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DEL

DIALETTO TARANTINO ‘_ Q.;-.';ÈOM


in corrispondenza della lingua italiana
COMPILA'I‘O

DAL SACERDOTE

DOMENICO LUDQVIGO DE VINCENTIIS


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DOMENICANO
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TARANTO
Opera dedicata al Consiglio municipale di Taranto
qual rappresentante del paese

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TARANTO, 1872
TIP. fiALV. ].ATRONICO E FIGLIO
Direttore Francese ChlrlcO

1/wa”L‘/ 4/74? M, >’

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PREFAZIONE

Il primario e più natural vincolo di nazionalità


fra’popoli di una stessa razza egli è certo esser la
favella, come precipuo bisogno nella vita sociale per
ché questipopoli possano comunicare insieme ed in
tendersi a vicenda ne’mutui rapporti. E pure questi
rapporti vennero bene spesso alterati dalla forma;
zione di tanti idiomi bastardi, i quali alterando la
pura favella di una nazione si resero inintelliyibili
noncbe‘ agli stranieri ma pur tra loro stessi. Difatti
la dotta lingua de’Tultii e dei Cesari, che era l’in
terprete delle nazioni cadde dal suo lustro e cessò
di esserlo, quando orde di barbari invadendo l’Eufl
rapa ed in essa le belle contrade d’Italia, manomi
sero con la loro eferata dominazione non le cose
e le persone soltanto ma ez/andio la pura lingua
del Lazio. Nacquero da questo tramestio tanti lin
guaggi novelli per quanti essi ne introdussero non
_4__
meno, che per quanti luoghi essi profanarono calpe
stando, i quali ebbero la nomea di lingue neo-latine
perché miste di barbaro e di latino. Il clima il
commercio e l’accento de’ popoli limitrofi concorsero
a gara a queste trasformazioni, sebbene da quelle
sorgesse per opera di dotti governanti e di letterale
intelligenze la dolce e bella lingua di Dante e di
Macchiaoelli. Pertanto, cosa fin/"rabile, ne’ peculiari
dialetti osservasi un’ armonia costante di leggi e di
filologia per l’uso e pronunzia qual se fossero lin
gue fondamentale, onde ci sentimmo inoogliati al
l’ardua fatica di compilare il vocabolario del no
stro patria dialetto il tarantino.
Per venire al particolare del nostro compito aopo
e far parola delle vicende parte cui soggiacgue la
terra e gli abitanti, de’ quali tessia-mo lessicamenie
il modo di faoellare, premettendooi le diperseforme
dipendenti da certe e stabili leggi grammaticali e
fonia/w.
QUESTA PARTE DEL CIEL CADUTA IN TERRA, come
enfaticamente l’ appello un poeta , per amenità di
sito, per mite:za di clima, perferacild di suolo e
per abbondanza di prodotti de’ due mari,_attracoa
da secoli remoti dalle lontanissimo plaglee dell’Asia
minore una colonia di tim'i clic accomunandosi coi
nativi sparsi qua e la per le campagne edificarono
presso un fiumicello una cittd dando ad entrambi
dal loro il nome di Tiras, converso poscia l’i in
a per dialetto dorico, come si opina , o forse da
._5.._.
Taras loro duce. Questa colonia di nazione siriaca
col suo' dominio v’introîlusse pure la sua lingua e
fu la prima che in Taranto parlossi. Eran corsi
parecchi secoli e la salabritd di miglior sito vi ri
chiamava a poco a pocoi cittadini, quando soprav
venuU i dori o partenii di Sparta sotto la guida
di Falanto, la vecchia città fu distrutta, i tirii cac
ciati via, ed una novella cittd, la Taranto spartana
fu edificata al sito opposto alla prima che non Ta
ras ma Tarontos fa appellata. I nuovi sopravve
nuti formaron co’ tarantini un sol popolo e v’intro
dussero i loro usi e la lingua , ma non riusciron
però a svoltare afiatto la primitiva lingua siriaca,
che già parecchie voci sussistono tuttora di quella
come in Chioma - Srrra- Saturo - Mesole - Basca
ed altre di luoghi particolari. Divenuta la città me
. tropoli di estesa repubblica fu si forte potente e
temuta che giunse a soggiogare e dettar leggi ai
popoli vicini, ma troppo vanitosav di sè, fidandosi
de’ soccorsi stranieri oso resistere alla potenza ro
mana, e soggiacgue dopo pruove durissime al do
minio di quella , alla quale però fece pagar caro
l’onore del trionfo. Lunga pezza durò la domina
zione de’ romani, i quali se giunsero a spogliarla
de’ suoi tesori e de’ capilavori di arte, non valsero
a far attecclzire del tutto la loro lingua, ma poche
voci soltanto passarono in patrimonio del cornun
favellare. Ne il mantovano poeta che sdraiato al
fresco rozzo sulle sponde del Galeso improvvisaoa
i
-_6__4

le sue ecloglie con dolce e sonora armonia di metro;


ne il oenosino Orazio con la profusione di lodi nei
suoi carmi 0 co’frizzanti rimbrotti, o co’suoi diu
turni diporti in questi luoghi ameni; nè le decan
tate celebrità de’fasti, dei pregi e della storia che
di lei lasciarono ad eterna ammirazione de’ posteri
Appiano, Livio, Marziale, Plinio e Polibio; nè i
romani patrizii con le loro lussuose ville, cono-ili e
spassi; né lo stesso Augusto con l’imperial sua pre
senza; ne‘ l’apparente benevolenza de’successici im
peratori valsero a destar la simpatia ne” tarantini
alla madre lingua latina; che anzi nella divisione
-de' due imperi non vollero essi far parte di quello
d’Occidente. Difatti durò Taranto ad esser capo
luogo della Magna Grecia fino a che le colonie
greche non eessaron per le incursioni dei barbari
e peculiarmente de’ saraceni clic distrussero la città
spartana disperdendosi i cittadini negli anfratti dei
luoghi circostanti al di la del mar piccolo. Cessata
la barbarie turchesea eglinc si ridussero nella roc
ca, l’ odierna cittd,’ e seguito ad esser eittoì greca
dipendente dall’inq9ero orientale e prosegui gid pure
a parlare il suo greco, e molte voci, sebbene alte
rate, son tuttora conservate nel suo dialetto. Ne la
protezione degli orientali imperatori le venne meno
che Nieq/‘oro fece ingrandire la città terrapz'enando
lungo e largo spazio di mare e facendovi edificare
un palagio di sua rappresentanza. Solo il greco
linguaggio cominciò a declina; e con le conquiste ed
__7__
occupazioni de’normanni , svevi ed angioini i cui
principi presero pure il titolo di principi di Ta
ranto. Ignoriamo per altro se voci di questi popoli
si fossero mescolate al dialetto a sostituire le disu
sate greche. Al cade-r dell’impero greco già gli arago
nesi scavalcati gli angicni aveano invaso il mezzodì
d’Italia, ed in continuazione Carlo V, costituiva il
viccrcame di Napoli e la dominazione di costoro di
oltre due secoli connaturatizzo‘ gran parte del loro
linguaggio e della flessione, e spagnuole son vera
mente le voci apprittaro, apprietto , Lazzaro, lazza
rieddo ed altre moltissime; spagnuole son quelle che
hanno nel radicale un ue invece di o come in
muerto, puerto, tuesto e simili, e le voci in iento
come viento, parmiento ecc. e quelle che convertono
l’0 in ie come tiempo, tiesto e simiglianti Sullo
scorcio finalmente del passato secolo successe l’ in
vasione francese ed avvegnacekè non avesse avuto
lunga durata, nondimeno lasciò pure i semi della
sua lingua e le voci ròina, ciminera, vragio, otro
ed altre aggrartengono ad essa.
Con la mescolanza però di tante voci di deriva
zione straniera Taranto non dimentico mai essere
una città italiana, avvegnacleè questo faveltare fosse
guasto, come da per ogni dove , da voci che non
hanno riscontro nè con la lingua nazionale ne con
le straniere. Non per tanto il tarantino dialetto ha
molte voci dell’uso toscano e moltissime italiane, e
queste ultime essendo proprie della comune lingua
i_8_.
abbiam tralasciato di regisirarle, non ostante‘che
in parecchie siavi alcun lieve cambiamento ma non
tale da alterarne sostanzialmente la forma.
Notisi altra specialità del dialetto tarantino. Il
' noto per esperienza che i paesi confinanti con altre
provincie partecipano con quelle nell’accento, nella
pronunzia e nelle voci, ma in Taranto non cosi.
Sita al confine delle provincie leccese e barese non
ha. ne l’accento, ne la pronunzia, 'nè le voci di quelle
sebbene a cinque chilometri al sud cominci a sen
tirsi il dolce accento leccese, e a dieci chilometri al
nord l’aspro barese.
Avvez;zi pertanto al comunale linguaggio del dia
letto, avvienc non di rado dovere svolgere i dizio
narii con laboriosissimo studio per rinvenire una
voce corrispondente al significato di quella di uso del
proprio paese e talvolta senza profitto. E cosi c’in
terveniva quando richiestifummo da onorevotissimo
cittadino, come si appellasse in italiano il pir1‘uez
2010, ed altra fiala da una illustre dama qualefosse
la voce propria delle fiuriere di. cristallo. Grave sa
rebbe l’imbarazzo se dovessimo ogni volta svblgcre un
intero dizionario per rinvenirla. Ad ovviare a tanto
inconveniente ci surse in mente l‘idea di raccogliere
le sparse voci del dialetto‘eformarne un vocabolario,
in cui a ciascuna voce corrispondesse la propria
italiana con la sua definizione, e la derivazione di
quelle che l’ avessero, aggiungendovi gl’ idiotismi e‘
concetlosi proverbii tarantini; A questa ricercafmn
._ 9 __
ano-gentilmente coadiuvati da buoni ed intelligenti
amici, i quali considerando l’utile del paese, di buon
grado si assunsero la cura di farcene tener larga
collezione.
L’opera dunque che imprendiamo a pubblicare
sard utile al cittadino che senza molta_ fatica saprei
il valore di ciascuna vece del dialetto; utile al fo
restiero che con essa interpreterà un linguaggio da
lui non più inteso, ne‘ facilmente capibile; utilissi
ma infine alla discente gioventie chepotrd avvez:arsi
di buon ora a parlar bene s-mettendo il comunale,
e potrei esser mezzo e causa nell’attuale sviluppo
dell’intelligenza che smesso ogni cenismo la madre
lingua italiana addivenga l’unica e sola del paese.
Il lettore nello svolgere questo vocabolario vi scor
gerd le voci del comune dialetto e quelle del basso
popolo: rinverrd un corredo di notizie storiche ed
interessanti e de’ luoghi adiacenti ed interni della
città, e de’ prodotti speciali marini ed alcune pro
prieta di oggetti e di varii pesci. Queste osserva
zioni sebbene non convenissero in un vocabolario,
pure le abbiam messe perfar manifesto ai cittadini
ed ai foresticri i’eccellenza di.questa cittd privile
giata dalla natura ed abbellita dall’arte, afinchè
accrescendosi in essi l’amore possano vieppiie ele
varla a quel grado di civiltd- che le compete. Da
ultimo abbiamo usato la diligenza inparecchie voci -
di riunire insieme quelle che si riferiscono a cia
scuna come sue parti per aversi sott’occhio insieme
__ 10 _
la voce e quanto le appartiene. Inoltre abbiam cre
duto utile aggiungnervi infine un indice metodico
italiano-tarantino, per materie, di tutte le voci con
tenute nel vocabolario ajlnc/eè più facile ne fosse
la ricerca. '
Nella piena fiducia che venga benevolmente ac
colto questo lavoro promeltiamo aggiugnervi un
supplemento quantevolte si avranno altre voci sfor
gile alla presente raccolta. '

Taranto luglio 1872.


ÙSSERVAZION I
GRAMMATICALÎ E FONIGHE

CAPITOLO I.

5 l .° DELI.’ ARTICOLO

Gli articoli che servono (1’ indicazione al nome


sono di due specie determinati ed indeterminati.
I determinati sono ii, il, 10, ed a, la, sei nomi
comincino per consonante od s impura: es. il cap
pieddo il cappello, u scalaro lo scolare, a mamma
la madre. Cominciando poi per vocale l’articolo e
l’ per ambi i generi come l’uovo l’arte, l’uovo l’ar
te. Al plurale ti per ambi i generi come li cap
peddiri i cappelli, li scalari gli scolari, ti mamme
le madri; ed apostrofafi seguendo vocale come
l’uevi le uova, l’arti le arti.
Gl‘indetcrminati sono nu uno, na una, ed apo«
strofati innanzi a vocale: es. nu taiddo un assero,
na torre una casina, n’aco un ago, n’angidda un’an
guilla.
r

__12_
Declvna:ione degli articoli.

S. N. n a l’ un un
G. da da di l' di un di na
D. da aa a l’ a nu a ma
A0. il a l’ un un
Ab. da il da a da l’ da 7 il da na
Al plurale gli articoli determinati si declinano li,
di li, a li, li, da li, ad apostrofati innanzi a vocale.

g 2.“ DEL NOME

Come nell’ italiano i nomi sono distinti in pro


prii, comuni e collettivi. '
Tutti i nomi proprii e quelli che indicano_stato
di persona al vocativo sono tronchi ed accentati,
es. Poi Paolo, A-ntò Antonio, Francà France, Fran
cesco Francesca, campa compare, cani cognato e
simili: se il vocativo poi e seguito da un agget
tivo possessivo non si tronca, escm. Francisc mio
Francesco mio. . ‘
I- comuni hanno le seguenti variazioni di un
mero.
Alcuni fanno al plurale in iri breve perdendo
e talvolta mutando una vocale della radice. così
acijddo uccello , pirtuso foro, pinne pugno, mun
tone mucca, fanno aceddiri, pirtbsiri, pibniri, min
tòniri. Altri prendono al plurale un i di giunta
al radicale come verme viermi ecc.
__13_
Quelli che in ilaliano cominciano in qia si con- ’
vertono in scia, come giardino, giamberga, giava
in sciardino, sciavzvzerga, sciaia; quelli in gio in
scia come giornata, giovedì in sciurnata, sciuvidio:
questa mutazione è in giu se la parola èdissilla
ha come da giorno giurno.
Quelli che hanno un o al singolare lo’mutano
in u al plurale, così da monte, volte, monte, botte,
munti, -vutti.

g 3.0 DELL’AGGETTIVO

L’aggettivo che modifica il nome è pure come


in italiano qualificativo, indicativo, numerale e
possessivo.
'Circa i qualificativi che esprimono una qualità:
del nome null’ altro si osserva che alcuni termi
nali in o, al femminile mulano in a la desinenze,
c mutano pure l’ue di forma spagnuola in o del
radicale, onde sinodico, stupido, fa stodica, stuerlo,
storto, storta, muerto, morta. Lo stesso accade dei
participii nel cambiar genere: al plurale poi si se
guono le regole generali.
Gl’irulicalhl i quali 1nosîrano precisa l’ indica:
zione dell’oggelto sono sia e sta, questo questa, ed
al plurale sii per ambi i generi: quid e queddu,
quello quella, ed al plurale chz'ddi per ambeduei
gener1.
l numerali determinati sano uno e una, dei,
'__ 14 _
treli ec., ed indeterminati come ossei molti, picco,
picca ed al plurale pico/ti poco, poca, pochi poche,
' nguarcuno qualcuno e simili.
Uno e una si usano interi collocandosi dopo 0
immediatamente innanzi al verbo: es. uno fa, una
jè, uno è, una è, je‘ uno, je‘ una: quando poi si
usano come articoli indeterminati si troncano in
nu, no, come si è detto sopra. Dei, treti, sei se
guiti da nomi si troncano in do, tre, se‘, es. dò
soldi, tre‘ lire, se‘ carrini.
I possessivi sono mio e mea, lavo e tova, suvo
e sova, nuestro e nostra, vuestro o vostra; al plu
rale mi e nug‘e, tuvi e tove, savi e sove, nuestri e
nostre, maestri e vostre.

g 4.° DEL PRONOME

I pronomi parole che si usano invece del nome


sono i personali i io, tu e per paragoge tune tu,
al (plurale nu e nui, va e vai noi voi. Ci ohi,cin
corta e ciunc/ze chiunque, nisciuno, nguarcuno, nes
suno, qualcuno.
riferiscono a persona e cosa quist e questa,
questi, questo, questo, al plurale cltz'sti questi, que
sto: quid e quedda, quegli, quello, quella, al plu
rale cbiddi, quelli, quelle; id e g'edda, egli, ella,
esso, essa, al plurale loro per tutti i casi.
I relativi qua e ce, quale, quali, che, sono in
declinabili.
_15_
. I pronomi quid e quist possono usarsi pure neu
tralmente e valgono ciò, questo , quello, quid ci
quel che.
Ci e ce differiscono tra loro, il prima si usa qual
relativo, come quid ci dici, quel che dici, ce usasi
assolutamente, come ce dici, che cosa dici.
Le particelle pronominali mi, ti, si, noi, vi se
guite da lo 0 la si apostrofano seguendo una vo
cale, come mi l’avivi ditte me l’avevi detto, si
l’ ave piqgltiato , se l’ha preso. Se poi a lo siegue
una consonante si contraggono in ma, tu, su, nciu,
vu, es. mu disse,me lo disse, tu dico, te lo dico
e simili, ed in ma, la, sa ', ncia, va, se è la, es.
ma dice, me la dice, ta disse, te la disse, ecc.
La particella ni, vale ne cioè di ciò, a noi.

g 5.° DEL vanno

Due sono le coniugazioni de’verbi in ore ed in


ore, e questi ultimi quali in ore lungo e quali in
ere breve.
I verbi che in italiano cadono in ire si con
vertono alcuni in ore lungo, altri in ore breve,
così vinire, guarère da venire guarire, sentore,
pruibèscere da sentire, proibire.
Spesso la sillaba finale dell‘ infinito si tronca
ne’verbi in are ed ero lungo, onde rimangono
aecentati, così da amare, vine‘re, amd, vine. Per
quelli in ore breve le due cbx‘evi sono mute, così
_. 16 _
da sentore sente, come si dirà: più sotto nella pro-.
nunzia. Questo troncamento avviene quando l’in
finito sta dopo un verbo finito: es. vogghio vidi,
e‘ da sce‘, vue' scntr-voglio vedere, devi andare,
vuoi sentire.
Alcuni verbi che all'infinito nella radicale han
no un i alla 1.“ e 3.“ singolare e 3.‘I plurale del
presente dell’indicatim lo mutano in e, e quelli
che hanno a lo mutano in o: es. vine‘re, tram-pa
re, venire, impastare, fanno vegno, vene, vènino,
trompo, trompa, tròmpino.
Il passato rimoto dell’indicativo ne’verbi rego
lari in are fa coi e abbi, così da iatare, abbusca
re, fiutare, lucrare, fa interi e iatabbi, abbuschevi
e abbuscabbi. Quelli in ere fanno ivi e ibbi, così
da vinbre, sènt’ere, venire, e sentire, vinivi e vi
nibbi, sintivi e sintibbi. Pelo le voci in abbi ed
ibbi l’usa il volgo. _
La prima voce dell’imperativo preceduta dalla
negazione che in italiano si esprime coll’infinito,
nel dialetto si esprime coll’infinito tronco del ver
bo scere andare, e col gerundio semplice del ver
bo: es. non andare, non tare, non sentire, n01 ve
dere, no sce scenno, no sce facenno, no scè sinten
no, no il sce videnno: ma se ovvi una particella
pronominale si può togliere l’infinito sce ed il
gerundio si converte in infinito, onde si dice non
ngi sce scenno e non ngi sci. no il scèj'acenno e
no ufd, e simili.
_17_
Il participio di are è in aio, quello di ere in
uto: es. iatato, vinuto, sintuto.
“ I gerundii che in italiano finiscono in ando
ed endo fanno in anni ed anni, così iatann'i, vi
nenni, sintenni. La voce del gerundio presente
dopo il verbo stare di tempo presente e futuro si
esprime pure col presentefes. sto leggendo, staràv
studiando, sta mangiando, stiamo lavorando ecc.
sto lescio, sarei ca ste studia, ste mangia, ste la
vuramo ecc. ove al plurale il verbo stare si espri
'me colla 3.a singolare.
Il'presente del congiuntivo è simile a quello
dell’indicativo', solo che si premette la congiun
zione va che. I tre verbi essere, avere e pute‘re,
hanno voci proprie.
Manca il dialetto de’seguenti tempi:
l.° del trapassato rimoto dell’indicativo;
2.° del futuro dell’indicativo il quale è espres
so con una circumlocuzione, così agghio da fa,
per farò, ci fazzo, se farò, è da sentr, senti
rai ecc. Vi sono le sole terze voci sarà e saran
no, avrd e avranno, ma sarei e aoarrd usansi as
solutamente, come sarei accussi, sarà così, le altre
voci si usano come ausiliarii del futuro anteriore.
Vi sono pure le prime voci come sarragghi, sa
parragghi, sciragghi ed altre, ma queste sono
voci composte della circumlocuzione agghio da es
sere, agghio da sape, agghio da sce‘;
3.0 del futuro dell’imperativo;
__18__
4.0 del perfetto del congiuntivo il quale è
sostituito dal passato prossimo dell‘indicativo: es.
no saccio ci l’ono saputo, non so se l’abbiano saputo.
5.° del passato e del futuro dell'infinito che
si risolvono sempre col 'ca che,all’inclicativo: es.
creggio ca l’agg/u'o visto, credo averlo visto, penso
cu voco, penso di dover andare;
Le persone de’verbi sono_i, io, tu, tu, id, egli
nu, noi, vu, voi, loro, eglino.
Diamo ora il prospetto delle coniugazioni (le‘vor°
bi ausiliarii, de’regolari e di alcuni irregolari.
ESSERE AVERE
\ MODO INDICATIVO

Tempo presente
ab sono agghio ho
sì e stai sei e Imi
e, ivi, etc e ave e e ha
simi siamo auiml abbiamo
siti siete eviti avete
so e sont sono acini e una hanno ‘

Tempo imperfetto
era ora aveva aveva
iri eri avivi avevi
era era aveva aveva
eriml eravamo avevimt avevamo
irvi e irivi eravate avivvi avevate
erim' ed erm' erano avevini avevano

Tempo passato rimoto


fuevl e fucbbi lui avivi e avibbi ebbi
vesti fosti avisti avesti
fai. fu avii ebbe
faemmo fummo avemm‘i avemmo '
fuestivi foste avistivi aveste
forno furono ‘ averni ebbero
_19-f ’
‘Tempo futuro
sarragghi e sarà sarò agghio da ave avrò
ca sò ‘
sarà ca si . sarai e d'avè avrai
. sarà ca e sarà. avermi e ave d'avè avrà
sarti ca simi saremo avim‘t d‘avè avremo
sarà. ca siti sarete eviti d’avè avrete
sarti ca sb o sa- saranno ano d’acè avranno
ranno .

MODO IMPERATIVO
Tempo presente
siisci sii agghi abbi
ca sia sia ca agghi abbia
ca stmi siamo avimi . abbiamo
ca siti siate ’ av'zii abbiate
ca siini o siiscini. siano ca agghini abbiano

MODO CONGIUNTIVO
Tempo presente
sia sia agghio abbia
sii e siisci sii agghi abbi
sia e siisci sia agghia abbia
ca simi siamo ca avimi - abbiamo
ca siti siate agghiàti abbiate
ca siini e siiscini siano agghini abbiano

Tempo imperj/ì‘tto \
[ossi fossi avissi avessi
facessi fossi abissi avessi
fosse fosse avesse » avesse “.
fossimi, jemme fossimo avessimi avessimo
faessivi, jissivi foste avissivi aveste
fossero fossero avessero avessero
mono CONDIZIONALB
Tempo presente -
sarti sarei avr‘a' avrei
scrissi ' saresti av-rissi avresti
sarebbe, sarta sarebbe avrebbe e avvia avrebbe
avriimi e avrissi
sariimi saremmo mi avremmo
sarissivi sareste avrissivi avreste
suri ini sarebbero avriini avrebbero
_20__
TEMPI COMPOSTI

1nd. passato pross.-si compone del presente e de’participii stato


e avuto-so, si, è stato ecc. agghio, è, ave avuto.
Trapassato-si compone dell’imperfetto e de‘ participìi-era sta
to, ecc. aveva avuto ecc.
Gong. trapas.-si compone dell’imperletto e de‘participii
fossi stato, ecc. avisst avuto, ecc.

Futuro anteriore

saragghi stato sarò stato avarragghi avrò avuto


avuto
sard ca si stato sarai stato sarei ca e avuto avrai avuto
sara stato sarà stato avarrd avuto avrà avuto
sarà ca simi stati saremo stati sara' ca avirn’a avremo avuto
vaio
sarà ca siti s_tati sarete stati _ sani ca avit’avuto avrete avuto
saranno state saranno stati avranno avuto avranno aVuto
Condizionale passato-si compone del presente e de’participii
sarti stato, ecc. avrii avuto, ecc.
Gerundiì-essenni, essenni stato avenni, avenn’avuto

VERBI REGOLARI
vmuuu; voltare - sm;inm sapere _ sfinrumn sentire.

MODO INDICATIVO

Tempo presente

voto volto saccio e so sento sento


setaccio
vuéti volti si: sai si'mti sen ti
vota volta sape sa sente sente
vutdmi voltiamo sapìmi sappiamo ’ sintlmt sentiamo
vutdti voltate sap'iti sapete sint‘zti sentite
vòtinz' voltano sdpini sanno sintini sentono
_ 21 __

' Tempo impev;fetto


butdva voltava aapèm sapeva - sintèva sentiva
vuoi-vi voltav i sap‘wi sapevi siut‘wi sentivi
vutàva voltava sapèva sa peva sintèva sentiva
vutdvimi voltavamo sapèvimi sapevamo sintèvimi sentivamo
vutàvvi voltavate sap'zvvi sa pev;tte sint‘wvi sentivate
vuta‘vini voltavano sapèuini sapevano sintèvini sentivano

Tempo passato prossimo


agghi ho voltato ho saputo ho sentito
è 6 hai o c
d e ave 3 ha 3 ’ E
avimi 3 abbiamo g- _î:
avittj ° avete ’° °°
ono hanno

Tempo passato Mmoto


vutèvi e vu- voltai sap‘wi e sa- seppi sintivi esin- sentii
tribbi p'zbbi tibbi
vutdsti vollasti sapisti sapesti sint'zsti sentisti
vutòi voltò sap’u' seppe sint’zi sentì
vuùimm_i mltammo sapèmny‘ sapemmo sintemmi sentimmo
vutast_ivz voltaste sapiet_ivg sapcste st_ntastgm_ sentiste
vutàrmi voltarono saperzm seppero smtè-rmz sentirono

Tempo trapassato
avèva aveva vol
iato
av'wi o avevi 3 °
avèvq _ gaveva à É
ave?vzmu a avevamo g @
amvvi avevate
avèvim' avevano

Tempo futuro
agghio volterò. saprò ‘ sentirò _
è @ volterzn -àsaprai " sentirai
d e ave Èvolterà gsaprà Ésentgrà
av'nni o imi volteremo B sapremo sentiremo
av‘zti o in 3volterete wsaprete €sent;rete
ano volteranno sapranno sentiranno
Vi sono pure le voci saparragghi, vutarragghi, sintiragghi
saparrà vutarrà
saparranno vutaramw
ma sono poco in uso e solo si Odono dal volga.
... 22 _
MODO IMPERATIVO

Tempo presente
Volta sacei sappi siinti senti
volti ca sacci sappia ca senti senta
' voltiamo sap‘tmi sappiamo sint’tmi sentia mo
’ voltate sap‘zti sappiate sint’zti sentite
voltino ca saccini sappiano ca sentirti sentano

- Congiuntivo presente ,
volti ca sacci Seppia ca senti senta
volti ca sacci sappi ca siinti senta
volti ca saceia sappia ca senti senta
voltiamo ca sap‘zmt sappiamo ca sint’nni sentiamo
voltiate ca sapiti sappiate ‘cu sint'iti sentiate
voltino cu saccini sappiano ca sentini sentano

Tempo imperfetto
voltassi sapessi sapessi sintessi sentissi
voltassi sapissi sapessi sinlissi sentissi
voltasse sapesse sapesse sintesse sentisse
voltassimo sapessimi sapessìmo sintessimi sentissimo
voltaste sapz'ssivt sapeste sintissivi sentiste
voltassero sapessero sapessero sintess'ero sentissero

Tempo trapassato
avessi vol saputo sentito
tato_ aiutato
3 avessx saputo
g avesse
a avessimo
aveste
avessero

1* utaro anteriore
avdrragyhi avrei Vol
tate
c, avrai f saputo sintato
‘5 avrà
quan_n’avi- É avremo
avrete
avranno
_ 23 _
MODO CONDIZIONALE
Tempo presente
vutarìi voiterei sàpr‘u' e saprei sintarfzi sentirei
_ . _ supar_'ri_i '
vutarr_vssa volteresù sapurr;ssr sapresti sintarrissi sentiresti
vutargq _ volterebbe saparrza saprebbe sintarr‘za sentìrebbe
vulanqmg e, volterem- saparriimi e sapremmo sintmwiimi e sentiremmo
vutam_ssqrrqz mo saparrissimi sintarrissimi
vutarrr_.gsz_vz voltereste saparr{.gsi_vi sapreste sintarrissivi sentireste
vutarrmu voltereb- saparrum saprebbero sintarriu'ni sentirebbero
bere

Tempo passato
avr{i ‘ avrai voltato
avr_zssz 2 avres ti o o
avrra I =avrebbe 3 '3
avrilmr E avremmo @- E
nerissivi avreste W =»
avriini avrebbero

GERUNDII

vutam_ai voltando sapem_u' sapendo sintenni _ sentendo


auenm 1m- avendo vol-avenm sa- avendo sa- avermi sm- ave_ndo sen
tato tato puto puto tuta t1to

VERBI IRREGOLARI
scema andare - rum fare - ku‘mn potere - vvu‘uu: volere

MODO INDICATIVO

Tempo presente
voce vado fazzo fò pozzo posso vogghio voglio
vè vai faci fai puezzi e puoi vuèli e vuoi
puè vuè
vè va [ace fa pote e pò può vale e vò vuole
scidmi andiamo fac‘nni iacciamoput‘zmi possiamo vul'zmi vogliamo
seidti andate fac‘1ti fate patiti potete vuùti volete
rune e [acini fanno potini possono vùlini \ vogliono
l‘OWIIO \’&KÌIÌO

,>: 'M.X.’.;‘f -’»--v«---« ‘ì___e\_\.vù_,_.__._\ _ \. -- _


‘VH-\ h\ v\_l \» .> e,
- 24.-_
Tempo Impe1;fztt0

sceva andava faceva faceva puteva poteva valeva voleva


scivi andavi facivi facevi putlvl potevi vulivi volevl
sveva andava faceva faceva puteva poteva valeva voleva
scevimi andava- facevimi fuceva- putevimì poteva- vulew'mi voleva_
mo .mo mo mo
scivvi andavate fewiuvi facevate putiuvi potevate vulivvi Volevate
scevim' andava- faceuini facevanopute‘vini potevano vulevim' volevano
- » no

Tempo_ passato prossimo

so 5 sono an- agghi ho fatto D o potuto ho voluto


sa -3 dato è ° . o
è w à 8 “E *5
l . . . N .‘_ì N
St7m _, am_-ny .& 3 g
szti amtz @
sò a, uno

Tempo passato w'moto

salvi e andai factoi,éìci feci put‘un' e_potel vul‘wi e volli


scìbbi efaci In putibbt vul‘vbbi
scisti andasti fac'tsti facesti puttsti potesti vuhsti volesti
sc‘u' andò fac‘zi fece put‘u' poté vul'n' volle
scemmi andam- facemmi facemmo putemmi potem-. vulemmi volemmo
mo mo
scìst_ivg' andaste f_ac}stivi faceste put‘zsttvi poteste vulistivi voleste
80€!“th andaro- [ècn‘i fecero putèrini potettero vulerim' vollero
no

Tempo trapassato

era I } oera an- aveva , aveva


E dato l‘atto
iri g eri aw'vi o pututo ‘uululo
era era aveva E
erimi È._ eravam o avevi mi “‘
irqu Èeravate avivvtl
erms gérano aveviw
__25_
Tempo futuro
agghi andrò farò potrò vorrò
e ' .\, andrai farai potrai vorrai
ave 8 andrà ;gfarà 'è’ potrà vorrà
avimi g andremo a faremo E.potremo ‘@ vorremo
eviti andrete w farete s potrete e vor rete
uno andran- faranno potran- ‘ E vorran
no 4 no no

MODO IMPERATIVO

Tempo presente
1111 e 1111- va fa fa puezzi possa uogghi voglia
tenni
va ve e vada ca fazza faccia ca pozza possa ca 1109- voglia.
uasei ghi
sciami andiamo fac‘zmi facciamo pazzdmi possiamo uuhmi vogliamo
sciolti andate fac‘zti _fate. puzzdti possiate ualiti vogliate
Citi/0710 vadano cufauimfaccrano pozznu possano ca1’llog-_ vogliano
g 'mc

MODO CONGIUNTIVO
Tempo presente

Simile al pres. déli’ indicativo colla congiunzione ca

Tempo impea;fetto
scessi andassi facessi facessi patessi potessi volessi volessi
scissi andassi facissi facessi patissi potessi valissi volessi
scesse andasse facesse facesse pat8388 potesse valesse volesse
scèssimi andassi- fùcessimi facessi- patèssimipolessi< unlessimivolessi
mo mo mo mo
scissiui andaste fm:issiui faceste patissiei poteste nulissiui voleste
scessero andas- facessero facesseroputessero potesse- uulessero volessero
sere ‘ ro

Tempo trapassato
Si cam .one di fossi e) Si cofnpongono dell‘ imperfetto avessi e de‘ par
del par u':ipio sciato )ticipii fatto, patate e valuta
...26«.
Tempo futuro
sarr - sarà an- auar- _ avrò fat
yhi 3 dato raggi“. ì to
sara' ca 5 sa_rajca
Si. 2 e . o e
sara auapru / 2 g 3
_ sani ca sarei oq E 3 È
simi ;: ampu 9- °
sani ca É sara_ ca
siti v: aiuta
saranno avranno

MODO CONDIZIONALE ‘

Tempo presente
scia:ii _ andrei _ farii ' farei _ putrii potrei uurrii vorrei _
SCia1'i88l andrest1fai‘ism faresti putrissi potresti wurr_zssi vorresti
smorza andreb- fama farebbe palma potrebbeuurrza vorrebbe
be
seiaryii1_ni andrem- farissigni_faremmoputriim_i potrem- unrriimi vorrem
es_mqrzs- mo efarrmm e_pu_tns- mo e,vur- mo
mm smu fissimi
sci_m_‘ris- andreste forrissivi fareste putrissivi potreste vurrissivi vorreste
san. ‘
sciarriiniandreb- farriini farebbe-putriini potreb- vurriinì vorreb
bero ro boro _ boro

Tempo passato
Safli. 0 sarei aurii avrei
sariss E andato aurissi } fatto
saria % aurìa e Q
sariimi auriimi 8 E ‘5
e saris- -: e auris- E E E
sin_ni . _ sìmi _ _ 9‘ =
SGTISSIUI M aur688102
sariim' V avriini

GERUN D11

scenm' facenni putenm‘ vulenm'


andando facendo potendo volendo
essmmi sciato avermi fatto pututo. valuto
essendo andato avendo fatto avendo potuto avendo voluto

, ,A.- Myv,»frr
._2‘7_.
g 6.° DELL’AVVERBIO

Questa parola invariabile che modifica la signi


ficazione dell’aggettivo o del verbo è di tre specie
come in italiano, di tempo, cioè, di luogo e di modo.
Sono avverbii di tempo senape, sempre, mò e
mene ora, oscz' oggi, crei domani, pz'scrèi l’ indo
mani, masterza l’altro ieri, que‘ua quando ecc.
Sono di luogo quel qui, addeì là, addò dove, ad
donca e addonccìta ovunque ecc.
Sono di modo tutti gli altri, 920‘ non, az'bò oibò,
ossei assai, manco neppure, quànt quanto ecc.
Oltre a questi vi sono gli avverbii composti e
le maniere avverbiali. I’primi sono formati di una
preposizione ed un avverbio, o di due avverbii,
es. abbàsez'o a basso, a e/n'an’a elu'ano pian piano,
arrend’arrerzda appena appena. Le altre sono unio
ni di parole aventi tra esse un nome che insie
me valgono un avverbio, come abbum'sz’mzo a buon
senno, aggm'ttum a dirittura, all’ammersa, al ro
vescio, mlsse'oogghz'a avessi voglia, e simili.

5 ’7.0 DELLA PREPOSIZIONE

È questa la parola che indica le relazioni tra


le parti primarie del discorso, es. ca con, pi per,
sobba sopra ecc. - ’
La preposizione m suolsi incorporare con le pa
role a cui sia innanzi perdendo l’z', come mpri
_ 28 _.
gionc in prigione, nczmto in conto, mbmzzo in
braccio e simili. ‘
Sonovi pure le preposizioni dipendenti, quelle
cioè che dipendono da un altra preposizione come
mpz'gn’a sino a, ngoccki’a vicino a, sobb’a sopra a ecc.
Le articolate sono cuu col collo, cua con la, 2'nt’u
nello, 1'nt’a nella, 1m pel, po per la: le altre si
veggano nell’articolo.

g 8.° DELLA CONGIUNZIONE

La congiunzione non esprime idea ma il lega


me delle idee, de’giudizii e de’concetti: ci se, po
poi, pz'ccc‘ e pecrcc‘ perché, il secondo quando la
proposizione è interrogativa, cu, ca che. Il czc si
usa col congiuntivo, il ca coll’indicativo.

g 9 ° DELL’INTERPOSTO

L’interposto che non già un idea ma un gin


dizio esprime si rapporto e’ movimenti dell’animo,
cioè di dolore, allegrezza, compassione, dispregio,
meraviglia e simili, es: mam guai, mmcì oh !, 1m
pub ! ecc.
CAPITOLO II.
DELLA PRONUNZIA
1.° Tutte le vocaliin fine delle parole sono mute,
_29_
e se le parole sono sdrucciole arabe le vocali bre
vi sono mute, onde sèntere, senti". Se poi sono pia
ne la penultima si pronunzia aperta come quelle
segnate coll’accenlo circonfiesso de’greci.
Se alla penultima vocale succedono due con
sonanti simili si pronunzia coll’acc7enin grave, co
sì da piccc'amo, oaagneclda, pz'ccàn, Uttttyflètl,‘ se le
consonanti sono diverse conserva. il suo suono, co
si da mestro, maeflo, mestr, maee‘t.
Spesso il troncamento per aferesi si fa in piin
cipio della parola, così mbmzec/u'o per ombracchio,
mbv‘azzo per in braccio."ngtarare per ingiuriare.
2.“ Le consonanti e le sillabe patiscono queste
mutazioni.
b in m-es. mammocoz'o per bamboccio,ove per
eufonia il secondo b e convertito in m, ciò suc
cede in poche voci.
b in o-es. cosca, coca per bocca, bava.‘
cc in e viceversa-es. fazîo, mazzo, pacato
per faccio, braccio, pazzo. \
d in r-es. piede in palo e pede in pere, m'de
re, cedere contratto in m'rw, come: questa Dlllifl-’
zione l’usa il basso popolo.
9a in 1'a-es. pagare in pae'ame. . V
gge in sce - leggere, friggere in Iescea‘e,fi‘ekcere.
gl in gg/t- es. paglia, voglioin poggiata, cogg/n'o.
ga in mc- es.guaio, guagnone, guerra in cerato,
eaagnòne, camma. -
l in 7‘ - es. palmo, scalmcne in pne‘m_o, scaamone;
_.30__

questo scambio l’usano pure itoscani abitanti nel


piano,
Il in dci-es. folla,‘furnacella in fodda, fumm
cedclay, ma questo è in uso in tutta la provincia
leccese.
pi seguito da vocale in alzi-es. piano, piove,
più in chi/mo; elu'ooe, eln'zl: sono eccettuate alcu
ne voci le quali ritengono la pronunzia naturale
come in piano, piacere.
e in f nelle parole fave, favarùlo in fafe, fa
fa1‘ci10, ma dal basso popolo.
2 in c in pochissime voci-es. pazienza in pa
cenzz'a e paoz'enza._
‘ 3.0 In molie parole comincianii da s seguite da
e 0 q, ed in alcune anche in mezzo, questa si
pronunzia come il ok de’1rancesi; così scarola,
sguasm'are, scoscz'a si pronunziano come se fossero
scritte chearòla, okquaclzewe, elzcoc/za. Per cono
scersi a ciascuna» abbiam posto l’avvertenza n 6'
51101121 come il oh francese. ’
VOCABOLARIG
Zill3f‘i’ll'iìîîlîlldlîlWidlE
"WW

art. vale articolo.


op. \0 7 nome proprio, e neutro passivo.
920. w7 nome comune.
ag. v7 aggettivo.
pron. \. 7 pronome.
pari. uu participio.
va. uv verbo attivo.
va. verbo neutro.
cap. verbo neutro passivo.
e. dif. verbo difettivo.
ace. avverbio.
ma. ace. modo 'avverbiale.
prcp. preposizione.
cong. congiunzione. ,
1'nt. interposto.
id. idiotismo.
prov. proverbio.
met. metaforicamente.
t. pisc. termine piscatorio. .
6. mar. termine marinaresco.
t. agr., t. cam. termine agricolo, ter. campestre.
e. vedi. '
dim. diminutivo.
accr. 77 accrescitivo.
propr. vv propriamente.
prett. ‘ v7 prettamente.

c«__‘r- A,._, ._ ._.\___


_33_
unisce a‘verbi stare, o senlersl
A sentirsi.

A, art. la, e prep. che vale a, iii Abbrazzamilulo e ahhràzzo , no.


A’ molto aperta, arri, e la voce abbracciamento, abbraccio, sono
che si da all’animale da soma voci tutte spagnuole.
per incitarlo al cammino: ripe Ahbrazzàre, va. abbracciare, strin
tuta stretta ed accentata dinota ger nelle braccia e si riferisce a
il nuovo incitamento. persona e cosa: deriva dallo spa
Ahbabbàr€, vn. fermarsi alla bab gnuolo ahrazar.
batd, dicesi di chi si ferma come Abbrucàlm agg. rauco, roso, chi
babbeo per via per vedere alcu e affetto da raucedine.
na cosa strana.
Abbruscùl‘t, va. abbruciacchiare,
Abharrucàre, va. abboracciare, far
strinare, dicesi degli uccelli spen
male una cosa per fretta-met. nati che si passano sulla fiam
temere trista conseguenza di una
ma per bruciar la peluria-Ab
cosa per propria colpa. bronzare, leggermente bruciare
Abbàsclo, ava. abbasso. ed e de‘pannìlini che si abbron
Abblllu, ne. rimbatto, (i. mar.) col zano per ferro o liscia che si
po di vento nelle vele dalla par passa troppo caldo. L’ s, suona
te contraria. come il eh, francese.

Abhlnghlarsl, vnp. saziarsi, sciol Abbrusclàre, v. asquàre.

tarsi. Abbufluiàre. un. gonfiare, dicesi di


Abhlsacchlàlo, ag. gonfio, dicesi di pane o altra materia atta.
quantità di umori sierosi nel cor Abbull'ulàto, agg. bofliee, di pane
po umano. Se il gonfiore e gene morbido e ben lievitato che in
rale la voce pretta e anasarca, italiano dicesi pan buffetto.
se parziale in alcun membro ede
Abbunisìnn0, ma. mm. a buon sen
ma -id. uecchi abblsucchlall.
no, veramente.
occhi gonfii, propriamente sac
caie degli occhi, ed è il gonfiore Ahbuscùl'6, va. accivire, accivan
delle palpebre inferiori. zare, lacrare -- met. aver busse.

Abhlvèscere, 1m. rivivere, ripren Abbultàre, va. gonfiare-up. sa


der forza o vigore; participio, toitarsi di cibo o di bile, e deri
abblvisclulo: deriva dal latino \ va da botte per similitudine.
I‘BVÌVÌSGGI‘B-id. piducchlo ab Ahbulzàre, un. tacere, ed usasi più
_ blvisclùto, chi da umile sale in spesso imperativamente. In To
alto stato. scana nel significato di dissimu
A bbranculùlo,agg. infrcddato dicesi lare tacendo dicesi pure abboz
di chie'intirizzito dal freddo e si zare.
3
_34._
Abbuzzaiùro, nc. martello a bocca cuno alla fatica e dicesi o per
dolce, col quale gli orefici ton celia o dispregio.
deggiano i metalli.
Accurl‘ll‘fi, va. radumcre, il racco
Abllìll0, nc. breve, piccolo involto gliere mandre o greggi e farsele
con entro figurine e divozioni camminar d’avanti: met. di fan
che si tiene o appeso al collo o ciulli o persone di fatica: La vo
attaccato in petto alla sottoveste. ce deriva dalla spagnuola accar
Abrèk. ag. ebreo. In Taranto nel rarse, radunarsi.
la contrada del Vasto rimpetto
Accatlùre. ca. comperare, parlan
l’isola della Pace eravi il ghetto
dosi di cose mobili; rinvestire di'
degli ebrei che furon cacciati da
cose immobili; acquistare di og
Carlo 3.° Borbone, ed agli abi
getti di valore.
tanti di quella contrada e rima
sto l‘appellativo tuttora di popo Accatt’c vinue, ne. baratto, trecce
lo ebreo. ne, riuendugliolo è colui che com
pra merci all’ingrosso e vende al
.lcartîlu. ne. agoraio, bocciuolo, ar
minuto per far guadagno. Chi ri
nese ove si ripongono gli aghi:
vende vestimenta vecchie o mas
quello degli spilletti poi dicesi
serizie dicesi in prntto rigattiere.
prettamente spiltiera.
Accallusàre, on. tonfotare, proprio
Accalummùr‘a cima, id. calumare
de' nuotatori che si tuiîano col
(t. mar.) allentare una fune ada
capo in giù nel mare.
gio adagio tirandola da uno in
altro luogo della nave. ‘ Accatlùso. ne. tonfo, l’atto del ton
folare.
Accamuflùre, on. piacere, parlan
Accètta, ne. cuneo, strumento di
dosi di cibi e bevande »- inten
dere, capire, in rapporto all’ in ferro per spaccare legne. Id. dar
telligenza, ma usasi più sovente si Faccetta sobb‘e Il piedi, vale
colla negazione in significato op accusar se stesso, ed è simile al»
posto ai già detti donde l’id. no l‘id. toscano darsi la zappa sù
l‘accumulo, non gli piace o nel piedi.
capisce. Acdllulòmt, ne. canocchiale, stru
Accappùre, un. incappare, parlan mento con più tubi metallici e
dosi di cose specialmente di a varie lenti, il quale si allunga
biti che si attaccano a chiodi o adattandosi alla vista per veder
altro - intervenire, un. inciampa chiari gli oggetti lontani.
re in alcuna bella, insidia, peri Acchllllcùl‘è, on. ammassarsi, dice
colo o somiglianti. si di paste casalinghe che scal
Accapuuire, un. tracoliare, l’alza date e condite si amrnassano.
re ed abbassare di continuo il Acchlùl'0, va trovare, rinvenire, up.
capo per sonno - obbligare al trovarsi presente; id. acchinrs|

W‘l'.‘ :'czwr1T’n=-=f-Q ‘ -
_35__
vinenno giungere casualmente. Accucchial‘d, va. accoppiare, unire
- prov. (Iris: il luce e u diavulo
Acchlalùro, ne. tesoro, ripostiglio
sotterra di monete od oggetti I‘accocchla, vuol dire che i ri
baldi facilmenle si uniscono ad
preziosi che si rinviene.
altrui danno.
Àccla. ne. sedano, specie di ortaggìo
Accùcchlo. ne. unione, ma usasi
Acclflll'àl'e. va. afferrare, ceca/fare
in senso poco onesto.
e agga/fare.
Accucclàre, va. coprire, ed usasi
Acclllard0. ne. pestarola, strumen
tanto di persona coricata per
to di cucina.
cautelarsi, quanto per cosa. La
Acclalùro. ne. mezzaluna, coltello voce deriva da cacciare il co
tagliente dalla parte convessa con ricarsi de’ cani-id. accuccla
due manichi di legno verticali r’ u tueco. rammontarlo e co_
al coltello. prirlo di cenere.
Acelavattàre. va. racciabattare, l‘ac Accul'anàl'0, va. ricercare, coprire
comodar cosa alla grossa e ma. dicesi di piante ed erbe mange
lamente. recce che si cuoprono di terra
Acclèsso, no. eccesso. per bianchire ed intenerirsi:
Acclppunàrsl, unp. seder fermo ed pari. accufanalo. aggiunto di chi
immobile qual se fosse il ceppo
gia'ce a letto tutto coperto.
di vite: pari. accippunalo - id. Accultarsl, vnp. acqniclarsi, cal
acclppunescll'a na vann‘e fa marsi, por giù l'ira.
m,’vale siedi e falichi, e dicesi
Accujèscersi, anp. accomodarsi ri
imperativamentc e con stizza.
mediando alla meglio.
Acclrràlo. agg. arcigno, chi mo
Accumlnzùre. va. incominciare.
stra il viso corrucciato.
Questa voce ebbe nel trecento
Accluncàrsl, vnp. sedersi, ma si la corrispondente comennre.
dice ai fanciulli inquieti con di
spetto ed impero- id. acciunca_ Accùmmo. ne. appoggio, - id. dare
r’ u puzo, bassar le mani, detto accumulo, dicesi di chi ricetta
con minaccia. ed è c0nnivente con autori ed
agenti di opere triste.
Accùgghlere, va. questa voce ha
due significati di raccogliere ed Accummughlcùre, va. coprire, e
aggerare cose sparse, e colpire si usa tanto di cose materiali
nel segno: pari. accu;ghlùlo e scoverte, quanto per scusare od
acquisto - up. ritirarsi in casa. attenuare i difetti altrui.

Accòmmere, va. posare, poggiare, Accùnlo. ne. avventore di bottega.


il porre un oggetto sopra di un _\ccunzire, va. accommodare, con‘
altro. Giare, rattoppare, 1‘abbercéare se
__36_
condo le cose alle quali silrappor sa in modo da sembrare star
te: usasi pure nel senso di fare seduto su’ calcagni.
stare cioè alcuno a dovere mi
Acqunrlccla. ne. rugiada , brinain
nacciandolo con segni-id. ac
la. è quella che cade la mattina
cunzare grane ro'lle, vale 7‘i
pria del sorger del Sole;
sprangar cocci e stoòiglie unendo
i pezzi con fili di ferro -rimpe Acquarùlo, ne. acquaiaolo, acqua
datare, rifare il pedule delle cal raoio e acqueraolo, chi vende
ze rotte - id. accunzàre uno DI Il l’acqua in barili per la città.
mm, fargli danno.
Acquasanta, ne. acqua benedetta -
Accurlualòl'a, nc. eolmaiara, l’ec id. acquasanla alll muerll. vuol
cesso di misura sul recipiente. dire rimedio ineflicace.
Accurtèscere, ca. accertare, far più Acquasanlèra, ne. pileita. secchio
breve, diminuire una lunghezza, lina ove si tiene l’acqua benedet
ta.
Accussi, ave. cosi, questa voce è
simile al l'accossi di uso toscano. Acquista, ne. vinello, acquerello, po
sca, e il secondo vino fatto con
A chian‘a chiana. ava. a piano,
acqua posta nelle vinacce.
adagio, posatamente.
Acquèlo, ave. insieme, unito al ver
Aclldd0. ne. uccello, al pi. aceddlrl. bo scere ha forza di aggettivo,
Àcln0. ne. granello, chicco, ciascu onde l’id. scere acquai! vale an
no de’ semi del grano, caffè, pe dare insieme o uniti.
pe, uva e simili.
Acrlstlgn0. dg. di ogni cosa'che
Acilo, ne. aceto, il vino acido e ha dell’agresto o selvatico, come
forte. uccelli di mare o di rapina, pe
sci mastini, quadrupedi quali so
Aco, ne. ago,_il cui foro dicesi ma no le volpi, i cignali e simili.
ha -_ agaglia, specie di pesce
commune e sapido. mlàsci. avv. adagio, a piano -
prov. adùscl merula ca a via è
Acquagelàla, nc. ghiacciaiina, è la pllrosa, adagio merlo che la via
bevanda di acqua rall'reddata col è colma di pietre: e si allude ad
ghiaccio o neve. un cattivo cacciatore.
Acqualuòlo, ne. acquacedrataio, il Addà, ave. la, in quel luogo ed in
venditore di ghiacciatine. dica stato.
Acquamèle, ne. idromele bevanda
Addacquàrt. va. annacqaare, inaf
di acqua calda e miele.
fiare, il dar acqua alle piante;
Acquaquughlirsl. unp. acchiocchio innacqaare quando la si mesco
tarsi, rannicchiarsi, chi si abbas la con vino.
_37_
Addieriarsl. unp. ricrearsi, ed usa come della melegranata non dol
si così per satollarsi con sod ce, e della melacotogna.
disfazione che di ogni altro dilet
Afllscersl, vnp. arrestarsi, venir me
tevole ricreamento.
no-prov. marzo chiova chio
Addiilssùre, va. lessare, proprio di va e abrlle cu no s‘ulllsce, VUOI
carne e vegetabili; di pesce poi dire che marzo sia piovoso, ed
in dialetto dicesi tar’a bianco. aprile non si arresti, cioè piova
Addivinàre. va. indovinare. ad intervalli.
Addii, avv. dove, ed indica stato e Alllèsc0re, vn,putire, divenir puz
moto a luogo zolente: la voce deriva dal lati
no falco.
Addònca e addoncàta, ave. ovun
que,_ in qualunque luogo-id. ad Afllttare, va. vedere, scorgere, ed u
fiancata Pacchi, ovunque il trovi. - sasi per cèlia.

Addòre, ne. odore. nitratàlo. agg. afato, a/fratiio dice


si di frutte e delle messi che per
Addubbàre, un. conteniarsi, venire
duta la forza vegetativa non cre
atransazione-ornarecon ricchi - scono.
paramenti case o chiese. Nel pri
mo significato e voce di uso del Afl‘rlzzllàre e aggrappllare. va.

popolo. guatcire, sguatcire, accincignare,


ammencire e il piegarsi male pan
Addunarsl. vnp. avvertirsi, ed è l’av ni 0 tele. Il part. afl'rizzflato va
vertenza dc’sensi e l’accorgimen le pure rugoso, grinzoso parlan
to della mente. dosi del viso corrugato dall’età;
Addurùre, vn. adorare, ridoiere di che in Toscana dicesi viso rin
cesi dell’oggetto che tramanda frignato.
odore; fiuiare, annusare va. l‘at
All'flllllcnl‘8, va. rimboccare, l’ ar
trarre l’odore.
rovesciare le maniche delle vesti.
Addurmescersl. un. intormeni'tre, All'ùnn0, duo. afondo, profondamen
il perder per poco la forzae l’u te- alunno afl'unno profondissi
so di alcun membro del corpo mamente.
addormentarsi, il prender sonno
Africo e ah‘lcilddo . ne. orlo, orla
e si usa pure attivamente; il pari.
èaddurmlsciùto -id. andarme tura, l’estremità de‘ pannilìni in
scers‘ u pede, indolenzire il piede. dentro ripiegata e cucita.
A55hio, nc. agito, bulbo a spicchi
Anidùre e afllràre. va. sposare, della pianta di simil nome-prov.
quasi aiiìdarsi alla fede scam sape d‘agghio a minestra, vale
bievole. inutile pentimento del mal fatto.
Afllo, agg. afro, di sapore aspro, E pure prima persona di avere,
__38__
ho-id. agghl pace, abbi pace, di cui si parla I monelli taran
vatti con Dio, modo di accommia tini in ogni fatto straordinario
tare gli accattoni. si all‘ollano gridando alèa alèl,
Aggiustare e agghluula'are, va. a
chiamando altri ad unirsi, quin
di sembra corrispondere a cor
datta-re, accomodare, rattoppare -
rete correte, e cosi deriva dal
np. adattarsi, accomodarsi, il pri
mo ha rapporto a luogo cioè
greco verbo 'xÀs'co che vale ra
stretto e sprovvisto, l‘ altro a
dunarsi. Or col radunarsi nasce
transazione d’interessi - id. ag la curiosità di vedere ed ap
ghlustare uno pl Il feste, con
purarne l’oggetto, cosi qwsta vo
ce e in corrispondenza della gre
ciarlo per le feste 0 con parole e
vale rimproverarlo, o con dela
ca e della toscana.
zione e vale accusarlo, o con Alla, ne. uliva, frutto dell’ulivo-id.
percosse e vale bastonarlo. La alle a u capltlerldo, uliee indol
seconda voce l‘usa il popolo. atte-Quando le ulive comincia
Aggrappllàre. v. afl’rtzzilare. no ad aunerire dicesi, vqiare e
catetere.
Aggrltlùra, ave. a dirittura, diret Alici, ne. acciughe, pescicoli squisiti
tamente. La voce deriva da halec. La fra
Aguauno, avv.in questo anno: in gaglia di questi appellasi in dialetto
Toscana nello stesso significato quesluma da quueslus, guada
dicesi uguanno. _ ' gno, degli altri pesci 'mlnoscla,
minutagtia, delle sarde faloppa,
Albi), avu. oibò, mi certamente. In fl‘agagtia.
Toscana dicesi mm e Ìbòla.
Allàmparo, agg. goloso, verace nel
Amo, ne. agnello, il parto della mangiare. In Toscano dicono al
pecora infra un anno. lampanalo.
manca, interp. di risentimento, che Allascàrfl, va.allentare, il rallenta
vale all’anca tua, cioè ti colga re le ligature strette alle perso
il malanno. ne-diradare, (t. cam.) togliere le
Alàr0, un. chiassare (t. mar.) dicesi piante superflue, lasciando le sole
delle ancore che solcano il fondo che il terreno possa alimentare:
del mare per difetto di ostacoli delle canne dicesi scannellare.
a cui aggrapparsi. infiammare, agg. latticinoso, aggiun
to de’ muscoli (cozze nere) e delle
Alèa allea, tnterp. Questa voce pa
ostriche e pesci quando nelle pro
re che abbia riscontro Con l‘idio
prie stagioni son pieni di sostan
tismo tesc‘ano, alè alè indovina
za simile al latte.
quel ch’egli e, che credesi accor
ciata dall‘aleppe di Dante, (Inf. Allesso, agg. lesse, di carne bollita,
c. VII) per indovinare la cosa e di murici.
_39__
AlliàrC, va. incrocicchiare, piegar Ammaccalòra, ne. fitta, e i’ammac
le braccia l’un sull’altro. Usasi catura de’metalli.
spesso imperativamente ai fan
Ammagnarsi, vnp. adombrarsi,di
ciulii per farli docili e attenti
cesi del cavallo. .
allegare, spiacevole sensa2ione
che produce ai denti il succo di Ammannàre, vn. incatorzolire, im
limone 0 frutta acerba-id. sla bozzacchire parlandosi di fruite
re ca il mani aiiiale, vale star patite: pari: ammannàlo, floscio,
cortese, e mai. non poter agire a flaccido e relativamente a frutta
proprio talento. dicesi annebbiato, di semi poi afa
t0 -- id. milone d' acqua am
Alllccàr0, va. leccare, fregar legger manuale , cocomero melato, o
mente con la lingua alcuna cosa. melaggine ed e quando s'imbianca
Alincèscert,”n.farsi giorno,il comin per malattia.
ciare a chiarire il giorno, e de Ammarràre, va. socchindere, e va
riva dal latino iucescere. le di porta o finestra.
Alluzzàrc, va. sbirciare, osservare e .nmmarrunàre. vn. abboracciare,
dicesi ad alcuno per dispregio. fare colpevole sbaglio.
.liòsa, ne. cheppia, taccia, sorta di Ammasuèno, ne. matite, legno pc -
pesce insipido, ed e voce propria sto per appollaiarsi le galline.
spagnuola. In Ispagna la chepp‘za
si noma aiosa e sàbaio. Ammasunùrsi, vnp. appollaiarsi, ed
e de” polli met. caricarsi detto per
All‘lllllllll'0, nc. mora frutta del ro
celia, donde l’id. scer’ aii' amma
vo il quale in dialetto dicesi acn
suèn0. andarsi a coricare.
scia. ‘
Ammatluiùto. dg. rannicchiato, ed
Amarèscere. on. incollerirsi -- par
è di persona mesta in volto per
landosi poi dell'atmosfera vale in
indisposizione di salute.
torbidarsi e divenir freddo.
Ammazzèscere . Un. dimagrire,
Ambròme, nc. embrione (t. mar.) part. ammazzisciuto,
e propr. la 'melma di mare che
.\mmersa (ali’)mo auv. al rovescio,
contiene molto feto di pesci che
al contrario, all’opposto.
spesso va a galla.
ambròne, dg. inetto, stupido, e vo Ammèslere, va. indovinare, vale pix
ce del popolo. re investire alcuno per carpigli ai
cuua cosa -- pari. aministùto.
Aluènoia, ne. mandorla, frutto del
mandorlo- id. amènoia verde, ammazzare, va. istruire, additare.
catera, e quella racolta ancor te
Ammlnlzzz‘u‘0. va. minacciare.
ii€l'3-- amenoia cazzarola, man
dorla specaretla. ' nmmuccàlo.agg.abboccato. (t.mar.)

._ .__,-___
_40_
aggiunto di nave che ha ricevuto Ammuzzo, mo. ave. il comprare a
acqua di sopra al bordo. ' corpoenonastimacosaqualunque,
Ammulld‘arc. va. dimoiare, ram
parlandosi di quantità discrete.
mollire, il porre in umido i panni mnusóflddo , ne. piccolo amo che si
lini prima d’imbucatarli: pari. am attacca alla lenza per pescare.
muddàlo, acquastrino, che vale
Anca, ne. gamba, e voce propria spa
inzappato d'acqua. gnuola.
Ammuèddo, agg. in umido. Ancarolla, ne. grapplno,(t.mar.) pie
Ammuina, ne. sollecitudine, briga. cola ancora di cui è diminutivo,
strumento marinaresco a cinque
Ammuinarsi, vnp. affacendarsi, dar
si briga, mostrarsi alfacendato. marre.

Ammulàr8, va. arrotare, affilarei


Anchetla, manchino, tela gialletta
che viene dall’India, e deriva da
ferri sulla cote.
Nankin ci tta della Cina ove si tab
Ammulalòre. ne. arrotino, chi atîila . brica.
i ferri sulla cote.
Ancìna, ne. stranguglioni, è il gon
Ammulllcàlo, ag.piccatiglio, dicesi fiore delle glandule della gola: e
di carne lesse e fatta in minuzzoli voce latina.
soffritta con pane grattuggiato, Andrlàllfl, ne. filetto o smerelli, giun
sugna, pepe,e sale. - Cozze am » co fanciullesco consistente in un
mulllcàtt5. 0 a menza scorza, 0
quadrato su cui son tirate due li
arracanùte, vivande di muscoli nee diagonali ai quattro vertici, ed
marini aperti e coverti di pan una parallela a due lati opposti la.
grattuggiato, olio, pepe, aglio e quale passapel punto d’intersezio
prezzemolo, e cotte al forno 0 sul ne delle diagonali.l due giuocanti
la gratella. pongono ciascuno tre pezzetti di
Ammuntunàre, ca. abbarcare,ami un sol colore, ma diverso per di
montanare, l’ ammassare insieme stinguersi. Chi nel giuoco situa i
legne, pietre od altro. suoi pezzi in linea sia sù lati, che
sulle diagonali 0 linea media vin.
mnmurràre, on. abbordare, l’urtai‘6
ce il ginoco.
che fauna persona con altra in
cui s‘avviene o per fretta o spen Àugelo, v. trapplto.
sieratezza. Anghièr6, ca.empire, dicesi di liqui
Ammusarsl.vnp.appressar le labbra di o semiliqiridi in recipienti -
ad un Vaso qualunque per bere. id. iugni u pote. empisci le tasche
che vale saziati pure.
Ammusclàre, on. ammencire, chi fa
.Àngludm ne. anguilla, sorta di pe
cilmente si piegaail’altrui volere o
per persuasione o condiscendenza. sce squisito - prou. tar‘u serpe
_41_
mv a l’augidde. vale il saggio Appaddàre, vn. arrabbiare, dicesi
tratta co' semplici. ‘ di cosa non ben cotta come pane,
Annancàlo. ag. goloso; la voce deri vivande ecc. - mai. il participio
va dall’altra di dialetto nanca. il vale ubbriaco - np. addormentarsi.
filo interno della coda del gatto Appampanàre, va. coprir di pampini
percui credesi che essa sia golosa. ceste o paniere pieni di uva o frutte.
Anuuscàl‘0, va. fiutare, e significa Appampanatùra, no. la covertura
accostare alcuna cosa alle nari per con pampini. ‘
fiutarla, le quali in dialetto dicon
Appapagnarsl, vnp. appisolarsi, ad
si nasche, ma usasi per celia
dormentarsi, il dormir leggermen
annettere, va. nettare, forblre, pu te.
lire.
Apparàrt, un. postare, mettere una
Anneltarècchle, no. stazzicorecchi, posta al ginoco: deriva dallo spa
strumento col quale si toglie il ce gnuolo par-zar.
rume dalle orecchie.
Appennal'l'òhbt'l, ne. attaccabln'ti, ar
'Amlighiàht, vn. annebbiare, divenir nese di legno o ferro a cui si a ppen
’ floscio parlandosi di frutte: met. dono gli abiti.
di fanciullo che non cresce nella
Appènnfl'e, va. appendere - id. ap
statura. pénnere mi lucigno, vale divenir
Annlzzàre, va. misurare esattamen petulante - appeuner’ u muso ;
teilli1uidt sino al segno che in fare il broncio.
dialetto dicesi nizzo. Appesa, il. imposta

Auuùcere, va. portare, condurre; la Applcclàre, e appizzicùre, va. ac


Voce e alterata dalla latina addu cendere, a/focare, e dicesi di lume
eere -- pari. annutto. o fuoco -- met. suscitar liti.
mutlcòre, nc. imitcore, malattia del Appl€rso, ava. appresso, di tempo, e
cavallo per gonfiore al petto prep. con.
metaf. e interp. d’imprecazione
Appirnicàrsl, vnp. arrampicarsi, i
Antlpàsto, nc. ammorseltato, vivan nerpicarst. ‘
da di carne in piccoli pezzi con
uova dibattute. Applruicolo, ma. ava. a perpendico
lo, aggiunto di chi s’ inerpica ad
Anùr0, agg. ignudo, a. dicesi di per alberi, muri od altro.
sona o figura umana spoglia di ve
.\pplllto, ne. appetito, desiderio di
sti.
mangiare:mct. bisognoso , id. per
Apllo, nc. lapazza (t.mar.)pezzo di dere l‘appitilo, aver l’anoressia.
legno col quale si rinforzano gli Appizzicalìle, dg. altaccabrighe, bec
alberie le antenne di una nave. calite, litigioso, riottoso. e,
O
Applzzutùlo, ag.coccoloni, dicesi di nord-est, tutto ad archi in nume
persona piegata indecentemente ro di 203, nellalunghezza pure di
due chilometri, costruiti nel 156.3,
Appòslll, €WU. appositamente - ah
sopra de’quali son collocatii doc
posl'apposlu, la voce raddoppiata
eioni conduttori dell‘acqua alla
ha un valore contrario cioè finta.
fontana della città.
mente.
Apprlètlo, v.appriuàre. Arclmèsa, nc.artemisia, targoncello,
canapaccia, erba medicinale per
Apprlllàra, va. stimolare, e lo stuz
le donne.
zicare altruicon gestio parole. La
voce deriva dalla spagnuola apri Arclòla, nc. tupino, sorta di pesce
lar, stimolare, così pure apprler squisito. Grande e la pesca che
t0, l’atto dello stimolare dallo spa si la di questo pesce al tempo
gnolo aDrlelo. In questo senso delle orate di cui e ghiotto.
usasi il prov. luccar'u cul’ a dei! Arcuèv0, nc. alcova, arcova, parte
la, cheyvale non stim0lare altrui della camera da letto da cui è di
per non esser rimbeccato, poiché visa per un grand’arcoechesuol
la cicala quand‘è stimolata canta. si chiudere con tenda. ‘
Appu35lùre, v. virure. Arénze,nc. ore/ice - met. imbroglione.
Appunllòra, nc. compito, lavoro de Arènga, nc. aringa, noto pesce sa
terminato che si assegna alle fan lato.
ciulle.
Arèllllll, ne. udienza, ascolto-id.
Aprllùro, ne. spiccatoia, specie di dure arenzlu, vale rispondere, e
pesca che si apre con le mani in parola del basso popolo.
due lasciando nudo l‘osso: deriva
Arleno, nc. origano, erba aroma
dalla spagnuolo abrldèro.
tica campestre.
Àpnlo, ag. di uovo coi panno cioè
Arlslllddfl, ne. rastrello, ventilabro,
senza guscio.
(t. camp.), strumento campestre
Arata. ne. orata, pesce squisitissi di varii usi, cosi per ventila_re le
mo così detto da certe macchiette biade dopo trebbiate, come per
color oro. Tre sono le specie ap torre le erbe divelte dal terreno
pellate in dialetto ama e murata coltivato.
la grande, chlomarola la mezza
na, lutantlcedda la piccola, Arlslón0, ne. steccone, legno piano
col quale si fanno i laterali delle
Arallzza, nc. campiccio, (t. cam.) e finestre, icancelli e le stecconate.
la terra coltivata di fresco con
l’aratro. Arma, ne. anima, e voce del popolo.
Archi. nc.arcovàta,è un fabbricato Armlèn, nc. a-rmaiuolo, armaiolo,
a due chilometri dalla città al lato artefice di armi.
_43_
Armulèdd0, ne. animelle, sono le risponde al significato della pa
glandole degli animali che fornì rola.
scono ottimo cibo.
Arranclàl‘e, rimediare alla meglio.
Arracauàlo, v. ammallicato.
Arrappàrc,vn.aggrimare, dicesi del
Arragglàlo, ag. iroso, proprio di per la pelle rugosa; se pariasi della
sona scortese e sgarbata- idrofo bocca la parola pretta e allappare
bo, parlando di animali rabbiosi. -id.facciuarrappula, faccia rag
Arraiamlin10, nc. rissa, riotta di grinzata o increspata.
fatti e parole. La voce e di caden ArraVugghiàrfi, va.gualcire, aggravi
za spagnuola. gliare, ravvolgere confusamente.
Arraiarsi, on. altercare, litigare, ris Arrallàr0,im. far razza -- met. vin
sarsi con parole o fatti-prua. cere più volte al giuoco.
Li ciuch s‘arràjni e il varriii si
Arrend' arrènda, ava. appena appe
squasciui, gli asini si altercano
e' barili si rompono. Questo pro M.

verbio corrisponde al latino di Arrengàre, va. ordinare in fila cose


Fedro « humiies iaborant dum minute come piccole paste, o pe
poleules dissident, i grandi liti sci da salarsi a strati, o gruzzoli
gano e’ minori soffrono. di monete ecc.
Arraggia arrùggia, mo. avv. lima Ari-eia, ovvi di nuovo, un altra flata.
lima, usasi pronunziare questo
Arrlgnà re, un. digrignare,far greppo,
id. battendo un pugno sull’altro
il mostrare i denti con smorfie o
e storcendo la bocca quando si
per freddo, o per istizza o per ce
vuol far dispetto od ingiuria ad
lia.
alcuno.
Arripàre, va. conservare, dicesi di
Arramàre, vn. indarire, dicesi di
oggetti da porsi in custodia. Diffe
frutti che sull'albero s’induriscono
risce da aslipare che vale conser
per gelo e non giungono a matu
vare in armadio in diai. stlpo.
razione, come pure di altri ogget
ti. il frutto,cosi indurito appellasi Arripizzàre, va. rattoppare, e dice
prettamente carpolito. si di abiti, donde arripiezzo, pot
tiniccio, l’atto dei rattoppare.
Arranc’ arr.inca, mo.avv. grappari
glia, il tor via aluna cosa improv Arrislcàre, va. rischiare - prov. ci
'visamente nella confusione e fug arrisica rosica,Vale sotto il rischio
gire: deriva dallo spagnuolo ar sta il guadagno.
ranque che vale moto impetuoso.
Arrlflidlàl‘lî, va. rassetlare, mettere
Arrancàr!, va. torre con violenza: in assetto mobili o masserizie di
deriva dallo spagnuolo anfrancùr, casa - np. consumare vivande 0
svellere che in senso traslato cor contestibili.
4
_44__ .
Arrlsinàto, ag. dimagrita come un netto, chiodo conficcato a traver
assiderato. so della testa della sala dei carri
Arriva, o. sarslame. per mantenere la ruota.
Arrlzzàto, ag. aggrovigliato, il filo Arl‘etlca, ne. questa voce si usa per
ritorto che si ravvolge in se. additare una persona inquieta che
si muma o tocca le cose di con
Arrlzzlcàre, on. dicesi dell’improv tinuo; presa la similitudine da chi
viso risentimento nervoso prodot e affetto da tal malattia,ondel’id.
to da paura o altra causa. tenere l’artetlca, esser inquieto.
Arruccùre, va. accantonare, mettere Arùcula, ne. cricca, rachelta, erba
in disparte: pari. arruccato
piccante buona amangiarsi. \
met. di persona negletta _e non
considerata. Arùnghlole, ne. aliosse, giuoco della
gente plebea, consistente in tre
arrunèsce, ne. rullio (t.mar.), ilbar nodi ossei che trovansi alle rotel
collamento della nave in mare da
le delle ginocchia degli animali,
parte a parte. fessipedi ovini. L’aliossa ha quat
Arrunglxlàre, un. aggranchire, rat tro facce alle qualii tarantini han
trarre le membra. Nelle isole di dato i nomi diventa, vincita, alla
Toscana usasi arronchyiare negli parte scanalata alta, perdùla, per
stessi significati : np. accoccolar' dita all’opposta, «mm, alla con
si, rannicchiarsi. vessa, e men all’opposta concava,
.\rrunzàre, va. racciabbattare, il far Dalla combinazione delle tre alios
male un lavoro per fretta.All’ooest se nasce il giuoco. Antichissimoé
questo giuoco e vien citato dag‘li
di Toscana e nelle sue isole usasi
arronzare nel medesimo signifi scrittori, se non che gli antichialle
quattro facce invece de’ cennati
ceto.
nomi diedero ad ognuna la deno
Arruspàre, on. diceni-r stizzoso, per minazione di un numero quasi
similitudine dal rospo. fossero dadi-Prov. arunghlole
Arruasàre, ca. arrooentare, parlan tulle nu cuern0, indica le tre alios
dosi di ferro ; rosseggiare di frutte se tutte del destro o tutte del si
che hanno tal qualità, e del volto nistro ginocchio nelle quali le 0
umano onde l’id. teneri li sca'c recchie sono dalla stessa banda,e
echi russi-rosolare, delle vivan met. vale l’uniformità di volere di
de che si cuociono con fuoco sot due o più persone a danno altrui.
to e sopra. Arvulo, ne. albero; dim. ar\'uliechlo
Arruzàre, un. arrugginire, dicesi di arboscello.
ogni cosa che si cuopre di rug Acca, ne. schiappa, cepperello, pezzo
gine. di legna spaccata da ardere, il
Arslculo,nc.assicul0, acciarino, per quale se è piccolo dicesi scheggia,
_45_
se minuta scheggiuzza. Usasi pure ASSfl, imper. accorciato del verbo la
come interposto di aiiermativa e sciare, donde gl’. id. assa dà, nssa
sclamazione, onde l’id. asche di l‘à, assa scè, assa età che valgono
due un, che vale oh! si, niente- . lascia dare, lascia fare, lascia an
meno che cinque figli. L’ s, suona dare, lascia stare.
come eh, francese.
Assaccàre, un. manteggiare, essere
Ascla caplslro, nc. asce, strumento
in agonia, è l‘affannosa respirazio
di ferro usato dai hottai per at
tondare le doghe internamente.
ne de‘ moribondi.
Assannàre, 1m. desiderare, ma dice
Asclalàl‘0, on. dicesi delle ulive quan
si per dispregio.
do han preso il tanto del camino
0 della sclala, giova , che prett. Asslmlgghiàre, 1m. somigliare.
didonsi alice incaminate. ASSO, ne. sala, ‘e l’asse de’ carri o vei
Asclm0, ag. mazzero, aggiunto di pa coli.
ne mal lievitato o mal cotto, che Assèl, ave. assai, molto.
in dialetto dicesi pure pane nea
tulfulo. ,assère, on. irreg. uscir-E, part. assu
w.l presenti si coniugano nel
Asclùne, nc. asce larga de’hottai si modo che segue: ind. l esso, tu
mile ad uncilindro spaccato il cui lissl, hl esse , nu asslml, vu as
taglio _e semicircolare. sill, loro essiui -- Imper. jlssl tu,
Asélummàre,un. curvarsi sotto la essa Id, al plar. come l’indic.
gravità di un peso. Assltlùl0, ag. strozzato, dicesi di ve
Asclunlcchlal‘sl, onp. inginocchiarsi. stito molto serrato e stretto ad
dosso alla persona.
Asquàre, un. bruciare, scattare, che
arreca bruciore: idiot. star’ ami Assucapùnnl, ne. trabiccolo, e_unese
prlvltlua o asquam, star senza di cerhi in iormaditronco di sono
quattrini, e corrisponde al toscano per asciugar panni: quello poi ci
essere abhruciato di denari. llpart. lindrico coverto come stufa con
asquante si usa. come aggiunto di rete al di dentro dicesi prettamen
ricotta piccante.=usehfl’ a capa te tamburlano.
ben ti sta. Questo verbo irregola Assucìn‘e e assullàrc, va.asciagare,
re cambia la forma della radicale di ogni cosa asciutta. a sole.
dell’ a e q in u, e ne’ tempi finiti
presenti come usco, uschl usca, Assuppàre, va. inzappare, intlgne-re,
uscano. L’s, in tutte le variazioni il tuiîar nell’acquai pannilìni per
e forme suona come il eh. france ché s’inzuppino.
se - id. usquar‘ a ca pa, esser in Assurmàl‘sl, 1mp. impaurirsi: la vo
disposto per bruciore alla testa, ou ce deriva dalla spagnuola usum
de asquòre vale bruc"ore. hr1rse, spaventarsi, sbatordt're.
_46_
incanalare, va. agguagliare, dicesi di Altucci‘are, un. impera spettare, ap
due teli o altre cose che combaci partenere.
no insieme: parlandosi di legna Attummàre, vn. (i. mar.) i pescato
mi la voce pretta e ragellare. ri usano questa voce quando la
Aullpùre, va. conservare, riporre og-, Luna e perpendicolare alla barca
getti in alcun luogo,e deriva da che passa e comincia a declinare.
stipo. Atlumpagnhre, va. coperchiare, met
Astittùr0, va. aspettare, attendere, tere il coperchio, il contrario e
voce usata dal popolo. slumpaguure, scoperchiare.
Aslrlc0, ne. battuto, terrazzo, per Altunnalùra, ne. tondalara (t. agr.)
gola e la parte più alta e scoper ilrolondar le viti in primavera.
ta della casa il cui piano sia bat sulla potatura già fatta prima di
tuto di calce e tegola. sbucciare.
msulo. ne. manico, e dicesi di quel muw aiiuso, agg. adatto, serio ,
li tondi, e deriva dallo spagnuolo e curioso, aggiunto di persona se
usa chepur vale manico. ria nella sua lepidezza: la voce è
raddoppiata per dar mi ggier for
Allacealòra, nc. legacciolo, calcia
za all‘idea modificata.
mento, usoliere, qualunque nastro
che liga calze, hracbe o simili: le Aùec,agg. tortone, dicesi di tratte
funicelle onde si ligano i sacchi immature.
pieni diconsi prettamente coman Aùr0, nc. spirito familiare, dim. au-_
dote. ricchio si usa questa voce per far
Ariane, ne. padre, genitore. paura ai bambini.
Altantàre.va. raspare, taslare, pal Ausàló, ag. usato.
pare, il cercare col tatto alcuna,
5Auso, nc. rialzo, pezzo di cuoio che
COSZt.
icalzolaipongono tra la forma ed il
Atlunlùnl (all‘)- mo. ave. a tentoni, tomaio per gonfiar questo sul col
dicesi di chi va brancolando al lo del piede. La voce e guasta da
l’oscuro. _ alzo usata da’ toscani vale pure
Allassùre, on. stordire, sorpresa di ficcqtoia v. carola.
avvenimento o notizia infausta. Avasclàre, va‘ abbassare, ahbreviar
l’altezza, met. diminuir la quantiià
Altllflr' anatra, ‘u. curruculo.
oralmente.
Allàzlo, nc. burbanza, atteggiamen
Avastùre, un. bastare, essere suilì
to borioso, maniera non comune
ciente. -
di esprimersi, propria degli orato
ri. É voce usata dal popolo. avuaniarc,va.aggaantare, afferrare.

,Allrupplcàre,liit. inciampare, intop Avucchlo, nc. coniglio, arnia, alvea


pare in alcun corpo. ' re, cassa delle peccbie,

' îfi’z-î'r_’*”fî'r_-îfizzwflfi» '7» ./m «-7 va.


-.f&
__47._
Avvuzzàlo, ag. ottuso. che dicesi pu rlsaccu, (t. mar.) ripercussione
re in dialetto scugnalo, e lo scal delle onde sulli scogli.
pello dei legnaiuoli che ha perdu
to il filo. B
Azàre e) ‘
Azarsl va. alzare, levare in al nabblùma, agg. stupido, sciocco -
to - up. torsi da sedere, levarsi di Questa voce è pure usata da’ te
letto - id. azar’ un "etto, abballi scani e,deriva dal greco pipa;
nere il letto. uomo vano e garrulo.
Bacchetta, ne. scamato, bastone sot
Alaîùl‘a, (ull') -mo. av. dicesi del
tile di canna d‘India per battere i
pane crudo che s’inforna appe
vestiti e torre la polvere.
na estratto il cotto senza riscal
dare il forno. Bucucco.nc. frugnolo, fornuolo ar
nese in cui si mette la lucerna
Azza, ne. accia, refe filata e ritorta. nella caccia terrestre di nottezla
lucerna dicesi testa o botta, l‘om
Azzarùre,l va. inacciaiare, unire il
brelloimpaniato,diauolaccio, tut
ferro coll’acciaio per essere più
saldo. to l‘arnese col lume acceso fru
gnolo.
Allàl'0, ne. acciaio, cah’be, ferro pu
nagnaròla, ne. tinozza, vasca di
rifieato.
legno o rame per bagni.
Azzlccùr6, va. questo verbo ha tri mai, ne. traversi (t. mar.) pezzetti
plice significato di afferrare par di legno posti a traverso di alcu
landosi di persona fuggente, o ce. ne parti della nave.
se qualunque prendendo con ma
no: di unire pezzi con colla, ma Bulaccòne, U. vela.
stice o filo, e di cominciare. Balice, ne. valigia, specie di sacco
Azzlcchll'a me,nc. forbicina, erba foderato di pelle per viaggio.
campestrei cui semi_detti in dia nailuturo,i‘iposatoib, ripiano, pia
letto rizzllddl; si attaccano alle nerottolo, piccolo spazio piano a
vesti de‘passanti. capo di ciascuna branca delle sca
Azzlrersl, vnp. sedersi. le degli edifizii.
Baiurdone,nc.orzuolo, sorta di mal
Azzugnl,m. curruculo.
caduco del cavallo.
Azzupparelm. urtare, ed usasi per
Banca, no. tavola, mobile di legno
persona e cosa-slroaaiure il
cader fragoroso della pioggia - retto da piedi per uso domestico.
baltacchlare, il batter delle im Bancarilddo , ne. bischetto, è la.
poste spinte dal vento. panchetta dei calzolai.
azznèppo, ne. urtato. urtdlura - ‘ llal'hllglia. ne. frastuono, strepito

\
_48_
confuso di voci; deriva dallo spa una donna litigiosa a sfogo di
gnuolo burbulla che ha lo stesso bile.
significato. nldmzzo, ag. screanzato, parlando
Barrucca, ne. parrucca, capellatu sidi giovine non bene educato
ra posticcia - met. ubbriachezm, per eufemismo.
- id. Luni: cua burrucca, luna col nirboue, ne. figure, briccone, perso- '
cerchio uaporoso, prop 1‘. alòm. na cattiva e di brutto aspetto.
Barrucchello, v. vela. Bisturi, ne. euno strumento dei ma
niscalchi per fare taglio alle un
Bartln0, no. cu/fiotto, berretto a
ghie delle bestie, quasi simile a
cuffia da notte senza legacci che
quello de‘ chirurgi da cui si è im
usano gli uomini.-mastrozio,
prontato il nome.
quello usato da’campagnuoli e
vetturali sotto la berretta. nivegna e bovegna,aim. comp. ben
venga, sia il ben venuto.
lascio a puppa o a prua, no. pa
gliotto (t. mar.) camera nella nave Blussu, nc. camiciotto, veste corta
ove si colloca lo scrivanoe si tie usata da” cocchieri in està quando
ne il biscotto. faticano: deriva dal francese hluse.
Bascluschl, nc. basse; l’ ultima s, Bocchetta, v. nzlrragghlu.
suona come oh francese. nolo, ne. vocebambinesca additan
Battendleri, ’0. valtlnnlerl. te una lieve gratfiatura o altro
piccolo malore.
Bazariùto. agg. vagabondo , sciope
rato,'scostumato , tristanzuolo, par Bouaflclala, ne. lotto, beneficiato , il
landosi di persona, giuoco del lotto.
Biancarìa,nc. biancheria. lingeria, Bonnnlme, ne. trapassati, così si
tutte le specie di pannilini d’uso appellano o per suffragarle o per
familiare. > rispetto, onde gl’ id. la bonanima,
la felicememoria, fa b‘eneitanima,
Blùvu, nc.biada, avena, specie di ce e simili.
reali che si da in cibo ain anima
Borro, no. bozza, sceda minuta di
li da soma, ed adoprasi pure nel
uno scritto per ricopiarsi.
la fabbricazione della birra-bia
va sarvù3'lu, logliola, avena fatua Bolla, ne. picchiata , scappeltotto
e quella che nasce spontanea fra -met. rimbrotto acre-id. scere a
le biade ed e a queste nociva. caccia a botta, vale aspettare l’op
niddezza,nc. bellezza, venustà ed portunità per l’utileproprio- bot_
armonia di forme di qualunque l’e risposta, ripicco, rimbeccatw
oggetto materiale ed intellettuale. prontezza a rispondere ribattendo
Ironicamente vien cosi appellata colpo contro colpo.

<-w '.3M»92-1 ,u;; .,.«- ,


_49_
Bracciale,nc._bracclanle, giornalie llufmlla, Np. Epifania, festa dell‘ap»
1’0, chi lavora per la sussistenza. . parizione di G. Cristo ai 6. genna
Anche bracciale dicesi in Tosca io.-La serajdella vigilia di questa
ma. solennità a tarda ora sogliono le
zitelle del Volgo superstiziosamen
Bracheltòne, ne. saetta, ferro dei
te prendere 1’ oroscopo sul loro
legnaiuoli col quale fanno il mi
avvenire canticchiando sul terraz
nor membro della cornice.
zo la seguente strofe:
Bregamnua, ne. bergamotta, specie Santa nolt‘ e santa dia (giorno)
di melarancia odorosa appellata Santa Pasca Bufanla
da Virgilio (Geor. 2.° v. 88.) pyrus l‘àm vldè la sorta mia,
syria, eda altri scrittori pyrus ta Mprlnslòna (in visione)
rentina, perché in Taranto la pri (in la com’ a ogni plrsona (per
ma volta in portata da’ Tirii. manifeslm’la a tutti).
Brigalla, ne. peredle, tela fina ol Bufùne, nc. carta, malattia delle
tramontana molto in uso per cami biade econtagiosa onde parte dei
cie e lenzuoli. grani della spiga si converte in
nrmene e cruscelle, ne. berlelle, polvere nera.
stracche, due strisce che tengono nana, ne. carnaiuolo, o cerniera
sollevati i calzoni. de’ cacciatori.
lxrudèse, v. sarslàme. Bulenno, (a no) - ave. inaspettata
larudùne. o. vrigghla. mente, all’impensata, e corrispon
de a non volendo.
Brusca, ne. bussola, scopetta di
setole o crini per pulire icavalli. Bunetlo. ne. berretto, quello usato
L’s, suona come eh francese. da’ soldati per testa, deriva dal
, . francese ponnet.
Bruslulalùro, ne. tamburlano, ar
nese di ferro laminato di forma Buruàle, ne. stella (2. mar.) incava
cilindrica in cui si tota il caffè. tura nella nave per cui l’acqua
può scorrere da prua a poppa.
Bucchlere, ne. bicchiere, vasetto di
cristallo di uso commune, il gran,
Burrlu:cla, ne. borraggine, pianta
\
de appellasipropriamente bellico di luoghi coltivati buona per in
ne. salata o fritta con intriso di _fior
di farina.
Buenghllo, aov.siueramente,proprio
Buscìu, ne. bugia, menzogna asser
così detto in senso ironico, pro
nunciandosi con una smorfia di tiva falsa: al pi. nel dialetto so
bocca e tentennamento dicapo. - no indicati que’ puntini bianchi
huènghll’e shuènghll’a sorta che escono sulle unghie.
leva, che vuol dire, chi sa come Busclàre, va. (t. mar./ rappezaa-r
hai fatto fortuna! le reti.
Il
._50.._
Bulli, np. spinte, urtoni, colpi. di sotto entro di cui si bolle il
Bulllla, ne. imbottita, fcoltrone, co latte rimescolandolo con un mat
terello detto in dialetto vuzzu
perta da letto ripiena di bamba
gia e trapunta.
Muro, per condensarsi e fare
il cacio.
Butluncino, nc. arie-anno, vasetti
Cacclamosche , nc. moscaiuola, ar
no a bocca stretta per tenere ac
que di odore, essenze od altre nese di carte tagliuzzate a liste
strette e legate in cima ad un
medele.
bastone per cacciare le mosche.
Buttunèra, v. carcapla.
(incollata, nc. germoglio, è il primo
Bùzara,nc. inezia, cosa da nulla. ramicello che esce dalla gemma
Buzaràre, va. burlare, tra/fare, - delle piante. Quella degli ulivi
id. ce mi sto buzlrl, che mi stai dicesi prettamente mignolatura,
burlando. In Toscana dicesi bug e mignoti le boccioline: quella
gerdre nello stesso significato. delle viti cacchio. /
cacclaiumpaguo , ne. tira/badi, fer
C ro curvo in cima col quale ibot
tai tirano i fondi delle botti.
(Il, cong. che, si usa coll‘indicativo, (Jac0010. v. caccavo.
e trovasi usato da alcuno scrit
cmcòne,nc. cocchiume, la buca. del
tore trecentista: col congiuntivo
la botte per ove s’ intromette il
usasi cu.
vino.
facamarglùle, ne. cingallegra , uc
0aconara, ne.cocchiumatoio, stru
celletto grazioso. - .
mento di ferro concavo lamina
(lacul'edlla, ne. cacaiaola, scorren
to simile ad un cono spaccato
za, andata, squacchera, e il flus
con manico di legno col quale
so ventrale.
i bottai fanno il cocchiume alla
0acuza, ne. timidezza, paura e doga. >
dicesi per celia.
vadaru, ne. caldaia, paiuolo, dim.
Cacazzòne, nc. cacacciano, uomo l‘atarotm: il basso popolo stor
timido anche per poco. pia la parola in caràra.
Caccavedda, ma pentole, legame Cadara‘rro, nc. calderaio , ramaio
di terra cotta - id. spiare II cac chi fa e vende lavori di rame
cavflddl , spiare i segreti di alcu come caldaie casseruolele simili.
ne. Calld0, ne. calle, induramento del
Cliccavo c caccolo, ne. càccaco, cuoio alle dita dei piedi o alle
caldaia grossa cilindrica stagna ginocchia per pressione di corpi
ta di dentro, e fabbricate d’in esterni - id. fui" u caddo, assue
torno in un muro con fornello fnrsi a sopportare le aeversitd.
_51_
cadauno, ne. fiaccagota, cernec scoglioso in mare pieno d’algbe
chic e la ciocca dei capelli che che serve di pastura ai pesci.
scende dalle tempie alle orecchie
Calamàro , nc. calamaio, tetano, Iol
cuiàna, nc. gabbiano, uccello ma ligine, pesce mollusco delicato.
rino-id.mr a eaglaua, dice Ha questo nome per un involucro
si di zittella che sta di continuo contenente un liquido nero simi
allo specchio o alla finestra per le all‘inghiostro col quale intor
cercare amanti, prettamente ac bida l'acqua per sottrarsi al pe
cattamori. scatore. La sua pesca si fa con
un pezzetto cilindrico di piombo
(mglòla , nc. gabbia per uccelli e quanto l’indice della mano ap
trappola per topi. Le parti della pellata fuso, alle cui estremità
gabbia d‘uccelli sono gli staggt da una parte sono attaccati in
o regoletti di legno, canne o vi giro varii ami con l'esca, e dal
mini che formano l’ ossatura; i l’altra una cordicina che lo so
gretoli fili di ferro o cannucce stiene: il mollusco corre all’esca.
che chiudono gli spazii vuoti ; as e vi resta preso.
sicina, la tavoletta al fondo
Calandra. ne. ovina, sorta di uc
St‘ta eia gabbia grande in cui si
tengono i polli per ingrassàrli -
cello di bel canto. ‘
id. scere ncagiola, andare in Calaprlcio, ne. peruggine, pero se].
prigione. vatico.
Cagnavòla , nc.cilecca, il mostrare Calàrl, nc.' (t. mar.) funicelle di
di dare una cosa senza darla. pelo di capra e becco attaccate
alle reti della sclahlea. La fune
Cagnllsclo ,nc. schifo, aborrimen
di alcuna cosa. lunga di giunco onde si tendo
no o tirano le reti dicesi in dia
Cagn1scliare, va, abborrtre, avere a letto zoca‘ e propriamente spi
schifo, schifare. il popolo dice lorcia, delle altre reti da pesca
pure scagnIsclare. sferzinu, in dial. zuculllddl.
085n0, int. capperi, culla, cappita; Camarda , nc. camarra , striscia
in Toscana dicesi cagna. di cuoio che regola bene la te
Cagnùlo,nc. cagnuo'lo e cagnolino dim.
sta del cavallo e non fa parte
della. briglia.
di cane.
camare, nc. (t. mar.) segnale del.
Caghuòlo, nc. rimbalzo, |il mette le reti da pesca, e delle gabbie
»re che fa il cavallo la gamba o nasse.
al di fuori della tirclla.
camascla, nc.' paturnia, tristezza
Calouza, 1t6. sterco.
d'animo, o stanchezza per amba
Cala, nc. fortiere (t. mar.) luogo sciosa indispoizione.
‘- 52
"l‘unlùstra, ne.catcnadafuoco;ò lor-È
rampancdde, ne. gallozza, gallo:
mata di una serie di anelli inac zola, sono i globetti che la nno
stati insieme con una asticciu_ola i liquidi per l’aria che vi passa.
di ferro uncinato da un capo per
allungarla o diminuirla e curvo. Cumpanllddo, nc.ornitogalo,(t.cam.)
dall'altro in cui si appende il pa flore bianco Uh! apre col levar
iuolo, ed un’ altra aslicciuola di si del sole e si chiude al tramon
sopra con rampo per attaccarsi to-al pl. bubboli, sonagli ’che
al legno o ferro che deve soste si ligano ai collari delle bestie
nerla. " da soma, i piccoli poi aglobetti
al collare dei gatti.
‘0amhlalùra,nc.‘aggio, e il dippiii
('ampnnisclàre, Un. scampanare}
che si da o riceve nel 'cambio
di monete di diverso metallo o prolungato suono di campane.
di’oambiali in moneta. Campanlsclùln , no. scampanata,
. damera dlcuverta, ne. tuga, (t. mar.) atto dello scampanare.
stanzino sul cassero della nave ('ampùre, mi. vivere, e il tempo
dove alloggia il capitano. della vita e‘dice5i pure in rap
(‘amlnalùra, nc. andatura, incesso porto ai mezzi di sussistenza
modo di caminare. pi-ov. cl ve dritto camp' alfrltio,
il vivere onesto non fa fortuna -
"Camino,nc. calcinaio, fossa dove cl campa rullo l‘ anno vede tu!
si spegne e cura la calce-fa il n feste-chi vive tutto l'anno
mai-uolo. vano per cui passa il fu
cede tutte le feste.
mo che pur dicesi camino.
(ampio, ne. bruco, vermicciuolo
11unlsòla,‘ 'nc. ccrpelto, camiciblina,
di color verde o larva. che rode
' e quella di lana che si porla sul le fronde degli ortaggi.
_le carni; quella che si porta sul
la camicia dicesi propriamente Campulullla, no. camamilla, erba
camiciuola , ed e per lo più di campestre medicinale che fa fio
- cotone. retti gialli con iogliuzze bian
che al- principio di primavera.
"Cammina, 'nc.' camicia, Veste bian
' ca di tela o pannolino che si por Uamulàre, 1m.aspettare lungamen
ta sulle carni. Le parti principa te con ansia e sofferenza.
li in dialetto sono il cuddaro, go.
. ' letta-u Duzl , solini-quauild Cane, ne. cagna, la femmina del
‘ di, ' gheroni - spaccato , sparato cane. _ - I
La voceèdalla spagnuola cami ranàue,nc. doccione, dicesi di ogni
. sa: il dim. è cammisodda, cami condotto’fd’acqua, quellofidi pie
'y rina, quella de‘ba'mhini-id. su tra situato a terra ove corre l’acî
dare un cannmsu, vale fare una qua per mezzodì macchine idrau
camiciala.‘ ' ‘ lichv_dicesl gora, e gormt quel
»-03_
lo di pietra incavata che dà e mollusco.è sapido e si mangia
sito alle acque piovane dagli e crudo.
difizii.- Verguecio, è un ferro Caullòra. np. candellaia, festa del
concavo in cui gli eretici versa la Purificazione della SS. Vergi'
no i metalli liquefatti per fare ne a’ 2 febbraio, così detta. dal-
le verghe. le candele che in quel di si di
('anàto, ne. cognato, grado di alfi spensano.
nità. (‘anlluèngi, v. cefalo.
cancedda, ne. ferrata, lavoro di Uanlslro, ne. canestro, paniere, ce
ferri per impedire l’entrata a sta di vetrici sottili e bianchi
certe aperture.
(fauna, ne. esofago, canale della go
('ancllddo, ne. carc’llo, imposta la per ove passa il cibo; larin
d’entrata fatta di regoli di ferro; ge, trachea per ove si respira,’
se di stecconi di legno poco ed _ ed esce la voce.
egualmente distanti tra loro di
cesi rastrello. oaunàmllo,goletto, scotta, detto per
dispregio dal popolo
cancrlàre, va. raba/lare, fare aspro
rimprovero. .Cannanbce, ne. asperarte-riu; gor
gozzule, esofago, gola. L’ organo
Cancrlàln, ne. rabufl'o, riconvenzio della voce o trachea dicesi in
ne é l’atto del rimproverare. dialetto cannlcchlo.
.
0amlélllzza, v, surslame. «annullo, ne. lo stesso che cau
Canècchla, v. sclugo. nanoce, al pi. le tonsille mascel-t
Canestr6dde, v. sarslame.
lari.

’Cnnigghiu, ne. crusca, il grosso del Cannaruèzzlll, ne. canmmcettt, pa


la cernitura della farina. s le casalinghe per minestra forate
nel mezzo e corti.
(‘anlgglfiùla, ne. pastone, intriso di
crusca e acqua che si dà alle Canuarùlo, ag. ghiotto, goloso ma
bestie e a‘ polli. usasi per rimprovero.
nmg;hlòm, ne. far ora, polvere Canna spacciata, ne. braccia, e la
che si genera sotto i capelli sul canna tessa in cima per coglier
la cute. tratte. '
Caulgghlùlo, ne. tritello, é la cru Cannaturlà, ne. golositd.
sca più minuta della seconda
stacciata. (rannavazzbne, ne. lnvoglia, tera -
(tanllicchio, ne. cannolicchio, collel_ ne, e la tela grossa per imbal
laccio, in latino lubulus, specie lar mercanzie.
di mollusco hivalve, simile al 0anuazzu, ne. cannuzza, caleggio
discllo, solène, ma più lungo: il lo, erba nociva ai campi.
_54._
Cannedda, ne. zipolo, arnese che Cantaràno, ne. cassettone, mobile
si mette alla spina della botte di stanza detto pure cumò.
per caverne il vino. È pure un
verme v. plducchlo.
('anlurllddo, ne. bigoncioletto, can
tareilo, brocca di terra cotta di
Clllllèl8.1t6. falcola, candela di forma cilindrica con piccol co
cera. no infondo ed avente al di sopra
(Janulcchlo, v. cannauoce. due occhi pe‘ quali passano i vi
cannlzza, ne. canneto, canniccio,
mini chello lega all‘ intessuto det
to cuenzo, il quale sta appeso
cannato, canne unite e ligate
alla ruota della macchina idrau
con giunchi e canne traverse
lica. Con questo siattingel’ac
per uso di seccar fruite; e quel
qua dainaffiarei campi. La voce
le intessute per lungo per coprir
deriva dalla spagnuola cantar-Ilio
tetti-Stuoia, intessuto di can
che ha lo stesso significato.
ne spaccate per lamie finte
Stoia, (t. mar.) fascio di canne Cantina, ne. canova, bettola, luogo
posto al parapetto delle piccole ove vendesi il vino a minuto, ed il
paranze - graticcio, l’ intessuto luogo sotterr ance ove siconserva
di vimini. il vino nelle botti od altri vasi.
cannutlo,nc. grondaia, basta, con Canto, nc. reggctta, orbe, piastra
dotto che dà esito alle acque di ferro che cerchia le ruote
piovane dagli edifizii sulle vie. de'.veicoli.
La voce è alterata da condotto.
oamòue, nc. cantuccio, iato, ango
onnodda, nc. camojardo, grosso lo di alcun luogo -prov. u can
pannolano di pelo di capra. tone dl casa addora, vale: vi
Cùu010, no. aereo, grossa candela ta privata vita beata. ‘ -"
di cera - canone, pagamento
annuale delle enfiteusi al padro Canlùnl,nc. poma, giuoco ianciuh
ne diretto, ed in questo signi leseo in cui quattro si pongono
ficato l’usa il popolo -cannel ciascuno a‘ singoli angoli della‘
lo di canna senzai nodi, il cui stanza ed uno in mezzo. Quei
dim. è canillcchlo in dialetto degli angoli si scambiano de
fumaiuolo, condotto del camino stramente il posto e quegli di
del fumo detto pure in dialetto mezzo si studia nel muoversi
vuccuio - parte della chiave gli altri di occuparne uno; quan
o. chlela. do ciò gli riesca colui ch’è ri
masto senza posto va in mezzo
muùsccrc, va. conoscere, part. ca
e cerca a sua volta occuparne
nusclùto - prov. PI canosccrc
un altro e cosi di seguito.
DI] llll‘0 [ICI V018 Il“ IBU"Q
mllnzo, vale, il più conosce il 0anzlrro, ne, muletto, bardotto, fi'
meno. glio di asina e cavallo.
_55_
Canzo, ne. cassino, il, cerchio del ricciuti, o stesi e diritti;i radi
crivello e dello staccio. poi diconsi in dialetto eraguill.
rapa, ne. capo, testa, e dicesi di Capiduè85hlo, nc. capidoglia, gros
tutti gli animali, e per similitu so pesce da cui si ricava molto
dine de’ bulbi delle piante onde olio; anche caplcluegghlo appel
na capa, d‘accla, sedano, ma lano i pescatori il fissate che
capa d' agghlo , aglio e Simili. sbuffa acqua dalle narici.
capanna, nc. felz, (t. mar.) co Capljàtlo, ne. capogatto, flemonc,
pertura di tenda che si fa nel tumore infiammatorio alla fac
le barche per comm)do dei pas cia-propr. resipola flemonosa;
saggieri. l’enfiagione,alle mascelle e il ve
ro capogatlo..
mano, ne. gabano. specie di gros
so mantello. Capisclòla, ne. nastro, bindella, fet
taccia.
capàsa, ne. vaso cilindrico di terra
cotta senza coperchio, e servi oaplsouo, ag. bigotta, dicesi cosi
bile per conservar oggetti come dal modo d’ incedere col capo
legumi, frutto secche, e simili; chino.
quello de‘pescatori è più basso capitale, ne. dossiere, dorsale, ca
ed alquanto più stretto all’orlo; paletto, la parte posteriore del
dim. capasedda. La voce deriva letto.
dalla spagnuola capacha, sorta
di panicra o cesta da cui e tra. 0aplta‘gînle, nc. scorte, (t. ram.) quan
slata. tità di bestiame, semenze ed al
tro che il padrone del podere
Uapasclrràla , nc. capello, uomo
da al fittaìuolo come dote per
stravagante.
restituirle al termine della con
cupasóne, ne. coppe, orale, vaso duzione.
grande e tondo di creta, più
0aplllsclare. ua. urlare, unire or
stretto all’orlo con due manichi
lo ad orlo due teli del lenzuolo.
dalla bocca alla pancia ed in
vetriato dentro e fuori ad uso di te vupllueelo, agg. caparbio, provano.
ner vino,-met. ubbriaco,babbeo
che in pretto dicesi capassone. Uapocanàle, ne. capponata, festa
de’campagnuoli nelle sposalizie,
cap_icchlo, no. capezzolo , la papil
nascite di figli e raccolte: que
la della poppa della donna.
sta voce e alterata dalla latina
0aplddl (In) ne. capaia (i. cam.) haccanallu.
il lasciare più tralci della vite
l‘upòne ne. cappone, il gallo ca
in cima al tronco.
strato-prov. llnèr’ u capòn‘ 1n
rapidao, nr. capello-id. caplddi tr’ e l‘agghl da fora. tenere il
dal 0 lisci, capelli crespi e cappone dentro e li agli di fuori,
_5(;_
vale far 1n0stra di povertà men di cavolo notissimo-primate
tre si e ricco. aiuola, (t. cam.) fascetto di pa
Capostuèdlco, nc. testudz'ne, infer glia che si mette attorno alle
piante od agl‘innesti per pre
mità alla testa del cavallo.
servarli dalla pressione della le
Capoverde, no. mergo oca, uccello gatura.
marino la cui femmina in dialetto
Capuèzzolo, nc. torzom, laico. di
dicesi rùglca.
frati mendicanti -torsolo, radice
Capezza, v. cefalo. degli sterpi e fascine da ardere.
Cappa. nc. ferraiolo, sopravveste ('apuzzùla, nc. capata, urto dato
de’preti-v. clminèra. ad altrui col capo.
Cappellèllo. v. nzlrragghlu.
(apuzzliddo. ag. tristarcllo, dicesi
Cappldllacclo, no. capperone, 00 di persona impertinente e male
pertura del capo di pannolino educata che cerchi soverchiare
insaldato che usano le figlie gli altri per forza.
della Carità.
Carachlzzo, ag. vizzo, aggiunto di
Cupplddèra, 'nc. portacappello, ar fichi che avvizziscono e secchi
nese in cui si conserva il cap sono di cattiva qualità.
pello.
raracò. nc. faggiolo caracola, pian
cappllddo, ne. cappello, arnese ta che fa i fiori odorosi, e carne
che copre la testa; quello da unì chiocciola e di color bian
prete dicesi nicchio. chiccio misto a violette con lun
go filamento spirale.
Cappllddo dl mare, nc. medusa,
zoofito descritto dal Lesson col Caraquèr0, nc. troco , nacchero,
nome di fisalia a galera. È for conchiglia univalve che si at
mato di una vescica natatoria tacca tenacemente allo scoglio
con filamenti che allunga e rac separata dalle altre ed appar
corcia onde va sempre a galla, tiene alla famiglia muricea.Va
epperciò ebbesi tal nome‘da’pe rie sono le sue forme e sva
scatori taranlini-Esso contie riatissimi i colorii quali cado
ne un succo acre che produce no passandovi l’acido nitrico,
in chi lo tocca uno scottante ed allora apparisce la lucente
prurito che dura molti giorni, madreperla in tutta la sua v:
Il suo comparire e tenuto come ghezza e diviene si pregiata
indizio di vicina tempesta, la da essere incastonata in oro: il
quale lo spinge al lido non a frutto però e insipido.
vendo la vescica la forza per re
Caravàgghl, nc. natiche, chiappe,
sistere agli urti de’marosi.
ma usasi come espressione di
Cappùccl°.1tc. gambugio, specie ira stizzosa.
Curavltla', ne. all'asta, sorta di Carpa, ne. garpa, malore ai piedi
granchio marino -v. cauro. del cavallo.
Curcupla e bultunèra, ne. botto Carplcàln, a, ag. butterato, a, di
m'era, arnese di metallo da ore cesi di chi ha le impressioni del
fice in cui si batte-l’oro e l’ar vaiuolo.
gento per dare a questi oggetti
Carrara, ne. scorciatoia, cellula,
la forma.
culla e il viottolo ne’eampi.
curdo e carduncllddo, ne. spellic
ciosa, chrdo selvatico che dicesi Carràle. ne. panchette, (t. mar.) so
pure prettamentescalera e scar no gli orli superiori della barca
diccione. da prora a poppa inchiodati‘su
gli schermotti e sopra di cui
(tarlòla, ne. l’incassato del carro.
si poggiano i remi.
Garlsclòln, ‘nc.’ striscia che fanno Currèsclu, ne. trasporto, e dicesi
per terra iliquidi o gliaridi ver di cose che si portano da luogo
sandosi a poco a poco da les
a luogo o su carri o a spalla
sure di vasi o da buche di sac
d’uomo. La voce deriva da car
chi. .
l'0.
Guizzo, ne. ganascino, atto carez
cari-ettaro. ne. carpentiere , arte
zevole aìibambini stringendo lÎe
fice di carri.
vernente con le dita il mento o
le guance. ' Cari-isolare, va. trasportare-met.
ca'rlo. ne. lafiicante, grosso gran trarre alcuno al proprio volere.
'chio marino simile alla locusta vai-rizza. ne. doglia, botte lunga
in dia]. rasosta-e. caùro. con cui ;si trasportano liquidi
su carri.
(farnn, ne. carne, id. corna cri
sclum, carnosltri, quella cne na cartastrazzm ne. carta sugante, e
sce nelle pi.zghe- corna salàla, quella senza colla.
misalta, carne porcina che si mix-tenda. ne. cartolina, quella in
sala prima di diseccarsi.
cui si mette la medicina.
Curnàle, ne. calriossc, ossatura
Cartlddàte. ne. zughi, paste intri
della schiena de’polli spoglia di
carne-carcame, scheletro del se di saime, spianata col mat
l’animale. terello e tagliate a liste che frig
gendosi s’increspano. in greco
Cornelia, agg. briccone, crudele, diconsi aproì.xyxw L, in Toscana
furbo - mel. fiero e coraggioso. frascarellc.
(‘nrògno, ne. birbantello, dim. ca Carlulàl‘o, ne. quaderno, più fogli
rugnìlddo , voce di rimprovero di carta messi l’un nell'altro e
Stizzoso a’fanciulli. cuciti nella piegatura per uso
_58__
di scolari, per far conti, memorie vatura, cacio fatto con latte di
od altro. bufala.
Carusàre. va. tosare, il tagliar ra Cusorlcolla, nc. cacioricotta, è il
si icapelli. latte rappreso ma non assodato
come il cacio. \
onrusàro. agg. tosato, chi ha i
capelli rasi. o
cùsplla. interp. capperi, po/î’ardio.‘
voce tutta spagnuola.
Carusedda, ne. tosetto, calcetto, nu
tica è la spiga del grano senza Cassizlfl. nc. crivello, vaglio, ar
reste. nese grande per vagliare il fru
mento.
(Jarvùne, nc. carbone, al pl. car
vùnl. CusÌagna. nc. ugnella, escrescenza
cornea al piede del cavallo
Carvuuedda, nc. carbonella, car Come frutto la castagna allessa
bone minuto, il quale quando e dicesi prettamente succiola -
acceso dicesi brace e brucia Castagne du preme. anseri.
quella di nocciuolo franto di u
live dicesi rame e sanscna. Castagnole. nc. ZOccoli, due gros
si pezzi di legno che poggiano
(insulina, nc. v,icano, abitante di sulla sala dc’carri.
villaggio che in dialetto dicesi
Caslarllddo, nc. sparviere, uccello
casale.
di gapina, detto pure in dialet
ÙS‘ISCBVCIHIII, 'U. puma. to, aclldd0 di male canto e tien
Cascflta. nc.' seggetta, arnese 0
si di male augurio, il suo becco
mobile da stanza entro cui si uncinato dicesi rostro.
pone il vaso per gliagiamenti Caslfllàlla, nc. catafalco, macchina
ceppo, bossolo, e una piccola cas che si la in chiesa ne’ funerali
setta in cui raccolgono le limo« nobili.
sine iquestuanti. oastllddl, nc. nocino, castellina,
Cùscla, ne. cassa, accr. casclòne, giuoco fanciullesco e consiste nel
cassone: anche casclonc dicesi fare i castellini di noci, man
in Toscana. dorle od ossi di pesche ciascu
no di quattro, cioè tre sotto ed
Cascine, nc. maestrellc, legno po
una sopra. Ogni giuocante tira
sto in alto del telaio il quale con un altra noce o mandorla
porta le girelle che sostengono od osso detto padda, bocca, e
i licei. vince quanti ne colpisce. I ca
Caselllldd0, nc. scatoline, arnese stellini di ossi di pesche dicon
per metter tabacco od altri pic si prettamente nocciolini.
coli oggetti. 0asulàro. nc. formaggiaria, luogo
Oaslcuuldo, nc. caciocavallo, pre ove si tiene il formaggio.
__;‘-',Q_
Calarnllm ne. cateratta, luogo sc ra calci - metal. dicesi di un
greto nelle case per ripe rre mas illegittimo [nato che fa atti ri
serizie,la cui buca dicesi bodola provevoli -id. cavaddo caucl
e ribalta lo sportello che la naro, montone, dicesi del caval
chiude. 10 che s’impennae scalcia co‘pie
di di dietro, ciò che si appella
Ullarollo, o. eadara. ‘
salto del montone.
calura. ne. chitarra, strumento da
taudIsclàrc, va. mastellare il bai;
suono a corde; due sono le spe
cielafrancese o armonica, di mi tere il ferro rovente per pur
garlo ed addolcirlo.
nugie e la battente le cui corde
metalliche e sottili si suonano Clureddfl, ne. granchiaolo, insetto
insieme. marino - guardapinna quello
Cataruuàro, ag. di uomo abbietto. che custodisce la pinna. v. na
ricedcla.
Cutèna, ne. infunata; quantità di
Caul‘liddo, ne. granchietto, gran
prigioni ligati' ad una fune e
chiella, altro insetto marino.
scortati da birri.
caùro, ne. granchio. crostaceo ma
calièsolo, ne. calpestio.
rino, deriva dal latino ingurus.
Cll|nllddo , ne. anello di ferro Varie sono le specie di questi
coltoio parte della briglia ove crostacei, cioè il cauro, gran
si attaccano le redini. . chio, il Carlo. carlino, la corsa,
granceuola, la Cauredda, gran
Callsclàre, va. calpestare.
chiessa, la sentinella. grancipor
(fato, gavllo e lavlto- ne. tinello, re, la Caravllla. ligasta, la ray
piccolo tino: quello de’ muratori [osta astaco e aliasta II cam
che serve a trasportare la cal maro o Ramiro gambaro , ed
cina appellasi propriamente schi altri granchi cosi detti con,no
fo e vassoio. me collettivo di cui quattro spe
cie si appellano in dialetto dal
attivare. un. vedovare, invedoua la diversità delle forme e delle
re, e dicesi così dell’uomo che chele sonno. dottore, cicala e
della donna. morte; quest’ultimo ha il pretto
(Illllvo, a. ag. vedovo, vedova. nome di cdrabo. Si è osservato
dai pescatori che questi crosta
Uàucla, ne. calce. ceisono armati di ossee mascel
(Jàuelo, ne. calcio. id. minare cau le 0 chele quali a foggia di ce
cl, si dice di persone di servizio soie quali semplici. Le camelie
che reagiscono contro i padre, son prive di guscio e cerca
ni che le han bimellcato. no i nicchi vuoti por introdur
visi, id. camminare com’ u cau
anclnhro. ag. recalcitrante, che ti l‘0, arrancare.
__60__ . '
ÙlVldd0, nc. cavallo, quadrupedc felle, ripieno di uova,ricotta ed
notissimo - mvauaa dl mare, altro in una veste di pasta la
ippopotamo che corrisponde a ganata che sono grata. vivanda
cavallo marino, e un piccolo zoo fritti o scaldati e conditi. Se il
fito avente la forma di cavallo ripieno e di carne trita, uovaed
dall’addome in su e terminante .altro diconsi tortelli, se sono
in angue: Coperto di una cute più piccoli agnellotti.
nera e rasposa, salta scherze
volmente sulle onde -prov. A Cazzo, nc. cucchiaio piano di lat
CilVùdd0 iasllmuto luce Il DUO, ta per prendere il latte rappreso.
vale, a chi nasce fortunato cor Cazzacarue, agg. fugyifatica, di uomo
re sempre dietro la fortuna. vagabondo, che sfugge la fatica.
cuvmduzzo. nc. tenereto,è il ra Cazzal'llta, nc. intonaco, la coper
mo tenero della piante. tura di calcina che si .'a ai mu
rl-calcinaccio, pezzo d’intona-,
(‘avazzn. nc. gozzo, lo stomaco
co screpolai_o e cadut).
de’polli e degli uccelli.
UlHflflllll'0, va. immaltare, into
c:avlgghlèra. no, e la forma in cui
nacar muri con malta. f
i legnaiuoli fanno i chiodi di
legno. (falflunc , v. Sarslume.

Cavlsshlo, nc. cavlcchio, chiodo di oazzapede (a) mo. avv. prestamen


legno col quale si uniscono ed te, adagino, a piè pari usasi co
inchiodanoi pezzi d’opera dai me sfogo li minaccia.
legnaiuoli. Cazzàre. va. rompere. infrangere
culto, nc. caldo, il calore natu cose dure con martello od altro,
rale o del fuoco, quello del sole calpestare, deriva dailo spagnuo.
dicesi stallone-id. no il face lo cà‘scar, rompere-id. ci lrl
no cùvll‘ e no frlddo, si ap noce mo Il cazhva, se fossi 110'
propria a chi di nulla si cura o ceti romperci; ed usasi quan
nulla teme. do inaspettatamente s’incontra
una persona per la quale si an
(JÌH'O , D. "V0fltl.
dava o di lui parlavasi. - Caz
0avulicchlo, no. cauclino: cavolo zai-e Il mpodde, questo idiotis
ed e diminutivo di cavolo. mo allude ad una superstizio
ne delle donne volgari segreti
Cazellfl, ne. calza.
ste di strofinare fortemente sui
cazunettl, nc. mutande, brachc, polsi di chi soffre ingorgo tonsil
brachctto. lare, credendo e tal fiata con ef.
tetto, di sciogliere il malore e ri
Cazuni, pantaloni. calzoni; parte
sanar l‘infermo. ‘
del vestito esterno di uomo dal
la cintola in giù - raeiaoti, of Cazzaròla, U. muddlsco.
__61_
l<nzzùla,*nc. schiacciata, focaccia deve prima vibrare il colpo alla
pane inferigno, e un pezzo di “emmina in opposto essa versa
pasta di cruschcllo clm si fa ‘n_ (inchiostro volgarmente melana
sieme col pane: talvolta stesa in ed intorbida l’acqua onde en
teglia versandovi olio, pepe ra trambi si sottraggono. Ma quan
le e qualche altro aroma e cot do la femmina e stata percossa
ta al forno e gustosa, e questa il maschio esce a galla segui
dicesi prettamente guaccz'no. tando la compagna ed il pesca
razzaledcla, nc. confortino, pasta tore fa doppia preda. Vago sim
stemprata col miele e ripiena bolo d‘affetto e questo. La voce
di conserve di frutte--intcrp. di deriva dal latino seplo, nascon.
risentimento, oh l dere perché sotto il.suo inghio
stro si nasconde per liberarsi se
(razzalòra, ma carreggiata, la pe
condo l’attesta Cicerone (de Net.
sta sulla via delle ruote de’car
Deor. lib. 2.0) con queste parole
ri-cuzzalòra «Pane, e. trap
« sepia quia sepit, ci circumvallat
pilo.
se suo atramento.
Cazzlmm‘ro, nc. cibrèo, specie di
cefalo, nc. cefalo, muggine, pesce
manicaretto di COI3t€HG di pol
molto com mune, deriva dal gre
li 0 agnelli ravvolte con le hu
cc (eguali; capo per la grossesza
della ed arrostite infilzate allo
del suo. In dialetto si noverano
schidione.
sette specie di cefali appellata
Cazzlnllddo e cazzlnfllda, 110. V0 capezza cavedine ch’è il vero ce
ci giocose indicanti hamboli gra falo, vranza, vrlgulo, confluen
ziosi e diligenti. 5o, linno, plzzùto e labhróto,i
quali diversificano tra loro per
cazzotto, sommommo, cosetta, col
alcune specialitltdiforme. Quan
po dato col pugno chiuso sotto
do sono piccoli appellansi con
il mento; edèpure Voce italiana.
nome collettivo Pedarùil ed ap
ce, pron. neutr. che, quale casa partengono a tutte le specie. La
Usasi pure come particella in Capoua femmina attira per
terrogativa ed equivale al ne simpatia il maschio onde il pe
de’latini-idiot. ce l'avlvl vis! scatore tarantino la trascina in
mò lune-vale credevi tu tocca mare appiccata all’amo e prende
re il ciclo, e dicesi per rimbec quanti maschi la seguono. Il
cala. vranza quando le reti son tese
ha l'istinto di liberarsi saltando.
('ech e seccla, nc. seppia, specie Il vr|cano stando sull’arena sal
di mollusco o pesce molliccio ta,ma si nasconde nelli scogli.
dim. cicc_lleddn. Si osserva in Il tarantino Giovan Giovine ri-.
questo mollusco che quando e nomato scrittore delle patrie an
unito al maschio il lanciatore tichità chiama i cefali co' se
_.62_
guanti nomi latini: capilones le Chiacchieru. nc. fandom'a, bugia
cupozzc, chelonesi vrl50ll, ce per lo più giocosa.
stres iplzzuu, mywinl i vranzl, 0hlacclilaròn0, ag. buggiardo, lo
banchi i canllufllfl. leuchisti i quace, panurgo, vendifiotlole.
llnnl e labeónes i lahhruu.
Chiacco, nc. cappio, rannodamen
cegghla. ne. ciglio, arco de'peli che to di fune o nastro che stringe
sta al di sopra dell’occhio. a forma di nappa.
cemònl, nc. grue (i. mar.) legnami
Chlùla. ne. piaga, ulcere.
sporgenti fuori della nave.
(thlamlntàre, va. cementare, copri
centra, nc.chioclo, sono quelli usa
re le unioni delle lastre o pie
ti da’legnaiuoli; quelli de‘calzo
lai diconsi bullelle: deriva dal tre degli edifizii col cemento di
malta in dia]. chiamilnto.
greco u:vrpov, pungiglione e
per traslazione cosa che punge: 0hlauca, nc. lastra, pietra liscia
dim. clmreddù, chiodetto. ta per coprir pavimenti, sepol
cri od altro. Quelle che servono
centrare, va. inchiodare, unire con
per lastricar le vie diconsi la
chiodi cosa con cosa.
stroni - u. Dlerso.
cera, ne. piglio, gaardatara-id.
Chlaucaredde , nc. campanelline,
brutta cera, cipiglio guardata
paste casalinghe incavate, pia -
ra bieca, truce o irosa.
ne e tonde per minestra.
Cerclnàl'e, va. tosare, il tagliarla
Chiancùta ne. lastricato, suolo co
lana alle pecore. perto di lastroni propriamente
cèrnere, va. stacciare, separare delle vie, androni. porticati e
con lo staccio la farina dalla simili.
crusca: lo staccio in dialetto ap
pelasi sulazzo, v. vale pure va 0hlancalàro, ne. lastricalore, chi
gliare, separare il grano dalla lastrica le vie, quegli che le sel-.
mondiglia vagliandolo. cia dicesi selcino, stradine, cioè
chi le copre di ciottoli.
Cervàru. np. fiumicello di tal no
me di brevissimo corso che sboc Chlàngere, un. piangere,lagrima re,
ca in mar piccolo v. Vartln preso attivamente vale deplora
nllrl. re - id. accumluzar’a chiange
re, vale levare il pianto, porsi a
Chlù, e. là. piangere - scappar'u chlaulo.
Chiacchjfll'làr0, ne. cicalare. ciarla dar nelle lagrime-chlangerejuno,
re, il lungo discorrere in conver compassionarlq.
sazione o in orecchi. Chiansllùw, agg. maccherone, pia
chiacchlarlàla, nc. cicalecclo, par gnolone, fanciullo che piange di
lantina, l’atto del cicalare. continuo per poco o senza causa

" ’/WWIFW A", ___(_


MV,
_6'3_
Chianglslèrlo, ne. piagnisteo, ram poisicondiscono con aceto per
marichio, ma usasi sovente per conservarsi.
dispregio.
I
chiappo,nc. cappio, calappio, ca
(‘hiàno, ne. boccatara ( t. mar. ) e pestro, laccio insidioso-lacciaia,
la larghezza della nave. fune lunga con cappio ondeibut
Chiànola, ne. pialla, strumento de’ teri accalappiano l’animale che
legnaiuoli - (J,hlanola appusla vogliono prendere - sagola, fune
la, piallone e la pialla grossa a cui e appeso lo scandaglio: a
fissa a terra col ferro tagliente pl. peneri lacci di crini per pren
di sopra usata da’legnaiuoli e der tordi e merli.
bottai. Chiariiddo, o. monaco.
Chlùnlu, ne. pianta, voce colletti chiarima, ne. chiarezza, il farsi
va delle erbe e de’fiori. chiaro parlandosi di serenità del
Chiantàre, m1. piantare. metter le cielo, ed e voce usata dai pesca
piante dentro terra per germo t0ri, onde l’id. addà tace chiari
gliare - met. l’id. chiamare uno m’ea quà amaresce, e vale il
vale abbandonarlo. cielo la si chiarisce e qui s’intor
bida.
(‘hlfllllal‘llèlo ne. brocchetla, pic
co] chiodo sottile, senza testa chiarisciàre,va. chiarire, parlan
ma con piccolo ingrossamento dosi dell’atmosfera-va. bian
per tener fermo. chire, chiareggiare, dicesi di lin
gerie sciorinate dopo il bucato
(‘hiunledda ne. soletta, tramezza, -met. far risplendere, illustrare.
sollilissima suola che copre al
chiuròlo, ne. (i. mar.) vasetto di
di dentro della scarpa la pian
terra cotta in cui i pescatori met
ta del piede: - met. questa pa
ton l’olio che spruzzandolo sul
rola vale commettere disonestà.
mare chiarisce il fondo.
chiamo, no. pianto, atto del pian
chiari-o e chiari-ore, ne. ghiaccio e
gere; quello che si fa ai morti
brina, quella che cade la matti
dicesi in pretto corrotto.
na e si c mgeia perraffreddamen
(‘hi-‘muèuol0, ne. pialletto. dimin. to de’corpi: il primo usasi pure
di (‘hianola e vale piccola pialla: per la neve ghiacciata.
quello stretto ad angoli retti di chialtiddo, nc.piatlone, insetto schi
casi sponderaola. foso che annida ne’ peli dell’ an
chianuzzumre, va. dettare, piatta guinaia.
re, il iisciare il legname con la ch|atto, agg. grosso, pingae parlan.
pialla. dosi di persona.
ihlapparini, ne. capperi, frutti ver ’chlaùlo, ne. alaitto, catalctto, fere
di che si curano in salamoia c tro,è la cassa mortuaria in cui
_64__
si ripone il’cadavere: deriva da l‘hlèla, nc. chiave, arnese di ferro
. i,:i:ows, cassa. per chiudere e aprire serrature.
Le sue parti sono il nassllddo,
chiave, ne. chiavarcla, perno di ier ingegno, la parte che apre -
ro con anello fisso in capo ed im cànolo, fusto, ed è quello della
perniato di sotto che si avvita
chiave mascolina, canna della
nella bardatura, con vite che pret femminina -‘ mimica, anello, la
tanwnte dicesi chiocchiola. parte che si tiene in mano - La
Chimica, no. lupa, fossa nelle vie chiave dell’orologio dicesi qua
che riceve le acque torbida. dretto-chlèia dl scrotale, co
chiavino, nc. boncinello, ferro fora piglia. chiavetta di ferro che
to in punta che s’introduce nel s’infila nel perno per mante
l‘ago della stanghetta della top nerlo più saldo che dicesi pure
pa per aprire voltando. ‘ giaoetta. ‘

(hlàzza, ne. piazza, luogo pubblico (Ihlgghlòna, ne. coglionella, deri


ove si vendonoi comestibili-id, sione, be/fa, burla, l’ usa il po
fare la chiazza vale [fare baldo polo; nel comune dialetto dice
ria, o impertinenze, proprio di Si cugghlònu.
fanciulli , presa la similitudine Chljslòla, ne. chiesola (t. mar.)
metonimica di causa per effetto; cassetta sulla nave ove si ri
(jhlcllera, ne. chicchcra, tazza da pong0n0 le bussole.
'catîè-id. pieghlare ria chlche (‘himllfl, ne. farlo id. minar‘a chi
ra, ingannarsi in un giudizio , miio, rubare con destrezza.
prendendo una cosa per un altra
--rldùcere lnl‘a ma chichera,
chino, agg. pieno, colmo.
met. stringere alcnno o col ragio chioma, ne flusso di mare, alta ma
namento o col tenerlo a segno. rea ( i. mar.) dicesidella corren
chlddl, pron. quelli e quellel,alsing. te di mar piccolo che entra nel
fa quid e quedda, voci alterate grande nel periodo di sei in
latine. sei ore. L’opposia e la serra'
chicca, ne. piega, il raddoppiare in e. La voce deriva dalla siriaca
se panni, carte e simili-al pi. v ke-oml che vale flusso di mare
crespe, le pieghe di_ ornamento in lai. confluenlia aqaarum.
alle vesti,camicie, ecc.-dim. chil chiomaròla, o. arala..
cuiedda, orlo, piccola rimbocca
chiappa ne. paio, coppia -id.
' tura cucita. [la chloppa dl càucl, un paio di
Chlecàre ca. piegare dicesi di cose calci.
- np. l’inchinarsi della persona
-met. annuire, condiscenderc chiòvere, nc. piovere; part. Chiu
\. . .

id. chiecafe uno vale tirarlo al vino, piovuto. La pioggia che


proprio sentimento. cade con sole cocente dicesi in
._65._.
dia]. Discialuro du dia\'ulo uri- ‘ teme, quello di ferro con testa
ua del diavolo, e propr. mela d‘ottone dicesi farfalla: il chiodo
me, perché dannoso alle pian corto e grosso dicesi tozzetto
te e fruite in ispecie alle uve met. dolore acuto'di capo.
(‘hlruzlà' ne. milleria, pianta cam Chiumuzzo, ne. pezzetto, piumac
pestre da cui i tintorì cavanoil ciuolo, compressa, pannolino rav
color giallo‘. volto a più doppii in se per uso
chirurgico.
chirichlddi, nc. quelle, smorfie,
lezii, sovent€scherzi di mani ed l‘hlummàl‘a, ne. piombino (t. pia.)
e voce ibrida da chiddl , quelle piombo delle reti da pesca, per
e Xeip, mano - id. tenère li chi che postandosi le facciano scen- ’
richlddl, tener le quelle, fare der giù in mare.
smorfie, chiummarflddo. ne. pi0mbin0, uc‘
chirieomma, ne. voce scherzosa celle marino che si tuffa a piom
tenendo per mano i bambini sal bq nel mare.
tellandoli leggermente e cantic chiummo, ne. piombo, specie di
chiando per avvezzarli a tener metallo sia grezzo o lavorato.
si ritti e per bamboleggiarli. De
Chlùpp0, ne. peso in massa,-chlup
riva dalle due greche VUOÌXeÌ,Q.
po di sl0mlco, peso sullo stoma
mano, e uop.fieìv, render suono
co - niet. peso morale, id. tené
Chieti, pron. plur. questi, queste e
re u chiuppo, dicesi per celia
si riferisce a persona e cosa.U
ad uomo denaroso-pioppo, spe
sato come aggettivo indicativo
cie di albero.
si accorcia in su.
rifluvizzieàrc, on. pioviscolare, pio
(rhlù, acv di quantità, più - id.
ciggiaare, spruzzolare, c. nzld
nò a'fazzo chili, mo. interietti dlcar0.
co di esclamazione e vale non
mi fido più -Prov. Quànt chlù ai. preti. pcrs.chi,econg.se.-Prov.
fori chlove, chiù subito scam am'a cl l’ama e rispùun‘ a cl
Da, vale: i mali quanto più ci u chlama. Vale sii grato al be
premono più presto finiscono. nefattore, e cortese con le persone

("hluddèa, nc. così appellasi la clas_ ciàcclolo, c. fiocco.


se de’ pescatori per celia, e vuol Claddlsclàre, cn. vagare, andar va
dire rozzo ed ignara. gando. detto per dileggio.
rhn'.ddm agg. di pescatore rozzo Ulamllllu, nc. zimbello, uccello che
emuèvo, ne. chiodo, agata, grosso si tien ligato alla zimbelliera
chiodo con testa tonda o trian per servir di richiamo di altri
golare: quando sono molti ap uccelli nella caccia.’
pellansi con nome collettivo agu ctammuerro, ne. cinturr’0, raifred
\ 5
__66__
, dore del capo per cui scorre dal di legno in cima della campa
naso un umore acqueo. na che la mantiene sospesa: di
cramna, ne. zampa, propria degli cesi pure cicogna.
animali unghiati. Anche in T0 Clcòra, nc. cicoria. radicchio, erba
scana dicesi clampa. buona a mangiarsi cotta.
crauti-bue. ag. commodo dicesi di (‘llrrl, nc, granfie, le branchie di
persona agiata; I’usa il popolo polipi, seppie e calamai.
per dileggio. leèca. nc. cerboneca,Vino pessimo;
I Giappètla. ag. ganghero, piccolo il guasto dicesi ’ceróone -met,
gancetto metallico con piegatu ogni cosa cattiva suolsi appel
ra per aiîibiare, la femminina lare clicca quelle cioè che non
dicesi gangherella.. dilettano i sensi del gusto e del
l’odorato.
Ciaramella. nc. cennamella, sam
pogna dei pastori. Al plurale le cifra, no. punliscrillo, sono i se
ccnnamelle sono i piattini delle gni o le sigle fatte con inghio
bande musicali. stro indelebile 0 rete colorato
clariòne. ne, anfanatore, uomo 10 sulle lingerie per indicarne il
padrone.
quace.
Clgghlàre, on. impiolarc, tallìre,
malefica. ne. pappa, vivande di
il vegetare di bulbi o grani am
' panîbollito con olio,pepe, sale ecc.
massati per riscaldamento od
Clnv'nuone, ne. ciabaltone, chi po umidità.
co perito nella sua arte abbor
Clgglllo, ne. prurito, prudorc, l‘or
raccia il lavoro: così pure di o
te pizzicore che si sente sulla
"gnuno che f.l. male un servizio.
persona.
0|carùla, U. vela.
Cigghlùlo, ag. accigliulo, chi ha le
Clcàto, agg. cieco, miope, chi ha ciglia co’peli allungati, o chi le
nulla o poca vista: sovente u inarca guardando bieco.
- sasi per ingiuria, e deriva dallo Cignone. nc. dossiera, cigna a più
spagnuolo cegàdo.
liste di cuoio cucito e terminan
Ciclnllddo, ne. mazzocchio, capelli tì in due occhi capace a riceve
delle donne intrecciati e ligati re le stanghe de’carri.
- specie di pesci e. cullnudl. amo, nc. cielo-prov. u sputa
Ciclrl, nc. ceci, specie di legumi no. nelllo nfaccla li vene. chi sputa
tissimi. in Cielo gli viene in faccia, e va.
lea chi desidera il male altrui il
Ciclrliddo, ne. cipolla, il ventri suo è imminente - mar e bene
glio de’polli. da n (‘Ulo vene, il male ed il
geogua, nc. mozzo, grosso pezzo bene dal cielo viene.
--07-
cljntlptldi, m. 'fllalessera, insetto uminèra. nc. fumaiuolo, camino
a molti piedi, deriva dalle spa del focolare per ove passa ed
gnuolo clemoplès. esce il fumo; la parte del cami
mimo, ag. numerole, cento, dallo no che riceve immediatamente
spagnuolo cleuto. il fumo dicesi capanna. ed in
dialetto cappa. La voce deriva
clireo, nc. cerchio, lunga lista di dalla francese 0hemlnee, ed in
legno di castagno flessibile per Toscana dicesi pure clmlllèa e
cerchiar botti -ferza, sfarzo, elmlnajuolo.
pezzo di cerchio, o lista di legno
che si usa come strumento di crmòsa, ne. cimassa, tirella, viva
punizione de’ fanciulli. - prov. gno, la parte estrema e ruvida
u cliìù bruno cljrro da volle del panno di diverso colore.
scatta , il più cattivo cerchio del Ciuco. agg. namer. cinque, deriva
la botta crepa, e vale, il ribaldo
dallo.spagnuolo cinco.
si manifesta in ogni suo atto.
Clncùla. pro.chiunqae, qualunque
cilòna nc. testadine, chelidro, ga. persona.
lana, crostaceo grossissimo ma
rino dal cui guscio si fa la tar l‘inlfeé, no. calice, insetto simile
taruga; la terrestre appellasi te alla zanzara ma più piccolo epiù
studo e bizzuca; il guscio d’en molesto, deriva dallo spagnuolo,
trambi dicesi prettamenie cova. clnlfe.
Deriva dal greco xe).mr,, in lai. 01nlràla, nc. ceneraccio, è. le cene.
lesludo. re che si pone sul bucato.
Cima, ne. grumolo, garzuolo, é il (‘lnlralùromc ceneracciolo, telo dl
cuore delle erbe mangerecce co‘ cannavaccio che simette sul bu
me cavoli, lattughe, indivie e si cato.
mili: le foglie interne unite di
consi cesto,’ quelle della rapa
Cinquiua. oc. antica moneta napo.
pollazzola. letana, corrispondente a due soldi

cimamareddn, m. amarella, a (:lòflla, ne. soffice, ferro quadro su


mareggiola, erba campestre buo cui i labbri-terrai mettono il ter.
na a mangiarsi scaldata. ro infuocato per bucarlo.

riunire, 1m. tallire, semenzire, di (‘lòla, ma taccola, cornacchia, corvo,


cesi delle piante quando giun uccello nolo - met. al plurale
gono al loro completo sviluppo donne ciarliere e vaganti.

flmm. no. capreoli, filetti spirali clou, gelsa, frutto del gelso -
di certe piante sermentose che clou rossa, mora, aprone, mo‘
si ravvolgono agli altri tralci rola,morajuola, frutto del gelso
della pianta. Quelli delle viti di moro.
consi viticci. olmo. vw. taradore, cerasta, bache»
_68__
rozzolo che rode le Viti ed altre (îltaledda, ncf Cittadella, è un al
- piante. tissima torre giù fortificata sul
Clpòdda canina è clpuddazzu, ne. ponte detto di Napoli in fondo
sciita, squilia, specie di cipolla alla gran piazza della Città, edi
selvatica e medicinale. ficata dall’undecimo principe di
Taranto Raimondello Orsininel
cunmme. tappo, grosso pezzo di 1404, per difesa della città e del
legno su cui e l’incudine de’fer porto dal lato nord-ovest.
rai -- descheria, è quello su cui
i beccai tagliano la carne. (‘ll-cit, ave. zitto-zitto, ed usasipu
' re come aggettiw -id. m ca
Cippùne, ne. ceppo della vite, e la
mo u nasce a varva, taci di
vita stessa - Prov. Vljsll clppo_
versamente ti Nascerà la barba,
ne ca pure barone, corrisponde
al prov. toscano, vesti un cioc
detto per spauracchio o rimpro.
vero a fanciulli loquaci.
co pare un fiocco, per signifi
care che l’ornamento fa compa Citrezze, np‘ così appellasi una
rire appariscente la bruttezza. contrada campestre in Taranto
Clrùsu, ma ciliegia, frutto del ci
al nord-est dell‘odierna citta Luo
go di antiche delizie epiena di sor
liegio.
genti. Questo luogo era l’antica
orr«:nnm, ne. pendenti acerclu'et Ebalia, come l’attesta Virgilio,in
ti, ornamento femminile delle 0 prossimità del fiume Galeso che
recchie.’ ‘ gli spartani chiamarono Eurota
clrnllùro. ne. bar-nitolo, arnese di da un fiumicello di Sparta, ed
legno per dimenare lo staccio Ebalia, la contrada da una con
sulla. madia - colo, grosso cri trada della Laoonia. La voce de
vello per corriere le hiade. riva dal greco uufipwec sorgen
te, rigagnolo, ed essendo plu‘
clrvllddo, nc.cervello,-prov. 0a ral_e vuol dire luogo di molti ci
pa grossa, clrvllddo mazzo, tri. L’appellazione datale di Leg
bel capo, cervello magro. giadrezze non le conviene per
Clrvùul. v. glammarruchl, ché voce italiana, la cui lingua
non esisteva quando gli Ehalii
fisso, ne. gesso, solfato di calce
abbandonata quella sede si tra
servihile a varii usi.
sferirono nell’attuale città; onde
clsla, nc.‘lautzrio, canestro di vi il nome Citrezze é il più adatto
mini per metter pesce. si perché determina il luogo, si
(lislòne, ne. cesto'ne, bagna, gros perché trovasi in tutte le scrit
so cesto cilindrico “di paglia cu-’ ture antiche.
cito con giunchi per riporvi (ìitl'lidd0, np. Citrello, da xurpaz,
frumento - di-min. c!stuncllddo , alla, e una peschiera del mar
I bagnata. piccolo dal cui fondò sorge un
_69_.
getto di acqua dolce sino alla corsare, e il far passare i fili del
superficie del mare che sembra l’ordito nelle stalle de‘ licei,propr.
in continua ebollizione. Quivi de‘ tessitori.
con la lenza e con le nasse, gab
bie, si pescano sapidissimi pesci Còcéoro, nc.cranio, il cocdzzolo
tra i quali i muggini o cefali, ed del capo.
en miglior punto per la celtiva CocIa. ne. palla, di ferro o legno
zione}delle cozze nere, muscoli, che si usa ne’ giuochi,_ed anche
che sono ricercati a preferenza qualunque obbietto sferico; dim,
per la loro squisitezza. cuculècchla. piccola palla e mi.
Cllrùlo, ne. cetrijuolo, citriolo, e ce. di giovinetîa ben tarchiata.
driuolo, frutto d’una pianta cu Codavlànca, ne. codibugnolo, sorta
curbitacea molto nota, i cui ber di uccello noto.
noccoli diconsi cossi.
Coda di vorpa, ne. muscia, la 00
Cittadlna. no. fiacchero, vettura a da di volpe che usasi per ispol
nolo nelle gite in città, quella a verizzare.
due stanghe tirata da un cavallo C0dda caravedda, nc. silocolla, la
dicesi timonella. colla forte di cui fanno uso i le
flùccio, nc. asino, quadrupede no gnaiuoli.
tissimo da soma - dim. cluccla. còggntere. ca. raccogliere, carpire
I’lldd0. bricco; met. uomo igno con astuzia, onde l’id. cogghlere
rante -pr00.altncc‘ u palrùn‘ad nu rlalo, carpire un regalo.Nel
di) vol’ u ciuccio. vale contro la significato di colpiro v. necesshtv
forzanon cui ragione, e vuol si re.
gnificare che talvolta si e costret
to seguire il volere altrui non Colaplscatore, ne. alo-ione, martin
volendo, al pi. ciuch e ciocclri. pescatore, uccello marino di bel:
la forma. ‘
Clùuque, pron. pers. chiunque, qua
lunque persona. Colin‘e. cn. pe'rcolare, e dicesi dei
liquidi stillapti da vasi per fes
Cluppunlsclàre, ca. dar basse.
sure. Il percolare delle botti di
Uluppunlsciàla, ne. bastonatara, ma cesi prettam nte gemere.
dicesi con stizza. conepazzo, up. e il nome di una
flvatùra, ne. inne‘scatura, la polve contrada campestre a poco oltre
re che si mette nel focone dello i. chilometri al Sud-est dell’odier
schioppo per iscaricarlo. na città. Qui cominciavano le
mura dell’ antica città la sp'arta'
vecchia, ne. coppia, paio, parlando n'a, allato orientale on eravi la.
si di cose e persone.Al plurale porta Temenida di fronte al pro
id. passàr‘ mm: Il cocente, in nmntorio la Penna.
-70._
Conca. ne. moia, pozza di acqua tiera, piccolo berretto per bambi
salata. da cui si fa il sale. ai.
Conca di Il pluùri. ne. tellina, con con, ne. coda, qualunque cosa
chiglia bivalve bianca, grossa, pende di dietro, l‘usa il volge.
gracile divenuta rara, e si rinvie.
ne sull’arena del lido di mar carola, aggiunto di castagna che
grande. E così appellata per la ha la pellicola tenacemente attac
forma simile all‘assicella dei pit cala alla polpa, contrario di mer
tori non meno, che dall’uso che In che si distacca. Mancano le voci
gli antichi facevano del mollu italiane esprimenti questi ag
sco nell'impasto dei colori. giunti.
conca di “more. nc. conca, in la Core. ne. cuore, membro vitale di
tino concha. Cytheriaca gra‘a Ve ogni vivente - id. llràr'u core,
neri, conchiglia bivalve di cui muovere la compassione.
si rinviene sul lido tarantino il Cornacòpia. ne. cornucopia,viticcio,
solo guscio onde il mollusco e specie di candelliere fisso al mu
ignoto. Narra Plinio che il mol ro per ficcarvi una o più can
lusco era produttore di finissi dele secondo il numero de’ boc
me perle, e che navigava a fior ciuoli.
d’acqua aprendo le sue valve. La
carnale. nc. carruba, curata e la
forma è simile ad una pelle
Siliqua del carruba i cui semi
grina biconvessa di fuori con a‘
diconsi carati.
cute punte e di color bianco mar
mo. Curve, ne. voce der. da corbame
(t. mar.) complesso delle coste
(touche e pecche. ne. mele, noti
formanti l’ossatura della barca;
che, chiappe, parte deretana del
imarinai l’usano per gli spazii
._ corpo umano.
vuoti tra pe'zzi orizzontali del ma
Conturbia. nc. trigante (t. mar.) diere, in dial. mater-a.
ultima trave che tien salda la pop
cosche. nc. gherigli, e la divisione
padella nave-contraruota, pez
delle parti di una frutta come
zo di legno che rinforza la ruota
noci e simili. L’s, suona come il
della nave.
oh, francese.
conzagnue. ne. conciabrocche, ar.
tetice che rattoppai cocci, le broc (Jòscla, o. mamozlo.
che e simili con fili di ferro. Còsere, va. cucire, deriva dallo spa
Counscarpe. ne. ciabbattino, chi gnuolo coser: le cuciture si dico’
raccomoda scarpe rotte. no in dial.mhanzo punto, impun
t-ara; renpunto, punto indietro;
coppola, n.c berretto, caschetto, ar
sobralllàno, sopraggitlo.
nese che si usa per copertura del
capo -- dim. cuppulecchlà. mon cotta colla, nc. terremoto, dicesi
__71_.
così dall'effetto ondulatorio o sus forma, bellissimo il colore e la
suitorio. lucidezza interna, il testaceo non
e considerato.
cou' e cuvlle, ne. bruciate, sono le
castagne intaccate e arrostite in
Cozzanèra 0 suora, ne. muscolo,
padella hucherata: in Toscana si
dal lat. masculas, e una prezio
dicono marroni.
sa conchiglia bivalve di cui si
Cozzaggiagnacula, 0 di S. Glacm fa gran traffico esportandosi 0
mo - nc. pettine, in latino pecten, vunque per l’abbondante copia
è una conchiglia bivalve, asprae che si coltiva, poiché cresciuto
scannellala a guisa di raggi al di il feto s‘innesta ai libani e so
fuori, levigata di dentro con frut ghe e si appendono a seghe
to sapidissimo. Due sono le sue ligate tra pali in un recin
specie ad una orecchie e di color to di mare chiamato da’marinai
bruno 1’ una, a due orecchie- e quadro. Alcune si attaccano al
bianca l’altra. L’ortica marina pic le pareti del ponte ove crescono
colo mollusco le fa guerra di not a dismisura e chiamami in dia
te quando apre le sue valve per letto Cozze di parèle le quali
cibarsi, che allora l’ortica la in sono pienissime, ed in alcune
torpidisce stillandole un succo trovasi la perla. Le valve nella
caustico, onde resala inerte 1’ no parte concava sono di color ci
cide e se la mangia. Oltrele men lestro perlato, ed il frutto ha
tovate evvi la pellegrina del cui delle barbe uscenti di fuori quan
guscio fragiano il loro sarocchi dola conchiglia e chiusa onde
no i pellegrini, donde il nome, ed rimane attaccata alle altre.lll frut.
e assai più grossa delle preceden te e bianco ma nell’inverno gran
ti. parte di essi divengon rossi eque
(fnzzagrossu, nc baccz'no. marti sti sono più squisiti, e credesi
naccio, e la chiocciola terrestre. per fermo essere le femmifie.l
turbamenti del mare danneggia
Cozzammùmmolu , a:.lmnaca nu no immensamente i muscoli e
da ed e quella che si genera molti vi periscono. L’arte del pe.
ne’luoghi umidi - buccina, gros scatore addetto, che in dialetto
sa conchiglia unìvalve e turbi appellasi cozzarulo li_ ripulisce
nata della famiglia de’murici. di continuo da una melma. det
Essa è la più grossa di tutte ed ta patata che loro e nociva.
ha avuto tal nome da’pescatori
perla somiglianza che ha con cozzauùda. ne. chiocciolino, pic
la bombola specie di fiasca dei cola chiocciola terrestre comu
marinai, cui uniron la voce ge ne nei campi che essendo dan
nerica cozza, chiocciola, e la vo nosa alle piante si raccoglie in
ce composta corrotta col tempo grandissima quantità. e si sep
riuscì a questa. Bella e la sua pellisce in apposite fosse.
(Inzupllòu, NO. mitolo, in latino crerre. va. credeye, l’usa il valgo.
mytulus ed in greco parlar, con. ., .
chiglia bivalve simile al musco L'rèspolu, ne. crespà,g'rinzq, ruga,
lo nella. forma ma più piccola e sonquelle nel volto umano che mo
coperta di una peluria biondic
strano il declinar dell’età: tal
eia. Il frutto quando e pieno e volta si usa come pron. neutra
squisitissimo ed innocuo, di quel le e vale nulla, quando non si
li però che si alimentano alle
voglia risponder altro.
dolci sorgenti del mar piccolo, Urlalùl'o. a no. fanciullo, c ed an
al contrario sono magri, salsi ed - che giovine, dalla voce generica
insipidi quelli di mar grande, i creatura.
quali trasportati nel mar picco
crlma. ne. calunnia, dal lat. cri
lo riprendonola squisitezza. Que
men, onde l‘id. azùre na crlma,
sta specie di conchiglia ha co Ivale calunniarc.
mune il nome di mytulus col tu
lipano cosi appellati indistinta criminale, a agy’. malandalo il; so
mente dagli antichi latini 0. Tu late, parlandosi di persona od
llpàno. animale; rotto o guasto di stovi
glie-idiot. crlplnlarc ll visce
cragnlll, nc capelli radi, e dicesi re a uno; bastonarlo cradelmqpte.
per cella a chi ne ha pochi.
t'riscllo e crlscltùro, nc. li 'l0,
crapuuènoro, nc. capttombolo, pasta producente fermenta ope.
caduta con urto alla testa.
Criscllòra, ne. cresciuto, il crescere
cràpia, ne. verricello, martt'nello, il numero delle maglie nel far
argano per sollevar pesi, deriva calze: quando si restringe poi
dallo spagnuolo cabrla.. ilnumoro di esse in dialetto di
0ra_plòlu. ne. capitondolo, salto col cesi mancatoru, e prettamente
stretto. ‘
capo in giù
' cflsp'lll, nc. sassefrica, ciccrblta,
Crapònc. no. becca, il maschio del pianta o erba nota con fili sotti
le capre. lissimi a barhe che cotta si mau
bregglo. va. credo, è la prima vo gia in insalata. In Toscana di
ce del verbo credere: il volgo cesi crispi5nolu.
dice pure cresclo e crenzo. cristallo, ,nc. scorpione, insetto ma
crei, avv. domani. dal latino cras. rino.

0remmatlna. ava. domattina, dal Crlsllàno, agg. di uomo giudizioso


latino cras mane. e destro.

crepazza o fauzoquarto, nera-p; Crilarùlo. ne. vasaio, lati/lgolo, ar


po, crepacclo, malattia ai pied1 tefice che la lavori di argilla.
del cavallo. Croce di puppn. ne. schiocco, (t.
3_
mar.) la parte superiore ester stole credendo cosi risanare l’in
na della poppa della nave ov’è fermo.
la scultura.
Cucchial‘lsclilre, oa.tramestare, il
Grana, v. san-siamo.
dimenar le fave nella pentola
Crusca, nc. complotto di più per col mestolo perché si sciolgano
sone che macchinano alcun di e facciano grata vivanda.
segno sinistro a danno altrui.
L’s, suona come il eh, francese.
Cucchlarònc, ne. cucchiaione, gros
so cucchiaio da tavola di cui e
crostalatta, ne. lattime, é la cro accrescitivo.
sta che viene ai bambini lattanti.
('ucclllcchto, ne. chiocciolino, voce
l'rucèra, nc. crociera. (t. mar.) cor
generica di tutti i piccoli cro
da di libitni ligata a croce a
stacei univalvi a forma di chioc
quattro pali sulla sclaja, giova. ciola. ‘ i
Crudh'olo. ag. crudele, dicesi di
legumi di non facile cottura. coccio, ne. cagnolino, cosi vien
detto dai bambini. In Toscana
Crudo di prura, v. sarsiame.
lo dicono cucciolo.
«ruscelle, e. Lrltlelle.
Uùcco,nc. cuculo, uccello rapace
cruselùlo. nc. guiggia, coregyiuolo, detto pure cucco in toscana
lista sottile di cuoio per allac Cucco di notte, strige uccello
ciar le scarpe. notturno e rapace.
Crustlno, v.. l'eddarossa. Cuccuviiscla. ne. cuccooeggia, ci
cu, prep. con, e cong. che, col con vetta, uccello notturno di cui
’ giuntivo. i cacciatori si servono per zim
bello.
Cucchlàrn, ne. cucchiaio, arnese di
metallo per uso di tavola; quello cucedda. ne. quadrello, agucchiot
di cucina dicesi mestolo, e quello io, grossissimo ago per trapun
de‘muratori cazzuola. tare i materitssi- Ago da guai
Cucchlarcdde dl l‘anima, 0 Gri
ne-strumento di ferro o legno
hle, ne. sono le ultime coste ve biforcato agli estremi per far
reti modano, legnetto pure per
re del corpo umano-id. azare
Il cucchtaredde, si dice quando far reti.
le donne volgari e superstiziose Cuclnùlo, ne. cucino, cotto, vivan
fauno sedere a terra il paziente da cucinata; se é una minestra
cui le coste siensì abbassate, ed rozza dicesi basina.
esse con ambo lefmani le solle
vano di forza, poscia col pugno
eueivuio, ag. cottojo, dicesi di le
pieno di sale fregano fortemente gumi facili a cuocersi.
col produrvi escoriazionee pu cammina, dg. di terra ferace,
__74_
(arco, ne. uovo, così detto da’bam steriore del collottolo del capo;
bini, ed in Toscana cocco. il volge dice curedda.
Cucòmero, nc. mellone, frutta co Cudino. nc. codino, cipollotlo, ca
mune delle cucurbitacee; quello pelli intrecciati dietro il collot
lungo e grosso dicesi anguina. tolo che portavano tempo fa gli
cueòsa. nc. cutrettola o coditremo
uomini secondo 1’ usanza spa_
gnuola.
la, uccello notissimo.
cmlòne. nc. groppiera, posolino,
l;ucuma. nc. cogoma, bricco, gros
e il cuoio attaccato alla sella
so vase metallico per iscaldare che passa sotto la coda dell'a
il caffè. nimale.
chumlddo, nc. favagello, pianta ('uècclolo, v. quecelolo.
campestre che fa i fiori gialli
(Ju'eco, nc. cuoco, voce di cadenza
al principio di primavera.
spagnuola. '
cucummarino, ne. clalcrio, frutto Cuèddo, ne. collo,-idiot. noce di
di una pianta cucurbitacea il eueddo. alla nuca del collo, e
cui succo è un violento pur interposto d’imprecazione - na
gante. re neuedclo a uno. dargli ad
oueuruzzo, ne. cantuccio o coca» dosso, corrergli appresso.
‘ zelo del pane. cuènzo, nc.filaccione (t. pis.) lun
Cucuzza. ne. zucca, frutto di una ghissimo filo di rete ritorto a
pianta notissima che in Tosca vente ;a piccole distanze altri
ma pur dicesi coeuzza: dim. cu corti fili detti propr. braceiuoli
euzzeddc, sacchettini -- met. il che pendono con ami ed esca
capo. per pescar le triglie. Questo filo
dicesi pur palamite-cuenm di
Cucuzzo. no. giacchio (i. pls.) sor cesi pure la cordellina che si
ta di rete da pesca che si sten ravv’olge alla trottola per farla
de in forma circolare. rotolare-vale anche condimen
to di vivapde onde cunzare,
(Illddàl'0, ne. collare, striscia di
condire, u.
cuoio la quale si mette al collo
de’caui; il quale se e dentato di cuerno, ne. corno, voce propria
cesi mello; guinzaglio e poi la spagnuola.
striscia, la catenella o il laccio
cuci-o, ne. cuoio, la pelle dell’a
che si liga o s’ infila al collare nimale, i cui ritagli diconsi co
per condurlo a mano-Collare jattolo e cojazzuolo-id. llrar’u
e pure quello che portano al euem a uno, vale farlo lavora
collo i preti.
re sino alla stanchezza. La voce
' puncudn. ne. cannone, la parte po e spagnuola.
IO_
(uèrpo', ne. corpo, vale propria var‘no si pesca nel grlvo spe
mente la parte interna dell’ad cie d’erba marina della fami
dome nell‘animale, ed anche tut glia delle alghe. Questo pesce
te il corpo: al pl. cuerpi, basse. vien detto in francese conio".
La voce è pure spagnuola. ed in latino thlo.
Cuèvo, nc. cluovolo (t. camp.) la Cugnixto_ ne. scure, strumento dei
parte del giogo a cui si attacca taglialegne- dim. cugnatllddo ’
la stanga dell’aratro. piccozza, martello tagliente da
.
culla, ag. flaccida, dicesi di car una sola parte.
ne, onde l’id. carna culla, vale Cagno, ne. ernia incarccrata-biet.
come non sana. ta, pezzetto di legno sgrossato
da una sola parte per rinforzare
cono, nc. corba, (t. camp.) arne
altri legnami di contrasto.
se con cui si prende il grano
ne'magazzini. t‘uièlo, a, ag. quieto, a,

cùgghla, nc. coglia, ernia-idiot_ Culhcchlo, nc. squarcio, questa vo


scènner’a ’cugghia, sbonzolare, ce si usa per celia quando si
quando gl’intestini scendono nel. vuol rimbeccare alcuno che nar
lo scroto. ra cose antiche e rancide, col
l’id. qulst e cuiacclllu di storia.
Cugghlimlro, oc. confetto, dicesi
delle mandorle, pinocchi od al cuiagnino, ne. cuneo, pezzo di le.
tre coperti di zucchero. La vo gno che si conficca nel muro
ce sembra derivare da corian perché i chiodi oaltriferrameu
dolo forse dalle confetture che ti aiferrino forti.
cuoprono i semi del coriandolo curata e vucala, ne. bucato, il net
(fugghlòna, v. chlgghlonm tare le biancheria con cenere e
liscia calda, e deriva dalle spa
cusghlunùra e cugllunàre, va. su gnuolo colada-il tuffare i pan
iure, l’adulare alcuno hefi’an nilini nell’acqua prima d’imbw
dolo. catarli dicesi dimojare, ed in
i'ugghh‘mculo 0 spiculo, ne. TOC dialetto metter'u mucchio.
chio, uno de'pezzetti di salsiccia cuiatùro, nc. colatoio, sgabello che
ligata con filo-spicchio, uno
si pone sotto il colatoio perche
della melarancia.
il ranno scenda nella conca set.
ouglùne, nc. mezzane, gobbietto, sor toposta.
ta di pesce noto e dilicato: es Culinùdl o ciclnllddl, ne. pgsci
so e di due specie appellate in nudi, bianchini, bianchctti, in_ lat._
dialetto mugghiarùio e griva engraules, cobites, sono pescio:
rùlo, il primo perchè pescasi lini bianchi e gustosi che si pe’.
nel tango, l’altro detto pure vari seanq in ogni stagione: anche
_76__
nell’isola d’Elba si fa tal pesca quasi si dicesse, perder tempo
appellati quivi bianchetti. in visitare le iconelle.
cqu d‘aco, nc. cruna e cruna, il Unufllttu, ne. confclto, berlcoccolo.
foro dell’ago ove s’inlìla il rete.
Cunfurtinl, ne. diavolini, piccoli
òulùmmlro, nc. fico fiore, fiorone, confetti con acuto sapore di
sono i primi che maturano al menta. ‘ ’
cominciar l’està.
Cuulgghtu, nc. coniglio, animale
Cumànnl, v. sarslamc. notissimo. s
Cummàllere, on. qat'slionarc, ai Cuuocchla, ne. rocca, arnese su
facendarsi in servizii domestici, cui s’ avvolge il pennecchio per
deriva da combattere. filarsi.

cumnu‘me, ne. cesso, dgglamcnto, (Juuttmlllzl, nc. allegria domestiche


bottino, pozzonero-la materia id. salùte, sanllàt‘ e cunlantlzzl,
che d’indi si estrae per conci sono questi gli augurii tra le
me alle terre dicesi propr. ces persone volgari.
sino. Cu_nllgnùso e cuntlgnòsa, dg. schi
filtoso, a, aggiunto di chi mostra
nume, nc. cassellone, mobile pulito
apparente e forzato contegno e
da camera per riporvi bianche
sussiego.
rie, e suol essere da due sino
a quattro cassettini. (muto, nc. racconto, narrazione di
storielle finte - vale pure con
cumpanagglo, nc. companatico, e tcggio.
dulio, cornpanaggio, ciò che si
somministra per camangiare al ('unzàl‘e, ca. incagiare, condir le
la gente di fatica. vivande con cacio grattuggiato
nel significato di accomodare v;
cumpunnère, un. confondere, la vo accunzàre.
ce usata dal volgo nel signifi
UuDèla, nc. accettata, cupola, tor
' Gato di esser colmato di genti
rone, marzapane. specie di dol
lezze: part. cumpunnùto.
ciume di mandorle trito \cotte
cuncrurre, ca. conchiudew, ulti nel zucchero giulebhato e ridot
mare, e voce del volge. te a forme lunghe e sottili.
Uunèdde, ne. perditempo-id. fare Cuppìno, nc. romalolo, coppa di
il cunedde, dicesi a chi va gi metallo o legno per prender bro
rovagando per isprecar tempo. do: dicesi pure di ogni arnese
La voce deriva dal nome latino concavo per prendere cose li
icon, ónls, che sono le zane nei quide.
muri ester1i degli’ edifizii in Cuppulùro. nc. berrettaio, chi fa
cui son pittate imagini di santi, o vende berretti. /
_ 77
(mqulgghi o scognadientl, nc. tal. Curclùlfl, no. guaschcrino, uccel
line, conche, sorta di conchiglie letto tolto dal nido-met. sem
bivalvi più piccole delle arselle plicionc. facile ad esser uccel
o gamadie. La voce e marina lato.
resca corrotta da conchiglie.
Cùrdedda, nc.cordella, piccola cor
curaddo, ne. corallo, in lat. cora da-quella di due soli filiritor‘
lium-credesi essere un zoofito ti dicesi lezzino e merlino-v.
della specie de’polipi, altri dice chla'ppo.
no essere una pianta che vege
curdòne, ne. legnuolo, unione di
ta nel mare, fuor del quale s’in
dura e petrifica e serve d’anello
più fili ritorti onde si formano
tra il regno vegetabile e mine i canapi-al pi. curdùui, vibici,
strisce nerastre sulla pelle per
rale. ll corallo ne’paraggitaran
tini è di cinque specie chiama frustate ricevute.
te in dialetto nero, rosso, blan (‘uredda, v. cudedda.
(‘o, villano e cornacchiùlo. Il
Curèscla, nc. scoreggia, striscia di
rosso è pregiatissime, il Villano
cuoio.
è friabile e senza colore, il cor
nacchimoè la quantità de”ran Curio. ne. carro, rullo, grosso ci
turni che nella pesca del coral lindro di legno per fare scorre
lo cadono in mare e si altera re pesi: in Toscana dicesi crullo.
no. Il corallo ha la forma di un Curlnaiùra, ne. colmatura, tutto
alberetto sfrondato verde con le quanto è posto fuori l’orlo del
punte bianche che fuori dell’ac lo staio o del paniere come fru‘
qua canginnsi in rosso. Le pian mento, frutte verdi ecc.
ticine che allignano nelle fessu
curmòne, ne. talco, ceppatella, ra
re delle rocce marine diconsi
mo d’albero che si trapianta
prettamente berberi.-Al plura
met. uomo sciocco - dim. curmun'
le, baryigli, la carne rossa sotto
cllddo o vuvluiddo , globo, ra
il becco de’galli e tacchinì-cu
raddl in dici. pur diconsii pip micello tagliato d’ambe le parti
per piantarsi. -
pori o pallottoline bucate di cui
si fanno le corone de’rosarii. Curuùlo, ag. di uomo svergognato
per infedeltà della consorte
curalèdda, m. coratella, frattaglie,
Prov. valtùto. curnùlo e cac
corazzuolo, visceri degli anima
clat0 da casa, suol dirsi a chi
li cioè cuore, polmone, fegato ecc.
avendo ragione sperimenta il tor‘
Curàlolo, no. chi ha cura delle to e le contrarietà.
piscine di olio.
Uurnacchlùlo, no. asello, porcelli
curazzime, ag. magnanimo, corte n‘o terrestre notissimo appellato
se, disinteressato parlandqsi di communemente pomello di S'
persone, ed èaccresc. di cuore. Antbnio.
in
/ 8._
Curnùle, ne. janchelto, pesce pic il nome di una contrada cam
colissimo, bianco e trasparente pestre e casina lungo la via
simile ai cullnùdl, bianchetti. nuova di Lecce a quattro Chi
lometri al sud dell’odierna cit
('urrcnte. nc. stamaiuola. la tra
tà. Gli scrittori delle antichità
versa superiore del telaio.
tarantine tengon fermo essere
ourrùenm, nc. trottola, pezzo di stato questo luogo l’antico arse
legno arrotondato a forma di nale marittimo del porto in mar
una pera con un ferruzzo col piccolo, e credono la voce deriva
quale si trastullano ti fanciulli ta da curvus sinas, poiché infquel
facendolo rotolare per mezzo di le vicinanze eravi in antico un
una cordicina onde la ravvol. gran seno di mare, ch’era ìlper
gene, la quale in dial. dicesi te, terrapienato dal tempo.
cuenzo. Il ruzzelareî quagghln
Cuscinetto, ne. torsellb, guanciali
re, e scacare il cessar di ruz
no ove le donne appuntano gli
zolare: azzùgni, batteri sono i
aghi e gli spilietti.
colpi che si danno col terrazzo
su di altra trottola-mumm Cuscino, ne. capezzale, guanciale
umra, barberare, e il rotolare da letto.
saltellando. cuseuare, ne. dettare, temer dan
furti, ne. ouile, greggio, e il luogo no per alcune.
ove stabbia il gregge; coprite, Cusltòre, ne. sartere.
quello ove sono raccolte le ca
pre. - Cusslprlll0, ne. cugino, grado se
condo di affinità, cioè tra figli
(Jul'flllld0, ne. coltello, arma da ta di fratelli e sorelle de’ genitori
gliare, filo e la parte tagliente, dar. dal lat. consobrinus.
costola la parte opposta, cedole Cuslaròlfl, nc. [eccola (t. camp.) e
la parte sottile piantata nel ma
,il tralcio che nasce tra due brac
nico-trincetto quelle de’calze
cia della vite: quella che nasce
lai-id. a curllldd0 , coltre, vo
dal piede dicesi in dialetto pe
mero tagliente da una sola par
darola- estremità di due pani
te-Prov. addù vè a manica, vc'
e. panedda.
u curlllddo, vale giaocar tutto
per tntto. cusupo, ne. caldana, scalanana, in
dispesizione per riscaldamento
(cui-venne, ne. bagnolo, cesta di
morbose che altera il traspi
paglia a cordoni per metter la
rabile.
crusca.
Cuslòdlu, ne. cibarie, il taberna
Curvlldclo, ne. crocette, ombrlna,
colo ch’è sull’altare entro cui si
sorta di pesce.
custodisce la pissidc con le par
Curvlsèa, np. Coroisea. E questo ticole consacrato.
_79__
cunehino o nùgzhla, ne. cotighino si coprire le pentole che bolli
sono le estremità e lo scarto de scena al fuoco.
gl’intestini del majale ridotti in
cazzotto, ne. nuca occiptte, parte
pezzi minutissimi e posti in bu
dello, i quali secchi ed appesi superiore del collo.
al fumo servono di condimento
alle minestre di verdure. D
0utra, nc. coltrone, grossa coperta Da, prep. da.
da letto ripiena di bambagia e
trapunta. Dare ucueddo- id. dare addosso,
inseguire uno - cercare un
(Bullùlla (alla), me. avv. dicesi di pronto ed efficace rimedio - af
chi esercitando soperchierie si frettarsi nel mandare a termine
rende di peso ai soggetti. una faccenda.
Cullòn0, nc. cotone, e il filato e Dàltflo, ne. gittmma, e la, mid olla
ritorto. della palma ravvolta in un gu
Culùgn0, m‘. melacotogna, specie scio che si appella spaia, la scor.
di frutta. za dicesi ela'ta, e la parte tene
ra cefagltone.
Cululamllulo, ne. tentennamcnto:
voce di cadenza spagnuola. mamo or more nc. gongola, baia
oo, conchiglia. bivalve cosi ap
Cululannizzo, ne. tentennio. pellata dalla forma e colore pre
ciso del dattilo terrestre. Cresce
emulare, va. tentennare, concussare,
ne’sassì da cui sugge l‘alimento
muovere un oggetto senze spo
e ne’ quali formasi la sua casa,
starlo dal suo sito.
la quale si allarga mirabilmente
Cululàla, nc. tentennata - met. ter come cresce. È chiuso intera
remoto. mente ed il frutto_ e cosi sapido
che per la sua squisita delicatez
calurno, 'nc. calzare, stivaletto a za vien detto il re de’l'ruttima
mezza gamba, la voce è deriva rini. Bello e il vedere uno di ta
ta dal coturno dell’antica tra li sassi nel rompersi; l'osserva
gedia. tore rimane sorpreso dalla ma
0uturso, nc. dorso, parte superio ravigliosa industria di questi cro
re della spalla e la spalla istessa.
stacei e non resta dall’ammin
re la regolatrice Provvidenza.
ouverla. ne. tolda (t. mar.) il ta-‘
nelfino. v. Trappilo.
volato superiore della nave.
cuvilrchlo, ed al pl. ruverchtrl - nomine, ne. bomberaia, parte del
rzc. rottami di stoviglie; der. da _ l’aratro ove si mette il vomero'
coprire perché con essi soglion nomino, no. d-cntît‘e, peSce squisi
._80_
to, der. dal lat.denlea perchéha za alle occupazioni faticose del
i denti preminenti. giorno.
Deutèllo ne. saetta, strumento dei Digghi, o. dif. Che possa tu, si usa
legnaiuoli col quale si fa il più nelle seconde e terze voci del
piccol membro della cornice. l‘imperativo per imprecazione.
Queste voci sono dischi, ce;
ma, nc.|giorno, voce tutta spa
ghia, dlgghiàle, degghinl, in u
' gnuola ed antiquata italiana.
nione di altre voci onde l’id.
Diavullcehlo, nc. peperone. una cu dlgghi scè spllerlo e dlmller
delle sue specie ed e lungo, ros [0, che possa la andar ramingo
so, sottile e bruciante - met. e povero.
diavoletto, fanciullo vispo e brioso. Dimllrlo , ag. povero, usasi nella
Dicchlùnc, avv. dippiit, usasi pur proposizione imprecativa.
talvolta come pron. neutrale col Dinio, c. laddldlulo.
l’art. u,° il e vale il dippiù il su
perante. ‘ Dlrrùllo, ne. rutto, erattazione, ven
to che si manda fuori per la
leènnerc, ca. difendere, prendere bocca. Le eruttazioni più forti
le parti altrui ne’pericoli, o nel derivanti da indigestione espres
le oifese sia spontaneamente sia se dall’id. tenere l’ove neanna
con richiesta: part.’ dlflunùto,di diconsi prettamente fdrtori.
fesa.
Discltàle, ne. ditale, anello cilin
nitèsa, nc. menzina. (t. camp.) vo drico di metallo che si mette
ce generica che indica la terra alla punta del dito nel cucire:
in riposo la cui erba serve di ditali pur si appellano i can
pastura al bestiame. Se l’erba na noncetti di canna che imie
sce spontanea dicesi pascolo, se titori si pongono alle dita per
la terra e seminata ad erbaggio difenderlo dalla sega.
si appella prato:- aggina e poi
Dlscitarsl e niscitarsi, vnp.
una porzione di pascolo assegna
svegliarsi, destarsi, rompere il
to ad una mandra o gregge.
sonno- met. far senno.
lerlscàl‘t! va. suffragarei morti
niscitiiddo, ne. dito mignolo, e
1m. rinfrescarsi.
sono cosi quelli delle mani che
leriscàla, ne. ‘rinfrescatura, sta. de’ piedi.
.gione che con le piogge rinfre
nisciio,nc. dito.- deriva dal lai.
sca l’aria nel ‘ principio di au
digitas- solène, conchiglia hi
’ tonno.
valve simile al dito indice del
nitrisco, no. suffraggio ai morti - la mano, donde in dialetto il
sussecivo, e il tempo che avan nome. Questo crostaceo si ad.
_.81__
dentra nell’arena, da cui deve Duce, no. cocchiame, turacciolo
cavarsi con ferro piatto, ma il della botte - agg. dolce.
pescatore deve gir cheto, poiché
Docflnlo, agg. num. duecento, dal
ad ogni rumore esso più s‘inter
lo spagnuolo docientos.
' na nell‘arena. Il suo sapore è
grato. nogghla, no. doglia, dolore, _cosi dei
fisici che dei morali -al pi. do
Disclùuo, nc. digiuno, astinenza
glia, dolori del parto propriamen
dal cibo, e si usa come nome
te il nicchiare. ‘
e come aggettivo-P-roc. u sa
zio uo cred' u dlscluno, vuol di noi, agg. nnm. due: presa assoluta
re il ricco non calcola le priva - mente si pronunzia intera, ma
zioni del povero. seguita da nome si tronca in do
ulscurso, ne. discorso, voce tutta come do soldl, due soldi, do vole,
spagnuola.
due volte ecc.
\
Dlsenza, v. leòrla.
Dollca. ne. moria, lego, rubigh'a,
pianta delle leguminose.
Dltflcal'edda, ne. parlantina, smo
Douladlulflmv. squilla, piccolissimo
data loquacità.
gambero marino. < -
Dltllcùro, agg. loqnace, ciarliero.
nino, ne. detto, motto; usasi pure
oretta, ave. direttamente. per di
ritto-Prov. [urla va arena ve
in Toscana - id. no sia pi dillo,
gna, che vuol dire: venga quel
non sia per detto, così dice chi
che venga.
richiama la sua parola.
Drlzza, v. sarslume.
Dlù10, np. Nome di un picciol col
le adiacente al mar piccolo alla un, prep. art. del, voce francese.
riva occidentale di esso e al sud
dell‘ odierna città. Nel seno di uuàna, m dogana. l tarantinidb
questo colle eranvi in antico stinguonc duana da ruan'a. con
grandi caverne ove si conserva la prima intendono la regia do
vano i vasi viharii come luoghi gana, coll’altra la pescheria luo«
freschi anche d’estate, i quali go ove si vende il pesce. L’ap
vini servivano pe’ conviti men pellano l'uann da’dritti di esa
sili che il Magistrato imbandiva zione sul pesce e crostacei nel
al popolo per usanza. Al presen cui luogo evvi l’officina. La vo
te queste caverne son colme di b ce deriva dalla spagnuola a'dua
terra e ghiaia. La parola diulo Ila.

è di origine greca quasi I. mm,


Rublo, ag. doppio, dalla spagnuo
corsa, poiché in quei giorni di la doblo.
sollazzo si facean le corse nel
piano, luogo quivi contiguo se Dulòre, nc. dolore, e dicesi-dei fi
conth la costumanza greca. siete morali-muore di www
0
/-82
tre, tormini, i dolori addomina lirhagglo. ne. pastura, ogni sorta
li-di capa . aecapacciamento , d‘erba di pascolo agli animali:
quei della testa-di recehla . la quale se nasce spontanea di
cassa, quei delle orecchie. cesi pascolo, se da semina prato.

nùrlcl. agg. man. dodici, l’uso. il Ervn, ne. erba, ogni sorta di pian
popolo. ., te basse. L’erba minuta che co
me peli copre il campo dicesi
Durmèscere. va. cullare, l'addor
prett. cotica, quella che rinasce
mentare i bambini. pari. durlnl
dopo la prima falciatura, guai
sclulo -np. addormentarsi, vale
me-mrva dl vlemo, parieiaria,
pure intormentire, espresso dal
muraiaola, vetriuola, specie d’er
l'id. durmescere’ u pede, a jum
ba che nasce ne‘muri e si usa
ma. e simili.
in medicina, e per rigovernare
nurmina. ne. dormita, il dormire le stoviglie-uva d' assame .
senza interruzione. giusqaiamo bianco, erba medi
cinale.
.nultòre, 0. euro.
Duvlullddo. ne. indovinello, detto Essere, il. irr. questo verbo oltre
enimmatico perché altri indovi al proprio significato, nel futuro
ni il significato. vale andare onde l’id. agghio
da essere, vale andrò, debboan
dare-Prov. no ti manglài quau.
E t’è, e no dicere quànt se, vale
non mangiar quanto hai, ne dir
Ecculld, avv. ecco giri.
quanto sai.
Eh: ave. eecoia, voce propria spa
gnuola, e si usa per addilare
una cosa che sia presente alla
F
vista ad altri che non la vede. I‘acflùro, ne. simulatore, chi dice
lucida, ne. anguinaia, inguine, l’u o promette di fronte e poi mis
sa il volge. dice od opera al rovescio-id.
da unanzl m‘alllscla e da relu
mucne. ne. occasione, opportunità,
ml piscia, dicesi di chi si mo
l'Usa il V01g0.
stra amico con le parole e ne
un, no. dia, luogo campestre sel mico co’fatti-Prov. Il tace l'a
ciato su cui trebbiasi il grano, mlc‘e pò l’ultàcc’u cavadd' a
ed e voce spagnuola: la parte Il sole, vale dimostrazione di
dell'aia non selciata ove si am finta amicizia, come chi onora
massano i covoni dicesi barco il cavaliere e non cura il suo
ne-vale pure in aria, onde cavallo.
l’id. azare all’era, sollevare in
aria. ‘ nuclnfronle, mo. preposi_iivo, di
._.83__
fronte, dirimpetto, froniista; que e millanlatore donde il nome
sta parola ha relazione a luogo fanulata nel significato di mi!
o altro che sia di fronte all’og lanterìa- id. fanolo e bomba,
getto cui si rapporta. vale fuoco di paglia, e dicesi di
‘l-‘acldda, nc. favilla, farcita. facel un millantatore.
ltna;-quelle che schizzano da l‘anllscòn0, nc. accrescitivo di
legne o carboni che si accendo fantesca, e dicesi di uomo che
no diconsi propr. loiola. fa azioni di fantesche, per di
Fadda, ne. falla (t. mar.) casuale spregio; al femm. fan!iscazu.
apertura nel bastimento per cui peggiorativo di fantesca.
entra l’acqua. Fanuiàta, o. fanùlo.
l’àddùto, ag. fallito, dicesi di per l‘arhallà, ne. balzana, guarnizione,
sona a- cui mancano i mezzi di e dicesi per celia degli orna
soddisfare i debiti di negozio al menti muliebri cuciti alle vesti
le scadenze designate-id. sla sia a crespo, a festoni, o agon
re com'a nu fadduto, essere in fielli.
fatuito, similitudine dell’effetto
l‘ùrfo , nc. forfora, tossillaggine,
che prova un negoziante fallito.
(t. camp.) erba nociva alle pian
l‘alclua, ne. verme, malattia cuta te leguminose, specialmente ai
nea del cavallo prodotta da pu ceci, ma però è medicinale; di
stole. cesi pur prettamenie piè «l’asino.
raionna. ne. frugaglia, calctde e Farfugghl. m‘. bracioli, trucioli,tac
fragaglia, pesce minutisslmo fe chic, striscette sottilissime del
to delle diverse specie di pesce. legno che si pialla.
Faluèlico, agg. falotieo, di uomo Farnarllddo . nc. cappellino. sorta
fantastico-id. Bluellco faluetl d’imbuto di terra cotta che ri
co, stupido fantastico. ceve le acque piovane e le fa
l’aiuticarìl, nc.scempiaggine, inet. scendere pe’doccioni ne’pozzi.
tezza. Farnì.ro. nc. crivello, vaglio, ar
rangolio. ne. fagotto, fardello di nese di pelle bucherato per pu
cose diverse. >
lire il frumento: il cerchio a
cui e attaccata la pelle in dia]
l‘anllddo, ne. fancilo, uccellino no dicesi canzo e prettam. cassino.
tissimo.
rsceilo, ne. tattizio, pelle degli
l‘onòlo, nc. falò, torture, capan animali ovini lattanti.
nello, quantità di paglia, sterpi
o trucioli che si accendono per
l‘asòla, nc. orbola, specie di ulivà
allegria e baldoria fanciullesca grossa e tonda.
«met. agg. di uomo vanitoso Fasùlu, nc, faggiuolo, frutto di
_84_
’questa pianta, il cui baccello lo-Fava o patatina è un tumo
dicesi cornetto, e degli altri le retto al palato delle bestie cau
gumi gagliuolo. sato dall’ erba che mangiano,
quale si spunta col freuello che
rata, ag. di donna bella e sanito
in dialetto si appella snonlam- .
sa a simiglianzai di una fata,
mucca.
onde l’id. stare com' a na fata,
essere di vigorosa sanità e di l‘avàle, nc. favaio, campo semina
belle sembianze. to di fave: dopo il ricolto dicesi
[avule, e i gambi secchi fanali.
Falla. nc' fatica, lavoro.
l‘avarùlo, ne. gorgoglione, tonehio,
rutlhre, 2m. lavorare, faticare-id. insetto alato che annida nelle
loreersl Il carne. faticare oltre fave.
l’us'ato-Prov. cl [alla no more
l‘avuzzi, v. nzlrragghla.
pineale, corrisponde all’italia
no, il lavoro e tesoro. razzàme, ave. come, a mò d’as
sempio.
ralllcflddo, nc. fattarello, breve
racconto di curioso aneddoto. renda. nc. crostello, fettuccia di
/ pane-tenda rossa, cresentt'na,
Falllmìo, ag. sorbone, egoista, sui e la stessa fettuccia abbrusto_
sta. aggiunto diuomo cupo e fur lata.
bo che bada solo al suo utile.
l‘ele, fiele, cistifellea, borsetta del
I‘Nlllll, nc. brughiera, crpicaia, la bile nel corpo dell’animale.
sterpeto (t. vamp.) {la terra in
l‘èmmlna, 11. vugghia.
colta.
raulzzòne. ne. capitagna (t. camp.) Femmina di [ore ne. fante, donna
striscia di terra in capo al cam che lavora ne'campi.
po che non potendosi arare per Feròne, ne. salvadanaio, arnese di
dritto si lascia incolto o si ara terra cotta chiuso con una pic
per traverso. cola fessura appellata in dial_
sgarr’azza per ove s’introduco
l‘allòn0, ne. tacito, parte tenera
no le monete che i fanciulli vi
dell'unghia del cavallo.
pongono per farne un cumulo.
l‘atlòre, ne. capoccia, soprastante
Ferracavaddl, ne. ferratore, fabbro
ai poderi vasti di un proprieta
che mette iterri alle bestie da
rio.
soma.
nugno ne. vento caldo, de1‘. da Ferretto, ne. gancetto, ferro ad a
favonio. nello da un capo per essere so
stenuto da altro anello conficca
Fauzoquarto. 1/. crepazza.
to nel muro 0 nelle imposte, ed
Fava fresca, _nc. bagiana, frutto uncinetto dall’altro per ritenere,
della fava s'grenata dal baccel app’untanddsi ad un altro rema ad
_85__
anello le imposte o le finistre. l‘èllco. ne. fegato, epate.[parteim
»-al pl. forcine, sottili filetti terna del corpo animale. La vo
di ferro ricurvi co’ qualile donne ce e alterata dal volge per me
si appuntano le trecce. tatesi dal cangiamento di silla
be e vocali
l‘errlàta ne. ringhiera, lunga serie
Pezza, nc. feccia, fondaccio, sedi
di quadrelli di ferro o balaustri
che pongonsi ai lati delle scali mento del vino nelle botti od
nate o terrazzini per riparo in altri vasi.
in vece di muri. Pianelli dl prura e pappa, nc. ba
bordo e tribordo (t. mar.) sono
l‘ersa, ne. telo, striscia di tela da i due fianchi della nave, il mi
lenzuolo - terso di lard0, mez« mo a sinistra l’altro a destra. di
zina, è la metta del lardo di un chi s’incammiua da poppa.
maiale - (t. mar.) ferzo, il telo
l‘làlo, nc. questa voce si usa per
della vela e ciascuna delle sue
compagnia, onde l’id. avere un
liste. fiato, vale essere in compagnia
Ferslalùre, nc. ragddi, sono le fes_ con alcuno.
sure e crepacci verticali che si l'ibhie, nc. anse, sono le fibbie del
fanno alla piegatura del ginoc le scarpe de’preti.
chio del cavallo, le orizzontali
e trasversali diconsi propr. rafl’e. Ficalàle, dg, ruggine, dicesi di pe
Questi tagli si fanno in certe ma ra o mela che diviene del co
lattie degli animali da soma per lore delicgato.
\ dar esito agli umori guasti. Flcchlllmmllnzo , nc. ficchino, en
trante, chi entra nc' discorsi al‘
Fesca, nc. fistella, tessuto di giun trai non chiamato -Proc. mo
chi di forma cilindrica con una esse (esce) Nzlidd0 (nomeideale)
sola base entro cui si coagula cu o cultura ncueddo; questo
il latte rappreso per fare le for prov. accenna ad un ficchino.
melle del_ cacio - flscarllddo , FIcchlllnl'rulta . ne. lo stesso del
fistellina, di giunchi o di terra
precedente, ficchino, ficcanaso, e
cotta a figura di cono tronco, o
spresso l’atto dall’id. liutrlsino
cilindrico di latta entro cui si ogni minestra, che vale come il
pone la ricotta -id. a r.e iesea
prezzemolo in ogni minestra.
min’u caso 7 vale come puoi
riee’o, nc. burla, dicesi di burla.
cavartela da questo imbroglio P
L’s, del nome e del dimin.suo frodolenta, onde l’id. fare un
ne come il oh, francese.
iicco, trappolare destramente al
cane.
tenere, un. pazzare, patire, altez
zare esalazione ingrata all’edu
l‘lclildlula, nc. agave, frutto notis
rato che emana da oggetti cor simo la cui buccia e spinosa.
rotti: deriva dal latino fetere. l‘icona, ne. frugone, bussa con le
_ec _‘
falangi chiuse chn si da in testa ' l‘Ililllùl0, no. cordellina, fune set.
con quella del dito medio spor tile di canapa. ritorta a più fili
gente; se le falangi sono chiuse
Filo, avv. poco, onde dicesi un li
egualmente dicesi in dial. pir
lo di sale per un poco di sale
ròzzola.
e simili--picc»la parte di rete
Flcuzzlina, ne. carpiccio, sgrugno -partc la liente del coltello
ni che si danno a vicenda due id. score sobb‘a un filo di cur
persone. lllddo, andare sopra un filo di
meno e fllrro. no. ferro, voce tut coltello, dicesi a chiavendo com
' , ta spagnuola. mesw un fallo e in rischio di
passarsela male alla prima rica
I‘lezzoelllzzo ne. puzzo, sito, lezzo, duta-Filo da lenla. frenulo,
fetore-flezzo «Pasquale. abbru. ligatura mcmhranosa sotto la
cialiccio, quello di mate: ic arse - lingua.
leppo, puzzo di materie untuose
rimmineddu, no. femminella, gan_
accese-ozena, puzzo ch’ esala
gherella , specie di ferramenti
dal naso iper ulcerazione-lan
per unire gli usci al telaio, che
fa, quello di materia muffita.
terminano ad anello e conficca
l‘l55hlàre, va. infantare, partorire, ti uno dentro l'altro,i cui chio
il dare alla luce che fa l’anima-_ di conficcati e ribaditi uno per
le un essere della sua specie. ciascun pezzo da unirsi fan si
che possa aprirsi e chiudersi
rischiàta, ag. infantata, dicesi di
su’gangheri.
donna che ha partorito.
flnèta, no. termine /t. camp.) con
flgghlazzu, ne. foglia di verdura, trassegni che additano confini
dicesi propr. delle esterne on di possessioni, per lo più di pie
de la voce è peggiorativa di io tre con le sigle incise del pro
glia, quasi fogliaccia. prietario _ der. da finire.

flgghleltu, ne. foglietta, sorta di Flunuèsso. ne. fosso, leggiero sca


misura di vino circa un terzo vamento, od anche’cavità di al
di litro. cuna cosa.
Fluucchièllfl. nc. comete, baccheL
rlgghlùli. ne. cesti, figlioli che si
ta onde si battono i panni per
moltiplicano sulle radici Idi al
iSpolverarli.
cune piante.
Flnùcch10, no. finocchio, sorta di
rllannègna, ne. giorni di lavoro. pianta mangereccia-dimin. Il
nucchlidd0, anice, seme del fi
I‘llùll. nc. fiati, gas rinchiuso ne
nocchio.
gl‘intestini che si emette per
bocca-id. tenere 11mm, stare Fiocco e clàccloio. nc. piumino,
adirato, o.afilitto. e un bioccolo di seta, lana, co
._8’7_
tene e simili: il claeclolo. festh recchio sinistro non è simbolo
lo, sono i bioccoli ritorti e for di male, come lo è quello del
mati a nastri per ornamento, destro. L’s, suona come il eh,
ma spesso usansi promiscua francese.
mente, onde fiocco dl campa
l‘iscolo. ne. gabbia, tessuto d'erba
nleddo. nappa, l’estremità a fioc
chi del cordone del campanello a maglia per ispremero le vinac
sieno o no ritorti. cc 0 le ulive infrante; quella
delle ulive dicesi pure busca e
ribma, ne. mucositd, e la parte bussola. In Toscana dicesi fuoco
vischiosa o mucosa che hanno 10. L’s, suona come il oh, fran
nell'esterno i molluschi e certi cese.
pesci.
l‘isculùr0, no. gabbiaio, artefice
Flflcùre, un. fischiare, mandar fuo che fa gabbie. L's, suona come
ri il flschio-melaf. fare il de il oh, francese.
latore. L’s, si pronunzia come
il eh, francese. l‘islcùso, ag. sciistico. dicesi di chi
indaga con soperchieria e petu
flscarliddo v. fresca.
lenza fin nelle minutezze.
riscarùlo. ne. 'fischietti, sorta di Fissarla, no. mlnchioneria, secche
paste casalinghe come icannel 1‘ia, cosa da nulla-capacchione,
Ioni, ma corti e hucati. L’s, co
sproposito madornale.
me il oh, francese.
Flsllcedtla. ne. altarino, giuoco
Piscina. nc. fischiata, disapprova fanciullesco nell’imitare gli or
zione degli atti altrui con fischi. namenti e le funzioni chiesasti
L’s, suona 'come il eh, francese. che.
rischelto, no. chioccolo, fischio di l‘llècchlil. no. leggiera scorreggia,
ottone che usano i cacciatori -bazzecole, cosa da poco.
per imitare quello del merlo.
L’s, suona come il eh, francese. nunm, ne. capellini, paste sotti
lissime e lunghe.
rischiflòne. no. rifilatore’, delalore,
Filo, ne. feto, propr. quello dei
spione, chi va spiando i fatti e
frutti marini.
detti altrui e li riferisce con
mala intenzione. L’s, ha pure il moro, ne. antenitorio, turacciolo
suono del eh, francese. di sughero.
Fisco dl recehie, ne. cornamento.
I‘lùrn. ne. figura, immagine di
rombo, e il sibilo che si sente santi in carta.
nelle orecchie-Eroe. fisco di
recehle a mani manc'u COI"è l‘lurlère ne. piattelli, padelline, 0
franco, a mani destra cor‘ a sono di cristallo 0 metallo che
tempesta, vale il fischio all’o si pongono su’bocciuoli de’can
_88_
delieri perché vi cadano le sgoc no gli ag‘nelli detti in dial. amo
ciolature delle candele e non nfurehiaio. agnello saggina'to.
andassero fuori.
l‘òrgla, ne. a/finaloio, alanor, tor
I‘Iùl‘0. ne. fiore, produzione delle
nello di riverbero degli orefici:
piante da cui generalmente si der. dal francese fui-ce, fucina.
cuoprono isemi-l-‘iùro dl noi
te. gelsomino di notte e maraceForma. ne. centina, legno arcuato
dia, fiore a campanellini rossi, col quale si armano e sosten
bianchi o misti i quali aprono gono le volte in costruzione.
di sera e col Sole si chiudono
l‘oscla, ne. flocina (t. pisc.)' stru
-l*luro di 1‘ Angelo Bafaele,
mento a cinque rebhii di ferro
matricaria indica, specie di pian
con lunga asta di legno con la
ta cosi appellata in botanica quale i pescatori lanciano i pe
riuri si appellano pure i lavo
sci.
ri artificiali, e’quelli di conchi
glie ‘bivalvi propr. telline. rosse.(fare il). va. cafagnare, (t.
Foca, ne. cocciaola, piccole mac_
cainp.) il far le buche nel ter
chic sulla cute prodotte da scot
reno per piantarvi alberi: le
buche scavate diconsi propria
tature o da morsi di zanzare e
pulci.
mente formelle, quelle per le
viti fossalelle.
Foce. nc. falce, strumento curvo
di ferro con manico di legno rrabicaiòre, nc. muratore, arte
col quale si falciano le erbe, fice.
quello che sega le biade dicesi Fraeazzima, nc. fico domestico, e
psega. sapido e matura coll’ esser fe
l’ùcere. va. intasare, rinzeppare, condato dall’ insetto del capri
tarare, stoppar le fessure-par. fico.
fuclùlo-id. focersl Il recchle.
rragaglia, v. faloppa .
turarsi le orecchie.
rragna, nc. ghianda, frutto della
l'edera, ne. guscio, è quello di
quercia.
materassi, guanciali e simili.
Frajasso. ne. gargagliata, tumulto
Io;ghla . ne. fogliame, verdura
di Voci, canti ed atti-baccano,
mangereccia cotta.
quello che risulta dallo scher
l'ò|5|l. ne. arca, luogo sotterra in zare sconciamente-gauazza, lo
cui si conserva il grano. strepito per allegria.

l'òrchla, ne. lana della volpe wran ne. fagro, pesce squisito e
piccol vano chiuso con pietra voracissimo il quale si pesca col
alla bocca entro cui s’ingrassa filaccione in dial. euenzo.
_89_
troncata, ne. brancala, quantità Friceddàre, vii. incavare la paStà.
di cose che può tenersi in un cas'alinga col ferrolino.
pugno.
Frlcildd0, ne. ferrolino, ferruccio
Francldd0, nc. friugacllo, uccellet lungo e sottile per incavar le
to noto. paste casalinghe.
rranilllicco. nc. pennito, pasta di Frlddo, ne. freddo-ag. gingillo
farina d‘orzo e zucchero per la ne aggiunto di persona che im
tosse. piega molto tempo in fare al
cuna cosa
Frascèra, ne. braciere . caldano,
arnese di rame rosso entro cui n-iuiii'ira, no. freddara, effetto del
si pone il fuoco per scaldarsi. freddo: met. fatto o detto senza
brio o vivezza, cosa da nulla.
Frasca ne. ciocca, intreccio di fio.
ri e foglie artefatti che si pon Frlschèra, ncf rinfranto, (t. mar.)
. gono suin altari tra’ candelieri, tenda di cannavaccio usato nel
la cui base si appella vaso. l’està sulle navi.

Frasclannlpulo no. pianta del gi rriseere, ca. friggere, part. frischr


nepro. io, fritto - met. burlato - id. fri
scèn mangiùn, vale detto fatto.
Frate, ne. fratello, e pure usato
in Toscana-id. traiima mio, Prisco, ne. fresco, rezzo, luogo ri‘
mio fratello. parato dal sole ove puolsi re
spirare, ed anche venticello soa
Frullljnc10, nc. il ronzar d’attorno ve nell’està-macstra, liscia for
che fa "alcuno con fine sinistro. tissima per fare il sapone.
Fralllsclàre, un. ronza-re d’ attor l‘riseddo, nc. brigidino, pasta con
no, e dicesi di colui che con fi farina, zucchero ed amici, cotta
ne di rubare va spiando d’inter al forno-cantncci, quelli fatti
no per cercarne l‘opportunità. con farina, zucchero ed albume
d’uova.
l‘ràvula. nc. fraga, fragola, frutto
della pianta di simil nome. Frlvulito, nc. sobbollito, eruzione
alla parte superiore del petto e
rrecàre, va. burlare, tra/fare.
delle spalle che esce a‘bambini
Fre'cole, nr. prurito di mani, e di in està.
cesi per rimprovero e risenti
mento, onde l’id. tenere Il ire Frizzllo, ne. lardinz_o, frammenti
cole. essere inquieto con le mani. che rimangono del grasso sciol
to di maiale-id. tarsi qùant‘ a
rreva, no. febbre. mi frizziio, vale rannwcbtarsi.
__90_
Irluòla, ne. padella, arnese di l‘ucarlle, ne. focolare, camino, luo
rame o ferro ad uso di friggere. go di cucina. ove s’accende il
vivanda con olio o grasso. fuoco; quello delle stanze dicesi
caminetto. In Toscana dicesi pu
rrlzzulllddo, nc. frugnuto, fornuo
re, focarlle.
lo, (i. mar.) arnese di ferro ali
ste di forma cilindrica con lun Fucarùlo. ne. artificiere, chi fa fuo
ga asta, entro cui si accendono chi artificiali.
legna resinose per la pesca di Fuchlsclùre, on. dar fuoco, met.
notte. dissipare le sostanze.
Frolla, agg. bioscia, dicesi di neve l‘uchlslo. nc. razzw'o, chi fa ra2zi
' appena caduta. pirotecnici, e chi da fuoco ad
essi.
rrummicoln, nc. formica, insetto
noto. Fuclùto, pari. da tacere. e.
Fucòne. ne. guarda/“noce, focone,
lrùnchlo, nc. foruncolo, flgnòlo,
(t. mar.) ordigno in cui si fa
chieda, tumore flemonoso e duro.
il fuoco sulle navi.
rrunllccla, ne. bandella, specie di Fuèco. nc. fuoco, der. dallo spa
lama di ferro posta nell’arpione gnuolo mega -l‘uèco dl piag
delle imposte 0 finestre per uni ghla, nc. fioraglia, fiamma di
re un pezzo all’altro. ogni leggiero_ combustibile.
Irura, ag. (t. mar.) i pescatori u ruècclno. ne. foglio, propr. di carta.
sano l’id. scet tram, che vale
tira su, ed e quando il pesce e I‘uèrllcl, ne, forbici, cesoie, arnese
incappato all‘amo della lenza o di ferro per tagliare.
trafitto dalla decina , e l’ atto Fuèsso. ne. covaccio, covo o fos
stesso del lanciare il colpo. se fatto nel letto per lunga gia
l‘russlòne, ne. flussione, catarro» citura - up. Fosso , e il canale
corizza, lo scolo del moccio li di mare in Taranto sotto il ca
quido dal naso. stello che unisce il mar grande
al piccolo ove si fanno le belle
Frutto, nel bulbo, proprio dell’oc pesche de'sarghi (sarti) de‘mor
chic. milli (goscioli) e delle orate (a
rate), e molto atto alla coltiva
prùsgulo a, nome generico degli zione de’muscoli (cozze nere)_
animali quadrupedi. L‘s. suona Anticamente questo luogo era
come il eh. francese. il pomerio della fortezza o roc
parola, ne. razzo, serpe, fuoco pi ca, mo nel 1480, sotto il regno
rotecnico che si eleva e scoppia di Alfonso d'Aragona fu scavato
in aria. ‘ ed in seguito Filippo 2.“ lo re
se navigabile; finalmente nel l755 lette o sbollaturc dell’intonico
fu di nuovo cavato da Carlo 3.0 per calcinelli o difetto d‘arte.
Borbone e ridotto come e di
presente. Fùnico, ne. fondaco, bottega in cui
si vendono panni a tagli.
Fuina, nc. faina, animale rapace
simile alla donnola. l‘unn0. ne. flotlamenlo (t. mar) la
parte del bastimento ch'è im
l‘umèca. nc. congela, cervo volan
mersa nell'acqua.
te, aquilone, è un ginoco fanciul
lesco consistente in un quadra l'uovo, nc. smiraglio. apertura in
to di carta di varie grandezze un muro interno per dar luce
tesa ed incollata ad un ossatura ad altro luogo più interno.
di canne spaccate,‘cioè una lun
Furasllere . ne. ospite - id. tenère
.ga lista per linea diagonale ed
l'urustiirl, dicesi per graziosa i
un archetto che tocca gli altri
ronia a chi provvede di poca
due vertici avente per corda un
robba da mangiare.
filo di spago; indi un altro filo
di spago ligato al vertice supe_ l‘urcinn. ne. forchetta, arnese da
riore ed al centro della lista in tavola per prender le vivande,
dial.spma, e dal mezzo di que i cui denti diconsi prett. rebbii.
sto filo ricurvo e ligato un al“
l‘urèse. 'nc. campagnuolo, uomo
tre lunghissimo filo di spago
nativo della campagna e che at
col quale si eleva a grandi al
tende alla coltivazione.
tezze.
rurmicaròia. ne. taròla, malattia
l‘umiinlo, ne. fomenlo, evaporazio
ai piedi del cavallo.
ne, e il vapore che si fa sorge
re da una pentola con acqua Furmlcarùlo, oc. formichiere, uc
bollente su qualche parte infer cello ghiotto di formiche.
ma del corpo per richiamare i
sudori e scaricar gli umori. La l‘uruacedda, nc. fornello, arnese
voce deriva da fumo. di ferro fuso a quattro facce ccn
gratella di sotto in cui metton
Immolo. ne. ipcrlco crespo;erba si carboni accesi per cuocer vi
nociva alle biade, ed alle peco vande - fornellino, piccolo for
re bianche mangiandola. nello portatile di ferro lamina
to con tre piedi su cui mettesi
Fune di me. ne. maestra (l. pis.)
il tamburino per testare il caffè.
è quella che tiene stirata la re
te nel tendersi. l‘ùl'naclùr0, ne. conciata, artefice
Iun;io. ma fango, sorta di vege di coppi e stoviglie diterra cotta;
tabile di varie specie e da va Furnàro, nc. fornaio, chi esercita
rie piante prodotto-, al pl.bol- | il mestiere di cuocere Il pane;
_92__
il garzone che inforna dicesi ad alcuno di sbrigar presto una
propr. infornatore. incombenza.

ruraèscere, va. finire, terminare, l‘ùsolo, v. pllrso.


partic. turuùlo, finito.

l’urnlldd0, nc. fornello, piccolo for G


no d‘uso domestico.
Gallùlo. ag. ribaldo, uomo cattivo,
FIII'IIO. no. E una conchiglia bi per similitudlne' di galeotto' uo
valve cosi appellata perché i mo condannato alla galea-Ad
frutto e rosseggiante come fiam indicare l’unione de‘tristi evvi
il prov. popolare s‘è accucchia
ma, la sua forma è di una grossa
lo Illsto, zirùlo, e mala vozza,
unghia, l’odore e forte ma gra
che per metonimìa significano
to. Alcuni l’hanno appellato un
ghiello, ma il suo vero nome
tristi, crapuloni ed abbriaelvi.
e unica. Gàiiso, np. Galèso, fiumicellode
lizioso di breve corso che s‘cor
turno dl campagna. ac. teglione,
re in mar piccolo, alle cui spon
grande coperchio di ferro che
de Virgilio compose parte della
si pone sulle teglie e tegamicon
sua Georgica. La voce deriva da
fuoco sopra e d’interno per ro
solare le vivande. 711d, bianco, secondo l’appel
la Marziale, albus Galesus, per
l‘urllclddo, ne. fasaiuolo, pezzetto ché bianche rendeva le lane fi
di legno tondo e bucato nel mez ne che gli antichi in quel fiume
zo nel quale s’introduce il fuso lavavano. Ciò non osta al niger
per meglio girare: deriva dal la Galesas di Virgilio (Geor. li. v.
tino verticillam, che ha lo stesso 126) per l’ombra degli alberi che
significato - E pure un zoofito v’eran d’ intorno onde oscure
marino, per la somiglianza che apparivan le sue onde. Intorno
ha col fusaiuolo detto pur a che e a ‘sapersi che gli Spar
_ turiieiddo, ma il suo nome è tani venuti dall’Ebalia o Laco
» fungomarino, e come fungo si at nia slabilitisi in questa contra,
tacca alli scogli, o sta nell‘are. da, oggi detta Cllrezze, a, l’ap
na in fondo al mare. Esso ha una pellarono dalla loro patria ori
viva varietà. di colori rosso e ginaria Ehalia, ed Eurota dis
verde, il sapore e sapido in sero il fiume dall’omonimo fiu
frittura. me di Sparta. La scuola pitta
gorica ai tempi di Archita dalla
l‘urlòre. ne. afrore, odor forte bianchezza delle acque conver
del vino, aceto e carboni.
se il nome di Eurota in Galesus,
ruscere, on. fuggire, voce che u ned e meraviglia che Virgilio
sasi più sovente per comando l’abbia appellata niger sotto un
_93_
rapporto, mentre sotto un altro Ghiuzze e lazze, interp. di sdegno
Marziale lo disse albus. e vale eh via/
Gaiilia, nc. casette, e quello dl le Gialcceo, ne. corpetto, panciotto ,
gno ove la notte si colloca la sottoveste che copre il petto e
sentinella -der.- dallo spagnuo portasi immediatamente sotto il
lo gariia. vestito esterno, dallo spagnuolo
chaleco.
Golia, ne. galluzza, sono certi glo
betti prodotti dalla quercia che Giammarrùchl o clrvùni, nc. lu
. l . .
si adoperano nelle tinte, nell’in maccnt, clnoccmle terrestri con
chiestro e nella concia delle guscio duro e nerastro.
pelli.
Giùdlce, ne. linguetta, l’ago della
Galllnàcclo, o. Iaddldlnlo. bilancia.
Gnllolla, nc. pollanca, tacchina, è Giusto giusto, ma. aov. a propo
la femmina del tacchino. sito, il popolo dice shiueio ghltb
B").
Gamàrla, nc. gamadia, coma,
arcella, dal lat. chama, e una Gnè5nir0, nc. ingegno, giudizio, la
conchiglia bivalve il cui frutto lento, levatura di mente: anche
e sapidìssimo, cresce e nidifica in Toscana dicesi Gue5nero.
nell’arena: un sottile e cilindri
co spiraglio da cui riceve l’aria Giù giù, gorgoglio , onomatopeia
avverte il pescat01e dov‘esso rat della voce del tacchino quando
trovasi. Il volge dice pure ra e stimolato.
màrla. Gneta, no. bietole, pianta cono
Gàmmar0, v. tauro.
sciuta.
Gnò ne. signore, usasi cosi per ri
Garze, no. branchie, sono gli or
sposta alla chiamata con l'ate
gani onde respirano i pesci. In
resi ed apocope insieme. In To
Toscana le dicono garsle.
scana si pronunzia con la sola
Garzottu, nc. garza, uccello bian ateresi gnore.
co marino della famiglia degli
Gnófa, nc. zolla, pezzo di terra com
aironi. patta e staccata dal suolo: met.
Galtòne, no. sorgozzone, travicello ubbriachezza. Questa. voce ha
conficcato nel muro per soste molta somiglianza con la tosca
ner ponti e simili. na ghiova, che pur zolla, signi
fica.
Gavlto, o. calo.
finora, a. gnuro.
Ghiaseionc, nc. lenzuolo, deriva da
giacere. canoni, parola composta di nome
_94_fi
e avverbio e vale signors‘z, il vol mento, convulsione derivante da
go dice enurasine. In Toscana rilasciamento di muscoli; l’ usa
dicesi gnorsie. il popolo.
Gnùllere, va. inghiottire, ingozzare, Goccia, nc. slitta, parlandosi di li
ciò che s’intromette nello sto quidi-met. apoplessia,‘ ed usasi
maco. sovente come interp. imprecativo.

GnuèCChlll, ne. gnocchetti, paste ca Gola, ne. voglia, segno esterno che
salinghe sottilissime , corte e apparisce sulle carni di alcun
tonde. neonato per voglie materne non
soddisfatte nel gestimento, quale
Gnuèmmll'0, ne. gomitolo, il filo
segno rimane per tutta la vita
ravvolto in palla-id. fare il
senza recar molestia.
gnuemmiri, dipanare, e ravvol
gere in gomitoliil filo della ma Gorbia, no. sgorbie, scalpello de‘le
tassa, ed il pezzo di legno,pan gnaiuoli a doccia per intagliare
no o carta a cui si ravvolge di in legno. Anche gorbia, dicesi in
cesi propr. dipanone. Deriva dal Toscana.
la parola antiquata 5hlomo.
Gocciole, ne. mormillo, marmero,
Gnufl'ulàre, va. divorare, mangiare pesce squisitissimo nella stagio
presto e avidamente tutta una ne estiva: e detto mormillo dal
cosa senza farne porzione ad _al greco [L o p p. o p 0:, Ondeggiare, per.
cuno, ed usasi per celia. che listato di linee ondeggianti.
Gnummarllddo, nc. involtino fatto
Grafiìn0, ne. delfino, grosso pesce,
d’intestini e budella di animali
emblema delle città di Taranto.
ovini, conditi ed arrosti.
Quando apparisce scherzando
Gnurante, ag. ignorante-Questa fuori le onde si tiene come indi
Voce si usa come ridondante dal zio di prossima pioggia o tem
volgo, e vale che dici tu ? pesta.

Gnuricùre, on. annerire, votare, Gralllùnl, nc. agriotte, ciliegie du


l’annerir delle fruite sull’albero: re e nerastre.
met. di uomo colpevole che mo
Grammeddo, nc. piccolissimo o
ralmente annerisce.
rustico coltello di pescatori.
Gnuro, e ignoro, ag. nero, nero, ag
giunto di cosa che ha quel co Granla, ne. graffa; le unghie del
lore. gatto.
I
Gnullo, ne. gorgata, quanto s’in Grallldiu10, o. grnnòne.
ghiotte in un atto. Grunlldd0, no. granellino, gliaci'
Gnuvulonza, ne. basimento, sveni ni de’chicchi del melogranato ;i
_95_
semi contenuti negli acini del pane. In Toscana dicesi grana
l’uva diconsi vinacciuoli e gra. QflClfl e lrallacaclu.
nella.
Graiinùsciu, nc. grattapugia, stru
Granlflll, ne. granainolo, il ven mento degli orefici col quale pu
ditore di grano. liscono i metalli per indorarll.

Grannlzzùso. ag. altero, chi nel Gravina ne. burrone, ringone,èla


l’incesso o nel tratto mostra mo vallata delle colline.
di superiori alla sua condizione:'
Grazlùso, ag. graziano, dicesi di
al fem. Grunnizzùsa.
chi vuol sembrare di esserlo sen
Grandine, nc. formenlone, maiz, za averne il garbo.
grano turco, frutto a spicchi
Grlblc, o. cucchlarcdde dl l’animo.
di'una pianta di simil nome ap
pellata in dial. anche summ Griddl, ne. vlnacciuoli, sono i se
nio-Girca le parti di questa mi negli acini d’uva.
pianta a. pupo e oàoghia.‘
GriDDIfl, ne. tisio, gavitello(l. mar.)
Grappa, ne. grappolo, e dicesi del
sorta di barile sfondato e gal
l’uva; il peduncolo che resta at leggiante in mare a segnale del
taccato al sermento dopo taglia l’ancora.
to il grappolo dicesi piccanello,
le bucce dein acini fiocine, isc Grlvo, nc stilobasi, erba marina
mi uinacciuoll - sta/fa, ferro con sottile, crittogama e della fami
fitto all’imposta dell’uscio per glia delle alghe in cui annidano
regolare il saliscendi. i gobietti che dal suo nome di
COIISÌ grlvarull.
Graròue, ne. gradino, parte della
Gruecco,nc.ranfione, gancio, uncino
scala; l’usa il valgo.
di legno ligato da un punto al
'Grosla, nc. nome di varii vasi di paniere e dalla parte arcuata si
\ terra cotta, cioè colatoio o conca, appicca all‘albero nel cogliersi
quello in cui si cuoce il bucato; le frutte: anche con tali nomi si
laveggio quello che si usa per appellano quei di f :rro - arpio
risciacquare i panni imbucatati; ne, ferro aguzzo da un capo e
grasla, testa e testo, quello che curvo dall’altro che intromesso
si riempie di terra per le pian_ nella maglietta di un quadro 0
te -Ha pure il significato di specchio e conficcato nel muro
rimprovero onde l’id. caulàr’n serve a. tenerli appesi.
grasla, rimprocciare alcuno.
Gruèfl'olfl. ne. ranto, rantolo, lo
Grallucùfla. nc. grattugia, grattu stridore risonante del petto cau
gio, arnese di cucina per istri sato da catarro-ronfo, il for
tolare il cacio o la midolla del te respirare dormendo.
_96__
Gruengo e ruengo, ne. gongro, Guappo. v. vuuppo.
congro, pesce simile all’anguil
la nella forma , spinoso ed as Guardia, e. nzlrragghla.
sai vorace, epperciò deriva dal Guarèscere, un. godere. usasi per
greco ypm, divorare.
ogni sorta di godimenti; il vol
Gruesso. nc. craschello, parte bru g0 dice vuerèscere.
na della farina che si ricava Guascez1a, allegrezza, ricreazione,
dalla seconda stacciata- agg. orgia, stravizzo, , il brio di una
grosso, aggiunto di persona 0 co lieta brigata che si sollazza
sa e deriva dallo spagnuolo fidi:i0, unione di maschi che ce‘
gruèso -Prov. Chlù gruèss’è nano insieme parcamente; il vol
u purtòue e ehiù uruess‘è u go dice vuus'eezza.
clnlrùne, vale a misura de'pia. Guhlella nc. doccia, scalpello ri
ceri sono i doveri, ossia quan curvo de’ maniscalchi per puli
to maggiore e lo'stato di uno; re le setole delle unghie delle
maggiori sono i doveri da com bestie, che in dialetto diconsi
piere. serehie - sgorbia, scalpello dei
Gruflìllàrè, un. russare, ronfare, legnaiuoli.
roncheggiarc il profondo dormi Gulì0, m. desiderio,di alcuna co
re con forte respirare. sa da mangiare: deriva da gola.
Grugno, nc. broncio, dicesi di chi
mostra il viso ingrugnato. l
Gua:iio, nc. capruggine, l’intacca I, pron. io. ‘
tura che fanno i bottai nelle
Id e jed, pron. egli, ella, esso, essa
doghe per commettere i fondi
- Nel chiamare una persona si ii
ne’vasi di legno.
. sa l’id. Al! id, ah led, ove il pro
Guagnòne euuagnedda v. Vim nome esprimendo persona a cui
gnòne. si parla corrisponde a tu, onde
vale ehi ta.
GuallarùsO,dg. ernioso, aggiunto di
chi patisce l‘ernia. lmpaiàla, nc. anguillare (t. cam.)
lunga e diritta fila di viti liga
Guùllera, nc. ernia, coglia,incar te ai pali.
ceramento dell’intestino.
Imparo, ne. sequestro, impedimen
Guanflalùra. nc. regalo (t. pist to ai terzi di pagare al proprio
mancia di pesce che i pesca creditore per debito di costui
tori danno in dono ad alcuno. con altri, che dicesi perciò se
G,uànclo, ne. protelo , canapo unci questro presso terzi. La voce de
nato per trascinar’pesì. riva dalla spagnuola emera.
lmpelllcclùre, va. impiallacciure,
dal greco nome eyuìuz, gior
coprire un mobile di legno co
ni festivi. In senso più lato vale
mune con liste di legno più il il far colezione. Anche in T0
ne attaccandole con colla forte.
scana e in uso la voce Incegnare.
lmpelilcclatùra, ne. piallaccio, as Inclgnalùra. no. tempo della co
sicelle sottili di legno fine per lezione degli operai a mezza
impiallacciare e l’atto istesso. mattinata.
lmpetratùra, ne. nome di una re lnclnl, 1). Vfll'lll.
\
te tonda in cui si pongono vi
lnclu0, ne. cane, strumentode'bot
vi i sarghi (Bari!) pesci squisi
tai che tien fermo il cerchio nel
ti che si pescano al Fosso (Fuci
le botti quando si batte.
so) ne‘mesi estivi.
lnfantlcedda, v. urina.
Imposta o appesa, ne. incasso, e
la parte pendente di una volta. Infusulaturl, ne. ridoli, lati del
carro fatti a rastrelliere.
lucammnràre, W. il mangiar di
grasso o di latticinii ne’ giorni lnghlmàre, va. imbastire, il com
vietati. mettere insieme più pezzi di un
vestito con cucitura a larghi
lncùmmar0 , m. l'atto del mangiar
punti.
di grasso.
Inghlmllnto, ne. empimento, at
lncannùîa, ne. cannaz'o (t. pisc.)
to dell’empire, der: dallo spa'
sono tre reti da pesca di cui gnuolo henchlmlenlq.
una a maglie strette va al fon
do del mare, le altre due inne lnghltùro. ne. attignitoio, brocca
state con canne vanno a gallaî ‘ di creta rustica per attigner ac
quella di fondo si dispone a cer qua der. dal participio latino
chio e chiude i cefali, le altre impletm‘us.
due ricevono i cefali i quali chiu
si cercano liberarsi saltando don Ingusclalùra_, ne. rinverzamento,
de il nome pretto di saltatoia ripieno di pietre e calce negli
v. Illlumacchlàla. spazii vuoti tra le facce de’fab
b rica ti, donde il verbo Inuucln
lncal'ràl'fi, va. indovinare casual re. rinuerzare.
mente, andare 11’ versi.
maugàre, va. esercitare ,dicesi del
_lnct!;nàr2, va. cominciare, dinota la pruova ed istruzione che si
il principio di atto - up. indos fa d’una commedia - met. con
sar la prima volta abiti nuovi sigliare, il persuadere alcuno a
e siccome e uso ciò fare ne’ di litigare o contrariare altrui; der:
festivi cosi tal voce ha origine dalla voce spagnùola cnsaynr.
7
_98_
lunario. ne. fune grossa -- susta, quando si cacciano via i gatti;
la corda con cui si ligano le so der. dal greco verbo mxmeei,an
me- trapelo, il canapo con un dar via, onde la seconda voce
cino che si adatta ai buoi per dell’imperativo e othu, L’ s
tirar pesi - giuntoia, quella che suona come il eh, francese.
liga il giogo al collo de'buoi.
un. un, alza, imperativo di issare
Insulaziùne, ne. salata, solinata, e si pronunzia, quando più per
colpo di Sole. sone insieme si danno voce per
sollevare grossi pesi; quando poi
lnlamacchlàta. ne. salta'oia (t.pi si dice ad uno di sollevarsi in
scat.) rete da pesca parata a tre dial. si esprime oza, oziti.
teli uno soprapposto all’altro,
il medio a maglie strette, e a
maglie larghissima i laterali per J
cuii pesci restano facilmente
presi. Questa rete si tende di Iabbiu‘e. mi. gabbare, frodare.
sera presso il lido, e’ pesci che Jacca, ne. tentenno, fornuolo, cac
di notte si accostano al lido cia notturna per terra oper ma.
s’imbattono e v’incappano. re; per la caccia terrestre lacca
der: da fiaccola, e per la mari
mira, prep. dentro, der. dalla prcp.
na da lacuio, cioè dal lanciare
lai. intra.
i pesci con la fiocina.i
Intriimre, un.ciglionare (i. camp.)
è la prima zappatura delle vi-_ Jaddidinlo, nc. . pollo d’India, tac
chino, billo, dindia, gallinaccio, al
gne a linee parallele sollevate
fem. dindia, tacchino. I tacchini
a ciglioni.
sono propriam. quelli che han
lrmice, ne. coppo.embrice, dal lat no i bargigli sotto il becco, i
imbreac, tegola curva per coprir gallinacci que’ senza.
tetti - embrice, conchiglia mari
na bivalve fosforescente cosi ap Jaddtniii'i), ne. pollaio, stanzetta
pellata dalla figura delle sue val ove si riparano i polli-stia;
ve, il |mollusco e insipido per grande gabbia ove tengonsi i
polli.
soverchia dolcezza.
luci. imperat.sdrisciare, questa vo Inddo, e Iaddlnil, ne. gatto e gal
ce usasi quando vogliasi far fer lina. specie notissima di polli
mar l'animale e der. dal greco - dim. ladduzzo. gallette, pic
rom,secondavoce del presente del colo gallo- Duddastru e pud
dastredda, pollastra, piccola gal
congiuntivo mediodi L1l'Jt/LJLL,
fermarsi, in Toscana si dice in. lina. La gallina quando cova.
appellasi chioccia, quando alle
lei. Questo monosillabo si usa va i pulcini pnlcinaia.
_99_.
Jaiesso, ne. calesse, specie di vei da: deriva da lato, cioè emis
colo a due ruote con mantice. sione di fiato - met. lo spirar
del vento onde l‘id. ialàrc u pu
Iniella, no. secchia, buglinolo, ar ncnlc, spira-re il ponente - altro
nese di legno a doghe e deriva id. lutare‘u naso , sofliarsi il
da calettare che vale unire pez
naso.
zi di legno. Le più piccole che
si ligano al bindolo o ruota del_ Jalùta di vllnto , ne. rafiica, fola
,la macchina idraulica per atti ta, buffo, bufi'ata,(t. mar.) improv
gner l’acqua da inaffiare i cam viso e passaggier’o spirare di
pi diconsi propr. bigoncioletti. vento marino che spira, cessa
Jàmlr0, nc. gambaro, piccolo cro e ritorna.
staceo, o. cauro, e voce usata Iltllùr0, soffietto, altizzafuoco, ar
dai pescatori. nese di cucina consistente in
una lunga canna bucata o di
Jamma, ne. gamba, parte del cor
po animale - id. jammn maia
ferro che soffiandovi accende il
fuoco.
la, gamberaccia.

Jummasclùne. ne. gambaccia,gam Jalmnmònc. ne. gatlomammone,


scimia con lunga coda: usasi
ba ingrassata dagli umori: usa
si talvolta per celia a dinotare spesso per ingiuria.
gamba grossa. Jalta, ne. gallo, animale domesti
co dimin. Iulluddo, e latloddl,
Japplca lapplca, ava. pian piano,
gattino, micino -- Il leccarsi che
chean chelone, chelamente, di sop
che fa il gatto dicesi spiluccarsi,
piatto.
Prov. mettere il campanllddo
Jarapimdo, U. mulino. ugann‘a latta. pubblicare i fatti
proprii non volendo.
Jarrhpa, nc. caraffa, misura di vi
no equivalente a circa due ter Jattacèca, ne. moscacieca, giuoco
zi di litro. fanciullesco che consiste nel ben
darsi uno e brancolando atter
liscio, ne. (i. mar.) guida del ti-' rarne un altro, il quale a sua
mono della nave. volta si benda ecosi di seguito
Jasièma, ne. biastema, beslemmia, Jaltarùlo. nc. gattaiola, buca ton
imprecazione. da che si fa nein usci di sotto,
Jaslimàrc, ca. bestemmiare. perché abbiano i gatti l'entrata
ed uscita.
Ialùre, va. fintare, soffiare, usasi
quando si accende il fuoco col Javatbnc, ne è una conchiglia bi
fiato o con la rosta, o far vento valve appellata dal Boschi arca
per raffreddar cosa troppo cal di Noè, e da Plinio peciunculus,
-100_
il cui frutto e sapido et odoro Jlrlezza, ne. altezza.
so. Abbonda di fosforo, e si attac
ca alti scogli tenacemente per Jlrlo. ag. alto, erto, dicesi di o
un fiocco duro e cartilaginoso gni cosa alta: parlandosi di al
da’quali è divelto da adunco ta statura di persona, la voce
ferro. propria e sparticato.

glavllnclo, ne. inquilino, pigionale, Iùnola, nc. bellala, donnola, alli’


chi abita una casa altrui, ed il maletto simile alla faint che di«
prezzo che paga dicesi pigione. strug,=e i topi-fionda, [rom
lmpropflamenie usasi fittuario ba, frombola, strumento di fune
ed in dia]. amualor0, per pigio per lanciar piccoli sassi.
nale, come l’etichetta si Inca per .

appigionasi. L’atfittare e propr. Josca, nc. pala, pagliccio, tritume


de’fondi rustici e chi li conduce della paglia: il fondo delle trab
dicesi fittaiuolo, ed il prezzo del_ biature dicesi prop. ballaccio.
- la conduzione fitto.
Julàla, nc. loyilacila, o cicaleccio
Javllàre. un. abitare, il dimorare
risentito e a Voce alta in pub
in una abitazione.
blico.
Jin'llo, v. calo, l’usa il volge. Jumàra, ne. flamana, dìm. luma
Ja_zzùre, va. rofl“rcddare, dicesi di redda, allagamento prodotto da
cosa, scottante che si fa raffred un ch's0 d'acqua.
dare.
Jume, ne. fiume, l’usa il volgo par.
‘ lane, v. gliluzze. landa de’piccoli fiumi del ta
rantino.
Gazzo, nc. agghiaccio, luogo ove si
mungono le pecore e capre. Juso, ne. giuso, basso, abitare, a
bitazione pedanea e meschina.
Jazzòre, ne. ra/Tredclore, dicesi del
la persona infreddata.
Jusso, ne. diritto,- id. lener’u
led, U. Id. lusso, cantar diritto su di una
cosa: der. dal latinojas.
letta. ne. resta, razza, sono gli a
gli 0 cipolle intrecciati ai loro Juiiicare, va. piegare, ravuo_lgerc
gambi: letta di fichi, rocchio, più volte in se biancherie, car
quantità di fichi infilzati nei te, abiti e simili-id. tultlcare
giunchi -jeua dl caplddl. trec a uno, trarlo al proprio senti
cia, de’capelli donneschi. mento o volere.

'Jeiiieo, ag. etico, tisicv, chi e al. Juìllcalùrfl, ne. piegatura, atto del
_ tetto da tisi. piegare.

/.J“M.,, /_.,.f-v/ '- ._,


-101
di latta traforato in cui "si met
L te il lucignolo. La voce diminu
tiva è dalla spagnuola Iampm
Labbrùlo, v. cefalo. rllla.

Lacrima, ne. presmone, e il mo l.ampàr0, no. lamiera, Iuminaia,


sto che cola spontaneo dalle lampadario, arncse che contiene‘
uve ammontate. in se molti lumi ed e di cristal
lo, 0 metallo indorato.
l,agla. ne. agio, il dippiù che si
riceve nel cambio di monete in l.ampasclònc, ne. piaciuto silvestre,
altre di inferiore metallo-Prov_ detto da Linneo bulbus comosus,
argllnlo cu argllnlo no corre la e una specie di cipolla piccola
gla. vale tra’pari non ci è offesa, e di colore roseo che mangia
corrisponde all’altro id. scere a si cotta e condita: di esso son
u franco, andare al franco, cioè gliiottissimi i porci onde pur di'
non offendersi tra loro due per cesi panporcino. ’
sone.
l.ampauddò, ne. raffio, uncino, ar
magno, ne. infrigno, lamenti de nese di ferro a diverse marre_
gl’infermi. per cavare secchie cadute nei
pozzi.
Lalna. ne. lasagne, pasta stesa col
matterello indi tagliata a liste Lampallfl. ne. panporcino, specie
per minestra. di bulbo terrestre simile al gia
ciuto silvestre, lampasclone. ma
Lame lùlne, ag. luce-re e sucido,u più duro.
sasi per dispregio ad uomo cen
Lampione. ne. questa voce usasi
cicso, o per rimprovero delle
promiscuamente, ma il proprio
madri a‘fanciulli che consumano
valore e delle lamiere che poste
presto gli abiti. ‘ a capo delle vie illuminano la
Lalanàro, ne. matterello, bastone città: quelle degliandroni ecqr
cilindrico per istendcre la pasta tili de‘palagi diconsi lantemonì:
e far le lagane, donde il nome quelle in cima ad aste che usa
' no le compagnie religiose nelle
Lamia lima, ne. stuoia, intreccio processioni diconsi pure lanter
di canne spaccate coperte d’in noni: quelle delle torri e navi
tonaco che servono di soppalco gli fanali.
alle stanze.
Lampi-era . ne. lampreda, pesce
I.ampn. ne. lampana, vasetto in detto da Linneo petromyzon ma
cui si tiene il lume aolio-dim rinus: Essa corre appresso le na‘
lampnrllddo, lampanino, (am vi per mangiarne la pece di cui
pioncino-lucciola e il luminello è ghiotta.
--102-
umpùcu. ne. pompilo, pesce si nel lassl nel piirdi. quel che ci
mile ad un picciol tonno che lasci perdi, valea dire, nulla biso'
_segue le navi in corso-lampa gna lasciare di quel che riceVesi
ga, altro pesce simile alla salpa gratuitamente, e corrisponde all‘i
ma più piccolo. diOf.t080&noogul lasciala è persa.

Lanùll, ne. boldrone, tutta la lana Lastra, no. vetro; impropriamente


in fascio di una pecora tosata. il vetro purificato dicesi lastra
ma solo per la forma.
Llnlàl'C. va. lanciare, ferire i pe
sci con la fiocina:_ der. dallo spa Lattima, ne. latte, parte sostan
gnuolo Ianzer. ziale o xchilosa de’pesci maschi,
come nelle femmine e l‘ovaia.
l.anzniòre, ne. flociniere, lanciatore,
pescatore che lancia il pesce con Lultùca, no. acciughera, lattuga,
la fiocina: der. dallo spagnuolo pianta saliva mangereccia: la
ianndor. e spagnuole sono pur selvatica dicesi propr. hieracia.
le V00i lauzala, lanciata, B lan
Lavaròne, no. spoglio, acquazione,
za, lancia. ristagno delle acque piovuto.
Lardi'are. va. pillottare, ingrassar
l.avaibre, ne. terrinello (t. camp.)
l‘ arrosto facendovi gocciolare il
il terreno magro.
lardo acceso: pari. lardiàlo, ed
usasi come aggiunto ad uomo Lavic, ne. lastre, inoenia, assenta
sudicio. zione, moine affettate per fine
secondario.
Lnruùso, ag. millantatore.
Lavoro. ne. tonneggio (t. mar.) il
lùrlu, ne. spazza, suolo, largo spa tirare per forza di braccia una
zio e piano accanto alle pub nave a terra con fune e la fune
bliche vie. ' istessa.
I

Lascio. ne. luogo, l’usa la bassa Lazarùta,nc. azioneindegna-ag.pa


gente per piccolo spazio di suolo. nicata, la carne porcina affetta
da bollicine nericcie.
uscito, ne. legato, ed è quello fatto
per testamento. Làzuro, e dim. lazarliddo , ag.
scostumato e scaltro, che fa azio
Lacco, a, agg. rado, a, dicesi di ni da uomo vile; sono voci spa
tessuto non fitto, e di piante che gnuole lazaro e lazarlllo.
crescono bene dopo svelte d’in-_
torno le superflue-lento, dices1 Lazarùln. ne. azzeruola, frutta di
di allacciature che si rallentano sapore acidelto simile ad una
sulla persona. piccola mela.
maestre. va. lasciare-id. quid cl mazzo, no. laccio, dallo spagnuob
- 103 _'
iazo- cordiglio, cordone nodoso Liùlldl‘0, oleandro, pianta veleno
che usano i frati francescani, e sa che fa i fiori rosei aventi
quello con cui ligasi il camice l'odore di mandorla amara.
del sacerdote celebrante -selone,
il cordoncino di seta o cotone [48er. ne. misura di circa quat
che si fa passare per la cute
tro chilogrammi dilcotone grezzo,
affin di eccitare la suppurazione Llalùra, ne. cinto erniarlo-legalu
in certe malattie. ra, numero di cinquanta fili
1.cu'ga, ne. lingua, dallo spagnuo d’ordito sull’aspo che ligansi in
lo lengua-lengaiouga, ciarlle un punto con spago a traverso
ro, maldicente-Prov. a tenga nel farsi la matassa. '
lorda recehla sorda, vale fin l.icchclto, ne. boncinello, ferro fo
gere di non sentire quando si rato in punta che s’ introduce
misdice o bestemmia. nel chiavistello delle imposte
l.csccre, va. leggere, scorrere con per serrare ed aprire.
la vista una scrittura: met. pe Lignùgglo. ne. casale, stirpe, e di
netrare il pensiero di alcuno cesi di una o più famiglie con
parl. lisciùlo. giunte dello stesso cognome.
Lelùme picurino. ne. polvcraccio, Lignèijn, ne. legnaia, luogo ove ten
concime delle pillacole ovine. gonsi le legne da ardere.
Lavezzfl. v. SÌCCQI'QZZB.
O Lilllo di porre, ne. massicciala,
Levràu0, np. É il nome di una strato di sassi che si mettono
contrada campestre all’ est del nelle strade sterrate che poi si
l‘odierna città a 13. chilometri cuopron o di ghiada e pietre
posta al di sopra mar piccolo, frante, in dial. vrlccio.
e per la quale passa un torren
ma. ne. limileo femmina, sorta di
te di simil nome. Anticamente
appellavasi Liberiano e credesi fiore di bel colore simile al gia
cinlo sbiadito; ma la voce si u
fondamente essere stata essa u
sa pel solo colore.
na villa di Liborio patrizio ro
mano. Limaquùdra, ne. quadrella, lima
gross'a quadrangolare de‘ legna
Lozza, ne. leccio, elce, albero fron
iuoli e terrai.
zuto de’ghiandiferi.
lealùr0. ne. lavolello, e il picco
l.èzziri. ne. licei, sono de‘ fili di
lo banco ove lavorano gli ore
spago de’tessitori per alzare ed
abbassare l‘ordito. dci.

Li, art. pl. gli, le, e pari. pronom. mmmo. ne. conca, calino,dim. lim
gli. miiiiddo, calinetlo, vaso di ar
_104_
gilla a forma di cono tronco più Lillul'lllo, ne. leggio, arnese su cui
stretto al fondo per uso di la
si poggianoi libri corali e le
var verdure; quello che riceve
carte musicali.
la liscia dal colatoio dicesi pro
priam. ranniere, v. Srasta. Llùml, nc. legumi, l’usa il volga.
leòne di s., Marta, nc. lamia, Livorln, no. trucco, giuoco affatto
limone grosso, dolce con poco simile al trucco ma l’anello di
succo. ferro e le palle sono assai più
piccole. Sembra essere un giuo
Llnùzzlca. ne. capecchz'o, la parte
co introdotto dagli spagnuoli,‘
liscosa della canapa: der. dallo
poiché varie voci delle parti di
spagnuolo llnaza. esso sono spagnuole, solo che
[Aula n5rlnla, idiot. vale difetti in lspagna appellarsi giuoco del
comuni alle personefdi una stes‘ l‘argolla ed nrgolla è chiamato
sa razza, o professione, e dicesi pur l’anello. Ecco la denomina
per dispregio. zione delle parti del giuoco
paletta. dallo spagn. palete .
l.lnlno. no. lendine, uovo di pi pezzo di legno levigato con ma'
docchi. nico per spigncre la palla-ca
va. dallo spagn. cahe, è il col
Nano, 1;. cefalo.
po di palla contro palla che va
lJulecchll, no. lento, specie di Io le due punti se raggiunge la
gume. distanza donde comincia ibgiuo
co - nàccaro, italia no truciamen
Llntlruóne, ag. spilungone, dicesi
to, il cavar la palla dell’ avva
di persona di alta statura e po
sario con la propria dal suo
co senno, per dispregio.
luogo-pùnnere. dallo spagn.
l.lòna. no. legna da ardere. pone r. accostarsi all'anello, onde
l‘id. cl ponn‘lo so dol, cioè al
Llppo. no. belletta, limo, pesatura
principiar del giuoco chi gittata
d’acque pantanose che si forma
la palla questa entra nell’anello
alla superficie ed è dicolor ver
e rimane più vicino allo stesso
de-Llppo dl lume, ne. car -
anello di quella dell’ avversario
cia, erba Iazza, è una erba di
fa due punti-mio , la parte
fiume che fiorisce in maggio e
opposta dell’anello, quella d’a
puzza. vanti si dice vacca, bocca,-dl
Lisclno, v. pumo, senza, vale con vostra permis
sione, se nel mezzo del luogo 0
Lissla, ne. liscia, ranno, acqua bol ve corre la palla vi sieno perso
lente che passando per la ce ne-sgallàre. e il cominciare
nere__del bucato scende pel co il giuoco due giuocanti, di que
latoio nel rannicre. sta voce ignorasi l’origine.
-105__
Livoria, ne. sta/fa, ferro ad anello
si mette olio che inzuppandò il
_ conficcato nel muro in cui s’in lucign.do è atto ad accendersi e
troduce l’asta alla cima della far lume.
quale sventola una bandiera.
Lucerna. ne. lo stesso che lume
lelòsfl, up. Sassosa. È un basso -lacerna, specie di pesce det
fondo presso la punta di S. Vito
to pure pesce forca. '
nelle cui vicinanze evvi una tor
re con fanale per avvertire i Lucèrta, ne. lucertola, rettile noto
naviganti a scanzarlo: der. dal accr. lùciriòne, ramarro, il lu
greco inm-z‘rq, sassoso. Straho certolone verde -Prov. Tutti
ne al libro 6.° parla di questo simi [lisci diss‘a incerta, tutti
bassofondo. siam pesci dissi la lucertola, e
vale l’ignorante o chi e nell'in
messia, ne. terrazzino, apertura al
timo grado di carica, profes
l'esterno di un edificio sino al sione ed arte crede esser simi- '
piano con ripiano sporgente e
le a chi è collocato ne’gradi su
ringhiera di ferro: anche la rin
periori.
ghiera appellasi communemente
loggia. \ hucèscerc, e. ailucesccre..
moria, ne. castri-magia, appetito l.uclgnùll0. up. Contrada campe
smodato e voracità nel mangia stre al sud dell’odierna città a
re: la voce e traslata per simi
ili. Chilometri. Credesi fondata
litudine dal lupo. mente essere stata questa una
Lesa, ne. fama, rirtmnaaza:l’usa villa di Licinio patrizio romano
il popolo. per una lapida sepolcrale ivi
rinvenuta su cui vi erano inci
Lòtano, pelata-mm, seccatura con se queste parole
tinua.
SEX . LIÙINI PIIISUI
l.ucculùre, va. gridacchiare, ran
golare, strillare. Luchino. nc.lucign010, più (ili ritorti
che si mettono nel lume o can
Lucculùla, ne. braccetto, gridac dele per accendersi e far lume
chiata propria di monelli. idiot. appènnere nu luclgno, va
le ripetizione noiosa econtinua
l.ùccuio. ac. grido, raagolamento,
di una stessa cosa.
strillo, stride forte e acuto
id. iucculanta turnarazza. di Lucirnàie, ne. lacerniere, arnese
cesi di donna che gridacchia a di terra cotta o di latta su cui
guisa di fornaio. poggiasi la lucerna.
Luce. ne. lume, lucerna, arnese di l.ucirnedda ac. piccola lucerna
terra cotta con becco entro cui al pl. luminarie. ' '
-106
l.uèco. naiuogo-Iuècò curvo, ban
dita, luogo di terra o di mare M
in cui è vietato cacciare, pasco
lare o pescare - Prov. A lueco Maccnruuàro, ne. vermicellaio, poi.
strilla flcchlll mmlluzo. vale stato, chi la o vende paste.
sapersi adattare nelle circostanze_
Maccarrùnl, nc. maccheroni, can
Luem;o, ag. lungo, voce spagnuola. nelloni, paste lunghe delle se
guenti specie -î maccarrùnl dl
zlla.flschi sono lunghe e grosse
Lufla, nc. baja, burla che si da
- vlrmlcllddl. vermicelli, lunghe
altrui con grida confuse e fischi.
e sottili - tagghlarllddl , bevet
Lumllt‘a, nc. lumaca, conchiglia te, nastri, tagliatelli, tagliarmi,
marina univalve simile al troco sono lunghe, strette, sottili e sen
(caruquèro) ma col guscio fra za buchi - mmm, capellini, sot
gile e trasparente, ond’è la più
tilissime e lunghe-maccarròne
vaga conchiglia. Simile alla ter met. vale sciocco detto per ce
restre ha due ordini di corna lia - id. tEuèr‘a cuscleuzla co
m‘ a l‘ acqua dl il maccarrù
uno lungo l’altro corto.
m, aver la coscienza maculata.
Lumbrlce, m. quadrone (t. mar.)
Macchia, nc. frittella, piccola lor
tenda di cannavaccio che ripa
dura di grasso sull’abito.
ra dal Sole il parapetto della
nave: der. da ombra. Macchlarùlo, nc. smacchiatore, chi
svelle le macchie per farne fa
Lume Ingrediente, nc.abbaino, spe stelli da ardere.
cie di finestra che dalla parte
superiore dell’edifizio da luce Mucènila, no. arcolaio, guindolo,
all‘interno. arnese di canne spaccate o di
liste di legno che si fan girare
Lulrlno, no. fragolino, pesce no attorno ad un fusto piantato su
‘ tissimo e comune. d’un quadrato cubico di legno
per isvolgere la matassa - bur
Luvàld, nc. lievito, pezzo di pasta bera, macchina cilindrica de'mu
' acida che serve di fermento al ratori per mezzo della quale con
pane. cavi aventi due raffii in cima
si calano ecavano sassi, si vuo
Luzzo v'occa d‘oro, ne. luccio, pe tano cessi, pozzi e simili -deb
sce simile nel colore e forma bio, (6. cam.) ahbruciamento di
all’aguglia ma senza il lungo sterpi raccolti sul terreno per
pungolo; ha la bocca bianca tra ingrassarlo.
sparente orlata color d’oro e la
lingua d’un gialletto oro. Macènlla cilòna, beccalaglio, giuo

. «W-.- ,' f fi‘"


-107.
co fanciullesco consistente nello Macchiato. nc. caprone, animale
stare uno piegato sulle cosce di ovino a cui son torti i genitali
un altro che gli tien chiusi gli per ingrassarsi e macellare.
occhi; un terzo gli da un leg
Magghio, nc. maglio, martello di
gier colpo sul tergo e si rimet
te al suo posto in fila de’giuo legno.
canti che canticchiano la voce uagghiòla. nc. maglinlo, margo
del giuoco movendo le braccia lato (l. cam.) tralcio di vite per
come se ravvolgessero una ma piantarsi-baccone, il ramo d’al
tassa. Il battuto si leva e pren bero che si pianta per radicare_
de uno sulle spalle e lo porta Nell’uso toscano dicesi malolo.
a chi sta seduto il quale gli do
manda’ chi è costui, ed egli ri nlagghiùl'o. ne. magliette, pezzo di
sponde, Vostro cavaliere; se indo legno col quale i muratori bat
tono i pavimenti lastricati con
vina esser quegliche l’abbia per
cosse, gli si dice, portalo qui e
calcee tegola per assodarsi.
lui, e questi si metle al suo luo Magnano, ne. cacciapassere, span
go e quegli che lo portava oc racchio, cencio nero ligato ad
cupa il suo e siegue il giuoco; un fusto e piantato nel campo
se non lo indovina, ode dirsi, per impaurir gli uccelli.
portalo indietro non e lui, alo
Mainpc. agg. di uomo astuto e
ritorna al suo postoe ricomin'
eia il giuoco. furbo.
Malsia, mo. un. Dio non voglia,
illùchlnu, ne. festone, ornamenti a
non sia mai.
varii colori e intrecci che si fan
no agli altari nelle feste solenni. Maistra, v. vela.
Maflddarsi. vnp. lavorare sino al Maislrale, ne. nanlilo, argonaula; é
la stanchezza - ldiol. maclddar una conchiglia univalve bislun
si a mamol‘la. vale bischizzare, ga a forma di navicella con la
mettere a tortura il cervello. prora elevata: il guscio e vuoto
e fragile di colore alabastrino
nlnciiddo', ne. ammazzatoio, luogo perlato. Questo guscio e abita
ove si macellano le bestie: met_ to dal’polipo navigatore o nau
eccesso, fatica straordinaria tilo che presso la bocca ha
id. macliddo di capo, dolore una membrana la quale spiega
acuto e forte di testa. come vela alzando due delle sue
Macina, v. Trappiio.
delicate grande e da corso alla
navicella. Quando e in pericolo
Maclnllddo, ne. mulinello, maca o di esser balzato dalla. tempe
nello, macchinetta per macinare sta o di esser fatto preda del
il caffè tostato. pescatore balza fuori del suo
-108
burohiello al quale da un urto re la stima altrui; l’usa il volga.
e questo riempiendosi di acqua
Malnndrlnal‘lfl, no. bricconata, a
cala giù al fondo del mare ed
zione vitupercvole der: da ma
esso pure in fondo si rimpiatta
landrlno.
fino a che cessato il pericolo si
raccoglie di nuovo nel guscio e illulaunàla, ne. annataccia, carestia,
con ‘ un naturale sifone. caccian annata scarsa di prodotti della
do l’acqua risale a galla. Usci terra.
to sull’onda spiega come remi
le otto granfie per equilibrare Malassurliuo, ag. sfortunato, m
la navicella, equilibrata la qua felice, bersagiiaio, parlandosi
le ritira le graniie, stende la d’uomo.
sua vela e riprende il corso. I Malaùrlo. nc. malaria, cattivo au
pescatori tarantini l’appellano gurio.
malslrale perché suole intra
prendere le sue navigazioni mare di mare, nc. mareggiaiura.
quando spira il vento nord-ovest malattia per rovesci di stomaco
o maestro. Questa conchiglia cagionata dall'andare per mare
e mirabile e forse da essa l’uo su barca o nave.
mo apprese l’arte di navigare
Male di s. Dunàlo, nc. epilessia,
Malàllco, a,ag. grosso, pingue-ma malattia nervosa per sospensio
jatica appellasi communemente ne |sens‘iva, accompagnata da
la specie delle sarde più grosse. forte convulsione che dicesi pu
Malazlno, no. magazzino, luogo o re _mal caduco. Agli epilettioi
ve ripongonsi mercerie e vetto nello stato convulso per farlo
vaglie; quello ove si ripone il cessare sogliono i segretisti met
grano dicesi prettamente endica. tere in\ mano una chiave.

Malacèra. ne. guardatura bieco, e Mallcllddo, ne. cachessia, forte


volto infermiccio e pallido. convulsione ai bambini onde
gialliscono. Le donne supersti
Malagnàre. ma. malandare, indie ziose usano una pietra vario
tregiare in salute. L‘usa il volge. pinta detta garamantiie o dia
spro sanguigno, ponendola sul
Maialenga, 71€. deirattore, chi mi
l'omero e la. cangiano di sito
sdice d’altrui-Prov. È meg
ogni 24. ore, credendo tal mez
3111 G! mmn_n'a Corte ch'avè
zo essere eflicace a togliere quel
ce fa cu sta lenga, vale, 6’ me
malore.
glio cadere in mano della giusti
eia che sotto una lingua maldi nmlimèmcre, va. maltratiare, in
Dente. timorire: l’usa il volge.
Mulupc,à_rc, va,misdire, malmena Malùmhra. ne. versiera, voce che
-109
usano le donne per far paura ' Manco, ava. neppure.
ai bambini.
Muncrèo, ag. tanternato, di uomo
Marmi-osa, ne. alcea, attea, erba lungo, magro e sciocco.
gentile ed odorosa.
Mandra di puerci, ne. bime, quan
Mamma, ne. madre, fendaccie del
tua di maiali che vanno insie
vino e dell’aceto-Iliammu di
me che in dia]. dicesi pure mor
gramni, menide, pesce piccolis
l‘3 U.
simo appellato per celia dai pe
scatori madre di delfino ch’è
manganiiddo, no. madia, specie di
pesce grossissime-v. Trapplio.
tavoliere su cui si manipola il
luammùra, ne. levatrice, donna che formaggio-macchinetta di le
levai bambini nascenti. gno che separa il cotone grezze
dai suoi semi.
Mammarùnna. nc.‘aca, la madre
di uno de’genitori di alcune. mangiata, ne. desinata, scorpac
ciata abbondante di vivande
Mammòccio, ne. bamboccie, picco
id. fare na mangiata, passare
la figura umana di cenci o le
una giornata in allegra compa
gno per balocco de’bambini: se
gnia desinando insieme e lieta
questa figura si muove per mez
mente.
ze di fili e suste dicesi mario
nette: le figure poi di pietra che
nlungiaiòra , ne. greppt'a, luogo
sostengono cornici o altre negli
nella stalla in cui si mette il ci
edifizii diconsi carialidi.
ho alle bestie-Miei. slar'a na
Mamòzlo, nc. gatto (t. mar.) le bona mangialora, vale esser ben
gno di quattro braccia che si collocate in lucroso ufficio e a
usa nella piantagione de' pali buon servizio ne’palagi.
ne’serbatoi de’frutti di mare
mecca, pezzo di legno cilindrico Mangione, ag. dilavione, parassita,
con quattro manovelle che si chi mangia molto.
adopera come argane per tirare
Manica, ne. maniglia, capitello, il
a terra la nave di cui fa parte
manico della sega-ansa, delle
il miùlo, fase, altro pezzo ten
brocche, coppi e simili-come
do di legno a cui si ravvelge la
parte della chiave, e. chieiu.
fune; la coscia, ternicolo, altro
pezzo che facilita i movimenti; Manlcuzia, ne. sogno funesta; i‘usa
la puleggia, grossa carrucola in il‘ volge.
cui passa la gomena, e il la;
ghio, traverse, altro pezzo der illànlce, ne. mantiee, solfietta, ar
l‘argano. nese di pelle usate da’ferrai, o
refici ed altri artefici che sei
nlancalòra, v. criscilòra.
iiando accendono il fuoco.
-110
Maniglia, ne. cornacchia, battitoio Manie, v. surslnme.
della porta che serve per pic Mantécn, nc. butirro, burro, crema
chiare e per tirarla a se chiu
di latte chiuso in borsa di ca
dendola. cio di bufala.
uanilùne, nc. tovagltuolo, salvietta,
Muulecàlt), no. sorbetto, liquido con
nnnimmersa, nc. manr0vescio, col gelato d’acqua, zucchero, agro
po dato col rovescio della mano. di limone 0 altro e dimenato nel
vaso.
nlànìpulo. ne. manovale, garzone
di muratore. ‘ Manllldd0, nc. mantello, soprav
veste grossolana con havero e
Manlrosse, nc. scaldamano, giuoco senza maniche di cambellotto ru
lanciullesco col quale si alterna vido in dia]. cauodda.
no le mani una sull’ altra che
cacciandosi ad una ad una di Maullsin0, nc. contramantice, e la
sotto si batte quella ch‘è sopra copertura che si mette innanzi
e cosi di seguito. sul calesse-parafango, è poi
quello davanti che custodisce le
nlunlsciarsl, vnp. affrettarsi, sbrif persone dalla pioggia e dal fan
garsi tosto da faccende o altro, go-grembiale, pannolino che
portano cinto alla vitale donne:
Mannagghla, interp. d’imprecazio
der. dall’italiano avanti seno.
ne che vale male abbia.
Mannèse, ag. sciocco. Questa pa Manueddn, nc. manovella, leva (t.
rola è qualificativa di pescatore mar.) stanga per sollevar pesi
der. da un Mannese sciocco pe sulle navi.
scatore il cui nome passò in pre Manùlo, nc. manicotto, manichetto,
dicato. arnese donnesco per custodire
pnnnucchiùro, nc. cavalletto, pic le mani dal freddo.
cola massa di covoni prima di
inauulènnla, nc. manecchia, (t. cam.)
abbarcarsi.
legno dell’aratro ove poggia la
Munnùcchlo, nc. covone, manella, mano.
gregna, il fascio delle messi sec
Manùl0, agg. di chi è solito me
che.
nar le mani percuotendo altri.
Manta, ne. liana, coltre di lana
gI'OSSB- IIIIIIII I campana, nc_
Mappa, no. tirafondo, strumento
crona (t. mar.) macchina per ca curvo_di ferro dei bottai per ti
ricare e scaricar le navi. rare il secondo fondo, simile al
cane ma senza manico di legno
llanlagna, nc. rezzo, luogo fresco
riparato dal Sole. lllnppàlfl, no. fardello, sofl’oggiata,

MrWMMVN/\Àfn ,- ..«>,.- .-.- -


___-_
-111
massa di robbe ravvolte in un l'id. spaco marcinèse vale add
panno e ligata per portarla altro raccio. '
ve.
Mai-corro, ne. Con questa voce il vol
iuappina, ne. canovaccio, pezzo di go intende lemaccbie della Luna
tela grossa per lo più di cana rappresentanti un deforme viso
pa ad uso di spolverare o per umano, e l’usa per ingiuria
cucina - met. donna lurida. Prov. Simile cn simile dice Mar
coll‘o, che vale, ognuno cerchi
l|lalen0. nc. manrovescio. forte
chi gli sia di pari condizione, e
percosse. col rovescio della ma
s'adduce l‘autorità d’un ideale.
no sulla faccia.
Maremùsclo, nc. mar grande, così
Mara, interp. guai, unito ad un vien distinto il mare esteriore
pronome come mora me vale dal piccolo, der. dal lai. mare
povero me. maius.
Maràngiu, ne. melarancia, frutta. Marènaf, nc. amorino, amarasca,a
del melarancio, markng;,ofrizza, griolla, frutta simile alla cilie
nc. celrangolo, melangola, frutta gia ma agra.
del melangolo.
Margiàie, nc. manica, ed è della
marangiàna, ne. molignana, me zappa e marra der. da marra.
lanzana, pelronciana, specie di
frutto a borsa color viola, che Marciana di viinto, ne. rabbolala,
si usa per minestra. . (l. mar.) l’abbaruffarsi del mare
quando si mette in burrasca:
Marnngiio, ne. melarancelo, luogo
che in dial. dicesi vuggniarc,
pieno di melaranci. rubbolare.
lllill'avuèlt0. ne. rana, ranocchio,a
Marlamùgua, ne. gazzarra, l’ulti
nimale che vive nelle paludi. mo sparo strepitoso de’ fuochi
Una metamorfosi si osserva nel artificiali.
la rane che appena nate sono
veri pescicoli appellati girini, Mancia, nc. ladra, la tasca presso
capoccioni o padellacci e respi il petto nell‘interno del vestito.
rano per le branchie, cresciuti
Marlllncfldd0, ne. traforello, la
si trasformano in animali, cac
drancolo, piccolo ladro.
ciano le zampe e chiuse le brani
chic respirano pe’polmoni. Marmlsola, ne. melello, specie di
aringa molto piccola che si pe
Marcùto, ag. a buon mercato, a
sca nel mar di Livorno.
prezzo discreto.
‘ i \
Marco, nc. corvo, uccello agreste. Marmo, ne. marmotta, ceppo di
marmo su cui i calzolai batto
Marcinèse, agg. di avaro, onde no le suole.

C>-. ,«- ’.‘:;:flruC‘“î «=‘;‘.E:::Î


_112
:uarocghla , ne. conchiglia bi Masflo. ne. maschio, ogni animi -
valve simile all‘ostrica ma mol la di sesso mascolino.
to più piccola, e detta così dal
disgustoso suo sapore :unarogno Masco o. nzlrragkhla.
10. Si attacca tenacemente alle
valve delle ostriche e muscoli e .1|ascòne, ne. ganascione, colpo da
con una tromba che caccia dal to con mano aperta sulla guan
centro della sua valva anteriore cia. L’s, suona come il ch,fran
perfora sottilmente quella della cese.
conchiglia cui si 'e attaccata e
ne sugge la sostanza onde quel Massa, ne. lasagne, pasta casa
la dimagrisce. linga assottiglìata col mattarel
lo e tagliata a lunghe liste per
Marplòne, agg. astuto. malizioso. minestra.

Marrazzo, ne. mannarola, stru Mastagghiuto, a agg. di persona


mento di ferro de’bottai per i ben tarchiata e vigor0sa.
sgrossar le doghe, maneggiabile
con una sola mano. MasiMlu, ne. trappola da topi.

Marllldd0 , no. martellof, strumen Ilatal’óne, rw. ingombro, cosa che


to di ferro con manico di legno occupa molto spazio o volume,
per batter chiodi. l’usa il volgo.
- Màrvula, ne. malva, erba medici Maìafùnl v. Sarslame.
nale comune ne‘campi.
Malassa di vllmo, ne. remolino,
Mdrzaróla, ne. arzagola, uccello scionata, nodo o gruppo di ven
d’acqua di cui si fa caccia in ti che atterisce i marinai.
Marzo donde il nome.
Malassàro, ne. aspo, naspo, bin
piaccia, ne. magia, mattia, facimola,
pretesa arte di fare incantesi dolo, e un pezzo di canna lun
mi, e masclàro vale mago, sire ga poco più di un metro aven
te agli estremi conficcati due
gene.
pinoli sul quale si forma la
Masclùre, on. arroncare (l. cam.) matassa donde il nome.
der. da maggio il toglier le er
Matèra, ne. madiere, (1. mar.) ma
be da’campi e da’vignetì che si
tera e voce antiquata; ciascu
', fa in detto mese, onde l’opera
no de’pezzi medii delle coste
zione dicesi in dia]. uniscia e
che insieme formano il fondo
macclatùra.
della barca, essi sonoinnestati
Mùsclo, np. maggio, nome di me nella chiglia ad angoli retti on
se dal lat. maius. de son paralleli tra loro.
\

W", '_/’\v / v.N./f.z:\fw_


. W ._
_113_
iuairèia, nc.madriyna, la moglie fluzzlcùr0, va. masticare, il iran
del padre di uno e più figli con gere il cibo e altro co'denti.
la moglie premorta.
innalzicuiùro, nc. frenello, stru
lllnlrlcóue, ne. islerismo, male di mento de’maniscalcbi che si met
utero nelle donne. te in bocca alle bestie per fare
lllatlareddn, ne. ta/Teria, vaso di uscire sangue e bava aiiìn di
legno simile ad un bacino. scaricarsi la testa.
mazzii-re. ne. ramarro, chi dirige
Mailòne. nc. ambrogetta, quadrel
l’ordine nelle processioni.
le di marmo e terra cotta per
coprir pavimenti; i quadrango lllallo. ne. cunzia, fascette d’er
lari sottili di terra cotta dicen be odorose, e canziera è il va
si quadrucci; i più grandiequa so in cui si mette-agg.magro.
dri, quadroni.
un uola,nc.mazzapicchio,strumen
Mattunùta, ne. mattanato e am to de'bottai per istringere e fer
malt0nato, è quello fatto con le mare i cerchi.
ambrogette in piano-manuali
la a iagzhio, ammattonato a col nunòne,nc. ghiozzo, merluzzo, sor
tello. ta di pesce comune.

Maulòue, ne. simulatore, uomo rubracchio. ne. ombracolo, frasca


finto. to, copertura iatta di frasche in
luogo aperto.
Maurizio, ne. regolizia, liquirizia
lllbrlacàl'c, va. avvinazzare-np.
llauamurru. ne. quantità di fan ubbriacarsl.
ciulli plebei.
iuhriàco. ugg. abbriaco, auvinate,
Mozzaredde‘. ne. bacchette. son avvinazzato, der. dalle spagnuo
quelle con cui si batte il tam lo thrlu50-t'd. scer'a ucg
huro. chic. essere ubbriaco-omo di
vino clini‘u canino, ogni cento
Mozzarlldilo. ne. lisciapiante, pez
ubbriachi un carlino, cioè che
zo di legno col quale i calzolai
l’ubbriaco nulla vale.
lisciano le piante.
illallùll, uc. bastonata, vale pure ubruèggino. ne. imbroglio, diser
colpo di coltello-al pl. rissa. dine confuso di cose, talvolta
con inganno e frode.
cannella. ne. piccola mercede che
nihrusghiàre, va. imbrogliare, il
danno gli artefici ai fattori, e
tramare una irode-ravuiluppa
garzeni per servizio prestato.
re, de’fili della matassa-metter
lluzlùla, nc.bastonatura,carpiccio. sessopra e senza ordine le cose.
8

_nlw__nn.__ .
+114
iiiinrugglilòne. no. imbroglione, me .ueuza. nc. mezzina, brocca per
slatore. . vino della misura di dieci litri,
ed il vino stesso di tal misura
illhrumma, nc. voce che esprime
il dare a bere a'bambini. Meuzadla, nc. mezzogiorno, 1’ ora
della metà del giorno.
uhrusclnàre, un. amma/fìre, dice
si di frutta che infracidandosi si merce, ne. frego, cicatrice che ri
cuoprono esternamente di una mane d’un taglio sul corpo u
patina bianca. e polverosa. mano, 1;. stacchle.

Mburracclarsl, vnp. abborracciar Mèrula, ne. mergo, merlo, uccello


si, ubbriacarsi, der. dallo spa noto.
gnuolo emborrachùr.
illesùle. nc. mappa, tovaglia della
Men, agg. poss. mia, dal lat. mea. mensa.
Mele, pron. me, la sillaba aggiu lllescapesca. nc. mescolamento, in
gnesi per paragoge, e la voce tramischianza, miscela di cose,
usasi pure in Toscana. propr. di vivande ed usasi per
dispregio. Le due s, hanno il
llclàna. nc. inghiostro, liquido ne suono del eh, francese.
ro della seppia e del totano con
tenuto in una borsetta: deriva lIlèsole, np. È il nome di una con
dal greco asi.av, nero. trada nell’agro tarantino posta
in alto piano. La parola e com
Mellnfante, nc. berlingozzo, vivan posta dalle due voci siriache
da fatta di fior di farina intrisa mes, piano, ed olam. allo, qua
di uova e quindi tagliuzzata per si plano alto.
far minestra.
nleslllùra. nc. l'edera, guscio ester
Melissa, ne. appiastro, erba odo no del guanciale.
ritera.
Mastro. ne. capo artefice-meslro
Melùla. no. scardafone, piattola, d‘aula-tic. legnaiuolo, falegna
- specie d’insetto nero, molle e me -Prov. non pare mastro,
schifoso. vale l’artefice si conosce dall‘o
Menàldn, nc. degagna (l. pist re pera sua.
te lunga e larga da pesca. estro, nc. sassi, giuoco fanciul
lesco che consiste nel porre te
Menna. nc. mammella, cizza, pop
sa una pietra detta meslro e
pa della femmina d’ogni ani
preti. sassi col denaro sopra; i
male. giuocanti tirano con lastrine pur
lllenlàsclna. nc. mentastro, incen di pietra da una distanza desi
sarta, menta selvatica. gnata. Colpita la pietra, il dena
-115
Aro caduto si vince da que’ che mar.) asta lunga con ferro cur
hanno le loro lastrine più vici vo in cima per afferrare la barca.
no alle monete, e queste se son
più d’appresso al sussi si rico uliògna ma tasso, animaletto sel
mincia il giuoco. vatico la cui carne e sa pidissî
ma, e‘ peli assai ricercati per la
Mela. v. Plgnone. morbidezza donde si fanno spaz
intarsi. onp. incamminarsi, metter zole e pennelli da barbiere.
si in via, partirsi da un luogo. luflòne, nc. cocomero, anguria, so
nuam. ne. avviamento, 1’ atto del no que'd'acqua;mellone , popone
mettersi in via-met. principio que’ di pane ; quello poi che ha
di operazione. forma di una mela dicesi melo
popone.
micclo. nc. miccia, pezzetto di M
ne intrisa di nitro per accende Mllularsl. onp. voltolarsi nella pol
rei fuochi pirotecnici - met. met. vere, e delle bestie: stamazzara
ler‘u micclo. suscitare o pro de‘ polli - id. mo si mllùta, di
muovere dissensione. cesi di chi è in atto di piegar.
si all’altrui volere, od in circo
ulculeechle.nc. manicaretli, boc stanze consimilì per celia.
concini appetitosi, l’uso. il volge.
llllnchlunllàle, no. ignoranza di
Mid6dda, ne. cervello, ingegno mente, usata in astratto e collet.
id. mangiars‘a midodda, discer tiv a di tutti gl' ignorantì- Prov.
vellarsi, mettere a tortura il cer Pùvlr‘e mlnulcà è a Illusut‘la.
vello. Il volgo dice mlroddu. rlcn‘ e pumpòs’a mlnchlunllate,

lllluzo punto. o. Casere.


vale i dotti son poveri, gl’igno
ranli ricchi. [fusa il volgo.
Mllcllco. ne. medico, chi professa
l’arte salutare - Proo. Plecla zulneua. ne. minaccia, e voce del
chiaro e fa a fica a u ml|dico. volgo.
corrisponde al proverbio tosca
Mlnghlarllddo. ne. (t. mar.) ver
no, chi piscia chiaro ha in tasca
me marino che serve di e
il medico, e vale adempi al tuo
sca nelle pescagìoni-o. Piz
dovere e non aver temenza. La
zamurìna.
ragionedi ciò si e che come le
urine torbide sono indizìi d‘in Minghlata. nc. trappoleria. frode,
fermità, come di sanità le chia burla solenne.
re, in questo caso non si ha bi
sogno del medico. Illinghiuèuolo, u. Pluamàrlln.
mn mln lòn lòn. id. voce di ar
lllllnulo, v. Quecciolo.
monia imitativa del suono di
lllluzmarlnàro, nc. arpione, (te-r campane nella morte de’ poveri.
'-116
,hlnncdda.nc.piccola mammella, ma maso, ne. pentolaia, quantità di
usasi in senso traslato e vale legumi da potersi ben cuocere
fonte di doni e favori che _uno nella pentola.
ritrova in altrui e ne profitta.
mamme. ne. impertinenze fanciul
_-iulnòscla, nc. frugaglia, pesce mi [esche
nutissimo in massa; la quale
massa se è di sarde minutissi nllùlo. v. Mamozlo.
me dicesi paraso o parazzo. _ illlzzòne. ne. mozzlcone, residuo
lllmlècchl0, ne. monocchio, chi ha di sigaro -greppo, vaso di
un sol occhio. terra cotta in cui si mette l’ac
qua per le galline.
Mlnzùna, v. Vela,
lllmasclatàra, agg. relatrice. didon
Ilnzùddo, ne. maggio, misura delle na che porta imbasciate.
vettovaglie e civaie, dicesi pure
umano, ne. basto, bardatura che
dell‘estensione eguale a quattro
si pone alla bestia per portare
stoppelli pari a circa 34. are.
la soma.
Mlodda. v. Boia.
Mmcra, prepos. verso, circa.
luircuredcla. ne. marcarella, pian
Mmoccu minacce, m0.QEU. essere
ta medicinale purgativa_. met.
nell’armeggiare, parlandosi di co
tremerella_ per timore concepito.
sa che non si ricorda. e si dice
'llllrènlla, ne. merenda, piccola re tenerla sulle labbra.
fezione che si da al fanciulli.
Mo, v. dif. da qui, usasi quando
erflràlo. np. Inverberato, suono uno riceve una cosa -È pure
di campana e messa quotidiana avv. di tempo e vale ora, rad
mezz'ora prima del mezzodì per doppiato momò, vale in questo
legato della famiglia lnverberato momento, usasi pure mane e va
al Capitolo tarantino. le adesso. -
uoddo, a, agg. molle.
Misarùlo. agg. di operaio a paga
mensile deriva dallo spagnuolo motu, ne. ubb‘riachezza, - id. mo
mesero. l'a shruvlgnàta . ubbriachezza
completa. ‘
ulscllàla."nc. specie di focaccia
che si fa. la vigilia dell’Imma ilògghla, nc. fanghigiia, meta, motu,
colata... fan-go liquido; se è duro dicesi
fango, met. cosa vile e di niun
lllssère, ag. stupido, dicesiper ce conto.
lia-id. fare mlssère a uno.
‘ trappoiarlo. Molufùrbl6l, nc. arrotino, arrola

W,
‘ ”" ‘LA
-117_
tore, chi aiîila forbici, coltelli Morra, ne. gregge, quantità di pe
ed altri ferri sulla cote. core, capre o maiali uniti. ’
llùnaco, .nc. colatoio, torcifeccia, Morseiie, ne. morsetti, arnesi d'o
arnese per colàre.il vine dalla reiice che stringono‘i metalli la
feccia; le sue parti sono un lun
vorati per limarli, ferarli e se-:
go palo. una fune per tener so gare: le parti stringenti diconsi
speso il colatoio, un sacco in ganasce.
cui si versa la feccia col vino
mescolato che preti. dicesi cola ’lllosca, ne. beco, insetto che rode
e calza, ed un tinello brenta a le ulive.
forma di cono tronco entro cui
percola il vino dal sacco: il vi MOBCBICIIB, v . fifll'Dfl.
no percolato dicesi in dial. chia _.ll08èla, ne. mosca, insetto mole.
rliddo, e l’uomo che esercita sto-cacca, bottoncino metal
tal mestiere munaciàro, prep. lico in cima al fuse-id. mo.
brentatore. scia fuso, scocca il fuso, ingiu
mousere. va. molgere. mugnere, ria a donna Sfaticata.
lo spremere il latte dalle mani
mostra, ne. saggìuolo. piccol fia
melle delle femmine degli ani
sco o boccettina in cui si per
mali -met. carpire destramen
ta il vino per mostra. perché
te e a poco per volta- Prov.
altri ne faccia il saggio. Quello
A bona monge a tristo pongo,
dell’olio in dia]. dicesi campio
vale la parola buona smorza
uc-ielaio maestro, sono tre lar
l'ira, la cattiva l’accende.
ghe liste ad angoli retti posti
Monte di Il quecclll, np. Fonta d’interno alla bussola, ingan-7
nella, piccola spiaggia di mar gherato un solo lato per chiu
piccole colma di frantumi di dere o aprire.
murici ivi accolti sin dall‘anti
lflpacchlal'tl, va. imparare amen
chita sotto il giardino dell‘ex
te, dicesi di lezione e altro.
Convento degli Alcantarini, e son
quelli stessi da' cui frutti=gli an nipucchiursl, on. abbriacarsi usa
tichi ricavarone la porpora, nel si per celia.
le adiacenze del qual luogo e
rano le officine. n1pagghialùru, no. amenorrea, ma- '
latlia delle donne che han par
Morbo, ne. moriccia, quantità ini
terito.
sta di terra e pietre uscita da’fah
brichi disfatti. illpamo. a, ag. infame, birbo.‘ accr.
mpumòue. birbaccione, l‘usa il
nloriu' e morsa , ne. merchia, mor
volge. '
cia, la feccia deli’oiio, der. dal
le spagnuole morgu. upnpueehihre,‘ va. _ infinoccta'are,
-ll8
burlare, persuadere alcuno con nu mprllslo, prestare alcuna
ciarle. cosa gratuitamente e con resti
lllpnlllllùto, ag. dacchiame, aggiun tuzione; quando si fa con frutto
to di uve semi appassite per far
dicesi mutuo, e’ frutti poi interes
migliore il vino. si.
Mpusimàre. va. insaldare, dar la
uplcllùlo. ag. sudicio, grommato
- id. Ilntoc mplcllùl0, vale
salda ai pannilini.
grommalo di lordura. inual'i. ave. spracche, onomatopea
upign‘a prep. comp. sino a, l‘usa di chi imbocca voracemente e
il volgo. poi riapre la bocca che dicesi
pure ingol/‘o.
lllplfln. m. tomaia, parte della
Muccàre, va. rovesciare, il far ca
scarpa che cuopre il collo del
dere vasi, sedia o il piegarli -
piede; der. dal francese ampèznc.
rimboccare, il porre un vaso con
lllpllrna mpllrna , m0. avv. 01) la bocca in giù.
portunamente, l’usa il valgo.
illùcchl0. nc slipa,fastello,piantale
lplrnacchlùre, va. frodare, il dar gnosa da ardere.
robba cattiva per buona.
lllucclcuerno, nc. nifo, ni/folo, vi
Ilplllu'sl, vnp. introdursi ne’ fatti so collcrico, onde l’id. lener'u
altrui-id. mplzzare l’uccchl, mucclcuerno, corrisponde all'i.
adocchiare, e vale desiderare u taliano fare il nilfolo, cioè mo
na cosa. strare il malcontento in viso.
nlpluirlclo. ave. in cima, a perpen Musco, ne. muco, moccio, umore
dicolo, e dicesi di chi trovasi mo denso che percola dal naso; qu'an'
ralmente o fisicamente in peri do si tira su, l'atto dicesi in dial‘
colo. . surchlàre.

lllpodda. ne. bolla, boccia, vesci llùcculo, ne. moccolaia, il fungo


chetta alla pelle o per umori o che fa il lucignolo acceso - bioc
scottatura. colo, e la cera che colando si
condensa in faccia alla stessa
lllpoun. ne. stroscia, corso d’acqua candela.
nelle dirotte piogge il cui rumo
re dicesi straccio. uuccuiòne, ag. di uomo balordo.
illprenàre.ca.fecondare,impregnare, Muccùso, ag. moccioso, moccicoso,
der. dallo spagnuolo emprcnar chi e imbrattato di moccio, e
- met. seccare alcuno con ciarle. met. balordo.

llprllslo , ne. prestanza,-id. tare lucitare. va. lordare, inzavardare,


-119
commaculare, macchiare, assozza stare chlù muerto ca vivo, le
re, insadiciare. mere fortemente.

Mucilazza, ne. bagascia, donna lu nluèrvoio, ne. molo di mare; met.


rida-id. mucltazza ‘ll ii la! il moccio denso che percola dal
va di il cani, dicesi per ingiu naso, quasi piccolo morbo-id
ria a donna laida. appenncr'u muervoio, vale GS
ser di volto mesto.
Muclllu, nc. lola, lordara, calarzo,
sadiciame; in senso morale co illuezzico, ne. morsicatura, morso,
sa indecente - cerume, lordura morsecchiatura.
delle orecchie.
Mufliiiòne, ne. labiale, musone, col
l|lùcllo, dg. lordo, sporco; accr po nelle labbra col dorso della
mucltòne, guitlo, sciatto. mano.

Muddica, ne. molsa, midollo, molli un;ghièra, ne. moglie, mogliera.


ca, la parte del pane sotto la illu5flflccl), nc. fango liquido nel
scorza, e la carne senza le os - le vie in gran copia- acqua
sa. 0 molta gittata nella stanza.
Muddicoia, ne. bricia, briciola, mi uùgniii, ne. broccoli, specie di ca
ca, minuzzoli del pane che ca voli- id. tenere il mugnlll, va
dono mangiando o fettandosi o le essere schi/illeso.
grattuggiandolo; der. da moleco
la -id. fare muddicoie muddico. Mugnilùso e mugniiòsa. ag, schi
le, vale amminnlare, slritolare, e flll‘oso, a, dicesi di chi sempre
dicesi di qualunque cosa si ri si lamenta anche per poco.
duca in minuti pezzi.
Mullddo ed al pl. mulèddlrt. ne.
lluddlsco, dg. molliccio, premice, mela, frutta del melo.
dicesi di fruite il cui guscio le Mullnùl‘o, ne. mugnaio, pistrinaro.
gnoso può frangersi con le mani.
Mulino. ne. molino, centimolo, pi
Muenlo,nc. unguento,voceldel volgo. strino, macchina da macinare il
frumento. Le sue parti sono la
lllllèl‘0, nc_. modo, maniera, garbo,
rola, rabecchio, e quella dentata
l’usa il valgo. - - rutllddo , tentennella, parte del.
la ruota che mette in moto'la
illuerso. ave. poco, quasi un mor
macina - iramoscia, tramoggia,
so.
cassetta di legno da cui scende
llluerto,ag. morto, voce spagnu'o il grano nella macina- iara
la -- id. spiriiùs‘e muerro di fa pllddl. nottate, due pezzi di le
me, vale superbo e pezzente gno che tengon ligati con cordi
-120
cina altri pezzi di ferro i quali allargar le piante erbe o frutti
cadono finito il grano nella tra
quando son folti perché cresca
moggin - palo, caviglia, asta di
no meglio.
fieno che fa girare la tentennel
la c la macina - arvulo . stile, iuunnutùra. nc. atto del diradare
grosso albero verticale che gira le piafite-porrigginc, forfora
to da un asta orizzontale in dial. che si forma sulla testa de‘ bam
sclùso per mezzo dell’animale bini.
mette in movimento la macchina
--ponll. balzuoli, due legni o Mulm0. ne. mondo, met. quantità.
rizzontali bistondi entro cui gira straordinaria di cose detto iper
lo stile. ' bolicamente - id. u munno d‘o
ccl. il mondo d'oggi, e valei co
uu|ietta, ne. erro, ferro a molla
stumi di oggidi, i tempi che cor
cui si raccomanda la secchia sul rono - nu munno, avv. assai.
pozzi.
llunllvùta, nc. nominata, fama, ed
Iulleltòlle, ne. stile, arma insidio
usasi con gli aggiunti bona o
sa e lunga. oltre la misura.
mala.
i
lllulo, no. bastardo, dim, muiuc
chllddo, ed ace. mùlucchlùne, Munlòuc, ne. ariete, il maschio del
appellativi di dispreggio a chi
la pecora - muntòned'allca,nc.
non e nato legittimamente. tassone, gran cumulo d’alghe ed
altre piante marine che si radu
inummlle, nc. fiasco, vaso di cre nano nelle rive o nelle secche
ta rustica non invetriato simile - macca, mucchio di cose ven’
alla boccia nella forma per uso dibili e mangerecce -masiera
di acqua e di latte. Il rumore o mora , massa di pietre , la
che fa il liquido uscendo dicesi quale se si fa nn’ campi dice
prett. per armonia imitativa glò si macia, al pi. mlntonlrl, negli
glò. ultimi due significali dicesi pu
re in dici. rlmlntòne. '
lIlnmrlàle. nc. memoriale, supplica
‘in iscritto. Murùle. nc. corrente, pezzo di tra
ve segato per lungo che serve
munacedde (fare il), ca. dilocca-I
alle impalcature.
re, il separare il grosso della
trebbiatura nel ventolarsi. Muràta. nc. discotato, (t. mar.) pa
c rapetto della nave detto pure
illuuaclùro. v. monaco.
opera morta; il parapetto fat
lllllllglll. nc. brusta, tritume di to di vele vecchie ed altri vec
carbone. chi attrezzi per difendersi da
qualche assalto nemico dicesi
illunnùrc. va. mondare, diradare, prop. paglietto.
-121-
llul'clnàra. nc. berghinella, donna scaglioni per la quale dalla par
plebea c di mala fama, e dicesi te superiore della città si scen
per ingiuria. de alla via sottoposta detta di
illurèna, ne. morena, sorta di pe Mezzo è composta da muro rot'
sce della famiglia delle anguille, to. Anticamente il punto ove
variopinto e senza squame: cre successe il taglio era in linea
desi anfibio e che s’accoppii ai delle mura della rocca dal lato
serpi. La morena. dà la caccia orientale, poiché tutto il di sot
al polipo situandosiad arco stret to era mare e fu terrapienato
to di cerchio ed esponendo la per decreto dell’imperatore Ni
sua coda in faccia allo scoglio ceforo aifin d‘ingrandlrsi la cit
ov'è il' polipo, questo la stringe tii. E per farsi le communicazio
con le sue grande ed allora la ni con la parte sottoposta con
morena si lancia sù, e co’dcnii venne romper le mura in pun
a foggia di sega taglia e si man ti diversi dando a'diversi sdruc
gia le granfìe. cicli la sua denominazione una
delle quali è Murrulto o. plsler
llllflèta. ne. sgabuzzino, tugurio, vula'.
stanza stretta e meschina; l‘usa
il volgo. iuurlaccina. ag. morticina, è' la
carne di pecora morta ma non
llurère, on. morire. uccisa.
inuflmàgglo, np. È una contrada Murme. ne. mortaio, arnese di
campestre al nord dell’odierna pietra o bronzo in cui si batte
città ov’erano le mura maggiori col pestello in dial. Disalùro v. ’
della prima città. come la paro il piccolo mortaio di legno di
la lo dimostra muri maiores. cesi bacìoccolo.
Questa in la città distrutta dagli
Spartani. V. Tara. lllurlcdda. ne. martella, mirto, pian
ta selvatica le cui coccole dicon'
Murra. ne. mora, giuoco fra due si mirtilli dalle quali cavasi un
o più persone con cui alzando olio essenziale.
le dita di una manoe profieren
do ciascuno un numero si cer Iurllère. ne. terriccio, concio ma
chi indovinarlo per vincere. cero di poca calce e molta ter
ra stemperétta con acqua, der_
nurrérne. ne. lezii, fastidii, atti fa dal francese m0rller.
stidiosi e dispiacevoli.
Murtlflcaral. vnp. per met. amo.
Murrllllùso, e ùsa agg. fastidioso, a. reggiare senza esser corrisposto
Murrull0. ’np. Questa voce scritta
ed usasi per dilegio._
a capo di una via declive e a Murtòre (supier g) 0?}. dindonam,
-122
il suono della campana qua e Musco, nc. omero, parte del corpo
là a distesa. umano sulla spalla su cui si por
tano pesi, al pl. moschlrl. L’s
Murvlddo, ne. morbillo, malattia suona come il ch, francese.
de’bambini simile al vaiuolo
murvldd'aequarùlo, morbiglio Musllllr0 e hlusllèra, ag. ficca
ne, varicella. naso, soppottiere, dicesi di chi
va indagando i fatti altrui per
lllurvulòne, nc. mansione, grosso sola curiosità.
moccio detto per celia.
illusiamiinio, ne. curiosità, di sa
Musaròla, ne. cavagno, arnese che pere o d’ingerirsi ne’fatti altrui.
si mette alla bocca delle bestie
per impedir loro di mangiare. illuso, ne. labbro - muso di [mer
co, grifo, gragno - id. poriar‘u
muscagghlùio. nc. moscerino, mo
muso, portare il broncio-met
scherella, piccolissimo insetto vo ler’u muso. intrigarsi ne’fatti
latile. altrui-a mùs'a mùso, mo. ava,
Musealiddòne, ne. alamanna, se in molta vicinanza.
ralamanna, una bianca, grossa iuustazza. ne. barba de’mascoli
e dolce simile alla moscadella.
(cozze nere).
uuscailiddo, ne. moscadella; uva
Muslazzo. ne. mostacchio, muslam
e vino che ha sapore di moscado. chic, pelo lungo che copre il
nlùscere e musclùre, 1m. maggire, labbro superiore - id. cosa c' u
mormorare, ma usasi spesso con muslazzo, cosa co’ fiocchi, ec
la negazione no, e vale chi non cellente.
si duole nelle contrarietà, onde muslazzbne, ne. mostaccione, col
l’id. no rosee e no musce, non
po di manrovescio sul mostac»
regge e non maggisce, voce tra
chic.
alata dal sordo rumore di certi
animali. Mustazzuèlo, nc. mostacciaolo, do]
uschèra, nc. mescainola, arnese ciume di farina, zucchero, man
di ferro filato e sottilissimo a dorle trite e cannella.
forma di un emisfero con cui illusio, nc. mosto, vino nuovo spre
cuopronsi le vivande ole‘ frutte muto dalle uve non ancora spo
per custodirle dalle mosche. glio del sedimento. Quello che
cola spontaneo dalle uve peste
Muschlllo, ne. mescione, piccolo
e fermentate dicesi crovello, quel
insetto alato che nasce dal fer
lo che esce dalla grassa o vi
mento del mosto.
naccia spremuta nello strettoio
Ilùeclùre, v. mhscere. si appella torchiatico; la lacri
-123
ma poi presmone: grillare, e il si dà una cosa, e vale prendi
fermentare che a il mosto nel e come interp. di meraviglia e
la botte. vale oh I.
liuto, ne. imbuto, arnese conico Naca, ne. culla, sana, ove si ad
di latta o di argilla con cannel dormentano ibambini-al pl
lo per passare i liquidi d'uno bracchie, irami più vecchi e
in altro vaso. Quello di legno più grossi dell'albero.
per introdurre il Vino nelle bot
ti dicesi pevera o imbottiloio. Naccurilddo, ne. scombro, pesce
lllllll'la, ne. faccia tosta. della famiglia delle palamite.
Questo pesce suol salarsi ed al
Malto.nc.motl0,detto arguto-Prov. lorai pescatori tarantinilo chia
non c'è multo cl non c'è par mano Htllllll'0.
i'o lutto, non vi e molto che
non abbia la sua parte di vero. Naccaro. ne. scappellotto, colpo da
to in testa con la mano conca
Muzzar'edda, U. Provola.
va, e corrisponde alla frase ita
Muzzicùr0, va. morsicare, morde liana sonar le nacchere che vale
re - Prou. Addo mozzlca la ca dar busse.
in miu‘u pilo, al luogo morsi
cato dal cane metti il suo pelo, Nagghliro, v. Trappliùro.
vale ricavare il rimedio dalla mina, interp.oh! vedi la! ed e di
stesso causa che fece il danno: sorpresa e meraviglia.
Cosi dicono igiuocatori quando
perdendo ad un giuoco si osti Manca, ne. golosità, dicesi del filo
nano nello stesso giuoco nella interno della coda del gatto per
speranza di rifare la perdita - cui credesi che sia golosa e la
id. muzzicarsi Il vòvlli, pen dra - id. lener‘a nanea' com' a
tirsi di aver fatto o detto alcu Il lane, vale essere soverchiamen
na cosa e viceversa. te goloso - a sette manche, go
losissimo.
Mazzo, dg. mondo, dicesi di cosa
cui manca una parte, e di per Hanno, ne. pitale, vaso dein agire
sona cui manca una mano o menti - ano, il padre di uno dei
un braccio o avendola non ne genitori di alcuno, e nanna, e
abbia l’uso. l'ava, der. dal greco nqu, che
lluzzòne, ne. cerume, pezzetto re vale zia, quindi si usa nel signi'
siduale di candela. ficato di ascendente.

Nannucrco e nanuorca. n. intell


0
N orco, biliorsa, chimera, trentavec
sa, art. ind. una, usasi pure co chic, esseri immaginarii e mo
me imperativo difettivo quando struosi che nominano ne’ loro
-124-
racconti le donne per impaurire mantenersi fermo a galla supino.
i fanciulli o per dilettarli.
Nullcùle. no. traversone (l. cani.)
Nasca|eflo o scaletta, ne. masliga traversa di legno ne’carri ove i
loro, strumento de’ maniscalchi buoi poggiano le natiche, donde
a foggia di lira con un cerchio il nome.
nel mezzo per tenere in. certe
Natredda, ne. piccola anilra, uc
malattie del cavallo aperta la
cello palustre di cui 45. sono le
bocca ed introdurvi il braccio ai specie.
fln di promuoverela salivazione.
Naugùre, un. vagare (t. mar.) spin
manche, ne. narici, i fori respirato
gere la barca innanzi co‘ remi
rii del naso. il vagare all’indietro dicesi in
Nàsclla, ne. gola, segno che viene dia]. su.
sulle carni de’ bambini con la » inviilglanle, ne. marinaro, quasi
loro nascita e dura per tutta la
veleggiante in nave. ’
vita senza che rechi fastidio.
Nazzlcamllnlo, no. il dondolare:
Naslcchlo, nc. nasuccio , naso assai
la voce e di cadenza spagnuola.
piccolo. \ ‘
Na1zlcàrc. va. dondolare, cullare,
lelldd0, ne. nasello, ferro posto
il dimenar la. culla de’ bambini
alle narici de’ buoi per tenerli per add rmentarli.
frenati-parte della chiave v.
chlela. Nulllchll ne. dondolalura: dim,
nazzlcaredda, dicesi di chi la
Naso, ne. naso, (l. mar.) pezzo di mosse come se si dondolasse, e
legno ritto sulla prora della na
si usa per rimprovero a’ fan
ve ordinariamente _o pittato o ciulli.
coverto di pelle -naso dl prura,
becco e la punta della prua Ncugnarsi, vnp. dispiacersi, mostra
naso plzzùlo, naso appuntato, re la dispiacenza nel volto cor-.
quello con punta acuta- naso rucciato e mesto.
finanze. ozena, puzzo che esala
per ulcerazione dal naso. manna, mo. av. in gola - num
na ncuuua, all’estremo, subita
russa, ne. massa, ritroso, graliccia, mente --' id. vulèr‘ a botta nean
è una gabbia di giunchi di for na, vale essere molto astuto e ma
ma conica per prender pesci. lizioso.

l'altra, un. nolare,remare, lo spin Ncappùre, un. irwìampare, interve


gersi con le mani e piedi che nire, succedere, cadere in alcun
{a la persona in mare-id. Iar‘u tranello - fermare, va. appun
plrgeng, stare a galla morta, il tare un gancio all’imposta
-12’5
alÌ'errare una - esser ritenuto per l‘eruplàll. ne. vivanda di radicchi
le Vesti a chiodo o simili. cotti con legumi mescolati in
Ncappalùro, ne. rampino, gan sieme. ‘
I
cetto. ferruccio che ferma leim Neruclùui, mo. av.a crace, dicesi
poste degli usci 0 finestre. di qualunque cosa situata a tor
ma di croce.
'ueapmnau, ne. rincappeliazione,
aspro rimprovero o rabbutio. ucuddàre, va. agglutinare. incoi.
lare, unir cose con colla - usa.
Ncapulàre, va. aggiogare, mette to neutraimente con la negazio
re il giogo ai buoi-mettere e ne ed una particella pronomi
mettersi al lavoro. nale vale non esser disposto ad
operare, esser pigro per accidia.
Ncarèscere, un. rincarare, cresce
‘ re il prezzo. Ncugnùre , va. incuneare, rafforzar
pietre o legnami nel muro con
ficala, prep. circa - id. ncata clu cunei , ed anche fuori del muro.
c‘0re, intorno a, 0_ circa cinque
ore, der. dal greco un. Ncullùre, va. inquietare, molesiare.
Ncatuilato, il. ascimo. Neurmunhlo. ne. capitozza (t. cam.)
e l’albero a cui son tagliati tut
Ncazzàrsl, vnp. adirarsi, arrovet ti i rami rimanendo il solo cep
tarsi, po per riprodursi.
Ncazzulixre, va. sorprendere, co Ncùllna, no. incudine, grosso pez
gliere alcuno in flagranza di zo di ferro terminante in due
fallo. punte orizzontali e coniche su
Ncuzzululùrn, ne. scarseiiame (t_ cui i terrai battonoi ferri roven
mar.) fasciatura che si fa alle go ti; dim. incudinetta, e quella pic
mene per non consumarsi stro colissima che usano gli orefici
Dìccìandosi insieme. ’ Ndèllc0, ag. mingheriino, dicesi di
Nehlummime, va. impiombare, tu uomo delicato; l’usa il voigo.
rare con piombo iiqueiatto o con mir-mura. ne. filatoio, ferro che
pallini di piombo. s‘iniìlza nei cannuolo che roto
Nemuvùre, va. inchiodare, fermare lando ravvoige il filo per i’ordito.
con chiodi - met..rimbeccare at Néuhla , ne. nebbia, acqua che si
cuno con parole equivoche scher solleva da luoghi bassi ed umi
zevoimente. di in forma vaporosa eche col
lichluvalùn, ne. sproccatura, ieri l'alzarsi del Sole si diiegua.
ta di chiodo o cosa pungente Nèpila, ne. nepitetia, erba campe
al piede del cavallo. stre di odore acuto quasi simi
-126
le alla menta che suolsi metter quasi andar su nel piano: met.
nalle buche delle case per allon l‘incarare, o salire il prezzo del
tanare gli scardafoni in dialetto le merci e derrate.
mllòlc.
Nglilmàre, v. ln5hlmare.
merita,nc. nerita, dal greco vnpim, N;hlmalùra , nc. basta, imbesti
e una conchiglia univalve e tur tara, cucitura abbozzata con pun
binata. Due sono le sue specie ti larghi. I
la spinosa e la liscia; la prima
ha piccole punte, l’altra n’e pri uglngiiimrl, ne. contigia, ornamen
va ed e bianca con solchi spira ti soverchi della persona, e di.
li. La nerita naviga in mare u. cesi pure nzlnglll ngiùngill nel
sando lo scudetto come vela e lo stesso significato.
con la punta inferiore remiga:
ugluramllnlo, ne. daddolo, becchi,
quando il maree agitato scende
scontorcimenti di bocca e di
al fondo e si cela nell’arena.
modi per ischerzo.
Nellacummùnl. ne. bottinaio, net N;lurùre. va. ingiuriare, leggiera
tacessi. offesa con gesti, smorfie o pa
Nellarummàlo, ne. letamaiuolo, chi role; quale se tassi con scontor
raccoglie il letame e le spazza cimenti di bocca cacciando de
ture. formemente la lingua dicesi /ar
le bocche.
Nhnhrùlo, ag. adirato, e sopra
pensiero. Ngbcehla. prep. vicino - ncbechla
n;òcchla, molto vicino.
Nllsllllrsl, vnp. 'ornarsi, preparar
si per sortire, ma usasi ironica Ngrazlàlo, agg. grazioso, aggiunto
mente. di persona di gentili maniere e
fattezze; usasi pure ironicamen
Murchlùlo. Il. l‘orchla.
te per dilegio.
Nfurrare, va. frodare, il dar robba
Ngulàre, va. golare,agognare, l'ap
cattiva per buona.
petire di continuo una cosa di
niurràta, ne. burla, frode. tornagusto.
N5hlnccùre. va. sgorbiare, imbrat 111, pari. pron. ne, che vale di ciò
tar con inghiostro o fango. a noi.
N5hlactd, ne. sgorbie, lordura di Nlcàto, ag. bagnato, quasi iperbo
fango, inchiostro o acqua spor licamente annegato - id. ce noi
ca-fardata, fango o lordura la menta. così dice chi è stato
che gittasi contro un muro. tutta notte bagnato di sudore o
urulmàre, on. salire, ascendere, acqua.
-12'i
Nido di seiureì, ne. topaia, nido N0rchlù ave. non più, basta cosi,
di topi; i buchi fatti da'topi usasi pure esclamativamente: il
ne’muri diconsi topinare. valgo a sfogo d‘ira dice noc
i chiunghlle.
Nienl’e nud, mo. ave. niente all'atto,
per nulla. Noce muddlsco, ne. noce premice
o gentile ed è quel frutto friabi
Nilnnàre, ne. staccia baratta, giuo le con le dita; gli spicchi dicon
co fanciull esco col quale si strin si gherigli, i quali se sono dis
gono due per mano falangi con seccati e legnosi diconsi malesce.
falangi e si dondolano avanti e
Noce. ne. coltello a petto, strumen
dietro cantarellando alcuni ver
to di ferro de’bottai per sgros
setti jl cui principio e la stessa
V008 nllnnàre.
sare le doghe.
Noce di mare, ne. noce, in latino
Ninna, ne. iride, della pupilla del cordlforma, conchiglia bivalve di
l’occhio, der. dalla voce spagnuo cinque specie appellate iii dial.
la nina - v. uecchio. clonca, colorata, rlgàia, scar
Mano, ne. bambino, voce vezzeg pàra e splnòsa. Il frutto è al
giativa per additare un bambi quanto sapido ma duro alla di
no ad un altro: der. dallo spa gestione, ha un becco calloso e
gnuolo nino. rosso col quale sugge l’alimen
to. Le valvole sono durissime
NÌBCII'IIIO, pron. nessuno. ed in alcune specie raspose.
Nivèra, nc. ghiacciata, serbatoio di Noce dl cucddo, id. nocca di collo,
neve o luogo ove si vende, der. colloitola, la giuntura di esso,
dallo spagnuolo nevera. usasi sovente per imprecazione
e vaie che ti possa fiaccare il
mzzo, nc. segno, foro impiomba. collo.
to ne’vasi di terra cotta o rame
ch’è il segno di una determina m‘ogln. do. un poco, quasi si dica
ta misura di vino od olio. un unghia.
No, ave. non, interrogativamente Nomi accordati, Nel dialetto i110
no 9 aflerma e vale non è cosi ? mi proprii seguenti sono cosi
usasi pure none per paragoge. accorciali.

mucca, ne. coccarda, galano, brigl Bella , Subella , Bellina - Eli


dino, nappa, fettuccia rannoda sabetta, Isabella.
ta ed accappiata con pieghe per chela - Michele (fem.)
ornamento. Quella che si pone checchina - Francesca.
alla testiera del cavallo dicesi Ciccio, Cicciiio - Francesco.
rosetta. Cicc, e Tice - Beatrice.
-128-
vinto - Giacinto. N Ienuùle, v. Sarslame.
Clommo - Girolamo.
con, Colelta - Nicola , Nicoletta. Nl|nnùcchlo, ne. intendimento, sen
Jele - Raffaele. no, giudizio, der. da intendere
.laspnrro - Gaspare. che in dial. dicesi mèunere.
.l|nnaru - Gennaro.
Mlnnlechlo, nc. corto intendimento.
Lena. l.lsa - Elena, Elisa.
Manlnn - Maddalena. mlrzarulùla, ne. tasseruolo (t.
1uum - Emilia. ‘ mar.) accorciamento d‘una vela.
Illiml, e Mlllnfl - Domenico.
Pappe, Peppino, seppe - Giu Nllsùl‘0, vn. tendere, il tener tese
. seppe. le membra per torte ra fl’reddu
Nardo - Leonardo. re, der. dallo spagnuolo culesar.
mm -- Margherita.
Sarta - Rosaria.
moscia, ne. ernia, allentatura del
l’anello per rottura del peri
'I‘ltella - Teresa.
Tllla - Giambattista. toneo.
rotonno -- Antonio. Nlranla, ne. belliconvhio, tralce, il
Vuànnl - Giovanni. budello dell‘ombelico de’bambi
ni appena nati: aver. un'unione,
Nonno, a. no. ave, ava, voce usa
budello. l’intestino retto degli
ta da’t’anciulli.
animali-al pi. interame, tutti
gl'intestini.
N0slrùme, ne. guardastiva, nostro
mo, bosmano, (l. mar.) marinaio Niramènte, avv. nel mentre, in
che sulla nave ha i diversi uf questo mentre, l'usa il volge.
ficii indicati.
Nlrùscla, ne. antrace, carbonchio,
Noslròm0, ne. treviere (t. mar.) il tumore cutaneo.
' marinaio che sulle navi visita ed
accomoda le vele. Nlraumùre, va. imbrogliare, froda_
re, l’usa il volge.
fl‘ota Vola, id. di nuovo, un altra
volta. Nlraunùla, v. lraunàta.

Nladdàlo a, ag. indurato, dicesi mravagghiàto,a, ag. afilitlo, infer


di lingerie malamente bucatate mo, mortificato, travagliato,
che divengono color piombo e
dure - id. faccia ntuddàta, IM mravlnère ne. l‘avvenire, il futuro:
eia tosta, detto per rimprovero l’usa ll volga.
ai fanciulli.
Nlravugghlàre, va. intorbidare; np.
Nlarlagghlàre, vn.biosaiare, smoz id ntrovugghiars'u senso, rime
zicar le parole. scolarsi il sangue, per subita
-129
paura -- Il nlramc, sentirsi ac murugghllm, agg. arrotolata, du
cender d’ira, l‘usa il volge. giia, la fune ravvoita a rotolo;
e dicesi anche di qualunque co
mringhuùn, 1m. tremolare, per ec
sa ravvolta in se.
cesso di freddo; avere i brividi.
U
Ntussicùre, va. amareggiare, incol
nitromlsl, v. Melinhnte.
lerire uno oftendendolo con det
Ntrupplcùrc. vn. intoppare, il per ti pungenti - np. incolierirsl per
cuotere un piede con l’altro, o bile.
inciampare in altro oggetto con
Ntustiu'e. un. indurire, divenir du
pericolo di cadere camminando.
ro, der. da i0stare.
Ntrutulin‘e, va. rimescoiare, intri
uu. art. ma. uno.
dere, il rivoltare i liquidi con
farina -met. parlar frettoloso Nucedtla. ne. nocciuola, aveiiana,
che o non s’intende onon va pei eorilo. frutto dei nocciuolo: quan
versi. do è verde dicesi nocchia.
Ntruvulùrsi,vnp. intorbidarsi , par Nudlcarsl. vnp. strozzam', l’attra
landosi dell’atmosfera che si co versarsi del cibo nella strozza
pre di nuvole - rimescoiarsi, con qualche molestia, convenexr
detto di liquidi che agitati s’in do per liberarsi da tale incom
torbidano mescolandosi il puro modo o recerlo, o mandarlo giù
coi sedimento. nello stomaco bevendo dell’ac
umppùre, vn. intoppare, dare del qua e facendovi forza: der. da
piede in alcuna cosa - niet. per nodo, che tra gli altri ha pure
dere il filo del discorso. il significato di strozzamento.
murmlddo, ne. giramento, rimeno,
Nucsll‘0. agg. p9ss. nostro, e voce
ed usasi in senso morale per a
spagnuola.
gitazione di mente derivante da
molesti pensieri. Nusghia, v. Cullchluo.

Nlurnlsclàre, va. parlandosi di ob Numunno, ava. moltissimo. quasi


bietti materiali o dicapogìrof un mondo, parlandosi di quan
vale pure esser agitato da pensie tità.
ri molesti.
Nunno, ne. santoio, padrino di bat
murtlgghlàre, ila. intorcere, agglo
tesimo.
bare, avvolgoiare, aggomitoiare,
il ravvoigere in se cosa qualun Nurchre. va. rigovernare le stovi
que -- np. infagottarsi , coprirsi glie - risciacquare le biancherie
di panni per custodirsi dal fred' bucatate dopo lavate.
do 0 dall’umido. La Voce deriva
dalla spagnuoia entortllal‘. Nurcatùra, ne. ranno, e l’acqua in
9
-130 -
cui si sono risciacquate le bian_ Nzarro . agg. rozzo, onde vecchio
cherie bucatate. uznrro. vale vecchiaccio.

Muro, nc. nodo, l’uso il volgo NZIecùre. va. azzeccare, incollare,


id. nuro du pece. malleolo, osso unire una cosa ad altra con col
prominente del piede - vale pu la o chiodi: quando si fa con
re onore, stima onde l’idiot. crllm glutine dicesi agglatinare.
z'e nur‘ a Slgnurln, e vuol di
mzlddleùre. un. slittare, pioviggina
re parlando con onore e stima
re, pioggia a poche stille.
a Vostra Signoria, quando una
persona inferiore si fa a rispon NZlddkùlo. ag. indanaiato, mzac
dere ad altra dignitosa. cherato, sparso di macchie pic
cole e tonde di fango od altro
Nuslerza. ava. l'altrieri, der. dal
mlddo, a. nc. stilla, vale pure sin.
latino nudias lerlias.
zino, poca quantità. di liquidi a
mulrliu, nc. nulrice, balia, donna doperando il genere secondo l’og
che allatta un bambino altrui; getto liquido onde nu nzlddo di
der. dallo spagnuolo_ nodrizo o vino, un zinzino di vino, un
IIIIII'II. nzlddn d’acqua, un zinzino d’ac
qua.
Nuuo e Nùzzolo. ne. evvi distin Nzl!nal0 . nc. amattamento, cenno,
zione fra queste due voci, un: segno che si fa ad altrui - se
zolo, e l'osso delle pesche, susi gnale, quel che si pone in alcu
ne ed altre frutto; nuuo e quel na cosa per rinvenirla.
lo franto, il quale se non e spre
muto dell’olio appellasì prettam. Nzlmllùre, va. accumulare, mettere
pastone; spremuto poi dicesi san insieme, il raccoglier denari od
sa. sansena.-muzzolo d'alie, e altro a poco a poco e conser
l’osso sano dell’uliva - Nuzzo varli per farne un cumulo.
dl Vammùce, sono i semi del
Nzlno, id. in seno , in grembo -
cotone-nmnolo di cumulo,
n zlno a -prep. dipendente, sino a.
curato, il seme della Siliqua del
carrubo. nzipparsl. vnp. abbricarsi, aderpi
carsi, sollevarsi ritto saltando
Maccàre, va. insaccare, inzeppare,
su qualche luogo.
il cacciar per forza le materie
nell'empire i sacchi e balle Nzlrragghla, ne. toppa, congegno
met. dar busse, onde l’id. nzuc di ferro per serrare-Le sue
eùre no neoz'zo. insaccare un parti sono: museo, sianghelta,
frugone, cioè battendo sul capo ferretto lungo che mosso dalla
altrui le falangi delle dita tenen molla chiude - Iovuzzi. piegate!
dole chiuse. li, ferrucci ripiegati per ove pas
-131
sa la stanghetta iquali sono fer
mi nella toppa - valestra, moli 0
la - cappelletlo, coperchio, e
quello che sostiene la chiave - 0fàuo, ag. vanitoso, dallo Spagnuo
vuimiia. contramolla, quella che lo ufùn0.
dirige l’azione della chiave -
plùncla, piastra, lamina di ferro osna, ne. unghia ed ugna, estre
su cui e congegnata la toppa - nlita cornea alle dita delle ina
bocchetta. baco, il i oro ove s'in ni e de'piedi dell‘uomo e di va
troduce la chiave- mostra, scu rii animali. Quelle cresciute ol
detto, la copertura esterna del tremisura e ricurve diconsi prett
buco - valina, mandata, lo spa grifosi.
zio che percorre la stanghetta
05nlnsanll, ne. Ognissanti, è cosi
ad un volgersi della chiave
appellato dal volgo il mese di
nnsllddo, nasello. ferruzzo che
Novembre dalla festa di Tutti
entra nella chiave femminina. -
i santi il primo di quel mese".
Circa le parti della chiave @
chiela. (Il, cv. o, chi, ehi, usato come art.
del vocativo.
Nzlliu‘c, va. inocalare, innestare,
vaccinare, è l’ innestare il vaio anni e cuochi-id. usato dal
lo col pus vaccino - vale pure marinai e pescatori ad indicare
annestare le piante. il cuoprirsi del cielo di nugolpni
minaccianti pioggia, ma che tosto
Nzilo,rm.insito,inoculazione,vaccina si diradano. Il dial. comune usa
zione, innesto, parlandosi dvlva enghia e sdivàea.

iolo. L‘innesto delle piante dice


0nza, ne. oncia , la dodicesima
si calmo se si fa su pianta sel
parte della libhra-Prou. Darl'a
vatica; marza sulla domestica;
' ruèlill disse Ponza, parla a ro
la scorza che s’impiastra o s’in
toli disse i’oncia, vuol dire, apic
gemma alla pianta dicesi scudo,
gati chiaro.
e l’intaccatura portello.
uri-nesta, ne. orchestra, luogo nel
magna. ne. cengia, cagna, saime,1 . teatri ove suonano i musicanti;
e il grasso strutto di maiale e quella di Chiesa dicesi motoria,
rappreso in vesciche o vasi: quel
lo non strutto dicesi tardone. orchimo. ne. volume, ingombro:
che occupa un corpo; der. dal
Nzurùre, va. ammogliare, dare in greco opzx'rr1, spazio chiuso.
matrimonio, der. dal latino acco
rare: part. nzuràlo. ammoglia usci, ave. oggi-usci a ria, oggi
lo dal latino accoratus. giorno, l’usa il volgo.
-l32
(bolla, v. Sarslame. scendo in sapore e qualità e
Olll'ltl. e onora, ne. ostrica, croc divenuta privativa e ricca. in
eia, dal lat. ostreum,‘e dal gre dustria de’pescatori tarantini.
co oarpeov, e una conchiglia atto la ola. ag. altro e altra: dif
bivalve acefala che cresce di ferisce da olro e olra in que
mole d’anno in anno. Il suo sto che i primi si usano come
frutto ne‘mesi invernali e com aggettivi indicativi, questi poi
patto e saporoso, al contrario come pronomi.
ne'mesi estivi nel qual tempo
si corrompe. Nelle vecchie si otre e olra, pron. altro , altra:
rinviene talora una perla finis der. dal francese nutre, o dallo
sima. Sebbene questo prezioso spagnuolo olro-Prov. A terre
crostaceo sia antichissimo, non d’olrl no chianti: finale: non
dimeno il mezzo di moltiplicar piantar limiti nelle {terre altrui,
lo e lame lucrosa industria in e corrisponde alla frase italia
opera del caso. Verso il l802. na, non metter falce nella messe
alcuni marinai tarantini navi altrui. >
gando nel golfo presso le coste
della Lucania le rinvennero at P
taccate ain sterpi e rami (1’ al
beri ch'erano in mare, le intro Pacco. v. touche.
dussero allora nel mar piccolo
ove crebberoa maraviglia e d’in Pùcclo. ne. pazzo, mentecatto-id.
di in poi appresero l’arte di col perder'u capa. perder la testa,
tivarle. Essi gittano ogni anno impazzire, ma dicesi per celia
in epoca designata al cominciar quando una cosa o una rispo
di primavera su quelle spiagge sta non vada a genio-assére
non meno che allo sbocco del pacclo, impazzire, uscir pazzo.
flumicello Patimisco cocci e fa
racènzla, ne. pazienza-così pu
scine a cui il seme si attacca,
re chiama il volge lo scapolare
e sul finir d‘Autunno le traspor_
che portano i frati.
tano a mar piccolo, ove cresciu
te le innestano a coppie dette l’acido, v. Caslllddl.
conocchielle nelle giave, (sclàle),
al fondo delle quali vanno quel Paddùcchern, ne. ernia incamera
le a sole che diconsi ostriche di la, e dicesi per celia.
fondo. Vi son pure le annosc Pnddltlo, ne. caciuola, picco] ca
dette ostriche di ferro perchè cio fatto de’ residui rimasti a
si pescano con ferro adunco det forma rotonda e d’ intima qua
to branca, in dial. I’ranéuzza.
lità.
Sin da quell’epoca adunque pro.
liticando di bene in meglio e cre l'addòne, ne. fico immature, al pi.
-133
paddònlrl-met. 1nenZogna, da mo che fende l’onda, ia‘supel
pallone che in senso traslato riore dicesi giglione, o. riclghlù'
vale bugia. ne.

Pùgghla, nc. pagiia=pagghla dl l‘alàci0, ne. pozzo. piiaccia, spe


[flnùn0. cartacei di Tormentone. cie di cisterna in cui ne’ pai
vagghlhro, ne. capanne, pagiiaio, menti vinarii cola il mosto.
ricovero di guardia campestre Palùia, ne. sogliola, specie di pe.
fatto di paglia o irasche, donde sce piatto ed assai squisito.
il nome.
Palamita. ne. pelamide, der. dal
Pugghlolla, ne. poponella, popone ’ greco Wq).1[tl)î, pesce squisito
vano, zatta, sono i frutti prima della famiglia de‘tonni.
ticci delle angurie o de’ poponi
che non crescono. Palln0n, ne. slanga (t. mar.) pez
zo di legno che si mette sotto
Pngghltlo, ne. trozza (t. mar.) pez
la barca per tirarla a terra.
zo di fune con pallottole infil
zate che circonda l‘albero della paletta, ne.ramala, e una pala
nave ed unisce l’antenna od il intessuta di vimini per uccide
pennone all’albero. re uccelli di notte nella caccia
del frugnuoio, v. lacca.
Pagghlùlo. ne. pagliuolo (t. mar.)
intavolato in fondo della nave l'alieco, ne. stecca, stuzzicadenti,
per preservare le merci dall’ac denlelliere, iuscellino assottiglia
qua. to per nettare i denti dopo il
pasto.
Pngllelta, ne. cappello di treccia,
ed è quello di paglia intrecciata l‘allembuc'alc, ne. polpette, ‘cosi
che usasi in està. le appella il volge per celia
quasi fossero palle indicate.
l'agnò0cola. ne. piccia, piccolo pa
ne buffetto. Pallino, ne. piccola palla-al pi_
globetti di piombo per uso di
Palldèbltl, ne. grapposa, sorta d’u. caccia-niet. azione forzata e
va bianca che da molto succo. spressa dall’ id. caccia!" a pal
l’alllre. va. pagare, dare altrui lino.
moneta per valuta di merci ed l'allòne, ne. aerostalo, macchina
oltre, 0 per estinzione di debito di carta che si leva in aria nel
le feste popolari.
Paia. ne. padella, vaso di latta in
cui gl’infermi fanno in letto i Pulluniu‘0, ne. abbondone, aggran
loro agiamepti-pala (t. mar.) ditore, sballone, esageratore, chi
parte larga ed inferiore del re amplifica ed esagerai suoi detti.
-134
Palo, no. piuolo (t. mm.) piccol lunedcla, m. micca, pagnottella
’ pezzo di legno tondo ed appun piccol pane: quando son due
tato per piantare ortaggi-mm uniti dicesi panetto; se sono più
di flerro, stangone, lungo e gros ilaterali diconsi in dial. custo
- so bastone di ferro di forma ci ròle: i paneilini che si bene
lindrica. dicono e distribuisconsi ai de
Palommu, ne. perno, grosso pezzo voti diconsi prett. cacherelle.
di legno imperniato e cerchiato
vunlcuello, ne. pappa, pancotto,
di ferro che stringe le vinacce,
panbotlito, il quale se e troppo
le ulive frante od altro per ca
scotte dicesi in dial. pappareu
varne i liquidi.
da, ed in Toscana lezzola e rez
rammmedda, no. far/"alla, insetto ZOIII.

alato che gira sempre intorno


alla fiamma. Pannacclàru, nc. pannaiuolo,pmer
cante di panni.
Pnlumm0, ne. colombaccio, palom
bo selvatico, ma usasi pure per ranunròla, no. paralmne, ventola,
palombo domestico; il colombo arnese che si mette innanzi al
giovine domestico appellasi pip lume per non offender la vista_
pione-palombo, pesce agreste
della famiglia del pescecane. Pannèggio, nc. drappello, orna
mento di chiese d’ intorno al
l’alummàro, ne. colombaio, stan baldacchino.
za ove stanno e covano i pa
lombi. Pannèra, ne, bandiera, gagla'ardet
Pampanedda, ne. pampanetla, lat. ta, e la banderuola piccola e
teruolo, latte cotto e rappreso e lunga terminante in due punte
posto ne’ pampani, ed è grato che si mette come ornamento
cibo-al pi. bolle di sapone. alla nave.
Plnflu, ne. fusciacco, drappo che
lunarllddo, ed al p]. panarèddlrl,
ne. portatore, piccolo facchino si mette dietro il Crocifisso che
portasi in processione-coltre:
che per tenue mercede porta
ne, grosso panno imbottito dl
la spesa nel paniere.
stoppa od altro e impuntito che
Panàl'0, no. paniere, cavagno, ar nell’inverno si mette alla porta
nese di canne intessuto con vi della Chiesa.
mini per riporvi oggetti: quello
de’vendemmiatori dicesi fascina_ l'unòccllla, no. bernoccolo, enfia
gione alla testa per urto.
Panèca, no. golino, lo stringere la
gola ad altrui col pollice e l’in Paullcùre, va. aspettare, essere in
dice della mano. lunga aspettativa.
-135
Panza. ne. pancia,addome. il ven’ l’uringnili e parngnlielll, v. Sar
tre degli animali. starne.

Ponzùna. ne. baggiana, bugia gin. Pnrapalla. ag. eguale, voce com
cosa. posta di pari e patta, questa
voce usasi insieme coll' altra e
Panzauùro, nc. bugiardo, chiacchie
pace, quando i conti sono ap
rene.
pianati.
Pannrotto nc. tortello, pasta sot
parete, in. muro, pariete. Si noti
tile entro cui e involta carne
però che muro e propriamente
trita con altri ingredienti od al
quello degli edifizii, pariete, quel
tre materie.
lo che cinge i fondi rustici; mu
Papà. ne. padre, babbo. ra e muraglia quelle delle città.
e delle fortificazioni, corrispon
rupngno, ne. geranciata, colpo a
.denti al omnia de’latini.-Muro
mano aperta sulla guancia.
a cotto e quello fatto con cal
Paparanno, ne. ave, quasi padre cina ed iii dialetto ha il signi
grande. ficato opposto a quello che ha
Pnparina. ne. rosolaccio, recis, pa in Toscana-Muro a crudo quel.
pavero selvatico, erba comune lo di pietre senza calcina che
nei prati e campi quasi papave prettamente dicesi macèra e ma
cer‘ia-id. lener'n taccia com‘u
rina.
parlate, aver la faccia tosta come
ranocchio, ne. fandonia, bugia il muro, ed usasi per rimpro
giocosa. vero a fanciulli inquieti.
Pnpbne, nc. vapore, e dicesi del Parlcchlo, ne. paio, due buoi si
piroscalo a vapore. L'usa il volgo mili di statura e forma: de'ca
Pappamosche, ne. moschivoro, uc valli dicesi propr. pariglia,
celletto di siepe. Parlceddu, ne. pinna, in latino
pinna, ed in greco mm; mm;
Pappureddu, v. Punlcuelto.
e una conchiglia bivalve a fog
Pappasine, nc. bagattetla, è il con gia di scudo che in latino dice
tentare o persuadere uno con si perna. La voce deriva o dal
poco discapito: deriva dallo spe latino pari cella.pel doppio gu
gnuolo papnsal, bagattelta. scio che serve di ricovero al
mollusco ed al guardapinna,
Papùd papùd. agg. di chi tene
granchiello ch‘evvi dentro in '
gli occhi semichiusi o per vizio
dial. cauredda, o dal siriaco par
organico o per sonnolenza.
scèll o parkell che significa frut
Papùscla. ne. babbaccia, pianelle to marino chiomato. Nel mollu
che si portano in casa. sco rinvengonsi sovente perle
-136
finissimo, ed ha un bisso di la Puròma, v. sarslame.
na grezza detto lanapenna o la
napesce o lana d’ oro secondo Pàsclml, ne. torello (t. mar.) la
S. Basilio di cui, purificata con pancia della nave presso la chi
succo dilimone e filata si fan glia.
no lavori mirabili, ed il mo l‘assumimo, ne. bracciaoio, appog
do di prepararla e lavorarla e giamento, lu‘nga stanga di ferro
sola arte ed industria privata
o di legno inchiodato nelle sca
delle signore tarantine. Il poli linate per poggiarsi nel salire o
po ghiotto del mollusco si leva su scendere.
stringendo nelle sue branche in
dial. ciirri. una pietra per git Passante, ne. soggolo, striscetta di
tarla nello scudo per non po cuoio attaccata con bottoni ai
tersi richiudere e cosi farne pa berretti che si scendono sotto
sto, ma il guardapinna che nel il mento per tenerli fermi in
l'aprirsi lo Scudo esce fuori a testa quando fa vento.
guardia, scorgendo il pericolo
rientra,vellìca il mollusco e la rossetto, ne. anelito, luogo stretto
conchiglia si richiude. La pinna e lungo nella casa per passare
si pesca dal fondo col Dernue da una in altra stanza.
llco strumento di ferro derivato
da perna. Passiàre. on. passeggiare, dallo
spagnuoli pusear.
Parma. ne. palmizio, intreccio di
Passi". ne. zibibbi, passi, uve dis
foglie di palma e rami d' ulivo
seccate a Sole indi infornate.
con nastri e fiori che si bene
dice la domenica delle Palme. Pasta, ne. grassa, vinaecia, le uve
pigiate e non spremute del vino
nrmlcnio e parmilnto,nc. riser
batoio, luogo o vasca in cui si l'asta d‘amènolu, ne. mandorlato,
raccoglie l’acqua per farla scor mandorle peste da cui si fanno
rere ne’ campi al bisogno col dolci delicatissimi: se questi dol
mezzo di docce-palmento, va ci hanno la forma di frutte di
sca murata ove si pigiano le consi marzapane.
uve per fare il vino: il luogo
ove si pestano le uve dicesi rgsiaminùla, ne. semina, stelline,
calcatoio, in dial. plrmlnlllddo, sono pastina lavorate per mi
e la vasca in cui cola il mosto, nestra simili ai minuti semi di
pozzoìin dial. Dalaclo, quasi gros frutte: quando e più minuta di
sa pila. cesi semoletta, semolina.
h
Paròle (ulcere), va. riconvenire, l’ùstano, ne. pastina, novelleto . (t.
rimproverare. ram.) vigna giovine.

’ "'*‘.*X."1
-137f
Paulòl'a, ne. pastoia, fune con cap Palin‘nia, ne. malinconia, tristezza,
pio onde ligasi' il piede all‘ ani der. dal greco srxóos, passione,
male che p‘ascola sciolte aiiin melanconia. Anche 'in Toscana
di non allontanarsi. usasi paterna nello stesso signi
ficato.
Pasturcdda, ne. fune sottile di pe
li di capra e becco con le quali Pedale. nc. coppe, acquereccie, va
si iigano le gabbie ‘in dial. Il so grande ad uso di porre il
scoli, delle vinacce e delle uli quidi con o senza manichi ed
ve‘ frante prima di stringersi invetriato di dentro e talvolta
nello strettoio. pur di fuori, dim. pldallechlo.

l'alùta in mare. U.Plllnlllarina. redaròln. ne. saeppelo, saettelo)


(t. cam.) tralcìo nato sul pedale
runtùceo, ne. cappotto di panno
della vite che tagliato il peda
grosso con cappuccio, cosi pur le si lascia ingrossare - panchet
detto dal Veneti dimoranti in te, arnese di legno per poggiare
Toscana.
i piedi - al pi. calcola, son quel
Pateddal. ne. paletta, chiocciola ' le ove poggia i piedi il tessitore.
terrestre a dorso bruno e tene. Pedarùll, v. Cefalo.
re - conchiglia univalve di va
rie specie che sta attaccata alli Pcdùta. ne. presacchio, (t. cam.)
scogli e finisce in corta spira. legno a traverso del manico del
Una delle sue specie e l’occhio la vanga su cui caicasi col pie.
di S, Lucia cosi appellata in dial. de per affondarla nella terra -
per un tubetto rosso che lo chiu arma, impressione che fa il pie
de - paleddc cucinino, galanti de nel fango e nella polvere.
ne, le chiecciole minute prepa
rate in vivanda-pmadn di l’eddu, ne. epidemide, cuticoia,
mare. nicchie - v. curaquèm. membrana sottile che copre la
pelle del corpo umano - la pel
rntlmlseo. np. fiumicello lontano le degli animali - lesene, la pel
15 chilometri al nord-ovest di le di pecora o montone con la
Taranto, le cui acque sono tor sua lana -met. ubbriachezza.
bide, onde la Voce e ibrida per
ché composta dalla greca «vu
Fede, ne. piede, membro su cui
p.es , fiume, edaliasiriaca senior, poggia il corpo animale; il vol
ge dice pere -zampetto, piede
torbido. Alla sua foce si attacca
il seme delle ostriche agli ster
d'agnello, capretto, lepre e ma
pi e fascine. iale dal ginocchio in gite-Pe
de dl vaclle . ne. iavamane, tre
l’urlo. ne. padrigne, il marito del spoio, arnese di legno e ferro su
la madre di alcune. cui poggiasi il catino-ceppo (t‘
-.138
mm.) la base dell' aratro.-ra te fra'dne continenti più vicini
de dl puerco, pacchia, ptcòne, la Penna ed il Pizzone. L’attua.
grosso bastone di ferro che li le ponte detto di Napoli In opera
nisce come il zampette del ma dell’imperatore greco Nicelore
iale, ed anche il bussetto stru quando la presente città in per
mento di bussole col quale i cal suolvolere ingrandita terrapienan
zolai lustrano i tacchi delle scar dosi l’esterno, ove ora sono i
po. magazzini, e nell’interno la piaz
za sino alla meta della salita S.
Pediatèrfl. nc. capote, il manico
Domenico, ela Marina tutta con
dell‘aratro.
la via di Mezzo e la Cava; ed
Pellegrina. ne. sareschino, picco allora il ponte della Penna fu
la mantelletla che portanoipel abbattuto.
legrini-conchiglia o. cozzagla
BINICIIÌII.
l'èullmu, ne. rupe, scoglio, grosse
sasso: el pi. pllnllml, scogliera
Pandino. ne. sdruccioto', pendio, di mare: der. dal greco «ev0v;pt,
via declive. Nell‘odierna città so piango, perché battendo l‘onda
no due uno detto di S.Domeni sullo scoglio e gocciolando sem
co che mena alla piazza, l’altro bra che pianga; quasi si dicesse
detto d‘Aquino poscia della ‘llic scoglio piangente-renumn dl
eia presso il palaggio che da Il Tunnl, v. Tunul.
una passò all'altra famiglia; il
perenni, ne. persa, piccole pesce
quale dalla via Castello mena
insipido.
giù alla Marina oggi strada Ga.
ribaldi. Pere, U. l'ede.

Penna, up. È una contrada all‘est Pernodda, v. l‘umo._


della città sull’epposta riva del
mar piccolo. La voce deriva dal Pervuèlico, v. Parlcedda.

lat. pinna, promontorio che co


me penna si prolunga nel mare, Pere, no. fretta, pressa, per fig.
o da Pane dio tutelare de’ pe metatesi-id. scere dl persa,
scatori, o più probabilmente da andar di fretta.
Poeni. poiché quivi erano gli
Perslchl, ne. pesche cotogne, frutta
accampamenti de’ cartaginesi, e
del pesce. '
Sul promontorio essi vi aveano
una torre dalla quale Annibale Pesa. ne. pesatura, pesata, misura
osservò la fiamma de’ congiura ti
di lana e formaggio di 20. re
tarantini per assaltare la rocca,
teli.
al tempo della seconda guerra
punipa. Quivi eravi un gran pon Pesceeàne, ne. lamia elamia, sor

r
-139
ta di pesce mastino con cinqu favomele, fave è quello che fan
ordini di denti. ' no le api-secca, cazzcrellu, pe
sce simile ma più piccolo della
Peflce puerco. nc. centrinz, pesce
soglioia.
porco.
pesce sputa, ne. glaue,pescespada, l’èllflla, ne. frittelle, pasta quasi
pesce che ha il muso superio liquida fritta in padella -per
re lunghissimo come una spada. celia dicesi ai bambini pendere
la pellola. quando dallo spara
Pescia, ave. peggio, comparativo to de’calzoni pende loro un pez
di malamente. zo della camicia.
Pèsuln pèsulo. ave. pensolone, pe
Petulure e plzzllare, ca. importa
solo, sollevatamente. nare, con istanze continue e no
Petra. ne. pietra, der. dal greco iose.
«erpa-litiasi, il male della pie
tra-pena vltrlola, gabbro, e Pezza, ne. barbetto, quella su cui
una pietra verdastra e nericcia si ripulisce il rasoio facendosi
dura come il marmo-pura al la barba-vantaggino, la toppa
latte, galattite, e quella cui i su con cui si rappezza la scarpa
perstiziosi attribuiscono la virtù girella, la formella del cacio
di far crescere il latte alle balia piastra, moneta napoletana di
-pelra di sango, lazzutitc, pie 5. lire e due soldi.
tra dura, azzurra come vetro
Pezzotlo, ne. bugrane, arnese dei
di fuori e dentro come cera, che
sarti.
secondo la superstizione femmi
nile arresta il loro flusso-ne PI, prep. per.
Ira du mallcllddo, v. Mallclid
do-Prou. ogni pelra oza pa Plàucla, e. Nzlrrngghla.
rete, ogni pietra alza la pariete,
e vale le piccole cose spesso so. mmum, ne. cennameite, piatti tur'
no utili in preferenza delle gran chi, eatube, sono due grandi piat
di. ti metallici che si battono nelle
bande musicali
’retramùm. ne. note, e la pietra
su cui si afiilano i ferri da ta Plùllo dl rinforzo, ne. intrames
glie. so, principio, e quello che' man.
giano icommensali tra una por
Pèlllue, ne. pettinelta, arnese di tata e l'altra.
osso corto e a denti stretti per
pulirei capelli-lendinella, pet Piallòne. ne. vassoio, il piatto più
tine a denti finissimi per levare grande in cui si portano le vi
i lendini-peutrue (li mele, nc. vande a mensa.
-140
Plcn, ne. [orsa (t. mar.) apparec Picco. u, agg. poco, poca-Dice:
chio per inalberare una nave picca, un pochino.
-gazzaola, gazza, uccello della
famiglia de’corvi atta ad imitar Pichirllddo e plehlreddu. ne. agnel
la voce umana, dal lai. piva. lo, agnella ed anche pecorella.
PICCCIIIII, v. PICCII'IIIO.
‘Pldàla. ne. ferrata, e l’impressio
Piceiùre, vn. vagire, piagnacolare, ne che lascia il cavallo col suo
piangolare, pianto noioso de’ fan ferro; quella del piede dell’uomo
ciulli-met. importunare con fle dicesi arma. Prov. cu ci prniii
bile petulanza. chi pighl a pldàla, corrisponde
al prov. italiano, chi cammina col
ricclddiito, ne. bocellato e boccet zappa impara a zoppicare.
lato, grosso pezzo di pane ad a
Plddècchla, ne. panname, e la
nello.
pelliccia dell’uovo, ed usasi an
Picclnuo e piecènna, ne. bambino che per ogni pellicola-al pi.
e bambina, fanciullel‘to, e fanciul mammelle, poppe, per celia.
letta, ed usasi così chiamarli si
Plddènga e plddenna, cong. perciò,
no ai dieci anni; indi vuagnùne
per questo: l’usa il volge.
e vuagnedda, fanciullo, a,-agg
piccolo, piccola.
Plddizzòne, ne. pelliceione, grossa.
riccio, ne. uzzolo, importunitù pe_ pelliccia e mantello - melote,
tulante di fanciulli nel chiedere giubba di pelle di pecora con
alcuna cosa. tutta la lana usata dai pastori.

PIcciòne. ne. parte sessuale fem Pldll0, ne. peto, scoreggia, dicesi
minile-met. uomo semplice , del rumoroso, quello senza ru'
onde l’id. acchiùre uno piccio more in dial. dicesi iofl'a o Illec
ne, vale corbellare un semplice, chili. Il volgo dice pure virile
presa la similitudine dal piccio
Pidicinn, ne. il picciuolo delle
ne 0 palombo simbolo della sem
frutta.
piicità.
Piccluniira, ne. senici, malattia Plducchlo, ne. pidocchio, insetto 0

de’puledri per gonfiore delle glan schifoso - pinzacchio, insetto che


dole mascellari. vuota il grano - bigotta, tonchio,
iii dial. cannedda, è l‘insetto
Pleclùso, ag. piagnucolone, piagno che rode le hiade- pidocchio
loso, dicesi di fanciullo che sem puddlno. pollino, accaro,pellicel
pre piange, o rendesi petulante lo, e quello che molesta i polli
con affettato pianto o moine - id. pirlurchio abhlvlsclùt0. ri
stucclwvoli. / levaticcio, dicesi per dilegio a
-141
persona salita in alto stato dal usato imperativamente -- pia"
nulla.
ghlar' a paròla, far gli sponsali
Pidùzzo, ne. faldella, sfili di pan - plgghlur’ u punto, mettersi in
nilìni vecchi su cui si stendono collera - plgghiar‘ a [essere e
unguenti per le piaghe -cerra dal" a iiiiire, dicesi di chi fa vuo
estremità della tela non tessuta. to ad una parte per coprirne
un altra - plgghlar' u scurzo
Pledlluvi0, ne. bagno de’ piedi, der. ne pi coda, prendere il serpe per
dalle due greche voci araba; pie coda, e vale cimentarsi con uno
di, e ì.oucc, lavo. ma con proprio danno, come fa
il serpe preso per coda che mor
Plcrno rlàle, nc. pernie, perno,
de chi lo tiene.
ferro tondo su cui si reggono
tutte le cose che si volgono in riguùta. ne. alla, pentola di terra
giro; quello della carezza dicesi cotta dim. pignatllddo e piena
maschie‘idelle sterzo. uccida.

rièrso e piirso, strettoio, zavcara Pigna, ne. pina, frutto del pino, le
le, torchio, strumento che stringe sue parti sono: il PI8nuèlo, pi
le vinacce chiuse nelle gabbie gnolo, pinocchio, frutta della pi
in dial. flseoii. Le sue parti so na - scene, amento, il comples
no: la chiunca, pancene, grosso so di tutte le scaglie cornee che
legno di quercia che serve di chiuse contengono i pinocchi.
base; rusoii, fusi, due pezzi di
legno imperniati posti perpendi Pignone, ne. barca, e l’ammassa
colariialla base; le paiomme. mento dei covoni sull'aia; se la
perni, v. Palomma. forma di queste masse e cilin
drica o a tronco dicono ambi fl
Pieno e plinto, agg. furbo, farbac nienti a cupola dicesi bica; se di
cie, uomo astuto -- ne. mortalet piramide tronca o di parallele
te, petardo, ferro cilindrico vuo pipedo dicesi cantiere, ed in dial.
to di dentro meno alla base, con meta.

un forellino per la innescatura,


Plla, ne. lavatele, luogo o vasca in
entro cui ponendovi polvere da
cui si lava: quella di cucina. di
sparo e tufo pesto e ricalcando cesi traegele.
lo si fa esplodere nelle feste
in segno di allegria. Plllldd0, ne. breme, sparto (i. mar.)
fune di ginnco marine per uso
Piggiiiiire, va. prendere, usasi tal
delle navi; il ginnco dicesi propr.
volta in gergo in senso poco o
sparte'a.
nesto: - parlandosi di piante va
le metter radici - id. PIKEÌIIRI'B'AI l'il0, ne. setole, malattia a’ capez
cinquina, vale andar pe’ fatti suoi, zoli delle donne lattanti - al pl
-142
lappole, i peli degli occhi- pl Plpl0. ne. spruzzagtia, pioggia mi
le canino, brinaiuola, erba ap nuta, der. da pi pio, beccuccio
pellata canina- pilo craplno, che stilla -al pi. pidocchi, det
erba nociva alle biade-id. dice te per celia e vezzo ai bambini.
re pilo pilo , narrar fil filo.
m pi pi pl, id. bitti bitti, voce en
minisclna,'nc. fuliggine, e quella de chiamansi le galline - pigotio,
del camino de’ lumaiuolì-ra la voce de‘ pulcini.
gnatelo, quella che stendono i
PIplriblsso, ne. sassi, sorta di giuo
ragni agli angoli de” muri-id.
co lanciullesco, consiste nel por
ultaccars' ani pilósclne vale ca
re in mezzo un pezzo di canna
pillare - Iuvùre Il pllùsclne , di
a castelletto con una moneta di
regnare.
sopra, ed igiuocanti, meno uno
l’ilùso, agg. peloso. che pone di suo conto la meno
ta, tirano da designata distanza
Plnllo, ne. pillola. noci e mandorle per farlo cade
Plunàcchlo, ne. pennacchio, dicesi re, e colui vince la moneta che
per donna avanzata in età pre fa cadere il sassi, e quegli che
sa la similitudine dal carciofo la pose vince le noci e mandorle
che nel termine caccia il pennac tirate.
ohio. Plplrllddo, ’nc. gremignuola, sorta
Pinulldd0, ne. pennello. di tessuto di bambagia per bian
cherie da tavola.
rumene, ne. parrucchetto, (t. mar.)
albero superiore della nave. Plplro, ne. ztpoto, legnetto col qua
le si tura la cannella della botte.
Plnlafarro, ne. mugnaio, sorta di
uccello marino della prima spe Plplruss0, ’nc. peperone, specie di
cie de’ gabbiani de’ quali appel frutto e bacche che si pone in
lasi il re - met. sciocco, che aceto ed e ottimo in insalata.
gabbiano anche vale sciocco. La pianta e originaria delle in
die.
Pinzette, ne. abbracciatoie, sono
le tenaglìe degli orefici a molla Plpllola, ne. piptta, malore che
e senza pernio. hanno i polli alla punta della
lingua - met. esser oltremodo lo
Plùnlca, ne. povertà, propr. man quace.
canza di quattrini, onde l’id. Ic
ner’ a plonlca, vale stare all’a Plretlo, o. 'l'rùfolo,
. sciatto di denari.
Plrlpicchlo, ne. scappellotto dato
PiDèrn, ne. pepaiuola, vasetto in in testa con la punta delle dita
cui si ripone il pepe. e poi battendo col metacarpo.
-143
Plrnlclo (a). mo. ave. a colombe! Piscatrlc0, ne. ferraccia, pesce del
la, a perpendicolo. la famiglia delle razze di cui si
Pirrozzoln, v. “cozza. noverano quattro specie, cioè la
piscatrlce, già detta, la roseto,
PlrruèZlol0. ne. poitolino, serra mia e razza, lo squadre squalo,
me di legno di uscio o finestra e la tremola torpedine. Appella
che si volta in giro e fermato si pisculrlce dal modo onde si
con un chiodo nel mezzo per procura il cibo. Essendo di for
potersi girare. In Toscana dice ma assai piatta non può agire,
si sierla, e sulla montagna di ma è provveduta dalla natura di
Arezzo anticchla. due fiori presso le due estremità
Plrsullcùre, ca. perseguitare, l’usa della bocca che allungaasuo pia.
cimento, ipesciolini vanno a lam’
il valgo.
birli ed essa cosi li fa suo pasto.
Plrlùcchlo. ave. prestamente, l’usa
il valgo. Piscaiuregua (alla), ma. auv. alla
manierade’pescatori.
Plrlusàru, ne. occhieliaia, donna
che cuce gli occhielli dei vestiti. Pisclncchlàl‘a. ne. piseiaecizera, pi
Plrlùso, ne. buco, foro, pertugio; letto, voce giocosa per dinotare
quello degli abiti per ove passa una bambina.
il bottone dicesi preti. femmine! Pisclarliddo, ne. utello, vettina, va
la: dim. plrtuslcchlo, Natale, so rustico di terra cotta invetria
il foro della botte donde si ca io ad uso d'olio per condire.
va il vino si dice spina: al pl.
nlrlòalri. Plsclulùl'0, ne. urina, pisciatara.
I
Pisa, 1w.trebbiotura, il separare il Placiò, ne. bozza, dicesi di chi ha il
frumento dalla paglia sull’aia. mento allungato, che in Toscana
dicesi sgubbla; la fossetta del
Plsàra, ne. trebbz‘atoio, t-rebbia, gros mento dicesi forellino.
sa lastra di pietra con cui si
trebbia il frumento, Plsclòne, nc.pellicino, punta del sac
Pisatùra. ne. alata, quantità di co ‘ co pieno e delle balle da cui pos
sono aii‘errarsi.
vonidistesi sull‘aia che si treb
biamo in una volta. risciùddo, ne. tarma, insetto bian
Plsalùro, ne. pestello, arnese per chiccio perlato che rode le car
pestare nel mortaio: se è grosso te e’libri. La voceè dim. di pesci
dicesi pestone. colo che tale e la forma sebben
piccolissimo, ed in Toscana vie;
Pienàra, ne. peschiera, luogo di ma ne appellate acciughina dim. dl
re ove si conservano i pesci. acciuga.
-144
Placrel, ava. l’indomane, doman l’al - mettono nelle piazze oalle can
tro; dal lat. antiquato post cros tonate degli edifizii e muraglie.
Plsècll), ne. bisegolo, strumento da Plilncòuc, nc. ccppaia, ed è del
calzolai col quale essi lisciano l‘albero a cui son tagliati tutti
i contorni delle suole. i rami.

Plslldd0, nc. robiglia, il pisello sel Piliscina,nc. impetigine, m'pete, vola


vatico. tica, macchietta cutanee e pru
riginose derivanti da umor sal
Plso,nc. peso,usasi per misura- ad
so-nc. pipita, filamenti di cute
un pino di cozze, è una quantità
distaccati dalle unghie alle qua
di muscoli, come unità. dimisu li son contornate.
ra di rotoli 12. pariacbilogram
ml 10, 213. Pllrlsclua, ne. sassaiuola, battaglia
di sassi che avviene spesso tra
rissa, e un semplice suono col so fanciulli. La voce si estende an
lo moto delle labbra che si usa che alla lotta di confetture che
nel chiamare alcuno per via, si gittano nel carnovale.
ed e pure segno di fermata nel
le processioni. Pllrusluo e pulrlslno, no. prezze
molo, erba che serve d’orna
Platèrgola e plslèrvulu, ne. discesa mento a vivande, der. dal greco
china, sdrucciolo. è una via de arerp0:s).w0v.
clive e a scaglioni di cui son
due in città. La voce sembra Plllàglo, nc. rione, quartie're, una
composta da gola de’pistori, o da delle divisioni della città. Po
pistrinum, e veramente sin dal seiaechè la citta di Taranto fu
l‘antichità esistono al di Sutt0 ingrandita per volere dell’impe
di questi declivi i forni e’rnuli ratore greco Nieeioro, essa ven
ni-met. bazza, il mento allun ne divisa in quattro rionio pit
gato, per celia. tagi, prendendo per centro di di
visione tl piede dello sdrucciolo
Plfltlddl, no. castagne secche e di S. Costantino appellato Via
nude. Nuova, ove i quattro angoliinter
segati dalle due vie a croce se
‘ Plslùnc, ne. mazzapicchio, mazza
gnano i quattro rioni, cioè i due
‘ maga, strumento di legno per
a destra di chi sale divisi dalla
assodare la terra, battere selcia
ti ed altro. ‘
Via dillezzo e dalla Cava sino alla
Piazza Maggiore sono detti uno di
Plsùl0, no. poggiuolo, luogo qua Ponte, ed abbraccia metà della
lunque ove possa poggiarsi un Via Garibaldi sino al ponte di Na‘
carico a spalla -piuoli, cantoni: poli; l’altro che abbraccia tutto
sono i colonnetti di pietra che s' il disopra e linea di confine e S
. -’-145=
Costantino per le mura sino al curezze. che vale luogo di me]
principio della piazza si appella ti citri. La voce deriva odalla
di S. Pietro. Gli altri due a si tino pittacium, etichetta e pittu
nistra divisi dalla Via di Mezzo ra di una cosa, o dal greco
sino al Vasto, quello che com m.rrxuev, tilV016tttt; poiché nel
prende 1’ altra metà della Via la divisione de’rioni formossi un
Garibaldi 0 Marina dicesi di Tur quadro con le rispettive desi
ripenna, e l’altro di sopra sino gnazioni, affigendosi inoltre co
. al Castello è_ appellato di Ba me‘ etichette delle tavolette con
glio. L’origine di queste deno le scritte di ciascuno. Dalla di
minazioni sono queste: Ponte visione in pittagi i vice curati
0 dal ponte di Napoli [in dove ebbero. impropriamente l’appel;
si estende, o da ponthus, mare lativo di pittagieri.
che alla parte di mar piccolo è
Pillùle, ne. sparalembo, grembiaie
posta.-S. Pietro per essere ivi
di cuoio de’iabbrbferrai, che in
la Chiesa di :»'. Pietro imperiale,
Toscana e detto rema.
il quale edificio era nell’antichi
ta il Pritanèo o tribunale di giu Pittècula. ne. pettegola, donna vi
stizia ove conservavasi il fuoco le, ciarliera e di non buona fama
sacro ac:cso di continuo in'una
lampada donata da Dionigi ti Piiierràie,ne.piettiera,striscia di cuo
ranno di Siracusa, poscia cen io al petto delle bestie da soma
vertito in palagio di rappresen - pettorale, striscia pur di mo
tanza del greco imperatore da io attaccata alla sella ed affib
cui la città dipendeva, indi ce biata all’altra parte della stessa.
duto nel 1292. ai Padri Domeni
riunire, va. piltare, dipingere, part
cani che allora si stabilirono in
piiiiaio-met.denigrare l'opinio
Taranto - Turripenna perché di
ne altrui. Il volge dice pini1are
fronte alla Penna sul cui pro
e pari. piumato.
montorio, secondo la tradizione
i cartaginesi vi aveano una tor Pi:iigiia. ne. cabala numerica, per
re, turris pwneram, donde il no investigare i numeri da sortire
me, e dalla quale Annibale scor« al lotto.
se la fiamma de’congiurati ta ..
rantini per assalire i romani nel Pllllnensa, ne. dirizzatoio, arnese
la rocca ch’e l'odierna città d’esse a denti larghi per iscri
Baglio da 0Ebalium nome dato minare i capelli.
dagli spartani e ricordato da Plùlo, ag. di uomo petulante, ma
Virgilio alla ridente contrada po usasi sostantivamente.
sta alla sponda occidentale del
Galeso, alla quale contrada poi ritmo, ne. paccette, sgrugnone, per
i tarantini diedero il nome di cossa data col pugno chiuso, al
.w . .. .
-146
pi. plonlrl-pugnelto, quantità di piccola tenaglia che avendo
di cose che si possono tenere in le punte delle ganasce sottili
un pugno. servono a ritorcere in maglie
il ferro o lettone filato.
rizza. ne. focaccia, e dicesi rusti
ca se fatta con olio e grasso, e Pilllcàla, ne. presina, presa di la
dolce se intrisa con uova, zuc bacco con le estremità del dito
chero e saime ed imbottita di pollice e indice-id. Ienèr‘u co
conserva di fruite, o di crema re quant’a un plmlcùla di ce

-membro virile, e der. dallo nere, vale terrier forte-tare na


spagnuelo plxu. pizzicata, fare un leggier furto
di denaro.
Plllnlllnflna, ne. pimz'o. marino,
zoolito che ha due fori alla su Pizzico, ne. pizzicotlo, pulcesecca,
perficie donde respira. Altre spe stringere la carne altrui con due
cie. di molluschi nudi, tunicati dita-bezzicala, colpo di becco
e acetali conosciuti nella storia degli uccellr-coacinota, morso
naturale col nome di filtidie so di zanzara - id. seminare a piz
no i mlnghiuèzzlll e le palùle: zlco, seminare a bacchette, dicesi
I i primi coperti di punte bianche della seminagionc del frumento
e lucenti sembrano tanti pezzi non sparsa ma posta in buchet
di ghiaccio, le altre simili alla ie.-Proo. ogni pizzico gnòrl
patata terrestre nella forma so ca, ogni pizzrcotto produce liut
no nocive ai frutti marini ma dnra, vale ogni piccola cosa ha
offrono buon esca ai pesci. la sua virtù.
Allo stesso ordine appartengono l’izzllàre, o. Petulàre.
i. mlnghlarilddl , zootiti nudi
lunghi un dito e buon esca a Plzlllùlo, ag. butte_rato, dicesi di
molti pesci. chi ha il viso tarmato di vaiolo.

Pizzica pizzica, nc. sorta di ballo Plzzlllo, ne. merletto, trina tessu
proprio de’tarantini quasi simi ta per ornamento debiti-re
le alla tarantella de’ napoletani tèpora, pianta marina a foggia
di rete detta pizzillo per la sua
Plzzicafuèrflcl, ne. specie di sco somiglianza coi merletto.
' lependra, insetto che morde.
Pizzlmlùno, ag. stupido, der. da
Pizzicarllddl, ne. gnocchi, paste pezzo di Miano, uomo stupido
casalinghe cilindriche e cavate passato in proverbio.
coi dito per minestra. in dial,
Pino, ne. couaccino, pezzo di pa
diconsi pure siraugula prlmu
sta schiacciata e cotta sotto la
ed in T056311& strozza preti.
brace-.-cocca , ciascuna punta
Plulcnròln. ne. morsetto, specie de’pannilini, di abiti, ed estre
__147.-.
mità qualunque terminante in Ponnere, v. LIVQI‘II.
punta. ‘
l’aula, ne. punta, estremità qua.
Plzzu5nàre, va. dar basse. in quan lunque-id. mp0nta mponta.
tità. all’estrema punta. ’ ‘

rizzùgnl. ne. basse, frugoni. va po, id. boe beta, voce giocosa
Plzzulàre, va. plgolare, pipilla-re, per fare schema ai bambini.
il mangiare che fanno i [HUÎ -
Pùppiio. ne. contadino, quasi op
met. mangiare poco, saggiando
di ogni cosa. pidano da oppiditm. ' '

PIZZÙIO. ne. punta, estremità di Porlannùcl, ne. soeseione, chi ap


qualunque cosa-cantando, an
pena saputa una cosa la mani
golo parlandosi di luogo.
festa ad altri.

mzznu, e. spara. Porva, ne. polvere, e vale tanto


quella che si leva spezzando che
PlZZùlo, il. Cefalo. quella da sparo.-Prov. ci tene'
porva spara. vale chi ha mez
Po, cong. poi.
zi può sperimentare i suoi diritti.
Poca, cong. dunque.
Pan, ne. pesatura, sedimento del
Podicc, ne. pulce, insetto noto e mo le cose liquide-impostime, quel
lestissimo-saltamartino , giuo 10 delle acque torbida.
co fanciullesco consistente nel
prendere un mezzo guscio vuo Pòsima, ne. amido, materia bian
to di noce ed attorcigliandmi ca che si estrae dal frumento ad
pel mezzo più volte un filo di uso (rinsaldare i pannilini;quel.
rete vi si ravvoige stretto un la che si estrae da altri vegeta
fuscellino dalla parte concava,_ bili dicesi fecola. ‘
un estremità. del quale' si ap
l‘òslura, ne. oliario, serbatoio d'o
picchi con cera all’orlo e si la-‘
lio,i diversi pozzi diconsi ci
sei sul piano: quando la cera
sterne: der. da porre. '
si stacca quello salta: la voce e
presa per similitudine dalla pul Pola, ne. tasca, saccoccia del ve
cbe che salta. stito.
Polla, ne. baglio, pezzo di ciocco-, . . . '.
Praia. ne. paraggzo, ripa, pioggia,
latte in pane.
(t. mar.) costa di mare alquanto
Penna, ne. friscello, fior di farina spaziosa e piana presso al lido
stacciata e pur quella che vola -id. praia praia. piaggia piag
..nel macinarsi o nel burattarsiI gia, marina marina, cammina
che in Toscana dicesi volalurn. re lungo la costa.
-148-‘
rruzza. oc. rombetto di rena, pas- _ --detto in latino crocus, quindi la
,serina, piccolo pesce simile al pianta che si ebbero pro croco
rombo ma assai piccolo ed ap la chiamarono Dercùco e corrot
partiene alla famiglia delle so ' tamente Drlcuèco.
gliole-v. Bummo. ' '
Prlghlalla, ne. porcellana, procac
'l’ralllca. ne. eoncubinalo , corri chia, erba mangereccia in insa
spondenza disonesta, e va unito lata.
coll‘agg. mala, onde tcuère na
mala praltlca, vale vivere diso PI'ISIOIIO, i). Pl'lflllll).
oeslamenle.
Prllsclo. ne. letizia, gioia, alle
Pregio. ne.piegio, malleveria, ga grezza.
rerizia che si fa per altri, e ga
rante si appella colui che la fa, Prima-ola. ag. primaiuola. donna
come pure malievadore: quella di primo parto.
delle cambiali dicesi propr. a Prlmèl'1, ne. primiera, sorta di
? . W“Q giacca di carte-id. lottare na
Premi. ag. pregno, gravida, par, prlmèrfl, essere in imbarazzo
landosi di donna incinta-idiot_ o pericolo.
essere prlino, met. vale esser
Primo, ne.chiglia (i. mar.) pezzo
. colmo o di pazienza, o di ogni
lungo di legno diritto ch’è la ba
cosa qualunque come notizie e
se di tutta l’ossatura della har
simili. ca e della nave. l pescatori l’ap
pellano pure spina.
presepio, m. capannuccio, si fa
nelle case o chiese nel Natale. Princlsslòne, e purglsslòne e pru
'rrevola, ne. pergola, ingraticolato g|ssiime, ne. processione, accom
di pali su cui s’intrecciano in pagnamento solenne di statue
- alto le viti. di santi, di reliquie, e del Sa
cramento in giro. In Toscana
'rrlare. im. pregare, donde Pl'lfl-_ dicesi pur prlctoslone; de’cadw
mllmo, preghiera. veri dicesi propr. associazione.

fin.wm, no. purgatorio, luogo d _ Prlquùcquua' agg. di donna gros


purgazione delle anime elette
sa e lenta nel camminare.
I met. soffrir gravissime molestie ‘ \l

; di infermità. l'rlscezza. oc. allegria.


’o .
’lirieueco, ne. pesca, persico, frutta Prisciarsl, vnp. rallegrarsi, gioire
del'pesco- È pianta americana
“che gli europei ebbero in luogo Prisclmltlo, ne. zerbinotlo, ficchino
del zafferano che vi portarono, ma usasi per dilegio.

..Q,W, MM.
--149
Friuli. uc. pitale, vaso degli agia golato, il tralcio della vite o di
menti. altre piante sermentose che si
sotterrano per moltiplicare la
l'rlslazlùnl. ne. appendizie, aggra
pianta.
vii sopra il fitto di un podere
in frutto, uova, polli od altro. Pruhoslo, ne. garbo, modo clvlle
di trattare. l’usa il volgo_.
Prleulln e prlglotlo. ne. prosciut
to e presciutto, la coscia del ma Prucàre, va. seppellire, sotterrare,
iale salata, il cui osso dicesi coprire, dicesi de’ cadaveri non
stinco. Nel medio ceto e nel su meno che di ogni cosa che si
periore odesi prlglotto. Der. da pone sotterra, così pure del tuo
prosciugato che si contrae, o da co che si ammonta e si cuopre
pes suis. di cenere per conservarsi.

vrlvularo. m. penzolo, unione di Pruclnello e pruclnlllàla, 710. buf


più grappoli d’uva pendenti in fone e bufl‘onata.
sieme da’loro sermenti; vale an
che ostriche innestate a’libani. Prudlcllddo. ne. pedignone, gelo
ne, bottacciaolo, buganza; sono
Prlvulìlo, ne. pergolato, lung’ordi gonfiori a’ piedi nell’ inverno,
ne di pergole-v. Prèvula. quelle delle mani diconsi mani
gnoni, in dial. rùsole.
Procamuerlo, ne. becchino, becca
morto. Prufico. ne. caprifieo, fico selvati
co da’ cui frutti escono de’ mo
Pròdere, on. mordere,'prurire, sen. scherini che fecondano e fan ma
tir prurito o pizzicore, e ciò che turare alcune specie di fichi.
lo produce. '
Pruglsslòne. v. Princlsslòne.
rròpln pròpla, ave. veramente,
l’usa il volgo per ironia. Prummòne, ne. polmone, organo
Prolasquàmquero, ag. spaccone,
vitale degli animali.
chi la fa da Rodomonte, e dice Prun. ne. preda, prua (t. mar.)
si per derisione. parte anteriore della nave ter
minante in punta che dicesi n_a
Pròvola, ne. prevalere, provata
ra. e privatara, cacio di latte di so.
bufala: fresco in dial. quando e Pruvàrc, va. saggiare, far la pruo'
di piccola forma dicesi muzza va di una cosa, ed ha un signifi
redda.-La parola sembra de cato latissimo.
rivare dal greco 1r'pnp‘xruv, ar
mento.
Pù, coll’u stretto e interp. pro
nunziando con forte emissione
rrubùsclno. ne. propaggine, mar di fiato, ed e onomatopea del
-150
' colpo d’ar'm‘e da fuoco, ed usasi rudieino. ne. pulcino, ed e de’pol
' o per contradire un detto esage li, il volge dice Durrlclno.
‘ rate di altrui, e per rimprovero
o dilegio facendo segno di spu Pudlcùne, ne. potendone, uomo len
tare in viso, onde l’id. pù alla io nel muoversi e nell'operare.
h_ccll nova: coll’ u largo e ave. Puerc0, ne. cerro, porco, è il non
e vale da molto tempo, e trattan castrato; maiale il castrato, cin
dosi di cosa nota vuol dire e ghiale il selvatico. La voce e pro
cosa vecchia. Da ciò venne il pria spagnuola.
prov. A nanna zizzara e la zia
culèdda; eran queste due donne Puerr0, nc. porro, escrescenza sul
vecchie e citansi quando si vuol corpo umano. E voce spagnuola,
rimboccare alcuno che dica fatti
Puèrlo, ne. porto, luogo di mare,
già noti, premettendovi sovente
ove ’le navi sono ricoverate e
', il via largo.
sicure. E voce spaguola.
l’ùccll. ne. focaccia, pane di cru Puùscla, nc._ ceppo, (t. pisc.) ordi
schello ma più piccolo della gno piscalorio consistente in un
stiacciata. gran cerchio di legno con lun
Neclllddo e puecllèdda. ne. gio go manico e piccola rete attac
vinelto e giovine-ila, pulcella, don cata al cerchio. Con questo si
zolla, vergine; sembra der. da pesca la secc|grola altra specie
puellus, l’usa il volge. di seppie, mettendo di notte al
chiaro dil..una uno specchio di
'Pudrlirn. ne. e la costellazione fronte alla Luna sull‘orlo della
dell'orsa minore, cosi appellata barca, i molluschi salgono a gal
da‘ contadini e marinai. la per mirarvisi e‘l pescatore
col ceppo li raccoglie. La pare
Puddùr0, ne. pollaio, luogo desti la der. dalla francese Donche,
nato ai polli. che vale tasca, e veramente tal’è
Puddlca. ne. canina, pane di cru
la forma della rete.
sca e cruschello pe’ cani. Puèslo. nc. catostra, castellata, se
dili, sono le basi di legno o pie
Puddllr0, nc. puledro, cavallo gio
tra su cui si pesano le botti -
vine, mel. giovine brioso.
posto, luogo ove si cuopronoin
-Pfllllcùl‘,0, ne. dite pollice delle ma animali-è pure participio di
ni e de’ piedi, der. dallo spagnuo porre. La voce e spagnuola.
lo pul[lr. E pure un’erba palu l’ufù, v. "lesivoggula.
stre tetida, e’ luoghi circostanti
pe‘suei miasmi divengono infet prt, aonsnbito, questo monosilla
ti. bo si usa per maggiormente affer
-151
mazzoechio, sono i capelli delle
mare la cosa di che si parla,
donne intrecciati e ravvolti. in
premettendosi alla proposizione.
Toscana lo dicono croccllta_ da
Pùgghia, ne. quantità, presa per . chiocciola perché iigati a quella
similitudine da Puglia luogo di forma -- Puma, ne. susino , frut
vastissima estensione e abbon ta di varie specie e 'nomi, cioè,
danza di frumento, onde l’id. te pernoddl, mirabella, susina di
nère un pùgghla di fili. vale a maggio simile ad una grossa ci
ver molti figli. lieggia, quale rossa quale giallet
ta - cascnvedda, amoscina, è di
l’ulèa, ne. petulanza, seccatura. forma allungata ovoidale di co
lor verde sbiadite che matura.
Pulè;la. 1). llamozlo.
nel principio d’asta, e der. dallo
Pulegna, ne. lune di peli di capra spagnuolo caseaheiilio. che va.
e becco, in uso nelle masserie, le una specie di prugna- lisci
su palmenti vinarii e ne‘ serba no, mirabolano, simile alla pre
toi d‘olio per tirare acqua, me cedente, nericcia, polposa di un
sto od olio col lragn0, attignitoio sapore agretto che matura nel
colmo dell’està.
Pulèma. ne. sprone (t. mar.) unio
ne di tutti i pezzi sporgenti dal rungnòrn, ne. puntura, è quella
la ruota di preda sullanave e che si fa con ago casualmente
su lati per appoggiare il bom. sulle dita.
presse -.- fregiate, parte scolpita
o dipinta della preda. Pungflùro. ne. pungiteio, stimolo,
pungelo, (t. cam.) bastone agu_z
Pullcàne. ne. cane, strumento di zo col quale si stimolano i buoi
ferro per cavare i denti. al camino: met. stimolo con pa.
role ad altrui per operare.
Pulimm0. nc. lustrino, lustrasliva
li. ‘ Puntùle, ne. pietica, cavalletto che
tien ferma la trave nel segarsi;
Pullzzàre, va. pulire, nettare.
la travetta ch’è a traverso dì
Pulia. ne. tacchino, la femmina del ' ccsi in dial. varlecchlie prett
tacchino-met. donna di poco cantèo.
senno c dicesi per celia.
Puntarndlcc, ne. depressore, stru
Puiuello, ne. cena, girella, (t. mar.) mento chirurgico per cavare le
palla di legno in cima all’auten radici de’ denti.
na.
Puntarùlo, ne. punteruolo, stru
I'umldòr0, ne. solano ponte d’oro,
mento simile al succhiello ma
frutto notissimo e comune.
non imperniato, ed è usato dai
Puma e luppo, ne. tiglione, teppe‘, sellai - spillo, e quel punteruo
-1_52
-10 col quale si fora la botte per nocchia del tormentone a cui
. saggiare il vino. sono attaccati i chicchi - id
uturtlgghlùre u pupo da_vam
Puntello, ne. frusllno, e la punta
mace sobb‘n cunocchla. vale
posta all‘estremità della frusta
appennecchiare.
per scoppiettare.
Purcè. cony. perché, ma usasi in
runtlddàre, ila. puntellare, sbarra
terrogativamente.
re, metter puntelli per mantener
fermi i fabbricati o checcbesia. Purcldduzzo, ne. porcellana, por
l‘unlldd0. nc. puntello, sbarra,sov celletta cip-rea, conchiglia unival
vaggiolo, traversa di legno che ve bellissima e turbinata aven
si mette a‘ fabbrichi che minac te in piccolo la forma di un por
ciano ruinare per assicurarli - cello: al di sotto e dentata, don
stoggia, bastone bilorcuto col . de respira, la superficie e levi
quale si puntellanoi rami d’al gatissima e lucida e suole inca
beri carichi di molte fruite - stonarsi in oro per appagare la
grossetto, acne, tumoretto infiam superstiziqsa credutità di esse
matorio in alcuna parte del cor re un amuleto contro le malie.
po umano. Dalla sua apertura esala un fe
tore sepolcrale del frutto putre
Punto, ne. broncio, segno di cruc fatto.
cio che traspare dal volto, e
spresso dall’id. piggh|àr‘ u pun Purcilddo, ne. nincio, porcello lat
to, prendere il broncio. tante -Pnrcllddo di ti. Amo-.
nlo, v. Uurnacchlùlo.
pupa, nc. upitpa, sorta di uccello
che ha un ciutîetto in testa - Purclle. ne. oretta, brago, giaciglio
bambola. balocco da famiiullette. del maiale - niet. lordura, onde
La voce è la stessa che upùpa dicesi un porcile la casa non
per aferesi o troncamento della spazzata, ne rassettata.
prima sillaba.
l’urglsslòue, v. Princlsslùne.
Pupazzo, nc. fantoccio, balocco da
Purpetta, ne. polpetta,è quella ton
ragazzi di legno rappresentante
da di carne battuta 0 di riso;
strana figura umana: se fa mo
quella bislunga dicesi propr. cro
vimenti per mezzo di fili 0 su
chetta.
ste dicesi neurospasto, burattino,
o con voce di uso toscano ma Purpllasuo. ne. ventola, muro sot
rionetta. tile tra due vani.
Pupo, ne. pennecchio, lit/T0, gomito rùrpito, nc. ambone, pulpito, luo
lo di cotone in stoppa per filarsi go elevato in chiesa donde si
-cornocchio, spigone, e la pan predica.
-153
Purtàre ncueddo (a),td. trae/tette nata, la classe de’ poveri;‘l‘usa
mo, giuoco fanciullesco nel por il volgo.
tarsi vicendevolmente sulle spal
le. l'uno cupo, ne. pozzo profondo -
mel. misterioso, simulatore.
rurtlèrc. ne. tenda, sono due teli
di pannolino, o seta per orna Puzlno, v. (Iammlsa.
mento di finestre: il testone che
Puzo, ne. polso, met. forza.
l’orna di sopra dicesi pendone:
portiera e quella degli usci. La Putzedda. ne. bucherella, giuoco
cornice da cui pende‘la tenda fanciullesco e consiste nel gitta'
dicesi palchetto. re da determinata distanza una
palla di legno o di ferro per far
l‘urlllddo, ne. portello, PÎCCOII por la andare nella buca. Al pl. è
ta-abbaino, apertura in alto del - lo stesso giuoco con tre 0 uovo
soppalco. bocchette, e queste ultime situa
l'urtflauo, ne. melarancia, frutta te a tre le une sotto le altre a
del melarancio. Nell’uso comune piccole ed eguali distanze, e vin
dicesi purtugallo. ce tutti colui la cui palla va nel
la buca del centro.
Pulèa, ne. bottega, luogo ove gli
Puzzlldd0, ne. orbiculo, (t. mar.;
operai, artefici e speculatori la
carrucula di metallo con funi
vorano, quella del pizzicagnolo
per alzare ed abbassar pesi; boz
distinguesi in dialetto col nome
zello è la rotella incassata che
di putèla lorda -id. mettersi
> gira le funi della carrucola.
dl casa e di putèa, vale appli
carsi a tutt’uomo in una cosa
per vederne la fine. Q
Putllal'0, ne. pizzicagnoto. Qua le? -id. qual’è? il l e ag
giunto per togliere l'iato.
l'ulrlsino. v. Pltruslno.
Quacquarlsclùre, vn. gorgogltare,
, l'uvlrèdda. ne. uigtiuolo, (t. mm.) il rumore che fa l’acqua in ebol‘
spighe separate e battute dopo lizione con minestra -- met. ci
la prima trebhiatura, che in T0 calare a solo brontolando - spe
scana dicesi vigliacclo. tezzare, detto per celia.

l’uvlrllddo, ag. poveretto, accattone Quagghlùre, un. accagliare, il coa


-met. si usa come interp. di gularsi del latte, o di altre vi
compassione: al fem. puvlredda, vande rapprese al fuoco -- il re
poveretta. tolar della trottola.
Puflrtlate, ne. povertà, id. a Dln'ln guagghiinlo, no. latte rappreso con

M%N%_ _w
-154
caglio, e si usa sostantivamente. Qua", agg. num. quattro.
Qua53hlo, ne. caglio, materia aci
. da che si ricava da alcune pian Quécclolo. ne. murice, dal latino
te o da una horsetta degli ani murear, conchiglia marina uni
mali ovini; quando e secco e sa valve il cui nicchio è di varie
lato dicesi presume. forme onde prende in dial. varii
nomi, tutti però appartenenti al
Quà lntra, av. ,qud entro, qui den la famiglia murici. Queste spe
tra. cie sono il porpora, pelagto: il
currùculo, vite; il gentile , il
Quàu, av. quando, Proo. u rlcco
rondlnella, il riccio, il rosso,
quùn vole, u povro quàn l’ave,
e il 5. Bernardo. I] porpora
vale il ricco quando vuole, il
fu molto pregiato nell’ antichità
povero quando l‘ha, par]. de’ go-_
per la famosa porpora che si
dimenti della vita.
traeva con la quale si tingevano
Quàllt, ave. quanto, relativamente le lane finissime che {riuscirono
a quantità. cosi superiori a quelle di Tiro
che i senatori romani e lo Îstes
Quarèmma, ne. quaresima, tempo so re Tullo Ostilio foggiaronsi
del digiuno ecclesiastico. Astrat_ le toghe di gala. Al principio di
tamente è la personificazione primavera i' murici si raccolgo
dell’idea astratta-id. Quai-em no a schiere, si uniscono e cac
ma zinzllosa. dicesi di donna ciando una bava formano certi,
ben vestita al di sopra del suo involucri simili ai favi delle api
stato, che cammina ritta e con nelle cui colletto depongono le
sprezzante sussiego. In Toscana uova che si sviluppano nel col
ad uomo di tal fatta dassi l’ap mo dell’està. Questi involucri son
pellativo di piombone. detti dai pescatori tarantini mlb
null ed in pretto favaggini, e so
Quarta, v. Vela. no di color cinericcio, e dissec
Quarto, no. quartiere, parte di ahi. cate al Sole, sono friabilissime
tazione in piano separatata dal e più leggiere d’una piuma AS'
le altre-parte di dietro della sai curiosa e la pesca de’murici,
scarpa che in dia]. dicesi'quar poiché i pescatori prendono le
lo di reto, e propr. quartiere tavaggini vuote dell’anno prece
quarto dl multi, sterzo, la par dente e ligatele con fili le cala
te anteriore girevole dalla car ‘no in siti diversi: i murici ;tro
rozza, il cui perno detto perno vandole già fatte vi si attaccano
reale appellasi maschio dello ster in gran quantità, e tirate su dan
ZO. no copiosa pesca. Il frutto lesso
e condito e sapido, ma bisogna
-Qunlrlllldi, v. (‘qmunlsu. cuocerlo con tutto il nicchie:
- 155 ‘
cotto poi si CdVil.-Quccnlolo a molare, il raccogliere i 'raspolli
tuta, turbine, detto pure conca dopo la vendemmia.
buccina, latinamente buccina,con
chiglia univalve turbinata di for Bacluppalùra, iw. raspollatura, ciò
ma quasi conica, la più grossa che si ricava di raspelli.
di tutte e terminante in acuta Bàdlcu, ne. radice, propria delle
spira. Se bucasi il vertice da il piante e de’denti; quella del ca
suono della tromba e del_cerno pello dicesi bulbo: met. "di ogni
secondo la forza,del fiato: il frut cosa stabile fisicamente e moral
to poco si cura, ma il nicchie mente. ll volge dice ràrlcu.
si tiene come ornamento. La
voce qneccioio è una alterazio Badicnla, ne. gratella, craticola e
ne di chiocciola che tal’è vera graticola, arnese di ferro da cu
mente. cina per cuocere arrosti.
Quèstuma, v. Alici. Radilòra, ne. rosanie, paglia trita
Quedd’ogua, id. vale quel poco. che avanza alle bestie.
Rufunllddo, ne. rafano, rantolaccio,
Quid e quedda, pron. quegli, quel novellina, pianta la cui radice
la-id. quid zl oquedda zi: zio
carnosa e piccante e buona a
chiamano i fanciulli plebei i più mangiarsi. ‘
grandi di pari ceto, slguùaqllei
di ceto superiore. maschi, ne. superbia, vanità, presa
Quisi e quèst, pron. questi, questo, la voce met. per similitudine
questa. da’raggi del Sole che manifesta
no la sua grandezza; onde gl’ id,
azùre o avasclàrè Il ragghi ,
B valgono insuperbirst o auvilirsi.

Bùcana, ne. sargana, sargina, gran llùggla, ne. rabbia, stizza, der. dal
dissimo sacco di tela grossa che francese rose.
fodera il carro al di dentro per
flagòsla, ne. astaco, locusta, grosso
riporvi e trasportare vettovaglie,
gambero marino, le cui grande
civaie, paglia ed ulive.
ossee diconsi propr. chele. Tre
sono le sue specie appellate in
naccughiaquèsumo , ne. rapina,
dial. ragosta, carie e cicala, o.
dicesi a chi si appropria l’altrui
caùro.
con astuzia o prepotenza.
malo, ne. razza, pezzo di legno che
naeiùepno, ne. racimolo, raspollo
dal mezzo della ruota va alla
di uva.
circonferenza come raggio di
llùcluppàre, va. raspollare, graci cerchio e regge con le altre la
-156
ruota: der. dallo spagnuolo ra do io spargono sul mare per
yo, v. ruta. togliere l’increspatura di esso
e chiarire il fondo, e ciò nelle
llamàrla, v. «amarla. pesche anzitutto delle orale e
de‘mormilli.
nomino, ne. calderaio, battirame,
artefice che lavora. il rame. nasciùlo,nc. orzaiaolo, tumoretto
Ronceuoa, nc. rnezzina, brocca, va doloroso alle nepitelle degli oc
so rustico di creta servibile a chi;
varii usi.
Basco, nc. sgra/fio, graffio, sberlet
Rancio, ne. branda (t. mar.) letto to, ra/fata, leggiera gratfiatura
pensile nelle navi. che si fa con le unghie sulla
persona. L’s, suona come il eh,
lupiddo, ne. ghiarotto, lapillo, pic francese.
cola pietra levigata che caccia
il mare, quelle arrontondate dei llùsola. nc. areola, aiuola, picco
fiumi diconsi ciottoli. lo spazio di terra dove si fan
crescere le tenere piante de’ ca
nasca, np. e nome di un fiumi voli ed altri ortaggi per tra
c’ello di breve corso che si sca piantarsi altrove.
rica nel mar piccolo nella costa
orientale dello stesso; deriva Basòll. nc. rastera, bastone cilin
dalla voce siriaca rasls, che va drico per appianare la misura
le povero d‘acqua. delle vettovaglie nello staio.

Basculùro, nc. metto, ferro da la nostra, ne. rospo, sculfina-raspa


schiare - roseo, radintadia è quel a tagghlt), rasiera, strumento
lo che raschia la pasta attacca da bottai a due manichi per ri
tasi alla madia. L’s, suona come pulire esternamente i lavori di
il ch, francese. botti e barili-graspo, il raspol
lo ove sono attaccati i granelli
Mach, ne. razza, sorta di pesce
»rasela pltròsa, è quella che di uva.
ha su di se alcune pietruzze, o. nosùlo, ne. rasoio, strumento di
PHCÙU‘ICB. ferro per radere la barba.
.
nasclddo, ne. ghiaia, sassuoli di llùltlca, nc. farda, scaracchio, sor
mare misti a rena grossa. Così nacchio, sputo catarroso.
appellansi pure i frantumi mi
nuti di murici, che i pescatori lui: ne. stufato, vivanda di car
raccolgono_in bigonciuoli in dia], ne preparata in casseruola: der.
vlgghlini, od altri vasi lignei e dal francese ragout, intingolo,
l’intridono di olio e rimescolam manicaretto.
_ ‘15*'7 -
Bausèo, agg. rozzo, stizzoso, dice negli studii. Si noti che in dia
si di uomo nell’aspetto e negli lettoevvi arrèta e arrèto,il primo
atti. Anche in Toscana dicesi e ago. e vale di nuovo, l’altro è
raugèo. pure ave. e vale all’indietro.

Becchla, ne. orecchio, organo del Razza, ne. rete, e una specie d
l’udito nell’animale-duflwe dl cuffia di cotone lavorata a lar
recchle, cesso. ghe maglie che le donne plebee
si ligano con nastri di cotone
Rèl'ola, nel ritaglio, parte di alcu
al capo.
na cosa mangereccia.

luna, ne. lustrino, polvere metal Biella 0 regalìa, ne. mancia, pic
lica che si spande sullo scritto cola mercede per servigio pre
per non cassarsi. stato.

Benzareuza, ano. appena appena, malo, ne. regalo, presente, compli


all’urto, parlandosi di estremità mento che fa una persona ad
di luogo, ed anche di cosa che altra o per mantenere le rela
a stento sia sufficiente alla bi zioni amichemli, od in compen
sogna per la sua quantità. so di favori avuti.
nera, ne. facella, facellina, legna lllbusclàto, ag. debosciato, crapulo
resinosa da ardere usata dai pe ne, dicesi di uomo debito ai vi
scatori. zii, l‘usa il volgo.
Resina, ne. ruggine, malattia delle Illbuzzo, ne. presella, ferro de’ le
biade in erba. gnaiuoli con bocca smussa per
ribadire i chiodi ove il martello
Resistere, un. reggere, dicesi di
non può operare.
fante o serVo che dura nel ser
vizio altrui. ma, ne. riga, regolo, lista di le
gno o metallo per tirare linee
nèstla, nc.malpi520, infermità pres
so l’unghia del cavallo. rette. '
Illcatt' a ricatta (a), mo. ave. fret
ellpunlo. e. (Itinere.
tolosamente.
nato, ano. dietro; dal latino retro
--id. arrèto errato com’ a Il
nteazùré. on. ripiantare, il sosti
tuire nuove piante ne’ luoghi ove
zucàrl, vale andare all’ indietro
come i fnnainoli, quando ritor non attecchirono.
cono la canapa o i giunchi, e Bicchlùle. ne. recchiata, reccln'one,
dicesi di chi indietreggia o in sa colpo dato nell’orecchio.
lute, o in beni di fortuna, ed ai
fanciulli che non progrediscono lllcchlàsclnl, ne. orecchioni, sati
:-158:-.
riasmo, malattia per gonfiore del. leasùgghlo, nc. regaglia, avanza.
le glandule mascellari. glia, rimasuglio, ciò che avan
za nella mensa, ma usasi più
nicchledde. ne. cinturini, orecchie,
sovente al plurale.
becchetti, sono i due lembi della
scarpa ove si liga il nastro. Blmèna. nc. uilucchio, vittcchto,
convolvolo (t. cam.) pianta che
nicchile. ne. libc‘mi, sa‘rrla, (t. pisc.) si attacca alle pareti o tra le
sono due libanì uniti in dialetto . biade. Appellasi rimena perché
vemle che si ligano tra due pa quanto più si taglia più cresce,
li della giava ed a cui sono ap- . ed è di due specie il maschio
pesi i penzoli, v. Sclàju. ch’e perenne, e la femmina che
seccatasi nella fine dell’està ri
Illt‘enlàre, ca. e il lavare con ac
germina in primavera. '
qua e sapone le biancherie del
bucato dopo cotte col ranno. Blmeuùta, nc. -rabbuffo, forte rim
provero.
Blelddla, nc. oocio, rumore sordo
- di voci lontane di gente raccol Illmlnlùne, o. fluntòne.
ta insieme.
Blmilo, ne. santese, chi ha la cu
lllclgghlòne, nc. 'giglione, (t. mar.) stodia di una chiesa 0 chiesuo
' la parte superiore del remo su la fuori l‘abitato.
cui la forza il remigante, la par
Rimondàre c rlmunnàre, va.dicet
te,inleriore dicesi mm: o.
tare (t. cam.) il nettare gli al
lllclguàte, o. Vescla. beri mozzando e togliendo le ci
me per meglio crescere.
lllcuerdo, ne. ricordo, endice, og
getto che si conserva o si dona Blmuntàre, va. risolare, il metter
per memoria; der. dallo spagno nuove suole alle scarpe -riscap
‘ lo recuerdo. ' piuare, e il far nuova la parte
degli stivali che cuopreil piede
n1èsce. nc. reggime, modo di go
vernare; l’usa il volgo. nimumatùra. ne. risolatura, il 'ri.
solare o il riscappinare.
l\ltòsa, nc. giunta, ciò che si da
per equiparare la plusvalenza Illnacclàre, ca. rimendare, acco
di un oggetto che si cambia con modare le rotture de’panni con
un altro: usasi pure il maschile punti cuciti.
rlfùso, nello stesso significato.
Illnàcclo, ne. rirnendatura, il ri
Blglna, nc. carpina, sorta di pesce mendare.
delicato che dicesi pur pesce re
gina. lllnarùlo, ne. polverlno, vasetto di
.-159
terra cotta, vetro o metallo in Biscllàlo, agg. raffreddato, e dice
cui si mette rena o sabbia per si delle persone e delle piante.
spargerla sullo scritto fresco af
fin di non cassarsi. Biscltàre, va. svegliare, ’ destare,
rompere il sonno ad alcuno scuo
niuazza, no. rinaccz'o, (Lcam.)ter‘ tendolo-np. destarsi, svegliarsi
reno arenoso.
nlubèla, ne. risipola, malattia per
Bluesclùre, on. sgretolare, scroscîa
infiammazione della cute.
re, sgrz'gliolare, dicesi delle pa
ste o pane cigolante fra’denti per llisldlàre, v. Arrlsldiare.
arena o polvere delle pietre di
mulino che si mescola nella fa- 4 nisulio, ne. rassettatura, il rasset
rina; der. da rena. tar la casa-piccoli accomodi di
opere di artefici-piccoli ser
nlnlnedda, ne. rondine, rondinella vigi. '
conchiglia bivalve della famiglia
de‘mituli, ed ha questo nome lllspicàre, va. rispigolare, ristop
perché veramente rassomiglia ad piare, il raccogliere le spighe
un volatile nella forma e solca scappate a’mietitori.
le onde. Il frutto e insipido. nispico, ne. rigaglia, ciò che rica
mmmmda, np. Rondinella, è una vasi dal terreno e dain alberi
torre di guardia sul littorale di dopo la raccolta: dalle biade di
mar grande al lato ovest della cesi spigolatura, e dalle viti ra
città, e deriva dal greco piw;, cimolatura e raspollatu-ra.
squalo, sorta di pesce che in
Blsloccln, ne. calorie (t. cam.) ri
questo luogo si pesca e della cui
storo che si da alle terre dopo
pelle i legnaiuoli lisciano le ta
raccolto il frumento conciman
vole, ed altri industriosi fodera
no astucci e tabacchiere, cono
dolo e seminandovi biade o ci
sciuta col nome di zigrino. vaie per rinvigorirsi, che in dial
dicesi rlsloccla dl mascèse:
Rlpllzzo, ne. pottiniccio, jrimenda quando si semina frumento due
tura di abiti mal fatta. anni di seguito dicesi propr. rin
grattare; il campo ov‘e lo stop»
Blpltàre, 1m. aflìigersi con urli e pio dicesi stoppia.
pianto.
nlslùcclo, nc. stoppio, biaduli, sec
llipuddòne, ne. sortita, pallone,
. eia, sono i gambi delle biade
barbatella, e il germoglio che na
dopo la mietitura.
sce dalla radice della pianta.
Blsulalùro, no. grisatoio, ferro che
lui-ere, un. ridere, l’usa il volgo
rode i vetri per contornarli.
id. pisciarsl di riso, rider forte
sino o colar le lagrìme. mm, wc. rete, e dicesi tanto di
-160
quelle da pesca, che di quelle Bizzllddo, v. Azzlcchll’ a me.
di funi a larghi buchi ad uso di
riporvi paglia per gli animali nel
nlzzo, ne. tumore ossìllare sotto le
trasportarsi da luogo a luogo.’ ascelle{ed e cosi detto perchè cu
rasi col guscio del riccio monaco
mm;;mo, ne. ritaglio, pezzetti di cotto al forno e polverizzato -
panno, tele, cuoi e simili. riccio marino, crostaceo armato
di acutissime punte, il cui frutto
Illtlnellc, ne. dande, sono due stri
e corallino formato a stella. Trai
sce o falde per mantenere ritto
suoi spicchi sonvi delle vesci
il bambino nell‘avvezzarlo a cam
chette che gonfia per camminare:
minare.
nella parte alquanto appianata
llltorla, ne. terrazzino, spago a tre ha la bocca e nell’interno un gru
fili. moletto bianco. Tre sono le sue
specie, il monaco ch’è bianco
Illlràgnola, ne. risucchio (t. mar.) e senza punte, la madre dl ricci
il retrocedere dell’onda che si e e ’l riccio proprio. 1 pescatori
franta in uno scoglio. hanno osservato ch‘essi dimagri
Blumàre, un. ruminare, dicesi per seono col declinar della Luna.
celia a chi non avendo denti mo 'Narra Plinio che quando il riccio
lari non può lrangerè il cibo e si attacca alli scogli e indizio di
sembra ruminare. L’usa il volga tempesta, di calma poi quando
sta sull’arena. l ricci proprii di
[Uva (a), v. Score. mar piccolo sono pieni e sapidis
simi.
llivàlt, no. verone, soglia, parte e
sterna di un parapetto di pietraî Bizzòla,m‘. brocca, vaso di terra
deriva da riva per traslazione del cotta invetriato con manichi ad
l’idea‘di estremità. uso di acqua.
livello, ne. orlo, lista stretta di Blzzùlo, ne. orcio, orciuolo, vaso in
pelle che si once come orlo al vetriato di terra cotta con becco
le scarpe. ad uso di vino od olio.
Blvuèto, 'nc. baragazzo, confusione magica, ne. a-nitra, uccello palustre
di cose-ammutinamento di po. propr. la femmina del w'wrgo oca,
polo. volgarmente capoverde'.

Illvularsl a vita, id. temer forte, a Ilùlua, ne. incastro, rosetta, ferro dei
ver forte paura per alcun sinistro nianiscalchi col quale si tagliano
improvviso. le unghie delle bestie da soma;
il tagliarle dicesi propriamente
Rizza, no. rinzafl’atura, il primo in bianchire, e l'unghia tagliata di
tonaco rozzo che si da al muro. salatura. La parola deriva dalla
- lei - "
francese r0;ne che vale inca ' Bozzolo e trozzola, ne. carrttt'0
Sire. Ia a girella, der. da rotolare
al pl. vertlcchi /t. mar.) sono le
noineita, ne. carasnetta, ferruzzo palle bucate e scanalate per ove
de’ maniscalchi curvo in punta con luni si tirano pesi sulle na
per pulire le unghie degli ani vi ed anche le antenne.
mali e terne il guasto.
l,luùna, v. Duàna.
llòmlce, ne. romice, erba tenuta
' dalle donne segretiste quale ri nuclgghlòne, .nc. pennate, stru
medio al dolor di capo e contro mento taglientel per potere le
le ancine, applicandosi pesta, in "piante e le viti. '
gusci di noci alle braccia, ai
polsi o nelle palme delle mani. llùc rùc, ne. pipelie, gemito, è o.-'
nomatopeia della voce dei co
nemperis, va. fendere, (t. com.) è lombi- meli ru/fiano, che in T0
‘ la prima aratura. del campo, la scana dicesi ruceola parlandosi
seconda che in dial. si dice Iltl'Ìir di femmina. » V e ' ' ’
virsàre, preti. ingigliare, la ter
' za_e quarta lerzlùre e quartlàre Biscola e arùcola, ne. ruca, racket
propr. interzare, ed inqnartare. ‘ in, erba campestre di sapore
llòsola, e. Prudlcllddl. piccante e buona a mangiarsi.
Rota. ne. ruota, e quella de’ car Iluèccolo. ne. torsolo, fusto e ra
ri; sue parti sono: mioclda, moz dice del cavolo - prov. cliqu e
- ze, la testa o parte di mezzo a flgghlo a ruèecelo. vuol dire
cui son conficcati i ral, razze, . che i difetti e’ vizii paterni spes
;pezzi di legni che uniscono il V se si ereditano da’figli.
_ mezzo alle caviglie - traste, ta
luèngu. v. Gruèngo.
volone orizzontale con una o più
rnanovelle per uso de‘ funaiuoli lluètulo. ne. rotolo. misura di pe
- bindote, e la ruota della mac so di oncie 33113 pari a circa
' china idraulica che da acqua ai 819 di chilogramma -Prov. ca
' terreni - rom dl puppa, ne. tri rlcùr‘ u ruetolo e scarslure l‘on
gente, (t. man). l‘ultima trave za. corrisponde al prov. italiano
che tien salda la poppa della sante nel poco e ne’ bei colpi ne.
nave -- rom dl mulino, e. illu
lino-prov. llugl l‘asso ca la Buenol0. ne. raganetla, balocco
rom cantina, vale per scorrere fanciullesco che consiste in un pie
la ruota bisogna unger la sala, ciel congegno di legno con ma
e corrisponde al proverbio latino, nubrio che voltandosi con una
ne rete crepel ungitnr axis, e mano, una rotellina dentata in
vale chi vuol ottenere favori non cima fa scattare una lista setti
sia avaro. le ch’è conficcata nel congegno.
il

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e fa sentire un continuo suono coltello ricurvo in punta ad u
stridulo. so de‘ vendemmiatori.
nùtulu. ne. sbufl'o di vento impetuo nuufa, ne. moltitudine di gente, der.
so, met. moltitudine di gente dallo spagnuolo runlh.
che corre.
Busacchlo. ne. peza’, ripale (t.pisc.)
lingua. nc. rogna. scabbìa, malat piccola rete da pesca carica di
tia cutanea, schifosa e contag piombo che si tende da terra
giosa.-Ad un intrigante che rasenta il lido e di forma coni
va spiando i fatti altrui dicesi ca. Con questa si prendono di
per rimprovero, 5ràlllll a rogna, giorno negli ultimi due mesi
cioè vedi i tuoi guai. dell’anno le triglie nelle ore del
la bassa marea o riflusso 0 co
uumglàro, nc. oriolaio, orologiato, me dicono i pescatori nella ser
chi fa o accomoda oriuoli. ra, tirando un cordellinoper
Ilu mauedda. ne. radicchielta, pian istringer la rete dopo fatta la
ta tenera per insalata. pesca.

nummlno. ne. letame, spazzatura,


Ilùoccre. un. grillettare, il rumo
ingrassa, concime ; tutte le spe
re dell’acqua prima dell’ebolli
zione - rugghiare, il suono sor
cie si comprendono collettiva
do del leone per dolore, farne
mente in questa voce - sembra
od ira, ed anche dell’uomo
deriva da ammala per antifra
rubbotare, il rumore del mare
si, cioè dal suo puzzo forte, iro.
che precede la tempesta- met.
nicamente armnatico.
mormorare sotto voce.
Bummo. ne. rombo, pesce squisi
to della famiglia delle sdgliole; Ilùsclta, nc. Questa voce ha mol
i piccoli che non crescono ven ti significati: vale brutto, borbo
gono appellati dai pescatori rigmo, il rugghiar degl’intestini
prùlue. v. Pralzza. -mgghio. quello del vento im.
petuoso - mormorio, quello di
numpamllnto. ne. seccatura, pe voci sordo di persone - russo,
tulanza, donde l'idiot. rumpa de’ gatti - id. tenere a ruscllo
mllnlo di capo, nell’istesso si com‘ a 11 mm, vale brontolare
gnificato. mormorando sotto voce come
fanno i gatti col russo.
Ilumùre dl platll. ne. acciottotlo,
il rumore che i piatti fanno lluseltn, nc. borchia, arnese tondo
quando si distribuiscono vuoti d’ottone indorato che si avvita
a’ posti della mensa’ o quando all’estremità di un chiodo per
si ammontano. sostener quadri, specchi o alle
estremità de’ bracciuoli delle ten
Ilunfldlla, ne. remota , piccolo de.
--163-*
fluslcire. va. rosicchiare, rodere i capitali, e ne' debiti gl’inleres’
leggermente - met. far piccolo si assorbono i beni del debitore_
guadagno.
nuuulàre. un. cader rotoloni, ca
nusso, no. torto, tuorlo, il rosso pitombolare, dicesi di chi cade
dell’uovo. rotolando - va. rinfraacescare,
il ripeter di continuo e noiosa
Bùssoll . ne. corbezzole, roselle, mente una cosa, ed usasi per
specie di frutte silvestri e gusto derisione.
se di una pianta alta detta cor
bezzolo_ed albatro. nuzzulatùro. ne. matterello, me.
stola di legno con la quale si
llutcddn, ne. girandola, è quella. rivolta il. latte bollendosi per
che gira ne’ fuochi artificiali dan coagularsi- spino, altra mesto.
do bella vista per gli svariati la piena di pinoli che rivolta
colori ed intrecci. il latte già rappreso aflìn di
condensarlo a cacio nel caccavo.
Rulliddo, v. Mullno.

llullòrlo. ne. fontanella, fonticolo, S


cauterio. piaghetta che si fa in
una parte del corpo ordinaria Sacca, 1:. vota.
mente nel polpaccio interno sot Dacchltllddo, ne. sacchetto, dim. di
to la rotella del ginocchio per sacco.
purgare il corpo degli umori
nelle malattie morb0se. suolo e sclacclO, va. so, e la pri
ma persona del verbo irregola
Bullùfa, ne. ernia, e la rottura re sapere. La voce Baccio fu
dell’anello inguinale. già usata dagli antichi scrittori
italiani ne‘ primordii della lin
Buvà3ue, ne. stoviglie, di argilla
gua.
o di terra cotta.
Sacca. ‘U. Vela.
Buvàsn0. ne. fune ligata alle cor
na de’ buoi che regola il cam. sacrism.. ne. sag'restia, stanza
mino di essi sia arando che ti nelle chiese ove,:si preparano i
rando il carro. sacerdoti._

nuza. ne. ruggine, ferruggine, ma Sagnàre, va. salassare, cavar san


teria rossiccia che si forma sul gue, è un'antica voce italiana.
ferro, rame ed altri metalli e s:guia. no. salasso.
li consuma. - id. a ruza al ma
gia u fllrro, la ruggine rode il Salmo. ne. sugna, lardo, grasso
ferro, e vale le spese che oltre’ strutto di maiale; e pure voce
passano gl’introiti distruggono italiana antiquata.

>_w.‘ MMM
-164
Safttèfa, nc. feritoia, archibusiera, gue di majale con altri ingre
apertura verticale e stretta nel clienti posti in budello e cotti
muro per ove a difesa possonsi in acqua per vivanda.
scaricare armi da fuoco.
Suhgo du naso, id. epistassi, e
_Salùllca, no. sciatica, tsclu'ade, sor-; moragia nasale. Sogliono i se
ta di malattia. cretisti per far che il flusso ces‘
si, alzare in alto le braccia del
Salamlllcco, -nc. Con questa paro
paziente e tenervele fino a che
la deita pure in Toscana sala
cessi. '
melecche che significa la. pace
sia con voi, der. da‘ll’ebraico su Sanguetla, nc. mignatta, sansuga,
lem-leka, itarantini la pronun insetto palustre che succia il
ziano piegandosi nel fare uno sangue, met. petulante.
scherzevole saluto-id. fare il
salamllicchl, dicesi di quelle ce-, sanata, nc. ponte, piccolo tavola
rimonie religiose che le coppie to sulle barchetta da pesca so
di confratelli fanno nella visita; stennto da baglietti.
de’ sepolcri o>riel darsi la muta,
o incontrandosi per via. Santacr0ne, ac. brogiotto, “fico ne
ro, grosso e sapido che matura
Salamùra, nc. garo, salamoia, in», al principio d’autunno - croce
triso di sale ed acqua, per con santa, la tavola dell’alfabeto.
servare pesci, capperi od altro.
Santul'lldd0, ag. santarello, dicesi
Sllèfll, ne. saliera, vasettodi ve
di fanciullo tristo quando e quie
tro, argilla o, metallo in cui si
to, e ad uomo di buona vita.
tiene il sale minuto per tavola.
Snnza (a), mo. ava. ad usanza, co
Salère, un. salire, montar le sca
me a-z'd. dare a sanza di cane.
le, 0 ascendere un altura.
vale bastonare come ad un cane,
Saunetto, nc. mantile, tovagliaolo,Î cioè senza pietà.
tovagliaoling, pezzo di bianche
ria da tavola per forhire le lab Sapunàro, nc. sapoaaio, chi fa e
bra mangiando. vende sapone.

Sanacclòne, nc. crescione, senazio sapunèra, nc. saponiera, sapone


ne, nasturzio acquatico, è un er ria, luogo ove si fabbrica il sa
ba palustre mangereccia in in pone.
salata-met. uomo grossolano
detto per celia. saraca. nc. solacca, pesce salato
molto in uso-id. saràca maz
sanglcchlo, nc. mallegato, boldone, za, mingherlino, chi è troppo
migliaccio, sangataaccto, e il san delicato di corporatura.

MMwflv.
-165
Sargente, ne. sergente, strumento Arriva, tesse, quella che at
de’legnaiuoli per tener fermi i traversa le sartie degli alberi
legni incollati. bassi.
Brudèse, preuese, amarra, or
serica, ne. ginbette, sorta di veste meggio, quella che tien ferma la
vecchia con maniche che co nave da poppa e la lega alla
pre il busto. riva.
S_àl'l0, ne. sargo, pesce squisite candenlzza, gherline, fune sot
che si pesca nel canale di per tile che Iiga al di sopra l’an
ta di Lecce detto il Fosso con tenna all’albero.
l’impetratura specie di rete p. Cancslredde, sta/Te, funicelle
e nel sito di Rotondo v. Tunni. intralciate insieme e servono a
fare scorrere alcuna cosa alla
Saròltl, ne. ficcateia, e un terreno sommità degli alberi.
paludeso emolliccio si che pas Cazzàmc, ralinga, pezzo di fu
sandevi si profonda e corresi ne che tiene stirata la vela al
rischio di perdersi l’uomo sen di sotto.
za il pronto soccorso di una cruna, mantiglia‘ di pennene,
fune che gli si gitti cui afferrar quella che tien fermo il pen
si ed esserne tirato, non poten none e l’antenna all’albero. Il
dovi altro uomo accedere per pezzo di fune con pallottole in
aiuto senza cerrer lo stesso pe filzate ch’è d’intorno a quest’al
ricolo. Ordinariarnente trovansi bero dicesi trozza.
presso le sponde de’fiumi e nei Crudo dl prura, eiradere, fu
terreni paludosi. È detta pure ne che si applica alla gomena
da’ pescatori Auso dal latino e si avvolge all’argano per sal
hanstns aqute per l‘acqua che pare e levar l’ancora.
sorge. Cumanni 0 splluccl, tarrozzi,
Sarna, ne. salpa, pesce commu
funi vecchie e disfatte da cui si
fanno altre provvisionali le qua
ne del mediterraneo.
li diconsi trinelle e comandi e dei
Sarpùre, va. sbrancare (t. mar.) e marinai brema.
lo staccare dal fondo del mare esame, manto, quelle onde le
le branche dell’ancora. gansi le vele e le antenne.
Matafùnl. salmastre, gaschette,
Sarslùme. ne. sartiame, nome col sartie, quelle che ligano la vela
lettivo di tutte le funi di una all’antenna o al pennone.
nave, specificatamente le più no ubrogghla, mura, quella che
te son queste: mura le vele.
Arganllddo, Lernavira, fune ntennàle, ternale, quella che
che serve a salpar l’ancora le tiene stirata la vela di sopra.
gando ad essa la gomorra. ostia, scotta, fune principale

1.4_-..__
-166
attaccata alla vela, che allen ne di uso detta pure in italia
tandosi o tirando regola il cam no cavo a tortizza.
mino della nave. Vùmena, gomena, quella onde
, l’arognlletll, prodano, son due si tira a terra la nave.
funi alle estremità inferiori del
l’antenna una tirante verso pop Sarvùglo, ag. selvaggio, scortese,
pa detta in dial. brace"), e prett. incioite, inurbano.
poggia, e l’altra tirante a preda
detta davanle, e propr. quinale ‘Barvàre, va. conservare, der. dal
o di sopravento. latino seri/are.
rarùgnfll. parango, sinale, so
no le funi che passano per li
Salùr0, np. È nome di una con
Puzzieddl, bozzetti, cioè per le trada in quel di Taranto sulla
costa orientale del golfo e al
carrucole ad una o due girello
sud della città alla distanza di
e sostengono l’albero al carico
circa l2 Chilometri, rinomato
e contro la furia de’venti.
per gli ameni e feraci giardini
Pll'ò_llll, stropp ola, quella che
e sorgenti di limpide acque, ed
attornia il bozzello della puleg
ove sorgeva in antico una cit
gia.
tà di simil nome distrutta, se
Sclùnco. drizza, quella che
condo la tradizione da’tarantini.
serve ad alzare una Vela od un
La voce deriva dal siriaco su!
pennone: esse sono due una pas
un m, acque sorgenti.
sa per la girella fissa alla cima
dell’albero per tirar pesi e di Savùrra. ne. zavorra, soro, è la
cesi prettam. ghia, l’altra sostie ghiaia che si mette in fondo
ne l’alhero alla parte di poppa della nave scarica per darle pe
e dicesi poppese - Cordtno, è la so ed equilibrarla in mare.
fune che tira giù la vela am
mainata che in dial. pur dicesi sazizza, ne. salsiccia, salciccia, car'
Sclunco-flon00,è quella su cui ne trita e posta in budelli, i
fanno forza i marinai per issa cui rocchi o salsicciuoli diconsi
re l’antenna. in dia]. cugh|ùneull o splcull.
Strallt. stragtio. quelle che
tengono fermi gli alberi. Sblclllr5l, vnp. invaghirsi, l‘attivo
Siralll ferml, gambadona, quel è shachescere, pari. sbachlsclu
lo: l’usa il volgo.
,le che tengon fermi gli alberi
di gabbia - alaggio, quella tira Sbacullàre, un. dimenarsi qua) e là,
ta dall’estremità di un albero come fanno gli ubbriachi.
al piede dell’altro per impedire
che il primo pende alla parte Shafante, ag. vanit0so. millantatore.
opposta.
Turtlln, quadernate, altra fu sbafùre, ne. disfogare, con parole
-167
un inferno risentimento, 0 ri usasi pure per quantità grande
crearsi dopo lungo lavoro. di cose detto con esagerazione.

Shannllo. ag. bandito, met. fanciul Sbulacchlàre, v. svolazzare, dice.


lo inquieto. si delle galline.

sharlàre. vn. divertirsi, consuma Shunculùre, va. sgranare, il torre


re il tempo in alcun piccolo pas i legumi freschi dai loro baccel
satempo. li - id. Sbunculàre n'ueechio,
cavare un occhio, detto per ri
shiutlcarsl. onp. smenllcarsi, uscir sentimento e sfogo d‘ira.
dalla memoria, l’usa il volge.
shunnàrc. un. sfondare, precipita
Sblscllàto, ag. sviscerato, aggiunto re, profondare. Questa voce usa
di amor grande; l'usa il volge. si purc per isfogo d‘impazienza
quando si sia stato lunga pezza
Sblssùre. va. subissare, rovinare in aspettativa di alcuno.
alcuno: l’usa il valgo.
Shulàre, va. sedurre, persuadere
Sbrlcchllliddo, ag. di giovine in alcuno in contrario di quel che
solente, l’usa il volge. si pensava o credeva.
Sbrlllghllioclàta, ne. suono di la Scacàrll, vnp_. avuilirsi, perdersi
bella. E uso de’sagrestani delle di coraggio, l’usa il volge -- il
compagnie religiose la notte del finire di rotolare della trottola:
giovedì santo fare una suonata v. Currùculo.
di tabella alle porte de’rispetti
scacciare, un. mangiare, ma ghiotta
vi confratelli per svegliarli af mente ed in abbondanza una
finchè levati accedessero agli vrvanda o che piaccia o per la
oratorii per fare processional me - met. co'nsiderare attenta
mente la visita de’sepolcri. Que ' mente e con interesse una cosa,
sto suono nel commune dialet onde l’id. scaccàre l’uecchl. L's,
to dicesi lruccullsclàla, da’pe suona come il oh, francese.
scatori credendosi darvi più im
portanza e detto sbrlngh=lisclala. Scacchlùre. va. scegliere.

snrtvuegno. nc. svergognamento, Scacchlàlo, agg. scelto e met. per


manifestazione de’difetti proprii ingiuria dicesi a fanciullo nato
od altrui. illegittimo: dim. scacchlalflddo.

Shruvlguùre, ca. detrarre, mani Scacco. ne. scaccolo, la quarta par


festare i difetti altrui. te di un foglio di carta: L’s, suo
na come il eh, francese.
Sbrll‘ll5mìl0, ag. svergognalo.
Scadllùfll, ne. interi-rigine, scorti
Sbuèlmo, ne. diluvione, mangione, catura della pelle per soverchio
-168
cammino o per fregamento, o le scaglie de‘pesci-glama, la
per acqua bollente che vi cade. cispa degli occhi.
scararèa. nc. scodella, vaso d‘ar Scamàre, va. scagliare, torre le
gilla per uso i cucina di cui squame ai pesci -F schiamazzare
si servono i contadini per met le grida di certi animali come il
tervi minestra. L’s, suona come latrare del cane, il miagolar gat
il ah, francese. to, lo schiattire della volpe e si

Scafazza, nc. bovina e buina. eia


forma dello sterco del bue -
met. di ogni c0sa eccessivamen
teschiacciata che vi somigli ed
usasi per dispregio.
l mili , ed in questi significati
l’s. suona come il eh, francese.

scampaguare va. spalancare, apri


re e dicesi di usci, finestre, boc
ca, ed altro.

gonfio, nc. gotata. gaanclala, schiaf Scampin‘e, v. impers. spiovere, il


fo, colpo con la mano aperta cessar di piovere, '
sulla guancia: accr. scalfòne,=
guancione. L’s, suona come il' ficamusìa. ne. discorso indecente,
. /
eh, francese. l’usa il volgo.
Scùgghle, nc. vagllatnra, è la mon' Scamùsfl, ag. cisposo, dicesi per
diglia che si separa dal grano ingiuria ad alcuno: la cispa di
in vagliandolo. _ cesi pur prett. glama.
scagghlòne, nc. crantero, il dente
del senno - id. cacclar' u scag
Scamunèa, nc. moltitudine di fan
ciulli che fanno fracasso.
ghlone, dicesi per dilegio a don
na avanzata negli anni.
Scancro. ne. ganghero, specie di
Scagnlsclàre, va. 'schifare, abbor ferramenti per unire le partidi
rlre, l’usa il volgo. usci, finestre e simili.

Scalèra. ne. gobbo, curdo, cantone, Scanlgglllàrte, on. presumere di


sono getti della pianta del car parlar bene, e dicesi per deri
do che si cuoprono di terra per sione.
hianchire ed intenerirsi: la nuo Scannt:sehlo, ne. scandaglio, sonda,
va pianta del cardo poi dicesi ' e la pruova di checchesia.
cardoncello.
Scannla, nc. rosseggiamento alla
Scaletta, v. Nascaletto. faccia pex1rimprovero ricevuto
Sculorcl0, a, agg. di uomo 0 don lentlggine, macchiette brunastre
na alta, brutta e magra. che escono sulle parti del corpo
esposte al Sole. L’s, suona come '
Scamu, nc. squama, lametta, sono il oh, francese.

M, N‘/HÎWWM
-169
Scaunllliddo, 'nc. deschetto, e un Scapula, ne. cofano, specie di gros
panchetto a tre piedi di legno so paniere.
per sedere.
Scupulàre, on. alzar mano dalla
Scanno. ne. panca, arnese di le fatica - togliere le pastoie agli
gno ove possono sedere più per animali-il prime camminare
sone. da se che fanno i bambini.
seantàte, ag. croccelare, e il suo_ ' Scapulatùre, ne. cestino, arnese in
no di cose rotte. llch, e di suo cui i bambini imparano a cam
no francese. minare: quello pei fatto a ruo
te dicesi carraccie.
scanzatatia, no. sbucciene, chi con
pretesti cerca scanzar la fatica. Scapuzzàrsl, vnp. spezzarsi, dicesi
di funi.
Scanzia, ne. scaffale, specie di ar
madio a più ordini per tenervi Scarabàttolo, ne. tabernacolo, nic
carte e libri -Scanzia dl plat chia coverta di vetri per ripor
u, no. sconcerta, ordigno di cu vi alcuna immagine.
cina formato di assi e palchet
ti per poggmrvi piatti ed altro; Scarafàta, ne. scapac’ciene, scapez
rastrelliera e poi quella dove zone, colpo sul capo con la ma
tengonsi le stoviglie. La parola no aperta.
deriva da scancia o scansia. Scaranzòne, ne. sgorbie, caratteri
scapèce. ne. frittura di pesce e mal fatti sulla carta al pl. Bea»
frutto di mare marinata con a ranzùnl.
ceto ed altri ingredienti aroma
Scaravàsciu, ne. scarafaggìe,scara
tict La parola sembra derivare
bea, insetto nero a dorso duro
da esca Apicll; Apicio patrizio
romano era ghiotto di questo 5ourcsgnhre, va. scalcagnare, lo
manicaretto. storcersi il calcagno della scar
pa per soverchia pressione
Scaplzzo, nc. scampolo, pezzo di
met. spiare destramente i segre
tessuto o legname che rimane
ti altrui.
dal tutto.
scappnclppùnl (a), me. ave. all’im scarcedda, ne.è un involto di pan
pcnsata, senza riflessione, incen pepate a forma di panierino, di
sideratamente, alla cartone. I bambola o di heccellato con en
tro delle uova sane che si fa.
scappare, va. svellcre, scegliere, nella Pasqua. La voce der. da
parlandosi di piante che si spic scarsella che vale tasca, borsa,
cane dalla terra -vale pure che tale pub appellarsi poiche
fuggire, sottrarsi dalle mani’del. contiene uno o più uova, e bo_r=
la giustizia con la fuga. sa in lingua spagnuola dicesi e;

L__\N-\Wfl " ,..\ g._\fl_._-\-_.


-170
scarcela. L’s, suona come il eh, pezzo di legno a cavicchio nel
francese. la barca ove si poggia il remo.

Scurcloppòla, ne. carciofo, frutto scarnlsclùre, va. razzolare, sco


del cardo: quando è sfogliato prire il fuoco col paletto- ru
restandovi il tenero dicesi girel spare, il razzolar de'polli ra
lo - il selvatico appellasi carti spando.
na acaule o presume. Searòla. ne. ascaraola, indivia, sor
ta di ortaggio buono a man
Scordo, ne. feldispato, pietra foca.
giarsi. L’s, suona come il oh,
ia che percossa con l’acciarino
francese.
scintilla - sverza, sono piccole
pietre onde riempionsi i piccoli Scarpllddo. ne. tagliuolo, scalpel
vuoti tra due pietre nel mura lo da bottai per turare le fes
re - scheggia di legname - met. sure delle capruggini con la
donzella avvenente detto con stoppa. _
ammirazione. Scarpone, ne. pantofola, pianelle,
Searfalllll0, ne. caldano, arnese di scarpa che si usa in casa. Le
‘ rame concavo con manico di le pianelle sono per l’està perché
gno ad uso di lisciare i panni più sottili, le pantofole per l‘in
lini o asciugarli passandolo di verno essendo di strisce di pan
sopra col fuoco che contiene. no. Le scarpe vecchie e rotte di
consi ciabatte. Prov. 05m scar
Scarlàre, va. riscaldare, parlan pella dlventa scarpone. vale
dosi di vivande o liquidi al fuo tutte le cose invecchiano e fini
co 0 di altri oggetti al Sole scono.
np. riscaldarsi al fuoco o al So Scarpuullsclo. ne. scatpicclo, fru
le 0 con liquori - met. adirarsi. scio, il rumore che fa la scar
Scarlaseggla, nc. disutilaccio, uo
pa strisciandola per terra.
mo buono a nulla. Scarlaplldtll, ne. spinelli, piccoli
pesci salati ed affumigati di uso
Scaricablimma (o), ne. scaricalasi
commune detti pure avannotti
no, giuoco fanciullesco, in cui cioè d’infra l‘anno.
alcuni sono piegati l’un dopo
l’altro ed altri correndo vi sal s.:astre,vn.rovistare, riviticare, cer
tano su ponendosi ritti a caval care una cosa mettendo sesso
cloni e battendo le mani. pra le masserizie-vale pure
mutare abitazione.
scaricare. va. distivare (t. mar.)
scasllddo. ne. pretesto per non
disfare o mutare lo stivaggio
fare alcuna cosa, che in Tosca
del hastimento.
na dicesi scaslmo: der. dallo
Scarmòne, nc, scalmo (t. mar.) spagnuolo casino.

1M\.m< W;af-"MM
-171
flcassàrc. va. depennare, dar di -met. di ogni cosa che rumo
penna, o raschiare uno scritto, reggia come spetezzare, schiaf
o togliere uno sgorbio cassando. fe,ggiare e simili usato attiva
mente, così scattarlsclirre nu
Scatapuènzolo, no. e una conchi
pldeto, nu scafl'o, ecc.-L’s,
glia bivalve della forma e gran iniziale della parola suona co
dezza di un ostrica avente sù
me il eh, francese.
gusci esterni delle punte acu
minate: l’esterno e di un bel Scallarlzzo, ne. crepito, sorta di
porporino ed il frut‘o di grato trasfullo fanciullesco consisten
odore, ma d'ingrato sapore se te in piegare in un dato modo
non cotto con pan grattugiato, un foglio di carta, il quale fa
olio, pepe ed aglio trito. La pa rumore facendolo scoppiettare
rola deriva dalle due greche -al pl. il crepito del sale git
anrr'nsw, forare, e oarovdul.ov, tata sul fuoco, o i carboni nel
spondilo, poichè questo crosta l’accendersi.-L’s, suona come
ceo annida fra gli spondili, e eh, francese.
co’pungoli li perfora per suc Scalllagnola, ne. nacchera , casta
ciarne la sostanza. gnetta, trastullo da ragazzi. L’s,
Scalenàre, vn. diveltare, dissodare suona come il oh, francese.
(6. cam.), il coltivare profonda Scattòne, ne. getto, nuovo germo
mente la terra togliendone le glio di pianta, al pl. scatlùnl.
pietre per metterla in coltiva L’s, come sopra.
zione; se fassi per piantar viti
dicesiI propr. avvignare. Semmai-e, vn. mormorare sotto
voce per alcuna contrarietà o
Scattac0re. ne. crepacuore, detto
per dispendio involontario. L’s,
per esclamazione. L’s, suona co
suona come sopra.
me il ch, francese.
Scavunèdda, ne. sia, pianta pa
Scallamllnlo, ne. crepacuore. det lustre simile al crescione ma
to per dispetto. L’s, suona pure con le foglie più allungate e
come il eh, francese. buona per insalata. L‘s, come
sopra.
Scallàrc, vn. crepare, fendersi, di
cesi di cose che si rompono da Scazàla (alla), mo. auu. scalzo, in
se, come un uovo al fuoco, un peduli senza scarpe.
tumore e simili. L's. suona co Scazzamùurllddo, v. Auro.
me ch, francese-id. scaltnrsl
di riso, ridere a crepapelle. Scazzùlo. ag. simo, camuso, rica
Scattnrlsclàre, vn. chioccare, schioc gnato, chi a il naso schiacciato.
care, lo scoppiettar della frusta _ Senzzèlla, ne. zucchetto, piccol ber

\vv% Mm
-172
retto per coprire la chierica, se sotl'e plauso, andar di qua e di
e più grande dicesi calotta o pa la, parland0si di chi e molto
patina. aliacendato - Scerc da -mpiieni
ncapltale, vale non trovar ri
Scazzicare, na. sottatzare, solle
poso, pari. d‘infermi- Proe.
vare o smuovere alquanto par All’uecchl beddl ve u fumo,
landosi di cose mobili e pesanti
agli occhi betti va il fame e vuol
-id. scazzlcàre l‘appltlto, a
dire che la bellezza si macula
ver fame - la paglia, rimenare ad ogni lieve soffio-mere a
la paglia o i cartocci del letto riva, catcese (i. mar.) salire sul
per divenir più soffice - usato l’albero della naVe per fare sco
neutralmente parlandosi di ani perta- id. no ti in sce scenno,
mali vale entrare in caldo. vale non andar via.
Scazzilio, ne. buffetto, scoccamen Scerza, v. Scflrzo.
lo, colpo leggiero dato col dito
indice posto ad arco col pollice Scesa, nc. dichino, calata, china,
facendolo scattare sul naso o sdracciolo, luogo declive.
altra parte della testa altrui.
Scèaciola, nc. giaggtota, zizota, ziz
Scèggla, nc. scatta, arnese per se zifa, frutta del giuggiolo.
dere: la parte impagliata dies
sa dicesi paglierino. Scel. trura. id. mar. che vale ti
ra su la lenza.
Sccnca, v. Scllnco.
Schiacco, nc. pezzetto tondo di le
Scennersl, vnp. scendersi, il fug gno che si appicc‘a ad alcuna
gire che fa la donzella dalla crepatura dell’otre ben ligato af
casa paterna coll’amante. finché non percoli. ‘
Scarpuie, ne carabattote, masse Schialfàre, e scalfàre,‘ va. intro
rizie di casa de’poveri: dim. mettere, rincalzare, parlandosi
sclrpulècchle. di letto-id. scafl'arsl ncapa,
Secre, u. irr. n. andare. La con figgersi in mente, ma usasi più
iugazione di questo verbo veg sovente con la negazione. L‘s,
gasi in testa al libro-id. cl suona come il eh, francese.
ve e ci vene, via nel, chi va Schlnella, nc. soprasso, durezza
e chi viene, parlandosi di luo che si forma sotto il ginocchio
go frequentato da molti pas del camillo
santi - scere a u franco, vale
d‘ispe_ttarsi a vicenda - Scere ri Schlrlmlnniiddo e Schlrlmlnued
pa ripa o pare pare, tirare in da, sono voci vezzeggiative e
nanzi a stento, o lo speso e vuol dire bambino e bambina
quiparare l’introito- scere pi graziosi.

W,w M_A
-1'73
Sciàblca, ne. grifo, gripo, sagena
slazione di significato è troppo
(i. pisc.) rete da pesca a ma
remota dall‘idea di somiglianza,
glie strette attaccata a due lun laonde riteniamo appartenersi
ghe seghe che si tira dal lido e
piuttosto alla voce 'giava italia
raccoglie ogni sorta di pesce an
na, tanto più che le parole ita
che minuto; dim. sciablchllddo,
liane comincianti per gia nel dia].
tartanone, rete più piccola della
tarantino si mutano in scia, co
precedente, che i pescatori ti
me da giardino seiardlno.-Nel
rano stando in barca. Questa
la giava marina vi sono i se
pesca è permessa nelle sole not
guenti ordegniz-i pali che, so
ti estive -met. meuàr' a scia
no piantati a sette piedi di di
hlca, vale raccogliere il buono
stanza l’un dall’altro in linee
ed il cattivo quando torna uti
parallele per aver libero il flus
le. v. Calàrl.
so e riflusso del mare-le ven
sciacquare, va. sciorinare, de’pan ile, libani, specie di sarzie o fu
nilini, risciacquare, delle stovi ni d’erba palustre che si ligano
glie. a’pali, poco sotto le superficie
del mare: a queste son appesi
Sciacquillo, nc. banchetto brioso i prlvuiarl, penzoli di ostriche
di lieta brigata o di famiglia o innestate ed intrecciate a cop
di amici. ' pie dette in dial. cunucchledde)
sciaddèo, agg. di uomo sciope con zoche seghe e tibdni: essi
rato. penzoli sono appesi a due liba
ni uniti appellatirlechìre. Il cu.
Sclàla, nc.giava (i. pisc.) con que stode, il padrone e’pescatori ad
sto nome s‘indica il luogo di detti appellansi sciaiarùll.
mare destinato a deposito o ser
batoio di frutti o crostacei ma Sciammerga, ne. giubba, abito da
rini, cioè ostriche, mitoti, in dial. uomo con falde che cuoprono
cozze pelose ed altri crostacei le natiche.
in un recinto di mare merce
palafitte di legno di pini-La Sclàmo, c. irr. andiamo, prima vo
voce sclala, esprime pure quel ce plurale del presente dell’in‘
le cellette ne’frattoi ove si con dicativo di scere: in Toscana
servano le ulive raccolte per dicono gnamo - sclamlnl e sola
frangersi. La parola quindi im mlnnìll, valgono andiamcene, an
porta deposito e bene e trasla diam via.
ta da giava ch’è il luogo di de
posito degli attrezzi sulle navi. Sclamrichlno; nc'. corpetto, farset
Alcuni han preteso che derivi tino che si porta sotto la so
da av.i ', ombra che in senso tra pravveste, detto pur glie.
slato vale difesa, ma questa tra Sciampagua (alla), mo. avv. alla

_..'\
h_
.
-1’74
Spensierata, sinceramente, senza pieno d’alberi fruttiferi e piante
fine secondario. varie, con pergolati o senza
t'd. casa selardinùiu, casinetta con
Sciampagnàin, nc.sollazzo, diver giardino.
timento in compagnia di lieta
brigata per lo più in campagna. Sciariiscio, ne. piccolo spazio di
suolo: l’usa il volge.
Sciampagnòue, ag. compagnone,
mattacchione, giovalione. Sciarisclùre, vn. spander bene le
sementi nel campo.
Sciàna. nc. leggerezza di mente de
rivante dadisposizionedelcorpo, Sciarpisci'are, on. parlar bioscio,
onde l'id. stare di bona o mala smozzicar le parole.
sclùna, secondo che si è lieto o
Sciarpe, ag. bisciòlo, chi smozzi
pensieroso.
ca le parole per difetto di pro.
Sciallàro, ne. instabile, leggiero di nunzia.
mente, chi per poco si adom Sclùsclo, ne. bagattella, cosa da po
bra: der. dal greco verbo 1mxfcc,
co-pezzo di roba minuta.
adombrarsi.
Sclàtlc0. ne. grosso crivello dei
Sciungia, ne. gengia, gengiva, il
"muratori.
tessuto carnoso della bocca che
comprende e tien fermi i denti. Sclàuro, ne. puzzo, esalazione fe
tida.
Sclannùne, ag. stupido, detto per
celia ed eufemismo. Sclcco e scleca, ag. eccellente.
Sciapiio a, ag.scipido. insipido, di Sclculàre, on. scivolare, sdruccio
cesi di vivande scarse di con lare, smacciare.
dîmenti-met.uomo di pocosen
no, insulso. Sclculùta, ne. sdrucciolamento, lo
sdrucciolare. "
sciarcina, ne. fascinotto, fastello di
piante macchiose da ardere: dim. Scicumèo, no. calore eccessivo di
sciarclnedda-cespi'te, fascio d’er Sole; l’usa il valgo.
be o di virgulti: der. dal latino
Scidda. ne. ascella, ala-id. iavu
sarcina.
la cu na scldda o dol. tavolaa
Seiarcinàie, ne. comignolo, la li ribalta con una o due mastiettate;
nea superiore del tetto ove si mensoline poi appellansi le traver
uniscono le due 'parti declivi di se di legno che sostengono le ri
esso alla trave maestra. balte.
Sciardino, ne. giardino, recinto Sclgghliire, va. disordinare, met
campestre murato d’ intorno e ter sossopra, imbrogliare.

, ....s.a,_.. ,..__fifi
-175
Selgghlàto. ag. disordinato, scom
Sclmlatòrc, ne. fagno, fagnone, chi
pigliato.
finge non saper ciò che fa.
SclggMo, ne. disordine. seluiscò. ne. marcorella, erba che
nasce tra le viti e da pessimo
Scllllc0, ne. giovenco, il bue oltre
sapore al vino. -
un anno: al fem. scenca,gioven
ca: dim. selucarillldo e sciaca Sclnncchialùro. no. alterino, pan
redda-1net. i fanciulli grassa. ch etto ove si genuflettouo i sa
ti e ben nutriti soglionsi ap cerdoti per orare.
pellare con questi diminutivi se.
condo il sesso. selnùcchlo, ne. ginocchio, al pl.
Scinocchiri, ginocchia - id. sla
Sclinlro, ne. genero, marito della re «in seno sclnocchlrl, vale
figlia di alcuno; la femmina 'poi essere al settimo grado di pareri?
dicesi nuora, cioè la moglie del tela, l’usa il valgo.
figlio.
Scià, voce per cacciar via le gal
Salire. ne. diarrea, da score anda line ed e in uso pure in T0
re: i due i si pronunziano con scana. .
un sol suono prolungato.
Sclòna, ne. spruzzo, (t. pis.) lieve
sonno e scena, ag. noaale, ter spargimento d’olio sulla super
reno da coltivarsi; quale se è fiele del mare che fa'il pescato
di vigna usasi al fem. ' re pef toglierne la increspatura
prodotta dal vento, affinché chia;
senno, ne. vomito, da gittare:i due
rito il fondo vegga i pesci e
i come sopra.
crostacei.
sellallna, ne. gelatina, vivande di
Sclongere, va. aggiungere.
brodo rappreso per cottura di
carni viscose con infuso di ace Sclònla, no. tarantella, la giunta
to 0 vino-qualunque altra vi di carne o altri comestibili per
vanda glutinosa cosi preparata. agguagliare il peso - giunta, e
il cambio che si fa ne’frattoi e
Scllatùru, no. brinata, rugiada che
centimoli delle bestie alla fatica
si congela sulle piante o in ter
una dopo l’altra.
ra pel loro raffreddamento.
s clòrslo, ne. topo, sorcio, anima
sclmùre, vn. soetlare, dicimare (t. letto noto: il grosso dicesi zòc- ’
cura.) il tagliare o torcere le ci cola, ratto.
me delle piante.
suona, ne. bioscia, vivande bro
Sclmlàre. vn. simulare, il fingere
dosa ed insipida-al pl. mil
di non sentire o capire. lanlerie esagerate.

. \..J\_._wfi ‘
-1‘76
ficippàre, ua. carpire con destrez Sclucarllddl, ne. crepande, trastul
za l’altrui - id. sciupa core, li fanciulleschi,
suono melodioso Sclllculàl'0, ag. scherzaso, faccio,
Sclrràrsl, enp. dimenticarsi, l’usa allegro. ’
il volgo. Sciuèco, nc. giuoco, - Prov. sciuè
co di mani scluècó dl vlllanl,
Ictscliucchlo, ne. bagattetta, cosa
vuol dire che lo scherzare in
di poco conto, errore grossola
compostamente con le mani per
no. cuotendo altri e atto villanesco
»-id. Scluèco sclucauno e sciu
Sclsclamllnlo, no. tramestio, con
cànno sclucanno, vale scher
fusione, disordine;
zando scherzando, senza avve
Iclsclùre, va. stracciare, tacerare. darsi.

iciliàre, va. gittare, sprecar de sciueggiiio, nc. toppa, taglio, erba


naro - id. selltar’u pallino, ob nociva alle biade.
bligare alcuno a fare cosa o fa
Sclul'l'ùto, dg. di uomo zeppo, ed
tica, anche suo malgrado - np.
condiscendere, darsi in balia del usasi per dispregio.
volere altrui - Prov. Agghi sor
Sclugltàte, ne. società, l’usa il volge.
t’e sciitllt’a mare, vale chi e
fortunato non teme sciagura. - sciùgo, nc. giogo, legno che va
id. sclltàr‘a robha, abbacchiare, sul collo dei buoi o nel tirare
il vendere cose a vil prezzo. il carro o nell’arare: la’l’une che
Sclllal‘òla, nc. smaltitoio, bottino, liga il giogo al collo del bue di
fogna, privata, luogo ove si ver cesi giuntoia, in dial. Sclunlùra_
Il piuolo di ferro o legno che
sano le acque sporche.
ferma l’aratro al giogo dicesi
Sclttalllddo, né. storno, polizzino nervo, ed in dial. Canecchla, il
di lotto esposto in vendita manico dell’aratro bare, v. cuevo.
trovatello, fanciullo esposito: an
che in Toscana in questo si Sclumlnlàro, ne. batter'o, mandria.
gnificato dicesi gittuieiio e gel» no, chi ha cura delle mandrie
’f
latell0.
de’cavalli. \

Sclllùso, ne. mittantatore, gonfiann Sclummeddn, nc. giametla, quan


tità di cose che può prendersf
goti.
nel cavo delle due mani unite
fiduciare, cn.giaocare, razzareè lo insieme. ‘
scherzo di parole e di mani per
allegria-met. mentire per fa sclummo, ne. gobba, scrigno, e il
rilievo sul dosso o sul petto per
re scherzo.
-1‘7'7
deviazione della colonna ve‘rtc cluscèlla. ne. spola, de' tessltori.
brale o dello sterno, o d’entram
bi se la gohba e avanti e dietro scluseèlio. nc. figlioccio, fanciullo
onde l'id. selummo amanti e tenuto a battesimo ed è cosi
rete. chiamato dal padrino -- Prover.
Sciummùlo, ag. gobbo. muèrto u scluscetlo no fuem'
mo chlù cumpàrl, vale gli a
icluncàta, nc. giuncata, latte rap mici si rinvengono solo nelle
preso e posto ne’ giunchi. prosperità.

Sclùnco, ne. ginnco, pianta palustre sclusclarflddo, nc. cannello, soffiet


con lunghi e sottili gambi - to, e un cannuolo metallico cur.
sclunco radice, erba nociva al vo in cima col quale gli oreficl
le biade - v. Sarsiame. soffiando la fiamma su metalli
li saldano.
, Sciuntòra, il. Scit'lgo.
seiuseflllo, ne. brodetto, vivande
Sciùppo, ne. giubbone, sopravve di uova dibattute e cotto nel
ste da donna a farsetto. ' brodo di lesse con fronde di
prezzemolo tagliuzzate.
Scluràre. un. giurare, chi afferma
il vero con giuramento; se si af Sciùla, ne. gita, andata, vale pu
' ferma con giuramento il falso re evacuazione alvina.
dicesi giuracchiare.
iciutlcàre, va. maltrattare, mal
solurglcllnlo, nc. porcellino d’India, menare alcuna cosa.
animaletto quasi simile al coni
gl io. Sciuvidio. np. Giovedì, nome del
quarto giorno della settimana.
Sclurgiliiddo, v. sparo.
leivalàre, v. Sclculàre.
Sclurm\ia, nc. giornata, durata di
' un giorno dal levare al tramon sclvur| sclvull. id. traveggole, dl
tar del sole - stato dell’atmo cesi di quell'ombreggiamento che
sfera onde l'id. bella o brulla produce alla vista la luce im
lcllll‘llùlfl, ed anche secondoi provvisa nello svegliarsi, a chi
rapporti sociali, politici e stori guarda il Sole, 0 a chi duole
ci del giorno - mercede di lavo forte il capo.
ro di un giorno agli operai e
manovali. ' Scivullînl (a). mo. con. a declivio,
sdrucciolevole. parlandosi di luo
flciurnictllu, ne. fregamento sul
go.
condotto tracheale che fa la le
vatrice al bambino appena na geoecu, no. sbarra, pezzetto di le
to per aprirgli il traspirabile. gno o d’esse che si mette in
i?
’ - -178
bocca aifauciulli per castigo - come del fico ecc.; malto l’ester
pezzo di legno’ inchiodato nel na verde della noce, mandorla
banco de'_lpgnaiuoli per mante e castagna diricciata; buccella
nere il legno nel piallarsi. L’s, del pane; malicorio della mela
suona come il eh, francese. granata che usasi in medicina
come astringente ad espellere
Sco'knndiinii. v. (Juqulgghi.
la tenia, e da' tintori invece del
Scoiamaccarrùni, ne. cotabrodo, la galla-sauna di pignn i).
arnese di latta per colar l’acqua Pigna. '
dalle paste lesse, e suol essere
pure di argilla bucherellato. Seòscia, ne. sbrocco, minuzzolo
d’impurità nella bambagia. in
Scola, ne. scuola, ammonizione. stoppa o nella seta, che in T0
scana dicesi lisca. L’s, iniziale
Scoiia. ne. cravatta, striscia di li
suona come il eh, francese.
no, lana o seta per coprir la
gola.
Scòsere, va. discucire, sancire, di
Scopa. ne. granata, spazzola, arne sia_re il cucito.
se per ispazzare - saggina, ma
Scoiia, v. Scudetto.
netta, spargota, pianta simile al
tormentone di cui si fanno le
granate: i gambi diconsi sanali Serafagnùre, va. schiacciare. di
e spargole_- id. fruscio dl sco rompere, ammaccare, dicesi di
'|ir nova'.‘vuol dire che i servi tratte ed altri oggetti capaci di
mostrano diligenza nel principio z.mmaccarsi - id. scrnhguùr‘ -
che po_ngonsi a servire e poi cupa, fracassare il capo, ma u
s’impigriscouo, come la granata sasi come minaccia.
nuova fa sentire il fruscio nello
seratùgghia, ne. qualunque ortag
spazzare e poi non più.
gio 0 erba campestre buona. a
lc_opumàre, v. 'Vcla.. . mangiarsi, detto per dispreg
gio. ‘
Icòrhno, ne. scorpione, scorpena
e scrofano, pesce spinoso, pien Scràscla, ne. raro, pianta selvati
di lische e di colore scuro che ca spinosa e sermentosa che as
sta nelle alghe. siepa i fondi rustici sulle vie,
il cui frutto dicesi mora, in dial.
Scorza. nc. corteccia, il maschile nlnmmlro. L's, iniziale suona
‘ e.seueicioio, e dicesi de’ frutti come il eh, francese.
a guscio duro, scorza de’ molli.
Le corteccia hanno nomi spe Seni-sciare, ca. raschiare, raspare
ciali, come {lucine quella degli leggiermente la terra con la zap
. acini d’uva: buccia. delle fruite pa. L‘s, iniziale come sopra.
-179
Scl‘asttatùra. nc. raschiatara, leg
lcuccllàlo. v. Igualgnrtddhlm
giero sgrafllo sulla cute. L’s, i
niziale come sopra. smèppo. nc. scoppio, avvenimen
to istintaneo, onde l’id. sou‘ u
sci-lare. ca. distruggere, e dicesi scuùDPo. sotto lo scoppio, im
di topi, scardatoni ed altri in provvisamente. L’s, suona come
setti molesti. Estendesi la voce il eh, francese.
a ciò che e capace di ess‘re di
strutto e consumato come chioc° Scuèrflul0 ,’ ne. guscio duro di
ciole, fruite e simili. mandorle, nocciuole, noci esi
mili-nicchio delle conchiglie
scrlma, ne. scriminatura, partizio marine -- la corteccia delle an
ne de' capelli sulla testa col pet gurie, e de' poponi dicesi in dial.
tine. scorza - L’s, suona come il (il),
francese, o. Scorza.
Scrlplllllo, ne. petrosa, (t. cam.)
il terreno macchioso e pien di Scuerno, a. Vrlvoma.
pietre che si dissoda.
senèrpolo. ne. sterpo con piccoli
Scrivania. ne. scrittoio, tavola su rami, o legne con un piccol ra
cui si scrive avente più casset mo sporgente, al pl. scuèrplll.
tini. Anche in Toscana dicesi
scrivanla, e deriva dalla voce senèrzo. nc. crosta, e quella di
spagnuola escrlbania. ’ sotto di un pezzo di pane, buc
cella la superiore, articolo la
serata e scrufnzza. ne. sbregaccia, laterale.
donna di mala vita. lcuèlîo e scotta. agg. di cose cot
te soverchiamente secondo il ge_
saròfora. ne. giavetta,copiglio, pia
nere rispettivo, onde pesce scueb
strina di ferro imperniata con lo, carne scotta e simili.
la quale si ferma il perno avvi
'tandosi. scuezzi, ne. caleslro, petrosa, ter
reno sassoso, in cui i sassi so
leruflna, nc. spianatoia, strumen no sporgenti.
lo di ferro per lisciare le pietre
»- scufiina, lima de' legnaiuoli Icufl'ulùl'0, vn. cadere, crollare, ro-.
co‘tagli a larghi solchi orizzon ainare. dicesi di muri o edificii
tali. che crollano per qualsiasi causa.

Schecarùto, ag. canuto, calvo, chi Bcllflùru, nc. crestaia, donna ma


ha pochi capelli o n'è privo af dista che fa e vende cuffie.
l'atto.
scuguhlo, v. Avvuzaàlo.
scacchiere, va. separar cose da leulatòra. ne. abbeveraticcio, resi
cose, o persone che si rissano. duo di liquidi in un vaso. ‘
-l80
sculuclnmlinlo . ne. acirotogia, Scunclcùre, va. guastare, far ma
maniera impropria ed indecen le un opera. L’s. come sopra.
te di parlare. .
scuncignàmflnto. ne. poltroneria,
Sculuclrùre, un. misdtre, parlar inerzia, L’s. come sopra.
di cose indecenti. Scunclgnùto, ag. poltrone, faggi.
fatica.
I_CIIIIIBII‘ÙIQ, ag. sboccato nel par
tare. Scunfunnllre. va. nascondere, dice
si di oggetti nascosti e non fa
leuma. ne. stammia, schiuma, spa
cili a rinvenirsi presto.
ma, bollicine che si formano su
liquidi o per ebollizione o quan Scunnlgghio. ne. nascondiglio, ce
do vengono agitati-id. acumn vo, ricettacolo qualunque.
dl zuièra, vale uomo ribatdo. -
L’ s, suona come il ch, fran Scunnulula (alla) 771.0. (11/. capan
cese. - niscondere (a), giuoco fanciul
lesco per cui uno o più si na
‘ cumàre, va. stummiare, schiuma condono e gli altri li cercano
re, despumare, torre la schiuma
Scunlrubho, ne. disturbo, rissa,
‘ dalla carne o da'legumi quando
bolliscono in pentola,o dal zuc der. dal lat. conturbo , turbare;
vale pure turbamento viscerale.
chero che si giulebba. L’s. come
L’usa il volge.
sopra.
Seumalùro. ne. mestolo, strumen Scunucchlhre, un. cempennare.
to a coppa di metallo buchera il piegarsi delle gambe per de
to per ischiumare le pentole. bolezza derivante da infermità»
L’s. come sopra. lassezzao fame.
senpnròre. ne. spazzatore, spazza
Seummu3hlcùre, va. scoprire, e di
turaio, spazzino, chi spazza le
cesi di cose e persone-np.
vie.
sc0mpannarsi, togliersii panni
di dosso. Scupatùro, nc. fruciandolo, {perti
sanmru, ne. sgombero, pesce sa
ca con pannaccio ligato in ci
ma per pulire il forno, che di
lato; questo pesce quando è
cesi pure spazzaforno'.
fresco appellasi in dialetto nuc
earllddo, O. Scupella. nc. spazzola, arnese per
ripulire abiti, scarpe ed altro.
Icunclcamlinlo, ne. guasto, usasi
come rimprovero per opera sba Scùpolo, nc.pennettmw, grossopen.
gliata, ed e voce del volgo. L’s. nello di crini o setole da mura
suona come il eh, francese. tore per bianchire.
-.-181
Scuppiarc, un. cadere per terra, Scurnacchlilto, ag. di uomo sver
succedere alcun avvenimento gognato detto per dilegio.
met. morire. L’s. suona come il
ch, francese. scurorm. ne. oscurità, completa.

Scuppella, nc. schioppo, architra Scnrrnculùre, on. scorrere, rotola


gio, Da, come sopra. re, dicesi di oggetti tondi ea_m
monticchiati che scappando dal
leuppulònc, nc. scapezzone, colpo loro ritegno cadono rotolando
dato con mano. aperta sulla par quasi scarrucotare, cioè scorre
te posteriore del capo. re precipitosamente come fa la
licurclàrc, va. spettare, scorticare,
carrucola.
il torre la pelle agli animali - Icurrunamllmo. ne. intemperanze
decorticare, torre imalli alle no
di mangiare, detto per rimpro
ci e mandorle-mai. Scurclàto,ù, vero.
aggiunto di persona che abbia
somiglianza di fattezze con un icurrutlo, ag. intemperante, scor
altra. L’s.suona come il ch, fran retto nel mangiare.
cese.
Scurzelta. ne. guardiane, pezzo di
Scurcogzhla, nc. rocistio, lo smuo cuoio in giro del calcagno,nel
vere masserizie, o cercar le ta l‘interno della scarpa.
sche di alcuno per rinvenirvi
oggetti. Icurzòne di mare, ne. 367116, pic
colo zooflto marino simile al
Scurcugghlàre, 1m. rovistare, il cer terrestre e di color nero.
care alcuna cosa rivoltando sos
icuscluàre, va. importunare petu
sopra masserizie od altro.
ta1dcmente. L’s. iniziale suona
-uurèscere, on. imbranate, abbw come il oh, francese.
jarsi, oscararsi, parlandosi del'
Icuscllarsl. vnp. sbrigarsi dalle
l’appressarsi la sera - par. scu
faccende. L’s. come sopra.
rlsclùto-id. scurèscere u co
re. vale temere. L‘s. suona co Icuscllhto, vnp. sicuro.
me il ch, francese.
Scuso e caso. ne. rimpetto, è il
Icurfugghlùne, nc. grosso pezzo muro che si riprende dalle ton
staccato di un pane, e dicesi per damenta per togliere lo stra
rimprovero d’eccesso d’intempe piombo.
ranza ai fanciulli.
Scutnràta, ne. cottata, colpo di
Ucurlàlo, nc. scariada, frusta per
mano sul collo.
isferzare gli animali. L’s. come
sopra. Sculedda, no. scodella, catino, spc.
-l 82
cie di stoviglia di terra cotta zampetti di agnelli o majali dal
per uso di cucina, o per porvi le rotelle delle ginocchia.
minestra la gente bassa, la qua
le la chiama pure scafarèn, v. secca, no. sete, desiderio di bere
met. qualunque desiderio.
icululhrll, 1mp. urtare cadendo
all'osso sacro. Iecchla, no. moltra, vaso di legno
in cui si munge il latte.
scaturire, va. séotolare, agitare al IBCCII U. CGCCII.
c'un oggetto per togliervi la pol'
vere. Ieuga, no. incrinatura, pio cola fes
i
sura di materie fragili, come
Icuvllrlo, agg. scoperto, dicesi di
piatti, tazze e simili senza che
luogo. '
le parti sieno separate, ed an
lcuunlùre, va. ripulire (t. pis.) che lunga e stretta crepatura
de’muscoli, cozze nere, dalla che vedesi nel muro.
melma. Quando si tolgono le
Senzùre, va. segnare, il far segni
harhe dicesi in dial. smuslazza.
con matita, gesso 01 altro su
re togliere il mustacchio. cioè le
carta, muro. tessuti ecc.
barba - met. vincere più finte al
' giuoco. sei-ama. ne. Setola, scoppiatura che
Icuuulltummo, ne. capilondolo, si produce nelle mani, labbra
tombolo, capriola, salto di ragaz. e mammelle con bruciore e do'
zi per terra rivoltandosi prima lore.
col capo poi col corpo. Il salto serpa, nc. cuppè, parte anteriore
che fanno i giuocolieri senza con sedile e mantice delle vet
toccar terra dicesi propriamente
ture da nolo.
salto mortale.
Serpe, nc. voltigliuole (t. mar.) pez
Icuzzunùre, va. dirozzare, è il zo di legno tagliato a halaustri
primo insegnamento quasi a tormenti la pu‘te superiore del
sgrossare la crassezza della tagliamare, e corrispondenti tra
mente.
loro con mastiette.
idlgnùlo, ag. fastidiOso, chi fa moi_ gerpllio. no. pepolino, sermolina,
ne insipide, usasi pure per in. pianta della specie del timo ma
compiacente. di odore più forte e più grato.
Idlvacùre, va, motore, il torre i
serra, nc. zo:ana, Il. mar.) riflus
liquidi da’vasi, o le vettovaglie so 0 alta marea, e la corrente
dai sacchi.
di mar grande che entra nel
Idrunghlulàre, va. il ritorcerei mar piccolo, fenomeno di sei in
-183
' sei ore, der. dal siriaco sera! Sfera, ne. lancetta, e la laminetta
che vale riflusso. L’opposto di che indica le ore nell'oriuolo
cesi in dial. chioma, e. Si os osterisorio, arnese d’argento en
serva nell‘alta marea che pas tro cui si ripone l’ostia conse
sando la corrente pe’luoghi ove crata per esporsi all’adorazion
Sono i muscoli durante il perio de‘ fedeli. ' . «
do delle sei ore li rende amari, Sfllèn10. ag. gretto, melcnso, dice
al contrario sono dolci durante si di- uomo avaro. l ‘.-‘-_ x. - '
il flusso - Serra vale pure sega
Sfll‘l‘ll'C U. SDII'I'l l'0.

Serrano, no. segatura. ed è pro saziarsi anp. dilettarsi, prendersi


prio quella de'legnami che se ‘ gusto. ’ ’ ‘
gansi.
sfizio. ne. gusto, diletto, soddisfa
Serva, nc. fante, donna che presta zione. - '
servizio per mercede; fattore, e
.ifralnnùlu, ne. fracassata, basto
quella che tengono le monache
natura solenne, l’usa. il valgo.
pe’servizi esterni. '
Sgallbro v. l.fvorla.
Sassola, ne. uotazza, (t. pis.) or
snaugàto, ag. sgangherato, sconcio,
digno piscatorio per votar l’ac
qua dalla barca. dicesi propr. chi e privo di denti.
Sgarrùre. va.ì abbattere, crollare,
iela, nc. melagrana, frutto del
par]. di edificii.
'melogranato: il fiore dicesi ba
lausto, i granelli rossi chicchi, SSafl'illlfl, nc. fessura. buca stret
la corteccia malicorio, appellasi ta - id. Sgarrnzza di feròne, è
pure melapanica: der. dal gre la buca del salvadanaio, e met_
co man, città di Beazia ove dicesi a chi ha gli occhi piccoli
abbondavano. ma per ingiuria.
Sfacclòmmo. ne. barbagtanni, uc -Slarrazzùre, va. socchindere, par
cello di rapina simile al gufo landosi d’imposteo finestre.
- Al pl. telamani, sono i visac
ci di uomini o animali in pie sgarrupàto, ag. trarapato, dicesi
tra che sostengono cornicioni od di luogo alpestre epieno di di
arcuitravi- met. al sing. uomo rupi - met. aggiunto di fabbri
deforme. che scrollate. ; -
Sfasulùlo, ag. privo di quattrini Izattamente, ava. astutamente, con
Sfasulazfòne, nc. mancanza, pri malizia.
vazione, di quattrini.
Sgneo, ag. brutto, 'parlandosi di
stanno, agg. poltrone, perdigtornt persona deforme.
-i84 f-_
"fante. ca. sbrancare, torre le Slcc0, ne. soglia, (i. mar.) luogo
‘branchie a’pesci»-mei. np. dirsi ove arrem la. nave-arsnra,
viiiam'e - gratflarsi torte le car seccore ne‘campi prodotto da
ni per torre il prurito. caldo.
"rubino. nc. ceffata, colpo dato Sicurdnnu (a), mo. ano. all‘improv
col rovescio della mano; al pi. viso, innpensatamenie.
uruùni.
Sicurezza (a) mo. av. in sicuro, il
i;unll[uarlldùto, 'ag. bazzone, chi cercar di fare un punto nel
ha il mento curvo ed e senza giuoco della trottola per non
denti, onde alla bazza si unisce perdere - v. curruculo.
' l’esser Moscio; dicesi pure scac
cllùto a. chi ha la bazza. siduino. ne. bordatura, arnese da
bardamentare un animale per
iguarràro. va. aprire, rompere, sco tirare il carro, che in dial. di
sciare, voce bassa dicesi con consi "uni'nillliiull.
stizza e con segni ed aggiunti
indecenti. sidiie. ne. trasto, (1). mar.) luogo
nella neve ove seggono ipas
pguessa e sguesciu. ne. bozza. v. saggieri.
_ Pisciò.
sigghimio, ne. singulto. singhiozzo
iguiihre. va. aggoiiare, vuotare Sigiime, ne. scalino, seggiola con
ivasi de’residui di liquidi che piedi alti per tenere a tavola. i
contenevano - eavar l’acqua dai bambini.
navigli con la tromba, e dalle
piccole barche con la votazza, Signa, ne. scimia, animale do’hi
"in Toscana dicesi goiiàre. mani - Prov. ven’a Signa e cac
cla u patrona d‘a vigna. viene
I|uttalùrl. ne. sgoccioiaiura, re la scimia e caccia. la padrona
siduo di liquidi ne’vasi. dalla vigna, dicesi di chi violen
Sicurezza, ne. siccita, aiidore, il temente occupa il luogo di al
tempo secco per mancanza di trai.
pioggia, che in Toscana dicesi Signo. ne. segnale, tutto ciò che
uccareccia -- Slccarezza e le.
si pone per segno; der. dal lati
vezzo. no. alidore, (i. mar.) di no signum.
cesi del mare quando ritiratosi
indietro per l'afiluenza al polo su i). Nau5ure.
ne’novilunii e plenilunii lascia
siinzi. no. sensi. organi nel corpo
scoperta una parte presso il lido.
umano per cui si avverte tutto
Iieuienu, ne. colezione briosa in , ciò ch’è fuori di esso- id. as
compagnia. sère dl sienzi, impazzare, usa
-185
si come intercalare quando uno del bue e di altri animali -rat
chiede l’arduo o l'impossibile. la, è il sego nero ch’esce dalla
SIISIO, ne. assetto, sesto, assestare ruota del carro per fregamento
una faccenda, o porre in ordine del cavo del mozzo con la sala.
le cose. E voce propria Spa
Smammàre, va. spoppare, svezza
gnuola:
re i bambini dal lettere -mct.
ilmba, ne. fornetto di riverbero, e profierire spropositi madornali
un cilindro spaccato di ferro nel
Smurgiassùla, ne. bravura affet
cui concavo gli orefici metto
tata.
no il fuoco e di sopra il crogiuo
lo per fondere i metalli nobili. Sinai-grasso, ag. bravasso, chi la fa
affettatomente da bravo - alla
Blue, ava. si, la sillaba ne e ag smargiassa, da bravasso.
giunta per paragoge.
smersu (alla)l mo. do. al rovescio,
Slnicchiùlill, no. zughi, specie di al contrario.
pezzetti di pasta cavati e fritti
in padella, indi volti nel miele Smèstel'e. va. accalappiare con _ar
che si fanno nel Natale. te alcuno per frodarlo; sorpren
slnllnaìro, o. truppiio. derlo all'impensanta.

ilùne, nc. sito (t. pist con questa Smiccla‘u‘e, ca. sbirciare, aguzzar
parola i pescatori intendono il la vista chiudendo un occhio
sito di alcuno scoglio particola per meglio osservare. e. Aliuz
re, ad alcuni soltanto noto pro zare.
duttore di spugne e coralli; co
me pure e il segnale per la pe Smimmiràlo, ag. caramoggio, dice
sca delle nasse: deriva dal gre si per celia di persona contraf
CO d‘qlclmv, segno. fatta.

Sirènu , o. Notare. smirclàre. ca. sbilanciare, guar


dar sott’occhio, usasi sovente
stri-ecco. nc. saracco, specie di se
per rimprovero additando una
ga corta e larga de’legnaiuoli.
cosa e vale, vedi qua, eccola pure.
Sisimo, nc. fine secondario- id.
smlrsùre, vnf rivoltare, ripiegare
meller‘u sislmo, fare osserva
dicesi di colletti, manichi, abiti
zioni critiche e sinistre su qual
e somiglianti.
che discorso non chiamato.
Smuslalzixre, v. scuuulùre.
Sllònno. ne. spaccone, appaltone.
gobha, prep. sopra, Prov. sohb‘ q
Sivo, ne. sega, grasso consistente mqerto si canllnol'nsequie,
-186
presente il cadavere si fanno le mità con due occhi che s’intre
esequie, e vuol dire, ne’ contrat mettono nelle stanghe del legno
ti dall’apprezzo della cosa si de passandola sotto la pancia del
termina la valuta. l'animale.
lobranuddl. ne. falsi palloni de ÙOHISÙSO, (IDI). SOSSOPTG.,
gli alberi-- id. lanhlùre Il so
lrnclVadill, vale spollonare. Sottavesra. ne. faldiglia, sollevate,
cintino, sottana di tela cerchiate
Iolramàno. v. Casere. di funicelle per esser tesa usata
dalle donne per far comparire
I0brllàflìlu, ne. pospasto, dicesi teso _ l’abito.
delle frutte che si mangiano a
mensa come ultimo servito Dova, agg. poss. sua.
id. no Iene pane [al eohralavo
Sola. ag. salsa, dicesi di acqua
la e no l‘arma pl nfarlnà un
lardedda: si appropria a colui sorgente da mare e tirata da
che vanta agiatezza nulla pos pozzo.
sedendo. QOZZI, U. ÌIICIZO.

locra, v. Buècro.
Spaccàlo, a, ag. spicco, a, aggiun
Indo. ag. quieto. to di frutta che sugli alberi si
aprono prima di maturare.
i0lu. ne. suolo, cuoio conciato per
solare scarpe od altro. Spacchzza. ne. rimulina, spaccatu
ra, fessura.
lunghi. e. onghl.
Spacco, ne. taglio, fenditura.
Soprauòm0, nc. nomignolo, è quel
lo alquanto offensivo che si da Spac0, ne. spago, piccolo e rdelli
alle persone. ‘ no di fili di canapa ritorti- id.
llrur‘ u spaco, aspettare molto.
flora. ne. sorella, suora.
s_padda. ne. spalla, omero, parte
gorracuvertn,'nc. felze, (i. mar.) posteriore del corpo umano da
spazio coperto sulle barche per gli omeri in giù.
comodo de‘ passaggieri.
ipnddicclu, ne. spallaccla, malat
Ioltamlmo, ne. mancia segreta, tia del cavallo per cui si gonfia
per ottenere un intento - doga ed incallisce la spalla.
ia, passojdi strada ove la ruo
ta allonda. Spadd'ato. ag. slegato, pari. di o
mero.
Soltnpanza, ne. sopracinghia. stri
scia di cuoio terminata all‘estre Spaddèra, ne. spalliera, parte del
-1 87
la sedia ove poggiasi la spalla - gambo scopa. -I talli sono ot
capezziera, pezzo di tela ricama timi a mangiarsi cotti e sono
ta che per pulizia ed ornamen diuretici.
to si mette ade spalliera di pol
trone e divani. Spurlnlòrll. no. fochetti, voce col
lettiva di tutti i{piccoli fuochi
Spàdolu. ne. echto, monacacce, spa artificiali.
dacciuola, pianta che nasce tra
le biade o fa un fiore roseo a sparo, ne. sacro, pesce sapido,
spighe appellata in botanica schiacciato e pieno di scaglie.
buglossa selvatica. Varie sono le sue specie: quan
do sono piccoli si appellano in
ipngghlàre, va. spogliare, torre dial. Sllr|flllddl quel di mar
la paglia dal frumento dopo la piccolo, e snarnilddl sparati quei
trebbiatura - terminare, voce u di mar grande; i più grossi di
sata met. da.‘ giuocatori quando consi varangueddi -altra specie
una abbia perduta tutta la ma sono i manu simili alle orale
neta che aveva. ma senza le macchiette giallo-o
ro; i grossi diconsi vallfneddl.
ipùnnere. va. solcggiare, spande
re, dicesi di frumento o lingerie spanere, val dividere in parti.
che spahdonsi al Sale per asciu Spasso (a). ag. inoperoso. operaio
garli - sciorinare. parl. delle ro cui manca il lavoro, onde l’id.
be del bucato. Quando i panni stare a spasw.
spandonsi al Sole dicesi assolda
re,‘ se al fresco dare asole. Spavùno . nc. spavento , tumore
met. id. spinnere Il panni a u molle all'interno del garretto del
sole. mettere in chiaro alcun dub cavallo.
bio. ‘
Spaziùue. ne. soddisfazione, l'usa
lpantàrc. vn. rompere il sonno, il volga.
per causa producente t'more, se
Spcdlcàr2, va. ravviare i capelli.
questo improvviso richiamo av
viene quando si è desio dicesi Speutu. no. spinta, urtone che si
spantare, ma e voce bassa. da altrui: la spinta che si riceve
dalla pressione di popolo affol
Spunllcàre, vn. straggersi d'amore,
lato dicesi pressa.
partic. spanflcàto.
Splcunill‘du , ne. lavanda, spiga
sparsi. ne. asparagi, sono tali_i pianta a spiga di gratissirno o
della pianta detta sparagio sel dare.
vatica, in dial. sparuclna, la cui
radice dicesi prett. fangia ed il Splcafrlee, no. spigolistra, donna
- 188 -‘
che raccoglie le spighe dopo la squisilissimo - a. l’rflno.
mietitura.
lplnifle, ne. schiena. la spalla del
Spicchlùr0. ne. specchio, l’usa il l’uomo.
volgo.
yipinapùdlcl, ne. psiiio. pulicaria,
Spicci, ne. minuta, monete minu pianta i cui semi neri e lucidi
te, o spezzati di grosse per age somigliano alle pulci.
volare il cambio nel commercio
Splnaròlu, ne. sponderuoia, pialla
Spicciàl‘c, va. finire, compiere, ter de’legnaiuoli stretta e col taglio
minare, np. sbrigarsi. ad angoli retti.
Spinulòra, ne. spianatoia, mattera
spieuio, ne. spicchio, una delle par specie di cassa aperta in cui si
ti dell’aglio e della melarancia fa il pane 0 dove si stende la
- rocchio, quella di salsiccia - - pasta col matterello.
v. Oughll‘mculo.
Spingiiùro. ne. spinta, dicesi per
spidicalùro, no. pettine, per pulire , rimprovero a chi e molto lento
e ravviare i capelli, il largo di ‘ a muoversi od operare, che abbia
cesi rado, lo stretto fitto. bisogno di spinta.

spiega, ne. versione, il tradurre i


Spiugoia, no. spiitctto - accr. spin
classici da una in altra lingua. gliilòn0, spilleitone, sottil filo di
metallo corto ed acuto da una
Spieghiuzare, va. imbrucare, sbru
parte e con piccol capo dall’altra
care, spiccioiare, il togliere le ‘
per appuntar vesti ed altro.
fronde dal flore.
spinguiàre. vn.grillare, comincia
Spiirlo e dimiirlo, id. d’impreca
re a bollire par]. di liquidi.
zione e vale ramingo e disperato
-id. acero spiirio, andar pre Spinola, ne. succhio, succhielio, ie
murosamente in cerca di alcu rebra, piccolo strumento da le
no, o di alcuna cosa. gnaiuoli per far buchi.

Spiiacci, v. Sarsiùme. Splnolàrsl, unp. lo spostarsi dei


muscoli o per caduta e per for
Spilàre, va. depilare, toglierei pe za fatta,
li - sfilare, disfare le maglie
delle calze. Splnlirrùne, ne. arione, spintongl
al. pl. Spiulirrùni.
pinna, ne. ononine, pianta spinosa
'\detta pure in dial. Spina vianca, Spluziro, ne. uccelletto dilicato
di cui {son ghiotti gli asini. met. persona delicata, mingher
spigoia, ragno, sorta di pesce lino.
‘- 189 -
Splòne, nc. fiatafattt, fiutone, chi Spllllnlsciammiinto, nc. pettinatu
ascolta i discorsi di uno e liri ra, il pettinarsi, l’usa il volge
ferisce ad altrui per fine sini per ingiuria alle donne che con
stre. sumano molto tempo a pattinar
SI.
Splrdàto, ag. spiritato, dicesi di
Spilùro, ne. sputo.
persona inquieta.
spiulùre, va. desiderare ardentemen
splrràre e siirràre, va. scoppiare, te, dicesi di chi appetisce alcu
e dal riso e dalla bile -scatia na cosa mangereccia.
re, e quando scappa una cosa
tesa dal suo tenitoio, come la Spiùl0, nc. desiderio, brama di al
molla dell’orologio. cuna cosa.

'Spirruzlulàre, vn. crescere in età, Spinnclno, nc. piccolo canocchiate,


dicesi di bambini che si fanno con due o più cannelli metalli
grandicelli -- mai. adirarsi. ci e varie lenti per veder chia
ri gli oggetti lontani.
Soli-uomo, agg. di persona alta, e
deriva da pertica; e voce tosca Spizzieafùso, ag. avaraccio.
na sperlicalo - usasi pure nel
Spizzicàre, va. succhieltare, dicesi
significato di strano.
delle carte da giuoco quando il
giuocatore le muove pian piano
spirtuslare, va. forare, bucare, far
con la punta delle dita in aspet
buchi del succhiello o con qua
lunque arma; la voce è estesa taziene di una che gli giovi.
'
anche a significare le ferite di spimiio, nc. lippa, giuoco fan
coltello che succedono nelle ris ciullesco consistente in un ba
se -‘ mai. dcflorare. ‘ stoncello ed un piccol piuelo
che percosse col bastoncelle si
Spitalière, no. pappino, il servo
gitta in distanza, donde si re
dell’Ospedale. spinge indietre e si accosta ad
Splto, nc. schidione, spiede, spiedo, un cerchio designate in terra,
arnese di ferro da cucina per indi battendo sul piuelo per tre
lnfilzare carni ed altre affin d’ar volte dicendo: mezze una, dei,
rostirle. tre", dal punto ove arriva si mi
sura la distanza dal cerchio e
ionici-rare, un. traboccare, liquidi secondo essa si assegnano i pun
che si versano da vasi e per se ti.
verchianza e per forte ebollizio
ne - pari. spillerràto, dicesi a Spizzuilsclàre, va. piluccarc, lo
chi per caldo tiene scoperto il staccare a poco a poco alcun
petto. cibo,.come se si saggiasse.
»-190-
smumhe, va. smozzicare, dicesi cosa che ha perduto il pregio,
del togliere e tagliare le estre l’usa il volge.
mità delle cose.
sprulo, a, agg. soffritto, dicesi di
SPOIIIIIIÌIIIOCCII, U. l’IVII. fave fresche soffritte, e di ceci
secchi bagnati con acqua e sof
Sponza, ne. spugna, dal latino spon fritti in padella.
‘gia o dal greco curoyyor, è un
zooflto o piantanimale che vive lpròln, nc. puta, e il taglio del le
e vegeta sotto li scogli del ma gname e fronda inutile degli al
re, piena di pori per cui assor beri d‘ulivo: la fresca che cade
bisce l‘acqua. Essa cresce in ma dicesi in dial. llroma e pretta
re in un involucro bruno; presa mente libbia.
dai pescatori la si fa imputridi
SDrulàr2, av. bruscare, polare, di
re fuori dell'acqua, e tolto esso
ramare, il tagliare i rami inutili
involucro esce la spugna bella
dalle piante.
e gentile.
Dprnsclàre, un. sgulzzare, dicesi di
Spòrchla, nc. orobanche, succiame . cose che sfuggono di mano a
le, erba che cresce dalle radici chi ti tiene, come pesci e simili
di alcune piante leguminose e
Sprusclnàrc. un. scuocersi, di vi
le isterilisce succiando la sostan
vande scotte in modo che son
za.
ridotte a pappa.
Spràchllo, ne. spiracolo, id. spra
lpruflère, ne. sparvîere, nettatoia,
chlio d’a sorta, vale unico ri
tavoletta quadra Culi manico di
fuggio -l’usa il volge.
sotto su cui imuratori tengono
lpràln0, nc. pannolino per copri la malta per intonacare.
re i bambini lasciandoli: der. dal spucàre, sfogare, l‘usa il volgo.
greco carapyxvov, per figura me
tatesi. spùcere. ca. sturare, torre il tu
racciolo ai vasi pieni di liquidi
gprnslmàre, va. abbramare, bra per cavarneli.
mare con avidità-pari. spra
slmlflo, ingordo, abbramato - spucòio. ne. sfogo, l’usa il volge.
l'usa il volgo. spuègghlo, nc. lolla, loppa, è il
guscio delle biade - spicchio, u
lprlculllre, un. sgrclolare, scricchio ne degli strati della cipolla -
lare, dicesi di cose che si fran scoglio, spoglia, la pelle del ser
gono e riducono in minuti pcz’ pe. La voce è alterata da spoglio.
zi.
Spuènz‘olo, nc. carnume, spondilo:
Sprlglùlo,ng. sfregialo, aggiunto di der. dal latino spondylus e dal
_191
gr800 mrov6ulov, è un ZOOIÌ Spupurilre, on. sfogare, ma proprio
to avente la forma di una verte del ballo. La parola ebbe origi
bra dorsale donde il nome e della ne ne‘ balli delle tarantolate che
famiglia de’ balani. Gli spondili finiva con la prostrazione com
sono di due specie, appellati in pleta della persona. Si usa pro
dial. napolethnl e molli, i primi miscuamente anche per isfogo
sono duri e ’l frutto e color car d’ii a - o. Spucàre. La gente vol
niccio, gli altri sono mollicci e gare per coonestare la foia di
il frutto e giallognolo, entrambi tali sollazzi rinvenne il prov.
sono pregiati si che il Redi gli Gente allegra DIO l'aluln, che
appello uova di mare. vale da chi ha lo spirito lieto i
guai passano, confondendo i pia
spuerto, m. sporta, arnese intes
ceri materiali con le delizie del
suto di vimini o di liste sottilis
lo spirito.
sime di legna con due manicbi
ail’orlo per trasportar robbe, pa Spurpàre. va. spolpare. torre la
ste e simili. polpa dalle ossa rosicchiandole,
o dalle spine del pesce succian
ppugghlàre, va. spogliare, torre i
dole-id. mel. shurpàre uno.
panni di dosso. - met. rovinare
vale spogliarlo destramente dei
alcuno nelle sostanze per usura,
quattrini o de’ beni.
frode o furto.
Spunlalella, nc. borrlpresso (i. mar.) sputùcchla. nc. spaiacchio, farfal
asta che va avanti la barca a lone, grosso sputo.
cui va attaccato il balaccòne, Spulafùso, agg. scocca il fuso, di
vela di trinchetto, o. ì'0ll. cesi di donna non atta a nulla
spuntone, no. cantèra, scalpello squagghlàre, va. colliqaare, illiqui
' triangolare de’ legnaiuoli per ri dire, sciogliere, squagliare, è il
votare il legno - spranga, ferro risolvere in liquido le cose rap
lungo e puntato che si conficca prese come neve, ghiaccio, olio,
ne’ lavori di legno per tenere u grasso e simili - id. squagghlù
nite le parti. re di sudùre, andare in sudore'
Spunzàle, m. cipollina e cipollina, squarntùro. no. squartatoio, gros
cipolla senza bulbo, tenera che so coltello da beccai col quale
mangiasi fresca. squartano le bestie macellate.
Spunlàre, un. cpugnare, inzuppar Squàtro, nc. squalo, squadro, lima,
si, dicesi di oggetto ben bagna Tina, pesce agreste con pelle
to ch'è divenuto quasi come spu scabrosa la quale usasi da‘ legna
gna - met. di mio molto suda iuoli per lisciar le tavole, e da
to. gl’industriosi per coprir casset
_ 192 _\
tini e tahacchiere. conosciuta col. de’ calzoni i quali abbottonati
l’appellativo di Zigrino - squa o cuciti ad essi passandoli per
dra, strumento da muratori for sotto le scarpe tengono i calzo
mato di due regoli di ferro ad ni tirati e tesi.
angolo retto per lavorare i con
ci." stafl’òne. ne. montatoio, predellino,
Squasclùre, va. rompere, quasi
piastra di ferro per montare in
carrozza o su qnalunque vei
squassare: in Toscana dicesi eco.
colo.
sciare. L’s, iniziale della parola
suona come il eh, francese.
Sllxgghlo, ne. stabbio, cavallina, è
‘Squasclanlllrno, ne. consumatore, lo stereo de‘ cavalli.
e dicesi a fanciullo che consuma,
lacera e rompe presto gli abiti,
stagno, ne. invetriatara, marzacot
quasi che squasserebbe l’inferno, te, è la vernice che danno i va
detto iperbolicamente. L’s, ini sai o figuli ai vasi di argilla o
ziale come sopra. terra cotta.
Slalle e slarèle, nc, stallia (t. mar.)
squlnclo (a), mo. ano. a scartaio,
la dimora che fa la nave in un
obliqaamente, movimento o urto
porto.
obliquo per liberarsi da altro di
fronte: der. dallo spagnuolo e Slamlnùll, nc. staminali e stamina
SIIIIIIICE. re (t. mar.) pezzi di legno al
quanto ricurvi e paralleli che si
Sruvlzlo, ne. servizio. 1‘miscono co‘ pezzi del madiere
e terminano presso il bracciuo
'snmne, no. moretta, piastrelle,
lo e formano l‘ossatura della
giuoco fanciullesco consistente
barca o nave. '
in gittare delle lastrine di pietra,
facendo i punti chi più accosta stampo, ne. spina, conio di ferro
le sue al lecco in dial. merce. col quale i fabbriferrai bucano
i ferri roventi.
fsaaechlno, nc. trave lunga circa
6 metri, quella di palmi 40 poi Stancachlazza, agg. di uomo sfac
appellasi quarantina. cendato, pigro e perditempo.
staddlguo, agg. stallio, stallivo, di stancarflddo, m. stinco e tibia,
’ cesi di animale stato più tempo ossa anteriori della gamba del
nella. stalla senza essere adope l’uomo e dell’animale: al pi. slum
rato onde divienevizioso ed im- carèddlrl.
pertinente.
Stanfulda, nc. granata, stampella,
’Stall’e, ne, cigoli, sono due striscct« arnese di legno su cui poggian
te di pelle o della stessa robba si i zoppi per sostenersi.
-193
Stanfurro, ne. piede ch’esce fuori stedda di mare. ne. stella di ma
della scarpa rotta ed usasi come ‘ re, e un zoofito marine di due
rimprovero'che le madri fanno specie una spinosa, l’altra chio
_a’ figli che han rotto le scarpe. mata, la prima più grande e pe
tresa coverta di pungoli e con
élannardo, nc. stendardo, gonfalo
cinque raggi terminanti inp'un
ne, è quello che alcune società te con le quali camminano, l’al
. religiose usano portare nelle pro
tra specie e coperta di una sco
cessioni invece del Crocifisso. ria rasposa.
mannaro. no. stipite, telaio delle Slèlmere, va. stendere, distendere,
imposte e d’altri pezzi d'opera id. stenuere il plldl. altungarti,
di legname.
e mal. morire.
stare di facce nlerra, id. stare Greca, ne. tempiale, parte del tela
senza quattrini. io che tìen disteso nella sua lun
starèie, v. stalle. ghezza l’ordito e il panno che
si tesse.
Staseesldu, nc. assicelta, striscia di SII. U. Chlflll.
legname segato.
stinnlechlarsl, vnp.sbadigliare,pro
Slasciòn€, no. stagione, una delle stendersi, vale pure cericarsi, det
divisioni annuali del tempo; al to per cella.
pl. stasciùnl.
Slinnicchio, nc. sbadiglio.
Slltèra, nc. stadela, ordigno di fer
re per pesare formato di un a suonato. agg. disteso. participio
sta propr. stile, e del centro pe del verbo sti-nnere.
so detto romano e sagoma. snob, rw. ripostiglio, armadio, re
.
condite, voce generica di ogni
Stalla. nc. estate, una delle quat
luogo ove ripengensi oggetti:
tro stagioni - Stalin di s. nur
quello ove si conservano gli a
lino, sono i primi dieci giorni
biti dicesi prettamente reperito
di novembre precedenti la festa
rio e g-uardarobba, in dial.“ stlpò
di quel Santo che ordinariamen=
ne.
te soglien esser caldi.
Slirùlo, agg. aoaraccio. .
'Sleddu, ne. stella, astro, id. torta
sledda, influsso maligno di co
Sliralrice, nc. insatdatora,donna
stellazione che la femminile su
che insalda i pannilìni con a
perstizione crede esser nel gior mido e poi li lisciaren fèrro
no dell'Epifania (6 gennaio) ed calde.
in quelli di S. Giovanni eS. Pie. surplgna, ne. stirpe, progenie, raz.
tre (24 e 29 giugno). za, ma dicesi per dilegio.
. la. ..
-194
mlvatòre, nc. penese, lastratore, stucquàre un. stroncare, essere
chi stiva e distiva le mercanzie stanco, per cammino, lavoro ed
‘ nelle navi. altro.
ìsrraflnzom. no. lembo, sfilaturyal
Illlza, nc. stilla, schizzo, parlan
l'estremità del tessuto, quasi eàc
dosl di liquidi. tra flmbriam e entra fincm.
stizzua, ne. zacchera, sono gli Slrufucàre, un. ingollare, mangia
schizzi di fango sulle vesti o re avidamente, e dicesi per rim
d'inghiostro sulla carta. provero e con stizza.
puzzo, nc. scritta, quasi schizzo, sui-Musco. ne. cibo, detto per rim
'e-la nota del corredo nuzziale provero: il| volge usa strume
della bassa gente. cio.
itoecnpèsce, nc. stoccoflsso, pesce strali], 11. Sarslhme.
"secco propriamente pesce basto
uramazzo, ne. rancìo, /t. mar.)
ne, molto in uso.
e il letto de’marinai, i quali ap
studio: il. Sluedlco. pellano rancio il luogo ov‘è il
letto stesso.
mora, ne. sluoia, intreccio di giun
chi o d'erbe palustri per molti Slramazzuèlo. ne. cordellino, è la
usi-sluoino, e quello che si met funicclla de‘muratori per alli
te sotto i tavolini per poggiare neare.
i piedi, ed il giuoco ond‘è lor llramlo. ag. losco, chi ha gli oc
_4mato dicesi biade. chi torti.
Storta, ne. rimbalzo, malattia del Slrammuelllll. nc. baie, facèzie
cavallo deriVante dall’aVer mes gioe0se. -
so un piede in fallo, e dicesi
Strangulaprllvltl, v. flzzlcarllddl
pur prettamente storta.
Strascllùnl (a) mo. ac.penzaloni
Stòzzlrl - plur. di stuezzo, ne.
id. purlar‘u canulnnllo u stra
capponi, sono le schegge del le
scllùnl, portare il goletto o era
gno che si lavora -sciauerl, i
vatta torta e pendente, ma va
pezzetti grezzi del legno che si
le uomo senza modi e senza
riquadra - pezzalli voce generi
mente, detto per dispregio.
ca di reliquie di cose d’ogni sor
te come pane ecc. Slraulòne, nc. spilungone, dicesidi
uomo troppo alto; der: dal lati
Stracchino, nc. gelato, specie di
no extra aulam, quasi ironica
sorbetto congelato per rinfresco.
mente ebe superi l’altezza della
stucco. agg. stanco, defaliggto. porta.
-195
Stravlsàre, va. percuotere fiera smm ignoro, nc. esatte'zza‘ Î 'rig‘ói‘o
mente producendo contusioni e sa nel fare una cosa, o come
ferite. ’ suol dirsi a punto e virgòlaz‘l'u
sa il volgo. ' ‘ ‘
sui-iwiso, ag. uomo dappoco.
siringimumo di mm, no. alena,
Sl_razzalàlne, ag. vagabondo, strac
mancanza di respiro. ‘
cione. disperato, cencioso.
Slrazzàre, va. stracciare, lacerare su-mu. ag. stretlo, contrario di
- id. strazzàr’a mapplna a u largo,_ met. avaro, onde l’id. uno
no, vale fargli una solenne ba lo di pimo, secondo l’antica a
stonatura, ma dicesi per minac strologia giudiziaria che la strati.
cia. ‘ ’ ' tezza o_larghezza del petto in
dicav ano avarizia o prodigalita
Slrazzarie. nc. cibi varii ed a -id. fllàre sii-mo, indica es
sciutti. sere avaro, o severo o-rigoroso.
Struzzo, ne. straccio, brano, braa summa, m. vico, chiasso, chias
della, parte di panno‘lac’ero suolo, via stretta che dalla prin
"spoglia umana - al pl. cenci. cipale mena alle abitazioni in
Slremàre. va. dare l’estrema un dentro: quello che non ha usci
zione ai moribondi. 'ta dicesi propr: anglporlo o ron
co.
Stricàre, va. strofinare, fregare,
stropicciare, dicesi di lingerie llròma, ’nc. libbia, lrasca d'olivo
che si lavano, di panni che si potato.
Islròpplo,inc. frenello_ la
firegano per toglier la mota o si
spazzano dalla polvere - rigo
cordella che liga il remo allo
vernar bene le stoviglie facen
scalmo. .- -» -»
dovi forza per nettarle;
Strullcùre. on. sparlare, delirare
Slrlcalùro. ne. vassoio, arnesedi
dicesi del vaniloquìo di chi da.
legno con tagli orizzontali e pa.
lira nella febbre =».borbollare
ralleli per lavare fregandovi su
parlar solo. La voce deriva da
le biancherie. ‘
‘astrologarc, quasi fosse una mi.
Slrl[ghla, no. siregghia, arnese di steriosa loquacità. degli astrolo
ferro laminato con manico per ghi, cui non si da retta.
torre la polvere al cavallo: le
seghetto dentate ed orizzontali sfrumòlo, no. strambo, lat. stram
di che essa e formata diconsi. bus ed in greco afpo;;fio_c. è u.
na conchiglia univalve della
lamine. ' “
famiglia de’turbirl'ati che in gre.
sii-ignoro. e stringhllo. nc. brio, co turbine significa. Tutta api.
ed è il soverchio di fanciulli. rale ha la figura di"coùo con
4196
puntine lungo il giro della spira. Slull'urla, ne. noia, fastidio.
Narra Plinio che se lascia pu
trefarsi in aceto esala un puz Slufl‘ùsu e stunosu, ag. noioso, fa
zo pestifero: il crostaceo non è stidioso, pien di vezzi e moine,
calcolato.
stampaguare, va. scoperchiare, tor
sirumpiuhio. ne. mescolanza di re il coperchio- sfondare, par
V. medele o bevapde mai fatta on landosi delle botti cui toglisl
de la voce si traslata a signifi il fondo per ripulirle ed accomo
care operazione mal fatta. dare.

strùseere, va. consumare, parlan-_


stumpàre, va. follare, ammostare,
dosi di abiti e di cose: in T0 pigiare, il calpestar l’uva peris
SGMIB. dicesi Slrusclnre.
premerne il mosto: dicesi pu
re d'ogni cosa che si spreme
strucclòue, ag. dissipone, consu per cavarne i succhi.
mature di robbe e denaro.
Slunamlli110. nc.assordaggine, fra
struulullh‘o e Strusclulèra. ag. stuono che assorda - id. sluna
consumatore e consumatrice. miimo «n capa, chi sente as
stu. Sta, ed al pl. Sii-ag. ind,
sordaggine nella testa.
questo, questa, questi, queste, si Stuntlym, nc. orifizlo, estremità in
. usano come aggettivi indicativi feriore dell’intestino retto.
non come pronomi.
stuppàgglnlo. no. stoppacciolo, stop
fliueeeo. ne. stacco. specie di spa pa che si mette nel fucile o nel
À da che portasi nel bastone. cannone-ogni ammasso di cen
ci per turar vasi o altro che di
flluèdlco e slodlcu, ag. stupido, a, cesi pure zolfo.
ignorante.
stuppàtu. ne. cataplasma, ma usa
Sluerclo. ne. errore grossolano,co si per celia e met. di minestra
sa mal fatta. stracotta simile ad un cataplas
ma.
Iluczlu. ne. lucchetto, piccola par
te di checchesia- tozzo, dei pa stuppllddo, ne. stuppello, misura
ne: met. persona, onda il prov. dell‘ottava parte del tomolo co
ogni slue;zo vùl‘u suezzo. e si delle quantità discrete che
vale ognuno cerca il suo egua continue.
le parlandosi di ceto.
Slurdèscere. va. scattare, fermare,
Stullàre.‘ va. mascara, parlandosi e il dar breve cottura alla car
di cibo o bev .nda-abborrire, ne 0 pesce per non patire o
di persona. corrompersi.
--197
gturdùlo, agg. stordito, chi per in Sucàre, va. succhiare, succiarc,
termitin, stupore o paura non è trarre il succo con le labbr'a‘da.
presente a se stesso con la mente. alcun oggetto: vale purev pop
sturllgghlàre, va. storcere, ritor pare.
cere - id. lilurtlgghlùre in noce
Buco, no. succo, succhia, sugo, par
du cucddo, usasi per istogo d’i.
te liquida che contiene una frut
ra e minaccia impreeativaecor
ta, ed e voce propria spagnuo
risponde alla frase italiana con
la -id. Buco Il cilppòne, sue.
ctar uno per le feste.
cc di vite, met. vino, detto per
s_mm;;maw, ag. sbile‘nc0, storto. celia.

Sluaclàrc, va. nettare, pulire, a. Suècro e iocra, nc. suoceroesuo


sciugare -np. nettarsi, forbìrsi cera, sono voci spagnuole da
- id. Slusclursl ‘11 musi, forbir iuegro, e Suegru.
si le labbra _- ilnsclm'sl l‘ueé
chi. rasciugarsi le Iagrime. Suèl0. ne. suolo, la terra battu
ta nell’abitato su cui camminasl
itulacnnuèI0. nc. spegnitoio, pez dallo spagnuolo Iuclo - usasi
zo di ferro laminato a forma di pure per la suola che si adope
cono posto in cima ad un asta ra nelle scarpe.
per ispegnere le candele.
Duenno, nc. sonno, sogno,dallo
itutùre, va. spegnere, smorzare -
spagnuolo sucno.
mct. disonorare: al partic. stu
aam vale disgraziata, disonorata
suèno, ne. suono, voce propria
parlandosi di donzella. spagnuola -- Iuèn0 sranlùio,
Iluvùle nc. stivale, battaglie - dim. crocchio, e il suono delle cam
lluvaleltl, piccoli stivali, accr. pane rotte o de’ coppi crepati
iluvalùnl, tromboni, stivali gros
si e lunghi. luezzo e cozza. ag. eguale, coccio

Sluvaleue, nc.ghette, specie dical Su3|hla. nc. lesina, terruccio sot


zeri di panno o grossa tela ab tile e pontuto messo in un ma
bottonati che coprono le gam nico di legno col quale i calzo
be: ghettine, sono quelle a mezza lai torano le suole per cucire
gamba. le scarpe. -

Sluvflddo, ’nc. stuello, illacce che Sugghlarda e sug;hlardazn. m‘._


si mettono nelle ferite per non donna che va girando continua,
chiudersi. mente per le vie senza utile
scopo. '
Suramèle. ne. lamione, erba noci
va ai grani. su;ghhruùre, un. gironzarc, an.
-198
dar vagando e_dicesi per dile supnu.‘ne. zuppa, mlnestra di pa
gio. . ne hrustolato in brodo ed an
chei pezzetti di pane che si
lùgghlo. ne. subbio, pezzo di le_
mettono o in 'qualunque brodo
gno lungo di forma cilindrica
o caffè-id. stare un suppm
sul quale i tessìtori ravvolgono
essere bagnato di sudore.
" il tessuto man mano che si tes
'se-subbio, travetta non lavo_ Suppiguo. ne. soppalco,solfltta, spa
rata che si adopera in varii la» zio sottoposto al tetto superiore
‘vori. V ‘ della casa.
salino. up. paretio,è l’immagine del suppumùre, va. puntellare, dicesi
Sole riflesso in una nube. delle travi che si pongono agli
edilizii crollanti, o a qualunque
pumùna, ne. settimana, spazio di
altra cosa per tener fermo.
sette giorni continui dal lunedì
al domenica: der dallo Spagnuo Suppùnlo, ne, puntello.
lo umana. Suprlssàìa, ne. salslecz'o'rw, grossa
bumascsca (n)"ne. stizza, ira, l’u salsiccia. In italiano la soppres
' sa. il volg0 quando una cosa sata è propriamente la morta
non va ai versi, aggiugncndo della.‘
l’id. mo ml sale, e vale or mi Surcùre, on. solcare, far solchi, la
viene la stizza, e corrisponde a
voce è tutto. spagnuola -«id_.
montare in collera. aurcùre dritto, condursi bene,
pumema. ne. semente, semenza. . detto per ammonizione o minac
eia.
Samuragghla. ne. medaglia, quella
propriamente che ha impressa Surchlùre un. sorbire, trar su il
l’immagine di alcun santo. moccio col naso: sorhir cose li
, quide e calde a sorsi.
lunagghlè_n, ne. bastonatura.
iurehi0, ne. scia, (t. mar.) e il sol
guaine, ne. sparalembo, pamella,è co che lascia dietro a se, la na
il ,gremhiale degli artefici per ve in corso.
non lordarsi lavorando - grem
lurco, ne. solco, linea tirata nel
biule, .il_pannolino che dalla vi
campo con l’aratro più larga
ta in giù nel davante portano
dell’ordinario-magolato, lo spa
ligato le donne.
zio di campo ove si fanno le
Bunàlorc. ne. suonatore, chi suona porche il doppio delle altre, con
qualche strumento musicale tigue e divise co’ solchi. 11 cam
Prov. A casa di Bunalùrl no si po lavorato senza solchi dicesi
l'aclno mallnùle, vale chi vuo1 prett. lavorato a minuto.»- La.
ingannare il savio, resta di corto. voce è spagnuola.
-199
surdàlo, ne. soldato, milite. necàgghiq, ne. ligaccio, caldamen
to, usoliere, legaccia da calze,
Surdla, ne. sordità, sordaggine. deriva da attaccare quasi attac
Surèzza. ne. sodezza, l'usa il vol caglia.
go. Tnccaluèlo, no. lrufl‘atore.
surgimddl, o. sparo. 'l‘àccar0, nc. piccol ramo d’albero
Suola. ne. tedio, noia, stato della tagliato in pezzi per ardere
persona che si. annoia di tutto. met. tanghero, uomo sciocco.

luflù50, agg. tedioso, schizzinoso,


'l‘ùccla. ne. chiodetto a testa larga.
che si annoia. Tacco, ne. tacco, guardone, guar
dione, pezzo di suolo posto in
Sutnzzo. ne. staccio, sperie di va
glio di seta o crini per separare giro nel calcagno della scarpa.
la farina dalla crusca. Ta\ggllla. ne. lacca, taglia, tessera,
su:icàre, va. inseguire, correr die legnetto spaccato per mezzo su
cui s‘intaccano segni per chi
tro ad una persona. E voce del
non sa scrivere - taglia (i. mar.)
volgo.
strumento composto di carruco
Suvaràln, ne. garello, (t. mar.) e le per muovere grandi pesi.
il sughero in fondo al manico
Tagghlapaste, ne. falcinella, stru
’ della rete.
mento di ferro col quale i pa
quo e Sova, agg. poss. suo, sua. sticcierì tagliano i lembi delle
paste. ’
Suvr0 e survo. ne. sughero, alcor'
n0ch, corteccia leggerissima e 'l'ugghlùre, va. tagliare, recidere
molle di un albero, la quale si Iagghlùr‘u sicco. succidere (i.
usa per turaccioli e per mante cam. il tagliare le viti a fior di
nere a galla chi impara il nuoto, ' terra per più ingrossare - lal'
ghlùre u mele, castrar le arnie,
SVunculàl'C. va. sgranare, cavare quando le son piene si tagliano
i legumi freschi dai loro baccel
e si ha il doppio prodotto di
li, più propriamente le fave ire miele e cera - raschiare n vllr.
sche. mi . alcune donne secretiste
quando i bambini soffrono la
T verminazione prendono un pez
zo di carta tagliuzzandola sul
Tanca, ne. tra/fa, dicesi di chi com ventre e pronunziando misterio
pra oggetti a credito e non più se parole credono e fan credere
li paga: in Toscana dicesi lac alle madri ignoranti che col ta
colo. gliarsi la carta si tagliano i ver

. -«-... »Vv- '\ _. ._.


'-."M
-200
mi - id. tàgghl cn’ i: russo, va -tamburretto (i. mar.) piccolo
le coraggio, segui; datti ch' è ripiano triangolare alla prora
già tempo - lagghl'ar‘ a vammà della barca ove può sedere una
ce. imbianchire, separare con la persona. '
macchina il cotone da‘ suoi se
Tau! ci tout, id. giacché.
mi.
l‘agglltarllddl. v. laccarrùnl.
'l'arl. np. È il nome di un piccol
fiume ad otto chilometri dall'o
'l'agghlùll, 1w. fcttata, dicesi di an. dierna città sul lato di ponente.
gurie e poponi onde si compli Quivi approdò la colonia de’ ti
mentano gli amici nel mutarsi rii e cretesi che nelle sue adia
di abitazione - fettata di salame cenze edificaronvi la città che
per uso'di tavola - La voce de da essi ebbesi il nome di Taras
riva dalla spagnuola ia|iulu che conversi i due i in a per dialet'
ha lo stesso significato. to credesi dorico, o dal nome
del loro duce Tiras secondo le
l‘agghlùlo. ag. attagliato, si usa congetture tradizionali creduto
per aggiunto di persona adatta figlio di lafet e nipote di Noè
ad alcuna cosa. Questa città fu distrutta con l’ir
numalùro, nc. lagliaolo, scalpel ru zione de‘ Partenii di Sparta
letto col quale i ferrai tagliano guidati da Falanto i quali edi
il ferro quand’è rovente. ficarono la nuova città al sud
della presente in forma triango
'l'agghlo, il. lamozlo. lare cbe fu chiamata Tarcntos,
distrutta poscia dai Saraceni. Il
Talddo, ne. assero, piccola trave;
fiumicello Tara è storicamente
, der. dal lat. tigillam, travicello.
rinomato per la conciliazione su
Iu'edda. ne. teglia e tegghia, arne di esso avvenuta tra Augusto e
se di cucina di rame rosso. Marcantonio per opera di Otta
via sorella del primo e moglie
raluernò. ne. petulanza continua. del secondo, la quale dimorava
in Taranto posciaccbè il marito
l‘amarr0. ag. zotico, rozzo, dicesi
l'ebbe ripudiata per Cleopatra
di persona.
regina d’Egitto. Questo avve'ni
'l'ammùrrllddo . nc. tamburrello, mento e riportato e descritto
cembalo, strumento formato di ampiamente da Appiano, libro V.
un cassino coperto da una par
te di pelle e contornato di din 'l‘al‘ùddo, ne. ciambella, specie di
derli o piccoli sonagli che si dolciume fatto di farina, zucche.
suona battendo con le dita, usa‘ ro, uova e sugna a forma di a
t0 dai contadini e dalla bassa nello: dim. laradduzzo -- ogni
gente nei loro balli ed allegrie sorta di pane della stessa forma
-201
- laraddo cu Il passlli, mari si pongono le vivande per mm
tozzo. giare, ed intorno a cui seggono
i commensali-asse, legname
l‘urànlu, nc. tarantola, tarantella,
non lavorato: accr. tav.lòne,
piccolo ragno: la velenosa dice
permane, e met. ignorante , 'stupi‘
si propriamente Mangio.
do: dim. tavuiedda. assicella
Taranlùla, nc. tarantolismo, ma tavole di mao, assicelle, pan
lattia per passione smodata al chette.
ballo prodotto dal morso della
Tavulallidd0, ne. ballatoio, luogo
tarantola, ed il ballo istesso.
in mezzo le scalinate ov’evvi un
Tardivo, ag. serotine, dicesi di frut piccol ripiano.
ti che maturano al termine del
Tavulùlo, ne. solaio, assito , il pia
la loro stagione.
no di tavole e travi che copre
Tarèm e larèo, nc. teddèo, l’inno le stanze o camere e separa il
ambrosiano Te Deum; l‘usa il vano inferiore dal superiore.
volge.
Tavulozza, ne. sottopicde, .la pre
Tartagghiàre, un. tartagliare, bal della dietro la carozza ove si
bettare, smozzicar le parole. pone in piedi il servitore.
Turtàggth. ne. chi tartaglia o Tele, pron. te, per figura parago
smozzica le parole. ge, anche in Toscana usasi la
stessa voce.
Tartar0, ne. grama, parte sedi
mentosa del vino che resta at 'l‘ela dl sacchl, nc. traliccio, tela
taccata alle botti -« ipostasi, se grossa per sacchi.
dimento delle orine.
Tenno, ne. tendale (t. mar.) tenda
Tassa, nc. misura di vino eguale grande onde si cuoprono le na
ad un quarto dicaraiia, v. larrùpn. vi ed è di lana grossa appella.
Tata, ne. padre, è così appellato ta in dial. Canodda, quella di
il genitore dal volge, dagli arti cannavaccio è detta friscneu.
giani poi una, dal medio ed al e propr. rinfranto.
to ceto Papà. l‘ex-mite, nc. oleastro, ulivo selva
Tavagfhlùl0, ne. pezzuola, iazzo-. tico. ‘
letto da naso, l‘usa il volgo.
Terrarossa, nc. sinopia, è la ter
Tuvanlèra, ne. zanzariere. caver ra con cui i legnaiuoli tingono
tura superiore del letto per cu un filo bagnato per fare i segni
stodire dalle zanzare chi vi giace. su legnami.
mvma, ne. mensa, quella su cui Testa’, nc. cursoncetto (t. cam'p’.)

»\\..
-202
capo di vite lasciato a tre o to di ferro di varie arti per ca
quattro occhi. var chiodi.

'l'limo, v. Tièsio. 'l‘lnugghlumllnlo, 'nc. maldicenza,


detrazione della lama altrui, der.
'l‘lgna. ne. acore, tlgna-v. una da tanaglia quasi che la riduca
-Prov. Sobb’l ll5na a capa a brani.
_pilùla, vale il sopravvenire un
male ad un altro, o sventura a Tinilsc10, ag. stupido, inelto, l’usa
sventura, come la testa pelata il volgo.
al tignoso per cui sotîre spasimi 'l'lnilddo, 'nc. combriccola, conven
maggiori.
ticola, unione di più persone
l'l|Ilùl0, ag. tignoso, chi patisce che concertano il modo dinuo
la tigna, al pl. lignùsirl. Questa cere ad altrui: la voceè trasla
voce llglòsii‘0,l si usa da poco ta da tinello luogo ove insieme
in qua a significare, cattivo,brutto. mangiano i servitori di famiglia
distinta. ed in cui fanno le lo
nlmpo, ne. tempo, voce tutta spa ro conventicole.
gnuola-id. Iar‘u illmpo suo,
essere d’età avvanzata. Tinningio, ne. ugola è il pendolo
carneo sulla trachea, il cui con
mino. ne. testo; coccio, tegame di torno membranoso dicesi velo
terra cotta per cuoeer vivande: pendolo palatan - batocchio, del.
in dial. dicesi pure iiàno, dim. la campana.
tianllddo,tlslicilddo e lisiizzùio:
la voceè tutta spagnuola - e Tln0, 'nc. catinozza, vaso di legno
felide, macchia sulla cute riarsa a doghe ove si conservano le
dal Sole 0 prodotta da riscal carni salate - barlgllone, botti
damento. cello, quello ove sono i pesci
salati, ma questo usasi più so
'l'lmunèi‘a, ne. tosca (t. mar.) l‘a vente al fem. lina.
pertura nel forno di poppa per
la testata del timone in una Tiranti, ne. bertelle, cigne, straccali,
nave. fermagli de’calzoni o alla vita o
sugli omeri: der. da tirare-ti
'l'llla, ne. brenta, tino per travasar relle, due strisce di cuoio o due
vino,e colui che lo porta aspal funi che si appiccano al bilanci
le dicesi brentatore, in dial mu no o ai funghi de’ carri tirati da
_naciàro.
cavalli.
'l'lnùccio. ne. blgoncia, vaso di le
Tlrlamplsclal‘e, v. impers. lampeg
gno a doghe per pestarvi le u
giare, l‘usa il volgo.
ve.
'l‘luiugghla, ne. lanaglla, strlimen 'l'lrlùmlw, ne. lampo, lo splendore
-203
della saetta quando passa da u T05na, no. lenza, cateta, (t. mar.)
na in altra nube: l’usa il volgo. arnese da pesca formato di un
cordellino lunghissimo di crini
rirllggjùre , va. dileggiare, burla ritorti a tre a tre avente un pic
re, e voce del volgo. col piombo a cui sono appesi
Tiriò;io. nc. orologio, cronometro, due o tre ami per pescare i
macchinetta che misura le ore, pesci.
il cui frutto dicesi castello, e vo. l‘omonimo, ag. taciturno, pensiero
ce del volgo. so, dicesi di uomo che concen
trato in se o svagato col pen
'l'lrnedde. ne. trinelle (l. mar.) fu
siero non parla ne opera.
nicelle intrecciate di canapi vec
-‘ chi per ligare o fasciar cavisul Torre, ne. casina, casale, casa ru
le navi. rale. Le casine si ebbero il no
me di torri nel passato secolo
Tirragnòlu, ne. allodola, lodola, uc perché eran ben munite e capa
celletto, cosi appellato in dial ci di difendersi e stare in salvo
dal perché va sempre rasente la gli abitanti da’corsari turchi che
terra. - sbarcando sulle coste s’inoltra
'l‘lrruezzùlo, nc. terrame, la terra vano dentro terra e traevano
mista a calcinaccio ch'esce dal schiava la gente che cadevanel
le fabbriche disfatta, le mali di loro.
'l‘òrlorn, ne. sprocco, stroppa, strop
'l'lrznrulàla, v. Vela.
pia, ritorlola, e un fascetto di
Tlrzarùlo, ne. licciaiaola, strumen giunchi, felci od altro ravvolti
. to di ferro col quale i segatori per ligar fascine: la voce è con
y torcono i denti della sega. rotta da ritorta.
Tolto, ag. tutta, e il femminile di
"risrèra, ne. testiera, a. vrlgghia. tutto. '
'l‘lliddlco, ne. ditello, ascella al pl. Trafàua, ag. trusiana, donna faccen
ditella, cavità. sotto le braccia diera e sciatta.
del corpo umano.
Tràgghlu, nc. mazzuolo (t. cam.)
'l‘lllddlcare, va. dileticare, solletica strumento rusticano di legno per
re, titillare, vellicare, è l’eccita rompere le zolle - marra, stru.
r‘e ne’nervi del corpo animale mento per radere il terreno.
una leggiera emozione - np.,
dileticarsi, vellicarsi chi prova Tragghlt:re, vn. marreggiare, (t.
tale emozione. cam.) il ricoprire le sementi del
grano o avena con la marra.
Tizzòne. ne. fumacchio, famaiuolo,
pezzo di legna o carbone non Tragghlàtu, ne. minuto (t. cam.)
del tutto bruciato che fa fumo= campo lavorato senza solchi.
-204
Irngno, ne. attignitoio, arnese di altro vaso separandolo dalla fec
pelle con orlo e manico di le cia - il mutare i ferri alle be;
gno per attigner acqua: der: da stie quando cresciute le unghie
trarre. convien pareggiarle con l’inca
stro.
'l'ralnùla, nc. carraio, quantità di
robba portata in una volta nel Trapanùre. on. perforare, passar
carro. da parte a parte- inzupparsi
parlandosi di sudore che insup
'l'rfllnèlla, ne. carretto, picciol car pa fino gli abiti.
ro tirato a mano.
Trapano, no. verrina, trapano, stru
Trulumànln, ne. tranello, maneg mento da legnaiuoli per forare
gio segreto per danneggiare al - quello degli eretici è ad ar‘
trui - menzione, monopolio, ac chetto, il cui bottone triangola
cordo di speculatori a compera re dicesi nespoia.
re tutta una derrata per riven
derla con usura: l'usa il volgo Trappltàro, nc. trappetaio, fattoio
per dispregio. no, chi lavora nel fattoio dell’o
lio, il capo fattoiano dicesi in
Tramigglnla, ne. tramagtio (t.mar.) dial. nazghllro.
rete da pesca a maglie strette
che si stende tra Iiscoglitenen 'l‘raplfllo, ne. trappeto, fattoio,,luo
dola aperta da un sol punto per go ove si frangono le ulive
ove passa la barca. I pescatori La vasca ove sifrangonoappel
. battono fortementei remi, e’ pe lasì pila, piatto o fondo- oaum
sci cosi spinti innanzi vanno ad Idra, pilota, macina, è la quan
incappar nella rete,e questa pe tità delle ulive da frangersi in
ca e detta in dial. della mazza. una volta-Mamma, strettoio,
Tramluzùno, nc. soppalco, spazio verrocchio - Bettino, lucerna, va
chiuso di una parte di stanza nel so di pietra o ferro fuso in cui
mezzo dell’altezza di essa, ed a scende l'olio prima di passare nel
cui si ascende con scaletta per tinello - Angelo, tinello, vasca
lo più di legno. a pian terreno in cui scende
dalla lucerna la sentina e l'olio
fl‘ramòecla v. Mulino. - Sintluàl'0, inferno, luogo ove
va la sentina- macina, verra
Tramòlo, nc. tremuoto, terremoto,
cana, e la pietra che frange le
scuotimento della terra.
ulive - Sclùla, cammino, giova,
Tramùta, ne. decantazione, il tra ‘ è il serbatoio del frutto.
vasare i lìqu idi.
Iripula, no. trappoleria, ghermi
Trumutirre. va. decantare, il tra nella, tra/ferie, deriva dallo spa
vasare il vino o l’olio d’uno in gnuolo trupola.
-205
Trapulòne ed-al fem. lr,upulèra, squisitissimo; le migliori e più
ma trappoliere, giuntatore, biante, sapide son quelle che si pesca
busbaccio, imbroglionc, der: dal no in mar piccolo le sere esti
lo spagnuolo lrapalou. ve quando nòn vi e Luna dette
flrhscina, nc. cobio, pesce armato perciò triglie all'oscuro.
di acute punte.
'l'rèmola. nc. torpedinc, torpiglia,
Trascurso, nc. discorso, l'usa il pesce dilicato simile alla razza
volgo. nella forma e piena di elettrici
Trasére, on. entrare-pari. Ira tà in modo che toccandola spes
sulo, la prima voce del verbo so ne fa sentire la scossa. Spe
cioso è il modo onde si procac
è io [raso e trucco.
cia il nutrimento, poiché si ap
'l'rquddo, nc. plasma, figura di piatta nell’arena ed ai pesciolini
pastoreo animale di terra cot passandovi di sopra da la scos
ta che si pongono nelle capan sa e restando quelli intorpiditi li
nucce in dial.“ prlsepu, al tem fa suo pasto. ‘
po di Natale: der. da trastullo
poiché è veramente oggetto di 'l‘rell, agg. num. tre, la sillaba ti si
trastullo vfanciullesco. aggiunge per paragoge.
Trusùla,_ ne. _entrata -+- met. avvi Triangulo. ne. saetta, gran cande
cinamento a persona dignitosa. liere di legno su cui pongonsi le
fl‘ralùro, ’nc. cassetta, ripostiglio di quindici candele negli uflìcii del
la settimana santa, ed è cosi ap-’
un armadio o simili.
pellato dalla sua figura terminan
Tràulo.‘nc. lacerto, sorta di pic te in triangolo ‘- al pl. spigoli, so
col pesce della .iamiglia delle no le bandelle di ferro su cui si
palamite. . figgono le candele o sugli altari
od innanzi le immagini.
Irnunùta, nc. bufera, ed è la tempe
Trlcàl'e. un. durare, trattenersi, di
stosa con tuoni, der: dallo spa
cesi di chi fa passare tempo oltre
gnuolo lr0nàda, i marinai dicono
il hiwgnevole al disbrigo dialcu
nlruunàla.
ne. iaccenda: der. dal latino tricor.
v'l'ravanedda. ne. segonc, gl'0883. SG
'l‘rlcchitruceo, nc. saltcrello, specie
ga con manichi de‘legnaiuoli e di iochetto artificiale che scoppia
segatori. scricchiolando secondo l'onoma
topea della sua voce,ederiva dal
Traversa, ve. traversone, pezzo di
lo spagnuolo trlqueiraque che
legno che ne‘carri regge le stan
vale scricchiolata.
ghe per traVerso.
Tridente, nc. ventilabro, [orcone (t.
rrègehla, uc. triglia, multo, pesce cam.) asta con traversa in cima
-206
'a cui s0n conficcati tre pinoli e 'l'roccola, ne. tabella, arnese di le
serve per ventilare la trebbia'tu gno con manigliette di ferro che
si suona nella settimana santa
ra ed altri usi campestri.
in luogo delle campane.
Iri;gh|, np. Triglia, è un sito a
15 Chilometri dalla città al la Tromba, ne. dragone (i. mar.) trom
to nord-est, ove sonoi grandi . ba marina.
serbatoi di acqua che l’impe Tronchèfla, ne. tenaglia a taglio,
ratore Carlo 5.° fece introdur
tenaglia da eretici per tagliarei
re in città col mezzo di con
metalli. - >
datti e doccioni.
'l'r0ll0, ne. desco, luogo ove siede
Trimènlcre, va. guardare, voce il capo delle confraternite reli
composta da tener mente, onde giose nell’oratorio e gli altri uh
nella seconda voce del presente
ficiali subalterni. ‘
dell’indicativp dicesi lrimiinii e
Iliuhhente. - fl'l'òll0h, v. RozIola.

Trimòpe, ne. boccia, vaso di argib ’l‘ruhico B'l‘l'ublcùlo, ag. idropico,


la inietriato dentro e fuori con chi patisce l’idropisia - met. chi
bocca strèttissima, e collo lungo ha il ventre grosso.
per riporvi vino, dim. irimuu Truccullsci tua, e. Sbrln5hillsciùta _
ciiddo.
Trùcculo, ne. frode, ed e quella
'l‘l'lmullllt‘), ne. parletio, è il tre commessa con astuzia e mali
molio delle mani e del capo che zia. ‘
l'hanno i vecchi.
'l‘i‘udd0, np. Trullo, dal latino trai.
'l'rlpiredda, ne. saliera, vasetto da tus che significa cappella con
riporvi sale o pepe, l'usa il vol cupola. È il nome di un si‘
go quasi voglia dire a tre piedi. to campestre in quel di Taran
to ov’eravi un tempio dedicato
'l'rlpol0 . ne. fraisz'nella, e una pie
tra con cui gli orefici raffinano a Mercurio.
i metalli. Truèno, ne. tuono, rombo dello
'l‘rllmòiw, ne. buzzone, chi ha il scoppio della folgore, dallo spa
Ventre grosso: der. da trippa. gnuolo irueno - al pl. tremiti,
piccoli fuochi artificiali-Prov.
'l'rislllddl. ne. scanni o panchetti ll'lll CÌIIÌI‘I III) ave DIUI‘B dl
di ferro o legno per letto. lruènl, vale chi ha la coscienza
Iriuecire, un. tracannar vino, a pura non prova rimorsi.
larghi sorsi. 'l‘ruèzzolo, ne. fróde, propr. debi
Trlusco, ne. bevuta di vino :=met. to fatto con industria e disegno
il vino stesso. di non pagare. » . ‘
-207
'l'rufolo o plrello, ne. e un piccol Tuba, ne. sussiego, alterigia, bur
vaso da riporvi vino simile alla banza, proprio della persona.
boccia in dial. trlmùne, con lun
Tubellu. ne. cappelletto, bocciolino
go collo e senza manichi.
metallico con polvere fulminan.
Truluèra, ne. bastione, fabbricato te che si mette nel luminello
di fortezza e difesa ne’ castelli; dello schioppo che percosso dal
l’usa il volgo: der. dallo spagnuo cane lo fa esplodere: der. da tubo
lo lronera. che vale feritoia,
cannoniera. Tubo, ne. caminetto, grosso cilin
dro di ferro laminato per ove e
Trulùca. ne. teriaca, è una mede sce il fumo nelle macchine a
la farmaceutica pe’ bambini. vapore ed anche i fumaiuoli di
Trummèlla, ne. trombetta, stru simile materia.
mento da suono - id. suniir' a Tuecc0, ne. tocco, giuoco che si
lrummelta e lrummllllsclàre,
fa con le dita tirando a sorte -- ’
strombettarre i fatti altrui. quantità di tela ravvolta in ro
Trumpàre, va. impastare, intride tolo.
re acqua con farina per fare la Tuern0, ne. filatoio, macchinetta
pasta od il pane: der. dal fran a ruota per filare.
cese lrempèr.
Tuefl0, ag. torto, voce spagnuola
Trunno. ne. cioppo, ciocco, tronco,
ceppo da ardere, e voce propria Tuèsslco, ne. tossico. veleno.
spagnuola.
'l'uè310, ag. duro-met. implm7a
Truppllddo, ne. drappello, riunio bile, non pieghevole.
ne di poche persone o cose: de 'l‘uliu'0. nc. telaio, macchina ove
riva da piccola truppa. si tesse -stlpite, cui sono at
Iruscihre. va. rubare destramente, taccate le imposte, finestre e si
è voce del volgo. mili.

Trusulùre. va. rapare, è il iagliar 'l‘ulelta, ne. pettiniera, mobile di


rasi i capelli o le unghie. legno con marmo, spec'chioed
altri arnesi donneschi per pet
Trutluzza, ne. radazza (t. mar.) tinarsi.
la scopa della nave.
Tulllpano, ne. mitolo, in lat. mg.
'l‘rùvolo, ag. torbido, dicesi cosi tilus, e una conchiglia bivalve
de‘ liquidi rimescolati col sedi dal preciso colore del tullipano
mento che dell’atmosfera coper fiore donde il nome: le due val
to di nubi. In Toscana il tempo volette sottili si adoperano nel
nuvoloso dicesi turbato. la confezione di fiori artificiali.
-208
l‘ummlnllei, ne. sbricchi. giuoc_o Iumpugno, ne. coperchio, ciò che
fanciullesco che consiste nell’in copre e chiude -fondi, sono
dovinare quante nocciuole od quelli delle botti-carieito, quel
’-altri piccoli oggetti uno tenga lo del cesso, il cui foro dicesi co
chiusi in pugno. La tradizione rietlo - iastrone, chiusino, quello
patria attribuisce a questo giuo del forno.
co l’importanza di un gran fatto
storico delle antichità tarantine. 'l'uunl, ne. Rotondo, era questo il
Quando i congiurati tarantini nome di un’ antica torre di guar
cioè col concorso di Annibale dia sita al luogo di mare di si
ebber meditato assalire_la roc mil nome convertito poscia in
ca occupata dai romani, subor_ Tondi e 'l'lmlfl dalla credenza di
narono un soldato di questi 3. essere stata quivi la tonnara. In,
nome Tumuius‘ con donativi e questo sito evvi un grossissimo
col pretesto di passar la serata scoglio appellato in dial. Denti
in allegria stando egli di guar' ma di n Tunnl e propriamente
dia. La sera designata vi anda pietra di Rotondo. La voce e cor
rono e bussato all’uscio uno di rotta da turruuda contratta di
questi disse, Tamulus es ? operi turris onda, ch’ era la torre po
portasrle quali parole corrispon sta sul littorale, v. pentlma.
dono alle due prime parti del Tunn0 e Ionna, ag. tondo. 11-
giuoco 'l‘ùmmlnl o Tomolo se] 1 ne. tonno, sorta di pesce masti
' 'Aprl porta. Il soldato risponde no la cui carne salata dicesi
-ant ne portas? e. quel di mosciame ed in dial. tunnina.
fuori accenna un numero il che
corrisponde alle altre due parti Tuppo, v. Punto.
del giuoco, quante ne porto, X.
numero arbitrario. La porta in Tap tùp, no. picchiata, e onoma
4 aperta ed entrati i Congiurati topea del busso.
._ vi successe il grande eccidio de
scritto da Tito Livio. Turcigghlòne, ne. bilia, bastone
ritorto che stringe le legature
delle some.
’rùmmmo, ‘nc. tomaia, unità delle
vecchie misure di aridi, di olio Turcltùr0. nc. randello, bastone
- a minuto e dell‘estensione a più corto della bilia ma pur ser
graria; degli aridi e uguale a li vibile a stringer legatura di so
tri 55, 45, dell'olio a due quinti me: la voce ha somiglianza con
di pignatella, e delle agrarie ad tortoro parola di uso toscano
are 67 213. che ha lo stesso significato.

.'l'umo, nc. timo, pianta selvatica o Turdpùd, nc. cassetto, specie di


dorosissima. piccolo tordo.

Ewa.‘l_
-209-
’l‘urlìo,flc. chiurlo, chiurfe, uccello l'unàre. va. picchiare, bussare, ar
che ha i piedi lunghi e sottili e tare, battere del capo.
lunghissimo becco, ed e cosi ap
pellato dal suono della sua vo Tuzzàla. nc. picchiata, il perono
ce, ed appartiene alla famiglia tere col battitoio un uscio chiu
delle beccacce. so .- urlata. il battere del capo
in alcuna parte.
Turnisl, nc. monete, danaro.
l‘uno, nc. pallata, è la percossa
Turn0. nc. maneggio, luogo dove
si ammaestra il cavallo.
che si da con la palla ad un
altra nel giuoco.
Turrlère. ne. casiere, custode del
la casa rurale: la voce si con
serva ancora fin da quando que U
ste case appellavansi torri-v.
TOPI'C. li, art. il, lo.

l‘uno, ne. cauta, tronco de’cavoli ubbrigàre, va. obbligare-pari. lib


e di altri ortaggi: la cima di hrigino, obbligato. Questo par
queste piante dicesi caulino. ticipio usasi pure come avver
bio di affermazione e vale cer
'l'urllèra, ne. teglia, arnese di ra tamente. Anche in Toscana si
me rosso ad uso di cucina. usa ubbrigare nello stesso signi
'l'urllgghlùnl (a), mo. prepositivo, ficato.
contro, e l’avventare contro al l'ecchio. nc. occhio, organo della
cune un qualche oggetto nell’ira vista ne‘corpi animali. Sue par
per colpirlo-met. l’id. scer’a lur ti sono il frullo. bulbo o globo,
u;gbiùnl, vale andar di fretta. il bianco. sclerotica, la ninna.
Turinvn!ghla, ne. pipistrello, notte iride della pupilla- id. Uecchl
la-, uispistrello, animale notturno n;lrchlàii. calamari, cerchi li
che partecipa del topo e dell’uc vidi intorno agli occhi-rare
cello'. uccehlo. adocchiare, dicesi di
uno che adocchia un oggetto
l‘uicllo. nc. baldacchino, ornamen per rapirlo - Uccehi piscia",
to che si fa in chiesa per porvi occhi lagrimanti, ma usasi per
in mezzo alcuna immagine: der dilegio - l'ecchl ncunnèle, 06
dallo spagnuolo dosei. chi vigili, _ tocchi uccelli, ocu- _
latamente, attentamente - rare
usum, ne. gruzzoli, quantità di mo
l‘uecchio rizzo, far l’occhiolino,
nete fatte a poste uguali.
ammiccare - Prov. 'l‘lenl l'ucc
Iuvàgghla. ne. tovaglia, asciugato chl quanl‘a chlesla e no vid‘a
io, pannolino per asciugar la sacrisllu, tieni gli occhi quanto
taccia. la chiesa e non vedi la sacrestia:
U;
4210
è rimprovero che si fa a chi tagliare il legno e piallarlo a 11
‘finge di non vedere alcuna cosa gnatura.
Uccchl di lui". ne. sgonfiotti, gu Unto, ne. grasso sciolto.
stosa vivanda composta d’intri
se di paste dolci con tuorli d'uo Uscaplèdl, ne. serpe, razzomatto,
va battute e fritta in padella. specie di fochetto artificiale che
si spicca endeggiando. L’s, suo
liecchi di prura, ne.cubie (t. mar.) na come il eh, francese.
sono due buchi alla preda della
nave per ove passano le geme Uscilùre, ne. esantema, eruzione di
ne delle ancore quando si da macchie, pustole o vescichette
fondo. sulla cute.

Uèflhin. ne. olio, -lle!fihio lino, use. asta, voce con cui si aizza
olio onfacino, quello fatto da u il cane.
live immature.
litro, ne. otre, la pelle di castrato
lièrgio, ne. orzo, specie di fru o becco chiusa per mettervi o
mento noto -met. husse. lio e vino nel trasportarsi da
Uerto, ne. poponaio, eoeomeraio, luogo a luogo.
orto, luogo ove si seminano e
Uva cornola, ne. galletta, uvalun
coltivano i peponi e le angurie:
ga bianca e nera quasi cerniola
derivadalle spagr_molo huerlo. porche simile nella forma al cor
Ueeimo. ne. occasione, opportunità. niuelo. Quando l’uva comincia
ad annerire dicesi prettamente
l'osso. ne. esso-[lune pizzillo,
saracinare.
osso spinale, sono le vertebre
spinali-vene di balena, ne. Uva sarvàzia. ne. raverusto, lam
fancne, esse di questo cetaceo brusca; la vite di quest'uva sel
che serve a molti usi. vatica si appella ambrostole.
neve, ne. uovo, dallo spagnuolo Uni. Questa. voce si usa per ec
hucvo - [levo scurrùllo, uovo citare il porco a camminare ed
barlaccio, dicesi delle stantio - e alterata dalla toscana di uso
lievi a priaiorio, uova a/Ì'ogate, lrucci - Usasi pure come' inter
vivanda di uova cotte in brodo posto dispregiativo, come Uz
-id. lòmpere i’ov’a mano, rim l'addà, che vale trucci là.
proverare alcuno de‘suei difetti,
e smentirle d’un mendacio.
V
Ulfo, ne. femore, osso della coscia
nel corpo umano. yaunie, ag. vuoto, e dicesi diva
si non meno che di frutti come
U3ullllri (a) mo. ava. smentare, il nocciuole, noci e simili quando
-211
la polpa interna e secca 0 fra luzza spicchhrfcclhlu, ualentea
dicia e del frumento acui gl’in tutta pruova, la frase del volgo
setti han distrutto l'internet so ma talvolta usasi per ironia.
stanza. La voce deriva dal lati
Vllllllltddl. I). sparo.
no uaco, esser vuoto.
Vnmmacedda, ne. borra,filacce di
Vacanli0. a, ag. celibe, giovine o
seta o cotone che si pongono
zitella non ancora casali.
nel calamaio con l'inghiostro per
VBBÙI'C, va. versare, il porre i li inzupparvi la penna e scrivere
quidi da uno in altro vaso ogli
aridi come frumento e simili, onf Vammacegna, ag. bambaggino,ag
de l’id. vacàre, o sdivacàre un giunto di tela di bambagia.
sacco. vale versarlo in altro re Vammitcia, ne. bambagia, pianta
cipiente. e prodotto del cotone - id. mel
ters‘a vammacia mmocca, met
Vaccàro, ne. boaro, guardiano di
tersi la bambagia in bocca vale
buoi.
intimorirsi fortemente.
Vacile, nc. bacile, catinella, vasoVammaciiro, ag. di terreno ove
di argilla o di rame per lavarsi. fu seminato il cotone.
\'ngnàre, va. bagnare - id. v: Vancariiddo, ne. mento, parte in
gnàr'a vela;inamidare, è lo spruz feriore della faccia umana.
zar l‘acqua sulla vela -np. toc
care una infradiciata, e la piog Vanco. ed al plurale Vlllcl'l, ne.
gia che uno riceve sopra di se. baglietlo (i. mar.) travicelli col
\
locati per traverso nella barca
Valuta, ne. guaina, cuscinetto imbot e paralleli per sostenere i ponti
tito che si appunta al pettale delle e rinforzare le coste. Quello del
bestie al di dentro per custodirlo la nave appellasi baglio.
dalle pressioni di questo.
v.ngàie, ag. molare. aggiunto dei
Vulnelta, no. baionetta, arma che denti grossi mascellari.
si mette in canna al fucile da
munizione - id. vilter’a vulnet. Vanna, ne. banda, parte, luogo
la, fiatir fame, ed è pur frase di qualunque.
uso toscano.
Vannlsclùrc, vn. pubblicare, propr.
Vaiasu, ne. fanlesca ciarliera. fare le pubblicazioni matrimo
niali.
' I'aleslra, v. Nzlrragghla.
Varanco, ne. granchio, sorta di ma'
//Valintazzn, ag. diligente, donna lattia per contrazione nervosa.
valente al lavoro, e vigile nel
maneggio domestico - id. valin Varangueddl, v. sparo.

\\
M ._ \w-1‘f ..»
-212
Varca, ne. barca, piccol naviglio agli estremi mantiene il mozzo
a remi per la pesca, od a vela della ruota ed impedisce che
per viaggio ed è più grossa. Le questa giri negli sdruccioli. La
sue parti veggansi nell’ indice voce deriva dalla spagnuola vara
metodico alla parola barca. nel primo significato.
Varcarùlo, ne. barcaiuolo, chi fa Vari-ala, ne. bastonata, bussa, al
le barche. plurale, rissa con percosse ete
rite.
vin-cono, ne. balcone, finestra, a
pertura nella facciata di un e Varrùllollì, ne. barattolo, vaso di
dificio, al pi. varconlrl. terra cotta invetriato, o di maio
lica per riporvi conservee nelle
varca. ne. basto, arnese che sia farmacie per sciroppi.
datta all’animale per trasportar
la soma. Lo scannello che ser Vai-rese, ne. guidalesco, piaga sul
ve di base dicesi in dialetto In la schiena degli animali da soma.
elnl, e prettam. imbasatara. Vari-lare, va. sbarrare, chiudere
Vardàro. ne. fustaio, bastiere, chi con sbarre gli usci - bastonare,
fa o vende basti. ed in questo senso deriva dalla
voce spagnuola varear.
v.mnaao, ne. bardella, piccolo
basto. Varrlùtu, bastonatnra, basse.

Vll'lèttllll, ne. paletto, spranga Vàl'r010, ne. picciol foro che fa la


di legno che chiude le imposte botte o per vetustà o per tarl
delle piccole abitazioni - v. Pun donde percola il vino., ‘
Iàle. varrùne, ne. paletto, stanga difer
Varòla, ne. ghiera, etero. cerchiet ro che chiude a traverso le im
to di ferro o d’altro metallo che poste.
mettesi attorno a certi oggetti varva. ne. barba, i peli della fac
per non fendersi, come coltelli eia dell’uomo.
con manico di legno ed osso,
alle cannucce delle pipe ecc. Varvaredda, nc. bavaglio, panno
- gorbia, cerchietto di ferro che lino che si pone alla gola dei
si mette appiè del bastone. bambini sopra le vesti per non
lordarsi mangiando.
Varra. nc. sbarra, stanga, grossa
pertica di legno che si adopera vnrvaznle, nc. barbazzale, cate
come contrafforte per serrare a nella della briglia del cavallo.
traverso gli usci-martinicca,
stanga di legno appesa alla vet
Vaeàl'0, va. baciare, il dar baci.
tura la quale stretta con funi Vlsurlldd0, ne. cosetta, [accendon
-213
la, al pl. vasarèddlri - id. ac tere il cotone a corda per mez
cunzàre Il vasarèddirl. dar se zo dell’arco.
sto alla meglio alle cose dome
stiche; terminare una lite ece-‘ Vatllnnllri e nattendicrl, np. Gual
micamente. chiera, e un sito adiacente al
mar piccolo per ove corre il fiu
Vasetto, nc. alberello, vasetto di m'cello Cervaro nel quale i re
vetro o di terra cotta per te ligiosi Cappuccini follavano i
nervi unguenti. panni de‘loro abiti. In antico e
ravi quivi il bosco sacro a Diana.
Vusluicoia. nc. basilico, erba e
derosissima: La voce è storpia "attlsclàl'6. va. battezzare, ammi
ta dalla spagnuola buslllcùn. nistrare il sacramento del bat-’
tesime -met. dare il nome ad
Vaso, ne. bacio - dim. vaslcchlo, alcuna cosa per celia o-ingiuria
bacincchio -id. vaso a pizzi
chlldd0. e quello che dannoi Vallltrice, nc. accordeliatrice, don
bambini aiîerrando con le tene na che con l'archette batte
re dita d’ambe le mani le guan la bambagia in steppa facen
ce di chi lo riceve. dola a pennecchi per potersi fi
lare.
vaso di flùrl, nc. canziera, vaso“
di maiolica e porcellana ove si Vattitùra, nc. mercede dell’accer
tengono fiori ed erbe odorose dellare il cotone riducendole a
raccolte in fascette. Il fascette pennecc bi.
dicesi preti. cunzia.
Vavu. ne. bava, saliva schiumesa.
Vastasilddt), nc. sbarazzino, voce
di uso in Toscana, ed indica
Vavlscliu'0, va. scombavare, bia
fanciulle rissese e di cattivi co sciare, ragumare, dicesi di chi
stumi, quasi piccole vastaso. mangiando e parlando caccia -
saliva schiumosa per difetto di
Vastàso, nc. facchino, uomo che denti.
per mercede fa servigi a chiun.
que: der. dal greco verbo ,Bzurx vavùso, ag. bavoso, dicesi di chi
{x, portare. _ parlando caccia saliva schiu
mesa.
\
Vutleùle, v. "latteàro.
Vela, nc. vela, nome collettivo del
Vatiune, vn. vattene, imperativo le vele di una nave: specifica
di scere, andare. tamente son queste:
vattascioue, ne. sferza, arnese per nulaccòne, trinchetto, vela trian
bastouare i fanciulli. golare, e l’albero sul davanti
della nave che porta questa ve
vattene, va. accordetlare, e il bat la dicesi in dial. npuntaietta v.
-214
Durrucchelto. pan‘uc0hetto, è Verdesleeo, ne. golpe (t. camp.)
la vela superiore, ed anche l’al malattia onde periscono le bia
bero. de andando in polvere.
clearòn, c:caròla, vela pic
cola. Verdumiro, ne. erbivendolo, ch‘
Illslrl, artimone, tregua, è la vende erbaggi.
vela maestra.
veru ne. rolla (t. cam.) bastone
Ilnzìna, mezzana, quella che
appuntato da una parte per sti
si spande alla poppa.
molare i buoi, e con piastra di
Quirin, treo, è la vela qua
ferro dall'altra per raschiare la
dra.
terra attaccata all'aratro.
ueeo, spazzacoverta, altra sor
ta di vela. verme. dl pere, ne. fucignone, è il
Beopunùre, coltellaccio, vela bacherozzolo che rode le pere
stretta e lunga che si pone ala internamente.
to delle vele quadre,
Tlrln‘ulill, terzaruolo, la ve Verre, va. irr. vedere: il presente
la minore. ' dell’ind icativo fa veselo, vm.
VCI‘l upplldd0, penna, e la vere, vlrlml, vlrltl, vèrlnl. è di
piccola vela che si alza sulla uso del volgo.
penna dell’antenna quand‘è buon
tempo. vè’uele. nc. (t. mar.) sono le ser
Vela latina, tarohia, vela trian pule vermiculari descritte da Li n
golare de'piccoli legni. neo le quali s’introducouo in u
no strato calcareo bianco e si
Venlàre. va. scorgere, adocchiare attaccano tenacemente ai mu
suoli (cozze nere) ed alle ostri
una cosa che tu nascosta apposi
tamente. che e ne succiano la sostanza.l
vermi appellansi in dialetto ricl
venne, ne. ispirazione - (t. mar.) gnàte, dalla voce greca pnnnqus,
e. Scilla. che vale rugosa che tale e la
loro figura. [custodi delle giave
vemflàre, va. spalare (t. cam.) il di continuo purgano queste con
separare il frumento dalla pa chiglie dalle patate e dalle rl
glia e pula co'rastrelli dopo la clgnàte-tered0, teredone, ver
trebbiatura. me marino che sott‘acqua rode
le navi.
vepplla. ne. bevuta, di acqua o
vino. veste, m. conopeo, drappo di seta
ricamato che copre la pisside.
Verdèl, ne. bergo, specie di uva
Vetta, v. eclugo.
così appellata dal suo colore
verdognolo. Vene, ne. 1noine, vezzi, lastre, so.
-215
no dimostrazioni noiose ed af "flanzìno, ne. bilancino, parte del
fettate, onde l'agg. vlzzùso, che
le vetture da nolo o da traspor
vale stucchevole. to a cui si legano le tirelle del
VI, v.irreg. vedi, imperativo del ver l’animale fuor delle stanghe o
bo vedere. del timone.
VIISIIO, ne. toccamano, è la man Vilanzcia, ne. bilancia, traversone,
cia o mercede che si da al fac pezzo di legno che nei carri reg
chino per servigio prestato. ge le stanghe per traverso.
‘ Vialfcàro e vallcàie, nc. vetturale, v1|anxbne. no. caldaiuola, è una
chi guida bestie da soma. mezza palla vuota di rame ros
v1aw. ag. fortunato, beato. Questa so in cui gli orefici bianchisco
voce usasi quale interposto, co. .no i metalli preziosi.
me vlàl‘a le, oh te felice-viàt‘n Vllèno, nc. veleno, id. mangia vi
cl u Vede, beato a chi ti vede, ed lèn0, agg. bilioso, iracondo
e quando due amici si riveg plggliliirsl vllèno, adirarsi, in
gono dopo molto tempo. collerirsi.
Vicitiro, ne. avventore, chi spen
Vlllùln. nc. velluto, sciamito, spe
de sempre in una stessa bottega.
cie di tessuto di cotone o seta.
Viddico, no. ombelico, parte del
corpo umano sull’addome:l‘in vmàzzo, nc. vinaccia, sono le spo
cavo dicesi gangame, ed il budel glie e i graspi dell’uva dopo es
lo sporgente dall’ addome del sercene spremuto il mosto: pri
neonato dicesi tralce e bellicon ma di spremersi diconsi grasse,
chic ed in dia]. ntrama. in dial. Pasta.
viddùso, ne. fettuccia, ritaglio di Vinchio. ne. vimine, vinco, gorra.
tessuto. specie di vinchi onde fansi gab
fluhiùlo, ne. bigonciuolo (t. pisc.) bie ed altri oggetti: dim. vinchi
vaso piccolo di legno a doghe Illddo. - Prov. Turcl vinchlllld_
simile alla caletta con un solo do quann’è llnlrllddo, vale la
manico ricurvo e fisso con cui pianta si raddrizza quando e te
i peccatori prendon acqua da ma nera, ed appropriasi a’ fanciulli
re, od in cui mettono ifrutti da educarsi con la sforza. quan
de'muscoli ed ostriche. do si mostrano riottosi.
Vllnlu, ne. vento, dalla voce Spa Vinère, on. venire-id. o come
gnuolo viemo. vene vene, vale comunque succe'
da; venga quel che venga.
Vilnnza. ne. bilancia, i piatti di
consi lance, e l’ago d‘equilibrio Vlnirdi0. np. Venerdì, il quinto
linguetta in dial. sluclice. giorno della settimana.
-216
Vlnnègm. ne. vendemmia, il rac fluirùlo. agg. panciulo, dicesi di
coglier le uve mature e pestarle ogni cosa pingue, e deriva dallo
per fare il vino, e tutto il tem spagnuolo venlrùdo.
po che s’impiega.
Vll'ùrc o uppugglàre. un. siverta-v
Vlnnltùrn. ne. implicita, mercede re, 1‘ibandare, (t. mar.) e il mu
del tanto per cento che riceve tar la direzione della nave gi
chi vende merci per conto altrui. randola - travirare , avvolgere
Vinocuèllo, ne. vinocotto, il quale dalla cima le gomene facendo le
se ha perduto solo una terza manovre.
parte dicesi propr. caroèno, se “mare, ne. verità, l’usa il volgo.
due terze parti sapa, se riducesi
allo stato di consistenza defrltlo. Vlrdicll. no. artica, pianta di luo
ghi incolli che toccandola eccita
Vino hlìn0, nc. vino secco, e quello stimolante prurito.-Zoofilo ma
privo di dolce. rino che si attacca alti scogli o
Vlnlàgghlo, nc. rosta, ventola, ar ai cocci, ed e così appellata per
nese per farsi vento -parafan ché caccia un succo pruriginoso
go, riparo di cuoio circondato come la terrestre.
di ferro che sta d’innanti ai vei vii-«niuna, no. mecom'o, escremen
coli a due ruote per riparo del ti verdastri e nericci del bam
la persona dal fango. bino appena nato.
Vinturllddo. ne. venticello, leggiero v1rgulene, 1m. freghi e freghetli,
soflio di vento. sono due virgole in cima al ri
go dello scritto per indicare u
Vllllll‘òll. no. banderuola, ventola
na citazione altrui.
che si mette in cima ai campa
nili, torri e fumaiuoli la quale v1rmacocca. nc. albicocco, frutta
volta Secondo il vento. In To dell’albicocco o armellino: quel
scana pur dicesi venlaròla. - la che ha il seme amaro appel
Anemoscopio, strumento che fa lasi armem'aca, e meliaca quella
conoscere la direzione dei venti. che l’ha dolce. -

Vlnllllscl'are, va. ventilare, pubblica Virmlcllddo, ne. idra, è un zoofi


re i fatti altrui. -_ id. vinllllsclù to che si trova in fondo al ma
re nu slupplldd0 dl ranlgghla, re, di cui ogni parte che sistac
vale non temere per le cose pub ca si riproduce e vive, ed è bi
blicate, come se si spargesse al foro o fosforescente - al pl. ver
vento la crusca che non produ micelll, paste lunghe e sottili per
ce danno essendo cosa da poco minestra.
- il volgo dice vioslnlsclaìre, vii-minato, ag. bucato, dicesi di
per rimprovero. frutte verminose.

' "-* -‘f»«._..


-217
vlrmlzzùlo, ne. marmeggia, .ver Viss1vògghia, avv. molto, corri
micciuolo che nasce nella carne sponde alla locuzione ne avessi
salata e la rode. tu voglia, per dinotare esservi
abbondanza di ciò che si chie
Vlrnacchio.‘nC. scorreggia fatta de. Lo stesso valore ha pure
con la bocca per dispregio. l‘avv. composto vosshla V05
gma, cioè abbastanza, si molto,
1'trrùculo, ne. bruco, insetto.
come pure l’altro muta. pronun
Virtulllna, ne. carpiccio, bastona zìandosi l‘u aperto.
tura - gradella /t. mar.) arnese
di cannuece ingraticolate in cui Vistlculda, ne. gonnellino, vestitino,
i pescatori chiudono i pesci per piccola veste da bambini.
conservarli in mare.
vnam, nc. macera, muro di pietre
Vienna, ne. bisaccia, belga arnese di senza calcina che si fa nell‘in
tessuto a due tasche per portar terno de’pozzi di acqua sorgente.
robbe: quella dei frati questuanti vltragnòla, nc. rosetta. malattia
appellasi propriamente sacca. cutanea per macchiette rosse
che dopo sette giorni si disqua
Vlslèrl. ne. tettino, parte anterio
mano.
re d’ornamento al berretto, der.
da viso perché lo copre. vnrèra, nc. invetriata, imposta a
Vlslnlerlo, ne. dissenteria, flusso vetri di finestre ed altro.
degl’intestini puzzolente quasi Vllrlna. ne. bacheca, è quella ove
mesenterio, e dicesi per celia a gli eretici tengono custoditi ila.
chi spetezza. vori di oro.
Vlss'lcn. ne. vescica, borsa mem
"Itùs0, nc. fittone (t. cam.) radici
branosa degli animali entro cui
delle viti rimaste sotterra dopo
calano le urine-id. Vènnere
strappata la vigna.
visslche, vender ciarle.
Vivio. ag. ardito. uivace, e suolsi
Vlsslelletlda. ne. bolla, rigonfia raddoppiare per maggior forza:
menii dell’acqua o quando pio l‘usa il volgo.
\‘e o quando bolle.
Vlzzùso v. vezzo.
v|sslcòne ne. spinella. vescicone,
tumore molle ed indolente nel Vocca, ne. bocca, organo degli 9.
garretto del cavallo. nimali per ove si mangia, sì re
I

Vlssina, ne. loffia, uescia, leggie spira e si parla-Vacca di m


ra scorreggia senza rumore. p0, bocca di leone, pianta con
fiori rossi e violetti in punta -
VIBSIIIISCIÉH‘C v. VIIIUIISCIIII‘C. id. dulère a vacca dl l‘anima,
-218
doler lo stomaco, propr. per boc drup'ede astutissimo: dim. Vur
ca dell’anima il volgo intende pleedda, volpino.
l‘orifizio del piloro punto di pas
Vorea, nc. borsa, arnese per ri
saggio del cibo dallo stomaco
porvi denari, oggetti ecc. ed e
agl‘intestini -- arrapp'ar’a vocc'a,
di varie specie - ferriera, quel
allappare la bocca - mmocca
la ove i chirurgi tengono i ter
mmocca Ile, vale non l'i00rdflf
ri minuti-mozzo, piccolo ca
si bene una cose. ma tenerla '
cio chiuso in vescica e ligata
sulla punta della lingua, lo stes
per mezzo- id. n'rs‘1 verse,
so significato ha l‘altro id. e
espressione ironicca che vale non
menl'a mente u letlno, Vale sta
avrai nulla.
in cima della mente.
Vocca dl ranelo, ne. forcola (t Votapannèrn, ag. infedele, dicesi
mar.) pezzo di legno nelle bar di chi cangia opinione facendo
che a remi con_un incavo a cui il voltafaccia, come la la ban
si appoggia il remo per vogare. deruola che voltasi secondo il
vento.
V0ccùpllrlo, ag. rinvesciardo, di
cesi di chi palesa le cose confi Volta, ne. irr. bolle, al pl. vuul.
dategli. Sue parti sono mazzate, il fondo
in dial. lumpàzuo; facciata, la
Vòccola, nc. chioccia, la gallina buca onde si cava la feccia in
che cova - così appellasì pure
dial. purfllddo; cocchiume, la bu
l’ostrica lattiginosa quando cor ca per ove s’intromette il vino
rotta caccia il seme che traspor ed anche la doga che ha questa
tato dalla corrente va ad attac buca ed il sughero che la chiu
carsi agli sterpi e cocci gittati de - fondi, in dial. IIIII'IDIIIJII -
in mare per la nuova prolifica biodo, erba palustre con cui si
zione. ristoppano i fondi per non per
Vodda, ne. saltante, cicatricula, è colare in dial. vudazza.
la macchietta sul tuorlo dell’uo 1'ove, nc. bue, il toro castrato da
vo, la quale e il germe della ge due anni in su al pl. vuèvl. Proi
nerazione del pulcino. priamente al pl. buoi, sono quei
Vóuhla vòg;hla, v. Vlulvògghla. di fatica, baci 0 manzi, quei da
macello, trioni quelli dell'aratro:
vònola, nc. foladlna (l. mar,) pian cao, e il bue marino: bonasa il
ta della famiglia delle alghe. selvatico; birracchio, il vitello non
non castrato dal primo al se
vonu, ne. boga, boope, in latino
condo anno - Prov. Il vove le
boops, pesce squisito e lattigino
u‘a lenza lunga e no parla, il
so da settembre a dicembre.
bue ha la lingua lunga e non
Uprpa. sc. volpe, al pl. vurpl, qua parla, vuol dire che bisogna far
-219
uso di prudenza secondo le cir
seppellire un sermento di pianta
costanze, cioè che non sempre
senza reciderlo da essa ma la
puoi dirsi quel che si vuole.
sciandolo esternamente ad arco
Vena, no. boccia, vaso di argilla piantato in una grasta con terra
tondo e panciuto che finisce finché metta le radici.
con collo, ed e invetriato dentro
vrenna, ne. crusca, la parte più
e fuori. Questa specie di vasi in
grossa della farina, deriva dalla
dialetto se ha le anse dicesi voz
voce spagnuola brèn.
la, se non le ha trlmòne, la
piccola con manichi vuzzarédda, vriùre, va. manipolare, spianare,
senza pireuo, il grande vaso lavorare la pasta per fare il pa
poi con bocca larga dicesi ca ne dopo essere stata lievitata,
pasòne, preti. coppe ed orale. cresciuta e rimenata.

Vùzzola, nc. gozzo, gonfiamento wricciame e Vricc10,nc. quantità.


alla gola. di pietre frante o ammontate o
sparse sulla massicciata delle vie
Vra‘nca, ne. brava, imbraca, stracca
rotabili.
le, soccodagn010, arnese di cuoio
attaccato al basto che fasciai vriggma, ne. briglia, è la testiera
fianchi della bestia. le redini ed il morso per guida
Vràirlo. ne. beveraggio, mancia, pic re il cavallo. Le parti del morso
cola rogalia per servigio presta sono: l’asse in dial. baslùne; la
to, deriva dal francese ouvra3e, stanghetla in dial. brudòne, quel
che vale opera prestata. la che va in bocca dell‘animale
-la seghetta serreiin. la parte
Vrancuzza, nc. branca, (i. pisc.)
dentata che va sul naso per fre
ferro a cinque rebbii perpendi
narli, ed il barbazzale varvazzà
colari ad una lunghissima asta
le, catenella a maglie.
da arrivare al fondo del mare,
col quale si pescano i ricci, le Vrlgolo, o. cefalo.
ostriche i crostacei ed alcuni
pesci. Vrivosna, ne. vergogna, rossore, ed
usasi per co razione e rimprove
"rauzn, v. (‘efalo. ro: il volgo dice vrivugnaria,
Vrazzàlu, ne. bracciala, quantità con esclamazione - al plur. vri-_
di cose capace di tenersi nelle vague, l’usa il volgo per le pu
braccia. dende, come eufemismo.
Vruzzo, ne. braccio, membro del Vròccola, ne. nespole, e il bottone
corpo umano che pende dalla triangolare del trapano dei le:
spalla. f gnaiuoli.
vrnuuiàre, va. iii/"l‘ascoiiare, il
vruccufàro, ne. pappagorgia,bgg:
-220
cola, la cute sporgente sotto la droni, onde per una certa simi
gola per pinguedine. litudine venne estesa la voce a
significare i fanciulli non anco
Vu'adola o 5uùdola, no. guado, gan ra atti a procacciarsi il sosten
gamo, negossa (t. pisc.) è una re tamento. Questa e pure l’opinio
te da pesca attaccata a due aste ne del Carducci (annot. al d’A
prett. staggi, che si cala alla cur quino lib. l.° p. 82).
rente del ponte detto di Napoli
ove si fa la pesca. Questa rete Vuagnunùla, ne. ragazzata. fan
è conica, larga alla bocca per ciulleria, atto da fanciulli
quanto è il vano del ponte ove
si tende, e stretta al fondo che Vuagnunèria, nc. fanciullaia, mol
dicesi vangaiola: il punto ove i titudine di fanciulli.
pesci rimangono presi dicesi VuàlO, ne. guaio, calamità, imbro
propr. certa. Quando nelle sera glie.
te estive non vi splende la Lu
na questa rete raccoglie le triglie Vualàno, nc. calano (t. cam.) chi
più grasse e più sapido appella serve come lavoratore nei va
te triglie all’oscuro, che la cor sti poderi detti masserie.
rente del mare insieme con altri Ì'uàn010, ne. ondulazione, dondolo,
pesci spinge in essa.
il mandare qua e la una cosa
Vuagnedda e guagnedda, nc. fan sospesa e poi spingerla, come
ciulla, citta, iosa, zitella‘; questo chi agita le braccia per prepa
nome si conserva sino a che non rarsi alla corsa.
prenda marito, ed anche dopo
si usa rispetto all‘età giovanile Vuantièra e guautlèra, ne. vassoio,
sposa, specie di cesta piana di
- crolla è la contadinotta vispa
e bella. ' ferro laminato ed inverniciata
di varie grandezze per porvi ah
Vuaguòne e guagnùne, ne. fanciul bigliamenti puliti e di gala, per
lo, vitto, cittolo, teso, questo nome . tazze, dolciumi e simili.
si conserva sino all'età di 16 an Vuapparia‘, ne. braccia. braveria,
ni, poi appellasi giovine. Usasi
millanteria, ma usasi anche in
dare tal nome ai fanciulli ple senso ironico. - id. 1‘ sò còm' a
bei, al medio e superiore ceto si ràla ca tène l‘oro nfroule e
da quello di ragazzi-Il fan luce, lo sono come l'orata che ha
ciullo servo di bottega appellasi la testa dorata e splende. cosi bra
preti. fattorino. Questa voce sem veggiando dicono le donne va
bra derivare dal greco nome
nitose.
711.:evuif contadini 0 6010111 di
masserie i quali erano e sono Vuùppo e gu‘appo, ne. bravaccio,
alimentati e talora vestiti dai pa squarcione, cospettone - accresc.
-221
vnappòne e guappòne: nell’uso Vuavuà, abbaiamento onomatopea
toscano dicesi vappo e deriva del cane baiante, e si rapporta
dallo spagnuolo guapo. Usasi a chi corregge o rimprovera gri
pure come aggiunto e vale ec dando, onde l’id. far‘u vuavu’a.
cellente. far l’abbaione.

vunrdla e guardia, v. Nzlrràgghla vueala. ne. giara, piccola brocca


di argilla per bere, der. da equa
Vuardincllddo, ne. tramezza, stri lis che vale brocca.
scia di cuoio che si cuce in gi
ro alla scarpa tra il suolo ed il Vueùle, ne. crinale, picco] vaso da
tomaio. urina.

Vucàta. o. Culàla.
Vuàrdolo, ne. trivellone, cruccia,
gruccia, foraterra (t. cam.) stru Vuccàle, ne. bocca, è la pietra bu
mento rustìcano per piantar vi cata in mezzo che serve di boc
ti e magliuoli-broccaio, stru ca al pozzo ed e corretta dalla
mento de’legnaiuoli per allarga voce spagnuola brocal.
re i buchi fatti col succhiello.
Vucceflo, ne. concia, pezzo di pie
Vuarèscere e guarèscere, un. go tra atta ad esser riquadrata 'e
dere, relativamente alle commo conciata per murare.
dità della vita; l’usa il volge.
Vucclarh. ne. beccheria, bottega
Vuarèr'e, on. guarire, risanare da ove si fa spaccio di carne.
infermità: l’usa il volgo..
Vuccllro, ne. beccato, chi uccide,
Vuarlello, ne. barletto, granchio, macella e vende la carne di a
ferro forcuto de’legnaiuoli che nimali.
tien fermo il legno nel piallarsi. Vucculo. ne. bocciuolo, la buca
vaùl-pbrl, ne. boccaporto, battipor del candeliere ove si pone la
te (t. mar.) apertura sulla co candela od il lucignolo.
verta della nave per ove s’in Vuclarlca, nc. vocio , cicaleccio
troducono le mercanzie. noioso, l‘usa il volge.

Vuarnimentàro, ne. sellaio, arie Vudazza, ne. sala, pannia, erba


flce che fa e vende selle e si palustre per impagliar sedie e
mili. foderar fiaschi di vetro ed altri
usi - biodo e il ginnco palustre
Vuàl vuàl, ave. aggattonato, quat con cui si ristoppano le botti.
to quatto, catellon calelloni, e di
cesi di chi cammina piegato e Vuddlcùre. un. palpitare, agitarsi,
tacito per non essere scorto. e il muoversi de’pesci.
-222-'
Vueflolo. ne. boccata, sorso che si in dial. vuèmleo e prett. resilie
tiene in bocca, o di quanto li cio.
quido la bocca e capace di con
\'unazza. uc. bonaccia, maccheria
tenere.
(l. mar,) calma di mare.
vueua. interp. ohi, oh, si usa nel
l'incontrarsi due amici. 4 Vincolo, ne. gagliuolo, baccello, è
la fava fresca col suo guscio,
Vuèlo. navale, voce proprio spa anche gagliuoli si dicono i bac
gnuola. celli degli altri legumi ed in dia
letto si esprimono co’nomi dei
Vuèmleo, v. Vummlm‘n‘e.
rispettivi legumi: il frutto della
Vuèrclo. ag. bercilocchio, chi ha fava sgranata dicesi propriamen
gli occhi torti. te baggiaua, ed unghia e la par
ticella del seme che attacca que
VIICI'I'I, MC. guerra, sta al baccello.
Vueslro. ag. vostro, voce tutta spa Vunuedda, nc. gonna, veste da don
gnuola. na dalla cintola in giù.
Vuèl. ag. uum. otto, deriva dal Vurf0. uc. cento, »o corrente del
francese Oult. golfo (l. mar.).
Vugghi'are, v. Marglàta.
vurpo, ne. polipo, specie di mol
vù;ghla, ne. aguglia (t. mar.) pez lusco, che 'ha parecchie granfie
zo di ferro ritto sulla ruota di in dial. cllrrl - Prov. Il muro
poppa per far girare il timone si eoee eu l’acqua nova, il 110
della nave; l’anello entro cui lipo si cuoce con l’acqua sua stes
s’introduce appellasi in dialetto sa, vuoldìre chi fa il danno da
femmina. se stesso ne risente la pena.
vugghlua, 11:. aereo, e la crava
Vurrascina, ne. ferraua, ferraggi.
scia di nervo di bue secco e ri ne,miscuglîo di biade in erba
torto. che si miete e dassia mangiare
Vùgghto, ne. bollore, urto di ebol alle bestie.
lizione - crescio, il rumore del
Vurrl, ne. bizze, il frignare dei
l'acqua che bolle.
bambini.
Vul, prov. voi, quando si unisce
ad altra parola si accorcia in Vursllddo, m. taschino, piccola ta
Vu. > sca da calzoni o corpetto.

Vùmena, o. Snrslame. Vuscltflu, nc. diarrea, flusso Ven


trale; l’usa il Volgo.
Vummleàre, va. vomitare, recere:
la materia, che si vomita dicesi vmare, ca. voltare, rivolgere in
-223 -
dietro- id. vum-e n mldodde, nunziata con forza per caccia!“
essere agitato da molesti pensieri via i cani.
-a vutare, a voltare (t. cam.)
Zaflaràno. ne. agaeelu'a (t. mar.)
e Tarare per dritto e giunto ad
ago col quale si cuciono le vele.
un estremo l'aratore solleva l’a
ratro, volge i buoi per seguire zammùco, ne. scoppietto, giuoco
il lauro sempre in linee paral da fanciulli consistente in un
tele. - Prov. Quann' u vo»e pezzo di legno cilindrico forato
mangla a u vutàre brull'aunn per mezzo, entro cui si pongono
m si prlpùra, vuol dire che in due stoppaccioli o di carta pesta,
arando se il bue mangia l’erba o di stoppa appellati in dialetto
e indizio di cattivo ricolto, poi tappi, che si spingono con una
che l‘aratura succedendo nel me bacchetta e n’esce uno scoppiet
se di febbraio se l’erba trovisi tando rumorosamente.
cresciuta si teme che le succes
sive brinate distruggano gli er zancone. ne. sonco comune, pianta
baggi e’ campi cresciuti prema. campestre le cui foglie sono spi
turamente. nose, ed è buona a. mangiarsi
cotta per insalata.
Vul‘alu, ne. svolta, luogo o via tor
tuosa ove si svolta. Zannèra‘, ag. tristanzaola, di don
na inquieta: der. da zanni.
Vultùlo, ag. dettato, qualità di fi
chi bianchi sapidissimi. lanzanèra, ne. zanzariere, corti
naggio che chiude il letto affin
I’uuauo, ne. bottaecio, barile tut chè chi dorme non sia molesta
to cerchiate meno al sito del to dalle zanzare.
cocchiume.
Zanzanarla. ne. semeria, mercede
Vlvllllddo, v. Curmòne. che riscuote il sensale per la
sua opera.
Vùvllo, ne. gomito, subito, parte
anteriore del braccio, propr. la ianzimo, ne. sensate di piazza, ed
piegatura di esso-id. alar‘u anche mezzano di affari.
vuvllo, alzare il gomito, e vale
Zànzlco. no. sansugo, maiorana, er
bere molto vino; e dicesi per
ba odorifera.
celia.
Zanzlllo, ne. demonio, così viene
Vuzo, ne. gattofodero, borsa di appellato lo spirito infernale.
pelle di gatto.
lappàl'e, vn. palleggiare, dicesi del
cavallo quando con le gambe
‘ 2 percuote la terra.
li e chlà, fuori, va via, Voce pro Zappìno, ne. pino selvatico, ma
-224- , -
propriamente il suo legno che zeppo e zeppa, ag. pieno, colmo,
si adopera da’tintori a far le zeppa zeppa, pienissima.
tinte. In Toscana dicesi zampi
IIO.
zlàno e ztàna, nc. zio, zia.

Zappòne, nc. marrone, azzirone, llnredda, no. fettuccia, nastro, e


strumento più stretto della mar son quelle di seta o cotone.
ra e più lungo: dim. zappunclid
llfèrr0, nc. demonio, ma usasinel
do, marroncello, sarchiello, bolle
significato di fanciullo inquieto,
ro, morra, strumento da mura
e tristanzuolo.
tore per stemperar la calce
beccastrino, morra, grossa zappa zmw, agg. sporco, hruttato di
e stretta per cavar sassi dal ter Iordura SGÌOIt3 - id. earcagno
reno. zllùlo, rimprovero ingiurioso a
lasso, nc. guaitero, aiutante del donna evuol dire vile e da nulla.
cuoco ne‘ servizii bassi.
zlnzoio e zinzio, nc. cencio, stram
lazarlldo, ed al plur. zazarflldl bello, pezzo di robba sottile o
ri, nc. balocco, dicesi di oggetti parte Iacerata e pendente di ve
minuti per trastullo di fanciul sie -- id. Quaremma ztnzflòsa,
li-met. masserizie e stoviglie dicesiadonna vanitosa nel ve
minute di casa. stire, e nel camminare.

zoccola, nc. paletto, spranga di zumro, nc. bruscolo, fuscello, re


ferro quadrangolare che scorre spo, piccolo sterpo- zlppro do
verticalmente ne’ piegatelli per ce, liquerizia, è la radice dol
chiudere in alto e in basso la ce di una pianta donde si fab
mezza imposta quando è a due brica la quuerizia o regolizia
mandate. - id. no llnère manc' u zlppro
da luce, vale essere sprovvisto
Zena, nc. tigna, malattia per eru di tutto.
zione di pustole alla testa- id.
cu n vegna na zella, che ti ven ziro, nc. boccale, di argilla non
ga una tigna, imprecazione gio invetriato; coperto e con picco
cosa »- zlllùso, ag. tignoso, affet li fuori dond’esce l’acqua.
to da tigna. zii-n, ne. bizze, il frignare dei
bambini con moti d’ ira- id.
manna, nc. sdentatnra, e la rot sulére llzlrrl, infuriarsi, odia-orsi
tura alla punta dello scalpello Ilrùlo, Il. Bizzùlo.
de' legnaiuoli.
zita, nc. sposa, fidanzata, donzella
zeppa, nc. zirbo, amento, è la rete da marito. Il maschio dicesi 1|
che copre gl‘intestini del corpo 10, sposo, fidanzato: der. dal gre
animale. co Cu7tq, matrimonio.
-225
lelullddo. ne. deretano, podice Iuccc0, nc. gravina. strumento da
l‘usa il volgo per eufemismo. una parte zappa. e dall’ altra
piccone.
lizza, no. poppa, mammella, zinna.
lumpùre, on. saltare, trasalire. il
Zoca, ne. sega, fune di giunchi -
libdni, funi d'erba palustre di si
varcar d'un salto un passo, un
fosso e simili, o semplicemente
mil nome.
saltellare.
zucùro, no. corda-io, filatore, chi
fa corde di giunchio seghe: der Zumplla‘n‘e. va. alleppare, aggher
dallo spagnuolo_ sognare. migliore, rapire destramente.

zucciire, ne. scavare, il tagliare lumpo, ne. salta; il salto che fa


e ca'var le pietre dalla petraia poi il cavallo ad arco dicesi
col piccone -met. lavorare e propriamente repellone o falcata
studiare assiduamente per riu -A zumpnrllddo, ambio, è l’an
scire nel fine proposto. datura dell'animale a passi cor
ti ed a salti.
luccàta, ne. petraia, luogo donde
si cavano le pietre. zurfo. no. zolfo. solfa.
Zuccalòre. no. pietraio, chi taglia
zurla. no. grammo, crosta di lor
e cava le pietre.
dura alle mani,o alle stoviglie
lucc0"0, ne. zucchero in perga
Zurlèra, ag. di donna sudicia ed
mena o in pane, e il zucchero
intrigante.
raffinato e ridotto a forma cc.
nica.
zurrònc. ag. di uomo rozzo. ta
luccullme. nc. ratto, grosso topo pino e idiola der: dello spagnuo
- met. uomo astuto. 10 lorro.

zuculllddl, ne. staffe, funicelle che ZIIZII. ne. presume, caglio secco
reggono le licciate e le calcole che sciolto con acqua si mette
dei tessitorì. nel latte per coagularsi.
s
FINE.

[5
-227

INDICE METODIGO
Il‘Ii'AMANWW‘ÀRÀN‘II'IINGD
PER MATERIE

delle voci contenute nel Vocabolario


_--°ocofioo<>°_-m

SEZIONE 1.3

l. cnu.o Chiarezza, chiarima.

Astro, stedda. Chiarire. chiarisciàre.


Cielo, Ciilo. ' Folata, jatata di viinto.
Mondo, Manna. Freddo, friddo.

Orsa minore, puddara. Freddura, friddura.

Parelio, salino. Fresco, frisco.


Stella, stedda. Ghiaccio, chiatro.

lntorhidarm. ))ntruvularsi
amaremr,
a. ATMOSFERA.
Lampeggiare, tirlampiscìare.
Alidore, siccarezza.
Lampo, tir!ampo.
Batacchiare, azzuppare.
Nebbia, negghia.
Bioscia, frolla.
Piovere. chiouere.
Brina, chiatrore.
Brinajuola, acquariccia. Piovigginare ) nziddica_re
) chiumzzware
Brinata, sei!atura. Pioviscolare, cly‘uvizzicare.
Bufera, traunata. Ratifica, jatata di m'into.
Butîata) . . .. Remolino. matassa di vitale.
Rum) ) Jatata di vanto.
Rezzo, friaco.
Caldo, cavito. Rinfrescatura, difriscata.
Calore eccessivo, scieamèo. Rubhol ire, vugghiàre.
-228
Rubbolata, marglata di viinto. Maggio, Moscio.
Rugghio, ruscita. Mezzogiorno, menzadia.

Rugiada, acquariccia. Oggi, osci.

Sbut'fo, rufola. Ognissanti, Ogninsanti.


Scionata, matassa di citato. Oscurarsi, accrescere.
Siccita. siccarezzci. . Oscurità, sacrario.
Spi Nere, scampare. Settimana, sumana.
Spruzzaglia, pipia. Stagione, stasciòne.
Spruzzolare, chiuvizzicarc. Tempo, tiimpo.
Stellone. cavita. Venerdì, Vinirdio.
Stillare, nziddicare.
Strosciare, azzuppare. 4.. TERRA

Torbido, trucclo.‘ Acquazione, lavarene,


Tuono, truéno. Belletta, lippa.
Venticello, uintam’iddo. Burrone, gravina.
Vento, vitata. Fiumana, jumdra.
Ventocaldo, faugno. Fiume, jame.
. . . . onghiesonghi. Limo, lippa.
Ringone, gravina.
a. TEMI’0 Spaglio, lavarene.
Abbujarsi. scurescere. Terremoto e tramato
Avvenire, ntravinére. Tremuoto ) cotlacotla.
Estate, stalla. Trarupato, sgarrnpato.

Farsi giorno, allucescere.

Futuro, ntravinere. 5. PIETRE.

Giornata, seinrnata. Concia, uucccllo.


Giorno, dia. Feldispato, scorda.
Giorno di lavoro, filanncgna. Gabhro, petra vil-viola.
Giovedì, sciuvidia. Galattite, petra di latte.
Imbrunare, scurcscere. Lazzulite, petra di sango.
- 229 -
Macia ) Sdrucciolevole, scivuluni.
lasiera) muntone.
Spazza, tarlo.
Massicciata, liitto di petre. ) suelo,
su°]°’ ) sciartisct'o.
Mora, mantone.
Petraia, zuceata. Svolta, vutata.

Pietra, petra. . Vico, striltolo.

Pietre frmlte’ )) vricciame e


vrzccio
Ì . LUUGIII PARTICGLAIÌI
INTERNI.
o. CITTÀ. mvosnu mmnmu
China e ) pistergola e
Ammazzatoio, maciiddo. Discesa )pistervula.
Angiport0, strittolo. Cittadella, citatedda.

Banda, canna. Dogana, duana.


Bandita, lueco saruo. Ebreo, Abreie.
Bottega, putea. Fosso, Fuesso.
Calata, scesa. Murorotto, Murrutto.
Cantoni, pisuli. Pescheria, ruana.
Cantuccio, pizzulo. Rione, pittaggio.
Chiasso‘ ) t _t“ Sdrucciolo o) Pandino
Chiassuolo ) s r ‘00
Pendio )
China )
scesa.
Dichinol
S. LUOGIII PARTICOLABI
Dogaia, sottamdno.
ESTI‘IÌNI
Fondaco, fùnico.
Arcovata, Archi,
Ghiacciaia, nivèra.
Cltrello, Citriiddo.
Luogo, )( ÉZZZL‘Î’ Citrezze, Citrezze.
Piazza, chiazza. Collepazzo, Collepaflo.
Riuoli, pisùli. Corvisea, Curvisea.
Poggiuolo, pisulo Diulo, Diulo.
Rezzo, mantagna. Fontanella, Monte di ti queccili.
Ronco. strittolo. Galeso, Gatiso.
- 280 -
.
G“a‘°h'em' )) Battendieri.
Vattinniirie Basca.’ Basca. . . .
Rondinella, Rmmuddo.
Levraz.o, Levrano. Rotondo, Tunm'_
Lucignano, Lucignano. Sassosa, Lizzosa.
Mesole, Masate. Saturo, Solaro.
Murimaggio, Murimaggio. Tara, Tara.
Patimisco, Patimisco. Triglia, Trigghi.

Penna, Penna. Trullo, Truddo.

SEZIONE 2.a

L'UOMO

I. L‘UOH0 E SUI! PARTI Giglio, cegghia.


Add°me' P“"z“' Cistifellea, fele.
Anguin ia, encida. .
C1zza, menna.
Ascella, trtaddwa. Cono, cueddo,

Asperartena’ cannanoce' Collottola, noce di cueddo.


Barba, varca. ».
Corpo, cuerpo.
Be ll‘c
1 o n c h'l0, n t-°ramo . Coste, grible.

Bocca, vacca. . _
Cramo, coccoro. -
Braccio, erano.
Crantero, scagghtovw.
Buccola, cruccularo. Dubito, vuvuo.
Budello, ntramòne.‘
Cuore, core.
Balbo, frutta.
Cuticola, pedda.
Cannone, cudedda.
Deretano, ziziniidda.
Capezzolo, capicchio.
Ditello, titiddico.
Capo, capì.
Dito, disotto.
°°"eno’ ; midodda
ciruiiddo. Dito mignolo, camma.
Chiappe, pecche. Dorso, cuturso.
-231
Epidermide, pedda. Natiche, caravagghi.
Esotago, canna. Nocca del collo, noce di cueddo.

Fegato, fetico. Nuca, cuzzetto.


Femore, allo. 2 Occhio, uecchio.
Fiele, fele. Ombelico, viddico.
Frenulo, filo da tenga. , Omento, zeppa.
Gamba, j f:7f37m Omero, museo.
Gangame’ viddico_ Orecchie, macchia.

Gengia e gengive, sciangia. 0r‘fiz'0’ stuntmo'


Ginocchio, scinucchio. Osso’ “esso'
Osso spinale, uesso pazillo.
Globo, frutto.
Pancia, panza.
Gomito, vavito.
Gorgozzmc’ ; 222322529 e U . vruccularo.
Pappaoorgia,

_ _ ogna.
Gl‘lf0Sl, Piede ’ p ede e p ere. .
_ _ Podice, ziziniiddo.
Ingume, enmda.
Pollice, padicaro.
lnterame, ntrame.
_ _ Polmone, prummone.
Iride, nanna.
Polso, pazo.
Labbro, muso. ) memm
Poppa’ / zizza.
La pp ole, p ili. Schiappe, caravagghi.
Laringe, qannicchio. . .
Schiena, spmale.
Li ngu a ’ tenga . Sclerotica, bianco.
Malleolo, moro. Spalla spadda .
,
Mammella: j 22222“ Spoglia umana, strazzo.
Mele, conche. Sputo, spitaro.
Mento, vancariiddo. Stinco, stancariiddo.
Molare, vangale. Testa, capa.
Mostacchio, mustazzo. Tibia, 8îaflvariîdd0.
Narici, nang_ Tonsille, cannarili.
N asuccio, nasicchio. Trachea, cannicchio.
--232
Tralce, nlrama. Abbassare, avasciare.
Ugna e unghia, ogna. Abbattere, sgarrare.
Ugola, linninglo. Abbietto, catarunaro.
Vescioa, vissica. Abbondane, pallanaro.
Zirbo, zeppa. ) abbarrncare
Abboracciare ’ ) ammarrunare,

Abboracciarsi, mbnrracciarsi.
I. INTELLIGENZA F. Abbordare, ammurrare.
IENS.lIIONI
.\hborrire, cagnisciare.
Allegare, alliarc.
Abbracciamento, )) abbrazzo
abbrazzamiinta.
Anima, arma.
Corto intendimento, ntinnicchia. Abbracciarc, abbrazzare.

Dileticare, tiliddicare. Abbramare, sprasimare.

Giudizio ) _ Abbricarsi, nzipparsi.


lilgegno ) ynegmro.
Accallare, aceto/fare.

Intendimento, ntinnncchia. Accalappiare, smcstere.


Mordere ) Acchiocchiolarsì, acquaquaghiarsi.
Prurire ) prede)“
Accigliuto, cigghiùto.
Sbirciare, allnz:are. Accomodare, accanzare.
Scorgere, affittare. ) accuiescersi
Accomodarsi, ) aggiustarsi.
Senna, ntinnacchio.
Accoppiare, accucchiarc.
Solleticare, titiddicare.
Accordellare, voliere.
Talento, gnegnera.
Accumulare, nzimilarc.
Titillare _ _ ,
Vemcare) lillddlcare. Acirologia, sculuslramiinla.

Vedere, affittare. Acquietar9i, ascoltarsi.


Adatto, attus’attnso.
Additare, ammazzare.
a. QUALITÀ. s‘rnn. ATTI E
nxnzrn U.n.nll usum m Aderpicarsi, nzipparsi.
MOIIALI. - - ) ncazzarsi
Adlmrsl’) spirrnzzulare
Abbacchiare, sciitar’a robba.
. ) nfanfarulo
Ad‘ratol) mazzata.
Abbarcare, ammunlwmre,
-233
Aflacendarsi, amnntinarsi. Ammonizione, scola.
azziccare Amoreggiare, martificarst‘.
Aderrare, acero/fare
) avuantare. Andare, scere.
Affliggersi, ripitare. Andata, sciate.
AtÎlitto, ntravagghiato. Andatura, marinatura.
Attrettarsi , manisciarsi. Anfanatore, ciarlone.
Aggat‘fare, acciafl'are. Appaltone. sitonno.
Agghermigliare, zampliare. Appartenere, attaccare.
Aggiungere, sciongere. Aprire, sgaarrare.

Agglobare, ntartigghiare. Arcigno, accirrato.

Aggranchire, arrunghiare. Ardito, viola.

Aggranditore, pallanaro. Arrestarsi, a/fiscersi.

Aggrinzare, arrappare. ’ Arrovellarsi, ncazzarsi,

Aggrovigliare, arrauugghiare. Ascolto, arenzia.

Agguagliare, assuzzare. ) panticare


Aspettare, ) astittare
Agguantare, avuantare. camu are.
Allappare, arrapparc.
Assentazione, lavie.
priiscio Assetto, siisto.
Allegrezza,< priscezza,
; gaascezza. Assordaggine, stunamiinto.

Allegrie, cuntantizzi. ) maippo


Asmto’ ) marpione.
Allegro, seit_tcularo.
Attaccabrìghe, appi2zicalite.
Alleppare, zampliare. -
Attagliato, tagghiato.
Alterigia, tuba.
Attendere, astittare.
Altero, grannizzuso.
Avaraccio, ;
stirata
A“°’ )) spirticato
iirto. spizzica/uso.
Ava ro, marcinese.
Alzare, azare.
accanto,
Avventore; vicitaro.
Amareggiare, ntussicare.
Amattamento, nzignaie. Avvertirsi, arldanarsi.
Ammaccare, scrufagnare. Avviamento, miata.

Ammencire, ammusciare. Avvilirsi, sracarsi.


-234
Avvinato, mbriaea. Bercilocchio, vuercio.
Avvinazzare, mariacare. Berghinella, marcinara.
Avvinazzato, mbriaco. Bersagliato, matassurtato,
Babhalà (alla), abbabbare. Bestemmia, jastema.

Baciare, vasare. liestemmiare, jastlmare.


Bacio, vaso. Biante, traputone.
Baciucchio, vasicchia. Biasciare, uavisciare.
Baccano, fraiassa. Bigotto, cupisotlo.
Bagascia, mucitazza. Biosciare, ntartagghmra.
Bagattella, pappasate. Birbantello, carogna.
Reggiana, ponzano. Birbo, mpama.
Bagnare, oagnare. Bischizzarc, maciddarsi a mdmaria.
Bagnata, nicato. Biscjolo. sciarpa.
Baia, tuffa.
Bacchi, ngiuramiinla.
Baie, strammuettili.
Borbottare, struttcare.
Balbettare, tartagghiare.
Bracciata, urazzata.
Balia, nutrizza.
Brancata, francata.
Balordo, mucculane.
Bravaccio, vuappo.
piccinno e
Bambino, a, ;
precenng. Bravasso, smargiasso.
Bandito, sbannitò.
Bravata ) .
Bastardo, mulo. _ ouapparta.
Bravena )
Bastare, avastare. Bravura, smargiassata.
Bava, cava. Bricconata, malandrinaria.
Bavoso, vavuso.
_ ) cornetta
Boccone, ) birbon0.
ì î5t23’... . ) punta
Bazzone, sguanguariddata. BTOUC'O’ ) grugna.
Beato, alato. Bruscello, lucculata.
Betta, chigghiana.
A
Bruttò,)
) tignasit'0.
sgheo.
Bella, fata.
Bellezza, biddezza. Bucare, spirtusare.
-235
Bullonnta, pracinellata. Castrimagia, topa.
B ti tiene, prucinello. Celibe, vacantio.
Bugia, ) chiacchiera
Cempennare, scanucchiare. ’
) basata.
I
Cencioso, sirazzalaine.
,,-
Bu°lardo’ )) pa_nzanqro
chaaccluaronc.
Cenno, nzignale.
Burbanza, ì tuba Ciabattone, ciavattone.
attazio.
Ciarlare, chiacchiariare.
) nfurrata
Burla, ficeo Ciarliero, ditticaro.
) chi]ghiona.
Cicalare, chiacchiariare.
mpapucchiare
‘ - .
freca re mcalecc'0’ )) chtarchtariatd
. r .
vueiarica.
B u rlare, [riscere
tirliggiare Cìspa, scarna.
buzarare.
Bussare, tuzzare. Cisposo, scamuso.

Butterato,
) pizzilato Citta, vuagnedda.
) carpicato.
Gitto ) v a non
Buzzone, trippone.
Cittolo) "9 ”'
Cabala, pittiglia.
Coccoloni, appizzutato.
Calcio, caucio.
Coer.zione, trajumanza.
Calmarsi, accuitarsi.
Coglionella, chigghiona.
Calpestare, eatisciare.
Combriccola, tiniiddo.
Calunnia, crima.
ingegnarc
Cominciare,î Wziccare
Calvo, scaccarato.
Camuso, scazzato. Commodo, sian/rane.
Canuto, scucearato. Compagnia, fiato.

Caparbio, capituesto. Compagnone, sciampagnone.

capassone’; ca asone Comperare, accettare.


mlfriaco.
Compiere, spiceiare.
Capetto, capascirrata.
Complotto, crossa.
Capo artefice, mestro.
Conchiudere, cancrurre.
Caramoggìo, smimmirato.
: Conciare, accwnzare.
-
carp're’ )) scippare
cogghiere. l

! Concubinato, prattica.
__. 236 "f",
Concussare, calciare. Demonio, ziferro.

Condurre, annucere. Depilare, spila’re.

Confondere, ccmpunnere. Derisione. chigghiona.

Conoscere, conoscere. ) assanmtp‘e


Desiderare,
) spinlare.
Conservare, carcere.
Desiderio, spinto.
Consigliare insajare.
Detrarre, sbrcvignare.
Consumare, strcscere.
, Detrattore, malalenga.
Consumatore, )) squasciqgtfiirno
strusctluro. Detto, ditta. _
Consumatrice, struscilera. Diavoletto, diavclicchio.
Conteggio, canto. Difendere, difcnnere.
Contentarsi, addcbbare. Difetti comuni, limiangrinia.
Coprire, acccmmcghicare. Digiuno, discicrto.
Cornamento, fisco di recchie. Digrignare, arrignare.
Cospettone, ocappo.
Dileggiare, tirl‘zggiare.
Crapuione, ribnsciata.
Dilettarsi, sfiziarsi.
Credere, crerre. ,
Diletto, sfizio.
crepacuore’)) scattamiinto.
scattacoie
Diligente, valintazza.

Crescere, spirrczzclare. - - ) sbucano


DIÌUVIOIIB,) mangione_
Crespa, crespola.
Dimagrito, arrisinato.
Crollare, sgarrare.
Dimenarsi, sbaccliare.
Crudele, cornetta.
) scirrarsi
Curiosità, mcslamiinto. Dimenticarsi, ) sbL-ntL-carsi

Curvarsi, ascicmmare.
Dirompere, scrafagnare.
Daddolo, ngz'nramiinto.
Dirozzare, scczznnare.
Dappoco, stravisa.
Discervellarsi, mangiamo midadda.
Da qui, ma.
. ) trascnrso
Dlscorso’ ) discnrso.
Debosciato, ribcsciato.
Delatore, fischittane. Disingare sbafare.

Delirare, strclicarc, Disordinare, scigglciare.


__23‘1.;
Disordinato, scigghiato. Faeno
° ; scimiatore.
Fagnone ‘ ‘
Disordine ) sciggbio ‘
’) mbrueyghzo. Fagotto, fangotto,
Disperato, strazzataine. Fallito, fadduto.
Dispiacersi, ncagnarsi. Falotico, faluetico.
Dissipare, fachisctare.
Fama’ )) matitivatu.
iosa
Dissipone, strascione.
Fanciulla, unaguedda.
Disteso, stinnutu.
Fanciullaia, vuagnuneria.
Distruggere, scriare.
Fanciulleria, vaagnunata.
Disutilaccio, scarfaseggia.
Fanciulletto, piccinno.
Divenire stizzoso, arruspare.
Fanciulli, scamanea.
Dondolo, vaanolo.
Donzella, pztcciledda. Fanciullo, ) oqunone
) crtaturo.
Dottare, cuscitare.
Fandonia ) papocchia
’) catacchiera.
Drappello, trappiiddo.
Farda, mitica.
Eccesso, acciisso.
Egoista, fattimio. Fardello,>) fangotto
,Inappatà

Eguale, parapatta. Farfallone, sputacchia.


Empimento, inghimiinto.
Fastidii, murretile.
Empire, anghiere, Fastidio, stafl’a-riu.
Entrante, ficchitimmiinzo.
Fastidioso,
) l'iîiiìti‘t’m
Entrare, trasere.
) sdignato.
Entrata, trasata. Fattarello, fatticiiddo.
Eruttazione, dirmtto. Fattorino, vaagnone.
Esageratorc, pallanaro. Fecondare, mprenare.
Esattezza, strimignoto. Ficcanaso, ) musiliiro
) ficchiti-nfrotta.
Esercitare, insagare.
- -
F‘°°h‘"°’ )) prisciaddo
ficehittmmiinzo.
Evacuazione, sciato.
Faceto sciucularo. Fidanzata, zita.
Figaro, birbone.
Faccia tosta ) “uhm
’) facciantaddala. Fine secondario, sisimo.
-238
Finire, spicciam Giovin etta , pucciledda.

Fischìare, fissare. Giovinetto, pucciliddo.

Fischiata, fiscata. Giramento, nturniiddo.

Fin tare, jatare. , Girare attorno, nturnisciare.

Fiutafatti _ Gironzare, sugghiardare.


Fiutone ) splone'
Gita, sciuta.
Forare, spirtusare. Gittare, scittare.
Fortunato, viato. Giudizioso, cristiano.
Fregamento, sciurnicato. Giurpella, sciummedda.
Fretta, persa, Giuntatore, trapulone.
ì jabbare h_
m irmwc zara Giuracchiare ) ,
Frodare, ) nurmre Giurare scmrare.
ntraumare.
truccato Glama, scama.
Fr0de’ )) truezzolo.
Gobba, sciummo.
scanzqfatia Gobbo, sciummuto.
Fuggifatica, ; scunmgnato.
Godere ) guareseere
Fuggire, fuscere. ’ ) vuarescere.
Furba,ccio, piz'zzo. Gola, nascita.
Furbo, carnetta. Golosità, cannaturia.
Furto, chimilo. ) allampato
Goloso. annan cato
Gabhare, jabbare. ) cannaruto.
Ganascino, carizzo. Gonfianugoli, scittuso.
rubosto
Garbo, 3‘ grinuero. Gonfiare, abbuttare.
Grappariglin, arranc’a-rranea.
Gargagnata) fraiasso.
Gravida, prena.
Gavazza
Graziano, graziuso.
Gherminella, trapula. \
Grazioso, ngraziato.
Ghiotto, uannaruto.
Gretta, sfilenzo.
Gingillone, friddo.
Gridacchiare, lucculare.
Gioia, priiscio.
Gioire, prisciarsi. _ Gridacchìata. luceulata.
Giovalione, sr:‘mmpa.g,monev Grido, lucculo.
-239
Grinza, erespola. ‘ ,
Inc'an'pare )) attrappieare.
ncappare
Grossa, pricqaacqaala.
lncivile, sarvaggio.
ma_jatico
Grosso, chtatto Incollerirsi, amarescere.
) gruesso.
lncominciare, accaminzare.
Gualcire, arrauugghiare.
lncrocicchiare, alliare.
Guardare, trimentere.
lndecenza, scamasia.
Guardatura, cera.
lndegnità, lazzarata.
Guardatura bieco, malacera.
_ ) addivinare
Guastare, scaneicare. Indovmare ammestere
mcarrare.
Guasto, scuneicamiirtto.
Indovinello, daviniiddo.
Gusto, sfizio.
Indurire, Mustare.
Idioto, zarrone.
lncrpicarsi, arrampicarsi.
Ignorante, gnurartte.
Inerzia, scuncignamiinto.
Ignoranza, minchianitate.
Infagottarsi, Martigghiare.
lgnudo, anuro.
Infame, mpamo.
lllegittimo, scacchiato.
Infantare, figghiare.
lmbroghare ; mbragghiare
ntmumare Infantata, figghiata.

lmbroglio. mbruegghio. Infedele, votapannera.


Infelice, malassurtato.
lmbroglione )) ,%;fîîlfm_
Infinocchiare, mpapacchiara.
Imparare, mpacchiare.
Infrangere, cazzare.
lmpaurirsi, assarmarsi.
lnfunata, catena.
lmpertinenze. misterie.
lnginocchiarsi, asciunicehz'arsz'.
Impiombare. nghiammare.
Ingiuriare, ngimfare.
petalare
Importunare ) pizzilare lngollare, strafu-:are.
scuscinare. Ingombro, matafone.
Impregnare, mprenare. Inoperoso, spasso (a).
Incamminarsi, miarsi. lnquietare, eccitare,
Jucavare, friceddare. Inquieto, artetica.
incesso, caminatura. Insaccare, nzaccare.
._2‘_40_.
Inseguire, dare ncnedda. Letizia, priiscio.
Insolente, sbricchitiiddo. Levatrice, mammara.
Instabile, sclanaro.
LCZ".- )) chiriehiddi
mùrretile
Intasare, foeere.
Litigioso, appizziealite.
Intemperanza, senrrcttamiinto.
Lollia, vissina.
Intendere, aceamc/fare.
) dillicaro
Intimorìre, malimentere. Loquace
) chiacch1arorle.
) ntrcppicare Loquacità jujata.
Intoppare. ntcppare
) attrcppicare. L0fd° )) mucito
zilato.
Intorcere, ntarlagghiare.
Losco, stramlo.
' ., ) addurmescersi.
Int'mmentne ) durmescere.
Lustre )) vezze.
lavie
htridere, ntrutnlare.
Maccherone, chiangiluso.
Introdursi, mpizzarsi.
Magnanimo, carrozzone.
Intromeltere schia/fore.
Magra, scalorcia.
Invaghirsi, sbachirsi.
Magro, mazzo.
Invenia, lavie.
Maldicenza, tinagghiamiinto.
Investire, ammestere
Mahnenare, sciaticare.
Inzeppare, nzaeeare.
) malimenterc
Maltrattare ) sti-“mare,
Inzupparsi, trapanare.
Ira, scmasesca. Mangione, sbuenno.
lroso, arraggiato. Maschio, masclo.
ispirazione, ventia, Mattacchione, sciampag-none.
Istruire, ammazzare. Melenso, sfilenza.

) scisciare Mensogna, paddone.


Lacerare ) strazzare.
Mentecatto, paccia.
Ladruncolo, mariccciiddo. ) lardcso
Millantatore) scinuso_
Lanternuto, monarca.
sciolta
Lasciare, tassare. Millanteria ) fanniata_
Leggere, lascere. ) cucppartcl.

Leggerezza, sciana. Minaccia, minczza.


-241_
Minacciare, amminiszarc.‘ N )u|ig11010, sopranome.

Mingherlino,ì ° Nominata, mantivata.


N utrice, nutrizza.
Mi5dire’ )) sculustrare.
malumore
Obbligare, ubbrigare.
Moccicoso ) ‘ Occasione, ) uesimò
muccuso. ) encite.
bloccioso,
Occhi semichiusi, papùd papiat.
Moccione, muroutone.
Ondulazione, ouanoto.
Modo, macro.
Opportunità, enctte.
Moglie ) .
_ mugghzera. Ordinare, arrengare.
Moghera, )
Orgia, guaseezza.
Moine, vezze.
Orma, pedala.
Molestare, ncuitare.
Ornarsi, nfistilirsi.
Moltitudine, rnnfa.
Ospite, farastiere.
Monco, mazzo.
Pagare, pajare.
Monocchio, minuecchio.
Palpare, atlantare.
Monopolio, trqittmanm.
Parassito, mangione.
Morire, murere.
Parlantina, chiacchiariata.
Mormorare,>) scatulare
muscere_ __ - - ) sciarpisciare
P.ular b10scio,) dmicaredda_
Mortiiicato, ntravagghiato.
Parlar male, suanigghiare.
Morto, muert .
Partorire, flg]hiare.
MOtt0’)) matto
ditta. Passeggiare, passirìre.‘

. mascara e Paura, cacazza.


Mugglre’ ; musciare.
Pazienza, pacenzia.
Nascondere, scunfunnare. Pazzo, pancia.
N iiîolo ) Pelose, piluso.
muccicuemo.
Nifo, ) Pensieroso, tomotomo.
- - sta/l’aria Perdigiorni, sfatiato.
N°la’ ; suste.
) stancachiazza
_ Perditempo, ) cunedda.
Noioso, sta/fuso.
16
-‘ 242 -
Perforare, trapanorg. Poltron e; ) suunuignato
) sfatiato.
Perseguitare, pirsuticare.
Poltroneria, scuncignamiinto.
Feto, pidito.
Portare, annucere.
Pettegoia, pittecula.
Posate, accommere.
Petulante, piulo.
Possa tu, digghì.
pulea
rumpamiz'nto Poverelio, puuiriiddo.
Petulanza, [etano
taluerno. Povero, dimiirto.

Piagnisteo, chiangisterio. Povertà, ) pionica


) puvirtate.
Piagnolone, chiangiluso.
Pregare, priare.
Piagnoloso, picciuso.
Pregna, prena.
Piagnucolare, piantare.
Premuroso, spiirto.
Piagnucolone, picciuso.
Prendere, pigghiare.
Piangere, chiangere.
Presina, pizzicata.
Piangolare, pisciare.
Pressa, persa.
Pianto, chianto.
Prestanza, mpriisto.
Picchiare, tuzzare. ) scasiiddo
Pretesto,
) uesimo.
Picchiata, tuzzata.
Primaiuola, primarola.
.
Pmc°»1°’ ' a’ Piccinno
paccen’na.
Privazione, sfasulaziom.
Piega, chiesa. Prostendersi, stinnicehiarsi.
) jutticare
Piegare , ) chiesare.
Provano, capituesto.

Prurito, frecole.
Piegatura, juttieatura.
Pubblicare, vintz'lisoiare.
Figlio, cera.
Pugnelio, piuno.
Pingue, ;
majatico
chiatto. Pulcella, pucciledda.
Pisciatura, piseiaturo. Quieto, cujeto.
Pizzica, pizzica pizzica. Rabberciare, accunzare.
Poggiare, accommere. Rabbia, raggia.
Polendone, pudicone. Rabbufi’are, cancriare.
-243
Rabhuflo’)) rimenata
cancriala. Rimboccare, mancare.
Rimediare, arranciare.
Racciabattare, acciavattare.
Rimeno, nturniiddo.
Raccogliere, ) accogghiere Rimesculare, ntrutulare.
) cogglu'ere.
Racconto, canto. Rimproverare, parole (dicereJ

Raiîreddare, jazzare. Rincalzare, schiafl’arc.


Ralfreddato, riscilato. Rincappellazione, ncappillata.

Ragazzata, vuagnunata. Rinfrancescare, razzulare.


Rallegrarsi, priseiarsi. Rinomanza, lesa.

Rammarichio, chiangisterio. Rinvenire, acchiare.

Rangolamento, laccato. Rinvesciardo, voceapiirto.

Rangolare, laccatura. Rinvestire, accettare. '

Rannicchiarsi, arranghiarsi. Rinzeppare, focere.


Rapina, raccuyghiaquesumo. Riscaldare, mar/are.
Rassettatura, risidio. Rischiare, arrisicare.
Rattoppare, aecanzare. Risentirsi, arrizzicare.
Razzolare, scarnisciare. ' Ritorcere, startigghiare.
Recere, vummicare. Rodero, rusicare.

Recidere, tagghiare. Rombo, fiero di recchie.

Reciticcio, vuemico. ) squasciare


Rompere, cazzare
Reggere, resistere. ) sgmtr-rare.
Reggime, riesce. Ronzare, frdttisciare.

Relatrice, mmdsciatara. Ronzare (il), frattiiscio.


Ribaldo, galioio. Rosiccliîare, rusicare.

Riconvenire, parole (dicere.) vriuogna


Rossore, ; U,.,-Wgnaria.
Ricreazione, ) guascezza
Rovesciare, muceare.
) vaascezza.
Ridere, rirere e rirre. ) museo
Rozzo, azarro
Rifilatore, fischittone. i zurrone.
Rigovernare, stricare. Rubare, trasciare.
_ 244‘_
Rut‘tiano, rcc rcc. Scendersi, scennersi.
Ruga, crespala. Scherzoso, scincnlaro.
Rugumare, vavz‘sciare. Schiacciare, urafagnare.
Ruminare, riumare. Schifare, cagnisciare.
Buspare, attàntclre. -
Schliìltoso, )
) mng-nilcso
cunqignuso_
Butto, dirrctto.
Schifo, cagniiscio.
Saggiare, prcvare.
Schizzìnoso, scstcso.
salare
Salire, ; ngbzanare. ' Sciacca. mannese.

Saltare, zumpare. sciaddeo


Scioperato, ;
bazdriato.
Salto, zampa. Scivolare, scicnlare.
Santarello, santariiddo. Scocca il fuso, sputa/usa.
Sbadigliare, stinnicchiarsi. Scombà'va're, vacisciare.
Sbadiglio, stinnicchio. Scompannare, sccmmnghicare.
Sballone, pallcnaro. Scoppiare, spirrare.
Sbarazzino, vastasiiddo. Scoprire, spumm'nghicare.
' Sbarra, scacco. Scorgere, vantare.
Sbilucciare ) . _ pidita
Sbirciare’ Slitlt'Clltl‘8. Scorreggia, fitecchia
) virnacchio.
Sboccato, sculùstrato. Scortese, sori/agio.

Sbregaccia, ; scrofa
scrufazza.
Scorticare, scarciare.
Scosciare, sguarrare.
Sbrigarsi, sccscitarsi.
lazzara_
Sbuccione, scanzafatia. Scostumato, bazzarzota.
Scapigliato, scigghiato. Screanzat_o, biddizzo.
Scaracchio, rattica. Scricchiolare, spricclare.
\Scattare, sfirrare. Scrigno, salutiamo;
Scegliere, scacchiarel Scuola, scala.
Scampiaggine, falcticaria. Sdrucciolamento, scicclata.
Scelto, scacchiato. Sdrucciolare, sclcclare.
_- 245 -
Seccatura,)) puiea
mmpamL-MO. V Smacciare,
, I sciculare.
‘ .l
. . Socchrudere, scorrazzare.
Sedere ) MCL-ppunar-SL ‘ . . .
’ ) awmn0am- - Soddtsfazrone,_spaztone.
Sedersr, azzarersz. Sodezza’ surezza_
Sedurre, sbutare. Somare, jatam
Semare sen are. _ _ I -
° ’ g Sofistrco, fistcus0.
Selvavvio sarva io. , I .
°° ’ . g Sofioggrata, mappata.
Separare, scacchiere. _ ; ' ’
, Sciare, eugghmnare.
Se p ellire ’ p rucare. , ’
Sollalzare, scazzrcare.
Servizio, sruoim'o.‘ , .
bollazzo, sommpagnata.
Sesto, siisto. _ . . . -.
Somigliare, assengghcare.
Sete, secca. , , '
Sorbrre, surchmre.
Siaccendato,
‘ stancach"mzza. . .
Sorbone, fattimzo.
Sterza vattascione. . .
’ Soraacchro, rattiea.
Sf0°are’ ; sparare.
f, spupurare. . Smprendere, nca;zulare.
Sfogo, SP“COÌO- Sotterrare, prucare.
Sfortunato, malassurtato. spaccone, ) pirotasquamqaero
) sitonno.
Sfregiato, sprii;iato.
Spalancare, scampdynare.
Sgangherato, sgangitto.
. Sparlare, stralicarc.
Sgorbio, scaranzone. -
Spegnere, slittare.
Sgranare, svanculare. .
. Spellare, scarciare.
Sgretolare, sprwalarc. ‘ ' '
.
Sicuro, .
scuscttat0. S p erticato
_ ’ J'irto.
.
Spettare, attaccare.
Simo, scazzato. . .
Simulare,2cimiare. spilungone’ )) straulone
tintirnone.‘ . ’
_ ) puzzocnpo Spione, fischittone.
Simulatore, montone . . .
) faccia"), Sp1r1tato, spzrdato.
Smorfle, chirichiddi. Spogliare, spugghiare;
Smorzare, slittare. ‘ Spoppare, smammare.

Smozzicare, spizzutare. Sporcato, zilato.


- 246
Sporco, mucito. Sturare, spucere.
Sposa, zita. Subissare, sbissare.

Sprecare,
) fuchisciare Succhiare )
) scittare. sucare.
Sputacchio, sputacchia. . Succìeue, )

Squarcio, culacchio. ' Sucido e lacero, laine laine.

Squarcione, vuappo. Sudicia, zurlera.

Stancarsi, stracquare. Suista, fattimt'o.


Stanco, stracco. Suonatore, sunatore.
Stendere, stenne‘re. Superbia, ragglti.

Stimolare, apprittare. Sussiego, tuba.


Stizza, sumasesca. Svergognamento, sbrivuegno.
Stizzoso, museo. ) sbruuignat_o
Svergognato, scurnacchtat0
Storcere, sturtigghiare. ) cumuto.
Stordire, attassare. Svoscìone, por-tannuoi.
Stordito. sturduto. Tasca, tagghia.
Storto, sturtigghiato. Tacere, abbuzzare.

Stracciare, )) scisciare
strazzare.
Taciturno, tomotomo.

Straccione, strazzaiaine. Taglia, tayghia.

Straccare, stracquare. Tagliare, tagghiarc.

Strano, spirticato. Tanghero, taccaro.


Strappare, arrancare. Tapino, zurrone.
Stravizzo, guascaza. Tarchiato, mastagghiuta.

Strillare, lucculare. Tartagliare, tartagghiqre.


Strillo, lucculo. Tastare, attantare.
Struggersi d’amore, spanticare. Tedio, susta.
ambrone Tedioso, sustuso.
sciannone
pizzimiano Tentennamento, cutulamiinto.
Stupido, missere
stuedico Tentennare, cutulare.
tina.scio
babbione. Tentenm ta,’cutulata.
-24'7
Tentennio, cuialannizzo. Ubbriacarsi, ; mbarracciarsi
mpacchiarsi_
Terminare, spieciare.
thriaco, mbriaco.
Tessera, tagghia.
pedda
Timidezza, cacazza. Ubbriachezza, ) mofa
) gnofa.
Timido, cacazzone.
Udienza, arenzia.
Torto, tuerto.
Torzone, capuezzolo. Umone’ )) accucchio
mazzamurra.
Tosa, vuagnedda. - ) aceucchiare
Umre’ ) azziecare.
Toso, vaagnoae.
Urina, pisciataro.
Tracollare, accapuzzare.
tazzare
Traforello, mariunciiddo. Urtare, ) azzuppare
Tranello, trajumanza. ) senta/farsi.
) tazzata
Urtata, ) azzueppol
Trappoleria ) minchiata
’ ) trapula.
Usato, ausato.
Trappoliere, ) trapulone
) trapalera.
Uscire, assere.
Trasalire, zumpare.
Uzzolo, picci0.
Trattenersi, tricare.
sugghiarda
Vagabonda, ; sugghiardazm.
Traveggole, scivali scivali.
cazzaearr;e
Vagabondo, )) strozzalaine
Tristanzuola, zannera.

Tristanzuolo, bazarioto. bazarwto.

Tristarello, capuzziiddo. Vagare, ciaddisciare.

Tristezza, paturnia. Vagire, pisciare.


I
Trovare, acchiare. Vanità, ragghi.

Truffa, tacca. ) sbafante


Vanitoso, ) ofano. ' ,
recare
Tmflare’ )) bazarare. Vedere, verre.

Trutîatore, taccaiaelo. Vedovare, coltivare.

Trufferia, trapula. Vedovo, a, cattivo, a.


Trusiana, trafana. Venire, vinere.
Turare, focere. Ventilare, vintiliscia‘re.

‘-w«\\\-«M-v-\«M.M;; À‘Q::I;:*r=:r®-» - ' ' ’ ‘»"> - '


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"" ""
._-24S_
Venustà, blddezza. Figlioccio, scicscelto.
Vergine, pucciledda. Fratello, frate.

v
vergo°na’ )) vrivagna
. .
vrwugnarza. Genera, seiiniro.
Genitore, aliene.
Versione, spiega.
Madrigna, malreja
Vescin, vissina.
atldne
Vezzi, uezze.
Padre, g’g,%“
Vicano, cartolina.
tatd
Vigoroso, mastagghicto. Padrigno, patria.
Vivace, viola. Progenie, slirpigna.
Vivere, campare. Razza, stirpigna.
Vocio, ricìddia. Santolo, nanna.
Voglia, gala. Sorella, sera.
Voltare. vctare. . l lignagqia
Stirpe’ ) stirpigna.
Vomitare, vummicare.
Vuotare, sdivacare. Suocera, sacra.

Zerbinotto, prisclndda. Suocerb, scecra.

Zitella, vuagnedda. Suore, sara.

Zappa, scia/fato. Zia, ziana.


Zotico, tamarra. Zio, ziano.

4. PARENTEI.E a. la": cuvu.r


Ammogliare, nzcrare.
Ava’ )
) nanna.
mammaranna
Avallo, pregio.
nanna Bozza, bozza.
Avo, nanna
) paparanno. Canone, canale.
Babbo, papà. Diritto, jcsso.
Casate, lignaggia. Garenzia, pregio.
Cognato, canale. Legato, lascito.
cugino, czwsiprino. Malleveria, pregio.
-249
Memoriale, mumriale.
Dar busse’ )) pizzugnare
ciuppunisciare.‘
Plagio, pregio.
Disturbo, scuntrubbo.
Pubblicare, vannisciare.
, Fracassata, sfrajanata.
Sceda, burro.
Scritta, stizzo. Frastuono, barbuglia.
Sequestro, imparo. Frugone, ficozza.

sposare, ; iiiitîi. Frugoni, pizzuyni.

Gahascione, mascone.
Golino, paneca.
o. una: E nurssr.
Gotata ) sce/Io
Altercare, arrajarsi.
Ammutinamento, rivueto.
Guanc'iata, ) papagno.
Aver busse, abbnscare.
Labiata, mnffittonc.

Baragazzo, rivaeto. Manrovescio, ) manimmersa


) mappmo.
Bastonare, varriare.
lllordere, mazzicare.
BaStonata’ ; narrata
mazzata. Morsèccbiatura, muczzico.
Morsicare, muzzicare.
ciappunisciata
Bastonatura, ) sunagghiera
varriata
Morsicatura ) _
muezzwo.
) mazziata. Morso,
Buil’etto, scazzillo. Mostaccione, mustazzone.
Bussa, varrata. Musone, mufflttone.
pizzagni Percuotere, stravisare.
Russe, mazzate
) baseiuschi. Picchiata, botta.
Capata, capuzzata. Pizzicotto, pizzico.

Carriere ì titt‘iit’tt. Pressa, spenta.


Puccetto, piano.
Gettata, sgrazone.
Pulcesecca, pizzico.
Quistionare, cammattere.
Colpire, accogghiere. Becchiata
} tricchtate.
Cosotto, cazzotto, Recehione,

7 \\«\\w.\m‘fi-«“Îîîfîfiìîr;
- 250 -
- ) scuntrubbo
R'ssa’ )arrajamiinto. Boccia )
mpodda.
Rissarsì, arrajarsi. Bolla, )
Scapaccione) gearafata Bottacciuolo, prudiciiddo.

Scapezzone ) scuppulone. Bruciore, asquore.


) iripiechio Buganza, prudiciiddo.
Scappellotto, otta Cacaiuola, cacaredda.
) naccaro.
Cachessia, maliciiddo.
Schiaflo, sca/Io.
Sgrugnone, piano. Caldana, custipo.

Sommommo, cazzotto. Gallo. cadde.


Capogatto, capijatto.
Spinta, spenta.
Carbonchio, ntrascia.
Spinte, butti.
Carnosità, corna crisciuta.
Spintone _ _
spantzrr‘one.
Catarro, frussione.
Urtone,
Urtoni, butti. Chiodo, frunchio.

Vibici, curduni. Gieco, cicato.


Cimurro, ciammuerro.
Gocciuola, foca.

7- INDISPOSIZIONI Coglia, cugghz'a.


E MALATTIE Convulsione, gmwulanza.

Gorizza, frussione.
Accapacciamento, dulore.
Gesso, dulore.
Acne, puntiddo.
) vu_s_ciola
Diarrea,
Acore’ )) tigna
Zella. ) scure.

Alena, stringìmiinto di piitto. Dimagrire, ammazzescere.

Amenorrea, mpagghiatura. Dissenteria, visinterio.

Andata, cacaredda. Doglia, dogghia.

Antrace, ntrascia. Dolore, datore.

Apoplessia, goccia. Efelide, tiisto.


Basimento, gnuvulanza. Epilessia, male di S. Dunato.
EpistaSSi, sango du naso,
Bernorcolo, panocehia.

«--.-v-»J .Vl_-,._,._ V.Wv '- 1,ffv ,-W,..,. , ,___


<,< .v,... _-,fl->_._.y_s_frpv/ '_-,f_.,_._d ... ..__,_
-251
cugghia Lentiggine, scannia.
Ernia, rattara
gaallera Malandare, malagnare.
ntoscia.
Malandato, cripintato.
Ernia incarcerata, ; g%wiwra' Malcaduco, male di S. Danato.

Ernioso, gualiaruso. Manteggiare, assaccare.

Erpete, pitiscina. Mareggiatura, male di mare.

Esantema, uscitarc. Morbiglione, murvidd'acquarulo.

Etico, jettico Morbillo, murviddo.

Febbre, freva. Nicchiare, dogghie.

Fignolo, franehio. Orecchioni, ricchiascim'.


Orzaiuolo, rasciulo.
Flaccida, eufia.
Ozena, naso fitente.
Flati, filati.
Flemmonc, capijatto. Parletio, trimulizzo.
Flussione, frussioae. Paturnia, camascia.

Foruncolo, franchio. Pedignone, pruddigiiddo.


Gambaccia, jammascione. Peso, chiappe.

Gelone, prudiciiddo. Piega, chiaja.

Gonflo, abbtsa’cchiato. Pipita, pitiscina.


Gozzo, cazzata. Porrigine, mannatura.
Gratiìo, rasco. Porro, paerro.

Granchio, varanco. Prndore ) cigghio


Grossetto, puntiddo. Prurito, )

trabieo Ratîata, roseo.


ldropic_o, ; trabicuto.
Raffreddore, jazzore.
lmpetigine, pitiscina.
Rannicchiato, ammattalato.
Infreddato, abbranculato.
Ramo ) rue/î'olo
Infrigno, legno. Rantolo, ) g
lntertrigine, scadatura.
Roco, abbraccio.
Ischiade, sajatica.
Banco, abbracato.
Isterismo, matricone.
Risipola, E capijatto
risibela
Lattime, crostalatta.
-252
Rognà, rugna. Tremoiare, ntringhilare.
Rosolia, vitragnola. Tumore ossilare, rizzo.
Satiriasmo, ricchiascini. Ulcere, chiaja.
Sberletto, rasco. Varicella, murvidd’ acquarulo.
Scabbia, rugna. Volatica, pitiscina.
Scaimana, custipo. Vomito, sciitto.
Sciatica, saja‘tica. ’
Scorrenza, cacarcdda.
S. DISGIÌAZIE 0 AVYER'IDIEN'I‘I
Scottare, asquare.
) scu/Tulare
) pilo. Cadere ’ ) scuppare
sema’ ) serchia.
Capitombolare, ruzzulare.
Sgraffio, fusco.
Capilombolo, crapatuezmlo.
Singhiozzo )
sigghiutto. Crollare, scufl’ulare.
Singulto, ) >
Incappare )
Slogato, spa_ddato. accappare.
Intervenire, )
Sohboilito, frivulito.
Precipitare )
Solata ) sbunnare.
insulazione. Profondare, )
Solinata,)
Rovinare, seu/î’ulare.‘ .
Sordaggine )
surdia. Scoppio, scueppo.
Sordità, ) Siondare, sfumare.
Spostarsi i muscoli, spinolarsi.
Squacchera, cacaredda.
o. mnmnu E SANITÀ
Stranguglioni, anc‘ma.
Bagno, piidiluvio.
Svenimento, gnuvulanza.
Cartolina, eartedda.
Tu rantoiismo, tarantata.
Catapiasma, strappata.
Tendere, ntisare.
Cauterio, ruttorio.
- ) tigna
T'gna') zella Cinto erniario, liatura.
Tignoso, tignuso. Evaporazione, fumiinto.
Tisico, jeitico. Faldella, piduzzo.
Tormini, duturi. Fomento, fumiinto.‘

_ V,Î _<_,.»,__,_._ .,Î_,m-.r-._r, (W / ,/ 4,- ,-...., ,M... 7-,_W.; î; ',2;.’-: -


-253
Fontanella ) Pezzetta, chiamazzo.
ruttorio
Fonticolo, ) Pillola, pinito.
Frego, merce. Piumacciuolo, chiamano.

Gruccia, stanfcdda. Regolizia, maurizio.

Guarire, vuarere. Risanare, vuarere.


Rivivere, abbivescere
ldromele, acquamele.
Setòne, tozzo.
lnnestare, nzitare.
Stampella, stanfedda.
Innesto, nzito.
Stuello, stuciiddo.
Inoculare, nzitare.
Teriaca, trujaca.
lnoculazione ) _ . Unguento, muento.
_ nzrto.
Insrto, ) Vaccinare, nzitare.
Liquorizia, maurizio. Vaccinazione, nzito.

SEZIONE 3?
L’ABITARE

1. CASA E SUE PARTI Basso, iuso.


_
Abbam0, ; purtiiddo
lume ingrediente. Easto, cannutto.
Battuto, astrico.
Ahituro, inso.
Bottega, pntea.
Agiamento, cummune.
) sciitaroia
Alcova, arcuevo. Bettino,
) cummune.
Andito, passetto. Bracciuolo, ptwsamano.
Appoggiamento, passamano. Calpestio, catiiscio.
Arca, foggia. Camino, fucarile.
Archibusiera, saittera. Cancello, canciiddo.
Assito, tavolato. Cantuccio, cantone.
Ballatoio, tavuiatiiddo. Capanna, cappa.
Banderuola, vintarota. Cappellino, farneriiddo.
-254
Ripianu’ ) ballaturo.
Cariatidi, mammocci.
Riposatoio, )
Cateratta, cataratto.
Scoperto, scuuiirto.
Gesso, cammune.
Sgabuzzino, murieta.
Comignolo, sciarcinale.
Smaltìtojo, scittarola.
Coppo, embrlce.
Smiraglio, fuoro.
Doccorne, canale.
Sofiitta, suppigno.
Feritoia, saittera.
Soglia, rivale.
Ferrata, cancedda.
Solaio, tavulato.
Focolare, facarile.
Fogna, scitta-rola. soppalco’ )) tramtnzano.
sappiano

. canolo Telamoni, sfacciommt.


Eumauuolo, ) vaccate
ciminera. Terrazzino, loggia.
Giuso, juso. Terrazzo, astrico.
Gorna, canale. Tugurio, marieta.
Gradino, grarone. Ventola, purpitagno.
Grondaia, cannutto. Verona, rivale.
lrmìce, embrice.
Lato, cantone.
’. AIINEÌI E MOBILI Dl CAÌA
Legnaia, lignera.
Lupa, chiavica. Agucahiotto, cucedda.
Muro, parete. Alberetto, vasatto.
Oliario, postura. Antenitorio, fitm‘o.
Paletto, uarlecchia. Appendere, appennere.
Pergolo, astrico. Attaccabiti, 'appennarrobbe.
Pianerottolo, ballataro. Bacile, vacile.
Portello, partiiddo. Bemcone ) bucchie1‘e.
Pozzonero, cummune. Bicchiere,)

Privata, scittarola. Bisaccia, vìsazza.


Quartiere, quarto. Borchia, rusetta.
Ringhiera, far-rata. Borsa, corsa.
-255 -
Braciere, frascera. Ghiera, carota.
Bugliuolo, jatetta. Giara, vucala.

Caldano, ; frascera. Gorhia, carota.


scarfattetto.
Granata, scopa.
Canestro, canistro.
Imbottita, mbutttta.
Capezziere, spaddera.
Lavamano, pede di varite.
Carabattole, scarpate.
Manico, asuto.
Cariello, tumpagno.
Matterello, tajanaro.
Carruccio, scopataturo.
Carrucola, rozzala. Mortajo, murtale.

Cassa, casata. . ) racciamosrhe.


h-loscaluola) maschera.
Cassetta, trataro.
Mulinello, mactniiddo.
Cassettone, ; %%amno Orinale, cucate.
Catinello, vactte. Padella, pala.
Cavagno, panaro. Padelline, fiuriere.
Cestino, scopatatur‘o. Palchetto, purtiere.
Coltello, cartttddo. Panca, scanno.

Coltrone, mbatttta. Panchette, pedarota.


Coperchio, tumpagno. Paniere, ; canistro
penare.
Cucchiaio, raschiare.
Pendone, partiere.
Cucchiaione, cucchiarope.
Pepaiuola, ptpèra.
Cunziera, vaso di fiart.
Pestello ) _
Deschetto, scannititddo. pesatura.
Pestone, )
Erro, mutletta.
Plattelli, fiurtere.
Ferriera, corsa.
Ferrolino, friciiddo. Pitale, ) napno
) praso.
Forchetta, farcina. Portacappello, capptddera.
Fornellino, furnacedda. Portiere, purtiere.
Gabbia, cagiota. Quadrello, cucedda.
Gattafodero, vuzo. Rat‘fio, tampauddo.
-256
Rosta, vintagghio. Uncino, lampauddo.
Sacca,‘jvisazza. Ulello, piseiariiddo.

Sacchetta, sacchitiiddo. Valigia, balice.

Salìera, ; 2221;:de Vassoio 2 €îfàî.‘iîiî«.


Scaflale, scanzia. Ventola, vintagghio.

Scamato, barchetta. Vetro, lastra.

Scatolino, cascitiicldo. Vettina, pisciariiddo.


Scrittoio, scrivania. Viera, varata.
Secchia, jaletta.
Sedia, sceggia. s. ABITARE
Sedino, siggione. Abitare, javitare.
Seggetta, fascetta. Adattarsi, aggiustarsi.
Spalliera, spaddgm. Armadio, stipo.
Spasa, ouantiera. Conservare, astipare.

spazmla’ )) scopa
scupetta. Guardarobha, stipone.
lnquilino, jauitaclo.
Specchio, spicchiaro(
Ornare, addubbare.
Sparta, spuerto.
Pigìonale, javitaclo.
Sluoja, stola.
Recondito, stipo.
Stuoino, stola.
Repositorio, slipone.
Tafleria, mattaredda.
Bispostiglio, stipo.
Tavola, bancq.
Socchiudere, ammarrare.
Tenda, purtiere.
Testa )
grasta. 4. (ÎUCINÀ, SUOI ABIESI
Testo,) E STOVIGLIE

Tinozza, bagnarola. ’ Attizzafuoco, jataturò.


Trabiccolo, assm‘apanni. Caldaja,
) radura ‘
) cataratta.
Trappola’ ; cagiola
mastrillo. Caminetto, tubo.
Trespolo, pede di vacile. Canavaccio, mappina.
-25‘7
Catena da fuoco, camast-ra. Tamburlano, brustulaturo.
) tiisto
Coccio, ) tiano_ Tegghia, tajedda
Teglio, turtiera.
Colabrodo, scolamaecarruni.
‘ Teglìone, fumo di campagna.
Cratìcola, radicata.

FOPDGÌÌO,
)
)
furnacedda
fumiidd0.
Testo. ))‘ ““"°
tiano.
_- Truogolo, pila.
Gratella )
radicola.
Graticola, ) I. FUMI) li IA'I'EDIB
Grattugia, ) "
DA AIDEIB
Grattugio, ) gra acasa.
Accendere e allocare, appicciare.
Guattero, zasso. Bruscolo, zippro.
Mestola, scumat-uro. Brusta, muniglia.
Mestolo, cumhiara. Capannello, fanq'o.
Mezzaluna, acciaturo. Carbone, carvone.
Olla, pignola. Carbonella, carvurmdda.
Padella, frizzola. Ciocco
- trunco.
Paîuolo. ; cadara Cioppo, )
nata-rotto.
Pentola, pignata. Coprire il fuoco, muccùw.
Facella, )
Pentole, caccavedda.
' facidda.
Pestarola, acciahzrdo. Facellina, ) I

Romaiuolo, cuppino. Falò, /anoio.

Rottami, cuviirchiò. Fascinotto, sciarcina.

Rotta, cripintato[ Pastello, mucchio.

Scancerìa, scanzia. Favìlla, facidda.

Schidìone, spito. Fioraglia, [amo di pagghia.

Soflìetto, jataturo. Fumacchio )


, » tizzone.
Splede Fumaiuolo. )
) spîto.
Spiedo ) -’ Fuoco, fueco.

Stoviglie, ruvagne. Fuscello, zippro.


17
-258
Legna, liana, Grasso, unto.
Loiola, facidda. Incaciare, cunzare.

Rammontare, aceueeiare, lntramischianza, mescapesca.

Ramo, _taccaro[ Lessare, addtlissare.

Razzolare, scamisciare. Mescolamento, mescapesca.


Respo, zippro. Pentolata, misso.

Ritortola Plllottare, lardiare.


; tortora.
Sprocco, Rosolare, arrassare.
1 J. ‘ l." - -.'

Sterpo, scuerpolo. Salamoia, salamura.

Stipa, «mucchio. Schiumare, senmare.

Sto PD a è tortora.
Scottare, stardescer .

Stroppia, Scuocersi, spruseinare.

Torsolo, capuezzolo. Strinare, abbrascafe.

Tortoro, fanojo. Stummlare, scumare.

Tronco, tramo. Tramestare, cucchiarisciare.p .


_______
‘o. Il. mmvmmnua
I. Il. nume-rum
Abbruciacchiare, abbruscare.
Appetito, appitito.
Ammassarsl, acchiancare.
Avanzuglio, rimasugghio.
Arrabbiare, appaddare.
Banchetto hrioso, sciacqattto.
Bollore, vugjgtìto.
Bere, ammusarsi.
Condimento, eaenzo.
Bevuta, triusco.
Gotto \
cucinato. Boccata, une/Toto.
Cucino, ) L
Cibi asciutti, strazzarie.
Despumare, scumare.
Cibo, strafueco.
Falcinella, tagghia paste.
Colazione, ;
insignatura
Fermare, sturdeseere. swutenza.
Frigere, friscefe. Companatico, cumpanaggio.
Garo, satamura. _ Besiderio, gulio.
Gorgogliare, qnacquar_tactare. Desinata, mangiata.
- 159 -.
Dividere, spartere. Saime, nzogna.

Divora re, gnu/Tutore. Satollarsi, abbinghiarsi.


Edulio, cumpanaggto. Scipido, sciaptto.

Far colezione, incegnarst. Scorpacciata, mangiata.


Fettata, tagghiata. Solîritto, spritto.
Forbire, struseia-re. Songia, nzogna.
Golare, ngutare. Spolpare, spurpare.
Gorgata, gnutto. Stecco, paticco.

Inghìottire, gnottere. Strozzarsi, nudicarsi.


Insipido, sciapito. Stuzzicadenti, paticco.
Intramesso, piatto di rinforzo. Sogna, satma.

Lardo, % ìg%'g Tavola a ribalta ) tavota ca mi

Leccare, atticcare. » a 2 mastiette) scidda o dei.


Mangiar di grasso, incammarare. Tracannare, trtuseare.

Mangiar ghiottamente, scaccare.

Masticare, mazzicare. 8. mar. v:vaunm, noncum.


Mensa, tavola. BEVANDE.
Merenda, mirenna. Ammorsellato, antipasto.
Nauseare, stufl'are. Animelle, armatedde.
Pezzetti, stozziri. Anseri, Castagne da previte.
Piacere, eccome/fare. Basina, cucinato.
Piluccare, sptzzutisctare. Berricoccolo, cunfiitto.
Pospasto, sopratavota. Berlingozzo, metinfantp.
Refezione, mirenna. lievuta, vepptta.

Regaglia, rimasugghio. Bioscìa, sciotta.

Reliquie, stozzirt. Buglio, polia.


Ricrearsi, addicriarst. Boldone, sangiecht'o.
Rimasuglio, rimasugghio. Brigidino, frivedda.
Rita glie, refola. , Brodetto, s ciusciitto.
fi-2‘60 _
Bruciata, cott'e eavite. %Marzapane' ; gîfzxsìîotvad’amenola
Burro )
manteca. l Mescolamento, ncrapiata.
Butirro,)
Mescolanza, strwnpigghio.
Cacio cavallo, casicauaddo.
I Migliaccio, sangicchio.
Carne, carne.
Misalta, carna salata.
Castagnesecche, pistiddi. è Mostacciuolo, mustazzuelo.
Ciambella, tara'ddo.
, Nocellata, cupeta.
Cibreo, cazziniarro.
Ollelle, cazuni.
Contatto, cugghz'aniro.
Pambollito ) _ “o
Confortino, cazzatedda. Pancetto, ) pamwe ' '

Crochetta, pmpetta.
nugghia
G'otighino, ; cutichino.
Pennito, franfille'cco.
Cupata, cupeta.
Piccatiglio, ammulh'cato.
DiaVolini, cunfurtini.
Polpette, ; g:%gîggcaw
Focaccia, pizza.

F‘rittella, pettóta. Prescìutto


prisutto e prigiotto.
Frittura marinata, _scapece. Prosciutto,
Galantine, patedde cucinate. Prevatura easicavaddo
Gelatina, scilatina.
Privatura provola
Gelato, stracchino.
Provatura mazzaredda.
Ghiacciatina, acquagelata.
Raviuolì, caZuni.
Guaccino, cazzata.

Immltino, gnummariiddo.
Bacchio, g;%%f““’°
Lardinzo, frizzilo. Salciccìa )
‘ _ sazizza.
Lesso, allesso. Salswc1a, )

Mallegato, sangicchio. Salsiccione, suprissata.

Mandorlato, pasta d‘amenola. Sanguinaccio, sangz'cchio.


Manicaretti, miculecchie. Sgonfiotti, uecchi di lupi.
M ari tozzo, taraddo. Sorbetto, mantecato.
- 261"
Stufato, raù. _ Fischietti, fiscarufi.
Succiola, castagna allessa. Gnocchetti, gnuecchili,
Torrone, cupeta. Gnocchi,
) piZZtcariiddi
) strangulapriiviti;
Tortelli, cazumi.
[mina
Tortello, panzarotto. Lasagna, g
m sa.
Uova allogate, nevi a priatorio.
Zucchero in pergamena, zuccotto. 10. PANET'I‘ERIA, PÀNE._
) cartitldate FARINE. '
Zughi’ ) sinicchiutili.
Boffice, abbu/fulato.
Zuppa, suppa.
Briccia ) _
muddzcola;
Bricciola )
o. vasrm mnvonnu-m z
Buccella, scorza.
cmsnmmcum.
Bugnolo, curvedda.
Bavette, tagghiariiddi.
Canina, puddica.
Cannelloni, maccarruni.
Cantuccio, cucuruzzo. '
Capellini, fitilim'.
Cassino, canzo.
Fischi, maccarruni di ztta.
Cernitoio, cirnituro.
Maccheroni, maccarruni.
Covaccino, pizzo.
Nastri, tagghiariiddi.
Cresentina, fedddrossa.
Semino
_ )
Crive110, ) farnm‘0
cassizzo.
Semoletta
pasta minuta.
Semolino Crosta, 80W"°‘

Stelline,
Crostello, l‘edifi

Tagliarini ) Crusca”)) urenna.


canigghia
tagghiariiddz'.
Tagliatelli, ) . Cruschello, gruesso.
Vermicelli, virmtciiddi. ca_zzqta À
Focaccia. ' _
mascztata
Casalinghe puma.
Campanelline, chiancaredde. Frìscello, ponila..
Cannoncetti,-cannaruezzfli. Gonfiare, abbulfulare.
4262....
Impastare, trumpare. Tritello, cantgghinlo.
Infornare, azatura (all’). Vaglio, farnaro.

Lievito, à îggjà°
Il. LUlllllfllt E Lllllll
Manipolare, urlare.
Mattera, spinatora. Bioccolo, mucculo.

Nazzaro, asctmo. Bocciuolo, vuceulo.

Mello, rascaturo. Gemme, muzzone.

Mica, muddicola. Lampadario, lamparo.

Micca, pamdda. Lampana, lampa


Lucerna, luce.
Midolla
Lucernetta, lucirnedda.
Mollica maddtca.
Lucerhiere, luclrnale.
Malga,
Lucignolo, Iuc‘igno.
Orliccio, scuerzo.
Lume, luce.
Pagnotta, panedda.
Lamiera
Pane inferigno, canale. lamparo.
Luminaio,)
Panpepato, scarcedda.
Moccolaia, mucculo.
Pezzo di pane, scurfugghione.
Paralume )
Piccia, pagnoccola. pannarota.
Ventola. )
Basco. raseatnro.
Schiacciata, cazzata.
li. METALLI E FEBBAMEN'I'I
Scrosciare
Sgretolare rinescìare. Acciaio, azzaro.

Sgrigliolare, Arpione, grnecco.


Spiaflare, urtare. Bandella, franticcia.
Splanatoia, spinatora. Calìbe, azzaro.
Stacèiare, cernere. Chiodetto, taccia.

Staccio, Mazza. Cornacchia, maniglia.


Tozzo, stuezzo. Femminella, fimminedda.
-263
Fermare, ncappare. Coperchio, cappelletto. '
Mandate, votata.
Ferro, fitrro. Molla, vatestra.
Femlgine, rum. Piastra, pianeta.
Piegatelli, favuzzi.
Fitta, ammaccatora.
Scudetto, mostra.
Gancetto, ferretto. stanghetta, masco_
Gangherella. fimminedda.
Ganghero, scancro. n. 1.0 91311111010 E no ‘I
Paletto, zeccota. scnwmnn. fl
Piombo, chiammo. Borra, oammacedda.
Rampino, mappature. Dipennare, scassare. »
Ruggine, raza. Foglio, fuegghto. . i
Freghetti g virgatette.
n. smnaau. Freghi,
- ) chiavirw Lustrino rana.
B°“°"“’"°’ ) tiechetto. ’
. Polverino rinarato.
Chiave, chwza. ’
Quaderno, cartutaro.
Anello I
Fusto mantra Re g 010 ) l
canoto Riga, )
Canna
Scaccolo, scacco.
Ingegno ) \
nastiddo.
Nasello ) u. mvom E smuunm
Nottolino, pirruezzoto. D0MES'I‘ICI. ‘
Palette, varrone. Accia, azza.

Sbarra, varra- Aggrovigliato, arrizzato.


Sbarrflfe, vflr'l’ia‘re- Arcolaio, macenita.
Staffa, grappa. ASPO, matassaro.
Stanga, varra. Basta, nghtmatara.
TODP% "Zîrmgghia. Bind010, matassaro.

Èîfiî;iîààîtîîfîaa. 3 ma.
ifs*64-
Compito, appum'tora. Re‘e, azza.
Cotone, cuttone. Rimboccatura, chieca.
Cresciuto, criscitora. Rimendare, rinacciare.
Cucire, cosere. Rimendatura, rinaccio.
Discucire, scoscrè.
Rocca, cunocchia.
Fatica, falla. Sopraggitto, sobramano.
Faticare, ; fatiag‘e
macaddarsi. Stretto, mancatora.
Filatoio, tumw.
Gomitolo, gnuemmiro.
IO. IL DOBIIIBE.
Guindolo, macem'la.
) addurmescgrsi
lmbastire, inghimare. Addormen la rsi, appaddarst
) durmescere.
Imbastitura, nyhimatura.
Impuntura, miinzo punto. Appisolarsì, appapagnarsi.

Lavware, fatture. Assicelle, tavole.

Lavoro, latta. Capezzale, cuscino.

Legatura, liatura. ’ Capoletto, capitale.

Lutto, pupo. Cartocci, pagghia di granone.

Naspo, matassaro. Coltrone, c-utra.

Orlare, capitisciare. Coprire, aecucciare.


Orlatura ) africo Covaccio, faesso.

Orio, ) africiiddo. Culla. nana.


Penneochio, pupo. Cullare, durmescere.
Pottiniccio, ripiizzo. Cuna, nuca.
Puntiscritto, cifra. Destare. riscitare.
Punto indietro, retipunto.
Puntura, pungitora.
; a:a:c
Dondolare, nazzicare.
Racciabattare. arrunzare.
Dondolare (il), nazzicamiinto.
Rattoppare, ) ,Mfliuatare
) arripizzare. Dondolatura, nazzlcata.
Ravviluppare, mbrugghiare. Dormita, durmu_ta_a
-265
Dorsale ) I Rete, razza.
capztale.
Dossiere,) Soggolo, passante.
Federa, mestitora. Tettino, visiera.

Guanciale, cuscino. 2. DEL convo.


Guscio, fodera. Allentare, allascare.

Lavarsi, azarsi. Calzoni, cazuni.


Liana, manta. Camiciotto, Mussa.
Panchetti, tristiiddi. Cappotto, patatucco.
Rompere il sonno, spantare. Cinti:xo, sottavest'a.
Roncheggiare, grufl‘ulare. Collare, caddero.
Ronl'o, grue/I'olo. camisola
Corpetto , gialecco
Ronfare ) ) sciamrichino.
gru/‘Îulare.
Russare, ) Cravatta, scolla.
Sogno innesto, manicazia. Dando, retinelle.
Sonno, suenno. Faldiglia, sottavesta.
Svegliare, risritare. Ferraiolo, cappa.
Svegliarsi, discitarsi. Gabano, capano.

Zanz anere’
' )) zanzanera
.
e tavanzera. Giubha, sciammerga.
Giuhhone, sciuppo.
l'I- ll VESTIIÌE. Giubetto, carica.
Golétto, canhamilo.
l° COPERTURA DEL caro.
Gonna, ounnedda.
Berretto, ; gg%gg_ Gonnellinó, visticedda.
Cappello, cappiiddo. Gremhiale, sunale.

Cappello di treccia, paglietta. Grembiule, mantisino.


Capperone, cappiddarcio. Ladra, mariola.
Caschetto, coppola. Manichetto ) .
manulo.
Cutîiotto, bai-tino. hlanicotto, )
Parrucca, barrucca. Mantello, mantiiddo.
-266
Panciotto, gialecco. Pezzuola, tavagglu'ulo.

Pantaloni, cazuni. Salvietta, manilone.


Pelliccione, piddizzona. Telo, farsa.

Rimboccare, afl'ruttieare. Tovaglia, tuvagghia.

Ripiegare ) _ Tovagliuolino, salviette


Rivoltare, ) ammare. Tovagliuolo, manilone.

Scolla, cannamilo. » t.° oar.zam


Sottoveste, sottavesta. Anse, fibbie.
Strozzato, assittato. Bahbuccia, papuscia.
Tasca, paia. Bottaglie, stimati.
Taschino, carsiiddo. Calza, caZetto.

Vestitino, uisticedda. Calzare, cnturno.

3.° mancuanm. Cigoli, stalTe.

Asciugatoio, tuvagglu'a. Ghette, stavalette.


Bavaglio, varcaredda. Pantofola
Pianella. )) V
“WW‘
Biancheria, biancaria.‘
Stivale, stavale.
Brache )
cazanetti. Tromboni, stavaluni.
Brachetto, )
5.° LIGATUBA.
Camicia, cammisa.
Crespe, chicche.
Gheron i, guatriiddi.
Berteue’ )) cruscelle.
brittelle

Goletta, cuddar‘o. ) attaccato_ra


Solini , pazi. Calciamento, ) taccagghta.
Sparato, spaccato, Cigne, tiranti.
Camicina, camisodda. Comandole, taccagghie.
Lenzuolo, ghiascione. Cordellino, filazzulo.
Lingeria, biancarla. Coreggiuolo, crusciulo,
Mantile, salvietto. Laccio, tazza.
Mappa, mesale.
Legacciolo,
Mutande, cazunetti.
Pannolino, sprainq, Straccali, tiranti,

G
4-26”!
cruscotte Spilletto, spingota.
Stracche, ; brittette.
Spillettone, spinghitone.
) attaccatora
Usoliere, ) taccagghia. Spilllera, acaruto.
Torsello, cuscinetto.
IB. 0BNADIEN'I'I ED ARNESI
DDNNESCIII. lo. PETTINA'I'IIBA E CAPELLI
Ago, ace. Capelli radi, cragntli,
Agoraio, acaruto. Capello, capiddo.
Balzana, farbaltd. Cernecchio, caddazzo.
Bindella, ziaredda. Cipollotto -
Godino. ; cudmo.
Bocciuolo, acarato.
Dirlzzatoio, pitttnessa.
Brigidino, noeca.
Fiaccagota, cadduzzo.
Cappio, chiacco.
Forcine, ferretti.
Cesoie, fuerflci.
Forfora, cantgghiota.
Coccarda-, nocra.
Lendìnella, pettine.
Contigia, nyingiting'z.
Mazzocchio, cicim'iddo.
Cruna ) calo d'aeo.
Grumo, ) Oricanno, buttunctno.
Ditale, discitate. Pettinatura, spittinisciamtinto.
Fettuccia, rapisciota, Pettine, spidicaturo. _
Forbici, fuerfici. Pettinella, pettine.
Fusaiuolo, furticiddo. Pettiniera, tatetta.
Galeno, nocca. Rapare, trusatare,
Gangherella) . Ravviare, spedtcare.
Ganghem_ )aappetta.
Sniminatura, scrima.
Merletto, pizztlo.
Tignone, pum0
, ) fiocco
Nappa, cwcctolo Toppè, tappo.
) nocca.
Tosare, carusare.
Nastro, ziaredda.
Tosato, rarasato.
Pendenti, circhietti.
Treccia, jetta.
Plummo’ )) ciascioto.
fiocco
-268
20. PULIZIA. Insaldatora, stiratrtce.
Accantonare, arruccare. Intignere ì
assuppare.
Asciugare, slusciare. lnsuppare,
Forbire, annettere. Lavare, ricentare.
Nettare, pulizare Lavatoio, pila.
Pulire, stusciare. Laveggio, grasta.
Rassettare, arrisidiare. Liscia, lissia,
Rigovemare, nurcare. Rammollire, ammuddare.
Scamato, finucchietto. Ranniere, limmo.
Scotolare, scutularq. Hanno, nurcatura.
Stuzzicorecchie, annettarecchie. Risciacquare, nurcare.

Sciorinare, ; g;îgfiggflg"
u. numrro .E usum.
Abbronzare, abbruscare. Soleggiare )
spannere.
Acquastrìno, ammuddato. S pandora, )

Amido, posima. Strofinare, stricare.


Asciugare, assucare. Stropicciare, stricare.
Bianchire, chiarisciare. Umido (in), ammueddo.
Bucat9’ È guéîlfgl'lla. Vassoio, stricaturo.

Ceneraccio, cinirata.
u. LA CANTINA.
Ceneracciolo, ciniraturo.
Bettola, cantina.
Chiareggiare, chiarisciare.
Brentatore, munaciaro.
) culaturo
Colatoio, ) grasta. Calostra, puesto.
Calza, monaco.
Conca, grasta.
Dìmoiare, ammuddare. Canova, cantina.

Fecola, posima. Castellata, puesto.

Fregare, stricare. Cola ) '


Colatoio, ) monaco.
lndurato, ntaddato.
lnsaldare, mpusimare. Coperchiare, attampagnare.
-269-
Coppo, capasone. Coppo, pedale.
Decantare, tramutare. Fiesco, mummile.
Decantazione, tramuta. ‘ ) rqncedda
Mezzma, razzola
Feccia, )
) menza.
_ fezza.
Fondac ero, ) Orcio ) rizzato e
Gemere. colare.
'Orciuolo, ) zirulo.
Gruma, tartaro.
Scodella, scutedda.
lmbottitoio ) Vaso, capasa.
muto.
Imbuto, )
2° DI LEGNO.
Madre, mamma.
Bariglione, tina.
Orcio, capmom.
Bigoncia, ti1taccio.
Pevera, muto.
Bottaccio, vuttazzo.
Saggiuolo, mostra.
Botte, vetta.
Scoperchiare, stumpagnare.
Cocchiume, ) à%îgî‘”
Sedili, puesti.
Fecciaia, purtiiddo.
Sfondare, stampagnare.
Fondo, tampagno.
Spillo, puntarulo.
Foro, varrolo.
Torcifeccia, monaco.
Mezzule, tumpagno.
Spina, pirtuso.
sa. van.
l° DI CRETA. Zipolo, ; cannedda
pipiro.
Acquereccio, pedale. Botticello, tina.

Ansa, manica. ' Brenta, tina.


Attignitoio, inghituro. Catinozza, tino.
Barattolo, varrattoto. Buglio, carrizza.
Boccale, vCairo. Tinello, ceto.
. .}
Boccia tra/ola
pireuo
u. A’LIQIJIDI.
Vettina, ffgg’z‘gne Ahbeveraticcio, scalatore.
Brocca, vacala. Aggettare, sguttare.

Catino ) - Bolla, vissichedda. .


Conca, ) hmmo.
Colliquare, squagghiare.
-270
Gallozza, campanedda. Stummia, scanna.
Grillare, spingulare. Torbido, tmvolo.
Illiquidire, squagglu'are. Traboccare, spitterrare.
Olio, uegghio. Versare, vacare.
Olio ontacino, uegghio fino. Zinzino, nziddo.
Percolare, colare.
Posatura, posa. AL Vll\'0.

Rimescolarsi, ntruvularsi. Aceto, acito.

Salsa, soza. Acquerello, acquata.

Schiuma, scema. Cerboneca, cifeca.

Schizzo, stizza. lnnacquare, addacquare.

Sciogliere, squagghiare. Fosca )


acquata.
Sgocciolatura, sgullatura. Vinello, )
__._.--
Spuma, scuma.
u. nmommnrn.
Squagliare, squagghiare.
goccia Bocca, vaccate.
Stilla, ; nziddo
stizza. Moia, conca.

Striscia, carisciola. Otre, utro.


Stroscia, mposta. Pozzo profondo, pazzo cupo.

SEZIONE 4.
ARTI, MESTIERI E INDUSTRIE.
man. Stile, mullettone.
I. ammawono E manu. Stocco, stuecco.

Archibugio, scuppelta. Stoppacciolo‘, stappagghio.


Armaiuolo, armiere.
a. .umonno.
Baionetta, vainetta.
Arrotare, ammulare.
Cappelletto, tubetto.
'
Innescatura, civatora. A"°““°’ )) ammulatore
molaforbiei.
Schioppo, scuppetta. Cote, petramola.
--2’71--*
8. BARBIERE E FLEIIO'I‘0DIO. Bischetto, bancariiddo.
Barbetto, pezza. Bisegolo, pisecta.
Cane, pattcane. Bussetto, pede di paerco.
Depressore, puntaradice. Ciabattino, conzasearpe.
Flebotomista
ì sagnatore.
Cinturini, ricchiedde.
Flebotomo,
Guardione, scurzetta.
Rasoio, rasato.
Lesina, sugghia.
Salassare, sagnare.
Lisciapante, mazzariiddo.
Salassatore, sognatore.
Marmotta, marmo.
Salasso, sagnia.
Orecchie, ricehiedde.
4. normanni. Orio, rivetto.
Asco, ascia capistro. Quartiere, qùarto di rete.
Asce larga, asctone. Rialzo, anso.
Cane, incino. Riscappinare ) .
Risolare, ) “munîare.
Capruggine, guaglio.
Risolatura, rimuntatara.
Cerchio, ciirco.
Scalcagnare, scarcagnare.
Cocchiumatoio, caconara.
Soletta, chiantedda.
Coltello a petto, noce.
Suolo, ; seta
Mannarolo, mai-razzo. sueto.
Pialla, chianota appustata. Tacco, tacco.
Rasiera, ruspa a tagghto. Tomaio, mptgna.
Tagliuolo, scarpiiddo. Toppa, pezza.
Tiratondi,î %à?%“mpagm Tramezza, vuardinciiddo.
Tremezzo, chiantedda.
s. camumnuo. Trincetto, curtiiddo.
Battirame, ramaro. Vantaggino, pezza.
Calderaio, cadararo.
Ramaio, ramaro. '- 0ABI’EN'I'IEIÌE lì VEICDIJ
Il! GENERALE.

O. CAIZOLAIB. Acciarino )
_ arsicuto.
Becchetti, ricchiedde. Assmulo, )
-272
Bilancino, vilanzola. Traversone, )) traversa.
natieale.
Bilancino, vitamina.
Zoccoli, castagnole.
Calesse, jalesso.
Carpentiere, carrettaro. 8. “BBAIO.

Carreggiata, caxzatora.
Anello, catim'iddo.
Carretto, trainelta.
Arroventare, arrussare.
Contramantice, mantisino.
Arruginire. arruzare.
Copiglia, chieja di scrofole.
lnacciaiare, azzarare.
Cuppè, serpa.
Incudine, nautina.
Flaccbero, cittadina.
. Mantice, manica.
Giavetta, chieja di scrofole. Mastellare, caudisciare.
Incassato, cariola. Quadrella, ttmaquadra.
Martinicca, varra. Soflice, cio/71a.
Montatolo, sta/fune. Sot’fietto, manice.
Mozzo, miqdda.
Sparalembg, ; ggàgî:
Orbe, canto.
Spina, stampo.
Parafango, ;
Tagliuolo, tagghtaturo.
Pernetto. arsiculo. Toppo;cippo.
l’ernia) _ _
prerno male.
Perno, ) o. ronmuo.
Balla, siuo. Chiusino, tumpagno.

Razza, mio. Fornaio, furnaro.


Reggetta, canto. Frucìandolo, scupaturo.

Ridoli, infusulaturi. Lastrone, tumpagno.

Ruota, rota. Spazzaforno, scupaturo.

Sala, asso.
Sottopiede, tavulozza. m. rvnuomo, ann_nnuu,
Sterzo, quartoj di nanti. rum E una umanurh.
Timonella, cittadina. Arrotolata, nturtigghiata.
_273_
Calappio Punteruolo, pantaralo.

Capestro è chiappa. Randello, tarcitar0.


Sellaio, uuarninter4aro.
Cappio,
Soccodognolo
Straccale, "mm'
Cordaio, zacaro.
Cordella, cardedda.
Duglia, ntartigghiata. in. LADTB_IUA_TOBE
Filatore, zacaro. Cementare, chiamintare.
Fune grossa, inserto. Lastra, chiama.
Gabbiaio, fiscalaro. Lastricato, chiamata.
Lacciaia, chiappe. Lastricatore,’ chiancataro.
Legnuolo, cardone. Mazzapicchio
pistone.
Lezzino ) Mazzaranga,
Merlino, )
cardedda.

Sagola, chiappa. l 8. LEGNAIUOBÙ.


Spago, space.
) nauddarc
Soga, zoca. Agglutinare, ) nziccare.

Terranina, ritorta. Aguto, chmevo.


Trapelo, inserto. Barletto, vaarletto.
Trasto, rata. Bietta, cagna.
Broccaio, vaardolo.
Il. FUS'I‘AIO E SELLAID. Brocchetta, chiantaraelo.
Bardature, siddino. Brucioli, farfagghi.
Bardella, vardiiddo. Cantera, spuntone.
- Bastiere, vardaro. Capitello, manico.
) mmasto Cavicchio, cacigghi0.
Basto, ) varda.
. ) centra
Chl°do’ ) chîueuo.
Bilia, tarcigghione.
Braca, craca. Cote, petramola.
Fustaio, vardaro. Cuneo, calagnato.
Imbasatura, incivii. Ballare, chianaualare.
Imbraca, vraca. Farfalla, ehiaevo.
l8 ,

_.__ W.W.Îa_..
' f274
Silocolla, coddacaravella.
Forma, cavigghiera.
Sinopia, terrarossa.
Granchio, vuarletto.
Smentare, ugnitura (a).
Grisatoio, risnlaturo.
S ponderuola, spinarola.
lmpiallacciare, impellicciare.
Spranga, spuntone.
Inchiodare, ) centrare
) nchzuvare. Steccone, arislone.
lncollarè, nenddare. Succhiello
Succhio, ; spinale.
Incuneare, ncngnare.
Legnaiuolo, mestro d’ascia. Tacchie, farfngghi.

Maniglia, manica. Tanaglia, tinagghia.

Martello, martiiddo. Terebra, spinola.


Nespola, vroccola. Tozzetto, chiuevo.
avvuzzato Trapano, trapano.
(muso’ ; scugnato.
Trucioli, farfugghi.
Pialla, chianola,
Verrina, trapano. ,.
Piallaccio, impelliccialura.
Piailare, chiannzzulare.
Pialletto, chianuezzolo. LEGNA“! GBEZZI

E LAVOIÌA'I‘I.
Presella, ribuzzo.
Asse, tavola.
Quadrella, limaquadra.
Assero, taiddo.
Rage]lare, assuzzare.
Raspa, ruspa. Assicella ) stascedda
’ ) taouledda.
‘ ) brachdtone
saetta, ) dentett0. Copponi, stozziri.

Saracco, sirracco. Corrente, murale.

Sbarra, scocca. lnvetriata, vitrera.


Pancone, tavulone.
Scuflìna, ; ggfggna’
Scampolo, scapizzo.
Sdentatura, zenna.
Scheggia, scorda.
Sega, serra.
Sciaveri, stazziri.
Sergente, sergente.
. .
Sgorbia, gorbia. st'p'te’ ; talaro
stantaro.
-- 275 -
Subbio, sugghio. n. numn'roll.
Telaio maestro mostra. -
Trave. stacchinb. g’e ) zappa“;

Barbera, marmotta.
u. IANISCAIAJII Centina, forma.
Bisturi, bisturi, Cordellino, stramaltuctn.
Curasnetta, roìnetta. CrivellO, sciatico.
Doccia, gubbietta. ' Gucchia, pede di puereo.
Ferratore, ferracavaddi. _ Magliette, maggitiuto.

Freneuo’ ; îfig;téggîtîggfd Manovale, maniputo. lì

Incastro, rotna. Marrone, ))» zappom‘ '


Marra ' ‘
"‘
_ ) mazzicnturo Martinello, crapia. ‘ ‘ì
Mashgatore, nasraletto
scaletta, Muratore, frabtcatore.
Rosetta, roma_ Nettatoia, spruvicrc.
Pennellone, scapolo.
u. MUGIAIO Picone, pede di puereo.
Balzuoli, ponti. S°hìf°i ‘“‘°'
Caviglia, palo. Sorgozzone, gettone.

Molino, mulino. Sparviere, spructere.


Mugnaio, mulinaro. spianat0i‘)’ 8"“fi’m‘
Nottole, jarapiiddi. Squadra» ‘q“ai"°'
Pistrinaro, mutinaro. Stang°ne’ palo di Mm"
Pistrino, mulino. Vass°i°’ W”
Rubecchio, rota_ Verricello, crapia.

Stile, croato. "U.Am


Tentennella, rutiiddo. Ambrogeua, mamm_
Tramoggia, tramoscia. Ammattona‘o, mamma“.

' - ' - ‘ - - - ’ “ÌWO' n a coltello,mattunata a tdnbio.

‘ Bollette, lungi. ‘
'- 276 -
Calce, raucia. Cannello, seiasciarltddo.
Calcinaio, camino. Fornello, simoa.
Gesso, cisso. Frassinella, tripolo.
lm_maltare, cazzafittare. Grattapugia, grattqusciq.
Imposta
Incascq, appesa Martello a bocca dolce,ablwzsaturo.
Intonaco, razzafitta. Morsetti, morselle.
Moriccia, morbo. Morsetta, pizzicarolq.
) suppuntare Nespola, trapano.
Puntellare, ) pantiddare.
Orefice, arefice.
suppuntu
Puntello, ; puntiddo. Sommo) ggtîicfiîmiaaq. '
Quadrone
Quadruccio, )) mamme‘ Tanaglia a taglio, tronchesa.
Rimpetto, scusa e caso. Tavolello, limaturo.
Rinverzamento, ingusciatura. Trapano, trapano.

Rinzafiatura, rizza. Verguccio, canale.

Sharra, punliddo. ' Verrina, trapano.


Sbarrare, puntiddare.
la. onop9gqu
Sbollature, fungi.
Cronometro, tirlogio.
Sovveggiolb, puntiddo. ’
Lancetta, sfera.
St“0ia’ ì ‘lîgt?tqtllflzîgnta.
Oriolaio
Orologiaro, )) Wluyiaro_
Sverze, scardg,
Orologio, tirlogto.
Terrarga, tirmezzoio.
Terriccio, martiene. I 9 . PASTA10

Pastaio
_ gg._ nume: Vermicellaio, ì maccamnam'
Abbrarzhtoie, pinfitte. N. B. Le paste lavorate si veggom
Sez. 3a num. 9. “ '
Affinatoiq ) forgia.
Ktanor, )
’ Bacheca, vitrlna. no. rnroma
Bottoniera, rareapia. Pennello, pinnttddo.
Caldaiuola, vtlanzone. Pittare, pittiare.

5
-277
M. mazznm Segatura, serrazza.
Artificiere, facaralo. Segone, travanedda.
Fochetti, spariaiorii.
u. TESSITOBE
Gazzarro, mariamagna.
Calcola, pedarole.
Girandola, ratedda.
Cannello, canolo.
Miccia, miccia.
Filatoio, ndriatara.
Polvere, porca.
Incorsare, cocente (fare).
Razzaio, fachisto.
Licci, Iezziri.
Razzo, fravolo.
Maestrella, caseina.
Salterello, tricchitracco.
Spola, seiuscetta.
Serpe, ascapiidi.
Statîe, zacaiiiddi.
Tronetti, trueni. .
Stamaiuola, carrente.
Subbio, sagghio.
u. snvomuo
Telaio, talora.
Maestra, frisco.
Tempiale, stesa.
Saponaio, saponaro.
Saponiera, Sapunera. TESSUTI li ’ mono PARTI
Accincignare ) afl’rizzitara ‘e- ag
n. smrro Ammencire, ) _ grappilare.

Bugrane, pezzetto. Anchina, anehetta.


Cesoie. ; forbici. Bamhaggino, uammcicegna.
Forbici,
Brandello, zinzolo.
lmbastire, inghimare.
Brano, strazzo.
Sartore, easitore.
Camojardo, canodda.
N. B. Le altre voci di Sartoria si
veggarw nei lavori domestici. Sez. Cenci, zinzili.
3“ mm. 15. Cerro, piduzzo.
Cimossa, cimosa.
u. snanronn
Fettuccia, ciddaso.
Canteo, varlecchia.
Gremignuola, pipiriiddo. ' p
Licciaiuola, tirzaralo.
Guflcire” ; 2%552555m.
Pietica, puntale.
'_\
-278
lnvoglia, cannavazzone.
Beccaio, cacciare.
Lembo, strafinzolo. Beccheria, vucciaria.
Percale, brigalla. Deschefia, cippo.
Squartatoio, squartatnro.
Ratio, lasco.
Ritaglio, ritagghia. I Beccamorto )
Becchino, ) prqcamuerto.
Sciamito, villuto. Berrettaio, cuppularo.
Sgualcire, afl'rizzilare. Bottinaio, nellacumrpuni.
straccio ) Bracciante, bracciale.
Strambello,) “razzo.
Caffettiere, cafiittiere.
Terzone, eannauazzone.
Bricco, cucuma.
Tirella, clmasa. Chicchera, chichera.
Traliccio, tela di sacchi. Cogoma, cuemna.
Forgellino, fumacedda.
Velluto, villuto. ‘ Macinello ) - .
Mulinello, )macmuddo..
Vivagno, cimosa.
Conciabrocche, conzagraste.

se. vanno Crestaia, ; gggg;g


Coccialo, [in‘naciara Cuoco, cucce.
Invetrlatura, stagno.
Erbivendolo, verdumaro.
Lutiflgolo, critarulo.
Facchino, vastaso.
Marzacotto, stagno.
Fante’ )) vajassa.
serva
Vasaio, critarulo.

N.B. I oggi veggonsi alla Sezione 3' Fattora, serva.


mm.
) Giornaliero, bracciale.
-_-__-_.
Granaiolo, granista.
IBBI'IEIII, INDUSTRIE
Letamaiuolo, nettarummato.
E SEBVI'I'U'
Lustrino ) -
Accordellatrice, valtitrice. Lustra stivali,) pul'mmo'
Acquacedrataio, acquaiuolo. Nettacessi, nettacummuni.
Acquaruolo. acquarulo. Occhiellaia, pirtusara. \
Barcaiuolo, varcarulo. Pannajuolo, pannacciaro.
‘B3tl1110, accatt’e vinne. Peppino, spilalicre.
- 279 -
Pietraio, zuccatorc. Spaccalegne e taglialegne.
Gravina, suecco. Cepperello, asce.
Scavare, zuccarc. - Cuneo, accetta.

P]“z Il'ca gn0 1 0, put‘Ja’0


" ‘ Schiappa, asca.
Scure, Granato
Portatore,
Rigatt‘e panariiddo. Spazzatore at À
I re
Rivendugliolo, . -
; accatevmne‘ S azza uraio
SBazzino, scup ore.

Sensale, zanzano. Treccone, accatt’ e vinnc.

Smacchiatore, macchiaruto. Vetturale, viaticaro.

SEZIONE 5.
I. VE5'I'I El) 0GGET'I‘I DEL CUL'I‘0
I
RELIGIOS‘) EITERNO

Acqua benedetta, acquasanta. Cerimonie, satamtticco.


Altarino, scinucchiataro. Ciborio, custodia.
Ambone, purpito. Ciocca, frasca.
Anse, fibbie. Coltrone, panno.
Atauto, chtauto. 001101160, “63“?
Baldacchino, tasetto. Cordiglio, tozzo.
Battezzare, vatttsctare. ' Cornucopia, cornucopia.
Bossolo, cascetta. Cunzia, mazzo di fiurt.
Breve, abitino. Dare l'estrema unzione, stremarc. '
Cacherelle, pancddg, Bosco, trono.
Candela, cannela. I Dindonare, martore.

Candellaia, Canilora. Drappello, panneggio.


Cantoria, orchesta. Epifania, Bufania.
Capannuccia, presepio. Falcola, canneto.
Catafalco, castellana. Feretro, chiauto.
Cataletto, chiantó. Fermata, pisss.
Ceppo, cascctta. Festone, machina.
Cerco, canoto. Figura, fiera.

“-\
-280
Fusciacco, panno. - ) sbringhilisciata
suono dl tabella’ ) trucculisciata.
Gonfalone, slannardo.
Tabella, troccola.
lnverberato, Mirvirato.
Tabernacolo, nicchia.
Lanternoni, lampioni.
Leggio, littarino.
Teddeo, ; Ég;ggî
Medaglia, simuragghia. Viticcio, cornacopia.

Mortorio, mia mia tòn tòn. Zucchetto, scazzetta.

Mozzo, cicogna. ' a. smanmn I: sumansuuonn


Ornare, addubbare. Coste, gribte.
Ostensorio, sfera. Facimola, mascia.
Palmizio, parma. Garnmarltite, petra da maliciiddo.
Piletta, acquasantera. Magia
Malia, )2 mascza.
-
Pippori, curacldi.
Plasma, trastaddo. Romìce, romice.
\
Processione, princtssione. Tagliarei vermi, tagghiare li viirmi
Pulpito, purpito. ____._____

Purgatorio, Priatorio. S . [IDEALI

Quaresima, quaremma. Biliorsa ) nannuerco


Chimera, ) e nannorca.
Ramarro, mazziere.
Ficchino, nziiddo
Saetta, triangalo.
Luna (macchie), Marcoffo.
_ Sagrestia, sacristia.
Malnrio, malaario.
Santese, rimilo.
Orco, nannuerco.
Sarocchino, pellegrina.
- - -- aura
spmto famlm‘u‘e’;scazzantam‘iiddo.
Scampanare, scampanisciare.
Scampanata, campanisciata. 'l‘rentavecchia, nannuerco.
Secchiolina, acquasantera.
a. maocumm E suw.umnrn
Spegnitoio, statacannele.
Aerostato, pallone.
Spigolo, triangulo.
Stendardo, stannardo. 4 Bacchette, mazzareddc.

Suffragare, difriscare. , Canocchiale, acchialone.


Suflîragio, difrisco. » piccolo, spinncino.

. ,, ,, . _,_,/>‘ N..NfN._/W«M
-’281-‘
Catuhbe F'oglietta, figghiettd.
Cennamelle, )) . ..
mamm
Giunta, rifosa.
Cennamella, ciaramella.
Mezzina, menza.
Chitarra, catarro.
Curro, carte. \
Misura, g figa???“
Fionda Misurare, annizzare.
)) jonola.
Fromhola,
Moggio, minzaddo.
Piatti turchi, piattini.
Oncia, onza.
Protelo, gaencio.
Pesata ) pesa.
Rullo, carlo. Pesatura, )
Tamburrello. tammariiddo. Pesa, piso.

Trombetta, trammetta. Rasiera, rasòla.

Vapore, papone. Rotolo, raetolo.


Scairdaglio, scannagghio.
I . VALUTE Segno, nizzo.
) cambiatara Sonda, scannagghio.
Aggio.
) lagia.
) sthtela
Denaro, tarnisi. S tadera, linguetta
) giudice.
Discreto, marcato.
scappato, stappiiddo.
Gruzzoli, tatiri.
Tarantello, scionta.
Minuto, spicci.
Tomolo, tammino.
Moneta, cinquina.
Monete, taraisi. I . MERCE"!
Piastra, pezza. Beveraggio, vraggio.
- ncarescere Giornata, sciarnata.
Rmcarare, )) "ghianare'
Implicita, vinnitara.

o. nusum Mancia, ; ìîgfiîano


Accortare, accartescere.
Mercede, mazzetta.
Bilancia, vitanza.
Regalo, rialo.
Caraffa, jarrapa.
Senseria, zanzanafia.
) accurmatora
colmatura’ ) e carmatora Toccarnano, viaggio.
-282 - I
I. vm un.uuuu Gromma, zurla.
Bastione, trainare. Grommato, mpicilato.
Casotto, galitta. imbrattare, nghiaecare.
Milite
Soldato, )) ‘“"W°' Impostime, posa.
ingresso, ' rummato.
Staffa, livoria.
Ipostasi, tartaro.
o. rnnsronn Letame, rummalo.
Carrata, trainata. Lezzo. fiizzo.
Pellicino, piscione. Loja, mucitia.
Trasportare, carriseiare. Lordare, mncitare.
Trasporto, rarrescia. Lordura, mucitia.
Meconio, virdiltina.
IO. 0DOBl, PUZZIS, LORDUIIB,
Moccio )
LETAME Muco, ) mucca.
Abbruciaticcio, fiizzo d’asquato. 0dórare, addnrare.
Atrore, furtore. ’ Odore, addore.
Alezzare, fetere. Ozena, fiizzo.
Annasare, annascare. Polveraccio, letame picurino.
Bo_vina Polvere, porca.
Burma, ; scafazza. -
Putire, affitescere.
Catarzo, mucitia.
Puzzare, fetere.
Cavallina, stagghio.
) filzzo
Cerume, mucitia. Puzzo, ) sciaaro.
Concime, rummato. Ragnatelo, pilascina.
Fanghiglia, mogghia. Ridolere, addurare.
Fango, maggiacco. Sgorhiare, ngbiaccare.
Fardata, nghiacco. Sgorbio, nghiacco.
Fetore, fiizzo. Sito, fiizzo.
Fiutare, annascare. Spazzatura, rummato.
Frittella, macchia. Stabbio, stagghio.
Fuliggine, piluscina. Stereo, cajonza.

, . \L‘_.W.Jî.-nv_;ffaî; «1m
-283 -
Sudicio, mpicilato. Bao bao, pò pò.
Sudìciume, mucitia. Bere, mbrumma.

Tanto, ;
; 222.2?
Zacchera, stizzica. B.io, stringhilo.
Cilecca, cagnavola.
u. svom, vuc1, nunuu
Graffiatura, bojo.
Abhaiamento, uud vuà.
Acciottolìo, rumori di piatti. Grazios°’î îîfifi?àî%m
Alza, iza. Pidocchio, pipio.
Borborigmo ) - I
Pisciacchera . . . .
Bruito, ) mc'ta' Piscialetto. p”““‘hmm'
Chioccarey scattariseiare. Scherzo, chiricomma.
me io
grocgglare ; sueno seantato. Uovo, cuco.
)

Croscio, vugghio.
O
Fruscio, searpuniiscîo. l 8- BALOCCIII

- ; :d
Fuon, chid_