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EFEMERIDI LETTERARIE
D I R O M A

T O M O II N D E C I M O

C ON TE NE NTE LE OPERE E NUNCIATE

N E I L' A NN o MDCCLXXX II.

I N R o M A
NELLA LIBRERIA ALL'INSEGNA D'OMERO AL CORSO.
--
CON LICEAVZA DE” SUPERIORI,
f - - * t ; * --

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& 1 M P R I M A T V R,
Si videbitur Reverendiffimo- Patri Magiftro Sacri
Palatii Apoftolici.
F. A. Epi/copus Momtjs Altj , ac Vice/gerems .
A&^ &^&^ v4»«&*» •*»«*»**»**»**»**»«*»«*»«*»**»«*»

1 M P R 1 M A T y R, -

Fr. Th. Maria Mamachius ordinis Praedicatorum Sa


cri Palatii Apoftolici Magifter ,

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Li s. Gennaro

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R o M A . , educazione de' ſuoi figli sì dà S. E.


il Sig. Principe Borgheſe, alla di cui
Elementi grammaticali della lingua caſa egli profeſſa non piccole obbli
latina ad uſo de' Signori Don Ca gazioni. Il ſuo principale ſcopo ſi è
millo, e Don Franceſco Borgheſe, fi di agevolare l'acquiſto della lingua
gliuoli dell'Eccho Sig. Principe di Sul latina, che ſuol riuſcire, ſoprattutto
mona & c. AVella ſtamperia di Paolo ai ſignori, così ſeccante, e di diſpor
Giunchi 178 I. in 8. ne ſi fattamente i grammaticali eſer
cizj, che la ſcuola di queſta lingua
Non ſi troverà male, che " divenga, ſe fia poſſibile, un vero lu
mo principio al nuovo anno lettera dus letterarius , come i latini la
rio coll'annuncio di una grammatica chiamavano , per i principianti . A
latina, principio e fondamento di tut queſto ſcopo collima parimenti la bre
te le ſcienze, almeno ſecondo il co ve, ma ſugoſa e giudizioſa direzione
mun metodo de' noſtri ſtudi . Ma , ai maeſtri di queſta lingua, ch'egli
mettendo a parte ogni celia , egli è premette ai ſuoi rudimenti gramma
certo che una grammatica ben fatta ticali, e nella quale loro inſinua deſtra
non può eſſere che il lavoro di una mente, come debban contenerſi nella
buona teſta metafiſica, la quale ben ſcelta, e nel modo degli eſercizi gram
conoſca la generazione delle noſtre o maticali,ſicchè rieſcan queſti intereſſan
idee , per potervi ſopra appoggiare ti e piacevoli a fanciulli, e ne ritraggan
un buon ſiſtema di lingua. L' Auto eſſi tutto il profitto, non ſolo riguar
re di quelle che ora annunciamo è un do alla cognizione della lingua che
diſtinto letterato di queſta dominante imparano, ma ſibbene riguardo a quel
conoſciuto dalla repubblica letteraria la tanto più importante della religio
per altre ſue produzioni di maggior ne, che loro deeſi far conoſcere ed
importanza, delle quali ebbimo il pia amare ſin dai più teneri anni, e re
cere di riferirne una aſſai pregevole, lativamente allo ſviluppo della loro
e meritamente applaudita nell'anno ragione , e alla formazione de loro
ſcorſo. Egli ha intrapreſo queſto gram cuori. Deeſi ſaper buon grado all'A.
maticale lavoro principalmente per ſe perchè per iſcemare o togliere il te
condare la nobil premura, che per l' dio de primi ſtudi de fanciulli, egli
abbia
2 /

abbia eſaurita una sì tedioſa fatica - loro diſgrazia ſi accanì loro contro
qual'è quella del lavoro di una gram un troppo riſpettabile e fiero nemico,
matica, e che per aggiunta alla der il gran Marcheſe Maffei , il quale ,
rata non vien poi quaſi mai, quan nella ſua opera poſtuma dell'arte cri
to merita, valutata. Ma penſerà co tico - lapidaria non ſolo moſtrò di
sì chi vuole , che noi la crederem dubitare della ſincerità di molte di
ſempre degna di molta lode, e direm queſte lapidi, ma ſpacciatamente di
ſempre, che ſe chiaronne moltiſſime ſuppoſitizie , e
In tenui labor, at tenuis non falſe . Il Sig. Pier Lorenzo del Signo
gloria. re autore della bella , ed erudita .
- r º
opera che annunciamo , ſcende ora
F. I R E N Z E . dunque nello ſteccato per difendere
la genuinità degli oltraggiati marmi
1 marmi Riccardiani difeſi dalle , Riccardiani. Nulla certamente potreb
cenſure del Marcheſe Scipione Maf be derogare alla grande, e meritata
fei , AVella ſtamperia di Franceſco fama del Sig. Marcheſe Maffei, il dir
Moucke 178 I. in 4. Si vende da Gre francamente che egli aliquid humani
gorio Settari al corſo all'inſegna di paſſus eſt nella cenſura di queſti mar
Omero. mi. Tale però è la modeſtia del Sig.
Pier Lorenzo del Signore , che egli
Le antiche iſcrizioni che adornano ſi nudia nell' introduzione dell'ope
il cortile del palazzo dei Signori Mar ra, non ſolo di ſcuſare il Sig. Mar
cheſi Riccardi a Firenze, ſono ſtate cheſe dagli abbagli preſi, facendo ve
ſempre tenute in grandiſſimo conto dere quanto ſia facile il prenderne in
dai più ſolenni maeſtri dell'arte anti ſiffatte materie , e quanti e quanto
quaria , e il Gori nella celebre ſua . groſſolani ne abbiano preſi gli uomi
collezione delle iſcrizioni antiche To ni di prima sfera, ma s'ingegna per
ſcane accordò loro il primo luogo do ſino di perſuader ſe , e noi che le e
po quelle della Real Gallerìa. Furo ſuddette cenſure non ſono forſe del
no deſſe raccolte con immenſa ſpe Maffei, benchè vadano ſotto ſuo no
ſa, ſono già due ſecoli, dall'erudi me. Diffatti l'arte critico - lapidaria
to Romolo Riccardo Riccardi, e in fu pubblicata dal Sig. Franceſco Se
ſieme con moltiſſimi altri pezzi ad ogni guier di Nimes, a cui il Maffei avea
parte dell'erudita antichità ſpettanti laſciati per legato diverſi ſuoi ſcrit
fatte collocare , e diſporre ne' ſuoi ti , e fu compilata ſopra vari fogli
giardini di Gualfonda, dove ſi rima ſeparati l'uno dall'altro, ſcritti par
ſero ſino al tempo in cui coll'auto te in italiano , e parte in latino, e
rità, e permiſſione del G.Duca Coſimo ripieni di abbreviature, di parole mu
III. furono dal March. Franceſco Ric tilate , di ſentimenti interrotti, co
cardi nel ſummentovato palazzo traſ ſicchè oltre all'apparir chiaramente
portate. Si godettero eſſe in pace del da ciò, che il Maffei avrebbe dovu
ia loro riputazione , fino a che per to rifonderla, ſe aveſſe voluto darla
alla
3
alla luce, e avrebbe forſe ritrattato la medeſima introduzione un belliſſi
allora quei ſentimenti che non avreb . mo ſaggio di critica lapidaria, diret
ber potuto reggere a un più ponde to principalmente ad inſinuare negli
rato e rigido eſame, ſi vede ancora antiquari un certo ſaggio ritegno nel
cha in quella confuſione di carte mal battezzar ſi francamente per apocrifa
digerite, e mal concepite, dalle quali un'iſcrizione a cauſa di qualche eſ
ſi è ricavata queſt'opera poſtuma, ſi preſſione che in eſſa ſi trovi, la qua
poſſono eſſere attribuite al Maffei mol le non ſembra a primo aſpetto con -
te coſe ch'egli non ha mai nè pen forme al genio della lingua in cui è
ſate nè dette. E chi ſa poi ſe l'edi ſcritta , ſenza conſiderare in che ſe -
tore Franceſe, per riempire le lacune colo, in qual paeſe, e da quali per
dell'opera, per farla comparire in ſone eſſa ſia ſtata fatta ; e ſupponen
pubblico ſotto di una più decente for do in certa guiſa, ſenza dirlo, che
ma, o per qualſiaſi altro motivo, non tutte per eſ. le iſcrizioni latine ſieno
vi ha forſe aggiunto molte coſe del ſuo? del miglior ſecolo della lingua latina,
Certamente non par credibile che il e tutte erette in Roma o nelle ſue
Maffei, ſolo per accreſcere il nume vicinanze, e da perſone di non ordi
ro delle iſcrizioni che ſi pretendono naria letteratura. Dopo di eſſerſi il
falſificate , abbia voluto regalare al noſtro Autore con queſte generali con
cortile Riccardi un'iſcrizione che non ſiderazioni fatto ſtrada al ſuo argo
vi è mai ſtata, e che nemmeno è ri mento , egli entra in materia , e ,
portata dal Gori, e che pure nell'ar riſpondendo prima alle cenſure gene
te critico - lapidaria tralle Riccardia rali - paſſa poi alle particolari fatte o
ne vien francamente noverata . Non dal Maffei, o da chi parlò in ſuo no
par credibile neppure, che il Maffei me, ſopra ciaſcuno de'marmi cenſu
dopo di aver eſaminate con tutta la rati. A ſcendono queſti al numero di
poſſibile diligenza le iſcrizioni Riccar XXXVIII. Non potendo parlare di
diane, e non già per due o tre, ma tutti , ci contenteremo di dare un .
per ben venti volte incirca, ſiccome breviſſimo ſaggio dell' apologìa, che
ſi aſſeriſce nell'arte critico - lapidaria, ſi fa del primo . L' epigrafe che in
ſi ſia poi allontanato dalla vera lezio eſſo ſi legge è la ſeguente :
ne de'marmi cenſurati, e non già per D M
una lettera o per due , ma per mol IVLLO POLILICO
te e molte . Sono queſte ed altre a COIITBERTO SVO
queſte ſimili le conſiderazioni che va CARISSIMO FE
facendo il Sig. Pier Lorenzo del Si CIT IVLIA HEL
gnore nella ſua introduzione, per far PIS BENE ME
ci credere che forſe non ſono, alme RENTI
no intieramente, del Maffei le cenſu Il cenſore arreca queſta iſcrizione,
re de'marmi Riccardiani, ch'egli in come un eſempio di tutte le cenſure
queſt'opera ſi propone di dileguare . generali, colle quali egli ſi è ſtudia
Segue dopo queſte conſiderazioni nel to d'intaccare la fama della maggior
A 2 parte
4 -

parte dei marmi Riccardiani: exempto doveaſi prolungata , e quindi quaſi


ſit iſla IVLLO POLILICO &c. Non affatto obliterata dal tempo . Molti
eſſendoſi egli ſpiegato di vantaggio eſempi di ſomiglianti conformazioni
fa d'uopo indovinare ciò che in que della lettera L trova egli in varie »
ſta iſcrizione gli faccia maggior no antiche iſcrizioni, ſulle quali non .
ja. Sarà forſe, dice il noſtro apolo cade verun ſoſpetto di falſo . Cam
giſta, quel IVLLO in luogo di IV biato così il COIITBERTO in CO
LIO ch'ei vi vorrebbe leggere, quel LITBERTO niuna difficoltà fa poi al
le lettere I IT in COI IT BERTO, ch” noſtro Autore l'aggiunta della lette
egli vorrebbe ſcritto COLLIBERTO, ra T avanti il B, e la mancanza di
o CONLIBERTO ; e finalmente quel un N dopo di CO , trovando di ſif
CARISSTMO in luogo di CARISSI fatte aggiunte , e mancanze quanti
MO ? Per legittimare il IVLLO fa . eſempi egli vuole nel Grutero, nel
vedere primieramente il Sig. Pier Lo lo ſteſſo Muſeo Veroneſe del Maffei,
renzo del Signore eſſervi ſtato preſſo i e in altri antiquari . Finalmente per
Romani il prenome di Iulo , quan quella T del CARISSTMO adopera
tunque eſſo non ſi trovi ne' catalo ta in luogo di un I egli ne rifonde
ghi de'prenomi , che ci danno gli intiera la colpa ſull'ignoranza dello
antiquari , e lo prova coll'eſempio ſcalpellino; della quale ignoranza non
del figliuolo di M. Antonio il trium mancano certamente infiniti eſempi
viro , chiamato con queſto prenome nelle antiche iſcrizioni. Ma pure per
da Orazio ( od. II. lib. IV. ) , da iſcuſare in qualche modo il povero
Svetonio (in Claud. cap. 2.), e da ſcarpellino, egli congettura aſſai in
Caſſiodoro nel cronico, e nefaſti Ca gegnoſamente , che forſe il facitore
pitolini . Che poi ſia ſcritto IVLLO della iſcrizione avea poſto un accen
in luogo di IVLO dee ciò far tanto to ſulla ſeconda I di CARISSIMO ,
caſo , quanto ne fa il vedere preſſo e che quindi l'illitterato marmiſta pre
gl' Italiani ſcriverſi ora Bartolommeo, ſe quella I accentata per un T. Quin
Apollonio, Flamminio, Cammillo C5 c. tiliano, Marziano Capella , ed altri
ed ora Bartolomeo, Apolonio , Fla ſcrittori latini parlarono molto di que
minio, Camillo & c. ovvero per trar ſti apici, od accenti, e ſe ne incon
re un eſempio in tutto ſimile al no trano anche ſovente nelle iſcrizioni -
ſtro dalla medeſima lingua latina , Nè ſi dica ch'eſſendo breve la penul
quanto ne fa il trovare ne' marmi al tima ſillaba di CARISSIMO, non vi
cune volte Paullus, ed altre Paulus . è biſogno di accento per pronunziar
Venendo poi al COIITBERTO, l'at la giuſtamente. Si trovano apici po
tenta iſpezione del marmo ſuggeriſce ſti anche ſulle ſillabe brevi, e fra le
al noſtro Autore il primo rimedio , altre vi è una lapide di Claudia At
qual è quello di prendere la prima i tica a cui il Maffei ha dato luogo nel
per una L, la di cui linea inferiore ſuo Muſeo Veroneſe, nella quale ſul
ſia ſtata o per incuria, o per igno la penultima ſillaba di CAESAR ſcrit
ranza dello ſcalpellino , non quanto ta in luogo di CAESARE vi è un .
a CCCntO
accento, quantunque quella ſillaba , tenzioni. Nè egli ſi è contentato di
fia breve . Oueſta metamorfoſi delle eſſere un ozioſo conoſcitore di que
I accentate in T ſomminiſtra ancor ſta importantiſſima verità, ma forni
al Sig. Pier Lorenzo del Signore una to com'egli è di tutti i lumi della ,
nuova maniera di correggere il COIIT religione , e della filoſofia , e di
BERTO leggendo in ſua vece COL tutte le grazie dello ſcrivere italia
LIBERTO, cioè prendendo le due II no, ha meſſo mano all'opera per re
per due I.L nelle quali la linea infe galarci l' altro libretto, che ora an
riore ſia ſtata poco prolungata , e nunciamo. Egli attacca in eſſo il più
quindi cancellata dal tempo , e il T ſpecioſo preteſto, e per così dire l'
per un I accentata. Da queſta breve Achille, di cui ſi vagliono i moderni
idea che noi abbiam dato dell'apolo filoſofaſtri, per inſinuare negli animi
gìa che fa il noſtro Autore del pri de poco cauti i loro moſtruoſi ſogni.
mo de marmi Riccardiani , ognun . Spaccian ſempre queſti tali di ſcrivere
potrà per ſe ſteſſo facilmente rileva per il ſolo bene dell'umanità ; que
re con qual copia di erudizione anti ſto è il loro vocabolo favorito; que
quaria fia ſcritta queſt'opera, e con ſta è la virtù ch'eſſi ſempre affetta
qual diletto ed iſtruzion dovrà eſſer no d'inculcare . L'aſſunto pertanto
letta da dilettanti di queſti ameniſſi del Sig. Abate Conte Roberti ſi è di
mi ſtudi. ſmaſcherare queſta loro ipocrita uma
nità , e di dimoſtrare che non ſi dà
T O R I N O. . nè ſi può dare vera umanità ſenza
a - religione. Per procedere ordinatamen
Annotazioni ſopra la umanità del te, e con metodo filoſofico fa d'uo
ſecolo decimottavo dell'Abate Conte po rintracciare, e fiſſare le vere no
Giambattiſta Roberti. Preſſo Giam te caratteriſtiche dall'umanità , ed
michele Briolo 1781. in 8. eſcluderne le falſe . Queſta appunto
è la ſtrada a cui ſi appiglia il noſtro
Se il Sig. Abate Conte Roberti in Autore , il quale quaſi ch'egli ac
compagnia di molti uomini aſſennati cordaſſe al ſecolo decimottavo il pre
vede gli abuſi, e i pericoli che poſſon teſo pregio di umanità, principia dal
naſcere dal predicare troppo ſovente farne uno ſpiritoſo ironico elogio, per
e troppo circoſtanziatamente dai pul domandar poi licenza di proporre i
piti contro i ſedicenti ſpiriti forti , ſuoi dubbi, e le ſue obbiezioni ; e
ed il moderno filoſofiſmo, egli vede queſti dubbi, e queſte obbiezioni for
egualmente l'eſtrema neceſſità che vi mano appunto la dimoſtrazione del
ha di opporre ai moſtruoſi libri, ne' ſuo aſſunto , tanto più vittorioſa ed
quali con tanti artifici, e riggiri ſi irrefragabile , quanto che eſſa da .
propina il rio veleno della miſcreden principio non ſi annuncia per tale -
2a , altri libri ben ragionati e ben Dubita adunque il noſtro Autore, ed
ſcritti, che ne diſcoprino la maligni ha ben ragione di dubitare , ſe la .
tà , e ne moſtrino le ſeduttrici in vera umanità debba eſſer ſolamente
ripoſta
6
ripoſta nelle parole, ſiccome gli pare nella ſua divina perſona un sì per
da molti fatti poter raccogliere che fetto eſemplare. Deſſa fu che inalzò
facciano i moderni filoſofi , l'umani oſpedali , orfanotrofi &c. e tanti al
tà de' quali ſta tutta nella teſta , e tri aſili di umanità, de'quali neppur
niente nel cuore . Dubita ſe la vera i nomi ſi trovano preſſo gli antichi;
umanità debba farſi ſolamente conſi deſſa fu che la prima predicò il bel
ſtere in certe paſſaggere tenere come precetto non mai per l'avanti inteſo
mozioni, e nel compatir tanto certe quod ſupereſt date pauperibus ; ad
colpe ; come ſembra volerſi far cre eſſa ſi dee l'origine di tanti inſtituti
dere da alcuni de' noſtri ſcrittori alla religioſi, particolarmente addetti a .
moda. Dubita fimilmente ſe l'uma quella o a quell' altra opera di uma
nità poſſa eſſere alcune volte ſi affet nità ; deſſa fu che ritraſſe dalle ſelve
tatamente univerſale , ed altre di una di America tanti millioni di ſelvaggi,
sì geniale particolarità , ſiccome ſi per farli uomini e criſtiani; deſſa fu
moſtra in alcuni di loro. Egli ſi ma infine che ſeppe farſi ammirare , e o
raviglia poi che queſta preteſa uma ſtrappare i più luſinghieri elogi dalle
nità del ſecolo XVIII. non ſiaſi pre penne de maggiori nemici del nome
ſa veruna cura di migliorare la con criſtiano, fra i quali ci contentere
dizione de'contadini, e de'prigionie mo di mentovare la notiſſima let
ri , cioè della claſſe più numeroſa , tera di Giuliano Apoſtata ad Arſa
ed importante dello ſtato , e della , cio prefetto della Galizia , e l'eſ.
claſſe più sfortunata. Prega in ſegui preſſione di Luciano, il quale nel ſuo
to il noſtro Autore l'umaniſſimo ſe opuſcolo de morte Peregrini, chiama
colo XVIII. di voler avvertire che i criſtiani omnes invicem fratres. Ed
l'umanità puramente naturale , ch' ecco come il Sig. Abate Conte Ro
eſſo tanto decanta, è ſpeſſo umani berti , dopo di aver dato nell'altro
tà intereſſata; per lo più ſuperficia ſuo opuſcolo, da noi già riferito, i
le ; qualche volta incoerente con ſe più ſavi precetti intorno il modo di pre
medeſima; e che l'eſperienza antica dicare contro agl' increduli , ci pre
delle nazioni anche più culte , ma , ſenta in queſto un eccellente model
non illuminate dall'evangelio, ci di lo di una predica fatta ſecondo le o
moſtra quanto eſſa ſia ſtata ſempre maſſime da lui ſtabilite. Diffatti que
imperfetta. I fatti più incontraſtabili, ſte ſue annotazioni ſopra l' umanità
la ſtoria di tutte le nazioni, e di tut del ſecolo XVIII. potrebbono facil
ti i tempi depongono unanimemente mente ſervire di traccia per una pre
contro la ſufficienza di queſt'umanità na dica, la quale mentre ſi preſentereb
turale, che i noſtri filoſofaſtri vorrebbo be come un'uſuale predica ſopra la .
no alla carità criſtiana ſoſtituire. Ma carità criſtiana , conquiderebbe allo
dall'altro canto la medeſima ſtoria ci ſteſſo tempo gl'increduli ne'loro ulti
preſenta da un capo all'altro innu mi trincieramenti, ſenza quaſi però
merevoli prodigi operati da queſta ca farne moſtra , ſenza neppur pronun
rità criſtiana , di cui Criſto laſciocci ciar i loro nomi, o articolare i lo
rO
- .
ro delirj , e però ſenza verun pe medeſimo fondamento, prima di lo
ricolo o ſcandolo de fedeli aſcolta ro, cioè che i miaſmi delle malattìe »
tori. contagioſe ſi ſpandono nell'aria, che
l'infettano, e paſſano in ſeguito in
P A R I GI. ſieme con eſſa ne corpi che ne ſono
attaccati. Ma perchè queſta aſſerzio
Eſſai ſur l'ottion de l'air dans ne prenda l'aſpetto di una dimoſtra
les maladies contagieuſes cº-c. Saggio zione, fa d'uopo prima dimoſtrare,
ſull'azione dell'aria nelle malattie che veramente l'aria può caricarſi
contagioſe, che ha riportato il premio di particelle eterogenee; che queſte
propoſto dalla ſocietà R. di Medicina particelle poſſono eſſere , e divenire
di Parigi, del Sig. Menuret membro i germi di alcune malattie; che poſſon
della medeſima ſocietà cº-c. coll'epi reſtar nell'aria più o meno tempo ,
grafe: Ne quid falſi audeas, ne quid ſenza decomporſi, e ſenza perdere ,
veri non audeas. Cic. 178 I. in 12. la loro attività ; che l'aria può at
trarre queſti miaſmi morboſi dai cor
La.R. Società medica di Parigi avea pi che ne ſono affetti , e traſportar
propoſto nel febbraro del 1779. per li, ſenza alterare la loro, per così di
argomento di un premio da diſtribuirſi - re, ſeminale natura, più o meno lon
nel ſeguente anno di determinare con tano, per applicarli in ſeguito ad al
un numero ſufficiente di eſatte eſpe tri corpi con tutta la loro fecondità
rienze, ed oſſervazioni ſe le malattie ed energia. Ecco ciò che biſognava
contagioſe, e principalmente il vajao prima dimoſtrare , ed ecco appunto
lo, poſſano o nò comunicarſi per mez ciò che ſi ſtudia di provare il Sig. Me
zo dell' aria. Ecco preſſo a poco il nuret, facendo primieramente alcune
piano che ha ſeguito il Sig. Menu ricerche generali ſopra queſti differen
ret nella ſua memoria , e con cui ti punti ; e portando in ſeguito la .
ha ſaputo meritarſi la preferenza ſo ſua attenzione ſopra i diverſi miaſmi,
pra gli altri concorrenti . Se ſi do e particolarmente ſopra quei della .
veſſero, dic egli, decidere tali qui peſte, del vajuolo, della ftisìa, del
ſtioni per via di autorità, la noſtra lo ſcorbuto, della diſenterìa & c. Per
ſarebbe toſto deciſa; poichè da tem dir qualche coſa di quella parte di que
pi d'Ippocrate ſino a noi , per uno ſte diſcuſſioni, che forma il principa
o due nomi illuſtri che han ſoſtenuto le oggetto della quiſtione, ci conten
l'opinione eſcluſiva ſe ne potrebbero teremo di oſſervare col noſtro Auto
forſe citar mille, i quali hanno am re che nel vajuolo appunto il viſo e
meſſo un tal mezzo di comunicazio le mani, perchè più eſpoſti all'aria,
ne. Ma la verità ſi è che la mate riſentono maggiormente la ſua azio
rla non è ſtata mai, come ſi merita ne, e ſono per queſta ragione la ſe
Va , diſcuſſa, e che quaſi tutti ſi ſo de ordinaria della più folta eruzio
no contentati di ſemplicemente ripe ne. Fa in ſeguito il Sig. Menuret al
tere ciò che altri aveano detto, col cuni ingegnoſi tentativi per miſurare
l'eſten
(8
l'eſtenſione della porzion di atmos liberamente per l'atmosfera, la qua
fera, dentro di cui poſſono diffonderſi le ſola baſta per traſportarli ne' cor
i miaſmi contagioſi, la quantità de' pi ſani, e farveli germogliare, al qual
germi che vi poſſono galleggiare , effetto non è dimoſtrato che ſempre ba
le cauſe ſecondarie, dipendenti dalla ſtino i corpi ſolidi , che ne ſono ſi
coſtituzione dell'aria , che poſſono curamente imbevuti. Dalla falſa opi
influire ſulla loro attività &c. Quindi nione ſull'identità di tutti i miaſmi
paſſa ad eſaminare le diſpoſizioni de' contagioſi, e dal preteſo infallibile ,
corpi che li ricevono, facendo vede ſucceſſo delle precauzioni, è nato il
re che queſte diſpoſizioni poſſono tal pregiudizio di poter diſtruggere la pe.
mente variare e combinarſi, da ren ſte, e il vajtolo coi medeſimi mez
der nulli gli effetti de'miaſmi in al zi che ſi ſon tenuti per annientare la
cuni caſi, e conſiderevoliſſimi in al lebbra. L'Autore termina la ſua me
tri. Un punto eſſenziale di dottrina moria con altre ſue rifleſſioni ſull'eſtir
relativamente all'argomento che ſi pazione del vajuolo , che noi ſiamo
tratta in queſta memoria, ſi è la di coſtretti a paſſare ſotto ſilenzio, inſie
ſtinzione, che l'Autore moſtra doverſi me con tante altre curioſiſſime ricer
fare, fra i miaſmi delle malattie acu che , che ſi leggono in queſta memo
te, e quei delle croniche; per eſ. fra ria, circa la natura de'differenti miaſ.
i miaſmi della peſte e del vajuolo , mi, la loro diverſa maniera di agire,
e quei della lebbra , e della rogna . e tanti altri oggetti ſopra i quali non
Queſti ultimi han biſogno di corpi ſo pareva neppur ſperabile che ſi poteſ
lidi per eſſervi conſervati e comuni ſero avere tanti riſchiarimenti, quan
cati ; laddove i primi ſi propagano ti in queſta memoria ſe ne danno -

dSybalene.Sysal, Alan Ayoºsy, Alaessºney, age/seasº, asº e Senegºnegº e ºneSea e Sea

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e ,


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
Num. II. 1782. Li 13. Gennaro
-

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A . te le figure delle loro opere, alle o


quali tutto ſi appoggia il loro diſcor
Abaton reſeratam , ſive genuina ſo , che altro non n'è che la ſpiega
declaratio duorum locorum cap. ult. zione ? Ora queſto è appunto il caſo
lib. III. Architecturae M. Vitruvii de'libri di architettura laſciatici da .
Pollionis, nuſquam ad mentem Auto Vitruvio ; epperò non è da farſi gran
ris facta, ſcilicet : De adj-6tione ad maraviglia ſe tanti oſcuri paſſi vi s'
ſtylobatas cum podio, ſeu ad podium incontrino , i quali benchè abbiano
ipſum , per ſcamillos impares , cº per molti ſecoli eſercitato l'ingegno
item de ſecunda adjectione in epiſty di tanti dotti commentatori , pure »
liis facienda, primae reſpondente. Scri non ſi poſſono ancora riguardare co
bebat joſeph Franciſcus Ortiz Presb. me ben diſcifrati. Fra queſti i più enim
PIiſpano - Valentinus. 7 ypis Michae matici ſono certamente quei due, l'
lis Angeli Barbiellini 178 I. in 8. interpretazione de quali forma l'argo
mento dell'opuſcolo che annunciamo.
Se i trattati di architettura che ab Oltre le ingenoſe congetture che ſono
biamo di Serlio, Scamozzi, Palladio da leggerſi ſopra di queſti due tene
& c. doveſſero ſopravvivere alla lin broſi paſſi ne'molti commentatori , e
gua in cui ſono ſcritti, quanta diffi traduttori Vitruviani , deſſi ſi ſono
coltà non vi dovrebbe eſſer mai nell' meritati ancora libri intieri, e tratta
intender queſti autori, i quali eſſen ti particolari, fra i quali ci conten
do ſtati più artefici che letterati o teremo di rammentare quello di Ber
ſcrittori non curarono gran fatto la nardino Baldi Abate di Guaſtalla , e
chiarezza, e la preciſione dello ſtile, l'altro di Giovanni Bertani Architet
e che oltre a ciò parlando di un'ar to Mantovano, che furono poi tutti
te particolare fanno un continuo uſo due riprodotti dal Sig. Marcheſe Po
di termini tecnici e peculiari del loro leni nelle ſue Eſercitazioni Vitruvia
meſtiere, che non ſarebbero ſi facil ne. Il Sig. Ab. Ortiz Autore del pre
mente da trovarſi in altri libri. Quan ſente opuſcolo, e che da molti anni
º maggiore ſarebbero poi la difficol ſta preparando una faticatiſſima tradu
tà d'intenderli, ſe ſi ſmarriſſero tut zione Spagnuola di Vitruvio, preten
de 9
1o -

de , ed a buon diritto, ſe non c'in le quali eſigono ſenza eccezione, che


ganniamo, che neſſuno ſinora abbia l'architrave , il quale corre attorno
colto nel ſegno nell'interpretazione dell'edificio , ſia dappertutto della .
de' due controverſi paſſi, e ne dà po medeſima larghezza, e porti ſempre
ſcia una ſua, la quale ſembra in vero ſul vivo delle colonne ſottopoſte .
conciliare tutte le contradizioni, e , Queſt'ultimo precetto rigettato , ed
render chiara ogni coſa. La mancan anche meſſo in deriſione da molti ſcrit
za delle figure non ci permette nep tori di architettura, forſe perchè non
pure di dare un'imperfetta idea degl' ben capito, troppo chiaro però ſi leg
ingegnoſi penſamenti del Sig. Ortiz . ge in quel paſſo del capo 3. del lib.
Poſſiamo ſolamente dire, ch'egli ſtu III. di Vitruvio, ove ſi dice: Spiris
diaſi di provare che Vitruvio in que perfectis & collocatis columnae ſunt
gli oſcuri paſſi inſegna chiaramente t. mediana in pronao & poſtico ad per
che allorquando in un edificio cinto da pendiculum medii centri collocandae ;
colonne vorraſſi praticare o dai due angulares autem , quaque e regione
fianchi, o dai due fianchi e dalla par earum futura ſunt in lateribus adis
te poſteriore inſieme un parapetto, o dextra ac ſiniſtra, ubi partes interio
poggiuolo ( podium ) ſotto le colon res, quae ad parietes cella ſpectant ,
ne medeſime , ſi dovrà queſto para ad perpendiculum latus habeant col
petto o poggiuolo rompere con altret locatum; exteriores autem partes, uti
tanti ſporti , che corriſpondano alle dicium de earum contractura . Vi è
colonne ſteſſe; e che altro appunto non inoltre un paſſo nel medeſimo capo
vuol ſignificare quel paſſo che ha fat 3. del lib. III. di Vitruvio il quale
to tanto fantaſticare gl'interpetri Vi ha meſſo finora inutilmente a tortura
truviani: ſtylobatam ita oportet exae per intenderlo i più ſagaci ſuoi com
quari, uti habeat per medium adje mentatori, e che il noſtro Sig. Ortiz
ſtionem per ſcamillos impares: ſi enim crede che non poſſa ſpiegarſi, ſennon
ad libellam di rigetur, alveolatus ocu che per mezzo delle ſue colonne reſtre
lo videbitur & c. 2. Che corriſponden mate ſolamente al di fuori. Dice adun
temente a queſti ſporti del poggiuo que Vitruvio che i capitelli delle colon
lo dovranno farſi altrettanti ſporti ne laterali o poſteriori, poſate ſopra di
nell' architrave . 3. Finalmente che un poggiuolo interrotto da ſummen
così facendo ( e quì è dove ſi ado tovati ſporti, debbono porſi ſulle co
pera con maggior impegno il Sig. lonne non ad libellam ſed ad acqua
Ortiz ) le colonne angolari , e late lem modulum. Niente di più facile,
rali non potranno eſſere diminuite, o dice il noſtro Sig. Ortiz , quanto il
come diceſi , reſtremate , ſennonche capire queſta finora enimmatica eſpreſ
eſteriormente, dovendo eſſere per lo ſione. Diffatti ſe le colonne laterali,
contrario lavorate a diritto filo per e poſteriori debbono reſtremarſi ſola
la parte di dentro; e queſto per ſod mente per di fuori , e farſi a diritto
disfare alle due regole fondamentali, filo per di dentro, egli è chiaro che i
centri
i
I I

centri del ſommo ſcapo di queſte colon za, che ha formato nella ſua Patria
ne non potranno corriſpondere perpen un Liceo col modeſto nome di Vil
dicolarmente ai centri del loro imo letta , dove ogni talento bene erudi
ſcapo , e che le linee che uniſcono to va a raffinarſi nelle ſcienze e nel
i centri dell'imo, e del ſommo ſca le Belle Arti; e a queſto effetto egli
po ſaranno neceſſariamente inclinate viaggia per le più colte città d'Eu
all'orizzonte. Dunque i capitelli , i ropa acquiſtando nuovi lumi, e mac
centri de quali deggiono naturalmen chine per eſperienze Fiſiche, e pro
te corriſpondere ai centri del ſommo duzioni naturali. L'altro Autore dell'
ſcapo non ſaranno poſti ad libellam elogio di Doria non è men dotto, e
cioè non corriſponderanno all'eſtre ardente per tutto quello che è profi.
mità degli aſſi che ſorgono perpendi cuo e bello , e lo è con brio come
colarmente dai centri dell'imo ſcapo, ſpicca dal ſuo ſtile. Entrambi uniſo
ma benſi ad acqualem modulum , cioè ni han voluto dare il primo ſag
ſi conguaglieranno , e combacieranno gio della loro mente , nè poteva
col ſommo ſcapo. E ciò baſti per da no incominciar meglio la bella car
re un'idea delle ingegnoſe eſercita riera di ſcrivere al pubblico, che
zioni Vitruviane, che ſi leggono in col celebrare i due più ſtraordinari
queſt'opuſcolo, alle quali manca ſo Valentuomini di Genova , d'Ita
lo di eſſere eſpoſte con quella chia lia, dell'Europa, del Mondo, i qua
rezza , e ſemplicità di ſtile che alla li ( non par credibile ) mancavano
natura di ſiffatte materie ſembra eſſe ancora di Elogi ; e ora per le fati
re ſi conveniente; poichè che de'due Nobili Liguri hanno Pa
Ornari res ipſa negat , contenta negirici, come Trajano; ma tali che
doceri. -

non ammettono eſtratto. Biſogna leg


gerli, e ringraziarne gli Autori, che
P A R M A . camminano a grandi paſſi alla gloria.
Elogj ſtorici di Criſtofano Colombo
e di Andrea Doria. Dalla ſtamperia T O R I N O,
Reale in 4. 178 1.
Storia politica, e letteraria della
Qui tutto è magnifico: edizione , Grecia di Carlo Denina Profeſſore -
ſoggetto, erudizione, ſcelta di aned emerito di Eloquenza nell' A. 2niver
doti ricavati dagli archivi più recon ſità, direttore degli ſtudi di ſtoria,
diti, rifleſſioni, rapporti , eloquen e di belle lettere nella R. Accad. di
za . E tutto queſto è lavoro di due Torino, ſocio della R. Accad. di AVa
giovani della più coſpicua nobiltà di poli, P. A. , ed Accad. Fiorentino.
Genova. L'Autore dell'Elogio di Co 7'omo I e II. AVella ſtamperia Rea
lombo è infiammato per lo ſtudio del le 178 1. in 8. Si vende da fratelli
le coſe utili , e con tale vivez. Reycends, e continueraſi in Roma a
B 2 rice
I 2

riceverne l'aſſociazioni dalla R. Po ra, tuttavia ſi deſiderava . Si dirà


ſta di Torino fino a tutto il venturo forſe che vi è il Rollin , la ſtoria ,
marzo. Art. 1. univerſale della ſocietà Ingleſe , la
ſtoria ſacra e profana dell'Hardion &c.
Dopo lo ſtudio della ſtoria nazio Ma il Rollin benchè certamente non
nale non vi ha dubbio che in fatto meriti di eſſere cotanto vilipeſo, co
di ſtoria profana, non debba riguar me lo è ſtato da alcuni troppo ſeve
darſi come il più proficuo, ed inte ri critici , pure non ſi può negare º
reſſante per chiccheſia quello della , che ſia ſoverchiamente diffuſo, pieno
ſtoria Romana e della Greca ; della di luoghi comuni e di fredde, e lan
prima per la grandezza degli avveni guide rifleſſioni, mancante di filoſofia,
menti, e de' perſonaggi che ci pre e aſſai ſuperficiale ed ineſatto nell'
ſenta, e dell'altra per queſti medeſi oſſervare i principi, e i progreſſi del
mi motivi , ed inoltre perchè deſſa le ſcienze, delle arti, e dell'ingegno
forſe racchiude il più brillante perio dell' uomo . anto alla ſtoria uni
do della ſtoria de' progreſſi dello ſpi verſale della ſocietà Ingleſe, qualun
rito umano nella carriera delle ſcien. que ſia il merito di queſta immenſa
ze e delle belle arti , che in Grecia compilazione , egli è certo che ſi è
ſalirono per la prima volta a un sì meſſo mano a rifonderla tanto in In
alto grado , e donde a noi furono ghilterra, che in Francia : argomen
tramandate : to evidente che non ſoddisfa agl'in
Gracia victa ferum victorem vi. telligenti. Ma checchè ſia delle altre
cit , ci artes. a
parti di queſta ſtoria univerſale, la
Intalit agreſti Latio... . - ſtoria della Grecia vi è certo tratta -
Il Sig. Ab. Carlo Denina , ha poſto ta con metodo incomodiſſimo ; poichè
mano alla ſtoria Greca. Molto ſicura a guiſa di una ſtoriata geografia eſſa
mente ſi è ſcritto ſu di una nazione, che viene diviſa in altrettanti articoli ,
oltre all'eſſere ſtata la maeſtra di tutte quante erano le città di quella nazio
le altre che ſon venute in appreſſo, ci ne; donde naſce che molte coſe vi ſie
ha poi tramandato in quaſi ogni ge no ripetute, moltiſſime rimangano in
nere di letteratura , e nelle belle ar ſul bello della narrazione interrotte ,
ti inimitabili modelli, che riſcuotono molte dimezzate e ſparſe, talche ne
tuttora l'ammirazione di tutti quei rieſce la lettura più faticoſa, che di
che hanno fior di ſenno, o di guſto. lettevole. Riguardo all' Hardion , e
Ma un corpo elementare , e ſeguito gli avrebbe ſicuramente fatto un egre
della ſtoria di queſta gran nazione, gio lavoro , ſe aveſſe penſato a ſe
conſiderata in tutti i ſuoi aſpetti, e parar la ſtoria della Grecia dalla ſto
ſcritta con quel criterio , con quelle ria ſacra , dalla ſtoria orientale e º
cognizioni, e quei lumi , che eſige Romana, e così dalla ſtoria moderna
il noſtro ſecolo , e che poſſono e molto più ſe vi aveſſe unito la ſto
renderne giovevole e grata la lettu
-
ria letteraria che affatto vi manca -
Millot
I

Millot e Condillac parlarono pure di qualche modo rilevare dall'eſtratto ci


ſtoria Greca; ma eſſi non inteſero di fa ſiamo per darne. Egli ſi propone di rac
re che compendi di ſtoria univerſale, chiudere in quattro tomi, e in quindici
ed è noto quanto poco da ſiffatti com libri la ſtoria della Grecia libera ,
pendi ſi poſſa imparare. Ed oltre a cioè quel periodo di ſtoria Greca che
ciò queſti, ed altri ſcrittori di ſtoria ſi eſtende da più remoti tempi ſino
di queſti ultimi tempi, ſoverchiamen alla morte di Filippo 344 anni avan
te filoſofi, e troppo dati alle rifleſ ti G. C. In altrettanti tomi di un'
ſioni, alla critica, e a fare ritratti eſtenſione a un dipreſſo eguale ai pri
de' loro perſonaggi, hanno forſe tut mi ſi conterrà in ſeguito la ſtoria ,
ti il difetto di troppo traſcurare la della Grecia ſotto i Re Macedoni,
narrazione de'fatti, che dee pur ſer cioè la ſtoria di quei 19o. anni cir
vire di appoggio ai ritratti, alla cri ca, che ſcorſero dal regno di Filip
tica, e alle rifleſſioni. Un altro di po ſino al tempo in cui la Grecia ,
fetto preſſo che comune a tutti quei divenne provincia dell'impero Roma
che hanno trattato le coſe de' Greci, no l'anno di Roma 585. , e 587.
e da cui non han ſaputo guardarſi avanti l'era Criſtiana 146. I due pri
neppure i più avveduti, ſi è il con mi volumi, che ſono uſciti ſinora, e
fondere che fanno età diverſiſſime , de quali ci proponghiamo ora di dar
allegando per modo di eſempio , in conto, racchiudono i primi otto li
propoſito di edifizi, di abiti, di cibi, bri , e ci conducono fino agli anni
d'armi e di arti le coſe de tempi di avanti G. C. 428. ( ſarà continua
Omero inſieme a quelle dell'età di to. )
Temiſtocle , e di Pericle , e del ſe
colo di Aleſſandro , e de fuoi ſuc V E N E Z I A .
ceſſori ; il che è lo ſteſſo , che ſe o
per fare un ritratto dell' Italia ſi pren Oſſervazioni economiche a vantag
deſſero i colori da ſecoli barbarici, gio dello ſtato Pontificio 178t. in 8.
da quello di Leon X., e dal noſtro.
Mancava adunque ancora un corſo L'Autore di queſte oſſervazioni eco
compito di ſtoria Greca ſeparato da nomiche a vantaggio del noſtro ſta
ogni altra ſtoria, e che ſoddisfaceſſe to Pontificio è un diſtinto Cavaliere
al primario ſcopo di una ſtoria, qual Spagnuolo, il quale in certa guiſa ci
è quello di farci adeguatamente co appartiene, sì perchè ha egli ricevu
noſcere in tutti i ſuoi aſpetti la na to la ſua prima educazione in uno de'
zione di cui eſſa imprende a deſcri nobili collegi di Roma, sì perchè ,
vere i fatti. Quanto felicemente ab dopo di aver molto viaggiato in Eu
bia faputo il Sig. Denina riempir ropa ed in America, ſono già ven
queſto vuoto nella letteratura, la let tott'anni ch'egli ha fiſſato fra noi
tura dell'opera lo dimoſtrerà , e noi ci la ſua ſede . Qual maraviglia adun
ſtudieremo di far sì che ſi poſſa anche in que, che uomo culto e ſenſibile com'
egli
14 -

egli è, s'intereſſi a noſtro vantaggio, e dandoſi molte utili notizie circa i


e che avendo veduto multorum po vari prodotti dell'arte paſtorizia , e
pulorum morescº urbes, egli venga ora dell'agricoltura, e circa i foſſili e le
a dirci dove queſta o quell'altra co manifatture . Nella ſeconda parte ſi
ſa meglio ſi faccia che fra noi, e co comincia ad eſaminare qual ſia lo ſtato
me queſto o quell'altro ramo di agri di queſt' importanti oggetti ne' domi
coltura o d'induſtria poſſa fra noi mi nj pontifici, e quali mezzi ſi potreb
gliorarſi ? Nè tempo più opportuno bono tenere per migliorarli . Eſſa ſi
poteva egli ſcegliere per dare alla lu divide in dieci capi . I primi tre ſi
ce un'opera , la quale ſappiamo ch' aggirano ſulla maniera di moltiplica
egli tenea pronta già da molti anni, re i proventi dell'arte paſtorizia , e ,
quanto quello dell' illuminato, e be principalmente quei , che ſi ritraggo
nefico Pontificato dell'immortale PIO no dai due prezioſi inſetti , che ci
VI. , nel di cui nobile e ſublime ani forniſcono il miele, la cera e la ſeta .
mo, ſin dai primi momenti del ſuo Gli altri ſette capi che ſeguono tutti
feliciſſimo regno, ſi è moſtrata sì vi riſguardano l'agricoltura ; e ſono prin
gilante, ed attiva la cura di rimet cipalmente da notarſi fra queſti il IV.
tere in miglior ſiſtema l'economia del in cui ſi diſcutono vari progetti ſtati
ſuo ſtato, e di animare e ſviluppare ſinora propoſti per far riſorgere l'agri
l'induſtria de' ſuoi ſudditi, moſtran coltura della campagna di Roma, e
do loro tanti nuovi oggetti, ed apren di altre provincie adjacenti ; il VI.
do tante nuove vie ove eſercitarla. in cui ſi preſenta la bilancia del no
Un ſol cenno di un ſovrano illumina ſtro commercio attivo e paſſivo colle
to e coraggioſo come PIO VI., quan nazioni eſtere; ed il X. in cui il no
to è mai più efficace per queſt'og bile Autore ſvolge partitamente un.,
getto di tutti i libri del mondo! Ma progetto da lui ideato per accreſcere
parliamo ora di queſto del noſtro A. l'agricoltura, e il commercio di al
che ſi lodevolmente ſi ſtudia di ſe cune delle noſtre provincie per mez
condare le grandioſe mire del ſovra zo di una compagnia agricola e com
no, ſotto di cui egli vive . La mol merciante, formata in parte ſul mo
tiplicità degli oggetti che vi ſi con dello di quelle che ſi veggono ſtabi
ſiderano, ci permetterà ſolo di per lite in alcuni paeſi oltramontani per il
correrli rapidamente. Il libro è divi commercio dell'America e delle Indie
fo in quattro parti, ed in un'appen orientali , ma liberata però da que”
dice. Nella prima, dopo di aver ac vizi e difetti , de quali queſte ven
cennate generalmente quali ſieno le gono accagionate . I primi due capi
principali coſe neceſſarie per la pro della III. Parte ſuggeriſcono alcuni
ſpera ſuſſiſtenza di una ſocietà civile utili temperamenti, che potrebbon .
ſi paſſa in altrettanti capi a parlare prenderſi, per aumentare la popola
più diſtintamente di ciaſcuna di eſſe, zione in quelle provincie dello ſtato
facendoſi molte opportune rifleſſioni, Pontificio, ov'è mancante; e nel ter
ZO
- I

zo capo che ſiegue ſi riſponde vitto za l'aver egli occultato il ſuo non
rioſamente alle volgari obbiezioni trat e il non aver meſſo in vendita illi
te dalla prava qualità e della noſtrº bro, ch regala quaſi a tutti . Ora ,
aria , e del noſtro clima. Gli altri tre con ſiffatte diſpoſizioni non è quaſi
capi trattano dell'educazione pubbli poſſibile di fare un cattivo libro,
ca in quanto ch'eſſa può eſſere rela
tiva all'aumento della popolazione, P A R I G I .
e allo ſviluppo dell' induſtria ; de'vari
generi di manifatture, che potrebbo Dell'economia naturale, e Politi
no fra noi ſtabilirſi ; e dell' incremen ca All. Alt. Reale di Pietro Leopol
to che potrebbe prendere fra noi la do Arciduca d'Auſtria & c. Gran ,
peſca, atteſa l'opportuniſſima noſtra Duca di Toſcana. Libro primo in 4.
ſituazione per eſſa. Finalmente la par 178 1.
te IV. è ancor eſſa diviſa in ſei ca La Poeſia Italiana dopo aver vo
pi, i quali hanno per oggetto i nego lato tanto per l'inane, ſi è poſata .
zianti e il loro traffico ; la neceſſità finalmente ſu la Filoſofia. Ecco un
di aumentare il commercio nello ſtato Poema tutto Filoſofico ſopra un argo
Pontificio ; la teoria delle privative; mento de più intereſſanti , trattato
i dazi ; le loro qualità; ed infine la nel tutto e nelle parti con dignità
neceſſità che vi ſarebbe, per ſempre tale, che meritamente è ſtato conſa
più ſvincolare , ed animare fra noi grato a ſua Altezza Reale l'Arcidu
l'interno commercio, di formare in ca il gran Duca di Toſcana . Ma .
ogni città e comunità del dominio queſto non è che il primo libro, e
Pontificio un pubblico cadaſtro , in per così dire il veſtibolo del magnifico
cui liquidati appariſſero i patrimoni Tempio:
di tutti i poſſidenti. Nulla diremo dell'
appendice , perchè eſſa contiene ſol Appare il tempio di natura. Habaſi,
tanto un ſupplemento ai capi II., e Colonne, ed architravi d' adamante.
VIII. della prima parte, il primo de' In ſu la fronte auguſta io leggo ſcritto
quali parla degl' inſetti utili al com
mercio, e l'altro delle manifatture. Io leggo ſcritto, e i caratteri adoro:
Noi non ſappiamo ſe in queſt'opera , Gia ſacro a te quel d'altri , co
debba più encomiarſi l'eſtenſione, e , me agli altri
la varietà delle cognizioni del nobile », Il tuo . La proprietade è fonte d'
Autore, oppure la modeſtia e il buon ,5 ognis
garbo con cui egli propone i ſuoi pen , Giuſtizia. Riſpettarla è dover vo
famenti. Egli certamente non ha com », ſtro
poſta la ſua opera per la vanagloria ,, In quale ſtato il cielo vi ripoſe
di divenire Autore, e molto meno 3, Primo o Mortali - E' mio retaggio
per il vile intereſſe di ſpacciare un . 3, qttanto
libro, ſiccome lo dimoſtra abbaſtan », Vedete intorno a voi comune o figli,
AMa
16 - - - -
s, Ma non ſi vuol ſtraziar ciò che La ſola proprietà, che prima è noſtra,
», vi porgo. La prima proprietà , d'onde qua'
,, Il divida ragione, e baſta a tutti. 7 gºl)g

3, La parte è ſtabilita: le miſure Da fonte tutte ne diſcendon l'altre,


», Vedan lo ſtudio, e la fatica poſta Se è proprio ad Alom quel che a lui,
» In coltivarmi , o di chi coltivommi e ſolo è dato,
3, La volontà , che altrui ne fece , La proprietade ell'è della perſona
,, dono 9aella perſona, onde veſtinne Iddio
», Libero o con mercede egual libra La prima, e quella che ne informa,
35 E0. e preſta
Io gli occhi abbaſſo, e freddo orror Le naturali tutte facultadi ,
m'aſſale Aura celeſte è noſtra , e non d'al
Veggendo andar la delirante turba trtei . -

Col ferro in mano di fraterna ſtrage AVoſtri i noſtri biſogni ah ! ſono an


Inſanguinando i campi, e roſſi i fiu ch' eſſi,
mi Ed a biſogni riſpondenti i dritti.
Facendo parte, parte d' ozioſa Queſti non ſono verſus inopes rerum ,
Servitude ne' ceppi in regal tetto magaque canora ; ſono anzi tutti de
Languir di tedio, e tinger di livore gni d'eſſere impreſſi nella teſta, nel
Gli occhi iſcavati ne' maceri volti cuore, e nella bocca d'ogni uomo,
Sperando poſſeder quindi lor dato come più intereſſanti di altri poeti. Se
Securi, e lieti la miglior ſoſtanza queſto pezzo di Poeſia è ſublime, non
Deh ! volgetevi o ſtolti a più bellº meno nobile è la proſa nelle note, nelle
opre. - quali ſpicca una ſcelta erudizione con
aneddoti appropriati elegantemente .
Come ignorar del donator ſupremo Però tutto queſto non è che un prin
Si può la deſtra, e inſiem la legge, cipio . Dunque l'Italia ha dritto di
e i patti, ſupplicare l'umaniſſimo Autore per
E l' uſo ingiunto in ciaſcun dono a la continuazione, e pel compimento
noi? dell'opera glorioſa.
- - -
Num. III. 1782. Li 1 p. Gennaro

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A . quali a giudizio de primari Matema


tici non ſolo d'Italia , ma anche di
7'rattato di Algebra ridotta in Arit oltremonti, furono le migliori lezio
metica, in due parti diviſo : nella e ni elementari di quella ſpinoſa ed ar
prima parte ſi dimoſtra con gran chia dua ſcienza, che foſſero ſtate ſino a
rezza l'Algebra, e la medeſima vie quel tempo pubblicate. Or ecco che
ne ridotta in Aritmetica parte per par una noſtra Romana entra nella mede
te: nella ſeconda ſi dimoſtrano , e ſi ſima arringa col nobile impegno di
ſpiegano con ugual chiarezza alcuni meritarſi le medeſime lodi. La Signo
elementi di Euclide, i quali rappre ra Scarlatti ſi propone in queſt'ope
ſentano le maraviglioſe proprietà de' ra di facilitare ai principianti l'acceſ
numeri, e che dall'Autore della pre ſo della ſcienza del calcolo, e di to
ſente opera giudicanſi a propoſito per glierle quell'aſpetto ruvido e miſte
giungere ad una cognizione più ade rioſo ch' eſſa ha per molti , e ſotto
quata non meno che rigoroſa della e il quale viene difatti preſentata dalla
Geometria; il tutto compoſto da Ma maggior parte degli ſcrittori, facen
ria Scarlatti Romana . AVella ſtam do vedere che l'Algebra altro poi in
peria di Paolo Giunchi 1781. in 8. fine non è che un'Aritmetica maſche
rata e naſcoſta, la quale in vece di
Le donne, dalla natura medeſima operare ſu i numeri, come fa l'Arit
meglio di noi uomini diſpoſte a quei metica, eſeguiſce le medeſime opera-.
lavori ch'eſiggono più pazienza ch' zioni ſulle lettere, ſia per dimoſtrare
elevatezza d'ingegno , ſe più gene alcune proprietà generali delle quan
ralmente ſi applicaſſero alla coltura - tità, le quali non dipendouo dal loro
delle lettere , e delle ſcienze, ſareb determinato valore , ſia per venire
bero certamente più di noi in iſtato in cognizione di quantità incognite
di dare i più eccellenti trattati ele per mezzo dell'Analiſi, e delle equa
mentari per il facile apprendimento zioni. A queſt'oggetto eſſa preſenta
di eſſe. Noi Italiani abbiamo di ciò in principio le ſempliciſſime regole ,
una per noi molto glorioſa pruova dell'algoritmo letterale, accompagnan
nelle ammirabili Iſtituzioni Analitiche dole ſempre con adattati eſempi nu
di Donna Maria Gaetana Agneſi, le merici, e ne fa immediatamente do
C po
I8 -

po vedere l'applicazione alla forma Accademico Filopono. In Faenza 178i.


zione de quadrati e de cubi , e all' pel Benedetti, e Geneſtri; in 8.
eſtrazione delle radici quadrata e cu.
ba. Paſſa quindi collo ſteſſo metodo Si vede, che il pio , e religioſo
a dare un ſaggio del calcolo delle fra poeta ſi è prefiſſo d' imitare il Dio
zioni , e ſucceſſivamente delle equa del Padre Cotta Agoſtiniano. In fat
zioni e de' problemi che diconſi del ti pare , che tale eſſer debba l'occu
primo grado. Queſti ſono gli ogget pazione d'una Muſa clauſtrale, a cui
ti che ſi trattano con molto lodevo mal ſi converrebbe cantare di Fille,
le chiarezza nella prima parte . La , o di Clori. Senza che veggiamo, che
ſeconda contiene un'eſpoſizione di anche i primi inni, che ſi hanno nel
alcuni libri degli elementi di Euclide, le altre dotte lingue delle nazioni più
i quali trattano di alcune generali pro celebri , ſono in lode delle loro Dei
prietà de' numeri ; e noi ci figuria tà. La religione ha fempre inſpirato
mo che la conneſſione di queſta ſe i poeti a farla un obietto del loro
conda parte colla prima conſiſta appun canto. Queſte opere non poſſono ave
to nell'eſſere egualmente l'oggetto re un eſtratto . In fatti il titolo ſo
sì dell'Algebra, che di quegli ele lo depone della pietà dell'Autore, e
menti di Euclide il dimoſtrare le pro ne moſtra l'aſſunto. Un ſaggio della
prietà generali delle quantità , indi ſua maniera di poetare può dare idea
pendentemente da qualunque loro va della ſua metrica vena. Deſumiamo
lore determinato. Noi ſaremo per ac lo dal fine della ſua prima canzone,
creſcere moltiſſimo le lodi che ora dia e da queſta i filologi conoſchino il
mo alla Sig. Scarlatti, ſe uſcendo da merito dell' opera.
primi rudimenti della ſcienza del cal Reſti a profani egregi vati il chiaro
colo, eſſa ſaprà portare la medeſima Serto, che rende i nomi loro illuſtri.
chiarezza ne' più reconditi di lei re Di me non ſi ragioni in dotta ſchiera,
ceſſi, ſiccome ci promette di voler fa Eſami'l vulgo de' ſuoi plauſi avaro .
re . Allora ſi che avrem più che mai Solo fra l'alme in bene oprare in
ragione di dire, che duſtri,
Le donne ſon venute in eccellenza Cantando occulto il verſo mio non pera.
Di ciaſcun'arte, ove hanno poſto Divenga ei ſeme di penſier divoti,
?
CZZºa a E fan paghi i miei voti .
Ma a te, Signor, poichè l'offerſi in
dono ,
F A E N Z A . D'ogni cura moleſta,
AVel tuo ſanto voler , già ſcevro io
fono.
Maria; rime del P Pariſio Bernar Cbe ſe il gradiſci tu, qual bella, e
di Abate Benedettino - Camaldoleſe , oneſta
fra gli Arcadi della colonia di Tre Sorte per lui s'appreſta !
viſo ſua patria Praſilto Acheloio, ed E'il tuo piacer peſo ſupremo, e certo ,
Che
19
Che dà il valore all'opre; il pregio, ci, i quali nelle loro finzioni ſi poſ.
e il merto. ſono così chiari manifeſtare , come
ne' veri avvenimenti . Quindi è che
T o R I N o. dopo di aver leggermente toccate le
poche , e tenebroſe notizie che ſi han
Storia politica, e letteraria della no circa la prima origine de' Greci,
Grecia di Carlo Denina Profeſſore e ſi parla del ratto di Europa che fu
emerito di Eloquenza nell'A. Zlniver biſavola di Minoſſe antichiſſimo legis
ſità, direttore degli ſtudi di ſtoria , latore e Re di Creta, ravviſando in
e di belle lettere nella R. Accad. di quel Toro o Tauro rapitore o il no
2'orino, ſocio della R. Accad. di AVa me di qualche Capitano Cretenſe,
poli, P. A. , ed Accad. Fiorentino. che involò quella fanciulla Fenicia,
Tomo I. e II. Nella ſtamperia Rea traſportandola verſo quella parte di
le 178 1. in 8. Si vende da fratelli mondo che poſcia Europa fu detta ,
Reycends, e continueraſſi in Roma a oppure la forma o qualche altra par
riceverne l'aſſociazioni dalla R. Po ticolarità del navilio ſu di cui fu im
ſta di Torino fino a tutto il venturo barcata. Nella ſteſſa guiſa ſi riferiſce
marzo. Art. II. la favola di Danae, figliuola di Acri
ſio Re di Argo, reſa incinta da una
I primi due libri di queſta iſtoria pioggia di oro, e ſi deſcrivono in ſe
imprendono a deſcrivere i tempi fa guito le prodezze di Perſeo di lei fi
voloſi ed eroici della Grecia, e ci con glio, il quale dopo di avere impru
ducono dai più remoti, ed oſcuri prin dentemente ucciſo Acriſio ſuo avo ,
cipi di quella nazione ſino al riſtabi preſe abborrimento al ſoggiorno di Ar
limento delle Olimpiadi, in cui la , go, e traſportoſſi a Micene per git
ſtoria de' Greci comincia ad eſſere » tarvi le fondamenta di un nuovo re
più accertata. Potrà ſembrare al pri gno. Si percorrono col medeſimo ſpi
mo ſguardo aſſai ſtrano a qualcuno, rito le favoloſe avventure di un eroe
che ſi parli in queſta ſtoria di Erco contemporaneo di Perſeo, cioè di Bel
le , di Teſeo, di Giaſone, di Edipo, lerofonte. Egli era nipote di quel Si
degli Argonauti , e della guerra di ſifo Re di Corinto, che fingeſi condan
Troja, quaſi che l'Autore abbia con nato nell'inferno a portare eterna
fuſo la favola colla ſtoria, e preten mente ſulla cima di un monte un gran
da far paſſare tutte le finzioni poe ſaſſo, che ſubito da quella cima ro
tiche per altrettanti reali avvenimen tolando precipitava al baſſo ; volen
ti . Ma in tutto altro aſpetto, com'è doſi forſe con ciò far alluſione alle fati
ben facile il ſupporlo , rammenta il che, agli affanni, agli ſtenti , che ei
Sig. Denina que'favoloſi racconti, va dovette ſoſtenere per lo ſtabilimento
le a dire o per peſcarvi quel barlu della città di Corinto, di cui credeſi
me di verità che tuttavia vi traluce, fondatore . La più celebrata impreſa
o almeno per farli ſervire di baſe ai di Bellerofonte fu la ſconfitta della
ritratti de primitivi coſtumi de'Gre Chimera , moſtro informe che avea
C 2 il ca
2O

il capo, e tutta la parte anteriore di eſalazioni infettava l'aria e i contor


leone eruttante fiamme, che nel mez ni; e ſiccome, ſecondo che ſuole ac
zo del corpo era capra, ed avea un cadere nel purgare i luoghi acquoſi,
vivo ſerpente per coda. Chi ſa, dice mentre Ercole ſi affannava a diver
il noſtro Sig. Denina , ſe per queſta tire, e toglier l'acqua da una parte,
impreſa di Bellerofonte non debba in eſſa forſe ringorgava , e ſi facea ſtra
tenderſi quella di aver purgato e ren da in più altre ; quindi nacque pro
duto abitabile un qualche montuoſo babilmente la favola dell' Idra, cioè
paeſe, che aveſſe un vulcano eruttan dell'acqua a molte teſte , a cui ta
te fiamme nella cima, che foſſe ſog gliandone una ne ripullulavano mol
giorno di capre ſilveſtri nel mezzo , te altre in ſua vece . Interrompe il
e nido di ſerpi nella paludoſa valle noſtro Autore il racconto delle geſta
ſottopoſta. Bellerofonte attaccò il mo di Ercole per deſcrivere la ſpedizio
ſtro cavalcando il pegaſo, e per que ne di Giaſone, e degli Argonauti alla
ſto dee forſe intenderſi ch' egli appro conquiſta del vello d'oro in Colchide,
dò a quel paeſe per mare, navigan che fu la più famoſa impreſa di cui
do ſul vaſcello di Perſeo, che per la ſi parli dagli ſcrittori Greci avanti la
ſua celerità fu ad un alato cavallo guerra di Troja. Eſce quindi iniſce
raſſomigliato. Così ſimilmente, do na il gran Teſeo , da cui riconoſce
po di avere ſugoſamente deſcritte le la prima origine della ſua grandezza
tragiche ſtorie della ſtirpe di Cadmo la nazione Atenieſe, rimaſta nell'oſcu
e di Lajo Re di Tebe, e della fami rità ſino ai tempi di quell'Eroe , il
glia di Pelope e di Atreo che regnò quale oltre a ciò ebbe sì gran parte
in Argo ed in Sparta, comincia il no in tutti i più notabili avvenimenti del
ſtro Autore a parlare delle memoran la Grecia accaduti nel ſuo tempo ,
de geſta del più famoſo fra tutta quel che ne nacque il proverbio nihil ſine
la numeroſa ſchiera di eroi, vogliam Theſeo. Queſt'Eroe diviſe con Erco
dire di Ercole, deſcrivendo le ſue - le la gloria di molte ſue impreſe, e
impreſe ſino a quella degli Argonau fra le altre quella della guerra contro le
ti. Siane un eſempio la favola dell' Amazoni, e della ſconfitta de'Centau.
Idra Lernea, oſſia di quel ſerpente a ri , le quali per eſſere ſtate riferite
ſpaventevole di più teſte , al quale in modo figurato e ſtrano, pajono del
ſe una ſe ne tagliava, o ſchiaccia tutto incredibili, ma ſpogliate come
va, due invece di quella ne rinaſce lo ſono dal noſtro Autore, di alcuni
vano, e che col ſuo puzzolente fia aggiunti certamente aſſurdi, poſſono
to avvelenava tutti i contorni di Ler meritar piena fede . Colla ſtoria di
na . Siccome la voce idra ſignifica Teſeo poi fi uniſce quaſi immediata
acqua, così molto plauſibilmente può mente quella della più clamoroſa im
congetturarſi ch'Ercole intraprendeſ preſa accaduta verſo la fine de'tem
ſe di aſciugare qualche palude poſta pi eroici della Grecia, vogliam dire
in vicinanza di Lerna nel paeſe di della guerra di Troja . Certamente o
Argo , la quale colle ſue mefitiche ch” Elena , cagione o preteſto di que
ſta
2I

ſta guerra, divenne nella tenera età mine al ſuo I. libro, e a quella par
di io- anni, moglie di quell'eroe , te della ſua ſtoria che riſguarda i tem
che rapilla dalla caſa paterna, e che pi eroici della Grecia , deſcrivendo
reſela anche incinta, ſecondo che in altrettanti brevi capi le cagioni del
taluni credono d'Ifigenìa la quale fu la lunghezza della guerra di Troja ,
poi fatta paſſare per figlia di Agame i vari ſucceſſi de' capitani Greci nel
mnone, e di Clitenneſtra. Ma incin ritorno di eſſa, ed infine il Regno di
ta o nò , dopo la morte di Teſeo Atene fino a Codro, che ne fu l'ulti
queſta rara bellezza reſtituiſſi preſſo mo Re , e che ſagrificoſſi per eſſa pro
ſuo padre Tindaro Re di Sparta , e patria non timidus mori. E' veramen
non oſtante ciò che poteva eſſerle te da oſſervarſi come il Sig. Denina ab
occorſo nel primo rapimento, fu pre bia ſaputo percorrere con tanto domi
ſto chieſta in moglie da maggiori per nio que remotiſſimi tenebroſi tempi
ſonaggi di tutta Grecia, fra i quali della Grecia, dando un aſpetto quaſi
fu preferito Menelao, fratello di Aga ſtorico, e una diſpoſizione quaſi cro
memnone Re di Argo e di Micene, nologica a fatti così ſconneſſi, e sfi
che avea già preſa in moglie la di gurati da tante aſſurde finzioni, quante
lei ſorella Clitenneſtra. Un ſecondo ra ne poteano naſcere preſſo una nazione
pimento di Elena fu , come ognun . così vanaglorioſa com'era la Greca. Ma
ſa , e poco anzi dicevamo, la ragio non è meno ſingolare lo sfoggio di
ne o il preteſto della famoſa guerra erudizione filologica, e filoſofica in
di Troia. Difatti è molto più rago ſieme , col quale egli paſſa a parla
nevole il credere , e i più aſſenna re nel libro ſeguente degli uſi e co
ti fra i Greci lo credettero ancor eſ ſtumi Greci di quegli antichiſſimi tem
ſi , che Uliſſe , Ajace , Filottete , pi. I cibi, le bevande, le abitazio
Idomeneo &c ſignori di piccole e ni, i veſtimenti , il ſiſtema politico
povere terre, ſi ſerviſſero di quel pre e civile, il commercio , la naviga
teſto per coprire la loro ambizione , zione, l'arte militare de' primi Gre
e la cupidigia che aveano di far ac ci, la loro religione, la loro mora
quiſti , e menar via ricche prede dall' le , i rapidi progreſſi della loro lette
Aſia, paeſe naturalmente migliore , ratura: tutti queſti ed altri a queſti
ed allora più colto, epperò più do analoghi ſono gli argomenti che ſu
vizioſo aſſai , che la Grecia non era. goſamente , e dottamente inſieme ſi
Il noſtro Autore ſegue il gran canto ſvolgono dal Sig. Denina in altrettan
re di queſta lunga, ed oſtinata guer ti capi di queſto II. libro , ognuno
ra nella raſſegna de' principi e delle de' quali domanderebbe per ſe ſolo un
nazioni, che vi preſero parte; ſe non eſtratto , volendoſene parlar diffuſa
altro per prendere un' opportuna oc mente. Per non eccedere ſovverchia
caſione di preſentare ai lettori quaſi mente i confini preſcritti a queſti no
in una piccola tavola i nomi delle º ſtri eſtratti, ſalteremo con noſtro ram
nazioni , che in appreſſo avran da . marico queſta intereſſante parte del
mentovarſi. Dopo di che dà egli ter ſuo lavoro, per riaſſumere il filo del
la
22
la ſtoria Greca al libro III. che ſie re che queſte avventure di Saffo gre
gue. ( ſarà continuato. D cizzano anche di più. Qual profonda
cognizione della teogonia de'Greci,
P A D O V A . della loro filoſofia, de loro giuochi,
de' loro ſpettacoli , di tutta i fine la
Le avventure di Saffo Poeteſſa di Mi loro maniera di vivere e di penſare,
tilene, traduzione dal Greco origina e di tutte le loro più domeſtiche, e
le nuovamente ſcoperto. Appreſo Gio minute coſtumanze ! E tutte queſte »
vanni Manfrè 1782. in 8. Si trova coſe quanto vi ſono opportunamente
vendibile preſſo Paolo Giunchi ai Ce e naturalmente introdotte, con qual
ſarini , e preſſo Venanzio Monaldi vivezza rappreſentate ! Par proprio
mi al corſo. di aſſiſtere a quei giuochi di Mitile
ne , ne' quali Saffo , che non avea ,
Nel leggere queſt'opera non ſolo ſin allora mai conoſciuto nè amore nè
viene la tentazione di veramente cre poeſia, ſentiſſi ad un tratto furioſa
dere, ciò che ſi annunzia nel titolo, mente acceſa del belliſſimo Faone , e
che l'originale ne ſia ſtato ſcritto nel fece, per virtù di amore, i primi ſuoi
più fiorente ſecolo della Grecia, ma eſtemporanei verſi in lode di lui, ch'
ſi paſſa anche a ſoſpettare che la tra era ſtato vincitore alla lotta. Par pro
duzione poſſa forſe appartenere a qual prio di vedere la miſera Saffo, cam
cuno de più dilicati, e gentili ſcrit biata interamente da quel ch'era pria
tori del cinquecento. Ma non è que tornarſene penſoſa, e addolorata alla
ſto il primo ſaggio che ci dà il no caſa paterna , ſedere nauſeoſa alla ,
bile Autore, a cui per ſingolar mo menſa, ſoſpendere involontariamente
deſtia piace di naſcondere il ſuo no i ſuoi incominciati donneſchi lavori,
me, di quanto egli ſappia felicemen e paſſare le notti in un affannoſa vi
te imitare, e quanto ſiaſi reſa fami, gilia interrotta ſoltanto da paſſagge
gliare la maniera e lo ſpirito di quei ri ſpaventevoli ſogni. Si prende par
due famoſi ſecoli , che furono ſenza te all'afflizione della miſera Rodope,
meno i più belli e luminoſi dell'ame di lei Aja, e molto più a quella de'
na letteratura, e del buon guſto. I di lei coſternati parenti, i quali ve
ſuoi tentativi drammatici , che noi dendo riuſcire infruttuoſo ogni altro
annunciammo , ſono già due anni, mezzo da loro tentato per trarle dal
ſpiranti da capo a fondo quella nobi petto il pungente dardo colle loro
le , grande ed imponente ſemplicità amorevoli eſortazioni, s'inducono per
dell'antica ſcena Greca , la quale sì ſino a richieder Faone per loro ge
di rado ſi ravviſa ſulla noſtra, ci di nero; e diſpiace non poco di veder
moſtrarono già baſtantemente quanto andare anche a vuoto queſto loro ul
egli ſia profondamente verſato nella timo tentativo , benchè non ſi poſſa
lettura de'Greci originali, e quanto ſe non approvare la ferma riſoluzio
ne di Faone di voler mantenere a -
egli abbia ſaputo renderſi propri i lo
ro inimitabili pregi. Ma ſtiam per di Cleonice la promeſſa fede. Con qual
verità
2

verità ſi dipinge in ſeguito la ſuper In queſta debole, ed imperfetta ti


ſtizione della greca idolatria in que” cia che noi abbiam brevemente deli
triſti vaticini, in quegli orrendi ſpet neato, ognuno potrà facilmente rav
tri , e in quelle magiche pruove della viſarvi quella di uno de poemi epici
divinatrice Stratonica, che Saffo per i più intereſſanti. Ma come dar poi
conſiglio di Rodope va a conſultare ? un'idea della chiarezza e purità dello
uanto ben ſi prepara, e ſi condu ſtile, e del colorito veramente poe
ce la fuga di Saffo dalla caſa pater tico con cui ſi deſcrivono queſte in
na, per ſeguire in Sicilia il ſuo Fao tereſſanti avventure di Saffo ? Altro
ne, e quanto una ſiffatta rifoluzione non poſſiam fare per darne un ſaggio,
per una donzella sì indecente ſi ſa ſennonche inſerir quì la traduzione a
dal noſtro Autore quaſi rendere ſcu di quella celebratiſſima ode di Saffo,
ſabile in Saffo ? Che bel contraſto che ci fu tramandata da Catullo in
fanno poi colle furie amoroſe di Saf quella ſua ode che principia
fo le ſavie maſſime di quel tranquil llle mi par eſe, deo videtur,
lo e pacato filoſofo Eutichio, ch'eſſa Ecco adunque la traduzione italiana
trova in Sicilia , e da cui per legge del noſtro Autore. i
di oſpitalità all' antico uſo contratta Felice al par de numi chi d'oppreſſa
fra lui e il di lei padre, e molto più i Aſcolta il dolce ſuon di tua favella:
per naturale compaſſione del di lei Più felice di ſor, ſe gli è conceſſo
miſero ſtato , viene accolta ſi amo - : Deſtar ſu quella
revolmente ? Già quaſi ſi comincia a Bocca il ſoave riſo... e che ragiono,
ſperare, che poſſa l'inſinuante balſa Se ragion più non ho! la prima volta
mo delle dolci parole di Eutichio me Che ti vidi, rimaſi come or ſono
dicar la profonda piaga di Saffo, al Miſera e ſtolta.
lorch è giugne la nuova del naufragio Chiuſe il ſilenzio le mie labbra, aperte
di Faone , e ſi preſenta poco dopo Solo ai ſoſpiri, e ſol per lorfaconde
Faone ſteſſo. Una ſeconda ripulſa di Di ogni altro favellarfuro ineſperte.
queſti finiſce di ottenebrare la vacil L'amor m'infonde
lante ragione di Saffo, la quale ab Sottil fuoco vorace entro le vene, -
bandona improvviſamente di notte o Ai benda gli occhi più non odo,ſento
tempo la caſa del corteſe oſpite, per Che vivo ancora ma vivo delle pene
portarſi à Leucate, ove la divinatri - Coll'alimento.
ce Stratonica aveale detto che inten Scorre per le convulſe membra il gelo
derebbe dal ſacerdote di Apollo la . Delle ſtille di morte, io mi ſcoloro
ſpiegazione di quegli oracoli, ch'eſſa Siccome il fior diviſo dallo ſtelo ,
non potea proferire, che oſcuramen Ecco già moro.
te. Il ſacerdote l'incoraggiſce con ,
vari eſempi di altri infelici amanti a
cercare la ſua guarigione, gittandoſi
in mare dalla ſommità di quel pro
montorio, ed eſſa vi trova la morte.
PA
24
P A R I G I. ha per oggetto le cognizioni relative
alla formazione dell'uomo ſociale ;
De la formation des moeurs ci de come per eſ. la lingua, l'arte della
l'eſprit ci c. Della formazione de'co converſazione , il modo di renderſi
ſtumi e dello ſpirito, oſſia cognizio gradito nelle ſocietà, il buon garbo,
mi neceſſarie ai giovani, e ſoprattut la ſcelta dello ſtato &c. ; la quinta
to a quei deſtinati a profeſſioni le qua racchiude alcune principali nozioni
li non eſigono il ſolito corſo de ſtudi, intorno al commercio e all'agricol
e che non hanno ricevuto i primi ele tura; nella ſeſta ſi parla di belle ar
menti dell' educazione. Preſſo Dela ti ; la ſettima riſguarda alcune arti
lain il giovane 178 I. in 12. meccaniche, delle quali è più neceſ
-
fario di aver qualche idea , per eſ.
Queſt'operetta, il di cui titolo ne quella del muratore, del falegname,
indica baſtantemente lo ſcopo, è di del ferrajo &c. , e l'ottava finalmen
viſa in otto parti. La prima preſen te diſcorre de' peſi , delle miſure ,
ta un compendio della dottrina, e º dell'agrimenſura , del matrimonio ,
morale criſtiana, da cui ogni educazio delle liti, della favola &c. tutte ma
ne , ed ogni ſcienza deve avere il terie, come ognun vede, delle quali
ſuo cominciamento; nella ſeconda ſi l'ignoranza rieſce ſempre vitupere
tratta del mondo fiſico ; nella terza vole, e ſpeſſo anche pernicioſa -
della ſcienza de'coſtumi ; la quarta

ºgna mai nastenasen agenaSenage/ie nel nºsº,esenaMºseguoººººº ººoºººº

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e e


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno -
Num. IV. Li 26. Gennaro
1782.

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


a

R O M A . zioni ſi leggono nell'appendice ove º


parlaſi de'teleſcopj, microſcopj, ba
De ideis humanae mentis earumque rometri, e termometri, cioè di que
ſignis libri duo: primus eſt de ideis gli ſtrumenti che tanto hanno eſteſa
auftus ſecundis curis & expolitus: la sfera delle noſtre idee , e cogni
alter de ſignis idearum nunc primum zioni . Il nuovo trattato de ſignis
prodit; auctore Andrea Spagnio Flo idearum divideſi in cinque parti .
rentino Sacerdote. Ex 7ypographia Nella prima ſi diſcorre de'vari ſegni
Archangeli Caſaletti. 178 1. 2. vol. ſi naturali che arbitrari delle idee :
in 4 del principale fra i ſegni arbitrari ,
cioè della loquela ; della ſcoperta e
Sono oramai dieci anni , che noi varia natura de'ſegni arbitrari di que
annunciammo la prima parte di queſt' ſta loquela , cioè de' caratteri , e º
opera, la quale tratta de ideis ha della ſcrittura &c. La ſeconda parte
mana mentis. Ora eſce di nuovo al ha per oggetto l'origine delle lin
la luce queſto Logico-Metafiſico trat gue , problema inſolubile dalle ſole
tato, in molti luoghi accreſciuto ed forze della ragione , ed in cui fa ,
emendato, e ſeguito inoltre dalla ſua d'uopo anche al filoſofo ricorrere alla
ſeconda parte che parla de ſignis idea rivelazione . Coll'aiuto adunque di
rum. Idee e ſegni , o vogliam dire queſta diſcorre il noſtro A. in queſta
coſe e parole comprendono veramen ſeconda parte della lingua che uſaro
te tutto lo ſcibile dell'uomo . Non no i noſtri protoparenti ; della con
è poſſibile che indichiamo le aggiun fuſione delle lingue nata nella torre
te, e correzioni fatte alla prima par di Babel , delle lingue che ſi forma
te; poichè di ſiffatte opere il noſtro rono in quella confuſione ; delle in
iſtituto non ci permette che di accen certezza che alcuna di eſſe ſiaſi con
nare il piano e la diviſione , e noi ſervata ſino al dì d'oggi &c. Le par
già eſponeſſimo baſtantemente il piano, ti III., e IV. ragionano del prima
e la diviſione della prima parte di to di origine , e del primato di di
queſta, allorchè ne parlammo la pri gnità fra le lingue. Si fa vedere ch'
ma volta . Ci contenteremo di dire queſt'ultimo primato non compete nè
che le più belle, ed importanti addi può competere a veruna lingua ; e
D che
26
che l'altro d' origine è ſolamente , ha portato il nuovo imbaſtimento di
probabile, che poſſa appartenere all' quella celebre univerſita . Siccome
Ebraica o alla Siriaca, l'una o l'al tutte le origini delle città , e delle
tra delle quali fu ſecondo il parere chieſe ſono involte nelle tenebre dell'
di alcuni, la lingua de'noſtri proto antichità, e ſiccome l'ambizione di
parenti conſervataſi nella famiglia di taluni congiunta ad impoſtura ha sde
Heber dopo la confuſione di Babel. gnato di avere delle origini un poco
La quinta parte finalmente parla dell' tarde, così è ſpeſſo avvenuto, che
aſo delle lingue nell'inſegnare , ed a ſimili origini ſiaſi applicato molto
in eſſa moltiſſimi ſavj precetti ſi dan del favoloſo . Una prova di quanto
no circa la proprietà e purità da oſ. diciamo l'abbiamo nel preſente li
ſervarſi nello ſtile didaſcalico, e in o bro, ove il dotto, e ſaggio Autore
gni altra maniera di ſcrivere, e parlaſi ſi guarda di aderire a quanto della
dei vantaggi che hanno arrecato a que ſua patria Ferrara, e della ſua chie
ſt'oggetto le accademie delle lingue, ſa aſſerito aveano i paſſati ſuoi ſto
del metodo che deggiono tenere gli rici. Senza verun monumento, ſen
ſcrittori nella teſſitura delle loro ope za veruna fede di ſcrittor contempo
re &c. Ognuno ricaverà facilmente e raneo aveano eſſi ſtabilito, che dall'
da queſto breve eſtratto, quanto deb antico luogo Vicohabentia, che vole
ba riuſcire iſtruttiva , e dilettevole van ſituato tra il Primaro, e il Vo
a leggerſi queſta nuova opera del Sig. lano, due rami dell'antico Pò, die
Ab. Spagni, e quanto eſſa debba ci miglia lontano in circa dalla mo
contribuire ad accreſcergli quella fa derna Ferrara , e che dicevano di
ma, ch'egli ſi è meritamente acqui ſtrutta poco dopo la metà del VII.
ſtata con altre ſue molte filoſofiche ſecolo , e ridotta ad eſſere un vil
produzioni. laggio, come è preſentemente, colla
ritenzione del ſuo antico nome al
F E R R A R A . quanto depravato, ſorgeſſe la novel
la città, di cui parliamo . Soggiu
Serie de Veſcovi, ed Arciveſcovi gnevano, che queſta città ebbe i ſuoi
di Ferrara del Sig. Abate Lorenzo Veſcovi, e che il veſcovo contem
Barotti, dedicata all' Eho , e Rhio poraneo alla ſua diſtruzione fu quel
Sig il Sig. Cardinale Bernardino Gi lo , che traſportò la ſua reſidenza -
raud Prouditore del regnante ſommo alla chieſa di San Giorgio poſta nel
Pontefice. Ferrara per Franceſco Po la ſua dioceſi preſſo alla deſtra ſpon
matelli 178 . in 4. -
da del Volano in un borgo creduto
il Foro d'Alieno, e che così comin
La ſtudioſa Ferrara ſi occupa in . ciaſſe in tal tempo a ſorgere la città
ogni maniera di ſtudj, come ſi può di Ferrara. Finalmente annunciava
riconoſcere dai libri, che noi andia no , che il ſuo popolo infeſtato dai
mo ſovente annunciando : tutto ef: Ravegnani ſi tolſe dalla provincia
fetto di quell'eccitamento , che ivi Emilia , e paſsò nella Veneta alla
ſiniſtra
27
ſiniſtra riva del Volano, ed ivi fon anno 657. ſecondo che ſi ha da una
dò una nuova città, qual è quella, ſuppoſta bolla del Pontefice Vitalia
che al preſente ammiriamo. Quindi no, riputata apocrifa dal chiariſſimo
nel ſecolo XII. i Veſcovi vennero ſe Muratori. In ſettimo luogo ſi rife
condo eſſi al abitare in queſta nuo riſce Viatore, e queſto è il primo ve
va città, ove eraſi fabbricata di pian ſcovo Ferrareſe, di cui ſi abbia qual
ta la chieſa cattedrale, e l'abitazio che memoria certa , e a cui ſucceſ
ne veſcovile . Secondo queſto piano ſero Martino, e Leone, giacchè il Ve
i Veſcovi Ferrareſi nacquero da que” ſcovo Gregorio in una ſua carta di
di Vicohabentia , o piuttoſto ne con donazione dell'anno 998. ricorda ,
tinuarono la ſerie, e la ſucceſſione » queſti tre ſoggetti come ſuoi ante
col ſolo cambiamento del luogo , e ceſſori . Anche i ſuſſeguenti Veſco
del nome. Quindi la ſerie de Veſco vi ſino a Guido Aretino, che vive
vi di Ferrara ſecondo l'autorità di va nel pontificato di Urbano II. ,
certe memorie incomincia innanzi al e che chiude la ſerie de Veſcovi di
la metà del ſecolo IV. , e viene o San Giorgio Traſpadano, hanno am
giù ſtendendoſi fino ai noſtri tempi. pliſſimi documenti , che ne giuſtifi
Appunto da un tal tempo la incomin cano l'eſiſtenza, e il tempo. A que
cia il Padre Abate Vghelli nella , ſta ſuccede poſcia la terza ſerie de'
notiſſima ſua opera dell' Italia ſacra. Veſcovi di San Giorgio Maggiore ,
Il noſtro erudito Autore pertanto , Ciſpadano, la quale arriva ſino ai
che non ha che argomenti negati tempi noſtri , e che è compoſta di
vi per eſcludere tutto queſto, neppu 52. ſoggetti . Il primo di queſti è
re ardiſce di preterire affatto gli an Landolfo, ſotto del quale a ſpeſe di
tichi Veſcovi di Vicohabentia , e Guglielmo Marcheſella degli Adelar
diſprezzare così l'autorità di tutti di principale cittadino Ferrareſe s'in
quelli, che gli hanno addottati. Do cominciò nell'anno i 132. ad innal
dici poi ſono queſti antichi Veſcovi, zare nella piazza del comune un nuo
il primo de' quali è Oltrando, ordi vo edifizio, che ſervir doveſſe per
nato da Silveſtro Papa nell'anno 33o., chieſa cattedrale , e per abitazione
e l'ultimo San Maurelio martire , che del veſcovo, e de Canonici, ſicco
fiorì circa l'anno 634. , la di cui me in termine di due anni fu ridot
in magine ſi vede ſcolpita ſulle mone to a compimento, rimanendone tut
te Ferrareſi , coniate a tempo degli tavia in eſſere il contorno, e la .
Eſtenſi, ed illuſtrate dal benemerito marmorea facciata . Non è agevole
Sig. Abate Bellini. Segue la ſeconda il tener dietro a tutti i Veſcovi, che
ſerie de Veſcovi, che diconſi traſpian hanno di poi governata queſta chie
tati in San Giorgio Traſpadano , o ſa; ma ſolo ne noteremo alcuni più
ſia il ſuppoſto Foro d'Alieno , e , celebri, o quelli, de qaeli ſi riporta
queſta è compoſta di 16. Veſcovi . qualche monumento intereſſante. Ce
Il primo di queſti è un certo Mari lebre ſenza meno è ſtato Uguc ione
no, o Martino , che appartiene all' Piſano , profeſſore a ſuoi tempi ri
D 2 nOIma
28
nomatiſſimo di giuriſprudenza in Bo ra da Pio II. fu riſpedito nuovamen
logna, e precettore d'Innocenzo III. te nunzio in Francia, che fu ſempre
il quale morì circa l'anno 12 12. Re teologo dello ſteſſo Papa, morto nel
ſe celebre il Veſcovo Federico de' le ſue braccia in Ancona favellando
Conti di San Martino , e Veſcovo intorno alla ſcrittura ſacra, e che »
pure d'Invrea la cauſa , che ſotto finalmente da Paolo II. fu per la .
di lui che termine , della ſuppoſta terza volta mandato nunzio a Mattia
ſantità, e miracoli di Armano Pun Re d'Ungheria, e di Boemia. Fu
gilupo, di cui una efatta, e curio rono pure tre Veſcovi di diſtinto me
ſe ſtoria ci dà quì il noſtro Autore. rito, tre della caſa d'Eſte, cioè Al-,
Merita anche d'eſſere particolarmen dobrandino, Ippolito I. , e Luigi ,
te nominato il B. Giovanni Tavelli eſſendo ſtati anche queſti due ultimi
di Toffignano terra dell' Imoleſe , Cardinali. C ro a letterati de' ſuoi
Frate Geſuato, che occupava quella tempi fu Giovanni Salviati, e perciò
chieſa in tempo , che ſi teneva in . celebrato dal Pigna, da Celio Cal
Ferrara il concilio per la ſperata riu cagnini, da Lilio Gregorio Giraldi,
nione della chieſa Greca colla Roma e da Paolo Sacrati . Autore d'un -
na, nel qual concilio egli molto fi applaudito libro de verborum obligat.
gurò in Ferrara, come in Firenze , fu il veſcovo Paolo Leoni Padova
ove ſi compì . Reca quivi il noſtro no, a cui fu dato indi per ſuffraga
Autore una lettera volgare del me neo , o ſoſtituto Franceſco Paniga
deſimo ſcritta in ſua diſcolpa per cer rola Minore oſſervante, e oratore di
te calunnie appoſtegli ſotto de 12. molto grido . Fra i moderni Prelati
decembre dell'anno 144o. al Mar di queſta chieſa nomineremo ſolamen
cheſe Niccolò d'Eſte Signor di Fer te il Card. Tommaſo Ruffo, perchè
rara, la quale poichè ſi è defunta da fu il primo ad eſſere da Papa Cle
una carta certamente antica, e forſe mente XII.nominato Arciveſcovo Fer
ſcritta di pugno del Beato , ſi dà rareſe, e Monſig. Bonaventura Bar
perciò quivi ( pag. 8o. ) colla ſteſſa berini Ferrareſe, dell'ordine de'Cap
ortografia, che allora correva : e ciò puccini, e celebre Predicatore della
concilia qualche aria di novità al mo cappella pontificia , di cui ci diede
numento già altre volte pubblicato . alcune notizie riguardanti la vita il
In appreſſo ( pag. 86. ) ſi adduce celebre Gio. Andrea Barotti , e di
anche copia del ci lui teſtamento la cui ſi vede un'onorifica memoria nel
tino, il quale ora per la prima vol convento de Cappuccini di Paleſtri -

ta ſi vede . Fu pure un Veſcovo , ma da lui molto beneficato, la quale


che molto ſignificò ai ſuoi giorni Lo gli fu eretta dall'inſigne filopatrida
renzo Rovorella, che era ſtato pro Monſig. Gio. Maria Riminaldi ſuo
feſſore nell' univerſità di Ferrara ſua grande amico. Queſto libro pertanto
patria, di Padova, e di Parigi, che è ſcritto con molta erudizione , ed
fu ſpedito nunzio a Ladislao Re d'Un eſattezza , ed uno de' ſuoi pregi è
gheria, che fatto Veſcovo di Ferra certamente quello di correggere mol:
t1
2
ti errori dell'Ughelli , e de ſtorici co nelle ſtorie del mondo , era i
Ferrareſi, e di citare, e recare in vernata da due famiglie dette degli
ſieme molti monumenti inediti , e , Eraclidi , perchè ambedue da Erco
comprovanti notizie, ed epoche per le erano diſcendenti. Ora Licurgo fa
l' avanti ſconoſciute. il minor fratello di uno di queſti re,
per nome Polidette, il quale eſſendo
T O R I N O. morto ſenza prole maſchile, l'avreb
be condotto ſul trono , ſe eſſendoſi
Storia politica, e letteraria della ſcoperta gravida la regina vedova .
Grecia di Carlo Denina Profeſſore, non foſſe divenuta con ciò dubbio
emerito di Eloquenza nell'A. Zniver fa la ſucceſſione. La rea femmina .
ſità, direttore degli ſtudi di ſtoria, propoſe a Licurgo di ſpoſarla , pro
e di belle lettere nella R. Accad. di mettendogli che eſſa avrebbe trovato
7'orino, ſocio della R. Accad. di AVa la via di fare ſvanire la ſua gravidan
poli, P. A., ed Accad. Fiorentino. za. Licurgo deteſtando in ſuo cuore
Tomo I e II. AVella ſtamperia Rea una ſi ſcelerata propoſta , diſſimulò
le 178 . in 8. Si vende da fratelli tuttavia la ſua averſione, e fece riſ
Reycends, e continueraſſi in Roma a pondere alla donna , che non doveſ
riceverne l'aſſociazioni dalla R. Po ſe eſporre la propria vita a pericolo
ſta di Torino fino a tutto il venturo cercando di ſgravarſi per via di me
marzo. Art. III. dicamenti, giacchè egli avrebbe pen
ſato a levar di mezzo il parto , to
Il computo delle Olimpiadi ha il ſto che foſſe nato. Fece intanto guar
ſuo cominciamento, ſiccome è noto, dare diligentemente la regina vedo
l'anno avanti G. C. 776. dopo il va, e allorchè queſta partorì un fan
qual anno i giuochi olimpici iſtitui ciullo, fattoſelo ſubito portare , lo
ti da Ercole , e per due volte ſoſpe preſentò al conſiglio de' principali del
ſi , continuarono eziandio ne'tem la città, dicendo: eccovi, o Sparta
pi più calamitoſi , ſenza veruna in ni, il voſtro re. Per calmare il mal
terruzione . Per tutto il tempo che talento degli emoli , che non man
fcorſe avanti, l'epoche de'più gravi can mai alla virtù ed al merito, egli
ed importanti avvenimenti , benchè allontanoſſi poco dopo da Sparta .
certiſſimi nella ſoſtanza, ſono molto Ricco delle cognizioni acquiſtate nel
incerte ne'racconti degli antichi ſcrit le ſue peregrinazioni , e deſiderato
tori, e nelle opinioni de'moderni cro da tutti i ſuoi concittadini, i quali
nologiſti. Così vi è per eſ. chi anti appreſero a proprie ſpeſe a conoſce
cipa o ritarda la vita del gran Li re il danno della ſua aſſenza, ritor
curgo di cento e più anni . Ma non nò egli alcuni anni dopo, ed allora
ſi può gran fatto sbagliare, ponen fu che col conſenſo di tutti i ceti ſta
do ſotto le prime olimpiadi la ſtoria bilì quella eccellente coſtituzione po
di queſto celeberrimo legislatore. Si litica, che rendette il popolo Sparta
ſa che Sparta con eſempio forſe uni no , ſinchè la mantenne, il terrore,
e lº
3e
e l'ammirazione dell'univerſo. Do denti. Di queſto Periandro, il qua
po di averci dato il Sig. Denina un' le non oſtante la ſua tirannide, non
adeguata idea dei punti fondamenta ſappiamo ſe per abbaglio o per adu
li di queſto capo d'opera di politi lazione, venne ciò nonoſtante anno
ca, paſſa ordinatamente in ſeguito a verato fra i ſette più celebri ſavjdel
parlare dell'iſtituzione poſteriore de la Grecia , dà alcune notizie il no
gli Efori , magiſtrati che riunirono ſtro Autore nel X. e penultimo capo
in certa guiſa le funzioni de'cenſo di queſto III. libro, riſerbandoſi nell'
ri e de tribuni di Roma , e quindi ultimo capo a parlare della prima
delle prime impreſe militari di Spar età della Greca filoſofia, e nonina
ta, e ſoprattuto delle due guerre Meſ tamente di Talete, e de ſette ſavi.
ſeniche, dalle quali ebbe propriamen Si fa così ſtrada all'argomento del
te principio la ſua ſtragande poten IV. libro che ſiegue, che principal
za , e riputazione . Abbandonando mente aggiraſi ſopra Solone , quell'
dopo di ciò le coſe de Lacedemoni, altro così celebre legislatore d la .
egli allarga la ſua viſta ſopra tutta Grecia, il quale fra que pochi ſa vj
la Grecia , per eſaminare i cangia venne ſi degnamente annoverato. Do
menti che avvennero intorno a que po la morte di Codro , il governo
ſti tempi nella ſua tattica, per la ſo di Atene non fu mai lungamente ſta
ſtituzione di numeroſe armate pede bile e fiſſo. Si creò da principio un
ſtri alle piccole torme di cavalleria, arconte perpetuo ; ſi limitò poi il ter
colle quali ſi era ſin allora fatta la mine dell'arcontato a ſoli dieci an
guerra ; e per parlare delle colonie ni; ſi volle in ſeguito in luogo del
de' Greci che ſi ſtabilirono nell'Aſia governo di un ſolo arconte , che a
minore, nella Tracia , nell'Italia , troppo riteneva ancora dell'antico
ed altrove , e del primo commercio governo regio, ſoſtituire quello di un
de' Greci cogli Egizi , e con varie conſiglio di nove arconti; in ſomma
nazioni dell'Aſia , e dello ſtato di la coſtituzione politica di Atene do
queſte nazioni a quel tempo . Nelle po la morte di Codro , non ebbe a
città Greche frattanto le ſollevazioni mai una forma durevole e permanen
popolari, che parevano dover mena te . Dracone eſſendo eletto arconte
re la libertà comune , aprirono la . l'anno 623. avanti l'era criſtiana ,
ſtrada alle tirannidi ; laonde ſi paſsò tentò invero d'introdurre qualche ,
dal governo di pochi al diſpotiſmo ordine nella città, e di por qualche
di un ſolo . Così per eſ. a Corinto freno alla licenza cittadineſca . Ma
Gipſelo cacciò via i Bacchiadi, pre gl'ingegni Atenieſi non eſſendo fatti
teſi diſcendenti di Bacco, che vi co per adattarſi alla ferrea legislazione,
mandavano, e dopo di aver tenuto ch'egli propoſe, più ſevera ancora e
lo ſcettro della ſua patria ſinchè viſ più dura di quella di Creta e di Spar
ſe , traſmiſelo poſcia a Periandro ſuo ta, rimaſe perciò a Solone l'intera
figlio, il quale peraltro non potè e gloria di riformare la ſua città , e
gualmente traſmetterlo ai ſuoi diſcen di aſſodarne la politica coſtituzione -
Comtn
-

Cominciò Solone ad acquiſtar fama , e delle ſavie riforme che introiti


di gran politico nella guerra, ch'egli Solone nella ſua patria, e de mez.
inſieme con Piſiſtrato il quale non zi ch'ei tenne per aſſicurarne l' eſe
era ancor divenuto ſuo emolo, con guimento, e la permanenza . Ma .
duſſe con feliciſſimo eſito contro i Me l'ambizione di Piſiſtrato , che per
gareſi per cagion dell'iſola di Sala molto tempo moſtrò di ſecondar So
mina. Egli ſegnaloſſi ancora non po lone , ſcoppiando finalmente nella .
co nella prima guerra ſacra o Anfi vecchiaia,e nelle aſſenza di queſti, pro
zionica intrapreſa da tutti gli ſtati duſſe in Atene non piccoli cambia
della Grecia contro i Criſſeſi, popo menti. In due capi ſi deſcrivono ſom
li ſituati nella Focide verſo il golfo mariamente dal noſtro Autore le ,
Corintiaco, i quali angariavano con principali azioni di queſto ſcaltro ed
ogni ſorta di violenze quei che ve avveduto tiranno, il quale dopo di
nendo d' Italia, di Sicilia, e dalla aver due volte perduto, e due vol
parte occidentale del Peloponeſo , te ricuperato la ſignorìa della ſua ,
erano coſtretti a paſſare dinanzi alle patria , non ſolo morì nel pacifico
loro terre per andare a viſitare il poſſeſſo di eſſa, ma la laſciò come
celebre oracolo di Delfo . Siccome proprio retaggio ai ſuoi figli . Mol
queſta è la prima volta che ſi fa men to più lunga , ed anche molto più
zione nella ſtoria Greca del conſiglio proſpera fu la ſignoria di Policrate
degli Anfizioni, deſtina perciò il no tiranno di Samo, e contemporaneo
ſtro Autore un capo ſeparato per par di Piſiſtrato , di cui ſi ragiona nel
lare della ſua origine e delle ſue fun capo , che ſegue . Il rimanente di
zioni , che corriſpondevano preſſo a queſto IV. libro ſi conſacra dall'A.
poco a quelle degli odierni ſtati ge a dare un ſaggio degli ulteriori pro
nerali di Ollanda, e della Dieta Im greſſi della Greca letteratura in que
periale. Un'altra non meno natura ſto ſecondo periodo di tempo. I ric
le , ed intereſſante digreſſione egli chi , e potenti tiranni che ſi leva
fa per parlare del carattere e della . rono in tutta Grecia tra la quarta .
potenza di Cliſtene, il quale per mez e ſeſta olimpiade diedero origine a .
zo delle eſorbitanti ricchezze da lui due nuovi generi di poeſia diametral
acquiſtate colla mercatura, fece ſi ti mente fra loro contrari , cioè alle ,
ranno di Sicione ſua patria , e mol ſatire ed invettive, ed alle odi , o
to poi ſi diſtinſe nella ſuddetta guer vogliam dire canzoni encomiaſtiche ,
ra ſacra. Quindi ſi ritorna a parlar o lodative. Si diſtinſero fra gli altri
di Solone, a cui fu data da ſuoi con in queſta nuova poetica carriera Ar
cittadini piena balìa di riformare a . chiloco, Alceo, Alcmane, Sterſico
ſuo talento tutto lo ſtato , e ſtabi ro, ed Anacreonte . Ma l'uomo il
lir le leggi che giudicaſſe opportu più celebre di queſta ſeconda epoca
ne. Un compendioſo ed eſatto qua della Greca letteratura , e forſe il
dro ci preſenta in vari capi il Sig. più celebre di quanti mai filoſofi vi
Penina dei giudizioſi regolamenti, ſono ſtati fu il gran Pitagora, del
la di
32
la di cui incerta origine , e dei di qual guiſa ſi eſprimeva l'agghiaccia
cui viaggi, ed inſegnamenti parlaſi ta immaginazione di un poeta dell'
ne'due penultimi capi di queſto li. ultimo ſettentrione in un ſecolo , in
bro. E ſiccome l'aſtronomìa , e la cui appena cominciavano a balbetta
muſica furono in particolar modo col re le noſtre Muſe meridionali. Il mſ.
tivate da Pittagora e da Pittagori da cui il Sig. Thorkelin ha cavata
ci , così ſi prende opportuna occa queſt'ode di Vafthrudnir appartiene
ſione di diſcorrere dell'una e dell'al al ſecolo XIV. Non contento il dot
tra, e della grandiſſima paſſione che to traduttore di averla traslatata in
per la ſeconda ebbero i Greci. Si dà latino, vi ha aggiunto inoltre alcu
finalmente termine a queſto IV. li ne ſue note filologiche o critiche ſul
bro coll'accennare le poche incerte la lingua Islandeſe, nella quale pa
notizie che ſi hanno intorno ad Eſo re egli aſſai verſato, a giudicarne al
po , e intorno a tre celebri Sciti, meno dal catalogo alfabetico ch'egli
Zamolxi , Toxari, ed Anacarſi, che ha fatto delle voci di queſt'idioma
ſoggiornando in Grecia, e frequentan attualmente inuſitate , e di quelle
do Pittagora e Solone divennero filoſo che han cangiato ſignificato. Queſto
fi aſſai rinomati . (ſarà continuato. ) canto poi dl Vafthrudnir , a giudi
zio dell'editore , riſale alla più re
C O PP E N A G H E N. mota antichita, e celebra ſiccome º
quaſi tutte le altre antiche poeſie ,
Vafthſmalrudni circ. Canto di Va del Nord, le lodi di Odino, il Mao
fthrudnir : Ode fslandeſe , cavata metto, e il Confucio dell'antico ſet
da un antico mſ della biblioteca del tentrione . Deſſo è compoſto di 55.
re ( di Danimarca ) e pubblicata con ſtanze, e inſieme ai quattro altri can
una verſione latina , e con annota ti già pubblicati forma tutto ciò che
zioni dal Sig. 7'horkelin. Preſſo Phi ci rimane de 42. poemi fatti in lode
libert 178o. in 4. di quel legislatore. E'molto più adun
que ciò che ſi è perduto , che ciò
Dee ſtuzzicare la curioſità di un ch'è rimaſto ; ma facilis jattura.
letterato Italiano il poter vedere in
Num. V. Li 2. Febra ro
-
1782.

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


-

R O M A . ºhi tedi, e con moderno buon gu


ſto - La terza ragiona dell'anima ,
Elementa Metaphyſica ad uſum trºana . Impugna gli antichi, e re
ſcholarum in quinque partes diſtribu centi Epicurei, e Materialiſti con for
ta Tomis duobus; additis nempe pre tezza : fa vedere ch'ella è uno ſpi
ter morem Parte prima de pranotio rito immortale , non pure collate
nibus, cº- Parte quinta de munda ſtimonianza delle ſcritture, e de'Pa
nis viribus, earumque ordine ad uni dri , ma con le più preſſanti ra:
verſum : Autore Cajetano de Amato. gioni; e coll'autorità de' più celebri
Ex Typographia Arcangeli Caſaletti pagani Filoſofi, e delle antiche ſette
i 178 1. in 8. Si vendono dal medeſimo letterate , e de vetuſti popoli che -
Arcangelo Caſaletti alle colonne de' ſtutti alle anime de'defonti ſagrifica
Maſſimi. vano. Parla quindi della origine dell'
anima, della ſua indole, delle ſue po
Anche queſta volta abbiamo ad an tenze, e della origine tanto occulta
nunciare un corſo di Metafiſica uſci delle ſue idee, eſaminando ſu di ciò
to da torchi di Roma . Deſſo com le diverſe ſentenze nuove, ed anti
prendeſi in due volumi , e divideſi che . Contro i noſtri Filoſofanti ſta
in cinque parti. La prima parte con biliſce la umana libertà anche ſecon
tiene alcune Prenozioni logiche, on do Platone, Tullio, ed altri genti
tologiche, e pneumatologiche , le e li, checche ne dica il Baile, ed altri
quali ſervono come di preliminari al ſimili. Mette in buon lume con Pla
la Metafiſica, e riducono queſta ſcien tone , e Carteſio la opinione delle ,
za quaſi ai ſuoi principi, affine di fa idee ingenite, come primi, e neceſ
cilitarne ai giovani lo ſtudio, e la ſari ſemi del raziocinio ; e paſſa a .
intelligenza. La ſeconda ragiona dell' conſiderare la ſtupenda congiunzione
Ente, e ſue proprietà, ed attributi : delle due ſoſtanze , ſpirituale e cor
del vero, uno, e buono; delle cau porca , onde l'uomo riſulta ; eſami
ſe , e loro efficienza; della eſſenza, nando quanto ſu di queſta diſſero già
e ſoſtanza; della neceſſità e contin gli antichi, e pronunziarono a noſtri
genza, ed altro; ma ſenza gli anti tempi il Leibnizio, il Carteſio , il
Mal
-
34
Malebranche, ed altri con loro . Si la varia filoſofica erudizione con cui
Iſpiegano poi i vicendevoli movimen è ſcritta, arrecherà certamente ſom
ti delle due ſoſtanze , e le paſſioni mo onore all'Autore, e grande gio
e gli affetti, che nell'uomo dal detto vamento a quei che vogliono iniziar
congiungimento hanno origine. La , ſi in queſti profondi utiliſſimi ſtudj .
uarta diſcorre di Dio , e in prima
i" ſua eſiſtenza, ricavando da tut
ti i fonti gli argomenti per dimoſtrar
la. Impugna validamente Atei, Dei T O R I N O.
ſti , Panteiſti , Fataliſti , Idolatri ,
Maomettani, e gli Orientali che imma
ginano la traſmigrazione delle ani Storia politica, e letteraria della
me, ſpiegando i loro principi . Ra Grecia di Carlo Denina Profeſſore,
giona delle perfezioni aſſolute di Dio, emerito di Eloquenza nell'A. Zniver
dell'intelletto di lui, e della volontà; e ſità, direttore degli ſtudi di ſtoria ,
paſſa ad impugnare alcuni detti di Ari e di belle lettere nella R. Accad. di
ſtotele , di Newton , e di altri ſa Torino, ſocio della R. Accad. di AVa
pienti, che non ſi accordano volon poli, P. A., ed Accad. Fiorentino,
tieri con la natura, con la immenſi 7'omo I e II. Nella ſtamperia Rea
tà , e con le altre perfezioni divi le 178 1. in 8. Si vende da fratelli
ne . La quinta parte filoſofa ſulle Reycends, e continueraſſi in Roma a
forze mondiali, vale a dire corporee, riceverne l'aſſociazioni dalla R. Po
animali, vegetabili, e ragionevoli: di ſta di Torino fino a tutto il venturo
ſtingue ad una ad una la natura di que marzo. Art. IV.
ſte forze: ſpiega l'armonia, e la occul
ta, e profonda intelligenza che han
fra di loro in virtù delle dette forze Buon per la Grecia, che median
tutti i generi di Enti , e i loro par te la ſublime legislazione di Licurgo
ticolari fini : fa vedere che tutto ciò Sparta era oramai divenuta un popo
che eſiſte riſguarda il tutto, ed è in lo di eroi, e che le ſavie iſtituzioni
ſegreta alleanza col tutto per ottene di Solone, e la fuſſeguente eſpulſio
re il fine lor generale , che è il lavo na de Piſiſtrati di aveano riſvegliato
ro maeſtevole dell'univerſo : nel qua ancora fra gli Atenieſi un aſſai ener.
le apparendo tant'arte , ſapienza, e gico patriottiſmo ; che ſenza di que
poſſanza, ſe ne deve a forza conclu ſte fortunate circoſtanze eſſa ſarebbe
dere l'eſiſtenza di una mente infini divenuta una facile conquiſta della .
ta, ſiccome fa il noſtro Autore, diſcio formidabile monarchia Perſiana , la
gliendo in ultimo gl' argomenti de' quale, eſſendo tuttavia nel vigore »
miſcredenti. Ecco ciò che ſi contie della ſua primiera iſtituzione, dopo
ne in queſt'opera , la quale per la di avere diſtrutti i Medj, i Babilo
chiarezza e proprietà dello ſtile, , e neſi, i Lidi, gli Egizi, e molti al
- trl
tri minori popoli, ſembrava che mi ſo degli Atenieſi, fu coſtretto a ri
nacciaſſe d'ingoiare , non che la . teggiare, e laſciando Atene libera ,
Grecia, ma tutto quaſi l'univerſo . ſi ritirò negli ſtati del Re di Perſia
Il Sig. Denina per metterci meglio con la famiglia , e quello che potè
al fatto de'nuovi diſaſtri , e delle a raccogliere de' ſuoi beni. Poco dopo
nuove glorie di cui diede occaſione ricorſe ancora alla protezione di Da
alla Grecia queſto nuovo potentiſſimo rio Re di Perſia un altro principe ,
vicino, dà prigcipio al ſecondo vo Greco, cioè Demarato, uno dei due
lume, e al V. libro con un breve o re di Sparta, che Cleomene ſuo com
ſaggio intorno l'origine e grandezza pagno nel trono ebbe l'arte di far
della monarchia Perſiana , parlando dichiarare illegitimo, ed incapace di
rapidamente del gran Ciro fondatore regnare dalla venale Sacerdoteſſa di
della medeſima , delle ſue fortunate Delfo. Queſti due ſventurati principi
ſpedizioni contro i Medj, i Babilone e per vendicarſi de'loro nemici, e per
ſi, e contro Creſo Re de' Lidj, ſic tentare di ricuperare la loro perduta,
come ancora di quelle non meno fe ſovranità, non tralaſciarono giunti che
lici di Cambiſe ſuo figlio contro Ama furono in Perſia, di ſtimolare l'ani
ſi Re di Egitto, e contro Policrate mo di Dario a portar le armi contro
tiranno di Samo . Si ſa che eſſendo i Greci. Un altro incidente , che a
morto Cambiſe ſenza ſucceſſione, dopo quantunque lontano da fatti politici ,
vari dibattimenti , i ſette maggiori potè pure aggiungere eſca al fuoco,
Satrapi della Perſia ſi accordarono di fu l'inganno uſato da Democede me
eleggere a loro Re quello fra loro dico greco italiano, che vien riferi
medeſimi, il cui cavallo foſſe il pri to dal noſtro Autore al cap. IV. di
mo a mandar fuori un nitrito nell' queſto libro . Era queſto Democede
ora, e nel luogo, in cui tutti ſette a al ſervizio di Policrate tiranno di Sa
avrebbero mandato ciaſcuno il ſuo, mo, ed eſſendo ſtato fatto prigione
e che Dario figliuolo d' Iſtaſpe, per in compagnia del ſuo padrone, fu in
un certo avvedimento del ſuo pala ſieme cogli altri famigliari condotto
freniere, in vigore di queſt'accordo prima a Sardi, e poſcia a Suſa. Una
fu ſenz' altra conteſa proclamato, e malattia di Dario , cagionata da
riconoſciuto re . Or mentre queſte co una ſtorta in un piede, a cui i ſuoi
ſe ſi faceano nell'Aſia , accadde in medici ordinari non ſapeano trovar
Atene quella memorabile rivoluzio rimedio , lo fece chiamare alla cor
ne , per cui vi ſi ſtabilì con ſaldiſ te. Egli guarì felicemente il Re , e
ſimi fondamenti la democrazia, De' poſcia anche la Regina Atoſſa da un'
due figli di Piſiſtrato, cioè Ipparco ed ulcera in una mammella, di modo che
Ippia, il primo fu ucciſo in una con ſalì in grande riputazione. Voglioſo
giura, ed il ſecondo, per liberare i però di tornarſene a caſa fece riſve
ſuoi figli caduti nelle mani degli Spar gliare per mezzo della regina nell'
tani, i quali erano venuti in ſoccor animo di Dario il penſiero della con
- E 2 quiſta
36 -

quiſta della Grecia , dimoſtrandone re cominciano ſolamente intorno a .


la facilità dell'impreſa , e la gloria queſti tempi a far qualche figura nel -
che ne verrebbe al re; ed egli ſteſſo la ſtoria Greca; le facili conquiſte e
sì offrì per guida di quei che il re che fece dapprima la poderoſa oſte
vorrebbe mandaue come eſploratori. Perſiana ; e finalmente la totale ſcon
Diffatti furono ſubito alleſtite in Si fitta che gli Atenieſi ſotto la condot
done due galee per condurre un nu ta di Milziade le diedero poche mi -
mero ſcelto di Perſiani, ed una terza glia lontano da Atene, ne' campi di
carica di prezioſi doni deſtinati per i Maratona. Dario intanto , mentre e
parenti del bravo medico , il quale facea fare in tutto il ſuo immenſo im
toſto fece mettere alla vela. Ma De pero i più ſtrepitoſi preparativi per
mocede, approdato che fu a Taren rinnovare la guerra, e vendicare la
to, trovò modo di fuggirſene, ed i onta ricevuta a Maratona , improv
Perſiani che l'aveano accompagna viſamente ſe ne morì , laſciando il
to, dovettero tornarſene indietro col ſuo figlio Serſe per ſucceſſore nel re
le trombe nel ſacco . Ma la princi gno, e nell'odio contro gli Atenie
pale, e più proſſima cagione della . ſi. Si accefe diffatti la ſeconda guer
prima guerra Perſiana fu la ribellio ra Perſiana con molto maggior fuo
ne di Mileto e di tutta la Gionia , co della prima; ma la Grecia aveva
e il ſoccorſo che a queſti ribelli pre allora un Temiſtocle per opporre all'
ſtarono gli Atenieſi. La ſollevazione impetuoſo torrente, che minacciava
della Gionia fu facilmente ſedata da di ſubiſſarla. La famoſa battaglia di
generali Perſiani ; ma Dario arſe di Salamina portò al ſuo apice la gloria
sì fiero sdegno contro gli Atenieſi, di Atene, ed obbligò Serſe con ver
i quali avean dato ſoccorſo ai ribel gognoſa fuga a ritornarſene ne' ſuoi
li , che giurò ſolennemente di farne ſtati . Il noſtro Sig. Denina non ha
vendetta, ed impoſe ad uno de'ſuoi certamente dovuto gran fatto ſtenta
ſervi, che ogni giorno doveſſe ripe re per farci i ritratti de'Milziadi ,
tergli ad alta voce; ſire, ricordate de' Cimoni, degli Ariſtidi, de' Te
vi degli Atenieſi . Dopo di avere il miſtocli, e degli altri eroi, che figu
Sig, Denina diſtintamente ſvolte tutte rarono in queſta luminoſa epoca di
queſte remote , e proſſime cagioni Atene, avendo ſi diffuſamente parla
della prima guerra che i Perſiani moſ to di eſſi , e delle loro memorande »
ſero ai Greci, e nominatamente agli geſta tutti gli ſcrittori delle coſe gre
Atenieſi , egli paſſa a deſcriverne i che. Gli altri avvenimenti di queſta
vari eventi ; cioè le ſingolari am guerra, come la vittoria riportata a
baſcierie mandate da Eario in queſt' Platea nella Beozia dall'armata col
occaſione a vari ſtati e principi del legata de' Greci contro Mardonio ge
la Grecia, e fra le altre quella cu nerale de' Perſiani , e la disfatta di
rioſiſſima per le ſue circoſtanze da . una flotta Perſiana preſſo Micale ,
lui ſpedita in Macedonia , i di cui promontorio dell'Aſia per opera di
-- -- - Leu
ieutichidere di Sparta, e di Santip ta la Grecia Cimone figliuolo di Mi
po Atenieſe, ſono deſcritti dal Sig. ziade; e Sparta medeſima così gelo
Donina nel principio del ſeguente lib. ſa del rapido ingrandimento di Ate
VI. Viene dopo ciò in iſcena Pauſa ne, ripoſandoſi ſulla conoſciuta mo
nia, il quale aveva avuto il ſupremo derazione di Cimone, non intralaſciò
comando delle forze greche nella gior veruna occaſione per favorirlo. Dif.
nata di Platea , e che molto credi fatti egli comandò le forze unite de'
to erafi acquiſtato nelle coſe di guer Greci nella Tracia ; ricuperò quivi
ra. Avvezzatoſi egli alla licenza del il Cherſoneſo alla ſua patria , e mol
viver militare, e mal comportando di te ſegnalate vittorie riportò per ma
dover quanto prima, allorchè la guer re e per terra contro i Perſiani, at
ra ſarebbe terminata , ritornare all' taccandoli il primo ne' loro propri ſta
auſtero tenore della vita Spartana, ti . Ma anche egli per le brighe di
cominciò ad aver maneggi con Ser Pericle , e di altri ſuoi rivali , che
ſe, promettendogli di far cadere Spar l'accuſavano di troppa parzialità per
ta, e tutta la Grecia nelle ſue ma gli Spartani, fu coſtretto ad ubbidi
ni. Ma le ſue trame furono ſcoper re alla dura legge dell' Oſtraciſmo .
te, ed egli fece quella fine che ſi E' vero che poco dopo Pericle ſteſſo
meritava. Temiſtocle poco prima per per abbaſſare il credito di altri gene
l' eſoſa jattanza delle ſue prodezze, rali che gli davan'ombra, lo fece ,
e per la ſua ſoſpetta popolarità era richiamare dal ſuo eſilio avanti il
ſtato bandito di Atene per legge di termine prefiſſo di dieci anni . Ma ,
oftraciſmo. Ma i ſuoi nemici, e gli poco potè egli godere di queſto ap
Spartani principalmente, i quali non parente benefizio ricevuto dal ſuo ne.
poteano mai perdonargli di eſſere ſta mico, poichè eſſendo ſtato ſpedito a
ti da lui deluſi nella edificazione del portar ſoccorſo agli Egizi che ſi era
le mura di Atene a cui eſſi ſi oppo no ribellati da Artaſerſe , ſtrada fa
nevano, ſpacciarono di efferſi trova cendo morì di una ferita nell'aſſe
te fra le ſcritture di Pauſania molte diare una piazza dell'iſola di Cipro.
lettere di Temiſtocle che poteano far Mancato Cimone , tutta l'autorità
lo ſoſpetto d'intelligenza con Serſe. del governo Atenieſe parve riunirſi
Temiſtocle non vedendoſi con ciò ſi nel ſolo Pericle, che già più di una
curo neppur nella Grecia , dopo di volta avea ſoverchiato Cimone ſteſ
aver cercato aſilo in vari luoghi , ſo. Egli ſegnalò i principi della ſua
rifugioſi finalmente a Suſa, ove ri amminiſtrazione coll'aſſaltare , e ri
cevette da Artaſerſe , che pochi an durre ſotto il dominio di Atene l'iſo
ni prima era ſucceduto a Serſe , ogni la di Eubea, e quella di Samo. Egli
ſorta di buon trattamento. Bandito è vero però che nella conquiſta di
Temiſtocle, e morto circa quel tem Samo più dell'amor della patria egli
po Ariſtide, cominciò a primeggia aſcoltò l'amore della ſua bella A ſpa
re fra gli Atenieſi, ed anche in tut fia, la quale impegnollo a ſoſtenere
gli
38
gli intereſſi di Mileto ſua patria, ch' 1a ſorte di ammirare le ſingolari vir
era in diſcordia con Samo. Termina tù di un tanto Principe, e della Prin
il Sig. Denina queſto VI. libro della cipeſſa ſua Spoſa, poſſiamo aſſicura
ſua Iſtoria, coll'eſporre i principi e re, che la dedicatoria lettera è ſcrit
le cagioni della famoſa guerra del ta con tutto lo ſpirito di verità, e
Peloponeſo, che lacerò per tanti an lontaniſſima da ogni adulazione. Que
ni internamente la Grecia, e prepa ſto primo volume contiene cinque a
rolle da lungi le catene di Filippo, diſſertazioni, la prima delle quali ci
e di Roma. L'ambizione della pree dà la deſcrizione di una nuova mac
minenza , di cui Sparta ſin allora - china meteorologica, chiamata dall'
avea goduto, e che Atene comincia Autore Chronyometro , di cui già
va a contraſtarle fu la vera , ed in daſſimo qualche cenno nella noſtra ,
trinſeca ragione di queſta funeſta guer Antologia . La ſeconda è ſopra il
ra , e l'occaſione per iſcoppiare fu modo di dare la vernice alle farfal
ſomminiſtrata da una conteſa inſorta le &c. di cui parleremo parimenti
fra i Corinti , e i Corcireſi, i primi ne' noſtri antologici fogli . La ter
de' quali richieſero di ajuto i Lacede za diſſertazione tratta della ſolu
moni, e i ſecondi gli Atenieſi. (ſa zione del famoſo problema chimi
rà continuato. D - - -
co, cioè di ritrovare l'acido elemen
tare, e primigenio, in cui ſi conver
tano gli acidi tutti; e dopo aver det
M I L A N O. to , che l'eſperienze fin'ora fatte a
-
.
molto poco concorrono a favorire »
l'opinione del celebre Signor Sthaal ,
Opuſcoli Fiſico-Chimici del Cava che riputava l'acido vetriolico eſſe
liere Marſilio Landriani . Milano re l'acido elementare , laſcia poi al
1781. nelle ſtampe di Gaetano Pirola giudicio del Sig. Moſcati, a cui queſt'
7 I. in 8. Art. 1. opuſcolo indirizza , il decidere , ſe
veramente l'acido primigenio ſia il
mofetico, o ſia l'aria fiſſa, come il
Il nome del dotto Sig. Cavaliere noſtro Autore pretende . Ingegnoſiſ
Marſilio Landriani è così chiaro, e ſimi ſono gli eſperimenti , co' quali
benemerito della Fiſica, che già ſi è prova il ſuo aſſunto il Sig. Cavalie
fatto ſuperiore a qualunque lode ; re, mentre da queſti ſi vede, che a
perciò noi giudichiamo, che l'ope unito l'acido vetriolico allo ſpirito di
ra , che annunciamo abbia già con vino rettificato, unito l'acido mari
ſe un gran pregio, quale è quello di no, o il nitroſo (colle note precau
eſſere parto dell'illuſtre Autore . E' zioni, e doſi per evitare le eſploſio
dedicata queſta a S. A. R. il Sere ni, ed altri funeſti accidenti, a qua
niſſimo Ferdinando Arciduca d'Au li un poco pratico oſſervatore può
ſtria &c. , e noi , che quì ebbimo eſſere ſoggetto ) al medeſimo ſpiri
tO 3
- . .. . .. 39
to, unito coll'aceto radicale, l'aci dimoſtrato eſſere tutti gli acidi con
do dell' arſenico, l'acido fosforico, vertibili in aria fiſſa , e queſta eſſe
da tutti ſi dava una porzione di aria ire l' acido univerſale. Noi non poſ.
fiſſa . Traggefi pure queſta dall'aria ſiamo abbaſtanza ammirare l'ingegno
deflogiſticata dal precipitato roſſo ca del noſtro Autore, e ſommamente
vata , o da qualunque altro corpo, commendare le opere ſue . Se però
col fulminarla coll' elettrica ſcintilla, per lodevole eſercizio dobbiamo al
o con il flogiſticarla . Paſſa indi il cuna coſa dire, pare, che ſe viene
noſtro Autore a difendere il ſenti idal Sig. Cavaliere dimoſtrato , che
mento del Sig. Lavoiſier contro il Sig. da qualunque acido, e dall'aria de
Prieſtley , maravigliandoſi di que flogiſticata, mercè le ſuddette opera
ſto dotto Ingleſe, il quale nelle ſue zioni cavaſi dell'aria fiſſa, non ſi
eccellenti oſſervazioni ſu le diverſe poſſa aſſolutamente conchiudere eſſe
ſpecie di aria dice, che nello ſvilup re queſta l'acido univerſale , ed ele
parſi dell'aria deflogiſticata ſi ſvolge mentare, ma bensì, che ritroviſi più,
ſempre una certa porzione di aria fiſ o meno ſparſa in quaſi tutti i corpi,
ſa , mentre che queſta non da altro da quali per cavarla ſiano neceſſari
procede , ſe non da quella porzione più gradi di forze . Imperciocchè
di flogiſto tuttavia aderente alle ſo per dimoſtrare, che veramente que
ſtanze, che forniſcono l'aria defo ſta ſia l'elemento di tutti gli acidi,
giſticata, combinandoſi con eſſa , e e dell'aria deflogiſticata , biſogne
convertendola in aria fiſſa . Quindi rebbe invincibilmente provare, che
conchiude in primo luogo, che l'aria i menſtrui, o gli acidi, de quali ſi
deflogiſticata nel momento , che ſervì il noſtro Sig. Cavaliere foſſero
viene eſpulſa dai corpi capaci a pro puri, puriſſimi, dell'intutto omoge
durla , ſi converte in aria fiſſa , ſe nei, e niente dentro di ſe conteneſ
venga ſorpreſa dal flogiſto nell'atto ſero di acido vetriolico, da cui l'aria
-

della ſua formazione. 2. Che ſicco- fiſſa ſecondo alcuni produceſi, o nien
me dalle eſperienze fatte riſulta, che te d'aria fiſſa per ſe, o niente di approſ
l'acido nitroſo, il vetriolico, il ma ſimanteſi, e che nel mezzo in cui ſi fe
rino, il fosforico, l'arſenicale, uni cero gli eſperimenti , niente vi foſſe
ti a certe terre poſſono cangiarſi in di aria fiſſa preeſiſtente, le quali co
aria deflogiſticata , e queſta ſi può ſe pajonci difficiliſſime ad ottenerſi.
facilmente tramutare in aria fiſſa, o In ſecondo luogo dovrebbe dimoſtrar
ſia in acido mofetico, ed in oltre ſi, che l'aria deflogiſticata, da cui
l'acido dello zuccaro, quello del cre l'aria fiſſa produſſe, foſſe veramente
mor di tartaro, delle formiche, dell' tale, e tutta deflogiſticata , nè ſol
aceto &c. ſono per mezzo del calore tanto una parte di eſſa , ma tutta ,
facilmente convertibili in aria fiſſa , ſi cangi in aria fiſſa col flogiſticarla,
perciò ſembra al noſtro Autore, che ed il flogiſto non precipiti l'aria fiſ
ſi poſſa riguardare, come abbaſtanza fa già preeſiſtente. Finalmente per
deci
i

4o -- -

decidere queſta quiſtione, ci ſembra dante nella noſtra Italia, ed in al


che le eſperienze non ſi dovrebbero tre parti della noſtra Europa , di
fare ſoltanto qui , ma in luoghi di quello poſſa eſſerne qualunque altro;
clima, di temperatura diverſi , non non vi ſarebbe difficoltà a crederſi
ſolamente in vari ſiti della noſtra , allora, che entraſſe più , o meno nel
Europa, ma altresì in vari dell'Aſia, la compoſizione de corpi, e ne in
dell'Africa, dell' America ; poichè veſtiſſe l'aria tenacemente. Noi con
ſiccome non tutti ugualmente abbon fidiamo, che il noſtro dotto Sig. Ca.
dano degli ſteſſi ſali , nè in tutti i valiere, il quale ſappiamo avere pien
luoghi ſono così vicini, e così ſpeſ di Filoſofia la lingua, e il petto, non
ſi i volcani , così l'atmosfera ter avrà a diſcaro queſte noſtre rifleſſio
reſtre deve eſſere diverſamente modi ni, e che confeſſiamo eſſere la qui
ficata. Che ſe alcuno pretendeſſe che ſtione tuttavia delle più ſpinoſe, ſeb
il vetriolo, o altro ſale , il quale o bene meriti eſſo i ringraziamenti dei
abbia molta affinità con queſto, op fiſici, e chimici per le ſue ſcoperte.
pure l'aria mofetica ſia più abbon ( ſarà continuato. ) , º
-

- º

asvasons naso,sonanes nasaas nasaas naswasnes nasº nºnesaesa


Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e e
l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno,

tº VEºs
e
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-
Num. VI. 1782. Li o. Fsbraro
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4.
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& - - - 9
EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA
-

R O M A .
ſommamente deferenti metallici corpi
ſorbirono certamente una gran por
Memoria fiſica ſopra il fulmine ca zione del fulmineo fuoco. Per mezzo
duto in Roma ſulla caſa dei PP Filip poi de fili di ferro anneſſi alle leve
pini di S. Maria in Vallicella , det de'martelli delle campane queſta di
ta comunemente la Chieſa nuova nel ramazione del torrente fulmineo tro
dì 26 novembre 178 1. eſpoſta dall' vò una facile via per traſmetterſi in
Ab. Filippo Luigi Gilij. Per Perego parte al caſſone ove chiudeſi il mo
ASalvioni nella ſapienza 1782. in 3. vimento dell'orologio, e ad un ban
Si vende dal Sig. Giuſeppe Monal co vicino ove ſtanno ripoſti alcuni
dini al corſo. . ferramenti per uſo dell'ingegnere ,
che ha l'incombenza di accomodar
Ecco un nuovo fatto da aggiunger lo. Diffatti il caſſone trovoſſi aperto
ſi agli altri raccolti ſinora dai fiſici da ogni banda ; il movimento rac
per provare l'eſiſtenza dell'elettrici chiuſovi dentro guaſtato in alcune a
tà fulminea, e l'utilità de condutto ſue parti; e nel banco ove ſtanno i
ri. Il fulmine , che ſi deſcrive in ferri dell'orologiaro, trovoſſi in gran
queſta memoria fiſica del Sig.Ab.Gilij, parte diſtaccato il fondo. Quel ramo
non arrecò gran danni, perchè appun poi principale del fulmine che inve
to trovò nella ſua via un accidental ſtì e ruppe, come ſi diſſe , la baſe di
conduttore, per cui potè diſperderſi un pilaſtro del campanile, potè como
quaſi innocuamente. Deſſo ſi ſcagliò damente trasfonderſi prima in un
alla prima addoſſo un pilaſtro del vicino canale di latta che ſcorre al
campanile, di cui fracaſsò la baſe. diſotto di tutti i tetti di quella parte
Ma fortunatamente il campanile ter º della fabbrica; quindi per mezzo di
mina in una maeſtoſa gabbia, o piut uno de'tubi perpendicolari poſti in
toſto quadripode formato da duplica un cantone di eſſo canale, e dell'ac
ti ricurvi ferri di non tenue groſſez qua piovana che attualmente per que
za, il quale ſerve di ſuſpenſorio al ſto tubo ſcorreva , potè ſgorgare en
le tre campane, e immediatamente tro una ſpecie di ſarcofago collocato
ſotto al ſuddetto quadripode evvi una in uno ſcoperto loggione , e che ſi
loggia ricoperta di piombo . Queſti ſuole riempire d'acqua per mezzo di
- R una
42
una tromba aſpirante ; e finalmente egli eſiggere che noi dobbiamo abbrac
potè finire di diſſiparſi per mezzo di ciare intieramente la ſua deciſione ?
queſta medeſima tromba. Tenne preſº Egli ci dirà forſe di eſaminare le ſue
ſo a poco la medeſima via , e diſ ragioni, e di riſpondere ſe non ci tro
ſipcſſi quaſi nella ſteſſa maniera, ſenz' viam ſoddisfatti . Ma quando anche
arrecar grave danno, un altro fulmine aveſſimo volontà di farlo , la disfida
che cadde ſulla medeſima ehieſa il non ſarebbe da onorato Spagnuolo com'
dì 17. ſettembre dell'anno 174o. Chi egli è;poiche porterebbe che noi doveſ
non vorrà riconoſcere in queſti due ſimo in poche pagine analizar molto to
fulmini l'indole elettrica della mate mi. Che ſe noi ci ſiam permeſſo qual
ria fulminea, e la neceſſità di ben , che rifleſſione nel riferire i volumi
adattati conduttori ? Diaſi adunque precedenti, è ſtato ſolo per impulſo
la dovuta lode al Sig. Ab. Gilij per di patriottiſmo, a cui avendo una .
eſſerſi ſtudiato con queſta ſua anali volta ſoddisfatto in queſta occaſione,
ſi fiſica del fulmine della chieſa nuo non dobbiamo perciò più temere di
va di riſvegliare, e diffondere la co eſſere ſu di ciò tacciati di vizioſa .
gnizione di una sì utile, ed impor indolenza. Ciò che però, ſenza en
tante ſcoperta fra i ſuoi concittadini. trare ne' meriti della cauſa , poſſia
mo e dobbiam dire con tutta verità
G E N O V A . ed ingenuità , e che abbiam già det
to per lo paſſato , ſi è che il Sig.
Saggio ſtorico-Apologetico della let Lampillas ſcrive con eleganza quan
teratura Spagnuola contro le pregiu tunque un pò verboſa ed aſiatica, e
dicate opinioni di alcuni moderni ſcrit ſi moſtra grandemente iſtruito della
tori italiani . Diſſertazioni del Sig. ſtoria letteraria della ſua nazione, e
Ab. D. Saverio Lampillas. Parte II. per uno ſtraniero ſufficientemente ancor
Della letteratura moderna . 7'omo della neſtra. Queſti due volumi pre
III e IV. Preſſo Felice Repetto in ſentano l'apologia della poeſia , e
Canneto 178 1. in 8. del teatro Spagnuolo, e il loro con
fronto colla poesia e col teatro Ita
Non ci ſiam dati gran fretta di liano. La diſſertazione VII., che oc
annunciare queſti due nuovi volumi cupa tutto il tomo III. ha per og
del Saggio ſtorico - apologetico della o getto di dimoſtrare che la nazione
letteratura Spagnuola , perchè ſem Spagnuola nel ſecolo XVI. , e ſul
pre più difficile ci ſi rende il modo di principio del XVII. coltivò la poesia
parlarne in guiſa da render contenti a ſegno di poter gareggiare coll'Ita
e Spagnuoli, e Italiani. Il Sig. Lam lia , e di eſſere ſuperiore a tutte le
pillas ſeguita a fare il confronto de' altre moderne nazioni nel numero e
pregi letterari di queſte due nazioni; merito de'poeti ſuoi. Aggiungono ſin
e certamente egli lo fa , come dee golar pregio a queſto volume le fe
farlo uno Spagnuolo, vale a dire ſem lici traduzioni Italiane fatte dal Sig.
pre in favor della patria ſua . Può Lampillas , e ſchierate alla fine per
modo
- 3
modo di ſaggio, di alcune ſcelte pro
duzioni del Parnaſſo Spagnuolo, o di
alcuni ſquarci di eſſe in ogni genere Storia politica, e letteraria della
di poesìa, tratte da Giovanni Boſcan, Grecia di Carlo Denina Profeſſore -
Garcilaſſo della Vega, Luigi Camoens, emerito di Eloquenza nell'A. 2)niver
Frate Luigi di Leon , Franceſco di ſità, direttore degli ſtudi di ſtoria,
Figueroa, Lope di Vega &c. L'apo e di belle lettere nella R. Accad. di
logia del teatro Spagnuolo è il ſog Torino, ſocio della R. Accad. di Ma
getto del tomo IV. , e dell'VIII. poli , P A. , ed Accad. Fiorentino.
Diſſertazione. Ognuno ſi figurerà fa 7'omo I e II. AVella ſtamperia Rea
cilmente quanto debba trionfare il le 178 1. in 8. Si vende da fratelli
Sig. Lampillas nel deſcrivere queſta , Reycends, e continueraſſi in Roma a
parte , ch'è veramente la più bril riceverne l'aſſociazioni dalla R. Po
lante della Spagnuola letteratura. Dif. ſta di Torino fino a tutto il venturo
fatti non ſi può negare che il teatro marzo. Art. V. ed ult.
comico del fecondiſſimo Lope di Vega
abbia fatt'epoca nel riſorgimento dell' Avanti di contriſtarci col malinco
arte drammatica; e non ſi può negar nioſo racconto della guerra Pelopo,
neppure che i ſcrittori drammatici del neſiaca il Sig. Denina c'invita nel
le altre nazioni, e fra gli altri Cor libro VII. a trattenerci per qualche
neille e Moliere, i padri e i fonda intervallo a contemplar la Grecia ,
tori del più regolare , e riſpettabil nel ſuo aſpetto più bello e più van
teatro che vi ſia forſe mai ſtato, ab taggioſo. Per quanto ſi ſcorra colla
bian molto profittato della profuſa » memoria lo ſpazio di trenta o qua
ricchezza d'invenzione , come la ranta ſecoli , non ſi troverà certa
chiama il Sig. Lampillas, degli Au mente mai quel paeſe nè più popolo
tori Spagnuoli di drammatici compo ſo, nè più potente, nè più fiorito, nè
nimenti . Ma non ſi dovrebbe forſe più vicino al punto inarrivabile del
anche dire che gli Spagnuoli non ſi la perfezione. Sparta ed Atene ebbe
ſono poi gran fatto avanzati in una ro forſe più combattenti intorno a .
carriera, in cui con tanta lode avean queſt'epoca, di quel che ai tempi di
fatto i primi paſſi, e che quei ſcrit Ageſilao e di Filippo aveſſero citta
tori di altre nazioni che hanno in dini . Le ammirabili legislazioni di
ſeguito profittato delle ricchezze del Licurgo e di Solone, ch'erano in .
loro teatro han forſe fatto ciò che tutto il loro vigore : la ſcienza e ,
facea Virgilio, allorchè cercava l'oro la diſciplina militare che nelle glorio.
in ſtercore Ennii? ſiſſime guerre contro i Perſiani eran
ſalite al più alto grado di perfezio
ne e di onore; le conquiſte, e le o
ricche prede fatte ſopra queſti opu
lenti nemici che avevano accreſciu
to il luſſo , allargato il commercio
F 2 inter
interno ed eſterno, e moltiplicate , L'eſame di tutti queſti ed altri fo.
in conſeguenza le maniere di ſuſſi miglianti oggetti; i ritratti e le no
ſtere; il patriottiſmo che dopo l'eſpul tizie circa la vita di queſti ed altri
ſione de Piſiſtratidi, e degli altri ti tali grandi geni della Grecia; il giu -
ranni aveva acquiſtato la fua mag dizio eſatto delle loro opinioni, de'
gior energia ; ecco quali furono le loro ſiſtemi, e delle loro opere, ſom
principali cagioni della ſtraordinaria miniſtrano al Sig. Denina la copioſa
proſperità , e floridezza della Grecia e dilettevole materia per il VII. libro
in queſti tempi. Quindi i comodi e º di queſta ſua ſtoria, ch'è ſicuramen
i piaceri della vita accreſciuti ne'ci te uno di quei che faranno maggior
bi , nelle veſti, e nelle abitazioni ; onore alla varietà e profondità delle
quindi le belle arti portate quaſi al ſue cognizioni, e al ſuo fimo diſcer
fommo apice della loro perfezione ; nimento. Il libro VIII. che ſiegue,
quindi l'iſtituzione di tanti pubblici e che termina il ſecondo volume, è
giuochi ſolennizzati con tanta pom principalmente deſtinato a defcrivere
pa, quindi l'origine de teatri e della i primi avvenimenti della famoſa guer
poeſia drammatica; quindi infine tan ra del Peloponeſo. I primi a moſtra
te nuove ſcuole di filoſofia e di me - re il viſo furono i Tebani, che mal
dicina , e un fi gran numero d'illu ſopportavano ſoprattutto di veder Pla
ſtri loro coltivatori. Fu in queſti tem tea, città poſta nel ſeno della Beo
pi che fiorì il grande ſcultore Fi zia , confederata e dipendente de
dia, che fu in Grecia a tempi ſuoi, gli Atenieſi . Prima dunque che gli
ciò che fu Michelangelo Buonarotti Atenieſi vi poteſſero mandar preſidio ,
nel rinaſcimento delle arti in Italia; con una banda di lor truppe ſi avan
fu in queſti tempi che lo ſplendore e zarono i Tebani per ſorprender quel
la pompa de' pubblici giuochi , e l' la piazza . Si miſero allora in moto
entuſiaſmo de' Greci per eſſi eccitò tutti gli ſtati della Grecia, e tutti i
Pindaro a cantarne con ſi ſublime ſtile loro alleati per alleſtirſi a queſt'or
i vincitori; queſta fu l'età che vide ribile inteſtina guerra. Sparta ed Ate
naſcere i tre gran poeti tragici della te erano alla teſta de'due partiti; la
Grecia, Eſchilo, Sofocle ed Euripi prima la più potente di tutte le al
de , i quali dagl' informi ſpettacoli tre città della Grecia per terra, e o
plateali di Teſpi loro contemporaneo la ſeconda per mare. Mandarono ca
preſero argomento, e lena per quei vallerìa agli Spartani i Beozi, i Fo
capi d'opera di arte drammatica che ceſi, ei Locreſi ; e i Corinti, i Me
ci han tramandati ; ed in queſto ſe gareſi , i Sicioni , i Pelleneſi , gli
colo viſſero pure Empedocle, Seno Elei, e gli Ambracioti contribuirono
fane, Eraclito, Democrito, Anafſa agli Spartani buon numero di navi .
gora, Erodoto padre della ſtoria gre Gli Atenieſi non ebbero egual biſogno
ca, e quel greco finalmente a cui il di domandar navi ai loro alleati, e fo.
genere umano ha forſe le maggiori lamente ne traſſero alcune poche da
obbligazioni, il gran medico di Coo. Scio, da Corcira, è da Mitilene. I Teſſa
- - a li ,
li , ch'erano confederati degli Ate lo degli affari occorrenti. L'orazion
nieſi, e così i Lariſſei, i Parraſi, i funebre che Tucidide riferiſce come
Farfali, i Cramonj, i Pirasj, i Cir fatta da Pericle in queſta occaſione
roni , e i Ferei, ſomminiſtrarono il ſi cita per uno de più antichi, e si
loro contingente in truppe di terra, de più notabili eſemplari di eloquen
delle quali più abbiſognavano gli Ateº za. Ma gli Atenieſi ebbero nel ſecon
nieſi, e principalmente in cavalleria: do anno di queſta guerra un più or
Pericle, che comandava allora ogni ribil flagello addoſſo, che non fu l'
coſa in Atene, conoſcendo queſta - eſercito de' Peloponnesj. Una crudel
ſuperiorità de'nemici per terra, con peſtilenza , che moſſe , per quanto
ſigliò, e ſtette poi ſempre ſaldo in s” inteſe di poi, dall'Etiopia, e di
queſto ſuo conſiglio, di tenerſi ſem ſceſe nella Libia, nell'Egitto, e nel
plicemente ſulla difenſiva per terra , le provincie ſoggette alla Perſia, ſi
e di mandare intanto poderoſe flotte ſteſe nell' Attica, e ſopra Atene maſ
a depredare, e devaſtare le terre ne ſimamente - La patetica deſcrizione
miche poſte ſul mare . Difatti così di queſto feral morbo che ci laſciò
ſi paſsò la prima campagna; poichè Tucidide , meritò in ſeguito di eſſere
mentre le genti del Peloponeſo ſotto non pur da poeti imitata, ma illu
la condotta di Archidamo re di Spar ſtrata da Galeno lume chiariſſimo del
ta ſi avanzavano con poca oppoſizio la medicina. In mezzo a tanti diſa
ne nell'Attica a dare il guaſto alle ſtri, non compenſati da verun van
terre degli Atenieſi ; le flotte di que taggioſo ſucceſſo, gli Atenieſi ſe la .
ſti, e de loro confederati aſſaltaro preſero con Pericle principale Auto
“no Metone, preſero Fia, cacciarono re di quella guerra , e non ſolo lo
di Egina tutti gli abitanti, mandan depoſero dal generalato, ma lo con
dovi altre genti, e fecero quà e là dannarono ancora ad una ragguar
varie diſceſe, dando il ſacco a quaſi devole multa. Ma inſtabili com'eſſi
tutte le terre degli amici di Sparta. erano , e trovandoſi ancora più mal
Ceſſate poi per la vicinanza dell'in contenti dei generali che ſoſtituirono
verno, e per la ritirata de' Pelopon in ſua vece, andarono ſupplichevol
nesj dall'Attica le oſtilità, Pericle , mente a pregarlo , che voleſſe tor
ebbe da funerali che coſtumavaſi di nare a governarli. Ma Pericle poco
fare a coloro che morivano in guer tempo fopravviſſe al ſuo riſtabilimen
ra, congiuntura opportuna di raffer to , e non ſi ſa nemmeno che coſa
mar gli animi de cittadini, che per in quel breve tempo abbia fatto di
li patiti diſaſtri parevano vacillare. rilevante . Dopo la morte di queſt'
Oltrecchè egli era il più riputato ora uomo , a cui tanto dee la gloria ,
tore dell'età ſua , e il principale º del nome Atenieſe , la principale au
della città come capitano generale, torità nella ſomma del governo di
ſembra probabile ch' egli ſteſſo ſi fa Atene paſsò in Nicia, che non ſolo
ceſſe eleggere a tale uffizio, defide avea gran pratica di affari civili,
rando opportunità di parlare al popo ed era ſtimato uomo aſſai dabbene
1n
46
in tutta la Grecia; ma aveva anco vi avrebbe acconſentito , ed infatti
ra ſotto di Pericle, dati molti ſag era queſto per gli Atenieſi il momen
gi della ſua bravura e prudenza mi to più favorevole di accordarla. Ma
litare . Diffatti nel primo anno del dopo di Pericle, la di cui qualità do
ſuo generalato meſſoſi in mare, con , minante fu certamente l'arte di ben
un'armata di ſeſſanta navi preſe l'iſo dire, era già cominciato in Atene il
la Minoa, battè i Beozja Tanagra, regno degli oratori, e Cleone i pri
e diede il guaſto ai lidi di Locri. I mo ed il più ardito che ſi mentovi
ſuoi luogotenenti non furono meno fra queſti, nemico de Lacedemoni ,
fortunati di lui. Fra queſti Demoſte forſe ſolo perchè Nicia gli amava ,
ne vi ſe gli Ambracioti amici de'La declamò con tanta furia contro qua
cedemoni , e voltatoſi poſcia verſo lunque partito d'accordo ſi propo
la Meſſenia aſſaltò e preſe Pilo, una neſſe , che il negoziato fu ſciolto .
delle porte della Laconia, diſtante a L'aſſedio di Sfatteria intanto tirava
da Sparta non più che 5o miglia (4oo. in lungo, e gli Atenieſi cominciava
ſtadi ) , Pachete altro comandante a no a pentirſi di aver rifiutata la pa
ſubalterno aſſaltò parimenti, e vinſe ce. Gleone per ſoſtenere il ſuo pune
l'armata navale de'Mitileneſi, e pre to non ceſſava di accuſare di traſcu
ſe anche Mitilene capitale dell'iſola ratezza i comandanti dell'armata, a
di Lesbo . Tutti queſti ſiniſtri ſuc ſegno che Nicia annoiato finalmente
ceſſi non potevano eſſere contrabbi dall'impudenza di queſto ciarliere ,
lanciati dalla preſa di Platea , il di quaſi per farſi beffe di lui, fece pro
cui famoſo aſſedio viene deſcritto dal porre che a lui l'impreſa ſi commet
noſtro Autore molto circoſtanziata teſſe. Cleone, benchè niente inten
mente. Gli Efori all'annunzio della . dente di guerra , fu tanto temerario
preſa di Pilo , richiamarono ſubita da accettare l'incarico, e tanto fe.
mente le loro genti ch'erano nell'At lice da riuſcirvi aſſai proſperamente.
tica, e le ſpedirono a ricuperar quel Ed ecco i principali avvenimenti del
la terra. Andati poſcia in perſona a la famoſa guerra Peloponneſiaca , che
eſaminar il ſito, ed oſſervato che la vengono deſcritti dal Sig. Denina nell'
piccola iſola Sfatteria potea molto in VIII. libro . Egli ci ha laſciati in
quietare il preſidio di Pilo, e impe un'epoca troppo intereſſante della ſua
dir ſoprattutto l'introduzione de'vi ſtoria , per non doverne con tanto
veri, mandarono ſubito ad occupar maggiore impazienza deſiderare la
la - Ma un'altra ſconfitta ch'ebbe » continuazione.
poſcia preſſo di Pilo la flotta Sparta
na dalla flotta Atenieſe comandata
da Demoſtene, accrebbe talmente la
coſternazione de Lacedemoni, che -
non oſtante il loro naturale orgoglio
riſolvettero di mandar ambaſciadori in
Atene per implorare la pace. Nicia
- M I L A N O. poſto in libertà e compariſce ei
forma di fiamma, e di calore. Quin
Opuſcoli Fiſco, chimici del Cava di a ſentimento del noſtro Autore ſi
liere Marſilio Landriani . Milano poſſono diſtinguere due ſtati diverſi,
1781. nelle ſtampe di Gaetano Pirola ne'quali il fuoco ſi ritrova, ne'cor
2 1. in 8. Art. 11. ed ult. pi, in uno ſtato cioè di fiſſità, va
le a dire quando è intimamente com
Sella quarta diſſertazione di que binato ne' corpi , ed è una parte e
ſto dotto libro, intitolata del calore integrante, e conſtituente dei mede
latente, il Sig.Cav. Landriani eſpone ſimi , ed in uno ſtato di libertà,
la ſtoria di tutto ciò , che ſi è fin' cioè quando è ſemplicemente aggiun
ora ſcoperto intorno al fuoco, che to, e non combinato con eſſi. Del
eſiſtendo ne'corpi, non dà ſegni eſter primo ſtato ragiona in queſta diſſer
ni di ſua preſenza, e vi aggiunge tazione il noſtro Sig. Cavaliere, e
alcune nuove eſperienze , ed oſſer l'erudizione , le eſperienze le più
vazioni, le quali illuſtrano queſto fingolari , le oſſervazioni le più mi
argomento . In verità , che queſta nute , ed eſatte vi trionfano , co
diſſertazione non può eſſere nè “ficchè chiunque la leggerà dovrà
più intereſſante , nè meglio trattata confeſſare che realmente il fuoco al
di quello la tratti il noſtro Autore ; cune volte eſiſta ne' corpi ſenza da.
imperciocchè incominciando dal ſup re alcun ſegno eſterno di ſua preſen
porre, che ſe le recenti ſcoperte in za, di calore cioè , di eſpanſione »
torno ai differenti fluidi aereiformi &c., la qual coſa ammeſſa, moltiſ
ci hanno all'ultima evidenza dimo ſimi fenomeni, così riguardo a mol
ſtrato, che diverſi fluidi elaſtici poſ. te compoſizioni , e fuſioni metalli
ſono eſſere combinati nei corpi, ſen che, come riguardo al raffreddamen
za dare ſegni di loro eſiſtenza , e , to de'corpi , alla formazione del
queſti , o colla decompoſizione de' ghiaccio, ai diverſi ſtati del termome
corpi, che li contengono, o per iſti tro in queſto immerſo, intorno a qua
molo di fuoco, od altro poſſono eſ li varie, confuſe, ed oſcure erano le
ſere poſti in libertà , e manifeſtarſi opinioni de'fiſici, mercè queſta bel
ſotto diverſe apparenze , non ſarà liſſima ſcoperta , le oſſervazioni ed
difficile l'immaginare, che anche il eſattiſſime moltiplici eſperienze del
fuoco eſiſtere poſſa nei diverſi corpi noſtro Sig. Cavaliere, ſono poſti nel
in uno ſtato di fiſſità, e di intima . ſuo più chiaro , brillante aſpetto .
compoſizione , ſenza che perciò ſia Nella quinta , ed ultima diſſertazio
neceſſario , che dia ſegni eſterni di ne , tratta il noſtro Autore dell'aria
ſua preſenza, i quali però ſi faran deflogiſticata cogli acidi minerali ;
no manifeſti, allora ſoltanto, che a mentre ſebbene già ſi ammetteſſe nell'
ſciolto il fluido igneo dallo ſtato di aria noſtra atmosferica la preſenza ,
combinazione , e di principio viene di un acido nitroſo , debbeſi però
- al
A8
al dotto Sig. Prieſtley la dimoſtrazio ne da tutti, coſicchè il Sig.Prieſtley
ne , che coll'acido nitroſo ſi può medeſimo, a cui il noſtro Autore,
effettivamente formare un'aria reſpi comunicò queſte belliſſime ſperienze
rabile, del tutto ſimile all'atmosfe convenne , che l'acido vetriolico ,
rica , combinando con queſt'acido può tramutarſi in aria reſpirabile. Oh
ogni ſorta di terra . Siccome però ſe la prefiſſa neceſſaria brevità di
il Sig. Prieſtley aſſerì , che queſto queſti fogli non ci obbligaſſe a li
ſolo acido ſia atto alla compoſizio mitarci ne'noſtri eſtratti , avremmo
ne dell'aria deflogiſticata, il Sig. il piacere di dare a noſtri leggitori
Cav. tentò di formarne , e cavarne una ſerie di utili, dilettevoliſſime eſ.
dall'acido vetriolico , dal turbith perienze che un gran lume danno
lavato, e non lavato , dal vetriolo alli fiſici oſſervatori . Confidiamo
lunare, dal vetriolo di zinco, di mar però, che tutti coloro , che legge
te, dall'alume , dal volfram , dal ranno l'opera da noi annunciata,
manganeſe, da alcuni ſali marini me renderanno al Sig. Cavaliere quelle a
tallici , dal ſublimato corroſivo, dal giuſte lodi, che ben ſi merita, e lo
la calce del ſublimato corroſivo ſcom pregheranno con noi di affrettare la
poſto dagli alleati , dalla luna cor ſtampa degli altri ſuoi opuſcoli, che
nea , dai ſali arſenicali, e ne otten anſioſi deſideriamo di leggere.

esºse nasaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaansnaansaesaesaesa
Si diſpenſano da Gregorio Settari Libraio al Corſo a S. Marcello, ea
l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno,
- - - - -
Num. VII. 1782. Li 16. Febraro

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


R O M A . volumi del dizionario di chimica,cheia
ſeguito, eſſendoſi fatto un gran nume
Proſpetto di una traduzione Italia ro di ſcoperte principali, ed intereſ.
ma del dizionario di chimica contenen fanti, ſi vide egli obbligato ad au
te la teoria, e la pratica di queſta mentarlo ſino ad un quarto tomo ,
ſcienza la ſua applicazione alla fiſica, ed a farne ultimamente in Parigi una
all'iſtoria naturale, alla medicina, ed nuova riſtampa in quarto. Queſta è
alle arti che dipendono dalla chi quella, di cui noi ci ſerviremo in
mica, di Monſieur Macquer ſocio dell' queſta edizione, che ſi farà ſotto gli
accademia delle ſcienze e della ſocie auſpici di un celebre Mecenate , e
tà reale di medicina, dottore della fa ſotto la correzione di un dottiſſimo
coltà medica di Parigi, e profeſſore Profeſſore » in modo tale che a ra
di chimica nella ſcuola del regio giar gione ci luſinghiamo, che riuſcirà al
dino. 7 raduzione Italiana dell'Ab.G. maggior ſegno corretta, ed eſatta.
B. Muſante traduttore del ſacro tri Il raffinato guſto del noſtro ſecolo per
bunale della Rota. Coll'aggiunta del le materie filoſofiche, la glorioſa ,
metodo , con cui ſi poſſono leggere i protezione dei principi, il nobile ze
principali articoli di queſto diziona lo di una quantità d'illuſtri amatori 9

rio, come ſe foſſe un trattato ſegui il profondo ſapere, e l'ardore de'no


to; una copioſa tavola delle materie, ſtri chimici moderni, tutto ſembra.
ed un'altra degli Autori . AVella , prometterci un eſito feliciſſimo. L'ope
ſtamperia di Paolo Giunchi 1782.in 8. ra è abbaſtanza nota, il ſuo Autore
-
non lo è niente meno ; onde inutil
,, La chimica è il fondamento delle coſa ſarebbe il volerne e di queſto,
ſcienze mediche , nell'iſteſſa guiſa. e di quella fare l'elogio. La neceſ.
che la geometria lo è delle Matema ſità fece naſcere la chimica; ricevè
tiche . Ben perſuaſo della verità di queſta dalla cupidigia un lento accre
queſto aſſioma Mr. Macquer compo ſcimento, e la Filoſofia a giorni no
ſe da prima gli Elementi di Chimica ſtri và rendendola perfetta, come ,
2 eorica , e gli Elementi di Chimica non potrà negarſi da chiunque abbia
pratica, e di poi diede alla luce i tre letto il preſente dizionario. Queſta
G tra -
5e
traduzione ( a ſolo fine di renderne , Pompeo l'uſcita da quel porto, ten
i tomi alquanto più portatili ) ſi di tò di chiuderne la bocca con due mo
viderà in ſei volumi in 8. di circa li convergenti verſo il porto interio
25. fogli , che coſteranno ai Signori re. Le alghe, delle quali l'Adriati
Aſſociati paoli 5. l' uno ſciolti, re co è abbondantiſſimo , trovando un
ſtando a loro carico le ſpeſe di por appoggio nell'apertura di queſt'an
to, gabelle &c. La nitidezza del ca golo, avrebber toſto compita l'ope
rattere, l'eſatta correzione , e la ra ideata da Ceſare, ſe non ſi foſſe
bontà della carta , delle quali coſe preſo cura di eſpurgare e riaprire di
ne dà un ſaggio il medeſimo manife tempo in tempo quella qualunque co
ſto, accompagneranno queſta edizio municazione rimaſtavi fra il porto ,
ne, che non verrà da noi comincia ed il mare. Ma finalmente la peſte,
ta, ſe non quando ci giunga la no i terremoti, la frequente mutazione
tizia di un numero di Aſſociati, che di dominio, e la lontananza de na
ci cuopra dalle ſpeſe principali. Chi turali padroni fecero talmente tra
ritroverà dieci Aſſociati ſtabili, e fi ſandare la cura di quella ſtretta boc
curi avrà il ſolito vantaggio gratui ca che accecataſi quaſi intieramente,
to di un eſemplare. Le Aſſociazioni in quel porto ſi frequentato antica
ſi riceveranno in Roma da Paolo Giun mente da negozianti , e dove avea
chi Libraro a Ceſarini, e da Filippo no ſtanziato tante numeroſe flotte dai
Meli Chimico al Gambaro; nelle altre tempi de Romani ſino a quei delle a
città d'Italia dai diſpenſatori di que crociate , poterono appena più en
ſto Programma. trare alcune barchette peſcherecce,
ed alcuni miſerabili lontri, non mol
N A P O L I . to diſſimili nella loro ſtruttura , e o
manovra delle canoè de'ſelvaggi Ame
Memoria del riaprimento del porto ricani. A queſto primo danno che a
di Brindiſi ſotto il regno di Ferdi la povera citta di Brindiſi, altre vol
nando IV., del Cavaliere Andrea e te fi florida, dovette ſoffrire, ſi agº
Pigonati . Preſſo Michele Morelli giunſe anche quello dell'infezione e
1781. in 4- - -
dell'aria, cagionata da tre vaſte fe
tidiſſime paludi formateſi in confe
Il famoſo porto di Brindiſi , che guenza, la prima nell'accecata boc
già fu il Breſt , il Portſmouth , il ca, e le altre due nelle eſtremità del
Cadice degli antichi Romani , era le due braccia del porto interiore. Era
caduto per le ingiurie de tempi in riſerbato alle paterne cure del pre
un ſi deplorabile ſtato , che appena ſente regnante delle due Sicilie Fer
più ſi meritava il nome di porto - dinando IV. , fi ben fecondate dallº
La prima epoca della ſua decadenza indefeſſa ed illuminata vigilanza di
dee ripeterſi fin dai tempi di Giulio S. E. il Sig. Marcheſe della Sambuca,
Ceſare, il quale , per impedire a - il por fine a tanti mali di quella de
ſolata
St
ſolata città , e di richiamarla al ſuo che ſcrivere nel loro meſtiere: il ria
antico luſtro . Per ſuo real ordine a primento del porto di Brindiſi a lui
adunque, e ſotto la direzione del ce principalmente affidato , ed il libro
lebre matematico Sig. D. Vito Cara in cui eſſo da lui ſi deſcrive, ne ſo
velli, e dell'ingegnere Sig. Cav. Pi no una ſufficiente pruova. Oltre ai
gonati, il quale ha diſteſa la memo luminoſi principi intorno alla teoria
ria che noi ora annunciamo, ſi ſon de porti, e alla loro coſtruzione e o
colmate quelle mefitiche paludi, e º manutenzione, vi troveranno ancora
per mezzo di un magnifico canale il gl'ingegneri molte coſe da impa
porto interiore , ridotto oramai ad rare circa l'economica eſecuzione di
uno ſtagnante lago, ſi è riunito col ſiffatti lavori, ed i mezzi più adatti
porto eſteriore. Il canale è lungo pal per incoraggire gli operari alla fati
mi 2752., largo dove 2oo. dove 16o. ca , e preſervare la loro ſalute da
e profondo 19. nella marea baſſa . quei danni, che ſogliono apportare
Per difenderlo poi dalle alghe, ſi ſo l'intemperie delle ſtagioni , e l'in
no coſtrutti lateralmente ad eſſo ca ſalubrità de' ſiti ne'quali ſono oc
nale due moli, detti S. Ferdinando, cupati . Nè ſolo le perſone del me
e S. Carlo in onore de nomi de due ſtiere troveranno di che iſtruirſi nel
benefici regnanti, il primo alla dirit la lettura di queſta memoria, ma vi
ta lungo palmi 8oo. e largo 8o., ed troveranno ancora gli eruditi mate
il ſecondo alla ſiniſtra della medeſima ria per loro nelle belle e dotte ricer
larghezza, e lungo palmi 56o. Tut che che ſi premettono ſulle vicende
to il lavoro ha importato ducati Na che in vari tempi ha ſofferto il por
poletani 56758. e ſi è terminato nel to di Brindiſi , e per ſino i fiſici
breve ſpazio di poco più di due an avranno di che deliziarſi in un'ele
ni . I Brindiſini han già cominciato gante lettera dell'Autore al Sig. Ab.
a riſentirne i vantaggioſi effetti, ſia Angelo Vecchj circa il 7’arantiſmo,
nel notabile miglioramento della loro e la ſua mirabile guarigione per mez
ſalute, ſia nel viſibile accreſcimento zo della muſica, ſulla quale l'Auto
del loro commercio, e della loro po re, che ha ſoggiornato ſi ungo tem
polazione. Altro non manca all'in po in Puglia in occaſione de' ſuoi la
tiero adempimento de'loro voti, ſe o vori, ed ha avuto perciò il como
non che di veder dichiarato franco il do di eſaminarne attentamente tutte
loro porto, ed eſſi affidati nell'eſ le circoſtanze, è di parere che non
perimentata bontà de loro amatiſſimi ſi poſſa in verun conto più dubi
ſovrani ſi luſingano di ottenere an tare , -

cor queſto . Ma noi abbiam parlato


ſinora del porto di Brindiſi, e nulla
abbiam detto del libro. Il Sig. Cav.
Pigonati è uno di que pochi archi
tetti che ſanno egualmente operare
BOLO
52
B O L O G N A . tazioni ſopra que mali che ne forma
no gli argomenti, ſcritte con quella
Conſulti medici del Dottor Giaco ſobrietà e ſceltezza di erudizione me
mo Bartolommeo Beccari. 7'omo III. dica, e con quella chiarezza, e non
AVella ſtamperia di S. Tommaſo d'A affettata eleganza di ſtile, che ſi con
quino 178 . in 4. vengono a un medico che vuol ſol
tanto guarire i malati, o convincere
Annunciamo con piacere al pub intorno il proprio parere que medici
blico il deſiderato proſeguimento di che a nome de malati lo conſultano,
un'opera, che intereſſa l' umanità, e non già far vana pompa del ſuo
che onora la dotta Bologna, e che ſapere , e delle ſue cognizioni. Nel
conferma ſempre più la sì bene ſta la II. parte del volume s'incontrano
bilita riputazione del Sig. Dott. Bec alcune ſcritture, e pareri medico-le
cari, che n'è ſtato uno de primi lu gali, riſguardanti per la maggior par
minari. I Conſulti medici , allorchè te vari caſi d'impotenza matrimonia
ſono ſteſi da una mano maeſtra, co le . Fra queſti vi ſono ſei queſtioni
me quella del Sig. Dott. Beccari, e generali ed aſtratte, ſcritte in lati
son quella ſcelta erudizione; e con: no , le quali in una nuova edizione
ſumata prudenza medica, che in lui delle queſtioni medico-legali del claſ
ciaſcun riconobbe, ſono forſe i libri fico Zacchìa , potrebbero ſervire di
più giovevoli ed iſtruttivi per quei un bel ſupplemento. In queſta II. par
ch'eſercitano la difficil arte Ippocra te troveranno anche i fiſici di che ,
tica ; poichè, laddove negli altri s' deliziarſi in un parere intorno al ta
impara ſolamente a curare le malat glio della macchia di Viareggio nello
tìe, in eſſi s'impara propriamente a ſtato di Lucca, in cui coi lumi del
curare i malati, vedendoviſi in qual la più ſana e giudizioſa fiſica ſi ricer
maniera debbano applicarſi ai caſi par cat. Se quel taglio poteſſe in qual
ticolari, ed individuali i precetti ge che modo contribuire alla ſalubrità
nerali dell'arte , e quali avvertenze dell'aria dello ſteſſo Viareggio, con
debbano averſi ſecondo le varie cir taminata da vaſte paludi. 2. Se po
coſtanze . Neſſuno certamente ſi aſ teſſe riuſcire di nocumento all'aria ,
petterà ora che noi ſiam per dare della vicina città di Lucca. Siccome
l'eſtratto de'trenta conſulti italiani, ſiffatte queſtioni ſonoſi ſpeſſe volte e
e de'quindici conſulti latini, che uni ed in vari luoghi agitate, e vanno
tamente alla deſcrizione di una fin tuttora agitandoſi , non diſpiacerà
golar coſtituzione epidemica di Bolo certamente di ſentire ſu di ciò il pa
gna ſi contengono nel volume che rere di un sì rinomato medico fiſico,
annunciamo. Neſſuno parimenti ſi af qual era il Sig. Dott. Beccari, il qua
petterà che noi gli diciamo, perchè le colle più valevoli ragioni, ed au
già dee figurarſelo da ſe ſteſſo i. che torità ſoſtiene che il taglio di quella
queſti conſulti ſono altrettante diſſerº macchia non potea ſennonche nota
- bilmen
S
bilmente bonificare l'aria guaſta e s chi, l'Univerſo a giudicare della piº
corrotta di Viareggio, e che dall'al tà, della Clemenza, e della Benefi
tra parte niente vi era da quel taglio a cenza della defunta Eroina, e rintrac
temere per la ſalubrità dell'aria di ciando tutte queſte ſingolari virtù nel
Lucca. le geſta ſue più luminoſe , ci porge
della medeſima quella nobile giuſta ,
idea, che ſi conviene. Ma ciò che
L U C C A . più di tutto rende degno di lode il
noſtro Autore ſi è che non pago egli
di eſporre con uno ſtile naturalmen
Elogio funebre della S. R. M. di te ſublime le azioni più celebri di
Maria 7’ereſa d'Auſtria & c. del Maria Tereſa, le ſottomette alle ma
Conte Giovanni Fantoni . In Lucca ture rifleſſioni di una giuſta critica,
178 1. preſſo Franceſco Bonſignori con e qual Filoſofo, ed Oratore combinan
approvazione in 4. do felicemente inſieme queſti due º
caratteri , mentre nel ſuo elogio fa
sfoggiare mirabilmente l'Italiana elo
La morte già da un anno ſeguita quenza, compagna vi fa trionfare la
della Imperatrice Maria Tereſa d'Au ſemplice verità . Di buon grado ci
ſtria di ſempre glorioſa rimembranza, diffonderemmo maggiormente a dare
fu un accidente, che animò le pen al pubblico un più minuto ſaggio di
ne più ſcelte della noſtra Italia ad queſto elogio, ma laſceremo, che ſe ne
eternar la memoria di una regnante, guſti in fonte tutta la ſua eccellen
che è ſtata la gloria dell'età noſtra , za, e rinnovando al ch. Sig. Conte
e che formerà ſempre una parte in Fantoni le meritate lodi per queſto
tereſſante ne' faſti dell' univerſo. Sa ſuo ſingolar lavoro, deſideriamo con
rebbe ſtata un'impreſa troppo ardua anſietà che ci onori ſpeſſo con nuo
ſe aveſſimo voluto inſerire gli eſtrat ve, ed egualmente belle produzio
ti di tanti elogj, che dà molti feli Ill -

ci ingegni Italiani ſono ſtati colle ,


ſtampe pubblicati, e che hanno me
ritata l'approvazione della letteraria M O D E N A .
repubblica. Egual ſilenzio peraltro non
ci permette di oſſervare il Sig. Con
te Giovanni Fantoni , del quale an Proſe , e poeſie degli Accademici
nunciamo al pubblico un elogio da Ducali Diſſonanti di Modena recita
to non ha molto alla luce . Lungi te nella ſolenne adunanza tenuta a
egli da quella ampolloſa eloquenza, XV di dicembre 178o. per celebra
e da quella affettata adulazione, che re il compimento del primo ſecolo dell'
ſuol eſſere il corredo di ſimili pro Accademia , e l'avvenimento al tro
duzioni, invita i ſudditi, i Monar no del ſereniſſimo Ercole III. Duca
di
di Modena, Reggio , Mirandola e la naſcita di queſta letteraria adu
cº-c. Per gli eredi di Bartolommeo So nanza i nomi di un Caſtelvetro , e
tiani ſtampatori ducali. 1781. in 4. di un Molza. Ma mal corriſpoſe la
fine a ſi bei cominciamenti ; poichè
Dee certamente diſtinguerſi fra le le gare inſorte fra alcuni Accademi
altre una raccolta accademica di pro ci, e molto più alcuni ſoſpetti d'ir
ſe, e poeſie che han per oggetto di religione induſſero il Duca Ercole II.a
celebrare l'anno ſecolare di una del ſaggiamente vietarne qualunque adu
le più rinomate noſtre Accademie let nanza. Luigi Boſchetti in un'età quaſi
terarie, e l'avvenimento al trono di ancor fanciulleſca,Cammillo Coccapa
un principe diſcendente da quei , ni, e il Conte Sertorio Sertorio rinno
nelle corti de quali viſſero l'Omero varono poſcia con più fauſto eſito que
e il Virgilio d'Italia, l'Arioſto, ed il ſti congreſſi letterari nelle loro caſe.
Taſſo. Diffatti baſterà dire che ſi dà In appreſſo il Principe Alfonſo , fi
principio a queſta raccolta con un' glio del Duca Ceſare, prima di ab
orazione del celeberrimo Sig. Cava bandonare il mondo per ritirarſi in
liere Abate Tiraboſchi. La celebra un chioſtro, fu anche egli colto e -
zione dell'anno ſecolare de'Diſſonan ſplendido Mecenate di ogni ſorta di
ti di Modena ſomminiſtrava in ve letteratura, e volſe ancora il pen
ro un troppo bell'argomento al Sig.Bi ſiero a rinnovare le Accademiche ,
bliotecario per fare una nuova ſcor adunanze. Molto più dovette avva
fa in quella provincia di filologia , lorarſi l'idea di riſtabilire, e fomen
ch'egli ſembra eſſerſi fatta in certo tare ſiffatte poetiche Accademie ſotto
modo tutta ſua , cioè della ſtoria - il ſeguente Duca Franceſco I., allor
1etteraria d'Italia da lui cotanto il quando l'autorità ſovrana ſi vide ſuc
luftrata. Egli prende adunque oppor ceſſivamente affidata a due de' più il
tuna occaſione dal compimento del luſtri poeti, che aveſſe allora l'Ita
primo ſecolo dell'Accademia de'Diſſo lia , cioè al Conte Fulvio Teſti, e
manti di teſſere brevemente la ſtoria al Conte Girolamo Graziani ; ma i
delle letterarie adunanze formateſi in difaſtroſi tempi, che allora correvano,
Modena da tre ſecoli in quà, cioè non permiſero di venire ad una ſta.
quaſi fin da quando cominciò a ſpun bile eſecuzione . Con queſta breve
tare la prima aurora del riſorgimen ſtoria delle più vecchie poetiche Ac
to della noſtra letteratura . Panfilo cademie di Modena ci conduce il Sig.
Saffi, poeta poco or conoſciuto, git Cav. Tiraboſchi paſſo paſſo fino a
tò le fondamenta della prima Acca quella de'Diſſonanti, che per dura
dermia letteraria di Modena ; e due ta, e per fama ſuperò tutte le altre.
ſuoi troitori, cioè Giovanni Grillen Fu deſſa fondata ſotto il Duca Fran
zone, e Filippo Valentini le diedero ceſco II. da Dario Sangiovanni; con
poi una migliore, e più ſtabile for tò probabilmente fra i primi ſuoi fi
ma. Baſterebbono a rendere illuſtre gli un Cantelli, un Ramazzini, un
-
Torti ,
55
Torti , un Corradi di Auſtria , ed mendatario di S. Maria di Coſa nuo
altri tali uomini che allora fioriva va. Parte II e III. Dalla ſtamperia
no in Modena ; e crebbe poi talmen d' Ignazio Soffietti 1781. in 3.
te la ſua fama che oltre all'eſſer di -

,
venuta madre di altre Accademie in
Modena ſteſſa, l'Accademia Meſſine Sin dal ſettembre del 178o. annun
ſe domandò d'incorporarſi con lei, ciammo coi dovuti elogi la I, parte
ed il celebre Saneſe Girolamo Gigli di queſt'Etica dimoſtrativa del P.
ſcriſſe al Muratori di non temere di Morando delle ſcuole pie , la quale
aver contro di ſe l' Accademia della trattava de' doveri dell'uomo verſo
Cruſca , quando aveſſe in favor ſuo Dio. Se il merito delle opere rego
il giudizio di quella de' Diſſonanti. laſſe ſempre l'ordine con cui eſſe ,
Sarà dunque facile a ciaſcuno il fi compariſcono in queſti noſtri fogli,
gurarſi con qual divite vena una ſi il e non foſſimo troppo ſpeſſo obbligati
luſtre e ſi antica accademia, raduna da ſtraniere ſollicitazioni a deviare »
taſi in ſi belle occaſioni, abbia fatto da queſto ragionevol ſiſtema , già
ſcorrere il più puro e delizioſo liquo da gran tempo, cioè ſin da quando
re di Pindo . Diffatti vi s'incontra capitarono nelle noſtre mani ſarebbe,
no compoſizioni poetiche in quaſi no ſtate anche annunciate le altre a
tutti i metri , e in quaſi tutte le , due parti le quali, trattando de'do
lingue colte ; poichè oltre alle molte veri dell'uomo verſo ſe ſteſſo, e de'
italiane ve ne ſono ancora parec doveri dell'uomo verſo i ſuoi ſimili
chie in idioma latino, e perſino una formano il compimento di un'opera
infranceſe ed un'altra in greco; e , ſi bene incominciata. Proſegue in .
tutte ſi ſaporite e ſi belle, che non eſſe il dotto Autore a dimoſtrare, e
ſappiamo a quale dar la preferenza, concatenare con metodo Wolffiano
per quì inſerirla a modo di ſaggio, le fondamentali verità morali riſguar
ſecondo il noſtro ſtile. danti queſte due claſſi di doveri, aſ
ſociandovi alcune più importanti ve
rità rivelate, non già per diſcoprir.
le per mezzo della ragione , poichè
T O R I N O. a queſto la ragione è certamente in
ſufficiente , ma ſolo per dimoſtrare
che le medeſime non ſono in veruna
L' uomo guidato dalla ragione : guiſa alla ragione ripugnanti, ed an
Etica dimoſtrativa di Gaſpare Moran zi dalla medeſima approvate . Così
do d'Oneglia Chierico Regolare del per eſ. nella II. Parte ſi fa vedere ,
le ſcuole Pie, regio profeſſore di filo nel capitolo XI. che la ragione ci
ſofia a S. Eminenza il Sig. Cardinale dimoſtra che lo ſtato di celibe non ,
Carlo Giuſeppe Filippo di Martinia ripugna alla natura, e ch'è van
ma Veſcovo di Vercelli, Abate Com taggioſo alla ſocietà ed alla Religio
mº;
56
me; nel capitolo III. della parte III. portarci verſo i nemici: ci fa vedere
che la ragione ci dimoſtra la neceſ. i vantaggi che da medeſimi ci ridon
ſità della gerarchia eccleſiaſtica e la dano; e c'inſegna l'arte di render
di lei autorità ; nel ſeguente che , celi amici e c. Qual più ſublime oc
la ragione ci dimoſtra l'utilità della cupazione per un filoſofo criſtiano
ſocietà Cenobitica o clauſtrale, e i rap. che quella di far vedere il pieno con
porti degl'individui che la compon ſenſo della ragione colla religione ,
gono ; nel capitolo XIV. che la ra e dimoſtrare l'inſufficienza di quella
gione ci dimoſtra come dobbiam di e la neceſſità di queſta ?

e Se/o Asen e Eneſe ha genea neaSenagenºvese ne sºnº negones e Sea, Nºnes aegeaaS a

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e ,


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.

- -
Num. VIII. 1782. Li 23. Febraro

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R G M A. cioè di quella Curia che abbraccia ,


tutto l'orbe cattolico , ma di qua
Pratica della Curia Romana , che lunque altro più ignobile e limitato
comprende la giuriſdizione de tribu foro. Non mancavano, è vero, nè
mali di Roma e dello ſtato, e l'ordi potevan mancare molti libri ſcritti ſu
ne giudiziario che in eſſi ſi oſſerva : di queſto argomento; ma ſe ne deſi
con una raccolta di coſtituzioni , e derava ancor uno , il quale in bre
ditti, riforme , regiudicate, e de ve volume, con naturalezza di me -
creti di c., che hanno o variata o ſta todo, e chiarezza di ſtile inſegnaſſe
bilita la giuriſdizione e la pratica » ſenza ciarlataneria , e ſenza miſtero
de'tribunali . Nella Stamperia di ciò che vi era di più neceſſario ed
Giovanni Zempel 178 I. in 8. Si ven importante a ſaperſi intorno a queſto
de nel Caffè a Monte Citorio ineontro punto. Pareva anche a deſiderarſi che
la miſſione, ed ivi ſi prendono anco un ſiffatto libro foſſe ſcritto in idio
ra le aſſociazioni per l'appendice , ma italiano , perchè anche gl'illite
che preſto ſarà pubblicata. rati, o per ſemplice curioſità, o per
biſogno di liti, poteſſero profittarne.
Appartiene allo ſtudio della poli A tutte queſte condizioni ha ſoddiſ
tica e delle nazioni, ed in conſeguen fatto pienamente il Sig. Ab. Villetti,
za alla letteratura, la cognizione dell' che ſappiamo eſſere l'autore di que
amminiſtrazione della giuſtizia civile ſto libro , benchè egli per modeſtia
e criminale di un qualunque ſtato , non ſiaſi nominato , ſiccome ha co
de' magiſtrati a quali eſſa è affidata, ſtantemente praticato in altri elegan
della maniera in cui fra queſti è di - ti e dotti opuſcoli di vario argomen
ſtribuita, e delle procedure infine per to da lui dati alla luce . Non per
le quali eſſa giugne al ſuo fine. Que mettendoci veruna ſpecie di eſtratto
ſto rifleſſo ſarebbe ſufficiente a render la natura ſteſſa della materia che ſi
da noi commendabile e degniſſimo di tratta in queſto libro, ci contentere
eſſer da noi annunciato e riferito il mo di dire, che l'A. divide tutti i
libro, che abbiamo ora per le mani, tribunali di Roma in quattro claſſi,
quando anche non ſi trattaſſe in eſſo cioè in ordinari, in quei di appella
della pratica della Curia Romana , zione e ricorſo, in tribunali di ma
terie
58 -

terie particolari, ed in tribunali ſu ſione il Sig. Ab. Villetti paſſa a di


periori. Egli comprende nella prima ſcorrere partitamente di ciaſcuno di
claſſe i tribunali dell' Oditor della Ca queſti tribunali in iſpecie, dimoſtran
mera, di Campidoglio, del Cardinal done la giuriſdizione, la natura del
Vicario, e di Monſignor Governato le cauſe, che dinanzi ad eſſi poſſono
re. Novera nella ſeconda, general o debbono portarſi , e le procedure
mente parlando, la Ruota, e i Giu infine colle quali queſte cauſe deg
dici Commiſſari. Si è detto general giono eſſere attitate; uſando in tut
mente parlando, perchè oltre di que to ciò una tal chiarezza, e preciſio
ſti generali tribunali di appellazione ne, che il praticante del foro viene
ve ne ſono altri per cauſe particola da lui quaſi guidato per mano nell'
ri, come ſarebbero la piena Camera eſercizio della ſua profeſſione.
per gli affari ſpettanti al tribunal del
la Camera , l'aſſettamento in Cam F E R M O .
pidoglio riguardo alle cauſe della Cu
ria Capitolina cò c. La terza claſſe , De' primi abitatori del Piceno,
cioè de'tribunali riſguardanti le ma Diſſertazione di Giuſeppe Colucci -
terie particolari, è la più numeroſa. Per Giuſeppe Aleſſandro Paccaſaſſi
A queſta ſi riducono i tribunali del 178 I. in 4.
la Camera, del Buon Governo, dell'
Agricoltura, delle Acque, e della . Il Sig. Gluſeppe Colucci, che già
Conſulta , le Congregazioni del Con ci ha dato altre prove del lodevole
cilio, de' Veſcovi, e Regolari , e , impegno ch' egli ha d'illuſtrare le a
dell'Immunità ; i tribunali del S. Zºf antichità patrie, e della erudizione
fizio, della Fabbrica di S. Pietro, e ond'egli è fornito per riuſcirvi, pren
del Maggiorduomo , la Dataria A de a dilucidare, per quanto può eſſer
poſtolica , il tribunale del Cardinal permeſſo, in queſta diſſertazione l'o
Decano, la Congregazione Laureta ſcuriſſimo punto de primi abitatori del
na, e la Congregazione di Avigno Piceno, di cui avea già dato, ben
ne ; a cui poſſono annetterſi ancora - chè ſol di paſſaggio, qualche cenno
alcune altre Congregazioni, e Segre nella ſua Cupra Marittima, che noi
tarie, che hanno particolari ingeren riferimmo al num. XLIV. di queſte »
ze, come ſarebbero le Congregazio noſtre Efemeridi dell'anno 1779. Fon
ni de' Riti, di Propaganda, delle , dato egli adunque ſopra alcuni paſſi
Indulgenze, della Viſita, dell'Indi di Plinio , ſi ſtudia di attribuir queſt'
ce ; e le due Segretarìe de' Brevi e onore ai Siculi, antichiſſimi popola
de' Memoriali . Finalmente ſotto la tori d'Italia, e poſcia della Sicilia,
quarta claſſe di tribunali ſuperiori prima detta Trinacria, e che da lo
vengono conſiderati i tre tribunali del ro Sicilia fu detta. Riſponde poi alle
la Segnatura di Grazia, della Segna ragioni, ed autorità che ſono allegate
tura di Giuſtizia, e dell' Oditor del dal Bardetti per far venire queſti Si
Papa. Dopo di queſta general divi. culi, ſiccome tutti gli altri popola
tOr1
59
tori d'Italia dalla Liguria Circumpa tutte nelle buone ed utili lettere, e
dana, e porta le ſue ragioni, e le nell'illuſtrare le patrie antichità; e
ſue autorità per farli piuttoſto veni per dire in ſeguito con lui , che a
ra dalla Grecia per mare. Finalmen trattandoſi di materie affatto conget
te ſi ſtudia perſino di fiſſare il tem turali, ognuno è padrone di propor
po del loro arrivo ne' lidi Piceni, e re le ſue congetture, purchè lo fac
ſi perſuade di non poter andar mol cia con quella riſerva, con cui l'ha
to errato , ſtabilendolo circa 9oo. fatto il Sig. Colucci, e purchè non a
anni prima della fondazione di Roma. pretenda che niuno penſar debba di
Diffatti Dioniſio d'Alicarnaſſo alla , verſamente.
fine del libro I. dice : Zºrbem Roma
nam primi poſt hominum memoriam te. C E S E N A,
nuerunt barbari quidam indigena Si
culi dicti . His pulſis , Aborigenes Catalogas codicum manuſcriptorum
eum locum occupaverunt: primi cum Malateſtiana Caſenatis bibliotheca
eis ſedes conjunxerunt Pelaſgi, gens Fratrum Minorum Conventualium a
vaga. Poſt Pelaſgos Arcades & c. Se fidei, cuſtodiaque concredita , hiſto
dunque l'arrivo de' Pelaſgi in Italia rica prafatione, variiſque adnotatio
ſi fiſſa comunemente nell'anno 734. nibus illuſtratus , auctore foſepho
avanti Roma, e ſe gli Aborigeni fu Maria Mucciolo eiuſdem ordinis Fra
rono anteriori ai Pelaſgi , e i Sicu tre, 6 Aavennatis canobii alumno:
li agli uni, e agli altri nel poſſeſſo accedunt complura ex eiuſdem biblio
delle terre Latine, forz'è confeſſare theca codicibus prompta , qua vel
che i Siculi, molto prima dell'anno lucem nondum adſpexerunt , vel in
734.avanti Roma, foſſero già padroni multam lectorum utilitatem cedere ,
di quelle terre, che non furono ol poſſunt. Tomas primus. Caſena 178o.
tre a ciò le prime , ma piuttoſto le typis Gregorii Blaſinii; in fol.
ultime ad eſſer da loro occupate. Ec
co le principali coſe, che con iſcel Un catalogo di codici mſs. conſer
ta erudizione, e con ottimo ſtile ſi vati nella città di Ceſena, non do
prendono a provare in queſta diſſer vea ad altri dedicarſi, che al magna
tazione , fatta dall'A per eſſere let nimo PIO VI., che in quella città
ta in un'adunanza degli accademici ebbe già i ſuoi glorioſi natali. Trat
Erranti di Fermo. Ci ſerviremo del tandoſi di una biblioteca eretta dal
le eſpreſſioni medeſime, che ſi leggo grandioſo genio di Domenico Mala
no nelle due lettere del celebre Sig. teſta Novello figliuolo di Pandolfo Si
Annibale Olivieri al N. A. le quali gnore di Ceſena, doveaſi al catalo
ſi premettono a queſta diſſertazione, go premettere una qualche iſtoria del
per rallegrarci in primo luogo di cuo la celebre famiglia de' Malateſti , e
re, che nello Stato del Papa ſieno in dell'eroe, che con tale impreſa emu
oggi le accademie, poſtergate affatto lò le glorie di Tolomeo Filadelfo in
le inezie del paſſato ſecolo, occupate Egitto , di Piſiſtrato in Atene , di
H 2 , Augu
6o
Auguſto , e di Trajano in Roma. Que cui ſi debbe la fondazione della bi
ſte ed altre coſe tali ſono pertanto l' blioteca Ceſenate, di cui parliamo -
argomento dell'erudita prefazione, la Reca quivi il noſtro Autore altri mo
voro dell'autore medeſimo del cato numenti di queſta famiglia, che an
logo , d'un cittadino dell'illuſtre ter cora ſuſſiſtono in Verucchio, in Ron
ra di Sant'Arcangelo nella dioceſi cofreddo, in Sant'Arcangelo , e in
di Rimino, e d'un Religioſo Conven Rimino; ma noi non ci fermeremo,
tuale, del dotto Padre Maeſtro Giu che nel noſtro Malateſta Novello, in
ſeppe M. Muccioli. La famiglia Ma cui , come negli altri fuoi fratelli ,
lateſta pertanto, che cominciò a ren s'eſtinſe il ramo principale di queſta
derſi celebre nel ſecolo XIII. col ſe potente famiglia, e che fu per con
gnalarſi nelle fazioni civili, col farſi ſeguenza il quarto, ed ultimo Signo
alla teſta di picciole armate , e col re di Cesena. Di queſto ci dà il no
conſeguire in ſeguito città e paeſi dal ſtro Autore in fronte alla prefazione
la ſanta ſede in vicariato , ebbe la un ritratto al naturale, deſunto da -
ſua origine da Verucchio, terra , un'antica copia, e quindi ci reca il
nobile della diocefi Rimineſe; nè ven ſuo teſtamento, per l'avanti inedito,
ne già dalla Germania, come molti e due bolle puranche di Niccolò V.
ſcrittori ſenza verun fondamento aſ la prima delle quali era pure inedi
ſerirono. Il noſtro Autore al contra ta; dalle quali coſe, come dall'ora
rio reca ogni ſorte di documenti per zione funebre recitata da Franceſco
comprovare queſta ſtorica verità. A c. Vberti Ceſenate nella morte di que
cennate le private azioni di queſta , ſto principe, e da altri monumenti,
famiglia, la moſtra diſceſa in Rimi che accenneremo in appreſſo, ſi de
no , e fatta patrizia di quella città duce lungi da ogni equivoco , che
ſin dall'anno ra 29., e moſtra, co Domenico Malateſta Novello, e non
me l'anno 1282. fu un Malateſta po Sigiſmondo ſuo fratello maggiore, nè
ſto al dominio della città di Rimino Andrea ſecondo Signore di Ceſena,
da Martino IV. , ſiccome adduce » come altri penſarono, fu il fondato
altre conferme di queſto dominio fat re di queſta biblioteca . La celebri
te ad eſſo, ed ai ſucceſſori dai ſuſ tà di queſta biblioteca pertanto in
ſeguenti Pontefici. Mentre che Ga- - vitò molti letterati a viſitarla , e a
leotto Malateſta ſtava al governo di deſcriverla onorificamente. Paolo Ma
Rimino, conſeguì anche quello di Ce nuzio ſi trattenne molto tempo nella
ſena , e l'ottenne l'anno 1378. per medeſima, così il P. Mabillon , e ,
conceſſione di Vrbano VI. Succeſſe poi Monſignor Luca Olftenio , per non
a Galeotto, Andrea, indi Pandolfo ſuo parlare di Monfig. Domenico Manſi
fratello, e perfine Domenico, detto Arciveſcovo di Lucca, e del famoſo
anche Malateſta Novello, che fu uno Sig. Abate Zaccaria, che in parte la
de tre figli illegittimi del nominato illuſtrarono con qualche foggia di ca
Pandolfo, poſcia legittimati da Mar tologo, come vedremo. Di queſti,
tino V., e che è appunto quello , a e di altri molti ſcrittori ſi recano in
tl Il
6I
un capitolo a parte; e in fondo an te. Ma veniamo al catalogo de'co
che al volume alcune onorifiche teſti dici, che ora in detta biblioteca ſi
monianze ſulla ſteſſa biblioteca. Ci dà conſervano. Siccome la biblioteca è
in ſeguito il noſtro Autore una deſcri diviſa in due rami di plutei, così il
zione materiale del vaſo della biblio noſtro Autore prende ora a deſcrive
teca, di cui fu architetto Matteo Nu re in queſto primo volume il ſolo de
ti di Fano, come da un'iſcrizione ſtro lato della biblioteca ſteſſa, ed i
ivi poſta l'anno 1452. è manifeſto. codici, che qui vi s'incontrano. Sic
Così ci reca ancora la deſcrizione come poi ſono XXIX. i plutei di que
de vari ſtemmi Malateſtiani, ci par ſto deſtro lato, così in tre parti di
la dell'effigie già indicata del noſtro vide il noſtro Autore queſto primo
Principe, e ci riporta le epigrafi eſ volume. Eſauriſce nella prima parte
primenti il ſuo nome, le quali ivi ſi i primi XIII. plutei, dei quali i pri
hanno , e che ſempre più depongono mi due, tralaſciati i libri ſtampati,
della ſua fondazione per conto della contengono diverſe opere mſſ. di au
biblioteca. Si termina per fine la pre tori Ceſenati, cioè di Franceſco, di
fazione, che è diviſa in cinque ca Quintiliano, e di Grazioſo Vberti ,
pi, coll'addurre i monumenti, e le di Dario Tiberto, e di Celſo Roſi
teſtimonianze ſpettanti alle lodi di Ma ni; gli altri poi fono codici biblici,
lateſta Novello. Fra i primi pertan ed opere di Santi Padri . Nella ſe
to hanno luogo il fuocpitafio, e la conda parte ſi dilucidano i codici di
ſua medaglia. Fra le ſeconde ſi ve XIII. altri plutei ſucceſſivi, e queſti
dono de ſquarci della cronica di Ce - ſono per lo più di autori teologi ſco.
fena , e dell'accennata funebre ora lattici, di fiſici, e di medici antichi.
zione di Franceſco Vberti , alcuni Si ſono riſervati per la terza parte i
verſi Latini del medeſimo, alcuni pez III. rimanenti plutei del deſtro lato;
zi di proſa, e di verſi di Franceſco che contengono opere Greche di De
Filelfo, che gli dedicò la vita di Gal moſtene, d'Omero , d' Ariſtide, di
ba ſcritta da Plutarco, e da lui in . Senofonte, di Platone, di San Gre
Latino tradotta , e finalmente, per gorio Nazianzeno, di S. Baſilio, ed
tralaſciar altre coſe meno ſignifican º anche di liturgia eccleſiaſtica. Que
ti, l'intera prefazione di Giovanni ſti codici per altro di poco precedo
Marcanova celebre profeſſore in Pa no l'arte della ſtampa, o fono ad eſſa
dova , da lui diretta allo ſteſſo Prin anche contemporanei . Il codice più
cipe, e premeſſa alla ſua raccolta d' antico appartiene al ſecolo XI., e ,
antiche iſcrizioni, della quale un bel contiene le etimologie di Iſidoro Ve
codice mſ ſi conſerva per legato dell' ſcovo di Siviglia. Terminato pertan
illuſtre Mureto nella biblioteca del to l'indice de'codici mſſ. ci dà il no
Collegio Romano, che ſarà forſe lo ſtro Autore il catalogo di alcune ope
ſteſſo originale offerto al Mecenate, re ſtampate di Autori Ceſenati, e da
e che fors'anche ſarà ſtato una vol queſto prende occaſione di teſſere an
ta una parte della biblioteca Ceſena che un elenco di tutti gli altri ſcrit
tori
62
tori di quella città, il quale però ſi degl' indici di queſta biblioteca, com
eſtende ſino agli ultimamente defun pilati dai due ſcrittori di ſopra accen
ti. A queſto catologo ſuccedono al nati Manſi, e Zaccaria, ma ſolo in
cune coſe inedite, o per altro capo quella parte, che concerne il conte
giovevoli, che ſi hanno in queſti co nuto di queſto primo volume. Il re
dici Malateſtiani , e che ora prima ſto ſi darà nel ſecondo volume, ove
mente ſi producono . Notiamone al vi ſaranno pure altri due indici inte
cune . Vi ha quì dunque la vita di ri, cioè quello del Montfaucon, ed
Franceſco Vberti poeta , ed oratore uno inedito del P. Angelo Giuliani
Ceſenate ſcritta da un nobile ſuo con Domenicano . Non manca neppure
cittadino, e medico Niccolò Maſini, una tavola eſprimente varie ſigle, o
che fiorì ſul cadere del ſecolo XVI. ſieno abbreviature, e ſaggi d'alcuni
Evvi pure l'orazione funebre dello caratteri, coſe che ſono pure ſtate -
ſteſſo Vberti in morte di Malateſta inſerite ai loro luoghi. Noi non par
'Novello. Seguono indi altre coſe mi leremo delle copioſe note ſparſe per
nori, cioè una lettera Latina della . tutto queſto volume ; ſolo diremo ,
celebre Caſſandra Fedele al medeſimo che queſte ci convincono dell'eſat
Vberti, ed alcuni verſi Latini di Da tezza, diligenza, fatica, ed erudi
rio Tiberto poeta Ceſenate. Si danno zione ſomma , che in queſt'impreſa
anche alcune varianti deſunte da un ha impiegata il dotto, e benemerito
codice de ſermoni di Sant'Ambrogio Padre Maeſtro Muccioli, dal quale
ſopra i ſalmi, ed alcune orazioni del aſpettiamo il compimento di queſta .
la chieſa ivi inſerite. Degna d'eſſer opera utile. - - -

mentovata è pure una lettera Latina


quì ſtampata di Giorgio di Trabiſon P A L E R M.o.
da a Franceſco Barbaro , la quale o
non è fra quelle ſette, che pubblicò Sicilia populorum , ci arbium ,
il ch. Card. Quirini. Si reca pure per regum quoque, 6 tyrannorum vete
ragione di qualche variante lezione res uammi Saracenorum epocam an
una lettera di Plinio il giovane a Na tecedentes. Panormi 178 1. typis re
nio Maſſimo, e due frammenti di due giis ; in fol, grande.
altre ſue lettere. Si riporta parimen
te un indicetto delle ereſie, attribui Sin dall'anno 1774. noi facemmo
to a San Girolamo , ma che manca conoſcere nelle noſtre Efemeridi (num.
fra le altre ſue opere, il quale ſi tro XLVI. pag. 346.) l'impegno del ch.
va nell' indicato codice delle etimo Sig.Don Gabriello Lancillotto Caſtelli
logie Iſidoriane. Perfine ſi regiſtrano Principe di Torre Muzza di riforma
le rubriche di due codici Greci litur re, ed accreſcere la Sicilia numiſma
gici, tradotte in Latino, e ſono que tica del Paruta. Facemmo ciò all'oc
ſte in due colonne , acciò a colpo d' caſione di riferire la ſua quinta ag
occhio ſe ne poſſa ravviſare la diver giunta alla detta opera del Paruta,
ſità. Chiude l'opera un'appendice giacchè le antecedenti aggiunte avea
- nO
6
no preceduto di molto queſta noſtra deſunte dagli originali, quali o pi
ſiede il nobiliſſimo editore, o che ſi
letteraria intrapreſa. Siamo perciò ora
ben lieti di aver l'onore di annun trovano in altri muſei, de'quali non
ciare al pubblico un'opera completa, ſi manca per lo più di dar conto per
magnifica , ed erudita, che naſce da una prova dell'eſiſtenza, e dell'au
tutte queſte precedenti aggiunte , e tenticità del monumento, ſono diſe
da altre medaglie ſcoperteſi anche in gnate ſecondo il modulo ſteſſo , nel
appreſſo; ſiccome in fondo contienſi quale ſono ſtate coniate, e nel tem
in queſta tutto ciò, che ſi trova nel po medeſimo il loro metallo viene op
le opere di Filippo Paruta, di Lio-. portunamente accennato. Dietro alle
nardo Agoſtini , di Marco Maiero, tavole calcografiche, che ſi ſuccedo
e di Sigeberto Avercampio, ma non no ordinatamente , vengono alcune
però gli equivoci, e gli errori. An eleganti, erudite , e ſobrie annota
che le medaglie, che ſi trovano ſpar zioni, le quali depongono della ſoli
ſe in altri muſei ſtampati , e nei li da , ed eſemplare moderazione del
bri dell' Arduino, del Pelleren, del dotto autore, nemico della ſuperflui
Neuman , e d'altri ſono concorſe ad tà , e della ſaccenteria . Sono tali
ampliare la preſente raccolta. Sicco adunque queſte note, che ben chia
me però tutto queſto è ſtato fatto con ramente fanno conoſcere le figure, e
critica ben giudizioſa, così ſi trove gli emblemi, che in ciaſcuna meda
rà ſovente, che ſieno ſtate dal noſtro glia ſi ravviſano; indicano la rarità,
Autore eliminate tutte quelle mone o la frequenza delle ſteſſe medaglie;
te, che erano già ſtate erroneamente additano oltre i luoghi di loro con
attribuite ai popoli di Sicilia, al con ſervazione, come già ſi è detto, an
trario poi fieno ſtate reſtituite alle , che gli autori, che le hanno illuſtra
proprie città quelle , che o poco ſi te; e perfine ſi adducono tutte le o
conoſcevano , o che ad altre erano opportune erudizioni , che dilucidar
ſtate accordate , e tutte inſieme poi poſſono l'iſtoria, la cronologia , la
fieno ſtate riordinate. Perciò in CVII. mitologia, e la geografia della Sici
tavole inciſe elegantemente in rame lia . Queſto è ciò , che appunto ſi
reſta racchiuſa tutta queſta inſigne , rileva nella breve, ſaggia, ed ele
collezione numiſmatica , precedendo gante prefazione dal noſtro ch. Auto
quelle monete, che eſprimono la Si re premeſſa all'opera, e che inſieme
cilia in generale, ſuccedendo quelle, ha egli eſattamente eſeguito in queſta
che appartengono agli antichi popo ſua nobiliſſima impreſa. Noi ſarem
li , e città della medeſima , aggiu mo troppo diffuſi , ſe voleſſimo an
gnendoſi anche quelle dell'iſole adja noverare ſolamente i nomi de'popo
centi alla Sicilia , e per fine dandoſi li, città, iſole , e principi, a quali
luogo a quelle, che ſono ornate del ſpettano queſte medaglie. Diremo ſo
le facce, e de nomi de' varj princi lo, che l' ordine alfabetico , il più
pi, re , e tiranni di queſta celebre opportuno per rinvenirle, è quello,
ifola. Queſte monete tutte, come che ne ha regolata la diſtribuzione .
Se
64
Se l'eccellenza de'coni voleſſimo pu dia luogo fra il triumvirato già ſpento.
re indicare, la faccenda ſarebbe ezian Quindi non ſi comprende , come in
dio malagevole. Accenneremo ſoltan queſto punto ſiaſi il nobile Autore
to , che le medaglie di Siracuſa ſono allontanato dal ſuo ſiſtema di citare
le più bene diſegnate , e le più ben il luogo, ove la medaglia eſiſte, per
“eſeguite, coſicchè baſtano a dare un' convincere della ſua realtà gli erudi
alta idea dell'eccellenza, a cui era ti ſempre prudentemente dubbioſi ſo -

no ſalite le bell'arti in Sicilia . In pra tutte le rarità. Forſe alcun altro


fatti una di queſte pubblicò già dal avrebbe quivi deſiderato anche le a
muſeo dell'iſtituto di Bologna il ce medaglie di Seſto Pompeo, parimen
lebre Priore Gio. Batiſta Bianconi , ti alla Sicilia appartenenti . ll troppo
ultimamente defunto, per moſtrare o lungo ſpazio di tempo, che paſſa fra
a quanta maeſtria aſceſe foſſero in . gli antichi Imperatori, che poſero i
Sicilia le arti del diſegno . Le altre loro volti , e i loro nomi ſulle mo
medaglie o più antiche, o più recen nete di Sicilia, e fra Maurizio Im
ti poſſono provare la gradazione, o peratore di Coſtantinopoli , di cui
la decadenza delle medeſime arti. Ve ſi recano alcune medaglie come co
ne hanno di queſte medaglie, ſpecial niate in Catania, perchè nell'eſergo
mente di Coſſura, e di Siracuſa, or hanno la tronca leggenda CAT. , po
nate di caratteri Fenici, i quali aſ trebbe fors'anche ingenerare qualche
pettano ancora illuſtrazione. Riuſci ſoſpetto ſulla vera pertinenza di que
rà poi nuova, e fors'anche in veri ſta moneta, onde la relazione di Mau
ſimile, e ſoſpetta agli antiquari più rizio con Catania aſpettava forſe qual
ſcrupoloſi la 6. medaglia della tav. I., che ſtorica dimoſtrazione dal dotto Au
ove ſul diritto ſi ha la teſta di Au tore. Ma ſia come ſi voglia di certe
guſto colla Greca epigrafe così : poche medaglie , egli ha però ſempre
KAIXAP AYTOKPATO P TPI QN fatto un ſolido beneficio alla ſcienza
A NAPON , e nel roveſcio l' emble antiquaria ponendo ſott'occhio degli
ma del delta, e delle ſpiche, ſimbo eruditi un amplo muſeo Siculo , da
lo della Sicilia. Sembrerà ſtrano, che cui ognuno potrà trarre infiniti ar
queſta epigrafe ſia di Greca dettatura, gomenti di erudizione, e dovrà quin
quando già era introdotto il Latino di ſaperne buon grado alla ſua dili
linguaggio contemporaneamente al Ro genza, fatica , e dottrina. L'opera
mano impero; ſiccome ſembrerà ſtra ſi vende otto ducati Napoletani nel
no, che ad Auguſto già imperatore ſi la reale ſtamperia di Palermo,
t.
Num. IX. Li 2. Marzo
-
1782.

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


R O M A. dalle ſue ingegnoſe moltiplicate eſ
perienze che l'acqua acetoſa non ha
Metodo di analizare le acque mi in ſe principio alcuno ferrigno fiſſo ,
nerali praticamente dimoſtrato nell' che racchiude una prodigioſa copia di
acqua acetoſa di Roma . Per il Ca aria , una piccola porzione di acido
ſaletti nel Palazzo Maſſimi 1782. in vetriolico, una doppia terra, cioè una
8. Si vende dal medeſimo ſtampatore - terra cretoſa o bolare, e l'altra cal
carea, una modeſta doſe di ſale al
I nuovi ſtupendi progreſſi che han calino, forſe una piccoliſſima ed in
fatto la fiſica, e la chimica a noſtri ſenſibile quantità di bitume , e di
giorni, ci han meſſo in iſtato di po zolfo, ed una quantità moderata di
ter con maggior ſicurezza di prima ſale marino, o di ſale ammirabile di
pronunciare ſopra i componenti delle Glauber. I nuovi ſperimenti del Sig.
diverſe acque termali od acidule che Tipaldo provano in ſoſtanza lo ſteſſo,
ſono più in voga, e di potere in con ſiccome dicevamo, benchè egli moſtri
ſeguenza con maggiore ſperanza di volontà di dedurne una concluſione
buon eſito preſcriverne l'uſo in dif alquanto differente. Diffatti non ſap
ferenti morbi. La noſtra acqua acidu piamo com'egli poſſa eſcludere da .
la , od acetoſa di Roma avea profit queſt'acqua il principio alcalino del
tato ancor eſſa de nuovi lumi per Sig. Maſſimi, dopo di averci detto nel
opera di due noſtri dottiſſimi medici, Coroll. V pag.6 1., che diſſipatoſi l'aci
il Sig. Dott. Lapi, e il Sig. Dott. Maſ do volatile di queſt'acqua, reſta un
ſimi, che preſero di propoſito ad il altro principio che fa efferveſcenza co
luſtrarla . I riſultati di queſta terza gli acidi, e rende verde lo ſciroppo
analiſi che ora annunciamo del Sig. di viole, e che perciò debba eſſere,
Giovanni Tipaldo non differiſcono in di natura alcalina . Similmente non
ſoſtanza gran fatto da quei che pub intendiamo com'egli poſſa negare la
blicò il Sig. Dott. Maſſimi ſin dall'an preſenza di un principio ſu fureo nel
no 177 1. , ciò che mirabilmente di la noſtra acqua acet fa, dopo di aver
moſtra la ſingolare avvedutezza , e detto nella ſua oſſervazione VII. pag.
diligenza di queſti due oſſervatori . 54 , che nella mattina ſenteſi eſala
Avea concluſo il Sig. Dott. Maſſimi re da quelle acque ſtagnanti un leg
giero
66
giero odore di zolfo , provegnente ». re per immediato corollario eſſere in
forſe, ſiccome egli ſteſſo dice nel Ccr. contraſtabile la preſenza del ferro
VII. pag. 68. dall'unione del flogiſto nell'acqua acetoſa. Noi peraltro la
ſprigionatoſi da vegetabili putrefatti crederemo ſempre molto contraſtabi
e corrotti coll'acido vetriolico dell' le , checche poſſano dire in contra
acqua. Che ſe poi il Sig. Tipaldo vo rio tutti quei che riguardano quell'
glia aſſolutamente riſtringere l'eſiſten eſperienza come deciſiva , ſino a
za del principio ſulfureo alle ſole ac tanto che il Signor Tipaldo non ci
que ſtagnanti attorno il fonte, non vi - farà vedere che quella materia e
ſi opporra infine gran fatto il Sig. neraſtra, depoſta nel fondo , ed at
Dott. Maſſimi, il quale ha aſſerito l' tratta dalla calamita ſi ſepara vera
eſiſtenza di quel principio ſulfureo mente dall'acqua acetoſa, e non già
ſoltanto dubitativamente. Finalmente dalla materia colorante il blò di Pruſ
la preſenza del ferro è il terzo pun ſia infuſovi dentro. Dee pur ſapere
to ſu di cui apparentemente diſcor il Sig. Tipaldo , che molti rinomati
dano il Sig. Dott. Maſſimi, e il Sig. chimici, e fra gli altri il celebre o
Tipaldo, ſembrandola negare il primo, Macquer hanno appunto ripetuto la
ed il ſecondo volendola aſſolutamen qualità colorante del blò di Pruſſia ,
te . Ma primieramente il Sig. Dott. dalla preſenza del ferro . Conchiu
Maſſimi nega ſolo nell'acqua aceto daſi adunque che gli uomini vera- .
fa la preſenza di verun principio fer mente dotti non diſcordano mai eſen
rigno fiſſo, ciò che non impediſce che zialmente fra loro, e che il Sig. Dott.
egli poſſa riconoſcervi qualche vola Maſſimi, e il Sig. Tipaldo ce ne han
tile porzione di ferro. Ma è egli poi no dato un luminoſo eſempio in queſt'
vero che le eſperienze del Sig. Ti analiſi della noſtra acqua acetoſa .
paldo dimoſtrino incontraſtabilmente Queſt'acqua poi potrà oramai van
queſta preſenza di un principio mar tarſi di eſſere una delle acidule me
ziale nell'acqua acetoſa ? Laſciamo glio conoſciute di Europa , dopoche
ſtare gli eſperimenti ch'egli ha inſti eſſendo ſtata meſſa a cimento in di
tuiti ſui terreni adiacenti, i quali poſe verſi tempi da due ſi dotti fiſici, ed
ſono ſolamente ſervire di pruove ſe eſperimentati chimici, ha preſentato
condarie, e non mai di dimoſtrazione. riſultati così ſoſtanzialmente fra loro
Diffatti il medeſimo Sig. Tipaldo fon uniformi.
da principalmente la ſua aſſerzione e
non già ſopra di queſti eſperimenti,
ma bensì ſopra la ſua eſperienza XXI.,
nella quale ci dice che coll'alcali ſa
turato dalla materia colorante il blò
di Pruſſia , l'acqua divenne ſubito
neraſtra , e depoſe una polvere più
carica che fu attratta dalla calami
ta; dond'egli crede di poter ricava
PE.
6
P E S A R O. dalla fortezza di Peſaro divisi
ta con una parte della città , e che
Lettera ſopra un medaglione non marcia quietamente col ſeguito della
ancor oſſervato di Coſtanzo Sforza Si ſua gente armata pure a cavallo, par
gnore di Peſaro. In Peſaro 1781. in te della quale eſce dall'ultima torre,
caſa Gavelli; in 4. parte riempie ancora tutto il ponte.
Sulla torre ſi legge CO. SF. PISAV
Il ch. Sig. Annibale degli Abati Oli RI. D. , ſuperiormente ſi vede il mot
vieri Giordani è così pieno di amo to SYDVS. MARTIVM , in fondo vi
re per le memorie onorifiche, e ſto è ſegnato l'anno MCCCCLXXIIII.,
riche della ſua patria , che ſi rende e perfine nell'eſergo ſi legge il no
perſino ſuperiore agl'incomodi della me dell'artefice monetario IO. FRAN.
ſalute , e ai danni dell'età per non PARMENSIS. OPVS. Queſto rover
arreſtarſi dall'illuſtrarle, e quindi dal ſcio ſerve all'erudito noſtro Autore
comunicarle al pubblico erudito. Ec per dare un'idea più ſicura , e più
co un nuovo ſuo prodotto , che ci chiara dell'antica pianta di Peſaro,
convince di tutto queſto . Conſiſte quale egli cercò già di adombrare »
queſto in una ſua lettera ſcritta al nelle ſue memorie per la ſtoria della
Sig. Don Alfonſo Varano di Cameri chieſa Peſareſe nel ſecolo XIII. con
no abitante ora in Ferrara ſopra un varie notizie ricavate dagli atti pub
medaglione inedito di Coſtanzo Sfor blici, e con altre ragioni, e ſopra .
za Signore di Peſaro, che al noſtro tutto con il diſegno preſo da un qua
Autore era ſtato non ha guari dona dro dipinto da Pompeo Preſciutti da
to dal celebre Sig. Abate Don Vin Fano, che viveva, ed operava in Pe
cenzo Bellini Ferrareſe, a cui tanto ſaro ſul principio del XVI. ſecolo.
deve la ſcienza numiſmatica de'tem Eſamina ora dunque in tutte le ſue
pi di mezzo. Queſto medaglione per più minute parti tutto il contenuto
tanto viene ad eſſere il quinto, che di queſto roverſcio, e queſte arric
di queſto ſuo antico Principe conſer chiſce di tutte quelle patrie illuſtra
va nel domeſtico muſeo il nobile An zioni, che ſono tanto a portata dell'
tiquario Peſareſe. Due di queſti me eſteſe ſue cognizioni , e che troppo
daglioni pubblicò già il noſtro Auto intereſſano la località . Solo accenne
re nel ſuo trattato della zecca di Pe remo, che queſto medaglione ora ci
ſaro, ed ora ci dà il diſegno di que convince , come a Coſtanzo Sforza
ſto quinto di freſco acquiſtato. Ve deve riferirſi il compimento della roc
deſi in eſſo il buſto del Principe con chetta di Peſaro , o ſia della torre e
queſta epigrafe : CONSTANTI VS. di porta del ponte , quale già Aleſ
SFORTIA. DE. ARAGONIA. DI. ſandro Sforza il padre moltº anni avan
ALEXAN.SFOR. FIL. PISA VRENS, ti avea incominciato a edificare. Per
PRINCEPS. AETATIS. A N.XXVII. fine avvertiremo ancora, come l'epi
TNel roverſcio poi ſi vede Coſtanzo, grafe SYDVS MARTIVM ſi vuole o
che aſſiſo ſu nobile deſtriero eſce , dal noſtro Autore non altro indica
I 2 TC 5
68
re, che l'onore fatto dal Re di Na delle lettere Americane, che ora an
poli ( che ſentì con dolore la morte nunciamo . Deſſe furono pubblicate
di Aleſſandro Sforza così attaccato la prima volta a Firenze dagli edito
al di lui ſervigio ) di adottare il ſuo ri del nuovo magazzino nell'anno 173o.
figliuolo Coſtanzo nella propria reale Ma v'incorſero tanti e ſi maſſicci er
famiglia di Aragona, e di ſtabilirgli rori , e tante ſupine omiſſioni non
anche un grandioſo ſoldo. Quindi al già ſolamente di parole, ma di linee
proprio cognome ſi vede in queſto intiere, che ſervì ſolo quella prima
medaglione congiunto da Coſtanzo ſtampa a far naſcere nel pubblico un
anche l'altro cognome di Aragona , vivo deſiderio di vederne una nuo
di freſco conſeguito. va e più corretta edizione. Ha final
mente ſoddisfatto a queſto voto di
C R E M O N A . tutti il ch. Padre Don Iſidoro Bian
chi profeſſore nell'univerſità di Cre
Le lettere Americane: AVuova edi mona , e autor ancor eſſo di molte
zione corretta, ed ampliata coll'ag pregiatiſſime opere, delle quali ſi ſo
3iunta della parte III. ora per la no a ſuo tempo fregiati queſti noſtri
prima volta impreſſa . Parte prima. fogli. Egli ne ha per ora pubblicata
Per Lorenzo Manini Regio ſtampa la I. parte, o almeno queſta ſola ci
tore 178o; in 8. è pervenuta alle mani . Deſſa con
Non è gran maraviglia che le più tiene XXV. lettere dirette dall'Au
culte nazioni oltramontane, le quali tore al Sig. Girolamo Graviſi Marche
hanno tutte più o meno qualche re ſe di Pietrapeloſa , di lui cugino, e
lazione o di dominio o di commercio le quali hanno tutte per oggetto di
coll'America, ci abbian dato in que dimoſtrare la falſità , e l'inſuſſiſtenza
ſto ſecolo alcuni eccellenti libri re dello ſpecioſo ſiſtema ſoſtenuto dal
lativi alla ſtoria naturale , commer Sig. Paw nelle ſue ricerche filoſofiche
ciale, e politica di quella nuova par ſu gli Americani. E' noto che queſto
te del mondo. Ma che l'Italia la qua letterato tedeſco, per concorrere for
Me non ha oggi mai altro rapporto con ſe ancor egli ad accreſcere il nume
quell'emisfero , ſennonche quello ro delle ſtravaganze , e de' paradoſſi
di aver prodotto i primi di lui diſco del ſecolo XVIII. , ha preſo a pro
pritori , dia ora alla luce nn'opera vare nell'opera teſtè mentovata che
veramente originale ſul medeſimo ar l'America è un paeſe di freſco abban
gomento , e che queſt'opera ſia il donato dalle acque , che gli Ameri
parto di un ricco e nobile fignore, cani ſono uomini nuovi, e di pochi
occupato inoltre e diſtratto da pub ſecoli, e che niuna comunicazione
blici gravoſi impieghi ; o queſto sì infine vi è ſtata mai fra eſſi, e gli
che dee fare maraviglia , e non . abitatori del vecchio continente .
può ſe non aggiungere moltiſſimo al Quindi, dic'egli, tanti laghi, tan
la fama del nome italiano. Tali ap te acque ſtagnanti e tanti boſchi :
punto ſono le circoſtanze, e i pregi quindi il freddo di America tanto mag
9 IQrC
69
giore di quello che ſi ſoffre alle me: opera, di fare per ogni lettera un .
deſime latitudini nelle altre tre parti eſtratto ſeparato. Non permettendo-.
del mondo; quindi l'imbecillità, la celo però il noſtro iſtituto, ſarà giuoco
debolezza, l'inattività, e l'indolen forza che ci appigliamo al ſolo par
za degli Americani ; quindi la man tito che ci rimane in ſimili caſi , cioè
canza in loro di barba e di pelo ; di accennare di volo alcune delle e
quindi l'inattitudine di quel terreno principali coſe, che vi abbiamo aſ
ad alimentare gli animali più grandi, ſaporate. Si leggerà pertanto con pia
come buoi, cavalli &c.de'quali ſi tro» cere, almeno a noſtro giudizio, la
svò affatto privo; quindi la ſpopola lettera III. in cui ſi deſume la co
zione ; quindi l'ignoranza; quindi la mune origine degli abitatori dei due
miſeria ; quindi la faciliſſima e por emisferi dalla grandiſſima ſomiglianza
tentoſa conquiſta del nuovo mondo che ſi è rinvenuta fra le armi offen
fatta con un pugno di gente &c. Tut ſive e difenſive , e gl'iſtrumenti
to in ſomma ſi cerca di ſpiegare e militari degli uni e degli altri; pro
nel ſiſtema del Sig. Paw ; ma il male vandoſi colle autentiche teſtimonian
ſi è che i fatti ai quali egli vorreb ze di Oviedo , che fu tredici volte
be appoggiarlo o ſono falſi di pianta, in America, di Cortes , di Amerigo
o tutt'altra ſpiegazione vogliono che Veſpucci, ed altre del medeſimo pe.
la ſua. Queſto è appunto ciò che vit ſo , che gli Americani uſavano ar
torioſamente ſi dimoſtra nelle noſtre chi, frecce , lance , ſpade, ſcudi,
lettere Americane. Irrefragabili fatti, cimieri, rotelle &c. tamburri, trom
autentiche relazioni fatte ai Monar be, fagotti, flauti, pifferi &c. della .
chi di Spagna da primi conquiſtato medeſima foggia che le armi , e gli
ri e miſſionari, e monumenti tuttora iſtrumenti militari che uſarono gli
ſuſſiſtenti della cultura , e potenza , Africani, gli Egizi, i Galli , e gli
degli antichi Meſſicani e Peruviani , altri antichi popoli che noi conoſcia
ſono i fonti uberrimi dai quali deſu mo. Non è meno bella, ed intereſ
ime il ch. Autore le pruove di queſta ſante la lettera IV. che ſiegue, ove
ſua egualmente erudita che filoſofica ſi deſcrive la vigoroſa , e ben con
confutazione . Siccome ogni lettera certata difeſa che fecero i Meſſicani
ha per ſuo oggetto particolare o di della lor capitale contro l'armata di
riſpondere a qualche ſofiſma del Sig. Cortes ; dimoſtrandoſi coll'autorità
Paw , o di mettere in chiaro lume delle relazioni del medeſimo Cortes
qualche nuova ragione per provare, che la preſa del Meſſico a tutto altro
che l'America è un paeſe tanto an debba aſcriverſi che alla ſpopolazio
tico quanto il rimanente del mondo, ne e miſeria di quella città , o alla
e che fra gli abitatori dell'uno, e dell' vigliaccheria de' ſuoi abitanti . Ri
altro mondo vi è ſtata un tempo reci flette a queſto propoſito molto giu
proca comunione d'idee,e mutua corriſ dizioſamente il noſtro Autore , che
pondenza, farebbe perciò di meſtieri, hanno molto più del portentoſo le ,
per parlare adequatamente di queſt' ſegnalate vittorie che i Greci ripor
tarOno
7o
tarono con forze tanto inferiori con ſeguenti. Le dieci lettere che vengo
tro i Perſiani a Maratona , a Sala no in appreſſo, dall' XI.cioè ſino al
mina , a Platea , al Granico , ad la XX. , trattano della coſtituzione a
Iſſo , ad Arbella &c. di quel che a politica, civile , ed economica de'
l'abbiano le conquiſte degli Spagnuo due imperi del Meſſico e del Perù ,
li ſopra gli Americani ; dacchè i Gre e ſoprattutto del ſecondo, ſul quale
ci non aveano alla fine ſopra i Per ſembra che il noſtro Autore ſiaſi con
ſiani che la ſuperiorità della tattica, ſingolar compiacenza trattenuto. In
e dell'ardimento , laddove gli Spa tereſſante fra le altre è la lettera ,
gnuoli aveano ſopra gli Americani XII. in cui ſi accennano alcune po
il molto più concludente vantaggio che notizie che ci ſono pervenute a
de loro cavalli, de'loro cannoni, e intorno ai ſavi regolamenti delle tre
de loro archibugi. Eppure non dirà repubbliche di Tlaſcala, di Cureta
mai il Sig. Paw , che le città della cal, e di Guezecingo, confinanti col
Perſia non foſſero , che ammaſſi di vaſto impero del Meſſico, e che Cor
rozze capanne, e che i Perſiani ed tes nella ſua ſeconda relazione non
i Medi foſſero popoli di una natura dubita di paragonare riguardo alla .
degradata, incolti, barbari, nudi, loro polizia, e forma di governo col
miſerabili, e vili. Ma a che prò fan le noſtre repubbliche di Genova, di
taſticare; giacchè le relazioni mede Venezia, e di Piſa . Ma molto più
ſime di Cortes, e di altri ci aſſeri intereſſanti ſono le otto lettere che
ſcono poſitivamente che molte città ſieguono fino alla XX., le quali pre
del Meſſico e del Perù non la cede ſentano parte per parte il quadro del
vano alle più rinomate di Spagna per più regolare, e più paterno di tutti
la moltitudine de loro abitanti , e gl'imperi cioè di quello del Perù ,
per la vaſtità delle loro fabbriche , nella di cui deſcrizione , come dice
e che alcuni monumenti eſiſtenti tut vamo , ſembra che il noſtro Autore -
tavia in Cuſco, ed altrove ce ne pre ſiaſi particolarmente deliziato. Bello
ſentano attualmente una parlante o fra le altre coſe è il parallelo che ſi
pruova ? La cognizione dell'eſiſten fa nella lettera XV. fra le leggi im
za di un Dio creatore e conſervato maginate da Licurgo , e quelle ſta
re dell'univerſo, e quella dell'immor bilite dagl'Incas affine di mantenere
italità dell'anima che avevano ſicu l'uguaglianza delle fortune, e prov
eamente gli abitatori del Meſſico e , vedere ai biſogni di ciaſcun cittadi
del Perù, ſomminiſtrano al noſtro Au no; facendoſi vedere quanto i Peru
tore nelle lettere VII. , e VIII. un viani ſianſi laſciati indietro in queſto
nuovo argomento dell'antichità di punto fondamentale di politica eco
que popoli, e della loro comunione nomìa lo Spartano legislatore. Di
di origine con noi. Un altro gliene lettevoli poi e curioſe fra le altre
porgono i riti nuziali e funebri di ſono le lettere XVIII. XIX. , e XX.
quei popoli, che molto accuratamen nelle quali ſi parla delle manifatture
te ſi deſcrivono nelle due lettere ſuſ de'Peruviani; de'loro lavori di lane,
di
- 71
di oro, di argento , di marmi, di derare un avvocato meglio informa
pietre dure & c.delle loro feſte, teatra to della ſua cauſa che l' autore di
li rappreſentazioni , poeſie &c. de' eſſe. -

canali da loro coſtruiti per l'interno


commercio, e l'irrigazione de'cam P A R I G I .
pi; de loro ponti ſu i fiumi &c. Ma
intanto , dirà forſe qualcuno, noi ab Aſtronomie ci c. Aſtronomia del Sig.
biamo inſegnato tante coſe all'Ame de la Lande, regio lettore di Mate
rica; e coſa poi in contraccambio ab matiche, dell'Accademia Reale delle
biamo imparato da eſſa ? Si previene Scienze di Parigi & c. 7'omo IV. Preſ.
queſt' obbiezione nella lettera XXI., ſo la vedova Deſaint . 178 I. in 4.
ove ſi dimoſtra che moltiſſime coſe
noi abbiamo appreſe da colà , e di Queſto IV. volume di un'opera ,
moltiſſime altre ne ſiamo rimaſti all' che ciaſcun conoſce, e che dee ſi
oſcuro, che potremmo aver impara curamente conſiderarſi come la più
te. Dall'America diffatti ci viene l' dotta, e la più completa che ſia ſi
uſo di tante utiliſſime piante medici nora uſcita alla luce ſulla ſcienza ,
nali, come per eſ. della china china, del cielo, può commodamente divi
dell'ipecaucana, della ſi maruba , del derſi in tre parti. La prima compren
la ſalſapariglia, del guajaco &c. Dall' de un profondo, e aſſai circoſtanzia
America ci è ſtata portata la coltu to trattato ſul fluſſo e rifluſſo del
ra del maiz o granoturco, vero te mare, incominciando dall'eſpoſizio
ſoro per l'antico continente; perchè ne delle opinioni de' più antichi fi
con eſſo ſi allontanò quel continuo loſofi intorno a queſto ammirabil
pericolo di careſtia e di fame, a cui fenomeno ſino alla ſpiegazione a
ne'tempi addietro era ſtato ſottopo INewtoniana dedotta dall'attrazione
ſto. Dall'America abbiamo i gallinac lunare, dilucidata in ſeguito nelle a
ci , e la cioccolata . Dall'America tre diſſertazioni di Eulero, Daniele
imparammo l'arte di filare il pelo Bernoulli, e Maclaurin, che furono
delle lepri, benchè non ſiamo ancor coronate dalla R. Accad. delle ſcien
giunti ad eguagliare in queſto i noſtri ze di Parigi l'anno 174o. , e nell'
maeſtri ; da eſſa apprendemmo l'uſo inſigne opera del Sig. d'Alembert
della cocciniglia, che ſuppliſce alla . ſulla cauſa generale de venti , che
perdita della porpora &c. Ma è tem riſcoſſe il premio dell'Accad. di Ber
po oramai per noi di accorgerci, che lino l'anno 1746. Dopo di queſto trat
non ci è poſſibile neppur da lontano tato ſulle maree ſi incontra in que
di tener dietro alle tante belle coſe ſto IV. volume dell'aſtronomia del
che ſi affollano in queſta prima parte Sig. de la Lande, una memoria del
delle lettere Americane. Sicuramen Sig. Dupuis profeſſore nell'univerſi
te che l'America così oltraggiata - tà di Parigi , ſull'origine delle co
dal Sig. Paw non potea neppur deſi ſtellazioni, e la ſpiegazione della fa
vola
-
72
vola per mezzo dell'aſtronomia. Non J.J acquiſtate ſino al 177o. 3 erano
è il primo il Sig. Dupuis a ſoſtenere 35 diſtintamente ſpiegate e dilucida
che la denominazione delle primarie .95 te, potrebbe ciò non oſtante in
coſtellazioni nacque in Egitto , ov' 35 durre in errore chi lo conſultaſſe
eſſa formò per lungo tempo come a 5 o ad oggetto d'informarſi dell'ulti
una ſpecie di viſibile calendario aſtro 39 mo ſtato dell'aſtronomìa . I di
nomico - rurale per dirigere le ope 3.9 lettanti di una ſcienza qualunque
razioni della campagna prima dell' 53 non hanno ſempre alle mani tut
invenzione della ſcrittura, e che fu 99 ti i giornali, tutte le memorie a
la prima origine dell'aſtronomia . 35 delle accademie, e tutte le opere
Ma il Sig. Dupuis ha trattato queſt' 3.) de'dotti di ogni paeſe , per ſa
argomento con tale sfoggio della più 2.9 pere ciò che merita di eſſere ag
profonda erudizione , con tale pre 25 giunto ad un trattato fatto alcuni
ciſione e chiarezza di ſtile, e con , 55 anni prima. Non eſſendoſi adun
tale finezza di giudizio , ch'egli in 9.o que ſinora penſato a metter ſu un
certo modo ha ſaputo farſelo ſuo . 3.3 giornale ſpezialmente conſagrato
La terza ed ultima parte del volu 53 a regiſtrare i progreſſi dell'aſtro
me è deſtinata a racchiudere alcune 5.3 numìa, queſti miei ſupplementi an
importanti addizioni, o correzioni 3.3 dranno facendone le veci, annun
alle materie trattate ne' tre volumi o2 ciando di tempo in tempo ciò che
precedenti. ,, Un trattato completo 9.9 più merita di eſſer conoſciuto da
, di Aſtronomia, dice il Sig. de la 3.9 quei che ſtudiano , ed amano la
», Lande , ove tutte le cognizioni 9.9 ſcienza del cielo.

eS / e Senagº e SºaSºnegºnese/ Aºy, egeaal nº oaſ o A4/oe Jºnas aegiºne ne ſºnº

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello , e ,


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno,
Num. X. 1782. Li 9. Marzo

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A. divideſi in nove capi . I primi tre ,


ſono ſtati meritamente deſtinati dall'
Caroli Fea Preſb. & ºf C. Vindi Autore , ſiccome ſi conveniva di fare
cia & obſervationes juris . Volumen da un giureconſulto eccleſiaſtico , al
primum. Leges itaque ſemper curioſe la dilucidazione di alcuni più nobili
legendae, interpretandaeque erunt. teſti del diritto canonico , il quale
Aggenus in Front de Lim. agr. dev'eſſer per noi il fonte, e la baſe
Ex 7ypographio Paleariniano 1782. di ogni giuriſprudenza. Bello e filo
in 8. Si vendono da Gregorio Setta. ſofico ſopra gli altri, è il capo III.
ri al corſo all'inſegna d'Omero. in cui il Sig. Ab. Fea prende a dimo
ſtrare contro gli eterodoſſi, ed anche
Ognun ſa qual profonda cognizio contro alcuni ſcrittori cattolici eſſere
ne della Romana ſtoria, della lingua proibite l'uſure anche dal ſemplice -
latina, e dell'antica filoſofia richieg gias naturale non che da'canoni, e
gaſi per l'interpretazione delle Roma dalle ſacre carte. E ſiccome i fauto
ne leggi , e quanta gloria ſianſi ac ri della legittimità dell'uſure ſi fonda
quiſtata , dopo il rinaſcimento delle no principalmente ſull'idea del domi
lettere nel coltivare queſt'amena pro nio, pretendendo che queſto dia a .
vincia gli Alciati, gli Antonj Ago ciaſcuno la facoltà di diſporre della
ſtini, i Cujacj, i Budei, e tanti al ſua roba, e del ſuo danaro in quella
tri uomini ſommi , che dura impreſa guiſa, e ſotto quelle condizioni che
ſarebbe di voler quì noverare . Il più gli piacciono, ſi fa perciò il no
Sig. Ab. Fea ſembra fatto per richia ſtro Autore ad analizare e a rettifi
mare fra gl' Italiani al ſuo antico ſplen care queſt'idea del dominio , facen
dore uno ſtudio, che nacque in Ita do vedere colle più convincenti ra
lia, ſiccome tutti gli altri buoni ſtu gioni che deſſo non ſi eſtende al ſu
dj , ma che pareva oramai che non perfluo , poichè queſto ſuperfluo non
aveſſe più in Italia la ſua principal può da noi ritenerſi , ſe non per eſ
ſede . Queſto primo ſaggio ch'egli ſerne i cuſtodi , e i giuſti e gratuiti
ci preſenta delle ſue ſpeculazioni in . diſtributori. Dopo di queſto capo ſi dà
queſta materia, ci dà diritto di con principio all'interpretazione di alcuni
cepire ſperanze sì luſinghiere. Deſſo più oſcuri teſti del diritto civile, ſe
K guen
74
guendo in ciò l'ordine delle materie M A C E R A T A.
tenuto dall'Eineccio nelle ſue Iſtitu
zioni, l'illuſtrazione delle quali ha Giornale delle arti, e del commer
principalmente impegnato l'Autore cio. Tomo IV. Macerata 1781. dalle
nelle ricerche , ch'egli ora ha co ſtampe di Luigi Chiappini, ed Anto
minciato a pubblicare. Non è poſſi nio Corteſi; in 8. r . - -

bile che noi entriamo col Sig. Ab.


Fea in tutte le diſcuſſioni che forma Il ben inteſo, e ſempre bene eſe
- no la materia degli ultimi ſei capi guito Giornale delle arti, e del com
di queſto libro. Ci contenteremo dun mercio ſtampato in Macerata continua
que di dire che fra queſti il più lun tuttora con felice ſucceſſo . Il pre
go , e il più faticato è il capo VI. ſente IV. volume meritamente dedi
in cui dimoſtraſi dall'Autore contro cato al Sig. Conte Paris Pallotta pa
Revardo, Eineccio , ed altri inter dre del degniſſimo noſtro Cardinal
preti, che le Romane leggi non co Pro - teſoriere, contiene come gli an
ſtringevano altrimenti i minori, ſic tecedenti tre parti , del contenuto
come penſarono queſti giureconſulti, delle quali , come l'altre volte ab
a domandare un curatore, per entra biamo fatto, ſi darà ora pure da noi
re nell'amminiſtrazione de loro be un breve cenno . La prima parte è
ni, prendendo da ciò occaſione d' conmpoſta di tre diſſertazioni, ed oc
illuſtrare molte altre leggi mal inte cupa il primo luogo una, che ſpetta
ſe , e male interpretate da altri. Si all'arte ſalutare d' Eſculapio ; e va
troveranno ſimilmente conditi colla , bene , che preceda l'importante af
più ſaporita erudizione latina i tre fare della ſalute degli uomini, e del
ultimi capi in cui per illuſtrare alcu la preſervazione della noſtra ſpecie.
ne leggi riſguardanti la materia delle Quanta ſtrage non fa mai il vajuolo
ſervitù , ſi cerca di fiſſare coll'auto e dei piccioli individui , e talvolta .
rità di Varrone, di Feſto, e di altri lati ancora degli adulti? Ogni nuovo ri
ni ſcrittori il vero ſignificato di alcune medio, che contro queſto malore ſi
voci latine, come per eſ. di ambulo, rinvenga opportuno, è un beneficio,
via , actus &c. dalla retta intelligen che ſi rende all'umanità . E' ora il
za delle quali dipende il giuſto ſenſo, Sig. Dott. Ottavio Nerucci Saneſe ,
di quelle leggi, che viene a farci queſto bene con una
ſua diſſertazione epiſtolare , diretta .
già al celebre P. Don Claudio Fro
mond profeſſore di fiſica nell'univer
ſità di Piſa, concernente l'uſo del ba
gno tepido nella cura del vajuolo .
Appunto egli usò con profitto il ba
gno tepido di acqua dolce in una gio
vane nobile gravemente attaccata da
vajuolo confluente, e perciò con ſo
de
75
de ragioni dedotte dalla fiſica, e dall' molte providenze, e notizie utili, ed
eſperienza di vari tempi, e di varie opportune per il ſuo intento. Il bell'
nazioni giuſtifica quella ſorpreſa, che albero ſacro a Minerva , e ſimbolo
produſſe allora in alcuni queſta ſup della pace mai non ſi onora abbaſtan
poſta novità. La ſeconda compoſizio za, e gli utili, che da lui emanano
ne è un diſcorſo , che tende a gio ſopra tutte le claſſi di perſone , lo
vare al nutrimento della più infelice debbono render caro e ai letterati ,
claſſe degli uomini , ed alla ſpecie » e agl'indotti. Segue la parte ſecon
animale de porci ; un diſcorſo cioè da, e ſubito s'incontra una memoria
del celebre Sig. Abate Alberto Fortis del Sig. Abate Domenico Seſtini di
ſulla coltura del caſtagno da introdur Firenze, che ora viaggia per l'orien
ſi nella Dalmazia marittima , e me te, ſopra la coltivazione, e commer
diterranea . Appunto l'opportunità cio de' cotoni della Sicilia. La ſua ,
del luogo, ove fu queſto diſcorſo re dimora fatta per alcuni anni in quel
citato, cioè nella prima ſeſſione della la feraciſſima iſola il poſe in iſtato di
ſocietà economica di Spalatro in Dal poter parlare con fondamento di que
mazia , diede occaſione alla diſqui ſto genere, e l'impegno di corriſpon
zione di queſta materia. Viene dopo dere alla ſocietà georgica di Montec
il diſcorſo un calendario del caſta chio, che l'aſcriſſe fra ſuoi , gli det
gno , come ſi legge nel lunario pei tò il penſiero di comunicarle anche
contadini della Toſcana, che è lavo lontano queſta ſua produzione ad eſſa
ro del celebre Sig. Propoſto Laſtri . così confacente , ed eſprimente in
Tanto queſto diſcorſo , che già fu ſieme la ſua riconoſcenza, e le ulte
ſtampato nel Corps des arts, c me riori ſue volontà . Si dà in ſecondo
tiers a Neufchatel, quanto queſto ca luogo un ſecondo articolo della let
lendario ſono arricchiti in piè di pa tera d'un anonimo ſopra alcune eſpe
gina di alcune erudite, ed opportu rienze elettriche , il quale richiama
ne note degli editori del noſtro gior il primo articolo , che fu già dato
nale . Si chiude la prima parte con nel tomo precedente. Occupa il ter
una lezione accademica ſui difetti del zo luogo la copia d'una lettera del
la coltivazione degli ulivi nella Mar Sig. Abate Gio. Antonio Battarra ſcrit
ca d'Ancona, che è lavoro del Sig. ta ad un ſuo amico in Roma, la qua
Abate Giambatiſta Tondini profeſſo le viene accompagnata da una ſua .
re di eloquenza in Macerata, e che memoria ſigillata già, e depoſitata,
fu letta da lui nella ſocietà georgi e poſcia aperta a tempo debito con
ca di Montecchio . Dopo il celebre tutte le ſolennità, in comprova d'un
trattato di Pier Vettori ſi potrà pur ſuo vaticinio idroſtatico verificato
leggere con profitto queſta dotta pro contro un taglio fatto da un perito
duzione del Sig. Abate Tondini , il meccanico di Ravenna nell'alveo del
quale ha eſaminato anche giudizioſa fiume Marecchia di Rimino . Ora ,
mente vari ſtatuti de luoghi della , che il Sig. Abate Battarra ſi è poſto
Marca per rilevare pure da queſti a fare il profeta in vece dell'idroſta
- R 2 tico -
76
tico, noi non abbiamo omai coraggio dente al biſogno di rilevare degna
di venire più con lui a competenza. mente la parte ſcientifica del defunto,
E chi può ora più reggere al ſuo con ed un'eloquenza, che pareggia l'ami
fronto? Se non foſſe queſto ſuo nuo chevole ſenſibilità dell'eſtenſore. Sap
vo attributo, e ſe non ci foſſimo fat piaſi poi, che queſto , benchè per
ta una legge di non riſpondere a niu modeſtia cerchi d'occultarſi, è lo ſtu
no di quelli , che reſtano indebita dioſo, e dotto giovane Padre Don .
mente mal contenti de'noſtri giudizi, Caliſto Benigni, il quale ha voluto,
potremmo ora fargli comprendere , che queſto ſuo elogio ſia annunciato
che la riſpoſta , che egli ha preteſo alla patria ſua accademia georgica di
di fare ai noſtri ſentimenti ſopra le Montecchio, a cui lo ſteſſo defunto
ſue eſperienze idroſtatiche in canali era aſcritto. Rimane ad accennarſi la
curvi, pe” quali vuole, che l'acqua terza parte del Giornale ſteſſo , la .
fcorra più preſto , che per i retti , quale contiene la relazione di varjit
non fa, che battere la campagna, e bri nuovi appartenenti all'oggetto del
quindi cerca declinare la principale e medeſimo Giornale; indi riporta vari
noſtra difficoltà, da cui fu già ſtret poblemi, e premi accademici relativi
to. Paſſiamo dunque ad accennare e allo ſteſſo particolare; e riferiſce per
piuttoſto le oſſervazioni botanico - me fine alcuni editti pubblicati in Mila
teorologiche fatte in Piſa ne'meſi dell' no, Firenze, Parigi, e Lisbona per
anno 178o. dal Sig. Pott. Gio. Loren giovare al grande intento del com
zo Tilli , le quali oltrecchè poſſono mercio . Si da anneſſa a queſto IV.
farci ſin d'ora conoſcere la temperie tomo come per derrata anche la me
ordinaria del paeſe, in cui ſono fat moria ſulla maniera di eſtrarre l'olio
te, i cangiamenti di eſſa, le conſe dai vinaccioli, o ſia dalle granella dell'
guenze funeſte , i mezzi d' ovviar uva, pubblicata dalla ſocietà georgi
vi , i molti uſi per l'arte agraria , ca di Montecchio, di cui fu da noi
potranno pure un giorno da qualche già dato ragguaglio nelle noſtre Efe
genio ſuperiore, che prenda a calco meridi dell'anno ſcorſo. Tutto il già
larle , ridurſi a qualche ſicuro ſiſte detto raccomanda abbaſtanza queſto
ma, per cui la meteorologia ſi renda volume, ſenza che noi ci aggiugnia
applicabile alla medicina , alla nau mo maggiori noſtri encomi, che pur
tica, e ad altre arti, e ſerva inſieme gli ſarebbero tanto dovuti -
per un depoſito di molte ſtoriche cir
coſtanze. La ſeconda parte del Gior
nale termina nell'elogio emortuale del
celebre Sig. Dott. Filippo Pirri, qua
le abbiamo in parte già dato noi pu
re nello ſcorſo ſemeſtre della noſtra ,
Antologia; coſicchè altro ora non ci
rimanga, che di avvertire, come in
eſſo campeggia una dottrina corriſpon
MI
M I L A N O. la vera orbita ellittica della cometa
dell' anno 1769. Siegue dopo di ciò
Ephemerides Aſtronomica Anni 1782. una diſſertazione del Sig. Ab. France
ci anni 1783. ad meridianum Me ſco Reggio circa le macchine della .
diolanenſem ſupputata ab Angelo de ſpecola di Milano , e principalmente
Caſaris. Accedit Appendix cum obſer circa la maniera che ſi è tenuta nell'
vationibus & opuſcu is & c. Apud jo eſaminare, per toglierli o per tenerne
ſeph Galeatium Regium Typographum conto nelle oſſervazioni , gli errori
173 1. Tomi 2. in 8. che poſſono eſſere occorſi nelle divi
ſioni de ſeſtanti e de' quadranti di
Noi abbiam già altre volte annun quella ſpecola , e nelle poſizioni de'
ciate queſte Efemeridi Aſtronomiche tubi, de loro micrometri , e della ,
Milaneſi, le quali primeggiano ora - meridiana . Si legge in appreſſo una
ſenza fallo in Italia, e fan sì che eſ molto dotta ed ingegnoſa memoria ,
ſa non abbia nulla ad invidiare alle del Sig. Ab. Oriani ſul movimento di
più rinomate ſpecole oltramontane . due pendoli della ſpecola Milaneſe,
Non parleremo delle ſolite tavole de' diſpoſti in modo da poter correggere ,
movimenti celeſti per gli anni 1782. da per ſe ſteſſi le anomalie derivanti
e 1783. , che formano il principale dal maggior caldo , o dal maggior
oggetto de due volumi di queſte Efe freddo. Ognun ſa che le vergheme
e meridi, e della conſueta ſpiegazione talliche che ſi adoperano pe' comuni
delle medeſime tavole, e del loro uſo, pendoli degli orologi oſcillatori, ſof
- che le accompagna. Accenniamo piut frendo un ſenſibile allungamento dall'
toſto di volo gli argomenti delle più aumento del calore , ed un ſenſibile
ſingolari oſſervazioni , e diſquiſizio ſcorciamento dall'incremento del fred
ni Aſtronomiche, che ſi leggono nels do , ſono in conſeguenza forzate a
le appendici. Nell'appendice del vo rallentare, o ad accelerare le loro vi
lume appartenente all'anno 1782. s' brazioni . Si ſono ſtudiati alcuni in
incontrano primieramente due memo duſtrioſi artefici di ovviare a queſta
rie, una del Sig. Ab. Franceſco Reg cagione dell' inequabilità del moto
gio, e l'altra del Sig. Ab. Barnaba . degli orologi, ſoſtituendo ai pendoli
Oriani, riſguardanti gli elementi dell' compoſti di una ſemplice verga altri
orbita parabolica della cometa com pendoli ſoſpeſi da più verghe di di
parſa nel principio dell'anno 1779. verſi metalli, e ſi fattamente combi
dedotti al ſolito da tre oſſervazioni. nate, che l'allungamento del pendo.
Vi ha di ſingolare nella memoria del lo prodotto dalle une, venga corret
Sig. Ab. Oriani l'inſufficienza ch'egli to dalle altre ſoggette a una diverſa
ha trovato in queſto caſo di un nuo dilatazione . Vari modi , qual più
vo metodo , diverſo dal comune di qual meno ingegnoſo, ſono ſtati pro
Newton, che ha inſegnato Eulero per poſti da diverſi artefici , o fiſici per
fare queſto computo dell'orbita para giugnere a queſto fine . In uno de'
bolica nelle ſue ricerche e calcoli ſul due orologi de'quali intende parlare
e il
78
il Sig. Ab. Oriani in queſta ſua me logio del Sig. Megele accompagnava
moria, la correzione ſuddetta ſi fa a quaſi in tutto il ſuo corſo la curva ,
col metodo del Sig. Harriſon, deſcrit del termometro, e ſi confondeva qua
to nell'aſtronomia del Sig. la Lande ſi con eſſa, potè ſubito dedurne che
(S. 2463. ediz. del 1772. ) Nell'altro il macchinamento aggiunto al pendo
poi di que” due orologi gli effetti del lo di queſt'orologio non produceva ,
caldo, e del freddo vengono corretti veruna ſenſibile correzione ſulle ano
con un nuovo metodo ideato dal Sig. malie provegnenti dalle variazioni del
Megele induſtrioſo artefice Milaneſe. caldo, e del freddo. Non così fu dell'
Un'ingegnoſa e facil maniera ha idea altro orologio, la di cui curva ſem
to il Sig. Ab. Oriani per mettere a pre più da quella del termometro ſi
pruova l'effetto di queſte correzioni. diſcoſtava . Ma queſto iſteſſo gli fè
Egli ha deſcritto primieramente per vedere, che benchè vi ſia una qual
punti due curve le di cui comuni aſ che correzione in queſto orologio ,
ciſſe ſono proporzionali al numero de' deſſa però non ſi fa uniformemente ,
giorni decorſi da un giorno dato, e nè intieramente, ma bensì per ſalti,
le ordinate rappreſentano le accelera ed ora più ora meno. Da tutte que
zioni o le ritardazioni de due orolo ſte coſe conchiude a buon diritto il
gi ſopra il tempo medio in que” dati Sig. Ab. Oriani che la maggior perfe
giorni. Quindi attorno del medeſimo zione degli orologi non debba ricer
aſſe ha deſcritto una terza curva, le carſi in una fiffatta correzione de'loro
di cui ordinate corriſpondenti alle me pendoli , ma piuttoſto nella bontà ,
deſime aſciſſe eſprimono le accelerazio eſattezza , e ſolidità della loro inter
ni,o ritardazioni che doveano aver luo na coſtruzione. Ma non più di que- .
go in que dati giorni in conſeguenza ſti orologi, nè di queſto volume di
del grado del calore che veniva dal Efemeridi a cui dan termine alcune
termometro indicato . Gli fu poi fa oſſervazioni di occultazioni di ſtelle
cile di prendere le ordinate di queſta fiſſe dietro il diſco della luna, alcune
terza curva ſulla medeſima ſcala che altre ſopra due comete comparſe ne'
quelle delle prime due , ſapendo che due anni proſſimi paſſati, dell'ultima
il grado 27. del termometro di Reau delle quali abbiam già due volte par
mur allunga il pendolo di un orolo lato nella noſtra Antologia; ed infine
gio di circa i lin. , e che da queſt' un corſo di ſquiſitiſſime oſſervazioni
allungamento ne naſce una ritardazio meteorologiche fatte dal Sig. Ab. Reg
ne di 2o" in un giorno . Per mezzo gio nella ſpecola di Milano durante »
di queſte tre curve potè egli adunque l'anno 1779. Percorriano ora colla ſteſ
facilmente confrontare le anomalie , ſa rapidità l'appendice alle Efemeridi
de'due orologi con quelle che avreb dell'anno 1783. Quivi compariſce in
ber dovuto naſcere dalle variazioni primo luogo un dotto commentarius
del calore, e valutare così l'effetto Franciſci Reggio de latitudine ſpecu
delle preteſe correzioni. Diffatti aven la aſtronomica Mediolanenſis . Ognu
do egli trovato che la curva dell'oro no per leggermente iniziato che ſia
negli
- 9
negli aſtronomici ſtudi , ſa di qual 45. o 27 57." Egualmente reti 9

momento ſia, e di qua difficoltà in ed intereſſante è la ricerca che ſiegue


ſieme l'accurata determinazione della del Sig. Ab: Oriani ſulla media pre
latitudine oſſia dell'altezza del polo ceſſione degli equinozj. Queſt'annua
di una ſpecola , perchè poſſano in preceſſione degli equinozj ſi deduce
ſtituirviſi con ſicurezza oſſervazioni comunemente dalla differenza rinve
tali da poterne ſperare un qualche o nuta nella longitudine di una ſtella
incremento alla nobile ſcienza del cie fiſſa oſſervata in due tempi l'uno dall'
lo. Servonſi a queſt'oggetto gli aſtro altro aſſai lontani , dividendo queſta
nomi delle diſtanze dallo zenith delle differenza per il numero degli anni
ſtelle fiſſe; ma alcuni preferiſcono le frappoſti alle due oſſervazioni . Ma .
fiſſe che paſſano aſſai vicine al mede eſſendo certo , e dalla teoria e dalle
ſimo zenith, e allora fa d'uopo co oſſervazioni, come ſi dimoſtra beniſ
noſcerne con accuratezza la declina ſimo dal Sig. Ab. Oriani , che l'ob
zione, per poterne dedurre la latitu bliquità dell'ecclittica ſoffre una con
dine del luogo; altri ricorrono piut tinua , benchè non coſtante diminu
toſto alle ſtelle fiſſe che girano aſſai zione , ed eſſendo anche più certo,
vicine al polo, ed allora è neceſſario che una ſiffatta diminuzione dell' ob
di eſſere ben ſicuri delle rifrazioni bliquità dell'ecclittica alterar dee più
competenti a quelle altezze; altri infi o meno le longitudini di tutte le fiſſe
ne ſi ſervono indifferentemente di qua ſecondo la loro poſizione, per dedur
lunque aſtro e del ſole medeſimo, ed re con certezza il movimento medio
in queſto caſo per non errare biſogna de punti equinoziali dal paragone del
eſſer certi della declinazione, e della le longitudini oſſervate di una mede
rifrazione di quell'aſtro. Atteſa l'in ſima ſtella, biſognerà primieramente
certezza che vi è riguardo alle rifra dal cambiamento oſſervato in queſta
zioni anche nelle mezzane altezze, e longitudine defalcare quella porzione
la notabile differenza , che s'incon che naſce dalla mutazione dell'ob
tra a queſto propoſito nelle tavole o bliquità dell'ecclittica corriſponden
che paſſano per le più accurate, co te a quel tempo. Così operando dif
me ſono quelle di Caſſini, di Bradley, fatti il noſtro Sig. Ab. Oriani ſtabili
di de la Caille, e di Mayer, il noſtro ſce molto fondatamente la media an
Sig. Ab. Franceſco Reggio ha preſcelto nua preceſſione degli equinozj di 5o",
tre aſtri zenitali, le declinazioni de' 579. Sieguono dopo di ciò varie oſ
quali preſentate ne' cataloghi de più ſervazioni di pianeti fatte ne' loro ap
rinomati aſtronomi, dopo le debite , ſidi, nè loro nodi , nelle loro maſ
correzioni , ſi trovano mirabilmente ſime declinazioni, nelle loro oppoſizio
conſenzienti fra loro. Il riſultato del ni,nelle loro maſſime digreſſioni dal ſole
le molte ſue oſſervazioni , e de' ſuoi &c.tutte dirette a correggere le tavole
calcoli ad eſſe appoggiati ſi è che la de loro movimenti. Si torna poſcia a
latitudine oſſia l'altezza del polo del parlare dal Sig. Ab. Oriani della co
la ſpecola di Milano debba fiſſarſi di meta dell'anno proſſimo paſſato 178 1.
e dell'
8o
e dell'eccliſſi ſolare accaduta ai 16. zionario è talmente fatto per appagar
di ottobre del medeſimo anno. Final la con pochiſſima ſpeſa e fatica, che
mente i Sig. Ab. Reggio, e de Ceſa deſſo non ſi rimarrà certamente agli
ris, ed il medeſimo Sig. Ab. Oriani ultimi poſti . L'uomo d'ogni ſtato e
ci regalano alcune loro ſquiſite oſſer di ogni età, il dotto e l'ignorante, il
vazioni d'immerſioni, e di emerſioni filoſofo e l'artigiano vi troveranno
de' ſatelliti di Giove paragonate colle abbondante materia di divertimento,
tavole del Sig. Wargentin , e con . di ſtupore, ed anche d'iſtruzione, e
altre oſſervazioni corriſpondenti; e , di meditazione. Il fiſico ſoprattutto,
ſi dà compimento al volume colle con il quale per poter penetrare ne'ſegre
ſuete oſſervazioni meteorologiche del ti della natura, ha biſogno di una .
Sig. Ab. Reggio per l'anno 178o. Qua profonda cognizione della ſorprenden
le incremento non dee ſperare la ſcien te varietà de' ſuoi lavori e de'ſuoi fe
za aſtronomica , e quale aumento di nomeni , per iſcoprirne , ſe ſia poſ
gloria letteraria non deve augurarſi ſibile, i rapporti che hanno fra loro,
l'Italia dall'unione di queſti ſi dotti, dovrà ſaper buon grado al compila
ed indefeſſi indagatori del cielo? tore di queſt'opera per il penſiero che
ſi è preſo di radunare ſotto un ſol pun
P A R I G I. to di veduta quella ſorprendente mol
titudine di fatti, l'uno più dell'altro
Dictionnaire des merveilles de la maraviglioſi, che ſi trovano ſparſi in
mature cº-c. Dizionario delle maravi un'innumerabile quantità di libri .
glie della natura del Sig. . . . . 1781. Del reſto merita lode l'Autore per
2. vol. in 8. eſſerſi ſaputo tenere egualmente lon
tano da quella troppo facile creduli
Fra i mille, e uno dizionari, che tà , che tutto ſi beve, e da quell'or
il noſtro feraciſſimo ſecolo ha meſſo goglioſo pirroniſmo, che pretendereb
alla luce , era naturale di aſpettarſi be circoſcrivere il potere della natura
che quello delle maraviglie della na dentro gli anguſti limiti delle noſtre
tura veniſſe a farvi la ſua figura an cognizioni. Le rifleſſioni ch'egli va di
cor eſſo. Diffatti quello che annuncia tratto in tratto facendo ſu i fenomeni,
mo ora ſotto di queſto titolo , ben che riferiſce, lo dimoſtrano egualmen
chè debba cedere ad alcuni de' ſuoi te ſcevro da pregiudizi ſcientifici, che
primogeniti nella ſua importanza ed dai pregiudizi del volgo, e lo carat
utilità, tale è però la curioſità inge terizano per un uomo dotto inſieme,
nita in tutti gli uomini, e queſto di e giudizioſo.
Num. XI. 1782. Li 16. Marzo

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

- R O M A . menico per trattarvi principalmente a


in eſſo i due grandi affari dell'eſtir
Della Iſtoria Eccleſiaſtica dell'Eho pazione dell'eresia degli Albigeſi, e
Cardinale Giuſeppe Agoſtino Orſi dell' della ricuperazione di terra ſanta ..
Ordine de' Predicatori proſeguita da Prende quindi occaſione di continua
F. Filippo Angelico Becchetti del me re la deſcrizione de'diſordini da que
deſimo ordine Bibliotecario Caſaneten gli eretici commeſſi nella Linguadocca,
ſe. 7'omo decimoterzo contenente la ſto i quali reſtarono finalmente per qual
ria della chieſa dall'anno 12 14 ſino che tempo ſoſpeſi per l'arrivo in
all' anno 1243. In Roma 178 1. AVella quel paeſe del principe Lodovico fi
ſtamperia, ed a ſpeſe di Paolo Giun glio primogenito di Filippo Re di Fran
chi Proviſore di libri della Bibliote cia con una poderoſa armata, e la
ca Vaticana in 4. Art. 1. ritirata del Conte Raimondo di Tolo
ſa, e del ſuo figliuolo alla corte d'
Se il celebre P. M. Becchetti aveſ Inghilterra . Queſt'iſola ſi trovava .
ſe biſogno d'impulſi, e d'incoraggi allora ſimilmente agitata da terribili
menti per proſeguire queſta ſua con convulſioni. I grandi del regno aven
tinuazione dell'Iſtoria Eccleſiaſtica . do forzato il Re Giovanni a ſottoſcri
dell'Effio Cardinal Orſi con quel mc vere la gran carta, e la carta del
deſimo ardore che ha ſinora dimoſtra le foreſte, quel Re ebbe ricorſo al Pa
to , gli avrebbe trovati efficaciſſimi pa, riclamando in favor ſuo i privi
nel periodo di tempo che prende ora legi di croceſegnato, e di principe e
a deſcrivere , ſiccome quello che rac feudatario della ſanta ſede . Ma non
chiude i primi glorioſi progreſſi , e avendo giovato a nulla nè le lettere
la pontificia approvazione dell'inſigne eſortatorie del Pontefice, nè la ſuſſe
ordine de'Predicatori, al quale egli guente ſcomunica de'ribelli , quell'
ſi meritamente è aggregato . Riaſſu infelice regno ſeguitò lungamente a
mendo adunque il filo delle geſta del gemere ſotto le calamità di una fu
gran Pontefice Innocenzo III., ci de neſta guerra civile fra il ſovrano, ed
ſcrive nel principio del LXXI, libro i grandi . Si andavano intanto ra
il noſtro Autore le di lui diſpoſizioni gunando in Roma tutti que ſoggetti ,
per la convocazione di un ſinodo ecu che dovevano aſſiſtere al ſinodo ecu
L menico
82
menico intimato dal S. Padre . Di belli dell'Inghilterra accelerò la mor
queſto ſinodo tenutoſi in S. Gio: La te del gran Pontefice Innocenzo III.,
terano, e che per la ſua celebrità fu che accadde in Perugia nel cinquan
ſemplicemente chiamato Lateranenſe, teſimo ſeſto anno dell'età ſua, e do
diſtintamente eſpone, ſecondo il con po 19. anni, e ſei meſi di Pontifica
ſueto, il noſtro P. M. Becchetti i prin to. I gravi affari, ne'quali trovavaſi
cipali canoni , e le principali riſolu allora la chieſa, non permiſero che
zioni. In una delle ſeſſioni di queſto molto ſi diſſeriſſe la ſcelta di un de
ſinodo fu trattata la cauſa del Conte gno ſucceſſore. Diffatti due ſoli gior
di Toloſa, che terminò colla condan ni dopo la morte d'Innocenzo III. fu
na del medeſimo Conte , il quale fu aſſunto al ſoglio pontificio il Cardinal
dichiarato decaduto da tutti i ſuoi Cencio dell'illuſtre famiglia Savelli,
feudi , de quali quei ch'erano ſtati il quale preſe il nome di Onorio III.
conquiſtati dalle armi de'croceſegna Una delle prime azioni del nuovo pa
ti furono ceduti in dominio a Simo ſtor ſupremo della chieſa fu la ſolen
ne di Monfort , e gli altri furono ne conferma dell'inſigne ordine de'
meſſi in depoſito per il giovane Rai Predicatori, la quale fu ſteſa in una
mondo, in caſo che queſti, uſcito che bolla che porta la data dei 22. di de
foſſe di minorità, ſi moſtraſſe degno di cembre dell'anno 1216., ed è diret
queſta riabilitazione. Si crede anco ta a Domenico priore della Chieſa di
ra che in queſto finodo il Santo Pon S. Romano di Toloſa, ed ai ſuoi fra
tefice approvaſſe almeno a voce i due ti. Ma mentre S. Domenico ſi prepa
ordini religioſi iſtituiti da S. Dome rava a ritornarſene a Toloſa, ne lo
nico e da S. Franceſco, facendo ſpe trattenne un nuovo favore del Ponte
rare ai due ſanti in tempo più oppor fice, il quale volle che rimaneſſe in
tuno la ſolenne conferma, ed appro Roma per eſporre la parola di Dio a
vazione. Finalmente in queſto ſinodo quelle perſone, le quali obbligate pe'
ſi trattò il grand'affare della ribellio loro affari a frequentare la curia pon
ne dell'Inghilterra, la quale era di tificia, vi paſſavano molte ore in un
venuta più che mai ſeria, dopo che ozio, che ſi accoſtava al diſſipamen
i ribelli poterono impegnare il Re Fi to . Così ebbe origine la carica di
lippo di Francia , colla offerta del Maeſtro del ſacro palazzo, la quale
trono che fecero a Lodovico di lui fu poi coſtantemente mantenuta in un
figlio, a ſoſtenerli. Ciò non oſtante religioſo dell' ordine iſtituito dal ſan
fu fulminata ſentenza di ſcomunica , to. La conferma dell'inſtituto di S.
contro quei ſignori d'Inghilterra che Domenico era principalmente diretta
ſi erano ſottratti dall' ubbidienza del all'eſtirpazione dell'ereſia degli Albi
loro legittimo ſovrano, e le chieſe o gefi nella Linguadocca. Il Conte Rai
che ſi trovavano ne'loro feudi , furo mondo era rientrato in Toloſa alla ,
no meſſe in interdetto. Per avventu teſta di alcune truppe Aragoneſi e Ca
ra il rammarico di vedere il principe talane, e la guerra ſi era riacceſa fra
Lodovico impegnato in favore dei ri gli eretici, e i croceſegnati. Simo
ne
8
ne di Monfort ch'era il principal cam corta durata; poichè meſſaſi al ci,
pione di queſti, nell'aſſediare Tolo la diſcordia fra i croceſegnati , la .
ſa fu colpito da un ſaſſo, che lo di città di Damiata fu perduta quaſi col
ſteſe eſangue ſul ſuolo . Il cordo la medeſima facilità con cui era ſtata
glio che arrecò queſta infauſta nuova acquiſtata. I progreſſi degli eretici in
ad Onorio III. fu in parte mitigato Linguadocca accreſcevano al ſanto
dal riſtabilimento della pace in Inghil Padre l'afflizione che gli arrecava ,
terra. Al re Giovanni era ſucceduto la triſta ſituazione degli affari nella
il di lui figlio Arrigo III., il quale Paleſtina . Le vittorie del giovane e
ebbe aſſai meſchini i principi del ſuo Raimondo Conte di Toloſa aveano a
regno. Ma la minaccia del ſanto Pa poco a poco quaſi intieramente ſpo
dre di voler fulminare una ſolenne » gliato Almarico di Monfort di tutti
ſcomunica contro il principe Lodovi quei domini, che gli erano ſtati la
co di Francia , nel caſo che queſti ſciati dal defunto ſuo genitore. In .
non deſiſteſſe dal ſuo impegno, diminuì queſte critiche circoſtanze Onorio ſcriſ
talmente il ſuo partito , ch'eſſendoſi ſe un'energica lettera a Lodovico VIII.
egli arriſchiato a dare una battaglia, Re di Francia, ſucceduto l'anno i 223.
ricevè una sì terribile ſconfitta, che a Filippo Auguſto ſuo padre, per im
fu coſtretto a domandar la pace, e º pegnarlo ad opporſi ai progreſſi che
a laſciare Arrigo in un pieno poſſeſ andava facendo nella Linguadocca un'
ſo di tutti i diritti del ſuo trono. Si eresia che minacciava anche di con
moſſe intanto da tutte le parti del taminare tutto il regno di Francia,
criſtianeſimo la grande armata de'cro e ad accettare l'eſibizione che Amal
ceſegnati verſo la Paleſtina. Una par rico di Monfort gli facea di tutti i
tita di queſti venendo ſu di una flot domini e diritti, che aveva eredita
ta dal nort verſo lo ſtretto di Gibil ti da Simone ſuo padre. Finalmente
terra , ſceſe nel Portogallo , e vi dopo alcuni trattati, e maneggi s'in
operò molte prodezze contro i Sara duſſe il Re Lodovico a far predicare
ceni . I progreſſi però di queſta cro la crociata contro gli eretici di Lin
ciata in terra ſanta furono da princi guadocca, ed egli ſteſſo paſsò in quel
pio aſſai lenti; e molto più i fedeli la provincia con un'oſte aſſai pode
cominciarono a diſperare del buon . roſa . Ma nell'auge delle ſue vitto
eſito di eſſa dopo la morte del Re di rie, ed allorchè il Conte di Toloſa ,
Cipro , e la partenza di Andrea Re era ſul punto di rimanere intieramen
di Ungheria, che ſi erano moſtrati i te ſpogliato de' ſuoi domini, il Re Lo
più zelanti fra tutti i capi. Se ſi rav dovico, dopo di un breve regno, ter
vivarono le ſperanze per la conqui minò di vivere , laſciando per ſuo
ſta che qualche tempo dopo fecero i ſucceſſore Lodovico IX. quel mede
croceſegnati della città di Damiata , ſimo che fu poi aſcritto ne' faſti de'
in Egitto, donde venivano i più po ſanti . L'altro affare che non meno
tenti ſoccorſi ai Saraceni della Pale ſtava a cuore al S. P., cioè la gran
ſtina, queſte ſperanze furono però di crociata per la ricuperazione di terra
L 2 ſanta,
84
ſanta , ſoffriva ancora maggiori len to di fedeltà da quei ſignori della .
tezze, e diſturbi, che la crociata di Paleſtina che accompagnavano quel
Linguadocca . Non oſtante che il Re re nel giro che egli facea per l' Eu
di Geruſalemme Giovanni di Brienne ropa, affine d'implorar ſoccorſo, e
ſi portaſſe in perſona preſſo quaſi tut mandando in Acri i ſuoi rappreſentan
ti i principi della criſtianità per iſti ti a ricever l'omaggio di tutti quei
molarli al paſſaggio in terra ſanta , popoli latini del regno di Geruſalem
colla viva deſcrizione de diſaſtri che me. Se vi era qualche coſa che po
vi ſoffrivano i fedeli, e de'riſchi che teſſe in qualche modo conſolare l'ani
vi correvano i miſeri avanzi delle ar mo di Onorio III. afflitto da tante »
mi criſtiane, non oſtante che il fom traversìe , ſicuramente neſſun'altra
mo Pontefice mai non deſiſteſſe dal potea farlo con tanta efficacia quanto
far predicare dappertutto la crociata, i rapidi ingrandimenti de due ordini
e dal cooperarvi con tutte le ſue for regolari fondati da S. Domenico e da
ze, e col ſuo danaro, perchè final S. Franceſco , e da queſto Pontefice
mente ſi metteſſe in ordine, ſi trova ſolennemente approvati. La ſtoria del
vano nondimeno dappertutto preteſti le prime geſta di queſti due ordini ,
di ſcuſa, e di dilazione. L'Impera la vita, le prodigioſe azioni, e la
dore Federico II. che ſi era offerto ſanta e glorioſa morte de loro illu
da principio con tanto zelo di voler ſtri fondatori ſomminiſtrano ampia ,
paſſare egli medeſimo in Paleſtina per ed intereſſante materia ad una parte
comandare le forze di queſta crocia di queſto LXXI. libro, di cui abbia
ta, dopo di eſſere ftato coronato da mo rapidamente adombrato il contenu
Onorio , al che forſe erano ſoltanto to in quella maniera che ſolo ci per
dirette tutte queſte ſue belle promeſ mettono le anguſtie di queſti noſtri
ſe, fi raffreddò ancor egli talmente , fogli. Deſſo termina colla morte del
che quaſi ſembrava aveſſe intieramen ſommo Pontefice Onorio III. accadu
te depoſto il penſiero di quella ſacra ta in Roma ai 18. di luglio del 1227.
ſpedizione . Veramente gli affari di dopo i 1. anni di Pontificato. (farà
Lombardia , ove lo ſpirito di libertà continuato. ).
avea dato origine ad una formidabi
le lega contro l'impero, e le conti
nue piraterie colle quali moleſtavano
i Saraceni l'iſola di Sicilia , rende
vano in qualche modo plauſibili le o
dilazioni di Federico. Ma il ſuo mal
talento ſi ſcorfe troppo evidente ,
allorchè eſſendoſi unito in matrimo
nio con Jolanda figlia del Re Giovan
ni di Geruſalemme, unì agli altri ſuoi
titoli anche quello di queſto piccolo
regno , facendoſi preſtare il giuramen
BO
-a 8
B O L O G N A. mente all'acquiſto di quelle fisi
colle quali ſogliono prepararſi i me
Della educazione letteraria, e ſcien dici all'eſercizio della loro profeſſio
tifica del medico pratico , opera di ne. Ma paſſando dalla ſcuola al letto
M. B. coll'epigrafe: degl'infermi ha trovato che la Logi
Seu facerent tum decepti, ſeu ſe ca, la Metafiſica, la Fiſica generale
pe volentes e particolare, l'Anatomia , la Chi
Decipere ( interdum ut vana ſu mica, e tutte quelle altre ſcienze in
blimia corda fine che ſi predican ſi neceſſarie per
Ambitione rapi , 6 faſtu turbare un medico, di niun giovamento gli
videmus erano per la cognizione , e la cura
Doctrinam ) tantum velabant o delle malattie, e che altro non ave
mnia doctis va ottenuto collo ſtudio di eſſe, ſen
9aeis ignara ſolent captari petto nonche perdere i più prezioſi anni ,
ra, verbis . che avrebbe con tanto maggior pro
Stay Phil. rec. fitto impiegati nell'acquiſto della pra
AVella ſtamperia di S. Tommaſo d' tica , ed imbeverſi di alcuni pregiu
Aquino 1781. in 3. dizi in favore di qualche filoſofico ſi
ſtema, che ſuo malgrado pur ſempre
L'ultimo fine della medicina è la gli ſi affacciava alla mente. Egli ri
cognizione e la cura de mali; e que fletteva dall'altro canto che il gran
ſto fine è sì nobile, sì geloſo, e sì padre della medicina Ippocrate , in .
dilicato , che ad eſſo dovrebbero eſ cui quaſi fiſſoſſi queſt' arte quanto
ſere unicamente diretti tutti gli ſtu alla pratica, non ſapea nè la Metafi
dj di chiunque vuol applicarſi all'eſer ſica nè la Fiſica , le quali non era
cizio di queſt'arte . Ma dovrem poi no, ſi può dire, neppur nate a ſuoi
credere che il comun metodo de'ſtu tempi ; non aveva ſennonche un'aſ
dj che vien ſeguito da quei che ſi ſai groſſolana , e popolare idea dell'
deſtinano a queſt'ardua profeſſione ſia anatomia ; non conoſcea ſennonche
veramente quello che meglio poſſa . un piccoliſſimo numero di piante, e
condurli al conſeguimento di queſto non già ſecondo il ſiſtema di Tourne
fine ? Queſta appunto è la quiſtione, fort , o di Linneo, ma ſolo ſecondo
che ſi agita nel libro che ora annun le loro mediche proprietà; che infine
ciamo, ed eſſa intereſſa troppo l'uma il grand'Ippocrate non avea fatt'altro
nità , perchè ciaſcuno debba prender che pazientemente, ed attentamente
vi parte. L'Autore di eſſo, che ſap oſſervare la natura animale, ſia nel
piamo eſſere il Sig. Dott. Matteo Bor lo ſtato di ſanità ſia nello ſtato di ma
ſa Mantovano, giovine di molto ſpi lattia, per iſcoprire ciò che le giova
rito e di molte cognizioni, è paſſato o le nuoce . Eppure le predizioni d'
ancor eſſo per la conune trafila , e Ippocrate , eppure le indicazioni, e
ſi è applicato ancor eſſo profonda e il metodo curativo d'Ippocrate ſo
Ino
86
no ancora l'oracolo della medicina . cina, le varie ſette, in cui ſi diviſe,
Animato da queſte rifleſſioni il noſtro l'origine e le cagioni dell'unione di
Autore ſi è creduto fondato a poter queſta ſcienza colle altre, i vari pe.
intentare un piccol proceſſo a tutte e riodi di ſuo ſplendore , e ſua deca
quelle ſcienze, che ſi decantano co denza, i quali ſi oſſerva col Sig.Ab.
me neceſſarie per l'arte medica ; e il Tiraboſchi eſſere ſtati in ordine inver
riſultato di queſto proceſſo ſi è il ban ſo con quei delle altre ſcienze; tut
do di alcune , e la circoſcrizione den to inſomma caratterizza l'Autore per
tro ſtretta carcere delle altre. Si ban un uomo veramente dotto nella ſcien
diſce la lingua greca , perchè quan za di cui parla , e capace in conſe
tunque la medicina ſia nata in Grecia, guenza di vederne gli abuſi e i di
e greco ſia il primo luminare di eſſa, ſordini, e di proporre i rimedi per
le eccellenti traduzioni delle opere e riformarli .
ſcritte in queſta lingua vagliono tan
to quanto gli ſteſſi originali. Si ban N A P o L I. -
diſce ſimilmente abſque ſpe la logica e
la metafiſica, e ſolo in luogo della , Sonetti di Domenico Mondo ſu i
prima ſi ſoſtituiſcono alcuni brevi ele ſoprapporti da lui dipinti pel regal
menti di geometria . La fiſica ſi ri palazzo di Caſerta in 4.
ſtringe alla cognizione di que pochi,
e certi fatti che poſſono aver qual Noi annunciamo queſti ſonetti del
che influſſo ſull'economia animale . Sig. Domenico Mondo, non ſolo per
Si confina pure l'anatomia dentro mol il loro merito, che hanno certamen -
to riſtretti cancelli , e riſecandone o te non piccolo , ma anche e molto
tutte le microſcopiche minuzie ſi limita più per eſſere i medeſimi il parto di
alla pura notizia delle parti maggio un egregio pittore, il quale dopo di
ri, e delle funzioni loro &c. Sbaraz avere poeticamente pennelleggiato i
zata così la medicina dall'unione di ſuoi quadri, ha voluto di nuovo di
tutte queſte ſcienze, le quali a guiſa pingerli colla ſua poetica penna . Zlt
di piante paraſite hanno finora attratto pictura poeſis erie. Queſto doppio rap
tutto quell'umore , che doveva an porto di figliuolanza del Sig. Mondo
dare in alimento del tronco , potrà con Apollo era ſtato già elegantemen
ritornare a vegetare lieta e rigoglio te eſpreſſo dal Sig. Orazio Capelli ne'
ſa , come avea principiato a fare ai ſuoi belli endecaſillabi ſopra Caſerta
tempi di quel buon vecchio di Coo. coi ſeguenti verſi:
Ecco preſſo a poco il contenuto di gual delle immagini leggiadre ea
queſt'opera ſcritta veramente con mol 2'12'e

ta eloquenza, e gran copia di medi La ben compoſta diſtinta ſerie,


ca erudizione. Moltiſſime belle noti Che il pronto genio ſegna e de
zie, e molte giudizioſe rifleſſioni vi ſcrive
ſi leggono intorno la ſtoria della me Del Mondo? Amabile figlio d'Apollo
Che
8
Che pria di Marco (a) l' eletta ed
da A7 da
AVè il tempo edace un sì bel
invola ;
ri
. Toſcana cetera gli miſe al collo; Che in ogni tempo riverita fora
E poſcia reſolo d'ogni più bello Queſta dolce d'amor verace ſcuola.
Sapere e modo gentil eſempio
Gli die il medeſimo ſuo gran pen P A R I G I.
nello.
Faccian fede agli elogi , che quì ſi AVouveaux contes 7'urcs & Arabes
fanno al valor pittorico del noſtro Sig. cºc. Muovi apologi Turchi ed Arabi,
Mondo, tutti quei che han veduto le receauti da un compendio cronologi
ſue opere nel magnifico, e veramen co della caſa Ottomana, e del gover
te regio palazzo di Caſerta, ov'egli no dell'Egitto , e ſeguiti da alcuni
ha lavorato . Noi poſſiamo ſolamen ſquarci di poeſia, e di proſa tradotti
te in prova di ciò che vi ſi dice dall'Arabo e dal 7'urco, del Sig. Di.
del ſuo valor poetico, arrecare uno geon interprete del Re alla Porta , e
de' ſonetti che annunciamo , per eſ. corriſpondente della R. Accad. delle
il V. il quale è ſul quadro che rap iſcrizioni, e belle lettere; 2. vol. in
preſenta la famoſa Cornelia madre de' 12. Preſſo Dupuis 178 1.
Gracchi , la quale ad una matrona
Capuana, che avea fatto pompa delle Benchè non vi ſia paeſe, il quale
ſue gioie , moſtra i figliuoli in vece avendo fatto una qualunque piccola
di quelle. figura ſul teatro del mondo, non ab
bia avuto migliaia di ſtorie e di ſto
Madri amoroſe, il mondo debbe a o rici, che ne abbian parlato, all'Egit
voi - to moderno nondimeno mancava tut
Tutta la gloria dell'età paſſata , tavia il ſuo ſtorico, o almeno non ,
Se nobil prole con virtù educata » vi era ſtato ſe non quell'Arabo , del
aella arricchì de più famoſi eroi. di cui manoſcritto il Sig. Digeon ,
E la ſaggia Cornelia addita a noi preſenta ora al pubblico una tradu
Come ogni pompa fa vile e ſprez zione. Ciò che aggiunge un ſingolar
2a l'd 3 pregio a queſta traduzione ſi è di eſ
E che ornamento di ſua prole amata ſer eſſa, ſecondo che il traduttore ci
Faccia ogni madre che verrà dapoi. avverte, interamente fedele e lette
Tu intanto , o Roma , vai ſuperba rale . Dee ſicuramente ſtuzzicare la
a MC07 a 5 curioſità di chiccheſſia il poter vede
Che una tua figlia, unica al mon re come penſa, e come ſi eſprime un
do e ſola Autore, la di cui maniera di vedere
Cotanto innalza il debol ſeſſo, e o doveva eſſere ſi differente dalla no
0720p a - ſtra per la totale diverſità de'coſtumi
e del

(a) Padre del noſtro pittore poeta , e poeta ancor eſſo non ſpregevole.
88
e delle opinioni, in cui era ſtato edu », gioventù , 585. medreſsés, cioè
cato. Noi non ſeguiremo certamen , collegi di legge, di aſtrologia &c.
te il noſtro iſtorico Arabo nel compen », ico.tekès oſſia gran conventi, 1 o55.
dio cronologico ch'egli ci fa della . ,, Khan cioè oſterie , 886. zaviès o
ſtoria de' principi della caſa Otto , piccoli conventi, 975. fontane e
mana . Ci contenteremo di accennare », pubbliche, 985.mercati, 1 zoo. pe
ch'egli riferiſce due diverſe opinioni , ſatori pubblici, 1ooo.bagni, 2352.
intorno all'origine di queſta caſa, le ,, botteghe di caffè , 49oo. ſtrade e
quali per altro ſi accordano nel fiſ ,, abitate da criſtiani, e 4985. abi
ſare per capo di queſta famiglia il Sul ,, tate da giudei , . Il noſtro ſtori
tano Oſman, che regnava verſo la . co Arabo aggiugne che dopo il tem
fine del ſecolo XIII. Il di lui nipo po di Zecherìa ſi è quaſi accreſciu
te Amurat I. fu quegli , che dopo to del doppio il numero delle moſchee,
la preſa di Adrianopoli nel 1356. for delle ſtrade &c. e noi vorremmo ag
mò degli ſchiavi, che avea fatti nelle giugnere che forſe tutti due hanno
ſue tante vittorie riportate contro i ſtraordinariamente eſaggerato. Selim,
miſeri criſtiani, quel corpo divenuto nipote di Maometto II. , fu il con
poſcia ſi formidabile ſotto il nome di quiſtatore dell'Egitto , il quale dopo
Giannizeri , cioè di nuove truppe. di lui , divenne il lagrimevol teatro
Il di lui figlio Bajazet I. incontrò quell' delle concuſſioni, e delle crudeltà dei
infelice fine, che ognun ſa, col gran baſſà mandati da Conſtantinopoli, o
Tamerlano . La preſa di Coſtantino delle guerre e delle ribellioni inſorte
poli reſe celebre il di lui nipote Mao per iſcuotere un ſi orribile, e peſan
metto II. più che alcun altro princi te giogo . Nulla poi diremo dei rac
pe della caſa Ottomana. Ecco la de conti Arabi che vengon dietro al com
ſcrizione che di queſta capitale degli pendio cronologico, e che unitamen
Ottomani ci fa il noſtro ſtorico Ara te agli editti di Solimano per il buon
bo, ſulla fede di Zecheria - Effendi , regolamento dell'Egitto, formano la
che ſcriveva nel principio del ſecolo materia del ſecondo volume ; ſendo
XVI. , Deſſa contiene , dic' egli , che queſti racconti tanto per lo ſtile
2, 398o. ſtrade abitate da Turchi , che per le idee raſſomigliano perfet
», 488. grandi moſchee, 4596. mo tamente a tutti gli altri che vanno
», ſchee più piccole , 1654. ſcuole ſotto il medeſimo nome.
s, pubbliche per l' iſtruzione della .
a

Num. XII. 1782. Li 23. Marzo


i

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


R O M A. che il di lui padre Lodovico VIII. vi
avea ſi glorioſamente principiato. Pro
Della Iſtoria Eccleſiaſtica dell'Eho fittando di queſte per lui favorevoli
Cardinale Giuſeppe Agoſtino Orſi dell' circoſtanze il Conte Raimondo di To
Ordine de' Predicatori proſeguita da loſa ricuperò ſollecitamente molte ter
F. Filippo Angelico Becchetti del me re perdute, ed avvalorò talmente il
deſimo ordine Bibliotecario Caſanaten ſuo decaduto partito , che già quaſi
ſe. 7'omo decimoterzo contenente la ſto non potea più fargli argine l'armata
ria della chieſa dall'anno 12 14 ſino de croceſegnati . Ma il ſanto Padre.
all' anno 1243. In Roma 178 1. Mella ebbe la conſolazione di veder poco.
ſtamperia, ed a ſpeſe di Paolo Giun dopo coronato pienamente il ſuo ze
chi Proviſore di libri della Bibliote lo, nella riconciliazione del medeſi
ca Vaticana in 4. Art. 11. ed ult. mo Conte di Toloſa colla chieſa, e
col Re di Francia di lui Signore, la
Il libro LXXII. che forma l'altra quale fu ſottoſcritta nella cattedrale
metà di queſto volume XIII. compren di Parigi l'anno 1229. Non così be
de quaſi tutto , il glorioſo pontifica ne procedettero gli affari della crocia
to di Gregorio IX., eletto viſibile o ta in terra ſanta. Sulla ſperanza del
capo e paſtor della chieſa nel giorno la partenza di Federico, ben quaran
conſecutivo alla morte di Onorio III. tamila croceſegnati ſi erano trasferiti
I due grandi affari dell'ereſia degli nella Paleſtina. Ma vedendoſi deluſi
Albigeſi, e della crociata in Paleſti erano ritornati nell' occidente ſu i
na richiamarono toſto tutta quaſi la medeſimi legni, che gli aveano con
di lui vigilanza ed attenzione, ſicco dotti, e di un ſi gran numero erano
me aveano occupata quella di molti reſtati colà appena ottocento cavalieri.
fuoi illuſtri predeceſſori. Il ſanto Re Cinque religioſi dell'ordine de'mino
Lodovico IX. di Francia nel principio ri uſciti dalle carceri de' Turchi, fra
del ſuo regno fu talmente diſtratto i quali eranſi portati a predicare la
dagli affari interni, che non ſi trovò fede , ſi preſentarono in Nicea, ch'
in iſtato di portar le armi in Lingua era allora la ſede de'Greci Auguſti,
doca per conſumarvi quella guerra , a Germano II., che aveva aſſunto il
IM tito
9o
titolo di patriarca di Coſtantinopoli, ſue forze il ſommo paſtore per eſor
e gli propoſero con evangelica liber tare ad una ſtabile pace tutti i princi
tà di adoperarſi per toglier di mez pi, e popoli dell'occidente. Approſſima
zo quella pietra di diviſione , che ſi vaſi intanto il tempo fiſſato per la nuo
era poſta fra le due chieſe, e che o va ſpedizione in terra ſanta, ed il ſan
facea gemere i Greci nelle tenebre to Padre dovea riſentire nella più viva
dello ſciſma. Incantato Germano dal parte del ſuo cuore di vedere andate a
la ſingolare virtù, e dal fervido ze vuoto tutte le ſue ſollecitudini per eſor
lo di queſti religioſi, accettò il pro tare i principi di occidente, a depor
getto, e concertato l'affare coll'Au re le loro ſcambievoli diſcordie , e
guſto Giovanni Vatacio, ſcriſſero am a ſtabilire un ſolido trattato di pa
bedue al Pontefice per mezzo de'ſud ce . L'afflizione dovea eſſer tanto
detti religioſi, proponendogli la riu maggiore , quanto che quell'impero
nione delle due chieſe . Ognun può di Coſtantinopoli , che ſi era già
figurarſi quanto ſi moſtraſſe ſollecito preteſo di acquiſtare per facilitare e
il ſommo Pontefice per ſecondare ſif la conquiſta della Paleſtina , era ,
fatte diſpoſizioni de' Greci. Egli de ridotto ad uno ſtato così infelice ,
ſtinò toſto quattro religioſi, due Pre che biſognoſo di ſoccorſo veniva a .
dicatori, e due Minori, egualmente diſtrarre quelle forze, che altrimenti
celebri per la loro virtù che per il ſarebbono ſtate dirette a Geruſalem
loro ſapere, per andare a queſt'effet me . Dopo la morte di Roberto di
to in Nicea col carattere di Nunzi. Courtenay accaduta l'anno 1229. i
Ma queſte ſi ben concepite ſperanze ſignori dell'Impero di Coſtantinopoli
andarono anche queſta volta a vuoto, invitarono a ſalire ſu quel trono il
e dopo varie conferenze i Nunzi furono ramingo Re di Geruſalemme Giovan.
obbligati a partirſene ſenza alcun frut ni di Brienne , a condizione di far
to. Ciò non oſtante il ſommo Pontefice contrarre i ſponſali alla ſua unica -
fece predicare di nuovo l'anno 1234.in figlia con Balduino l I. di Courtenay
Spoleto, ov'egli allora ſi ritrovava, fratello del defunto imperatore , e ,
la crociata per la terra ſanta . Nel fanciullo allora di ſoli dieci anni, il
medeſimo anno egli pubblicò , e ſpe quale dopo la di lui morte dovrebbe
dì dappertutto la nuova collezione » eſſere ſuo ſucceſſore . Diffatti avendo
delle Decretali , eſeguita per di lui ceſſato di vivere Giovanni di Brienne
ordine da S. Raimondo di Pegnafort , l'anno 1237. , ſalì il medeſimo Bal
e contenente tutte le decretali pub duino ſul trono imperiale , ma tro
blicate da ſommi Pontefici dopo le , vollo ſi vacillante, e ſi fuor di ſtato
fatiche di Graziano, cioè dopo il Pon di poterſi reggere colle ſue proprie
tificato di Aleſſandro III. Perchè poi forze, che ne ſceſe toſto per venire
la gran crociata poteſſe avere un eſi in occidente ad implorare ſoccorſo ,
to meno infelice delle altre volte, ſi e ad indurre colle ſue rappreſentanze
adoperò primieramente con tutte le il ſanto Padre ad eſortare i ſovrani
di
-9 I
di Francia, d'Inghilterra, e di Unghe Teutonici, ſeguitavano a purgare dall'
rìa , e tutti i prelati di queſti regni infezione del Paganeſimo la Livonia,
a concorrere coi loro ſuſſidi alla di la Pruſſia, ed altre provincie del ſet
feſa di quell'impero , che andava - tentrione . Ma un nuovo nembo aſ
altrimenti a cadere, ed a pubblicare ſai più terribile di tutti quei che ave
la bolla di una nuova crociata a tal vano ſin allora ſconvolto la miſera ,
fine. La principal cagione della deca Europa, venne a ſcaricarſi ſopra di eſ
denza dell'impero latino di Coſtanti ſa poco dopo, ea conquidere intiera
nopoli era ſtata la lega che il Re de' mente il cuore del ſommo paſtor del
Bulgari avea fatta coi Greci . Il Re la chieſa. I Tartari, che ſotto la con
di Ungheria era il ſolo principe che dotta del celebre conquiſtatore Gen
ſi trovaſſe in grado di richiamare al ghis Khan aveano roveſciati i più
trove le forze de' Bulgari, e di ab grandi imperi dell'Aſia, dopo di aver
batterne la potenza ; e perciò il ſan terminato la conquiſta della Cina ſot
to Padre a quel Re indirizzoſſi prin to il di lui figlio Oktai - Khan , ſi
cipalmente, eſortandolo a prendere ripiegarono verſo occidente. Dopo di
eſſo medeſimo le armi, ed a conqui aver occupata la Ruſſia , entrarono
ſtare un regno, che da lungo tempo vittorioſi in Polonia, ed avendo meſ
era il ricettacolo dell'eresia, e don ſo queſto regno a ferro ea fuoco, ed
de ſi era diramata la Manichea em obbligato il Re Boleslao a ritirarſi
pietà in tutte le privincie dell'occi nell'Ungheria , eſteſero i loro ſac
dente. Poterono forſe in qualche par cheggi nella Sleſia, nella Moravia ,
te mitigare il dolore da cui doveva e nelle provincie confinanti. Si ſca
eſſere penetrato il ſommo paſtor del gliarono finalmente nell'Ungheria, ed
la chieſa per queſti diſaſtri d'orien il povero Re Bela, in cui il ſommo
te , i progreſſi che la noſtra ſanta re Pontefice aveva ripoſte le ſue mag
ligione faceva in altre parti del mon giori ſperanze per gli affari di orien
do. Il ſanto Re Ferdinando di Caſti te , eſſendo ſtato intieramente ſcon
glia coſtrinſe l'anno i 236. i Sarace fitto da Tartari, ſi vide coſtretto a
ni ad evacuare la città di Cordova, fuggire nella Polonia, e poſcia nell'
che era ſtata la capitale del loro im Auſtria, e a laſciare in preda di que”
pero ſin dal tempo, in cui ſi annida rapaci barbari quel ſuo ſi florido re
rono nella Spagna . Due anni dopo gno. Tanti oggetti di dolore avreb
riuſcì parimenti al Re Giacomo di ber baſtato ad opprimere qualunque
Aragona di far la importante conqui ſpirito anche più coraggioſo. Il ſan
ſta della città di Valenza , eſſendo to Padre, giunto quaſi ai cento an
ſtato ſecondato in queſta grande im ni, non ebbe più forza di ſoſtenerſie
preſa da un gran numero di France l'aſpetto , e conſumato dagli anni ,
ſi , Ingleſi , ed Italiani che vollero dalle fatiche e dalle afflizioni ceſsò
avervi parte. I Cavalieri della ſpada di vivere ai 2 1. d'agoſto dell'anno
che furono da Gregorio IX. uniti ai 1241. , dopo un pontificato di 14.
M 2 anni ,
92
anni, cinque meſi e due giorni. Da ſolo quella parte di America, che ſi
quei dodici Cardinali , che fu ſola prende ad illuſtrare nella ſua erudita
mente poſſibile di ragunare in sì lut ſtoria , ma bensì l'America tutta,
tuoſi tempi, gli fu dato due meſi do alla di cui ſtoria univerſale queſte a
po per ſucceſſore Goffredo Caſtiglio diſſertazioni del Sig. Clavigero potreb
ni nativo di Milano, nipote per par bono ſervire di prolegomeni, e di ſup
te di madre di Urbano III., il quale plemento. Sono queſte diſſertazioni
preſe il nome di Celeſtino IV. Egli ſcritte non ſolo con tutta l'erudizio
incontanente rivolſe i ſuoi penſieri, ne , e con tutti i lumi neceſſari, ma
e le ſue diſpoſizioni allo riſtabilimen di più con una molto imparziale cri
to della pace; ma prima di poterviſi tica , e con tutta la dovuta eſpe
applicare con ſucceſſo, fu colpito dal rienza delle coſe che ſi deſcrivono ;
la morte, dopo ſoli 18. giorni di Pon aggiugnendoviſi la notizia di ſette lin
tificato. Se era ſtato difficile di unire gue del continente antico, per mez
i voti dei Cardinali nella fua elezio zo delle quali ha potuto l'autore eſ
ne, fu molto più difficile determinar ſer meglio informato de' fatti , con
li nella ſcelta del ſucceſſore, e reſtò frontare il linguaggio, e i coſtumi de'
vacante la S. Sede fino ai 24. del me Meſſicani con quei degli Ebrei, Gre
ſe di giugno dell'anno 1243. ci , ed altri famoſi, e più antichi po
s
poli , ed appoggiare infine più ſoda
mente tutte le ſue aſſerzioni . Ecco
C E S E N A . in ſomma un libro degniſſimo della ,
curioſità de' letterati, i quali non la
ſceranno di proclamare il ſuo autore
Storia antica del Meſſico cavata , come un nuovo conquiſtatore della .
da migliori ſtorici Spagnuoli, mano America , a cui dovrebbe eſſa inal
ſcritti, e pitture antiche degl'India zare un monumento eterno della ſua
ni, diviſa in dieci libri, corredata riconoſcenza . Vi riconoſceranno al
di carte geografiche, e diſſertazioni. tresì ſempre più l'inſuſſiſtenza delle
Tomo 4. contenente le diſſertazioni . pregiudicate opinioni di certuni intor
Opera del Ab. D. Franceſco Clavige no al nuovo continente, che difficil
ro . In Ceſena 1781. Per Gregorio mente combinanſi colla irrefragabile
Biaſini. Tom, ultimo in 4. autorità delle ſacre pagine, a cui ap
poggiandoſi ſempre il Sig. A b. Clavi
gero, ed accoppiandovi deſtramente e
E' queſto l'ultimo tomo promeſſoci la profana ſtoria viene a moſtrarſi non
dall'autore , il quale contiene no men erudito ſcrittore, che eſattiſſimo
ve diſſertazioni, verſanti ſulla terra, cattolico, e quindi da colpi ſicuriſſi
ſugli animali, ſugli abitatori, ſulla . mi, che fanno trionfare la ſua cauſa.
popolazione del nuovo continente, Ed ecco come l'America ci contrac
ed altri ſiffatti punti riſguardanti non cambia non già, come con pari teme
rità
9
rità, e malizia affermò un rinomato magrezza , ſiccome ne fa fede il º
ſcrittore, dandoci male per male, e tratto ch'egli fa di ſe ſteſſo in un
per la ſcolaſtica da noi mandatale , ſonetto poſto alla fine di queſto poe
rimandandoci incambio il mal venereo : tico ghiribizzo , abbozza il piano,
aſſerzione , la di cui falſità è quaſi e fiſſa giocoſamente le leggi di una
dimoſtrata dal noſtro Autore nella , confraternita di magri da lui ideata,
ultima di queſte nove diſſertazioni, fra le quali vi è queſta, che
nella quale fa vedere non eſſer altri
menti originaria di America quella - Ciaſcun moſtri al collo appeſa,
terribil peſte. - - E dell'ordin ſia l'impreſa,
In avorio ben ſcolpita
2)na mummia inaridita,
P A R M A . Che cavalchi un baccalà
Con grotteſca maeſtà.

- La Magreide; Ghiribizzo poetico, L' altro ſcherzo miſto di verſi , e di


e l'Ipocondria; Scherzo miſto di ver proſa ſull'Ipocondria deſcrive un ſo.
ſi e di proſa, di Filandro Cretenſe. gno, in cui parve all'Autore di eſ
Preſſo Filippo Carmignani 1781, in 8. ſere introdotto nella regia di queſta ,
medeſima Ipocondria, molto poetica
mente da lui perſonificata, ed imma
Il Sig. Conte Antonio Cerati, che ginoſamente deſcritta con tutto quel
ſi naſconde ſotto il nome Arcadico di corteggio, che le ſi conveniva. Pre
Filandro Cretenſe, è l'Autore de'due cede una ſpiritoſa dedicatoria , in .
feſtevoli, e ſaporiti poemetti che ora cui l'Autore, dopo di avere novera
annunciano ſulla Magreide, e ſull' ti i pregi dell'Ipocondrìa, e i van
Ipocondria . Benchè egli gli abbia taggi ch'eſſa rende agli uomini, e ,
compoſti ne' periodi di due malattie, principalmente nel renderli più atten
più per ſollevarſi e diſtrarſi dalla no ti alla conſervazione della propria vi
ja , che per altrº oggetto, pure ſiam ta e ſalute, conchiude, ch'egli pe.
ſicuri , che pochi ſi trovano preſen rò di buon grado rinunzierebbe alle
temente in Italia , i quali, godendo annoverate beneficenze dell'Ipocondria
della più perfetta e vigoroſa ſalute, per entrar nella pelle di alcuni di
potrebbero fare altrettanto . Ma gli quegli uomini ben nutriti e robuſti,
uomini avvezzi alle profonde medita i quali godono la vita con una paci
zioni de più ſeveri ſtudi, e ai più fca morale vegetazione, ſenza molto
ſottili lavori ſcientifici, com'è il Sig. curarſi di perderla, o di conſervar
Conte Cerati, eſeguiſcono ſcherzan la. Termina finalmente l'Autore que
do ciò che agli altri coſta gli ultimi ſta ſua deſcrizione della reggia dell'
loro sforzi. Nella Magreide l'Auto Ipocondria con un grazioſiſſimo inno
re , che pretende il primato nella , indirizzato alla Dea , per implorare
da
da eſſa ogni ſorta di felicità ad un che dire , ſcritta più metodicamente
giovane ſpoſo Ipocondriaco, in gra di queſto catechiſmo, che ora annun
zia di cui , ed in occaſione delle di ciamo. Il Sig. Dott. Gardane avea ,
cui nozze egli ha ſcritto queſto poe pubblicato ſin dall'anno 1774. un av
tico ſcherzo. -
viſo al popolo ſulle asfiſſie, la di cui
neceſſità , e bontà fu baſtantemente
O Diva indefinibile dimoſtrata dalla moltiplicità delle edi
Che turbi il moto equabile zioni, e traduzioni che ſe ne fecero
T'ogni fibra ſenſibile, in breviſſimo tempo . Il ſolo Autore
i ogni nervo irritabile. però non ne fu ſoddisfatto. Non ſo
1nnumeri mortali lo gli parve che vi ſi poteſſe deſide
7'u freni invitta, e reggi rare un miglior ordine nella diſtribu
Con falſe idee di mali zione generale dell'opera , ed una .
Con timidi vaneggi, maggior chiarezza nell' eſpoſizione »
Le fantaſie poetiche. delle ſue parti , ma gli parve anco
Per te ſi fan più belle ra che vi mancaſſe quella forma dia
Gonfie d'idee patetiche logica e catechiſtica, che tanto bene
Piene d'idee novelle. cº-c. ſi adatta alla capacità di ogni ceto di
perſone, e ſoprattutto de'campagnuo
li, che vuole principalmente iſtruire
P A R I G I , il noſtro Autore, e che meritano cer
tamente le prime cure di ogni gover
no illuminato. La definizione dell'as
Catechiſme ſur les morts apparen fiſſia , l'enumerazione delle ſue cau
tes cº-c. Catechiſmo ſulle morti appa ſe , quella di alcuni rimedi, che poſ.
renti, dette asfiſſie, oſſia Iſtruzione , ſino divenire in certo caſi nocivi ,
intorno il modo di andare incontro al benchè accreditati eſſi ſieno dall'uſo,
le diverſe ſpecie di morti apparenti ed infine l'enumerazione delle caute
per via di domande , e di riſpoſte , le , e de'veri rimedi che ſono general
fondata ſull'eſperienza, e ridotta all' mente da adoperarſi contro ogni ſpe
intelligenza del popolo; pubblicata per cie di asfiſſia, formano l'oggetto del
ordine del governo dal Sig. Gardane la prima parte di queſto catechiſmo.
Dott. Regente della facoltà di Pari Da queſte cautele , e da queſti ſoc
gi, medico di Montpellier & c. Preſſo corſi generali paſſa il Sig. Gardane »
Valade 1781. in 8. nella ſeconda parte , la quale non è
niente meno intereſſante della prima,
a parlare della cura particolare di cia
Di tutte le opere che ſonoſi ſcrit ſcuna ſpecie di asfiſſia . Nell'eſame
te in queſti ultimi anni ſopra le asfiſ ch' ei fa delle diverſe cauſe, onde e
“ſie non ve ne ha forſe veruna più in poſſono provenire queſte diverſe ſpe
tereſſante, più utile, ed oſiamo an cie di asfiſſie, fa veramente paura il
vedere
4.
95
vedere come i più innocenti eſſeri del tra volta in queſti noſtri fogli , al
la natura poſſano in alcuni caſi dive lorchè ci deſcriſſe una ſua ingegno
nire funeſti, e micidiali. I cammini ſiſſima ſcoperta , con cui ha eſteſa ,
alla pruſſiana, i vapori del moſto, i alla compoſizione delle carte geogra
pozzi anche i più ſalubri &c. poſſono fiche la giurisdizione della ſua arte.
in alcune circoſtanze contenere il ger In queſta ſua nuova produzione egli
me di un micidiale mefitiſmo. In mez prende ad eſaminare la ſtoria dell'ar
zo a queſta enorme maſſa di mefitiſ te ſteſſa , e principalmente alcune ,
mo che aſſedia da ogni lato la vita particolari e nuove opinioni intorno
degli uomini, dee nondimeno conſo al tempo, e al luogo della di lei pri
larci il vedere che i rimedi per pre ma invenzione. Egli ſe la prende pri
venirne , e combatterne i funeſti ef mieramente con alcuni ſcrittori toſca
fetti, ſono egualmente facili, e pron ni, i quali vorrebbero alla loro pa
ti . Tutto il ſegreto conſiſte nel rin tria arrogare un ſiffatto onore. Il più
freſcare quei che hanno reſpirato un' moderato fra queſti è il Sig. Dome
aria mofetica, e nel riſcaldare gli an nico M. Manni, il quale nella ſua ,
negati. Le modificazioni da farſi a lezione iſtorica della prima promulga
queſto metodo generale ſecondo la . zione de libri in Firenze, ſi aſſume
diverſità delle mofete , e l'intenſità de' a dimoſtrare che Bernardo Cennini,
loro effetti dovranno leggerſi nell'ope orefice Fiorentino, ſul ſemplice rumor
ra ſteſſa , ove eſſe ſono deſcritte in re che ſi foſſe inventata in Magon
modo da poter eſſere da chiccheſſia za l'arte di ſtampare i libri, ebbe a
agevolmente appreſe , e ritenute. toſto l'idea di gettare de' ponzoni di
acciajo , co' quali ſtampò e pubblicò
la vita di S. Catarina da Siena nel
L I P S I A . 147 1. , e un Virgilio co' commenti
di Servio nel 1472. Ma un altro to
ſcano, cioè il Sig. Coltellini, non ſi
2ber diegeſchichte ci c. Sulla ſtoria contenta di tanto poco, e riſalendo ai
della ſcoperta dell'arte tipografica , più remoti ſecoli vuole aſſolutamente
e ſopra alcune particolari opinioni in che ſi attribuiſca agli antichi Etru
torno ad eſſa; del Sig. Gio. Gottlieb ſci l' onor della prima invenzione ,
Emmanuele Breitkopf. Preſſo l'Auto della ſtampa. Egli ſi fonda principal
re 178c. in 4. mente ſopra di un'iſcrizione etruſca
trovata ſu di una pietra artificiale ,
e compoſta di lettere fra le quali le
Il Sig. Breitkopf merita un diſtin medeſime ſono ſi ſimili fra loro an
to poſto fra que pochi tipografi, che che nelle più leggiere caſuali imper
han fatto ſudare i loro torchi colle fezioni , che non è poſſibile ſecondo
loro proprie produzioni. Egli è com lui che deſſe non ſieno uſcite da una
parſo in qualità di Autore già un'al matrice comune , ove abbiano preſo
quella
96
quella ſimiliſſima forma . La ſeconda 134o. l'onore delle prime ſtampe :
opinione che prende a vagliare il Sig. fondandoſi ſu di un'antica cronica ,
Breitkopf è quella del celebre Sig. Ab. del Brabante , la quale principia nel
Vernazza, il quale in una ſua lezio 13 18., e termina nel 134o. , e che
ne ſopra le ſtampe pubblicata in Ca accennando la morte di Van Vael
gliari nel 1778. ſoſtiene che l'onor beke, dice che
della prima ſtampa appartenga a Wurtz
burg, e che il primo libro uſcito da Hy Was d'eerſte di vant
queſta prima tipografia ſia il concilium Van ſtampien die manieren
Würtzburgenſe , di cui poſſiede un Die man noch hoert antieren .
eſemplare la biblioteca di Parma , e
che preſenta una raccolta de'conci cioè , ch'egli fu il primo inventore
li tenutiſi a Wirtzburg fino al 1453., della maniera di ſtampare non ancora
in cui il Sig. Ab. Virnazza, garanti in uſo . Molte giudizioſe rifleſſioni,
to dal ſuffragio del celebre P. Paciau adunque fa il noſtro Sig. Breitkopf
di vuole che ſia ſtato ſtampato queſto ſopra ciaſcuna di queſte tre opinioni,
libro. Finalmente mette in bilancia e termina poi il ſuo dotto opuſcolo
il Sig. Breitkopf una terza nuova ' coll'indicare le materie che ſi con
opinione del Sig. Giovanni des Roches terranno in un'opera molto più eſte
Segretario della ſocietà Regio - impe ſa , a cui egli ſtà ora lavorando, e
riale di Bruſſelles, il quale ſi ſtudia ch' è molto a deſiderarſi ch' egli
di attribuire ad un certo Luigi Vael voglia quanto prima metterla ſotto i
beke di Anverſa morto circa l'anno ſuoi torchi.

e 4/oegeneº bºnºs as hey, AAenesmeºnessa, Asley, AsaaSenese Asl nasºne sºnº

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e e


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno,
Num. XIII. 1782. Li 3o. Marzo

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A . bei componimenti drammatici teſſu


ti dal Sig. Ab. Monti per eſſere can
tati in quelle due ſere di univerſale
X Componimento drammatico da can allegrezza. Gl'interlocutori di quello
tarſi nel palazzo del Eho Sig. Cardi che ora intendiamo di annunciare ſo
male de Bernis per feſteggiare la na no Imeneo, la Clemenza, e Marte.
ſcita del Reale Delfino. Dalla ſtam Queſte due ultime divinità impazien
peria Pagliarini 1782. in 4. ti di veder naſcere un erede alla co
rona di Francia , e di prender cura
dei di lui teneri anni rampognano
Gli eroi della Francia hanno ſoven l'Imeneo perchè tanto ritardi un ſi
te ſomminiſtrato nobile argomento di ſoſpirato avvenimento . Gareggian ,
canto alle Muſe Italiane. Or ecco che quindi nobilmente fra di loro per van
un concittadino di quel grande che o tare i loro pregi nel formare i cuori
cantò in sì elevato ſtile de' regnanti alle virtù più neceſſarie
per il trono. L'Imeneo finalmente le
Le donne, i cavalier, l'arme , placa , e le concilia annunziando lo
gli amori ro la naſcita del real pargoletto, ed
invitandole a deporre le loro gare,
della corte di Carlo Magno, è ſtato o piuttoſto ad andarle ad eſercitare »
meritamente preſcelto dall'Emo Sig. preſſo del Delfino già nato . Queſta
Cardinale de Bernis per cantare le e è in breve la traccia di queſto picco»
virtù molto più ſolide, e le conten lo dramma , che ognuno ben vede a
tezze molto più pure della corte di qual copia di ſublimi concetti , e di
Luigi XVI. La naſcita di un Delfino bei poetici voli abbia potuto ſuggeri
per tanti anni ſoſpirato dalla Francia re al fervido eſtro , e alla feconda ,
è ſtata l'occaſione delle ſontuoſe fe vena del rinomato compoſitore,
ſte date dal Sig. Card. de Bernis nel
ſuo palazzo per due ſere conſecutive,
e l'argomento in conſeguenza de'due
-

º
98
M O D E N A . Primo ha egli trovato che la fecen
dazione nelle rane, e nelle botte (due
ſpecie di amfitj ) non ſuccede dentro
Diſſertazioni di fiſica animale, e , al corpo della femmina , ma fuori .
vegetabile dell'Abate Spallanzani re Ogni qualvolta dunque la femmina -
gio profeſſore di ſtoria naturale nell' partoriſce le uova , il maſchio le o
univerſità di Pavia ci c. Tomo II. In ſpruzza col proprio ſeme, e le fecon
Modena 178c. preſſo la ſocietà tipo da , ſenza che mai lo ſpruzzo, e la
grafica ; in 8. Art. I. fecondazione arrivino all'uova che non
ſono ancora uſcite del ſeno materno.
Il noſtro Autore ſe n'è convinto co'
Soddisfacciamo alla noſtra brama, fatti i più indubitati. Quell'uova che
e a quella dei noſtri lettori col rife ſi trovavano ancor dentro alla madre
rire il ſecondo volume delle diſſerta ( o ſoggiornaſſero nell'utero, o negli
zioni di fiſica animale, e vegetabile o vidotti, oppur nell'ovaja ) non era
del celebre Sig. Ab. Spallanzani con mai che naſceſſero. Succedeva il con
traſſegnato al medeſimo conio di uti trario nell'altre che attualmente ve
le ed iſtruttiva originalità , che ſi è nivano partorite , e inſieme irrorate
ammirato nel primo volume , e che dal ſeme maſchile . Dal che appari
ſi ammira in tutte le altre di lui pro ſce quanto ſia andato errato il cele
duzioni . Di tre diſſertazioni è com bre Linneo, quando ſentenzioſamente
poſto queſto ſecondo tomo dell'ope pronuncia: nullam in rerum natura,
ra del Sig. Ab. Spallanzani. La prima in ullo vivente corpore, fieri facun
ha per oggetto la generazione di al dationem vel ovi impregnationem extra
cuni animali amfibi , la ſeconda la corpus matris. La fecondazione delle
fecondazione artificiale ottenuta in al ſalamandre acqua juole ( altro anfibio
cuni animali, la terza la generazio eſaminato dal noſtro Autore ) ſi ha ,
ne di diverſe piante. Avendo noi da dentro al corpo della femmina , ma
to conto nei noſtri fogli del primo to in un modo ſingolariſſimo. Il maſchio
mo paſſeremo ora a far lo ſteſſo del avvicinatoſi a lei ſenza punto accop
ſecondo , col cercare di far guſtare » piarſi comincia a rizzare quel denta
ai lettori alcune delle più intereſſan to membranoſo riſalto che ha ſu la
ti , e più luminoſe ſcoperte che vi ſchiena , e a torcerlo ſtranamente a
ſono dentro, ſenza impegnarci a par deſtra, e a ſiniſtra: indi agita forte
ticolarizzare i fatti che ſervito han mente la coda , l'avvolge tortuoſa
no all'Autore di appoggio pel con mente in ſe ſteſſa, e nello ſvolgerla
ſeguimento di eſſe , non permetten va dolcemente a battere i fianchi del
dolo la brevità che propoſti ci ſiamo la femmina che ſi tiene immobile ; e nel
di oſſervare nel noſtro giornale. I ca tempo che sì con la coda lievemente
pi più principali della prima diſſerta la sferza fa uſcire dall'ano un getto
zione ſi poſſono ridurre ai ſeguenti . copioſo di bianco ſeme , che ſi me -
ſcola
ſcola all'acqua, e sì meſcolato arri due liquori , per cui ſi penſa che il
va fino all'ano della femmina , den feto ſia il riſultato dello ſperma ma
tro cui feconda le uova che ſono vi ſchile , e femminile variamente fra .
cine ad uſcire. E ſiccome queſta ope lor combinati, il qual ultimo ſiſtema,
razione vien ripetuta molte volte dal che è antichiſſimo , ſi è sforzato in
maſchio, così altre uova meno vici queſti ultimi tempi di mettere in vo
ne rimangono fecondate , finchè la . ga l'eloquentiſſimo Sig. di Buffon con
fecondazione in tutte ſi ottiene com le ſue famoſe molecole organiche. Queſt'
piutamente. In ſecondo luogo ha ſco ultima ſcoperta del noſtro Autore quan
perto il noſtro Autore, che que cor to dà di peſo al primo ſiſtema , al
picciuoli ritondaſtri che ſi partoriſco trettanto fa vedere l'inſuſſiſtenza degli
no dalle rane , dalle botte, dalle ſa altri due . Imperciocchè ſe i feti ſi
lamandre, e che per ſervire all'uſi ſcorgono nelle femmine innanzi che
tata eſpreſſione dei fiſici abbiamo chia queſte provino l'avvicinamento de'
mate uova, nol ſono realmente, ma maſchi, egli è adunque certiſſimo che
ſibbene gli embrioni oſſieno i feti di eſſi feti non eſiſtono prima dentro de'
queſti animali, i quali feti per comin maſchi , nè che ſi formano nell'atto
ciare a ſvolgerſi, e a creſcere non , della fecondazione : e perciò quanto
abbiſognano che del dolce urto del ſe alla loro eſiſtenza ſono affatto indi
me fecondatore . Ne viene dunque o pendenti da queſta naturale operazio
per neceſſaria conſeguenza che que ne , checche ſia poi che abbiſognino
ſte ſpecie di animali ſi denno rimuo di eſſa per averſi i primi loro ſvilup
vere dalla claſſe degli ovipari, nella pamenti. (ſarà continuato. )
quale erano ſtate ripoſte dai natura
liſti, e dai nomenclatori, e colloca
re nell'altra dei vivipari . In terzo M A N T O V A.
luogo fa vedere il noſtro Autore, che
i mentovati feti eſiſtono nelle femmi
ne di queſti amfibi prima della fecon Baltaſaris Caſtilionii elogium ab
dazione, e ci eſiſtono già da lunghiſ Hieronymo Ferrio Longianenſi in pon
ſimo tempo ; la qual verità non può tificia academia Ferrarienſi eloquen
non intereſſare più davvicino la ge tiae, cº- antiquitatis profeſſore, re
nerazione degli animali. Sappiamo che giae ſcientiarum, º litterarum aca
intorno ad eſſa ſono ſtati immaginati demiae Mantuanae exhibitum anno
tre principali ſiſtemi, quello degli ova MDCCLXXVIII., ab eademque pro
riſti, che vuole che i germi degli ani batum. Mantuae 178o. typis heredis
mali preeſiſtano nelle ovaje delle fem Alberti Pazzoni; in 4.
mine, l'altro dei vermicellai, che a
pretende che tai germi appartengano lNon tutte le mode ſono da diſprez
ai maſchi , e che nell'accopiamento zarſi , il che forma l'intolleranza di
tragittino alle femmine, e il terzo dei alcuni critici troppo ſchifiltoſi . La .
N 2 moda
I OO

moda degli elogi ſembra ora invalſa terate, ſervilmente ſeguaci dell'ite
piucchemai anche fra noi , e perciò re ſingolarità. Lo ſcrivere vite ragio
non troviamo, che bene, che ſi ono nate degli uomini grandi, il far l'ana
ri anche l'Itala virtù, che queſta ſi lifi de loro penſieri , il preſentare il
moſtri agli eſteri ancor ferace di glo compendio di tutto il nuovo da loro
rioſi prodotti , e che ſi propongano depoſitato nella maſſa delle umane e
anche in queſta foggia agli ſteſſi no cognizioni , ed il fare il quadro mo
ſtri nazionali incentivi alla gloria, ed rale del loro cuore , e del loro tem
eſempi da imitare ne' loro antenati , peramento è quello , che ſpecialmen
o ne'loro contemporanei. Degna dun te richiedeſi per un biografo, ed è
que di commendazione è l'accademia quello , di cui abbiamo non ſolo fra
delle ſcienze, e belle lettere di Man i moderni cento belli eſempi, ma al
tova , la quale ha fatto un oggetto cuni anche fra gli antichi. Chi leg
di premio l'elogio al ſuo più gran cit gerà la vita di Gneo Giulio Agrippa,
tadino dopo Virgilio , Baldaſſar Ca ſcritta da ſuo genero, il più dotto de
ſtiglione; e degno è di eſſere annun gli ſtorici , e de' politici , Cornelio
ziato ne' noſtri fogli quello ſteſſo elo Tacito , e chi leggerà il panegirico
gio , che eſſa ha creduto di dover teſſuto da Plinio il giovane all'Impe
coronare, e produrre colle pubbliche ratore Traiano, degno del lodatore ,
ſtampe. Appartiene queſto al celebre e del lodato, troverà i più belli eſem
Sig. Abate Don Girolamo Ferri pro plari di ſcrivere elogi ragionati, ve
feſſore di eloquenza nell'univerſità di ridici, ubertoſi , ed eloquenti anche
Ferrara, la di cui maniera di ſcrive nello ſtile Latino, ſenza aver biſogno
re latinamente, benchè grave, con di imitare in tutto la maniera limita
ciſa , e alquanto aſtruſa , è però in ta , e conciſa di Cornelio Nipote ,
poſſeſſo di eſſere univerſalmente ſti forſe non imitabile, che nella purità
mata elegante, purgata, e giudizioſa. della lingua. Ma ſiccome poſſono gli
Queſto ſcritto è appunto ſu queſto eſemplari da noi propoſti frenare la .
dettato, ed è quindi tale da ſoſtene luſſureggiante maniera degli elogi mo
re con decoro il giudizio del pubbli derni, così poſſono ancora far accor
co illuminato. L'autore nel diſtender gere a certi grami filologi, che nep
lo non altro ſi prefiſſe , che di ſcri pure la bella biografia letteraria è quel
vere un compendio di vita del Caſti la , che eſſi fanno conſiſtere unica
glione ſul genio de' Latini, e parti mente in una ſcrupuloſa indagazione
colarmente di Cornelio Nipote. Me delle epoche più minute della vita ,
ritamente egli ſi diſpoſe fin dal bel delle opere le più brevi, e inſignifi
principio a renderſi diſſimile dalla le canti, e de'nomi de' corriſpondenti,
zioſa, e proliſſa maniera di ſcrivere ed amici , che ebbero i loro eroi .
elogi, introdotta in Francia dall'af Dunque il Sig. Abate Ferri dietro l'
fettato, ed ampolloſo Thomas, ed ini eſemplare, che ſi è prefiſſo, va con
tata in Italia da alcune pecore let un accurato ordine cronologico accom
paguam
Io I

pagnando il Caſtiglione per tutte le º dai fratelli Volpi, come tratta e nu


eventualità della ſua vita, e reſtringe miſmate plumbeo preſſo Apoſtolo Ze
con giudizioſa, e grave eſpoſizione i no, ma ne ignorava l'autore, e per
di lui meriti e nel militare, e nel ci ciò non ne fece ricordo nel ſuo elo
vile , e nel politico , e nel lettera gio. Mancanza, che ſi ſtudierà ora
rio . Tutto poi egli appoggia alle º di emendare per corriſpondere a un
memorie le più ſicure , che ſi ſono tratto di tanta gentilezza ſecolui pra
potuto raccogliere, e coll'ordine, e ticata da una Dama così coſpicua.
colla caſtigatezza delle eſpreſſioni fa La medaglia ora rinnovata è ricca ,
traſparire anche in mezzo ad un grup ed è bene inciſa ; e dietro un diſe
po continuato di coſe aſſai diſparate gno così eſatto non poteva eſſere al
quella chiarezza , che ſi puole mag trimenti . Nel contorno porta l'epi
giore ; nè manca di ſpargere ſode » grafe : MAR. THER. CRISTIANI.
ſentenze, quando le coſe le richiedo: MA. BALTH. CASTILION. FIL. RE
no, o naturalmente gli ſi preſentano. STITV1T. AN. MDCCLXXIX. , e
Queſti pregi pertanto ſempre nobili , nell'eſergo ſi legge il nome dell'in
e ſempre ſtimabili hanno meritato al ciſore: T. Mercandetti F. Il diritto,
celebre Autore la corona dell'accade e il roverſcio è quello ſteſſo , che ſi
mia Mantovana , e quindi l'anneſſo vede nella edizione de Volpi di ſc
premio di due medaglie d'oro; pre pra accennata ; ma di modulo alquan
mio, che dalla moderna Signora Mar to più ſpazioſo, e con figure più ri
cheſa Maria Tereſa Criſtiani vedova levate. Il Sig. Abate Ferri ha degna
Caſtiglioni unitamente col figlio Bal mente onorato un antico avo glorio
daſſare, che creſce nell' età , e nell' ſo , e hanno quindi onorato lui ben
aſpettativa di emulare il grand'avo, convenientemente i viventi nipoti,
è ſtato accreſciuto con altra nuova . ed eredi; il che renderà eſſi pure de
generoſa liberalità. Conſiſte queſta in gniſſimi di nuovi onori, comecchè gli
una medaglia di argento, ora ripro onori accompagnino ſempre la virtù,
dotta, che delineata avea già l'im e virtù grande è la munificenza , e
mortal Raffaello d'Urbino, e che avea la gratitudine. -

egli fatto coniare in ſegno di amici


zia al Caſtiglione , ſiccome un altro V E N E Z I A.
monumento gli rinnovò col ſuo pen
nello nella ſala di Coſtantino al Va Continuazione delle lettere capric
ticano. Queſta medaglia pertanto ſi è cioſe di Franceſco Albergati Capacel
paſſata in ſegno di gradimento e a . li , e di Franceſco Zacchiroli dai me
chi propoſe in accademia l'elogio , e deſimi capriccioſamente ſtampate. Ve
a chi il ſecondº anno lo ſcriſſe , e ſod nezia preſſo il Paſquali 178 1. in 8.
disfece ai deputati dell'accademia .
Al noſtro Elogiſta era notiſſima la me La mancanza di quelle operette ,
daglia meſſa in fronte al Cortegiano che ſotto nome di libri di guſto ſono
ta IltO
I O2

tanto in moda preſſo alcune fra le prie ſenza che le toelette delle ſigno
nazioni oltramontane , è ſtata finora re, e le biblioteche degli uomini del
rinfacciata all'Italia, e forſe non a . bel mondo abbiano ſempre a fornirſi
torto ; in oggi peraltro ſembra che di libri oltramontani. »i
gl'ingegni de' noſtri connazionali ſi 3, il
rivolgano ad arricchire la lingua Ita » iti
liana di cotali opere altresì, utiliſſi L O N D R A .
a di
me perchè tendono ad iſtruire, e col » t.
tivare lo ſpirito di quel ſeſſo e di 3) Il
quelle claſſi d'uomini che non poſſo Memoire phyſique di medicinale5 c. J! tſ
no, o non vogliono tollerare una ſe Memoria fiſico - medica, in cui ſi di ºi
ria occupazione. Fra le opere di gu moſtrano gli evideuti rapporti che paſ y Cl
ſto che ſi producono preſentemente , ſano fra i fenomeni della bacchetta l th
in Italia merita un poſto diſtinto que divinatoria, del magnetiſmo, e dell' º ti
ſta collezione di lettere capriccioſe elettricità con alcuni riſchiarimenti ſo ! k

di cui annunciamo con piacere la pra altri oggetti non meno importan i
continuazione . Apologhetti morali, ti relativi ai medeſimi fenomeni; del º li
ſoggetti tratti dalla fiſica, dalla critica, Sig. 7'..... Si trova a Parigi preſſo tai
dalla ſtoria del tempo e delle nazio Didot il giovane 178 1. in 12. k ſi
ni, ma trattati con leggerezza ed º te
amenità di ſtile formano il vago giar da?
dino che ne viene preſentato in que Multa renaſcentur qua jam cecide gi:
ſto ſecondo tometto; la differenza del re , cadentoue,
carattere delli due dotti autori accre Qua nunc ſunt in honore.
ſce anco l'intereſſe della ſua lettura ;
pieno di eſtro il Sig. Ab. Zacchiroli ſi Chi avrebbe mai detto che la bac
abbandona qualche volta alla vivace chetta divinatoria cotanto deriſa nell'
ſua fantaſia, ma ne trattiene i voli la altro ſecolo, poteſſe riſorgere nel no
prudente rifleſſione , e maturità del ſtro ? Or ecco appunto che il Sig.
Sig. Marcheſe Albergati , e da una Thouvenel, che non è già un oſcuro
tale oppoſizione, pari all'utilità riſul e dozzinale filoſofo, poichè ſi è già
ta il diletto . A noi non viene per fatto vantaggioſamente conoſcere al
meſſo il fare l'analiſi delle lettere che pubblico con alcune dotte diſſertazio
ſono contenute in queſto volume , ni coronate dalle accademie di Fran
atteſa la moltiplicità , e la varietà cia, non ſolo prende a coraggioſamen
delle materie ; ma poſſiamo aſſicurare te difendere l'autenticità de' porten
i noſtri leggitori che ſe verrà l'eſem toſi fenomeni della bacchetta, ma ſi
pio degli eruditi noſtri Autori imi aſſume di più l' altro , a creder no
tato da altri dotti e colti ſcrittori Ita ſtro, molto più arduo incarico di di
liani, potremo avere in breve di che moſtrare i medeſimi fenomeni coeren
deliziarci con produzioni noſtre pro ti alle leggi della fiſica , ed analogi
ad
-

Io3
ad altri fenomeni indubitati, e noti. », venel crede di eſſerſi aſſicurato del
s, Neſſun fiſico dubita, dic'egli, che fatto in modo da non poterne più in
, la terra non abbia le ſue partico verun conto dubitare . L'idroſcopo,
, lari emanazioni, e che queſte ema ſu del quale per lo ſpazio di più di
», nazioni ne' ſiti, ove ſi aſcondono due meſi , e alla preſenza di più di
s, acque ſtagnanti o correnti, non cencinquanta perſone oculate e dotte,
, debbano eſſere più che altrove ab egli ha fatto più di 6oo. eſperienze,
,, bondanti. Perchè dunque queſte º è un certo Bleton , reſoſi aſſai famo
,, emanazioni non potrebbono eſſe ſo in Francia per la ſcoperta di molte
, eſercitare un'azione ſenſibile ſopra ſorgenti , colle quali ha arricchito
», di alcuni individui, mentre ch'eſſe molte città, e moltiſſimi particolari .
,, non fanno che piccoliſſima, od an: Queſto Bleton non ſi ſerve della bac
», che veruna impreſſione ſopra gli chetta, come fan gli altri del ſuo me
, altri? Si ſa quanto ſi diverſifichino ſtiere; non la ſtringe , nè la riſcal
, le facoltà ſenſitive in diverſe claſſi da fra le ſue mani; nè eſige che que
», di animali, e negli uomini ſoprat ſta bacchetta ſia di un ramoſcello di
,, tutto. ,, Ma queſte affezioni qual nocciuolo, biforcuto, tagliato di fre
relazione poſſono mai eſſe avere col ſco , e pieno di ſugo. Egli appoggia
le rivoluzioni di una bacchetta, che orizzontalmente ſopra i due indici una
io tengo nella mia mano, o ſulle mie bacchetta di qualunque legno, eccet
dita ? Se il Sig. Thouvenel non iſcio tuatone il ſambuco , freſca o arida ,
glie intieramente il nodo, egli ſi ſtu non importa, ſiccome neppure che ſia
dia almeno di aſſegnare qualche plau biforcuta, baſtandogli ſolo che ſia un
ſibile ragione , onde poter concepire poco incurvata. Eſſendo diritta, non
la poſſibilità di un fenomeno sì ſingo fa che ſollevarſi leggermente nelle e
lare. Le eſalazioni delle acque ſotter eſtremità, oſcillando interrottamente,
ranee poſſono, ſecondo lui, avere un e premendo le due dita; ma non gira
corſo ſimile a quello del fluido elet punto attorno il ſuo aſſe, ſiccome fa
trico; a ſomiglianza di queſto inve allorquando è un poco ricurva , più
ſtire ſolamente le perſone che ne ſo o meno ſecondo che la ſorgente è
no ſuſcettibili; dirigerſi come il flui più o meno abbondante. Il noſtro oſ.
do elettrico, in maggior abbondanza ſervatore dice di aver oſſervato in un
verſo certi punti, come per eſ. ver minuto di tempo da 3o. ſino ad 8o.
ſo le eſtremità del corpo, e nomina e più giri. Ma ciò che vi ha di più
tamente verſo le mani, ed allora non ammirabile in queſtº affare, e ſembra
ſarebbe impoſſibile di concepire in qual togliere affatto ogni ſoſpetto d'impo
guiſa queſte eſalazioni poſſano comu ſtura ſi è, che prendendo qualunque
nicare un movimento di rotazione al
altro la bacchetta in mano, e ponen
la bacchetta divinatoria poſata ſopra doſi ſulla ſorgente, al ſolo approſſi
la mano, o ſopra le dita. Comunque - marſi di Bleton, la bacchetta incomin
però vada la faccenda , il Sig.Thou cia anche a girare nella ſua mano.,,
», Ho
Io4 -

,, Ho bendato impenetrabilmente gli ,, variabilmente le diramazioni, ſen


, occhi di Bleton, ſoggiugne il Sig. , za giammai ingannarſi di un pelo,
2.9 Thouvenel, gli ho legato le brac In ſomma il noſtro Sig. Thouvenel,
3 o cia e le mani dietro le ſpalle, ſic uomo di notoria probità e dottrina,
23 chè non poteſſe muoverle in verun con queſte ed altre non meno ſorpren
55 modo ; l' ho condotto in ſiti , ch” denti prove da lui fatte ſopra il ſuo
39 egli non avea mai veduti; preſſo idroſcopo, e ſoprattutto con quelle ,
3» ſorgenti che io conoſceva , e ch' da noi per brevità tralaſciate , le ,
95 egli non potea conoſcere ; in luo uali dimoſtrano l'analogia de'feno
35 ghi , ove non ſapevamo nè l'un meni dell'idroſcopo con quei dell'elet
3.3 nè l'altro che vi doveſſero eſſer tricità e del magnetiſmo, è giunto a
22 ſorgenti; l'ho fatto uſcire di ſtra rendere meritevole dell'attenzione de'
, da , gli ho fatto fare mille giri , fiſici una queſtione , che appena più
, ma Bleton cogli occhi bendati mi occupava oramai il credulo, ed igno
», ha ſempre condotto all'origine del rante volgo. -

, le ſorgenti , e ne ha ſeguito in

asnes naso sassºnasons nas»asnasºns nasonas nºnºs nºnº


Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e e
l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
Num. XIV. 1782. Li 6. Aprile

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A. Le ſue provincie alleggerir. Gli errori


Separar dalle colpe, e a queſte e a
quelli
A Componimento drammatico da can In carcere diſtinto
tarſi nel palazzo del Eho Sig. Cardi Proporzionar le pene,
nale de Bernis per feſteggiare la na E il numero e il rigor delle catene.
ſcita del Real Delfino . Dalla ſtam Virtuoſo egli ſteſſo i ſuoi vaſſalli
peria Pagliarini 1782. in 4. Virtuoſi farà, che la virtude
Suol l'eſempio ſeguire
AVon il comando altrui. Saranno al
L'altro de due componimenti dram lora
matici del Sig. Ab. Monti altro non è Gli ambiti onori del più degno il pre
propriamente che una continuazione 77270

del VII. canto dell' Enriade , in cui AVon dell'aſtuto adulator. Sul trono
Voltaire, ſiccome già fecero Virgilio Guiderà ſeco la clemenza. E intento
ed Arioſto di Enea e di di Bradaman AVel grato cor de popoli ſoggetti
te , ci rappreſenta il ſuo Eroe Enri Co benefici a fabbricarſi il tempio
co IV. condotto nel tempio del De Sarà de regi, e degli eroi l'eſempio.
ſtino a vedere le glorie della ſua fu
tura diſcendenza . Quivi adunque il Se l'aſpetto di un ſi glorioſo diſcen
Sig. Ab. Monti fa che il genio della dente è per Enrico IV. un oggetto di
Francia, e l'ombra di Carlo Magno grata maraviglia , non è per lui un
additino ad Enrico IV. il regnante e motivo di meno aggradevol ſtupore
ſovrano della Francia Luigi XVI., il vedere in quel tempo
A cui fa dato un giorno Dell'Iſtro le famoſe
Di BEAVEFICO il nome . 2'til ſua Aquile bellicoſe
Cz27 a Che ſu i Gallici gigli
Sarà de grandi il luſſo - Si ripoſar coi diſarmati artigli;
Provvidamente raffrenar. Dal peſo e il ſentirſi riſpondere dall'ombra di
De ſoverchi tributi Carlo Magno
O. - iS):
Io6
.Sì : quell'aquile iſteſſe or tue nemiche noſtro Italiano, Marcello Malpighi ,
Verranno un dì placate il quale tratto avendo dall'ovaja del
Della tua FIORDILIGI le farfalle del baco da ſeta le uova,
A farſi il nido tra le frondi aurate. le bagnò col liquore fecondante del ma
Il Reno allor non più gemendo al mare ſchio. L'eſito, a dir vero, non cor
Dovrà l'onde portar tinte di ſangue riſpoſe a deſideri del curioſo natura
Germanico, e Franceſe; e faticoſo liſta , giacchè l' uova sì irrorate ri
Per la Tedeſca valle maſero ſterili ; e una ſimile ſterilità
Fra i cadaveri , e l'arme aprirſi il nell'uova della ſteſſa ſpecie fu altresì
calle. provata dal dotto Sig. Bibiena , già
Sul margin ſuo la pace Profeſſore in Bologna, nel ripetere e
Il volo ſpiegherà. Concordi inſieme variar che fece i tentativi del ſuo il
Amore, ed Imeneo luſtre concittadino. Il noſtro Autore
Più ſaldo e forte renderan quel nodo è ſtato più fortunato , non già in
Che formò l'amiſtà. Vedili a gara quell' uova del baco da ſeta, delle o
Guidar dall'Auſtria una gentil DOAV quali ſembra ſi ſieno ſerviti i due ci -
ZELLA -

tati Bologneſi naturaliſti, le quali non


Ai talami Borbonj. Indi ſeguirli ſi coſtuma di far naſcere che una vol
Feconditade, che ſull'auree ſponde ta per ciaſcun anno, cioè in prima
Già del letto ſi aſſide, vera ; ma bensì nell'altre uova dello
E al pubblico deſio fauſta ſorride. ſteſſo genere, che in alcune parti del
la Lombardia ſi ottengono tre volte
all'anno, cioè a primavera inoltrata,
M o D E N A. nella ſtate, e in autunno. Avendone
egli adunque bagnate diverſe col ſe
me eſtratto dalle farfalle maſchi di
Diſſertazioni di fiſica animale, e o queſta ſpecie, ed altre laſciate intat
vegetabile dell'Abate Spallanzani re te , le prime nacquero beniſſimo, e
gio profeſſore di ſtoria naturale nell' l'altre rimaſero ſterili . Ma tal mara
univerſità di Pavia ci c. Tomo II. In viglioſa fecondazione non ſolo è ſtata
Modena 178o. preſſo la ſocietà tipo da lui ottenuta in queſto animale ,
grafica ; in 8. Art. II. ma in più altri , cioè nelle botte,
nelle rane , e nelle ſalamandre , di
cui parlato abbiamo nel dar l'eſtratto
Paſſiamo ora a far parola della ſe della prima diſſertazione di queſto ſe
conda diſſertazione, che riſguarda la condo tomo . Quivi ſi è veduto che
fecondazione artificiale ottenutaſi dal i feti delle rane, e delle botte non ,
noſtro Autore in alcuni animali . Il ſono mai fecondati finchè ſi trovano
primo a cui venne in penſiero di ten nel corpo della femmina, ma che ciò
tare col mezzo dell'arte la feconda ſuccede allora che ne eſcono , venen
zione ſu gli animali, fu l'immortale do in quel tempo bagnate dallo ſper
-
ma
1c7
ma de maſchi . Sperimentava egli ſiderabile d'acqua, in cui fieno ſtati
adunque queſti feti rinchiuſi tuttavia meſcolati tre grani di ſeme non di
nel ſeno materno, coll'aſpergerli del venta ſterile dopo l'aver fecondata ,
ſeme tratto dalle veſcichette ſperma una prodigioſa moltitudine di feti .
tiche de'maſchi . Tutti quelli che a Ottenuti queſti curioſi, ed intereſſan
per di lui opera provata avevano l'azio ti riſultati invaghiſſi il noſtro Autore
ne del ſeme, ſi ſviluppavano, e na di eſaminare una celebre, e grande
ſcevano, gli altri andavano a male . mente dibattuta queſtione , che è quel
Quanto poi alle ſalamandre egli ſperi la ſe alla fecondazione degli animali
mentava que” feti che per eſſere an ſia neceſſaria la parte viſibile, e craſ
cora ne'ſiti più alti degli ovedutti, ſi ſa del ſeme ; oppure ſe a tale ufficio
era ſicuro non eſſere ſtati per ancora ſia l'altra ſoltanto deſtinata, inviſi
fecondati da maſchi; e ſu tali feti in bile, ſottiliſſima, che vapore od au
ſtituiva quelle prove che inſtituito ra ſpermatica comunemente ſi appel
aveva ſu le botte , e ſu le rane , e la. Dall'avere egli ſcoperto, ſicco
i riſultati erano i medeſimi . Queſta me appariſce dal ſuo libro, che una
ſcoperta di potere far naſcere ad arte gocciolina d'acqua niente maggiore
diverſi animali, a quel modo che na di un cinquanteſimo di linea , tratta
ti ſarebbero ſe concorſa vi foſſe l'ope da un volume d'acqua del peſo di on
ra del maſchio , era troppo bella , cie 18. , in cui ſieno ſtati infuſi tre
troppo nuova , per non invogliare grani di ſeme, è attiſſima a feconda
- l'Autore a variarla in molte manie re un feto ranino, paruto ſarebbe che
re ; e da queſte variazioni potè ſco la ſola aura ſpermatica foſſe ſtata ba
prire novelle verità, che quì accen ſtante per la fecondazione. Eppure le
neremo. Trovò egli adunque primo, ſperienze per l'eſame di tal queſtio
che la fecondazione ſi ottiene, toc ne da lui inſtituite deciſero evidente
cati in un tal punto con il ſeme i pic mente in contrario . Queſte adunque
cioli feti, e che una ſtilla di tal li. pienamente lo convinſero, che il ſolo
quore è baſtante a fecondarne molti. vapore , la ſola aura ſeminale ſono
Secondo che il ſeme è abile a fecon inetti per la fecondazione , ma che
dare, ancorchè per alcune ore reſta per ottenerſi queſta, vi ſi richiede la
to ſia dentro alle veſcichette del mor parte del ſeme craſſa, e viſibile. Gli
to animale. Terzo che conſerva la . animali fin quì ſperimentati per la .
“fecondatrice virtù dopo l' eſſere ſta fecondazione artificiale ſono ſtati tut
to per alcun tempo fuori dell'anima ti a ſangue freddo . A compimento
le . Quarto che meſcolato ad una . de' ſuoi tentativi determinoſſi l'Auto
quantità d'acqua ſucceſſivamente mag re di cimentarne uno a ſangue caldo,
igiore ritiene la prolifica virtù, ancor che fu una cagna, e l'eſito non po
chè l'acqua giunga al peſo di oncie di tè eſſere più felice. Ma a far meglio
ciotto, e che il ſeme non ſia che di guſtare ai lettori queſta ſorprendente
tre grani. Quinto che una mole con eſperienza, e affatto nuova, ſtimiam
O 2 - ne
1 o8
i neceſſario di riferirla con qualche det cauzione che la ſiringa quando rice
taglio. La cagna era della razza dei vette il ſeme canino, e lo traſmiſe ,
barboni di mediocre grandezza, ave alla matrice della femmina, ſi trovaſ
va partorito altre volte , ed avendo ſe avere preſſo a poco quel calore che
l'Autore ſoſpetto che non tardaſſe o è proprio de'cani , e di noi ſteſſi ,
molto a ſentir l'eſtro venereo la chiu cioè il grado trenteſimo del termome
ſe in una ſtanza, dove fu obbligata tro Reaumuriano. Due giorni appreſ
a dimorar qualche tempo , come più ſo l'injezione la cagna ceſsò d'eſſe
baſſo ſpiegheremo meglio. E per an re in eſtro: venti giorni dopo comin
dar più ſicuro che di là dentro non ciò a moſtrare il ventre tunido ; lo
foſſe mai uſcita , era egli quel deſſo che fu cagione che nel vigeſimo ſe
che le dava ſempre a mangiare , ed ſto da che era ſtata artificialmente fe
a bere, e che durante tutto il tempo condata, veniſſe liberata dalla prigio
dell'arreſto tenne preſſo di ſe la chia nia della ſtanza. Intanto ſeguitava .
ve che ſerrava la ſtanza. Nel tredi ad intumidire di più il ventre, e ſef
ceſimo giorno da che la cagna era - ſanta due giorni dopo l'iniezione del
chiuſa , diede ella non equivoci ſe ſeme la cagna divenne madre di tre
gni di cominciare ad andare in eſtro, figliuoletti aſſai vivaci, due maſchi,
come appariva da una ſpecie di gon e il terzo femmina, che nelle fattez
fiamento nelle parti eſterne della ge ze , e nei colori raſſomigliavano ad
nerazione , e da un tenue ſcolo di eſſa madre non ſolo , ma anche al
ſangue che da eſſe gemeva. Nel gior maſchio che ſomminiſtrato avea lo
no venteſimo terzo proſeguendo ella ſperma. (ſarà continuato. D
ſempre più a dare evidenti contraſ
ſegni d'eſſere al ſalto , fu tentata ſu
di lei la fecondazione artificiale a que
ſto modo . Il noſtro Autore trovan P A D O V A .
doſi avere nel tempo ſteſſo un giova
ne cane della medeſima razza, que
ſti per via di una emiſſione ſpontanea
gli fornì diecinove grani di ſperma, Corſo ragionato di letteratura Gre
che ſenza indugio vennero injettati ca , oſſia ſcelta delle migliori produ
dentro alla matrice della cagna, me zioni de'Greci Autori traſportate nel
diante una ſottile appuntata ſiringa, la favella Italiana , e accompagnate
introdotta nell'organo femminile. E' da oſſervazioni , e ragionamenti cri
ſiccome il calor naturale che ha lo tici dall'Ab. Melchior Ceſarotti PP.
ſperma quando negli animali a ſangue di lingua Greca , Secretario dell'Ac
caldo tragitta dal maſchio alla fem cademia di ſcienze, lettere, ed arti di
mina può eſſere una condizion neceſ Padova e ſocio delle regie Accademie
ſaria al buon ſucceſſo della feconda di Padova, e di Mantova. Parte pri
zione, così aveva egli avuta la pre ma eloquenza oratoria tomo I. orato
r3
Io9
ri propriamente detti 1781. Nella ſtam dagli ſcrittori nel dirozzare ; e nel
peria Penada inl 8. ridurre a pulimento le lingue vive ,
all'avere le varie nazioni dell'Euro
Il titolo del preſente libro annun pa ſcoſſo il giogo della imitazione,
zia toſto il pregio della intrapreſa, e molto più alla novella filoſofia per
e 'l nome dell'illuſtre Autore dee o cui ſi ceſsò di venerare tanto Plato
far concepire a chiunque buona fi ne, e Ariſtotele. Ceſſata a quel mo
ducia della eccellenza della opera . do la prima neceſſità d'immergerſi in
In un ſecolo enciclopedico, nel qua un pelago così vaſto incominciarono
le quanto più dilataſi nella ſuperficie gli uomini letterati ad eſſer paghi del
la letteratura, altrettanto ſcapita nel le verſioni dei Greci ſcrittori. Ma ſic
la profondità, in un ſecolo, nel qua come non tutte ſono degne di pregio,
le ogni picciolo umaniſta ſi fa lecito quindi è, che l'Autore ſi propone di
di pronunziar ſentenze, e di filoſofa eſporre allo ſguardo, e alla intelli
re ſu i Greci ſcrittori ſenza conoſcer genza comune lo ſpettacolo della gre
li , in un ſecolo finalmente nel quale ca letteratura con una ſerie di giudi
non è ſperabile, che ſorgano in quan zioſe traduzioni atte a mettere nel mi
tità i Poliziani , i Calcondili, i La glior lume poſſibile tutto il merito degli
ſcaris, ed altri tali uomini atti a ſcor originali. Siccome però il Sig. Abate
gere da loro ſteſſi le attiche bellezze Ceſarotti da uomo ſpaſſionato, ed in
ne'propri fonti, era purtroppo neceſſa genuo non crede , com' altri millan
rio, che una mano maeſtra ſi adope tano tutto oro fino ciò che leggeſi
raſſe in così fatto lavoro. Il Sig.Ab. ne' Greci volumi, ſi limita perciò a
Ceſarotti era dunque uno di quei po traslatare ciò ch'egli ſtima che ſia il
chi, che poteva addoſſarſi un tal ca più bello delle Greche produzioni con
rico , e lo ho molto bene eſeguito. farne rilevare nel tempo ſteſſo i di
Premette egli al ſuo libro un ragio fetti, acciò i ſuoi legitori non riman
namento preliminare, in cui da filo gano ingannati, nè s'imbevano di pre
ſofo più che da filologo eſpone le vi giudizi . Ma avvegnache una nuda
cende della Greca favella così nel ſuo verſione non ſarebbe baſtevole a far
lo nativo, come nell'antica Roma, le internare chi legge nella indole del
cagioni della decadenza della medeſima le opere, pone egli a ſindacato gli
e il ſuo riſorgimento nella Italia. Paſſa ſcrittori medeſimi dipingendone con .
indi a dimoſtrare, in qual guiſa s'in ragionamenti ſtorico - critici i coſtu
tiepidì preſſo gli uomini di lettere quel mi , e facendo rilevare così i pregi
fervore che ne'due ſecoli dopo la riſto come i difetti dei medeſimi. Per ciò,
razione de'Greci ſtudi eraſi acceſo per che ſpetta al metodo delle verſioni ei
un sì dotto idioma , ſino a divenire ſi proteſta di non voler ſeguire in .
com' è preſentemente , una sì fatta eſſe i rigori grammaticali, ma per
applicazione il retaggio di pochi. Ciò far meglio conoſcere i ſuoi ſcrittori
attribuiſce egli alla cura adoperata ſiegue le tracce di Cicerone, del Po
Pe
l Io
pe, e di altri, i quali ſi diportarono tre , i quali hanno dato occaſione agli
in così fatti lavori da filoſofi, non ſcrittori di attribuire al primo alcuni
da pedanti. Il preſente volume con fatti degli altri. Non ſi moſtra inol
tiene le aringhe ſcelte degli oratori tre gran fatto alieno dal credere, che
forenſi, o politici, ommeſſo Demoſte le orazioni, le quali portano in fron
ne, che ſi ſuppone abbaſtanza noto. te il nome di Antifonte fieno lavoro
Sono eſſe due di Liſia, la prima per di qualche ſofiſta de ſecoli baſſi; tan
la ucciſione di Eratoſtene , e la ſe to gli ſembrano ſofiſtiche, piene di fred
conda per l'Invalido; tre d' Iſocrate de ſottigliezze, e di giuochi d'inge
la prima intorno alla pace, la ſecon gno, e sfornite di qualunque buona
da per la reſtituzione di Meſſene e la qualità ; e ciò ad onta degli elogi
terza per la eredità di Traſiloco ; e che ne fanno i Grammatici , i quali
l'apologia di Socrate compoſta da Pla non ſono poi ſempre giudici così aſ
tone, e traslatata molto elegantemen ſennati, come ſi vantano. L'unica,
te nella noſtra favella da Monſignor ch'ei crede doverſi al vero Antifon
Flangini uditore della ſacra Rota Ro te attribuire è l'aringa per la ucci
mana, il quale allo ſtudio della giu ſione di Erode , della quale riporta ,
riſprudenza aggiunge il corredo di al un buon pezzo , e la reputa degna di
tre nobili facoltà, e ſmentiſce col fat qualche pregio , benchè conchiuda ,
to le pregiudicate opinioni di alcuni che ſcorgaſi in eſſa piuttoſto il dici
ſeguaci di Aſtrea , che vorrebbero tore ſenſato , che 'l grande oratore .
sbandita dal foro ogni eleganza , e Siegue il ragionamento ſopra Andoci
ſcientifica cognizione . Sono le anzi de di cui, eſpoſti che ha l'Autore i
dette aringhe fregiate di utiliſſime an fatti della vita, forma un molto af
notazioni , e maſſimamente l'apolo ſennato giudizio attenendoſi al pare
gia di Socrate , alla quale premette re di Plutarco, il quale deciſe, eſ
l'Autore le notizie del detto Socrate ſere lo ſtile dell'anzidetto oratore o
e fa ſuccedere copioſe oſſervazioni , ſemplice , e ſenz'apparato ed orna
nelle quali rileva i falli commeſſi da menti di figure, il che per altro ( tol
Platone nell'apologia , e ponendone tane una delle aringhe D degenera nel
in viſta le bellezze fa , che ci venga vizio della ſoverchia ſterilità . Con
no i lettori giuſti eſtimatori dell'ope ferma l'Autore i ſuoi detti colle pro
ra ſenza imbeverſi di pregiudizi. Sie ve producendo vari pezzi dell'arin
guono i ragionamenti critici ſu gli ga ſopra i miſteri , in uno de'quali
oratori, ne' quali campeggiano l'eru fa vedere quanto Andocide rimanga
dizione, il giudizio, e 'l buon guſto al di ſotto di Cicerone, il quale trat
del noſtro Autore. Precede tutti gli tò tanto degnamente lo ſteſſo argo
altri quello ſopra Antifonte, il primo mento nella ſua orazione per Aulo
fra' Greci, che laſciò monumenti del Cluenzio. Molto più che ſu gli anzi
la ſua eloquenza. Separa il Sig. A b. detti, ſi dilunga l'erudito Autore ,
Ceſarotti l'Antifonte retore da altri nel ragionamento ſopra Liſia, ſiccome
ſog
I l I

ſoggetto di quelli aſſai più meritevo dei ſoggetti, che formano una perpe
le. Riportata, che ne ha brevemen tua ſcuola di morale , e di vera po
te la ſtoria della vita diſcende ad eſa litica, per la giudizioſa trattazione,
minarne la facoltà oratoria. Ei ſi ſot diſpoſizione, e ſviluppo degli argomen
toſcriverebbe di buon grado agli elo ti, per la nobiltà, ed elevatezza del
gi, che fanno gli antichi retori di le ſentenze , per la coſtante ſplendi
Liſia, ch' eſſi commendano altamente dezza , e dignità del ſuo ſtile che ,
per la purità , per la veracità e per ſembra, dic'egli, accoſtarſi più alla
una certa grazia, e vivezza ſempli natura eroica, che alla umana. Per
ce, e naturale, ſe tutte le aringhe del tutte queſte parti ei lo antepone al
medeſimo foſſero come quella per la tamente a Liſia, e a tutti gli altri
ucciſione di Eratoſtene della quale fa ſuoi ſimili . . . . Ma conſiderando il
rilevare, anzi guſtare con molta mae ſuo ſtile a parte condanna l'ecceſſo,
ſtria le varie bellezze , e fa vedere e la ricercatezza degli ornamenti, l'
in qual guiſa ſapeva quell'oratore affettazione e l'uniformità del nume
nelle cauſe pubbliche , e grandi ſol ro rinfiancato a quando a quando di
levarſi, e dimoſtrar vigore , e acri fraſi ozioſe , e la ſazievolezza delle
monia, e talor anche affetto e gran figure ſimmetriche , e corriſpondenti
dezza. Ma non eſſendo quell'orato nel ſentimento e nel ſuono ..... Ma
re ſempre uguale a ſe ſteſſo non può parlando in generale non può negar
il noſtro Autore approvare in tutto ſi, che Iſocrate non pecchi talora nel
i ſentimenti di quei retori . Affinchè ſoverchio, nel ricercato, nel puerile....
per altro abbiano i giovani ottimi mo Ma per far ſentir meglio le qualità
delli ei coglie dalle aringhe di Liſia e le mancanze , che caratterizzano
il più bel fiore. Merita di eſſere in Iſocrate può dirſi, che in lui ſi tro
teramente letto il ragionamento ſo va più ingegnoſità, che naturalezza,
pra Iſocrate; tanto è aſſennato, e più compoſtezza, che agilità, più ſen
tanto eſatti ſono i giudizi, che qui tenze, che ſentimenti, più leggiadria,
vi ſi pronunziano . Non permetten che grazia, più d' ampiezza, che di
doci il noſtro iſtituto di farne una re convenienza , più di ſplendore , che
lazione ci contenteremo di darne un di calore, più di aggiuſtatezza che ,
ſaggio riportando alcune parole dell' di gravità , più di maeſtà , che di
Autore, il quale dopo aver deſcritto forza. Proſiegue indi a fare altre giu
la vita , e i coſtumi dell'oratore e dizioſe rifleſſioni , e a confermarle ,
dopo aver riportato i ſentimenti di al con eſempi tratti dall'accennato ora
cuni valentuomini ſulle opere del me tore, fra quali ſono rimarchevoli un
deſimo così ſi eſprime . Dionigi d'Ali lungo pezzo dell'Areopagitica, e la
carnaſſo forma ſopra Iſocrate una cri perorazione dell'aringa per quelli di
tica più accurata , e piu giuſta ( e Platea. Brevemente ſi sbriga d'Iſeo,
intende di quella fatta dal Fenelon ) il quale occupoſſi unicamente nel trat
Egli lo eſalta alle ſtelle per la ſcelta tar cauſe private , e non ci laſciò
coſe
I I2

coſe molto rilevanti riſguardo agli lo la eccellenza del primo, ma le ra


argomenti, che maneggiò in guiſa . gioni eziandio, che lo aſſiſtevano nel
che potrebbe la noſtra età contrap le aſpre conteſe, ch'ebbe con quello
porgli agevolmente cauſidici non in che è riputato il principe della Greca
feriori . Pone nel ragionamento ſe eloquenza. Iperide, delle cui 5o.ora
guente a ſindacato l' unica aringa , zioni ſi compiange con ragione la .
che ci rimane di Licurgo dopo aver perdita per gli elogi , che ne forma
dichiarato , l'oratore in quello ſem Longino , compariſce anch'egli nel
brargli meno riſpettabile del cittadi tribunale del Sig. Ab. Ceſarotti , ed
no . Prova egli il ſuo aſſunto dimo ha motivi da partirne ſoddisfatto pe”
ſtrando cogli eſempi alla mano non molti encomi , che dal medeſimo ſi
iſcorgerſi in Licurgo idee molto ret fanno della ſua facondia . E' dubbio
te, nè convenienza, nè caſtigatezza ancora ſe l'aringa contro Ariſtogito
di ſtile, benchè abondi di veemenza, ne ſia , come ſuppone il Reiskio, par
e di facondia, ed abbia di quell'ar to d'Iperide. L'Autore, benchè non
monia, che era tanto propria della . decida nulla ſu queſto articolo non ,
ſcuola d'Iſocrate . Chiude il noſtro la crede ciò non pertanto opera di
Autore la giudizioſa ſua critica con , un qualche ſofiſta, e ne riporta alcu
due ſtupendi frammenti di Licurgo ni pezzi, i quali propone a ſuoi leg
tratti da due aringhe ſmarrite del me gitori ſiccome ottimi modelli. Produ
deſimo. Piacevole oltremodo è il ra ce in ſeguito alcuni frammenti, che -
gionamento ſopra Eſchine per li vari ſono certamente lavoro di quell'ora
argomenti, che qui vi maneggia l'Au tore , e ne fa rilevar le bellezze .
tore togliendone la opportunità dall' Giudizioſe ſono ancora le rifleſſioni ,
aringa del medeſimo contro Timar che fa ſopra Demade, con cui chiu
co. Si diffonde inoltre moltiſſimo nel de il preſente libro, e deſta ne'letto,
paralello fra Eſchine, cºl ſuo avver ri il deſiderio della continovazione ,
ſario Demoſtene , e fa vedere non ſo di un'opera cotanto utile.
Num. XV. 1782. Li 13. Aprile

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A . ceſſariamente congiunta. Il monaſte


ro pertanto, che ora s'imprende ad
illuſtrare, mancava tuttora, per quan
Rerum Pompoſianarum hiſtoria mo to celebre foſſe, ed antico, della ſua
numentis illuſtrata, auctore D. Placi ſtoria ; e l'occaſione , che ebbe di
do Federicio Monacho, G5- Lectore Ca trattenerſi il noſtro Autore per alcuni
ſinate. Tomus I. Romae 178 1. apud anni in Ferrara, fu quella, che det
Antonium Fulgonium ; in 3. Si vende togli il penſiero, e la vaghezza di fa
preſſo Giulio Barluzzi libraio a Paſ re , che eſſo non foſſe da meno di
quino all'inſegna di Pallade . Ar tant'altri , a quali non mancarono
ticolo I.
diligenti, e celebri iſtorie. Appunto
è preſentemente anneſſo al Benedet
tino monaſtero di Ferrara l'antico ,
L'opera, che annunciamo, è me e già abbandonato monaſtero di S. Ma
ritamente dedicata al regnante ſommo ria della Pompoſa , di cui però e l'
Pontefice PIO VI. Alla dedica ſucce abitazione, e il tempio ancora ſuſſiſte
de una lunga , e ragionata prefazio nel vicino territorio di Comacchio .
ne, nella quale il dotto , ed erudito Ha potuto quindi il P. Federici con
Padre Lettore Don Placido Federici - ſultare , e traſcrivere nell' archivio
moſtra le notizie, e i vantaggi, che del ſuo monaſtero in Ferrara tutti i
a larga mano ſi ritraggono dai monu monumenti diplomatici , che gli ap
menti , che negli archivi ſi racchiu partengono, e ſulla faccia dello ſteſſo
dono . Sono appunto queſti i ſoli , antico monaſtero riconoſcere tuttora
che nel buio de ſecoli ci poſſano ad ſuſſiſtenti vari altri monumenti , de'
ditare lo ſtato , e la condizione de' quali egli ha fattº uſo, e noi pure a
monaſteri, i quali ne'tempi di mez ſuo luogo ragioneremo. Queſto 1. vo
zo nacquero, e fiorirono, e fornir lume pertanto è diviſo in ſei libri .
ci quindi di ogn'altra nozione di cro Il primo libro è ſuddiviſo in tre dia
nologia, di legislazione , di diſcipli tribe . L'oggetto della prima è di
na, e di ſtoria, che a quelli va ne moſtrare qual foſſe l'antico ſtato dell'
P iſola
iſola Pompoſiana, e de luoghi adia e dopo di aver rintracciata la più ve
centi. La ſeconda tende a porre ſot riſimile ubicazione di queſti luoghi,
to degli occhi lo ſtato sì dell'iſola , ſtabiliſce i confini dell'iſola, ne for
come de luoghi ſuddetti ne' tempi di ma quella carta corografica, che ſi è
mezzo. La terza finalmente è diretta detta, e ſopra ciaſcun luogo ſi ferma
a far conoſcere lo ſtato preſente. Per a ragionare, e i vari porti in iſpecie
ciò ciaſcuna diatriba è corredata del - di quell'età opportunamente illuſtra .
la ſua corriſpondente tavola corogra Minor fatica al noſtro Autore ha co
fica, in cui i ſiti, e i nomi di quelle ſtata la deſcrizione dello ſtato preſen
terre vengono colla più accurata di te di queſti luoghi, e perciò la tavo
ligenza regiſtrati . Rimonta il noſtro la corografica è tale, quale la faccia
Autore ai tempi de' Tirreni, o fieno attuale del ſuolo la eſebiſce allo ſguar
Etruſchi per moſtrare , qual foſſe il do di tutti; ond'è , che ſia anche a
più antico, e conoſciuto ſtato di que” concepita co' nomi, che ora corrono
luoghi. L'antica Adria è quella, che a tenore del volgare noſtro idioma .
formava la popolazione più ſignifican Deſcrive inſieme lo ſtato attuale del
te di quella adiacenza; ſiccome era , monaſtero ; preſenta il diſegno degli
pure città non diſpregevole dall'altro antichi ſuoi ruderi , ed il proſpetto
eſtremo della regione circumpadana , del palazzo pretorale, e riferiſce per
la città di Comacchio. Di queſte cit fine alcuni monumenti inciſi in mar
tà, del fiume Po, e de' ſuoi vari ra mo , che ivi tuttora ſi conſervano -
mi ſi parla quivi colla maggiore eſten Con ciò ſi fa ſtrada il noſtro Autore
ſione, e quindi ſi comincia ad eſpor a ſcrivere quella ſtoria accurata, che
re, e ad illuſtrare partitamente cia egli ſi è prefiſſa , di queſto antico ,
ſcun luogo, che tra queſte due città e celebre monaſtero ( ſarà continua
deſcriſſe così accuratamente Plinio nel to . )
la ſua ſtoria . E' in ſeguito di ciò ,
che egli dietro alle luminoſe tracce o
del celebre Canonico Mazochi di Na M O D E N A .
poli ci ſpieghi, ed illuſtri i ſettima
ri, o ſieno i ſette alvei, o foci del
Po, che ſono Padoa, Spinetico, Ca Diſſertazioni di fiſica animale, e ,
praſie, Sagi, Olane, Carbonaria, e vegetabile dell'Abate Spallanzani re
le foſſioni Filiſtime. Imbarbarirono indi gio profeſſore di ſtoria naturale nell'
i tempi, e la barbarie cambiò in gran univerſità di Pavia ci c. 7'omo II. In
parte gli antichi nomi de'luoghi; ond' Modena 178c. preſſo la ſocietà tipo
è, che una nuova geografia Longo grafica ; in 8. Art. III. ed ult.
bardica ci ſomminiſtrino le carte de'
contratti, eſiſtenti negli archivi. Da
queſte pertanto ha il noſtro autore ri La terza ed ultima diſſertazione o
cavato queſte nuove nomenclature » verte tutta intorno alla generazione
di
- I 15
di diverſe piante , per iſcoprir me dell'arte ſi foſſe impedito che la pol
glio la quale il noſtro Autore vi ha vere degli ſtami aveſſe agito ſu i pi
fatto ſopra quelle minute, e dilicate ſtilli. Concioſiacchè ſe la coſa ſucce
analiſi, che inſtituite aveva ne' ſuoi duta foſſe così, egli ſarebbe ſtato chia
amfibj. E ſiccome l'ovaja di eſſe (che ro che gli embrioni non avrebbero
ſappiamo eſſer ſituata dentro la baſe appartenuto al pulviſcolo , ma all'
de'piſtilli de' fiori ) doveva eſſere l'og ovaja. Ciò poteva conſeguirſi per tre
getto precipuo di ſue ricerche, così maniere, o recidendo le antere innan
a meglio ſorprendere, ſe gli era poſ zi che la loro polvere caduta foſſe ſu
ſibile, la natura ſul fatto, ſtimò op i piſtilli : e queſto tentativo avea luo
portuno l'eſaminare queſt'organo in go in quelle piante , i cui fiori ſono
tre tempi diverſi, cioè nel tempo che ermafroditi, cioè che uniſcono i pi
precede, nell'altro che accompagna , ſtilli, e gli ſtami: o levando via acer
ed in quello che tien dietro alla fecon bi i fiori maſchi oſſieno i ſtami da .
dazione , o ciò che torna lo ſteſſo, quelle piante che portano ſeparatamen
all'aſperſion del pulviſcolo . Egli è te ſul medeſimo individuo fiori ma
adunque per ſe chiaro che a conſegui ſchi , e fiori femmine : o da ultimo
mento di ciò ei doveva viſitare l'ova tenendo lontani i fiori maſchi dai fio
ja quando i fiori delle piante che pren ri femmine, coſicchè non poteſſe ca
deva a ſoggetto delle ſue indagazio dere ſoſpetto che la polvere di quelli
ni, erano anche chiuſi , quando era ſi foſſe avvicinata a queſti: e l'eſpe
no di freſco aperti ( ſuccedendo in rimento doveva farſi ſu quelle pian
quel tempo la fecondazione), e quan te , che portano due qualità d'indi
do eran caduti. Così effettivamente vidui, altri maſchi, oſſia provvedu
adoperò in tre piante diverſe , che ti unicamente di ſtami, altri femmi
furono la volgare gineſtra, le fave, ne o vogliam dire forniti ſoltanto di
e i piſelli . Le conſeguenze furono piſtilli . Tutti e tre queſti tentativi
che gl'invogli delle ſemenze appa furono intrapreſi ſu d'una moltitudi
rivano prima della fecondazione , ne di piante, e i riſultati finali furo
oſſia del cader del pulviſcolo, ma la no ſempre, che independentemente ,
piantina, e i lobi apparivano dopo . dal pulviſcolo ſi manifeſtavano al do
Stando adunque alle prime apparenze vuto tempo nell'ovaja delle piante ,
ſembrava che la piantina apparteneſſe gli embroni. Anzi ſcoperſe l'Autore
originalmente piuttoſto al pulviſcolo, di più che tali embrioni oſſieno ſemen
che all'ovaja . Ma d'altronde non . ze in alcune piante giungevano a ma
eſſendo la coſa ſicura volle l'Autore turità, e che affidate alla terra naſce
chiarirſene col rivolgerſi ad interro vano , ſiccome manifeſtoſi in alcune
gar la natura d'altra parte . Queſto ſpezie di zucche, nella canape, e ,
era di vedere ſe dentro all'ovaja ap negli ſpinaci. Per renderſi poi ſicuro
parivano o nò gli embrioni , e ſe ma che il pulviſcolo degli ſtami non ave
turavano ogni qualvolta che col mezzo va agito ſu tali piante , egli usò le
P 2 più
r I 16 -

più ſcrupuloſe cautele , fino a chiu mano a queſta terza Vercelleſe per
derle nel tempo della fioritura dentro contentare le domande che ne veni
a bocce di vetro , per cui veniva , van fatte da ogni parte. Sarebbe dun
conteſo l'ingreſſo all'aria eſteriore - que ſuperfluo che noi entraſſimo nell'
In grazia di queſte molte ſperienze, analiſi di un'opera fu di cui il pub
e tutte coſpiranti trovoſſi fondato il ico ha già pronunciato fin dall'an
noſtro Autore ad inferire, primo che no 1756. , in cui eſcirono quelle due
quantunque moltiſſime piante abbiſo prime edizioni di Roma, una per le
gnino per la fruttificazione dell'azion ſtampe del Salvioni, e l'altra per quel
del pulviſcolo , ſiccome è ſtato pro le del Rotili ; e tanto più ſuperfluo,
vato da più Botanici, ve n' ha però quanto che il giornale de letterati d'
altre diverſe che ne poſſono far ſen Italia che ſtampavaſi in quel tempo
za: ſecondo che non ſuſſiſte in gene in Roma per i fratelli Pagliarini, ne
rale il famoſo ſiſtema del ſeſſualiſmo diede ſin d'allora un eſtratto molto
nelle piante , ſtabilito in apparenza , più efteſo, ed adequato di quello che
ssì bene dal celebre Linneo, ed ab i noſtri riſtretti limiti ci permettereb -
bracciato dall'univerſale de' Botanici. bero ora di fare. Contentiamoci aduu
Queſte ſono notizie, che tutte dob que in luogo di ogni noſtro eſtratto,
biamo al talento, ed alla inſtancabi e di ogni noſtro giudizio di quì ri
lità del ch. Sig. Spallanzani. cordare il principio del mentovato
eſtratto del giornale de letterati d'Ita
V E R C E L L F . lia , che preſenta appunto il princi
pal carattere, e il primario pregio di
Il Paradiſo riacquiſtato del Conte queſto ſagro poema Italiano . Queſto
Giuſeppe Laviny de'Conti di caſtel poema ( così il detto giornale ) con
Lavinio e di Ferrero , Patrizio Ro trappoſto al Paradiſo perduto di Gio
mano , Vercelleſe , e della città di vanni Milton celebre Ingleſe, è con
San Severino . Terza edizione rive tenuto in 12. libri . Con queſto ha
duta, e ritoccata in vari luogi dall' fatto vedere ben chiaramente il Sig.
autore . Per Giuſeppe Panialis ſtam Conte Laviny quanto ſublime può ren
patore di ſua Eminenza, e dell'Illu derſi un ſagro poema , ſenza andar
ſtriſſima citta . 178o. tomi 3. in 4. mendicando dalle favole, e dalle ſtol
Si vende da Gregorio Settari al corſo tezze del gentileſimo le immagini, e
all'inſegna di Omero. gli ornamenti . Ancora non avevamo
in lingua 7'oſcana un lungo, e intie
al giudizio abbia formato il pub ro poema che tutto ſagro poteſſe vera -
blico di queſto fagro poema epico del mente chiamarſi. La letteraria repub
Sig. Conte Laviny , lo moſtra abba blica è debitrice di queſto al Sig.Con
ſtanza il pronto ſpaccio delle due pri te Laviny, il quale con un'immenſa
me edizioni Romane del medeſimo, e fatica ha dimoſtrato la ſua erudizio
il biſogno che vi è ſtato di metter ne e nella ſagra ſcrittura, e ne ſan
ti
I 17
ti Padri, e nella ſagra eccleſiaſtica e i più ſenſibili effetti del fluido elettri
ſtoria , dai quali puriſſimi fonti ha º co, gli elementi del fuoco e della lu
preſo le immagini più ſublimi, e più ce, i corpi idio - elettrici e non idio
belle. L'azione principale del poema elettrici, gli effetti dell'elettricità ar
è il riacquiſto del Paradiſo celeſte , tificiale, e di quella della turmalina,
dopo la perdita che ne avea fatto l' l'eſperienza di Leida, l' elettroforo,
uomo per lo peccato & c. Aggiungia i terremoti , i vulcani, i fuochi fa
mo ſolamente, ciò che non potea di tui, i temporali, il tuono, le trom
re il giornale de letterati, cioè che be marine, la grandine, il magnetiſ
queſt'edizione ſupera le precedenti mo, l'influſſo dell'elettricità, e del
tanto nella forma , la quale è niti magnetiſmo ſugli animali e ſulla ve
diſſima, e veramente degna della ri getazione, l'elettricità del ſole, de'
putazione de'torchi Vercelleſi , quan “pianeti, delle comete, della luce zo
to per la materia, la quale ha rice diacale, e dell'aurora boreale. Il Sig.
vuto dal dottiſſimo Autore molte im de la Cepede non dice nè può ora
portanti correzioni , e molti notabi mai dire niente di nuovo ſu di queſti
li miglioramenti. argomenti. Ma egli ha il ſegreto di
colorire ſi vivamente le idee altrui,
ch'egli faſſele in certo modo ſue.
P A R I G I . Diamone un ſaggio, riportando un .
tralcio della ſua memoria ſu i fuochi
fatui. , Vi ſono , dic'egli, alcune o
Eſſai ſur l'electricitè naturelle, 6. , pianure aſſai baſſe e mezzo anne
artificielle cº-c. Saggio ſull'elettricità , gate, nelle quali il fangoſo terre
naturale, ed artificiale del Sig. Com , no quaſi ſpariſce tutto ricoperto da
te de la Cepede colonello nel circolo ,, un vegetabile fradiciume. L'acqua
della Weſtfalia, e membro di molte », immobile vi ſtagna in mezzo ai
accademie. AVella ſtamperia di Mon , giunchi, e ad altre piante paluſtri;
ſieur, e ſi trova preſſo Didot il gio , l'aria denſa e craſſa ivi è ſempre
vine , Durand, Marigot, e Barrois. », impregnata di umide, e lente eſa
1781. 2. vol. in 8. , lazioni. Da queſti ſiti i viaggiato
», ri hanno ſovente veduto ſorgere
», alcuni leggieri fuochi , i quali ,
L'opera che annunciamo merita di », ſpandendo all'intorno un'incerta ,
eſſere accolta con applauſo dal pub , luce, e prendendo dinanzi alla lo
blico non ſolo per l'importanza, ed ,, ro immaginazione mille differenti
amenità della materia che vi ſi trat », aſpetti, parevano fuggire dinanzi
ta, ma ancora per la filoſofica elo ,, a loro , alcune volte inſeguirli ,
quenza dello ſtile , in cui è ſcritta . », fermarſi, per poi tornare a fuggi
Deſſa è diviſa in ſedici memorie, le ,, re o ad inſeguirli di nuovo. Simili
quali hanno per oggetto la natura, e », fuochi ſono anche comparſi intor
33 I10
592 no ai cimiteri, luoghi naturalmen s, ſa fiſica che tanto abbatte l'uomo,
.99 te umidi, e carichi di avanzi di oo e la maggior parte del quadrupedi,
3.9 corpi organizzati.... L'immagina 32 produce un effetto intieramente ,
so o zione fatta per nudrirſi di ogni ſor diverſo ſugl'inſetti, i peſci, e gli
33 ta di oggetti, e per traviſarli a . anfibi, i quali per l'oppoſto com
99 ſua voglia non ha veduto in que pariſcono più leggieri , e più vi
25 ſti innocenti ſplendori ſennonche e vaci di prima . Non volano mai
39 ſpiriti malefici, fantaſmi, e ſpet gl'inſetti con maggiore rapidità e
3 o tri. Non ſi è più parlato ſennon vigore, nè mai ronzano con mag
53 che con iſpavento , e fremito di gior forza, che allorquando ſi pre
5 o queſti innocenti fenomeni, che la para a ſcoppiare un temporale .
- 9.9 natura avea forſe deſtinati ſoltan Nel momento appunto, in cui l'
5.9 to a diminuire l'orrore di quei luo orizzonte tutto appariſce ammanta
93 ghi ſolitari, ove più ſovente com to di denſi e neri nuvoloni , e
9.9 pariſcono , a rallegrare col loro che il tuono comincia a far ſenti
59 dolce chiarore i ſtanchi, e rattriſtati re le ſue rombe, ſi veggiono cor
33 viaggiatori, a illuminarli, benchè rere più veloci, e più liete le ſtra
3,9 debolmente, in mezzo alle più fol ſcicanteſi chiocciole , e ſi odono
9.3 te tenebre, e a depurare l'aria ,
5 9 corrotta dalle più nocive eſalazio Ces inſectes rampans qui ne vi
3.9 ni . Si è perſino giunto ad attri vent qu'a dèmi
2.9 buir loro quei ſiniſtri accidenti che
a9 poſſono eſſere accaduti ad alcuni, 92 in mezzo ai fangoſi maraſſi, ove ,
9.3 che ſpinti da una troppo ardente 9.2 ſoggiornano , ſibilare e gracidare
29 curioſità d'inſeguirli, ſi ſono inav 2.9 con più vigore che mai . Eſcono
29 vedutamente ingolfati in ſiti pa 35 allora i peſci dai loro cupi abitu
-2 ludoſi, e ſpeſſo ripieni di precipi 99 ri, e i moſtri marini , abbando
23 zj &c. ,, Non meno eloquente è 32 nando le loro proforde grotte ,
il principio della ſua memoria intorno 93 ſaltellano vigoroſi ſul dorſo delle
l'influſſo dell'elettricità ſugli anima 35 onde. I peſciolini medeſimi de'no
li. , Allorquando, dic'egli, il flui 95 ſtri fiumi ſi vedono allora guizza
5.9 do elettrico ſi trova ſquilibrato nell' 9.3 re allegramente ſulla ſuperficie del
so2 atmosfera , tutti gli animali dan 3a le loro acque native, e ſcherzar
92 no ſegni di provare dentro di ſe , 95 vi con vivacità, e leggereza. Che
º, una nuova ſenſazione. L'uomo e 35 ſe ci traſporteremo verſo quei ma
55 i quadrupedi cedendo , per così 99 ri dell'ultimo ſettentrione ricoper
sob dire, al potente influſſo di quel flui 55 ti d'immenſi maſſi di ghiaccio e ,
22 do, ſi aggravano e ſi avviliſcono, -2 di neve , potremo facilmente ve
99 e quaſi oppreſſi da un nuovo pe 5 o dervi, all'avvicinarſi di un tem
3» ſo, ſembrano annoiati della loro .39 porale, le giganteſche foche sbu
22 eſiſtenza. Ma queſta medeſima cau 3o care quel coperchio di ghiaccio ,
3, che
I I

, che le teneva come imprigionate e che queſta ſcoperta, la quale asi


», nel fondo , ſcagliarſi ſu quelle o te far epoca nell'arte della pittura ,
, ſpiagge, e ſaltellarvi e ſtraſcinarviſi non è in verun conto mentovata ne
,, piene di un nuovo vigore , e di gli epitaf, tuttora eſiſtenti di Giovan
», una nuova vita , . ni, e di Eberto Van - Eick , e che
il Vaſari deſcrive la ſtoria di queſta
ſcoperta in una maniera ſi poco ve
L O N D R A . riſimile , che non è poſſibile di pre
ſtargli fede. Non contento però il Sig.
Raſpe di queſti argomenti negativi,
A critical eſſay on oil painting & c. paſſa in ſeguito a provare che real
Saggio critico ſulla pittura a olio del mente la pittura a olio ſia ſtata cono
Sig. R. E. Raſpe. Preſſo Cadell 178o. ſciuta molto tempo avanti di quei due
tra 4. artefici Fiamminghi, ai quali accorda
il Vaſari l'onore della prima inven
zione . Egli cita a queſto propoſito
Si crede generalmente che la pittu due manoſcritti della biblioteca del
ra a olio ſia ſtata inventata da Gio collegio di Cambridge, gli autori de'
vanni, ed Eberto Van - Eick, cele quali ſono un certo Teofilo Presbite
bri pittori Fiamminghi, che fiorirono ro, ed un certo Eraclio , che ſi ha
nel principio del ſecolo XV. Queſta gran fondamento di credere che ab
opinione, che ha regnato placidamen biano viſſuto nel ſecolo X., e che a
te per lo ſpazio di quaſi 3oo. anni, fanno eſpreſſa menzione dell'uſo che
ſi trova ora nel caſo di molte altre, vi era a lor tempo di dipingere le ,
di avere cioè un contradittore. Que porte di roſſo con olio di lino. Ma,
ſti è il Sig. Raſpe, il quale riguarda ſecondo il noſtro Sig. Raſpe, uno de'
queſt'opinione come un errore adotta più concludenti argomenti che la pit
to ſenza rifleſſione , e ſenza prova - tura a olio foſſe conoſciuta molto pri
Egli oſſerva che il Vaſari ch'è ſtato ma dei Van - Eick ſi ricava da un .
il primo ſcrittore il quale abbia attri ordine di Arrigo III. Re d'Inghilter
buito queſta ſcoperta a quei due arte ra , riportato dal Sig. Walpole ne'ſuoi
fici, e che vivea 15o anni dopo di aneddoti di pittura , e diretto al ſuo
loro, non ne dà altra prova ſennon teſoriere e ai ſuoi ciambellani , per
che le loro piutture a olio , ed un' ingiunger loro di pagare ad un certo
incerta e vaga tradizione. E' coſa ſin Odo orefice, e al di lui figlio la ſom
golare , dice il Sig. Raſpe , che gli ma di 1 17. ſcellini, e io. penni per
iſtorici, ed annaliſti tanto Fiamminghi l'olio, la vernice e i colori da loro
che Olandeſi , i quali han preceduto adoperati nel dipingere una camera ,
il Vaſari , non abbiano mai penſato del real palazzo di Weſtminſter. Ec
di attribuire ai loro nazionali una . co dunque la pittura a olio già cono
ſiffatta invenzione. Si aggiunga a ciò ſciuta avanti la metà del ſecolo XIII.
In
I 269

In maggior conferma di ciò cita il re la pittura a olio ſul legno, e che


Sig. Raſpe varie pitture a olio , che oltre a ciò eſiſtono moltiſſime pitture
ſi conſervano in Inghilterra anteriori Gotiche di tal fatta, le quali ſono ſi
al ſecolo dei Van - Eick, e riconoſciu curamente più antiche del ſecolo de'
te generalmente per tali . Una delle Van - Eick. Aggiungono ſingolar pre
più celebri fra queſte ſi è un ritratto gio a queſto ſaggio critico ſulla pittu
iſtorico del Re Ricardo II. morto nel ra i due trattati mſ che abbiam di
1399. , il quale appartiene al Conte ſopra mentovati, e che dopo di eſſer
di Pembroke, e conſervaſi nella ſua ſtati naſcoſti ſinora nella biblioteca di
bella galleria di Wilton . Da tutto Cambridge, veggiono finalmente la .
ciò deduce il Sig. Raſpe che rimanga pubblica luce. Quello di Teofilo Pre
tuttora incognita la vera epoca della sbitero porta il titolo de omni ſcientia
prima ſcoperta della pittura a olio ; artis pingendi : e l'altro di Eraclio,
potendoſi ſolamente congetturare che ſcritto parte in verſi eſametri, e par
gli Egizi, i Greci, e i Romani ſienſi te in proſa è intitolato de coloribus,
molto approſſimati ad una tale ſcoper & artibus Romanorum. Si chiude fi
ta; e che la cognizione di queſt'arte nalmente l'opera con un'appendice,
ſia certamente anteriore al ſecolo, in in cui ſi da un breve ſaggio del lu
cui viſſero i Van Eick, poichè nel meu anima , produzione allegorica ,
X. ſecolo Teofilo Presbitero ci diede che viene attribuita a Farinator , il
una deſcrizione molto circoſtanziata quale vivea nel ſecolo XIV.
della maniera di preparare, ed eſegui

ºgº, e º casº, esſº Alºnsº e Seb Nº A4 a cºse º paº, AA º A4 negoal n A4 a cºnºsen

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e,


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
Num. XVI. 1782. Li 2o. Aprile f

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A. to eſcluſiva di una antecedente eſiſten


za. Queſta memoria è una lettera del
Rerum Pompoſianarum hiſtoria mo Pontefice Giovanni VII1. all' Imp. Lo
numentis illuſtrata, auctore D. Placi dovico II. , riferita dal Baluzio ne'
do Federicio AAomacho, Gj- Lectore Ca ſuoi Miſcellanei, la quale appartiene
ſinate. 7'omas H. Romae 178 1. apud all'anno 874. La ſeconda , che a
Antonium Fulgonium ; in 8. Si vende queſta tiene ſubito dietro, è una car
preſſo Giulio Barluzzi librajo a Paſ ta di donazione , che dall'archivio
quino all'inſegna di Pallade . Ar Eſtenſe avea già pubblicata il Propo
ticolo II. , ed ult. ſto Muratori. Queſte due memorie e
ſono tali , che baſtano a ſmentire il
Premeſſe le nozioni generali del Pigna, il Sardi, ed altri, che avea
ſuolo , ove trovaſi edificato il cele no dato per fondatore di queſto mo
bre monaſtero Pompoſiano , paſſa il naſtero Ugone Marcheſe di Toſcana ,
noſtro Autore a indagare nel ſecondo circa l'anno 947. , quando eſſo non
libro il tempo , in cui fu eſſo fonda fu , che un inſigne benefattore. Paſ
to. Ma quello, che avviene di mol ſa indi ad accennare altri documenti
te città , delle quali è ignota l'ori rimarcabili, quali ſono un diploma ,
gine, lo ſteſſo avviene di queſto mo di Ottone II. Imp., dal quale appa
naſtero. Chi non ama ſognare, o ven riſce, che nell'anno 98 I. era queſto
dere altrui delle pure conghietture ſi monaſtero diſtinto per molte poſſiden
reſtringe a rintracciare ſoltanto i più ze , un altro di Ottone Il 1. ſcritto
antichi monumenti, che eſiſtono , e l'anno 1oo I. , con cui lo ricolma di
comincia perciò dalle epoche puramen molti privilegi, e molte carte inſieme
te certe, e ſicure. Dopo d'avere per di contratti civili, dalle quali riſulta
tanto il noſtro Autore riferito le al no anche i nomi de' più antichi Aba
trui conghietture, ci annuncia, co ti, che ad eſſo ſopraſtarono. Fra que
me la prima menzione , che ſi abbia ſti il più celebre fu San Guidone Ra
di queſto inſigne monaſtero , non è vennate, che ſi trova prelato di queſto
più antica della fine del ſecolo IX. , monaſtero ſino dall'anno 1o io. , e o
epoca però ſempre riſpettabile, nè pun che durò ad eſſerlo per il notabile ſpa
Q zio
122

zio di 48. anni. Siccome l'accenna queſto ſanto Abate , e queſti pure
to diploma di Ottone III. fu un og torna ora a riferire il noſtro Autore
getto di gran piato tra Monſig. Giu in fondo al volume, e dietro ai me
ſto Fontanini, ed il Propoſto Mura deſimi, e ad alcuni altri monumenti
tori , de quali il primo pretendeva , del tempo di ſuo governo eſpone le
provarne la falſità, l'altro sforzavaſi geſta del ſuo eroe. Ma la materia è
determinarlo a danno de'diritti Pon tanto ubertoſa, che queſta ſi eſtende
tifici ſopra la città di Comacchio, anche al libro quinto, ed in eſſo in
così il noſtro Autore armato delle o iſpecie ſi narra la perſecuzione , che
più eſatte , e profonde nozioni dell' San Guidone andò a ſoffrire da Eri
arte diplomatica, e di quel più chia berto Arciveſcovo di Ravenna , ma
ro lume, che sfavilla dalla tranquil che egli poi eſtinſe coll'orazione, e
la verità , conſacra tutto il libro colla ſantità della ſua vita ; ſiccome
III. per l'eſame , e per l'illuſtra ſi eſpone in appreſſo l'accuſa portata
zione di queſto diploma . Adduce e contr'eſſo al pontificio trono di Gio
pertanto un ſaggio del carattere e vanni XIX. , che deſtinò quindi il
del diploma ſteſſo ; riferiſce in due o pio, e religioſo Arciveſcovo di Ra
diſtinte colonnette l'originale dell'ar venna Gebeardo allora vivente per
chivio Pompoſiano, e la copia Fon viſitatore del monaſtero, ed eſplora
taniniana;riporta le obbiezioni del Fon tore della verità , o falſità delle in
tanini medeſimo, e le riſpoſte del Mu doſſate imputazioni . Appartiene a
ratori, ed indi ſiede egli giudice fra queſta viſita, regolata dallo ſpirito di
queſti due celebri letterati, e moſtra carità, che non cerca ſorprendere in
al primo, che il ſuo impegno non ri errore, nè aggravare l'innocenza, e
chiedeva il ricorrere alla taccia in che perciò finì vittorioſamente per il
giuſta di falſità , quando poteva, e ſanto Abate, un'antica pittura, che
dovea ammetterne la legittimità , ma ancora eſiſte ſulle pareti del mona
inſieme far coſtare l'impotenza del mo ſtero Pompoſiano , e che ſi attribui
numento a nuocere punto alla ſua buo ſce a Giotto celebre pittore del ſe
na cauſa ; ſiccome moſtra al ſecondo, colo XIV. , ſe pure non è opera di
che ſi riducono a cavilli, e ad equi un certo Cheyo pittore Fiorentino, che
voci le eccezioni , che eſſo cerca , ſi trova citato per teſtimonio in cer
trarne per impugnare i dritti Roma ta carta Pompoſiana dell'anno 1317.,
ni. Così pure l'eſſere ſtato San Gui e che potrebbe eſſer ſtato diſcepolo
done Abate Pompoſiano tanto celebre, dello ſteſſo Giotto. Di queſta pittura
e l'aver per tanto tempo eſercitata ſi dà un eſatto diſegno inciſo in ra
la ſua dignità ha impegnato il dotto me, ove ſpecialmente ſi vedono i due
Autore a renderlo oggetto di un in Prelati aſſiſi a menſa; ſiccome in ſe
tero libro , ed è queſto il quarto di guito ſi danno inciſe in legno tre al
queſto volume. Avea già il Bollando tre pitture ſimili. Poichè e il mona
riportati tre atti diverſi della vita di ſtero , e il tempio ſteſſo ebbero dal
ſanto
I 23
ſanto Abate molti accreſcimenti di fab quali il più antico, che in eſſo ſi tro
briche, e di ornamenti, perciò recaſi vi, è una conceſſione in enfiteuſi dell'
quì pure il proſpetto interno del tem anno 932. Oltre queſti monumenti vi
pio, che forma un rame aſſai elegan hanno i tre atti della vita di San Gui
te, e pulito. Quindi ſi fà una eſatta done di ſopra mentovati, ed altre º
deſcrizione di ambedue queſte fabbri coſe attinenti al ſuo culto , le quali
che, dandoſi pure i diſegni in legno coſe tutte ſono compreſe in CXXIII.
del campanile, dell'atrio, e del pa numeri, ſiccome queſt'ultime ſervo
vimento in muſaico. Ma non fu que no a comprovare l'argomento del me
ſto il ſolo Guidone, che fioriſſe in que deſimo culto preſo ad illuſtrare in fi
ſto monaſtero , ma ve n'ebbe anche ne del libro ſeſto. Ecco quel più con
un altro, cioè Guidone Aretino, che ciſo ragguaglio, che di queſt'opera ,
veſtì l'abito monaſtico dopo il prin potevamo ora noi dare, invitando in
cipio del ſecolo XI. , e che fu tanto appreſſo i letterati a rintracciare in .
benemerito della muſica eccleſiaſtica. fonte l'erudizione, e la critica, che
ueſto poi viene dal noſtro Autore e regna nobilmente in tutto queſto am
eſcluſo dal monaſtero dell'Avellana, pio volume. -

a cui i celebri Annaliſti Camaldoleſi


s'erano sforzati di attribuirlo , ed
impiega a queſt'effetto gli argomenti N A P O L I..
della più forte , e ſana critica . A
queſto ſecondo monaſtero apparteneva Lettera I. ſull'antica città di AEqua
ſibbene San Pier Damiano, quale o dell'Abate Baldaſſarre Paraſcandolo.
poſcia San Guidone impetrò ardente 1782. in 8.
mente per maggior profitto , e van
taggio del Pompoſiano , quantunque Il lodevole impegno d'illuſtrare le
egli poſcia ſe ne partiſſe. Nel libro ſe antiche memorie patrie ſi va ſempre
ſto finalmente, che chiude queſto pri più diffondendo fra noi , e non che
mo volume, ſi regiſtrano dietro i più le capitali e le città di maggior no
ſicuri monumenti tutte le beneficen me, ma ancora le più mediocri , ed
ze , che molti uomini nobili , e fa oſcure cominciano a ſomminiſtrarma
coltoſi eſercitarono verſo queſto inſi teria alle dotte ricerche degli erudi
gne monaſtero, fra i quali ſi diſtinſe ti. Fra queſti viene ora a ſedere a .
Gebeardo Arciveſcovo di Ravenna ; ſcranna il noſtro Sig. Ab. Paraſcando
ſiccome ſi accennano inſieme tutti i lo , incominciando in queſta ſua I.
contratti, che gli Abati del medeſi lettera, la quale ſarà naturalmente e
mo celebrarono dall'anno Io29. ſino ſeguita da molte altre, a raccogliere
all'anno 1o45. Segue perciò una co le notizie che ci ſono rimaſte e ne'
pioſa appendice di documenti, parte monumenti, e negli antichi ſcrittori
deſunti da opere ſtampate, e parte o intorno all'antica città di A qua, da
eſtratti dall'archivio Pompoſiano, de' cui la moderna città di Vico Equen
Q 2 ſe
-

I 24
ſe ha preſo la ſua denominazione - Dona ſerenato referas ſolemnia ,
L'argomento era tuttavia intatto, ed Phaebo, -

oſcuro perchè di queſta città di A qua Concipe, ait , dignum faciis AE


niuna menzione avean fatto nè Stra QZ AAVE furorem
ne, nè Plinio , nè Solino , benchè Vulneribuſque tuis: ſocio te cacdis
del cratere Napoletano, ov'efſa era , C5 ira ,
ſituata, parlino diffuſamente . Ma il AVon ego Marmaridum mediam pe.
noſtro Autore ſi è fortunatamente in netrare phalangen
battuto in un paſſo di Silio Italico, Cyniphiacque globos dubitarim ir
da cui crede di poter dedurre che la rumpere turma.
ſua città di A qua foſſe già aſſai flo
rida in tempo della ſeconda guerra - e poco dopo deſcrivendo il poeta la
Cartagineſe. Quel poeta adunque nel morte di queſto prode ſoldato, dice
lib. V. de ſecundo bello Punico, deſcri che vicino ad eſalare l'ultimo fiato,
vendo la funeſta battaglia del Traſi deſiderava di trovarſi ne' terreni E
meno, introduce il comandante Roma quani.
no Flaminio, che gira per le file af
fine di perſuadere ai più valoroſi di . . . . . . . . . Exitium, lethique, cº
tener fermo , ed incontrando fra gli flagris acerba
altri un certo Murrano, gli dice Cauſa Sychaeus erai: Murranum il
le emimus baſta
... ... ... Procul binc te martius, Perculerat , quo non alius , cum
inquit , bella ſilerent,
i Murrane, oſtendit clamor: videoque Dulcius Oeagrios pulſabat pettine
furentem zºervos -

jam Tyria te cade : venit laus Occubuit ſilva in magna, patrioſ


quanta, ſed oro que ſab ipſo
i Hac anguſta loci ferro patefacta re 9uaſivit montes letho, ac felicia ,
laxa . Baccho
, 7'um Sorafie ſatum praſtantem cor AE92)AAVA, & zephyro Surren
pore ci armis tum molte ſalubri.
i AE92)AAVZ Mnoſcens, patrio cui
ritas in arvo, Da queſti verſi di Silio riſulta non ſo
l Cum pius arcitemens accenſis gau lo, che vi ſia ſtata una città col no
det acervis me di Aqua nelle vicinanze di Sor
Exta ter innocuos late portare per rento, ma ſibbene ancora che queſta
agnes: città foſſe in aſſai florido ftato ne'
Sic in Apollinea ſemper veſtigia e tempi della ſeconda guerra Punica ,
pruna per poter mandare ai Romani ſoccor
Inviolata teras , victorque vaporis ſi, e ſoldati di tanto valore che me
ad aras ritaſſero di eſſere dal poeta con tanta
di
I 25
diſtinzione mentovati . Congettura , che oggi Puolo diceſi, da un lato ſi
poi il noſtro Autore ſu buoni fonda vedrà Capri, e dall'altro non ſi tro
menti che i Romani diſtruggeſſero que verà altro luogo meglio adattato per
ſta città nel VII. ſecolo di Roma , Taurobola , ſennonche Vico oſſia l'an
ſiccome ſappiamo da Plinio ch'effi tica A qua. Dal principio dell'era ,
fecero della vicina città di Stabia , criſtiana ſino al ſecolo XII. non è
oggi Caſtellammare, da cui Aqua di riuſcito al noſtro Autore di ritrovare
pendea come dalla ſua metropoli, per veruna memoria appartenente alla cit
eſſere entrate sì l'una che l'altra nel tà di A qua . Solamente nel ſecolo
la famoſa lega ſociale, la quale miſe XII. la ſtoria eccleſiaſtica comincia a
in ſi gran pericolo la Romana poten far menzione de veſcovi di Equa ,
za , benchè giunta alla ſua maggior ond'è che vi è chi ha creduto non ,
auge. Con egualmente felice conget aver ella avuto per l'avanti veſcova
tura, appoggiata principalmente ad al to proprio , ma eſſer dipenduta dal
cuni avanzi di greche fabbriche che veſcovo di Stabia, o dall'Arciveſco
tuttora ſuſſiſtono nelle vicinanze di vo Sorrentino. Checchè ſia però di
Vico - Equenſe, vuole il noſtro Auto ciò egli è certo che Carlo II. d'An
re che i Greci occupaſſero intorno a giò avendo fatto fabbricare ſul mon
luel tempo medeſimo la derelitta cit ticello poſto all'oriente dell'antica ,
º di Equa , e le altre città finitime A qua , la nuova città di Vico - Equen
dſterminate da Romani , e che cam ſe, così denominato, perchè ivi fe
biando, al loro ſolito, gli antichi no ce egli ridurre le ſparſe reliquie della
mi in altri dedotti dalla loro lingua, - popolazione Equana , ottenne poſcia
diſſero il nome di 7’aurobola alla cit dal ſommo Pontefice Bonifacio VIII.,
tàche ſin allora eraſi chiamata A qua. che in Vico Equenſe foſſe trasferita ,
In prova di ciò egli c'invita a riflet la cattedra veſcovile che in Equa fin
tee a que verſi di Stazio ( Syl. L. allora era ſtata . Ecco preſſo a poco
II. Carm. 5. ) ove deſcrivendo il le principali ſcoperte del noſtro Auto
rimbombo, che le pietre ſtaccate dal re ſulle peripezie dell'antica città di
monte per la fabbrica che Pollione - Equa. Egli ha ſaputo condirle con .
facia del tempio di Ercole, produ una varia, e dilettevole erudizione »
cevano, dice riſguardante gli antichi conquiſtatori,
ed abitatori di vari altri luoghi fini
.... ... dites Caprea, virideſque timi, la loro provenienza, le loro ge
reſultant ſta, e i loro uſi, ed ha ſparſa molta
Taurobola , ci terris ingens redit nuova luce ſopra alcuni punti con
aquoris echo. troverſi , ed oſcuri dell'antica geo
grafia dell'ameniſſimo cratere Napo
Ora ponendoſi , dice il noſtro Auto letano .
re, nel ſito di Sorrento, ove fu il tem
pio ad Ercole edificato da Pollione ,
126
M O D E N A. e che la noſtra nazione per quel pe
riodo di tempo poteſſe in vanti lette
rari contraſtare con qualunque altra
.Storia della letteratura Italiana , di oltremonti? Che ſarà poi ſe a ques
del Cavaliere Abate Girolamo Tirabo ſti due luminari Italiani della prima
ſchi Conſigliere di S. A. S. il Sig. Du metà del ſecolo XVIII. ſi accoppie
ca di Modena, preſidente della Du ranno tanti altri che hanno cotanto
cal Biblioteca, e della Galleria del primeggiato in queſta o in quell'altra
le medaglie, e profeſſore onorario nell' provincia della letteratura ? Se quel
univerſità della ſteſſa città. 7'omo IX. la età non può contrapporre un nu
che contiene le aggiunte, e le corre mero di poeti eguale a quello del ſe
zioni. Preſſo la ſocietà tipografica o colo XVI., ha però avuti gli Apoſto
1781. in 4. li Zeni, i Manfredi, i Rolli, i Laz
zarini, i Zanotti, i Lorenzini , e ,
tanti altri che non ſoffrono di rima
In compagnia dell'Italia, e di tut nerſi indietro ad alcuno in vivacità
ta la repubblica letteraria facciamo d'immagini , in forza di ſentimenti
plauſo ancor noi al felice compimen e in robuſtezza di ſtile . Lo ſtudia
to di una delle più erudite , e fati della lingua greca, quello delle anti
cate opere che abbia prodotto il no chità, e quel della ſtoria, e tutte l
ſtro ſecolo, qual'è certamente la ſto parti dell'amena letteratura quantº
ria della letteratura Italiana del Sig. hanno acquiſtato di ornamento, e ſi
Cavaliere Abate Girolamo 7'iraboſchi. luce dalle opere di Anton Maria Sl
Il dottiſſimo Autore ha già eſpoſte o vini , del P. Odoardo Corſini , di
nella prefazione al tomo precedente e Monſig.Fontanini, e di tanti altri dit
le forti ragioni ch'egli ha avuto per ti ſcrittori, i cui nomi ſoli potrebban
non entrare nella ſtoria della lettera ci occupare non poco! E negli ſtudi
tura del corrente ſecolo XVIII. Egli eccleſiaſtici i due ſoli pontefici , he
non può ciò non oſtante trattenerſi hanno aperta e chiuſa la prima metà
nella prefazione del volume che ora del ſecolo , vogliam dire Clemente o
annunciamo dall'invidiare a chi in XI., e Benedetto XIV. con quali elo
tempo più opportuno imprenderà di gi dovrebbono eſſere eſaltati ? E final
trattarla, l'ampia e luminoſa materia mente facendo paſſaggio allo ſtudio
che gli ſi preſenterà in queſto ſecolo, della fiſica , e della matematica , o
e principalmente nella prima metà di a quelli della ſtoria naturale, della,
eſſo. I ſoli nomi di un Muratori , e medicina e dell'anatomia , un Mar
di un Maffei non baſterebbono eſſi per cheſe Poleni, un Conte Jacopo Ric
ſe ſoli a fare che quel mezzo ſecolo cati, un P. Grandi, un Zendrini ne'
poteſſe gareggiare con qualunque de' primi, un Lanciſi, un Valſalva, un
più colti ſecoli che l'han preceduto, Morgagni, un Valliſnieri, un Torti,
ulti
127
un Micheli ne' ſecondi , e l'Iſtituto AV intorno al ſaggio ſtorico - apologe
di Bologna col ſuo autore , e padre tico della letteratura Spagnuola del
il celebre Conte Marſigli , di quali Ab. D. Saverio Lampillas , e la ri
elogi ſarebbon degni, e quanto orna ſpoſta del Sig. Ab. D. Saverio Lampil
mento riceverebbe da eſſi la ſtoria , las alle accuſe compilate dal Sig. Ab.
della noſtra letteratura ! Queſti e più Girolamo Tiraboſchi . Ma aſſai più
altri illuſtri ſcrittori, che potrebbonſi della riproduzione di queſte poco con
con ugual ragione quì ricordare, da cludenti , ed alquanto perſonali con
ranno un giorno copioſo argomento troverſie noi ſiam certi che gli eru
di ſcrivere a qualche coraggioſo con diti aſſaporeranno la prima pubblica
tinuatore del Sig. Ab. Tiraboſchi , il zione che ſi fa in ſeguito di uno, ben
quale fermo nel ſuo proponimento di chè mutilato nel ſuo principio, de'tre
voler terminare la ſua ſtoria col ſeco dialoghi latini, che furono ſcritti dal
lo XVII. dov'egli l'ha condotta nel celebre Paolo Giovio, allorquando do
precedente volume, imprende ſolamen po il famoſo ſacco di Roma nel 1527.
te in queſto che ora annunciamo di egli ritiroſſi per qualche tempo in I
ritoccare il paſſato lavoro , e di to ſchia, una volta Aenaria, ed i quali
glierne quegli errori, e quelle man ſono uno ſu famoſi generali , l'altro
canze, che in parte egli ſteſſo vi ha ſu gli uomini dotti, ed il terzo ſulle
ſcoperte, in parte da corteſi e dotti matrone più celebri di que tempi .
ſuoi amici gli ſono ſtate additate . Tutti tre queſti dialoghi inſieme con
Niuno ſi aſpetterà certamente che noi altre opere del medeſimo ſcrittore con
gli diamo un'idea di queſte Giunte , ſervanſi in Como preſſo il Sig. Conte
dovendo eſſere ognuno perſuaſo che a Giovanbattiſta Giovio, il quale ha .
deſſe ſiano tutte per la loro importan traſmeſſo copia del ſecondo di que”
za degne dell'opera, e dell'autore che dialoghi al Sig. Ab. Tiraboſchi , per
ne ha fatto uſo . Diremo ſolamente ornarne la ſua ſtoria, e per arricchir
che deſſe ſono diſtribuite ſecondo l'or la di molte belle , e nuove notizie
dine de' volumi della ſtoria , e che a intorno a molti di quegli uomini dot
ſiccome mentre ſi andavano ſtampan ti, de quali nel decorſo di eſſa ſi è
do , altre oſſervazioni o ſi ſono af favellato.
facciate per eſſe medeſime all' Auto
re, o gli ſono ſtate da ſuoi amici co
municate, quindi è avvenuto che al
le prime Giunte ſia ſtato neceſſario
di aggiugnere le ſeconde , e alle ſe
conde le terze . Alla fine delle pri
me Giunte ha creduto pregio dell'
opera il Signor Abate Tiraboſchi di
riprodurre una ſua lettera al Sig.AV
WIR
I 28
W I R T Z B U R G. derſi di queſt' opera , avremi motivo
di rallegrarci con noi ſteſſi , e per
aver contribuito a procurare al de
Opera Sanctorum Patrum Latino gniſſimo editore queſto nuovo incorag
rum volumen III. S. Cacilii Cypria gimento, e molto più per aver avu
mi Epiſcopi Carthag., & Martyris ope to parte nel far conoſcere alla noſtra
ra omnia : accedit praeter varia va patria un'opera ſi profittevole, e di
riorum opera M. Minucii Felicis Octa un acquiſto così poco diſpendioſo .
vius. In officina libraria Staheliana. Terminata l'edizione delle opere di
MDCCLXXXII. in 8. Tertulliano nel II. volume, il quale
dopo breviſſimo tempo tenne dietro al
I.che noi annunciammo nell'anno ſcor
L'utiliſſimo piano, e la felice eſe ſo, ſeguendo l'ordine cronologico ,
cuzione di queſt'opera che noi an ſi dà principio in queſto III. volume
nunciammo nell'anno ſcorſo , hanno alle opere del ſanto Veſcovo, e Mar
avuto dappertutto quell'applauſo , e tire Cipriano, raccolte ancor eſſe con
quell'incontro che noi abbiam preve quella diligenza, eſattezza e critica ,
duto . S'egli è vero , ſiccome ſem con cui lo furono qnelle di Tertullia
bra crederlo il riſpettabile , e dotto no. Non poſſiamo ſennonche augura
editore nella prefazione di queſto III. re di cuore al Sig. Canonico Ober
vol., che la vantaggioſa notizia che thiir tutta quella ſalute, e tutto quell'
noi daſſimo in queſti noſtri fogli di ozio che ſi richieggono per condurre
queſta ſua impreſa abbia fatto venir a termine un'opera sì grande , e sì
volontà a molti Italiani di provve bene da lui ideata, ed incominciata.

e\S o alle 2 e le eſe), Aleo A4/o cºseº. NºA caº). Ad Aoas º Aº), Aaa, Asea Sea, A&A, Asl a casa e le

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello , e ,


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
Num. XVII. 1782. Li 27. Aprile

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


R O M A . adunque i noſtri lettori la loro pia .
curioſità in queſto libricciuolo , e ,
Raccolta delle più divote memorie ſappian buon grado al divoto, ed eru
ſpettanti alla Ven. Baſilica Vaticana dito Autore della pena che ſi è da
coll'aggiunta della maniera di viſi ta nel compilarlo.
tarla , operetta del Sacerdote Giro
lamo Pichi. AVella ſtamperia Salomo C E S E N A .
mi a S. Ignazio 1782. in 12.
Del ſecretario ſaggio dell'Ab.Seba.
Un libro aſcetico, che allo ſteſſo ſtianoCaprini di Peſaro pubblico profeſ.
tempo contenga qualche coſa di eru ſore d'eloquenza in Santarcangelo.
dito, può beniſſimo comparire ſu que Ceſena per Gregorio Biaſini 178 .in 8.
ſti noſtri fogli . Tal'è appunto il li
bricciuolo che ora annunciamo , in Queſta operetta è nel vero picco
cui il Sig. Ab. Pichi con molto eru la di mole, ma piena di coſe, e ſcrit
dita pietà ha brevemente raccolto le ta con molta grazia, dottrina, e vi -
più divote memorie ſpettanti alla gran vacità, e contiene in ſuccinto quel
Baſilica Vaticana . Qui vi adunque a lo , che in più volumi potrebbe al
ſi imparano i pregi, e i vantaggioſi cun altro voler dire intorno a pregi
titoli attribuiti a queſta baſilica , i e requiſiti del vero ſecretario . Ma
tratti di venerazione verſo di eſſa , forſe che il Sig. Ab. Caprini , il di
uſati non ſolo da molte ſante perſo cui nome non vien ora per la prima
ne , e da parecchi ſovrani e gran - volta al pubblico, richiede da queſto
perſonaggi del criſtianeſimo, ma per troppoppiù che il viver d'oggi non
ſino da medeſimi barbari , e da' ne conſente , eſſendo da molto tempo
mici di Roma e della ſanta noſtra Re mancata quella ſtima e riputazione ,
ligione ; ed infine molte ſacre rile
a ſecretari, che ſi godettero già nel
vanti memorie che in eſſa baſilica ſi bel ſecolo XVI. tenendo un altiſſimo
conſervano , e molti prodigioſi av grado, anzi pure il primo nelle cor
venimenti aſſai opportuni per vieppiù ti de'loro padroni. Bene ſta adunque
eccitare la divozione alla medeſima ch'eſſo , coll'animo per avventura
chieſa di S. Pietro . Soddisfacciano rivolto a queſta ingratitudine de'tem
pi ,
I ?O

pi, abbia giudicato opportuno il dire do ancor freſca la memoria di que”


eziandio quale e quanto eſſer debba ſanti giorni, e la verità appartenen
quel principe, o ſignore, per cui va do d'altronde a tutti i tempi , ſpe
formando il ſuo ſecretario , ed in . riamo che non ſarà diſcaro ai noſtri
qual maniera debba comportarſi in . lettori che non avendone parlato al
verſo di lui. lora, ne parliamo preſentemente. Nel
-

primo adunque di queſti quattro opu


ſcoli un autore anonimo, che ſi na
P E R U G I A . ſconde ſotto le lettere iniziali G. C.
pretende di ſoſtenere eſſer privo di
ogni fondamento, ed anche abuſivo
1. Rifleſſione intorno all'uſo che , il coſtume di torre nel giovedì, e ve
dee farſi dell'acqua benedetta anche nerdì della ſettimana ſanta l'aequa
nei giorni di giovedì , e di venerdì benedetta da'vaſi delle chieſe; e ne
ſanto della ſettimana ſanta di G. C. gli altri tre opuſcoli che ſieguono,
2. Confutazione de fogli del Sig. ſi vagliano le di lui ſpecioſe ragioni
G. C. nelli quali ſi pretende che nel e ſi ribattono vittorioſamente. Le ſpe
li due giorni di giovedì , e venerdì cioſe ragioni alle quali ſi appoggia
ſanto non ſi debba rimuovere da vaſi va il contradittore di queſto ſacro ri
de tempi l'acqua benedetta. to, riducevanſi principalmente a tre
3. Lettera di riſpoſta ſulla rifleſ capi ; cioè 1. Al non ritrovarſi veru
ſione del Sig. G. C. intorno all'uſo che na rubrica e verun decreto, da cui
ſi dee fare dell'acqua benedetta ne' ordinato o conſigliato almeno ſia il
giorni del giovedì, e venerdì ſanto rimuovere l'acqua luſtrale da vaſi
4. Parere ſopra la queſtione ſe ſi delle chieſe ne'giorni ſovraenunciati.
debba levare o nò l'acqua benedetta 2. Al trovarſi per l' oppoſto e rubri
dai vaſi delle chieſe nei due giorni che, e decreti preſcriventi un con
della ſettimana ſanta giovedì, e ve trario rito . Fra queſti decreti ram
nerdì. - mentaſi la lezione I X. del breviario
Per Mario Riginaldi ſtamp. Cam. Romano ſotto il dì 3 maggio, in cui
e Veſc. 178 1. in 8. ſi legge che il ſommo Pontefice S.
Aleſſandro I. , che ſi vuole da alcu
La quiſtione liturgica che ſi agita ni il primo iſtitutore dell'acqua be
ne'quattro opuſcoli che annunciamo, nedetta, decrevit ut aqua benedicta,
veggiamo anche noi che ſarebbe più ſale admixto, PERPET 2'O in ecele
opportunamente comparſa alla luce e ſia aſſervaretur. A queſto ſommo Pon
nella proſſimamente decorſa ſettimana tefice ſi aggiungono un Arciveſcovo
ſanta , eſaminandoſi in eſſa l'uſo che di Palermo , il defunto veſcovo di
vi è nella chieſa criſtiana di rimuo Fuligno, e tutti infine i Veſcovi del
vere l'acqua benedetta da vaſi de'tem la Spagna che hanno co' loro parti
pj ne' due giorni di giovedì , e di ve colari decreti fiſſato doverſi così pra
nerdì di quella ſettimana. Ma eſſen ticare. 3. Finalmente al non ſembrar
-
COn
- 13 I
conveniente che i fedeli rimangan , lermo , di un Veſcovo di Fuligno,
mai privati de' ſalutari effetti dell'ac e di alcuni Veſcovi di Spagna , ſu i
qua benedetta, meritamente riguar quali tanto rumore mena l'oppoſito
data come uno de più efficaci ſagra reſi contrappone vittorioſamente l'uſo
mentali. Al primo argomento nega ſempre praticatoſi in tutte le chieſe
tivo ſi riſponde in primo luogo ge del Criſtianeſimo, e ſoprattutto quel
neralmente che da un argomento ne lo di Roma. Se quei veſcovi han ,
gativo in buona logica non è mai creduto di dovere ordinare il contra
permeſſo di far paſſaggio ad una con rio , ſaranno certamente ſtati a ciò
cluſione poſitiva . Si aggiunge poi indotti da qualche rilevante motivo;
che ſe l'uſo di rimuovere l'acqua , ma i loro particolari decreti non poſ.
benedetta da tempi ne'due giorni ſo ſono diſtruggere un rito coſtantemen
praddetti non è ordinato da veruna te ed univerſalmente praticato da Ro
rubrica , nè da verun decreto , ciò ma, e da tutta la chieſa. Al terzo
ſuccede appunto perchè queſt'uſo , argomento infine con cui ſi pretende
fondato ſu di un'antichiſſima tradi non eſſer conveniente di privare i fe
zione , è univerſalmente praticato deli in quei due ſanti giorni de'ſa
nella chieſa; e che non è neceſſario lutari effetti dall'acqua benedetta ſi
di preſcrivere ciò che ſi vuole che ſi riſponde fra le altre coſe che la ri
faccia, allorchè ſi fa puntualmente, mozione medeſima dell'acqua bene
ma ſoltanto ciò che ſi vuole che ſi detta da vaſi de'tempj, facendo ſem
faccia, e non ſi fà ; poichè la leg pre più ricordare ai fedeli eſſer man
ge , ſecondo S. Paolo, è data ed è cato in que ſanti giorni il fonte vivo
fatta a cagione de traſgreſſori. Ve di ogni grazia e di ogni miſericor
nendo poi all'argomento poſitivo trat dia, diviene un ſagramentale molto
to dalla IX. Lezione del Breviario più efficace di quel che potrebbe eſ
Romano dei 3. di maggio, ſi riſpon ſere l'uſo ſteſſo dell'acqua benedet
de primieramente che per confeſſione -ta. Moltiſſime altre belle, ed erudi
del medeſimo avverſario ciò che di te coſe ſi accennano in queſti tre ,
cef in quella lezione deriva dal Can. opuſcoli reſponſivi circa i fondamen
Aquam de conſecrat. diſt. 3. ove per ti, e i miſteri di queſto ſacro rito;
altro non ſi fa veruna menzione di e tutta inſomma queſta intereſſante ,
queſto preteſo decreto di S. Aleſſan liturgica quiſtione vi ſi trova eſami
dro di conſervare in perpetuo l'acqua nata parte per parte e da tutti i la
benedetta nelle chieſe . In ſecondo ti, e talmente eſaurita, che i letto
luogo ſi dice che conceſſo ancora che ri nulla vi potranno deſiderare di più
un tal decreto vi foſſe , ed aveſſe o per ſoddisfare alla loro pia curioſità,
l'avverbio perpetuo, queſto nondi ed iſtruzione. Solamente vi ſarà for
meno non dovrebbe talmente a rigo ſe qualcuno che potrà deſiderarvi che
re interpretarſi, ſicchè per difetto di gli autori aveſſero moſtrato col loro
due giorni non poteſſe verificarſi. Ai avverſario un pò più di urbanita e
decreti poi di un Arciveſcovo di Pa di dolcezza, ed aveſſero uſato di uno
R 2 ſtile
132
ſtile un pò più nitido, e un pò me potrebbero produrſi ſennonche febbri
no traſcurato. continue) e finalmente dal comun .
N A P O L I. metodo di curarle tutte coll'aiuto
V

Animadverſiones in febres eſſentia della corteccia peruviana . Egli de


les curandi methodum, quibus acce duce poi aſſai facilmente da una ſif
dit ſchediaſma de juſto veſicantium , fatta cagione la ſpiegazione di tutti
aſu ; A. ci - M. D. AVatalis Lettie i ſintomi di queſta ſpecie di febbri;
ri . Ex Typographia Raymundiana . ciò che certamente non può manca
1782. in 8. re di aggiugnere nuovo peſo alla ſua
L'Autore chiama febbri eſſenzia opinione. Diffatti, dic'egli , ognu
li quelle , che a differenza delle o no dee riconoſcere nella bile una .
ſintomatiche affiggono, e ſignoreggia forza irritante e coagulante; e que
no egualmente tutta la macchina , ſte ſue proprietà venendo eſaltate »
ſenza che poſſa aſſegnarſi una parte nella ſua alterazione , deggiono per
della medeſima che evidentemente o neceſſità ſtimolare, ed irritare mag
ſomminiſtri il primo fomite , ond'eſ giormente il cuore e le arterie, e -
ſe ſono prodotte ed alimentate. Quin coſtringerle ad oſcillar più velocemen
di è ch'egli comprenda ſotto di que te ; ch'è appunto il principal feno
ſta generale denominazione le febbri meno della febbre . Egli poi ſpiega
inflammatorie di ogni genere , pro colla medeſima felicità come poſſa ,
vegnenti da un'interna cagione , trovarſi una fi gran varietà fra que
febbri dette linfatiche, e tutte inſom ſte febbri, benchè tutte originate da
ma le febbri generate dalla medeſi una medeſima cagione ; come poſſa
ma cauſa proſſima interna , benchè darſi che provegnendo da un vizio
diſpoſta in diverſo modo. Queſta cau - della bile tanto queſte febbri, quanto
ſa proſſima poi di tutte le febbri eſ l'itterizia , accada ciò non oſtante
ſenziali colla comune dell'antica ſcuo che queſte due malattie non vadano
la di medicina, e colla parte più fa ſempre unite ; come , andando alla
na della ſcuola moderna egli la ripo lunga , degenerino quaſi tutte in .
ne in un vizio contratto dalla bile. maligne le medeſime febbri . In ſom
Ad abbracciare una ſiffatta opinione, ma queſto II. capo , in cui egli ſi
e a riguardarla inoltre come quaſi di ſtudia di determinare la cauſa proſ
moſtrata egli viene indotto dai vo ſima delle febbri eſſenziali , e ch'è
miti bilioſi , dalle bilioſe evacuazio il più lungo di queſt'operetta, è allo
ni, dalla nauſea , ed amarezza di ſteſſo tempo il più bello , e il più
bocca che accompagna tutte queſte dotto di tutti gli altri. Nel capo III.
febbri, dal periodo ch'eſſe ſerbano, che ſegue ſi paſſano ad eſaminare le
almeno ne' primi giorni (ciò che cer cauſe evidenti, eſterne , o come i
tamente non accadrebbe, ſe eſſe de medici le chiamano, procatartiche ,
rivaſſero da un qualche vizio del ſan che poſſono indurre nella macchina
gue, o di altri liquori circolanti, poi il primo fermento delle febbri efſen
chè da queſte cauſe coſtanti non po ziali , vale a dire portare nella bile
quell'
133
quell'alterazione, onde quelle febbri di amminiſtrarla. Intorno alla manie
ſono originate . Si conſiderano per ra di agire di queſto febbrifugo, do
tanto l'una dopo l'altra, le ſei coſe po di aver riferito varie altre opi
dette da medici non naturali , per nioni, il noſtro Autore ſi attiene a
fiſſare l'influſſo che ciaſcuna di eſſe quella che ripete la ſua efficacia da
può avere nell'accreſcere l'acrimonia una certa particolare affinità eſiſten
o l'iſpeſſimento della bile, e mettere te fra le ſue molecule e quelle della
“conſeguentemente in moto la cauſa bile, dimodochè dalla loro combna
proſſima delle febbri eſſenziali. Dopo zione venga rintuzzata l'acrimonia
di aver poi brevemente fatta nel ca e volatilità della bile , ed impedito
po IV. l'enumerazione e la ſpiegazio il ſuo paſſaggio ai vaſi lattei, ai vaſi
ne de' ſintomi concomitanti le febbri aſſorbenti ed al ſangue . Il celebre ,
eſſenziali ſi paſſa nel capo V. a di Torti ha diffatti eſperimentato , ed
ſcutere e ribattere un antico pregiu il noſtro Autore ha ripetuto più vol
dizio, che conta ancora fra i moder te il ſuo eſperimento , che di molti
ni alcuni ſeguaci , e fra gli altri il liquori, benchè più leggeri e ſottili
gran Sidenamio , cioè di doverſi aſ della bile, niuno ve ne ha da cui la
pettare qualche giorno prima di attac polvere della china - china ſia più avi
care le febbri in queſtione cogli adat damente bevuta, quanto dalla bile.
tati medicamenti. Se furono ſcuſabili Quindi per immediato , e neceſſario
gli antichi nello ſtabilire un tale afo corollario ſi deduce che la corteccia
riſmo , perchè non conoſcevano la debba riguardarſi come l'unico ſpe
china - china , non lo è certamente cifico contro tutte le febbri eſſenzia
Sidenamio , e gli altri moderni che li provegnenti da alterazione di bi
con lui penſano, dovendo eſſi ſapere le, non ſolo cioè contro le intermit
che la corteccia peruviana attacca - tenti , ma ſibbene ancora contro le
direttamente la cauſa proſſima delle continue ed inflammatorie, tanto più
febbri eſſenziali la quale eſiſte nelle che queſte ancora, almeno ſul prin
prime vie , e che però non vi è ve cipio, ſerbano un qualche oſcuro pe.
runa ragione di differire l'uſo di que riodo ancor eſſe. Dai medeſimi prin
ſto portentoſo antifebbrile . Dee poi cipi deduce il noſtro Autore le riſpo
tutto ripeterſi, ſecondo il noſtro Au ſte all'obbiezioni del volgo e di al
tore, dall'ignoranza della cauſa proſ: cuni medici, i quali all'uſo della .
ſima di queſte febbri l'altro pregiu china - china aſcrivono le oſtruzioni
dizio venuto fuori in conferma del delle viſcere, che tengon per lo più
già mentovato, cioè che la febbre o dietro alle troppo diuturne febbri
non ſia una malattia, ma anzi una eſſenziali, e le frequenti recidive di
medicina . Si dà finalmente termine queſte medeſime febbri, facendo ve
a queſto trattato delle febbri eſſen dere che da tutt'altra cagione deb
ziali col capo VI. che tratta della , ban ripeterſi ſiffatti accidenti. Final
corteccia peruviana , della ſua ma mente ſi eſaminano le diverſe prepa
niera di agire, e del miglior metodo razioni della china - china , e ſi di
moſtra
134
moſtra che niuna ve n'è così effica rimane ciò nonoſtante ancor molto a
ce come la polvere ſteſſa; nulla va deſiderare in quella moltitudine di
lendo la ragione della più facile di Elementi, che ſonoſi recentemente a
geſtione di quelle preparazioni, poi dati alla luce ſu di queſta materia,
chè la china - china nè dee digerirſi, ed il Sig. d'Alembert non vi trova
nè deve introdurſi nel ſangue , per che una ſterile abbondanza, che c'in
eſtinguer la febbre. Ed ecco le prin barazza , ſenza punto arricchirci .
cipali coſe che ſi contengono in que ueſta ſpecie di contraddizione ſarà
ſto ſaggio ſulle febbri eſſenziali, fon facilmente tolta , riflettendofi col Sig.
dato tutto ſulla più luminoſa teoria, Martin, che un libro elementare ſul
e la più ſicura pratica, e ſcritto con le matematiche , egualmente che ſo
tutta la nitidezza, eleganza, e ve pra di qualunque altro ramo dello
ramente ippocratica gravità di ſtile. ſcibile, è allo ſteſſo tempo il più fa
Della medeſima tempra è lo ſchediaſ cile, e il più difficile lavoro che poſ.
ma, aggiunto in forma di appendice, ſa idearſi , ſecondo il diverſo piano
de juſto veſicantium uſu in febribus che dall'Autore viene adottato . ,
eſſentialibus, nonnulliſque aliis mor ,, Egli è il più facile , dice il Sig.
bis . Si combatte in eſſo vittorioſa ,, Martin, allorchè l'Autore ſi pro
mente l'uſo ſmoderato de veſicanti , pone ſoltanto di fare un libro, o
che faſſi da alcuni medici a dì no , piuttoſto una compilazione, in cui
ſtri , e ſoprattutto nelle febbri acu », ha più parte la memoria, che l'
te, inflammatorie, bilioſe &c. nelle , intelligenza, e la rifleſſione. E'poi
quali eſſendo naturalmente accreſciu , il più difficile, s'egli vuol ſcrive
to lo ſtimolo della fibra , non può , re ſulle ſue proprie idee , s'egli
ſennonche eſſere ſommamente pregiu », non vuol far uſo delle idee altrui,
dizievole l'introduzione nel ſangue ,, ſennonche dopo di eſſerſele appro
di un ſale ſommamente acre e cau », priate colla meditazione e coll'
ſtico, qual è quello delle canterelle. », eſame, s'egli vuole accoppiare la
T O L O S A . », chiarezza al rigore e alla preciſio
Elemens de mathematiques & c. Ele ,, ne, occupar l'intelletto ſenza ſtan
menti di matematiche ad uſo delle o ,, care la memoria , dir ſolamente
ſcuole di filoſofia del Collegio R. di ,, ciò che biſogna , laſciar qualche
7'oloſa, e per ſervire d'introduzio », coſa ad indovinare, affine di eſer
me allo ſtudio delle ſcienze fiſico ma ,, citare lo ſpirito de principianti;
tematiche, del Sig. Ab. Martin, del ,, ſenza però opprimerlo ; ſe vuole
la R. accad. delle ſcienze, iſcrizioni », finalmente riſalire ſino alle nozio
e belle lettere, e profeſſore di filoſo , ni primitive, metterſi nelle circo
fia nel Collegio R. di Toloſa. Si trova », ſtanze in cui ſonoſi trovati i pri
a Parigi preſſo La porte . 178 1. in 3. ,, mi inventori, ſpianare le difficoltà
Benchè non ſia mai ſtata così ge s, ch'eſſi hanno laſciate intatte, far
neralmente riconoſciuta l'utilità delle », uſo opportuno dei ſoccorſi che la
matematiche quanto a dì d'oggi, vi », metafiſica può preſtare alla geo
39 metria;
135
,» metrìa; in una parola ſe vuole » traſcendenti , che fanno epoca nelle
,, arricchire la ſcienza di qualche idea ſcienzerità. Egli è ſtato criticato,perchè
, utile e nuova, allora sì che accor era uomo ; ma ſi ſtudia e ſi ammi
s, geraſſi quanto ſia difficile il lavo ra , perchè era grand'uomo . Non
,, ro che ha intrapreſo . , Ora il può dunque ſennonche riuſcire ſom
Sig. Martin che ha così ben ſentita , mamente intereſſante il cronologico,
la difficoltà che vi ha di fare un buon e ragionato catalogo de' ſuoi nume
libro elementare di Matematiche, ha roſi ſcritti , che dà ora al pubblico
avuto anche il merito di ſuperarla . il Sig. Dott. Putney, e tanto più in
Il ſuo libro divideſi in tre parti. La tereſſante e dilettevole, quanto che
prima , conſagrata all'Aritmetica , il Sig. Dott. Putney ha ſaputo con
preſenta tre ſezioni, nelle quali trat dirlo con molti begli aneddoti ſpet
taſi 1. de principi della numerazio tanti alla vita del Plinio del Norte,
ne, e de diverſi metodi di compoſi -. e relativi alla pubblicazione de' ſuoi
zione e riſoluzione ſu i numcri intie ſcritti. Traſcegliamone qualcuno per
ri; 2. dell'algoritmo delle frazioni; modo di faggio, di quei che ci ſem
3. de numeri aſtratti conſiderati re brano meno generalmente noti , ed
lativamente ai loro fattori. Le quat inſieme più degni d'aver luogo nella
tro ſezioni della II. parte , che trat biografia di quell'illuſtre naturaliſta.
ta dell'Algebra, verſano 1. ſulle prin Egli fu deſtinato dall'univerſità di
cipali operazioni di queſta ſcienza ; Upſal nel 1732. per portarſi nelle ar
2. ſulle potenze e radici; 3. ſulle ra tiche regioni a farvi delle ricerche
gioni, proporzioni, progreſſioni, lo intorno alla ſtoria naturale. Già vi ſi
garitmi, e permutazioni ; 4. ſull'ana era portato col medeſimo oggetto per
liſi propriamente detta. La III. par ordine di Carlo XI. il vecchio Rud
te , deſtinata alla Geometrìa , pre beck nel 1695. , ma le carte e le ,
ſenta in quattro ſezioni 1. le proprie oſſervazioni di queſto celebre viag
tà della retta, e del circolo; 2. quel giatore erano divenute preda delle ,
le delle ſuperficie; 3. quelle de ſoli fiamme nel funeſto incendio accaduto
di ; 4. la trigonometria piana . Si in Upſal l' anno 17o2. Linneo adun.
trovano infine, oltre a tutto queſto, que partì ſolo verſo la metà di mag
alcune nozioni elementari ſulle ſezio gio del 1732., e ſenza conoſcere nè
ni coniche , con alcuni principi di la lingua , nè i coſtumi , s'inoltrò
calcolo infiniteſimale. nelle più inoſpite contrade della La
L O N D R A . ponia , s'inerpicò ſulle più ſcoſceſe
A general view of the writings montagne , attraversò in un fragile
of Linnaeus ci c. Proſpetto generale - battelletto i più rovinoſi torrenti, e
degli ſcritti del Cavalier Limneo; del ritornò alla fine del novembre in Up
Sig. Riccardo Putney, dottore in me ſal , dopo di eſſerſi avanzato verſo
dicina, e membro della ſocietà rea il Nort per uno ſpazio di più di 1o.
le. Preſſo Payne 173 1. in 8. gr. di latitudine, e dopo di aver ſof
Il Cavalier Linneo fu uno di que ferto in queſto ſuo viaggio, fatto qua
gli uomini ſtraordinari, e di que”geni ſi tutto a piedi , innumerabili peri
136
coli, le alternative di un freddo e , grand'edifizio , che innalzò in ap
di un caldo ecceſſivo, e ſpeſſo anco preſſo, e che lo reſe immortale. Nel
ra gli orrori della ſete, e della fame. 1736. egli portoſſi in Inghilterra. Me
Per una ſola parte di queſto ſuo viag rita di eſſere riferita la breve lettera
gio egli ebbe la compagnia di due o di raccomandazione che Boerhaave
Laponi, uno de'quali gli ſerviva d'in gli diede per il celebre Hans Sloane,
terprete, e l'altro di guida. Fu un benchè deſſa non foſſe baſtante a pro
oggetto di non piccola ammirazione curagli quell'accoglienza, che ſi me
per Linneo il vedere queſti due La ritava e per ſe ſteſſo, e per riguar
poni, benchè di qualche età, e ca do del raccomandante. Linnoeus qui
richi del ſuo peſante bagaglio, con bas tibi dabit literas eſt unice dignus
ſervarſi ciò nonoſtante ſempre agili e te videre, ci unice dignus a te vi
leſti nelle faticoſe corſe che faceva deri. Qui vos videbit ſimul , videbit
no, mentre egli robuſto, e giovine hominum par cui ſimile via dabit or
com'egli era, ſi ſentiva ſpeſſo affatto bis. Un tale elogio, benchè alquan
sfinito di forze. Per dormire in que” to lambiccato, fu una ſpecie di pre
deſerti, e difenderſi dalle ingiurie o dizione della celebrità che Linneo do
dell'aria, e dalle zanzare , che in veva acquiſtarſi un giorno. Queſta -
tempo di ſtate non ſono mieno mole lettera però, come dicevamo, non pro
ſte nella Laponia che ſotto la zona , duſſe al Linneo quell'accoglienza, ch'
torrida, egli tirava a terra la navi egli avea diritto di aſpettarſi dal let
cella, che portava ſeco per attraver terato Ingleſe a cui era diretta, for
ſare i torrenti, e ſi coricava ſotto di ſe perchè queſti ſeguiva il ſiſtema di
eſſa . Nello ſcendere uno di queſti tor Ray troppo diverſo dal ſiſtema ſeſ
renti, ſi capovoltò il ſuo fragile ba ſuale del naturaliſta del Nort , le di
ſtimento, ed in queſto accidente egli cui nuove nomenclature non erano d'
ſmarrì molti curioſi pezzi di ſtoria , altronde allora riguardate da vecchi
naturale che avea già raccolti , ed naturaliſti che ſotto l'aſpetto d'inu
egli ſteſſo fu quaſi per annegarſi. Tor tili innovazioni . Ecco quanto può
nato in Upſal pubblicò l'anno 1735. baſtare a far conoſcere la giudizioſa,
il primo ſaggio, o primo abbozzo del ed intereſſante maniera colla quale è
ſuo ſyſtema natura, donde appariſce ſcritto queſto proſpetto generale degli
che il gran Linneo avanti l'età di 24. ſcritti del Cavalier Linneo.
anni avea già poſto i fondamenti del
Num. XVIII. 1782. Li 4. Maggio

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A. con queſto titolo : Deſcriptio codicum


quorumdam Cufcornm partes Corani
Muſeum Cuficum Borgianum Ve exhibentium in bibliotheca regia Haf.
litris illuſtravit facobusGeorgiusChri vienſi » C5 ex iisdem de ſcriptura »
ſtianus Adler Altonanus. Roma apud Cufica Arabum obſervationes novae :
Antoniam Fulgonium 1782. in 4. praemittitur diſquiſitio generalis de e
Art. l. arte ſcribendi apad Arabes ex ipſis
a -

auctoribus Arabicis, iiſque adhuc ine


Il Sig. Adler di Altona non ſi è ditis ſumpta. Da queſt'opuſcolo è na
accinto al ſuo lungo, ed erudito viag to appunto il terzo, di cui ora ſia
gio di quaſi tutta la culta Europa, mo per render conto. Noi il dobbia
ſenza aver premeſſi i ſaggi i più plau mo inſieme al favore, che l'illuſtre,
ſibili de' ſuoi ſtudi ſpecialmente in . e dotto Prelato Monſig. Stefano Bor
lingue eſotiche, e queſti nella ſua . gia, di cui tante volte noi abbiamo
più florida età , e ſenza averne la parlato con la lode dovuta al ſuo me
ſciati altri in mezzo al ſuo corſo per rito, generoſamente diſpenſa a tutti
maggior teſtimonianza del ſuo profit i letterati sì nazionali, come eſteri,
to, e de lumi acquiſtati ne'vari luo che ſono i ſuoi amici, e i ſuoi con
ghi di ſua dimora, e particolarmen fidenti. Il trovarſi egli poſſeſſore di
te quì in Roma. Sin dall'anno 1779. un inſigne muſeo, di ogni ſorte di
egli avea ſtampato in Amburgo un antichità, che aduna nella ſua dome
erudito opuſcolo così intitolato: fu ſtica abitazione dell'antichiſſima città
daeorum codicis ſacri rite ſcribendi di Velletri, e l'avere accumulata una
leges ad reste aſlimandos codices ma ſerie di varie monete Cufiche, ſcrit
nu ſcriptos antiquos perutiles: le qua te cioè con que caratteri antichi Ara
li furono da lui tratte da un libretto bici, che dopo l'invaſione di Mao
Talmudico intitolato e pon-on, Maſ. metto ſubentrarono alla più antica a
ſechet ſopherim , e queſto da lui me ſcrittura degli Omeriti, e che furo
deſimo tradotto per la prima volta no così denominati da Cufa città del
dall' Ebraico in Latino idioma . In la Caldea lungo l'Eufrate, fece na
appreſſo pubblicò in Altona ſua pa ſcere in lui il penſiero di comunica
tria l'anno 1780. un altro opuſcolo re al Sig. Adler queſte monete me
S deſi
138
deſime, ed altri fimili monumenti , La più antica di queſte monete ap
ſiccome s'acceſe nel Sig. Adler ſteſſo partiene ai Califi degli Ommiadi, ed
il deſiderio di porre il tutto ſotto il è dell'anno 74o. di Criſto ; ſiccome
ſuo eſame , e quindi di illuſtrarlo , un'altra è di tre anni dopo. Più aſ
come fece in breviſſimo tempo. Pri ſai ne ſuccedono , ma poſteriori di
ma d'entrare egli in materia pensò tempo , che appartengono ai Califi
bene premettere alcuni eruditi prole degli Abaſſidi. Vengono in appreſſo
gomeni , per mezzo de'quali viene altre monete ſpettanti alle dinaſtie a
come a teſſere un'iſtoria delle varie degli Ommiadi , e degli Ebaditi ,
zecche degli Arabi, e a dare notizie coniate in Spagna, ſede de Sarace
affatto nuove , e per l'avanti inco ni per lo ſpazio di molti anni. Si fa
gnite , che egli ha raccolte dalle o luogo in ſeguito alle monete delle o
teſtimonianze di vari accreditati ſcrit dinaſtie de'Fatemidi, le quali appa
tori, e dalle oſſervazioni fatte da lui riſcono coniate e in Egitto, e in Si
medeſimo ſugli ſteſſi monumenti, che cilia, luoghi pure occupati per tanto
ha avuto ſott'occhio. Quindi è, che tempo dai Saraceni. Seguono indi le
abbia egli prima indicato ciò, che - monete ſpettanti alle dinaſtie degli
dagli eruditi ſi era ſinora pubblicato Aiubiti , e queſte coniate in Egitto
ſu queſto ramo di letteratura, ed a ſotto il primo Re Saladino, ſotto il
queſta accurata indagine abbia poi ſecondo Re Otmano , e ſotto Abu
fatto ſuccedere la ſtoria delle mone becro il quarto, come pure in Alep
te Cufiche , o ſia l'eſpoſizione della po ſotto i Re Daher, e Naſer. Non
loro origine, dell'antichità , della mancano neppure monete delle dina
varietà nelle leggende, e ne tipi, e ſtie de' Selgiugi, coniate in Irano ,
della loro promulgazione nelle regio o ſia in Perſia ( e di queſta, che è
ni ſettentrionali ; terminando queſti Arabico - Giorgiana parleremo a par
ſuoi dottiſſimi prolegomeni col moſtra te ) , in Damaſco , e in Iconio ,
re l'uſo , e l'eccellenza di queſte º delle quali una è Arabico - Armena,
monete, come quelle , che atte ſo di cui pure faremo particolare men
no a fiſſare vari punti ſtorici, e geo zione. Hanno le loro monete anche
grafici, e a ſpargere buoni lumi an le dinaſtie de' Turcomani Ortocidi ,
che ſulla paleografia, e filologia de coniate ſotto tre diverſi Re in Mer
gli Arabi . Gl'intelligenti di queſti din, e in Amida . Le dinaſtie degli
ſtudi troveranno quì un cumulo di pe: Atabeci compariſcono parimenti col
regrina erudizione , e maggiore di pregio della zecca, giacchè ſi danno
quello , che a noi ſia ora lecito di due monete coniate ſotto due diffe
adombrare. Sbrigato il Sig. Adler da renti Re in Muſul , ed altre pure -
queſte neceſſarie premeſſe diſcende ad coniate in Aleppo in diverſi tempi.
una ordinata recenſione di queſte e Compariſce perfine decorata dell'ono
monete coniate in diverſe zecche di re della zecca la dinaſtia dei Mogol
oriente, e di occidente, ove era in di Perſia, giacchè quì ſi regiſtrano
uſo la lingua, e ſcrittura Arabica . quattro monete ſpettanti al regno del
- Sul
I 39
Sultano Abu Said Bahadur Chan , cennare una medaglia d'argento ſpet
che fu il ſecondo dopo Mahmud, che tante ad un Imperadore di Perſia di
tolſe il primo dalle monete il nome queſto ſecolo, cioè dell'anno 17 i 9.,
dell'Imperatore della Cina, già con la quale è di quelle , che ſoglionſi
quiſtatore della Perſia . Fa indi ſuc gettare al popolo in tempo, che que”
cedere il Sig. Adler la ſpiegazione di principi prendono ſolenne poſſeſſo del
cinque vetri , che hanno epigrafi in loro impero. Ognuno poi da ſe ſteſſo
carattere Cufico , circa i quali reſta argomenterà, che tutte queſte mone
incerto, ſe debbano averſi o per amu te ſono parte d'oro, parte d'argen
leti, o per monete, e perciò nela to , parte di miſture diverſe, e par
ſcia la diſcuſſione agli eruditi. Coro te di rame ; ſiccome ve ne hanno
ma queſta ſerie di monete Cufiche una moltiſſime delle inedite , e ſin ora.
picciola raccolta di ſimili monete co ignote , e inſieme ve ne hanno delle
niate dai Criſtiani in Sicilia, e que meglio conſervate, e meglio lette, e
ſte ſotto i Re Rogero, Guglielmo I., rappreſentate di quelle, che altre vol
e lI., e Tancredi, e coniate puran te aveano veduto la pubblica luce.
che in Toledo di Spagna, ove coll' Si dà poi compimento a queſto elen
invaſione dell'armi Saraceniche paſsò co numiſmatico Cufico con una pic
anche l'idioma de vincitori , che a ciola ſerie di ſigilli Arabici , atti a
divenne perſino vernaculo ai vinti dare una giuſta idea della calligrafia
in guiſa , che daſſe fra i Spagnuoli Arabica, e dei coſtumi della nazio
de' ſcrittori Arabici, e nel ſecolo XI. ne. Fra queſti il più inſigne è quel
una celebre poeteſſa , chiamata Ma lo, che ci preſenta la deſcrizione del
ria Alfaiſuli Sevillenſe , chiamata la corpo di Maometto; mentre gli altri
Saffo Arabica, le di cui opere ſi re tutti ſono od annulari , o deſtinati
giſtrano dal Sig. Michele Caſiri fra i ad aſſicurare , e chiudere le lettere.
mſſ. della biblioteca Eſcurialenſe . Merita quì pure d'eſſere ricordato il
Queſte monete Arabico - Spagnuole e diſegno del tempio della Mecca , o
hanno poi dato motivo al noſtro Sig. ſia della Caba, ove i Maomettani van
Adler di eſtrarre da queſto catalogo no in pellegrinaggio, e ſi rivolgono
de'codici dell'Eſcuriale , e di riferir ad orare ; il quale è tratto da una pa
quivi lo ſquarcio di un opuſcolo d' tera magica , che eſiſte nello ſteſſo
un certo Macrizi ſopra le monete º muſeo Borgiano , e che è piena di
Arabiche de'Maomettani; il qual ſcrit varie leggende, e figure ſuperſtizio
tore appartiene all'anno 8 18. dell' ſe, e vane, fra le quali vi è anche
egira. Noi abbiamo accennate queſte quella della luna creſcente , non già
monete tutte di Cufica leggenda in da eſſi adorata, eſſendo ciò loro vie
un ſol cumolo , benchè ſi trovino tato nel Corano, ma uſata in memo
molte riferite a parte in un ſupple ria della fuga di Maometto dalla
mento. Ma prima di terminare que Mecca, la quale al dire di Scalige
ſto primo eſtratto vogliamo anche ac ro accade corniculante luna . Tutti
- S 2 queſti
14o
queſti monumenti, ed altri, che ri la muſica greca, egli, e non altri,
feriremo in appreſſo, ſono tutti in farà il grand'Apollo, che ſopra le te
ciſi accuratamente in XII. tavole in nebre della muſica del tempo medio
rame. (ſarà continuato. ) - ſparga copioſo lume, e ci dia a co
noſcere da quai principi, e per quai
gradi è nata e creſciuta la muſica -
B O L O G N A . d'oggi giorno, dall'antica molto di
verſa nella coſtituzione de toni , e
nella miſura del tempo. Divide il P.
Storia della muſica. 7'omo terzo. Martini queſto terzo tomo in otto
A ſua altezza reale D. Ferdinando capi. Nel primo , che tratta della
di Borbon Infante di Spagna cº-c. muſica de greci dallo ſtabilimento del
umiliato e dedicato da Fr. Giambati le olimpiadi ſino all'introduzione del
ſta Martini de minori Conventuali la dramatica ci dà chiariſſime idee ,
In Bologna per Lelio della Volpe 178 1. della Melica , oſſia poeſia modulata
in 8. Art. 1. e cantata , e la comprende ſotto cin
que generi 1. cioè poeſia cantata ſen
2a ſtrumenti. 2. poeſia cantata agli
Noi dobbiamo innanzi a tutto ſi ſtrumenti da fiato. 3. agli ſtrumenti,
gnificare allo ſtampatore di queſt'ope da corda. 4. ad ambedue le forte di
ra il Sig. Lelio della Volpe il riſenti detti ſtrumenti. 5. accompagnata da
mento degli eruditi amatori e profeſ gli ſteſſi ſtrumenti, e dal ballo . In
fori di muſica per la lentezza, con ciaſcuno di eſſi generi diſtingue l'Au
cui egli procede nell'appagare il deſi. tore diverſe ſpecie di armonie, o di
derio del pubblico di vedere termi cantilene ; come per le tibie erano
nata la ſtampa di queſta importantiſ la Dorica, la Frigia, la Ionica, la
ſima opera , unica nel ſuo genere ; Sintona, e la Lidia ; per la cetra le
poichè avendo egli , come modeſta proſodie,o peane in onore d'Apollo &c.
mente ſe ne lamenta l'autore nella Nelle orgie o feſte di Bacco s'ado
prefazione, incominciato a ſtampare perava la melica del quarto genere ,
queſto terzo tomo nell'anno 1775., per il qual genere arrivò la delica
e datolo alla luce nel 1781., non , tezza greca a fabbricare tibie , che
v'ha ſperanza , che ponga ei fine chiamarono citariſtiche , talmente »
a rimanenti tomi, ſe alla ſua vita - congegnate, che il ſuono loro s'ac
lo ſteſſo P. Martini non comunica , cordava mirabilmente col ſuono della
una parte della immortalità del ſuo cetra . Trattando del terzo genere »
nome. E queſto defiderio del pubbli riſolve l'Autore la queſtione , ſe la
co è divenuto una vera impazienza lira foſſe , o nò dalla cetra diverſa,
colla lettura di queſto terzo tomo , e fi dichiara per la parte affermativa
poichè ſe in eſſo l'illuſtre Autore e con queſto convincente argomento :
ci fa veder chiaro nel vaſto caos del Al riferire de'poeti, e degli ſtorici
greci,
14 I
greci, eſſendo il corpo della lira un degli accennati virtuoſi, come degli
guſcio di teſtugine acquatica, o ter altri de'poſteriori tempi, l'A. in pic
reſtre, o pure un teſchio di qualche cioli ramini riporta i ritratti, che da
animale, e il corpo della cetra, per sì rimota antichità ha potuto peſca
teſtimonio univerſale, e ſingolarmen re. Il terzo ed il quarto capo tratta
te della ſacra ſcrittura, eſſendo com no della poeſia dramatica, e dell'ori
poſto di legno ; ed inſegnandoci la , gine, e progreſſo della tragedia, e
ſperienza, che qualunque diverſità di della commedia antica , media , e
materia , accompagnata ancora dalla nuova. Chi non è al chiaro della ſto
diverſità della forma, neceſſariamen ria greca, e del guſto di quella na
te produce diverſità di ſuono , con zione maeſtra di tutte le arti , ſti
vien dire ancora, che diverſi eſſendo merà talvolta queſta trattazione fuor
i ſuoni, diverſa parimente foſſe la di propoſito, regolandoſi dalle idee,
lira dalla cetra. Intorno all'origine che della muſica e del teatro ci ſom
del quinto genere, ovvero all'unione miniſtrano i noſtri tempi. Che hanno
del canto col ballo, il lettore vi tro che fare, dirà egli, le commedie del
verà ſcelte notizie per comprendere Goldoni, o la Merope del Maffei coi
la ſtretta conneſſione, che v'era nel componimenti muſicali del Pittoni, o
la muſica greca tra 'l moto miſurato del Pergoleſi ? Ma ſul ſuppoſto inne
della voce, ed i movimenti del bal gabile, che i greci alla maggior per
lo . Il noſtro ballo qualche avanzo fezione portarono e la muſica, e la
di quella conneſſione conſerva con . poeſia dramatica , e che riputarono
alcune delle canzonette popolari ; neſ queſta inſeparabile da quella, la ſe
ſuno però colla muſica vocale arti parazione della noſtra dramatica dal
ficioſamente compoſta per il teatro, la muſica ci dovrebbe inſoſpettire ,
o per la chieſa; ciò che ci fa ſoſpet dell'una, e dell'altra, e far credere
tare, in queſto genere di muſica qual che i difetti ſoſtanziali delle noſtre
che ſoſtanziale vizio annidarſi , il lingue non ci laſciano conoſcere cer
quale l'educazione ci porta a quali ti ſoſtanziali vizi della noſtra muſica,
ficare di virtù. Nel ſecondo capo , e della noſtra dramatica, i quali vi
che tratta de poeti- melici , lirici , zi offenderebbono un orecchio greco,
muſici, che fiorirono nella ſuddetta e ci farebbono tener da quella nazio
epoca, con bell'ordine raduna l'Au ne per più barbari, che non ripu
tore le notizie, che negli antichi ſi tiamo noi i ſelvaggi dell'America .
trovano quà, e là confuſamente diſ Se la noſtra muſica non procedeſſe ,
perſe ſopra l'età, la patria, e le º ſopra vizi eſſenziali, i quali guaſta
virtù degli antichiſſimi poeti muſici no quella unione inſeparabile, che ,
Archiloco, Xanto, Clona, Polinne preſſo a greci aveva la dramatica ,
ſto, Arione, Steſicoro, Alceo , e colla muſica, non ſi ſentirebbe dire
più altri; e ciò che rende queſt'ope tuttora, che i drami del Metaſtaſio
ra aſſai pregevole, ſi è , che così in ful teatro perdono quella forza di
- eſpreſ
142
eſpreſſione, che ognuno, leggendoli per fondamento le ſei parti di che ,
ſemplicemente ſperimenta. Or per ac compone la tragedia Ariſtotele, fa
quiſtare l'idea, che in tanta lonta- - vola cioè, coſtume, locuzione, diſcor
nanza di tempi, e diverſità d'idee, ſo, apparato, e muſica, il tutto rap
e di coſtumi puoſſi avere della con preſentato coll'azione in ſul teatro;
neſſione della dramatica greca colla e ſu queſto ſuppoſto, impropriamen
muſica, legganſi i due accennati ca te , dice il P. Martini, chiamarono
pi del P. Martini, i quali noi vor. alcuni antichi tragedie i componi
remmo riferir per intiero, ſe la ſtret menti fatti prima di Teſpi in lode e
tezza di queſti fogli lo permetteſſe, degli Dei, e delle geſta degli eroi ,
e ſe foſſe biſogno di dare a conoſce i quali componimenti ſi cantavano
re al pubblico l'immenſa erudizione, o dallo ſteſſo poeta, o da cori cogli
ed il buon giudizio del P. Martini - ſtrumenti, ſenza azione però, e ſenz'
Eccone non per tanto un ſaggio. L' apparato . Teſpi fu il primo , che a
origine del drama, determinatamen miſe ſopra un carro un attore , che
te della tragedia, anteriore alla com ſi chiamò ſtrione, intinto di feccia,
media , in tante diverſe opinioni de o di lacca la faccia, il quale, tacen
gli antichi giace involta, che quaſi te il coro, rappreſentava coll'azione
ne diviene un miſtero. Molti greci at la favola ; e quindi ebbe principio
tribuiſcono l'invenzione della Trage la vera tragedia , la quale eſſenzial
dia a Teſpi ; altri a Frinico : Plato mente conſiſte in ciò che Ariſtotele
ne però all'uno ed all'altro nega , chiama viſta, ſotto il qual nome in
queſto onore, e rapporta quella in tende le perſone in atto d'agire co
venzione ad un vecchio coſtume de gli abiti, e coll'apparecchio del pal
gli Atenieſi , ammaeſtrati in quel co , le quali ſono tutte coſe viſibi
genere di poeſia da Omero; così pure li. Frinico ſullo ſteſſo carro fece rap
Plutarco rintraccia in Omero tutte e preſentare l'azione a una donna , e
le forme della tragedia ; e Suida . mutò il metro de' verſi , che erano
tredici tragici annovera anteriori a . eſametri , in jambi . Eſchilo poi in
Teſpi. Ariſtotele, coſtante nel ſiſte vece d'uno ſtrione n'introduſſe due,
ma di contradire al ſuo maeſtro Pla e decorò la tragedia coll'uſo delle
tone, toglie agli Atenieſi quel van veſti lunghe , e ſopraveſti doppie ,
to, e ne fa un dono ai Dorienſi; e colla maſchera, col coturno , e con ,
tra queſti, e più altri pretendenti al molti geſti di ballo, e ſoſtituì al car
la gloria d'inventori della tragedia, ro ambulante il teatro fiſſo, coſtruen
ſi preſentano eziandio Eſchilo, e So done la ſcena , ſotto la di lui dire
focle. Il P. Martini dunque , guida zione, Agatarco. Sofocle finalmente
to dal ſuo buon giudizio, eſce feli diede il compimento e la perfezione
cemente da queſto laberinto , con alla tragedia , aggiungendovi un
cordando tutte le accennate diverſe terzo ſtrione , accreſcendo il coro ,
opinioni in queſto modo. Mette egli ed ornando vie più la ſcena . Da a
tutto
- 143
tutto ciò , conchiude ſaviamente il trovandoſi di aver già raccolte parec
P. Martini, rilevaſi, che ai quattro chie oſſervazioni concernenti un tal
accennati poeti per ogni conto attri problema intrapreſe di ſcioglierlo ,
buir ſi deve la gloria di aver promoſ non tanto per ambizione della coro
ſo, avanzato, e ridotto a molta per na accademica, quanto per l'utilità
fezione il drama , ſingolarmente il che dalle ſue ricerche potea ridonda
tragico. E queſto giudizio del P. Mar re ai ſuoi compatriotti. Il frutto di
tini è conforme all'origine , e pro queſte ſue ricerche è l'opera che ,
greſſo delle opere d'ogni altr'arte , annunciamo, ed il principal riſultato
le quali mercè gli sforzi di diverſi in delle medeſime ſi è che la febbre
gegni da rozzi principi procedono paſ. petecchiale è una malattia ſui gene
ſo paſſo verſo la perfezione . Con , ris , la quale ha la ſua ſede nella .
ſimile accuratezza diſcorre il P. Mar cute. Egli la diſtingue in benigna ,
tini dell'origine e progreſſo della com. e in maligna , oſſervando a queſto
media, e dell'età, vita, e virtù de' propoſito, che queſta febbre ſuol can
più celebri tragici e comici, aggiun giare aſpetto, a tenore delle parti
tivi molti de ritratti loro in rame . colari affinità che incontra ne' paeſi
(ſarà continuato. ) pe' quali ſi ſpande . Egli indica in .
ſeguito con chiarezza , e preciſione
tutti i ſintomi caratteriſtici di ciaſcu
M O D E N A . na ſpecie ; e da alcuni fatti da lui
oſſervati, e ch'egli riferiſce, viene
º
quaſi per neceſſità condotto a con
Storia di una coſtituzione endemi chiudere che le eruzioni , le quali
co - epidemica di febbri petecchiali con accompagnano le febbri petecchiali
alcune rifleſſioni deſtinate ad illuſtra non ſono da riguardarſi come acci
re la teoria , e il metodo curativo dentali; che deſſe ſovente ſi tengon
di queſte malattie; del Sig. Giovan dietro l'una all'altra in pochiſſimo
mi Baraldi di Modena dottore in me tempo ; e che la prontezza con cui
dicina, e medico della città di Cor ſi fanno ſolleva molto i malati , e
regio . Preſſo la ſocietà tipografica e dipende in gran parte dalla buona
178 I. in 8. diſpoſizione della cute . Egli ha of
ſervato parimenti a queſto propoſito
che l'eſpulſione del miaſma viene
La R. Società medica di Parigi pro molto agevolata da una ſopravvegnen
poſe nel 1778. un premio di 3 eo. li te diarrea, e per lo contrario dal ſu
re ſopra il ſeguente queſito: Deter dore impedita, e trattenuta . I pre
minare ſe ſi dia una febbre petecchia cetti finalmente che prelcrive il Sig.
le eſſenziale , diſtinta dalle altre o Baraldi per la cura della febbre pe.
febbri eſantematiche, ed in qual claſ: tecchiale di qualunque ſpecie eſſa ſia,
ſe debba collocarſi ? Il Sig. Baraldi poſſono comodamente ridurſi a tre
punti
144
punti fondamentali, che ſono 1. L'eva dra , tradotti dall'ingleſe dal Sig.
cuazione della materia morboſa ; 2. Ab. AV.... 1781. in 8.
l'uſo abbondante, e non mai inter
rotto di acqua acidulata o con mine Dopo di avere eſpoſti quei ch'egli
rali o con vegetabili, a tenore del chiama i veri principi dell'elettricità,
le circoſtanze; 3. la cura di mante paſſa l'Autore ad accennare i nuovi
nere ſempre aſciutta e freſca la cute fatti , de'quali ha diſcoperta la ve
dei malati, coprendoli leggermente, rità coll'aiuto della ſola teoria , e
e rinnovando ſpeſſo l'aria delle loro che ha poi avuto occaſione di veder
ſtanze. Fra le note onde queſt'opera confermati da un grandiſſimo numero
è arricchita, due ve ne ſono più del di eſperienze . La maggior parte di
le altre intereſſanti, la prima riſguar queſte eſperienze riguardano una ſin
dante una congettura dell'Autore il golare ſcoſſa elettrica , che Milord
quale crede che le convulſioni raffred Mahon diſtingue dalle già note col
dino non ſolo la cute, ma ancora le nome di returning ſtroke, che noi di
viſcere ed il ſangue , e la ſeconda remmo contro - colpo . Egli ſpiega in
relativa ad una peripneumonia bilio qual modo queſto contro - colpo poſ
ſa , la quale terminò in alcuni con ſa aver luogo in virtù di un'eſploſio
eſantemi ſimili a quei della febbre ne elettrica, la quale ſcoppi ad una
petecchiale; fenomeno che fu poi di grandiſſima diſtanza, e come eſſo poſs
nuovo oſſervato in Firenze da due ſa in alcuni caſi arrecar la morte al
dotti medici, i Sig. Torregiani e Du le perſone che vi ſi trovano eſpoſte,
razzini, ai quali queſta ſtoria è de e danneggiare conſiderevolmente gli
dicata, edifizi. Queſta nuova teoria del con
tro - colpo ſomminiſtra all'Autore la
L O N D R A . principal ragione, ond'egli ſi vale,
per dimoſtrare il primario aſſunto di
Principes d'elettricite di c. Principi queſta ſua operetta, cioè che i con
di elettricità contenenti molti teoremi duttori, per riuſcire efficaci allo ſteſ
appoggiati a nuove eſperienze , con ſo tempo e ſicuri, dovrannoſi fare,
un'analiſi de' ſuperiori vantaggi de' più che ſarà poſſibile, alti ed appun
conduttori alti ed appuntati, di Mi tati ,

lord Mahon della ſocietà R. di Lon


Num. XIX. ci 178 2e Li 11. Maggio
º oi

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A. e per l'avanti ſconoſciute . Le rela


zioni, che la ſacra congregazione »
Muſeum Cuficum Borgianum Ve de propaganda fide tiene colle parti
ditris illuſtravit facobus Georgius d'oriente, hanno fatto acquiſtare al
Chriſtianus Adler Altonanus. Roma ch. Monſig. Borgia, che è degniſſimo
apud Antonium Fulgonium 1782. in ſegretario della medeſima, oltre l'idoi
4. Art. 11. ed ult. lo ſteſſo, un libretto mſ. Italiano ,
che preſenta varie notizie ſpettanti
Il poſſederſi dall'illuſtre Prelato alla ſtoria de'Druſi, le quali poichè
Monſig. Borgia un idolo orientale di ſono tratte dai loro libri meritano
ottone, ſcritto con caratteri Cufici, tutta la credenza . Su queſte tracce
e per lo più arcani , per ogni ſua pertanto prende il Sig. Adler a parlaº
parte, ed eſprimente un vitello, ha re di queſto popolo, di cui in primo
dato origine ad un nuovo opuſcolo, luogo eſamina l'origine , e l'iſtoria ;
intitolato Monumentum Cafcum Dru indi parla della loro religione , e º
ſorum , il quale va anneſſo all'ante perfine eſpone alcune loro leggi, ed
cedente, ed è lavoro dello ſteſſo Sig. iſtituti . Non attenendoſi pertanto il
Adler. Alla tavola X. e XI. ſi tro noſtro Autorc nè a que”ſcrittori, che
va inciſo in diverſi aſpetti queſto ido donano a queſto popolo troppo alta
lo , il quale per relazione di alcuni origine, nè a quelli, che la ſtabili
Monaci orientali abitanti in Roma ſi ſcono troppo baſſa, e trovando ciò ,
sà appartenere al popolo de' Druſi, che ne dice Macino nella ſua ſtoria
che occupa una parte del monte Li Arabica ( benchè per errore degli
bano. Di queſto popolo è molto oſcu amanuenſi ivi ſi abbia Darari per
ra l' iſtoria, ſiccome arcana è la re Druſi ) eſſere in molta conſonanza »
ligione per il ſommo riguardo, e per con ciò , che contienſi nel lodato li
l'infinita gelosia, con cui in mezzo bretto Borgiano, viene perciò ad af
alla loro riſtrettezza ſi governano . fermare, che i Druſi abbiano avuto
Tutte le coſe pertanto, che ora quì origine da un certo Druſo Perſiano,
ſi producono riſpetto a queſto popo venuto col nome di Hakem in Egitto
lo , ſi poſſono , eccetto poche , ri l'anno io 17., il quale ſi ſpacciò per
guardare come coſe affatto nuove e un Dio diſceſo in terra dopo aver afº
- - -- e T ſunto
146
ſunto l'uman corpo . Laſciò quindi del vitello adorano il loro Dio Hakem,
un codice di leggi da oſſervarſi da . che ſignifica governatore. Il giorno
quelli, che fatti ſi foſſero di lui cul di venerdì è quello della loro ſinaſſi
tori. Succeſſe a queſto Druſo , det al tempio , ove recitano alcuni verſi
to anche da Macino Muhamed , un dai loro libri, e fanno una certa .
certo Hamze, che ſi arrogò il nome picciola merenda. Siccome l'idolo del
di principe, e di ſacerdote de fede vitello ſimbolico non è viſibile , ſe
li, e che ſi enunciò come ſucceſſore non alla caſſe degl'intelligenti , e ,
di Hakem . Per mezzo di alcuni mae perciò neppure può vederlo l'Emir,
ſtri inſorti fra queſto popolo, de'qua che ſi elegge dalla claſſe degl'igno
li i più celebri ſono Carbacras , e , ranti, così molti deſiderano paſſare
Bicar, queſta nuova ſetta fece così da una claſſe all'altra , e ſubiſcono
rapidi progreſſi , che già nell'anno quindi un eſame avanti un loro ſom
495. dell'era de' Turchi ſi contava mo ſacerdote. Queſt'eſame degl'ini
no 16ooo. Druſi nell'Egitto . Ora , ziandi ſi reca quì (pag. 1 16.) dall'
poi queſto popolo è nella ſua maggior accennato libretto Borgiano nel ſuo
copia riſtretto nel monte Keſruan , teſto Arabico con la verſione Lati
che è una parte del monte Libano, na a lato, e con alcune note , dal
e in altre adiacenze; e vien gover quale appariſce, che il nume di que
nato preſentemente, cioè da 17 anni ſto popolo ſi chiama ora Hakem, ora
in quà, da un ſol principe, chiama Hamze , ora Salomone Perſiano , e
to il grande Emir, quando erano pri che ſi reputa il vero Criſto, ſebbene
ma ſino a ſette queſti principi. Que ſtaſſe egli naſcoſto fra i diſcepoli di
ſto nuovo principe ha anche a ſe ſog Criſto Nazareno per certi ſuoi fini ,
getti dei Criſtiani, e paga un annuo come que miſeri vanno follemente »
tributo al ſultano di Conſtantinopo immaginandoſi . Segue il ſimbolo di
li, come nota anche il celebre Sig. fede, che deve recitare l'iniziando,
Giovanni Mariti ne' ſuoi viaggi per e la formola dell'iniziazione: il tut
l'iſola di Cipro, e per la Soria, e to in Arabo , e in Latino - Reſta a
Paleſtina. Diſcendendo poi alla loro dirſi del codice delle loro leggi , il
religione , che occultano agli eſteri quale ( ſecondo l'accennato libretto
con grandiſſima geloſia, ora per mez Borgiano) è compoſto di due volumi,
zo del noto libretto Borgiano ſi ſco de quali uno ſi ſpaccia dettato da .
pre, che queſti Druſi ſi dividono in Hamze per bocca di Hakem , e che
due claſſi, l'una degl'ignoranti, l'al ſi conſerva, e ſi legge ſolamente dal
tra degl'intelligenti; ed è ben mani capo degl'iniziati ; l'altro è diviſo
feſto, che i primi non ſono, che ma in due parti , delle quali la prima -
teriali oſſervatori di una certa legge, contiene il libro de'documenti , e ,
ed i ſecondi ſono partecipi degli arca degli arcani della religione Druſa ,
ni della religione. Hanno coſtoro i e la ſeconda una lettera, che ſi di
loro templi, adorano un idolo eſpri ce ſcritta all'Imperatore Coſtantino.
mente un vitello, e ſotto il ſimbolo A reſtringere in breve i principali iſti
tuti 3
i 1,
titi, co' quali coſtoro vivono, prin il Sig. Adler fare un alfabeto di queſti
cipal ſiſtema di queſto popolo è il caratteri, cavato dalle monete ſteſſe,
filenzio, ond'è , che eſſi ſi fingono paragonandolo indi con quello, che
Criſtiani coi Criſtiani , Maomettani ſi ha ne' libri mſſ., e notando tutte
coi Maomettani ; hanno apparente le tratte particolari , che poſſono in
mente una ſola moglie , ma poi ſi durre varietà, e le ſteſſe note nume
permettono concubine eſtere, ed ogni rali , che hanno dato origine alle º
ſorte di libidine, purchè tutto ſi fac noſtre uſuali. Tutta queſta fatica poi
cia di ſopiatto. Ignorando il popolo viene eſpoſta in un colpo d'occhio
il ſiſtema religioſo, che è il più aſ alla 1. tavola delle XII., che orna
ſurdo, ed il più ridicolo di tutti, e no queſto elegante libro , come di
che noi abbiamo pena di riferire, vi cemmo. Ora ci rimane a dir qualche
ve per conſeguenza ognuno , come coſa di due particolari monete, che
più gli pare, e piace. Premeſſe tut promettemmo di eſporre ſeparatamen
te queſte coſe, paſſa il noſtro Auto te dalle Cufiche per la loro ſingola
re a parlare dell'idolo di queſta gen rità. La prima di queſte, che è in
te , cioè del vitello , che abbiamo ciſa al num. XXXII. della tav. IV.,
già indicato, il quale ſebbene ſoglia da una parte ha una leggenda Ara
eſſere d'oro, o d'argento , pure a bica , dall'altra poi un'altra Iberi
queſto, come ſi diſſe, è di ottone, ca, o ſia Giorgiana. Per eſſere ſcrit
ed è carico di leggende , e di cifre ta la leggenda Giorgiana con i ca
ignote, ſparſe per ogni parte del cor ratteri letterali introdotti ſino dalla .
po vitulino. Dichiara ingenuamente metà del ſecolo V., e non coi fami.
il noſtro Autore d'ignorare il ſigni gliari, chiamati Kedvuli, è manife
ficato di queſte ſigle Arabiche, nelle ſto , che queſta moneta è anteriore
quali appunto deve conſiſtere l'arca all'anno 1312., in cui furono intro
no religioſo , e delle quali molto ſi dotti queſti ſecondi per uſo del calen
compiacciono gli Arabi. Oſſerva pe . dario nazionale. Reca quindi il Sig.
rò, come vi hanno in queſte leggen Adler la leggenda Giorgiana colla ſua
de e lettere comuni, e cifre, e que interpretazione, data da un Monaco
ſte così inſieme alternate , e miſte Giorgiano, dimorante ora in Roma,
da non potere combinare verun voca chiamato il P. Stefano Avutandil, e
bolo Arabico. Poichè molte di que appunto queſta , che è analoga all'
ſte lettere ſono pure di forma Cufica, Arabica, benchè difficile a leggerſi,
queſto ſingolar monumento è ſtato per ci dà il nome Georgii Regis, 7’ama
ciò giudizioſamente aſſociato a tutta rae filii, totius Cartlidis, c Kake
queſta infigne ſerie di monete Cufi tis domini, che ſembra non eſſer al
che ; e ſe il monumento ſteſſo non , tro, che il Re de'Selgiuci d'Iconio,
ha potuto ricevere illuſtrazione per detto Cai - cobad, che vivea nel ſe
la ſua intricata ſcrittura, molto lume colo XIII., e ſegnatamente tra l'an
però ha ricevuta per queſto lavoro no i 2 19. e 1236. Queſta moneta per
la ſcrittura Cufica , avendo potuto tanto ci comprova, che in quel tem
T 2 po »
a 48
po, come al preſente, erano inſieme dà il Sig. Adler la ſpiegazione anche
unite le due provincie della Giorgia, di queſti. Pregevole, per parlare di
“Cartli, e Kaketi. La ſeconda mone , queſta ſola, è la corniola, che orna
“ta, che ci reſta a riferire , è inciſa il fronteſpizio, e che rappreſenta la
al num. XXXIII. della medeſima , Vergine col bambino Gesù, ſotto la
tavola IV. , la quale è di argento, quale, benchè ſembri inciſa in Per
e che era ſtata per l'avanti pubbli ſia , ſi legge in lettere Arabiche il
cata dal du Cange, ma poco accu motto: Adoro te Maria, oppure ſo
ratamente, riputando egli perſino Go ſtituendo altri punti vocali: Ancilla
tici quei caratteri, i quali ſono ma - tua Maria. Queſta in ſomma è un'
nifeſtamente Armeni. Due leggende opera tutta nuova, la quale per con
preſenta queſta moneta parimenti , tenere tanti monumenti, e lumi pe
una Arabica , e queſta ridotta nell' regrini, e per eſſere un compleſſo non
idioma Latino è la ſeguente : Ma meno di ſomma erudizione , che di
gnus Sultanus ſplendor mundi , cº ſomma modeſtia, fa onore ugualmen
religionis, Cai - Choſru , filias Cai te al dotto Sig. Adler, che l'ha com
cobadi, e nel margine ſi legge l'equi poſta , che al ch. Monſig. Borgia ,
valente di queſt'altra : Cuſus Sis 637., che l'ha promoſſa, e l'ha pubblicata -
eſſendo già Sis la reſidenza de Re a
dell'Armenia minore, e l'anno 637. B O L O G N A .
equivalendo all'anno dell'era volga
re 1244. L'iſcrizione Armena poi tra Storia della muſica. 7'omo terzo.
dotta pure in Latino ci preſenta quan A ſua altezza reale D. Ferdinando
to ſegue : Hetom Rex Armenorum. di Borbon Infante di Spagna cº-c.
Quindi è manifeſto, che l'Armenia tumiliato e dedicato da Fr. Giambati
andava di quel tempo ſoggetta al Re ſta Martini de minori Conventuali
de' Selgiuci d'Iconio, e che il Re In Bologna per Lelio della Volpe 178 -
Armeno Haitone , come i noſtri pro in 8. Art. II. ed ult. -

nunciano , benemerito delle ſante e


ſcritture , delle quali collazionò la Il capo quinto tratta della muſi
verſione Armena colla Latina, fu in ea, colla quale venivano accompagna
ſtallato nel trono dal ſuddetto Re de' ti da'Greci i drammi tanto tragici, che
Selgiuci, nella quale occaſione fu co comici. Teſpi, primo iſtrione greco,
niata queſta moneta. Queſta è tanto rappreſentava, e cantava i propri dram
più pregevole , quanto che è noto mi, e fi accompagnava colla cetra -
mancare gli Armeni di moneta pro Poi i poeti, parte per mancanza di
pria, e valerſi della Perſiana. Poi buona voce, parte per non poter eſer
chè il fronteſpizio di queſt'opera, ed citarſi nel canto quanto abbiſognava
alcuni finali ſono ornati di alcuni mo il meſtiere di iſtrione, ſtipendiarono
numenti Arabici conſiſtenti in mone cantori e ſuonatori , che rappreſen
te, e gemme dello ſteſſo muſeo Bor. taſſero i drammi loro, e ſuonaſſero, e
giano , perciò in fine dell'opera ci cantafſcro la loro muſica. Poi anco
- - Id ,
- - - 149
ra, moltiplicandoſi i modi, e gli ar deſtra mano. Il Lidio era il più acu
tifizi muſicali coll'apparato e luſſo to , e ſi accompagnava con due ti
del teatro , pur la muſica per i dram bie ſiniſtre , ovvero ſuonate colla ,
mi venne compoſta da compoſitori, o mano ſiniſtra. Il Frigio era medio tra
maeſtri di ſola muſica , e così le º quei due eſtremi, e ſi accompagna
quattro profeſſioni di poeta, compo va con una tibia ſiniſtra, e con un'
ſitore di muſica , cantore , e ſuona altra deſtra : onde par doverſi con
tore, le quali in principio ſi riuniva chiudere, che le tibie deſtre rende
no in una fola perſona, andarono a vano i ſuoni più gravi, e le finiſtre
ſepararſi l'una dall'altra . Per dare più acuti: e le une e le altre acco
una idea chiara della muſica dramma modate al ſuono della cetra ſi chia
tica , il P. Martini divide con Diome marono citariſtrie. Quindi prende pie
de il dramma in tre membri , diver de il P. Martini a ſpiegare i quindici
bio cioè , monodio , e coro . Il di modi della muſica greca colle riſpet
verbio, che noi diremmo colloquio, tive loro proprietà riſguardanti così
fu introdotto da Eſchilo, poichè pri l'eſpreſſione, come la natura de'ſuo
ma di lui, come s'è detto di ſopra, ni : e dichiarate le mutazioni , cui
un ſolo iſtrione, alternando col coro, ſoggiacque il coro, tanto nel nume
recitava tutto il dramma. Sul diverbio ro, quanto nella qualità delle perſo
v'ha la difficoltà ſe gl'interlocutori ne , e la maniera, con cui eſſo coro
lo cantavano, o ſemplicemente lo re ſi preſentava ſul palco, e s'intralcia
citavano. Il P.Martini , non trovanº va col canto degl'iſtrioni, ci dà per
do negli antichi teſtimoni ſufficienti compimento di queſto capo la deſcri.
a riſolvere la queſtione , la laſcia . zione , colla pianta architettonica,
indeciſa ; benchè in favor del canto. del teatro greco, e del romano; e ,
ſembra inclinare ; ciò che, atteſa la de tre ordini di celle, o buche ſca
maniera, con cui gli antichi parlano vate ſotto ai ſedili degli ſpettatori
del dramma, come di coſa inſeparabi coi vaſi di rimbombo collocati in eſ.
le dalla muſica, pur ſembra a noi più ſe buche ed accordati , nell'infimo
veriſimile; e talvolta non lo dicono ordine de ſedili , ſecondo il ſiſtema
eſpreſſamente, perchè lo ſuppongono enarmonico; nel ſupremo , fecondo
coſa eſſenziale al dramma. Il monodio il diatonico; e nel medio , ſecondo
o locuzione d'un ſolo iſtrione non v' il cromatico. Talvolta il P. Martini,
ha dubbio che ſi cantava, e queſto per non contravvenire alle leggi di pu
ancora ſembra di provare, che ſi can ro ſtorico, non ci manifeſta, come
tava il diverbio. Il canto del mono ci ſarebbe ſtato a caro, il ſuo ſenti
dio variava di modo ſecondo l'eſpreſ mento intorno all'utilità, o inutili
ſione della parola, ed i modi fonda tà di quei vaſi. Che i vaſi, e le ,
mentali erano il Dorio , il Frigio, buche ancora conduceſſero col rim.
ed il Lidio. Il Dorio era il più gra bombo a portare le voci più chiare
ve, e ſi accompagnava con due ti alle orecchie degli ſpettatori, non è
bie deſtre, vale a dire ſuonate colla da dubitarſi ; ma quella accordatura
- de?
15 o
de'vaſi ſecondo i ſiſtemi armonici ſem chenò, nondimeno, per quel ſuo in
bra a noi una di quelle tante inutili nato candore , non dilegua punto i
ſottigliezze, a che in ogni altra ma fondamenti dell'altra ſcuola ; anzi vi
teria portò i greci l'ingegno loro ſo ſi vede aver la ſcuola Pitagorica ,
verchiamente acuto : e lo ſteſſo Vitru riportato il trionfo ſopra l'Ariſtoſſe
vio , da cui abbiamo quella deſcri nica per opera de filoſofi della ſcuola
zione, ce ne ſomminiſtra la prova. Aleſſandrina, i quali per deificare a
Ei dice, che ne'teatri di Roma ſi tra Pitagora, e canonizzare le ſue opie
laſciarono d'aprire quelle buche , e nioni , appeſtarono tutte le ſcienze
di collocarvi quei vaſi , perciocchè di ragioni numeriche, e d'idee aſtratº
eſſendo ſtati fabbricati di legno, dal te, e così ſottili, che ſvaniſcono :
legno ne veniva il rimbombo , che arrivando in fatto di muſica , come
nel teatro greco, coſtrutto di marmo, narra Porfirio, uno de principali im
producevano quei vaſi : ora i legni broglioni di quella ſcuola, a ſtabili
del teatro romano non erano certa re come aforiſmo , doverſi rigettare
mente accordati ſecondo i ſiſtemi ar il giudizio del ſenſo in confronto del
monici; dunque pur le buche, ed i la ragione, e per ragione intende a
vaſi del teatro greco avrebbono pro la ragione numerica, quaſi che ragio
dotto il bramato rimbombo ſenza quel nar non ſi poſſa che ſopra i numeri ;
la accordatura. Intereſſantiſſimo è per coſicchè una melodia, un accordo ,
i dilettanti della teorica muſicale il quantunque non aggradi all'orecchio,
capo ſeſto , che tratta degli uomini deeſi ſoſtener per buono ed armoni
illuſtri greci, che maeſtri furono nel co, purchè proceda dalle ragioni nu
la muſica si teorica, che pratica. In meriche Pitagoriche; al qual aforiſmo
eſſo il P. Martini, incominciando da puoſſi debitamente dare il titolo di
Pitagora, con eſattezza maeſtrevole aforiſmo eſterminatore della muſica ,
narra, e calcola i vari ſiſtemi di ra Al contrario dalla ſteſſa ſpiegazione
gioni numeriche attribuiti dai greci del P. Martini ſi ſcorge, che ſe la .
al tetracordo , da chi uno , da chi ſcuola Ariſtoſſenica, in vece di ap
un altro; ed eſpone le diverſe ſette pellarſi al ſenſo in generale, la qual
di muſici quindi inſorte; in partico. eſpreſſione ſi può prendere in ſenſo
lare le due più famoſe, la Pitagorica falſiſſimo, aveſſe poſto per fondamen
cioè , e l'Ariſtoſſenica: la Pitagori to della muſica uno ſperimento uni
ca , che ſino a dì noſtri è prevalu verſale, ed invariabile, e da queſto
ta, la quale ogni accordo, ogni ar ſperimento dedotti, coll' uſo della ,
monia , ogni fatto di muſica ricava ragione, cioè della facoltà di ragio
dalle ragioni numeriche ; l'Ariſtoſſe nare, oſſia della buona logica , gli
nica, affogata quaſi in culla, che - accordi, e le armonie, tal maniera
rigettava quelle ragioni, e poneva - di trattare la teorica della muſica ſa
per ragione d'ogni armonia il ſenſo: rebbe ſtata del tutto ſimile alla ma
Il P. Martini, avvegnachè ſi moſtri niera, con cui ſi trattano oggigiorno
della ſcuola Pitagorica ſeguace anzi le ſcienze fiſiche , e le arti d'inge
gno :
I5 E
gno : e ſiccome , mercè queſto me ce più ſoave, ſoſtenuta, diſteſa ugual
todo la maggior parte delle arti e mente, e d'una ſteſſa forza dal prin
delle ſcienze ſi ſono ripurgate dalle cipio ſino al fine , rinforzandola a .
inutili ſpeculazioni della ſcuola Aleſ poco a poco, diminuendola quaſi in
ſandrina, così pur è da ſperare, che ſenſibilmente, e paſſando da una no
coll'andar del tempo la ſcuola Ari ta all'altra con delicatezza, ſul qual
ſtoſſenica venga a trionfare ſopra la propoſito, a confuſione de noſtri mu
Pitagorica. I capi ſettimo, ed otta ſici ſtritolatori di note, vogliam ripor
vo, contengono la ſtoria de'celebri tare ciò che in fine di queſta diſſer
muſici, e degli ſcrittori di queſt'ar tazione dice il P. Martini avergli rac
te, che fiorirono fino alla decadenza contato il celebre muſico Antonio
della ſcuola Aleſſandrina , la lettura Bernacchi . Queſti portatoſi in To
de quali capi non poſſiamo fare a me ſcana al monaſtero dei Religioſi della
no di raccomandare per la chiarezza Trappa , giunſe alla loro chieſa np
e buona ſcelta di notizie , con cui punto ſull'ora di terza, in tempo che
il P. Martini ci rende famigliari i fat ſalmeggiando lodavano Iddio . Reſtà
ti, e le vite di tanti uomini celebri ſorpreſo il Bernacchi nel ſentire un'
della più remota antichità . Chiude tunione di quelle voci sì giuſta, che
l'illuſtre Autore il tomo con una diſ ſembravano una ſola voce, ammirò la
ſertazione piena di buon ſenſo ſopra loro eſattezza nel proferire ogni ſilla
gli effetti prodigioſi prodotti dalla e ba, nello ſpianare, eſtendere, e ſo
muſica degli antichi greci . Non i ſtenere la voce , talche gli ſembra
ſchiera il P. Martini quella ſerie di romo, anzichè uomini , angioli occu
miracoli muſicali, la più parte favo pati a lodare Dio. Diſſe allora fra
loſi, de'quali ſuolſi inorpellare l'elo ſe il Bernacchi: Ah quanto io mi ſo
gio della muſica greca ; ſolamente o no di me ſteſſo fin quì luſingato ! Io
ſuppone in generale, aver avuta quel mi credeva, dopo una eſatta, e lun
la muſica, più aſſai della noſtra, poſ. ga applicazione all'arte del canto ,
ſanza a muovere gli effetti ; e di que dopo il finiſſimo magiſtero di un Pi
ſta poſſanza rende per cagioni effica ſtocchi, dopo di avere diligentemente
ciſſime la ſemplicità delle armonìe; fludiato ſu quelle parti tutte, che ,
la gran varietà di piedi poetici, da' rendono più perfetto il canto , e de'
quali prendeva il canto andamento, a ſuoi più preciſi e ſingolari ornamenti,
ciaſcun de'quali andamenti o piedi eſſendo ſtato ancora dalla natura do
corriſpondeva qualche movimento tato d'una favorevole voce , io mi
dell'animo ; la ſcrupoloſa ſcelta di credeva di potere ſenza timore di com
lettere , di ſillabe e di parole acco petenza eſercitare la mia profeſſione:
modate al ſentimento, la quale ſcel ora però eſco impenſatamente d'in
ta non lice fare a noi a cagione del ganno, dovendo pur confeſſare, che
la rozzezza delle noſtre lingue, e , la eſattiſſima ſalmodia di queſti re
loro proſodie ; ſopra tutto la buona ligioſi ſeco porta tai pregi e qualità,
maniera di cantare, rendendo la vo per cui il loro canto ſi rende al mio
ſupe
i 52
ſuperiore. E noi invece di congra gato, de' particolari e terribili effeta
tularci col noſtro chiariſſimo Autore ti de reumatiſmi delle Indie , dello
per le ſue glorioſe fatiche compian ſcorbuto, delle malattie veneree, ed
geremo la muſica, la quale ſcoſſo fi infine delle malattie chirurgiche ,
malmente il ſoave giogo degli am che hanno più ſpeſſo luogo ne'climi
maeſtramenti dei Bernacchi , e dei caldi , e nelle lunghe navigazioni -
Martini, corre al precipizio in balia Finalmente per concluſione dell'opera
allo ſregolato capriccio di cantanti, ſi ſtabiliſcono dal noſtro Autore le a
e di compoſitori ſenza ſtudio, e ſen quattro ſeguenti propoſizioni. 1. Che
za dottrina. poche ſono le malattie del mare. 2.
Che gl'Italiani, per eſſer già accoſtu
L I V O R N O . mati ad un grado maggiore di caldo
degli Oltramontani, ſono più atti alla
Oſſervazioni intorno alle malattie navigazione ne' climi caldi. 3. Che
che attaccano gli Europei nei climi gl'Italiani eſſendo men diſpoſti alla ,
caldi, e nelle lunghe navigazioni, di nera malinconia, ſono più capaci a
A/iccola Fontana Cremoneſe nel ſuo reſiſtere ne' viaggi di lungo corſo .
viaggio all'Indie orientali dall'anno 4. Che non eſſendo troppo carnivo
1776. al 1781. Livorno 1782. in 8. ri, ed eſſendo amici della pulitezza
del corpo, men facilmente incontra
L'Autore indica primieramente » no lo ſcorbuto ed altri mali , che a
nella ſua prefazione gli effetti più ge l'immondezza e l'intemperanza rende
nerali prodotti dal ſoverchio calore ſpeſſo contagioſi ſulle navi provenien
in quei che non vi ſono avvezzi , ti dal Nord . Le quali propoſizioni
ſeguendo in ciò le tracce e gl'inſe potè egli probabilmente con ſicurezza
namenti de due celebri medici In ſtabilire nel ſuo viaggio all'Indie a
gleſi Lind e Clark , i quali hanno Orientali di quaſi cinque anni a bor
più di tutti gli altri eccellentemente do la nave imperiale Giuſeppe e 7’e
parlato delle malattie che infeſtano reſa equipaggiata di 155 perſone la
gli Europei ne'climi caldi, e ſpecial maggior parte italiani. Queſto libro
mente ne'lunghi viaggi di mare. Quin è ſcritto con molta chiarezza di ſti
di dopo di alcune tavole meteorolo le, e con pulita fraſe italiana; pre
giche de' giorni , ne'quali egli ha . rogative le quali ſi fanno ſpeſſo deſi
fatto le ſue oſſervazioni , paſſa in derare ne'noſtri ſcrittori chirurgici ,
otto capi a parlare ſucceſſivamente » anche Toſcani , ne' quali ſperiamo
delle febbri remittenti o continue , dovrà ſuſcitare un gentil roſſore il
della diſſenteria, della cholera, dell' lodevole eſempio del Sig. Fontana, ed
epatidide e di altre malattie del fe animarne una nobile emulazione.
Num. XX. 1782. Li 18. Maggio

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

3R O M A. alcuni di religione , ſono ſtati facil.


mente preſi per Atei non pure da'
Saggio di ſtoria Americana , o ſia meno accorti viaggiatori, ma ezian
ſtoria naturale, civile, e ſacra de' dio da alcuni miſſionari. La ſola im
vegni e delle provincie Spagnuole di perizia però delle lingue dell'Orinoco
terra - ferma nell'America meridiona potè farli cadere in tale errore, aven
le, deſcritta dall'Abate Filippo Sal do coſtantemente trovato il Sig. Ab.
vatore Gilij, e conſecrata alla ſan Gilij , che le voci ineluttabili della
tità di AV S. PAPA PIO VI. felice natura han forzato le nazioni Orino
mente regnante. 7'omo III. della re cheſi, ſiccome tutti i popoli, anchc
ligione e delle lingue degli Orinoche i più barbari dell'univerſo, a rico
ſi, e di altri Americani. Per Luigi noſcere un eſſer ſupremo, ſenon con
Ferego erede Salvioni ſtampator Va atti morali, almeno intellettualmen
ticano nella Sapienza . 1782. in 8. te. Le nazioni Orinocheſi o ſono Ca
Art. L ribi e ſimili ad eſſi, e conoſcono Ama
livaca ( così chiamaſi in loro lin
Ecco felicemente giunta al ſuo ter gua l'eſſer ſupremo ) o ſono Mai
zo, ed ultimo volume queſta bella , puri, e di linguaggio ſimile al loro,
ed intereſſante ſtoria dell'Orinoco, e danno all'eſſer ſupremo il nome di
di cui con ſommo piacer noſtro , e Purrunaminari , che il noſtro Sig.
ſperiamo anche de'noſtri lettori, ab Ab. Gilij volentieri interpreterebbe e
biamo già riferiti i due volumi pre il padrone del tutto. Ma a diſpetto
cedenti. In queſto che ora annuncia de” noſtri moderni filoſofanti non ſo
mo, ſiccome ſi vede dal titolo, par lo non vi ſono Atei nell'Orinoco, ma
laſi della religione e delle lingue de neppure materialiſti . I 'amanachi
gli Orinocheſi, e di altri Americani. chiaman l'anima mande , e quande
Cominciamo dalla religione , e pri un muore dicono uanangaccè, cioè
mieramente dalla religione antica de a dire, è reſtato ſenz'anima ; oppu
gli Orinocheſi, che forma l'oggetto re inan tuteccè , che ſignifica l'ani
del 1. libro. Non avendo gli Orino ma di lui è partita; tanto è loro in
che ſi nè tempi, nè ſagrifizi, nè riti mente radicato, che queſta porzione
dell'
154
dell'uomo non muore. Lo ſteſſo vuol &c. Queſti medeſimi Indiani penſano
dirſi di tutti gli altri Orinocheſi. Non ſull'origine dell'uomo in un modo
conoſcono meno il demonio, e tenen cotanto ſimile al noſtro, che non può
dolo per uno ſpirito infeſto, lo temo dirſi di più. Avendo loro parlato un
no ſommamente. Ha notato anzi più giorno il noſtro Autore ſull'eſiſtenza
volte il noſtro Sig. Ab. Gilij , che i di Dio, e ſulla creazione, propagazio
Tamanachi i quali lo chiamano jo ne e diſperſione dell'uomo, nel ritor
lochiamo, ed altri Orinocheſi gli at. narſene a caſa udì che il fratello di
tribuiſcono ingegno e ſuperbia, ſic un regolo diceva ad un altro Tama
come noi; coſicchè dicono ſpeſſo che naco : Hai tu ſentito coſa ha detto
parla come il demonio qualcuno, il di il miſſionario ? Così nè più nè meno
cui parlare ſia ſpiritoſo ed acuto, o parlavano i noſtri vecchi . Rimaſe e
qualcuno che vanamente ad altri ſi ſorpreſo ad una tale propoſizione il
preferiſca. Non meno di queſta tra Sig. Ab. Gilij, e rivoltoſi a quel Ta
dizionale cognizione ricevuta da co manaco , ed invitandolo a parlare ,
muni protoparenti trovaſi ſparſa fra da efſo unitamente al regolo ſuo fra
gli Orinocheſi la notizia di un dilu tello gli fu riſpoſto così i 7 evinitpa
vio univerſale. Tutti lo conoſcono, nò mucurà ti temgiarè itòto & c. cioè, ,
e non giunge lor nuovo , quando la ,, diceſi che tutti ſiam figli di uno,
prima volta lo ſentono mentovare da' ,, e che venghiamo tutti, comecchè
miſſionari; e queſto è ſi vero che nel , di colore diverſo, da un uomo ſo
le grandi e dirotte piogge i Tama , lo che ci precedette . Il ſole co
machi ſtanno tutti mutoli nelle loro , cente, le fatiche, e la penoſa vi
capanne , temendo che torni di bel », ta che noi meniamo , ci rendono
nuovo ai loro giorni . I 7’amanachi ,, foſchi ; fummo già bianchi. Da ,
medeſimi dicono Apòtonomò uoccil-ja , principio la gente ſtette tutta in
ve nono nuomàine tuna - guacà tem , un luogo ; dipoi eſſendo troppo
giare; cioè ne'tempi antichi de'noſtri , creſciuta , ſi diſperſe pel mondo
vecchi ſi ſommerſe nell'acqua tutta », &c. , Ma per molto bene che o
la terra. Non vi rimaſero , dicon , della creazione dell' uomo parlino i
eſſi, ſe non due ſole perſone , un 7’amanachi e gli altri a loro ſimili,
maſchio e una femmina; ma non ne i Maipuri ne diſcorono anche meglio
raccontano i nomi . Domandati dal e più diſtintamente. Fra queſti un
Sig. Ab. Gilij in tempo, che accadde certo regolo Caravana, il quale non
il diluvio , ove ſteſſero i Tamana ſapea punto nè poco la Spagnuolo ,
chi? In quel tempo i noſtri vecchj, onde poterſi ſoſpettare che ſentito pri
replicaron eſſi, dimoravano nelle ter ma l'aveſſe da qualche criſtiano : Pur
re vicine al fiume Cuccivero, e le a rùnaminari , diſſe al Sig. Ab. Gilij,
due perſone ſalvateſi dall'innondazio formò l' uomo. Non ſeppe però dir
ne reſtarono in un monte detto Ta gliene il nome. Fece dipoi , ſeguitò
manacu, il quale trovaſi alle ſue rive a dire, la donna. Queſto non è gran
fatto ;
155
fatto; molt'Indiani il ſanno egualmen origine ; e prerogative di Macerata,
te . Ma è mirabile ciò che ſiegue . e da altri intorno all' univerſità del
Dormendo l'uomo Purrànaminari gli la medeſima. Per Pompeo Campana,
reciſe una coſtola, e ne formò la don Stampator Veſcov., e pubblico 178 1:
na. Lo ſvegliò dipoi, e diſegli : pi in 8.
navà tiniochi ( guarda la donna ) .
Vadan ora i Preadamiti , e gl'incre Dopo lunga e riſentita conteſa fra
duli di qualunque altra ſpecie , a i Camerti , e i Macerateſi intorno
cercare per l'America appoggio all' alle origini , e prerogative delle lo
empie loro follie ; e ſeguitino a ſo ro città, eſce in campo a difeſa de'
ſtenere, ſe ne hanno il coraggio, che primi l'opuſcolo che ora veniamo ad
certe verità fondamentali della noſtra annunziare, e che ſi dà come deci
ſanta religione ſieno pregiudizi di ſivo di queſta ormai abbaſtanza eſau
educazione; ma ſpieghino prima co rita materia. In altre ſtampe ſi erano
me ſi poſſano trovare i ſemi di queſte già i Camerineſi ſtudiati di dimoſtra
cognizioni, e dottrine fra tutti i po re , eſſere la loro città quella iſteſſa
poli della terra , ſenza ſupporre un rammentata da Catone preſſo Feſto,
fonte comune, e un medeſimo prin da Tito Livio , Cicerone , Valerio
cipio iſtitutore di tutti . Nel rima Maſſimo , Strabone, Plutarco, Salu
nente di queſto libro ſi deſcrivono dal ſtio , Plinio , ed altri iſtorici , e ,
noſtro Autore i deliri di alcuni Ori ſcrittori delle coſe precedenti alla ,
nocheſi intorno alla creazione dell'uo venuta del Salvatore. Nella preſente
mo unitamente alle loro cagioni , e poi chiamano a rigoroſo eſame alcu
molte giudizioſe ed importanti rifleſ ne qualificazioni da Macerateſi alla .
ſioni ſi aggiungono ſull'antica religio loro patria attribuite , e procuran
ne de'medeſimi Orinocheſi. Noi per do di rilevarne l'inſuſſiſtenza, ſi pro
altro contenti di aver dato un bre pongono di ſtabilire che ſino al ſeco
ve ſaggio di quella , ch'è la parte lo XII. il terreno, dove in oggi ſi
più ſplendida di queſto I. libro, ri vede eretta Macerata , non era che
metteremo i noſtri più curioſi lettori una eſtenſione di campagne con qual
per il rimanente alla lettura del libro che colonico tugurio , appartenenti
ſteſſo. ( ſarà continuato. a una ragguardevole famiglia Came
rineſe. Si accorda bensì che nel det
F U L I G N O. to ſecolo incominciaſſe Macerata a .
paſſare dalla condizione di oſcuro vil
Stato civile delle terre pontificie laggio a quella di un piccolo poggio,
dopo la venuta del Cardinale Alber detto ſucceſſivamente anche caſtello,
nozzi in Italia con alcune oſſervazio e così di mano in mano creſcendo,
ni intorno all'origine dell' univerſità, giungeſſe finalmente nel XIV. ſecolo
in confutazione di ciò ch'è ſtato ſcrit ad ottenere dal Pontefice Giovanni
to dall'autore del Ragionamento dell' XXII. l'onore della erezione in città,
V 2 e ſe
156
e ſede veſcovile ; rigettandoſi però torità le univerſità de ſtudj , dimo
" poetica invenzione, che la me ſtra ſecondo il noſtro Autore non ,
ſima difcenda da Recina ; sì per ſolo una totale imperizia della ſtoria
chè queſta fu diſtrutta molti ſecoli de' baſſi ſecoli, ma eziandio del pro
precedenti alla naſcita di Macerata, prio, e giuſto ſignificato delle paro»
sì ancora perchè tale prerogativa , le; poichè ripugna in termini l'idea
compete unicamente a Recanati, non di univerſità de ſtudi ( che eſtende i
tanto per l'etimologia del nome, che ſuoi privilegi ai regni interi , non .
dimoſtra averlo da Recina ereditato, che a molte città , e popolazioni )
quanto per l' unanime conſentimento con l'idea di un piccolo caſtello (qua
degli ſcrittori. Non diſſimile all'ori le ſi vuole che foſſe di quel tempo
gine della patria ſi vuole che ſia an Macerata ) il quale non oltrepaſſan
che l'epoca del 129o. che vorrebbe do colla giurisdizione i limiti del ſuo
fiſſarſi alla iſtituzione della univerſi piccoliſſimo contado, non poteva per
tà Macerateſe; non avendo queſt'epo confeguenza decorare l'univerſità con
ca altro appoggio, che 24. editti di quelle prerogative, facoltà , e privi
un tal Gulioſo da Montegranaro, nei legi, che eſſa non poſſedeva , ma ,
quali ſi notifica ai paeſi circonvicini, che ciò non oſtante erano qualità ne
ch'egli intendeva inſegnare la facol ceſſarie, ed eſſenziali per coſtituirla.
tà legale in Macerata: e non poten Quanto falſe, ed ideali ſi pretendo
doſi da queſte carte rilevare nè che no eſſere le accennate antichità di
Gulioſo di Monte granaro effettiva origine, altrettanto vera , e reale ſi
mente dettaſſe legge, e molto meno riconoſce la dedizione della città di
che la preteſa univerſità foſſe da ſo Macerata a Camerino in perſona di
vrana autorità iſtituita con privilegi Ridolfo Varani, riſultando da moltiſ
di laureare, e di abilitare a gradua fimi atti pubblici, e documenti, non
zioni, dignità, e giudicature , eſ che dalla teſtimonianza di autorevo
ſenziali attribuiti delle univerſità de' liſſimi iſtorici, non eccettuando nem
ſtudi . In conferma di ciò ſi aggiu meno li più dichiarati a favore di
gne, che nella bolla di Paolo III. , Macerata. Onde aſſai frivolo prete
il quale ſecondo il noſtro Autore o ſto ſembra al noſtro Autore il dire ,
nel ſecolo XVI. la detta univerſità, che i Varani non furono che ſempli
realmente fondò , ſi parla eſpreſſa ci governatori riveſtiti di un dominio
mente di erezione, e non già di rein dipendente , ed ombratile ; giacchè
tegrazione; il che non avrebbero o pretendendoſi ch'eſſi abbiano avuto
meſſo i Macerateſi di procurare che , di Macerata quel dominio ſteſſo, che
ſi ſpecificaſſe, ſe una tale ſuppoſizio avevano di Rimino i Malateſti , di
ne aveſſe avuto il minimo fondamen Ferrara gli Eſtenſi, di Verona i Scali
to. Quindi il dire che prima del ſe geri, di Milano i Viſconti , ed altri
colo XV. li caſtelli della Marca eri ſimili, anzi da certe capitolazioni da
gevano per ſe ſteſſi, e di propria au Macerateſi prodotte riſultando , ſe
condo
- ,
-

- . - - 157
condo che pare al noſtro Autore, non quando venne in Italia il Card. Egi
folo i maggiori diritti di ſovranità eſ. dio, ſebbene Macerata foſſe già dive
fere ſtati ai Varani attribuiti , ma - nuta città ( nuova bensì di una tren
ancora che a Ridolfo fu data quella tina di anni in circa al parere del no
città per ſe, ſuoi figliuoli, e diſcen ſtro Autore ) con tutto ciò egli fu
denti; venivano ad avere eſſi Varani che la premunì di mura caſtellane ,
aſſai più di quanto abbiſognava per ed il preſente palazzo priorale , co
giuſtificazione di que” verſi, d'onde me anche il portico, oltre al preten
il gran contraſto nacque, ch'Elvia, derſi eſſere un fabbricato di maniera
cioè Macerata della Camerte donna rozza, e di niuna particolar conſide
baciar lo ſcettro e'l ſacro fren dovea. razione, non vanta antichità più ri
Oltre i fin quì accennati punti, an mota del ſecolo XVI. , nel fine del
che l'eſiſtenza , ed ampla eſtenſione quale parimenti fu eretta da Siſto V.
delle mura caſtellane di Macerata , la Rota Macerateſe, che in ſoſtanza,
prima della venuta in Italia del Car dice il noſtro Autore, non ha altra
dinal Albernozzi; l' antichità e ma giurisdizione relativamente a Came
gnificenza dei palazzo priorale , e rino di quella , che talora ad alcun
del portico preteſo opera del Braman particolari di eſſa città piace di ſpe
te ; la continua reſidenza in detta , rimentare; al contrario di quella che
città dei rettori della Marca , i giu il preſidato di Camerino (dove per
dici delli prefidati dipendenti da detti molto tempo, e in varie circoſtanze
rettori; e la preſente giurisdizione , hanno riſeduto anche i rettori della
della ſua Rota ſopra di Camerino, for Marca ) ha ſopra i Macerateſi per
mano altrettanti oggetti non indiffe. tanti anni eſercitato, ch'era conti
renti delle Macerateſi ſollecitudini. nua , ed inevitabile. Noi abbiam ri
Ma un fatale deſtino fa sì , che a . portate le principali propoſizioni, che
tutte queſte pretenſioni facciano oſta prendono a ſoſtenerſi in queſto ſcrit
colo inſuperabile in mente del noſtro to, con quella imparzialità, che con
Autore nen ſolo i più autentici do viene al noſtro iſtituto, e che aveva
cumenti , ma le memorie eziandio mo già uſata nel riferire le ultime ,
dai medeſimi iſtorici, e ſcrittori Ma ſtampe Macerateſi ſu di queſto mede
cerateſi a noi tramandate ; rilevan fimo argomento. Senza offendere le
doſi ſecondo lui da queſti documen leggi di queſta imparzialità noi poſt
ti, e da queſte memorie che nel ſe fiamo, e per far giuſtizia al vero,
colo XII. , e XIII. Macerata non era dobbiam dire, di avervi ammirata,
altro , che un compleſſo di piccole la copioſa erudizione dell'Autore, e
caſe, e di umili tuguri ; e che la . la robuſtezza del ſuo ragionare . Ci
comunità non avendo abitazione di ſpiace ſolo che ſi belle doti s'impie
forte alcuna radunava li ſuoi conſi ghino in prolungare un'interminabi
gli, e teneva corte ſotto una tra le diſputa fra due città, egualmente
fauna , ond'è che nel ſecolo XIV. degne di ſtima per i rari pregi di ogni
gene
159
genere , ond'eſſe vanno adorne , e na la generale teoria e pratica de'ma
che vivendo ſotto il medeſimo prin li epidemici , parlandoſi delle cauſe
cipe, ed eſſendo così vicine, non a prediſponenti di queſti mali , de'tem
dovrebbono in verun modo pi dell'anno, ne'quali eſſi fanno la
fraternum rumpere fadus. loro comparſa, de'loro periodi, delle
loro varietà , delle malattie ad eſſi
R I R E N Z E. intercurrenti così dette da Sydenham,
- º perchè quantunque da eſſi diverſe ,
Raccolta di opuſcoli medico - prati pure partecipando della dominante in
ci . Volume V. Alla ſocietà Reale di dole epidemica vogliono eſſere trat
medicina di Parigi. Aſella ſtamperia tate col medeſimo metodo curativo,
di Ranieri del Vivo 178 1. in 12. delle cauſe proſſime, ed infine de'lo
ro preſervativi , e della loro cura.
Ecco la continuazione di una di In ſeguito di queſto diſcorſo prelimi
quelle tre opere periodiche di medi mare ſi parla del piano dell'opera,
cina , che non ha gran tempo han. e di ciò che vi ha dato occaſione .
cominciato a compilarſi in Firenze ſot Il primo impulſo venne da S. A. R.
to la direzione del celebre , e dotto il gran Duca di Toſcana , il quale
medico Sig. Gio. Luigi Targioni, e afllitto oltremmodo e dolente per i
che noi annunciammo in uno de'proſ gravi danni, che recava la regnante
ſimi paſſati fogli della noſtra Antolo infermità tra i più miſerabili de'ſuoi
gìa . Il volume che ora riportiamo amatiſſimi ſudditi, incaricò i medici
non preſenta che un ſolo opuſcolo cioè infermieri del regio ſpedale di S.Ma
la deſcrizione della coſtituzione epi ria Nuova d' informarſi delle malat
demica di Firenze dell'inverno 178o. tìe , che maggiormente dominavano
1781. eſaminata, deſcritta, ed illa in ciaſcuno de'quartieri della città,
ſtrata dai Sigg. Dottori Domenico Gae di fare le neceſſarie oſſervazioni , e
tano Giovannelli, Domenico Battini, ſopra il corſo di dette malattie, e ,
Franceſco 7'orrigiani, Antonio Caſtel ſopra il termine delle medeſime , e
lacci , Medici infermieri del Regio d'iſtituire ancora quelle ſezioni di ca
ſpedale di S. Maria nuova. Si pre daveri, che foſſero credute opportu.
mette a queſta deſcrizione un lungo ne. Queſte oſſervazioni, le quali per
diſcorſo preliminare di circa 1oo. pag. ordine ſupremo venivano giornalmen
ſull'epidemie in genere, nel quale te rimeſſe all' archiatro di S. A. R.
dopo di avere brevemente parlato del Sig. Dott. Gio. Giorgio de Laguſi ,
la neceſſità che vi ha di ſcriverne l'iſto unitamente a quelle che i ſuddetti
rie, e dei progreſſi che ha fatto fra medici infermieri ebbero l'opportuni
i moderni lo ſtudio delle epidemie e tà di fare nello ſpedale di S. Maria
ſull'eſempio, e ſulle tracce del gran nuova , e ad altre che furono ſom
Sydenham, ſi entra toſto in materia, miniſtrate dal celebre Sig. Dott. Gio.
e dottamente, e ſugoſamente ſi accen Luigi Targioni, e da altri dotti medi
C1
159
ci di Firenze , ſono i dovizioſi ma la dovuta applicazione a quella di cui
teriali co' quali ſi è fabbricata la ſto ſi tratta. La natura poi della malat
ria di queſta funeſta epidemia. Que tìa conoſciuta fa ſtrada ai dotti
ſta ſtoria divideſi in ſette capi . Nel Autori a ſpiegare nel capo V. le ra
primo dopo di alcune aſſai opportu gioni del ſuo eſito felice o infelice a
ne notizie meteorologiche, ed una . tenore del vario grado, e della varia
breve idea della ſituazione della città apparenza o combinazione de' ſuoi ſin
di Firenze , preſcindendoſi da ogni tomi; a dimoſtrare nel capo VI. co
raziocinio ed ipoteſi, ed attenendoſi me giovaſſero o recaſſero nocumento
al puro fatto ſtorico, i dotti Autori i rimedi principali, e più in uſo; e
ci danno una general deſcrizione del finalmente a dare nel cap. VII. , ed
la malattia , dei ſuoi ſintomi eſſen ultimo alcuni ſavj precetti riguardan
ziali, e loro aggiunti , della cura ti, la cura profilattica da praticarſi
praticata, delle più eſatte cognizioni per allontanare ſimili mali nell'avve
rilevate dalla iſpezione de cadaveri ; nire. La diligenza, e dottrina degli
e ſi aggiungono in fine per maggior Autori di queſta faticatiſſima opera .
lume de vari gradi, e delle diverſe intrapreſa per ſolo vantaggio dell'
combinazioni della malattìa alcune e umanità non laſcia altro a deſiderare
ſcelte iſtorie di caſi particolari . Si ſennonche , deſſi poſſano trovare -
paſſa in ſeguito nel capo II. coi lu dappertutto, e principalmente nelle o
mi della più ſana fiſica a diſcorrere altre città della noſtra Italia molti
delle cauſe prediſponenti , e delle . imitatori. -

cauſe occaſionali e proſſime della ma


lattia, noverandoſi fra le ſeconde co a . -

me la maggiore , e veramente pro s . L O N D R A .


catartica la variazione inſigne di ca
lore nell'iſteſſo giorno. La natura o -
genio della malattia, che ſi dimoſtra A general ſynopſis of birds & c. De
nel capo l II. eſſere ſtata di carattere ſcrizione generale degli uccelli ; del
inflammatorio, linfatico, e bilioſo , Sig. Giovanni Latham. Preſſo White
conferma vienmaggiormente l'eſiſten 178 I. in 4.
za, e l'azione di quelle cauſe, che
nel capo II. ſi ſono aſſegnate. Sicco
me poi nel popolo ſi era ſparſo il ti Il libro che annunciamo non è
more di un carattere contagioſo in . che la prima parte di un'opera , la
quell'epidemia , così per eſcluderlo quale dovrà eſſer compreſa in tre ,
e prevenirlo nell'avvenire, ſi riuni volumi in 4. L'Autore ha ſeguito il
ſcono nel capo IV. i dati neceſſari per ſiſtema di Linneo ; ma iſtancabile »
iſtabilire nel modo più facile, e ſicu nelle ſue ricerche , egli ci aſſicura ,
ro quando abbia luogo il contagio nel che ſi troveranno nella ſua opera ,
le acute epidemie, facendone quindi quattro volte più uccelli di quei che
ſi no
r6o
ſi noverano nel ſiſtema della natura ſta prima parte comprende gli avol
del Plinio del Nord. Oltre le opere toj, i falchi, ed i gafi. Le deſcrizio
comparſe alla luce dopo quella del ni ſono ſommamente chiare, eſatte e
naturaliſta Svedeſe il noſtro Autore circoſtanziate. Forſe che il timore a
ha potuto ancora conſultare i magni di render l'opera ecceſſivamente di
fici gabinetti di ſtoria naturale fattiſi ſpendioſa ha trattenuto il Sig. Latham
recentemente in Inghilterra, e prin dall'illuſtrare la ſua opera con tutte
cipalmente i due più degli altri cu quelle ſtampe che ſi potranno forſe a
rioſi, e magnifici de' Signori Ashton da lettori deſiderare, e delle quali il
Lever, e Giuſeppe Banks, ad arric deſiderio ſarà tanto più vivo, quan
chire i quali hanno grandemente con to più perfetta è l'eſecuzione di quel
tribuito le ultime navigazioni Ingleſi le poche colorite, che s'incontrano
intrapreſe ne'più incogniti mari. Quee in queſto volume.

e Sebas na4unasenaSenasa asta, Assesta asusagº, Agenas nºnºstaºna nºvesse

Si trovano vendibili preſſo il Sig. Gregorio Settari Gli elementi di Al


gebra della Signora Scarlatti, e la lettera I. ſull'antica città di Aequa del
Sig. Ab. Paraſcandolo, opere tutte due ſtate già colle dovute lodi enunciate ia
queſti nºſtri fogli,
Num. XXi. 1782. Li as. Maggio

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

gliato, ſpiritoſi, docili, e coll'aju


R O M A. to della divina grazia diſpoſti a ſcor
gere, e ſeguire l'evangelica luce. Già
Saggio di ſtoria Americana , o ſia egli ci parlò un'altra volta di que
ſtoria naturale, civile, e ſacra de' ſta loro naturale perſpicacia d'inge
regni e delle provincie Spagnuole di gno, e buona indole: preſentataſene
terra - ferma nell'America meridiona ora di nuovo l'occaſione egli aggiu
le, deſcritta dall'Abate Filippo Sal gne nuovi fatti ai già riferiti , che
vatore Gilij, e conſecrata alla ſan dimoſtrano la loro attitudine per le
tità di M. S. PAPA PIO VI. felice arti meccaniche, il loro guſto per la
mente regnante. 7'omo III. della re muſica, la loro prontezza nell'impa
ligione e delle lingue degli Orinoche rare le lingue, il buon garbo e l'ele
ſi, e di altri Americani. Per Luigi ganza con cui parlano la loro , nel
Perego erede Salvioni ſtampator Va che certamente non ſono da aſſomi
ticano nella Sapienza . 1782. in 8. gliarſi ai noſtri contadini, ſiccome in
Art. II. più coſe gli ha ad eſſi aſſomigliati il
Sig. Ab. Gili nel corſo di queſt'ope
Ognuno ſi figurerà facilmente per ra &c. Entrando dopo di ciò in ma
ſe ſteſſo , ſenza che noi gliel dicia teria incomincia il Sig. Ab. Gilij a .
mo, quanto debba eſſere intereſſan deſcrivere il metodo che ſuol tenerſi
te, e dilettevole il II. libro che ſie da miſſionari nel predicare, e ſparge
gue, allorchè ſaprà che il Sig. Ab. re fra que popoli la noſtra fede. Sic
Gilij prende in eſſo a parlare del pri come egualmente faticoſo, e perico
mario oggetto del ſuo lungo e peno loſo, che poco o nulla profittevole ſa
ſo viaggio, cioè dell'introducimento rebbe il ſiſtema di andare per le ſel
e della propagazione della religione ve, e di capanna in capanna predi
Criſtiana tra gli Orinocheſi. Ingenuo cando il vangelo a que” barbari , ſi
e veridico com'egli è non prende già è perciò ſaviamente preſo il partito
a deprimere que ſelvaggi, affine d'in da que miſſionari di guadagnarſi i
nalzare il merito delle ſue apoſtoliche capi di quegl'Indiani, e d'indurli a
fatiche; ma anzi ce li dipinge d'in traſportarſi inſieme colle loro nazio
telletto ſufficientemente pronto e ſve ni in qualche ſito più comodo ed op
por
162
portuno, e ſoprattutto vicino a qual miſſionario , e della caſa forte per
che fiume, per ivi fondarvi una con alloggiarvi i ſoldati, nelle quali appa
tinua, ed unita popolazione. Con , riſce pur qualche traccia di Europea
queſto coſtume , riflette giudizioſa architettura. Quindi paſſa a parlare
mente il noſtro Autore, di adunare dell'introduzione di quelle coſe che
le vaganti famiglie in un luogo de più poſſono eſſere giovevoli al felice
terminato, allorchè la noſtra Europa avanzamento di una riduzione; cioè
era ancor bambina, e quaſi Indiana, delle ſcuole di leggere, di ſcrivere,
cominciarono a ſorgere le noſtre gran e di muſica ſi vocale che inſtrumen
di città. Non giova adunque queſt' tale , per la quale ſi moſtrano appaſ.
uſo ſoltanto a ſeminare con maggior ſionatiſſimi gli Orinocheſi ; delle arti
profitto tra gl'Indiani la religione , di prima neceſſità; degli animali do
ma ancora ad addeſtrarli alle arti, al meſtici, fra i quali non biſogna di
commercio, in una parola a civiliz menticare il gatto , utiliſſimo a te
zarli, e a render popolato e bello un ner nette le caſe dagl'infiniti inſetti
paeſe, il quale innanzi era ſpavento che ſono in quel paeſe , e ſegnata
ſo covile di fiere. Queſte naſcenti po mente da pipiſtrelli ; ed infine della
polazioni Indiane, formateſi ad inſi coltivazione de campi . Ma ciò che
nuazione de'miſſionari, portano il no più dee contribuire al buon ſucceſſo
me di riduzioni , perchè in eſſe ſi di una nuova riduzione ſi è l'attivi
raccolgono gl'Indiani , affine di ri tà , la capacità , e lo zelo del miſ
durli alla fede. Allorchè queſta è in ſionario a cui eſſa è appoggiata. La
eſſa baſtantemente radicata, le ridu parca , e veramente anacoretica menſa
zioni ſi convertono in cure, o come a cui egli dev'aſpettarſi , e che ci vie
colà le chiamano dottrine, e i miſſio ne graficamente deſcritta dal Sig. Ab.
nari paſſano ad altre nazioni gentili Gilij, la continua fatica ch'egli dee
in cerca di nuova meſſe . Allora ſi ſubire nell'iſtruire ſeparatamente i
milmente, e non prima cominciano bambini e gli adulti , e nel viſitare
gl'Indiani convertiti , i ſoli maſchi gl'infermi , ſu di che ci parla pure
però , e ſoltanto dai 18. ſino ai 5o. ampiamente il noſtro Autore, e final
anni, a pagare un leggiero tributo mente il perpetuo pericolo a cui ſi
al Re di Spagna. Molto dilettevole, trova eſpoſta la ſua vita per le inva
ed intereſſante è la deſcrizione che in ſioni de gentili, e per l'iſtabile ge
alcuni capi di queſto II. libro ci fa nio de'neofiti, avrebbero certamen
il Sig. Ab. Gilij dei primi principi, de' te di che ſgomentare il coraggio di
progreſſi, e dell'economia e del go chiunque non foſſe ſupernamente aſ
verno di queſte riduzioni. Ci parla ſiſtito. Eppure le riduzioni meritano
egli adunque primieramente della co di eſſere riguardate come luoghi di
ſtruzione delle medeſime, sì delle ca ripoſo , e di tranquillità per i miſ
ſe degl'Indiani , le quali non ecce ſionarj , allorchè ſi riflette ai tanto
don mai la forma di vere capanne , maggiori diſaſtri , e pericoli che in
come della chieſa , della caſa del contrano ne' viaggi ch'eſſi intrapren
dono
163
dono in cerca de gentili alle ſelve . L U C C A,
Queſti penoſi viaggi ſomminiſtrano
appunto materia ad alcuni degli ulti
mi capi di queſto II. libro . In eſſi Della iſtoria , e della indole di
adunque il noſtro Autore parla aſſai ogni Filoſofia di Agatopiſto Croma
acconciamente, al ſuo ſolito, di quel ziano volume VII. Lucca 178 1.
le coſe che più giovar poſſono al buon
eſito di que viaggi, delle particola
rità, non guari dilettevoli ſennonche Valoroſamente il ch.Agatopiſto Cro
a leggerle, che ſogliono accompagnar maziano proſiegue il ſuo lavoro del
li, e per maggiore ſchiarimento del la iſtoria di ogni Filoſofia, e nel ſet
la materia aggiunge infine ſommaria timo volume ch'eſce ora dalle ſtam
mente la deſcrizione di alcuni de' pe di Lucca la conduce dal nono
ſuddetti viaggi, più memorabili per ſecolo fino alla reſtaurazione delle a
le loro circoſtanze, che furono intra lettere. Il ſettanteſimo nono capito
preſi a ſuo tempo o da lui ſteſſo, o lo da cui incomincia queſto volume,
da amici ſuoi. Egli ebbe biſogno di dimoſtra i chierici, e i monaci de
tutta la ſua prudenza e preſenza di poſitari della filoſofia, e di ogni al
ſpirito, e molto più forſe ſervillo la tro genere di lettere , e mae
perizia ch'egli avea della lingua di ſtri de principi e di tutta l'Europa
que gentili, allorchè eſſendoſi porta nel ſecolo IX. e X. Rabano Mauro,
to nel 176o. fra i Parechi, i quali Walfrido Strabone, Lupo Servato,
per mezzo di loro ambaſciadori ne º Eginardo, Giovanni Scoto Erigena ,
lo avevano invitato, giunto che fu Gerberto , che fu poi Silveſtro II.
fra loro, trovò che meſſi ſoſopra dai Papa , furono gli uomini maggiori
perfidi loro piaci, avevano que fero di queſti tempi, e coi loro ſtudi, e
ci Indiani riſoluto di reſpingere lui, con le imitazioni dei loro diſcepoli,
ed il ſuo ſeguito colle armi. Ritorna e compagni moſtrarono che il clero ,
alle ſue riduzioni alla fine di queſto e il monachiſmo non laſciarono ope
ſecondo libro il noſtro Autore per de ra intentata per ſoſtenere le ſcienze
ſcriverci le guerre che ai Criſtiani umane e divine ; onde giuſtamente
ridotti fanno i gentili, e per parlar il noſtro Autore ribatte ad ogni paſ
ci del governo delle medeſime ridu ſo le accuſe eſagerate di Giacomo
zioni , il quale tutto ſi aggira ſu di Bruckero, e di altri della ſteſſa ſcuo
alcuni pochi ſoldati che le guardano la . Nella iſtoria filoſofica dei ſecoli
dalle ſcorrerie de gentili al di fuori, XI. e XII. ſi proſieguono vigoroſa
e ſul miſſionario, il quale coll'eſer mente le medeſime confutazioni. Due
cizio di una ſpecie di paterna auto immagini contrarie furono diſegnate
rità mantiene la pace, e la tranquil di queſti due ſecoli , l'una più lie
lità al di dentro. (ſarà continuato. ) ta che non conviene, l'altra tragi
ca, e diſperata. Con la ſcorta del ve
X 2 iro
164
ro ſe ne dipinge una mezzana, e ſi lagiani , e paſſi per le quiſtioni te.
prova con la iſtoria degli uomini dot merarie di Felice Orgelitano, di Eli
ti che fiorirono in quei ſecoli, e ta pando , di Ratranno, di Goteſcalco,
li furono tra i primarj Fulberto , e per gli entuſiaſmi di Scoto Frige
Lanfranco, Anſelmo, i quali eſſendo ma , e per le fallacie di Berengario
vilipeſi dai malevoli come precurſo e di Roſcellino, e queſta linea ci ſe
ri della ſcolaſtica in mal ſenſo , e , gnerà i maeſtri primari che ſpinſero
come meſcitori della teologia e della la ragione oltre i ſuoi limiti, e sfor
dialettica , vengono diſcolpati dal zarono la filoſofia ad eſſer tiranna in
noſtro Autore con una forza invin teologìa , e andarono componendo e
cibile; e con la medeſima ſi confuta propagando la ſcolaſtica intemperante
no le amare oppoſizioni moſſe dal Bru e vizioſa, di cui Abaelardo ſtrepitoſo
ckero, e da altri contro i maeſtri, maeſtro la trafuſe ne' ſuoi diſcepoli,
gli abati , i Veſcovi , e i Pontefici e paſsò quindi in altri aſſai , ora ,
di quei giorni, e contro le crociate più, ora meno invereconda. L'altra
e il dritto canonico. E'grato ad udir linea, tralaſciando i primi e più an
ſi che in queſti tempi tenebroſi fi ſap tichi confutatori di quelle intempe
piano trovar uomini, che deſſero co ranze, comincierà dai baoni monaci
ſe ammirate poi da Cartefio , e da ſtudioſiſſimi dei libri ſanti e eultori
Leibnitz , e che incominciarono a . della ragione, e delle ſcienze in van
tentare di effere reſtauratori della . taggio , e difeſa della teologia per
filoſofia . Nei capitoli ſeguenti è quanto era permeſſo nella oſcurità de'
molto piacevole la genealogia , e , tempi , e paſſerà per gli ſtudi divi
l'indole della ſcolaſtica immagina mi, ed umani di Caſſiodoro, di Dio
ta dal Bruckero , e dagli altri fuoi niſio picciolo , d' Iſidoro, di Alcui
maeſtri ; ma è poi diſpiacevoliſſimo no, di Rabano , di Paolino Aquile
il ritratto immaginario della chieſa, jenſe, di Teodolfo di Orleans , di
che coſtoro fingono deturpata da una Gerberto, di Fulberto, di Lanfran
ſcolaſtica licenzioſa e ſervile , con co, di Anſelmo, e queſta linea ſe
tro cui il noſtro Autore va incontro, gnerà i raffrematori della ragione ,
e con una molto opportuna diſtinzio impudente, i diſputatori verecondi,
ne della ſcolaſtica moderata , della . i regolatori de ſacri e degli umani
ſmoderata, e della mezzana refpinge confini, e i maeſtri della ſcolaſtica
validamente le accuſe degli avverſa temperante. Con queſte due linee me.
rj. Dal ſeſto ſecolo, o poco dianzi , deſime ordineremo la continuazione o
egli dice, tiriamo due linee, l'ana iſtorica di queſta doppia ſcolaſtica º
che incominci dagli abuſi della ragio filoſofia , in mezzo a cui non ſarà
ne e della filoſofia , e dalle diſpute pure difficile a vederſi una terza li
ſottili e ardimentoſe degli Ariani, de' nea di dottori che parteciparono dei
AMeſtoriani, degli Eutichiani , de'Pe vizj, e delle virtà di ambedue. Con
que
165
queſto metodo ſi viene alla iſtoria , ti, e oſſervazioni , e ſcoperte . Lo
più vicina, e più ſincera della ſco: ſteſſo è da dirſi della terza età ſco
laſtica filoſofia. Il primo punto del laſtica , in cui ſebbene creſceſſero
la ſcolaſtica intemperante ſi fiſſa in maggiormente le diſpute ſuperflue ,
Pietro Abaelardo, e poi in Gilberto pure ſi videro uomini gravi, che ſe
Porretano raffrenati da S. Bernardo, riamente filoſofarono, e promoſſero
che ſi pone come l'altro punto pri la reſtaurazione delle ſcienze meglio
mario della linea ſcolaſtica regolata, de'Greci; donde il noſtro Autore rac
e Pietro Lombardo che ſi pone come coglie che il ritratto deforme della
il punto della linea mezzana , che , ſcolaſtica immaginato dal Bruckero,
partecipa di ambedue : Da queſti ſi e da altri ſi raſſomiglia molto ad un
prende l'ordine e la diſtinzione de romanzo artifizioſo, il quale vitupe
gli ſtudi ſcolaſtici nella prima età, e rando la ſcolaſtica mira a vituperare
ſi fa conoſcere che molti vi furono la chieſa cattolica. A perſuaderſene
che trattarono la filoſofia con molta meglio ſi eſpongono nel cap. LXXXV.
dignità , e che alcuni ne furono al la natura e le parti della filoſofia
quanto reſtauratori ; e che quindi ſo ſcolaſtica , e ſi confutano le accuſe
no amplificazioni Bruckeriane, che e gli ſcherni , o piuttoſto le ripeti
il mondo foſſe tutto ſcolaſtico, ignoran zioni malediche contro queſta filoſo
te, riſſoſo, leggiero, amico di logoma fia . Si paſſa poi ad una nuova op
chie, e nimico di Criſto, degli Apo poſizione, che i filoſoſaſtri ſcolaſtici
ſtoli , de' Padri , e della ragione . generarono lo ſcetticiſmo, l'ateiſmo,
La ſeconda età ſcolaſtica più vegeta e la corruzione de coſtumi; e uſando
e fiorente è dipinta dai nimici cogli ſempre con ingenuità la diſtinzione ,
ſteſſi colori oſcuri, ed è rappreſen tra la moderata, e ſmoderata ſcola
tata dall'Autor noſtro con la mede ſtica, ſi riſponde con valore, e con
ſima verità iſtorica. Gli elogi ſplen ragionevole irriſione. Il cap. LXXXVI.
didiſſimi di Alberto magno, di S. 7'om riguarda le ſcuole de'nominali, e de'
maſo d'Aquino, di S. Bonaventura, reali, e comecchè poſſa parere ad al
e di Egidio Romano nobilitano la buona cuni inutile il parlare a queſti tempi
linea ſcolaſtica di queſta età . Rug di tali coſe , è però di grande im
giero Bacone genio vaſto , e ſingo portanza, perchè gli avverſari accu
lare coltivò quaſi tutte le parti della ſano ſingolarmente i reali di ſpino
enciclopedia, e fu non ſolamente re ziſmo a cagione di quel loco univer
ſtauratore , ma inventore in queſti ſale di realità , e perchè eſtendono
tempi oſcuri, ammirato finanche nei queſta accuſa a tutti gli ſcolaſtici pri
ſecoli più chiari. Baſterebbe egli per ma che i reali naſceſſero, onde tut
molti, ma non mancarono altri che ta la vaſta ſcuola ſcolaſtica ſarebbe
ſtudiaron le lingue , e la natura, e infetta, e la chieſa iſtefſa ne ſoffri
coltivaron la fiſica , l'aſtronomìa , rebbe a tenore di quel peſſimo fine
la matematica , e fecero eſperimen de' malevoli che di ſopra ſi è accen
nato;
166
nato; perciò l'avveduto Autor no ſa occaſione dalla gloria di Niccolò V.
ſtro confuta queſta attribuzione con ſi teſſe un elogio breve , ma lumi
molto ſtudio , e dottrina . Il cap. noſo di PIO VI. felicemente regnan
LXXXVII. riguarda la reſtaurazione te . Dee doler molto che la ſanità
filoſofica intorno al ſecolo XIV.e XV.e alterata dell'Autor noſtro lo abbia
racconta gli ſtudi di Dante, di Petrar coſtretto a ſoſpendere il ſuo lavoro
ca, di Boccaccio e di altri, e accenna i in queſta epoca della reſtaurazione a
favori per le lettere de' principi, e de' della filoſofia . Ma vogliamo ſpera
pontefici Romani, donde ſi raccoglie, re, ſiccome ſpera egli medeſimo, che
che la fortuna letteraria era nata e abbia a riſanarſi per proſeguire la ſua
creſceva proſperamente, quando i Gre dotta, ed utile impreſa.
ci apparvero nell'occidente. Nei due
ſeguenti capitoli ſi eſpongono , e ſi
eſaminano le lettere, e le cure de o F I R E N Z E .
Greci venuti in Italia , e in parte a
ſparſi per l'occidente; e ſi conchiu
de che la loro filoſofia andò a riſol AVotizie iſtoriche ſopra la ſtampe
verſi in vecchie ſentenze riverite per rìa di Ripoli, le quali poſſono ſervi
chè vecchie, in zuffe rabbioſe di Pla re all'illuſtrazione della ſtoria tipo
toniſmo e di Ariſtoteliſmo, in diſpu grafica Fiorentina, raccolte e pubbli
te ſettarie , in diſcordie , e in o cate dal P Vincenzio Fineſchi Do
quiſtioni ſimili alle ſcolaſtiche di menicano archiviſta del convento di S.
mala tempera; ma che però non è da Maria AVovella. 178 1. in 8.
negarſi a quei buoni Greci la lode ,
e la gratitudine, dacchè ci ſcoperſe
ro vieppiù i buoni libri Greci, e age Bernardo, e Domenico Cennini fu
volarono, e amplificarono il corretto rono i primi che ſtampaſſer libri in
parlare, e l'antica erudizione . La Firenze; e il loro Virgilio col comen
protezione delle lettere , e della fi to di Servio ha la data del 1472. Po
loſofia di Coſimo padre della patria, co dopo Fra Domenico da Piſtoja, e
di Lorenzo il magnifico, di Alfonſo di Fra Pietro da Piſa Domenicani , che
Aragona Re di Napoli, e ſopra tut aſſiſtevano le religioſe del loro inſti
to di Miccolò V. ſi deſcrivono più tuto del monaſtero detto di S. Jaco
eſattamente, e ſe ne indicano i buo po di Ripoli, introduſſero nella ca
ni effetti nei progreſſi, e nelle opere ſa di loro abitazione l'arte tipogra
di Marſilio Ficino, di Agnolo Poli, fica, che ſi faceva a ſpeſe delle mo
ziano, di Giovanni Pico, e di altri nache ſummentovate . In principio
moltiſſimi, i quali ſebbene non inal ſtamparono piccole coſe, e una Gram
zaſſero la filoſofia a grande fortuna, matica del Donato fu forſe la prima.
appianarono però alcune ſtrade per Tra la fine dell'anno 1476. , e il
giungere un giorno a quel fine. Pre principio del ſuſſeguente ſi ſtampò la
V1t2
167
vita di S. Caterina da Siena compo P A R I G I.
ſta da Raimondo da Capua, la qua
le ebbe credito, e ſpaccio aſſai gran
de. Dipoi s'impreſe il confeſſionale di Legons elementaires cº-c. Lezioni
S. Antonino Arciveſcovo, poi le re elementari di ſtoria naturale , e di
gale grammaticali di Giovan Battiſta chimica nelle quali ſi ha per ogget
Guerino, e l'arte del ben morire del to » . di dare un compendio metodi
Cardinal di Fermo , e tutto queſto co delle cognizioni chimiche che ſonoſi
nel 1477. S'introduſſe anche preſſo acquiſtate ſino al preſente; 2. di pre
detto monaſtero l'arte di gettare i ſentare un quadro comparativo della
caratteri ; e in un libro antico di dottrina di Stahl, e di quella di al
conti ſpogliato dal noſtro Autore ſi cuni moderni per ſervire d'introdu
trovano regiſtrate tutte le ſpeſe fat zione , e di guida a un corſo com
te per ſervire alla formazione de 'ca pleto di queſte due ſcienze del Sig. di
ratteri , e di altre coſe neceſſarie a Fourcroy della facoltà medica di Pa
all'uſo di ſtampa . Alcune religioſe rigi, e della ſocietà R. di medicina.
ajutavano a comporre , e il celebre Tom. I. 1782. in 8.
Ser Bartolommeo Fonzio, di cui a .
lungo ragiona l'illuſtre Dott. Gio.
Lami nell'opera intitolata Delicia Benchè il titolo di queſt'opera an
eruditorum, n'era il correttore. Ad nunci la ſtoria naturale e la chimi
iſtanza di eſſo fu data mano alla . ca, l'Autore medeſimo peraltro con
ſtampa delle ſelve di Stazio, e di al feſſa nella prefazione di aver avuto
tri libri Latini tradotti in Toſcana lin principalmente in mira la ſeconda di
gua. Si trovan libri ſtampati in que queſte due ſcienze, e di eſſerſi ſola
ſta ſtamperia ſino al 1484., nel qual mente propoſto di far vedere quanto
anno eſſendo mancato di vita F. Do di eſſa abbia biſogno, e quanti lu
menico, mancò ancora la ſtamperia mi tragga da eſſa la prima, cioè la .
dopo di eſſer durata otto anni , e , ſtoria naturale . Dopo di una ſpecie
poco più . Queſto libro ſomminiſtra d'introduzione, che comprende le ,
molte nuove ed intereſſanti notizie , nozioni generali della chimica , ſi
colle quali ſi poſſon correggere alcu percorrono in 7o. lezioni le principali
ni sbagli preſi da quei che han trat proprietà de'quattro corpi elementa
tato ex profeſſo della ſtoria dell'arte ri, il fuoco, l'aria, l'acqua e la .
tipografica , e ſupplire molte loro terra, e quindi ſi paſſa ad eſami
omiſſioni, nare le proprietà de'corpi naturali ,
ſeguendoſi relativamente ad eſſi la .
ſolita diviſione ne' tre regni minera
le , vegetale, ed animale. Il regno
minerale, ch'è il primo ſecondo l'or
dine del noſtro Autore , divideſi in
tre
168 -

tre grandi claſſi; cioè materie terree, ca de'vegetabili non ha peranche fat
materie ſaline, e materie combuſti to quei progreſſi che dalla preſente ,
bili ; diffondendoſi molto il noſtro luce della chimica potrebbonſi natu
Autore nella ſeconda che tratta del ralmente aſpettare. L'Autore pertan
le materie ſaline, ſiccome quella ch' to ſi limita a preſentare l'analiſi de'
è più delle altre ricca di nuovi fat vegetabili operata 1. per mezzo di
ti, e più delle altre allo ſteſſo tempo una ſemplice ſeparazione meccanica,
complicata, ed importante. Vero è od anche naturale; 2. per mezzo del
ancora che il noſtro Autore ha ripo fuoco; 3. in virtù di qualche ſpon
ſto fra i ſali molte materie , che ſos tanea alterazione. Il regno animale
noſi ſinora riguardate come terre; finalmente, che ſicuramente è di tut
per eſ. le terre calcaree, gli ſpati ti il più intereſſante, viene trattato
calcarei, vitrei &c. Nel fare adun dal Sig. Fourcroy con un metodo ,
que la ſtoria di queſte ſoſtanze l'Au che incontrerà ſicuramente l'appro
tore eſamina da principio le loro pro vazione degl'intelligenti . Egli pre
prietà fiſiche ; paſſa in ſeguito alla . ſenta 1. la ſtoria naturale degli ani
loro ſtoria naturale, ed inſiſtendopo mali di cui ſi tratta; 2. la loro fiſio
ſcia con iſpecialità ſopra le loro pro logia ; 3. l'analiſi chimica degli umo
prietà chimiche termina con accennar ri, e delle parti ſolide dei medeſimi.
ne gli uſi ſia nella medicina ſia nelle Ha uſato però il Sig. Fourcroy in
arti. Alla fine di queſto primo regno queſta terza parte del ſuo lavoro una
trovaſi in forma di appendice una . certa brevità ; proponendoſi egli di
breve ſtoria delle acque minerali. Il trattarla più diffuſamente in altra ope
regno vegetabile è molto più riſtret ra ſeparata.
to del precedente, perchè la chimi

a paſype na na na nasy, A4 hº/hº, Nºoººoºººººoººº Agenas en A&Me A a

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
Num. XXII. 1782. Li 1. Giugno

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


R O M A. ", i loro difetti &c. fan ſi che
i leggan con diletto, e ſapore i ſag
Saggio di ſtoria Americana , o ſia gi di grammatica e di eloquenza Ori
ſtoria naturale, civile, e ſacra de' nocheſe o di altro linguaggio di Ame
regni e delle provincie Spagnuole di rica ch'ei ci offre in queſto libro, e
terra ferma nell'America meridiona nella ſua appendice, e che quello e
le, deſcritta dall'Abate Filippo Sal queſta non ſi trovin di ſoverchia lun
vatore Gilij, e conſecrata alla ſan ghezza, benchè ſi prendano quaſi le
tità di M. S. PAPA PIO VI. felice tre quarte parti di un volume di non
mente regnante. 7'omo III. della re indifferente mole. Una grammatica,
ligione e delle lingue degli Orinoche di qualunque lingua , e per quanto
ſi, e di altri Americani. Per Luigi filoſofica ella ſia , non è gran fatto
Perego erede Salvioni ſtampator Va ſuſcettibile di eſtratto; onde noi do
ticano nella Sapienza . 1782. in 8. vrem contentarci di traſcegliere, ed
Art. III. ed ult. accennar brevemente alcune fra le ,
principali rifleſſioni, colle quali il Sig.
Difficilmente ſi crederà ſenza leg Ab. Gilij ha accompagnati queſti ſuoi
gerlo , che il Sig. Ab. Gilij abbia . ſaggi grammaticali di lingue Orino
potuto ſpargere tanto intereſſe, quan cheſi, ed Americane. Incominciamo
to veramente ve ſe ne trova, ſopra da quella ch'ei fa dopo il Sig. la .
quel ſaggio di lingue Orinocheſi , e Condamine ſu di alcune voci Orino
di altre lingue Americane, ch'ei ci cheſi, ch'egli ha trovato ſomiglian
preſenta nel libro III., e nella lun ti alle noſtre, e nel loro ſuono e nel
ga appendice , che gli tien dietro - loro ſignificato. Tale ſarebbe per eſ.
Le giudizioſe, importanti , e vera il nome nuna che i 7'umanachi dan
mente filoſofiche rifleſſioni, colle qua nO alla lana ; la parola latina ite ,
li egli ha ſaputo condire tutto ciò ch' di cui i medeſimi ſi ſervono per dire
ei ci dice ſull'origine di quelle lin andate, o piuttoſto và; le voci en
gue , ſulla relazione ch'eſſe hanno ga , e de degli Ottomachi per dire ,
o poſſono avere, e fra loro e con e uno e due , le quali non ſembrano
quelle del vecchio mondo, ſulla loro gran fatto diſſomiglianti dalle greche
indole , ſu i loro pregi, le loro bel ira, ºvo; il nome 2'heos, che i Betoj
Y danno
17 o
danno al ſole ; da eſſi riconoſciuto re un cenno delle giudizioſe rifleſ
per Dio; e più di tutte queſte le vo ſioni che fa il noſtro Autore ſul pre
ci Abbà , Babbà , Papà od altra teſo infinito numero delle lingue Ori
ſimile per dir padre , e mamma per nocheſi , e delle altre che ſono in
chiamar la madre , che trovanſi co uſo in altre parti del nuovo mondo -
muniſſime a molte nazioni Orinoche Certamente che ſe queſta infinita mol
ſi, egualmente che a molte altre na tiplicità di lingue Orinocheſi ed Ame
zioni Americane. Si dirà eſſer mera ricane ſuſiſteſſe, quale inſuperabile o
mente caſuale una ſiffatta coinciden difficoltà eſſa preſenterebbe ai pove
za di ſuono, e di ſignificato fra al ri miſſionari, i quali deggiono pure
cune poche parole del vecchio, e del impararle in qualche modo , ſe vo
nuovo mondo. Relativamente poi al gliono con frutto eſercitare il loro
le voci Abbà, Babbà, Papà, Mam ſublime miniſtero ? Dopo di avere con
ma che s'incontrano ſi generalmente gran fatica, e gran tempo comincia
ſparſe nell'antico e nel nuovo conti to ad apprendere una di quelle lingue
nente , per dir padre , e madre ſi ſi differenti dalle noſtre nelle voci,
pretende che ciò derivi unicamente nella ſintaſſi , e nella pronunzia, ſi
dalla ſomma facilità che hanno i fan. vedono tutte le loro ſperanze riſtret
ciulli di formare, e proferire quelle te dentro di un piccolo circolo di ſeſ
parole , unicamente compoſte della . fanta o ottanta perſone, quante per
più facile a pronunciarſi fra le voca lo più ſe ne contano in una di quelle
li , e delle faciliſſime conſonanti la nazioni che parlano una di quelle lin
biali B , P, M. Bene ſta , riflette gue. Qual motivo di accoramento ,
quì giudizioſamente il Sig. Ab. Gilij e di ſcoraggimento per i miniſtri evan
dopo il Sig. la Condamine; ma come gelici non farebbe mai queſto ? Ma ,
poi non è mai accaduto che ſiaſi ſi viene ora a rincorarli il Sig. Abate
nora rinvenuta una ſola nazione, la Gilij, il quale rimaſe ancor egli ſpa
quale ſcambiando il ſignificato di quel ventato alla prima da quel prodigio
le voci, adoperi per eſ. Mamma per ſo numero di differenti parlari che a
padre , e Babbà , o Papà per ma inteſe appena giunto nell'Orinoco,
dre ? Non ſi ha forſe in ciò una con ma avendoli meglio eſaminati, e co
vincentiſſima prova, che gli Ameri minciati ad apprendere , trovò che
cani non adoperano quelle noſtre vo la maggior parte eran dialetti di al
ci nel noſtro medeſimo ſenſo ſennon tri, più o meno diverſi fra loro e o
perchè i loro antenati nel noſtro mon dalle loro lingue matrici ; che queſte
do le udirono prima della loro anda lingue matrici riducevanſi appena al
ta in quell'altro, e non ſi ha in ciò numero di nove ; e che le due lin
una palpabile dimoſtrazione dell'an gue de 7 amanachi, e de Maipuri,
tica comunicazione dei due continen delle quali egli ci preſenta un ſuffi
ti , e della comune provenienza de' ciente ſaggio nel libro III. , erano
loro abitatori da un medeſimo proto quaſi generalmente inteſe nell'Orino
parente ? Dopo di ciò ci piace di da co. Le ſteſſe rifleſſioni vogliono ap
plicarſi
171
plicarſi alle altre lingue dell'Ameri ſi per conciliare a queſt'ultima parte
ca, ſiccome ſi fa dal noſtro Autore della ſua opera quella ſi dilettevole
nella II. appendice. Una terza rifleſ varietà che tanto piace , ha fram
ſione che non poſſiam paſſare ſotto miſchiato ed accoppiato qualche altra.
ſilenzio, ſi è quella che fa il noſtro materia, per eſ. una breve deſcrizio
Autore nel capo XIII. della II. par ne di alcuni più ſcelti rimedi uſati da'
te della citata appendice riguardo miſſionari di 7’erra - ferma , la quale
alla ſorprendente ſomiglianza, che º forma l'oggetto dell'appendice I. ,
incontraſi fra alcune lingue America quella di un ingegnoſiſſimo giuoco di
ne fra loro remotiſſime, per eſ. fra palla uſato fra i Cichitti &c. In ſom
la lingua Meſſicana, Aitina, cioè dell' ma il Sig. Ab. Gilij in queſt'ultima a
iſola di S. Domingo, quella degl'In parte della ſua ſtoria dell'Orinoco ci
chi , ed alcune lingue dell'Orinoco ha laſciato un deſiderio più che mai
fia nel ſuono, e ſignificato di alcu vivo di veder quanto prima pubbli
ne voci , ſia nella ſintaſſi di alcuni cate le altre ſue ricerche ſulle altre
modi di dire; la quale ſomiglianza - nazioni di America , ch'ei ci pro
ragionevolmente crede il noſtro Au mette in continuazione di queſta ſto
tore non d'altronde poter eſſere pro ria Orinocheſe. -

ceduta, ſennonche dall'eſſere antica


mente ſtata l'America ſotto il domi
nio di ſovrani molto più potenti di C O S M O P O L I,
quei che vi furono trovati in tempo
della ſcoperta , e dall'eſſervi ſtata ,
anticamente una molto più eſteſa com Saggio di oſſervazioni di Giulio Ce.
mercial corriſpondenza fra i popoli ſare Bottone da Monte Toraggio fo
di quel continente . Noi ci laſcerem pra il diſcorſo premeſſo all'ordine -
mo volentieri ſedurre dalla bellezza, della vita Criſtiana del P Simone ,
ed importanza di altre rifleſſioni, che da Caſcia ſtampato in 7'orino l'anno
s' incontrano in gran copia in queſt' MDCCLXXIX., nel quale ſi preten
opera per riportarle, ſiccome abbiam de provare che la maſſima parte del
fatto delle poche, che abbiam di vo le opere, che vanno ſotto il nome del
lo accennate, ſe non ci tratteneſſero P. Domenico Cavalca da Vico Piſa
gli anguſti limiti, dentro i quali ſia mo, ſieno del detto Beato, e confuta
mo coſtretti di lavorare. Contentia zione di un tale diviſamento 178o. in 3.
moci adunque di terminare noſtro mal
grado dicendo , che ai bei ſaggi fi
loſofico-grammaticali di lingue Ori Se nell'annunciare la pubblicazio
nocheſi, e di alcune altre fra le più ne dell' opera inedita dell'ordine del
celebri lingue Americane, che s'in la vita Criſtiana del B. Simone da
contrano in queſto III. libro e nella Caſcia , che fece in Torino l'anno
II. appendice, il Sig. Ab.Gilij, qua 1779. il Sig. Giambattiſta Moriondo,
2 o chiun
172
o chiunque altro poſſa aſconderſi ſot tribuirſi. Traſcorriamone rapidamen
to tal nome, moſtrammo in certa gui te il contenuto. Nel primo pertanto
ſa di abbracciare l'opinione che pren di queſti articoli ſi fa vedere al Sig.
de l'editore a ſoſtenere nel lungo di Moriondo che il libro ſteſſo dell' or
ſcorſo preliminare , vale a dire che dine della vita Criſtiana, ch'egli ha
la maſſima parte delle opere che van pubblicato, ſomminiſtra una delle più
no ſotto il nome del P. Cavalca Do compiute , e vittorioſe confutazioni
menicano, al medeſimo Beato attri del ſuo, non peraltro nuovo, divi
buire ſi debbano , la coſa non pote ſamento ; ſendochè dal paragone di
va andare altrimenti : poichè non eſ queſt'opera del B. Simone con qual
ſendoci permeſſo di entrare in quelle cuna delle molte opere del P. Caval
difficili diſcuſſioni , e in quei lunghi ca, riſulta sì chiaramente la diver
eſami, che neceſſariamente eſigeva . ſa meniera di ſentire , di ragionare,
la dilucidazione di una tale bibliogra e di eſprimerſi de'loro Autori , che
fica queſtione, dovevamo forzoſamen non è in verun conto poſſibile d'im
te aderire alle ſpecioſe ragioni, che maginarfi ch' eſſe ſieno uſcite dalla
il Sig. Moriondo ſi ſtudiò di allegare medeſima penna. Per eſ. alla pag. 3 2
in favore della ſua opinione. Niuna dell'ordine della vita Criſtiana ſi leg
ripugnanza adunque abbiamo ora noi ge : Ancor dobbiamo per queſta ſan
di ricrederci , ſiccome non la potrà ta fede onorare e venerare, e adora
avere chiunque, eſſendo ſtato ſinora re gli ſuoi articoli, che ſono dodici,
nell'errore del Sig. Moriondo, legge ſiccome fatti dalli dodici Apoſtoli ;
rà colla dovuta rifleſſione l'opera , ma ſono quattordici ſecondo la verità,
che annunciamo . Deſſa è non ſolo perocchè due degli Apoſtoli ne fanno
deciſiva per la queſtione di cui ſi trat due per uno, e ſono ſette della divi
ta, ma preſenta inſieme a noſtro cre nità e ſette dell'umanità di Criſto ,
dere il più perfetto modello della . e ſono detti articoli, perchè ci coſtrin
critica e maniera di ragionare , che gono a doverli credere & c. laddove
vuole adoperarſi nella diſcuſſione di nel principio del ſecondo capitolo dell'
tali bibliografici argomenti. Il riflet eſpoſizione del ſimbolo, che tralle ope
tabile e dotto autore , che noi vo re che portano il nome del P. Caval
lontieri nomineremmo, s'egli aveſſe ca , è una delle più ragguardevoli,
il menomo biſogno delle noſtre lodi, e ſulla quale il medeſimo Sig. Morion
ha diviſo la ſua opera in undici ar do ſembra fare maggior fondo , ſi
ticoli, de'quali i primi ſei ſono im legge: Dovemo ſapere che articolo a
piegati in provare che le opere che dir viene picciola particella, con di
portano il nome del P. Cavalca non ſtinzione di alcuna coſa integra : on
poſſono eſſere ſtate ſcritte dal B. Si de le dita delle mani chiamamo arti
mone da Caſcia; e gli altri cinque o coli . Per queſto dunque modo ſono
che ſieguono dimoſtrano che tali ope detti articoli certe particelle diſtinte
re veramente al Cavalea deggiono at dell'integrità della fede; ed aſſegnan
ſi do
173
ſi dodici articoli ſecondo il credo, che ſciatoci. Prima di paſſare a trattare a
fanno i dodici Apoſtoli ci c. Quanto di propoſito degli autori che il Sig.
mai un linguaggio è diverſo dall'al Moriondo cita aſſolutamente come a
tro ! Nel libro dell'ordine della vita ſe favorevoli, dimoſtra il N. A. che
Criſtiana, ſiccome nell'altro più bre eſſo Sig. Moriondo in parlando di al
ve, che va dietro ad eſſo , intito. cuni altri autori, da quali o in una
lato regola ſpirituale, non mai vie maniera o nell'altra ha procurato di
ne citato alcun S. Padre , o altro trarre vantaggio, ha preſo più d'un
autore non ſacro , e queſta medeſi granchio. P.E. eſſendoſi incautamen
ma totale mancanza di tali citazioni te Monſig. Bottari nella prefazione e
oſſervaſi ancora nell'opera latina del al dialogo di S. Gregorio laſciato ca
B. Simone de geſtis Salvatoris. Per lo dere dalla penna le ſeguenti parole. ,
contrario nelle opere del P. Cavalca ,, Sapendoſi dal Cave, dal P.Arpe ,
abbondano ſiffatte citazioni , e bene ,, e dal Gandolfo.... che Fra Simo
ſpeſſo ( anzi ſpeſſiſſimo ) vi ſi leg ,, ne da Caſcia Eremitano compoſe
ge: onde dice S. Agoſtino , onde dice », librum de ſpeculo crucis, e de e
.S. Girolanza ci c. Se il B. Simone è il », ſtultitiis imprudentum , onde può
comune autore di queſte opere , o ,, eſſere, che lo ſpecchio di croce, e
almeno della maggior parte di eſſe, ,, le trenta ſtoltezze, ſieno traduzio
come mai cangiò ſi fattamente di ſti ,, ni, e non opere compoſte e fatte
le in un punto ſi eſſenziale ? Dopo », di pianta dal Cavalca, il Signor
di queſto primo articolo, che ſerve Moriondo ſi è creduto , che il Bot
come d'introduzione , ſi cominciano tari con ciò abbia voluto conciliare
· ne ſeguenti ad eſaminare le ſpecio le due contrarie ſentenze intorno al
ſe ragioni del Sig. Moriondo, e pri le opere, dette di Cavalca , accor
mieramente le teſtimonianze di varj dando che il B. Simone ne foſſe l'au
ſcrittori , ch'egli dà come ſomma tore vero, e 'l Cavalca il traduttore;
mente accurati in queſte materie, e quando però realmente il Bottari mai
che attribuiſcono , o ſembrano attri non ha penſato a queſte chimerica con
buire al B. Simone quelle ſteſſe ope ciliazione, altro non eſſendo ſtato il
re, che vanno ſotto il nome del P. di lui ſcopo in tale diſcorſo, peraltro
Cavalca : e ſi fa vedere , che poſto mal intrecciato, fuorche di dimoſtra
che queſti autori ſi fieno inteſi di par re , che il P. Cavalca era dato al
lare di quelle ſteſſe, come vuole il Sig. tradurre : il che è manifeſtiſſimo
Moriondo, e che nelle replicate edizio dal tema medeſimo del ſuo diſcorſo,
ni, e ne'mfſautentici, e dalle perſone e delle prove da lui addotte. Nell'
ſpregiudicate attribuite ſono al P. Ca articolo IV. ſi prende a ribattere un'
valca, molti ſono ben lungi dal meritar altra ſpecie di pruova che adduce in
ſi il titolo di ſommamente accurati, al ſuo favore il Sig. Moriondo , cioè la
meno per ciò che riguarda il catalogo ſomiglianza di ſentire, di penſare ,
delle opere del B. Simone da loro la e di ragionare che tralle opere che
Van -
174 .
io ſotto il nome del Cavalca, e ſono in maggior numero 3 di quello
quella della vita Criſtiana del B. Si che ha ſuppoſto il Sig. Moriondo, e
mone egli ſi figura di ravviſare. Già che una di queſte è preſſochè un in
ſi è veduto in principio come ſin dal tiero trattato dello ſteſſo S. Dottore.
primo articolo abbia vittorioſamente Si dà finalmente termine al primo aſ.
dimoſtrato il noſtro Autore, che non ſunto dell'opera , qual è quello di
vi poſſa eſſere per lo contrario mag diſtruggere i cavilli del Sig. Morion
gior diſcrepanza di ſentire, di pen do, coll'eſame , che ſi fa nell'art.
ſare, e di ragionare, che quella che VI. de'mſſ. da lui allegati in pruova
ravviſaſi fra alcuni paſſi dell'ordine che l'eſpoſizione del ſimbolo al B. Si
della vita Criſtiana , ed altri di al mone debba attribuirſi. Di tuttora ,
cune opere del Cavalca verſanti ſul - eſiſtenti peraltro egli non può citar
medeſimo argomento. Ora poi, giac ne che un ſolo che conſervaſi nella
chè il Sig. Moriondo è il primo a toc libreria di S. Barnaba degli Agoſti
car queſto taſto, ed allega a prò ſuo niani di Breſcia, e in fine di cui con
un argomento a lui ſi contrario, gli altro carattere, come confeſſa il me
ſi fa vedere anche più diffuſamente , deſimo Sig. Moriondo, ſi legge : Hoc
la ſuddetta grandiſſima diſcrepanza , opus edidit fr. Simon de Caſcia, ſcripſit
fra la maniera di ſentire, di penſare fr. Euſebius de Brixia anno 14... .
e di ragionare di que due ſcrittori, Ma ſino a tanto che non pruoverà
e nominatamente nelle due loro ope il Sig. Moriondo , che quel ricordo
re , che vengono con maggior fidu aggiunto al codice con altro caratte
cia propoſte dal Sig. Moriondo ai ſuoi re vi ſia ſtato appoſto prima de'tem
lettori per ravviſarvi quella ſua ſo pi, ne' quali già prevaleva preſſo al
gnata ſomiglianza, cioè l'eſpoſizione cuni l' errore che l' eſpoſizione del
del ſimbolo del Cavalca, e l'opera , ſimbolo che va ſotto il nome del P.
Latina del B. Simone de geſtis Salva Cavalca, foſſe del B. Simone, queſto
toris. Siccome poi al Sig. Moriondo codice non potrà pruovar nulla a -
facea qualche noia l'autorità di S. fronte ſpecialmente di que molti co
Tommaſo, che ſi trova alcune vol dici che ſi hanno della maſſima parte
te addotta in alcuni trattati del Ca dell'altre opere del P. Cavalca, ( al
valca , e ch'egli per conſeguenza , cuni de' quali ſono di molto maggio
vorrebbe ſupporre quelle citazioni , re antichità che non è il codice di
come aggiunte al teſto da qualche de S. Barnaba ) e delle moltiſſime edizio
voto dell'angelico Dottore , ſi con ni, fatte per la maſſima parte nel
futa perciò nel V. articolo queſta fri primo ſecolo della ſtampa, che pro
vola oſſervazione del Sig. Moriondo, vono il contrario. Dileguati così vit
facendogliſi vedere inoltre che le a torioſamente gli ſpecioſi ſofiſmi del
citazioni di S. Tommaſo nelle opere Sig. Moriondo, paſſa il noſtro Auto
del Cavalca ſono originali, e che » re ne ſeguenti articoli, come ſi diſ,
quelle dall'eſpoſizione del ſimbolo , ſe in principio, a ſtabilire colla me
deſima
175
deſima evidenza la parte poſitiva del ra potrebbono aggiungerſene , ben
ſuo aſſunto, vale a dire che veramen chè molto provino da ſe ſole, qual
te ſieno del P. Cavalca , le opere maggior grado di forza, e di eviden
delle quali ſi tratta. Le ragioni col za non acquiſteranno elleno, allorchè
le quali ciò ſi dimoſtra ſono attinte vengono ſoſtenute e confermate dal
da que due fonti dai quali ſolamen conſenſo di tutte quelle antichiſſime
te può attingerſi la verità in fiffatte edizioni , e di quegli autentici mſf.
materie, cioè dalla teſtimonianza di che vengono ſchierati dal noſtro Au
ſcrittori degni di fede, contempora tore negli articoli VIII. IX. , e X
nei o quaſi contemporanei dell'auto e che ſiccome formano un intereſſan
re di cui ſi tratta, e dal confenſo di tiſſimo ſquarcio di ſcienza bibliogra
un gran numero di antichi mſſ. , e fica, e per ſe ſteſſe e per le oppor
di antiche edizioni. La prima teſti tune annotazioni, e rifleſſioni aggiun
monianza adunque ſi è di un autore tevi dall'Autore , così ancora pre
di età quaſi eguale al P. Cavalca , ſentano la più convincente, e quaſi
e che dovette o almeno potette co palpabile dimoſtrazione della verità,
noſcerlo e praticarlo, uomo di tutta che vuol dimoſtrarſi. Si dà finalmen
probità e molta dottrina, il quale è te termine a queſta eruditiſſima fati
viſſuto e morto nello ſteſſo conven ca con tre ſaggi eſtratti da autentici
to di S. Caterina de' PP. Domenica codici di opere de due ſcrittori, ac
ni di Piſa , ove viſſe e morì il P.Ca ciò ſempre più chiaramente appariſca
valca, e queſti è il P. Domenico da l'enorme divario che paſſa tra la di
Peccioli , autore della cronica del citura dell'uno e dell'altro; e ſi ſog
detto convento , che nell'archivio giungono per ultimo alcune addizio
del medeſimo conſervafi mfſ. L'altra ni, correzioni ed illuſtrazioni relati
teſtimonianza poi ſi è quella di un . ve alle coſe nel corſo dell'opera eſa
altro ſcrittore dello ſteſſo convento, minate.
ma di età poſteriore al P. da Peccioli,
e che fu autore di un altra cronica,
intitolata : Annales conventus S. Ca B E R L 1 No.
tharina de Piſis. Dagli elogi adun
que che queſti due cronologici han
no laſciato del P. Cavalca, e che ſi johannis Friderici Meckel nova ,
riportano dal noſtro Autore fedeliſ experimenta definibus venarum, ac
ſimamente copiati ſu gli originali me vaſorum lymphaticorum in ductas, vi
defimi, chiaramente appariſce che il ſceraque excretoria 1781. in 8.
P. Cavalca fu il vero autore, e non
già il traduttore delle opere delle a
quali ſi tratta, e che vengono in I nervi , ed i vaſi linfatici ſono
quegli elogi nominate . Ma queſte º il ſoggetto di varie diſpute fra gli ana
teſtimonianze, alle quali altre anco tomici , ſia per ciò che riguarda il
- - loro
176
loro corſo, ſia per ciò che ſpetta al ſe ritardato, dal che potrebbe naſce
loro uſo. Le ingegnoſe ſcoperte che re la rottura de vaſi linfatici per uno
ſi deſcrivono in queſt'operetta del Sig. ſtraordinario rigonfiamento , anche
Meckel relativamente al corſo de'vaſi in tal caſo dee riguardarſi come uti
linfatici, decideranno molti di queſti liſſima l'anaſtomoſi de' vaſi linfatici
dubbi. Queſte ſcoperte tutte coſpi colle vene. Per queſta via certamen
rano a dimoſtrare un' anaſtomoſi per te vien rimediato a quegl'inconve.
l'avanti ſconoſciuta fra le eſtremità nienti , che naſcer dovrebbono dal
de' vaſi linfatici, e quelle delle vene naturale induramento delle glandole
per entro le glandole conglobate. Già linfatiche ne'vecchi. Con quanta fa
molte volte era riuſcito al Sig. Me cilità inoltre per mezzo di queſt'ana
ckel di far paſſare da vaſi linfatici ſtomoſi i medicamenti internamente
nelle vene il mercurio; ma gli reſta preſi, o eſternamente applicati, potran
va tuttavia occulta la ſtrada di co no paſſare dalle arterie alle vene delle
municazione. Eſſendoſi finalmente per glandole, e da queſte ai piccoli cana
caſo incontrato ad iniettare una glan letti linfatici, ed ivi colla loro for
dola lombare mezzo ſcirroſa per un za medicatrice riſolvere, ammollire,
vaſo linfatico della pelvi, allorchè ſi o corroborare la glandola ammalata,
aſpettava di vedere paſſare il mercu ed il medicamento medeſimo potrà
rio nell'altro vaſo linfatico, che na quindi ritornare nelle vene, acciò che
ſceva nella parte ſuperiore della glan troppo lungo tempo dimorando ne'ca
dola medeſima , oſſervò per lo con nali linfatici di una glandola oſtrut
trario che il mercurio, dopo di aver ta non produca un peggior male. Nel
empito la metà ſana della glandola , rimanente di queſt'operetta eſpone il
paſsò nella vena ad eſſa appartenen Sig. Meckel altre ſue ſcoperte analo
te , e quindi , proſeguendo l'opera ghe a quella che abbiamo ora accen
zione, tutto ſi riduſſe colla ſola for nato, colle quali ci dimoſtra l'eſiſten
za della gravità, nella vena cava in za di vene aſſorbenti , conſimili a .
feriore. Da queſta comunicazione fra quelle delle glandole conglobate, nelle
le eſtremità linfatiche, e le venoſe » mammelle, nelle veſciche ſeminali,
nelle glandole ne riſultano molti no nel fegato, e nella veſcica orinaria ;
tabili vantaggi per l'economia anima facendo di poi vedere eſſere ſtate in
le. Per mezzo di eſſa ſi può più fa queſti luoghi provvidamente diſpoſte
cilmente riaſſorbire dalle vene la par dalla natura per riaſſorbire i liquori
te più ſottile acquoſa della linfa; don che vi ſi preparano in caſo di ecceſs
de faciliteraſſi il circolo del ſangue e ſiva abbondanza, o d'impedita ſecre
venoſo, e diverrà più denſo e più coa zione. In ſomma queſt'operetta del
gulabile il reſtante della linfa, che o Sig. Meckel fa fare certamente qual
deve appunto colla ſua qualità coagu che nuovo paſſo alla ſcienza anato
lante riſarcire le continue perdite del mica, e tende a diminuire nella me
corpo animale. Siccome poi il circo dicina il numero delle congetture .
lo della linfa può eſſere da molte cau
Num. XXIII. 1782. Li 8. Giugno

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


2

R O M A . dice Vaticano, celebre per i ſuoi pri


mi illuſtri poſſeſſori, Gioviano Pon
Picturae antiquiſſimi Virgiliani co tano, Pietro Bembo, e Fulvio Or
dicis bibliothecae Vaticanae a Petro ſino, e per la pubblicazione fattane
Sancte Bartoli aere inciſae. Accedant dal rinomatiſſimo Monſig.Gio. Bottari,
ex inſignioribus pinacothecis picturae e queſte già inciſe in rame dal cele
aliae veteres, gemmae, & anagly bre Pietro Santi Bartoli, ma non da
pha, quibus celebriora Virgilii loca altri prima di tal tempo date in lu
illuſtrantur, compendiaria explana ce. Poichè tali miniature, che ſono
tione appoſita ad ſingulas tabulas. la parte più eccellente di queſti or
Romae 1782. apud Venantium Mo namenti, non ſolo per appartenere ,
maldini bibliopolam in via curſus ; ſecondo ogni più veriſimile conghiet
za 4. tura ai tempi dell'Imperatore Settimio
Severo, ma per rappreſentare in una
Già è notiſſima la ſplendida edizio maniera aſſai acconcia templi, vitti
ne , che ſino dall'anno 1765. com me , edifici , biremi, pilei F, igi ,
pì, e pubblicò l'intraprendente Sig. abiti, ed altre coſe ſpettanti agli an
Monaldini libraio in Roma, dell'ope tiehi riti de Trojani, e de' Romani,
re tutte di Virgilio, e che ci diede non potevano fornire un completo
giuſta il teſto del celebre antichiſſimo ornamento a tutta l'intera edizione
codice, già Carpenſe, ora Mediceo dell'opere Virgiliane, per la ragione,
Laurenziano, pubblicato per l'avan che l'enunciato codice Vaticano è
ti dal ch. Monſig. Pier Franceſco Fog mancante di molti fogli in principio,
gini; e che di più arricchì di Italia ed in fine ; perciò fu d'uopo ricor
na verſificazione fatta dal Sig. Abate rere ad altri compenſi per empire ,
Antonio Ambrogi , e di molti rami queſte lacune , e per ſoſtituire altri
eſprimenti i principali fatti , e de opportuni ornamenti, e ſchiarimenti
ſcrizioni, che fi hanno ne tre diverſi inſieme alle dette opere . Un altro
poemi del gran cantore Mantovano. codice Vaticano conoſciuto da Pierio
Ora queſti rami per la maggior parte Valeriano , deſcritto dal Mabillon ,
erano defunti dalle miniature, tutto e dal Montfaucon, e reſo molto più
ra eſiſtenti in un altro antichiſſimo co noto per le varianti lezioni, che da
Z eſſo
178
eſſo ne eſtraſſe il lodato Monſig. Bot zione Virgiliana, e che eſprimono al
tari, ſi conſultò ben opportunamente cuni antichi intagli del muſeo Kirche
per deſumere da eſſo quattro altre o riano, e di quello del defunto Mar
antiche miniature, che ivi ſi trova cheſe Gio. Pietro Lucatelli, cuſtode
no, ma che erano pur ſtate prodot del muſeo Capitolino, facilmente ri
te dal dotto Bottari. Ciò neppurpo feribili ad alcuni paſſi de poemi di
teva baſtare all'ampio biſogno ; e o Virgilio , e perciò degni di queſta .
perciò con venne penſare anche ad al unione di antichi monumenti, con
tri nuovi eſpedienti. Perciò il verſi ſecrati alla illuſtrazione, e decorazio
ficatore Ambrogi, allora prefetto del ne del principe de'Latini poeti. Tut
muſeo Kircheriano, propoſe alcune o to il piano pertanto di queſta unio
pitture, che ivi ſi conſervano, e ſi ne di coſe ſi legge elegantemente ef
moſtrano per antiche , ma che tali poſto in una prefazione premeſſa a .
non ſono, come dalle lettere del ce queſto volume, la quale benchè por
lebre Abate Winckelmann da noi pub ti il nome del librajo Sig. Monaldi
blicate nel tomo VI. della noſtra An ni, ſappiamo però eſſer lavoro del no
tologia poſſono aver compreſo i noſtri ſtro Sig. Abate Gio. Criſtofano Ama
leggitori . Queſte non ſono per buo duzzi, conoſciuto per altre ſue ope
na ſorte, che cinque, e perciò il ri re di queſto , ed altro argomento .
manente di ſiffatti ornamenti analo Sue ſono puranche le brevi eſpoſizio
ghi alle più notabili eſpreſſioni Virgi ni di ciaſcuna tavola, che giungono
liane conſiſte in alcune antiche gem al numero di CXXIV. , compreſa ,
me del muſeo del Baron Stoſch, ora l'appendice, ove non altro ſi accen
del Sovrano di Pruſſia , del muſeo na, che il ſoggetto rappreſentato in
Fiorentino, e di altri , ed in parec ciaſcun monumento, il luogo, e l'au-.
chi baſſirilievi del palazzo Mattei , tore, preſſo cui queſto eſiſte, e ſi illuſtra
come pure in altri diverſi riportati e la pertinenza , che ciaſcun monu
in iſpecie dal Montfaucon nella no mento ha alle deſcrizioni particolari
tiſſima ſua opera dell'antichità ſpiega de'poemi bucolici, georgici , ed eroi
ta . Tutto queſto apparato pertanto ci di Virgilio. Bell'eſempio di erudi
di rami, e di ornamenti, i quali o ta parſimonia per gli antiquari, quan
eſprimono i più belli luoghi di Vir do trattaſi, come quivi , di monu
gilio, o che gl'illuſtrano, o gli pon menti facili, e noti! Queſto volume
gono ſott'occhi, o ſono ad eſſi ſola è dedicato con elegante iſcrizione in
mente riferibili per analogia , viene ſtile lapidario al Sig. Don Filippo Ca
ora ſeparatamente dall'opere Virgi jetani Principe di Teano.
liane prodotto di nuovo in queſto ele
gante volume, il quale ſi può chias F U L I G N O .
mare un Virgilio figurato. S'aggiu
gne anche a queſto di più un'appen De rebus ad hiſtoriam atque anti
dice di altri XI. tavole in rame, che quitates eccleſiaſticas pertinentibus
non ebbero luogo nell'accennata edi Franciſci Antonii Zaccaria diſſerta
tiones
179
tiones latina . 7'onus 1. & Il. Ex altri, eſſer molto fondata l'opinione
cudebat Pompejus Campana Impreſſor di quei che vogliono diverſo dai due
Ep. & pub. 1781. in 8.
Apoſtoli S. Giacommo maggiore, e a
S. Giacomo minore il veſcovo di Ge
Ecco la continuazione di quelle ruſalemme S. Giacomo Adelfoteo, cioè
differtazioni Italiane alla ſtoria ec cugino per parte di madre di N. S
cleſiaſtica appartenenti del celebre G. C. La II., e la III. verſano ſull'
sig. Ab. Franceſco Antonio Zaccaria, interpetrazione, e dilucidazione di tre
che furono pubblicate in Roma nell' difficiliſſime, ed aſſai oſcure iſcrizio
anno 178o., e che ſomminiſtrarono ni ſepolcrali di antichi martiri, tro
una lunga ſerie di articoli a queſti vate in Roma, la prima nella baſi
noſtri fogli . Noi non faremo certa lica di S. Clemente , e ſpettante a .
mente lo ſteſſo di queſte diſſertazio T. Flavio Clemente uomo conſolare,
e le altre due nel cemeterio di S. Cal
ni latine; poichè , ſe per ſoddisfare
all'impegno in cui ci ſiam meſſi di liſto, ed appartenenti ai SS. Martiri
dar principio ad ogni noſtro foglio Mario , ed Aleſſandro. Nella IV. ſi
con una data di Roma, il quale im parla de Sancta Barbara AVicomedien
pegno ci obbliga alcune volte a tira ſis cultu, actis, & corpore Venetias
re in lungo un eſtratto più di quel translato; nella V. de inventione ſan
che vorremmo , e di quel che forſe cta crucis. Le VI. è de decretis ad
vorrebbono anche più di noi i noſtri Aomani Pontificis auctoritatem ſpecian
lettori, fummo allora forzati a farci tibus a concilio AVICAEMO I. editis;
coraggio, ed entrare arditamente col ed in eſſa fa vedere il dotto noſtro
noſtro piccol battello in quel vaſto pe Autore nulla eſſervi ne' canoni V.,
lago di erudizione che ci ſi parava e VI. di quel concilio che deroghi
dinanzi, non avendo ora il medeſi al ſupremo primato de'Romani Ponte
mo motivo penſiamo di accordar qual fici ſecondo che vorrebbero far credere
che coſa al noſtro comodo , e vo alcuni critici oltramontani. La VII.
gliamo rimanercene in porto. Ciba che chiude il primo volume tratta ,
ſti adunque di accennare i ſoli argo de commentitio Liberii lapſu, e l'VIII.
menti delle XIV. diſſertazioni che ſi che apre il volume ſeguente è di un
racchiudono in queſti due volumi, e argomento che ha molta conneſſione
ciò certamente baſterà ad invogliare col primo, cioè de ſºnodo Syrmienſi,
tutti i noſtri lettori, i quali conoſco ove molte ricerche s'incontrano di
no al pari di noi l'eruditiſſima ma rette a correggere, illuſtrare, o a cor
niera del noſtro Autore , a leggerle roborare viennaggiormente le coſe già
in fonte, ſenza punto curarſi di quel dette dal Petavio ſu di queſto medeſi
le ſconce, e ſtorpiate miniature che mo argomento. Il titolo della diſſer
noi ne potremmo qui fare. La prima tazione IX. è de poenitentia Conſtan
è de tribus jacobis, dimoſtrandoſi in tinopoli ſublata a Mectario; quello del
effa contro le obbiezioni di Petavio, la X. de patrimoniis S. R. E ad f han
Natale Aleſſandro, Tillemont, e di mem VIII. ; la XI. tratta de varia ,
Z 2 eccle
(18o
eccleſiae praſertim Latina in promul per la regia camera de'conti, e ſo
gandis ſacris conſtitutionibus diſcipli cio della R. Accad. di ſcienze, e B.
na; la XII. de formula qua epiſcopi L. della ſteſſa città . AVella ſtampe
ſe apoſtolicae ſedis gratia epiſcopos in rìa di Lelio della Volpe 1782. in 4
ſcribere conſueverunt ; ſi diſcorre nel
la XIII. de jurejurando quo archie Alcuni eruditi di queſti ultimi tem
piſcopi pallio donati , di epiſcopi in pi hanno abbaſtanza dimoſtrato che
ſacra ipſorum ordinatione obedientian dopo l'eſtinzione del Romano impe
Romano Pontifici pollicentur; e final ro, alcune di quelle poche città che
mente nella XIV. de inedita canonum per lo innanzi avevano ottenuto il
collectione, quam XII. ſaculo Cardi privilegio della zecca , non lo rieb
malis LABORAAVS compoſuit. Ognun ber dipoi, ſe non paſſati molti anni.
vede qual dilettevole varietà di ma Il regno de'Goti, e de'Vandali par
terie abbia ſaputo accoppiare inſieme ve sbandir dall'Italia le zecce parti
l'eruditiſſimo noſtro Autore in que colari, e appena ne riſcontriamo qual
ſti due volumi, non parlandoſi ſola che dubbioſo veſtigio ſotto il domi
mente in eſſi di ſtoria eccleſiaſtica , nio de'Longobardi. Non è dunque ,
ma ancora di antiquaria criſtiana, e poſſibile di far riſalire con qualche
di criſtiana giuriſprudenza. Queſte , certezza l'epoca di una qualche zec
quattordici diſſertazioni non hanno , ca municipale più in ſu del ſecolo
è vero , tutte egualmente il pregio VIII. cioè de' tempi di Pipino, e di
della novità, eſſendo ſei di eſſe già Carlo M. Milano, Pavia , Verona ,
ſtate pubblicate in varj tempi , ed furono fra le prime città dopo queſt'
in diverſe occaſioni. Ma oltrecchè ſi epoca a conſeguire il privilegio di
ha il commodo di poterle quì avere batter la propria moneta ; Piſa, Luc
tutte unite, ed a tenue prezzo, ſen ca, Trevigi, Benevento & c. checche
za eſſere coſtretto di andarle a cer ne abbia ſcritto in contrario qualche
care nelle opere voluminoſe , e di filologo, l'ottennero anche più tar
grave ſpeſa, nelle quali furono inſe di . Non mancherebbono al Sig. Leo
rite alla prima loro pubblicazione , poldo Cammillo Volta e plauſibili ar
vi ha poi fatto ora il noſtro Autore gomenti, e non diſpregevoli conget
tali aggiunte ed accreſcimenti , che ture per pretendere che l'antichiſſi
in certo aſpetto poſſono anch'eſſe o ma città di Mantova ſua patria foſſe
riguardarſi come nuove - tralle prime a ricuperar queſto dirit
to, e che batteſſe monete ſino dai
B O L O G N A. tempi di Lotario e di Lodovico II.,
i quali, ſiccome coſta dalle date di
1Dell'origine della zecca di Man molti loro diplomi ebbero in Manto
tova , e delle prime monete di eſſa. va e palagio, e reſidenza. Attenen
Diſſertazione di Leopoldo Cammillo doſi però ai documenti autentici o
Volta prefetto della biblioteca pub meno dubbi, egli ſi contenta di ſo
blica, ſegretario della delegazione e ſtenere ſolamente che la ſua patria
godeſ
13 1
godeſſe già di queſta nobile preroga eſſer Marcheſe di Mantova in quel
tiva prima del 1ooo. Il primo docu tempo, ma bensì Tedaldo di lui pa
mento adunque che vien citato , e dre, il quale non morì che dopo il
riportato per extenſum dal Sig. Vol principio dell'XI ſecolo ; ch'egli è
ta , ſi è un diploma di Ottone III. poi molto incerto che il medeſimo
dell'anno 997., che fu già pubblica Tedaldo ſia mai ſtato Marcheſe di Man
to dal Muratori, e di cui nell' ar tova , incontrandoſi il di lui nome
chio veſcovile di Mantova conſervaſi in alcune pergamene fregiato del nu
l'originale. Ora fra i molti privile do titolo di Marcheſe ; che per lo
gi che con queſto diploma di Ottone contrario è certiſſimo , ſecondo ch'
vengono confermati alla città di Man egli ha dimoſtrato in altra ſua diſſer
tova trovaſi particolarmente indicato tazione , che il Veſcovo in allora ,
il diritto della pubblica moneta con era a capo del comune di Mantova,
queſte parole : Monetam publicam ip e fopraintendeva ai pubblici affari, ſe
ſius Mantua civitatis noſtro imperiali dendo in conſiglio, e avvalorando gli
dono ibi perpetualiter habendam con atti pubblici del proprio nome ; e ,
cedimus cº ſtabilimus . Ma appunto che conſeguentemente non vi ha ve
queſta particolar conceſſione di batter runa ripugnanza nel credere che gl'
moneta ha fatto naſcer de dubbi in Imperatori poteſſero accordare a quel
mente di alcuni critici circa l'auten primario rappreſentante della città un
ticità di queſto documento. Si unam diritto, di cui godettero allora tanti
excipias moneta mentionem , nihil in altri Veſcovi dell'Italia, e della Ger
diplomate occurrit mihi , quod de , mania per confeſſione del medeſimo
ejus fide ſuſpicionem pariat, diſſe in Sig.Conte Carli. Ma la maggior con
fatti il Muratori nel pubblicarlo. Me ferma di queſto mal combattuto do
no però ſi contenne il Sig. Conte , cumento naſce da un altro più anti
Carli, il quale nella ſua bell'opera: co diploma del Re Lotario dato in
Delle monete, e delle iſtituzione del Mantova l'anno 945. , il quale con
le zecche d'Italia , parlando della . ſervaſi nel medeſimo archivio veſco
zecca di Mantova , e conſeguente vile, ed ora dal noſtro Autore pub
mente del diploma in quiſtione, non blicaſi per la prima volta. In eſſo il
dubitò di ſcrivere non poterſi dare Re Lotario fra gli altri privilegi con
giammai più groſſolana impoſtura di ferma ancora ai Veſcovi di Mantova
queſta . La principal difficolta del Sig. quello della zecca colle ſeguenti pa
Conte Carli fi è di vedere in quel role: Confirmamus, concedimus, reſtau
diploma conceduta la facoltà di bat ramus ſancta Mantuana eccleſiae....
ter monete al Veſcovo Giovanni, e publicana ipſius civitatis monetam a
non al Marcheſe Bonifacio, padre , pradeceſſoribus noſtris jam diciaſedi
della famoſa Conteſſa Matilde , che conceſſam cº-c. Gli atteſtati di queſti
ſiccome egli ſuppone, era padrone di due diplomi vengono poi vienmag
Mantova in que tempi. Riſponde il giormente corroborati da alcuni an
Sig. Volta che Bonifacio non poteva tichiſſimi rogiti di contratti, ne'qua
li
182
li ſi fa menzione di ſoldi, lire, ed il momento, in cui il vino in fermen
altre monete di Mantova, e da alcu tazione nel tino, avrà acquiſtato tut
ne parimenti antichiſſime monete, del ta la forza, e tutta la buona quali
le quali infine ſi riportano le impron tà, di cui ſia capace. Ognuno intan
te in rame, e che fra le altre coſe to converrà coll'Autore, che in queſt'
conferman ſempre più il privilegio oggetto debba eſſervi un punto fiſ
della zecca accordato ai veſcovi coll' ſo, come in tutte le operazioni del
epigrafe EPISCOPUS, o EPS, che la natura e dell'arte, al di quà e al
in alcune di eſſe ſi legge . Queſta . di là del quale non ſia da ſperarſi la
diſſertazione in ſomma non può che perfezione. Sino ad ora potevano ri
maggiormente fare riſplendere il pa durſi a ſette quegl'indizi, coll'ajuto
triotiſmo , e la nota erudizione del de quali ſogliono conoſcere il momen
Sig. Volta, ed accreſcergli quella fa to, in cui il moſto ſia gia convertito
ma, che meritamente ſi è già acqui in vino. Tra eſſi viene in primo luo
ſtata con altre ſue letterarie produ go il colore ; indi il ſapore ; in 3.
zioni. luogo l'odore ; 4. l'aſſenza , o pre
ſenza di una ſpecie di ſpuma, nel ver
M O N T P E L L I E R. ſare del vino nuovo in un bicchiere,
dopo averlo filtrato per carta grigia ;
Memoire qui a remporté le prix & c. il calore eziandio eſaminato per mez
Memoria che ha riportato il premio zo del termometro venne in quinto
della R. ſocietà delle ſcienze di Mont luogo introdotto d'alcuni ; il 6. mez
pellier nel 178o., ſulla ſeguente que zo è la durata del tempo impiegato
ſtione : Determinare con un mezzo nella fermentazione; finalmente il mor
ſicuro, ſemplice, ed a portata di qua morìo più o meno grande, che riſulta
lunque coltivatore il momento nel dalla fermentazione medeſima è l'ul
quale il vino fermentando nel tino timo degl'indicati ſette mezzi . Ma
avrà acquiſtato tutta la forza e la eglino ſono tutti quanti incerti, fal
qualità, di cui è capace. Preſſo Gio laci, e per molti rifleſſi non atti ad
vanni Martel il vecchio 178o. in 4. eſſere con certezza determinati. Non
per queſto l'Autore gli eſclude in
Se il vino non ha biſogno alcuno tutto , ſervendoſene come di mezzi
delle lodi noſtre , non potrà averlo ſecondari , de quali ſia bene pure a
neppure la dotta memoria del Signor tenere alcun conto; mentre al tempo
Bertholon, con cui felicemente ha . ſteſſo indaga, quale eſſer poſſa quel
perfezionato l'arte di preparare quel mezzo fiſſo ed invariabile, che indi
prezioſo liquore, e ſi è meritata la co chi con preciſione e certezza il mo
rona dell'accademia di Montpellier, mento di ritrarre il vino dal tino.
nel ſoddisfare alla ſeguente queſtione Sul principio della fermentazione, qua
da eſſa propoſta nel 178e. Determi lunque ſia il clima, la ſtagione, e la
mare con un mezzo certo, ſemplice , ſpecie o qualità delle uve, ſi ſcorge
ed alla portata di ogni coltivatore e il liquore rigonfiarſi entro il vaſo, co
file
183
me fa il latte nel bollire : dopo il ſtaglio graduato in pollici, e linee .
maſſimo di tale elevazione, la maſſa Queſto ſtaglio, che poi altro non è
fermentante reſta, come a dire, ſta che un ſemplice regolo di legno, uſa
zionaria per alcun tempo ; il ſuo mo to da coloro, che miſurano la capa
to ſi rende ſuſſeguentemente retrogra cità delle botti ed altri vaſi , coſte
do, ed eſſa poco a poco ſi và depri rà di due pezzi ; di un deſco cioè
mendo. Una coſtante eſperienza, con rotondo di ſovero, di diametro men
fermata da quella di aſſai intelligenti grande del cilindro, e di un'aſta di
coltivatori, e corriſpondenti dell'Au legno leggeriſſimo, e graduata in
tore, potè convincere il medeſimo, pollici e linee , perpendicolarmente a
che il momento più opportuno per iſ fiſſata nel deſco. Allor quando il vi
vinare, è mentre la maſſa fermentan no ſi alzerà nel tino, ſi eleverà an
te incomincia ad abbaſſarſi. Se ſi tra che nel tubo, e lo ſtaglio, chiama
vaſerà il vino innanzi che la vinac to enometro dall'Autore, commecchè
cia o il cappello ſia abbaſſato, ſi ri leggieriſſimo, galleggerà nel liquote,
trarrà dallo ſtrettoio minor quantità e ſtante la graduazione ſi vedrà , s”
di vino, che quando un tale abbaſ egli continua ad alzarſi , ſe ſia ſta
ſamento ſia giunto al ſuo colmo. Ciò zionario, o retrogrado. Ognuno ca
avviene perchè nel primo caſo la vi piſce che queſto iſtromento potrà adat
naccia contiene quel ſolo liquore, che tarſi ſenza alcun inconveniente, nel
la fermentazione non potè per anche modo che ciaſcuno meglio ſtimerà ,
toglierle, quando che nel ſecondo eſ. a qualunque ſorta di tino, ſia di le
ſa tornò a riunirſi col vino già fatto gno o di pietra. Se un tale iſtromen
aſſorbendone una porzione, e comu to veniſſe regolato con metodo uni
nicando al vino un odore, e ſapore forme e fiſſato per convenzione , ſi
diſgradevole , con renderlo ancora potrebbe allora paragonare la fermen
groſſolano. L'ingegnoſo Autore pro tazione de vini come facciamo del
vede opportunamente coll'aiuto di un peſo de corpi per mezzo della ſtade
ſempliciſſimo iſtromento alla maniera ra. Non laſcia l'Autore di proporre
tanto neceſſaria per preciſamente co ancora alcuni altri mezzi ingegnoſiſ
noſcere, e con ſicurezza l'iſtante di ſimi, che potranno leggerſi nella ſua
dovere ſvinare, il momento cioè, che memoria. Noi ſeguendo il ſentimen
la fermentazione incomincia a retro to del dotto Sig. Mourgues, che pub
cedere. E' queſto iſtromento compo blicò alcune oſſervazioni ſopra le ,
ſto di un tubo cilindrico di latta o memorie preſentate all'accademia ,
materia altra qualunque , terminato diremo, che l'utilità della bella ſco
nella parte ſua inferiore a foggia di perta del Sig. Bertholon non ſembra ,
cono inverſo; eſſendo il tubo forato dover dipendere da una certa ſua nuo
in tutta la lunghezza, onde libera va foggia di tino, in cui la vinac
mente poſſa il vino penetrarvi, e non cia deve forzoſamente rimanere nel li
già la vinaccia. Dovrà il tubo farſi quore ſenza potervi galleggiare. Chec
di diametro capace a ricevere uno chè debba però penſarſi di queſta nuo
Va
184
va idea del Sig. Bertholon, gli accor parte ſpiritoſa del vino, oltre il dar
deremo facilmente, che gli uſuali me gli la medeſima del fuoco , e della
todi di fare i vini tra noi ſoggiaccio generoſità , è sì vero che tende a .
no a gravi inconvenienti , e potreb conſervarlo , che un tal principio
bono agevolmente eſſere migliorati. quantunque confuſamente conoſciuto
In molti luoghi per eſ. troppo lunga dovette naturalmente guidare molte
mente ſi trattengono i vini entro de' genti in certe pratiche artificioſe co
tini, e così poco coperti che molto me quella di ardere lo zolfo nelle s
tempo dopo la ſvinatura , ed anche botti ove debbaſi travaſare il vino -
a molta diſtanza può col ſolo odora Ma lo ſpirito ſulfureo eſſendo vitrio
to rilevarſi la gran perdita di quel lico, e minerale, ſarebbe a deſide
ſottil vapore, che ne portò via ſeco rare per un migliore ſucceſſo che la
lo ſpirito, e quella parte che propria perſpicacia de'chimici poteſſe ſommi
mente può chiamarſi il profumo del niſtrarne un gas , per uſare la loro
vino. Queſto profumo del vino riſie fraſe, preſo dal regno vegetale. Fi
de eſſenzialmente in quella parte più nalmente le volgari pratiche intorno
volatile, che talora ſi manifeſta con a tutta la vendemmia ſono da taluno
effetti tanto terribili, ed è un prin reputate per modo vizioſe , che ſa
cipio conſervatore del vino . Scriſſe rebbe a deſiderare di tutto ſommette
recentemente taluno, che ſia da bia re a diſcreto, e prudente eſame. Po
ſimare anche la pratica di otturare o trebbe vederſi un rapido cangiamen
le botti appena riempiute, e ciò pel to e miglioramento , maſſime ſe l'im
pregiudizio, che non aveſſero a cre pulſo veniſſe da perſone ricche, e a
pare come bombe, ſe ſaldamente ve potenti. Sarà intanto di molta gloria
niſſer chiuſe. In tali eſperienze non alla reale accademia delle ſcienze di
è mai certo prudenza di affatto rece Montpellier d'aver procurato non pic
dere dall'uſo comune; ma un picco col vantaggio alla ſocietà in un ge
lo ſpiraglio potrebbe forſe ovviare a nere di tanta importanza,
qualunque pericolo. E tornando alla
Num. XXIV. 1782. Li 15. Giugno

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A . della ragione ſi era un uſo contrario


introdotto, e lungamente mantenuto.
Compendio di precetti rettorici ad Ma più di ciò approviamo la teſſitu
uſo delle ſcuole pie. Nella ſtamperia ra medeſima dell'opera, ſcritta con
di Giovanni Zempel 1782. in 8. tutta quella preciſione, chiarezza, e
nitidezza di ſtile che ſi richieggono
I precetti dell'arte rettorica, cioè in ſiffatte opere elementari. Deſſa di
dell'arte di parlare nella maniera - videſi in tre parti. La I. è de'tro
più acconcia per perſuadere, ſono ne pi, del periodo, dell'amplificazione,
ceſſariamente i medeſimi in ogni lin delle figure, dell'elocuzione, e del -.
gua . Siccome però di eſſi abbiamo lo ſtile: ragionaſi nella II. della ret
maggior biſogno nell'eſercizio della torica e ſue parti , dell'argomenta
lingua materna, di cui più frequen zione, de luoghi rettorici, degli af,
temente facciam uſo, e ch'è il no fetti, e dell'orazione; e finalmente
ſtro più comune interprete nel quoti parlaſi nella III. dello ſcritto, della
diano commercio che abbiamo co'no lingua latina, del metro, della poe
ſtri ſimili , ſembra perciò troppo na ſia, e ſue ſpecie principali . Hanno
turale che i precetti di queſt'arte ſervito di fedele ſcorta al noſtro Au
fieno ſcritti in queſta lingua, in quel: tore nel teſſere queſto ſuo compendio
la guiſa appunto che i due ſommi gli Autori più claſſici in queſta ma
maeſtri dell'arte medeſima Cicerone, teria, e nominatamente fra gli anti
e Quintiliano li ſcriſſero nella loro;do chi Cicerone e Quintiliano, de'qua
vendo poi riuſcire faciliſſimo, come li ſi riportano in piè di pagina i te
ognun vede, di applicare i medeſimi ſti latini accompagnati da opportune
precetti all'uſo di qualunque altra rifleſſioni, e fra i moderni Rollin, e
lingua allorchè ſe ne ſapranno le vo Formey, i quali nelle loro applaudi
ci . Non poſſiamo dunque ſennonche tiſſime opere della maniera d'inſe
approvare il partito , che ſi è preſº gnare le belle lettere, e dei principi
di ſtampare in Italiano il preſente elementari delle belle lettere hanno
compendio di precetti rettorici in uſo meglio degli altri eſpreſſi, ed appli
de'giovanetti, e delle pubbliche ſcuo cati all'indole delle lingue moderne
le, dove ne paſſati tempi a diſpetto i precetti, che già diedero quei due º
- A a legis
186
legislatori della Romana eloquenza . ni d'ingegno ſono note le ſue dotte
L'arte poetica di Orazio, vero ed omelie recitate nelle due ſue catte
unico codice del buon guſto, ha gui drali in occaſioni delle principali fe
dato poi il noſtro Autore in ciò ch” ſte in eſſe fra l'anno celebrate. Noi
egli ci dice della poeſia nella III. par già riferimmo altra volta una riſtam
te. Si approfitti pertanto la gioven pa fatta di VI. ſue omelie , riguar
tù ſtudioſa di queſto compendio di danti l'educazione de' figliuoli , e o
precetti rettorici non inferiore in pre ſtaccate dal corpo intero della colle
gio a tante altre opere elementari , zione di tutti gli altri ſuoi eccleſia
che a vantaggio della medeſima i PP. ſtici fermoni; ond'ora godiamo rife
delle ſcuole pie hanno in queſti ulti rire puranche la riſtampa fatta in .
mi tempi dato alla luce. Velletri ſua patria di VIII. altre ſue
omelie, concernenti altrettanti regni,
V E L L E T R I. che alla Vergine madre di Dio ven
gono attribuiti nelle litanie Laureta
Del regno di Maria omelie di Mon ne. Noi troviamo ben fatto, che s
ſignor Aleſſandro Borgia Arciveſcovo, in vece di una raccolta di ſtucche
e Principe di Fermo, date in luce» voli poeſie, o di qualche libercolet
per la ſolenne feſta, che nell'incli to di preci digiune del vero ſpirito
ta città di Velletri ſi celebra dell'an della chieſa, che ſi fogliono diſpen
no ſecolare della incoronazione di Ma ſare in occaſione di ſolennità , ſiaſi
ria Santiſſima Madre delle grazie. ora al ricorrere dell'anno eentenario
In Velletri 1782. per Ceſare Sarto della incoronazione, che fece il ca
ri; in 8. pitolo de Canonici di San Pietro in
Vaticano, d'un'antica immagine di
Il Padre Lodovico Marracci fece Maria eſiſtente nella chieſa cattedra
una ſerie di opuſcoletti, tutti con le di Velletri , preſo il ſaggio eſpe
ſecrati ad un materiale regiſtro di diente di riprodurre inſieme unite le
molte chaſſi di perſone, che ſi occu VIII. indicate omelie di un ſacro pa
parono nel culto, e nelle lodi di quel ſtore, di un dotto teologo, e di un
la eccelſa creatura, che ebbe l'ono gloriofo cittadino. Così la vera idea
re della maternità del Verbo eterno. del culto di iperdulia, ed un nobile
Fra queſti opuſcoli ve n'ha uno in efemplare di regolata divozione può
titolato Antiſtites Mariani, che è giuſtamente ſperarſi di avere in que
una recenſione di tutti i veſcovi cat ſto opuſcoletto , e di perpetuare ad
tolici, che in queſta linea ſi diſtinſe un tempo ſteſſo in queſta ſtampa la
ro. Ora in queſto opuſcolo meritereb memoria di una ſplendida funzione,
be aver luogo in conto di appendice che aſpetta un ſecolo per eſſerne rin
il celebre Monfig. Aleſſandro Borgia, novata la commemorazione. A que
Veſcovo prima di Nocera nell'Um ſte omilie è ſtato ora premeſſo un av
bria, indi Arciveſcovo di Fermo nel vertimento di ſcrittore anonimo, ma
Piceno, di cui oltre altre produzio
a -
che ſappiamo appartenere ad un º"
1 IlìO
A
187
ſimo nipote del Prelato Fermano, di Napoli. Per Ottavio Sgariglia ,
Monſig. Stefano Borgia , chiariſſimo ſtamp. Veſc. e pubb. 178 1. in 4.
ſcrittore di tante erudite opere , che
così ſpeſſo ſono l'oggetto delle noſtre Accade delle città lo ſteſſo che deſ
giuſte lodi . Quivi pertanto parlaſi le famiglie , le quali ſe hanno fatto
dell'antico culto, che ha indetta , qualche fortuna, ed hanno ammaſſa
cattedrale l'immagine di noſtra Don to qualche ricchezza e ſtato, rivol
na, e ſi diſcende alla pia coſtuman gono toſto i loro penſieri a cercare
za, che ſino dal ſecolo ſcorſo s'in ogni mezzo di nobilitare la loro eſtra
troduſſe d'incoronare le più celebri zione. Piaceſſe però al cielo che tut
immagini della Vergine , e ciò per ti quei che ſi accingono a ſiffatte »
mezzo del capitolo Vaticano, e per impreſe, ſapeſſero imitare la ſaviez
generoſa diſpoſizione del Conte Aleſ za, e la moderazione dell'Autore di
ſandro Sforza Piacentino fatta nell' queſti due ragionamenti ſopra la città
anno 1638. Però queſta divota coſtu di Fuligno, il quale burlandoſi il pri
manza non va in fine riguardata, che mo de'dotti ſogni , e degli eruditi
per una plauſibile rinnovazione d'un' delirj che paſſerebbono forſe per il
antichiſſima conſuetudine; giacchè per capo di qualche altro intemperante e
mezzo dello ſcrittore del libro pon ſcrittore che prendeſſe ad illuſtrare e
tificale ſappiamo, che anche Grego le origini, e i faſti di quella coſpi
rio III. eletto Papa nell'anno 73 1. cua città, ſi contenta in vece di no
dedicò nel Vaticano un'immagine di verarne ſoltanto quei pregi, e di fiſ
Maria habentem diadema aureum cum ſarle quell'antichità, che non potrà
gemmis C5 c. veruno contraſtarle. Nel primo ragio
namento adunque ſi ſchierano da prin
cipio alcuni paſſi del gran padre del
la Romana eloquenza Cicerone, ne'
A S S I S I . quali ſi fa menzione della città di Fu
ligno, e del popolo Fulignate . Ca
jus Ancharius Rufus fuit e munici
Due ragionamenti ſopra la città di pio FOLGIAVA7'È... Praerat Cneus
Fuligno nell'2mbria detti nelle pub Lerius Flaccus in prafectura F2'LGI
bliche adunanze da un'accademico AVA7’I; ſono queſti frammenti, con
Fulginio, con in fine una diſſertazione ſervatici da Quintiliano , e da Pri
epiſtolare ſopra un'antica lapide ſcrit ſciano, dell'orazione di M. Tullio pro
ta al P. M. Antonio Proſperi Min. L. Vareno, che ſarà forſe ſtato un .
Conventuale dal Sig. Avvocato Lodo parente di quel C. Vareno , che in
vico Coltellini ſocio delle accademie , un altro pezzo della ſteſſa orazione
di Firenze, Siena, Cortona, Fuligno, preſſo Quintiliano (lib. 1v. ) diceſi
Rimino, Bologna, Padova, Verona , ammazzato dagli Ancari di Fuligno.
Roveredo, Londra, e della R.accad. C. Varenas, is qui a familia Ancha
delle ſcienze , e lettere e belle arti riana occiſus eſt . In un altro fram
A a 2 In entO
188
mento dell'orazione Tulliana pro M. gio del Lazio la parola IGAVA7'12 M,
Varrone leggefi ancora: F2LGIAVA ſi pensò perciò dal Cellario, o da chi
2 ES viri valde religioſi di c. Final altro ſi foſſe , di traſmutarla in IGZ). .
mente nell'orazione pro L. Cornelio VIAVATI 2 M , e da Franceſco Silvio
Balbo ſi rammenta la confederazione Ambiano di cangiarla in EGAVA7”IO
che ſtretta aveano, e fermata co'Ro R2'M, e così attribuire ai cittadi
mani tanto i Fulignati, quanto i Ca ni di Gnazzi nella Puglia l'onore di
merineſi; Is igitur (C. Marius) M. quell'alleanza co Romani mentovata
Annium Appium fortiſſimum virum , da Cicerone . Ma coſa poſſono mai
ſumma virtute praditum civitate do provare a fronte di queſte poche edi
navit , cum Camertium faedus ſanctiſ, zioni le tante altre tanto antiche quan
ſimum atque acquiſimum ſciret eſſe... to moderne, procurate da uomini non
C. Mario dubium non fuiſſe, quin meno dotti che accurati, e che con
mullo fadere a republica bene geren ſultarono i più antichi ed autorevo
da impediretur : a ſe ex conjunctiſi li codici, nelle quali tutte la paro
ma atque amiciſſima civitate fortiſſi la Fulginatium leggeſi apertamente ?
mum quemque eſſe delectam , neque Non altro , ſecondo il noſtro Auto
FOLGIAVA T12 M, neque Camertium re , ſennonche quelle poche edizioni
faedere eſſe exceptum, quominus eorum che ſi oppongono ai Fulignati , fu
civibus a populo Romano pramia vir rono fatte ſu di qualche codice, nel
tutis tribuerentur. Ma queſt'ultimo quale per avventura erano obblitera
paſſo Tulliano, che ſembrava di tutti te, e corroſe le prime due lettere del
gli altri il più irrefragabile, comec la parola F2'LIGIAVA7’I2 M, rima
chè eſtratto da un'orazione tuttora nendovi ſolamente LGIAVA7'12 M ,
eſiſtente, è ſtato appunto quello che che per renderla leggibile ſi conver
ha trovato qualche oppoſizione . Il ti in IGIAVA7'12'M , e poſcia in .
celebre P. Sarti A b.Camaldoleſe, nel IGAVA7'12'M, ſopprimendoſi la i do
iſuo libro de Epiſcopis Eugubinis cap. po il g» fecondo l'ortografia di al
1II. num. 2. fondato ſull' autorità di cun ſecolo, in cui ſi ſcriſſe aſſai co
Cellario, e fu quella di alcuni anti munemente Govanni , Gano & c. in
chi manoſcritti , e di alcune delle º luogo di Giovanni, Giano & c. ll P.
più antiche edizioni di Cicerone, vuo Sarti credette di fiancheggiare la ſua
le che in luogo di F2'LGIAVA7 IZM Iezione coll'autorità di Cicerone me
debbaſi leggere IG2'VIAVA7'12 M , deſimo ; eſſendo che queſti non po
cioè degli Eugubini. Fatto ſta, che trebbe parlare de' Fulignati come di
due delle più antiche, e rare edizioni un popolo ſtretto in grande alleanza
di M.Tullio, cioè quella di Milano del con Roma, dopo di aver nell'orazio
1498., ed un'altra fatta in Roma in ca ne pro L. Vareno qualificato Fuligno
ſa di Pier de' Maſſimi l'anno 147 1. col non molto vantaggioſo titolo di
portano apertamente IGAVATI2 M in prefettura. Avrebbe potuto aggiugne
luogo di F2 LGIMATIZM ; e ſicco re, ripiglia il noſtro Autore, che a
me non trovavaſi analoga al linguag nella medeſima orazione Vareniana -
Fuli
- 189
Fuligno viene ricordato ora col titolo ...... cddie infelix niveis Vare
di municipio , ed ora coll'altro di nus in armis ; -

prefettura ; titoli che tanta difficoltà Maevanus Varenas, arat cui divi
vi è ad accordarli fra loro , quanto tis uber
quei di prefettura, e di popolo con Campi F2'LGIAVIA : di patulis
federato. Ma ſi all'una che all'altra Clitumnus in arvis -

difficoltà ſi ſoddisfa dicendo ch'eſſen Candentes gelidos perfundit flami


do belle, e chiare le teſtimonianze º A6 la tarOS ,

di Tullio , le quali ci atteſtano che e nel lib. v 1 1 1. del medeſimo poema


la nazione de' Fulignati ſia ſtata in . ...... infeſtum nebulis humentibus
alleanza con Roma , Fulginatiam e olim.
faedere, che la città de' Fulgini ab Inginum , patuloque jacens ſine e
bia goduto le onoranze municipali , maenibus arvo
e municipio Fulginate, ed in fine ch' FZ)LGIAVIA.
ella ſia ſtata prefettura, in prafectura Appiano Aleſſandrino, in cui nel lib.
Fulginati, a nulla ſerve di arzigogo V. delle guerre civili leggeſi : FZ)L
lare ſull'incompatilità di queſte qua GIA'12 M centum ſexaginta ſtadiis
lificazioni, tanto più che non ſi pre diſtans a Peruſia , cioè Fuligno di
tende già che deſſe abbiano avuto ſtante da Perugia 2c. miglia, quan
luogo contemporaneamente, e che º te appunto ve ne ha da una città all'
come accadde a Capua , e ad altre altra &c. A queſte teſtimonianze di
città potè anche Fuligno, per il va antichi ſcrittori ſi potrebbono aggiun
riare de'tempi , e il rivolgere della gere moltiſſime lapidi, che ſi trova
fortuna ora eſſere ſtata unita in con no riferite da più celebri raccoglitori
federazione col popolo Romano, ora di ſiffatti monumenti, e nelle quali
retta da municipali diritti, ed ora - o alcun nobile cittadin di Fuligno fi
governata a modo di prefettura . vede eſpreſſo, o il Fuligneſe popolo
Dopo di aver così vendicata la genui nominato » o cofa altra indicata a .
nità di queſto controverſo paſſo del queſto appartenente . Siccome però
latino Oratore a favor di Fuligno , queſte lapidi per la maggior parte ,
rammenta il noſtro Autore altri anti tuttora eſiſtono in Fuligno, omette
chi e riputati fcrittori, i quali han , perciò di parlarne il noſtro Autore,
fatto in qualche modo parola della e ſi contenta di accennarne ſoltanto.
medeſima città. Fra queſti vi è Pli una, perchè forſe meno nota , che
nio, il quale fra le altre popolazioni vide in Londra il celebre Monſignor
dell'Umbria nella regione feſta d'Ita Bianchini nel muſeo del Sig. Kemps,
lia, mentova .. .. Camertes , FZ)L e fu da lui riportata nelle ſue belle
Gl VATES, Foroflaminienſes, Igu annotazioni ad Anaſtaſio Biblioteca
vinos cº-c. ( lib. 1 1 1. cap. x 1v. ) , rio, in cui fra i nomi uniti alla pa
Silio Italico, il quale nel ( lib. I v. tria di alcuni ſoldati di una coorte ,
de bello Punico) deſcrivendo la morte ſpedita nella G. Brettagna legge viſi
di un Vareno Fulignate, dice quello di un Fulignate . Ma tutte e
queſte
19e
queſte belle teſtimonianze nulla con luogo, ſennonche alla preſente città
chiuderebbono per Fuligno, ſe foſſe di Fuligno, accomodare le circoſtan
vero ciò che venne in capo a Flavio ze locali, che abbiam veduto qui
Biondi da Forlì verſo la metà del XV. ſopra attribuirſi all'antica Fulginia
ſecolo, cioè che l'antica Fulginia, da Appiano Aleſſandrino, e da Silio
di cui parlano i vetuſti ſcrittori e , Italico ; vale a dire di eſſer 2o. mi
le vecchie lapidi, nulla abbia che , glia lontana da Perugia, e ſituata ,
fare colla preſente città di Fuligno, nel cuore di una vaga, e largamen
volendo egli che queſta non ſia più te diſteſa pianura , ricca all'intor
antica dell' VIII. ſecolo, e che abbia no di pingue e ferace campo , ed
avuto la ſua origine dalle rovine del inaſfiata dalle freſche acque del
vicino Foro - Flaminio , diſtrutto in fiume Clitunno, detto oggi le vene?
quel ſecolo da Liutprando re de'Lon Come conciliare coll'idea di una .
gobardi. A ſventare queſto falſo, e città recente gl'illuſtri avanzi di ve
capriccioſo concetto di quel ſcritto ra antichità, che ſonoſi di ſotterrati ,
re deſtina appunto il noſtro Auto o vedonſi tuttora in Fuligno ſteſſo ,
re la ſeconda parte del ſuo I. ra o nelle immediate adiacenze di eſſo?
gionamento, e le vittorioſe pruove e Conchiudaſi adunque francamente col
che egli aduna per dimoſtrare il ſuo noſtro Autore , che farebbe d'uopo
aſſunto ſon tante e tali, che il Bion rinunciare al buon ſenſo, rivocando
di medeſimo, ſe tornaſſe in vita, do in dubbio ſe le allegate teſtimonianze
vrebbe arroſſire di aver ſoſtenuto quel di Cicerone, di Silio , di Plinio, e
la ſua ſi ſtravagante opinione . Fra di Appiano debbanſi intendere della
queſte pruove ve ne ha una tratta - preſente città di Fuligno, o piuttoſto
dall'Itinerario Geroſolimitano ſcritto di qualche altra, di cui più non ſap
verſo la fine dell'imperio di Coſtanti piamo la ſituazione. Eſiſteva pertan
no, e dato alla luce in Amſterdam to, ed eſiſteva in florido ſtato la cit
dall'eruditiſſimo Weſſelingio l'anno tà di Fuligno nel ſettimo ſecolo dal
1735. In queſt'itinerario , partendo la fondazione di Roma, intorno al
da Roma , dopo Otricoli , Narni, quale appunto viſſero gli ſcrittori ſum
Terni, ed altre manſioni, ſi viene a mentovati . Ma quando eſſa ebbe la
Spoleto, finalmente a Fuligno, e li ſua prima origine , e a qual popolo
appreſſo a Foro Flaminio ; e quello debbeſi la ſua prima fondazione ? Que
che al propoſito noſtro fa molto , e ſto appunto è l'oſcuro ſoggetto del
dee chiuder la bocca ai ſeguaci del II. ragionamento, in cui, come di
Biondi, ſi è che non ſi contano più cevamo da principio, non ſappiamo
di tre miglia di ſpazio tra una città ſe debbaſi più ammirare l'erudizio
e l'altra. CIVITAS FZ)LGIAVIS M. ne , e la dottrina , o la ſaviezza e
V. , movendo da Trevi; CIVITAS la moderazione del noſtro ragionato
FORO FLAMINII M III , mo re. Egli ſi riſtringe ad accennare le
vendo da Fuligno ; così l'itinerario ragioni che lo muovono a penſare che
ſovraccennato. E poi a qual altro la fondazione di quella città non “i
ba
19 I
baſi attribuire ai Romani , ſiccome trada, nome molto adattato alla di
neppure ai Galli , o ai Cartagineſi lei ſituazione . Ma il noſtro Autore
che furono i due popoli che ne tem è il primo a riderſi di queſte ſtirac
pi della Romana repubblica ebbero chiate ed incerte etimologie , oſſer
dominio in quelle parti. Non ai Ro vando ſolamente in propoſito di que
mani, perchè così eſſendo , Fuligno ſta del Sig. Bullet , che ſe deſſa aveſ
non avrebbe giammai potuto godere ſe qualche fondamento , ſi potrebbe
di quel governo di ſua ragione , e veriſimilmente attribuire la fondazione
di quella libertà municipale che Ci. di Fuligno ai popoli Umbri, originari
cerone rammenta , e molto meno a de'Liguri, i quali erano veri Celti.
vrebbe potuto a ſua voglia venire Conchiudeſi adunque dal noſtro Au
a ſtringer con Roma quella lega , tore eſſere involta nelle tenebre de'
che dal medeſimo oratore ci viene più remoti ſecoli la prima origine di
additata. Non dai Cartagineſi , per Fuligno, e non poterſi in conſeguen
chè queſti non godettero mai in Ita za prender verun ragionevol partito
lia di uno ſtabile dominio, quale ſi intorno all'epoca della medeſima, ciò
richiede per fondare città, e ſolo eb che in vece di derogare alla ſua no
bero il tempo di diſtruggerne, e ſac biltà , le aggiugne anzi ſommo lu
cheggiarne. Non finalmente ai Galli, ſtro, e la mette in iſtato di poter
perchè queſti pure non paſſarono per gareggiare in pregi di antichità colle
l'Umbria, e per il Lazio che per de più illuſtri città Italiane. Queſti due
vaſtare queſte provincie, e difcaccia ragionamenti ſono ſeguiti da alcune
ti da Roma ſi ripiegarono ſu per il feſtevolmente erudite ricerche del ce
Piceno e per l'Adriatico, donde le lebre Sig. Avvocato Lodovico Col
aquile Latine li obbligarono parimen tellini ſopra la ſeguente iſcrizione ,
ti a sloggiare alcuni anni dopo. Sem che conſervaſi attualmente nel palazzo
bra pertanto al noſtro Autore che a priorale della città di Fuligno:
qualche più antica nazione debba .
aſcriverſi l'origine di Fuligno, ſen D. M -

za che però vi ſia alcuna probabile TVTILIA E


congettura per attribuire un ſiffatto LA VDI CIA E
onore a qualcuna delle molte nazio CVLTRICES
ni che penetrarono in quelle parti -. COLLEGI
Il Sig. Bullet nel ſuo dizionario Cel FVLGINIAE
tico, ſiccome di tante altre, così del
la parola Fuligno fa venire agevol Siccome queſta lapida , in cui faſi
mente l'origine dalle tre voci Celti eſpreſſa menzione di Fulginia , fu
che inſieme unite Full che vale fer ſcavata l'anno 1671. in diſtanza di
tile, Giu, bello, ed as, o ac, con un miglio ſcarſo da Fuligno , così
trada , ſicchè il nome di quella città deſſa ſola baſterebbe a turar la bocca
veniſſe a ſignificare bella fertil - con al Biondi , e a qualunque altro con
lui
192
lui voglia ſoſtenere che l'antica Ful qua dalla putrefazione ne'lunghi viag
ginia non ſia ſtata nel ſito ove la cit gi di mare, baſtava infondere in ogni
tà di Fuligno preſentemente ſi trova. botte di acqua una certa doſe di cal
Sono molte le giudizioſe ricerche, che ce, e precipitar poi queſta calce nel
il dotto Sig. Coltellini ſi pone a fare fondo per mezzo della magneſia bian
ſopra queſta lapida , e ſpecialmente ca. Ma queſto ſuo annuncio è rimaſto
ſulla parola CVLTRICES , ſu cui ſin ad ora negletto a cagion della ,
profonde un mare di antica erudizio ſpeſa. Il Sig. Henri ci fa ora ſapere
ne ; ma noi ci ſiamo troppo diffuſi in queſta ſua operetta , che ſenza ,
ſui due primi ragionamenti per dove perder di viſta l'economia tanto ne
re ora aver cura di quella brevità , ceſſaria a conſiderarſi in ſimili caſi,
che conviene ai noſtri articoli . Ma ſi potrà ciò non oſtante profittare del
già è noto per altre produzioni il va la bella ſcoperta del Sig. Alton, ſo
lore antiquario del Sig. Coltellini. ſtituendo una qualunque terra calca
rea, e l'acido vitriolico in vece del
L O N D R A . la magneſia bianca . Invitato dall'
analogia dell'argomento il Sig. Henri
An account of a method of preſer c'inſegna ancora in queſt'opera una
ving vater at ſea from putrefattion e maniera facile, e poco diſpendioſa -
cº-c. Deſcrizione di un metodo di pre d' impregnare d'aria fiſſa una gran
ſervar l'acqua dalla putrefazione e quantità d'acqua per uſo de vaſcelli
ne viaggi di mare, del Sig. Tommaſo e degli oſpedali , ſiccome ancora il
Henri, membro della ſocietà R. Preſſo modo di procurarſi un lievito artifi
ºfobnſon 1781. in 8. ciale, di contraffare le acque acidule
più rinomate, per eſ. quelle di Pyr
Il Sig. Alton di Edimburgo aveva mont, di Saltz &c.
annunciato, che per preſervare l'ac

Assoeser, assensº, Asen Assoesentasenegºnes ne senese Aav,esemessº asſensº nºn esa

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e ,


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
Num. XXV. 1782. Li aa Giugno

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

R O M A . niano. Chi non ſarebbe in vero ten


tato di abbracciare ſenza eſitanza il
partito de'Sig. Elpidiani, ſapendo che
Sulla patria del B. Clemente da o militano a favor loro le autorità di
Oſimo Generale dell' ordine Eremita due antichi rinomati ſcrittori , e ge
no di S. Agoſtino; diſſertazione di Ste nerali dell'ordine Agoſtiniano, oltre
fano Bellini Canonico della ſanta » a quella di alcuni altri ſcrittori po
chieſa Oſimana. Mella ſtamperia di ſteriori e nominatamente de' Bollan
Michelangelo Barbiellini alla Miner diſti , i quali benchè ſi appoggiono
va 1782. in 4. a que due ſcrittori Agoſtiniani, pure
non laſciano di eſſere anche per ſe
ſteſſi di qualche peſo? Eppure leggen
La mancanza di documenti , e l' do con imparzialità queſta diſſerta
ineſattezza ed imperizia degli ſcrit zione del Sig. Can. Bellini, i Sig. El
tori de'baſſi tempi fan sì che vi ſia pidiani medeſimi ſaranno aſtretti a .
biſogno di adoperare la maggior cag confeſſare non eſſer in verun modo
tela, e la più ſottile e giudizioſa cri concludenti quelle autorità per far
tica nel voler decidere un qualche º loro concittadino il B. Clemente, ed
oſcuro punto di ſtoria a quella ſtagio eſſervene per lo contrario altre irre
ne appartenente. Il Sig.Canonico Bel fragabili che lo dimoſtrano Oſimano.
lini ci preſenta di ciò una nuova pruo Egli è veriſſimo che Ambrogio Corio
va in queſta ſua diſſertazione, nella lano, così detto da Cori ſua patria,
quale ſi prendono ad eſaminare, e prior generale dell'ordine, nella ſua
vittorioſamente, a parer noſtro, ſi ri cronaca, che fece ſtampare in Roma
battono le ſpecioſe ragioni colle qua l'anno 148 1. , facendo la ſerie de'
li la terra di S. Elpidio nella Marca generali dopo la magna unione, ſuc
pretenderebbe di far ſuo il B. Cle ceſſit, dice, tertio loco B. Fr. Clemens
mente da Oſimo , inſigne Eroe cri de S. Elpidio Marchi e Anconitana .
ſtiano del ſecolo XIII. , e ſingolar Ma laſciando ſtare , ch'egli ſcriſſe
ſplendore dell'inclito ordine Agoſti due ſecoli dopo la morte del Beato,
Bb e che
194 -
e che non cita nè moſtra ſeguire l' remuntiante , e all'anno i 284. Fr.
autorità degli ſcrittori che l'han pre Clemens DE A2'XIAO reeligitur .
ceduto, e nominatamente del B. Er Mettendo adunque da parte che Egi
rigo d'Allemagna, e del B. Giordano dio da Viterbo ſcriſſe ancor egli più
da Saſſonia, i quali furono contem di due ſecoli dopo la morte del Bea
poranei del Beato , e nominandolo to, ſenza citare nè ſeguire l'autori
mai nol diſſero di S. Elpidio ; qual tè di ſcrittori al medeſimo contempo
fondamento potranno poi fare i Sig. ranei, ed accordando ancora ai Sig.
Elpidiani ſopra la teſtimonianza di Elpidiani che la di lui teſtimonianza
queſto ſcrittore, riflettendo che in . abbia tutta quella forza ch' eſſi pre
quella medeſima cronaca dopo di aver tendono , ci dicano almeno perchè
fatto nella 1. parte il B. Clemente piuttoſto alla prima che alla ſeconda
di S. Elpidio, nella 2. egli lo dice poi delle due allegate, e sì contrarie di lui
di Orvieto, ſecun.lus fuit B. Clemens teſtimonianze eſſi credono che debba
de 2'rbeveteri ; e quaſi che queſta . preſtarſi maggior fede nel preſente ar
foſſe veramente la ſua opinione , la gomento ? Dopo di avere dileguate
ripete di nuovo ne' ſuoi commentari le ragioni, e le teſtimonianze che »
ſuper regala S. Auguſtini, dicendo : ſembravano a prima viſta militare a
habemus divos viros B. Clementem Cr favore de' Sig. Elpidiani, paſſa il Sig.
bevetanum cec. L'altra teſtimonianza, Canonico Bellini ad accennare quelle
ſu di cui ſi fondano i Sig. Elpidiani, ſi di tutt'altra natura che aſſiſtono i
è quella di Egidio da Viterbo, gene Sig.Oſimani. Qual moltiplicità, qual
rale ancor egli del ſuo ordine , e , conſenſo, quale non mai interrotta .
poſcia Cardinale . Queſti adunque º continuazione cronologica dai tempi
ſcrivendo nel 15 o. al comune di S. del Beato ſino ai noſtri preſentan eſ
Elpidio non ſolo gli dice : divus Cle ſe in favore di queſti ! Contentiamo
mens Flpidienſis veſter, ma ancora - ci di riferir ſolamente quella che ve
vos qui eius colitis patriam ; parole ramente da ognuno dovraſſi giudicar
dicono i Sig. Elpidiani, che indicano perentoria , e baſtante a decidere la
abbaſtanza qual foſſe il ſuo ſentimen preſente quiſtione, vale a dire quel
to . Ma il male ſi è che queſto me la che deſumeſi da un mſ. del 13oo.
deſimo Egidio da Viterbo , non già cioè di ſoli nove anni poſteriore alla
in una lettera di grazioſa riſpoſta , morte del Beato di cui ſi tratta. Que
ma in un libro, il quale conſervaſi ſto mſ., che incomincia : In Dei no
manoſcritto nell'archivio di S. Ago mine amen . Anno domini MCCC. ,
ſtino di Roma col titolo di res ordinis e della di cui autenticità ſono garanti
varia , chiama per ben tre volte il l'eruditiſſimo P. M. Agoſtino Anto
B. Clemente Oſimano in tre luoghi di nio Giorgi, e il fu Ab. Giovanni Con
verſi , dicendo all'anno 1269. Fr. ti, ſoſtituto dell'archivio ſegreto Va
Clemens DE AZXIMO , all' anno ticano, i quali l'eſaminarono l'anno
1274.Fratre Clemente DE AZXIMO 1759 , contiene l'elenco di tutti i
capt
- 195
capitoli , e de' ſuperiori tutti così cº- juris publici auditor & c. Ferra.
provinciali, come generali dell'ordi ria: 1782. Typis Rinaldianis in 4.
ne Agoſtiniano dall'anno 1274. ſino
al 13oo. In queſto mſ adunque di
una ſi veneranda antichità, il noſtro Frutto de lumi recati dal dotto ,
Beato, ogni volta che vi ſi nomina, e celebre Sig. Dott. Franc. Stefano
e vi ſi nomina per ben tre volte , Bartolommei nella univerſità Ferra
vien ſempre detto Oſimano. Fu dun reſe , ove ſoſtiene con tanto decoro
que detto da Oſimo il B. Clemente a la cattedra delle pandette, e del drit
perchè egli era veramente da Oſimo, to pubblico, ſi è, oltre le altre pro
e non già, perchè i vi veſtiſſe l'abito duzioni già da noi l'anno ſcorſo ri
religioſo, ſiccome gratuitamente ſup ferite, e lodate , la preſente diſſer
pone il notiſſimo Storiografo Agoſti tazione, con cui un ſuo allievo ſi fa
niano Luigi Torelli , la di cui opi ora diritto alla laurea giuridica. Pre
nione comparirà anche più priva di cede queſta diſſertazione una lettera
fondamento eſſendo vero , ſiccome dedicatoria ai riformatori di quella
con aſſai buone ragioni rende veri univerſità , de quali ſi commenda la
ſimile il noſtro Autore , che non vi vigilanza, congiunta alle generoſe »
foſſe ancora convento Eremitano in cooperazioni, ed all'influſſo primario
Oſimo prima del Beato, e che mol di Monſig. Gio. Maria Riminaldi Pre.
to meno foſſe allora il coſtume degli ſidente della medeſima ; mentre non
Agoſtiniani di prendere il nome dal è, che per ſuo beneficio, quod bi
luogo della lor veſtizione. Proſiegua bliotheca, come i vi diceſi , omnis ge
l'eruditiſſimo Sig. Canonico Bellini a neris ſcriptoribus ſatis inſtructa cui
impiegarſi così lodevolmente, come ha que ſemper pateat , quod profeſſores
fatto in queſta diſſertazione, nell'illu ingenio, 6 doctrina praſtantes con
ſtrare la ſtoria eccleſiaſtica della ſua dueti ſint , iique perbumaniter cum
patria, poichè in queſte materie ve diſcipulis , aſſidue que diſciplinarum
ramente può dirſi per ogni titolo lumina communicent ; quod muſeum
Et pius eſt patria facta referre labor. numiſmatum , aliarumque rerum co
pia, ci varietate vel peritiſſimos ocu
ſos cum voluptate detineat & c. In
F E R R A R A , fatti tutto queſto bello, e grandioſo
ſtabilimento, ſe per ragione dell'an
guſtia del tempo non ha potuto me
De retractus jare civitatibus ex ritare il ſoſpirato onore d'avere ſpet.
cludendo diſſertatio ; adjefta ſunt tatore l'inſigne, e munifico ſuo be
theſes varia ex jure natura , publi nefattore il S. Padre PIO VI. in oc
co , gentium, 6 civili, quas in pon caſione del ſuo paſſaggio per Ferrara
tificio Ferrarienſi lyceo defendere ſta è ſtato però in parte riſarcito del dan
tuit job. Baptiſta Duri, pandetiarum, no ſofferto per mezzo del grazioſo
Bb 2 aC
196
acceſſo di altri diſtinti perſonaggi, il ſcuno ha nelle ſteſſe leggi degli antichi
Sig. Card. Boncompagni, il Sig. Card. Romani. Siccome queſto odioſo dirit
Carafa , il Sig. Senatore D. Abbon to di ricatto dei venduti effetti na
dio Rezzonico, ed il celebre Monſig. fce da un fondo d'inoſpitalità, che
Garampi: i quali quanto furono in tale una volta ha regnato fra le nazioni
occaſione contenti della biblioteca del diverſe, così di queſte, e de'Roma
muſeo, delle ſcuole , e di tutti gli ni in iſpecie deſcriveſi l'avverſione
altri mezzi nobilmente diſpoſti a van per l'eſtere perſone , e pei loro ac
taggio delle ſcienze, altrettanto ap quiſti in luoghi , ch'eſſe non aveſ.
plaudirono alle cure del Preſidente , ſero ſortito per patria. Queſto ſpiri
eſimio benefattore, ed alle ſollecitu to inurbano, e nemico del foraſtiero
dini per la patria di que”Sigg. Rifor ſi trasfuſe anche ne' popoli de'ſeco
matori . E poichè in tale occaſione li di mezzo; anzi crebbe a norma ,
era ſtato tutto preparato, onde com della barbarie, e dell'ignoranza, che
pariſſe ogni capo nel ſuo più lumino ſono le principali fomentatrici degli
ſo aſpetto, così per due giorni con odj, e delle inciviltà. Siccome con
tinui è ſtato libero l'acceſſo ad ogni giunti ſono a queſti mali anche moltº
ſorta di perſone , ed ha perciò Fer altri inconvenienti, cioè la traſcura
rara ſteſſa potuto incominciare a chia tezza dell'agricoltura, e il languor
ramente conoſcere un bene, della di del commercio, così l'ampia eſten
cui utilità, e pregio ſarà anche inap fione delle ſelve , e delle paludi, tri
preſſo per maggiormente convincerſi. ſto effetto della prima , e la neceſſità
Ma veniamo alla diſſertazione , la di tener conto delle proprie produzio
quale è una conferma di tutto queſto ni , effetto indiſpenſabile del ſecon
inſigne apparato , ed ampio preſidio do , potè render geloſi i popoli di
providamente iſtituito per l'acquiſto conſervare pe' ſoli cittadini il poſſe
de'migliori ſtudi a prò della gioventù dimento de'fondi fruttiferi, eſcluden
Ferrareſe. Verſa queſta ſull'argomen done quindi con proibizioni, ed ag
to de jure retratius, che è il dirit gravj i foreſtieri. A tutto ciò s'ag
to, che ſi dà al cittadino di reſcin giunſe il coſtituirſi , che fece, quaſi
dere la vendita fatta ad un foraſtie ciaſcuna città in repubblica, e l'ac
ro . E poichè queſto gius di ricatto cenderſi , che fece fra gli ſtati limi
è ora conſiderato negli ſtatuti della . trofi l'emulazione d'invidiarſi , e di
città di Ferrara , così piace al Sig. tarparſi a vicenda i nuovi acquiſti ,
Duri denominarlo municipale. Eſpo e di contraſtarſi per conſeguenza an
ne egli in prima le tre diverſe ſpe che coll' armi l'ingrandimento della
cie di queſto gius , mentre altro è potenza , e delle ricchezze. Queſto
teſtamentario, altro convenzionale , ſpirito pertanto di barbarie, di diſpo
altro civile; e quindi indica gli effet tiſmo , di gelosia , e di diſcordia,
ti di ciaſcheduno per ordine , addi che formava il carattere di que”ſeco
tando inſieme lo ſtabilimento, che cia li, ſi diffondeva anche nelle leggi di
que”
197
que popoli autonomi, ed era il pa C R E M O N A.
dre di tante privative, e di tante º
catene avverſe all'umana libertà, ed
alla ſocial comunanza. Tutto queſto Elogio ſtorico del P D. Giovanni
compleſſo di coſe ſiccome potè com Claudio Fromond pubblico profeſſore
binarſi nell'antico ſtato di Ferrara, nell'univerſità di Piſa, ſcritto da ,
così potè concorrere a far naſcere la D- Iſidoro Bianchi regio profeſſore di
legge di eſcluſione d'ogni perſona , etica nel real ginnaſio di Cremona .
o corpo, non ſoggetto alle ordinanze Cremona 178 1. per Lorenzo Mani
pubbliche, dal dritto d'acquiſtare ivi ni, in 4.
beni immobili, la quale ſi ha appun
to nello ſtatuto municipale ; e per
ciò molte opportune notizie viene º Noi troviamo giuſtiſſimo , come
quì ora l'erudito giovane a produr abbiamo detto altre volte , che s'in
re ſulla condizione della ſua patria - troduca anche in Italia il guſto de
ne' tempi di mezzo. Ma poichè egli gli elogi verſo quegli uomini cele
vuole renderſi utile alla medeſima , bri , e dotti , che la medeſima va
non è perciò contento di ſolamente perdendo , sì perchè l'onore reſo agl'
fare l'eſpoſitore di queſti fatti; ma illuſtri defunti anima alla ſteſſa meta
di più ſi coſtituiſce ſaggio cenſore, di gloria l'emula gioventù, sì per
e propone l'abolizione di queſta leg: chè reſta così , come in un nobile
ge, come contradditoria coll'indole proſpetto , a tutti eſpoſto quanto di
de' noſtri tempi , e come oppoſta al nuovo, o d'importante almeno, eſſi
pubblico intereſſe. Ciò pertanto eſe recarono nella maſſa delle utili co
guiſce con tutto quell'apparato di gnizioni. Quando così diciamo, ve
rifleſſioni , e di teoremi , che ſono niamo a dire , che da queſto onore
ora ammeſſi da tutti i più ſaggi ſcrit vanno eſcluſi gli uomini mediocri, e
tori economiſti, e dilegua anche ben' tanto più i volgari, mentre i loro elo
opportunamente con le più giudizio gi, oltrecchè diſonorano la verità ,
ſe riſpoſte tutte quelle obbiezioni , non ſono al caſo di produrre veruno
che taluno avrebbe potuto fare con di queſti beni, anzi aggiungono eſſi
le opinioni già ſoſtenute da qualche ſempre ai tanti incomodi del ſecolo,
celebre giuriſpubliciſta , applicandole che mai non mancano, un altro di
al preſente caſo. Merita dunque ogni più . Chiunque conoſce la celebrità
lode il noſtro Autore , giacchè per del nome , l'originalità de talenti,
noſtro avviſo non può averſi ſcritto e la ſolidità delle opere del Padre
re più utile, quanto quello che cer Don Gio. Claudio Fromond, Cremo
ca riſtabilire qualche verità oſcurata, neſe, troverà piucchè giuſto, e do
o diſtruggere qualche inveterato pre veroſo l'elogio, che noi ora riferia
giudizio della ſua nazione. mo, e che ha pubblicato il ch. Pa
dre Don Iſidoro Bianchi , al quale
- hanno
198
hanno già più volte renduta la debi pi del Boyle, d'Homberg, di Boe
ta giuſtizia queſti noſtri fogli in oc rhaave, e di Hales, la chimica più
caſione d'altre ſue produzioni. Sic ripurgata alla fiſica eſperimentale .
come non è ora , che ſia morto il Egli avea avuto la ſorte di conoſce.
celebre Fromond , e le ſue qualità re, che i riſultati della chimica ſom
perſonali, e l'epoche principali della miniſtrano ſovente la ſpiegazione più
ſua vita furono già regiſtrate in più felice di molti fenomeni naturali, ed
luoghi, e le ſue opere perfine godo avea mercè le ſue eſperienze impara
no della più onorata riputazione preſº to, che la chimica teoretica deſunta
ſo i dotti, così noi ſaremo ora diſpen dalla chimica eſperimentale poteva ,
ſati dal fare un compendioſo novero fornire ad un filoſofo la più ſicura di
di tutte queſte coſe, che non avreb lucidazione di molti effetti dell'at
bero in noi il pregio nè d'eſſer nuo mosfera, e delle meteore . Quindi
ve, nè d'eſſere ſconoſciute . Non , oſſervando a cagion d'eſempio una
può però dirſi lo ſteſſo rapporto al vicendevole attrazione tra le eſala
Padre Bianchi , a cui e l'ampiezza zioni terreſtri, e l'aria, in virtù del
dello ſpazio , e l'indole del lavoro la quale i vapori acquei , contenuti
concedendo il modo, e l'agio di ana nell'aria, vengono dall'aria ſteſſa ,
lizzare lo ſpirito del ſuo eroe , di rilaſciati, trovò , che la pioggia ſi
ſcorrere per tutte le vicende della ſua produce come per una chimica pre
vita, di cribrare le ſue ſcoperte, di cipitazione . Queſto , ed altri ſimili
eſaminare il merito delle ſue ſcientifi penſieri ſi contengono ſpecialmente ,
che diſpute , e di moſtrare l'argo nel ſuo bel libro , che ſcriſſe contro
mento, ed il ſubietto di tutte le ſue l'opinione del Dott. Giovanni Gen
opere, ha quindi potuto fare un qua tili Medico della ſanità di Livorno,
dro eſatto , ed importante di tutti i il quale penſava , che gli oli non .
pregi intellettuali , e di tutte quelle contraeſſero peſte, e che quandoche la
novità fiſiche, che fecero il peculia contraeſſero , non potrebbero abbru
re diſtintivo del valentuomo defun ciandoſi rendere mal ſana l' aria del
to. Dunque noi ci reſtringeremo a . vicinato. Ma noi laſciamo di accen
dire, che il dotto elogiſta ponendoſi nare le altre ſue cognizioni ſull'ot
a livello dell'ingegno, e de ſtudi del tica, e ſulla meccanica, che traſpi
ſuo eroe eſeguiſce con decoro, e con rano da altre ſue opere , e finiamo
acconcezza mirabile ciaſcuna parte col condolerci, che la ſua morte ſe -
del ſuo aſſunto ; ſiccome non man guiſſe nell'anno 62. dell'età ſua, e
cheremo di far rilevare così in iſcor non abbia potuto ſopravivere alla ,
cio, come ci è permeſſo, che il pre comparſa luminoſa, che hanno dopoi
gio maggiore, e ſingolare del Padre fatta ſul chimico teatro i Meyer, Spiel
Fromond , malgrado qualche leggier mann , Pott , Macquer, Lavoiſier,
difetto di ſtravaganza, e di immagi Baumè , Black , Pringle , Gaber,
nazione troppo viva , fu quello di Macbrid, Prieſtley, e Scopoli.
unire, dietro i principi, e gli eſem
MODE
199
M O D E N A . il noſtro Autore, che dopo Boei
non vi foſſe città in Italia , in cui
prima che in Modena cominciaſſe a
Biblioteca Modeneſe , o notizie fiorire la giuriſprudenza. Non ſi cre
ſtoriche della vita, e delle opere de da per queſto che l'Autore voglia
gli ſcrittori nativi degli ſtati del ſere dire che i vi foſſe un'univerſità, poi
niſſimo Sig. Duca di Modena , rac chè una veramente tale non fu in
colte ed ordinate dal Cav. Ab. Gi trodotta in Modena , che dal Duca
rolamo Tiraboſchi, Conſigliere di S. Franceſco II. nel 1678. , il ſolenne
A. S. , preſidente della Ducal bi aprimento della quale ſi fece ſoltan
blioteca e della gallerìa delle meda to cinque anni dopo; e dall'orazio
glie, e profeſſore onorario dell'uni ne che recitò in tale occaſione il ce
verſità della ſteſſa città . Tomo I. lebre Ramazzini raccoglieſi , che
178 1. in 4. mancavale ancora il privilegio di con
ferir la laurea con autorità imperia
le. Anche Reggio ebbe ſcuole di leg
Egli era ben di ragione che il ce ge che moſſero invidia a quelle del
lebre Sig. Ab. Tiraboſchi , dopo di le pubbliche univerſità ; ond'è che
aver ſi glorioſamente impiegate le , Odofredo , ed Accorſo Fiorentino au
ſue fatiche di molti anni nell'illuſtra torevolmente decideſſero che i ſoli
re tutta la ſtoria letteraria d'Italia , profeſſori di Bologna godevano de'
ne conſecraſſe alcuni pochi a ſcrive privilegi de giureconſulti, non que”
re più minutamente la particolare ſto che altrove inſegnavano, e nomina
ria letteraria degli ſtati del ſuo Si tamente quei di Modena, e di Reg
gnore , e ſuo generoſo e ſingolar Me gio . Ma per dir qualche coſa dell'
cenate. Premette egli a queſt'opera opera ſteſſa, non abbiam certamente
due diſcorſi preliminari, il primo ſul biſogno di far conoſcere ai noſtri let
le accademie , che fiorirono o tut tori la rara diligenza del noſtro Au
tora fioriſcono in que luoghi , che tore nel fare ſiffatte bibliografiche ri
han ſomminiſtrato i materiali dell' cerche, e la di lui ſana critica, ed il
opera, e l'altro ſulle pubbliche ſcuo di lui buon guſto nel dar giudizio de
le. Del primo egli già ne avea dato gli ſcrittori e delle loro opere; poi
un ſaggio in un diſcorſo accademico chè chiunque conoſce la ſua ſtoria ,
pubblicato ſeparatamente, e da noi non letteraria d'Italia , ( e chi oramai
ha guari riferito inſieme colla raccolta non la conoſce ? ) dee ſapere, ſenza
accademica , di cui eſſo fa parte . che noi gliel diciamo, quanto que
Riguardo alle pubbliche ſcuole , ſi ſti pregi debbano ancora campeggiare
fa vedere che quantunque Modena nella biblioteca Modeneſe . Ci con
non ne aveſſe negli antichiſſimi tem tenteremo adunque di dire che queſta
pi, cominciò però ad averne circa biblioteca Modeneſe è diſteſa con or
la metà del XII. ſecolo, e pretende dine alfabetico , e che in queſto I.
VO
2oo
volume che ora annunciamo , fanno ha che il Pulci col ſuo Morgante ,
fra gli altri ſingolar comparſa un la che poſſa contraſtare l'onore di eſſe
copo Barozzi da Vignola, un de'prin re ſtato il primo a pubblicare , ma
cipali architetti del ſecolo XVI. , e non già forſe ſecondo il noſtro Au
il più ſaggio legislatore dell'arte che tore ad ideare un poema romanzeſco
profeſſava ; un Jacopo Berengario da tratto dalle favole de'paladini di Fran
Carpi, che il gran Fallopio non du cia; e finalmente più di tutti gli al
bitò di chiamar primo nella ſcienza tri un Caſtelvetro, non ſappiamo ſe
anatomica, ed a cui, ſecondo l'opi più celebre per le ſue letterarie pro
nione fondata del Sig. Portal che vie duzioni, o per la ſua acerbiſſima diſ
ne citato e ſeguito dal noſtro Auto puta con Annibal Caro, e per le ſue
re, molte ed intereſſantiſſime ſcoper ſtravaganze, e peripezie. Le nuove
te ſi deggiono in quell'arte, che fu ed intereſſanti notizie , colle quali
rono poi falſamente ad altri attribui il Sig. Ab. Tiraboſchi ha illuſtrato in
te; un Conte Matteo M. Bojardo , queſto I. volume le vite, e le ope
che ſi dimoſtra dal noſtro Autore Reg re di queſti ed altri celebri ſcrittori
giano e non già Ferrareſe , ſiccome non poſſono ſennonche farci deſide
lo vorrebbe il Sig. Dott. Gio. Andrea rar maggiormente la continuazione,
Barotti, il quale ſcriſſe ſu di ciò una e il compimento di queſta biblioteca
lunga diſſertazione, ed a cui non vi Modeneſe.

a&asenesºnºasſºnay, Aºy, A4 neSenegºnese), Agenas nºnº Aº nºn ºsº assa

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello , e ,


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
l

Num. XXVI. - . 1782. Li 29. Giugno


-

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


- a - - - : a

R O M A. , le fiſſate dal tribunale della ſagra ro


ta; monumenti ſcritti in una lingua
Elementi delle leggi civili Romane già eſtinta, che non è nota al comu
diviſi in quattro libri, ed eſpoſti nellº ne dei cittadini . E'degno pertanto
Italiana favella dall'Ab. Giuſeppe di tutta la lode il Sig. Ab. dall'Olio,
dall'Olio Romano, nelli quali s'indi che nella ſua più freſca età ſi è ac
ca il dritto naturale, il dritto anti cinto all'impreſa di pubblicare nella
co Romano, il Giuſtinianeo, le co lingua noſtra vernacola gli elementi
ſtituzioni, i decreti Pontifiej, le rubri delle leggi civili Romane, acciò ſie
che dello ſtatuto di Roma, e le deci. no tutti a portata di apprenderle, e
ſioni Aotali. Libro I. In Roma 1782. trarne profitto. Soprattutto però è aſ
Si vende nella librerìe dirimpetto al ſai commendabile la ſua impreſa di
la chieſa degli Orfanelli, i rigettare dalla legislazione Giuſtinia
- te i, a : i nea tutto ciò che non è più adattato
Uno dei principali doveri dell'uo ai preſenti noſtri coſtumi, come ap
mo coſtituito in ſocietà ſi è di cono punto ſarebbono gli antichi titoli de
ſcere le patrie leggi. Ad effetto per ingenuit , de libertinis, de lege Fu
raltro che ogni uomo di qualunque ſia º c., di ſoſtituire ai titoli ſoppreſſi
condizione egli ſia prenda un'eſatta altri titoli più uſuali, e più frequen
cognizione di tali leggi, è neceſſario ti nel foro, come ſono quelli del cen
che queſte ſieno ſcritte nel linguag ſo, del cambio, de luoghi di mon
gio comune a tutti , acciò da tutti te, della dote, dell'obbligo camera
poſſano facilmente intenderſi . Onde le , delle teorie fidecommiſſarie &c. e
con giudizio il ſavio autore di que finalmente di decorare ogni titolo ,
ſti elementi ha premeſſo al libro, che dove faccia di biſogno, con le varie
annunciamo , l'epigrafe tratta dalla coſtituzioni Pontificie, col noſtro drit
leg. 6. cod. de Legibus: leges ſacra to municipale, e con le regole de
tiſſima, qua conſtringunt hominum , terminate dalla ſagra rota . Noi ab
vitas, intelligi ab omnibus debent . biamo letto con piacere il primo li
I noſtri cittadini vivono con il gius bro già pubblicato, e vi abbiamo oſ.
comune de loro maggiori, con le co ſervato chiarezza di ſtile, metodo ,
ſtituzioni Pontificie, e con le rego ordine, preciſione , ed una ſobria ,
C c Crl -
2O2

erudizione. E'pur decorato di note bre le e vegetabile del noſtro Sig.Ab.Spal


vi, ed opportune. L'opera, come , lanzani. Siegue dopo di ciò una me
ognuno può figurarſi, non è ſuſcet moria del Sig. Portal ſopra alcune
tibile di eſtratto , e perciò ci baſta malattie del fegato che ſi attribuiſco
di averla annunciata, potendo aſſicu no ad altri organi, e ſopra altre ma
rare il giovine autore, che la mede lattie, le quali ſi crede comunemen
ſima non può non eſſer gradita dal te, che abbiano la loro fede nel fe
pubblico. gato, ſebbene l'abbiano in altre parti;
facendoſi in eſſa vedere quanto ſo
vente accada per la vicinanza delle
F I R E N Z E. ' ' parti che negl'infarcimenti dei lobi
polmonari ſi accuſi di oſtruzione il
Raccolta di opuſcoli fiſico - medici: fegato ed anche la milza, e vicever
volume XXII. all' Illho Sig. Giovan ſa che s'incolpi qualche viſcere con
ni Arduino pubblico ſopraintendente tiguo al fegato, per eſ. il diaframma,
all'agricoltura al ſervizio della ſe il rene deſtro, il colon, o lo ſtoma
reniſſima repubblica di Venezia, e co delle malattie che hanno nel fe
ſocio di molte inſigni accademie di gato la loro ſede. Occupano il ter
ſcienze, arti & c. AVella ſtamperia , zo e quarto poſto la deſcrizione di
Allegrini alla Croce roſſa 1782. in 8. una lince oſſervata in Mantova dal
Sig. Dott. Aſti protomedico di quella
città; e una memoria del Sig. Vicq
Il celebre Sig. Dott. Targioni non d'Azyr, tradotta ancor eſſa in ita
fa deſiderare in queſto volume quella liano dal Sig. Dott. Targioni , ſu i
bella varietà di materie che coſtitui nervi del ſecondo, e terzo pajo cer
ſce uno de principali pregi di queſte vicale. Quindi ſi riproduce un'anti
periodiche raccolte, e che potea for ca lettera del Sig. Zannichelli al ce.
ſe deſiderarſi nel precedente volume lebre Sig. Pontadera, ſcritta e pub
XXI. da noi non ha guari annuncia blicata fin dal 1734. intorno alle fa
to , ed in cui non ebbe luogo che coltà dell'ippocaſtano; e queſta ripro
una ſola memoria riſguardante l'epi duzione rieſce molto opportuna, do.
demia che affliſſe la città di Firenze po che le oſſervazioni del Sig. Zan
nell'inverno del 178o - 178i. Si legge nichelli ſulla virtù febbrifuga di quell'
adunque nel preſente volume in pri albero di origine Americana, ma ora
mo luogo un diſcorſo del Sig. Senne comuniſſimo in Europa, ſono ſtate e
bier di Ginevra tradotto in Italiano recentemente confermate, ed amplia
dal medeſimo Sig. Targioni ſulle ſco te dal Sig. Dott. Turra celebre natu
perte microſcopiche fatte nei tre regni raliſta, e medico Vicentino. Leggeſi
della natura; il qual diſcorſo fu pre in ſeguito una memoria del Sig. Hal
meſſo dal Sig.Sennebier alla traduzione ler, e degna del ſuo Autore ſopra una
Franceſe ch'ei pubblicò in Ginevra l' malattia epidemica inſorta nel cantone
anno 1777.degli opuſcoli di fiſica anima di Berna l'anno 1762. In ultimo luo
go
2o3
go il dottiſſimo raccoglitore medeſi re, di coltura , e di proſperità in .
mo Sig. Dott. Targioni ci preſenta , vigore delle eccellenti coſtituzioni po
due ſue proprie produzioni ; cioè un litiche colle quali cominciò a gover
diſcorſo da lui letto in un'adunanza narſi, e della perfetta unione che o
dell'accad. della Cruſca ſul vero ſi mantenneſi per qualche tempo ſalda ,
gnificato della voce aria fiſſa, in fra i diverſi ſtati che la componeva
cui ſi fa vedere la ragionevolezza di no, paſsò egli a ſvolgere e ſviluppa
una tale denominazione, ed un elogio re que ſemi di geloſia, e di ambizio
di Alberto Haller, degno veramen ne di primeggiare e di ſignoreggiare
te del lodato, e del lodatore. Si dà ſopra tutti gli altri, che alterarono
finalmente termine al volume col ſo quella ſi bella e neceſſaria unione,
lito annuncio di queſtioni accademi ed armando la Grecia contro di ſe e
che , di progetti e di libri nuovi. ſteſſa diviſela in due partiti, uno de'
S' egli è deſtino che le opere perio quali combattea per il primato di Ate
diche abbiano tutte ad avere un bre ne , e l'altro per quello di Sparta.
ve periodo di vita, è deſiderabile che Se i primi nove o dieci anni di que
poſſa andare più lungamente delle al ſta guerra Peloponneſiaca, che furo
tre eſente da queſta legge la preſen no deſcritti alla fine del II. volume,
te raccolta unicamente diretta, co non ci preſentarono avvenimenti gran
me ſi vede, dal Sig. Dott. Targioni fatto deciſivi nè per l'una nè per l'
a promuovere, e a dilatare ſempre a altra delle due potenze rivali, ne in
più le cognizioni che ſi vanno acqui contreremo pur troppo nel III. volu
ſtando nella fiſica, e nell'arte ſalu me che ora annunciamo, ove vedre
tale , -
mo la fiorentiſſima Atene condotta ,
alla ſua totale rovina dalla vaſtità de'
- T. O R I N O. progetti di Alcibiade dover ſoffrire
l -- non che il primato, ma le leggi an
Storia politica, e letteraria della cora e il comando di Sparta, e po
Grecia di Carlo Denina profeſſore eme fcia Sparta medeſima rifinita, ed eſau
rito di eloquenza nella regia univer ſta dalle ſue ſteſſe vittorie mal con
ſità, direttore degli ſtudi di ſtoria e traſtare del pari con Tebe, che ſi era
di belle lettere nella R. Accademia a tenuta ſin allora a ſomma gloria di
di Torino, ſocio delle Accademie di eſſere ſua alleata, e dipendente. Col
Mapoli e di Padova, P. A., ed accad. la ſcorta del Sig. Denina percorriamo
Fiorentino. Tomo III. AVella ſtampe rapidamente i principali fra que fat
ria Soffietti 1782. in 8. Art. I. ti, che diedero luogo a sì inaſpetta
ti avvenimenti . Non parleremo nè
Ne'due primi volumi di queſta iſto delle conquiſte che fece Braſida, pro
ria, che furono da noi annunciati al de generale Spartano, di Anfipoli e
cominciar di queſt'anno , dopo di di alcune altre città della Tracia con
averci il Sig. Denina moſtrata la Gre federate degli Atenieſi; nè dell'eſiglio
cia ſalire al più alto grado di pote a cui fu condannato il celebre ſtori
C c 2 CO

-
204 -

co Tucidide, che comandava per gli forſe fembrar più facile ad ottenerſi
Atenieſi in quella provincia , e alla queſta pace. Il ſavio e moderato Ni
di cui lentezza fu attribuita in gran cia, ſtimato ed amato generalmente
parte la perdita di quelle piazze; nè in tutta Grecia , avea maggiori ra
della rotta e della morte che incon gioni di quelle , che aveſſe in prin
trò ſotto Amfipoli quell'audace ar. cipio per conſigliarla. Ma il giovane
ringatore Cleone, il quale dopo la Alcibiade , che cominciò allora ad
felice in preſa di Sfatterìa infolentiva ingerirſi ne' pubblici affari, e che cer
più che mai nelle popolari concioni cava occafioni di ſegnalarfi , trovò
di Atene, e dopo la condanna di Tu modo di guaſtar tutte le pacifiche mi
cidide ſi era fatto dare a forza il co ſure, che quel buon vecchio avea ,
mando della Tracia; nè della morte preſo per ultimarla. Diffatti eſſendo
contemporanea di Brafida di lui vin venuti in Atene gli ambaſciadori di
citore, il quale non meritava di pa Sparta con ampio, e libero mandato
gare ſi cara la vittoria riportata ſo. di ſtipulare pace, ed alleanza cogli
pra di quel temerario ciarlone ; e , Atenieſi alle condizioni che ſi foſſero
neppure parleremo delle inteſtine di convenute, Alcibiade fingendoſi del
ſcordie che agitarono in queſti tem loro partito , e venendo a ſegreta ,
pi i Corcireſi, dalle conteſe de' quali conferenza con loro, l'induſſe a dif
coi Corinti ebbe la prima origine , fimulare un fi largo mandato, aſſicu
queſta guerra del Pelopponeſo ; nè randoli ch'egli prenderebbeſi il carico
della parte che prefero gli Atenieſi , di regolare le deliberazioni del popo
e i Lacedemoni nelle guerre fra i Si lo in modo che Pilo ſi ſarebbe reſti
racuſani, i Leontini i Locreſi, ed al tuito, e ogni coſa a grado de'Lace
tri popoli della Sicilia, e della ma demoni concordata . I miniſtri Spar
gna Grecia ; nè de paſſi che fece e tani gli preſtarono fede, e venendo
Perdicca re di Macedonia per ſolle interrogati da Alcibiade in faccia al
varſi dalla ſua piccolezza in quel to popolo, ſe eſſi aveſſero gli opportu
tale ſcompiglio del Peloponnefo; nè ni mandati riſpoſero ſecondo il concer
di altri tali avvenimenti, i quali ven tato . Allora Alcibiade rivolto all'
gono deſcritti dal Sig. Denina ne'pri aſſemblea, e con altro tuono di vo
mi capi del IX. libro. Troppo lungi ce: Ed io ſo, diſſe, che pur gli han
ci menerebbe la deſcrizione , anche no queſti mandati ; or vedete , Si
fuccinta di queſti fatti , i quali alla gnori Atenieſi, la ſincerità e la buo
fine non furono di gran conſeguenza na fede di codeſta gente, vedete che
per l'eſito della guerra del Pelopon fondamento ſi può fare nelle parole
neſo . Diciamo piuttoſto della tregua loro. Nicia atterrito e crucciato non
e del trattato di pace, che fu per por deſiſtette però dal fuoimpegno, e o
fine a queſta funeſta guerra . Dopo propoſe ed ottenne che prima di con
la morte del turbulento Cleone , e cludere altra confederazione ſi man
del valoroſo Braſida che aveva inte daſſe una nuova ambaſcerìa a Spar
reſſe di tener viva la guerra, potea ta , ed egli ſteſſo fu eletto capo di
quella
2o5
quella legazione. Ma Nicia giunſe a volta di Siracuſa , ove giunte s'im
Sparta in mal punto, poichè i nuo padronirono agevolmente del porto -

vi Efori non guari amici, come per grande, e del porto piccolo di quel
lo più accade negli elettivi, e tempo la città , ed eſſendo sbarcate felice
rari impieghi, de'predeceſſori, diſap monte ſi poſtarono in luogo dove non
provavano tutto ciò, che da quelli potevano eſſere offeſe , e donde fa
era ſtato ordinato, e in luogo di pen cilmente potevano avvicinarſi alla .
ſare a ſtringere il trattato di pace , città per cingerla di aſſedio, e com
e di confederazione intavolato cogli batterla . Alcibiade in quel tempo a
Atenieſi, ne ſtavano ſtipulando uno eſſendo ſtato accuſato di empietà, e
co' Beozj, per opporſi al quale l'ar citato a comparire in Atene per giu
dente , ed attivo Alcibiade facilmen ſtificarſi, avea preſo la fuga, ed eraſi
te perſuaſe al popolo di Atene eſſer rifugiato in Sparta ; e Lamaco, poco
neceſſario di concluderne un altro co dopo lo sbarco di Siracuſa , rimaſe
gli Argivi, che lo richiedevano; di ucciſo in un combattimento. La ſom
modochè Nicia ritornoſſene in Atene, ma dunque del comando eraſi tutta .
ſenza aver nulla conchiuſo, e già ſi ridotta nelle mani di Nicia, e tutto
vedea da tutti che la mal ſopita guer ſembrava doverſi ſperare dalla con
ra ſarebbe tornata a ſcoppiare alla ſumata eſperienza di quel bravo , e
prima occaſione. Queſt’occaſione non prudente capitano. Diffatti i Siracu
tardò guari a preſentarſi. Gli Egeſta ſani ſi videro toſto a cattivo partito,
ni, popoli di Sicilia, erano in guer e cominciarono i primi a parlare di
ra con quei di Salinunte, i quali per accomodamento. Nicia naturalmente
far fronte alla forza ſuperiore de'loro moderato, ed amico di pace vi avreb
nemici, avevano implorato ed otte be volentieri aderito. Ma gli amba
nuto il ſoccorſo di Siracuſa. Indiſpet ſciadori che i Siracuſani aveano man
titi di ciò gli Egeſtani , e temendo dato in Sparta , favoriti e ſoſtenuti
di dover eſſere aſſoggettati dai Sira principalmente da Alcibiade, avendo
cuſani, mandarono a richieder l'ami indotto quella repubblica a prender
cizia degli Atenieſi. Ad inſinuazione parte in quella conteſa, ogni nego
dell'ambizioſo ed intraprendente Al ziato andò a vuoto. Diffatti comparì
cibiade, e a diſpetto delle ſavie rap poco dopo in Sicilia Gilippo, capita
preſentanze di Nicia la guerra di Si no Spartano con alquante poche for
cilia fu riſoluta. Eſſi medeſimi infie ze, le quali furono però aſſai preſto
me con Lamaco furono eletti a capi e conſiderevolmente aumentate da .
tani di quella guerra . Procedette » quelle di tutti que popoli della Sici
queſta da principio con eſito favore lia, che vedeano di mal occhio nella
vole per gli Atenieſi. Dopo la preſa loro iſola il dominio Atenieſe. Dopo
di Catania, ove sbarcarono alla pri di aver combattuto con varia fortu
ma le truppe Atenieſi, furono queſte na per terra, ſi trovò ancora alleſti
di nuovo dopo qualche tempo fatte , ta per parte de Siracuſani, e ad in.
imbarcare da Nicia, e condotte alla
-
ſinuazione di Gilippo una poderoſa .
flotta »
2o6
flotta, che fu in iſtato di preſentarſi maneggi che faceva in Sparta per met
dinanzi a quella degli Atenieſi anco tere il ſuo oſpite Endio ſul trono,
rata nel porto di Siracuſa, e non ſolo egli per ſottrarſi al meritato gaſtigo,
di preſentarleſi, ma anche di batterla eraſi rifugiato in Lidia alla corte del
per ben due volte , quantunque la . ſatrapo Tiſaferne. Quivi col ſuo fleſ
ſeconda volta la flotta Atenieſe foſſe ſibile , e cortigianeſco ingegno ſalì
ſtata rinforzata da ſeſſanta navi , che egli in sì alto grado di ſtima , che
ſotto la condotta di Demoſtene erano facilmente potè perſuadere ai capita
giunte in Siracuſa il dì ſeguente al ni , i quali comandavano la flotta
primo combattimento. Dopo di que Atenieſe in Samo, che per di lui mez
ſte due rotte gli Atenieſi bloccati nel zo i Perſiani facilmente rinunciereb
porto, e non trovandoſi più in iſtato bono all'alleanza che aveano coi La
di arriſchiar nuova pugna , caddero cedemoni, per ſtringerne un'altra co
nell'ultima diſperazione. Riſolvettero gli Atenieſi. Non ſolamente adunque
finalmente di ritirarſi in qualche città s'intavolò e ſi concluſe il ritorno di
amica per terra. Ma in queſta loro Alcibiade in Atene, ma cangioſi an
diſaſtroſa fuga , oppreſſi dal caldo , cora in ariſtocratico il governo de
dalla fame e dalla fatica, furono fa mocratico, con cui governavaſi quel
cilmente avviluppati da Gilippo e la repubblica, perchè così volle Al
da Siracuſani, ed aſtretti a farſi pri cibiade, che aveva imparato a pro
gionieri di guerra . Ed ecco come º prie ſpeſe a non troppo fidarſi della
queſta malaugurata impreſa di Sicilia popolare incoſtanza. Egli però prima
conſigliata da Alcibiade per l'ingran di ritornare in Atene, avea deſide
dimento di Atene , divenne per Al rio di ſegnalarſi con qualche notabile
cibiade ſteſſo il mezzo più efficace di azione a vantaggio di lei . Fattoſi
vendicarſi della ſua patria , che lo dunque elegger generale della flotta
perſeguitava. Gli Atenieſi perdettero ch'era in Samo , andò ad attaccare
in queſta diſgraziata guerra aſſai più le forze navali de Lacedemoni , e ,
che la metà effettiva dello ſtato loro , fu così fortunato che la disfece , e
così per la morte o ſchiavitù di cin diſperſe per ben due volte , prima ,
quanta, e più mila de'ſuoi cittadini, preſſo di Coo, e poi preſſo di Cizi
e la perdita di circa cento e cinquan co, dopo di che non dubitò più di
ta delle ſue navi, come per la ribel moſtrarſi in Atene , ove diffatti fu
lione , che ne ſeguì di tante città ricevuto come il nume tutelare della
ſoggette, tributarie, e confederate, città. Ma non tardò guari ad incor
Il deſtino di Atene parea talmente rer di nuovo nella diſgrazia del po
dipendere da Alcibiade, che ſpuntò polo , di che egli eſſendoſi accorto
ſolamente per eſſa qualche raggio di laſciò volontariamente la patria , e
ſperanza di poterſi riavere, allorchè portoſſi in Tracia per farvi la guerra
Alcibiade fu rimeſſo nei diritti di cit a ſue ſpeſe , Contemporaneamente a
tadinanza, e tornò a governarla. Ciò queſta ſua diſgrazia , Atene , la di
accadde, dopochè eſſendoſi ſcoperti i cui ſorte, come dicemmo, ſembrava
attaC
Bey
attaccata a quella di Alcibiade, vide ſcorre dell'arrivo , e ſoggiorno del
comparire ſotto le ſue mura un ar famoſo ſofiſta Gorgia Leontino in Ate
mata Spartana condottavi da Liſandro, ne, del ſeguito ch'egli ebbe , e dell'
il quale dopo di avere intieramente oppoſizione che gli fecero Prodico e
disfatta la flotta Atenieſe a Agos-po Socrate, del dominio che acquiſtò in
tamos nell'Elleſponto, e dopo di aver queſto tempo in tutta Grecia il dia
coſtrette tutte le altre città confede letto Atenieſe &c. (ſarà continuato.
rate di Atene a cangiar partito , e
ricever da Sparta un harmoſte oſſia . U P S A L .
podeſtà, potè facilmente venire a det
tar leggi in Atene medeſima, la qua Deſenſibilitate oſium morboſa : Diſ.
le ſi vide diffatti coſtretta ad accet ſertatio medica inauguralis D. Lau
tare il governo detto de trenta tiran rentii Brandelius ſub praſidio D. Mur
ni, che piacque a Liſandro di ſtabilir ray in univerſitate 2pſalienſi Medici
vi. Così ebbe fine la guerra del Pe ma profeſſoris 1782. in 8.
lopponeſo l'anno venſetteſimo dopo
ch'era cominciata . Poco dopo Al Vi hanno alcune parti del corpo
cibiade ritrovandoſi nella Frigia fu animale, le quali benchè inſenſibili
fatto uccidere da Farnabazo, gover nello ſtato di ſanità, divengono più
natore di quella provincia ad iſtanza o meno ſenſibili in tempo di malattia.
de'Lacedemoni, i quali non ſi crede Il Sig. Murray ha oſſervato farſi un
- van ſicuri , ſino a che foſſe rimaſto tal cangiamento principalmente nei
in vita quell'intrigante Atenieſe , ſic tendini, nella membrana cellulare, e
come qualche tempo dopo i Romani, nelle oſſa ; e ſi è inoltre convinto
quantunque padroni di Cartagine, te che i nervi medeſimi divengono più
mevano ancora ſino a che l'eſule, e ſenſibili allorchè eſſi ſono attaccati da
ramingo Annibale foſſe rimaſto in . qualche morbo . Avanti di eſamina
vita. Nell'accennare così di volo i re la ſenſibilità delle oſſa cagionata .
principali fatti della guerra Pelopon dalle malattie, il Sig. Murray dimo
neſiaca, che ſi deſcrivono dal Signor ſtra che le oſſa fieno veramente guer
Denina nei libri IX. e X. di queſta nite di nervi , e che alla preſenza ,
ſua iſtoria, abbiam ſaltato per ſervi di queſti ſia unicamente dovuta la .
re alla brevità tutti quegli altri av ſenſibilità di que duri corpi. La dif
venimenti della ſtoria Greca, che non ficoltà di ſcoprire i nervi nelle oſſa
avevano un'immediata relazione col viene da eſſo attribuita al perdere ,
progreſſo, e l'eſito di quella guerra. che quelli fanno nell'entrarvi la lo
Per la medeſima ragione nulla abbiam ro ſolita forma cilindrica, prendendo
detto di ciò che riguarda le vicende in vece quella di un faſcetto ſchiac
della Greca letteratura in queſto pe. ciato, difficiliſſimo a diſtinguerſi dal
1iodo di tempo, e che forma la ma la membrana cellulare. Le ſue ricer
teria del VIII. e IX. capo del IX. che anatomiche l' hanno però meſſo
libro; ne' quali principalmente ſi di in iſtato di decidere ſenza eſitanza .
- quali
2o8
quali ſieno le oſſa evidentemente prov. purgazione della piaga . A capo di
vedute di nervi; e con replicate eſ due anni, ſi tornò a gonfiare quella
perienze , ed oſſervazioni iſtituite º cicatrice, divenne oltremmodo dolen
ſulla midolla degli animali vivi, e , te, la piaga ſi riaprì da ſe ſteſſa; e
e ſulle malattie di queſta ſoſtanza , i dolori continuarono, benchè ſi foſ
egli ſi è potuto accertare che la mi ſe rimarginata la piaga. Si fece un'
dolla ancora è fornita di nervi. Ma inciſione ſino all'oſſo, che fu trova
le doloroſe malattie delle oſſa ſono to tutto cariato , ed allorchè vi ſi
la più incontraſtabile pruova dell'eſi applicò con un pennellino il butirro
ſtenza de' nervi nelle medeſime, e o di antimonio addolcito col latte , e
ſe queſta loro ſenſibilità non ſi mo il trepano , ſi eccitarono i più vivi
ſtra nello ſtato di ſalute , ciò naſce dolori, e le più ſpaventevoli convul
perchè allora le fibrille nervoſe tro ſioni . Cita ancora il Sig. Murray l'
vanſi compreſſe dall'oſſea ſoſtanza , eſempio di alcune perſone , che avea
laddove divenendo queſta più ſpongio no ſofferto l'ammollimento di qualche
ſa, e rilaſſata per l' azione di una . oſſo. Avanti che ciò accadeſſe, que
cauſa morbifica, e ceſſando per con gli infelici ſi erano ſempre lagnati di
ſeguenza quella compreſſione, la ſen ſoffrire molto in tutte le membra ,
ſibilità può allora ſenza oſtacolo eſer avean ſoggiaciuto ad un generale a
citarſi. Fra i molti eſempi cita il Sig. abbattimento accompagnato di tempo
Murray quello da lui oſſervato di una in tempo da irregolari slanci, e la .
donna nello ſpedale di Lione , nella loro urina allo ſteſſo tempo carreg
quale eſſendoſi denudato uno degli giava un abbondante calcareo ſedi
oſſi parietali, ſi era poſcia formata - mentO , -- -

la cicatrice prima della perfetta eſ


-

as easy, Agenas seen as yoºsen A4 hegeneº e senese nasº,e senese nºn ºa Nºnessa

Si diſpenſano da Gregorio Settari Librajo al Corſo a S. Marcello, e -


l'Aſſociazione è ſempre aperta per paoli dodici l'Anno.
Num. XXVII. 1782. Li 6. Luglio

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA

f8 O M A . neo , acciò ſi poſſano in eſſo inſeri


re, o piuttoſto legare in un tomo a
parte , al qual effetto ſi darà infine
In luogo di un articolo di Roma una prefazione ed un indice, che an
annuncieremo queſta volta il proſpet derà gratis pe”Signori aſſociati. De”
to di una nuova opera del Sig. Ab. rami ſuddetti ſe ne daranno dieci per
Filippo Luigi Gilij , il quale ha già ogni meſe, incominciando dalla fine
tante volte fregiati queſti noſtri fo del proſſimo agoſto, e così in ſegui
gli colle ſue dotte produzioni. Pro to , che perciò nel corſo di due an
mettendoci adunque fra non molto il ni potranno avere i dilettanti di que
ſecondo volume della ſtoria dell'agro ſti ſtudi l'intera collezione de generi
Romano, di cui fecimo già conoſce Linneani . Il prezzo per gli aſſociati
re il piano , ed il primo volume, ſarà di baj. 12 è per ogni dieci rami;
egli ci fa ſapere con un ſuo program e volendoli miniati, (lo che ſi promet
ma in data dei 2o. dello ſcorſo giu te che ſarà fatto con ottimo guſto )
gno di eſſerſi accinto ad un altro la ſi pagherà il doppio del prezzo ſtabi
voro, il quale dovrà contribuire non lito . Le aſſociazioni ſi prenderanno
meno che l'opera ſummentovata a - nel banco del Sig. Co. Ranieri in .
ſpargere ſempre più fra noi il guſto, e piazza di Sciarra, pagando anticipa
lo ſtudio della ſtoria naturale. Queſt' tamente baj. 12 i prezzo de'primi
opera conſiſterà in 25o. tavole nelle dieci rami , e così ſuſſeguentemente
quali in 438. figure accuratiſſimamen per gli altri. L'aſſociazione ſi terrà
te diſegnate ſi rappreſenteranno i ge aperta ſino alla metà del proſſimo ago
neri, e le claſſi dei tre regni ſecondo ſto , paſſato il qual termine ſarà ri
il ſiſtema di Linneo, comunemente a goroſamente chiuſa , e ſi accreſcerà
ora ſeguito da quaſi tutti i naturali il prezzo.
ſti; cioè i 354. generi del regno ani
male , le 24 claſſi del vegetabile ,
ed i 6o. generi del regno minerale . .
La grandezza de'rami ſarà dell'iſteſ
ſo ſeſto del ſyſtema natura del Lin
-
D d BO
2 IO
B O L O G N A . ad una certa Nice da lui immagina
ta, per così meglio oſſervare quella
Gli affetti: Canzoni di Giambatti maniera ſemplice , e dilicata che ri
ſta Aleſſandro Moreſchi pubblicate e chiede un ſimile genere di componi
per le fauſtiſſime nozze dell'eccelſo , menti. Nell'ultima di queſte canzo
e nobil uomo il Sig. Marcheſe Sena ni intitolata la felicità ritorna egli
tore Gui l'Antonio Barbazzi Manzo infine aſſai acconciamente all'argo
li colla nobile donna la Signora Con mento delle nozze, introducendo la
teſſa Laura Aldrovandi. AVella ſtam medeſima felicità perſonificata , che
peria di Lelio della Volpe 178 1. in 4. ſulla ſcorta d'Imeneo attende i Signo
ri ſpoſi in una loro delizioſa villa .
Noi ebbimo già occaſione di ammira
E perchè, dirà qualcuno, tornare re nell'anno decorſo i talenti orato
indietro all'anno decorſo per annun rj del Sig. Moreſchi nell'annunciare
ciare una raccolta per nozze, quan che fecimo un'orazione da lui reci
do che non paſſa forſe giorno , che tata in Bologna in lode delle belle ar
il feraciſſimo Parnaſſo Italiano non , ti Italiane. Perchè ſi abbia anche un
ne partoriſca più d'una 2 Perchè que ſaggio del ſuo valor poetico, noi ora
ſta del Sig. Moreſchi è una di quelle riferiremo la prima di queſte ſue can
poche che ſi allontanano dalla via zoni intitolata la neceſſità degli af.
comunemente battuta delle gigante fetti.
ſche , e riſtucchevoli lodi de Signori
ſpoſi, e della loro più remota poſte Ha di bella Elena il vanto
rità, e perchè vorremmo, giacchè è Per quel ſuo leggiadro aſpetto,
oramai deciſo che non ſi poſſa quaſi E perchè nel ſen ricetto
più far matrimonio in Italia , a cui Porſe a facile pietà.
non ſi paghi queſto poetico tributo , AVè d'2'liſſe la conſorte
che almeno queſt'uſo arrecaſſe unito Di ſua fede andrebbe altera,
al diletto qualche profitto, e qualche .Se congiunto in lei non era
giovamento . Ciò ſi otterrà ſicura Core umano alla beltà.
mente, prendendo dalla ſtoria, dal Alma fredda, che rimiri
la favola, o dalla filoſofia un qual Gli altrui mali a ciglio aſciutto,
che argomento che abbia una qual Fa terrore al mondo tutto,
che relazione alle nozze, e trattando Fa ſpavento ancora a sè.
poi queſto, ed eſponendolo colla pia Così tigre , che improvviſa
cevolezza, e leggiadria delle Muſe. si ſpecchiò nel terſo fonte,
Così appunto ha fatto l'egregio no Al veder l' orribil fronte
ſtro Sig. Moreſchi, il quale ha preſo Per paura immobil ſtè.
in altrettante canzoni a delineare con Son gli affetti ardente invito
filoſofici contorni, e con poetico co A ſeguir quanto più giova;
lorito i principali affetti che nel no Son difeſa ad ogni prova
ſtro cuore riſiedono , indirizzandoſi Contro l'ire del deſtin. -
- - º - Son
2I I
Son qual fior , che il grembo indori no temuto la ſua rivale, la quale ,
Per delizia degli amanti era divenuta oramai un oggetto di
Al ſentir l'aure fragranti, general compaſſione. Difatti gli Ar
Che ſpiriamo ſul mattin. givi, i Tebani, e i Megareſi, con
Se talvolta poi nemici tro il divieto fattone da Lacedemo
7ender ſun crudele inganno, ni, accolſero in caſa loro tutti quei
Da ragion ne viene il danno, fuoruſciti Atenieſi, i quali avevano
Che non uſa aſſai rigor. abbandonato la loro infelice patria ,
AVon è colpa del ruſcello, per ſottrarſi alle inudite crudeltà ,
Che gli preſta i primi umori, che ſotto l'ombra di Sparta vi eſer
Se dell'argin' eſce fuori citavano i trenta tiranni ſtabilitivi da
Il torrente inondator. Liſandro, e da Crizia principalmente
Il febeo raggio fecondo che n'era in certa guiſa il capo. Fra
Vigor dona ad ogni pianta : que' fuoruſciti, che in Tebe ſi rico
E' per eſſo, che s'ammanta verarono , Traſibulo era il più ripu
D'erbe nove il verde ſuol : tato , e il principale . Avendo rac
Pur all'ombra delle ſelve colti quei pochi cittadini che potè, con
Il Paſtor manda lamenti , una truppa di circa 7oo. uomini
ASe dell' onde i puri argenti giunſe per ſorpreſa ad occupare il Pi
Diſſeccò l'eſtivo Sol. reo , ſicchè i trenta non tenendoſi
molto ſicuri in Atene, s'andarono a
T O R I N O- fortificare in Eleuſina. Seguirono di
verſi fatti d'armi tra i ſoldati di Tra
Storia politica, e letteraria della ſibulo , e quei che teneano per li
Grecia di Carlo Denina profeſſore eme trenta, e in una ſortita, che queſti fe
rito di eloquenza nella regia univer cero da Eleuſina, Crizia rimaſe mor
ſità, direttore degli ſtudi di ſtoria e to. Si mandò a chieder ſoccorſo a .
di belle lettere nella R. Accademia , Sparta, donde diffatti furono ſpediti
di 7'orino, ſocio delle Accademie di il Re Pauſania , e Liſandro con al
AVapoli e di Padova, P. A., ed accad. cune truppe. Ma le altre truppe mal
Fiorentino. Tomo III. AVella ſtampe ſecondando quelle di Sparta in queſta
ria Soffietti 1782. in 8. Art. II. ed ult. impreſa, i trenta tiranni rimaſero vit
tima dell'altrui politica ; perocchè
Giunta che fu Sparta all'apice del chiamati ad un congreſſo ſotto titolo
la ſua potenza, ſi trovò anche giun di trattar di pace, furono arreſtati e
ta , ſecondo che il corſo ordinario ſcannati ſenza veruna oppoſizione .
delle coſe richiede , al principio del Traſibulo entrato vittorioſo in città
la ſua decadenza. I ſuoi alleati che fece accettar con tanta gloria ſua quell'
l'aveano con tant'ardore ſecondata, amniſtia, o legge di obblivione, per
allorchè ſi trattava di abbaſſare l'eſor cui ſi vietava d'inquietar alcun cit
bitante potenza di Atene, comincia tadino a cagion delle coſe paſſate ,
rono a temerla, quanto prima avea reſtituì l'antico governo, e poſe fine
º,
D d 2 a quel:
2 I2

a quelle civili diſcordie, che aveano nandro, che poi ſi chiamò comme
tolto alla repubblica in pochi meſi dia nuova. La notorietà di queſti av
maggior numero di cittadini , che , venimenti, e la brevità a cui ſiamo
non n'aveſſero conſumati trenta an aſtretti , vogliono che ci contentia
ni di aſpra guerra. Queſto principio mo di aver così di volo accennato
del riſorgimento di Atene viene de l'argomento di quaſi tutto queſt' XI.
ſcritto dal Sig. Denina ne' primi due libro. La maggior parte del libro XII.
capi dell'XI. libro. Nel capo che ſie viene occupata dalle coſe di Sparta.
gue ſi deſcrive il modo in cui i Gre Dopo la morte di Agide fu eletto per
ci, e principalmente gli Spartani ſe uno dei ſuoi Re, principalmente per
condarono la ribellione di Ciro il gio opera di Liſandro, il celebre Ageſi
vine contro del re Artaſerſe ſuo fra lao fratello del defunto, non oſtan
tello, e la famoſa ritirata de'dieci te che queſti aveſſe laſciato un figlio
mila , così ſuperiormente deſcrittaci per nome Leotichide , il quale ben
da Senofonte che ne fu uno de' con chè foſſe di dubbi e ſoſpetti natali ,
dottieri. Dopo di ciò per il corſo di e creduto comunemente figlio di Al
cinque capi non parlaſi che del gran cibiade, pure era ſtato da Agide a
Socrate, cioè della ſua vita , de ſuoi alla fine della ſua vita per figlio ri
coſtumi, del ſuo genio o demone , del conoſciuto. Il regno di Ageſilao di
la ſua maniera di diſputare principal ſtintiſſimo nella ftoria Greca per le ,
mente contro i ſofiſti , i quali avea molte e varie ſue impreſe, è ancora
no cominciato a ſignoreggiare in Ate più memorabile per gli avvenimenti
ne a ſuo tempo, del proceſſo e dell' particolari, e interni di Sparta. Non
indegna morte che ſoffrir dovette e era peranche paſſato un anno della
queſto filoſofo, e finalmente di alcu ſua elezione, che un giovane citta
ni men noti ſcolari ch'egli laſciò do dino chiamato Cinadone, animoſo ed
o di ſe. E ſiccome la famoſa com ardito più che altri de' pari ſuoi , e
media delle AWubi di Ariſtofane con degno in ſingolar modo di eſſer pas
tribuì in gran parte all'indegna ac ragonato a quel Catilina sì famoſo
cuſa e morte di Socrate , ſi fanno nella Romana ſtoria, fece diſegno di
perciò nel capo IX. ed ultimo del li ammazzare i re , gli efori , e tutti
bro XI. alcune belle rifleſſioni ſul ri i principali del governo, e impadro
ſtringimento della sfrenata licenza dell' nirſi dello ſtato. La congiura era ſul
antica commedia ſotto i 4oo. , o co punto di fcoppiare allorchè uno de'
me altri vogliono, ſotto i trenta ti complici preſo dalla paura o da altro
ranni , nel tempo de' quali la com motivo andò ad informarne gli efori,
media Greca preſe una nuova forma, i quali, non ſapendo quanto poteſſe
che quaſi ancora è quella che dura - eſſer grande la congiura, non ardi
oggidì, ſebbene da alcuni critici eſſa rono metter le mani addoſſo a Cina
ſi chiami commedia mezzana, o me done nella città , ma ſpedironlo con
dia, riguardandola come diverſa dallº una finta commiſſione in Aulone, di
antica, e da quella dc tempi di Me dove, dopo eſſerſi conoſciuti i com
plici,
2 13
plici, fu ricondotto in città per fu li nemici contro di Sparta, che l'ob
bire inſieme con eſſi la meritata pe bligaſſero a richiamare Ageſilao. Gli
na . Eſſendo intanto venuto avviſo Atenieſi non avean biſogno di pungo
dall'Aſia che i Perſiani ſi preparava lo per ſollevarſi contro di Sparta. Co
no per aſſaltare la Grecia, e far guer none , che fuggendo dalla rotta di
ra particolarmente ai Lacedemoni , Aegos - potamos eraſi ritirato con al
Ageſilao con potente armata fu man cune poche navi Atenieſi preſſo di
dato a prevenire quel formidabil ne Evagora re di Cipro, trovavaſi al
mico nell'Aſia ſteſſa. Liſandro era ſen lora nella Frigia preſſo di Farnabazo.
za dubbio il principale de trenta con Eſſendo da queſti ſpedito per altri ſuoi
ſiglieri ch'ei domandò , e che gli fu fini alla corte del re Artaſerſe ,
rono dati per quella ſpedizione. Ma egli vi ſeppe ſi deſtramente negozia
indiſpettito Ageſilao di vedere che i re , che non ſolo induſſe il re a chia
popoli confederati per i quali paſſava mare ſuoi nemici i Spartani, ma ot
l'armata , faceano più conto di Li tenne di più in compagnia di Farna
ſandro che di lui medeſimo , dimen bazo il comando di una poderoſa flot
ticando le obbligazioni che gli pro ta, colla quale ſconfiſſe la flotta Spar
feſſava, e l'antica amicizia , cerca tana comandata da Piſandro congiun
va ogni giorno qualche nuova ma, to di Ageſilao, riconduſſe alla confe
niera di ſmaccarlo, e degradarlo agli derazione di Atene molte iſole e cit
occhi altrui , ſino a farlo commiſſa tà marittime, e portatoſi poi in Ate
rio de'viveri, e delle graſce, talmenº ne coll'opera delle ſue ciurme , e ,
te che Liſandro non potendone più , col danaro che largamente ſommini
richieſe ed ottenne di andar ſuo luo ſtravagli Farnabazo, ne rifabbricò le
gotenente nell'Elleſponto . Ma non ſmantellate mura. Ma un più deſtro
dimenticò mai più i ricevuti affronti, negoziatore Spartano per nome An
e la ſua vendetta non tendeva a me talcida fece di nuovo ricadere gli Ate
no che a ſpogliare i due rami degli nieſi nella diſgrazia de'Satrapi Perſia
Eraclidi del diritto eſcluſivo al trono ni, ſicchè Conone fu arreſtato come
di Sparta. Ageſilao frattanto rimaſto nemico e traditore della potenza Per
nell'Aſia con libero comando, e ſen ſiana, e mandato prigionero in Per
za la ſoggezione di Liſandro preſe a ſia, ove non ſi sà come terminaſſe i
molte città della Frigia ; ſconfiſſe Ti ſuoi giorni. Gli Atenieſi trovarono
ſaferne preſſo di Sardi capitale della però ne' Tebani, già alleati di Spar
Lidia ; e divenne così formidabile o ta, i loro vendicatori. I Locreſi ad
che i Satrapi governatori di quelle a inſinuazione di qualcuno de'capi del
provincie Perſiane diffidando di po governo di Tebe, ch'era ſtato, co
terlo più allontanare dall'Aſia colle me ſi diſſe, guadagnato dall'oro Per
loro forze , mandarono con buona , ſiano , aſſaltarono e preſero a forza
ſomma di danaro a cercare alleati certo territorio per cui v' era lite ,
nella Grecia ſteſſa, per ſuſcitarvi ta pendente fra eſſi e i Foceſi, di che
- queſti
2 14
queſti sdegnati entrarono nel paeſe di con Artaſerſe, ſcoraggì non poco i Te
Locri per far ripreſaglie . I Tebani bani,e parve doveſſe aſſicurare per ſem
accorſero in ajuto de'Locreſi loro al pre nella Grecia il primato di Sparta.Un
leati , e per ſoccorrere i Foceſi era altro avvenimento ſucceduto pochi an
inevitabile che ſi moveſſero i Lace ni dopo, benchè poco onorifico per
demoni, i quali credettero d'altron Sparta , ſembrava ancora aſſicurarlo
de giunto il momento favorevole e maggiormente. Acanto ed Apollonia,
di vendicarſi di altri affronti ricevuti città della Tracia aveano richieſto i
da Tebani, e principalmente dell'aſi Lacedemoni di aiuto per reprimere la
lo che contro il loro divieto , ave creſcente potenza della vicina città
vano queſti dopo la vittoria di Aegos di Olinto , la quale eraſi ſottratta ,
potamos, accordato ai fuoruſciti Ate al dominio di Atene dopo il fatto di
nieſi . Liſandro che deſiderava ſom Aegos - potamos , e governadoſi a -
mamente di ſegnalarſi nell'aſſenza di repubblica eraſi reſa indipendente. I
Ageſilao, fece ſubito alleſtire due º Lacedemoni accordarono il richieſto
corpi di armata, di uno de' quali fu ſoccorſo, e ſpedirono Eudomide e o
dato il comando al re Pauſania, e o Febida ſuo fratello con diecimila uo
dell'altro a Liſandro ſteſſo. Ma Li mini parte di Lacedemoni, parte di
ſandro fu rotto ed ucciſo da Tebani confederati . Ora Febida paſſando per
preſſo Ariarte , prima di poter eſſere la Beozia , e trovandoſi accampato
raggiunto da Pauſania, il quale, ri ſotto Tebe venne viſitato da Leon
cevuta la nuova di quella ſconfitta, tida , che in que meſi era uno de'
ſtimò opportuno di chieder tregua . polemarchi della città , e che invitol -
Queſta rotta fu di tal conſeguenza, lo a entrarvi improvviſamente , ad
che gli efori non vi videro altro ri occuparne la fortezza , e riformarne
paro che quello di richiamare Ageſi il governo, riducendolo in mano di
lao dall'Aſia, il quale vedendoſi co pochi devoti alla ſignorìa di Sparta.
sì interrotto a mezzo il corſo di quel Così diffatti avvenne come Leontida
la ſua ſi glorioſa ſpedizione , diſſe , diviſava. Si riformò dunque il gover
nel partire ſcherzando, che trenta . no di Tebe a genio de'ricchi e par
mila arcieri di Perſia lo cacciavano tigiani di Sparta, e vi ſi ſtabilì , co
dall'Aſia , alludendo con ingegnoſo me ſi era fatto alcuni anni prima in
equivoco all'impronto di certe mone Atene , una tirannide di pochi. Ma
te Perſiane, in cui un arciere era . non godette lungamente Sparta i frut
effigiato . Venne dunque in Grecia . ti della perfidia di queſto ſuo capita
Ageſilao, ed incontrato l'eſercito de' no. I malcontenti di dentro, e i fuo
Tebani e de'loro alleati preſſo Coronea, ruſciti ch'eranſi rifugiati in Atene a
dopo di un oſtinato combattimento ri con Pelopida alla loro teſta tramaro
maſe vincitore. Queſta vittoria unita no ed eſeguirono felicemente una con
mente al vantaggioſo trattato che An giura, che fu poi chiamata da Gre
talcida conchiuſe nel medeſimo anno ci ſorella di quella di Traſibulo io C

libe
2 15
liberarono Tebe del giogo di Sparta, lao, che in quel congreſſo la fece da
e dalla tirannide che ſotto l'ombra . preſidente e da capo, domandò ai de
di Sparta vi ſi eſercitava. L'armata putati di Tebe, ſe non credevan giu
che vi mandò Ageſilao ſotto la con. ſto di laſciar libere le città della Beo
dotta di Cleombroto ſuo collega non zia : certo che sì, riſpoſe freddamen
vi potè far coſa di momento, ſen te Epaminonda, qualora libere ſi ve-.
nonchè eſſendone partito Cleombro dranno le città della Laconia, che a
to, e rimaſto il comando a Sfodria, voi Lacedemoni tenete nella voſtra di
tentò di ſopprendere Atene in una . pendenza. Dopo una viva altercazio
notte, ſiccome avea fatto di Tebe , ne i deputati Tebani partirono mal
l'armata condotta da Febida ; ma , contenti , e ſi eccitò quindi fra le ,
queſta volta il tradimento andò a . due repubbliche un'aſſai calda guer
vuoto , ed altro effetto non produſ ra, che cagionò la decadenza di Spar
ſe ſennonchè di aizzar di nuovo gli ta, e l'eſaltamento della ſua rivale,
Atenieſi contro i Spartani , ſiccome la quale non ſi aſpettava certamente
appunto era l'intento di Pelopida che di ſalir tant'alto. Tebe dovette prin
avea fatto inſinuare a Sfodria quel cipalmente queſto ſuo ſtraordinario
ſuggerimento. Diffatti gli Atenieſi ar eſaltamento a due ſuoi cittadini , Pe
marono toſto ſeſſanta navi, e ſi riac lopida ed Epaminonda non meno ce
ceſe fra gli Atenieſi, e i Spartani una lebri per le loro qualità militari e po
fiera guerra per mare, nel corſo del litiche , che per la loro ſingolare vir
la quale Ificrate abiliſſimo capitano tù , e per la loro amicizia così rara
Atenieſe preſe Cefalonia, diſperſe le ad incontrarſi in quei che primeggia
ſquadre di Dioniſio di Siracuſa, e , no nel governo di uno ſtato repub
degli altri confederati di Sparta , e blicano. Chi non ſa le famoſe vitto
riconduſſe all'ubbidienza, o confede rie che i Tebani , ſotto la condotta
razione degli Atenieſi molti popoli , di queſti due gran generali riportaro
raccogliendone da ogni parte contri no de loro nemici a Leuttra , e a .
buzioni. Ageſilao eſſendoſi portato po Mantinea? Chi non conoſce la glorio
ſcia in perſona a comandare l'eſerci ſa morte di Epaminonda nella ſecon
to di terra, non fu guari più fortu da di quelle due battaglie di cui fu
nato del ſuo collega Cleombroto; on ſi completamente vincitore ? Il di lui
de fu d'uopo agli orgoglioſi Sparta degno amico Pelopida morì pur com
ni di intavolare trattati di accomoda battendo nella Teſſaglia , ove eraſi
mento. Gli Atenieſi, e tutti gli altri portato per la ſeconda volta, ad og
Greci non ſi moſtrarono reſtii a man getto di liberare i Teſſali alleati de'
dare a Sparta i loro ambaſciadori per Tebani dalla dura tirannide di Aleſſan
venire, ſe foſſe poſſibile, ad un accor dro di Ferea, che fatto ſcannare dal
do generale . Gli Atenieſi o per ti la propria moglie terminò poco dopo
more o per voglia di pace ſi accorda i ſuoi eſecrandi giorni. Ageſilao do
rono facilmente . Ma allorchè Ageſi po di eſſere ſtato così umiliato da
queſti
2 16
queſti due bravi Tebani , andò a mo 99 far uſo più frequentemente; gl'in
rire nell'Affrica, ove la ſua inquieta so gegneri, gli architetti, gli agrimen
ambizione avealo condotto per ſpal 39 ſori non poſſono aſſolutamente far
leggiare Nettanebo uſurpatore del tro J9 a meno di ſaperla perfettamente ,
no Egizio ; laſciando in forſe s'egli 32 e i militari che vogliono diſtin
aveſſe arrecato più bene alla ſua . 5.5 guerſi nel ſoddisfare agli obblighi
patria coi ſuoi talenti politici e mili J.D del loro ſtato, non deggiono igno
tari, o più male colla ſua ſmiſurata , 39 rarla . Fra i molti buoni trattati
ambizione. 93 elementari , co' quali ha arricchito
99 le matematiche il Sig. Ozanam ,
P A R I G I, 93 ve ne ha anche uno di queſt'arte
così importante; ma ſiccome mol
Méthode de lever les plans e c. 99 to vi mancava , perchè poteſſe a
Metodo per fare una pianta, ed una 32 dirſi ſufficiente e completo , ſi è
carta tanto terreſtre che marittima, 9.o perciò penſato di rifonderlo intie
che contiene la pratica della geome 9.9 ramente, e di farvi molti notabi
trìa tanto in carta che ſul terreno , 3.3 li accreſcimenti. Oltre a ciò per
la trigonometria rettilinea, ed il mo 22 chè ſi trovaſſe in un ſol volume e
do di diſegnare e mettere in perſpet 33 tutto ciò che concerne queſt'arte,
tiva ogni ſorta di piante, e di eleva .95 ſi ſono premeſſe tutte quelle cogni
zioni, del fu Sig. Ozanam , ora in 29 zioni di geometria pratica, di tri
nuova forma riordinato, e conſidere 9.9 gonometria rettilinea , e di arte
volmente accreſciuto dal Sig. Audier 33 di livellare, che ſi richiedono per
ne . Preſſo jombert il giovane 1781. 99 fare con iſpeditezza, ed eſattezza
in 8. 99 ogni ſorta di pianta . Per la me
39 deſima ragione ſi aggiunge in fine
Per dare brevemente una giuſta , 9.9 un breve trattato di proſpettiva -
idea di queſt'opera, non poſſiamo far 39 per comodo di quei, che voleſſe
meglio che qui traſcrivere l'avviſo 35 ro mettere in proſpettiva gli og
preliminare da cui è preceduta . , , 29 getti della loro operazioni , dopo
», L'arte di far le piante è una par .99 di averne cavata la pianta , e e
,, te delle matematiche, di cui ſi dee 22 l'elevazione , .
Num. XXVIII. 1782. Li 13. Luglio -
- -

EFEMERIDI LETTERARIE DI ROMA


R O M A. . Quivi appena giunto egli ebbe la con
ſolazione di ſapere che il ſanto Re a
Della ſtoria eccleſiaſtica dell' Emi di Francia Lodovico IX. per voto fat
nentiſſimo Cardinale Giuſeppe Agoſti to in una malattia mortale, da cui eraſi
no Orſi dell'ordine de'Predicatori pro felicemente riſtabilito, eraſi obbliga
ſeguita da F. Filippo Angelico Bec to a paſſare in Paleſtina dentro il ter
chetti del medeſimo ordine Biblioteca mine di due anni. Non potea giugne
rio Caſanatenſe , tomo decimoquarto re più opportuna una ſi lieta nuova
contenente la ſtoria della chieſa dall' ai fedeli di terra ſanta. I Tartari Co
anno 1243. fino all'anno i 274. AVel raſmi forzati ad emigrare dal loro pae
la ſtamperia ed a ſpeſe di Paolo Giun ſe dalle armi ſempre vittorioſe del
chi proviſore di libri della Biblioteca celebre Genghiskan , fondatore dell'
Vaticana 1782. in 4. Art. 1. impero del Mogol, ad inſinuazione ,
del Sultano di Babilonia ſi erano ripie
Se nel decorſo del paſſato anno 178i. gati verſo la Paleſtina, e dato il ſac
non ebbimo, ſecondo il conſueto, il co alla ſanta città di Geruſalemme, e
piacere di annunciare qualche volume battuti completamente i criſtiani preſſo
di queſt'erudito ed importante lavo di Acri, aveano confinato i loro mi
ro del celebre P. M. Becchetti, in ſeri avanzi entro il recinto di alcune
compenſo noi abbiamo in queſt'anno, poche fortezze, che difficilmente po
giunto appena alla ſua metà, la con teano da eſſi difenderſi. Nè meno bi
ſolazione di averne annunciati già due. ſognoſo di ſoccorſo era in quel mede
Si dà principio a queſto nuovo volu ſimo tempo l'impero latino di CPoli
me XIV. , ed al libro LXXIII. collº occupato allora da Balduino II. , il
elezione del ſommo Pontefice Inno quale era ſi trasferito ancor egli in Fran
cenzo IV. di caſa Fieſchi, il quale o cia per cercare i mezzi di ſoſtenere
dopo più di 2o. meſi di vacanza da il vacillante ſuo trono . Per meglio
tutti i Cardinali uniti in Anagni fu provvedere a queſti, e ad altri non
collocato ſulla cattedra di S. Pietro. meno urgenti biſogni della chieſa il
L'infelice condizione de tempi l'ob S. P. convocò un ſinodo a Lione, di
bligò a cercare in Lione un aſilo nell' cui diffatti il medeſimo S. P. con una
anno ſuſſeguente alla ſua elezione . molto patetica allocuzione fece la ſo
Ee lenne
2 18
lenne apertura ai 28. di giugno dell' catoſi adunque di nuovo ai 13. di
anno ſeguente i 245. Fra i molti de maggio 1249. giunſe a Damiata ai 4.
creti di queſto finodo uno ve ne fu del ſeguente giugno, e il coraggioſo
per rendere più riſpettabile la dignità contegno che egli e la ſua armata ,
de' Cardinali, concedendoſi loro a ta moſtrarono nell'approdare a quella .
le effetto l'uſo del cappello roſſo , ſpiaggia, avvilì talmente i Muſulma
quantunque non ſi daſſe eſecuzione a ni, che abbandonando quell'importan.
queſto decreto, ſennonchè due anni te chiave dell'Egitto , ſi diedero ad
dopo in occaſione del congreſſo ch'eb una precipitoſa fuga . Non piacque
be allora il Santo Padre col Re di però al Signore, per i ſuoi imperſcru
Francia a Clugni. Si pretende che in tabili decreti, di coronare una sì ben
queſto medeſimo ſinodo di Lione ſia cominciata impreſa, poichè, come »
ſtato fiſſato il numero di ſette eletto ognun fa , il ſanto Re partitoſi da .
ri dell'impero, che ſi mantenne poi Damiata alla teſta di un eſercito di
coſtantemente fino al ſecolo paſſato, più di ſeſſantamila combattenti per an
in cui ſe ne aggiunſero altri due. dare a far la conquiſta del Cairo ,
Oltre il voto, e lo zelo per la pro fu rotto e fatto prigioniero da Mu
pagazione della fede aggiungevano ſulmani . La di lui virtù non fece a
nuovi ſtimoli al cuor di Lodovico i però mai più ſublime comparſa quan
proſperi e glorioſi ſucceſſi , che in to in queſt'occaſione , a ſegno che
quel tempo andava riportando il ſan gli ſteſſi Muſulmani lo riguardavano
to Re di Caſtiglia Ferdinando di lui con iſtupore, e venerazione. Niuna
cugino contro i Muſulmani di occi minaccia fu valevole a fargli conclu
dente , il quale dopo di aver unito dere verun trattato che poteſſe in .
alla ſua corona il regno di Leon, ave qualche parte comparire indegno di
va anche ſoggiogati e diſtrutti i regni un ſovrano e di un principe Criſtia
di Cordova, di Jaen, e di Siviglia, no, e finalmente i ſuoi nemici furo
eraſi reſo tributario il Re di Grana no obbligati a rilaſciarlo inſieme con
ta, e meditava di andare ad attacca tutti i fedeli ch'erano ſtati fatti ſchia
re i Muſulmani nell'Africa , donde vi dopo la pace fatta da Federico ,
que' barbari traevano contro la Spa mediante la ſola reſtituzione di Da
gna le loro formidabili forze. Accom miata, che già non potea più regger
pagnato adunque da due ſuoi fratel ſi , e lo sborſo di una ſomma, della
li , e da un gran numero di Signori quale il Sultano ne rinunciò volonta
e di Veſcovi, che ſi erano obbliga riamente una buona porzione in oſſe
ti al ſacro pellegrinaggio, il ſanto Re quio della ſingolare magnanimità di
Lodovico imbarcoſſi a Aigcs - mortes S. Lodovico. Nel medeſimo anno 125o.
ai 28. di agoſto del 1248., e giunto in cui avvenne queſta prigionia di S.
proſperamente a Cipro ai 17. del ſe Lodovico, morì in Puglia l'Impera
guente meſe, ivi ſi trattenne per a tor Federico. Egli avea veduto negli
ſpettare il reſtante dalla ſua armata - ultimi anni della ſua vita ſorgere in
ſino alla proſſima primavera. Imbar Germania l'uno dopo l'altro due com
petitori
- 2 19
petitori all'impero, Arrigo di Saſſo tà, e la pace. Ma l'ambizione e la
nia , e Gugliemo di Olanda , con mala fede di Manfredi, figliuolo ba
tro il quale il ſuo figliuolo, e ſucceſ. ſtardo di Federico, il quale dopo la
ſore Corrado era attualmente in guer. morte di Corrado, luſingavaſi di po
ra . Ma poco dopo la morte del pa ter regnare a nome del fanciullo ni
dre Corrado ſceſe in Italia, per far. pote, fecero andare a vuoto ogni ne
vi gente onde meglio ſoſtenere la guer goziato, e prolungarono in quel bel
ra contro Guglielmo di Olanda, e per regno le calamità della guerra. Al
riſtabilirvi il ſuo partito , il quale, lorchè queſta ſi riacceſe dopo una bre
era venuto aſſai meno, dopo che En ve, e fallace ſperanza di pace , il
zio, figliuolo baſtardo di Federico , Sommo Pontefice Innocenzo IV. ceſ
il quale portava il titolo di re di sò di vivere in Napoli ai 7. di decem
Sardegna, era ſtato fatto prigioniero bre del 1254. dopo un pontificato di
da Bologneſi. Il ſommo Pontefice In i 1. anni, 5 meſi e 14 giorni. Do
nocenzo IV. era ancor egli poco pri po ſoli cinque giorni di vacanza i
ma ritornato in Italia per arrecarvi Cardinali congregatiſi in Napoli gli
la tranquillità e la pace, ſe foſſe poſ diedero a pieni voti per ſucceſſore »
ſibile, ſenza però pregiudicare i ſuoi Aleſſandro IV. de' Conti di Segni, e
diritti , e fra queſti quello che gli nipote di due Pontefici Innocenzo III.
competeva ſul regno di Napoli, che e Gregorio IX. Egli non fu guari più
era ſtato dichiarato devoluto alla S. fortunato nell'accomodare gli affari
Sede. E perchè la potenza e l'ambi del regno di Sicilia di quel che foſſe
zione di Corrado facevano andare a ſtato il ſuo predeceſſore . In queſto
vuoto queſte ſue mire di giuſtizia e medeſimo anno il ſanto Re Lodovi
di pace, pensò egli perciò di oppor co, dopo di aver impiegato lo ſpazio
gli un rivale che poteſſe tenerlo in di quaſi cinque anni nel procurare la
ſoggezione e metterlo al dovere, ed converſione di un gran numero di
offrì l'inveſtitura di quel regno a. Muſulmani , nel fortificare maggior
Carlo d'Angiò, fratello del ſanto Re mente le piazze che rimanevano ai
Lodovico. Ma Corrado nel bel fiore fedeli nella Paleſtina , e nel pratica
della ſua età di 26. anni morì a La re ogni ſorta di opere pie , era ſene
vello ai 12. di maggio del 1254. la finalmente ritornato in Francia , ove
ſciando erede di tutti i ſuoi ſtati il la di lui preſenza era divenuta più
piccolo Corrado, detto poi Corradi che mai neceſſaria per la morte della
no, fanciullo allora di due anni, ſot ſanta Regina Bianca ſua madre. Noi
to la tutela di Bertoldo Marcheſe di ſiamo andati così traſcegliendo alcu
Oemburch , a cui eſpreſſamente co ni de principali fatti che ſi deſcrivo
mandò di metterlo ſotto la protezio no nel libro LXXIII. avvenuti nel
ne della S. Sede. Parea dunque che corſo di quei quattordici anni che ſi
gli affari del regno di Sicilia doveſe comprendono nel libro medeſimo, cioè
ſero mutar faccia, e che vi ſi poteſ, dal 1243. ſino al 1256. Ognuno ben
ſe finalmente riſtabilire la tranquilli. vede che molti abbiamo dovuto paſ
E e 2 ſarne
22e)

ſarne ſotto ſilenzio per iſtudio di bre mento della laurea dottorale, e diede
“vità , benchè non meno intereſſanti al mondo criſtiano in quell'occaſione
di quei che abbiamo accennati. Tali i primi ſaggi dell'aurea ſua penna.
r eſ ſarebbono la dilatazione della nell'opuſcolo intitolato contro gl'im
religione nella Livonia, nella Pruſſia, pugnatori del culto di Dio, e della
e nella Lituania ; la converſione e religione ch'egli ſcriſſe in confutazio
ricaduta di Daniele Duca di Ruſſia ; ne del ſedizioſo , ed empio libro di
la miſſione intrapreſa in queſti tempi Guglielmo di Sant'amore dei pericoli
preſſo i popoli della gran Tartaria da degli ultimi tempi. (ſarà continuato.)
alcuni religioſi minori ; l'iſtituzione
de'Cavalieri o Frati di Maria in Bolo
gna , che poi, perchè caduti dal lo N A P O L I.
ro primitivo fervore, furono più co
noſciuti ſotto il nome di Frati Gauden Lezioni di ſtoria ſcritte ad uſo del
ti , e i di cui fondi eſiſtenti in Bolos la reale accademia di marina da Au
gna, ſoppreſſo che fu l'iſtituto, fu relio de Giorgi Bertola Olivetano pro
rono da Siſto V. applicati al collegio feſſore primario di geografia, e di ſto
Montalto; il contemporaneo incomin ria nell'anzidetta reale accademia ,
ciamento ch'ebbe in Firenze per la ſocio delle reali accademie di ſcienze,
pietà di ſette Signori , l'ordine º e belle lettere di AVapoli, e di Man
de' ſervi di Maria ; la riunione de' tova, di quella de' Fiſiocritici di Sie
Greci di Cipro &c. Occupa ancora , ma , e di quella di Cortona . Tomo
molti articoli della fine di queſto li primo. Mapoli nella ſtamperia reale
bro LXXIII. la deſcrizione dell'oſti 1782. in 8.
nata guerra che dichiararono alcuni
profeſſori dell'univerſità di Parigi con I talenti del celebre Padre Lettore
tro i profeſſori regolari, ſpecialmen Bertola, che tante volte abbiamo re
te dell'ordine de' predicatori . Que ſo l'oggetto de' noſtri elogi, non ſo
ſta guerra diede occaſione a molte º no riſtretti alla ſola poeſia , ma ſi
bolle di ſommi Pontefici, fra le qua eſtendono anche alle ſcienze più ſo
li la più celebre è quella di Aleſſan de, e utili. Comincia egli a compro
dro IV. che incomincia guaſi lignum, varci ciò in età ancor giovane col
diretta a riſtabilire in quel riſpettabi preſente libro di lezioni di ſtoria ad
le ceto il bel ſereno della pace . Si uſo della reale accademia di marina
diſtinſero in queſt'incontro molti ſog di Napoli, ove egli è profeſſore. Apre
getti per ſantità e per dottrina inſigni queſto elegante libro una generale in
dell' ordine de' predicatori, e di quel troduzione, in cui ſi dà un'idea bre
1o de'minori, e principalmente il cele ve sì, ma eſteſa, e chiara come in
bre B. Alberto Magno , e il di lui un quadro , de'primitivi tempi del
glorioſo diſcepolo S. Tommaſo d'Ac mondo ſino alla formazione delle na
quino, il quale inſegnava allora nell' zioni; poichè volendoſi derivare dal
univerſità di Parigi per il conſegui la ſtoria tutti que'lumi , e preſidi ,
- che
22 I
che ſiccome illuſtrano tutte le altre pleſſo degli avvenimenti di 24o. anni,
diſcipline tanto teoretiche , quanto così parla anche di tutti quaſi i popo
pratiche, così giovano pure alla nau li cogniti , che ebbero relazione co'
tica, era neceſſario far conoſcere con Greci. Tucidide , Senofonte , Poli
tratti rapidi, e compendioſi la ſerie bio, Diodoro Siculo, Flavio Giuſep
de tempi, e delle azioni umane , i pe Ebreo, Plutarco, Arriano, e Dio
ſcrittori, che ne hanno conſervato la nigi d'Alicarnaſſo ſono quelli fra i
memoria, e lo ſcopo , e merito di Greci, che avendoci pur dato, per
ciaſcuno di queſti. Onora il criterio, conto di queſti, e di altri popoli, le
c il diſcernimento del noſtro Autore cognizioni le più intereſſanti, cadono
l'idea , che egli dà del carattere , perciò ſotto l'eſame giudizioſo del no
dell'eſtenſione , e dell'ingegno de' ſtro Autore. Diſcende poſcia agli ſto
principali ſtorici antichi, e moderni, rici Latini, non ſolo per le notizie,
che è quanto dire l'eſame critico , che gli preſentano circa i popoli, de'
che egli fa del merito di ciaſcuno di quali ora rintraccia ſolamente i fatti,
queſti. Ha egli ragione di dire , che ma per l'uſo, che di eſſi dovrà fare
un sì fatto eſame gioverà come di una nella continuazione di queſta ſua ope
tacita apologia di alcun ſuo arbitrio ra. Quindi per l'univerſalità , che ,
in queſt'opera ; aiuterà a premunire ha ſempre per baſe una prefazione ,
i ſuoi allievi contro i vizi di queſti ſi paſſa anche alla numerazione , e ,
ſtorici, e a preparali alla ſoave impreſe diſcuſſione de principali ſtorici Italia
ſione delle loro virtù ; ſarà di guida ni, illuſtratori non meno delle coſe
per apprendere a conciliarli, per quan patrie, che delle eſtere, ed in appreſº
to ſi può, tra di loro; e finalmente ſo de'Franceſi, e de'Spagnuoli, giac
ſomminiſtrerà lume , onde a fondo chè gli Alemanni tuttora mancano di
comprendere, qual politica , e qual ſimili ſcrittori. Nè ſi tralaſcia di no
morale ſia avviluppata, per dir così, tare tutti que ſtorici generali , che
entro la corteccia de' loro racconti . produſſe il paſſato , e ſopratutto il
Sono quindi giudizioſiſſime le nozio preſente ſecolo, tanto celebri ad un
ni, che egli dà delle doti, che qua tempo. Da tutti queſti inſigni depoſita
iificar debbono uno ſtorico, e ſecon ri delle umane rivoluzioni , ed opera
do le quali eſſo va ſindacato, prepa zioni cava dunque il noſtro A., ſenza
rando egli così la più ſicura giuſtifi l'aiuto di alcun precurſore, il ſolo neceſ.
cazione de' ſuoi giudizi . Nè perchè ſario all'intento, ed uſo di coloro ,
manchino ora ſtorici Egizj , Medi , che vengono deſtinati alla marina mi
Perſiani , e Fenici , mancano quivi litare, e cava quindi tutto ciò, che
notizie relative a queſti popoli, che riguarda più d'appreſſo commercio ,
anzi ſono queſte l'oggetto del preſen e navigazione, e che può dirſi riſpet
te primo volume, inſieme con quelle to agli antichi tempi la ſtoria dell'in
degli Ebrei; e perciò comincia il no trepidezza degli uomini. Sono pertan
ſtro Autore a fare il carattere di Ero to gli annali degli Egizi i primi ad
doto, che ſiccome preſenta il com eſſere eſpoſti dal noſtro Autore, non
perchè
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perchè non eſiſteſſero altri popoli pri B E R L I N O.


ma di queſti , ma perchè furono eſſi
i primi a diſtinguerſi nelle arti; e per Achards chemiſch phyſſche ſchrif.
ciò da eſſo gli Ebrei non comincia ften c3 c. Opuſcoli chimico - fiſici del
no ad eſſere conſiderati, ſe non che Sig. Acbard. Preſſo Wever 178 I. in 8.
per la parte politica, e per la com
parſa, che eſſi fecero fra le altre na Queſti opuſcoli chimico - fiſici del
zioni dell'antichità dal momento , Sig. Achard già quaſi tutti pubblicati
che anch'eſſi divennero nazione. Ed in idioma franceſe nelle memorie dell'
ecco , come per eſſo gli Egizj occu accad. di Berlino, ora raccolti in un
pano il primo luogo , il ſecondo gli ſol volume ſi riproducono in tede
Aſſiri, e Babiloneſi, il terzo gli Ebrei, ſco, per ſervire principalmente al co
il quarto i Perſiani, e i Medi, il quin modo di una nazione , preſſo di cui
to i Fenici, che gli aprono una nuo il guſto della chimica è più general
va ſcena di ubertoſe rifleſſioni per ca mente ſparſo che altrove , ed a cui
gione della loro ſingolare preeminen diffatti dee queſta ſcienza i ſuoi primi
za nell'induſtria, nel commercio, e paſſi, e i ſuoi maggiori avanzamen
nella navigazione , e che chiudono ti . Diamo brevemente un cenno ſu
inſieme l'argomento di queſto ſuo pri gli argomenti di queſti opuſcoli del Sig.
mo volume. Ne tomi ſeguenti, che Achard, tanto di quei che ſono eſtrat
l'erudito, ed elegante noſtro ſcritto ti dalle ſuddette memorie dell'accad.
re ci fa ſperare, e che noi ſollecitia di Berlino , che di quei che vedono
mo co noſtri voti , ſi avrà la ſtoria ora per la prima volta la luce . Per
de'Greci, de ſucceſſori di Aleſſandro, qual ragione certe acque dep ngono
degli antichi Siciliani, degli Arabi, una terra calcarea durante l'ebulli
de Cartagineſi, e de Romani fra gli zione ? Queſta è la quiſtione che ſi
antichi, e poſcia di tutti gli altri po riſolve nel primo opuſcolo, attribuendo
poli , che appartengono alla ſtoria , l'Autore un tal fenomeno alla diſſipa
del mezzo tempo , ed alla ſtoria più zione dell'aria fiſſa, la quale teneva
moderna . Regna nelle opere del ch. in diſſoluzione la terra calcarea , e ,
Padre Bertola l'ordine, la preciſione, che venendo eſpulſa nell' ebullizione
la chiarezza, il raziocinio, e l'elo dell'acqua , fa precipitare in fondo
quenza, oltre una vaſta conveniente quella terra. C'inſegna il Sig. Achard
erudizione neceſſaria all'impreſa. nella II. diſſertazione, che un pezzo
di ghiaccio ben denſo e ſpogliato di
bolle aeree , diviene idio elettrico,
nel medeſimo modo che ogni altro cor
po conduttore ſi approſſima ſempre più
a divenir tale, a miſura che ſi fa più
denſo. L'olio bollito nell'acqua for
te preſenta alcuni criſtalli gialli in .
forma di piccoli fiocchi di neve , i
quali
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quali ſi ſciolgono nell'acido vitrioli la ſua direzione in ogni ſpecie d'aria,
co, nelle ſoluzioni alcaline, nello ſpi la virtù antiſettica dell'aria nitroſa
rito di vino, nelle nafte , e pochiſ ſupera quella dell'aria fiſſa, la quale
ſimo nell'olio di terebentina , o in poſſiede queſta qualità più che l'aria
quello di angelica: ecco i fatti che infiammabile, e queſta più che l'aria
ſi eſpongono nell'opuſcolo III. Si leg flogiſticata, e l'aria comune è quella
ge nel ſeguente, che l'acqua ſatura che n'è più ſprovveduta. Nel 7. opu
ta d'aria fiſſa è un diſſolvente delle ſcolo il Sig. Achard confuta l'opinio
terre alcaline e de metalli , ed ha ne del P. Bertier , che i corpi gravi
le ſue affinità cogli alcali, e cogli tino in ragione della loro diſtanza dal
acidi minerali. L'Autore ha cercato centro della terra. L'8. è ſull' elettri
di ſtabilire i diverſi gradi di queſte cità che ſi eccita ſtropicciando col
affinità per mezzo di deciſive eſpe mercurio i corpi reſinoſi. Nel 9. in
rienze , delle quali in dodici tavole ſegna il Sig. Achard un metodo eco
egli ci preſenta i riſultati . La quar nomico per rendere il caout - choac
ta memoria prende a dimoſtrare che oſſia la reſina elaſtica capace di ſer
i denti perpetuamente creſcerebbono vire alla fabbrica di alcuni iſtrumen
in lunghezza fino alla morte degli ani ti di chirurgia; conſigliando a queſt'
mali, ſe non foſſe il continuo conſu effetto di ſciogliere queſta reſina in
mo ch'eſſi ſoffrono dalla reſiſtenza , qualche olio etereo, per eſ. nell'olio
delle più dure ſoſtanze alimentari , di terebentina, e di precipitarla quin
ſulle quali ſi eſercitano quotidiana di per mezzo dello ſpirito di vino -
mente. Il Sig. Achard privò due ſcriat Il caout - chouc ſi depone allora nel
toli di ogni alimento duro per poter fondo ſotto la forma di una tenace
logorare i denti , e non nutrilli per mucilagine, che riacquiſta all'aria -
qualche tempo che con cibi faciliſſi la ſua elaſticità dopo il diſeccamento.
mi a ſtritolarſi. Egli trovò a capo di I quattro opuſcoli che vengono in .
un certo tempo che i denti ſi erano appreſſo , concernono l'elettroforo,
notabilmente allungati, e che i ſcri la traſmutazione dell'acqua in terra,
jattoli non poteano che con ſomma , la guarigione di un paralitico ottenu
difficoltà maſticare. Finalmente mori ta per mezzo di un copioſo ſudore ,
rono tutti due perchè i denti ſuperio eccitato dall'elettricità , e l'incuba
ri ſi erano tanto profondati fra gl'in zione degli uovi per mezzo dell'elet
feriori , che que”poveri animali non tricità ſteſſa . Nel 14. ſi eſamina la
poteano più aprir la bocca. Secondo il differenza intrinſeca fra i corpi idio
ſeſto opuſcolo l'aria nitroſa contiene elettrici, e i corpi conduttori , e ſi
realmente l'acido del ſalnitro , im fa vedere con eſperienze egualmente
Prigionato però talmente dal flogiſti delicate che eſatte che il medeſimo
co , che non gli è permeſſo di agir corpo può eſſere conduttore o idio
come tale : l'aria fiſſa è acida ed an elettrico , ſecondo ch'è più o meno
tiſettica , l'ago calamitato conſerva riſcaldato. Aſſicura l'Autore nella 15.
Il Cſm Q
224 -

memoria, che la terra vegetale è pu fre un reale cangiamento unendoſi co


ramente calcarea, e che la terra del gli oli, potrebbe combinarſi talmente
regno animale è in parte calcarea e col flogiſtico, da cangiarſi in acido
in parte alcalina, ma di una natura nitroſo, ſecondo che Stahl ha ſoſte
differente da tutte le altre terre cono nuto . La diſſertazione 18. preſenta ,
ſciute. Queſt'alterazione della porzio alcune nuove prove che l' acqua im
ne alcalina viene dal Sig. Achard at pregnata d'aria fiſſa ſia veramente a
tribuita alla preſenza dell'acido fosfo acida, benchè non faccia efferveſcen
rico, che ſi trova diftatti nelle cene za nè cogli alcali nè col geſſo . Vi ha
ri delle oſſa. Il diſcorſo ſeguente con preſſo di Strausberg nel Brandeburgo
cerne il grado di freddo o di caldo un lago, la di cui acqua, ſenza nul
che ſi eccita coll'evaporazione . Di la perder della ſua limpidezza, ſi tin
tutti i liquidi che l'Autore ha meſſo ge alcune volte in roſſo . L'Autore
al cimento delle ſue eſperienze, l'aci dimoſtra nella 19. memoria, che que
do vitriolico concentrato, e lo ſpiri ſto accidentale colore trae la ſua ori
to di nitro fumante ſono i ſoli, che gine da una ſoſtanza vegetale , che
abbian fatto ſalire il termometro, ſen vi galleggia ſopra. Il 2o. articolo,
za dubbio per ragione del calore che con cui termina il volume, preſenta
ſi genera nella loro unione coll'umi. una raccolta di ſperimenti relativi al
dità dell'aria che da eſſi è aſſorbita. la forza di coeſione di ogni ſorta di
Nel 17. articolo l'Autore eſamina l' corpi tanto ſolidi che fluidi, dai quali
azione dell'acido ſalino ſopra gli oli ſperimenti ſi ſtudia poi il Sig. Achard
e le ſoſtanze combuſtibili; e fra le º di ricavarne le leggi, che ſecondo la
altre coſe egli ſembra portato a cre natura dei diverſi fluidi , ſiegue la ſud
dere che l'acido ſalino, il quale ſof detta forza di coeſione,<