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AA. Il
D IzI ON A RIO
U N I V E R S A L E
D I M E D I C I N A
D I CH1R UR G1 A D I No T o M 1 A
DI CH 1 M 1 c A DI FA R M A c 1 A
DI B o TA N 1 c A D' Is T o R 1 A N A TU RA LE &c.

D E L SIGN O R JAM E S
A cui pp. EcEDE UN DISCORSO ISTORICO INToRNo ALL'ORIGINE
E PROGRESsi DELLA MEDICINA

TR AD OTTO DALL' O R I GINA LE INGLESE


D A I S I G N O R I

DID E ROT, E I DO US, E TOUSSA INT


RIvEDUTo, CoRRETTo, ED AccREsCIuTo DAL SIG. GIULIANO BUSSON e
DoTToR REGGENTE DELLA FAcolTA DI MEDICINA DI PARIGI.

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T O M O T E R Z O.

I N v E N E z I A M D C CL I I I
Per GI A M B A T Is T A PAs QUALI.
Con Licenza de' Superiori, e Privilegio.
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DIZIONARIO UNIVERSALE D i

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NGINA , Angina , o Schinanzia, mò il terzo giorno di queſto ſuo male. Tut
dal verbo Greco Gryo, ſtrozzare. ta la di lui lingua, fuorchè la punta, era
nera come un carbone. Non poteva che ſtar
Oss e R v Az 1 o N I. in piedi, e qualunque liquido che ſe gli daſ
ſe, producendogli una ſpezie di ſoffocamen
Un certo Macellaro, toſto che ſi ſentì ſul to, diſcacciava oſtinato, benchè così debo
mezzo giorno del dolore d'intorno alla la le, quanto gli ſi preſentava . Tutto che ri
ringe e alla faringe, che non gli laſciava be gidiſſima la ſtagione, non poteva ſuffrir ve
re o mangiare ſenza fatica, andò ſull'imbru ſtito di ſorte che ſopra li piedi, laſciando nu
nire da uno Speziale, che gli preſentò un de tutte le altre parti del corpo. Per mette
gargarismo d'acqua di piantaggine e di lat re in ſalvo la ſalute dell'anima, pronto feci
tuca, di ſiroppo di more e d'aceto . Preſo chiamar un Religioſo. Tutti li ſintomi mi
ch'egli ebbe queſto rimedio, incalzò il dolore denunciavano la ſchinanzia, quantunque nien
talmente, che lo ſoffocò improviſamente la te altro io ſcopriſſi al di fuori o al didentro,
ſteſſa notte, conſervando però fino all'ultimo che una gran merezza nella lingua. Mi feci
reſpiro il lucido di ſua ragione. toſto a penſar che vi foſſe una cancrena in
Apertogli il corpo, fu trovata la ſoſtanza terna, che è l'effetto ordinario dell'infiam
o il parenchima delli polmoni convertita in mazione, la cui preſenza io la riponea nei
marcia con un abſceſſo in un lato, eſſo pur polmoni. Tra li teſticoli, e il petto vi è
ripieno della ſteſſa materia. Prima di un tal una gran corrispondenza , e per ciò vuol
ſiniſtro non ſapeva coſa foſſe nè toſſe nè ſpu Ippocrate , Lib. VI. Epidem. che i Medici
tar ſangue, ma ſempre avea goduto uno ſta a queſta circoſtanza facciano rifleſſione. L'
to perfetto di ſanità, eſſendo naturalmente ammalato morì un'ora e mezza dopo, che
groſſo, e ben pingue. - - io l'ho laſciato, - - -

L'eſame ch'io feci della ferita fatta nell'


osse R v Az 1 o N II. anguinaja deſtra dell'ammalato, mi fe co
noſcere, che il Chirurgo, detto Colet, ave
Un Soldato per nome Abramo Perrow, va fatto l'operazione da Capomiſtro, non
al ſervizio della Francia, in età di 5o. an avendovi ſcorto ſegno alcuno d'infiammazio
ni, temendo le conſeguenze d'un Enteroce ne. Quella era fatta dal baſſo all'alto. Feci
le, preſe il partito di farſi caſtrare, e ſi fog un inciſione longitudinale nella parte inter
i" all'operazione nel principio del meſe ma del ſuo collo, e trovai la trachea-arteria
i Settembre dell' anno 1677, la quale ri non che li muſcoli aggiacenti ſpogli affatto
guardo all' eſecuzione riuſcì mirabilmente, d'infiammazione. La glandula chiamata thy
Da lì a tre ſettimane, in tempo che ogni co mus era gonfia, piena di nero ſangue, e pre
ſa moſtrava il più bel aſpetto del mondo, e meva la trachea-arteria. Premendo il petto,
che la ferita già pareva del tutto conſolidata e fattavi un'inciſione ſorti della marcia, e
e che principiava a far un poco di moto per quando fu tutto aperto, trovai dei ſegni evi:
la Città, ecco che tutto in un tempo lo aſ denti d'una infiammazion ſtraordinaria dei
ſale una difficoltà di reſpirare e d'inghiotti polmoni, perocchè erano pieni d'un ſangue
-
re. In un pericolo così preſente mi ſi chia nero, livido, coperti º molte macchie "
2 - c
4 ANG -

- - A NG
ed altri ſegni evidenti di cancrena, ſpezial: queſto è che i vapori e la marcia, che pro
mente all'intorno della ſchiena. Da queſt venivano dal fegato, venendo a penetrar per
le membrane della laringe, lo coartarono sì
ſi vede che la difficoltà d'inghiottire, di re
ſpirare, e per fin di parlare (perocchè l'am fattamente, che nel termine di 3o. ore l'am
malato non potea pronunciar che le lettere A malato morì , benchè la faringe, e le altre
e O) proveniva dalla compreſſion della tra parti contenute nel fondo della bocca ſi foſ
chea-arteria mediante la glandula di cui ab ſero conſervate nello ſtato lor naturale: ma è
biamo parlato, e la gravezza della materia forza accordare che queſto fu effetto princi
rinchiuſa nelli polmoni , che la tirava ab palmente del peſo ecceſſivo della materia
baſſo. Non fu poſſibile ſcoprir l'abſceſſo da corrotta e fermata nel fegato.
cui ſortiva la marcia, perchè ſi venne a ſot Un male chiamato vivole, al quale vari
terrarlo prima che foſſe paga la noſtra curio ſoggetti i cavalli, quando bevono dell'acqua
ſità. Il di lui fegato aveva un odor inſoffri fredda dopo d'eſſerſi aſſai riſcaldati con un
bile, egli era gonfio, e ſi era fatto ſtrada per violente eſercizio, par una riprova di queſto.
mezzo il diaframma a tutta forza. Seppi che Le glandule del loro collo ſi gonfiano, e muo
queſt'uomo aveva per ordinario un appetito jono dopo i due giorni, e il loro fegato, co
che divorava. BoNETI, Sepulchret. Anat. me oſſervò Gliſſon, ſi converte intieramen
te in una materia putrida. Bonet, Sepulchre
O ss E R v A z I o N I I I. tum Anatomicum. - -

Nel 1618. vi fu in queſto Paeſe un mal Diagnoſtico e Pronoſtico.


ſtravagantiſſimo, per cui morirono molte
perſone, e maſſime li fanciulli, reſtandovi I Latini danno il nome d'angina al mor
ſoffocati. Queſto ſi chiama dai Greci 2, xºn bo, che è il ſoggetto di queſto articolo, e lo
xoiudºns, da altri morbo ſoffocante, che in diſtinguono i Greci in " ſpezie, ogn'una
veiſce contro le parti ſituate nel fondo della boc delle quali ha il ſuo nome particolare. Speſ
sa, o carbon peſtilenziale, paſſio anginoſa, ul ſe volte non appariſce nè roſſezza nè gon
sera di Siria, da Areteo, o amigdali peſti fiezza, ma il corpo è quanto un fuoco, l'am
lenziali, da AEzio. - malato reſpira con iſtento , e cade in una
Da molte coſe ſi prova ad evidenza, che debolezza generale. Queſta fpezia porta il
queſto male ha la ſua ſede più ſopra, che nome di avveyxn. Talor ſi gonfiano la lin
non ſon le amigdali, cioè nel cerebro; e gua e la gola, diventano roſſe, manca la vo
queſta congettura, che è mia invenzione, è ce, gli occhi ſi volgono in alto, s'impalli
confermata dal diſſecar che ſi fece molte per diſce il volto, e viene il ſinghiozzo all'am
ſone morte da queſto male, nella cui teſta malato . Queſta ſeconda ſpezie ſi chiama,
ſi ritrovarono molti grumi di ſangue ſotto avreixxm. Queſto han di commune le dette
il ſino della dura-madre . SEveRINo , de due ſpezie riguardo ai ſintomi, che l'amma
Abſceſſibus, Tract. ultim. - lato non può mangiare nè bere, e che gli è
Abbiamo altresì ſcoperto che li nervi che interrotto il riſpiro. Quando la malattia è
paſſano per il gran foro occipitale, come ſolo accompagnata da roſſezza, e gonfiezza
pur quelli che vanno alli muſcoli del collo, ſenz'altri ſintomi , ella è men violenta, e
alla laringe, all'oſſo hyoide, e alla faringe le ſi dà il nome di rapaovrayxn, CELso,
erano ſtati in queſto male aſſai danneggiati. Lib. IV. cap. 4. -

Tom. Bartholini, Comment. in dict affect. La ſchinanzia è un poſitivo mal acuto,


exercit. 1. Vedi AEgyptia ulcera. vieta il reſpiro, 8 è di due ſpezie. Una è
-

un infiammazione negli organi della reſpi


O ss E R v a z1 o N I V. razione; e la cauſa dell'altra riſiede nell'a
ria iſteſſa che ſi reſpira.
- Nella laringe di un uomo, il quale pareva Gli organi, in cui pone ſua ſede la pri
che foſſe morto ſoffocato, era ogni coſa in ma ſpezie, ſono le amigdali , l'epiglotta,
buon ſtato, ma così putrido era il di lui fe la faringe, l'ugola, e l'eſtremità ſuperiore
gato, che ſi ſarebbe potuto ridurlo in polve della trachea-arteria, e ſe l'infiammazione
re come un pezzo di terra . La ragione di fa rovine più grandi, la lingua e l'interno
delle
A NG -
ANG 5
delle guancie ſono pur affette, e s'ingrandi che forma il fondo della bocca) e l'ugoſa ſi
ſce sì fattamente la lingua, che non poten ritirano interiormente, come pur le amig
do più rimaner nella bocca, eſce fuori. Que: dali, e l'ammalato vien a perder la voce.
ſta ſpezie ſi nomina avrayxn , per eſſervi La ſoffocazione è più violenta in queſto che
molto ſoggetti li cani, oppur perchè queſti nell'altro caſo, perchè la ſede del male ella
animali ſono ſoliti a protraer fuori la lin è nel pette, dove primcipia appunto la re
gua, benchè ſtiano bene. - ſpirazione. Queſte due ſpezie ſon violentiſ
Nell'altra ſpezie gli organi ſuddetti diven ſime e funeſte in qualunque tempo ſucceda
gono molto più piccoli che nello ſtato lor no, e talvolta prima di poter chiamar nep
naturale, e queſto accidente è ſeguito da una pur il Medico, dal quale poco parimenti ſi
ſoffocazion ecceſſiva, ſicchè pare all'amma può ſperare, perchè va a morir l' amma
lato di ſentir un infiammazione nel petto. lato , prima che li rimedi abbian prodotto
(a) ARETEo, ree 34éar rafar, L. I. c. 7. il loro effetto, º s .
Nella ſpezie di ſchinanzia detta cymanehe, Prendendo il mal buona piega, tutte le
ha l'ammalato un'infiammazione nelle amig parti eſterne s'infiammano , e mutaſi l'in
dali, nella faringe e nella bocca ; gli eſce fiammazione in un tumor ſtraordinario. Egli
la lingua dai denti e dalle labbra, con mol è un buon ſegno, quando fi manifeſta un
ta ſaliva, e dalla parte affetta una flemma tumor grande od una riſipola ſul petto. Un
fredda e viſcoſa . Il volto è infiammato e bravo Medico deve dunque richiamar il mor
gonfio, gli occhi gli ſpuntano dalla teſta, e bo alla cute, applicando delle ventoſe o dei
i" incantati e acceſi; rende l'infermo per ſenapismi ſul petto o all'intorno delle ma
le narici quanto egli beve, per eſſer chiuſo ſeelle, e nulla traſandar intentato di quanto
il canal dell'eſofago; ecceſſivo è il dolore, può eſpeller la materia morbifica mediante
benchè in certi tempi ſi faccia meno ſentire la traſpirazione. Speſſo però ſuccede, che il
per la violenza della ſoffocazione ; ſi ſente male ſi sfoghi con queſto mezzo per poco
un calor nel petto e attorno il cuore, on tempo su qualche parte eſterna , e che ve
de è che ſi deſidera continuamente il freſco nendo tantoſto a dipartirſene , foſfoghi im
dell'aria, cui pur non ſi reſpira che in po proviſamente il malato.
chiſſima quantità, finchè il paſſaggio, per . Tra le cauſe di queſto male ſi può met
cui ella penetra nel petto, venendo a chiu ter il freddo, le ferite, gli ſpini che ſi fer
derſi intieramente, produce un ſoffocamen mano nelle amigdali, l'acqua fredda che ſi
to, che dà la morte all'ammalato. Queſto beve, l'intemperanza nel bere e nel man
male ſi getta talvolta con gran preſtezza nei giare, oltre le rie qualità dell'aria, che ſi
polmoni, e fa terminar di vivere: la feb reſpira . (ARETEo, raci cºivv radar, Li
bre è lenta, mediocre, ( uangzos ) e non bro I, cap. 7.) - - - -

cede sì facilmente. - -
Alla dottrina precedente ſulla ſchinanzia
Quando l'eſito del male dev'eſſer felice, quella unirò di Celio Areliano, il quale ci
ſi formano degli abſceſſi quà e là o eſterior ragguaglia, che fu aſſegnato a queſto male
mente attorno gli orecchi, o interiormente il nome di lycanche o di cycanche, per la ra
nelle amigdali ; ſe la ſuppurazione ſi fa a " che fa gridar come i cani o come i
oco a poco ſenza dolor alcuno violento, può upi. Haſſi però ad oſſervare , che Areteo
'ammalato ricuperar la ſua ſalute, benchè diſtingue la cynanche dalla ſynanche, benchè
non ſenza difficoltà e pericolo: ma ſe il tu Celio Aureliano tutte due le comprenda ſot
more è groſſo, e che tenda ad una pronta to quello di ſynanche. -

ſuppurazione, quando l'abſceſſo è giunto a Han ciò di particolare queſti due Autori,
maturità , reſta improviſamente ſoffocato l' che nel deſcrivere con ogni eſattezza e ve
infermo. Ecco la forma della cynanche. ridicità queſte male infermità ſorpaſſano tutti
Nella cynanche, le parti ſopreccennate, gli altri Autori: e a queſto fine mi ſono meſſo
divengono pallide e ſmunte, gli occhi in a darne quì di ambedue le deſcrizioni, accioc
caſſati, la faringe ( e vºg , cioè la parte chè rifondano luce e validità l'una ſull'altra.
- - - “ Una
º - , r. - - - - a
Ia] L'Autor intende di provar che ti # di queſta ſeconda ſpezie riſiede nell'aria che ſi -

reſpira : ma poichè
è già evidente la falſità di queſto ſe imento, non mi fermerò a darne and più lunga eſpoſizione.
- ,
-
6 ANG ANG
Una delle ſpezie di ſynanche non è da un rior della gola, diſtillante per ordinario dal
tumor apparente accompagnata , nell'altra capo. Ma queſta definizione è imperfetta,
queſto è viſibile; una inveiſce al didentro, perchè ogni fluſſo d'umore proviene dall'eſ
e l'altra al difuori della bocca, contra la fuſion abbondante d'un fluido; laddove nelle
parte interna od eſterna, deſtra o ſiniſtra, o perſone, attaccate dalla ſynanche ſcorgeſi, per
tutte due in un tempo. Alcuni , ſiccome vero dir, un tumore, ma non ſi vede queſta
Valens nel ſuo terzo Libro delle Cure, le grande effuſion d'umori, quando col premerlo
hanno diſtinte con vari nomi. Neſſun nome non vi ſi dia eecaſione. -

però ſi diede a quella ſpezie che non va ac La ſynanche io la definiſco con la ſcort
compagnata da un tumor apparente: ma ſi di Sorano una difficoltà d'inghiottire, e una
chiama cynanche quella che genera un tumor gagliarda ſoffocazione prodotta dalla gonfiez
viſibile, quando ſi avventa contra i due lati za ſtraordinaria della faringe o delle parti
interni della faringe : toglie queſta il reſpi che ſervono all'inghiottire. -

ro, la voce, e fa ſpuntar fuori gli occhi, Nella moſtra definizione uniamo la vio
non altrimenti come ſpeſſo oſſerviamo nei lenza della ſoffocazione con la difficoltà d'
cani, i quali per troppa ingordigia adden inghiottire, per diſtinguere queſto male dal
tando un pezzo di carne, cui non poſſono tumor delle amigdali e dell'ugola ; poichè
inghiottire, nè reſtituire, per eſſerſi ferma là dove è la ſynanche, è neceſſario che le
ta nel lor eſofago, ſtanno per ſoffocarſi. Ma parti di cui abbiamo poco fa parlato, ſian
i" queſto morbo ſi lancia in un lato gonfie, ma da queſto non ſegue che abbiaſi
olo, lo chiamano paracynanche. Se la parte a dar il nome di ſynanche a tutti i mali ac
eſterna dei due lati è da un tumor ingom compagnati dal ſuddetto tumore : perocchè
brata, gli danno il nome d'hyanche, che è uelli che ſono incommodati dalla difficoltà
derivato dalla parola e, porco, e dal verbo 'inghiottire in un grado mediocre, non pa
ºrxº, ſtrozzare, per la ragion che il collo re che ſiano giunti al periodo della ſynan
dei porchi è aſſai ſoggetto a queſte gonfiez che, mentre l'eſſenza di queſto male conſi
2e, le quali dai Greci ſi dicono hyai, 5a. ſte, per quanto pretendono, nella groſſezza
Se il tumor è nella parte interna ed eſterna del tumore, la quale diſtingue ancora la ſof
di ambi i lati, diceſi propriamente ſynanche, focazion prodotta da queſto male, da quella
e ſe non è che da un lato paraſynanche. Poi che viene da cauſe eſterne, poichè in queſto
co importa però ad ogn'una di queſte ſpezie ultimo caſo v'è bensì una ſubita e violenta
aſſegnar il loro nome particolare. ſoffocazione, ma non ha per cauſa produ
Fra le cauſe antecedenti di queſto male cente un tumore. CELIo Aureliano. Acut.
alcune ſono occulte, altre apparenti e com Morb. Lib. III. cap. 1. -

muni agli altri mali: la principale però è un Li ſintomi che tormentano l'ammalato
Vomito violento e penoſo, dopo di aver pre nella ſynanche ſono primieramente dei dolori
ſo un alimento cattivo. - ſenza ſaperne la cauſa, la difficoltà di mo
Nel numero di queſte cauſe ſi può metter vere il collo, e la gola, una gran ſaliva
ancora l'ubbriachezza, le pozioni d'acqua zione ſenza che appariſca tumore, un dolor
di neve, e un grido acuto continuato ſull' peſante, e l'aſprezza ſenſibile del fondo del
iſteſſo tuono, che dai Greci ſi chiama mo la bocca, la difficoltà d'inghiottire, il fluido
motomon . Può ancor procedere da un catar ordinario che ſi coacerva nella bocca, la dif
ro, da un cibo acre, non eſſendovi avvez ficoltà di reſpirare, quaſi ne foſſe l'oſtacolo
zo, da un rimedio calido, e potente preſo la quantità d'umori. -
interiormente, da una doſe troppo grande di Col creſcer del male, la parte diventa
elleboro, e in qualche donna dalla ſoppreſ roſſa e ſi gonfia viſibilmente: finalmente la
ſion de meſtrui. Gli uomini vi ſon più delle faringe, l'ugola, le parti circoſtanti alla lin
donne ſoggetti, li giovini come pur quelli gua, e la parte ſuperior della gola ſi alzano
di mezza età, più che i ragazzi ed i vecchi. per il tumore eſtremamente, e ſegue ſubito
Aſclepiade nel ſecondo ſuo Libro dei Com la difficoltà d'inghiottire quando ſi prende
mentari intorno gli Aforismi d' Ippocrate, in bocca , ſenza far conto della ſoffocazio
definì la ſynanche un fluſſo d'umori od una ne, la quale incalza a proporſion del tumo
irrigazion della faringe o della parte ſupe re; e non mettendo la difficoltà dire"
e la
ANG - A NG
e la nauſea. Aprendo il malato la bocca, ſi è ſalutare nel declinamento; perocchè nel
ſente nella lingua, toccandola con un dito, primo caſo indica una violente ſoffocazione,
una violente tenſione. e nel ſecondo un alleviamento. Creſceral
Poichè il male è giunto al periodo più volta il male a un ſegno, che fa rattrapar
rande, gonfiaſi il volto e il collo, la bocca i nervi nella faringe, nella gola e nel men
ell'ammalato getta un umor viſcoſo, ſpun to; e allora è un morbo acuto e violento,
tano gli occhi dalla teſta, e s'infiammano, che ſpeſſo è coſtante; ma qualche volta in
e gonfie appariſcono le vene del volto. termittente. CELIo Aureliano, Acut. Morb.
Se il malato va peggiorando, ſi slunga la Lib. III, c. 2.) Vedi Strittura.
lingua fuor della bocca, gli ſi inaridiſcon le La ſchinanzia ſenza gonfierza apparente
fauci, ſente un freddo i gli congela le nel collo o nella faringe che l'accompagni,
articolazioni ; il di lui polſo è frequente e ma con gagliardo ſoffocamento, e difficoltà
agitato; ſe ſi getta ſul letto, ſta molto in di reſpirare, cagiona la morte all'ammalato
cômmodo, ſpezialmente ripoſando colla ſchie il primo o il terzo giorno. IppocaATE,
na abbaſſo, o alla banda, vorrebbe ſempre Coac. Prenot. e r
aſſiderſi, e le parole ch'egli, pronuncia con Quella che è accompagnata come la pri
gran fatica, ſono confuſe e inarticolate. ma dalla ſoffocazione e i" difficoltà di re
Se il male è da morire, il volto dell'am ſpirare, dalla gonfiezza e roſſezza della fa
malato, a miſura ch'ei va mancando, di ringe, è aſſai pericoloſa, ma non minaccia
venta livido, e va ammutolindoſi. Nelle ſcosì toſto la morte, quando la roſſezza è
fauci e nel petto ſi ſente unanſamento; ri ben grande. IPPocRATE, Preditt.
getta l'infermo tutto ciò prende di liquido, Se viene nel tempo iſteſſo una gran roſ
e ſi debilita di botto il ſuo polſo, il che fu ſezza nella faringe, nel collo e nel petto,
denominato dai Greci agevoti fa. Alcuni ab il caſo è men pericoloſo, per lo più ſi ricu
bajano come i cani, altri gettano della ſchiu pera la ſua ſalute, purchè la roſſezza non
ma per la bocca, e a queſti ſintomi ſegue ſpariſca all'improviſo. Id. Coac. Pranot.
neceſſariamente la morte. - -
Ma ſe il rumore ſvaniſce colla roſſezza
Quando che in queſto male non appari ſenz'al di fuori verun abſceſſo, e ſenza ſput
ſce gonfiezza, il cello ſi allunga, diventa tar niente di marcia; o ſe queſto non ven
igido e infleſſibile, s'incurva il volto e gli ga nei giorni critici, il male imperverſa; e
occhi, ſi ſtende la fronte, il color della fac
cia è di piombo, ed il reſpiro ſi fa con gran i"èv'èdarſipiùche marciſcano li polmoni; laon
certezza di guariggione, quando
pena: ma come ho detto quì ſopra, non ſi al di fuori ſi sfoga la roſſezza e l'abſceſſo.
diſcopre nè tumor nè infiammazione nelle Id. ibid. -
parti interne od eſterne; l'infermo va in Allorchè la reſipola ſi traſpianta dalle parti
debolezza e in ſincope, e quì gli viene una interne all'eſterne, ottimo è queſto ſintomo;
gagliarda ſoffocazione, e poi la morte. º quando ſuccede il contrario, egli è fata
D'intorno al collo ed al petto formandoſi le . Eſſa ſi rintana al di dentro, quando
una reſipola e continuando , queſto per or ſvanita la roſſezza, reſta oppreſſo il petto,
dinario è buon pronoſtico, ſignificando che e creſciuta la difficoltà di reſpirare. Id. ibid.
gli umori ſi partono dalle parti interne ver Quando la ſchinanzia travaglia i polmoni,
ſo la ſuperfizie del corpo. Ma ſe la reſpo ſi muore per ordinario prima del ſettimo
la eludendo tutti gli aiuti della Medicina giorno: ma ſe prolunga il malato, prorom
ſpariſce ad un tratto, allora è un cattivo pe in una ſuppurazion di polmoni, purchè
ſegno, poichè gli umori dalla ſuperfizie paſ non ſiaſi ſgravato di molta flemma. Id. ibid.
ſano al centro. Se non ſi vede a comparir Se la violenza del ſoffocamento coſtringe
neſſuna reſpola finchè la malattia è in que il malato a ſcaricar tutto in un tempo gli
ſto ſtato, o che non ſi moſtri al di fuori, o eſcrementi, il caſo è diſperato. Id. ibid.
non preceda od accompagni il male, queſto Nella ſchinanzia, ſe gli ſputi ſon ſecchi,
non convien prenderlo che per un cattivo trégnpa, fiſſi e viſcoſi, e che le fauci non
pronoſtico. - - - -
ſiano gonfie, e un cattivo preſagio. Id. ibid.
L'abbondanza d'umori o la viſcoſità della Così pur ſe la lingua ſi ſgonfia ſenza cali
ſaliva è funeſta nel più forte del male, ma da ſufficiente. Egli è pur ſegno di morte,
quando
A NG ANG
duando
Id. ibid.ceſſano
Y-
li dolori ſenza ſaperne la cauſa,i fauces, la gola, ſeguita da un dolor violen
- . - -

to, dalla gonfiezza, dalla roſſezza, dalla dif


Abbaſtanza non ſi può ſcolpirſi nella me ficoltà di reſpirare e d'inghiottire, e dalla feb
moria l' ultima parte di queſti pronoſtici, bre. Eſſa proviene da una ſtagnazion del ſan
perchè ſi può applicarli ad ogni ſorte d'in gue, o da una ſeroſità acre e viſcoſa nei vaſi
fiammazioni interne. Quando ceſſano li do anguiferi o linfatici, e non è mai ſenza
lori all'improviſo ſenza una cauſa ſufficien pericolo. - - - - -

te, queſto vuol dir che principia a farſi la Egli è neceſſario, per pronunciar su que
mortificazione. - ſto male, conſiderar prima di tutto le parti,
Se l'ammalato, cui travaglia la ſchinan dov' ei ſi poſa, le quali ſono principalmente
zia, non rende una ſaliva che ſia ben dige la faringe, e laringe, colle parti ad eſſe
rita, il caſo è diſperato. IPPocRATE, Coat. contigue. Queſte parti ne contengono molte
Prenot. - altre di un uſo grande, e di un ſentimento
Nella ſchinanzia i mali di teſta con feb viviſſimo, ſiccome la radice della lingua
bre, ſenza diminuzione alcuna dei ſintomi coll'oſſo hyoide, le retro-narici che ſi apro
della ſchinanzia, ſono di un cattivo preſa no nella bocca, il principio dell'eſofago, i
gio. Id. ibid. . . . . . . muſcoli della faringe coi muſcoli interni ed
Non è men funeſto, quando ſente il ma eſterni della laringe, ſenza contar le glan
lato dei dolori nelle gambe, ſeguiti da feb dule grandi e le piccole, le amigdali, i mu
bre, perſiſtendo il rigor dei ſintomi partico ſcoli che ſervono al movimento della maſcel
lari. Id. ibid. -
la, li piccoli vaſi ſanguigni e linfatici, coi
I dolori negl'ipocondri, che accompagna piccoli rami dei nervi. , -

no la ſchinanzia, e che finiſcono ſenza criſi La ſchinanzia è più o men pericoloſa ſe


regolare, laſciando una gran fiacchezza, e condo le parti affette dall'infiammazione, e
un rattrapamento, divengono funeſti qualorſe le danno vari nomi. E' già gran tempo
vi ſi penſa meno, benchè paja che ſtia me che ſi diviſe queſto morbo in interno, ed
glio l'infermo. Id. ibid. - eſterno; il primo ha la ſua ſede nelle mem
Nella ſchinanzia ſe la gonfiezza delle parti brane nervoſe, e muſcoloſe interne della la
va ſcemando ſenza neſſun buon ſegno, e che ringe o della faringe; e queſto non ſi paleſa
il dolore ſi concentri nel petto e nel baſſo con neſſun tumor o infiammazion eſterna
ventre, colla tenſion della parte dov'eſſo ſi del collo o del volto ; ma ſenteſi interna
va a fermare, ſopragiunge una diarrea Puru mente un calor cocente, accompagnato da
una febbre acuta ; e ſe il caſo è periglioſo,
lenta, altrimenti il mal non finiſce. Id. ibid.
Tutti i dolori, quando non ſi paleſano non ſolo dalla difficoltà d'inghiottire, ma
eſteriormente, funeſto rendono il fine della per fin di reſpirare, e l'ammalato è in un
ſchinanzia. Paſſano talvolta alle gambe, di pericolo preſentiſſimo. - -

vengon cronici, e vi vuol molto innanzi che La ſchinanzia eſterna è molto più appa
i" una ſuppurazione. Id. ibid. rente, tiranneggiando principalmente li mu
Nella ſchinanzia, gli ſputi viſcoſi, fiſſi, ſcoli eſterni, e le parti glanduloſe, le amig
bianchicci, e che con pena ſi ſcaricano, ſo dali colla radice della lingua e dell'ugola, ed
no peſſimi, nulla meno di quelli che mo ſè di aſſai più facile dell'altra da guarire. -
ſtrano una concorion imperfetta. In un tal Se noi conſideriamo più partitamente que
caſo, la quantità di ſeceſſi riducono l'amma ſto male, in ordine alle parti affette, vedre
lato alla paraplegia, ed alla morte. Id. ibid. mo che il più terribile e pericoloſo di tutti è
Se gli ſputi , che produce la ſchinanzia, quello che ſi forma nei muſcoli interni del
ſono ſecchi, drégnea, fiſſi e viſcoſi; ſe ſono la laringe, e ch'eſteriormente non ſi mani
frequenti, e che cagionino la toſſe e un dolor feſta nè colla roſſezza nè con verunaltroſin
di fianco, queſto è un cattivo ſegno. Se l' tomo all'intorno del collo, e della ſtrozza,
ammalato non può bere ſenza difficoltà, e che quantunque l'ammalato ſia tormentato da un
rivochi quanto ha inghiottito colla toſſe, il gran calore e dolore interno. La contrazion
caſo è pericoloſo, Id. ibid. -
dell'orifizio della trachea-arteria fa che non
La ſchinanzia è un infiammazion delle ſolo ei perda la voce, ma che rifiati con
parti che corrono ſotto il nome generico di Pena, e che talvolta perda affatto il feſpiro;
-
il che
ANG - A NG 9
il che nello ſpazio di 24 ore, o in capo ai Si devono pur diſtinguere tutte queſte ſpe
tre giorni, ſe ſi ammettono le oſſervazioni, zie di ſchinanzie dagli altri mali delle fauci.
tronca la vita all'ammalato. Li Greci a que E quì non ſi confonda la vera ſchinanzia
ſta ſchinanzia danno il nome di Cynanche. ſecca coll'infiammazion viſcoſa della bocca
Quella ch eſſi chiamano Srnanche, oltrag e dell'eſofago, che chiamaſi communemen
gia i muſcoli interni della faringe . Queſta te prunella alba, perocchè nell'ultima, tut
come la precedente non ha tumor nè roſ-. ta la region della faringe non che la lingua
ſezza eſterna od apparente, ma è bensì ſe ſono coperte d'una bianca mucoſità, la lin
guita da una gran difficoltà d'inghiottire, e gua è ripiena di ſcrepoli, e ſi eſperimenta
di reſpirare; perocchè l'ammalato con sfor un calor cocente, che ſi dilata fino al dia
zi rende per il naſo, ciò che gli ſi dà per framma . Ciò ſuccede ſpeſſiſſimo nelle feb
bocca. Quando il tumore, e la roſſezza ſi bri maligne, ed è per ordinario un ſintomo
rendono ſenſibili alla viſta e al tatto, l'in dei più maligni; perocchè denota un in
fiammazion che ha la ſua ſede nei muſcoli fiammazion di ſtomaco e di eſofago . Non
eſterni della faringe, chiamaſi dagli Antichi ogni infiammazion della ſtrozza è una ſchi
paraſymanche, e quella che affetta i muſcoli nanzia : non ſi dà queſto nome ſe non a
della laringe paracynanche. s quella che è accompagnata dalla difficoltà di
I Medici prattici dividono parimenti la reſpirare e d'inghiottire. Ed ecco perchè vi
ſchinanzia in vera o perfetta, e in falſa. ſia una sì gran differenza tra la ſchinanzia
La vera proviene dalla ſtagnazion del ſan e una lieve infiammazion del collo e delle
gue, e la falſa da un ammaſſo infiammato l" interne della ſtrozza accompagnata dal
rio di ſeroſità nelle parti interne della gola a gonfiezza e dal dolor delle glandule, la
e del collo. La vera ſchinanzia è un mor quale ſi getta per ordinario nelle perſone
bo acuto mai ſempre accompagnato dal ri ſcorbutiche, e in quelle che ſono affette dal
brezzo e dalla febbre, ma l'altra è piutto morbo venereo, e la quale va ſempre unita
ſto accompagnata dalla febbre catarroſa che coll'eroſion, quando divien oſtinata. Deeſi
d lla febbre acuta. Nella ſchinanzia perfet pur anco, diſtinguere la vera ſchinanzia in
ta ſi ſente non ſolo un dolor cocente , ed terna dagli ſpaſimi, a cui ſono ſoggette or
acuto attorno le parti interne della ſtrozza, dinariamente le perſone iſteriche e ippocon
ma la lingua è altresì gonfia dal ſangue, e driache, li quali raccorciano il volto, e pro
di un roſſo oſcuro; il volto è infiammato, ducono una difficoltà di reſpirare , e d'in
e violento il battimento delle arterie tem ghiottire. Vengono queſti ſintomi ſenza feb
porali. Ella è ſovente accompagnata dal mal bre, preſto ſi partono, e cedono facilmente
di teſta, dal ſopore e dall'addormentimento a rimedi. La ſchinanzia è pur differente
dei ſenſi, e talvolta dal deliquio. Se creſce dalle puſtule ardenti e afflittive, che infe
il male, ſtenta il malato a reſpirare, dà in ſiano la lingua, e che ſi chiamano afie ;
grandi ſmanie, non può dormire, e un fred perocchè non affettano che certe parti; ven
do gelo va ſerpeggiando per le ſtremità del gono accompagnate da dolor e da roſſezza,
corpo. Queſto caſo è aſſai pericoloſo, e vuo e non cagionano sì di frequente la febbre
le un pronto rimedio. Ma nella ſchinanzia come la ſchinanzia. -

falſa, del tutto mancano alcuni di queſti ſin Adunque la cauſa immediata della ſchi
tomi, altri ſono più miti, e non v'è tan nanzia è una ſtagnazion del ſangue, e un
to pericolo per l'ammalato, come ſi " ammaſſamento infiammatorio di ſeroſità nel
da debitamente nella cura. Di più, ſi può le parti interne della gola, alla produzion
ancora dividere la ſchinanzia in calda, o della quale molte coſe poſſono contribuire;
ſecca, e in umida. L'origine della prima è perocchè ſi vede dalle oſſervazioni già fat.
nel ſangue, e l'accompagna una febbre acu te, ch'eſſa ſpeſſo ſi forma dopo la ſoppreſ
ta, ſiccome la ſchinanzia vera. La ſeconda ſion di un'evacuazione ſpontanea di ſangue
è più cronica, ed è ſeguita dalla febbre ca per le narici, per la vagina e per le vene
tarroſa, e queſta ſi getta per ordinario nelle emorroidali, o per quella dei lochi, quallor
perſone cachettiche e ſcorbutiche, e copre ſi traſcurino le ſolite evacuazioni artifiziali,
la lingua e la faringe d'una fiſſa e viſcoſa le ſcarificazioni, e le emiſſioni di ſangue.
mucoſità, che rende puzzolente il fiato. Non tarda a venir queſto male, quando il
Tom. III. Med, B corpo
Io ANG A NG
eorpo ſi trova in queſta diſpoſizione, dopo ſegue a qualche altro male in qualità di ſin
un agitazion ſtraordinaria del ſangue, dall' tomo, come frequentemente nella diarrea e
uſo ecceſſivo dei liquori ſpiritoſi, da un vio nella diſſenteria, maſſime fermandone il fluſ
lente eſercizio , e dal parlar troppo forte, ſo ſenza propoſito; del che abbiamo un me
maſſime in un'aria fredda . Ho ancor ve morando eſempio in Ildano, Cent. III. Ob
duto produrſi una ſchinanzia da un violente ſerv. 27. Lo ſteſſo ſuccede , reſpingendo al
ſudorifico per eſſerſi troppo preſto eſpoſto al didentro fuor. di tempo una reſipola, o fa
freddo, dopo di averlo preſo; o da un liquor cendo mal uſo dei topici nella gotta . La
freddo preſo d'un ſol ſorſo nel ſortir d'un ſchinanzia è ſpeſſo un effetto del vajuolo, e
bagno aſſai caldo, ma che fu in poco tem delle febbri maligne e peſtilenziali. Leggia
po diſſipata per via di rimedi interni, ed mo nelle Oſſervazioni Anatomico-prattiche
eſterni. La ſchinanzia è pur ſpeſſo un effetto intorno la malattia chiamata Febbre d'Un
dell'uſo delle coſe acri che irritano, e che garia, che queſta ſi cangia per ordinario in
reſtringono con troppa forza le fibre e li vaſi infiammazion delle meningi e della gola, la
della faringe o della laringe. uale ſi ſtende fino allo ſtomaco ed all'eſo
Sappiamo per eſperienza eſſerſi fovente ago e ammazza l'infermo; ma queſta ſchi
generata queſta crudel infiammazione per nanzia ſintomatica procede il più delle vol
aver abitato e dormito in camere di freſco te dalla coſtipazion oſtinata, dalla mancan
imbianchite di calce, e toccò a me veder za di traſpirazione, o da una materia acre
morirne molti fanciulli. Non v'è chi non se cauſtica , che ſenza ragione faſſi rientrar
ſappia aver li cauſtici una qualità capace a nel corpo . Quando epidemico è il male,
produr ſomigliante infiammazione . L'elle deveſi attribuirlo a qualche ria qualità dell'
boro bianco infra i catartici opera per una aria, la quale in queſti incontri tien qual
proprietà particolare ſulla gola, e produce un che grado di malignità. Ciò ſpeſſo ſuccede
ſoffocamento. Si sa che il mercurio, maſſi nella primavera e nell'autunno, quando l'
me preparato male, incommcda e infiam aria fu per lungo tempo piovoſa e umida,
ma la gola. Oſſervarono i Medici che l'uſo come l'oſſervò Ippocrate, Sect. III. Aph. 16.
del Solanum furioſum, non che la morſica 2o. 22. e come Bartholini ne fece di per sè
tura d'un cane arrabbiato, producono lo ſteſ l'eſperienza, Cent. I. Obſ. 81. Queſto male
ſo effetto. Li vapori che ſi ſollevano dalle invade per ordinario quel che reſpirano un s
mine d'arſenico e di mercurio , come pur aria pregna di emanazioni della natura d'un
li vapori degli ſpiriti minerali poſſono, at ſal acre e ſottile, che le furono communi
traendoli col fiatare, originar il detto mor cate da una quantità d'inſetti, e ſopra tut
bo; perocchè le parti più tenui e più pene to al tramontar del Sole: per queſto appun
tranti di queſte ſoſtanze inſinuandoſi profon to la ſchinanzia è frequentimi in Roma,
damente nei muſcoli che muovono le car dove ella fa talvolta lo ſteſſo ſterminio che
tilaggini della laringe, irritando le membra la peſte, come ce ne aſſicura Hollerio nella
ne nervoſe, e interponendoſi al paſſaggio del ſua Medicina-Prattica, Lib. I. cap. 23.
ſangue eccitano un tumor infiammatorio con La ſchinanzia è molto pericoloſa, non ſo
pulſazione e dolor pungente, che ſpeſſo di lo a motivo della febbre che l'accompagna,
vien fatale. - - e ch'è per lo più acuta, ma eviardio per
Non ſi può dubitar che la ſola inerenza il pericolo di ſoffocarſi che corre il malato.
di queſti tali corpicciuoli acuminati, e ta La ſchinanzia vera interna ed occulta è la
glienti in coteſte parti non ſia più che ſuf più pericoloſa, ſiccome l'abbiamo detto quì
ficiente a produr queſto male , dappoi che ſopra, e di queſta parla appunto Ippocrate,
vediamo gli effetti, cui un piccioliſſimo ſpi Praedict. Lib. III. cap. 8. , La ſchinanzia,
no di peſce può cagionare, qualor ſi fermi , dice queſto Autore, è un morbo terribi
nella gola, È quali ſono ſovente di queſte , le, che cagiona preſto la morte, quando
tali infiammazioni . Su queſto propoſito ſi , quella non ſi manifeſta nè ſopra il collo
legge un oſſervazione ſingolare in Ildano. , nè nella faringe , perocchè ſoffoca l'am
Cent. III. Obſ. 42. - - , malato il primo giorno.” Grandiſſimo è
La ſchinanzia proviene naturalmente da il pericolo della ſoffocazione, quando il mu
qualcheduna delle dette cauſe, ma ſpeſſo ſuſ ſcolo thyroaritenoideo, che ſerve a chiuderla
larin
- - -
- -

A NG A NG I I
laringe, è affetto. La ſchinanzia ſintomati applicheranno altresì i"
il ſuo temperamento, e poi purgarlo.
purgarlo. Se
Se ggli
ca ha pure un gran riſchio; perocchè debi le ventoſe diretta
litata la natura dal primo male non ha più mente ſotto del mento, e attorno alla ſtroz
forze da sbrigarſene, e da ſcacciar la mate za, per richiamar gli umori che cauſano la
ria morbifica, che è la cauſa di queſta ſchi ſoffocazione: Umidi voglionſili fomenti, pe.
nanzia. Egli è pure un peſſimo ſegno, quan rocchè quelli che ſono ſecchi rendono più
do li ſintomi in vece di retrocedere incalza malagevole la refpirazione; e a queſto fine
no, ſparito all'improviſo il tumore eſterno; ſi applicheran delle ſpugne da doverſi tuffar
perocchè in queſto caſo la materia morbifica ſpeſſo nell'olio caldo anzi che nell'acqua:
abbandona le parti eſterne, e va verſo il cere Si può ancora a tal effetto far buon uſo di
bro, dov'eccita la freneſia, e le convulſio facchetti ripieni di ſale, da dover innanzi
ni, o verſo il polmone, dove produce una riſcaldare. Gioverà eviandio che l'ammala
peripneumonia, la quale ſecondo Ippocrate to ſi gargareſi con un decotto d'iſſopo, di
Sect. V. Aph. Io non termina che colla mor menta, o di aſſenzio, e anche di ſemo
te. Quando la ſoffoccazion diminuſce, e che la o di fighi ſecchi nell'idromele, e che ſi
il tumore, il dolore e la roſſezza paſſano alle unga il palato con del fiele di bue o con una
parti eſterne, e vanno ſcemando gradata compoſizione , che ne riceve il nome dalle
mente, queſto è un ſegno buoniſſimo ; lad more. Si può pur ſovraporvi del pepe polve
dove ſuccedendo il contrario, il morbo fi rizzato, che produrrà un ottimo effetto.
niſce colla morte, o degenera in abſceſſo, Se queſti rimedi non rendono l'effetto de
che lo rende incertiſſimo, ſecondo Foreſto, ſiderato, non v'è altro rimedio che far del
Lib. XV. Obſ. 24. ſe la marcia allaga i bron le profonde ſearificazioni ſulla maſcella all'
chi e li polmoni. La ſchiuma della bocca, intorno del collo; o nel palato attorno l'u
la gonfiezza della lingua, il ſuo color ne gola, e di aprir le vene che ſono ſotto la
ro come nelle petecchie , il freddo che oc lingua, per dar paſſaggio agli umori che oc
cupa le ſtremità, una ſmania non ordina caſionavano " male.
ria, il ritiramento degl'ipocondri, un polſo Se l'ammalato non ne ſente ſollievo, que
duro , intermittente e convulſivo ſono gli ſto ſignifica che l'eſito ne ſarà funeſto: ma
annunzi della morte, quando il male è di ſe lo ſtato ſuo gli permette di bere, e man
tai ſorte da ridur l'ammalato a queſto paſſo. giare, non ſarà difficile ch'ei ſi rifani . La
natura può pur preſtargli il ſuo braccio, pur
Cura della Schinanzia. chè il male paſſi dalle parti più ſtrette a quel
le che hanno più di eſtenſione. Quindi ſe il
Il metodo cui conſiglia di ſeguir Ippocrate tumore, o la roſſezza ſi manifeſtano all'in
nella cura di queſto morbo conſiſte in ſalaſ torno degl'ipocondri, ſi può ſtar ſicuro, che
far l'ammalato da ambe le braccia, in aprir preſto ſi vederà la fine della malattia.
le vene che ſono ſotto la lingua, e fargli Ma per qualunque mezzo ſi trovi ſolle
prendere delle bevande capaci di ſciogliergli vato l'infermo, non dovrà prender dappri
umori, in dargli dei gargarismi caldi, in ma che degli alimenti liquidi, e maſſime
evacuar una parte degli umori con una co dell'idromele, e potrà uſar in appreſſo de
pioſa ſalivazione, e in radere il capo. Si gli alimenti ſolidi , che non ſiano di una
può ancora, in quanto a lui, applicar un natura acre, finchè ſiaſi rimeſſo nello ſtato
ceroto ſul capo, e ſul collo, ſovraponendo ſuo naturale - -

vi della lana; fomentando eviandio le parti Ella è opinione commune, che mangian
eſterne con ſpugne morbide, e pregne d'ac do una giovine rondinella, ſi è ſicuro quell'
qua calda. La bevanda dell'ammalato ſarà anno di non aver ſchinanzie. Si vuol anco
acqua e idromele riſcaldati, o crema di de ra che conſervandola nel ſale, bruciata, ri
cozion d'orzo, quando dalla criſi ſi crede dotta in polvere e meſſa nell'idromele, fac
che ſia paſſato il pericolo - De ratione vicius cia ella gran bene agli ammalati che me la
in acutis. -
bevono. Parvemi a propoſito riferir quì que
In due ſpezie di ſchinanzia ſi vuol ſalaſ ſto rimedio, benchè non ſe ne veda menzio
far l'ammalato, quando il permettano le di ne negli Autori, che hanno ſcritto intorno
lui forze, quando anche non foſſe ſanguigno la Medicina, perchè è in qualche ſtima,
- - B 2. per
12 A NG ANG -

perchè è facile, e che non produce neſſun derà della lana bagnata nell'acqua commu
effetto cattivo. CELso, Lib. IV, cap. 4. - ne, laſciandola imbever di vino, e d'olio
Ecco quì il metodo, ſecondo Areteo, da d'oliva ancor verde. Si uſeranno altresì dei
pratticar nella cura della ſynanche accompa cataplasmi della ſteſſa natura fatti con dei
gnata dalla gonfiezza della gola. Vuol egli datteri peſti con vino e fiori di roſe, e ac
che lo ſi metta ſubito in uſo, perchè eſſen ciocchè aver poſſano una conſiſtenza conve
do queſto male acutiſſimo, priva preſto di niente, cioè eſſere molli e viſcoſi , ſi farà
vita l'ammalato. - - -
entrar nella loro compoſizione della farina
Se la malattia proviene da un ecceſſo nel d'orzo, dei ſemi di lino, del miele, e dell'
bere e nel mangiare, ſi darà uno o due la olio. - -

vativi all'ammalato: il primo dev'eſſer com Se l'infiammazion tende a ſuppurazione,


poſto ſecondo il ſolito, per non eſſere deſti ſi uſeranno dei topici caldi, come nelle al
nato che a ſcacciar gli eſcrementi: ma ſic tre ſpezie di ſchinanzie, adoperando della fa
come il fine del ſecondo è di ſcacciar una arina di fieno greco che ſi meſcolerà con del
parte degli umori delle amigdali e del pet l'incenſo, uova, e della reſina, aggiungen
to, queſto non dev'eſſer ſemplice, ma fatto do degli apici di puleggio di monte. Vi ſi
d'un decotto di centaurea , d'iſſopo, d'aſ uniranno dei fomenti caldi, per via di ſpu
fenzio, di calamina, e di ariſtolochia. Vi gne bagnate in un decotto di ſemi di al
ſi aggiungerà del miele e una doſe gagliar loro e d'iſſopo. Lo ſterco di cane e di co
da di nitro ; perocchè queſte droghe eſtru lombo crivellato e applicato ſulla parte, ma
don le flemme, - tura la ſuppurazione. Si preparino le ſue be
Quando anche ſobriamente ſia viſſuto il vande coll'idromele , e col decotto di len
paziente, non per queſto ſi deſiſterà di trare ticchie, d'iſſopo, di roſe , di datteri, o di
gli ſangue dal braccio, facendo l'apertura tutte queſte coſe in uno. Gli ſi ungerà pa
più grande che ſia poſſibile, acciocchè il fan rimenti la bocca fino alla faringe, o con ri
gue poſſa ſortir con impeto, e in abbondan medi ſemplici, ſiccome il ſugo di more, e di
za, perocchè non ſi può dubitar che il ca melagranate, peſte nell'acqua o in un decot
lore, il ſoffºcameto, e tutti i ſintomi non to di datteri ; o con delle compoſizioni, per
diminuiſcano con queſto mezzo. Non ſarà eſempio di more, di ruta, di ſugo di mela
inopportuno cavar ſangue all'ammalato fin granate o di rondinella. Se la bocca è ulce
chè ſia per cader in ſincope; oſſervando pe rata, e che vi ſiano dell'eſcare, ſi prepare
rò che non vi cada effettivamente, mentre ranno i gargarismi con dei decotti d'iſſopo
non è mancato che degli ammalati ne ſia nell'idromele, o di fighi graſſi nell'acqua,
no morti. In queſto maezzo ſi faranno delle aggiungendovi dell'amido bagnato coll'idro
ligature al diſopra della chiavicchia del pie mele, o del decotto d'orzo o del tragus.
de, e delle ginocchia, ma ſpezialmente ſul Ma in quella ſpezie di ſchinanzia, che è
col del braccio, appreſo il cubito, e al diſ ſeguita dall'eſtenuazion delle parti, e che ſi
fopra di queſto preſſo la ſpalla. Se l'amma chiama ſinanche, convien far il poſſibile per
lato non ha pena nell'inghiottire, gli ſi da tirar fuori gli umori, e il calore, accioc.
rà dell'elaterium nell'idromele, e nel ſiero chè le parti eſterne ſi poſſano gonfiare; laon
quanto è neceſſario per purgarlo , perocchè de ſi farà sì che le imbrocazioni ſian calde,
l'elaterium è il migliore di tutti li purgatipreparandole con della ruta, dell'aneto, e
vi in queſto caſo. E' pur eſficace l'uſo del del nitro, e applicandovi ſopra i ſuddetti
ºcoron , e della moſtarda (vºro) a motivo cataplasmi. Si può applicar eziandio con tut
che han tutti due una virtù purgativa. to l'eſito un ceroto con del nitro, e della
Se l'uſo di queſti rimedi non rallenta pun moſtarda, a fine di eccitar il calore, che è
to l'infiammazione, non è miglior coſa per molto contribuente alla cura di queſti mali,
ſoccorrer l'infermo, che ſalaſſarlo dai due qualora vengono nelle parti eſterne. La gen
lati della lingua e cavargli una gran quan fiezza del collo non che il tumore garanti
tità di ſangue. Poſcia ſi bagnerà la parte ſcono l'ammalato da una peripneumonia,
infiammata con degli aſtringenti, a fine di quando queſti ſi sfogano all'eſteriore, laddove
rintuzzar un qualche poco la troppa affluen gli dan la morte, quando ſi ritirano inter
za degli umori; e a queſto effetto ſi pren namente nella ſchinanzia. -

- Quelli
s- -

AN G ANG - I3
Quelli che per timor che la ſchinanzia che, con ciò ſi proccura, ſi communica col
non foſfoghi l'infermo, fanno un inciſione le parti affette. - -

nella trachea-arteria, per facilitar il reſpiro, All'ammalato biſogna ordinar il ripoſo,


non ſanno, credº io, le conſeguenze di tal e la dieta i tre primi giorni, non che l'uſo
operazione, perocchè il calore prodotto dal di gargarismi laſſativi. Si farà pur ſulle parti
l'infiammazione aumenta per queſta inciſio eſterne alcuni fomenti con " olio caldo,
ne ; e fa più grande il pericolo la ſoffoca e di buon odore, applicandovi delle veſciche
zione, e la toſſe . Inoltre quando anche ſi mezzo ripiene della ſteſſa materia.
ſottraeſſe l'infermo da queſto pericolo, le Se l'affezion è violenta, ſi falaſſerà l'am
labbra della ferita non potrebbero unirſi nè malato prima del terzo giorno, poichè il ſa
conſolidarſi a motivo della natura cartilaggi laſſo è di ai luta neceſſità per ſollecitar il
noſa della parte. ARETEo, de Curatione Acu rilaſſo. Se non v'è gran premura, ſi può
torum, Lib. I. c. 8. - - - - ben differirlo al terzo giorno o forſe più,
Manca quì qualche coſa nelle Opere, che ſe le forze ſuſſiſtono, e allora uſarlo, ſe l'
ci reſtano di Areteo, poichè Aezio cita alcuni occaſion lo richiede.
paſſi di queſto Autore, che, più non ſi trova Far ſi devono delli fomenti ſopra il collo
no, come ſi vedrà più ſotto. e la teſta di chi fu ſalafiato prima del terzo
Intende Areteo per la parola Nitro la ſo giorno, con dell'olio caldo, e che non ab
da bianca , che è una ſpezie di ſale tutto bia cattivo odore, ſtillandone alcune goccie
diverſo dal noſtro nitro. nelle loro orecchie, e preſcrivendo l'uſo de'
- - -

Celio Aureliano ci ha conſervato la prat gargarismi : Beveranno dell' acqua calda a


tica di molti antichi Medici, del quali non piccoli ſorſi, per tema che la deglutizion,
avremmo ſenza di lui neppur idea. Rinfac e percuſſion troppo violenta non irritino le
cia a queſti con gran libertà molti errori, parti già gonfie: -

de quali non ſi vuol prender la briga di ren Se ſi ſalaſſa il malato il terzo giorno;
der ragione. Seguiva egli la ſetta metodi non ſi tralaſci di ungergli il corpo con dell'
ca, e poichè credeva che la cauſa dei mali - olio caldo che non abbia cattivo odore, e fo:
riſiedeſſe nei ſolidi, e non proveniſſero che mentargli il volto con dell'acqua calda; e ſi
dalla troppa tenſione o rilaſſazion delle lor può dargli allora qualche alimento liquido o
fibre, riduceva la maggior parte dei mali a qualche poco di pane inzuppato nell'idromele.
due ſpezie, cioè di contrazion ſtri:ium, e di Se l'ammalato non può inghiottire nien
rilaſſamento lazum: ſicchè per modo di eſem te affatto di ciò che ſe gli preſenta, baſte
pio la freneſia era, in quanto a lui, un morbo rà per conſervarlo in forze fargli caderſtilla
di contrazione, mentre dava alla diarrea il a ſtilla dell'idromele nella gola; continuan
nome di morbo di rilaſſazione. do a fargliene prender gli altri giorni fino
-

Le perſone tocche da ſchinanzia abitar alla declinazion del male. .


devono in un appartamento lucido , non Dietro il ſalaſſo uſar ſi vogliono per al
troppo vaſto , caldo e netto da qualunque quanti giorni dei cataplasmi, che gli ſi ap
odor faſtidioſo. L'aria dotata di queſte, qua plicheranno attorno il collo, oſſervando pe.
lità è di una natura laſſativa , atta a inſi rò che ſiano compoſti di coſe ſemplici, co
nuarſi nelle parti gonfie. L'ammalato ſtarà ſme di pan caldo bagnato nell'acqua, d'olio,
corcato colla pancia in su , colla teſta al o mollificato con diligenza nell'idromele, o
quanto alta, in una poſizion ſtabile, immo di fior di farina, d'orzo, di ſemi di lino,
bile e di ſuo commodo all'ammalato , per o di fieno greco. Si può tuffar le dette dro
rocchè ogni piccolo movimento è tormen ghe o ſole o unite inſieme, nell'acqua cal
toſo quando ſi ha un tumore. Si coprirà e da, nell'olio, nel miele, in un decotto od
ſi terrà caldo il collo ed il petto dell' am infuſion di radici di malva o di bismalva,
malato con della lana monda, molle al tat e poi applicarle.
- -
---
to, e non colorita, bagnata nell'olio caldo Si ſtudierà di dar ſpeſſo la muta ai cata
e di un odor gradevole, facendo, ſopra le plasmi, per timor che fermandoſi troppo a
articolazioni un leggier ſtrofinio , perocchè lungo ſulla parte contraggano qualche acri
il rilaſſo accompagnato dalla traspirazione, monia, a motivo delle corrotti -
sºli,Clic
I 4. A NG A NG
che partono dal corpo. Li ſi riſcaldino pari teri della Tebaide, le lenticchie, il mirto,
menti, aſſinchè più lungo tempo ſe ne conſervi il lentiſchio , e il maſtice, che ſi poſſono
il vapore, applicando eſteriormente dei ſac far bollire nell'idromele, o in qualcheduno
chetti pieni di cruſca bollita nell'acqua, o dei liquori ſuddetti, ogni qualvolta la qua
delle veſciche per metà ripiene d'acqua, e lità loro aſtringente vuol eſſer corretta col
d'olio caldo. Prezioſo è l'effetto che produ. meſcuglio d'un liquor emolliente . Il ſugo
cono le ſpugne, dalle quali ſiaſi in parte di rito è pur buoniſſimo, ſiccome il rime
ſpremuta l'acqua calda ſola a miſta con olio, dio detto diacodon, ſciolti nell'idromele » e
come pur i decotti fatti con piante emol bene ſpeſſo in ſoſtanza, ſe ſe ne vuol un
lienti. Le dette ſpugne vanno pur applica gere il "; Il diamoron, il diaporon, il
te ſul collo, ſulla ſtrozza e ſulle parti che diamyrrhion, i trociſchi d'Andron, lo ſphra
colla gonfiezza o infiammazion loro impe gis di Polyidas , gli antheri con del miele,
diſcono all'ammalato di poter inghiottire , e tutti i rimedi preparati con del cotogno,
ſulla bocca e ſul naſo, facendoli tirar su per o delle melagranate, delle roſe, delle ſcorze
il naſo queſti vapori , li quali con queſto di melagranate, delle gallozze, dell'agre
mezzo, penetrano ben addentro, e rilaſſano ſto, del merprun, ed altri tali, hanno l'iſteſ
il tumore. Si uſeranno altresì dei gargaris ſa virtù. - - -

mi, liquali abbiano molta correlazione coi .Quando il male è formato, ſi procederà
cataplasmi, e ſi prenderà a tal effetto dell' come fu detto quì ſopra; e oltre a queſto,
olio caldo, e che non abbia cattivo odore, ſe ſi conoſce che gli umori dal calor con
dell'acqua calda miſta con olio, come pur denſati divengono viſcoſi, e che appariſcano
dell'idromele miſto, e bollito coll'acqua, all'eſteriore, ſi doverà ſtemprarli, e levarli
del latte ſolo o miſto con miele ed acqua, con una ſpugna calda: ma ſe ſono al di
oſſervando di toglierne tutte le parti, che ſi dentro, ricorraſi al dipyreno, (iſtromento
foſſero rappreſe, per timor che ſe ve ne re per nettar la gola ) ravvolgendone la teſta
ſtaſſe qualcuna, veniſſe quella a inacidirſi per con della lana molle e ſottile; perchè ſe ſi
il calore del luogo. laſciaſſero queſti umori viſcoſi, produrebbo
Non ſi laſcierà neppur intentato un de no la ſoffocazione ... Se queſti ſono così in
cotto di cruſca, e di regolizia, di ſemi di ternati, che sfuggano alla viſta, li ſi aſſot
lino o di fieno greco, che non ſi farà venir tiglieranno gargarizzandoſi cori dell'idrome
mai fiſſo, per timor che la viſcoſa ſua te le, che ſi ſarà fatto prima bollire, per ren
nacità unita a quella degli umori non pro derlo più efficace; altri danno all'ammalato.
duca una difficoltà di reſpiro. Utile non me del decotto d'orzo miſto con un poco di ſale..
no è il decotto di bismalva , di ſebeſte di Si proſcriveranno tutti i rimedidi una na
Siria, di muſchio groſſo, di datteri, di fi tura acre ; perocchè queſti irritando il tu
ghi, e così pur quello d'alica, o di orzo. more condenſano gli umori che affluiſcono
Quando principia il male a ritrocedere , in queſta parte. s -

è aſſai giovevole il vino di Sybaris, di Cre Se il ventre non è obediente, ſi darà al


ta, o il vin, groſſo : ma in queſto caſo io l'ammalato un lavativo d'olio, e d'acqua
mi perſuado, che non ſiano a propoſito gli calda, in cui ſi metterà tal volta del mie
aſtringenti blandi, e li rimedi ioni, le; perocchè i vapori che ſi ſollevano da que
(ſymmata); perocchè non vanno uſati quei ſto decotto rilaſſano le parti gonfie che at
ſti rimedi che nel principio del male, quan torniano la ſtrozza, ſenza contar che quan
do deboli ſono già i ſintomi, e quando non do il ventre è libero, lo è pur il reſpiro,
ſi lamenta l'infermo, che di un lieve do non ſolo nella ſynanche, ma eviandio quan
lore nella ſtrozza e nell'ugola ; e Theſſalo, do ſi ſta bene ; laddove la retenzione degli
ſteſſo, non ordina il poſca che quando ſi ha eſcrementi opprime la natura, ed occaſiona
timor di una ſinanche, e non già quando per una ſpezie di compreſſione delle eſala
ella è preſente. -
zioni acri nel corpo, che irritano li tumori
Nel principio del male ſi può far uſo non e ne riempion la teſta.
ſolo del poſca, ma ancora di decotti di fie Dopo i lavativi nella declinazion del ma
voli aſtringenti, come ſono le roſe, i dat le ſono pur utili le ventoſe, e le ſcarifica
7.10Ill.:
-
,
- A NG - ANG 15
zioni: ma ſe il male va ſempre continuan ancor della parte poſteriore della teſta, delle
do coſa ſteſſa forza, le ſi applicheranno con ſpalle, e delle parti intermedie, che dai Gre
aſſai più di profitto ſul far del giorno, non ci ſi dicono " e del petto peroc
meno che gli altri rimedi che fanno cedar chè quantunque le parti che ſervono alla de
la contrazione. Allora ſi applicheranno le gluti ione ſiao le più affette, le altre parti
ventoſe ſulla parte anteriore del collo o del
dei corpo non laſciano di riſentirſene.
la ſtrozza, alla quale hanno li Greci dato Parecchi Medici non eſſendo informati del
il nome d'anthereona, come pur ſulla parte metodo curativo di quelto male, la cui ca
poſteriore del collo, e su que nervi grandi gione conſiſte, ſecondo loro, nei fluidi, non
ch'eſſi chiamano tenontes , una da ciaſcun cercano che a deſviar la meteria morbifica
lato ſotto la cavità degli orecchi, ( fui au coll'applicar delle ventoſe ora alle anguina
rium lacunis.) Queſti ſono i luoghi partico je, ora ſulla region del diaframma, ed ora
lari, ai quali ſi deve abbadare per eſaminar ſul petto, accompagnate da ſcarificazioni,
in che ſtato ſi trovi il maie. facendo poi la ſteſſa coſa ſulla ſtrozza, ſul
Se il male non ritrocede, e che per la collo e ſulle parti contigue. :
delicatezza dell'ammalato, e per il timor ch' Poſto che il male declini evidentemente,
egli ha della lancetta, pratticar non ſi poſ ſi potrà dar per nutrimento all'ammalato
ſano le ſcarificazioni, ſi applicheranno delle del pulſe, che è una ipezie di panata, delle
ſanguiſughe, dette dai Greci e a., nelle ova affogate , proſcrivendo qualunque ali
parti accennate; e ſe dopo che queſte ſi ſa imento acre , troppo condito, capace di ri
ran diſtaccate, non par baſtevole l'evacua ſcaldare, vinoſo e aſpro, e quanto potrebbe
zione, ſi applicheranno delle ventoſe ſulle irritar le parti ch: fervono alla deglutizio
loro punture, per arrivar ad un'evacuazion ne; perocchè ogni minima coſa può rimet
ſufficiente ; e oltre di queſto ſi farà uſo di ter in piedi la malattia. Si può ancora ap
fomente d'ogli, di cataplasmi, e di ba plicar ſulla parte ch'era la ſede del male,
ni idonei di vapori . Poſcia ſi appliche un ceroto preparato con dell'olio odorifero,
rà ſull'ammalato delle pitime infuſe nell' o coll'Oleum Cyprinum, o Gleuciniim, o Iri
olio con delle ſpugne pregne dell'olio me num, o Malgba rinum, ( vedi la compoſi
deſimo ; perocchè io non approvo i fo zion di queſti oli, ſotto il nome, loro pro
menti ſecchi per via di ſacchetti , perchè prio adjettivo) con della radice di malva pa
poſſono condenſare. Quando la gonfiezza è luſtre. Poi ſi ordineranno i bagni, e ſi per
ſtraordinaria , ſcarifico ancor la lingua, la metterà l'uſo del vino. CELIo, Acut. Morb.
faringe, e il palato con una lancetta ſotti Lib. III, cap. 3. - - -

le, e lunga (phlebotomus); poichè il ſangue Ippocrate tra gli Antichi nel ſuo Trattato
ch'eſce con queſto mezzo, ſgonfia alquanto de Sententiis Cnidiis, parlando del tenor di
le parti, - viver che ſi deve oſſervare nei mali acuti,
Dopo queſta ſcarificazione vengono i gar avverte, che convien ſalaſſare da ambe le
garismi, e ſi ungerà il palato, e le parti in braccia quelli che ſono dalla ſynanche attac
terne della gola, quando il male principia cati; il che non è buona maſſima, perchè
a ritrocedere, col miel bollito o con un ri un esborſo troppo grande di ſangue può ri
medio preparato con un decotto di malva dur l'ammalato in deliquio; e su queſto ri
ſilveſtre, di ſemi di fieno greco, di lino, d' Reſſo noi non caviamo ſe non tanto ſangue
amido, del miele, e dell'olio, o con degli che baſti a diminuir le contrazioni.
acini d'uva peſti con del pane, o con un Lo ſteſſo Autore vuol che ſi aprano le ve
decotto di ſemi di lino, o con del miele e me ſublinguali, il che è non ſolo inuſitato,
del vin di Cipro, in cui ſi ſia fatto bollir ma pernicioſo; perocchè accorrendo in gran
della radice di malva ſilveſtre, o veramente copia la materia verſo il paſſaggio che è per
del fior d'alica, e dei ſemi di lino, anche ſtretto, quivi ſi ferma, e riempie le
Se il male mantienſi ſempre nell' iſteſſo parti, le quali ſono allora più oppreſſe di
vigore, ſi tenteranno le ſcarificazioni non quel che foſſero prima. -

ſolo della ſtrozza o delle parti vicine delle Vuol anco che ſi faccia una ligatura at
amigdali, chiamate dai Greci anthereon , e torno il collo per far gonfiar le vene, maſ
dei gran nervi del collo detti temontes; ma ſime , quando la ſinanche non è accompa
gnata
I6 AN G. ANG
gnata da gonfienza apparente. Egli è certo queſto mezzo il fumo dell'iſſopo, del volfe
però che una tal ligatura deve aumentarla re, e del bitume che ſi farà bruciare. L'
difficoltà di reſpirare. Non è ſi facile, quan Autore prende quì uno sbaglio ; perocchè
do ſono le vene ſublinguali aperte, fermar come è mai poſſibile d'introdur queſto ſtro
ne il ſangue , non vi ſi potendo applicar mento nella gola dell'ammalato, mentre la
verun aſtringente ſenza pericolo, cd eſſendo violenza del male non gli permette di dar
impoſſibile ſupplirvi con ligature. Inoltre è paſſaggio all'aria la più ſottile? Come mai
coſttime del tumori, quando ſono aperti, ſi fa egli a credere, ch'ei poſſa reſpirar un
produr un'emorragia. denſo fumo, che ſpeſſo cagiona un ſoffoca
L'Autor ſopracitato adopera dei gargaris mento alle perſone che ſtanno bene?
mi caldi e dei fonenti, ma non ce ne dà Per lui è coſa buona ſalaſſar l'ammalato
gl'ingredienti. Vuol altresì che ſi rada la da tutte due le braccia e nelle vene ſublin
teſta all'ammalato, che la ſi fomenti conti guali, lo che abbiamo quì ſopra condannato
nuamente con delle ſpugne, e che poi la ſi come coſa pericoloſa ; perocchè non ſi può
copra con una tela incerata, e della lana. pratticar queſta operazione ſenz'apportar un
Non permette al ſuo malato che l'uſo dell' grande incommodo all'ammalato.
acqua calda e dell'idromele ; e ſul fine del Diocle pretende nel ſuo Trattato intorno
male lo nutrica di crema , ſenza ſpecificar le cauſe , e la cura delle malattie , che ſi
ne la natura ; non facendo attenzione che debba ſalaſſar le perſone ſanguigne da tutti
la declinazion del male non eſſendo che ſei i bracci, e adoprar le ſcarificazioni con
o ſette giorni dopo ch'egli ha principiato, quelle che ſono ſcarſe di ſangue. Vuol egli
è coſa ridicola interdir in tutto queſto tempo che ſi unga continuamente l' infermo COIl
-

ogni alimento. -
del fiel- di bue, miſto con della ſtrafizecca
L'uſo dei fomenti è molto utile; ma que pratenſe, del nitro e delle bacche Cnidiane,
ſti fanno lo ſteſſo effetto ſul collo e ſull'al e che ſi uſino ancora per dei gargarismi.
to della zza , che dai Greci ſi chiama Ordina parimenti che ſi tenga del pepe
anthereon, che ſulla teſta. E neceſſario man bocca; che ſi fomenti il collo con delle ſpu
tener calda la parte, e applicarvi della tela gne, coprendolo con della tela incerata, e
incerata ſulla declinazion del male. che si indeboliſca l'infermo quanto è più
E quì ſi oſſervi altresì, ch'egli ſi ſcorda poſibile. - º, . .
di dirci la quantità di bevanda ch' ei per Approvo l'uſo del ſalaſſo non ſolo per le
mette all'ammalato , in qual modo, e in perſone ſanguigne, ma altresì per tutte quel
qual tempo la debba uſare. Di più, ſi av " ſoffrono queſto male, quando il per
verte nel ſecondo ſuo libro delle malattie, mettano le loro forze, e che non ſi faccia
che convien dargli dei lavativi, e delle po in tutti due i bracci, come l'abbiamo detto
zion purgative, che li Greci chiamano ca di ſopra. Ma non approvo l'uto dei garga
tartici, le quali non ſervono che ad irritar rismi e dei linimenti, che hanno una ſom
maggiormente colla loro acrità le parti gonfie. ma acrità, mentre non li adoperiamo nep
In quanto al ſalaſſar, come ei dice, le pur nei tumori degli occhi : la ſtrafizecca
parti ſituate ſotto la ſtrozza , io trovo che può generar la ſchinanzia per fin a chi ſta s
la coſa è pericoloſa ed inutile; pericoloſa, bene, coll'infiammar tutto in un tempo la
perchè biſogna ſeparar molte parti prima di gola . Non è neppur lodevole eſtenuar il
ſcoprir la vena, inutile poi, perchè coll' i corpo, bensì rilaſſar le parti turgide con pro
ſteſſo profitto ſi può ſalaſſar dal braccio; l' vidi rimedi. . . .
evacuazion continua della materia per via di Praſſagora nel quarto libro delle Cure trat
lavativi, di purgativi, e del ſalario non può ta le perſone attaccate dalla ſynanche con
tentarſi nel ſenſo dell'Autore, il quale con lavativi, e le indeboliſce col farle ſudare.
ſiglia tutti tre queſti mezzi nel medeſimo Ricorre talvolta al ſalaſſo, talora agli eme
tempo. - e, - -

tici, queſta volta recide l'ugola, e queſt'al


Se l'ammalato, die'egli, va a pericolo di
5 - v so - - tra la ſcarifica, e conſolida la piaga con del
ſoffocarſi , s'introdurrà nella ſua gola l'au la pece. Intendereſimo con piacere il pa
liſeus, che noi poſſiamo agguagliar al can rere degli altri Medici su queſto metodo;
nello d'una ſeringa, acciocchè riceva con Perocchè un vomito ecceſſivo ha ſpeſſe volte
-
- per
-

A NG A NG 17
per una diſtenſione, e ſoffocazione cagio coll'aprirne le vene, che è ſuo ſuggerimen
nata la morte all'ammalato ſi può rilaſſar to. Ei pur s'inganna quando pretende che
l'ugola ſenza tagliarla, e a queſto fine vo far ſi debbano le ſcarificazioni prima del ſa
glionſi pratticar i mezzi più blandi. laſſo; noi rigettiamo affatto tutti que'mez
Eraſiſtrato nel ſecondo libro della ſua No zi ch'egli propone per trar del ſangue dalle
tomia, dov'egli tratta dei mali in iſpezie, parti affette, finchè il male è nel maggior
ordina in qualche occaſione per la ſchinan ſuo vigore. La poca di lui eſperienza ia
zia dei fomenti con delle ſpugne, dei ca Fiſica appariſce dal ſuppor egli che la febbre
taplasmi, e un rimedio chiamato Catapo ſia un oſtacolo alle ventoſe di attraer la ma
tium, (Pillole) in cui vi entra del caſtore, teria peccante , poichè ſi vede Commune
e ch'egli fa prendere agli ammalati nel vi mente che con tutta la febbre non manca
no: ma queſto rimedio non val niente per no il loro effetto , e che hanno forza ba
neſſun capo ; perocchè il vino è un aſtrin ſtevole di attirar la carne, il ſangue, e gli
gente, e ſi sa communente, che il caſtore ſpiriti . E quì ſi noti che non uſiamo le
ha una qualità acre, ſicchè non può ch'eſ ventoſe nella violenza del ribrezzo febrile
ſer contrario ai tumori. Erofilo non fa men perchè la materia ſi ritira verſo le parti
zione della ſynanche. lnterne . - º , -

Aſclepiade nel ſecondo ſuo libro de mor Ea ſcarificazion delle parti gonfie è molto
bi acuti dice di dover ſalaſſar le perſone aſ incommoda ed anche pericoloſa, producen
ſalite dalla ſynanehe, purgarle, applicarlo do emorragie sì violenti, che non è poſſi
ro dei cataplasmi, dar loro dei gargarismi, bile ritenerle . Poſto che ſi ſi metta all'a
e far delle unzioni attenuanti, e aperitive zardo, l'emorragia conduce pronto il ſoffo
preparate coll'iſſopo, coll'origano, col ti camento, e ſe non vi ſi rimedia, è impoſ
mo, col meliloto, coll'aſſenzio, coi decotti ſibile che a queſto esborſo non ſuſſegua la
di fighi, col nitro, colla ſtrafizecca praten morte; o ſe finalmente ſi ſottrae l'amma
ſe, colla centaurea, coll'elaterio, col fiel di lato all'emorragia, e al ſoffocamento, il tu
bue, colla reſina di cedro , il che egli ac more ſi aumenta a un ſegno, che ſenza fal
compagna coll'uſo delle ventoſe, e delle ſca lo degenera in cancro od in cancrena. Pe
rificazioni . A lui non pare che colle ven-. rocchè ſe le parti che ſono ſane e nello ſta
toſe cavar ſi poſſa del ſangue dalla parte gon to lor naturale ſi gonfiano ſcarificandole
fia, o perchè, com' ei dice, è queſto male come tutto dì lo vediamo, benchè ſi adopi
accompagnato dalla febbre; o perchè il cal no degli aſtringenti, egli è naturale che quel
do delle ventoſe è ſuperato dalla cauſa effi le che ſono attualmente gonfie, ſi gonfie
ciente del tumore, ed alienato in altra par ranno vieppiù, ſcarificandole, maſſime tra
te , ſicchè non può produr il ſuo effetto. ſcurando l'uſo degli aſtringenti. Infatti una
Ordina di ſalaſſar la fronte, gli angoli degli rofonda inciſione o ſcarificazione delle parti
occhi, le vene ſublinguali, o il braccio del interne quando ſono gonfie a un ſegno, che
l'ammalato. Se il male è violento, vuol l'ammalato provi " pena in far uſo de'
che ſi ſcarifiehi la gola, cioè le amigdali, cataplasmi, e gargarismi , nè può ſentir a
e le parti all'intorno dell'ugola; perocchè il toccarſi, non può ch'eſſer nociva, e peri
più da ſperare è da una inciſione uguale ed coloſiſſima. - -

uniforme in queſte parti, che da lui chia Per quel che ſia dell' apertura della tra
maſi homoiotomia . Egli è di parere che ſi chea-arteria che diceſi Laryngotomia, per
apra la trache-arteria, nel che va cogli An agevolar il reſpiro, non è che un'invenzio
tichi d'accordo, i quali a queſta operazione ne favoloſa, poichè gli antichi non l'han
danno il nome di i" , º - no mai pratticata, e non fu che un ritro
- In queſto metodo, ſi ſcoprono molti sba vato d'Aſclepiade. Ma per non perder più
gli, perocchè ogni coſa acre irrita gli umo tempo in confutar queſto Autore, e far ve
ri; il ſalaſſo è nocivo alle parti affette, co der l'orrore ch'io ho di un'operazion sì di
me fu provato diſſopra . Di più è un ma ſperata, ho penſato di rimandar il Lettore
nifeſto aſſurdo ordinar dei lavativi per alie al Trattato, che ho idea di ſcrivere intor
nar le materie dalle parti affette, e in ciò no i rimedi auſiliari, (Adiutoria) nel quale
contradice alla pratica di evacuar queſte parti ſi troverà trattarſi queſta materia diffuſa
Tom. III. Med. - mente -
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mente. Themiſone che approva il metodo cea d'Ercole, di ogn'uno un pugno, e met
di Aſclepiade intorno la cura dei morbi acu teteli in un vaſo di rame.
ti, che non ſono accompagnati da una feb Prendete in appreſſo di ciò che noi chia
bre conſiderabile, va pur egli ſoggetto alla miamo, fomaco roſſo (rhus rubrum) due li
ſteſſa critica. -- - bre, e venti cipolle di Germania (cepule Ger
Serapione nel primo ſuo Libro delle cure mana , che ſaranno forſe quel che noi di
della Symanche, ordina delle evacuazioni per ciamo ſquille) ſpogliandole della pelle eſter
via dei lavativi, e del ſalaſſo, e raccoman: ma , e mettendole inſieme in un vaſo do
da l'uſo degli unguenti, e dei cataplasmi po averle peſtate. Verſatevi ſopra due pin
acri , irritanti e aperitivi, ch'egli chiama te di vin da Chio, da Rodi o da Cnida,
Anaſlomici, e di più preſcrive una dieta ri ed eſponetelo venti giorni al Sole prima e
goroſiſſima. .. . -
dopo l'apparir della canicola. Conſumato
Queſto Medico non merita una minor cen che ſia il liquore , mettetevene due altre
ſura che i precedenti, perocchè ſi sa uni pinte, e di nuovo eſponetelo al Sole; final
verſalmente che i rimedi acri, e attenuanti mente mettete il tutto in un mortaro , e
irritano li tumori, e che il ſalaſſo unito ai riducetelo in trociſchi, il più groſſo de quali
lavativi è aſſai pericoloſo. Inoltre nell'anno: non ſia che di una dramma e mezza, gli
verar la materia medicinale ſi dimentica i altri di una dramma, ed i più piccioli di
corpi ch' entrano nella compoſizion dei ri mezza dramma per darli un dietro l'altro,
medi auſiliari. Gli alimenti, e le bevande ſecondo la forza dell'ammalato nell'idrome
ſono nulla meno importanti degli altri ri le, o in forma d'elettuario nel miele. Que
medi auſiliari di qualſiſſia ſpezie, quando ſi ſti facilitano l'evacuazion degli umori vi -
ſegue un vitto conveniente: - -
ſcoſi per via del vomito e rallentano il ven
Eraclido di Taranto parlando nel terzo tre. Vi aggiungono alcuni, dic egli, del
ſuo libro delle cure dei morbi interni ci melanteria, e mezza dramma di ſugo di
avverte, che convien prima far evacuar coi Thapſcà. Se l'ammalato non vomita facil
lavativi, quelli, che troppo abbondano di mente, ſi potrà rimediarvi coll' introdurgli
ſangue, e che ſi può ſalaſſarli talvolta dal in gola una penna tuffata nell'olio. Si ſer
braccio, e talvolta nelle vene ſublinguali. ve ancora talvolta di una medicina prepa
Il medeſimo vuol parimenti, che ſi fomenti rata con dell'agreſto, dell'elatterio, e del li
il collo ed il petto con delle ſpugne bagna 'Diagredio con dell'elleboro nero e del ſale,
te nell'acqua calda, nella quale abbia bol quando ſtenta l'infermo a vomitare ; oppu
lito della ruta, e del puleggio. Approva an re adopera l'elatterio con dell'aceto, e della
cora l' uſo del cataplasmo, che noi chia ruta, o con della moſtarda, e del ſale.
nuiamo dui .dais, il quale è fatto con l' Proibiamo, dic egli, l'uſo del ſalaſſo, e
idromele miſto con dell'incenſo di terra, de criſteri a quelli, che patiſcono la Synan
coll'Irios d'Illiria, o con dei fighi. Per la che per eſſerſi raffreddati ; adoperandoli bensì
notte, vuol, che ſi applichi una tela ince in altre occaſioni : innoltre, non vuol che
rata preparata con dell'olio d'Irios, ed una ſi dia per nutrimento all'ammalato ſe non
ugual quantità di reſina e di cera, dell'acqua o dell'idromele: -

Quando ei ſuppone, che gli umori ſien . Ma tutte queſte ſperienze, o cimenti al
fiſſi, vuol, che ſi unga la gola con del mie tro non ſembrano che pronti eſpedienti per
le, e dell'omphacium, ordinando per garge ſoddisfar qualche dubbia congettura. Un Em
rismo l'idromele, facendo bollir in eſſo dei pirico che altro non ha in idea, che delle
fighi, o dell'origano e del pepe. Non teme oſſervazioni che ſi chiamano menais, s'im
di dar agli ammalati fin ſette dramme d'e magina che il ſalaſſo non competa che alle
laterio, che è una doſe ecceſiva, e a qual perſone ſanguigne, ſenza far attenzione che
cheduno ne dà cinque grani in ogni bicchier conviene trar ſangue a tutti quelli , che
d'Idromele; preſcrivendo poi loro un rime hanno la Synanche, quando il permettono
dio da lui chiamato emetico, il quale ha le loro forze a motivo della violenza del
una qualità vomitiva, e ch'egli prepara co riſtringimento : in una parola non vi è ra
me ſegue quì appreſſo. - gion di proibir il ſalaſſo nella Synanche che
Prendete, dic'egli, d'origano e di Pana è prodotta dal freddo , quando ſi " al
clamºll
A NG A NG 19
eſaminarne la natura, e ricercarne le cauſe. Prendete del fior di finocchio fatto friggere,
Li cataplasmi ch'egli ordina, ſon perni - 2. dramme, e 5. grani,
cioſi, come pur li fomenti, a motivo dell' parietaria di Spagna, una dramma,
acrità degl'ingredienti, che li compongono, e 2. grant e mezzo,
che ſono di una indole cocente e cauſtica. ſagapeno, 31. grano.
Le ſue medicine vomitive , ch ei chiama Uniti in uno riduceteli in polvere, e fa
emetiche, gonfiano dove non v'era gonfiez tene una maſſa con del miele.
za. La pianta del genere delle ferule chia Un ottimo rimedio è quello che è com
mata thapſia, è ſufficiente per abbrucciarle poſto di -
parti, " uali vien eſſa applicata, ed in fiel di bue, 2. dramme e 5. grani,
fiammar quelle che ſono ſane e nello ſtato elaterio, una dramma, e 2 grani
lor naturale. La ſteſſa coſa ſi può giudicar e mezzo,
delle medicine compoſte di cipolle, di agre ſemenze di rosmarino, una dramma,
ſto, di ſommaco roſſo , e altre coſe sì fat e 2. grani e mezzo.
te . Quelle ch'egli chiama catartiche, e Fatene una polvere e meſcolatela con del
che noi diciamo purgative, e ch'egli vuol miele. Ungetene la ſtrozza dell'ammalato,
che ſi uſino in forma di lavativi ſconcerta dopo aver ſtemprata la detta polvere nell'
no grandemente gli umori dello ſtomaco, e acqua calda, e obligatelo ad inghiottirne
delle altre parti nervoſe. E ſe gli imputa più che potrà; perocchè rilaſſa il ventre, e
a negligenza l'aver ommeſſo, quando ſi apporta un gran ſollievo. SCRIBoNIo Largo,
debba cibar l'ammalato. - - cap. 16. , -

Vi ſon dei Medici della ſua ſetta (meto Ecco il cimento che fu fatto dell'eſcre
dica) i quali come ſchiavi agli Antichi ne' mento umano.
medeſimi errori hanno approvato i rimedi Si lagnava ſovente una perſona di un
violenti e ſtraordinari, ordinando talvolta tumor flemmonoſo all'intorno della ſtroz
dell'orina o degli eſcrementi umani con del za, e sì violento, che ſe non voleva reſtar
miele, della mirra e della ruta, talor della ſoffocata doveva farſi aprir la vera . Fece
centaurea, dell'aſſenzio, dell'abruotino, del ella accidentalmente conoſcenza con un uo
timo, dell'ariſtolochia, del tymbra, che noi mo che le promiſe un rimedio, e la pregò
chiamiamo ſantoreggia, e della moſtarda; di mandarlo a chiamare ogni qualvolta vi
fi ordinano talvolta li trociſchi pitagorici e fi vedrebbe aſſalita prima di farſi trar ſan
iſperienſi, dal nome del loro inventori; al gue , il che non mancò ella di fare poco
tri ciò che da loro ſi appella ſphragis di Po tempo dopo, e fu guarita per via di un ri
lyidas, dei rimedi aſtringenti con delle un medio, con cui le unſe la canna della gola.
zioni e dei cerotti d'unguenti di maro e di Lo ſteſſo buon eſito preſtò egli in molte al
rosmarino, che tutti ſono rimedi i quali col tre perſone ch'avevano lo ſteſſo male. Il
calor loro ecceſſivo, e colla lor qualità ſec primo malato ch'era ſempre in pericolo di
ca e attrattiva producono la gonfiezza, men reſtar ſoffocato, ch'era opulento e generoſo
tre in un male violento e pericoloſo di que lo pregò a communicargli il ſecreto. Com
ſta forte vi vogliono rimedi ſemplici e blan venuti del prezzo, gli diſſe il Mercante,
di. CEL1o Aureliano, L. III. c. 4. che teneva queſto rimedio la ſua virtù da
Per la ſchinanzia : - - una certa qualità che conſiſteva in laſciar
--
Prendete del laſer di Cyrene, o in man ignorare all'ammalato come foſſe compoſto;
canza di queſto prendete quello di Siria; imperò ottenne da lui che ſoſtituirebbe in
ſtemperatelo nell'acqua e ungetene la ſtroz ſua vece un'altra perſona, della cui fe
za con una penna , laſciandovelo qualche deltà potrebbe ſtar i" , e che a queſta
poco fiſſo; oppur ſervitevi d'euforbio ſtem communicherebbe il ſecreto dopo averla obli
perato ugualmente. gata con giuramento di non ſcoprirlo a chic
Prendete di fiel di bue, di ſale, di aceto, cheſſia, finchè viverebbe l'Aurore - Morto
di miele , di olio vecchio , una quantità che fu queſti, il " di queſto ſecre
uguale, che voi meſchierete ben bene inſie to guarì non ſolo il compratore, ma molti
me , e ve ne ungerete per qualche tempo altri ancora con queſto rimedio, e corteſe
la gola con una penna. Oppure, - -
mente ſi eſibì di communicarmelo, ſenza
C 2 che
2O ANG ANG
che io ne aveſſi fatto l'inchieſta , e ſenza to non vien aſſalito in queſta occaſione dal
intereſſe. Coſa era queſto rimedio? l'eſcre l'apopleſia, è che la cauſa di queſto morbo
mento di un freſco giovine miſto con del non è che un'intemperie ſenza veruna com
miel Attico, diſſeccato e ridotto in polve preſſion delle parti. Vuol queſto Medico che
re. Queſto giovine non dovea nutrirſi, ſe ſia ben fatto in queſta tal ſchinanzia unger
condo la preſcrizion dell'Autore, che di lu la parte con un rimedio, che abbia una qua
pini, tai quai ſi mangiano per ordinario con lità emetica ſiccome l'elaterio, e le batti
del pane ben cotto, e condito con una di ture di rame con del miele . Ho liberato,
ſcreta quantità di ſale, e di lievito : e be dice queſto Autore, parecchi da una ſchinan
veva del vin vecchio, ma ſempre con dei zia interna, con un gargarismo di ſemi di
lupini in mediocrità, perchè meglio ſi fa moſtarda, e coll'aver loro ordinato imman
veſſe la digeſtione . L' eſcremento non ſi tinente un bagno; e in queſto modo diſtri
prendeva, che tre dì dopo d'aver uſato il buendo la materia per tutto il corpo , ne
detto giovine queſta ſorte di nutrimento. Il ho ricuperato moltiſſimi. Ne eſorta Areteo
primo Autore preferiva i lupini a qualun ( ma ciò non ſi trova in quel che ci reſta
que altro alimento, perchè fan meno puz delle ſue opere) ad applicar dapprincipio del
za; ma chi mi diede queſto ſecreto mi aſ le ventoſe al diſotto dell'ombilico dell'am
ſicurò di aver fatto ſpeſſe fiate la prova di malato, e immantinente ſui fianchi, ſulla
nutrirlo di carne di cappone, e di pernice ſchiena e ſulle ſpalle, mutandole continua
bollita e data nell'acqua o nel brodo, e che mente di ſito, e applicandole in guiſa che
queſto rimedio avea ſempre prodotto lo ſteſſo tirino abbaſſo gli umori contenuti nelle parti
effetto. GALENo, de Simpl Medic. Facult. ſuperiori. Se l'infermo è molto angariato,
Libro X. - -

ſi peſteranno dei ſemi di moſtarda nell'ac


Funeſtiſſima è l'oſtruzione proveniente dal qua, per applicarli ſul petto diſteſi ſopra un
la ſchinanzia, maſſime quando l'infiamma pannolino già logoro. Dopo queſto gli ſi da:
zione è interna, e che non ſi manifeſta con rà un medicamento preparato con dei ſemi
neſſun ſegno eſterno, principalmente quan di moſtarda, del nitro, dell'iſſopo, delle
do le amigdali, e l'ugola ſono infiammate. ſquille abbruſtolite; del zolfere vivo, in ugual
. In una tal circoſtanza convien ricorrere al quantità, che ben ſi meſchierà in un pic
la miſſion di ſangue: ma ſe non lo permet col cucchiero di miele. Il fin quì detto è
ta lo ſtato dell'infermo, gli ſi ſcarifichino tutto di Areteo. Convien guardar nel prat
le gambe, e così gli ſi caverà molto ſan ticar il ſalaſſo di far di tal grandezza l'a
gue: ſi uſeranno dei lavativi di una natura pertura , che la parte più fiſſa del ſangue,
acre; non ſi darà niente da mangiar all'e che origina il male, poſſa ſgorgare. Se qual
groto, ma ſul di lui collo ſi applicheranno che ragion ſi attraverſa per ſalaſſar l'infer
dei rimedi attrattivi; perocchè ſe ſi può chia mo, gli ſi daranno dei lavativi d'un decot
mar al di fuori la materia che ſtaziona in to di centaurea, d'aſſenzio, di calamento
queſte parti, fino ad eccitar un tumore, ſi e di ariſtolochia miſti con del miele, e una
può ſperar di ſalvar la vita all'ammalato. gran doſe di nitro. Si dovrà anche purgar
Si adoprerà per gargarismi della crema d' lo con dei flemmagoghi, tra quali il più
orzo miſta con del miele che non ſia trop roprio nella ſchinanzia ſembra talvolta l'e
po fiſſo, ovvero un decotto di fighi ſi laterio; ma convien ſempre darlo nel ſiero,
o d'iſſopo, d'origano, e di marrubio, affi in cui ſi farà bollir del cardo-benedetto. Le
ne di ſcioglier gli umori fiſſi e viſcoſi fer pillole d'aloè e di coloquintida ſono pur ot
mati in queſte parti. ORIBAsto, de Loc. time, quando le può inghiottir l'ammalato.
affect. Curat. Lib. IV. cap. 71. E' parimenti coſa idonea infonder tre dram
Archigene pretende che la ſchinanzia in me d'hiera d'Archigene in uno dei decotti
terna provenga in alcuni dal diſordine dei ſopraccennati per i lavativi, dopo d'aver
nervi dell'eſofago che produce un infiam prima nettato il ventre per via di un cri:
mazion nel cuore e nei polmoni, che ſono ſtero. Dopo queſte evacuazioni generali ſi
i principi della reſpirazione, da cui paſſa applicheranno delle ventoſe ſotto ia maſcel
alle arterie carotidi come pur alle parti ad la o ſotto il mento, poſto che vi abbia qual
ºſſe contigue. La ragion perchè l'ammala che tumor all'intorno, e queſte parti ſi do
VIan m0
ANG A NG -2 I
vranno pur ſcarificare per trarne una gran Eleucinum. ) Se tuttora continua il nale,
quantità di ſangue, ſeminando del ſale ſul ſi ſtia pur in aſpettativa di un abſceſſo ; e
le inciſioni . Se non v'è tumor che ap in queſto caſo torna conto a l'infermo la
pariſca, come per ordinario nella ſchinanzia varſi la bocca con un decoto di fighi, il quale
occulta, ſi applicheranno delle ventoſe ſovra ſarà molto più efficace , ſe vi ſi aggiunga
i tendini del collo preſſo la prima vertebra, dell'iſſopo. In caſo d'ulcerazione non vi è
levandole prontamente per prevenir la luſ quanto il meglio , che il zafferano nell' i
ſazione e la dislogazion delle vertebre. Com dromele, ed un decotto di regolizia. Quan
ceſſo qualche ripoſo al paziente, ſi mette do nel più alto periodo è l'infermità, non
ranno in uſo li cataplasmi lo ſteſſo giorno può l' infermo fidarſi di più che in lavarſi
ed il ſeguente. I linimenti e li gargarismi la bocca con un decotto d'orzo o d'alica;
ſono ciò che ſi può praticar di migliore i che così ſi prevengono molti accidenti, e
giorni appreſſo; e per queſto ſe il male prin l'abſceſſo medeſimo. -

cipia coll'infiamazione, ſi adopreranno ben Ecco un fomento per la ſchinanzia, e che


toſto in queſto modo aſtringenti del tutto può l'ammalato ritener nella bocca.
blandi , ſiccome una decozion di roſe, di Prendete origano, iſſopo, ſantoreggia, e
lenticchie, e di datteri, un'infuſion di foglie ſemenze di finocchio, con una quantità ſuf
di roſe nell'idromele, un decotto di ſommaco ficiente di aceto e di nitro, peſtateli in una
nell'idromele, od un decotto di febeſto. In pentola chiuſa perfettamente, fuorchè nel
caſo di ſcorticazion di parti , ſi darà all' mezzo del coperchio, dove vi ſarà un foro,
ammalato della crema di fermento ben cal nel quale ſi adatterà una canna, per la cui
da, facendogli lavar la bocca con un decot eſtremità riceverà l'infermo i vapori che ſi
to di cruſca o con del latte ſchietto. Ho ſublimano . Se il troppo calor della canna
ſempre pronto , dice Archigene, un rime reſpinge l'infermo dall'accoſtarvi le labbra,
dio, il quale conſiſte in otto dramme di ſi vuoterà il guſcio d'un ovo, forandolo nel
ſommaco ordinario, quattro dramme di fo le due ſtremità , per l'una paſſando la can
glie di roſe, e due dramme di coſto, e di na, e l'altra temendo l'infermo nella boc
zafferanno: queſte droghe, io le pongo nell'ca. Se in luogo di aceto, ſi metterà dell'
idromele, e me ne ſervo in forma di gar oſſicrate o dell'acqua, ſarà molto più blan
gherismo, con cui mi fu facile guarir delle do il fomento. E' neceſſario talvolta un ri
infiammazioni, e delle ulcerazioni nelle amig medio più acre, e più penetrante per far
dali, le quali minacciavano funeſte conſe gonfiar le carni , affinchè ceſſi la compreſ
guenze. Ottimi per le parti infiammate ſo ſione interna che tormenta l'infermo ; pe
no i linimenti blandi ſiccome la crema, ed rocchè il male è qualche volta così oſtina
il ſommaco ordinario bolliti nell'idromele fi to, che vi fa d'uopo di rimedi nauſeanti,
no ad una conſiſtenza ſolida ; ma convien ſiccome l'eſcremento umano, che fu ordi
rima laſciar che il ſommaco ſi ammorbi nato per linimento con gran buon eſito; lo
" finchè preſi ne abbia l'idromele il co adoprano alcuni quando è freſco, e altri do
lore, e il ſapore . Il ſugo del pomo ingra po averlo ſeccato, e ridotto in polvere, me
nato peſtato intiero, e meſcolato con una ſcolandolo con del nardo o della mirra, per
terza parte di miele, è pure un rimedio ec non farne ſentir la puzza.
cellente ungendone le parti affette. Dai rimedi acri e violenti paſſiamo a quel
Se a tutti queſti rimedi reſiſta il male, e li che ſono d'una natura più mite , come
che vie più creſca l'affluenza degli umori, ſi ſono i trociſchi d'Andron e altri tali. Gli
apriranno le vene ſublinguali, quelle della emetici ſono aſſai giovevoli, maſſime a quel
fronte, o quelle che ſono vicine all'angolo li, che ſi lagnano di una gravezza attorno
maggiore dell'occhio, ravvolgendo il colloil ventre. Il rimedio d'Archigene, che è
con un pannolino bagnato nell'olio caldo, quello di cui mi ſervo nella ſchinanzia in
ed applicandovi un ceroto preparato con terna, e che è anche buono per l'asma, è
dell'olio cyprinum , o Eleucinum, o prepa compoſto, -

rato con del moſto, cioè con del vino non di quattro o cinque grani d'elaterio,
ancora fermentato. (Vedi la preparazion di di 37. grani di ſchiuma di nitro
queſti ogli ſotto gli articoli cyPrinum, e (ſpuma nitri,)
ed una
22 A NG ANG
ed una dramma di ſemi di moſtar e diſtrar quelli che ſon fermati nelle parti
da , che ſi peſteranno, e meſchie affette: per eſempio,
ranno nell'acqua. Prendete di diabeſaſa, di gallozze dette on
L'elaterio peſtato con dell'olio o del mie facitidi, ſtereo bianco di cane, eſere
le, eccita il vomito, ſtroffinandone più che mento umano ſeccato, otto dramme
ſi può le parti, e meſcolandolo ſpezialmen di ciaſchieduna.
te con della ſchiuma di nitro (ſpuma nitri.) Ma non ſi dovrà nutrir il cane , che di
Il rame bruciato e macinato con dell'olio oſſa per due giorni.
di Cipreſſo produce lo ſteſſo effetto, ungen Ecco l'emetico di Marciano per la ſchi
done le parti. A queſto fine è buono ugual nanzia interna ed eſterna. Fatevi dar, dic'
mente il fiele di bue, il nitro bevuto nell' egli, prima di conſegnarlo, la voſtra mer
oſſimele, il ſugo di centaurea col miele, e cede , per farci intendere quanto ſia certo
i millepiedi ridotti in linimento col miele. della guariggion dell'ammalato. -

Diedero alcuni ai lor malati un cucchiaro Prendete del rame bruciato, R 12. dramme di
di ſemi di creſcione peſtati nell' idromele, vitriuolo, ciaſcheduno.
col che vomitarono toſto una ſpezie di flem mirra, una dramma,
elaterio, 1. dram
ma fiſſa e viſcoſa , e ſi ſentirono aſſai ſol
levati. -
Prendete una gran quantità di ſterco di
ſchiuma di nitro,
nitri, -
ºk,
-

di cia
ſcheduno.
gallo che ſia di color di ceruſſa; fatelo ſec fiel di bue, quattro dramme.
car per darne all'ammalato, quando ve ne Meſcolateli con del miele e ungetene con
ſarà d'uopo, un cucchiaro ſtemperato nell' una penna le parti affette più che potete.
acqua o nell'idromele. Si guarirono con que Archigene conſiglia di prender dell'eſcre
ſto rimedio perſone abbandonate dai Medici: mento umano, ſiccome fu detto diſſopra,
ma ſuppoſto che l'ammalato non poſſa in di farlo ſeccar, e inghiottir all'ammalato,
ghiottirlo, con eſſo gli ſi ſtrofineranno più dopo averlo bruciato in un pannolino vec
che ſi potrà le parti affette. Oppure chio, nell'idromele; queſto rimedio è buon º
Prendete centaurea, nitro, ſal commune, otto per quelli che ſono là per ſoffocarſi.
- dramme di ciaſcheduno. Antonio Muſa vuol che ſi meſcoli lo ſter
Peſtateli e fateli ſeccare. Quando porterà co d'uomo con del miele, e con quello di
l'occaſione, meſcolateli con del miele, e ne cane ſimile al precedente, dopo averlo pe
ungerete la parte con una penna o con al ſtato e crivellato, e che ſe ne ungano le
tra coſa sì fatta, conforme ſtimerete a pro parti più che ſi può: perocchè dice Galeno,
poſito. Di queſto rimedio ſi può ſtar ſicuro, non ſaprei dar un rimedio migliore per la
per averne fatto la prova. Oppure peſtiſi ſchinanzia, per una veemente infiammazion
dell'aſſenzio, ſe ne cavi il ſugo, e vi ſi ag d'amigdali o per una ſoffocazion pericoloſa
giunga qualche poco di nitro in polvere e prodotta dalla gonfiezza delle glandule, o
fatene un linimento con del miele. O fac per i tubercoli della gola. E parimenti
ciaſi un linimento d'elaterio, di fiel di bue queſto rimedio aſſai efficace, fregandone le
e di miele. -

parti, dopo avervi meſchiato del miele, e


Nel principio del male ſi dovrà prender del catrame. - - a -

il diabeſaſa in un decotto di mediocre aſtrin Un rimedio eccellente per la ſchinanzia


enza, ſiccome li ſopraccennati. Quando al è quello che ſi prepara con delle rondinelle
mmo ſuo grado è giunto il male, lo da: bruciate nel modo ſeguente. -

rete in un decotto d'orzo; e quando è nel Prendete di rondinelle bruciate, otto dramme,
declinare, prendetelo nel miele, nell'idro zafferano, due dramme,
mele o nell'acqua melata, e nell'oſſimele ſpigo, una dramma, -

quando l'infiammazione è inveterata. Meſcolateli con del miele, e fatene uſo


Filagrio conſiglia dopo l'uſo delle evacua quande più infieriſce il male. .
zioni generali dianzi mentovate, del ſalaſſo Eeco quì la maniera di bruciar le rondi
delle vene ſublinguali e delle ventoſe, di nelle. - -

meſcolar col diabeſaſa delle materie capaci Prendete delle giovini rondinelle colle lor
di fermar in parte l'affluenza degli umori penne indoſſo, e mettetele vive in un vaſo
ANG A NG 23
di terra con una quantità competente di ſa ricader per una metaſtaſi inaſpettata ſovra i
le. Chiudete il vaſo, e copritelo con dei polmoni, e non dia la morte all'ammalato.
carboni acceſi, finchè il contenuto ſi ridu AEzro, Tetrab. II. Serm. 4. cap. 47.
ca in cenere , di cui vi ſervirete nelle oc
correnze - DI TRA L L I A No.
Altra preparazion di rondinelle per la
ſchinanzia. Gli Antichi Medici chiamarono ſinanche
- Prendete undici rondinelle giovini bruciate, qualunque infiammazion della gola, tanto in
ſugo di mirto verde, una foglietta e terna che eſterna: ma quelli che loro vennero
mezza, -
dopo, hanno diviſo queſta infiammazione in
mirto in polvere, 27. grani, quattro ſpezie; dando per modo di eſempio il
miele, un quarto di foglietta, nome di ſynanche all'infiammazion interna
Bruciate le rondinelle, ſicchè ſi riducano dei muſcoli della parte irrerna, e quello di
in polvere, e meſcolatele coi detti ingre paracynanche alla eſterna : E ſimilmente l'
dienti. infiammazion interna della faringe, o della
Altro rimedio di ſperimentata efficacia ſtrozza l'appellano 0 nanche, e paracynanche
nel caſo medeſimo. -

l'eſterna. Paolo Egineta aggiunge una quin


Prendete foglia Indiana, ta ſpezie alle antidette, che ſi getta su dei
coſto, ( un'oncia di cia fanciulli, benchè di raro, e la quale pro
garofani, ( ſcheduno, viene dalla luſſazion delle vertebre del coi
“pepe, lo, e che al dir di lui è incurabile . (Li
- ſandaraca, 4. oncie. bro III, c. 27. ) - -

Meſcolateli con del miele clarificato per Poſta queſta tal diſtinzione, non è diffi
farne un linimento; oppure cile di ſtabilir la cura, che a ogn'una di
Prendete delle chiocciole ſenza guſcio, tali loro compete. Deveſi ſaper in generale, che
quali ſi trovano nel giardini, e bruciatele in non convien adoperar mai dei rimedi riper
una pentola finchè ſiano ridotte in cenere; cuſſivi, e reſolutivi ſenza meſchiarli con al
poi meſcolatele con del miele, e fatene uſo. tri; e che in ordine al tempo, ſi vogliono
Daranno queſte un ſoccorſo ſollecito all'am praticar ora queſti e ora quelli . Nel prin
malato. cipio del male, e finchè ſembra, in azion
Non altrimenti ſi adopreranno le ceneri la materia, ſi antipongano i ripercuſſivi;
dei gamberi combuſti. Si fa con queſti ani utili eſſendo generalmente li riſolutivi nei
mali un decotto che è molto buono per la iù forte del male, e di queſti ſi dovrà cre.
varſene la bocca. Io mi ſervo di gamberi cer, la forza nella di lui declinazione. Quelli
peſti, e li fà bollir in un mezzo ſeſtiere d' che non adoprano interiormente ed eſterior
acqua; queſta poi io la filtro, per darla ben mente ſe non rimedi rilaſſanti; s'inganna
calda agli ammalati in forma di gargarismo. no a partito, dando motivo ad una vee
Queſta ha la virtù di fcacciar molti umori, mente ſoffocazione, od accreſcendo l'infiam
e così ſollevar prontamente l'infermo. mazione, la quale riduce in gran pericolo
Fate ſeccar della centaurea minore, bru l'ammalato. Conſiderar noi dobbiamo i pe.
ciatela e meſcolandone le ceneri con del mie riodi non ſolo del male, ma la natura al
le fatene un linimeto: oppure tresì dei rimedi; perocchè le coſtituzioni de
Prendete un'oncia d'oſſo della maſcella d'un boli e delicate, ſiccome ſon quelle degli
porco giovine, - - eunuchi, de fanciulli, e delle femmine vo
-

ſterco di cane, 4 dramme, gliono meno violenti i rimedi , di quello


iſcorze di mela ingranate, Uun'oncia di che le coſtituzioni più forti, e più robuſte.
gallozze, - - ciaſcuno. Siccome le perſone di un temperamento ga
coſto, 4. dramme, gliardo, quando ſtanno bene, reggono ai
pepe abbruſtolito, 6 ſcrupoli. - refrigeranti ſenza ſentirne incommodo, co
Meſcolate il tutto col miele. sì le medeſime , " ſono ammalate,
Convien guardar, quando pare che dia in non ſi rimettono ſenza i rimedi più forti:
dietro il male, che la materia dalle parte ma le perſone di compleſſion delicata, pro
più interne chiamata al difuori, non venga a vano l'effetto contrario, perocchè loro con
feri
va -
24 A NG ANG
feriſcono i rimedi più blandi, e dai troppo Fate bollir il ſugo di more un'ora intie
violenti vengono incommodate. Per queſto ra; laſciatelo raffreddare, e condenſarſi a poco
maturar noi dobbiamo ogni coſa per ſaper a poco; poi aggiungetevi del miele, e ri
quando ſi ha ad aumentare o rallentarla ponetelo a bollire, finchè ſe ne conſummi
forza d'un rimedio, affinchè poſſa diſtrug no due terzi, e raffreddate che ſaran queſte
gere il male ſenza detrimento dell'ammala droghe, con quelle meſcolatele, che ſono
to. Principieremo dai rimedi più ſemplici, ſecche.
e meno violenti per venir poi a quelli che L'impareggiabil Galeno prepara queſto rie
ſono più forti, indicando nel tempo iſteſſo medio come quì appreſſo. -

in quali occaſioni uſar ſi debbano ſenza mi Prendete del miel una libbra,
ſcuglio, e quando unir ſi debbano con altri. del ſugo di more, due fogliette, e
Fra i rimedi più ſemplici in queſto caſo - mezza,
è quello che con del miel ſi prepara e con di zafferano,l una dramma di
del ſugo di more. Queſto è buono nel prin di agreſto, ciaſcheduno.
cipio del male, e quando l'infiammazion delle di vin auſtero, due fogliette e mezza.
amigdali, dell'ugola, della faringe, e delle In caſo che non ſi poſſa aver aceto, ſi
parti circondanti la ſtrozza è in un grado me adoperi in ſua vece il ſugo di ſommaco.
Fatelo bollir finchè ſia di una conſiſtenza
diocre, maſſime nei corpi di una carne bianca
e delicata. Queſto rimedio, che quando è ſolida, e vi ſi aggiunga del miele; dappoi
compoſto noi chiamiamo diamoron, è buono chè per qualche tempo ſaranno bollite in
non ſolamente nel principio ma nel fervore ſieme queſte due droghe, levate il vaſo dal
dell'infiammazione. Meſcolandolo con della fuoco; mettetevi le droghe ſecche, e fatele
mirra acquiſta un ſopra più di qualità diſ: bollir di nuovo finchè ſieno ben incorporate.
ſolvente, e così è da prepararlo appunto nel Il ſugo di more ſelvatiche, e quello di
principio del male; e quando vedeſi che vi cotogni preparato, è un rimedio eccellente;
è biſogno di digeſtivi, e diſſolventi, è mol e in mancanza di queſti, quello di peri ſel
to meglio prepararlo in queſto ultimo mo vatici, di neſpole, di ſuſini Damaſchini, di
do; ed aggiungendovi allora una ſcarſa doſe ſorbe, e di ſuſini, ſalvatici. Siccome queſte
dell'antidoto diabeſaſa appellato , produrrà
-
ſono frutta aſtringenti, ſi vogliono meſco
più ficuro l'effetto, - - 7. lar con una quantità di miele, talvolta dop
Acquietata la violenza dell'infiammazio pia, e talvolta il triplo del loro peſo. Tutti
ne, e tuttavia rimanendovi una certa du queſti rimedi ſono amici dello ſtomaco, ſen
rezza, non è coſa indifferente l'aggiungervi za che ſiano pericoloſi, e ſi può prenderli
un poco di zolfere e di nitro; e poſto che uando l'infiammazione è in un grado me
ſi ritrovi qualche materia denſa e viſcoſa, iocre. Si poſſono preparar queſti ſughi cogl'
ſituata profondamente, ſaranno quanto baſta ingredienti medeſimi, che quello delle more.
ſei dramme di nitro e una ſolamente di zol Il rimedio preparato col ſugo di noci, è
fere. Che ſe ſoffrir non può l'infermo un un poco più attivo, è così quello, dov'en
rimedio così penetrante, e che ſia debole il trano delle more di rovo, delle melaingra
di lui ſtomaco, e ſconcertabile con queſti nate, e dei cotogni, il quale è fortificante
topici, ſi abbandoni il nitro e il golfere, e e ſtomacale. - - -

baſti aggiungervi del diabeſeſa o del puleg Il rimedio di noci, detto Diacaryon pre
gio, dell'origano o del calamento, dell'iſ paraſi nel modo ſeguente.
ſoppo o del pepe; meſcolandolo con del ſu Prendete delle ſcorza verdi di noci, rac
go di regolizia, perchè non ſi ulceri la ſtroz colte nel meſe di Luglio o di Agoſto, pe
za, e ſi verrà a raddolcir di molto il rime ſtatele in un mortaro, e ſpremetene il ſugo
dio, ſenza torgli punto della ſua attività. attraverſo di un pannolino, fatelo bollir un
Ecco la compoſizion del diamoron per la cotal poco, e meſcolatevi una quantità com
ſchinanzia. - - - - - petente di miele, come nel diamoron, e fa
Prendete di ſugo di more, tre fogliette, telo cuocer di nuovo fino alla conſiſtenza
di mirra, d'allume, di agreſto, due del miele. Queſta preparazione ſenza altro
dramme di ciaſcheduno, meſcuglio è buona per le donne, e per i
e di miel, mezza libbra, fancini nel principio del male ; coll'ag
- giungervi
- - - - -

A N G. A NG 25
giungervi della mirra, ſi può ſervirſene nel co e del ventre. La ſua ricetta è poca coſa
ptu i" del male ; e mettendovi del Zol diverſa da quella di Tralliano; eccola quì: i
fere e del nitro, nella ſua declinazione; Lo Prendete ſemenze d'anice, i -
ſteſſo è pur buono quando la trachea-arteria d'appioriſo,
e la laringe ſono in uno ſtato di contrazione. fiori di giunco odorato,
Ecco un altro rimedio efficaciſſimo, che nepitella, - r

a molti ſalvò la vita. allume di penna, - - .

Prendete irios, - - - - irios d'illiria, 9i" -

balauſti,
pepe,
- un'oncia di ogn'uno,
e
ſi i rura ilveſtre,
cannella, e "º
4no.

gafferano, un'oncia, mirra throgloditica, -

ſommaco di Siria, due oncie, ariſtolochia lunga, i


vino, tre fogliette, - caſſia, - -

moſto bollito fino alla conſumazion crocomagma,


di un terzo, una libbra, - roſe ſecche, le tre oncie di ciaſche
miele, una libbra, -
coſto, duno. - -

- allume, un'oncia. -
ceneri di rondinelle bruciate di fre
Si può pratticar " rimedio in ogni ſco, tre oncie; - -

tempo , maſſime nelle occorrenze di dover zafferano, un'oncia e mezza,


riſcaldar e attenuar un tumor oſtinato, ſpigo, - quattro dramme
ila preparazion del Diabeſaſa per le in amomo in grappoli, ſdi ciaſcheduno.
fiammazioni maligne, e diſperate è ancor - - gallozze dette onfacitidi, otto,
chiamata Diaharmala da Harmala, che è il Preparate queſte droghe con del miele,
nome Arabo della ruta ſilveſtre. La doſe è il volume di una fava. AEzio,
Prendete d'anici. Tetrab. II. Serm. 4. cap. 47.
ſemi d'appioriſo, - Se il male è moderato, ſi può pratticar
nepitella, un'oncia di queſto rimedio ſolo ; e ſe ne può diminuir
fiori di ruta ordinaria, ciaſcheduno. la forza col meſcolarvi dell'amido, o delle
allume, roſe ſecche, della terra di Creta o di Lemmo,
irios illirico, o della farina d'orzo, o altra coſa ſimile,
ruta ſelvatica,
della caſia,
; due oneie di ciaſche. la quale ſi rimette alla prudenza del Medi
duno. co. Poſto che vi ſia d'uopo di un rimedio
roſe ſecche, più forte , ſi può aumentarne la forza ag
crocomagma, (la parte più groſſo giungendovi del nitro, dell'elaterio, ( ſi
lana dell'unguento di zafferano queſto nome al ſugo di cocomero ſelvatico)
eſpreſſo), due oncie, e dello ſterco di rondinella bruciata, o non
- -

ellera, T) tre oncie bruciata. Si può render migliore ancora que


ceneri nuove di: ciaſche ſto rimedio, meſcolandolo con dello ſterco,
giovini bruciate, duno.
di cane, o che è anche meglio, con dell
ſpigo, - quattr'oncie dieſcremento umano bruciato o non bruciato:
amomo in grappoli, ſ ciaſcheduno. ma queſto ultimo ha minor forza. Nell'ag
zafferano, un oncia e mezza, giunger le dette droghe, convien attendere
gallozze chiamate onfacitidi , ( le ai periodi del male: perchè per eſempio vi
meno riferte di tuberoſità, ſpe ſi meſchia del ſale armoniaco, quando v'è
zie di gallozze aſſai dure. Dio biſogno di rimedi diſcuſſivi : e coll'aggiun
scoRIDE, L. 1. c. 146.) otto. . gervi della radice di brionia, diventerà mol
Riducete queſte droghe in polvere, e me to più reſolutivo. Queſti rimedi ſono in gran
ſcolatele con del miele. pregio, quando non v'è affluenza d'umori,
-

Aezio attribuiſce la compoſizion di queſto e che l'infiammazione è oſtinata, e fa te


rimedio ad Andromaco, dal quale pretende mer uno ſcirro. Vi hanno aggiunto parec
di aver ſentito dire, ch'egli ſe ne ſerviva, chi. Medici delle ſemenze di moſtarda pre
nelle ſchinanzie diſperate; e che queſto era un parate ſecondo il ſolito con dell' oſſimele,
rimedio eccellente per i dolori dello ſtoma facendone una ſpezie di bevanda, e adopes D randola
Tm. III. o
26 A NG A NG
randola calda in forma di gargarismo; e fine, è un ottimo ſtomatico, e antidiſenteri
nivano poi di toglier l' infiammazione un co. Miſto col latte, nel quale ſianſi ſmor
gendo le parti col diabeſaſa . Quando gli zati dei ſaſſi di mare, guariſce la diſente
umori affluiſcono in copia, convien repri ria: e produce un grande effetto nell'infia
merne il corſo, e far uſo di diſſolventi, mazion della gola, delle amigdali, e dell'
quando ſono quelli fermati in qualche par ugola , adoperandolo col ſugo di uve acer
te, per timor che ſi otturino i meati della be, di ſcorza di noci, ciriegie acri, ghian
reſpirazione , e che l'infermo non venga de di quercia, o ſorbe - e ſi può eviandio
ſtrozzato come con una corda. meſcolarlo coll'argyptia e cogli anthera. Gli
Si può unger le parti con gran ſucceſſo aſtringenti ſono buoniſſimi nel principio, e
aggiungendovi ſolamente tre coſe al diabe nel bollore dell'infiammazione: ma quando
ſaſa. In queſto modo ſi venne a liberar è queſta giunta al periodo ſuo più grande,
molte perſone ſenza il ſalaſſo e i purgativi; e che ſi vuol diſſiparla, vi vuol l'uſo dei
cioè coll'eſcremento umano, collo ſterco di diſſolventi. Molte altre virtù ha l'eſcremen
cane e coll'elaterio : ma ſe ſi trova della to di cane, guarindo le afti, e gli ulceri
renitenza nell'ammalato per l' eſcremento inveterati, e difficili da conſolidarſi.
umano, gli altri due baſteranno, e miſti col In mancanza dei rimedi antidetti, ſi ado
miele faranno aſſai bene. Quando non v'è preranno i ſeguenti, che ſono aſſai propri, e
il caſo di far l'unzione, ſi può ſoffiarli nel
molto facili da preparare.
la parte per il cannello d'una penna, ſen Prendete delle ſemenze polverizzate di ra
za che perciò ne ſia impedito il loro effet pe nell'oſſimele in forma di gargarismo, e
to . E acciocchè non abbia cattivo odor l' produranno un effetto aſſai buono aiutando
eſcremento , nutrir ſi dovranno li cani per l'umidità. -
tre giorni di ſole oſſa. Per correggerla puz Ecco quì un altro gargarismo del quale
za dell'eſcremento umano, non ſi nutrirà io mi ſervo nella ſchinanzia, e che io ten
d'altro il voſtro Giovine per tre giorni che go da mio padre: .
di lupini alleſſi, acciocchè i di lui ſeceſſi Prendete ſpina d'Egitto, una dramma,
ſieno ben formati e legati; ſi mangiano per Irios e regolizia, mezza dramma di
ordinario queſti lupini in poca quantità con ciaſcheduno, -

del pane ben cotto, (xxigavans apaps.) cruſca di farina di formento, un


Si ſcarteranno i ſuoi due primi ſeceſſi, e - ºgno, a ,

ſi terrà il terzo per meſcolarlo col miele riſecche, una piccºla quantità,
dopo averlo ridotto in polvere. Galeno, Fi cinque o ſette datteri.
lagrio e moltº altri antichi Medici approva - Fatteli bollire nel vino fino al ribaſſo di
no queſto rimedio, e la ſteſſa eſperienza, un terzo, o nell'acqua; mettetevi un tan
che ne ho io fatta, ne autentica l'uſo. Ma tino di miele , e fate prendere queſto de
li moderni hanno ribrezzo dell'eſcremento cotto all'ammalato in forma di gargarismi
umano, e non adoprano ſe non quello di d'ora in ora. -
cane, il quale ſenza che abbia la ſteſſa puz Il rimedio ſeguente è aſſai buono, quan
za, produce in tal occaſione effetto non in do il male è nel più alto periodo:
feriore. Ma ſe non vi ſi voglia aſſogettar l' Prendete del rame bruciato o lavato, una
ammalato, ricorraſi ai linimenti preparati dramma.
con rondinelle, (Diachelidonium, di cui ve del nitro roſſo, due dramme.
- ,

daſi la compoſizione in Aezio ) come pur Fate che diano un bollo con del miele in
ai rimedi ne quali entra del ſommaco, e un vaſo di rame, e poi ſervitevene.
che producono un effetto mirabile: il primo L'aſſenzio miſto col miele ha pure il ſuo
ſi può meſcolar con una preparazione di ſu luogo in queſto caſo. -

go di noci. E' bene oſſervare che il Dia Altro rimedio per le ſchinanzie invetera
beſaſa è non ſolamente buono nelle malat te ſenza ulcerazione. - -

tie della gola, che in molte altre; perocchè Prendete d'euforbio, due dramme,
con lui ſi guariſcono gli ſconcerti dello ſto - -di miele, un quarto di foglietta, r.
maco e ief colon, e quando è miſto con Fate bollir il miele, e poi iungetevi
l'album gracum o collo ſterco bianco di ca l'euforbio. Fatene delle pillole, e
--- -
as" - - a
A NG - ANG 27
all'ammalato nell'albume d'un uovo: que ceſſata l'affluenza della materia, concioſac
fie muovono il ventre ſenza sforzi, e pre chè fin tanto che queſta va verſo le parti
vengono la foffocazione . Lo ſteſſo rime affette, ſono più a propoſito gli aſtringenti,
dio è pur efficaciſſimo contra le infiam e li ripercuſſivi, che gli attrattivi. Ma ceſ
mazioni, le quali provengono da umori fiſſi ſata l'affluenza, e volendo eſſer diſſipata la
e viſcoſi, o che non ſono accompagnate da materia, è meglio metter in uſo le vento
ulcerazione. - - ſe, e li fomenti , ed applicar dei cataplas
In quanto al ſalaſſo, convien la prima mi; perocchè ſgombro che ſia il corpo dei
coſa ricorrer a lui nella ſchinanzia, ma non cattivi umori, non v'è più timore che va
contentarſi d'uno ſolo; perocchè le replicate dano verſo le parti affette; ed è certo, che
miſſioni ſono più proprie a ſcacciar la cau le ventoſe han la virtù di attraer la mate
fa del male dalle parti affette; per la qualria peccante, che ſola produce il pericolo
coſa devefi ſalaffar l'ammalato tre o quat dalle parti interne verſo la ſuperficie del
tro volte, uſando ſolamente l'attenzione di corpo e - - - , - - - -

fermar il ſangue prima ch'ei cada in deli Si può applicar all'eſteriore della lana ba
quio ; imperciocchè la coſa più pericoloſa gnata nell'olio o dei ceroti emollienti pre
nella ſchinanzia è la ſincope, la quale fa barati con della cera, del butirro, e del
ſpeſſo che tutti gli umori vadano verſo le graſſo d'occa.
parti interne. Se dopo il ſalaſſo nulla vien Convien far uſo di cataplasmi atti a diſ
meno l'infiammazione, e che i meati dell' ſipar l'infiammazione, che ſi prepareranno
aria, e degli alimenti, (la trachea-arteria, per eſempio con della farina d' orzo , dei
e la faringe, ſiano mai ſempre otturati, ſemi di lino, e dei datteri, bolliti nell'ac
non ſi tardi un momento ad aprir le vene qua, o del Zafferano, e delle micche di
ſublinguali lo ſteſſo giorno ſenza rimetter l' pane bolliti inſieme , laſciando quelli che
cperazione all'indomani. Io ſteſſo ho ſalaſ non fanno che rilaſſar o ripercuoter violen
fato un'ammalato in una grande urgenza di temente. Se l'infiammazione è inveterata,
molto buon mattino, e gli aperſi le vene ſu ed oſtinata , ſta bene aggiungervi dei fighi
blinguali ſul far del giorno, e ſulla ſera die ſecchi, del lapazio, del graſſo e qualche po
di una purgazion di ſcamonea nella crema co di nitro, dovendoſi richiamar fuori la
d'orzo ; e adonta di tutti queſti eſpedienti materia, ed aiutar la natura, che perciò ſi
ebbi della pena non poca a rallentar la ſof affatica. - -

focazione prodotta dall'infiammazione - Ad Le infiammazioni degeneranti in fcirro e


un altro dopo averlo ſalaſſato da tutte due inveterate van fomentate con un decotto cal
le braccia ordinai lo ſteſſo giorno dieci gra do di camomilla o di brsmalva, che pro
ni di ſugo di cattepuzza ſpremuto di fre durrà aſſai più effetto, maſſime quando gli
fco, mentre era ancor liquido. Deveſi tener umori ſon freddi, oſtinati e ſituati profon
queſto metodo con quelli che ſono d'un tem damente, ſe vi ſi aggiungono delle bacche
eramento forte, nel vigor dell'età, quando di alloro. - - -

i" violenza del male loro non laſcia alcu In quanto alla dieta, non ſi nutrirà l'am
na tregua, e vuole un pronto ſovvenimen malato che d'idromele, il quale produce da
to . Ho aperto ancora le vene iugulari in sè ſolo tutti li buoni effetti , che ſi ponno
luogo delle ſublinguali, quallora mi parve deſiderare, attenuando e purgando per ſe
meglio, e così reſtò aſſai ſollevato l'inter ceſio e per orina. Lo ſteſſo è ſpezialmente
mo. Feci ſalaſſar parimenti nella vena del a propoſito nelle fluſſioni di petto e di pol
piede una Donna, che aveva i ſuoi mettrui moni, allorchè ſono aſſai oppreſſe queſte
ſoppreſſi, e queſta era appunto l'origine del parti, e che ſi può temer un'infiammazio
fio male, dende derivò a lei un doppio van ne, una peripneumonia o la ſynanche . Si
taggio, imperocchè i ſuoi meltrui vi ſi mi darà dell'idromele all'ammalato finchè l'im
fero nel loro corſo, e fu liberata dal male. fiammazione diminuiſca , e ſia più libero il
La ſteſſa coſa ſi dovrà fare cogli uomini reſpiro , e tre giorni dopo della crema di
ſoggetti alle moroidi. – . decotto d'orzo, nulla meno efficace dell'i
--

In queſto male ſono pur utili le vento dromele, perocchè deterge, ſcioglie e nutri
fe, ma non convien praticarle ſe non dopo ſce, e rallenta il calore, e l'infiammazione.
IO 2 Atte
28 A NG A NG
Attenuata che ſia la materia, e ſcemato il quando è troppo grande, genera un' emor
calore, diaſi all'ammalato qualche tuorlo d' ragia talor funeſta . Tulpio è dei primi a
ovo, ma in piccola quantità, poichè il trop rigettar queſto metodo, e per ragion adduce
po alimento mette in pericolo l'ammalato che il ſangue è in queſto modo ſpinto ver
di reſtar ſoffocato . In un tal caſo non ſi ſo un luogo di natura anguſto, onde è facile
traſeuri alcun mezzo per prevenir l'infiam la ſoffocazione. Altri ſiccome Zacuto Luſi
mazione che è piuttoſto prodotta dall'abbon tano, Hiſt. Med. Princ. Lib. I. Hiſt.76. Joan.
danza che dalla ſcarſezza di nutrimento. Steph. in Hipp. de Struct. Hom. Tralliano e
TRALLIANo, L. IV. -
Freindio nei ſuoi Commentari ſugli Epide
Di quelli ſi diſpera, al dir d'Ippocrate, mici d'Ippocrate, militano per l'apertura
quando dopo un attacco di ſoffocazione in delle vene jugulari eſterne, maſſime quando
queſto morbo, loro ſi copre la bocca di ſchiu il male è diſperato, e che ſi teme la ſof
ma. Guariſcono alcuni col far loro inghiot focazione . Altri ſiccome Platero , Amato
tire a ſtilla a ſtilla dell'aceto con del pepe, Luſitano, Zacuto Luſitano raccomandano le
o dei ſemi d' ortica peſti nell'aceto il più ſcarificazioni ſulla nuca del collo e ſotto il
forte : ma poichè ſi è renitente in prender mento. Vuol Riolano che le ſi facciano at
queſto rimedio, ſi verrà a coſtringerli colla torno della laringe, e Capivacci con Hol
Forza . Quando è paſſata la roſſezza della lier, che ſi mettano delle ſanguiſughe dietro
i" , ſi aprono incontamente gli occhi, e ſi gli orecchi e ſopra il collo. -

i ſente ſtar meglio. Gli ſteſſi mezzi uſar ſi Conſiglia Ippocrate di purgar l'ammalato
devono con chi fecero naufragio, e in ſom dopo il ſalaſſo, per attirar gli umori verſo
ma con chiunque è preſo da ſoffocazione, le parti baſſe, e così ſcaricarli: a tal effet
a fine di rianimar il loro calor naturale. to ſi adopreranno dei catartici niente acri,
PAoLo EGINETA, L. III. c. 27. nè in forma di polvere o di pillole, ma
Varia è la maniera di trattar queſto ma compoſti di droghe le più dolci che ſi poſſa
le giuſta le varie ſue ſpezie , e le cau trovare, e di una forma liquida. E per ef
ſe di ciaſcheduna, e nel conoſcerle porrà il fettuar nel tempo iſteſſo queſte due coſe, cioè
Medico ogni più ſeria attenzione , per ap ſcaricar gli umori ſuperflui, e temperar e
plicarvi gli opportuni rimedi. Quindi appe raddolcir inſiememente gli umori acri e ſal
ma ſi può arguire da ſegni fidi, che ſi for ſi , ſarà bene ordinar "ai un de
mò nella teſta un ammaſſo di ſangue, che cotto di due once di manna, e d'una dram
non ſolo aumenti l'infiammazione, ma pro ma e mezza di nitro antimoniato, in dieci
duca altresì dei triſti ſintomi, la prima mi oncie di ſiero . S egli non può niente in
ra del Medico ſarà di ſvolger l'impeto del ghiottire , gli ſi darà un lavativo di latte,
ſangue dalla parte affetta aprendone la vena di miele, d'olio di mandorle dolci, di ſal
vicina; imperciocchè su queſto ſolo rimedio commune e di nitro. - -

li Medici tanto antichi che moderni hanno Dopo aver ſgombrato, come fu detto, il
in ogni tempo fondato la principal ed uni corpo del ſangue ſuperfluo e degli umori im
ca quaſi ſperanza di riconfortar l'ammalato. puri , ſi farà ogni poſſibile di riſolver gli
Sentiamo ſopra di queſto Ippocrate, il quale umori ſanguigni oſeroſi, otturanti li vaſi per
nel Libro ſuo de Loc. in Hom. Seci, 1. ordina via di rimedi idonei interni ed eſterni, ca
la cura della ſchinanzia come ſegue. , Con paci ancora di mitigar il calor della febbre.
» vien ſalaſſar dalle braccia, e dai piedi A queſto effetto il meglio di tutto è l'uſo
», quelli che hanno una ſchinanzia procedu frequente d'un miſcuglio diaforetico e ano
, ta dal ſangue raccolto e coagulato nelle dino, di acque antispasmodiche, e proprie
» vene del collo, e proccurar loro ancora a facilitar la traspirazione, come ſono quel
, dei ſeceſſi, per alienar e ſcacciar il fomi le di fiori di zambuco, di tiglio, di prima
, te del male.” Ma non già tutti s'accor vera, d'acacia, di ruta, di foglie di cardo
dano intorno il ſito, e la maniera, onde benedetto, di ſcordio, ( quercivuola acqua
procedere. Conſigliano molti di aprirle ve tica) con del diaſcordio, coll'antimonio dia
ne ſublinguali, ed altri vi ſi oppongono, foretico, e il criſtallo minerale, l'aceto,
perchè non eſce in tanta copia il ſangue, ſe
a - cogli occhi di gamberi, e col ſiropo di pa
non ſi prattica un'apertura ben grande, e paveri roſſi: le pozioni umettanti e ſtempe
Ianti ,
- -

A NG ANG 29.
ranti, ficcome il fiero dolce od acre, e pre pratticar il falaſſo, il quale ſe ſervì mai a
parate col ſugo di cedro, e col zucchero, ſalvar un ammalato, queſta ne è l'occaſio
colla tiſanai orzo nettato, colla radice di me. Ma vi vuol preſtezza, perchè non v'è
ſcorzonaria, e la polvere di corno di cervo tempo da perder. L'apertura delle vene ju
col ſiropo di ſugo di cedro; l'acqua di cru gulari ſolleva aſſai l'ammalato; ma poſto
ſchello, e il latte iſteſſo miſto con ugual che queſta ſia impratticabile, ſi apriranno
quantità d'acqua e qualche poco di zucche le ſublinguali ; guardando prima di aprir
ro e di nitro, bevendone in quantità, fan quella del braccio. Quando la ſchinanzia,
no al noſtro caſo mirabilmente. ſanguigna è unita alla febbre d'Ungharia,
Nella ſchinanzia , morbo cotanto perico quando ſi teme un acceſſo di freneſia, e che
loſo, ſoccorrer convien l'infermo più che ſi l'infermo ſia tanto debole da non potergli
può con dei topici, applicandone i den cavar troppo ſangue, gli ſi apriranno ſenza
tro la bocca, altri ſul collo e fulla ftrozza, più le vene ſublinguali : ma quando queſto,
a fine di moderar il dolore, e il calore dell' male è prodotto da un umor acre e cauſtico,
infiammazione, temperar l'acrità degli umo che ſi attacca alle tuniche nervoſe della laringe
ri, e riſolver la ſpeſſezza dei ſughi invilup e della faringe, e che l'infermo non è pletorico,
pati nel paſſaggi anguſti dei vaſi. H topici ſi ſcarificheranno le parti poſteriori del collo
più ordinari ſono i cataplasmi fatti di dro e quelle che ſono ſotto il mento o ſi appli
ghe anodine e diſſolventi, ſiccome i fiori di cheranno le ſanguiſughe. Quando il tempe
zambucco, di meliloto, la camomilla ordi ramento è flemmatico e cacochimico, e che
naria, il taſſobarbaſſo, le radici di gigli bian la troppa ſeroſità viſcoſa genera dei tumori,
chi, i fighi, il Zafferano , i ſemi " dei dolori ed una lieve infiammazione nella
e di finocchio, la farina di ſemi di lino bol faringe, e nelle parti eſterne del collo, pre
lita nel latte, al che aggiungono alcuni, feribili ſono al ſalaſſo le ſcarificazioni della
come ſpecifici , dei nidi di rondinelle, e l' nuca del collo e delle ſpalle. -

album gracum. Al fine medeſimo ſervir poſ Nell'uſo dei topici è neceſſario riflettere
ſono gli empiaſtri lenitivi, ed emollienti, alle varie ſpezie d'infiammazioni che vengo
ſiccome il diachylon ſemplice, od un em no nella gola, e a ciaſcheduna opporvi il
piaſtro di meliloto ammollito nell' olio di iù conveniente. Quindi quando queſta in
mandorle dolci, il quale vieppiù di forza i" ardente e doloroſa, il giuleb,
acquiſterà col meſcolarlo col bianco di ba be fatto col ſiropo di roſe, col nitro, e con
lena, col zafferano e colla canfora. Io non qualche poco di canfora è aſſai giovevo
farei mai le infezioni dove riſiede il dolore, le . La gelatina di corno di cervo purifi
l'infiammazione e la ſiccità. Baſta che l' cata nella maniera dovuta coll'albume d'un
ammalato ſi lavi la bocca di volta in vol ovo, condita con zucchero e ſugo di mela
ta con qualche liquor caldo, che ſi può pre ranei della China, e preſa ad intervalli, ſol
arar col ſiropo i more, col robo di zam lecita la guariggione. Se il fondo della gola
i", col ſiropo di limone, di papavero è arſiccio ed infiammato, la lingua gonfia,
roſſo, di viole, con della mucilaggine di ſe la deglutizione, e la reſpirazione difficili, ſi
menze di cotogni, con della crema, e del preparerà un gargarismo con due onde di
criſtallo minerale, che conforme le circoſtan albume d'ovo sbattuto nell'acqua, con un'
ze ſi può meſcolar col latte, con un decot oncia d'acqua-roſa, col ſiropo di melagrani,
to di regolizia o di fighi o coll'acqua di e di more, mezz'oncia di ciaſcheduno, e
cruſchello : l'olio freſco di mandorle dolci con dodeci grani di criſtallo minerale, al
miſto col bianco di balena, col zafferano e quale ſi aggiungerà , ſecondo le circoſtanze
col ſiropo di viole, unito coll'acqua di cru 2o, o 3o goccie di qualche liquor anodino.
ſchello, e tenuto qualche tempo in bocca, Si ungerà parimenti la parte poſteriore, e
non la cede in virtù agli altri rimedj. anteriore del collo con dell'olio canforato che
ſi preparerà con un'oncia d'olio di mandorle
Precauzioni e oſſervazioni prattiche, dolci, due dramme d'olio di papaveri bian
chi, e mezz'oncia di canfora. - -

., Quando la ſchinanzia è ſanguigna, e che Quando la ſchinanzia è interna, e che è


il corpo è pletorico, convien prima di tutto accompagnata da un gran calore, ci ſi lavi
v
3o A NG -
A NG
di tratto in tratto la bocca con del latte, ſi prepara con un'oncia di cremor di tartaro
da cui non ſiaſi levato il fiore ; vi ſi ag e di nitro, mezz'oncia d'allume bruciato,
giungerà del criſtallo minerale, e del firopo il tutto diſciolto nell'aceto diſtillato, e poi
di papavero ſalvatico, e ſi beverà del ſiero conforme le regole criſtalizzato. Si farà ſcio
in gran copia. Nell'infiammazione dell'eſo gliere una dramma di queſto ſal così prepa
fago, che ſpezialmente ſegue nel fervor del rato con due dramme di miele in cinque
le febbri maligne, ſi adoprerà una polvere oncie d'acqua di piantaggine, e con queſto
compoſta d'una dramma di nitro, di tre liquore ſi ſi laverà di frequente la bocca, e
grani di canfora, e di un'oncia di zucchero vi ſi farà di tratto in tratto qualche injezio
con una emulſion di mandorle dolci, pren ne con una ſeringa. -

dendone interiormente, ungendoſi eſterior Nei tumori infiammatori della faringe, e


mente, e tenendone per qualche tempo in delle ſue glandule ſi ha gran ragion di pre
bocca - Quando proviene l'infiammazione ferir gli empiaſtri emollienti ſopradeſcritti
per aver reſpirato le eſalazioni acri de me ai cataplasmi, de quali rare volte mi ſervo
talli, del minerali, della calce viva, e del per più motivi: ma in loro vece ordino un
mercurio, non fi uſeranno nè purgativi nè decetto di piante emollienti preparato col
ſalaſſi , ma umettanti e raddolcenti interni latte, e lo ferro in una veſcica. Coi garga
ed eſterni, come per eſempio del latte, del rismi non ſi faranno iniezioni, perocchè per
nitro, dei cataplasmi quì ſopra deſcritti, e la violenza della confricazione irritano il do
dei lavativi. - - -- - -

lore, e l'infiammazione ; ſicchè fia meglio


Per diſcacciar quel violento dolore, che ſi
lavarſi la bocca con un liquore che ſervir
fa ſentir attorno la faringe, e la laringe, poſſa di gargarismo. Ma in caſo che di ciò
che produce la roſſezza, e una copioſa ſa far non vi ſia rimedio, ſe ne farà coll'ul
livazione, che è ſenza febbre, e che pro timo della dolcezza l'infezione per non pro
cede da una ſeroſità acre e ſalata, che ſi vocar il vomito. Si averà pur la mira di
attacca alle glandule di queſte parti, ſi non inclinar per didietro la teſta, per timor
dovrà gargarizzarſi , appena ſi fa quegli che cadendo mai quello ſulla trachea-arteria,
fentire, con dello ſpirito di vin del Re faceſſe reſtar ſoffocato. E poſto che alle parti
no o di Franconia - L'effetto di queſto ri affette vi ſia agglutinata molta mucoſità, ſi l
medio ſi atteſta da Vvaleo, Method. Med. ripeterà queſto rimedio. Finalmente in qua
p. I 12. , Se nel principio della ſchinanzia lumque affezion della gola non convien par
, ſi ſi gargarizza con dello ſpirito di vino, lare, perchè l'agitazion della lingua troppo
, da lì a tre ore ceſſerà l' infiammazione violenta , e troppo ſpeſſo reiterata non fa
2, della gola, per violenta che ſia, o ſi ado che irritar maggiormente il male. -

2, peri ſolo o inſieme con qualche altra coſa.” Suppoſto che i tumori della gola tendano
Per queſta ragione vuole Marziano, che ſi a ſuppurare, ſi potrà ſtimolarveli facilmente
uſino nella cymanche dei rimedi che ſiano ca coll'applicarvi un cataplasmo di fighi graſſi.
lidi di lor natura: e da per me ho oſſerva Quando il tumor infiammatorio delle amig
to , che ceſſar ſi fece in poco tempo una dali è pien di marcia, per me non ho tro
infiammazion della gola, facendo inghiottir vato coſa più operativa, che il miel roſato
all'ammalato a poco a poco otto, o dieci miſto collo ſpirito di vitriuolo, ungendo
goccie di ſpirito di vin canforato, dove ſi con lui tratto tratto il tumor con un piumino,
era fatto ſciogliere un gran di nitro. Rac col che ſi rabbaſſa e deterge il tumore, s'
comandano alcuni a queſto effetto un'eſſenza impediſce che ſi formi dell'altra marcia, e
di pimpinella fatta con dello ſpirito di vino. ſi ſtempera la materia che è troppo fiſſa -
Quando alle glandule del palato, e della Nelle afti che vengono ai fanciulli ſulla lin
faringe ſi attaccano molti umori impuri, e gua, e vi cagionano del dolore ed un ardo
feroſi, vi vogliono frequenti purgativi com re ſi ungeranno di quando in quando le pu
poſti con della manna, del rabarbero, del ſtule col fior di latte, miſto con qualche po
tartaro, e dell'uva di Corinto. Utile in que co di nitro, queſto è un rimedio efficacifi
ſto caſo è parimenti il gargarismo deſcritto mo per ſedar il male . Giova talvolta per
da Zebelio nella ſua Tartarologia, la cui ba diſcioglier gli umori viſcoſi, e per impedir
fe è il ſale ch'ei nomina Pharyngeum, e che ne la troppa affluenza, applicar del vitriuolo
bianco
A NG A NG 3I
bianco disfatto nell'acqua Piºvºnº , o che
to d'erbe emollienti. Con queſti rimedi ſi
è anche meglio nell'acqua roſa o di fiori maturò il tumore, e ſi aprì quella not
di zambuco. - - -
te, ſenza che ſe ne accorgeſſe l'ammalata.
Acciocchè non ritorni, come pur tr Ma poichè venne probabilmente la materia
ſuccede l'infiammazion della faringe, ſi ſchi a cader ſui polmoni, così ella fu per ſoffo
verà con diligenza quanto fu da noi detto carſi. Per prevenir queſto accidente, le ſi
ch'era capace di generarla. Convien ſpe diede dell'acqua d'iſſopo con dell'eſſenza di
zialmente tener viva la traſpirazione, guar caſtore, e della regolizia, a cui ſi aggiun
dando la teſta, e il collo da qualſiſſia fred ſero alcune goccie di ſpirito di corno di cer
do, perchè gli umori, e la materia acre, vo unito coll'ambra, ed un'infuſion d'erbe
che dee ſortir per mezzo i pori, non abbia pettorali in forma di thè. Sudò ella per tut
a rientrar nel corpo, ed a fermarſi nella ſo to il corpo, e ſi ſgravò almeno ſei volte al
ſtanza della faringe. Si ſi aſterrà parimenti giorno per ſeceſſo d'una materia tenace, e
da tutto ciò che può metter gli umori in viſcoſa con dolori di ventre terribili . Te
moto, guardando di non gridar troppo for mendo il Medico la natura maligna di que
te per non richiamar gli umori nelle parti ſta diarrea, volle arreſtarla, dandole un elet
ſuperiori. Suppoſto che il corpo fia pletori tuario compoſto di diaſcordio, di conſerva di
co, è ſempre bene pratticar a buon ora il roſe, di pietra ematite, e di noce moſcata.
ſalaſſo, ed eccitar le conſuete evacuazioni, Ceſsò ſul fatto il fluſſo di ventre, ma le ſo
quando eſſe non tengono il corſo lor ordi pravenne il ſinghiozzo, un calor avvampan
te in tutta la region dell'eſofago, uno ſpu
nario. Si terrà ancor libero il ventre, pren
dendo di quando in quando un leggier pur tar di materia viſcoſa, ed una gran debolez- a
gativo, per diſcacciar le materie impure, za. Si chiamò un altro Medico, e queſti at
che ſono nel corpo, e ovviar che non va tribuì queſti accidenti alla ſoppreſſion del
dano verſo le parti ſuperiori. fluſſo di ventre, e le conſigliò di pigliar del
-

le pillole di mirra eletta, di diagredio zolfu


- I st o R 1 A PR 1 M A. reo, di mercurio blando, di zafferano, di
caſtoreo, e di ſal d'ambra in un veicolo cal
Si eſpongono molti caſi in conferma, e di do. Queſto rimedio ceſſar fece non ſolo il
lucidamento di queſta dottrina. - ſinghiozzo, ma rinovò l'eſcrezion della ma
teria ſeroſa per diſſotto, e in queſto modo ſi
Una Donna in età di 3o. anni, di tem rimiſe a poco a poco l'inferma, fino a ripri
peramento bilioſo, e aſſai ſoggetta ai reumi ſtinarſi nella ſua ſalute.
ed al catarro , non ſi guardando di eſporſi R I F L E ss I o N E.
d'autunno uſcendo di letto al freſco dell'a
ria, ſenza prima coprirſi di qualche coſa, fu “Non è coſa ordinaria, che un fluſſo di
da un reuma aſſalita , accompagnato da un ventre pituitoſo e feroſo abbia guarito l'infiam
cocente calore, e da un dolor nella gola. mazion della gola, e che la ſoppreſſione del
Faceva ella fatica a parlare ed inghiottire, medeſimo abbia prodotto ſintomi sì funeſti,
e nella notte era il ſuo polſo più del biſogno e che queſti ſiano ceſſati col ritornar di quel
agitato - Ceſſatile i meſtrui, la ſi ſalaſsò dal lo. Accade ſovente nelle infiammazioni del
braccio, e le ſi diede poi un lavativo, che la faringe che l'eſofago, e per fin lo ſtoma
non le portò un frutto immaginabile. Così co ſembrino affetti dall' iſteſſo male . Ho
acuti erano li dolori che la tormentavano, ſpeſſe volte oſſervato, che le afti intaccano
che non poteva ſoffrir li gargarismi. Trat l'eſofago e lo ſtomaco; il che ſi conoſce dal
tanto ſi accrebbe talmente l'interna ed eſter l'ardor che ſi ſente in queſta parte, e che ſi
na gonfiezza della gola, che vi mancò po ſtende fino al diaframma. Quando è ciò ſuc
co che non ſi ſoffocaſſe. Scemò però qualche ceduto, non puotero gli ammalati ſoffrir i
poco la gonfiezza il quinto giorno, e ſi mi rimedi ſalati , acri e caldi , ed io mi ſon
tigò il dolore. Le ſi applicò eſteriormente ſervito d'un decotto d'orzo, di vena, dira
ſul collo un empiaſtro emolliente di meliloto pe ſecche in forma di thè con del latte, che
e di zafferano, ſovraponendovi dei pannolini fece ceſſar l'ardore, l'arſità, e i dolori in
caldi, e le ſi diede per gargarismi un decot commodi, ch'eglino provavano st" il
la
32 A NG A NG
diaframma. Ho pure oſſervato nelle febbri a Is To R 1 A III.
ardenti, che l'infiammazion dello ſtomaco
prodotta da qualche veleno, o da purgativi Chiamati alcuni Medici per viſitar una
violenti, ſi è propagata alla faringe ed alli Donna, accortiſi ch'ella era impeſtata, le
muſcoli della laringe. Egli è dunque certo ordinarono le unzioni mercuriali, ch'eccita
che le medicine laſſative ſono di gran pro rono la ſalivazione. Nacque da ciò , che
fitto nelle affezion della faringe, e della boc ogni poco ch'ella in appreſſo ſi eſponeſſe al
ca, ſpezialmente quando ſono " queſte freddo ed alle nebbie, che montaſſe in col
parti d'una pituita craſſa e viſcoſa. lera, che prendeſſe cibi acri, che le ſi raf
freddaſſe le teſta, e che le ſi ſoſpendeſſero i
Is T o R 1 A II. meſtrui, veniva attaccata da un dolor acuto
e da una calor violento nella gola, d'intorno
TUn uomo in età di 6o. anni dopo una diu la faringe e la laringe, che non le generava
turna febbre quartana reſtò aſſai ſoggetto a per verità la febbre, ma le impediva la re
reumi, e a debolezze di ſtomaco. Poſtoſi in ſpirazione. Dormito avendo queſta femmina
viaggio di tutta notte con un tempo piovo in un appartamento baſſo, fabbricato di fre
ſo, fu ſorpreſo da un male, il quale permet ſco, e pieno di vapori di calce, fu non ſolo
tendogli l'uſo degli alimenti ſolidi non gli ſorpreſa da un mal di teſta, ma eviandio da
laſciava inghiottir i fluidi ſenza grande ſten un ardor, e da un dolor violento nella gola
to , e ſenza vomitar da lì a poco molta e nel collo, accompagnato da ſmanie, i
femma. La gola nel didentro era qualche difficoltà di reſpirare, da dolori e dalla feb
- coſa roſſa, ma al difuori non ſi vedeva gon bre. Si venne a chiamarmi , e poichè non
fiezza; il che mi fece giudicar che l'epiglot vidi troppo gonfi li vaſi, non la volli ſalaſ
tide, la quale chiude l'orifizio della trachea ſar, ma le feci applicar ſolamente ſul collo
arteria, foſſe gonfia e coperta d'una ſeroſità un cataplasmo di farina di ſemi di lino, di
viſcoſa, che gl'impediva di poter chiudere fiori di zambuco, di fighi, di zafferano, d'o
eſattamente l'orifizio ſoggiacente ; laonde lio di mandorle dolci, e di latte. Le ordi
ſcendeva il liquore nella trachea-arteria , e mai parimenti un lavativo di latte con del
produceva i già detti accidenti. Perciò gli nitro, del ſal commune , del miele, e dell' i
feci applicar eſteriormente dello ſpirito di vino olio, e per bevanda del latte miſto con una :
canforato, e gli ordinai di lavarſi la bocca di mezza parte d'acqua d'orzo, o della tiſana
tratto in tratto con dell'acqua di fiori di zam
ove miſi una quantità conveniente di nitro,
buco miſta con dello ſpirito di ſalarmoniaco e di ſiropo di viole, della quale ne bevè in
e dell'eſſenza di zafferano, e di prendere ogni gran copia, e che ſpeſſo ritenne in bocca, e
iorno delle mie pillole (d'aloè con dei bal così ceſsò il male in poco tempo. Le conſi
amici.) Ceſsò il male dopo qualche giorno gliai per prevenirle frequenti ricadute, a cui
con queſti rimedi, e ſi riſanò l'ammalato. andava ſoggetta, di bevere per un meſe alla
R I F L E ss I o N E . lunga le acque di Spa, o di Seltz con del
latte, e gargarizzarſi la bocca ogni mattina
La difficoltà d'inghiottir gli alimenti ſoli icon dell'acqua d'archibuggiata, od un de
di e liquidi è un ſintomo proprio della ſchi cotto di piantaggine nel vino. -

nanzia; perocchè quando il tumore occupa R I F L E ss 1 o N E. -

l' ingreſſo dell' eſofago, ed è ampio abba


ſtanza da poterlo reſtringere, ei non permet Sopravien facilmente la ſchinanzia quando
te che d'inghiottir dei fluidi : ma ſe queſto tutto il ſiſtema delle glandule, e dei vaſi del
tumore vien a formarſi nell' ingreſſo della la gola è indebolito, e nell'atonia, ſiccome
trachea-arteria chiuſa dall'epiglottide, gli ali ſpeſſo ſuccede dalla ſalivazion mercuriale .
menti ſolidi comprimendo queſt'ultima che Perciò quando ſi fu una o due volte da que
è gonfia, cadono nell' eſofago ; mentre i ſto male attaccato, e che non ſi pensò di ri
fiuidi che ſono men gravi s'inſinuano per l' mediarvi con vitto, e con rimedi opportu
apertura laſciata dal tumor nella trachea ni, ritorna di nuovo al gridar troppo forte,
arteria, e vi producono non lievi incom ad un trasporto di paſſione, ad un ecceſſo di
bever vino, ed all'eſporſi al freddo. Per non
avervi
A NG A NG 33
avervi a ricader, il meglio di tutto è guarir de inappreſſo un purgativo compoſto di ſi
perfettamente queſto morbo al primo ac ropo purgativo di roſe, di cremor di tartaro,
ceſſo, acciocchè non danneggi le parti, che di diagredio e di rabarbero, che lo fece an
poi ſi ſtenta a riparare. - dar prè, volte del corpo. E oltre a tutto ciò
- Is To R 1 A IV. e- ſe gli fece lavar di ſovente la bocca con dell'
acqua piovana, in cui ſi aveva diſciolto qual
V'era un Gentiluomo, ch'io conoſceva, che poco di nitro, di vitriuolo e di zucche
in età di 5o anni in circa, di un temperamento ro, per renderla più aggradevole ; ſicchè ſi
ſanguigno, malinconico, ma forte, a cui non guarì in queſto modo in pochiſſimo tempo
ſi era mai tratto ſangue, e che ſtava beniſ un morbo cotanto pericoloſo,
ſimo, benchè non aveſſe moderazione nel
far uſo della birra, e di liquori ſpiritoſi. R I F L E ss 1 o N E.
- - . -
-
-
-

Conteſe queſt'uomo con ſua moglie, e av L'origine di queſta terribile malattia me


vampando dalla rabbia fu aſſalito da un vio rita la noſtra attenzione , perocchè fu pro
lento mal di teſta , che gli gonfiò terribil dotta da un ammaſſo di ſangue nel capo.
mente le arterie , gl' infiammò il volto, e per rimediarvi ſi adoprarono degli aſtringen
gli occhi gli sfavillarono. Paſſava le notti ti, i quali ſcacciarono il ſangue verſo le
ſenza prender ſonno, e sì gagliarde gli bat parti interne e la gola, dove accorrendo in
tevano le arterie , che gli pareva che gli gran folla ceſſò di ſcorrere e così princi
martelaſſero il capo. Gli fu applicato un piarono il calore e gli altri ſintomi. Si può
cataplasmo di micche di pane , di bacche giudicar della qualità ripercuſſiva ed aſtrin
d'alloro, e di ginepro con dell'aceto roſa gente dell'albume d'ovo coll'allume sbat
io sia fronte e ſulle tempie gli fu ap tuto dal farne uſo nei mali degli occhi.
plicato per conſiglio di una vecchia dell'al Communicando tra di loro i vaſi non ſi può
bume d'ovo battuto con dell'allume. Dopo dubitar che contraendoſi le parti eſterne, non
aver l'ammalato fatte uſo per qualche tem ſi contraggano ancor le interne. Prevenuta
po di queſto rimedio, ſi lagnò d'un dolor però la ſtagnazione del ſangue col ſalaſſo, e
acuto nella gola, di una difficoltà d'inghiot co' diſſolventi interni ed eſterni, venne il
tire, e d'una debolezza di reſpirazione. Gli male a terminar felicemente. Se v'è occa:
ſi gonfiò a diſmiſura la lingua, divenuta ne ſione, in cui coglier ſi debba il punto favo
ra e arſiccia; dimandava continuamente da revole, egli è principalmente nelle conge
bere, violento era il ſuo polſo, e la pena ſtioni infiammatorie, perocchè traſcurandone
ſua di reſpirare non lo laſciava ſtar corica lo disfantamento, producono una corruzion
to. Per diſſipar queſti ſintomi infauſti ſi prat funeſta, che preſto degenera in sfacelo.
ticarono i rimedi ſeguenti con felicità di HoFFMAN, Med. Ration Syſtem. -

ſucceſſo . Se gli fece un ſalaſſo fortiſſimo,


ſe gli diede un lavativo , e ſe gli applicò Fatto riferito da ILDANo.
ſul collo un cataplasmo di ſterco di cane, Lo ſcorſo Autunno il Signor Giovanni
di nido di rondinella , di fighi, di cipolle Merulam Eccleſiaſtico, ſoggetto commenda
arroſtite, di fiori di zambico, di camomil bile non meno per il ſuo ſapere che pel ſuo
la, di rmeliloto, di ſemi di cumino, di ni merito, fu tormentato per due meſi da una
tro, e di canfora con dell'acqua di fiori di violenta diſſenteria, dalla quale quaſi del
zambuco, e del vino, fattolo prima riſcal tutto libero, eccolo di nuovo attaccato, ſen
dare. Se gli fece inghiottir ſpeſſo alcuni cuc do io aſſente, da un male ben più perico
chiari d'un miſto di fiori di zambuco, e d' loſo del primo, perocchè eſtenuata la natura
acquaroſa, due oncie di ciaſcheduno, di ace non meno dal male che dall'età ſua di 66,
to diſtillato, ſei dramme, di canfora 4 gra e più anni, non ebbe queſta la forza di eſpel
ni, il tutto diſciolto nell'olio di mandorle ler quelle puſtule, che vengono per ordina
dolci, e una quantità ſufficiente di conſerva rio ſulle labbra verſo la fine di queſto male,
di roſe . La bevanda ſua ordinaria era un' in una buona diſtanza, gettandole all'intor
infuſion di veronica, di fiori di zambuco, no dell'ugola , e della radice della lingua
e di radice di regolizia, con il che ſi rime con un dolore, e un'infiammazion non me
diò al pericolo della ſoffocazione. Se gli die diocre. Stando così fiſſa intanto la materia,
Ton, III. Med, -
E COil
34 ANG A NG
conſultò un'ignorante, che gli ſoffiò tre, o riſponde perfettamente a quella d'Ippocrate
quattro volte al giorno nella gola una pol e de' ſuoi ſettatori. - --

vere di pepe , e di zafferano, che gli ac i 1. Può venir queſto morbo in ogni ſta
crebbe il dolore, l'infiammazione, e la feb gion dell'anno, ma ſpezialmente tra la pri
bre, al di cui acceſſo cadeva tratto tratto mavera e la ſtate ; le perſone più ſoggette
in ſvenimento. Eſſo gli diede in tai circo al medeſimo ſono li giovini , li ſanguigni,
ſtanze, credendo di guarirlo più preſto, e e quelli che ſono roſſi di pelo. Il ribrezzo
più ſicuramente, una pozion purgativa, che n'è il ſuo principio, e a lui ſopragiunge la
gli operò per il vomito, e per ſeceſſo, e che febbre, e dietro ſubito a queſta un dolore,
altro non era che antimonio, da quel che e un'infiammazion di gola, la quale , ſe
ſi può arguir dagli effetti. Appena mi ſi ven pronto non vi ſi porta un rimedio, impedi
ne a chiamare, mi portai dall'ammalato ſce d'inghiottire e di reſpirare; l'infiamma
con tutta la fretta, e lo trovai agonizzan zion, e la gonfiezza dell'ugola, delle amig
te, mentre aveva appena lena da reſpirare, dali, e della laringe mettono l'ammalato in
ed era in un anſamento terribile. Aveva la pericolo di venir ſoffocato . Queſto male è
lingua, e la gola ſi gonfie, che non potea aſſai terribile, e cagiona talvolta la morte
reſpirar, nè trangolar un pocolin di brodo, nello ſpazio di poche ore; e queſto ſuccede
che non ſentiſſe dolori tremendi accompa quando una gran quantità di materia ſi por
gnati da un'agitazion involontaria, e con ta per una metaſtaſi nella febbre, verſo le
vulſiva di tutto il ſuo corpo. parti ſuddette, e ſe non vi ſi rimedia per
Ecco quì come mi adoperai per guarirlo. tempo con rimedi opportuni. . . .

Lo feci prima gargarizzar con del latte mun 2. Quanto all'ordine ch'io tengo nella cu
to di freſco dalla vacca, e lavarſi tratto trat ra, cavo all' ammalato molto ſangue dal
to la bocca con dell'acqua d'orzo, di roſe braccio, e ſuſſeguentemente dalle vene ſu
e di ſcabbioſa, miſta con del miel roſato, “blinguali; gli founger le parti infiammate
facendogli prender ogni ora un poco d'olio con del miel roſato carico aſſai di ſpirito di
di mandorle dolci. Gli feci unger tre o quat zolfere, e gli ordino un gargarismo, non
tro volte il giorno e talora anche la notte, già per uſarlo conforme il ſolito, ma per
“la gola, il collo, e il petto con dell'olio di tenerlo in bocca fin ch'egli è caldo, repli
igli bianchi, e di mandorle dolci, applican
i" ſopra della lana graſſa e calda. Per via cando ſovente la ſteſſa coſa. Si può vederla
ricetta di i" gargarismo nell'ultimo pa
dei lavativi ſi richiamò abbaſſo la materia, ragrafo dell'articolo Albumen . -
che per violenza di dolore era andata verſo Faccio prender ancora ogni giorno all'am
le parti affette. Dopo una cura di queſta malato l'emulſion ſeguente, o tal altra sì
ſorte per lo ſpazio di 30 ore in circa, l'ab fatta. - - - - - - - - - -

ſceſſo ſi aprì nella gola, e per la bocca ſca Prendete mandorle dolci peſte, ſette, -
ricò una materia putrida. - , ſemi di mellone, è mezz'oncia di
Sul fatto ſcemò il dolore, più libera gli ſemi di zucca, ciaſcheduno.
divenne la reſpirazione, e potè ſorbir qual ſemi di papavero bianco, due dram
che poco di brodo. Finalmente ricuperò la - 772e . -

ſanità in un modo miracoloſo, e contra l' Peſtateli inſieme in un mortaro di marmo


eſpettazion di tutti quelli che pocº anzi lo verſandovi ſopra a poco a poco, una fogliet
avevano veduto in uno ſtato sì deplorabile, ta e mezza di decotto d'orzo. Meſcolateli
cioè col lavarſi di frequente la bocca con
della tiſana d'orzo, prendendo ogni quando
qualche poco di idroſato, regolandoſi nel
vitto, e uſando rimedi riſtoranti ; gode a
inſieme come conviene, e dopo averli ſcol

-
lati, aggiungetevi,
- d'acqua roſa, due dramme,
... -
-

di zucchero bianco, mezz'oucia. -


|
queſt'ora l'intiera ſua ſalute benchè di 7o. Fate prender quattr'oncie di queſta emul
anni, e fa quanto gli s'incombe con ſuo gran ſione all'ammalato ogni quattr'ore. .
piacere, e a gran vantaggio della Chieſa. Queſto rimedio, aggiungendovi del nitro,
ILDANo, Cent. III. Oſſerv. 27. . diverrà molto più efficace. -
Egli è mio dovere riferir quì li ſentimenti 3. Il dì ſeguente faccio un altro ſalaſſo
e la prattica del Dottor Sydenham, che cor al braccio dell'ammalato, quando la "
- c
- - - - -- - - --

ANG A NG
e la difficoltà d'inghiottire non ſi ſon mo trachea-arteria, ſi fa un'inciſione trasverſale
derate; e inoltre gli dò un leggier purgati infra due anelli ; ſicchè in queſto caſo non
vo, poichè dopo il ſalaſſo m'inſegnò l'eſpe già la cartilaggine, ma la membrana che
rienza ch'è aſſai neceſſario, e vantaggioſo. rinchiude, e uniſce in uno le cartilaggini,
Se anche dopo queſta nuova cavata, oltre la è quella che vien diviſa. Se l'Operator ha
febbre e gli altri ſintomi, ſi va a pericolo paura di qualche accidente, può dividerpri
di qualche altro accidente , coſa non ordi ma la pelle, tenendola diſteſa; di là paſſan
maria, ſi replicherà il ſalaſſo, applicando un do alla trachea-arteria, e ſeparando li vaſi,
buon epiſpaſtico tra le ſpalle. Si darà final ſe vi s'imbatte in qualcuno, farà l'inciſio
mente ogni mattina, finchè dura l'incom ne. A queſto aggiunge Egineta che Antyllo
modo, fuorchè quel giorno che ſi prende non per altro preferiva queſta maniera a
la medicina, un lavativo rinfreſcante, ed qualunque altra di far l'inciſione, ſe non per
emolliente. - - - - - aver lui oſſervato (facendola, cred'io, alla
- 4. Io gli proibiſco l'uſo di qualunque car ventura) che l'aria paſſava attraverſo con
ne, e dei brodi loro, non gli permettendo gran violenza e che la voce era interrotta.
che una pozion fatta d'orzo, di cruſchello, Quando non v'è più pericolo di ſoffogarſi,
di pomi cotti, e altre coſe sì, fatte per ſuo ſi riuniranno le labbra della ferita con una
nutrimento ; e per bevanda della tiſana, e futura, cucindo la pelle, ma non la carti
della birra leggere . E pur neceſſario che laggine, e poi dopo applicandovi dei buoni
ſi alzi l'infermo ogni giorno per poche ore; rimedi vulnerari. Se queſti non baſtano, ſe
imperciocchè il calore del letto aumenta la ne prenderanno di quelli che facciano creſcer
febbre, e tutti gli altri accidenti che l'ac la carne. E queſto metodo è da tenerſi con
compagnano, e ch'io proccuro di levar con quelli ancora che ſi tagliano le canne della
queſto metodo. SveeNHAM - º gola per darſi la morte.
-,
- - - a . - -
Eiſtero deſcrive queſta operazione nel mo
-

-.

-
- Della Eminema -
-

e
do ſeguente. Ciò ch'egli oſſerva intorno le
a
perſone appena annegate, merita che vi ſi
e Eſſendo la Bronchotomia d'un uſo parti faccia attenzione, mentre con queſto mezzo
colare nella ſchinanzia, mi parve proprio ſi può ſalvar la vita a non pochi, puntual
di darne quì mente eſeguendo quanto egli dice. s
riſpettivo ſuo laarticolo.
deſcrizione,
- anzi chea nel
3 ,-

Le- li bronchotomia , laringotomia e


Paolo Egineta, ſecondo il Signor Frein tracheotomia non ſono che tra di lor ſino
dio, fu il primo a deſcriver l'operazion del nime, altro non ſignificando che un inci
la bronchotomia. I Chirurghi noſtri miglio ſion della trachea-arteria, o di ciò che noi
ri, dice Egineta, ce ne danno la deſcrizio chiamiamo communemente la gola. Molte
ne, e ſpezialmente Antylo, il quale ſi eſpri e varie eſſer poſſono le cauſe, e le ragioni,
me in queſti termini . Queſta operazione, che rendano neceſſaria la detta operazione;
quando ſon tutti perocchè in primo luogo è aſſolutemente in
ti la trachea-arteria, e
li polmoni, noi la crediamo inutile, e im diſpenſabile, quando nella ſchinanzia la gola
atticabile. Ma quando l'infiammazione è è così infiammata, che l'ammalato è già in
i" d'intorno la gola, il mento, le procinto di perder il reſpiro, e reſtar ſoffo
amigdali, e le parti che coprono l'apertura cato. In ſecondo luogo divien neceſſaria ,
della trachea-arteria, ſi può arriſchiarla per i" una fava, un ſuſino, un nocciuolo
evenir il pericolo della ſoffocazione. Vo i ciriegia, un piſello, una pietruzza, od
endola pratticare, aprir ſi deve qualche par altro corpo eſtraneo e accidentale cade nella
te della trachea-arteria al diſſotto della la-, trachea-arteria, e v'è pericolo di ſoffocarſi.
ringe, verſo il terzo o il quarto anello ; In terzo luogo ſi ha ad aprir la trachea-ar
perocchè ſarebbe un troppo arriſchiarſi apren teria a quelli che ſi ſon ſoffocati per eſſer
dola tutta intiera. Queſto è il ſito più com caduti nell'acqua, o come vogliam dir noi,
modo, perchè quì non v'è carne che la co poco fa annegati , perocchè riuſcì talvolta
pra, e non vi è neſſun vaſo in vicinan di reſtituir il reſpiro a perſone in queſto ſta
za. Frattanto ſtando l' infermo col capo to, coll'aprir loro la trachea-arteria, e dan
volto al diddietro, perchè ſia più viſibile la do così ingreſſo all'aria ºrini ci
E 2 -

-
35 A NG A NG
la diſſertazion di Dethardingio intorno il me due o tre, e in un ammalato di ſtatura al
todo di ricuperar quelli che ſi ſono annega ta, anche di quattro traverſi di dito. (Vedi
ti, per via della laringotomia.) Tav, I. Fig. 14. A A.) -
Io so che molti Medici proibiſcono che Da un Ajutante ſi faranno tener le labbra
ſi faccia un'inciſione nella trachea-arteria, della ferita uno dall'altro diſcoſte o con de
e condannano per conſeguenza queſta ope: gli uncinetti a poſta, o colle ſue dita ; e
razione, credendola micidiale, e trasportati dopo di aver aſciugato e nettato il ſangue,
da un falſo zelo denigrano la fama de gio ſo con qualche ſpugna o con qualche pezza,
vini Medici, che ſotto degli occhi loro ſi ſicchè appariſca la trachea-arteria, ſe ne ta
azardano ad una sì pericoloſa operazione, glieranno tre o quatro anelli in guiſa tale
dando loro gli odioſi nomi di barbari, ed che le inciſioni non formino che una linea
inumani. Eppure un tal penſiero è pur ſtor continua, e dopo ciò ſi caverà con deſtrez
to; perocchè in queſta operazione il piccolo za , e con circoſpezione il corpo arreſtato
taglio tanto è vero che non dà la morte, colla tenta, con uncinetti o con tanagliet
che neppur quando è grande non può pro te. Fatto queſto ſi raſciugherà la ferita con
dur queſto effetto. In Garengeot ſi leggono una ſpugna ; e dopo averne riunite le lab
degli eſempi di varie cure fatte con queſto bra con qualche empiaſtro agglutinante, vi
mezzo: laonde a più giuſto titolo ſull'aſſer ſi applicherà una compreſſa, e la ſi faſcierà
zion di Caſerio, Tract. de vocis auditiſgue dovutamente. Si curerà la ferita con balſa
organis, chiamar poſſiamo ignoranti, vi mi vulnerari, conforme ſi prattica nelle fe
gliacchi, ed anco crudeli, quelli che traſcu
rite della trachea-arteria . In queſto modo
io cavai felicemente mentr'ero a Helmſtad,
rando nelle circoſtanze ſuddette la detta ope
un boccone di fungo alleſio dalla gola d'un
razione, la quale in sè non è quaſi mai peº
ricoloſa, e che anzi produce gli effetti più
ammalato, al quale ſchiamazzando dalle ri
ſolleciti, e più ſalutari, laſciano morir gli
ſa mentre mangiava una ſuppa, dove tra le
ammalati per non uſar ſeco loro di un tal altre coſe v'erano dei funghi, ne cadde per
ſoccorſo. “ . . ſua diſgrazia, un boccone nella trachea-ar
Molti di queſti eſempi veder ſi poſſono in teria, che credette di ſoffocarſi. Io ſeppi da
Nicolò Fontano, Obſerv. Rarior. Analect. Ravio, ch'ei ſi ſervì collo ſteſſo ſucceſſo della
non che in Caſſerio. - ſuddetta operazione per cavar una fava dalla
I Quando ſi voglia far codeſta operazione, gola d'un uomo: ma li Chirurghi moderni.
non v'è parte nella trachea-arteria più ido non dicono neppur parola di queſto metodo.
nea per far l'apertura, quanto quella che, Conſigliano alcuni la futura ; per chiuder,
è fituata tra il ſecondo , e il terzo ſuo a piuppreſto l'inciſione, come ſi prattica nella
º
nello cartilagginoſo. Non vi ſarebbe però ſpartizione del labbro paſſandovi attraverſo
neſſun pericolo a far l'inciſione un pò più degli aghi, o che ſi faccia queſta operazione
abbaſſo. - - nella ſchinanzia, o in qualche altro male.
Ecco la maniera di adoperarſi, quando ſi Ma in quanto a me non v'è ragion di at
vuol ſpezialmente cavar il nocciuolo di qual tenerſi ad un metodo, per cui, prova il mia
che frutto, una fava, un groſſo piſello, una lato dolori infiniti, mentre ve n'è già un
pietruzza , o qualche altro corpo, che ſia altro aſſai meno violento , e ugualmente
caduto nella trachea-arteria, e che dia ſo-, ſicuro º - . - - e º - -
ſpetto di ſoffocazione. - Se mai convenga nella fehinanzia aprir
Prima di tutto convien adagiar l'amma la trachea-arteria per prevenir una ſoffoca
lato in una ſituazion inclinata ſopra di un zione, benchè ſi ſiano meſſi in uſo i rime
letto o d'una ſedia, e che qualcuno ſi met- . dj opportuni e replicato il ſalaſſo in più parti
ta dietro di lui, e gli tenga ferma la teſta. del corpo, in tre modi diverſi ſi può farque
Si farà poi un inciſion longitudinale nella a operazione, li quali ſi troveranno quì
pelle, nel graſſo e nei muſcoli, in circa due ſotto deſcritti - e - - - - - - -- -- -
-

traverſi di dito al diſotto della cartilaggine Il primo è di adagiar l'ammalato ſopra


thyroide o ſcutiforme nel mezzo della tra il letto o in una ſedia, eolla teſta inclina
chea-arteria, tendendo verſo lo ſterno; ſic ta a diſpoſizion del Chirurgo, e in una ſe
«hè la lunghezza dell'inciſione eſſer poſſa di tuazion immobile, come abbiamo detto diſ
ſopra

--
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ſopra. Si farà poi un inciſione nel mezzo fia più libero il reſpiro, o che l'ammalato muo
della gola nel modo ſopraccennato finchè ſi ja, il che è per ordinario prima del quarto
giunga alla trachea-arteria; oppure ſe pare giorno dopo l'operazione. Se il male tre o
ià buono, ſi farà tener da ciaſcun lato la quattro giorni dopo ſi migliora, e che il re
pelle da degli aiutanti. Queſta ſi può anche ſpiro ſia più libero, ſiccome ſi può farne fa
levare, facendovi un'inciſioni longitudinale, cilmente la prova chiudendo il cannello col
e tagliando la carne, e li muſcoli che co dito, ſi cavi il cannello, e ſi contolidi la
prono la trachea-arteria . Vogliono alcuni ferita come fu detto quì ſopra . Ma ſe ſi
che ſi principi dal ſeparar queſti muſcoli dal fcorge, che l'ammalato ſtenta tuttavia a re
la trachea-arteria, o ſeparandoli deltramen ſpirare per la bocca, ſi laſcierà per qualche
te uno dall'altro: ma queſta precauzione, è tempo ancora il cannello nella ferita, e ſi
fruſtranea, mentre ſi può tagliarli con ogni continuerà a far uſo degli altri rimedi, fin
ſicurezza, e ſenza neſſun pericolo. Il Chi chè il reſpiro divenga più libero, o che fini
rurgo netterà la ferita con una ſpugna in ſca di vivere l'ammalato. -
zuppata d'acqua, e di ſpirito caldo di vino, Ecco un'altra maniera di aprirla trachea
er fermar meglio il ſangue, e ordinerà al arteria aſiai più in ſuccinto che la precedente.
uo aiutante di ſepararne le labbra, o con Si applicherà il coltello da due tagli rap
degli uncini o colle ſue dita. Dippoi paſſerà preſentato Tav. II. I, ſulla parte della go
il gamauto tra due anelli della trachea-ar la, che abbiamo detto diſſopra , paſſandolo
teria; oppure a mio guſto, lo può parlar in con gran cautela per la pelle, per il graſſo
maniera che ne tagli uno, per poter in que e per li muſcoli nella cavità della trachea
ſto modo introdur più commodamente nella arteria; e ſul fatto s' introdurrà nella ferita
ferita un cannello d'argento o di piombo ro an cannello, che ſi fermerà, e terrà ſodo,
tondo o piatto, come ſi vede, Tav. VIII. conforme ſi è detto. Queſto metodo è non
del I. Vol. T, U, e X. Il Chirurgo prima ſolo più breve del precedente, ma fa più
di tirar fuori il ſuo ſtromento, deve intro piccola la cicatrice, ch'è un altro vantaggio.
dur nella ferita una tenta propºrzionata ac Il terzo & ultimo metodo di far queſta
canto al gamauto, per potervi con queſto operazione ſi prattica con un ordigno detto
mezzo mettere più commodamente il can Trocar dalli Chineſi, (vedi Tav. I. fig. 16.).
nello ehe ſi aſſicura nella ferita con una li il quale dev'eſſer fatto in maniera, che ap
gatura paſſata per entro gli anelli o forel plicandolo ſul mezzo della trachea-arteria,
lini che ſi attaccano all'intorno del collo e ſi poſſa immergerlo in un ſol colpo nella
per mezzo un empiaſtro feſſurato. Si guardi di lei cavità per mezzo la pelle, la carne,
bene, che l'eſtremità del cannello ch'è nell' e li muſcoli; dopo averlo cavato ſi laſcierà
inciſione, non tocchi la parte poſteriore del il cannello nella ferita, finchè reſpiri l'in
la trachea-arteria, perchè non produca una fermo liberamente o che muoia. Ho impa
toſſe incommoda . Egli è a propoſito, ac rato queſto metodo dal celebre Federico Dec
ciocchè li polmoni non ſiano offeſi dal fred ker Profeſſor di Medecina a Leida, del quale
do eſterno, o da qualche corpo ſtraniero, che io fui diſcepolo, e di cui diede egli la deſcri
vi potrebbe cadere, laſciar ſull'orifizio del zione alla pagina 243. delle ſue Eſercit. Pratt.
cannello una ſpugna inzuppata di vin - cal Sembra queſto metodo preferibile ad ogni
do, che anderà prima ſpremuta; o ſiccome altro; perocchè oltre al farſi piuppreſto l'o
conſiglia Garengeot, un ſottil pannolino, e perazione, il cannello che s'introduce nella
ſopra quello un empiaſtro feſſurato. Adem ferita , non dà tanto dolor all' ammalato.
pito puntualmente a tutto queſto, ſi apri Uſar ſi vogliono però in queſto caſo mede
ranno le vene del braccio o del piede, e le ſimo le medeſime precauzioni, e tener la
ſublinguali o le jugulari. Si uſeranno poi i ſopralodata condotta. -
lavativi, i gargarismi, le iniezioni nella go . Non ſi deve neppur traſcurar la precau
la, li cataplasmi emollienti ſotto il mento, zion importante di far codeſta operazione il
come pur le ventoſe ſulla nuca del collo, al piuppreſto che ſia poſſibile, e finchè le for
diddentro delle coſcie, e al diſopra del gie ze dell'ammalato danno qualche ſperanza di
nocchio, e tal altro rimedio buono contra la riuſcirvi; perocchè quando queſte ſono trop
ſchinanzia, di cui ſi continuerà l'uſo finchè
-
po abbattute, e che l'infermo è rº" C
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che in agonia, queſto non è nè il tempo nè giamente su queſta operazione. ErsTERo.
l'occaſione di cimentarviſi per ſollevarlo. Oſſerva il Signor Sharp, ch'è molto fa
Vuol ancor la prudenza, quando il perico cile da pratticarſi la detta operazione, e
lo è preſſantiſſimo, che il Chirurgo ſi con che ſeco non porta neſſun pericolo, abben
figli coi più dotti Medici prima di metterſi chè ſopra di queſta gli Autori ſi mettano
" operazione , perocchè ſiccome parecchie tanto in apprenſione.
perſone non ſapendone la vera natura, per La maniera, ſecondo lui, di pratticarla
ricoloſa la credono, e perfin mortale, non conſiſte in far un inciſion longitudinale di
è da ſperar, ſe non rieſce la cura conforme tre quarti di pollice di lunghezza nella pel.
al deſiderio, che non ſi accuſi il Chirurgo le, tra il terzo o il quarto anello della tra
di aver ucciſo l'infermo, benchè la di lui chea-arteria, ſup che ſia in ſuo arbi
morte ſia ſtata effetto della violenza del ma trio di ſceglier il luogo; e quando non ſi può
le, e che ſopra di lui non ſi ſcarichino tutti farla tantº alto, la regola è di far l'inciſione
i rimproveri, cui l'ignoranza, e il pregiu al diſotto qualche poco del tumore. Vuol
dizio volgare ſuggerir poſſono - la prudenza che ſi pizzichi a tal effetto la
Se le perſone che ſi cavano dall' acqua, pelle, ma pur è meglio rimetterſi alla pru
in cui ſono cadute, ſi credono poco fà ſof denza del Chirurgo. Quando la pelle è ta
focate, ſi aprirà loro la trachea-arteria quan gliata, convien fare una piccola inciſion
to piuppreſto è poſſibile o con un gamauto trasverſale nella trachea-arteria, e ſubito in
o con tal altro iſtromento che il Medico ſti trodurvi un cannello ricurvo d'argento o di
merà più a propoſito. Dippoi ſi ſoffierà ben iombo d un mezzo pollice incirca, il qua
forte nell'apertura, che vi ſi averà fatta, o e nella ſua eſtremità eſterna abbia due pic
colla bocca o per via di un cannello, ſe ve coli anelli , per li quali paſſar ſi poſſa una m

n'è alla mano. In queſto più che in ogni fettuccia, che ſi attacherà attorno il collo,
altro caſo ogni tardanza è pericoloſa: e per per tenerlo fermo nella ferita - . .

ueſto il celebre Dethardingio un tempo Pro Vogliono alcuni, che ſi tagli tutto inſie
eſſori di Medicina a Roſtoch , e preſente me la pelle, e la trachea-arteria con una
mente a Copenaghen, ci avverte in una diſ lancetta o con un gamauto, perſuaſi che
fertazion da lui, non ha molto, pubblicata queſto metodo è più facile, e più ſpeditivo.
su tal ſoggetto, che queſto metodo, quando Fu queſto una volta pratticato alla mia pre
fia con preſtezza eſeguito, rende la vita all' fenza, ma va ſoggetto a vari inconvenienti;
ammalato coll'aria che ſe gl'inneſta, e por perocchè la trachea-arteria movendoſi nella
tentoſamente lo cava dalle grinfe della mor refpirazione da una parte e l'altra, chiude
te . Quindi io conſiglio a pratticar queſta l'orifizio della ferita, e non laſcia che s'in
operazione in caſi di queſta ſorte, ogni qual troduca il cannello, e che perſiſta nella ſi
volta l'occaſione lo porti, con tutta la ſol tuazioni, in cui deve trovarſi : imperò io
lecitudine, e diligenza poſſibile. credo neceſſario di far un inciſione eſterna
-

E quì ſi oſſervi, che non verſando que longitudinale di una certa ampiezza, come
ſta operazione ne ſulla laringe nè ſulli bron ſi è detto diſſopra. - - - -

chi, ma ſulla trachea-arteria, non convien . In quanto alla precauzion di ſeparari mu


darle il nome di Laringotomia, nè di Bron ſcoli ſterno-hyoidei, e ſterno-thyroidei pri
chotomia, ſiccome fanno per ordinario la ma di aprir la trachea-arteria, queſta non
piupparte de' Medici, e de Chirurghi, ma merita che neppur vi ſi abbadi , e quanto
quello piuttoſto di Tracheotomia, che le è alla ſezion dei nervi recurrenti, e dei gran
più proprio. - º -
vaſi ſanguigni, che cotanto ſi teme in queſta
Federico Montano e Scachero, Profeſſori operazione; queſta non ha da far neſſuna
in Lipſia, pubblicarono un libro ſulla bron ſpezie, poichè non ſono a tiro dell'iſtronmen
chofonia ; e Giulio Caſſerio trattò della to, ſiccome è coſa nota a tutti quelli, che
Laringotomia nel libro ſopracitato, diluci ſono verſati nella Notomia di queſte parti.
dando queſta operazione, con molte figure Il metodo di curar la ferita non è diffi
eccellenti. Renato Moreau nella ſua Let cile da intendere, poichè cavando il can
tera intorno, la Laringotomia, e T. Fieno nello, e reſpirando per la via ordinaria di
nelle ſue Opere di Chirurgia ſcriſſero egre vien ſemplice la ferita, e non ricerca, tute
- tochè
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tochè penetri per una cartilaggine in una Chirurghi, che l'han preceduto fino al lor
grancavità, che una medicatura ſuperfiziale. ſecolo. L'affaticarſi cotanto queſti Autori per
SHARP, nella ſua Chirurgia, provarne la ſicurezza, e l'addurre cotanti
º Il caſo ſeguente, che fu dal Signor Mar eſempi della guariggion delle ferite acciden
tin communicato alla Real Società, ha un tali della trachea-arteria , ſenza però dirci
non so che di nuovo e d'ingegnoſo, che non ſe l'abbiano anch'eſſi pratticata, che pur l'
merita di paſſarlo ſotto ſilenzio. - averebbero più che in ogn' altro modo in
Mentre un giovine era nello ſtato più per queſta forma avvalorata; tutti queſti rifleſſi,
fetto di ſanità, fu all'improviſo aſſalito da io dico, mi fanno credere che rare volte l'
un mal violento di gola; e benchè non ap abbiamo ridotta in prattica. Ciò era sì raro,
l" niente al difuori; che le amigdali, e che Areteo, eccellente conoſcitor dei mali,
e altre parti ſoggette alla viſta pareſſero crede che queſta operazione non ſiaſi mai
nello ſtato lor naturale, ſe non ch'erano un fatta felicemente, e Celio Aureliano riguar
pò più gonfie dell'ordinario, e che non vi da come impratticabile quel che ne dice
foſſe verun tumore eſteriore circa la laringe, Aſclepiade. Avenzoar e Albucaſi non ritro
e neſſuna alterazion notabile nel polſo; pro vano fra i loro compatrioti chi l'abbia in
vava non pertanto l'infermo dolori atroci ac trapreſa, benchè gli Arabi portino il vanto
compagnati da una difficoltà di reſpirare, e di bravi Chirurghi . Fra loro quanto potei
non poteva inghiottir coſa alcuna in manie ſcoprire su queſto propoſito , ſi riduce in
ra di cibo o di bevanda, reſtituendo per la Avenzoar, il quale arriſchiò queſta opera
bocca , e per il naſo quanto ſi sforzava d' zione ſopra una capra, la qual anche guarì,
inghiottire. Da tutti queſti ſintomi mi feci il che prova il talento, e l'induſtria " que
a giudicare, che l'ammalato foſſe attaccato ſto Autore. L'aſſerzione di alcuni, i quali
dalla più cattiva ſchinanzia, ſenza che ap trovano alcuni Autori che dicono che Raſi
pariffe verun tumore, e che la ſua ſede foſ far la vide dal Medico Andruſio, (l'edizion
ſe nella laringe, e nelle fibre a lei communi delle opere di Raſi impreſſe a Venezia nel
colla faringe. 15o5, lo chiama Anciliſio, che può darſi
Con tutti i ſalaſſi, i veſſicanti ſulle ſpal ſia lo ſteſſo che Antyllo ) io dico che que
le, le ventoſe, 8 c. il male infieriva tal ſto è per aver malamente interpretato il
mente , e tanto vi mancò che ſi ſoffocaſſe ſentimento di queſto Autore. Leggendo l'in
l'infermo, che il giorno dietro dopo il mez tiero teſto, ſi può facilmente accorgerſi ch'
zodì i di lui amici, che la mattina s'erano egli non parla di queſta operazione che fulle
oppoſti alla propoſizion, ch'io voleva aprir altrui novelle; e perciò altro non ne ſape
gli la trachea-arteria, mi ſtimolarono final va, ſe non che tali, e tali Autori l'aveva
mente a voler far queſta operazione, ag no meſſa in uſo. Fabrizio d'Acquapenden
giungendo l'infermo le più iſtanti preghie te, uno fra i più celebri Profeſſori di Chi
re , che per ſalvargli la vita, tentaſſi pur rurgia e Notomia del fuotempo, dice li
ogni coſa. E con ragione ſi moveva a far beramente che nè lui nè altri de' ſuoi com
queſto , perchè tutte le apparenze lo dava patrioti vi ſi erano arriſchiati. Giulio Caſ
no fra poche ore ſoffocato. Mi preparai dun ſerio Piacentino, il ſuo antagoniſta nella No
que all'operazione, e tanto ben mi riuſcì, tomia , e ſuo ſucceſſore " profeſſion di
che in manco di quattr'ore potè reſpirar ed Chirurgo, confeſſa pur egli di non l'aver
inghiottir, ſicchè cavai il cannello, e laſciai l" benchè ſi ſia ſtudiato di elucidar
la glottide in libertà di eſeguir le ſue funzioni, a con molte ſuperbe figure, le quali non
Secondo Celio Aureliano, e l'Autor dell' ſi può credere ch'egli "i copiate che da'
Introduzione, che ſi attribuiſce a Galeno, fu corpi morti. Lo ſteſſo Marco "
Aſclepiade che propoſe la Bronchotomia, per rino, uomo valente e di gran ſenno, ed
quanto oppoſta pareſſe colla ſua delicatezza uno dei più bravi Chirurghi del ſuo ſecolo,
e col ſuo coſtume ; e fu deſcritta e iſtante non ſembra, benchè tanto ſi fermi nel con
mente raccomandata da tutti gli Autori Si ſigliarla, che abbia avuta mai l'occaſion di
ſtematici, ne ſcriſſero intorno la Chirurgia, provarla; ſicchè il primo Autor degno di fe.
da Paolo Egineta, e per quanto pretendo de, da cui ſi parli di queſta operazione, co
no, da Antyllo, e da alcuni dei più bravi me meſſa realmente in prattica, egli è An
tOn1O
º » . . .
- - -

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tonio Muſa Braſavole, il quale l'adoperò in io, attribuir piuttoſto, e alla ragion ſuddet
in una ſchinanzia diſperata dopo che ne ri ta, e alla debolezza del corpo che non ſi
cusò il Chirurgo l'aſſunto , replicandola in nutre , anzi che a veruna leſion dei nervi
un caſo ſomigliante. M. Arnaldo, Chirur recurrenti, i quali quando ſiano tagliati poſ
go Franceſe ſi accimentò ſopra di un am ſono veramente diſtrugger la voce, ma che
malato, che già morì dalla medeſima ; ma non ſono cotanto eſpoſti a queſto accidente
M. Binard, ſuo compatriota, fu più felice. a motivo della lor ſituazione, come ſi è cre
M. Freimd cita Purman, come l'abbia fatta duto anticamente. - -

anche lui, e racconta un altro caſo, che gli Nel far ſopra d'un corpo vivo queſta ope
fu communicato da un Chirurgo, del quale razione ſi può ben accorgerſi che non deve
non dice il nome. Con tutto queſto, io mi il cannello eſſer sì corto, come ſi rappreſen
dò a credere che ſiano pochiſſimi li Chirur ta per ordinario nelle Opere di Chirurgia:
ghi , che ſovra perſone vive abbiano real pcrocchè in nel far l'inciſione ſi oſſerva, che
mente azardata queſta operazione. Mi vien queſte parti, e ſpezialmente la glandulathy
detto però che M. Baxter, Chirurgo a Cou roide, alla quale poco ſi abbada nelle de
par nella Provincia di Fiſe, non molto lungi ſcrizioni ordinarie di queſta operazione, sì
da quì , come pur M. Oliphant , a Gask ſtranamente ſi gonfiano, che vi vuol un can
Perthshire, l'abbiano, non ha molto, prat nello più lungo un pollice, per farlo entrar
ticata con gran ſucceſſo. - ben addentro nella trachea-arteria, e così è
Egli è credibile che que tali che pratti il doppio di quella lunghezza, cui Garen
carono la detta operazione , abbiano fatto geot, Autor moderno, che diede un Tratta
od oſſervato certe coſe, laſciate dagli Autori to delle operazioni di Chirurgia, gli dà com
ſotto ſilenzio , e forſe anche diverſe affatto munemente. Se il cannello di piombo da
dalla deſcrizion che ſe ne dà per ordinario. me deſcritto non va bene in qualche caſo,
Faccio quì un rifleſſo che mi par importan e che ſia o troppo lungo o troppo ſtretto,
te, cioè che appena fatta la prima inciſio fi può ſervirſi di quello che ſi adopera per
ne, e prima di aver aperta la trachea-arte ordinario nell'idropiſia aſcite; il quale eſ
ria, e introdotto il cannello, ſente l'infer iſendo piatto in una eſtremità, non vi ſarà
mo qualche ſollievo ; e queſto, a mio cre pericolo, che cada nella cavità della tra
dere, ſi può attribuire al ſangue che ſpar chea-arteria . Si potrà anche far che non
geſi nell'operazione, e che ſcaricandoſi, ben penetri troppo addentro nella trachea-arteria
chè in poca copia, cotanto preſſo alla par col mezzo d'una forte compreſſa forata nel
te affetta , non può ſecondo le vere leggi mezzo. - - --
dell'idraulica, e le oſſervazioni, e la pratti Le particole viſcoſe , e li vapori che s'
ca degli antichi , (tuttochè contrarie alla inalzano dalli polmoni ſono motivo che ſca
teoria di Bellini, che produr una revulſion turiſca continuamente un liquor ſeroſo per l'
aſſai più grande di quel che ſi farebbe in orifizio del cannello , il quale chiudendone
una maggior diſtanza. Suppone adunque con talvolta la cavità, impediſce talmente la re
gran ragione il dotto Fabrizio d'Acquapen
ſpirazione, che ſi è in neceſſità di cavarmelo s
dente, che l'evacuazion che ſi fa in queſta
per nettarlo. Pertanto dall'ordinar che face
- - - - , - - - -

vano alcuni Medici di coprir l'orifizio del


parte ſia molto più propria a ſollevar che a
incommodar l'ammalato; e Giulio Guaſta cannello con un pezzolino di ſpugna o di
vino nella ſua diſputa contra Areteo è su cambrada, per chiuder l' adito nei polmoni
queſto punto dell'iſteſo ſuo ſentimento. Con alla polvere, ai peli, e ad altre coſe sì fat
fermò l' eſperienza le loro ſuppoſizioni, e te, ſi confermiamo tanto più nell'opinione
congetture, mentre ho io oſſervato, che il che non pratticaſſero che rare volte queſta
ſangue, ch' eſce continuamente dalla ferita operazione, e che parlino conforme all'aver
nella ſuppurazione, rende la circolazione, eſſi eſaminata aſtrattamente queſta materia,
che ſi fa nei muſcoli della laringe, più len giuſta il linguaggio de'Metafiſici, ſenza con
ta aſſai che all'ordinario, e fa probabilmen ſiderare che non hanno a fare con un' aria
te diminuir la voce, la quale per un lungo, pura e ſecca, ma con un fluido eterogeneo,
tempo aſſai dopo l'operazione, è molto più umido e condenſato da particole viſcoſe, e
debole che all'ordinario; il che deveſi, cred' proprie a far delle concrezioni. Quindi quan
- tunque
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tunque negar non ſi poſſa che il cannello ſia che ſervono a queſte funzioni , e che ſon
men ſoggetto a chiuderſi, quando è più cor ſituati ſopra i polmoni , e ſopra l'eſofago.
to e più largo, maſſime nell'imboccatura, Queſta ſi divide in due ſpezie, una ſenza che
mi piace però l'idea d'un noſtro Chirurgo, vi appariſca verun tumore interno od eſter
ch'è di far doppio il cannello, per poter fa no; laddove nell'altra ſpezie ſi ſcopre ſem
cilmente, e ſenza pericolo cavar l'interno, pre del gonfiamento in qualcheduno degli
quando convien nettarlo, ſenza portar in organi ſopraddetti. -
comodo all'ammalato : perocchè non è po La prima naſce per ordinario verſo la fi
co il dolore ch'ei ſoffre, quando biſogna le ne dei mali lunghi, e ſpezialmente dopo co
var ſpeſſo la faſciatura, e di nuovo aggiu pioſe, e replicate evacuazioni. I di lei ſin
ſtar il cannello nell'inciſione, che fu fatta tomi ſono la pallidezza , l'eſtenuazione, e
nella trachea-arteria. - -
l'aridità della gola ; e queſto prova che i
E in fatti io non so veder qual inconve nervi , e li muſcoli delle parti affette ſon
niente eſſer vi poſſa per l'ammalato in re paralitici . Indica quaſi ſempre una morte
ſpirando l' aria tal quale ella paſſa per il vicina, e non ammette per ordinario cura ve
cannello, ſenza fraporvi coſa che la purifi runa; pure ſi può intraprenderla con rimedi
chi, e ritenga i corpicciuoli eterogenei, che calidi e corroboranti, e che riempiano li vaſi
con lei poſſono unirſi , quando anche non vacui d'un fluido vitale di buona qualità,
foſſe la caſa delle più nette, come lo ſono ſiccome ſono gli alimenti nutritivi preſi in
per ordinario quelle del noſtri Artiſti . Ma tal quantità proporzionata alla facoltà dige
ſuppoſto che facendo il cannello più aperto, ſtiva, ed il vino. -
quelli che hanno i polmoni più delicati ve Viene talor queſta ſpezie ſenza alcun ſe
niſſero incomodati dai ſuddetti accidenti, gno apparente di un mal precorſo, e in que
io credo che chiuder ſi poſſa facilmente l'in ſto caſo non manca quaſi mai d'eſſer fune
greſſo alla polvere, ſpiegando all'intorno del ſta. Nell'aprir quelli che ſono morti dalla
collo dell'ammalato ſopra l'orifizio del can medeſima, la ſi ſcoprì quaſi ſempre accom
nello un pezzo di cambrada o di velo, guar pagnata dalla ſopporazion dei polmoni. -
dando che non vi poggi ſopra, e che non ven Quella che va ſempre unita colla gonfiez
ga bagnato dal fluido che ne ſcaturiſce. za di dette parti, tien vari nomi, o dalla
Il giovine mentovato non tardò molto a natura del tumore , o dalle parti affette.
riſanarſi; e a queſt'ora reſpira, parla, man Quindi la ſi divide in ſchinanzia edematoſa,
gia, beve, fa ogni funzion ordinaria della catarroſa, infiammatoria, putrida, ſcirroſa,
vita, e attende come prima al ſuo impiego. cancroſa e convulſiva.
Più tardi certamente ſarebbe guarito, ſe foſ Attaccano queſti tumori la lingua colli
ſe ſtato più in età. Inutile è quella pena, ſuoi muſcoli, il palato, le amigdali, l'ugo
che ſi prendono alcuni Autori di ordinar del la colli ſuoi muſcoli, i fini dell'oſſo fronta
le ſuture, e delle faſciature per conſolidar le, dell'oſſo maſſillare, e dell'oſſo sfenoide,
la ferita, la quale ſi chiude da ſe medeſima " un polipo formatoſi in qualcheduna
in pochi giorni, medicandola ſolamente da elle dette cavità, acquiſta un tal volume,
un giorno all'altro, o per via di una taſta che chiuda le narici , deprima il velo del
che ſi diminuerà ad ogni nuova medicatura, palato, reſtringa la gola, e otturi i canali
e che ſi coprirà di balſamo d'ARCEo, Ph. della faringe, e della laringe. Occupano al
T. C. v. 8. - - º tre volte queſti tumori qualcuno, e talor
Ho taciuto fin quì a bella poſta il ſenti tutti li muſcoli dell'oſſo hyoide, li muſcoli
mento di Boerhaave intorno la ſchinanzia interni od eſterni, propri o communi della
per inſerirvelo quì, affinchè ſerva di epilogo laringe, la membrana muſcolare interna del
di quanto fu detto, e che veda il Lettore in la trachea-arteria, li muſcoli ſuperiori della
un'occhiatta quanto ne laſciarono ſcritto gli faringe, e quel dell'eſofago, detto eviandio
Autori, e quegli ſopra il tutto, il cui giudizio ſphincter gule, le parti muſcolari dell'eſofa
val per mille, in quello ſpetta la Medicina. go, e le glandule ſituate così dappreſſo alla
Diceſi ſchinanzia qualunque difficoltà d' trachea-arteria & all'eſofago, che nello ſta
inghiottire o reſpirare, proveniente da una to lor di gonfiezza, comprimono queſti ca
cauſa morbifica, la quale agiſca ſugli organi nali; ed entrano in queſto numero tutte le
Tom. III. Med, F glam
42 ANG A NG
glandule ſalivari, e quelle che ſono ſparſe l'oſtruzione con rimedj emollienti, aperitivi
attorno di queſte parti, e finalmente la glan e rilaſſanti, applicati in forma di fomenti,
dula thyroidea. di cataplasmi, di gargarismi, d'iniezioni o
Dall'Iſtoria quì eſpoſta di queſto male ſi di vapori, o s'è ancor neceſſario, per via di
può cavar la ragione di tutti i vari acci freghe ſulla parte affetta, di cauteri fatti ar
denti inopinati e funeſti, da quali è ſeguita rivar fino alla parte col mezzo di un can
talvolta la ſchinanzia. - nello, o per via d'inciſioni, che ſono pre
Ma ſiccome infinite circoſtanze l'accom feribili ai cauteri medeſimi,
pagnano producenti una infinità di accidenti, Si uſeranno parimenti i rimedi che dimi
gioverà ſpecificarne quì le più particolari. nuiſcono la quantità della linfa , evacuan
done in parte per la bocca o per le eſtre
Della ſchinanzia proveniente da un tumor mità, ſiccome ſono,
linfatico, edematoſo o catarroſo. - Gli apoflegmatismi compoſti d'ingredienti,
li quali irritando le parti affette o le contigue
Queſto morbo conſiſte in una difficoltà di a queſte le diſpongano a liberarſi di una gran
reſpirare, e d'inghiottire , prodotta da un quantità di materia morbifica o di linfa, che
tumor linfatico o edematoſo delle parti de con facilità ſi volterebbe in queſta natura. Di
ſtimate a queſte funzioni, o di quelle , che queſta ſpezie ſono le radici di parietaria di
loro ſono contigue. - Spagna, il rafanello, il maſtice, il ginepro,
-

Riſiede queſto tumore, ed ogni ammaſſo il pepe, e ſpezialmente il nitro. Nella Far
di linfa in quella parte delle glandule, su macopea dei Poveri ſi trova una polvere ſot
cui la linfa, la ſecrezion della quale ſi fa to il nome di Pulvis ſynanchycus, la quale
dalle arterie, è depoſta dopo d'eſſerſi ſepara fa un effetto mirabile in queſto caſo, e che
ta dalla maſſa del ſangue. ſembra efficaciſſima nella ſchinanzia edema
Da quì ne ſegue che quanto impediſce ch' toſa, bench'ella ſia troppo acre per una di
eſca la linfa da queſti riſerbatoi , può pro queſte ſpezie d' infiammazioni , dove ne
dur un tumor ſomigliante. Le cauſe di que conſiglia l'uſo l'Autore.
ſte oſtruzioni ſono infinite, e di varie ſpe Prendete un'oncia, e mezza di nitro purifi
zie, ſiccome . - - rato, -

Ogni compreſſion dei vaſi, in cui li meati tre dramme di pepe bianco, -

eſcretori di queſte glamdule ſcaricano natural e quattr'oncie di zucchero bianco.


mente il loro fluido dopo fatta la ſecrezione. Fattane una polvere, datela all'ammala
Un'oſtruzion fornata nel folliculo delle to da tener in bocca, e da inghiottirla a po
glandule da una concrezion geſſoſa, pituito co a poco. Queſta fa ſputar molto.
ſa, e altri miſcugli sì fatti. - Siccome una gran quantità di linfa attira
La ſteſſa ſpezie di concrezione nei meati no li veſcicanti nelle parti aſſai lontane dal
eſcretori di queſte glandule. la gola, ed alle quali ſono meno capaci di
La preſſion di taluna delle parti ſuddette. nuocere, così ſono di una grande utilità in
Il freddo che agiſce ſulle ſtremità dei meati queſta ſpezie di ſchinanzia: Il luogo d'appli
º
eſcretori. - - - carli ſarà la ſchiena, le orecchie, o dovun
La circolazion languida degli umori. que ſi ſtimerà più a propoſito,
Gli effetti di queſte oſtruzioni ſono un tu I ſudorifici blandi, che non producono un
mor acqueo, e bianchiccio, la compreſſion grado conſiderabile di calore, contribuendo
delle parti contigue, e per conſeguenza un all'evacuazion degli umori feroſi, non ſono
ritardamento nelle funzioni, che dipendono men utili adoperandoli interiormente, od ap
dalla diſpoſizion naturale di queſte parti. plicandoli all'eſteriore. Li diuretici della ſteſ
Dal fin quì detto ſi può conoſcere i ſegni ſa ſpezie producono un ſomiglievole effetto.
diagnoſtici e pronoſtici, li quali ſon queſti, Li catartici detti idragoghi per la virtù loro
che ſe al tumor non ſi tronca il piè di di evacuar gli umori feroſi, ſono in queſto
creſcere, verrà a ſoffocar in poco tempo l' caſo di un uſo maraviglioſo. E fra queſti ſi
infermo. -

può annoverar il gialapa, la ſcammonea, e


Altro fine non convien proporſi nella cura le loro preparazioni.
ſe non di ſciogliere, e diſſipar la materia del L'ammalato non penſi mai di ecceder "
-- u1O
A NG ANG 43
uſo de fluidi, e degli alimenti caldi, e ſec Tra queſte cauſe ſi può noverar una di
chi; poichè col loro mezzo ſi verrà a di poſizion naturale, che è propria ſpezial
minuir la quantità della linfa, e così ad ot mente dei giovini pletorici, e di quelli che
tener il ſuo intento. hanno i capei roſſi. - -

Si averà finalmente riguardo alla circola L'eſercizio frequente e violento delle parti
zion del ſangue, la quale poſto che ſia trop ſuddette, o declamando, cantando, o gri
po languida, la ſi potrà accelerar coi mez dando; correndo a cavallo contra un vento
zi più idonei, tra quali ſi può contar le freddo ; ſuonando degl'iſtromenti da fiato;
freghe delle parti eſterne, e i ſali volatili paſſando da un gran caldo a un acuto freddo
aromatici olioſi preſi interiormente. nella primavera; l'arſità della gola prodotta
Schinanzia ſcirroſa. dal calor dell'aria che ſi reſpira la ſtate, o
da una febbre infiammatoria. -

Occupa talvolta un tumor ſcirroſo le amig Provenendo l'infiammazione da una delle


dali o qualcheduna delle ſopraddette glandu dette cauſe, i ſuoi ſintomi ſtraordinari va
le; e queſto ſuccede per ordinario, quando riano giuſta la diverſità delle parti affette,
all'aria fredda ſi eſpongono queſte glandule Quando non v'è l'affezione che ſulla mem
da un tumor anteriore indebolite, prima d' brama muſculare interna della trachea-arte
eſſer rimeſſe nella forza lorº naturale. ria, il tumore, il calor, il dolore, e la feb
Queſto ſi può conoſcere dai ſegni ordinari bre acuta non ſi manifeſtano da neſſun ſe
dello ſcirro ( vedi Scirrhus ). Se ſi prevede gno eſterno. In queſto caſo la voce è de
ch'eſſo debba impedir la deglutizione o la bole, tenue, e non manda che delli fiſchi.
reſpirazione, o che attualmente tutte due L'inſpirazione è penoſiſſima; la reſpirazion
le impediſca, il più ſicuro, quando ſi poſſa debole e frequente, e per far queſto iſteſſo,
farlo, è di ſtirpar lo ſcirro coll'inciſione. convien che ſia aſſiſo l'infermo. Da ciò ne
Si può anche inſenſibilmente diſtruggerlo naſce che nei polmoni la circolazion del ſan
coll' applicarvi dei corroſivi . A tal effettogue è molto lenta, debole oltre modo la
ſi tufferà un turacciuolo di filaccia, che ab pulſazione, cade l'infermo in grandi amba
bia la figura di un cannello di penna, nell' ſcie, e muore fra pochi iſtanti . Queſto è
olio di tartaro per diſſoluzione, applicandolo uno dei mali più pronti ad uccider l'in
ſulla parte affetta per via di un cannello. fermo , ſenza apparenza di neſſun ſegno
Si può compor colla calce viva un cauſtico eſterno. La ſede del male quanto è più vi
molto più forte, ma l'uſo n'è più pericoloſo. cina alla glottide e all'epiglottide, tanto è
Schinanzia infiammatoria. - più pericoloſo il male. -

Quando li muſcoli, e le glandule che ſer. N" infiammazion acuta della laringe che
vono a reſpirare, e ad inghiottire, o quelli inveſte il muſcolo bianco della glottide , e
che ſono loro contigui, ſono infiammati, li muſcoli carnoſi che me la chiudono, quan
producono una ſchinanzia infiammatoria, in do ſono in azione, la ſchinanzia è delle più
torno la quale uſar ſi deve ogni attenzio pericoloſe, perchè l'aria impedita dalla con
ne, perchè va accompagnata da dolori ec trazion di queſte parti non può entrar, e
ceſſivi, e da una violenza che divien ſpeſſo ſortir dai polmoni,
inſoffribile. Le di lei cauſe non ſono punto I ſegni di queſta ſpezie di ſchinanzia non
diverſe da quelle dell'infiammazione, a cui ſono diſſimili dai precedenti, ſe non che il
vanno ſoggette tutte le altre parti ( vedi dolore è inſoffribile per l' alzarſi che fa la
Inflammatio. ) Vi ſono però molte cauſe, laringe nell'inghiottire, e che vieppiù fi au
che poſſono contribuir a rivoltar l'infiam menta quallor ſi parla o ſi grida; la voce è
mazione ſulle parti ſuddette, "
ſulla laringe, ſulla faringe , ſull'oſſo hyoi
tenuiſſima ed acutiſſima ; ed alle ambaſcie
ecceſſive in cui cade l'infermo ſegue final
de, e ſopra i loro ", non meno che mente la morte. Queſta ſpezie di ſchinanzia
ſulla parte ſuperiore della trachea - arteria, è la più terribile di tutte quelle che ſi pa
la quale ſituata eſſendo direttamente ſotto leſano da qualche ſegno eſterno.
l'epiglottide, contiene un numero prodigioſo Da queſti ſegni ſi arriva a conoſcere quan
di vaſi ſanguigni, la cui direzione è del tut- do l'infiammazione non dà che nei muſcoli,
to particolare. elevatori dell'oſſo hyoide, e della laringe;
F 2. cioè
- - - - - - A NG A NG
cioè quando reſpira l'infermo ſenza dolore cerebro è come ſoffocato dall'abbondanza del
e liberamente, ma che ſtenta inſieme ad in- ſangue, ed ecco imbecilli i ſenſi del veder,
ghiottire per l'infiammazion dei detti mu- dell'udir, e del toccare, naſcere il delirio,
ſcoli. Ai ſegni generici dell'infiammazione un continuo sbadigliare, un ſopimento, e
ſi aggiungano quelli, cui fa ſcoprir l'atten- il non poter coricarſi, andando ſoggetto in
to eſame di queſti muſcoli. . . . tal poſitura a ſoffocarſi ; e oltre di queſto
Quando l'affezione non è che ſulla farin- la roſſezza, la gonfiezza , il dolore e una
ge, ſi ſcoprono i ſegni ſpecifici della ſua im- pulſazion nel collo, e nella gola; onde ne
fiammazione dalla ſola inſpezion della gola. viene che le vene ugulari e frontali come
In queſto caſo è molto libera la reſpirazio- pur le ſublinguali, che ſi chiamano ranine,
me, ma la deglutizione è aſſai difficile, o del diventano turgide e varicoſe.
tutto impoſſibile; ritorna per il naſo quan- Vanno queſte ſchinanzie infiammatorie ac
to ſi vuol d' inghiottire ; e ne cade tal- compagnate dai medeſimi ſintomi delle al
volta qualche poco nella trachea - arteria, tre infiammazioni ; ſono anch'eſſe ſoggette
che fa poi naſcere una toſſe violenta: ſicchè ai medeſimi cangiamenti, degenerando come
non potendoſi prender neſſun alimento ſolido loro in cancrena, inſopporazione o in ſcir
o liquido, il corpo ſi eſtenua ed ammagriſce, ro, quando non ſoccombi l'infermo prima
e contraggono i fluidi dell'acrimonia per man- di queſti accidenti. V. l'artic. Inflammatio.
canza di un nuovo chilo, il quale, incorpo- Perciò apparendo ſicuramente dai ſegni
randoſi con eſſo loro li raddolciſca. Non è ſuddetti, eſſer affetta la membrana muſco
però la febbre così violenta in queſto caſo loia interna della trachea-arteria, o li mu
come nel precedente, e non uccide sì preſto ſcoli che ſono attorno l'epiglottide o la la
l'infermo. , , ringe, toſto ſi eſamini ſe il male è ſempre
Se le amigdali, l'ugola, o il velo del pa- in uno ſtato d'infiammazione, ſiccome ſi può
lato, unitamente coi muſcoli pterygo-ſtaphy- ſapere dai ſegni indicati all'articolo Inflam
lini ſono aſſai infiammati, li ſintomi ſono natio, e ſuppoſto ch'egli ſia tale, non ſi ri
a un di preſſo ſimili che nel caſo antidetto. tardi un momento a pratticar ogni mezzo
Stentoſa però è qualche poco la reſpirazio- per farlo ceſſare, Vedi Inflammatio: -

ne, e per quanto leggiere ella ſia, non la . Si trarrà molto ſangue all'ammalato, fa
prende l'infermo per le narici, e per la boc- cendo un inciſione ben grande nella vena,
ca ſenza qualehe difficoltà; ſi revoca per la replicando l'iſteſſa operazione, finchè la de
bocca quanto ſi vuol inghiottire, ſtante l'o- bolezza, la pallidezza, e il freddo dell'am
ſtruzion che trovano gli alimenti, ei dolori malato non faccia temer, che il ſangue che
ecceſſivi che ſeco portano . Si ſputa conti- reſta poſſa aumentar il tumore, e la tenſion
nuamente, nè ceſſa mai la ſecrezione d'una dei piccoli vaſi, che attorniano le parti affette.
materia mucoſa nelle cavità delle amigdali. Queſto ſi accorda col metodo d'Ippocra
Dentro l'orecchia, e nella tromba d'Euſta- te, il quale vuole nel ſuo terzo Libro delle
chio fenteſi un dolor acuto , che prin- infermità, che ſi principi la cura col ſalaſ
cipia nel fondo della bocca. Nell'inghiot- ſo, il quale al ſuo intendere è molto più ef,
tire ſopragiunge un ronzio che talvolta aſ- ficace , facendolo ſotto la gola; non trala
ſorda . Ai noſtri tempi queſto ſuccede ſpeſ- ſciando di ordinar anche quello del braccio. 5
ſiſimo ; la di lui cauſa è per ordinario il Si darà poi all'ammalato un buon pur
mal venereo, ed eſpone il malato a un gran gativo in forma di pozione o di lavativo,
pericolo. - replicato più volte. . . .
La violenza del male è maggiore o mi- Il purgativo ſeguente è buoniſſimo a tal
nore giuſta il numero delle parti infiammate º effetto, se -
e così pur dei ſintomi che l'accompagnano. Prendete di diagredio, 18 grani, º
Ritroceder non potendo il ſangue per la Fatene un'emulſione, a una mezz'oncia
compreſſion delle vene iugulari eſterne, ec della quale voi meſchierete,
co gonfiarſi
e tutto la gola,
il volto, le labbra,
ſpunta la lingua,
dalla bocca la lin- di ſiropo
Per farne di ſena; un'oncia
una pozione, s
e mezza,
gua tutta infiammata ; gli occhi ſono i - Si può anche preparar un lavativo nel
bragie, sfavillanti, e ſporgenti in fuori, il modo ſeguente,
- Pren
A NG - A NG
Prendete di foglie di ſena, un'oncia, fine vi aggiungerete, due nidi di rondinelle,
Fatene un decotto nell'acqua, e ad otto e una quantità ſufficiente di ſemenze di lino.
oncie di queſto meſcolate, a - Fatene un cataplasmo con dell'olio di gigli
di nitro, un'oncia, bianchi, tre oncie. Il decottò ſervirà di fo.
di ſiropo di ſena, un'oncia. mento. De Mater. Medic. » .
BoERHA AvE, de Mat. Medic. Se l'affezione non paſſa la faringe, le
. Queſto è conforme al giudizio d'Ippocra amigdali, l'ugola, e il velo del palato coi
te, il quale ci avverte nel luogo ſopracitato, muſcoli pterygo-ſtaphylini, o tutte o molte
che deveſi per diſſotto evacuar il ventre con inſieme di queſte parti, e che l'infiammazio
qualche purgativo o lavativo. ne continui ſempre cella ſteſſa forza, ſi ri
-

Si dovrà nutrir l'ammalato cogli alimenti corra a tutti i rimedi quì ſopra ſpecificati,
e colle bevande più deboli, e che paſſino più affinchè colle lor forze unite ſollevar poſſano
facilmente. - -- : - l'ammalato. Inoltre ſi deve continuamente
Vuol eviandio Ippocrate, nel Trattato pocorinfreſcar, la bocca, e la gola dell'ammala
fà mentovato, che s'interdica l'uſo del vino to con liquori nitroſi, blandi, e attenuan
all'ammalato, e ch'ei non beva ſe non del ti, acquei e ſtemperanti, con dei decotti ri
decotto d'orzo. laſſanti e oleoſi, tenendoli continuamente in
Gli altri rimedi che ſi adopreranno, ſaran bocca ſenza agitarli, gargarizzandoſene dol
no ſpezialmente nitroſi e acidi; perocchè il cemente , o facendone l'iniezione con una
nitro di tutti i rimedi è forſe il più idoneo a feringa; ma il loro effetto non dipende che
diſſipar l'infiammazione. dall'uſo continuo che ſe ne fa, perocchè al
Si munirà parimenti l'infermo di qual trimenti toſto s'inaridiſcono le parti. -
che fumo tepido, umido e riſolvente, rice Prendete del decotto per il cataplasmo prece
vendolo per la bocca, e adoperando eſterior dente, 12. oncie,
mente fomenti e veſcicanti, per iſgiar una di aceto di zambuco, due oncie,
parte degli umori, i quali producono il male di ſiropo di bismalva, due oncie,
delle parti affette. - - di nitro purificato, due groſſi.
La formula ſeguente può ſervir di eſempio. Meſcolate il tutto per farne un gargaris
Prendete di aceto di zambuco, 7 un'oncia di mo: oppure
- di roſe, - a - ciaſchedu Prendete di fighi graſſi, 22. -

di fiorrancio, 270 . e - di foglie di bismalva, due oncie.


d'acqua diſtillata di zambuco, ſei Laſciateli lunga pezza in decotto, e ne fa
oncie. - - - - rete uſo come ſi è detto diſſopra.
Meſcolateli, e indirizzatene il vapore per - Suppoſto che non ſi mettano in uſo li ri
via di un imbuto nella gola. De Mater. Med. medj ſuddetti, che l'applicarli ſia troppo tar
Conſiglia parimenti Ippocrate le fumiga di o ſenza effetto, ſi può ricorrere alla Bron
zioni della gola con dell'iſſopo di Cilicia, cotomia , ſuppoſto che il male non ſia in
del zolfere, e del bitume di Giudea. vecchiato, che vi ſia pericolo di ſoffocazio
Quando non ſono affetti ſe non li muſcoli ne, e che quello riſieda in un ſito, che ſia
che ſervono a levar l'oſſo hyoide, e la la al diſſopra del luogo dove ſi vuol far l'in
ringe, il caſo non è sì diſperato, ma eſige cifione; ma non biſogna azardarſi a queſta
però gli ſteſſi rimedi , benchè in un grado operazione, ſe prima non ſi è tolto il pericolo.
minor di forza. In queſto caſo vantaggioſi Dopo fatta l'operazione ſi può diſtrugger
pur ſono i cataplasmi
emollienti. fine, a rilaſſanti, ed le cauſe impedienti il reſpiro, e per le quali
E a queſtoanodini, s

ella fu neceſſaria, col metodo ſopra lodato.


Prendete di lenticchie acquatiche, ſei oncie, Suppoſto che non poſſa l'infermo nel tem
di foglie di ninfea freſche, cinque po della cura inghiottir il neceſſario ſuo nu
oncie, - , - trimento, gli ſi darà tratto tratto un lavati
ai papaveri roſſi, ott'oncie, vo enutriente, dopo aver prima preparato i
di bis malva, ſei oncie, ventre con un cliſtero purgativo. -

di fiori di zambuco, i quattr'oncie di Prendete di brodo di carne, 1o. oncie,


-, di meliloto, 5 ciaſcheduno. di ſal di nitro, Io, grani,
Fatene un decotto nell'acqua, e verſo la di ſpirito di ſale, 6. goccie.
46 A NG -
ANG
Si darà all'ammalato di otto in ott'ore queſto può naſcer ſul fatto una ſchinanzia
un lavativo sì fatto, e toccherà a lui di te ſoffocante ſiccome ſpeſſo ſuccede nelle affe
nerlo più che potrà . zioni epilettiche, ſpaſmodiche, ipocondria
Se l'infiammazione è così innoltrata, che che e iſteriche, nelle quali eſcono queſti
le parti da lei affette principino a ſuppura muſcoli dal loro poſto e vi ritornano ſenza
re, il che ſi può conoſcere dai ſegni parti pericolo. Ciò non eſſendo che un ſintomo
colari agli abſceſſi, (Vedi Abſceſſus ed In della malattia principale da cui dipende,
flammatio) ſi dovrà proccurar, giacchè non convien ricorrere ai rimedi, che ne diſtrug
è più poſſibile la reſoluzione, di liberar gan le cauſe - - -
l'ammalato dalla materia morbifca, pro Eſſendo il muſculo laringeo in azione,
vocando un abſceſſo. (Vedi Alſceſſus.) preme la faringe verſo la parte poſterior
A tal effetto ſi uſeranno continuamente della laringe e chiude l'orifizio della farin
dei gargarismi, ſi applicheranno dei cata e. Lo ſteſſo avviene nelle contrazioni in
plasmi rilaſſanti, e quando ſarà formato l'ab volontarie di queſto muſculo, laonde i fla
ſceſſo, e che ſi ſentirà ondeggiar la mate ti che vengono dallo ſtomaco non trovando
ria, apritelo. Si potrà pur anco ricorrere verun paſſaggio nella faringe, gonfiano l'eſo
all'operazion della Broncotomia, quando ſia fago, e producono un ſentimento di gon
neceſſaria per agevolare il reſpiro. fiezza nella gola.
E quì ſi oſſervi che la ſchinanzia che af Nell'iſtoria quì eſpoſta della ſchinanzia ſi
fetta la membrana interna della trachea può veder un dettaglio e una confermazion
arteria, la laringe e li ſuoi muſcoli, finiſce dei pronoſtici diſſopra ſpecificati. Altro non
di raro in ſuppurazione, poichè ammazza mi rimane, che far notare, che qualunque
l'infermo prima che poſſa quella formarſi. compreſſion artifiziale delle vene jugulari è
Siccome qualunque infiammazione può de valevole di produrº per la bocca un fluſſo
generar in cancrena, così lo può anche quella d'una ſaliva ſchiummoſa, al par di quello,
ſ
che produce la ſchinanzia infiammatoria, di che vien prodotto dalla ſchinanzia, col pre
qualunque ſpezie ella ſia. Queſto ſi può di mere queſte vene. -

ſcernere dai ſegni generici della cancrena ANGIOSPERMOS. 'A3 reloaretug , da


(Vedi Gangrena) applicati alle parti, che a ricr, vaſo, e da arºua, ſeme; è l'epi
hanno ſoſpette le lor funzioni, e da quelli teto di quelle piante, c'hanno il ſeme in
che ſono propri di queſto male. viluppato in due membrane, che non è co
Quindi egli è ſicuro che la cancrena è già sì facile a ſepararle dal nocciuolo, per di
formata, e che a nulla vagliono li rimedi, ſtinguerle da quelle che ſi chiamano gymnoſ
quando all'improviſo ſpariſce la gonfiezza e permoi, vuºio repuoi, ch'è una parola de
la roſſezza, ſenza vederne la cauſa, quan rivata da 2 vuvos, nudo, 8cc. e delle quali
do il dolore ceſſa ugualmente, e quando la la maggior parte del ſeme è circondata da
gola tutto in un tempo diventa paralella, tre tegumenti. Caſtelli ſecondo Volcamer,
liſcia, arida e livida. - Flor. Norimberg. e gli Atti di Lipſia. -

In ſcirro può degenerar l'infiammazion ANGLICUS SUDOR. Vedi Sudor An


delle amigdali, dell'ugola e del palato, lo licus - - -

che toſto ſi può conoſcere dai ſegni generi ANGOLAM, H. M. Part. 4. Toni. 17.
ci dello ſcirro. (Vedi Scirrhus) e queſto non pag. 39. Arbor Indica baccifera, fruttu umbi
è tanto facile da guarire, maſſime quando licato rotundo, Cerafi magnitudine, dicocco.
degenera in cancro. - - - Queſto è un albero belliſſimo, alto cento
Se i nervi ſenſori e motori degli organi piedi, e groſſo dodeci, che naſce nelle ru
della deglutizione e della reſpirazione, ceſ pi, nelle arene e nelle montagne di Man
ſano di eſercitar sù queſte parti le loro fun gatti e in altre Provincie del Mibar. Egli
zioni, ſi può ſtar ſicuro d'una ſchinanzia è ſempre verde; il ſuo frutto è ſimile a quel
i" . Diceſi che talvolta provenga dalla lo del ciriegio, e dura lunghiſſimo tempo.
uſſazion dell' apofiſi odontoide della ſecon Gli Abitanti del Malabar chiamano que
da vertebra del collo. -

ſto albero il ſimbolo della Maeſtà Regia,


Se "i cauſa riduce in convulſioni ſi perchè i di lui fiori ſtanno nei rami a gui
muſcllll della laringe e della faringe, da ſa di diadema. -

Si
ANG A NG 47
Queſte ſono aſſai nutritive e di un buon
Si eſprime dalle ſue radici un ſugo, che
ammazza i vermi, purga gli umori fem guſto. Per conſervarle s'inſalano talvolta,
matici e bilioſi, e fa ſcaricar l'acqua degl' e allora ſono molto più ſane. -

idropici. Diceſi che la ſua radice ridotta in Rendono un olio fiſſo e viſcoſo, ſono dif
polvere ſia buona contra le morſicature de' ficili da digerire, e nulla vagliono per chi
Serpenti, e d'altre beſtie velenoſe. Ray, ha la gotta, la pietra, e cattivo ſtomaco.
Hiſt. Plant. - - - - Si vuol che impediſcano ancora il corſo de'
-

ANGOR, Angoſcia, A3 o fa, in via ; meſtrui. Ippocrate, L. de inten. Aſſ. ne con


è una contrazione e concentrazione del ca ſiglia l'uſo a quelli che ſono magri, con
lor naturale, ſeguita da un ſentimento di ſunti, e ſoggetti alla gonfiezza della mil
ſoffocazione, dalla palpitazione e dalla tri-. za. Vi ſono alcuni, che non vogliono man
ſtenza:-ſopravenendo nel principio delle feb giar la teſta delle anguille, perchè dicono
bri acute, è di un peſſimo preſagio. Gale che fa loro male,
mo, in Hipp. Epid, Lib. I. Vedi Agonia. L'anguilla contiene molto olio, molto fal
ANGOS, A3: o , lo ſteſſo che a 5 giov, volatile, ed una flemma denſa e viſcoſa.
che ſignifica un vaſo in genere, o un ricet E in ogni tempo buona per li giovini di
tacolo degli umori, Ippocrate ſe n'è ſervi un temperamento caldo e bilioſo, c'hanno
to una ſol volta, Lib. VI. Epid. ſiccome abbondanza d'umori ſottili e penetranti, pur
l'oſſerva Galeno, per ſignificar l'utero. chè abbiano buon ſtomaco, e che non ne
ANGSANA , Offic. Angſava, Ephem. mangino con ecceſſo. - -

Germ. Anno 13. five Decur. 11. Anno 13. p. A N NO TAZ I O N I .


1o7. Draco arbor Indica ſiliquoſa, populi folio, L'anguilla è un peſce d'acqua dolce aſſai
Angſana vel Angſava Javanica, Commel. -moto. Si trova anche in mare, ma non per
Hort. Amſt.1: 213. Tab.199. Raii Dendr.213. chè vi naſca , ma per eſſervi condotta dai
Naſce queſt'albero nelle Indie Orientali. fiumi, nei quali ritorna di nuovo. A lei
In Medicina non ſe ne adopera che il li piace l'acqua viva e corrente, e diceſi con
quor che ſcaturiſce dal pratticar che vi ſi ſicurezza che ammagriſce, e che allafin muo
fa un inciſione, il quale quando è concre re, mettendola nell'acqua torbida. Non vuol
to forma una lagrima di color roſſo, rav neppur ſtar dov'è poc'acqua, perchè altri
volta in unanelle
to ſi vende ſottilbotteghe.
pellicola, e così appun
s
menti muore, ad eſempio di vari altri pe.
ſci. Pretendono che le ſian nocive le mu
La gomma di queſt'albero ſi vende nelle tazioni troppo ſenſibili, e che ſubito muo
botteghe, per quanto dice il dotto Comme ja, mettendola in tempo di ſtate in un'ac
lin, per ſangue di drago. Intorno alla qual qua più calda di dove era prima. Altri pre
coſa è natural di credere, o che li noſtri tendono ch'ella può vivere cinque o ſei
Autori, che ſcriſſero intorno la Botanica, giorni fuori dell'acqua, purchè ſpiri il ven
ſi ſono ingannati per quello riguarda queſt' to da Settentrione . Si nutrica di radi
albero; o che più forte vi ſono di alberi ci, d'erbe, di peſci, d'inſetti, e di quan
che producono queſta gomma. to trova nel fondo dei fiumi. Proteſta Ate
Si vuol che queſta omma abbia una vir neo di aver veduto in certi paeſi delle an
- -

tù aſtringente, e che ſia un rimedio eſimio guille così dimeſtiche, che venivano a pren
per le afte. Dale, Ray, Hſt Plant. der fuori di mano ciò che loro ſi preſenta
ANGUILLA. Anguilla. . . . va di commeſtibile. Vive queſto peſce per
Anguilla, Offic. Schrod. 325. Mer. Pin. 188. ordinario ſette in otto anni. Ci aſſicura Ari
Aldrov. de Piſc. 544. Geſn. de Aquat. 4o. ſtotele, che nelle anguille da lui diſſeccate
Charlt. de Piſc. 34. Solv. de Aquat. 75. Ron non ha mai rintracciato differenza di ſeſſo;
del de Piſc, 2. 198. Schonef. Ichth. 14. Bellon, - che queſte non hanno ſeme, nè ova, nè
de Aquat. 295. Raii Ichth. 1c9. Ejusd. Synop. matrice, nè vaſi ſeminali, e che non poſ
Piſc. 37. Jonſ. de Piſc. 81. -
ſono generare; il che lo induſſe a credere
Vi ha due ſorti di anguille, una grande, che traggano origine dalla putrefazion del
e l'altra piccola. Si cieglieranno quelle che fango. Ma ecco quì come ne ſpieghi Plinio
ſono tenere, graſſe, ben nutrite, e che ſia la generazione. Quando le anguille, dic'egli,
no preſe in fiumi d'acqua chiara, vengono ad urtar dentro agli ſcogli, rendo
-
-
M1O
-

- -

48 AN G AN G
no una materia, la quale animandoſi met In Inghilterra e nei paeſi freddi non ſono
te in vita una moltitudine di anguillette, i ſerpi così velenoſi e così infauſti come nei
Ma queſti non ſon ſentimenti da poter ſo climi caldi. Si rimedia ai loro morſi colla
ſtenere. Io per me credo che ſe queſti due betonica, col garofano ſilveſtre, coll'acrimo
Autori viveſſero a queſti tempi, e che ſa mia o querciuola, e colla paſtinaca acquati
peſſero la Notomia moderna, anderebbero ca. Baſta applicar ſulla ferita le foglie pe.
più guardinghi, prima di metter fuori opi ſte d'uno o due di queſti ſemplici, e be
nioni ſpoglie cotanto d'ogn'ombra di ve verne il ſugo nel vino, perchè ſi guariſca
rità. A queſt'ora ſi sa che queſto peſce è dai morſi di queſto animale.
viviparo. - -
Il morſo dei ſerpenti affamati è aſſai ve
L'anguilla è un buon alimento e molto lenoſo, e fa più male a digiuno che dopo
in uſo. Ella è delicata e nutritiva, perchè d'aver mangiato. Per queſta ragione ſono
contiene molt'olio e molte parti balſami aſſai pericoloſi, quando covano le lor ova;
che; ma abbonda anche più di parti peſan e quando ſi ha timor d'incontrarne, non ſi
ti, viſcoſe e groſſolane; ond'è poi ch'ella eſca a digiuno. Celſo, Lib. V. cap. 27.
è difficile da digerire, e idonea a produr Si pretende communemente che non fac
tutti i cattivi effetti ſuddetti. Meno catti ciano male i noſtri ſerpi, e che non vi ſia
ve ſon quelle che ſi ſono inſalate, perchè ericolo nei loro morſi; e ſpeſſo furon eſſi
una parte della lor femma è già diſſipata, incolpati degli oltraggi, che fatto avevano
l'altra l'ha già attenuata e diſtrutta il ſale. delle vipere. - - -

Le anguille ſi mangiano o arroſte o alleſ ANGUIS ESCULAPII, Serpe d'Eſcula


ſe; ma nel primo modo mi ſembrano più io. Johnſton.
ſane, perchè così ſi ſpogliano della lor flem-. Altra ſpezie di ſerpi non ſi conoſce che
ma; il che non ſuccede quando ſono alleſ poſſa addimeſticarſi ſenza ehe faccia male.
ſe. Biſogna poi ben condirle, e bevervi die Di queſti ve ne ſono in più luoghi d'Ita
tro del buon vino, per aiutar lo ſtomaco lia, di Aliemagna, di i" di Spagna,
a digerirne la fiemma. d'Aſia, d'Africa, e d'America. Queſto ſer
Si pretende che il graſſo d'anguilla ſia pe è di buon naturale, e tanto ſi ha dife
buono mettendolo nell' orecchia per levar de alla ſua bontà, che non ſi penſa neppur a
la ſordità; per le tacche del vajuolo, per levarlo di letto, ſe mai vi ſi venga a ſco
le morroidi, e per far creſcere li capelli, prirlo. Queſto è pieno di ſalvolatile e d'olio,
Se ne adopera la pelle per ammollir e e ſi può prepararlo come ſi preparan le vipere.
riſolvere i tumori e per le ernie; infonden E buono contra la peſte, reſiſte al vele
dola e facendola bollir nell'acqua, ſi fa con no, e ſcaccia gli umori per la traſpirazio
lei una mucilaggine. Lemery, Trattato de ne. Lemery, delle Droghe. ”
gli Alimenti. . -
ANGUIUM SENECTA. La ſpoglia del
-

L'olio d'anguilla è sì contrario a certuni, ſerpe cotta nel vino, e il ſuo decotto ſgoc
che mangiandone ſono ſicuri di ammalarſi. ciolato negli orecchi, ne acquieta i dolori;
Siccome l'anguilla è un peſce da preda, e uſata in forma di gargarismo guariſce il
li ſali ne devono per queſta ragione eſſer mal di denti. La medeſima entra pur nei
molto più abbondanti ed eſaltati. - colliri, ma è meglio la ſpoglia della vipe
ANGUIS, Serpe. ra. Dioſcor. Lib. II. cap. 19. -

Serpens, Offic. Schrod. 5. 3o5. Serpens an La ſpoglia del ſerpe bruciata, polverizza:
guis, Schw. Rept. 137. Anguis, Geſn de Serp. ta e ridotta coll' olio alla conſiſtenza del
Anguis coluber, Mer. Pin. Natrix torquata, miele, è un rimedio eccellente per i mali
Aldrov. Hiſt. Serp. 281. Jonſ de Serp. 89. Rai di denti, applicandola e introducendola nel
Synop. A. 334. Charlt. Exerc. 35. -
le lor cavità. Per far cader i denti guaſti
-

In Medicina ſe ne adopera il graſſo e la baſta fregarli con queſta ſpoglia ſenza bru
ſpoglia. Il ſuo graſſo ammolliſce i tumori ciarla. Aezio, Tetr II. Serm. 4. cap. 33.
ſcrofoloſi, guariſce la roſſezza degli occhi, ANGULI OCULI, Kavº, gli angoli de
ſcancella le tacche della pelle, aſſottiglia la gli occhi. Vedi Canthus. -
viſta, e calma i dolori della gotta. Dale. ANGURIA, ſpezie di zucca. Vedi Ci
Vedi Anguium Senecta. - - trullus e Cucumis.
AN
-

ANH e ANI
ANGUSTIA , nel ſignificato ordinario ogni piede ha quattro dita, e ciaſcun dito
vuol dir un affanno o un'inquietezza nelle è armato d'unghia: la voce è forte, e gri
malattie: Ma ſi ſuole adoprar ancora la pa da ſempre vihu vihu: non ſi trova mai ſo
rola Anguſtia o Anguſtatio per ſignificar la lo, e la femmina va ſempre unita col ma
ſtrettezza dei vaſi e degli emuntori del corpo. ſchio; e quando muore l'uno, muore ancora
ANHALDINUM. Epiteto d'un medica l'altro poco dopo. Fin ora ho deſcritto la
mento corroſivo deſcritto dall'Hartman Pra femmina, ma il maſchio è egualmente graſſo.
xis Chim. Tom. 1. Caſtelli. Fanno il loro nido di fango lavorato in for
ANHALTINA REMEDIA . Medicamen ma di forno ne rami degli alberi, e ſo
ti che facilitano la reſpiratione, quali ſono pra la terra,
le piante vulnerarie, e le molte preparazio Il Corno di queſto uccello vien creduto
mi del Zolfo. - . . .
un ottimo rimedio per reſiſtere al veleno,
ANHALTINA. Epiteto d'un acqua ſpi per la ſoffocazione dell'utero, e per provo
ritoſa medicinale eſtremamente confortati care il parto. Si fa ſtare in infuſione nel
va; e ſe ne trova la ricetta in alcuni Re vino per tutta una notte, e ſe ne prende
cettari foreſtieri. - l'infuſione. Lemery, delle Dr.
ANHELATio, ANHELITUS, Assue, ANHUIBA. Vedi Saſſafras. -.

corto anelito, o reſpirazione difficile debole, ANIADA. Termine col quale gli Alchi
ma frequente, a cui ogni perſona che ſta miſti, eſprimono ciò che eſſi chiamano an
bene, e quelle ſpezialmente che ſono con cora frutti, e potenze del Paradiſo, e del
valeſcenti vivono ſoggette quando fanno un Cielo. Chiamano ancora con queſto nome i
moto violento, e quando vanno in su, o Sacramenti del Criſtiani. Significa in Medi
uando corrono, o quando ballono. Le per cina il potere degli Aſtri che prolunga la
one graſſe vivono più " a un tal noſtra vita coi loro influſſi. RUiAND
male, ed accade il più delle volte dopo la ANIADY, nel linguaggio degli Alchi
replezione, fatta ſpezialmente con cibi cru miſti ſignifica la ſorgente Celeſte, il Nuovo
di, e fatuoſi. Naſce o che l'uomo ſtia co Mondo, o il Paradiſo. Jonhſon.
ricato, o che ſtia ſeduto, ma ſpezialmente ANIADON, ANIADUM, ANIADUS;
quando egli corre o ſaliſce per qualche luo termini uſati da Paracelſo, che ſignifican l'ef.
go erto; ed affligge maggiormente in tem ficacia, e la forza eſſenziale delle coſe, o
po d'eſtate. Le febbri, l'idropiſia, i tumori il " reſo tale preſſo i Criſtiani
delle viſcere, le pleuritidi, la cardialgia, l'aſ dallo Spirito Santo per mezzo del Sacramenti,
ma s'accompagnono ſempre colla reſpira o l'uomo ſpiritualmente regenerato. Caſtelli,
zione difficile. Vedi Aſthma e Orthopnea, Queſti termini ſono i medeſimi che Ania
ANHELITUS. Significa preſſo i Chimi da e Aniaday.
ci, fumane, e qualche volta ſterco di Ca
vallo. RULAND.
ANCETON,Ariarra, invincibile. Epi
- - -

teto d'un Empiaſtro attribuito a Critone,


ANHIMA. Johnſton, è un uccello di ra cui ſi dà queſto nome perchè è rimedio in
pina acquatico, che ſta nel Braſile, Egli è fallibile per l'ammaccature.
più grande d'un Cigno: la ſua teſta e co Eccone la deſcrizione dataci da Galeno,
me quella del gallo - il ſuo beccò è nero, de comp. Phar. Sec. Loc. Lib. I. cap. 8. -
e piegato verſo la bocca: i ſuoi occhi ſono Prendete di litargiro trecento, e dodeci grani
acceſi, e di color d'oro, cinti da un cer di Rha (ſpecie di riobarbaro ) cen
chio nero: s'alza ſopra la ſua teſta e verº to e quattro dramme,
ſola parte più alta del becco un corno groſ Alcuni ne adoperano ſolamente cin
ſo come una corda maggiore di violone, e quanta due, -

lungo più di due dita, ritorto nel fine, ro di ceruſſa, cento e quattro dramme,
tondo e bianco come un oſſo, circondato d'incenſo, venti ſei dramme,
da piccole piume cortiſſime bianche e nere: d'allume,ſei dramme e quaranta grani,
Il collo è lungo più di ſette dita, e'l cor di terebinto, venti ſei dramme,
po più d'un piede e mezzo: le ale ſono di pepe bianco, tre dramme, e ſette
grandi, e di color differente: la coda è lun grant,
ga tre dita, ed è ſparſa come quella d'oca: d'oglio, una pinta;
Tom. III. Med, G Pe
5o A NI e . a ANI
Peſtate le droghe ſecche, fate bollire l'o
glio, il litargiro, e la ceruſſa in una pento - - I 2o. dramme
la nuova; ed allora quando avrà bollito iride, a º

per qualche tempo, aggiungetevi della cera - d'aceto forte, ſei pinte, con una de
e della reſina, e meſcolate il tutto acciò cozione di fichi ſecchi che ſi può
non s'attacchi. Riponete quindi la pentola fare con una bollitura di ſei libbre
al fuoco; e ponetela dopo qualche tempo a di fichi ſecchi in ſei pinte d'acqua
raffreddare, ed aggiungetevi allora le droghe fino alla diminuzione del terzo.
ſecche peſtate, tutte inſieme in un mortaio. Eſponete tutte queſte droghe, inſieme coll'
Stendete l'empiaſtro ſopra un pannolino, e aceto al caldo della canicola. Quando la
rinovatelo tre volte al giorno: -
compoſizione ſarà divenuta ſecca, e tirerà
Altro Empiaſtro.Aniceto deſcritto da Aezio. al color verde, verſatevi la decozione di fi
. E queſto molto in uſo, perchè attrae, chi ſecchi, laſciatela ammollire, e conſerva
apre, netta, conſolida e fa ſvanire tutte le tela in un vaſo d'ottone. -

ammaccatture. S'adopera in forma di colli Allora quando n'avrete biſogno, meſchia


rio, diſſipa la durezza, e fa ceſſare le con tene una porzione nell'aceto, e riducetela
trazion de' nervi. Quando è ſciolto è un un a conſiſtenza di mele con ſei parti di cera,
guento ottimo per le laſſezze, ed anche per e di colofonia fuſa in una quantità ſufficien
quelle che ſi riſentono nel principio d'un te d'oglio. Se ſi deſidera più forte ſi può
male, e in tutte l'altre che naſcono da ca mettere quattro parti di cera, e di colofo
gioni incognite. Egli è buono per le pia inia; e volendolo più mite, vi ſi può ag
ghe e per le ferite, e per le fratture. Si f" fino a otto parti di cera e di co
può adoperare ſenza il ſoccorſo d'altro ri ofonia. Si pretende che queſto rimedio ſia
medio per cicatrizzare, e per far creſcere la eccellente per le volatiche maligne, adope
carne. Guariſce le morſicature del cani, e dell' randolo ſenz'altro ingrediente. AETIUs, Tetr.
-

altre beſtie feroci; ma une degli effetti prin IV. Ser. 3. cap. 16. -

cipali ſi è d'impedire che non ſi faccia al ANIDROS, avidoo, che mai ſuda, da a
cun abſceſſo nel colon, o nel peritoneo; e ſenza, d'irpoº, ſudare. . ..
ſuppoſto che vi ſia, d'attenuarlo, e di ſcio “Aviº 6 rupiròs è irpirG in Ippocrate de
glierlo, e d'impedire ch'egli ſi rompa nel Rat. Vitius in Morb. Acut, ſignifica una feb
bre di lunga durata ſenza alcun ſudore cri
la parte che riguarda gl'inteſtini : biſogna
però ſempre mettervi ſopra un compreſſivo, tico, perchè la natura è rimaſta abbattuta
e ſopra il compreſſivo una porzione di la nelle ſue funzioni da rimedi purganti.
na bagnata coll'aceto, o coll'oglio caldo. ANIDROSIS, 'Aviºports, mancanza, o
Biſogna umettare il compreſſivo due volte privazione di ſudore. HIPPocRATE. Lib.
al giorno, e cangiare l'empiaſtro in ogni VII. Epidem.
tre o quattro giorni, ed applicarlo di nuo ANIL, anil, Gar. Acoſt. Nilo, five anil.
vo. dopo aver fatto i fonenti ſopra la par Cam. Agnil. Fragoſo Coachira Indor, Annil,
te. Egli è rinomato per i molti buoni ef ſive indigo, Galiſive nil, herba rori marini
fetti che produce; e ſi prepara nella ſeguen facie, Linſc. 4, Part. Ind. Orient. Herb, anil,
te maniera. . . -
-

ſive enger, 4. Part. Ind. Orient.


-
-

Prendete di ritagli di rame cinquanta-otto E' queſta una pianta del Braſile alta circa
dramme, - due piedi, ed aſſomiglia al roſmarino. E'
di parietaria di Spagna vulneraria, deterge, e ſana le ulceri inve
- erba pidocchiaria - terate applicata in polvere. Meſſa ſopra la
bacche Cnidie, fronte guariſce i dolori di teſta. Leggi LE
ſeme di ſenapa, l di cia MERy, Trat delle Droghe.
di roſmarino - Uſcheduno Anil alia ſpecies, Maregrav. Caachira ſe
Iſterco di piccione, 3. dram cunda, Piſon. An Glaſſo affinis: C. B.
ariſtolochia lunga, me, . Creſce all'altezza di due piedi, e più an
verderame, cora: il ſuo fuſto è tondo, e pieno di nodi,
miſy di Cipro, ed è di ſoſtanza vigoroſa ſpugnoſa, e roſſa.
ſemi di zuchetta, e comino Da nodi del fuſto e da rami eſcono due foglie
di
A NI AN I 5I
direttamente oppoſte della lunghezza di tre o que corpi organici che hanno vita, e un cer
quattro dita traſverſali, e ſimili alle foglie to moto volontario. Onde ne ſiegue che tutte
di ſalvia, verdaſtre, e ricoperte nell'una, e le ſoſtanze che naſcono dagli Animali, ap
nell'altra parte di certa lanugine bianca, partengono al regno animale per diſtinguer
e rigida al tatto. Dal medeſimo luogo don le da quelle che ſono del regno vegetabile,
de eſcono le foglie eſcono ancora due pedi e minerale. - -

coli per parte molto ſtretti fra loro, dritti, - Non ſi sa diſtinguere differenza alcuna fra
e lunghi due o tre dita traſverſali, i quali la terra degli Animali, e quella del vegeta
hanno nell'eſtremità un fiore rotondo, e bian bili; ma non può dirſi lo ſteſſo del loro ſa
; co della grandezza d'una margarita, e vien li poichè il ſale de primi è volatile, cioè
formato da piccole foglie bianche contorna s'eleva nella diſtillazione fatta a forza di
te di ſottili fili bianchi. La ſua radice ha un fuoco; e'l ſale della maggior parte del ve
iede di lunghezza, e qualche coſa di più, getabili benchè eſenti dalla corruzione, è
un poco curva, ha poche foglie, è d'una fiſſo, e non può elevarſi per grande che ſia
ſoſtanza vigoroſa legnoſa, coperta da una la forza del fuoco. Vedi Analiſis. -
ſcorza di color bruno che ſi può facilmente L'oglio degli Animali differiſce ancora dall'
dividere. Tutta la pianta ſenza eccettuarne
oglio del vegetabili, ed in varie maniere,
neppur la radice è piena di ſugo, e quan come ſi può vedere dalle ſeguenti oſſerva
do ſi rompe n'eſce tanto dal fuſto, che zioni fatte dall'Hoffmanno intorno all'oglio
dalla radice eſce un umore di color az degli Animali. - - -

zurro. - e - º Oſſervaſi in tutti i corpi, che la terra


Si fa l'anil con queſta pianta peſtandone produce una ſoſtanza craſſa, oglioſa, in

; ſolamente le foglie, e verſandovi ſopra dell' fiammabile, e che queſta ſi trova così in
acqua. Si laſcia poi ripaſſare dopo avervi tutti gli Animali di qualunque ſpecie eſſi ſia
gettato dell'acqua, e ſe ne fa ſeccarc il ſe no: ond'egli è impoſſibile di trovarne uno
dimento al Sole. che non abbia una qualche parte di graſſo
Queſta pianta è del tutto differente dall' nelle parti interne. In tutte le parti ſoli
altro anil, da cui ſi cava l'indico. RAv, de, nella lor carne, ne loro oſſi, e anche
Hiſt. Plant. - ne' loro fluidi ſi ſcuopre queſta porzione in
I Medici, e i Viaggiatori han dato un fiammabile facendo diſſecare le dette parti:
ragguaglio molto eſatto della maniera on poichè oltre che allora s'accendono facil
de coltivar queſta pianta, ed eſtrarne le par mente, danno ancora una quantità d'oglio
ti fecolenti, e intorno i diverſi uſi alle quali colla diſtillazione. Ma vi paſſa una gran
s'adopera: onde è coſa inutile che io quì differenza fra l'oglio del vegetabili e quello
mi dilunghi preſentemente. - degli Animali ogni qual volta queſt'ultimo
Siccome la rarità della pianta fa che noi venghi eſtratto per diſtillazione ſecca, vale
non ſappiamo qual uſo ella abbia preſſo gl' a dire per combuſtione; ed ella fa che tut
Indiani, e gli Autori che ne ſcrivono non ti gli ogli degli Animali abbiano un odore
eſſendo fra loro d'accordo nè intorno alla empyreumatico, che offende i nervi del
deſcrizione, nè intorno alle virtù medicina naſo in una maniera affatto ingrata.
li: perciò io mi contenterò ſolamente di rap Ogni oglio, ed ogni graſſo che vien eſtrat
portarne quì ſolamente qualche proprietà che to dagli Animali differiſce ancora da quel
alla detta pianta aſſegnano tanto i Botani lo dei vegetabili in queſto, che il ſecondo
ci che i Medici ſenza contraſto. Convengo contiene un acido ſottile col quale egli ſtret
ne eſſi che la ſua radicc fatta in decozione tamente s'uniſce; ed il primo contiene in
ſia ottima per la colica nefritica; e le ſue veee dell'acido, un certo principio alcali
foglie peſte, macerate nell'acqua, ed appli no. L'acido ſi paleſa da ſe ſteſſo nell'oglio
cate ſopra del ventre operino effetti mara che s'eſtrae da ſemi del frutti colla ſola preſ
viglioſi nella ſoppreſſion d'urina, e ne do ſione: poichè l'oglio che ſi laſcia ſtar qual
lori di teſta quando si applicano ſopra le par che tempo ne vaſi di rame, acquiſta un cer
ti to color verdaſtro, il quale non ad altro può
rie affette in forma
dell'Accad. 1718.di cataplasmo. v Memo attribuirſi, che i" : il graſſo degli Ani
- ANIMAL. Si dà queſto nome a tutti mali quando ſi fa ſtare per qualche tempo
G 2 ne'
52 ANI AN I
ne vaſi d'argento, o di rame acquiſta un atto a mettere in moto la maſſa del ſan
color celeſte aſſai rilucente; effetto che dee gue. Non v'è alcuno che non ſappia ehe
attribuirſi a un principio alcalino: lo ſpirito di vino ben rettificato aſſorbe, e
Che gli ogli eterei de' vegetabili conten ſcioglie interamente l'oglio che ſi cava dalle
ghino un certo ſale acido, ciò ſi ricava chiara “ſoſtanze animali, come quello dei lumbri
mente dalla ſeguente ſperienza: Si trituri chi terreſtri, d'avorio, di corno di cervo:
più che ſi può ſopra d'un marmo una por in maniera che aleune goccie di " ogli
zione di ſal di tartaro: vi ſi verſino alcune tingono
non ſolo una gran quantità di que
goccie d'oglio di ginepro, di terebinto, o ſto ſpirito, ma gli communicano un ſapore
di lavendola, e ſi continui la triturazione ed una qualità affatto nuova; e tre o quat
per alcune ore, e fino a tanto che le par tro goccie d'oglio baſtano per dare a tre
ti oglioſe sì ſottili sì ſiano ben meſchiate oncie di ſpirito almeno un color cupo.
col ſale liſſiviale, e la maſſa diventi come "Da ciò ſi conoſce qual ſia la ſottigliezza,
butirro, e non ſi diſtingua più l'oglio. S' e la diviſibilità delle parti di queſt oglio,
eſponga queſta maſſa all'aria aperta, e vi che conſerva ſempre intieramente le quali
ſi faccia ſtare per qualche tempo, e fino a tà, e la diſpoſizione ricevuta fin dalla pri
tanto che ſia ben diſſeccata e ſi poſſa tri ma origine: poichè due piccole goccie d'o:
turare per la ſeconda volta, e farla imbe glio di corno di cervo meſchiate con mezz'
vere per la ſeconda volta d'oglio. Si repli. oncia di ſpirito di vino ben rettificato baſta
chi novamente la operazione, e ſi continui no per eccitare ſudori copioſi ed abbondan
così, fino a tanto che una libbra di ſal di ti, ancorchè ſi divida la pozione in "
tartaro n'abbia aſſorbito due d'oglio. Quan tro doſe, e ſi dia a quattro perſone diffe
do la maſſa ſi ſarà diſſeccata ſi ſcioglierà al renti. I Medici debbono dunque uſare ogni
lora nell'acqua commune, ſi getterà l'ac precauzione quando eſſi ordinano ſimili ogli
qua dopo la filtrazione; e coll'evaporazione particolarmente a giovani, o a que malati
;
s avrà un ſale neutro ch'è l'arcanum tarta moleſtati da un caldo ecceſſivo. Si conoſce
ri, o 'l tartaro di vitriolo. - -

ancora da queſto, perchè queſt'ogli hanno


Non ſi può dubitare da quello che quì ſi tanta forza per ifciogliere, e diſſipare quel
vede, che l'acido per mezzo dell'alcali fiaſi tumori che non hanno mai ceduto a qualun
ºangiato in una ſoſtanza di natura neutra, que altro rimedio. - - -

il qual acido ſi conteneva già nell'oglio ado Quello però che merita maggiormente la
perato; poichè l'aria ſola non è baſtante a noſtra attenzione ſi è, che gli ogli che ſi ca
produrre un tal'effetto. Per tanto io non vano dalle ſoſtanze animate poſſono col mez
dubito che l'acido univerſale contenuto nell' zo d'una rettificazione replicata acquiſtare
aria non concorra lui pure in qualche parte un tal grado di ſottigliezza di poter ſradica
a produrre un tal effetto. -
oglio il più puro, ci vien comprovato dall'eſpe
re in doſe un po' avanzata, le malattie più
Che l'acido entri nella compoſizione dell' oſtinate, e più inveterate.
rienza,che ci fa vedere che lo ſpirito di vino ben
Ecco la maniera di prepararli.
-

Prendete qualunque oglio egli ſia, cavato


-
.
rettificato può cangiarſi in oglio fottiliſſimo, dalle ſoſtanze animali per mezzo della di
e penetrantiſſimo, purchè vi ſi aggiunga l'o ſtillazione, come quello di lumbrichi, d'a
glio di vitriuolo il più concentratto. vorio, di corno di cervo, e ſenza aggiun
Accade, però tutto il contrario nell'oglio ervi coſa alcuna mettetelo in un lambicco
diſtillato degli animali: poichè egli è pieno i" , e rettificatelo, talmentechè ne
d'una i" copia di ſal volatile, facile a rimanga
nel fondo una certa materia nera,
ſepararſi: anzi di più l'oglio medeſimo, e arſa. Quello che n'eſce ſi ſerbi per la ſe
come accade nell'oglio di corno di cervo o conda diſtillazione. -- - º
d'avorio, ſi cangia facilmente in ſale vo L'oglio, che era prima ".
e d'un o
latile quando ſi mette in infuſione con qual dore ingrato ed inſopportabile, a poco a po;
che ſale liſſiviale. -
co acquiſterà un altro odore più grato, ed
Il ſal.volatile alcalico contenuto nell'o un guſto più piccante.
glio degli animali lo rende più ſottile, e - A
li
di queſt'oglio preſo de
Venti goccie e -

più penetrante dell'ogliodel vegetabili, e più un giovane prima ell'augumento d'una feb
bre
e -- a- - - -

ANI A NI 53
bre intermittente produranno la calma, ed coagulato: ma biſogna di eſſa ſervirſi ſem
un ſonno placidiſſimo, e preſerveranno il spre con cautela , ed adoperarla ſecondo le
malato dal ritorno del paroſiſmo. Queſto ri circoſtanze. Hoffmanno Obſer. Phyſic. Chym.
medio e ancora efficaciſſimo per guarire l' Lib. 1. cap. 15. - -

epileſſie inveterate, per quietare i moti con L'oglio rettificato di cui noi abbiamo par
vulſivi ſpezialmente quando ſi prende pri lato di ſopra ha certamente molte virtù con
ma del rimedi atti ad evacuare gli umori . ſiderabili. La prima ſi è, che egli giova mol
Egli produce i ſuoi effetti per mezzo delle tiſſimo alla peſte, ed a qualunque malattia
ſue qualità anodine, e ſonnifere: poichè ne peſtilenziale: fortifica i nervi , rinvigoriſce
fa naſcere la calma, e produce un ſonno il cuore, rianima i ſpiriti, facilita la cir
placido ſenza un alto ſopimento, ſenza de colazione del ſangue, ne purifica la maſſa,
bolezza: anzi rinvigoriſce, e fortifica i cor guariſce le riſpole, la rogna, la tigna, ed
pi . Promove in oltre un ſudore moderato A efficaciſſimo nella cura della lebbra, ſana
ſenza accreſcere l'efferveſcenza del ſangue, le oſtruzioni del fegato, e della milza, to
Gli effetti prodotti da queſto rimedio naſco glie tutte le malattie della teſta, e del cer
no dalla ſottigliezza mirabile delle ſue par avello, come il letargo, l'epileſia, l'apople
ticelle zolfuree nate dalle rettificazioni reite ſia, l'emicrania, la vertigine, la convul
rate; e ſiccome le particelle zolfuree pene ſione, e la paraliſia. Fortifica lo ſtomaco ,
trano colla lor ſi nelle parti più mi aiuta la digeſtione, e produce effetti mara
mute, e più rimote, e ſi diffondono per tut viglioſi nel deliquio, nelle ſincope, e nelle
ta la maſſa degli umori, così cangiano, e i itazioni del cuore.
Non ſi trova in tut
diminuiſcono la tenſione della dura Madre, ta la Medicina un rimedio più efficace, e
e di tutto il ſiſtema membranaceo, e mer più pronto. La ſua doſa è da venti a tren
voſo, il cui moto sregolato, e ſpasmodico ta goccie meſchiandolo col zucchero, be
è la vera cagione delle febbri intermittenti vendovi dopo un bicchiere di vino.
de'moti epilettici: quindi è, che queſte par ANIMAL BEZOARTICUM ORIEN
ti non ſono più in grado a produrre ſimili TALE. Bezoar Vedi Bezoar., - .-

moti ſpasmodici. - , , , ANIMAL BEZOARTICUM OCCI


Si può conoſcere da una tale oſſervazio DENTALE. Vedi Bezoar. -
ne chimica, e pratica, che le virtù ſtraordi ANIMAL MOSCHIFERUM il muſchio.
narie di certi rimedi naſcono dalle particel Vedi Moſchus. »
le inſenſibili della ſoſtanza oglioſa, e zolfu-- ANIMAL ZIBETIUM, Zibetto. Vedi
rea, le quali penetrano nelle parti più re Zibethum. - -
cºndite di noſtri ſolidi, e ſpezialmente ne ANIMALCULA. Animaletti o piccioli a
nervi, e nelle membrane, che col loro tono, nimali. Tutti quelli ch'anno tutte le ricer
e col loro moto influiſcono ſopra quaſi tutte le che più eſatte e più ſcrupoloſe intorno alla
funzioni, ed i movimenti del noſtro corpo, natura del differenti oggetti, che cadono ſot
Queſta ſperienza, e queſta oſſervazione to i ſenſi, anno ancora trovato che le co
i" prova ancora, che que rimedi, che ſe non camminavano d'accordo con quanto ci
anno un maggior calore, e che dati in po ſi preſenta al primo incontro. Hanno eſſi
ca doſe mettono tutta la maſſa del ſangue ſcoperto col più minuto eſame che la ter
in movimento molto, accreſciuto, e violen ra è piena d'un numero ſenza numero di
to, poſſono mitigarſi talmente , che ſiamo piccioli animaletti, e che queſti nuotano an
capaci di produrre un contrario effetto , e cora per l'aria che noi reſpiriamo, e che
di farne naſcere una calma moderata: il che eſſi ſi meſchiano nell'acqua che beviamo,
accade, come ſi può facilmente congettura e che ſtanno attaccati a diverſi oggetti, che
re, dal cangiamento, che ſi fa in tali rime-. da noi ſi vedono, e ſi toccano . Le con
di, vale a dire della ſottigliezza dell'oglio getture e le ipoteſi intorno alla formazio
già prima tenace, e viſcido. -
ne, la produzione, e la generazione, intor
Finalmente queſta ſperienza ſerve a ſpie no la ſtruttura, e l'uſo di sì piccioli anima
gare, e a render ragione della qualità ano li ſono ſtate le più inveriſimili di tutte l'al
dina, e ſonnifera della canfora, che d'altro tre formate dal capriccio, e dalla credulità
non naſce fuorchè dall'oglio ſottiliſſimo ivi degli Uomini : ma tutte le congetture, tut
e
- '
-

54 AN I A NI
tutte le oſcurità e le tenebre ſono ſvanite di d'ogni ſpecie? Quanti ne teſticoli, nel ſe
da che coll'aiuto del Microſcopi ſi è ſcoper me, e negli altri fluidi degli Animali? Quan
to, che non ſolo queſti piccoli animali ſuſ ti negli uccelli, ne' peſci, nel rettili, e negli
ſiſtono, ma che hanno le loro figure diffe altri animali più piccoli ? Benchè ſtrane e
renti, ed i loro diverſi gradi di moto. maraviglioſe li queſte coſe a quelli
L'acqua, quantunque ſia un corpo il più che non hanno ancora penetrati ne naſcon
ſemplice, e'l meno compoſto fra tutti i flui digli più ſegreti della natura ; nulladimeno
di , non ſolo contiene un gran numero di non è queſta una di quelle ipoteſi curioſe,
queſti animaletti, ma ſerve ancora alla loro che ſervono a tener per qualche tempo occu
moltiplicazione. - a pato lo ſpirito umano ſotto una falſa appa
-Tuttociò ſi trova confermato da un rag renza di verità: poichè il Sig. Leuvenhoeck,
guaglio particolare che ſi legge nella Sroria cui la ſtoria naturale deve aſſaiſſimo, e che
dell'Accademia delle Scienze dell'anno 17o7. ha oſſervato con tanta eſatezza l'opere più
Credeva l'Autore ſecondo l'eſperienze fatte piccole del Creatore, ed ha proccurato di
che queſti piccioli animali, che ſi veggono metterci tutto ſotto gli occhi, dimoſtra chia
nell'acqua coll'aiuto del microſcopio non ſi ramente che il numero degli animali, che
moltiplicaſſero, ma ch'eſſi naſceſſero da cer ſi contengono nel ſeme d'un Merluzzo è die
te moſche inviſibili, che depongono le loro ci volte maggiore del numero di tutti gli
uova nell'aria; E che queſti piccioli viven uomini, che vivono ſopra la terra,
ti riconoſceſſero la loro origine da qualche In una parola queſti animaletti ſono in
altra ſpecie d'inſetti alati, come accade a tanto numero, che tutti gli alimenti, che
molt'altri vermi. Ma conobbe egli il pro ſervono al noſtro uſo ſi mefchiano, e sin
prio errore dalla ſeguente ſperienza. corporano colle uova depoſtevi dagli inſetti.
Fece egli bollire l'acqua, e la fece eva Il Sign. Homberg rapporta nelle memorie
porare nel tempo ſteſſo, e poi ne empiè due dell'Accademia delle Scienze dell'anno 17o3.
bottiglie della medeſima grandezza: quando che un giovane perfettamente ſano per quat
l'acqua s'era già intiepidita fece cadere, in tro o cinque anni continui fece per ſeceſſo
una bottiglia due goccie d'acqua preſa da un una gran quantità di vermi lunghi cinque
altro vaſo, e piena di piccioli animaletti. o ſei linee, quantunque non mangiaſſe mai
Otto giorni dopo trovò che in queſto vaſo frutti, nè erbe crude, ed adoperaſſe tutti i
ſi movevano alcuni animaletti ſenza nume rimedi poſſibili per guarire da queſto male.
ro e della medeſima ſpecie di quelli, che Si ſcaricò una o due volte d'un verme det
guizzavano nelle due goceie d'acqua. Non to in franceſe, Solitario, ch'era piatto, no
vide però alcuna mutazione nell'acqua, che doſo, e lungo un braccio e mezzo. Da tut
to ciò egli conclude , che tutti gli alimen
ſi conteneva nell'altra bottiglia. Le due bot
tiglie erano perfettamente chiuſe. Una ta ti , che noi prendiamo ſendo pieni d'uova
le ſperienza ſerve di prova alla moltiplica d'inſetti altro non vi biſogna per accudire,
zione di queſti animali nell'acqua , e ſerve fuorchè lo ſtomaco ſerva loro come di for
ancora per aſſicurarci, (ch'è pur vero quello nello . . . - -
che dice l'Autore) che s'uniſcono infra di lo Troviamo nelle Tranſazioni Filoſofiche al
ro, per la generazione come egli ha oſſervato. cune iſtorie maraviglioſe d'alcuni piccioli a
Se dunque l'acqua che è il corpo più ſem nimali ritrovati in molte ſoſtanze diverſe .
plice fra tutti i fluidi contiene una quanti Un Autore Anonimo ha ſcoperto fin nella
tà ſi prodigioſa di piccoli animaletti, e ſer ſabbia un inſetto di figura affatto ſtravagante.
ve di mezzo adatatto alla loro generazio Eſaminando ( dice egli con un eccel
ne, e moltiplicazione, coſa mai dobbiamo lente microſcopio alcuni piccioli grani di ſab
dire degli altri fluidi ch'hanno una natura bia paſſati per lo ſtaccio, ſcoprii un'animale
più compoſta? Coſa mai dunque penſeremo che avea molti piedi, il dorſo bianco, co
della quantità maraviglioſa, e della varietà perto di ſcaglie, ma più piccolo di quanti,
ſorprendente di tanti animaletti, che ſen vi ne ſono ſtati ſcoperti fin ora: poichè quan
vono nell'aria ch'è un fluido tanto eteroge tunque il mio microſcopio ingrandiſca cia
neo? Qual numero ne dobbiamo ſupporre ne' ſcun grano di ſabbia come una noce ordi
liquidi fermentati, ne vini ſpiritoſi, e ne'ſui naria, nulladimeno queſt'animale non appa
- rtº al
ANI - ANI - -

riva più groſſo d'un grano di ſabbia veduto forma appunto di graſſo, ed allora vi ſco.
ſenza microſcopio. - rii un ammaſſo d'animaletti d'una piccio
M. J. Harris rapporta (nel meſe di Lu ezza incredibile, e di grandezza, e di fi
glio 1694.) che eſaminando una piccola goc gura fra loro diverſi, ſimili a quelli , che
cia d'acqua piovana, che già da due meſi ſi naſcono nell'acqua quando vi ſi fa ſtare l'orzo.
conſervava in una tazza di Faenza ſopra una Eſaminai nel tempo medeſimo una pic
fineſtra, in queſta goccia ſeparata dall'acqua ciola goccia d'acqua di color torbido, ever
con la teſta d'un ago avea diſtinto quattro daſtro raccolta nel baſſo del mio cortile,
ſpecie d'animaletti. Io ne ſcoprii (così egli e la trovai piena intieramente d'animaletti
parla) alcuni piccoliſſimi, e di due ſpecie di grandezza, e di figura fra loro diverſi:
nella parte più chiara di quella goccia. Al Ma i più diſtinti erano quelli, che davano
cuni aveano la figura di uova di formiche, all'acqua il color verdaſtro. Erano eſſi ova
ed erano in continuo moto rapidiſſimo. Ho li, erano tinti nel mezzo d'un verde foſco,
oſſervato, che per l'ordinario i piccioli ani e i loro eſtremi erano chiari, e traſparen
mali, che ſtanno ne liquidi, ſono di figura ti. Si ritiravano eſſi, e ſi slongavano, su
ovale. L'altra ſpecie ſtava nella parte più mivano infra di loro, e guizzavano come i
chiara della goccia, ed era di figura diver peſci. La teſta veniva ſempre a ſtare verſo
ſa, ed avea circa tre volte più lungo il cor la parte più larga, donde eſſi cominciarono
po, che largo. Queſti inſetti erano nume a moverſi. Erano numeroſi e non molto
roſi, ma il loro moto era lento reſpettiva piccoli, poichè ſi diſtinguevano anche coll'
mente a i primi. - - aiuto d'un vetro che non ingrandiva gli og
Nell'altra porzione della goccia ( poichè getti all'ecceſſo. Fra queſti ve n'erano mol
l'acqua riſtretta in quel luogo dove io l'avea ti altri più piccoli; e trasparenti come que
poſta alzava una certa ſpiuma intorno in gli inſetti di cui abbiamo parlato, e che ſi
torno ) vi ſcoprii due altre ſpecie d'anima vede nella ſchiuma bianca dell'acqua piova
letti ſimili a quella ſpecie d'anguille che si ma fatta ſtare all'aria ſcoperta per qualche
oſſervano nell'aceto, ma molto più piccole, tempo.
e che avevano la coda aguzza. Guizzavano A 29. Aprile 1696. ho ſcoperto un'altra
eſſi nella parte più chiara , e poſcia ſi na ſpecie d'animali nell'acqua laſciata ſcoperta
ſcondevano nella più denſa, e più torbida dentro un vetro poſto ſopra la mia feneſtra,
della goccia, come appunto fanno nell'acqua i quali erano tre volte più groſſi degli altri
le anguille ordinarie. Vi ſcoprii ancora un' da me deſcritti. Aveano eſſi un anello ver
animale ſimile a un groſſo babbuino, che de nel mezzo , erano più traſparenti, ma
ritirandoſi prendeva la figura d'una lumaca. meno colorati. Eſaminando con attenzione
L'eſtremità della ſua coda era fatta in for le faſcie, e le cinture, che cingevano que
ma di tenaglia. Vidi diſtintamente ch'egli ſti animali, ſcoprii , ch'erano compoſte di
apriva , e ſerrava la bocca, e tramandava globuletti tanto ſimili alle uova de peſci, che
molte bollicine d'aria. Ne contai quattro o io non ho difficoltà a credere ch'eſſi abbiano
cinque che parevano occupati a mangiare: lo ſteſſo uſo in tali animali: poichè dopo il
Scoprii ancora le quattro ſpezie d'animali meſe d'Aprile ne vidi alcuni che non avea
in molt'altre goccie dell'acqua medeſima, e no più tali anelli; ed altri che l'avevano an
nella ſchiuma ancora , che ne coprian la 'cora, ma che erano del tutto irregolari, L'
ſuperfizie. Ma non potei ſcoprirne altri nel acqua all'incontro era piena di piccoli ani
la parte più baſſa dell'acqua ſenza turbarla maletti, e queſti non erano ſtati prima oſ.
collo ſcuotimento, e ſenza meſchiarla. ſervati da me in tanto numero. Continuai
A 27 Aprile 1692, eſaminai con un miº ad eſaminargli due giorni dopo, e vidi che
croſcopio migliore alcune goccie d'acqua pio il numero di quelli che avevano le faſcie,
vana ch'era ſtata eſpoſta all'aria per qualche andava ſcemando a poco a poco; ed in ma
tempo, ma che non avea alcuna ſpuma , niera, che non ne vidi più neppur uno, che
e non vi fu caſo, di potervi ſcoprire alcun ne aveſſe un qualche ſegno in tutto il corpo.
animale nella parte più chiara. Poco dopo ; Eſaminai ai 18. Maggio dell'anno 1696.
una certa ſpuma minuta e bianca venne a la ſuperficie d'una cert'acqua torbida, e che
raccoglierſi ſopra la ſuperficie dell'acqua in tirava al verde, e la trovai piena d'un sì gran
munne
56 A NI * -- - ANI
numero d'animali, che non mi ricordo d'a babile, che i più piccoli facciano la ſteſſa co
verne mai veduto il ſimile fuorchè nel ſe ſa. Queſte uova poſte nell'acqua ſi diſtacca
me d'alcuni animali. Fra queſti molti ven' no dal ſeme, ſi ſollevano ſopra la ſuperficie,
erano di color verdaſtro, e ſi movevano con ivi ſchiudono, e producono quegli animali
tanta celerità, ed erano talmente infrà di che appariſcono in numero sì copioſo.
loro uniti, che non mi fu permeſſo di diſtin 2. Può eſſere ancora, che la ſuperficie dell'
guere per qualunque diligenza, che adoperaſ: acqua riceva le uova de' piccoli inſetti diffuſi
ſi, ſe il color verde ſi ſpandeſſe per tutto il per l'aria; e che l'infuſione d'alcuni ſemia
corpo, o pure ſe cingeſſe loro ſolamente il dattati, il grado proporzionato del caldo ſer
ventre in forma d'anello, come di ſopra ho va loro come di nido, e'l calore del Sole fi
già avvertito. Oſſervai in oltre, che la pun nalmente faccia ſchiudere ſimili animaletti,
ta d'una ſpilla bagnata nella ſaliva li fa mo i quali ſi trasformano poſcia in tante moſche,
rir ſubito, che gli tocca, e ſuppongo, che o inſetti alati della medeſima ſpecie, da cui
accada lo ſteſſo a tutti gli altri animali di hanno avuta la prima origine. Forſe anco
ital razza. ra l'una e l'altra circoſtanza, o altre non
Eſaminai nel giorno medeſimo la ſuperfi diſſimili concorrono alla produzione del me
-

cie di cert'acqua minerale, ch'era ſtata per deſimi. º


-

:
due ſettimane incirca dentro una boccia ben oſſervazioni ſopra gli Animaletti del le
chiuſa, e vi ſcoprii due ſpecie d'animali ; Sign. GRAY.
una de quali era eſtremamente piccola, l'al
tra d'una grandezza conſiderabile. Ho oſſervato in una piccola goccia d'acqua
Il ſale compoſto , o il vitriolo contenuto da me ſollevata colla punta di un fil di metal
in dett'acqua era formato di particelle di di lo due ſorti d'inſetti, una globoſa, e l'altra
verſa figura, diſpoſte ſenza ordine. Aſſomi Ellittica , i quali inſetti ſi poterono diſtin
gliavano eſſe a tanti piccoli pezzi di baſtoni guere ſolamente col microſcopio. Gl'inſetti ºs
poſti l'uno a traverſo dell'altro, e diſpoſti in globoſi vanno alcune volte uniti a due a due
diverſi angoli: erano d'un color traſparente, forſe per attendere alla multiplicazione della
e verdaſtro. . . . . propria ſpecie, e ſi diſtingue all'oſcuro il luo
Miſi in infuſione nell'acqua alcuni grani go, dove s'uniſcono: hanno eſſi due moti,
di pepe, e bacche di lauro, avorio, orzo, uno celere, irregolare, e progreſſivo, e l'al
e grano. In capo a due o tre giorni la ſchiu tro di rotazione intorno a i loro aſſi , che
ma ſi vide piena di piccoli animali. Molti viene a formarſi ad angolo retto ſopra il dia
hanno ciò oſſervato prima di me: ma io ne ho metro dove ſtanno alcune macchie nere. Queſt'
oſſervato un numero maggiore, e una maggior ultimo moto ſi diſtingue quando eſſi ſi mo
varietà d'inſetti nell'acqua d'orzo, e di gra vono lentamente. Sono d'una picciolezza
o, che nell'acqua in cui aveva poſto le bac quaſi incredibile. -

che di lauro. E coſa difficile lo ſpiegare la Eſaminai diverſi fluidi traſparenti, quali
produzione di sì numeroſi animali. Il ſuppº - ſono l'acqua, il vino, l'aceto, la birra, la
re come fanno molti ch'eſſi ſi generano dal ſaliva, l'orina &c. e non mi ricordo d'a
la putredine, è un'ipoteſi, che incontra mil vervi oſſervato una gran copia, e neppure
le aſſurdi, e mille gravi difficoltà: Deſidera una minima quantità di ſimili inſetti : ma
rei, che qualche perſona ingegnoſa s'occupaf n'ho veduto movere qualcuno nell'acqua co
ſe in ſimili minute ricerche. Io r me vò mune ſolamente guardandola più o meno lun
congetturando, che queſti animaletti poſſa gamente, come a fatto il Sig. Leuwenhoeck;
no naſcere nelle due ſeguenti maniere. quantunque io non ſappia segli abbia oſſer
1. Può eſſere, che le uova di alcuni in vato ch'eſſi ſuſſiſtono nell'acqua prima di ſchiu
ſetti eſtremamente piccoli, ed aſſai numeroſi dere. S'oſſerva ne fiumi dopo la pioggia un
ſtiano naſcoſte nelle piccole cavità, e nella sì gran numero di tali animaletti, che ſem
corteccia del ſeme, e per qualche tempo ivi bra, che l'acqua debba una gran parte del
dimorino come in un nido adattato. Gl'in la ſua opacità, e della ſua chiarezza a tali
ſetti più groſſi, veggiamo noi, che depon globuletti. L'acqua pluviale contiene un gran
gono ordinariamente le loro uova ſopra i numero di tali globetti; ma l'acqua di ne
fiori, e le foglie delle piante; onde è pro ve ne contiene ancora una quantità maggio
Te ,
-
A NI A NI 57
re. La ruggiada che cade ſopra i vetri del ta d'un'ago alcuni animaletti ſimili alle an
le fineſtre n'è piena, e ſiccome la pioggia, guille , avevano eſſi un moto rapidiſſimo :
e la ruggiada aſcende, e cade continuamen le due eſtremità mi parvero aguzze.
te, così ſi può ſupporre, che l'aria ancora Oſſervai, che i piccoli animali ſuddetti aſ
ne ſia piena. Sembra ch'eſſi abbiano lo ſteſ ſomigliano a i peſci in molte coſe. -

ſo peſo ſpecifico dell'acqua, poichè quelli , 1. Eſſi vanno a truppe, e s'uniſcono in


che muoiono ſi rimangono con tutte le par fra di loro, come tanti filacci in nno ſtagno
ti diſperſi nell'acqua medeſima. Quantunque molto profondo , e come ho io oſſervato ,
ciò fanno, ora in un luogo, ora nell'altro.
n'abbia veduto molte migliaia, non ho potuto
mai ſcoprire ſe vi paſſa fra loro una qual Quando vengono a ſciolgerſi tali filacci, ſva
che differenza ſenſibile, almeno ne'loro dia niſcono, e ſi perdono preſto di viſta. Acca
metri, ma ſempre mi ſon paruti tutti della de lo ſteſſo in sì piccoli animaletti ogni qual
medeſima groſſezza. Conſervano la loro fi volta s'agita il liquido, o prima, o dopo,
gura anche nell'acqua ch'ha bollito, ed al ch'eſſi ſi ſono già uniti : e in tutte le ma
cune volte ancora vi ſi conſervano vivi. niere da me tenute non ho potuto mai ſco
Ho ſcoperto ancora un'altra ſpecie d'inſet prire alcun'altra particella fuorchè nel giòr
ti, che non ſi vedono come gli altri tanto no ſeguente, e dopo aver loro dato un cer
facilmente, e ſpezialmente in tempo d'in to tempo proprio a poterſi nuovamente unire.
verno. Sono eſſi più lunghi di prima, e poſ 2. Stanno eſſi nel liquido, e continuano
ſon prendere diverſe figure: ſono per l'ordi a moverſi fin tanto, che vi poſſono guizza
nario ellitici, ma prendono alcune volte una re. Ma ſe manca il liquido liveggiamo mo
figura quaſi sferica nell'accorciarſi, e diven vere fino a tanto, che le forze mancanolo
tano alcune volte nell'allungarſi tre volte più ro affatto; ed un momento dopo, che tut
lunghi, che larghi : ſono compoſti di parti te le particelle acquee ſiano del tutto evapo
opache, e traſparenti, e nel moverſi ſi vol rate eſſi appariſcono morti ponendogli di rim
tano intorno a i loro aſſi, e intorno a lo petto al microſcopio. -

ro diametri. Tranſ. Philoſoph, Abreg. Vol. III. 3. Reſtano effi come morti per una mezz'
º oſſervazioni ſopra gli Animaletti del ora e più : ma ſe vi ſi mette un poco d'
Sig. EDMOND-KING. acqua cominciano dopo mezz'ora a moverſi
-
di nuovo, e a guizzare a poco a poco, ed
Avendo eſaminato nell'acquà pluviale meſ. alla prima con debolezza, e con languidez
ſa in infuſione coll'avorio per 19. giorni, vi za (come appunto fanno ancora i peſci : )
ſcoprii una ſoſtanza ſimile a quella, che negli ma riprendono in appreſſo il ſolito vigore,
altri liquidi chiamaſi feccia. Ne miſi quant'è. ed incominciano novamente a moverſi co
la teſta d'un ago ſopra la laſtra objettiva del me prima. - -

mio microſcopio, e vi ſcoprii ſette, o otto 4. Quando ſembrano morti , appariſcono


ſpecie d'animaletti, e tutti di figura differen piatti, e piccoli: quando poi incominciano
te. Aveano eſſi un moto rapidiſſimo, e com a moverſi ſi voltano per tutte le parti ſen
parivano ſette milla volte più groſſi della lo za fare alcun moto regolato: s'oſſervano co
ro grandezza naturale ſecondo il calcolo da sì minuti, e della ſteſſa figura delle più pic
me fatto. - - .
cole paglie, e conſervano queſta figura lun
Miſi nel tempo ſteſſo nella laſtra objetti go tempo, e fino a tanto, che ſono infer
va del mio microſcopio quella fehiuma mi mi, e che ſi conſervano nello ſtato di debo
nuta , che ſtava ſopra la ſuperficie di certº lezza: ma in capo a un ora tornano a gon
- - - - - ,

acqua dove era ſtato in infuſione il pepe; e fiarſi , e riacquiſtano le loro forze , e ſpe
vi ſcoprii un ammaſſo di piccoli animaletti, zialmente quando vi ſi aggiunge altra nuova
il cui numero, moto, varietà e picciolezza quantità d'acqua.
mi recarono certamente una maraviglia ſtra Queſti animaletti vanno per lo più nuo:
ordinaria - -
tando per la ſuperficie del ſiluido, e mi per -
Scoprii ancora in un decotto fatto d'alcune fuado, che ciò facciano per motivo dell'aria.
erbe, e che ſi conſervava da me per un certo Se dopo un ora, ch'eſſi appariſcono mo -
uſo particolare, ſcoprii dico in una porzione ti ſotto il microſcopio, non vengono poſti
di detto decotto, che ſi ſoſteneva nella pun-- nuovamente nell'acqua, moiono affatto , e
Tom. III. Med. H re

e º
58 ANI A NI
reſtano così morti nello ſteſſo ſito di prima. L'urina gli ammazza in poco tempo, ma
Le ſeguenti oſſervazioni fervono a ſciol non così preſto come il ſangue e'l vitriolo.
gere tutti i dubbi oppoſti da molti, che cre Il Zuccaro i", come il ſale li am
dono, che queſti non ſiano veri animali. mazza nella ſteſſa maniera, ma alcuni mo
Se ſi bagna la punta d'un ago nello ſpi rendo divengono piatti , ed altri ſi riman
rito di vitriolo, per poca che ſia la quanti gomo rotondi.
tà, che ſe ne prende, ogni qual volta però Il vino di Spagna li ammazza, ma non
ella s'immerga nel mezzo d'una goccia d' con tanta prontezza come gli altri liquidi.
acqua, dove ſi contano molte migliaia di Tranſ. Phil. Abr. Vol. III.
piccoli animaletti , i quali nuotano, e ſi Animaletti dalla Rogna del Dottor
movono con molta rapidità, ſi vedrà toſto BoNoNIo . -

che i piccoli animaletti moleſtati dall'acido Volli, che una perſona inferma di rogna
delle particelle del vitriolo incominciano a m'addittaſſe il luogo in cui ſentiam i pruri
ſepararſi, e cadono come morti. ti più gagliardi, e acuti , ed ella mi mo
Se ſi ſcioglie il ſale commune, e s'ado ſtrò un gran numero di puſtule non ancora
pera così ſciolto nella maniera ſuddetta nel aperte, e pungendole io allora colla punta
lo ſteſſo liquido ſi vedrà, che gli animalet d'un ago ne feci uſcire una cert'acqua chia
ti medeſimi incominciamo toſto a moverſi in riſſima , e ne ſeparai un piccolo globet
differente manicra : poichè eſſi non ſi ſepa to bianco, che appena ſi potea diſcernere.
rano, ma ſi uniſcono tutti inſieme, e pren Eſaminandolo col microſcopio, vidi ch ei
dono la forma, e la figura dell'avorio raſchia conteneva un piccolo animale vivo ſimile a
to; e ſe i primi muoiono ſubito col vitrio una tartaruca, di color bianco con una mac
lo ſenza mai più ravvivarſi: i ſecondi ven chia nera ſopra il dorſo coperto di certi per
ono talmente affetti dalle particelle del ſali lunghi, e ſottili, molto agile, ed arma
e , che poſſono andare a fondo, e mori to di ſei piedi, di teſta aguzza , e di due
re preſto coll'acqua fredda : ed allora inco corna all'eſtremità del mufo.
minciano a ravvivarſi a poco a poco. Non eſſendo ancora ſoddisfatto di tali ſco
La tintura di ſal di tartaro li ammazza perte feci la ſteſſa ricerca ſopra molte perſo
preſto : appajºno eſſi così in un ſubito in ne rognoſe d'età , di temperamento, e di
fermi, e maltrattati, e vengono moleſta ſeſſo differente, e in diverſe ſtagioni dell'an
ti da violenti moti convulſivi: reſtano poco mo; ed in tutti oſſervai gli animaletti me
dopo languidi, e molto indeboliti, e vanno deſimi, e nella maggior parte delle puſtule
a precipitare nel fondo della goccia poſta ſo
ra la laſtra obiettiva. Conſervano ſempre
" parlo così poichè in molte puſtule
on mi riuſcì d'oſſervargli. -

a ſteſſa figura di prima, e non divengono Quantunque ſia difficile l'oſſervare tali a
piatti come accade nello ſpirito di vitriolo, nimaletti ſopra la ſuperficie della pelle, e
nè cilindrici come nell'acqua ſalſa. - per motivo della lorº piccolezza, e del loro
L'inchioſtro li ammazza nel modo ſteſſo colore; nulladimeno però ne ho ſcoperto al
dello Spirito di vitriolo, e li fa contorcere cuni nelle giunture delle dita, e nelle pie
in molte maniere : il che attribuiſco alla gature dell'epiderme, dove eſſi vanno ad im
lunga ſoluzione del vitriolo in una tal com piatare il loro muſo, e cagionano rodendo,
poſizione. - e movendoſi pruriti in commodiſſimi ſino a
Il ſangue allora uſcito da una puntura fat tanto, che giungono ſotto l'epiderme: giun
ta nel ſito li ammazza ſubito ed egualmen ti colà, s'aprono altra ſtrada anche morden
te, che lo ſpirito di virriolo, e per ragio do, e rodendo le parti vicine, poichè ogni
ne forſe del ſale che egli contiene. animaletto fa naſcere molte puſtule. Ne ho
Ma non v'è coſa più maraviglioſa, e più trovato più volte due, o tre inſieme, e per
grata del vedergli nuotare, e muovere in un lo più viciniſſimi infra di loro. -
ſubito fra i globetti del ſangue, metterſi l' Eſaminai ſe queſti animaletti deponevano
uno rimpetto all'altro, come fanno i peſci le uova, e finalmente ſcoprii nella parte la
e gli vien levata l'acqua tutta in una vol più foſca del corpicciolo un piècolo uovo ,
ta; e quindi precipitare tutti inſieme, co che appena poteſſi diſtinguere ; ed egli era
me ſi vede nel limo rimaſto in fondo. trasparente, bislungo, e fimile ad un pigno
-
ANI A N I, 59
lo. Ne oſſervai in appreſſo moltaltri, ed le parti : quindi è ch'è neceſſario anche do
io non dubito , che queſti ſieno veri uovi po il fine del male, di continuare le unzio
di tali animaletti. mi per due o tre giorni; ed acciò ſi faccia
E coſa facile dopo una tale ſcoperta lo più volentieri, ſi può dare all'unguento un
ſpiegare la vera origine della rogna, ed è qualche odor grato, come appunto è quel
meglio aſſai di quello è ſtato fatto fin ora:
linimento, che ſi fa coll'unguento di fiori
ichè è molto probabile, che tutto il ma d'arancio, o di roſe, con poca quantità di
i" dallo ſtimolo, e dalla lacerazione , precipitato roſſo; Tranſ. Phil. Abr. Vol. III.
che fanno ſimili animaletti nella cute: dal Leeuvenhoeek ha calcolato, che mille mil
la lacerazione de' piccoli vaſi cutanei ſi tra lioni d'animaletti, che ſi ſcuoprono nell'acqua
vaſa la linfa, e ne fa naſcere le puſtule, ed commune meſſi inſieme non eguagliano la
in queſte continuando i piccoli inſetti a mor groſſezza d'un grano d'arena. Lo ſteſſo Au
dere, obbligano l'infermo a grattarſi , e a tore ha ſcoperto nel fluido ſpermatico de
lacerarſi, ed a rompere ancora i vaſi ſan diverſi animali maſchi , da eſſo lui eſami
guigni diſperſi per la ſuperficie del corpo : nati un numero infinito d'animaletti egual
onde ne naſcono le croſte, le marcie, e tut mente piccoli come quelli da noi deſcritti
ti gli altri ſintomi, che s'uniſcono quindi col di ſopra. - . -
detto male. - - e Quella materia bianca, che ſta attacca
Quindi ancora ſi ſpiega perchè la rogna ta ai denti è piena di piccoli animaletti di
ſi communica sì facilmente; e perchè que diverſa figura , e l'aceto cagiona loro la
ſti animaletti facilmente paſſano da un cor morte . Si è veduto nell'articolo Acetum ,
po all'altro, e con molta facilità ogni qual che queſto fluido contiene molti piccoli a
volta ſi dia il contatto. Infatti avendo eſſi nimaletti ſimili alle anguille. In una paro
un moto rapidiſſimo, e movendoſi con fa la è difficile il trovare una ſoſtanza , che
cilità ſopra la ſuperficie d'ogni corpo, e ſpe corrompendoſi non produca piccoli anima
zialmente ſopra la cute , poſſono con faci letti. Io però non mi dichiaro perſuaſo di
lità attaccarſi a quanto mai eſſi toccano; e quello, che dice quì l'Autore citato , cioè
baſta un piccolo per moltiplicarſi in poco che ſi ſcuoprono ſolamente gli animaletti
tempo per mezzo delle uova , che depon nelle ſoſtanze corrotte: poichè egli è certo
gono. Non dee dunque d'ora in poi recarci che tutte le ſoſtanze animate inclinano alla
maraviglia il vedere, che queſti inſetti ſi corruzione , e'l ſeme più di tutte l'altre ,
propagano o cogli abiti, colle camiſcie, o anzi nel ſeme ella accade in pochiſſimo tem
fazzoletti, o co' guanti &c, adoperati dalla per po; e forſe a momenti: ma non ne ſegue
ſona infetta ; poichè rieſce facile, a queſti però da queſto, che gli animaletti vengano
animaletti d'attaccarſi a tali corpi, e vive- generati dalla putredine . Inclino più toſto
re ivi per due o tre giorni, come ho oſ- a credere, che il calore, che fa la putre
ſervato più volte. dine, può ancora conſervare le uova depo
Si vede ancora facile da ſpiegare per qual ſte acciò non ſi corrompano, e ſomminiſtra
motivo le liſcive, i bagni, gli unguenti fat- loro un mezzo più adattato a poterſi fe
ti co' ſali, co zolfi, col vitriolo , . col mer- condare, - ,
curio ſemplice , precipitato , o ſublima- Ma ſiccome la maggior parte delle ſco
to, e con altri rimedi corroſivi, e penetran- perte fatte in Fiſica, hanno aperta la ſtra
ti abbiano la virtù di guarire queſta malat- da alle perſone di fantaſia calda, di forma
tia: poichè altro non fanno, che ammaz- re varie teorie imperfette con ſommo pre
zare i vermini, che vivono, e sì rintana- giudizio delle ſcienze; così può dirſi , che
no nelle varie cavità, e piegature della no- ſia accaduto lo ſteſſo riſpetto alle ſcoperte
ſtra pelle: e ciò non poſſiamo fare col grat- fatte di tali animaletti, poichè hanno eſſe
tar le parti, poichè la lor durezza , e la prodotti molti ſiſtemi bizzari, e chimerici.
lor picciolezza li ſalva dalle noſtre unghie. Ve ne ſono alcuni i quali vogliono, che
I rimedi interni a nulla giovano in que- gli animaletti diſperſi pel ſeme del maſchio
ſto male - Se accade alcune volte , che il altro non ſia, che i piccoli animali , che,
male ritorna dopo l'uſo degli unguenti, ciò debbono quindi naſcere ; e che per mezzò
può naſcere dalle uova, che ſi rimangono nel- di eſſi ſi faccia la generazione. Altri ſi sfor
- H 2 Zano - i
6o ANI ANI
zano di provare , che tutte le malattie na ne'ceroti più adattati a ſimili mali . RAy
ſcono da ſimili animaletti, ſenza riflettere, Hiſt. Plant. 1846. - -

che quei ſteſſi inſetti, che ſi vedono nelle Vi ſono due ſpecie di gomma animè, una
ſoſtanze corrotte, ſono effetti, e non cagio Orientale, e l'altra Occidentale.
ni delle malattie: quindi è che Deſaulth s' L'Occidentale, è la lacrima o reſina bian
affatica a provare, che'l vajuolo, e l'idro ca d'un albero, che creſce nella nuova Spa
fobia naſcono da verminetti; e mi ricordo gna, ella ſomiglia in parte all'incenſo, è
d'aver letto, non sò dove, un Trattato ſo trasparente, e bianca , tira al color di ce
pra la Teoria della peſte in cui l'Autore ſo tro, è più oglioſa della gomma copale. E tut
ſtiene , che la cagione di sì terribile male ta riunita in grani come l'incenſo, ma i
è la copia di certi inſetti , traſportati da grani ſono più groſſi , e quando ſi rompe
venti, che vengono dall'Oriente. - appare di color gialaſtro, ſimile appunto al
ANIMALIS FACULTAS, SEU VIR color della reſina. Il ſuo odore è gratiſſimo -
TUS, facoltà o poſſanza animale. Vedi Fa e facilmente ſi conſuma nel fuoco. Differi
cultas. ſce dalla prima detta Orientale, perchè non
ANIMALIS MOTUS . Movimento ani è bianca , nè lucida . Se ne trovano però
male. alcuni pezzi groſſi e trasparenti.
ANIMALIS SPIRITUS , ſpirito anima La Gomma animè Orientale è di tre ſpe
le. Vedi Spiritus. - - cie: la prima è bianca, la ſeconda nericcia,
ANIMATIO è un termine enigmatico ch'aſſomiglia un poco alla mirra, ed ha un
di cui ſi ſervono gli Alchimiſti nella tras odor grato. Dioſcoride la crede una nuova
mutazion de metalli , quando la terra bian ſpecie di mirra. Si chiama minea dal paeſe
ca dee fermentare coll'acqua filoſofica, o ce dove ordinariamente creſce . Serapione la
leſte di zolfo . Il mercurio ſi chiama ani chiama amin.ca, ed i Portogheſi l'hanno det
mato quando meſchiandolo con un metallo ta animè con voce corrotta. La terza ſpe
perfetto lo riduce a un certo ſegno. Libav. cie la dobbiamo a Cluſio, e queſta è palli
Apoc. Hermet. I. Cap. 1o. Gli Alchimiſti han da, reſinoſa, e ſecca.
no biſogno di queſto mercurio per far la pie Tutte queſte tre gomme tramandanº un
tra filoſofale. CASTELLI. -,
odore gratiſſimo ne' ſuffumiggi. -.

ANIME, animè gumi, gumi aminea Serap. J. Bauchino mumera cinque ſpecie di gom
Minea Galeni . Aminea mirrha Ceſ. Ana me animè. -
mum Amato. -

1. Quella che ha il colore dell'ambra gialla,


E' una gomma o reſina bianca, che ci vien 2. Quella ch'è ſimile alla reſina , ed ha
portata dall'America, ed eſce da tagli fatti un bianco, che tira al gialaſtro. -

in un albero di mediocre grandezza, che ha 3. Quella ch'è bianca , e trasparente ed


le foglie ſimili al mirto. Il ſuo frutto è mol ha il ſapore di gomma di ginepro, e l'odore
to groſſo, e ſi chiama lobus. di maſtice.
La miglior gomma Animè dee eſſer bianca 4. Quella ch'ha il colore di Colofonia.
ſecca facile a triturarſi, netta, di buon odo 5. Quella ſpecie di gomma bianca chiama
re, e preſta a conſumarſi mettendola ſopra ta dagli Indiani copal. RAY Hiſtoria Plant.
d'un carbon ben acceſo . Contiene molto Vedi Biellium . - -

oglio, e molto ſale eſſenziale. ANIMELLIE. Sono le glandule, ſalivali


E' buona per eſpellere, per ammollire, e che ſtanno ſotto l'orecchie , e per tutta la
per riſolvere i tumori freddi : ſerve alla e lunghezza della maſcella inferiore. Vengo
micrania ed a fortificare il cervello appli no ancora chiamate latticinia - CAsTELLI,
candola ſopra la teſta , o adoperandola in dopo Vegallio.
profumi : ſerve ſimilmente per detergere, ANIMI, ET ANIME DELIQUIUM.
e cicatrizare le piaghe. LEMERy delle Droghe. Vedi Deliquium, Lypotothimia, & Syncope.
S adopera eſternamente in Medicina per ANIMI PATHEMATA , paſſioni d'a
le affezioni fredde, doloroſe, reumatiche , n1mo,

edematoſe, della teſta, de'nervi, e degli arti ANIMUS Anima. Ne vog, ºvuos yvogm.
coli, nella paraliſia, nelle contrazioni, e ºrarcia ; lo ſteſſo che menſ. Queſta parola in
ne rilaſciamenti. Entra negli Empiaſtri, e ſenſo preciſo ſignifica per l'ordinario il po
terC »
ANI A NI 6r
tere, la facoltà ch'ha l'anima umana di di Siccome molta è la differenza, che paſſa
ſcernere, di giudicare, e di ragionare. fra 'l moto neceſſario a dar la ſpinta a una
Siccome paſſa una ſtretta unione fra l'a piccola maſſa, e quello che ſi richiede a
nima e'l corpo, egli è impoſſibile che i tur moverne una grande: così vi paſſa un gran
bamenti, che accadono all'une, non ſi com divario fra l'impreſſioni, che fa la copia del
munichino anche all'altra, ed a provar ciò
º ſangue nell'anima, e quelle , che vengono
m' immagino
so
, che baſterà l'addurre le ſe
5 - -

eccitate dalla poca quantità del ſangue me


guenti oſſervazioni le quali cadono molto a deſimo. Per queſta ragione l'azioni d'un co
propoſito a un Opera Medica. - - lerico ſi fanno con maggior forza , e vee
Il ſangue buono e ben temperato in paſ menza quando egli abbonda di ſangue. La
ſando per i vaſi del cerebro dà all'anima forza, il vigore, la coſtanza, il coraggio,
forza, e vigore. - -
la fermezza, e la veemenza s'accreſcono
Queſte ſole eſperienze ſervono a farci co nell'anima dalla copia del ſangue, e sì mi
noſcere, che la tranquillità dell'Anima , e norano con poca quantità del medeſimo.
la moderazione de' ſuoi moti , come anche Se i melancolici abbondano di ſangue den
il vigore dello ſpirito , dipendono in gran ſo, e che queſto ſangue vada in copia ver
parte dalla circolazione moderata d'un ſan ſo il cerebre, le loro idee divengono più fiſ
gue buono , che paſſa per i vaſi del cere ſe, le impreſſioni degli oggetti eſteriori più
bro: poichè quando un tal circolo s'accele profonde, e le loro azioni ſi fanno con mag
ra s'eccitano le paſſioni violenti come la gior coſtanza. Coll'abbondanza del ſangue
colera, e l'impazienza: e ſe la velocità della i pletorici inclinano maggiormente a pia
circolazione creſce, ſi paſſa fino al furore, ceri, ed alla crapula, hanno maggior corag
come accade nelle febbri. Quando poi il ſan gio; e quando eglino ne hanno poco ſono
gue paſſa pel cerebro in poca quantità s'in timidi, irreſoluti, ed incoſtanti.
clina al timore, ed al terrore. Quando cir Siccome l'abbondanza , e la conſiſtenza
cola troppo lentamente, la noſa e la tri del ſangue contribuiſcono alla forza ed alla
ezza affiggono allora l'anima. - robuſtezza del corpo; così la ſottigliezza e
Le differenti diſpoſizioni dell'Anigma alla la poca quantità ſervono di diſpoſizione al
virtù, ed al vizio dipendono in gran parte - la t midezza ed alla vivacità del ſenſo.
dal circolo del ſangue. -
Ariſtotele fa una rifleſſione particolare in
Da ciò ne naſce che l'inclinazioni dell' queſto propoſito. Gli Animali (dice egli nel
anima ſeguono ſempre il temperamento del Lib. II. de Partib. Cap. 4.) , ch'hanno un
Corpo, Oſſerviamo infatti , che le funzio , ſangue denſo, e fibroſo, ſono coraggioſi, e
ni animali ſi fanno ſecondo l'indole , e la , furioſi: poichè tutti i corpi ſolidi hanno mag
coſtituzione del ſangue. I colerici i quali , gior calore quando ſi riſcaldano. Perchè dun
hanno un ſangue che corre con molta ce , que il ſangue de'Tori, e de'cignali è pie
lerità fon diſpoſti alla temerità, all'ambizio , no di fibre, perciò ſono eſſi coraggioſi, por
ne, alle ſedizioni, all'inimicizie, agli odi. , tati alla collera, e furioſi, . E nel capi
I ſanguigni che hanno un ſangue che cor tolo ſeguente aggiunge: , Il ſangue denſo,
re con placidezza, e con facilità ſono incli , e caldo contribuiſce la forza ma non già
nati ai piaceri, alla lufuria, all'ozio, alla , all'intelligenza; onde il ſangue ſottile fa
crapula, in una parola a quanto mai ſerve , una certa ſottigliezza d'intendimento , e
a dilettare i ſenſi. I flemmatici ch'hanno un , una delicatezza di ſenſo. -

ſangue, che ſi move con molta languidez Dunque il circolo del ſangue non ſola
za, ſon portati alla pigrizia, alla dapocaggi mente eoſtituiſce l'unione dell'Anima col
ne, all'indolenza, in una parola ſono in corpo , ma l'operazioni medeſime dell'ani
differenti - in tutto. I melanconici ch'hanno ma dipendono molto dal medeſimo circolo.
un ſangue pigro, ſono timidiſſimi, ſoſpetto Fin tanto che il circolo del ſangue va
ſì ed oſtinati. bene , vanno anche bene tutte le funzioni
Il temperamento, e'l moto del ſangue non vitali, ed animali : vale a dire l'uomo co
ſono le ſole cagioni, che concorrono a modi noſce, vede, intende, penſa, ragiona : ed
ficare i movimenti, e l'operazioni dell'anima; appena che'l circolo ſi ritarda, o ſi ferma,
ed anche la copia del ſanguev'entra a parte. il ſenſo, la memoria, l'immaginativa, e il ra
2.10
- - -
-

I
62 A NI ANI
ziocinio languiſcono , o mancano affatto. la ragione comincia a mancare. Per queſta
Se ſi deſidera adunque, che l'anima ſtia uniſteſſa ragione le inclinazioni , e li difetti
ta lungamente col corpo, e faccia ſempre dell'anima dipendono dal temperamento del
bene le ſue funzioni, biſogna con ogni ſtu corpo, o per meglio dire dal moto del ſan
dio badare a conſervar il circolo dei fan gue per i vaſi del cerebro. - -

gue, e tutti i moti vitali che lo regolano: Tl vino ed ogni altra coſa che dà moto e
e ſe ſi vuol conſervare uno ſpirito ſano in forza al ſangue, ſoleva per l'ordinario lo ſpi
un corpo, biſogna adoperare ogni sforzo per rito, e lo ravviva. I medicamenti che col
regolare i moti del ſangue. Perciò, dice Ip cattivo odore alterano i fluidi, come fanno
pocrate Lib. de Flatibus: “ Chi'l credereb i narcotici, ſcemano la ragione, lo ſpirito,
, be, che di tutte le eoſe che ſono nel cor fa memoria, i ſenſi, e cagionano alcune
, po, non ve ne ſia alcuna che più contri volte la morte . Chi però vuol ben com
, buiſca alla prudenza dello ſtato del ſan prendere la ſtretta unione, che paſſa fra i
, gue, che ſi mantiene in una buona tem ſpiriti vitali, ed animali, rifletta ieriamen
, pra; e che la prudenza preſto manchi ,te agli infelici effetti che produce nella ma
, e nel tempo ſteſſo, che una tal diſpoſi lanconia il turbamento della fantaſia; eve
, zione ſi cangia nel ſangue. Ciò ſi vede drà che le funzioni alterate dalle parti ma
, nelle perſone dedite al bere ; perchè in ſcono tutte dall' anima data in preda alle
, eſſe quando il moto del ſangue è avvan paſſioni violenti. Si può ancora dar un'oc
, zato rimangono offeſe nel tempo ſteſſo chiata all'appetito depravato, ed a vari ef
, l'Anima, e la prudenza, onde ſi ſcor fetti che naſcono da avverſioni diverſe.
, dano de' mali preſenti, e ſi paſcono del HoFFMANNo, Med. Rat, Syſt. Tom. I.
55 le idee de'beni futuri “. Tale ancora è il Le paſſioni dell'animo provano evidente
ſentimento di Democrito , come ſi legge mente , che la mala coſtituzione del ſucco
, in una lettera ſcritta ad Ippocrate: “ L'in nerveo, e diverſe inordinate mozioni ch'egli
, telligenza (dicº egli) s'accreſce nello ſtato riceve, alterano la tenſione , la forza, e ;
, ſano, e quelli che penſano ſenſatamente l'elaſticità delle parti.
, non lo debbono diſprezzare giammai . Da qiò accade che le parti eſterne ſi re
, Quando il corpo è infermo lo ſpirito an ſtringono nel terrore, di maniera che i loro
, cora non è facile ad eſercitarſi nella virvaſi compreſſi ſpingono il ſangue , e lo
, tù: poichè il male preſente oſcura nota fanno tornare alle parti interne, e verſo il
, bilmente l'anima, e turba l'intelligenza, cuore ſpezialmente, ed i polmoni : quindi
, e ne fa naſcere ſconcerti ſimili a quelli me naſcono le palpitazioni , l'inquietudini,
, che accadono nel corpo . HoFFMANNo e il freddo nelle parti eſtreme. La triſtezza
5, Medic, Rat. Syſtem, Tom. I. - -
interrompe il corſo del fluido nerveo, e ca
Vi paſſa ancora un armonia sì perfetta, giona il rilaſciamento di quaſi tutte le parti
e sì nobile fra l'economia del moti vitali, del corpo, e lo diſpone alle malattie cro
e de' " animali, ch'.ogni minimo difet niche . Queſta debolezza medeſima cagiona
to nel circolo del ſangue altera immediata alcune malattie benigne di lor matura, che
mente le funzioni animali, ſiccome i tur poi ſi fanno maligne col tempo con grave
bamenti della immaginazione turbano tutte pericolo del malato. Il fluido nerveo perchè
le funzioni del corpo. -
più agitato, nella collera, produce una ten
Queſta verità può confermarſi con molti ſione maggiore dalla quale naſce il moto
eſempi; baſta però citarne quì alcuni. Quan più celere nel polmoni, la reſpirazione af.
do il moto del cuore ſi ferma, mancano fannoſa , il colore accreſciuto, e la forza.
ſubito le operazioni dell'anima, ed ella non HoFFMAN Med. Rat. Syſtem. Tom. I.
forma più giudizi, e più non penſa . Il Giacchè il moto del ſangue ha tanta for
moto moderato del ſangue per i vaſi del ce. za mediante il fluido nerveº ſopra l'opera
rebro minora l'impeto del movimenti dell' zioni dell'anima; ne fiegue da ciò che que
anima, e la forza dello ſpirito; ed appena lunque coſa che può mutare la qualità, o
che queſto moto ſi turba o coll' accelerarſi alterare il moto del ſangue abbia molto di
troppo, o col ritardarſi molto, l'anima an predominio ſopra l'anima. -

ch'ella ſi diſpone a certi moti ſregolati, e Non biſogna adunque maravigliarſi nel
vedere
AN I ANI 63
vedere che il clima, la maniera di vivere, e dello ſtomaco ſpezialmente, cagiona il ri
la Medicina abbiano tutta la forza d' alte laſciamento delle membrane del cerebro, e
rare lo ſpirito, i coſtumi, le inclinazioni. produce le varie malattie del capo. Moltiſ
Onde dice Ippocrate Lib. I. de dieta che il ſime oſſervazioni fanno a noi fede che la
buon regolamento può migliorar l'anima, e ren ſola viſta degli epilettici, e degli Infermi
derla più ſaggia. E in un altro luogo del moleſtati dal vajolo, abbia prodotto a molti
Libro medeſimo; quando il corpo è ſano, e lo ſteſſo male. Non v'è dubbio che molte
non viene moleſtato da malattie, l'anima an perſone ſiano ſtate attaccate dalla peſte in
cora è più ſavia. Dice ancora altrove, che tempo ch'ella non regnava, dalla ſola idea
la tempra del ſangue contribuiſce molto alla ſa. di queſto male concepita con terrore. Anziº
viezza. L'eſperienza ancora c'inſegna che veggiamo ogni giorno che la fantaſia fa ſu
fra Popoli che abitano in climi diverſi al dare, purga il ventre, eccita il vomito; e
cuni ſono di ſpirito penetrante, ed altri di fa ſalivare molte perſone. Tutte queſte coſe
ſpirito molto groſſolana; ed altri che han accadono ſpezialmente ne corpi più ſenſibi
no molto giudizio, e diſcernimento , ma li, delicati, e deboli o per temperamento,
nel tempo ſteſſo eglino ſono ſoggetti a va o per qualche malattia, o per altra qua
ri vizj . L'uſo del buon vino rende gli uo lunque cagione; ed in queſti la potenza del
mini più allegri, e più ingegnoſi ; ed al l'anima ſopra il corpo ſi manifeſta più chia
i contrario l'eſperienza ci dimoſtra che l'uſo ramente , - - -

degli alimenti flatulenti come i ceci, e le L'anima adunque quanto meno vien tur
fave, e tutte le miſture fatte con odori in bata da movimenti del corpo, tanto meno
grati, come l'oppio, i grani di juſquiamo s'oppone alla efficacia degli alimenti, e de'
rendono gli uomini ſtupidi , ed inſenſati. medicamenti; e quanto più è libera da de
Qualunque Medieo sa beniſſimo che la feb ſideri, e dalle varie paſſioni alle quali è ſog
bre acuta cagiona il delirio ; e l'affezione getta, altrettanto più è ſana, e tranquilla.
ventoſa eccita la melanconia, e la foliane Ouindi è che tutti i Filoſofi hanno conſide
gl'ipocondriaci. HoPFMAN, Med. Rat. Sy rato la tranquillità dell'anima come un mez
ſiem. Tom. I. - - - - - zo più ſicuro di prolongare la vita, e di
L'immaginativa ha tutta l'efficacia di tur conſervar la ſalute. HoRFMAN Med Rat.
bare le azioni naturari. Le macchie, le de Syſtem Tom. I ,
formità i ſegni che hanno i feti nel loro L'eſperienza ancora prova che le femmi
corpo, e che riconoſcono l'origine da certe ne ſtanno aſſai male quando le loro eva
impreſſioni forti, ed iſtantanee accompagna cuazioni meſtruali ſi ſopprimono, o ſi ritar
te da una ſpezie di terrore, e nate nell'im dano ; e che eſſe al contrario godono, per
maginativa della madre, provano baſtante fetta ſalute quando l' evacuazione ſerba il
mente la forza dell' immaginativa . Non ſuo periodo. i

poſſiamo in conto alcuno dubitare di que” I Medici debbono adunque badare a con
danni che s'accompagnano con tutti i de ſervare la quantità, il tempo, e l'ordine di
fideri violenti, ogni qualvolta riflettiamo tale evacuazione, e ad impedire che un mal
a i tanti mali che cagiona un amor ſrego regolamento , o altra coſa non la turbi, e
lato, un forte deſiderio di rivedere la pa non la ſopprima . Non v'è però coſa che
tria, o la famiglia, o un deſiderio violento la turbi maggiormente, quanto le violenti
in una Donna gravida. Il diſguſto nato nel paſſioni dell'animo, e ſpezialmente il ti
vedere o nell' odorare una qualche coſa in more; e il terrore ecceſſivo fa mutare af
grata, turba talmente lo ſtomaco fino a far fetto . Ho FF M A N, Med. Rat. Syſtem.
-

ne naſcere un vomito penoſo, e molto la Tom. I. -

borioſo. La quotidiana eſperienza ci fa ve Per confermar maggiormente la dottri


dere i crudeli ſconcerti, che ci cagiona una na generale d'Hoffmanno mi cade a propo
certa antipatia che abbiamo a certe coſe, ſito di riferire al Lettore, un caſo quaſi in
come fanno a taluni i gatti, il formaggio, credibile accaduto in una giovane, la quale
la ſanguigna, ed altre coſe ſimili. La me o per rigidezza d'educazione, o per ſua na
ditazione profonda , e l'applicazione conti turale inclinazione viveva in una divozione
sua agli ſtudi diſtrugge la forza del corpo, affatto ſtraordinaria. - --

La
64 ANI A NI
La ſua malattia , da cui la troppa divo vente falſe, che ci rappreſentano Iddio e la
zione ſuole molte volte naſcere , divenne Religione in una proſpettiva molto ſvantag
finalmente malinconia religioſa. Il timore gioſa. I Medici della Setta Platonica erano
improprio ch'ella avea del ſommo Facitore talmente perſuaſi dell' influſſo della ragion
empiè il ſuo ſpirito di certe idee le più me naturale ſopra la ſanità, che ſi contentava
re, che mai poſſono naſcere dal timore, e no di pochi rimedi ſemplici , e ſommini
dal terrore; mancarono toſto i meſtrui; ed ſtravano principalmente a loro infermi al
in vanno furono adoperati gli emmenagogi cuni precetti ed argomenti contro la falſa
iù efficaci per promovergli di nuovo. Que divozione, contro la ſuperſtizione, l'entu
i ſiniſtra circoſtanza produſſe in lei effetti ſiasmo, e la credenza mal inteſa delle coſe
sì ſtravaganti, che la vita le ſi reſe inſop ſacre. -

portabile. Vivendo ella in uno ſtato sì de Il fatto citato è tanto utile, che io non
plorabile, ebbe la ſorte di " un Ec ho potuto far di meno di non citarlo, per
cleſiaſtico di un carattere docile ed avve confermare principalmente il ſentimento
nente, e dotato di buon raziocinio, e colla d'Hoffmanno ſopra il predominio delle paf
ſua grata converſazione, che molte volte ſioni dell'animo ne'meſtrui riſpurghi delle
ſuol avere la maggior forza per convince Donne. Una tale ſtoria vien riferita da un
re , e coll'efficacia delle ſue ragioni venne Uomo che avea tutta la cognizione per rac
egli a capo di poter diſciorre da lei i molti contar le coſe come erano paſſate, e tutta
ſcrupoli, di perſuaderla della bontà del ſuo al'ingenuità per diſtinguerne il vero dal falſo.
Creatore, di ricuperar la ſua vita, e di cal * Il caſo ſeguente proverà ancora maggior
mare il ſuo ſpirito . Allora i ſuoi meſtrui mente gli effetti che produce l' anima nel
" ſtrada ordinaria. Conſervò clla noſtro corpo a
però la ſteſſa maniera di vivere in quei Un Muſico famoſo e bravo compoſitore
due ſtati oppoſti . Ma ſiccome le malattie venne attaccato da una certa febbre, la qua
dello ſpirito ſono ſogette alle recidive come le accreſcendoſi di giorno in giorno divenne
quelle del corpo, e ritornano ancor eſſe in continua, e cominciò a raddoppiarſi ; nel
certe occaſioni, per ciò queſta fanciulla ri ſettimo giorno egli cadde in un delirio vio
cadde dopo qualche tempo nello ſteſſo caſo, lentiſſimo, continuo, ed agcompagnato da
e il ſuo ſpirito ritornò ad eſſere come pri gridi, da larve, da terrori e da ſogni perpetui.
ma, e cominciarono movamente i ſuoi ſo Nel terzo giorno un certo iſtinto naturale ſimile
liti malanni del corpo. Guarì la ſeconda vol a quello che fa cercare a cani le erbe ne'lo
ta collo ſteſſo mezzo, e coi meſtrui ricupe romali, fece anche cercare a queſti un com
rò ancor la ſalute - Finalmente per molti certo nella ſua camera. Il Medico v'accon
anni ſoffrì ella un continuo contraſto di ſu ſentì ma con qualche difficoltà. Gli furono
perſtizione, e di regolata divozione ; quan rappreſentate le Cantate del Signor Bernier.
do regnava la prima i ſuoi meſtrui ceſſa Nel primo concerto incominciò toſto il viº
vano, e la ſanità deteriorava di molto: ſo a prendere una cert'aria ſerena , i ſuoi
quando ritornava al ſecondo ſtato, ritorna occhi apparvero tranquilli, ceſſarono ſubito
vano i meſtrui, e nel tempo ſteſſo la ſanità le convulſioni, versò egli lacrime di piace
del corpo. -
re, e ſentì allora per la Muſica un piacere
Queſta Storia ſerve per inſtruirei che bi maggiore di quello aveva avuto altre volte,
ſogna preſto ſradicare dallo ſpirito della gio e mai più n'ebbe in appreſſo un altro ſimi
ventù certi timori mal fondati, e certi pre le. Durante il concerto, gli ceffò la febbre,
giudizi che ſpeſſo ſono loro iſpirati da quelli ed appena finito ritornò allo ſtato di prima.
che hanno la cura d'educarli, acciò non ac Non mancò egli di continuare un tal rime
cada agli altri qualche coſa ſomigliante a dio, poichè ceſſava tolto la febbre, e il de
quanto è accaduto alla fanciulla citata - lirio fin tanto durava il concerto; e la Mu
Io non pretendo però quì d' introdurre un ſica era divenuta tanto neceſſaria al malato
certo diſprezzo per quelle coſe ſacre che ſono ch'egli medeſimo in tempo di notte faceva
in oggi in maggior venerazione nel mon cantare, e ballare un ſuo parente che gli
do, ma di liberar ſolamente lo ſpirito u. aſſiſtiva, e che per eſſere molto afflitto avea
mano da certe maſſime ſcrupuloſe, e ſo tutta la difficoltà a compiacerlo. Una notte
fra
-

ANI A NI 65
h fra l'altre che non avea preſſo di sè altra vono per fare le loro jangade, che ſon com
guardia, che un poveruomo che ſapeva una poſte di zattere diſpoſte in tre ordini uniti
miſerabile frottola, fu coſtretto a conten inſieme, e di queste ſi ſervono per paſſare
tarſi di quella per averne qualche ſollievo. i fiumi. Tutta la ſua virtù medicinale ſta
Dopo dieci giorni di Muſica guarì perfetta nella radice, come diremo qui ſotto. RAy
mente, e ſenza altro rimedio, che d'un ſo Hgt. Plantar. - -

lo ſalaſſo , e d'una larga evacuazione . Il ANINGA Simplex digia, ſeu Piſonis.


Signor Dodard rapporta queſta ſtoria, ed egli ila creſce nello ſteſſo luogo, e s'alza
ſteſſo l'ha verificato; e non pretende mica nel modo ſteſſo della pianta precedente. El
che poſſa a noi ſervire di norma, e di re la produce un germoglio e queſto ne produ
gola, ma entra ſolamente ad eſaminare co ce moltº altri folti, liſci e ſimili a quelli del
me in un Uomo di cui la Muſica era di la pianta, che produce le foglie grandi.
venuta l'anima, per così dire, col lungo, Produce un ſol fiore bianco il quale ſi can
e continuato abito, a forza di concerti ab gia in un frutto ſtraordinario, che è prima
biano a poco a poco ripreſo i ſpiriti diſor .verde, poi di color cenerino, tirante al gial
dinati il loro corſo. Non è però probabile lo, ed è lungo, piatto, denſo, coperto da una
che un Pittore poſſa guarire con mettergli ſpecie di granelli . Quei del Paeſe l'adope
avanti belle pitture ; poichè la pittura non rano per cibo in mancanza di vettovaglie.
è la ſteſſa coſa, e non ha la ſteſſa forza Hanno queſte due ſpezie di aninga una
della Muſica ſopra i ſpiriti umani: anzi radice bolboſa, ch'è più delle foglie, e del
non v'è altro che in ciò la ſomigli . Me le frutta uſabile in Medicina. Sendo queſta
morie dell'Accad. Reale delle Scienze (n. 17o7. compoſta di parti finiſſime , ed aſſai buona
ANICA-IBA Piſonis, & Marcgr. Arbor per le oſtruzioni, quei del paeſe, e i Por
Baſilienſis aquatica , folio Ninphee, fuciu togheſi la mettono a vari uſi. Se ne fa en
reticulato, pulpa alba umida. trar nei fomenti contra i tumori, e le oſtru
Queſta pianta creſce nell'acqua all'altez zioni delle reni, e degl' ipocondri. Se ne
za di cinque o ſei piedi, e poggia ſopra un ſpreme un olio, il quale è aſſai giovevole,
fuſto aſſai pieghevole, diviſo in due ſpezie di per quanto ſi dice, nei mali ſuddetti, e che
nodi, e di color di cenere come quello del ſi adopera in mancanza dell'olio di nenu
l'avellana. Dalle ſue eſtremità vengon fuori phar e di capparo. Il fomento caldo del de
alcune foglie larghe, ſparſe, e liſcie dotate cotto della ſua radice nell'orina rinovato più
d'un bel verde, e d'una figura quaſi ſimile, volte mitiga i dolori recenti o inveterati
a quelle della ninfea , o della ſagittale, della gotta. RA Y Iſt.
guarnite d'una coſta aſſai ſoda da cui par ANINGA PERI, (Piſon). Queſta pian
tono molte fibre trasverſali. Ciaſcuna foglia ta naſce in gran copia nei boſchi, produce
vien ſoſtenuta dal ſuo pedicino pieno di ſu un fior bianco, a cui ſuccedono dei piccoli
go e lungo circa un piede . Fra l'aſcelle grappoli ſomiglievoli alle bacche di ſambu
delle foglie eſce un fior grande, concavo co, ma di un color azurro tirante ſul nero.
compoſto d'una ſola foglia con un piſtello Le di lei foglie ſon cotonoſe, di figura ova
giallo nel mezzo, cui poſcia ſuccede una le, di un verde foſco, belle alla viſta, de
noce che cangiaſi col tempo in un frutto di licate al toccarle , dell'odor dell'ortica, ed
groſſezza, e di figura ſimiliſſimo a un uovo intrecciate di folti nervi. -

di ſtruzzo, ed è verde pieno di polpa bian Le di lei foglie peſte o polverizzate gua
ca, ed umida, e nel diſſeccarſi atquiſta un riſcono le ulcere recenti e inveterate. RAY
ſapor farinoſo. S'adopera per cibo in tempo Hiſl. Plant. - - -

di careſtia : ma è ſempre nocivo mangian ANISCALPTOR, da Anus, il ſedere, e


done in copia, e colla freddezza, e colla ſcalpo, grattare. Queſto è un muſcolo molto
ventoſità può produrre una ſoffocazione. largo, il quale col ſuo ſimile copre quaſi
Quando il legno è giunto a una certa tutta la ſchiena. Gli fu dato un tal nome,
groſſezza S adopera a vari uſi . Perchè il perchè nel grattarſi egli è in azione. Vedi
tronco è leggiero, tenace, e d'una ſoſtan Latiſſimus Dorſi. - -

7a ſimile a quella del ſughero, l'adoperano ANISOS, Avia e , dall'a privativo, ed


molti a fare i battelli, e li Negri ſe ne ſer ia S ,, uguale, inuguale. I
uguale i thug ANI
Tom. III. Med.
di 6 ANI AN I
ANISOSTHENES , Avia e Sevms , dall'a chi ne adopera la radice peſta con del vino
privativo, º 9, uguale, e ai 9 , forza, in forma di cataplasmo; e nelle fluſſioni del
diſuguale di forze. le ſteſſe parti, e per cavarne quello che vi
ANISOTACHYS, 'Avio o exès, dall'a può éſier entrato, ſi ſerve della ſteſſa radice
privativo, i s , uguale , e r , celere; peſta col vino e col zafferano. Praticato col
diſuguale in proiezza, al polſo ſi dà queſto l'acqua conſuma i polipi che ſi formano ſul
epiteto. - -
naſo: ſervendoſene in forma di gargarismo,
ANISUM, Offic. Ger. 88o. Emac. 1o35. dopo averlo meſchiato col miele, e coll'iſ
Park. Theat. 9 I 1. Raii Hiſt. 1.45o. Aniſum ſopo, mitiga la ſchinanzia : abbruſtolito, e
veteribus, J. B. 3. 92. Aniſum vel aneſum, meſcolato col miele, fa ſcaricar la flemma:
Chab. 396. Aniſum herbariis, C. B. Pin. 159. un mezzo quarto di pinta d'anice con 5o.
Aniſum vulgare, Mor. Umb. 25. Buxb. 21. mandorle amare pellate e peſtate col miele,
An fum officinarum , Rupp. Flor. Jen. 229. compongono per la toſſe un rimedio ſquiſito.
Aniſum vulgatius minus annuum, Hiſt. Oxon. Ecco una ricetta aſſai facile.
3.297. Apium aniſum diclum, ſemine ſuaveo-. Prendete tre groſſi e ſette grani d'anici,
lente, Tourn. Inſt. 3o5. Boerh. Ind. An. 59. due groſſi e cinque grani di ſemenze
DALE. Anice. - - di papaveri.
TL Anice ha generalmente una qualità ca Con del miele fattene delle pillole groſſe
lida e diſſeccante, da un buon odor al fia come una fava, e prendetene una per tre
to, è anodino, diaforetico, diuretico, e re giorni alla fila. º
ſolutivo. Preſo in forma di pozione nell'i Queſto rimedio è contra i rutti, diſſipa la
dropiſia ne mitiga la ſete; reſiſte al veleno gonfiezza dello ſtomaco, i dolori di ventre,
e ſcioglie i fiati; arreſta il fluſſo di ventre e la colica . Odorandolo o prendendolo in
e il fluor albo , provvede di latte le balie, forma di decotto ferma il ſinghiozzo. Il de .
ed eccita il ſeme. Ricevendone il fumo per cotto di foglie d'anice diſcaccia le crudezze;
il naſo acquieta i mali di teſta; polveriz il ſuo odore aiutato dall'appioriſo arreſta il
zato e miſto coll'olio roſato, guariſce gli ſinghiozzo. L'amice bevuto in decotto fa ceſ
ſcrepoli delle orecchie. - -
ſar il vomito, ſcioglie la gonfiezza degl'in
Il ſeme miglior d'anice è, quando è nuo teſtini, e fa molto bene nelle malattie del
vo, ben nutrito, ſenza muffa, e di un odor petto, e dei nervi.
acuto. Il miglior dopo quello di Candia, ch' Poichè l'anice è aſſai confacente al ventre
è il più ricercato, è l'anice d'Egitto. Dio ſe agl'inteſtini , ſi ordina abbruſtolico nella
scoRIDE, L.III. c. 65. diſſenteria e nel tenesmo: alcuni vi aggiun
L'Anice bevuto nel vino è buono contra gono dell'oppio, e ne danno tre pillole al
le punture degli ſcorpioni. In qualſifſia mo giorno della groſſezza d'un piſello ſtempera
do ſi adoperi queſto ſemplice, egli è nel nu te nel vino. Dieuches ordina il ſugo dell'
mero di quelli, che più raccomandava Pita- anice a quelli, che hanno mal di rene, il
gora. Egli entra nelle ſalſe e ne condimen ſeme unito con della menta nel vino agl'
ti ; ne mettono alcuni nella croſta inferior idropici, e a quelli che hanno la colica, e
del pane, e nei ſacchetti medicinali. Meſſo la radice nel mal di rene . Vuo e Daliano
nel vino con delle mandorle amare, ne ac che ſi applichi un cataplasmo d'anici, e d'
creſce la forza. Corregge il fetor del fiato, appioriſo ſul ventre delle femmine, che hanno
e mangiandone a digiuno con qualche poco i dolori del parto, o che ientono del dolore
di miele, e bevendovi dietro un bicchier di nelle parti naturali, e di più vuole che ſe
vino, rende più freſca la carnagion del viſo. ne dia da bere il decotto con dell' anetto
Inſerito in un guanciale, che ne laſci traſpi nelle doglie del parto. Colle foglie di que
rar l'odore, concilia il ſonno. Mettendone ſta pianta, e colla farina di formento ſi fre
nelle vivande, eccita l'appetito, la ſecrezion gano le perſone frenetiche, e li fanciulli che
del ſeme, e aiuta la digeſtione, ſicchè dopo ſono in convulſioni epilettiche. Vuole Pita
il paſto ſi può far di meno dell'eſercizio. Per gora che il tener queſta pianta in mano di
uelte ſue virtù gli diedero alcuni il nome fenda dall'epileſsia, e a chi vi va ſoggetto,
i amicetum (invincibile). Nelle ſalſe può conſiglia di averne ſempre ne' ſuoi giar
ſervir di liguſtro. Jollas nei mali degli oc dini. Inoltre proteſta che il di lei odore
age
ANI A N N 67
agevola il parto, e vuol che le donne ſubi del ſeme, il quale è fra le quattro ſemenze
to dopo il parto ne bevano il decotto con maggiori calide. -

della farina di formento. L'adopera Soſime L'anice è carminativo, e diſcaccia i fiati


ne con dell'aceto per ogni ſorte di tumori dallo ſtomaco, e dagl'inteſtini, o ſi prenda
induriti, e contra la ſtanchezza facendolo per la bocca o in lavativi. Per i dolori di
bollir nell'olio ed aggiungendovi del nitro. ventre e per le flatoſità del fanciulli, ſi me
Il decotto d' anici rimette dalla ſtanchezza ſcola per ordinario colle ſue vivande. Serve
di un lungo viaggio. Per le gonfiezze di ſto eziandio contra le affezion fredde de polmo
maco ordina Eraclide degli amici quanti ſe ni, la difficoltà di reſpirare, e l'asma. Ne
ne può prender con due dita, inſieme con inculcano alcuni l'uſo alle balie , che vor
otto grani di caſtoreo nell'idromele. In que rebbero aver del latte. Si adopera bene ſpeſ
ſta forma ſi dà pura quelli ch'hanno gon ſo in luogo di correttivo nei purgativi vio
lenti. All'uſo iſteſſo può ancor ſervir l'olio
fio il ventre e gl'inteſtini. Se ne dà la quan
tità iſteſſa con delle ſemenze di giusquiamo dal di lui ſeme diſtillato, applicandolo ſpeſſo
nel latte d'aſina per l'orthopnea, ch'è una all'eſteriore con dei linimenti carminativi ed
ſpezie d'asma . Conſigliano alcuni a quelli anodini, maſſime per la pleuriſia, e i dolori
che ſon ſoggetti al vomito, di prendere do di fianco. - -

po cena un mezzo quarto di pinta d'anici Le preparazioni di queſta pianta ſi ridu


con dieci foglie di alloro peſte nell'acqua, cono ad eſtrarne dal ſeme un olio col mez
L'anice, o che ſi mangi , o che con lui ci zo della diſtillazione. MILLER, Bot. Off.
ſi freghi dopo averlo riſcaldato, o che ſe ne Nulla di nuovo aggiunſero li Moderni al
beva con del caſtoreo nell'oſſimele, in ogni le virtù di queſta pianta dagli Antichi ſco
uno di queſti modi mitiga la ſoffocazion di perte, ſe non ch'ella è un correttivo della
matrice. Tre pizzichi d'anici , di ſemenze ſcammonea.
di cocomero e di lino, preſi in un mezzo Si troverà all'Articolo Oleum il metodo di
ſeſtier di vin caldo , ſcacciano le vertiggini eſtrar l'olio dall'anice.
che vengono dopo il parto. Tlepolemo im * Dalla ſemenze dell'anice ſi ottiene un
iegava nella febbre quartana la ſteſſa doſe olio coll'eſpreſſione, e colla diſtillazione.
" anici, e di ſemenze di finocchio nell'aceto, Le ſue ſemenze entrano nei roſoli di ſei
e in un bicchier di miele. Si calmano i dolori ſemi , nell'acqua commune, nello ſpirito
della gotta, ſtroffinandoſi con lui la parte af carminativo di Sylvio, nel ſiropo compoſto
fetta, e con delle mandorle amare. Preſo nel di velar, d'artemiſia, di roſe languide pur
vino eccita il ſudore, e preſerva oltre queſto gativo, nei cliſteri carminativi, nell'elet
i veſtiti dalle tignuole. - tuario di Pſillio, ( l'erba pullicaria ) nella
L'anice migliore è il più nuovo, e il più confezion hamech, nella teriaca, nel mitri
nero , ma per lo ſtomaco non val niente, dato, nell'elettuario lenitivo, nel catolico,
ſe non che in caſo di gonfiezza. PLINIo nelle polveri diatragacanta, cordiale, e idra
L. XX. c. 17. - - - -- - goga e nelle pillole d'agarico. L'olio è uno
L'anice è una pianticella, il cui gambo degl'ingredienti delle tavolette emetiche, e
non s'alza più di due piedi. Le ſue foglie " balſamo di zolfere aniſato.
inferiori ſono rotonde e merlate, ma quelle ANrCE DELLA CHINA. V. Zingi.
che vengono dal ſuo gambo ſono larghe, ANISATUM , Vino artefatto, compoſto
fraſtagliate, e di un verde pallido. Soſten con dieci pinte di miele, trenta pinte di
gono gli apici delle ombrelle fregiate di fio vin d' ie" (Città maritima della Siria)
rellini bianchi, a cui ſuccede un ſeme ro- . e cinque oncie d'anici. ORIBASIo Med. Coll.
Lib. V. cap. 33.
tondo, lungo, groſſo in abbaſſo, e che termina -

in una punta di color verdiccio, di un odor ANNETESTES. Nome cui Paracelſo,


ſoave, e di un ſapor mordace, ma delizio Frag. de morb. Gall. dà per deriſione ai par
ſo. Fioriſce, e inſemenziſce nel meſe di Lu teggianti di Galeno, per la lor cecità ed igno
glio, e ne muor ogni inverno la radice. ranza intorno le cagioni, e li principi delle
Coltivaſi in Allemagna, ma il miglior ſe coſe. CASTELLI. - -

me, chi è il più minuto, ci vien dalla Spa ANNORA, Guſci d'ova calcinati o calce
gna. Di queſta pianta non ſi fa uſo ſe non viva. RULANDo e Johnson, -

I 2 ANNO.
68 AN N ANO
ANNOTATIO, il principio d'un paro il meſe commune . DoRN. e RULA NDo .
ſismo febbrile , quando l'infermo trema da Annus amadin, è una lunga vita. Dor N.
freddo, sbadiglia, ſi ſtende ed è incantato, Le ſtagioni, e le vicende dell'anno fan
&c. Gal. 2. Aph. 1. Chiamaſi ancora era - no, come l'oſſerva Ippocrate, diverſi cam
uggia, ed è già nºto ave, l'acceſſo del biamenti nei mali; laonde biſogna ſaperne
paroſismo. -
l'indole, e le alterazioni.
Havvi un' altra annotatio od epiſemaſia, Anni tempora conſtantia, zafer:5ars aap i ;
che è propria delle febbri etiche, e che le ſtagioni fiſſe dell'anno ſono quelle , che
ſuccede quando un'ora o due dopo di aver mai non variano di temperie , e che non
mangiato ſi ſente l'infermo aumentar il ca preſagiſcono ſe non morbi d'una ſpezie be
lore, quando il ſuo polſo è più agitato di nigna, e di agevolpronoſtico. Per lo con
prima, ma ſenza ribrezzo, e ſenza neſſun trario tempora inconſtantia, «io è drazzisvap,
dei ſintomi predetti . Quindi Galeno, Lib. le ſtagioni variabili ſono quelle che ſono in
de Diff. Feb. cap. 9. la chiama granpac e coſtanti, mutabili, e delle quali non ſi può
d3, gaze, un'annotatio che non produce ve determinar un giudizio certo. IPPocRATE,
runa oppreſſione. CASTELLI. - phor. r .
ANNUENTES MUSCULI , lo ſteſſo Anni unius opus; l'opera di un anno di
che recti interni minores, di cui ſi può veder ceſi della Pietra filoſofica , a motivo che
l'Articolo. -
nello ſpazio di un anno ſi può terminarne
ANNUITIO. Plinio dà queſto nome al la preparazione , e perfezionarla , il tutto
movimento che fa la teſta, abbaſſandola in conſiſte in cangiar le parti groſſe in parti
avanti. - -

più ſottili, e render volatili le fiſſe . CA


- ANNULARIS CARTILAGO, la carti STEL LI - -

laggine annulare o cartilaggine , ch è nel ANO, 'Ara ; in alto. Il ſuo contrario è


principio della laringe. Vedi Cricoides. zero, abbaſſo, e ſignifica le parti ſuperiori -
ANNULARIS DIGITUS, il dito annu In Ippocrate e in molti altri Autori, que
lare, ch'è il quarto della mano. ſta parola va ſpeſſo unita a zo: xi-, il ven
ANNULARIS VENA , è una vena ſi tre 3 o vi ſi ſottintende quando ſignifica vo
tuata tra il dito annulare e 'l dito mignolo, mito; in quella guiſa che xero unito colla
cui vuol Aezio che ſi apra nei mali della ſuddetta ſignifica purgazione. Alcuni dei me
milza. AEzio, Tetr. I. S. 3, c. 12. dicamenti purgativi ſono chiamati a vo, e que -
ANNULUS , A ex7 i toy , xeiros , A ſti ſono gli emetici, altri 47 a, e queſti ſon
nello. Quercetan de Med. Hermet. e Libavio quelli che purgano per diſſotto. -

dopo lui parlano di un anello purgativo fatto ANOCHEILON, 'A dixeixoy, da ºra e
col vetro d'antimonio. -
xé, 9 , labbro; il labbro ſupperiore, ch'è
-

In Tralliano, e in Marcello Empirico oppoſto a zeroxe, ov, il labbro inferiore -


parlaſi di vari anelli fuperſtizioſi, li quali CASTELLI.
portandoli informa di amuletti diceſi che fia ANODIA, 'Aro! fa; dall' a privativo e
no buoni contra la colica, e l'epileſsia. bºos, .ſtrada 3 ſtrada impraticabile. Significa
Scultet nel ſuo Armament. Chirurg. ci dà la per metafora un metodo d'inſegnar diſadat
figura, e la deſcrizion di molti anelli di to; Ippocrate, º rara, reº ; ed è oppoſto a
Chirurgia . Zecchio de Morb. Gall. preten ivo , evodia, una via facile e breve per
de che un anello d'oro meſſo in bocca at acquiſtarla ſcienza. Ippocrate, racì evxnuov .
tiri tutto il mercurio, che può eſſer reſtato -
ANODINA, Rimedi narcotici, Jo HNsoN.
nel corpo. e - - - ANODMON, 'A,23 a v, dall' a privati
ANNUS, 'Eroe, è teva . Anno. Gli An yo, e 33 vi , odore, ſenza odore. A ger
tichi dividevano l'anno in eſtate ed in ver 7 o, in Hippocr. Coac. è una marcia che
no , ſiccome lo prova Lind. Ex. I 1. ſect. non ha odore, o almeno, che non lo ha
196. coll'autorità di Teºfraſto ; ma quelli cattivo. Significa lo ſteſſo che anoſmon, ºrc
che vennero dopo loro, lo diviſero in quat auzy, ed è il contrario di dyſoirs, fetido,
tro ſtagioni, aggiungendovi la primavera e puzzolente. - - -

l'autunno. - - -
ANODON, "Aroºdy, in Ippocrate, è tra
Annus philoſophicus ; hanno filoſofico, è dotto da Eroziano, gaºui è si è s"
già
– –
- - -- -

ANO ANO 69
ia o il liminare d'una porta, od una pie ſcono e producono ſperialmente i loro effet
tra poſta ſulla ſoglia della porta per poter ti ſulle parti del corpo, dove riſiede il mo
più commodamente entrar in caſa. Egli di vimento e 'l ſentimento. -

ce che la ſi chiama ancora cº ... Poſto che Non vuol Celſo che li ſi diano che in
l'interpretazion d'Eroziano ſia giuſta, pare una urgente neceſſità, perchè ſono violenti
che voglia alludere a quel paſſo del Libro di ſua natura e perchè nuocono allo ſtoma
dell'Art. in cui ordina Ippocrate is . i mi co. Pretende Galeno che tanto convenga ai
a2 - è pari a 22 ro 84 2 , di poggiar narcotici il nome di anodini, quanto il no
i piedi del letto ſulla ſoglia della porta. E me d'inſenſibile a un uomo morto.
in un altro dello ſteſſo libro, T3 è ra i 3, Diceva Silvio ch'ei rinuncierebbe alla Me
è cv è si era, 7 º 3 è gpa a 3 º X a 3 rapz - dicina, ſe gli ſi proibiſſe l'uſo dell' oppio.
6 givor; una di quelle (leve) è attaccata Io però dico contra il ſuo ſentimento,
al liminar della porta, e l'altra ad un pez che coll'uſo dell' oppio per ſalvar uno º
zo di legno meſſovi a bella poſta. Par che ne ammazzano cento. Poichè l'oppio e le
Eroziano abbia preſo 4 a 3 per 72 è . ſue preparazioni calmano quaſi ſempre i do
In Svida è ſignifica 3 gip ? : 2, ga? 5 lori, non è gran fatto ſe i Medici, per con
e rº x ro ri; i pas, la pietra, il gradino o tentar l'impazienza degli ammalati, ſi riſol
la ſoglia di legno per diſopra la quale ſi vano volentieri per ordinario a farne uſo,
paſſa nell' entrar in qualche caſa. Eſichio benchè talvolta a pregiudizio della vita de'
s32; 3x rº: ri; 3 , la foglia d'una por medeſimi. Io ſteſſo ho veduto, per averne
ta. Chiamaſi ancora 333 ( odos), FoEsto. voluto far uſo, morir tre perſone in men
ANODUS, ſi ſervono di queſto termine di ſei meſi; e fatto che ſia una volta il
gli Alchimiſti per dinotar la materia, che male, non ſi ha quaſi mai tempo di rime
le reni ſeparano dal ſangue, cioè a dir l'ori diarvi.
na, RU LANDo, JoNisoN. Convien però confeſſare che uſandoli con
La parola Greca, 'A : e , anodus, dall' prudenza e con giudizio ſono utiliſſimi in
a privativo, e 35 ss, dete, ſignifica ſenza certi caſi. Nelle ſconciature, a cagion di
denti. eſempio, quando il placenta o qualcheduna
ANODYNA, Anodini, 'Ava e 2, dall'a delle ſue parti reſta nella matrice, gli ano
privativo, e o e, dolore. dini rilaſſando le parti e ceſſar facendo la
Chiamano i Greci hypnotici ed anodini i contrazione, che viepiù ſi aumenta per li
rimedi che conciliano il ſonno, e fugano li dolori, ne facilitano l'eſpulſione. Sono pur
dolori: e narcotici o ſoporiferi quelli che uſabili gli anodini quando in uno degli ure
preſtano queſti effetti con più di forza. Que teri s'è fermata una pietra, purchè vi ſi
ſti ultimi ſono di tal natura, che coi loro premettano le debite evacuazioni. Quando
vapori ſottili, disguſtanti e inamabili, dimi proviene la ſoppreſſion d'orina da una ſen
nuiſcono e diſtruggon talvolta intieramen fazion doloroſa, che ſia un effetto di mate
te il movimento e la facoltà ſenſitiva delle rie acri e della contrazion dello sfintere del
parti ſolide. --
la veſſica, gli anodini col toglier la cauſa
Fra li precipui rimedj hypnotoci ed ano del male, ne agevolano l'evacuazione.
dini ſi mettono tutte le preparazioni medici Pretende Hoffman che il ſonno e li rime
nali del papavero, e ſpezialmente dell'op di anodini facciano paſſar la ſete, perchè fan
pio, cui gli Antichi chiamavano le lagri no ceſſar la contrazion delle glandule, e ral
me del papavero, e quelle del meconio, ch'è lentano i vaſi della gola, onde ne naſce una
un eſtratto che ſi ottien dal papavero col copia più grande d'umidità. -

farlo bollire . Tra li narcotici o ſoporiferi Dar ſi può in ſenſo lato il nome di ano
ſi contano tutti i rimedi di una natura più dini a tutti i rimedi che acquietano li dolo
attiva, ſiccome le preparazioni di mandra ri. In queſto ſenſo ſi può prender la lan
gora, di giuſchiamo, d clan r, e didatura. cetta come anodino, perchè mitiga i dolori
A ragione ſi mettono i narcotici e gli infiammatori, facilitando l'evacuazion d'una
anodini nel numero dei veleni, perchè ſono parte del ſangue. Tutti i rimedi rilaſſanti,
pernicioſiſſimi, e perchè danno la morte, ſtemperanti, e che diſtruggono l'acrità de
caricandone un poco troppo la doſe. Influi gli umori o diſcacciano i fiati, applicandoli
iCa O
-

7o ANO A NO
idoneamente, ſono anodini in quanto ai lo vativo, e ducaxos, ombilico; ſenza ombilico,
ro effetti. a –
come Adamo ed Eva, i quali non erano
ANODYNIA, 'Aroºvyla; inſenſibilità o ſtati nodriti dai vaſi ombilicali, ſiccome mol
aſſenza del dolore. CASTELLI . ti Dotti ſi ſono inutilmente affaticati a pro
-

ANODYNUM MINERALE . Criſtallo varlo. - -

minerale. CASTELLI. ANONA, è un albero, che ſi eſtolle all'


ANOEA, Avola, dall'a privativo, e sce 5 altezza del melo; le di lui foglie ſono per
ſpirito; lo ſteſſo che armentia, pazzia. ordinario diſgiunte e bislunghe; i ſuoi fiori
ANOMALIA, ANOMALUS, Avoux compoſti di tre fogliette anguſte, ognuna delle
xia, a oſa NG , dall' a privativo, e º ai 3, quali ha il ſuo pedicolo. A queſti fiori ſuc
uguale, liſcio; irregolarità, inuguaglianza; cede un frutto di figura conica, veſtito di
inuguale, irregolare. ſcorza, e la cui ſoſtanza aſſiepa le cameret
a Polo inuguale o irregolare chiamaſi quello, te, dov'è rinchiuſo un ſeme duro e bislungo.
ch'eſſendo più grande in una parte dell'ar. - Le ſue ſpezie ſono
teria, dov'ella di più ſi gonfia e ſi dilata, 1. Anona maxima, foliislatis ſplendentibus,
che in un altra, dov'è più ſtretta, e in fructu maximo viridi conoide, tuberculis ſeu
" modo legata, batte inugualmente, ſpinulis innocentibus aſpero. Sloan. Cat. Pl.
cchè una parte dell'arteria ſi rialza con - J a IT1.
2. - Anona maxima, foliis oblongis anguſtis,
-

più forza dell'altra. GALENo, in Definit.


Medic. -

fruciu maximo luteo conoide, cortice glabro, in


Il polſo inuguale è quello, che ora è più areolas diſtincto. Sloan. Cat. Pl. Jam.
forte, ed ora più debole. GA LENo, ibid. 3. Anona foliis odoratis minoribus, frustu
Polſo irregolare o inuguale diceſi quello ch'è conoide ſquamoſo parvo dulci. Sloam. Cat. Pl.
compoſto di due, tre, o quattro ſpezie di J d Ill. 4. Anona aquatica, foliis laurinis atroviren
- - -

verſe di pulſazioni. V'è talvolta dell'irrego


larità in una ſola, e talvolta in un maggior tibus, fruttu minore conoide luteo, cortice gla
numero di pulſazioni. Allora v'è inuga bro, in areolas diſthio. Sloam. Cat. Pl. Jam.
glianza nel polſo, quando eſplorandolo col 5. Anona foliis ſubtus ferrugineis, fructu ro
e due prime dita, ſotto d'ognuno ſi ſente tundo majore lavi purpureo, ſemine nigro, par
un grado diverſo di pulſazione. Sentiamo tim rugoſo, partim glabro. Sloam. Cat. Pl. Jam.
talvolta una ſpezie di pulſazione ſotto due 6. Anona foliis laurinis glabris viridifuſeis,
dita, e un'altra del tutto diverſa ſotto al fructu minore rotundo viridiflavo ſcabro, ſemi
tre due, o talvolta una ſpezie di pulſazio nibus fuſcis ſplendentibus, fiſſura alba notatis.
me ſotto di un dito, la quale non è nella Sloam. Cat. Pl. Jam. Sappadilla. ' -

ſteſſa intenſità ſotto le tre altre dita. AT 7. Anona maxima, foliis laurinis, glabris
TUARIO, L.I. Tepì di gara a cºoy, cap. 1. viridi fuſcis, fruttu minimo rotundo viridi-fa
L'inuguaglianza del polſo ſi fa talvolta vo, ſeminibus fuſcis ſplendentibus, fiſſura al
ſentire in un ſol vibramento d'arteria, e tal ba notatis. Sloam. Cat. Pl. Jam. - -

volta in molti; queſt'ultima inuguaglianza Naſcono queſti alberi nei paeſi più caldi
appellaſi communemente dai Medici ſiſtema dell'Indie Occidentali, nella Jamaica, e nell'
tici collettiva. GALENo, de Cauſ Pulſ. Iſola Barbados, &c. dove ſi coltivano a ca-.
ANOMOEOMERES, Asus usti, dall' gione del loro frutto che in queſti paeſi è aſ
a privativo, cuoios, ſimile, e uénos, parte; ſai ſtimato, e maſſime della Sappadilla ch'è
diſſimile in ſoſtanza, o compoſto di parti la ſpezie più ricercata, e che ſi arrivò da
d'una varia ſpezie. -
poco in quà a conoſcere in alcune di que:
ANOMOEOS, Asſuale, diſſimile, o ete ſte iſole. Egli è probabile che queſti alberi
rogeneo. Dà Ippocrate queſto nome agli umo non ſiano naturali al paeſe; ma che d'al
ri non naturali e difettoſi, che ſi formano trove vi ſiano ſtati traſpiantati, benchè ſi
nelle parti del corpo. Quando vanno queſti ſiano accomodati al terreno, come ſe foſſe
in alto, conſiglia di evacuarli per abbaſſo lor naturale, toltane la Sappadilla, perch el
per via di revulſione, e di ſcaricarli per l'al la è aſſai più delicata degli altri. MILLER,
to quando tendono abbaſſo. FoEsio. Dictionn. , , •

ANOMPHALOS, Arigozag , dall'apri Io ſon perſuaſo che la prima di " e


- -
- -

AN O ANO 71
ſte ſpezie ſia l'Abate di Panucho Recchi. mi per un pedicolo piatto; ſono elleno pic
ANONIS. Acutela, arreſta-buoi, anonis, cole, lunghe un mezzo pollice incirca, e
onons, areſta bovis, Offic. Chab. 168. Anonis merlate neile ſtremità. Nac no i fiori in
ſtereſia bovis, Ger. I 141. Emac. 1322. Ano capo agli ſteli, e ſono leguminoſi e ſimili
nisſive reſta bovis vulgaris, purpurea, 6 al a quelli dei piſelli, ma piccoli e piatti, di
la ſpinoſa, J. B. 2.391. Anonis ſpinoſa, fiore color porporino, e attaccati ad un calice vil
purpureo, C. P. Pin. 389. Park. Theat. 994. loſo e fraſtagliato in cinque parti. Caduti
Raii Hiſt, 1.957. Synop. 3.332. Tourn. Inſt. queſti fiori, ſuccedono loro dei piccoli bac
4o8. Elem. Bot. 325. Boerh. Ind. A. 2. 33. celli, che contengono tre o quattro piccoli
Rupp. Flor. Jen.214. Buxb. 21. Anonis, Rivin. ſemi in forma di rene. Naſce nei campi,
Irr.Tetr. Dill. Cat. Giſſ. 147. Anonisſive ono lungo le ſtrade, e molte volte fra le bia
nis, reſta bovis remora aratri, Merc. Bot. 1. de; e fioriſce nel meſe di Giugno e di
19. Phyt. Brit. 8. Anonis purpurea vulgaris Luglio.
ſpinoſa, flore purpureo ſiliquis erectis lentifor In Medicina non ſi adopera di tutta que
mibus, Hiſt. Oxon. 2. 169. DALE. ſta pianta che la radice, la quale metteſi
Ne conta Miller 36. ſpezie, -
comunemente fra le cinque radici mino
L'anonis, detta ononis da altri, e ch'io ri aperitive. Queſta è buona per la ſoppreſ
leggo divaviº e in Teofraſto e in Galeno, ha ſion d'orina, per la pietra, e la renella;
gli ſteli lunghi nove pollici e più, pieghevo per far uſcire la mucoſità fiſſa che ſoggior
li, nodoſi, fronzuti, guarniti di teſte roton ma nei reni e negli ureteri, e per guarir
de con delle piccole foglie ſottili come quel l'iterizia. Il ſuo decotto nell'oſſicrate uſato
le delle lenticchie, e della ſteſſa figura di in forma di gargarismo tranquilliza i mali
quelle della ruta, o del trifoglio pratenſe, di denti. Si preferiſce a tutt'altro la ſua
villoſe, odorifere e di un guſto gradevole. corteccia. MILLER, Bot. Offic.
Raccolta prima ch'ella ſi armi delle ſue ANONTAGIUS, la Pietra Filoſofale, il
punte, è di buon guſto. I ſuoi rami ſono don di Dio, il Zolfere fiſſato dalla natura.
rotondi, e aſſiepati in certo modo da punte. DoRNEo.
La ſua radice è calida, attenuante. La ſua ANONYMOS, A dºvuoe, dall'a privati
corteccia preſa nel vino eccita l'orina, e vo, e º ou e, nome. Queſto una volta era
ſpezza la pietra nella veſſica. Ridotta in l'epiteto della ſeconda cartilaggine della la
polvere deterge le ulcere. Il decotto della ringe, a cui ſi diede poi il nome di cricoi
ſua radice nell' oſſicrate guariſce i mali dei de e d'annulare.
denti, lavandoſene la bocca. DioscoRIDE, Anonymos è pur l'epiteto di molti alberi
Lib. III. cap. 121. so arboſcelli eſotici, ſiccome
Somiglia queſta pianta al fienogreco, ſe Anonymos Bibeſi foliis: è una ſpezie par
non chi è più villoſa; paſſata la primavera, ticolare di arboſcello, che nelle foglie ſo
ſi forniſce di ſpine. Quando è freſca, deter miglia all'uva ſpina. Sono i ſuoi fiori com
ge le ulcere. Se ne fa bollir la radice nel poſti di cinque petali di color bianchiccio,
poſca per i mali di denti, e la ſi prende nel diſpoſti in fondo agli ſteli in ombrella, e
vino per diſcacciar la pietra e la renella. poggianti sù piccoli pedicoli bislunghi. Il
La ſi dà parimenti a quelli che ſon ſogget calice del fiore è di cinque foglie. Produce
ti ai ſvenimenti, dopo di averla fatta cuo ogni fiore due o tre ſilique ſimili a quelle
cer nell'ofſimele, fin al conſumo della me della conſolida, ma ſenza ſemenze, nei no
tà. PLINIo, Lib. XXII, cap. 4. ſtri giardini, a cauſa dell' intemperie del
Le radici dell'acutella ſono dure e legno clima. - - - - -

ſe, di color cenerino, ſerpeggianti per lun Queſto ci viene dalla Virginia e dal Ca
go e per largo, e internanteſi aſſai ſotto nadà. RA y, H, l. Plant. a
terra . Gettano molti ſteli liſci e teneri nel Anonymus fiore colate e Cuſii, Myrto-geni
principio, ma che in appreſſo divengono ſta quibusdam. Chamaebuxus live Chamepyxos
duri e armati di lunghe ſpine, le quali ſpun quibusdam, J. B. Cham ebuxus fiore colute e,
tano là dove riſiedon le foglie. Eſcono que Ger. C. B. Pſeudo-cham ebuxus, Park. Alligna
ſe foglie al numero di tre da ciaſcuna giun queſta pianta in varie parti della Germa
tura, ſimili al trifoglio, ed attaccate ai ra mia. Idem.
Ano
72 AN O A NS
Anonymos fructes Braſilianus, flore keiri, ANOTASIER , Sale armoniaco. RU
Marcgrav. LANDo, Joh NsoN . - - - -

La ſua corteccia è di color cenerino. Le ANO THEN, Avojev, avverbio di tem


ſue foglie ſono oppoſte alternativamente, Po e di luogo, ſiccome ano. Secondo Ga
acuminate, incavate nel lembo, di un bel lenº ſignifica il principio di un morbo, e
verde, e ſparſe di nervi obliqui. Naſcono parimenti le parti ſuperiori del corpo uma
i fiori in ſpighe nell'eſtremità dei rami, e no. Fors Io . –

la ſpiga, prima che ſguſcino i fiori, è di ANSER, Oca. Uccello volgare, e mol
un belliſſima color di carne, ma che s'in to in uſo. Ve ne ſono due ſpezie, uno do
gialla a miſura che i fiori ſi preparano a meſtico, e l'altro ſelvatico. Il primo ſi
ſchiuderſi. Queſti ſono compoſti di cinque chiama, - -

tali, ognun de quali ſta sù d una foglia ſºr, Offic. Charlt. Exerc. 1o3. Bellon. de
impuntita di color languido. Contiene il gli Ucc i 57. Anſer domeſticus, Schrod. 5.
fiore un gran numero di filacicche, ed ha lo 314, Rai Ornith. 358. Ejusd. Synop. A. 136.
ſteſſo odor che la viola gialla. Idem. Will. Ornith. 273. Aldrov. Ornith. 3. Io2.
Anonymos Braſiliana , floribus unbellatis Gen. de Avib 125. Jonſ. de Avib, 9. Mer.
albis hexapetalis. - -
l'in. 179. DALE.
Anonymos Baccifera, foliis ſalignis, Braſi La ſeconda ſpezie ſi chiama, -
liana, Marcgrav. -
ºſº jº, Qific, Schrod. 5.314. Aldrov.
ANORA. Vedi Annora. -
Ornith: 3 a 7. Mer. Pin. 179. Rai Ornith.
ANORCHIDES, 'A votegia, dall'a pri 358 Ejud. Synop. A. 136. Will. Ornith. 274.
vativo, e spezie, teſticolo, ch'è nato ſenza Gefn. de Avib. 14o. Jonf. de Avib. 93. Charlt.
teſticoli. CASTELLI. Exer ros. L'Oca ſalvatica, Bellon. degli
ANOREXIA, vo sº iº, dall'a privativo, Ucc. I 58. DALE.
e ºpeºis, appetito. Anorexia, inappetenza od Lº sì della prima che della ſeconda
avverſion per gli alimenti. Paolo, Lib. III. ſpezie vuol eſſer, dice Lemery, tenera, nè
cap. 27. Arctegia azionisi, a estesi i; e » ºva trºppo giovine nè troppo vecchia, ben nu
x ocea azs v7 era xotan, 22 To Tcv souzxo , m xvu av trita, e che ſia ſtata allevata in un aria
zepieva «s. , L'anorexia è un'avverſion per pura e ſerena. - -

, gli alimenti prodotta o da uno ſconcerto L'oca è aſſai nutritiva, ed è un alimen


, di ſtomaco o da ſovrabbondanza d'umori.“ to aſſai ſolido. -
Quindi è che ſi chiamano a geraro (anore "ile da di
-

cioi) e zirci, quelli che non vogliono man crire; e quando è troppo giovine, la ſi
giar per non aver appetito. Galeno Comm, i è viſcoſa e f" " degli "
al

i. in Lib. I. Epidem. Toè a op: Tzvs º azizovs mori groſſolani ed eſcrementizi . Quando all'
d ué ovay o "Fº e 7 è ui a poc e giove incontro el'è troppo vecchia, la ſua car
ciriz, Tods è ºra pauvévous trois Sai x2xi ir ne è ſecca, dura, di un cattivo ſugo, e ge
a rogitovs. , Quelli che non prendono neſ nera delle indigeſtioni e delle febbri.
, ſun cibo ſi chiamano dai Greci anorecti, L º contiene molto olio, e molto al
, e aſiti apoſiti poi quelli c'hanno dell'av volatile. La domeſtica contiene molta fem
, verſione per gli alimenti, che loro ven mº: ma la ſalvatica ne contien meno.
gono preſentati.” - - -
Convengono tutte due l'inverno ai gio
ANoRòisi NON, A , in vini bilioſi, c'hanno buon ſtomaco, e che
Ippocrate. Traduce Galeno queſta parola per fanno molto eſercizio.
e gueux» a uºvov (anamemalagmenon, un al
tra volta ammollito, Ella deriva da ºra, e ANNOTAZIONI. ,
de, i o, lo ſteſſo che do; ci o, preparar con L'ºca è un cibo ſquiſito, e ſpezialmente
ammollire, o con altri mezzi. Quindi 2 or la ſelvatica, ch'è di un guſto allai miglio
7 tauéror, o e ºp, azuavor, oauz, ſignifica un re della domeſtica, perchè facendo più mo
corpo ammollito e preparato per pigliar dei to ha per conſeguenza la carne men piena
rimedi. FoEsIo. di ſughi viſcoſi e groſſolani. -

ANOSIA, Avezia, dall'a privativo, e vizzi, L'oca frequenta i luoghi freddi, umidi e
malattia. Aſſenza della malattia. Castelli, acquatici; ſi trova quaſi in tutti i paeſi, vive
---
-
aſſai
ANS A NT 73
aſſai lungo tempo, e particolarmente la ſel polvere e preſa in doſe di mezza dramma
vatica, ſe crediamo a certi Autori. Oſſer la sì crede aſtringente, e che fermi i fuo
va Guglielmo Gratarolo, ch'ella vive fino ri ecceſſivi. -- -

a venti anni, e Alberto fino a ſeſſanta. Il ſangue d'oca ſi vuol che reſiſta al ve
La domeſtica ſi alza poco da terra, e non leno, dandone due o tre dramme.
vola che difficilmente; ma la ſelvatica vo Uſaſi in medicina il graſſo d'oca, per eſ
la ben alto, e con gran leggierezza. s ſer reſolutivo ed emolliente: mitiga le mor
L'oca abita la terra e l'acqua come gli roidi, e meſſo dentro agli orecchi, ne ral
animali anfibi. La domeſtica ſi ferma però lenta i dolori: prendeſi interiormente per ri
più della ſelvatica ſulla terra. Queſt'ultima laſſar il ventre; e con eſſo ſi ungono le par
trovaſi quaſi ſempre attorno i luoghi umidi ti tormentate da reumatismi. - -

e paludoſi. Nell'Etiopia ve n'ha in sì gran Gli eſcrementi d'oca ridotti in polvere in


numero, che vi fa un guaſto terribile. doſe di mezza dramma ſi preſcrivono per
Si oſſerva che l'oca è vigilantiſſima, e rarefar , e attenuar gli umori , per eccitar
che ha il ſenno sì delicato, che al mini il ſudore, l'orina, e alle donne li meſtrui,
mo rumor ſi riſveglia. Diceſi che queſto e per ſollecitar il parto. LEMERY, Tratta
uccello ſia proprio quanto lo ſteſſo cane a to degli Alimenti. - - -
far la guardia in tempo di notte a una ca Pretende Dale coll'autorità di Schroder ,
ſa, perchè appena ella ſente qualche coſa, che il graſſo d'oca è buono nell'alopecia, e
non ſi ſtanca di mandar gridi altiſſimi, quaſi per guarir gli ſcrepoli delle labbra ; (vedi
voglia chiamar in ſuo aiuto quei di ſua ca Adeps ) che lo ſterco è inciſivo diſſecante, .
ſa; e in conferma di queſto v'è un eſempio e aperitivo al maggior ſegno, che diſcaccia
famoſo . Quando vollero i Galli impatro la ſecondina, e ch'è un rimedio eccellente
nirſi col favor della notte del Capitolio, per l'iterizia, l'idropiſia, e lo ſcorbuto . Si
gettarono della carne ai cani che lo guar fa pur a credere , che la pelle d'oca guari
davano, perchè non abbajaſſero, e per que ſcali pedignoni, applicandovela ſopra.
ſto tutto andò bene: ma per quanto gettaſ I ſali dell'oca ſelvatica ſono più eſaltati
ſero alle oche, che pur vi erano, da man di quelli della domeſtica per il continuo ſuo
giare, non puotero mai impedir che non eſercizio; e li vermini, gl'inſetti , e i ve
gridaſſero, e così riſvegliaſſero li Romani. getabili, onde tutte e due ſi nutrono, riem
In genere ſi può dire che la carne d'oca iono la loro carne, e'l loro graſſo d'un ſa
ſia più dilettevole al guſto, che confacente i" aſſai volatile e penetrante, che le fa ſog
gettiſſime a corromperſi.
alla ſalute. In fatti la ſi ſtenta a digerire -

per eſſer ſempre piena di ſughi viſcidi e groſ ANSERINA. Vedi Potentilla,
ſolani, ſicchè ſi andrà cauto in farne uſo. ANSIELI. Vedi Angelina. -

Ma non così disdice alle perſone forti e di ANTACHATES Avraxairns, Ambra, o


buon ſtomaco, perchè nutre aſſai, e ſi con ſpezie di pietra bituminoſa, che bruciandoſi,
verte in un alimento ſolido e permanente. al dir d'Agricola, ſparge un odor di mir
L'uſo frequente, che fanno gli Ebrei del
ra. Gorreo . . . -

la carne d'oca , diceſi che concorra non ANTACIDA. Rimedi , che correggono
poco a renderli bilioſi, tetri, di un umor l'acidità degli umori, o vi reſiſtono. -

triſto e maligno e di cattivo colore . Gli ANTAGONISTA, Ara, osº, da a -


antichi Ingleſi ſi facevano altre volte ſcru Ti, contra e 2, or Ka, sforzare, antagoniſta.
polo di mangiar della carne d'oca ; ma a Si dà queſto nome a certi muſcoli, che agi
queſt'ora ne mangiano con piacere. - ſcono in ſenſo contrario a gli altri ; ſicco
Di tutte le ſue parti non approva Gale me per eſempio li muſcoli abduttori, e li
no ſe non l'uſo del fegato e dello ſtoma muſcoli adduttori del braccio ſono antagoniſti,
co. Le di lei ale ſono pur ottime da man ANTALGICUS, Avrax irà: , da a rl,
giare. E' opinione che Scipion Metello ſia contra e 2ayor, dolore. Si dà queſto nome
ſtato il primo a mangiar il fegato dell'oca, ai rimedi, che calmano o fanno ceſſari do
benchè altri vogliano che ſia ſtato M. Sei lori. CASTELLI. - -

ſtio, Cavalier Romano. a ANTALIUM, ſive Antale, Tubulus ma


La prima pelle dei piè d'oca, ridotta in rinus, Rondel: è una piccola conchiglia fat
Tem. III, Med. K ta a
72 A NT ANT
ta a guiſa di tubo, lunga un pollice e mez cora ſi chiamano Succedanea. CAsTELLr.
zo incirca, groſſa in un dei capi come una ANTEMBASIS, A riugzeus, da ar,
groſſa penna, e nell'altro come una penna mutuamente, e eugaivo, entrare: inferſion
tenue; che ha certe piccole ſcamalature drit mutua. Applica Galeno queſta parola alle oſſa.
te, che vanno da un capo all'altro, di co ANTEMETICA, A reu riva, da avrì,
lor bianco o bianco verdiccio. Stà su gli contra, ed ius rizºs, vomitivo. Rimedi con
ſcogli e in fondo al mare; dentro v'è un tra il vomito ecceſſivo. --
vermetto marino, che contiene un qualche ANTENDEXis, Arvia, da eri,
poco di ſal volatile e fiſſo, pochiſſimo olio, contra, ed erº eizvvai, indicare: contra-indi
e molta terra. - - - - - cazione: ſiccome quando in un male avvien.
Egli è alcalino, reſolutivo, e diſſecante. qualche coſa contraria alla principal indica-,
LEMERv, delle Droghe. zione; per eſempio una pleuriſia infiamma
ANTAPHRODISIACOS, 'Arraepodioia toria indica il ſalaſſo, ma la debolezza ec
xès, da arri, contra, e cºooºirn, venere, ceſſiva dell'ammalato indica il contrario.
antivenereo; epiteto dei rimedi , che smor ANTENEASMUS , o ANTENEAS
zano le fiamme d'amore. MUM ; ſpezie particolare di mania o paz
ANTAPHRODITICA , lo ſteſſo, che zia, in cui s'infuria contra ſe ſteſſi, e ſi
Antaphrodiſiaca. proccura di ucciderſi.
ANTAPODOSIES, 'Ara ro? 6ate, da civ ANTEPHIALTICUS, 'Auspia, rocce da
arancºiia ui, riflettere. Parmi che applicarſi avri, ed epicº Tns, l'oppreſſione, o l'efialte.
poſſa queſta parola alle ricadute, o alli pe. Epiteto dei rimedi che ſono buoni contro
riodi degli acceſſi delle febbri . Ippocrate, di queſto morbo. -

Aph. 12. Sect. I. dice, che li ritorni dei pa ANTEPILEPTICA, 'Avrerixirruxe, da


roſismi e la forma delle malattie ſi manifeſta drTi, contra, ed erian-lis, epileſia; rimedi
no coll'eſame del male iſteſſo, colle ſtagioni contra l'epileſia , e le malattie convulſive.
dell'anno, e colla reciprocazion dei periodi, ANTEPRIMA MATERIA, in Paracel
(avraro, 8aies Tor Trepid or rpo: exxixa ) cioè ſo, Chirurg. Mag. Lib. III. cap. 11. è l no
dal modo o dal tempo , ond'eſſi ſuccedonſi me della tintura ch'ha la facoltà di tignere
fra di loro, od ogni giorno, o due giorni ed alterar la materia prima del corpo, in un
l'uno, 8cc. - - -
modo conforme o contrario alla ſua natu
ANTARTHRITICUM , 'A rapºpiturº», ra. CASTELLI . - -

da arri, contra, e gpfpiris, gotta ; rimedi ANTERA. Vedi Anthera. -


contra la gotta. BLANCARD. ANTEREISIS, 'A1 ripetais, da arrì ed
ANTASTHMATICA , 'AvraSuarixa , ipetº o, appoggiare ; la reſiſtenza che fa un
da veri, contra, e Sua, asma; rimedi con corpo duro e ſolido contra una qualſiſia im
tra l'asma. BLANCARD . -
preſſione. In queſto ſenſo ſene ſerve Ippo
- ANTATROPHON, 'Arrº reocoy, da gr crate, Lib. de Artic. in ordine alle coſte,
ai, e da poetz; conſunzione . Epiteto di al ANTERIT. Mercurio. RolaNDoJoNH
cuni rimedi contra la conſunzione. SON . , - , - --

ANTECEDENS, IIpo 2 su erm , da rp3, ANTEROS, Arepoe; la pietra che pro


avanti, e o ecua, condur; Precedente: pa priamente ſi chiama amatiſta, di cui ſi ve.
rola applicata communemente alle cauſe . da l'Articolo. GoRREo, - -

Vedi Cauſa. -- ANTHEDON; nome di un albero, di


ANTECEDENTIA SIGNA, ſegni pre cui parla Teofraſto, e che Ray crede che ſia
cedenti; quelli che precedono un qualche ma il Mespilus Aronià. Vedi Mespilus. -
le, come la cattiva diſpoſizion del ſangue, ANTHELIX, 'A vºixiº da vºi, ed ixia,
ch'è la cauſa d'infiniti mali. - - - Helix. La protuberanza interna dell'orecchia
ANTELABIA , IIpoxsiae , da red , e eſterna, al di dentro dell' Helix, di cui ſi ri
3 eixos, labbro; l'eſtremità delle labbra, corra all'articolo. - - -,

ANTEMBALLOMENOS, 'Ava su Saxxé ANTHELMINTHICA , Artexuryºr è,


uerG , da « . i, in luogo di , e iu Szº e, ſi da arri ed-exurs , Verme. Rimedio contra i
tuare; ſoſtituito, parlando dei rimedi che ſi VCrm 1 , - - -

poſſono a degli altri ſoſtituire. Queſti an ANTHEMIS, Vedi Chamamelum AN


- AN
A NT ANT
ANTHERA, Avºmpà, da z ºos un fiore. Anthera o collirio per le fluſſioni e li do
Medicamento compoſto, così chiamato per lori degli occhi, che fa il ſuo effetto in ca
il ſuo color vivo e roſſiccio. Varie ne ſono po a un'ora. - - -

le compoſizioni. Le qui appreſſo ſono di Cel Prendete di zafferano, quattro groſſi e die
fo, il quale le ordina per le ulcere coperte ci grani, -

d'una ſpezie di croſta, e che vengono ſul Incenſo, due groſſi, e cinque grani,
la bocca. - - Cinapro, quattro groſſi, e dieci grani.
-
Prendete di giunco quadro Gomma Arabica, due groſſi, e cin
- º" Par -

que grani.
kinſon,del giun Fateli infonder nel vino , e quando ne
-

i" rO- unadiquantità


ugual ciaſche avrete biſogno , peſtateli fino a ridurli in
di mirra 5 duno: oppure maſſa , e ne farete un linimento con del
-
miele; Id. ibid. Lib. IV. cap. 7. -- -

di ſandaraca, Queſta compoſizione, come la preparano


e d'allume, J Oribaſio ed Aezio, Aetii Tetr. HI. Serm. 4.
Prendete i"
del zafferano 5
de della li aue groſſi
grani, die cap. 22. è pochiſſimo diverſa dalla preceden
te, ed uſaſi per le ulcere della bocca.
- J ciaſcheduno. Celio Aureliano, Acut. Morb. Lib. III.
Irios, - quattro groſſi e cap. 3. raccomanda l'anthera come un rime
allume di penna, -dieci grani di dio eccellente nella ſchinanzia.
Sandaraca. – ciaſcheduno. P. Egineta, Lib. III. cap. 66, la racco
giunco odorato rotondo, otto groſſi e manda per l'ulcerazion della matrice.
venti grant, - - Anthera, in Galeno, Celſo, Egineta, Ae
o di gallozze, zio, e molti altri Autori, è il nome di un
i due groſſi e cin
mirra, -que grani di cia medicamento compoſto e buono per varie
allume di penna, J ſcheduno. parti del corpo, come l'anthera ſtomatica,
foglie di roſe, quattro groſſi , e do &c. Queſti benchè talvolta in polvere, e
deci grani, - talvolta in forma d'elettuario, conſervano
Alcuni dic'egli prendono. ſempre lo ſteſſo nome, ch'eſſi non traggono
zafferano, un groſſo e due già dalle foglie di roſe , poichè non ve n'
allume di penna,
mirra, J ciaſcheduno.
ki
e mezzo di entra nemmeno una, ma dal color degl'in
gredienti, ch'è viviſſimo. -
ſandaraca, due groſſi e cinque grani, ANTHERME , è il nome che ſi dà nella
giunco odorato rotondo, quattro groſſi Botanica agli apici o verticilli che ſono nel
e dodeci grani. mezzo dei fiori, che portano le filacicche ,
Le tre prime compoſizioni ſi riducono in ma ſpezialmente a quei della roſa, -

polvere cui ſi ſparge ſulle parti aſſette ; ma, ANTHEREON, 'AvSepsar, il mento, o
dell'ultima ſi fa un linimento con del mie quella parte del viſo, dove creſce la barba.
le . Celſo, Lib. VI. cap. 1 1. - Pretende Heſchio che queſta ſia quella del
Anthera per le ulcere della bocca, e per diſſotto del mento, dove principia a ſpun
le gengive tumide, e fetide. star, la barba. Pollu. Lib. II, prende puregli
- . .
Prendete irios
-

di Fiorenza. - - q
. .. . . - auattro queſta parola nel ſenſo iſteſſo . Vuol però
-

ſandaraca, - groſſi e die Suida ch'ei ſia il principio del collo e della
- - -

gola, e in queſto ſenſo lo prende ancora Ce


" odorato rotondo,J ºi" -
lio Aurel. Lib. III. cap. 3. e 4. Acut. dove
allume di penna, i lo traduce per Gutturis Exordium “ il prin
(alcune Copie ag |
-

r- -
cipio della gola. “ Dice ancora Lib. f. c. 3.
giungono della due groſſi di Tard. Utramque gutturis partem quam Gre
mirra) del 2af ſ ciaſcheduno,ci Argees vocant “ le due parti della go
ferano, - , la, cui i Greci dicono Anthereon, ed i La
crocomagna, - , tini Ruma “. Ipp, Lib. V. Epidem. e Lib.
-

Peſtateli e meſcolateli inſieme . Galeno, a epi osio oa pare che per « Sirea', inten -

de Comp. Medic.Sect, Loc. Lib. VI, cap. 2. da il mento,


K 2 AN
76 AN T A.N T.
ANTHERICOS 'A vSepta è , nome , che o»Sivas , da Zy Sas , fiore 5 epiteto di alcuni
gli Antichi davano al gambo dell'asfodillo. vini ed oli medicinali. Li vini in cui s'in
, Teofraſto, dice Plinio, Lib. XXI. c. 17. fondono dei fiori od erbe odorifere, ſi chia
, quaſi tutti i Greci e tra gli altri Pitago mano vina odorata. L'olio a cui ſi dà queſt'
, ra danno al gambo di queſta pianta, che epiteto è l'oleum liliaceum, o lirinum, oſu
, arriva talvolta fino all'altezza di due cu ſinum, ch'è la ſteſſa coſa. V'è ancora l'av
º biti, ed ha delle foglie ſimili a quelle del Savoy ai pov anthinum unguentum, ch'è lo ſteſ
, pero ſelvatico, il nome d'anthericos, ed al ſo che il ſuſinum o liliaceum, e che non è
, la ſua radice bolboſa, quello di asphodelos. diſſimile dall'olio di queſto nome al dir di
, Noi però , continua queſto Autore, il Galeno, che per il meſcuglio di alcuni aromi.
, gambo appelliamo albucus, e l'asphodelos ANTHONOR. Vedi Athanor.
35 È per noi l'haſtula regia. “ Pretende Dio ANTHORA. Vedi Aconitum .
ſcoride, Lib. I. cap. 199. che l'anthericos ſia ANTHOS, “AySG , fiore. “AvSos ſignifi
il fior dell'asfodillo. Vuole Eſichio che avº -
ca in Ippocrate non ſolamente ogni ſorte di
pixas ſia il gambo dell'asfodillo, e parimen fiori, ma giuſta Galeno , anche le lor ſe
ti un'altra ſpezie di pianta . Euſtachio Va menze. Nel Coac. Pren. grSea (nel nume
rino e lo Scoliaſte del primo Idillo di Teo ro plurale) ſignifica la ſteſſa coſa che è vSi
crito pretendono ch'egli ſia il frutto od il tua ra , roſſezze. Si adopera ſpeſſe volte , Sgr
gambo dell'asfodillo . Pare che Ippocrate per flos eris. Si ſerve Ippocrate dell'addiet
Coac. Pren. lo prenda per il gambo dell'as tivo antheron, grºupºn per ſignificar florido,
fodillo, dal voler egli che per ſcoprir ſe v'è aſſai roſſo, e di color di ſangue. Quindi Ga
frattura o no nelle oſſa del capo , ſi faccia leno Lib-VI. Epid. traduce irSne ravaga
maſticar all'ammalato il gambo dell'asfodil Ta ( ſputi ſanguini) per ipvSpa è toaua,
lo, o del galbano di Sepino, i rapènza. roſſi e ſanguigni, non meno che in vari al
Ci dice Suida che il gambo dell'asfodillo tri paſſi. Areteo in Peripn. rr exºr igiuoy,
è da Teocrito ed Erodoto chiamato avº épi e, av Snpav a cººpez “ ſputo ſanguigno , ed aſſai
e ch'egli è di una ſoſtanza sì denſa, che non » roſſo “. Ippocr, in prorrhet. chiama quel º
ſi può romperla; e ſoggiunge che in queſto li ch'hanno il colorito viviſſimo, e roſſiccio
ſenſo ſi deve prendere la parola «vº pig (an erSapoi, “ fioriti: e avSnoºr a sua, un cor
therix) nello Scoliaſte di Teocrito, in Teo , po fiorito. “ nell'Epid. VI. Aph. III.Sect
fraſto ed Ideo. Apollodoro Dorienſe non dà 3. è un corpo coperto d'un certo roſſo, per
ſe non al gambo queſto nome. Prendono al l'accreſcimento del calor naturale, ed il con
cuni l'arsepi; per gli apici della barba d'una corſo del ſangue e degli ſpiriti alla ſua ſuper
ſpica di formento, o per il gambo. fizie, ſegno di nutrizion lodevole e ſufficiente -
Plutarco nel ſuo Convito de ſette Savi, ANTHOS. Queſta parola, preſa da ſe ſo
traducendo quel paſſo famoſo d'Eſiodo “Oa ov la , ſignifica il fior del rosmarino . E tal
a uan 4xn a 2 datº iº a gi; ºrsia ; “ qual volta, benchè impropriamente, la ſi tras
» virtù rinfreſcante non ſi ritrova nella mal fonde alla pianta. -

» va e nell'asfodillo; “par che prenda l'ºr . ANTHOSMIAS, AvSoauias, da 2, Sgr


Seoixos per l'asfodillo. - fiore e caps), odore. Epiteto dei vini odoro
ANTHERON , Avènto» florido. Vedi ſi. Foesio. - - -
Anthos. - - e ANTHOUS. E propriamente il rosmari
ANTHEROPHYLLUS , o ANTHO no, ma applicato a metalli ſignifica la quin
PHYLLUS. Vedi Caryophilus. teſſenza, o l'eliſir dell'oro. RULANDo.
-

ANTHIA, AvSix, ſpezie di peſce, ſe ANTRACIA , ADTRACOSIS, AN


condo Oppiano, Ariſtotele, Rondelet e Al TRAX. Vedi Carbunculus.
drovandi, li quali fra lor diſcordano nel dar ANTHRACITES, 'ArTpazirns . vedi
ne la deſcrizione. Raccomanda Kiramide il Schiftas. -

di lui fiele, il quale vuol Aldrovandi, che ANTHRISCUS. Vedi Scandix.


ſia buono per gli exanthemi, e l'effloreſcenze ANTHROPE. 'AvSpari, o 4, Sporos, da
della pelle, ed il ſuo graſſo contra gli umo avrporos, un uomo. La pelle umana, a cui
ri e gli abſceſſi. CASTELLI . - dà Erodoto queſto nome, com'oſſerva Veſa
ANTHINES, o ANTHINOS, 'ArSixis lio, Lib. II, cap. 5. , º
AN.
ANT ANT 77
ANTHROPOLOGIE, 'AvSporox39 fa, da n'è piccola e tenue. Creſce ella nei luoghi
g,3eorg , un uomo, e da Noyds, diſcorſo ; renoſi ed eſpoſti al Sole, ed ha un guſto ſalato.
deſcrizion dell'uomo. BLANCARD. L'altra ſpezie ha le foglie e li rami ſimi
ANTHROPOMETRIA, 'ApSporogeTpix, li all'incenſo di terra, ſe non che ſono più
da g Spors , un uomo, uérrov metro, miſu peloſe, più brevi e più ruvide. Queſta pro
ra; il veder l'uomo in tutte le ſue dimen duce un fior di color porporino, ch'ha un
ſioni. CASTELLI. - , odor acutiſſimo ; e la ſua radice è ſimile a
ANTHROPOMORPHOS , 'AvSparróuop quella della cicorea. -

cos, da grSporos, un uomo, e uopoli, figu La foglia di queſta pianta, bevendone in


ra; uno dei nomi della mandragora, decozione la quantità di quattro dramme e
ANTHROPOSOPHIA, 'Avrparrooooix, da dieci grani, è un poſſente rimedio contra la
g Speros, un uomo, e aopia , ſapienza e co ritenzion d'orina, e le infermità delle reni.
gnizione. La cognizion della natura dell'uo Peſtandole ed applicandole in forma di peſſa
mo. CASTELLI - - rio con dell'olio roſato e del latte, calmano
ANTHYLLIS è una pianta diviſa in due le infiammazion di matrice , ed hanno an
ſpezie: la prima è , , ,
º a -

cora una qualità vulneraria. La ſpezie, ch'è


Anthyllis prior, Offic. Anthyllis legumino- - ſimile all'incenſo di terra oltre a molte al
ſa marina Batica, vel Cretica, ſive Auricula tre virtù, ha parimenti quella, prendendola
muris Camerarii, Park. Theat. Io94. Anthyl nell'oſſimele, di guarir l'epileſſia. Dioſcori
lis faleata Gretica, eiusd. Loto affinis, ſili de, Lib. III. cap. 153. - -

quàs hirſutis circinatis, C. B. Gin. 333. Lo Fu il primo Dioſcoride a ſcoprir tutte le


to affinis, ſiliquis hirſutis circinatis, C. Bau virtù che all'Anthyllis ſi attribuiſcono. Tra
hini, Hiſt. Oxon. 2. 181, Loto affinis, An duce Dale º ex uova e atºs ci paepx per uteri
thyllis falcata Cretica Parkinſono , eiusdem pituitas, nel che s'inganna, perchè queſto
Trifolium falcatum, Alp. Ezot: 257. Auricula. non vuol dir altro ſe non le infiammazioni
muris Camerarii, I. B. 2.387. Chab. 167. Raii dell'utero, a
Hiſt. 1. 922. Medicago Cretica, vulnerarie fa ANTHYPNOTICA , 'A,3vryoSix2 , da
cie, Elem. Bot. 328. Tourn. Inſt. 412, Medi a ri, contra, e brug , ſonno; rimedi contra
cago vulnerari e facie, Hispanica , Ejusd & il ſonno ecceſſivo o non naturale. BLAN
Boerh. Ind. A. 2. 35. -
CARD . - - s - -.

Naſce queſta pianta in Candia, ed in Si ANTHYPOCONDRIACA, 'Avevroxor


cilia alle rive del mare, e fioriſce la ſtate. èeazza, da cori, contra, e Croxdrºeta, gl'ipo
DALE . - -
condri; rimedi contra i mali degl'ipocondri.
La ſeconda ſpezie ſi chiama, BLANCARD . - -

Anthyllis leguminoſa, vulneraria , Offic. º ANTHYSTERICA , 'Arèvreerà , da


Vulneraria ruſtica, I. B. 2. 362. Raii Synop. sori , e séaz, l'utero; rimedi contra le affe
3-325. Tourn. Inſt. 391. Elem. Bot. 31 I. zioni iſteriche. – - -

Boerh. Ind. A. 2. 48. Dill. Cat. Giſs. 128. È ANTIADES, Arrigias, le amigdali. Si
Vulneraria ruſtica, Anthyllis magna, Anthyl applica talvolta queſta parola alle amigdali, e - -
lis leguminoſa, Chab. 167. Anthyllis legumi quando ſono infiammate. - -

moſa, Ger. Io6o. Emac. 124o. Raii Hiſt. 1. ANTIAGRI, tumori delle amigdali.
922. Mer. Pin. 8. Anthyllis leguminoſa vul ANTIARTHRITICA, Avria serena,
garis, Park Anthyllis leguminoſa, Loto a fi da a rl, e apèei ris, la gotta; rimedi con
nis, vulneraria pratenſis, Hiſt. Oxon. 2, 182. tra la gotta.
Anthyllis, Rivin. Irr. Tetr. Anthyllis Rivi ANFIBALLOMENA, Arriga».32sa. V.
ni, Buxb. 22. Rupp. Flor. Jen. 2o8. Anthyllis Antenballomenos.
Loto affinis, vulneraria pratenſis, C. B. P. 332. . ANTICACHECTICA, 'Avrixaxsserinº,
Alligna queſta nei paſcoli , e fioriſce di da avrì, contra, e taxigia, la cacheſſia; ri
Giugno. In Medicina ſi tengono le ſue fo: medi che correggono la cacheſſia. Vedi Ca
glie per vulnerarie. DALE. chexia. “ . . . . . . .
- Due ſpezie vi ſono di Anthyllis ; una ha ANTICADMIA, una ſpezie di cadmia,
le foglie aſſai morbide, ſimili a quelle delle che pur ſi chiama Pſeudosina; la parola
lenticchie, ed alte un palmo, e la radice arri, anti è unita quì per dimoſtrar che la
e
ſi ado
\
76 ANT A NT
ſi adopera in luogo della vera cadmia. Vedi ANTIFEBRILES, epiteto delli rimedi
Cadmia. - -
contra la febbre. - - -

ANTICAR, Borace. DoRNEo, RULAN ANTIFIDES, la calce dei metalli. RU


Do, Joh NsoN, CASTELLI, LANDO . -

ANTICARDIUM , lo ſteſſo che ſcrobi ANITIGONI COLLYRIUM NIGRUM


culum cordis, l'incavo dello ſtomaco. Ve Collirio nero inventato da Antigono, e ſi pre
dine l'articolo. para in queſto modo. -

ANTICATARRHALIS, epiteto di qua Prendete di cadmia, trenta ſei groſſi, eventi


lunque rimedio, che è buono per il catarro. grant,
ANTICAUSOTICUS, da 2 a contra, d'antimonio, venticinque groſſi,
e xzò 9, una febbre ardente ; epiteto delli a - di pepe, otto graſſi, eventi grani,
rimedi contra il cauſus o febbre ardente. verderame, otto groſſi e venti grani,
ANTICHEIR. Arrixep, da zva i, di gomma arabica, venticinque groſſi,
rimpetto, e xeio, la mano, il pollice. Vedi Peſtate queſte droghe e mettetele a mace
Pollex. rar nell'acqua piovana.
ANTICIPANS, antecipante. Spiegano i Aggiunge Cosmo a queſto rimedio. I
Greci queſta parola con quella di roamirti di ſugo di centaura, dieci groſſi, e
ris, proleptico. Si dà queſto nome ai mali, venticinque grant.
il di cui paroſismo vien prima del pa fl che in quanto a me, rende queſto ri
roſismo precedente, cioè quando ogni ac medio aſſai migliore . MARCELLO EMPI
ceſſo anticipa il tempo del precedente. Quin RICO . - -

di ſe una febbre quotidiana principia un ANTIHECTICA. Rimedi contra la feb


giorno a quattro ore , il giorno dietro a bre etica. BLANCARD.
tre, e il ſuſſeguente a due , diceſi ch'ella ANTIHECTICUM POTERII, Antie
antecipa. tico di Poterio; Poteri? fu l'inventore di que
Se il fluſſo meſtruale vien prima del ſoli ſto rimedio. Chiamaſi ancora Antimonio dia
to, queſto pur diciamo che antecipa. foretico gioviale, e ſi prepera come quì ap
ANTICNEMION, 'Avrixviiutav, da 4 Ti, preſſo. - -

dirimpetto, e avium, la gamba, o il polpaccio Prendete una quantità uguale di ſtagno,


della gamba. Significa in Ippocrate la parte e di regolo marziale d'antimonio, fonden
anteriore della gamba o del tibia, che non doli inſieme in un croggiuolo; aggiungetevi
è molto coperta di carne. a poco a poco il triplo di nitro, e ceſſata
ANTICOLICA, rimedi contra la colica. che ſia la detonazione ed il rumore, lavate
ANTICONTOSIS, A riziytons, da 2 a , queſto meſcuglio con dell'acqua calda, fin
contra, e ora S , un baſtone. Vuol dir in chè l'acqua che ne ſortirà , ſia affatto in
Ippocrate il ſoſtegno che ſi dà a qualchedu ſipida - - –
no per via di un baſtone o d'una ſtampella. Si conſidera queſta preparazione come un
ANTIDINICA, da 4 , contra, e vº ; rimedio efficaciſſimo , e capace di penetrar
giramento; rimedi contra il capogiro, ſecon per tutti i fori, e fin nelle cavità dei ner
do BLANCARD. -,
vi; ſicchè conviene in tutti i morbi , che
ANTIDOTARIUM, libro, dove ſi de quivi tengono la loro ſede. Giova aſſaiſſi
ſcrivono gli antidoti, o il luogo in cui ſi mo nelle gravezze di capo, nelle vertiggini
compongono. Queſto è lo ſteſſo che Ricet e negli abbarbagli provenienti dall'apopleſia
dar/0 . - e dall'epileſsia . Per purgar le viſcere del
ANTIDOTUS o ANTIDOTUM, anti baſſo-ventre da tutte le loro impurità, non
doto; da 2 i, entra , e 3,3 out, dare . Si v'è miglior coſa di queſto rimedio. Non ſi
troverà la ſpiegazion di queſto termine all' può dir quanto egli ſia efficace nell'iterizia,
articolo Andronachus. Gli Autori che ſcriſ nell'idropiſia, e in tutte le ſpezie di cacheſ
ſero intorno la Chimica danno eziandio que ſia. Nei mali venerei più inveterati ſi ado
ſto nome alla pietra filoſofale, come per pera per purgar il ſangue dall' impreſſione
dinotarne il valore e l'eccellenza. della lue peſtifera, e le glandule dalle ma
-

- ANTIDySENTERICA , rimedi contra terie corroſive, che ſpeſſo vi depongono que


da diſſenteria. - - - - ſti morbi, e che producono puſtule "
alla i
ANT A NT 77
aſſai difformi. In ſomma ſi ſtenta a trovar piupparte altro non ſono che preparazion d'
in Chimica un rimedio più attivo nei mali antimonio. Molti Autori ſopra di queſto, e
cronici più oſtinati: eppur raro è che ſi or ſpezialmente Baſilio Valentino , Lemery ed
dini, benchè le botteghe ne ſiano ſempre Angelo Sala ſcriſſero de volumi intieri, il
proviſte. Per quelli di un età matura la do primo in un libro che porta per titolo,
fe n'è dai ſei grani fino ad uno ſcrupolo; Currus Triumphalis.Antimonii, il Carro Trion
poichè rare volte ſi ordina per li fanciulli; fale dell'Antimonio, e il ſecondo nel ſuo trat
de quali non hanno i vaſi forza baſtevole da tato dell'antimonio,
reſiſtere alla violenza di un tal rimedio. Lo ſtibium, ol'Antimonio delle botteghe,
Farmacopea di Quincy. - - il rialzi di Dioſcoride, che è lo ſtoſſo pro
ANTILEPSIS , Avaixn-lue, da avax«u babilmente, che il ferra; ovo d'Ippocrate,
gara, o avanzugaroua, aſſicurarſi di qual il Lapis ſpume candida nitentisque non tamen
che coſa. Ippocrate nel ſuo Libro «a a irr, eior translucentis di Plinio, l'Ailmad degli Arabi,
dice parlando delle faſciature, che ſe ſi teme è una ſoſtanza metallica , ſolida , peſante,
che la faſciatura ſdruccioli verſo l'alto , l' fragile, di color di piombo , di filamenti
antilepſis dovrà farſi al diſſotto, e al diſſo lunghi e lucidi compoſta, che ſi ſtrugge al
pra quando ſi tema il contrario. Intende fuoco, e che non regge al martello. Varie
dunque per antilepſis un qualche mezzo per ſpezie vi ſono di antimonio naturale. Se ne
aſſicurar una faſciatura applicata ſulla parte cava dalla terra di quello che è ſimile al
ſana al diſopra o al diſotto della parte che ſerro liſcio od al piombo, ma friabile, e
ſi vuol coprire, in guiſa che non poſſa ſcor miſto di pietruzze o di pietre bianche, o di
rere verſo neſſuna parte. criſtallo. Qualche altro è compoſto di linee
-

ANTILOBIUM, Ava».33ey, parte dell' lucide, tenui, ſimili a tante ſpille, ora di
orecchia oppoſta al lobo. - ſpoſte con ordine, ed ora alla rinfuſa, e
o vorrei credere che queſta parola non queſto appellaſi antimonio maſchio. Un altro
voglia dir altro che il trago. - è compoſto di lamette pri, larghe e più lu
-

ANTILOGIA , da arai, contra, xiya, centi; e Plinio lo chiama antimonio femmi


parlare, contradizione. -
na. Quell'altro è formato di un accozza
ANTILOIMICA, da cirri, contra, e xo mento di piccoli rami di color piombino,
uò, peſte; rimedi contra la peſte. che naſcono da una pietra tenera e bianca;
ANTILOPUS, Off. Gazella Africana, Raii queſto ſi fonde aſſai facilmente al fuoco,
Synop. A. 79. Capra Strepſiceros, Aldrov. de come fa il zolfere , perchè ne contiene in
Quad. Biſul. 74o. Charlt, Exer. 1o. Strepſi gran copia ; di queſta fatta è quello che ſi
ciceros, Bellon, Obſ. ed. Claſ. 21. Caii de ani ricava da molti " d'Italia. Un altro
mal. 56. Geſn. de Quad. 294. Gazella. DALE. è ſcreziato quà e là di macule tiranti ſul
Queſto è un animal d'Affrica ſimile ai giallo o ſul roſſo: tale è quello che ſi cava
Daino, e aſſai ſingolare per la ſua ſveltez dalle mine d'oro in Ungheria. Li Chimici
za. Si adoprano in Medicina le corna del ſtimano aſſai queſt'ultimo per un certo zol
la ſua fronte, e li ſuoi piedi, perchè ſi cre fere d'oro, ch'eſſi ſuppongono in queſto an
dono buoni contra l'epileſsia, e li vapori timonio. Vi ſono le mine particolari dell'
iſterici. - antimonio; o come ſuccede per ordinario, ſta
.

ANTILYSSUS, da trai, contra, e xda unito con altri metalli, dal che preſe il no
ee, quella ſpezie di furore in cui ſi entra, me d'antimonio, che è una ſteſſa coſa con
quando ſi è morſicato da un cane arrabbia 'Avaiuovºv, nemico della ſolitudine.
to; epiteto che ſi dà in Farmacia a una cer Vi ſono per tutto delle mine d' antimo
ta compoſizione contra queſta affezione, dove mio, e ſpezialmente in Francia , dove ſono
entra una quantità ugual di betonica, d'epa in gran numero e abbondantiſſime, nell'Al
tica, e di pepe nero. - - vergna, nel Poitù, e nella Bretagna . Si
ANTIMONIUM. Antimonio; è un mi diſſotterrano le zolle d'antimonio miſte con
nerale, da cui ſi ottengono parecchi rimedi una materia pietroſa, da cui ſi ſepera il me
cccellenti nell'uſo ordinario dell'Arte Medi tallo col ridur queſte zolle in pezzi medio
ca. Quelli che dagli Empirici cotanto ſi cri, e poi raffinandolo nella maniera degli
commendarono, ſi è ritrovato che per la altri metalli imperfetti. -

L'An
8o ANT ANT
L'Antimonio di Francia è compoſto di parti Si crede comunemente che l' antimonia
reſo che uguali di zolfere infiamma ile, e contenga un zolfere ſolare, non per anco
'una ſoſtanza regolina. Dall'odor e dalla maturo. Perciò ſe gli diede il nome di Sole
fiamma azurra ch'eſce dall'antimonio calci lebbroſo, e di ente primo ſolare. Ma queſto
mato , vedeſi ch'eſſo contiene del zolfere; zolfere metallico non è niente diverſo dal
ma non ſi arriva a ſcoprir queſta fiamma principio zolfureo che ſi oſſerva nel regno
turchina, ſe non facendone la calcinazion animale o vegetabile.
all'oſcuro. Inoltre gettato con del nitro in JL'antimonio preſſo gli Antichi era molto
un croggiuolo infocato s'infiamma alla ma uſitato, maſſime per dipinger in nero le fo.
niera iſteſſa del Zolfere, quando ſia miſto raciglia degli occhi. Imperò leggiamo nei
col nitro . Diſtillando l'antimonio col ſubli i" ſacri, Lib. IV. dei Re, cap. 9. che l'
mato corroſivo , ſi ottiene il cinabro d'an empia Jezabella, per mitigar la collera del
timonio, che è un compoſto del 2olfere del Re Jehu , ſi dipinſe gli occhi coll'antimo
l'antimonio, e del mercurio ch'era nel ſu nio, e che riprendevano li Profeti quelle
blimato corroſivo. Si ottiene finalmente del donne, che praticavano queſto artifizio .
zolfere dall'antimonio, col farlo bollir nell' Quindi è che li Greci chiamavano l'antimo
acqua commune, dopo averlo diſciolto al nio i vexeir. Vedi Alcohol. c .
fuoco con quattro volte altrettanta calce vi L'antimonio, dice Dioſcoride, è reſtrin
va o ceneri gravelate : perocchè il 7olfere ente,,
gente ottura i pori
pori,, rinfreſca,5 arreſta le
d'antimonio ſciolto nell' acqua per via dei eſcreſcenze che vengono nelle carni, fa ci
ſali alcali ſi precipita coll'aceto o con tal catrizzar le ulcere , trattiene il ſangue , e
altro acido. La ſoſtanza regolina ſi fonde al netta le ulcere degli occhi. In lui ravviſa
fuoco, ma non è malleabile. Riluce al par Galeno una virtù diſſeccante ed aſtringente e
del ferro liſcio, e par compoſta di grandi da ciò ripete egli la ragione, che ſi meſco
lamine, diſpoſte talmente in raggi, che dis lava colli rimedi, che ſi applicavano agli oc
fatto che ſia il regolo e raffreddato , vi ſi chi, e che ſi chiamavano colliri ſecchi. Gli
ſcorge ſulla ſuperfizie la figura di una ſtella. Antichi lo calcinavano, e lo tuffavano nel
Queſta materia regolina deſtituita intiera latte di donna o nel vino, aggiungendovi
mente di qualunque zolfere con una lieve dell'acqua piovana; poi ſe ne facevano del
calcinazion al Sole, mutaſi in una calce vi le paſtiglie, ch'erano forſe di forma qua
va bigia vetrificabile, la quale liquefatta a dra : per queſto lo chiamava Ippocrate ri
un fuoco violento fa un vetro di color di medio quattrangolare, tetragonum . Pare ch'
giacinto. Verſando su queſto vetro, finchè eglino ne ignoraſſero la virtù emetica, o al
è in fuſione, qualche ſoſtanza zolfurea o in meno che per purgare ſi adoperaſſe rarevol
fiammabile, toſto ricupera la ſua forma di te queſto rimedio; poichè fra tanti altri non
regolo, e il brio ſuo primiero. Si può otte v'è che Dioſcoride che ne faccia menzione
ner dall' antimonio un liquor acido, che una ſol volta nella compoſizion d'un rime
non è differente dallo ſpirito di zolfere dio purgativo fatto coll'elaterio, col ſale e
commune a motivo del molto zolfere ch' coll'antimonio; e quì pure ſembra piuttoſto
egli contiene, dal che ſi vede che l'an un ingrediente per dar del colore al rimedio,
timonio è compoſto di un acido zolfureo che per renderlo più purgativo. -
o vitriuolico, d'una ſoſtanza bituminoſa in - La virtù purgativa dell'antimonio fu ſco
fiammabile, e di una terra metallica vetri perta principalmente verſo il duodecimo ſe
ficabile. Il regolo d'antimonio non ſi diſcio colo, nel qual tempo un Monaco Benedit
glie che coll'acqua-regia, gli altri acidi non tino, di nazione Tedeſco, che ſi chiamava
facendo che calcinarlo. L'antimonio diſtrug Baſilio Valentino, fece un libro intitolato,
ge, e ſcioglie colla fuſione tutti i metalli, a il Carro Trionfante dell'Antimonio, dove lo
riſerva dell'oro. Perciò lo chiamano i Chi eſalta incredibilmente per molti mali. Ven
mici lupo divorante, oppur Saturno che divo ne finalmente nel decimoquinto ſecolo Pa
ra i ſuoi figli, piombo de' " , bagno del racelſo, il quale colla ſcorta di Valentino,
Sole, perchè fondendolo coll'oro, lo purifica
- ca, ne illuſtrò aſſai più la già ſparſa fama. Nei
da tutti i metalli ch'eſſo contiene, e più tempi andati ſi disputò lungamente ed acre
rilucente lo rende, e più puro, mente fra i Medici intorno la di lui buona
- O l'1d,
- - -- - - -
- - -

A NT ANT 8i
oria qualità. Ora però non v'è chi neghi migliarmente queſto fenomeno non fa che
le virtù ſue ſalutari, e due ſe ne conoſco meno il ſi ammiri. La figura delle molle
no, mediante le varie ſue preparazioni; una cule elementari di queſto minerale concorre
emetica, e l'altra diaforetica: perocchè tutti probabilmente nella formazion dei detti aghi:
i rimedi preſſo che innumerabili che ſi pre ma ſe ſi cerca la cauſa della loro diſpoſi
parano coll'antimonio, purgano per diſſotto zione e diſtribuzione gli uni riſpetto agli al
e diſopra , o ſono diaforetici e ſudorifici, tri, ſi ſcorgerà che non la ſi può dedur dal
Uſaſi rare volte in Medicina l'antimonio cru la ſola i delle parti elementa
do o non preparato , benchè in lui non ſi ri; perocchè rompendo parecchie maſſe ben
ſcopra virtù alcuna nociva, potendolo pren chè della ſteſſa forma e dello ſteſſo antimo
der interiormente fin ad uno o due groſſi, nio, ſpeſſo vi ſi oſſerveranno varie diſtribu
ſenza che ecciti neſſuna nauſea. V'è chi lo zioni di aghi . Fiſſiamo per eſempio delle
fa ſpeſſo bollire in tiſane ſudorifiche e diſſec maſſe di figura coſtante e regolare ; pren
canti, che con ciò non acquiſtano niente di diamone di comiche, poichè ſi fonde o ſi
virtù emetica, e che però non fanno alcun verſa per ordinario queſto minerale in fuſio
male. E non pertanto queſto decotto dell' ne in certi croggiuoli, che han la figura d'
antimonio del tutto inutile, mentre laſcian imbuto o di cono roveſcio. Spezzando molti
dolo pur bollir quanto ſi vuole, l'acqua nul di queſti coni d'antimonio, e ciaſcheduno in
la diſcioglie, e nulla ritiene di queſto rime più parti, ſi troveranno gli aghi diſpoſti
dio. Egli è dunque certo che l'antimonio nello ſteſſo cono ſotto varie direzioni, ma
non eccita il vomito ſenza qualche prepa che ſaranno diverſe ſecondo la diverſità delle
razione, o ſenza che gli acidi , che rifie maſſe. In queſta ad una certa altezza li ſi
dono nello ſtomaco, non iſpieghino la di lui vedranno tutti diretti verſo la punta del co
virtù emetica. - no; un poco al diſopra ſaranno queſti aghi
L'antimonio crudo preſo internamente nel meſſi quaſi orizontalmente, o quaſi in per
la doſe ſuddetta, ſcioglie ed attenua gli umo i" ai precedenti: al diſopra di queſti
ri viſcoſi, guariſce le oſtruzioni, e vien van e ne vederanno degli altri a raddrizzarſi,
tato da alcuni per un rimedio ſicuro nei ed ora tender, tutti verſo qualche punto della
morbi cutanei, nella conſunzione, e nell' groſſa cima della maſſa conica, ed ora di
epileſsìa . Eſſo ſerve di molto per ingraſſar ſtribuirſi in conj con varie cime,
gli animali . E applicandolo all' eſteriore, In un'altra maſſa d'antimonio, non ve ne
diſſeccà le ulcere, e guariſce i morbi cutanei. ſarà neſſuno che ſia orizontale, ma ſaranno
Se ne mette negli unguenti, e negli em diviſi in due faſci conici, uno ſopra dell'
piaſtri per riſolvere i tumori , e nei colliri altro, cioè uno de'quali avrà la cima nella
per guarir le infiammazioni, e le altre afº punta, e l'altro la cima nella baſe del co
fezioni degli occhi. - no. Alcune di queſte maſſe ſaranno pertut
Le preparazioni più in uſo dell'antimonio, to piene di aghi, ed altre non ne moſtre
ſono il fegato d'antimonio, il rafferano dei ranno veruno: in queſto ſito ve ne ſaranno,
i" vino emetico, il tartaro emeti e neppur uno in tutti gli altri. Speſſo li ſi
co, il vetro d'antimonio, il regolo, il Zol vedranno diſtribuiti in faſci di figura coni
fere d'oro, i fiori, il butirro, il cinabro, ca, qualunque ſia la forma eſterna della lor
la polvere d'algaroto, la panacea univerſa maſſa; perocchè li coni interni non dipen
le, il belzoar minerale, la calce diaforeti dono in neſſun modo dal cono eſterno. So
ca o il diaforetico, nºi , e le tinture. no talvolta diſteſi lungo le pareti del cono,
GEoEFRoy. . . . . . e nella lor direzione pare che ſeguano le
Ecco quì la deſcrizione che dà Reaumur parti del vaſo, dove ſi conſolidò il minerale.
della teſſitura dell'Antimonio. , Non oſtante a sì gran varietà , la cauſa
Sopra i rottami dell'antimonio è coſa orº onde produconſi, e ſi diſpongono queſti aghi,
dinaria veder dei lunghi, e lucidi aghi, e ella è coſtante ed uniforme , ed ogni poco
dove ſi vedono queſti più chiari e diſtinti, dhe vi ſi penſi, non altra la ſi ravviſa ſe
queſto, pur ſi preferiſce nell'uſo. Sono queſti non ſe il raffreddarſi, che fa paſſar la ma
aghi diſpoſti talvolta con tant'ordine e me teria minerale dallo ſtato di fluido a quel di
rodo ſotto certe di
2Tom, III. Med,
- - ſolido.
- -
Da- queſto
- - - ,
riº 9 - "i "
di lui
82 AN T ANT
di lui progreſſi ripeteſi la formazione e di fluido, fu poſto ſopra di un corpo che po
rezion degli aghi . teſſe meglio raffeddarlo che il ſemplice cºn
IJna materia la di cui fluidità proviene tatto dell aria , allora il fondo ed il diſſo
dalle parti del fuoco materiale, il quale ne pra del croggiuolo dovettero rafreddarſi i pri
ſepara ed agitale molecule elementari, quan mi: e in queſto caſo ho ſpeſſe volte trovato
do ſia da quello abbandonata, e che ſen diſtribuiti gli aghi in due conj , uno de'
volino le parti ignee, ella ripiglia la forma quali aveva l'apice verſo l'ingiù del croggiuo
ſua ſolida di prima: ma queſte parti ignee lo, e l'altro preſſo la ſuperfizie ſuperiore.
non poſſono emanar ſe non ſucceſſivamente Dopo di aver cavato il croggiuolo dalla fuci
ed in un certo ordine, in vigor del quale na, e averlo meſſo su dei carboni, metten
generalmente parlando le parti liquefatte del done alcuni ſopra di quello, acciocchè poſſa
la materia le più vicine o alle parti, o all' raffreddarſi lateralmente colla ſteſſa, o con
apertura del croggiuolo ſarannº le prime a più preſtezza delle altre parti , ebbi allora
divenir ſolide. Le più vicine alle dette mol una partedegli aghi meſſi orizontalmente,
lecule già condenſate ſaranno le ſeconde a fra quali ſi vedevano dei faſci, che forma
conſolidarſi, e così ſucceſſivamente dell'al vano delli conj, de quali alcuni erano quaſi
tre. Ora ciaſcheduna mollecula che ſi con perpendicolari a certi ſiti delle pareti. Lo
denſa ſi applica tanto più neceſſariamente ſteſſo effetto mi riuſcì con più felicità ; fa
ſopra la ſua vicina, e nella ſteſſa direzio cendo raffreddar con più preſtezza certi ſiti
ne, quanto che il contatto della mollecula del croggiuolo, coll'applicarvi della tela ba
.
condenſata concorre non poco a condenſarne glnata
vo - - - - -

un'altra, e così torle il ſuo movimento. Nel mezzo del cono d'antimonio ſi forma
Queſte mollecule aggiunte ſucceſſivamente talvolta un vacuo, verſo il quale ſono di
le une all'eſtremità delle altre formano una retti gli aghi. Gli ſtrati che i primi ſi con
ſpezie di fibre, di filamenti, di aghi, le denſarono, fecero quì la figura di pareti del
cui direzioni additano in qualche modo con croggiuolo.
ual ordine ſia ſeguito il raffreddamento. Se Affinchè gli aghi ſi diſtribuiſcano regolar
" avea la forma di una palla vuo mente, è maſſime neceſſario che lentamen
ta, che le ſue pareti foſſero da per tutto te ſi faccia il raffreddamento, altrimenti ſi
di una groſſezza eguale , calde egualmente conſolida una mollecula prima d'eſſerſi ben l
e della medeſima conſiſtenza, che il freddo raſſettata alla punta di un'altra mollecula
dell'aria ambiente vi agiſſe in un modo per conſolidata. Ma ſe ſi fa con troppa lentez
ogni lato eguale, e che la materia in fu za il raffreddamento, nulla più ſi formeran
ſione foſſe in tutte le ſue particelle di na no degli aghi, che ſe troppo preſto ſi foſſe
tura perfettamente uniforme, diretti ſareb fatto; perocchè decampato avendo le parti
bero al centro della palla in forma di raggi cole ignite quaſi per tutto colla ſteſſa ugua
tutti gli aghi, e tutte le fibre. E ſe la ma glianza e inſenſibilmente, ſuſſiſte tuttora la
teria foſſe tale, che le ſue mollecule con medeſima diſpoſizione, che ſi trovava nella
denſate doveſſero eſſer tutte a un dì preſſo materia in fuſione ; e tutte allor le molle
della ſteſſa lunghezza, ſi troverebbero innol cule ripetono la ſituazione, e la quiete dal
tre degli ſtrati concentrici fatti dalle parti fuoco, che ceſsò di agitarle : e in queſto
celle di ciaſcun raggio, diſtanti egualmente caſo il contatto delle mollecule già fiſſe quaſi
dal centro. - - -
l" non contribuſce ad arreſtar il moto del
Ma vi vuol altro, che tante circoſtanze le altre mollecule . Quindi laſciato avendo
ſi uniſcanonell'atto che ſi raffreddano i crog il croggiuolo pien d'antimonio liquido fra li
giuoli ordinari; e non è ne pur poſſibile l' carboni acceſi, finchè ſi ſiano da per sè ſmor
unirle tutte ; quindi le irregolarità già di zati, non ho trovato più volte neppur un
moſtrate . Io però non ho mancato di far ſolo groppo d'aghi in tutta la maſſa ; e ſe
molte ſperienze con dei croggiuoli conici, ne' ve ne trovai per avventura, non erano che
uali mi riuſcì per ordinario di dar agli aghi in piccoliſſimo numero. -.

" direzioni aſſai ſimili a quelle ch'io da Sembra finalmente così probabile che la
lor pretendeva. Quando il croggiuolo dopo formazion, e diſpoſizioni degli aghi dell'an
il cavato dal fuoco, pieno di antimonio timonio ſiano l'effetto d'un raffreddameuto
: nè
A NT - A NT 83
né troppo celere nè troppo lento, che ſa quando ſon giunti a un certo grado di calo
rebbe per avventura ſuperfluo avvalorarque re, non hanno, a parlar propriamente, più
ſta ſuppoſizione con un maggior numero di duttilità, ſeparate eſſendo le lor mollecule
ſperimenti. Non è tanto da ſtupirſi di ve fra di loro, ſono poco concatenate, e poſſo
der queſti aghi nell'antimonio, che il non no ſepararſi intieramente collo ſcaricarvi ſo
vederne in neſſun'altra materia reſa fluida pra con i" forza il primo colpo ; e
dal fuoco ; e poi fiſſataſi a poco a poco. loro ſuccede in parte ciò che ſuccede a tutti
Tutte queſte materie ſi raffreddano natural i corpi fragili, e ſpezzati che ſono, poſſono
mente ſul far iſteſſo dell'antimonio; dunque paleſar la diſpoſizione delle lor parti interne.
i
9l
produr vi ſi dovrebbero ſomiglianti diſpoſi Queſto fu da me prima oſſervato ſul piom
zioni; e quì giuſtamente venir può qualche bo. Spezzandolo freddo, per certo non vi
dubbio circa la verità di un diſcorſo così pro ſi vede granitura di ſorte. Ne ſpezzai un
babile. Perocchè attenendoſi ad una delle pezzo ch era ancora caldiſſimo, e reſtai
varie materie che offrir ſi poſſono; le ſpez ſorpreſo in veder che un pezzo di piombo
zature delle maſſe metalliche nulla ci mo ſpezzato era granito come quando ſi ſpez
ſtrano di conforme a ciò che vediamo nello za una lama d'aciajo temprato. Li pezzi
ſpezzar le maſſe d'antimonio. Hanno dei dello ſteſſo piombo, quando furono raffred
dotti Fiſici laſciato raffreddar quelli a bella dati, non ſi laſciarono più rompere che a re
poſta più lentamente che mai poterono, ma replicati colpi, e così non parvero più gra
non giunſero mai a render ſenſibile la diſpo niti. Ora dacchè il piombo caldo è grani
ſizion delle lor parti. to, ſe lo è, mentre divenne d'una conſiſten
- Ma dal non veder codeſta diſpoſizione in za perfetta, e mentre il ſuo calore è troppo
un pezzo di metallo, come la ſi vede in un debole per ritenerne le parti in fuſione, egli
pezzo d'antimonio, ſi può forſe dedurre che è infallibile che lo ſarà parimenti, quando
non là ſi trovi realmente in tutti e due? sNo ſia totalmente freddo. Per unir molti granel
certamente. La maſſa d'antimonio è fragile; li in un ſolo non v'è altro mezzo che molti
intieramente fra lor ſi ſtaccano le ſue parti, colpi di martello, li quali faran queſta unio
piuttoſto che cederſi reciprocamente il poſto ne nel piombo freddo, e non nel caldo.
ch'eſſe occupavano. Un colpo su queſta maſ Dopo aver oſſervato la granitura del piom
ſa la ſpacca in bocconi, le di cui parti re bo, fperai "
di vedervi una regolata di
ſtano in quella poſizione medeſima, in cui ſi ſtribuzione. Ne feci fondere in un crogiuolo
trovavano prima del detto colpo. Lo ſteſſo conico, laſciandolo indurire a poco a poco,
non è però dei metalli, cedendo le loro parti e quando lo fu a ſufficienza, lo cavai ancor
ai colpi , che loro fan prendere nuove di caldiſſimo dal crogiuolo: e allor lo diviſi age
ſpoſizioni. v volmente con una martellata in groſſi pez
Queſti non ſi laſciano ſeparare, ſe non quan zi, de quali nella parte ſpezzata notai gli
do queſte nuove diſpoſizioni ne han ridotte le aghi, o quella ſpezie di fibre, cui bramavo
arti in tale ſtato, che ad eſſe è più faci vedere. Li granelli applicati gli uni accan
e di allontanarſi fra loro, di quello che diſ to agli altri in certe direzioni, formavano
porſi altrimenti da quel che ſono, e per queſte fibre . Ve n'erano dei faſci di pa
conſeguenza in uno ſtato differentiſſimo dal ralelle le une alle altre, e preſſo che perpen
or primiero”. Con ugual regolarità può dicolari ai lati del crogiuolo . In altri faſci
dunque tutto diſporſi in una maſſa duttile, tutte le fibre erano a perpendicolo del fondo
che in una fragile , ſenza potervi ſcoprir del crogiuolo, e in concluſione vidi nel piom
l'ordine che non ſi può a meno di non ſco bo delle fibre, come quelle che vedonſi nel
-

-
prirvi. - - - -- -
l'antimonio, e la cui diſpoſizione pareva pur
Ecco quì un mezzo, non oſtante la mag a quello conſimile.
gior duttilità d'un metallo, d'oſſervar ciò Oſſervai non pertanto qualche diſſomiglian
che fino ad ora ſcappò agli occhi noſtri; e za tra le fibre " , ſe pur ſi può chia
queſto lo abbiamo dal piombo, quando il ſi marle con queſto nome, e gli aghi dell'an
colga in uno ſtato favorevole. Tutti i me timonio. Lucidiſſimi ſono gli ultimi , hanno
talli dal più al meno ſon duttili ſenz'anche un brio vivo e chiaro, e ſono come tanti
il fuoco, e così pur col mezzo del fuoco; ma criſtalli, o piccoli pezzi di criſtallo allettati
- L 2 capo
r

84 ANT . A NT
capo con capo, laddove le fibre del piombo Tutti li corpi molli o troppo facili ad
non danno una sì bella luce, e in luogo d' ammollire, come la cera, il ſevo, i graf
eſſere di forma piana, hanno una ſpezie di ſi, il butirro, ſe anche aveſſero una sì fat
rotondità viſibile. All'occhio nudo, od anche ta diſpoſizion di fibre, non la sì potrebbe
armato di leggier lente non ſembrano che ſcoprire, per non ammetter queſti il gene
una fila di pallottole diſtribuite come i grani re che noi vogliamo di ſeparazione.
d'una corona. Una lente che più ingrandi Le maſſe che furono già in fuſione, ben
ſca od un microſcopio ſpoglia di queſta perfet chè fragili, non fanno tutte veder, quan
ta rotondità ciaſcheduna delle particelle di do ſiano ſpezzate, la ſuddetta diſpoſizione;
queſte fibre: e coſtantemente ſi vede che la avendo noi fatto oſſervare che un raffredda
fibra è formata di grani applicati gli uni mento troppo lento o troppo ſollecito le può
accanto agli altri per una parte foltanto della impedir di comparire nell'antimonio. Sicco
lor ſtremità, e che i lati degli aghi dell'an me li ſali li più diſpoſti a formar dei criſtalli,
timonio ſon dritti, laddove quelli delle fibre non ne faranno apparire , criſtalizzandoli
del piombo ſono merlati. Quando la mate troppo in fretta, o troppo agitandoli duran
ria, ch'è quì ſolamente in abbozzo, ſarà te la criſtallizzazione; così le parti dei cor
più illuſtrata, forſe ſi troverà che da que pi liquefatti non ſi mettono in un ordine
ſta forma dei grani, e dalla lor diſtribu regolare, ſe ſi raffreddano troppo preſto o
zione dipende la duttilità del metalli , e di che vengano agitate nel tempo che ſi raf
alcune altre materie. Vediamo intanto che freddano. l
ueſta diſtribuzione laſcia degl'inani, in cui Per un altra cauſa ſi può turbarne la diſpo
e particole ſcacciate del loro poſto dalle bat ſizione, e venir del tutto impedita; cioè
titure del martello, ſi vanno a rifugiare; che quando il corpo liquefatto non è un fluido
a forza di battiture queſti inani devono in uniforme, quando è compoſto di parti più
parte riempirſi, e che perciò appunto il me diſpoſte a fiſſarſi, che alcune altre, che ab
tallo diviene men malleabile, e s'induriſce. biano lo ſteſſo grado di calore. La formaziºn
Finalmente applicandoſi fra di lor delle lamine, delle fibre, dei filetti, degli aghi, è l'effet s:
ſenza che laſcino fra quelle degl'inani propor to d'um raffreddamento ſucceſſivo, o per par d

zionati alla lor grandezza, non poſſono far che lar meglio, del non eſſerſi condenſate 1e
delle maſſe fragili come quelle dell'antimonio. parti, ſe non ſucceſſivamente. . . .
Per veder la diſpoſizion delle fibre del Se le parti più lontane de lati vengono a
piombo, come l'ho detto altrove, biſogna figurarſi prima che l'altre le quali ſtanno
cogliere il momento favorevole. Se ſi batte loro più vicine abbian perduta la fluidità,
un metallo troppo caldo, ei ſi divide in trop non v'è più ragione che queſte parti vadi
pe parti ſotto ai replicati colpi, o ſi ſmi no a formare un filo dritto e continuato:
nuzza in particelle, che la piupparte non e quanto più il fluido abbonderà di particel
ſono che come granelli di ſabbia. Se man le inegualmente diſpoſte a figurarſi , tanto
ca il metallo del calor ſufficiente, ſi laſcia più ſarà difficile che ſi formino degli aghi -
ſchiacciare, e non paleſa nè la diſtribuzionAllora le particelle prenderanno più toſto
dei grani, nè i grani medeſimi. Per altro la figura di fili, ma di fili molto intralcia
replicando più volte l'eſperienza, s'incon ti ed interrotti. (Mem. dell'Acad: Roy. 1724.)
trerà preſto o tardi queſto momento. Il Sig. Goffroy, fa le conſiderazioni ſe
Ho ſpezzato delle maſſe di ſtagno, di ra guenti ſopra l'antimonio, e ſopra le ſue dif
me e di zinc, ch'è un minerale aſſai dut ferenti preparazioni. .
tile in uno ſtato freddo. Le ho, diſſi, ſpez Gli acidi tratti dai vegetabili uniti già eſ
zate finch'erano calde, e non dovetti an ſendo a un zolfere più rarefatto, ed eſſendo
dar molto taſtone ſopra d'ognuno per tro ſottiliſſimi, rarefanno facilmente le parti zol
varvi la granitura da me veduta nel piom furee dell'antimonio, ſeparandole dall'acido
bo, e le fibre o i filetti da me pur trova vitriolico, e a lui unendoſi; il che produ
ti nello ſteſſo metallo. Io non dubito pun ce un compoſto emetico. Ma gli acidi trat
to che non ſi trovino queſti ſteſſi filetti nell' ti dai minerali, come il nitro, il ſal mari
oro e nell'argento, ma non ne ho fatta per no, il vitriolo, ſtringono e fiſſano le parti
anco l'eſperienza. -
zolfuree dell'antimonio; onde non ſi ferma
VAQ
A NT ANT 85
no nel ventricolo, e negl'inteſtini, ma paſ parte importante, come ſopra il polmone
ſano nella maſſa del ſangue, prima di ve o la pleura, il che non ſi deve indugiar ad
nir in libertà. Lo ſpirito di vino diminui eſeguire, ſecondo il conſiglio d'Ippocrate,
ſce, e diſtrugge la virtù ermetica dell'anti ma ſul bel principio della malattia. Ora nel
monio preparato, per la quantità troppo gran le malattie ſpaſmodiche, in cui le fibre mem
de delle parti volfuree, che ravvolgono, e branoſe ſono nell'erethismo, l'emetico per
ſpuntano le parti ſaline; ſicchè le mollecu via di una lieve irritazione, ma contraria
le dell'antimonio, benchè ſviluppate, e ſciol
alla prima, divertiſce da un altro lato l'ere
te, non poſſono per neſſun modo pungere, thismo, e ſovente i diſtrugge. Così appun
ed irritarle membrane del ventricolo, man to nel fluſſo di ventre Ippocrate eccitava ſo
cando di punte acide. - - vente il vomito, acciocchè la ſecrezion de
L'antimonio è l'emetico il più eecellen gli umori determinata all'ingiù ſi portaſſe
te, ed è uno di que rimedi che ſi preferi in altra parte, e totalmente guariſſe. Di
ſcono in moltiſſime malattie, adoperato per più nelle affezioni ſoporoſe, la virtù dell'
rò convenevolmente. Nel farne uſo fi oſ. emetico è tale, ch'eccita eſcuſſioni violen
ſerveranno tre coſe, l'ammalato, la malat te nelle viſcere, aumenta pertuttv l'oſcilla
tia, e 'l rimedio medeſimo. zion delle fibre nervoſe, e finalmente ria
1. Si ricerca ſe l'ammalato è facile a vo nima in guiſa il corſo dei fluidi lento di
mitare; perchè ve n'ha di quelli, che non troppo, e arreſtato, che ſono portati fuori
li fa reſtituire neppur la doſe più grande di del corpo per gli ſtretti condotti dei cana
emetico. Altri ſono di una coſtituzion sì li. Quindi "è evacua
delicata, che il vomito gli ſconcerta, e non zioni, che a un tempo ſteſſo fannoſi per
lo ponno ſoffrire, e a queſti vanno man una ſola doſe d'emetico per la bocca, per
cando le forze, e gli ſpiriti ſi diſſipano. Si l'ano, e per la cute. Si guarderà attenta
eſaminerà eviandio, ſe l'infermo è ſoggetto mente, ſe vi ha infiammazione nelle viſce
a ſputar ſangue: perchè un emetico troppo re del baſſoventre, perchè queſta diverreb
forte gli cagionerebbe un vomito facilmen be maggiore dalle ſcoſſe violente, provenien
te accompagnato da un emorragia mortale. ti dal vomito. Il Medico non ſi laſci in
i Se l'ammalato ha un ernia conſiderabile, gannare dagli sforzi vani, che ſi fa talvolta
queſta ſi può accreſcer per gli ſcuotimenti, per vomitare, dipendendo queſti da una con
che cagiona il vomito, e lo può eſporre a vulſion ſintomatica delle fibre dello ſtoma
pericolo di morte. Se i vaſi ſono troppo co; onde ſi guarderà di dar allora l'eme
" ſono in procinto di romper tico, perchè il vomito ſarebbe o inutile,
i. In tutti queſti caſi ſi darà con precauzio o pericoloſo; poichè il movimento convul
me l'emetico, e con prudenza. -
ſivo dello ſtomaco potrebbe aumentare, olo
2. Si farà attenzione alla natura della ma ſtomaco ſteſſo infiammarſi.
s

lattia, per ſaper ſe viene dalla maſſa degli 3. Circa il rimedio medeſimo, fcielgaſi la
umori, e ſe la ſede del male è nei primi preparazion dell' emetico, che ſi poſſa dar
canali; il che ſi conoſce dall'amarezza del con ſicurezza, e che il Medico poſſa pro
la bocca, da i rutti, che cagionan le nau sorziomar alle forze dell'ammalato, e al bi
ſee, dai vomiti bilioſi, o acidi, ec. - ogno preſſante del male. L'antimonio ſotto
Alcuni credono inutile dar l'emetico, la forma di polvere, inganna ſovente il Me
quando la ſede del male è paſſata nella mafi dico, ora eccitando un vomito troppo gran
la del ſangue, o quando eſſo dipende dal de, e ora non eccitandone punto. La vir
diſordine degli ſpiriti, come negli ſpaſmi, tù del vin emetico è troppo incerta, e va
e nelle affezioni iſteriche e ipocondriache. ria ſecondo la varia natura del vino. Di
Pure in queſti mali ſpeſſo ſi preſcrive felice tutte le preparazioni dell'antimonio la più
mente il tartaro ſtibiato, non tanto per eva eccellente è il tartaro emetico, che ſi darà
cuar gli uomori, che ſono nell'imboccatura ſempre ſciolta in qualche liquore, ma non
dei canali, come per attirar nel baſſoven ſi preſcrivi in poca doſe, perchè ſe non ba
tre, e tentar di evacuar per canali più lar ſta per eccitar il vomito, moleſterà l'am
ghi e più aperti l'umor bollente, e che malato con nauſee inutili, e che non gli
gonfiando i vaſi ſi può ſcaricar sù qualche ſaranno di verun ſollievo. Neppur una doſe
trop
86 A NT A NT
troppo eccedente ſarà buona; perchè bene za della panatella, cui farete ſeccare a urr
ſpeſſo produce contrazioni troppo violente fuoco lentiſſimo, agitandola con un bac
di ſtomaco, ed eſcuſſioni troppo grandi, che chetto. - -

fanno ſputar, o vomitar ſangue, e sforzi - N o T A z 1 o N E.


inutili di vomito troppo durevoli; e final Il nome di calcinazion immerſiva, o u
mente ſuccede qualche convulſione, e l'in mida dell'antimonio daſſi al metodo, onde
fiammazion delle viſcere. queſto foſſile ſpoglio per l'avanti di qualun
Ma ſe dopo aver preſo una doſe di eme que virtù emetica o purgativa, acquiſta sù
tico d'antimonio in qualſivoglia modo prepa tal propoſito le qualità le più violenti. La ma
rato, il vomito è troppo violento, o trop teria gialla ch'è miſta colla calcina è il ve
po lungo; ſi dia all'ammalato qualche goc ro zolfere d'antimonio, che non potendo ve
cia di ſpirito di zolfere o di vitriolo in un nir ſciolto dall' acido, ſi ſepara mediante
bicchier d'acqua, o di tiſana, fin ad una l'acqua regia dall'altra parte metallica dell'
acidità ſopportabile, e queſto rimedio arre antimonio: quindi ſi fa in queſta operazione
i" emetica dell'antimonio più una calcinazion e una ſeparazione. Queſto
ſicuramente, che fatto non avrebbe l'oppio. metodo è neceſſario per quel che ſeguono.
Quando gli ammalati vomitano, bevino M E T o D o II.
in quantità, dell'acqua tepida, o del ſiero, Vero zolfere d'Antimonio.
o del brodo di vitello, o di pollo per ſtem Stemperate nell'acqua regia la calcina dei
perar le materie che ſono nello ſtomaco con metodo precedente, battetela bene, e ver
tenute, per facilitarne l'uſcita, e per di ſatela tutta torbida in un altro vaſo. Ag
minuir gli sforzi, che ſi fanno nell'atto di giungetevi dell' altra acqua, e continuate
vomitare. Gli oleoſi, e graſſoſi eſtinguono così finch'abbiate ſeparato la parte metalli
più preſto la forza dell'emetico, e impedi ca dalla materia gialla e leggiere ſparſa nell'
ſcono la diſſoluzion degli umori viſcoſi nel acqua, tenendola a parte. Gettate l'acqua
lo ſtomaco contenuti. bianchiccia che nuota ſopra la parte zolfu
L'antimonio oltre l'uſo medicinale ſerve rea rimaſta nel fondo. Seccate queſta pol
parimenti a parecchi Artefici nel loro meſtie vere a un fuoco mitiſſimo, e avrete un ve
ri. Il vaſajo con eſſo dà ai ſuoi vaſi di ſta ro zolfere avente tutti i caratteri dell'iſteſſo
gno un vivo colore e rilucente, e inſieme zolfere. Se avrete meſſo nell'acqua regia dei
un ſuono d'argento . I Fonditori ſe ne ſer pezzi di queſta calcina grandi un po trop
vono per le campane, per gli ſpecchi di io, e che la diſſoluzione ſia ſeguita come
metallo, e per i caratteri, con cui ſi ſtam opra, i pezzi di zolfere ſaranno alquanto
pa. Per mezzo ſuo ſi purifica l'oro, perchè groſſi, perchè l'acqua regia cercando, e af
ſciolto coll'oro, rode, e muta in ſcorie tut ferrando le parti metalliche le più grandi, -

ti i metalli con lui miſti, ſenza eccettuar che ſono naſcoſte nel 7olfere, queſto mine
ne l'argento. GEoFFRoI. -
rale forma maſſe più viſibili.
METODI SOPRA L'ANTIMONIo. -, N o T A z I o N E.
Da queſta operazione ſi vede, come può
METT o D o PR 1 M o . il zolfere celarſi ſotto l'apparenza del me
– Diſſoluzione dell'Antimonio tallo, e la virtù ſorprendente, c'ha l'ac
nell'acqua regia. qua regia di ſepararlo dalle parti metalli
- 7
i" : ma non è così facile comprendere,
Mettete una libbra d'antimonio polverizza come queſto zolfere conſervi la ſua natura
te in un vaſo di vetro poco alto, ben gran ſenza ſoffrir alterazione alcuna. Van-Hel
do, e fatto in guiſa, ch'abbia una imboc mont vuol che ſi cavi queſto zolfere. Egli
catura larga. Ponetelo ſotto il cammino, e aſſicura che quaſi punto non differiſce dall'
ſopra verſatevi una libbra e mezza d'acqua ordinario, fuorchè egli tira un po più ſul
regia. Ne ſeguirà una furioſa efferveſcenza, verde, e di fatti appena ſi ſcorge qualche
con gran calore, un fumo denſo roſſiſſimo differenza tra loro: forſe il cinabro, che
con rumore, ma di poca durata. Nel fon con lui ſi prepara, non ha tali virtù, che
do ſi trova una materia di color cenericcio meriti un tanto diſturbo; non eſſendo sì fa
tirante ſul giallo, umida, e della conſiſten cile, come lo fa egli, ſublimarlo ſette vol
te
A NT A NT 87
º N o T A z 1 o N e.
-
te di ſeguito. Comunque ne ſia, queſta ope
razione può ſervir a convincerci, che l'an L'antimonio è compoſto di zolfere comu
timonio è compoſto di parti zolfuree, e me ne e di terra metallica. Tutto il 2olfere
talliche. -
divien volatile mercè del fuoco, che ſi ado
pera per calcinarlo; ma la parte metallica
M E T O D O III. ſi ſcioglie, come appariſce, ſciogliendolo in
Vetro d'antimonio. un cono; ma rende allora un fumo ſoffo
gante bianco. Ora ſi vede che facendo bru
1. Mettete in un gran piatto di terra ſen ciar l'antimonio, dopo averlo ridotto in pol
za vernice, due libbre d'antimonio ſottilmen vere a un fuoco incapace di liquefarlo, il
te polverizzato; ponetelo ſopra le bragie ar zolfere eſteriore ſe ne ſepara a poco a po
denti guardando che fumi, ma che non co; onde la parte metallica ſi purifica, e
ſi ſciolga la polvere. Il tutto conſiſte in in fine ſi converte in calcina di una qua
queſto. Muovete inceſſantemente la polve lità emetica violentiſſima, benchè prima ne
re con una verga di ferro: ne fortirà un foſſe alieniſſimo l'antimonio; il che come ſi
denſo fumo bianco, fetido, contrario ai pol faccia, non ſi è peranche ſaputo. Queſta
moni, cui ſi ſcanſerà ponendoſi in guiſa calcina poſta in fuſione ſi cangia in vetro
che l'aria vada contra il fumo, e la ſcac d'antimonio. Tra 'l piombo e l'antimonio
ci nella parte oppoſta a quella ove ſtà l'Ope havvi, come ſi sa, molta analogia, mu
ratore. Si continui così queſta operazione tandoſi queſta calce in vetro. Queſto eme
finchè la materia non getti più fumo. Allora itico è violentiſſimo. Facendolo infonder in
ſi accreſcerà qualche poco il fuoce, e ritor un vino non troppo acido, diventa emeti
mando il fumo, ſi continuerà finchè finiſca, co, ſenza alterazione notabile della ſua ſo
Aumentate pur anche il fuoco, finchè il piatto ſtanza: e queſta qualità si può nel vino au
divenga roſſo, e più non fumi la materia, mentare, replicando l'infuſione, e così ſi
Queſta vi darà una calcina di color ceneric ottiene un vino emetico, conoſciuto abba
cio. Poſcia continuate la calcinazione a un ſtanza da ognuno. Queſto vetro d'antimo
fuoco più vivo, ſicchè roſſa diventi la pol mio conſuma quaſi tutti i corpi metallici nel
vere; e così faraſſi una calce gialla e pu la coppella; ma aggiunge ſplendore al co
rificata dalla ſua parte volatile. Se al prin lor dell'oro. BoERHAAvE,
cipio dell'operazione ſi faceſſe un fuoco trop - Queſto vetro, ſecondo Geoffroy, è di co
po violento, l'antimonio liquefatto ſi ridur lor di giacinto; ma divien bianco, cedrino,
rebbe in grumi, che, toſto gettar ſi dovreb roſſo, o nero coll'aggiungervi del borace,
bono in polvere, e diminuir la quantità del zolfere, del ſalgemma, o dell'orpimen
di fuoco. Ecco la calcinazione dell'antimo to. Il vetro d'antimonio è un poſſente eme
mio intiero fatta ſolamente col fuoco, ch'è tico: ma puoſſi ſminuirne la forza peſtando
di un uſo ben grande. - - lo ben fino ſopra d'un marmo, e brucian
2. Mettete queſta calcina in un croggiuo dovi tre o quattro volte dello ſpirito di vi
lo, attorno ai quale farete del fuoco pri no. Allora ſi può darlo dai 1o. fino ai 2o.
ma in qualche diſtanza, e poi a poco a po grani: purga dolcemente per diſſotto, e diſ
co accoſtandolo; finalmente lo coprirete tut ſopra, facendo talvolta ſudare, onde può ſer
to in guiſa che il croggiuolo prima s'intie vire a guarir le febbri intermittenti dandolo
pidiſca, poi ſi riſcaldi , abbruci, e ſi ro un poco innanzi l'acceſſo. Il vetro d'anti
venti ugualmente per tutto. Acciocchè non monio perde la virtù ſua emetica, e diviene
vi cada qualche carbone, o della cenere, un vero purgativo, polverizzandolo bene,
lo coprirete. Mettaſi la materia in fuſione e digerendolo per due o tre giorni nello ſpi
con un fuoco violento, tenendola in que rito di vino, in cui ſiaſi diſciolto mezz'on
ſto ſtato per mezzo quarto d'ora, e poi cia di maſtice. Di tratto in tratto ſi va agi
verſandola ſopra un marmo ben aſciutto, e tandolo; e infine si fa ſvaporar lo ſpirito
caldiſſimo; e vi verrà una lama fragile, al di vino a un lento calore, e non reſta che
quanto traſparente, dura, detta vetro d'an il maſtice, e il vetro d'antimonio miſti per
timonio, che farà tanto più traſparente, quanto fettamente. La doſe di queſta polvere aſcen
più lungo tempo la laſcierete ſopra del fuoco. de fino a ſei grani, GEoFFRor. -
- - ME
- -

88 ANT ANT
M E T O DO I V. faccia, coperto prima il croggiuolo con una
Regolo d'antimonio preparato coi ſali. -

tegola. Verſatela inappreſſo in un mortaio


1. Queſto ſi fa appunto come la ſeparazio di ferro caldo, fregato col ſevo. Battete ſui
ne della parte metallica dalla zolfurea. Quan orlo del mortaro, laſciandola ripoſare, e raf
to più eſatta è la ſeparazione, tanto più è freddare: battete poi ſul fondo dello ſteſſo
puro il regolo. Si mette l'antimonio quale ſi con un martello per farne ſortir la maſſa,
cava dalla mina, in un vaſo di terra, den di cui la parte inferiore è la parte metal
tro ſcavato conicamente, e ſtretto verſo il lica dell'antimonio, e la ſuperiore è compo
fondo. Si fa ſciogliere a un fuoco mite, che ſta di ſali, e di zolfere. La ſuperfizie ſupe
inveſta leggiermente il vaſo: allora la parte riore metallica, ſituata immediatamente al
la più peſante, la più pura, la più metal diſſotto le ſcorie, è ſtellata. Le ſcorie ſi ſciol
lica ſi attacca al fondo. La parte ſuperiore gono all'aria, - - -

la più larga è manco compatta, più oſcura, N o Tmetodo


A z 1 ociN appaleſa
1.
e più zolfurea: ſicchè per la ſola fuſione ſi Siccome " i veri -

fa la ſeparazione del regolo, principi della metallurgia, così merita che


2. Polverizzate ſeparatamente due par ſi facciamo a eſaminarlo con qualche atten
ti di nitro comune , tre parti di tarta zione. Primieramente la maſſa foſſile anti
ro, quattro parti d'antimonio puro. Poi moniale poſta in fuſione a un fuoco conve
mettete il tutto inſieme e meſcolatelo: fa
niente, divien liquida e peſante; quindi i
te ſcaldar queſta polvere mediocremente, corpi più lievi con lei miſti, come le pie
guardando ſopratutto che ſia ben ſecca. Fa tre, e altri ſimili, e que pure che non ſo
te roventar al fuoco un gran croggiuolo; no aderenti alla parte metallica, ſi levano
allora gettatevi due dramme di queſta polve ſecondo le leggi dell'idroſtatica; e per con
re calda, e ſecchiſſima. Queſta prenderà fuo ſeguenza la parte metallica divien più pura;
co con violenza, farà gran ſcoppio, e get perlochè nella metallurgia la materia metalli
terà molte ſcintille. Ceſſata la detonazione, ca è ſovente colla ſola fuſione ſeparata dalle
gettate di nuovo una ſimile quantità di ma parti ſtraniere, onde ſta meſcolata.
teria; e continuate lo ſteſſo finchè abbiate Per un altra operazion metallurgica, la
finita la polvere. Si avrà la precauzione di parte metallica dell'antimonio è dal zolfe
ſervirſi di un croggiuolo grande, per timor re ſeparata, il quale con lei ſarebbe ſtato
che la materia detonando fortemente, non ſempre ſtrettamente unito, ſe non ſi foſſe
ſi roveſci. Di più ſi oſſerverà di metter po ricorſo che alla ſemplice fuſione, e queſto
co di queſto miſcuglio alla volta, perchè per mezzo della polvere di tartaro, e di
non eſca del vaſo in grandi ſcintille. La ma nitro, che tiene una virtù diſſolvente. Quan
teria della prima proiezione ſia tutta infiam do l'antimonio, ch'è compoſto di parti zol
mata, e finita ſia la detonazione, prima di furee e metalliche, è miſto col nitro, e col
farne una nuova, per tema che eſſendo la tartaro, e che ſi mette al fuoco, il nitro,
materia calda aldiſſotto, fredda al diſſopra, il tartaro, e'lzolfere ſi accendono con una
ſi formi una denſa croſta, ſotto la " il preſtezza incredibile, e formano un alcali
fuoco ritenuto e racchiuſo farebbe un eſplo fiſſo. Queſto agitato dalla violenza del fuo
ſione più violenta che uno ſparo di canno co, attira con avidità il zolfere, e a lui
ne; perchè con queſte materie faſi la pol ſtrettamente ſi uniſce; e allora la parte me
vere fulminante, cioè il nitro, il tartaro, tallica , o per dir meglio mercuriale, ſo
e'l zolfere. Deve finalmente il croggiuolo pra la quale non ha l'alcali azione alcuna,
eſſer ſempre ſcintillante, perchè non ſuc ſgombrata dal zolfere, e meſſa in fuſione,
ceda la coſa predetta con gran pericolo. Un ſi ſepara dalle parti le più leggieri, e ſi rac
Operatore ignorando queſte coſe, ſe voleſſe coglie nel fonde in una maſſa, a cui ſi dà
far del regolo ſecondo il metodo comune, il nome di regolo;
fi porrebbe a pericolo di laſciarvi la vita; Diſponendoſi orizontalmente gli aghi lun
laddove non avrebbe che temere, ſapendo, ghi, eſodi dell'antimonio dal centro fino alla
ed eſeguendo gli avvertimenti antidetti. De ſuperfizie, formano una ſtella, detta dai
tonato che abbia tutta la materia, rinforza Chimici Stella ſignata, e da lor venerata.
te il fuoco, fin ch'ella ſi ſciolga, e lique Quantunque queſto regolo ſembri puro ieſciol
-
- - -- ghem
-

- ANT A N T. 89)
gliendolo però una ſeconda volta con un al bianche, dure, ferruginoſe, zolfuree, ſali
cali, laſcia delle nuove ſcorie: e forſe è an ne, acri, e ſi ſtentano a ſciogliere.
che impoſſibile di purgarlo totalmente dal - N o T A z I o N 1. -

zolfere ch'egli contiene; e di quì è facil Il zolfere d'antimonio unendoſi nella fu


mente, che è ſempre fragile, perchè il vol ſione col ferro, produce queſte ſcorie zolfu
fere comunica ſempre queſta qualità ai me ree, e marziali. Il nitro ſta quì per penetrar
talli. Le ſcorie altro non ſono, che il zol l'antimonio, e per eccitar una più perfetta
fere d'antimonio diſciolto, e unito a un al fuſione. Quando la materia è in uno ſtato
cali fiſſo; il che ſerve a farci conoſcere la di liquidità, la parte metallica ch'è la più
virtù loro. -
peſante, ſi precipita pel ſuo proprio peſo nel
Il regolo è un emetico quanto il vetro, fondo, mentre che il zolfere dell'antimonio,
e coll'infuſione ne ricaviamo da ambedue il ferro, e'l nitro vanno verſo la ſuperfizie.
un vine emetico. Vi è dunque un altro me Paracelſo aſſicura che il ferro è più pro
todo di purificar i metalli per via dei ſaliprio che neſſun alcali tratto dai vegetabili
da tutte le parti zolfuree, oglioſe, e arſe a ſeparar la parte zolfurea dell'antimonio dal
nicali, che rendono le maſſe metalliche, la ſua parte mercuriale, il che rende queſto
friabili, volatili, ch'eſſendo una volta to regolo molto proprio a darci il cinabro d'an
talmente diſgiunte, fanno che i metalli di timonio, che fa d'uopo nelle operazioni di
vengano puri, e fiſſi. BoERHA AvE. Chimica le più profonde. Di fatti ſi vede da
Col regolo d'antimonio ſi fanno alcune queſto eſempio, che il ferro è capace di e
tazze, c'hanno una virtù eccellente, per ſtrarre il Zolfere dalle maſſe metalliche,
cccitar il vomito; perchè il vino, che vi e renderle fiſſe, e malleabili. Aleſſandro
fiverſa, diventa emetico, laſciandovelo una Suchtenio, diſcepolo di Paracelſo, ha com
notte. Si fanno eziandio alcune pillole pari poſto due Trattati ſopra l'antimonio, donde
l:
in virtù alle tazze; perchè quando ſi foſſe ho tratto il metodo ſeguente.
ro mille volte inghiottite, conſerverebbero M E TO D O VI.
ancora, la virtù loro emetica, dal che han Regolo d'Antimonio degli Alchimiſti.
preſo il nome di pillole perpetue. 1. Mettete in un buon croggiuolo ott'oncie
Si preparano vari regoli metallici, facen di chiodi, e fateli roventar a un fuoco conve
do ſcioglier l'antimonio col ferro, col rame, niente. Gettatevi ſopra in varie volte una
collo ſtagno, col piombo, coll' argento, libbra di buon antimonio polverizzato, ben
e coll'oro. Le ſcorie che ſi trovano al diſ ſecco, e ben caldo ; coprendo il croggiuolo
ſopra del regolo nel cono, ove ſi è ver d'un coccio . Appena che ſi è gettato l'an
ſato, ſono gialle, o di color di zafferano, timonio, queſto dà un fumo bianco, e non
e ſono ripiene di zolfere d'antimonio. GEoF tarda a venir fluido, e il ferro ſi ſcioglie con
FRoy. - lui. Quando ſaranno ben liquidi , il che ſi
M E T O D O V. vede introducendo un cannello di pipa nel
Regolo d'antimonio marziale. croggiuolo, vi getterete in più fiate tre on
Fate infocar in un croggiuolo una mezza cie di nitro in polvere ben ſecco, e ben cal --

libbra di limature di ferro. Gettatevi ſopra do . A ciaſcuna projezione faſſi un'efferve


a poco a poco una libbra d'antimonio ben ſcenza couſiderabile, un gran ſcoppio, o cre
polverizzato ſecco, e riſcaldato. Fate un gran pitazione. Se per imprudenza vi ſi gettaſſe
fuoco, perchè li renda perfettamente liqui del nitro umido , la materia ſortirebbe con
º di. Quando ſaranno in queſto ſtato, getta
tevi a pizzico quattr'oncie di nitro puriſſi
mo, ſecchiſſimo, caldiſſimo ridotto in pol
impeto dal croggiuolo, non ſenza grave pe
ricolo dell'Operatore. Reſtato così il tutto
per qualche tempo eſcono varie ſcintille
º vere impalpabile. Aumentate il fuoco, e fa
te ſcioglier, e liquefar il tutto , laſciandolo
brillanti. Si laſcia ſciogliere il miſcuglio per
cinque o ſei minuti, e poi ſi verſa in un
così un mezzo quarto d'ora. Verſate poi la mortaio di ferro, battendo un cotal poco ſul
materia in un mortajo di ferro, come nell' le labbra del mortaro. Raffreddata la maſſa.
operazion precedente. Avrete ſette oncie e ſi cavano undecioncie, e lei dramme di fer
mezza di regolo, bianco come l'argento, e ro, e undeci oncie di ſcorie ; onde ſi ſono
dellato. Le ſcorie ſono di un'altra natura, perdute quattr'oncie, e due dramme di ma
Tom. III. Med, -
M ter12 ,
9o A NT A NT
teria, oltre ciò che ſi attacca al mortaro: re ſi porta verſo la ſuperfizie. Il nitro, che
2. Mettete un nuovo croggiuolo ſopra il vi ſi mette , ſi accende d'un modo ſtraordi
fuoco col ſuddetto regolo, che farete ſcio nario con queſti corpi zolfurei, gli agita men
gliere; quando ſarà in fuſione, gettatevi ſo tre ſono in fuſione fino nell'interior delle lo
pra tre oncie d'antimonio in polvere. Quan ro parti, uniſce le omogenee, e ſepara l'e
do l'antimonio ſarà ſciolto, aggiungete ſuc terogenee. Il ferro è diſtrutto dalla forza
ceſſivamentre tre oncie di nitro polverizza dell'antimonio: il ſuo zolfere metallico, ch'è
to. Fate liquefare il tutto a un gran fuoco, l'oro degli Alchimiſti, fi uniſce col zolfere
tenendolo in fuſione per cinque minuti, poi metallico interno dell'antimonio per non for
verſatelo in un mortaio di ferro , e avrete mar che un ſol corpo colla parte mercuria
i dieci oncie, e ſei dramme di regolo più del le di queſt'ultimo, il che forniſce un rego
precedente. . .. . lo fregiato di una ſtella, e che col ſuo co
e

3. Fate ſcioglier queſto ſecondo regolo in lor argenteo dimoſtra la purità del ſuo mer
un altro croggiuolo; quando ſarà in fuſione curio. Le ſcorie contengono del ferro, del
aggiungetevi nel modo ſuddetto tre oncie di zolfere d'antimonio e del nitro miſti inſieme
nitro. Fate liquefar il tutto a un gran fuo e cangiati in un corpo, di cui le virtù nel
co, e verrà fluido come diſſopra. Verſate la Medicina operano meraviglie tra le ma
lo in un mortaio di ferro, e avrete di più ni di quelli che lo conoſcono, e che ne ſan
mov'oncie, e due dramme di regolo bianco, no la debita applicazione. Queſte ſcorie all'
di color d'argento, ben ſtellato, e due on aria aumentano conſiderabilmente: ma que
cie, e ſette dramme di ſcorie . La perdita ſto baſti per la prima fuſione. Nella ſeconda
fu di un oncia, e cinque dramme. -- l'eſtrazion del zolfere eſteriore aumenta , i
4. Fate fonder queſt'ultimo regolo in un zolferi metallici del ferro, e dell'antimonio
altro croggiuolo. Quando ſarà in fi get ſi uniſcono più ſtrettamente colla loro terra
tatevi tre oncie di nitro : allora vi vuole mercuriale per formar un regolo molto più
un gran fuoco per far liquefar il nitro, ben puro. Nella terza fuſione ſi comincia a ſco
chè il regolo nel fondo ſia fluido quanto l' rir il poter ſorprendente del fuoco metal
acqua. Laſciate la materia in fuſione per un " zolfureo concentrato nel regolo; perchè
ora, indi verſatela in un mortajo di ferro. fiſſando il nitro, ne rende la fuſione diffici
Vi verrà di più ſett'oncie e tre dramme di liſſima, benchè prima ſi fondeſſe aſſai me
regolo puriſſimo, ſomigliante all' argento , glio di verun altro ſal naturale a un fuoco
perfettamente ſtellato, e due oncie e ſette mediocre : ei gl'imprime una qualità ignea
dramme di ſcorie , di color d'oro , di un notabile, ſicchè applicato ſopra la lingua ,
guſto oltre modo igneo e cauſtico. l'abbrucia benchè ſia di ſua natura ſtraordi
5, In queſta operazione ſono neceſſari buo mariamente freddo; egli inoltre lo rende al
ni croggiuoli grandi, e ben riſcaldarli a gra caleſcente, ſenza l'aggiunta di neſſuna ſo
di. Si deve continuar ugualmente l'ultimo ſtanza vegetabile, e fa che ſi disfaccia di per
i" del fuoco, ſenza di che il nitro non ſi sè all'aria, quantunque per l'innanzi ſecco ſi
ciorrebbe giammai , e non riuſcirebbe . I conſervaſſe . La quarta fuſione diſcopre con
mortari ſaranno mediocremente caldi , ben maggior evidenza quanto fin ora da noi ſi
aſciuti, nettati, e fregati col ſevo; premet è veduto; perchè il 2olfere puro mediante i
tendo queſte precauzioni, l'operazione avrà vapori che ſi alzano, come pure per il ſuo
un eſito feliciſſimo. ſemplice contatto cangia il nitro con mag
N o T A z 1 o N I, gior efficacia, e dimoſtra il poter ſegreto dei
Da queſta operazione apprendiamo molte zolferi metallici. Queſto regolo ha quaſi fat
coſe, che ſi poſſono praticare, Il ferro, ch'è to girar il capo a parecchi del più accreditati
difficiliſſimo da ſciogliere, ſi fonde nell'an Chimici; e in conferma di queſto leggaſi Pa
timonio al par degli altri metalli nel piom racelſo, Suchtenio, Philaletha , Pantaleon,
bo: e allora il ferro eſſendo roduto dall'an Becher e Stahl. Quando mi faccio a conſi
rimonio in fuſione, ſi uniſce col ſuo zolfere, derare quanto diſturbo mi ha dato l'eſame
mentre la parte mercuriale del ferro e dell' della natura di queſto zolfere, e quanto tem
antimonio venendo a comporre una maſſa ſo i" vi ho ſpeſo, di me ſteſſo mi ſtupiſco per
la, cadono al fondo, laddove il loro zolfe pazienza ſoffertavi; e mi die"
- - poſta
AN T. A NT 9I
poſta una gran parte di mia vita in queſta glier di per ſe; e quando vedrete galleggiar
ricerca. Queſto regolo rende all'oro il color una materia zolfurea ſopra il liquore, e che
già perduto, e ravviva quello che ha , e'l l'antimonio ſi coprirà d'una croſta giallaſtra,
nitro contrae ſul fatto un color d'oro, get verſate adagio l'acqua regia in un altro va
tato in queſto regolo in fuſione. Queſt'ulti ſo, e con lei la materia zolfurea, e lavate l'
mo purificato nella guiſa accennata eccita antimonio, che reſta, più volte di ſeguito coll'
il vomito, e le ſcorie per mezzo dell'alcool acqua freſca, finch'abbia perduto la ſua aci
danno una tintura belliſſima. dità; verſate allora ſopra l'antimonio dell'oglio
M E T O D O VII, di tartaro er diſſoluzione fino all'altezza di
Zolfere dorato d' Antimonio. due traverſi di dita ; ſovraponete il vaſo a
Fate bollir nell'acqua le ſcorie del metodo un fuoco di ſabbia , e andate aumentando
V. finchè ſieno tutte diſciolte. Queſto fluido lo, finchè bolla il liquore ; verſate queſta
ſarà ſenza odore. Verſatevi dell'aceto goccia tintura, aggiungetevi dell'altro oglio di tar
per goccia; e toſto ne ſortirà un odor mille taro procedendo come prima. Aggiungete a
volte peggiore di quello degli eſcrementi i più queſte tinture o ſoluzioni finchè ſon calde
fetenti; e'l liquor che non era carico d'al dell'aceto diſtillato, finchè ceſſi l'efferveſcen
cun colore, diverrà denſiſſimo ; continuate za. Riponete queſto vaſo ſopra un fuoco di
a verſar dell'aceto, agitando, finchè non ſi ſabbia, e la polvere ſi precipiterà a fondo;
precipiti più niente. Laſciate ripoſar la ma filtrate il liquore, e laſciate che la polvere
teria. Queſta a poco a poco ſi precipiterà , ſi ſecchi ſopra del filtro. Tachenio crede che
e formerà un volume minore più di quello ſi queſto zolfere, o piuttoſto queſto latte di
ſarebbe creduto. Verſate il liquor, che ſta a zolfere d'antimonio ſia lo ſteſſo che quello,
galla. Fate delle lozioni del precipitato, fin che Van-Helmont accenna in termini oſcuri
chè l'acqua, che ſe ne cava, ſia inſipida . i" dice che il vero zolfere d'antimonio
Fate ſeccar dolcemente la materia che vi re omiglia aſſai al Zolfere ordinario, toltone il
ſterà in poca quantità. Ecco il zolfere do colore chi è più giallo ; egli prepara con
rato d'antimonio. -. queſto zolfere un cinabro, ch'eſſendo ſubli
N o T A z 1- o N 1 . mato ſei volte, e infuſo nel vino, produce
Il zolfere d'antimonio miſto con un alcali effetti ſorprendenti. Queſto ſembra lo ſteſſo
dà le ſcorie del Metodo V. Queſte danno una che il mercurio diaforetico, di cui parla nel
liſciva zolfurea, facendole bollir nell'acqua, lo ſteſſo Trattato. Tachenio aſſicura di aver
e ſe ne precipita il Zolferc col mezzo d'un provato la virtù di queſto rimedio nella tim
acido. Queſt'ultimo ha una virtù emetica aſ i" Egli prepara con queſto zolfere un

i ſai dolce. Fregando con eſſo l'argento, ac inimento, in cui entrano due ſemplici da
quiſta un color d'oro, onde preſe il nome di lui non nominati, e che guariſce infallibile
zolfere dorato. BoERHAAvE. -
mente le febbri terzane, fregandone la ſpi
Boerhaave compone il zolfere dorato d'an na del dorſo, i polſi, e le piante dei piedi
timonio colle ſcorie del regolo marziale di dell'ammalato. Angelo Sala in queſto zolfe
ſopra deſcritto, ma ſi fa ordinariamente con re riconoſce ſimilmente una virtù aperitiva,
quello del regolo comune. - ſudorifica, e diſſolvente. Edimburgo, Med.
Plummer ha dato nei Saggi di Medicina Eſſ. Tom. I. -- - - - - -
d'Edimburgo, un altro metodo di preparar Il zolfere d'antimonio ſi prepara in pi
il 2olfere dorato d'antimonio. Queſto ſi tro guiſe, e ſecondo le varie virtù ſue , varie
va in Angelo
il primo quaſi lo ſteſſo cher denominazioni riceve . Chiamaſi zolfere ,
Sala eddelè ſuddetti.
e'l ſecondo
perchè ſi accende come il zolfere ordinario,
Polverizzate groſſamente l'antimonio, o e ne ha l'odore, nè trà loro paſſa altro di
piuttoſto riducetelo in pezzetti della groſſez vario, ſe non ch'egli conſerva ſempre qual
za d'un grano d'orzo ; ſeparatane con uno che parte regolina, che lo rende più grave.
ſtaccio la parte la più ſottile, e mettetela da Vien detto zolfere dorato, i" i Chi
cº parte. Ponete queſti pezzetti in un bacino mici, che ſi accoſti alla natura del Zolfere
aſ.
ttº
di vetro, ch'abbia il fondo piatto, e verſa dell'oro, o perchè poſto ſopra dell'argento ſi
tevi dell'acqua regia, finchè ſormonti l'an tuato ſopra i carboni ardenti, gli dà il co
ºº timonio un traverſo di dito. Laſciatelo ſcio lor d'oro . Appellaſi pure embrione zolfureo
avd - M 2 grai
92 ANT A NT
tratto dalla magneſia di Saturno : perchè gli ſi fa queſta operazione in un croggiuolo gran
Alchimiſti s'immaginano, che queſto zolferede, che il fuoco ſia violento, le droghe ab
d'antimonio contenga qualche porzione del bondanti, e che ſi renda la materia fluida,
troverete nel fondo un vetro, il quale ſe
zolfere ſolare, ed eſprimono l'antimonio col
nome di magneſia di Saturno. Glaubor l'ap parato dalle ſcorie, produce nella Medicina
ella panacea e zolfere " univerſale per gli effetti del Metodo III.
f" rare virtù. Cardiluſio celebre Chimico Il metodo di M. Geoffroy, per far il taf
Tedeſco, l'ha dato vario tempo ſotto il no ferano de'metalli, è ſimile al ſuddetto.
me di centaurea minore. Eſſo è quella pol Daſſi eziandio a queſta polvere il nome
vere, che ultimamente ha fatto tanto gri di terra Santa di Ruland . Data in ſoſtanza
do ſotto il nome di Kermes minerale, o di dai due grani fino a ſei , eccita fortemente
polvere de' Certoſini, perchè un Religioſo di il vomito. Facendo infonder tre oncie di
queſt'Ordine la diede il primo ſotto queſto zafferano in tre pinte di vin bianco, o di
nome. Queſto ſteſſo zolfere è ſtato in gran Spagna per due o tre giorni, agitando trat
voga in Inghilterra ſotto il nome di polve to tratto la bottiglia, ſi fa il vino emeti
re di Ruſſel. Tutte le preparazioni del vol co; e ſi dà quando è ripoſato, da un oncia fino
fere dorato ſi riducono a due . La prima e a quattro, per eccitar il vomito. GEOFFRoy .
la più comune ſi fa ſciogliendo il 2olfere Io darò la preparazione di un altro zol
dell'antimonio con qualche ſal alcali, e pre fere d'antimonio ſotto il titolo di Kermes mi
cipitandolo coll'aceto diſtillato, o con qualch' nerale, o polvere de' Certoſini, nell'ultimo me
altro liquor acido. La ſeconda ſi fa preci todo ſopra l'antimonio. -

pitando da ſe ſteſſo queſto zolfere ſciolto ſenz' i M E T o D o IX.


alcun acido. - - , Emetico dolce preparato coll'antimonio.
M E T O D O VIII. Fate un miſcuglio d'una parte d'antimo
- Zafferano d'antimonio. mio , e di due di nitro polverizzato, facen
Polverizzate ſottilmente parti uguali d'an dole detonar in un croggiuolo infocato, e vi
timonio, e di nitro. Fate roventar ſopra il verrà una materia bianca , la quale lava
fuoco una padelletta di ferro. Gettatevi un ta vi darà una calce bianca inſipida d'anti
poco di queſta polvere, e la vedrete infiam monio . L'acqua ch'ha ſervito alle lozioni è
marſi come polvere da ſchioppo. Finita la ſalata.
detonazione, gettatevi dell'altra polvere, e . N o T A z 1 o N 1.
ſi accenderà come prima. Continuate così, Il nitro, di cui èſſi creſciuta la doſe in
finchè abbiate fatto detonar tutta la polve - queſto Metodo , produce un altro colore ,
re. Avrete una maſſa bruna tirante ſul gial benchè la deflagrazione non ſia diverſa. Que
lo, il cui fondo ſarà in forma di vetro, e'l ſta calce è della precedente aſſai più dolce,
diſſopra coperto di ſottili ſcorie . Peſtata la e ſolo eccita talvolta qualche nauſea, un
voſtra materia, lavatela coll'acqua, finchè vomito leggiere, e un fluſſo di ſaliva ab
la calce ſia inſipida . Queſta calce è il raf bondante. Eccita altresì la ſecrezion dell'o
ferano d'antimonio . Filtrate le acque , ch' rina ; e la liſciva , gettandovi dell'aceto ,
hanno ſervito alle lozioni, queſte verſando precipita una calce bianca, che ha quaſi le
vi un poco d'aceto, divengono di color ce ſteſſe virtù.
drino, e laſciano cader nel fondo del vaſo M E T O D O X.
una polvere ſimile a quella , che ſi ottiene Antimonio diaforetico nitroſo.
col Metodo precedente, ma più ſottile. Polverrizate ſottilmente una parte d'anti
N o T A z I o N I. -
monio e tre di nitro ; gettate una picciola
Il zolfere, il nitro, e l'antimonio nero, quantità di queſta polvere in un croggiuolo
compongono una ſpezie di polvere, che ren rovente, e queſta detonerà; continuate ſin
de infiammandoſi lo ſteſſo ſcoppio della pol chè il tutto abbia detonato, ma guardate di
vere da cannone. La parte metallica ſi cam non gettarne di nuova prima che l'ultima
gia colla calcinazione in vetro, e in iſcorie non abbia perfettamente detonato. Tenete
che tutti e due ſono un poſſente emetico, e la materia ſopra il fuoco per un quarto d'
comunicano la virtù loro al vino, ove s'in ora, poi laſciatela raffreddare, e averete una
fondono. Il colore ſi camgia fortemente. Se maſſa bianca dura : Cavatela dal sº
-
- --
o3
º

A NT A NT 93
lo, e mettetela in polvere . Ecco l'antime è sì ſorprendente nell'antimonio, quando ſi
mio diaforetico nitroſo. varia la proporzion del nitro calcinandolo,
N o T A z 1 o N I. qual alterazion conſiderabile non ſi dee tro
Se ſi prende mezza dramma di queſto ri var nei ſuoi effetti ? Boerhaave fa maggior
medio dopo di averlo convenientemente pre cafo dell'antimonio diaforetico quando è uni
parato, non produce quaſi alcuna alterazion to al ſuo nitro, che quando m'è ſeparato
ſenſibile, ſe non che il nitro fiſſato , ch'è per via di lozioni ; e credo che abbia ra
con lui miſto gli dà una virtù dolcemente gione. Ma come proverà egli quel ſuo aſ
aperitiva, onde diviene di qualche utile nei ferto , che l'antimonio diaforetico ordinario
mali acuti. I Chimici lo chiamano diafore è nocivo . Io per me non ho mai veduto
; tico, e ſuppongono che il veleno arſenicale un ſuo effetto cattivo, e non conoſco neſ
dell'antimonio venga fiſſato dalla gran quan ſuno, che ſe ne lamenti.
tità di nitro . Egli è certo che l'antimonio Queſta preparazione dell'antimonio è, ſe
non aveva alcuna qualità emetica, prenden condo Geoffroy, un diaforetico eccellente,
dolo anche ſenza preparazione, o ſi ad dato in quantità ſufficiente. Queſto rimedio
dizione di nitro, laddove diviene emetico leva le oſtruzioni, attenua, e divide gli u
meſcolandolo con una ugual quantità di queſt' umori denſi, e viſcoſi, eſpellendoli per i po
ultimo. E' inutile trattenerci in vane ipo ri della pelle ſenſibilmente, o in un modo
teſi , poichè l'eſperienza prova la certezza inſenſibile. Preſcriveſi felicemente in tutte
della noſtra conſeguenza. I Settatori di Ba le malattie d'una ſpezie maligna, nella pleu
ſilio Valentino atteſtano ch'è inutile pren riſia, nel reumatismo, nelle riſpole, e nei
derſi tanta pena per ſeparar queſto antimo malori della pelle. Prendeſi nella polvere cor
mio diaforetico dal ſuo nitro fiſſo ; perchè nachina, e nella polvere febbrifuga di Ri
non produce nè anſietà, nè nauſee, nè vo cardo Morton. Vigani pretende che non ab
mito, ma punge ſicuramente, e ſenza al bia virtù maggiori del tabacco da fumo.
cuna violenza. La calce è aſſai più da te M E T O D O XII.
-

º mere, benchè lavata. - Nitro antimoniato.


- M E T O D O X I. Mettete in una boccia i liquori acquei
Antimonio diaforetico ordinario. dell'ultimo metodo di già filtrati, e fateli
Verſate dell'acqua calda ſopra l'antimonio svaporar finchè divengano ſecchi . Reſterà
calcinato del metodo decimo, dopo di aver una materia bianca ſalina di un guſto non
lo ridotto in polvere; agitatelo con un ba ingrato, nè nitroſo, ma dolce; ecco il ni
chetto , e poi laſciatelo ripoſare ; allora ſi tro antimoniato. - -

precipiterà una calce bianca; ſeparate il li N o T. A z I o N E.


quor ſalato che ſta a galla; aggiungete dell' Ora ſi vede, che il nitro ſi cangia colla
altra acqua, la calce ſi addolcirà in guiſa , ſua detonazione coll'antimonio, in un nuo
che il ſal di nitro non ſarà ſenſibile ; fate vo ſale. Queſto ſale è dolcemente aperitivo,
ſeccar queſta calce, e ſarà bianca , inſipi diſcioglie nella diſpoſizion flogiſtica del ſan
da, e peſante. - - gue la ſua denſità infiammatoria, ſenza al
N o T A z 1 o N 1. º
cuna violenza, e diſpone alla traspirazione,
Si dia a queſto antimonio il nome di dia ai ſudori, e ad una evacuazion per le ori
foretico per la ragione nel metodo antece ne, laonde è propriſſimo nei vajuoli, nella
dente accennata . Ma queſta calce è peſan pleurizia, e nella peripneumonia. A torto
te, nociva, ſenza forza, come è facile giu adunque ſi getta via queſt'acqua, coll'idea
dicarne dai ſuoi effetti, ed è priva di tutte che ſia ſolo nociva. -

le virtù, che avea prima . Queſto antimo - M E T O D O XIII,


mio diaforetico non agiſce ſenſibilmente ſe Zolfere fiſſato d'antimonio. -
non meſcolato con una doſe conveniente di Mettete in una boccia il liquor nitroſo
purgativi, perchè allora la ſua operazione è del metodo undecimo, filtrato, caldo, lim
preſtiſſima, come appariſce dalla prova che pidiſſimo; verſatevi ſopra a goccia a goccia del
ſe ne fa colla polvere cornachina : io non buon aceto diſtillato, ed egli diverrà bianco
ne conſiglierei l'uſo, non adoperandolo come quanto il latte, precipitandoſi una polvere
ora ho detto . Se il cangiamento di colore “bianchiſſima, e ſottiliſſima; agitate il vaſo, e
- COſl
9 i ANT ANT
continuate a verſar dell'aceto, e a ſcuoter tro che poſſa contener tre o quattro volte
lo , finchè il liquor più non ſi turbi; La altrettanta materia quanta ne avete , ſcie
ſciatelo in ripoſo, e tutta la polvere ſi uni glietene una ch'abbia il collo ben largo .
rà nel fondo. Verſate l'acqua ſeparatamen Mettetevi la voſtra polvere, avendo cura,
te in un vaſo netto. Lavate la polvere nell' che niente di nero ſi attacchi al collo. Po
acqua, finchè ſia inſipida ; poi fatela ſec nete la ſtorta al fuoco di ſabbia, in modo
care. Avrete una polvere bianchiſſima, in che il ventre della ſtorta tocchi quaſi il fon
ſipidiſſima, e ſottiliſſima . Ecco il zolfere do della caldaia di ferro, e che la ſua im
fiſſato d'antimonio. -
boccatura ſia alquanto all'ingiù inclinata .
N o T A z I O N E. Adattate un recipiente, la cui apertura ri
Nella deflagrazione dell'antimonio col ni cevi eſattamente il collo della ſtorta. Cir
tro, il Zolfere del primo ſi uniſce coll'ulti condate la ſtorta di ſabbia; ponete i voſtri
mo come nel metodo ottavo, e ſi diſcioglie vaſi ſopra un cammino, che non laſci ſcap
con lui nell'acqua, ma appena vi ſi me par il fumo. Quando la ſtorta ſarà un po
ſchia qualche acido, ei lo ſepara dal ni co riſcaldata dal fuoco , cui avrete acceſo
tro, come poi ſuccede dopo l'inſtillazione diſſotto , coprirete le feſſure dei vaſi con
dell'aceto , e nell'iſteſſo tempo l'acido ſi una paſta fatta d'argilla, e di calce . Date
uniſce al nitro ſenza alcun ſegno d'effer un fuoco graduato prudentemente : il reci
veſcenza . La polvere che ſi precipita nel piente comincierà a offuſcarſi di nuvole, e
fondo, eſſendo lavata, è il vero zolfere d' ſi unirà nel fondo un poco di liquore. Man
antimonio - Tacherio pretende che queſta tenete il fuoco in queſto ſtato finchè più non
polvere preſa nell'aceto, ſia il più poſſente eſca alcun vapore. Accreſcete allora il fuo
preſervativo contra le peſte ; ma io credo co, ma con circospezione , finchè vediate
che non ſi debba riguardarla che come una cader nel recipiente un liquor craſſo, che
calce peſante, e nociva, a cagione del ſuoſi congelerà nel cadere ... Continuando que
ſto grado di fuoco, ſalirà nel collo della
peſo, e della ſua indiſſolubilità, o almeno co
me un rimedio inutile. Ho però oſſervato, ſtorta una materia bianca, glaciale, che vi
che l'aceto che ſi prende carico di queſta ſi arreſterà, e ghiacerà. Al collo della ſtor
polvere, fa aſſai bene nel caſo poco fa men ta appreſſate a poco a poco dei carboni ar
tovato. I Chimici peccano ſpeſſe volte nel denti, finchè il collo ſia ugualmente caldo
vantar troppo preſto le loro preparazioni , che il ventre. La materia diverrà liquida,
e particolarmente quelle dell'antimonio . Il e caderà nel recipiente. Continuate queſto
liquor acido e nitroſo che nuota ſovra la fuoco aumentandolo inſenſibilmente, finchè
polvere precipitata, ha una virtù efficaciſſi più non aſcenda punto di butirro , e che
ma nelle malattie febbrili acute, a cagione ſia caduto tutto nel recipiente , cui allora
dell'aceto, e del nitro purgato dal zelfere leverete dal fuoco, guardandovi il petto dal
inattivo . Succede ſovente nella Chimica , svapore ch'è nocivo. Turatelo, e tenetelo a
che ſi getta via ciò che vi ha di migliore parte. A queſto ſoſtituitene un altro da voi
in una compoſizione. Da queſti eſempi ſi preparato per queſta operazione ; copritene
vede il modo ſorprendente, onde il Zolfere le feſſure e rinforzate il fuoco : aſcenderà
fi diſcioglie, ſi occulta, e riprende revivifi una materia gialla, roſſa, neraſtra, di va
cando, varie forme, e vari colori. rj colori, e allora portate il fuoco ſino all'
- - M E T O D O X I V. “ultimo grado; e in ultimo luogo mettete un
a Diſtillazione dell'antimonio in butirro gla fuoco di ſabbia ſopra la ſtorta, ſicchè la ſab
ciale, e in cinabro. - bia s'infuochi, e conſervatelo in queſto ſta
Polverizzate ſottilmente in un mortaro ſto per due ore. Laſciate raffreddar i vaſi da
di vetro caldo, e aſciutto, con un peſtello ſe ſteſſi; levate il recipiente, e vi trovere
di vetro, due libbre di ſublimato corroſi te del mercurio fluido, e del butirro ſalato,
vo. Polverizzate poi ſeparatamente una lib e impuro pel miſcuglio dei vapori del vol
bra di buon antimonio traſcielto . Meſcola fore dell'antimonio . Nel collo della ſtorta
te queſte due polvcri in un mortajo di ve vedrete una materia di vari colori che pro
tro, e ſi riscalderanno ; ſchivate diligente cede dalla miſtione del mercurio , del zol
mente
-r- .
il vapore. Abbiate una ſtorta di ve fere, e del butirro ; e nel fondo i"
e iCC
ANT A NT 95
le feccie che laſcia l'antimonio . La maſſa
blimato corroſivo, poichè ſublima a un fuo
compatta, dura, opaca, peſante che ſi tro co di ſabbia il regolo fiſſato dell'antimonio,
va all'entrata del collo , lucida dalla parte e produce lo ſteſſo effetto ſopra tutti i cor
che tocca il vetro, e opaca e inuguale dall' pi metallici, ſenza accettuarne nè men l'oro.
altra meſſa in polvere, dà il vero cinabro Adunque non ſi può commendar abbaſtanza
d'antimonio, ch'è aſſai prezioſo. Queſto me l'effetto prodigioſo del ſal marino, e i Chi
todo eſige molta pazienza e precauzione , mici non ſi porranno giammai quanto baſti
erchè i vapori che ſortirebbono dalle feſ a conoſcerne la natura; perchè ne verranno
" dei vaſi, o dalla creta, ovvero in qua ricompenſati dei diſturbi, che ſi prenderanno,
lunque altro modo aſſalirebbono il petto, e dalle ſcoperte curioſe, e vantaggioſe che ar
ſarebbero mortiferi per la cauſticità loro. recheranno. -

N o T A z I o N I. Geoffroy pretende , che quando ſi riduce


Se ſi conſidera la natura dell'antimonio e in polvere il cinabro, che " è attaccato al
del mercurio ſublimato, non ſi durerà fati collo della ſtorta, che ſi meſchia col capo
ca a comprendere la ragion chimica di que morto reſtato in queſta operazione, e che
ſto procedere. Mentre il fuoco agiſce ſopra ſi ſublima a un fuoco mediocre, il ſuo co
del ſublimato, l'acqua regia, che vi ſi at lor divien roſſiccio di bruno ch'era. E' ot
trova , ſi meſchia colla parte mercuriale , timo per tutti i mali di teſta, maſſime per
metallica, e regolina dell'antimonio , e la l'epileſſia, e per la lue venerea. Col ſudo
ſciando il mercurio, con cui era prima el re diſcaccia gli umori, e la doſe è da ſei
la unita, ripiglia la forma ſua naturale, e grani fino a quindeci. -

ſi precipita nel fondo della ſtorta : così il Il cinabro d'antimonio ſi può eviandio e
regolo ſi ſublima collo ſpirito di ſale, e di ſtrarre da molte miſtioni antimoniali, e da
vien un vitriuolo volatile d' antimonio, a varie preparazioni di mercurio, ſenza contar
cui ſi dà il nome di butirro, e ch'è com il ſublimato corroſivo: ma non ve n'ha alcuna
poſto d'un regolo aſſai puro, e di uno ſpi da cui ſi poſſa eſtrarlo in maggior quantità
rito di ſal marino inſieme meſcollati. Quan e con più agevolezza che da un miſcuglio
do queſti ſono ſublimati e ſeparati, il volfe di parti uguali di antimonio crudo, e di etio
re dell'antimonio eſiendo sgombro della par pe minerale preparato colla calcinazione ;
te regolina, e'l mercurio crudo del ſuo aci perchè queſta preparazione di mercurio è un
do, reſtano nel fondo della ſtorta , inſieme cinabro mezzo fatto, che ſotto ſi uniſce al
unendoſi per l'azione del fuoco, e ſubliman zolfere dell'antimonio, e con lui ſi ſublima
doſi in cinabro . Queſto butirre d'antimonio verſo il collo della ſtorta : ma perchè que
è il cauſtico il più pronto, e 'l più attivo, ſta operazione rieſca, deve il collo della ſtor
che noi conoſciamo, producendo immediata ta eſſer di una lunghezza conſiderabile.
mente un eſcara, che in poco tempo ſi ſe Faſſi generalmente in Medicina più caſo
para, e il più delle volte lo ſteſſo giorno . del cinabro d'antimonio, che dell'ordinario.
Ei facilmente ſi diſcioglie per l'umidità dell' Io però dopo averne eſaminati gli effetti in
aria, e allora perde la ſua trasparenza, di molte occaſioni , li trovai " buo
vien bianco, e precipita una polvere bian ni, con queſta differenza che quello d'anti
chiſſima. Il calor lo diſcioglie, ma il fred monio cagiona talvolta delle nauſee, preſo
do lo rimette nella primiera ſua forma. La in doſe gagliarda. Si averà gran riguardo ,
varietà dei colori che ſi oſſervano in queſto che non cada alcuna goccia di butirro d'an
metodo , è occaſionata dal zolfere dell'an timonio ſopra queſto cinabro nel tempo dell'
timonio. Se in vece dell'antimonio crudo , operazione, perchè ne riceverebbe una qua
ſi adoperi il regolo del metodo VI. e che lità aſſai emetica, -

ſi operi nel modo medeſimo, ſi averà ſolo Il cinabro produce ſovente ottimi effetti
del butirro, e del mercurio aſſai puro, per nei mali del cerebro cagionati da una denſa
chè non vi ha alcun zolfere, e perchè l'aci flemma e corrotta, ch'arreſta il movimen
do eſſendo tutto attirato dal regolo, il mer to degli ſpiriti; poichè per la ſua natura vo
curio riprende la prima ſua purità, e fluidi latile ſalendo al cervello, attenua e diſcio
tà. Ora ſi vede qual'è l'effetto ſommamente glie l'umor pituitoſo, che poi ſi diſſipa per
attivo dello ſpirito di ſale, ch'è unito al ſu gli eſcretori convenienti. E però s"
an
-
- - - - - -- -

96 ANT A NT
j'andar parco nel loro uſo, perchè la diſſo conoſco un uomo di riguardo, a cui furo
luzion ecceſſiva degli umori da eſſi occaſio no funeſti : perciò di bel nuovo conſiglio a
mata, uſandone troppo ſpeſſo, o di troppo guardarſene. -

nella doſe, cauſa ſovente mali più perico M E T O D O X VI.


doſi di quelli, che ſi volevan guarire. Mercurio di vita cavato dall'Antimonio, altri
I cinabri valgono parimenti per l'asma, menti detto Polvere d'Algaroto, dal nome
egindo in queſta i non ſolo per il del ſuo Inventore.
zolfere , ch'è propriſſimo a facilitar la reſ Abbiate dell'acqua pura in un vaſo di ve
pirazione, ma pel mercurio, il quale aiu tro; fatevi cader una goccia d'oglio d'an
tando a rarefar, e diſcioglier le oſtruzioni timonio depurata col metodo precedente: nel
dei polmoni, e del diaframma, rende alle medeſimo iſtante ella cade nel fondo del va
fibre di queſte parti la libertà di dilatarſi, e ſo in forma di polvere. Continuate così,
di eſtenderſi. LEMERY, Corſo di Chimica e ſopra quattro parti di acqua, verſate una
M E T O D O X V. -
parte d'oglio d' antimonio; queſta toſto ſi uni
Diſtillazione del butirro d'Antimonio rà nel fondo in forma di polvere bianca pe
- in oglio liquido. ſante. Agitate ben bene il tutto con una
Mettete in una ſtorta di vetro per via d' verga di vetro, laſciandolo ripoſare, e ver
un iſtrumento di vetro, come ſarebbe il col rà al diſſopra un liquor acido chiariſſimo ,
lo d'una bottiglia, del butirro d'antimonio, cui vuotarete dolcemente. Lavate queſta pol
guardando che l'aria non lo renda liquido, vere, e mutate l'acqua, finchè ſia perfetta
rchè ſarebbe nocevoliſſimo. Fatelo diſtillar mente inſipida, e fatela ſeccar a lento fuoco;
in un recipiente di vetro ben aſciutto a un queſta ſarà bianca, inſipida e peſante.
fuoco mite, e graduato inſenſibilmente. Con - N o T A z I o N I.
tinuate a invigorir il fuoco, finchè tutto il Da queſt'eſempio ſi vede che l'acido del
butirro ſia diſtillato ; ſulla fine avrete un ſal marino ſi mantiene unito all'antimonio,
oglio d'antimonio, aumentando fortemente il finchè la ſua forza ſi conſerva; e che ſe ne
fuoco . L'oglio ſi ſchiarirà maggiormente, ſepara, per poco che ſi lavi nell' acqua,
facendone tre volte la diſtillazione; e ſerran perchè allora viene da queſta attirato. Que
dolo in vaſi ben chiuſi ſi conſerva lunghiſ ſta polvere data dai due ſino ai tre grani,
ſimo tempo. Queſto metodo fu per moltiſ è un violente emetico , i cui effetti ſono
ſimi anni ſegreto . Nel far l'operazione ſi talvolta sì funeſti, che appellaſi mercurio di
ſtia lontano quanto mai ſi può dai vapori morte, mettendola ſopra un vetro, ed eſpo
eſalanti. - -
nendola per qualche tempo a un fuoco me
- NoTAz I oNI. diocre, agitandola continuamente, perde la
Queſta operazione c' inſegna il modo di ſua forza, e divien meno attiva; nel qual
render volatili i metalli, e di convertirli in ſtato credono alcuni che ſia ſimile a quella di
forma d'oglio liquido, e ci manifeſta il po Riverio. Queſta polvere non contiene pun
tere, ch'ha il ſal marino, di volatilizzari to di mercurio, comechè Billichio pretenda
metalli, come pure le mirabili qualità ſue, il contrario nei ſuoi paradoſſi chimici, ma
mentre è unito all'antimonio; perchè quanto un regolo d'antimonio puriſſimo. Io prendo
è pericoloſo allora a cauſa dei vapori arſe undeci oncie di queſta polvere da me prepa
nicali ch'eſala, altrettanto è innocente ſe rata, la metto in un croggiuolo grande po
parato dall'antimonio. Io quaſi crederei che ſto ſopra un fornello, e così ſi ſcioglie, ap
vi ſi trovaſſe naſcoſta qualche virtù alcahe pena il croggiuolo è tutto infocato. Quando
iticale; in fatti rende diſtillabili tutti i me ch'è ben liquefatta , la verſo in un cono,
talli nella ſtorta ſenza cha perdano del loro e mi dà dieci oncie di regolo, che tira un
peſo, anzi ne acquiſtano di nuovo ſenza che poco ſul grigio, e gli aghi del quale ſono
la ſua qualità ne reſti diminuita. Queſt'oglio tra lor diſpoſti d'un modo ſorprendente.
è aſſai cauſtico, e preſenta ai Chimici pra M E T O D O X VI I.
tici un prontiſſimo eſcarotico. Queſto meto Spirito filoſofico di vitriuolo.
do fu poſto tra i ſecreti più profondi. Se Filtrate il liquor chiaro acido dell'ultimo
veniſſe mai voglia ad alcuno di farne la prova, metodo; fatene ſvaporar la metà; il liquor
lo conſiglio a guardarſi dai vapori, perchè che reſterà è lo ſpirito filoſofico di vitriuolo.
No
------- a - -

ANT. - A Nt 97 ,
N o T A z 1 o N 1.- * . matéria. Aggiungetevi appreſſo tanto ſal
Queſto liquor chiaro e aggradevole ha il ammoniaco ſecchiſſimo, quanto vi ha di calce
i" dello ſpirito di ſalmarino, e produce, d'antimonio. Confondeteli inſieme lungo tempo
gli ſteſſi effetti in tutte le operazioni della finchè fieno ben meſcolati . Mettete queſta
Medicina, e della Chimica. Eſſo non ha materia in una cucurbita di vetro di largo
niente di emetico; ma è un puro ſpirito di orifizio. Applicatevi un gran capitello, tu:
ſalmarino : nonoſtante tutte le operazioni rando le giunture con un loto di farina di
che ha provate col mercurio ſublimato, coll' lino. Ponete la cucurbita ſopra un fuoco di -
antimonio, col ſuo butirro, coll'oglio, e coll' ſabbia, in modo che il becco del capitello
acqua, non ha cangiato natura, e anzi che ſia inclinato, acciocchè l'umidità ſublimanº
corromperſi col meſchiarſi, ha un'acidità ag- doſi poſſa facilmente cadere nel recipiente.
gradevole, e ſalutare. Mal a propoſito gli Metterete della ſabbia fino al collo della cu
ſi dà il nome di liquor vitriuolico ; perchè curbita. Farete dapprima un fuoco mite au
non contiene alcun vitriuolo, e forma del mentandolo a gradi, e queſto farà ſortir un
ſal marino unendolo col fal alcali del tar- acqua chiara, è acida, aumentando un poco,
taro. Gli effetti ſorprendenti del ſal marino - il fuoco per farlo ſortir tutto. Un fuoco più
nelle operazioni chimiche fecero riſolvermi a forte farà poi ſublimar qualche coſa di bian
eſaminarlo più minutamente . Quindi preſi co, e conſerverete queſto fuoco, che ſarà
una gran quantità di queſto liquore, cui feci ben grande; in guiſa però, che ſi poſſa te
iſtillar in una gran cucurbita di vetro, e ne ner la mano ſopra il capitello. Continua
tirai un liquor puriſſimo che non laſciò ſedi- telo per ott'ore. Laſciate poi raffreddari vaſi.
mento alcuno, dal che ricavai che l'acqua Cavate dolcemente la cucurbita fuori della
eſtrae in un momento in tal modo lo ſpirito di ſabbia, nettandola inſieme col ſuo capitello,
ſale dal butirro d'antimonio; e che a lui niente - che poi ſepararete. Guardatevi dai primi,
reſta di unito di queſt'ultimo, benchè foſſe vapori che ſortiranno; e vedrete quaſi tutto.
prima ſortito dalla ſtorta miſto col regolo in . l'antimonio alzato col ſal, ammoniaco, che
i" di butirro. Diſtillai di nuovo tutto il faranno una maſſa ſcreziata, che cavarete
iquor in una cucurbita ben alta, prima con con gran preſtezza, e metterete in un vaſo.
un fuoco di cent'un grado, il che mi diede di vetro caldo, e ſecco, ſotto il nome di
un'acqua puriſſima, che non aveva alcun fiori ſalati d'antimonio di Van-Helmont. Que
guſto acido ; e continuai lo ſteſſo grado di ſti fiori ſono benchè in piccoliſſima doſe un
calore, finchè nulla più fortiſe. Sforzai il li- poſſente emetico. Reſterà nel fondo qualche
quor reſiduo con un fuoco più forte, e mi poco di materia , che ſi potrà far ſublimar
venne un liquor ch'era un cotal poco aci con del nuovo ſal ammoniaco. -
do. Separai diligentemente queſt'ultimo, con- e 2. Meſcolate eſattamente queſti fio i col
-
»:

ſervandolo ſotto il nome di flemma acida di l'acqua, che diverrà bianca al par del lat-.
ſpirito filoſofico di vitriuolo. Queſto è di un te. Laſciatela ripoſare, e vedrete nuotar un -

o frequente, avendo biſogno di rimedi aci- liquor ſalato, ammoniacale, cui vuotarete.
di. Diſtillai il liquor che reſtava nella cucur- Lavate i fiori finchè ſieno affatto inſipidi. Fa- -

bita, e trovai ch'era uno ſpirito acido, lim- teli ſeccar a un fuoco mitiſſimo; e avrete una
pido, e craſſo di ſal marino che gettava qual- polvere ſottiliſſima, roſſa, inſipida, e molto -
che poco di fumo , dal che ricavai vari lu- emetica, detta fiori emetici d' antimonio di -
mi ſopra la natura di queſto ſale, la ſua com- Van Helmont. Le liſcive. ſvaporate rendono .
binazione, e il modo di ſepararlo. il ſal ammoniaco, che può ſervir all'iſteſſo
M E T O D O XVI II. . . uſo. - 2 -
s Fiori d'Antimonio di VAN-HELMoNr. , º N o T A z 1 o N I.
º 1. Mettete in un vaſo di vetro, ch'abbia un Da queſto metodo ſi vede la maniera, on
difizio largo, una libbra d'antimonio ſciolto de Paracelſo, per una morte, e una reſurre
nell'acqua regia ſecondo il metodo primo; zion chimica, com' egli s eſprime, apre i
fatelo ben ſeccare a un lento fuoco, agitan- metalli, e li rende capaci di produr ſopra il
ºlo ſempre con una verga di vetro. Poſcia corpo gli effetti più grandi. Si ſcopre in que
riducetelo in minutiſſima polvere in un mor- ſto metodo un corpo fiſſo che divien volati
tarose diſiom.III.
vetro con
-
un peſtatoio della ſteſſa le, come
Med. --- --- --- --- - pure
* una -prºduzion
N
N º di ºgni di
º -

-
98 ANT ANT
di colori. La polvere nera d'antimonio, o di ſcammenea, e tre di cremor di tartaro,
la teſta di corvo ridotta in una calce bian- riducendoli in forma di polvere. Tale è la
ca, divien un collo di cigno, e ſi cangia, .deſcrizion del purgativo di Van - Helmont
; dopo aver acquiſtato una gran varietà di colori chiamato da Celſo Diaceltateſon. La prima
in coda di pavone: ma conſerva mai ſem- doſe è la più forte che ſi dia agli adulti ;
pre la virtù ſua emetica ſotto tutti queſti la ſeconda è la più debole. Queſta polvere
cangiamenti. - -
prendeſi ſgombra d'ogni acido. Se faceſſe trop
-

- M E T O D O XIX. po effetto, ſe ne può moderar l'azione, pren


Fiori d'Antimonio fiſſi, diaforetici - dendo qualche poco di acido. Convien dar
- di VAN-HELMONT . - -- la avanti l'acceſſo delle febbri intermittenti,
Prendete una parte dei fiori dell' ultimo e miſurar sì ben il tempo, che la ſua ope
metodo, tre parti di nitro puro ſecchiſſimo; razione finiſca un iſtante prima che venga
tritateli lungo tempo in un mortaro di ve l'acceſſo. L'Autor aſſicura che guariſce ſem
tro per meſcolarli eſattamente. Fate roven pre la febbre quartana, avanti la quarta
tar un eroggiuolo. Gettatevi un poco di que preſa, e tutte le febbri intermittenti e con
ſto ", ed eſſo s'infiammerà, ma de- tinue. Auror. Medicin, pubblicata in Tedeſco,
bolmente. Finita queſta detonazione, farete p. 187.188.289. -
una ſeconda proiezione, e continuerete così, N o T A z I o N 1.
finchè abbiate fatto detonar tutta la mate - Abbiamo quì un altro ſegreto di Chimi
ria. Laſciate raffreddar il croggiuolo, e tro ca , di cui ſi è parlato nell'edizione Te
verete nel fondo una maſſa bianca, tirante deſca ſotto il nome di Diaceltateſon purga
ſul giallo, che peſtarete voi bene. Poſcia tivo . Van-Helmont pretende che guariſca
lavatela coll'acqua, facendola ſeccare, e radicalmente la i" e le febbri, le ulcere
avrete una polvere ſottile, e bianca. Met della laringe, dellac veſcica, e dell'eſofago,
tete queſta polvere in un vaſo di porcella e purghi il corpo quanto è neceſſario. Vedi
na: verſatevi ſopra dello ſpirito di vino al l'edizion Latina p. 775. 776. in cui deter
coholizzato, mettendolo al fuoco, e agitan Amina la doſe a otto grani, il che non ſi
do la polvere con un cannello di pipa fin accorda con quella che ſi è fatta in Tede
chè lo ſpirito di vino brucierà ; alla fine ſco. Io ſempre temo che Van-Helmont dia
avrete il diaforetico di Van - Helmont . Se a tutti queſti ſegreti delle virtù, cui l'eſpei
ne danno trentaſei grani per guarir tutte le rienza ſmentiſce talvolta. Ho io ſteſſo pre
febbri intermittenti e continue, eccitando parato queſti rimedi , e benchè abbiano pro
il ſudore. -
dotto molti buoni effetti, quando ne ho
N o T A z I o N 1. fatto uſo ; pure non ho veduto che ſieno
Queſto metodo ci dà i mezzi di fiſſartan ſtati così ſorprendenti, come l'Autote vor
corpo volatile per gli uſi della Chimica. rebbe inſinuarcelo. BoERHAAvE. .
L'Autor di queſto diaforetico gli attribuiſce - M E T O D O XXI. .
virtù mirabili. Io l'ho compoſto, e prova DI M. GEOFFRoy . . ta,

sto io ſteſſo ſpeſſiſſimo: ma non ho mai tro Si prepara la panacea univerſale d'Antimonio
vato che aveſſe virtù sì traordinarie, come col butirro d'Antimonio nel modo ſeguente,
gli attribuiſce nella ſua Aurora Medicinale. Prendete butirro d'antimonio mezza libbra,
Onde io credo che ſia ſtato piuttoſto libe- criſtalli di tartaro ben polverizzati una lib
rale nelle lodi che dà all'altre ſue prepa bra, metteteli in una boccia grande, e ver
razioni. -

ſatevi una pinta d'acqua comune. Meſco


-
. . M E T O D o XX. late, e fateli bollir al fuoco di ſabbia per
Purgativo di VAN-HELMoNT, coi fiori fiſſi ſette, ott'ore. Verſate a poco a poco ſovra
- d'Antimonio. queſto liquore ancor caldo una libbra d'o
Prendete dieciotto grani d'antimonio dia glio di tartaro per diſſoluzione. Per un tal
foretico fiſſo del metodo precedente , ſedici miſcuglio ſi ecciterà del tumulto. Ceſſata l'
grani di reſina di ſcammonea, ſette grani di efferveſcenza, paſſate il liquore traverſo una
cremor di tartaro ; fate del tutto una pol carta grigia, e fatelo ſvaporar a un fuoco
vere minuta . Ovvero prendete nove grani lento in un vaſo di vetro fin che ſi ſecchi.
d'antimonio diaforetico fiſſo, nove di reſina - Reſterà nel fondo un ſale, che ſi dee por in
s.
-. - tlfa
-
- -- -- - - - - - - -
- - -- -

- º

ANT - ANT 99
un luogo freſco, finchè ſi riſolva in un li
tità di butirro d'antimonio, come a voi pia
quor limpido, da cui ſi ſeparerà la feccia. cerà ; verſatevi a goccia a goccia di ſpirito
Egli purga dolcemente per diſſotto, e per di nitro una quantità ſufficiente, finchè ceſſi
iſopra. La doſe è di otto goccie fino a tren l'efferveſcenza. Fate digerir queſto miſcuglio
ta in un veicolo conveniente Queſto liquor per dodeci ore; poi " nel bagno di
non differiſce dal tartaro emetico che nella ſabbia finchè ſi ſecchi . Verſate ſopra la
fluidità , e , - - maſſa reſidua tanto ſpirito di nitro quanto
M ET o D o XXII. la prima volta , e diſtillatela finchè ſi ſec
i Tartaro emetico: chi. Indi calcinate in un croggiuolo ſa ma
Prendete fegato d'antimonio, criſtalli, o teria che reſta, finchè non dia più fumo:
cremor di tartaro, ugual quantità di ciaſcu- lavate la polvere che reſta, nell'acqua tepi
no. Fateli bollir in una quantità ſufficiente da, e fatela ſeccare.
'acqua comune per ſei o ott'ore ; paſ - Van-Helmont la raccomanda nella peſte,
ſate il liquore , e fatelo ſvaporar finchè ſi nei mali maligni, e contagioſi, come un
ſecchi . Queſto è il tartaro emetico ſolubi eccellente rimedio diaforetico. La doſe è da
i , ch'è un eccellente emetico dai due gra un mezzo ſcrupolo fino a mezza dramma.
i fino ai ſei. - r . e. -. v. 3, Si può far più facilmente il Bezoar mine
Queſto è aſſai migliore di tutte l'altre pre rale, verſando quatt'oncie d'acqua regia ſo
parazioni emetiche. Si può darlo facilmen pra un'oncia di regolo d'antimonio. Si la
te ſotto qualunque forma ſi vuole, e di più 'ſciano digerire per qualche giorno a un calor
ſiccome ſi conoſce
tù, e la ſua doſe; i può aumentarlo o di
"
la ſua vir- lento , agitandoli tratto tratto, finchè tutto,
il regolo ſia cangiato in una polvere bian
i" più facilmente a talento del Medi chiſſima. Si verſa poi diſſopra una gran quan
sco, ſecondo le forze dell'ammalato, e l'e tità d'acqua comune; e ſi lava queſta polve
ſigenza del male; laddove il vino emetico re, finchè ſia perfettamente addolcita
lo è più o eno, ſecondo che il vino è più Dall'antimonio ſi cavano varie tinture, i
o men acido, o più o men maturo. Certus 4 pra
mi aggiungo
vari ſono i pareri degli Autori.
il ſal marino decrepitato si e due uenti ſerviranno d'eſempio, l'una
"
(com' eſſi lo chiamano) al nitro, per far il- è ſemplice , e l'altra più compoſta. .
fegato d'antimonio; e in queſto modo fanno: M E T o D o XXIV. ,
la magneſia opalina, o roſſiccia d'antimonio, FPrendete ott'oncie di ſal di tartaro. Fa
da loro così chiamata a cagione del ſuo co- telo ſcioglier in un crog iuolo infocato ſopra
iore, la cui virtù emetica è molto più de: le
-
le bragie,
bragie. Quando è liquefatto, mettetevi
- -

bole di quella del fegato d'antimonio. Il fe di tratto in tratto, e a cucchierate ſei oncie
gato d'antimonio dato ai cavalli, e all'altre d'antimonio crudo, Coprite il croggiuolo,
beſtie quadrupedi , non eccita il vomito, e fate calcinar a un fuoco violento per una
ma il ſudore, o la traſpirazione. Se ne dà mezz'ora: poi gettate queſta materia ſciol
ogni giorno fino a tre oncie per molte ſetti- sta in un mortaio di rame , e appena con
“mane per ingraſſarle, e guarirle dalla ſcab- denſata, polverizzatela. Mettete queſta pol
bia i Medici ſi ſervono del zafferano dei vere in un gran vaſo di vetro, e verſatevi
metalli per ſcancella le macchie degli oc- ſopra una quantità ſufficiente di ſpirito di
chi, per iſcioglier il ſangue ſtravaſato, e per "rettificato, purchè ſorpaſſi di quattro
ir gli ulceri della cornea, e delle pal- dita, Turato, ch'avrete bene il vaſo, fate
pebre, o il prurito, e la ſcabbia che viene digerir per alquanti giorni, finchè lo ſpirito
in queſte parti. I di vino ſia di un roſſo carico. Filtrate que
M E TO D O XXIII. ſta tintura, e tenetela per l'occorrenze.
Bezoar Minerale. Queſta eccita il ſudore, e raro le nauſee;
I.Antimonio, quando il ſuo zolfere è dagli apre talvolta il ventre, e fa orinare. Si race
acidi minerali fiſſato, reſta affatto ſpoglio comanda nelle malattie iſteriche, e ipocon
"a, virtù ſua emetica, e purgativa, ed ec- driache, per levar le oſtruzioni delle "
" il ſudore, o la traſpirazione.
come ſi fa il Bezoar minerale.
Ecco re, e nelle febbri maligne. La doſe è dal
quattro goccie fino alle venti in un veicolo
-

Mettete in una ſtorta di vetro una quan- conveniente. - - -.


º
-
- - -- -

- a
- -N 2
-
ME
-
-

1oo ANT, - ANT


- M ET O D O - un altro coperchio. Mantenete il fuoco per
XX V.
L'altra tintura più compoſta, sì vantata lo ſpazio di un'ora, acciocchè il regolo ſi
al preſente, detta Lilium, o tintura di Li- ſciolga perfettamente. Smorzato il fuoco, e
lium di Paracelſo, ſi fa col regolo dei me- raffreddati li vaſi , ſi trovano molti fiori
talli in queſto modo. - brillanti come la neve ſotto la forma di
- Prendete un'oncia di rame diviſo in lame punte, nell'intervallo che è tra il regolo, e
finiſſime ; fatelo roventar al fuoco in un il primo coperchio. . .
l croggiuolo. Allora gettate nel croggiuolo
mezz'oncia di regolo marziale d'antimonio
, Queſti eccitano la traspirazione, e i ſu
dori: quindi ſi preſcrivono felicemente nelle
ridotto in polvere. Il rame, e il regoloto- febbri maligne, e negli altri mali, in cui
ſto ſi disferanno. Poſcia gettatevi a poco a è ſalutare la traspirazione. Di più guariſco
poco quattrº oncie, di ſtagno, agitando di - no le febbri intermittenti, dandone un poco
duando in quando la materia con una verº avanti l'acceſſo. La doſe è dai dieci graniº
ga di ferro. Quando tutto è ben ſciolto, fino ai quaranta. - -

-
verſate la materia in un cono fatto a bel- , M E TO D O X XVII. ,
la poſta, fregato di ſevo. E vi ſi formerà Ai 19. di Decembre dell'anno 17oo. M.
una maſſa regolina. Charas comunicò all'Accademia un Metodo
Polverizzate queſta maſſa, e meſcolatela di tirar un acido dall'antimonio, di cui ec
con una libbra e mezza di nitro, e mezz' co il dettaglio. . . . .
oncia di polvere di carbone. Gettate queſto Egli riduce l'antimonio in polvere , e lo
s miſcuglio a cucchierate in un croggiuolo in- meſchia con tre volte altrettanta ſabbia co-.
-, 'focato, e ogni volta coprirete il croggiuolo, mune: mette il tutto in una ſtorta ſopra un
finchè ſia fatta la detonazione. fuoco violento, per ricever ciò che n'eſce
Calcinate a un fuoco violento queſta me-, colla diſtillazione, in un gran recipiente.
teria per due o tre ore, agitandola di tem- mezzo " d'acqua di fiume, e poi lo
po in tempo con una bacchetta di ferro. rettifica facendolo diſtillar una ſeconda voli,
t" la materia in un mortaro di rame, ta. Accade ſovente in queſto metodo, che
d di ferro, e finchè ſi coagula , peſtatela l'antimonio dà un liquor acido, ma talvol.
preſtiſſimamente. Mettete queſta materia pol- ta non ne dà punto. M. Charas pretende,
verizzata, e ancor calda, cavandola dal morº che la riuſcita di º metodo dipenda dal
taro, in una boccia , ove toſto verſerete grado di fuoco che ſi adopera, e che l'eſpe
una quantità ſufficiente di ſpirito di vino, rienza non laſcia mai istite, quando e,
ſicchè ſorpaſſi la materia di tre, o quattro tal che l'eſige l'operazione. º º e
traverſi di dita. Fate digerir il tutto nel º La deſcrizion di queſto metodo trovaſi nel
bagno di ſabbia per 15 giorni, e avrete la Trattato dell'Antimonio d'Agricola, impreſe
tintura di Lilium, o piuttoſto una tintura ſo a Lipſia nel 1639. Ho tentato più volte
È de metalli, ch'è ſudoriſica, e diuretica. La queſta ſperienza: ma ce ne vuol, che il ſen
doſe è dalle venti fino a cento goccie in un timento di M. Charas ſiaſi verificato appun
veicolo conveniente. . . . . tino. E' vero che queſto metodo dà un aci
Si uſa nelle febbri maligne, nell'apople- do , che non vien dall'antimonio, ma da
ſia, nella paraliſia, nel reumatismo, nella una terra di un color bianchiccio, che tie
rogna, nello ſcorbuto, nell'idropiſia, e nel- ne della natura della creta, e che ſi trova
la ſoppreſſion de meſtrui. quaſi ſempre miſta coll'antimonio, la quale
M E T O D O ,
XXVI. dà per via di una violenta diſtillazione un ſpi
º Si cavano dei fiori argentei dal regolo mar- rito acido, come lo fanno generalmente tutte
ziale d'antimonio, che portano il nome di- l'altre crete nella circoſtanza medeſima. Ma
Neve d'antimonio, e ſi fanno così: ſe ſi prende dell'antimonio puro ſenza mi
I Prendete una libbra di regolo marziale ſtura della terra ſuddetta, oppure dell'anti
.Mettetelo in una pentola di terra ben gran- monio ordinario ſenz'alcuna ſcoria, non ſi
de ſopra i corboni ardenti . Adattatevi un verrà giammai a capo di trarne un acido di
scoperchio forato nel mezzo, in modo che qualunque grado ſia il fuoco. Non ſi può
vi fiano due dita di ſpazio vacuo tra il re- dunque riguardar queſt'acido come un aceto.
golo, e il coperchio. Coprite la pentola di d'antimonio. - - - - - - si - - -
-

v , -e- - - -- - - -
-
- - lo
- - -
- -- - -
- - --- --- ------ - -
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-

A NT 1o1
lo ſon perſuaſo che l'acido dell'antimonio zolfere per campanum, e tener per certo che
non differiſca dallo ſpirito del Zolfere comu queſto metodo è molto più difficile di quel
ne; e ſiccome l'antimonio contiene una gran lo, con cui ſi tenta di aver dello ſpirito di
quantità di zolfere infiammabile, che ſomi zolfere comune ſenza miſtura. Memor. dell'
glia al volfere ordinario, credo che l'acido Acc. R. 17oo. per M. Homberg.,
ich'eſſo appreſta, altro non ſia che lo ſpirito M E T O D o XXVIII.
di zolfere comune o infiammabile, ch'è mi Kermes minerale, o polvere de' Certoſini.
ſto coll'antimonio, e che la parte regolina, Fate bollir per due ore quattro libbre d'an
che fola è il vero antimonio, punto non con timonio, una libbra di liquor di nitro fiſſo e tre
tribuiſca alla produzion di queſt'acido. - di acqua piovana. Paſſate queſta decozione
Io ciò non dico alla cieca, e ſenza ragion ben bollente a traverſo d'una carta bigia,
ſufficiente; perchè dopo aver eſtratto in mol e mettetela a parte per ventiquattr'ore, finº
te guiſe l'acido dall'antimonio, ſenz' alcun chè fiaſi nel fondo del vaſo precipitato una
io, e con gran fatica, l'ho pratica polvere gialla, e che il liquor ſia limpido.
to in molte ſperienze; ma ho ſempre tro Verſate a poco a poco queſto liquor per in
vato che ſomiglia perfettameute allo ſpirito : climazione, e ponete ſopra della carta bigia
di "º" , e che produce lo ſteſſo la polvere ch'era nel fondo del vaſo : ver
i effetto, che lui.
Eccoacido.
un
. . . . .
i metodo per relazion
ſatevi ſopra più volte dell' acqua tepida, per
di levarne tutti i ſali che può ella contenere.
queſto - -- . e
r. Finalmente fate ſeccar queſta polvere :
- ac
º Riduco Fantimonio in polvere ſottiliſſima, cendetevi ſopra due o tre volte dello ſpirito
e lo metto in un piatto di terra ſenza ver i vino fino a quattr'oncie. Fate ſeccarque
nice di un piede incirca di diametro, e lo ſta polvere, e tenetela per l'occorrenze.
copro con un vaſo di terra, ma ſenza fondo. Queſta polvere paſſa per una panacea, o,
Pongo tre aludeli ſopra " e copro un rimedio univerſale. Fa talvolta vomi
l'orifizio del più alto con una gran cam- tare, trovandoſi particolarmente dell' aci.
pana di vetro, i cui eſtremi ſono ſollevati do nello ſtomaco. º" negl' inteſti
tre o quattro linee al diſopra di un gr ni vi ha un ammaſſo d'umori, rilaſſa dol
ſbacino pieno d'acqua calda, i cui vapori cemente il ventre; eccita l'orina, la tras
dopo aver bagnato la ſuperfizie interiore spirazione, o il ſudore, ſendo nel ſangue de
" campana, ricadono nel bacino. - li umori impuri. In ſomma queſta opera, ·

Faccio un foro di un traverſo di dito incir ſecondo che la natura è portata a ſcacciar
ca di diamentro nel mezzo del vaſo di ter umore da qualche parte. Prendeſi da un gra
ra, in cui paſſo il ico d'un cucchiaro, no fino a quattro per evacuare, per incider,
di ferro per agitar l' antimonio , come ſe divider, e cangiar gli umori, ſe ne dà un
voleſſi calcinarlo per ridurlo in vetro. Con mezzo grano, o un grano ſolo in più volte
queſto mezzo ho dei fiori d'antimonio ne ogni tre, quattro, o ſei ore nelle febbri acu
gli aludeli; un poco d'acido nel bacino ſi te, ove gli umori ſono troppo crudi, e trop
tuato al diſotto della campana, e dell'an po denſi. Queſto rimedio a poco a poco cangia
timonio calcinato nel piatto che copreſi dal fi crude e ſeroſe del ventre in bilioſe
vaſo di terra. e denſe, e diſpone i tumori all'evacuazione,
E' vero che cavo con queſto metodo poco incidendo la bile ch'è viſcoſa, e rendendola
acido, ma ſon certo che non ha miſtura. Suc più fluida. Nel principio delle malattie ma
cede pure ſovente con queſto metodo, che ligne, del vaiuolo, e della roſolia è utile
non ſe ne ritra punto. Ma queſto dipen adoperata in picciola doſe, colle polveri be
'de, " del Chimico, 2. dalla zoardiche, terree, aſſorbenti, come gli oc
temperatura dell'aria, delle ſtagioni, e del chi di gambero, il corallo roſſo, le perle,
tempo in cui ſi opera. Si raccoglie molto i guſci d'uovo, le zampe di gamberi, e
acido, quando l'aria è fredda e umida, ma altre coſe ſimili. In queſta foggia eccita una
quando è calda, e ſecca, non ſe ne ottiene lieve ſalivazione, e la traſpirazione; guari
punto. In una parola deve il Chimico tener ºſce l'anſietà , corregge la materia mucoſa
iſteſa condotta , e oſſervar l'iſteſſe circo delle prime vie, i vizi della linfa, e della
ſtanze che quando ſi vuol eſtrar lo ſpirito di feroſità: aumenta il movimento del ſ",
- e, - C le
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I C 2. ANT -

A N r.
che tende alla depurazione. Glauber aſſicura ſcolarla in ſimili caſi con qualche ſat digeſti
ch'è un preſervativo contro il vaiuolo, fon vo. Si adopera utilmente un grano di queſta
dato ſull'eſperienza di ſette fanciulli. Fede polvere con dieci grani di zafferano di Marte
l rico Hoffman raccomanda l'uſo di queſta aperitivo, e altrettanto arcanum duplicatum
polvere nelle febbri intermittenti, ribelli, dato due volte il giorno, nella cacheſſia oſti
croniche, e autunnali, perchè è poſſente a nata delle citelle. Si può dar queſta polvere
levar le oſtruzioni, e maſſime quelle del fe ſola, o miſta con un poco di " , e
gato, che generan tutte queſte febbri; Egli ſtemperarla col vino, coll'acqua, o con quali
ne mette un grano per una doſe con dei ſali ch, altro liquor conveniente. Si dà pure tal
deterſivi, precipitanti, e antifebbrili, cioè volta nell'oglio di mandorle dolci, o nella
-

il ſal d'aſſenzio, il ſal febbrifugo di Sylvio, conſerva di viole, di borragine, &c. in for
il tartaro vitriuolato, 8cc. e ripete più vol ma di bolo. -

te la doſe. Schroder vuole che ſe ne dia la E' però da oſſervare , che non fidarà il Ker
quantità di mezzo grano, o di un grano, mes, che dopo aver diminuito la maſſa del
tre o quattro volte al giorno nelle febbri in ſangue con ſalaſſi convenienti, quando non ſi
termittenti del fanciulli, e ne raccomanda l' ſtemperi ſufficientemente con rimedi ſtempe
uſo per addolcir l'acrimonia della ſeroſità, ranti: perchè queſta polvere dividendo la par
e quella delle lagrime, che incomoda cotan te zolfurea del ſangue, toſto la rarefà; i vaſi
to gli occhi, e che produce la ciſpa, e of che ſono già pieni, ſi eſtendono vieppiù;
talmie moleſtiſſime. Lo ſteſſo Autore ha oſ donde naſce una maggior efferveſcenza nei
ſervato che dando una piccoliſſima quantità ſangue; e negli umori, e nelle viſcere, nuo
di queſto zolfere d'antimonio a una femmi ve congeſtioni. Non ſi dee dunque darla,
ma ch'aveva dei dolori ſcorbutici nelle arti ſenza aver diminuito la pletora, e ſenza ch
colazioni; e ſovra il petto fluſſioni d'umori gli umori ſienſi renduti più fluidi con ſtempe-.
sì acri, che cauſavano l'eroſion del polmo ranti " abbondantemente.
ne, e una ſalivazion ſanguigna, avea i Alcuni raccomandano l'acqua paſſata per
calmato il movimento di queſta ſeroſità te la carta ſugante, facendo il Kermes per la
nue, e acre, e ch'avea impedito il progreſ- rogna, la volatica, e altri mali cutanei. Si
ſo di queſta pericoloſa malattia, la quale ſen-, ponno raccoglier, dei fiori bianchi, gialli,
za queſto rimedio ſarebbe finita infelicemen- roſſi dal fumo ch'eſce dell'antimonio infoca
te. Lo ſteſſo è un rimedio efficaciſſimo, di to, purchè " i vaſi convenienti,
ce Federico Hoffman , nei mali cronici, e aggiungendovi della rena, del vetro polve
che naſcono da oſtruzioni inveterate delle vi rizzato, del ſal, ammoniaco, o del nitro,
ſcere. Nell'idropiſia ſi uniſce molto bene - perchè aſcendano in maggior abbondanza.
colla limatura di ferro, e col nitro; nell' Poſcia ſi addolciſcono con molte lozioni :
epileſsia coi rimedi tratti dal cinabro; nel Queſti eccitano il vomito, i ſeceſſi, e tal
lo ſcorbuto, coll'arcanum duplicatum; nella volta eviandio i ſudori dati dai due grani
diſenteria, colla confezion di giacinto; nel fino ai dodeci. GEOFFRoy . . -
-
la diſuria, e nella pietra della veſcica, coll'. Iſtoria- del- Kermes minerale. “
acqua d'ortica bianca, o di paretaria. Nella -- - - . .
-

pleuriſia, e peripneumonia ſi fan prender all' Nel 1714, comparve un nuovo rimedio,
ammalato tre o quattro grani di Kermes in ch'ebbe molta voga a Parigi, e molta an
un bicchier di buon vino, o nel vino di Spa cor ne conſerva. Chiamaſi polvere de' Cer
gna, o nell'acqua di cardo-benedetto, o in toſini, perchè un certo Domenico, Frate di
un'infuſion di fiori di papavero ſalvatico, queſto Ordine, eſſendo caduto in queſto tem
nel ſugo di dente di leone, o di borragine. po in una gran fluſſione di petto, che ſemi
i Junker oſſerva, che queſta polvere ſoſpende
in un modo ſorprendente, e in un iſtante il
pre più aumentando, malgrado tutti i ri
medi conoſciuti, e con tutta l'attenzion poſ
catarro ſoffocante, il che ſi è non in una ſo ſibile applicati, andava finalmente a ucci
la perſona oſſervato, ma in parecchie, nelle der l'ammalato ; Fra Simone dello ſtef
quali ha prodotto ora un leggier vomito, ſo ordine dimandò in i" che ſendo già
ora il ſudore, e ora non ha prodotto eſcre il caſo diſperato, gli foſſe permeſſo di pren
zione alcuna viſibile. Egli conſiglia di me der il nuovo rimedio da lui ºri e
a

ANT - - - A N T. I C3 e
ghe allora riuſcì sì perfettamente, che ſi vava il Marcheſe di Bayers, non parea che
breviſſimo Fra Domenico guarì con gran laſciaſſe ſperanza alcuna di guarigione, pur
ſtupore degli aſſiſtenti teſtimoni dello ſtato re credetti malgrado la poca ſperanza di riu
ſuo. Queſto rimedio era prima tra le ma ſcirvi, ch'era ſempre prudenza, e debito
ni di M. della Ligerie, da cui con candi mio far nuovi tentativi ſino alla fine. Eb
dezza confeſſa il Certoſino di averlo ſapu bi dunque ricorſo alla polvere de Certoſini,
to; ma per mancanza di qualche cura evi eſſendomene ben noto il valore, maſſime
dente, in una parola di qualche concorſo nei mali di petto; e ſiccome di tutte le
felice di circoſtanze, la polvere non avea malattie conſiderabili, io ſapevo che i
allora fatto la ſteſſa fortuna, che ha fatto “erano guarite con queſta polvere, alcuna,
in appreſo tra le mani del Certoſino. Que Aſenza eccettuarne neppur quella di Fra Do
i" in breve ſi divulgò, e toſto da menico, non era ſtata portata così lun
bravi Medici ſi " il ſegreto della com gi, e non dimandava un così pronto ſoc.
poſizione, e tra gli altri da M. Lemery, che corſo, quanto queſta; feci prender all'am
tanto ſi fidò della ſua efficacia, e della cer- malato in varie volte per verità, ma in
tezza della ſua ſcoperta, che lo praticò in tempi poco diſtanti, nove in dieci grani di
un caſo importantiſſimo, di cui voglio dar queſto rimedio, e vedendo che non operava
ora con eſatezza il dettaglio. . . nè col vomito, nè per il ventre, nè per
Negli ultimi giorni di becembre dell'an- i ſudori, ma che pure il polſo diveniva un
no 1718. il Marcheſe de Bayers fu aſſalito poco meno cattivo, e l'oppreſſione alquan
da una grave febbre continua accompagna- to minore, feci continuar di quattro in quat
ta da grandi raddoppiamenti, da toſſi frequen tro ore per ventiquattro ore una doſe di tre
ti, da ſputi di ſangue, da dolor vivo nel grani della ſteſſa polvere, che in capo di.
fianco, da ", e da difficoltà di
detto tempo non produſſe altro effetto, che
reſpirare co ſiderabiliſſima. Di tutti i ſoc. render il polſo un pò migliore, e diminuir
-

corſi, che preſenta l' arte in tai circoſtan l'oppreſſione, ma tutto queſto ſenza evacua
ze, non ſe ne traſcurò alcuno, e benchè zione alcuna, o pel ventre, o pel vomito, o
adoperati con tutta la cura, e preſiezza poſ pei ſudori, e " reſtò ſenza cognizio
ſibile, l'ammalato non laſciò di cadere nei ne, ſenza ren er alcuno ſputo, e ſempre con
primi giorni dell'anno ſeguente, e verſo il molta tenſione di ventre. Finalmente con
ſettimo del ſuo male, in uno ſtato deplo- stinuando ancora qualche doſe del detto ri
rabile. Gli ſi gonfiò il ventre, e ſi eſteſe edio, cominciò il petto a ſcaricarſi di
conſiderabilmente; gli ſputi ſi ſoppreſſero molti ſputi duri, recotti, e pregni d'un fan
totalmente, il che produſſe un anſamen i. nero, e rappreſo, che 'ammalato ren
to, e un oppreſſion ſpaventevole; il pol ette per tre o quattro giorni; e all'appa
ſo divenne piccolo , inuguale, intermit rir di queſta criſi, ritornò la cognizione,
tente ; perdette la cognizione, e la paro e l'oppreſſione, la tenſion del ventre, in
la, nè più riſpoſe , in una parola, di ſomma tutti gli accidenti ſparirono, e in
yenne perfettamente come eſſer ſi ſuo pochiſſimo tempo l'ammalato guarì. Ma in
º, quando ſi aſpetta l'ultimo momento queſta guarigione ſi ammira non ſolo, che
di vita ſua, e che ſe n'è aſſai vicino. l'ammalato ſiaſi riavuto da uno ſtato così
Quì non ſi eſagera la grandezza degli ac diſperato, ma di più il modo, onde ha ope
cidenti : ſiccome l'ammalato era uomo di rato il rimedio, e la quantità ch'è conve
gondizione, e della Famiglia della Roche nuto dar ſucceſſivamente per produrla gua
i" era continuamente attorniato nel rigione. E di fatti l'infermo ne preſe tren
la ſua malattia da molte perſone diſtinte, e taſei grani nello ſpazio di due volte venti
da altre che s'intereſſavano nella ſua ſani quattr'ore, e queſti trentaſei grani in luogo
tà, e che potrebbono atteſtar la verità de' " operar per diſopra, per diſſotto, o per
fatti addotti. Potrei ancora citar per teſti i ſudori, come i rimedi, benchè preſi in
monio di queſta verità, i Signori Pradignac, minor doſe, fanno ordinariamente quando
Speziale, e Momblan Chirurgo, che videro rieſcono; queſti trentaſei grani, diſſi, sgom
tutto il corſo di queſta malattia. Finalmen brarono in un modo inſenſibile le parti che
º, quantunque l'eſtremità, in cui ſi tro ſervivano alla reſpirazione; e quindi dive
-

, -
- - - - -, nuta
nuta l'eſpettorazione molto più facile, ſi ri- un tal ſpirito , ma laſciando ſolamente ri
trovò l'ammalato in un iſtante in iſtato di poſar la materia , avea la ſteſſa polvere,
eſpeller dal ſuo petto la prodigioſa quanti- che ſi precipitava da ſe ſteſſa. Queſto ſi
tà di ſputi, che ſoggiornandovi già da mol- pratica da M. della Ligerie, e M. Lemery
ti giorni, vi ſi erano ſeccati per il calor il figlio ha trovato colle ſue ſperienze, che
della febbre, appunto come ſe foſſero ſtati lo ſpirito di vino è inutile, ſe non per aver
eſpoſti all'aria, o al Sole. . il rimedio ſotto una forma ſecca, o liquida
Una cura sì ſorprendente fatta ſopra una ſecondo che ſi vuole ; perchè ſenza ſpirito
erſona di tanto rimarco come il Marche- viene ſolo in forma ſecca. -

ſe di Bayers, reſe sì celebre queſta polve- Di più per eſtrar il zolfere dell'antimonio,
re, che il Re comperò finalmente queſto Glauber non ha trovato che l'alcali del miº
ſegreto da M. della Ligerie nel 172o. il che tro fiſſato coi carboni; e fu M. Lemery ha
lo ha renduto affatto pubblico. Egli è un trovato che ogni alcali fiſſo n'era ſufficien
zolfere tratto dall'antimonio per mezzo dell' te. Dal che M. Lemery il figlio conchiuſe,
alcali del nitro fiſſato coi carboni. Egli è men che l'oglio di tartaro, il più poſſente di tutº
vomitivo del volfere dorato d'antimonio ordi- ti gli alcali fiſſi, in queſta operazione dove
nario che ſi adoperava per l'iſteſſo uſo: pur vaſi a ogn'altro preferire , e ciò appariſce
ga dolcemente, e talvolta non agiſce che per da una lunga ſerie di eſperienze da lui fat
la traſpirazione, benchè molto efficacemen: fi La proprietà ſingolare del rimedio con
te , e conviene principalmente ai mali di ſiſte nel non eſſer troppo emetico. Sei lo
petto. M. della Ligerie non ha preteſo eſ- foſſe quanto l'altre preparazioni d'antimonio,
ſerne l'Inventore, tenendolo da M. di Cha- ſarebbe come loro, rigettato toſtamente dal
ſtenai, Luogotenente del Re di Landau , lo ſtomaco, e non potrebbe inſinuarſi in
che l'avea ricevuto da uno Speziale diſcepo- tutti i piccoli vaſi, ove opera effetti sì mi
lo del famoſo Glauber , onde Glauber pare rabili , almeno quello che gli è particola
che ne ſia l'Inventore. Di fatti queſto ri- re . Ora per renderlo più emetico, gli ſi
medio è nelle ſue Opere, ma deſcritto sì enig- devono laſciar in certa doſe degli alcali ,
maticamente, che ſi dura fatica a ritrovar- che legano, o abbracciano i tolferi; e tam
lo ſenza eſſerne prevenuto. to più gliene rimangono, o hanno tanto più
Lo ſteſſo ſi trova nel trattato dell'antimoni di azione , che " fiſſo, ch'ha prima
del fu M. Lemery, non che queſto Chimi-- operato ſopra l'antimonio, è più poſſente.
co n'aveſſe preſo l'idea in Glauber, per a- . Finalmente M, Lemery il Padre non ſpac
verlo deciferato, ma perchè colla mira ch' cia la ſua polvere, come Glauber , per un
avea in queſt'Opera di travagliar l'antimonio rimedio univerſale; ma ne ha determinato
in tutte le maniere, e di combinarlo con gli uſi particolari per la ſua eſperienza me
stutte le materie, da cui attender ſi poteva icinale molti anni prima che nel mondo ſi
qualche effetto, era impoſſibile, che non pronunciaſſe il nome di polvere de' Certoſi
riuſciſſe una combinazion così ſemplice, e ni. Tutto queſto ſi accorda a dargli la glo
così naturale: e poi non ſi sà mai di certo, ria dell'invenzione del rimedio, o quella al
ſe la ſua compoſizione ſia quella di Glauber. meno di molte aggiunte conſiderabili equi
L'intenzione è di eſtrar il zolfere dall'an- valenti alla prima invenzione, Iſtoria dell'
timonio. Glauber per far queſto, ſi ſerviva Accad. Reale 172o. e - º e
dell'alcali del mitro fiſſato coi carboni; poi Memoria ſopra il tartaro emetico, e ſopra i
per ſpogliar queſt'alcali del zolfere d'antimo- il Kermes minerale, per M. e
nio imbevuto, prendeva lo ſpirito di vino, - GEoFFRoy. , -

e lo facea per alquanti giorni digerir ſopra L'uſo del tartaro emetico introdotto con,
il liquor nitroſo, laſciando svaporar lo ſpi- ſucceſſo nella Medicina, volendo eccitar il
tito di vino, che depone nel fondo del va- vomito a un qualche ammalato; quello dei
" il zolfere d'antimonio, o in forma liqui- Kermes minerale, adoprato debitamente per
da, non svaporando tutto lo ſpirito ; o in digerir gli umori, e diſporli a un evacua
rma ſecca, svaporando tutto: e così ſi ot- zion ſalutare, ſarebbero ambedue ſicuriſſimi
iene una polvere roſſa, e quella de' Certo- quando ſono a propoſito ordinati) ſe que
i. Ma il fu M. Lemery non ſi ſerviva di ſti due rimedi veniſſero con tutte le precau -
, ANT A NT Io 5
º
zioni neceſſarie preparati, e ſe da tutti ſi polverizzato , riſuſcita queſto vetro in re
i eſeguiſſe lo ſteſſo, e il miglior metodo: ma golo, che non è ripieno d'aghi come l'an
ſpeſſo ſuccede che un tartaro emetico dato timonio, ma di faccette, o di lame brillan
a tre grani, fa grandi effetti, mentre che ti. Se all'incontro ſi adopera il Zolfere co
un altro emetico in altro modo preparato, mune per riſuſcitar un ſimil vetro d'anti
non farà niente a ſei, o ſette grani con diſ ſi trova nel croggiuolo, un antimonio
i" dalla parte degli ammalati quaſi monio,
mili, - - - --
pieno d'aghi , come l'antimonio ordinario ,
perchè ſi ha reſtituito a queſto mineral ve
Lo ſteſſo dicaſi del Kermes minerale, uno trificato quanto aveva perduto nella ſua cal
non eccita nella doſe di tre, o quattro gra cinazione, cioè il ſuo acido vitriuolico , e
ni che pochiſſime nauſee, e un grano, o il graſſo della terra, formante inſieme il
un grano e mezzo di un altro fa vomitare, zolfere comune, che gli è eſſenziale per eſ
ſenza poter attribuir queſta differenza di ef, ſere antimonio. -

fetto al maggior , o minor acido ſoggior La pruova dell'eſiſtenza d'una terra vetrl
nante, o introdotto nello ſtomaco. - ficabile nell'antimonio, è la facilità a vetri
Una tal varietà meritava che ſe n'eſa ficarſi, quando colla calcinazione ſe n'è fat
minaſſe la cauſa trattandoſi del bene del to svaporar l'eccedente dell'acido vitriuoli
pubblico. co, e del flogiſtico, che interrompevano la
Ho da più luoghi raccolto dodeci tartari continuità, o l'attoccamento delle particole
emetici, e altrettante preparazioni di Ker integranti di queſta terra metallica. -
mes minerale. - - Quindi i da quanto ho detto, che
Il modo onde li ho analizzati, la diffe queſta terra diſunita, o diviſa da molto
renza del loro prodotti , fanno in parte il zolfere bruciante, fa dell'antimonio. -

ſoggetto di queſta Memoria, e queſta diffe Che la materia infiammabile eſſendo in


renza darà un indicazione certa, o un mez parte ſublimata , ſicchè non ne reſti che
zo di conoſcer l'effetto, che ſi deve aſpet quanto n'abbiſogna i" conſervar all'antimo
tar da un tal, o tal emetico, da tal o tal nio una forma metallica, ſi ha del regolo .
Kermes, ſupponendo negli ammalati diſpo Che ſe ſi ſepara quaſi tutta queſta mate
ioni quaſi uguali . Proporrò alla fine di ria infiammabile con una calcinazione mo
queſta Memoria un altro rimedio aſſai ſem derata, la terra metallica dell'antimonio pren
plice, che puòſſi in più caſi ſoſtituire al de la forma del vetro mettendola a un fuo
Kermes, e ſpeſſo con un ſucceſſo men dubbio. co di fuſione.
L'antimonio, di cui ſi sà che il tartaro Che finalmente ſe ſi porta gradatamente º
emetico, e il Kermes ſono due preparazio a un fuoco eſtremo queſta calcinazione , ſi
ni, è un mineral compoſto d'un poco di ha una calce diſanimata, o una terra, che
terra metallica facile a vetrificarſi , d'una quanto all'emeticità, non ha più le proprie
porzione aſſai conſiderabile d'acido vitriuoli tà, nè le virtù dell'antimonio, del ſuo rego
co, e del bitume o oglio della terra. lo, o del ſuo vetro.
Queſt'oglio unito al bitume, forma il vol Vi ſono molti Autori , tra quali Kun
fere bruciante ; zolfere ch'è talvolta sì ab ckel, che ſuppongono nell'antimonio un prin
bondante nell'antimonio minerale, che ſpeſ cipio mercuriale concorrente col zolfere, e
ſo ſe ne trova di quello che ſi accende co colla terra vetrificabile alla formazione di
me il zolfere comune . Queſto zolfo unito queſto minerale. L'Autor citato indica enig
alla terra metallica dell'antimonio fa veder maticamente molte vie per diſcoprir queſto
in queſto minerale (quando non ha ſofferto mercurio; ma non ardiſco ammetter queſto
che le prime fuſioni per purificarlo ) una principio mercuriale, finchè con qualche me
moltitudine d'aghi di cui è compoſto : ma todo " mi poſſa convincere dell'eſiſten
queſti aghi provengono non già dalla ma za d'un mercurio fluido nell'antimonio. Ho
teria oglioſa ſola, ma dall'acido vitruolico, già cominciato, ſulla fede di Kunckel ec
unito al bitume, e formante il tolfere co cellente Artefice, alcune operazioni, onde
mune. Perchè ſe ſi fonde del vetro d'anti ſi pretende ottenerlo; e le mie eſperienze,
tºnio con un ſemplice flogiſtico ſgombro ſe riuſciſſero, ſarebbero materia d'un altra
di queſto acido, come il carbone di legno memoria. - -

s Tom, III. Med. Q Quan


- -

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1c6 ANT - - - - - ANT


r . . º - -- --
. « -

Quanto al preſente io non riconoſco che minerale. Se queſti interſtizi ſono maggio
tre principi ſecondari ſenſibili nell' antimo ri, o in maggior copia, come lo ſono nel
nio, un'acido vitriuolico, ſimile allo ſpiri regolo, che contiene più zolfere del vetro,
to di zolfere , una materia zolfurea, bitu ſarà ella un poco meno emetica : infine ſe
minoſa , oglioſa , ( non importa purchè queſti interſtizi ſono ſi larghi, che vi abbia
coll'acido vitriuolico poſſi formar un zolfere più di zolfere groſſolano, che di queſta ter
comune; ) finalmente una terra metallica, ra, vetrificabile, non vi ſarà più emetico 3
vetrificabile. -
che per accidente ; ſiccome nell'antimonio ,
Il zolfere comune non è emetico, l'aci il quale non fa vomitare, che mercè di qual
do vitriuolico, nè la piùpparte del liquori che acido. - -

olioſi, con cui potrebbe produr del zolfere, La principal ragione onde l'antimonio non
non lo ſono neppur eſſi. La calce diſani lavorato non è emetico, ſi è, che l'acido
mata dell'antimonio non eccita alcuna nau vitriolico vi è unito a un flogiſtico olioſo,
ſea: pure di tutte queſte materie combina con cui forma un zolfere groſſo, e bitumi
te ſi forma un minerale; e di queſto mine noſo, che lega sì bene le particole della ter
rale l'arte eſtrae un regolo, un vetro, e ra metallica, che agir non poſſono nello ſto
altre preparazioni, che ſono violenti emetici. maco ſenza un aiuto ſtraniero. Ma quando
Se ſi fa digerir del vetro d'antimonio pol la maggior parte di queſto acido, e di que
verizzato nell'aceto bianco , finchè l'aceto ſto flogiſtico bituminoſo è col fuoco o in al
non ne tiri più tintura; ſe ſi rifonde la pol " allora nel regolo non ri
vere fino a vetrificarla, che di nuovo ſipol mane che un zolfere capace di eſpanſione ,
verizzi, che ſi faccia digerir in nuovo ace e per conſeguenza in iſtato di traſportar con
to bianco, e che ſi ripeta queſto più volte; eſſo lui molte particole della terra metallica
finalmente alla quarta o quinta vetrificazio vetrificabile, le quali per la rigidirà loro poſ
ne, il vetro ſi troverà nero, non ſarà quaſi ſono irritar “il genere nervoſo, ed eccitar
più traſparente, nè emetico, benchè le due violente contrazioni: Perocchè ſuppongo che
o tre prime lo foſſero conſiderabilmente. queſta irritazione ſia la cagione primiera del
VOm1tO a
Tutti gli aceti precedenti ſono in differen - - -

ti gradi emetici: i primi ſono un poco più Ma forſe mi sì opporrà , che quanto ora
ſalati degli ultimi , che ſembrano aver un da me sì è detto circa l'emeticità dell'anti
guſto aſtringente. Hanno quaſi tutti una tin monio, era in parte ben noto: Queſto è poſ
tura roſſa digerendovi ſopra queſti vetri pol ſibile. Io però non poteva tralaſciare , per
verizzati: (ma ſopra ogni materia puramen quello riguarda la continuazione di queſta
te zolfurea, prenderebbono una ſimil tintu memoria, di far vedere che il flogiſtico o
ra, ma non ſarebbono emetici; ) convien principio infiammabile dell'antimonio non è
dunque che l'oglioſo dell'aceto abbia eſtrat emetico ſe non in quanto che dopo di eſ
to la tintura di un reſiduo di materia zolfu ſerſi liberato dall'acido ſuo vitriuolico , e
rea , o del flogiſtico concentrato nel vetro unito alla ſua terra vetrificabile, cioè in quan
d'antimonio, e che l'acido dello ſteſſo aceto to che ſi accoſta alla forma del vetro, o al
abbia corroto, o diſciolto una porzione del meno a quella del regolo: onde quanto più
la parte regolina del vetro, o ſe ſi vuole , il tartaro emetico è il Kermes conteranno
della parte facile a regolizzare . Ora già ſi di regolo facile a riſorgere, tanto più ſaran
sà, e mi diſpongo a io , che la par no emetici. Ma ora paſſiamo alle prove fon
te regolina dell'antimonio è quella, che co date ſopra eſperimenti certiſſimi. -

iti la ſua emeticità ; Cioè che queſta Ho preſo un oncia di ciaſcheduno dei tar
emeticità riſiede in qualunque unione di zol tari emetici, ch'ho potuto raccogliere; Li ho
fere compoſto di pochiſſimo acido vitruoli ſeparatamente peſtati con ſimile peſo, o un
co, e di una porzione di materia infiam poco più di fluſſo nero compoſto di due par
mabile, uniti a una vetrificabile. Se queſta ti di tartaro roſſo, ed una parte di nitro
terra ha pochi interſtizi ripieni di zolfere, calcinati inſieme. Poſti queſti miſcugli in
ſarà al maggior ſegno emetica ; tale è il vari croggiuoli fatti in forma di cono rove
vetro d'antimonio, ch'è un emetico de più ſciato, gli ho tenuti al fuoco di fuſione,
poſſenti di tutte le preparazioni di queſto finchè i ſali ſciolti ſi foſſero rallentati , e
º ºa
, -- -
ANT - - a
-
-
-
- - -. -
ANT
- - - ---
1e7
- a -

gareſſero come un oglio tranquillo


do del croggiuolo. - e se
nel fon- che
mio ,perciaſcuna
fina chedi ſiaqueſte
la polvere
piccioledell'antinº
parti reſta
º Dai più deboli tartari emetici ho avuto i ſempre inviluppata dal ſuo groſſo zolfere, e
per oncia dai trenta grani fino a un groſſo queſto zolfere la difende, e oppone un ris
ciotto grani di regolo; a paro all'azione dell'acido del tartaro,
- -

º Le ſcorie di queſti
-
ſperimenti
p ch'erano Si è dunque provato, che acciocchè un a -

i prima gialle, divennero in appreſſo verdi


"
t

"
quium.
p ende
timonio
dunque
-

diſciolto
- - - -
ci
- . -

forti tartari emetici di-, È può del ſuo zolfere


dalla dal
quantità tartaro d3 in un egolo p
cremordeldi regolo,
iſſimogroſſo,
-.
cido vegetabile divenga ſufficientemente eme
e finalmente ſi ſono cangiate in tico ſoggiornando ſopra l'antimonio, è duo
o che queſto minerale ſia ſgombro più che -
; e cheche"
si

º ſi
ſia ridotto
" alla forma del vetro, ſenza addi
g quanto più le preparazioni antimoniali,
ſopra le quali ſi fa bollire " ion del
zione d'alcuna materia ſtraniera che ne fa-
ciliti la vetrificazione, tanto più l'acido del
cremor di tartaro ſi accoſtano a "
º tartaro leverà col zolfere di queſte parti ri
del regolo o del vetro, tanto più il tartaro gide della terra metallica , le quali ho det
emetico è violente ; perchè allora l'acido to di ſopra eſſere la cagione del vomito
vegetabile del tartaro agiſce più immedia Laonde ogni tartaro emetico preparato col
tamente, e diſcioglie di più la parte eme vetro d'antimonio, e col fegato d'antimonio
tica dell'antimonio lavato , ch'è una ſpezie di vetrificazione ,
-

; Se all'incontro metteſi queſta ſoluzion di ſarà molto più emetico di verun altro.
tartaro a bollir coll'antimonio crudo, da cui Ho fatto veder poc' anzi dalla quantità
le parti
dal regoline
zolfere groſſo ſono inviluppate , e difeſe di regolo contenuto nei vari emetici, di cui
; queſto se

acido vi eſercite- ho fatto la riduzione, che non è indifferen


rà appena la ſua azione. te il ſaper in qual grado queſto rimedio è
-

Ho fatto tritar due oncie di cremor di emetico, e che nelle ville poſſono naſcere
tartaro con un oncia d'antimonio polveriz accidenti ben grandi dalle preſcrizioni per
zato : Ho fatto bollir queſto " pratica di quattro, cinque, e ſei grani d'
molta acqua per dieciotto ore 4 Av indo il emetico per far vomitar un ammalato : Se
iquore preſo un color g" e un guſto dunque ſi giudicaſſe a propoſito di ſeguir il
ſtitico ſimile al vitriolico, l'ho filtrato cal mio metodo per conoſcer a qual quantità un
do per una doppia carta. La maſſa reſtata qualche emetico deve far vomitare, ſenza
nel fondo della boccia ſpargeva un odor zol che ne naſca accidente alcuno, ecco una
fureo. Svaporata queſta impregnazione, mi tavola tratta dal prodotto delle mie reduzio
è venuto un " tartaro, due grani ni. Ho ſcielto li due eſtremi, cioè il più
del quale non han prodotto che delle de debole, e'l più forte emetico; e vi ho ag
boli nauſee. - . giunto quello che mi è ſempre paruto che
Ho preſo un'oncia di queſto criſtallo di tar conteneſſe la proporzion la più convenien
taro leggiermente impregnato dell'emeticità di regola. º - -

dell'antimonio, e l'ho ſciolto come gli altri Un tartaro emetico di cui ſi riducono tren
tartari emetici col fluſſo nero . Ho trovato tadue grani di regolo per oncia, ne contie

º nel croggiuolo raffreddato e rotto molte ſco ne quattro grani per groſſo, e un decimot
ºrie gialle con alcuni granelli ſparſi di rego tavo di granº per grano, per conſeguenza
lo, ma sì minuti, e in sì pi cola quantità ſi può riguardar come troppo debole.
che non avevano potuto per ii"o u- º - Quello che rende due groſſi di regolo per
nirſi nel fondo del croggiuolo, oncia, ne contiene dieciotto grami per groſ
Abbenchè ſia evidente da queſta eſperien-, ſo, cioè un quarto di grano per grano .
" che l'acido del tartaro agiſce
pocoſopra
" l'an Queſto è violento, quando non ſia in ſcar
i senso, quando non ſia in car
timonio, e che corrode un - ima doſe ... . . . . ..
parte regolina , pure queſta corroſione è sì - - Finalmente quello che rende un groſſo di
" , che non è poſſibile riunir colla regolo per oncia, ne contiene tredeci gra;
riduzione le particole del regolo ſeparati con
O
mi e "i,per groſſo, cioè tre ſedie "
queſto
e 2 -
acido vegetabile : ii è certo
7a- - -
di grano per
per gran
grano , Queſta
O 2 proporzione,
buo
1 e8. SANT - - º - - ANT -, -
-

; e sò che queſto fa vomitar ſufficien laſciato ſopra la ſua porcellana una mi


temente alla doſe di due o due grani e mez d'un bruno roſſo, o di color di caffè. .
zo; cioè introducendo ſei o ſette ſediceſimi, Il zolfere dorato ha laſciato una materia
- - - - - -

di grano di regolo nello ſtomaco,


- i . e roſſiccia ſparſa d'alcuni punti bianchi. -
Quantunque io qui ſtabiliſca la quantità Quanto al Kermes egli non ha laſciato
di regolo contenuta in ciaſcun grano d'eme- che una terra bianca, raia, ſpongioſa, coi
i"
ſe
relativamente al prodotto totale d'una alcuni piccioli punti gialli. -

mplice riduzione pel fluſſo nero, non pre 3 fio, detto ch'avea ſcielto un Kermes di
- --

º
º tendo però di concluderne, che ciaſcun gra- un color carico, perchè biſogna notare, c
no di tartaro emetico non ridotto non con ſe queſta polvere roſſa non sì è ſufficiente
tenga preciſamente, che la doſe di regolo mente edulcorata con frequenti lozioni di
or ora indicata, perchè sò che ne contiene e acqua, e che ſe vi reſta troppo fal alcali,
un poco di più. Ma queſto di più eſſendo ella perde all'aria il ſuo colore, e ſi copre
nelle ſcorie della riduzione, converrebbe di d'un fiore, o ſuolo bianco. Ho parimenti.
ſcioglierle nell'acqua, e precipitarne la polº una maſſa di Kermes di queſta ſpezie, ch'è
vere chiamata comunemente zolfere d'antimo divenuto tutto bianco, e che imbianchindoſi
mio, e poi ridur queſta polvere per lo fluſſo ha perduto quaſi tutto il ſuo odor zolfureo,
nero, e così ſe ne otterrebbe ancora un po "i ſuppone molta volatilità nella parte
co di regolo. Io laſcio queſta reduzione per zolfurea di queſta polvere; perchè il 2olfere
render la mia operazione che ſerve di pro di queſta preparazione non è più della na
va, più facile, e men lunga. - tura del Zolfere groſſo dell'antimonio, perchè
“Eſame del Kermes minerale. l'acido vitriuolico è ſtato cangiato di natura
Queſta preparazione pubblicata per ordi- dall'alcali del nitro ato. Per dimoſtrarlo
ne del Re nel 172o, ſi fa mettendo a bol- ho preſo di Kermes edulcoratiſſimo una par
lir l'antimonio nell'acqua piovana animata te; con queſta polvere ho eſtinto in un mor
dal liquore del nitro fiſſato coi carboni : taro di vetro due parti di mercurio puriſſi
queſto è l'alkaeſt di Glauber , egli ſi preci mo, ch'avevo riſuſcitato ſenza diſtillazione
pita, dopo la filtrazione del liquor ancor cal del ſublimato corroſivo colla limatura di
do, una polvere, che ben edulcorata, è il ferro. Di queſto miſcuglio ſi è formata una
rimedio preſente. - polvere nera, o etiope, come quando ſi e
-

Il Kermes minerale fu un tempo ri ſtingue il mercurio col zolfere comune: pu


ardato come un zolfere dell'antimonio . re ecco la differenza. L'etiope fatto col zol
f", da queſta idea l'ho prima eſami fere comune è una preparazion che dà ſem
nato colla deflagrazione, per veder ſe ſi bru pre il cinabro artifiziale colla ſublimazione,
ciava differentemente dall' antimonio in pol Se il Kermes foſſe ſtato un zolfere di queſta
vere, e dal 1olfere dorato d'antimonio. natura, cioè ſe aveſſe avuto un acido vi:
Ho fatto a uno ſteſſo fuoco roventar tre triuolico libero d'agire, averei avuto dal
pezzi di groſſa porcellana; ſopra di uno ho mio etiope di Kermes, un id'antimo
fatto cader dieci grani di antimonio porfiriz nio. Pertanto dopo di averlo poſto al fuoco
zato; ſopra l'altro dieci grani di zolfere do in una ſtorta quaſi ſino a ſcioglierla, il mer
rato d'antimonio della quarta precipitazione, i" ha paſſato ſenza diminuzion di peſo
come il più fino; e ſopra il terzo altrettan nel recipiente: vi fu ſolamente nella parte
to Kermes ben ſcielto, e ben in colore. Il del collo della ſtorta ch'eſce immediatamen
Kermes dà una fiamma più turchina degli te del fornello, un cerchietto roſſo, ma che
altri due, ſi conſuma più preſto " 100si che una tinta quaſi ſenza conſiſten
dorato dell'antimonio , che bolle brucian za. Ho trovato nel fondo della ſtorta il
come l'antimonio medeſimo , dando queſti Kermes fonduto in molte piccole maſſe le
due ultimi dei vapori , o un fumo molto. une dall'altre diſtaccate, di un color più o
più denſo. L'odor del Kermes in queſta ſpe ſcuro del fegato d'animonio, alcune eſſen
rienza era meno zolfureo, e meno pungen do piene di aria, e tutte fragili. Taluna di
--

te di quello dell'altre due : Continuando il queſte maſſe non aveva nè gli aghi dell'
fuoco, queſte tre materie ſi ſono ſvaporat antimonio, nè le faccette del regolo. Io cre
e avendo ceſſato di fumare, l'antimonio ha -do che la fuſione del Kermes benchè inger
fetta,
p
- - - -

- --- - -, - -. - -

ANT - . ANT. 1o»


fetta, o che non ſi può riguardar come una fo; ho preſo tre parti, o nove groſſi di Ker-
riduzione, venga facilitata dalla porzion di mes, e quattro parti o dodeci groſſi di ſu
ſal alcali neceſſariamente eſiſtente in queſta - blimato corroſivo. (Queſte ſono le propor
polvere, ma che non è ſufficiente per far la zioni di M, Lemery il Padre, ch'ha sì ben
srevivificazione completa del regolo. Tutte analizzato l'antimonio.) Ho poſto queſto mi
le maſſe ſuddette erano guernite di piccioli ſcuglio in una ſtorta a un fuoco di riverbe
ighi traſparenti, rigidi, e ſragili; la volta ro; la diſtillazione mi ha fornito del butirro
della ſtorta era coperta d'una polvere bian- d'antimonio in liquore, prima prova dell'eſi
finiſſima, ſparſa in alcuni luoghi di mon- ſtenza d'un regolo nel Kermes, poi del mer
ticelli di ſimili aghi, quaſi tutti diſpoſti in curio riſorto, e finalmente del vero cinabro
ftella in molte file: erano più apparenti preſe d'antimonio; ho trovato eziandio nel fondo
s " ſtorta, ove ſi erano ferma- una materia ſimile all' antimonio liquefatto
ti ſopra un induto di polvere giallaſtra. Le avente un poco di ſcorie , e la volta della
differenze di color di queſta polvere, e que- ſtorta era coperta d'una farina, o fiori bian
ſti mucchi d'aghi ſublimati non ſi poterono chi d'antimonio. - - ,

diſtinguere, che quando ho fatto queſta ope-


º Da queſta eſperienza ſi vede, che l'acido
razione con poca materia ; perchè quando del ſalmarino, chi era nel ſublimato corro
ne ho adoperato una maggior quantità , il ſivo, ha laſciato il ſuo mercurio per attac
fuoco fondendo il Kermes, ha fatto alzar car la parte regolina del Kermes, ſcioglier- .
una materia molto più confuſa , e più im- la, e farne del butirro d'antimonio: ſi vede
polita nella volta della ſtorta. eziandio che queſto regolo ridotto in butir
Se dunque ſi vuol aver del cinabro col ro, ha laſciata libera la porzione d'acido vi
Kermes, e col mercurio; vi ſi deve aggiun- triuolico, ch'era unito avanti l'operazione
gere un acido vitritolico , o liberar quello coll'alcali del nitro fiſſato, colla parte zol
ch'è ſtato afferrato dall'alcali del nitro fiſſa furea, e colla terra metallica dell'antimonio,
to, affinchè colla parte infiammabile del nel Kermes, (perchè queſte ſono le quattro
Kermes, poſſa agir come un zolſere comu- materie, ch'entrano nel compoſto di queſta
ne riprodotto, . . polvere;) e che allora queſta porzione d'a
PR 1 M o Es E M P 1 o . cido vitriuolico ſciolta in parte da queſti le
Ho preſo un oncia di Kermes, e ſopra vi , gami ha ripreſo la proporzion del flogiſti
ho verſato tritando fino a ſedeci goccie d' co, che gli conveniva per rigenerarſi in zol
" comune,

;
oglio di vitriuolo bianco, e non zolfureo; e ſublimarſi in cinabro, unen
dopo un ora di triturazione la polvere non doſi al mercurio. Ho preſo la maſſa del fon
mi è paruta acida, poſcia vi ho ſmorzato do della ſtorta, e avendola ridotta per il
a poco a poco " di mercurio fluſſo nero, ho avuto dodeci grani di rego
rettificato, li "
atti tritar, per quindeci in lo dai miei nove groſſi di Kermes adoprari
ſedeci ore, perchè il miſcuglio è ſtato mol: in queſta ſperienza, cioè un grano e un ter
tiſſimo tempo a prender il color nero del 2o per ogni groſſo di Kerme. Siccome ho
; etiope, finalmente
- una ſtorta, n
i"
fere
- i cuihocollo
meſſoèqueſto etiope in ripetuto dodeci volte la precedente operazio
ſalito del zol- ne tutta intiera ſopra dodeci Kermes diffe
giallo in piccola quantità, poi una ma- renti, così i prodotti della riduzione hanno
teria molto nera, e bituminoſa, il mercu- ſempre variato; perchè ho trovato due Ker
rio è paſſato fluido nel recipiente , veden- mes, che mi hanno renduto per il fluſſo ri

i do che non aſcendeva più niente, ho aumen-


tato il fuoco, e liquefatto i fondo della ſtor-
ta, e'l giorno dietro ho trovato nella vol -
duttivo ſino a due grani un ottavo di rego
lo per ogni groſſo di polvere meſſa alla pro
va. Laonde il Kermes, il cui regolo è sì
ta, e ſulla ſuperfizie della maſſa reſtata nel facile a riſorgere, è il più emetico di tutti.
fondo aſſai conſiderabilmente, un bel cina- A queſti prodotti di regolo riſuſcitato ag
i bro d'antimonio, ma vi è voluto un fuoco giungaſi la porzion di regolo, ch'ha paſſato
di fuſione per ſublimario.
s. i". SEco N D o Es e M P1 o . . .
Per ſgombrar r
nel butirro d'antimonio, e quella sch'è reſta
- - -

ta nelle ſcorie della riduzione. .


dal Ker- - Per provar ancora che non vi ha zolfere
se ºad º lei º autore comune nel Kermes, o almeno che ſe ne reſta
11 o ANT - - . . ANT -
-

reſta ſotto la forma di zolfere comune, e in gli i;


di cui si vede
redevano ripiene le maſ
quantità troppo piccola per alzarſi in cinabro ſe de fondo della ſtorta, 3
col mercurio; ho meſſo in una ſtorta mezz' - Lo ſteſſo acido vitriuolico del turbito tro
oncia di Kermes ben lavato , ſenza miſtura, va nel mercurio precipitato roſſo di che ſu
aumentando il fuoco a gradi fino a un ca , blimar un'altra materia, che non è nè un
lor mite e mediocre. Nel collo della ſtorta cinabro, nè un ſublimato corroſivo. Sebbe
ſi è formato un cerchio giallo, ch'era un ne l'eſperienza che ſon per deſcrivere non
vero zolfere, ma era in così piccola quanti ſembri appartenera queſta Memoria, come
tà come il cerchio roſſo ſenza conſiſtenza, neppur la ſuſſeguente, ciò non pertanto ho
della prima eſperienza del Kermes triturato creduto che meritaſſero di avervi luogo.
col mercurio. - - - - ,
- Ho meſſo in una ſtorta un miſcuglio d'
Ho dunque fatto vedere, che il Kermes, un groſſo di turbito minerale, e di un groſſo,
e'l mercurio uniti inſieme, non ponno dar di precipitato roſſo; queſte due materie han
del cinabro, che mediante un acido vitriuo prima dato un acido nitroſo all'odore, e al
lico, o il ſublimato corroſivo. Vediamo co i" poi è venuto un odor zolfureo fortiſ
ſa produrrà coll'acido vitriuolico concentrato o, che non può derivar che dal flogiſti
" co del mercurio 5 O uello dello ſpirito
FIo meſſo in una ſtorta un groſſo di tur di nitro, il che non importa.
bito minerale peſtato con altrettanto Ker Nel recipiente è paſſato un groſſo e ven
mes; poſta la ſtorta nel fuoco di riverbero, tiquattro grani di mercurio, il reſto ſi è ſu
ſortì prima un poco di flemma inſipida, blimato nel collo della ſtorta in un ſalmer
poi ſi è depoſto, e attaccato al collo della curiale bianco, che non è un ſublimato cor
ſtorta un vapor prima bianco, poi giallo , roſivo, ma un turbito ſublimato, poichè non
indi roſſo pallido, e finalmente roſſo carico ſcioglie nell'acqua, e vidivien giallo CO
come il cinabro. Queſto roſſo ſi è imbruni me il turbito minerale, º , a
to nella parte del collo la più " al fuo Il turbito minerale meſſoſolo in una ſtor
co . Le pareti interiori della ſtorta ſi ſono ta, non mi ha renduto ogni groſſo, che
coperte di una polvere gialla, e roſſa, e ſo trent’ un grano di mercurio fluido, biſognan
pra di eſſa ſi ſono ſublimate certe creſte, do anche un tal fuoco che fondeſſe la ſtorta,
o fiocchi di aghi ſimili a quel di ſopra. Le nel fondo della quale è reſtato una macchia
vando il recipiente, è ſortito un odor zol bianca, ch'aveva penetrato la ſoſtanza del
fureo penetrantiſſimo. Ho cavato dal reci vetro; e nel collo ho trovato ſublimato un
piente cinquantadue grani di mercurio ri oco di zolfere giallo rigenerato probabil s
ſuſcitato, e rotta la ſtorta, ho trovato nel mente col flogiſtico del mercurio, e una ma
-
ndo una
- maſſa diviſa in molte parti tutte teria bianca compatta, che l'acqua non di
--- --- -

apparenti metalliche, quanto al colore, ma ſcioglie, nè " di colore, come la mac


-

- - -
fel ſtorta. Queſto ſublima
ſpongioſe, e fregiate di piccoli aghi bianchi chia del fondo della
e riſplendenti: to bianco indiſſolubile è, ſecondo Kunckel,
- -

- In queſta eſperienza l'acido vitriolico del il ſal ch'era "io " "
turbito ſi è partito dal ſuo mercurio per u. il mercurio ha avuto la forza di ſeparare.
nirſi al flogiſtico, all'alcali, e alla parte me Egli non ſarebbe forſe ciò ch'egli chia
tallica del Kermes , una parte di queſto a in più luoghi il ſal de'metalli ? Perchè ſe
cido eſſendoſi unita al flogiſtico, ſi è rige condo lo ſteſſo Autore queſto ſale è nell'oglio
nerata in zolfere bruciante, ed ecco i cer di vitriuolo. Il precipitato roſſo meſſo a un
chi gialli del collo, e della volta della ſtor fuoco gagliardo, riſuſcita da ſe ſteſſo ſen
ra, perchè avendone diſtaccato un poco, l' za addizione, come ognun sa rende per
ho veduto bruciare come il 7olfere. Di que ogni groſſo ſeſſantacinque, o ſeſſantaſei gra
ſto zolfere rigenerato una parte ſi è unita a ni di mercurio, e reſta nel fondo della ſtor
qualche porzion di mercurio, e ſi è ſubli sta una terra bigia roſſiccia, e nel collo con
mata in cinabro, almeno il cerchio roſſo pariſcono tre cerchi, un roſſo, un giallo, e
mi è paruto tale : in fine il reſto di queſt' un bianco. . e
acido ſi è concentrato colla parte regolina, fo Lo ſteſſo " diſtillandone un groſ
ed é egli è quello, ch'ha fatto vegetar tutti ſo con peſo uguale di Ke n lavato,
ei º º assistitº beni C
-

e- ANT -
ANT a sr
n eſce un liquor acido zolfureo ; compa fo, filtrato, ſvaporato, e ridotto in forma
rendo nella volta, e nel collo della ſtorta ſecca, per depurarlo da un ſedimento aſſai
una piccoliſſima tinta roſſa, e riſuſcitando conſiderabile che laſcia ſul feltro, e final
ſeſſantacinque grani di mercurio. mente farlo bollire: ſi precipiterà una terra
Lo ſteſſo precipitato roſſo diſtillato coll' bigia colla porzione del regolo la più groſ.
antimonio crudo porfirizzato al peſo d' un ſa; e vuotando il liquore, e laſciandolo raf.
groſſo di ciaſcheduno, il mercurio ſi è ri freddare, ſi avrà un Kermes finiſſimo, roſ
luſcitato men preſto che nelle due eſperien ſiſſimo, molto più ſicuro di quello della pri
º ze precedenti; perchè i fiori che dall'anti ma preparazione, quando non ſi vuol che
monio ſi ſeparavano, eſſendo in grandiſſima “faccia vomitare; perchè queſto Kermes cor
copia, le pareti interiori della ſtorta ne di retto o rettificato non può giammai dive
venivano men liſcie, onde i vapori mereu nir emetico che per accidente. E' ben vero
riali vi ſdrucciolavano ſopra più difficilmente. che con queſta rettificazione ſe ne perde quaſi
Pure unito tutto il mercurio, ne ho avuto la metà. -
66 grami a buon peſo; dalle quali eſperien Quanto al Kermes non rettificato, ſiccome
ze ſi vede che in un groſſo di precipitato ſpeſſo ſuccede, che ſe ne trova di quello che
roſſo, non vi ha che ſei in ſette grami d'a non è preparato con tutte le precauzioni ne
cido del nitro. - - - ceſſarie, perchè la parte regolina vi ſia ſuffi
Ritorniamo al Kermes . Ho fatto veder cientemente diviſa, e attenuata; credo che
che queſta polvere, che ſi può riguardarco ſi poſſa con tutta la ſicurezza ſoſtituirgli l'
me un zolfere, è la parte metallica dell' antimonio medeſimo, preparato come ſono
antimonio, poichè ſe ne può trar un butir per dire. I .. - -
ro d'antimonio e un regolo, ma il zolfere Si prenderà dell'antimonio d'Ongaria in
dell'antimonio bruciante ha cangiato natura, piccioli pani , ſciegliendolo in belli aghilu
L'alcali del nitro fiſſato ha formato con lui cidi; ſi polverizza, e ſi ſtaccia, poi ſi fa
un hepar ſulphuris , che ſi trova diviſo, e tritare coll'acqua ſopra un porfido, finchè
f ſoſpeſo nel liquor nel tempo dell'ebullizio più non ſtrida ſotto i denti: poſcia ſi met
ne, che deve eſtrar il Kermes . Si sa che te in un catino pieno d'acqua, agitandola
l'hepar ſulphuris ha la virtù di " con una ſpatula di legno, e dopo aver la
metallo, anche l'oro, fondendolo inſieme. ſciato depor la polvere più groſſa per do
E' vero che nella preparazione del Kermes deci o quindeci minuti li , ſi vuota l'
per ebullizione, non è un hepar ſulphuris in acqua per inclinazione, verſandola ſopra uno
fuſione: pure ſemplicemente diſciolto nell'ac o più feltri. Si prende la polvere ſottile
qua può attaccar la parte metallica dell'an reſtata in queſti feltri, e ſi laſcia ſeccare in
timonio, e queſto è sì vero, che caricando una ſtufa: quando ella è ben ſecca, di nuo
l'acqua piovana di troppo ſal alcali, ſe ne vo ſi polverizza ſopra il porfido, aggiun
precipita un Kermes, da cui col fluſſo nero endovi un groſſo di zucchero candito in
ſi riduce molto più di regolo, che quando polvere ben ſecca, ſopra un'oncia di polve
è ſtato preparato con un liquor men acre. re d'antimonio, e ſi continua a tritar finchè
Adunque altro non è il Kermes che un he diſtendendo un poco di eſſa polvere con un
par ſulphuris carico della parte metallica dell' coltello, non vi ſi ſcorge nel maggior chiaro
antimonio ; ma queſta parte metallica vi è del giorno alcun brillante. i

diviſa in particole ſottiliſſime, le quali con L'antimonio già da gran tempo ſi è van
forme ſaranno più fine, emetico ſarà meno tato, quando ſia in polvere, come un ec
il Kermes. Perlocchè dopo di averlo prepa cellente rimedio contro i mali del polmone,
rato, ſeguendo il metodo pubblicato per ore e come un buon fondente nell'asma, e in -

dine del Re, ch'è il migliore di tutti, ſe ſi molti altri mali. - -

vuol aver un Kermes, che non agiſca che Nel 1614. Kunckel ſentendo dolori acu
come liquido, ſenza eccitarnauſee, convien tiſſimi nel braccio deſtro, conſultò Sennert,
º prenderne un groſſo, metterlo in una boc Medico di Wirtemberg, figlio del famoſo
cia ben grande, verſandovi ſopra quattro Sennert, che gli conſigliò l'uſo dell'antimo
libbre e mezza d'acqua, e ſciogliervi due nio,Nelprendendo il quale per un meſe, guarì,
1679. lo ſteſſo Kunckel ºi rum'
groſſi
a
e mezzo di nitro fiſſato prima diſciol altra
-

I I 2- “A NT
altra volta all'antimonio porfirizzato, per
ANT , ,
alcuni atroci dolori di gotta nelle mani, e Serie d'oſſervazioni ſopra il Kermes minerale
me piedi. Ne face fare delle tavolette col per M. GEoFFRoy.
ſugo roſato, e guarì . Queſte tavolette an Diedi nel 1734, una Memoria diviſa in
timoniali ſono ancor oggi conoſciute in al due parti, la prima ſopra il tartaro emeti
cune città dell'Allemagna ſotto il nome di co, l'altra ſopra il Kermes minerale. Que
tavolette di Kunckel, maſſime a Franfort, ſta ſeconda parte non contenendo un eſame
e a Norimberga. - - , - ſufficiente di queſta preparazione dell'anti
Se qualche fede ſi vuol dar al mio teſti monio, mi parve neceſſario unirvi il ſuppli
monio, non temo aſſicurare che l'uſo di que mento ſeguente, ove prima eſamino il Ker
ſto minerale in polvere ſottile, è un rime mes fatto per ebullizione, poi quello che è
dio ſquiſito per i fanciulli rachitici, o an fatto per fuſione, ambidue per via dei ſali al
modati, e per chi ha qualche glandula ot cali; in appreſſo ſpero di far vedere che l'
turata . Egli rieſce aſſai bene nei fanciulli antimonio trattato cogli acidi, dà una pre
tormentati dai vermi, ed ho vedute alcune parazione poco differente quanto agli effetti
femmine, le quali avendo il fuor albo, dalle preparazioni , che ſi ottengono cogli
dopo i rimedi generali, guarirono perfet alcali. -
-
-

. tamente coll'uſo di queſta lvere; ma non L'antimonio benchè da mano eſperta ama
ſi deve dar nel principio che in piccola do lizzato, può ancora fornir dei fatti , che
ſe come di un grano; e quantunque l'an ben oſſervati, non ſerviranno che a confer
timonio non ſia emetico per sè ſteſſo, pure mare quanto ne ha già pubblicato il fu M.
è bene unir alla ſua polvere tre o quattro Lemery, e l'eſame chimico di queſto mi
parti di qualche alcali, come degli occhi di rale ne ſarà più completo.
gambero, o altri. Si creſcono le doſi a gra Kermes per ebullizione. -
di, e ſi può far così fino a otto o dieci gra-. L'eſperienza ſeguente eſigeva una pazien
mi al giorno. Se ſi creſceſſero le doſi di que za aſſai grande , poichè è un' operazione
ſto minerale con troppa precipitazione, ec ſettantaottovolte ripetuta ſopra lo ſteſſo an
citerebbe movimenti nelle viſcere, e pur timonio, e colla ſteſſa liſciva di ſal alcali.
gherebbe o cagionerebbe delle nauſee. Biſo Per verità non vi ha piacere in queſta ope
gna avereziandio la precauzione di proibir razione: ma ſi viene ſuſficientemente ricom
agli ammalati l'uſo del vino, quando non penſato, quando ſi ha verificato un fatto ch'
ſia queſto maturiſſimo, dell'aceto, e di ogn'.
eſſer poteva dubbioſo, cioè quando ſi può
altro acido, e anche delle zuppe, ove entri provar che con una pazienza maggiore ſi
no erbe acide, come acetoſa, 8 c. º può ridur tutto l'antimonio in Kermes, fuor
- Reſulta da quanto ho detto in queſta chè in alcuni luoghi, che noi eſamineremo
Memoria, ſeparatamente.
--

1. Che l'emeticità dell'antimonio è nella


- -
Faccio veder nell'iſteſſo tempo che il Ker
- ;
ſua terra metallica vetrificabile (il che già mes altro non è che un magiſtero, o pre
ſapevano i Chimici) che il tartaro emetico cipitato della parte regolina dei antimonio di
non fa vomitar ſe non perchè è carico di viſa in particole minutiſſime tutte coperte
molte particole groſſe di queſta terra: e che d'un letto d'hepar ſulphuris , e per conſe
riducendolo col fluſſo nero, ſi può ſaper il ienza d'una ſpezie di vernice compoſta di
grado della ſua emeticità. fal alcalinitroſo, e del zolfere groſſo, o bru
-

2. Che il kermes è un hepar ſulphuris, ciante del minerale ; che queſto ſal alcali
ch ha diſciolto, ma più ſottilmente che non può diſtaccarſi dal Kermes, e che ſi può ren
fa l'acido del tartaro, una porzione di que derlo ſenſibile facendolo ſervire di baſe per
ſta terra metallica : che ſi può rettificar il rigenerar il nitro, il ſal marino, e per for- -
Kermes per renderlo ſemplicemente liquido, mar un tartaro vitriuolato; che ſi ſepara
e diaforetico: finalmente che ſi può ſoſtituir eziandio dal Kermes una terra bianca, dif
al Kermes una polvere ſottile dell'antimo ficile da conoſcere, e che appartiene o al ſal
nio. Memorie dell'Accadem. Reale delle Scien alcali, o all'antimonio, o all'acqua che ſi
3 e 1734. - - . - è adoperata nelle ebullizioni, o forſe a tutti
-

- - - - -, A C tre, i - - - - , - - .
- Per
A N Tr A NT 1I3
Per far queſto magiſtero, ho ſeguito ap più peſo vi ha, più circoſtanze concorrono
puntino il metodo pubblicato per ordine del per aumentarla. Di più ſi sa che il prodotto
Re, cioè ho preſo una libbra d' antimonio di molte operazioni, fatte in piccolo, non
d'Ongaria, rotto in pezzi minuti, ſecondo è giammai uguale in proporzione al prodotto,
la direzion de' ſuoi aghi, quattr'oncie di li iei ſteſſe operazioni fatte in grande.
quor di nitro fiſſato coi carboni e ben fil Per ſcoprir anche meglio quanto ſuccede
trato, e una libbra d'acqua piovana. Dopo nell'operazione del Kermes, e quali ſono le
due ore di ebollizione, ſi è filtrato il liquor materie che ſi ſeparano dal minerale , ho
caldo, il quale raffreddandoſi ha laſciato pre unito l'antimonio delle due operazioni prece
cipitar il Kermes. Nella ſeconda ebollizione denti, che peſava cinque libbre meno i no
ſi aggiunſero tre oncie di nuovo liquor di ve groſſi e mezzo di diminuzione. Ho pre
nitro fiffato, e una pinta d'acqua piovana. ſo altresì il liquor del nitro fiſſato, ch'avea
Nella terza ebollizione ſi miſero nella liſci ſervito alle ſei precedenti ebollizioni , e di
va decantata due altre oncie dello ſteſſo li cui ne aveva due libbre, e tredici oncie,
quor alcalino, e una pinta d'acqua piovana. e ſenza aggiungervi a ciaſcuna operazione,
Ecco il metodo del Re con tutto il rigore che dell'acqua piovana ben filtrata, ho fat
eſeguito. Mi è venuto un Kermes, che ben to far trenta ebollizioni, e altrettante preci
edulcorato, e ſeccato non peſava che un pitazioni conſeguentemente. Dal vaſo ſi al
groſſo e ſeſſanta grani , benchè l'antimonio zava un vapor zolfureo, che anneriva l'ar.
foſſe diminuito due groſſi. gento che ſopra vi ſi temeva ; e tra l'odor
Ho rifatto la ſteſſa operazione con quattro di zolfere ſi diſtingueva un odor di liſciva,
libbre di nuovo antimonio, una libbra di li e miſto d'un poco d'orinoſo volatile.
quor di nitro fiſſato, e quattro pinte d'acqua Condenſato queſto vapore, e raccolto in
piovana. Nella ſeconda, e nella terza ebol un capitello di vetro, fece divenir verde il
lizione ho fatto prima aggiunger dodeci on ſiropo violato, rendendo leggiermente lattea
cie di liquor alcalino, e quattro pinte di ac la ſoluzion del ſublimato corroſivo , e pre
qua; e poi ott'oncie dello ſteſſo liquor ſa cipitando in un color di cedro chiariſſimo
lino, e quattrº altre pinte d'acqua. Queſte la diſſoluzion del mercurio nello ſpirito di
tre ebollizioni han dato un'oncia e due groſſi nitro. - - - ,

di Kermes , e le quattro libbre d'antimonio A ciaſcuna ebollizione il liquor del nitro


han diminuito di ſette groſſi e mezzo. fiſſato diſtaccando, come già l'abbiam detto
Se il prodotto di queſte due operazioni nella prima Memoria, alcune particole dal
confrontate aveſſe ſeguito la proporzion del zolfere groſſo dell'antimonio, ſe n'è compo
le materie in tutte due adoprate, non ave ſto un hepar ſulphuris. Queſto hepar diſcio
rei dovuto aver per la ſeconda operazione, glie, o divide la parte regolina del mine
che ſette groſſi, e venti grani di Kermes, e rale, e queſta diviſione viene facilitata dallo
le quattro libbre d'antimonio averebbe dovu ſtroffinamento dei pezzi d'antimonio, cui eſer
to calar un'oncia. Ma è probabile che que cita continuamente l'ebollizione. -

ſta differenza nella diminuzion del peſo dell' Queſto ſtrofinamento cagionato dall'ebol
antimonio venga dalla differenza delle ſuperfi lizione ſembra in queſta operazione del ker
zie di queſto minerale, il quale nella ſecon mes neceſſario, perocchè il ſale alcali della
da operazione non ſi è trovato quadruplo del liſciva non può agir ſopra la parte regoli
la ſomma delle ſuperfizie della prima libbra na, che dopo che il 2olfere craſſo del mine
d'antimonio adoperata nella prima operazio rale ſe n'è diſtaccato, per unirſi a queſto
ne. Quanto all'aumento di peſo nel Kermes alcali, e formar l'hepar, ch'è il diſſolvente
della ſeconda, non ſi potrebbe egli dire per di queſta parte regolina : ora ſenza queſto
darne ragione, che una maggior quantità di ſtroſfinamento l'alcali non potrebbe formar
ſal alcali formi più preſto una maggior quan l'hepar, che col zolfere delle prime ſuperfi
tità d'hepari che quanto più vi ha d'hepar, zie de pezzi dell'antimonio. Vi ſarebbe po
tanto più di particole regoline ſi diſtaccano, co hepar, e per conſeguenza poca diſſoluzio
e che quanto più vi ha di queſte particole ne della parte regolina. Per queſta ragione
diſtaccate, tanto più vi ha di vernice ſali la prima ebollizione giammai non rende tan
nº e zolfurea, e per conſeguenza quanto to precipitato come la iº, c e i

Tom, III. Mi - - d
I I4 A NT A NT
da come la terza; queſta progreſſione ha però mente, che ne deve perder poco ogni vol
il ſuo termine. -
ta, poichè ſenza l'aggiunta di nuovo ſale
Il liquor alcalino eſſendo ſufficientemente può egli dopo la filtrazione di nuovo agir
carico del Zolfere, e del regolo dell'antimo ſopra l'antimonio un numero di volte coni
nio, ceſſa d'agire, e convien filtrarlo pri derabile; e poichè le trenta ebollizioni ripe
ma , perchè ſi ſpogli ſopra il feltro delle tute di cinque libbre d'antimonio inſieme uni
parti groſſe dell'antimonio non diſcompoſte, te, han renduto ſette oncie di kermes ſem
che ſi ſono diſtaccate collo ſtroffinamento ri pre così bello, e fino , quanto il Kermes
petuto dei pezzi di queſto minerale durante delle ſei prime ebollizioni fatte ſopra una
l'ebollizione, e poi perchè deponga raffred libbra, e poi ſopra quattro libbre di queſto
dandoſi le parti dello ſteſſo minerale ſepara minerale.
te abbaſtanza dall'hepar, e divenute di una Vedendo che nella trenteſimaſeſta ebollizio
ſottigliezza da paſſar col liquore ancor cal ne queſto liquor alcalino agiva al par quaſi
do per il feltro. -
delle prime, me n'ho ſervito in altre venti
Finchè il liquor è caldo, egli è in un mo ebollizioni, ſenz'altra precauzione che met
vimento talmente rapido, che impediſce che tendo a parte i piccoli aghi d'antimonio che
le particole ſottili del Kermes non ſi riuni reſtavano ſul feltro, e la cui quantità cre
ſcano in mollecule troppo groſſe. Le parti ſceva a miſura che l'ebollizioni ſi moltipli
cole traverſano in queſto ſtato i pori della cavano . Queſte venti ebollizioni mi han
carta colla facilità del liquore: ma a miſura renduto ancora cinque oncie, e tre groſſi e
che queſto ſi raffredda , ceſſando a poco a mezzo di kermes, mentre nelle trenta pri
poco la rapidità del movimento, queſte ſteſſe me non ne aveva avuto che ſett'oncie.
particole ſi uniſcono, ſi conglutinano, e com Ho rifatto dieci altre ebollizioni, che mi
pongono alcune molecule di tal maſſa, che hanno ancora renduto quattr'oncie, e un
non poſſono più venir ſoſtenute nel liquido, groſſo e mezzo di Kermes. Onde queſte
e cadono in un magiſtero. - trenta ebollizioni mi han dato due oncie, e
E impoſſibile che la liſciva non perdi a cinque groſſi di kermes di più delle trenta
ciaſcuna ebollizione una piccola porzione del prime. Queſto aumento di effetto procede,
ſuo ſal alcali, poichè queſta porzione ha do come dianzi l'ho detto, da ciò che molti
vuto adoperarſi a compor l'hepar, che ha plicando il fregamento de pezzi dell'antimo
corroſo la parte regolina dell'antimonio pre nio, ſi ſcoprono nuove ſuperfizie, che ap
cipitato con queſta porzione medeſima d' " un nuovo zolfere al liquore alca
hepar, ſotto la forma di magiſtero roſſo; per ino ; e queſto zolfere aggiunto rende l'he
chè ſi vedrà in appreſſo, molto meglio di par più vivo , e più penetrante , o ſe ſi
quel ch'abbia fatto nella prima Memoria, vuole, forma del nuovo hepar a ciaſcuna
che il kermes è un magiſtero di regolo d' ebollizione. - -

antimonio unito al Zolfere groſſo di queſto mi Reſta, come ſi è detto , ſopra dei feltri
nerale, e a una porzione picciola di ſalal una quantità aſſai conſiderabile d' aghi fini
cali, che ſi può diſtaccarne; o ſe ſi vuole, miſti con una ſpezie di fango terreo . Ho
queſto è un antimonio, che in rigore non è fatto bollir dodeci volte queſto fango, che
diſtrutto, ma di cui ſi è ſolamente cangiata peſava quaſi ott'oncie collo ſteſſo liquor al
la diſpoſizion delle parti, diſtaccando il Zol calino, e mi ha dato due oncie, e tre groſſi
fere groſſo dai pori, ch'egli occupava; il e mezzo di kermes.
che ha cagionato lo ſcuotimento, o la rot Con queſte ſettantaotto ebollizioni ho avuto
tura delle pareti di queſti pori, i quali can dalle mie cinque libbre d'antimonio, una lib
giando e di ſituazione, e di forma, ſi me bra, quattr'oncie , e " grani di
ſchiano col nuovo compoſto d'hepar, e lo Kermes. Non è così facile fiſſar giuſta
fanno comparir un magiſtero più o men co mente quanto l'antimonio ha perduto del ſuo
lorato, a proporzion della quantità d'alcali, peſo; perchè ritiene forſe negl'interſtizi de'
e di zolfere, ch'è unito con lui. . ſuoi aghi una certa quantità di ſal alcali,
Mà s'è impoſſibile che il liquore alcali poichè peſava ancora tre libbre, e ſei on
non perda una qualche piccola parte del ſuo cie, le quali unite al peſo di tutti i Kermes
ſale ad ogni ebollizione, ſi conoſcerà facil tratto dalle 78. ebollizioni , danno un au
n.1Cnto
A N T A NT I I5
mento di due oncie, quattro groſſi, e ven ti, come l'ho già detto, in un ſedimento
tiquattro grani, comprendendovi il peſo del graſſo, e olioſo proveniente dal deliquium,
la materia fangoſa dei feltri. Laonde è chia e dall'acqua madre dei criſtalli in terra sfo
ro che queſto aumento ſi deve attribuire o gliata - Eſaminiamo ora queſt'acqua-madre
all'union d'una porzione del ſal alcali col colla diſtillazione. Ne ho preſo cinque on
reſto dei pezzi dell'antimonio, o all'unione cie, e mi ha dato prima un liquor acqueo,
di queſto ſale col magiſtero precipitato. Non ch'aveva l' odor delle materie animali di
ſi può dubitare che queſto ſal alcali non ſia ſtillate . Poi è venuto uno ſpirito orinoſo
unito a queſto magiſtero, e già l'ho detto volatile aſſai penetrante , ch era d'un bel
nella prima Memoria, e in queſta lo pro giallo, e che peſava due groſſi. Nella ſtor
verò; ma non poſſo provarugualmente l'u ta reſtarono due oncie e due groſſi e mezzo
nion di queſto ſale coll'antimonio, onde non d'un caput mortunm, il quale con un fuoco
ſi può che ſoſpettarla. Eſaminiamo la liſci maggiore mi ha renduto ſei grani di fal vo
va che mi è reſtata dalle 78. ebollizioni. latile in forma concreta, o ſecca. Rotta la
Io l'ho diſtillata; e i primi vapori han dato ſtorta , vi ho trovato una maſſa bianca e
un liquor zolfureo debole , ch ha dato dei roſſa, da cui eſalava un odor ammoniacale,
ſegni d'orinoſo volatile. Io ne parlerò in pro ſimile a quello ch' eſce dei vaſi, ove ſi è
ceſſo di queſta memoria: alla metà della diſtil fatta qualche fubblimazion di ſal ammcniaco.
i" precipitato un poco di terra bianca. Queſta maſſa quando l'ebbi rotta , ſomi
Dopo la ſeparazione di queſta prima ter gliava alle ſcorie di regolo piene di cavità
ra, ſi è continuata la diſtillazion del liquor ſparſe di granellini di regolo minuti e bril
reſtante fino a pelliciuola, e vi ſi formarono lanti, che ſi erano riſuſcitati al fuoco di fu
dei criſtalli lunghi , de quali i più fini ſi ſione. Queſta maſſa ſalina o di ſcorie umet
fondevano un poco ſopra i carboni, e per tandoſi all'aria , ha preſo un color verda
ciò erano nitroſi. ſtro, avente un odor d'hepar, e ſarebbeſi
Ma ſiccome queſti erano ancora meſco poſta tutta in deliquium, ſe l'aveſſi laſciata
lati con una materia fangoſa, graſſa, e lor lungo tempo eſpoſta all'umidità . Ma per
da, ne ho fatto un'altra ſoluzione nell'ac maggior brevità, vi ho verſato ſopra dell'
qua piovana, e vi ſi è precipitato una ſe acqua bollente, ch'è divenuta d'un verde
conda terra bianca, ſimile alla prima , che bruno. Filtrandola calda, è reſtato ſul feltro
peſava quattro groſſi, e ſeſſanta grani. Sva un fango verde, ch'era del zolfere ; e per
porato il liquor ch'eraſi ſeparato da queſta ter li pori della carta è paſſato un liquor, che
ra, vi ſi formarono dei nuovi criſtalli , ma raffreddandoſi ha laſciato depor una quantità .
figurati come quelli d'una terra sfogliata, aſſai conſiderabile di Kermes.
cioè in foglietti piatti , quaſi tutti quadri, Queſto liquor ſalino galleggiando ſopra
alcuni però triangolari ; ma non conſerva queſto nuovo Kermes , eſſendoſi ſvaporato;
no queſta figura ſe non finchè ſi tengono mi ha dato dei criſtalli di un' altra natura
fecchi ; perchè appena che ſentono l'umi dal ſal prismatico precedente, i quali vanno
dità dell'aria, toſto ſi liquefanno , e alloraben preſto in deliquium, e ſembrano un al
di nuovo ſi criſtalizzano nel loro deliquium, cali criſtallizzato, o un ſalalcalizolfureo, che
bensì lentamente , e ripigliano in un ſedi ſi potrebbe nominar, quando è in queſto ſta
mento graſſo che ſi depone, una forma di to , un ſal d'hepar; perchè ha nell' iſteſſo
criſtalli prismatici, ma inſolubili ſulle bra tempo un guſto liſſiviale, e un guſto d'he
ci; ſopra le quali ſcintillano; e ſi sminuz par: ma ſciogliendo queſto ſal zolfureo coll'
zano come il tartaro vitriuolato , ſenza acqua fredda, reſta nel fondo della ſoluzione
che queſto ſcintillamento abbia niente di ſi un vero tartaro vitriuolato.
mile alla decrepitazione del fal marino. Queſto ſal, zolfureo o d'hepar, bolle ſopra
Soffiate quanto volete nei carboni, che i carboni ardenti, e divien giallo; prova del
mai vi ſi fondono, ma già ſi convertono in zolfere che contiene. Egli anneriſce, e cor
una materia terrea, bianca, che ſembra ſi rode la lama d'argento, ſu cui ſi fonde nel
mile alla terra che ſe n'era depoſta avanti fuoco; dà un color verde al ſiropo di viole;
la loro prima e ſeconda criſtallizzazione. . precipita in color di melangolo la ſoluzion
Queſti criſtalli prismatici ſi erano forma del ſublimato corroſivo; e nella ſuperfizie
- P 2. del
II6 ANT A NT
del liquore, laſcia nuotar una pelliciuola zol concentrar i ſali. Eccone la prova; verſate
furea , che raccolta abbrucia come il volfe ſul feltro, ove ſi è poſto il liquor bollente,
re comune; in una parola ha tutti i carat che contiene il Kermes, dell'altra acqua pu
teri neceſſari per poter eſſer chiamato ſal ra bollente, e il Kermes ſarà molto più pal
olfureo, o ſal d'hepar. Egli è differente dal lido che ſtato non ſarebbe ſenza l'addizione
ſale , che ſi può cavar dal liquor del nitro di queſt'acqua.
fiſſato , che non è paſſato per l'ebollizioni Quando ſi fa cader per eſempio un groſſo
coll'antimonio; perchè da queſto liquor eva di Kermes in tre groſſi d'acqua regia fatta
porato non ho avuto , oltre alcuni piccioli collo ſpirito di nitro, e colle ſpirito di ſale,
criſtalli, ch'erano ancora nitroſi, che dei ſi fa la diſoluzione con ebollizion grande, e
criſtalli lunghi e prismatici ſimili a quelli, calor vivo, e ſi alzano dei vapori di ſpirito
che ho diſſopra deſcritti, e che come loro di nitro roſſiſſimi : ceſſando l'ebollizione, l'
s'imbianchivano ſopra il fuoco ſenza fon odor del miſcuglio ſi cangia, e divien ſola
derſi, nè decrepitare, e come loro ſi rom mente zolfureo. Finita la fermentazione, è
pevano ſcoppiando. - reſtato un ſedimento giallo ſottopoſto a un
Ritorniamo alla materia bianca depoſta liquore, ſopra del quale vi era una pelliciuola
nella criſtallizzazione del ſal zolfureo, o ſal zolfurea, la quale levata con un pezzetto di
d'hepar della liſciva delle 78. ebollizioni del carta , abbrucia come il Zolfere comune.
kermes. Alla viſta, ſi ſarebbe preſa per an Ho lavato e ſeccato queſto ſedimento, e vi
timonio diaforetico, il che non ſi può dire, ho trovato il giorno dietro un globetto di
perchè l'acqua regia la ſcioglie , e non ſi mercurio liquido, peſante un poco più d'un
accoſta al diaforetico ordinario, ſi fermenta quarto di grano. Supponendo che queſto glo
coll'acido del nitro, e del vetriuolo, ſe ne betto di mercurio ſiaſi ivi trovato ſenza ſoſpet
riſuſcita un regolo ſopra i carboni ardenti, to alcuno, che poſſa far dubitare della ſua
e prima di riſuſcitare, ſi veggono a partir eſiſtenza anteriore nell'antimonio, egli non
ne alcuni piccioli lampi del color della fiam ſarebbe che la ducentottanteſima ottava par
ma del Zolfere , e che immediatamente te del groſſo di Kermes, ſu cui fatto aveva
ſvaniſcono. Queſta polvere che non è l'an l'eſperienza preſente, il che è molto lonta
timonio diaforetico, non è nè meno la ma no dalla quantità di mercurio, che molti
teria perlata, poichè gli acidi nulla più agi pretendono che ſi poſſa eſtrarre dall'antimo
ſcono ſopra queſt'ultima preparazione, che nio ſublimandolo in fiori col ſal ammonia
ſopra il diaforetico. co , e riducendo queſti fiori con ſali fiſſi.
-

Tutte le materie bianche ſeparate dalla Poſſo quì di paſſaggio aſſicurare, che i vaſi
fuſione dell'antimonio con vari ſali alcali ſo di vetro, di cui mi ſono ſervito non erano
no della ſteſſa natura di quella, di cui poc' ſtati giammai adoperati in alcuna operazio
anzi ho parlato ; e non conoſcendo prepa ne, ove foſſe entrato del mercurio, ma de
razione d'antimonio, che la pareggi perfet vo altresì confeſſare , che avendo ripetuto
tamente, non ſi potrebbe egli nominarla un tutto il metodo ſuddetto con dell'altro ker
JKermes bianco, o una Magneſia bianca an mes ugualmente bollito, e dell'acqua regia
timoniale, poichè inoltre preſa internamen ſimile, non ho potuto trarne punto di mer
te in poca doſe, è diaforetica, e non cagio Cur1O , - -

ma nauſee ? - La polvere bianca , nel cui mezzo ſi è


Ritorniamo ora all'eſame che mi ſon pro trovato queſto mercurio, peſava quaranta
poſto del Kermes, e che cade in acconcio due grani. L'ho poſta in una ſtorta per far
in queſta Memoria. -
ne ſiblimarſi dire che potea contene
-

Queſta polvere è quaſi ſempre di vari co re: queſto zolfere è aſceſo al primo fuoco,
ſori, a proporzion che il liquor alcalino ado e ſi è attaccato alla parte del collo della
perato fu più o men concentrato : quando 4ſtorta, che ſortiva del fornello ; poi è ve
queſta è carica di fali, il Kermes ſarà di nuto un cerchio nero, in appreſſo un terzo
un roſſo aſſai carico, o, ch'è poi lo ſteſſo, cerchio bianco di fiori d'antimonio, o piut
ſe l'ebollizione ha durato poco tempo, il toſto di regolo, ſparſi di aghetti : il liquor
kermes farà pallido, per non eſſerſi dal li del recipiente era carico di fiocchi zolfi rei:
quor ſvaporato tanta flemma che baſti per finalmente la maſſa roſſa del fondo della
ſtorta
ANT ANT 1 17
ſtorta era una ſpezie di crocus metallorum, do vitriuolico, che lo ritiene, e lo aggra
o piuttoſto di magneſia opalina, che ſi fa, va . I vapori roſſi dello ſpirito di nitro s'
come ſi sa, col nitro, e col ſalmarino. Ora impregnano d'una parte del 2olfere, che ſi
in queſta eſperienza ho adoperato un'acqua volatilizza nell'efferveſcenza, poichè raccolti
regia compoſta dell'acido del nitro, e dell' in un capitello di vetro, o in altro modo,
acido del ſal marino. Queſti due acidi han ſi condenſano in uno ſpirito di nitro tinto in
no ripreſo una baſe nel ſal alcali del Ker verde. Ma ad onta di queſta efferveſcenza sì
mes, ſi ſono rigenerati , e hanno operato grande, non ſi fa diſſoluzione alcuna della
nella fuſione , ciò che queſti due ſali miſti parte regolina del Kermes, poichè ſe ſi la
coll'antimonio producono nell'operazione ore ſcia ripoſar il miſcuglio dopo ceſſata l'effer
dinaria della magneſia opalina. La rigenera veſcenza, e che poi ſi decanti l'acido, che
zione di queſti " ſali coll'alcali del ker nuota ſopra la polvere divenuta bianca,
mes ſi proverà anche meglio nel ſeguito di niente ſi precipita di queſto regolo verſan
queſta Memoria. - dovi ſopra dell'oglio di tartaro, -

Riſulta da queſta eſpoſizione, che l'acqua Queſto kermes divenuto bianco per l'a
regia non diſcioglie tutta la parte regolina zione dell'acido nitroſo poſto al fuoco in una
del Kermes, ma ſolo quelle particole, le cui ſtorta , rende molto zolfere bruciante, dei
faccie ſi preſentano ſenza induto all'azione fiori d'antimonio , e laſcia una maſſa bian
di queſto acido ; che quelle che ſono rico chiccia di calce d'antimonio; pure queſta maſ
perte di un induto non diſcontinuato della ſa eſſendo ancora unita a una porzion con
materia zolfurea dell'hepar , reſiſtono all'a fiderabile del zolfere groſſo dell'antimonio,
zione dell'acqua regia; che non ſi può per cui non può abbandonare ſenza ſtento, re
via di queſto acido ſeparar eſattamente la ſta un poco gialla , -e ſparſa di punti roſſi
parte zolfurea del kermes, poichè la polve nella ſuperfizie . Portata a un vivo fuoco,
re bianca che ſe ne precipita contiene col ſi vetrifica in parte , e l'acido del zolfere
zolfere groſſo una porzione conſiderabile di il più fiſſo, o ſe ſi vuole, il volfero intiero
regolo, il quale potrebbe formar la metà in che il fuoco non ha potuto totalmente ſe
circa di queſta polvere; pure, malgrado que parare , forma degli aghi antimoniali col
ſto inconveniente , l'acqua regia è l'acido reſto della parte regolina, che non ſi è ve
che più conviene per far la ſeparazione del trificata. - - - - -

zolfere groſſo ch'è ancora in natura nel Ker Soſtituendo all'acqua regia, allo ſpirito di
mes ; perchè adoperando lo ſpirito di ſale ſale, e allo ſpirito di nitro, un olio di vi.
puro, corrode la parte regolina, e ſottiliz triuolo ben concentrato, non ne riſulta che
za e attenua sì fattamente queſto zolfere, un odor di zolfere, che divien penetrante,
che la maggior parte ſi ſvapora, ſicchè quan o che va creſcendo per gradi, a miſura che
do verſo dell'acqua piovana ſopra queſto diſ creſce la fermentazione : ma non ſi ſepara
ſolvente, tutto il regolo del kermes, e ciò punto di zolfere groſſo bruciante, come ſe
che vi reſta d'hepar, e di ſal alcali ſi pre ne ſepara dall'acqua regia. Dunque è d'uo
cipita confuſamente in una polvere bian po adoprar un meſtruo che poſſa diſcioglier
ca , che ſarebbe una vera polvere d'Alga la parte regolina del kermes, ſe ſi vuol di
roth, ſe non ſi poteſſe dubitare , che a lei moſtrar l'eſiſtenza del zolfere groſſo unito al
unitamente ſi foſſe precipitato una porzion kermes, e queſto meſtruo o diſſolvente è l'
di ſal alcali del Kermes: finalmente non ſi acqua regia. Paſſiamo ora ad altre operazioni,
ſepara da queſto precipitato alcun zolfore gal Ho fatto veder nella mia prima Memo
leggiante, come ſuccede ſervendomi dell'ac ria, che da un etiope compoſto di kermes,
qua regia. - - - - - e di mercurio, aveva avuto del cinabro d'
Se in luogo dello ſpirito di ſale, ſi adope antimonio, principalmente quando adoperai
ra lo ſpirito di nitro puro, e concentrato; un certo kermes di quelli ch'avevo compe
ſuccede, appena ch'è verſato ſul Kermes, rato. Poſſo dire preſentemente con una ſpe
un efferveſcenza sì grande, che non vi ha zie di certezza, che queſto kermes era alte
dubbio che queſto miſcuglio non prendeſſe rato da un addizione di zolf e comnne,
fuoco, ſe il principio olioſo del volfere groſſo poichè col mercurio e col kermes d lle 73.
di queſta polvere foſſe più ſgombro dell'aci ebollizioni ſuddette non ho potuto tre , ar
-
I I8 A NT A NT
del vero cinabro, ma bensì una materia zolfu ceſſi con una ſoluzione di tartaro vitriuolato
rea roſſa, o bituminoſa; la quale a un fuoco ordinario. -

violento ſi fonde , e ſcorre lungo le pareti La ſteſſa maſſa diſſalata non peſava più
della ſtorta, come la cera di Spagna lique che 84 grami e mezzo ; onde nei miei due
fatta, a cui aſſai ſi ſomiglia quanto al colo groſſi di Kermes non vi era che ventiſette
re, e ſplendore. Da queſta eſperienza ho ri grani di ſale, ch'io non poſſo far fede che
cavato la ſeguente oſſervazione. ſia tutto un tartaro vitriuolato, perchè po
Avevo meſcolato due groſſi del mio ker trebbe eſſervi ancora una porzione di ſal al
mes, e due di mercurio ben puro; ſi dubita cali non ſeparata dall'acido del zolfere. Ma
che nella triturazione, che dura lungo tem queſta precipitazione del mercurio in giallo
po, ſi ſia perduto qualche piccolo globetto di di turbito, mi baſta per provar ciò ch'ho
mercurio: pure ponendo queſto etiope a un detto di ſopra, che l'acido può diſtaccarſi dal
fuoco violento, ſi ſono riſuſcitati due groſſi - principio infiammabile, poichè nel caſo pre
e cinque grani di mercurio. Queſto aumen ſente egli l'abbandona in parte per unirſi al
to di peſo non ſi può attribuir che al ker ſal alcali del kermes. Finalmente sì per que
mes, e già l'aveva oſſervato nelle mie ope ſta eſperenza che per le precedenti, ſi è di
razioni del 1734, benchè non ne abbia fatto moſtrato che il kermes è un miſcuglio di re
menzione nella mia Memoria. Non pretendo golo d'antimonio, del zolfere groſſo di que
conchiuderne che il kermes abbia fornito del ſto minerale, e di una porzione aſſai ſenſi
mercurio al mercurio, che adoperavo, ma che bile di ſal alcali . Si è dimoſtrato eziandio
ſi è fatto un amalgama di cinque grani di re che queſto zolfere groſſo ſi può a un gran
golo del kermes coi due groſſi di mercurio; fuoco diſcomporre colla fuſione, come il vol
e la prova di queſto ſi è, che queſto mercu fere comune ſi diſcompone nell'operazione
rio è reſtato graſſo, men lucido, e laſciante dello ſpirito di zolfere. Da queſto fatto ſi de
una coda , come ogni mercurio unito con duce facilmente la ragione onde non ſi cava
qualche ſoſtanza metallica . Onde ecco un il cinabro da queſta miſtura di kermes, e di
mezzo benchè lungo di far l'amalgama di mercurio, cioè che in queſta operazione il
regolo d'antimonio, e del mercurio, che ſi sa zolfere groſſo dell'antimonio eſſendoſi a un
eſſere difficiliſſimo, e per cui M. Homberg gran fuoco diſcompoſto, almeno la maggior
praticava un regolo d'antimonio, ove aveva parte, l'acido che col bitume della terra, o
fatto entrar il rame. -
ſe ſi vuole, con un principio olioſo, com
La maſſa del kermes ridotta in crocus me poneva del zolfere comune in tutto il mine
tallorum reſtata nella ſtorta, ſeparata da qual rale , ha laſciato queſta materia graſſa per
che parte di zolfere bruciante ſublimata, e da unirſi col ſal alcali avido d'acido, e far un
qualche fior antimoniale, non peſava che un tartaro vitriuolato , mentre che il reſto del
groſſo, e trentanove grani: ſopra vi ſi è fat zolfere non diſcompoſto è reſtato unito al ſo
sto bollir dell'acqua piovana per diſſalarla, e verchio dell'alcali ſotto la forma d'hepar :
queſta liſciva ha precipitato in giallo di tur ora finchè il 2olfere reſterà unito a un ſal fiſ
bito la diſſoluzion del mercurio nello ſpirito ſo, non lo può abbandonare per unirſi al mer
di nitro. Ora queſto color giallo fa veder, curio, e alzarſi con lui in cinabro.
che non mi ſono ingannato, allorchè ho det Ecco ancora un'altra eſperienza già riferita
to nella prima Memoria, che mediante un nella prima Memoria, ma neceſſaria anche
gran fuoco, e l'intermedio del mercurio, che in queſto luogo. Preſi un groſſo, e nove gra
quì non ſerve che a divider le parti delle va ni, o ottant'un gran di Kermes, e un groſſo
rie materie componenti il kermes, ſi poteva e mezzo di ſublimato corroſivo, miſi il mi
diſtaccar dal zolfere groſſo unito a queſto ma ſcuglio ben tritato in una ſtorta, il butirro
giſtero, una porzione dell'acido vitriuolico d'antimonio è paſſato, poi il mercurio, e do
unito eſſenzialmente a queſto zolfere groſſo, po lui un poco di cinabro ſublimato nella
trasportar queſta porzione d'acido ſopra una volta della ſtorta, e un zolfere eccedente,
parte di ſal alcali della ſteſſa polvere, e formar che ſi è ſublimato in fiori gialli, che ſi ſono
da queſta nuova unione un tartaro vitriuolato,bruciati ſopra i carboni . Il mercurio riſu
poichè nell' eſperienza preſente precipito il ſcitato peſava 7o. grani, onde vi erano trent'
mercurio in giallo di turbito, come lo fa. otto grani d'acido concentrato nei miei 198.
grani
ANT ANT I I9
grani di ſublimato corroſivo, cioè 25 grani to dieci grani e mezzo di regolo puro in ca
r groſſo, ſenza contar l'acido che ſi è uni tino, e dopo ciò quattro grani di fiori rego

. to all'alcali del kermes, come mi diſpongo


a dimoſtrarlo. -
limi, il che fa quattordeci grami e mezzo.
Io calcolo per due grani al più la porzion
Non convien dunque ſtupirſi ſe il ſublima regolina, ch'ha potuto reſtar nelle ſcorie,
to è la preparazion del mercurio la più cor perchè non mi è parſo che conteneſſero che
roſiva, poichè il precipitato roſſo per eſem del ferro, del ſal alcali, e del zolfere; laon
pio non contiene per ogni groſſo che ſette de ſecondo queſta eſperienza in un groſſo di
grani d'acido. La maſſa d'un bruno quaſi kermes vi ſono ſedeci in dieci ſette grani di
nero, reſtata nel fondo della ſtorta, peſava regolo, 13. in 14 grani di ſalalcali, e 4o.
trentadue grani e mezzo ; benchè per le ſue in 41. grano di zolfere comune. -

ſtrie ſomigliaſſe a un antimonio ſciolto, con Finiſco qui l'eſame del kermes fatto per
teneva ancora quindeci grani di ſale, poichè ebollizione, per paſſar a quello della ſteſſa
dopo averla coll'acqua diſtillata edulcorata, preparazione, che ſi può far colla fuſione,
non ha peſato più di dieci ſette grami e mez più preſto che coll' ebollizioni, oſſervando
zo; l'acqua di queſta lozione ha dato al ſi però e la ſcielta , e le proporzioni del ſal
ropo violato un color verde carico, come lo alcali , perchè ſenza di queſto il Kermes
fa la ſoluzion del ſal marino, benchè più len non avrebbe la finezza, leggierezza, e il co
tamente, fa un precipitato bianco e abbon lore, che gli ſono eſſenziali. Mem. dell'Acc.
dante colla diſſoluzion del mercurio nello ſpi Reale delle Sc. 1735. -

rito di nitro, non cagiona alcuna alterazio Oſſervazioni di M. GEoFFRoy ſopra il


me alla ſoluzion del ſublimato corroſivo, pre Kermes minerale.
cipita l'argento in luna-cornea ; finalmente Perchè nulla reſtaſſe da deſiderare nell'e
: criſtallizzandoſi dà un ſal cubico, che decre fame Chimico di queſto rimedio, mi reſta
pita ſopra i carboni; onde è un ſal comune va ancora a imitare alcuni Chimici, che
rigenerato coll' unione d'una porzion dell' hanno ſoſtituito all'ebollizione dell'antimo
acido del ſale, ch'ha laſciato il mercurio del nio con un ſal alcali la fuſione di queſto

ſ ſublimato corroſivo, con una baſe alcalina, minerale collo ſteſſo ſale, e a determinar la
e queſta baſe non ha potuto eſſer che il ſal preporzion del ſale che vi vuole per aver
alcali del kermes; dunque queſta eſperienza il Kermes così bello, fino, e colorato, che
è ancora una prova ſovrabbondante dell'eſi coll'ebollizione.
ſtenza di queſto fale nel kermes. Trattaſi di Ma per conoſcer queſta proporzione con
-

determinar quanto il kermes conteneva di maggior certezza , mi ſon ſempre ſervito


ciaſcun dei tre ingredienti, ch'entrano nella dell'antimonio d'Ongaria ridotto in polvere
ſua compoſizione , il che non mi avevano finiſſima, perchè ſi uniſce col ſal alcali più
" conoſcere le ſperienze precedenti, facilmente, e più eſattamente ; di più ho
a ſeguente però lo fece con una ſpezie d'e fatto le fuſioni in ſtorte di vetro per nulla
ſatezza. Ho fatto tritar ſopra il porfido ven perder delle materie, che potevano ſepararſi
tiquattro grani di limature d'aghi, ch'ho po nella fuſione dal miſcuglio. Finalmente do
ſcia meſcolate in un crogiuolo con un groſſo po l'eſperienze , ove ho adoperato l'antimo
di kermes minerale, e la fuſione ſi è fatta mio, gli ho ſoſtituito il ſuo regolo , e l'ho
come nell'operazione ordinaria del regolo, e ſciolto col fal alcali. - - -

vi ſi formò una ſcoria, ma nel tempo della Un'oncia d'antimonio porfirizzato, e una
fuſione ſi è alzato negli eſtremi del crogiuolo mezz'oncia di nitro fiſſato coi carboni, e ben
aperto, una polvere guarnita d'aghi, e bian ſecco, miſto ben bene, e poſto in una ſtorta,
ca, ch'altro non era che fiori di regolo. Ho han dato della flemma, dei vapori bianchi,
ſeparato il regolo dalle ſcorie, e ne ho trovato e denſi; la ſuperfizie della materia ha preſo
dieci grani e mezzo, meſſe le ſcorie nello ſpi in capo di qualche tempo un color roſſo ;
rito di nitro, vi ſi diſciolſe il ferro, e la par indizio certo, che il 2olfere groſſo dell'anti
te zolfurea del kermes reſtò ſeparata dalla diſ monio cominciava a unirſi al ſal alcali, ea
ſoluzione del ferro, ho vuotato il liquore, formar un hºpar : poi ha diſtillato alcune
ho precipitato il ferro colle gallozze ; e il goccie d'un liquor giallo, indi ſi è veduto
zolfere bruciante meſſo in diſparte, ho avu nel collo della ſtorta un ſal volatile concre
- tO ,
I 2O . ANT ANT
to, penetrante quanto il ſal volatile ammo un oncia d'antimonio ridotto, come l'ho det
niaco ordinario. to , in polvere ſottile : dopo la flemma ſi
Se ſi vuol ſeparar queſto ſale, ſi dovrà le alzarono dei vapori roſſi, aventi l'odor, e'l
var la ſtorta dal fuoco, appena che ſi è for guſto dello ſpirito di nitro, che non hanno
mato, altrimenti il fuoco continuato e i va durato lungo tempo, poi dei vapori bian
pori nitroſi che vanno aſcendendo , lo fa chi, in appreſſo del ſal volatile in forma ſec
rebbero diſparire, e'l liquor del recipiente ca: quando ho levato il coperchio rotondo
non eſſendo più nè acido, nè alcali, non del fornello, mi ſono accorto, che quantum
ſente che l'empyreuma. Se dopo aver cava ue il ſale, che adoperavo, aveſſe dato nei
to il ſal volatile per farne i ſaggi, e aſſicu i ordinari tutti i ſegni d'un vero alcali
rarſi, che n'ha tutte le proporzioni, ſi ri fiſſo, vi erano ancora molte parti del nitro,
pone la ſtorta nel fuoco aumentandolo a po che non erano ſtate alcalizzate colla deto
co a poco, la materia ſi gonfia , tutta la nazion di queſto ſale col tartaro , poichè ſi
ſua ſuperfizie prende un color d'un roſſo vi fondevano di nuovo col zolfere dell'antimo
vo, e finalmente ſi alzano nell'alto della nio, e ſi accendevano le une coll'altre. Que
ſtorta alcuni fiori farinoſi, e bianchi. ſta fulminazione è ſtata molto più ſenſibi
Queſta proporzione di due parti d'antimo le in un'altra eſperienza, in cui avevo ado
mio ſopra una di nitro fiſſato, non laſcia perato quattro volte la doſe di queſto mi
punto di regolo nel fondo della ſtorta, del ſcuglio, e di più vi ho rimarcato, che nei ,
che mi ſono accertato ripetendo cinque in luoghi ove il nitro fulminava , vi laſciava
ſei volte l'operazione. certe macchie bianche, le quali levate con
Ma prendendo parti uguali d'antimonio e attenzione, erano antimonio " . Non
di nitro fiſſato, per eſempio un oncia di cia ſerve che più mi eſtenda ſopra queſta oſſer
ſcheduno, la maſſa prende più preſto il co vazione. - A -

lor roſſo nella ſua ſuperfizie, ſi fonde più Finalmente la maſſa reſtata nella ſtorta
ugualmente ſenza gonfiarſi, e ſi trova nella non mi ha dato di regolo unito nulla più
baſe un regolo, che con queſta doſe peſa che nell'ultima operazione fatta nelle ſteſſe
ordinariamente 18. in 19. grani, ſenza con proporzioni col nitro fiſſato coi carboni .
tar i granellini non riuniti nel catino; che Aumentando la doſe del nitro fiſſato col tar
reſtano ſparſi nelle ſcorie ſaline, e zolfuree taro, ho ritrovato del regolo come nelle
che ſono al diſopra della piccola maſſa re precedenti eſperienze. - -

solina. -
Ora queſti due alcali provenienti tutti e
Facendo la ſteſſa operazione con due par due dal nitro fiſſato o coi carboni , o col
ti , o un oncia d'antimonio, e tre parti o tartaro, non fanno ſcorgere alcuna differen
un oncia e mezza dello ſteſſo alcali nitroſo, za nelle loro azioni ſopra l'antimonio, co
ſi troveranno per ogni oncia d'antimonio qua me lo prova la ragione, e l'eſperienza.
rantanove grani di regolo, ſenza contar le Paſſiamo alla prova del fal di tartaro ,
particole diſperſe. Notiſi che ſi alzano più ch'è come ſi sà, il più puro dei ſali alcali:
vapori bianchi con queſta proporzione, che quando è ben fatto, non vi ſi trova punto
colle due precedenti, e che ſe n'eſtrae pa di ſal. ſtraniero, nè di ſal volatile, come ſe
rimenti più ſal volatile concreto. ne trova quaſi ſempre nel nitro in qualun
Acciocchè il dettaglio dei metodi di que que modo alcalizzato. Queſto ſal di tartaro
ſto Kermes foſſe completo, ho tentato la quando l'adoperai nel peſo di quattro groſſi
fuſione dell'antimonio con altri ſali alcali ſo con un oncia d'antimonio, non ha ſeparato
ſtituendoli al nitro fiſſato coi carboni. Io punto di regolo, ma ogni volta ch'ho ripe
ben ſapeva che tutto formerebbe un hepar tuto l'operazione con ſei groſſi, o un oncia
col zolfere groſſo del minerale, ma era ne di queſto ſale, ho ſempre avuto 4o. in 49.
ceſſario ſapere, ſe vi ſarebbe differenza, e grani di regolo ben netto da ciaſcuna on
ſe i prodotti ſarebbero uniformi. cia d'antimonio. , e - - -

Ho prima adoperato il nitro fiſſato col tar In queſta operazione non ſi ſublima pun
taro: queſto ſal alcalieraſi diſciolto, filtrato, to di ſalvolatile, perchè adopero un alcali
e poi ridotto in maſſa ſalina, ſecca, e bian fiſſo puro, laddove ſervendomi del nitro fiſ
ca. Ho meſcolato mezz'oncia di queſto con ſato o col carbone, o col tartaro, ſi trova
-
- - laO
A NT A NT I 2 I
no delle parti non alcalizzate, che conten glio, e che oltre queſt'acido vi ha eviandio
º gono ancora tutto il lor acido. Queſte par nel liquore un poco di ſpirito volatile ori
ti del nitro finindo di diſconporſi, abban noſo, poichè precipita in bianco la ſoluzion
donano il loro ſal alcali all'acido del zolfe del ſublimato corroſivo. Inoltre dopo fatta
re, di cui ſi fa una ſpezie di tartaro vi la precipitazione, formaſi ſopra il liquore
triuolato; e la porzione dell'acido nitroſo , una pelliciuola avente i colori dell'iride, ch'è
che ſe ne ſgombra, ſi uniſce a un'altra por ſempre un indizio ſicuro d'un acido zolfu
zione del principio infiammabile del zolfe reo . In queſta operazione d'una parte di
re, e forma con ella un ſal volatile da me ſal di potaſſe con due d'antimonio, non ſi è
trovato, e di cui ho parlato di ſopra. Sa punto ſeparato di regolo. -

rebbe quaſi più ſemplice, ſupporre un am Sapendo dunque che queſta proporzion di
moniacale nel nitro, nel qual caſo ſarebbe ſal alcali, qualunque ſi foſſe, non dava pun
inutile la preſente ſpiegazione. to di regolo, e che aumentandolo ne dava
: Il ſal eſtratto per liſciva dalle ceneri di una maſſa ſenſibile, ho voluto vedere , co
tartaro, poi ſeccato e calcinato, dev'eſſer ſa ne ſeguirebbe col diminuirla; perciò non
un alcali puro della ſteſſa natura del ſal di adoprai di fal di tartaro che due groſſi con
tartaro; poichè ha un origine quaſi ſimile ; un'oncia d'antimonio.
onde queſto ſale diſciolto coll'antimonio non Non ſi è ſublimato veruna materia zol
ha prodotto niente di differente. E' ſortito, furea; ſempre vi ebbe qualche vapor bian
come nell'eſperienza , col ſal di tartaro un co, e'l poco di liquor, ch'è paſſato nel re
vapor bianco, alcuni fiori farinoſi, e un li cipiente, è ſempre ſtato leggiermente ori
quor ſalato leggiermente orinoſo. Io ne a noſo, la maſſa ſciolta nella ſtorta era mez
veva avuto un ſimile dall'operazione col ſal za vetrificata, e gli aghi dell'antimonio tut
di tartaro: l'uno e l'altro precipitano in bian ti diſtrutti. Eſſa ſi può paragonare ai fega
co la diſſoluzion ordinaria di mercurio nel ti di antimonio preparati per i cavalli , e
lo ſpirito di nitro, e queſto precipitato di nella preparazione de quali ſi è riſparmiato
vien bigiccio. Siccome non aveva adoperato il nitro, non mettendone la doſe ordina
che una mezz'oncia di queſto ſale delle ce ria, ch'è di parti uguali di queſto ſale e d'
neri di tartaro con un oncia d'antimonio, così antimonio. - -

non ho punto trovato di regolo ſeparato ; Per far vedere che queſta comparazione
ma mettendo ſei groſſi di queſto ſale, ha è molto eſatta, ho fatto fondere in un crog
prodotto, come fatto avevano i ſei groſſi di giuolo un'oncia di nitro con quattr'oncie
ſal di tartaro, un peſo uguale di quaranta d'antimonio. Il nitro fulminando ha levato
grani di regolo. . dal ſuo minerale una porzion del ſuo zolfe
Mi reſtava a ſaper l'effetto che produr re, e della ſua parte regolina, poichè ſi ſo
rebbe il ſal di potaſſe ; una mezz'oncia di no alzati dei fiori nella detonazione roſſiſ
queſto ſale purificato colla ſua fuſione nell' ſimi. Finita la detonazione ho tenuto il mi
acqua fredda per ſepararne tutto il tartaro ſcuglio qualche tempo in fuſione , ed è re
vitriuolato, ch'eſſo contiene, eſſendo ſtato ſtato un crocus metallorum ſimile a quello del
così purificato e ſeccato, poi miſto con un la mia operazione colla ſtorta : ma queſto
oncia d'antimonio, non ha dato indizio al niente aveva perduto nè del ſuo zolfere, nè
cuno di ſal volatile. Ma la polvere che ſi è della ſua parte regolina, perchè vi ho ado
ſublimata come nelle precedenti eſperienze, perato un ſal alcali che non fulmina, men
era di color d'arancio, il che denota una pic tre nell'eſperienza fatta nel croggiuolo mi
cola differenza tra queſto ſale , e gli altri era ſervito del nitro che fulmina.
fali alcali, da me adoperati precedentemen Aumentando la doſe dei ſali alcali fino a
te. Il liquor ricevuto nel piccolo pallone tre groſſi ſopra un oncia d'antimonio, ho
aveva un odor volatile debole, ha precipi avuto nella ſtorta una maſſa roſſiccia, che
tato la diſſoluzion di mercurio in un coa ſi accoſtava al color del fegato dell'antimo
gulo bianco, che prende poi il color giallo mio ordinario . Queſta ſi è trovata interna
del turbito, dal che ſi può conchiudere, ch' mente a faccette ſtriate in aghi come la pie
egli contiene un po' dell'acido del zolfere tra ematite. Onde queſte proporzioni di due
che ſi è sviluppato nella fuſione del miſcu e di tre parti ſopra otto d'antimonio ſono
Tom. III. Med, trop
I 2 2 A NT ANT
troppo deboli per aprir ſufficientemente l'an moria, e i Chimici che preparano il Ker
timonio; perchè la maſſa che ſi cava dopo mes colla fuſione, non intendono che rac
la fuſione, non prende all'aria alcuna umi corciar queſta fatica.
dità. Vi vogliono almeno quattro parti di Pure quantunque queſta doſe non baſti per
ſal alcali contra otto d'antimonio, perchè la ridur l'antimonio in Kermes , lo apre però
maſſa ſciolta ſia ſolubile, e ſolubile in tut abbaſtanza perchè ſia di qualche utile nelle
te le ſue parti, per poter poi precipitar il tiſane ſudorifiche dci legni, ove ſi fa bollir
Kermes per ebollizione nell'acqua comune, ordinariamente l'antimonio crudo, in un ſac
ſenza che ſe ne ſepari parte alcuna regoli chetto rinchiuſo , ſenza conſiderar che non
na. Divenuta certa queſta proporzione per può comunicar la ſua virtù alla decozione
tutte l'eſperienze da me fatte, e di cui ho ſe non è prima aperto da qualche ſale o
ſoppreſſo la maggior parte , paſſo ora all' acido, o alcali. Per queſta ragione un fa
eſame del Kermes precipitato delle maſſe moſo Empirico, le cui tiſane furono , ſua
ſolubili. -
vita durante, in gran concetto, preparava l'an
Le ho fatte bollire per due ore incirca timonio per la fuſione col ſal d'aſſenzio, fa
in due pinte d'acqua piovana, e quando il cendoli poi bollire coi legni.
liquore ſi è ridotto alla metà, o l quarto, Se prima di filtrar il liquore, queſti ſi foſſe
" filtrato . Si oſſervi che nell'ebollizio ſvaporato di troppo, faſſi, raffreddandoſi, un
ne il liquor aveva un odore aſſai zolfureo , precipitato groſſo ſimile a una mucilaggine
dando degl'indizj d'orinoſo volatile come grumoſa, perchè il Kermes non è in una quan
nell'operazione ſemplice del Kermes fatto tità ſufficiente di liquor eſteſo per precipi
coll'ebollizione ordinaria. tarſi a parte a parte: inoltre in queſto ca
Filtrato il liquore ben bollente per una ſo di concentrazione del liquor alcalino, ſa
carta doppia ſopra un catino di porcellana, lino, zolfureo, e regolino, la gran quanti
ove per mia precauzione mettevo due pin tà di zolfere raccolta in un troppo anguſto
te d'acqua bollente per le ragioni, che qui ſpazio, è molto più diſpoſta ad unirſi, e le
appreſſo accennerò, ſi è conforme il ſolito mollecule di queſto zolfere avvicinate, forma
precipitato una polvere roſſa nel raffreddar no, malgrado le lozioni ſopra la maſſa de'
ſi . Ho decantato e filtrato il liquore fred magiſteri, una ſpezie d'induto reſinoſo, e
do, e di nuovo l'ho vuotato ſopra le fec rilucente , viſibiliſſimo agli occhi dopo la
cie colle quali l'ho fatto bollire. Poſcia fil diſeccazione. - - -

trandolo ho ripetuto queſta ebollizione, e Ma la proporzione del ſal alcali eſſendo


ſiltrazione fino a tre volte. -
quale è neceſſaria , e quale l'ho appreſa
Riguardo le maſſe che non divengono u dalle mie eſperienze, non ſi forma che la
mide all'aria, come quelle in cui non aveva quantità d'hepar neceſſaria per dividerla par
meſſo ſopra un oncia d'antimonio che tre groſſi te regolina, e ridurla in tenui particole ,
di ſal alcali, non ſi è precipitato, dopo una che poſſono traverſar i pori del feltro, e
lunga ebullizione, che un magiſtero groſſo, tener queſte particole nette, e libere dall'in
e di color d'ocra, ch'è ſempre il color del duto glutinoſo che le ridurrebbe in mollecule
Kermes mal preparato, o ſia egli fatto col groſſe, e renderebbe la precipitazione gru
la fuſione, o all'ordinaria colla ſemplice moſa . Di più ſe vi ha troppo ſal alcali,
ebollizione. Il che prova che queſta propor l'eccedente di queſto ſale divien il ridutti
zione di tre groſſi di ſal alcali ſopra un on bile del regolo, e queſto regolo ridotto è in
cia d'antimonio non è la buona. ura perdita per il Kermes , di cui ſi vuol
La maſſa che ne riſulta, deveſi riguarda far l'operazione.
re come un crocus metallorum , poichè ſul Per rimediar all'inconveniente dell'avvici
feltro ſi trovano delle particole che gli raſ namento troppo ſubito delle particole del
ſembrano. E' vero che ripetendo l'ebollizio Kermes; metto, come l'ho detto , dell'ac
ni, e aggiungendo a ciaſcuna un poco di qua bollente nel catino poſto ſotto il feltro,
ſal alcali, ſi arriverebbe a ridur tutta la acciocchè ſe l' " del liquore va
maſſa in Kermes colorato : ma queſta ſa troppo lungi , il ſale, che per queſto ſolo
a

rebbe una fatica troppo lunga al par di ſi troverebbe troppo concentrato, poſſa di
quella di cui ho parlato nella prima Me nuovo eſtenderſi in queſt'acqua calda, e te.
rièrV1
ANT A NT I 23
nervi meglio diviſe le parti d'antimonio, da il che da me ſi è fatto . Tralaſcio i deta
lui attenuate. Queſto mezzo ch'io propongo gli: ma mi ſono accertato, facendo tutti i
ritarda la condenſazione occaſionata dal fred miei ſaggi in ſtorte per non perder niente
do dell'aria eſteriore, che ſenza queſto ripie del miſcuglio, che meſcolando due groſſi di
go, farebbe troppo ſollecita : Finalmente zolfere con un oncia di regolo ſi trova un
mi ha convinto l'eſperienza, che per queſto pane d'antimonio rigenerato in bei aghi , e
ſteſſo mezzo il Kermes ſi precipitava mol che non è differente dall'antimonio d'Ongaria
to più fino, e di un color più vivo , che ben ſciolto, ſenza che ſi ſublimi alcuna par
quando non mettevo dell'acqua bollente nel te di zolfere nel collo della ſtorta, il che
catino. Inoltre ſi farà ſeccar il Kermes all' ſuccede quando ſe ne mette di più . Vi ha
ombra, perchè a un calor troppo vivo le ancora un altro mezzo di aſſicurarſi di que
particole del zolfere ſi accoſtano, e forma ſta proporzione del zolfere contenuto nell'
no la vernice, ch'ho diſſopra accennata. antimonio, ma lo riſervo per un alrra me
Io non preferirò neſſuno dei ſali alcali moria che darò in appreſſo, e che conterrà
da me adoperati in queſti metodi del Ker il modo di provar l'antimonio, e di cono
mes colla fuſione; perchè con tutti ho avu ſcerne la purità.
to un magiſtero ugualmente bello, adoperati Non contento di aver rigenerato il rego
in ugual doſe. g- - -
lo in antimonio con una proporzione di zol
Ho eziandio oſſervato che di qualunque fere conveniente, e ben determinato (rela
ſal alcali mi ſerviſſi, o nella preparazion tivamente a un pezzo d'antimonio d'Onga
del Kermes per ebollizione, o nella ſua pre ria ben ſcielto, a cui voleva uguagliarlo)
parazione colla fuſione, ſi è ſempre ſepara mi ſono ſervito di queſto antimonio rigene
to dal miſcuglio meſſo in diſſoluzione nell' rato per farne il Kermes colla fuſione ; ne
acqua bollente una quantità aſſai conſide ho preſo un'oncia ridotta in polvere, unen
rabile di terra bianca, di cui ho parlato nel dovi una mezz'oncia di nitro fiſſato col fuo
la prima parte di queſta memoria. co di carbone, ed ho avuto le ſteſſe ſubli
Da quanto ho detto parerebbe che la do mazioni, e le ſteſſe maſſe, che aveva avu
ſe preciſa d'una parte di ſal alcali, che con te ſervendomi dell'antimonio d'Ongaria; nè
vien meſcolare con due parti d'antimonio per altra differenza vi ho rimarcato ſe non che
ridurlo in bel Kermes colla fuſione, trovar la materia mi è parſa più dura da fondere,
non ſi poteſſe che coll'eſperienze, come da e la maſſa ſi è trovata più bruna dell'altre;
me ſi è fatto; pure averei dovuto trovarla ma quando l'ho fatto ſcioglier nell'acqua
eziandio riflettendo ſopra l'analogia, che que bollente, ſe n'è precipitato un magiſterobel
ſta operazione deve avere col modo, onde lo al par dei precedenti.
ſi fa l'hepar ſulphuris ordinario, il quale Dopo tutta la precipitazione del Kermes,
quando è ben fatto, deve ſcioglier l' oro il liquor o la liſciva mi ha dato una terra
colla fuſione, e renderlo, per così dir, ſo bianca ſimile perfettamente a quella , ch'ho
lubile; ſicchè poſſa paſſar per lo feltro, quan mentovata di ſopra. - -

do il miſcuglio ſi è ſciolto nell'acqua ; ora La prova di aver renduto al regolo la pro


queſta proporzione d'un hepar ben fatto è di porzion del zolfere neceſſaria per rifarne dell'
parti uguali di ſal alcali e di zolfere lique antimonio, ſi è che ſe non ve ne foſſe ſta
fatti inſieme, e la maſſa intiera che ne ri to abbaſtanza , averei trovato del regolo
ſulta ſi fonde totalmente nell'acqua, ſenza fondendo queſto antimonio con mezza par
che alcuna parte ſe ne ſepari. Queſto ſi sà: te di ſal alcali, perchè il ſal alcali non di
ma perchè l'analogia, o piuttoſto la relazio ſtrugge il regolo, quando agiſce ſolo ; e ſe
ne delle due operazioni foſſe eſatta , ſi do vi foſſe ſtato troppo zolfere, l'eccedente ſa
vrebbe ſapere, almeno appreſſo a poco, qual rebbeſi ſublimato in fiori nella rigenerazio
è la quantità di zolfere bruciante che l'an ne: ora per far vedere che il ſal alcali ſo
timonio può contenere. Non ſi può farlo al lo non attacca il regolo purificato, e non
trimenti, che cercando con vari ſaggi qual ne può ſeparar un magiſtero ſimile al Ker
è la quantità di zolfere comune, che biſo mes, ſi è che ſe ſi fonde del regolo ridot
gna render a un regolo purificato per ri to in polvere, e miſto col nitro fiſſato; non
metterlo in antimonio ben carico di aghi , vi ha che la parte non i assi ſa
- º 2 c
1 2 4. A NT A NT
le che agiſca fulminando leggiermente , e non è sì liſcio al tatto, e che gli manca
che riduca le parti del regolo, che lo toc quella ſpezie di vellutato, che farà quaſi
ca, in una polvere giallaſtra, ch'è una ſpe ſempre riconoſcere quello ch'è fatto ſempli
zie di diaforetico; il reſto del regolo ſi fon cemente per ebollizione: quanto agli effet
de, e ſi alza aldiſſopra del ſale in goccio ti dell'uno , e dell'altro conſiderati come ri
lette, che unite colla ſoluzione del ſale nell' medio diaforetico, li credo perfettamente
acqua bollente, hanno quaſi il peſo del re ſimili.
golo adoperato; la perdita è la parte del re Ho detto nel principio della prima par
golo ridotta in diaforetico colle detonazioni te di queſta ſeconda Memoria, che dall'an
momentanee, e dalla ſoluzion del ſale non timonio trattato cogli acidi , ſi poteva aver
ſi precipita alcuna particella del Kermes . un rimedio, che in piccola doſe faceva gli
Tutta l'operazione ſi fa ſenz'alcuna perdita ſteſſi effetti che il Kermes, e ſiccome la pre
ſenſibile del regolo, ſe in vece del nitro parazione n'è faciliſſima, così ſi potrebbe ſo
ſtituirgliela, maſſime negli Oſpitali. Ecco in
fiſſato ſi adopera un ſale alcali più puro ,
come il ſal di tartaro : ma le detonazioni queſta occaſione come agiſcano gli acidi ſo
momentanee provano , che nell'operazion pra queſto minerale.
ordinaria del regolo, il regolo per purifica Ho preſo per le mie eſperienze l'antimo-.
to che ſia con replicate fuſioni , contiene nio d'Ongaria ſpartito in lamine , ſecondo
ancora una porzion conſiderabile di materia la direzion de' ſuoi aghi, per meglio oſſer
zolfurea più ſottile per verità del zolfere varne gli effetti. - -

groſſo e bruciante ſeparatoſi, ma che baſta L'oglio di vitriuolo bianco e concentrato


per far fulminar il nitro non alcalizzato ; nè quello che fu indebolito dall'acqua co
e probabilmente queſto principio zolfureo è mune, freddi non agiſcono ſopra queſte la
il veicolo delle parti dure della terra vetri mine d'antimonio, nè ſopra i pezzi di rego
ficabile, e che le aiuta a pungere ed irri lo, ma ſolo queſto acido oſcura il lucido del
tar il genere nervoſo , irritazione ch'è ſe le faccette di queſt'ultimo; ma mettendo in
guita dal vomito. -
una ſtorta un mezzo groſſo di ſimile regolo
Avendo dunque dimoſtrato che la parte ben puro , e diſſopra quattro parti , o due
alcalizzata del nitro fiſſato non aſſale il re groſſi d'oglio di vitruolo bianco, e concen
golo nella fuſione, non ſi ſarà più ſorpre trato; al primo grado di calore, l'oglio di
ſo , che il deliquium dello ſteſſo ſale non vitruolo diverrà bruno, e sì alzerà un odor
agiſca di più ſopra queſto regolo nell'ebol di zolfere ſoffocantiſſimo, che creſcerà a mi
lizione , e che da una libbra di regolo ſi ſura che il regolo verrà penetrato e corrotto
poſſa diſtaccarne appena un grano di Kermes. dall'acido; perchè non ſi fa una vera diſſo
Da quanro ho detto conchiudo che per luzione. - -

aver il Kermes colla fuſione, ſi deve ado Aumentando il fuoco ſi ſepara una mate
prar un ſal alcali fiſſo ben puro ; che la ria che ſembra mucilagginoſa, e quando l'
proporzione di queſto ſale è di una par oglio ha cominciato a bollire , il regolo ſi
te con due d'antimonio ben polverizzato , riduce in una maſſa ſalina bianca , come
perchè il miſcuglio ſi faccia più perfetta ſuccede al mercurio nell'operazione del tur
mente ; che la maſſa che ſi cava dal mi bito minerale , ſublimandoſi nel collo della
ſcuglio liquefatto, polverizzata calda, ſi dee ſtorta un vero zolfere ; finalmente tutto l'
metter, e laſciar nell'acqua bollente per un oglio di vitruolo paſſa nel recipiente, e la
ora o due prima di filtrarla , che ſi deve ſcia nella ſtorta il regolo ridotto in una
preparar dell'acqua bollente nel catino, che maſſa bianca tumefatta e falina. Eſtinto il
riceve queſto liquore ſalino , e antimoniale fuoco ſeparai la ſtorta dal recipiente, e ap
per le ragioni ſuddette ; che ciaſcun oncia pena ha potuto entrarvi l'aria eſteriore, n'è
d'antimonio trattata così, rende dopo tre e ſortito un vapore zolfureo bianco e denſo
bollizioni della maſſa fuſa nell'acqua, dai come il liquor fumante preparato col ſubli
cinque groſſi e 6o, grani, fino a 6. groſſi e mato corroſivo e collo ſtagno.
3o. grani di Kermes bello al par di quello, La maſſa bianca e ſalina della ſtorta per
ch'è fatto per ebollizione, ſecondo il meto ſava 7o, grani, adunque era creſciuta di 34.
do pubblicato per ordine del Re , che però grani ; il quale accreſcimento non può de
Il Va
a A NT A NT I 25
rivare che dall'acido vitriuolico concentra timoniale non è meno reale ; E di più ne
to nel regolo; e l'oglio di vitriuolo ricevu ritrovo di ſimile, ſoſtituendo all'antimonio il
to nel recipiente fatto aveva quaſi la ſteſſa ſuo regolo. Vi vuole però molta attenzio
perdita, e di più ſi era addolcito conſidera ne per la ſeparazione di queſti criſtalli; per
bilmente. -

dendo la trasparenza loro appena che l'aria


Parvemi che queſta maſſa ſalina foſſe trop li tocca; E ſe ſi laſcia il regolo ridurſi in
po cauſtica per adoperarla internamente. magiſtero ſino a un certo punto, non vi è
Non ho fatto queſta eſperienza coll'anti più caſo di riconoſcerli . Onde per ben oſ
monio, per eſſer deſcritta nelle Oſſervazioni ſervar queſti criſtalli biſogna romper il re
di Federico Hoffman, e perchè non averei golo in pezzi , mettendoli in una caſſetta
potuto aggiungere coſa alcuna di più a ciò di vetro, e verſando dello ſpirito di nitro
ch'egli ne riferiſce. - ſino alla metà dell'altezza di detti pezzi ,
Lo ſpirito di ſale più puro non agiſce ſicchè non vi ſieno ſommerſi. Queſt'acido
ſenſibilmente ſopra l'antimonio , nè ſopra li penetra, e ſpoglia in bianche ſcaglie, e
il ſuo regolo, ma diſtacca dall'antimonio in ſopra queſte i criſtalli ſi formano d'un bian
pezzi, benchè lentamente , alcuni piccioli co impolito. Queſti criſtalli vegetano e cre
fiochi leggieri, e zolfurei. ſcono in forma di cavoli fiori nello ſpazio
Queſto non ſi verifica già dell'acido del di due , o tre giorni : Dopo il qual tempo
nitro, attaccando egli a poco a poco le la convien eſtrarli, perchè non ſi confondano
mine dell'antimonio , e facendo alzare una nel magiſtero bianco, che continua a for
gran quantità di bolle d'aria. Lo ſpirito di marſi, e che non ſi laſciarebbe più diſtinguere.
nitro, in queſta fermentazione , a poco a Lo ſpirito del ſale, il quale da ſe ſolo
poco prende un color verdaſtro , che tira ſembra non invada l'antimonio, lo riduce
ſul turchino; e ſuppoſto che non ſiaſi meſſo però in magiſtero bianco aggiungendovi lo
nel vaſo più che non ne conviene di queſto ſpirito di nitro : ma il miſcuglio di queſti
ſpirito acido, s'imbeve quaſi totalmente in due acidi non forma con queſto minerale
queſte lamine, le penetra, e le divide, ſe alcuna apparenza di criſtalli. Le mine d'an
condo la direzion de loro aghi ; Ma ſe ſi timonio divengono gialle in poco tempo; ſe
; ha troppo di queſto acido, cioè ſe l'antimo
mio galleggia, diſtrugge le lamine, e le ri
duce in polvere bianca.
n'alzano dei vapori nitroſi fetidiſſimi: pure
il liquor acido non ſembra ritener molte par
ti del minerale, o, ch'è lo ſteſſo , precipi
Ma ſe l'imbibizione dell'acido ſi è fatta ta preſtiſſimo le già ritenute; e dopo queſta
lentamente, tra queſte lamine gonfie ſi ſco precipitazione, l'oglio di tartaro che ſopra
prono alcuni criſtalletti ſalini, e traſparenti vi ſi verſa, non fa più con lui alcun preci
che vegetano a poco a poco al modo del pitato. Onde non baſta dir, come ſcrivono
le Pyriti, nelle quali bene ſpeſſo ſi ſcopro alcuni Chimici, che l'acqua regia è 'l diſſol
no dei piccioli criſtalli di vitriolo ſenza fi vente della parte regolina dell'antimonio, ma
gura determinata ; e queſti criſtalli delle la ſi aggiungerà che l'acqua regia deve eſſerver
mine antimoniali ſono ſparſi di parti gialle, ſata in gran quantità ſull'antimonio, e ſul
le quali diſtaccate diligentemente , brucia ſuo regolo: di più l'acqua regia, che fa que
no come il Zolfere comune. ſta diſſoluzione, dev'eſſer compoſta di quat
Ho fatto quanto per me ſi è potuto per tro miſure di ſpirito di nitro, e d'una mi
ſeparar una certa quantità di queſti criſtal ſura di ſpirito di ſale . Lo ſpirito del nitro
li ma non vi ho potuto riuſcire ; perchè col ſal ammoniaco regalizzato, non diſcio
appena formati ſpariſcono , e ſono ricoper glie ſenza precipitazione, come lo fa queſt'
ti apparentemente dalla polvere bianca , o acqua regia.
magiſtero che formafi ſucceſſivamente , a In due oncie d'acqua regia compoſta, co
miſura che l'acido dei nitro ſi ſprigiona , me già l'ho detto, ho diſciolto fino a un
e ſepara le particole aguzze dell' antimo groſſo di regolo rotto in pezzetti, e perchè
nio . Pure ſebbene io non poſſa far vedere la diſſoluzione ſi faccia ſenza precipitazione,
di queſti criſtalletti formati dall'unione dello biſogna aſpettar che un piccolo pezzo ſia to
ſpirito del nitro coll'antimonio, ciò non per talmente diſciolto prima di rimetterne un
tanto la formazione di queſto fal nitroſo,an altro. L'eſperienza dura qualche temi , ma
l Sa
I 26 A NT A NT
ſi sà che convien ricorrere a tutti i mezzi la quantità di zolfere comune, e bruciante,
d'aſſicurarſi d'un fatto che potrebbe venir che contengono i diverſi antimoni, che ſi
diſputato. trovano comunemente a Parigi, e di deter
Oſſervate eziandio, che queſto liquore, a minar la quantità di regolo puro, che ſi
miſura che ſi carica di regolo, prende un può ſperar da queſto minerale, travaglian
bel color d'oro , cui perde inſenſibilmente dolo con meno perdita che coi metodi ordinari.
coll'evaporazione del vapori bianchi, che ſe Ecco il fine di queſta Memoria; e perchè
me diſtaccano continuamente. -. meglio ſi ſappia coſa voglio dilucidare, ec
La ſteſſa acqua regia diſcioglie exiandio co il mio intento.
nell'antimonio, e colle ſteſſe precauzioni, la 1. Di ridurl'antimonio in una calce più
parte regolina, ch'è nei pezzi di queſto mi diſſolforata che ſia poſſibile, per ſaper dalla
nerale , che ſi gettano gli uni dopo gli al diminuzione del peſo, coſa ſi è ſvaporato di
tri . Separata queſta parte regolina col diſ zolfere, intendo del zolfere bruciante.
ſolvente, il reſto dei pezzi d'antimonio, di 2. Di far vedere che ogni calce d'anti
venuto più leggiero, ſta a galla. Levateli, monio, ben ſpoglio del Zolfere bruciante ,
e eſaminateli , e vedrete che la parte del non è quaſi che regolo , e che ciò che
Szoifere è quella che l'antimonio conteneva. non lo è, è una terra che ſi può riguardar
Non ho trovato fino al preſente che queſt' come ſtraniera a queſto minerale, ch'è un
acqua regia compoſta , come già diſſi, di reſto di ganga, da cui non è ſtato ſeparato
quattro miſure di ſpirito di nitro, e d'una eſattamente nei fornelli di fabbrica.
di ſpirito di ſale adoperata al peſo di 16. 3. Di dar un mezzo di eſtrar dall'anti
groſſi ſopra un groſſo di regolo, e ſopra un monio, qualunque che ſia, molto più di re
peſo un poco men forte del regolo, laddo golo, che non ſe ne cava col metodo cele
ve lo ſpirito di nitro, regalizzato col ſal brato da M. Stahl, e dai ſuoi Compilatori.
ammoniaco, abbandona, e laſcia precipitar 4. Finalmente d'inſegnar a purificar il re
aſſai preſto la piccola parte del regolo da golo ſenza addizione di ſale, e con poca
lui diſciolto , come ſi è oſſervato dal quon perdita.
dam M. LEMERy. Queſto ſuppone dei dettaglili : ma queſti
-

M. Lemery aveva fatto molte eſperienze dettagli ſaranno accompagnati da oſſervazio


con queſti magiſteri, e mi ſtupiſco come non ni, che li renderanno meno noioſi. Quan
ſe ne ſia conſervato l'uſo negli Oſpitali , e tunque i mezzi di cui mi ſono ſervito, non
nelle Ville, ove queſto rimedio di poco prez fieno propri a quelli, che fanno queſte ope
zo ſi potrebbe ſoſtituire a molti altri rime razioni in grande, e a quelli che non guar
di antimoniali più difficili da preparare. Ho dano che operar preſto, e con profitto; quel
più volte oſſervato che il precipitato dell'an li però che preferiſcono l'eſattezza, mi ſa
timonio fatto collo ſpirito di nitro , e con peranno buon grado della mia fatica.
molt'acque bollenti edulcorato, purga, e fa Troviamo qui comunemente ( a Parigi )
vomitare come il Kermes alla doſe di tre o tre ſorti d'antimonio; uno dell'antica mina
quattro grani; che quello ch'è fatto coll'ac dell'Alvergna, come ſi travagliava una vol
qua regia ordinaria , eſſendo pur ben lava ta, ch'era sì ſuccido, e sì poco depurato ,
to, purga per ſeceſſo nella doſe medeſima , che non poteva ſervir che a preparazioni
e che dato nella doſe d'un grano , agiſce ordinarie, nè poteva ſervire a far il diafo
come diaforetico. Molti bambinelli di po retico. Queſto ſi è laſciato per quello della
vera gente, aſſaliti da oſtruzioni, e da feb nuova fabbrica, che può di purità ſtare a
bri, ſono riſanati con queſto rimedio preſo copella coll'antimonio d'Ongaria il più ſciel
nella doſe d'un grano ; nè l'ammalato ha to. Se gli Appaltatori che hanno cura di
tanto ribrezzo a trangujarlo , come un al queſta mina , continuano a prepararlo così
tro che aveſſe del diſguſto, e che foſſe in bello come quello, sù cui ho lavorato , e
maggior volume. Mem. dell'Acc. R. 1735. ſe la mina è abbondante ; è quaſi ſicuro ,
Continuazione delle notazioni di M. GEoF che ſi potrà traſcurar quello d'Ongaria ; il
FRoy ſopra l'antimonio. -
che ſarà un avvantaggio conſiderabile per
. Ho dato parola nella Memoria ch'ho let il Regno, -

sta l'ultimo anno ſopra il Kermes, di cercar Gli Autori, ch'hanno meglio " c
A NT - ANT 127
dell'antimonio, dicono la piupparte che que Varie calcinazioni replicate dell'antimo
ſto minerale deve dar la metà del ſuo peſo mio d' Ongaria nella doſe di dodeci oncie,
incirca di materia regolina: ma ſe ne può quantità che conveniva alla capacità del mio
trar di più. Io lo proverò nella continuazio vaſo , hanno ridotto coſtantemente queſto
ne di queſta Memoria, deſcrivendo i vari minerale a nov'oncie e due groſſi e talvol
modi, che meglio mi ſono riuſciti a com ta a nov'oncie e tre groſſi.
por la parte regolina dell'antimonio in una Lo ſteſſo numero di calcinazione dell'an
ſola maſſa. -
tico antimonio d'Alvergna ha variato di più.
Provando la riduzion di varie preparazio Alcune calci han peſato 1o. oncie meno do
ni d'antimonio, il caſo mi ha indicato un deci grani, altre 1o. oncie e un groſſo , e
nuovo fosforo, e una preparazion d'antimo altre 1o. oncie e tre groſſi; e volli calcinar
mio fulminante con rumore, ed eſploſione , di queſto antico antimonio preſo da vari Dro
toccata appena dall'aria, e di cui ho ripe hiſti . Queſte differenze non vengono già
tuto più volte di ſeguito l'operazione ſem "i della calcinazione , eſſendo ſtato
pre collo ſteſſo ſucceſſo . Io la credo nuo ſempre lo ſteſſo ; nè dal grado del fuoco ,
va, e la darò come tale alla fine della Me ſapendo le precauzioni ch ho preſe perchè
moria. - foſſe a un di preſſo uguali. Onde non poſ
Secondo l'ordine della operazione diſſopra ſo attribuirle che al più o meno d'impurità
in compendio deſcritta, comincio dalla cal di queſti antimoni preſi da vari mercanti ,
cinazion dell'antimonio. Altro non poſſo ag benchè veniſſero tutti dalla ſteſſa mina, ma
iungere al modo ordinario di calcinarlo, probabilmente da fuſioni diverſe. Intendo
e non ciò ch'ho oſſervato, che quanto è quì per impurità, una porzione di ganga più
più fina la polvere di queſto minerale, me abbondante, che negli antimoni chiamati pu
glio ſi svapora il 2olfere comune ; del che ri, che reſtano fiſſi al fuoco ſenza calar di
non è difficile di trovar la ragione. Io l'ho peſo, perchè eſſendo una pura terra, non
ſempre adoperata in queſto ſtato. Dovendo contiene parti che poſſano svaporare.
paragonare e'l peſo, e'l color della calce di Le calcinazioni dell'antimonio della nuo
vari antimoni, biſognava fiſſar un tempo va mina, o della nuova fabbrica, i hanno
uguale a ciaſcuna i" di un'ugual ridotto a nov'oncie due groſſi e mezzo, a
quantità di ciaſcuno di queſti antimonj. nov'oncie e tre groſſi, e a nov'oncie e quat
Per eſperienza il tempo di dieci ore è tro groſſi . si con ragione ho atteſtato
quello che più a propoſito mi è paruto per ch'era quaſi puro quanto quello d'Ongaria .
la perfetta calcinazione di 12. oncie di que Inoltre il color della ſua calce diſſolforata è d'
ſto mineral polverizzato . La miſura del un bigio cenerino, bianchiccio come la cal
fuoco non fu sì facile : ma almeno mi ſo ce dell'antimonio d'Ongaria ; laddove quello
no accoſtato più che per me ſi potè , all' dell'antico antimonio d'Alvergna è ſempre
equalità, ſervendomi a ciaſcuna calcinazio molto più bruno . La purità dell'antimonio
ne dello ſteſſo vaſo , dello ſteſſo fornello , in eſame ſi riconoſce da ciò che ho det
della ſteſſa quantità di carboni , e dell'iſteſ to, dal più o meno di perdita che fa nel
ſo Artefice, che non ceſſava di agitar la la ſua calcinazione; quanto più egli per
polvere d'antimonio per impedir che non s' de, tanto più ha, ſervata ogni proporzio
ingrumaſſe. - -
me, di zolfere comune, che, come ſi sà, è
Oſſervate, che i vapori dell'antimonio non una delle parti ch'entrano eſſenzialmente
ſono sì pericoloſi, come ſuppongono parec nella compoſizione di queſto minerale ; e
chie perſone, ma che lo ſarebbero, s'egli meno ne perde, tanto più ha di parti ete
conteneſſe uu zolfere arſenicale, come la rogenee ribelli all'azione del fuoco di calci
piupparte de Chimici d'Allemagna lo pre nazione, cioè che la ſua fuſione è ſtata mal
tendono, poichè la perſona, che ho impie fatta, o che la mina è povera. Non occor
gata , ha fatto quaſi di ſeguito più di 6o. re, che più mi eſtenda sù queſta oſſervazione.
calcinazioni, ciaſcuna di 12. oncie d'anti Biſognava che mi aſſicuraſſi, che queſte
monio ſenza il menomo incomodo, quantun due calci d'antimonio foſſero " di zol
que per difetto del cammino non aſcendeſſe fere, quanto ch'eſſer lo poſſono . Le ho
to perfettamente tutti i vapori, calcinate col nitro, e la loro dºmi è
a
1 28 A NT A NT
ſtata più debole di quella del regolo tratta mente il peſo di queſto primo regolo: e poi
to nel modo ſteſſo , nel tempo medeſimo , queſto metodo è difficile, e ne ſeguono due
collo ſteſſo fuoco, e coll'iſteſſo ſale; la maſ detonazioni, onde ſi fa della perdita . Il
ſa gettata nell'acqua, mi ha dato un diafo zolfere è sì ben unito all'antimonio crudo ,
retico minerale, almeno così bianco che il che in queſte detonazioni , maſſime nella
diaforetico fatto col regolo, e quaſi nell'iſteſ prima del nitro col tartaro, una porzion
ſa quantità, il che comincia a provare che conſiderabile d'antimonio parte ſi alza in fu
la calce di un buon antimonio ben prepara mo, parte intiera , mentre l'altre particole
ta è tutta regolo, e che baſta unirne le par diſſolforate colla detonazion , ſi raccolgono
ti diviſe. in regolo. -

Queſte ſteſſe calci miſte col ſublimato cor Sono andato per altra via, e partendo dal
roſivo nelle proporzioni, che ſi adoprano or mio ſuppoſto, che la calce d'antimonio è un
dinariamente per fare il butirro d'antimonio, regolo diviſo in particole aſſai fiſſe, non ſi
ſono difficilmente inveſtite dall'acido del ſub trattava che di trovar un fondente , e ri
blimato. Il traſporto di queſto acido d'unaduttivo, che poteſſe nell'iſteſſo tempo ren
materia ſopra l'altra faſſi sì difficilmente ,
der alle particole della calce troppo ſgom
che non diſtilla che una piccoliſſima quan bre di flogiſtico, queſto principio infiamma
tità di butirro d'antimonio: il reſto del ſu bile che loro mancava, e ridurſi in un fluſ
blimato di nuovo ſi ſublima; ma non ſi al ſo aſſai liquido, perchè queſte particole lo
za alcun cinabro, alcun zolfere, perchè que traverſaſſero facilmente, ſi precipitaſſero al
ſte calci ſono intieramente ſpoglie di queſt' diſſotto pel proprio lor peſo, e che così pre
ultimo. - cipitate, ſe ne faceſſe la riunione colla fu
Ma perchè l'acido del ſalmarino non ha ſione. Ho tentato i ſali riduttivi, gli oli ,
egli azione ſopra queſta calce è Perchè non i graſſi; ma nulla mi è riuſcito sì bene co
ſi fa il traſporto ſuddetto ? Perchè ſi è fat me il ſapon nero. Queſta riduzione ſi fa
to, calcinando l'antimonio, un principio di eziandio col carbone ( perchè non voglio
vetrificazione , che la maggior parte delle ometter coſa veruna) ch'è un altro ridutti
particole della calce eſſendo coperte di un vo, che ſi adopera nelle preparazioni del
induto di vetro, l'acido vi sdrucciola ſopra regolo in grande. Quanto agli ogli , e ai
ſenza trovar pori; e ſe ſe n'ha ridotto una graſſi, queſti pure ſono riduttivi : ma fer
porzioncella in butirro, è perchè non era mentano troppo , ſi bruciano, e a miſura
vetrificato ; e forſe anche ſi è concentrata che sì riducono in carbone, non ſi fanno
nella calce una porzione dell'acido del Zol punto di ſcorie fluide : ciò che ſta ſopra si
fere , onde l'acido del ſal marino non può all'antimonio in bagno è grumoſo, rifuſo,
s:
agirvi. - - - e trovandoſi il minerale ſciolto a ſcoperto,
-

- l

Coi mezzi ordinari di far il regolo pur ſe ne fa l'evaporazione con una perdita con
n
troppo noti, il quondam M. Lemery da una ſiderabile.
libbra d'antimonio ne cava ſei oncie e un Il nitro ſepara troppo preſto il Zolfere dall'
groſſo. Sthal ne' ſuoi Opuſcoli, dice che ſe antimonio detonando; di più ſi sà che lo ri
ne eſtrae un quarto, uſando parti uguali di duce in diaforetico, e ſi può far poi la ri
tartaro , di ſalnitro, e d'antimonio, ma duzion di queſto diaforetico in regolo ſenza
che il prodotto del regolo è più confidera molta perdita ſopra la totalità dell'antimo
bile, ſe con ſei oncie d'antimonio ſe ne met nio, con cui ſi ſarà cominciata l'operazione.
tono cinque di nitro, e ſei di tartaro : poi I ſali già alcalizzati, ſciolti nell'antimo
aggiunge la ſua ſcoperta, che conſiſte dic' nio crudo, lo riducono nella materia detta
egli, nel ridur la polvere antimoniale delle Kermes" fuſione, o zolfere dorato d'antimo
ſcorie, ponendole nel croggiuolo colla me nio; e ſciolti colla calce del minerale, ne
tà del loro peſo di mitro per farne dolce fanno in parti uguali una ſpezie di vetro.
mente la detonazione, e in gettarvi di ſe Si può adoprar il tartaro roſſo, o'l ſapon
guito la polvere di carbone: sì otterrà, ag bianco: ma ho conoſciuto che ambidue non
giunge lo ſteſſo, un'altro regolo, che ugua rendono tanto regolo come il ſapon nero.
glierà quaſi il peſo del primo regolo, che Ometto il dettaglio dei ſaggi che ne ho fat
ſe ne " eſtratto, ma non dice preciſa ti, per non condur troppo in insºlitaC
ANT . AN T . 129
Memoria , Mi ſono dunque tenuto a que- ro adoperati ſolamente i ſali alcali ch'entra
ſto riduttivo, ch'è compoſto d'una liſciva no nel ſapone. Ma ſervendoſi del ſapone me
forte, e bianchiccia di potaſſe , e di calce deſimo, ſi vede che la ſua parte olioſa ſi de
viva, che ſi uniſce i ebollizione all'olio ve abbruciare, unirſi all'acido del zolfere
di lino, all'olio di ſemi di rape, o a quel- dell'antimonio, e formar con queſt'acido un
lo di ſemi di canape, e talvolta a qualche bitume; il ſal alcali ne reſta inviluppato,
graſſo . Io per verità non ſono il primo, onde vien difeſo dall'azion diſſolvente dell'
che n'abbia fatto uſo, avendo veduto nell' aria umida. Ciò ch'ho detto baſta per pro
edizion Ingleſe delle Sperienze Chimiche del var che vi ha più vantaggio a ridur la cal
Cavalier Digby, che queſto Fiſico raccoman- ce d'antimonio in regolo, che a cercar la
dava il ſapone, e'l tartaro per la riduzion riunione delle parti regoline nell'antimonio
d'un " d'antimonio, ch'egli chiama ſpi- crudo, -- -

ritoſo, ch'è, dic' egli, il butirro d'antimonio. Il medoto di Kunckel non è più vantag
precipitato col mercurio, uniti facilmente i" di quello di M. Stahl. Prende egli una
inſieme di nuovo, perchè non va più lungi libbra di calce d'antimonio, riducendola in
col diſcorſo. Comunque ne ſia, ſe voleva paſta col ſevo, o altro graſſo, e col carbo
egli parlar d'una riduzion del mercurio di ne: mette il tutto in un croggiuolo leggier
vita, baſtava il ſapone, e il tartaro era mente coperto, finchè nulla in fumo ſi al
inutile. . . . . Zi, e dopo vi getta a poco a poco una lib
Ma poichè il ſapon nero è un sì buon ri- bra di nitro ; e con queſto mezzo ſi han
duttivo della parte regolina dell'antimonio, no tre oncie, e tre in quattro groſſi di
perchè convertir queſto minerale in calce regolo aſſai bello. Col ſapone ſe n'ottiene
per ridurlo, poi, e perchè non meſcolar tutto molto più. Kunckel aggiunge ai graſſi, che
ad un tratto l'antimonio in polvere col ſa- formano già per sè ſteſſi un carbon leggie
one, eſſendo queſta un'operazione da nul- ro, e una fuliggine, e un altro carbon più
a? Siccome io prevedeva queſta obiezione, groſſo; il che l'obbliga ad aggiungervi il ni
mi ſono diſpoſto a riſpondervi con un'eſpe- tro per diſtrugger queſti due carboni per ful
rienza che prova che l'antimonio crudo non minazione. Queſto ſteſſo nitro ſi fonde, ſi
dà neppur con queſto riduttivo tutto il re- alcalizza, e divien fluido : i grani del re
golo che ſi può ſepararne col mio Metodo. golo già col principio oglioſo ridotti, ſi
Preſi dunque due oncie d'antimonio d'Onga- precipitano facilmente in fuſione per mezzo
ria, ſimile a quello, ch'avevo ridotto in di queſto ſale, il che non avrebbono potuto
calce : polverizzato che l'ebbi l'ho meſco- fare a traverſo le ſcorie, che ſarebbero re
lato con due oncie e mezza di ſapon nero, ſtate in maſſa iide ſenza l'aggiunta
- -

e mi riſultò una maſſa di regolo ben ridotº del ſal nitro; perchè ſi ſcorge che tutta la
to, e ben metto, ma che non peſava che pratica delle riduzioni metalliche conſiſte a
due groſſi e ſei grani, il che farebbe due riunir in molecule peſanti, le particole
oncie e 48. grani per una libbra d'antimo- "o diviſe de metalli, e a tener queſte
mio. Col metodo di M. Stahl ſe ne cavano mollecule peſanti in un mezzo liquido da
ſett oncie e mezza incirca , o al più ott poter traverſare:
oncie; e col mio quaſi dieci oncie, come lo Ma il nitro divenuto alcali, non ha ful
moſtrerò in appreſſo. Onde il ſapon nero, minando ſeparato tutta la parte graſſa dei
che ben riduce la calce dell'antimonio, non val miſcuglio, diviene hepar con ciò che reſta
niente per ſeparar il regolo di queſto mine- di zolfere, e ſotto queſta nuova forma con
rale crudo. verte in Kermes le più piccole parti del re
Le ſcorie, che nuotano ſopra queſta pic- golo che corrode : Se queſto ſale è ſovrab
cola parte di regolo ragunato, raffreddate bondante ai zolferi, riduce un'altra porzio
ſono come una ſpezie di vetro nero compat- ne del regolo in diaforetico ; ond'ecco due
to, che ſomiglia al giaeto, il quale alla ſottrazioni da fare ſopra la quantità di rº
fiamma d'una candela ſi fonde come un bi- golo, ch'averebbe dovuto unirſi nel fondo
tume, e ſparge un odor zolfureo. Queſta el croggiuolo, ſenza contar ciò che ſe ne
ſcoria che non ſi umetta all'aria, ſarebbe ſepara in fumo nell'operazione, ch' è aſſai
ſtata di color di fegato d'antimonio, ſe ſi foſſe lunga, e nella detonazione.
R
-

Ab
-

ion. Iii i -
-

-,
I 3o ANT
Abbiamo diſopra veduto ciò che dodeci : Finalmente la calce d'antimonio d'Onga
oncie di vari antimoni da me calcinati, mi ria ha renduto un'oncia, quattro groſſi, e
han dato di calce zolfurea. E' inutile far quarantotto grani di regolo più puro del pre
più parole. Ecco in qual modo riduco que cedenti, avendo nella ſuperfizie varie ſtrie
ita calce col ſapone. in forma di felce, e nel ſuo interiore molte
Prendo due oncie di ciaſcuna di queſte faccette ben formate..
calci, di cui formo una paſta un poco li Quando miſi queſti mucchi di regolo net
quida con un'oncia e mezza, o due di ſa ti dalle ſerie aderenti più che ſi potè , in
pon nero. Metto in più, volte queſto miſcu un catino di porcellana pieno d'acqua pu
glio in un croggiuolo da me fatto medio ra, vi ſcorſi una viva ebollizione, che du
cremente roventare in mezzo alle braci, rava con alcuni più di ventiquattr'ore. Sor
per bruciar lentamente il ſapone, dar agli preſo da queſto ſcoperſi con una lente, che
oli più facilità a imbever, ciaſcuna parte del in queſti regoli erano molti forellini all'oc
la calce d'antimonio , ed evitar la perdita chio nudo impercettibili. Cercai quale eſſer
delle particole regoline, ch eſſendo allora aſ poteſſe la cagione di queſta viva ebollizio
ſai diviſe , ſe ne ſeparerebbono tanto più ne, e conobbi, che una porzione di calce
preſto in fumo, ſe il fuoco foſſe dapprima viva precipitata come peſante colle parti
troppo vivo. - - - . . . . regoline era quella che occaſionava coteſta
Cuando tutto il miſcuglio è parte per ebollizione, perchè ſi era calcinata di nuovo
parte entrato nel crogiuolo, e che diſcopro col regolo in fuſione nel fondo del croggiuo
che il graſſo del ſapone è bruciato, copro io. Ma da che viene la terra di color di
ueſto croggiuolo, e faccio un fuoco " calce ? Dal ſapone ; eſſendo la liſciva acre
imo per metter tutto il miſcuglio in per che lo forma, compoſta come ſi sa, e co
fetta fuſione . Si ſente queſto a fermentar, me l'ho detto, di ſali alcali, e di viva calce.
o bollir conſiderabilmente : ma finalmente Le ſuddette riduzioni fatte in maggior do
ueſto rumore ſi calma; allora laſcio raffred ſe, han dato dei prodotti poco differenti, a
ar il croggiuolo in mezzo alle braci, e vi proporzione, ſicchè poſſo dir che una libbra
trovo, ſcoprendolo, una ſcoria ben gelata d'antimonio d'Ongaria, ridotto colla calci
con cerchi di vari colori. Il mezzo di que nazione a dodeci. oncie, tre groſſi, e venti
ſta ſcoria è talvolta grumoſo, avente delle quattro grani di calce, rende nov'once, ſei
cavità , ove ſi veggono delle vegetazioni groſſi, e 54. grani di regolo, il che non è
bianche, e ſaline. a – croppo lontano dalle dieci oncie; che il fuo
Spezzato il croggiuolo, vi trovo un fon co ha levato da queſto minerale crudo nel
do di regolo unito ma non ancora puro, la calcinazione tre oncie quattro groſſi, e
ch'è d'uopo purificare, come lo dirò in ap 48. grani di zolfere bruciante, e che le do
preſſo, il quale nel ſuo interiore ſembra un deci oncie, tre groſſi, e 24 grani di calce
cumulo di granelli lucenti, ma non ben uni devono riguardarſi come un regolo miſto con
ti, nè delle
formar in una diſpoſizion,
faccette. - ben
s
ſtretta per una porzione di terra; che ſenza queſta tere
-
e- - - - -
ra ſuperflua tutta la calce ſi convertirebbe
Due oncie di calce d'antimonio d'Alvergna, in regolo con un poco di principio olioſo,
della nuova compagnia, mi han dato in tre o infiammabile. Queſta ſuppoſizione però non
fuſioni ripetute ſempre all'iſteſſo peſo, un' può divenir, una certezza, finchè non ſi po
oncia, cinque groſſi, e alcuni grani di re trà aſſicurarſi della quantità di regolo, che
golo imperfetto, di cui ho parlato poc'anzi. ſi ſvapora nella fuſione, il che mi pare aſ
Due oncie di calce dell'antico antimonio d'Al ſolutamente impoſſibile. Ma che quel che
vergna, che temevo preſſo di me come inu manca di peſo al regolo ridotto, paragona
tile fin dal 1712. ſciolto con due oncie di to col peſo della calce d'antimonio, ſia ſta
ſapon nero, non mi han dato che un'oncia, to come terra, ſcorificato coi ſali del ſapo
e quattro groſſi di regolo. - ne, o che ſi ſia ſvaporato, ciò non importa.
Altri antimonj della ſteſſa fabbrica, preſi Riſulterà ſempre dalle mie prove, che col me
in varie botteghe, mi han dato un'oncia e todo di calcinar l'antimonio in calce, e di ridur
sinque groſſi meno dodeci grani: ma era queſta calce in regolo col ſapone, cavo più re
anche men puro del precedente. -

golo, che col metodo di MStahl, e di si


--- - - -l'al
- - -
saº ANT ANT I 3I
Ora ſi tratta di purificar queſto regolo con è coſtretto aggiungervi un poco d'antimonio
poca perdita. Mi ſervo a queſto fine d'un crudo, o di zolfere comune, ſe ſi vuol aver
mezzo, ch'io credo nuovo, almeno non so un vetro d'antimonio trasparente, e di bel
che neſſuno n'abbia parlato. Prendo queſto colore. Ho verificato di bel nuovo queſta oſ
regolo ben nettato dalle ſue ſcorie, lo ridu; ſervazione ſopra la calce d'antimonio d'On
eo in polvere, e lo meſchio colla metà del garia, che non ho potuto convertir giam
ſuo peſo di calce d'antimonio diſſolforato al mai in vetro, che aggiungendovi una pic
par di quella, onde ho fatto queſto regolo. cola porzione d'antimonio. Per queſta ragio
Li fondo inſieme in un croggiuolo coperto ne quando voglio purificar il mio primo re
finchè le ſcorie, che devono nuotar ſopra golo, mi ſervo d'una calce d'antimonio ſgom
il regolo, fieno in fluſſo liſcio, e tranquil briſſima di 2olfere, perchè ho biſogno d'una
lo. Ecco che ne riſulta. Un pezzo di re materia, che ſenza vetrificarſi intieramen
golo, peſante impuro un'oncia cinque groſſi te, poſſa caricarſi delle materie impure, che
e alcuni grani, c " da due once facevano oſtacolo alla riunione delle parti
di calce d'antimonio della nuova mina, ſi è regoline della prima calce ridotte col mezzo
ridotto a un'oncia, tre groſſi, e 62. grani della materia oglioſa del ſapone.
di regolo puro, e la i è i ... La cal E' vero che poſſo purificar queſto primo
ce ſcorificata, che copriva queſto regolo è regolo granoſo fondendolo ſolo, e ſenza ad
divenuta un vetro opaco, e una ſpezie di dizione di calce : ma la ſuperfizie non n'è
ſmalto di un color grigio e modellata ſulle mai netta, perchè è ſempre imbrattata da
ſtrie fine della ſuperfizie del regolo. ſcorie ben aderenti, nè mai vi appar ſtella
Un altro pezzo di regolo d'antimonio del alcuna. Di più convien tenerlo a lungo in
l'antica fabbrica d'Alvergna, che peſava un fluſſo liquidiſſimo per dar tempo alle im
impuro un'oncia, quattro groſſi, purificato purità, che impediſcono l'union perfetta del
ſi è ridotto a un oncia, e due groſſi, e 48. le ſue parti veramente regoline, di venir
grani, cioè i di perdita , Le ſcorie erano al diſſopra per la leggierezza loro: ora quan
ridotte in- 1
uno
. .
ſmalto nero.
- - --
-
,, ,
-
- . to, più " tenete in fuſione, tanto più ſe ne
Il regolo impuro proveniente dalla calce perde, onde non v'ha quanto il meglio che
deli antimonio comune d'Alvergna preſo in .purificarlo. -

diverſe botteghe, peſante impuro un'oncia Ma l'aggiunger la calce fa naſcer una


e cinque groſſi , ſi è ridotto a un'oncia, difficoltà. Mi ſi dirà ſenza dubbio che le ſco
quattro groſſi, e dieciotto grani, cioè riz di rie divengono nere dalla ſola materia fulig
perdita. e ſcorie erano men nere delle pre ginoſa dell'olio del ſapone , o da queſt'olio
cedenti. - si . ridotto in carboni, che prima lordava l'in
Finalmente il regolo impuro dell'antino terior del primo mio regolo, e impediva l'
mio d'Ongaria, che peſava un' " , quat union delle particole regoline , come l'ho
tro groſſi, e 48 grani, ſi è ridotto in un detto diſſopra; che ammettendo io ſteſſo la
regolo puro, e ſtellato, peſante un oncia, preſenza attuale d'una materia, che contie
º" , e 15 grani, cioè 33. grani di ne realmente un principio infiammabile, ne
: perdita, o . . Le ſcorie erano uno ſmalto ſegue neceſſariamente, che una porzione del
brutto, d'un bigio cenerino, tirante un po. la calce , ch'io riguardo ſolo come ſcorifi
co ſul giallo, e molto ſimile alle ſcorie del cante, deve da queſto principio ridurſi in re
regolo dell'antimonio nuovo d'Alvergna, e golo, e aumentar altrettanto il peſo del re
Queſte ſcorie, ch'io appello ſmalto, ſi ſo golo ch'io pongo una ſeconda volta in fu
mo annerite colle materie impure, che tol ſione con queſta calce; e che così benchè vi
gono al regolo nella fuſione : quando ſono trovi una diminuzion di alquanti grani, que
opache, e di color grigio, è ſegno che non ſto non prova niente, perchè la diminuzion
" trovato materia zolfurea baſtante da i ſarebbe ſtata più grande, ſe non vi aveſſi
nvertirſi in vetro traſparente: perchè ſi meſſo una calce, parte della quale ſi può
sa, che una calce d'antimonio, ch'ha per ridur in regolo. Ecco l'obiezione in tutto
duto i" il ſuo zolfere, non ſi vetrifica che il ſuo lume, e in tutta l'eſtenſione , che
ilmente ſenza addizione; che vi vuo ſfar mi ſi potrebbe. -
le un fuoco dell'ultima violenza, e che ſi Per riſpondervi mi ſervirò di due o tre
R 2 eſpe
I 32 ANT A NT -

eſperienze. Alla calce d' antimonio ho ſoſti ria, ripetendo quello diſopra, che il miglior
tuito il criſtallo fattizio ridotto in polvere, mezzo che ſi ſappia fino al preſente di ca
e in un altro ſaggio il fal alcali. Nel pri var dall'antimonio più regolo che ſia poſſi
mo fatto col criſtallo, il regolo impuro che bile, è di calcinarlo finchè la ſua calce meſ
peſava due oncie, due groſſi, e 36. grani ſi ſa ſopra i carboni più non ſparga l'odor di
riduſſe in due oncie, due groſſi e ſei grani, zolfere, di ridur queſta calce in regolo, unen
onde la perdita fu di 42. grani. Facendo la dola con un riduttivo, che dia della mate
ſteſſa operazione con meſcolare la calce d' ria graſſa, e delle ſcorie liquide, come il
antimonio col regolo da purificar nella ſteſſa ſapon nero, e di purificar queſto primo re
proporzione, ho 49 grani di perdita; cioè lo golo colla ſteſſa calce d'antimonio. Con queſto
ſteſſo peſo di regolo di due oncie, due groſſi, e mezzo da una libbra d'antimonio cavo due
56 grani, ſi trova ridotto puro a due oncie, oncie di regolo di più, che Kunckel, e M.
due groſſi, e 59. grani: laonde ſe coi ſali Stahl non ne hanno eſtratto coi loro meto
alcali che ſempre corrodono qualche parti di, e nell'iſteſſo tempo faccio vedere, che
cola regolina, non ho che 49. grani di per non vi ha in queſto minerale tanto zolfere
dita, e colla calce d'antimonio ne perdo 59. bruciante che ſi credeva, e chi io ſteſſo ave
è una prova che la calce non agiſce in que va creduto quando ho letto le mie Memo
ſta purificazione , che come un fluſſo che rie precedenti ſopra il Kermes; poichè cal
ſcorifica le impurità del primo regolo, e che cinandolo con attenzione, non ſe ne bru
non gli appreſta alcuna addizione di parti cia, o non ſe ne ſvapora che tre oncie, e
regoline. - - cinque groſſi al più. Se il minerale di cui
Pure ſe taluno inſiſteſſe a contradirle que ragioniamo, foſſe più fiſſo al fuoco, di quel
ſta proprietà puramente ſcorificante, queſto ch'è , mi ſarei accoſtato di vantaggio all'
non diſtruggerebbe l'utilità dell'operazione: eſattezza delle proporzioni: ma non aven
eſſendo mio diſegno di trar dall' antimonio done potuto neppur i maggiori Chimici re
più regolo che ſia poſſibile, il che dimoſtro primer la volatilità, credo che da me non
che ſi ottiene col ridurla in calce . Non ſi eſigerà l'impoſſibile. . . . .
importa in qual modo regolizzi queſta cal - Paſſo ad altre oſſervazioni che mi ſem
ce: ſe una parte di ciò che ne metto ſopra brano indipendenti dall'operazione, e ch'ho
il regolo da purificare, ſi converte in rego riſerbate per la fine di queſta Memoria, per
lo, queſto è pur fatto; il reſto ſi riduce in non interromper l' ordine, che mi ſono
ſcorie quaſi vetrificate, ch'io ſciolgo facil prefiſſo. - - - - -

mente in regolo collo ſteſſo ſapon nero. Si è veduto che riducendo la calcc d'an
Qualunque precauzion ſi prenda, faſſi ſem timonio col ſapon nero, otteneva un regolo
pre una perdita aſſai conſiderabile della por da me chiamato impuro, per non eſſer com
zion regolina dell' antimonio, e quando ſi patto. Prendendo uno di queſti regoli d'un
vuol perderne meno che fia poſſibile, ſi do volume oneſto, trovaſi pieno di cavità; e
vrà ſcioglierlo con attenzione, eſſendo queſto nelle maggiori per via di una lente ſi veg
minerale di una volatilità già con tante eſpe gono delle lamine di regoli ben forma
rienze dimoſtrata. Se nei miei ſaggi aveſſi te, che l' aria rinchiuſa , e rarefatta in
fatto la riduzion della calce in regolo, e la queſte cavità ha impedito di agglutinarſi le
purificazione di queſto regolo a uno ſteſſo une con l'altre , alcune ſono triangolari,
fuoco, n'averei perduto molto di più. Faccio ma la piupparte ſono eſagone; finalmente
dunque le due operazioni a due fuochi dif ve n'ha di così lunghe , che unendoſi ad
ferenti, e appena ſcorgo dalla fluidità delle angolo retto nelle ſtremità , formano co
ſcorie, che ſi è fatta la riduzione, cavo il me certe grondaie; ed entro vi ſi ſcoprono
croggiuolo dalle bragie, per far ceſſari fumi pure alcuni aghi, ma in pochiſſimo numero.
del regolo. - - tanto alle faccie eſteriori di queſti regoli,
Di più oſſervai, che tenendolo qualche di notabile non vi ha che certe ſtrie, che
tempo al fuoco, dopo che la calce ſi è ri partono da un centro, e formano dei raggi.
dotta in iſcorie, queſto ſmalto d'antimonio, Là parte di queſti regoli impura, che ſem
rodeva le pareti del croggiuolo fino a forarlo, bra la più compatta, può eſſer le ſteſſe la
Finiſco dunque queſta parte della memº mine incollate fra loro, ma che non ſi fan
- - IlQ
ANT A NT I33
º no vedere che nel taglio, e per la cima de' averlo rotto. Avendolo eſaminato quaſi fred
loro angoli. Queſte lamine ſono forſe le pri do in un croggiuolo eſpoſto all'aria libera;
me particole , che devono compor queſto mi ſono accorto, che la maſſa ſi riſcaldava,
regolo, o non ſono che un fortuito conca a miſura che s'imbeveva dell'umidità dell'
tenamento d' altre particole anteriormente aria. Ne accoſtai alcuni pezzi alla fiamma
più piccole? Non so che decidere. - d'una candella, a cui ſi acceſero ſcoppian
Mi è accaduto due o tre volte, regoliz do. Rigettai alcuni di queſti pezzi acceſi in
zando la calce d'antimonio col ſapon nero, un croggiuolo, e queſti acceſero il reſto del
di aver delle vegetazioni ſaline in arboſcel la maſſa , che ſcoppiò ugualmente nell'ab
li, ſortenti non poco dalla ſuperfizie delle bruciarſi. .
ſcorie. Queſte ſenza dubbio provenivano dal Rifeci l'operazion precedente, e mi ſer.

|
r
ſubito congelamento della materia in fuſio vii d'un diaforetico minerale belliſſimo, ch'
ne, Ne ho moſtrato una alla Compagnia, aveva alcuni giorni prima preparato, di due
perchè foſſe ſicura che il diſegno n'era fatto parti di regolo, e di tre di nitro. Ne preſi
al naturale. Ma non ſaprei dar un mezzo un'oncia , e la meſcolai con due oncie di
ſicuro di rifarle; perchè non mi è valſo fatica ſapon nero. Queſto miſcuglio meſſo a poco
alcuna per riuſcirvi di nuovo. . . a poco in un crogiuolo ardente, vi ſi ac
Tutte queſte riduzioni della calce d'anti ceſe, e ſi gonfiò molto; finita la fiamma,
monio in regolo non ſi fanno ſenza che ſi la maſſa ſi abbaſsò , e divenne d'un roſſo
alzi una quantità ſenſibile di fiori argentei, di carbon acceſo, alzandoſi intanto dei va
detti comunemente fiori di regolo. Queſti ſo pori lucidi d'un verde turchiniccio. Queſto
no lunghi filetti ſottili, duri, che pungono occorſe invariabilmente a ciaſcuna proiezio
come aghi finiſſimi. Guardati con un mi ne della materia . Gettato tutto. º miſcu
croſcopio da una ſola lente, ma guarnito glio, e ceſſata la fiamma, e i vapori luci
del ſuo moderatore di luce, ſembrano opa di, formoſſi una ſpezie di fungo capovolto,
chi; levando il moderatore, ſicchè reſtino concavo, poroſo, e nero, ne abbaſſai l'e
illuminati quanto eſſerlo ponno, ſi veggo ſtremità, e vi miſi ſopra un'altra oncia di ſa
no diafani, ſimili a filetti di vetro . Per pon nero, per coprir meglio la materia che
tanto da queſta oſſervazione non ſi racco voleva ridurre. Bruciato queſt'ultimo ſapo
glie aſſolutamente che ſieno formati di ve ne, e ſcoprendo una fiammella turchina ſo
tro, perocchè quaſi tutti gli oggetti, che ſi pra la maſſa, turai il croggiuolo col ſuo co
riguardano a traverſo di una lente perfetta, perchio, e l'attorniai di molto carbone, e
ſembrano traſparenti, purchè ſieno aſſai te feci un calor vivo ſoffiandovi quaſi cento
nui. Il Cavalier Newton ha oſſervato che volte ; ma ad onta della violenza del fuo
" corpo opaco, ma ſottiliſſimo in co, che fu un poco più grande, e più lun
anzi il foro , per cui ſi fa entrar la luce ga che nelle operazioni predette, non ſi for
in una camera oſcura, il corpo vi appariva mò alcuna ſcoria fluida, e la maſſa reſtò
trasparente; onde il microſcopio fa quì quaſi ſpongioſa. Laſcio che il fuoco ſi ſmorzi,
lo ſteſſo effetto della camera oſcura; ſicchè e porto il croggiuolo in un angolo del mio
quello che mi appariſce vetro, tale mi po lavoratoſo, ove reſtò più di cinque ore ſen
za toccarlo. Verſo la ſera volli eſaminar
trebbe comparire per una illuſione di viſta. queſta
Mi venne fatto di ridur il vetro d'anti materia, onde preſi il " ch'
monio col ſapone, trattandolo come la calce, era freddiſſimo, e lo diedi da tenere a una
ma già l'eſito dovea eſſer tale, onde ne tra perſona, ſenza aver preſo precauzione con
laſcio l'eſpoſizione. Queſto mi fece ſperare tra un effetto, che non poteaſi preveder, e s
i riuſcir ugualmente col diaforetico, ſerva volli ſcoprire il diſopra della maſſa con un
ta qualche differenza dipendente dal peſo. pezzo di ferro: ma entratavi appena l'aria,
Ma l'antimonio diaforetico, fatto giuſta le vi preſe fuoco, e ſi fece un eſploſion viva,
regole ordinarie, miſto col ſapon nero, poi e con rumore , che lanciò ſopra i ſuoi ve
portato al fuoco come la calce di queſto mi ſtimenti uno ſtriſcio di fuoco conſiderabiliſ
nerale, ſi è convertito in una maſſa eh'ho ſimo, e vi fece molti giri. Allora ſi ſpar
laſciati raffreddare, colla ſperanza di trovar ſe un odor forte di zolfere, ſimile a quello
un regolo nel fondo del crogiuolo, dopo di dei fosfori in polvere, di cui M. Lemery
IIlllº Cic
il
I 34 A NT -
A NT
minore ha dato molte deſcrizioni nella ſua ammettendo queſta ſuppoſizione, poſſo pro
Memoria del 1714. Vedi Aiumea. var la cauſa della deflagrazione del mio
Non ho avuto la riduzion del diaforetico fosforo. . . -

ch'io cercava, ma il caſo mi ha dato un Ecco come la ſpiego . Havvi una gran
fosforo ſingolariſſimo, che non cercavo. L' quantità di parti di calce, altre volte "
ho poi rifatto cinque o ſei volte coll'iſteſſo viva, nella liſciva groſſa, e non filtrata, che
ſucceſſo, o ſervendomi del diaforetico delle ſerve a far il ſapon nero. Quando calcino
formule ordinarie, o del mio diaforetico di il miſcuglio che fa il mio fosforo, abbrucio
regolo : è vero che queſt'ultimo rieſce un una parte della materia infiammabile del ſa
poco meglio degli altri, purchè non ſi dia pone, e il reſto ſi riduce in carbone. Nell'
nè troppo, nè troppo poco di calore, dopo azione del fuoco, l'acido del nitro laſcia a
di che ſi è aggiunto l'ultima oncia di ſapone. poco a poco le parti regoline, che lo rite
Quando per far il mio diaforetico, faccio nevano per unirſi al ſal alcali del ſapone,
detonar il regolo col nitro puro , lo lavo con cui ſi fa un nitrò rigenerato: ma tutto
all'ordinaria per ſepararne colle lozioni il il ſal alcali non è adoperato in queſta rege
nitro alcalizzato nella deflagrazione. La li nerazione, perchè non vi ha veriſimilmente
ſciva, che n'è cauſtiſſima, prende un color abbaſtanza d'acido nitroſo. Collo ſteſſo fuo
turchino, che viene apparentemente da una co, le particole terree della calce ſparſe nel
porzion del principio infiammabile, che que ſapone, ſi calcinano di nuovo, e ritornano
ſto ſale ha ſeparato dal regolo; e queſto è calce viva. Tutte queſte particole di varia
sì vero, che queſta liſciva anneriſce lo ſta natura, ſono vicine le une all'altre nel crog
gno, e l' " , il che non farebbe , ſe giuolo; onde agiranno per l'effetto preteſo,
non foſſe zolfurea. Se in vece di gettar que toſto che un mezzo eſteriore vi concorrerà.
ſta materia nell'acqua dopo la detonazione, Suppoſto queſto, ſi ſolleva la croſta, che co
uno la getta nello ſpirito di vino, prende pre " maſſa del fosforo, e l'aria vi s'intro
quaſi ſubito un bel color roſſo , che colla duce coll'umidità, o colle partiacquee, di
digeſtione aumenta di tinta. Queſto liquor, cui è carica, e di cui il ſalacido del miſcu
che M. Stahl ha nominato Tinctura alcalica lio è avido. La calce ſi umetta, ſi riſcal
acris è una tintura d'antimonio non emeti i" ſi accende, e mette il fuoco alle par
co, ſemplicemente alcalino , e diaforetico, ti di carbone, e alle parti di nitro rige
ch ha levato dall'antimonio col mezzo del nerato, che ſono vicine, donde ne ſegue la
nitro, una porzion del ſuo zolfere metallico detonazion di tutta la maſſa. Una prova che
(ſe però il 2olfere metallico è qualche coſa il nitro è attualmente in queſto miſcuglio, o
di reale) donde riſulta, che un lilium ben ſia per rigenerazione, come io lo credo, o
fatto non è ſemplicemente una tintura di ſali in qualunque altro modo , ſi è che avendo
alcali, come alcuni lo credono. E ben ve tentato tre volte la ſteſſa operazione colla
ro che lo ſpirito di vino digerito ſopra un
fal fiſſo ſemplice ben alcalizzato, vi prende
" , non è riuſcita, perchè
in queſta polvere le parti antimoniali non
alla lunga un color roſſo: ma queſto ſal al ſono unite all'acido nitroſo, ma all'acido
cali, quando è puro e ſolo, non darà giam del ſal marino. . . .. .
mai all'acqua un “color turchino come il Se queſta prova non baſtaſſe, eccone un'
nitro alcalizzato col regolo. s altra. Quando colla mira di far la riduzione
Queſta digreſſione non ſarà sì inutile co del diaforetico in regolo, mi oſtinava a in
me ſi crede, ſervendo a provar, che vi ha calzar il fuoco, ſi faceva una detonazione di
una quantità conſiderabile di principio in queſto nitro, che ſi fondeva col carbone dell'
fiammabile nel regolo. Di più ſi sa che il - eglio del ſapone, come avrebbe fatto un
regolo convertito in diaforetico, aumenta miſcuglio di al nitro, e di carbon ordinario:
conſiderabilmente di peſo. Ott' oncie, per il ", ſi diſſipava nell'iſteſſo tempo in
eſempio, di regolo ben edulcorato " vapori bianchi, e non reſtava nel croggiuolo
ſecco, m'han dato undecioncie, e due dram che una croſta nera, e dura attaccata alle fue
me di diaforetico. Da che può venir queſto “pareti, che non produceva più che del fuo
aumento, ſe non dalla concentrazion dell' co ſenza alcuna ie . Per queſta ra
acido del nitro in queſte parti regoline? Ora gione la riuſcita del mio fosforo detonante
- dipen
ANT - - ANT. I 35
ti dipende dal grado della calcinazione che dò ſorte degli altri rimedi Chimici. Appena ſco.
al miſcuglio, e biſogna guardar di non dar-. perto ſi tenne come un ſecreto dei più im
vi un grado di calore, che faccia fonder il portanti, maſſime nei Paeſi-Baſſi. Gli Au
nltrO , -
tori non ſi accordano ſopra il nome dell'In
; Quanto alla probabilità del concorſo d'una ventore, attribuendone alcuni la ſcoperta a
materia divenuta calce viva, che può accen Cranio, ed altri a Moetſio, ch'ha inſerito
derſi, e render fuoco , racconterò il fatto la preparazion di queſto regolo nella ſua Chi
ſeguente . Un battello pieno di calce, tro mica diſcorſiva; e ancora ſi trova nella Me
vandoſi la Sena agghiacciata, ſi feſſurò cinque dicina chimica di Vigani . Ma nè meno ſi
anni ſono nel Porto S. Paolo, onde l'acqua va d'accordo circa le ſue virtù, e i ſuoi ef
vi entrò dentro , e attaccò fuoco alla cal fetti: perchè molti vi furono, e molti tut
ce, queſta al battello, e queſto ad altri, ſic tavia ne ſono, che lo mettono tra i teſori
chè ſi fece un incendio, di cui poteva allora più prezioſi della Medicina, e altri all'oppo
verificar l'origine, - ,
ſto pretendono che ſia inutile, anzi chi ab
-

Vi ſono in Chimica vari miſcugli, ch'e bia una qualità nociva, e velenoſa.
poſti all'aria ſi accendono. Tali ſono le Per tanto mon credo inutile ricercar in
materie vegetabili, o animali zolfuree calci breve la natura di queſto rimedio, per po
:º.
nate coll'allume. - ter giudicar della verità o falſità dei ſenti
-

Il miſcuglio del regolo d'antimonio col ſu menti di queſte due claſſi di perſone. Non
blimato corroſivo talvolta ſi accende. avendo niuno prima di me intrapreſo una tal
i Il zafferano di marte antimoniale di M.
-
ricerca, ſpero trovar perdono ſe non tratterò
Stahl ſi è infiammato nel Giardino del Re, queſta materia coll' eſattezza neceſſaria all'
ove M. Boulduc l'aveva eſpoſto al Sole per importanza fua . Per venir al mio intento
diſeccarlo più preſto. più facilmente, eſaminerò prima in poche
L'oro fulminante detona pel ſolo calore d' parole i principi che compongono queſtore
una triturazione alquanto rapida, golo, e ne darò poi le preparazioni per paſ
, La verga di ferro, chi ha ſervito a muo ſar ai vari ſuoi uſi. -

ſ; ver il miſcuglio delle riduzioni delle mie


dà delle ſcintille di fuoco. - -
I principi che coſtituiſcono queſto regolo
calci d'antimonio raſchiata con " ſono primieramente l'antimonio, ch'è il prin
5
cipale, poichè la materia di queſto regolo n'
M. de Reaumur ha oſſervato, che uni è formata. Secondariamente il ſal comune,
to l'antimonio al ferro, in parti quaſi ugua il cui acido è di una natura volatiliſſima
li, ne riſulta una maſſa metallica, la qua Finalmente un ſal alcali che produce effetti
le limata fortemente dà molte ſcintille ca ſingolari, e rimarcabili ſopra le ſoſtanze zol
i" di accender qualunque materia com furee, maſſime ſopra quelle che tengono del
uſtibile, - - -. »
la natura de minerali, come pure ſopra le
Quindi ſembra, per formarun fosforo, che parti zolfuree, e olioſe degli animali, e de'
non ſi ricerchi, che concentrar la materia vegetabili. - -

propria a dar del fuoco in alcune cellette, Della preparazion di queſto regolo medicinale.
ove poſſa reſtar tranquilla, e come ſopita,
finchè le pareti di queſte cellette vengano Dopo aver annoverato i principi, che
rotte, e che vi ſi laſci introdur un'altra ma compongono queſto regolo, ci reſta da eſa
; teria più ſottile, e capace d'imprimerle un minar il modo di prepararlo. Quantunque
movimento eſtremamente rapido. O che que- , arecchi Autori, e tra gli altri Moetſio nel
ſta ſpiegazione baſti per render ragione dell' la ſua Chimica diſcorſiva, gli Acta curioſo
infiammabilità dei fosfori, o che ſi ſpieghi rum,
rale,
Leiden, Koenig nel ſuo Regno mine
e Barkhyiſen nella ſua Pyroſofia; ci
con ipoteſi molto più ingegnoſe, queſte avran

. no ſempre il difetto di non eſſer che inge abbiano dato varie iſtruzioni su queſto ſog
i
Memorie
Scienze An. 1736,
dell'Accademia Reale delle getto, pure credo oppurtuno di eſporne quì
-
Del regolo d'Antimonio medicinale
P. M. HoFFMAN. -
-
tutto il dettaglio e - . -
Prendete cinque parti d'antimonio puro,
uattro di ſal ordinario, e un'oncia di ſal
i tartaro. Alcuni variano queſte proporzio
- Il regolo d'antimonio ha provato la ſteſſa ni, e
136 ANT - A Nºr
ni, e prendono otto parti d'antimonio, ſette con molta precauzione, non ho giammai
di ſal ordinario, e una di ſaldi tartaro: ma oſſervato una differenza sì conſiderabile tra
la piupparte ſeguita la prima. Dopo aver i regoli ottenuti; e che il ſal di cardo-be
agitato, e meſcolato queſti ingredienti, met nedetto, e gli altri alcali non hanno pro
teteli a poco a poco in un croggiuolo info dotto un regolo differente da quello che ſi
cato, aumentando il fuoco, finchè la ma ottiene ordinariamente col ſal di tartaro;
teria ſia tutta liquefatta, il che ſuccede, il che mi fa ſoſpettar che il regolo ſempli
prendendo le giuſte miſure, in un quarto d' ce di Vigani ſiaſi prodotto per un miſcuglio
ora. Verſate queſta materia in un vaſo di fortuito di carbone, e di qualche altra ſo
figura conica fregato prima col ſevo, o an ſtanza zolfurea. Siccome non ho potuto ſco
merito al fumo d'una candela. Agitate que prir la differenza dei ſali alcali, mi perſua
ſto vaſo come nell'altre fuſioni del regolo, do che non ſerva eſſer tanto ſcrupoloſo ſul
perchè ſi ſepari ſufficientemente dalle ſcorie, la ſcielta dello ſteſſo, purchè ſi adoperi un
e ſi precipiti nel fondo del vaſo. Alcuni ri alcali puro preparato come conviene, e che
guardano queſta circoſtanza di agitar il vaſo non ſia alterato da qualche ſoſtanza ſtranie
come la più neceſſaria, perch'eſſendo que ra, o eterogenea. - -

ſto regolo di quanti ſe ne preparano coll' E' vano l' eſitar ſopra la ſcielta del ſal
antimonio il più leggiere, importa che ſi ſe comune, ed eſaminar ſcrupoloſamente, qua
pari dalle ſue ſcorie, oltre che ſi precipita le del ſal marino, del ſal gemma , o del
più difficilmente. Laſciata queſta precauzio ſal di fontana , è più proprio per queſto
ne, e verſando il miſcuglio ancor bollente effetto, poichè con qualunque ſale ſi arriva
in un vaſo freddo, " ſovente che nell' al ſuo fine.
ebollizione una parte delle ſcorie ſi meſce Il metodo riferito è quello che più ſi uſa
col regolo , e reciprocamente, che una nella preparazion del regolo medicinale; ben
parte del regolo reſta nelle ſcorie, ſicchè chè molti ſe ne allontanino talvolta, aggiun
non è sì bello, sì puro, nè sì rilucente co gendo, o levando qualche ingrediente, o
me altrimenti ſarebbe ſtato. Quando queſto cangiando le proporzioni del peſo, ſecondo
regolo è ſeparato delle ſue ſcorie è pollito che il capriccio, o qualche mira particola
quanto l'aciajo; e polverizzato in un mor re ve gli obbliga. Ve n'ha , per eſempio,
taro, o ſopra un marmo coll'acqua, o ſenza, che in vece di ſal alcali uſano il ſal di tar
ſino a farne ſparir le particole riſplendenti, taro ma in maggior quantità , prendendo
divien roſſo, o di color por rino. - otto parti d'antimonio, ſette di ſal ordina
Non eſſendo queſto metodo difficile, non rio, e ſei di tartaro . Mettono queſto mi
occorre che mi fermi di più . Si noti però ſcuglio in fuſione in un croggiuolo infocato;
riguardo il ſal alcali ch'entra in queſta com ma ſe ne viene molto più difficilmente a ca
poſizione, che alcuni i quali ammettono una i" col metodo ordinario . Con queſto se

differenza conſiderabile tra gli alcali, ſono ottiene un regolo, che ſomiglia al medi
talmente incapricciati per i ſal di tartaro, cinale , e ch'io tengo della ſteſſa ſpezie,
tanto riguardo alla purità ſua, che ai ſuoi benchè non ſia così bello; eſſendone il color
effetti, o qualità occulte, che non ponno più oſcuro, e la ſoſtanza più poroſa ; ma
ſoffrir, che gli ſi ſoſtituiſca in ſua vece neſ ridotto in polvere, diviene di un color por
ſuna ſorte di ſale. Io ſon perſuaſo che l'oſ porino come il regolo medicinale . Le ſue
ſervazion di Vigani abbia dato anſa a tutti ſcorie ſono leggieri, poroſe, e ſimili alle fa
i dubbi avuti ſopra queſto ſoggetto; perchè ville , ch eſcono dal ferro infocato batten
adduce nella ſua Med. Chim. pag. 2o, un dolo . Altri che attribuiſcono forſe troppe
eſperienza per iſtabilir la differenza degli al virtù al ſal comune nella produzion del re
cali, e aſſicura di aver ottenuto un regolo golº, vogliono, che ſi rigetti intieramente
roſſo, preparando l'antimonio col ſal comu-. il ſal di tartaro, e che ſi aumenti il ſal co
ne, e col ſal di tartaro, laddove non ha mune d una quantità uguale a quella del
avuto che un regolo ordinario mettendo l' primo. Ciò ordina Barkhyiſen nella ſua Py
antimonio in fuſione col ſal di cardo-bene roſofia, Lib. III. Seſſ 3. cap.2, ove ſoſtiene
detto. Io però confeſſo, che quantunque ab che ſi può aver queſto ſteſſo regolo medici
bia fatto molte eſperienze a queſta mira , male, i; fonderleggiermente l'antimonio
- - - con
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con una quantità uguale di ſal comune: ma che queſto zolfere ha le virtù , e l'efficacia
quando ſi vien a farne il ſaggio, non ſi vede medeſima della panacea di Glauber, e lo pre
che il ſal comune abbia portato il menomo feriſce anche al regolo, perchè la ſua viru
cangiamento all' antimonio, anzi che produr lenza arſenicale corretta collo ſpirito di vi
l'effetto deſiderato. Finalmente poſſiamo met triuolo, è molto più debole che nel regolo.
ter tra i vari metodi, onde ſi preparano queſti Inſegna nell'iſteſſa Opera la preparazione d'
regoli, quello in cui i Chimici adoprano il ſale una tintura d'antimonio, ch'egli cava dal re
comune per corregger il 2afferano de' metalli di golo medicinale, cui mette in fuſione con
Rulando, ſul ſuppoſto che divenga ſimile al un alcali, col mezzo dello ſpirito di vino,
ti regolo medicinale , quanto ai ſuoi effetti. o tartarizzato, o tratto dalle ſcorie dell'an.
ti i Uſano per queſto effetto tre parti d'antimo timonio. Ci apprende eziandio a preparar una
gi, nio, due di nitro, e una di ſal comune: vedi tintura anodina con queſto regolo, facendo
o; le Mort negli Atti de'Curioſi di Leyde. Altri ſcioglier dell'oppio in una decozion del rego
ria rigettano queſta proporzione, e vogliono che lo medicinale coll'acqua di calce, ed eſtraen
edi ſi adoperi la ſteſſa quantità di ciaſcun ingre do l'eſſenza della ſoluzione condenſata col
ri diente. Dopo aver battuto e meſcolato in vino di Malvagia, o collo ſpirito di vino.
ſieme queſte droghe, le mettono in un crog Ecco le ſue parole circa le virtù di queſta
gi giuolo infocato, e le riducono a un grado tintura: , Queſto rimedio è ottimo per to
conveniente di fuſione, che toſto ſi ottiene. , glier i dolori, e per proccurar il ſonno :
Verſano poi la materia in un vaſo di figura , perchè la liſciva della calce eſſendo pre
conica, oppure, come ci apprende le Mort nel , gna del zolfere d'antimonio, corregge la
luogo citato, la laſciano nel croggiuolo fin , qualità narcotica, e ſopitiva dell'oppio;
chè ſi raffredda. Il regolo che ſi ottiene con , il che previene i ſintomi che cagiona per
queſto metodo non è differente dal tafferano - , l'ordinario; mentre le qualità attenuanti
de metalli di Rulando, eſſendo come lui me , e anodine del zolfere d'antimonio, che re
dicinale, d'una conſiſtenza poroſa, poco pu , primono i movimenti impetuoſi degli ſpi
lito, ma chiaro, e d'un belliſſimo aſpetto. , riti ſi adeguano giuſtamente.” Baſilio Va
Ridotto in polvere diviene d'un roſſo oſcuro lentino fa menzione nel ſuo Carro trionfante
ſimile a quello del bolo Armeno. Le ſue ſco dell'Antimonio, d'una tintura, e d'un bal
rie ſono leggieri, d'un giallo d'ambra, e ſi ſamº antimoniale, che ſi prepara con un mi
mili a quelle, che dà il regolo d'antimonio, ſcuglio di tartaro, e d'antimonio informa di
purificato col nitro. - fegato, e che non è differente dal regolo me
Uſo di queſto Regolo. dicinale. Si può anche preparar facilmente
con queſto regolo, una calce, una ceruſſa an
Queſto regolo ſi può praticare nella Chi timoniale, e un vetro, ſe dopo aver lavato la
mica, nella Farmacia, e nella Therapeuti parte alcalina, un localcina a poco a poco per
ca. Vediamo in riſtretto ciaſcuno di queſti uſi eſtrarne il zolfere; perchè ſarà poi facile di
in particolare. metter ciò ch'è reſtato nel fondo in fuſione
Di leggieri ſi ſcopre qual ne ſia l'uſo nel per trarne un vetro. Ecco quanto baſta cir
la Chimica, cercandone la natura, e il mo ca l'uſo del regolo medicinale nella Farmacia,
do della ſua produzione. Io non mi ferme Potrei eſtendermi di più su tal materia,
rò guari su queſto articolo per paſſar agli uſi ma giacchè ſarebbe inutile, mi baſterà ri
ſuoi nella Farmacia. -
petere, che ſi può uſar il regolo medicinale
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