noi. 1.
(a) Il sig. Feuerbach op. ciz. pag. 194. osserva, che in lughilterra i
rei si nascondono nch presiede al jury un giudice di conosciuta se

yerit, e si presentano quando vi presiede un giudice di pi mite ca\ 4


rattere.
Tomo IV.

98
versia, che dalle predisposizioni dell animo di

chi giudica: nelle penali e tutto il contrario , e

il giudizio dipende in gran parte dalle disposi


zioni dellanimo di chi lo assume: tanto nelle
prime quanto nelle seconde il giudizio debb es
sere meramente declaratorio, tale cio che de

cida se nelloggettodi cui si disputa esiste o non


esiste la qualit che i litigatori in senso 1 uno
allaltrocontrario pretendono (1): ma nelle pri
me l.applicazione del principio della eguaglianza
non fa sospettare parzialit: nel secondo lappli
cazione delle idee di moralit, di lecito e d il.

lecito, e di competenza 0 non competenza della


pena vanno soggette ad essere adombrate dai pre

giudizi i pi onorevoli alla natura umana, e per


ci i pi facili ad appicc:rrsi ain animi probi ed
onesti .
.

La legge, e la indole sua razionale toglie per


cos dire luomo dalla sua abituale maniera di

sentire,e pu convertirlo in una intelligenza


quasi celeste '. Per lo che quanto pi gli atomi
fuggitivi d un fatto sono dalla scienza afferrati ,
e le loro analogie convertite in regole di diritto
pi il regno d una impassibil giustizia sicuro.
Ne paesi nel quali ogni nuovo fatto esige un
nuovo giudizio, semplice e breve la legge sul
titolo del delitto ; e poco giusta nello stabilire
tutti
gradi della
possibili
dellaonde
forzalamorale,
e della
A forza i sica
offesa:
inesperta,
ed

(i) Ved. il lib. 2. cizp. a. pag. 39.

99

ancora tenera et non vi trova difesa (i): 1 er


rore, e la ignoranza non vi son rammentati come

titolo di scusa (a): 1 azione nell impeto, e nella


ebriet vi giudi0ata con rigore eccessivo (5):
1 attentato non vi distinto dal Consumato de

litto (4).
Se i fenomeni degli umani interessi nelle ma
terie civili hanno potuto aver regole di dritto
le pi acconce a comporre, e chiarire icasicon
troversi , che ne derivano: se per decidere di
questi casi stata pressoch ovunque sentita la
necessit di avere e giurisprudenza, e giurecon

sulti (5) come la stessa necessit non dowcbbe.


essere concoulata nelle penali?
La economia politica ha dimostrato , che senza
la divisione del lavoro le arti Umane sarebbero
sempre nella infanzia e nella barbarie,n sareb

bero suscettibili di perfezione

I lavori della

mente in giurisprudenza non son dissimili da


quelli della mano nelle arti. Far decidere ogni
(1) Ved. il lib. 2. cap. 9- S. 1. pag. 163.
(2) Cod. pen.anc. i810. art- 65. 519.
(3) Blackstone Coment. on the laws qungland 6. 4, eh. 2.
(4) Cod. pen.ji'anc. 1810. art. a.

3.

(5) Furono rammentati altrove i_giudizj centumvirali lib. 1. cap. 15.


S. I. pag. 27|. not. a. Un autore il quale con squisita erudizione ha
parlato di questi giudizi osserva, che i centumuiri erano uomini suf
cientemente versati nel dritto, e nella sua pratica applicazione. Dr.
Fr. Guil. De Tigerstrim Diss. de judicibus apud Romano: Bemlim'
1826. lib. a.
36. Questa opera tanto pi encomiabile quanloch
l'autore ha tratto molto protto peril suo scopo dalle istituzioni di Gajo
scoperte nel 1816.

(6; Smiths Art Inquirj into the cause: thealth qfnation: b. i.


chapt. I.

mo
.
nuovo caso'di disputa a un uomo colle sole forze
morali della propria natura sembra esser la cosa

medesima che dare per la prima volta ad uomo


nuovo nellarte il materiale greggio per costruir

ne un mobile destinato agli agi, ed ai comodi


della vita (i) .
Una sola riessione compendia, ed abbrevia
tutta questa ricerca diretta a conoscere se il giu

dizio sulla qualit vietata d un fatto , sul grado


di forza morale con cui commesso, e sul grado
di ostilit contro la legge che esso contiene, sia

un giudizio di fatto, o un giudizio di dritto. La


legge sola ha stabilita, e fissata la qualit,e que
Slia legge quella, che alcuni non male a pro
posito chiamano sostantimz. Il giudizio, che dice
essere in tale , o tale altra azione la qualit che
ne ssa la colpa un giudizio visibilmente agget
tivo. 01 come lo spirito umano potrebbe in buona
logica dichiarare in un fatto laggettivo dun so
stantivo se il sostantivo non conoscesse?
(1) Era questa riessione Uscita da qualche tempo dalla mia penna
quando l'insigne Avvocato Inglese C. P. Cooper mi onor del donalivo
dell'opera Lertres sur la Cour de la Chancellerie d'Angleterre etc.
qui addietro citata da lui arricchita di note , e di appendici, e mi com
piacqui d incontrare la stessa riessione in quell opera. Letlr. 14.
pag. 103.

101

CAPITOLO

VII.

Continuazione. Della prova delfatto elevabile


a regola di diritto.

Gol giudizio defatti , ne quali colle regole


del dritto da stabilirsi se abbiano qualit ad esso
contrarie, non da confondersi quello delle cir
costanze, di fatto anch esse , le quali debbono
essere valutate onde potere asserire che il fatto
alla legge contrario avvenne, o non avvenne, e
per opra di chi, qualora accada che di fatti simili
debba proferir giudizio chi non n ebbe da pro

pri sensi direttamente la prova. La imputazione


fisica, o il giudizio sulla esistenza materiale dun
fatto, e sullessere un fatto 1 effetto sico del moto

di tale, o tale altro individuo (i) per ogni ries


so diverso da quello , che indaga se il fatto sulla
'materialit e sulla specialit del quale non pu
pi nascer dubbio o non derivato da causa
morale vale a dire dalla intenzione, e in qual
grado, e se questo fatto sebbene per il suo ca
rattere intrinseco innegabilmente morale, sia e
no a qual punto dalla legge vietato . Il-primo

giudizio verte sopra fatti accessorj i quali sono


argomenti critiCi della esistenza, o non esistenza

d un fatto principale al quale si riferiscono: il


(I) Veri. il li6. 2. cap. a.pa5. 36. not. i.

[(32
secondo giudizio verte sopra un fatto unico e
certo onde stabilire se quello , che dalla legge

fu contemplato. Il primo giudizio confrontato


col secondo apparisce in tutti i riguardi, ed in
tutti i suoi elementi di merofatto , n coll aiu
to, 0 colla regola della legge che lo qualica pu
dirsi che esso sia avvenuto, o avvenuto non sia.

Il giudizio su questo fatto tutto e per tutto fuor


della legge.

La legge determinando le qualit vietate dun


fatto le astrae per cos dire da tutto quello che
fatti simili hanno di materiale e corporeo, e con

verte queste qualit in tanti enti di ragione senza


di che legge come generale concetto non po
trebb essere
Or queste astrazioni nelle pa
role, e nello spirito della legge stanno, e sassi.
stono di per s senza che alla loro razionale esi

stenza sia bisogno della materiale de fatti, che


la legge ha inteso prescrivere. E sebbene molti

e vari possano essere gli aggiunti, o le circostanze


le quali accompagnando un azione umana ne sva
riano o la moralit , o il danno che ella arreca
alla legge, pur questi aggiunti, e queste circo

stanze nou sono tali di lor natura n si indeni-_


bili, che la legge non possa antivederle , ridurle
in serie peri caratteri delle loro analogie respeb
tive, e cos estrarne le qualit, che ssate nella

sua lettera servano di norma a chi dee proferirne


giudizio
(i) Ved. il li. 1.011P. 3.png. 55.
(2) Esempio ne sia quel che fu scritto nel lib. 2. cap. 5. e cap. 5.

105
La mente pu formarsi la idea dellimbecillit
(lintelletto per causa di et, di sesso , di malattia,
di circostanze eventuali e variabili nella igno
ranza e nell errore: di una mancanza di volon
t, o di libert in un azione umana alla legge
contraria senza bisogno di pensare a certo, e
determinato individuo, e a certe e determinate

circostanze in mezzo alle quali abbia agito. Ma


se si tratta di fatti individui, i quali debbano
divenire contrassegni, o argomenti della esisten

za , o non esistenza daltri fatti del pari indivi


dai ignoti a chi giudica, la legge non pu fare
astrazioni: perocch non trattandosi allora di

fatti propri degli uomini, e della loro morale


natura. ma trattandosi di un fatto derivante dal
moto particolare dun individuo, a lui persona;
le , e perci alla sua individualit sso, e ine
rente , manca alla legge il mezzo dastrarre da
un fatto solo, e individuo una qualit che ad altri
simili fatti convenga . Ogni fatto sulla esistenza
del quale nasw questione ha una serie' nuova , e

sempre diversa di fatti accessori, che pi o meno


ne sono argomenti. Questa variet, questa mo
bilit continua irrefrenabile di fatti noti argo
menti d un fatto ignoto un insuperabile osta

colo, che la loro stessa natura presenta al tenta


tivo, che far volesse la legge di astiarne qualit
generali, fisse, costanti che servissero di norma

allumano giudizio (1) .


R

(\) La ricerca astrusa. Tentb ma infelicemente a mio credere di

stabilir la differenza delle probabilit del dritto, e di quelle delfauo

104
Per queste ragioni i giureconsulti Romani rav'
visarono certezza nel dritto, ed incertezza nel

fatto (i) reputando incontrovertibile il primo,


e soggetto di controversia il secondo (a): sapien
te ed ammirabile detto, il quale mostra e ri
conosce nella legge la prerogativa della umana
ragione, e non inteso da chi ravvis disputabile
il dritto confondendolo o col modo inesatto con
cui il redattor della legge lo espresse, o colla sua

pratica applicazione
Ma quel detto presupponendo controvertibile
il fatto non lo ha dichiarato per dal dritto in

determinabile. Si voluto esprimere con quel


detto che la mente umana, contemplando la leg
ge, non ne ha potuto controverterne la esistenza,
sebbene lindole del fatto a cui dee la legge ap
plicarsi possa essere spesso. controvertibile. Se
la questione di fatto oltre allessere proponibile
fosse anco per quanto spetta alla legge indeter
lautorc anonimo del Saggio sopra i principi, e ifondamenti della
probabilit. Livorno 1790. pag. 127. opuscolo altronde dun merito

non comune .
(1) Dig. Lib. un. tir. 6. l. a.

(a) Dig. Lib. 48.111. 16. i. .. g. 4., lib. 50. m. 1. I. .5.


,(3) Jos. Andr. Joubert Specimen juridicum de evidentia etc. Lugd.
Batav. 1825. pag. 50. Lautore del Saggio sopra i principj, e i fan
damenti della probabilit pag. 127. ammettendo un calcolo delle pro
babilit di dritto non ha concepito esservene uno di certezza apodit
tica, come lo sono le verit matematiche. Gli esempi che egli adduce

delle probabilit di dritto si riferiscono tutti alle leggi. di dominio del


pratico ruziocinio Ved. lib. l. cup. 5. vale a dire al dritto politico:
osservazione la quale serve di risposta a chi reputasse un' iuintelligi
bile ideologismo il soggetto della prima parte di quel libro. Co' siste
mi, i quali confondono il gius di natura col dritto politico difcile

giudicar rettamente della sentenza de'giureconsulli Romani.

r05

miuable, e per ragi0namento scientico non de


finibile di guisach tutto dovesse abbandonarsi
al criterio istintivo delluomo apparirebbe que
sto una specie di disperato compenso, a cui la
legge avrebbe dovuto appigliarsi per denire lin
denibile , e per porre un termine all infinito .
Contradizione manifesta: perocch essendo da un
lato certa la legge, e incerto il fatto a cui dee
la legge appliCarsi dallaltro, non si saprebbe

comprendere qual fosse fra questi due estremi il


termine di mezzo, il quale, come le leggi dellu
mano intelletto prescrivono , partecipasse della
natura dell uno, e di quella dellaltro.
Questo termine medio tra la legge che fissa la
qualit vietata d un fatto umano, e il fatto di

certo, e determinato individuo la prova, senza


la quale vana sarebbe la legge, e paragonata per
ci da giuristi alla luce, senza di cui inutile al

locchio umano sarebbe il creato (1) e procla


mata solo, e vero lume di verit (2): quindi or
digno dominatore di tutto il giudizio penale.
Fra i fenomeni della natura morale delluomo

quello che pi domini i suoi destini, e sia nel


tempo stesso il pi difcile a denirsi, il modo
con cui nel suo animo nasce la prova dun fatto,

la esistenza o non esistenza del quale dee essere

la ragione sufciente del proprio giudizio.


Esistono nell intelletto umano, inssevi dal
(I) Cod.Lib.

tt. 19. l. ult.

(2) Cod. Lib. 7. tit. 63. l. Pacian. De probat. li6. i. c. 5. n.


De Sanct. Georg. Ad Rubric. dc probat. in dig. n. 8.

Jacob.

106

supremo autore della natura, le forze necessarie


a valutare la prova: ma lattivit di queste forze
come di tutte le altre create dipende dal loro
maggiore o minore esercizio: damaggiori o mi
nori soccorsi coquali larte dovette sempre aiu

tar la natura. Il primo navigatore solc il mare


sopra uno scavato tronco dell albero, e il navi
gatore de giorni nostri ne sda sopra ondeg
giante fortezza la collera. Un uomo il quale giu
dichi per la prima volta della credibilit della
prova non da paragonarsi ad un uomo il quale

abbia consumatala vita nel giudicarne, ed abbia


avuto il soccorso di regole che larte ha potuto
con lungo studio strappar come segreti delle
mani della natura per meglio guidare il proprio
giudizio.
_ I fatti delluomo relativi alle leggi, che hanno

inteso regolare le sue libere azioni, hanno un


carattere, che gli distingue dagli altri, come gli
oggetti metasici hanno un carattere che gli di
stingue da sici, e questi ne hanno uno che gli

diversica dai morali, ed istorici . Come questi


diversi oggetti quanto alla loro prova hanno un
diverso criterio non sembrer paradosso il dire

che hanno anco gli oggetti giuridici il suo. Non


solo un oggetto metasico non pu esser giu
dicato col criterio della certezza sica, o della
morale ed istorica e viceversa, ma neppure un

uomo abituato a giudicare o degli oggetti meta


sici o de sici sar destro a giudicr de morali
ed istorici come un uomo che abituato vi sia.

107
Tutto parte dalla natura , ma tutto coll arte
si perfeziona. Sono nella natura i tre diversi cri

teri regolatori dellumano giudizio relativamente


agli oggetti metafisici, ai sici, ed ai morali ed
istorici, ma la osservazione fatta qui sopra di?
mostra esser questa una inutile verit, ed aver
ella anzi un grave pericolo comecch tendente
a insinuare che lun criterio possa essere supplito

dallaltro.
L effetto della prova un moto dell animo
umano, ma questo moto in un animo che giudi
chi colle gregge e naturali sue forze una.cosa,
e in un animo abituato a giudicare di certi og
getti, ed aiutato dalla osservazione e dalla espe
rienza una cosa diversa.
Chi paragon la giurisprudenza romana alla
geometria: chi la paragon alla medicina ippo

eratica(1), le quali due qualificazioni presup


pongono in essa il poter d una scienza, e d un
arte . Entra necessariamente nella giurisprudenza

il modo di calcolare la prova degli oggetti ai


quali debbe essere appliCata la legge: onde non

pu sembrare irrazionale concetto l ammettere


che la prova oltre all avere una stima naturale
ne abbia anCora una giuridica.

Si scrivono , e si pubblicano sempre trattati _

per viemeglio conoscere le forze dello spirito


umano, e per meglio dirigerle alla scoperta del
vero. Scrittori rinomati per la forza del loro in
(I) Leibnilz, Cointe citati nel li. 1. cap. 15, S. a. pag. 287. not. a.

108

gegno intraprendono nuovi, ed utili tentativi on.


de applicare la logica alla cognizione di ci che
meglio conviene al perfezionamento della civil

condizione degli uomini

Tra glimportanti

fenomeni della natura umana quelli che fanno na


scere i problemi giudiciari non tengono lultimo

luogo: n si saprebbe comprendere come questi


fenomeni potessero avere il singolar privilegio

desser meglio apprezzati dalla ignoranza che


dalla scienza e dalle regole critiche che dalla
scienza pu torre in presto la legge .
Il moto eccitato dalla prova nellanimo umano

come quello della bilancia, su cui pongonsi le


frazioni del peso, che il suo momento pu sop

portare, ora maggiore ora minore: ora pi


lento ora pi rapido. Questo moto incomincia

col sospetto , e si esaurisce nella certezza . Una


scienza misura i diversi gradi del moto della bi
lancia, e d a ogni peso capace a produrlo il suo
nome. Come non sar necessaria una scienza per
misurare i gradi del moto dellanimo umano,

nel che consiste il suo maggiore, o minore as


senso alla prova della verit duna proposizione
o dun fatto?

sentita la necessit di distinguere il merisi


mila, il probabile , il certo . stata pur sentita
la necessit di distinguere dall indizio il sospet
to: questo , moto gratuito dell animo: quello,

(i) Romagnosi Vedute fondamentali sull' arte logica aggiunte alla

logica di Antonio Genovesi. Milano 1832. vol. 2.

109
moto pure dellanimo ma prodotto da un fat

te (I) .
Poich i moti dell animo umano come gradi
di assenso alla verit possono esser gratuiti, e
possono essere autorizzati dai fatti, se siano a se
medesimi abbandonati non vi pu esser mezzo

onde distinguere se abbiano o luno o laltro


carattere . La immaginazione umana, la umana
malizia, il caSO fabbrica le apparenze di veri
l: per lo che i fatti istessi dai quali parte il ve
risimile, il probabile, il certo meritano dessere
attentamente considerati. Le regole dell analo
gia fondate sulla esperienza, e sulla osservazione
possono sole fornire il mezzo onde discernere il
falso dal vero, e dall apparenza la realt; e se
una scienza pu fornir queste regole , la legge
pu bene autorizzarle e costruirne la propria
certezza in quanto pu costruirla la scienza, com
mettendo alla giurisprudenza di raccogliere os
servazioni, ed analogie, le quali aiutino progres
sivamente a discernere il vero nefatti, nequali
assoluta certezza morale non sperabile.
Alcuni scrittori, sebbene favorevoli alla stima
giuridica della prova, ponendosi in manifesta
contradizione con se medesimi, dissero che ella

non appartiene alla disciplina del dritto (a): n


i fautori del contrario sistema mancarono di no

(I) Anlb. Malh. De criminib. ad lib. 48. lit. 15. cap. 6. n. 3.


(a) Globig Censura rei judicinlis Europa: liberae etc. part. 2. cup.
8. 1.

I 10

tare una tale contradizione, e proclamar la vit

toria della loro sentenza


La nascita della prova in un fatto fuor del

lanimo di chi giudica: il suo effetto nella con


nessione, che lanimo di chi giudica scorge tra _
questo fatto , e il fatto che deve esser provato .

Il fatto, da cui nasce la prova, 0 giunge allani


mo di chi giudica nella sua natural nudit, o vi
giunge in un modo , che la legge ssa e deter
mina. L animo di chi giudica 0 nel giudicare
isolato, sciolto, e libero come la natura lo ha

fatto: o la legge lo circonda di circostanze entro


le quali dee giudicare, e le quali perci limitano
la sua natural libert. Niuno potr negare , che
la legge , luna e laltra cosa facendo, non tolga
alla prova la sua natural libert, e le imprima
un carattere che da essa sola deriva.
Queste cose premesse , giova osservare che lo
stesso processo accusatorio, il quale abbandona
tutta questa materia allistintz'vo criterio delluo
fno, adotta regole di dritto, che lo tengono per
il bisogno della pi retta valutazione della prova
in certi confini. In questo processo , e nel pi

puro e schietto modello, che i Romani ce ne la


sciarono, lasserzione dellaccusatore, primo in
centivo , e titolo della prova, era soggetta per

legge a certe formalit (a): la non comparsa del

(1) Meyer Esprit, origine etc. dc: insiitutiom judiciaire: liv. 8.

alta]: 22.
(a,- Aul. Math. Ad libv 48. dig lit. 13. cap. 6. num. 1.

III
reo: il suo silenzio alla interrogazione del giudi
ce: il modo con cui confessava, o negava stava

in luogo di diverso modo di prova (i): la custo


dia, che laccusatore ed il reo aveano diritto. di

darsi, avea loggetto di fornire un carattere piut


tostoch un altro alla prova (a): il modo di esa
minare i documenti, e le tavole
quello din
durre i testimoni
il titolo per applicair la
tortura, dichiarata a que tempi la questione di

fatto per eccellenza (5): il numero de giudici :


il loro giuramento: la quantit desuffragi neces
sarj a dire provato, o non provato il fatto in

questione

, erano tutti altrettanti espedienti

in regola ssa, e costante adottati dalla legge ou

de dare alla prova latteggiamento , che ella re


putava il pi idoneo alla sua credibilit. N la
(I) Aut. Math. loc. cit. cap 7. num. 3.
(a) Ascon. Pedian. Divin. in verr.
(3) Cic. In verr. 1. cap. 36. (il.

(4) La materia detestimoni, del lor numero, del modo di udirli, e


anca di costringerli ben trattata da Adam Antiquits Rom. val. i.pug.
394. 396.
(5) Factiquaestio in eculeo est: juris in judicio. Cic. pro Milan.
0'. 2|.

(6) Adam Antiquits Rom- vol. 1. pag. 384. e 398. parlando dei
giudici di Roma gli assomiglia sempre ai giurati: errore nel quale
pur caduto Aignan Histoire dujzuy cap. 7. pag. 74. l giudici antichi
non conoscevano la celebre distinzione Judices respandent de jure:
jurati dejcta n
Mos era: antiquis niveis, alrisque lapilli:
u His DAMNARE reos, illis absoluere culpa.

Grid. Met. lib. 15. 21.41.


Quanto al modo di sentenziare de giudici a Roma la lettera A era
della. lettera salutare Sul. In Aug. 0. 33., e la lettera C lettera tri
sta Cic pro Mil. c. 6. Vcd. qui addietro pag. 48. not. a.

112

osservanza di queste regole era dalla legge affi-t


data o al naturale criterio, o alla coscienza del

giudice popolare, ma era affidata a giureconsulti


i quali eransi formati alla cognizione del dritto
nelle civili materie
stato osservato , essere gli oggetti del giudizio
penale pi gravi assai di quelli del giudizio civile,
e non potersi perc:o stabilire positiva illazione
'

da questi a quelli

Con buona pace di questa

sentenza da riettere, che gli oggetti delluno

non sono pi gravi di quelli dell altro , ma sono


affatto diversi. Esaminando le cose col criterio
del vero assoluto, e date due sentenze luna nel
giudizio civile, laltra nel giudizio penale amen
due coerenti al vero, e alla legge, non da dire
che 1 una sia stata proferita in cosa o pi leg
giera, o pi grave del soggetto dellaltra: peroc
ch amendue hanno stabilita una verit, ed han

no il carattere dun atto di giustizia. Ma la di


versit degli oggetti su i quali cadono ne fa na
scere una sulla credibilit della prova, che la
sola scienza , e perci la sola legge pu esatta
mente apprezzare.

, v

M
'1 ';1

,_,

"a?
A"

(i) I Pretori giudicavano prima i soli affari civili ma presiederono


poi le questioni perpetue. Van Der Hoop Diss. de 51': qui antiquitus ap.
Rom.de crimnb. judz'carunt in Thes. Meerman v. 8, Il giudice della
questione riceveva le prove nel modo dalle leggi prescritto, e tulta la

esercizione della causa era regolata da lui. Dig. Lib. 48. lit. x8. l. 1.
erroneo ci che dice del giudice della questione laltronde dotlissim0
Ales. Adam Jntiquite's Romains etc. vol. I. p. 383., asserendo che

sceglievasi tra i giudici popolari. Lo eleggeva o la legge, o il Senato.


Averani
(a) Ant.
Interprct.jur.
Math. Ad li6.
HL.48.1- dig.
cap. lit.
2. num.
16. cap. h

115
Nel giudizio civile si disputa d una cosa di
venuta soggetto del dritto di propriet, o duna
qualit personale, clic ha relazione al dritto di
propriet . Nelluno, e nell altro caso 1 ordine
pubblico non alterato se la cosa invece dessere
in una mano sia in un altra: se la qualit invece
dessere in una sia in un altra persona. Il gran
de e solo interesse dell ordine pubblico che
la questione tra i due contendenti sia terminata
onde essi non la esauriscano di propria autorit

o coll arme, o col bastone alla mano

Il giu

dizio civile perci nella necessit di dirimere

denitivamente la lite e non la lasciare penden


te, perch i due litigatori vogliono, e con ra
gione, veder sistemato il lor dritto. Cosi essendo
conviene al giudizio civile di esser pi corrente
e pi facile sulla credibilit della prova: pe

rocch uno scetticismo scientico, col quale si


volesse librarla col rigor delle regole della cer

tezza morale , potrebbe spesso lasciare indeciso

il litigio

Nel giudizio penale si tratta dirrogare ad una


(1) Il pericolo come pi imminente stato accennato nelle questioni
di possesso.Heinecc. Elem. jur. cv. etc. lib.
tir. 15.
1228. La
diversit della prova nel civile, e nel penale giudizio stata discnssa
sopra altri fondamenti da Globig Censura rei judicialis etc. part. 2.
cap. 8.

2.

(2) Per queste ragioni la legge Toscana , nel caso di dichiarazione di


processo aperto lascia allo'eso libero il dritto di sperimentare contro
il preteso oensore le sue ragioni per il danno da lui sofferto nel giudi
zio civile. Cod. Leopi art. 115. Il Nani comentando l'articolo si con
tenta di dire , che un fatto pu non credersi abbastanza provato agli

effetti criminali, ed abbastanza provato agli effetti civili.


Tomo IV.

,; ;
8

114
creatura umanaun dolore o afiggendo il suo

corpo, o privandola della sua personal libert ,


o del suo onore: n vi ha necessit d irrogar
glielo potendosi facilmente supporre o che il
delitto non sia stato commesso, o che una di
versa persona lo abbia commesso. Da una parte

il dritto della natura respinge lungi dallaccu


sato la pena: dallaltra il dritto politico dee con.

siderare, chela irrogazione della pena non adem


pie il suo scopo se ella non cade sul capo del

vero ollensor della legge. La presunzione d in


nocenza guarentita dalluno obbliga l altro ad
esigere una prova pi convincente, e pi piena
di quella che pu esser necessaria a dirimere la

lite civile, nella quale niuna delitigatori pu


allegar presunzioni, o regole critiche le quali

parlino piuttosto a favore delluno, che a favore


dellaltro
.
' La opinione confutata altra volta, la quale vor
rebbe che la pena crescesse in rigore quanto
pu decrescere nella certezza della sua applica

zione (e) , che altro se non concedere alla leg


(B

ge il dritto

di regolare la valutazione della

prova? Perocch questa opinione, a cui non


- (i) Benlham De l'organisntiou judiciaire chnp. 2. taglia il nodo
colla nomenclatura dritto disputato (giudizio civile ) dritto violato

(giudizio penale) falsa . o almeno equivoca l'una e l'altra. Lo sleasu


autore Traits de; preuves judiciaires vol- 2. chap. 2. ha parlato col
suo solito ingegno delle presunzioni, che egli chiama m:tigiudiciarie o
operanti l'effetto loro innanzi, e per la indole o del giudizio, 0 dell'alto

che lo promuove.

(3) \'ed. il lib. 3. pari. 2. cap. a.pag. 115.

t 15
dato forse di esprimersi in intelligibil linguag
gio: i fautori della quale non si son forse mai

reso conto della sua logica consistenza, onde


darle un significato qualunque, costretta a

convertirsi in encomio delle proveprivilegiate(l).


Queste considerazioni dedotte dalla natura me.
desima delle cose, per se stesse implicate e dif
ficili, annunziano la necessit non che la esistenza

possibile duna stima giuridica della prova, e


dimostrano che il suo vero valore non sempre
pu nascere da quel che diconni testimoni: da
quel che i documenti palesano: da quel che il
detto del reo, il Suo contegno , il suo volto si
gnica: molto meno da circostanze di fatto, che
(I) Il giureconsulto Papiniano Dig. lib. 28. lit. 7. l. 15. si esprime
Quae lacdunl pietatem, e:istimntionem, vereeundiam et al gene

raliler dizerim contra bono: moresunt necfaeere nos porse creden


dum est. Si pu domandare, I. Se tale, n tale altro fatto individuo
possa per se solo autorizzar questa regola della sua credibilit . 11. Se la
regola sia vera o falsa. Il]. Se essendo vera ella siasi dovuta costruire
non sopra un sol fatto, ma sulla osservazione di pi fatti. IV. Se la
regola cast custruila sia analogica. V. Se tale essendo, n potendo es
sere uscita da un fatto individuo, e perci dal criterio istintivo delluo

mo sia stata la legge che le ha data la vita . Nel secolo decimottavo il


De-Simoni si fece il campione delle prove privilegiate , Del uto, e sua
pena
26., avendolo confutato il Nani De indiciis eorumque un: in
eognoscendis erimim'bus, e malamente pretese schermirsi Delitti di
mero a_i:tto part. I. eap. 15.5. m. Puendort De jur. nat. et gent.
lib. 5. cap. 13. g. , e Boemero Elem.jur. crim. sect. 1. cap. n. ano.
vogliono quanto pi grave l'obiettato delitto pi forte la prova . Il
Cavalier Cremani De jur. crim. lib. 3. cap. 32.
lx.esige nella prova
un valore assoluto senza aver riguardo al titolo del delitto. La contro
versia si prolungata tino al giorno presente. Vedasi Hommel Rapsod.
observ. ma. 577., Globig Censura rei judicialis etc. part. 1. pag. 2- La
scienza v brancolando , e il criterio istintivo v franco a versare il
sangue delluomo.

116
niente dicono , ed alle quali il solo ragionamento
delluomo, spesso fallace, somministra un lin
guaggio .

Or non si saprebbe comprendere come poten-


do la legge modicare in parte la libert dellu
mano giudizio quanto alla credibilit della prova
non possa farlo in tutto: e come essendo le leggi
giudiciarie pi limitative, che direttive dellar

bitrio dell uomo giudice, debbano quanto alla


stima della prova perdere il loro attributo, e la

sciarla senza legge mentre tutto a una legge ob


bedisce in natura .
Si dir che questa legge, da cui dee dipendere
il valor della prova nel criterio dell uomo , e
che non dato al dritto di torla di l dove la
natura lha collocata, lo che equivarrebbe a dire
che la critica de fatti cosi inerente allo stato
organico dellindividuo come gli inerente la
facolt digestiva, onde la prova per la sua stima

al cervello dellindividuo come il cibo per la

sua digestione al suo stomaco.


Se cosi fosse, la legge dopo aver regolato come
la prova deve essere ammessa in giudizio: come

vi debbe essere presentata, ed esaminata, giunta


che fosse al criterio del giudice dovrebbe abban
donarla al suo intimo wnvincimento, come luo
mo che getta la pietra in una voragine senza poter
sapere ov ella cadr. La coscienza del giudice

perav_ere questa notizia sarebbe una debole gua


rentigia . La gravit , la probit , il giuramento

dun individuo sono ottime guarentigie della ve

117
rit di quel che egli attestacome visto, o udito
da lui ma non lo sono della rettitudine del suo
giudizio sulla verit d un fatto al quale non si

trovato presente
Asserire che la stima della prova non appar

tiene alla legge, ed tutta operazione del cri


torio dell uomo che giudica asserire che la
legge una vaga astrazione dello spirito umano:

che ella non pu per verun modo uscire dalle

generalit sullequali si costruisce , e che non


padrona di provvedere alla sua applicazione ai

Casi particolari che la reclamano: notare uno

spazio insormontabile un gran vuoto tra la leg


ge, ci casi per i quali fu fatta, o supporre che

ella ha una forza meramente ipotetica tale cio


da Valere se una forza che ella non pu regolare
asserir vericato in fatto il caso da lei contem
plato .

In questa maniera di apprendere la forza, e


1 attivit della legge chi potr dire se la ipotesi
della sua applicazione sia vera o falsa; e se il fatto
anzich realmente esistere o un sogno della
mente del giudice , o una falsit che gli pia
ciuto di spacciare come verit? Se' le cose do

vessero per tal modo considerarsi, le morali forze


dell uomo non sarebbero il mezzo pel quale la
legge dal suo stato di regola generale scende ad
essere regola particolare di tale, o tale altro ca
so. Le morali forze dell uomo sarebbero le vere,
(i) Zeigler Ad Grot. lib. 2. cap. no. 5. a.

118
e sole legislatrici: perocch sarebbe in loro po
tere di far parlare, e far tacere la legge asse
rendo, o negando come meglio lor sembra la
esistenza del soggetto della sua pratica applica
zione .
L ascendente delle abitudini spesso ci vieta di
apprendere i pericoli, che ci circondano. Luomo
si fabbrica una dimora a pi del cratere del vul
cano, che pu da un momento allaltro o ingo
jarla, o travolgerla in un torrente di lava infuo
cata: solca tranquillo i mari mentre una sola ta

vola lo separa dall abisso, in cui un colpo di


vento pu farlo sommergere. La fede de nostri
simili incaricati dell amministrazione della giu
stizia penale ha a proprio favore la generalit
delle giuste lor decisioni: ma se questa fede do
vesse essere lunica guarentigia degli accusati la
loro sorte non sarebbe dissimile da quella di co
loro, i quali vivono sulla cima del Vesuvio, o
navigano un marburrascoso.

Ola legge pu avere una esistenza sua pro


pria, e debbo aver mezzi per giungere, legge

pur sempre, ai pi minuti ragguagli della sua


pratica applicazione. 0 questi mezzi sono alla leg
ge impossibili, ed ella non esiste, ed un sogno,

Un delirio della mente degli uomini.


Se la legge debb essere per tutti eguale non
pu esser diseguale la forza, e la regola della sua
pratica applicazione, e diseguale sarebbe se la
stima della prova fosse abbandonata al criterio
istintivo delluomo, il quale da un individuo

H9

allaltro varia secondo il variare delle abitudini,


degli oggetti alla sua portata, colla tempra di vo
lont, come con quella dingegno. questo il pri

mo razionale concetto, il quale per se medesimo


inoppugnabile apre la via al sistema del valor

giuridico della prova . La legge non pu creare


questo valore come crea il dritto ma pu rego

larlo per certi casi, e tenerlo in determinati con


ni in certi altri. Niun pu negare, che la legge
debba far regnare la eguaglianza tra gli uomi

ni (1), e solo pu dubitarsi se abbia forze suf


cienti per ottenerlo.
La umana ragione non ha potuto dal proprio

fondo, e come dicesi a priori altro attingere se


non che la idea astratta del giusto assoluto . La
esperienza le ha somministrata la idea del male

politico, e desuoi vari gradi, la quale perci ha


dovuto tutta nascer da fatti. La umana ragione
pu formarsi laidea del vero assoluto come lelr

be del giusto, ma il solo esame defatti, e la sola


esperienza hanno potuto istruirla di ci che pi
vi si avvicina, e per la sua ricorrenza la pi co
stante, e per la osservazione che non vi si mai

scoperto l errore , o la falsit . I fatti di questo


carattere hanno qualit determinabili dalla 05
servazione, e dalla esperienza come quelli che
debbono essere dalla legge all uomo vietati : le
qualit de primi son logiche: quelle de secondi
morali o politiche: ma qualit negli uni, e, negli
a-r _ Si?
_ -t
(t) Cicer. De Repub. lib. i. cup. 39. ]urd certe parta eue debem eo
rum il|tlr se qui ma: civu in eudem republioa.
:;

120

altri, che la legge pu astrarre si dagli uni come


degli altri, e formarne fondamenti delle gene
rali sue regole: la qual cosa dimostra come la
regola critica della credibilit d un fatto, vale a
dire del valor della prova, pu divenir regola di

dritto come quella della sua moralit, e della


sua ingiustizia possibile.

Perch un fatto possa essere dalla legge di


chiarato idoneo a fornire al giudice la misura

della prova di quello che controverso in giu


dizio conviene che esso sia tale da poter essere
come fatto dalla lettera della legge determina

bile, pe'rocch se il fatto ha questo carattere, e


la lettera della legge lo ha indicato al giudice
come titolo, e norma della misura della prova

lesito del giudizio dipende dal poter della leg


ge, n dipende pi da quello delluomo, ed
trovato il mezzo di aver la legge eguale per tutti
nella sua pratica applicazione come nella sua co
stituzione: come regola critica, e come regola
morale o politica nel tempo stesso.
La stima della prova trovasi allora tra-due for

ze, le quali possono essere in contrasto tra loro:


lautorit della legge, il criterio istintivo del
luomo giudice: ma questa forza dee cedere a
quella, non potendo luomo presumere chei dati
(1 analogia, che gli ha somministrati la sua corta
vita siano da paragonarsi a quelli che la legge ha
raccolti dalla esperienza delle nazioni, e de se

coli. Vi sono allor due certezze sebbene non vi


possa essere se non una verit :- luna dell'uomo,

121

l altra della legge: luna morale, laltra giuridi


ca(t): la prima oscillante, e variabile: la se
donda ferma, costante come la giustizia che la

cre . Di qui la origine della prova legittima.


Non sempre, anzi raramente si presenta nel
giudizio penale come prova un fatto dalla legge
Preveduto, e dalla sua lettera determinato come

prova di quello di cui questione. Se si presen


tano fatti i quali per la loro incalcolabile variet
non possono avere qualit certe invariabili da

servire di fondamento alla legge onde costruirvi

regole generali della loro credibilit, la legge


distingue quali la esperienza ha scoperti costan
temente fallaci o perch siano stati criterio di

verit in tempo di ignoranza, e barbarie (a); o


perch labbiano avuto tutto dalla umana su

perstizione (5): o perch un pi purgato giudi


(t) Tbomas. Dire. dedejuridica cap. 2.

IO. ammette la giu

ridica in contrapposto alla storica, o mentovandone una intellettua


le cap. 1. S. 26. la promiscua colla storica. ll Nani Animadv. ad
Mai/i. lib. 48. tir. 15. cap. 6. num. 5. net. i. ammette la differenza tra
la certezza morale dell'uomo, e la certezza morale della legge.
(a) Alex. ab Alex. Dies genial. lib. 2. cap. 19. pag. 42'i. espone co
me gli antichi dalla conformazione del corpo arguivano le virt, e i
vizi dell'animo . Ved. il lib. 1. cap. 1 \. pag. 186. 1102. I.
(3) Stampavasi nel secolo decimosesto che Mos, ridotto in polvere
il vitello d'oro, mescolata la polvere con acqua, e data a bere scuoprt
chi tra gli lsdraeliti lo avesse adorato dall'essersid'oro fermato sulla
lor barba. Jeremie de Paura Divine Melodie pag. 829. Il Padre Mal
lebranche credeva alla bacchetta colla quale alcuni al suo tempo ai
vantavano di rintracciare la strada smarrita, i confini de campi,i
furti, gli omicidi , gli adulterj. Mercure Galant Jarwier 1695. Nel
l'Aprile 1697 Giacomo Aymar possessore della verga mercuriale fu
chiamato a riutracciar co' suoi moti lautore della esposizione dun
infante: ca\o fuori la bacchetta, la quale prendendo una direzione, ed

122
zio non possa loro concedere il proprio sull'rl

gio

Cos la legge facendo agisce come limite

del criterio istintivo delluomo inclinato sempre

a concedere una cieca, ed esagerata fiducia a


tutto ci che aggrava, e denigra il suo simi

le

Ma anco ove i fatti son tali, che critic;n

mente considerati possono esser prova del fatto

ignoto di cui si controverte in giudizio, la legge


non avendoli potuti in lettera determinare se

concede al giudice la facolt di stimarla gli se


gna per un limite oltre al quale non pu tra
scorrere, e gli vieta di dirsi convinto ancorch

egli col proprio criterio lo fosse . La quale se


conda operazione della legge se nond una nor
ma al criterio del giudice gli segna per un li*
mite, che egli non pu traSgredire.

Non da dir dunque, che la stima della prova


non possa appartenere al diritto senza distingue
re il processo penale, in cui le sole f0rze del
l uomo tutto operano , e tutto producono, e il
processo penale in cui la sola legge ha a s ri

esso seguendola, incontrato uno a cavallo, e la bacchetta fermatasi , fu

il cavaliere creduto autor del delitto. Mercure historique, et politique


Avril 1697. pag. Mo.
(I) Il Cav. Globig Censura rei judicialis etc. part. 2. cnp. g.
7.
immagina alcuni indizi che egli chiama armonici, e proponendo un
contrappunto di sua invenzione stabilisce che il valor degli armonici
a quello degl'inarmouici sta come due a tre, e con progressiouearil
metlca come nove a sedici ec.
(a) lo diceva a suoi tempi il Boccaccio Decam. giorn. 3. mw. 6.
e voi sapete che la gente pi acconcia a credere il male che il
bene . n credo che in certe cose il carattere morale del papalult
da allora ad oggi gran fatto cambiato.

la?)
Servato il potere di decidere della sorte del reo.

Questo potere fu considerato nellestremo, e de.


cisivo punto della sua inuenza sullesito del giu_
dizio penale, in cui la differenza dedue proces
si pi visibilmente si manifesta. Perocch nel
processo accusatorio lassoluzione del reo tutta
in potere del giudice, come tutta nel di lui

poter la condanna, sicch la legge altro ufficio


non vi esercita che quello di nominare la pena.
Nel processo quesitorio l assoluzione, e la con
danna del reo nel caso di prova legittima tut
tu, ed intera nella lettera non che nello spirito
della legge. Il giudice niente ha fatto, e niente
ha potuto fare colle private sue forze perch
luna o laltra formula esprime l applicazione

della legge al fatto per il quale fa ricerca fu


istituita. Nel caso di prova non legittima, per

ch dalla legge in lettera non designabile, la


legge pur sempre non il giudice che decide
della sorte del reo , della qual cosa 1 esame non

spetta alla stima giuridica, ma alleffetto giuri


dico della prova in quanto pi specialmente ap
partiene al carattere per il quale i due processi
si distinguono in modo inconciliabile tra di loro.
La stima giuridica della prova in quanto alla
deriva dalla forza della legge non da quella del
l_ uomo dee necessariamente formare un sistema

collegato in tutto le sue parti , e per entro al


quale larbitrio del giudice non possa mischiar
cosa che ordinata dalla legge non sia. Di qui

prende origine , e titolo il processo penale co

m4
struito co calcoli della scienza, e il carattere
che lo distingue da quello, che tutto si fonda Su

i calcoli della, coscienza. Se la prova suscetti

bile duna stima giuridica ella dee nascere, com


parire in giudizio, e starvi come una regola che

la legge hmprescritta ._ Se essere altrimenti po


tesse; la prova mista di quel che 1 arbitrio del
1 uoiuovi ha messo, e di quel che vi ha voluto
imprimere la legge rinnuoverebbe l esempio di
quemostri, che la poesia si spesso compiaciuta

dipinge;e (1).
Per queste ragioni a questo processo neces

saria lanalisi, e gli mortale nemica la sintesi:


potendo la prima ottenersi per procedimenti,

che una scienza ha tracciati: non potendo la se


. con;da manillstarsi se non nel ragionamentodel
lu*o.Di qui nasce la regola, che tutto in que
sto processo dee esser supposto ignotoda chi lo

conduce: _perocch se la prova non sorgesse da


questo dato, e quasi da una serie di fatti i quali
nel loro analitico ordine si sono luno dopo 1 al
tro per cosi dir Succeduti , ella non avrebbe il
carattere, ch'e'la legge le presuppone nel ssarne
,la stima .

,,; Ilvprocesso scientico perch tutto diretto


adqvere la stima scientica della prova: lo
nell analisi con cui istituito: lo per laiuto
che chiede alle scienze, e alle arti, loracolo delle

quali necessario di consultare onde stabilire la


( I) Un monstre voi: humane: homme, famme, et lyon.

Ved. qui addietro a pag. 78. nel. 1.

n.5
fisica certezza dun fatto: lo nalmente perch
il giudizio sulla prova e quale la scienza delle
verisimiglianze, e delle probabilit potrebbe col

le sue regole pronunziarlo


Il passaggio della tortura dai testimoni agli ac
cusati, e dai servi ai liberi determin i Romani
giureconsulti a fare il primo abbozzo , che per
lor si pot della stima giuridica della prova .
Avendo adottata la massima che concorrendo la
prova legittima non era luogo ai tormenti, essi
dovettero concepirne la prima idea, ed avendo
stabilito, che nel solo concorso dindizj,vee
menti vi si poteva procedere, essi dovettero de
sumer l indizio , ed il suo valore da ci che la
esperienza e le regole dell ana10gia ne pronun
ziano (a), e costruire poco a poco una giurispru
denza, che servisse di norma in tutta questa ma

teria. Cos la stima giuridica della prova fu il


primo temperamento, che la giustizia pot op

porre alle invasioni , delle quali il dispotismo la

minacciava
Il dritto canonico estese in seguito luso della
stima giuridica della prova, e autor come fu del

linquisitorio processo
non pot a meno di
elevarla al grado di criterio regolatore di questa
forma di giudizio penale (5).
(I) Ved. quel che per dirsi in appresso pag. mq.
(a) Ani. Math. De criminib. ad lib. 48. dig. lit. 16. cap. 3. num. 6.
(3) Paul. Sentent. lib. 5. tit. 14. In criminibus eruendis quaestio
quidem adlubetur sed non statim a tormenti: incipiendum: ideoque
prius ARGUMENTIS quaerendum est .

,(4) Thamasius Diss. ded jurid. S. 62.

(5) lem. Diss. dcd.jurid. 5.64.

MG

'

stato con ragione osservato come le regole


della stima giuridica della prova hanno prodotta
una farraginosa mole di volumi usciti tutti dalla

penne depratici

Questa osservazione acqui

sta forza maggiore se si rietta che il criterio istin


tivo delluomo non ha scritto neppure un libro,

ed rimasto come Narciso al fonte, solo, con


_lento, ed innamorato di se medesimo. Migliore
espediente sarebbe stato 1 esaminare colla storia
de giudicati alla mano, se ci fosse stato possi

bile, quante vittime ha salvate, e quante neba


immplate o la stima giuridica della prova, 0
l intimo convincimento dell uomo. Se si consi
dera la naturale inclinazione delluno, e dellal

tro mezzo , siccome la indole del primo deriva


tutta dal dubbio, che la vera scienza vede sem
pre attorno asuoi passi, e la indole del secondo
dalla facilit si connaturale alluomo di tutto
tener per certo , si avr motivo di credere che
la stima giuridica della prova abbia meno del
1 intimo convincimento dell uomo precipitati i
propri giudizi sulla sovte degli accusati.

Uomini, iquali meditarono lungamente sulle


forze dello spirito umano, e sul grado di certezza
delle sue cognizioni, ebbero a dolersi, nel secolo

(I) Alle fatiche del Menochio, del Blaochio, del Crusio ec. succes
nro le pi ordinate del Leiser, del Boehmer, del Schneider. In un

tempo nel quale lo spirito umano lenta ridurre tutto a teoria scientica
la materia delle presunzioni, e degl'indizi stata dollrinalmenle trat
tata dal Kleinschrod, dal Gensler, dal Webur, dal Konopack, dall'in
;igne Millermaier cc. le opere de'quali sono indicate dal Globig Cen
sura reijudicialis etc. cap. 9. 4.

127
della losoa, dello stato (l infanzia; in cui tut

tora si trova la scienza delle probabilit


Se
il lamento vero e fondato, sembra certo, che
o il calcolo delle probabilit una chimera ( e
se tale tanto lo debb essere per luno quanto
per laltro sistema, e il vantaggio in tal Caso sar

dalla parte di quello che pi dubita, e meno as

'serisce ) o i (lati di questo calcolo come essen


zialmente pratici si ricusano ad essere ovdinati in
sistema scientico.
La mente umana in mezzo a queste perplessit

omleggia per cos dire tra due estremi diame


tralmente opposti tra loro. Alcuni si lusingaro

no, che il calcolo delle probabilit potesse esser

ridotto all esattezza di quello dell algebra (2):


opinione la quale ha contro di se autorevoli vo
ti, n vi fu chi avventurasse di sottoporla alla

riprova della esperienza

Alcuni bellamlo le

(1) Se ne doleva Leibnitz nella sua lettera a Th. Burnel Op. vol. 1.
pag- 85.

(a) L'infelice De Wit gran-pensionario di Olanda considerato


come il primo'autore del tentativo dellapplicazione del calcolo alle
probabilil. Pascal, Huygens, Fermat, Mer, Bernoulli, Condog'cet,
La-Place proseguirono il lenlalivo . De Gerando De la gener. de; con
naissances humnines, Pari: An. [1. vol. 2. pag. mg. Condorch , e

La-Place non vi son rammenlali .


(3) Pnppo, Hismann, Basedow, Freni, e in specie D Alembert sc
guilali dallanonimo autore del Saggio sopra ip:incipj e i_fbndamcuti
della probabilit pag. 3. La prima domanda che Federigo Il. fece al
DAlembert nel loro incontro a Wesel nel 1763, fu Le matematiche
rniscon mezzi per calcolare le probabilit politiche? 1) Sire, rispose
il D'Alemberl , non conosco mezza di simil calcolo: ma se esistesse,sa
rebbe inutile contro d'uno ; cui la vittoria al: dietro con tutte le pro
babilit.

128
regole della fede giuridica sembrano deridere
ogni tentativo scientifico per ridurre a calcolo

la probabilit, ed encomiano il tatto sperimen


tale dell uomo idiota
I pratici , certamente
senza saperlo, e guidati dal solo bisogno della
giustizia, hanno battuto una via di mezzo tra
queste due opposte opinioni: n tutti dommatici

cogli algebristi, n tutti empirici cofautori del


lintimo convincimento. Essi rassomigliano a
quellarchitetto Ateniese il quale sentendosi pi
forte nel fare, e pi debole nel ragionare del
suo antagonista si espresse, che quanto 1 uno
parlava altrettanto egli avrebbe fatto . I pratici

guidati dalla forza de fatti hanno sentito che il


calcolo delle probabilit si compone tutto di
dati sperimentali, e che quanto questi dati pi
si moltiplicano, e pi si registrano pi possono
servir di materiali per formare un corpo di scien
za: la quale opinione una specie di media pro

porzionale tra le due estreme segnalate qui so


pra .
I volumi scritti sulla stima giuridica della pro
va non hanno avuto n qui giudice competen

te. I culti interpetri del dritto romano: i loso


: i belli spiriti ne hanno giudicato sfavorevol
mente perch coll"uso forense non ne hanno po
) Fenelon Oeuvres phlosoph. v. a. pag. 131., e De l'eristence
de Dieu pag. 9. IO. 13. colloca nel senso comune le idee chiare, e
il criterio d'ogni giudizio. Il primo carattere della verit , secondo
Fenelon, d'essere generale , e popolare . Ma questo sistema di loso
a non ha niente che fare col rema comune di cui fu parlato nel li.
I. oap.8. pag- H7.
'

A_-_

129
tuto conoscere gl inconvenienti, e i vantaggi. I

forensi non hanno avuto n mezzi, n tempo per


rispondere ai loro contradittori , e se gli aves
sero avuti il loro giudizio a favore delle cose
loro sarebbe stato rigettato come dettato dal lo
ro interesse e dalle loro abitudini.
Ma la stima giuridica della prova si contenta
di poter esser tale al tribunale della umana ra
gione. Comparendo al tribunale della politica
questa maniera di acquistare, apprezzare, e de

cider la prova nel giudizio penale non solo ha a


proprio fav0re il suffragio del dritto civile, col

quale spesso viene a confronto (1), ma ha il ti


tolo della necessit, e della giustizia: il titolo

della necessit perch la guarentigia della si


curezza individuale in un processo inseparabile
da una certa e determinata forma di dritto pub
blico della citt: il titolo della giustizia perch
in mezzo alle incertezze, che circondano le co

gnizioni umane nel Calcolo delle probabilit,


ella uno de tentativi scientifici , che se non ha

dritto di escludere ogni altro, non merita nep


pure di essere escluso.
La stima giuridica della prova vuole esser con
siderata in altro punto di vista. Lingegno umano
spesso un vascello troppo leggiero, e veliero
troppo. Quando pur la scienza nell apprezzare
la prova potesse considerarsi come un peso, o
un impaccio allo spirito di chi dee giudicarne,

(i) Ved. qui addietro pag. un.


Tomo IV.,

150
la lentezza alla quale ella l obbligherebbe non
sarebbe un dato sfavorevole alla giustizia. Po
tendo avere una storia esatta e diffusa de giudi
cati, si avrebbe la giusta misura derelativi van
taggi della fretta, e della lentezza nel profe
rirli .
Il criterio istintivo delluomo ammassa tutte
in un fascio le prove, che laccusatore ed il reo
adducono nel giudiziopenale. La luce uniforme
di questo criterio le riduce tutte a un colore

perch il colore dato agli oggetti da lui, e


dagli oggetti non parte. La stima giuridica della
prova procede altrimenti. Ogni specie di prova
presenta un separato, e distinto soggetto di esa

me: perch ogni oggetto deve esser posto nel


suo vero punto di luce, e liberato quasi da tutti
quelli che avvicinandovisi potessero spargere om
bre avventizie sopra di lui. Lo che essendo cosi,
ragion vuole, che ogni mezzo di prova nella se
parata e distinta sua specie venga considerato

come suscettibile, o non suscettibile di giuridica


stima .

151
CAPITOLO

VIIL

Continuazoize. Della prova per mezzo della


confessione del reo.

_Se il processo penale si consideri come una


lite tra l attore ed il reo convenuto, la confes
sione di questi si presenta in un aspetto . Se venga
considerato come metodo inda-gatore duna non
ancor nota.verit di fatto la confessione del reo
si presenta in un aspetto interamente diverso.

Se il processo una lite tra lacusatore che


asserisce , e il reo che nega, concordando que
sti colla confessione quel che asserisce quegli, la
lite finita: onde nel processo accusatorio la
confessione o espressa , o tacita del reo non si

conta nel numero delle prove, ed esonera 1 ac

cusatore (la darne (i) .


Questo sistema appaga lumano ingegno avido
del vero assoluto . Imperocch chi sapr meglio
la verit dun fatto di colui, che se ne dichiara
1 autore? Ma questavidit del vero assoluto,

encomiabile in se medesima, per una di quelle


(I) Ani. Mail. Decrmini6. ad lib. 48. dig.. lit. 13. cap. 7. num. 3- ,
e sul non essere la confessione del reo una prova 100. ci! lit. 15. enp.
7. num. 2. Celebre a questo propo:ilo la disputa tra l'llubero, e il

Wessembacio suo precettore, di cui da un cenno Joubell Diuerl. da


Evidenzia etc. cap. 2.

152
contradizioni, che frequentemente nella natura
umana sincontrano spesso divenuta causa di
errori fatali. A questav'idit si dee labuso della
delazione del giuramento al reo: n al giura
mento si pu fare il rimprovero, che alla tortura
fu fatto perch esso v in traccia della verit non

della confessione del delitto

Questa meda.

sima avidit del vero assoluto ha indotto alcuni


a pensare, che nella natura mor'ale dell uomo

esista quasi un innata passione pel vero,la quale


lo spinga a manifestarlo se la sua mente ne sia

consapevole (2): opinione favorevole alla umana


natura , confacente alla sua dignit , divota alla

religione, ed alla morale le quali prescrivono la


esatta conformit delle parole al pensiero, ma
fatalmente smentita dalla esperienza, la quale
mostra, che luomo quanto meno educato pi
antepone il criterio del proprio interesse a quello

del vero
Se la confessione del reo si consideri come
(i) All'occasione in cui fu discussa in Francia la ordinanza criminale
del 1670 fu discusso ancora se si dovesse deferire il giuramento al reo.
Il Presidente Lamoignon opin per la negativa . I sigg. Pussort, e Talon
per l'alfermativa osservarono, i. che il reo doveva dire la verit, a.
che non pu provvedere alla propria salvezza mentendo perch non si
pu fare un male onde ne venga un bene, 3. che altrimenti sarebbe

adottar la opinione decasisti iquali credono lecita la menzogna per sal


varsi dalla pena . Elem. de la proced. crim. vol. 1. pag. 288.
(a) Cremani Dejur. crim. lib. 3 cap. 27. in. Si aggiunge a que
sto la Voce della coscienza, che anco negli empi poderosissima , e

molti esempi ne furono citati lib. 2. cap. pag. 55. net. l. '
(3) Cic. Tapis. cap. 20. osserva come iragazzi, i dormienti, gli u.
briachi, i pazzi sono inclinati a manifestare la verit: certamente per

ch cessa in essi ogni interesse a nasconderla.

155
autorit umana, a cui la certezza morale, ed isto

rica tutta si appoggia (I), gravi difcolt si pre


sentano per ammetterne piena e indenita la fe
de. Gli antichi osservarono ,' sembrare una spe

cie di alienazione di mente la dichiarazione che


alcuno fa contro se medesimo, esponendosi alla

certa subizione dun male

Per ispiegare al

trimenti questo morale fenomeno converrebbe


ricorrere a immaginare nelluomo, il quale con

fessa il proprio delitto , la eroica risoluzione di


farsi martire della verit, cosa, che il delitto da
lui commesso smentisce: onde quanto pi que
sto morale fenomeno si esamina pi in esso le
contradizioni si manifestano.

Queste contradizioni non valutate dalluomo


idiota, il quale di sua natura inclinato ad ab
breviare le vie, che conducono alla scoperta
- del vero, e quindi a precipitare i propri giudi
zi, sono seriamente apprezzate dall osservatore
defenomeni della morale natura delluomo:on
de la scienza delle probabilit, divenuta stima
giuridica della prova, ha ammessa bens la piena
credibilit della confessione del reo, ma lha ri

chiesta collappoggio di tutti i dati critici, che la


dimostrino quasi fuori di se medesima vera: lo che

il foro ha espresso colla formula di legittima


(I) Zeigler Ad Grot. de jur. bell. et pac. lib. 2. cap. 20. S. I.
(a) Quintil. Deelam. 313. Vero , che nel caso preso di mira dal'
Retore trattavasi di confessione di parricidio emessa da un alienato di

mente.
'
(3) Il Cavalier Cremani De jur. crimin. lib. 3. cap. 27. espone con

154
Landamento analitico del processo il primo
dato critico della credibilit di questo mezzo di
prova. Il chimico sevuol conoscere la segreta
natura dun corpo non pu colla propria ricerca
penetrarvi dentro a suo grado, ma costretto
a farlo per mezzo danalisi : non supponendo con
una ipotesi, che la sua fantasia abbia gi formata,

noto ci che gli igngo: muovendo dallesame


della esteriore configurazione del corpo che vuol
conoscere: dividendone per quanto pu le parti
tutte onde separare le eterogenee che forse sono

in esso frammiste, e procedendo poi a una nuova


decomposizione delle parti che restano onde ap

prezzare gli elerpentikche le compongono. Nella


ricerca morale della verit duna proposizione,
e dun fatto, in quantp pu scoprirsi interrogando

un uomo, le prevenzipnifgl interessi, la legge


rezza dellanimo di chi integroga, la superiorit,

accuratezza somma i requisiti della confessione legittima o pienamente


provante . Il Cavalier Filangieri Scimzn della legislazione lib. 3. part.
I. cup. lo. ha fatto di questo mezzo di prova un soggetto prima retori
_ cc, quindi storico connettcndolo con la torlura. La parte retorica in
comincia dalle naturali presunzioni, che ha contro di se la credibilit
della confessione, senza apprezzare che} ella pur tra i mezzi di pro
va: senza distinguere il processo accusatorio, ed il quesitorio: dissi
mulando gli eetti del primo. La parte isterica incomincia da Augu
sto, e nisce col medio evo. Ne retoricamente, n storicamente il sig.

Meyer Esprit, origine etc. des instit. judiciaires liv. 6. chap. 12. pag.
255., ma giuridicamente esaminando le cose ravvisa la teoria della
prova per la confessione de' rei essenzialmente connessa colla tortura.
Egli prende di mira il reo negativo: ma se si tratta di reo con esso

qual caso verr fare della confessione? Certamente dargli eello o di


prova piena, o di mezzo che esclude la necessit della prova. il Filan-j
gieri pi coerente cominciando da disprezzare la confessione.

l55

qualunque sia il titolo, che egli pensi di avere


sulla persona da interrogarsi, la impazienza di
una pi lunga ricerca, le passioni che per ogni
dove 0 violentemente, o accortamente per tutto
sinsinuano tendono a far precipitare la interro

gazione, e consigliano espedienti diretti ad aver la


risposta o pi sollecita , o pi confacente alle pro
prie mire. La confessione pu essere suggerita al
reo da chi condusse la interrogazione in varia ma
niera.Linterrogante pu averla sollecitata o con
promesse , o con minacce, o con supporre pro
vato ci che non : pu averla carpita con un
modo (1 interrogazione che con palliata , ed ac
corta maniera, e sinteticamente esprimendosi

tenda a ottenere una affermativa risposta . Que


sto pi frequente ed abusivo modo (linterroga
zione si verica sempre quando chi la propone

per pi presto giungere al proprio scopo inter


roga il reo sul fatto principale ignoto prima di

averlo interrogato su i fatti accessori, i quali sol.


tanto son noti. In tutti questi casi la risposta del
reo conlitente non legittima e per non cre
dibile

Il dritto romano in tempo del suo processo


(i) Disputarono i dotti, fra i quali Quistorp, Danz, Kleinschrod,
Mittermaier quando e per qual maniera la interrogazione suggestiva
viziasse la confessione, n le opinioni furono su questo proposito con
cordi tra loro. Mittermaier Diss. de nullilatibus in caussis crim. Hei

delbergae 180g).
194 Preu Diss. sistens nonnulla capita de suggestio
nibus in proc. crim. obvcn. Alcwf 1804. S. 7. 8. La legge a mio cre
dere dovrebbe essere inesorabile . Nuoce meno alla opinione della sicu
rezza un delitto impunito che una giudiciale soperchier'ta.

156
misto, e conservando i modi, e le forme dellac'
cusatorio nella interrogazione del reo, sebbene in
tutto il resto le avesse o abbandonate, o distrutte,
non ebbe scrupolo di ammettere in quella inter
rogazione la suggestione, e si content di ban

dirla dalla interrogazione del testimone(t):nun


ponderando, come il dritto canonico poi pun

der, che il modo dinterrogarsi tra lattore,


ed il reo pu esser quale dalluno, o dallaltro
proposto, ma che collocato il reo dinanzi alla
forza, che ha l autorit di opprimerlo colla pe
na, cessando le relazioni dattore, e di reo,
debbono necessariamente subentrare quelle di
giudice, e di testimone, n altrimenti che come

testimone il reo pu essere interrogato


(l) Il modo della interrogazione ebbe una regola per esser divenuta
la tortura un mezzo legittimo di rintracciare la verit. Sebbene fosse
venuto a cessare il processo accusatorio nella sua purit primitiva si
ammesse che la confessione costituiva il reo convinto. Math. Ad lib.
48. dig. zie. |5. cap. 16. cap. 1. num. 1. Questo medesimo autore indica
le differenze del modo d interrogare il reo,e il testimone loc. cit. cnp.
4. num. 10., e desume il tenore della interrogazione al reo da un passo
di Plauto nel Truculento. Il teatro pu dipingerei tristi usi dun po
polo ma non pu essere una buona autorit per bene amministrar la
giustizia. li Poggi Elem. jurispr. crim. lib. I. cap. 2.
62. not. xo7.
comparte elogi non meritati alla L. I.
qui quaest. dig. de quaestio
mbus, e quanto alla nullit per il capo della suggestione non retta
mente la interpetra Mittermair Diss. laud.
19. not. a.
(2) Nel processo accusatorio la eguaglianza perfetta tra l'accusatore ,
ed il reo, e la indole della lite, che tutta tra loro, sono circostanze,
le quali rendono inutile 1 assoggettare la interrogazione alle forme ana
litiche neCcssarie ad indagare la verit. Appena il processo cambia , e
vi e ammesso o l'q{[zio del giudice, o laccusa d' ufzio, come nei
processi misti, il reo se si vuol trattar come mezzo per scuoprire la

verit, non pu avere altra guarentigia, che la interrogazione la pi


logicamente adattata per giungervi .

157
La parola confessione indica latto con cui
alcuno fa quasi fede a se stesso del fatto pro

prio

Le idee del foro penitenziario hanno

abituate le menti a considerarla come una spe


cie di sommissione , che l infrattor della legge
fa a chi ne ha in mano la forza : onde non da
meravigliare , che la inquisizione ecclesiastica
allorch esercitavasi coll aiuto della forza pub
blica aspirasse di sua natura a questo atto, e che
in tempi, ne quali non era si facilmente intesa
la differenza tra il principio religioso, e il prin
cipio politico, la confessione del reo nel processo
inquisitorio fosse lo scopo delle pretensioni non

che devoti di chilo guidava


sinfatuano di piccole cose

I piccoli animi
Un giudice si

nebria spesso della sua carica: si abitua a consi


derarsi una forza partecipe dedritti sovrani, e

presiedendo al processo considera il reo negativo


come una specie di ribelle, che resiste a suoi
ordini. Ma che fa costui sostituendo il fumo alla
luce, e la prepotenza alla paziente ricerca del
(i) Varr. De lingua latin. lib. 5. c. 7.
(a) Il sig. Meyer Esprit, origine etc. de: instit. judiciaires vol. 3.
pag. 295. oltre al tener per fermo che il processo inquisitorio ad altro
non mira se non alla confessione del reo, su di che sar necessario

pi a lungo discorrere parlando del segreto, coll'animn preoccupato


del processo accusatorio sostiene che l' interrogatorio del reo non pu
avere altro oggetto che quello di contestarin le prove, che stanno
contro di lui non altrimenti che nel giudizio civile. Il salto e lesto, ma

il varco non si facile. Bentham Traite de: preuues judiciaires vol.


1. pag. 352. e seg. ha mostrato , che l interrogatorio del reo, chei no
stri pratici chiamano esame obiettivo, un mezzo critico per iscoprire
la verit .

(3) Parva leve: capiunt animos.

158
vero? Svela la sua debolezza, e non rende pi
forte la prova, che dovea avere il suo suggello

nella confessione dellimputato


La confessione del reo debb essere critica
mente considerata come testimonianza del pro

prio fatto (a) , la quale assai pi credibile di


quella di chi depone del fatto altrui. Se il testi.
mene del fatto altrui ha la sua causa di scienza
nella vista, o nell udito, il testimone del fatto
proprio lha quasi in tutto se stesso, in ci che
moralmente, e sicamente egli , nelle proprie
idee, nelle proprie sensazioni, e negli oggetti
esterni, dai quali emanarono.
La confessione che agli effetti religiosi, ai mo
rali , e ai civili una cosa , un oggetto (1 in
dole affatto diver5a quando si considera come
mezzo diprova nel giudizio penale . Ella allora
presenta un problema ideologico, che la sola
ricerca scientica pu sciogliere. Questo pro

blema stato da lungo tempo sentito, ed ape ,


preso in tutta la sua difcolt, e a questo senti

mento, a questapprensione debbono attribuirsi


le dispute , che si elevarono sulla maggiore o mi

nore credibilit della confessione del reo


(I) Vedasi quanto sullesame de'rei osserva il Paoletti Istruzioni ee.
S. [O
(a) Non in causa propria come contro tutti'i principi pretende Glo
big. Censura rei judcalis etc. part. 2. pag. 167.
(3) Impugnarono la piena credibilit della confessione Domat Le:
Ivi: civil. liv. 3. sect. 5. S. 1., Risi De probat. ad capit.judicia necesr.
num. 2. 3., De-Simoni Debfurto, e sua pena 29. , Nani De indiciis

cap. 5. Ultimamente Globig Censura rei judicialis part. 2. pag. 103.

139
Il reo confessando il proprio delitto fa fede
dello stato delle sue idee relativamente ad un
fatto , del quale la esistenza non conosciuta.
Sono state con minutezza indicate le cause, per
le quali un reo pu falsamente emettere una te

stimonianza contro se stesso

Onde assicu

rarsi, che ein non confessa per alcuna di quelle


cause , convien rintracciar quelle, che esistendo
ne fatti, sulla prova de quali non pu nascere
verun dubbio, divengono altrettanti punti di

realt ai quali la confessione si riferisce. Quanto


questi punti di fatto saranno maggiori di nume
ro: quanto pi stretta sar la lor connessione
critica col fatto delittuoso dal reo confessato:
quanto meno questi punti di fatto appariranno ,
poter essere pervenuti a notizia del reo per altro
mezzo , che per la testimonianza de propri sensi
tanto pi sar escluso, che egli confessi per una
causa, la quale invece dessere nel suo spirito
come pittura di ci che , nel suo cuore come
stimolo ad alterare la verit; e perci tanto pi.
la sua confessione Sar credibile.
Sorgono da queste dialettiche considerazioni
due conseguenze: la prima che trattandosi di

delitto di fatto transeunte, il quale non abbia


lasciate siche tracce dietro di s la confessione
del reo perde della propria credibilit almeno

ch i fatti accessori che ella indica come criti


propone iniggersi al reo confessb una pena bens, mai non irrepa
rabile.
(I) Baulbam Trait des Wcuvesjudiciaires vol. I. pag. 356.

140
camente referibili al fatto principale di cui
questione molti non siano, e tutti concludente
mente nelle loro separate, e distinte specie pro
vati: la seconda che trattandosi di delitti di fatto
permanente, i quali ammettono per la loro veri
ficazione la Certezza sica , il materiale del de
litto sia co metodi di questa certezza luminosa
mente e fuor dogni dubbio provato: perocch
se la confessione del reo al pari dogni altra te'
stimonianza pu far fede dell azione dell uomo \
sopra (1 un corpo necessario che il corpo esi

sta, e conservi di quell azione le tracce.


Di qui apparisce la differenza dedue processi

nel favore, o nel disfavore con cui 0 luno, o


l altro considera la minuta, circostanziata , ed
esatta verificazione del materiale del delitto. Il
processo accusatorio valutando la confessione del

reo come rinunzia alla prova non ha motivo di


apprezzare nel materiale del delitto i mezzi cri

tici della sua vericazione


E di qui nasce il disprezzo di questo processo
per tutte le diligenze, che il foro ha prescritte
nella verificazione del materiale fino a preten

dere, che queste diligenze escludano il possibile


(1 una causa, la quale abbia per cosi dire anti
cipato sulla intenzione malvagia, ed abbia prima

( 1) Il dritto romano esigeva la prova della uccisione in genere agli


effetti della tortura. Dig. Lib. ag. lit. 5. l. l.
24. l. 5.
2., Math.
Ad lib. 48. dig. lit. 16. cap. 1. num. 2. L'esempio citato da Valerio
Massimo, e riferito da Aut. Matheo mostra, che la confessione del reo

escludeva il bisogno della prova del delitto in genere.

141
di lei prodotto il danno che a lei si rimprove
ra
E di qui nasce per ragion de contrari lo
scrupolo, col quale il processo inquisitorio in
daga, scruta, ed apprezza ogni circostanza la
quale possa spargere un dubbio qualunque sul
materiale del delitto: imperocch se la confes
sione del reo non avesse in quel materiale, reso
sicamente certo , il suo fermo , ed inconcusso

punto dappoggio non meriterebbe desser cre


dibile. Le quali cose se dialetticamente vere non
fossero potrebbero essere nauseate, e deriso: es
sendole, lo spregiarle non pu avere altro mo
tivo, che il non conoscerle
Se si concepisce un processo rigorosamente

analitico nella vericazione del materiale della


offesa: in quella di tutti i materiali mezzi, che

sicamente erano necessari a produrlo: in quella


demezzi, e defini morali, che il solo reo aveva

di olleudere: nelle interrogazioni, che al reo


(I) Vermigl. Cons. \3. num. 3., Bonln. Ad Banm'm. cap. 65. app.
un. num. 9. Il Bochmero Obseru. ad Carpzov. quaest. 26. obs. 3. gi
citato nel lib. 1. cap. 16. pag. 307. nel. I. dimostra doversi al dritto
canonico la necessit della scrupolosa vericazioue del materiale del

delitto.

(2) c:.............thuae
Despcrat tractata nitescerc passe relinquit .
Hor.
Il sig. Meycr Esprit, origine etc. des institutionsjudiciaircs val. 4.pag.
'188. deride le sosticbcrle forensi dirette ad escludere colla sezione
del cadavere nell'omicidio una causa naturale della morte . Ne e gran
tempo, che in un paese ove si giudica co' giurati fu pronunziata una
condanna di venclcio contro la opinione di medici-legali insigni sulla

non esistenza delle tracce del veleno ne' cadaveri dc pretcsi ane
lenati.

142
doveano farsi per aver la logica connessione dei

fatti vericati col fatto che egli confessa, 1 ar


ticolata, giudiciale, circostanziata , e spontanea
testimonianza che egli emette contro se stesso

apparir in supremo grado credibile: tale che ,


a meno duna mente alienata , ogni altra dovr
concederle l assenso proprio. In questo sistema

la confessione del reo (si usi indulgenza al pa


ragone in grazia della chiarezza maggiore )
alle prove risultanti dagli atti quasi un pezzo il
quale per le sue geometriche qualit compie co
me culmine una gura piramidale che ne man
cava. Se la piramide non tale nella sua base:

se composta di corpi gli uni separati dagli altri


lascia qualche vuoto, o intervallo: se mai:czmdo
soltanto di culmine la confessione del reo non ve
lo colloca con esattezza geometrica, ella sar una
maggiore, o minore probabilit, ma prova piena

e legittima non pu essere .


Data in fatti la sica certezza della materiale

infrazione della legge a cui si riferisce la con


fessione: data la morale impossibilit, che il con
tente abbia potuto per altro mezzo che per il
proprio fatto conoscere tutte le circostanze di
luogo, di tempo, e di modo , che nel loro com
plesso costituiscono il fatto principale da lui con
fessato, non vi ha dialettica comunque scettica
ed ardita possa essere, la quale non debba am

mettere, che il fatto confessato ha tutti i numeri


della certezza morale. Gli ha realmente perch

la basemateriale del fatto di per se sicamente

|45
certa, e perch in tutto ci che il fatto ha per
se stesso di morale, ed istorico avvi una testi
monianza, la quale, comecch moralmente im
possibile sia che chi la emette ci faccia per altro
mezzo che per la realt delle cose, delle quali
egli stesso 1 autore, del pari moralmente im
possibile, che la testimonianza mentisca. Anzi
ben ponderando i caratteri logici della evidenza
morale forza concludere , che in questo caso

tutti unanimemente concorrono


,
Queste critiche osservazioni sulla credibilit
della confession del reo soffrono un eccezione
allorch in chi la emette si verifica alcuna delle
molte cause, le quali fu altrove osservato fornir
motivo di scusa o come specie dimbecillit din
telletto (e), o come specie di qualche grado mi

nore di libert nellagire

perocch allora\

al criterio della realt succede visibilmente quel


lo, che a ciascuna di quelle cause pu essere
fortuitamente inerente.

I facitori di romanzi in legislazione ( quasi le


gislazione vi potesse essere la quale a giurispru
(1) Il caso della credibilit della confessione propria, che niuno
ideologo ha esaminato chio sappia, Joubert S ec. jur. inaug. de evi
dentia etc- cap. 2., e che il solo inquisitorio%rocesso avrebbe do
vuto fornire per se medesimo specialissimo. Potrebbe a dovere pro
varsi, che la credibilit di questo mezzo di prova non si appoggia n
all'unalogia, n allunmna autorit, e che presenta quella che Con
dillac chiama evidenza di sentimento da lui riferita alle chiare, e di

stiute percezioni che l'uomo ha di ci che prova in se stesso. Soave

Op. vol 2. pag. 66.


(a) Ved. il lib. 2. cap. g.pag. 157. cap. io.pag. 196.
(3) Ved. il lib. 2. cap. | 1. pag. 233. e seg.

144
denza non dovesse in ultimo esser ridotta) si

compiacciono di generalit: si spingono quanto


pi possono in alto, e da quell altezza, come
chi salisse al cielo dovrebbe considerar la terra
quasi spregevole atomo di fango, si dichiarano ,
e si protestano non volere , n potere abbassare

lo sguardo ai ragguagli umili della pratica


L amico della umanit, e della giustizia pro
cede altrimenti. Esamina e pondera gli oggetti
ai quali dee essere applicata la legge, n volge
loro le spalle; e se un oggetto tale,che una

sola disposizione della legge non lo possa fissare


sente la insufcienza della generalit su cui una
legge si appoggia, e ne cerca un altra, che serva
di base a una legge novella purch amendue si
riuniscano nel grande generale principio della
giustizia, come la mente umana astrattamente lo

pu concepire
Il processo accusatorio , ed il quesitorio pos
sono aver dal reo una confessione non sempli

ce, ma qualicata come il foro la chiama, tale


cio, che ammettendo il fatto soggiunga essere
stato commesso con dritto, o in mezzo di circo

stanze, che ne hanno potuto diminuire la impu

tazione
La delazione del giuramento al reo debba avere
.' .\.M

'..fza

(I) Ved. il lib. |.cap. 8.pag. i50. nor. l


(2) Ved. il lib. l.cap. 8.pag. l |8.

(3) Aut. Malb. Ad lib. 48. dig. tic. 16. cap. I. mun. no.L' insigne in
!erpetre discute la questione in faccia alla tortura, e mantova la causa

di Milano, il quale non poteva temere d' esservi aottopoato .

. ..

. _\(
145
avuta una grande influenza critica nel decidere
se la confessione cosi einessa o debbasi nella sua

giacitura ricevere,o si possa dividere rifondendo


n'el contente il peso di provare la qualit, che

o rende legittimo il fatto , o in parte lo scusa.


Nel giudizio civile, essendo di sua natura indivi
duo il giuramento, colla religione del quale il.reo
interrogato dallattore risponde, ed accompa
gnando tutta la proposizione, colla quale egli
confessa, la buona critica pu ammettere la in

divisibilit della confessione

Nel giudizio

penale la ragione della individuit del giura


mento qualunque pur siasi non daiuto alla
critica. La storia non cita esempi di accusatorio
processo in cui questo caso sia stato discusso.
La causa di Milone presentava lesempio d una
confessione qualicata, ma ella era una vera te
merit, stando contro dell accusato irrefraga

bili prove della uccisione dolosa


Ma la Causa
di Milone non si sarebbe potuta nel processo
accmatorio allegare ad esempio, essendo stato
in potere degiudici non legati da alcuna regola
di diritto di decidere in altro caso il contrario.

per cosa assai singolare, che lo scrittore , il


(i) Ciryac. Controv.forens. 23. man. 23. 24., Michalor. De posilio
nib. cap. 59. num. 13.
(2) Fra le altre prove del dolo oltre quella che nasceva dallaver

Milone comandato di rinire il suo nemico, che erasi rifugiato in una


taberna, eravi la manumssione che Egli avea fatta di tutti i suoi

servi onde torturati non lo convincessero del delitto. M. "T. Cicer. Op.
omnia Aug. Tour. ex t_ypis Josep/xi Pom6a or. pro Illil. e: FCCCIN.

Amedei Pe_yron vol. 7. pag. 256. 262.


Tomo IV.

.. .
"10

..

3.,.

M.
.."
.'..

L:

lhm."

146

i .

quale allega questo classico esempio a sostegno

della regola adottata da lui della divisibilit della

confessione siappoggia poi ad una regola di drit


to destinata dalle leggi posteriori a servir di
norma alla prova (1).
Sarebbe al sommo difcile, che il criterio istin
tivo delluomo potesse colle sole sue forze deci
dere questo intrigato problema. Fra i giuristi al

cuni pensarono , che se il delitto materiale non


'.'Fha altra prova che la confessione, o se le pro.
ve, che investono laccusato non hanno altro
appoggio che la sua confessione ella non possa
dividersi e debba essere accettata nella sua lit

teral giacitura

La prima opinione Sebben

giusta non avea bisogno di comparire a dare il


suo voto in questa controversia. Una confessione
nuda senza 1 appoggio critico della prova del

materiale del confessato delitto non nuoce_al


reo che la emette, onde inutile lindagare se
in questo caso essendo qualicata si possa di
videre. La seconda opinione dichiarando non
divisibile la confessione quando, esistendo la
prova del materiale non ne esista alcuna del
e.

7 (l), La regola che le cose di loro natura turpi si presumono falle


con dolo. Cod. Lib g.tit. 16. l. i. lit. 55.1. 5. Ma cosa ha in se stesso
di turpe un cadavere ancorch visibilmente ridoth tale da un ferro,
che esso abbia immerso nel petto? La presunzione si dunque dovuta
altingei-e dallesperienza e costruirsi coll'argomenlo analogico perch

nella maggior parte de' casi un cadavere con segni di,morle prelerna
turale quello d'un uomo ucciso da un altro con dolo di proposito. '
. (2) per la prima opinione il Presidente Fabr. In cod. de]: 6. m.

10. lib. 9., per la seconda i citati dal diligente autore degli Elements
de la proc_ed. crimin. 061. a. pag. 452. in net.
' '

147
lesserne il contente lautore , decide la disputa

coveri principi. Se il materiale dun offesa tanto


valutabile quanto eccita o la commozione ne
gli animi debuoni , o il pravo esempio in quello

detristi(1). non essendovi altra prova della Causa


morale del fatto che la confessione del reo,ella
in questo caso come 1 asta dAchille la qualewg

feriva e sanava nel tempo medesimo (9.): svela


lautor del delitto e lo dipinge nel tempo stesso
v

pi sventurato che reprensibile.


La confessione del reo diviene inutile quando
il fatto per altro mezzo pienamente provato .
Ma in questo caso la negativa del reo non pu
avere altro dritto, che quello che avrebbe avuto

la sua confessione. Se la confessione generica

indenita non gli avrebbe potuto nuocere, la


negativa generica indenita non pu giovargli.
Se lonere della prova in chi asserisce, e non

in chi nega

se sottili questioni sono state

suscitate nel giudizio civile onde stabilire quando

la negativa possa, o non possa provarsi

nella

indole del giudizio penale, che il reo, contro il,


qu:ale st una prova- , affermi , negando il delit
1

'

's'

(i) Ved. il lib. 2. mg. 5. pag. 86


(2) Vulnus Achillaeo quae quandamfccerat hoslr: .

. Vulneri: auriliuannlins hastatit.

""

Ov. Ram. am. lib. 1. 11.47.


(3) Dg. Lib. 22. tit. 3.1. 2., Cod.Lib. 4.tit. 19. l. 22.

(4) Henr. Cece. Disp. de dir-zeta prob. negat. cap. 1.

6. 7., Sa

muel Cocc: Jur. controv. lib. 22. ti. 5. quaesb 6., Bohmer. Jus. cc
clcs. prot. lib. 2. lit. ig.
g. , Vino. Select. quaest. lib. 2. cap. u.

_.-....

to,1fin8 fatto, che la distrugga, e dal suo lato provil


la propria innocenza

Se due fatti luno distruttivo dellaltro: amen


due incompatibili insieme si presentano all esa
me, e alla decisione del giudice , sembra che il
suo criterio debba quasi avere una tempra pi

robusta, e pi forte.di quella che necessaria a


'decider dun solo fatto pi o meno ambiguo che
esser possa, la quale pi forte tempra non pu
a lui derivare se non 0 dalla propria esperienza

nel giudizio di altri simili casi, 0 dalle regole di

analogia, che ad esso abbia tracciate la legge


Le cose discorse n qui sulla confessione dei
rei dimostrano, che questo atto nel processo ac

cusatorio non appartiene alle prove: che nel


processo quesitorio tutto preordinato a inda

gare qual grado di credibilit quell'atto si me.


riti come umana testimonianza . Questa sola os
servazione sufficiente a convincere quale in
tervallo separi i due processi. Se il primo , per
mettendo cos1 allaccusato il suicidio , o il se.
condo usando ogni diligenza per impedirlo, me.

glio serva la causa della umanit, e della giusti


zia non ufcio nostro il deciderne . La diffe
renza de due processi in questo critico, e deci
sivo lor punto doveva esser notata perch da e55a
principalmente derivano pressoch tutte quelle

_ (1) Di qui l'assioma Aclor probat erimen: reus innoeenliam n di


cui Math. Ad lib. 1,8. dig. lit. 15. cup. 8. , e Nani In mi: animadv.
(a) Math. lo. rupr. cit. num. 2.3.
_L

e... "q*ki.,

149
che lun processo, e laltro distinguono in tutte
le loro parti, e nella direzione che amendue
debbono inevitabilmente prendere alla decisione
della prova .

N meno dimostrato, che relativamente alla


confessione derei, o si prenda questo atto come
renunzia alla lite , o si prenda come umana te
stimonianza , i due processi possono giungere
nella confessione qualicata ad un punto nel qua
le la stima della prova senza la cognizione del

dritto, e delle sue regole non potrebbe sodisare


al voto della giustizia.

150
CAPITOLO

IX.

C0ntinuazione. Della prova per mezzo di


testimoni.

La storia una serie di testimonianze che un


secolo trasmette a quello che gli succede dei
fatti ai: quali si come trovato presente. Eppure
la credibilit della storia ha av_utipdue giudizi
1 uno in opposizione dell altro. Chi l ha dichia

rata una favola convenuta (I), e chi l ha pro:


clamata un mezzo difsica certezza di avveni

menti morali (2): giudizi amendue falsi perch


esagerata.
La parola testimone nella sua latina origine
indica un uomo il quale stette innanzi ad un
fatto appreso come tale o perla vista o per lu
dito da lui
e ,-divenutone quasi specchio ,
conserva per altri la superstite imagine dun
oggetto, il quale disparvo
Questa superstite
' imagine tutta nel pensiero del testimone dove
;_s;
s_.

..>
(1) Detto attribuito al Fontanelle. Chamfort Oeuvres vol. 1. pag.
116.

noto il detto d'0razio

r: . . . . . . . . E: quidquid Graecia manda:


u Audet in historia.
(a) Pelr- Hurtad. De Mendoza Disp. S. sect. 3- num. 24.
(3) Auletta: da AIIICSIO, o Autista : stare innanzi.
(4) Le leggi delle XII tavale dissero superstites. anac. Ad rubr. de

cret. de testib.

l51
poi da'lui, onde sia ad altri resa sensibile, essere
rappresentata in parole o pronunziate o scrittea

foggia di narrazione o testimonianza

Gli antichi, nel giudicare molto pi modesti


di noi, riettendo forse al grande pericolo di
alterazione, e di cambiamento, che un fatto pu
correre passando per le idee e per le parole del
1 uomo di pi illibata coscienza che se ne fa il
. narratore, e lo storico , vollero che i testimoni
in giudizio non deponessero in modo assertivo ,
e dommatico, malo facessero in modo, il quale,
=non escludendo 1 errore , assicurasse soltanto

della lor giusta credulit


Questo modo di
risposta era coerente a quello della interroga
zione nel processo accusatorio, istantanea, diret

ta, e per suggestiva

Andato il prcesso accusatorio in disuso e ve


nuto in uso lo inquisitorio, occuparono un posto
nelle biblioteche del dritto non pochi, e di non
(1) Il giudizio vuole il deposto orale del testimone, non le sue scritte
testimonianze. Dig. Lib. 22. tit. 5. l. 3.
3.
'
(a) La formula era arbitror, o non arbitror. Cic. Quaes/t. qcad.
lib.
c. 47. or. pro Font. cap. 9.
(3) Quaero ex te arbitra-i: ne etc.
Tit. Liv. Hist. lib.
a. 40.
Mal isi apprezzerebbe lindole della interrogazione suggestiva se si de
ferisse a quanto ne dice il Bentham Traile' de: preuves judiciares liv.
3. eh. 7. in prnc. Scorla migliore, e pi utile il nostro diligentissimo
Paoletti Istruz. cc.
IV. V. VI. I concetti ingegnosi, epigrammatici
del Bentliam possono leggersi con piacere ma riescono di poca utilit
per la retta amministrazione della giustizia.
questa la opinione che
se ne ha ance in Inghilterra. Birnbaum Coup docil sur le droit cri
minel de la Grande-Bretagne. Biblioth. du juraconsultc etc. vol. 1.
pag. 475.

152
piccola mole i volumi i quali estesamente trat

tarono dedifetti, che alla fede de' testimoni op


ponevansi o per il titolo delle personalilor qua
lit, o per quello del tenore del loro detto (1).
I quali volumi non si proposero gi di guidare
il criterio dell uomo nella stima della prova te
stimoniale,ma furono destinati piuttosto a notare
gli scogli, contro ai quali un criterio con troppa
ducia nelle naturali sue forze urtando avrebbe
fatto naufragio. Laonde quevolumi enumerando
minutamente tutti i deboli lati della prova testi
moniale ridussero a sistema il dubbio, che gli
antichi sebbene confusamente conobbero essere
insito a questa specie di prova, e divennero una
scuola di scetticismo di cui le incertezze inerenti
alla umana testimonianza, le regole dellanalo

gia fondate sulla esperienza, e per i voti della


giustizia in cosa di tanto rilievo aveano a cosi
dire fabbricato il vestibolo.

Se lalgebra con quantit negative crea quan


tit positive lo stesso fece la critica nellinqui

sitorio processo . A forza (1 andar segnando le


qualit
testimonelaipositiva
nella persona,
nel
dettonegative
giunse del
a stabilire
qualite
della prova legittima, vale adire in supremo
grado credibile della prova per mezzo di testi.

mom .
,
La scala della credibilit di questo mezzo di
(I) Vaglia per tutti il Farinacc. Pra:r. crim. de oppos. contr. te:t.,
tacciato a ragione di disordine dal Poggi Elem. jurispr. crim. lib. I.
cap. 2. S. 4:.

155
prova e pi ampiamente, e pi variamente gra
duabile di quella dogni altro; e per giungere
al pi elevato suo punto, e discernervi la prova
legittima sembra a prima vista che la mente 0
mana debba formarsi la idea (1 una specie d es
sere di ragione, anzich dun essere moralmente
possibile: tanto difcile trovarne nella imbe
cille, e corrotta natura morale delluomo il mo

dello! (i)

Che la scienza delle probabilit abbia se non _


tutti almeno molti de dati, sui quali pu co
struirsi , nella stima giuridica della prova, appari
sce dalla necessit che la mente umana, Onde for
marsi la idea della prova testimoniale eminente
mente credibile ha di acquistar quella di tutti i
difetti, che possono criticamente indebolire la

fede dun testimone come elemento, il quale

unito con altro simile la deve comporre . Scri


vere generali regole a tutti permesso: imma

ginare l. inopinabile lo sia pure (a): ma preten


dere di racchiudere in una formula sola , e ge

nevica la denizione d una qualit che di sua


natura ondessere discernibile si compone qua
(1) Ved. il Ed. 1. cap. 18. pag. 313. in not.
(a) Il Cav. Filangieri Scienza della legislazione lib. 3. part. 1. cap.

15. dettando canoni della credibilit della prova per testimonj imma
gini) il delitto del mendicante che non ha altro testimone che il pari
suo: il delitto commesso nelle carceri, ne' lupanari: il testimone servo
della pena ec.: aegri somnia: e non fa motto del delitto tra le mura
domestiche, il quale non pu avere altra prova, che la testimonianza
deconsanguinei: caso con tanta accuratezza preveduto, e denito dai
pratici, e a cui saviamente provvide il Legislatore Toscano L. 30. No
vem6re 1786. art. 28.

154
si di pi separate, e distinte qualit desumibili
da fatti i quali vogliono essere collocati in cate
g0rie diverse da quella su cui la denizione deb

b essere collocata,- non . logicamente ammissi


bile (1).
Un deposto giurato, giudicialte, articolato in
prominziate parole di cui a guisa d' un parto fu.
ostetricela interrogazione analitica, circostan
ziato quanto il fatto a cui si riferisce lo fu, e se

si tratta di fatto permanente appoggiato alla base


del fatto vericata co metodi della certezza
sica, tale che due uomini citati a fornirlo, li
beri di fornirle o non fornirlo, gravi per pro
bit e per senno, immuni da errore in cosa
di fatto, anco in prudentissir'ni facile; non col

le parole stesse ma con concordanza perfetta di


idee lo preferiscono,- uno storico monumento
Sulla fede del uale non dato elevare alcun

dubbio (a).
_ Esaminando la prova testimoniale colle regole
dun asserzione in senso opposto alla negativa
(I) l canoni del Cavalier Filangieri ,se si tlgato Quelli che spettano
alla procedura: se si soltrgga il secondo che non dice niente .' il terzo
che ripete una regola di gius romano: il quarto che spetta alla confes
eione del reo: il quinto che la ripetizione del terzo: il settimo che
la ripetizione del sesto: il decimo il quale contiene un error manifesto
ingiuugendo al reo di provare la propria innocenza in faccia alla sem
plice accusa: ridotti Cosi a due soliyesprimono il primo quel che il
Padre Mallebrauche Recherche: de la veril liv. 1. avea detto sulla
probit , e sulla scienza del testimone: il secondo inesattssime e fai

laci regole sulla contestualil . Ecco il vantaggio delle generalit, che


tanto appagano lo spirito di chi legge.
(a) Poggi Elem jurispricrim. lib. 1. cap. 2. 4|.

155

del reo nasce tosto la idea d una guerra, 'd un


conitto, che essendo tra due ha bisogno dun
terzo, il quale rompa lequilibrio di queste due
forze rivali gittandosi colla propria asserzione o

da un lato 0 dallaltro

Questa idea, la cui

falsit divien manifesta-nel caso in*cui da un lato


due testimoni affermin , otre o pi accusati

dallaltro ne'ghino (a) in parte giusticata dalle

abitudini del processo accusatorio si facile a im


padronirsi della mente degli uomini
In un
metodo giudiciario, il quale si proponga di po.
Sare la critica credibilit defatti quella della pro

va testimoniale non diversa da quella cheogni


uomo sensato dee compattire alla storia contem
poranea , coll avvertenza per, che se moral

mente impossibile che gli scrittori di una et si


sieno collegati tutti a mentire, il morale impos

sibile cresce immaginando che due uomini di


sana e perfetta mente 0 abbian sognato, o senza
interesse e per mero diporto si siano con quel
Che depongono voluti esporre alla ignominia , e

(I) Montesquieu Esprit des lai: liv. 12. ok. 3. Il Cavalier Filan
gieri Scienza della legislazione li. 3. part. 1. cap. 15. non omette,
questa occasione per sorprendere in fragrante errore il Presidente di
Montesquieu. Il reo, egli dice, ha un interesse a negare ( petizione
di principio perch se innocente ha interesse a dire la verit ): il te
stimone, soggiunge, non ha interesse a affermare ( altra petizione di
principio: il testimone pub esser comprato).
_
(a) Servin De la legislation crimin'. pag. 405.
' s
(3) Gli oratori Romani quando era grande il numero detestimoni

contro al reo gli tacciavano come compartecipi della lite coll'accusature


Quintil. Inst. orat. lib. 5. cap. 7.

; >, '

_ ._4 ._ A_.

156

alle pi gravi pene, che la legge ha dec'retat


alla falsit

Ma il delitto non guerreggia in campo aper- V


to, e pi Spesso a guisa de Parti ferisce la per
sona da cui sembra fuggire: onde il pi delle
volte altri storici, ed altra storia non ha che le

lacrime, o le querele di chi ne rest danneggia


to . Talvolta un testimone: talvolta pi e quali
il casa e non la scelta gli ha dovuti fornire e
perci non immuni da difetti possono narrare
il delitto . Il testo di questa narrazione quello
del destino dell accusato. Se la legge aspira a

difendere colla pena 1 offeso , non men sacro


il pensiero che 1 anima onde la sua arme colpi
sca il 5010 , il vero offensore. E se la penafosse

irreparabile, la'prova, che la fa cadere sul capo


(1) Uno scrittore percerto dottissima, ed ammirabile Meyer Esprit,

origine etc. De: instit. judiciaires val. a. p. 563.in nat. , resa ingiu
sto dalla sua cordiale antipatia contro la stima giuridica della prova e
dalla non men cordiale sua simpatia per la intima convinzione attri
buisce alle sacre pagine, ed ai casisti la nozione della prova testimo
niale legittima per due testimoni. Sar stato dunque casista Valerio
Massimo il quale riporta ildetto di
Scevola, che testimone unico
in una causa dichiar di pernicioso esempio l'ammettere la testimo
nianza d' un solo, col che signicava la necessit almeno di due. Lib.

3. cap. 5. La sar stato Plinio Hist. uat. lib. 8. e. aa.ove incontrasi la


stessa dottrina: sar stato casista l'Arminiano Grazia, che comentando
le sacre pagine vi trov in questa dottrina una regola di Critica , e di na
turale giustizia: tal sar stato Aut. Math. protestante pur esso Ad lib. 48
dig. tir. 15. cap. 3. num. 1., e lo sar tuttora la Inglese legislazione, la
quale nel titolo di alla tradimento oltre alla convinzione de giudici
chapt.
vuole due
27. pag.
testimoni.
35.6. Non
Blackstoue
con minore
Coment.
spirito
on se
thenon
laws
conQfEngl.
pari dottrina
b.
coincide col signbl' Meyer il signore Aignan Hislaire da jury almp.
13. pag. 13|.
'

107
dallaccusato non dovrebb ella essere infallibile
quanto la forza delle cognizioni'umane conce

dono,che ella lo sia? questo e nonaltro il ti


tolo della prova legittima. che dai testimoni esige
la ricerca analitic:a
V '
Se scientica, e quindi giuridica la nozione
della prova legittima per mezzo di testimoni, di
egual carattere debb essere quella delle qualit ,

che ne testimoni verificandosi la tblgono- \ dal


1 alto , e tanto deprimonla da toglierle no il
carattere di umana testimonianza. Questo cam.
biamento si effettua talvolta rapidamente, ed a
salti: lcnfamente talvolta , e per gradi, iquali
tenuissimi sono, e difficili ad esser segnati.
'
Uno scrittore encomiabile per lasua dottrina

e pel suo spirito di giustizia non sa comprendere


come alcuni siansi voluti perdere in inutillba
gattelle distinguendo il testimone vario, vacil
Zante, contrario

Altri rimprovera ai pratici

lo stolto ardire di voler ridurre a numerico. va

lore le prove come se tutti glimaginabi-li numeri


potessero bastare ad esprimere tutte le combina
zioni possibili
Altri immagini) un miscuglio
-sbw'

'

(I) La prova legittima per due testimoni e messa in ridicolo dal D.


Ar'naud citato da Aiguan Hirtoire du jur_y pag. 13:. na:. Sul detto di
due testimoni fu processato un uomo accu'salo d'aver rubata , portati
dola sotto il mantello, una nave aim'ta di quaranta cannoni. Il luogo
di scena di questo processo poteva essere in corpo alla balena del Ric
ciardetto. Resta a vedersi se qui quadri il detto d0razio
n . . . . . . . . . . . Ridiculumacri
.
o: Fortus ac melius magna: plerumqueuccat ras.
(a) Aut. Malh. Ad lib. 48. dig. tir. 16. cap. 2. num. 6.

(3) Meyer loc. supr. cit. gran fallo , che uno scrittore come

158

di legge, e di arbitrio delluomo nella stima


della prova testimoniale credendo le legislative
materie docili come le poetiche ai capricci della

fantasia

Altri vogliono la credibilit della

prova testimoniale per la grande , ed indenibile

variet decasi rimessa allarbitrio delluomo (2).


Altri finalmente volle, che la sola legge deter
minasse. tutta. ed intera la credibilit della prova

testimoniale
Uno scrittore favorevole a questa ultima opi
nione non dubita di dichiarare il metodo in
quisitorio poco adattato a conoscere , e ssare
le qualit dalle quali dee nascere la fede de te

stimoni
Questa sentenza mostra da quali, e
quanti tra loro contrari principi; da quali, e
quante prec;oncepite opinioni infelicemente
preoccupata questa materia. Non questo il
/

questo stimabile non si sia dato pensiero di ben ponderare il vero sistema
della stima giuridica della prova, e non l'abbia ravvisata, come il legi.
datore Toscano la ravvisi), una guarentigia dellaccusato. Non si vuole
ridurre a numeri la prova per formarne a ogni caso una combinazio
ne, 0 una specie di cabala per il lotto. La prova ridotta a numeri
per sottrazione, e non per accumulazione. La combinazione nella
prova legittima, la cui nozione giuridica, e non numerica. Si ridu

cono a numeri le qualit che le mancano, e cos il conto si fa non per


formar la prova, ma per diminuir quella, che senza questo compbto
colpirebbe il capo dellaccusato.

(1) Filangieri Scienza della legislazione li6. 3. part. 1. cap. 15.


(a) Leyser Inst. ad Pandcct. spee. 283.
(3) Scheidcr Dottrina della testimonianza giuridica nelle materie

civili th. 1.
71. e 101. th. n.
464- 477., Goenner Saggio d'un.
codice di. 1. S. 148. 226., MittermaerTem-ia della testimonianza nei
processi penali 259. 336.

(i) Globig Censurd reijudicialis etc. part. 2- pg. 49.

luogo di dimostrare la incompatibilit della cer


tezza morale dell uomo colla certezza morale

della legge, 10, che spetta allesame de misti


processi, belle, e pompose creazioni in politica.

ma istituzioni pericolose per la giustizia.


Il processo accusatorio nella sua originaria
semplicit come contesa tra 1 attore, ed il reo,

i quali come i combattenti nel duello doveano


luno al cospetto dellaltro mostrare, ed ado
prar le armi loro, venendo sostituite alle armi le
testimonianze, dovette dare ai litigatoriil dirit
to di produrre i testimoni luno in presenza del
1 altro: doveva il giudice in presenza di amen
due interrogarli: amendue doveano avere il drit

Itotestimoni
dinterromperli,
come armi
redarguirli,
de combattenti
combatterli
doveano
avere uno smisurato potere, e il loro giudizio

non ristretto a decidere della materiale esisten.


za de fatti doveva estendersi fino a dare ai fatti

le qualit , che gli rendevano odiosi alla legge .


Il testimone pi che uno storico era un consi

gliere del giudice, e la coscienza delluno dive


niva una specie di appoggio, e di responsabile
della ccienza dellaltro. Coerente a questo si.
stema della produzione, e delluso del testimone

era la illimitata libert, che la legge dava al giu


dice nel giudicare avendo preso la sentenza il
nome dagl intimi moti del sentimento dell ani
(1) Cie. pro Flacco c. 10. La giurisprudenza Inglese ha la formula
Cross examinnton esame Contradillorio encomiato indistintamente da
Bentham Trait de: prenoesjudieiaire: voi. 1. pag. zag.

'160. chi la preferiva (i): onde niuna


. regola a
"imoudi'

giudice di tal sorta poteva la legge prescrivere.


Talvolta il silenzio non che le parole del testi
mone, sebbene unico sebbene in tenera et, ed
interessato, persuadeva il giudice della verit del

1 accusa, e forniva titolo alla condanna (2).


Quando la fede detestimonj non tutta in quel
la di chi gli ascolta, ma ne principi della cer.
tezza storica, e diviene scientica credibilit,
comecch la interrogazione del testimone se
diretta ad avere un risultato scientifico debbe
essere scienticamente proposta, il metodo ana
litico il solo, che a quest oggetto possa ado
prarsi . Debbessere libero in vero al reo di fare
al testimone le interrogazioni che vuole , ma
siccome per avere una storia criticata, e discussa
a dovere necessario, che prima una storia vi

sia (n la discussione n la critica pu ragionevol


mente precederla) non si saprebbe compren
dere come il testimone non dovesse prima, ob
' bedendo ametodi i quali altro scopo non hanno
che la ricerca migliore del vero, narrar la storia
del fatto a cui si trov presente , e poi o soste
nerla, o abbandonarla in un contradittorio col

reo
(I) Quintil. Inst. orat. li6. 8. cap. 5.
'
(2) il caso dell accusa di M. Claudio Marcello contro al Trib. C.
Scantiuio Capitolino narrato da Valerio Massimo lib. cap. 1. La cosa
era passabile allorch il ro poco dieriva dal teatro. Voltaire fa
drammaticamente dire a Giocasta
u Tout parla contro uou: jusqu' volre silence.
(3) Sono antiche le dispute se il testimone debba essere euminato in

161
Se la interrogazione, e la risposta andresser
certi della forma analitica della prima debb es
sere scritta, il detto del testimone assume il vero
carattere di storico documento, e in questa sola
maniera dessere pu subire il confronto, che
se ne dee far colla regola di credibilit dalla
legge determinata. In questo sistema, quale la
ragione umana la pu concepire, non quale le
umane passioni che tutto guastano lo posson cor
rompere, ogni atomo del detto del testimone pu
contribuire o a fornir la nozione della prova le
gittima, o a torle alcuno derequisiti, che in essa

ha concepiti la legge.
,
Se avvenga questo secondo caso la legge , la
quale ha a se sola riservato il dritto di disporre
della sorte dell accusato, non trova altrimenti
mezzo per farlo. Ella non ha pi nel processo il
dato di fatto che preconcepi per lapplicazione
della pena stabilita al delitto , n la circostanza
che scompone i termini della prova legittima
presenza de litigatari . Wessembach Ad pandect. lib. 22. lit. 5. num.
53. et seq., Joubert Diss. de evidentia univ. etc. 27. Il contradittorio
dopo l' esame desunta dalla Nov. 90. cap. ult., e dalle parole eganim
publicabuutnr. Le dispute sul noto intrare judicis secretum della L.
14. cod. lib. 4. lit. no. appartengono allammissibilil, o non ammissi
bilit della informazione segreta, di cui in appresso . Anco la procedura
civile ov'ella scritta vuole prima esaminato, e poi interrogato il
testimone. Il sig. Bellat Ezpos des motijfs de la loi sur la procedi
civ. paur le Canton de Ge'nvc. Gnve 1821. ammira come capo.
d' opera della umana saviezza i provvedimenti Publcile' de la proce
dure, solennit da serment, presence da temain sous ler. yeux d

jugc, depositian orale, questians impraw'se'es, repnnses non prepare'es


etc. Questi sono i mezzi critici per afferrare la verit come con im>
provvisa sorpresa si afferra un malfattare, che tenta nascondersi.
Tomo IV._

Il

IGa
.
per la indenibile variet decasi da lei preve
dibile. Di qui la neCessit duna giurisprudenza
ann;all effetto di costruire un equivalente della

legittima ma a quello piuttosto di racco


\gliii fatti da servir di dato, e di base alleana'

logie onde meglio apprezzare il carattere critico


de fatti futuri come. titoli , che la religione del
giudicantedeve- apprezzare onde discendere di

tale o tale altrogrado dal pieno rigor della leg


ge (I).Se tale il carattere del sistema scienti
co di valutare la credibilit della prova per te

stimoni: se le regole della certezza morale ed


istorica non concedono piena, e perfetta fede
all umana autorit se non quando concorre il

deposto classico di due classici testimoni: que


sto sistema oltre al giusto vanto di fregiarsi del
titolo di scientico ha pur quello di servire al
1 accusato di scudo contro un moto precipitoso
troppo dell arme, che la legge vibra contro di

lui, e di essere una specie di contro-stimolo , o


di sedativo alla febbre della intima convinzione
la quale nel processo accusatorio trova ovunque
gli. equivalenti della prova testimoniale legit

tima .

Questo il vero motivo di quelle bagattelle


difcili, che 1 insigne scrittore test citato rim
provera a chi rintraccia la inidoneit del testi
mone rvario, oacillante, contrario: non che di

quella scrupolosa aritmetica , che altri rimpro


\

(|)_DQ- Lib. un. u't. 5.1. 3.

_
165
verarono ai pratici come arte magica, colla quale

essi avessero inteso di formar la prova testimo


niale come si forma il moltiplico, o il sommato
in un conto.

Uomini forniti di dottrina , di esperienza , e

d ingegno si fecero a diSputare se il dritto ro


mano ammettesse il possibile della prova testi
moniale "piena, e perfetta col mezzo di testimoni
inidonei cosicch il numero supplisse il difetto
di qualit, o una qualit potesse laltra suppli

re

Se allai"prova testimoniale manca un nu

mero della sua nozione scienticwle manca in


esso il carattere che la distingue: ledifizio della
prova non pi quello, e gli elementi eteroge*
nei, che vi si ammettono non essendo pi parole

del testimone mafatti, muti Per semedesimi ,


ed aventi bisognoche il criterio dell uomo
presti loroun linguaggio , la fanno degenerare

in prova indiziaria (2): onde il problema sulla


prova testimoniale legittima per testimoni in

idonei si confonde conquello , che fa nascere la


prova legittima per indizi.
Il dritto Romano non sarebbe valutabile au
torit per sostenere, che per mezzo di testimoni
non classici pu costruirsi unapprova in eminen
te grado credibile, e tale da fame titolo dirre

gparabil condanna. Finch dur la repubblica i


giudici furono onnipotegti nel decidere della
(I) Cremani De jur. crim. li6. 3. cap. 26. 14. 18.
(a) Poggi Osservazioni MS. alle Istituzioni crim. teorico-pratiche
del Paoletti in priuc.

164
sorte dellaccusato, e fu massima di Catone, che

se il reo fosse stato di fede sospetta ancorch


1 attore non avesse conclusa alcuna prova a suo
carico pur per le sue sole morali qualit doveva

essere condannato

Alla onnipotenza degiu

dici successe quella deglImperatori, i quali tras


sero a se tutti i poteri della repubblica, e da s

medesimi giudicarono

Il Prefetto, i Presidi

delle province ai quali pass il potere della spada


dal Pretore , che n era investito in tempo delle

questioni perpe_tue (3), nOn erano delegatarj del


lesercizio del poter giudiciario, di cui il Prin
cipe si fosse spogliato conferendolo loro con

legge certa, e determinata, a cui egli medesimo

si fosse legato: eran Piuttosto suoi passivi istru


menti, specie di braccia in supplemento alle sue_
colle quali egli quasi moltiplicava i_ punti del
1 azione immediata, che dallalto del suo trono

intendeva di esercitare sullamministrazione del


la. giustizia .
In questo sistema discutere se ai termini del

dritto romano la prova testimoniale legittima si


possa formare per accumulazione di pi testimo
(i) Gel] Noct. net. lib. 14. e. a.
(a) La costituzione Tanta attribuisce quest' uso all imperatore
Adriano, su di che vedasi Fretz Diss. quaenamfuere jura auetorilas,
dignitas_ juri.rconsultorum Romnnorum etc; Ance in Toscana prima del
Gran-Duca Leopoldo il Principe intervaniva nelle sentenze penali, co
me raccogliesi dal Savelli Prgf alla prat. univ. num. 202.
(3) Vuolsi che le questioni perpetuo durassero lino sotto l'lmperator

Domiziano
145. 06:. Discutere
. Haubold questo
Inst. jur.
punto
Rom
di priv.
storiahislorico-dugm.
del dritto penale
lineam.
nei Di
scorso sulle vicende della eloquenza forense.

165
mi inidonei lo stesso che domandare se lIm
perator Caracalla potesse fare sterminare colla
spada piuttostoch colla scure il celebre e misero

Papiniano
Il dritto romano forni in vero le prime idee
della stima giuridica della proan ma questa ap
pliCazione del dritto alla interpetrazione del fatto
sembra aver avuto un oggetto limitato nella tor

tura, la quale impervtersava sciolta e libera da


ogni freno in tempo dell accusatorio proces

so (2): perocch era la questione un ordigno di


procedura (5), n il Principe se poteva far va
lere la propria autorit nella condanna poteva
esser presente ad ogni atto, che il processo ren
dea necessario.
senza tutte queste avvertenze storiche le re

gole del dritto romano sulla maggiore o minore


credibilit della prova testimoniale potrebbero
indurrein errore anzich essere guida sicura nel

giudicare della sorte degli accusati. Uno studio


storico di iluel dritto potrebbe mostrare i passi,
che la stima giuridica della prova quasi fece per
giungere alla sua miglior perfezione, partendo
(1) conosciuta la derisnria maniera con cui questo mostro parl
giuridicamente dell'assassinio ordinato da lui di quel magistrato. Spar
tian. In Antonia. Caracal.
(a) Se ne faceva abuso ance in casa dai semplici cittadini. Cic. Pro
Cluent. cap. 63., Ved. i citati qui addietro a pag. 145. not. a,
_

(3) La L. 15.

4:. dig. li'b 47. tit. lo. si esprime u Veritatis per

tormenta inquisitio n. Non dunque la tortura,come neppure il gin


ramento una prova, ma un mezzo di procedura per ottenerla, sebbene

in molli altri luoghi del dritto romano l'uno, e laltro venga chiamato
prova .

r66

dai tempi del processo accusatorio ed appressam


dosi a quelli dell inquisitorio processo. stato
bene osservato comene tempi dell accusatorio

processo la libert del giudice giungeva no a


potere esimere il testimone dal giuramento , il
qualepnon prima di deporre ma dopo il deposto

erdassuntor da lui (1); Sattogl Imperatori pa


gani la prova testimoniale incominci ad essere
sottoposta a regole, che pe1lo avanti non co

noscevansi, libera per sempre in gran parte, e


rimessa allarbitrio del giudice
La religione
cristiana, apparsa al mondo per illuminarlocolla
sua luce , all effetto di risparmiare quanto era
possibile il sangue
reo, e salvar quello del

linnocente consigliaglImperatori che la pro


fessarono di ristringere con leggi in pi angu
sticonni 1 arbitrio del giudice nel dare il va.

lore alla prova testimoniale

e nalmente al

dritto canonico , in Quella parte che modific


il metodo giudiciario penale, si \de'e la teoria
della stima giuridica della previa per testimoni

in tutti i suoi gradi dal maimo della piena e

perfetta no al minimo del suo decremento pos


sibile
(1) Val. Max. Lib. 2. cap. ult., Cicer. Ep. ad/lttic. lib. 1.ep. 16.,
Thomas. Dcdejuridica S. 61.
(a) Dig. Lib. 22. lit. 5. L 1.5. 1. l. 3.

15.1. 23.lib. 48. lit. 18. l .

1. S. 5.
.
(3) Cod. Lib. 4.tit. 10. 1.9.
I. l. 10.
(4) Lancellott. Inst. jur. can.lib.3 tit. 14.5.8.25.etu1t.1i6.4.tit. n.1
\-

167

CAPITOLO x
Continbazine. Della prova per mezzo
di scritture.

igg;tjv

' \1:

J r't

essa colla
de testimoni.

_,

del reo, e colla voce


penale ogni parlante

autorit'umana nellapironunziata parola, e nel


silenzio che le succede il giudice altro non Scor

ge se non oggetti materiali privi danima, e di


loquela.
.
Ng '

Fra questi oggetti matdi*iaglialcuni p'ur parla


nq.allocchiose non allorecchio.Loscritto dan
do_quasi corpo permanente e visibile all umano

pensiero lo dipinge quale nella mente si svilup


p, , quale le parole parlate lo. possono esprime
re, e per questo titolo reclama dessere collocato
tra le umane testimonianzq,(a).
.
stato osservato essere assai pi facile ssare
la critica credibilit della prova nascente dallo
scritto che quella della prova per mezzo di te

stimoni (a): laqual cosa per lo 'pi5vera- ne ci


vili giudizi non ha n pu avere lo istessograd0
di verit po? penali: perocch la ragione (1 una
,

..

ma =

\.{w, .

"4 =-i

(i) Egt'egiamenle espressi: la casa il francese traduttore di Lucano


Et par des 1rdits nouveau:r desgltres traces
..Donner de la couleur , et du corp mia: pense'ee.

" se; .
ti}

(a) Globig Censura rei judicialis etc. part. 2. pag. 80; S.-'2. im

168
maggiore facilit nel ssar la fede dello scritto

nel giudizio civile nasce dalla circostanza del


trattarsi le civili materie tra gli uomini nella
maggior parte decasi per via discritti: dalles
sere in tali materie ammesse le nzioni della
legge; e da una facilit maggiore, che il giudice
ha per decidersi a favore o contro luno dedue
litigatori: cose tutte, che nel giudizio penale 7,
non si vericano.

Qualunque problema possa far nascere la pro


va, che pu desumersi dagli scritti facilmente
disciolto dalla illimitata libert, di cui gode il
giudice nel promesso accusatorio. Tutti gli esem
pi che si sogliono addprre onde stabilire che un
foglio, facile ludibrio del vento (1), pu col lin
guaggio che esprime aver per se solo la forza
di mandare un uomo al supplizio, appartengono

a quella specie di giudizio penale

Una sem

plice connessione grammaticale basta in quel


processo talvolta a rendere persuaso il giudice ,
che il documento impugnato dal reo gli appar

tiene

ianto felice la intima convinzione nel

divinare non che nel rendersi persuasal


Sembra Per , che la credibilit della prova
nascente dalla scrittura possa pi dipendere da

principi di dritto che da interpetrazioni di fat


(i) u Ne dispone volent rapidi: ludibria ventis.
Virg.

(a) Aut. Math. Ad lib. 48. dig. lit. 15. cuf. 5. mm. x.
(3) Cos avvenne nella causa in materia politica del Maresciallo

Byron narrata da Aut. Math. loc. cit. num. 2.

169
to; e se cos fosse la sua stima giuridica, e i me
todi necessari per costruirla dovrebbero meritare
qualche attenzione dall amico della umanit , e
della giustizia.
Il criterio istintivo delluomo, comecch es
senzialmente sintetico, inclinato ad aggrappar
tutto, a poco separare, e distinguere, a ridurre

pi teste in una e tutte in quella troncarle. Il


criterio scientico separa, pone in classi gli og
getti, che esamina, e tende sempre a giudicare

colle analogie onde un oggetto, presentandosi


nuovo sempre, non inganni con apparenze le
quali possono farlo facilmente confondere con
altro, e diverso.
.,,, _
stato fatto rimprovero ai praticidi aver fis
sata la regola critica, che dagli scritti non possa
nascere una prova perfetta, e completa, e daver
poi quasi consunta la regola con le eccezioni,

colle quali hanno inteso di porla un limite (1):


e se i pratici avessero inteso di costruire una

teoria il rimprovero sarebbe stato fondato.


Talvolta avviene , che pi oggetti per la loro
intrinseca variet, sebbene possano estrinseca
mente sembrare simili da di loro, non ammeb

tono una regola sola ma ne richiedono pi', nel

qual caso non difcile che chi scrive per la


pratica cognizione di tali oggetti tra pi regole
tra loro diverse ne ponga una alla lor testa come

generale e collochi le altre come eccezioni.


(x) Aut. Math. Ad lib. 48. dig. tit. 15. cap. 5. mm. I.

170

Nelle materie criminali lo scritto per ben giu


dicarne come mezzo di prova non vuol essere v.

considerato in un solo riguardo: ma deve essere


considerato relativamente I. al materiale del de
litto II. al suo autore III. al materiale della scrit
tura IV. al modd_d esperimento che la deve ren

der provant6.
'
\
_
A I. Il delitto pu nascere dal contratto scritto,
ed essere allo scritto contratto inerente come
pispessosuole avvenire nella usura e nello
stellionato; pu al delitto essere necessario lo

scritto come nel libellufamgso, e nel falso: pu


essergli non necessario ma soltanto possibile co

me nel mandato ad uccidere , ad incendiare: pu

nomesserin nynecessari n possibile come'nel


l omicidio,- nelfurto.

II. Lo scritto pu presentare in un solo e mede


simo contestoil delitto , ed il suo autore : pu

contenere la sola confessione'del delitto: pu


esibirne 1 indizio . i
, '

III. Il materiale della scrittura pu essere di va


rio. tenore ella pu esser pubblica o autentica:
pu esser privata: essendo privata pu essere stesa
per lo intero di carattere del reo: pu, stesa da
altri, essere firmata da lui: pu alla sua rma an

dare unita quella di testimoni .


IV. Lo scritto se privato, e col solo carattere
del reo, pu in vario modo aver la prova che

sebbene impugnato da lui pur gli appartenga. 7


In una scrittura di pi carte, il reo confessan
dune alcuna, e le altre impugnandole pu aver

"_ua\\\
0.

171

contro di se la prova della connessione gramma


tiCale del periodo dalla facciata confessato colla
facciata impugnata come l ebbe il maresciallo

Byron: pu riconoscere, e confessare giudicial


mente come sua la scrittura: possono due testi

mani di vista deporre che egli labbia vergata:


pu la comparazione delle lettere, o come gli

antichi dicevano la loro ispezione(r) stabilire la


identit del carattere confessato o riconosciuto
da lui come suo,con quello, che egli non vuole
come suo riconoscere .
. - ""*
Se si ponderi la variet delle combinazioni
nelle quali pu trovarsi lo scritto sar difcile

asserire , che una sola, e medesima regola possa

bastare a tutte per ben denirlo

Pu ben

essere, che applicando il calcolo delle probabi


lit non come potrebbe fornirlo l"algebra ma
come potrebbe somministrarlo largomento ana
logico, o quel (1 induzione a stabilire il dritto
di quelle varie combinazioni si dovesse conclu
dere che nella lor parte maggiore il pi sicuro
espediente quello di dire , che dallo scritto una
prova piena, e perfetta non si pu attingere; ma

questo resultato non autorizzerebbe a pronun


ziare che questa la regola generale, e le com
hinazioni nelle quali la prova piena, e perfetta
dalla scritta pu sorgere sono altrettanto ecce

zioni. Converrebbe piuttosto dire , se una que


(x) Quintil. Instt. orat. lib. 5. cap. 5.nn,
(a) il Cavalier Filangieri Scienza della legislazione lill. 3. part. 1

cap. 15. ssa tre canoni ne quali notabili: il contratto simoniaca.

/
xya
stione forense dovesse mai divenire una contro
versia ideologica, che la diversit de casi non
concede che si costruisca una regola sola, ma
pi regole per ben deciderli son necessarie.
I retori colla sintesi della immaginazione , la
quale cre la Sirena, la Chimera, e lIppogrifo,
non hanno poco contribuito a render dubbioso

e problematica questa materia. Il loro mestiere


quello di colpire la fantasia non dilluminare
lo spirito: onde fecero una confusione di tutto,
autorizzaropo una specie di prova da innestarsi
con una specie diversa , ed attribuirono ad una
specie la forza che le era fornita dall altra. Ma
0 la prova dee sorgere dallo scritto, o se lo scrit
to ha bisogno onde pr0vare del sussidio d un

altro, e diverso mazzo di prova, questa o non


sua gloria,-o non tutta sua: o la deve tutta o
la deve in parte alla specie di prova, di cui ha

dovuto implorare il sussidio

Se il reo con

fessa in giudizio come sua la scrittura la prova


nasce dalla confessione non dallo scritto. Se due

testimoni di vista depongono di_avergli veduto


fabbricare lo scritto la prova nasce dalla voce
de testimoni non dalla carta : mezzo fallace pe
r, e forse pi fallacepd ogni altro qualora ad

esso unicamente si volesse appoggiar la condan


(1) Il Boehmer. Elem.jurispr. crim. rect. 1- cap. 1 1.5.:n5. presso a
poco cosi ragionando prende di mira il solo caso della confessione
giudiciale . Il Renazzi Elem.jur. crimn. lib. 3. cap. 13. pag. 183. con
futandolo dissimula il vero stato della questione. Non si tratta in fatti

di negare che la scrittura provi, ma si tratta di stabilire se costituisca


di per s una prova piena e perfetta.

r\\\ s

175
ma , e ci per ragioni non difcili ad essere co
nosciute . Se' il giudice arguisce la pertinenza
dello scritto al reo dalla combinazione gramma
ticale delle facciate, delle quali si compone: se
- i periti stabiliscono la identit dellindubitato,
e del dubitato carattere la prova indiziaria nel

primo caso, e periziale nel secondo


Ilsolo caso del delitto nato, e per cos dire
I innestato nellatto scritto qualora si tratti di su.
tentico quello, in cui la scrittura di per se sola
lo prova: caso raro, e forse anco djnutile esa
me se si rifletta all alternativa nella quale 1 u
sura, e lo stellionato si trovano tra il privato

giudizio, ed il pubblico
i

(I) Matheo , e Renazzi , che v sulle sue tracce,adducouo il giudica


to nella causa del Maresciallo Byron per concludere, che lo scritto
pu per s solo provare. Sarebbe |questo in vero un ragionamento de
cisivo se fosse ragionamento: ma un esempio ragionamento non , e
poteasi domandare ai giudici in quella causa per quali motivi 0 critici,
o giuridici prendessero sulla loro coscienza la condanna dell'accusato.
In quel caso non fu lo scritto, ma furon gl'iudizj che decisero della
sua sorte. Quanto alla collazione delle lettere stato gi osservato, che
questo modo di vericazione della identit de' due caratteri magi:
judicium qunm testimonium . Elem. de la proced. crim vol. 2. pag.
430. in nel. Thomas. Diss. ded.jurid. cap. 2. cap. 56. Il Globig
Censura reijudicialis etc. part- 2. cap. 10.
|4. esamina la credibi
lit della collazione , e accumulandow la prova indiziaria le concede
una quasi piena credenza ai soli effetti civili per.
(a) il Cavalier Filangieri Scienza della legislazione li6. 3. part. 1.

cap. 15. cali. di giud. per la prova scritt. can. i. ssa la regola gene
rale dalla piena credibilit dellano autentico, e non si accorge che
in esso si tratta d'un caso speciale. La stessa cosa era stata detta da
Eisenliart Dede historica cap. 10.5. 9. Ma questo autore parla del
l'atto autentico agli effetti civili. Non vi pu dunque a rigore esser'e

nel giudizio penale una di quelle, che Bentham chiama prove precon
stituiles. Traite' des preuves judiciairu liv. chap. |._7. altrimenti

174
Prescindendo da questo caso , e poich negli
atti autentici menoch da alienati di mente i
misfatti n si progettano, n si consumano, n
si confessano,in tutte le altre combinazioni pos
sibili ,'nelle quali pu trovarsi la prova per scrit
to , la sua credibilit non pu avere un modulo
generale, costante, invariabile , e la sua stima
dovr necessariamente dipendere dalla relazione

maggiore o minore della scrittura colla indole


del delitto d:l quale si. tratta, dall effetto mag
giori o minor della prova , e dal modo con cui
stato. stabilito che ella appartenga al reo. La

ragione composta di questi tre dati potr sola


servir di norma a chi giudica

z.a .cE-:lw

Come non si pu prestar fede ad un che vi di


ca, avere il reo rubato, o ucciso scrivendo,cosi
se ne prester una maggiore a chiasserisce che

il reo ha scrittdil libello famoso dinquel che se


ne debba prestare a chi dice_che il reo ha con
ferito scrivendo un m'a'datgpa incendiare? ad

uccidere: maggiore se si.dica contener lo scritto


converrebbe ammettere le cosi dette presunzioni furia, et de jure , o
come l'Hubero le chiama posizioni di dritto. La fede dellatto anteri
tico, contro la quale non ammettonsi testimonj, e la sola querela di
falso ammessa,fu riconosciuta dal dritto Romano. Dig. Lib. 22. tir.
5. l. 10., e divenne una specie di massima di pubblico dritto di tutte
le
15.civili
Fu altrove
nazioni.osservato
Globig Censura
lib. 1. cap.
rei 14.
judicialis
S. 1. pag.
etc-213.
part.not.
2. cup.
1., che
lo. il
dritto civile sotto la tutela del pubblico, e che il penale ne forma una
parte. Onde una regola protettrice del primo non pi esser regola per
il secondo.
(1) L' autore dell opera Elements de la proced. crim. vol, 2. pag.
428. num. 8. distingue soltanto se il delitto racchiuso nellatto scritto ,

o se separato dall' atto.

175
il delitto: minore se la confessione del delitto o

lindizio: maggiore, e piena eperfetta se il reo


confess la scrittura in giudizio, non eguale se
lo scritto dal reo impugnato deve esser reputato

suo o per il deposto di testimoni (I), i quali in


tal caso hanno una pericolosa, e lubrica causa

di scienza; 0 per il giudizio che iperiti abbiano


preferito sulla identit del carattere, sia per la
fallacia a questo giudizio di sua natura inerente,
sia per le tante cause le quali possono aver dato
a uno scritto altrui le sembianze del proprio (2),

Queste osservazioni sembrano confermare che


le probabilit giudiciarie formano un corpo di
scienza: che ne libri de pratici si contengono i
dati necessari a darle un sistema, e che altro non
manca ove si v0glia rettamente decidere della
sorte degli accusati se non un lavoro , il quale
coordinando le sparse regole, che nelibri dei

pratici incontransi getti le basi di questo sistema


scientico, il quale non pu sorgere tutto in un
tratto, ma pu, raccogliendo progressivamente
pe loro veri caratteri i casi decisi, giungere un

giorno alla sua maggior perfezione.


(i) il Poggi Elem. jurispr. crim. lib. 1. cap. 2.
49. net. 39. con
venne meco, che in questo caso si tratta di prova testimoniale . Se si
trattasse d' atto contenente il delitto, e di testimoni all'alto rmati chi
non vede, che essi allora perdendo la veste di testimoni prenderebbero
quella di complici?
;,
(a) Vedasi la nov. 73. nella quale s incontrano molte delle riessioni
a questo proposito fatte dal Bentham Trait dea preuvesjudict'aires liv.
4. chap. 8.

CAPITOLO xx.
Continuazione. Della prova per mezzo
d indizj .

on e senza un grande logico signicato la


nomenclatura, la quale-d allindizio il titolo di

prova circostanziale (i) . Le parole indizio, ar


gomento, presunzione, connotato, segno, sospet
to, adminicolo (2) putono tutte la petizione di
principio: suppongono cognito ci che ancora
non ; annunziano il resultato duna operazione

dellintelletto senza indicarne lappoggio. I re


tori antichi col nome di topici indicarono quaL
che cosa di dottrinale, e di tecnico, e perci la
loro nomenclatura se merita lode in retorica non

la merita in dialettica

In realt la frase cir=

costanzale la sola adattata a indicare un fatto,

un oggetto materiale qualunque muto per se me


desimo , solitario, isolato, il quale acquista lo"

(I) Beulham Traite' de: preuves judieiax'res liv. 5. chap. s. e! suiv.


(a) Cremani De jur. crim. 116. 3. cap. no.

(3) De' Topici scrissero Arislolile e Cic:rone . L'opera di Cicerone


intitolata a Trebazio Testa, giureconsullo, che Cesare nelle mililari
sue spedizioni aveva sempre al suo anco: tanto vale un consigliere
giureconsullo per chi avendo nelle mani la forza ha nella propria
mente ben ponderali i veri bisogni degli uomini. Vedasi il lrallalo che

il celebre Lalande scrisse nel 1778 col titolo L' esprit dejusliuefait la
gioire, et la sureti: de: Empires.

t\\\

'77
'quela, e a guisa di separata molecola si pone in
moto, si avvicina ad altre , e con esse formamn

corpo di discernibil gura per il solo ragiona


mento delluomo
Questa specie di chimica operazione come le
vere e reali si effettua tanto pi facilmente quan
to maggiore il calore, il quale quasi dilatando
le molecole destinate a dare nella loro riunione
un corpo di diversa combinazione ne moltiplica
i contatti reciproci, e rende pi pronta la com
penetrazione lor vicendevole. Cosi veggiamo il

retori antichi con calda imaginazione, e con pi


calde parole esser divenuti arteci di queste com
binazioni nuove: aver dato loro il nome di prove

articiali: aver relegato ogni altro mezzo della


certezza morale ed istorica tra gli oggetti, dei
quali 1 arte loro non dovea occuparsi, inarli
calz' chiamandoli: e proclamare il paese degli
indizi come quello, in cui essi potevano stabilire

il loro dominio
A giudici popolari siffatto cose eonvenivano
mirabilmente: perocch quanto una materia
pi oscura pi si acldice all uomo , che deve in
breve tempo chiarirla il far baratto del ragio
namento colla invenzione, e del meditare un
problema coll immaginare. un verisimile qua'
(1) noto il vano del Milton, col quale ha dipinti gl'indisj

T/w deeds themselves tli mule spalle loud the doer.


I fatti stessi bench muti proclamano altamente il colpevole.
(a) ATEZUM-SVTEXV) dissero i Greci: loca adsumptn insita dissero

i Latini. QuintiL Instit. orat. lib. 5. up. x5.


Tomo IV.

1 '2

178
lunqu'e, al che laumana coscienza facilmenlelsi
presta.
Ma se al bollore della ietoriCa si sostituisca la
/temperatura del ragionamento le cose cambiano

di aspetto. Un giudice che siede in piazza ed


commosso da un lato da un orator che declama, e
dall altro da una moltitudine che applaude, o

come il mar freme (I), giudica le cose in un mo


do. Un giudice il quale nella quiete e nel silen

ziodun luogo, ove a lui tutto rammenta il sacro


e delicato dovere della giustizia, medita , e in
daga a quale appoggio dalla ragione riconosciuto
dee fidarsi la sua coscienza nel condannare, sia
pur no e sagace quanto esser vuolsi l ingegno
suo, se non consulta i moti del cuore, a cui le
dimostrazioni son facili sempre, ma consulta i
Calcoli della mente, giudicher in modo diverso
assai. Egli dubitr, che mille atomi i quali-per
se medesimi nulla dicono possano in una.cerl
loro combinazione esprimere come la statua di
Mennone, muta di notte, ed armonica all appa'
rireSedel
tutte
sole;
le specie
una voce
di prove, ammesse nel giu

(1) Garganum mugre nemus, aut mare Thuscum


disse Orazio d'un popolo ascoltatore.
(a) Ved. il lib. 1. cap. 18.pag. 332. nor. I. Unccusalo Inglese, cui
volevasi opprimere con indizi, nella ingenuit della propria difesa diceva
non concepire u come con cento cavalli storni si potesse fare un cavallo
morello n. Dupin De/I da Con. Barreau Francali5 mod. 1826. pag.
ml, Gl' Inglesi in tempo delle lor guerre civili conobbero questo modo
(li giudicare, che chiamarono per aecurriulazione, e nnco evidenza
costruttiva: giurisprudenza di cui Straiiort fu la vittima. Lally-'IoL
lendal Dej.' de son pere vol. 2. pag. 404.

l79

dizio penale dacch i bisogni della sicurezza


pubblica lo resero necessario, potessero esser
citate al tribunale della ragione a render conto
del modo con cui sodisfecero al voto della uma
na giustizia, la indiziaria vi comparirebbe intri
sa, e grondante dumano innocente sangue, n
altra s'cusa avrebbe da allegare a propria discol

pa che la propria maleaugurata temerit. Inter


rogandola su i motivi di tante stragi ammutireb
be, n altro potrebbe addurre se non il cupo, e
inarticolato otto. della intima convinzione,spe
cie di latumia nelle cui tenebre il cadavere del
1 innocente steso per terra reso visibile da
un barlume di falsa luce uscente da un ingan

nata coscienza
La accola della verit tra le mani della reli
gione di Dio, che n il solo fonte, diffondendo
la sua santa luce tra gli uomini, pose in fuga le
tenebre della intima convinzione, artece teme
(1) li- signor Meyer in un luogo della sua opera Es}zrit, origine etc.
des instit. judic. liv. 8. chap. 22. ha intrapreso a scrivere il pi artifi
ciosp panegirico che io conosca della intima convinzione: col che ha
mostrato, che le belle donne, sebbene vecchissima, trovano sempre
adoratori. Ma tutto il suo discorso poggia su falsi dati. I. Egli suppo
ne, che la stima giuridica della prova sia costruttiva , ed distrutti
va: vale a dire diretta a togliere allintima convinzione quel che ella
vorrebbe fabbricare a capriccio. Il. Egli taccia la stima giuridica d'in
certezza, ed destinata a stabilire le incertezze che circondano la

prova. lll. Egli nalmente conclude vol. 5. pag. 263. n On. ne com
maude par 1: san jugementn. A tuttaltri che al signor Meyer- la legge
risponderebbe r: Arrogantel Tuti dici persuaso sulla esperienza di po
chi giorni, ed in non lo sono su quella de'secoli. Vedano alla ma
u lora tutte le tue repubbliche di Platone, ma. l' innocente non vada
a al patibolo n.

180

raria della prova per mezzo dindizi, ed avverti


la umana ragione della pericolosa fallacia di que

sta prova

'

La voce indizio presa dai giureconsulti in


due sensi, secondoch o ne ammettono o non ne

ammettono la piena credibilit: or come desi


gnativa della circostanza di fatto, da cui la mente
del giudice pu argomentare una connessione

pi o meno stretta col fatto principale di cui nel


giudizio si disputa , quasi (1 effetto colla prece
derite sua causa: or come designativa della forza

critica, che pi indizi nella lor riunione eserci


tano nella sua mente; dal che venne la termi

nologia degl indizi leggieri, de gravi o urgenti,


degli urgentisszmi, deglindubitati, e per colmo

di follia deglindabitatissimi (a): pazza e ridi


y cola voce introdotta nel foro dalla intima con

vinzione, la quale usava darsi atteggiamento di


giurisprudenza.
'
, ,
L indizio Come unit del computo, a cui era
destinato, stato sempre solito prendersi da un
fatto verisimilmente appartenente o alla materia

del delitto, o alla persona del delinquente.Qde


sta maniera di concepire lindizio quanto altra
mai materiale. stato confusamentesentito ma

(1) La massima fu introdotta dal dritto canonico Cap. cum olim da


verb. signicatione ver6. manifesta: illustrato dal Bossio , dal Clara,

dal Ludovisio, dal Boero, ed altri, che alle orecchie da" parteggan
della coscienza sono
r: Nomi da fare spiritare i cani.
(a) Torre De stupro argum. 31. num. 2|.

'

' '. *

-__.-.J

181

n0n _stato mai dottrinalmente esposto, che lin


dizio per tutto ove non sia il mezzo critica
mente idoneo a fornir la prova perfetta e com
pleta ne due gi divisati casi della confessione

del reo, e del depostode testimoni scevri da


tutte le circostanze, che ne possono diminuire

la fede. Questi due soli casi rappresentano quella

storia, che alcuni chiamaron completa: se questi


due casi non si vericano perch ola confessione,
ola testimonianza sia accompagnata da circostan

ze che ne inevoliscono la credibilit non vi ha


pi storia completa, e cqmparisce la congettura

-le(l) sia nella confessione del reo onde dirla pi.


.o meno credibile: sia nel deposto detestimonj
onde.conoscerne la possibile_inidoneit: sia nella
scrittura onde apprezzarne la maggiore, o mi

nor forza provante. Per lo che la teoria dellin

dizio debbo ravvisarne il Carattere ovunque


circostanza la quale non parlando allorecchio
del giudice nasce da'oggetti, e da fatti fuor della
umana testimonianza, i quali hanno un linguag

gio, che il suo solo ragionamento lor presta,


Questa pi larga maniera di ravvisar lindizio

suggerita dal principio adottato dallinquisi


torio processo di non ammettere altra prova pie
na e legittima se non la nascente ,dalla confes

sione del reo, e dal deposto di testimoni co re


,qnisiti che la legge in lettera determin (2). Dal
(1) Ved. il lib. I. cap. 14.5. a.pag. a51.,
g, (a) Vedasi qui addietro apag. 75.

L '._
'

"""'1

182

che consegue che Ogni altro mezzo se merita


il nome (1 indizio non pu meritar quello di
prova .
Ma lindizio propriamente detto ha acquistate

in vista delle sue retoriche origini una specie di


nobilt che ha fatti cader tutti gli altri mezzi di
prova nella classe oscura di volgo, ed rimasto
principale attor sulla scena . Il processo inquisi
torio, non ammettendo lindizio n come perso
naggio principale , n come accessorio, o Sassi.
diario ad altri mezzi di prova, trovatosi petto a
petto coll emblema, che ne form lantica re
toric:a nel processo accusatorio, si veduto per
cosi dire costretto a difendere contro di lui la
propria caratteristica prerogativa. In questo sta

to di conitto tra il processo inquisitorio, e il


processo accusatorio, il quale colla intima con
vinzione d facolt al giudice di dar piena, ed
indenitiva credenza allindizio, potrebbe taluno
credere che i due processi non possano altri
menti esaminare senza urto reciproco la tempra
delle respettive loro armi, e siano costretti a
rivolgersele 1 un contro laltro, ed a battersi onde

decidere la grande contesa (la qual dedue la u


manit, e la giustizia sia meglio servita. Chi cosi
pensasse s ingannerebbe .-I due processi hanno
struttura organica di tempra diversa . Nell uno

Opera luomo con tutta la energia e con tutta


la libert delle naturali sue forze, tra le quali la
pi operativa la intima convinzione, sola fabri
catrice della prova indiziaria , altro far non po

185
tendo la legge se non inventare, e proporre tem

peramenti, i quali rendano meno frequenti i pe


ricoli di si formidabili forze. Nell altro niente
opera luomo colle naturali sue forze, e tutto

sottomesso alle regole che la legge ha tratte dalla


scienza delle probabilit. I due processi possono

essere ciascuno di proprio genere ed incompalb


bili tra di loro, ma niun d essi pu divenire il
nemico dellaltro, ed amendue desiderare la di
struzione reciproca. Il mondo e largo abbastan
za onde i due processi vi possano respirare se'n
zach luno solfoghi laltro. La sola mania delle
conquiste, passionata non razionale come ella ,
pu ispirare il desiderio che oltre questo siauvi

altri mondi da invadere


Sebbene la prova per la confessione del reo,
e per il dettp ditestimoni come razionale go
zione si adatti a tutti i casi possibili, qualunque
siano le loro singole specie, la prova indi2iria,
la quale, inchiodata nel fatto non poteivia da; di
se razionale nozione, fu costretta a ricorrere per

farsi conoscere ad esempi tratti dal fatto, e per

meglio riuscirvi un solo e sempre il medesimo


addusse quale 1 antica retorica lo seppe come

modello di tutti inventare

somma sventura
il? ;v ,JJ

(A) Latine regna avida/n danzando


I"5 "-" lf1 h f"
Spiritum , quam si L_ybiam remoti: J "- "l"- - '

Gadibu: juugas , e: uterque Poema @l ii*l" I ' '*' 1'

Serviat uni R 'i """


Ilol. 0d. 2.1i6. 2.

(a) L' esempio di omicidio inventato dai retori antichi. Cicer. De


inverti. relhor. Ho. 2. cup.
riferito da Aut. Math Ad III). 48, dig.tit.

184
di questo esempio di prova indiziaria, quasi ella,
nata drammatica, dovesse aver la suasorte decisa
in teatro, le scene presentano un esempio simi
le, e nel fatto, dove i retori trovarono con cer
tezza apodittica il reo, vi palesarono 1 innocen

te (I).
( Ma citare esempi ov mestier di ragionamenti
non permesso.L esempio pu avere un effetto
simpatico, ma non lo pu mai aver logico. Il

dire, che glindizj possono rendere un fatto evi


|5. cap. 6. num. 1.: adottato da Mario Pagano Logica de' probabili
cap. 7. osservat. in non; ed alla lettera allegato dal giureconsulto E
duardo Cocke. Bentham Trait des preuves judiciaires vol. 1. pag.
316. L'esempio immagina , I. la uccisione in genere nel cadavere del
l'ucciso col seno squarciato, Il. inimicizie, ed insidie dell'accusalo
verso l ucciso, III. suo arresto presso al cadavere asperso di sangue,
IV. con spada insanguinata alla misura precisa della ferita, V. suo pal
lore: sua niuna risposta alle interrogazioni: sua fuga. Il Donello refe
rendo simile indizio ad tir. de probationibus cap. 10. si esprime n Neo
dubitarem lume carmci tradere si judo: essem n. Il Moresca giure
consulto Napoletano gli grida addosso a Siste Donelle: siate magna
vr: judez: idea nonfz/zisti quia ex pracsumplimzibus utique rea: dam
Iasses. an mx:ssrs s! essrs arvs? A.v TE [PSI/M ex un canmrzcz
raanrnrs? Apud Sara. Pract. crimin. cap. 46.
(l) Il caso dArbace nell'Artaserse del Metastasio, ove l'accusalo

re, vero autar del delitto, faceva si bene da processante, e rispondeva


l'accusato,
a Tutti reo mi volete, e reo non sono.

Il nastro classico Poggi Elem.jurispr. crimin. lib. 1. cap. 2. 46. Mi.


60. teme quasi di riferire l' esempio drammatico sforzandosi di soste
nerlo col verisimile storico. Egli dgeva dir francamente a a esempi
retorici rispondo con esempi drammatici. Ma non mestieri per di
struggere i fantasmi della retorica ricorrere ai drammi, e ai romanzi.
Un esempio pi forte d'indizj di chi poi fu vericato innocente citato

da Prospero Farinaccia Prax. crim. quaest. 52. num. 111. E per io


ho sempre creduto, che il solo accurato spoglio de' pratici potesse far
unire i dati d' una scienza delle probabilit giudiciarie.

185
dente, e per provarlo addurle un esempio dinL
dizi, e ragionare con manifesta petizione di prin
cipio perch l esempio pu confermare ma non

provare, ed allesempio si pu rispondere con

un esempio contrario

Se la scienza delle

probabilit ha potuto dar ragione del perch la

confessione di alcuno del proprio fatto in ogni


suo punto vericata , o il deposto di due testi
moni classici eminentemente credibile, ella
non ha ardito di far parola della prova per mez
zo dindizi, e neppur ha assunto impegno di

scioglier problemi di simil fatta: perocch se ha


tentato determinare quanti innocenti sopra un
determinato numero dacwsati possono andare al
supplizio non ha creduto poter dare un calcolo
il quale rendesse mattematicamente certo in tale

o tale altra causa, che linnocente non perir.


La umana ragione muta dunque sulla forza
della prova indiziaria, e la retorica, e la intima
convinzione parlano per lei: luna spargendo di

fiori le catene dellaccusato: laltra con un solo


occhio a guisa di Polifemo divorando chi gli ca.
pila tra le mani
Una prova che non s definirsi come pu spe'
rare di sostenersi? Pretendere, che se la prova

(i) Ved. il lib.o. anp. 6. pag. 114. net. 33.


(a) Monstrum horrendum ingens cui lumen ademptum
Virg. Aen. lib. 3. v. 658.
n . . . . Vidi, atro cum membrauentia tubo
e: Manderet: et trepidi tremerenl sub denlibus artus .

Id. v. 624.

186

per via d accumulazione dindizj ammessa-nei


giudizi civili lo debb essere ancor ne penali e

un inferire positivamente dagli uni agli altri,


mentre la sola negativa illazione degli uni agli

altri permessa

Ma non potendo la prova

indiziaria reggersi con forze che le sian proprie,


ha preteso di darsele collindebolir quelle delle
altre prove: asserendo, che se da lei temuto
l errore, la confessione, e la prova testimoniale
non ne son pure esenti: strategetica tra i nemici
ammissibile 1 uno de quali sebben non dotto
spesso trionfa per la ignoranza dellaltro.

osservabile, che la circostanza alla quale si


appoggia 1 indizio non pu esser provata che o

colla confessione del reo, o col detto de testi


monj: lo che essendo non si s comprendere co

me la prova indiziaria muova guerra contro gli


stessi suoi ausiliari, e tacci dinfedelt queme
desimi mezzi sulla fede de quali ella costretta
a cercare un appoggio. Se la prova indiziaria
rigetta o revoca in dubbio la fede della confes

sione del reo, e del detto detestimoni ella un


glio che abjura suo padre , e spinge la contra
(i) Lo insegna lo stesso Aut. Math. Ad UE. 48. dig. tir. 16. cap. x.
num. i. Troppe sono le differenze dedue giudizj . Nel civile la quiete
de' possessi obbliga a una decisione denitiva: il giudice pu essere
considerato come arbitro delle parti.- l'errore cadendo sul patrimonio
pu essere in ogni tempo emendato: pu in supplemento della prova
essere deferita il giuramento: cose tutte che nel giudizio penale non
si vericano: molto meno in questo giudizio pu ammettersi, che il
soggetto del litigio sia diviso tra l' attore, ed il reo come nel giudizio
civile in qualche luogo prescrivon le leggi. Globig Censura rei judi
viali: etc. part. 2. cap. i6.
6.\

187

dizione no al segno di distrugger se stes5a: pe


rocch ella, onde costruirsi sulle circostanze di
fatto che accumula, ammette spesso di averle pro
vate o da un sol testimone, o da testim0nj in
idonei. Che se si dovesse dubitare della credibi
lit della prova per la confessione del reo, e per
il deposto detestimonj converrebbe retrocedere
per lo.spavento allaspetto della prova indiziaria
come la pi fallace di tutte, avendo ella contro
di se la fallacia di tutti gli altri mezzi di prova,
a
e la propria .
1 ""
"

In realt il reo confessando, e i testimoni at


testando parlano della sica certezza, che hanno
acquistata del fatto o per lorgano della vista, o

per quello delludito, Q per quello del tatto ,


base la pi sicura e pi solida della fede che si

concede a quel che , " accaduto fuori di


noi
La prova indiziaria non appoggia il pro
prio criterio n alla testingpnianza de sensi, n

allumana autorit, e nemmeno alle cognite re


gole del raziocinio . Se ellii rii'gi0na, la sua causa
perduta perch il ragionamento la scuopre sog

getta allerrore. Il suo apice, il suo punto misti


co, il vero momento della sua forza , comunque
voglia chiamarsi, dellintimo sentimento di chi

ha la franchezza di costruirla. Ella esce allora


dalla provincia della ragione: non pi dato
9Wgang es;

!'timf,

(I) Vedasi qui addietro a pag. 60. net. I. Con no accurgimento il

Poggi Elem. jurispr. crim. lib. I. cap. 2. S. 46. riconosce nella prova
Icalimuniale il criterio dalla certezza sica .

i88

scahdagliarne la tempra Criticaz. come un 1107


mo, il quale volendo dare il miglior conto di s

risponde a chi lo interroga col silenzio.


Or se la prova indiziaria, sfuggendo ad ogni

scientifico calcolo, non pu trovare altro crite


rio che nella convinzione intima di chi giudica,
e se la intima convinzione, appunto perch ell
un interno indenibile laccio dellanimo, non
pu parlare n render conto di s, che diverr
ildritto delladifesa innanzi a_un tribunale che
punisce, e non parla? una grande ingiustizia
decidere del dritto d alcuno senza sentir le ra
gioni di chi ha interesse a sostenerlo (I), n que
ste ragioni sodisfarebbero alla facolt che chiun
que deve aver di difendersi se non potessero esse
re risposte a quelle che si adducono da chi pensa
decidere in tale o tale altra maniera sul dritto. Le
ragioni che l accusatore adduce son troppo in
teressate per avere a loro favore la presunzione
della verit, e della giustizia. Il giudice solo pu

conoscere quali ragioni o per luna o per 1 al


tra parte preponderino, e, comecch la difesa

possa mostrare che la tempra n debole, ove la ,


difesa abbia
quale
si apprezza
la facolt
non di
pu
dirsi
essere
o contro,
un giudice
0 fuori
di ogni ragione convinto.
(i) Des Marets in una gran disputa teologica del secalo |7. stampi)
un libretto col titolo o Audi et alteram partem . I suoi avversarj in
timamenteconv1ti di aver ragione per.non durar fatica a rispondergli
pebbero ricorso alla forza, e fecero sopprimere il libro. Vita Jacob.
Jltngt'i Op. Amstelodami 1687.

J.-- < ...-

vv

189

n reo ritenuto dal confeSSare un delitto


che realmente non ha commesso dalla resistenza
che in ogni animo incontra sempre la falsit: dal
naturale aborrimento che ogni uomo sente per
il suicidio , e per qualunque si sia specie di si
CO, 0 morale dolore. Due testimoni son ritenuti
dal dire la falsit dalle stesse resistenze dellani
mo ad implican;isi, e dal timore di subirne la
pena. Lindi'zio senza alcuno diquesti timori:
sicuro nella propria impu'nitr' tranquillo.assi

dendosi nella coscienza, 'en'ell istintivo criterio


del giudice minaccia senza: poter essere minac
ciato, e ferisce senza timore di esser ferito. Na
sconda da un ragionamento o migliore, o peg
giore lindizio cammina sicuro di se medesimo:
non si reputa responsabile dell errore perch
pu non conoscerlo, e non d all accusato le
guarentigie delle pene del falso, perch nitmo
per aver malamente ragionato andato in galera
mai. L indizio dunque una specie di mannaja,
Se mai piomba sul capo dell innocente, maneg
giata' da mano invisibile, e cui niuna umana re.
sponsabilit pu frenare.
,
La giustizia una verit, non una verisimi
glianza; onde lapplicazione della legge per esser
giusta dee aver lappoggio del vero non qupllo
del verisimile. La credibilit della prova per

mezzo d indizi altr;gngp'pu essere se non una


verisimiglianza massima, ma antica e inoppu
gnabile la osservazione,che il verisimile non

190

sempre la verit

La credibilit della confes

sione del reo: del deposto di due testimoni: co'


caratteri i quali debbono accompagnare questi
due mezzi di prova non una verisimiglianza
una verit. Il giudice non la deve al suo modo
di esaminare le cose, ma la deve all aut0rit , e
alla responsabilit di chi se ne costituisce pale
s:ztore. Perch la verit non sia tale necessario
che il reo, ei testimoni abbiano architettata una
falsit: ma ben altra cosa cedere ad illusioni
che noi stessi ci siamo create , e cedere ad illu
sioni che hacreate laltrui malvagit. Il delitto
sconcerta tutti i calcoli della umana prudenza
non che quelli della giustizia.
Ma dalle opere si conoscono le vere tempre
degli animi. Osservate i passi dellindizio se vi
piace immaginarlo atteggiato a foggia di anima

to vivente. Voi scorgerete che ein o cerca le


tenebre della ignoranza, o si compiace di respi
rare quellaria stessa, che le leggi di eccezio
ne respirano. 0 cieco nella coscienza del giu
dice Popolar'e, o Argo politico nel magistrato ap
plicator duim legg'e, che si propone di affogare

i crescenti delitti nel sangue umano, sempre


(I) La osservazione realmente antichissima, ed attribuita al
poeta Agalbone Ap. Athen. lib. I. princ. Ey,; 711,505; 1m)fA m'u
rapa N ghg; verisimile est et multa/eriprneter verisimile, ed e ri

petuta da Aristotile Retixoric. lib. 2. cap. 94. pag. 448. ove riporta i
versi di Agalhone, i quali lradolli suonano
Fortune nliquis 'uerisimile id ipsum esse dizeril
1Vlortalibus multa svenire non verisimiliu .

191
spregiatore della buona critica, e della vera giu
stizia: assiso nellanimo del giudice popolare con
fonde il raziocinio colla coscienza: nel giudice
magistrato erige un trono, che divide colle pro

ve vprivilqgatre, alle quali la legge non pu al


trimenti dar bando
Se si osservano le opere
che escono dalle sue mani non si s se maggior
sia lerrore, oppur lorrore che ne deriva. Non
si citano esempi dinnocenti mandati al supplizio

o sulla loro confessione legittima (e), o sul de


posto di due testimoni classici, e contesti (5):
grande e deplorabile la falange degl innocen
ti, che lindizio ha con tranquilla coscienza scan

nati

(1) Il Poggi Osservazioni MS. all opera del Paolellt' ha ravvisata


ein pure la stretta connessione che vi ha tra la convinzione intima che
d forza provante allindizio, e le prove privilegiate abolite dal Legir
latore Toscano L. 30. Deccmbre 1786. art. 27.
(a) Gli esempi dinnocenti condannati sulla lor confessione riferiti

da Charondas vol. 1. resp. i. stanno contro l'indizio, ed a lui solo


debbonsi rimproverare questinforlunj, 1. perch sull'indizio fu pro
ceduto alla tortura del reo, dallg, cui bocca fu cos estorta la confes
sione, 2. perch in mancanza della prova del materiale del delitto coi

metodi della certezza sica vi si volle supplire colla prova indiziaria .


(3) I due esempi di testimoni contesti i quali deposero a danno del
linnocenle riferiti dall autore delle Ricerche sulla scienza de' Governi
( Goraui) vol. 1. art. 13. debbono attribuirsi alle non poche visioni,

che spesso s incontrano in quell opera. E giudici prevaricatori, che


malvagiammte condannarepo I'innoccnte non ve ne furono? La causa

celebre de'giudici di Mantes ne un lacrimevole esempio. Ricixer


Causes celebres etc. vol. 6 pag. t40. Ma i testimoni spergiuri, e igiu
dici prevaricatori scoperti tali son puniti a ritegno daltri, che simili
iniquit macchinassero. Chi punisce l indizio? Chi pu accusare il ra
ziocinio,che lo ha costruito o di prevaricazione, o di punibile falsit?
(4) L antichit cita gli esempi di Ti.ll 'uialas in voce: di

I 2

Q9uasi la storia , e lautorit d un secolo po.


tesse legittimare le erronee pratiche de secoli,
che gli succedono, alcuni scrittori hanno divii
sato rivolgersi al dritto romano, e rintracciare
in quel dritto una difesa della prova indiziaria .
Improponibile tentativo! Se si parla del dritto
delle questioni perpetue, e del tempo della re
pubblica, dritto non che per lindizio per qua

lunque altra specie di prova non vi era (1) . Se


si parla del dritto , che incominci a prevalere

sotto gllmperatori luso della tortura impediva,


che si potesse discutere il valor dell indizio per
il merito della condanna: perocch o il reo con

fessava, ed ein era condannato come confesso,


o vinceva colla pazienza i tormenti, ed era de'

nitivamente assoluto

Immaginare come al

cuni fecero, che nel concorso dindizj necessarj,

ed indubitati il reo reputavasi convinto, e non

sottoponevasi alla tortura cosa affatto gratuita,


'Aristide: Cornel. Nep. in Arist.e. 3., di Socrate: Laerl. In vii. Socr.,
di Rutilio: Senec. De bene/I lib. 3. cap. 37. Ma questi nomi sono di ac
cusati celebri. Chi calcola il numero de' pi oscuri condannati inno
centi? La stampa pot sola dare alle cose morali, e politiche il lor vero
prezzo, ed alla stampa dobbiamo la cognizione delle stragi, che la
prova indiziaria ha fatte de Sirven, deCalas, de' Le-Brun, de'Mont
hailly , de' D'Anglade cc. Non si dica che queste furono vittime d un:
tal forma di giudizio penale: tutti erano fatalmente aggravati d' indizi
tali, che niun uomo avrebbe potuto ricusarsi di crederli rei: la sola
scienza potea dubitarne poich ella sola insegna a dubitare. Ma se si
vogliono esempi recenti si legga il novero, che ne fornisce il sig. Lucas
Du syslme pual etc. pag. 383. , novero, che andava progressivamente
impinguandosi mentre quell'opera si pubblicava.
(i) Vedasi qui addietro a pag. 160.

(a) Malh. Ad lib. 48. dig. lit. 16. cap. 4. num. id.

195
la quale non ha appoggio di autorit (1). Se i
gireconsulti romani scrissero sulla indole del
lindizio, che dovea servir di titolo alla tortu
ra, ci fecero per perle un limite almeno, ma

parlando dell indizio probabile, o_ di pi oerisi


mili equivalenti al probabile non esclusero , che
alla tortura potesse autorizzare l indubitato : il

quale tale non , che per una petizione di prin


cipio di chi tal lo vorrebbe.

Se igiuretinsulti romani avessero reputato


lindizio sufciente alla condanna del reo, come
npg 'avrebbro ne loro setit\ti lasciata traccia di
questa loro opinione? Uno scrittore , che pi.
(1 ogni altro abbia avuta nelle materie penali

familiariypoframmenti del dritto gomano no


a noi pervenuti se ha trovato nelibri deretori
,_ _.
'->

(s) Questa indagine e uscita originalmente dalla penna dell' illustre


Ant. Math. Ad lib. 48. dig. ti:.. 16. cap. 3. num. 2:. Questo scrittore
discutendo quando fosse lecito ripetere la tortura parla di evidentior
bus augumenlis , indicia valde urgentia, argomenti: oppressus, espres
sioni, le quali convengono alla forza massima della prova indiziaria, In
che prova, che i Romani valulavano l'indizio qualunque si fosse per la
tortura, e non per la condanna. Nella questione celebre , e con tanta
dottrina discussa dagl'interpetri, e dai pratici, se il reo potesse essere
in tortura interrogato de' soci , e de complici, l'insigne citato scrittore
cap. 3. num. 15. distingue il reo confesso , ed il rio convinto sostenendo
non potersi interrogare il primo, potersi il secondo: le che fece na
scere poi la distinzione della questione preparatoria, e della de ziu'ti
va. Elemeuts de la proced. crim. vol. 2. pag. 338. Ma nel caso della
tortura denitiva il reo poteva essere stato convinto colla prova testi
maniale, e le perplessit le quali circonderebbero sempre quella que
stione, se si volesse decidere coll'autorila del dritto gomano, non per
metterebbero di trarne argomento valevole in appoggio della opinione
che il convinto per via dindizj non era torturato.
TomolV.,

15

194
con che sosten'er lindizio non ha potuto tr'ovare
altrettanto in quelli de giureconsulti

Inutile fatica sarebbe rispondere a chi per fa


vorire la credibilit della prova indiziaria op

(1) In Cosa si grave mi sia permesso di andar contro alla opinione


duno scrittore, la cui opera degna , che le sia applicato il consiglio
d0razio
_
'
i: . . . . . . . Vos exemplariu graeca
Nacturna ursntc manu, versate diurna .

Citerb le leggi come egli le cita. Convien distinguere dagl' indizi le


presunzioni dette juris , et dejure, le quali provano contro Matlzeo,
che il sistema del gius romano non fosse favorevole alla condanna perla
prova indiziaria. A presunzioni simili appellano l. I.
Diuus il. mi
.l. Carn. de sicar., l. D. de termina moto, 1. 3. Cod. de qi assess.,
nov. 117. cap. ult. l. 34. end. ad l. ult. de adult. Tra leleggi relative
all' indizio, sebben tutte la riconoscano come mezzo di prova, non ve
ne ha una che gliela conceda piena ed intera. La L. a. Cad. quar.ap
peli. non recip._'rigetta la provocazione del reo argumentis conviotus,
testibus superatus , voce etiam propria vicina, scelusque confessus.
, Matheo suppone che quelle indicazioni stiano l disgiuntamente, 0
alternativamente, La legge degl'lmperatori Costantino, e Costanzo,
ed trascritta nel codice Teodosiano L. I I. tt. 36. l. 7., ove l"insigmt
Golofrcdo dimostra ,rhe le indicazioni convictus, e colgfessus debbnn0
intendersi cumulativamente, o copulativnmertte. La L. 1.
item
Cornelio D. de quaest; parla d' indizio a tortura. La L. 5. in barba
ris D. de re milit. parla dadminicolo d'un fatto allegato a difesa. La
L. utifalsis 22. Goal. ad 1. Corri. de falsi: ammette gl'indizi in unione
della prova testimoniale , ,e della coilazione delle lettere ne ieVa al

l'attuale questione. Resta la L. alt Cad. De probation., legge, che


pi dogni altra attesta le frodi , e il dispotismo di Triboniano nel com

pilare. La legge nell"originario suo getto ebbe per autori gl Impera


tori Graziano, Valentiniano, e Teodosio e fu diretta a spaventare gli
accusatori,i quali moltiplicando le accuse temerarie cercavano la im
punit nell abolizione privata. Triboniano divise questa legge in due:
dell' una assai male formando, conforme osserva il Gotofredo Cam. ad
Cod. Theorl. vol. 3. pag. 272., la L. pennlt. Cod. de calumn., dellaltra
formando Capriccjosamente la L. alt. Cori. de probat. per o'sserva
bile, che mentre la legge nella sua originaria compilazione esprimevasi

signis ad probationem luce clarioribus, Triboniano sostitu lumen:

i-

'._.li_--s---Fl

195
porte, che il non ammetterla aprirebbe la via
alla impunit
Se 1 indizio sempre in pro
}cintodi mandar 1 innocente al supplizio , la ri'
sposta alla obiezione fu data gi dai giurecgn
sulti romani
Ma la obiezione inammissibile
nel processo inquisitorio per le ragioni che ne
saranno esposte fra poco, non ha intelligibili
termini nellaccusatorio: conciossiach in questo
processo tutto ci che spetta alla Prova un
giuoco di ventura , potendo Una sfavorevole 6.
sonomia, un silenzio, un pallore mandare un iri
nocente al supplizio, e non potendo due testi
moni col loro concorde deposto mandarvi un

manifesto colpevole (5).


Senza distinguere le gnarentigie politiche de
ad probationem mnvmr.4ris , e: luce clarioribus. Se Tribonano fu il
Bacone della et sua avendo notato il diverso oggetto d'una legge di
retta contro gli accusatori, e duna legge diretta ai giudici:avendo
sostituite alle parole della prima compilazione parole indicanti necessi
t di concetto dovette formarsi la idea d'una prova la quale coartata
a circostanze di tempo, e di luogo escludesse lasica possibilit del
contrario: caso raro ma pur contingibile il quale meriterebbe il nome
non di prova indiziaria , ma di evidenza difatlo, come se il delitto

fosse stato commesso sotto gli occhi stessi di chi dee giudicante: del
che allega credibile esempio il_Cav. Globig Censura rei judicia'lis etc.
part. 2. cap. 9. S. 8. sebbene diversa cosa sia la evidenza di fatto con
|iderata come mezzo di prova, e con troppo lassa coscienza trattata
dall'autore medesimo cap. 12.
9. Le osservazioni fatte n qui sulla
interpetrazione di Antonio Matheo esimono dall'esaminare le altre si
mili ma di minor conto del Voet, dellHubero, del Wissembaco, del
Sande, e in ultimo luogo del Joubert Specim.inaug. jurid. de evid.
univ. et de probat. injudicio 8.
(i) Ved.
Cremani
lib. 3.
cap. 12.[- -.ai _
(a)
il lib.De1.jur.
cap.crim.
ii.pag.
185.1102.
_ .
>
(3) Basti il giudizio di Cicerone sulla condanna di Publio Rutilio.

Orat. pro Font.

196

rivanti da una forma di governo piuttostoch da


un altra, e diversa, e le guarentigie giuridiche,
che sotto ogni forma di governo la mente umana
pu concepire, uno scrittore, che si distingue ai

di nostri tra gli altri per la dottrina, fulmina

'lanatema alla stima giuridica della prova: la


dichiara incompatibile colle pubbliche libert,
e pronunzia cosi senz accoigersene la condanna
dellumano intelletto in cosa, di cui per gli uo

mini non pu essere la pi importante, essendo


la_individual sicure2za lultimo termine a cui
tutte le combinazioni legislative dovrebbero co
me a centro comunerivolgersi
Lintelletto
come ogni altra facolt morale delluomo tro
vasi a stretto contatto collepassioni insepara
bili dal-la sua natura, tra le quali le politiche non
sono le men calde dell altre: dal che avviene ,
Che la libert a cui queste passioni aspirano
talvolta confusa colla verit, di cui non vi ha

cosa al mondo pi ristretta in angusti conni.


Or se fosse una verit, che la prova indiziaiia
non merita il nome di prova: che la scienza del

le probbilit non pu formarsene adeguata ra


gione: che per giungere a conseguire una norma
critica la pi utile a ssare il vario grado di cre-_

dibilit deglindizj ,onde toccare se non il certo


lo che in materia (1 indizi impossibile, il pi
probabile almeno, e fissare qual uso per la pi
retta giustizia nel giudizio penale da farsene,
(t) Mayer Esprit , angina etc. de: inat.judiciair. liv. 6.

u.,

altro mezzo non vi ha che raccogliere, ed rdi


xiare i casi perplessi, che si presentano alla deci

sione detribunali, ed aver cos un corpq di gin.


risprudenza da consultare: lo spirito umano ri
chiamato a questo sistema non potrebbe dolersi '

dessere ridotto a servaggio , ma dovrebbe pa


zientemente discutere se questo metodo serve ,
o non serve meglio d un altro la causa della u
manit, e della giustizia. Se mentre Archimede
meditava il problema meccanico, lapplicazione

del quale dovea decidere della libert di Sira


cusa dalle armi degli assedianti, alcuno gli si
fosse appressato dicendogli, che non dimenti
0asse la repubblica di Platone, chi avrebbe po

tuto ritenere o le risa , o lo sdegno a questo strano


discorso? (i)
(1) Il Cavalier Creman ,ed il Nani sono tra noi i due scrittori,che
si possono considerare i due rappresentanti legittimi, ilprimo della 0
pinione favorevole alla piena credibilit dell'indizio De jur. crim. uol.
5. pag. a17. 220.: il secondo della opinio'ne contraria. Il Nani nella
sua qualit di convertito meriterebbe unattenzione speciale. Sostenne
la piena credibilit nella sua opera suglindizj: vario parere nelle note
ad Aut. Matheo, e nelle osservazioni alla riforma criminale Toscana
del 30. Novembre 1786. Meritano poca, e forse niuna valutazione al

cuni posteriori campioni della prova indiziaria. Barbacovi Ragiona


mento degli argomenti, ed indizj ne' giudicj penali. Mario Pagano
Logica de' probabili. Il signor Meyer non pu porsi in linea de'com.
battenti. Egli batte un campo pi largo: una specie di eclaireur,
che ferisce alla spicciolata ora l' uno, ora 1 altro ordigno del pro
cesso quesitorio, onde non due far meraviglia se nella sua (1 altro
lato dottSsima opera non sia giunto a formarsi la vera nozione della
stima giuridica della prova , in opposizione all'intimo conincimeuto,lo
che sar reso pi manifesto in appresso: Ma perch in una questione,
di cui pu dirsi,
Littora Uttoribus pugnantia: uclibus mdas

I98

il campo perci che sia degli scrllori non Italiani non reali adornbralo
dalla mole d'un solo nome, mi giova rammentar qui allio nome non
meno celebre, del quale la opinione conlraria all'indizio, e alla iulixna
convinzione ha ragion di onorars, il signor Consiglier Millermaier
Teora delle testimonianze cc.
388. Il nome del Toscano legislatore
all'art. no. della riforma criminale del 30. Novembre 1786. non si

legge sulla scudo di alcuno di questi celebri combattenti. ben questo


il luogo di dire
Povera ,\c nuda vai losoa!

'99
CAPITOLO

XII.

Del diverso modo con cui la prova sintetica , e


la prova analitica si costruiscono secondo
la diversa forma del giudizio penale.

\
E della indole delle 'umane passioni aerrar

_con forza loggetto loro, e con gelosia custodirlo


afferrato che labbiano. Sebbene, cosi andando
le cose, lamore divenga o pi, o al pari funesta
dellodio quandola forza lo assista, questo anda
mento di cose sar sempre lo stesso . Le custodie
vigili del vello doro,e degli orti esperidi: la torre
di bronzo che fu stanza alla glia di Acrisio: gli

eunchi , e i serragli dOriente inventati dallaf


morsico- del sesso pi forte per usare maggior
tenerezza al pi bello e pi debole sono avveni

menti he si 1innuovano tutto di negli abusi


delle Carceri segrete, e de camerieri della uma
na giustizia. Una forza franca , leale , ed aperta

basterebbe ad impedire la fuga del reo. Una


forza pi vigile che robusta, pi timida che co
raggiosa, pi difdente che sicura di se medesima
onde meglio custodirlo creduta necessaria a
cautelare la prova che v relativamente a lui rin

tracciandosi, o che stata a suo carico gi rin


traccnata.

Questa segreta custodia del reo ha colpite

200
tutte le menti: ha scossi tutti i cuori: ha messi

in moto tutti i ragionamenti onde discuterne il


dritto. Dicono che Aristotile negasse il calore
del sole ma cercasse destate lombra (I); che

Anassagora sost_enesse esser nera la neve ma vo


lesse il pane del suo colore (2): che Zenone
dElea e Diodoro negassero il moto ma medicas'

sero col passeggio la indigestione

Lo stesso

pu dirsi della custodireegreta: tutti la com


battono, e per tutto si pratica,

A Dio non piaccia, ch io intenda trattare


scherzando un soggetto, che tanto interessa la
umanit, e la individual sicurezza . Ma allorch

le contradizioni umane son manifste, chi le os


serva, e le medita nell alternativa o di ridere

conDemocrito, o di piangere con Eraclito.


La custodia del reo alleffetto dimpedirne la
fuga col porlo in carcere di antichissimo tem
po (4).Seil fatto innegabile, siccome il reo in
questa sua situazione dovette essere tutto alla
balia d-esuoi accusatori o duna forza dalla legge
non regolata ( perch ein non poteva trovar la

legge se non quando era presentato ai giudici


che doveano decideredella sua sorte) non
(1) Io. Slob. Eclag. l Phjs. ES. 1. enp. 25. de sol.nat. etc., Aristot.

Mettor. li6. 1.cap.

(2) Cicer. In Lucull. sive Acari. quaest. lib. 2.


(3) Aristot. thsie. 115. i. e. 2. lib.6.cap.g.

(4) Desid. Herald. De rer.judic. auct. li. 1. cap. 12. pretende porre
in dubbio questo fallo, ma gli esempi che egli cita per fame dubitare
mostrano, che la carcerazione del reo era di drlllo ordinario prima

assai, che i Romani nelle lor leggi come tale la proclamassero.

nor

senza fondamento la congettura, che la custodia


segreta sia antic.a quanto il giudizio penale. Pu
re prendendo le cose allingrosso, e non con
tando da tale o tale altro punto della procedura

sembra potersi credere, non essere tanto antico


luso
acquistare Contro dun accusato le pro
ve del3lelitto, di cui divenuto sospetto, sen

zach egli alcuna cosa ne sappia, a tale effetto


cetaciandolo in chiuso, ed appartato luogo, nel
qualeiiogni comunicazione con lui rigorosa
mente a chiunque vietata: onde gli sia moral
mente impossibile di aver notizia di ci che con

tro di lui va facendosi (i).


(I) Un' opera sulla origine, sullum, e sullabuso del segreto sareb
be di una grande utilit per la scienza delle leggi della sicurezza so.
ciale .
noto come il Cujacio corresse l'errore de'Glossatori, i quali
male interpetraudo le parole intrare judicis secretum della L. nullum
14. Cod. de Testibus supposero che la interrogazione de testimoni in
segreto fosse una regola del dritto romano. Oltre al dujacio, e ad Aut.
Matheo illustro la parola secretarium come sinonima di swretum, luo
go ove si rende giustizia, La Lande In Thesaur. IlIeernmn vol. 4. pag.
453. Eravi' una ragione storica la quale risparmiava la lologica per
provare che il processo sotto gllmperatori di Roma non ammetteva il
segreto. Gli accusatori d'ufzio erano sottoposti alle regole stesse che
le pi antiche leggi ave'ano stabilite per gli accusatori volontarj . Cod.
Lib. g. lit. a. l. ult., e gl'lmperatori divenuti giudici ascoltarono, e
decisero le cause in pubblico,del che converr parlare in luogo pi
opportuno. noto quantoimmaginb il Presidente di Montesquieu sulla
origine della procedura segreta Esprit des loix liv. 28. chap. 34- Le
ragioni del Montesquieu come desunte dalla losoa della storia, e dal
miglioramento de'metodi indagativi del vero non piacquero al Meyer,
il quale sostenne doversi la introduzione del segnato alla inquisizione
ecclesiastica. Esprit, origine etc. de: inst, judiciair. liv. 4. ehap. 14.
Ma questo scrittore conl'Use con luso labuso mostrando come nella
circostanza della eresia degli Albigesi la procedura divenne da capo a

fondo segreta. La opinione storica del sig. Meyer era stata gi profes

209
La discussione delle opinioni storiche , lolo
giche, giuridiche, politiche che intorno a que-
st uso in apparenza irrazionale e crudele si sono
a guisa di nuvole burrascoso ammassate rende

rebbe necessaria una digressione polemica, che


diverrebbe inutile quando potesse dimostrarsi la
connessione teorica di quelluso con una data
forma
giudizio
penale. nella' sua semplicit
_
INel di
processo
accusatorio
e scevro dogni mistura pi cause escludono che
il reo venga arrestato e le informazioni sul de
litto di cui venuto in sospetto sian prese senza
che egli ne possa aver la notizia.La eguagliam

za, che la legge pone tra laccusatore, e 1 accu


sato esige che la custodia sia tra loro recipro

Ca

Non intervenendo in quel processo al

s_ata macon scarsa suppellettile di erudizione da Mario Pagano Cozsid. I


sul proc. crim. cap. XII. A questo abuso deesiallribuire quel che Aignan
narra del Cancellier Po_yet promotore della ordinanza di Francesco I. del
1539, la quale stabiliva la procedura in tutto, e per tutto segreta , e
della quale egli stesso rimase la vittima. Aignan Histoire da jurj
pag. mg. in 1101. Questo funeslo, e micidiale diritto con un grado di
esasperazione maggiore; perocch nascondeva ance il giudice inqui
rente, era,stato adottato ne'giudizj vernici, o veafalici la invenzione
de quali attribuita a Carlo Magno come espediente da lui creduto
necessario alla estirpazione de malviventi sulla bella ragione che terra
|altuosa si: , et latibunda . Thomas. Diss. da vera orig. nat. progr. et

inter.judic. Westphlic. S. 4. Fatto che la origine dell' abuso del


segreto nelle passioni di chi ha in mano la forza le quali intatti i
tempi e su tutta la terra sono state sempre le stesse . La origine dell'uso
nella ragione applicata alla cognizione de metodi indagativi del vero
nel giudizio penale. In una materia nella quale si pu fare abuso della
storia, e del ragionamento chi ne assume l'esame-contrae lobbligo di
trattarla senza prevenzione, senza amore di parte, ed in buona fede.

(I) Pollet.Hist. Fori rom. 1.4. c. 7. citato dal Filangeri Scienza


cc. lib. 3. p. i. e. a. -

' '

205
cuna autorit politica per linteresse della so

ciet il modo di proporre la prova lasciato alla


libera scelta de due litigatori. Laccusatore non
- si presenta in giudizio se non ha in proprio po

tere una prova sufciente alla condanna del reo,


ella legge sarebbe ingiusta se ad un uomo che

scenda nellarena armato di tutto punto com


trapponesse in un reo privo della sua libert una
vittima di facilissimo sacrizio. La confessione
del reo: la non Prosecuzione del giudizio per
parte dell accusatore sono o per luna, o per
laltra parte dichiarazioni di volontario disar
mo. Se il reo nega, la battaglia col nome giuri
dico di contestazione di lite incomincia (1) ed
allora delle prove come delle armi, le quali
tanto vogliono nelle mani delluno quanto splen

dono sugli occhi dell altro . Se 1 accusatore ed


il reo in questo processo si sottopongono 1 uno

alla custodia dellaltro ci avviene perch 0 luno

o laltro o non falsichi le proprie armi, o non


sottragga fraudolentemente al suo contradittore

quelle colle quali pu battersi


Se 1 autorit politica interviene nel giudizio
nell interesse della societ: se all accusa so
pag.
(x) 369.
il signor
in. net.
Meyer
osserva
Esprit,
come origine
in Baviera
etc. de:
anceinstit.
oggi judieiair.
la contestazione
liv.
della lite e assomigliata a un primo atto di ostilit .
(a) Non pu dunque concedersi al comunque eruditissimo Nicolini
che Cicerone in. Siciliam inquirendi causa pa'q2ctus nell'accusa contro
Verre ci segretamente facesse. Le cautele delle quali parla Cicerone
si riferiscono alle insidie che Verre tendeva alla sua vita. Della proce

dura penale cc. p. 7. U. x.pag. 88. noi. 1.

204
stituita la ricerca di uffizio tutto cambia d'a
spetto.
>
La situazione dell imputato in faccia all ufli

zio del giudice indagatre tale, che le tracce


del delitto, le quali conducono Verso di lui, deb
bansi raccogliere, e vericare senzach egli ne
abbia la notizia: perocch avendola egli potreb
be defraudare colla fuga lo scopo politico della
pena . Se le tracce sian tali, che somministrino
titolo ad arrestarlo, effettuato il suo arresto, il
segreto delle successive verificazioni nasce da al.
tri motivi inerenti allanalisi della ricerca , che
fu forZaistituire contro di lui.
. stato detto, e ripetuto, che il segreto ha
lo scopo di costringere il reo a confessare il de

litto, ed un succedaneo della tortura

Se,

1 asserzione vuole esprimere un fatto bisogna

confessar con dolore, che ella ha nella storia

molti, e lacrimevoli appoggi di verit; Se las


serz_ione vuole esprimere un principiodi dritto,
e sostenere-che la struttura tecnica del processo
inquisitdrio col segreto un mezzo onde estor

ce_re la confessione, ella falsa, e smentita da


una miglior cognizione di questo processo
(
La solitudine, a cui convian ridurre un uomo
(I) Meyer Esprit, origine etc. de: instit. judiciair. liv.

ehap. 14

(a) Il capitolo 14. del signor Meyer citato qui sopra un eccellente
lavoro storico: ma siccome la storia presenta gli avvenimenti umani
nel miscuglio, che in essi produce la inuenza della ragione, e quella
delle passioni,quel capitolo pu esser magnico come- di fatto, ed es
sere pericoloso a leggersi per chi non abbia ben meditali i melodigiu
diciari.
'

.
205
onde togliergli il mezzo o di dare, o daver n0
tizie relative ad un fatto, di cui quanto pi ge
nuinamente possibile si vuol conoscere la ve
rit nel tempo stesso una pena, ed un mezzo
necessario ad allontanar dal fatto di cui si v in

traccia le false apparenze , che un grande_ inte


resse a corromperlo potrebbe intrudervi. Se alla
solitudine a cui convien condannare un uomo si
aggiunga lorrore, e la insalubrit del luogo del
suo ritiro: la facolt desuoi custodi di trattarlo
colla durezza, che le abitudini del loro mestiere

converte in essi in istinto (i): la diuturnit del


tempo in si triste dimora, la solitudine un mez
zo di estorsione al pari della tortura. Se la so
litudine , in cui si colloca limputato, senza
alcuno di questi martiri essa pu essere un mez

zo critico indagat0re del vero, come la cautela


con cui il chimico volendo esaminare i veri ele
menti, che nella loro riunione compongono un
corpo, procura disolarlo onde corpieterogenei
non comunichino ad esso le lor qualit,
Il segreto come segreto contrario al dritto,

che l uomo ha dassister a quanto si pretende

di costruire a danno del suo patrimonio , del suo


(I) l Latini chiamarono il carceriere commentariensia da' registri

scritti de carcerati. Vicat. Voca6. jur. verb. commentariensis. Nel


medio evo le parole gabia, gnbiola, come congettura il Menagio , o
conte Congeltura il Lamiere cavea, caveola fecero nascere il nome di
geolier. Enc_yelop. metlrjurpr. vol. 2. p. a.pag. 77|. Il nome di so
prastante rammenta le lalumie sotterranee inventate dalla giurispru

denza di Teodora per udire da un superiore pertugio i pi leggieri a


liti del detenuto. Irocup. Aneddot. qyp.

206
A
onore, della sua personal sicurezza. Il processo

acc-ustovio, il quale si propone di costruire una


"proposizione di reit non pu costruirla inse
greto . Il processo inquisitorio, il quale si pro
pone di rintracciare una verit, se il segretorn

un,m_ezzo critico per bene indagarla, dalla pro


pria riatura obbligato ad usarne . Alla cauSa della
giustizia basta, che questo processo allorch pre
tende asserire abbandoni il proprio segreto, e
lasci libero il campo ad asserire, e provarejl
contrario
' f ,

Se fosse questo il luogo di parlare deproce5si


accusatori, ne quali non il privato ma la societ
accusa , si vedrebbe che questi metodi abusano,

non usano del segreto. La persona destinata a


divenire accusata in questi metodi camerata

anco sulla semplice asserzione di chi accusa , o


deferisce (e), abbandonato alla discrezione del
pubblico accusatore non certo per il proprio
ufzio inclinato ad averne; eil futuro accusato

langi1isce per lungo tempo nella carcere, e nel


(I) Niente di questo osserva il sig. Meyer: n doveva perci fulmi
nare il segreto, n doveva come ordigno del processo inquisitorio porlo
a Confronto con quelli dellaccusatorio.
(a) Ved. qui appresso il cap. XIV. stato fatto un quadro statistico

dal quale risulta che in Inghilterra , ed in Francia sopra tre accusati


due sono condannati, ed uno e assoluto. Aignan Histoire da jur_y pag.
351. in noi. Converrebbe sapere qual' nell'una, e nellaltro paese il

numero degli accusati in un anno, e il terzo della somma darebbe il


novero degli uomini ingiustamente tormentati colla perdita della liber'
l, e col segreto. Si confronti questo stato di cose con quel che accade

in Toscana ove il reo ,incarcerato sopra probabilit, che la legge, e


la giurisprudenza hanno in lettera determinate.

207

segreto prima (1 essere dall accusa colpito (i) .


Se fosse questo il luogo a stabilir de confronti,
si vedrebbe, che il lungo segreto a cui in quei

metodi si condanna il futuro accusato a mero


gratuito dispendio della sua personal sicurezza
perch le ricerche, che senza sua saputa si fan

no, comecch dirette dall accusatore, e non a


strette da forme dalla legge prescritte come me
todicritici indagativi del vero, sono tutte come
esser debbono dallo spirito dellaccusa pregiu

dicate onde il reo condamato al segreto a suo


danno: mentre nel processo inquisitorio il segreto
non scelta ma necessit, e come necessario alla
pi imparziale scoperta del vero, del che tutti i

sensati scrittori convengono (o), pu essere usato


a discolpa, e salvezza di chi vi soggiace.
Questa ultima asserzione in cosa di tanto mo
mento merita dessere partitamenle chiarita. La
luce di cui ella suscettibile pu dileguare gli
equivoci di chi pensa, non avere il segreto altro

scopo che quello di estorcere la confessione del


reo.
'
La ricerca a differenza dellaccusa non acco

glie la confessione del reo come rinunzia alla


prova, ma la colloca nel numero delle prove.
La confessione non nuoce al reo in questa forma
(1) La causa di uxoric'idio per via di veleno di Luigi Lavalley non era ancora cominciata, e il suo storico osservava in nota n il est un
secret depus troia mois dans une sulle basse 014 le solai! ne lui: pus n .
Mejan Recue'il des causes ce'lbres Paris 1808. vol. a. pag. 335. \o
Lavalley era innocente.

(a) Bentham Trail da; preuvesjudiaires liv. 3. chap. g.

208

di giudizio penale; e la legge rigetta con orrore


una men ponderata dichiarazione, cori cui il reo
volesse pronunziare la propria condanna. Ma
tutto ha nelle umane cose la sua correspettivit.

Se la legge rigetta la confessione a vantaggio


del reo qualor sia nuda come nata da fatuit, o
da disperazione duno che vuol perire, e non
cura, che ella sia leffetto di delittuosa coscien

za, da questo sistema obbligata ad accoglierla


e valutaria qualora circostanziata sia come prova
di verit.

Ma se la confessione che il reo pu emettere


trovasi in questo bivio, la ricerca non pu non
vericare con scrupolo tutte le circostanze le

quali 0 possono dimostrare esser nuda la confes


' sione a vantaggio del reo che la emesse, o posson
convincere che ella corrisponda al modo con
cui circhstanziandola il reo la emesse negli atti.
Cos essendo le cose, se il reo liberamente co

municando o potesse suggerire ad altri o altri


potessero a lui suggerire un piano di circostanze,
le quali dessero a una confessione nuda il caratt
tere di circostanziata a suo danno, o un carattere
di nuda a suo pr, la confessione non avrebbe
pi carattere critico di mezzo di prova n si sa
prebbe qual conto doverne fare. Lo stesso dicasi
della prova testimoniale. I delitti non consistono
in un idealismo, al quale due testimoni contesti

possano sodisfare colle loro parole: son fatti, che


lasciano tracce ne corpi tra i quali agirono . Se

la confessione ha bisogno di un critico sostegno

209
ne fatti, che son fuori di lei, lo stesso bisogno
lo ha la prova testimoniale onde non sia un re
manzo che le nude parole possono comporre , e
scomporre a lor grado. Il reo nel Caso di prova
testimoniale o nega o confessa. I testimoni de

pongono di fatti, dai quali sorge la prova della


innocenza del reo negativo. Non avendo avuto

il reo mezzo di comunicare co testimoni, o con


chi gli suborni a suo discarico, essi divengono

eminentemente cvedibili, e luffizio del giudice


lo libera tanto pi facilmente quanto pi il se
greto, a cui fu sottoposto non ebbe altro scopo
che quello di meglio assicurare la verit . I testi
moni depongono contro di lui, ed egli nega il
delitto o citando altri testimoni, o allegando fat
ti, i quali provano il contrario del loro deposto.
Il segreto, che lo tratt non come reo ma come
mezzo di prova, si rende a lui, ed ai testimoni
comune , e per questo mezzo sperimentata la
fede o degli uni, o degli altri: lo che mostra che
il segreto pu non essere un mezzo di forza come
era la tortura, ma mezzo critico per distingue
re il vero dal falso ne detti degli uomini, i quali
spesso prendono il colore de loro interessi, e
delle loro passioni.
La storia dellorigine, delle vicende, degli
abusi ,_ delle perdia del segreto si pu facilmente
tessere come quella dogni altra umana perver
sit. Ma se il segreto pu stare senza esser mezzo
di estorcere la confessione del reo, e senza essere
una tortura morale sostituita alla sica, scrivem
Tomo "C:

14

210
done la storia , e volendo aver vanto d impar
zialit non bisogna nascondere che in tutti i tem

pi, e in tutti i luoghi per le leggi dell umano


intelletto le probabilit ebbero un peso nell a
nimo umano: che nel sistema del processo accu
satorio spesso fecero perir l innocente con un

valore maggior del giusto che riceverono dal po


co istruito criterio del giudice popolare: che
nell et d ignoranza e barbarie formaron titolo

della prova per l acqua, e per il fuoco: che la


tortura in quella infelice etincontrata da chi
ne possedeva tutto il sapere ne frammenti del

dritto romano fu creduta un uso men barbaro ,


e meno inconseguente che quello di esporre il

reo a morire o ail'ogato, o bruciato (I): che, a


bolito questo barbaro succedaneopdella barbarie
nel secolo delle cognizioni e della losoa, resta
a discutersi se esso fosse pianta di proprio ge

nere, o pianta parasita e come la pianta utile

alla quale stette fatalmente per lungo tempo al;


taccata pot vivere , e prosperare: n in questa
ricerca la legislazione d'un Sovrano che fece alla

umanit ed alla giustizia il difcile, e quasi mi


racoloso sacrizio di tutte le pene di dolor sico

(I) A che giova che il Filangieri Scienza della legislazione lib. 3.


,part. I. cap. 1 1., e Mario Pagano Saggj politici saggio cap. 9. ab
biano chiamata a contribuzione la storia per provare I'analoga tra il
criterio degiudizj di Dio, e quello della tortura? un punto incon
cusso della storia del dritto, che il clero il quale pi contribu a; fare
abbandonare i giudizj di Dio per il duello ec., vi sostitu un ordigno

allora reputato giuridico nella tortora. Thomasius Dissert. de occus.


eoncept. ac insent. Const Caral.
ai. dirs. U. 3. diss. 89 pag. 455

su I
le quali al suo tempo -credevansi le pi ferme
basi della sicurezza sociale non vorrebbe essere

n ignorata n nauseata
Il processo accusatorio puro tutto prepara, e
tutto fa nella piena luce del giorno: niente or
disco nella solitudine, e nelle tenebre. Chi abbia

gli occhi percossi da tanta, e si pura luce vedr


oscurit , e fantasmi ovunque ella venga a man-r
care. Ma la oscurit incomincia appena la so
ciet prende un interesse alla repressione delle
sue offese. Da questo punto scaturiscono le per
plessit , e i problemi di difcile scioglimento ,

n i desideri i pi puri in s stessi,_i voti per il


loro scopo i pi encomiabili sono ragionamenti
per comporre tante difcolt.
Se il segreto un mezzo critico per pi im'
parzialmente rintracciare una verit di fatto , la

quale potrebbe essere da un grande interesse al


terata: se esso un mezzo analitico ( perocch
analisi tutto ci che tende a separare il vero

dal falso) non sar lecito rigettarlo in modo pe


rentorio , e assoluto. Sar lecito bens d osser
vare che questo analitico metodo posto nelle
mani dun uomo pu divenire istrumento dei
suoi personali interessi, de suoi capricci , delle
sue prevenziohi, delle sue passioni eziandio. Ma

questa apprensione giustissima segnala gli abusi,


ai quali pu andar soggetto il segreto tra le ma
ni degli uomini, che nell interesse della verit,

(I) Ved. qui appresso il cup. XV.

212
e della giustizia dovrebbero altrimenti valerse

ne , ma non ne prova 0 la ingiustizia, o 1 er


rore .
La natura defatti, ai quali la legge nel giu
dizio penale d attributo di dritto come mezzi
necessari a scuoprire la verit, difcile a per
cepirsi. Le parole del reo come quelle del testi

mone sono nell alternativa o della verit o della


falsit. La interrogazione dell uno o dellaltro

non accompagnata n da minacce , n da pro.


messe , n da incussione di timore, n da insi
nuazione di speranze ha 1 oggetto (1 indagare se
quel che dissero vero o falso. Se 1 uno o 1 al
tro risponde in modo, che criticamente si possa
credere aver detta la falsit o aver voluto na

scondere il vero, un ragionamento che contro


luno o laltro si faccia per dimostrargli che le
sue risposte al vero non corrispondono non ha

loggetto di estorcere alluno la confessione, al


, l altro il deposto che si desidera, ma ha quello
di ristabilire la verit, a cui aspira ogni metodo
giudiciar-io. Se la interrogazione che Criticamen

te obietta o al reo o al testimone 1 argomento


di falsit non redarguibile della prepotenza di
volere estorcere dalla lor bocca una data propo
sizione, il segreto, necessario a togliere 0 all u
no o allaltro il mezzo di comunicazione con chi
potrebbe dare al falso lapparenza di vero, come

compagno dellinterrogazione non potr meri


tare, come segreto, il rimprovero che la inter
rogazione non menta ,

115
il linguaggio del foro, per se stesso tradizio
nale, ed abitudinario, pu esprimere che la car

cere segreta si usa come esperimento o dellim


putato, o del testimone (1): pu aver soggiunto
dottrinalmente, che lesperimento della carcere

segreta equivale allantica tortura

Questi

dannabili nomi non alterano la indole di non


danuabili cose. Quando un uomo considerato
come mezzo di prova nelle risposte alle interro
gazioni che gli si fanno, se questuomo col suo
rispondere criticamente apparisce esprimere la

falsit, diviene un documento sospetto, e come


le ordinarie regole della prudenza obbligano a
tener custodito un documento scritto di equi
voca fede , e di non consegnarlo a colui che 3VIl'
docelo dato fa nascer sospetto di averci voluto

ingannare, cosi obbligano a custodire un docu


mento parlante. Come sarebbe assurdo il dire che
questo espediente un esperimento del documem
lo scritto, e che il custodirlo torturarlo , cos
sarebbe assurdo il dirlo relativamente al docw

mento che parla

Per distruggere questo ra

gionamento converrebbe provare, che un uomo


interrogato nel giudizio penale dee godere di

una illimitata libert di rispondere a proprio ta


lento: che.qualunque si sia metodo diretto a rad
(I) Paoletti Istruzioni per ben compilare i processi criminali S-IV.
(a) Poggi nella decisione che ha il titolo Florentin. seu Buten.fal
citati: del 1. Febbrnjo 1799.
35.
(3) Vedasi quanto scrisse Bentham sulla detenzione coincidente con
il sequestro onde cautelare una prova Trait de: preuves judiuiaires
liv. 9. chap. 3.
\)

214
drizzarlo nella strada del vero se attentatorio
alla sua libert abusivo, e tirannico: proposi
zione stravagante ed assurda la quale tenderebbe
a supplantare il dritto d interrogare non che
quello di aver risposte coerenti alla verit.
Allorch era in vigore luso barbaro, ed abo
minevole della tortura, i forensi che aveano in

questuso tutto il loro criterio: che ne tingevano


le lor frasi, e il lor modo di esprimersi non di

, stinguendo il bisogno logico della interrogazione


dallantilogica usanza di accompagnarla colla mi
naccia de tormenti, consideravano in queSta gli
attributi di quella, e come uninterrogazione o
biettiva ben concepita pu risparmiare a un te
stimone mendace la pena della falsa testimonian
za attribuivano alla tortura questo vantaggio pro

clamandola come in eminente grado medicina

le
In realt nel processo accusatorio il testimone

comparendo improvviso al cospetto del giudice,


ed emettendo il suo originale deposto, se mai

depone la falsit non vi mezZo per ridurlo sulla


strada del vero, la brevit del tempo assegna
to all esame della causahon permettendolo. In
questo processo un testimone di questa tempra

cambia in un tratto la propria veste in quella di


reo: l accusator pubblico lo ritiene per pro
prio conto: forma laccusa di falsit contro di
lui, e lo fa comparir ben presto sul solo tenore

(I ) Be10ld. Pruct . Adauct. lib. 6.

215
della testimonianza emessa da lui sul banco dei

rei. questo il difetto dun metodo che tutto


ammassa in fatto di prova. Il processo inquisito
rio, prendendo col suo analitico metodo ogni e- lemento di prova quasi come un lo, che con
altri dee servire per ordire, e tessere una tela

artistamente condotta, se trova nel testimone la


falsit, usa i mezzi critici i pi opportuni a ricon

durlo sulla strada del vero,tra i quali il segreto,


che preclude al testimone ogni mezzo per reg

gersi nel suo falso deposto, e comecch i mezzi


logici nellesame obiettivo abbiano un potere, a
cui lumano intelletto non pu ricusarsi , il te
stimone si trova naturalmente costretto ad ab

bandouare il proprio sistema, ed esprimersi in


coerenza del vero , di cui si sente contestare le
prove , e cosi risparmiata una vittima alla pu
nitiva giustizia.

La durata del segreto nella proporzione dei


bisogni della ricerca necessaria a concludere se
limputato debba o non debba assumere la veste
di reo . Se questa durata nel sistema del pro
cess inquisitorio all arbitrio di chi lo compila,
e per anco come semplice durata pu degene
rare in morale tortura, non questo un vizio

inerente al segreto, n vi ha metodo giudiciario


il quale tra le mani degli uomini non possa de
generare in abusot La saviezza del legislatore pu

trovar mezzisufficienti ad impedire qucsto abu


so , che le passioni forensi possono far del se

216

greto, e la Toscana nostra ne una convincente


riprova
Il segreto di sua natura protrae la scarcera
zione del reo con cauzione no alla scritta tra.

smissione del reato,nel che sembra togliergli un


vantaggio di cui gli il processo accusatorio be
nigno
Il processo inquisitorio, considerando
limputato come mezzo di prova non come reo
nel legale signicato di questa parola, nch il
bisogno della prova lo esige, non pu rilasciarlo

a se stesso. Ma questo svantaggio del reo , se


non in tutto, in gran parte almeno compensato
dalla massima al processo inquisitorio connatu
rale di calcolare a di lui favore il segreto, a cui

devettej'soggiacere, in conto di pena, lo che per


le cose altrove osserVate il processo accusatorio
non di sua natura in grado di fare . La qual
riessione dee sempre pi convincere , che da
ogni opera umana le imperfezioni ci difetti sono

come sempre furono inseparabili.


(I) Ved. qui appresso il cap. XV.
(a) Il signor Meyer Esprit, origin. etc. de: instit. judiciair. vol. 2.
pag. 283. parlando della celebre legge inglese Hnbeas corpus quattro
cose dissimula , i. che la legge non si applica ai gravi delitti: Blackstone

Coment. on the lawr ofEngl. b.

chnp. 33.

5. Cottu De l'admi

nistr. de la justice en Angleterre chap. 3. pag. 57.; a. che quando


contro al prigioniero esiste un Warraut del magistrato esso un titolo
che risponde al Writ dhabeas corpus, e questo benezio cessa. L'In
glese annot. al Cotta annal. de legisl. v. 3. pag. 15. net. 8.; 3. che il
dritto romano conosceva il temperamento medesimo. Dig. Lib. 48. tir.
5. l. 1.;
che questo temperamento e adottato ance nel processo in
quisitorio sebbene dopo il segreto vale a dire dopo la trasmessa inquisi
zione speciale: derivando dal dritto romano. Dig.Ltb. 48. lit. 3.1. 1.,

di cui sar pi a lungo parlato in appresso.

m7
Niuno ha fatto rimproVero al giudizio civile
di usare il segreto come mezzo critico nelle ma
ni del giudice onde meglio indagare una verit

di fatto (1) . Ci mostra, che qualunque sia la


versione, che si abbia contro l uffizio del giu
dice, tostoch un giudice per decidere una cau
sa necessario, la legge obbligata a conce
dergli luso demezzi, che la prudenza, e la cri
tica ha scoperti opportuni alla migliore ricerca
del vero.

Quando la societ si fa o accusatrice, come


ne misti processi, o giudice, come nel processo
quesitorio, dell offesa della sua sicurezza , la

necessit di acquistarne in quello le prove, ed


in questo di rintracciarle conduce all altra ne
cessit di cautelarle delle alterazioni , che la u
mana malizia sempre inclinata a mischiarvi .Ma
ne processi misti il segreto una innegabile so

perchieria dellaccusa, che se ne vale per meglio


colpire una vittima: nel processo quesitorio il

segreto ha il suo titolo , e la sua sufficiente ra

gione uefatti i quali per altri mezzi provati au


torizzano la interrogazione del reo. I documen
ti, dequali importa cautelare lautenticit si cu

stodiscono per lo pi nel luogo il pi nitido, il

pi asciutto dellabitazione da chi vi ha interes


se; n si permette a qualsisia domestico o favo

rito di maneggidrlo. Se non esistessero ovunque

(i) Vedasi ci che de'cm detti fatti segreti accenna Berriat S. Prix

Cours de proced. civil etc. pag. 282. nel. 29.

218

gli avanzi delle carceri, alla cui costruzione pre


sied nel medio evo la forza senza temperamento
di giustizia: se il reo pendente la ricerca ad altro
non soggiacesse che a una vera, leale , e gene
rosa custodia, resterebbe al segreto il suo solo
carattere di mezzo analitico necessario a inda
gare la verit (i) n il cuore dell' amico della
umanit, e della giustizia fremerebbe al suo solo

nome
.
(I) [La parola secretus signic separato, ed in seguito degenerh a

signicare arcano, nascosto cc. Ma tutto degenera, e di tutto pu


dirsi
Iliacos intra muro: peccatur et extra.
Nel processo quesitorio lorgoglio della interrogazione produsse la tor
tura , e tutti i suoi succedanei: nell accusatorio produsse la penaforte,

e dura, il cui nome solo fa inorridire: espediente il quale tuttora per


aevera nel processo inglese. Cottu De l'administration de lajustice en
Angleterre pag. 81. in not.
(a), Il lettore discreto si accorger . esser io ben lontano dall'aderire a

quanto della necessit della procedura segreta scrisse su questo espe


diente Boucher d'Argis, la cui opera fu registrata da Brissot de War
ville nella sua Bibliothe'que philosoph. etc. vol. 10. pag. 333.

2|9

CAPITOLO

XIII.

Dellqtto naturale, e dellqetto giuridico della

prova secondo la diversit del processo , e


del modo di sentenziara.

Negli enti di ragione costruiti dal raziocinio


speculativo non vi ha n un di pi, n un di
meno: o lente di ragione tale quale la mente
lo dee concepire, o un oggetto diverso, n vi
strada di mezzo. Negli oggetti del pratit:o ra
ziocinio, i quali si formano collesame de fatti,
debisogni degli uomini, e della societ, questa

esistenza assoluta apodittica non si veriIiCa. Que


sti oggetti, sebben trasformati in idee della mente,
conservano sempre il carattere della loro origine;
e poich i fatti, e i bisogni della natura umana,
e della societ non possono per sforzo lingegno
ridursi al grado delle quantit astratte, sul com
puto delle quali le scienze esatte lavorano, del

pari impossibile che quegli oggetti non siano


graduabili dal meno al pi come la forza defatti
e quella degli umani interessi lo sono.
La intelligenza umana aspira al vero assoluto,
ma nella proporzione, che la cognizione esige il
mezzo desensi, si alza quasi dal loro impasto una
nebbia , che si frappone tra luomo ed il vero,

e lo rende spesso difcile , talvolta impossibile

220

a percepirsi . 0 si tratti degli oggetti della del


tezza apodittica, lo si tratti di quelli della cer
tezza fisica, o nalmente di quelli della morale
ed istorica, un bisogno alla ragione dell Uomo
connaturale gli dice, che un oggetto nel bivio
dessere o vero o falso, n lo pu essere per
una frazione maggiore o minore , lo che se fosse
porterebbe a concludere che l oggetto d0vrebbe
dirsi vero e falso nel tempo medesimo.
questo un assioma di raziocinio speculativo,
ilquale eminentemente vero perch prescinde

dalla cognizione pratica di tale o tale altro og


getto , che interessa o la umana curiosit 0 la
umana condotta. Se questo assioma si volesse ap

plicare alla prova, e dire che come una propo


sizione o un fatto 0 deve essere verit , 0 deve
essere falsit, cosi la prova 0 deve esser comple
ta, o se tale non non pu esser prova, siccome
la prova non pu esistere senza fatti, 1 assioma
incontrerebbe non poche diilicolt, e il razioci
nio speculativo sarebbe convinto derrore nella
sua applicazione dal pratico.

"in;

stato pi volte osservato che lesprimere una


verit astratta genericai,o inutile, o spesso
pericoloso. Un uomo semina in autunno per rac

cogliere nellestate: che giova il dirgli essgte


nella assoluta verit delle cose che egli o racco
glier , o non raccoglier? Convien dirgli piut

tt0sto quali probabilit vi sonoro per raccogliere,


o per non raccogliere onde ein semini se le pro
babilit sono per la raccolta: non perda la fatica

221
ed il tempo se sono contrarie, o prenda un tem
peramento qual la prudenza gli suggerisce il mi
gliore nel caso che il calcolo delle probabilit
sia pi o meno perplesso
Nelle matematiche una proposizione vera,
0 falsa, o vi ha la prova, 0 non vi ha perch
quelle scienze meditano sopra oggetti di loro
natura invariabili , i quali diventano la cosa me
desima delle idee, che la mente ne forma, nel
che il ministero desensi non ha influenza di sorta

alcuna

Se si parla doggetti, che per essere

conosciuti abbian bisogno della testimonianza

de sensi il dire o loggetto vero o loggetto


falso, o vera o falsa la proposizione che lo qua
lica niente pi vale, e la prova che luomo pu
averne, e il grado maggiore o minore di assenso
che pu prestarle assorbisce ogni altra conside
razione. Interessa di sapere se un corpo in lon
tananza di gura rotonda, o di quadra, e non

dato di accostarvisi in modo onde pi da presso


accertarsene. Che rileva dover essere quel corpo
0 quadro 0 rotondo se il mezzo per riconoscerlo
0 dell una forma o dellaltra non permette di

stabilirlo se non in modo pi o meno probabi


le? Loffesa della sicurezza sociale , sulla esistenza
(I) Il paragone di Seneca De bene/idi: lib. 4. cap. 33. il cui detto
meriterebbe d'essere riferito tutto come di scrittore, il quale scrse
la necessit in cui luomo di non aspettare nelle proprie determina
zioni la esplorazione del vero, ma di contentarsi del verisimile.
(a) Eppure Filangieri ha addotti esempj'di errori ritenuti come ve
rit anco nelle matematiche Scienzd della legislazione lib. 3. part. 1.
cap. 13.

tua
o non esistenza della quale deve pmnunziare il

giudice, un oggetto avvenuto fuor della sua


presenza: che comparve e disparve. Poco rileva
che quell oggetto sia nellalternativa o dessere

realmente avvenuto, o di non lo essere. L"u

torit umana nella confessione del reo o"inel


deposto detestimonjzle congetture che sorgono
dagli scritti, e da fatti, che possono credersi a
vanzi d un commesso delitto, sono i mezzi ch e

gli ha per dirlo o non dirlo avvenuto. Se questi


mezzi sono di loro natura pi o meno credibili

il fatto sar vero o falso nella mente di Dio, ma


nella mente delluomo dovr essere necessaria

mente pi o meno probabile.


Locke ha definita la prova tutto ci che serve
a dimostrare o confermare la verit (1 una pro

posizione 0 dun fatto (1): i Romani la definiro


no il dar dalcuna cosa una certa notizia (a): i
giuristi lhanno definita tutto ci che serve a far

fede di cosa dubbia

La prima definizione

dommatica, e conviene agli oggetti ideologici,


nella denizione de quali, se la mente crede di
possedere la verit mentre nellerrore, il dan

no, e ben piccolo, di chi si ingannato. La


terza denizione scettica, e conviene agli_og

getti moraliche il giudizio penale dee definire


.g{ '

.:tt_'ui

3;.

(I) Art Essa] on the hum. unterstaud b. chapt n.


3.
(a) Dig. Lib. 48.1it. 16. l. ult
I.
(5) Renazzi Elem.jur. trim. lib. 3. cap. n.
r. num. 1. ,il quale
non avvertendo la di'erenza de'dUr: processi fa rimprovero ai pratici
di non aver compresa la indole dialettica della prova.

225

o per assolvere , o per condannare un vivente:


di guisach se chi ne giudica nellerrore il
danno non suo ma di chi ne fu giudicato.
Varia dunque la denizione della prova col

variar degli oggetti alla cognizionedequali ella


si applica e cogli effetti che ella produce.Lac
cusatore asserendo adotta la dommatica deni

zione della prova del Locke, e assume lobbligo


di provar pienamente, dal che avviene che il

dritto romano imbevuto deprincipj del proces


so accusatorio denisce la prova come l ideologo
dommaticamente: ma siccome lindole della pro
va non dipende dall accusatore ma deriva dalla

tempra delle cognizioni umane, la legge dissi


mula per cos dire questo difetto, e gli d dei
giudici, i quali dommaticamente colla loro inti
ma convinzione, n0n gi con metodi dialettici ,
pronunziano o 1 assoluta verit, o lassoluta fal
sit del fatto, di cui si disputa . Nella sola mente
di Dio lassoluta verit delle cose. Il giudice po
polare crede facilmente potersi porre in una diret
ta comunicazione con,Dio, e ci che crede con

retta coscienza crede essere la verit . Sebbene


il discernimento del vero sia una difcile opera
zione dellintellettd, luomo quanto meno i
struito pi disposto a credere che dipenda da

rettitudine (li/volont. L ufzio del giudice in


daga non asseriaee: alcuni barlumi gl indicano

il fatto delittuosd: questi barlumi acquistano ora


un maggiore ora un grado minore di luce: e se
questa luce non la pienissima del sole che sorge

224
dall orizzonte chi potr negarle lattributo di
luce?

Se gli oggetti morali a differenza deglideolm


gici possono avere una esistenza pi o meno pro

babile, e se i gradi della probabilit sono nella


indole dellecognizioni dell uomo, resta a ve
dersi se possono divenir giusti motivi delle sue
determinazioni: vale a dire produrre effetti fuori
di lui.

Nel processo accusatorio, essendo tutta la cura


della sicurezza pubblica in ogni cittadinocomela
legge indifferente 0 loffesa sia accusata, o non
sia, cos indifferente allassoluzione o alla con
danna dellaccusato.Per lo che in questo sistema
1 accusatore non avendo avuta necessit dagire
non ha avuto neppur dritto di farlo sopra sem
plici probabilit: 0 egli avea la prova piena ed
intera della propria asserzione ed avea dritto di

agire: o non l aveva e doveva astenersene , e Se


invece di avere a proprioappoggio la prova in

tera e perfetta ha la sola probabilit, egli un


accusator temerario , e il reo debb essere assol

to (i) .
Quando l uomo nella necessit di agire sa

rebbe ridicolo il pretendere che egli lo facesse


unicamente quando una verit mattematica lo
autorizza a farlo. Luomo nella vita attiva si

muove, e si determina sulle probabilit, e se si


dovesse determinare sulla certezza i moti umani
(1) Di qui la massima notare non probante reus absoluitur. Vedasi
qui addietro a pag. 148. n. i.

425
cesserebbero a un tratto, e gli uomini tutti si
cangerebbero nella famiglia di Niobe.
Divenuta tra gli uomini necessaria un autori
t, la quale senza aspettare laccusa volontaria

assumesse lincarico di vegliare sulla sicurezza


pubblica, e di punire le offese , latteggiamento
della prova vari col titolo della sua necessit, e

variando d atteggiamento dovette anco variare


di effetti: succedendo al dritto della certezza che

astringeva l accusa volontaria quello della pro


babilit, di cui non pot far di meno la neces
saria ricerca.
Il pensiero della pace pubblica nacque dagli
effetti politici che la offesa produsse negli ani
mi. Se per calmarli era necessario rintracciar

loffensore (t) aspettando la certezza per farlo


sarebbe stato difcile sodisfare a qttesto urgente
bisogno della opinione. Se si prescinda daluo
gbi, nequali il processo accusatorio una verit

e non un vano apparato, con cui le leggi illu


dono i meno accorti (a), tutti i paesi intendono
questa verit: tutti la praticano ,. e incarcerando
il reo sopra semplici probabilit ne ammettono
leffetto giuridico.
Non dunque da dire che il calcolo giuridico
delle probabilit, onde conoscere gli effetti che

esse debbon produrre a carico dun imputato,


siano un delirio di decretalisti , e legisti
Con
(1) Ved. il lib. 2. cap. 5. pag. 87.
(i) Ved. il seguente cap. XIV.
(3) Meyer Esprit, origine etc. dea inttit. jmlict'air, liv.
Tomoll.

eh. 14.
15

226

vien piuttosto con animo paCat0, e tranquillo


misurare gli effetti che esse debbono, o non deb
bon produrre, e se, avendo una dialettica, e
politica esistenza nel primo lor sorgere, quale ,

e quanta ne possono avere nell esaurirsi


La ricerca analitica non vede certezza se non
nella confessione circostanziata del reo, e nella
prova testimoniale. Questa certezza concordata
da tutti perch ella' il resultato non delle pro?
babilit del caso a cui si applica ma delle pro
babilit che la'certezza morale ed istorica ha a
proprio faiore al confronto della sica , e del
lapodittica. Ma la ricerca analitica , se quelle
due specie di prova non si verificano in tutti i

numeri della respettiva lor perfezione, non pre


sta loro pi fede: non vuole che esse altrimenti
servan di titolo alla piena, e denitiva condanna
del reo. Se quelle due specie di prove non sono
quali ella sui dati della certezza morale ed isto
rica le ha concepite, subentra in 10r1110go una
nuova specie di prova vale a dir la indiziaria
su questa prova si riuniscono i due processi quasi
per porsi luno e laltro a confronto. Il processo
accusatorio d alla prova indiziaria il carattere
di prova piena: l inquisitorio lo nega, e negan

doglielo onde esprimersi con intelligibil linguag


gio ove l accusatorio dice prova piena esso parla
(I) Heinecc. Elem. logie. cap 3. sect. 3.
542. d alla certezza
morale la denominazione promiscua dipolitica. L'indole polilica della
certezza, e de suoi vari gradi nasce dain effetti giuridici, che ella

dealinala a produrre.

'

227
di prova meno piena: ove luno dice pena ordi
naria: laltro dice pena straordinaria : ove quel
lo dice condanna legittima questo dice decreto
ria condanna.
La prova semipiano, la condanna straordina

ria o come altri la chiamano arbitraria (I) con


nomi generalmente aborriti indicano cose alla

individuale libert favorevoli: sono altrettanti


ostacoli alla naturale inclinazione delluomo a
gittar con buona e retta coscienza un accusato
sulle_sole apparenze di reit in un abisso, a cui
se la ragione si affaccia non vede che tenebre:

sono le guarentigie della sua innocenza possibile


onde un irreparabil condanna non lasci altro

scampo che quello di piangere inutilmente sulla


sua sorte
(1) Un pessimo ,, e pericoloso cemento di. questa ase sarebbe quel
che scrisse il De-Simoni dellArbitrio de'giudici. Del finto, e sua
pena
37. Egli cita Tommaso Moro. Ma dove sono i giudici, che
sian come lui morti martiri della giustizia. E la Utopia sarebbe un
buon codice pe"tempi nostri? Guida migliore onde conoscere l'arbilrio
del giudice Glnbig Censura reijudicialis etc. part. 1. cap. 5. almeno

onde evitare gli eccessi, che quella formula pub insinuar nelle menti.
(a) Il caso dell applicazione della pena straordinaria come esclusim
della ordinaria, e cos in un senso favorevole al reo bene, e con

tutta precisione indicato dallautore dein Elements de la proced. cri


min. vol. 2. pag. 584. nel. 16. Il Cavalier Glohig Censura rei judi

eialis etc. part. 1. cap. 13. S. 4. parlando della pena arbitraria, e cre
dendo che il suo solo titolo sia la prova semipiena se le dichiara con
trario. Infatti nel precedente cap. n. egli forma la prova piena culle
scritture pubbliche, e le private: colle relazioni de periti: colle pre
sunzioni, e glindizj. In questosistema non vi pu.essere pena straor
dinaria, la quale nella sua primitiva formazione giuridica deve essere
esclusione della pena ordinaria. Nel decremento della prova ella di
viene quel che il Cavalier Globig desidera.

228

stato dunque assai male apprezzato n qui


il vero carattere delleffetto giuridico della pro
va, della nomenclatura di semipiena, che ne
dovea derivare, e della condanna straordinaria,
che ne era una inevitabile conseguenza. I nomi

hanno illuse le menti. Il nome di prova semi


piena, daltro lato inevitabile nelle materie del
la certezza morale ed istorica, avente un inop
pugnabil carattere dialettico ha fatta immagi

nare un ardita operazione de giuristi diretta a


creare un arme, la quale non avesse altra tem
pra che una vana sottigliezza di chi si faceva
adulator della forza. Il nome di pena arbitraria
ha fatto credere ad una specie di pena, la quale
altro Carattere non avesse se non il Capriccio di
chi la creava . stato creduto che questi nomi

indicassero istituzioni maleche, ed erano (1 isti

tuzioni beneche: che aggravassero i mali della


umanit in una forma di giudizio penale, il quale
eccitava (1 ogni lato la difdenza, e ne erano un
salutare temperamento: che si trattasse duna
operazione costruttiva dun nuovo titolo di ri

' gore, mentre trattavasi duna operazione distrut


tiva dun rigore il quale avea la sua origine nn
nelle cognite forze dellumano intelletto ma nella
umana credulit: che si autorizzasse l arbitrio

del giudice mentre eragli posto un freno (i).


(i) Avvi una pena arbitraria o straordinaria nel senso dun potere ,

che si fa superiore alla legge. A Romai giudici non potevano pronun


ziare se non la pena ordinaria, o dalla legge determinata. Il Senato

poteva aumentarne il rigore. Acyani Benedicli Dissertationea etc. in

229
La pena straordinaria, tale essendo a favore
dellaccusato e quasi retrocedendo dalla ordina
ria, non rinunzia alla propria personalit nesuoi

passi retrogradi. Se ella trova un testimone in


vece di due: se incontra la confessione non giu
diciale, ma emessa fuor di giudizio, non riduce

alla met la prova legittima come alcuni erro


neamente suppongoho, e crea per questo il no

me di prova semipiena

La voce al pari di

quella dindizio denota un dato giuridico, e non


un oggetto individuo, e il deposto dun testimo
ne, e una confessione stragiudiciale non produ

cono effetti penali di tal gravit da meritare che


per illoro titolo si aborrisca, e si distrugga un
sistema giuridico il quale ha le sue basi sulla in
dole dialettica della prova, e sulla giustizia

Cic. 26. num. 5. Sarebbe stato desiderabile che questo dotto scrittore
avesse dato al suo detto l'appoggio dun autorit. Quando il delitto era
accompagnato da circostanze dalla legge non prevedute, il popolo se
ne era riserbata la cognizione , che dicevasi straordinaria . Le attribu
zioni del Senato sono state dottamente illustrate dal Dirksen Sulla giu
risdizione criminale del Senato di Roma, Berlino 1820. 11. I. p. 93. In
Inghilterra talvolta il parlamento giudica di delitti dalla legge non
preveduti. Russel Histo:y ofthe English constitution London 1823.

p. 100.
(I) Brissot De Warville Thnrie des lai: erimnel vol. I. pag. 217.

preferisce alle citazioni de' grandi nomi, che si distinsero nella questio
ne pro, e contro la prova semipieua, il satirico Rabner, il quale diceva
che un paniere di granchi, che la villauella regala al giudice, proba
tio semiplena, e che un gruppo doro donatoin da un nanziere
probatio plena .
(2) stato disputato in Germania tra Schneider, Grolman, Goenner
sul titolo, e sul computo della prova semipiena, altri volendolo arit
metica come lo concepisce il signor Meycr Esprit, origine etc. de: in

stit. judic. liv. 2. clwp. 14. altri volendolo come nell'attentato morale,

250
Gli scrittori i pi amici della umanit hanno
ammesso , che il sospetto, di cui laccusato non ha
potuto purgarsi sia titolo per cautelare la societ

da nuove offese possibili per la sua parte (I).Se


il processo accusatorio sembra non .valutar di

dritto questo sospetto rari sono i paesi nequali


questa massima francamente, e lealmente si pra
tichi. Pressoch in tutti si fa venire la polizia in
soccorso della giustizia, e si d al sospetto un

valore assai pi grande di quel che la giustizia


consentirebbe. Or se esiste una regola dalla leg
ge stessa determinata colla quale la peti straor
dinaria, modulandosi a tutto il decremento pos
sibile della prova,itota, e segnala con espedienti
che non eccedono la semplice cautela il pi o
men grave sospetto, sar lecito domandare se
abbia pi torto un sistema che vuole il sospetto

segnalato dalla giustizia 0 quello che confida que


sto delicato incarico alla polizia
y. '
sia

"""p. "

e dicendo prova prossima, o remota alla piena. Globig Censura rei


judic. parl- 2. cap. 13. S. a. Procedendo cos non certo da sperarsi
non che chiarezza linguaggio intelligibile in questa questione. La con
fusione derivata da quella delle idee del processo accusatorio, e del
linquisitorio. Se si perde di mira la regola, che questo processo non
conosce se non due specie di prova piena, la confessione del reo, e il
deposto de'testimonj , impossibile formarsi idea della indole giuridica
della prova semipiena, e degl' inferiori suoi gradi .
(1) Delitti e pene S. 15.
(a) ll Cavalier Globig Censura rei judicialis etc. part. 2. cap. 13.
S. 4. dopo avere altrove esaminati i sistemi dell'Austria, della Fran
'cia, della Prussia, della Sassonia, e della Baviera conclude, che la

cautela a cui autorizza la prova semipiena non possa eccedere il con


no. il sistema del legislatore Toscano bene apprezzato , del che riser
batoa discorrere nel seguente cap. XV, coincide con questa opinione, Cod._

23|
Nel modo perentorio, con cui il processo ac
cusatorio sentenzia, modo che tanto sodisfai par
teggianti del vero assoluto, due gravi inconve
nienti si manifestano luno di difetto, l' altro di
eccesso . Il primo consiste nel non poter valutare
le probabilit intermedie tra la ignoranza, e la

certezza quando altre non fossero che le idonee


a suscitare un dubbio perch in un sistema, che
si propone di stabilire il vero assoluto, il modo
di sentenziare non pu contenere dichiarazione
di dubbio, onde manca ogni titolo di cautelare
la societ dalla persona, la quale non ha inte
ramente provata la propria innocenza. Il se
condo inconveniente consiste nel dare un valore
maggiore del giusto alle probabilit, lo che ne
cessariamente esaspera il sistema penale molti
plicando i casi della irrogazione della pena or.
dinaria .
e
Da questi due inconvenienti v esente il pro.
cesso inquisitorio. La stima giuridica della prova,
dopo esser nata e cresciuta n dove lo stesso pro

cesso accusatorio lammette vale a dire no alla


carcerazione dellimputato, si avanza pi oltre:

esclude la pena ordinaria nel concorso dindizi:


e quasi retrocedendo percorre una scala, i cui
Leop. art. no. in. Alcuni negano, che la cautela ( essi parlano di
cauzione ) debba avere un modulo proporzionato alla gravit del de
litto, la qual cosa fuori del calcolo politico della prova, e torna nel

suo dialettico calcolo: due caratteri, che non possono essere mai di
sgiunti tra loro. Henke Sposizone della procedura giudiciaria nelle
materie penali
285. e segg. Mittermaier Teoria della con essionc
nel provasso penale
497.

252
1
gradi sono segnati dal pi o men grave sospetto
no a un assoluzione decretoria il cui effetto

quello di lasciar l assoluto responsabile sempre


delle nuove prove , che possono sopraggiungere
a di lui carico: perocch, se alla condanna defi
nitiva necessaria la prova testimoniale legitti
ma, per una non ingiusta correspettivit l asso
luzione definitiva non pu avere altro titolo che
quella prova medesima per istabilire il fatto della

innocenza (i) .
Cos il processo, muovendo nelle sue prime i
spirazioni dalla necessit di provvedere alla pace

pubbliCa, si esaurisce con questo pensiero. Cos,


togliendo alla pena una parte del suo rigore, as

sicura viemeglio la sua forza morale sugli animi


avvalorando la idea della certezza della sua ap
(|) ll Cavalier Cremani Dejur. crimin.li. 3. cap. 30. S. 7. ripor
tando le diverse formule d'assoluzione decretoria usate nel foro, e ci
tando il Costant. Vot. crimin. 6. num. 29. dichiara non averci mai in
teso niente. Il signicato di queste formule e tutto pratico , e alcune
son destinate ad esprimere lo stato dincerlezza in cui pu trovarsi l'a
nimo tra I'inmo grado di assoluzione, e il grado inmo di condanna.
Se la cosa sembra essere dialetticamente contradittoria, praticamente
non lo . Gli antichi chiamarono ambusti coloro, che accusati non

aveano potuto interamente pnrgarsi da ogni indizio di reit quasi re


stassero avuampati se non bruciati, e consunti. Salmas. In. Solin. pag.
839. 840., Sculting Jurispr. Ante-juslinian. pag.
net. 24. Ma la
cosa non dialetticamenle contradittoria se si tratta di prova non ma

tematica, ma morale. A disinganno di chi deride la scala delle proba


bilit giudiciarie attribuendola col nome derisorio di tar{iz ai legisu',
e ai decrclalisti, mi duole non potere riferir qui ci che losocamente,

e giuridicamente ne scrisse un uomo, il quale colla sua dottrina illustri)


la Toscana magistratura nella decisione che porta il titolo Calmopoli
tana prnetensue separationis lhori de' 14 Agosto 1807. del signor
Commendatore, e Presidente Aurelio Puccini.


255
. plieazione. Adottando questo sistema il legisla'
tore Toscano, incredulo alla efcacia politica
dell acerbit desupplizj , e di qualunque pena,
la quale converta il condannato in vittima dun

offesa divinit: ponendo tutta la pr0pria ducia


nella preventiva difesa costru il suo processo pe

nale animandolo di questo spirito. Egli ne col


loc il primo anello in mano d'un agente di po
lizia, di cui fren o la malizia o la imprudenza

possibile col timore della pena della calunnia (i),


e ne fece ritornare l' ultimo anello tra le mani
del supremo magistrato di polizia al solo effetto

di vegliare o sullindiziata , o sulla non deniti

vamente assoluta persona

Questa lunga ca

tena formata di provvedimenti, ai quali poneva


il proprio suggello il calcolo giuridico della pro
va, non in quel sistema interrotta che o dalla
denitiva condanna, o dallassoluzione denitiva

per il titolo della prova legittima

Pare che

il legislatore dicesse alla preventiva difesa H A

te principium tibi desinet .


(2) Cod. Lenpold. art. I.
(1) Cod. Leopold. art. III.

(3) il Poggi Elem. jurispr.crim. lib. I. cap.


85. not. 37. difen
dendo luso della pena straordinaria, quasi impaurito, che gli si do
vesse obiettar la ingiustizia nega a questa pena uno scopo di polizia.
Grande uomo in pratica come egli era sentiva i grandi vantaggi del
sistema penale sotto il quale era stato educato: ma 0 fosse la celerit
con cui scrisse facendo nella sua opera quasi l'ultimo suo scientico
testamento, o qualunque altra la ragione ne fosse, non mostr com
prendere lo spirito animatore di quel sistema, e il getto originale che
il legislatore nella sua gran mente ne concepi. La pena straordinaria
nel suo pi elevato grado era tutta giustizia perch esclusiva della ordi
naria ove la prova legittima non concorreva: era ne suoi gradi intimi

tutta polizia, ma con segnali stabiliti dalla giustizia.

CAPITOLO

XIV.

Alcuni punti di confronto tr il processo


accusatorio antico , e il processo ocea
satorio moderno.

Le civili istituzioni (1 un popolo, sorte origi


nali e spontanee dalle vicende della forza, o della
, saviezza, che egli dovette tutta a se stesso senza
che alcuna straniera inuenza vi avesse parte,
debbono formare quasi un insieme, un tutto coe

sistente colle sue politiche istituzioni. Roma tra


i popoli antichi: la Inghilterra tra i moderni of
fre questo fenomeno: 1 una isolata dagli altri po
poli per la tempra delle sue istituzioni guerrie
re: laltra dai mari che la circondano.

-Il processo accusatorio apparve, e si mantenne


nedue paesi come istituzione nata, cresciuta, e
innestatasi colle nazionali abitudini, cq_lle loro
istituzioni politiche, e col carattere che esse
dettero alla nazione. Questa forma di giudizio
penale sincontra per tutto nella infanzia della
societ, e presso le non ancora incivilite nazio
ni(1),e si scorge in seguito inevolirsi, e mi
schiarsi dinquisitorio a pi o meno forti dosi

(i) Thomas. Diss. de occas. concept. ae sete/il. constit. crimini Ca

rolin.

7. disc 89. vol. 1.pag. 441.

235
nel crescere della civilt, e nel prender piede
chefa la idea dun autorit, la quale grado a
grado sovrastando a tutte le forze private assume
lofcio, ed il titolo di guarentigia della pubbli

ca pace (1) .

Ma perch questo cambiamento avvenga ne<


cessario, che o nello stato si formi una forza ca
pace di comprimere tutte le altre, 0 lo stato sia
grado a grado quasi compenetrato dalle massi
me , e dai principi, i quali vanno progressiva
mente manifestandosi negli stati che lo circom
dano. Roma perd il suo accusatorio processo
per la prima cagione: niuna delle due cagioni
ebbe potere di distruggerlo in Inghilterra.
Il processo accusatorio, naturale sintoma di
una societ nella sua infanzia, conseguenza delle

istituzioni di due popoli, luno antico, laltro


moderno, non pu avere in queste tre diverse
Sue origini lo stesso carattere: n si sa compren

dere come alcuni scrittori ravvisando il moderno


Jury nelle antiche istituzioni di Grecia e di Ro
ma, non l abbiano pur ravvisato in quelle depo

poli primitivi, o uscenti dalla barbarie


(I) Thomsius citat. diss.

36. Il signor Meyer segue assai bene la

storia delle costituzioni criminali dell'Imperatore Massimiliano, e del

suo nepote Carlo V. in Germania. Ma se giusto il rimprovero, che


egli fa al Roberlson di non aver dato cenno nella sua storia di quelle
costituzioni, pur giusto osservare di lui, che egli le esamina nel solo
punto di vista politico del l'avere che il dritto romano concede alla
prerogativa imperiale, n scende a ponderare qual guarentigia il pro

cesso quesilorio possa fornire alla sicurezza individuale nella monarchia


assoluta. Esprit, origine etc. des instit. jurlic. liv. 6.
(2) H signor Aignan Hinoire da Juf]' chap. 5.
5. immagina una

236
Il processo accusatorio nelle sue storiche ori
gini strettamente connesso col dritto pubblico
della citt e colle gelosie , e colle difdenze , le
quali accompagnano sempre il potere politico
quando pi autorit, luna rivale dellaltra, se lo
dividono: nuova ragione perch esso possa in
contrarsi nella storia de popoli, che ebbero la
forma di governo, con cui si connette. Ma esa

minato per questa sua relazione il processo ac


cusatorio dee presentare pi il carattere delle

forze politiche che lo formano di quello che il


carattere pi o meno razionale , che lo distin
gue; e poich la ragione progredisce mentre st
per il pi stazionaria la forza, un processo accu'
satorio, nato fra gli uomini allorch la luce della
vera religione illumin la lor mente, non sembra
poter aver lo stesso carattere che ebbe presso agli
antichi Romani, e in mezzo ai pregiudizi alla uma

na natura funesti, pequali lantica civilt ebbe un


carattere, che tanto dalla moderna la separa.
La nozione del delitto, e quella della sua giu
sta e politica punizione storicamente considerata

nel suo svolgersi per le vicende della umana so


ciabilit, pu apparire indipendente dallo stato
prima costituzione del Jury presso iGreci, e una seconda presso ai Bo
mani. Prima di lui Pettingal An inquirj' in tho the use, ami practice
ofjuries amoug lhe Grcecks, and Romans, aveva sostenuto lassunto

medesimo no al segno di credere, che il moderno Jzuj tragga la sua


origine dai giudici pedanei di Roma trovati dai barbari conquistatori
dEuropa nelle colonie romane in pragfal. opinione combattuta da
Ilenr. Cock Commentatio de Judicio Jurator. Lugd. Batnv. |Sai.pag.
ai. Aignan confesso daver molto tratto dal Pettingal pag. 154. noi. I.

957

morale, e civile dun popolo: quella del metodo

di giudicarne, cosa essenzialmente pratiCa, e


strettamente connessa col dritto pubblico della

citt, e collo spirito pubblico che esso crea ,


necessariamente pi circostanziata, e locale. La
immaginazione dell uomo, ardita quanto i suoi
desideri, pu lusingarsi di far passare una istitu
zione giudiciaria da un paese ad un altro, ma
la storia, inesorabile nel fornir dati a pi maturi
giudizi, pronta a mostrare come questi arditi
tentativi senza poter donare ad un popolo il van
taggio, che si pensato torre ad impresto da un

altro, hanno distrutti qne pochi che un popolo


avea nelle istituzioni sue proprie.
Il processo accusatorio di Roma antica non

somiglia a quello della moderna Inghilterra, che


nelle parti, senza le quali n luno n laltro
processo avrebbe potuto essere accusatorio. Il
distintivo carattere di questo processo che la
societ non vi prenda parte veruna, e che avendo

il suo primo impulso nel popolo abbia nel po

polo l ultimo suo respiro. In fatti in questo es


senziale carattere i due processi si somiglian tra
loro quanto la diversa forma di governo dedue
paesi lha potuto permettere. Ma questa circo

stanza, e laltra, che un pi razionale principio


venne a innestarsi nel processo inglese, lo hanno
separato, e distinto dal processo di Roma antica

per modo da non aver luno, e laltro somiglianza


alcuna tra loro
(1) Nella sposizione delle parti principali, e caratteristiche del pro.

1158
Il processo inglese come il romano non ha poi
blico accusatore: carattere senza del quale pro

cesso accusatorio non vi (i) . Ma le differenze


dedue processi incominciano a scorgersi nel loro
principio. Laccusato a Roma, almeno per dritto
ordinario, non diveniva mai inferiore di condi

zione al suo accusatore :.in Inghilterra laccusa


tore ha una enorme forza sullaccusato, il quale
sulla sua sola asserzione, non che esser citato, per
cesso inglese molte opere potevano servir di guida: delle quali lungo
troppo sarebbe il novero. Le pi interessanti, e le pi antiche, come
le pi recenti sono indicate dallegregio Professor Birnbaum Caupd'oeil
sur le droit criminel de la Grande-Bretagna Bibliothe'que da faris
consulte, et du publiciste, Liegc xSaG-pag. 197. 238. 469. 528. lavoro
d'una squisita, e sorprendente erudizione in questa materia. lo ho pre
ferito a ogni altra guida quella del signor Cottu De l'administration
de la justioe crimin. en Angleterre, et de l esprit da Goaverncment
Anglais sec.ed. Paris 1822. Il signor Cottu fu spedito a bella posta in
Inghilterra per prendere cognizioni locali, ed esatte intorno al me. Il
signor Rey Des institutions judiciair'. de l'Angleterre comparees avec
celles de la France etc. Paris |826. gli fa rimprovero d'aver concepita
una idea troppo favorevole dellamministrazione della giustizia crimi
nale in Inghilterra, e si compiace spesso di dire il contrario di quel che

egli ha detto. Ma seguendo nelle sue critiche Bentham, e l'irlandese


signor Eusor segue nel primo una guida poco sicura nelle cose d'indole
pratica , e nel secondo un uomo il quale spesso giudica con prevenzio
ne. Lopera del signor Cottu ha avuto un annotatore Inglese, le osseb
vazioni del quale si leggono nel conto che di quell'opera dettero gli
Annales de legislation etc. vol. 5. pag. i.-55.
(i) Lettres sur lAngleterrc par M. le Baron Staiil de [Holstein

Lettr. 9. pag. 190. ove osserva che non piacendo ad alcuni il politico
carattere di certi scritti hanno formate. delle societ private onde pro

muover laccusa contro gli autori che li pubblicano. Che in Inghil


terra non siavi accusa dufzio lo ammette Meyer Esprit, origine etc.
rles institutionsjudiciizires val.
pag. 298., e lo conferma Cottu De
ladministration de la justice crimin. en Angleterre. chap. 2. pag. 33.
L'Attorney non se non una specie di causidico il quale presta il suo

uffizio all offeso , che si fa prosccutor, o accusatore in giudizio.

239

de la sua libert (I), espediente il quale ha la


sua causa, e la sua origine nell interesse, che il

Re 'prende alla punizione del delitto appena n


stata presentata laccusa, e nella esclusione do
gni ordigno o stabilimento di polizia: dimodoch
non lecito agli agenti della forza pubblica di
arrestare alcuno tranne il Caso di agrante de

litto (a).
I Romani sottoposero 1 accusatore al giura
mento della calunnia ma abbandonarono poi que
sta massima e lobbligarono a fornir colla inscri

zione una guarcntigia di verit che per il suo ri


gore divenne in seguito un grande impaccio al
laccusa
La conseguenza di questo sistema
(a) La legge si contenta del giuramento dello'eso: prestato il quale
il giudice di pace rilascia al constable un ordine chiamato 1Varrant
d' arrestar laccusato, e perquisire le carte, o altri oggetti che possono
servire a convincerlo. Cotlu De l'administrat. de la just. en Anglet.
chap. a. pag. 33.
(a) La giustizia criminale si amministra in Inghilterra nel nome
del Re. Ogni causa comincia da un proclama, che un agente della
forza pubblica fa al piccolo Jury, dicendo agl'indiridui che lo com
pongono esser destinati a giudicare il processo tra il sovrano, e il pri
gioniero. Cottu De l'administr. de la just. en Anglet. chap. 3. pag.
65. Nell' opera A treatise quolicc quetropolis citata nel lib. 3. part.
3. pag. 332.110t. a si osserva che gli ufciali della forza pubblica non
possono arrestare se non nel caso di sorpresa in agrante.
(3) La inuenza del principio religioso visibile in molte parti del

processo accusatorio. Ant. Math. De crimnib. ad lib. 48. Dig. lib. 48.
lit. 13. cap. 8. num. 2. cita i luoghi di Livio, di Cicerone, e di Ascmlu

dai quali provato l' uso del giuramento della calunnia e lo rigetta
poi come reso inutile della iscrizione . Pare, che luno, e laltro alla

abbiano avuto epoche diverse: che il giuramento fosse in uso allorch


il processo accusatorio era in tutta la sua parit, e che la iscrizione
fosse introdotta sotto gllmperatori per frenare l'audacia de'delatori ,

che essi accarezzavano da un lato, e dall'altro punivano. Alcuni riget

240
era, che la prova restava tutta a carico dell ac

cusatore n la societ prendeva parte veruna al


1 esame della sua sincerit. Il processo inglese
adott un diverso principio, il quale lo divise
dal processo accusatorio antico per modo , che
dallaccusa in poi l uno, e laltro divennero due
cose essenzialmente diverse.

Il reo ed i testimoni a Roma non furono in


terrogati se non innanzi ai giudici, che doveano
decidere della causa: in Inghilterra il reo in
terrogato dal giudice di pace avanti al quale

tradotto (I): i testimoni sono interrogati da lui,


e quindi dal grande Iur_y (e): ed in segreto sem*
pre prima desserlo innanzi al piccolo. La legge
inglese ha collocate nel Jur_y daccusa tutte le
guarentigie, che la legge romana avea poste nella
iscrizione del delitto, ma con questa istituzione
ha lasciato senza verun soccorso il reo nel caso
possibile di calunnia del suo accusatore: almeno

in quanto dipende dallesito del giudizio (5).


tana il giuramento dell'accusatore perch deve addnrre prova: pi
chiare della luce. Julii Frider. Malblauc Doetriua de jurejurando e
genuini: legum , et antiquit. jbnt. illustrata Norimbergae 1781. lib.
3
43. Sintrodusse poi una parit di dritto tra il giuramento, e la
iscrizione, assolvendo l'accusator pubblico da quello come era asso

luto da questa. Il legislatore Toscano abrog il primo, e ripristino la


seconda . Cod. Leopald. art. 7.
(I) Cottu De l'admiru'ratlon de la justice cn Angleterre chap. a.
pag. 34.
(a) Cottu Op. cit. chap- 3. pag. 67. un principio della Ieggeingle
se, che niuu uomo pu esser condannato se non ch'e coll. assenso di
ventiquattro de suoi concittadini: dodici formauti la maggiorit. del
grande Jury, dodici la unanimit del piccolo.
(5) Il giuramento della calunnia, e le sue conseguenze sono adottate

24|
I due processi divengono ancor pi tra loro
dissimili nelle liste, dalle quali scelgonsi i giu
dici, nel modo della scelta, nel lor numero, e
nella loro ricusa. Lo stato non aveva a Roma al
cuna inuenza nella formazione delle liste dei
giudici come lha in Inghilterra nello Sherif au

torit dipendente dal governo (i ): i giudici erano


estratti a sorte non scelti dal cancelliere (a): il
loro numero era mostruoso al confronto de do
dici che in Inghilterra conoscono, e decidon la
causa: la ricusa era pi libera onde i giudici ri
vestissero la qualit di arbitri tra le due parti,
mentre in Inghilterra la legge si contenta che

della sorte del reo decida il giudizio del paese


al quale appartiene (3).1i
e*xaiu
Non intervenendo nel processo accusatorio la
societ, essendo esso al pari del giudizio civile
una guerra tra lattore, ed il reo, la confessione
dell accusato dee farlo necessariamente cessare.
fu
'11n
"llt-'
Se la legge inglese designa o le cagioni o gli ef
fetti della confessione dellaccusato con nomi
diversi da quelli, che il dritto romano adottava,

le conseguenze sono le stesse nell uno e nell al.


WI'BIM-

,7

-t- .r\ ,-.

or

.a\oi-f

i4\

in Scozia, come osserva Davide fiume, che il Blackatone di quel


paese
Edimbourgh
(i) .Cottu
Commentaire:
De
1819.
l'adminatrat.
on the law:
,fgp..
de laqucotland
justicc
6191 entcbiMp
Angleterre
respecting crimes3.a.pag.

45. 46.
*i l:BP
.
-:t .\.
(a) Cotta Ibid. pag. 61.
Aiie'rf} . ln Milifi f

a" (3) TI'l by the country, trial 6_y payc, per patriam, judicium
terrac , Meyer Esprit, origine etc. de: institulionsjudiciaire: vol. 2.
pag. 164.
m h
.ut;l i.
Tomo IV.;

I6

242
tro processo, e in Inghilterra come a Roma pro
cede la massima che de confessi si dee prender

supplizio

I Romani pi vicini alla infanzia della societ


che gl Inglesi nel sono ravvisarono nel processo
penale una guerra tra 1 accusatore , ed il reo ,
ma grado a grado la convertirono in un azione

drammatica, nella quale il reo con quanto po


teva intenerire, e commuovere il giudice, non

ebbe la minor parte: la pi splendida ve l eh.

bero gli oratori, dal che avvenne che il Foro di


Roma in preda allo Scotticismo della nuova ac
cademia fu un campo di battaglia nel quale la

forza della parola , e gli strattagemmi retorici


spesso decisero della vittoria.
Il processo inglese offre ad ogni atto laustero
linguaggio della religione, e della coscienza, e
lo scopo, non che la lusinga, di giungere a toc
(I) Il Cancelliere domanda allaccusato se vuol discutere guilty, 0
noi guilty. Se l'accusaio si decide per il guilty, lo che equivale a
confessare il delitto, il Cancelliere, il Carceriere, gli Avvocati anca
quello del praseeutor lo esortano a correr levento dellassoluzione. Se
egli persiste ricondotto alla prigione, e sulla sua sola confessione
mandato al supplizio . Cottu De l'administration de la justce en An
gleterre chap. 5. pag. 75. Il reo confesso si considera come colpito
dalla mano di Dio. Aignan Histoz're da jur_y chap. 18. Merita desser
letto il cammovente ragguaglio di due giovani marito e moglie, i quali
accusati alle assise di OldBailey di avere scientemente spesi biglietti

della banca falsicati discusero guilty , e fra le lacrime dell uditorio


furono mandati al supplizio. Prevost Annal. de legisl. etc. vol. 5. p.

34. num. lg. Alle assise di Stra'ord nel 1796. Wiliam Callerel accusato
di furto con erazione nella casa del sig. Forman di Handsworth si
ostin a discutere guilty. Niuno ne lo pot dissuadere nch il giudice

non lo minacci di farlo impiccar nell' atto. Allora si determin a di


scutere no: guilly: and innanzi il processo, e fu assoluto.

care il vero assoluto

243
Laonde un consesso

tenuto per decidere della sorte d un reo una


specie di pubblico raccoglimento, dal quale ogni
menoma cosa che possa avere il carattere di
drammatica , severamente bandita. Il reo non
mostra agli spettatori la faccia, ma volta loro le
spalle: i difensori non v intervengono. se non

alleffetto. dinter-pellare itestimonj_ o alloggetto


di far loro. meglio esprimere il vero, o a quello
di convincerli colle loro stesse parole di falsit:
il reo non parla,non si appassiona, e per meglio
dipingere la sua vera situazione stato parago

nato a un Cappello sopra un bastone

L ac

cusatore non declama, non inveisce, non si sfor

za di eccitare le antipatie pubbliche contro di


IDI

I \.

Il processo. inglese volge affatto le spalle al


romano nelle attribuzioni de giudici. limitate, e
circoscritte nell uno. come onnipotenti furono
nell altro.

In Inghilterra non il, governo. democratico


comeer-a. a Roma in gran parte. Essendo la costi
tuzione dello stato monarchica stato necessario
(I) leredictum, chiamasi la, sentenza del Jury secondo l'antica for
mula, Meyer Esprit, origine etc. des instit. judie. liv. 3. chap. it.

cosa altrove avvertita da me. Il deposto del testimone chiamato con


frase legale evidenza, Cottu. Op. cit. chap. 3. pag. 9|. La formula , che
la legge dirige ai giurati che essi debbano giudir.are secondo la loro
coscienza, e la verit. Ibid. pag. 88. Il grande Jur_y dichiara vera

l'accusa. lbid. pag. 74. Tutto si esprime col tuono assertivo, e dom
matico dell'accusa .
u -g'" t
(a) Cottu Op. cit. chap. 3.pag. mg.
"
(3) Cottu Op. cit.

- - .

244
adottare temperamenti, i quali rappresentino la
divisione depoteri, e quanto al giudiciario adot
tarne uno onde ssare se esso spettasse al so
vrano, o risiedesse nel popolo. La questione
sarebbe stata ardua, e difcile ad esser compo
sta, ma laddita decisa la storia informandoci,
che essendo stata concepita la questione penale

divisa nesuoi elementi di fatto, e di dritto, la


decisione di quelli fu conferita al popolo, e la
decisione di questi fu conferita al sovrano.

Di qui la distinzione del rverealitto generale, e


dello Speciale: il primo contenente la risposta a
tutte le questioni che laccusa presenta: il se
condo esprimente risposta sopra i fatti specici
rilasciando ai giudici del dritto il decidere o sul

titolo del delitto, o sul vario grado diforza mo


rale, con cui fu commesso
tale e si forte
mente scolpita nella legge questa divisione del
fatto, e del dritto, che laccusato, o assoluto, o
condannato che sia, resta sempre a disposizione

del Re e del suo consiglio


Il modo di sentenziare il punto che in un
processo decide se esso sia una mera e pretta
combinazione di forze, o sia piuttosto una razio

nale combinazione.
Il gran numero de giudici a Roma, e la mas
(I) Coltu Op. cit. chap. 3. pag. 103. Blackstone Comment. on the
laws QfEngl. . 3. chapt. 23. pag. 377. De Lolme Constit. dAnglet.
lib. 1. cap. 1. pag. 168. Il signor Meyer non d giusta idea dello spe
cial veridict. Esprit, origine etc. de: inslit. judiciair. liv. 3. chap. la.
pag. 150.
(a) Coltu Op. aiz. chap. 3.]

245
simo almeno la pi generale, e costante di far

dipendere la sentenza dalla pluralit de suiiragi


mostrano il criterio della forza, non essendo bi
sogno (1 alcun ragionamento per intendere che

uno non pu resistere a due


Il potere , di cui a Roma goderono i giudici
di colpire colla pena 0 d assolvere il reo rese
inutile la separazione della questione difatto da
quella di dritto: la indivisibilit della pena sta
bilita dalla legge rese del pari inutile il porre la
questione in un modo piuttosto che in un altro

alla decisione degiudici; e risparmi le dispute,


che in seguito vennero suscitate sul modo di com

putare i suffragiqualora nel medesimo consesso


di giudici le opinioni si fossero divise per specie

diverse, e per diversi gradi di pene


(i) Niccol Machiavelli Disc. sopra Tito Livio lib. \. e. 7. intese il
criterio della forza nella maggiorit. La giurisprudenza del calcolo di
Minerva, o la massima che in parit di suragi dovesse dirsi il reo as
soluto sembra non esser pi antica del secolo d'Augusto in Roma . Benn
fort La rep. rom. voi. 4. pag. 998. Il Boeclero, il Gronovio si son fatti
a confutare il Meursio, il quale dice che Minerva nella causa d'Oreste
gett nascosamente un su'ragio onde formare la parit, sostenendo
che la Dea rompesse la parit aggiungendo il suo suragio a quelli
dell' assoluzione. il Barbacovi Della pluralit d8'5l'dgi ne' giudizj
criminali cap. 2. refrica questa disputa archeologica non scorgendo
che non si tratta dun fatto storico, ma (1 un principio adottato dalle
leggi Ateniesi qualunque fosse il primo suo istitutore, o il modo con
cui fu istituito .
(a) Questa ultima questione si manifesto, divenute le pene arbitra
rie, e dopo che fu sentita la necessit di modulare la pena al diverso
grado di forza morale con cui era stato commesso il delitto. l retori ne
forniremo i primi esempi . Ne d cenno Gellio N. A. lib. mi. cup. t5.,
quindi Quintiliano Deelam. 365., in seguito Plinio Epistol. lib. 8. ep.

14 La disputa fu rinnovata da Grot. Dejur. bell. et.pac. lib. 2. cap. 5.

246
Tutte queste questioni nascevano dalla ma
niera con la quale erano state costituite le at
tribuzioni di chi dovea conoscere, e decidere la

controversia penale, e cessavano tutte ove il giu


dice era costretto a seguire nel modo di cono
scere un metodo dalla legge in lettera determi
nato, e nel modo di decidere una regola dalla

legge stessa e nella guisa medesima prestabilita.

La divisione del giudizio del fatto dal giudizio


del dritto inerente al processo accusatorio mo
derno, la cui origine si perde nelle tenebre della
et di mezzo, tr le quali ebbe quel processo la
cune, non pot essere suggerita n per la epoca,

alla quale appartiene, n per la sua critica in


dole da razionali motivi. Fu altrove osservato ,
che la materia del giudizio penale in tutta la sua
estensione, ed in tutti gli elementi che la com
pongono presenta oggetti di fatto, ed oggetti di
dritto per tal modo tra loro intimamente con
nessi, che non forse dato a ingegno umano di

tentarne una sodisfacente separazione (I) . N il


solo dritto compenetra a cosi dire nelle materie
del giudizio penale il fatto per modo, che senza
aver perizia di quello non sia dato ben giudicare
di questo, ma spessissimo avviene che la perizia
S. 17., e da Pu'endorf Dejur. net. et gent. lib. 7. c. a. S. 18.: discussa
poi con impegno maggiore dal Wolf, dal Cramer, e da altri fino al

Barbacovi Della pluralit de'szg'ragj ne'giudizj criminali, il quale


non vi port maggiurlume, non distinguendo in qual sistema di giu
dicare potesse affacciarsi. Sensatamente ne scrisse il Lampredi Jur.
pub. univ. theorem. part. 1. cap. 15. S. 1. art. 5.

(i) Ved. il cap. 6. di questo libro.

247
d un arte sia necessaria a qualicare con retti

tudine lo stato dun fatto (i), e che per non


confondere con pericolo della innocenza un og

getto coll altro sia necessario di procedere con


metodo analitico incompatibile certamente col
sintetico, il quale nel sistema del processo ac
cusat0rio o sia antico, o sia moderno purch ac

cusatorio esser voglia, presenta tutti insieme ed


in massa i mezzi di prova
Forse questo il
vero, e nascosto motivo delle imperfezioni ine

\renti alJury, che tutti gli scrittori generalmente


concordano, niuno avendo ancor suggerito il

mezzo per farle cessare (5) .


(l) Il Jury non ammette vericazione di materiale per via di rela
zioni, o perizie. Tutto in esso si risolve nella prova testimoniale. Cottu
loc. cit. pag. 92. Ved. qui addietro a pag. 14|. n. 2.
(2) Alle assise di Lincoln era un accusato per furto di pecore, de
litto capitale in Inghilterra. ll pastore proprietario derubato si dichiar
capace di riconoscere le sue pecore al loro contegno. L'avvocato del
reo si oppose a questa recognizione . Il giudice Buller disse di aver
udito in altro processo un uomo dichiarare che conosceva le sue
pecore al loro viso. il Jzuy dichiar convinto l'accusato, che fu man
dato al supplizio. Bibliothque Britannique Liter. 1796. vol. 5. variaes
pag. \36.
(3) La difcolt concordata da Aignan Histoire da Jury chap. 34.

35- s " si sia come ein nella bile che lo domina contro al dritto scritto
lattribuisca ai giuristi chap. 35. in net. pur concordata dal Meyrr

Esprit, origine etc. des inst. judiciair., il quale per toglierla progetta
che si proponga la questione in blocco, vale a dire che si salti la dif
colt , e si lasci sussistere. Quanto alle imperfezioni della istituzione

baster citare il signor Meyer che ne il pi grande, e caldo enco


miatore dogni altro. Egli confessa, che spesso i Jurys meglio costi
tuiti si sono ingannati. Esprit, origine eta. des instit. judiciair. vol.
5. p. 385. Globig Censura rei judicialis etc. part. 1. cap. 8. d la storia
delle dispute che nella Prussia Benana si fecero pro, e contro al Jury,
e ai
t5. 16. enumera i difetti della istituzione per modo per che se

248
La pi probabile ragione storica della divi
sione della questione del fatto, e del dritto
forse la responsabilit , che i circondarj comu
nali aveano presso ai popoli della Germania, e
quindi presso gli Anglo-Sassoni verso il supe
riore politico di tutti i danni che loffesa del

lordine arrecava nel loro distretto

Se la

pi probabile origine del Jury questa, facil


mente s intende che il giudizio del paese inte
ressato a rintracciare il colpevole, che aveva
altrui danneggiato, doveva essere limitato al fatto
soltanto, spettando al superiore politico il dritto
di costringere il colpevole al pagamento del dan
no, o di sottoporlo in caso dinsolvenza a una

pena afflittiva di corpo


emendar si volessero la istituzione resterebbe distrutta. La disputa sulla
preferenza da darsi al giudice popolare, o al giudice giureconsulto si
riaccesa pi viva nell'opera del Bentham De l'organixation judiciaire,
nella quale il suo espositore Dumont divenne suo vero confulatore . Ved.
I'Inlrod. pag. 18. n. a. 3.
(a) Il signor Meyer Esprit, origine etc. de: institutions judiciaires
vol. 1. pag. 31|. et seg. e vol. a. pag. 171. et seg. ha colla erudizione

e colla na critica che gli son proprie seguite le tracce storiche di


questo uso.

(2) Era questa la giurisprudenza in vigore. Meyer Esprit, origine


etc. de: instit. judic. vol. 1. pag. 313. Questo ingegnoso , e dotto scrit
tore non trae dal principio della responsabilit del vicus, markt, pa
gus la origine della divisione della questione delfatto da quella del
dritto, forse perch sulle tracce del Montesquieu la cred praticata
anco pressoi Romani. Il Globig Censura rcijudicialis etc. loc cit. S.
9. in noi. sembra voler desumere la divisione del fatto dal dritto dai
Romani fondandosi sull'uso del Pretore il quale giudice di dritto dava
alle parti de'giudici che tra loro decidessero la questione di fatto . Egli
non ha notato la dierenza, che vi ha tra la partenza della questione

dal giudice del fatto a quello del dritto, e la partenza dal giudice del
dritto a quello del fatto.

249
Ma questa distinzione del giudizio del fatto ,
e del giudizio del dritto, a cui la ragione umana
non compartirebbe forse il suo voto, duna
corrispondenza ammirabile col dritto pubblico
della citt, il quale spesso si forma per modo da
non poterne la ragione dell uomo darne una spie

gazione(t): la qual cosa pi specialmente si ma


nifesta nel giudizio del delitto politico, e per
connessione in quello del delitto di stampa.
Il delitto ordinario come fatale alla indivi
duale sicurezza di tutti ha in tutti un giudice

egualmente interessato a reprimerlo. Il giudizio


del delitto politico ove delle materie politiche
libera la discussione trovasi implicato spesso in
gravi perplessit. Nella monarchia mista il potere
del principe, e quello del popolo sono due ri
vali luno sempre in presenza dellaltro, n il
giudizio penale ammette il temperamento d un
potere aristocratico il quale serva, come si crede,
all uno ed allaltro di equilibrio, e di pernio .
Se il potere politico diviso tra il principe e il
popolo, nelle materie politiche il poter giudi
ciari dee perdere la sua unit razionale e tra

luno e laltro dividersi dando ad uno il giudi


zio del fatto ed allaltro il giudizio del dritto.
Pu essere una ricerca storica di non lieve in
teresse il rintracciare come al numero di dodici

fosse fissato quello de giudici nel Jur_y (a) , ma


(l) Vedasi la Ciceroniana epigrafe del libro primo.
(2) Blackslone con molto senno ravvisa le storiche origini del Jur]

avvolte nella impenetrabile nebbia de' tempi. Comment. on. the lawo of

250

la critica, la ragione, e la giustizia possono di


chiararsi senza lor danno indifferenti a questa
ricerca . La critica, la ragione, e la giustizia han

no un grande interesse a ponderare come in


quella forma di giudizio penale la decisione di
pende dalla perfetta unanimit de suffragi: isti

tuzione unica nelle legislazioni d Europa , sulla


cui origine storica varie , uttuanti, ed incerte
son le opinioni (1), e che ha potuto apparire
indifferente cosa a chi non medit con sufciente
ponderazione i problemi, alla retta soluzione dei

quali ha la sicurezza individuale un grande in

teresse
' Tra le tenebre che ingombrano la storica ori
gine del Jur_y un barlume di luce sembra render

certo, che questo istituto sorgesse dalluso ge


Engl. lac. supr. cit. Globig Censura rei judicial. loc. cit. ripete il
numero dodenario dai giudizi dell'areopago, notizia dequali difcile
supporre tra gli Auglo-Sassoni . Dagli scrittori sacri della religione no.
stra si raccoglie essere stato il numero dodici simbolo di perfezione. S.
August. Enarrat. in psalm. 4g. pi 450: num. 9. in psalm. 103. p. |150.
num. 2. in psalm. 108. p. 1222. num. 10.
(I) Il sig. Rulhieres Histoire de l'annrclu'e de Palogne, citato da
Meyer Esprit, origine etc. des instit. judie. in due luoghi voi. 1. pag.
53. in 1102., e pag. 397. crede aver trovate le tracce della unanimit

nelle assemblee generali dell'antica Germania, opinione che il signor


Meyer non approva.
(a) Questa opinione professata da Henr. Cook Commentatio de

judicio juratorum , Lugdum' Batav. 1821. pag. 15. Ma questo daltro


lato eruditissimo giovine non ha a dir vero considerato il Jur_y nel cri
tico, e giuridico punto di vista nel quale come metodo giudiciario
merita d'esser discusso. N si) come gllnglesi i quali collocano les

senza del Jur_y nella unanimit e la mettono alla pari della loro co
stituzione abbiano udito, che il sig. Meyer la consideri una vana
formalit. Esprit, origine etc. liv. 3. chap. 10- pag. 163.

251
nerale de compurgatori, o giuratori del medio
evo
Dallattestare con giuramento dun fatto,
essendovisi trovato presente chi ne attesta, e ne
giura la verit, al giudicarne secondo la propria
coscienza sulle prove che se ne hanno non essen
dovisi trovato presente chi ne dee giudicare il

passo facile, e breve . Ma siccome il fatto


nell alternativa o d esser vero , o d esser falso ,

n i testimoni, che vi si trovaron presenti e ne


ricevettero le impressioni possono averle dif
ferenti tra loro, si pu congetturare che, sosti
tuiti ai testimoni i giudici, questi dovessero es
sere unanimi nel giudicare come quelli dovettero

essere unanimi nell attestare. A ci si aggiunga


la religione del giuramento, con cui la legge volle
astringere i giudici, il quale essendo di sua na

tura individuo (2) cos individua doveva essere


1 asserzione di chi giurava, e dodici essendo i
(1) Bexon Deueloppement de la thorie de: lai: crimin. etc. vol. 1.
chap. 11.
pag. 403. Le pi verisimili origini storiche d'una istitu
zione nata in tempi d'ignoranza, e barbarie son quelle, che si traggono
dalle opinioni religiose de'tempi ai qualisi riferiscono. stato osservato
qui addietro a pag. 23. n. 1. come la prova per duello esiste tuttora nella
istituzione del Jurf. Lanuotatore inglese al Cotlu Annal. de legislat.
val. 3.pag. 17. not.g. osserva, che avanti l'apertura della sessione de
stinata a giudicare degli accusati i giudici assistono a un solenne servizio
di Chiesa, e ascoltano un sermone adattato alla circostanza.
(a) Bald. In cap. 1.5. 1 num. 3. de controv. invest., Aym. Cane. aor
num. 17. Grammat. Cena. m5. num. 14., De Franch. Decis. 133. num.
6. Sembrer a taluno bizzarra cosa, che autori di questa tempra si
trovino mischiati tra le indagini sul Jury. La indole indubitatamente
religiosa in parte di questa istituzione autorizza a citare autori, che per
la et nella quale scrissero, e peri principj che professarono conobbero
assai bene la giurisprudenza, che erasi generalmente introdotta onde

spiegare la indole,e gli effetti del giuramento.

252

giudici giuratori individua non poteVa essere


1 asserzione loro se unanimi non ne fossero stati

isuflragj (I); n dee recar meraviglia che questa


intellettuale individuit abbia suggerito alla leg

ge lespediente di mezzi coattivi atti a farvi pie


gare la volont di giudici giuratori
Pu esser questa la pi o meno verisimile storia
naturale della unanimit de suffragj in quanto
ella pu rappresentare il natural risultato delle
idee, e delle opinioni dun oscuro e rozzo pe
riodo della civilt umana nella sua applicazione

al giudizio sulla verit, o sulla falsit dun fatto


dallaccusatore asserito. Ma da moti o della sen
sitiva, o della men culta natura delluomo la sua
(I) Blaclutone Contment. etc. 6. 3. chapt. 23. si contenta di dire che
la unanimit particolare alla costituzione inglese; Chompr suo tra
duttore vol. 5. pag. 53. nor. 1. si avventura a indagare la origine di
questa unanimit , e confondendo il numero desuragj del grande
Jur_y con quelli del piccolo dice che il voto della legge era quello di
avere il numero di dodici dalla pluralit. stato osservato qui sopra ,
che il voto della legge quello di avere ventiquattro su'ragj. Ma
questo scrittore erra sulla storia del grande Jury. Ne'pil remoti tempi

esso era composto di soli dodici giudici, in seguito poi il numero ne fu


aum'entato forse per render pi facili le decisioni, sull'ammissione, o

non ammissione dell'accusa . Lannot. al Cottu loo. supr. eit. pag. 27.
nor. l 5.
(a) Se i giudicanti non si sono trovati unanimi nel tempo della ses
sione, i giudici reali judices itinerentes. Meyer Esprit, origine etc.
vol. 9. pag. ago. possono farli trasportar dietroa loro sopra un carro di
citt in citt ove le loro incombenze gli chiamano. Blackstone lac.eil.

s'ingegna di giusticare questa specie di violenza coll'autorit della


Bella d'oro. Ma nel medio evo quest uso di ridurre un consesso di
giudici, o di elettori a decidere coin stimoli della fame, della sete, e
del freddo era assai generale. Cap. ubi periculum 3. de elect. et elect.
potest., Rinaldi Annali Ecclesiastici vol. 3. ara. t274., Dal Borgo
Dissert. d'Istoria Pisana diss. 8. 35 noi. I.

255
ragione, sebben per una non breve serie di de
duzioni, di confronti, o di e5ami, giunge a scor
gere le combinazioni necessarie alla sua sicurezza

come a quella della societ alla quale appartie


ne (1) .
Gli antichi, imbevuti di men rette idee sulla
natura dell uomo per l effetto della domestica ,
e politica schiavit che era il domma fondamen
tale delle loro civili e politiche istituzioni, pote
rono nel giudizio penale abbandonar la sorte
dell accusato al capriccio, e alla forza de suoi
eguali ne giudici . La ragione umana, abbrac'

ciando colle proprie contemplazioni non un ceto


duomini ma la umanit, dovette comprendere,
che una regola da lei concepita, e ridotta in

forma di legge poteva sola decidere della sorte


degli accusati. La intima convinzione delluo
mo, che in un secolo dignoranza era l' unico
calcolo delle probabilit , divenne come pur di

venir doveVa in una riunione duomini destinati

a decidere della sorte dell accusato una proba


bilit; nel qual sistema se glindividui compo

nenti il collegio formarono altrettante separate


e distinte probabilit, la riunione di tutte o per
lassoluzione o per la condanna poteva sola rap
presentar la certezza: perocch la certezza altro
esser non pu se non il complesso di tutte le
probabilit che una data combinazione, un conv

(I) Ved. il lib. 1. cap. 2. pag. 37. cap. 3. pag. 48.

254
plesso qualunque di certe determinate circostan

ze pu dare
Non dunque nel Jur;y la unanimit de suf
fragj qualunque esser possa il modo, ancorch
prepotente e tirannico con cui la legge la esige
dai giudici che lo compongono, una istituzione
di poco conto, venuta a caso tra gli uomini, e
tale che essi la possano a lor capriccio abban

donare se vogliono sostituendovi o il criterio


della maggiorit precisa, o quello dedue terzi,
o quello che nedue terzi sembra mostrare un

desiderio semplice della unanimit

Questa

istituzione essenziale, caratteristic:a del Jury:


perocch ella la formula colla quale la legge,
che solo pu e dee decidere della sorte dellac
casato, esprime la propria morale certezza qua
lunque esser possa quella dell uomo nel giu
dice .

Nella legge della unanimit desuflragj consi


ste appunto la capital differenzatra il processo
accusatorio moderno, e lantico. Fossero pur
numerosi i collegi degiudici degli antichi: quan
do la credibilit della prova dipendeva dallo
(i) Sopra altri critici dati ma co' risultati medesimi ragiona della
necessit della unanimit de'suragj nella questione del fatto il Consi
glier Sonnenfels Sopra la maggioranza de'voti nelle cause criminali
S.
Memoria ingegnosa, alla quale non da paragonarsi l'altra gra
vissima del Barbacovi Sulla pluralit de'cui-agi ne'giudizf crimi

noli.
(a) A certi effetti il dritto canonico esige i due terzi de'voli ma col
dritto di accedere mostra il suo desiderio della unanimit. Tezt. in

cap. linea: 6. de elect. X.

255
scuro indefinibile dato della intima convinzione

dell uomo un sol giudice dissidente da tutti gli


altri formava una probabilit contraria alla ve

rit delor riuniti suffragj :il giudizio era in que


sto stato deciso dal capriccio degli u0mini non
dalle regole critiche della certezza: la sentenza

era una forza umana non una forza legittima.

256
CAPITOVLO'XV.

Difetti del processo inqust0rio, e tentativifatti


in Toscana per emendai .
.,_

Ove il popolo non pu esser ammesso ad eser


citare o in tutto o in parte il poter giudiciario,
e dove lautorit sovrana non ha altro tempera
mento a se stessa che il nobile e grande pensie

ro della pi retta amministrazione della giusti


zia non vi pu, n vi dee esser forza la quale si

spieghi da uomo ad uomo senzach una regola


dalla legge ssata sia il titolo della sua azione. Que
sto pensiero anim, e diresse il legislatore Tosca
no allorch nella sua gran mente accolse, e ma
tur il progetto duna riforma della giustizia pe

nale nel suo paese. E poich questo problema dal


solo processo inquisitorio pu essere sciolto, il

legislatore Toscano disposto come pur era a fa


re alla umanit , ed alla giustizia qualunque sa
crizio, che la lor santa causa avesse potuto pre
scrivere, dette la preferenza a quella forma di
giudizio penale .
Sia che la forma monarchica del governo per
una di quelle forze della natura che spesso nelle
cose pubbliche vince quella della ragione uma

na (1) meglio dogni altra sodis ai politici bi


(x) Ved. qui addielro a pag. 249. nel. I.

. 257
sogni degli uomini, o qualunque altro esser ne
possa il motivo, la teoria del poter giudiciario
non ha termini di applicazione senza scomporsi,
e senzach i suoi elementi si trovino in contra
dizione tra loro se non in una delegazione, che
lautorit, a cui compete nel suo primitivo con.
cetto, fa del suo esercizio ad uomini gi prepa
rati e disposti per la loro educazione e pe loro

studi ad usarne nel solo suo scopo, ed altro delle


lor forze private non mescolandovi se non le ne
cessarie ad appliear la legge ai casi, che ella ha
contemplati. In questo sistema lautorit della

legge garante della giustizia quasi dallalto al


basso, dal sovrano al suddito ed al cittadino di
scendendo forma quel precetto comune quel vi
cendevole patto che unisce insieme i membri

tutti dunassociazione politica (I).


Il processo inglese dimostra due cose: primie
raniente, che una serie di fortunate abitudini in
chi lo guida pu fornire le guarentigie , che in
esso la legge non d: che vi un punto in cui la
legge diffidando delluomo vuole che la sorte
del reo dipenda da una combinazione , che ella
sola ha anticipatamente prescritta.
Il processo inquisitorio nella sua primitiva ori
gine presupponeva in chi lo conduce quasi un _
sovrumano spirito di verit, e di giustizia; e forse _
vi fu un tempo, nel quale questo processo fu da

quello spirito unicamente animato. Il punto nel


(I) Dig. Li6. x. lit. 3.1. ].
Tomo IV.

17

258
quale la legge non si d delluomo, e volle ella

stessa decidere della sorte dellaccusato fu quello


della condanna, titolo della quale ella volle che
fosse una prova nella cui tempra il privato ra
ziocinio del-giudice non avesse parte veruna.
questo il punto, nel quale sebbene per vie
diverse i due processi si ricongiungono, e sono
animati dal voto medesimo.
Ma tutto si corrompe, e si guasta tra le mani
degli uomini. La inconseguente e barbara giu
risprudenza della tortura, connettendosi colla in
terrogazione del reo, e del testimone, converti
il processo inquisitorio in un istrumento di ti

rannia, ed alter il suo vero criterio: n vi fu


pi mezzo onde discernere se gl'investigativi suoi
metodi si dirigessero alla scoperta del vero , o
piuttosto ad estorcere la confessione di quel che
il giudice bramava che fosse il vero . Ma la tor
tura, nata dalle passioni, non fa senza vantaggio
per la ragione ponendo in evidenza i difetti di
un processo a cui erasi come pianta parasita in

nestata . Quanti non sono gli scogli, la scoperta


de quali dovuta ai naufragjl-gm
Il processo inquisitorio ha per la sicurezza pub
blica il grande vantaggio di muoversi senza bi

sogno daccusatore, e per la sola forza defatti,


i quali costituiscono la offesa dellordine. Ma
questo vantaggio ha allato a s il danno gravissi

mo di lasciar l innocente investito sopra appa


renze ingannevoli dall ufzio del giudice senza

riparo: non essendo contro l ufzio del giudice

259
proponibile lazione della calunnia . Il legislatore
Toscano volendo conciliare i vantaggi della ri
cerca d ufzio, e la riparazione dovuta alla in
nocenza o erroneamente, o malizipsamente per
seguitata ordin, che in tutti i processi dovesse
essere il libello del privato , o del pubblico ac
cusatore alleffetto di sottoporlo alle conseguenze

della calunnia a pr dellimputato


Laccusa
in questo sistema non latto motor del pro
cesso: luflizio del giudice lo regola sempre, ma

quanto alle prove si contenta di ricevere quelle


che laccumtore fornisce, e se trova debole e
imperfetta la prova si contenta di assegnar ter

mini allaccusatore onde ne fornisca se ne ha


Nel suo primitivo getto linquisitorio processo

1 opera dun solo giudice , che lo deve colla


sentenza esaurire: abusivo sistema perch investe

un uomo (1 uno smisurato potere , e perch d a


lui la facolt di dichiarare colla sentenza rego
lare, e legittimo ci che egli fece compilando il
processo. Il legislatore Toscano ha distinta la
compilazione degli atti dalla lor decisione : in

caricando della prima un ministro processante ,


e della seconda pi giudici decidenti (5) .
(I) Cod. Leopold. art. 1. a cui non deroga lart. 3. il quale parla
dell'adesione della parte qi:sa. Poco rileva che il Paoletli spieghi al
trimenti . Istruz. per compilare i proc. , e nelle Inuit. lheor. praet. cri
min. notion. theor. pract. pag. 19. Il legislatore spieg il proprio con
cetto da se medesimo. Governo della Toscana sotto il Regno di S. M.
il Re Leop. Il. pag. 12.
(a) Paoletti Istruzioni per compilare i processi cc. S. 12. pag. 63. A
chi assegnare il termine se il solo ufzio del giudice ha introdotto, e
guidato il processo?

(3) LL. 26. Maggio 1777., 22 Aprile 1784., 22. Febbrajo 1788., e

260
Dee sembrare a tutti esorbitante, e pericoloso
lasciare il reo alla discrezione d un attuario, e

00mmettere la fede degli atti a un test-a-testa


perpetuo tra luno e laltro. Fu gi osservato
esser questo un difetto inerente al processo in
quisitorio, il quale cosi non facendo non po
trebbe essere la investigazione analitica, che ne
ssa il carattere. Gli oggetti morali e politici non
concedono di essere esaminati 0 soli, o da un

solo lato. Il processo accusatorio quasi un m


masso di la omogenee , o eterogenee che esse
pur siano che la intima convinzione di pi giu
dici ordisce in un tratto, e ne compone un drap'
po come meglio riesce; Linqnisitorio una tela

ardita ne principali suoi fili, artistamente tessuto


colle regole dellanalisi, nella quale il giudice
ha da ravvisare ove lattuario non le abbia fedel
mente seguite, e la tessitura tale, che se non
se ne siano osservate le regole un occhio eserci

tato lo scorge a dispetto di tutto lartifizio, e


della pi no malizia del tessitore

Per tro

13. Settembre 1788. Il Poggi Elem.jurispr. crim. li6. i. e. a.

38. mo

stra di non aver ben compreso lo spirito della riforma criminale del
1786. allorch deplora la ignoranza degli accusatori pubblici, e sugge
risce che essi ond'essere istruiti sulle prove da somministrare ricorrano
ai Magistrati dell' U_izio Fiscale: tanto difcile alle menti pi salde

liberarsi dalla pregiudicato opinioni , che fanno nascere i processi


misti.
(i) Vedasi quanto ne dice il Paoletti Istruzioni per compilare ipro
cessi criminali da pag. I. a pag. 84. Senza la lettura di questo egregio

lavoro analitico il processo Toscano non pu essere ben cnnosciuto.Ma


chi pu parlare del Paoletti , e del Biondi Opuscoli, Firenze 1801. or
che siamo 0 tratti fuor di noi stessi dai sistemi losoci in dritto, o

entro noi rannicchiati dall impero della coscienza? Mi sia lecito riferir

261
Vaie un periodo in questo metodo o conviene
appartenere ad un tempo in cui l arte di com

pilare, e di giudicare i processi e morta o mo


ribonda, o conviene non averne una idea, lo che
pi spesso acczide in chi si fa censore di questo

metodo. Se il processo inglese si regge sulle a


bitudini di chi lo guida, il Toscano non si regge
meno su quelle di chi lo compila. Che se queste
abitudini venissero disgraziatamente a mancare

sarebbe difcile che il genio inventivo colle sue


creazioni improvvise stampasse un processo, il

quale col solo merito della invenzione divenisse


modello da esser seguitato senza pericolo. Ma se
luno o laltro infortunio avvenisse mai il metodo
toscano potrebbe solo restaurar le sue perdite

perch fondato sulla scienza risorgerebbe con


lei, 0 avendo scritti, e stampati modelli ben pre
sto tornerebbe al suo primiero splendore facen
done rivivere la venerazione , e lo studio . Infe
lice sentenza la quale ha contro di se da un lato
la facilit che in ogni uomo presenta la libert
di dirsi intimamente convinto, e dall altro la
difcolt, che nella pi parte degli uomini in
contra il serraggio, a cui lo studio condanna sem

pre lo spirito.

Se non intesa la guarentigia, che nella istru


qui quel che l'insigne Bacone diceva a un giovine viaggiatore tornato
in patria u Illud in ca si: perspicuum quorl more: patria: cum mori
bus exteris non eommutaverit sed potius quad consuetudine: patria:
ii: qua: peregrc didicit tamquamoribus asperserit n. Serm.del.
num. 18.

262

zione scritta offre la ricerca analitica (e per di.


mostrarla converrebbe scendere a tutti i raggua

gli della sua pratica applicazione ) saranno dif


cilmente intesi gli equivalenti, che il Toscano

legislatore ha nel suo processo voluto fornire al


confronto di qualsisia pi liberale metodo giu

diciario

Ma quasi egli, non contento di aver

formate le morali, e scientiche abitudini che


doveano fornire la miglior guarentigia del suo
processo, temesse i rimproveri del suo secolo, di

cui egli era 1 ornamento migliore, per aver ri


tenuto il segreto, la cui necessit era stata ben
ponderata da lui, raddoppi di zelo onde nel suo
sistema correggere il vizio, che gli era inerente.
Il processo penale trovasi per la forza, e per
la indole delle cose nella inevitabile alternativa
o di tessere presto, e alla rinfusa la propria tela
se vuole evitare il segreto, o di adottare il se
greto se vuole la sua tela a regola (1 arte tessu
ta. Il processo accusatorio non d tempo, e il

quesitorio non d campo allaccusato di alterare


i mezzi di prova che esistono contro di lui. In
contransi in alcune recenti leggi i tentativi fatti
per conciliare la cautela della prova analitica e
la maggiore possibile fedelt nel raccoglierla.
Alcuni scrittori hanno proposta lassistenza del
(1) Non si stanc mai d'inculcare essere il processo istituito per cer
care la verit non un reo. Cod. Leopold. art. 32. Circolare 13 Luglio

1782. S. 34. Aggiungansi imetodi insegnati dal Paoletti Istruzioni per


compilare i processi criminali il disprezzo de quali esponeva il pro
cessante al biasimo, e dava al reo titolo d'assoluzionc.

265
difensore al confronto detestimonj , e dellac

cusato pendente la informazione

In un tem

po, in cui tutta lautenticit del testamento mm

cupativo riposava sulla fede pubblica, che la legge


concedeva a un notaro, si potuto credere che
altrettanto potesse farsi nellesame de testimo
ni, e del reo. E certamente desiderabile, che la
legge imprime il carattere che per lei si pu il
pi forte di autenticit a quell atto: ma non
da credere che a tale effetto altro mezzo non siavi
che quello di precipitare il processo penale in
una specie di vortice in cui apparisce e sparisce

in breve spazio di tempo, credendo che tutte le


guarentigie di critica, e di giustizia sian fornite
dal popolo che vi assiste.
Il processo inquisitorio come se fosse geloso

delle conquiste fatte col suo segreto mostrava


una ripugnanza invincibile a squarciarne una

volta il velo(a). Il legislatore Toscano, formato


appena il libello che colpiva limputato come
autor del delitto, volle che gli atti compilati no

a quel punto avessero una piena pubblicit, e nel


loro originale fossero al reo , e a suoi difensori
comunicati, onde a loro agio ne esaminassero, e
ne censurassero la struttura . Il qual giusto , sa

lutare, e generoso espediente era la pi grande

(I) Poggi Elem.jurispr. crim. lib. 1. cap. 4. S. 80.


(2) Sotto il governo Mediceo la giurisprudenza, e la pratica erano
ondeggianti, varie, ed incerte su questo prop0sito. Sabelli Pratica
universale nella prefazione.

264

espiazione, che del segreto potesse fornire la


legge
Niente vi ha di perfetto nelle opere, che esco
no dalle mani degli uomini, ed ottimo e spesso

quel che meno cattivo

Il reo ed i testi

moni nel processo accusatorio moderno sono lu


no una volta, gli altri due volte interrogati in

segreto. La sola asserzione dellaccusatore ha de


la
cisoprova
delladel
perdita
materiale
della separata,
libert dellactusato
e distinta dallo
speciale
Le risposte
nondel
una
reobase
e detestimonj
inconcussa qualora
all accusa
all'atto
libere state non siano posson pur formare un pre
giudizio o maggiore , o minore a quel che deb
bon rispondere nellesame pubblico della causa.
Ma le interrogazioni nell uno e nell altro stadio

della procedura sono sciolte , e libere da ogni


analitica regola. Nel metodo' del legislatore To
scano l arresto del reo esige la prova del male

riale: esige determinati indizi dello speciale (5):

(1) Cod. Leopold. art. 13.

(a) Ille optimus est qui minimi: urgetur dissero gli antichi.
(3) Cotto De l' administration de la justice en France chap. 3.
(4) Vedasi qui sopra a pag. 88. n. a.
(5) Questa regola fu in parte abbandonata dalla L. 30. Agosto 1795.
la quale segu la pi severa sentenza del Baldo nel suo Repert. verb.ju
de: col. 2. vera. si juder crimin., e di Paolo di Castro compilatore
degli statuti della Repubblica Fiorentina Cons. 328. num. 2. lib. 2. Dopo
le dottrine del Baldo, e del Castrense suglindizj a cattura meritano
desser lette le osservazioni del Bentliam su questa materia medesima.
Trait: de legislat. civ. et penal. vol. 3. park.
chap. 115. pag. H5.
1 16.

265
ne delitti la pena de quali non eccede il con
no, e sono i pi, egli debb esser citato, n pu

essere catturato (i): se catturato egli debbes


sere presentato al giudice immantinente (a) e
tosto interrogato
le interrogazioni hanno il
suggello della forma analitica, omessa la quale

nullo il processo, e sottoposto chi lo compila


alle pene della prevaricazione
obbligato il
processante a udire i testimoni che il reo nomi
nsse nel corso della informazione, e a vericare

qualunque prova offerta da lui (5): e ci non


pertanto il reo, pubblicato il processo, divenuto

padrone degli atti scritti , che lo compongono,


pu inalzare una voce libera e franca a suoi giu
dici: e pu colla stampa dare alla propria opi
nione 1 appoggio di quella del pubblico (6), e
sindacare come pi gli aggrada lopera contro
di lui costruita o ripetendo i testimoni a_Suo oa
1ico, o inducendo nuovi testimoni a proprio di
(1) L'art. 15. della Rifbrma del |786. ritiene a questo proposito la.
opinione di Antonio Matheo contraria a quella del Claro , ed esclusiva
della cattura nel solo caso di pena pecuniaria. L'art. 18. torna ad ab
bracciare la pi equa sentenza depratici. Il Nani non ha fatta amer
tenza a questo ondeggiamento del dritto.
(2) Cod. Leopold. art. 17.
(3) Cod. Leopold. art. 31. non annotato n dal Condorcel n dal

Nani.
(4) laoletli Istruzioni cc. S. Xf.ancorch il delitto fosse Commesso

sotto gli Occhi del giudice . Poggi Elcm. jurispr. crimin.lib. 1. cap. 2,
S. 44. ova osserva, che l'uso contrario insegnato dal Sanzio non com
patibile cogli art. 27. 28. della riforma.
(5) Cod. Leopold. un. 24.
-

(6; Una legge assai posteriore sottopose le difese criminali a stampa


alla censura.

266

scarico (1): invigilato lo stato delle Carceri, e


decarcerati (a): ridotto a sistema il render con
to dello stato de loro processi (5), inculcatane
la spedizione sollecita
ammesso il reo a di
fendersi anco contro la confessione da lui emessa

negli atti (5): se non ha difensore gli debbesser


nominato d uffizio (6): se processato ingiusta
mente indennizzato da una cassa, la quale do
vrebbe venire in sussidio dell insolvente autore

del danno ad esso arrecato (7): i giudici, i com


pilatori de processi sottoposti ad un sindacato

allorch lasciano il loro ufzio (8) nel quale lun

gamente non possono trattenersi


La forza delluomo ne0essaria a somministrarla
alla legge oltre allessere dalla legge medesima
regolata richiede la vigilanza dell amministra
zione pubblica, ond che niun processo potr
mantenersi imparziale se o la suprema autorit

governativa, o uno spirito che una serie di fe


lici e lunghe abitudini abbia infuse nella nazione
non ne veglino 1 andamento fedele. Il processo
accusatorio moderno v schietto e leale al suo
(1)Cod. Leopold. art. 26.

,_3

(a) Circol. 'II. Gennajo i782.

(3) Cod. Leopold. art. ag. , Circol. ao. Decemre 1775. Il Nani osser
va benissimo, non aver potuto il legislatore prescrivere un determinato
stadio di tempo al processo .
(4) Cod. Leopold. 11. art. circ. cit.
(5) Paoletti Intruzioni per compilare i processi cc. 5. 13. pag. 67.
(6) Circol. 13 Luglio i732.
(7) Cod. Leopold. art. 45.
(8) Circol. 15. Maggio 1777.

(9) lslruz. 28. Agosto i781. S. 78.

267

scopo per laiuto di queste forze, che divengon


quasi alla legge ausiliarie
Nel sistema del legislatore Toscano il segreto in
evitabile alla indagine analitica della prova stato
circondato di guarentigie nel suo ingresso, nel suo
progresso, e nel suo egresso. Le soperchierie giu
diciarie non si posson nascondere: perocch trop
pi interessi stanno allerta per scuoprirle, e de
nunziarle se accadono. Sarebbe certo una gran
prova dedifetti del sistema adottato dal legislar
tore Toscano se una prevaricazione si potesse ci

tare, la quale avesse avuta in quel sistema la sua


causa, e la sua origine . Ma se nulla vi ha di sa

cro che la umana malizia non violi, e se le pre


varicazioni sincontrano anco ove il processo ac

cusatorio meglio, e pi fortemente costitui

to (a) , 1 insistere sopra (1 un apprensione , che


niuna umana autorit pu calmare , non alle

gare contro un sistema legislativo argomenti i


quali meritino confutazione
Nel processo accusatorio moderno un accusa
(l) La veril di quest'asserzione provata da quanto osserva l'anno.
tature Inglese allopera del signor Cottu Annales de legislat. vol. 5.
pag. 32. net. 18.
(a) Le leggi inglesi hanno sanzioni per la prevaricazione possibile
dun intiero Jury. Meyer Esprit, origine etc. de: instit. judic. liv. 3.
chap. U.
(3) [I Poggi Elem. jurispruzl.crimin. S. 80- in net. tenta di cal
mar le apprensioni sulla prevaricazione possibile del compilatore del
processo con altre ragioni, i. il niun lucro che esso trae dal processo, e
dalle condanne,z. la scelta che il governo ne fa , e la educazione che
egli acquista nel suo tirocinio, 3. la regola che lo esclude dal compilare

- il processo se un suo parente in quarto grado vi abbia interesse.

268
tor violento, giovandosi della superiorit della
propria situazione a confronto di quella del reo
non declama contro di lui, la qual cosa deesi
attribuire alla opinione (1 imparzialit e di gin,

stizia di cui godono i giudici

Il legislatore

Toscano interdisse allaccusatore dintervenire


nella discussione della causa: non vi ammesse al
tra forza che quella dell accusato: volle che le
sue ragioni o pronunziate o scritte giungessero
senza contradizione alle orecchie, ed alla mente

de giudici(a); e volle. da giudici un ragionato,


e dot'trinato motivo della lor decisione: mono.
mento perenne o della verit 0 dell errore del
loro giudiCato, o della scienza, 0 della ignoranza
che avesse loro servito di scorta nel pronun
ziarlo .
Quanto pi lesame d una causa penale si av
vicina a quello della causa civile, ove il dritto

scritto sia la regola di comune ragione, pi da


lusingarsi che la decisione sia giusta . Se il gin
dice pu valutare il fatto a suo modo: se egli ha
dritto di valutare come presunzione della legge
una semplice presunzione delluomo, la sua in
tima convinzione ingoia la giurisprudenza , e lac

casato perde la guarentigia, con cui la legge ha


voluto proteggerlo. In Inghilterra generale
(1) Questi sconvenevoli tratti de' declamalori per l'accusa sono ignoti
in Inghilterra, e giustamente biasimati dal Cottu De l'administralion
de la justice en Anglaterre chap. 3. pag. 9:. 93. al confronto diquelli
che cita. Osservazione gi fatta qui addietro a pag. 243.
(a) Non ammesse neppure una parte civile a perorare la causa del

suo pecuniario interesse. Cod. Leopold. art. 112.

269

opinione, che i giudici siano sempre, e costan'


temente propensi a favore del reo (1). questo
un sintoma del buon senso, dellamore per la
giustizia , e della indole generosa di quella na
zione: del buon senso perch chi non lo abbia
all'atto pervertito comprende, che la bilancia dee
sempre piegare a favore dellaccusato: della giu
stizia perch a dispetto di tutti i ragionamenti,
che un erronea politica ha potuti inventare, la
causa della pena sar come fu sempre per se me
desima odiosa: dellindole generosa perch cosa
ha mai da temere una societ fortemente costi
tuita da un miserabile malvivente, il quale col
cercar le tenebre per offenderla ha gi mostrato
temerla? Questo medesimo spirito anim il. To
scano legislatore, il quale dichiaratosi inesorabile

pe condannati (a), volle che i giudici ragionas


sero sempre in favore derei: n altro in realt

la giurisprudenza se non una specie di contro


veleno con cui la scienza tempera, e mitiga

quella inclinazione fatale, che spinge gli uomini


a pensare sinistramente de loro simili e a farli

quasi loro schiavi coll autorit della pena.


La decisione della causa penale colle scritte
regole della legge di sua natura incompatibile

colla intima convinzione di chi giudica: la giu


risprudenza pu incontrare la convinzione nella

legge, ma non pu al giudice somministrarla:


(I) Cotta De l'administration de la juslice cn Anglelerre chap. &.

I'- 94
(2) Cod. Leopold. art. ng.

270
ella manifesta il convinto ma non si. dice, sensa
tamente parlando, convinta. Dal che avviene che
il processo inquisitorio ha lanimatore suo spiri
to, e il suo distintivo carattere nel non conoscere
convinzione per mezzo dindizi: perocch questo
modo di prova se convince il giudice non pu
mai dirsi convincere laccusato, la cui sorte
nelle mani della legge non in quelle delluomo.
Il legislatore Toscano ss bens il grado di ri
gore con cui poteva il giudice sentenziare nel
caso di prova indiziaria, ma non la dichiar, n
potea se esser voleva coerente a se stesso dichia

rarla un modo di convinzione legittima


Tra il nire del secolo decimosettimo, e il co

minciare del decimottavo le politiche vicende


dItalia, e il frequente passaggio di squadre stra
nicre furono circostanze, le quali determinarono
i governi della penisola a esasperare i loro siste
mi penali. Lerronea massima che la facilit della
prova un mezzo efficace per aumentare il cre

dito della pena (quasi la prova pi facile e pron


ta sia la pi certa e pi vera), massima la quale
temprata al criterio del terrore,5pinse alcuni
governi, che aveano adottato il processo misto
d accusatorio, e dinquisitorio, ad autorizzare i
giudici ad applicare ance in caso dindizi sulla

loro intima convinzione la pena ordinaria


(1) Cod. Leopold. art. no.
(a) La prima a dare questo sventurato esempio fu la prammatica
sanzione di Napoli del no. Decembre 16m. Ma quella sanzione sarebbe

forse rimasta nella oscurit se un Pontece , che illustri) colla sua grande

27|
La non meno erronea massima che uno stato per

provvedere efcacemente alla sua sicurezza deve


tenere il suo sistema penale al livello di quello
degli stati limitro fece adottare in Toscana lo

stesso espediente (i) .


Disposizioni simili uscendo dalla sfera del dritto

ordinario divenivano altrettante leggi deccezio


ne, il destino delle quali quello di vivere quanto
le circostanze che le suggerirono. Allorch il le.
gislatore Toscano dett la sua riforma criminale
il paese da lui governato era in perfettissima
calma: il numero dedclinquenti era prodigio

samente diminuito (a): la Sua mente paga degli


effetti felici dun attento, e lungo esperimentzwe
della dolcezza delle punizioni non potea conce
pire o idea, 0 motivo desasperarle collacco
gliere una prova privilegiata che tutto il suo si.
stema smentnva.

Una disputa giurisprudenziale (e tale quel


la che si propone di fissare il vero senso dun
modo desprimersi, di cui si prevalsa una leg

ge) mal si addice a una legislativa teoria. Ma


quando fa duopo afferrar lo spirito dun metodo
giudiciario, che per la saviezza, e per la perfe
zione, che lo distinguono, ha meritato desser
posto al confronto d'un altro che gli amici della
dottrina la cattedra di San Pietro, Benedetto XIV. non avesse adottata
la massima nel suo ohirograjb del 1743. Gallucci Ad De Amoeuo
obseruat. 23. num. 3.

(I) L. |5. Gennaio 1744.


(a) Vedasi il lib. 3. part. 2. cap.

V
pag. 150. n. 2.

272
umanit, e della giustizia considerano come il
Palladio della sicurezza individuale, lassunto

non appartiene altrimenti alla giurisprudenza,


ma diviene una delle pi importanti, e splendi

de parti della scienza della legislazione.


Spesso gli oggetti, che ci son pi vicini sono
i meno ben distinti da noi.Tra gli serittori, che
illustrarono coloro cjomenti lopera del legisla
tore Toscano uno si distinse tra gli stranieri il

quale ne seppe discernere il vero spirito (i),n


manc tra noi chi avendo veduto nascere sotto
a suoi occhi quella grandopera, e avendo avuta

parte alla sua pratica applicazione sapesse ben


giudi0arne
Ma a quell epoca la massima caratteristica del
processo inquisitorio e contraria alla prova piena
e perfetta per mezzo dindizj era riputata giu
risprudenziale non legislativa, adottata dai pra

tici meno istruiti nella retta interpetrazione del


dritto romano, e perci men degna d esser se
guita da chi professava studi pi elevati, e pi
culti. Lo spirito del secolo iualzavasi a cose pi
grandi sebbene dindole indeterminata, e forse
indeterminabile. Il grande Beccaria occupato a
fissare i veri limiti distintivi della morale, e della
legislazione: meditando la pi vera nozione del
lolfesa della sicurezza sociale: rivolto a combat
(I) Nani Osservazioni al Cod. Leopold. art. no. animadv. ad Aut.
Mali]. Lib. 48. dig. tit. |5. cap. 7. num 1.
(a) loggi Annotazioni M. S. alle istituzioni teorico-pratiche del
Paoletti S. degl' indizj , o della certezza morale num. 7.

275
tere il criterio del dolor fisico nelle pene non

prese con egual forza di mira la teoria, del me;


lodo giudiciario ed ondeggi tra le guarentigie
dellaccusatorio , edellinquisitorio processo sen
za discutere se potesse essere tra le une e le al

tre compatibilit

Il falso , e pericoloso cri

terio deprocessi misti preoccupava le menti, e


la erronea opinione che il legislatore Toscano
altro merito non avesse che il coraggio dessersi
fatto discepolo del Beccaria fece per cosi dire
passare inosservato il pi luminoso concetto della

sua legge.
Distingueva la legge i rei convinti dai rei ur
gentissimamente indiziati . La legge deccezione
parlava di rei colpiti da indizi indubitati, ma

con una petizione di principio inevitabile in que


sta infelice materia indiziaria faceva nascere 1 in
dubitato carattere dellindizio dall intimo con

vincimento del giudice. Si suppose che il legi-'


slatore parlando di rei convinti designasse non

tanto i logicamente tali o per la lor legittima


confessione, e per la prova legittima per testi-.

moni,lo che era coerente al metodo giudiciario


ritenuto da lui, ma quelli ancora che tali appa
rivano per la forza dindizj indubitati: lo che era

al metodo giudiciario adottato da lui diametral


mente contrario, deducendolo dalla sua maniera

discretiva desprimersi quasi ritenesse come inop

(i) Delitti, epene S. 14.


Tema IV.

18

274
pugnabile la dill'ereuza tra glindubitati, e gli
urgentissmi indizi.
Se l'indizio indubitato avesse avuto un carat

tere logico tutto suo proprio, e lurgentissimo


ne avesse avuto un diverso questo sistema din
terpet.razione non avrebbe incontrata difficolt .

Ma era un vaneggiamento, se altro mai ve ne fu,


il pensare che l indizio indubitato potesse avere

un carattere logico il quale corrispondesse alla


pretensione del nome; e i pratici stessi volendo

somministrare la idea di ci che dovesse signi


care una terminologia caduta dalla penna di Tri

boniano (i)applicavano aglindizj induhitati la re


di
golaguisach
della prova
posti testimoniale
codesti indiziesigendone
in compagnia
due tra
di loro ne avveniva che luno facesse la satira del
n0me dellaltro.

In realt trattavasi di nomi diversi indicanti

la cosa medesima. Seguendo alla traccia lorigi


ne, e ilsuccessivo incremento della nomenclatura
dindubimto-data allindizio si giunge a compren
dere, che il foro la usurpava come sinonima dur

gentissimo

La differenza derivava tutta dalla

(1) La parola indebitato esci per la prima volta dalla stampa di


Triboniano nella L. ultima eod. lib. aa. lit. 5. Il Vicat non registra
neppur la voce nel suo vocabolario del dritto.
(a) Dig. Lib. aa. tir. 5. l. m. ore il giureconsulto si esprime plu
rali: enim elocutio duorum numero contenta est . Gallucci Ad. da
Jmoeno lac. supr. cit.
(3) Vedasi tra gli altri Basilico uno de' pi esatti alla materia Decis.
orim. deeis. i. in introd. et num. nove nella narrativa della causa
spende la parola urgentissimi, e nel corpo della decisione la parola

275
situazione di chi doveva determinare il carattere
dellindizio. Gli scrittori per il processo misto
preferivano la parola indubitato come la pi fa
vorevole alle pretensioni, ed al fasto di cui
sempre inclinata ad ammantarsi laccusa dq
zio. Gli scrittori per il processo inquisitorio nella
sua semplicit preferivano la parola urgentissimo
come denotante il sincero stato dellanimo del
giudice costretto a cedere alla voce del proprio

uizio
Cosi il legislatore Toscano scrivendo
la norma, che il giudice d0vea seguire nel caso
d urgentissimi indizi aboliva quella che\1na pre
cedente legge avea fissato nel caso dindubitati.
I pratici se non erano competenti'a stabilire

il vero spirito dellart. 1 10. della riforma crimi


nale del Toscano legislat0re aveano per tra le

mani i mezzi onde giungervi battendo le vie,


sulle quali abitualmente trovavansi. La giuris

prudenza a quell epoca considerava gl indizi


indubitati come vincenti il merito della tortura,

e per come titolo di pena straordinaria

La

legge deccezione avea rincarato il loro valore,

e gli avea resi idonei a decretare la pena ordi


naria. Se il legislatore Toscano avesse presup

posto ncgl'indi'zi indubitati il valore giuridico


indu6itatt' sempre parlando demedesimi indizi . ll Voet 'Jd pandecta
li6. u. lit. 5. num. 18. adn. chiama urgentissimi gl' indizi che Tri
boniano chiam imlubitati .
(1) Questi scrittori usano le voci veemente, violento. Bald. in Rub.
cori. de probab, Farinacc. De indiciis, e: tormr. quuut. 36. num.

10.-166.
(a) Hieronim. Basilici Decis. erimin. riccia. 1. 1111111. 3.

'

276

che ad essi avea dato la legge deccezione, egli a.


vendo degradata la pena ordinaria-dalla morte ai
lavori pubblici a vita: avendo dato aglindizj ur

gentissimi 1 effetto dun inmo grado di quella


pena, avrebbe lasciato un gran vuoto tra l ef
fetto dellindizio urgentissimo, e quello dellin
dubitato, e per riempirlo di gradi intermedi sa
rebbe convenuto stabilir le frazioni della eviden
za, la quale se tale non pu ammettere decre
mento di sorta veruna.Un amico dellonore del

proprio paese non pu ammettere il possibile di


questo irrazionale sistema.

'

Tutto nellopera del Toscano legislatore re


spira difdenza per la severit della difesa re

pressiva, e fiducia nella preventiva. Egli bandi


le cosi dette prove privilegiate (i), e riserv a
se stesso la facolt di fare intervenire come te

stimoni necessari in giudizioi congiunti nel caso


di delitto commesso nellinterno delle mura do

mestiche

Non gli fu a cuore la severit della

pena n nella scelta del dolore, che doveva for


marla n nella facilit della prova per appli
carla .

Codue indicati provvedimenti egli si mostra


va contrario alla intima convinzione del giudi
cc, e favorevole alla prova dalla lettera della
legge determinata . Infatti -cosa il dire , che

non sia lecito ne delitti atroci valutar le COD_

- (i) Cod. Leopold. art.27.


(ai Cod. Leopold. art. 28.

277
getture pi di quel che le abbia valutate la leg
ge: il soggiungere che negli occulti non lecito
chiamar testimoni, ai quali la legge vieta di de
porre contro dell accusato se non negare al giu
dice la facolt di dirsi convinto in un modo, col
quale non potrebbe esser convinta la legge?
Quando un inmo grado della pena de lavori
pubbliciera 1 effetto legale della prova indizia
ria il voto che il legislatore avea manifestato in
tutta la opera sua era gi sodisfatto perch la
difesa preventiva aveva in quel grado di pena
ottenuto il suo scopo.
Parl successivamente il legislatore , di con
dannati in forza dindizj (I), e volle che ne fosse
passato il novero alla polizia: n colla parola con
dannati distinse i convinti, o i non convinti: n
colla parola indizi distinse glindubituti e gli ur
gentissimi : n parlando di condannati pot_ de
signare i colpiti da pena perpetua come sareb
bero stati i convinti. Bisogna dunque credere
che egli parlando di condannati ex indiciis pur
lasse di quelli che col titolov di questa prova sa
rebbero stati colpiti con un inmo grado della
pena de lavori pubblici, e non facendo distin
zione di condannati mostrasse che glindizj abili
a fornir titolo di condanna erano quelli dequali
avea- precedentemente parlato.
Il legislatore Toscano avea abolita nel suo pro
cesso Ogni traccia di accusatorio non ammettendo
(I) Cod._Leopold._art. m.

278
in esso mistura di sorta alcuna (I) e riducendo-i
lo, tranne le emende necessarie alle guarentigie

del reo, alla sua genuina indole dinquisitorio.


La legge deccezione era stata pubblicata in un
tempo in cui il processo penale Toscano aveva
laccusa dufzio 10 che lo rendeva modicabile

dalla regola del processo accusatorio che am


mette la prova piena per mezzo (1 indizi, e lor'
digno a ci necessario della intima convinzione
del giudice . Non dunque da credere, che il

legislatore , allontanando dal suo processo lac


cusa d ufzio , e rendendolo inquisitorio puro,
ignorasse , chela fondamentale sua regola di
non ammettere n prova piena indiziaria n con

vinzione intima del magistrato (a) .


onorevole alla memoria del pi grande, del
pi giusto, e del pi benefico legislator desuoi
tempi il supporre, che egli concependo il suo
processo penale avesse presente allo spirito le

guarentigie che alla sicurezza individuale assi


cura il processo accusatorio moderno , e calco.
lasso, che linquisitqrio emendato da lui potesse

ne propri stati olfrire guarentigie quanto era


possibile equivalenti.
Non infatti difcile, confrontando i criteri re
golatori dellesito dedue processi (nel che real
mente consiste la loro inuenza sulla sorte del

reo) scorgere la equivalenza delluno e dellal


(1) Vedasi il capitolo che segue.
(a) Ved. il cap. 5. pag. 76.

27

tra, e come amendue giungano in modi in 9ap


parenza diversi ma con mezzi d eguale natura a

un ne medesimo .

In amendue una regola dalla legge presta


bilita, c non la privata forza delluomo nel giu
dice, che decide della verit dell accusa: nel
processo accusatorio moderno. la unanimit vo
luta dalla legge, alla quale il privato giudizio del

luomo costretto a cedere suo malgrado, senza


la quale 1 accusatore trovasi talvolta obbligato a

prendere col reo 1 espediente, che la sola pru;


denza pu a lui consigliare (i): nel processo in
quisitorio moderno la regola della prova legitti
ma, alla quale il giudice e costretto a sacrificare
la sua privata opinione, e senza la quale comun

que poderosi ed urgenti siano gl indizi i quali


convincano l uomo della reit dell accusato ,
1 uiizio del giudice non pu adottare altro espe
diente, che quello che la prudenza suggerisce di

cautelare la societ.

i;

Perch la equivalenza dedue processi divenga


pi discernibile necessario immaginare il regno
della pena di morte nell uno, e nellaltro come
due leve, che possono spingervi l accusato; e

ponderare come 1 uno, e laltro-sie cento di e


scludere il privato arbitrio delluomo nel ssare
(I) Ci avvenne a Londra nel Luglio 1821 nella caun della Carlilc
negoziante libraja. Il Globig CCYNIH'I rei judiciali: pari. a. pmqf pag.
XX. cita questo esempio in prova della insufcienza del metodo a
rintracciare la verit. Miserabile petizione di principio! Sapeva ein

forte da Brescia n I' accusata era colpevole, o innocente?

280

il valor della prova, che dee decidere della ir


rogazione duna pena per se medesima irrepa
rabile .
Se si rietta che il processo accusuorio mo
derno ha agito n qui sotto il regno della pena

di morte, e che il moderno processo inquisitorio


ha agito lungamente in Toscana sotto il regno
di reparabili pene, non sar difcile stabilire

quale dedue metodi chiamati al tribunale della


umanit e della giustizia a render conto del loro

operato escir con gloria maggiore , e con pi


tranquilla coscienza da quella censura
(1) Sebbene la esattezza nel confronto degli oggetti morali sia poco
sperabile , pur pu tentarsi di averla . I due punti luminosi del processo
sono il suo principio, e il suone, ma questo prepondera a quello. Il
processo accusatorio moderno tutto riduce ad indizio , ma lo riduce a
prova piena colla unanimit desuliragi . Il processo inquisitorio emen
dato non conosce prova completa per mezzo dindizi. Il Jur_y mancan
do la unanimit manifesta la propria incertezza: il processo toscano
bene inteso la manifesta nel concorso dindizj. Il primo non ammet
tendo sussidio di polizia Costretto a parilicare la sospetta alla non so
spetta persona , e poco provvede ai bisogni della pace pubblica. Il se
condo ammettendo il sussidio della polizia segnala con espedienti di
preventivo carattere le probabilit. Nel primo il caso della incertezza
raro: nel secondo frequente. Giunti a questo punto'convien fare un
computo nuovo. Il primo valutando I' indizio si espone a mandar lin
nocente al supplizio; e che il Jul_]' cammini sullorlo di questo preci
pizio la legge stessa lo dice dando al giudice magistrato il potere o di
sospenderne le dichiarazioni, o di sospenderne le condanne. Cotto De
ladmin. de la justiee en Anglet. chnp. 3. pag. 70. e il suo annotalore
pag. 62. noi. 32. Il secondo non valutando Iindizio, lascia sempre
aperto il campo a dar riparo alla innocenza ingiustamente accusata.

281

CAPITOLG

XVI.

De processi misti.

Sia che la forma accusatoria del giudizio pe


nale fosse nella infanzia della societ strettamente

connessa con quella che assumeva la guerra che


la privata vendetta suscitare tra l offeso ed il
proprio offensore: sia che questa forma si pre
sentasse alla mente umana come la pi naturale,
e pi semplice a decidere una controversia tra

due 1' uno de quali assiva laltro o negava o


asseriva inferita con dritto loffesa, come nel giu
dizio civile per la natura medesima delle cose si
manifesta tra chi asserisce il dritto, e colui che

lo impugna: sia che questa forma voglia consi


derarsi come essenzialmente inerente alla demo
crazia, nella quale ogni individuo ha dritto di
farsi persecutore dellinfrattore dellOrdine: e

certo che questa forma di giudizio penale ha


seco inseparabile il presupposto, che la difesa
della pubblica sicurezza sia un sentimento, un
bisogno il quale ha in tutti i cuori un arme per
mantenerla.

Appena questo dato viene a mancare la storia


pittrice fedele de fenomeni della morale natura
delluomo mostra la decadenza del processo ac

cusatorio, e il sorgere o pi pronto o pi tardo

281

dellinquisitorio sulle sue mine. Ma questo cam


biamento, come ogni altro che accada nelle
forme costitutive del sicuro viver civile, abban
donato per lo pi alle vicissitudini della forza ,
ed alle opinioni che simbevono de pregiudizi
che ella suole ispirare, si fa saltuariamente, di

rado con saviezza, con danno or maggiore or


minore della giustizia sempre. I bisogni de mi
sti governi, opere incensurabili della natura

quando sono il frutto delle antiche vicende dun


popolo, lavori contradittor] , ed aerei quando si
presentano come parto di losoci divisamenti
duomini i quali si lusingano di combinare nello

stato le forze colla facilit con cui combinarono


nella lor testa le idee, esercitano una poderosa
inuenza sulle forme (g giudizio penale alteran
done la razionale struttura, ed intrudendovi
quell erronee criterio il quale confonde tra lo
ro le guareutigie politiche colle giuridiche.
Cosi il processo accusatorio antico nel suo de
clinare presenta le vicende medesime del moder
no allorch si preteso di trasportar questo dal
suo paese nativo in diverso paese facendolo succe
dere or con maggiore or con minore mistura allin
quisitorio, cui si fatto il rimprovero dessere

invenzione di men culti giuristi diretta a servire


un arbitrario potere.

Il pi pronunziato, e segnalabil Carattere dei


processi misti consiste nel collocare tutta la for
za del processo inquisitorio in chi accusa, e tutta

la forza dellaccusatorio in chi giudica: combi

283

nazione funesta alla civil sicurezza, perocch la


inquisizione, di cui investito laccusatore non
pu essere in lui guidata dal rigor dell' analisi
giuridica, e la convinzione intima, di cui data
al giudice magistrato la facolt non pu aver le

guarentigie che ella ha nel giudice popolare.


Il pi funesta donativo, che il dritto romano
abbia fatto alla specie umana , che ne fu per tem
po lunghissimo governata, il misto processo,
di cui quel dritto conserva ancora se non lintero

sistema almeno non all'atto cancellate le tracce .


La saviczza del dritto privato quale usc dalla
penna deRomani giureconsulti non sarebbe con
gettura valevole di quella del pubblico congu

rato a norma de loro temporarj interessi dagli


Imperatori di Roma. Limpero romano non rap
present mai con esattezza una forma certa, e

stabile di governo. Il maggiore o minore valore

guerriero degli uomini, che vestiron la porpbra:


il lor personale carattere quando pi quando me
no amico della umanit, e della giustizia: la di
versit delle opinioni sul conto in cui erano da
tenersi gli uomini al loro dominio soggetti : fu
rono altrettanti principi di azione i quali per
intervalli infusero lanima del dispotismo nelle
forme cadaveriche della repubblica. In questo
sconvolgimento di cose nacquero quelle strane

misture d accusa , e d inquisizione le quali pi


o meno servirono di modello ai misti processi
della et nostra .

I due qui sopra divisati caratteri demisti pro

284

cessi incominciarono a manifestarsi lentamente ,


e per gradi nel giudizio penale, che form dritto
sotto gllmperatori romani. Le lodi, che un gran
de scrittore ha date ai primi bagliori del processo
inquisitorio a Roma allorch and gradatamente

spengendosi laccusa volontaria (I), debbonsi


considerar compartiti alla necessit non alla scel
ta: perocch laccusa necessaria o dzzio din

venzione dAugusto (2) e liberata in seguito dalla


iscrizione, e perci dalle conseguenze della ca
lunnia, fu una forza mostruosa, e terribile, dalla

quale la innocenza dovette a stento potersi sd


(1) Ved. il lib, I cap. 14.
a. pag. 247. net. 4. il ministro Peel
fece alla Camera de' Comuni la proposizione di ammettere nel pro
Cesso penale unaccuutor pubblico col nome di Lord Avocale come
esito in Scozia. Il Professor Birnbamn Coup d'oeil sur le droie crimi
ne! de la Grande-Bretagne pag. 216. nol. 1. osserva, che non sarebbe
stato questo introdurre ilprocesso inquisitorio. Sarebbe stato per dare
allaccusa tutta la forza delll inquisizione senza i temperamenti, e le
regole che la tengono in discreti conni. Ma il buon senso inglese non
adott questa novit legislativa. Ecco a che conduce la mania dello
studio, e del confronto delleleggi degli altri paesi. Il Portogallo ha un
promalor di giustizia. Pereira, e Scusa Sabra e processo erimt'nal. ,
Lisbon. IS'Jo. Il Brasile lo ha Codigo Brasiliense Rio Janeiro 1812,,

La Spagna ha un procuratorsoale. Gazelt. de: Tribunaux un, iS6.


num. 463. Un ministero pubblico nelle colonie Francesi alla Guada
luppa ibid. num.
Un avvocato scale stato stabilito nelle colonie
Inglesi, una volta Olandesi. Report on the criminal law a: Demarara
Lond. 1821. Al Ceylan gl'lnglesi hanno aggiunta al Jury una carica
eguale a quella del Lord-Adunata di Scozia Revue Enqy'clop. val. 3i_
pag. 5. e: seq. A che rilevano tutti questi esempi onde esaminare se la
istituzione ha combinazioni di politica , e di giustizia? Mi duole d'andar
contro alla opinione d' un uomo che io' altamente stimo . Birnbaum
Coup d'ocil sur le droit crimin. de l'Anglet. ]fibliotftque da juriso.
etc. pag. 103. Ma non mi rimuove da quel che io gi dissi nell'Intro
duzione pag. 15-17.
(a) Vedasi qui addietro a pag. 39. n. 3.

285

varo. L Irenarca, il curioso, lo stzionario li


bero nelle sue corse per le provincie: investito

del formidabil potere di arrestare i rei, e di com

pilare a suo grado gli elogj (1) co quali glin


viava legati, e gi divenuti quasi suoi schiavi gli
accusava al Preside, ed al Proconsole , differiva
poco da un mastino, che il padrone scioglie onde
sia libero di ailerrar col morso chiunque incon
tra per via. Il giudizio penale incominciandqcol
moto di forza si smisurata esaurivasi in quello di
una forza ancora pi smisurata nel poter giudi

ciario che il principe aveva a se riservato


Come tra le produzioni micidiali della natura

credesi che un veleno sia medicina dun altro, la


tortura colle regole di applicazione che ne in
trodussero i giureconsulti salv dalla morte luo
mo, a cui ella aveva barbaramente infrante , e

logorate le membra. Forse gli scempi, che la


Stovia' rimprovera ai delatori, ed ai principi,che
pi loro furono amici, debbonsi con miglior cri
tica attribuire a questo mostrg di giudizio pena
le, che and progressivamente crescendo.

Quanto facile per la semplicit delle sue for


me a comprendersi il processo accusatorio al
trettanto per la sua dottrinale struttura difii)
cile ad esser compreso 1 inquisitorio . La neces
sit lo consiglia: la ragione ha gran fatica a rav
visarlo come sistema. Fino a di nostri al pro*
iiil:'.3'n
"

(I) Aut. Matb. Ad lib. 48. dig. tit. 14. cap. 1. n. 2.


(a) Vedasi qui addietro a pag. 164. n. a.

.f.'>
- zii _.\
.il_k \\{t ,

. ..roa1 ai m.-.L

286

cesso inquisitorio rimproverata la contradizione


di racchiudere l accusatore , ed il giudice in una
sola persona(t): rimprovero, il quale parte dalla
petizione di principio, che il giudizio penale non
possa avere altra forza impulsiva, che quella che
ad esso comunica un accusatore: come il civile
altra non ne pu avere che quella che ad esso
l attore comunica.
Aquesta petizione di principio dovuta la
invenzione dun ufzio fiscale, parto (1 et, che
poca illustrazione gli somministra: tentativo di
una forma pi regolare , e pi nobile di quella
che i Romani avean data all' accusa necessaria:
istituzione , che il Toscano legislatore schiant
come pianta di semplice ingombro dal suolo
ov ella avea antiche, e venerata le sue radi

ci (2) .
Ma una istituzione pi generosa , pi sublime

e pi splendida nacque ad accreditare l' accusa


necessaria, e a dar nuova vita al processo penale
misto in un epoca, ed in mezzo ad un popolo

(I) Birnbaum Coup d'oeil sur le droit erimin. (le la Grande-Breta


gna, Bibliothquc de juriseonsulte etc. vol. I. pag. 624.
(2) Fu soppresso il promotore scale L. 26 Maggio 1777.1l signor
Cottu non ostante la sua ammirazione per le istituzioni inglesi, trova
in esse il difetto di non avere un pubblico accusatore. De l'adminstr.
de la justice en Anglet. pag. 38. ll signor Iley Op. sopr. eit. vol. 1.
pag. i30. vol. 2. pag. 184. attribuisce allassenza d'un accusator pub
blico molti de'piii importanti diritti de' quali godon gllnglesi. il signor
Goenner Arcltivj del dritto crimin. del signor Mittermuier val. 7.pag.
466. si dichiara contro l'accusalor pubblico . Il signor Colquhoun Police
ofthe Metropoli: pag. 539. reclama questa istituzione. Niuno ne pon
dera le relazioni colla l'ernia del giudizio penale.
'

287
ove la costituzione de tribunali, che si reputa
vano no a certo punto poteri politici nello sta
to, pot autorizzarla. In realt, dato un consesso
di giudici, i quali per il titolo della loro inamo
vibilit aiiettino parte del potere sovrano nel po
ter giudiciario riputandolo inerente alla lor ca
rica, non resta al principe altro mezzo per non

perder tutto che quello dimpadronirsi di tutta


la polizia dello stato , e farsi padrone della inis

ziativa del giudizio penale


In questo stato di cose scemain parte la con
tradizione , che il processo misto presenta sem
pre pel principe che accusa avanti giudici, i
quali giudicano nel di lui nome, e fa grazia di
quelle condanne , che egli medesimo come ac
cusatore sollecit: contradizione che nel pro
cesso mqumtorxo non SI ravvisa .
Partendo da questo punto giova considerare le

molle , e varie misture , alle quali in un epoca


fertile in legislativi progetti come la nostra,
stato esposto o forzato il processo accusatorio

(1) Non pu ammettersi che romana sia la istituzione del ministero


pubblico, e le leggi che a questo effetto vengono citate non ne presen

tano le tracce. Scrissero sulla origine storica di questa carica Pietro


Dolce Origine, e attribuzioni del pubblico ministero ec. Brescia 18:3.

pag. 194, Maurer Histoire de: instit. furiieiaiies d'Allemagne


14.,
Meyer Esprit, origine etc. des instit. fudiciaires vol. 3. pag. 360. , il
quale ne fa un grande encomio senza curarsi di pomierare se nei con
cetto di questa istituzione vi sia equilibrio tra il principio politico, e il
principio di giustizia, Mueller in un opera pubblicata a Lipsia nel 1825
di cui il nuovo archivio del dritto crimin. vol. 8. pag. 187. La sostiene
creazione originalmente francese Henrion De Pansey De l'autorit
judtciairc dans le: 50uuernemenls monarchiques chap. 7.

288

moderno: onde ponderare se ogni grado di quelle


misture sia divenuto o un titolo di perfeziona
mento, o un titolo di degradazione. per esso: _f,xi
Il primo tentativo fu quello, il quale trasse il
Jury da un paese di dritto non scritto a un paese

di dritto scritto assegna_ndogli le sole materie pe


nali, e interdicendogli le civili (1): di guisach
quel processo assuefatto a re5pirare un aria do;
vette trovarsi Costretto a respirarne una nuova

del tutto, e nato con due polmoni dovette per


derne uno. Ma poich la libert,che dogni lato
il processo accusatorio respira , ha una grande

superiorit sul tedio a cui lo studio del dritto


scritto Condanna, ella divenne il Criterio di tutte

le menti, le quali non si accorsero , che nel paese;


di dritto scritto il comporre per la pi giusta e

pi comoda cognizione del giudice popolare le


questioni miste di fatto, e di dritto,ldel giudizio
penale diveniv:x impresa pi difcile, ed aran

di quel ch ella sia in un paese regolato dai co


stumi e dagli usi
La natura mal tollera,-_si
(I) Il signor Meyer Esprit , origine etc. de: inslit. judiciaires vol.
4. pag. 449. come avea dichiarata una vanajrmalit. la unanimit

cosi dichiara di poca importanza il togliere al Jury le materie civili .


Ance il Globig col mo criterio de'processi misti ammette, con Certa
Iepugnanza per, il Jury nelle materie penali, ma lo \.uul bandito dalle
civili. Censura rei judiciali: etc. part. I. cap. 3
20. Questo punto
di controversia relativa al Iury stato nuovamente discusso dal signor
Royer Collard Introd. auz: lettr. sur la cour de la Chauccll en Au
glet. ag. 43.
.
(a) La ragione ne evidente. Il costume pi docile (lui dritto a
passar sopra a certe questioni, le quali per esse: sottili non meno nel

cessario alla sicurezza individuale, ealla giustizia il risolvere retta

289

nellordine sico sia nel morale, che le sue leggi


vengano alterate dal capriccio degli uomini. La
introduzione del Jur')r nel paese di dritto scritto
nocque alle guarentigie , che offre nel giudice
lo sludio della giurisprudenza, e non forni quel

le, che a quella istituzione son proprie


Ma quasi il processo accusatorio moderno u
scito dal proprio elemento dovesse perdere una
gran porzione della propria vitalit, appena giun
to in paese non suo, si vide privo del suo criterio
caratteristico: spogliato cio del principio della
unanimit desuil'ragi, e mutilato dal diverso prin
cipio, il quale concedeva ai cinque sesti il vigor

di sentenza (e): principio spurio contrario alle


regole dell aritmetica, ed a quelle del dritto:
contrario alle prime perch se nella eguaglianza
de numeri la legge si decide per la innocenza
dellaccusato, essendosi adottato il principio delia
maggiorit non si sa comprendere come in do.

dici per vincere il due sia necessario il dieci,n


il sette debba vincere il cinque: contrario alle
seconde perchla indole delle questioni di dritto

mente. In Inghilterra la legge ha cos poca inuenza sulla sorte dei


l'accusalo, che i giudici sono autorizzati a punire ancorch non vi sia
legge la quale dichiari il fatto punibile. Humes Comment. vol. 1.
pag. 12.
(I) Vedasi qui addietro a pag. 85. net. t.
(a) Aignan Histoirc da Jurf chap. 28. pu5. 266. Il signor Collu
De l'arlministralion de la justice en Angleterre pag. 28|. osserva che
nellanno 5. s'incominci a praticare il principio della unanimit , la
quale persever no al 1808.
Torna IV.

19

2 o
ta19e, che conviene in esse per vederle decise
contentarsi della semplice maggi0rit
Un potere nuovo nella citt di sua natura
inclinato a ottenere coll accortezza ci che sa
rebbe imprudente troppo conquistar colla forza.
Il Jury ha nella intima convinzione unarma for

midabile , che sotto regni tirannici ha spesso ver


sato il sangue dell innocente (e) . Il primo ten
(l) Il fatto ha un valore assoluto perch se fatto_sico i sensi ne
fanno fede: se fatto storico i presenti lo hanno potuto discernere qual
esso . Il dritto nella sua applicazione non pu avere un valore assolu
to. Quattro occhi Vedano un fatto nel modo medesimo: due menti
p0ssouo esser discordi nellapplicazione d' una regola di dritto. Hilliger
Ad Danell. lib, 1. cap. 16. noi. 2. Quindi iL_dritto romano adott il prin
cipio della maggiorit. Dig. Lib. 48. tit. 8. l. 20. 21. Il giureconsullo
Paolo Recept. sont. lib. lit. 12.5. 5. non altera questo principio allor
ch gurando il dissenso di due condomini sulla sorte del servo co
mune stabilisce che il pi mite parere dell uno de'due dee preferirsi
onde il Nani Principj di giurisprudenza criminale pag. 78. mal si ap
poggia a quellautorit per ssare la necessit del numero pari de' giu
dici. stalo gi osservato che il calcolo di Minerva allora adottabile
quando le due questioni del fatto, e del dritto sono riunite insieme, e
vengon decise da giudici i quali non son tenuti ad osservare ne loro
giudicati regola scritta di dritto. Sopra altri critici dati, ma con risul
tati medesimi conclude per la pluralit nelle materie di dritto il Son
nenfels Sopra la maggioril de'voti nelle cause criminali 4.
(a) Si citano con 0| rore i regni di Eduardo IV, Enrico VII, e VIII,
Maria, Elisabetta , Carlo Il , Giacomo Il, relativamente ai quali Hume

si esprime Trials were mere farmalities u. History of' England


vol. 3. p. 22. 26. 28. v. 4. pag. 5|. Nel regno di Enrico VIII settanta
seimila individui furono mandati al supplizio, fra i quali pi spe
cialmente compianta la sorte dell' infelice Tommaso Moro. La Regina
Elisabetta, non avendo un Jury voluto fare a suo modo lo fece impri
gionar tutto intero. Luden Cours de droit crimin. etc. annales de le
gislalion etc. val. :. pag. 330. ove in appoggio di questa trisla verit
si cita la raccolta qfremnrquable triuls pubblicata a Londra nel 1765
in due volumi. I signori V\'. ,G. ltussell, e E. Ityan hanno compilata la

291

tativo, che un poter nuovo si acciuga a fare,


quello di trovare un addentellato, per il cui mezzo
la intima convinzione de giudici popolari inco
minci a comunicarsi ai giudici magistrati, lo che
facilmente si ottiene mischiando gli uni cogli al
tri col pretesto che la dottrina di questi illumini

la coscienza di quelli

Fatto questo primo

passo, ed assicurato cos in apparenza lascen


dente della dottrina, e della esperienza sulla i
gnoranza e la inesperienza pi pronto e pi
facile laltro di avere una magistratura la quale
supplendo ilJury, di cui si il legislatore di
sfatto, si dimentichi la dottrina, e dessa faccia
agevol baratto colla libert della intima comin

zione
QUesto piano dognor pi crescente perfezio
collezione de' casi riservati a' dodici giudici, e stati decisi dal 1799. al
1824. ll signor W. Moody lha continuata no al mese di Luglio 1825.
Crown case: reservedfbr consideration et decided by the twelvejurl
58: qu'ngland. Lumi. 1825. In America prima della rivoluzione era
nota la frase innqiara il giurato per denotare il modo con cui si giu

dicava. Belknap Historj quew-Hampshire etc.


(I) Vedansi le osservazioni, che sul codice di procedura penale fran

cese del 1808. hanno scritte Meyer Esprit, origine etc. dea instil. ju
diciaires val. pag. 452 , il quale giunge a chiamarlo un tessuto di
perde insinuazioni, Aignan Histoire da Jnr_y chap. 34. 35., Dupin
Observations sur plusieurs points importanls de no'tre legislation
criminelle: lo stesso scritlore nell'altra opera De la libre defense des
accuss : Berenger De lajurispludcnce criminelle en France.
(2) Tutti conoscono la favola, la quale ha per titolo u luomo , il
cervo, e il cavallo , si pu dire relativamente a quest'ultimo articio
legislatiu:
u . . . . . Quid rides? mutato nomine de le
Fabula narratur.

2 2

nam9ento pu progredire pi oltre e giungere al


punto dimpiantare laccusa necessaria con tutto
lo splendore che la circonda nel tronco dellin

quisitorio processo, il quale legislativo divisa


ment.o merita un separato esame, e distinto.

295

carrgrono xvu.
dlcuni cenni sulla incompatibilit de' due
processi accusatorio, ed inquisitorio.

Come la natura ha Posti insuperabili limiti i


quali impediscono che alcune specie, sebbene
per la loro esteriore conformazione simili tra di
loro, possano insieme promiscuarsi e formar raz
ze neutre, cosi un eguale economia sembra im

pedire che alcuni legislativi sistemi possano in


sieme mischiarsi e fornire un genere nuovo colla

speranza o di riunire le perfezioni delluno, e


dellaltro, o di spogliarli nella loro mistura dei
difetti che loro sono inerenti. La umana fanta
sia, di sua natura sintetica sempre, inclina a to
gliere agli esseri le lor qualit naturali, ed a
formare esseri nuovi che riuniscano le qualit
pi disparate tra loro: ma fatalmente la ragione
umana tanto pi v soggetta allerrore quanto

pi si avvisa dimitare la fantasia.

Trattandosi di misti processi chi non si accor

' ge, che le forme che essi fanno assumere o al


1 accusatorio, o alliquisitorid, due specie del
medesimo genere, e pur amendue di proprio e
distintivo lor genere, non debbano necessarim
mente nelle loro innumerevoli e spesso fanta
stiche combinazioni o essere, o apparire essere

94
in tale o tale altra legislazione Europea? 0 la
scienza non ha dritto di parlare de processi mi

sti, o se lo ha non da credere che ella, discu


tendo le lor varie combinazioni, e alcune desse
fortuitamente in tale, o tale altro paese incon
trandosi, abbia inteso abbandonare la veste di
scienza ed abbia voluto indossar quella della cen
sura .
Non nuova la opinione, che laccusa e la

inquisizione, sebben possano formare alternativa


tra loro, pur non possono o insieme cumularsi o

luna proseguire dove 1 altra resti interrotta


Ma questa opinione, avendo la sua origine e il
suo fondamento in un principio di equit favo
revole all accusato e non essendo desunta dalla
indole propria dedue processi, non pu avere

un gran peso. Oltracci i pratici che la profes


sarono non poterono assegnarne le vere ragioni

come quelli, che parlando delluno, e dellaltro


processo ne conobbero le sole forme esteriori,
n ne conobbero lo spirito sempre o nel princi

pio(z) o nel ne (5), erroneamente parlandone.


57.,
(1)Aemil.
Carpzov.
Lud.
Prax.
Homberg
rer. erim.
Zu Vacb
Saron.
I)e part.
diversa
3. quaestindole prua-era.
107. num.
inqui
sit. , et accusat. Marburgi 1754.

25.

(a) La discordanza de' pratici nel ssare il vero carattere dell' uno,

e dell'altro processo notata dal Cavalier Cremani De jur. crimin.


lib. 3. cap. 6.
(3) Homberg Zu Vach De divers. indol. process. inquist., et accu
sat. 5. ammette la diversit de due metodi eccetto il_ue, che sup'
pone ad amendue comune: errore gravissimo perch all'opposto la
dierenza consiste appunto nel ne cio nel modo di sentenziare. Biro

baum Coup d'oeil_eto. pag. 523. adotta la denizione del Gobler, che

295
I due processi con difforme spirito non po.
trebbero aver compatibili forme, e il solo suono
del nome ne persuade: imperocch laccusa
voce designativa di atto iniziale di controver

sia (i): la inquisizione voce designativa di atto


duna ricerca, che non pu avere n controver
sia, n lite. Il processo accusatorio si presenta e

dice asserisco (a) l inquisitorio si presenta


e dice << rintraccia
Luno ha nellanimo
la certezza: laltro vi ha il dubbio. Come lusin- .
garsi che due sistemi di si diverso carattere pos

sano fare alleanza tra loro?

dice ricevuta dai giureconsulti della Germania processus inquisito


rius dicitnr cum judez: personam acturis, es judicis substinet , er

rore pi grave d'ogni altro conforme fu qui addietro notato pag. 186.
net. 2.

(I) Se si dovesse seguire la etimolo la di Prisciano e credere che


accusa deriva da cado, o cuso non vi sarebbe differenza di signicato .
tra la parola accusa, e inquisizione. LIiotomanno ristabill la vera_
etimologia della parola derivandola da causa. Math. De erim. ad lib. 48.
dig. lit. 13. cap. I. n- 1. Comecch niuno si occupato n qui di stabi
lire i veri caratteri di differenza dell' uno, e dell'altro processo , e le
idee delle lor forme Vanno vagando promiscue nella mente de'piz, queste .
etimologiche indagini sembreranno a taluno minuzic . stato gi os- servato l'errore di chi confonde insieme 1' accusa d'nzio, e l'nizio

inquinante del giudice qui sopra pag. 284. Per apprezzare la confusione
che regna in oggi in questa materia da leggersi Birnbaum Ccup
d'oeil sur le droit crim. de la Grande-Bretagna Bibliolhque da ju
riscons. et du. publicisle vol. 1. pag. 522-5'15.
(a) La pi precisa, e classica denizione dell'accusa stata data da
Cicerone ottimo discernilore in questa materia, e riferita da Ant. Math.
loc. supr. cit.

(3) L indole costitutiva dell' inquisizione st in quella frase a de


nunciantefuma nel defrente clamore qicii sui di cui l' autore
dell opera Elemenls de la proced. crimin. vol. 1. pag. 162- Vedasi ad

dietro pag. 66. n. I.

296

Se laccusatore asserisce il reo deve negare,


dal che nasce appunto lacontroversia, la lite,lu
giudiciale battaglia tra luno e laltro. Or que

sto inevitabile stato di cose presuppone egua


glianza tra i due litigatari. La invenzione (1 un
magistrato accusatore d uizio snatura totalmen
te laccusa , altro non restandone che il nome o
per derisione della cosa, a cui esso non altri.
menti pi riferibile, o per meglio coonestare il
. nuovo oggetto a cui viene abusivamente appli

cato.

Il giudizio penale nel primo suo sorgere nel


primo sintonia di moto, e di vita che d nel
lalternativa o dellaccusa o della inquisizione:
vale a dire o che laccusatore ammassi le prove

che pu, o che il giudice istituisca analiticamen


te lesame delle circostanze, che gli vengono de
nunziate come idonea farne soggetto. Se 1 alter
nativa rotta per il primo espediente la sua in
uenza dee esercitarsi sullandamento del pro
cesso lino alla ne: come dee pur avvenire se lal
ternativa rotta per il secondo.

Nel primo caso il giudice dee ricever la prova


come l accusatore gliela presenta, e sia pure
ammassata, incomposta qual esser si vuole. Ri
dicolo in questo caso sarebbe il pretendere che

sotto la inuenza dun magistrato che altro ufli


cio non ha che quel di accusare la prova fosse

rintracciata con metodo, e con rigore analitico,


espediente il quale esige la imparzialit, e la

guarentigia della fede pubblica dun redattore

997
a ci destinato, In fatti in alcuni luoghi ove sulla
tela inquisitoria degli atti si voluta innestare l'
accusa d ufzio, quasi siasi sentita la forza di que

ste ragioni, il magistrato accusatore non pu in


gerirsi della compilazione del processo, n in
qualsivoglia maniera inuirvi, lo che, sebbene

generoso e giustissimo sia, produce linconve


niente di renderlo spettatore impassibile di quel
che altri fa nch non giunga il momento in cui

debba assumer parlando la parte di attore. Per


le ragioni medesime inutile la istruzione scrit
ta: perocch qual cosa esige la permanenza della
scritta parola ove il giudice dee conoscere della
prova come il magistrato accusatore a suo talento
gliela esibisce?
Il processo accusatorio antico non conobbe
giudizio intermedio tra laccusa, e la sentenza,
la quale doveva dar ne al giudizio. Il processo

accusatorio moderno ha adottato nelgrande Jur_y


questo giudizio intermedio. Ma a quale oggetto?
A quello di porre un limite alla libert dellac
cusa volontaria . Ove al grande Jur_y si voluta
sostituire una Camera delle accuse si eretto
un vano simulacro alla individual sicurezza: ma

non si fatto nulla di reale per la sua causa.

Questa istituzione mostra la difdenza della legge


per una carica istituita da lei, e alla quale ella
ha concessa una indenita ducia. Come non
comprendere contradizione siffatta? E cresce
rebbe la contradizione se la istituzione volesse

innestarsi sul processo inquisitorio: perocch

298

ella farebbe supporre che il compilatore degli

atti pu togliere al segreto le guarentigie delle


quali lo ha circondato la legge: che non esiste
un metodo il quale religi0samente osservato con
duce per le sue sole forze alla scoperta del vero:
che un uomo pu esser sottoposto al segreto a
mero capriccio del proprio simile, senzaenu
merare i pi gravi inconvenienti di simile istitu
zione.

Nel secondo caso la serie degli atti, i quali e


sibiscono lorigine , e lincremento della prova
nellordine analitico delle circostanze idonee a

fornirle contengono tutto ed intero il campo su


cui la critica e la giurisprudenza del giudice si
dee esercitare. Se lordine analitico viene inter
rotto: se vi s intrude un atto, che ne rompa, e
ne scompagini la orditura, tutto alterato, e
meglio era non cominciarla . L indole della ri
cerca analitica esige la istruzione scritta, senza

la quale non ne sarebbero discernibili le orme.


Se framezzo alla istruzione scritta si frammischia
la orale , e che il magistrato accusatore debba
sostenere o la inquisizione generale, ola speciale
colla parola, si collocano due incompatibili cose
1 una allato dellaltra: la istruzione scritta, che
vuol esser citata a ogni pagina: la istruzione ora
le, che non pu suffrir quest angustia . Se Cice
rone , ed Ortensio avessero dovuto dissertare so

pra un volume scritto anzich sulla prova spie


gata nella sua originalit al cospetto del giudice,
la eloquenza latina non si glorierebbe di quei

299

due grandi nomi. Altronde il giudice come po


trebbe seguire la istruzione orale nella bocca
dell accusatore, e del difensore , se tutta la sua
attenzione per cos dire inchiodata all esame

analitico della prova nello scritto processo? (l)


La incompatibilit dellaccusa colla inquisi

zione sussisterebbe pur sempre ancorch questa


conservasse la istruzione scritta no alla decisione
della causa. Il processo analitico presenterebbe

nelle scritte sue pagine tutti gli elementi della


prova dal primo loro presentarsi negli atti no

alla loro congurazione completa. Lesame piano


gli presenterebbe nel lor primo stadiozlobiettivo

gli presenterebbe nel secondo (e). Gli articoli


inquisizionali come posizioni di fatto, e come
logico resultato dell esame obiettivo stabilireb
boro gli argomenti critici della reit dellaccu
Sat0: la inquisizione speciale ne stabilirebbe la

conclusione contro di lui

. Tutto in questo

sistema quanto alla prova sarebbe condotto al


suo termine per il convincimento del reo. Non

vi sarebbe bisogno dunque che un accusatore si


sforzasse di provare quel che il processo gi pro
(1) Di qui avviene che dove cos si pratica la discussione orale
una vana formalit, e la causa debba essere stata decisa di giudici
avanti che ella entri nein orecchi del pubblico.
(2) Queste voci sembreranno nuoveper certo a chi non conosce il
processo penale Toscano: ma queste voci dimostrano come tra noi alle
strette nelle quali poneva il reo la tortura sono state sostituite quelle
nelle quali lo pone il ragionamento. Vedasi Paoletti Istruzioni per
compilare i processi ec.
X1.
(3; Il Paoletti non al esatto nella nomenclatura. Vedasi cosa io ne

dissi Element. jur. crimin. lib. 2. SS. 566-567.

500

Vai , e che egli altro far non potesse se non dare


un inutile urto alla spada, la quale ha gi tratto
il petto dellimputato. O conviene abbandonare
affatto il processo inquisitorio, o bisogna abban
donare affatto l accusa: perciocch se il primo

bene ordito altro non lascia da fare, che ben


ponderarlo nellinteresse della difesa qualora le
strette, nelle quali pone il reo, non fossero in
tutto. legittime , e condotte come le regole di
ragione prescrivono.

. La incompatibilit dellaccusa dufzio, e della


inquisizione si fa ancor pi grande nel sistema

del legislatore Toscano. In questo sistema I" ac


cusator pubblico interviene nel processo inqui
sitorio come parte accessoria nonpome contro
parte del reo: v interviene al solo effetto di ri
Spondere della calunnia qualora nel caso di as

soluzione dal delitto non sveli chi gli forni le


notizie per accusare
Se ad un accusator pub
blico di questa tempra, tratto dalla classe degli
agenti della polizia, si volesse aggiungerelun ac
cusator pubblico magistrato , e rappresentante

la prerogativa del principe, come sarebbe sacri


lcgo sospettar di calunnia il supremo capo della
nazione cos sarebbe inammissibile questo sospet
to contro il suo delegato il quale cuoprendo colla
sua autorit laccusator subalterno lo rendereb

be partecipe della propria immunit, e toglie

rebbe cosi all accusato la guarentigia che gli con.


cessa la legge.
(1) Cod. Leopold. art. 1.

'

001

Qualunque giudizio penale dehb essere nito


dalla sentenza , ma il modo di sentenziare varia

nella forma o accusatoria, o inquisitoria, che ad


'esso ha data la legge. L asserzione dell accusa
tore per la sua dialettiCa indole deve essere o
vera o falsa: la ricerca pu avere ottenuto un

cumulo or maggiore , or minore di probabilit :


laccusa esige una sentenza definitiva : la ricerca
pu ammetterla decretoria. Non vi ha umano
ingegno, il quale possa conciliare queste diverse
cose tra loro. Se si ammette la sentenza decre
toria per tenere in sospeso laccusa oltre al vio

lare le regole le pi note del dritto (1) oltre al'


limplicarsi in un controsenso, si tien sospesa
sul capo dell accusato la spada di Damocle se si
rietta allenorme potere di cui nel processo

misto investita l accuw , n si s se egli come


sospetto debba passare sotto la vigilanza dellac
cusatore il quale appartiene agli stabilimenti del
la giustizia , o sotto quella d un magiStrato di
polizia. Se si ammette la sentenza denitiva come
termine della inquisizione, sono in questo siste

ma perduti tutti i vantaggi di preventiva difesa


che essa somministra colle varie formule indica

tive di tutti i gradi possibili del sospetto


I mezzi di prova nelluna e nellaltro processo

presentano la stessa incompatibilit. Se il pro


cesso accusatorio ammettesse la sola prova legib

(i) Vedasi qui addietro a pag. 224. n. I

(a) Vedasi il precedente cap. XIII.

'.

502
.
tima per la confessione del reo, eper il deposto

di due classici testimoni contesti, rari sarebbero


i casi, ne quali si potrebbe intraprendere con
lusinga dun esito favorevole. Per questo motivo

laccusa ha avuto bisogno duna latitudine gran


de ne mezzi di prova, e quindi della intima con.
vinzione del giudice per darle se non un titolo
almeno un pretesto qualunque. Agitandosi' in

questo sistema la questione tra lattore, ed il reo,


e non dilf'erendo il giudizio pubblico dal priva

to (i) la legge non ha dovuto curare tale o tale


altro mezzo di prova, lasciandone a due litiga
tori la SCelta. Se il reo aveva contro di se la pro

va congetturale acczrmulativa egli laveva anco a


proprio favore: n per concludere la propria in
nocenza gli era mestieri di addurre una prova

perfetta e completa: perocch indebolendo per


qualunque via la prova addotte dallaccusatore

contro di lui otteneva la sua assoluzione plena


ria, n la sua sorte restava in sospeso;con una
assoluzione decretoria. Se in questa forma di giu
dizio penale fossero adottati colle pene straordi
narie temperamenti diretti ad ottenere colla cer

tezza della punizione vantaggi veri e reali in luo


go deglimaginari e fantastici che si sperano dal
suo esemplare rigore , non potendosi aver negli
atti, e nella loro analitica compilazione la provg
di questo utile temperamento, nascerebbe il so
spetto duna capricciosa condanna e la pena

(1) Vedasi qui addietro a pag. 56.

505
straordinaria meriterebbe tutti i rimproveri che

i parteggianti del vero.assoluto le fanno. Se il


processo inquisitorio ammettesse oltre alla pr0va
legittima per la confessione del reo, e per il de
posto di due testimoni anco quella per mezzo

dindizj, non potendo la legge avere nelle cir


costanze di fatto che gli somministrano una nor
ma ricorrente, e costante su cui modellare una

regola di fede giuridica, converrebbe che ella si


abbandonasse alla intima convinzione delluomo,

e cosi non potendosi nelle pagine del processo e


nel loro confronto perpetuo colle massime di ra
gione leggere il motivo della condanna il reo
verrebbe a perdere la guarentigia, che in que
sto metodo gli ha promessa la legge..lmperocch

chi legge la intima convinzione del giudice, e


chi pu stabilirne la rettitudine e la giustizia ri
ducendola a massima critica, o razionale, lo che
forma la indole della regola dalla legge presta
bilita?

uli:

Non si pu fare. un passo in questa fantastica,


e luttuosa materia de processi misti che non sin
contri una contradizione. Fu altrove osservato ,

che Ogni processo una combinazione di forze


pi o meno temperate dalla giustizia: che il pro
cesso accusatorio rappresenta la forza delle per
sone e linquisitorio la forza degli atti. Le per
sone son le forze delluomo, e per equilibrarle
conviene ben repartirle. Gli atti altro non sono
che le forze della legge, n hanno bisogno di

combinazioni che le equilibrino: concepiti 00

504
me ordigni indagativi del vero: espressi in for
mule razionali, delle quali la giustizia si forma,
restano sempre ed inalter'abili nel modo con cui
furono dalla mente creati.
Ma la forza ha una grande preponderanza sulla

ragione. Il rumore, le forme regie sotto le quali


la prima si spiega nellaccusa collocata nelle ma
ni'di un magistrato, illudon le menti le quali in
clinno facilmente a credere che il colpir forte
sia colpir giusto. Non si fa riessione alla infal
libilit deinetodi analitici nella ricerca duna
veri;avdi"fattor si perde di mira il grande prin
cipio del Toscano legislatore, che val pi la opi
nione della certezza della scoperta in tutti.i gra
di , co quali il processo inquisitorio segnala lin
dizio, o il sospetto, che quella del rigor della

pena, che il processo accumtorio sempre pro


mette, e dee per non sereditarsi promettere sem
pre: perciocch' nir la oauisa con un colpo da
bole proporzionato alla prova scredita la forza

chesi proposta di darlo' forte, e proporzionato


al,gtitolo del delitto. Adottato una volta ilerite
rio della forza, quello della saviezza perduto.
Le imponenti forme del processo accusatorio mi
sto si reputano le sole adattate a supplire ai nuovi

bis0gni , che facilmentesimmaginano nella so


ciet umana. In un secolo, che sembrerebbe
dover essere il pi favorevole a metodi indaga
tivi del vero, e alla dolcezza delle punizioni, ac
cade tutto il contrario prevalendo le opinioni ,

le qualibene apprezzate,altro non sono in realt,


che alla forza le pi favorevoli.

305

Questo criterio della forza ne processi misti


si fa specialmente sentire nella formazione del
giudice. Il processo inquisit0rio con procedi
menti tutti di dritto si contenta dipochi giudici

purch essi siano giureconsulti di vaglia: per


ciocch ogni lor possibile errore in materia di
dritto facilmente scoperto. Il processo misto
crede di supplire la saviezza col numero: spe
diente necessario alla intima convinzione, la qua.
le altro non se non umana testimonianza onde

un numero maggiore di testimoni d miglior ga


rant1a che un minore. Ma questo sistema, miscu

glio infelice del processo accusatorio, e dellin


quisitorio, del senso comune del giudice popo
lare e del senso legale del giudice magistrato e
giureconsullo,unisce alle placide cose le immiti,

e marita ain uccelli i serpenti,e gli agnelli alle


tigri
Questo sistema o d in tutto la intima con
vinzione al giudice magistrato, o divenendo e

ziandio pi mostruoso, e contraddittorio obbliga


il giudice magistrato al calcolo giuridico della
prova no a certo suo grado, ed oltre agnello
lo investe del potere di dirsi senza norma di leg

ge convinto. Questo secondo e pi mostruoso


passo del processo misto si sarebbe verico nel

processo del legislatore Toscano se l'articolo 1 10

della sua riforma avesse lasciata sussistere la leg


(i) u Sed non un plucidi: oceani immilia non al
n: Serpente: avibu: gemineutur tigrim agm.
Tomo IV.

20

506
ge deccezione, la quale nel concorso dindizj
indubitati autorizzava la intima convinzione del

magistrato
Il giudizio delle cose evidenti non pu in mo
do diverso essere concepito da due sani intel
letti. Nelle cose dubbie mal si apporrebbe chi
pensasse che il giudizio esser dovesse in qualsisia
osservatore lo stesso. Gli uomini nel giudicare

non partono tutti dal dato medesimo sicch il


loro animo possa supporsi simile alla tavola ra

sa, di cui ha parlato Aristotile, e il suo stato in


equilibrio perfetto simile a quello della bilancia,
che immagin Cicerone. Le abitudini della vita
esercitano una poderosa inuenza sui giudizi de
glindividui. Talu'no si crede giudicare con le

sole forze del proprio spirito, e giudica colle


opinioni che lentamente, e per vie ignote sin
sinuarono nel di lui animo. Un grande scrit

tore parlando del modo, col quale dovrebbe es


s'er composto un consesso di giudici destinato a

stabilire il valor' deglindizj preferisce la sorte

alla scelta tenendo pi sicura la ignoranza, che


giudica per sentimento che la scienza che giu
dica per opinione (e). Condonando a quel grande
scrittore laver egli ammesso e la piena credi.

bilit dellindizio, e il giudice popolare per a


verne la costruzione senza distinguere i diversi

metodi giudiciarj tra di loro, lo che dee attri'


(r) Vedasi qui addietro a pag. 270.
(a) Delitti, e pene

14.

507
buirsi allimperfetto stato in cui erano in si im
plicata materia le cognizioni umane al suo tem.

po, il suo detto un originale, e vivo lampo di


luce, mostrando come il giudizio delluomo del
popolo non pu esser lo stesso che quello del
giudice giuraconsulto)
La legislazione inglese ha mostrato, che co
munque dotta possa essere la intima convinzione
dellignorante, la scienza ha dovuto mischiarsi

di questa bisogna, e per salvar linnocente da


tal dottrina adottare il principio della unanimi
t. Ma nalmente o sia caso o sapere: sia igno
ranza o sia scienza: sia effetto di-consiglio o di
forza: lunanime consenso di dodici nel credere

alla reit, o alla innocenza dellaccusato un


fenomeno, che non appartiene alla classe degli
ordinari., e nella spiegazione del quale il senso
comune, e la coscienza dellindividuo o ha poca

o non ha alcuna inuenza.


Ma messa a parte la coscienza, senza la quale

il giudice o popolare, o giureconsulto che sia


diverrebbe o un mercenario, o un carnece , ed
esaminando il senso comune, dichiarato altrove

necessario. ad escludere lalienazione di mente in

qualsivoglia cervello (1), questo senso o indaga


tore, o fatidico sembra dover essere pi un fatto

che un ragionamento: ed un fatto morale in forza


del quale il giudice popolare appartenendo alla

Condizione dellaccusato e detestimonj, avendo


(I) Vedasi il lib. |.pag. 117.

308
una esatta cognizione del modo di comportarsi de
gli uomini della sua classe, possedendo cosi il se
greto dinsinuarsi ne'pi segreti recessi dellanimo

di chi parla o come accusato o come testimone


avanti di lui, ha in questo segreto il mezzo di
scorgervi come in tersissimo specchio-il vero o

il falso di quel che dicono, e il signicato infal

libile dogni lor moto.


Ma questo o eredibile, o incredibil segreto
dipende tutto dalla ignoranza, colla qual voce

da credersi si voglia esprimere la novit, che

per lanimo del giudice popolare offre ogni cau


sa sottoposta al suo esame, e alla sua decisione.

In fatti se egli un giudice permanente luso

che egli acquista nel giudicare caccia da lui il


criterio della ignoranza, e vi sostituisce quello
della giurisprudenza onde egli diviene un essere

nuovo, n altrimenti pi quello, che la legge


presupponeva.
Le abitudini dello studio, duna educazione
scientica, il conversare pi colibri che cogli
uomini, e pi specialmente la consuetudine di

giudicare costituiscono il giudice magistrato


un essere quasi duna specie diversa da quella
del giudice popolare. Non sono sperabili in lui
i risultati felici della ignoranza; del senso comu
ne, del sesto senso fatidico: perocch egli dotto
non ignorante: egli ha un senso particolare che
lo studio gli ha infuso: ein ragiona o dommati
camente, o scetticamente, e non indovina.

Se questo stato di cose inoppugnabile bisn

509
gna Concludere, che la intima convinzione, es
scudo legalmente indenibile: esistendo come
fatto nel giudice popolare, impossibile ad otte
nersi come ragionamento nel giudice magistrato.
Niente difcile allumano volere: molte dif
cili cose si presentano allumano intelletto.Po
tr il legislatore se vuole pretendere di riempir
la lacuna, che all applicazione della pena ordi
narialascia la prova indiziaria compartendo lu
nico mezzo che vi ha per comporla nella intima
convinzione al giudice magistrato, ma cos fu,
cendo, e volendo con questo mezzo esasperare
il suo sistema penale creer una forza, che niuna
sapr denire.
Sonovi per certo alcuni egregj, e dottissimi
magistrati, amici della umanit, e della giusti

zia , i quali, argomentand0 da s agli altri, e dai


loro personali principi ai legislativi sistemi, sic
come meglio e pi persuasi come uomini sen

tirono nel sistema dellaccusatorio processo, e


nel modo libero, ed originale con cui esso for
nisce la prova poter decidere colla libert della
intima convinzione citano se medesimi per so

stenere la pretesa eccellenza di quel sistema. Ma


essi comunque dottissimi non possono esser giu
dici nella lor causa, e la retta maniera, con cui
in quel sistema decisero le cause tutta loro non
del sistema: onde per sostenerlo altro non posson
citare che loro medesimi. Ma essi sono uomini,
egregj invero ed atti a ben giudicare, e decide

-re in qualunque sistema: esseri mortali, e cadu

510

chi per: senza forza di dar guarentigie, che le

loro intellettuali prerogative divengano eredit


de magistrati, che loro succederanno. La liber

t ha grandi attrattive per tutti: ma ella un

mezzo, e il maneggio de mezzi per giungere a


un ne esige saviezza somma. Se la libert della
intima convinzione e presa come ne, e non co

me mezzo da uomini, i quali credono di tutto


sapere allorch tutto possono, niun dir che quel
la libert sia la cosa medesima nelle lor mani,
ed in quelle duomini i quali misurano il loro
potere dal saper loro nellamministrar la giusti
zia. La libert nel giudice popolare una forza,
la quale ha i suoi temperamenti in un politico
ordine di cose, che per tutto non n pu es

sere. La libert nel giudice magistrato diverreb


be una forza, la quale non pu avere altro tem
peramento che ne limiti che ad essa segna la
scritta regola della legge. Simmagini un magi
strato, giureconsulto sommo, in possesso della
libert della intima convinzione.Le sue decisio

ni daranno infatto le guarentigie medesime che


il legislatore d in dritto. Il suo scetticismo scien
tico nel calcolo della prova proceder come lo
scetticismo giuridico della legge. Esso sar il Pre
tore Romano, il quale aveva la spada nuda a suoi
piedi ma in tempo delle questioni perpetua non
la insanguinava giammai. Simmagini un magi

strato, il quale lealmente, e in buona coscienza


prenda lo zelo in punire come il sommo apice
della giustizia . La scena cambia in un tratto, e
come cambi ogni mente pu presagirlo.

5| 1
Se vero, che lintimo convincimento carat

teristico del giudice popolare tolto dal paese di


dritto non scritto, e traslocato in un paese di
dritto scritto ne intievolisce alla lunga, e ne e

stingue lo studio (i), da temere che dando


1 intimo convincimento al giudice magistrato

questi giunga. ad un punto in cui, oltre al credere


lo studio del dritto inutile alla giustizia de giu
dicati, lo reputi in ultimo anco fatale , e degno
d esserne affatto bandito: il quale contagio s1
facile ad appigliarsi all animo umano propa

gandosi dai penali ai giudizi civili pu affatto


estinguere in uno stato ogni traccia di antica

celebrit, che esso abbia acquistata in giuris


prudenza.

Ancor pi mostruoso ilsistemn, il quale ob


bligando il giudice magistrato al calcolo giuri
dico della prova onde ponderare se concorra la
piena , e legittima nella confessione del reo , o

nel detto de testimoni autorizza il non giuridico


della intima convinzione nella indiziaria.

Questo sistema d alla giurisprudenza, come


lantica mitologia a Giano, due facce: luna
esprimente la fede giuridica : 1 altra la certezza

morale delluomo: con questa differenza per


che, dominando la prova indiziaria pressoch tut

ta la materia del giudizio penale ove non con


corrono i due mezzi di prova legittima ricono

sciuti dal processo inquisitorio, non si sa a qual


(I) Vedasi qui addietro pag. 85. noi. i.

512
parte questo essere anbio o a meglio dir mo
struoso debba rivolgere or 1 una , ed or 1' altra
faccia.
Bene apprezzando questo sistema, nato come

fu osservato altrove in circostanze calamitose e


difcili, e perci le pi atte a sommuovere i pi
4 saldi intelletti, si scorge, esser esso contrario al
comune diritto, e sussistere come legge di ecce

zione: gettar la contradizione nellanimo del ma


gistrato di retta coscienza: contener mostruose

contradizioni in se stesso, e nella sua costitu


zione medesima.
I pratici son soliti a dire che il processo ac
cusatorio di dritto ordinario, e l inquisitorio
di dritto straordinario (1), opinione, cui non si

saprebbe come qualicare se storica, se giuri


dica, se di gius positivo, o di gius razionale: o se
desunta dal confronto del pubblico col privato
giudizio: tanto vero aver essi ben maneggiato
quel che mal conoscevano . Se per dritto straor
dinario si deve intendere la legge d eccezione
ciascuno de due processi, regola separata, e
distinta , n 1 uno forma eccezione dell' altro.
Dritto straordinario lo formano i processi misti
allorch pretendono daumentar la f0rza dellin
quisitorio mischiandovi 1 accusatorio, o il con
trario facendo. La intima convinzione forza

del processo accusatorio: il calcolo giuridico del


(1) Damhoud. Pra: rer. crim. cap. 3. num. n. 13. , Carpzov. Prax.
rer. crim. Sax. part. 3. quaest. 105. num. 21., Clar. Seul. lib. 5. S.
n. quaest. 3. num. 4. 5.

4
515
la prova impotente a far dellindizio un titolo di
pena ordinaria forza dellinquisitorio. Queste
due verit emanano incensurabili dal dritto del
luno, e dellaltro processo, quelle del processo
accusatorio trovandosi nelle leggi romane: quelle
del secondo nelle leggi canoniche: formando a
Imendue il diritto ordinario 0 comune dell una ,
e dellaltra forma del giudizio penale. Laonde
se una legge collocza la forza della convinzione
intima, propria del processo accusatorio, nellin
quisitorio, ella forma un dritto straordinario, e
induce cosi una eccezione al dritto comune di
questo processo . _

La contradizione, che questo sistema getta nel


lanimo del magistrato, non meno evidente.

Qual sar nel caso, che egli si senta convinto il


criterio di verit, sul quale possa riposare la sua
coscienza? Egli creder consultarla, e consulter
la sua scienza, e le proprie forensi abitudini. Ed

allora ecco aperti due abissi. Si tratta dun giu


dice di pochi lumi, e di molto zelo, di volont
forte , ed energica, mal prevenuto degli uomini,
abituato alle condanne frequenti? Egli non con
sulter n la sua scienza, n la sua coscienza,
non avendo n luna n l altra . Consulter le
inclinazioni della sua volont, che egli chiamer

giustamente zelo (onde probit, e non zelo di


mestieri alla legge) e condanner sempre. Si
tratta dun giudice istruito, che abbia acqui
stato il savio , e moderato scetticismo, che sem

pre ispirano lo studio , e le scienze: che pianto

514
abbia leggendo la storia dellerror giudiciario a
danno dell innocente: di carattere dolce , ed
umano, inclinato a compatire le debolezze degli
uomini , ed a creder bene di loro? Egli consul
ter la sua scienza: sar dubitativo: e raramente
condanner.

Il sistema in contradizione con se medesimo


e nutre in se discordanti elementi: per 10 che

le leggi, che in esso fondaronsi furono sempre


fomento o pretesto d una giurisprudenza inter

petrativa contraddittoria, uttuante, incerta:


tale da fornire unarme micidiale ai nemici del

calcolo giuridico della prova il quale portato


nella prova indiziaria non per sottrazione, ma

per accumulazione non sa neppure come espri


morsi.

Infatti tenendo dietro alla giurisprudenza da


quel sistema introdotta ella appare or mite or
severa, ora incredula or credula, or dotta ora

indotta, or compagna della certezza moral della


legge or solitaria nella certezza_morale delluo
mo, la quale ha talvolta deciso, che due indubi
tati richiedonsi, e talvolta, che basta un solo:
talvolta che la specie del fatto donde traesi lin
dizio debba essere dalla legge, e dalla giurisprw
denza determinata, talvolta che ci non neces'

sario: talvolta, che il materiale dee aver la sua


prova giuridicaseparata, e distinta dallo specia
le, e talvolta, che la certezza morale pu ab

bracciar tutto: talvolta, che 1 indubitato tale


dee essere di per s, e talvolta che di pi dubi

315

tati pu costruirsi. Qual mostro esce da questo


inestricabile labirinto? L arbitrio del giudice
senza lautenticit della legge: onde chi va al pa

tibolo sul testo (1 una giurisprudenza: chi vi va


sul testo duna giurisprudenza diversa.
N il principio politico guadagna in queste
incertezze del principio di giustizia: perocch i
due discordanti tra loro inconciliabili criteri

della certezza morale e della fede giuridica , co


municandosi alla difesa o incensurabili titoli del

la sua buona fede, o pretesti impunibili della


. sua mala fede, servono ad essa d arme nel pro
muovere quelle lunghe, ed intrigate questioni,

alle quali la giustizia non pu negar la parola, e


niscono cl mestrar punito un delitto o dimen
ticato o reso problematico nella opinione.

CAPITOL0

XVIII.

De tribunali permanenti: del giudice inter


rogante, e del giudice decidente: della
istruzione orale, 0 scritta: della pubblici

t, e delle sue varie Specie._

Niuno di questi oggetti pu essere separata


mente discusso. Nel processo accusatorio uu_
consesso permanente di giudici convertirebbe 1
amministrazione della giustizia penale in una ca

rica, in un privilegio e impedirebbe che il gin.


dice fosse tratto dal popolo: se il reo, i testimo
ni non rispondessero alla presenza sua, la sua in
tima convinzione non avrebbe con che formarsi:
se la istruzione fosse scritta, oltrech renderebbe
troppo lungo il giudizio, ella sarebbev inutile per
un giudice che deve decidersi su quanto al suo

cospetto il reo ed i testimoni depongono: direbbe


men dell orale perch non potrebbe dipingere
la sonomxa, il contegno , il tuono di voce, e
tutte quelle impercettibili cose le quali, fuggitive
e di dominio pi del sentimento che della ra
gione, scendono a formare la convinzione intima:
se la discussione non si facesse al cospetto del

popolo il giudizio non avrebbe lunica guarenti


gia , che la legge concede al reo alla balia di

un giudice, il quale non ha altra remora che

517
la voce della coscienza a commettere una ingiw
stizia.

Al contrario vanno le cose nel processo inqui


sitorio e nel sistema della stima della prova, e
desuoi effetti secondo le regole dalla legge de
terminate. La necessit duna giurisprudenza,
la osservazione, che senza questo addobbo scien

tico non dato di valutare tutto ci che il ti


tolo del delitto, il suo grado, la sua prova hanno

di dritto (1), ha indotto uno scrittore celebre


per le sue opere sulle materie giudiciarie a di
chiararsi per i giudici permanenti
Se la giu
risprudenza necessaria nel giudizio penale mol
to pi lo in quella sua forma in cui la regola

della legge decide di tutto, e tutto riducendo a


dritto esclude la divisione del giudizio di fatto
dal giudizio di dritto. Questo sistema obbliga di
sua natura alla istruzione scritta perch come ape

plicar la regola di ragione, che st sempre a li


mitare la convinzione intima, a parole che fug

gono? Di qui nasce una terza necessit. Se la


istruzione debbessere scritta ( e scritta dehb es
sere perch analiticamente ordita per la prova
del materiale, e dello speciale del delitto, di cui

si sono vericate le tracce) inutile di vedere ,


o sentir parlare i testimoni ed il reo sia perch
l udirli di nuovo scompaginerehhe le la della
tela analitica tessuta gi nel processo: sia per
l

(i) Vedansi qui addietro i eup. VI-XI.


(2) Beplhm De l'organimtiou judiciaes rhap. g.pug.4,

518

ch divenuto il processo un opera storica non


potrebbe essere altrimenti conculcata da quanto
una scienza fisiognomonica potesse arguire dalla

presenza, e dall aspetto degli uni, e dell altro .


Ma sorge da queste premesse una nuova neces

sit. L'ordine analitico della interrogazione vor


rebbe che n il reo conoscesse ci che dicono i
testimoni , n che i testimoni conoscessero ci
che ha detto il reo prima delle contestazioni che
a quelli, e a questi necessario di fare. Oltrac

ci la interrogazione scientica non intesa che


dal giureconsulto non pu essere intesa dal po
polo: onde la sua presenza alla compilazione degli
atti, poco favorevole all attenzione che dee pre

starvi chi vi presiede, riuscirebbe a lui di poco


protto, di niuna curiosit, e tedios eziandio,
non si potendo nella istruzione scritta formare
un processo in una sola sebben lunga seduta.
Compilato il processo , se si volesse leggere a
una wngregata moltitudine che vi potrebbe in
tendere?
La difesa scritta non avendo come la parlata

atteggiamento di guerra tra. l accusatore ed il


reo, ma essendo tutta ragionamento, tutta giu
risprudenziale, e diretta all ufzio del giudice
deve essere meditata da lui nel silenzio, e nella
quiete non in presenza d un pubblico , al quale
per formalit converrebbe leggerla . La sentenza,
dovendo essere un ragionamento , che applica
una regola legale a tutti i particolari del caso,

vuole anch essa il ritiro del giudice, e qualora

519
fosse letta alla moltitudine, non avendo ella preso
interesse alla causa, che non conoscerebbe nep
pure, la lettura diverrebbe una formalit senza

signicato. N il doverla redigere alla presen


za del popolo sarebbe compatibile collo studio
scientico necessario alla sua redazione. Nel pro
cesso accusatorioi giudici del fatto esprimono

la sentenza con una sola proposizione: il giudice


del dritto appena ha bisogno di parlare essendo un

mero esecutor della legge

Nel sistema della

presenza del popolo alla redazione della sentenza


sopra un istruzione scritta, e ordita colle regole

del calcolo giuridico della prova 0 converrebbe


che i giudici la portassero al pubblico gi com
pilata lo che screditerebbe lapparato di tutti
gli atti pubblici precedenti e contemporanei, o
dovrebber i giudici portar seco una biblioteca ,
osarebbero astretti a proferire una sentenza alla

militare rapida come il fulmine che si fa vedere,


ed uccide
' Queste considerazioni convincono che la istru
zione scritta, se non debbesser segreta, non pu
avere una popolare pubblicit. Il processo scrit
to, comunicato allimputato quando la necessit

del segreto ,,pessataz asuoi difensori: a chiun


que sinteressa per lui: depositato in luogo pub

(I) Vedasi qui addietro a pag. 48. n. 3.


(a) La regola di dritto dice, che non si pu fulminar la sentenza.

Sam. Stryk Disp. vol. 3. disp. 33. cap. 6. num. 2. Anco il Poggi dia
sappi-ava questo precipitoso modo di sentenziare, Elem. jun'spr. crm.
eap.z.S.37.

\
a.

520

blico, nelquale chiunque voglia ne pu pren


der notizia reso pubblico nel signicato legale
della parola senza che la sua compilazione a guisa
della rappresentazione d un dramma sia avvenuta

alla presenza dun popolo spettatore


La superiorit dellaistruzione scritta sulla o
rale
mezzo dindagare
una veritfudigi
fatto,
aicuicome
debbessere
il dritto applicato
di
mostrata da uno scrittore , il quale us di parlar

coraggioso a difesa degli accusati (e) . In fatti


tutti gli encomj , che si profondono alla istru
zione orale , di cui inseparabil compagna la po
polare pubblicit, sono desunti da atomi i quali,
necessmj forse a formare la intima convinzione
che sente, e non ragiona, ndn son valutabili per
la certezza giuridica, la quale ha nel ragiona

mento il suo appoggio .


_
I vantaggi, che vengono attribuiti alla istru
zione orale si fanno consistere I. nellessere lat

tenzione storica del giudice penetrata da tutta


la forza naturale della prova nel primo, e ge
nuino suo nascere sulla bocca del testimone e

(I) Non logico n giuridico contrapporre il pubblico al segreto.


Logicamente parlando l'aggettivo pubblico indica una qualit che cam
bia di valore secondo gli oggetti ai quali si applica. Giuridicamente
parlando atti pubblici sono tutti gli alti che servono a istruire il giudi
zio. Cod. Lib. a. lit. I. l. 2. Ora il giudizio pu esser pubblico senza
essere popolare vale a dir non segreto, e lo quando vi sono ammessi

tutti gli aventi interesse, e le persone che hanno titolo d' intervenirvi
per ragione della lor professione come i cau:idici, gli avvocati cc.
(a) Dupaty Memoire justg'fcatif pour trois hommes condamne's
la roue , Barraau-angai: ano-ieri vol. 3. pag. 168.

'
521
del reo , Il. nellessere la sentenza prol'erita da
quel giudice stesso che vide nascer la prova.
I vantaggi ausiliari che alla istruzione orale
credonsi prestati dalla popolare pubblicit si de

ducono quanto ai testimoni, I. dalleccitamento


della loro memoria, II. dal maggior grado di ga
rant1a della loro voracit in quanto pu esser
quasi sentita anzich conosciuta nel lor volto,
nel loro contegno; e quanto ai giudici dallaver
essi nella presenza del popolo un maggiore sti
molo alla pi pronta, e pi retta amministrazio

ne della giustizia
Fu detto per quali ragioni la istruzione orale
e pubblica inseparabile dal processo che deve
esser deciso dal giudice popolare. Se si tratta di
porre a confronto i due metodi onde stabilire la
lor relativa superiorit , questo assunto odioso
per se medesimo non potrebbe esser tentato in

una parte del processo soltanto , e dovrebbe es


sere esteso a tutte, e ci non pertanto il con
fronto riescirebbe sempre quanto alla esattezza

impossibile perch converrebbe atteggiare il cor


po, e lo spirito dellun processo, e dellaltro in
modo da formarne quasi due fedeli ritratti sicch

lo spettatore potesse in questa loro delineazione


trovare il mezzo di decidere della maggior per
fezione delluno o dellaltro.
(i) Benlham Tnctiqne de; assemblees primnires elmp- 35. num. i.,
"mini (les preuues juriiciaircs liv. 2. clzap. 10. Del signor Meyer
Esprit , origine cle. des institutionsjudiciuires liv. 8. clmp. 7. relali
vamente a Benlham pu dirsi sequitnrque patrem non passibus ne
quis u .
Tomo IV.

522
Asserire, chei due metodi sono incompatibili

tr di loro non giudicare della loro bont re


lativa: n sostenendo che i vantaggi della istru
zione orale e pubblica nel processo accusatorio
non sono altrimenti tali nellinquisitorio, e che
di vantaggi che _'sono nelluno diverrebbero dis
vantaggi nell altro non censurarli: mostrare

piuttosto, che non ogni bel tratto ad ogni com


ponimento si addice, e che la stessa bellezza deve

obbedire alle regole della Convenienza


Queste premesse erano necessarie in un tem

po, ed in un soggetto , nel quale le opinioni po


litiche prendono titolo di scientiche , e i desi

deri il titolo di principi, salvo quanto da dirsi


sulla nozione giuridica del processo penale quale
scienticamente la ragione umana pu conce

pirla in qualsisia forma di regime politico: poste


le quali premesse non potr a chicchessiasi sem
brare assunto temerario il discutere i vantaggi

della istruzione orale con popolare pubblicit.


La prova non pu avere altra forza naturale
che quella che la sua indole dialettica le forni

sce. Se per forza naturale dellmprova si vuole


intendere quel che. il.tuono della voce , 1 atteg
...1 096.
(1) Non sempre, e non in tutto un baratto d'imperfuioni fra due
persone produce la perfezione di amendue: n a' due processi s'applica
quel noto, e gentile epigramma
Lumine Acon dcxlro, capta est Leonilla sinistro

u E! possetformn vincere uterque deos.


u Blamle puer, lumen quorl hnbes concede puellae:
Sic la cacca: Amor: sic eri! illa Venus.

525

giamento del volto, il linguaggio degli occhi (i)


aggiunge alla credibilit delle parole questo mez
zo, eccellente per il giudice popolare che non ha
altra critica che il suo intimo sentimento e s
porsi bene a contatto della persona che parla,

pericoloso pel giudice magistrato, a cui laltagge


rammenta che non quel che accade in un caso
ma quel che pi comunemente accade la nor

ma del suo giudizio. Se le regole della certezza


morale ed istorica non tengono conto d un se

mituono, d una esitazione, dun volger di sguar


do, ma calcolano le verisimiglianze, e le pro
babilit degli eventi umani non possono quelle
minuzie ingannevoli esser valutate da un giudi
ce , il quale si senta oracolo della giustizia non

inquisitor del pensiero.Lassurda giurisprudenza


indagatrice di quelle minuzie spregevoli presied
alla tortura, e dovette morir con essa
Con
qual pudore un magistrato interrogato demotivi
che lo determinarono a mandare un uomo alla
(I) Espressione drammatica, usata da Britannico nella tragedia del
Racine di questo nome
Lesyeux sont-ils muets? n'out il: pas leur langnge?
(2) Dig. Lib. 48. tir. 18. 1. lo.
5. a Plurimum quoque in excu
tienda verlate etiam vor ipsa, et cognitioni: ( forse cogilutionis)
subtilis diligentia qert. Nani ex nrmone, et ex eo qua quis can
stantia, trepidatiane qui: dicerel . . . . . ad illuminandam veritalem
in lucem emergunt n. ll Paolelti Istruzioni per compilare i processi
erim. cc.
IV. e
XI. XIIv non fa mai parola del linguaggio di
azione,- ma parla sempre di quel che la lingua o del testimone, o del
reo pu esprimcl'e. Il desiderio di chi vorrebbe convertire il ministro
processante in pittore tendenza alla convinzione intima, o all'arbi
trio illimilalo il quale si contenta cl' ogni apparenza, o pretesto di ap
poggio.
/

524
morte potrebbe rispondere che ci ci fece per

que motivi pe quali gli astrologi dicono la buo


na, o la mala ventura?
Se il giudice magistrato non pu decider la
causa sugli atomi fuggitivi, ed equivoci sempre

che elevandosi dal volto del testimone e del reo


si convertono come quelli di Epicuro in idee

al paridi loro soggette all inganno: se egli ma


neggia la critica della storia, la quale si legge, e
non si vaticina, siccome lo scritto non cambia
dall uscir dallo mano duno e passar sotto gli

occhi dun altro, non vi alcuno svantaggio


per lui nel non avere assistito alle interrogazio
ni , e alle risposte delle persone del detto delle

quali egli dee colla sola critica giudicare.


Se la legale pubblicit una guarentigia giu
ridica la popolare una guarentigia interamente
politica. Non si saprebbe comprendere come uno

storico qual il testimone potesse essere pi ve


ritiero narrando in pubblico che narrando in
privato: come il reo il quale se innocente non
ha altro appoggio che la propria coscienza, e

se colpevole e tutto col pensiero concentrato


nel piano di difesa che il suo animo concepi onde
schermirsi dalle prove di reit che lo investono
possa trovar nel popolo con che incoraggiarsi in
un caso , o scoraggiarsi nellaltro. Il giudice,

penetrato da quanto ha di sacro e difcile 1 uf


zio, che gli afda la legge, s bene che il cri
terio del popolo non sempre il migliore, e che

per lo pi i suoi giudizi non hanno altra misura

525
che quella delle sue prevenzioni. La presenza

del popolo per il giudice magistrato un im


paccio di pi allattenzione che richiede la causa

dovendo spesso in lui le funzioni coercitive di- _


strarre le giurisdizionali onde tenere in rispetto
e in silenzio la moltitudine.
Ma tutta questa disputa si ristringe in brevi

parole. L indizio come fa dimostrato altrove


determina il criterio delluno, e dellaltro pro
cesso. Tntto indizio per il giudice popolare
perch tutto per esso fatto. La confessione del
reo, il deposto de testimoni non hanno per que

sto giudice carattere di legittimit ma sono quel


che gli sembrano, e quel che il suo intimo sen

timento ne congettura. Tutto agendo sul di lui


animo come fatto: niente essendo appreso da
lui con attributo di dritto: il fatto certamente
meglio conosciuto avendolo sotto i propri occhi

che udendolo raccontare: dal che deriva la ne


cessit che il giudice che senti sia quello che

nel giudicato esprima quel che ha sentito. Non


si pu de sentimenti far da un uomo ad un altro

baratto, e la prontezza con cui il giudice popo


lare sentenzia un naturale, e necessario effet
to della sua posizione mentre la epfessione del
sentimento tanto pi sincera quanto meno

distante dal fatto che lo ec_cit: a differenza del

giudizio dellintelletto il qtile tantor_ pi retto


quanto pi lentamente vien pronunziato
Ove
, i.

(l)'ll signor Meycr Esprit , origine etc. de: inslitutiom judicidir!s

\ 526

lindizio, attesa la indole della fede giuridica,


non valutabile per quel che luomo ne sente
ma dee valutarsi per quel chela legge ne giu
dica, cessa la necessit daver la prova nella sua
naturale origine dalla bocca del testimone, e del

reo. Quanto al primo duopo ponderare la con


testualit, e quanto al secondo le circostanze
vericate della confessione emessa da lui, cose

storiche non sentimentali, che udite sfuggono


alla memoria con facilit, e fissate nella parola
scritta pi comodamente si studiano: e poich
quanto allindizio esso debbe avere il giuridico
carattere dindulaitato onde sia titolo del massi

mo della pena straordinaria (n questo Carattere


pu risultare o dal tuono della voce , o dal vol'
ger degli occhi, 0 dal contegno del testimone,
e del reo) le stesse ragioni concorrono perpre- 4
ferire la istruzione scritta alla orale: la divisione

del giudice decidente dallinterrogante, e regi


strante le risposte: la pubblicit legale alla po
polare

Il soggiungere che la istruzione orale, e po


polarmente pubblica mezzo idoneo a formare

vol. 2. pag. 565. sostiene che il giudice dee giudicare pi col cuore,
che collo spirito.
(i) Concordano la incompatibilit della istruzione scritta colla di
scussione orale, e colla popolare pubblicit Feuerbach nel suo Trat
tato sulla procedura orale, e pubblica annunziata dalla Themis nu
Biblioth. da jurisc. vol. 7. pag. 94-95. Bexon Developpement de la
thorie de: loiz: crimin. vol. 2. pag. 169. , e lo stesso Meer E:prit;
origine etc. de: institutionsjudiciaires vol. 5. pag. 152.
e

527
il pubblico spirito ragione, che a tutte le for

me di governo non si applica


La presenza del popolo al giudizio penale
ne governi che hanno mistura di democratici
quasi 1 anello di una catena, la quale partendo
dal luogo ove si rende giustizia si prolunga, e
nisce nelle assemblee pubbliche della nazione.
Gli anelli intermedii di questa grande catena so

no la libert della stampa, igiornali, i quali dan


no al pubblico in tempo notizia delle discussioni
giudiciali di un grande interesse, il dritto di suf
fragio , la facolt di discutere in parziali assem
blee i pubblici affari , e quella specie di magi
stero che per questi mezzi acquista la opinione

pubblica s tutti gli atti dell' esecutivo pote


re
Lammissione del popolo ai soli atti o
della penale , o della civile giustizia ne governi,
che per la loro natura altro non posson, conce
dere, incentivo duna vana curiosit, e distra
zione degli uomini da occupazioni pi utili a

loro, alle loro famiglie, e allo stato


.Ktf;gsitni.

(1) Il signor Poggi Element. jurisprud. crimin. lib. I. cnp.


{50.
num. 18. accenna qualche svantaggio, che allo spirito pubblico pu
dir
derivare
vero ben
dal merito
ponderando
della le
causa
cose,alla
le cui
osservazioni
discussione
mieil personali
popolo 'assisie
nel non
.
breve esercizio della difesa nel sistema della popolare pubblicit, mi
hanno convinto, che il popolo n guadagna n perde in morale nelles
sere ammesso alla diswssione della causa. Perch un popolo arrivi a
comprendere ci che vi si tratta gli fa mestieriduna lunga educazione,
e se si stabilisse in un udienza la proporzione tra gli uditori istruiti, e
inon istruiti si vedrebbe che questi quasi formano l'intero computo.
(a) Lettres SUI' lAngleterre par. M. Le Baron De Sthael lellr. 12.
(3) Lautore delle Lettres sur la con! de la Chancellcrie dAngle

523
Laonde le questioni, che si agitano: le opi-
nioni che si dividono sugli oggetti del presente

capitolo non sono questioni le quali ammettan0


una decisione assoluta , e senza aver riguardo al
dritto pubblico del paese per il quale si debbon
risolvere; e chi pensa diversamente mostra di

non avere ponderata quanto bisogna la inuen


za, che le forme del giudizio penale, secox_xdoch
il poter giudiciario o spetta con titolo di sovra
nit a chi lo esercita, o spettanclo ad un solo
ne a magistrati delegato da lui lesercizio,
possono avere sulla sicurezza individuale del sud

dito, e del cittadino


terre etc. pag. Hg. osserva Come a Westmiuster vi ha una sala, la
quale (sebbene per ragioni diverse) chiamasi la salle de; pus perdus.
(1) La popolare pubblicit una specie di predicato il quale si ap
plica a qualunque soggetto senza alterarne la natura. Il Globig Cen
sura rei judiciali: part. 1. cap. 8. i. in net. osserva come presso gli
Ebrei i buoni come i cattivi Re amministrarono la giustizia al cospetto
del popolo: che gl'lmperatori romani i pi tristi fecero altrettanto , e
che in pubblico si amministra pur la giustizia in Turchia . Il signor
Luden aderisce al Jury, ed alla pubblicit ma reputa tutto privo di
garanlla senza che il dritto pubblico della citt la fornisca. Annal. de
legislation vol 1. pag. 328-30. La difcolt de'problemi misti di giu
stizia, e di politica , e relativi alle materie penali fu vivamente sentita
ma inesattamente discorsa da Grozio De jur. bell. et pac. lib. 2. cap.
20. 37. da Thomasio Ad Hu6er. De jur. civil. lib. a. sect. 6 net. 5.
pag. 500., e modernamente da Frane. Giust. Kortott Dejust.,etprud.
poco. in mnct. pom. noviu. utririsque Ciro. Rhen. in prima

CAPITOLO

XIX.

Del giudizio del delitto di polizia, e delle


competenze .

Le prime questioni di competenza nascono dal


le gelosie reciproche della malteria civile, e della

penale (I): prorompono in guerra pi aperta l


dove la infrazione della prosperit pubblica vuol

distinguersi da quella della pubblica sicurezza :


si agitano ti' 1 amministrazione, e la giustizia:
non cessano in questa seconda materia per riva
lit, le quali nascono tr l accusa, e la inquisi
zione: e nalmente il lor fiotto continua per le

false analogie del pubblico, e del privato giudizio


0 peri privilegj favorevoli , o odiosi, che la legge
ha inteso compartire a certe persone: questioni

per comporre le quali la coscienza, il senso co


mune, le regole platoniche del giusto assoluto
desunte da un fondamento morale della pena non
bastano, ma mestieri, che una scienza legisla

tiva pressoch tutta politica se ne occupi: impe


rocch altro criterio non vi ha per deciderle se

non o la utilit dell ordine pubblico , o quella


de privati interessi.
Non dato parlare di competenza senza ricor

(l) Ved. illi.1.cap.14.j.a.pag.noy., e "g.

550

rere alla teoria del poter giudiciario: mentre


questa forza, ritenendo questo nome nella sua
riunione colle altre le quali nel loro complesso
costituiscono lautorit 50vrana, prende il nome
di dritto di territorio allorch dal sovrano e de
legata ai magistrati quasi il suo scopo sia quello
di contenere le passioni nemiche dellordine
collaseendente della forza regolata dalla giusti

zia (i): assume quindi quello di giurisdizione


nel pratico suo esercizio, e prende in ultimo
quello di competenza 0 per ragione di materia,

o per ragione delle persone, e de luoghi


Lautorit sovrana, creazione del dritto poli
tico: necessaria al dritto della ragione, e per
da questo dritto come sua tutrice riconosciuta,
non pu sorgere, ed esercitare la propria salu
tare prerogativa tra gli uomini se non quando i
loro politici bisogni incominciano. Nata questa

autorit colla societ civile non ha potuto ad


essa preesistere, ed ha dovuto crescere, e per
fezionarsi colle sue fasi: verit COmprovata dal

ragionamento, e dal fatto. Che se il poter giu


diciario un elemento di quell autorit , sebbe
ne la storia lo mostri come il primo e pi antico

sintoma della sua vita e come il primo moto con

(i) Dig. Lib. 50. lit. 16.1. 239. 8. Territorium dictum est ab eo
quod magistratus intra ne: ejus terrendijus habet n.
(a) Questa teoria bene spiegata dal dotto Henriun de Pansey De
l autorit fudiciaire dans les gouuernements .monarelziques cap. 11. et
scq. sebbene non noti la diversa terminologia, che il poter giudiciario
assume nel suo passaggio dull' autorit sovrana a quella degiudici.

55x

cui essa agisce su i destini degli uomini, indul


bitato per che esso abbia trovati preesistenti a
lui umani interessi, iquali, nati in aggregazioni
che hanno potuto formarsi, e sussistere senza la
suainuenza,nonhannoavutolsognodeasua
direzione.
Le famiglie formarono i municipi, ed i muni

cipi divennero le unit dello stato

L auto

rit di una famiglia ad amministrare le sue pro

priet, a rimuoverne tutto quel che potrebbe


porne in pericolo la sicurezza, turbarne la quie
te, corrompere la salubrit dellaria del locale
ovella risiede, e inceppare la libera circolazione
deglindividui che la compongono, o de beni che

le appartengono fondata nel dritto di proprie


t, nellinteresse che pi che ogni altro ha la fa
miglia a ottenere, e mantenere questi vantaggi,
e nella miglior cognizione de mezzi nella loro

applicazione ai luoghi i pi propri, e pi pronti


per conseguirli.Queste idee trasportate dalla fa
miglia al municipio hanno indotto pubblicisti
di gran nome a pensare, che la giurisdizione a
conoscere delle trasgressioni alla polizia econo
mica non sia una diramazione del poter giudi
ciario, ma costituisca un diritto inerente alla

indole primigenia del municipio (2) .


(i) Henrion de Pansey Da pouvoir municipal chap. i. il quale porta
il luminoso titolo qua Fedi/ice social repose aur lcs municipalit,
A questo principio defert il legislatore Toscano co' regolamenti del 113
Maggio, e 29 Settembre 1774. Vedasi Governo della Toscana ce. pag.

46-48.
(a) Loiseau De: qce: chap. 6. mm. 48. ,Domat Le: loia. civil. etc.
part. 2. liv. 2. tir. l. sect. 2..

552
La materia della polizia economica o edilizia
forma quasi unanomalia , se non vogliam meglio

dire una cosa affatto separata, e distinta dalla


materia del giudizio penale, e da quella del gin.
dizio civile. Se nel rigore de principi questa

materia apparisce inerente alla indole della per


sona morale che lautorit sovrana riconosce nel

municipio, e erronea la opinione di chi pens


essere straordinaria la giurisdizione la quale de

cide le controversie di polizia semplice

Que

sta opinione deriva dal falso punto di partenza


che prende, considerando questa specie di giu

risdizione come un eccezione che il legislatore


faccia al dritto ordinario con cui cre i magi
strati delegando loro la pienezza del dritto di

territorio (2): mentre nel rigor de principi quel


(1) Henrion (le Pansey Da pouuoir municipal liv. I. chap.
Egli
per non tocca l'analogia della famiglia, edel municipio: non spiega
bene l'origine della gimisdizione municipale, e non la separa dagli
oggetti che egli avea trattati nellaltra sua opera Du pouuoirjudiciai
re dans le: gonwernements monarehiques . Se alle due opere qui citate
del Presidente de Pansey si aggiungano le altre due De la competence
des juges de paix, Pari. 1813., Des biens communaur, et de la po
[ice rurale, etforestiere, Paris 1825., si avr un trattato aureo ori

ginale, e completo delle materie giurisdizionali applicate ai municipi.


Se Blackstone avesse lette le opere di questo scrittore avrebbe a lui
dati gli elogi che nella sua opera d a Riccardo Burne Thejustice of
the pence etc.
(a) Heurion de Pansey De la competence des juges de pair chap. i.
il Professor Birnbaum concordando il principio dell Henrion non con
corda l applicazione della distinzione del dritto romano inler eos qui
quasi magistratus, et ce: qui extra ardinem dicunt . Nel nuovo arChi
vie di dritto criminale del signor Mittermaier vol. 8. pag. 669. In altro
luogo il medesimo Professore Coup d'oeil sur les lai: crim. de lAn
glet. p. zar. trova analogia tra la giurisdizione straordinaria , con cui in

555
la giurisdizione apparisce avere un indole ed un
origine interamente diversa. Ma il dritto feudale
introducendo la massima che lamministrazione
della giustizia era inerente al dominio che il si

gnore pretendeva di avere sul,suolo padroneg

giato da lui a titolo di feudo (I), alter questo


rigor di principi, e forse cancell le massime del
Romano diritto, che relativamente ai municipi

glImperatori avean lasciato sussistere


Ma la connessione altrove notata tra gli og
getti della polizia economica, e della governati
va, e quella che dopo questo primo passo si scor
ge tra lufiizio della polizia governativa, e quello
della giustizia penale,scompagina ci che i prin
cipj additarono, e produce gravi perplessit nel
Inghilterra in deroga alla legge comune si giudica con convinzione sonv
maria, e i crimina extraordinaria de Romani sebbene l'analogta per
_niun lato sussista.
(I) Henrion de Pausey Da pouvair municipal liv. I. chap..2. pag.
10. Allora la giustizia pnt prendere il titolo di baronessa, oconlessa.
Era in uso in Germania la giurisdizioneutluaria, opatrimom'ale.
Il giudice in luogo di salario riceveva i frutti della giurisdizione, cd
afltavasi cosi la giustizia. Globig Censura rei judicialie etc. pari. i.
cap 2.
I. in not. In Francia il principio delle inamovibilit de' giu
dici derivava dall uso di comprarne la carica. Meyer Esprit, origine
etc-liv. 4.ehap. 17. pag. 607.
(2) Il principio della cos detta centralizzazione fu dagllmperalori
romani tenuto nc'suoi giusti conni, ed altretlanto feceroi popoli con.
quietatori della Germania. Infatti estendendolo n dove pu andare la
prerogativa governativa assorbirebbc non che gl'inleressi municipali,
ance i patrimoniali, e privati del suddito. La storia delle vicende del

dritto de'municipj nelle conquiste romane, e barbariche ha fornito ai


dotti un vasto campo di erudizione, e di critica illustrato da Gichkovn ,

Mittermaier, Hilmann, Gaupp, Savigny, Raynouard, Leber , Mau


rer, Neuman. V. The'mis on Bibliathe'que da jurisconmlle et du pus
Mie-[ste val. 10.1)"g. (i43.
'

554

dar sistema alle giurisdizioni destinate a cono


scere del delitto di polizia, delle sue varie spe
cie, e del proprio , e vero delitto.

Ne paesi, ne quali in vigore il processo ac


cusatorio moderno, sebbene lanalogia delle sue
forme con quelle del giudizio civile potesse farlo
sembrare applicabile a qualunque specie d'in

frazione o della prosperit o della sicurezza,


tutto sottoponendo a una ordinaria giurisdizio
ne, pure considerando il punto luminoso e ca
ratteristico di quel processo nel Jury stata
sentita la necessit di sottoporre a questa forma
di giudizio le materie dimportanza maggiore

dando alle meno gravi una giurisdizione diver


sa (i) e tra le pi gravi ad alcune un diverso mo
do di applicazione dello stesso Jurj
Ponderatid0jla origine , e il titolo delle attri
buzioni della polizia economica, o edilizia, e
confrontandola Colle attribuzioni maiestatiche
di segnalare le offese della sicurezza, e punirle
\

non e possibile che la teoria non discerna una

(1) In Inghilterra conoscermi tre specie di giurisdizioni: quella delle '


assise: quella delle quarter-seuions, e quella delle patty-ressions lino
o un certo punto corrispondenti alla francese divisione delle Cort
dassise, Tribunali correzienali, Tribunali di semplice polizia senza
che per la legislazione abbia adottata la nomenclatura sistematica di
crimes, delits, contraventions . Cotlu De l'adminislration cie lajustice

en Angleterre elmp. 3., e pi specialmente Birnbaum Caup d'_oeil sur


le droit crimin. de la GrandeBretagne pag. 994.
(a) biella procedura detta byirgfrmntion in Inghilterra diretta con
tro certi delilli sovversivi della pace pubblica, 1' accusato sull'autorit
della Corte del Banco del Re giudicato da un piccolo Jur_y senza la
pronunzia del grande. L'anuotatore al Cottu loc. cit. pag. 2']. noi. 15..

555

diversit grande tra le une, e le altre diguisach


sia dato di dedurle sistematicamente dal fonte
medesimo: le prime derivando dal dritto di pro

priet , le altre dal dritto di territorio nel senso


giuridico della parola: le une essendo dirette alla

conservazione delle cose: le altre alla protezione


delle persone: le une essendo intimamente con

nesse coll amministrazione municipale: le altre


creandosi dalle combinazioni della mente so
vrana.
Cosi essendo, la indicazione, e la repressione
delle trasgressioni contrarie alla polizia edilizia,
qualunque sia il moderno nome anco di semplice

polizia che lor si voglia assegnare, teoricamente


considerate son fuori della sfera dazione della
difesa repressiva, e dellautorit che la esercita
nellinteresse della politica aggregazione (i).Ma
questa competenza speciale non si esime per que

sto dal soggiacere, come ogni altra azione da su


periore a inferiore nello stato, dalla direzione
dellautorit suprema che ne guida tutti i moti,

e tutte le forze: altro la teoria non proponendosi


che indicare la diversit della sua origine, e del
suo titolo.
La connessione
giudica
delle
trasgressioni
controdella potere
polizia che
edilizia
collam-i
ministrazione dun patrimonio comune a certo

numero di sudditi, e di cittadini, richiama ad

(i) Vedasi Henrion de Pansey Du pouvoir municip. chap.


egli non esamini sistematicamente la cosa.

sebbene

556

esaminar quella che unisce la polizia edilizia alla


governativa (i): connessione, la quale non bene
apprezzata potrebbe produrre due effetti con

trari allordine, o di sottrarre luna ad ogni vi


gilanza dellaltra, o di consigliare a questa ad
assorbire totalmente quella.
La vigilanza, che la polizia governative ha

dritto di esercitare sulla edilizia non spetta al


poter giudiciario, ma spetta piuttosto allammi
nistrativo amendue organi dellesecutivo potere .
Fu altrove ponderato come una polizia ammini

strativa altro non pu essere se non la vigilanza


dellocchio sovrano su tutti i moti della mac

china dello stato dal loro pi alto al loro inmo


punto. La delegazione che il sovrano fa delle

sercizio di questo potere di vigilanza suprema


crea una forza, la quale diviene il momento re
golatore, il criterio generale di tutte: onde la
scienza ha in questa forza un legislativo fenome
no da contemplare .
Il vasto, ed implicato complesso delle attri-.
buzioni di questa forza rende dilicile dappreze
zarne teoricamente la vera indole. Ove in uso il
processo misto con accusa duilizio, essendo rive

stita dello splendore della magistratura, la sua cre


azione sistematicamente considerata come de

legazione dimpero senza giurisdizione e perci


come titolo di magistrato
In questo sistema

(1) Vedasi qui addietro (mg. 333.


(a) Loiseau De: qces liv. 1. chup. ti. num. 64. il quale parla della

557
non potendosi concepire nel magistrato con ac

cusa duflizio un amministratore, e daltro lato


avendo esso attribuzioni di polizia si stabilita
la differenza tra lamministrativa, e la giudicia
ria: distinzione inevitabile ove quel sistema si
pratica: forse non ben definita ove le circo
stanze fecero nascere la necessit di discuterne

il merito (i), eforse ance indefinibile per una


specie di poter magico che in quella istituzione

alcuni ravvisano

'

Lasciando questa istituzione agli stati nequali


la giurisdizione non delegata a chi la esercita
dal sovrano ma gli inerente per il dritto pub

plico della citt (5), ed omettendo d'investigare


come e quanto in quella istituzione il principio

politico preponderi a quello di giustizia, un os


servatore imparziale ravviser nel sistema del le
gislatore Toscano i temperamenti i pi ac-conci

a fissare i limiti respettivi della polizia, e della

giustizia nel governo monarchico


La creazione duna suprema carica di polizia.

creazione degli ufziali del ministero pubblico, e sulle tracce del quale
va Henrion de Pansey De l'aularit judiciaire etc. chup. 5.
(1) La discussione, e viva assai si fece alla occasione distabilire il

sistema de'giudizj nella Prussia Banana . Globig Censura rei judiciali:


etc. pari. 1. cap. 2.5. a.
(a) Henrion de Pansey De lautorile'judiciain etc. cliap. 8.
(3) Vedasi qui addietro a pag. 28|.
(4) Discussero questi limiti il Conte P. W. Hoentkal Disa. dc amb'ilu
poliliae, rjusque a juslitiae discrimine, Lipsiue 1774. Sonnenl'els
Principj della polizia ec.'Vienna x7gS. Bergk Manuale del dritto
della polizia germanica, Hanov. v;gg. Lolz Idea della polizia , ed
tensione della polizia di stato, Hildburgh 1807.
Tomo IV.

22

558
rappresenta la delegazione della pi nobile, e

salutare parte del potere anuninistrativo, che il


principe, non potendo tutto colla sua scienza

abbracciare (1), fa ad un individuo. Questa de


legazione di forza la quale non ha regola dalla

legge ma lha tutta dalla prudenza certamente


creatrice dun magistrato. Il legislatore Toscano
le ne conferi il nome (a) e volendo che il nome
alla cosa che esso signica corrispondesse trasse
dallordine giudiciario, e dai magistrati giuro
consulti lindividuo destinato ad esercitarla: ou
de le abitudini della giustizia fossero il tempe
ramento a una forza non guidata da legge.

La polizia di sua indole inquisitoria, e questa


sua indole apertamente si manifesta ne paesi ove
sono in uso i processi misti, sotto la inuenza
de quali due forze di polizia si sviluppano, luna
negli ufciali dellaccusa. duzio, l altra in
quelli di polizia governativa, la quale per distin

guersi da quella gobbligata a prendere il nome

di generale

La inquisizione giuridica, ine

rente al processo, a cui ella d il nome, non fa


cendo un passo il quale non debba avere il sug

gello duna regola di legge scritta, tempera, e


pone in "doverosi conni l arbitrio, senza del
quale la polizia governativa dovrebbe rinunzia
(i) Princeps non poter: ma scientia omnia eomplecti.
Tacit.
(a) L. 22. Ago:za 1784. Governo della Toseana cc. pag. 39.
(3) Il signor Berenger De la juslice'criminelle en France tir. I.
elmp. 5. ha pronunziato sulla indole, sui pericoli, e sulla inutnlil'a di
queeta polizia generale.

559

re a s stesso. Questo legislativa combinazione


somministra i limiti, che debbono dividere la
polizia dalla giustizia. Se il magistrato politico
oltre ad avere la forza con titolo di prudenza ne

avesse una con titolo di giurisdizione, e potesse


slabilir la prova della offesa della sicurezza, e
giudicarne applicandovi la legge penale, le sue
attribuzioni sconvolgerebbero tutta la teoria
delle competenze nella citt invadendo quella

che gli piacesse (I), o creando, ed applicando


la legge a suo grado (2): le quali riflessioni di
mostrano di quanta importanza sia una retta, _e

sistematica classazione delle offese


Ma restano i delitti di polizia dichiarati altrove

soggetto di contenziosa giurisdizione

relati

vamente ai quali, ed alla competenza di chi dee


conoscerne, e giudicarne gravi, ed intricate con

troversie si suscitarono
Stabilire come alcuni pretesero una differenza
trai meno, e pi popolati luoghi del medesimo
stato conferendo ne primi a un solo magistrato
il dritto di giudicare del delitto di polizia, e
(1) un principio di dritto in Toscana, che ove si tratti di o'esa

preveduta dalla legge penale la polizia non pu ne conoscerne, n


punirla .
(a) Il legislatore Toscano un!) questo inconveniente, e vi pose ri
medio . Cod. Leopold. art. 49 56. .
(3) Il legislatore Toscano riformaano non eodi/cando: avendo bi
sngno di estirpare gli abusi non di crear gli usi aveva la classazione
de' delitti nella giurisprudenza che, salve le sue riforme, lasciava sui
aistere .
(4) Vedasi qui addietro a pag 333.
(5) Globig Censura rei juniiciulis etc. part. I. oap.
3.

540
della offesa della sicurezza, e destinando nese

condi due magistrature diverse (i) sarebbe ren


der difforme la legislazione nello stato, e rompe

re la gerarchia che nellordine giudiciario le re


gole del pubblico dritto reclamano
La vol
gata distinzione delle competenze de tribunali,
che gli divide in giurisdizioni di semplice poli
zia, di polizia correziorale, e di alto criminale

va soggetta a gravi, e forse inestriCabili difcol


t (5).
Questa distinzione in Inghilterra pi pratica ,
che sistematica. Il grande arbitrio, che lascia ai
giudici la legge comune come pi complesso du

si , che legge scritta

rende abituale e forse

fa6ultativ0 in quel paese il decidere quale azione


(I) Globig Censura rei fudicialis etc. Zoe. supr. cit.
1
(2) Henrion de Pansey De l'autoriljudici'aire etc. chap. io.
(3) Questa questione illustrata dain scritti di ]V1ittermaier, del
I Oersled , del Veiland, dell'Hogelulorp , dell'Hamelsveld, de| Me'
yer ec. Essendo nelsistema di questi scrittori la controversia una specie
di laborinto senza il lo d'Arianna, inutile esporla nel modo con cui

ciascuno la discute. Il Professor Birnbaum Coup d"oeil etc. png. 477.


cl seq. osserva Come il sistema delle tre giurisdizioni sincontra presso
ai Romani, presso agli antichi Germani, in Scozia cc. Egli ravvisa
questo sistema presso ai Romani nein judicia publica, privata , cen

.loria. I Romani conobbero i giudizi Pubblici i quali eranoo ordilmrj,


o straordinarj: ordinari se per le questioni perpetue straordinari se
agitati in casi speciali innanzi al popolo;i giudizi privati eranoieivili,
ne quali si disputava d'interessi patrimoniali. Conveniva dir piuttosto
giudizj pretorj ne' quali si discutevann 1. gli affari patrimoniali, z. i
delitti privati, 3. le azioni popolari , le quali erau pubbliche. l giudizi
censorj non entravano nella categoria delle giurisdizioni criminali .,
(4) Cliiamasi dritto non scritto, legge consuetudinaria, costume .
Humes Comentaires on thc law ofifcolland etc. vol. 1. introd., e

Erskine nelle sue istituzioni del dritto di Scozia citato da Birubaum


Coup. docil etc. pag. 210. noi. a.

541
contraria allordine sia di competenza delle pet
tfsessions, delle quarter-sessions, e delle corti

di assise

Una regola sistematica onde de

nire con la legge scritta quale infrazione dell or.

dine sia di polizia semplice, quale di polizia cor


rezionale, e quale di atto criminale, dovendosi
desumere o dal titolo, o dal grado della 9%sa,
quanto sarebbe compatibile con un corrispon

dente reparto di giurisdizioni, avuto riguardo al


titolo,altrettanto sarebbe imcompatibile avuto

riguardo al grado: essendo non che difcile im


possibile a fissare se il titolo o il grado dovesse
far nascere la competenza.
La opinione di coloro i quali vorrebbero che i

tribunali di polizia conoscessero delle trasgres


sioni non solo ma anco de delitti commessi con
colpa, e di quelli contrari al costume anzich
Considerando
chiarire questala materia
offesa della
la rende
sicurezza
pi per
oscura
la causa

morale che la produce non solo valutabile la


colpa, ma pure da valutarsi l errore o di dritto
io
di fatto, e il possibile decremento del dolo per

giusto dolore, per eccesso possibile di difesa, per


(i) Spessa volte i giudici di pace con una nzione, la quale non ha

altro titolo che il loro arbitrio tolgono al delitto le circostanze aggra


vanti, che lo accompagnano per renderlo di competenza delle quarter
sessians . Cottu De l'administration de la justice en Angleterreclmp.
2.pag. 26. Circostanza non notata dal Professor Birnbaum Coup-d'oeil
sur le droit criminel de la Grunde-Bretagne pag. 492. Questo fatto
risponde a que pi imaginnsi che ingegnosi scrittori, i quali per so
stenere il Jiuy si sforzano di riferire il dritto penale al giusto assoluto
e al raddrizzamento della morale stortura delle azioni umane .
(a) Globig Censura rei judicialis etc. part. 1. cap. 2.
3.

542
ebriet, e per impeto di passione

In tutti

questi casi impossibile, che il fatto si presenti

0 allaccusa, o alla inquisizione cosi liquido, e

certo, che luna o laltra possa intitolarsi di quel


preciso grado dimputazione, che il delitto si
merita, e spesso avviene, che il grado forman
dosi per la inuenza di circostanze, le quali per
essere apprezzate esigono lungo ematuro esame,

non somministrerebbe un titolo pronto di com

petenza come necessario perch il delitto venga


sollecitamente vericato. Tra i delitti contro al
costume, se vi si collochino alcune illecite unioni
tra i due sessi, un solo e medesimo fatto materiale
pu essere nellalternativa o di delitto di poli

zia, o di delitto dalto criminale

Le quali

considerazioni dimostrano, che le tre indicate


giurisdizioni non poggiano sopra basi sistemati

che, ed invariabili.
Il legislatore Toscano ammesse due sole specie

di giurisdizione: quella demagistrati di polizia :


e quella de magistrati ordinarj(5), partizione
che pi si avvicina al concetto, che la gran mente
del Beccaria si form della classazione delle in

frazioni dellordine

/' La opinione de pi sensati che la divisione


delle giurisdizioni in criminale, correzionale, e

di polizia dovrebbe esser fondata sopra una ra


(|) Ved. il lib. 2. cap X-XI.
(a) Ved. il lib. 3. part. 3. cap. 5.pag. 338.
(3) Cod. Leopold. art. 55. 56.

(4)Ved. il lib. 2. up. 6. pag. i08.

,i';

543
zionale, e sistematica differenza delle azioni de
littuose (1), mentre il fatto dimostra, che quella
partizione non ha altra base se non la diversit

delle pene
Che il primo criterio sia falso stato gi di
mostrato: che il secondo egualmente lo sia fa
cile dimostrarlo.
La distinzione delle pene dalto Criminale ,

correzionali, e di polizia stata suggerita dal


falso criterio del pubblico esempio, a cui si son

riferite le prime (5), e dal non meno erroneo


duno scopo correzionale nelle pene, il qttale
sistema ha dovuto lasciare quello di polizia senza
scopo determinabile, onde questo sistema si ri
duce tutto avalutare come titolo di competenza

la relativa gravit delle pene, petizione di prin


cipio, la quale ripropone sotto altri nomi lerrore

gi confutato del desumerlo da una sistematica


distinzionedella gravit de delitti.

Tutta questa disputa deriva dal non aver ben


(1) Weiland Supplemento alla scienza deprineipj della legge pe
nale, Del. 1826 Hogeudorp nel magazzino della scienza del dritto
del S. Hamelveld, Delfl. 1826 p. 313. opere citate dal Prof. Birnbaum
Coup d'oeil etc pag 496. no: a.
V
(a) Meyer Esprit, origine etc. da: institutions judiciairea vol. 5.
pag. 477. il quale argmneuta dai Tribunali alle carceri. Il Professor
Birnbaum facendosi eontraditlore del signor Meyer pretende essere
indierente distinguere per il lor respettivo carattere le infrazioni del
l'ordine e distinguerle per la gravit della pena Coup d'oeil etc. pag.
495. Questo modo di ragionare confonde la teoria, che pu insegnare
a ben elassarle, colla pratica de' Tribunali costretti a desumere la
classazione dalla gravit della pena: errore gia da gran tempo rimpro
Verato ai pratici e dirui fu gi parlato li6. al cap. 5.pag. 75. MM. I. a.
(3) Ved. il lib. 3. part 2. cap. i.pas.98.

544
ssato il criterio della classazione delle infrazioni
dellordine. Se il vero criterio della scienza della

legislazione in questopera consiste nel ben col


locare i titoli osservando come il giudizio sul

grado diviene attribuzione della giurisprudem


za (I) le principali difcolt spariscono, e poche
ne restano ad adombrare questa non facil mate
ria. Il tribunale investito della cognizione del
titolo per ragione di connessione investito pu

re di quella del grado, 10 che esime dal formare


una classe di delitti a parte se siano stati com
messi con colpa, ed erigere per questi rarissimi
casi una giurisdizione correzionale. Ne paesi nei
quali stata creduta necessaria questa istituzione

stato commesso lerrore di valutare il delitto


per il suo grado mentre dee esser valutato per
il suo titolo, ed stata ammessa la contradizione
di dare ai magistrati di alto criminale la facolt

di stabilir pene 'correzionali

Lerrore ve

-nuto dal seguir la scorta fallace del principio

morale abbandonando la pi critica del politico.


La contradizione fu cagionata dal non aver bene

apprezzata la indole della competenza, formando


d un solo e medesimo titolo per un tribunale la
regola, e per un altro tribunale la eccezione .
Questo sistema riempie la laguna di quello , che

ammette come titolo di competenza la colpa, e


d campo alla giurisprudenza di valutare il grado
qualunque ne possa esser la causa.
(I) Ved. il lib. 2. up. 7.;mg. 15|.
(a) Code d'inuruulion crim.Paric i809. art. 365.

545
Le leggiere difcolt che pur restano si veri.
0ano in quelle infrazioni dell ordine, alle quali

fu condisceso a dare il nome di delitti di polizia


correzionala0); e se si rietta che il decremento
del grado in certi gravissimi titoli di delitto dee
essere per le cose osservate qui sopra valutato
dai tribunali competenti a conoscere del titolo:
che la pena in certi inmi gradi non pu avere

altro oggetto che quello di correggere il delin


quente: queste riessioni persuaderanno assai
facilmente, che gli enunciati titoli di delitto per
una nuova ragione di connessione debbono esser

commessi alla cognizione de tribunali ordinari


e non ne meritano uno a parte coll epigrafe di

correzionale i

Restano le trasgressioni contrarie alla sicurez

z'a, delle quali fu detto convenire a reprimerle


la pena aittiva, e non essere adeguata la pe

cuniaria (a). Una_nuova ragione di connessione


induce a credere , che la cognizione, e la puni

zione di queste trasgressioni debba essere deferita


ai tribunali ordinari . Non, disprezzabil concetto
quello il quale divide le leggi penali in scritte
in termini assoluti, e in soritte in termini con
dizionali, distinzione in altro modo spiegata tra

ducendola alle cose delle quali luomo pu di

sporre , e a quelle delle quali non pu dispor


re (5) . Essendo il tribunale ordinario incaricato
11

l"*

(i) (a) Ved. il lib. 3 part. 3. cap. 5.pag. 335.


(3) Ved. il lib. 3.part. i. cap. 5.pag.8a. n. i.

546

diniggere pene afittive: non essendo giusto


(1' irrogarne alcuna sebben modica con altri me
todi che con quelli dalla legge prescritti per le
pi gravi: essendo le trasgressioni alla polizia

della sicurezza spesso simili in indole alloffese


che ne sono un completo sovvertimenlo non si

saprebbe scorgere perch delle prime non do

vesse conoscere il tribunale ordinario incaricato


di conoscere delle seconde
Si ripresenta qui la necessit duna completa ,
e metodica classazione de delitti di polizia della

sicurezza come si present parlando de delitti


di polizia correzionale. Le nozioni di questi due
umani trascorsi si trovano in stretto contatto col
la opinione al sommo di natura sua suscettibile
che la forza si forma della sua sicurezza, e che
l autorit, la quale sincarica della direzione
degli uomini. si forma della loro moral perfezio
ne: due ragioni d agire troppo soggette a dege

nerare in pretesti.
Non si saprebbe comprendere come ledilizia

della giustizia penale costruito sopra certe e sta


bili basi, e quello della polizia punitiva eretto su

i dati che la prudenza legislativa pu suggerire


i migliori non si credano bustanti a contener gli

uomini neconfini della disciplina sociale, e si


reputi necessaria una forza, la quale, tutta arbi
trio delluomo, crei delitti e trasgressioni a sua
voglia: inventi le pene a que delitti proporzio
(1) Questo salve poche eccezioni il sistema adottato dal Toscano

legislatore .

547
nate, ed il metodo che pi le sembra opportuno
a giudicare degli uni, ed irrogare le altre.Que
sta , non istituzione ma usanza , ovela legge avesse
completamente provvisto alla classazione delle
offese, dedelitti , e delle trasgressioni, non avreb
be altro titolo che lo zelo segnalato altrove co
me passione per se stessa encomiabile ma troppo
spesso alla giustizia pericolosa.
Se dalle trasgressioni che meritano pena af

ittiva si passi a quelle che la meritano pecunia


ria comecch il giudizio di queste trasgressioni

produce effetti simili a quelli del giudizio pri


vato sebbene a favore del pubblico, potrebbe
nascer la idea che per la loro persecuzione do
vesse in quello procedersi per via di accusa co
me si procede in questo per via di domanda colla
sola differenza , che nelle trasgressioni le quali
consistono in uso o trasporto di certi determi

nati oggetti non fosse lecito di presentare accusa

se non nel caso in cui il trasgressore fosse tro


vato in trasgressione agrante vericabile per
mezzo di testim0ni chiamati a far fede della in

venzione delle cose vietate indosso a lui


La
ragione (1 adottare in queste trasgressioni il pro
cesso accusatorio in preferenza dellinquisitorio
assai manifesta. Lesperimento a cui linquisi

torio sottopone il reo negativo oltre allessere


(I) L'accusa delle trasgressioni non pu non esser pubblica, e per
proponibile per mezzo di accusatori scelti tra gli agenti della polizia o
edilizia, o governativa a seconda delle specie delle trasgressiouivcri

cahili.

548
espediente eccessivo in Causa di denaro non ha
il compenso che suole avere in causa di pena
afflittiva perch al succomhente non abbuona
ta la carcere sofferta in conto di pena: n vi ha

relazione di sorte alcuna tr il denaro, e la li


bert
Se la pena pecuniaria ravvicina il giudizio

penale al civile nel suo nire, nonve lo avvici

na meno la pena stabilita dalla legge nellinte


resse privato nel suo cominciare . Fu altrove os
servato come la distinzione de delitti in privati,

ed in pubblici risparmia il moto soverchio, e


troppo ripetuto della legge penale-(2). Questa
distinzione adottata dal legislatore Toscano (5)
non si conf al processo misto con accusa di uf
zio, nel qual processo una magistratura accu
satrice tale deve essere esclusivamente, e in pre
ferenza dogni altro: donde nacque la inven

zione duna parte civile, la" quale in causa di


sangue obbligataa chiederlo per chieder de
naro. Il processo accusatorio ne delitti privati
preferibile allinquisitorio sia perch non essendo
questo giustifimbile che nellinteresse della si
curezza pubblica la legge si pone in con-tradizione
con se medesima applicandolo a interessi privati ;

sia perch altro non essendo laccusa delloffeso

(i) a Non ben: pro loto liberta: ven'ditur aura.


Il Poggi sembra cuincidcre con queste osservazioni. Elem. jur. crim.
lib. i.cap. a.
35. noi. 17. illustrando gli art. 15. 19. del Cod. Leop.
(a) Ved. il lib. 1. cap. 14. pag. 23:.
(3) Cod. Leopold. art. 3. 3.

549
se non un asserzione, che egli assume lonere (li
provare o egli ha il mezzo di farlo o non lha:
se lo ha inutile, che il processo gli somministri
una forza ausiliaria per farlo , e se non l' ha egli
non ha il dritto di chiedere alla legge una forza
implorando la quale confessa da se medesimo non

aver avuto titolo di proporre laccusa


Il numero demagistrati strettamente con

nesso colla economia dello stato (e): n ci che


una scientica teoria pu suggerire o ha il ca
rattere della infallibilit, o pu aver la preten
sione dessere accolto. Il legislatore Toscano, ri
formando non costruendo di nuovo, n potette

enumerare o classare i delitti di polizia, n tra


loro distinguere quelli che son creati dalla legge
e quelli che son creati dallautorit amminist. '1
tiva per bisogni locali o di circostanza, n trarre \
una linea divisoria tra i delitti di polizia, e le
offese della sicurezza. Quindi nel piano della sua
legge molte trasgressioni sono di competenza dei
magistrati ordinari, e quelle di competenza dei
(1) In Inghilterra ladulterio volontario in tempo della repubblica
nel 1650. fu dichiarato delitto pubblico, e fellonia senza privilegio
clericale. Dopo la restaurazione divenne ingiuria privata al marito .
Bluclistone Comenlaires on the law ofE/Iglnnd b.
chap. Il marito
per il solito si consola chiedendo una forte somma a titolo di ripara
zione contro l'adultero b. I. ehapt. S. e molti sono i motivi i quali lo
fanno decadere dalla sua domanda . Christ. Annot. a de". cap. Il no
me dell'Allieri si legge tra gli accusati celebri per adulterio in Inghil
terra. Aignan Histoire da Jury chnp. 2|. inn. Sulla congruit diams
mettere la distinzione de'delitti privati, e pubblici fu gi ragionato,
altrove lib. i. cnp. i[|.
I. png. 230--232.
(a; Globig Censura reijmlicialis eta. part. I. cap. e. S. 11._

550
magistrati di polizia sono per quanto sembra di
creazione del loro savio, e prudente arbitrio salvo

ricorso a lui. Oltracci nel suo piano, eccettuati


i casi ne quali vietato di proceder dufzio e
il processo aspetta o il caso della sorpresa in a

grante delitto, o la querela delloffeso ( ai quali


oasi per la procedura ordinaria dallatto ini
ziale in poi generalmente applicata) la inqui

sizione il solo metodo con cui si procede.


facile accorgersi che questo edifizio aspettava un

perfezionamento futuro, al quale gli avvenimenti


hanno poi sempre frapposto unostacolo, e che
la mente legislativa avea potuto concepire la
Congruenza d una divisione di attribuzioni di

polizia edilizia, e di polizia governativa: la in.


gerenza ai magistrati di questo secondo titolo di
tutte le trasgressioni di pena pecuniaria, e l'in
vio al giudizio civile dedelitti il cui titolo era

stato dichiarato privato, dando a tutti pena pe


cuniaria con arresto personale del condannato
onde viemeglio assicurarne la esecuzione.
Il processo accusatorio antico presuppose una

giurisdizione di appello, e a questo rimedio la

legge sottopose i suoi giudicati

Il processo

misto, che gli successe convert salve poche ec

cezioni (2) in regola generale, e costante di dritto


ci che forse innanzi era in certi delitti una mas
sima della costituzione dello stato (5). Il processo
(I) Aut. Math. De crimiuib ad lib. 48. dig. til. I8. cap. 5. n. |-.
(2) Mail: loc. cit. num 5. 6.

(3) Gin De legibu: lib 3. cup. 3., Lamb. Dolhot Din. da prova

55:
inquisit0rio col tristo treno de difetti che gli

sono inerenti ammette pure come regola ordina


ria di dritto lappello dal giudice inferiore al su

periore

N il processo accusatorio moderno

n il processo inquisitorio emendato conosce due


giurisdizioni luna di prima, laltra di seconda

istanza
A questo punto\i due processi sembrano di
nuovo ricongiungersi insieme, e quasi allegrarsi

dessere posti a confronto tra loro. Nel processo


accusatorio moderno la risoluzione da alcuni gin:
stamente chiamata quasi divina della unanimit(5)

inspira alla legge la opinione della incensurabilit


del giudizio. Nel processo inquisitorio emendato
lanalisi giuridica nel rintracciar la prova: il suo
giuridico calcolo, e ib principio che a pena irre
parabile non possa esser titolo la prova indiziaria

inspira alla legge la opinione, che 1 error giudi


ciario non avr nellinnocente una vittima.
. Cos la scienza librando sopra giusta bilancia

il dritto della societ accusatrice, e quello del


l'individuo accusato trova sempre ragionate, e
uniformi le sue conclusioni.
cui. ad populum rom. murime sul: Regi6us, Groningae 1827.
2.,
Barman. Tollius Dies. de quaest. rer. capit. in civ. rom. wuiis ternp.
ezercita, Hardeuonii 1777. pag. 2.
(i) Brunemann. Trnct.jurirl. dc inqui.iit prua. cap. 11. num. 14. 19
ove discute, e concilia le tra loro dis(:urdi_opinionl.

(2) Quanto al processo inglese vedasi Globig Censura rei judiciali:


part. i.cap. a.
p. 19. Quanto al processo toscano vedasi il Cod.
Leopold. art. 119.
(3) Globig loc. supr. cil.
w

552

CAPITOLO

XX.

Nazione giuridica del processo penale: sua


indole : conclusione dell" opera.

Le umane passioni restano tenaci, e inessibili


sempre al loro proposito, determinate come di
loro natura sono a ravvisare loggetto a cui si
dirigono nel modo, e nell atteggiamento che
meglio si addice al loro scopo presente . La ra
gione Calma, impassibile, che non dominata da
simpatie o antipatie per gli oggetti che esamina,

intenta ad apprezzarli per le sole relazioni che


bene conosciute possono fornir la idea deli or
dine necessario a governare i lor moti, ad altro
non mira che a rintracciare quest ordine, e a
renderlo arbitro deterreni destini degli-uomini.
Gittando lo sguardo sulla storia del giudizio
penale scorgesi qual tristo governo ne fecero, e
pur tuttora ne fanno le passioni selvagge, le bar
bare, le superstiziose, le politiche, le fantasie ,

le preconcepite opinioni, i capricci stessi della


umana natura. Ancorch in questo trambusto la

ragione volesse scrutare i bisogni, e le leggi del


lordine sembrerebbe a prima vista che il nu
mero, la implicanza , il vario e spesso contrario
carattere degli ordigni, i quali nel loro comples

so, e nel moto loro costituiscono il giudizio pe

555
mie rendano allo spirito umano impossibile una

nozione razionale, esatta, invariabile della forma


che esso deve assumere per giungere con la mag
giore giustizia, e colla utilit maggiore al suo
scopo.

Le'cose esposte n qui sulle relazioni che le


forme di quel giudizio hanno col dritto pubblico
della citt, e sulla necessit che quasi lo co

stringe a prendere 1' alternativa odellaccusa ,


o della ricerca dqizio, secondoch o lelemento
democratico o il monarchico lo signoreggia, sem
brano confermare la idea della necessaria- ine

vitabile lor variet.


Se 1 alternativa in cui per le sue origini sto

riche trovasi il giudizio penale d aver forma ac


cusatorz'a, o di averla quesitoria fosse inerente

alla sua indole, tutto il sistema diretto a stabilire


la nozione della offesa, e della difesa della sicu
rezza sociale non sarebbe rappresentativo del
lordine che la mente umana pu concepirne:
perotmh incontrerebbe un ostacolo nel proces

so accusatorio dominato da capo a fondo dal cri


terio istintivo delluomo, e quindi di sua natura
incompatibile con ogni qualunque siasi principio
scientico , e con qualunque regola di legge che

lo avesse per base.


'
Dovrebbesi piuttosto da questo stato di cose
arguire, che le politiche libert, alle quali il pro
cesso accusatorio intende servire , non hanno ne*

mico pi fatale e irreconciliabile della scienza,


e che in questa considerazione ha un nuovo, e
Tomo IV.

25

'I

554
pi valevole appoggio il paradosso di coloro i
quali insegnarono, non vi essere vera libert se

non dove tutti sono eguali nella ignoranza(r).


Lo stesso principio di giustizia adottato in tutta

la sua purit nel giudizio civile sembrerebbe far


causa comune coll accusatorio processo e dar
bando perpetuo all inquisitorio, e scientifico. In
fatti il giudizio civile , rappresentante legittimo
della naturale giustizia, desume da suoi oracoli
le fondamentali sue basi. Ove un attore, e una
domanda non sia, giudizio non vi pu essere , e
il processo accusatorio proclama la massima che

niuno senza accusa pu esser imputato come of

fensore della societ

Il giudizio civile pre

scrive, che i due litigatori siano sempre e sen

za eccezione trattati con pari diritto, che ci


che ad uno non lecito non sia lecito allaltro,
e la stessa massima professata dal processo ac

cusatorio

Il giudizio civile esige una deci

sione denitiva: lo stesso esige laccusatorio pro

cesso

quello ammette che lattore in man

(|) Rousseau Discours sur 1 origine da linegalite' des conditions


panni le: hommes .

(2) noto lantico detto non possumus reumfacere quem nuiius


aecusat n, e laltro e nemo sine accusatione damnana'us . Vedasi il

Dig. Lib. 50. tir. l. 6. lib. 48. lit. 5. l. 38.


(3) ll supposto dell'z;izio del giudice nch fu in vigore il pro
cesso aceusatorio non ha appoggio nella L utifalsi22.cod.ad.l CON).
de fals. ove anzi notato doversi quanto ai litigatori starsi il giudice
medius inter utrumque . Vedasi il Gotofredo Coment. ad cori. Theod.
voi. 3.pag. 17 1. Il signor Meyer Esprit, origine de: inslit. judiciair.
etc. riprova a ragione ['11 zzio del giudice nelle cause civili.
(4) Vedasi qui addietro a pag. 65.

555
canza di prova sia in tutto rigettato dalla propria

domanda: la stessa regola adottata da que


sto(t): luno rigetta luizio del giudice: laltro

professa il principio medesimo

La differenza

del giudizio Civile , e del processo accusatorio


pu tutta consistere nella tempra del giudice o

dotto o indotto o giureconsulto, o fornito di solo


naturale criterio, la qual differenza deriva dal

credersi, onon credersi il Jurjy alle materie ci


vili applicabile
Tale essendo lanalogia tra il giudizio civile,
e il processo accusatorio, ed essendo il giudizio
civile modellato sulle pi schiette regole della

naturale giustizia, vale a dire del giusto assolw


to , nasce qui una riflessione della pi grande
importanza . Non che le passioni o selvagge , o
barbare,o superstizioso, o politiche della natura
umana anco i principi, e le idee di giustizia co
spirano a dare al processo accusatorio la prefe
renza sul quesitorio , e a farlo ravvisare come il
pi coerente ai voti della umana ragione.

E qui appunto occorre notare gli errori, nei


quali la privata ragione facilmente s illaquea . e
la falsit non che il pericolo desisterni i quali

(1) Vedasi qui addietro a pag. 65.


(a) Vedasi qui addietro a pag. 13.
(3) Vedasi il lib. I. cap. 15. pag. 27|. nor. x. Questa controversia
ingegnosamente discussa , e decisa contro al Jury dal sig. Iioyer Collurd
il quale esamina le pi antiche opinioni del 'lronchet, e del Duport, e
le pi moderne del sig. Bello! Introd. au:r lettr. sur le eour de la
Chancellerie d'Anglel. pag. XLIII-VII.

556
fondano ogni lor base nel giusto assoluto quando

veglionsi applicare alla societ.


Le ragioni de provvedimenti della legge nel
giudizio civile , emanazioni immediate del prin
cipio di giustizia tra privato e privato, non si
applicano n applicar si potrebbero al giudizio

penale, espediente politico, creazione intera


mente sociale, ed ignota al gius di natura (i):
nato dalle relazioni che l offesa fa nascere tra l
offenSore, e la societ.
Fu gi indicato il diverso ufcio del dritto
civile, e del dritto penale, e i limiti che gli di
vidono nel danno che l offesa ha arrecato o al
privato o alla societ , restando il primo di domi
nio sempre del dritto civile, essendo il secondo
d assoluto, ed esclusivo dominio del dritto po

litico

Lapplicazione di questi principi al

lesame della forma di procedere, di cui il giu


dizio civile, e il giudizio penale ha bisogno, spie

ga come lastrada delluno non pu essere la


strada dell altro; e che in conseguenza le analo
gie del processo accusatorio colle forme del giu
dizio civile non forniscono un saldo, ed esatto
criterio delle forme, le quali convengono al gin.
dizio penale.
,

Necasi, i quali richiedono lazione della legge


civile, non essendovi n titolo n necessit di

difesa, la societ non ha dritto d intervenirvi .


(I) Vedavsiil lib. 3. part. 2. cap. 3.png. |55.
(a) Vedasi il lib. 2. cap. 5. pag. 85.

557

Il dritto di cui si disputa interessa i litigatori e


non altri, e se undi loro come attore non lo
asserisse ed un altro come reo convenuto non lo

impegnasse, la societ non avrebbe motivo di


suscitare un esame a cui niun la richiama. In
questi casi ella interviene al giudizio come arbi
tra tra luno e laltro litigatore onde cessi l e

quivoco che muove 1 uno contro laltro a con


(658 .

Necap' quali richiedono lazione della legge


\ penale,

annunzio solo, della offesa della sicu

rezza sociale risveglia lufcio di chi ha il dovere


di difenderla. Fu gi osservato-che se loffesa
altro non contenesse che il danno privato la so
ciet dovrebbe abbandonare il pensiero di per
seguitarlo all offeso: che la sua vigilanza, e il
suo ufcio son posti in moto da quanto nellof
fesa vi ha di lesivo della sioniezza dell aggrega

zione politica
N la difesa per questo caso
tale che o il privato abbia sempre interesse a
reclamarla ( non avendo esso altro interesse
diretto se non al ripiano del privato suo patri

monio) o abbia forze a fornirla. La sola societ


ha interesse, e mezzi sufcienti al bisogno: pe

rocch ella la sola danneggiata ,_ed ella sola


pu maneggiar la pena come difesa
Esaminata per tal modo la cosa, innegabile
che la societ, unica interessata alloffesa che
\
,

(i) Vedasi il lib. a. cap.\5.pag. 87.

(a) Vedasi il lib. 3. part. 2. cap. 5. pag. 163.

558

ne viola la sicurezza, ha in tutto ci che vi si


riferisce due separati, e distinti caratteri: 1 uno
di persona offesa: laltro di persona competente
ad esserne giudice: senzach ella possa come
nel giudizio civile rivestire il carattere d arbi
tro, come tale concordato da due contendenti.
Questa singolar gesizione della societ qsa

nella sua sicurezza, e giudice in un tempo del


modo dii cui provvedere alla propria difesa
la stessa che quella dellindividuo ,Qpale nel

caso di aggressione presente co

uito dal

dritto della ragione, sebbene offeso, giudice in


censurabile delluso della forza_ che gli nelle

circostanze necessaria a\difendersi (I) . ,


Chi pu conceiidia'in questo giuridico stato di
cose la necessit dun attore, e duna domanda
onde nasca, ed abbia vita il giudizio? Ed per
questo che i due giudizi civile, e penale volgon

si lun laltro le spalle, e si muovono in direzio


ni affatto diverse :perocch la societ non pu
farsi attrice vale a dire accusatrice se ella npl
la necessit desser giudice, e se ella delegasse ad
alcuni demembri che la compong0no luizio di
accusare, e ad alcuni altri quello di giudicare,

sarebbe questo un giuoco miserabile di parole ,


e gli uni,e gli altri sarebbero sempre sebbene
,con nomi diversi una sola, e medesima cosa.
Essendo irregolare, ed ingiusto che chi dee

giudicare accusi: essendo la societ sola giudice


(I) Vedasi il lib. 3.parl. 1. cap.

pag. 52-53.

559
delle offese della sua sicurezza: dovendone ella

giudicare come lindividuo assalito da ingiusto


oggressore vale a dire nel soloe vero caso dag

gressione, entro i limiti della necessit, e ;enza


\

eccesso , vale a dire con esatta, e rigorosa gi


stizid, pi conseguenze derivano da queste pre
messe, tutte dirette a stabilire la nozione giuri
dica del processo penale .
I. La ricerca duizz'o , rappresentando la so
CGL, la,quale indaga la realt dellglesa per
provvedere alla propria difesa il vero e giuri
dico atto iniziale del processo penalg, ed anco
il pi logico perch la ricerca prima prova e poi
asserisce, mentre 1 accwa prima asseriscee poi
.
'. \-
P rova
II. IEaI icerca
dulzio indagandonon
asseren

do considera la persona contro cui si dirige co


me mezzo di prova . Ma allorch alla prova dee
succedere l asserzione, la ricerca d uizio , na
scente dal dritto, con cui la societ si difende,

incontra nell uomo, che si propone colpire col


lasserzione di reit, il dritto della natura, a cui
ella deve lasciare libero il campo della difesa on
de esso provi se pu o che loperazione della
ricerczn erronea, o che il titolo della offesa non
quello di cui gli futt0 rimprovero, o che mi
nore n il grado , o che da lui o'endendo la

(1) Di qui apparisce l'errore di chi caratlerizza il processo quesilorio


quello in cui il giudice accusa, conosce, e decide. Vedasi qui addietro
a pag. oggi. nel. 3.

560

legge stato esercitato un dritto protetto o dalla


natura o dalla societ(r).
III. Dovendo la societ come assalita nella sua
sicurezza giudicare della realt e della forza del
laggressione con scrupolosa giustizia ella non pu
abbandonare questo giudizio al privato arbitrio

delluomo ma dee provvedervi con regole le

quali assicurino che il giudizio suo non delluo


mo, lo che far non pu se non con legge scrit
ta la quale stabilisca con esattezza 1 indole del
lolfesa: i diversi gradi della maggiore o minore
sua forza: i diversi caratteri, ei diversi momen

ti de mezzi 'di prova necessari a stabilirne la

realt (a) .
IV. Dovendo la legge scritta individuare con
precisione il titolo, il grado, il tenor della pro
va della oesa lo che spetta alla scienza della

legislazione n ci dato essendo allingegno u

(I) Alcuni illudendnsi sulla esattezza della ricerca analitica hanno


sostenuta la inutilit della difesa, e l' hanno negata al reo come incen

tivo alle tergiversazioni e ai cavilli. Vedasi Boerio Pratica del pro


cesso criminale pag. I i3. confutato dallAvv. Marocco Difese crimi
nali val. 1.p. 19. Come rispondere a chi sostiene simili cose senza aver
riconosciuto un dritto anteriore a tutte le politiche istituzioni degli
uomini?
_
(2) Bentham prefer il dritto statutario, 0 legge scritta alla legge
comune, o consuetudine in Inghilterra, ma ci sostenne perch par
teggiante pe codici gli era inevitabile sostenere la necessit della legge
scritta. Il sig. Cooper nella sua bella , e dotta appendice sulla codica
zione osserva come niente pi prova la giustezza delle osservazioni della
scuola storica quanto il formicolajo di codici penali comparsi e di
spersi a' di nostri. Leures sur la cour de la Chnncell. d'Auglet. ap

pend. F. pag. 36:. noi. I.

561

mano di fare in un tratto (i), apparisce la ne


cessit d una giurisprudenza, la quale, registran
do i casi che avvengono, faccia tesoro di analo

gie onde meglio giudicare decasi avvenire


V. Dal che consegue, che il processo penale
debba essere Opera di persone perito nel dritto,
a ci destinate, educate, e da lunga pratica re- }

se abili al retto esercizio del lor difcile mini


stero
.
VI. Il qual sistema conduce a far ravvisare il

processo penale adottato dal legislatore Toscano


come il migliore, che lo spirito umano tra le in
fermit che dogni lato il circondano, e tra le

perplessit, che spesso in questa materia sin


contrano abbia potuto inventare onde porre in

concordia i voti spesso tra loro contrari della


giustizia , e della politica.

(s) I primi ordini che Napoleone dette per la compilazione d' un


codice civile prescrivevano che fosse composto in tre mesi. Il signor
Malleville Anase raisonne de la discussion du cod. civ. etc. prgfac.
osserva che egli e i suoi colleghi a forza di fatica riuscirono a fare un

codice civile in quattro mesi, al qual detto il sig. Cooper pone tre
punti ammirativi. Letlres sur la cour de la Chance. d'Anglet. pag.
194. in. noi.
(2) Tra gli encomiatori delle decisioni motivate, e scritte trovasi il

Benlham detto il Nestore de'parteggianli decodici. Papera relat. to


the codi pag. 37. e tra gli spregiatori il sig Meyer Esprit, origin.
etc. de: imt.judic. vol. 2. pag. 5. sebbene favorevole ai codici. Sulle
decisioni, e sul miglior modo di compilarle, e raccoglierle da Ve
dersi l' autore delle Lettres sur la cour de la Chance. d'Anglel. lettr.
3|. colle erudite note del sig. Cooper.
(3) Cromwell senti il pericolo di aver giudici ignoranti in giuris
prudenza, e la necessita di sceglier magistrati che avessero coltivato lo
studio delle leggi. Lettr. sur la cour de Chancell. d'Anglet.pag. 149.

562

Se queste deduzioni son vere, la nozione del


processo penale, che ne deriva apparir essere
razionale, progressiva, invariabile .

Ella presenta il primo carattere se si osservi


la sua conformit alla situazione nella quale il
dritto della ragione contempla lindividuo assa'
lito, e alle regole , che in quella situazione quel
dritto prescrive . Ella presenta il secondo mentre
se il processo accusatorio , n altrimenti pu

essere, una combinazione diforze, per lequili


brio delle quali la legge altro far non pu se
non dar loro tutta la libert, e tutta la energia,

che esse attinger possono dalla natura senza li


miti razionali che le governino, e se il processo

quesitorio una combinazione di atti rintraccia


ti dalla ragione come limiti delle prevenzioni si
nistre, della precipitazione , e dell arbitrio de
gli umani giudizi, evidente che il processo pe
nale quanto pi si avvicina a quel secondo mo

dello pi divien coerente ai bisogni della umana


ragione, e pi cammina paralello colla civilt:
la qual cosa dalla storia pur confermata , scor
gendosi il Jury nascere e crescere selvaggio tra
le foreste della Germania, e il processo quesito
rio apparire 00 primi albori del risorgimento
delle scienze, e delle lettere in Europa. Ella pre
senta finalmente il terzo carattere: perciocch se
la nozione del processo penale apparisce dedot
ta da pi puri e saldi principi del dritto increato,
tale per le prerogative della ragione, indipen
dente dal futto delluomo ,edapplicato alla per

563
sona mrale della societ,la nozione avr apro
prio'favore il voto della giustizia, la quale per
variar di circostanze, e di forma di governo non
varia.

'

In fatti se alloggetto che la societ giudichi


delloffesa inferita alla sua sicurezza necessario,
che il suo giudizio ne suoi elementi di dritto, e
ne suoi elementi di fatto apparisca essere ci
che la legge preventivamente ha stabilito, che
esser dovr; ed duopo a tal oggetto che il so
vrano troppo forte per far la legge e applicarla
deleghi il poter giudiciario a magistrati giure

consulti destinati ad essere leggi parlanti (x)que


sta delegazione del sovrano o al cittadino, o al
suddito pu facilmente esser concepita purch
il sovrano rappresenti tutte le forze sociali o in
un solo individuo o in pi, o in tutti i compo
nenti laggregazione politica: tutto riducendosi

al modo della scelta , e della nomina de magi


strati, lo che atto amministrativo non legisla

tivo come altrovefu detto


Perch questa nozione possa variare neces
sario, che la offesa, di cui da stabilirsi il giu
dizio da fornir titolo alla difesa non interessi la
societ, ma interessi il governo che la rappresen

ta 10 che avviene nel delitto politico. In questo


caso duopo distinguere. O la forma del gover
no pura come nella monarchia assoluta, o nel

(|) Vedasi qui addietro a pag. 45. net. I.

' (a) Vedasi qui. addietro a pag. 43.

564
la democrazia'collettiva o rappresentativa che
ella pur siasi, e non vi titolo a cambiar meto
do nella vericazione del delitto politico perch

il magistrato, il quale riconosce la sua delegazio


ne da
fonte unico di potest e rappresenta
nel medegimo tempo il governo , e la societfpu
giudicare del delitto politico come dogni altro
. delitto. 0 la forma del governo mista di mo;
;;inarchia, e di democrazia , lasciando a parte tut
ti i vocaboli palliativi della discordanza di que
sti due elementi posti a contatto tra loro, ed al
lora seil magistrato pu rappresentare la socie
t_ in tutti i delitti dellordine civile i quali in
_ tressano pi luomo che il cittadino non pu
rappresentare due poteri rivali, ed in presenza
luno dell altro quali sono lelemento monarchi
co, e l elemento democratico ammessi gydivi
dersi limpero nella citt .* duopo allora?che

i due poteri rivali si concertino tra loro onde il_,_,


giudizio del delitto politico non divenga o nelle
mani delluno o nelle mani dellaltro un mezzo
supplentarsi reciprocamente . I

,. .._
. _ . r

1' H_ e delitto politico formanon di suatna


4. "ruta-per natura del misto goiierno della citt

.4'

'
-J

' Vafornire
unaeccezi0ne,
che il combinazioni
dritto ordinario,
le migliori
del destinato
principio

politico preservatore della umana sociahilit col


la giustizia che ne il primo ed essenziale biso
ggno, non pu coinporre; ed duopo per darle
' sistema (1 un dritto il quale , se pul ne merita

il noliie, tragga il
".

titolo {e la sua origie'dalla

565
transazione che due forze rivali pattuiscono in
swme .
Sela transazione ammette al giudizio del de
litto politico giudici tratti dal popolo, ci av
viene perch esso presume esser solo competente
a decidere se latto denunziato come ostile con
tro lo stabilito governo ne presenti realmente il
carattere, e non sia piuttosto un esercizio legit
timo delle pubbliche libert. Considerato in que
sto aspetto il delitto politico offre un oggetto di
esame, che non rassomiglia in verun modo a
quello del delitto ordinario , e siccome nel di
visato stato di cose la sua entit dipende tutta

dal confronto dell atto in cui si dice consistere


e le costituzioni della citt, la pratica che il po
polo ne ha per il mezzo delle discussioni pub
bliche, e de giornali lo pone in grado di cono
scere senza aiuto di giurisprudenza ci che de
cide; ed a questo caso forman corona tutte le
istituzioni delle quali va superbo il Jury: la pub.

blicit, la discussione orale , la sentenza non


scritta ma pronunziata, e sollecita , lassoluzione

denitivp, o la denitiva condanna

Ma mi eccezione se sia reclamato. dalla specia _,

lit dun caso, e d un lu0go non distrugge la


regola che la scienza , delle sole generali cose

occupandosi, ha stabilita. E col solo mezzo digp


questo caso contingibile di eccezione sono senon"

composte almeno in qualche modo spiegate le -t


(1) Il sig.Feuerhach ha pur egli sostenuto che il delitto politico
ammette il JLU'J'. Bi essioni sul tribunale del me,

566

grandi, e calde controversie, che oggi si agitano


sulla entit del delitto politico
La necessit di giudicare in certe determinate
circostanze di pubblico dritto duna certa e de
terminata offesa non conduce a sacricare alla
ignoranza la scienza sotto pretesto di meglio as

sicurare le pubbliche libert.


Che se la scienza il solo, e vero criterio della
giustizia tanto pi un metodo giudiciario,appa

rir ingiusto quanto pi apparisce atto ad esser


guidato, ed esaurito da chi men la possiede. N
la scienza destinata a esser guida al metodo giu
diciario, declinando da veri razionali suoi fon

ti, pu con una petizione di principio che al


suo carattere mal si addice prendere come ge

nerale bisogno degli uomini un bisogno di cir


costanza, e per meglio atteggiarvi un processo

penale, il quale non sodisfa ai voti della giusti

zia, dargli origini ideologiche, immaginando la


sua liazione legittima dallo spiritualismo: de
nigrando il processo che gli opposto quasi par
to di materialismo: e coonestandolo co nomi i
pi acconci a conciliarsi le simpatie degli uo
mini dabbene di giusto assoluto, di buon senso,
di senso comune, e di coscienza o dellindividuo

o della societ, o della umanit intera.


Dura, e penosa allora la condizione dell a
mico della umanit, e della giustizia. Sebbenei

sistemi ideologici sul grado di certezza delle co


(2) Vedasi il lib. 2. cap. G.pag. Hg.

567
gnizioni umane non abbiano cosa alcuna di co-.
mune col dritto egli dee necessariamente risalire
alla discussione di que sistemi: mostrare che il

dritto n indipendente e per qual modo , 0 co


me in esso restino conciliati i prinrfipj, ed ifatti:
come i principj servan di limite non di origine,
e di guida ai fatti, che il progressivo svilup

pamento della sociabilit umana presenta. Que


sto criterio applicato alla cognizione delimiti che

per la sicurezza comune la legge dee porre o alle


libere azioni degli uomini 0 all arbitrio di chi
gli governa fornisce sempre le miglior combina
zioni possibili della forza colla giustizia .

rum DEL mano QUARTO ED ULTIMO.

,u.-

INDICE

LIBRO IV. Dm. ewmzm DELLA orrsss, E


CAP. I.

DELLA DIFESA .
Pag.
Carattere delle leggi giudicia

rie penali
CAP.

II.

III.
'

IV.

ivi

Della variet delle forme del


giudizio penale, e delle cause

che la Producono . .
CAP.

Origini, e vicende storiche del


giudizio penale.

CAP.

25

Relazioni del processo penale

col dritto pubblico della Cit


t

CAP. _V.

Caratteri di direnza dellun

CAP. VI.

' Delle materie di fatto , e delle

processo, e dellaltro.

materie di dritta nel giudizio

penale.......
CAP. VII.

Continaazione. Della prova del

fatto elevabile a regola di di.


Itt0
Tomo IV.

D 101
24

P'TWwv-I

570
CAP. VIII.

(In. IX.

Continuaziozze. Della prova per


mezzo della con essione del
reo.z.....Pag.
Continuazione. Della prova per
mezzo di testimoni .

Csr. X.

cip. Xl.
Car. XII.
v!
Q->"
1.;

Continuazionc. Della prova per


mezzo di scritture . . .
Continuazione. Della prova per
mezzo d indizi . . . .
Del diverso modo con cui la pro'
va sintetica, e la prova ana
litica si costruiscono secondo

Car. XIII.

CAP. XIV.

la diversaforma del giudizio


penale. . . . . . . I99
Dellqetto naturale, e dellef
fetto giuridico della prova se
condo la diversit del proces
so, e del modo di sentenzia'
re........ 219
Alcuni punti di confronto tra il
processo accusatorio antico ,

e il processo accusatorio mo
derno....:.. 254 _
CAP. XV.

Difetti del processo inquisitorio,

e tentativi fatti in Toscana


per emendarli

256

De processi misti . . . . 281


CAP. XVII. Alcuni cenni sulla incompatibi
lit de due processi accusa
torio, ed inquisitorio . . 295
CAP. XVI.

Car. XVIII. De tribunali permanenti : del

571
giudice interrogante, e del giu
dice decidente: della istru
zione orale, 0 scritta: della

pubblicit , e delle sue fvarie

CAP. XIX.
CAP. XX.

specie . . . . . . Pag. 516


Del giudizio del delitto di poli
zia, e delle competenze . 529
Nazione giuridica del processo
penale : sua indole : conclusio
ne dell opera . . . . n 552

L_-._.-

'

,,.
7

..

i.

.\

,.

..

i.

Q) .

r \

r .

f.

..

il

.v

ti

a.

'

il.

..

..u

.\

Mv 4

tapib

.f.
iv...

.;..

, >

.
.. . .
- {2, . . ii

hl

Pr.h

......w. .

..

irta"... .

(al.

..

..v

.i . Uh... HQWM

I. 1.
on
v
.
,

.1.
1.,

TAVOLA I.
"I CUI SINDICANO GLI AUTORI 0 PARTICOLARMENTE NOTATI, 0
CENSUBTI, 0 BNCOMIATI NEL TESTO , E NELLE NOTE.

/W\

Il Num. romano indica il volume: l'arabo lafacciata.


Il Num. delle nota stato omesso per brevit .
wv

,/

A
Anno. Suo giudizio sull antico sistema penale de Bo
mani 1. 280.

Ano . Notato il suo cemento al titolo de justitia. et jure I.


115.
Accuasto . Notato un suo errore dinterpetrazione per im
perizia del greco I. 295.
ADAM. Lodata la sua opera sulle antichit romane IV. 57.
corretto un suo errore sulle parti del processo romano 64.
suo abuso di purificare i giudici di Roma ai moderni giu
rati 111. suo errore sul giudice della questione 112.

Acaronz; Suo bel detto sulla verisimiglianza IV. 190.


A Gromo. Lodate le cose da lui scritte sulla differenza della
prescrizione in materia civile e in materia penale III. 244.
cade in una petizione di principio 245. sua contradizione
sulla stima giuridica della prova IV. 109. notato il modo

con cui discute la differenza della prova nel civile e nel


penale 113. sue fantasie sugl' indizi armonici e inarmoni
ci 122. censurato il suo sistema sulla pena straordinaria
227. riferisce le dispute ventilate in Germania sulla prova
semipiena. 229. sua opinione sulla pena a cui pu esser
titolo la rova semipiena 230. suo quadro delle dispute
sul Jury 47. esame della sua opinione sulla origine della

divisione del dritto e delfatto 248. censurato nelle suein


duzioni storiche sul numero dodenario 350.
Amman. Notato il suo abuso di paragonare i giudici de Ro
mani ai moderni giurati IV. 12. notata. la sua concor
danza col Me er nel porre in ridicolo la prova legittima
pertestimon; 157. suo abuso storico della causa del Can

574
ccllier Poyet nella questione del segreto 202. uno confronto
statistico del numero degli accusati con quello de con
dannati 206. rimproverato daver seguitato troppo cie
camente il Pettingal sulle storiche origini del Jur_y 285.
cecit della sua bile nell' attribuire le imperfezioni del

.3agy ai giuristi 247. mostra lAleri accusato dadultcrio


4 .

'

szsssnnao DAtzssannao cita le leggi che presso gli anti


chi punirono la ingratitudine I. 74. enumera esattamente

i forniti di prevaricazione del magistrato Il. 139.


Azzssmnno. Notata una sua opinione sul dolo presunto Il.
219.
Auraa'r. Giudizio sulla sua siologia delle passioni Il. 253.
Aucmltm . Suo detto sulla ori ine della ragione pubblica , e
della pubblica forza 1. 68. ipinge gracamente il libero
arbitrio II. 30. esprime la nozione dellazione negativa
44. delinea la forza morale delloffesa 59. lindole della
intenzione 64. ammette lamore come scusa al delitto
281. come distingue lattentato dalla consumazione 355.
antesignano di Kant IV. 59.
Anuennmczn. Rigettata una sua opinione sulla morale in
dole della colpa Il. 206.
Ancxuoxv. Promette trattare della morale e del dritto, e
tratta la morale soltanto I. 97. lodato della sua terminolo
gia del gius di natura 104. concepisce lufcio negativo
elle leggi 153.
.
Arcano . Sua opinione trop o parziale per il bel sesso Il. 1 78.
Anson. Smentisce il bello 1 cale dello stato di natura I. 77.
APBL. Notata una sua opinione media nella misura della
quantit del delitto Il. 77.
Amsrorxu; d al solo sapere il titolo legittimo di coman
dare l. 69. non concepisce uomo morale senza citt 133.
notata una sua invenzione di agro-dolce nella materia pe
nale III. 94.
\
Amman. Lodato il suo trattato delle leggi romane relative
alla polizia III. 267.
Ann1zmuO. Lodate le sue osservazioni sulla differenza degli
Edili curuli e de plebei a Roma III. 310.
Annernv. Giudizio sul suo tentativo di ridurre il trattato
scientico il modo di dar forma al governo I. 240.
A Sonzn. Rigettata la sua distinzione duna quantit mora
le, e di una moral qualit nel delitto Il. 89.

Avenur B. Notate una sua osservazione storica sul poter


giudiciario del Senato a Roma senza appoggio di autorit
IV. 228.
.
Aveauu I. Sua dotta conciliazione dedissidj deGC. Bo

575

"mini-su delitti concorrenti III. 934 _encomia't le sue in


duzioni sulla giurisdizione e limpero nel sistema deRo
mani IV. 38. notata una sua osservazitme sulla disputa

tra Lotario e lAzone sul mero impero 39. come ha sa


puto conciliare il gius divino colla teoria del poter giudi
ciario 40. notato un suo abuso di ragionamento tratto dal

dritto privato al pubblico 42.

B
Bacone. Sue difdenza verso le scienze speculative I. 64.

suo detto sulle scienze meramente intellettuali 93. scorge


e determina il male clitico nel delitto Il. 89. suo argo
mento per la parit ella pena dell attentato e della con
sumazione 360. notato un suo detto sulle istituzioni giu
diciarie patrie IV. 261.
BALBO Suo errore nella interpetrazionc della parola notoria
I. 295. notata una sua opinione sul dolo presunto Il. 219.
sua lite col Bartolo sulla complicit 408.
Batonuvo. Dubbi sulla sua opinione relativa allorigine del
processo inquisitorio I. 247.
Bazzac nota un seicentismo forense Il. 297.
Bsaaacow. Ripreso per aver sostenuta la differenza delle
punizioni secondo la condizione de delin ueuti I. 167.
indizio della sua o era sulla proporzione (delle pene ai
delitti III. 223. giudizio sulla sua opera suin argomenti

e glindizj IV. 197. inutilit delle sue congetture sul cal


colo di Minerva in opposizione degli archeolo i245. giu
dizio sulla opera della pluralit de sull'ragi 24%.
Baacnuuc . Sua osservazione che non a tutti i dritti corri
spondon doveri I. 102. notate le sue ambiguit nel parlare

della colpa Il. 208. notata la falsa ipse 'd un suo ragiona
mento per sostenere il gius di pun re ai termini del gius
di natura III. 54.
BABCLAY taglia il nodo gordiano sullamministrazione della
giustizia 1. 125.
Bano-suo. Lodato il suo trattato del dolo Il. 61. sua giusta
osservazione sul dolo reale 96. sul dolo presunto 1 75.
BABTBLBMY. Su i certicati di probit deGreci oratori I. 4.
Ba1rrou. Notate sulla vicinanza in cui pone tra loro il timore
e lo sdegno II. 263.

#8scii.
Banrom. Rigettata la sua original distinzione dellebro e
dell ebrioso Il. 286. sua lite col Baldo sulla complici
t 408.
-*it
9
Bapl'il-ogrgci . Sue osservazioni sulle vie pubbliche deRomuni

576
Bas1mco. Una sua decisione fornisce il criterio per giudi
care del signicato legale deglindizj urgentiss:mi, e de

gl indubitati IV. 274.


Bauueaarem. Suo novero de progetti di riforme criminali
I. 10.
- '
Baven. Sua opinione erronea sulla recidiva III. 229.
Bavonx. Encomio a quanto dice sul re ime delle carceri III.
110. sua opinione erronea sulla reci iva 230.
Barre. Sua notizia critica sullAlthusius I. 137. sua origi
nale osservazione sullanalisi 311. sua osservazione utile

al magistrato di polizia III. 337.


Beauron-r . Encomio alla sua storia della romana repubblica
Il. 103. notato come il migliore espositore delle questioni
perpetue IV. 48.
Baccaau. Sua originalit I. 8. carattere del suo libro sui
delitti e le pene ivi, vuol riunire nel processo il criterio

delluomo, e quel della legge 19. sua originalit sulla mi


sura del delitto 254. sua immensa superiorit sul Filan
gieri ivi, risposta a chi lo trova retorico 326. censurata
una sua opinione sulla delazione delle armi II. 44. notato

come non sapesse esprimere la sua original teoria sulla


misura del delitto 74. notata una sua omissione 359. suo

luminoso concetto sulla indole delle pene III. 70. notato


come, sebbene fautore della dolcezza, ragiona col cri

terio del pubblico esempio della pena 100. chiarito un suo


detto sulle pene da darsi alle cose inanimate 304. esattez

za,con cui parla del modo analitico di porre la interro a


zione IV. 69. spiegata la parola spinta per causa. nel e
litto usata per la prima volta da lui 93. notato il suo on
deggiare tra l accusatorio, e 1 inquisitorio processo 272.
fa lo stesso nell assegnare gli effetti giuridici alla pro
va 273. ,
Becx. Notato il suo sistema sulla consumazione del furto II.
319. sua osservazione sulla polizia de Romani relativa
mente a medici III. 317.

BELLOT . Notate un suo singolare concetto sullesame de te


stimoni IV-161..

Bennavm riconosce linsufcienza del gius di natura alla


discussione della prova III. 53.

Banana. Divenuto apostata del Jur_y I. 18 censore ingiusto


della denizione delle leggi del Montesquieu37.esageratore

del principio politico della utilit 93. suo tentativo per


dividere la morale dalla legislazione 97. ripreso perch

reputa principio anarchico il gius di natura 1 37. censurato


nel modo di stabilire il principio della utilit 144. non

originale ma copiatore di Seneca nel modo di dividere la


li.

577
morale dalla legislazione 147. confuta il principio del
Rousseau sulla legge espressione della volont generale 164.
esaminata la sua terminologia de mezzi di prevenire i de

litti 169-172. esame del suo sistema biforcuto 192. confu


tato' nel porre i limiti divisori del penale e del civile 208.

illustra labuso ma non concepisce luso degli enti di ra


gione 319. abuso da lui fatto dellanalisi 321. notata la
inesattezza di ci che dice su i limiti divisori della morale
e della legislazione Il. 24. censurato per aver confusa la
libert col libero arbitrio 30. adduce un esempio storico
di delitti atroci commessi in buona coscienza 55. lodato

nella sua analisi del male politico nelloffesa 85-89. cen


surata la sua classazione de delitti 110. rigettata la sua de
finizione del furto 332. censurata la sua opinione sull in
dole circostanziata della legge penale 416. combattuto in
una questione colle stesse sue armi III. 88. censurato sulle
analogie che trova il delitto e la pena 89. rigettata una sua
nomenclatura penale ivi, ripreso nel carattere drammatico
dalui assegnato al la pena 1 01 . confutata la sua opinione che

la severit della pena supplisce le incertezze della sua appli


cazione 115. risposta alla censura fatta da lui al Beccaria
sulla dolcezza delle punizioni 127. esame delle sue pene
di simpatia 131. della sua riparazione vendicativa 138.
cade nellerrore che rimprovera al Montes-quieu 218. sua
erronea terminologia dedelitti concorrenti 219. biasi
mato di aver sostenuta contro al Beccaria la impunit 241.
notato il modo con cui parla duna esposizione sistematica
delle materie di polizia 273. sue esagerate idee sul poter
della difesa preventiva 302. giudizio sulla sua opera delle

pene e delle ricompense 357-366. ampliato il suo concetto


sullindole delle leggi giudiciarie IV. 4. esame della sua
Opinione sul render la giustizia in nome del Re 44. suo
60ncetto ingegnoso sulla certezza 60. modo immaginoso
con cui parla della ricusa del giudice 67. notata lambi

guit del modo con cui stabilisce la differenza del giudizio


civile e del penale, e con cui parla delle presunzioni 114.

rigettato ci che scrisse sulla interrogazione suggestiva


157. esame delle sue prove precostiluite 173. notata la
coincidenza delle cose scritte da lui con la Nov. 73. De

instr. cauth. et,de 175. approva il segreto come atto della


procedura penale 207. sua osservazione suglindizi a cat

tura posta a confronto delle teorie del Baldo , e di Paolo


di Castro 264. giudizio della sua opinione per un codice
unico 295. notata la sua conversione dal giudice popolare

al giurcconsulto ivi, si dichiara per il giudicepcrmanente


317. esame duna sua opinione sulla istruzione orale o
Tomo IV.

29

578
pubblica 321. come preferisce la legge statutaria alla ro
mane 360.

Brusson. Sua esagerata opinione sullo stato attuale delle


leggi penali I. 13. riconosciuta la giustizia de suoi lamenti
contro gli abusi della polizia 159. notato il suo giudizio
sulla polizia generale IV. 338.
Bnnennxus . Sue idee delle pene private I. 219.
Buon. Notato come coprincipl co quali Kant sostiene la
pena di morte e li la combatte III. 154. sue idee su ilimiti
della polizia e ella giustizia IV. 337
Banner. Sue idee sull attrazione, e repulsione de' corpi
come cause determinatrici de'loro moti I. 40.
Bnanur 5. Fan. Lodato il suo ragguaglio sui processi fatti

alle bestie 11. 154. rigettata la sua denizione del la compli


cit 392. sua opinione erronea sulla recidiva III. 229.
Bassnnua. Suo giudizio sul sistema penale de Romani in
tempo della repubblica 1. 280. rigettata la sua opinione
sulla connessione delle leggi penali colla indole depopoli
Il. 416. sue utili osservazioni sull esilio presso ai Romani
111.202. esullo stato attuale del Jury in Inghilterra IV. 25.
Buon. Sua nuova nomenclatura delle leggi criminali I. 7.
esprime cosa notissima e pubblica su i limiti del civile e
penale 208. non mantiene la promessa duna storia del
dritto enale 234. censurato er aver male spiegata una
contradizione delle leggi Il. 56. giudizio sul suo progetto
di codice criminale ,111. 297. dichiara incompatibile la
istruzione scritta e la orale IV. 326.
Brenna. Sua storia del processo inquisitorio I. 247.
Branca. Lodate le sue ricerche sulla polizia di Roma antica
III. 267.
Bronm. Elo io delle sue opere I. 275. lodato il modo con
cui parla ella interrogazione IV. 69
annamu nega originalit al Beccaria I. 8. suo novero di
nuovi codici penali 10. censurato nella opinione che le ri
forme penali si debbano far lentamente e per gradi 14.

mostrata inammissibile la sua opinione delluso della pe


na di morte in Roma libera 236. lodata la sua notizia delle
leggi inglesi sul delitto di stampa Il. 133. osservazione sul
lessersi dichiarato contro al sistema penitenziario 111.1 08,
rigettata la sua opinione che alla dolcezza delle pene deb
ba andarsi per gradi 127. esame duna sua opinione sul
tentativo fatto in Inghilterra per introdurvi laccusa di uf
zio IV. 284. e delle sue idee sullufzio del giudice in
quirente 286-294. duna sua opinione sulle competenze
criminali deRomaui 340. duna sua confutazioue del Me

yer 343

579
Bucxsron. Censurata la sua classazione de delitti Il. 138.
notata la imperfezione della sua teoria sullerrore IV. 91.
confessa la oscura origine del Jury 249.
Bronnuu. Lodato il suo lavoro su metodi di classicazione
I. 317. sue idee sul metodo dinsegnare il dritto 324.
Boccaccro . Sua autoritcontraria alle donne I. 173. una sua

novella esibisce un caso di dolo misto d'amore, e d im


peto 282. altra ne esibisce uno di gelosia non atta a scu
sare la offesa 283. altra offre una graca pittura dellat

tentato 329. sua opinione sul bacio III. 329. suo detto utile
a un giudice IV. 1 22.
Bonnvo. Encomio del suo confronto storico di Francesco 1. e
di Enrico vm. in caso di accusa di maest III. 165. notato
come il primo che tent lanalisi delle forze costituenti la
sovranit IV. 38.

Bozcrzno . Rigettato nellasserire valutabile il dolore a con


tante l. 220.

Boznuzno G. H. tratta dottamente delle questioni pregiudi


ciali I. 229. sua opinione sulla origine del processo inqui

sitorio 248. utilit delle sue ricerche sulla ricusa del giu
dice IV. 67.

Bozumzno. Sua denizione della giurisprudenza penale I.


184. primo a introdurre una divisione di gradi nel dolo Il.
70. confutato nel dire che la teoria della quantit del de

litto non pu escire dalle generalit 91.

BOEBIO. Notata la sua opinione diretta a toglier a rei la di


fesa IV. 360.
"'
Bonnm dice essere lamministrazione scienza ed arte I. 196.
Boscovrcn. Lodata una sua nota al poema di Stay I. 16.

Boszr.mnr dubita se la economia politica possa essere una


scienza I. 191.

i .

Bossanea. E'ncomiata una sua osservazione sulleffetto mo


rale degli umani supplizj III. 105.

Bollillagg. Sua opera della polizia de Romani sulle strade


.3 .
Basaum Sua difesa di Epicuro I. 144.
BRENCMA'NN . Sua opera sulla legge Remmia IV. 57.

Barcnumx COLOMBI. Suo comento al titolo dcjustitia et fare


I. 115.
i,
i su se;
una a?
BRISSOT-DE-WARVILLE . Censurato nel metodo con cui tratt

de mezzi preventivi delloffesa I. 170. sul disprezzo per la


Italia 252. ripreso pel modo con cui parla del Leibnitz

287. confutata una sua censura del Beccaria II. 108. sue
strane idee sul dritto di propriet 141. notata la leggerez

;a con cui scrisse dellindole della prova semipiena IV.


29.

580
Bnorz . Rigettata la sua definizione della legge penale con
trapposta alla civile l. 207.
Baouwan nota trentatr scrittori sullattentato no al 1824

Il. 294.
Bammea. Come appartenga alla scdbla di Kant I. 140.

Bvcnen. Si nota una sua opinione sulla mitigazione della


pena per difetto di libert Il. 151.
Buono. Suo aneddoto sulla politica dellHobbcs l. 41.
BUFFON scrive la storia dell uomo individuo l. 48.

BUBLAMAQUI . Notata lambiguit delle frasi, colla quale


spiega la morale indole della colpa Il. 208. la sua nomen
clatura designativa di pi volont rivolta alla offesa non
adottabile nella teoria della complicit 365 censurato per
aver ammessa un estensione maggiore del gius di difesa
nello stato di natura III. 58.

BYNKERSOEK. Giudizio su ci che dice di Cicerone come CC.

I. 245.

Carams. Comprende la inapplicabilit dell analisi agli


oggetti della medicina e della legge I. 312. adottati i suoi

principi sul morale carattere de diversi periodi dell et


umana II. 159.

CALEMAN. Suo trattato del culto religioso de Romani III.


307.
CANNEGIETER. Sua osservazione sopra una legge di Numa
sulla castit coniugale III. 326.

Canavrra cita male a pr0posito la storia di Carlo XII. Il.


357.
Camv0r L. M'. N. Lodato sulla osservazione sullunione del
lanalisi e della sintesil. 319.

Cannor M. Encomiato sul modo di giudicare della recidiva


III. 231.
Car-rzo V10. Orrore per le ventimila sentenze di morte da lui
rmate I. 292. lodato nella gradazione esatta della mora
lit dellazione animata da passione scusabile 11. 266-268.
Camuno. Notato come contrario alla pena d' esilio III. 194.
CASTIGLIONE mostra con esempi non v esser potere atto a
calmare il timore l. 173.

Cesanorr1. Sullallegoria Omerica della catena dalla bocca


di Giove l. 50.

Caomraz. Corretta la sua opinione sulla origine storica , e


giuridica del principio della unanimit nel Jur_y IV. 252.
Cremona attribuisce a Platone una repubblica che abbrac
cia insieme il cielo e la terra I. 51. non ammette la ragw
1.

ne privata a costituire la sapienza politica 68. considera

_.i

581
nella natura la stirpe del dritto 72. opina essere la giusti
zia il solo e vero politico bisogno degli uomini 113. sue

idee non platoniche sulla giustizia 119. ammette il prin-'


cipio della utilit 146. sua razionale denizione della
ge151. dichiara il migliore governo quello che meglio
amministrato 158. d notizia di tre Porcii 235. numero
delle sue eruzioni al confronto di quelle dette da lui nelle
materie civili 245. sue orazioni reputate apocrife ivi, sua
pittura del GC. 266. versatilit desuoi principi II. 73. no
tato un suo bel concetto sullira 272. nota come gli Ate
niesi reputarono utile la crudelt III. 238. sua graca

pittura de governi poplarilV. 47. suo grafico paragone


del modo con cui la certezza si forma 76. contrario alla
coscienza, e lautor della scienza 82. sua bella riflessione
sulla inclinazione dellanimo umanoa manifestare la veri
t 132.
CLAUDIANO esprime poeticamente il carattere giuridico della
pena 1. 171. suo detto istruttivo per chi governa Il. 121.

CLAUS. Sue idee sul giusto assoluto coma base del dritto I.
72. sulla psicologia criminale 187. lodata la sua denizio

ne del delitto Il. 16. lodato in ci che dice della origine


del delitto 26. rigettata la sua gravit. subiettiva del delitto

89. sua opinione sulla origine della nomenclatura di qua


si-delitto 203.

Czaamana. Sua dissertazione sulla condanna alle bestie l.


283.
Cocca1. Censurato per confondere il male morale col po
litico l. 147.
Coca. Corretta una sua opinione sulla indole del Jury I. 238.
suo comentario sul Jury IV. 236. censurato per aver scrit

to che il principio della unanimit non dell' essenza di


questa istituzione 250.
. \
Counez. Notate una sua nomenclatura della difesa III. 69.
censurato un suo paragone storico 147. notato un suo falso

ragionamento per sostenere la pena di morte 170.


COLQUOUN. Encomiata la sua opera sulla polizia di Londra
III. 332.
CONTE Oh. Disappro_vato nel sistema che propone per la

scienza di far le leggi 1. 17. confuta con esempi il bello


ideale dello stato di natura del Rousseau 75. sua,ingegnosa
induzione sulla moderna parola dritto 120. non sospetto

nelle sue lodi al dritto romano 287.


Comre Aug. Cenno della sua losoa positiva 1.17.

CONDILLAC. Notato un paragone da lui tratto da Cicerone in


proposito della certezza IV. 76.

Cornoacer . Giudizio sulle sue note al Cod. Leop. I. 22. 223.

582
227.
228. %II.
iudizio
to umano
259. del suo sa gg io sui P ro 5 ressi dello s p iri
Comun: . Notata la sua dissertazione sugli appelli per il gius
antico de Romani W. 48. utilit della sua dissertazione

sulla legge tabellaria per conoscere le attribuzioni dei


giudici pedanei ivi.
Consrzzvr narra aver Napoleone trovato Kant inintelligibile
I. 142.

Consnnr. B. concepisce l ufcio negativo delle leggi 1. 153.


concorda che la libert individuale cosa indipendente dal
le forme del Governo162.se nalabile il giudizio ched del
Filangieri Il. 357. giudizio una controversia tra lui e il
Lucas sulle pene che tolgono la libert III. 111.
Comma. Encomiate le sue note ed appendici ad un opera

sull ordine giudiciario in Inghilterra IV. 100 sue giudi


ziose osservazioni sulla codicazione, e sulla giurispru
denza 360.

Corrug. Suo tentativo su i limiti del civile e del penale


I. 20 .
Corru. La sua opera sullamministrazione della giustizia in

Inghilterra preferita ad ogni altra sul Jury IV. 238. deve


esser letta colle annotazioni che un Inglese anonimo vi ha
fatte ivi.

COUSIN. Lodato del suo giudizio sul Kant I. 142. encomi e


dubbi su quanto dice del metodo 310. esaminato il suo ur
gomento di Gorgin desunto da Platone III. 5. 99.

Canna. Lodata la sua dissertazione sul termine della pu


bert Il. 168.

Cass spiega una massima di giudicare de GC. romani l.127.


CREMANI. Lodato per la distinzione del male morale e poli
tico l. 147. modo ristretto nel quale tratta la storia della

giurisprudenza penale 254. spiegate le autorit colle quali


prova l uso della pena di morte in Roma libera 236. no
tata la complicanza in cui caduto non distinguendo il

danno in potenza e il danno nellalto Il. 44. lodata una

sua denizione del potere politico 117. notato per aver


fatta rivivere un antica distinzione tra la colpa lata ed il
dolo 224. rigettata la sua opinione che i Romani punissero
il delitto casuale 226. adotta in ossequio a Lampredi una
nomenclatura morale 234. duhb' su ci che scrive sulla

pena della alera a tempo 111. 18d. retticazione d un suo


giudizio su Beccaria in materia di prescrizione 245. dice
variabile il delitto di polizia ma non nota la invariabilit
della sua nozione Il]. 237. encomiato ci che scrisse dei

requisiti della confessione legittima IV. 133. esame della


sua opinione sulla piena credibilit della prova indiziaria

585
197. osservazione su quanto dice della inintelligibilit
- delle formule forensi dassoluzione decretoria 232.
Cnorr esorna una legge romana detta la croce degl interpe

tri Il. 106. rigettata una sua opinione storica sul titolo di

maest 127. sua omissione sui delitti di religione come


offese di maest 133.

Cu.ucxo . Suo errore e sua ritrattazione nella interpetrazione


di una legge I. 206. sua opinione sullazione delle ingiu

rie 229. nota lambiguit della parola delitto Il. 46.

D
Decuuo. Lodato per aver riconosciuta la forza morale
della offesa II. 62.
Dz-Feuca. Encomio agli articoli biograci del suo Dizio

nario I. 291. censura al modo con cui tratta dell errore


e della ignoranza Il. 199. a ci che dice della azione della
polizia III. 261. traduce male la parola economia 262.

Da Fenamre . Sua dotta opera sulla calunnia IV. 57.


Dr. Gsaarmo . Suo bel concetto sullHobbes I. 41. altro sulla
unione dellintellettuale, e del materiale 50. sua divisione
delle moderne scuole di losoa 51.sue idee sul dritto

amministrativo 194. suo tentativo su i limiti del civile e

del penale 206. encomiato il suo quadro della losoa di


Kant IV. 59.

Da-Kerzznnor. Rigettata una sua distinzione nellesame


dellattentato II. 307.

DeMsuaecuausr . Sua opera sulla pena del pensiero Il. 302.


Durano. Rigettata la sua indicazione de limiti del civile

e del penale I. 207.


Dz-Pamrmus. Luogo che assegna al senso comune nel pla
nisferio scientico 1. 203.

Dz-Pmurro . Suo paragone della giurisprudenza ad un


pelago I. 342.
DEL-ROSA. Encomiate le sue ricerche sul grado dimputa
zione del delitto commesso nell ira Il. 272. 280.
DE-SBLLON. Encomio d un programma da lui proposto

nel 1826 III. 142. della sua lantropia e de suoi ragio


namenti sulla pena di morte 166.
Da-Smom. Corretto un suo errore sulluso della tortura a
Roma I. 284. notato il vago dun suo concetto sulla im

putabilit II. 35. redarguito di censurare i pratici senza


intenderli Il. 68. vaneggiamento della sua classazione
de delitti 138. notato un suo controsenso sul delitto ca
suale 153. hiasimato ci che dice dell ignoranza e dell'er

rore 199. suo errore sulla regola che equipara il dolo alla

584
colpa lata II. 223. notato il suo abuso di trattare del man
dato delittuosa co principi della morale 371. applicazione
dun antico proverbio alle sue censure del Beccaria 386.
sua erronea confutazione del Beccaria sulla origine del
sco III. 213. notata una sua infelice interpetrazione di

Ulpiano 355. rigettato il suo sistema sullarbitrio del


giudice IV. 227.

D25 MAREM. Sua singolare opera col titolo =Judi et alle


ram parlcm = IV. 186.

Desquuxorr DE S. AIGNAN. Giudizio della sua opera sulla


morte civile III. 205.

DESTRIVAUX. Retticato sulla sproporzione delle pene ai


delitti I. 13. lodi alle sue riessioni sulla classazione delle
olfese Il. 103. rigettata la sua opinione che tutte le leggi
debbano avere una sanzione III. 70. sua opinione erronea
sulla recidiva 229.
DESTUT Tnacr . Ripreso nella sua censura della denizione
delle LL.del Montesquieu I. 37. notato nell'ordine con cui

parla delle facolt dell'anima II. 230. esclude la preemi


nenza dellanalisi sulla sintesi I. 315.
DE-TASSULO. Citata la sua opera sulle leggi civili per mo

strare gli effetti politici della patria potest presso ai Ro


mani III. 311.
DE-WENT. Sua opinione erronea sulla recidiva III. 229. no
tato il suo tentativo dell applicazione dell'algelna alla

proporzione della maggior pena alla recidiva 234.


De-Wrr primo tentatore dellapplicazione del calcolo alle
probabilit IV. 127.
Dl-CASTRO . Detto del Cujacio su questo giureconsulto I. 293.

Dmenor. Giudizio sulle sue note al Beccaria,e sul modo


di difendere la pena di morte III. 242.

DIEBMARX. Utilit delle sue ricerche sulle attribuzioni del


giudice pedaneo IV. 51.
Busca. Sua autorit storica sul delitto di maest III. 162.
])IODORO. Congettura losoca sul vero signicato del nome
(1 una citt da lui rammentata III. 148.
DIONE1GRISOSTOMO. Sua spiegazione della favola d Orfeo

I. 4 .
DIONISIO ALICARNASSEO esprime con esattezza la nozione

della politica necessit I. 86. suo cenno del modo con cui
i consoli rendevan giustizia 125.

Duncsmv . Sue osservazioni alla Le.r: Galline Cisalpime III. 307.


alle leggi delle xn tavole sugli appelli IV. 47. sue osser
vazioni sulla giurisdizione del senato a Roma 229.
DISNEY- Sua atroce massima sulle pene della sodomia Il. 98.
\S?. DOLCE . Sue idee sullorigine del ministero pubblico IV. 287_

585
Donna. Sua opinione sugli eetti civili della deportazione
e sulla morte civile III. 200.
Donacgr. Sua opera suin appelli per il gius antico romano
IV. 8.
Daso_ourrrx . Giudizio sul suo libro delle virt e dcpremj
III. 21.
Danza. Sue idee sulle pene private I. 219.
.
Dao1'z. Suo tentativo per I applicazione della morale alla
politica I. 97.
Du-chue ma Vzuz. Preferito il suo trattato-della difesa
preventiva a quello del Brissot III. 254. notati alcuni suoi
errori sulla classazione de delitti di polizia 208.
DUKER . Sue ricerche sulla latinit de GC. Romani I. 297.
DUMONT. Suo scandalo dellapostasia del Bentham sul Jury
I. 18. dichiara veleni lo scetticismo e il dommatismo in
legislazione 131. censurato per le lodi date alle note di
Diderot al Beccaria III. 242. diviene di compendiatore '
confutatore del Bentham IV. 248.
DUPATY . Notata una sua conversazione col Gran-Duca Leo
poldo I. III. 150.5uo encomio allistruzione scritta IV. 320.
Dorm. Lodato tutto quel che dice della responsabilit mini
steriale I. 196. singolare aneddoto da lui narrato sulla prova
accumulativa. IV. 1 78.

'
E
EKELUND. Lodato nel rigettare il concetto della compli

cit degli atti posteriori al delitto II. 403. spiega bene


I ampliazione della. causa presso ai Romani IV._77.
Euoanaacnr. Encomiato il suo trattato della palinodia
III. 300.

Ermo. Come un suo verso dia la vera idea della parola de


litto H. 5.
EPICI;RO . Giudizio della sua dottrina: autori che lo difescro
I. 44.

Emumn. Rigettato il suo quadro de sistemi sul gius di po nire III. 27.

Easxma. Sua bella difesa in causa di regicidio attentato


IV. 95. oratore da non confondersi col Iegista scozzese di
questo nome 340. ,

F
FABRETTI . Sue osservazioni sugli aquedotti romani III. 308.

Fanno . Notate un suo troppo rapido passaggio da un grado


allaltro di moralit dellazione delittuosa Il. 266.
Fauna. Bgettata la sua distinzione del modo di conside
rare la consumazione lI. 370.
Tomo IV.

26

586
FARINACCIO- Notata la ingiustizia di chi ne ha in orrore il
nome I. 293. coincide col Bentbam nel giudicar dellin
dizio 296. condannata la sua storia dun bestemmiatore
Il. 159. notato la sua poca pratica del purgato latino III.

244. cade in una petizione di principio in materia di pre


scrizione 245. suo disordine nel parlare della prova testi
moniale IV. 152.
FEUERDACH. Notate una sua opinione sulla mitigazione della

pena per difetto di libert Il. 151. III. 239. rigettata la sua
distinzione de soci in intellettuali, esici 391. esame del
suo considerare cauzione psicologia: il timor della pena
III. 94. sua giudiziosa osservazione sulluso pratico del

Jury IV. 97. nota la incompatibilit della istruzione scritta


e della discussione orale e pubblica 326.
Fermo. Giudizio sul poco che scrisse dellattentato Il. 344.

353.

FELLEMBBRG. Sua idea originale sul furto permesso a Sparta


e in Egitto Il. 43.

FELTMAN cita le leggi che punivano la ingratitudine senza


mostrarne la erroneit I. 74.
FENELON. Sua teoria del senso comune IV. 128.

FERGUSON considera il dritto di propriet come parte della


storia naturale della societ umana l. 40. diversit delle

sue ricerche da quelle del Buffon, e del Virey 48. dichiara


lo stato di natura dell uomo contrario alla sua natura 77.

giudizio sul piano della sua storia della eivil societ III.
259. encomio di quanto scrisse sulle abitudini 321.
FERRATII . Luogo segnalabile delle sue lettere sulle cause
delle rivoluzioni suscitate in Roma dai Gracchi IV. 22.
FERRETTI . Suo bel detto sulle prove privilegiate I. 274.

Fenar si duole dello stato d infanzia della scienza ammi


nistrativa I. 193.

FICINO. Notate la sagacit con cui n dal suo tempo prefer


i metodi preventivi ai repressivi delle offese III. 254. 255.
FICHTE . Confutato nel sostenere che il gius di natura ammet
te la coazione alla riparazione del danno inferito III. 52.
FILANGIEBI dice sull usura quel che avea detto il Baldo
l. 223. sua opinione erronea sul danno dato 226. denun
ziato come propagatore di pregiudicate opinioni sulle
leggi penali 237. censurato s quel che scrisse della con

venienza di leggi barbare alla barbarie 330. lodato sulla


nozione fondamentale del delitto Il. 11. censurato s quel
che dice del delitto brutale 66. lodato e censurato in ci

che dice del grado del delitto 69. censurata la sua classe:
zione dei delitti 109. inesattezza della nozione da lui posta

del delitto politico 122. come abbia alterata la classazione

587
de delitti del Blackstone 133. censurato per aver trattato
nel secolo 18. il dritto penale de sassi, e de bruti 155.
ripreso per aver puricato il dritto della et a quello del
lalienazione di mente 166. notato il troppo volgato modo
con cui considera la colpa 205. notata la inesattezza del

suo esempio di delitto casuale 228. censurato ne canoni


d imputazione dell azione coatta 239. trovata fantastica la
sua divisione de gradi del dolo 259. notato un suo falso
ragionamento sul delitto commesso nellebriet 285. no
tato come parlando dellattentato fu qualificato dincon
siaemto dal Romagnosi 309. notata una sua erronea con
futazione del Pufiendorf III. 34. notata una sua confuta
zione del Beccaria 155. confutazione del suo sistema sulla

pena di morte 156. censurata la sua opinione sulla qualit

de lavori pubblici designabili dalla legge 184. esame


d una sua opinione sulla deportazione192. sua inesattezza

nel discorrere delle pene dinfamia 209. 210. sulle pene

pecuniarie 212. sulla proporzione delle pene 222. sulle


lodi alla prescrizione inglese 247. nella sua classazione dei
delitti 299. nel modo con cui classa il parricidio 301. os

servazione su ci che dice dell uso de liquori forti 332.


giudizio su ci che ha scritto della educaz. pubblica 338.
copia Antonio Matheo nel parlar del processo romano
IV. 48. sue inesattezze sul merito dellaccusa 56. sua erro
nea opinione sopra una massima del processo romano 57.
lodato sul modo con cui tratta della certezza 59. censura

al suo sistema sulla credibilit della confessione 134.


modo fantastico con cui scrive de testimoni eccettuati 153.

inutilit de suoi canoni sulla prova testimoniale 154. si

espone ad essere censurato censurando il Montesquieu 155.


inutilit de suoi canoni sulla prova scritturaria 171. 173.
notata la inutilit delle sue ricerche storiche sullanalogia

de giudizi di Dio e la tortura 210.


FLATT. Seguitato nel negare il gius di costringere ai termini
del gius di natura lll. 52.

Fraumczon . Censura del suo codice amministrativo l. 194.


Fumo. Esempi di pena di morte irrogata sotto le leggi Va

lerie, e Porcie l. 167.


FOURNIER. Mostrato un suo errore nel parlare del delitto
commesso nella ebriet H. 286.
Fnaucae. Notate il suo trattato della servit della pena
lll. 198.

Fazmu,m. Esaminata la sua denizione del delitto Il. 6.

Faarz. Sua dotta dissertazione sui dritti e sull autorit de


romani giureconsulti IV. 164.
Fn0monz . Materiali che i suoi frammenti posson dare alla

588
storia de giudizi penali I. 242. notato un suo giudiziosis
simo concetto di polizia III. 374.

G
GALLUCCI . Sua osservazione di un esasperazione de sistemi
penali dItalia nella met del secolo 18. l. 272. IV. 270.
Gessven.Suo comento al titolo de justitia et jure I. 115.
Gersmm. Encomiato il suo trattato della palinodia III. 300.
GELLIO cita un libro di Crisi po sulla giustizia I. 113. suo
trattato sul diverso modo i giudicare del losofo e del
GC. 262. sue osservazioni sulla legge Atinia Il. 49. sue
osservazioni sulla brevit delle leggi degli antichi IV. 48.

GENTILE preferisce i glossatori al Cujacio l. 295. designato


come il primo il, quale volgesse le menti allo studio del
gius di natura 137.

Gsoaosr. Lodato un suo giudizio in caso di alienazione di


mente Il. 187.
Genuann sviluppa il concetto del Thomasi0 sul gins di na
tura l.138.

strzanme. Eucomiato il modo con cui giudica della reci


diva lll.231.

GIBBON. Suo detto sui libri scritti sul dritto romano I. 205.
sua opinione sullo squarto del debitore per le DL. delle
xn. Tavole 288. nota la giurisprudenza penale di Teo

dora 239. reputa malizioso Triboniano nella sua compi


_ lazione 245.

Gmsmv Waxsmzn . Condannato alla carcere studi leffetto


morale della pena su i condannati III. 106. 107.
Gu.ues. Sua bella riessione sul perfezionamento de me

todi l. 326. esame dun suo giudizio sul Beccaria III. 158.
GILKIIIET. Sua opinione erronea sulla recidiva III. 229.

Gnovmuss. Sua pittura d un amministratore I. 193.


G1ssauu. Segutato nel negare il gius di costringere 21 ter
mini del gius di natura III. 52.
qumo. Notate il modo morale con cui esclude la pena

dal vizio Il. 27.

Giusrxnuuo. Idea delle generalit del dritto da lui conce


pite nelle sue istituzioni 1. 29. confonde i giudici nozio
nali di Roma libera con quelli de' suoi tempi 245. giudizio

sul metodo delle sue istituzioni 325. notato come tolga


'una contradizione del GC. Paolo con se medesimo Il. 210.
qucx nota quattordici signicati della parola dritto l. 114.
Gororaano. Sua esatta ragione della politica necessit I. 86.
nota una ritrattazione derrore del Cujacio 206. lo confuta
debolmente nella sua opinione sullazione delle ingiurie

589
229. indicato il suo cemento al codice Teodosiano come

ricco deposito di materiali per una storia del dritto penale


romano 286.
Gonatu. Giudizio sulla sua opera = Ricerche sulla scienza

de Governi = IV. 191.


Guasszrr1. Eucomiata la sua distinzione della causa impul
siva, e della raziocinaliva nel delitto Il. 258.

G1uuu rigetta troppo francamente la divisione de delitti


privati e de pubblici I. 230.

Gnavemu. Lor ato il suo trattato sul dolo Il. 61.


GRAVINA. Suo bel concetto sulla legge I. 49.

GREGORIO preferito a Seneca nella pittura dellirato Il. 272.


GROLMAN. Notate il dissidio tra lui e Almendingen sulla
colpa Il. 211.

Gaos. Notati i ragionamenti co quali esclude il dritto della


vendetta III. 19.
Gaozro . Suo epit'onema sulle leggi I. 95. sua distinzione delle
specie della giustizia 114. sua opinione della equit come
temperamento del giusto assoluto ivi, osserva come i GC.
R. aborrirono le teorie 267. esaminata la sua denizione

della pena III. 6. censurato del fondare il ius di natura


sulle citazioni 14. notata una sua contradizione sullin
dole delle pene 23. notato il suo desiderio che l uomo si
possa uccider due volte 91. notata una contradizione che

ha comune col Puifendorf nellinterpetrazione di una


Iegge125. confutato un suo argomento a favore della con

sca 131. suo sistema sul criterio e sull autorit del gius
di natura 139.
GRUNER. Sue idee sulle pene private I. 219.
Gnurmv. Suo trattato sulluso della tortura nel processo ac

cusatorio IV. 70.


GUADAGNI. Anteposto al Thomasius nellanalisi della giu

stizia l. 118. deriva dagli stoici la romana denizione della


giustizia di persona 119. lodi al suo trattato de luoghi

greci delle Pandette 295.


Guzozmcm sviluppa i concetti del Thomasio sul gius di
natura I. 138.

Garzor. Censurato il suo concetto sul delitto politico II. 123.


Guum.mcm. Notata una omissione del suo libro sul titolo
di maest 11.127.
r, :
4"
H
'-'..t:

Ilzrnszn. Notate come parteggiante della morale indole


della pena III. 16.

HALLAM non nota una contradizione delle leggi nel medio


evo I. 236. esaminata la sua opinione sulla preesistenza
delle 0rdalie al duello IV. 13.

590
Hau.za. Notti gli assurdi della sua scienza politica restau
rata I. 138. IV. 40.

Hsaauno. Lodato il suo trattato della palinodia III. 300.


Haaruno. Sua osservazione sulla cura del sesso antica e
moderna III. 312.

Hsssa. Lodato il suo trattato della colpa Il. 206.


HAUBOLD . Sue istituzioni storico-dogmaticlze del dritto ro

mano I. 115. sua collocazione teorica delle voci dritto,


giurisprudenza, giustizia 123. sua notizia degli autori
che scrissero del furto 218. di quelli che scrissero del foro

di Roma 244. sue note alle antichit d'Heineccio 245. suo


novero degli autori che scrissero dell autorit de GC.
Rom. 286. giudizio sulla sua storia letteraria del ius ro
mano 290. suo novero degli scrittori delle vite de Giure
consulti 291. suo trattato delle leggi di maest III. 162.
sembra non aver conosciuta un opera del Guadagni 265.

sua raccolta de frammenti dell Editto pretorio , e dell e


dilizio 305. notata una sua omissione relativamente al

Barclay, e allAverani IV. 38.


qus appartiene alla scuola di Kant I. 140.

Haranv. Suo giudizio sullHobbes e Locke I.137. sua bella


osservazione sulle conclusioni pratiche delle politiche
teorie 163. sulla loro niuna influenza nelle rivoluzioni 240.
Hamaccw prende parte alla disputa se Cicerone sia da no
verarsi tra i GC. I. 245. corretta una sua opinione sulla

pena del sordo-muto Il. 180. notata una sua erronea opi
nione sulla e'1cacia politica della pena III. 126. es:xme
d una sua terminologia della certezza IV. 226.

Hzaxa. Sua opinione sulle cautele alle quali d titolo la

prova semipiena IV. 231.


Hzmuon DE PANSEY spiega la pratica degli appelli nel medio
evo I. 129. suo modo di definire 1 amministrazione 195.

encomiato il suo quadro delle attribuzioni della polizia


III. 275. preferito al Muyart 298. elogio a quanto scrisse
sulla giurisdizione e limpero IV. 39. come abbia retti

cata la partizione degli elementi costituenti il potere so


vrano 41 encomj alla sua opera del potere municipale 331.
"puntate alcune sue omissioni 332.

HENRY . Sua osservazione storica sulla pena di morte III. 151.

Hamzm . Esame della sua opinione sulluso antico di custo


dire in carcere gli accusati IV. 200.
Heanna . Sua losoa generale I. 52.

IIERMANN . Sue idee sulla origine de magistrati I. 118.

Haarzaa. Non toglie le incertezze sulla origine della Legge


Pletoria II. 169.

Hauascu. Lodato le sue ricerche sulla polizia de Romam


III. 267.

_V}

591
Hsvsmm. Notato il suo quadro espositivo delle moderne di
spute sulla colpa Il. 206 encomiata una sua osservazione

sapra una legge di controversa interpetrazione 211. sua in


terpetrazione d'una legge di Numa sul delitto casuale 227.

Humour. Sua osservazione ingegnosa sul numero de suf


t'ragi nelle materie di diritto IV. 290.
i.
Homuc. Sua opinione erronea sulla recidiva III. 229.
Homms. Confutato nel suo sistema sulle origini delle societ

I. 41. qual criterio dia al gius di natura 139. suo bel con
cetto sulla sanzione della legge diviso poi in due dal
Bentham 211.

Hor:xennz. Sua opera su i limiti della polizia, e della gin


stizia IV. 337.

Horn. Notato il suo trattato sulla servit della pena III. 198.
Hornuu fa un nuovo trattato de clar- leg. interpret. I. 295.

ragiona sulla pudicizia patrizia, e plebea a Roma III. 325.


HOLTIUS aggiunge un autorit di Dione Cassio nella disputa
sullo squarto del debitore per le LL. delle mi. Tavole
I. 228. leggi omesse nella sua storia del dritto romano

Il. 138. elogio di quellopera ivi.


Houssao ZU Vacu. Confutato un suo errore sulla compa

tibilit de due processi accusatorio e inquisitorio IV. 294.


HOME. Tratta de suoi saggi sulla storia delluomo degno

desser conosciuto da un magistrato di polizia HI.337. sua


opinione sulla pi antica forma di governo IV. 19.
Hommrz. Censurato del credere non esatta la nozione del

delitto di polizia nella mente del legislatore Toscano


I. 84. prova come Iacerbit de supplizj a Roma in tempo
della repubblica fu in uso pe servi I. 167. sua opinione
sul sistema penale de Romani 280. suo cenno della in
uenza de' GC. romani ne giudizi penali 284. censurato
nella sua teoria dellotlesa commessa nellimpeto IV. 94.

Horrru.. Suo detto sugli asini che aspirano alla magistra


tura. IV. 83.

_,

'

Hornuu. Notate una sua ingegnosa distinzione tra la colpa


e la negligenza Il. 204.
Hownn. Tratto notabile della sua storia di Russia sullabu
Iizione della pena di morte per la lmpcratrice Elisabetta
11|.149.
w
..
Hunsa. Sua opinione sopra un errore di Giustiniano sulla
storia del dritto Il. 168. sue questioni col Wessembac sulla

confessione IV. 131. indicato come parteggiante della pie


na prova per indizi 195.
Huco . Suo giudizio sul gius di natura 1. 141. nella sua storia

del dritto romano tocca leggermente il penale 242. leggi


omesse nella sua storia del dritto romano 11.138.

592
Humus D. Sua opinione sul secol doro come stato legale I. 54
suo abusivo modo di considerar la giustizia 150. lodata
una sua ingegnosa induzione storica desunta dalla prescri
zione III. 246.

Iluziip. D. Qualicato come il Blackstone della Scozia IV.


1.

J
Jacox; . Censurata la idea morale che si form della pena
III.

3.

'

'

>":.*

Jasoa. Sua opinione sul delitto commesso nell impeto


Il. 249.
JOUBERT. Encomiata la sua dissertazione sulle prove e sulla

evidenza IV. 104.indicato come. parteggiante della piena


prova per indizi 195.
Jouansa. Sue idee del metodo d insegnare il dritto I. 324.

Jovr. Biasimato il suo tentativo per lapplicazione della


morale alla politica I. 97.
R

a),

-f:' I

Imsruea. Sue idee sulle pene private 1. 219. ' "W


KANT. Disapprovato nel dare alla morale ed al dritto la
pura ragione per base I. 107. giudizio sul suo sistema del
dritto naturale 140. cosa sia la sua ragione pratica. 321.
esame del suo sistema sul gius di punire III. 36. del modo
con cui sostiene la pena di morte 154. suo sist_g%sulla
certezza IV. 59.

Knss.
Lodata
la
sua
dissertazione
sul
modo
di
distigguere
delitti atroci dai leggieri Il. 89.
i
-i
Ksmus . Sua autorit storica sul delitto di maest III. 162.
Kmxmsma. Sue ricerche sulla Iatinit de GC. Rom. I. 297.
Kmmscnaon. Sua interpetrazione d una legge romana
III. 107. sua opinione erronea sulla recidiva 229.

Kwnra.Lodato per la variata terminologia al gius delle


genti I. 157.

Kuausrsa. Sua storia degli appelli presso agli antichi Ro


mani IV. 48.
'
Kuomm. Utilit delle sue ricerche sulle attribuzioni del
Pretore e del giudice pedaneo IV. 50.

K1tlas. Mentovata la sua disputa COI Leiser sul delitto del


sordo-muto II. 7178.
..

'

.,. t

- '

eft_ftdv,sm 42.?er .k .I!'f-2n "r 1=, ,.


'
rii. .tnrn* 'l
1;
FMI
:

ni'z':-f

..

.:
2224;";
:::mfru-n a
p Ed
._

'

395
L
La-Baureas. V. Balme.
LrCasrsnza. Censurato per il suo disprezzo per la Italia
nelle materie penali I. 252. encomiato per le sue idee sai

pregiudizio delle pene d infamia III. 210.


Ls-Cnotx. Preferito a Stewart sulla origine dellanalisi e
della sintesi I. 309
La-Hanrs. V- Balzac.

LA-LANDE . Sua bell opera sulla giustizia IV. 176.


Lam . Elogio a un suo MS. sull'arresto personale in materia
civile III. 83.

Lauraam aderisce alla denizione delle leggi del Montes


quieu I. 37. censurato per aver fatto del gius di natura una
parte del dritto pubblico universale 78. di aver confuso il

dritto politico coll'arte politica 82. biasimato del premet;


tere le obbligazioni ai dritti 105. censurato per aver inl
truso nel gius di natura la teoria della colpa e del dolo 110.
lodato per la sua storia del gius di natura 138. notato il
suo criterio sull' indole di questo dritto 140. censurato su

suoi giudizi deGC. romani 200. 225. censurato nell am


mettere la estensione del moderame ai termini del gius di
natura III. 53. lodato ci che scrisse sul calcolo desulfragi

IV. 246.
Lanam. Lodata la sua storia del modo d istruire i sordi

muti Il. 180. notata una strana iurisprudenza sul delitto


dell'irato 276. rigettato ci che ice della denizione del

lattentato per lAlciatb 355. censurata la sua denizione


della compli0iI 392.
Le-Baun. Lodato il suo saggio sulla colpa I]. 206.
LEDEa. Encomiato il suo trattato della palinodia III. 300.
LGGIO. Le sue note ad Antonio Matheo preferite a quelle
del Nani I. 295.

Le-Gaavnasrn . Rigettata la sua denizione della complicit


Il. 392.
Lexamrz coincide con Grozio nel dire che il dritto e regola
anco per la mente dellateo I. 106.. preferisce il dritto alla
equit 126. giudizio sulla sua opera Corpus juris recon
cinmmdi ratio 280. trova nel dritto romano la esattezza
geometrica 287.

Laura . Mentovata la sua disputa col Krees sul delitto del


sordo-muto II. 178.

Ls-Lnavaa . Giudizio sulla sua opera della proporzione delle


pene ai delitti Il]. 223.

LERMINIEII. Sdoi falsi giudizi sul Beccaria I'. 255.. colloca

Leibnitz tra i parteggiantidecodiei 279.. confusione nel


Tomo IV.

27

594
modo con cui tratta la storia del dritto 288. sua discor
dnnza coin annales des legislation sulla storia del dritto
romano 294. censurato un suo giudizio del Thomasio 308.
suo errore sulla pretesa antipatia dellanalisi e della sin

tesi 315. suo ingiusto giudizio sul Puffendorf 319. sue biz
zarrie sullo spiritualismoe il materialismo nel dritto 320.
e sullanalisi e sulla sintesi 327.

Lawrs sceglie un facinoroso per protagonista d' un suo ro


manzo III. 342.

Lux-magone . Lodato il suo saggio di giurisprudenza penale


III. 51.
Lincnsnn. Notata una sua differenza di parere dallHume
sopra Alfredo il grande III. 150.

Lmouni non dubita di desiderare nel secolo XVIII. il ritor


no della politica schiavit III. 271.
errx.eron . Suo quadro del fanatismo politico Il. 119.

vaxucnsron. Notato il sistema del suo progetto di codice


penale IV. 6.

LIVIO . Tratto segnalabile sul poter tribunicio IV. 47.


Locxe. Confronto della sua denizione della verit con

quella deGC. romani, e de pratici IV. 222.


Loeun. Lodata la sua teoria sulla colpa II. 206.
Lorz7. Sue idee sui limiti della polizia e della giustizia IV.
33 '
chss. Sue esagerazioni relative al gius di natura I. 79. rim
proverato daver confuse tra loro le scienze morali e le

politiche Il. 60. confutato in ci che scrisse del delitto


politico 117. notata una effrenatezza nel concepire la li
bert 237. censurato in quel che dice del dritto della so
ciet a difendersi III. 65. esame delle sue opinioni sul si

stema penitenziario 99. 108. notata una sua asserzione


storica sulla pena di morte 148. notata la debolezza duna
sua confutazione del Filangieri 155. lodato e notato il suo
sistema sulla pena di morte 157. notato un equivoco di

questo scrittore 180. dubbj su suoi encomj alla pena del


solitary coqncment 190.
'
LUDEN. Lodato il suo trattato di dritto penale I. 292 osserva
come senza una guarentigia di pubblico dritto la istitu
zione del.Jury non d protezione IV. 328.

Lunzwm. Adottata la maniera di citazione del corpo del


gius romano da lui proposta nella vita di Giustiniano I.
278.

M
Blacruavum. Indicato come capo della scuola politica

Italiana 1. 19. come inclinasse con Tacito alla esagera

395
tiene del rincipio politico 185. come concepisse la in-
conciliabilit del potere legislativo e del giudiciario IV.
43. suo concetto sui vantaggi politici dell accusa volon

taria 62. riconosce il principio della forza in quello della


_ maggiorit 245.

,_

Mstas. Sua osservazione sullazione de tigno junclo III. 307.


Musrza. Notato il suo modo di dividere la storia del dritto
romano l. 280.
_
MALANIMA preferito in un punto di storia del dritto ad

Antonio Matheo Il. 153. esame del suo giudizio sulla pena di morte per gius divino 111.145.
MALBLANC. Sue osservazioni sulle attribuzioni del magistra-
to romano} IV. 51. sua opinione sulle ragioni che obbliga
no a non deferire il giuramento allaccnsatore 240.

MALLEVILLE . Notato come abbia potuto compilare un codice


civile in quattro mesi IV. 361.
anavnza . Censurato sullabuso che fece dellistinto della
slociabilit I. 45. su i principi della sua favola delle api

54.
Mnumo . Citata la sua autorit sui nuovi Vocaboli necessari
V ad esprimere nuove combinazioni didee II. 103.

Maauzro. Dubbi sopra una sua opinione sulla durata delle-i


silio per dritto romano III. 203.
MARANTA. 17. Riminaldo .

Manu. Meraviglia di trovarlo tra gli scrittori contrari alla


pena di morte III. 145.
Msacszzuvo narra come un Imperatore pasceva due orse
con carne umana 1. 283.

Maraao. Giudizio sulle sue generalit del dritto penale I.


30. sue perplessit sulla incidenza del civile nel penale
206. ent:omio a quel che scrisse della L. A_quilia 220. con-
sura del suo disprezzo pepratici 261. preferito al Renazzi
nella Spiegazione della sinonimia de Romani relativa al

lott'esa Il. 5. notato ilsuo abuso di parlar retori(:amtznte del


mandato delittuoso 371. censurata una sua opinione rela

tiva aL,male che pu esser delitto, e pena III. 90. errore


duna regola posta da lui sulla infamia di dritto 207. so
stituita alla sua una conciliazione diversa delle antinomie
delle leggi romane sulla durata dellinfamia 308. censu

rato per avere intruso nel processo romano della repub


blica istituzioni giudiciarie de tem idegllmperatori IV.
48. rigettato il modo con cui par a del giaramento del
giudice 67. e della sua ricusa ivi, censurato nebparicar't:
il giudice inquirente allaccusatore 74. non d le ragioni
d' un antico giudicato 86. sue inesattezze sulle ragioni del
(Inverso modo d interrogare il reo ed il testimone 136.

n|

596
censurato per aver applicata una regola di processo inqni
sitorio a un caso di accusatorio 146. confu'ta2ione della

sua interpetrazione del dritto romano sulla tortura del


reo convinto 193. e sulla prova indiziaria194.
MATTHEU n'r Sanz. Citato in esempio degli errori ai quali
conduce il non distin nere il modo morale, e il modo
politico di conoscere elle azioni contrarie all' ordine Il.
63. censurato nel suo negare diminuzione di pena al ses
so 175.

Mavnzn . Sue idee su}. ministero publico e sulla sua origi


ne IV. 287.

Mazze: . Sua dotta opera sullazione dello spoglio i. 226.


MEJAN. Esempio dellabuso del segreto citato da lui in una

delle sue cause celebri IV. 207.


Mensrnn. Confutazione d'una sua opinione sul quasi-del?
to Il. 203.
MENAGIO. Lodata la vita scritta da lui di P. Airanlt I. 300.
Mmummo colloca nel costume la legge 1. 122.

Manocuxo. Giudizio delle cose che ha scritte sull' attentato


H. 327-344.
\iERILLO. Sua opinione sulla vitalit del feto I. 306.

Manna. Rigettata la sua denizione della complicit Il. 392.


METASTASIO perora una causa in versi I. 299. sua osservazio

ne sul delitto politico Il. 119. grande conoscitore del cuo


re umano 265. sua bella pittura dun omicidio necessa
rio ivi.
Marna. Notata una sua contradizione sulla prerogativa dei
penale sepra il civile 1. 221. rigettata una sua opinione

sulla parit dell azione civile e della penale ivi, sua opi

nione sulla inuenza del gius romano negiudizj penali


del medio evo 246. lodate le sue ricerche inemonumenti
storici del medio evo 246. notato il suo odio contro al

processo quesitorio 247. censurato nel credere indifferen


te lesten ere il Jury alle materie civili 271. rigettata la

sua opinione sul predominio che acquist il gius canonico


nel medio evo 281. giudizio del suo spregio pella sezione

del cadavere 307. censurato di togliere aglltaliani la ori


ginalit 11.111. notata la troppo ristretta sua idea del de

litto dipolizia III. 286. giudizio della sua opinione per,


un codice unico 295. notato il modo inesatto con cui de
nomina lazione di chiunque ad accusare IV. 47. come il

criterio politico di questo scrittore formasse il criterio


giuridico 53. esame della sua opinione dell essere il me

todo quesitorio un arme per ottenere la confessione del


reo 137. giudizio sul suo disprezzo per la Vericazi0ne del

materiale 141. suoi errori sulla\prova per mezzo di testi

..f"_

-*

-.

597
meni 156. inesattezza del suo giudizio sulla stima giuri
dica della prova 158. esame desu0i elogi alla convinzione
intima 179. esame della sua opinione sulla origine storica
del segreto 201. giudizio su quanto egli ha scritto su que
sto atto della procedura penale 204. suo orrettizio modo
di trattare questa materia 206. notata la inesattezza con

cui parla della legge Habeas corpus 216 suo equivoco


sulla indole aritmetica della prova semipiena 229. giudi
zio delle sue discussioni storiche sulla costituzione Caro
lina 333. sua inesattezza sulla special verrdict 244. modo

parziale, ed evasivo con cui intende togliere le imperfe


zioni del Jury 247. sua confessione sulla facilit del Jury

a sbagliare ivi, esame della sua opinione sulla storica ori


gine della' divisione del giudizio del dritto e del fatto 248.
censurato per aver reputato il principio della unanimit
non necessario al Jury 250. encomia la istituzione del mi
nistero pubblico senza ponderare se sia compatibile colla.
giustizia 287. dichiara senza ragione potersi torre al Jury

e materie civili 288. sua inferiorit al Bentham nel di


scorrere la popolaresca pubblicit 323. sua singolare opi
nione sul criterio del giudice 326. lodato per voler bandi
to luizio del giudice da giudizi civili 354.
Mmaoeuns. Sua storia decoscz'enz-arj I. 342.

MIDFORT. Sua osservazione storica sulle devastazioni pro


dotte dagli animali selvaggi III. 309. suo paralello detem
pi eroici e del medio evo IV. 12.
Mmzarou. Sua autorit relativamente agli elI'etti della inter
dizione dell acqua e del fuoco I 233. sulle rivoluzioni del
poter gidiciario a Roma Il.103.

Mazza preferito a Rousseau nella sua spiegazione delle 0


rigini della ineguaglianza delle condizioni tra gli uomini
I. 41. come le spiega 65.
MILLETOT novera le perplessit pratiche delimiti del civi
le, e del penale I. 206. sue idee del metodo d insegnare il
dritto 324.

MILTON. Suo verso notabile sull indizio IV. 177.


Muunrsn. Ripreso del non aver voluto ammettere la no

zione duna politica necessit I. 85. suo errore storico


sulla elezione del dittatore a Roma 86.
MITTERMAIER. Loduta la sua dissertazione sullalienazione
di mente Il. 79. su ci che dice de nuovi codici in questa
materia 189. del modo di proporre al medico la questio
ne 190. lodato ci che dice della nozione della consuma
zione 330. encomiata una sua confutazione del Fetterbach

III. 240. lodata la sua dissertazione sulla nullit per in


terrogazione suggestiva IV. 135. citata la sua autorit sul

598
le questioni sulla rova indiziaria 198. sua opinione sulle
cautele alle quali da titolo la prova semipiena 231.

Mouuasars. Errore dun suo giudizio sull autore II. 366.


sua erudizione nel parlare devarj autori sulla complici-v
t 369.
Moaraou. Suo quadro espositivo degli scrittori pro, e con
tro alla pena di morte III. 158.
Moaruoas. Suo tratto notabile sulla indole delle umane
passioni I. 155. notato lo scetticismo col quale parla del
modo di decider le liti IV. 81.
Mourssqnmu. La sua denizione delle leggi difesa I. 37.
riconosce i vantaggi arrecati alla pace pubblica dal meto

do uesitorio 247. censurato dellaver confuso Iuizio del


giudice coll accusa d utzio 248. sua originalit ne con
cetti sulla pena, ma ne manca sul titolo della imputazione

del delitto 253. divisa di premettere al suo spirito delle

leggi un invocazione alle Muse 300. rigettata come morale


la sua classazione de delitti 11.107. notato il suo ingegno
epigrammatico nello scrivere della sua di morte 111.159.
suo errore storico nel para onare ai giudici pedanei dei
Romani i moderni giurati l . 48.
Monrvsaau . Censurato sopra una specie da lui riferita al de
litto assolutamente politico Il. 138.

Monaca. Sua hellapostrofe al Donello sulla prova indi


ziaria IV. 184.
Moaom si appropria un idea di Bacone I. 119.
Mono. Sue esagerate opinioni sulla pena dell adulterio I.
221. barlumi di polizia nella sua Utopia III. 345. muore
martire della giustizia IV. 227.
Moaocco. Sua confutazione di chi nega doversi ammettere
la difesa nelle cause penali IV. 360.
Mossa . Notata la virulenza del suo odio contro al processo

quesitorio I. 247.
Mamma. Sua osservazione sul ministero pubblico IV. 287.
MULLER. Lode alla sua opera sull usura l. 223.

Muraar ne Vouozaus. Errore della giurisprudenza frane


cese sulla calunnia 228. censurata la sua divisione del do
lo II. 68. per la sua critica al Beccaria 74. notato un suo
errore sulla infamia di fatto III. 206. censurata la sua spo
sizione di delitti di polizia 296. altre osservazioni sulla
classazione di questi delitti 298.
Mrnws . Suo trattato del cieco parricida Il. 182. della pali

nodia III. 300.

599
N

Naosmsnx. Encomiata la sua storia della potest patria


III. 311.
NANl dissente da Antonio Matheo sulla incidenza del civile

nel penale I. 206. sue osservazioni agli art. 112. 113. del
Cod. Leop. erroneamente ligio del Filangieri 227. suo er
rore sull'adulterio notorio 231. censurata una sua opinio
ne sulle cognizioni straordinarie 285. giudizio delle sue

note ad Antonio Matheo 298. encomiato per aver rigettata


la teoria della esasperazione della pena 1]. 66. notata una
sua petizione di principio 97. lodata una sua nomenclatu
ra nellattentato 301. notata una sua espressione da cucina

in criminale 310. rigettata la sua opinione sulla impunit


dellattentato 344. rimproverato di confusione in questa
materia 347. notato l' abuso di ragionamenti tratti dal
dritto civile per giudicare del mandato delittuoso 371. lo
data la sua nomenclatura della certezza IV. 121. notata la
sua opinione sulla prova indiziaria 197. debolezza d un

suo argomento per sostenere la parit del numero de giu


dici 290.
Nzrrsznunr. Sua opera sull' aborrimento della chiesa per
lo spargimento del sangue 1. 251.
Nnam. Sue osservazioni sulla polizia dein antichi per le
strade III. 308.

NICOLINI riferisce un frammento poetico de bassi tempi ov


espressa la sicurezza che il dritto privato riceve dal pub
blico I. 69. sua partizione dellamministrazione della gin
stizia, e della forza 195. sua opinione sulluso della inqui

sizione civile a Roma in tempo della repubblica 247 IV.


53. rettioata una sua osservazione storica sullantichitax
del segreto 203.
NIIIIRQ. Sua opinione su i primi giudizi penali a Roma
Noznzxs mostra la unione che vi ha tra la lologia e la sto
ria del dritto romano I. 296.
Noonr .Ri ettata. la sua opinione storica sulla servit della
pena 1. 35.
Nrrzns. Inesattezza della sua nomenclatura nel tema della
recidiva III. 227. sua omissione 229. notata una sua inter
petrazione del GC. Modestino 232.

0
g

01-:nsrzn. Sua opinione erronea sulla recidiva III. 229.

Umano. Sua pittura della catena uscente dalla bocca di Gio

4oo
ve I. 50. citato da un GC. sulla pena del delitto casuale II.

154.
Orrore . Sue osservazioni sulla polizia deRomani sulle stra

de III. 308. sulla tutela perpetua delle donne 312.


vamo. Il suo secolo d oro spiegato dal Paw I. 53.

P
PAGANO. Censurato sulla sua denizione della libert ci
vile I. 163. giudizio del modo con cui ha trattata la filo
soa della storia IV. 19. notata la sua imperizia nel trat

tare del processo de Romani 48. tenendosi allautorit de'

poeti sul pi antico esercizio del poter giudiciario non


- conosce un poeta che decide contro di lui ivi, la leggerezza
con cui discorre della inquisizione 53. giudizio sulla sua
opera la logica de'probwbili 197. debolezza delle sue in
duzioni sulla storica origine del se rato 201'. sua scarsa
suppellettile in fatto di erudizione 2 2. refrica una inutile
ricerca storica istituita dal Filangieri 210.

Pazav. Notata la debolezza della sua distinzione de-llira o


della vendetta II. 277. censurato nella sua opinione sul
delitto commesso nella ebriet 285. suo equivoco nel qua
licare come azione il pensiero 304. censurato sulle sue
morali idee relativamente alle pene III. 13.

PAOLETTI . Suo consiglio sul turbato possesso I. 226. suo elo


gio 275. esaminata la sua denizione del delitto 11. 14.

avvertenze su ci che chiama il formale del delitto 37.


notata una sua ines tezza nella denizione del furto 319.
suo errore notato al Cremani III. 248. preferito al Ben
tbam sui caratteri della interrogazione suggestiva IV. 151.
commendate alla lettura del criminalista le me Istruzioni

per compilare ipro.cessi: passim.


PAOLINI. Encomiato per un suo giudizio sul Facbinei II. 74.
lodato nella distinzione del danno immediato, e mediato
83.
Pasroaar trae dagli oratori greci soccorso per la storia della
legislazione I. 242. lodato per aver il primo inculcata la

necessit della classazione delle offese II. 103. confutata


una sua censura al Beccaria 108. notato come contrario
alla pena di esilio III. 194.
PAW. Spiega il secolo doro descritto da Ovidio I. 53. sua

pittura dello stato di natura 77. sua retta idea sul furto

permesso a Sparta II. 43. lodato in ci che scrisse della


satiriasi 186.

PERE-LU. Sue osservazioni sullazione de tigno juncto 111.


su temperamenti della tutela perpetua delle donne 312.

sue osservazioni sugli eIietti della inscrizione IV. 57.

__40i
PESCATORE. Esame del suo giudizio sulla pena'di morte per
gius divino III. 145. notato come imbevuto del pregiudi

zio della eicacia politica desupplizi 126.


Peru Annnnws . Suo quadro storico di supplizi atrocissimi

inabili a impedire i delitti III. 126.


PETTINGAL . Giudizio della sua opera sul Jury IV. 236.

Pmen. Preferita ad ogni altra la sua memoria sugli alienati


di mente Il. 191.

Pranzz. Sua opinione storica e giuridica allegata nella que


stione sulla pena di morte 111.146 -323.

PITAVAL riporta un bel detto comparativo sulla coscienza


e la scienza 1. 362.

._

Pi'nsc0. V. Manuzio .

PLATONE confuta un ipotesi simile a quella di Rousseu sullo


stato di natura 1. 76. narra le controversie degli antichi
. loso sulla denizione della giustizia 114. colloca la

giustizia nell'arbitrio 121. d al dritto naturale il criterio


ella utilit 138., l adotta come regolator della' legge 146.

interpetrazione critica dun tratto del suo Gorgia III. 5.


induzione su ci. che ha detto sulle pene alle cose inani

mate, eccetto il fulmine 305. notata la sua opinione favo


revole alla ragionata ricerca IV. 31. contrario alla codi
cazione 82.

PLATTNER. osserva aver gli antichi dato alla giustizia ori


gine celeste I. 119. seguitato nel negare il gius di costrin
gere ai termini del gius di natura III. 52
PLUTARCO. Sua autorit sulle prevaricazioni de giudici an- y
chi I. 243.

POGGI. Suo consiglio sul turbato. possesso I. 226. suo. elogio


275. lodata la sua cultura nelle lettere 301. lodato sulla.
regola certa da lui stabilita relativamente alla colpa lata

11.224. rimproverato daver seguito male a proposito Ci


cerone 234. censurato per aver reputato scusabile il delitto

del fanatismo 283. IV. 86. notata la sua parsimonia.nello


scrivere dellattentato 415. lodato lingegno con cui sta
bilisce il criterio della prova testimoniale 18.7. censwata

la sua opinione sullo scopo della pena straordinaria 233.


esame di quanto scrisse sulla pubblicit 327'.
'
Pozmo mostra che le cose relative alla forma del governo

son del dominio della storia non delle teorie 1. 1.57.

Pozxzuno . Sue erudite notizie sul timorpani'co Il. 289.


Pozzero. Sua pittura dellErcole degli antichi Galli l. 50.
encomiata la sua storia del foro di Roma 244.
Poro. Suo detto sulla miglior forma di governo 1. 158.
Ponscunn riconosce le insufcienza del gius di natura alla.
discussione della prova lll. 53.
Tomo IV.

18

402
Poarusz riduce l amministrazione a un fatto I. 191 .

Paro. Sue ricerche sugli effetti della suggestione IV. 135.


Pazvosr. Sue osservazioni sul metodo di analogia I. 310.
Pmasrmzv. Lodato nella sua distinzione della libert civile
e della politica I. 163. sue belle osservazioni sopra i go
verni fondati sulla politica libert 164. encomiato su quel

che dice de lavori aerei de' modelli di politiche costitu


zioni 239.

-.

Puzza. Rigettata la sua opinione dun dolo indiretto Il. 213.


PUCCINI . Lodato il modo col quale egli ha trattato il calcolo
della prova indiziaria IV. 232.
Pvrraxvnoar. Esempio col quale spiega i dritti nascenti

dalla societ I. 64. annette alla parola dritto la idea di


potere 117. attribuisce ai GC. romani la denizione della

giustizia di persona 119. influenza delle sue opere sullo


studio del gius di natura 137. il primo a considerarlo
inabilea fornir titolo alla ragione pubblica e alla pub
blica forza 139. nota la necessit di nuovi nomi per si

nicar nuove idee II. 103. rigettata la sua classazione


de delitti 107. difesa una suahomenclatura contro alle

censure del Barbeirac 199. esaminate le sue' addizioni


alla denizione della

ena di Grozio III. 6. notata la inu

tilit delle cure usate a lui nel denire la pena 9. lodata


la sua divisione delle pene ivi, notata la sua deferenza so
verchia al gius romano 33. retticato nel porre una que
stione relativa alla giustizia penale 78. in altra relativa

alle obbligazioni ed ai dritti 82. notata una sua strana


opinione sul mallevadorejudicio siin 132.

Q
usanzm. Esame duna sua opinione sulla vitalit del
feto I. 306.
Qum'rtmsno. Bel detto sulla frenesia del delitto I. 175. suo
imbarazzo sulla versatilit degli oratori 242. confessa la

loro inclinazione a far primeggiar la retorica sulla dialet


tica IV. 65'.

'

RAFFAELLI. Bi ettata la sua nomenclatura greca delle of


fese Il. 1.-14 .
Itnuar. smentisce il bello ideale dello stato di natural. 77.
Rerrmaaaa illustra luso della tortura nel processo accusa
torio IV. 70.
\
Rzuazzx. Censurato nelle sue generalit del dritto penale

I. 31. sulla sua definizione della libert civile163. legge

405
rczza con cui discute se la giurisprudenza penale sia scienza
0 arte 264. confonde la scienza della legislazione colla
giurisprudenza 288. suppone erroneamente variabile la

legislazione penale 329. notata lambiguit del suo sistema


sullorigine del delitto 11.17. censurato per cercare nella
coscienza la ragione del delitto 54. notata una sua inesatta
qualicazione del dolo 65. e nel ravvisar come specie i
suoi gradi 70. encomiato per aver intesa la importanza

della teoria sulla quantit del delitto 72. notati i plagi


fatti a Matheo 78. rigettata la sua misura della quantit

del delitto 76. rigettato il suo modo di ragionare sulla


massima che lerrore di persona non scusa il delitto 211 .

notata l abusiva maniera con cui decide da moralista un


caso di dritto penale 220. ripreso per aver proposto un
caso di coscienza nel dritto 232. notato nella nomencla

tura dellerrote 233. encomiato per aver adottato il doma


ma della dolcezza delle pene III. 127. ambiguit delle sue

idee sul delitto di polizia 288. sulla denizione della colpa


IV. 97. sue inesattezze sulla credibilit della prova scrit-_
turaria 172. sua ingiusta censura de pratici 222.

Ber . Giudizio della sua opera sul paralello delle LL. giudi
ciarie inglesi e francesi IV. 238.

Ermanno. Un suo error di grammatica bandisce la pena


di morte dallo scopelismo I. 295.
3
Rxsx. Encomiato per aver adottato il domma della dolcezza

delle pene III. 127. sua opinione sulla credibilit della


Rosaarsoa.
confessione
Sua
IV.opinione
138.
sulle storie del Voltaire I. 10. non
"
nota una contradizione delle LL. del medio evo 236. ri

conosce la utilit che il metodo quesitorio arrec alla

pubblica pace 247.

4;...

Romacuosr. Sua losoa civile 1. 52. sua terminologia per


conciliare il dritto politico col dritto naturale 73. sua

confutazione del principio della utilit 93. concepisce nel


dritto una facolt 1 1 7. rigettata la sua opinione sullulcio
direttivo delle leg i 153. sullesser le leggi titoli non li

miti della libert 155. _notata la troppo grande estensione


da lui data allamministrazione 192. come consideri il
delitto infrazione dun dovere II. 11. lodato su ci che

dice delle pratiche denizioni del delitto 15. lodato per


aver mentOVata un imputazione politica 37. confutata la

sua opinione sulla non graduabilit del dolo 249. cen'su


rata la sua denizione dellattentato 321. esame del suo

sistema sul gius di punire III. 43. esame della sua opi
nione che il gius di punire appartenga alla societ 62.

notata l esattezza con cui parla de delitti di polizia della


sicurezza 297.

..1 ;,
.,,

...g

/ 404

._

Boscoa cita fatti comprovativi la inutilit della severit


delle pene I. 175. III. 121. notati i suoi dubbi sui buoni
effetti del sistema penitenziario 110.

Rossi. Censurato per desumere il carattere delle LL. penali


dagli eccessi di alcune I. 13. per aver parlato per mera
incidenza delle LL. penali della Toscana 14. per aver con

fuso la morale colla giustizia 73. per aver reputato empi


rico Beccaria fautor del Jury 149. per aver premesso il

trattato delle pene a quel de delitti 168. ne suoi giudizi


sul Beccaria 255. nel suo disprezzo pe pratici 257. esami
nata e rigettata la sua denizione del delitto II. 6-40. no
tati gli assurdi ai quali conduce la sua denizione 26. la.

consuonanza del principio morale, edel religi0so lo fa


caininarc di pari passo col Fachinei 74. notate le sue am
biguit suin attributi giuridici della pena III. 9. notata la

non originalit de suoi principi su questo pro(posito 13.


rimproverato daver riproposto un idea gi imostrata
erronea da Grozio 15. di portar nel dritto parole di e ai
voco signicato ivi, di non aver notato il diverso u zio
della legislazione e della giurisprudenza 23. quindi daver
notato che il magistrato che punisce non difende 75.11
avere ammassati equivoci in questa materia 78. esame

delle sue opinioni sulla morte civile 204. notata la con


tradizione del suo sistema allorch parla del dovere di

prevenire i delitti 254.


Rorracx. V. Arrelin.

Rousseau. Censurato sul modo con cui concepisce la libert


I. 163. rigettato nella idea che d della legge penale 207.

il suo sistema sulla pena di morte fu debolmente confutato


dal Brissot III. 155. confutazione di questo sistema 156.
giudizio della sua opinione contraria alle scienze 260.

notata una curiosa conseguenza del suo paradosso contra


rio alle scienze IV. 354.

Borsa. Encomiata la sua opera sulla potest patria III. 311.


Borsa-Gozzano . Notato il suo comento sulla decadenza

dello studio del dritto IV. 83. tratta giudiziosamente la

disputa del conferire le materie civili al Jury 355.


Rurcaas . Sua giusta osservnione sulla pena di esilio 111.194.

S
Saaszu. Notata la ineleganza delle sue citazioni I. 302.

lodata la sua opinione sulla pena unica della delazione di


pi specie di armi III. 236.
S. Doroncuau cita le idee di Bacone sullattitudine del GC.
a divenire uomo di stato I. 179. riferisce una causa di se

gnalabil carattere Il. 50.

405
SALLUSTIO indica la forza morale e la forza sica (1 un
azione 11. 65.
Samson . Sua relazione di causa celebre 1. 124.
Sanazsao. Suo giudizio sulla moralit della rissa II. 269.

SANIO. Notata una sua ingegnosa interpetrazione II. 318.


SAVIGNY spiega i concetti della scuola storica sul gius na
turale I. 141. Iodata la sua opera sul concorso de delitti
206. sua opera sul possesso 225. nella sua storia del dritto
romano nel medio evo si ristringe al civile 242.
SCBAUMANN . Sua psicologia criminale 1.187.
Scurneoxcxa. Sua opinione sullantichit della inquisizione
criminale a Roma I. 247. e sullalternativa che ella avea
coll accusa IV. 53.

Scmrrzn. Sua opera sul dritto delle femine presso i Ro


mani IV. 312.

Senzzrrwmn. Rigettata la sua opinione sulla morale neces


sit della pena 111.13.

SCHLOSSER. La sua autorit sospetta sulle lodi al dritto ro


mano I. 287.

Scruuarrz. Rigettata la sua opinione sulla morale necessit


della pena III. 13.

Scanno. Sue osservazioni sulla polizia de Romani per le


acque III. 308.

Scuoazz. Traduzione di Tipaldo, sulle leggi imposte ai


greci oratori I. 4.
Scuunrnvo. Suo giudizio sulla divisione del dritto per Giu
stiniano I. 136. sua dissertazione sulla ricusa de giudici

IV. 49. notato un tratto storico riferito da lui sul giudizio


degli antichi relativamente ai rei rimasti investiti da so
spetto 232.
501111th Wannaanoas. Suo giudicare erronea della reci
diva III. 229.
Scorr. Nella sua difesa di Cicerone mostra come gli antichi

giudici prevaricassero I. 245.


\
Sacra. Citato come opportuno allesame del soccorso che la
polizia trae dalle tutele e dalle curatele III. 311.
Sneuraa. Censurato per una falsa interpetrazione della L. 5.
D. de poen. I. 186.
SENECA. Sue idee sulla societ universale tra gli uomini I.
51. stabilisce prima del Bentham i limiti che dividono la

morale e la legislazione 147. suo bel paragone per il cal


colo delle probabilit IV. 221.
Seaxznnaao . Notato come misurator del delitto dalla gravit
della pena II. 75.

Ssavnv. Mentova uninvenzione diretta a conciliare il ton

mento maggiore del torturato colla preservazione della


sua vita I. 177.

406
Suauss. Sua opinione erronea sulla recidiva III. 229.
Summa. Sua collezione di frammenti antichi relativi al
dritto I. 304.
I
Smomo. Sua esatta osservazione storica sulle attribuzioni
del Pretore negiudizi penali onde non confonderle con

quelli de moderni giudici del dritto nel Jury IV. 49.


Smou . Eucomiato il suo trattato sulla colpa II. 206.
SISMONDI . Sua biograa del Dumont I. 213.

SMALLEMBUBG. Suo giudizio sulla partizione del dritto di


Giustiniano I. 136.

Surru. Suo tentativo onde unire lintellettuale, ed il mate


riale I. 50.
SONNENFELS. Notata la originalit della sua nomenclatura di
buon governo data alla preventiva difesa I. 159. giudizio
[della sua opera sopra la maggioranza de voti, e confronto
con nella del Barbacovi IV. 254. sue idee sui limiti della
polizia e della giustizia 337.

Susa ne HOLSTBIN. Utilit delle sue lettere sull Inghil


terra per ben giudicare del Jury IV. 238.

Srerum. Sua opinione sul secol doro come stato le ale


I. 54. sulla origine della giustizia 114. esprime l'oihcio
limitativo ed esclude il direttivo dalle leggi 132. difende
Aristotile da una censura del Barbeirac II. 261. lodato
dellaver ssato il diverso carattere delle passioni pertur
batrici dell ordine 262.
Srawaar. V. La-Croix. Sue osservazioni sulla induzione
Baconiana I. 310.
STOBBO cita un trattato di Archita de lega cl justilia I. 115.
Srmrz. Notato il quadro che egli fa di delitti innumerevoli
e atroci sotto severissimi sistemi penali III. 125.
Srmuuus. Encomio a quel che scrisse della L. Aquilz. I. 220.
STUART GILBERT. Preferito ad ogni altro nelle sue induzioni
storiche sul duello IV. 12.

Sveromo. Notato un modo singolare con cui Caligola pub


blicava le leggi Il. 51.

T
Tauro. Ammette il secolo doro come fatto storico I. 54.

notata una sua singolare sinonimia per esprimere lidea


delloliesa sociale II. 3. lodata una sua sentenza sulla pe
na correzionale III. 327.
Turunnzn. Dubbi sulla utilit delle sue osservazioni stati
stiche sulla pena di morte III. 150.

TENNEMANN . Suo cenno sulla losoa dellHegel I. 96.

Tuuuur . Sua nomenclatura di dritti ed qcj I]. 10.

4C?
Tuonssws . Ragiona sullarroganza degli scrittori I. 4. at
tribuisce a un moderno la opinione di Cicerone contraria
al giqg_;li natura 76. sua esattezza nel chiamare il gius di
naturacomune non pubblico 77. suo modo di separare la
morale dal dritto 99. illustra la storica denizione della
iustizia 119. sue idee sullamministrazione della giustizia

i25.suo concetto del gius di natura 138. lo separa dal gius


divino morale ivi, suo comentario sulla L. A uilia 220.
sua opinione su i delitti straordinari a Roma 83. notata

la insufcienza della sua spiegazione di dolo reale 96. lo


dato per aver confutata la o inione che debba punirsi nel

delinquente la simulazione del furore Il. 185. rigettata una


sua interpetrazione di legge romana 193. nota le indeter

minate idee di GC. sul

uasi delitto 202. redarguito del

non aver letto Locke Iii. 242. enumera gli scrittori che

discussero i metodi amministrativi della giustizia IV. 35.


notata una sua dissertazione ove abuso dingegno 52.

notato dinesattezza nel parlare del processo inquisitorio


61. come non concepisse che lulzio del giudice non am
mette lazione della calunnia 65. sua bella dissertazione
sul contrasto tra il costume e il dritto : tra la coscienza e la
scienza 82. notata la sua nomenclatura della certezza 121.

Tmsnsrnon. Lodata la sua opera su i giudici presso i Ro


mani IV. 99.

TIBAQUELLO . Encomiata la maniera con cui stabilisce la vera


indole del delitto commesso nella ebriet II. 288.
TITO LIVIO. Se sia da credere a ci che dice della dolcezza

delle pene presso ai Romani I. 166.

.'

TITTMAN. Sue congetture sulle cause dellinnesto del gius


canonico nelle costituzioni municipali I. 281.

TOLOMEO concilia la ragione ed i sensi collarmonia musi


cale I. 52.

s. T onusso . Sua coincidenza in una opinione ideologica con


Epitetto non notata dal Filangieri Il. 237. sua originalit
e forza dingegno in ideologia 269. segnalabile sua opi
nione sul carattere morale dell ira 273.

Tonx.usn nel ssar lindole della obbligazione ondeggia tra


i dommarici, e gli empirici 1.117. sua nomenclatura di

dritti ed qfcj II. 10. esame d una sua censura al Monte


squieu lIl. 40.
'
TRIBONIANO impasta a capriccio la L. un. t. 3. l. 9. COLLI.
209. altera la rubrica del tit. 10. lib. 48. Dig. 228. mutila
una le ge 231. accusato di malizia nella sua compilazio
ne 24 . o suggerisce, o lascia correre un errore stori
co di Giustiniano sul gius antico ivi, varia il senso (1 un
altra Il. 216. forma colla riunione di due leggi una legge

408
contradittoria 404. come scompagina il criterio della pro va IV. 194. il primo a parlare indizj indubitati 274.
Tunuu. Encomiato il suo trattato della palinodia
300.
M

U
I

Unzrrsi Encomiabile per la storia delle opinioni sulla pena


della complicit Il. 379.

V
VALERIO MASSIMO. Riferisce una le ge di eccezione al drit
to ordinario esclusivo della pena di morte a Roma I. 87.
Van-Benna. Notata una omissione nella sua dissertazione
sul titolo di maest Il. 127.
.
Vannenrou. Notato come parteggiante della morale indole
della punizione III. 16.
VAN-HOMMEL- Sua opera sul pensiero e sullattentato I]. 302.
VAN-KESSENICII. Notate d ambiguit nel distinguere il mo
tore intellettuale, ed il_fisico nella complicit II. 368. ri
gettate le sue idee sopra la casa di correzione III. 109.
VA1NNI .6Riporta una provvisione del 1304. sul gius naturale
. 13 VAN-Benesss . Notata la sua opera sul freno da porsi agli ac
cusatori IV. 57.
VAN-WICK. Sua opera sulla pena del pensiero II. 302.
VASSBLIN. Notati gli esempi da lui citati di delitti commessi
sotto gli occhi ella giustizia I. 124.

Venercx. Sua opera sulla pena del pensiero II. 302.


VICAT. Ripreso duna censura al Gotofredp Il. 4. non s in

contra nel suo vocabolario la formula indizj indubitati


IV. 274.

Vico. Carattere della sua losoa della storia I. 52. deriva


il dritto dalla divinit 119. osserva che le leggi preesiste
rono ai loso IV. 9. esame delle sue tre epoche degiu
dizi' 16._ notata la sua etimologia della parola qi'zio 37.
VIGELIO nella sua opera intitolata istruzione ai giudici vuol

banditi gli oratori dal foro , ed ammessivi i soli giurecon


salti IV. 21. -

VILLEMAIN- Censurata la sua divisione della storia I. 232. il


suo giudizio del Beccaria e del Filangieri 255.
V1L{.eas. Notata la imperfezione della sua losoa di Kant
I . 59.
Vuxnr scrive la storia del genere umano I. 48.
Vooer ._ Suo giudizio sul ne delle pene secondo i Romani I.
280. notata una sua singolare opinione in questa materia
III. 98.

409

Nomi-w. Suo. confronto col Bentl1am I. 149.

Vorr_raxaa . Biasimato per un suo motto sul Cartesio I. 11. suo


scherzo sul secolo doro 53. notata la sua parodia dun

verso che ha uso nel foro IV. 72.


Vou-Scmasca. Notata la debolezza degli argomenti diretti

a stabilire la parit della pena tra il complice e il princi

pal delinquente II. 396.

Vosnzca. Redarguito dinesattezza nel denire la imputa


zione Il. 34. daver confuso una specie dimputazione col
l altra 36. daver adottata un erronea nomenclatura 37.
Vuzraws . Utilit delle sue ricerche sulla ricusa del giudice

IV. 67.

W
Nareusa. Notata la sua opera sul concorso de delitti
III. 234.
WAGEMAN. Sue idee sulle cagioni delle rivoluzioni politi

che I. 42. suo detto sulla economia politica 191.


Wzmzrrzx.n (Gibbon). Notato come delinquente ha scritto
con cognizione di causa de delinquenti III. 106.
Waamsxeaos difensor di Epicuro I. 144.
Waauuoemc. Suo cenno sul problema de limiti divisori
della morale e del dritto I. 97. sue idee del metodo din

segnare il dritto 324. sue idee sulla questione dell origine


de domini Il. 141.

WESTEMBERG.NOIZ non esservi stata presso aiRomani distin


zione del gius divino ed umano 1.136.
Wuzmmn. Come riduca a una sola regola il giudizio dellof
fesa commessa nellimpeto IV. 94.
WINKEB. Sua osservazione sulla polizia deRomani sulle ac
que III. 307.

Wmn.eu . Indicato come uno de primi scrittori di gius na


turale I. 137.
Wuvsnvcaa. Rigettata la sua opinione sulla inerzia. di am

lonlz II. 213. esame della sua teoria sul talione III. 15.
WINTERBOTTOM . Suo quadro dun tribunale alfiicano I. 121 .
Wm'roa1vs. Censurato nel credere necessaria la nozione del

la consumazione per conoscere lattentato Il. 296.

ans. Notata la sua confutazione dun sistema sul gius di


punire III. 37.
'
Wocxesraear illustra le leggi di Silla I. 235.

WOLF . Censurato nellassegnare alla morale il principio del


perfezionamento I. 107. dellabuso demetodi problema
tici nel dritto 322.
.

Wonnosrouacaorr, donna apologista delle donne III. 312.


Tomo I V.

29

410
Lodato una sua osservazione sull effetto morale degli 11
mani supplizj 111.105.
-

X
vaoronrz parla d una Dea preside della giustizia 1. 119.

Y
Yacxson. Notata la sua opinione che rovescia 1' ordine
delle quattro et IV. 1 7.

Z
Zaccuu riferisce lo strano dilemma dun medico chia
mato g decidere della verit duna alienazione di mente
Il. 18 .
Zacasma. Sua interpetrazione duna legge romana III. 107.
Zasm. Rigettata una sua opinione sulla colpa Il. 209.

Zerozaa. Suo detto luminoso sul diverso ufcio della co


scienza e della scienza nel giudizio de fatti IV. 117.
ZEILLEB. Suo modo evasivo sulla conciliazione del dritto
politico col gius di natura 1. 73. sua contradizione nel

. Iammettere doveri corrispondenti ai dritti 103. lodato


per aver esclusa dal dritto naturale la colpa e il dolo 110.
suo giudizio sugli scrittori di gius di natura prima di Kant
140. confutato sul preteso naturale diritto di costringere
- alla riparazione del danno gi inferito III. 52.

FINE DILL). TAVOLA PRIMA

TAVOLA . n."
CONTENENTE LA INDICAZIONE SOMMABIA DELLE IA'IBRIB
TRATTATE NEL TESTO E NELLE NOTE.

Il Num. romano indica. il volume : larabo lafacciata:


la lettera n- le note.
\

/
/

A
Abitudini. Loro morale effetto III. 321. diversit di prin
cipi della morale e della politica nel giudicare delle men

rette ivi, quelle che producono lazione colposa non go


vernabili dalla polizia 322. vantaggi del tribunale dome*

stico de Romani 323. implicanze della potest economica


dello stato onde Supplirlo ivi.
Jacusa. Indole sintetica. dellaccusa passim. altra volonta
ria altra necessaria. IV. 47. come la Volontaria cessi nel
cambiar del processo penale 51 . bisogni logici dellaccusa.

57. rarit de casi, ne quali possa coerentemente alla sua

indole logica esser proposta ivi, il timore della calunnia


dee renderla anco pi rara ivi. Ved. Giuramento, etimolo
gia di questa parola 295.
Adolescenza. Ved. Et.
Arlrolepsa . Come lecita per il gius delle genti: illecita nel
lo stabilire la pena III. 92.

Adultcrio . Ved. Delittiprz'vati.


.Alienazone di mente . Contrasto della scienza nel valutare
la sua inuenza sulla forza morale delloifesa Il . 183. uf

cio della legge ivi, difcolt che lalienazione di mente


presenta 184. vera e simulata: chi debba deciderne185.
variet della natura nellalienazione di mente 186.il fu

rore, e la suprema malvagit sulla medesima via 187. con


itto tra la medicina legale, la legge, e la giurisprudenza
188. problemi che ha da scioglier la legge 189. intervento
della medicina legale ivi, modo di porre la questione al
medico.190. alienazione di mente continua, e interrotta

193. polizia degli alienati di mente III. 313-329. necessit

412
che la lega per il giudizio penale ssi il dritto dell'alle
nazione di mente IV. 95.
4
Amministrazione: dritto amministrativo. Ved. Scienze an
siliarie a quelle del B. G. Ambiguo signicato della pa-
rola amministrazione l. 193. tentativi diretti a formare
del dritto amministrativo una parte del dritto pubblico
192. condizioni duna retta amministrazione della cosa
pubblica 193. stretto significato della parola amministra

zione 194. difcolt per ridurre a sistema scientifico il


dritto amministrativo 195. differenza dellufcio ammini
strativo, e del governativo ll l. 72.
Amore . Perch non scusi loffesa Il. 281. quando la scusi
282. polizia della passione che spinge un sesso verso del
laltro lll. 325.

Appelli. Loro formula nel medio evo l. 129. come ammessi


nellaccusatorio , e nell' inquisitorio processo W. 350. ra
gioni per le quali non sono ammessi nel processo accusa

torio moderno, e nel processo inquisitorio emendato 351.


Arbitrio del giudice . Ammesso in tutto da Platone I. 121 .
IV. 82. rigettato in tutto dal Montesquieu 24. n. 1. palliato
col nome di coscienza, di costume I. 121. 122. le leggi
giudiciarie dirette tutte contro larbitrio come le penali
contro l assassinio IV. 5. come il giudizio penale dall ar
bitrio del principe passasse a quello del giudice 20. larbi

trio impaziente dindugio e di esame 31. distico espri


mente la necessit della legge e la esclusione dellarbitrio
67.come la stima giuridica della prova lo incateni 125.
come la intima convinzione altro non sia se non arbitrio:

passim, come i sedicenti nemici dellarbitrari0 sostenga


no la onnipotenza del giudice 1 79. come la pena detta ar
bitraria sia un correttivo dellarbitrio del giudice 227.

ignoranza, errori,e deliri in tutta questa materia passim:


autori che scrissero dellarbitrio 227. come la ignoranza
sistematica reclami l arbitrio col nome (lintima convin
zione 307.

Attentato. Perch non discernibile nel delitto politico H.


123. diicolt nellapprezzarne la indole politica 292. cri
terio degli antichi, e fra i moderni deteorici e de pratici
nel giudicarnc 244. mole prodigiosa (1 opere che ne trat

tarono ivi, posizione del tema dellattentato 295. sua no


zione 296. fluttuanza e difficolt della denizione 297. i
spezione obiettiva, e subiettiva 301. pensiero sebbcn ma
nifestato con parole non attentato 303. necessit dun atto

esterno con carattere di mezzo diretto, ed idoneo alloffe


sa 304. connessione del mezzo col ne non logjca ma po
litica 307. esempio nel latrocinio 308. delitti concorrenti

415
non luno mezzodell'altro, ma tutti ni 309. attentato
ne direttamente politici 310-312. ne delitti contro la
quiete pubblica ivi, ne delitti contro la giustizia pubbli
ca 313. Contro la sicurezza privata 315. anni 317. traspor
to di cosa mobile 318. falsit 320. nedelilti contro lono

re ivi, contro lordine delle famiglie 321. nuova denizio


ne dellattentato 323. sua misura 325. inutilit delle idee
astratte di quantit 326. terminologia desunta dal lin
guaggio delle quantit 327. ignota ai GC. Romani 328.
necessit d una misura politica 329. la consumazione

punto di partenza non il pensiero ivi, tentativi per deli


nirla ivi, astrattamente indenibile 330. aiuto che alla
idea della consumazione in concreto porge la classazioue

331. delitti semplici, e delitti qualicati 332. carattere


politico dellattentato 333. a che utile la distinzione del
remoto e del prossimo ivi 6 338. cosa sia che rende inti

le in pratica una partizione geometrica di gradi nellat


tentato 335. criterio per la sua retta misura 336. varia in

dole del pericolo dellatto di attentato ivi, nuovo esame


dedelitti semplici e qualicati 339. regola per la misura
dellattentato 340 diversit delle cause che impediscono
la consumazione 342. pentimento e suo dritto 343. cause

fortuite e loro diritto 346. loro diversit 348. eSplosione ,


e venecio 350. necessit di ben valutare lestrinseco ca
rattere dellatto 352. imputazione dellattentato 354. opi

nioni degli antichi ivi, de pubblicisti da Moro -no a


Pulfendorf 355. deglinterpetri del dritto romano ivi, dei

pratici 356. Filangieri, e Benazzi ivi, giustizia turca 357.


disparit della pena dell attentato e della consumazione

voluta dalla politica, e dalla giustizia 358. il fissare il ca


rattere , e la misura dell attentato cosa di dritto W. 96.
Azioni umane. Il solo principio politico pu determinare il
loro carattere di dannose alla societ il. 43. con danno in
potenza 44. negative 45. problemi difcili che il giudizio
delle une e delle altre presenta 46. dirette, indirette quan
to alla intenrione 47. esterne ed interne 48. imputabili nel
solo caso che esista una legge che le regoli 49.

--- delle cose. inanimate. Come apprezzate dal prin


cipio teocratico Il. 153. un passionato principio spinge a
punirle se dannose 155. processi alle cose inanimate153.
polizia dell'azione nociva delle cose inanimate W. 304.
--- de bruti animali. Come apprezzate dal principio
tcocratico Il. 154. un passionato principio spinge a pu
nirle se dannose 155. processi fatti alle bestie 154. loro

punizioni ivi, lor no accorgimento162. loro malizia nel


connnctter delitti 178. polizia delle azioni nocive debruti

animali lll. 309. dritto del danno da essi arrecato 313.

414
B
Bando: banditi. Esecrabili formule della giurisprudenza
del medio evo contro ai banditi III. 115. questione cele

bre se fossero equiparabili ai deportati 198.


Barbarie. Periodo nella storia della civil societ IV. 11. sua
inuenza sul metodo giudiciario 12. pene dichiarate bar
bare dal legislatore Toscano III. 125.
Bastardi. Oggetto della polizia III. 348. se convenga caccia

re gli esposti adulti dagli spedali ove raccolgonsi infanti


IVI Il.

Benecenza pubblica. Oggetto della polizia III. 348. gli


stabilimenti di pubblica benecenza ignoti agli antichi
ivi, loro novero ivi.

C
Caccia. Leggi sanguinarie per sostenerne il divieto I. 88.
apologia ella caccia come compatibile colla umanit
III. 351.

Carcere: custodia. Male senza titolo di pena III. 238. per


ch abbuonarla al reo in conto di pena ivi, non ogni me
todo giudicirio lo ammette 239. uso antichissimo del
carcere come custodia IV. 200. variet de nomi del car
ceriere 205. Ved. Tortura.

----pena. Incertezza del dritto romano su questa pe


na III. 188. pn'essere pena vicaria 189. suo terzo grado

nella scala penale ivi, sua minore durata della casa di for
za ivi, inconvenienti di questa pena ivi.
Caso . Offesa casuale: suo morale carattere Il. 226 come dee
dirsi avvenuta fuori della intenzione 227. ragioni per le

' quali nella infanzia della societ I offesa casuale punita


ivi, offese che ammettono desser commesseper caso e

quali no ivi, linea che divide loffesa casuale alla com


messa con colpa Ievissima ivi, broccardo sul caso prece
duto dalla colpa 228. necessit che la legge ssi per il giu
dizio penale il dritto del caso IV. 92.
'
Causa difare . Spesso confusa collimpeto, o spinta al de
litto Il. 257. necessit di ponderarla nella classazione delle
offese 140. n. 144. contradizione delle leggi ne delitti.

prodotti dallamore 282. n. come debbasi intendere ilv


detto dUlpiano non rnim factum

umritur sed causa

faciendi 283. n. IV. 86. n. la causa i fare determina la


ricerca obiettiva. nellattentato I. 301. essa sola il dato
per conoscere la connessione de mezzi colne nellagire
dell olfensore ivi, difcolt di giudicare del titolo di of

fesa per la causa di fare IV. 86.

415

Cause celebri [collezione dij. Heralaus IV. 200. Charon

das 230. Pitaval I. 262. Richer IV. 191. n. 3. Mejan 207.


Barrcuu francais anm'en, ci moderne 178. Barrcau An
glais 111.165. Remarquable Trials IV. 290. Russel ivi,

R_yan ivi, Moody 291.


Cecit. Uliicio della vista sul maggiore o minor perfeziona
mento del senso morale II.182. ciechi celebri 183. ragioni

per non punire con sovercbia severit il delitto del cieco

dalla nascita ivi, polizia diretta a impedire l'azione n0civa


del cieco III. 313.

Certezza. Sua generica indole come assenso dell animo


IV. 58. sembra avere due organi 1' uno istintivo, I altro
scientico ivi,differenze di dritto che ne derivano 59. due

diversi metodi che adoprano {per formarsi, la sintesi, e


lanalisi ivi, caratteri logici ella certezza designata col
nome di verit, e sue diverse specie ivi, la certezza ne po
poli e nellindividuo 60. distinzione della certezza prati
ca, e della speculativa 61. come non sia la verit ma un
inclinazione dell'animo umano 76. varia indole della cer
tezza secondo la diversit degli oggetti ai quali si applica
106. certezza morale delluomo: certezza della legge 121.

incompatibilit delle due specie di certezza 314.


Civilt. Astrazione eti'renatissima della mente umana I. 334.

condizione e non mezzo al perfezionamento delle leggi


335. si fa consistere in un punto che niuna definisce ivi,
questioni di confronto dell'antica e della moderna civilt
Il. 188. n. differenza dellantica e della moderna 189. ca
rattere distintivo della moderna III. 271. la sua storia

connessa con quella della polizia ivi, distinzione da farsi


tra i progressi delle scienze e quelli della civilt 259. n. 2.
Classazione delle qse. Ved. Qese. Base della sicurezza
'

civile Il. 102. mancanza duna retta classazione delle offese


103. falso crerio del Benlbam nel costruirla 109. origi
nale concetto del Beccaria sulle sue basi 108. necessaria a
ssar nelle offese la-nozione della consumazione 331. la

classazione cosa di dritto IV. 84. necessaria allapplicator


della legge 85. pi necessaria per trarre i limiti divisori

tra la polizia, e la giustizia 346.


Cauzione. Ved. Libert. Aualogia tra lazione coatta, e la
commessa nellimpeto dellira II. 262. caratteri identici

del timore, e dello sdegno 263. stato delle passioni nella


zione coatta 264. come il suo carattere estrinseca la faccia
considerare non come effetto di passione ma come effetto

dun giusto calcolo 265. effetto dun cambiamento delle


circostanze che costituiscono il suo carattere estrinseco

266. linea che separa il moderame e l eccesso della gtlh

i416
sta difesdivi, come questo distinguasi dal giuth dolore
ivi, come il giusto dolore diii'erisca dal senso di quali/i
cata provocazione 267. il conoscere da vari gradi di li
bert dun azione umana materia di dritto IV. 92.

Codici: Codicaz-z'one. Ved. giurispruduzza: scienza della.


legislazione. Le ragioni di chi gli rigetta son le medesime
che quelle professato dai GC. romani I. 267. dispute in

Germania a questo proposito ivi, diverse ragioni per il


civile e per il penale 269. moltiplicit de codici penali de

nostri tempi IV. 360. n. 2. ved. Giurisprudenza: esempio


di due scrittori uniti tra loro per la codicazione, e in

, opposizione tra loro sulle sentenze motivato 361. n 2.


Colpa. La sua teoria identica a quella dellignoranza, e
dellerrore Il. 196. questioni sulla loro indole ideologica
202. ambiguit della parola quasi-delitto con cui si _vo
loto designare il suo carattere politico 202. facilit de gin
dizj della morale 203. differenza del dritto civile e del
dritto penale nel giudicar della colpa 204. controversie
dai glossatori in poi 205. il principio politico scioglie il
problema ponderando il carattere estrinseca dellatto 207.
esso nella specie colpase dimostra una connessione mera
mente possibile dellatto assunto coll offesa 208. caratte
re della intenzione indiretta negativamente, e positiva

mente tale ivi, diversit del giudizio del principio morale


e del principio politico 209. questo vi apprende il possibile
dun azione dolosa 210.. nomenclatura forense attorno a
questo possibile 211. opinioni de GC. tedeschi ivi, colpa
al dolo determinata : suo carattere 213. colpa in chi si rag
gira in cosa illecita 215. colpa congiunta collinadempi
mento a un dovere di uiizio 216. regole per la retta impu
tazione della offesa colposa 217.-225. polizia de danni

arrecati con colpa III. 315. necessit che la legge ssi per
il giudizio penale il dritto della colpa lV.91.
Complicit . Sistemi di cognizioni che inuiscono sulla sua

nozione II. 362. s ecie nella quale si verica 363. espo


sizione de termini tecnici della sua teoria ivi, cause mo
rali determinanti la volont ivi, immediate e mediate ivi,
diversi gradi di moralit di questo 364. erroneamente ri
feriti alla complicit ivi, necessit di desumere la compli
ci t dal carattere estrinseca degli atti 365. atti di consu
mazione, ed atti che vi cooperano 366. delinquenti prin
cipali, e accessorj ivi, propria e vera complicit in che

"i_ consista 367. concorso positivo, e negativo.- il primo in


atti di tempo anteriore, sincrono, e posteriore alla con
sumazione ivi, complicit positiva per atti anteriori 370.

sue specie 371. - ved. magdato: consiglio.- per atti con


, \

417
temporanei 391. propria e vera complicit ivi, come di
stinta dalla correit 392. sua denizione ivi, regole che

ha comuni collattentato 393. regole proprie al suo carat

tere di atto accessorio 394. ragioni per la parit della


pena nel complice e nel principal delinquente 395. ecce
zione per la complicit remota 396'. ved.isociet: com
plicit positiva pqsteriore alla offesa 402. sue specie ivi,

repugnanza degli atti posteriori all offesa al concetto


della complicit ivi, carattere dellencomio, e della rati
ca 403. carattere speciale della ricettazione ivi, difcolt

della materia a prestarsi a una generale teoria ivi, in

uenza che pu. esercitarvi la diversit de delitti 404.


esempi del dritto romano ivi, complicit negativa 406.
atti che la costituiscono ivi, morale carattere della omis
sione ivi, carattere estrinseco dellatto d' omissione 407.

ragioni esclusive del ciclo, e quindi del concetto della


complicit ivi, conseguenze per giudicare della non ri
velazione ivi, regole per la imputazione del non soc
correre o del non proibire 408. il ssare il carattere e

la misura della complicit cosa di dritto IV. 96.


Competenza. Fonti delle questioni che si agitano per bene
determinar;la IV. 329. necessit di ricorrere allesame

del poter giudicario per rettamente deciderla 330. come


la competenza a conoscere delle questioni relative alla
polizia edilizia non discenda dal poter giudiciari'o 332.

difcolt che nascono dalla connessione della polizia eco


nomica e della governativa 333.336. come ed a chi at

tribuire il giudizio del delitto di polizia 339. esame delle


tre competenze di alto criminale, di polizia correzio
nale, e di semplice polizia 340.-342. opinione di chi
forma una sola competenza per il giudizio delle trasgres
sioni,edelle offese colpose 3.41. regole di competenza 345.

Confessione. Aspetto diverso della confessione del reo se


condo la diversit del metodo giudiciario W. 131. nel
processo accusatorio la confessione del reo equivale al suo
convincimento ivi, dritto del processo accusatorio antico

136. n. dellaccusatorio moderno 242. nel quesitorio


mezzo pi o meno credibile di fede giuridica 75. disputa
se sia un mezzo di prova ivi, n. abusi ai quali ha condotto

il concedere piena fede alla confessione 132. se possa es


sere considerata come umana autorit nella prova dun
fatto 133. dati critici a ci necessari: origine della prova
legittima per questo mezzo ivi, come il metodo analitico "
pu solo somministrar questi mezzi 134. carattere logico
della suggestione 135. singolarit del dritto romano ivi,
errori morali, civili, e giuridici su questo mezzo di prova
Tomo IV.

50

.'_ .
<

4x8
1 37. come debba essere considerata la confessione del reo
138. diversit di questo mezzo di prova secondo i diversi
effetti che deve produrre ivi, cause della falsit della con
fessione, e modo di rintracciarle139. necessit della prova
delfatto indipendentemente dalla confessione ivi, ella per-
de di peso ne delitti di fatto transeunte 140. differenza de
due processi nella prova del materiale 141. carattere emi

nentemente logico della confessione 142. casi di eccezione


143. questioni sulla confessione qualicata 144. diversit
delle dispute nel civile e nel penale giudizio 145. causa di

Milone ivi, opinioni su questa disputa 146. dritto della


negativa del reo ponderato colle regole de correlativi e
con quelle della confessione 147. coincidenza de due pro
cessi nel ssare il dritto della confessione qualicata 149.
Confronta. Paricabile a quel che gl Inglesi chiamano
Cross examination IV. 159. non praticabile tra testimone

e testimone 71. presenza del difensore al confronto 263.


Consiglio . Non pu concepirsi senza interesse a darlo al de
litto II. 386. spesso congiunto al comando e al mandato
387. cautele per giudicare della sua imputazione ivi, vario

modo di dar consiglio 388. regole dimputazione 389.


Contumacia. Se come abbuonabile in canto di pena III. 240.

Convinzione intima. Ved. Arbitrio. : ignoranza sistema


tica.- c0scienza .

Correzione. Scopo della pena III. 107. encomiato dai mora


listi 108. contradizione di questo scopo colla idea di of-.

fensore e nemico nel delinquente ivi, esame della pena


ridotta a penitenza ivi, difcolt di dare alle pene umane
questo carattere 109. differenze tra il correggere, e il non.
corrompere gli animi colla pena 110. erroneit dello scopo

di correggere nella pena de delitti ripetuti 230. eccessi ai


quali ha condotto questa falsa idea 232. quali azioni umane
possano meritare il nome di delitti di polizia correziona
le 335. dispute sulla competenza de tribunali su questo.

titolo IV. 341.


Coscienza. Viene da alcuni contrapposta alla scienza 1. 19.
come agisca nellamministrazione della giustizia 1 24. an
tecedente, o conseguente non entra nelle operazioni del
dritto ivi, ridicolo della coscienza del genere umano ivi,

non d alcuna guarentigia a chi debbe essere giudicato 129.


nel giudicare altro non se non arbitrio dell uomo 121.

n. 1. inutilit della coscienza alla scienza della legislazio-.


ne 339. non mezzo per rettamente decidere delle azioni
altrui 340. vanit di chi aspetta che la coscienza esca dalle -

tenebre che la circondano 341. la parola simpatica 342'.


n. 3. setta antica di coscenziarj ivi, come la.coscienzadif-.

'

4'9

frisea dalla imputazione Il. 28. inutilit della coscienza


per misurare le forze della offesa 54. falso criterio per la
misura del dolo 253. coscienza oratoria IV. 21. la coseien

20. dei genere umano in mezzo aglintricati problemi con


cernenti il processo penale 33. come il processo accusa
torio abbia il carattere della coscienza e il quesitorio quel

della scienza 34. la coscienza inabile a qualicare un fatto


come delittuoso 86.

D
Delinquente. Detto di Quintiliano s i grandi delinquenti
I. 175. detto dun d'essi sulla ruota III. 105. come il pub-

blico esempio vorrebbe la sua punizione o sano o malato,


o vivo 0 morto che fosse 225. ragioni per adottare una
diversa sentenza ivi, abuso delle antiche legislazioni 226.
romanzi de quali furono soggetto grandi facinorosi 342.

la polizia non dee disPerare di farne degli amici dellor


dine 337.-343.
Delitti. Come le lor circostanze possono alterare la propor
zione della pena III. 227. differenza de ripetuti e de con

correnti 228. dubbi sul carattere de primi 229. debolezza


delle ragioni di chi vuol punita la recidiva 231. sistema

de Romani 232. dispute su delitti concorrenti 233. con;


trariet di opinioni 235. ragioni di questi dissidi 236. ra
gione per includere le pene meno gravi nella pi grave
ivi, ved. Wsa.

Delitti privati .Ved. Dritto criminale . Se lammetterli spetti

alle relazioni del civile e del penale, o al bisogno del me


todo giudiciario I. 230. ragioni per ammetterli 231. ri- _
essioni snlladulterio volontario ivi, n. quando i delitti
privati non quietanzabili 232. variazione della legisla
zione inglese sulladulterio per la diversa influenza del

principio morale e del politico W. 349. lAleri impli


canto a Londra in causa d' adulterio ivi.

Delitto. Ved. Ofesa. Antichi e nuovi tentativi per definirlo


Il. 3. vero Signicato della parola 5. la sua ampiezza am
mette tutti i concetti 6. confutazione di chi lo denisce la
infrazione dun dovere ivi, indole delle principali deni
zioni che ne furono poste 15. perniciosi effetti del troppo
largo signicato di questa parola 73. come nel delitto di
stinguasi la qualit, e il grado 69.

h--_ politico . Sua entit giuridica Il. 119. suo carat


tere 122. come in esso confondonsi lattentato, e la con

sumazione 123. cautela nel ssarne le specie 127. se in


titolabile (li maest iviJ delitto di stampa 131. oggetti tra

loro diversi ai quali si applica la parola delitto 430.

420
Delitto di polizia . Ragioni della legge nel crearlo III. 284'
sua diversit dalla offesa della sicurezza ivi, sua indole
286. opinioni erronee su nesto delitto ivi, invariabilit

della sua nozione 287. trae a sua entit dal dritto politico
e dal dritto della ragione 289. sue differenze col delitto

politico ivi, cautele nel creare i delitti di polizia relativa


mente al delitto politico 290. abusi nel creare il delitto di
polizia 291. non toglie ma guida la libert ivi, ragioni per
dargli il nome di trasgressione 292. a quali azioni anzi
ch il nome di trasgressione convenga quello di delitto di
polizia 335.

De orlazione. Specie nel genere dellesilio III. 190. d onde


[d questioni su questa pena e la relegazione ai termini di
dritto romano ivi, localit necessarie alla deportazione
191. la sua acerbit la toglie di proporzione colla relega

zione e lesilio 192. dubbi sulla efcacia correttoria di


questa pena ivi.
Difesa feccesso di1. Ved. Moderame: cauzione . Come dif
ferisce dal moderame della incolpata difesa Il. 266.
-_- della sicurezza sociale ha mezzi coattivi, e non coat

tivi I. 159. III. 70. la cognizione degli uni e degli altri non
pu esser fornita dalla morale I. 343. sue origini raziona

li, e politiche III. 47. ved. dritto di difesa.- non si eser


cita in termini assoluti colla forza 67. regole che la forza
deve osservare per dispiegarsi come difesa ivi, carattere

della difesa preventiva: suo primo e secondo grado 68.


carattere della difesa repressiva 69. condizioni e limiti di

questa difesa 71. la preventiva rappresenta la prudenza:


la repressiva la ragione che segna i limiti alla forza 73.
unione di questi due atti nella mente legislativa 74. la di

fesa repressiva nella costituzione della legge penale non


nella irrogazione della pena 76. carattere politico della
forza della difesa repressiva nella pena 87. ved.pena, ca
rattere giuridico di nella forza 128.
--- repressiva. Ve . Pena.
-_-- reventiva . Ved. Polizia.

Dolo.

ed. fosa : libert. Ambiguit della parola per de

signare la forza morale delloffesa II. 61. questioni etimo

]ogiche sulla parola ivi n. 1. spiegazione del dolo reale


96. sua varia nomenclatura forense 211. ragioni ivi, opi
nione che nega essere gradnabile 253. falso fondamento
della coscienza per sostenerla ivi, equivoco della nomen
clatura spinta criminasa 254. il Beccaria autore rimo di
questa nomenclatura, e in qual senso IV.93. con usa colla
causa di delinquere II. 255. come il dolo sia graduabile

256. diverso carattere delle passioni che agiscono come

42:
causa, e come spinta a delinquere 257. falsa misura dei
gradi del Filangieri 259. diversit di opinioni ivi, scatu
rigine dellira dal fonte medesimo della coazione 267.
analogia tra gli effetti dell ira e quelli della colpa 268.
dolo dimpeto nella rissa 269. equivoci sugli effetti del
raggirarsi loffensore in cosa illecita ivi, rissa affettata e

preordinata alloffesa 270. errori in questa materia ivi,


carattere morale dell ira 271. stato dell attenzione nell'of
fesa commessa uellimpeto 272. ragioni per imputarla

colle regole della colpa 273. carattere morale dell offesa


improvvisa 274. stato del dolo in questa offesa , e suo gra
do (1 imputazione 275. carattere del dolo detto di propo
sito 276. regole limputazione del dolo d impeto 277. e
280. merito della distinzione del dolo di commissione, e
di omissione 406. il ssare il vario grado del dolo dim

peto cosa di dritto IV. 94. esempio delle leggi inglesi


95. n. 1.
Dolore giusto . Ved. Coazione.
Doveri. Ved. Dritto. N ozione dedoveri I. 99. nomenclatura
che gli distingue in esigibili, e non esigibili ivi, hanno
il loro organo nella coscienza 101. come nascenti dalla
legge sono creazione di quella della citt 104. confutazio
ne di chi ssa la nozione delloffesa nella infrazione d un
dovere Il. 9. lerrore ne reso visibile nel mandato delit

tuosa 373. e nella complicit negativa 409. e uivoci ai


quali apre la via la nozione della infrazione el dovere

come nozione della offesa 422.


Dritto: ragione di agire . I moti di prosperit della sensitiva
natura delluomo non ne avrebbero fornita la idea I. 46.

il solo fatto dello stato sociale tra gli uomini neppur l a


vrebbe potuta fornire 48. dalla considerazione de moti
lesivi della sicurezza nasce la idea del dritto ivi, carattere

deguaglianza per tutti che lo deve distinguere 49. come


non sia n esser possa cosa di fatto ma sia creazione della
mente dell uomo ivi, sistemi per conciliare lo spirituali
smo del dritto col materialismo de fatti 50. tentativo per
sciogliere il roblema 54. differenza de dritti di creazione
del raziocimo speculativo e del praticozeguaglianza dei
primi: disuguaglianza de'secondi 58. e seg. come, e don
de il raziocinio pratico crei de dritti 68. dritto oggetto
di scienza 71. enciclopedia del dritto e scrittori che la

tentarono ivi, il nome di dritto conviene esclusivamente


al titolo della forza 74. come il dritto diiferisca dalla mo
rale 97. necessit della ricerca 98. come il problema pos

sa dirsi sempre indeciso ivi, necessit di ssar la razio


nal differenza del dritto e del dovere 100. il primo ha la

422
Sua entit nella nozione chela ragione ne ConCepisce101.
il secondo ha bisogno dunautorit che agisca sulle umane
passioni 1 07. il dritto procede senza corrispondente dovere
103. collisione dedritti ivi, ambiguit del significato del
la parola dritto 114. se la giustizia emani dal dritto o il
dritto dalla giustizia 115. n. 1. in quale aspetto possa
concepirlo la mente come regola delle azioni umane 117.

modo di concepirlo degli antichi 119. concetto razionale


de moderni 120.

Dritto canonico. Salva la societ umana dalla sua dissolu


zione completa I. 248. storia ed indole della influenza che
esso ha esercitata sul dritto romano , e nel foro 281. rende
necessaria nel giudizio penale la medicina legale 306. la
losoa della storia riconosce quanto ad esso debba la di
sciplina sociale 111. 271. v'estende luso della stima giuri

dica della prova IV. 125. rettica il criterio della prova

per la confessione de rei 136. cambia il modo dinterm


gazione ivi: della prova per il de osta dei testimoni 166.
ammette la ricusa del giudice 1 7. toglie la piena credi

bilit alla prova per mezzo dindizi 180. come regoli il


gius desulfragi 254. insieme col dritto romani oggeh
to delle invettive di alcuni loso 225. se sia vero che ad
esso si debba attribuire la procedura segreta 201.

-- civile. Limiti che lo separano dal penale. Ved. dritto


criminale. St sotto l'egida del penale I. 213. dubbi se
possa ammettere una parte teorica 204. Vanit di chi parla

del suo studio nellesue relazioni colla civilt ivi, la scien


za della legislazione vi ha poca latitudine, e molta giuris

prudenza 265. sua immobilit 210. sua indole di dritto


della natura applicato o spiegato 265. mistura che in es
so del dritto politico 266. il dritto ordinario 225.
-- criminale. Teoria delle leggi della sicurezza sociale

I. 7. di due specie, scientico e antiscientico 23. com


prende le leggi di buon governo e le leggi penali 168. li
miti i qualidividono il dritto penale dal dritto civile 203.
confusione delluno e dellaltro diritto nella infanzia della

societ 205. ambiguit e incertezza delle leggi romane ivi,


esame de tentativi fatti per fissare que limiti 207. confu

tazioni 212. falso sistema de Romani nel considerare


molti delitti Come materia del giudizio civile 218. solu
zione del problema 220. prerogative del penale sopra il

civile 221 . ulteriori ragguagli su questa materia 222. e seg.


convenienza di estendere i limiti del civile 225. esempi

nel danno dato 226. nel turbato p0ssesso ivi, n. 1. nel co-'
lombicidio ivi, nella ingiuria, o nel libello famoso 228.
---* delle Genti. Sua indole morale L 62. idea che neb
baro i GC. romani 135.

425 .
Dlitto di difesa. Problemi chesso fa nascere III. 49. diversi
t della logica connessione tra pena e delitto, e difesa ed
qsa 50. il dritto della difesa emana da quello della ra

gione 51. difesa del proprio diritto: differenza della mi


naccia, e del pericolo 51- lastuzia, e laforza 52. la di
struzione del dritto fa cessar la difesa ivi, nellaggressione
presente il solo assalito ha dritto di giudicar del pericolo
e della forza necessaria a rimuoverlo ivi, incomunicab'ilit

di questo giudizio 53. diversit del caso della difesa, e del


caso della collisione de' dritti 54. insufcienza de teoremi
del dritto della ragione a difender un uomo dallaggres
sione di pi 55. caso di offesa tra societ, e societ 57. i

calcoli politici prendono il luogo de' razionali ivi, indole

de calcoli politici: conseguenze quanto a un estensione


maggiore della difesa 58. competenza del dritto politico a

giudicar della difesa della societ 59. dritto di usar la forza;


contro loffensore anco a offesa avvenuta per impedire un

offesa futura ivi, replica all' obiezione del nonpotersi


luomo convertire in mezzo dun no altrui ivi, esempi

tratti dalla morale (il. come il gius di difesa non appar


tenga a tutta la societ ma al sovrano 62. come resti nel
lindividuo il dritto naturale alla propria difesa 63. modo

con cui il dritto politico esercita la difesa ivi, mezzi che


adopra 64. il gius di natura per la difesa presente auto
rizza la forza sica: il politico per la futura la forza mo

rale 65. origine ed indole della legge penale ivi.


---- naturale. Dritto della ragione e perch l. 104_. III. 47.
non ha bisogno di fare astrazione dalla societ 49. ha la

sua base e il suo criterio nella eguaglianza 65. 75. il


fonte del giusto assoluto ivi, concetto della ragione co-'

mune a tutti gl'individui della specie umana 61. forma


parte delle leggi assolutamente morali 62. il tronco d

ogni ramo di dritto 72. errori, e oontradizioui del gius


naturale come criterio unico della ragione pubblica e
come base di politiche teorie 75. soccorsi che il gius
di natura implora dal dritto politico 80. come teoria
del giusto assoluto segna iconni allenergia del drit-.

lo politico 93 la libert che esso fornisce alluomo


quella dessere solo ed esclusivo giudice della rettitudine
delle proprie azioni-84. Il. 30. come senzafesso non vi sa

rebbe nozione di politica necessit I. 85. titolo di azione

e di forza per gliclividui e limite di azione e di forza per


la societ 95. errore di chi lo considera come stato di fa.t-.
to 76. n. 4. gli antichi lo con15ero collistinto che luomo
ha comune cobruti 135. come il dritto di natura si di

stiugue dalla morale 97. non ha bisogno di sanzione reli

424
fgiosa 106. esclude ogni idea di dovere 101 . spettacolo dei
moti morali degli uomini nel senso de dritti 103. origine
storica del gius di natura come sistema scientico 136. sua
sorte in Inghilterra e in Germania 137. variet de criteri
che se gli assegnano 138. dispute sullautorit a cui debba
appoggiarsi 1 0. suo punto trascendentale nella seno

la di Kant ivi, rigettato dalla scuola storica, e dallana


litica 142. il gius di natura limite e forza di resistenza al

potere politico 158. alla legge che erige le azioni umane


in offese sociali Il. 29. e passim: alla leg eche crea la

sanzione penale III. 49- passim: alla legge e e crea il me


todo giudiciario IV. passim , in specie 104. n. e 360.
Dritto politico. Sue origini sperimentali I. 65. ni ai quali
provvede e mezzi che usa 68. teoria della ragione pubbli
ca 82. della umana sociabilit III. 67. emana dal raziocinio
pratico 70.errore di ehi lo confonde collarte politica 82. n.
acquista il nome di dritto per il titolo che ad esso il gius

di natura concede 68. sue relazioni, e punti di contatto


col dritto naturale 81. rivalit de due dritti ivi, il dritto
politico contempla la societ 63. creazioni del dritto poli
tico 68. errore di chi promiscua insieme il dritto naturale
e il dritto politico 72. come questo agisca con titolo di
necessit nelle materie di sicurezza 82. con titolo di uti

lit nelle materie di prosperit pubblica 83. creatore del'


principio politico come criterio diverso del malizioso,
dal morale 89. limiti ne quali lo circoscrive il gius di na

tura 93. nuovo e pi diffuso esame del principio dutilit,


143. dal dritto politico emana la teoria delle leggi della
sicurezza sociale 158. ved. Politica.
...- Romano. Varia maniera di citarne i frammenti I. 278.

moderne antipatie contro di esso 279. manca d' una storia


losoca nelle materie penali 280. necessit di distinguere
la scienza della legislazione dalla giurisprudenza per ben
giudicarne 281. orribili legislativi principi del gius ro
mano 282. ragioni che dettero a giureconsulti autorit di
tempemrne i malori 284. encomj dati alla parte giurispru
denziale del dritto romano 287. suo studio ascendentale,
e desccndentale 301. progetti di metodo per una nuova
compilazione 323. inutili nel dritto civile ivi, differenza

da farsi fra il dritto civile, e il penale 324.

E
Ebriet. Suo morale carattere Il. 284.confronto delloffesa
commessa nella ebriet e quella nellira 285. erronea di
stinzione della ebriet volontaria e involontaria 286. se

[(25
loffesa nella ebriet sia dolosa o colposa 287. eccezioni
288. polizia preventiva dedelitti della ebriet III. 330
332. osservazione degli antichi su questo vizio 230. n. 3.

331. n. 1. 2. necessit che la legge fissi per il giudizio pe


. nale il dritto della ebriet IV. 95.
Educazione. Lo stato sociale un poderoso mezzo di edu
cazine III.338. leducazione morale ha forza sull'indivi

duo: pu dubitarsi se labbia sulle masse ivi, questioni


sulla preferenza da darsi alla educazione privata o alla

pubblica 339. non applicabile a una nazione o citt ivi, la


religione educatrice del popolo ivi, inuenza che pu eser
citarvi la polizia 340. quali siano le forze educatrici delle
classi dalle quali escono i delinquenti 341. le societ let

terarie e scientiche non istituite per prevenire idelitti


ivi, falsa opinione di chi crede i delitti minori 0v pi
istruzione, e maggiori ov meno ivi, forza educatrice
della morale evangelica ivi, educazione che alluomo dan
no le occupazioni utili 345. tristo effetto inevitabile delle
ricchezze nel numero de domestici ivi.

Enn'rli ragione: morali: legali. Ved. Metodo. Come il drit


to sia un ente di ragione 1. 49. come Il dritto dal raziocinio

speculativo sia contemplato come quantit indipendente


dalle qualit del soggetto a cui dee esser di norma 55. il

raziocinio speculativo lo crea 56. sta indipendentemente


dallecose e da fatti ivi, indole degli enti legali 320. facile
abuso delle parole nel calcolo degli enti di ragione ivi,
non suscettibili d'un di pi e dun di meno IV. 219. diffe
renza degli oggetti del pratico raziocinio ivi.

Errore, e ignoranza. Loro morale analogia colla colpa II.


197. loro specie diverse 198. la nomenclatura di essenzia
le, e di accidentale Ple equivoca dell altra d qicace, e
concomitante 199. n. 3. regole per la retta imputazione
delloffesa inferita per errore o per ignoranza 217-225.

necessit che la legge ssi per il migliore esito del giudizio


penale il dritto dellerrore e della ignoranza IV. 90.
Esempio pubblico . Scopo della pena 11|. 96. antichit e
prestigio di questa formula 98. assurdi ai quali conduce

ivi, appoggio della tirannide 99. altro non se non il ter


rore ivi, come converrebbe per aumentarne la forza pas
sare all orrore coll uccidere l innocente ivi, verisimile
origine di questa massima100. come abbia illusi i pi
saldi spiriti 101. come conduca ad adottare pene di dolor

fisico 102. pericoli, e difetti di queste pene 103.


Esilio. Quanto pi grave della relegazione III. 193. pereb
pena politica ivi, risposta alle censure fatte a questa pena
194. inosservanza dell esilio 196.
Tomo IV.

5,

426
Estetica . Uno depi difcili suoi problemi il calcolo del
leffetto del timor della pena III. 92.
Et . Sua inuenza sulla forza morale delloliesu Il. 157. in
fanzia dcll'ofiensore 158. impubert 159. dispute sul
principio, sul mezzo, e sul ne di questo periodo 160.

due metodi per comporle 163. il giudizio delluomo a


ogni caso: suoi pericoli 165. il giudizio della legge per
tutti i casi: suoi vantaggi 166. minore et 169. contradi
zione della legge civile e della penale ivi, offese nell im
peto 170. omissioni ivi, pena capitale ivi, decrepitezza.
ivi, opinioni che le danno efcacia di formar grado 171.

n. 3. polizia dellet onde impedir le offese per imbecillitzt


dintelletto 311. necessit che la legge fissi nel penale co
me iissa nel civile il dritto della et IV. 89.

F
fanatismo. Di due specie Il. 283. nellindividuo e nella
massa: se scusi la offesa ivi.

Filologia. Ved. Giurisprudenza.


Forza [casa di). Come distinta dalla galera Iii. 187. come

la legge possa avvalorare una tal distinzione ivi, pena tem

poraria: in che debba'consistere ivi.


--_sica dell qsa . Ved. Attentato: complicit.
-- morale dellgiasa. Ved. Dolo.

G
. Esem P]' di offese P rodotte da e elosia II. 282. q nan
( iclo.sia
do le scusi ivi.

Generalit. Ved. Scienza. Sono specie di cerchi, che la


ideologia applicata descrive attorno ad oggetti speciali di
una scienza 1. 28. necessit di non perdere di vista il cen
tro per non andar nel fantastw 27. pericoli dellabban
donarsi alle generalit W. 144.

Giuoco . Forza della passione pel giuoco III. 233. giuoco di


ventura ivi, distinzione da farsi tra i luoghi pubblici ed i
privati ivi.

Giudice . Tutto nel giudizio penale dipende dal ssare le sue


attribuzioni IV. 37. nomenclatura ivi, distinzione tra il

sapere, e il potere ivi, il processo penale dipende tutto


dalle attribuzioni date al giudice dalla legge ivi, come
rappresenti in un tempo il sovrano, e la naturale giusti
zia 45. differenza de giudici nazionali; e clemagistrati
50. i giurati spettano ai primi 51.

Giudiciario potere. Desiguato per ci che ha di forza;

>

427
dritto di territorio IV. 38. idee de' Romani sulla indole del

poter giudiciario ivi, qual rango tenga ne poteri che co-


stituiscono la sovranit 39. incompatibilit del poter giu
diciario e del legislativo quanto all esercizio 42. elementi
de quali si compone ivi, quali atti nel suo esercizio siano
di sapere quali di potere 44. una combinazione di giu
stizia. e diforza 45. i Romani eSpressero la teoria 00 no
mi di giurisdizione, e d impero 38. varia combinazione
di questi due elementi nella delegazione che il sovrano fa
del poter giudiciario 50. d'onde la differenza de magi

strati e degiudici ivi, come la delegazione del poter giu


diciario debba essere accompagnata da regole dalla legge
determinate 51.

Giudizio penale. Sue vicende storiche IV. 9. stato prima


nelle passioni, e quindi nella ragione degli uomini ivi,
giudizio penale nella vita selvaggia 10. nella vita barbara
11. diversi effetti del carattere bellicoso, o pacifico dei

popoli 12. il duello, e il giuramento 13. questo pi favo


revole di quello allordine 14. prima origine delle forze
dell accusatore, del reo, del giudice 15. il giuramento
rende necessaria allaccusatore ed al reo la scelta del giu
dice 16. la storia del giudizio penale no a questo punto
divisa in tre stadi ivi, la storia cambia di faccia col primo
nascere delle passioni politiche 17. importanza che queste
passioni danno al potere di giudicare 18. loro influenza
nell atteggiare il giudizio penale 19-22. pericolo che que
ste passioni tuttora fanno temere 23. qual parte abbia in

esso il dritto di natura, e quale il dritto politico 44. ipo


tesi da farsi per conoscere la inuenza che il dritto pub
blico della citt esercita sulle sue forme 46. quali materie
nel giudizio penale siano difetto, e quali di dritto 80. il
fatto materiale valutabile per la sua qualit 85. il qualifi

carlo cosa di dritto 86. necessit di un giudizio dellarte


per qualificare un fatto prima di qualificarlo delittuoso
87. sulla qualit delittuosa del fatto 84. sulla sua forza
morale 91. sulla sua forza fisica 96. cause le quali rendono

pi necessaria la regola della legge nella interpetrazione


del fatto nel giudizio penale che nel giudizio civile 97. se
la stima della prova sia cosa di mero fatto, o di dritto 101.
ved. prova.
Giuramento. Debole guarentigia che esso fornisce IV. 13.
come fu sostituito al duello 17. riessione Sulla formula di
giuramento de giudici a Roma 65. informa tutto l ufzio
del giudice nel processo accusatorio 67. come non neces
sario nel quesitorio ivi, a che sidebba labuso del giura

mento 132. uso del giuramento di calunnia, e conseguen

428
ze del suo abbandono 239. usato sempre in Scozia ivi, co
me il Jury sia nato dal criterio del giuramento 251. come
la regola della sua individuil possa aver fatto nascere il
principio della unanimit de sulfraigj ivi.
Giurati. Ved. Giudici: Jury.

Giureconsulti. I Romani aborrirono la teoria I. 267. spiega


zione dun passo di Cicerone contrario a questo principio
332. n. 3. ved. Giurisprudenza: oratori
Giurisdizionm Ved. Giudiciario potere.
Giurisprudenza. Come differisca dalla scienza della legisla
zione I. 178. come una buona giurisprudenza penale possa

correggere i vizi duna cattiva penale legislazione 183.


carattere della giurisprudenza 184. indipendente dal

principio politico, e gli resiste185. vi pu essere una le


gislazione che la renda inutile 258. il Jury nemico dogni
giurisprudenza 259. la scienza della legislazione le ne
cessaria nelle materie penali 264. e seg. legislatori avversi.

alla giurisprudenza 268. n. 1. ragioni della necessit di


conoscer lo spirito dun sistema penale nel giureconsulto
270. e seg. carattere de Toscani giureconsulti 275. utilit
della lologia, e della letteratura alla giurisprudenza 294.
giureconsulti tutti lologi 297. esempi dun savio tempe
ramento di letteratura e giurisprudenza 300. inutilit delle
arti liberali, o meccaniche al giureconsulto 304. il dritto

.o

non pu nel suo sistema avere una parte di medicina 307.


ella dichiara non rimprovera loffesa Il. 39. tutta la mate
ria penalc di dominio della giurisprudenza 80-198.voti

favorevoli alla giurisprudenza, e ai giureconsulti 361.


Giustizia . Bisogno (1 ogni politica aggregazione l. 113. met
te tutte le forme di governo alla pari ivi n. 1. tutti i siste
mi debbon far capo alla sua pi retta amministrazione
ivi, etimologia della parola 117. n. 2. nozione della giu

stizia118. conitto del principio speculativo e del pratico * ,'


nella sua definizione 119. giustizia di persona e giustizia
di azione 123. operazione dellintelletto nel render giusti
zia ivi, la coscienza un requisito della persona che am

ministra la giustizia non un mezzo per bene amministrar


la 124. necessit della perizia nel dritto 126. dispute sulle
varie specie della giustizia 127. influenza del principio di
giustizia sul carattere della pena il]. 128. a quale specie di
giustizia appartenga il punire 78.
Governo. Le sue forme sono combinazioni di forze, che la
F ragione privata non pu n calcolare n dirigere l. 77-. se
5 la ragione volesse mischiarsene la ipotesi della eguaglian
za che il dato unico de suoi calcoli supplanterebbe ogni

autorit ivi,165. i limiti che la ragione segna a quelle

429
forze sono quelli della giustizia 78. n. 1. 113. n. 1. in
uenza-delle forme del governo sul metodo giudiciario
vvd. processo, il variare di queste forme non varia la no
zione della offesa 332. esempi di leggi penali atrocissime

sotto governi fondati sulle pubbliche libert 164. 336.


Guarentigie . Differenza delle politiche, e delle giuridiche
IV. 195. ved. libert: sicurezza.
'

H
[lnbeas corpus. Osservazione sulla legge di questo titolo
. IV. 216. tracce che se ne incontrano nel dritto romano
ivi, ladott il legislatore Toscano 265.

l
Ignoranza. Ved. Errore.
Ignoranza sistematica. Idea dun dritto criminale che abor
risce il nome e l'istinto di scienza 1. 23. come questo si stema scelga il suo punto dappoggio nel senso comune 117.
come intenda connettersi collo spiritualismo 121. ricorso
del sistema all ordigno della coscienza124. necessit della
perizia nel dritto ivi, n. come i metodi amministrativi della.
giustizia abbiano il loro pi grande nemico nella igno

ranza 131. rifugio del sistema al tatto sperimentale delli


diota W. 128. epassim.
Impero. Ved. giudiciario potere. Signica la forza guidata
o dalla giustizia 0 dalla prudenza Ill. 70.1V. 50. costitui
sce le attribuzioni del magistrato 336.-338. come la di
stinzione di mero, e di misto derivi dal dritto pubblico

particolare ai Romani 38. scrittori che illu_strarono questa


materia noi.

Impunit. Questioni sullammetterla ad alterare la propor


zione della pena al delitto III. 241. sua analogia colla tor
tura ivi.
'

Imputabilit . Attributo d'un azione: in che consista Il. 30.


equivale a giudicabilit 31.-32. differenza tra la imputa
bilit morale, e la imputabilit politica 33. novit di que
sta seconda formula ivi, n. 2. voce tolta dal linguaggio de
conti 34. carattere della morale imputabilit ivi.
Imputazionel Suo generale carattere in quanto differisca
dalla coscienza II. 29. scrittori che ne trattarono ivi, n. 2.
il giudizio attuale d'un azione 35. altra sica: altra,
morale : altra civile 36.-37. come dalla politica imputabi
lit nasca la imputazione civile ivi.

Indizj .- prova indiziaria. Novero dautori antichi e moderni


5

450
che scrissero sugl indizi IV. 126. il loro valore va colla
credulit de secoli 121. esame della nomenclatura prova
circostanziale 176. sinonimie della parola indizio ivi,
terminologia de retori ivi, paragone tra un operazione

chimica, e la formazione della prova per mezzo dindizj


1 77. convenienza di questo metodo al giudice popolare ivi,
diverso ufficio della retorica e della dialettica in questa
materia 178. la prova indiziaria al tribunale della ragione
179. ha il suo titolo nella convinzione intima ivi, vario

signicato della parola indizio o come mezzo 0 come ef

fetto 480. come mezzo alligna in ogni altra specie di pro


va 181. ragioni desunte dal processo quesitorio ivi, con
itto de due processi nel valutare lindizio come g"ello
182. come la prova indiziaria non possa dar di s una ra

gione come le altre specie di prova 183. difetto logico


dellesempio a cui questa prova si appoggia 184. critica
differenza del giudizio civile e del penale185. merito degli
argomenti a favore della prova indiziaria186.-194. novero
degl innocenti condannati per indizi 192. ragioni per ri

gettarla 188. interpetrazione storico-giuridica del dritto


romano 192. leggi di eccezione che autorizzarono in Italia
la prova piena per mezzo dindizi 270. il legislatore To
scano le abrog coll art. 110. della sua riforma 272. pre
tesa differenza deglindizi indubilali, e degli urgentissimi

273. ragioni per credere che nel concetto dellart. 110.


non fosse differenza tra gli uni e gli altri 275.
Infamia (pena d) . Abuso che pu farne o la opinione, 0 il
comando III. 206. origine della distinzione della infamia

di dritto e difallo ivi, principio che deriva la infamia


dal delitto non dalla pena 207. falso sistema de pratici ivi,

nestioni sulla durata di questa pena 208. abuso della pena


dinfamia nel medio evo ivi, errore di chi crede esservi
una classe duomini insensibili alla infamia 210. peri
colo della legge nel maneggiar questa pena ivi,da unirsi

alle sole pene perpetue 211. pericolosi effetti dellabuso


della pena dinfamia 353.
Innocente. Spie azione e difesa duna massima di dritto di
retta ad escludere il pericolo della condanna dellinno
cente I. 185. come il punirlo aumenterebbe la forza del
pubblico esempio nella pena III. 99. come il principio po
litico non temperato dalla giustizia professa la massima
= purch il reo non si salvi il giusto pera = passim .

Inquisizione. Ved. Ricerca.


Intenzione. Etimologia della parola II. 64. n. 1. sua mag
_'
giore o minor direzione, ved. dolo: colpa: caso .
Interrogazione. Come il modo dinterrogare vari secondo
\

451
il variare del processo IV. 65-69. interrogazione sintetica
151. ed analitica 134. dispute sulla interrogazione suggen
stiva 135. vari modi di suggestione ivi, necessit della.
legge dessere inesorabile contro la suggestione ivi, R. in

uenza che la tortura ebbe sul modo (1 interro are.136.


Ira. Ved. Dolo. Suo morale carattere Il. 269.2 4. contra
dizione delle leggi nel giudicare delloliesa rissosa 271.
"moralisti inclinati a considerarla come commessa fuori
della intenzione 273. polizia per impedire i delitti dellira
III. 329.-330.

-\& primati

Istruzione. La polizia vi ha pi inuenza che sulla educa


zione morale III. 340. le passioni umane tanto perdono
quanto lintelletto acquista 344. vantaggi del mutuo inse

Istruzione
gnamento
processale.
come mezzo
Ved.
d educazione
Processo . Come
ivi. la orale e pub
blica sia necessaria al processo accusatorio IV. 298. la
scritta allinquisitorio ivi, la orale e pubblica considerata

per la sua critica, e giuridica indole 320. vantaggi che se


e attribuiscono 321. quanto ai testimoni ivi, quanto al
giudice 324. dubbi su questi vantaggi 322.

J
Jury. Pu non essere il solo metodo giudiciario l. 259.
necessit di distinguervi le guarentigie(politiche e le giu
ridiche 240.-259. sue analogie col gin izio civile ivi, a
spira a toccare il vero assoluto 260. imparzialit necessa
ria a discuterne la indole nel suo confronto col processo
del legislatore Toscano 267. n. scrittori pro e contra uniti
nel concordarne le imperfezioni 259. n. 1. come anche
adesso riconosca la sua origine dal duello IV. 23. se
la pronunzia = colpevole o non colpevole=sia di mero
fatto, o in gran parte di dritto 85. difetto del Jury nella
qualicazione de fatti, per la quale necessario il giudi
zio dun arte 88. esempio nella condanna dun medico ivi
n. 3. altro esempio in causa di venecio 141. nelle reco
gnizioni reali 247. nel giudizio delloffesa per la causa di
fare 87. n. della et 89. esempi nella condanna di due ra
gazzi II. 163. in quello della coazione propria IV. 92. e
ella coazione impropria 93. nelloifesa commessa nel
1 impeto di cui abbandona al giudice del dritto il deci
derne 95. nella valutazione della confessione del reo 242.
e nonostante crede toccar l'evidenza 243. nellattentato
97. ritiene sempre luso della tortura nella pena forte e dura

218. il Jury processo accusatorio moderno IV. 234. suo


confronto con lantico ivi, come i due processi si mantenne

45a
ro a Roma ed in Inghilterra senza mistero 235. errore di
chi trova il Jury nel precesso di Grecia e di Roma ivi, in
che consistano le differenze de' due processi 237. 1. diffe
renza nella disparit di condizione tra laccusatore ed il reo
238. 2.2 differenza la influenza del principio religioso nel

Jury 239. 3.21 differenza luogo e tempo della interrogm


zione al reo e ai testimoni 240. 4.n differenza la scelta de'

giudici, e la loro ricusa 241. 5.a differenza il carattere


morale della istruzione della causa 242. 6.a differenza
le attribuzioni de giudici 243. 7. differenza il modo
di sentenziare 244. congetture sulla divisione della que
stione delfatto, e della questione del dritto 245.-249. 8.a

differenza il numero de' giudici ivi, 9.a differenza la una


nimit de suffragi 250. istituzione caratteristica del Jury
ivi, congetture storiche e giuridiche sulla origine della
istituzione 251. mezzi violenti per ottenere la unanimit

252. corruzione del Jur_y traslocato dal suo paese nativo


289. degradazione fatta subire al Jur_y ne paesi di dritto
scritto 290. quadro delle stragi commesse dal Jury sotto

regni arbitrari ivi, ragioni giuridiche del grande Jury 297.


selvaggia origine del Jury 362. caso nel quale il Jury il

miglior metodo giudiciario 365.

L
Lavoripubblici. Voci antiche e voci moderne designative

di questa pena III. 182. propria per lomicidio premedi


tato ivi, deve esser perpetua 183. ha compagne la morte
.civile, e la infamia ivi, come non entri in questa pena la
schiavit ivi, necessit de lavori e loro qualit 184. di
stinti dalla casa di forza 187. perch non irrogabili a
tempo 186. incertezza aqual pena di gius romano corri

sponda quella de moderni lavori pubblici 198.


Leggi della sicurezza sociale. In che consistano I. 26. loro
indole politica 151. loro criterio caratteristico 154. punti
diversi di vista ne quali deesi considerare il bisogno della

sicurezza degli uomini ivi, hanno principi certi invaria


bili 330. esame de lamenti sulla loro imperfezione 333.
veri ostacoli al loro perfezionamento 337.
--- criminali. Ved. Leggi della sicurezza sociale .

-- in generale. Lor modo (1 essere nella natura I. 26.


qual carattere assumano divenendo nello spirito umano
oggetto di scienza 27. necessit dindagare se abbiano la

loro origine nel senso o nellintelletto 37. dissidi de dotti


nella loro definizione ivi, n. 1. come quella de GC. ro

mani coincida con quella del Montesquieu 37. relazioni

435
dalle quali derivano 38. difcili a percepirsi in pruporv
zione della implicanza de moti, che debbono governare
ivi, moti di proSperit, e di sicurezza 39. i primi restano
sempre nella sensitiva natura dell'uomo: i secondi diven
gono oggetto di calcolo del suo spirito, e danno vita alle
leggi 48. esse son limiti ai moti di prosperit 54. nuove
ragioni che ne convincono 1 52. esprimono le relazioni che
uesti moti debbono aver tra loro 55. diversa maniera
'essere di queste relazioni come idee nello spirito umano
55. come astrazioni isolate dai fatti son basi delle leggi
che emanano dal raziocinio speculativo: riportate ai fatti,
e adattate colle loro combinazioni son basi alle leggi che
emanano dal Pratico raziocinio 56. le leggi di raziocinio
speculativo considerano gli uomini come quantit eguali
tra loro, e convertono le quantit in qualit. che esse v0
gliono dare col nome di dritti o doveri alle azioni degli
uomini non ostante la lor naturale diseguaglianza: tali
sono le leggi religiose, le leggi dell'etica, il gius di na
tura, il gius delle genti 59.-62. queste leggi diconsi asso
lutamente morali comeccb dell' uomo individuo, e non
avendo altro mezzo che la sua privata ragione per deter
minare la sua volont 62. leggi che emanano dal raziocinio
pratico sorgono tutte dai fenomeni della umana sociabi
lit 64. relazioni dell uomo colla societ 63. relazioni di
societ a societ e di stato a stato 67. loro diversit da
quelle che esistono tra uomo e uomo considerati come
unit individuali: necessit d'una ragione pubblica, e
duna pubblica forza 68. nascita delle leggi sociali ivi,
perch debbano chiamarsi assolutamente politiche 70.
relazioni delle leggi morali, e delle leggi politiche 71. le
leggi oggetto di scienza designate col generico nome di
dritto ivi, enciclopedia, e metodologia del dritto ivi,
abusi nati dallaver confuso le une colle altre 74. n. 2.

queste sono di sussidio a quelle 80. idea pi estesa delle


relazioni che insieme le uniscono 81. denizione della
legge data dai GC. romani 151. divisione delle leggi della
citt 338. dispute sul loro effetto retroattivo II. 50. n. 2.
Leggi civili. Loro carattere I. 180. se ammettano una teoria
scientica e per qual m0do 204. n. come siano esplicative
del dritto naturale 181 .-21 2. distinzione che i Romani fe
cero delle leggi civili in private, ed in pubbliche 214. n.
mistura che in esse del dritto politico 217.
-- giudiciarie. Nazione ideologica di queste leggi IV. 1.
relazione in cui stanno colle leggi che creano il ritto 5.
diverso carattere delle due leggi ivi, la forza di chi giu
dica dee tutta uscire dalla legge (i. problemi che ella ha
Tomo IV.

52

454
da sciogliere 7. la libert civile ha il suo compimento
nella retta soluzione di que problemi ivi.
Leggi penali. Loro ragione 1. 160. lor connessione colle

'leggl di polizia ivi, come possono divenire lesive della


sicurezza volendo proteggerla ivi, la loro bont rende
inutili le dispute sulla forma del governo 162.
-- di polizia. Loro ragione 1. 159. lor connessione colle

penali 160. le concernenti la prosperit pubblica varia


bili 330.

,---- positive . Legge di Solone sulla concione l. 4. mostrano

quel che si fatto non insegnano quel che da farsi Il. 21.
cattivo uso di consultare le leggi penali che vanno pub

blicandosi come mezzo di perfezionarne la scienza 1. 15.

ragioni di questa sentenza 16. leggi Valerie e Porcie 235.


-- spiegate 0 natale , o conciliale. Sulla_sociale necessit
l. 38. 83. sulla utilit ivi, 146. sul dritto 114. sulla indole
della legge 120.sulla giustizia di persona 127. sull ammi
nistrazione della giustizia 130. sul gius naturale 135.138.
sulla insufcienza della ragione privata a giudicare di al
cune leggi 143. sulla loro prerogativa 151. sul favore del

la innocenza 185. sullamministrazione 194 su i limiti


del civile e del penale 206. 209. 221. 223. 225. 227. 229.
sulle pene private 219. sulla stima del danno 220. sul re
lativo valor della prova agli,effetti civili, e ai penali 222.
sull'accusa privata 231. sulla dolcezza della sanzione pr

nale 235. sull inopinabile 252. sulle regole generali di


dritto 267. sullassolutsmo 279. sul carattere delle leggi
penali romane 281. sulle questioni di competenza 28.
sull'arbitrario ivi, 104. sulla pena dello scopelismo 295.

sulla norma del dritto 298. sulla vitalit dell infante 306.
sulla denizione del delitto II. 4. sulla sua nozione 11. sul

dover sempre consistere in un discernibile fatto 48. 96.


sulla retrattivit 51. sulla forza morale dellotfesa 62. sulla
sua misura 77. 98. legge detta la croce deglinterpetri 106.
sulla classazione delle offese111. sul titolo della compe

tenza a conoscerne 113. sul titolo di maest 128. 134. 312.


sulla pace pubblica 136. sul delitto casuale 154. sulla in

fanzia 159. sulla impubert 160. sulla decrepitezza 171.


sul sordo-muto 179. sul cieco 182. sull alienazione di

mente 184. suglintervalli lucidi 193. sul dritto del son


no 194. 195. sullerrore 199. 200. sul quasi-deli4to 202.
sulla colpa 210. sull animo di nuocere in genere 211. sul

lanimo preordinato ad atto illecito 214. 216. sull aggi


rarsi lagente in cosa illecita 220. 228. sulla imputazione
della colpa lata 223. sullatto lecito divenuto per mancan

za di previsione illecito 225. sul caso 226. sull'azione in-


\

435
vita in se non nella sua causa 233. sul dritto del timore
235. sulla offesa rissosa 248. 250. 251. 279. sulla provoca

zione 267. sulla offesa improvisa 278. sull amore 281.


sulla causa difme 283. 307. 423. sulla ebriet 288. sulla
' impunit del pensiero 302. sul non essere l'atto assunto
univocamente refmibile al delitto 305. o non idoneo 306.
sullattentato 317. 323. 32. sul mandato 371.-373. sul
consiglio 389. sulla correit 392. sulla complicit 393.
394. sulla societ 400. sulla ricettazione 404. sulla com

plicit per atti negativi 409. 411. sul consenso di chi viola
la legge alla pena III. 61 . sulla difesa di ragionepriwta,
e di pubblica 63. sul dover la pena colpire il solo delin
quente 77. sullesempio pubblico 98. sulla correzione 1 07.
109. sul timore di male futuro 113. sui crescenti delitti
125. sulla pena di morte ad terrorem 176. sulle pene fui
varie 195. sulla inosservanza 196. sulla servit della pena
199. sulla morte civile 202. antinomie sulla pena (1 infa
mia 208. sulla recidiva 230. 233. su i delitti concorrenti
234. sulla carcere 239. sulla polizia edilizia 264. sul dritto
privato considerato come mezzo di polizia 307. 308. sul .
danno arrecato dellanimale 313. su i premi 355. sulla

preventiva difesa 368. sul dritto di territorio IV. 38 sulla


modica coercizione 39. sugli elementi del poter giudici

rio 43. su i periti 88. sulla prova 105. sulla presunzione


dinnocenza 115. sul titolo della tortura 125. sulla prova
del materiale 140. sulla presunzione di reit146. sull o
nere della prova 147. sul deposto orale del testimone 151 .
sul calcolo giuridico della prova 162. sullautorit dei
giureconsulti 164. sulla forma della testimonianza 166.

sulla prova scritturaria 175. sulla indiziaria 193 sulla


istruzione segreta 201 . sulla difesa a piede libero 216. sul
la denizione della prova 222. sull intimo convincimento
270. sullabolizione delluizio scale 286. sulla mag

giorit de sull'ragi 290. sulla legale pubblicit 320.


Letteratura. Ved. Giurisprudenza.
Libert legale. Largo signicato della parola libert l. 163.11.
come sia non un dritto ma mezzo per esercitarlo 101. idea

della libert di dritto 155. sua indole razionale: equivoco


di chi crede che le leggi non limitino la libert ivi, Il. bel
detto di Grozio 95. libert naturale: come i suoi limiti
divengano formule di sicurezza sociale 1 56. come la libert

che danno le leggi della citt sia una opinione 162. libert
civile, e politica. in che consistano, e come differiscan tra
loro 163. certezza delluna al confronto dellaltra 164.

come. la idea di libert non ha niente 6 assoluto ed tutta


relativa ivi, libert naturale di dritto in che consista ivi,
\

456

'

la diversa indole della civile, e della politica si fa sentire


nel metodo giudiciario 239. confusa da alcuni col libero
arbitrio Il. 30. differenze tra lun oggetto e l' altro ivi.

Libert morale. Indole dellazione coatta. Il. 233. il principio


morale la chiama invita ivi, motivi di questa diversa no
menclatura 234. carattere estrinseco di questazione 235.

carattere della forza che pu produrla 236. coazione pro


pria ivi, il timore la produce 237. caratteri del timore
come causa sensitivo 238. il principio politico valuta il
carattere estrinseca del male nella minaccia 239. dee es

sere irreparabile ivi, ragioni della legge che tollera lof


fesa coatta ivi, caratteri del timore come causa morale
delloffesa 240. coazione impropria: suo carattere 241.

sue cause nella subiezione politica, o nella domestica 242.


opinioni sul modo di valutare gli effetti della coazione
impropria nella offesa 243. subiezione militare come va

lutabile nell' offesa 246. forza delle passioni sulla libert

247. diverso carattere della volont perturbata e non per


turbata 248. problema sul vero carattere morale dell of

fesa prodotta da forza di passione 249. due opinioni estre


me luna pel dolo indeclinabile: l'altra per la colpa ivi,
sistema della legge Toscana 250. della legge Inglese ivi,
della legge Francese 251. ragioni sulle quali queste leggi
si fondano 251. difficolt del problema 252. diverso modo
di agire delle passioni 260. le raziocinatrici e le impetuosa
261. carattere morale della impetuosa 262. criterio per
distinguere nell'offesa la passione raziocinatrice e la im

petuosa 276.

Libert della stampa. . Come moderata dalla coscienza l. 1.


Libri cinesi. Loro principio l. 1. dovere di chi ne pubblica
a stampa ivi.
,

Lite. Si verifica nel giudizio civile IV. 354 e nel processo


accusatorio per l analogia che ha col giudizio civile ivi,
la contestazione della lite grido di guerra 203. conseguen

ze di questo stato di cose sugli effetti iuridici della con


fessione del reo ivi, il ..reo confesso Vittima disarmata ivi

241. diverso ordine di cose nel processo quesitorio 357.


Ved. quesitorio processo .

a
M
Magistrati. Come la delegazione del poter giudiciario gli
crei IV. 50. differenza de magistrati, e degiudici ivi, co
me esser debbano leggi che parlano 45. magistrato di po
lizia : sue attribuzioni 336. collisione di questa istituzione
' col ministero pubblico 338. limiti nelle attribuzioni di
questo magistrato 339.-346. numero demagistrati 349.

457
.Malizia. Ved. (sa .
'
'.
Mandato delittuosa . Come la morale, e il dritto civile ab
biano contribuito a o'uscare la vera nozione del mandato
criminoso 371. incertezza del dritto romano in questa

materia 373. il dritto canonico non guida infallibile ivi,


ragioni per distinguere la forza morale relativa del man

dante, e del mandatario 374. falsa idea che il primo sia il


mature del delitto 375. nuove ragioni di differenza desun

te dal carattere estrinseca degli atti assunti dall'uno e


dallaltro 376. inammissibilit delle ragioni del dritto ci
vile per considerare il mandante il solo responsabile della
esecuzione 377. barlume che guid i pratici nel giudicare

del mandato ad uccidere 378. eccezione da farsi per il de

litto conduttizio 380. questioni pratiche nascenti dal man


dato delittuoso 381-386.

Medicina legale . Ved. Giurisprudenza.


Medici: medicina. Quale inuenza abbia la medicina nel
sistema delle cognizioni del dritto l. 304. come debba

porsi al medico la questione dell'alienazione di mente il.


38. a che si limiti lufzio della polizia III. 317. giudizi .
sfavorevoli ai medici ivi n. 1. 2.

Mendicit. Aumenta col perfezionarsi della societ lll. 346.


n. 1. ripullula come le.piante parasite 347. espedienti go
vernativi per rendere meno funesta questa lehbra del cor
po sociale ivi.

Metodo. Signicato di nesta parola l. 308. analitico, esin


tetico donde dedotto 09. metodo dinduzione 310. dana
logia ivi, il metodo la via: ma v' in qualunque via un
punto al quale la ragione umana deve fermarsi 311. come
la diversit degli oggetti rende necessaria la diversit dei
metodi
di chi proclama
lisi
nel 312.
drittoerrore
313. metodo
esaustivoladell rimazia
Benthamdall'
ivi, ana
me

todo acconcio a rintracciare i veri principi della leg e pe


nale 314. dubbi su ci che attribuito al metodo 31 . me
todo dinsegnamento 317. distinzione negli oggetti del
dritto degli speculativi, e de pratici 318. confronto del

diverso procedimento delle scienze esatte, e delle morali


319. indole degli enti legali 320. errore del credere inde
clinabile lalternativa dell'analisi e della sintesi 321. me
todo non insegnato 322. applicazione del metodo a una

nuova compilazione del dritto romano 323. esame del


metodo nel libro del Beccaria 326. il sintetico e lanalitico

considerati nelle forme del giudizio penale IV. 31. proce


dimenti diversi delluno e dellaltro metodo ivi, effetti
diversi che essi producono nell'acquisto della prova 124.
Metodo giudiciario . Ved. Processo .
Moderame. Ved. Libert: cauzione .

438
Morale. Principio, e criterio che ne prende il nome in le
gislazione I. 20. insufciente a fornire la nozione de' men

zi necessari alla sicurezza pubblica e alla priv;nta 89. limiti


divisori della morale, e del dritto 97. originalit della_ri-v
cerca ivi, problema tuttora indeciso 98. signicato diverso
delle parole morale, e dritto 100. indole delle regole che
costituiscono la morale 105. coincidenza con quelle del

dritto 106. enumerazione decaratteri di differenza delle


une e delle altre ivi, criterio della morale diverso da nel
lo del dritto 108. loro promiscuit nell uso prqtico1 1. la
morale corpo di scienza come la giustizia 341. unione

della morale e della giustizia nello svolgere la teoria degli


atti umani 343. la morale inutile a fornire la nozione del

delitto Il. 19. eccessi del principio morale nel ssare la


quantit del delitto 73. imputa come il teocratico loffesa

casuale 226. suoi errori nella misura dell attentato 343.


sconvolge tutti i calcoli della politica nella sua imputav

zione 359. soggetta a convertirsi in erroneo principio


politico 154. n. 3.
Momlit. Ved. Imputabilitiz. Distinta in intrinseca ed e
strinseca. Il. 35. problema difcile a sciogliersi sul valore

da darsi alla intrinseca 80. ella pel politico un presuppo


sto ivi, valutabile per ne suoi estrinseci effetti 81. dedu
zione per discernerli ed apprezzarli 82. e 88. erroneit
della nomenclatura moralit dellazione 89. dimostrata
ne delitti concorrenti 111.228.

Morte (pena di). Ved. Storia. della legislazione penale .


E lecito uccidere ma non tormentare III. 141. conseguen
za per le disposizioni danimo da aversi nella questione

su questa pena 142. tutto cospira contro la cru elt ivi,


la pena di morte ridotta al grado di dolore morale 143.

la questione su questa pena la pi grande dogni al


tra ivi, armi colle quali in essa gli scrittori si batt0no
ivi, desunte dalla religione 144. dalla storia 145-150.
dalla statistica 150-151. dal gius di natura 151-154.
ved. sistemi: dallautorit umana. ivi, come la questione

di'erisca da quellasulla origine e il fondamento del gius

di punire 153. vicende della pena di morte in Toscana


160. distipzione delle persone che la reclamano come di
fesa ivi, difesa dello stabilito governo 161. sua situazione
in faccia allaggressore 162. la uccisione di questi non e
pena ma forza per far cessare l aggressione presente ivi,

risposta alle obiezioni 163. un governo forte nella giusti

zia non ha da temere questo caso 166. pu deciderlo colla


generosit e col disprezzo senza uccidere ivi, difesa del

cittadino 167. la pena di morte pel solo caso di strage pre

459

meditata ivi, necessita di consultare il voto del ginsdi na


tura per questo caso 168. questo voto contrario alla ucci
sione dell omicida 169. impotenza del drilto politico per
distruggere la resistenza di questo voto 170. differenza di

- dritti tra lindividuo che assalito pu uccidere , e la so


ciet che Voglia uccidere per difendere lindividuo 171.
contradizione di alcune leggi 172. la morte senza senso di
dolor fisico 173. dilemma che prova il suo timore impo
tente a reprimer la offesa 174. nuove obiezioni 175. casi
ne quali la pena di morte pu essere minacciata ad terro
rem 178. esempio del legislatore Toscano , e suo aborri

mento alla espansione del sangue 176. L? ,


Morte civile . Non da confondersi colla servit della pena
Il I. 197. eccessi ed orrori della servit della pena 198. sua
abolizione per l'Irnperator Giustiniano 199. rivoluzione

avvenuta nel sistema penale de' Romani ivi, nuove per


plessit indotte dalla pena della c0nsca 200. differenza
tra la servit della pena e la morte civile ivi, specie din
terdizione legale 201. sua diversitdalla consca 202. pi

conseguenza della pena che pena ivi, sue analogie colla


interdizione dei Romani in tempo della repubblica ivi,
come conseguenza giuridica necessaria del resecare un

uomo dalla societ 203. indole morale e politica di questa


pena 204.

Municipio. Sua origine e sua indole IV. 331. come formi u


nit separata o distinta e no a qual punto nell'edilizia
sociale 335. come gl imperatori Romani ed i barbari te
nessero il principio di centralizzazione in giusti conni
333. n. 2. scrittori che illustrarono il sistema municipale
sotto i Romani e sotto i barbari ivi, ved. competenza.
..'g:

N
Necessit . Ved. Dritto di difesa.

--- politica . Il suo criterio dedotto dal giusnuturale I. 38.


sua vera nozione 87. distinta la essenziak'lla societ, e

l accidentale a tale o tale altro stato 86. esempio di que


sta nel dittatore a Roma ivi, il criterio della prima non
fornito che dal dritto politico ivi, necessit politica-ce
rebrina Il. 21. come la necessit domini e regoli tutta la
materia della offesa : passim, e della difesa III. passim.

Nomenclatura. Perch in questopera siasi variata nomen


clatura l. 7.-21. necessit di rettificarla quanto possibile
nelle scienze 326. ragione della nomenclaturadqsa. so
stituita a quella di delitto Il. 1. nomenclatura pratica del_
le offese 100. retticata quella dellerrore e della igno

44
ranza 199. nomenclatura abuslva adottata n qui nella
teoria della complicit 364. 365. 368. ragioni per sosti
tuire la parola difesa alla parola pena lll. 23. nomencla
tura della difesa 69. de mezzi che la forniscono 70. degli

effetti della pena come forza morale 94. difesa la nomen


clatura dolcezza della pena 127. rigettata quella delle pe

ne aberranti 130. ragione di quella delle pene afittive


indirette 178.

0
. l,v

Obbligazimw. Ved. Doveri. Il dritto razionale non la co


nosce: la crea la legge della citt 1.105.
Q[fe.ra della sicurezza sociale. Ved. Delitto. Ella pu pre
venirsi, e punirsi I. 168. mezzi preventivi, e mezzi re
pressivi per tenerla lontana 170. indole, oggetto, ed ef

fette degli uni e de li altri ivi 6 seg. prepondernnza dei


primi sopra i secondi 175. invariabilit della nozione del
lofi'esa 331. ragioni desunte dell essere la sicurezza un
bisogno eguale di tutti gl individui e di ogni societ ll.
412. confutazion di chi crede altrimenti 416. errore di
chi colloca la sicurezza ne nomi sempre variabili non
nelle cose invariabili sempre 423. le olfese sociali n per

il titolo n per il grado ossono esser ssate co principi


della morale I. 343. origine, ed indole razionale e politica
della offesa Il. 17. la religione e la morale non la forni
scono 18.-19. n il gius di natura 20. come sorga dal drit

to politico 23. sua necessit non utilit 27.-32. come il


concepirla rechi un male naturale e produca un bene po
litico ivi, diverso uizio della scienza della legislazione e

della giurisprudenza nell'apprezzarne la gravit 38. sua


nozione giuridica 4l. ha il suo primo e principale ele
mento nella infrazione duna legge della citt 50. sua de
nizione 51. forze delle quali si compone loffesa 53. sua
forzasimdgi, sua forza morale 57. le parole malizia,
dolo, anue inabili a fornirne la vera idea 59. termi

nologia che"le conviene 62. la misura della forza morale

a differenza di quella della malizia circoscritta dal pro


dotto della forza sica 65. delitti ne quali la forza morale
come astuzia predomina, e divien qualit principale 67.
come nellfo'esa la qualit differisce dal grado 69. distin
zione erronea del dolo di proposito, e del dolo d' impeto
70. del dolo in gradi geometrici dal massimo al minimo
ivij._criterio per misurare la vera quantit dellolfesa 72.

o, i_uione degli Stoici 73. opinione del Facbinei 74. opi


monc del Beccaria ivi, sistema de' pratici 75. opinione

44
deteoci 76. deduzioni dirette a provare chela gravit re
lativa delle offese considerato nelle due forze che. le com
pongono si desume dal grado di sicurezza che tolgono alla
societ 80-99. classazione delle offese 110. equivoco della

teoria che cerca la misura delloffesa nel danno sociale 430.


il Beccaria si rettifica nella classazione'dclle offese 431. la

teologia, e la morale costrette a classare i peccati ed i vizi

101. ragioni delle difcolt della legge politica nel clas


sare le offese ivi, sistema deRomani 103. errori ed orrori
del medio evo 106. sistema del Montesqnieu 107. del Blac
kstone e. del Filangieri 109. sistema del Beccaria 111. di

visione delle due classi d'offese contro la sicm-ezza e con


tro la prosperit 113. classazione metodica su queste basi

234-146. loffesa considerata nel grado delle due forze che


la compongono 147. della forza morale 153. della forza

fisica 289. abusivi ragionamenti di chi considera la offesa


come non offesa 424. esempi 426. come un offesa non pos
sa esser difesa 428.
Qizio dellaccusator pubblico: sua creazione per il biso
gno dellaccusa necessaria ved. ac