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Etcon l'aggiunta delle Vitedeviui, & de morti
- Dall'anno 15o inſino al 1567.
Prima, e Seconda Parte.
con leTauole in ciaſcun volume, Delle coſepiu Notabili,
De Ritratti, Delle vite degli Artefici, Et dei
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tanto da quello cheelerano immutate, (3 in guiſa piu
adorne e ricchedinfinite opere, delle quali inſino allora,
io non haueua potuto hauere altra cogni(ione, che per
mio aiutonoſipuo in loro, quanto a me alcuna coſa deſi
derare. Ecco dico che dinuouovi ſipreſentano Illuſtris
ſimo, e veramente 8ccellentiſſimo Signor Duca, con
l'aggiunta daltri nobili, e molti famoſi artefici, che da
quel tempo inſino a hoggi ſono dalle miſerie di queſta
paſſati a miglior vita ed altri che anchorchefranoivi
aeano, hanno in queſte profeſſioni ſi fattamente operato
che degniſſimi ſono deterna memoria. E di vero è a
molti stato di non picchola ventura, che io ſia per la
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DA M. GIORGIO VAsara prrror


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- Et Ampliate , 434 V7
CoN I R 1TR ATTI LO RO
Et con l'aggiunta delle Vite deviui, & de'morti
- i5all'anno 15o inſino al 667.
Prima, e Seconda Parte.
conleTauole in ciaſcun volume, Delle coſepiu Notabili,
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Eccellentia Illuſtriſſima, le vite de
piu celebri Pittori,Scultori,eteAr
chitetti, che elevi tornano innan
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zi, non pure del tutto finite, ma
tanto da quello che ellerano immutate, 63 in guiſa piu
adorne e ricche dinfinite opere, delle quali inſino allora,
io non haueua potuto hauere altra cogni(ione, che per
mio aiutonoſipuo in loro,quanto a me,alcuna coſa deſi
derare. Ecco dico che dinuouovi ſipreſentano Illuſtris
ſimo, e veramente 8ccellentiſſimo Signor Duca, con
l'aggiunta daltrinobili, e molti famoſi artefici, che da
quel tempo inſino a hoggi ſono dalle miſerie di queſta
paſſati a miglior vita e daltri che anchorchefranoi vi
auano, hanno in queſte profeſſioni ſi fattamente operato
che degniſſimi ſono deterna memoria. E di vero è a
molti stato di non picchola ventura, che io ſia per la
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benignità di colui, acuiviuono tutte le coſe, tanto uiuti


to, che io abbia queſto libro quaſi tutto fatto dinuouo:
percioche come ne ho molte coſe leuate, che ſenza mia
ſaputa,65 in mia aſſenkavierano, non ſo come, state
poſte, 65 altre rimutate, coſivene ho molte utili, ene
ceſſarie, che mancauono, aggiunte. E ſe le effigie, e
ritratti, che ho posti di tanti talentihuomini in queſta
opera, dei quali vna gran parte ſi ſono auuti con la
iuto, e permeCo di Uoſtra&ccellentia: non ſono alcu
na volta ben ſimili al vero, e non tutti hanno quella
proprietà, e ſimiglianza, che ſuolaare loro la viuez
Xade colori, non è però che il diſegno, 63 i lineamenti
non ſieno ſtati tolti dal vero, e non ſiano e propij, ena
º turali: ſenza che eſſendomene vna gran parte stati
mandati dagli amici, che ho indiuerſi luoghi, non ſono
tutti stati diſegnati da buona mano. Non mi è an-.
coſtato in cio di piccolo incommodo la lontananza, di
chi ha queſte teſte intagliate, però cheſe fuſino ſtati gli
intagliatori appreſſo dime, ſi ſarebbe per auuentura in
torno a cio potuto molto piu diligenka, che non ſi è fat-.
to, uſare e Macomuncheſia, abbiano i virtuoſi, egli,
artefici noſtri, a comodo, e benefixio de quali mi ſono
meſſo a tanta fatica, di quanto ci aueranno di buono,
dvtile,edi gioueuole obbligo in tutto a Uoſtra 6ccellen,
za Illustriſſima, poichein landoio al ſerugio di lei,
hoauuto con loozio che le è piaciutodidarmi,65 colma,
neggio di molte an infiniteſue coſe, comodità di mete,
- tere
tere inſieme, e dare al mondo tutto quello, che al per
fetto compimento di questa opera parea ſi richiedeſſe,
e non ſarebbe quaſi impietà, non che ingratitudine che,
io adaltri dedicaſſe queste vite, o che glartefici da altri
che da voi, riconoſceſſino qualunque coſa in eſſe haue
ranno di giouamento, o piacere! 92ando non pure
col voſtro aiuto, efauore vſcirono daprima,63 hora di
nuouo in luce, ma ſiete voi adimmitazione deglie Auo
li voſtri ſolo padre, ſgnore, 65 vnico protetore di eſſe
noſtre arti. Onde è benedegna, eragioneuole coſa che
da quelle ſeno fatte in voſtro ſcrugio,65 a vostra eter
na,eperpetua memoria tante pitture, e ſtatue nobiliſ e
tanti marauiglioſi edifiz gdi tutte le maniere. e Maſe
tutti vi ſiamo, che ſiamo infinitamente per queſte, e al
tri cagioni obbligatiſſimi, quanto piu vi debbo io, che
ho da voi ſempre auto ( coſi al deſo, e buon volere
haueſſe riſpoſto l'ingegno, e la mano) tante honorate
occaſioni di mostrare il mio poco ſapere, che qualun
quegli ſia, a grandiſſimo pez.o non agguaglianel ſuo
grado la grande(zadellanimo vostro, e la veramen
te reale magnificen(a. e Ma che fo io ! è pur me
glio che coſi me neſtia, che ch'io mi metta a tentare
quello, che a qualunche è piu alto, e nobile ingegno,
non che al mio piccoliſſimo ſarebbe del tutto impoſſibi
le tAccetti dunque Uostra Eccellenza Illustris
ſma queſto mio anzi pur ſuo libro delle vite degli ar
tefici del diſegno, 65 a ſomiglianza delgrande Iddio,
- piu
piu alanimo mio, e alle buoni intenzioni, che alto
pera riguardando, da me prenda ben volentieri, non
quello che io vorrei,edouerrei, ma quello che io poſſo
Di fiorenkaal 9 di Gennaio 1568.
-

Di Uoſtra eccell Illuſt.

Obligatiſs.seruitore
-

Giegº vaſarri -
ALLo ILLvsTRIss, ET ECCELL.
S. IL s. cos IM o D E MED Ici
Dvca Di Fioranza -

Signore mio oſtruandfimo. -

- -
si Nº OI che la Eccellentia voſtra ſeguendo
ià Sºs in cio l'orme degli Illuſtriſsimi ſuoi pro
li º - º genitori: & da la naturale magnanimir
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Eee
".
- f fa ſua incitata,
uorire, & d'eſaltare ſorteceſſa
ogninon
3 spinta di far
di virtù
douunque ella ſi truoui: & ha ſpezialmente protezzio
ne dell'arti del diſegno,inclinazione agli artefici des
ſe:cognizione, 8 diletto delle belle, 8 rare opere loro,
penſo che non le ſara ſe non grata queſta fatica preſa
da me di ſcriuer le uite,i lauori,le maniere, 8 le condi»
zioni di tutti quelli, che eſſendo gia spente,l'hanno pri
mieramente riſuſcitate,di poi di tempo in tempo accre
ſciute,ornate,8 condotte finalmente a quel grado di
bellezza,3 di maeſta doue ella ſi truouano a giorni
dhoggi: Er percioche queſti tali ſono ſtati quaſi tutti
Toſcani&la piu parte ſuoi Fiorentini, e molti d'eſsi da
gli Illuſt. antichi ſuoi con ogni ſorte di premi, 8 di
honori incitati,8 aiutati a mettere in opera; ſi puo dio
re che nel ſuo ſtato anzi nella ſua feliciſsima caſa ſiano
rinate:& per benefizio de'ſuoi medeſimi abbia il mon
do queſte belliſsime arti ricuperate, 8 che per eſſe nobi
litato,e rimbellito ſi ſia. Onde per l'obligo che queſto
ſecolo, queſte arti, & queſta ſorte i , debbono
comunemente agli ſuoi, & a lei come erede della viro
a
tu loro,8& del loro patrocinio ucrſo queſte
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& per quello che le debbo io particularmente peraue,
re imparato da loro, per eſſerle ſuddito, per eſſerle deo
uoto,perche mi ſono alleuato ſotto Ippolito Cardina
le de' Medici, 8 ſotto Aleſſandro ſuo anteceſſore,
& perche ſono infinitamente tenuto alle felici oſſa del
Mag.Ottauiano de'Medici, dal quale io fui ſoſtentato
amato, & difeſo mentre che e' uiſſe, per tutte queſte co
ſe dico:& perche da la grandezza del ualore, & della
fortuna ſua uerra molto di fauore a queſt'opera, 8 dal
l'intelligenza ch'ella tiene del ſuo ſoggetto meglio che
da neſſuno altro ſara' conſiderata l'utilita' di eſſa, 8 la
fatica, & la diligenza fatta da me per condurla, mi e
arſo che a l'Eccellenza V. ſolamente ſi conuenga di
dedicarla:& ſotto l'onoratiſsimo nome ſuo ho uoluto
che ella peruenga a le mani degli huomini. Degniſi
- adunque l'Eccellenza V. d'accettarla, di fauorirla, 8 ſe
da l'altezza de'ſuoi penſieri le ſara conceſſo,taluolta di
leggerla, riguardando alla qualita delle coſe che vi ſi
trattano, 8 alla pura mia intenzione: laquale e' ſtata
non di procacciarmi fode come ſcrittore, ma come are
tefice di lodar l'induſtria, e auuiuar la memoria di que
li, che auendo dato uita, & ornamento a queſte proe
i" meritano che i nomi, 8 l'opere loro ſiano
in tutto, coſi come erano, in preda della morte, 8 della
obliuione. Oltra che in un tempo medeſimo, con l'ese
pio di tanti valenti huomini,8 con tante notitie di ti
te coſe che da me ſono ſtate raccolte in queſto libro,ho
penſato di giouar non poco a profeſſori di queſti eſer
cizi,& di dilettare tutti gli altri che ne hanno guſto,
&uaghezza. Ilche mi ſono ingegnato di fare con lo
la accuratezza,8 con quella fede, che ſi ricerca alla ve
rita della ſtoria, 8 delle coſe che ſi ſcriuono. Ma ſe la
ſcrittura per eſſere incolta, 8 coſi naturale com'io "
UCIIO
uello,non è degna de to orecchio di V. Eccellenzia,
ne demeriti di tanti chiariſsimi ingegni:ſcuſimi quan
to a loro, che la penna d'un diſegnatore, come furono
eſsi ancora, non ha piu forza di linearli, 8 d'ombrega
farli. Er quanto a lei mi baſti che ella ſi degni di gra
dire la mia ſemplice fatica, conſiderando che la necesſi
tá di procacciarmi i biſogni della uita, non mi ha cone
ceſſo che io mi eſerciti con altro mai che col pennel»
lo. Neanche con queſto ſon giunto a quel termine,al
quale io mi imagino di potere aggiugnere ora che la
fortuna mi promette pur tanto di fattore, che con piu
cómoditá,& compiti lode mia, & piu ſatisfazione alo
trui potro forſe coſi col pennello,come anco con la pe
na,ſpiegare al mondo i concetti miei qualunque ſi ſiae
no. Percioche oltra lo aiuto, & la protezzione che io
debbo sperarda l'Eccellenza V. come da mio Signor
re,& come da fautore de poueri virtuoſi:è piaciuto alo
la diuina bontà d'eleggere per ſuo vicario in terra il
santisſimo, 8 beatisſimo Iulio terzo Pontefice Masſi
mo, amatore,3 riconoſcitore d'ogni ſorte uirtu, & di
queſte Eccellentiſsime, 8 difficiliſsime arti ſpetialmen
te. Da la cui ſomma liberalità attendo riſtoro di mol
ti anni conſumati,8 di molte fatiche sparte fino a ora
ſenza alcun frutto. Et non purio, che mi ſon dedicato
perſeruo perpetuo ala Santità S. ma tutti gl'ingegno
ſi artefici di queſta età, ne debbono aſpettare onore, e
premio tale, 8 occaſione d'eſercitarſi talmente, che io
gia mi rallegro di vedere queſte arti, arriuate nel ſuo
tempo al ſupremo grado della lor perfezzione,8 Roo
ma ornata di tanti,8 ſi nobili artefici, che annouerano
doli con quelli di Fiorenza che tutto giorno fa metteo
re in opera l'Eccellenza V. spero che chi uerra dopo
noi hara da ſcriuere la quarta eta del mio volume,doo
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tato d'altri maeſtri, d'altri magiſteri che non ſono i
deſcritti da me, nella compagnia de'quali io mi uopre
parando con ogni ſtudio, di non eſſer degli ultimi.
In tanto mi contento che ella abbia buona ſperanza di
me, & migliore opinione di quella che ſenza alcuna
mia colpa n'ha forſe conceputa. Deſiderando che ella
non mi laſci opprimere nel ſuo concetto dell'altrui ma
ligne relazioni,fino a tanto che la uita, & l'opere mie,
moſtrerranno il contrario di quello che e'dicono.. ci
Ora eon quello animo che io tengo d'onorarla, 8 di
ſeruirla ſempre, dedicandole i mia roza fatica,co
me ogni altra mia coſa,3 memedeſimo l'ho dedicato,
la supplico che noi ſi sdegni di auzrne la protezzione, o
di mirar almeno a la deuotione di chi gliela porge: &
alla ſua buona grazia raccomandandomi,vmilisſima»
' mente le bacio le mani,

Di U.Eccellenzia umiliſſeruitore e

“Giorgio Vaſari pittore Aretino,


Pius PapaGuintus.
si orv proprio 3 c. Cum ſicutaccepimus Dilectusfilius
ºſſ. Philippus Iuntatypographus Florentin. ad comunem slu
dioſorum ytilitatem ſua impenſa, Vitas illustrium Pittori,
| & Sculptorun Georgivaſari,denum auctas,etſuis ima
ginibus exornatas Statutaequitun Melitenſium in Itali
- camlinguamtranslata: Receptariumquemouum pro-Aro
mataris; Aliaque operatum Latina,tum Italica,ſanei, utilia, neceſſaria, in
primifacere intenda. Dubita quene humodi opera, poſtmodamabalisſine
eiuslicentia,6 inelusgranepremdiciam imprimantur. Nos propterea lius
indemnitati conſulere volentes, Motuſmil, 3 ex certa ſcientia, eidem Philp
concedimus,º indulgemus,ne predicta opera,dummodo priusab Inquiſito
reviſa,cº approbatafuerint per ipſum imprimenda,infradecenniuma quoqui
ſinepſiuslicentiaimprimi,autvendi, velin apothecis teneripoſint. Inhiben
tesomnibus, º ſingulis chriſtifidelibus,tam in Italia, quam extra italiam exi
ſiiiib ſubexcomunicationis late ſentities In terris yerò S.R.E.mediatè, uelim
mediate ſubiectis, età ducitori ducatori auri, Camera Apoſtolica applican.et
amiſſionislibrorum penis,totiens ipſo facto,º absque alla declaratione incur
rendis,quotiens contrautifuerit, ne intradecenniumpreſatum dictaoperaſi
02g " Philipp expreſſalicentiaimprimere ſeu abipſis, autaliſsimpreſa e
dere nel venaliahabere. Mandantes niuerſis venerabilibusfratribus nostris
Archiepiſcopis, Epiſcopis,eorumque Vicariis in spiritualibus generalibus: &a
ſtatus.R.E etiam Legatis, Vicelegatis, Preſidibus,o Gubernatoribus, yt quo
ties pro pſius Philppipartefuerini requiſiti, veleorum alquisfuerit requiſitusº
eidemeficacis defenſionispreſidio aſſistentes premiſacontranobedientes, co
rebellesper cenſurasecc"ſepius aggrauando, 6 peralia iurisre
meda,auctoritate.Apoſtolica exequantur. Imuocato etiam adhoc,ſiopus ſue
rit,auxilio brachiſecularis Volumus autem,quodpreſentis Motusproprino
ſtriſ laſignatura ſºfficiat,6 ybiquefidemfaciatin iudicio,6 extra. Regula
contraria non obstante. 6 officiisattiſsime Inquiſitionis Florentin.
- Placet Motoproprio.M.
Tatum Rome apud Sanctum Penum, quintodecimo cal. MajAnno
Qe

B j
. A LETTORI.
ERcHE ſempre mai interviene, per " che l'huomo
i ſia,infacendo qualche coſa commettere dell errori: a noi anco
)| ranon è venuto fatto meglio che all altri. Perciò delcomune e
3
È lº S. rorenondouerremoanco eſſere piu delli altri incolpati:mapiutor
sto meriteremo che con la piacevolezza e varietà di tale historia ſi compenſºſi
ogniriprenſione di errore in che ſuſſimo incorſialli quali non hubbi è chia
i li occhi deltutto,nemancato con quella diligenza,cheanoiper la ſcarſità del
tempo era poſsibile notarne alcunipiu importanti, laſciati al giuditio de prudenti
lettoriglialtri che faciliſſimo a conoſcerli e che non impediſino di molto la co
gnitione della ſtoria e quelli ſono gli infraſcritti con le coretioni loro a rincontro
ſcome vedete. ºi
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128 Arciueſcono - veſtono - - i
13o oſſatura di marme - eſatura di morte -

145 di Zaccaria i Giouachino - ,


r;7 Giochi o baſtami ciodn e Bafari º e
232
19 a Taddeoo di Bartolo fiorentina
eraclit sºſº ,
. . eraclio -
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234 Alesinadi Piero Aluaro di Piero - - - ri

- - - - è -
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SECONDA PARTE, a
149 panetine - . pannolanº i .
293 roſſori roſoni - ,
327 13o3 14 o3 - v.
421 hebbe arme ºbebbe nome
432 ſcatori a baſſo ſenatori a baſe
43i sºno annutre uno numero -.
454 maſaico smuſaico
485 1388 s4sº.
428 nel prime neltrine
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Auertimento ai lettori nella vita


di Arnolfo a carte 91.
El Ominciò ildetto.Arnolfo in santa Maria Maggiore di Ro
º , ma la sepoltura di Papa Honorio terzo di caſa Sauela, la
uale º imperfeto ta con ilritrattoladel dettolaPapa, ilrepua
ſi con il ſuo diſegn fu posto poinel cappel maggio di
ºSe N muſaico in san Paolo di Roma con il ritratto d Giouammi
Vi
s "ii io.
s doue èailrPreeſaepquioeldimotſnauſtCherriſtofu deleipline ſcultu
di marmion
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E la ca pp el la
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redimarmanonoche faceſſe mai Arnolfo,)nch


ae
e la fece adiſtanti di Pandaſo Hipo
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tecaruol dodici come neſafede o pitaffio che è nella fata o det


i tacapelli. i
Eiparimente la cappella º sepolcro di Papa Bonifatio ottaudia
Ci i ) ) ) :I I A A 1,

san Piero di Romadoue èli medeſimo nome / / /


di Arnolfo che la lauorò. -
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Registro di queſta prima (3 ſecondaparte.


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ABCDEF & c. fino al fine.
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INDI CE COPIOSO DELLE


DICE
COSE PIV NoTABILI
Della prima, 8. ſeconda parte, cioè del
.
V
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Primo Volume. -

a - : ,

-: - - , XXX3- - rio -
La lettera P.ſignificaprima parte, 9.S. la ſeconda. -

-. )-

B A TE GRATIANI dal Antichi ſuperati da moderni ne baſsi rilie


Borgo s. . .. . 5iº i ui.p. i 37.
Adriano iiii Papap, 89. antonello da Meſſina pittore pi irrisi.
Aeſte ſuoi signori p. 125. andra del Caſtagno pittore p5.s.395.
Agnolo Saneſe p.134.1o; s. Antico,S. uecchio come s'intende.p. so.
- - 2.43. - Andrea Taffi pittore Fiorentino p.
-
1o7.
sAgnolo Gaddi p.195.teſtò alliheredi dicati i Andrea Piſano p.147.s.243. it. A
5oooo.p. 199. Andrea Orgagna p...' 181
Agnolo Politiano.p. . 139. Andrea della Robbia.s. . o ass.
Agnolo di Donnino pittore.s. 439. Andrea Riccio ſcultore.s. r . 39o.
Agnolo di Polo ſcultore.s. 485. andrea del Caſtagna occiſe per inuidia Do
s Agnolo Acciaiuoli.p. - 19o. -: menico Venetiano.s. a 397
Angioli Monaſterio in Fioréza: p. 18s-ſuo Andrea del Verrochio.s.3845oo,
principio p.23o.s.27, 28e361. º Andrea delle Grotteſche.s. r oi 439
- Agnolo di Lorentino pittore.s. 452. Andrea Mantegna:si i 487.
Agoſtino Saneſe p.134.Io3.s.243. Andrea da Sceſi pittores. io o is.
- Agoſtino della Robbia.s. 264. Antonio Venetiano.p. i cy.
Agoſtino Buſto ſcultore.s. 523 , Antonio Filarete Fiorentino.s. , i 346.
Aleſſandro Papaii,p. 79. º Andrea Sanſouino.s. , 469.
Aleſſandro Papiiiiip. I 1so.168. Anticaglie condotte in Piſa.p. , 148.
Aleſſandro Papa v.s. " oi 255. º Ancona città. P.173.2os.s.354.356. I
Alberti famiglia antica s. 293. Antonio d'Andrea Taffi.p, tro
Aleſſo Baldouinetti pittore.s.375.vita. 38o. Antonio da Piſa Monaco di Camaldoli p.
Alfonſo Re di Napoli.s.352.366.476. a 128.e i 5 r , i', i ..
luaro Portogheſe p. . 234. Antonio Carota Fiorentino p. 14».
Aleſſandro degli Aleſſandri.s. 39o. Antonio da Ferrara pittore.p.! 198.
aldighieri Zouio pittores.518:ſue opeyzo. Antonio Vite da Piſtoia pittore.p. 2.2.1
Aleſſandro Tartaglia Dott. da Imola.s.485. Antonio deNobili Fiorentino.s. n. 334.
Aleſſandro Moretto pittores: 523 Antonello da Meſsina pittore.s. 375
altare d'argento di san Giouanni di Fioren Antonio Roſſellino ſcultore.s. e 412.
za.s.465.p.138. ' . - o Antonio di Piero del Pollaiuolo.s. 2445.
- AIdobrandino Caualcanti frate p. n4. Antonio di Puccio Fiorentino si oi»:487.
º altare di s.Iacopo di Piſtoia.p. l o 139. Antonio di Giorgio architettore si scio.
ambrogio Lorenzetti Saneſe p. of 164. Anaſtaſio iiij.Papa.p. . . .'o i 39.
annibale Cartagineſe p. 2 i 7. Apelle remunerato dal grande Aleſſandro.
º". º 8. e p. 4:s:243. . . i ' i' 1
antonio da s. Gallo.p. i 18.99. Appollonio Greco.p. Io8.
Antoniana.p. 29. Appio cieco ſua teſta di marmo p. 194
º i
-

- -
- -
- - º -a
- . ..

IND1cE 6 ELLE cosE


Acque che petrificano p. 2.8 Ballatoio della cupola s. . .
Acqua condotta in Arezo p. 21o Baldacchino p la fraternità d'Arezes. 452
Annalena Monaſt.in Fiorenza s. 269.387 Paldacchino d'Orſamicheles. “ 474
Anni 4o.duro l'opera della porta di mezzo Bida della croce di s.M. Nouels.474.s.479.
di san Gio. di Fiorenza s. , 2.84 Bartholomeo Gondi p.128.s.334.36o.509
Anticaglie laſciate da Lorenzo Gibertis.285 Bartolomeo bolognini pit.Saneſe.p. 146
Arco di Conſtantino p. 72, Bartholomeo Ammannati scul.s. 321
Arnolfo Architettore p.88.93.95.s.341 Bartolomeo Corbinelli s.. - 324
Archeleuate d'intorno a s.Gio.p. 93 Barthºlomeo Gatta Abate miniatore,3 pit
Arimino città paoo.s 349,368 tores.448.45o
Arrigo Imperadere p. 1o5 , Bartholomeo da Bergamo ſua ſtatua s. 484.
-- - -

Araceli di Roma p.142.167.s.4o7.5oo Bartolomeo Montagnana pittores. 523


Arſenale di Venetia p. 15o Barco a Grauina a p. 28
“Archa di s. Domenico in Bologna s. 255 Barone Cappelli p. 213
Arte Magiſtrati di Fiorenza p. , -177. Bartholomeo barbadoris. 3II
Architettori peruoltare la cupola in fioren Bartoluccio Gibertis. 2.86
, 21 S, -9o6.3o8 Barbadori loro caſa s. 333
Arme,8 inſegna di Filippo di Serbrunelle Barde dipinte in che tipo ſi uſauono s. 371
ſcos. i 325 -Basſi rilieui p. 36
Arme&inſegna di Pp.Nieva is Baſtiano Mainardi i" 464
Argenterie della Nonziata disfatte per la . Batiſta del Ceruelliere Piſano s.
uerra di fiorenza s. sa,56 . Batteſimo in Siena s.
i 35t
4II
Armari della sae.dis.Maria del fiores. 476 Belo figl.dl Nino p. . 67
Archa del santo di Radouas. :49I i Bellini pittori in Venetias. , 429
i Arme,3 inſegna de Piſani p. 217 Beluedere di Roma s. 499
Arezzo p.19.io3'158.194.aio.toI.217.s. 254 Benedetto da Maiano p.6o,133.s.352. vita,s.
35.356.497 s 476.5o8 . a - - - -

Architettura con modo ſicuro ſopra le colò Benedetto rapaxi-pro4.1.1.124. -


è nep. - - - - :22, . Benedetto Coda,8 Bartholomeo ſuo figl.
Archia pola, 8 in ancona p. SA4 pittori d'Ariminis. 436
Archo di Tito p. º 25 i Benedetto suglioni scultore di terra vetria
Arteimmita la natura quito può s. 42o. ata S- 486
Aſcanio Colonna p. - I2, Benedetto Diana pittores. 518.523
Aſceſi p.158.19o.s.5orp.9.142.s.516 - Beato Maſuolo d'Arezo Paio.s. 29o
Aſtutia d'Aleſio Baldouinettis 381 Benozo Federighi Veſcouos. 2.65
Aſtutia di Coſimo Roſſellis. -438 . Benignità di Filippo di Serbrunel e di Dona
Aſtutia di M. Gio.Tornab contro la caſa de
Ricci s. -. .459
" in uerſo di Lorézo Giberti s. 3o5
Benozo pittore,e ſue opere s. 405
Attauante detto vanté Miniatores. 455 : Beata villana sua ſepoltura s. 417
Auſſe pittores, 376-p.51 . Beffa fatta da l'iero Perug a uno Priore de
Auertimenti di scultori,8 pittori s. 263 Gieſuatis. 111
Auertimenti a chi lauora il porfido p. 12. Berna Saneſe p. 2OO
Aureovellop. 4. Bernardo Orgagna p. - s 184
aB º . Bernardo Nello Piſano p. 187
.:; Baccio
Baccio da
Cellinis.
Montehpo ſcultore. s472.39 : Bernardo Vechietti Fioren.3,377-3
aernardetto de Medici s. . . . . 395
eBaccio Pintelli s. - o o o . 393 Bertoldo ſcultore 5. - 333
Baccio Baldini fiſico s. o 496 Bernardo Giugni Caualieres. 42
.” Baccio Bandinelli s. 66 . Bergomo ſua chieſa principale s . 348
Bachiaea pittores. - - 15 . Bertolanaiuolo s. - 393
Badia di Fieſole s. . . . . 489.318 Bettino de bardi p. 19o
- Badia di Eiop.93.99.1zo.157.s. 297.421.467 sétiuogli loro palazos a 24.ca PPella 425
Badia di s.Fiore d'Arezzo p. 125.s.449 e Bertoldo da bruggia p. 233
Badia di Settimo p.157.77.s.462. -
. Biondo da Forlis. 367.4oi
Badia di s.Giuſto a Volterras. 463 siaſimò di rietro Perugeſuadefeſiones. 4
Badia di Paſsignano s. 463
..Bitti del caporale pittores. ps l
a PIv NoTA E IL 1 , - - - - - -

senifazio Papaviii.p. - 1o3.149 Capelletta preſſo a Prato s. 479


sonifazio viiijs 255.c6firmò e cieſuati s.511 Capellº in palazzo del Papa s. 49e,
Boccaccio p. - º 12 o 131 Capel:delli Strozi in s.marianouella s. 49,
fologna pisz.223.s.414 Capella nel palazzo di Perugia s.
-
l
solognini famigia p.
Bonaccorſo Giberti s.
18 Capel.mag nella pieue di rito.
285 Capella della Nunziata di rior.s.
i
344
ºtìgrande di fra Gio. Angelico s. ssi Capelle di varii, & dimerſi ſecondo l'ordine
Boccardino miniatore s. 455 dell'alfabeto.
Alberti p. 196
ºrgo allegri in fioren. pche coſidetto p.8;. ai S. 4oy
notteghe 44.ſul pòte vecchio di fior. p. 17s
ºorſo Duca di Mod.Marcheſe di Ferrara s.353 Bardi in santa Croce p. tto. 143
boſco a frati cóuento in Mugello s. 343 Bardi di santo Spirito s. 488
borgo a ſan Sepolcro s.355.254.45o Baroncelli p. M2O,II6
boti del mag Lorenzo vecchio s. 486 Buontempi p. 162,
bramantino,3 ſue opere s. 354 bandini p. 176
bronzo in che modo ſi coloriſca p. 4o bellacci P. 176
bruno pittore p. 16o.161 bartholini P. 13o
buonamico,º buffalmacco p. 153.to2, brancaccis.295.298.4º;
buono architettore p. “ 89 bentiuogli s. 425
buonanno scultorep. 89 Caualcanti Se 328
bugiardino pittores. 273 Couoni p. 13o
buggiano ſcultores. ; 32; Capponi p. 2O1
burle di buffalmacco p. 163 Caſtellani ie - 22.0
burle di Sandro botticellos. 473.47 Caſtelli di bologna . 42 o
buſchetto architettore p. 7 Fiorauanti p. 23o
buſini loro palazos. .. i 3iº Gondi P. - 83
Grifoni s. 424
Cafaggiuolo villa de medici s. 343 Garganelli s. 425
ei quale ha moſſo rautore a ſcriuere
la preſente opera p. I
Gozzari s.
Iacopo chedinis. -
449
4 o5
Cagrande di venetia conuentos. 434 " 236
9amaldoli donde è detto s. - ... 4tº -

Lenzis. º 238
Samaldoli di fiorenza p.23o.237, 5oo Machiauelli e , 218
Camposanto di Piſa P 7.toº.izi.14o 14;. -,
Martini p. 136
I6 o 17.182.2o7.217.233.s.4o7. Mariſcotti s. ) 424
Campiglia p. 17 Orlandinis. 4 o5
Camei P, -- - 41 Portinari p. - , 5I
9ampanile di Piſa pende p.9o.118.89 Peruzzi i - 12O
Campaldino rotta p. I17 Paganelli p. - 2o1
Campanile di san Marco p. 89 Puglieſe p.zzr.s.269.493
Campanile di s.Maria del Fiore p.129.15o. Puccio di Maggio s. 266
ISI. s.254.262.33o. Pino buonaccorſi s. 342.
Campana grande di Fioren.p. - 173 Pellegrini di Verona s. 4 OI
Cipora Monaſt.preſſo a Fiorp. roo.s.493 Ricci p. rºa.s.458
Canaco,8 calamide ſcul.antichis. 246 Rucellai s. 368
Capella della incoronata in Piſap. 112,
Roſsi di bologna s. 424
Sapella in piazza di Siena p. 2 o4 Spinelli p. 12 o
Sapel di Nicalla ſala del Pp.in rior. P.213 Strozzi p. 182.185
Capella del crocifiſſo in s.Miniato s. 26; Soderini p. 196
Capel.del card.di Portogallo in s. Min.s.265 Toſinghip. I2o
Capel di Siſto s.393.4 38.449.458.472.528. Calimara Arte,S. Magiſtrato di fioren. P.138
Capella de pittori in Siena s. 4.IT Cane della ſcala p. 125
Sapel del Sacraméto in s.Lor.di rior.s. 417. Capitolo di s.croce di fiorenza s. 313
Capella della B.Fine.in s.Gimig. 464 capanna pittores. 4X2,
Sapel.mag di s.Maria Nouella s. 458 capitolo di s. Marianouella p. 173
Capella ſul fiume di Terzolla. 461 carcere Tulliano p. 24
-- --

i 2
INDICE DELLE cose
- - -
- ,
Cardinale delli Acciaiuoli.p. 187, cione
- . . . . . maeſtro
. . . . di ceſello p. - l
. it -. * 131
Cardinale di Portogallo ſua cappella insan cipòlacció ietra p. .– . º -

Miniato s. " 467, cittadella di Fiorenza fatta dal Duca Aleſſan


Cardinale Caraffa ſua cappella nella Miner drop. . . i,
cittadella uecchia d'Arezop. Io,
Cardinals.iiiide Pucci.s. , og, cittadella nuoua di Piſa.s. 319.
Careggi villa de Medici p51 343. - città di caſtello.p.138 piu opere di pits 7
Cariſenda torrè ſtorta in Bologna p. 9o. città ritratte in Belucdere di Roma s. 499,
Carlo Duca di Calabria.p. 135. chiaro, 8 ſcuro come ſi dipinga p. 54.
Carlo d'Angiò Re di Napoli P 85.Ioi. chimera ſtatua di bronzo trouata in Arez
Carlo Magno.p. 77. zo.Ps , , , , , , . . . . . . . 7
Carlo Marſuppini.p.12o.238,
Carlo Malateſti.s.
- architettore si iss, º sianici
clemente inij Papa p. iotti,
Carlo vini. Re di Francia.s. 462. clementevirapip. i tºi.
Carmine di Fiorenza.p.12o.213.22o.237.s. clemente vij Pa la p 3:19.28.99.s.393.454.
287.297.298.386.
Carmine di lisa. s.
o i colonne di porfido donate da Piſani a Fiore
297. tini,p. 13.
Carpi ſuoi Signori.s. . . a 63 colonne del portico della Ritonda:p. 14
Caſtello Altafronte.p. 117. Colonna dorica p. 23.
Caſtello Sant'Agnolo.p.5o.s.joo, colonna di Mcrcato uecchio in Fior.s. 329.
Caſtello capuano.p. . - -
- . 8». colonna ionica p. 24.
Caſtel Franco.p. , 93 colorrre a tempera p. 51.
Caſtel san Giouanni di Valdarno, p. 93. coloſſeo di Roma p. , 23:
Caſtel di Milano.s. -

246. coloſsi di tetra cotta di mano di Donatel


Caſtello di Mantoua.s. “ .489. º lo s. : 333
Caſtello di Napoli.s. i 446. compagnia della Trinità in Arezzo s. 266.
Caſtel Nuouo di Napoli.p. Io2. - 45I, - - -

s Caſtello Olmo à caſtello Giardino del Du e compagnia della Madonna in Arezzo s.451,
ca Coſimo.s. - 471. compagnia della Nuntiata in Arezzo s.525.
Caſtello della Pieue.s. 515. compagnia di santa caterina in Arezzo,
Caſtello dell'Vuouo.p. 89.126. S.527.
Caſtiglione Aretino.s. . 45o.527. compagnia di san Hieronimo, 8 di sanrri
.
Cartoni in che modo ſi fanno p. 46 ceſco in Bologna s. 5o5
Caſa del Mantegna in Mantoua.s. i 491. scompagnia, 8 chieſa di san Giorgio in rio
Caſa di Gio.Veſpucci, 8 de Pucci.s. 271. rCnza S. 4 o5 - -

Caualieri di santo Stefano.p. . 99. compoſito ordine p. i5 - .


º
Caua del Poluaccio.p.16.Scrauezza, & Pie con che coſa ſi diſegni p., 46 º
tra Santa I6.
confraternita di san Hieronimo in Vene-,
-

Caual di bronzo a s.Gio.Laterano.s. 481. tias. e, i 434 -


- - - - -- . - -

Cecca architet.s.381.44 1 ſua morte .s. 447 cònij di medaglie di vari perſonaggi s.5o3
Celeſtino iiij. Papa.p. , iio. conte Vgo di Madeborgo p. 77.s.421
Cennino da colle.p,176.198. eonte di Poppi p. 92,
Cenacolo nel refettorio d'Ogniſanti.s. 456. sconte di capo di liſta s. 332 -

Ceſtello Monaſt.di Fiorenza.s. 438.471.513. conte di Matalone s. , , , 332


Cera per ſcultura come ſi prepari p. 34. conteſſa di san Fiore.p. 19a
Cerchio vltimo delle mure di Fioren.p. y3. conuento de Zocholi detto il Boſco a fra
Ceri antichi, 8 moderni per la feſta di san ti s. 343 - -

Giouann1.s. - - 44 4. conuento d'Aſceſi riparato s. 393.


Ceſello chi prima ne lauoraſſe.p. 138. conuertite Monaſt.in Fiorenza s. 2.Il -

certoſa di Fiorenza,p.157,23o.187.2o6.s.359 corintho ordine p.24 & ſuo capitello 24


Certoſadidivenetia.s.i
certoſa Pauia p. -. 89.s.512,
o! 542.9 cortona P.19.1o 162.165-2 o 1.s. 361.
i
- i criſtofano Landino p. 2o».
ciai famiglia di Fiorenza.s. 319., crocifiſſo che parlò a santa Brigida p. 168.
cimabue Pittore.p.81.vita.83.Io9.119.s.375.o crocifiſſo di santa Maria del Fiore p. 478
cimitero di santa Maria nuoua di Fior.s.397. crocifiſſo di Filippo di Serbrunel. a concor
cintola da Prato p. - lo6. renza di Donato s.3o4-32.8. -
-

P IV N O T A B I L I
Cofimo de Medici uecchio p.176.s.28o. sua Diſputa dell'huouo s. sto
pietà s.312.rifece san Lorenzo di Fioren Diſcepoli di donatello s. - 336.
. za.319 in eſilio s.339.riuocato s.34o. Diſcordie ciuili in Fiorenza s. 275
coſimo Duca.uedi Duca Coſimo. Diotiſalui Neroni s. 421
coſme da Ferrara pittores. 255.
Domenico Bartoli pittore p. 234
coſimo Bartoli propoſto di san Giouanni s. Domenico da Venetia s.355.397
, 364.367. Domenico Beccafumi pittore p. 59
coſimo Rucellai ſuo palazzo s. 368' Domenico della Rouere card.s. 393
coſimo Roſſelli pittore s. 437. Domenico Garganelli s. 425.426
coſtume de Fiorentini s. 3o9. Domenico Pecori pittore ſue opes. 451
cupola del duomo di Fiorenza s. 246. Domenico Grilandaio grande diſegnatore
s.463. p.58.182.s.381.456. -

D Domenico di Paris pittore Perugino s. 516


Donatello scultore p.33.37.s.257.26o.263
Dante poeta p. - - 86. 269.3o4. -

Dardano Acciaiuoli p. II2 Donatello ſi fugge da Padoua per troppi ho


Dauit di marmo coloſſo di Michelag.p. 16. nori s. 332e
-

Dauit di bronzo di Donatello s. 33o.481. Donatello liberale.sue laudi,


i
prouiſione, 8.
Dauit di marmo di Donatello s. 33o teſtamento s. 335
Dauitte da Piſtoia s. - 456. Donatello operò piu che altro scul.s. 336
Datio,& Gabella in Arezzo p. 117. Donato Marinelli s. 452.
Decreto in Fiorenza p. 23 Doſſo pittore ferrareſe s. 425
Dello pittore fiorentino s. 256 Dorare a mordente p. 57
Denari ſpeſi contro la uoglia del teſtatore s. Dorico ordine dedicato alli Dei p. 21.
Ducacoſimo p.12.13.14.15.16.17.19.22.53.6o,
- Deniſpeſi nella guerra di Lucca s. 32o 7o.99.116.194.211.s.267.389.41o
Deſiderio da Settignano scultore s. 417 Duca d'Athene p.151.168.185.19o
Detto di Domenico Grillandaio s. 463 Duca Borſo ſua ſtatua s. 326
Detto del Pintoricchio s. 5oo Ducacoſimo habita il palazzo della Signo
Diamante frate,S: pittores. 39o rias. - 341
Difficultà della pittura p. - ; Duca d'Amalfi s. - 413
Difficultà del dipignere in freſco p. 6 Duca d'Vrbino s. - 5o5
Difficile è accomodare le ſcale in una fib Duca Tagliapietra ſcultores. 428
brica P. - 3H, Ducci pittore Saneſe p. 2o3. diuenne medi
Diſegno & ſua diffinitione p.42.46. co p.zo8 -

Diſegno, 8 ſua arte, al tempo dell'Autore, e Duomo di Milano p.8y.s.243.


di tanta eccellenza che comincia a decli Duomo di Fiorenza p.93.94.Io4.149.172.
nares. - - 243
238.s 243.251.254.261.285.351
Diluijin Fiorenza l'anno 1333 p. 117. l'anno Duomo di Siena p.59.1oo.fo3.135.137. 252.s.
1557. P.178.s.324. 333.4 Io - -

Diſcepoli di Giottino p. : 19o. Duomo di Piſa p.78.79.8o.233.s3:1.464.


Diſcepoli di Filippo di Serbrunell,s. 326 46.474.
Diſcepoli di Bonato s. 336. Duomo di perugia s. 513
Diſcepoli di fra Filippo s. - - 39o Duomo di Ferrara s. - 5o;
Diſcepoli d'Andrea del Caſtagno s. 399 Duomo di Lucca s. - 449
Diſcepoli di Domenico Grillandaio s. 464 Duomo d'Arezo nuouo,& vecchio p.112.113,
Diſcepoli del Verrocchio s. 485 s.243.29 o
Diſcepoli di Squarcione pittores. 488 Duomo di Volterra p.1oo,s:422.
Diſcrezione
s
finta in pittura dal Mantegna - - E - , e º
49o -
-

Diſcorſo dell'Autore ſopra l'arte del diſe


I1C S.
2,42 - Edifitio ingegnoſo per reſtaurare il moſai.
Diſcorſo di rilippo di Serbrunelleſco in vo)
-- - co di san Giouanni si 447
tare la cupola s. , 397. E ittijp:14,36,67 -

- Piſputa qual ſia piu nobile la ſcultura è la, Elia compagno di san Francesco P: 91
.Pittura P. I. Empoli p. - - 194
INDICE DELLE Cose
itaffio di rilippo di Serbrunel s ... 3*5, Fineſtre di vetro in san Piero di Roma fatte
i" di " fatto dal Politia dal M Coſimo de Medici s. 344
no º - - 39 Fiorenza p. - 112,
Epigramma in campo santo di Piſa per be Fior ſi mangia ifigl.ſi come fa il tépo s. cs
nozos. . . . . . - - 4o7 Foiano terra s. - 52.
Epigrima del politiano ſopra eiºttº P 133 Folco Portinari fidò lo ſped di s.M.N.p.23s
Ermafrodito ſtatua in parione di Roma Fötane alla ſaluatica, come ſi faccino p. za
Fontane & loro ornamenti p. 8
1"
- lo p.
coloſſo di marmo del bandinel
- - I6
Fontana di Perugia p.
Fontana in " di Siena p,138.s. 251
rov
Ercole pittore Ferrareſe s. - 42.426 Fontana nel palazo del Duca di fioren.s. 331
Errore di Paolo Vccello nella proſpettiva s. Fontana di s.M.degli Angeli da Sceſis 3,
i 271.cauallo.171 . -
Fontana di marmo in caſa Medici s. 413
Errore corretto con facilità da Donatel Födamenta del Duomo di fioren.p. 94
lo s. 2.6 o
-
Forzore di Spinello orefice p.138.218.s. 294
Errore d'alcuni " P, I72. Foraboſchi famiglia p. vy
Eremo di camaldoli p.214.s.387.449 Forteza della Giuſta in Lucca p. 125.
Eſcuſatione dello autore P. 9, Forteza di vice piſano s. 313
Eſarchato di Rauenna p. , 75 franceſco del fadda intaglia il porfido p.it
Eſercito de Saneſicotro a Fiorentinis. 249 Franceſco del Maeſtrogiotto p. 13t
Etcrnità del Muſaico s. - 453 Eric di Giorgio scul.pio4.s.: 46.41o.
Eugenio iiij.Papa P,238.s.345.387 Franceſco Pittore fiorentino p. 231
Euſebio Sangiorgio pittores. 16 Franceſco di Marco prateſe p. 23r.
e - e ,a Franceſcobacci Aretino p. 23s.
E -
Franceſco Zoppo predicatore si sia
Franceſco Sforza i a Coſimo de Medici
Fabio ſegnis. - 47; uno palazo s. 345
Fabbiano Saſſoli maeſtro di vetriate S. 37t Franceſco Peſelli pittores. 404
Fabri, mirabili delli antichi di triuer p. 16 Fric.Gonzaga Marcheſe di Mantouas, 424
Fabrica nuoua di Magiſtrati in fior p. 2. O Franceſcobrini pittore fiorentino s. 454.
Fabriche di pietra forte in fioren.p. 2.O Franceſco Tornabuonis. 458.
Facciata di s.Lorenzo di fioren.p. I6
Franceſco Saluiati pittores. 477,
Facciata di s.Croce di fioren. P. 236. Franceſco Piccol huomini Card.s., 49s
Facciata di s.Maria Nouella s. 368 Franceſco francia pittore bologneſe s: io,
Facciata di s.M.Nuoua.spedales. 382-454 Franceſco bonſignori pittores, 523.
Facciata del Duomo di Siena s. 463 Franceſco Caroto pittores. 523.
Facetia di Paolo Vccello s. 2.7o Franceſco Torbidos, 423
Faenza città p. , IOo
Franceſco dell'Indaco pittores. 525
Farinata Vberti p. II 6.
Franco bologneſe miniatore p. 214.
- --
Federigo Imperado.p. 9O.93.98 Franco Sacchetti p.13L 154.158
-

Federigo barbaroſſa p. Fraternità d'Arezo p.114 s.254.293.449.452.


lo;
Federigo dibauiera p. Fra rilippo pittore fiorentino s.385.493
125
Feſta fatta,3 allegreza per una pittura di Ci fra filippo imparò da l'ope di Maſaccios.385
mabue p. 85 fra filippo fatto ſchiauo da corſali,8 libero,
Ferrara città p. Foo.s.354 per la ſua uertu s. 385
Feſte che ioasia fiorenza per ſan Gio Fra filippo rapi la figl.di fricbutis. 388
uannis. 44 I tra filippo mori a Spoleto di velenos.
-

39
Feſte, 8 rappreſentationi nelle proceſsioni fuoco a caſo in una rappreſentatione in Are
in fiorenza s. 442, zo doue perirono ottanta perſone. - -
-
Ficherolo caſtello in ferrareſe p. 94
Fieſole città p.19.s. 243.42o , G . -

ſi
Filippo di Serbrunelleſco architet p.18.6o
s.3oI.P.94.s. 246.325
Filippo di fra filippo pittores. 39o Gabella poſta in fiorenza, per la fabbrica dei
Fineſtre di marmo traſparenti in san Minia Duomo p. 94
to a monte P. 15 Gabriello Maria Viſconti p. si
Pol V N Q T A B:I.L:I
Gaddo" pittore p.III.1o9.113.176. cio.Tornabuoni ſua caſa s.343.458
Gaddi famiglia fiorenuina ſua origine p.179 cio. Rucellais. 368
195.198 cio.Bellini pittore Venetianos. 43o
Galante da bologna pittore p. 224 Gio.della caſa s. 436
Galaſſo, 8 altri pittori del ſuo tépo s... 255 cio.batiſta del baua Abate Volter.s. 463
Gattamelata ſua ſtatua in Pad. opera di Do cio.buonconſiglio s. -518.513
Ilat.S, 332. cio.batiſta da conigliano ſue opere s. 522
Gentile da fabriano pittore ſue opere s.4or Gio.Manſueti ſue opere s. 323
363 ccio.Paolo baglioni s. 528
Gentile bellini pit venetianos. 434 cio.Roſti Fiamingos 516
Gentile da Vrbino Veſcouo d'Arezos. 373 Giouanetto cordelagi s. 513
a O cio. Franzeſe ſcultore p. r3
cile di camaldolis. 449
ciottino p. 142.189
Gcri d'Arezos. 48o siotto mutò la pittura dalla greca alla Lati
Gerino da Piſtoia pittores. 515 ma p.199.s.2,43
9eſio da fermare che fa preſa s. 43i Girolamo campagnola s.275.518.488
“Gherardo ſtarnuni pittore p. -2o8 cirolamo Padouano detto vante miniatore
AGherardo miniatores. ,453 s.452.
Gieſuati conuento belliſsimo rouinato per ..Girolamo della cocca s. 479
la guerra di fioren.s. 5o9 Girolamo Bomaninos. 52.3
Gieſuati conuento di Piſa s.462.457 oiuditio dello Autore ſopra la diſputa tra la
- Giardino del Duca coſimo p. -a8 ſcultura,8 pittura p. 7e
Giardino de Pazzi famiglia P. 332. giuliano da Maianes.35o.383. -

“Giannozo Manetti s. i 413 giulioii.Papa p.99.s.354-5o3.


Gianniccola pittores 516 giuliano da Siena Orefice p. 198
i Giorgione da Caſtel Franco p.6.s.436 giuramento di Donatellos. 33o
Giorgio Vaſari Arctino,autore della preſen giuſto, 8 minore maeſtri di legname s. 351
te opera P49.95-193.146.192.214.s. 328. “giuſto pittore Padeuano ſue opere s. 541
373.452 , - piſmondo Imperadore coronato da Euge
Giganti di Montecauallop. -15 mio iiii. s 334
Giganti grandi di marmo p. 16 goro di Stagno Datis. .34 ,
Ginori famiglia s. ; 318 göfalone da portare a proceſsione s. 372.
Giganti contrafatti s. a 44 goſtante Imperadore greco ſpogliò Ro
Giorgio Cornaros. 434 ma P. 75
Giotto pittore p.51.58 vita 119.p.87.Io9.125. granito pietra p. 14
126-127.129.13o.131 s.341 - graticola per ringrädire il diſegno p. 47
Giouanni da Bruggia primo che dipinſe a grotteſche p. 56.75
olio p. 51.s.375 graueza poſta in fiorenza per Orſamichele
Gio.Monaco di Mötoliueto Veroneſe p.6o p.177
Gio.cimabue pittore p. 82. gregorio nono,Papa p. II6
Gio. Piſano p. - 2,95 gratio legnaiuolo s. 327
: Gio.dal Ponte Fiorentino p. a 193 graffione pittores- 38r
Gio. Angelico frate di s. Domenico pittore grande animo,3 intelletto di Papa Nic. vs.
s.358.p.168 -
414
Gio Orſini cardinale p. ::?3 grillandai pittori d'ende ſono detti s.
Sio.Villani ſtorico p.93.95.1o8 - 456
Gio.da Piſtoia p. 148 guglielmo Marralla Franzeſe pigtore,8 xx
Gio da Milano pittore p. -18o
º traio.p. - 61.89
Gio.Toſsicani p. 192, guglielmo da Furli p. 131
cio di Aſciano pittore p. - IOI sguido da Conto p. Io8
- Gio di Bicci de Medici p.23s.s.3rs guido Pietramalaveſe.p.i16.127.136.159.
cio.d Azzo Vbaldinis, - a 649 guceio di vanni Tarlati P. non

cio-Bentiuoglis.25o.5o4 - - -
guittone d'Areze p. 23o
cio, de Medici s. - 157 uerra inimica dell'Arti-s- 2-14
ºº-Acuto capitano de Fior.s. 27, guardaroba del Duca dvrinos. 334
- gio batiſta Donis. 334 guidobalde pri.Duca d'urbipos- i 334
INDICE DELLE Cose
Guerrino Veroneſes, - 4o3 Iſpiritelli come erano fatti si -o º
Guardaroba del Duca coſimo s. 417.474 tſido ro Montaguti Monaco negro si º
Italico ordine d'architettura p: r. , 15
Guido Bologneſe pittores. a 42.8
Guarriero da Padoua pittore p.518 ſue ope suditte ſtatua di bronzo di Donato s. 33,
2 - - i
re ºi L . . )
Guaſparo,8 Girolamo Miſceronis, 523 - -

- -
-
. - -
-

I Lampade d'argento alla Nunziata fatte,dis


fatte,8 rifatte s. - 345
Iacopo Sanſouino architettore,ſue opere p. Lanfranchi occiſono Meſſer Piero Gamba
18.265 corti p. -. . . . . 218
“Iacopo di caſentino p. , , , io9.215
Lanterna della cupola di fiorenza s. 4s
-

Iacopo della quercia poi detto della fonte Lanzilago padouano pittores. 495
s.248.251. tv Lapi famiglia in fiorenza p.94.s.317 -

91 L'arte delle ſtatue inuetriate mancata s. 267


Iacopo detto Lapo Tedeſco pi Lazz aro Vaſari pittore Aretino s. 371
Iacopo frate da Turrita p. Io9
aro accia 518
Iacopo Lanfrani da Venetiap: 139 Lazz Scarp s. . . .
Iacopo Paſſauanti fratep: , 114 Laua
gna,8 ſue laſtre p. 18.54
Lauoro di quadro che coſa ſia p. , 2o...i
Iacopo corbini Piſano p. 152 -Lauoro Todeſco p. ,
1acopo d'Arezo monaco di Montoliueto i 47
2.1 -

Lauorare in freſco p. , e ie
.
ai5.116 , l. . . . .
Iacopo capponi s- . . i: 334 Lauorare tauole,8 telep, 47
Iacopo del sellaio pittore,ſue opere s. 399 Laurentino Aretino Monaco di Montevii
Iacopo cozerello ſcultorese oi 4º º ueto p. . 38
Iacopo Mezzone pittores ... Laude della pitturas.
436 Lauo e 386
ri di niello s., - io3
Iacopo da Montagna pittores. 435 iLaude d'un buon o relig ioſo p. 2
ne
Iacopo Squarcio pitto Padore uano s 487
Iacopo d'Auanzo Veroneſe pittore ſue ope Le coſe quanto piu s'accoſtano aluero fan
ºre 518.52o.523. ,
to ſono più perfette p. - -- - º
Iacopo Vannucci Veſcouo di cortona s,527 Leggie in fiorenza sopra la pietra del foſſa
Iacomello venetiano p. i 139 top. - 1. 9
Iacobello da slore pittore ſue opere s. 518 Leom batiſta Alberti p. 17
Leone X.Papa P. . 3i.s.367
52o.523 e - - - - 1 -

Ianchriſtoforo Romano ſcultores , 392 Legn elio Torelli Dottores.


-

334
Inſtruméti neceſſaria ſcultori,8 pittori p.5 ame ne lauori, fa vergogna al mae
Intentione dell'Autore p. 8.s:I4I ſtros.
Leonico Timeos.
476
488
Intagliare a ruota p. 4o
Libreria di san Lorenzo di fiorenza P; 6o
Innocenti o 1ii. Papa p. - 9O
Inſcritione latina nel Duomo di Piſap. 98 Libreria di san Giorgio maggiore ss. 34o
Inſcritione volgare in Piſap, libreria di san Marco di fiorenza si
5 o6 sa;
Incendio in Roma p. . 112 , Libreria maggiore in Roma si
- - - : 393 - -

Innocentioiiii Papa p. la Libre ria de Medicis: 454 - -

Inue nzio ne di Leonb atiſt a Alber tis. 368 Libre ria di Papa Pio ii, in Siena si 498
libro di Lorenzo Ghiberti si 2.75;285
Inuidia è tra gli artefici s. 428
Ingegni ſi uſauono perla feſta della Nuntia tibro del Filarete da cdifitsis: 349
ta1n F1otenza S: 442. Libri minia
ti in san Domenico di ri:
Imagini per boti,& deuotionis: r 485 , les: - , - - - - - - 359
Innocentio vill. Papas: 49o libri da coro miniati nel Duomo di fioren
Innocentio cibo cardinales: 5oo - za s; - - .q o o . 344
Inferno di Dâte miſurato dal Raggio s; 493 ippo fiorentino pi 2.22:19s
Inqual parte del mondo li huomini ſi fan iPPo stemmi pittore Saneſe p. 175
no eccellenti s; -- - 5o8 , tion ardo da vincip: 54:5:48s
Lino Saneſe p.: og
Indaco pittore fiorentino si 24 Lionardo di ser Giouanni Orefice p: 1o»
omo
In ogni ſtato l'hu con la biogr atia ſi
puo ſaluares: : 359
-
Lionardo maeſtro di ceſello fiorenti
ia
1ſtor come vuole eſſer e dipin ta p. 45 nop: 139 -
p IV N OT A B I L I
lioni di pietra a canti del palazo de Signo Madonna delle gratie in Arezo s. 479
riopera male inteſa P. 187 Madonna del Latte a s.Giouanni di Val
Lionardo Aretino s. 255.29o darnos. 515
Lionardo Dati Generale di san Domeni Madonna d'Oruieto s. gus
C0 S. 28o Maglione architettore p. loo
lienardo Salutati Veſc.s. 42,2 Malateſti d'Arimino p. I1,6
Lite tra Domenichini, & Silueſtrini Malgiuditio di chi in ſe non ha religio
per il conuento di s- Marco s. 342 nes. 361,
Lodouico Marcheſe di Mantoua p. 177.32 I Marmo roſlo,& nero p. - ty
368 Marmo come ſi lauori p. -
Lodouico degli Albizi s. 28o
Marmo greco, 8 modo di lauorarlo p. 15
Lodouico Capponi s. 389 Marmi cipolloni, saligni, campani p.1s
lodouico Malino pittore Ferrareſe s. 425 17

Loggia di piaza di fiorenza P. 23.185 Marcello a Siracuſa p. 69


Loggia dello spedale delli lnnocentis. Margaritone d'Arezo p.115.1o3.114
318 Marchionne aretino p. -o
Loggia in banchi di Siena s. 4It Manfredi Rep. 101
Loggiane fra minori in Padouas. 491 Martino v.Papa p.II4.238.s. 231.348
Longobardi p. 75 martotto pat.Fiorentino p. rºy
Lorenzo Monaco di Camaldoli p. 229 starino Barattiere p. 1,01

Lorenzo di Bicci pittore p.235.s.355.39o martiri dipinti nel Carmine p. 237


Lorenzo Giberti Fiorentino s.274.p. 2o1. marignolli famiglia di Fior s. 319
s.247.175-312-313.466. martelli famiglia di Fior.s. 319
Lorenzo delMedici il vecchio p.133.141.231 marſia ſtatua di marmo s. 483
s.257.28o 344-373.454.463.468.523 mariotto Banchi s. 34t,
Lorenzo Acciaiuoli p. 187 Marco Veroneſe frate di san Domenico
Lorenz'antonio vite da Piſtoia Monaco s.4o1
. 231 marco zoppo pit.s. 491
li da Monte Pulciano pit. p. 238 marco Baſſarini, 8 Marco Buſſiti pittori
Lorenzo Ridolfi Dottores. 324 s.521.
Lorenzino pittore Aretino s. 356 Mantegna pittores. 48o.489
Lorenzo Vecchietti pittores. 411 Marcheſe di mantoua s. 489
Lorenzo Coſta Ferrareſe pit.s. 424 martirii contrafatti alle proceſsioni s. 445
Lorenzo di Credi s., 485 maſaccio pittore s. 295.247
1.orenzo da lendinara pittores. 491 Maſaccio co leſue opere, e ſtato il maeſtro
Luca della Robbia ie deſcen di coloro che ſono ſtati dopo lui buoni
dentis.265.266 maeſtri s. 2,99
Lucca città s - 25o.yo; maſo Finiguerra orefice s.466 p.64
Luca Fancelli architettore s. 32.I maſo Pappacello da Cortona s. 529
Luca dal borgo Framinore taſſato s.354 naſolino da Panicale di Valdelſa pitto
356 res. 287,221
Luca da Cortona s.355.449.372 -
matilda conteſſa p. pº
Luca Fiorentino capo de Luchu famiglia matteo Viſconti p. 141
in Mantouas. 369 matteo da Lucca ſcul.s. 252,
Luca da Cortona laudato da Michela mattia Re d'Vngheria s. 476
gnolo Buonarruotis. 523 medaglie del Pollaiuolo s. 469
zuca da Cortona parente dell'Autore medaglie in che modo ſi faccino p. 4o
s.519 medaglioni varii del Piſano pittore s.4ot.
zlucignano di Valdichiana s. 527 4o3
E utio Papaiii.p. go mercato nuouo di Fior.p. 19
mercatantia magiſtrato in Fiorenza s. 447
-, M. 47I
metalli per le ſtatue come ſi alleghino p.
2A aeigne pietra p. 19 39 - - -

DAachine da guerra s. 412 mezi rilieui,8 loro inuentioni P. 36


-
IN DICE DELLE COSE
-
michelagnolo Buonarruoti p.8.1.15 isiº monete,3 loro impronte
25.48.128.s.389.4o1. 413.512.514
p. 40
Michelozo Fiorentino s. 338
-
Monreale in Sicilia p. 89
Monaſtero detto di Faenza rouinato per i
Michele da milano pittore p. 198 la guerra p. ,100
Michele di Lando p. ---
-

montoliueto di Chiuſure p. 145.166.216


Michele Sanmichele Veroneſe architet
tores.
2.17.528 - - ; -
- 4oz.
Montoliueto di Napoli s. 352,5oo
Milano p. 1oo.s.355 Montoliueto di ſan Gimignano s. 4o3
Minerua conuento in Roma p.124.s.361. monteuarchis. 474
48I -

Monteuarchi pittores. i 515


Mino ſcultore,S ſue opere s.392.42 o montepulciano s- - 523
Muno del Reame s. 41. I
Miniature in badia d'Arezo s. 449
monaci rinchiuſi delli Angioli di Fio
renza p. 43a
Miniature per il Re Matthia,& per il Duo monaci Silueftrinis. 342
mo di Fiorenza & per ſan Gilio s. 454 monte del Comune di Fioren,mutato
Mirabile trouato per getti ſottiliſsimi luogo s. - 324
P.4o monte ſan sauinos. 45e
Miſericordia chieſetta in Fiorenza p. 1oo morte di Pietro Peruginos. 515
149 motto di Donatello s. : 333
Miſura dell'alteza della cupola con tuta mulina in Fioren.p. , IOR,
te le ſue parti s. 318
muro come ſi dipinge a olio p.
Miſericordia couéto di Bologna s. 5o; 5a
mura di Fioren.p.
Miracolo del legno della Croce s. 43o murate monaſterio di Fiorenza ss 387.15o
iMitria per il Papa di grandiſsimo valo 421 ' , -
1c S. - 28I
murate monaſterio d'Arezos. - 45o
Moccio ſcul.Saneſe p.2e1.2o4.s.253 muſaico di piu ſorte p. 28.29.39
Modanino ſcultores. 352. muſaico in Duomo di Fioren. &in ſan
Modello della cupola s. 312. - --
Piero di Roma p. 11
Modello della lanterna s. : 317 muſaico ſopra
modello d'uno palazo s. la porta di ſan Giouanni
º 32 o º di Fioren.s. 21 , 381 -

modello del tempio delle lachrºme d'A : muſaico del Grillandaio al Duomo di
rczo S. - 452.
Fioren.s. . . . o 463
Model come ringrandiſchino
li ſi p. : 35 e i2 . . o o
modelli per le ſtatue con qual ordinc ſi - N. . . . . . .
fanno p. 37.47 -
modello d'un monaſterios. 2,9I Nanni d'Antonio di Banco s. 25»
modello della Chieſa di s.Spirito di Fior. Nanni Groſſo,8 ſuoi coſtumis. 484
di Filippo di Serbrunell. Napoli città Reale s. 2 - 351
modello del palazo de Medici, 8 ſuoi ap Napoleone Orfino Cardinale p. 138
partamenti s. 339 Naue di muſa
-
ico opera di Giotto p. 124
modello della reſtauratione del palazo Neri di Gino Capponi s. 32,4
deSig.da l'autore s... 342.341 Neroccio Architettore Saneſe p. 173
Modello della Chieſa di ſan Franceſco
d'Ariminos. 368
Neroni famiglia di Fioren.s. 318
-

Nettunno coloſſo di marmo dell'Ammi


modello del palazo delli Strozis. 478 nato p.
modelli delle ſculture s. 249 - Ie
Nicola Piſano ſcultorep. -79.97
modo uſato dalli antichi ſopra le colon Niccolo Aretinos. 253
ne S. 368
modo nuouo da formare d'inuentione
Niccolav. Papa p. 9o.S-354
e del Varracchio s.
Niccolaio Cardinale Prateſe p. - Io4
-485
'Monti dell'Ampruneta, di Carrara,dive i Niccolo Guidalotti Perugino p. 1 c. rºs
n.p. Niccolo Acciaiuoli Fiore
12 4
rona, di Prato producono pietre mi Niccolo da Vzano Fiorentino p. 237. s
- ſtie di piu ſorte p. : il ry 343.
monte morello P. a 2,8 niccolo ſcultore s.
255
Mola d'Adriano p. 74 ºniccolo Arctinos.
-' a 53
-
P IV N OT A B I LI
Niccolo valori s. 28o Oriuolo di mercato nuouo in Fiorenza,
Niccolo della Guardia s. 392 6, - 486f
Niccolo da Tolentino capitano s. 397 Ordini dichitettura unico deticolº
Niccolo Cartoni detto Zoccolo s. 497 nico,corintho,& compoſito p. 2
Niccolo Alunno pit.s. 5oI Oro battuto ſottiliſs per la pittura p. 5s
Nicomaco ſcul.s. 2 43 Orlando Maleucolti s. - 242
Niello in che modo ſi lauori p. 64 Ornamenti per camere s. 257
Nilo ſtatua in Belucdere P. 15 Oro,& rilieui in pittura non comuengo
Nino ſcultore p. 15o. 152, IlO se - goo
Nimicitia tra Pietro Perugino,3 miche Orſino Ceraiuolo maeſtro di immagi
lagnolo Buonarruotis. 514 nis. 485
Nobilta della ſcultura, 3 difficulta in Orto della Badia di ſanta Fiores. 451,
quella p. - 2 Oruietola facciata del Duomo p. Ioz,
Nuntiata di Fior.p.176.s.256.349.36o. 381. s.361 - -

i 496 , Orto de Rucellais. 363


Non ſi fidi de poſteri chi vuole laſſare Orlando de Medici s. 349
memoria di ſe s. . . . 326 Orſan Michele di Fiorenza p.zo.o;.143 ,
iNouella di Giotto p. I32, 176.177.197.1.1o.s. 255.179,28o.3o4.329
-

Noutiato di ſanta Croce di Fior.p. 176. 467. -


s 343 Oſterie, 3 cucine nella cupola quando
Nuoua inuentione di ſcultura per tu , la ſi fabricaua s. , 3rs
: ca della Robbia s. - 264 3". , t, , 13A
Nunziata fuori di Bologna s. . 5o; Ottauiano della Robbia s.
Nuuole nelle rappreſentationi come ſi Ottangolo d'Auorio,3. d'Ebano inaſi -

faceusnes - 44-443. -

; -
- - C) - - P -
- -
-
-

4O. di Giottto perche ſi dice tu ſe piutò Pace da Faenza s. 131


- do & c.p. 123 Pagno Portigiani ſcul.s. 34
oiarsi. i 329 f"
in Fier-fatti a bozze p. - 2
Gºerig, da Gobbio miniatore p. 124 Palazo bene proportionato, 8 ſue mem
Clio come ſi dipinge con ello p. 52.53 º bra P. 3
sogniſanti di Fior.p.128.157.168.19o.s. 458. Palazi in piu luoghi di maniera barba .
471 , ,, , , , - - rap. - , 76.
Cnorio Papa p. 177 " in Arezo p. l .. 89
Onori, 8 doni al Bellino dal gran Tur alazo del poteſtà in Fiorenza p. 93
-, CO S- , ,. . . . 436 . 197 , - - - -- - - - -- -- -

ſopere di Donatellos. 333 Palazo della Signoria hora del Duca di


opere diſegnate da Papa Niccolav. s 4:3. Fior.p.95.15i.s. 258.449.468 - -

- 4 I4 - .- - - -- Palazo de Caualieri in Piſap, 99


Opere d'Qrefici preſto ſono guaſte s. Palazo in Ancona p. - 117
: – 466 - - -, . - Palazo della parte Guelfa in Fiorenza P. ,
opere del verrocchio s. 481 121.221.s.324.372. - " - -

ordine di ſan Franceſco confermato P. Palazo de noue in Siena p.135.165.233


Palazo in Prato p. 231
ordine di valembroſap. . 1o8 Palazo de Medici p. . 236.s.331.
drgagna pittore p. . . .. 182.185 Palazo de Pittis.247.32o.321
.
organo del Duomo di Fior,ſopra la ſa Palazo delli Strozzi .
-greſtias il i : T . - o , 262 Palazo di Ruciano derittis- . 3.o.
organo con canne di legnos. , 48o Palazo del Duca di Fiorenza, quaſi tut
origine deſerbrunelleſchi s. 3o to rimutato s. - 34 i
dritiuoli fatti da silippo di serbrunel alazo a Fieſole de Medici s. 343.
leſco s.
- L. :: : : :
t. ios alazo di Borgo vecchio s. 393.49».
riuolo del Duomo di Fi Palazo in Vrbino del Ducas, e
ci modifioreni º as . -- - -- - -

ti
44e
a
INDICE DELLE COSE
Palazo di san Sebaſtiinmamroua.s. 489 Piero Saccone p.125.127.136
Palazo di m. Gio Bentiuoglis. 5o4 Pietro Bembo s.263.384.436
Palazo di Sciarra Colóna s. 513 piero di coſimo de medici s.. 264
Pandolfo malateſti p. 174 Piero del Donzello,3 polito pit.s. 351
Panteon in Roma p. 24.25 piero da caſtel della pieues. 35y
Paolo Papa iii.p.6o.91.s.344.512 piero Bologneſe s. - 357
Paolo Vccello Fiorentino pit.s.268.249 º pietro paolo da Todi scul.s. 392,
Paolo Aſtrologo p. 194.s.304 piero di coſimo pittores. 439
Paolo Orlandini monaco p. 231 pieropollaiuolo d'orefice pit. s. 46r
Paolo ſchiauo pittores. 288 pitti giardino p. 13.14
Paolo ii.papa s.252.383.384.392. -
piſa reſtaurata dal Duca cofimo p. 17
IPaolo Romano ſcul.s. 392. piperno pietra p. 18
Palco della ſala depugento in Fior. s. 478 piſani p.78.s.474
Palagio del papa p. 2.89 piſcopio di Napoli p. 89.s.512
Palla grande " la cupola s. .483 pieue d'Arezop.9o.121.r45.225.s. 285.293
Paragone pietra negra p. su 5 - 449 451
Pauimenti di terra inuetrata,3 di muſa Tiaza di s.Gio. di rior.alzata p. 22,
ico p. :29 ipilo belliſs.in piſap. 98
Pauiméti di mattoni coloriti ſenza uetria ſpieue di prato p. ro6.388
stura p. dso pittura;& ſua nobilta p. 3-44
Pauimento del Duomo di Siena p. 224 pittura ha piu mébra che la ſcul.p. 3»
i Pauimento della loggia del papa s. 266 pit:8 ſculsépre fiorirno inſieme p. 148
i Paradiſo di ſan Felice in piaza di Fiorenº pitturein Fiorenza in infamia d'alcuni
zza s.321 - ribelli p. - 19o
Paramenti ricchiſs.dis.Gio.di Fior. s. 469 pitture a freſco non uogliono eſſere ri
Parri Spinelli pitsAretino s.289.29o.p.i18. tocchep. 2o3
rarri Spinelli pit paura grandiſs.s. 294 pippo Spanos: 258
'Paſquale papaii.conſacrò la chieſa di santa pittura è una tacita poeſia s. 263
': maria maggiore di Fiorenza P. 213 pitture di ſanti vorrieno eſſere fatte da per
paolo da Verona ricamatore s. 469 ſone ſante s. 36a
pergami di bronzo ins. Lorenzo di Do pioii.papa s.392.41o
natello p.36.s.333 piſano pittore veroneſe s.
Pelagio papa p. 89 pienza fatta città, prima detta corſigna
pergami in piſa,3 in Siena p.1or in piſtoia no se

- p.Io4 piancaldoli caſtello preſo per uia di


-

pergamo delpuomo di piſap. ro; Im1ne se 447


reruzifamiglia s. 273 pieue d'Empoli e. 474
Pergamo in prato opera di Donatello s.332 pittura del mantegna preſſo al principe di
422, Fior.s. 491
“Perugia città s.356.422 a pittura che ingannò un pit.s. 495
Fergamo in s.Croce di Fioren.s: .477 pintoricchio pittore perugino s. 498
retrarca p. I2.9 porfido, 8 sua diffinitione p.1o.II.12.13
Peſte grandiſsima in Fior.p. alo8 porſena Re di Toſcana p. 69.s.379
Petraia palazos. 3o3. portico di s.piero di Roma p. 7;
Peſaro città s... 354
ponte alla carraia detto ponte nuouop.92
pietro Soderini ſua sepoltura p. 15 º II41159
Pietro di Toledo p. - 16. i ponte a Rabaconte p. 92,
-
pietra forte p.19 pietra del foſſato p. is : Ponte a strinita p.114.178.194
Pietro perugino pit.s.498.vita 5o7 pontevecchio p.
pietra iſtriana p.18 pietraserena p.
zo
i 144 spºi
vietro laurati Saneſe p.
Romana, Porta Tufidisienaptis
pò fiumep. 13r
pietro cauallini Romano parsº:rº º poggioacaiano palazo de medici p. 141.s.
riero della Friceſca dal Borgo s. 3rs ss - . . . -

- rietro,8 Paolo orefici Aretini p. 138 porta a ſan Friano p. - - 15r


serietro Paolo Venetiano P. -- - a3» ir. - ... 173
p IV N O TA B I LI
porta di bronzo della ſagreſtia di santa ma C H I E S E -

ria del Fiores. - 263 Santo Agnolo compagnia in Arezos. 448


porta di bròzo di s.piero di Roma s. 345 s.Agoſtino in Romas. 525
porto di peſaro s. 319 s.Agoſtino d'Arezo p.2o1.233.s.449.527
ponte Siſto s. 392. s.Agoſtino di ſienas. 527
portico di s.piero di Bologna s.. 428 s.Agoſtino di Padoua s. 488
pollaiuoli pittori ſepolti in s.piero in s.Agoſtino di Perugia s. - 513
Vincoli di Romas, 468 s.Ambrogio di Fiorenza s.297.336.421.
polo Zambeccaris. yo5 437.438.
proſpettiuep. 47 s.Andrea di Piſtoia p. 89
pozzo in Oruieto p. 99 s. Antonio di Venetia p. . 239.8.523
prato terra di Toſcana p.197.s.349.388 s. Antonio fuor di Fior.p. 2 o4
premio al Giberti per l'opera della porta s. Antonio al ponte alla carraia p. 2oé
di bronzo di sºcio.s. 284 s.Antonio d'Arezo p. ai3
proſpettiva di Filippo di Serbrunel.s. 3o3 s. Antonio da Padoua s. 332.383
profeſsione de Fiorentinis. 3o9 s.Antonino fatto Arciueſcouo, & canoni-,
pruoua fatta dalBrunelleſco auoltare sen 2ato se 362.
º za armaduras. 311 s.Andrea di mantouas. 369
proueſione a Gentile Bellini da ſan Mar s.Anaſtaſia in Veronas. 4oº
cos.436 s.Apoſtolo in Fior.p.77.78.1o2
preſentino Biſdomini s. -41 s.Apoſtolo in Roma s.393.4o8
porte di s. Gioidi Fior:pg6ago.s.25o. 27a. s.Bartolomeo di Piſtoia p. io3
277.279 a 81.281 3o4 s.Baſilio al canto alla macine p. 167
puccio Capanna puºrt27:13o s.Baſtiano pittura di pietro perugino ven
pucci loro capellas. 467 duto al Re di Francia ducati 4oo.s. 512,
purita di fra Gio.Angelico s. .362, s.Barnaba in Fior.s. 47I
putto di bronzo nel cortile del Duca s.Benedetto monaco fuori di Fiorenza s.
Cofimo s. -483 .223.230.366
- -
ss.Benedetto a ripa d'arno in piſas. 4c8
ieri di Fiorenza faceuono uarie as.Bernardo d'Arezo monaſterio p.215.s.
rappreſentationis. 41 29o.356.387 - -
quando, 8 in che tempo l'Autore aie ss. Bernardino da fiena s. 292.foi
queſt'operas. 471 s.Cathaldo in Arimino p. 13o
- , s.Catherina in Piſa s. i 4oº
R. s.Cecilia di Roma p. 167.
- - - s.Cecilia capella in s.Gio in monte in
Raffaello d Vrbino pittore p. go a Bolognas. ' , - 5o4
Rauennap. 75 (s.Chiara,monaſterio in Fior.s. 5o9
Raffaellino del Garbo pit.s. , 497 s.Croce in Hieruſalem p. 72,
Religione chriſtiana guaſto le coſe de - s.Criaco in Ancona p. 117.s.35e
gentili p. - 74. s.Clemente in Arezo p. a 116
- Reprenſioni contro al Mantegna s. 488 s.Criſtofano di Buffalmaco p. t 161
º" di Napoli ſimile all'Aſino p. 126 s.Croce di Fior.pizo.141.143.146.174.176
Ribelli di Fior.dipinti d'Andrea del - 184-19o.196.213.238.sa8o.285.396.4oy.
Caſtagno s. 399 464.456.512-481. . .

- Ritratti per ordine dell'alfabeto poſti a 3. Crocedi Lucca,8 ſuo Tempietto s. 252
una tauola ſeparata. s.Clemente in Romas. 298
- Rodi iſolahebbe gia piu di trentamila s.Croce fuora di piſa s. 4os
ſtatue p. 69 s.Domenico fondatore dell'ordine p. 9s
, Roſſellino ſcultores. 347 s.Domenico in Perugia p.1o5.233.s.39o
- Roma, 8 Romani inbaſtardirno in Bizazio 4o1.5o1 “ “
Rondinello da Rauennaſue pitture s. 43s s. Domenico in Bologna p. 1o4.s.454
i Ruggieri da Bruggia p. 51.6o 494 - - - - -

- Ruberto Martellis. 32s s.Domenico da Fieſoles. 36o.514


- Ruuidino gioculatores. 444 s.Domenico in Prato s. 388.P.194
º
INDICE DELLE COSE
s.Domenico in Ferrara s. 414 s.Iuſtina di Padoua s. 417
s.Domenico in Rauenma se 424 s.Lodouico veſcouo ſtatua di bronzo di
s.Domenico in peſaros. 434 Donatello s. - 33;
s.Domenico in Riminis. 463 s.Lorenzo di Fiorenza p.19.32o
s.Domenico monaſterio in Fiorenza s. s.Lorenzo extramuros p. 7a
a 38. s.Lorenzo di Napoli p. - - 190
pienico d'Arezop.ror zo2.116.s. 293. s.lucia nella una de Bardi p.213.s.363
294.37i º s.Lorenzo monaſt.in Bologna s. go;
s.Donato ſua teſta p. e 146 s.Lorenzo nel Borgo a ſan ſepolchro s.
s.Donato scopeto s. - 496 5oI - -

s.Donato,8 Hilariano p. 73. s.Lorenzo in Arezos. 526


s.Erculano p. º3 s. Luigi de Franzeſi in Roma p. 12
s.Felice in piaza in Fior.p. 239 S.Maria del Fiores. 351.396
s.Franceſco d'Aſceſi P. I2. I S.Maria rn grado d'Arezo p. ,73
s.Franceſco d'Arezo p.116.s.293.451.527 e S.maria ritonda di Rauenna p. : 76
a Franceſco della vigna in Venetias.434. s.maria mag di Fiore-Pº».ziga3 t. 6»,
(22, e,
2,97,495 47I, - i rº" - -
rieſco di piſap. : 121.233 s.maria della ſpina in Piſap. - . . toi
s.Franceſco di ſiena p.135.165.s.51z e S.Maria ſoprarno p. 9s
s.Franceſco delle ſcarpe in perugia P. S.Maria della nuoua di Napoli p. 1ox
- - - - º
233 “ - S.Maria Nouella Pai3.141.143.171.19o. 238
s.Franceſco di Bolognagirº º 8.282.285e352.361.363.396.4os.456-464.
s.Franceſco di volterra s. 517 512. 2- - -

s.Franceſco di piſtoia p. i 145.173. S.Maria Traſteuere p 167.s.392 , a


s.Franceſco ſopra Fiorenza s. 473 S.Maria nuoua spedale p.211.s. 256.35,38o
e.Franceſco del monte a Perugia s. 513. 397.463 . , o ..o , i
s. Fermo in verona s. - 4o2 S.Maria nuoua monaſterio in Roma s. i
s.Franceſco di prato s. - : 388 , 4o I -
s:Fridiano in Lucca s. 25o so5 S.Maria delle gratie in Arezos. 2,92,
s.Gio.Laterano p.72.19o:s. 44o S.Maria dell'Oreto s.352.355.397.476 , ,
s.Gio.& paolo P. 73 S.Maria Primerana da Fieſole s. . . 327
s.Gio di piſa p. : - 89 S.maria del Popºlo in Roma s.393.499. ,
s.cio.Euangeliſta di Piſtoia p. id4 S.maria d'Artone in Padoua s..., -

s.Gallo di Fiorenza p.19o.s.512 S.maria in Organo di Verona s.


s.Gio.di Fiorenza p.197.213.243 S.mariadelli Angeli d'Aſceſi s.
s.Gio. di frena s. 2 e 279, S. maria maggiore in Roma p.73.91. 112 s
s.Gio.Batiſta di bròzo di Donato s. 333 243.298.4o7 . . . - -

s.Giorgio di Fiorenza s. 342, smarco di venetia p. ; 53.8o


s.Giouanni in monte di Bologna s. 425 smarco di Fiorenº.177.148.s. 154.468.34.
428.512. - - 359.471.343.438 - - - - -- - -
s.Giouânino côuento decieſuati s.457.511 s.matthia di murano p. ago
s.Gio.in Parma s. 5o4 s.marino di Riminis. . . 523
s.Gregorio primo Papa p. 75, s.margherita d'Arezos. 528
s.Griſogono in Roma p. 167. s.marco di Roma s... . .. . 352.513
s.Gimignano terra di Valdelſa p. zo2.232 s.martino monaſt.di Fioren.s. 5o9
i 233 s.martino di Lucca P.79.99.s.438 ,
s.Giuſtino d'Arezo p.215.s.193.451 s.miniato a monte P-77.8o-ro8.215.s.243.
s.Giorgio di Ferrara P. - 13I 27o 344.365. - - -

s.Gherardo da villa magna p. 177 s.miniato fra le torri s. 468


s.Iacopo in Piſtoia p.99.Io4.142.s.389.4o; s.michele in borgo in Piſap. »»
3o3 - s.michele Berteldi p. , sa
s.Iacopo ſoprarnos. - 3 II smicheleviſdomini p.
-
., 187
s.Ieronimo da Fieſole conuentos. i 344 s, michele di murano p. - 23o-S. 434.
s, Iacopo delli ſpagnuoli di Roma s. 4oi s.michele d'Arezo p. a 39 ,
s Iobbe di Venetias.431.121.522 . . . s.michele di Lucca s. esº
-
, P 1 V NO TAB I LI
S.Niccola di Piſa.p. 29.22I sapientia nuoua in Perugia p. Ioy
S.Niccolo monaſt. in prato p. Io4 sala di siena p. 138
S.Niccole oltrarno in Fior.s. 2.97 sala del io di venetia P.zo6.3.431.434
S.Paolo di Roma p. 167 sala di caſa Orſina s. . 288
S.Paolo di piſtoia p. 78 sagreſtia di san Lorenzo s. 333.319
S.Paolo a ripa d'Arno p. 194 " nuoua del Duomo di rior.s. 329
salueſtro fancelli s. 369
S.Pancratio di Fioren.p.19o.197.s.494
S.Petronio di Bologna.p.89.224-s.25o.426 sandro Botticello pit.s.39o.47o.472
s.Piero di Roma p.123.141.146.167 sala dell'oriuolo di palazo del Duca s. 441.
s.Piero maggiore di Fioren. P 182.s. 4o5. santi Buglioni ſcultore s. 486
471.265.512 saracini ruborono nella Sicilia p. 7r
s.Piero Buon conſiglio in Fior.s. 265 sargiano conuento dezoccholi P.I16.s. 29a
s.Piero scheraggio in i - 2.3o 356 -

s.Piero,8 ſan Paolo ſtatuealle ſcale di saſſo conuento in Caſentino p. 179


Romas. - 392. salueſtro miniatore monaco p. 231
s.Piero in Vincoli in Roma s. 393 scritta di Filippo di sito per
s.Piero in Montorio fatto dal Re di por la cupola s. - 3Io
togallos. 393 scultura,3 ſua difficile arte p. i 44
s. Piero Badia in peruglas. 4-2-514 scultura molto peggiorata al tempo di º
s.Piero in Bologna s. -415 Conſtantino p. 71
s. Piero d'A1ezos.
s.Pontiano in Lucca s.
- 449
494
" luoghi p. 148
scultura ha diuerſe maniere p. 148
s.Protho,& Iacinthos: 28o scorci è ſcorti di ſotto in ſus. 491,
s.Procolo di Fioren. P. . 165 scarperia terra di mugello p. 149
s.Regolo in Lucca s. 252 sebeto Venetiano pittores. 518
s.Rocco ſtatua belliſs.di legno p. sebaſtiano scarpaccia pittores.
42 518
s.Romeo di Fioren.p.182.19o.s.363 sepolture di due papi in perugia p. 1o1.
s.Romolo di Fioren. P. 197.239 sepoltura del " " ille
s.spirito di Fior.p.14o.171.198.2o1.2o6. 1n san miniato s. i 413
, arſe.s. 3e3.324.337.471 sepoltura del Duca d'Amelfi s. 413
s.stefano in Fior. p.176.189.194.2 o6. sepoltura di Lionardo Aretino s. 413
s.sepolcro in Milano s. .355 sepoltura di Carlo Marſuppini s. 417
s.sofia in Padoua s. 488 sepoltura di siſto papa timis. I 468
santo di Padoua p. I25 sepoltura delli strozzi s. 477
s.saluadore Zoccholi ſopra Fiors. 494 sepolt.di piero di Coſimo de medici si
s.seuero in Perugia s. 514 sepolt.del Cardinale sorteguerris, 484
s.spirito in Saſsia ſpedale p. 9I.S.393 sepolt.di papa Innocentio viii.s. 468
s.saluadore in Fioren.p. 22. sepolture di varie perſone.
s.sebaſtiano in Mantoua s. 422. Aliotti p. - 157
s.salueſtro in Mantoua s. 425 Andrea del Verrocchio s. 485
s.sauino in Faenza, 8 ſuo ſepolchro s. 477 Conte Vgo in Badia s. 4xi
s.salui Badia hora monaſterio di suore Duca di Calabria s. 265.
s.483 Giorgio Vaſari Aretino s. 373
s.Trinita in Fior P.too.zo4.2.13.23o.s. 269. Donatello in montepulciano s. 333
38o.456 Martino papa vs. 348
s.stefano fuori d'Arezo p. 215 Crlando de Medici s. 349
s.Tomaſo in Fior.s. 273 Andrea Calduino p. 139
s. Vitale in Bologna s. 5o5 Fra Filippo pittores. 494
s. Vitale in Rauennas. .243 Giouanni da Lignano p. 139
s.Vite in Piſa s. 4 o5
s.Zanobi p. 138.s.28o i"
Giouanni Angelico s. 329.339
363
s.Zaccheria in Venetias. 434 Donatello in Napolis. 332
s.Zeno di Verona s. 489 Martelli s. : 334
salamandra impreſa del Re franceſco di Paolo Guinigi s. 249
arancia P. i 18 Taddeo popoli p. 139
p IV N OT A B IL I
i ro: i s. - - 476
lis 413.santa Maria Madalena s.418 s.Pie
S o da ctà della pittura s. 247
ro di Roma d'argento s. 481. s. Tomaſo
s L. ciro di Chriſtos. 343 di bronzo s.482.Daniello profeta s.329.
statua di s.Giouanni Batiſta di Dona
serpentino,3 ſua eſaminatione p. 13
tello s. - 331
Seraueza Caſtello p. 17
stucchi come ſi fanno in che modo ſi fan
Serui per decreto era proibito lauorare
di pittura p. 69
no p.27.come ſi lauori p. 41
Semiramis Regina p. s7 stiacciati rilieui nella ſcultura p. 37
Serui conuento in Perugias. 372 strumenti per le ſtatue di bronzo p. 3»
Serui conuento in Fiorenza s. 437 statue trouate a Viterbo p. 7o

Sgraffiato in che modo ſi dipinge p. 55 stefano Fiorentino p. I4o


Simone Memmi Saneſe p. I61.17o stefano da Verona pittore p.198.ſue ope
Sillio libro nniniato d'Attauantes. 364 res. 51t
Siluio Cardi di Cortona s. 528 starnina p. 2.2er

Simone di Donato scul.s. 345 stipendio ordinato a Filippo di serbru


nelleſco s. 315
Sigiſmondo Malateſti s. 2.62.
simone Bianco ſcul.s. g22 storie della vita di Papa siſtos. 393
siluano Razzi monaco p. I28 storie nella ſala del conſiglio di Vene
sigillo di Nerones. 28I tias. 431
stefano miniatore s. 4
simandio Rep. 68
strada ammattonata,3 fonte reſtaurate
smalto in che maniera ſi lauora p. 67
ad Aſceſi s. 486.344
sollazzino pittore p. 187
stupore del Francia Bologneſes. gos
spagna pittores. - 16 studiolo del Duca Coſimo s. gue
spannocchi loro palazo in ſiena p. i 33
spinello Aretino p. 2.I2,
spedale di Bonifati o p. 198.s.439 T
" in Milano si 15.348
Tabernacoli. Gianfigliazip.142 a ſanto
spedale di fiena p.144.165.234
spedale di s.Maria nuoua pail.s.256.361 spirito di Fiorenza p.145.ſul canto della
38o.397.463
piaza di ſanto spirito p. 189 a Nuouoli
- -

spedale delli Innocenti di Fiorenza s. .2o8.Mercato uccchio p.21o.a sito No


266
fi p.21o a ſan Nicolo p.21o.a Pozzolati
spedale di Lelmo in Fiorenza s. 269 top.2o7.piazza di ſanta Maria Nouella
spedaletto uilla nel Volterranos. 473 p.231.al ponte a scandicci p. 236. mona
squola di s.Orſola in Venetias. 521 che di Fuligno p.237.viade ".
squola della Croce in Veuetia s. 43o 237. Ponte a rubaconte p.237. canto de
Goris.288.canto de Carneſecchi s.397.
squola di s. Marcos. 521
fuora della porta alla Croce s.454. in ca
statua d'oro della ſcultura,3 d'argento
della pittura p. - 2e po alla uia larga s.454.
statua di douitia opera di Donatello p. Tabernacolo i", in ſan Giouan
-O ni di Fior.p. 15o
statue in che modo ſi puliſchino p. 35 Tabernacolo d'Orſanmichele p. 185.
stazzema Monte che produce uarii mar 186
i p. 6o Tabernacolo del sagramento in ſan Pie
statue nella facciata di s. Maria del Fio ro di Roma s. 333
rep. I4y Tabernacolo di bronzo nel Duomo di
starnina p. 2.2.O ſienas. 411
stampare libri chi ne fu inuentore,8 in Tabernacolo di marmo nelle murate
che tempo s. 368 S. 42. I --

stampe di rame s.64.s.492 Tauola di pietra granita per il giardino de


stampe intagliate in rame s. 454 Pitti di braccia 12.p. rs
statue diuerſe. s.Filippo di bronzo 26o Tazza di granito di fissa 12.di Diane
quattro ſanti di marmo s.26o.san Lo s. trop. rs
261.Paolo ii.Papas.384. Bartholomeo Tartari per fontane p. 2
da Bergamo s'384.s.Baſtiano in Empo Tauſia,S: ſuo lauoro p. 6r
P IV N o T A B1 L I
Tartedilegname p. . 6o rrebbio villa de Medici. - - 349
Taddeo i Fiorentino P. 16f. ta9. Treuertino pietra p. 1y
152 Tribolo ſcultore Fiorentino p. as
Tagliacozzo p. lo1 Tribunale della mercatantia intra
Taddeo Saneſe pittore P. a 32. top. - 173
Tanaide Nerli p. - 494 Tribuna della Nonziata s. 311.326.36s
Tauola in Palazzo della Signoria di Fio trinità Chieſa in Roma s. 52,4
renza S. 4o5.496 trionfo della Fede in ſtampa di Ra
Tauole due del Francia nella Miſericor Cile se 47,
dia di Bologna s. yo3
Tauole tre del Francia in Modana s. V
go4 - - -

Tauola in ſan Giouanni in Monte di Varijinuentori della pittura p. 6


Bologna di Raffaello d'Vrbino s. vante Miniatore s. 41.
5o vaſi in Roma grandiſsimi per bagni p.
Tauola nella Nuntiata di Fiorenza s. 14
I vaſi Aretini p. 37.7o
rie di Marcello in Roma p. 24 vaſi antichi trouati in Arezzo s. 373
Tende ſopra la piazza di ſan Giouan vdienza nell'Arte del Cambio Magi
nis. 44 ſtratos. 513
Tenpio di Bacco fuor di Roma p. 1o.3o vdienza nel Magiſtrato della parte Guel
Tempio a Tiboli p. 24 fa s. 518
Tempio nel Vaticano in Roma p. 72. vellano da Padoua ſcultore s. 383
Tempio di ſan Giouanni Battiſta in Fio velocità di Lorenzo di Bicci nella pit
renza p. 78. Io8 tura p. 237
Tempio di ſan Giouanni in Piſtoia p. V E N E T 1 A p. Ioo.s.333
151 - - -
vernice da pitture - s.376
Tempio a otto faccie agli Angeli in vernia di ſan Franceſco in Caſentino p.
Fiorenza s. 246,32o 139, 169
Termini p. 2.6 verona Città s. 4o1.4o2.489.523
Terremoto al Borgo a ſan Sepolchro s. verrocchio pittores. 481
254 veſcouo di Ricaſoli p. 2 o5.s. 293
Teſtamento del Petrarca p. I29 veſcouado d'Arezzo 6.274.356.451.452
Teſta d'un Cauallo, opera di Donato in veſcouado di Fieſole s. 421,
Napolis. 332. verſi eſametri, 8 pentametri uolgari di
Teſta di ſan Zanobi 454 Battiſta Alberti s. 367
Teuerone fiume ſua natura p. 17 vetri per il muſaico, come ſi prepari
Tiboli città p. 2. I
no p. ſº
-
Tiglio legname,atto per le ſtatue p. vetriate, come ſi lauorano p. 62,
42 - S.249.3o3 vetriate di Lorenzo Gibertis. 285
Titiano pittores. 433. 436 vettorio Giberti ſcultore s. 285
i rito Strozzi poeta s. 4o3 vgolino Saneſe pittore p. 143
romaſo detto Giottino p. 188 vgo da Carpi nuouo inuentore di ſtam
romaſo Piſano Architettore p. 152 pe in legno p. 6;
Tomaſo di Marco pittore Fiorenti vieri de Medici s. 261,
no P. 187 vigne ſopra le anticaglie di Roma p. 7;
torna quinci famiglia antica di Fio vicino pittore p. Io9.113
renza p. II4.S.459 vincézo Borghini p. 86.s.336.337.36o.422.
rorre de Conti in Roma p. po.s.4o7 483
Torre rouinate in Fiorenza p. loo
vincenzo Danti Perugino ſcultore p.
zorre Borgia in Roma s. 5oo.512 102,

rorre di Siena p. 138 vincenzo Verchio Breſciano s. 523


º torrione della porta ſan Piero Gatto vincenzo Catena pittore ſue opere s. gia
lini p. 187 vincenzo di Zoppa pittores. 345
ºrotilarouinò Roma p. 75 vitruuio Architettore p. 23.24
fff virtù
T A V O L A D E
virtà di foio.Angelicorittores. sss vrbino città p. -- 198
Vittore Scarpaccia s. szt vſo de Fiorentini ne nomi propriip. » -
Viuarino pittore s. 433
volte di Getto p. 27 Z
Volterra Città p. 19.233.s.4o8
Vrbano III. Papa p. 9o Zanobi Machiauelli s. 4o2
Vrbano III. Papa P. 116 Zeno da verona s. 523 .

I L F I N E.

ciry- zery,
- Si4 - 3 -

- - --
-

-
TAvo LA D E RITRATTI
- CHE soNo NOMINATI
In queſta Prima, 63 Seconda parte ,
A
3,9
GN o L o caddi p. 199 Carmignuola s. 355
Agnolo Acciaiuoli s. 456 Caſtruccio p. 183
- Agnolo Polstiano s. 461 Caterina Regina s. 43o
l sg)
A - Aleſſo Baldouinetti
Aleſſandro Papavi. s.s. 46o
goo cecco d'Aſcoli p. 184
chiaro beato s. 359
- Alberto Magnos. 35» cimabue p. 174.87
Alfonſo Re di Napoli s. 352. cino da Piſtoia p. 157
Amerigo veſpuccis. 456 coſimo vecchio de Medici s. 345.47a
Antonino Arciueſcouo,& ſantos. 361.356 coſimo Roſſelis. 439
Antonio Brancaccis. 299 corſo Donati p. 12.0
Antonio Colonnas. 335.4o7 coſta pittores. 425
Antonio Roſſellino ſcultore s. 413 chriſtofano Landino s. 46 I
Antonio Pollaiuoli s. 493 D
Argiropilos. 4o3 Dante p. Il 9.3.23O.399

Andrea del Caſtagno s. 398 finlanie 3, 19.3.23 :


Arnolfo architettore p. 96.174 Demetrio Greco s. 43 I
Arrigo vii. Re stagiºne 3, 477 Dello pittotes.
Diotiſalui Neroni.s.
253.171
38o
Baldaſſare da Leccio s. 439 Dino del carbop. 184
Bartholomeo valoris. 363.299 Domenico Grillandaio s. 46 o
Bartholomeo d'Aluiano s. 436 Domenico Garganelli s. 426
Bartholomeo Filiſini s 5o3 Donato ſcultore s. 273.337
Rartholomeo miniatores, 45o Domenico ſanto s. 359
Battiſta da Cannetes. 335 Donato Acciaiuoli si 4o5
Baſtiano Mainardi s. 46o Donato Roſſelis. . 357
Benedetto x 1. Papa p. 174.5.359 Ducheſſa Bianca s. E 345
Bernardino ſanto da Siena s. 2,92. Ercole pittores. 426
Bernardetto de Medici s. 398 R
Bernardo Guadagni s. 398 Farinata vberti p. 123
Bernardo Fiorentino beato s. 359 Farganaccio s. 398
Benozzo pittore s. 4o3.43o Federigo Imperadores. 361
Beſſarione Cardinales. 335 Ferrante Re di Napoli s. 36 I
Bengianni cianfil.s. 38o Filippo di Sebrunell.s. 275
Boccaccio s. 399 Filippo Strozzi, il vecchio s. 38c.477
Bonifazio Furimeliga s. 489 f. Filippo pittores. 289
Bonramino Caualieres. 489 Filippo Lippi s. 493
Brunetto Latini p. - 12,O Filarete s. 349
Buoninſegna Fiorentino s. 359 Folco Portinari s. - 398
C Franceſco Sforza s. 345
Carlo vir. Re di Francia s. 335 Franceſco Spinola s. 335
Carlo viri. Re di Francia s. 462 Franceſco Tornabene s. 4? I
Carlo d'Angiò s. - 34o Franceſco Gonzagas. 424
Carlo Malateſti - 273
Franceſco oranacci s... 493
tti º cadde
-
T A V O L A D E'
Luigi Pulcis. 492
Luigi Guicciardinis, 38o.25º
Gaddo Gaddi p. - 13 M º
Galeotto Malateſti s. 477
Gentile da Fabriano s. 4 ot Marſilio Ficino s. 461.4oº
Gentile Bellini s. 434 Margaritone p. 117
Gentile da Vrbino s. 45o Martino v.Papa P. 233 s.298
Gianozzo Manetti s. 467.273 Marſilio Pazzo s. 489
Gineura de Bencis. 461 Maſolino da Panicales. 299
GIoTto p. 273.5.477 Maſo delli Albizi s. 456
Gio. Vitelleſchi s. 335 Marcheſe di Mantouas, 491
Gio.Dominico Card.s. 359 Mantegnas. 489
Gio.Tornabuoni s. 459 Mattheo Palmieris, 472
Cio. di Coſi. de Medici s. 472 Michelozzo s. 346
Gio. Paolo Baglionis. 518 Mino da Fieſole s. 413,
Gio. Auolo del Duca Coſimo s. 496
Gio.di Bicci s. 363 - N.
Giordano Beato s. 352
i" Cornaro s. 43o Nanni di Banco s. 359
Girolamo Riario s. 515 Nicola da Prato Card. p. 174
Girolamo della Valles. 489 Nicolav.Papas. 361
Giuliano de Medici s. 38o, 472 Nicolo Fortebraccio se 335
Giuliano Nardi Aretino s. 357 Nicolo da Vzano p... 237
Giuliano Bacci s. 451 Nicolo Orefice s. 4 B2
Guidobaldo Duca d Vrbino s. 491
Gherardo Gianfigliazis. 38o O
Gregorio nono Papa P. 216.238
Gran Turco s. 2434 Oratio Baglioni s. sas
Guccio di Gino p. 238 Ottobono da Parma s.
Guardi p. 184
º
P

Paolo Geometras. 38e


Innocenzio IIIr.Papa p. 184 Paolo Fiorentino Beato s. 359
Innocenzio v1. Papa p. 2 O Paolo Guinigi s. 438
Innocenzio v.Papas. 359 Palla Strozzi s. 454
Iacopo Gianfigliazzis. 38o Petrarcha s. 399.171.174-23e
Iacopo pittore p. all Piero Traditis. 357
Iacopofilippo da Piacenza s. 447 Piero Gambacorti p. no5
lſabella Gonzaga s. 424 Piero de Medici s. 422.
Iulia Farneſe s. 5oo Pietro Bembo s. 426
Pietro de Paludes. 359
L Piero Guicciardinis, 493
Piero del Puglieſe s. 493
Lapo p. 174 Pico Mirandola s. 433
Laura del Petrarcha p. 17O, 174 Pippo Spano s. 399
Leon Battiſta Albertis, 37o Poggio Fiorentino 1. A 67
Lionardo Aretino s. 467
Lorenzo de Medici s. 344 R
Lorenzo Gibertis. 286
Lodouico Capponi s. 467 Raggio Senſales. 493
Luca Pittis. 38o Raymondo s. 359
Luca da Canales. 273 Remigio Beato 359
Luigi Marſiliip. Rinaldo delli Albizi s. 393
Sandre
(
R I T R A T T I.
S Tomaſo Soderini s. 49)

V
Sandro Botticelli s. 423
Simone Memmi p. 174 Veſcouo Vngheros. 429
Siſto Papa IIII. s. 398 Vincenzio Confeſs. s.
Spinello Aretino p. a19 Vguccione della Faggiuola P. 189
Spcdalingo s. 398 Vgo Cardinale s. 359
168
Starnina P. azi Vrbano v. rapa p.
Vrbano vi. P. 388
T
2
Tomaſo d'Aquino ſanto p. 187
Tomaſo Marzi s. 357 Zanobi Stradis

I L F I N E.

s
T A v o LA D E L L E v I T E
- D E GLI A RT E F 1 c 1,
TDeſcritte nella Prima,65 Seconda parte ,
-- -
--

A -
D
-

3 ASSEN D R E A Tafi pittore p. 1o7 - Duccio San.pittore p. 2o1


N Si Andrea Piſano ſcultore, 8 ar-
s - Domenico del Grillandaio pittores. 45s
% chitettore p. 148 Dello Fiorentino pittores. 256
Andrea Orgagna pittore,ſcul - Deſiderio da Settignano ſcultores. 41s
tore,8 architettore p. 18: Donato Fiorentino ſcultore s. 327
Arnolfo Lapi, architettore p. 88
Agoſtino Saneſe architettore, 8 ſculto- F
re P. 134 -- - -

Agnol Saneſe ſcultore, architettore p.134 F.Philippo pittores. 31;


Ambrogio Lorenzetti pittore p. 164 . Fran.Fran. Pittore, 3 ſcultore s . 5oi
Agnol Gaddi pittore p. 195 . Filippo Brun. ſcultore, & architetto
Antonio Venez.pittore p. 2 o5 - 1es. 3oa
Antonio Filarete ſcultore s. 34; - Franceſco Roſell.pittores. 404
Antonello da Meſsina pittores. 37s - Franceſco Saneſe ſcultore, 3 architetto
Aleſſo Baldouinetti pittore s. 379 - res. 41o
Andrea del Caſtagno pittores. 394 - Filippino pittores. 498
Antonio Roſſelino ſcultores. 412 -
Antonio Pollaiuolo pittore, 8 ſculto- G
res, 465
Andrea Verocchio pittore, ſcultore,Scar Gherardo miniatores. 453
chitettore s. 481 . Gentile da Fabriano pittores. 48o
Andrea Mantegna pittores. 487 Gentile Bellino pittores. 429
Giouan Bellino pittores. 419
B f. Giouanni pittores. 358
Giulian'da Maiano ſcultore, architet
don Bartholomeo pittores. 448 tOrc S, 35e
Bernardino Pinturicchio pittores. 498 Giotto pittore p. 119
Buon'amico Buffalmaco pittore p. 154 Giouanni dal Ponte pittores. 193
Benozzo Fiorentino pittores. 4o6 Giouanni Piſano architettore p. 37
Bernardo Roſſelino ſcultore s. 412 Gaddo Gaddi pittorc p. Il

Berna Saneſe pittore p. 2oo Gherardo Starnina pittore p. 120


-- Benedetto da Maiano ſcultore,S&archi
tettore 476 H

C Hercole da Ferrara pittore s. 426

Cimabue pittore 33 I
Chimenti Camicia ſcultore s. 392,
Cerca ingegniere s. 44o Iacopo di Caſentino pittore p. II9
Cofimo Roſſellino pittores. 437 Iacopo della Quercia ſcultores. 442
Iaco
R I T R A T T 1,
Iacopo Indaco pittores. 524
Iacopo Bellino pittores. 429 P -

L Pier Laurati Saneſe pittore p. 144


Pier Caualli pittore p. 167
Luca Signorelli pittores. 526 Paolo Vccello pittores. 268
Luca della Robbia ſcultores. 2.62, Pier Perugino pittores. 5o7
Lippo Fiorentino pittore p. 2.2.2. Parri Spinelli pittores. 29o
Lorenzo Ghiberti pittores. 275 Pier della Franceſca pittores. 353
Leon Battiſta Alberti architettore s. Paolo Romano ſcultores. - 392,
366 Pier Pollaiuolo pittore,3 ſcultores. 465
Lazzaro Vaſari pittores. 371 Peſello Peſelli pittores. 4o4
Lorenzo Vecchietti ſcultore, 8 architet
tores. 4Io s
Lorenzo Coſta pittores. 413
Lorenzo di Bicci pittores. 235 Stephano Fiorentino pittore P. 24o
don Lorenzo pittore p. 215 Simon'Memmi pittore P. 17e
Spinello Aretino pittore p. l12,

M Simone ſcultores. 345


Sandro Botticelli pittores. 47e
Margaritone Aretino pittore, ſcultore,
& architettore p. I15 T
Maſolino pittores. 237
Michelozzo Michelozzi architettore, 8. Taddeo Gaddi pittore p. 175
ſcultores. 336 Thomaſo detto Giottino pittore p. 189
Maſaccio pittores. - 295 Taddeo Bartholi pittore P. 332,
Mino da Fieſole ſcultores. 419
V
N
Mgolino Saneſe pittore p. 146 -

Niccola Piſano ſcultore, se architetto Villan da Padoua architettore, S ſcul


rep. 57 torcs. 383
Niccolo Aretino ſcultore s. 253 Vittore Piſanello Veroneſe pittores. 4oo
Nanni d'Antoni e ſcultore s. 259 Vittore Scarpaccia pittores. 517

I L F I N E.

iSi, i
ºi":
T A v o L A D E L V O G H I,
DovE soNo L'OPERE DESCRITTE
Nella prima, 8 ſeconda parte -

-: -
ANCONA. La tauola dell'altar grande Giorgio Va
ſari p. I49
pitture della Tribuna grande Pier Lau
L modello del palazzo del rati p. I46
º 9 Gouernatore. Margarito Cappella di s.Maria Maddalena.Giouan
- ne Aretino p. I16 ni Toſsicani p. I91.
ºS s. Chiriaco, il modello, il Storia di s.Matteo ſotto l'organo. Iaco
“: med. po di Caſentino p. 2.It
La Cappella di s.Gioſeppo Vn s.Biagio di terra, nella Cap.dis.Bia
pier della Franceſca s. 356 gio.Niccolo d'Arezzo s. 254
s.Niccola, figure ſopra l'altar maggiore. Vna tauola grande d'vna N.Donna.Do
Simone, 8 Lippo Memmi p. 173 menico Pecori s. 451
s.Aguſtino,ſepoltura di fienone. Moc s.Domenico, 8 s. Franceſco di naturale
cioSaneſe p. 2o5 a vna colonna.Giotto p. 121
Cappella di s.Franceſco, il medeſimo
Cappella deraganelli, Berna Saneſe p. 2o1
A R E zzo.
D VOMO -
Tauola dell'altare di s. Chriſtoph Pier
Laurati p. i4i,
La Cappella di s.Bartholomeo. Spinel
Il modello. Iacopo Tedeſco p. 92, lo p. 2.13
Tauola dell'altar maggiore. Giouanni Vns.Rocco alla Cap.de Lippi. l'Abba
Piſano p. I46 tC S, 449
La ci, de Gozzari. l'Abbates. 449
La Cappella principale. Iacopo di Ca s. DoM E NIco.
ſent. p. - Io

Figure ſopra la porta. Nicc. d'Arez


zop. 254 Il ſuo modello Nicola Piſ p. to
c" degli Vbertini. Giouanni
P11.p, Io2,
Facciata deſtra dell'altare maggiore.rar
r1 S, 293
La ine del Veſcouo Guido.Ago Vna Cappella all'entrar della Chieſa.
ſtin.& Agnol Saneſi p. 136 Parris, 294
vn Crocifiſſo grande. Berna Saneſe p.2o1
Vna s. Maria Maddalena allato alla sagre
ſtia. Pier della Franceſca s. 356 s. FRANcEsco.
Vn s.Martino in vn pilaſtro della Capp.
maggiere.Giotto p. 115 La Cappella dell'altar maggiore. Pier
Cappella del Batteſimo. Buon'ami della Franceſca s. 35;
cop. 159 Vna N.Donna nella Cappella della Con
Vna tauola nella Cappella di s. Grego cettione Margaritone Aretino p.
rio.Lippo Memmi P. 173 Vna Aſlunta " Donna in una Capp.116
Giouanni dal ponte p. 194
P I E v E. Cappella de Viuiani.Parris. 293
La volta della Cappellagrande. Loren
Il modello. Marchione Aretino p. po zo Bicci p. 232
Cappella
e) V E S o N L' O P - R. 2,
Cappella de quattro Coronati.Parris 2»3 Cappella de Nardi. Iacopo di Caſenti
Tauola della cappella degli Accolti.Si no p. - -Io
gnorello s. - 327 Dietro al Choro molte figure.parri e ass
tatauola della cappella di Puccio Ma La cappella del terzo ordine. L'Abba
gio.And della Robb.s. 266 tc sa 449
n.Margherita. Vna tauola di N. Donna Vn'altra cappella. ilmed.
Margheritone p. 116 La tauola di s.Nic.da Tolentino. Signo
t.Gimignano. Vina cappella. Lazzaro rello s. gay
Vaſari s. - 371. Vn tabernacolo fuor della compagnia
della Trinità. Spinello p. 116

s. Lo RENzo.
s. DoM E NIco.
Alcune ſtorie di noſtra Donna. Spinel
lo p. 2 16 Il modello della chieſa. Niccola Piſa
1a cappella di ſanto Andrea. Signorel no p. Io
lo . 526 Facciata deſtra dell'altar maggiore. Par
spedaletto il portico,Spinello p. 216 ris. ays
Spedale dello spirito santo. piu pitture Cappella di s.Niccolo.il med.
nella facciata.Spinello p., 213. Cappella,3 tauola de Bragomanni. Lu
casaneſe p. - loº

s. IvsTI No. c" dis. Chriſtoph. Iacopo di Ca


entino p. - 2.10
Cappella di s.Philippo, 3 Iacopo. Spi
Nicchia della cappella maggiore.Buon nello. als
amico p. 159
Cappella di s.Antonio Spinello P. 216 s. BERNARD o.
Va s. Martino.Parris. 293
Cappella de Magi. Domenico Pecori
Aretino s. 451 La cappella s" Lorenzo Bicci p. 238
-
Le due cappelle allato alla grande. spi
nello p. ats
CoMPAGNIA DEL Lo
Le due cappelle allato della porta del
SP 1 AlTO 3 AN TO, tramezzo.il med. -

s.Vincenzio in una nicchia. Pier della


Pacciata dell'altar maggiore. Taddeo Franceſca s. 356
Gadd.p. 173 Le due cappelle allato alla porta princi
storia di s.Giouanni Euangeliſta. Il me pale.Parris. 2,91
deſimo. Tauola de Marzupini F.Philippo s. 33r
-

CoMPAGNIA DE PARAccHIvoLI. s. AN roN1o.

La cappella della Nunziata. Spinel La cappella de Maggi, Lippop. at 3


lo p. 2.16 Vn's.Antonio.Nicc.d'Arezzo s. aſ4
Vna ſanta Catherina martire. Par Tauola dell'altar maggiore. Domenico
ris. 294 Pecori s. 45t

s. Agostino. s. MARIA DELLE GRAZIE.

eappella di ſan Baſtiano. Lappoli Are La Vergine delle Gratie.Parris. 292,


tinos. - 4ſo La cappella di marmo. Andrea della
Cappella di s.Iacopo. Berna Saneſe p. zoi Robb.s. 2,66
tfit s. Da
T A V O L A D E L y Q G il 1
s.Donato nelchioſtro. Pier della Fran- , il modello di s.Franceſco. IaeopoTe- 22g
ceſca s. 356 deſco p.,
- - , - -
- sepoltura della Regina di Cipri. Fuccio
. Fiorentigo p. - si
- : Dvono vecchio. -
cappella di ſanta Catherina. Buon'amì
, º cop, - - 13;
treN.Don ne Pari 3.« 2,90 ei del cardinale Egidio spagnuolo.
il medeſimo p. I6.
“ſtoria del B.Thomaſuolo.il med.s. 2.9O

capp, di s.Bernardo.il medis. 2,92, altare di s. Eliſabetta.Simon,8 Lippo


Memmi p. 17;
- LA FRATERNITA.
2 s.
-
C H I A R A.
L'Audienzia.Parris. 291
s.Roscho nell'Audienza l'Abbates. 448 storia di chiara nel mezzo della chie º.
ſa.Giottino p. - 191
s.Maria degli Angeli.la facciata.Nicc.
s. P1 E Ro. Alunno s. gºt
-

Vna tauola.l'Abbatee. 449 B O I. O G N A. .


an'Angelo Raffaello.il medeſimo
il ritratto del P.Iacopofilippo daPiacen - s: PET RoN1o.
- za.il medeſimo
s.Orſina.vna capp,l'Abbate s. 45 o
Porta principale.Iacopo della Quer.p. 25o
le Murate.cap.dell'altar maggiore. il med. vna N.Donna Lippo Bolog. a24
tauola della rapp.de siterea
BAe 1A. -2 zo Coſta s. - 142
tauola nella capp.dis.Girol.il medeſimo -
tauola di s.Vincenzio nella capp.de
ºa capp.dis.Benedetto l'Abbates. Griffoni.il medeſimo -

vn Crocifiſſo grande nel mezzo della . tauola nella capp. del Roſsi il medeſimo
; chieſa.Giotto p. . 125 - ,
compagnia di s.Angelo.vn Crocifiſſo, 8 i
vns. Michele. Antonio Pollas. 468 s. DoM EN Ico.
s.Chriſtoph.vna capp. Parris. 2.91
“il ſegno della compagnia di s.Catheri Modello del Comuento,8 chieſa.Nicc.
na.Signorello s. 527 Piſano R. si
. - --
l'arca di s.Domenico. il medeſimo -
-
S A R GI A N O. “ capp maggiore,altare,3 tauola.Gio.
Piſano p. Ic4

vaa tauola di Franceſco di naturale. vna tauola d'un s. Baſtiano Philippis -


no se 194
Margaritone p. 1to
sepoltura di Gio.Andrea Caluino.Iaco
una capp.Pier della Franceſcas. 356 po Lanfrani p. 139
sepoltura di Taddeo Peppoli il medeſime
A S C E S I. sepoltuta di M.Gio.di Lagnano Iaco
DV o M o. et.& Pietropaolo Venez.p. -159
sepoltura di M. Aleſſando Tartaglia.
la tauela dell'altar maggiore Nicco.. Franceſco di Simones.. : 485
Alunno s. 5o1 s.Gio.decollato.facciata di fuori. Pace
da Faenza p. gº
s. FRANCE sco.
“a4
s. FRANcesco, -
Pitture diuerſe.Cimabue p. - - -

Giotto P. - - Mil, Vna tauo. di marmo, Agoſtino º º,


: o v E S O N L' O P E R, E.
Sanefip. 137
-n º"o grande nella tribuna gran C o R T o N A.
de.Lippo Bolog. 214 v E scov A Do.
sepoltura di Papa Aleſſandrov.Nicc.
d'Arezzo p. - -
-
- - -
ºff
s.Procole.Arco ſopra la porta. Lippo La tauola dell'alta maggiore.Sigor.s. guy
- Bolog.p. 2,24 ure della capp. dci-Sagram. ilmed.
s.Iob.vna tauola. Franceſco Bolog.s. 5oi s.Margherita.vn Chriſto morto, il med.
i.Lorenzo.vna tauola.il medeſimo s. 5o5 compagnia del Gieſu,tre tauo.il med.
Nunziata.due tauole. il medeſimo s.Domenico.tau.dell'altar mag.foio. s.361
s.Mammolo.pitture diuerſe. Chriſtoph.
Simone,Iacopo, 6 Galaſſo Ferrar.s. 245 E M P O L I.
s.Izcopo.cap.de Bentiuogli. Lorenzo
º Coſta s. «425
la tauola di detta cap.Fran.Bolog.s. 5o3 PIE vE.
cap.di s.Cecilia il med.s. So4 La capp.di e Lorenzo. Gio.dal Ponte p. 1»,
s.Gio.in monte.vna tauo PierPerug. s.512 s.Baſtiano di marmo.Ant.Roſſel.s. 41,
vna tauola. Lorenzo Coſta s. 425
la tauo.dis.Cecilia Raffael'da Vrb.s.jos
s. Franceſco.vna tauo. Lorenzo Coſt. s. 425 F A E N Z A.
vna tauola. Ledonioo Malinos. 425 -

s.Piero.capp.de Garganelli. Hercole Sepoltura di ſan Sauino.Benedetto da


Ferra.s. 427 i Maia s.
477
pitture ſotto il " s.Franceſco. la N.Donaa ſopra l'arco
s.Vitale & Agric.vna tau Fran.Bolo.s. 5o; ; della porta.Otta-P. 131
uor di Bologna.
3La Miſerieordia.vna tauo.Fran-Bolo.s.5c3
la tauola dell'altar maggiore il med.
vn'altra tauola il medeſimo
F E R RA R A:
s.Domenico.vna capp.Coſmèp. aff
- Bo R G o SANs E Polc Re. pitture del choro, Lorenzo Coſta s. 4o,
g -
s.Agºſtino.vna capp. Pier della Frans si
- P 1 E v E. eauallo del Duca Porſo. Ant.& Niccis. 31 e
- , , .i: r, : * ,

Due fanti dentro alla porta del mezzo.


Pier della Franceſca s. 355
FI E S O L E.
Avna " bbates. 45o
Dvo Mo. -

s.Agoſtino.tauo dell'altar maggiore.


l'Abbate s- 45o Lalutati.Mino
sepoltura deldaVeſcouo Lionardo Sa
Fieſole s.
a Giliovna tauola.PierPerugs. 512
-

4 t2

ſc a sa TR IE Gr 1LN 1o.o N E - - s. DoM E NIco. ,


4 - -- - -

La tauola dell'altar maggiore.f.Gio.s. 3se


la tauola della Nunziata il med.
- . PIE ve.
La " Sagramento. Signorello s. 27 pitture ſopra l'ara della chieſa il med.
vna tauola PierPeruginos. 5t4
Pieue di s. Giuliano.vnataao. della cap. il modello della Badia Fili po Bru.s. 31s
amaggiore.l'Abbates, 43o il modello di s.Girolamo Micheloz
º zo s. - 344
c E s E NA: il modello del palazzo de' Medici. il
medeſimo s. -

s.Maria Primerana.la tauola della Nun


“La tauola di ogniſantifran Bolerº 5e4 - ziata.f Filippo s. .. 387 -

ftft 2 FIRENZE
T A V O L A D E L2V C G H I
t - -

F IR E N z E. CAMPANILE DEL DvoMo.


-
-

- DV o M o , Il modello.Giotto p. 128
Due ſtatue uerſo la Canonica. Nicc.d'A- .
Il modello di ſanta Maria del Fiore.Ar rCZZO S. .244
nolfo " 94 Quattro figure grande nella facciata di- ,
La Cupola.Philippo Bru.s. 313 nanzi.Donat-s. 33e
la palla della Cupola.And.Verroch.s. 483 vn Abraam ſopra la porta del campan
Il Crocifiſſo ſopra l'altar grande. Bene le.il med.
detto da Maianos. 478 vn propheta. il med, -

Occhi di vetro intorno alla Cupola, Se Cinque ſtorietteuerſo il duomo. Luca


altre fineſtre. Lorenzo ci so della Robb.s. 262,
285 -
V.

La caſta, 8 ſepoltura di s.Zanobi. ilmed. s. MARIA NoveLLA.


Ornamento di marmo dell'organo ſo
pra la sagreſtia nuoua. Luca della
Robbia s. - 262 Il modello della chieſa.foio. & fNiſto
Ornamento dell'altro organo della sa ro da Campi, conuerſi P. 114
greſtia vecchia.Donatello s. -319 La cappellagrande. Domenico del Gril
porta di bronzo della sagreſtia nuoua. landaio s. 459
Luca della Robb.s. - 263 la cappella di Filippo strozzi, Filippi
1a N. Donna ſopra la porta del fianco .nO Ss - 491
i uerſo la Canonica.Gio Piſa.p. Io4 1a cappella di s.Tomaſo d'Aquino, 8 la
1a Nunziata di muſaico ſopra la porta tauela.Orgagna P. 132.
dell'altro fianco. Domenico Grill.s.463 1'altare della Trinità. Maſaccios. 297
I duo Coloſsi in ſu canti uerſo la Nun La ſepoltura di Filippo strozzi. Bene
ziata.Donat.s. 333 detto da Maia.s. 477
ma N. Donna di muſaico ſopra la porta La tauola dell'altar de Magi. sandro Bot
a principale dentro.Gaddo p. 113, ti.s. - 474
Cauallo ſopra la porta uerſo la Canoni la sepoltura della B, Villana: Deſide
ca.lacopo Orgp. 187 rios. 417
Gio.Acuto a cauallo.Pau.Vccello s. foios.
272 Tauola di s.piermartire. 361
la ſphera ſopra la porta principale il med, La ſepoltura di bronzo inanzi all'altar
Il ritratto di Giotto, Benedetto da Ma grande.Lorenzo chibertis. so
1ano s. 477 porta,8 facciata principale Leoneattiſta
Niccolo da Tolentino a cauallo. Andr. Albertis, 368
dal Caſtagno s. -397 vn Crocifiſſo in legno.Giotto P. 127
La N.Donna di marmo ſopra la porta ; Il Crocifiſſo di legno allato alla cappella
uerſo la Nunziata.lacopo della Quer Philippo
delli strozzi. 3o4 Bru.s.
Cias, - 251 i pitture del cero paſquale.ficio.s. 361
Gli Apoſtoli dipinti ne pilaſtri,8 altre la tauola della cappella delli spagnuoli
figure. Lorenzo Bicci p. 238 nel chioſtro.vgolino saneſe P. 143
i quattro dottori di marmo,nella faccia Storia di s.Mauritio dirimpetto al Per
gamo in chieſa. Bruno P. 16a
ta. Andrea Piſano p. 149
s.Stephano,8 s.Lorenzo.il ned. vna N.Donna di marmo Nino Piſp. 15º
s:Piero, 8 s. Paolo con un Papa in mezo. - La tauola de Minerbetti.caddop. 113
il mcd. - Il s. Lodouico.Giotto p. 12.7
Vn'Euangeliſta, che ſiede. Nicc.d'Arez ºvna tauola grande tra la cappella desar
Lo sa 254 di,S: Rucell.Cimab.p. 33
Daniel propheta, & s.Gio. Euangeliſta. La tauola della cappella decondi. Simó
Donat. 329 Memmi p. - - r71

la teſta d'argento di ſan Zanobi. Cio Il capitolo nel chioſtro.Tadd.oad.& Si


ne p. 138 monuemmi P. 171
- LA
o V E S o N L' O P E R E,
La creatione degli animali, 8 la ſtoria Vna Nunziata nella capp. de Caualcan
del diluuio nel chioſtro. Paolo vecel ti. Domat.s. 312
lo s. - 271 Il mod del capitolo. Filippo Bru.s. 313
Il Crocifiſſo,Stil s.romaſo d'Aquinoſo la tauo del capitolo.f Filippo s. 384
pra la perta del chioſtro, che ua in c& Le figure di terra inuetriata. Luca della
uento.stephanop. 141 Robbia s.
Il s. Lodouico Veſcouo di bronzo ſopra
la porta principale. Donat.s. . . 3
sANTA CRoce. vn s.Gio.Bat.S un s. Friceſco nella cap.
de Caual.And.del Caſt.s. 396
Il modello della chieſa.Arnolfo Il pergamo.Benedetto da Maia.s. 477
la cappellagrande. Agnol caddi p. 793 vnarietà.Pier Perugino s. g13
ma tauola dell'altargrande. vgolin'sane
ſe p. 143 s. Giovanni.
vn Crocifiſſo grande in legno. Cima
bue P. 84
Vns.Franceſco con l'iſtoria della ſua ui Il batteſimo piccolo.Gio.piſa.p. ro4
ta.il med.p. 83 sepoltura di papa Gio.Coſcia.Donat.n.92 o
Due tauole.Lippo Memmi p. 174 Muſaico della volta.Apol & And.p. 1os
Tauola della cappella di s.Silueſtr. Bar Muſaico dietro all'altare. Iacopo da rur
tholomeo Bolog.p. I46 rita p. no

Il ritratto d'Arnolfo allato alla cappella vna s.Maria Madd.di legno.Donat.s. 3: o


grande.Giotto P. 26 Altare d'argento. Cione Orefice p. 13s
Tauola della capp.de Bardi.vgo.san.p.143 Porta di bronzo uerſo la miſericordia.
Vn Crocifiſſo di legno tra la capp.de Pe Andr.Piſano p. 15o
ruzzi,8 di Giugni.Margar.Are.p. 116 Porta uerſo il duomo. Lorézo Ghib.s. 281
1a capp.de Peruzzi Bardi,Giugni, Toſin Porta uerſo l'opera. il medeſimo s. 279
ghi,S. Spinelli,Giotto p. 12.O
Tabernacolodi bronzo dell'altar gran- ,
La tauo.nella cap.de Baroncelli.Giot.p.12o de.And.l'iſp. 15o
Vna tau. d'una N Donna appoggiata in
un pilaſtro.Cimabue p. 83 s. SPIRITo.
Il cenacolo del refettorio.Giotto p. 12o
La capp.della sagreſt Taddeo Gad.p. 176
La capp.de Baroncelli.il med, Il mod.della Chieſa.Filippo Bru.s. 324
capp.de Bellacci,S di s.And.il med. la tauo.della " S. 387
vn chriſto morto ſopra la porta del fian la tauo.della cap.de Bardi.san.Botti.s. 471
co. il med, -
Vna tauo Filippino s. 494
Tau.dell'altardis,Gherardo,Gio, da Mi Nel chioſtro pitture diuerſe. Gio. Gad- .
la p. 18o di.P. 198
Ili" uniuerſale a man deſtra del Cimabue p. 85
la chieſa.Orgagn.p. 184 Stephanop. 14 o
La capp.di s.Silueſtro.Giottino p. 190 Taddeo Gaddi p. 176
1a capp.di s.Lorenzo, 8 di s. Stephano. Antonio Veneziano p. ao6

Bernardo Daddi p. 2.11 Giottino p. - 189


-
Cap & tau.de Machiauelli.spinello p. 218
macap de Caſtellani.Gherardo Star.p. 22o s. TRINITA.
la facciata allato alla chieſa. Lorenzo
Bicci p. 233
sepoltura di M.Lionardo Aretino. Ber Il mod della chieſa Niccola Piſ p. ioo
nardo Roſſ.s. 396 la capp & tauo.dell'altar grande. Aleſſo
sepoltura di M.carlo Marzupini. Deſide Bald.s. 38o
rios, 417 la " Strozzi.Puccio Campa.p.13o
Vn Crocifiſſo di legno.Donat.s. 3o4 Cap. " Ardinghelli.Don Lorézo p. 23o
- s.Franceſco quando reſuſcita un fanciul la cap.de Bartolini.il med. -

lo Taddeo Gadd.p. 176 cap.di Neri Compagni. Lorenzo Bic.p.237


vn
T A V o L A D E A V O G H 1
Vn Andrea nella cap.di m.luca. Andr. la ſtoriademare il face detailnea
il doſſale di s.Coſimo, 8 Damiano, nella
ladal
tauo.de lla nos.
Caſtag capp. della Nunziata. Ci396
-
cap.de Puglieſi. Paolo vec.s. 27o
la cap.de Brancaeci,Maſolino, a s. 233
mabue p. 84 Maſaccio, S. , s. 298
cap degli Scali.Gio dal ponte p. 194
Filippino s.
storia di s.Franceſco a man manca. Pao vn s. Piero allato alla capp. del croaff93
, lovccelſo s. 269 ſo. Maſolino s. 288
ia cap.de saſſetti Domenico del Gril.s. 456vn s.Paolo dalle fune delle campane.Ma
La tauo.dclla sagreſtia.fotos. 361
ſaccio s. 2.98
vna capp.Giouanni dal Ponte P. 194 nel chioſtro,l'iſtoria della sagra. il med. ..
s.Maria Madda in penitenza. Deſiderio,
& Benedetto da Maia.s. . 418
vn rapa,che conferma la regola nel chio
vna tauo.de uagi in sagre, centile darº ſtro.f. Filippo s. 383
bria.s. . 4oI º -

BADIA DI FIRENze. -
• 1 o R s. M (ch E LE.
Il mod.della chieſa,S campanile. Arnol
93
La loggia dors.Michele. A rnolfo p. 93 - --

1a N.Donna.vgolin saneſe P. 143


la tauo.& la cap.maggiore.Giotto p. 12o
tabernacolo.Orgagna p.186 la cap.de Couoni.l'uccio Campana p. 13o
ritture delle volte depilaſtri,e altre. Ia- Io la cap.de Giochi.Buon'amico p. 157
copo di caſentino P. vna tauo.d'un s.Bernardo.Filippino s. 498
la diſputa di Chriſtoco dottori. Agnol vn s.luo in un pilaſtro.Maſaccios. .29?
s.Benedetto ſopra la porta detelaioſtro
Gaddi p. 197
-
ficio.s. 36I
ne figure di marmo nella facciata verſo -

l'arte della lana. Niccolo d'Arez.s. 255 vn quadro di baſſorilicuo in ſagr.Mino


s.
da Fieſole 421
ils.rhi lippo di marmo. Nanni d'Anto3.6 o la sepoltu
mio s. - ra di M.Bernardo Giugni, il med.
la ſepoltu ra del conte vgo, il med. .
le ſtatue di quattro ſanti ſotto queſta. la N.Donna ſopra la porta della chieſa. -
il medeſimo, -.
il med.
il s.Lò.il med. -

due figure di marmo.Philippo Brus. iº


le figure di terra inuetriata. Luca della s. M A R 1 A MAGGIoR E.
Robbia s. 265
vn s.cio.Bat.di bronzo. Lorenzo chis.272 -

vn s.Matteo euang il med.s. 28o Il mod.di s.Maria maggiore Buono p. 29


vn s.rhom maſo apoſt.Andr.ver roc.s. 482 la tauo.dell'altar maggio.Agn.Gad.p. 197
vn s.Stephano.Lorenzo chibertis. aso la cappella maggiore.spinello p. 313
vna N.Donna.Simone s. 326 cap.de Beccuti, con altre pitture. Lippo
la ſtatua di s.piero.Donats. 329 Fiorentino p. 21.3
ta.Paolovccello s.
vna Nunzia - 26
s.Marco euang il med. la cappella degli Orlandini.Peſello s. 4o;
s,Giorgio il med.s. 33o
vna Pietà dalla capp. de Panciat. Sand,
- Bott.s. 471
IL CARMINE.

La cap.maggiore.Agnol Gaddi p. 1ss e s. LoR ENzo.


- - - -
cap di s.gio.B at.ciot to p. . . -

s.Martiale in un pilaſtro in chieſa. f Fi Il mod.dis. Lorenzo. Philip Brun.s. 319


lippo s. 386
la tauo.della capp.degli operai. f. Filip- e
la ſtoria di s.cio.Bat.in chieſa.f.Filip.s.386 pos. 387
la cap.di s.Iac.& s.Gio.spinello p. 213 la tauo della capp.de lla ſtufa. il med.
la cap.del ſacramento. Defiderio s. 415
la cap.di s.sirolamo. Gherardo starn. p.22o
ra
due cap nel tramezzo.Lorenzo Bicci p.237 sepoltu di Gio.& Pier di Medici,Vcrroc.
And.
e v E s & N. L' O P E R E. --
Verrcch.s. 482
pergami di bronzo Donatº. 333
-
s. PANcR Az 1o.
i quattro ſanti di rilieuo nella crociera.
il medeſimo
lauamani di marmo della sagreſt. ilmed. La tauo dell'altar maggiore.Agnol Gad
i quattro tondi della sagreſt il med. - 19
ii porticelle di bronzo. ilmed. "chiacche portata crece, & altri 7
ſanti a man deſtra.Giottino p. (19o
A N G E L I. sepoltura del veſcouo de Federighi. Lu
ca della Robb.s. 26;
la capp.doue e il sepolcro di Chriſto. Le
La tauola dell'altar maggiore. don Lo onbattiſta Albertis. 369
renzº P. - - - 23e vna tauola alla capp. de Rucellai. Filip
tauola della cap.degli Alberti il med. pinos. 494
vna tauola. Zanobi strozzi s. 363
il crocifiſſo, nel primo chioſtro,la N.D5 OGNI saNTI.
na,s.Benedetto,S s Romualdo. And. -

dal Caſt.s. 396


pitture della loggia ſopra l'orto. Paolo La capp & tauo.detenziNeri Bicci p. 232
-vccello s. 272 la capp.de veſpucci. Domenico del Gril
caſſa,3 ſepoltura di s.Protho, 3 Iacin. Lo dans. 452
- renzo Ghibertis. 2.3o
figure " la porta della sag.Giotti.p.19e
paradiſo, 3 inferno ficio.s. 361 vn crocifiſſo grande in legno.Giotto p.126
il cenacolo del refettorio Domenico del
Grillan.s. 416
s. MA R HA Nv o v A.
s. M A R c o. -

La capp.maggiore.Andrea dal Caſtagn.


& Domenico Veneziano s. 393
la cap.di s.cilio.Aleſſo Baldo.s. 36 o Il modelfo,& diſegno del Conuento.Mi
la tacciata della chieſa. Lorenzo Bicci p.238 chelozzo s. 342,
incoronatione ſoprala porta. Dello s. 256 vn Crocifiſſo in legno.Giotto p. 127
i dodici apoſtoli in chieſa, il med. il Crocifiſſo con s.Antonio alla ſua cap.
vna tauola nel tramezzo.ficio.s. 361 Ant.Poll:s. 4oº
vn s.And. nel cimiterio, 8 in refettorio la tauola dell'altar maggiore.ficio.s. 36o
- la cena.Andrea dal Caſtagno s. 397 la capp.de Martini.Lorenzo Bicci p. 236
la Nunziata allato alla porta principale.
Pier'Gauallip, 169
ia Nvnz1ATA D E SER vs. tauola alla capide teſsitori. Coſimo Roſ
ſel.s. 438
La capp & tribuna grande.Leonbattiſta tauo. d'una incoronatione di N.Donna.
Albertis. - 369 sandro Bottis.
la capp.dis.Niccolo.Taddeo Gadd. p.176 vna tauo.nel mezzo della chieſa. Dome
le nicchie di tre cap.s.Giuliano, s.oirola nico del Gril.s. 450
mo,& un'altra. And.dal Caſt.s. 396 cenacolo della foreſteria. il med.
vn Chriſto morto in grembo alla vergi. La compagnia di s.Marco. tauo. dell'al
ne Dello.s. 256 tar maggiore Benozzo s. 4o2
-
mod. della capp della Nunziata. Miche
Ioz-s. 344
s. PI ER MAGG1o Re.
luminario di bronzo, dirimpetto alla
capP-Pagno-s. 343
la tauo della capp.de Pucci.Antonio Pol Vna tauola d'una incoronatione di N.
laiuo.s.. - 467 Donna.Orgagna p. 18i
Ma natiuità di Chriſto nel cortile, Aleſſo la capP degli Aleſſandri.Peſello s. 4o,
Baldo.s. - 381 tauo alla porta del fianco.sand.Bott.s, 47,
Tabernacolo,
T A V O L A D E L V o G H I
tgo
rabernacolo di marmo del sagramen renzo p.
Conuertite.vna tauo.sand. Botti.s. 471
to. Deſiderio s.. 417
s. Barbara.vna tauo.il medeſimo
va Chriſto morto ſopra le ſcale della
porta del fianco.rierecruginos. in piazza.tauo delle monache.
sta s.Felice.s.
fGio 331
s. Pier Boncóſiglio. Arco ſopra la porta.
5. AMBRoGio. Luca della Robb.s. 161
-
Spedale di s. Pao. le figure della loggia
di terra inuetriata. Andrea della Rob
La tauola dell'altargrande.f. Filippo s.386 bia s. 1,66
vca tauola Maſaccio s. 297
Innocenti, la loggia. Filippo Bru.s. 3rt
Tabernacclo della cap.del mirac. del sa Lo Diopadre ſopra la porta. Graffi,s. 381
cramento Mino da Fieſole s. 42. I
capp. del mirac, del sacramen. Coſimo
le figure della loggia di terra inuetriata.
Andrea della Robbia s. 266
º Roſſel.s. 438
-

Spedale di l'Elmo.vn s.Antonio Paolo


s.Niccolò di là d'Arno, vina tauola. Ma
Vccello s. 169
ſaccios. 297
s.Chiara.vna tauola.Pier Perugi.s. 5o»
Compagnia di s.Giorgio.vn Crocifiſſo. s.Thomaſo in mercato vecchio. Figure
vcſello s. 4o 5
ſopra la potta.Paolovccello s. 27;
Monaſterio di s. Giorgio. vna tauola. Annalena due ſigure Paolo Vcc.s. 26»
eiotto p. - Il 9
Vna tauola
vna tauola d'una Nunziata. Peſello s. 4o; s.Iacopo tra d'un preſepio. f. Filippo s. 387
foſsi la reſuſcitatione di La
Murate.tauola dell'altar maggiore fri zaro.Agno.Gadd.p. 1967
lippo s. 387 s.Apoſtoſo.tauola dell'altar maggiore. .
vn'al tra tauol a.il mcd. -

tl tabernacolo del sacramento. Mino da spinello p. 213


s.Lucia de Bardi.vna tauola.spinello p.11;
Fieſolcs.
s.Michel Biſdomini. Il paradiſo, 8 una ta
- 42I capp, " Bicci p.237
vna tauola nella capp.de Naſi.Zanobbi
uola. Mariotto Orgagna p. 187 strozzi s. 36
vn'altra tauola con altre figure, il med.
Bonifaciospedale, vna N. donna nella la tauo.dcll'altar grande. Andrea dal Ca
; loggia.Cennino p. I98 ſtagno s. 32
la Compagnia del Tempio. vna tauola. ta Miſericordia ſu la piazza di s. Gioui.
ni.Niccolò Piſano p. IOC
fGio.s. 361 vna N.Donna,un s.Domenico, S un'al
s.Romeo, l'arco ſopra la porta. Agno. tro ſanto, il medeſimo
Gadd.p. 197 vna N.Donna ſu l'altare. Andrea Piſa
vna tauo preſſo alla porta del fianco.Or tmo p. 149
18,
gagna p. s.Miniato il monte.capp. di marmo del
vna tauo nel tramezzo.Giottino p. 191 crocifiſſo. Michelozzo s. 344
vna tauola.Zanobi strozzi s. 363
a.Procolo.vna tauo.& vna capp. Ambr. “la volta della eapp.del crocifiſſo. Luca
della Robbia s. a 65
saneſe p. 165 volta della cap di s Iacopo.il med.
s.Giuliano le figure ſopra la porta.And. la ſepoltura del cardina di Portog. An
dal Caſtagnos. 396 tonic Roſs.s. - 413
Annalena.vna tauo. d'un preſepio.f. Fi la tauo di queſta medeſima capp.Ant &
lippo s. 387 Pict'Polla.s, 467
º Nicolò, tauo dell'altar grande.Gentile Storia di s.Miniato,3 s. creſci nel chio
e da Fabriano s.. OI
ſtro.Andrea del caſtagno s.
-

s.Stephano al ponte vecchio.la capp, a 365


- lato alla porta del fianco.Giottino p.189 Badia di ſettimo la capp maggiore. Do
menico del Grillan.s. 46 a
vna tauola.Gio. dal Ponte p. 194
la capp.dis, Iacopo Buffalmacco p. 152
s. Domenico, vina tauo, Andrea Verroc.
4.
Il ſegno della compagnia della Vang- -A
ch.s. Andrea dal caſtagno s. - --
Il ſegno della compagnia del Bernardi s.cecilia, il doſſale dell'altare di s.ccci.
no. Coſimo Roſſ.s. 4
cimabue p. sg
º Iacopo ſopra Arno.vna tauo. Don Lo speda
- . l
o V E S O N L' O P E R.E. -
Spedale della percellana le figure della º ſan Michele Donatello e. 33e
facciata. Cimabue P., -
tabernacolo ſul cante della piazza di ſan
il modello del palazzo del ſignor Duca, to Spirito, Giottino P. 189
Arnolfo p. 25
tabernacolo ſul canto della uia del Cro.
loggia grande della piazza del Duca,Or cifiſſo,Taddeo Gaddi p. 176
gagna P. . . . .. .
185 tabernacolo ſul canto di ſanto Spirito,
modello del palazzo de' Medici.Miche doue è un beccaio, Pierlaurati P. I45
loz.s. 339
tabernacolo a ſommo della uia larga,
palagio degli Strozzi, Benedetto da Ma 7g Cheratdos. 454
ia-s, 4.
alagio del podeſta,Iacopo Tedeſco p. 93
chieſa di ſan Saluadore del veſco.il med. s. FRANcesco Al Mont E.:
la chieſa di ſan Michele a piazza padel
la,il medeſimo
vltimo cerchio delle mura, Arnolfo p. 93
Vna Nunziata foio,s. sci
il ponte Rubaconte, Iacopo Tedeſco p.93 vnº auola
Dlo se
di ſan Saluadore, Filippi 424
le pile del Ponte alla Carraia, il medeſimo
il ponte alla Carraia rifatto per fCio. &
ſ. Riſtoro da Campi conuerſo dell'or LA CERTosA.
dine di ſan Domenico P. 114
il ponte a s. Trinita rifatto per i medeſimi
torre, 8 porta a ſan Piergattolini, Iaco tº Gio.s.
suola della cappella maggiore, fra 31 º,
Po Orgagna p. 187
la porta a ſan Friano, Andrea Piſano p. 151 due altre tauole nella Crociera, il med.
Valembroſa,tauola dell'altar maggio
-

il Pontevecchio,Taddeo Gaddi p. 178


modello del Palagio di Careggi, 3 Cafa re,rierrerugino s. 511,
giuolo, Michelozzo s. 343
il Palagio de Pitti, Filippo Bru.s. 32.o Cestello di FIRENze.
Giuditte ſu la piazza del signor Duca,
Donat.s. -

loggia de Bartholini in Gualfonda, LaRoſs.s.


tauola dell'altar maggiore.Coſimo
Paolo Vccello s. 272, 38
pitture della volta de Peruzzi,il med.s. 273 vn'altra tauola,il medeſimo 4
douitia ſopra la colonna di mercatouec vna tauola d'vna Nunziata.Sand.Bot.
ti s. 47I
chio, Donat.s. 32y
il tabernacolo ſul canto a Carneſecchi, il capitolo, Pier Perugino s. 513
Domenico Venetiano s. 397
tabernacolo ſul canto di mercato vec CAMALD o L1. - -

chio, Iacopo di Caſentino P. 2.10


tabernacolo ſul canto della via del coco
mero, il medeſimo Laiºla dell'altar maggiore Giorgio 214
tabernacolo dirimpetto a ſan Gioſep Vaſari p.
po, il medeſimo figure della cappella maggiore il med.
tabernacolo ſul canto della piazza nuo figure del tramezzo, il medeſime
ua di ſanta Maria Nouella, Franceſco due tauole, il medeſimo
Fiorentino p. 231
tabernacolo ſul canto alla Cuculia, Lo FV L I G N O.
renzo Bicci p. 237
tabernacolo ſul canto delle monache di Dvo Mo. -

-
Fuligno, il medeſimo - La tauola dell'altar grande. Niccolò
r
la N. Donna,3 i ſanti, che ſono ſopra la Alunno s, got
º
Porta di Fuligno, il medeſimo
tabernacolo ſul canto de Geri, Paolo F V R L I.
º Schiauos. - 288
tabernacolo di marmo dirimpetto a or La cap. iore. Guglielmo da F li».
erºsº" iti
“T A V O L A D E L V O G RI I

il v C c A: .N A P O L I.
DvoMo. Modello di Caſtelnuoue. Gio.Piſa
no 9, Ior,
Vna tauola con un Crucifiſſo, 8 alrre modello di s.Maria della Nuoua. il med,
figure.Giotto p. 125 palazzo di Poggioreale. Giulian da
tauola di s.Piero,8 s.Paolo. Domeni Maiano s. 351
co del Grillandaio s. 462. monte Oliueto. vna Pietà di terra. 5
tempietto di s.Croce.Matteo Lucc.s. 252 Modanino s. 351
la ſtoria della Croce della facciata a mi vna tauola d'una Aſſunta. Pinturic
ritta. Coſimo Roſs. s. 433 chio s. goo
yn Chriſto depoſto di croce ſopra la Piſcopio,tauola dell'altar maggiore.
porta a man manca.Nicc. Piſano p. 99 PierPerugino s. ,511
sepoltura di marmo dirimpetto al sa
gramento.Pagno Partig.s. 345
C) R V I E T Q.
s.Fridiano.vna tauola di marmo. Ia
copo della Quercia p. 25o
vna tauola.Franceſco Belog. yo5 Cappella grande del Duomo. Ambr.
s.Regolo.vna tauola.Matteo Luccs. . 252, San p. 14;
s. Michele.vna tauola.il medeſimo
nella facciata di fuora,le ſtorie del giu
vna N. Donna di marmo, il medeſimo dicio, del paradiſo, 8 dell'inferno.
s.Ponziano.vna tauola.Filippino s. 494 Niccola Piſano p. Ier
pitture della capp.del corporale. Pie
M A N T O V A. ero Cauallo p. Iero
il pozzo d'Oruieto Antonidas.Gullo p.24
- siSilueſtro, raa tauola.Lorenzo Co P A D O V A.
as, 445

M o D A N A. Modello della chieſa del santo. Nicc.


Piſano p. roo
predella,8 il doſſale dell'altar maggio
L'Oſſeruanza,tre tauole. Franceſco rc. Domat.s. 33 a
Bolog,s. - 5o4 vna capp dipinta:Giotto p. 125
alcune ſtorie di bronzo. Villano da
Padoua s. 383
MONTEPV LCIANO.
s.Gio.una capp:dipinta.Giotto p. 127
s.Iuſtina,la tauola della capp.dis.Lu
i Pieue. vna ſepoltura di marmo, Do cia. Andrea Mantegs. 488
r1mat,S- 1333 s.Sofha,tauo dell'altar mag.And.Mits-48s
s.Agoſtino,capp.dis.Chriſtoph il me
ſimo G Pad
MONTEVARCHI. la capp.maggiore.Guariero Pado.s. 521
Il i" la capp. di s. Gio. Bat.
san Franceſco,la tauola dell'altar mag Giufto Pado.s. 521
giore.Sand.Bott.s. 474 il cauallo di bronzo di Gattamelata.
IDonat.s. 33 -

M O NR E A L E IN
P A R M A.
S I c. 1 l I A.
e sepoltura di Federigo Imperatore.la San Giouanni,la tauola di un Chriſto
sepo Tedeſcº P. 73 - Franceſco Bologs. - 5
-- -- - . ºssa
SN E S o N L' o p e R.E.

I E R V G l A. P E S A R O.

D VOMO - s.Demenico, la tauola dell'altar gran


10!
de.Gio. Bell.s. 434
d La capp del Crocifiſſo.PierPerugine s. 513 il porto di Peſaro. Filippo Bru
vna tauola di marmo nella capp. del nell.s. 319
Sagramento.Mino da Fieſoles - 422
vna tauola d'wna N.Donna, Scaltre fi P I S A.
ure. Signorello s. 727
la ſtatua di Papa Paolo II. fuora del
Duomo. Villano da Padoua s. 334 Dvo Mo.
s.Domenico,la tauola dell'altar gran
de di s.Domenico vecchio.f Filip 1a porta reale di bronzo. Bonanno p. »o
pos. 39o campanile,Guglielmo Tedeſco, 8 Bo
iſtoria di ſanta Catherina nella chie nanno p. S9
ſavecchia.Buon amico p. I61, Vaſo del batteſimo. Lino Saneſe p. to;
sepoltura di Papa Benedetto x1. Gio. pergamo grande a manritta appicca
Piſano prº Io4 toal choro,uerſo l'altarmaggiore.
Nanata inesdell, chieſa nuoua. Gio.pitano P. Ioy
il medeſimo p. Io5 vn ſanto ſopra la porta principale. Il
capp,de Puontempi. Buon amico p. 162 medefino
la cap di s.Catherina, Taddeo Sane vna N.Donna ſopra la porta del fian
ſe p. 233 co,uerſo il campanile, il medeſimo
vna tauola, Gentile da Fabriano s. 4oI modello della cappella di s. Rinieri.
vna tauo de Magi. Benedetto Buonfiglio Lino saneſe p. to;
vn'altra, il medeſimo Vn Chriſto, S. una Noſtra Donna nel
tauola della capp. de Baglioni. Gian la capp.dell'Incoronata. Gaddo p. II».
nicolas. - 516 vna N.Donna nella tribuna. Vicino
la capp.del Cambio, il medeſimo piſano P. 113
a Franceſco del monte due cap. Pier vn s.Thomaſo d'Aquino dietro alla
perugino s. 513 ſedia dell'Arciueſcouo. Benozzo ss4o2.
vna taneia.Giannicolas, 516 nicchia dell'altar maggiore. Domeni
ſan Franceſco del Conurento, due ta co del Grillandaio s. 462
uole. Pierreruginos. 513 s.Giouanni.il pergamo. Niccola pi
aBernardo.la facciata.Agoſtino della ſano p. togi
Robbia s. 2,66 vna N.Donna nel mezzo della chieſa.
sAgoſtino,tauola dell'altar maggio Gio.piſano p" Io5
re Pier Perngºno se 513 Campo ſanto il modello. Giouanni
tauola della cappella di s. Niccolò. il piſano p. 1o
-- medeſimo ſei ſtorie di Iob.Giotto p. 12.1,
la tauo.de Magi.Euſebio s. 61s pitture della uita de ſanti padri, a can
il Crocifiſſo ſopra la porta del choro. to alla porta principale. Pier Lau. p. 14;
Gentiles. - 4or vna N.Donna in freſco.Stephano p. 14o
s. Antonio da Padoua.vna tauola.Pier' pitture del principio del mondo inſi
della Franceſca s. 3r6 no a Noe. Buon amico p. 16 e
s. Piero.la tauola dell'altar maggiore. la paſsione,reſurrettione,3 apparitio
Pier perugino s. 514 ne di Chriſto alli Apoſtoli.il medeſimo
Fontana di Perugia. Giouanni piſa una N. Donna ſopra la porta prin. & la
no P. -o1, vita di s.Rinieri piſa.simon Mem.p.172
reſtauratione di detta fontana. Vin il giudizio vniuerſale.Orgagna p. 163
,cenzio Danti p. rot, alcune ſto.del B.Rinieri. Anto.Ven.p. zo7
º Herculano in piazza. Buonami lc ſto.di s.Petito,3 s.Epiro.spinello p. r7
cop. 163 la N.Donna ſopra la cap.Tad.san P. 233
tiffi a iſtorie
T A vo LA D E 1 v o G H 1
iſtorie di tutta una facciata dalla crea la Cittadella vecchia,3 nuoua. Filip
tion del mondo inſino a Daud, 8. o Bru.s. - 319
Salomone.Benozzo s. 4o7 la fortezza di Vico Piſano, il medefi
s.Catherina, la tauola dell'altar mag In OS, 313
giore.Simon,8 Lippo Memmi Sa s.Benedetto a ripa d'Arno.l'iſtoria di
neſi p. - - 173 ſan Benedetto. Benozzo s. 4o8
la tauola di s.Domenico, nella ſua cap. s.Croce fuor di Piſa, Due tauole. Ee
Franceſco Traini p. 187 IMOZZO:S, - 4o8
la tauola di s.Thomaſo d'Aquino al na
turale nella ſua cap.il medeſimo
due tauole a tempera. Brunozzo s. 4o3 P I s T o I A.
una tauola con un ſan Franceſco.Mar
garitone II6 D.V OM O »
una tauola li ſanta Catherina, il me
defino Il modello Niccola Piſano p. 99
s.Paolo a Ripa d'Arno. vnas.Agne vna tauola di vna Nunziata. f.Filip
ſa, con figure piccole intorno. Ci pos. 389
mabue p. 34 modello del campanile di s. Iacomo.
la tauola dell'altar maggiore, 8 molte Gio. Piſano p. Io4
altre ſtorie, Lippo Memmi p. 175 altare, S. " di argento Lionardo
ſan Franceſco la cappella maggiore. di ſer Giouanni p. I43,
Taddeo Gaddi p. 178 pitture della cappella di s.Iacopo. Ste
vna tauola d'un ſan Franceſco, Cima phanop. 14a
bue p. -
sepoltura di M. Cino d'Angibolgi.
vna N.Donna col figlio in collo,3 mol Andrea Piſano p. 15I
ti angeli.Cimabue p. 34 vna Trinità,ſan Zeno,ſan Iacopo.Pe
vna tauola con un Chriſto in croce, il ſello s. 151
medeſimo p. 86 s.Andrea, il Pergamo. Giouanni Piſa
vna tauola d'un ſan Franceſco in un pi no p. - Io4
laſtro.Giotto p. 121 s.Gio.Euangeliſta, la pila dell'acqua
vn ſan Lodouico veſcouo nel mezzo benedetta nel mezzo. Giouanni Pi- -
della chieſa, con ſan Gherardo.Tad ſano p. Io4
e deo Gaddi p. 178 s.Domenico.Giouanni Piſano p. Io4
vna cappella.Spinello p. - 218 vn Crocifiſſo, una Madonna, un ſan
s.Niccola, il campanile. Niccola Piſa Giouanni.Puccio Campanaio p. 13o
no p. s.Franceſco,tauola della cappella mag
29
vna tauola,Benozzo s. 4o8 giore.Lippo Memmi p. 173
pitture del capitolo. Antonio vite p. 221. cappella maggiore.Puccio Campana
san Michele in Borgo. Niccola Piſa io s. 13o
no p. 99 cappella di ſan Lodouico, ſl medeſimo:
Pallazzo uccchio degli Anziani, il tauola di una N. Donna, 8 Angeli.
medeſimo -
Pier Laurati p. I45
seſtauratione del medeſimo palazzo. ſan Giouanni. Andrea Piſano s. 151
Giorgio Vaſari p. 99
nella ſpina.vna N.Donna di marmo. P O P P I.
Nino Piſano p. 152
vn'altra N.Donna di marmo.ilme
deſimo Il palazzo di Poppi, liere Tedeſco p. 92.
s.Antonio, vna tauola appoggiata al
tramezzo,Thomaſo di Marco p. 187 P R A T (3).
il carmine, vna tauola d'una N.Don
na.Maſaccio s. 297
a Girolamo,la tauola dell'altar mag La Pieue.Giouanni Piſano p. ros
giore. Domenico del Grill.s. 462 la cappella maggiore ffilippo s. 382
va altra tauola,il medeſima, il modello della cappella della Cin
“o V E S o N L' O P E R E i
tol.Gioriſino p. no6
Naue di Muſaico ſopra le tre porte
il Pergamo doue ſi moſtra la -Cinto del cortile, il medeſimo - In
la.Donatis. . 332. alcune ſtorie di Chriſto i. cappel 4
lo ſtoria di s.Bernardo ſopra la porta la grande di ſan Piero. Stepha.
del fianco.f Filippo s. 388 no p. 141
il pergamo ſul canto del choro. Mino facciata di dentro fra le fineſtre. Pie
da Fieſole s. 422 tro Romano p. 167
s.Domenico.Giouanni Piſano p. Io4 il ſan Piero, 8 ſan Paolo a pie delle ſca
due tauole.f.Filippo s. 383 le. Minos. 392,
s.Niccolaio.Giouanni Piſano p. Io4 modello della libreria.Baccio Pintel
s.Margherina.la tauola dell'altar mag lis. 393
" S. 388 modello della cappella di Siſto,il me
dirimpetto a ſanta Margherita ſul can deſimo
to.Vn tabernacolo Filippino s. 494 modello del ponte Siſto. Il medeſi
ſan Franceſco. vma noſtra donna.f.Fi mo

lippo s. 388 tauola della capp.della lancia. Pintu


il Ceppo.vna tauola.f Filippo s. 388 ricchio s. - 498
al palco.vna tauola.Filippino s. 494 sepoltura di Papa Siſto quarto.Anto
nio Pollaiuolo s. 468
R A V E N N A. sepoltura di Papa Paolo II. Mino da
Fieſole s. 42e
sepoltura di Papa Innocentio. Anto
DVOMO e nio Pollaiuolo s. 468
s. Maria Maggiore, cappella di mar
vna tauola.Rondinello s. 436 mo del preſepio. Marchione Are
san Domenico, Cappella, 8 tauola di no p. 91
fan Baſtiano, Lorenzo Coſta s. 424 ritratto di Papa Honorio terzo,il me
vna tauola. Rondinello da Rauen deſimo
Ila S. 436 la sepoltura di Papa Honorio terzo.
ſan Giouan Battiſta. Rondin. vnata la tauolaallato alla sagreſtia. Maſac- , ,
uola s 436 cios. 29 º
vna cap.dalla porta principale, a man
ritta. Benezzo s. - 4o7
R I M I N I. l'altare di s.Girolamo. Mino da Fie
ſole s. 42 o
San Cataldo. Nella facciata. vn ſan La Minerua. Vn Crocifiſſo in legno -

Thomaſo d'Aquino.Giotto p. 12,6 grande.Giotto P. tra


ſan Domenico. vma tauola nella cap vna tauo.f.Giouannis. 361
pella de Malateſti. Domenico del caſſa,S ſtatua di Franceſco Tornabuo
Grillandaio s. 463 ni.Mino da Fieſo.s. 4a1
s. Franceſco, iſtoria della beata Mi le pitture intorno. Domenico del Gril
chelina nel chioſtro.Giotto p. I2,6 landaio s. 458
sepoltura della moglie di detto Fran
ceſco. Andrea Verrocch.s. 481
TR O M A.
la capp. di ſan Thomaſo d'Aquino.Fi
lippino s. 494
s. PIER o. Aracoeli, figure della tribuna mag- -

giore. Pietro Caul.p. . a 157


Tabernacolo del Sagramento. Do sopra la porta della sagreſtia,il mede
11at.9, 333 fimo,
nella facciatavn Diopadre di Muſai la capp.de Ceſarini.Benozzo s. 4o7
co.Gaddo p. - I12, capp. di ſan Bernardino. Pinturic
cinque ſtorie della vita di Chriſto nel chio s. 5oo
la tribu.Giotto p. , il ſan Lodouico nel pilaſtro a man de
º tauola della sagreſtia. il medeſimo
123.
ſtra della cappella maggiore.Giot
tino
T A v o LA D E L v o G H 1
tino p. 19I
la cappella maggiore. Benone. - 4sº
il ſan Lodovico a man finiſtra Stepha
mo p, - 142, S I E N A.
santa Maria in Traſteuere. Muſaico
della cappella maggiore. Pietro DV o M o,
Cauallo P. 167
Figure in freſco per tutta la Chieſa.
il medeſimo. Il modello della facciata. Giouanni
santa Maria del Popolo.due Cap.Pin Piſano p. 1e3
turicchio s. 5to il" Piſano p. lo,

i quattro " della capp. mag i duoi Angeli di bronzo ſu l'altar gran
de.Franceſco di Giorgio s. 41e'
“giore, il medeſimo ,
mºdello di s.Maria del Popolo. Bac vn s.Giouan. Battiſta di bronzo. Do
cio l'intellis, B93 nat.s- 333
s.Apoſtolo tribuna dell'altar mag vna noſtra Donna ſopra la porta del
giore.Melozzºs, 4os l'opera del Domo. Simon uem
miello della Chieſa di s. Apoſtolo mi p. 171
Raccio Pintellis. 393 le ſtorie di bronzo intorno al batte- -

ſan Pierin Vincula, modello, il me ſimo di ſan Giouanni.Iacopo della


deſimo uercia s. 25i
ſan Siſto, il modelfo,il medeſimo tabernacolo di bronzo ſu l'altar mag
la torre de Conti. Marchione Areti
no p. 9 or
i" Vecchietti s. 411'
-

le ſtorie della libreria del Domo.Pin


la N. Donna ſopra laporta di queſta turicchio s. - 598
torre.Benozzo s. 4o7 prima fondatione del domo. Nicco
roſpedale di ſan Spirito in Caſsia, º p.
la Piſano logº

º, modello.
no 2,
Marchione Areti
9r
ſan Giouanni,8 ſuo diſegno, il mede
ſimo
ries diſegno
no
del palazzo di ſan s.Maria,8 ſuo diſegno.Agoſtino,3 A
Marc6.Giulia da Maianos. 352, gnol Saneſe p. si 37
ſan Clemente. vma cappella. Maſac ſan Franceſco,vna tauola.Pier Perugi
º diiOS, - - 2.98 nors, Ila
ſan Paolo.il Crocifiſſo di ſanta Brigi il modello della Chieſa,S. Conuento.
da Pier Caual.p. tes Agoſtino,S. Agnolo Saneſi p. 135
ſan marco.Storia di due martiri allato s.Agoſtino pitture del capitolo. Am
al sagramento, Pier Peruginos. 513 bro.San.p. 165
º ino.vna cappella. Iacopo In pitture della facciata, il medeſimo
vna tauola d'un Crocifiſſo. Pierreru
gino S. f12

sAN GIMIGNANO. vna tauola della cappella di ſan Chri


ſtoph, Signorello s. 52t
s Giouanni, due ſtorie di bronzo di s.
PrE v E. Giouanni. Lorenzo Ghibertis. 279

ſpedale della ſcala. Vn Chriſto nudo,


Iſtorie del teſtamento nuouo. Berna di getto con la croce, nella cappel
Saneſe p. to2, la de pittori. Lorenzo Vecchietti
Saneſe s. 4 It
vna tauola dietro sll'altargrande Tad -

monte Vliueto di Chiuſuri vnata


deo Bartholi p. 235'
capp.di s.Fina.Domenico del Grill& uo.Ambro.San.p. 166
Baſtiano s. 464 la tauola dell'altar maggiore. Spinel
iſtorie del teſtamento uccchio a mani lo p. a 17
ſiniſtra.Taddeo Bartholi p. z33 nella loggia in banchi.Vn s.piero, Se
vn s.Paolo. Lorenzo Vecchietti Sa
s.Agoſtinovna tauola. Lippo Mem neſe s. 41t
mi p. - - 175
vn'altra tauola Taddeo Bartoli p. 133 la fonte della piazza.Agoſtino,6 Agno le
o V E S O N L' O P E R E,
i lo Saneſi p. 137 Nella Cà grande, una tauo.Gie.Belli.s. 43a.
ornamento della fonte. Iacopo della La ſtatua, 8 caual di Bartholomeo da
uercia s. 251 Bergamo. Andrea Verrochio s. 484
pitture dello ſpedale della ſcala. Pier
Laurati p. 144
V E R O N A.
il palazzo de Noue.Agoſtino,3 Agno
lo Saneſi p.
il modello della porta Tafi. i medeſimi. s.Zeno,la tauola dell'altar maggiore.
la Terre del palazzo del publico. i me Andrea Mantegna s. 499
deſimi p. 138 s.Fermo, la capp.de Brenzoni, piſa
la Porta Romana i medeſimi p. 135 nello s. 4oa
modello della cappella della piazza vna tauola.Giotto p. i 25
del palazzo principale.Duccio p. zo4 s.Antonio. vna noſtra Donna col fi
gliuolo in braccio. stephano Ver
rochios.
TAGLIACOZZO, s.Niceolò. vn ſan Niccolò, il medeſi.
mo

Chieſa,8 Badia di Tagliacozzo, Nic ſanta Maria in Organo. tauola dell'al


cola Piſano P. -
Ior tar maggiore. Andrea Mantegna s. 43»
ſanta Anaſtaſia.la capp.de pellegrini.
piſanello s. 4ol
V E N E T I A.
V I T E R B O.
San Giorgio: la Libreria. Micheloz
zo s. 34o
s. Caſſano. vna tauela. Antonel santa Maria in Gradi. Nieco. piſa
lo s. 377 110 p. to
s.Zaccheria.tauola nella capp.di s. Gi
rolamo.Giouanni Bellino s. 431
VOLTERRA.
ſan lob, la tauola di ſan lob. il mede
firme
s.Giouanni,la tauola all'altar di ſanta rDV O M o,
Catherina da Siena. Il medeſimo
chieſa de frati minori. Niccola piſa Il modello Nicco.piſa.p. Ioo
no p. -oo ſil tabernacolo del sagramento con li
s.Antonio. Iacopo Lanfrani p. I39 duoi Angeli. Mino da Fieſole s. 432.
La sala del Configlio, pitture diuenſe, s.Agoſtino. vna tauola della paſsion
Gentile, 6 Giouan Bellino s. 432 di Ch-iſto.signorello s. 527
due ſtatue d'Adamo, 8 Eua Andrea e Badia di ſan Giuſto. Due tauole. Do
Riccio s. - 378 mcnico del Grillandaio s. 463

I -L F I N E.

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V
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P R O E M I O DI T V T T A
- L' O P E R A.
ole AN o gli ſpiriti " in tutte le azioni lo
ro, per unoacceſo deſiderio di Gloria, non perdona
readalcuna fatica, quantunche grauiſsima, per
condurre le opere loro a quella perfezione, che
º le rendeſſe stupende, 6 marauiglioſe a tutto ilmò
do: Nelabaſſa Fortuna di molipoteuaritarda
re i loro sforzi,dalperuenire a ſommigradi , ſi per
viuerehonorati, 6 ſi per laſciare ne tempi auene
re eterna Fama d'ogni rara loro eccellenza. Etan
cora che di coſi laudabile ſtudio & deſideriofuſ
ſero invita altamente premiati dalla liberalità de Principi, 6 dalla virtuoſa am
bizione delle Republiche,º dopo morte ancora perpetuati nelcoſpetto delmondo
con le teſtimonanze dellestatue,deleſpulture, delle medaglie, altre memorieſi
mili; La voracità deltemponondimeno ſi vede manifestamente che non ſolo ha
ſcemate le opere proprie,et le altruihonorate testimonanze di na gran parte, ma
cancellato& ſpento i Nomi di tutti quelli, che ci ſono ſtati ſerbati da qualunque al
tra coſa, che dalle ſole viuaciſſime & pietoſiſsime penne delli ſcrittori. La qualco
ſa piu volte meco ſteſſo conſiderando, 6 conoſcendo non ſolo con l'eſempio degli
antichi,made moderni ancora, che i nomi di moltiſsimi Vecchi, 9 Moderni Ar
chitetti,Scultori, 9 Pittori inſieme con infinite belliſſime opere loro,in duerſepar
ti d'Italia ſi vanno dimenticando & conſumando a poco apoco, º di una manie
raper il vero,che ei non ſeme puogiudicare altro che una certa morte molto vici
na; Per difenderli il piucheiopoſſo da questa ſeconda morte, º mitenergli piu
lungamente che ſia poſsibile i memorie deviui,hauendo ſ"
moltiſsimo tem
po in cercar quelle, yſatodiligenziagrandiſſima in ritrouare la Patria,l'origine,cº
leazzioni degliArtefici, 6 con fatica grande ritrattole dalle relazioni di molti
huomini vecchi, 9 da duerſi ricordi & ſcritti, laſciati dagli heredi di quelli inpre
da dellapoluere,6 cibo detarli. Etriceuutone finalmente es ytile & piacere ho
giudicato conueniente, anzi debito miofarne quella memoria che il mio debole in
gegno, º il poco giudizio potrà fare. Ahonore dunque di coloro che gia ſono
morti, 9 benefizio di tutti gli ſtudioſi principalmente di queſtetre.Arti eccellen
tiſsime A Rca 1TEtTvR A, scv LTvRA, & PitTvR A, ſcruerrò le
Vitedelli. Artefici di ciaſcuna, ſecondo i tempi,che ei ſono ſtati di mano in mano
da CIMA Bve inſinoahoggi, Non toccando altro degli antichi ſe non quanto
faceſse al propoſito nostro per non ſenepoterdrepiu che ſenehabbino detto quei
tanti scrittori che ſonoperuenuti alla era noſtra. Tratterò bene di molte coſe che
ſi appartengono al Magiſtero di qual ſi è l'una delle Arti dette, ma prima che io
venga a ſegreti di quelle o alla Hiſtoria delli. Artefici, mipargiuſto toccare in par
te na diſputa, nata 6 nutrita tra molti ſenza propoſito,delprincipato,cº nobil
A 1.1,

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2, i p Ro E M ro
tà,ni dell'architettura, che questa hino laſciata daparte, ma della scultura, e della
Pittura,eſſendo perl'una,el'altraparte addotte,ſenò tutte,almeno molte ragioni de
gne di eſſerudite,epergl'artefici loro coſiderate. Dico dique che gli scultori,come
dotati forſe dallanatura,e da " dell'arte di miglior cipleſione dipiusigue,
e dipiu forze,eperqstopiu arditi,e animoſi de'Pittori, cercido d'attribuirilpiuho
morato grado all'arte loro,arguiſcono,eprouano la nobiltà della Scultura primiera
mite dall'antichita ſia per hauerilgrideIddiofatto lhuomo,chefu la primaſcultu
radicono, che la Scultura abbraccia moltepiuarti come cogeneri,e ne ha moltepiu
ſottopoſte,chela Pittura, come il baſſoriliuieuo,ilfar di terra,di cera,o di ſtucco,di
legno,d'auorio,ilgettare de metalli,ogni ceſelamento,illauorare d'incauo,odirile
uo,nellepietre fini, e negl'acciai,etaltre molte,lequali e di numero, e di maestria a
"
uanzano quelle della pittura:et allegido ancora che quelle ,cheſi difendono piu
e meglio dal tipo,epiuſi conſeruano all'uſo degl'huomini, a benefizio,eſernizio de
quali eleſon fatte, ſono ſenza dubbiopiu ytili,e"degne d'eſſer tenute care,et ho
norate, che non ſono l'altre: Affermano la Scultura eſſer tantopiu nobile della Pit
turaquitoella è piu atta a còſeruare,e ſe,et il nome di chi è celebrato dalei,nemar
mi,ene bronzi contro a tutte l'ingiurie deltipo,e dell'aria, che non è eſſa Pittura,la
quale di ſua naturapure,noncheper gl'accidenti di ſuora periſce nellepiuripoſte,e
piu ſicure ſtanze,c'habbino ſaputo dar loro gl'architettori. Vogliano eziandio,che
ilminor numero loro, non ſolo degl'Artefici eccellenti, ma degl'ordinari riſpetto all'
infinito numero de Pittori arguiſca la loro maggiore nobiltà,dicendo,che la sculta
ra vuole ma certamigliore diſpoſizione,e d'animo, e di corpo, cheradoſi truoua
congiunto inſieme, douela Pittura ſi contenta d'ogni debole copleſionepur ch'hab
bilaman ſicuraſe non gagliarda. Et che questo intendimento loro ſpruouaſimil
mente da maggior pregi citati particolarmete da Plinio,dagl'amori cauſati dalla
marauglioſa bellezza di alcune statue,edalgiudizio di colui che fece la ſtatua del
la Scultura d'oro,e quella della Pittura diargento,epoſe quella alla deſtra,et quella
alla ſiniſtra. Nelaſciano ancora dallegare le difficultà prima dell'hauer la materia
ſubiettacome i Marmi,ei Metalli,e la valuta loro riſpetto alla facilità dell'hauere
le tauole,le tele,eti colori,apiccoliſ pregi,et in ogni luogo. Dipoi l'estreme, ergra
ui fatiche del maneggiari Marmi,eti Broxiper i. grauexaloro,et dellauora gli
per quella deglſtrumenti, riſpetto alla leggerezza de'Pennegli,degli ſtili, 6 delle
Penne,diſegnato,e carboni,oltra che di loro ſi affatica l'animo con tutte le parti del
corpo. Et è,coſagrauiſs riſpetto alla quieta,e leggiere opera dell'animo, e della ma
moſola del Dipintore. Fanno appreſſograndiſ. fondamentoſopra l'eſſere le coſetan
topiu nobili, piu perfette, quanto il.ſi accostanopiu albero, 6 dicono, che la
Scultura imita la forma vera, 6 mostra le ſue " intorno a tutte le ve
dute, Douela Pitturaper eſſere ſpianata con ſempliciſsimi lineamenti di pennello.et
non hauere,che pnlume ſolo non moſtra che mma apparenza ſola. Nehannori
ſpetto adire molti di loro, che la scultura è tantoſuperiore alla Pittura, quanto il re
ro alla bugia. Ma per la mitima,epiu forte ragione adducono,che allo scultore è ne.
ceſſario
D E L L' O P E R A. 3
ceſſrionò ſolamentela " del giudizio ordinaria, come al Pittore, ma aſſo
luta,eſibita,di maniera,che ella conoſaſin dentroamarmil'intero apunto di quel
la figura,ch'eſſi intendono di cauarne: Erpoſa ſenzaaltro modello, prima farmol
tepartiperfette,che e le accompagni,et uniſca inſieme, come ha fatto duinamente
Miche agnolo. Auuigache mancando di queſta felicità di Giudizio, fanno ageuol
mente,eſpeſſo, di quel inconuenienti,che non hanno rimedio; et che fattiſon ſem
preteſtimoni deglierrori dello ſcarpello,odelpoco giudizio dello scultore. Laqual
coſanò auuiene a Pittori percioche ad ogni errore dipennello,o mancamento di giu
dizio,che veniſſe lorfarto, hanno tempo, conoſcendogli daper loro, oauuertiti da
altri, a ricoprirli, e medicarli con il medeſimopennello, che l'haueuafatto,ilpuale
nelle man loro ha questo uantaggio dagli scarpelli dello ſcultore,ch'egli non ſolo ſa
ma come faceua ilferro della lancia d'Achille, ma laſcia ſenza margine le ſue ferite.
Allequali coſerſpädendo i Pittorini, ſenza sdegno,dicono primieramente, che uole
dogli scultoricòſiderare la coſa in"prima nobiltà e la loro: e che gli scul
toris'ingannano di gran lunga a chiamareopera loro la statua delprimopadre, eſº
ſendo stata fattadi terra, l'arte dellaqualoperazione medite il ſuo leuare, eporre,
nöè manco de Pittori, che d'altri:et fu chiamata Plaſtice da Greci,e Fittoria da La
tini;etda Praſſiteleſugiudicatamadre della Scultura,delCetto,e del Ceſello, coſa,
che fa la ſcultura ucramétenipote alla Pittura, cocioſa che la Plaſtice, e la Pittura
maſchino inſieme,eſubito dal diſegno Eteſaminata fuori diſagreſtia dicono, che ti
i iuarie l'opinioni detipi,che maleſipuò credere più a luna,che all'altra:e
conſiderato finalmente questa nobiltà douee'uogliono,nell'uno de luoghi perdo
mo,e nell'altronóuincono,ſi come nel Proemio delle vitepiu chiaramente potrà e
derſi. Appreſo per riſcotro dell'articongeneri,eſottoposte alla ſcultura dicono, ha
nerne moltepiu di loro perchelapittura abbraccia l'inuenzione dell'Iſtoria,la diffi
ciliſs.artedegli ſcorti,tuttiicorpi dell'Architettura, per poter far icaſamenti, e la
proſpettiua,lcolorireatipera,l'arte dellauorare in freſco, differente, e uario da tut
tagl'altri,ſimilmenteillauora a olio,in legno,inpietra,intele,etilMiniare arte dif
ente da tutte, lefinestre di vetro,il Muſaico deuetri,ilcômetterletarſie di colori
facedoneistorie con i legni tinti,ch'è Pittura, lo sgraffire le caſe conil ferro, ilniello,
e le tipe di rame,mebri della pittura,gli smaltide i" cômetter loro alla da
maſchina, il dipigner le figure inuetriate,eſareneuaſi di terra ſtorie,etaltre figure,
che régono all'acqua,ilteſſeri broccati colefigure,e"la belliſ inuèzione degl'
-AraSi teſſuti, chefa còmodità,e grandezza,potédoportarla pittura in ogni luo
go,eſaluatico,e domeſtico ſenza che in ogni genere,che biſogna eſercitarſi, il Diſe
gno, che diſegno noſtro ladopra ognuno si chemolipiumebri ha la pittura, etpiu
arth, chenon ha laſcultura. Non nieganol'eternita poi che coſi la chiamano, delle
ſculture. Ma dicono queſto nò eſſer pruilegio che faccia l'artepiunobile,ch'ella ſi ſia
di ſua naturaper eſſer ſemplicemente della materia. Etcheſe la lunghezza della ui
1a deſſe all'anime nobiltà; il Pinotra le piante,etil Ceruio tragi'animali, harebbon.
l'anima oltranodopiunobile, che non ha l'huomo. Nonostante che eiº ad-.
- - vA 2 tºrre
4 P R O E M l o

durrevna ſimile eternità & nobiltà di materiane Muſaiciloro,per vederſene del


li antichiſsimi quanto le piuantiche ſculture che ſiano in Roma, 6 eſſendoſi Dſato
di farli di gioie, 3 pietre fini. Et quanto alpiccolo,ò minor numero loro, afferma
no che cionon è per che l'artericerchi miglior diſpoſizione di corpo; & ilgiudizio
maggiore: ma che ei dipende in tutto dalapouerta delle ſºſtanze loro,cº dalpo
cofauore,o auaritta, che vogliamo chiamarlo, degli huomini ricchi, i quali nifan
no loro commodita demarmi,ne danno occaſione di lauorare, come ſi puo credere,
& vedeſi che ſi fece ne tempi antichi, quando la ſcultura venne al ſommo grado.
Et è manifeſto, che chi non può conſumare,ogittar via unapiccola quatità ſà potata
mi,6 pietre forti, le quali costano pur aſſai: non può fare quella pratica nell'arte,
che ſi conuiene; chi non vi fa la pratica, nonlimpara; & chi non l'impara, non
può far bene. Per laqualcoſa douerrebbono eſcuſare piu toſto con queſte cagioni la
vn'altro colore la nobiltà. Quanto a maggior pregi delle "i"ſotto
imperfezione,e ilpoco numero degli eccellenti, che cercare di trarre da
ono che
quando i loro fuſino bene minori, non hanno a compartirli,'còtentandoſi di nput
tochemacini loro i colori, 3 porga i pennelli, o le predelle di poca ſpeſa, douegli
scultori oltre alla valuta grande della materia, vogliono di molti aiuti, et mettono -

piu tempo inona ſola figura,che non fanno eſsi in molte, é molte; per ilcheap
pariſcano i pregiloro"piu della qualità,6 durazione dieſamateria, degl'aiu
ti,che ella vuole a condurſi, 9 deltempo che viſimette a lauorarla; che dell'eccel,
lenza dell'arte ſteſſa. 6 quando queſta non ſerua,neſitruouiprezzomaggiore,
"
come ſarebbe facil , a chi voleſse diligentemente conſiderarla; Truounovn
prezzo maggiore de marauiglio o,bello,6 viuo dono,che alla virtuoſiſsima, cº
eccellentiſſima opera d'Apelle, fece Aleſſandro il MAGNoi donandogli non teſo
rigrandiſsimi,oſtato,ma la ſua amata, 3 belliſsima Campſaſpe. & auuertſchino
di piu,che Aleſſandro eragiouane,innamorato di lei,co naturalmente
di Venere"poſto,
i"
9 Re inſieme & Greco, cº poi ne faccino quel giudizio,
che piace loro. Agli amori di Pigmalione, ºdi quelli altri ſceleratinòdegni piu,
d'eſſere huomini, citatiperpruoua della nobiltà dell'arte, non ſanno,cheſiriſponde
resſe da yna grandiſsima cecità di mente,et dayna ſopra ogni naturalmodo sfre
mata libidine, ſi può fareargumento di nobiltà. 6 di quel non ſo chiallegato da
gli Scultori d'hauer fatto la ſcultura d'oro, 6 lapittura d'argento come diſopra,
conſentono che ſe egli haueſse dato tanto ſegno digiudizioſo , quanto di ricco, non
ſarebbe da diſputarla. 6 concludono" l'antico yello dell'oroperce
lebrato che e ſia, non vesti però altro, che vn Montone ſenza intelletto; perilche
nè ilteſtimonio delle ricchezze,nè quello delle uoglie diſoneste, ma delle lettere,del
l'eſercizio,della bontà,6 del giudizio ſon quelli a chi ſi debbe attendere. Nè ri
ſpondono altro alla dificulta dell'hauerei Marmi, i Metalli, ſe non, che queſto
naſce da lapouertà propria, º dal poco faure depotenti, come ſi è detto, non
dagrado di maggiorenobiltà. All'estreme fatiche delcorpo, ºa pericoli pro
pri,6 dell'opereloro,ridendo, ſenza alcun diſagio riſpondono, che ſe le fatiche
- Gº
D E L L' o P E R A, º
e ipericoli maggiori arguiſcono maggiore nobiltà, l'arte del cauare i marmi delle
viſcere demoni per adoperare iconi,ipali,e le masse ſarà piu nobile della scul
tura; quella del Fabbro auanzera l'orefice; et quella del murare l'Architettura,
& dicono appreſſo, che le vere difficultà stannopiunell'animo, che nel corpo,onde
quelle coſe, che di lornatura hanno biſogno di studio,6 di ſapere maggiore ſonpiu
nobili,º eccellenti di quelle che piu ſi ſeruono della forza del corpo: & che va
lendoſii Pittori della virtu dell'animo piu di loro,questo primohonore ſi appartie
ne alla Pittura. Agli scultori baſtano le Seſte,ole squadre artrouare, ripor
tare tutte le proporzioni, 6 miſure, che egli hanno di biſogno: a Pittorre neceſſa
rio oltre al ſapere benadoperarei ſopradetti strumenti, ma accurata cognizione
di proſpettiva, per hauere aporre mille altre coſe, che paeſi,o caſamenti, oltra che
biſognahauermaggior giudicio per la quantità delle figure in nastoriadouepuò
naſcer piu errori, che in yna ſola statua. allo scultore baſtahauer notizia delle ve
re forme, fattezze dei corpi ſolidi, 9 palpabili, º ſottoposti in tutto al tatto
& di quei ſoli ancora che hanno chigli regge. Al Pittore è neceſſario non ſoloco
noſcere le forme di tutti i corpiretti,6 nonretti; ma di tutti i traſparenti,6 im
palpabili: & oltra questo biſogna che ſappino i colori, che ſi couengono a detti cor
pi,la multitudine, 6 la varietà dequali quanto elaſia yniuerſalmente, é proce
da quaſi in infinito, lo dimoſtranomeglio,che altro i fiori, 9 i frutti,oltreaminera
li; cognizione ſommamente difficile adacquiſtarſi,º a mantenerſi per la infini
tayarietà loro. Dicono ancora,che doue la ſcultura" l'inobbedienza,cº imper
ione della materia non rappreſenta gli affetti dell'animo ſe non con ilmoro, il
quale non ſi stende però molto in lei, 3 con la fazione ſteſſa demembri, ne anche
tutti i Pittori gli dimoſtrano con tutti " con la fazione di tut
te le membra per ſottiliſſime che elleſiano: ma chepiu? con il fiatos" e con gli
ſ" della piſta º che a maggioreperfezione deldimoſtrare non ſolamente
paſſioni, 6 gl'effetti dell'animo, ma ancoragl'accidenti a venire, come fanno i
naturali, oltre alla lungaſ" dell'arte biſogna lorohaueryna intera cognizio
medeſſa Fiſionomia, della quale basta ſolo " Scultore la parte che conſidera la
quantità, 6 forma de membri, ſenza curarſi della qualità de'colori, la cogni
3ione dequali, chi giudica dagli occhi, conoſce quanto ella ſantile, º neceſ.
ſariaalla vera imitazione della natura, alla quale chi piuſi accoſta, èpiu perfet
ro. Appreſſo ſoggiungono che doue la ſcultura leuando a poco a poco in 5 nme
deſimo tempo da fondo, º acquista rilieuo a quelle coſe, che hanno corpo di lor
natura; 9 ſerueſi del tatto, del vedere: i Pittori in due tempi danno rilieuo, et
fondo al Piano con l'aiuto di nn ſenſo ſolo,la qualcoſa quando ella è stata fatta da
perſona intelligente dell'arte, con piaceuoliſsimo inganno ha fatto rimanere molti
grandi huomini per non dire degli animali, il che non ſi è mai veduto della ſcultu
rapernonimitare la natura in quella maniera,che ſi poſa dire tanto perfetta qui
to è la loro. Erf" ente per riſpondere a quella intera, 6 aſſoluta perfezzio
medi giudizio, cheſi richiede alla ſcultura, per non hauer modo di aggiugnere do
tge
6 P R O E M 1 O

ue elaleua,affermandoprima che tali errori ſono come ei dicano incorregibili,neſi


puo rimediareloro ſenza le toppe, le quali coſi come ne panni ſono coſe da poue
ri di roba; nelle sculture, cºnclle Pitture ſimilmente ſon coſe da poueri di inge
gno& di giudizio. Dipoichela Pazienza con un tempo conueniente mediante
i modelli, le centine, le"ſºste, º altrimilleingegnicº strumenti da ripor
tare non ſolamente gli difendano dagli errori: ma fanno condur loro il tutto alla
ſua perfezione, concludono che questa difficultà che ci mettano per la maggiore
è nulla, opoco: riſpetto a quelle che hanno i pittori nellauorare in freſco. & che la
dettaperfezione di giudizio non è punto piu neceſſaria al ſcultori, che a pittori,
bastando a quelli condurre i modelli buoni di cera, di terra o d'altro, come a questii
loro diſegnin ſimili materie pure, one cartoni; 9, che finalmente quellaparte,
che riduce a poco a poco loro i modelline marmi epiutoſtopazienza, che altro.
Ma chiamſgiudizio come voglionogliſcultoriſeegli è piu neceſſario a chi lauora
infreſco, che achiſca pella ne marmi. Percioche in quello non ſolamente non ha
luogone lapacienza ne il tempo per eſſere capitaliſsimi inimici, della nione della
calcina decolori: ma perche l'occhio non vede i colori veri: inſino a che la cal
cina non è benſecca, nela mano vipuohauergiudizio d'altro che delmolleòſecco;
di maniera, che chi lo diceſse lauorare al buio o con occhiali di colori duerſi dal vero
non credo che erraſſe di molto. Anzi non dubitopunto,che talnome,nonſelicon
uenga,piu,che allauoro d'incauo; alquale perocchiali, magiuſticº buoni, ſeruela
cera. Et dicono, che a queſto lauoro è neceſſario hauereyngiudizio riſoluto, che an
tiuegga la fine nelmolle, 6 quale eglihabbia a tornar poiſecco. Oltra, che non ſi
può abbandonareillauoro, mentre, che la calcinatiene del freſco; 6 " riſo
lutamente fare in un giorno, quello, che fa la ſcultura in un meſe. Et, chi non ha
i"giudizio a queſta eccellenza, ſi vede nella fine dellauoroſso è col tempo,
e toppe,le macchie,i rimeſsi, i colori ſoprapposti, oritocchi a ſecco: che è coſa ui
liſsima; Percheni ſi ſcuoprono poi le muffe; & ſanno conoſcere la inſufficienza,
& ilpoco ſapere dello artefice ſo; ſi come ſanno bruttezza, ipezzi rimeſſi nella
ſcultura, ſenza che quando accade lauare leſi ureafreſco, come ſpeſſo dopo qual
che tempo auuieneperrinouarle,quello che è lauorato a freſco rimane, cº quello,
che a ſecco è ſtato ritocco,è dalla ſpugna bagnata portato uia. Soggiungono ancora
che douegli scultori fanno inſieme de, o tre figure alpiu d'un Marmo ſolo; eſi
ne fanno molte in natauola ſola, con quelle tante, ſi parte vedute, che coloro di
cono,che ha inaſtatua ſola: ricompenſando con la varietà delle poſture, ſcorci,et
attitudini loro,ilpoterſi vedere intorno intorno quelle degli scultori, come gia fece
Giorgione da Castel Franco in una ſua pittura,laquale voltando le ſpalle, ha
uendo due ſpecchi, no da ciaſcun lato, cºnna fonte d'acqua a piedi, moſtra nel
dipinto il dietro, nella fonte ildinanzi, nelli ſpecchiglilati: coſa che non ha mai
potuto far la Scultura. Affermano oltra di ciò, che la Pittura non laſcia elemen
io alcuno, che non ſia ornato, ci ripieno di tutte le eccellenze, che la Natura ha
dualora: dando la ſua luce, o le ſue tenebre alla Aria, con tutte le ſue varietà,
-
C37s
D E L L o P E R.A. 7
e impreſſioni, º empiendola inſieme di tutte le ſorti degli yccegli: Ale acque,
la traſparenza, ipeſci, i Muſchi, le ſchiume, il variare delle onde, lenaui, la
tre ſipaſsioni : Alla terra, i monti, i piani, le piante, i frutti, i fiori, gli animali,
li edifizi, con tanta moltitudine di coſe,cº varieta delle forme loro, devcrico
i" e la natura steſſa molte volte n'ha marauglia. Et dando finalmente al fuo
co,tanto di caldo, 9 di luce,che e ſi vede manifeſtamente arderele coſe; & quaſi
tremolando nelle ſue fiamme, rendere in parte luminoſe le piu oſcure tenebre del
la notte. Per le quali coſeparioro, potere giuſtamente conchiudere, e dire; che
contrapoſte le difficulta degli scultori, alle loro le fatiche del corpo;alle fatiche dell'
animo; la imitazione circa la forma ſola, alla imitazione della apparenzia cir
cala quantità, é la qualità, che viene a loocchio; Il poco numero delle coſe do
ue la scultura può dimoſtrare, 6 dimoſtra la virtu ſua, allo infinito di quelle,
che la Pittura ci rappreſenta, oltra ilconſeruarle perfettamente allointelletto, 6
farne parte in ue luoghi, che la Natura nonha fatto ela: Et contrapeſatofinal
mente le coſe dell'una; alle coſe dell'altra, la nobiltà della Scultura, quanto all'in
gegno, alla inuensione, º al giudizio degli Artefici ſuoi, non i" al

gran pezzo, a quella che ha 6 merita la Pittura. E queſto è quello,cheperla


ma, 3 per l'altra parte, mi è venuto agli orecchi degno di conſiderazione. Ma
percheame pare, che gli Scultori habbino parlato con troppo ardire; & i Pit
tori con troppo sdegno; Perhauereio aſſaitempo conſiderato le coſe della scultu
ra, & ſ" eſercitato ſempre nella pittura, quantunque piccolo ſia forſe il
frutto, che ſe ne vede, nondimeno, 6 per queltanto, che egli è, 6 per lam
preſa di queſti ſcritti, giudicando mio debito dimostrare il giudizio, che nelloa
nimo mio ne ho fatto ſempre; cº vaglia la autorità mia quanto ela può; dirò ſo
pratal diſputa ſicuramente, é breuemente " mio: perſuadendomi di non
ſottentrare a carico alcuno di proſunzione, o d'ignoranza, non trattandoio de
ſarti altrui, come hanno gia fatto molti, per apparire nel nulgo intelligenti di
tutte le coſe, mediante le lettere; Et come tra gli altri aumennea Formioneperipa
tetico in Efeſo, che adoſtentazione della eloquenza ſua, predicando, 6 diſpu
tando dele virtu, 6 parti dello eccellente capitano; non meno de la proſunzio
ne, che della ignoranza ſua, feceridere Annibale. Dico adunque, che la Scud
tura, º la Pittura per il vero ſono ſorelle, nate di pn Padre, che è il Diſegno,
in yno ſol parto, é adontempo: & nonprecedonol'una alla altra, ſe non quan
to la virtu, & la forza di coloro, che le portano addoſſo, fa paſſare ſono Ar
tefice innanzi al'altro; & non per differenzia, o grado di nobiltà, che veramen
reſi trouiinfra di loro. Et ſe bene per la diuerſità della eſſenza loro, hanno mol
teageuolezze: non ſono elenopero nè tante,nè di maniera, cheele non venghi
no giustamente contrapeſate " :cº non ſi conoſca la paſsione, o la caparbie
ta,più toſto che ilgiudizio di chi vuole chelunaaunstfalia Laondearagone
ſi" dire,chevn'anima medeſima reggadue corpi: & io per queſto conchiudo,
che male fanno colºro che s'ingegnano di diſunirle, di ſpararleluna dal'altra.
Dell
3 P R O E M 1 o -
Dela qualcoſa volendoci forſe sgannareilcielo, cºmoſtrarci la fratellanza, e
laynione di queſte due nobiliſsimearti,hain diuerſi tempi fattocinaſcere moltiſcul
tori,che hanno dipinto; & moltipittori,che hanno fatto delle ſculture, come ſi ue
drà nella vita d'Antonio del Pollaiuolo; di Lionardo da Vinci, 6 dimolti altri di
giàpaſſati. Ma nella nostra età, ci ha prodotto la bontà Diuina Michealagnolo
Asuonarroti,nel quale amendue queſte artiſiperſetterilucono,6 ſiſimili, 6 yni
te inſieme appariſcono, che i Pittori delle ſue pitture ſtupiſcono; & gli scultori,
le ſculture fatte dalui ammirano,6 reueriſcono ſommamente. A costui, per
che egli non haueſſe forſe a cercare da altro maestro,doue agiatamente collocare le
f" da lui; ha la natura donato ſi fattamente la ſcienza dell'Architettu
ra, che ſenzahauere biſogno d'altrui, può & vale da ſe ſolo,cº a queſte, 6 quel
leimagini da lui formate,darehonorato luogo; & adeſſe comueniente. Dimanie
ra,che eglimeritamente debbe eſſer detto, scultoreonico; Pittore ſommo, 6 ec
cellentiſsimo Architettore; anzi,della Architettura vero Maeſtro. Et ben poſ
ſiamo certo affermare che e'non errano punto coloro, che lo chiamano duino; poi
che diuinamente ha egli in ſe ſolo raccolte,letrepiu lodeuoli arti, 6 le piuingegno
ſe,che ſitruouino tra mortali; 6 coneſſe adeſempio duno Iddio,infinitamente ci
puògiouare. Ettanto basti per la diſputa fatta dalle parti, º per la nostra opinio
ne. Ettornandohoramaial primo propoſito, dico che volendoper quanto ſi esti
dono le forze mie, trarre dalla voraciſſima bocca deltempo, i nomi degli scultori,
Pittori, 6 Architetti, che da Cimabue in quà ſono ſtati in Italia di qualche eccel
lenzanotabile: & deſiderando che questa mia fatica ſianon menoptile, che io
il
melaſia propoſta piaceuole; Mi pare neceſſario,auanti che venga all'Iſtoria,
are ſottobreuità, ma introduzione a quelle tre Arti; nelle quali valſero co
loro, di chi io debboſcriuere le vite: a cagione, che ogni gentileſpirito,intendapri
mieramente le coſe più notabili, delle loroprofeſsioni; & appreſo con piacere & u
tilemaggiore, poſſa conoſcere apertamente in chee fuſſero tra ſe differenti; 6 di
quanto ornamento, º comodità allepatrie loro, 6 a chiunque pole palerſi della
induſtria, 6 ſapere di quelli. -

Comincerommi dunque dall'Architettura,come da lapiuonuerſale,º piume


ceſſaria & ytile agli huomini, 6 alſeruizio & ornamento della quale ſono l'altre
due: & breuemente dimostrerò,ladiuerſità delle Pietre; le maniere, o modi dell'
edificare con le loro proporzioni; &a che ſi conoſchino le buone fabbriche, 6 be
ne inteſe. Appreſſoragionando della scultura,dirò come le ſtatue ſi lauorino; la
forma & la proporzione che ſi aſpetta loro; & quali ſiano le buone ſculture,con
tutti gli ammaeſtramenti più ſegreti, 9 più neceſſari. Vltimamente diſcorren
dodellapittura,dirò delDiſegno; de modidelcolorire; delperfettamente condurre
le coſe, della qualità di eſſe Pitture; & di qualunchecoſa che da queſta de enda:
De'Muſaici d'ogni ſorte; del Niello; degli Smalti; de lauori alla " cr

finalmente poi delleſtampe delle pitture. Et coſimi perſuado,che queste fatiche


mie,diletteranno coloro che nonſono di queſti eſercizi. Et diletteranno,6 gioue
rammo
To E L L' O P E R.A: 19

vanno a chi ne ha fatto profeſſione. Perche oltrachenella introduzzioneriuedri


noimodi dello operare se nelle vite dieſſi artefici impareranno doueſiano topc
reloro; & a conoſcere ageuolmente la perfezione,o imperfezione i quelle, co
diſcernere tra maniera 6 maniera: Epotranno accorgerſi ancora, quantomeri
tilode & honore,chi con le virtù diſinobili arti, accom agna honeſti costumi, 9
bontà di vita. Et acceſi di quelle laudi, che hanno i.
iteiſfattisſi alzeran
noeſi ancora alayeragloria. Neſicauerà poco frutto i"la ſtoria, veraguida &
maestra delle noſtre azioni, leggendola mariadeuerſità di infiniticaſi occorſia
li Artefici; qualche volta per colpa loro, 69 molte altre della fortuna. Restereb
emi "ſcuſa, delohauere alle volte oſato qualche voce non ben toſcana,dela
qualcoſa nonyo parlare; hauendo'hauuto ſempre piu cura, di ºſare le vocié i
5ocaboliparticulari ei propri delle noſtre arti, che i leggiadri, o" della de
licatezza degli ſcrittori. Siami lecito adunque ſarenella propria lingua, lepro
prie vocide noſtri artefici: & contentiſiognuno de la buona volontà mia,laqua
leſiè " afare queſto effetto, non per inſegnare adaltri,che non ſoperne; Ma
per deſiderio di conſeruare almanco questa memoria degli arteficipiu celebrati, poi
shentante decine di anni, non ho ſaputo vedere ancora,chin habbia fatto moltori
cordo. con " che io ho piutosto voluto con queste roze fatiche mie,
ombreggiaogliegregifatti loro render loro in qualchepartel'obligo
che io tigo alle opere loro, che mi ſono ſtate maeſtre,adimpara
- requeltanto che io ſo: che malignamente niuendo in
ozio,
le &eſercenſore dellee opere
riprendendol alcuni accuſando-
comealtrui, ſpeſoco i
---

iº Tem
fiumano. Ma egli è ,
i-. . .
-- - - - po di venire a lo
- effetto.
- Il Fine del Proemio. -
- - -
-

- -
- - -
IN TR O D V Z Z I O N E
DI M. GIORGIO VASARI
-
--
PITT o RE A RETI No, -

Alle tre Artidel Diſegno cioè Architettura, Pittura, 8. Scoltura, -

- - - s & prima dell'Architettura, -

Delle due ſeparocheſuonagl'Architettiper gonanni,


- cº per le ſtatue alla Scoltura. Cap. I
V ANT o ſia grande l'utile, che ne apporta l'Archi
tettura, non accade a me raccontarlo, per trouarſi
molti ſcrittori, i quali diligentiſsimaméte,& alun
gon hanno trattato. Et per queſto laſciando dava
naparte le calcine,le arene,i legnami, i ferramen
ti,el modo del fondare, 8 tutto quello, che ſi ado
pera alla fabrica; &l'acque,le regioni,e i ſiti larga
ºi si
Sose e
si Batiſta
Sºl ºriega deſcritti
Alberti; da Vitruuio,&
ragionerò dalper
ſolamente noſtro Leó
ſeruizio
de'noſtri artefici, 8 di qualunque ama di ſapere come debbano eſſerevniuer
ſalmente le fabriche. Èt quanto di proporzionevnite, & di corpi, per con
ſeguire quella graziata bellezza, che ſi deſidera, breuemente raccorrò inſie
me, tutto quello, che mi parrà neceſſario a queſto propoſito. Etaccioche piu
manifeſtamente appariſca la grandiſſima difficultà del lauorar delle pietre,
che ſon duriſſime & forti,ragioneremo diſtintamente, ma con breuità, di cia
ſcuna ſorte di quelle, che maneggiano i noſtri artefici. Et primieramente del
Porfido. Queſto è vna pietra " con minutiſſimi ſchizzi bianchi, condotta
nella Italiagia dell'Egitto; doue comunemente ſi crede, che nel cauarla ella
ſia piu tenera, che quado ella è ſtata fuori della caua, alla pioggia, al ghiaccio,
e al Sole: perche tutte queſte coſe la fanno piu dura, & piu difficile a lauorar
la. Di queſta ſe ne veggono infinite opere lauorate, parte con gli ſcarpelli,
parte ſegate, 8 parte con ruote, 8 con ſmerigli conſumate a poco a poco:co
me ſe ne vede in diuerſi luoghi diuerſamente piu coſe; cioè, quadri, tondi,
& altri pezzi ſpianati, per i" pauimenti: & coſi ſtatue per gli edifici; & an
cora grandiſſimo numero di colonne & picciole,8 grandi, 8 fontane con te
ſte di varie maſchere, intagliate con grandiſſima diligenza. Veggonſi ancho
rahoggi ſepolture con figure di baſſo & mezzo rilieuo, condotte con gran fa
tica, come al tempio di Baccho fuor di Roma, a ſanta Agneſa, la ſepoltura
che e dicono di Santa Goſtanza figliuola di Goſtantino Imperadore; doue
ſon dentro molti fanciulli con pampani & vue, che fanno fede della difficul
tà, chebbe chi la lauorò nella " di quella pietra. Il medeſimo ſi vede
in vn pilo a Santolini Laterano, vicino alla porta ſanta, ch'è ſtoriato; i euui
entro
A R C H I T E T T v R A 1),

dentro gran numero di figure. Vedeſi ancora ſulla piazza della Ritondavna,
belliſſima caſſa fatta per ſepoltura,laquale è lauorata con grande induſtria st
fatica; & è per la ſua forma, di grandiſſima grazia, 8 di ſomma bellezza, 8
molto varia dall'altre. Et in caſa di Egidio, 8 di Fabio Saſſone ſoleua eſſere
vna figura a ſedere di braccia tre, & mezo condotta è di noſtri con il reſto del
altre ſtatue in caſa Farneſe. Nel cortile ancora di caſa la Valle ſopravna fine
ſtravna lupa molto eccellente, 8 nellor giardino i due prigioni legati del
medeſimo porfido, i quali ſon quattro braccia d'altezza l'uno,lauorati dagli
antichi con grandiſſimo giudicio, i quali ſono hoggi lodati ſtraordinaria
mente da tutte le perſone eccellenti, conoſcendoſi la difficultà, che hanno
bauuto a codurli per la durezza della pietra. A di noſtri non s'è mai condot
to pietre di queſta ſorte a perfezzione alcuna, perhauere gli artefici noſtri per
duto il modo del temperarei ferri, 8 coſi gli altri ſtormenti da condurle. Ve
roè, che ſe ne va ſegando con lo ſmeriglio rocchi di colonne, 8 molti pezzi,
er accomodarli in iſpartimenti per piani, 8 coſi in altri vari ornamenti per
fabriche, andandolo conſumando a poco a poco con vna ſega di rame ſenza
denti tirata dalle braccia di due huomini: laquale con lo ſmeriglio ridotto in
poluere & con l'acqua, che continuamente la tenga molle, finalmente pur lo
ricide. Etſe bene ſi ſono indiuerſi tempi prouati molti begli ingegni, per tro
uare il modo di lauorarlo,che vſarono gli antichi, tutto i" in vano E Leó,
Battiſta Alberti, il quale fu il primo, che cominciaſſe a far pruoua di lauorare,
lo, non però in coſe di molto momento, non truouò,fra molti, che ne miſe in
f" tempera, che faceſſe meglio, che il ſangue di becco, perche ſe
ene leuaua poco di quella pietra duriſſima nellauorarla,e sfauillaua ſempre
fuoco,gli ſerui nondimeno di maniera, che fece fare nella ſoglia della porta
Principale di ſanta Maria Nouella di Fiorenza, le diciotto lettere antiche, che
aſſai grandi & ben miſurate ſi veggono dalla parte dinizi in vn pezzo di por
fido, le quali lettere dicono BERNARD o O R 1 ce l La Rio. E perche il ta
glio dello ſcarpello non gli faceuagli ſpigoli, nè daua all'opera quel pulimen,
ro, e quel fine che le era " farevn mulinello a i" có vn mani
coaguiſa di ſtidione,che ageuolmente ſi maneggiauaapontandoſivno il det
to manico al petto, e nella inginocchiatura mettendo le mani per girarlo. E
nella punta,doue era o ſcarpello,o trapano, hauendo meſſo alcune rotelline
di rame, maggiori,8 minori, ſecondo ilbiſogno, quelle imbrattate di ſmeri
glio,con leuare a poco a poco,e ſpianare faceuano la pelle, 8 gli ſpigoli, men
tre con la mano ſi giraua deſtramente il detto mulinello. Ma con tutte queſte
diligenze, non fece però Leon Batiſta altri lauori: perche era tanto il tempo,
ſche ſi perdeua,che mancando loro l'animo, non ſi miſe altramétemano a ſta
gue,vaſi,o altre coſe ſottili. Altri poi, che ſi ſono meſsi a ſpianare pietre, & ra
pezzar colonne, col medeſimo ſegreto hanno fatto in queſto modo. Fannoſi
per queſto effetto alcune martella graui, & groſſe con le punte d'acciaio tem
perato fortiſsimamente col ſangue dibecco &lauorato a guiſa di punte di dia
manti, con lequali picchiando minutamente in ſul porfido. & ſcantonandoa
lo a poco a poco il meglio,che ſi puo,ſi riduce pur finalmente oa todo, o apia
ºnº,come Piu aggrada all'artefice con fatica, & tempo non picciolo ma né gia
a forma di ſtatue, che di queſto non habbiamo la maniera, X ſigli da ilpulie
- -- - - - 2, nocnto
1i. D E L L A
mento c5 lo ſmeriglio,e col cuoio ſtrofinandolo, che viene di luſtro molto pu
litamente lauorato,efinito. Et ancorche ogni giorno ſi vadino piu aſſottiglia
dogl'ingegni humani,e nuoue coſe inueſtigando, nondimeno anco i moder
ni che in diuerſi tempi hanno, per intagliar il porfido prouato nuoui modi,di
uerſe tempre, &acciai molto ben purgati, hanno come ſi diſſe disopra, inſi.
no a pochi anni ſono faticato invano. E pur l'anno 1553 hauendo il ſignor
Aſcanio Colóna donato a Papa Giulio 111.vna tazza antica di porfido belliſſi
ma larga ſette braccia: il Pontefice, per ornarne la ſua vigna, ordinò, mana
candole alcuni pezzi, che la fuſſe reſtaurata: perche mettendoſi mano all'ope
ra,& prouandoſi molte coſe, per conſiglio di Michelagnolo Buonarroti,ed'
altri eccellentiſsimi Maeſtri, dopo " lunghezza di tempo, fu diſperata l'
impreſa, maſsimamente non ſi potendo in modo neſſuno ſaluare alcuni can
tiviui,come il biſogno richiedeua. E Michelagnolo, pur auezzo alla durezza
de ſaſsi,inſieme con gl'altri ſe ne tolſe giu,ne ſi fece altro. Finalmente, poiche
niuna altra coſa in queſti noſtri tempi mancaua alla perfezzione delle noſtrº
Arti, che il modo di lauorare perfettamente il porfido, accioche neanco que
ſto ſi habbia a diſiderare, ſi è in queſto modo ritrouato. Hauendo l'anno i 55
il ſignor Duca Coſimo codotto " ſuo palazzo,egiardino de Pitti, vna belliſ
ſima acqua nel cortile del ſuo principalepalazzo di Firenze per faruivnafon
te di ſtraordinaria bellezza,trouati " i ſuoi rottami alcuni pezzi di Porfido
aſſaigrandi, ordinò, che di quelli ſifaceſſe vna tazza col ſuo piede per la detta
fonte; & per ageuolar al maeſtro il modo di lauorar'il porfido,fece di non ſo
che herbe ſtillar'vn'acqua di tanta virtu,che ſpegnendoui dentro i ferri bollé
tifalorovna tempera duriſsima. Con queſto ſegreto adunque, ſecondo l di
ſegno fatto da me,conduſſe F" TA D DA intagliator da Fieſole
la tazza della detta fonte, che èlarga due braccia,e mezzo di diametro,Scinſie
me il ſuo piede,in quel modo, che hoggi ella ſi vede nel detto palazzo. IlTad
da,parendogli, che il ſegreto dategli " Duca fuſſe rariſsimo, ſi miſe a far pro
ua d'intagliar alcuna coſa, egli riuſcicoſi bene, che in " tempo ha fatto in
treouati di mezzo rilieuo grandi quanto il naturale il ritratto d'eſſo S. Duca
Cos 1mo, quello della Ducheſſa Leonora, 8 vna teſta di Gieſu Chriſto con
tanta perfezzione,che i capegli,e le barbe, che ſono dificiliſsimi nell'intaglio,
ſono condotti di maniera, che gl'antichi non ſtanno punto meglio. Di queſte
opere ragionando il S.Duca con Michela " S.Ecc.fuinRomagnò
voleua creder'il Buonarroto, che coſi fuſſe: perchehauendo io d'ordine del
Ducamandata la teſta del Criſto a Roma,fu veduta con molta marauiglia da
Michelagnolo,il quale la lodò aſſai, 8 ſi rallegrò molto di veder netépino
ſtri la Scultura arrichita di queſto rariſsimo dono, cotanto invano inſino a
hoggi diſiderato. Ha finito vltimamente il Tadda la teſta di Coſimo vecchio
de Medici invno ouato, come i detti diſopra, & ha fatto, 8 fa continuamen
te molte altre ſomiglianti opere. Reſtami a dire del porfido,che p eſſerſi hog
gi ſmarrite le caue di quello, è per cio neceſſario ſeruirſi di ſpoglie, 8 di fram
menti antichi, e di rocchi di colonne,Se altri pezzi: Et che però biſogna a chi
lolauoraauuertire ſe ha hauuto il fuoco: percioche quando l'hahauuto, ſe
bene non perde in tutto il color,ne ſi disfa,manca non dimeno pure aſſai di
quella viuczza, che è ſua propria, 8 non piglia mai coſi bene il pulimento,co
- - ne
A R CH IT TV R A t3

me quando non l'hahauuto & che è peggio, quello che hahauuto il fuoco ſi
ſchianta facilmente quando ſi lauora. E da ſapere ancora, quanto alla natue
ra del porfido,che meſſo nella fornace, non ſi cuoce, e non laſcia interamena
te cuocerle pietre, che gli ſono intorno, anzi quanto a ſe incrudeliſce, come
ne dimoſtrano le due colonne, che i Piſani l'anno 1117. donarono a Fiorenti
ni, dopo l'acquiſto di Maiolica,le quali ſono hoggi alla porta principale del té
pio di ſan Giouanni,non molto bene pulite, e ſenza colore per hauerehauu
to il fuoco,come nelle ſue ſtorie racconta Giouan Villani. Succede al Porfido
il serpentino, il quale è pietra di color verde ſcuretta alquanto, con alcune
crocette dentro giallette & lunghe per tutta la pietra, dellaquale nel mede
ſimo modo ſi vagliano gli artefici, per far colonne & piani per pauimenti per
le fabriche, ma di queſta ſorte non s'è mai veduto figure lauorate, ma ſi bene
infinito numero di baſe per le colonne, 8 piedi di tauole,& altri lauori piu
materiali. Perche queſta ſorte di pietra ſi ſchianta anchor che ſia dura piu
che l porfido;& " alauorarlapiu dolce & men faticoſa che i porfido; &
cauaſi in Egitto, 8 nella Grecia e la ſua ſaldezzane pezzi non è molto grande.
Concioſia, che diSerpentino né ſi è mai veduto opera alcuna in maggior pez
zo di braccia tre per i" verſo,e ſono ſtate tauole, e pezzi di pauimenti ſi è
«rcuato ancora qualche colonna, ma non molto groſſa, nelarga. E ſimilmen
tealcune maſchere,emenſole lauorate ma figure non mai, queſta pietra fila
uora nel medeſimo modo, che ſi lauora il porfido.
Piu tenera poi di queſta è il Cipollaccio, Pietra che ſi cauain diuerſi luoghi,
il quale è di color verde acerbo, 8 " ha dentro alcune macchie ne
re quadre.picciole & grandi, 8. coſi bianche alquanto i" & ſi veggo
no di queſta ſorte in piu luoghi colonne groſſe, 8 ſottili, 8 porte & altri ora
namenti, ma non figure. Di queſta pietra è vina fonte in Roma in Beluedere
cioèvna nicchia invincanto del " ſono le ſtatue del Nilo, e del Te
uere la quale nicchia fece far papa Clemente ſettimo col diſegno di Michela
gnolo, per ornamento d'un fiume antico,accio in queſto campo fatto a guiſa
di ſcogli,appariſce, come veramente fa, molto bello. Di queſta pietra ſi fanno
ancora,ſegandola,tauole,tondi,ouati,8&altre coſe ſimili, che in pauimenti, e
altre forme piane fanno con l'altre pietre belliſsima accompagnatura, e mol
tovago componimento. Queſta piglia il pulimento come il porfido, Scilfera
pentino; & ancora ſi ſega come l'altre ſorti di pietra dette di ſopra, e ſe ne tro
uano in Roma infiniti pezzi ſotterrati nelle ruine,che giornalmente vengo
no aluce, 8 delle coſe antiche ſe ne ſono fatte opere moderne,porte, & altre
ſorti d’ornamenti; che fanno doue elle ſi mettono ornamento, 8 grandiſsi
ma bellezza. Eccivn'altra pietra chiamata Miſchio dalla meſcolanza di diuer
ſe pietre congelate inſieme, 8 fatto tutt'vna dal tempo, 8 dalla crudezza dela
l'acque. Et di queſta ſorte ſe ne troua copioſamente in diuerſi luoghi, come
ne'monti di Verona,in quelli di Carrara, 8 in quei di Prato in Thoſcana, S&
ne monti dell'Imprunetta nel contado di Firenze. Mai piubegli, & migliori
ſi ſono trouati, non ha molto,a ſan Giuſto a Monterantoli,lontano da Fioren
zacinque miglia Etdi queſti me n'ha fatto il S.Duca Coſimo ornare tutte le
ſtanze nuoue del palazzo in porte, e camini, che ſono riuſciti molto belli; E p
logiardino de Pitti ſe ne ſono del medeſimo luogo cauate colonne di " Ctte
rº D E , L ,L A .
ſettebelliſsime.Etio reſto marauigliato, che in queſta pietra ſi ſia trouata tan
taſaldezza. Queſta Pietra, perche tiene d'albereſe " belliſsimo pulimenº
to, e trae in colore di paonazzo roſsigno, macchiato di uene bianche, 8 giale
licce. Ma le piu fini ſono nella Grecia, 8 nell'Egitto, doue ſon molto piu due
ri, che i " Italiani, Et di queſta ragion pietra ſe ne troua di tanti colori,
quanto la naturalor madre s'è di continuo dilettata & diletta di condurre a
perfetione. Di queſti ſi fatti miſchi ſe ne veggono in Romane'tempi noſtri
opere antiche, 8 moderne, come colonne, vaſi,fontane, ornamenti di porte,
& diuerſe incroſtature per gli edifici, 8 molti pezzi nepauimenti. Se ne ve
dediuerſe ſortidi piu colori, chi tira al giallo, 8 al roſſo, alcuni al bianco &
al nero,altri albigio & al bianco pezzato di roſſo, 8 venato di piu colori: coſi
certi roſſi verdi neri, 8 bianchi, che ſono orietali e di queſta ſorte pietran ha
vn pilo antichiſſimo largo braccia quattro e mezzo il Signor Duca al ſuo Giar
dino de'Pitti,che è coſa rariſſima, per eſſer come s'è detto orietale di miſchio
billiſſimo, e molto duro alauorarſi. E cotali pietre ſono tutte di ſpecie piu
dura, 8 piu bella di colore, 8 piu fine, come ne fanno fede hoggi due colonne
di braccia dodici di altezza nella entrata di San Pietro di Roma, lequali reg
i" le prime nauate, &vna n'è davna banda. l'altra dall'altra. Di i.
orte quella ch'ène monti di Verona, è molto piu tenera che l'orientale infi
nitamente, 8 ne cauano in queſto luogo d'una ſorte, ch'è roſſiccia, 8 tira in
color ceciato, &queſte ſorti ſi lauorano tutte bene a giorni noſtri con le tem
i" & co ferri,ſi come le pietre noſtrali, & ſe ne fa & fineſtre, 8 colonne, 8.
ntane, & pauimenti, 8 ſtipidi per le porte, 8 cornici, come ne rende teſti
monanza la Lombardia, anzi tutta la Italia. i

Trouaſivn'altra ſorte di pietra duriſſima molto piu ruuida, & picchiata di


neri & bianchi, 8 talvolta di roſſi, dal tiglio, 8c dalla grana di quella,comu
nemente detta Granito. Della quale ſi truouanello Egitto ſaldezze grandiſe
ſime, & da cauarne altezze incerdibili, come hoggi ſi veggono in Roma negli
Obeliſchi, Aguglie, Piramidi, colonne, 8 in quegrandiſſimi vaſi debagni,
che habbiamo a San Piero in vincola, 8 a San Saluatore del Lauro; & a San
Marco, 8 in colonne quaſi infinite, che per la durezza, 8 ſaldezza loro non
hanno temuto fuoco, ne ferro. Etil tempo iſteſſo, che tutte le coſe caccia a
terra, non ſolamente non le ha diſtrutte, ma ne pur cangiato loro il colore.
Et per queſta cagione gli Egitti ſe ne ſeruiuano per i loro morti,ſcriuendo in
queſte Aguglie, coi caratteri loro ſtrani la vita de grandi, per mantener la me
moria della nobiltà & virtù di quegli. Veniuane d'Egitto medeſimamente
d'una altra ragione bigio,il quale trae piu in verdiccio, i neri & i picchiati biá
chi, molto duro certamente, ma non li che i noſtri ſcarpellini per la fabricha
-

di San Pietro non habbiano delle ſpoglie, che hanno trouato, meſſe in opera,
fatto ſi, che con le tempere deferri, che ci ſono al preſente, hanno ridotto le
colonne, 8 l'altre coſe a quella ſottigliezza c'hanno voluto, & datolibelliſſi
mopulimento come al porfido. Di queſto granitobigio è dotata la Italia in
molte parti,male maggiori ſaldezze, che ſi trouino,ſono nell'iſola dell'Elba,
douei Romani tennero di continuo huomini a cauare infinito numero di
queſta pietra. Et di queſta ſorte ne ſono parte le colonne del portico della Ri
toda, lequaliſon molto belle, 8 di grandezza ſtraordinaria, vedeſi,che "
A R C H IT E T Tv R A. r;
la caua, quando ſi taglia è piu tenero aſſai, che quando è ſtato cauato, & che
vi ſi lauora con piu facilità. Vero è che biſogna per la maggior parte lauerar
lo con martelline, che habbiano la punta, come quelle del Porfido, 8 nelle
gradine vna dentatura tagliente dall'altro lato. D'un pezzo della qual
forte pietra che era ſtaccato dal maſſo, n'ha cauato il Duca Coſimo vna Taz
za tonda di larghezza di braccia dodici, per ogni verſo, Etvna Tauola della
medeſima lungezza, per lo palazzo, e giardino de'Pitti.Cauaſi del medeſimo
Egitto, & di alcuni luoghi di Grecia anchora certa ſorte di pietra nera detta
Paragone,laquale ha queſto nome, perche volendo ſaggiar l'oro s'arruota ſu
quella pietra, 8c ſi conoſce il colore, 8 per queſto paragonandoui ſu vien det
to Paragone.Di queſta è vn altra ſpecie di grana, 8 divn altro colore pchenò
ha il nero morato affatto, 8 non è gentile: che ne fecero gli antichi alcune
di quelle ſphingi,8 altri animali, come in Romain ,luoghi ſi uede, &
di maggior ſaldezzavnafigura in Parione d'uno Hermaphrodito accompa
gnata da vn'altra ſtatua di Porfido belliſſima. Laqual pietra è dura a inta
gliarſi, ma è bella ſtraordinariamente, 8 pigliavn luſtro mirabile. Di queſta
medeſima ſorte ſe ne troua anchorain Thoſcana ne'monti di Prato, vicino a
Fiorenza ax. miglia,S&coſine'monti di Carrara, dellaquale alle ſepolture mo
derneſe neveggono molte caſſe, 8 dipoſiti per i morti, come nel Carmine
di Fiorenza alla capella maggiore, doue è la ſepoltura di Piero Soderini(ſebe
ne non vi è dentro)di queſta pietra:S&vn padiglione ſimilmente di paragon
di Prato tanto ben lauorato, et coſi luſtrate, che parevn Raſo di ſeta,etnou
vn ſaſſo intagliato, e lauorato.Coſi ancora nella incroſtatura di fuori del tem
pio di Santa Maria del Fiore di Fiorenza, per tuttolo edificio è vna altra ſore
tedi marmo nero, 8 marmo roſſo, che tutto ſi lauora in vn medeſimo mos
de. Cauaſi alcuna ſorte di marmi in Grecia, e in tutte le parti d'Oriente,
che ſon bianchi,e gialleggiano,S traſpaiono molto, iguali erano adoperati
dagli antichi per bagni, 8 per ſtuffe, & per tutti queluoghi,doueil vento
teſſe offendere gli habitatori.E hoggi ſe neveggono ancora alcune fineſtre
nella tribuna di San Miniato a monte, luogo de monaci di Monte Oliueto
inſule porte di Firenza, che rendono chiarezza, 8 né vento. Etcon queſta
inuentione riparauano al freddo, 8 faceuano lumeallehabitationi loro. In
queſte caue medeſime cauauano altri marmi ſenza vene, ma dei medeſimo
colore, del quale eglino faceuano le piu nobili ſtatue. Queſti marmi di tiglio
i 8 di grana erano i , & ſe ne ſeruiuano anchora tutti quegli, che inta
gliauano capitegli, ornamenti, S&altre coſe di marmo per l'architettura: Et
si era ſaldezze grandiſſime di pezzi, come appare ne giganti di monte Caual
lo di Roma,8 nel Nilo di Beluedere,e in tutte la piu degne, e celebrate ſtatue.
Et ſi conoſcono eſſer Greche,oltra il marmo, alla maniera delle teſte, 8 alla
acconciatura del capo, 8 a inaſi delle figure, quali ſono dall'appiccatura del
le ciglia alquanto quadri fino alle mare del " . Et queſto ſi lauora coi ferri
ordinarij, & co i trapani, 8 ſigli dà illuſtro con la pomice & col geſſo di Trie
poli col cuoio, 8 ſtruffoli di paglia: - :
Sono nelle montagne di Carrara, nella Carfagniana vicino ai monti di
Luni, molte ſorti di marmi, come marmineri, & alcuni che traggono in bi
gio,&altri che ſono miſchiati di roſſo, 8 alcuni altri, che ſon convene º".
“Cime
-

16 D- E L L A
che ſono croſta ſopra amarmi bianchi, perche non ſon purgati, anzi offeſi
dal tempo, dall'acqua, 8e dalla terrapiglian quel colore. Cauanſi anchora al
tre ſpecie di marmi, che ſon chiamati Cipollini, 8 Saligni, & Campanini, Sc
miſchiati, 8 per lo piu vna ſorte di marmi bianchiſſimi, 8 lattati,che ſono
ntili,e in tutta perfezzione per farle figure. Et vi s'è trouato da cauare ſala
i" grandiſſime, 8 ſe n'ècauato anchora a giorni noſtri pezzi di noue brac
cia per far giganti; & d'un medeſimo ſaſſo, ancoraſene ſono cauati a temps
noſtri due,l'uno fu il Dauitte, che fece Michelagnolo Buonarroto, il quale è
alla porta del palazzo del Duca di Fiorenza, e l'altro l'Ercole, eCacco, che di
mano del Baudinello ſono all'altro lato della medeſima porta. Vn'altro peza
zone fu cauato pochi anni ſono di braccia noue,perche il detto Baccio Bandi
nello ne faceſlevn Nettuno, per la fonte che il Duca fa fare in piazza: Maeſ
ſendo morto il Bádinello è ſtato dato poi all'Ammanato ſcultore Ecc. perche
ne faccia ſimilmente vn Nettuno. Ma di tutti queſti marmi quelli della caua
detta del Poluaccio, ch'è nel medeſimo " có mäco macchie, e ſmeri
gli,e ſenza que nodi,e noccioli, che il piu delle volte ſogliono eſſer nella gran
dezza de'marmi,e recarnó piccola difficultà achiglilauora,e bruttezza nell'o
re,finiti che ſono le ſtatue. Si ſono ancora dalle caue diſerrauezza in quel
di Pietraſanta hauute colonne della medeſima altezza, come ſi puo vedere
vna di molte, che haueuano a eſſere nella facciata di San Lorenzo di Firenze,
quale è hoggi abbozzata fuor della porta di detta Chieſa: doue l'altre ſono
parte alla caua rimaſe, S& parte alla marina. Ma tornando alle caue di Pietra
Santa dico che in quelle s'eſſercitarono tutti gli antichi: &altri marmi, che
queſti non adoperarono per fare que maeſtri, che furon ſi eccellenti, le loro
ſtatue, eſſercitandoſi di cotinuo,métre ſi cauauono le lorpietre pſar le loro
ſtatue,infare ne ſaſſi medeſimi delle caucbozzedifigure: come anchorabog
gi ſe ne veggono le veſtigia di molte in quel luogo. Di queſta ſorte adunque
cauanohoggi i moderni le loro ſtatue, 8 non ſolo per il ſeruitio della Italia;
ma ſe ne manda in Francia, in Inghilterra,in Hiſpagna,e in Portogallo, come
appare hoggi perla ſepoltura fatta in Napoli da Giouan da Nola ſcultore ec
celente a Don Pietro di Toledo Vicerè " quel regno, che tutti i marmi gli
furon donati & condotti in Napoli dal Signor Duca Cos1 M o de i"
ci. º" ſorte di marmi ha in ſe ſaldezze maggiori, 8 piu paſtosi & mor
bide alauorarla, & ſe le da belliſſimo pulimento, piu ch'adaltra ſorte di mar
mo. Vero è, che ſi viene talvolta a ſcontrarſi in alcune vene domandate da
gli ſcultori ſmerigli, iguali ſogliono rompere i " marmi ſi abboza
zano convna ſorte di ferri chiamati ſubbie, che hanno la punta a guiſa di pa
li a facce & piu groſſi & ſottili; & di poi ſeguitano con ſcarpelli i calca
gniuoli; iguali nel mezzo del taglio i" vna tacca, 8 coſi con piu ſottili
di mano in mano, che habbiano piu tacche, 8 gli intaccano quando ſono ar
ruotati con vno altro " . Et queſta ſorte di ferri chiamano gradine,
perche con eſſe vanno gradinando & riducendo a fine le lor figure; doue poi
con lime di ferro diritte & torte vanno leuando le gradine, che ſon reſtate
nel marmo: & coſi poi con la pomice arrotando a poco a poco gli fanno la
pelle che vogliono & tuttigli ſtrafori che fanno, per non intronare il marmo
-
gli fanno con trapani di minore & maggior grandezza, 8 dipeſo di º" 1ore
A Rc H IT E TT v R A 17
librel'uno, º qualche volta venti, che di queſti ne hanno di piu forte, per
far maggiori & minori buche, 8 gli ſeruon " per finire ogni ſorte di
lauoro, 8 condurlo a perfettione. Demarmi bianchi venati di bigio gli ſcul

.
º
tori & gli architetti ne fanno ornamenti per porte, 8 colonne per diuerſeca
ſe ſeruonſene per pauimenti, 8 per incroſtatura nelle lor fabriche; & gli
adoperano a diuerſe ſorti di coſe: ſimilmente fanno di tutti i marmi miſa
chiati. I marmi Cipollini ſono vn'altra ſpecie di grana, 8 colore differente,
& di queſta ſorte n'èanchora altroue che a Carrara; &queſti il piu pendono
inverdiccio: & ſon pieni divene, che ſeruonoper diuerſe coſe, 8 non per fie
gure. Quegli che gli ſcultori chiamano Saligni, che tengono di congelatio
ne di pietra, per eſſeruique luſtri ch'appariſcono nelſale, è traſpaiono alqua
to; è fatica aſſai a farne le figure: perche hanno la grana della pietra ruuida
&groſſa: & perche ne'tempi humidi gocciano acqua di continuo,overo ſu
dano. Quegli che ſi dimandano Campanini,ſon quella ſorte di marmi, che
ſuonano quando ſi lauorano; & hanno vn certo ſuono piu acuto degli altri,
queſti ſon duri, & ſi ſchiantano piu facilmente, che l'altre ſorti ſudette; & ſi
cauano a Pietraſanta . A Serauezza ancora in piu luoghi, 8 a Campiglia ſi
cauano alcuni marmi,che ſono perla maggior parte boniſsimi per lauoro di
; quadro,e ragioneuoli ancora alcuna volta per ſtatue, 8 in quel di Piſa,almö
teas.Giuliano, ſi caua ſimilmétevna ſorte di marmo bianco, che tiene d'albe
reſe e di queſti è incroſtato di fuori il Duomo, 8 il campoſanto di Piſa,oltre a
molti altri ornamenti, che ſi veggono in quella città fatti del medeſimo. Etp
schegiaſi conduceuano i detti marmi del monte a S.Giuliano in Piſaco quale
che incommodo, 8 ſpeſa: Hoggi hauendo il Duca Coſimo, coſi per ſanare il
º paeſe, come per ageuolare il condurre i detti marmi, 8 altre pietre, che ſi ca
uano è que monti, meſſo in canale diritto il fiume d'Oſoli,& altre molte ac
que, che ſorgeano in que piani con danno del paeſe; ſi potranno ageuolmen
te per lo detto canale condurre i marmi,o lauorati, o in altro modo con pic
cioliſsima ſpeſa, 8 con grandiſsimo vtile di quella città, che è poco meno, che
tornata nella priſtinagrandezza,mercè del detto S.Duca Coſimo, che non ha
cura, che maggiormentelo prema, che d'aggran dire, & rifar quella Città, che
era aſſai mal condotta innanzi, che ne fuſſe ſua Eccel. Signore,
Cauaſivn altra ſorte di pietra chiamata Treuertino, il quale ſerue molto
per edificare, & fare anchora intagli di diuerſe ragioni, che per Italia in mol
ti luoghi ſeneva cauando, come in quel di Lucca, 8 a Piſa, 8 in quel di Siena
da diuerſe bande, ma le maggiori ſaldezze, 8 le migliori pietre, cioè quelle
che ſon piu gentili, ſi cauano in ſul fiume del Teuerone a Tigoli, ch'è tutta
i" di congelatione d'acque, & di terra, che per la crudezza, 8 freddezza
da non ſolo congela, 8 petrificala terra, mai ceppi,i rami,8 le fronde degli
alberi. Et per l'acqua, che riman dentro,non ſi potendo finire di aſciugare,
quando elle ſon ſotto l'acqua, vi rimangono i pori della pietra cauati, che pa
reſpugnoſa, & buccheraticcia egualmente di dentro, 8 di fuori. Gli antichi
di queſta ſorte pietra fecero le piu mirabili fabriche, 8 edifici che faceſſero;
come ſono i Coliſei, &l'Erario da San Coſimo & Damiano, S molti altri edi
ci, & ne metteuano ne'fondamenti delle lor fabriche infinito numero; &
lauorandoli non furon molto curioſi di farli finire, ma ſeneſeruiuano ruſti
C -
13 D E L L A

camente Etºueſto forſe faceuano perche hanno in ſevna certa grandezza,


& ſuperbia. Ma ne giorni noſtri s'è trouato chi gli ha lauorati ſottiliſſima
mente, come ſi videgia in quel tempio tondo, che cominciarono, 8 non fi
nirono ſaluo che tutto il baſamento, in ſulla piazza di San Luigi Franceſi in
Roma, il quale fu condotto da vn Franceſe chiamato Maeſtro Gian, che ſtua
diò l'arte dello intaglio in Roma, 8 diuenne tanto raro, che fece il principio
di queſta opera; la quale poteua ſtare al paragone di quante coſe eccellenti
antiche, 8 moderne, che ſi ſian viſte d'intaglio di talpietra, perhauer ſtrafo
ratosfere di aſtrologi, 8 alcune Salamandre nel fuoco impreſe reali, 8 inala
altre,libri aperti con le carte lauorati con diligenza, trofei, 8 maſchere,lequa
li rendono doue ſono teſtimonio della eccellenza, 8 bontà da poter lauorarſi
quella pietra ſimile al marmo, anchor che ſia ruſtica. Et " ſevna gra
tia per tutto, vedendo quella ſpugnoſità de'buchivnitamente, che fa belvede
re.ilqual principio di tempio, eſſendo imperfetto fu leuato dalla Nazione
i" , e le dette pietre & altri lauori di " lo, poſti nella faciata della Chie
ſa di ſan Luigi, 8 parte in alcune capelle,doue ſtanno molto bene accomoda
te, e rieſcono si - º" i" di pietra è boniſſima per le muraglie
hauendo ſotto ſquadratola o ſcorniciata; perche ſi puo incroſtarla di ſtucco,
con coprirla con eſſo, 8 intagliarui cio ch'altri vuole come fecero gli antichi
nelle entrate publiche del Culiſeo, 8 in molti altri luoghi: & come ha fatto
a giorni noſtri Antonio da San Gallo nella ſala del palazzo del papa dinanzi
alla capella,doue ha incroſtato di treuertini con ſtucco, con vari intagli eccel
lentiſſimamente. Ma piu d'ogni altro Maeſtro ha nobilitata queſta pietra Mi
chelangelo Buonaroti nell'ornamento del cortile di caſa Farneſe,hauendoui
con marauiglioſo giudizio fatto d'eſſa pietra far fineſtre, Maſchere, Méſole, e
tante altre i bizzarie,lauorate tutte come ſi fa il Marmo, che non ſi puo
veder alcuno altro ſimile ornamento piu bello. E ſe queſte coſe ſon rare; è ſtu
pendiſſimo il cornicione maggiore del medeſimo palazzo nella faciata dinan
zi, non ſi potendo alcuna coſa ne piu bella, ne piu Magnifica diſiderare. Del
la medeſima pietra ha fatto ſimilmente Michilagnolo nel di fuori dellafabri
ca di ſan Piero, certi tabernacoli grandi, e dentro la cornici che gira intorno
alla tribuna, con tanta pulitezza, che non ſi ſcorgendo in alcun luogo lecom
mettiture puo conoſcer ognuno ageuolmente quanto poſſiamo ſeruirci di
queſta ſorte pietra. Ma quello,che trapaſſa ogni marauiglia, è che hauendo
fatto di queſta pietra la volta d'una delle tre tribune del medeſimo S. Pietro
ſono commeſſi i pezzi di maniera, che non ſolo viene collegata beniſſimo la
fabrica, con vari ſorti di commettiture, Ma pare avederla da terra tutta lauos
rata d'un pezzo. Eccivn'altra ſorte di Pietre che tendono al nero; & non ſer
"
uono agli Architettori ſe né a laſtricare tetti. ſono laſtre ſottili, pdor
te a ſuolo a ſuolo dal tempo & dalla natura, perſeruizio degli huomini, che
ne fanno anchora pile, murandole talmente inſieme che elle commettino
l'una nelaltra, 8 le empiono d'olio ſecondo la capacità de'corpi di quelle, S&
ſicuriſſimamente velo conſeruano. Naſcono queſte nella riuiera di Genoua,
in vn luogo detto Lauagna e ſe ne cauano pezzi lunghi..braccia,ei Pittori ſe
ne ſeruono, alauorarui ſule pitture a olio, perche ellevi ſi conſeruano ſu
molto piu lungamente, che nelle altre coſe, come al ſuo luogo ſi ragionerà
ne”
A R C H IT E T TV RA 15
ne capitoli della pittura. Auiene queſto medeſimo dela Pietra detta Piperno,
da molti detta preperigno pietra nericcia & ſpugnoſa come il treuertino, la
quale ſi caua per la campagna di Roma; & ſe ne fanno ſtipiti di fineſtre, se
Porte in diuerſi luoghi, come a Napoli & in Roma: & ſerue ella anchora a'
Pittorialauorarui ſu a olio, come al ſuo luogo racconteremo. è queſta pietra
alidiſſima,8 ha anzi dell'arſiccio che no. Cauaſi anchorain Iſtria vna pietra
bianchaliuida, laquale molto ageuolmente ſi ſchianta; & di queſta ſopra di
ogni altra ſi ferue non ſolamentela Città di Vinegia, ma tutta la Romagna
anchora,facendone tutti i loro lauori,8 di quadro & d'intaglio. Etcon ſorte
di ſtromenti & ferri, piu lunghi che gli altri, la vanno lauorando; maſſima
mente con certe martelline, andando ſecondo la falda della pietra, per eſſere
ella molto frangibile. Etdi queſta ſorte pietra ne ha meſſo in operavna gran
copia M. Iacopo Sanſouino,ilquale ha fatto in Vinegialo edificio Dorico del
la Panatteria, &ilThoſcano alla Zecca in ſulla piazza di San Marco. Et coſi
tutti i lorlauori vanno facendo per quella città,8 porte, fineſtre, cappelle, S&
altri ornamenti, che lor vien comodo di fare, non oſtante, che da Verona
i" il fiume dello Adige habbiano comodità di condurui i Miſchi, & altra
orte di pietre, delle quali poche coſe ſi veggono,per hauer piu in vſo queſta.
Nellaquale ſpeſſo vi commettono dentro Porfidi, Serpentini, & altreſorti di
pietre miſchie, che fanno, accompagnate con eſſe,belliſſimo ornamento. que
ſta pietra tiene d'albereſe, come la pietra da calcina di noſtri" come ſi è
detto ageuolmente ſi ſchianta. Reſtaci la pietra Serena, 8 labigia detta Maa
cigno, 8 la pietra forte, che molto s'uſa per Italia; doue ſon monti, 8 maſſia
mamente in Thoſcana; per lo piu in Fiorenza, 8 nel ſuo dominio. Quella
ch'eglino chiamano pietra Serena, è quella ſorte che trahe in azurrigno, o
vero tinta di bigio, della quale nè ad Arezzo caue in piu luoghi, a Cortona, a
Volterra, 8 per tutti gli Appennini; & ne'monti di Fieſole è belliſſima, per
eſſeruſi cauato ſaldezze grandiſſime di pietre, come veggiamo in tutti gli
edifici, che ſono in Firenze fatti da Filippo di Ser Brunelleſco, il quale fece
cauare tutte le pietre di San Lorenzo, 8 di Santo Spirito, & altre infinite, che
ſono in ogni edificio per quella città. º" ſorte di pietra è belliſſima ave
dere,ma doue ſia humidità, S&vi pioua ſu,o habbia ghiacciati adoſſo,ſi logo
ra,& ſi sfalda; ma al coperto ella dura in infinito. Ma molto piu durabile di
queſta, 8 di piu bel " è vna ſorte di pietra azurrigna; che ſi dimanda
hoggi la pietra del Foſſato: laquale quando ſi caua il primo filare, è ghiaioſo
& groſſo; il ſecondo menanodi,S feſſure, il terzo è mirabile, perche è piu fi
ne. Dellaqual pietraMicheleagnolo s'è ſeruito nella libreria, & si di
San Lorenzo, per papa Clemente, per eſſer gentile di grana, 8 ha fatto con
durre le cornici, le colonne, 8 ogni lauoro, con tanta diligenza, che d'argento
non reſterebbe ſibella. Et queſta pigliavn pulimento i" ; & non ſi
può deſiderare in queſto genere " migliore. E percio fu gia in Fiorenza
ordinato per legge, che di queſta pietra non ſi poteſſe adoperare ſe non in fa
re edifizi publici, è con licenza di chi gouernaſſe. Della medeſima n'ha fatto
aſſai mettere in opera il Duca Coſimo, coſi nelle colonne & ornamenti della
loggia di mercato nuouo, come nell'opera dell'udienza, cominciata nella ſa
la grande del palazzo dal Bandinello, e nell'altra, che è a quella dirimpetto,
2.
10 D E L L A
Ma gran quantità piu che in alcuno altro luogo ſia ſtato fatto giamai, n'ha
fatto mettere S.Ecc. nella ſtrada de Magiſtrati, che fa condurre col diſegno,
&ordine di Giorgio Vaſari Aretino. Vuole queſta ſorte di pietra il medeſi
mo tempo a eſſerlauorata, che il marmo, 8 è tanto dura che ella regge all'a
acqua,e ſi difende aſſai dall'altri ingiurie del tempo. Fuor di queſta nèvn'
altra ſpecie,ch'è detta pietra Serena per tutto il monte; ch'è piu ruuida & piu
dura, & non ètanto colorita: che tiene di ſpecie di nodi della pietra; laquale
regge all'acqua, al ghiaccio; & ſe ne fa figure, 8 altri ornamenti intagliati.
E di queſta n'è la Douitia figura di mâ di Donatello in ſu la colonna di Mer
cato vecchio in Fiorenza, coſi molte altre ſtatue fatte da perſone eccelletin6
ſolo in quella città, ma per il dominio.Cauaſi per diuerſi luoghi la pietra For
te,laqual regge all'acqua,al Sole,al ghiaccio, 8 a ogni tormento; 8 vuol tem
o alauorarla, ma ſi conduce molto bene; & non v'è molte gran ſaldezze.
i Della qual ſe n'è fatto, e per i Gotthi, & per i moderni i piu i edifici, che ſia
no plaToſcana, come ſi puo vedere in Fiorenza nel ripieno de due archi,che
fanno le porte principali dell'oratorio d'Orſanmichele,iquali ſono veramen
te coſe mirabili, e con molta diligenza lauorate. Di queſta medeſima pietra ſa
noſimilmente per la Città, come s'è detto, molte ſtatue, 8 arme, come intor
no alla fortezza, é in altri luoghi ſi puo " ha il colore alquanto
gialliccio, con alcunevene " ſortiliſsime,chele dâno grandiſsimagra
tia. & coſi ſe n'è vſato fare qualche ſtatua ancora,douehabbiano a eſſere fon
tane, perche reggano all'acqua. Et di queſta ſorte pietra è murato il palagio
de Signori, la loggia, Orſan Michele, e il di dentro di tutto il corpo di S. Ma
ria del Fiore, & coſi tutti i ponti di quella città, il palazzo de'Pitti, S. quello de
gli Strozzi. Queſta vuole eſſerlauorata con le martelline perch'è piu ſoda; &e.
coſi l'altre pietre ſudette vogliono eſſerlauorate nel medeſimo modo,che s'è
detto del marmo, 8 dell'altre ſorti di pietre. Imperò nonoſtante le buone
ietre, & le tempere deferri,è di neceſsità l'arte, intelligenza,e giudicio dico
i" le lauorano, perch'è grandiſsima diferenza negli artefici, tenendo
vna miſura medeſima da mano a mano, in dargratia, 8 bellezzaall'opere, che
ſi lauorano. Et queſto fa diſcernere, & conoſcere la perfettione del fare da i
gli che ſanno, a quei che manco ſanno. Per conſiſtere adunque tutto il buono
& la bellezza delle coſe eſtremamente lodate negli eſtremi della perfettione,
" intendono: biſogna con
che ſi dà alle coſe; che tali ſon tenute da
ogni induſtria ingegnarſi ſempre di farle perfette, 8 belle, anzi belliſsime, e
perfettiſsime.
Che coſa ſtaillauoro di quadro ſemplice,crillauoro di quadro intagliato. cap. II.
Auendo noi ragionato coſi in genere di tutta le pietre, che oper ornamé
ti,operiſcolture,ſeruono a gli artefici noſtri ne loro biſogni:diciamo ho
ra, che quando elle ſi lauorano per la fabrica; tutto quello " ſi adopera
la ſquadra, 8 le ſeſte,8 che ha cantoni, ſi chiama lauoro di quadro.Et queſto
cognome deriua dalle faccie, 8 dagli ſpigoli, che ſon quadri, perche ogni or
dine di cornici,ocoſa,che ſia diritta o vero riſaltata, 8 habbia cantonate è o
pera, che ha il nome di quadro, 8 però volgarméte ſi dice fra gli artefici lauo
ro
A R C H IT E T TV RA 21
to di quadro. Ma sella non reſta coſipulita, ma ſi intagli in tai cornici fregi,
fogliami.huouoli,fuſaruoli,dentelli,guſcie, 8 altre ſorti d'intagli, in que'mé
bri, che ſono eletti a intagliarſi da chi le fa,ella ſi chiama opra di quadro in
tagliata, overo lauoro d'intaglio. Di queſta ſorte opra di quadro, 8 d'inta
glio ſi fanno tutte le ſorti ordini Ruſtico, Dorico, Ionico,Corinto, & Com po
ſto,& coſi ſe ne fece al tempo de Gothi il lauoro Tedeſco, S. non ſi può lauo
rare neſſuna ſorte d'ornamenti, che prima non ſi lauori di quadro, 8 poi d'in
taglio,coſi pietre miſchie, 8 marmi,S d'ogni ſorte pietra, coſi come anchora
di mattoni per hauerui a incroſtar ſuopra di ſtucco intagliata. ſimilmente di
legno di noce, 8 d'albero, 6 d'ogni ſorte legno. Ma perche molti non ſanno
conoſcere le differenze, che ſono da ordine a ordine; ragioneremo diſtinta
mente nel capitolo che ſegue, di ciaſcuna maniera, o modo piu breuemente,
che noi potremo,

Dècinque ordini d'architettura Ruſtico, Dorico, Ionico, Corinto, compoſto,


- i cr dellauoro Tedeſco, Cap III.

I! lauoro chiamato Ruſtico è piu nano, &di piu groſſezza, che tutti gl'altri
ordini per eſſere il principio, 8 fondamento di tutti; 8 ſi fa nelle modana
ture delle cornici piu ſemplici, e per conſeguenza piu bello, coſi ne capitelli,
e baſe, come in ogni ſuo membro. I ſuoi zoccoli,opiediſtalli, che gli vogliam
chiamare,doue poſano le colonne, ſono quadri di proporzione, con l'hauere
dapie la ſua faſcia ſoda,e coſi vin'altra di ſopra,che " in cambio di cor
nice. L'altezza della ſua colonna ſi fa di ſei teſte, a imitatione di perſone nane,
& atte a regger peſo; & di queſta ſorte ſe ne vede in Toſcana molte loggie pu
lite,è alla ruſtica con bozze, 8 nicchie fra le colonne, 8 ſenza, 8 coſi molti
portichi, chegli coſtumarono gli antichi nelle lor ville; & in Campagna ſes
nevede anchora molte ſepolture, come a Tigoli, &a Pozzuolo Seruirenſi di
queſto ordine gli antichi per porte, fineſtre, ponti,acquidotti,Erarij, caſtelli,
torri, 8 rocche da conſeruar munitione,8& artiglieria, & porti di mare, pria
i" fortezze doue ſi fa cantonate a punte di diamanti, ea piu facce belliſ
me. E queſte ſi fanno ſpartite in vari modi, cioè obozze piane, per non fare
con eſſe ſcala i ; perche ageuolmente ſi ſalirebbe, quando le boz
zehaueſſono, come diciamo noi troppo agetto, o in altre maniere, come ſi ve
de in molti luoghi, e maſsimamente in Fiorenza nella facciata dinanzi, e prin
cipale della cittadella maggiore, che Aleſſandro primo Duca di Fiorenza fece
fare: laquale per riſpetto dell'impreſa de Medici, è fatta a punte di diamante,
& di palle schiacciate,el'una, e l'altra di poco rilieuo. Il qual compoſto tutto
di Palle,e di diamanti vno allato all'altro,è molto ricco, e vario,e fa belliſsimo
vedere.Etdi queſta opera n'è molto per le ville de'Fiorentini, portoni,entra
te, & caſe, 8 " evilleggiono; che non ſolo recano " & or
namento infinito a quel contado,mavtilità,8& commodo grandiſsimo ai cit
tadini. Ma molto piu è dotata la citta di fabriche ſtupendiſsime fatte di boz
ze,come quella di caſa Medici, la facciata del palazo de Pitti, qllo degli Stroz
zi, & altri " ſorte di edifici tanto quanto piu ſodi, & ſemplici ſi
fanno, 8 con buon iſegno, tanto piu maeſtria, e bellezza vi ſi conoſce détro,
et
2-2, D E L L A
ea è neceſſario,che queſta ſorte di fabrica ſia piu eterna e durabile di tuttelal
tre,auuenga che ſono i pezzi delle pietre maggiori, et molto migliori le com
mettiture,doue ſi và collegando tutta la fabrica convna Pietra, che lega l'al
tra pietra.Et perche elle ſon pulite, e ſode di membri, non hanno poſſanzai
caſi di fortuna, o del tempo, nuocergli tanto rigidamente, quanto fanno alle
altre pietre intagliate e traforate,ocome dicono i noſtri, campate in aria dala
la diligenza deg i intagliatori.
L'ordine Dorico fu il piu maſsiccio, c'haueſſeri Greci,e piu robuſto di fortez
za,e di corpo,e molto piu " loro ordini collegato inſieme, e non ſolo i
Greci,mai Romani ancora dedicarono queſta ſorte di edifici a quelle pſone
che erano armigeri, come Imperatori d'eſerciti conſoli,epretori; ma agli Dei
loro molto maggiormente; come a Gioue, Marte, Hercole,Scaltri,hauendo
ſempre auuertenzadi diſtinguere,ſecondo illor genere, la differenza della fa
brica,o pulita,o intagliata,opiuſemplice,o piu ricca, accioche ſi poteſſe cono
ſcere dagli altri il grado,e la differenza fra gl'Imperatori, o di chi faceua fabri
care. E per ciò ſi vede " feciono gl'antichi eſſere ſtata vſata molta
arte,ne componimenti delle loro fabriche, e che le modanature delle cornici
doriche hanno molta gratia,ene membrivnione,e bellezza grandiſs.Etvede
ſi ancora,chela proporzione ne fuſi delle colòne di diſta ragione, è moltoben
inteſa, come quelle che non eſſendone groſſe groſſe, ne ſottili ſottili, hano
forma ſomigliante, come ſi dice alla pſona d'Hercole,moſtrandovna certa ſo
dezza molto atta a regger il peſo degli architraui,fregi, cornici,e il rimanente
di tutto l'edificio, che va ſopra. E perche queſto ordine, comepiu ſicuro, e piu
fermo degl'altri e ſempre piacciuto molto al S.DucaCoſimo, egli ha voluto,
che la fabrica, che mi fa far con grandiſsimo ornamento di pietra per tredici
Magiſtrati ciuili della ſua città,e dominio a canto al ſuo palazzo inſino al fiu
med'Arno, ſia di forma Dorica, onde per ritornare in " il vero modo di fa
bricare,il quale vuole, che gl'architrauiſpianino ſopra le colonne, leuádo via
la falſità degirare gl'archi delle logge ſopra i capitelli, nella facciata dinazi,ho
ſeguitato il vero modo,chevſarono gl'antichi, come in queſta fabrica ſi vede.
Et perche queſto modo di fare è ſtato dagl'architetti paſſati fuggito, percio
che gl'architrauidi pietra, che d'ogni ſorte ſi trouanoâtichi, e moderni ſi v
gono tutti,o la maggior parte, eſſere rotti nel mezzo, nonoſtante,che i -

ſodo delle colonne, dell'architraue,fregio, etcornice ſiano archi di mattoni


piani,che non toccano, e non aggrauano:o dopo molto hauere conſiderato
il tutto, ho finalmente trouato vn modo " di mettere in vſo il vero
modo di far con ſicurezza degl'Architrauidetti, che non patiſcono in alcuna
parte,e rimane il tutto ſaldo e ſicuro quanto piu non ſi puo deſiderare, ſi co
melaſperienza ne dimoſtra. Il modo " è queſto,che quì di ſotto ſi dirà
a beneficio del mondo,e degl'artefici. Meſſe ſu le colonne,etſopra i capitel
ligl'Architraui,che ſi ſtringono nel mezzo del diritto della colonna l'un l'al
troſi favn Dado quadro,eſempigratia,ſe la colána évn braccio groſſa, e l'ar
chitraue ſimilmente largo,etalto;facciaſi ſimile il Dado del fregio, ma dinan
zi gli reſti nella faccia vn'ottauo per la commettitura del piombo,evn'altro ot
tauo,o piu ſia intaccato di dentro il dado a quartabuono da ogni banda pare
tito poi nell'intercolonnio il fregio in tre parti, le due dalle bande ſi augnino
a
A R C H I T E T T V R A 13

tel quartabuono in contrario, che ricreſca di dentro,accio ſi ſtri nga nel Dado,

eſerriaguisa darco. E dinanzilagroſſezza dell'ottauo, vada a piombo, 8 il ſi


mile faccia l'altra parte di là,all'altro dado. E coſi ſi faccia ſopra la colóna, che
il pezzo del mezzo di detto fregio ſtringa di dentro, e ſia intaccato a quarta
buona inſino a mezo. L'altra mezafia ſquadrata,e diritta,e meſſa a caſſetta,p
º che ſtringa a vſo d'arco, moſtrando di fuori eſſere murata diritta facciaſi poi,
che le pietre di detto fregio non posino ſopra l'architraue,e non s'accoſtino
vndito: percioche facendo arco viene a reggerſi da ſe,e non caricarl'architra
ue. facciaſi poi dalla parte di dentro, per ripieno di detto fregio vn'arco pia
; no di Mattoni alto quanto il fregio, che ſtringa fra dado, e dado ſopra le coló
ne facciaſi dipoivn pezzo di cornicione largo quanto il dado ſopra le colon
ne,ilquale habbia le commettiture dinanzi, come il fregio, e di dentro ſia det
ta cornice,come il dado a quartabuono,vſando diligenza, che ſi faccia, come
il fregio la cornice di tre pezzi, dequali, due dalle bande ſtringhino di den
tro a caſſetta il pezzo di mezzo della cornice ſopra il dado del fregio. E auer
taſi, che il pezzo di mezzo della cornice vada per canale a caſſetta in modo,che
ſtringa in duepezzi dalle bande,eſerria guiſa d'arco. Eti queſto modo di far
puo vederciaſcuno, che il fregio ſi regge da ſe, 8 coſi la cornice,laquale poſa
quaſi tutta in ſull'arco di Mattoni. E coſi aiutandoſi ogni coſa da perſe,
non viene a regger l'architraue altro, che il peſo di ſe ſteſſo ſenza pericolo di
romperſigiamai per troppo peſo. E perche la ſperienza ne dimoſtra queſto
modo eſſer ſicuriſsimo, ho voluto farne particulare mentione a commodo,
et beneficio vniuerſale, E maſsimamente conoſcendoſi, che il mettere, co
megl'antichi fecero, il fregio, et la cornice ſopra l'Architraue, che egli ſi
rompe in ſpatio di tempo, etforſe per accidente di terremuoto,ò d'altro, non
lo detendendo abaſtanza l'arco, che ſi fa ſopra il detto cornicione. Ma giran
do Archi ſoprale cornici fatte in queſta forma, incantenandolo al ſolito di
ferri, aſsicura il tutto da ogni pericolo, e fa eternamente durarl'edificio.
Diciamo adunque per tornar a propoſito, che queſta ſorte di lauoro ſi può
vſare ſolo daſe, &anchora metterlo nel ſecondo ordine da baſſo ſopra il Ru
ſtico; & alzando metterui ſopravn'altro ordine variato, come Ionico, o Co
rinto, o compoſto; nella maniera che moſtrarono gli antichi nel Culiſeo di
Roma, nelquale ordinatamente vſarono arte, 8 giudicio. Perchehauendo
i Romani tionfato non ſolo de'Greci, ma di tutto il mondo; miſero l'opera
compoſta in cima,per hauerlaiThoſcani compoſta di piu maniere. &lami
ſero ſopra tutte,come ſuperiore di forza, gratia, e bellezza, 8 come piu i.
parente dell'altre,hauendo a far corona all'edificio, che per eſſer ornata di
membri,fanell'opravnfinimentohonoratiſsimo,8 da non deſiderarlo altri
menti Etpertornare allauoro Dorico,dico,chela colonna ſi fa di ſette teſte
d'altezza; &il ſuo zoccolo ha da eſſere poco manco d'un quadro, S. mezo di
altezza, 8 larghezzavn quadro,facendoli poi ſopra le ſue cornici, 8 di ſotto
la ſua faſcia col baſtone, 8 due piani, ſecondo che tratta Vitruuio: &la ſua ba
ſe & capitello tanto d'altezzavna, quanto l'altra,còputando del capitello dal

º
i
collarino in ſu,la cornice ſua col fregio, 8 architraue appiccata, riſaltando a
ogni dirittura di colonna con que canali, che gli chiamano Tigrifi ordinaria
mente,che vengono partiti fravn riſalto, 8 l'altrovn quadro,dentrouio teſte
di
44 D E L L .A
di buoi ſecche,otrofei,o maſchere,otarghe,o altre fantaſie.Serral'architraue
riſaltando con vnaliſtairiſalti,8 dapie favn pianetto ſottile, tanto quanto
tiene il riſalto; apie del quale fanno ſei campanelle per ciaſcuno, chiamate
Goccie dagli antichi. Et ſe ſi ha da vedere la colonna accanalata nel Dorico,
vogliono eſſere venti facce in cambio de canali: & non rimanere fra canale, e
canale altro, che il canto viuo. Di queſta ragione opera n'è in Roma al foro
Boario,ch'è ricchiſsima, 8 d'un'altra ſorte le cornici, S&gli altri mébri al Tea
tro di Marcello, doue hoggi è la piazza Montanara, nellaquale opera non ſi
vede baſe, 8 quelle che ſi veggono ſon Corinte. Etè openione,che gli antichi
non le faceſſero, 8 in quello ſcibio vi metteſſero vin dado tanto grande, qua
to teneua la baſe. Et di queſto n'è il riſcontro a Roma al carcere Tulliano, do
ue ſon capitelli ricchi di membri piu che gli altri, che ſi ſian viſti nel Dorico.
Di queſto ordine medeſimon ha fatto Antonio da San Gallo il cortile di caſa
Farneſe in capo di Fiore a Roma,il quale è molto ornato,ebello, benche con
tinuamente "veda di queſta maniera tempijantichi, 8 moderni, e coſi palaz
zi; iquali per la ſodezza, 8 collegatione delle pietre ſon durati,8 mantenuti
piu,che non hanno fatti tutti glialtri edifici. L'ordine Ionico per eſſer piu
ſuelto del Dorico fu fatto dagli antichiaimitatione delle perſone, che ſono
fra il tenero, e il robuſto:8 di queſto rende teſtimonio l'hauerlo eſsi adopera
to & meſſo in opa ad Apolline, a Diana,e a Bacco, 8 qualche volta a Venere,
Il zoccolo, che regge la ſua colóna lo fanno altovn quadro,emezo elargovn
quadro; & le cornici ſue di ſopra, 8 di ſotto ſecondo queſto ordine. La ſua co
lonna è alta otto teſte, 8 la ſua baſe è doppia con due baſtoni, come la deſcri
ue Vitruuio al terzo libro al terzo capo, &il ſuo capitello ſia ben girato con le
ſuevolute,o cartocci,o viticci, cheogniun ſegli chiami; come ſi vedeal Thea
tro di Marcello in Roma ſopra l'ordine Dorico: coſi la ſua cornice adorna di
menſole, 8 di dentelli, 8 il ſuo fregio con vn poco di corpo tondo. Et volédo
accanalare le colonne,vogliono eſſere il numero de canali ventiquatro, ma
ſpartiti talmente, che ci reſti fra l'un canale, e l'altro la quarta parte del cana
le,che ſerua per piano. Queſto ordine ha in ſe belliſsima gratia &leggiadria,
& ſe ne coſtuma molto fra gli architetti moderni. Illauoro Corinto piacque
vniuerſalmente molto a Romani,8 ſe ne dilettarono tanto, ch'e fecero di que
ſto ordine le piu ornate,8 honorate fabriche per laſciar memoria di loro; co
me appare nel tempio di rigoliin ſul reuerone, 8 le ſpoglie del tempio della
pace,S&l'arco di Pola, & quel del porto d'Ancona. Ma molto piu è bello il Pa
theon, cioèla Ritonda di Roma; il quale è il piu ricco, el piu ornato di tutti
gli ordini detti di ſopra. Faſsi ilzoccolo, che regge la colonna, di queſta ma
niera,largovn quadro, 8 due terzi, 8 la cornice di ſopra, 8 di ſotto a propor
zione, ſecondo Vitruuio faſsi l'altezza della colnnna noue teſte, con la "
ſa & capitello, il quale ſarà d'altezza tutta la groſſezza della colonna da pie:
& la ſua baſa ſarà la metà di dettagroſſezza, la quale vſarono gli antichi inta
gliarein diuerſi modi. Et l'ornamento del capitello ſia fatto co ſuoi vilucchi,
& le ſue foglie, ſecondo che ſcriue Vitruuio nel quarto libro; doue egli fari
cordo eſſere ſtato tolto queſto capitello dalla ſepoltura d'una fanciullaCorin
taSeguitiſi il ſuo architraue,fregio, 8 cornice con le miſure deſcritte da lui
tutte intagliate con le menſole, 8 vuoli, & altre ſorti d'intagli ſotto il
-
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atOIO»
A R C H I T E T T V R A º
latoio. Eiftegidi queſt'opera ſi poſſono fare intagliati tutti con fogliami, Sc
ancora farne de puliti,o vero con lettere dentro, come erano quelle al porti
codellaRitonda di bronzo commeſſo nel marmo. Sono i canali nelle colon
nediqueſta ſorte a numero ventiſei, béche n'è di manco ancora; & è la quar
taparte del canale fra l'uno,S l'altro, che reſta piano: come beniſsimo appa
rein molteopere antiche & moderne miſurate da quelle.
L'ordine compoſto, ſe ben Vitruuio non ne ha fatto menzione, non facendo
egli conto d'altro che dell'opa Dorica, Ionica,Corinthia, &Toſcana: tenendo
troppo licentioſi coloro, che pigliado di tuttequattro dgli ordini ne faceſſero
corpi,che gli rappreſentaſſero piutoſto moſtri, che huomini; per hauerlo co
fumato molto i Romani, & a loro imitazione i moderni, non mancherò di
queſto ancora, accio ſe n'habbia notizia dichiarare,eformare il corpo di que
ſta proportione di fabrica. Credendo queſto, che ſe i Greci,e i Romani for
marono que primi quattro ordini, 8 gli riduſſero a miſura, 8 regola genera
le, che ci poſsino eſſere ſtati di quegli,che habbino fin qui fatto nell'ordine
Compoſto, & componendo da ſe delle coſe, che apportino molto piu grazia,
che non fanno le antiche. E che queſto ſia vero ne fanno fede l'opere che Mi
chelangnolo Buonarroti ha fatto nella ſagreſtia, e libreria di S. Lorenzo di Fi
renze, douele porte, i Tabernacoli, le baſe, le colonne,i capitelli, le cornicile
méſole, &in ſomma ogni altra coſa hanno del nuouo, e del compoſto da lui, e
nondimeno ſono marauiglioſe non che belle. Il medeſimo, e maggiormen
te dimoſtrò lo ſteſſo Michelagnolo nel ſecondo ordine del cortile di caſa Far
neſe, e nella cornice ancora, che regge di fuori il tetto di quel palazzo. E chi
vuol veder quanto in queſto modo di fare habbia moſtrato la virtu di queſto
huomo,veramente venuta dal cielo, Arte, diſegno, e varia maniera, conſidea
ri quello, che ha fatto nella fabbrica di S. Piero, nel riunire inſieme il corpo
di quella machina,e nel far tante ſorti di vari, 8 ſtrauaganti ornamenti, tan
tebelle modanature di cornici, tanti diuerſe tabernacoli, & altre molte coa
ſe tutte trouateda lui, e fatto variatamente dall'uſo degl'antichi, perchenius
no puo negare che queſto nuouo ordine compoſto,hauendo da Michelagno
lo tanta perfettione riceuuto, non poſſa andar al paragone degli altri. E dive
ro la bonta, e virtu diqueſto veramente Ecc. s" Pittore, & Architetto
ba fatto miracoli douunque egli ha poſto mano, oltre all'altre coſe, che ſono
manifeſte,e chiare come la luce del Sole, hauendo ſiti ſtorti dirizzati facilmen
te,e ridotti a perfezione molti edifici,8 altre coſe di cattiuiſsima forma, rico
prendo con vaghi, e capriccioſi ornamenti i difetti dell'arte, e della Natura,
Lequali coſe non " con buon giudicio, e non le immitando, han
no a tempi noſtri certi Architetti plebei prosòtuoſi, & ſenza diſegno fatto qua
fi a caſo, sézaſeruardecoro, Arte,ò ordine neſſuno,tutte le coſe loro moſtruo
ſe, e Peggio, che le Tedeſche. Ma tornando a propoſito, di queſto modo di
lauorare è ſcorſo l'uſo, che gia è nominato queſto ordine da alcuni compoſto,
da altri Latino, 8 per alcuni altri Italico. La miſura dell'altezza di queſta co
lona vuole eſſere dieci teſte: la baſe ſia per la metà della groſſezza della colon
na, & miſurata ſimile alla Corinta, come ne appare in Roma all'arco di Tito
Veſpaſiano. E chi uorrà far canali in queſta colonna, puo fargli ſimili alla
Ionica, o come la Corinta; o come ſarà l'animo di chi li l'architettura"
queito
16' D E L L A .
queſto corpo, ch'è miſto con tutti gli ordini. I capittelli ſi poſſon fare ſimili a
i Corinthi, ſaluo, che vuole eſſere" la cimaſa del capitello; &le volute, o
viticci alquanto piu grandi: come ſi vede all'arco ſuddetto. L'architraue ſia
tre quarti della groſſezza della colonna, 8 il fregio habbia il reſto pien dimé
ſole: &la cornice, quanto l'architraue, che l'agerto la fa diuentar maggiore:
come ſi vede nell'ordine vltimo del Culiſeo di Roma: & in dette menſole ſi
ſſon far canali avſo di tigrifi, e altri intagli ſecondo il parere dell'architetto:
& ilzoccolo, doue poſa " colóna,ha da eſſere alto due quadri, 8. coſi le ſue
cornici a ſua i" , o come gli verrà in animo di farle. Vſauano gli antichi
o per porte,o ſepolture,o altre ſpecie d'ornamenti, in cambio di colonne,ter
mini di varie ſorti, chi vna figura c'habbia vna ceſta in capo per capitello: al
trivna figura fino a mezo, & il reſto verſo la baſe piramide, o vero bronconi
d'alberi;&di queſta ſorte faceuano virgini,ſatiri,putti, & altre ſorti di moſtri,
o bizarie che veniualor comodo, e ſecondo, che naſceua loro nella fantaſia le
metteueno in opera. Eccivn'altra ſpecie di lauori,che ſi chiamano Tedeſchi,
iquali ſono di ornamenti, 8 di proporzione molto differenti dagli antichi,
& da moderni, nehoggi s'uſano per gli eccellenti, ma ſon fuggiti da loro con
me moſtruoſi,e barbari: Diméticando ogni lor coſa di ordine, che piu toſto
confuſione,o diſordine ſi " chiamare, auendo fatto nelle lor fabriche,che
ſon tante,channo ammorbato il mondo, le porte ornate di colonne ſottili &
attorte a vſo di vite, le quali non poſſono auer forza a reggere il peſo, di che
leggerezza ſi ſia; & coſi per tutte le facce, 8 altri loro ornamenti faceuano
vna maledizione di tabernacolini l'un ſopra l'altro, con tante piramidi, 8 pſi
te, & foglie, che non ch'elle poſſano ſtare, pare impoſsibile ch'elle ſi poſsino
reggere. Ethanno piu il modo da parer fatte di carta, che di pietre, o di mar
mi. Et in queſte opere faceuano tanti riſalti, rotture,menſoline, 8 viticci, che
ſproporzionauano quelle opere, che faceuano; & ſpeſſo con mettere coſa ſo
pra coſa,andauano in tanta altezza, che la fine d'una porta toccaualoro il tet
to. Queſta maniera fu trouata dai Gotthi, che per hauer ruinate le fabriche
antiche, 8 morti gli architetti per le guerre,fecero dopo coloro che rimaſero
le fabriche di queſta maniera; i quali girarono le " con quarti acuti, S&
riempierono tutra Italia di queſta maledizione di fabriche: che per né hauer
nea far piu,s'é diſmeſſo ogni modo loro Iddio ſcampi ogni paeſe da venir tal
li ordine di lauori,che per eſſere eglino talmente difformi allabele
dellefabriche noſtre, meritano che non ſe ne fauelli piu, che queſto. Et
però paſsiamo a dire delle volte. -

Del fare le uolte di getto,che ungano intagliate quando ſi disarmino,


ord impaſtarloſtucco. Cap. II II.
.

Vädo le mura ſon'arriuate al termine, che le volte s'habbino a voltare,


Qiti,opiane
mattoni,o di tufi,o di ſpugna,biſogna ſopra l'armadura decorre
voltare di tauole in cerchio ſerrato, che commettino ſe
eondo la forma della volta,o a ſchifo: el'armadura della volta in quel modo,
che ſi vuole con boniſsimi puntelli fermare; che la materia di i"
del peſo
non la sforzi; & dapo ſaldiſsimamente turare ogni pertugio nel mezzo, ne Ca Dl
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cantoni, 8 per tutto con terra, accioche la miſtura non coli ſotto, quando ſi
getta. E coſi armata ſopra quel piano di tauole ſi fanno caſſe di legno, che in
contrario ſiano lauorate,douevn cauorilieuo,& coſi le cornici, ei membri,
che farci vogliamo ſiano in contrario;accio quando la materia ſi getta,vene
gadou'è cauo di rilieuo & doue è rilieuo, cauo, & coſi ſimilmente vogliono
eſſere tutti i membri delle cornici al contrario ſcorniciati. Se ſi vuol fare pulie
ta,o intagliata medeſimamente è neceſſario hauerforme di legno, che formi
no di terra le coſe intagliate in cauo;& ſi faccin d'eſſa terra le piaſtre quadre
di tali intagli, 8 quelle ſi commettino l'uno all'altra ſu piani, o gola, o fregi,
che far ſi vogliono diritto per quella armadura. Etfinita di coprir tutta degli
intagli di terra formati in cauo,& commeſsi gia di ſopradetti, ſi debbe poi pi
gliare la calce, con pozzolana,orena vagliata ſottile ſtemperata liquida,Sc li
" ; & di quella fare egualmentevna incroſtatura p tutte, fin che
tutte le forme ſian piene Etappreſſo ſopra coi mattoni farla volta alzando i
gli & i" che la volta gira, 8 dicontinuo ſi conduca con eſ
i; creſcendo,ſino ch'ella ſia ſerrata. Etfinita talcoſa ſi debbe poi laſciare fare
preſa, 8 aſſodare, fin che tale opra ſia ferma, 8 ſecca. Erda poi quando i pun
telli ſi leuano,&la volta ſi diſarma,facilmente la terra ſileua; & tutta l'opera
reſta intagliata, 8 lauorata, come ſe di ſtucco foſſe condotta, 8 quelle parti,
che non " venute, ſi vanno con lo ſtucco riſtaurando,tanto, che ſi riducano
a fine. Et coſi ſi ſono condotte negli edifici antichi tutte l'opre, lequali hanno
poi di ſtucco lauorate ſopra a quelle. Coſi hanno ancora hoggi fatto i moder
ni nelle volte di S. Pietro: & molti altri maeſtri per tutta Italia.
Hora volendo moſtrare, come lo ſtucco s'impaſti, ſi fa con vn'edificio in vino
mortaio di pietra peſtare la ſcaglia di marmo: ne ſi toglie per quell'altro, che
la calce, che ſia bianca fatta o di ſcaglia di marmo,o di treuertino; & in câbio
di rena ſi piglia il marmo peſto, 8 ſi ſtaccia ſottilmente, 8. impaſtaſicò la cal
ce, mettendo due terzi calce,S&vn terzo marmo peſto, 8 ſe ne fa del piu groſe
ſo, & ſottile, ſecondo che ſi vuollauorare groſſamente,o ſottilmente.Et "
ſtucchi ci baſti hor queſto; perche il reſtante ſi dirà poi, doue ſi tratterà del
mettergli in opra tra le coſe della ſcultura. Allaquale prima, che noi paſsiamo
diremo breuemente delle fontane, che ſi fanno per la mura, Sc degli ornamé
ti vari di quelle. - .

come di Tartari,crdicolature d'acqueſi conducono le Fontane Ruſtiche, e


come nello ſtuccoſimuranoleTelline,crle colature
delle pietrecotte. Cap. V.
I come le Fontane, che nei loro palazzi, giardini, Scaltri luoghi fecero
ºp) gl'antichi furono di diuerſe maniere, cioè alcune iſolate con tazze, 8 vaſi
d'altre ſorti; altre allato alle mura,con nicchie, maſchere,o figure, 8 ore
namenti di coſe maritime. Altre poi,pervſo delle ſtufe piu ſimplici, 8 pulite;
& altre finalmente ſimili alleſaluatiche fonti, che naturalmente ſurgono nei
boſchi; Coſi parimente ſono di diuerle ſorti quelle, che hanno fatto, elfanº
notuttavia i moderni,i quali variandole ſempre hanno alle inuenzioni degli
antichi aggiunto componimenti di operaThoſcana coperte di colatured'ac
D 2. que
as D E L L A
quepetrificate, che pedono a guiſa di radicioni fatti col tépo d'alcune cbgela
zioni d'eſſe acq,ne luoghi doue elle ſon crude,e groſſe; come né ſolo aTigoli
doue il fiume Teuerone petrifica i rami degl'alberi,e ogn'altra coſa, che ſe gli
pone inazi, facendone di queſte gomme, e tartari, ma ancora allago di piedi
Lupo, che le fa grandiſsime, 8 in Toſcana al fiume d'Elſa, l'acque del quale le
fa in modo chiare,che paiono di marmi, di vitriuoli,e d'allumi. Ma i
e bizarre ſopra tutte l'altre ſi ſono trouate dietro monte Morelle, pure in The
ſcana; vicino otto miglia a Fiorenza. Et di queſta ſorte ha fatte fare il Duca
Coſimo, nel ſuo giardino dell'olmo a Caſtello gli ornamenti ruſtici delle fona
tane fatte dal Tribolo ſcultore. Queſte leuate donde la natura l'ha prodotte
ſi vanno accommodando nell'opera, che altri vuol fare, con ſpräghe di ferro,
con rami impiombati, o in altra maniera. E s'inneſtano nelle pietre in modo,
che ſoſpeſi pendino. E murando quelli addoſſo all'opera Thoſcana, ſi fa, che
eſſa in qualche parte ſi veggia. Accommodando " " eſsi caue di piombo a
ſcoſe,e ſpartiti per quelle i buchi,verſano zampilli d'acque, quando ſi voltava
nachiaue,chè nel principio di detta cannella, 8 coſi ſi fanno condotti d'ac
que, & diuerſi Zampilli: doue poi l'acqua pioue per le colature di queſti tarta
ri; & colando fa dolcezza nell'udire,e bellezza nel vedere. Se ne fa anchora di
vn'altra ſpecie di grotte piu ruſticamente compoſte contrafacendo le fonti al
la ſaluatica in queſta maniera.
Piglianſi ſaſsi ſpugnoſi, 8 commeſsi, che ſono inſieme ſi fa naſcerui herbe
ſopra;lequali con ordine, che paia diſordine, 8 ſaluatico, ſi rendo molto nas
turali, & piu vere. Altri ne fanno di ſtucco piu pulite, 8 liſce, nelle quali mea
ſcolano l'uno, 8 l'altro. Etmentre quello è freſco, mettono fra eſſo per fregi,
& ſpartimenti,gongole,telline, chiocciole maritime tartarughe, e nicchi gri
di,& piccoli, chiaritto, & chi a roueſcio. Et di queſti fanno vaſi, 8 feſtoni, in
che cotalitelline figurano le foglie; & altre chiocciole,e i nicchi fanno le frut
re; & ſcorze di teſtuggine d'acqua vi ſi pone. Come ſi vede alla vigna, che fece
fare Papa Clemente ſettimo quando era Cardinale, a piedi Monte Mario,
conſiglio di Giouanni da Vdine. -

Coſi ſi fa anchorain diuerſi colorivn muſaico ruſtico, 8 molto bello,piglian


do piccoli pezzi di colature di mattoni disfatti,e troppo cotti nella fornace,84
altri pezzi di colature di vetri, che vengono fatte,quido pel troppo fuoco ſcor
piano le padelle devetri nella fornace,ſi fa dico murando i detti pezzi ferman
dogli i ſtucco, come s'è detto diſopra & facendo naſcere tra eſsi coralli,
& altri ceppi maritimi; iguali recano in ſegratia, & bellezza grandiſsima.
Coſi ſi fanno animali, 6 figure, che ſi cuoprono di ſmalti in vari pezzi poſti
alla groſſa, 8 con le nicchie ſudette, le quali ſono bizarra cosa a vederle.Èt di
queſta ſpecie n'è a Roma fatte moderne di molte fontane, le quali hano deſto
l'animo d'infiniti a eſſere per tal dilettovaghidi ſi fatto lauoro. E hoggi ſimil
mente in vſovn'altra ſorte d'ornamento per le fontane, ruſtico affatto; ilqua
le ſi fa in queſto modo, fatta diſotto l'oſſature delle figure,o d'altro, che ſi vo
glia fare, 8. coperte di calcina,o di ſtucco,ſi ricuopre il di fuori, a guiſa di mus
ſaico di pietre di marmo bianco, o d'altro colore,ſecondo quello, che ſi ha da
fare, overo di certe piccole pietre di ghiaia, di diuerſi colori, e queſte quando
ſeno con diligenza lauorateháno lunga vita. E lo ſtucco, con che ſi murano, e
- - - lauoe
i

A R C H I TET TV R A 29

Mauorano iſte coſe, è il medeſimo, che inanzi habbiamo ragionato, e per la pre
fa fatta con eſſa rimangono murate.a queſte tali fontane di frombole, cicè ſaſſi
di fiumi tondi, 8 ſtiacciati ſi fanno pauimenti murando quelli per coltello, e
a ondeavſo d'acque, che fanno beniſsimo. Altri fanno alle piu gentili pauimé
tiditerracotta a mattoncini con varijſpartimenti, 8 inuetriati a fuoco, come
invaſi di terra dipinti di vari colori, 8 con fregi, 8 fogliami dipinti, ma ques
ſta ſorte di pauimenti piu conuiene alle ſtufe,8 abagni, che alle fonti.
Del modo di fare i Pauimenti di commeſſo, Cap. VI.

Vtte le coſe, che truouarſi poterono,gli antichi ancora che con difficul
"i tà in ogni genere,ole ritrouarono, o di ritrouarle cercarono, quelle di
º co, ch'alla viſta degli huomini vaghezza, 8 varietà indurre poteſſero;
Trouarono dunque fra l'altre coſe belle, i pauimenti di pietre iſpartiti con va
rijmiſti di porfidi, ſerpentini, &graniti, con tondi, 8 quadri, 8 altri ſparti
menti, onde "i poteſſero fregi,fogliami, & altri anda
ri di diſegni & figure. Onde per poter meglio riceuere l'opera tallauoro,tri
sauano i marmi; accioche eſſendo quegli minori poteſſero, per lo campo, 8.
piano con eſsi rigirare in tondo, 8 diritto, S a torto,ſeco " che veniualor
meglio: & dal commettere inſieme queſti pezzi lo dimandarono Muſaico.
Etnei pauimenti di molte loro fabriche ſe ne ſeruirono: come ancora vega
: giamo all'Antoniano di Roma, 8 in altri luoghi, doue ſi vede il muſaicola
uorato con quadretti di marmo piccioli, conducendo fogliami,maſchere, &
altre bizarrie, 8 con quadri di marmo bianchi, S altri quadretti di marmo
nero fecero il campo di quegli. "" ſi lauorauano in tal modo.
Faceuaſi ſottovn piano di ſtucco freſco di calce, 8 di marmo, tanto groſſo,
che baſtaſſe per tenere in ſei pezzi commeſsi fermamente, ſin che fatto preſa
ſi poteſſeroi diſopra, perchefaceuano nel ſeccarſi vna preſa mirabile,
&vno ſmalto marauiglioſo,chene l'uſo del caminare,nel'acqua non gl'offen
deua. Onde eſſendo queſta operain grandiſsima conſideratione venuta, gli
ingegni loro ſi miſero a ſpeculare piu alto, eſsendo facile avna inuézione tro
uata aggiugner ſempre qualcoſa di bontà. Perche fecero poi i musaici di mar
mi piu fini; & per bagni, & per ſtufe i pauimenti di quelli, 8 con piu ſottile
magiſtero, 8 diligenza quei lauorauano ſottiliſsimamente, facedoſi peſciva
riati, & imitando la pittura con varie ſorti di colori atti a cio con piu ſpecie di
marmi; meſcolando anco fra quegli alcuni pezzi triti di quadretti di muſaico
di oſſa di peſce,channo la pelleluſtra. E coſiviuamentegli faceuano, che l'ace
ua poſtauidi ſopra,velandogli, purchechiara foſſe, gli faceua parere viuiſ
imi nei pauimenti,come ſe ne vede in Parione in Roma in caſa di M.Egidio,
S& Fabio Saſſo. Perche parendo loro queſta vna pittura da poter reggere all'ac
que, &a i venti,8 al i" per l'eternità ſua; Et penſando, che tale opra molto
meglio di lontano, che dappreſſo ritornerebbe, perche coſi non ſi ſcorgereb
bono i pezzi,chelmuſaico dappreſſo favedere, ordinarono per ornarle volte
Scle pareti dei muri,doueta coſe ſi haueuano a veder di lontano. E perche
luſtraſſero, 8 dagli humidi, & acque ſi difendeſſero pesarono talcoſa douer
fi fare di vetri, e coſigli miſero in opra:& facendo cic belliſsimo vedere, ne
Orn al Qº
3o D E IL L A
ornarono i tempijloro, 8 altri luoghi, come veggiamohoggi ancora a Ro
ma il tempio di Bacco, 8 altri ralche da quegli di marmo deriuano queſti,
che ſi chiamano hoggi muſaico di vetri. Et da quel di vetri s'è paſſato al muſai
co di guſci d'huouo;& da queſti al muſaico del farle figure, e le ſtorie di chia
roſcuro pur di commeſsi, che paiono dipinte, come tratteremo al ſuo luogo
nella pittura. - - - - - --

comeſ haaconoſcere uno edificio proporzionato bene, e che partigenerat


mente ſe li conucngono. Cap. VII. : -

A perche il ragionare delle coſe particulari, miſerebbe deuiar troppo


"mio propoſito, laſciata queſta minuta conſiderazione agli ſcritto
ri della Archittetura, dirò ſolamente in vniuerſale come ſi conoſcano
le buone fabriches & quello che ſi conuenga alla forma loro; per eſſere in
ſieme, 8 utili & belle. Quando s'arriua dunque,avno edificio, chi voleſſe ve
dere s'egli è ſtato ordinato da vno architettore eccellente; &quita maeſtria
egli ha hauuto & ſapere, segli ha ſaputo accomodarſi al ſito, e alla volotà di
chi l'ha fatto fabricare: egli ha a conſiderare tutte queſte parti. In prima, ſe
chi lo ha leuato dal fondamento ha penſato ſe quel luogo era diſpoſto, 8 ca
pace a riceuere quella qualità,8 quantità di ordinazione,coſi nello ſpartimé
to delle ſtanze, come negli ornamenti, che per le mura comporta quel ſito, o
ſtretto, o largo,o alto,obaſſo; E ſe è ſtato ſpartito con grazia, 8 conueniente
miſura: diſpenſando, 8 dando la qualità, e quantità di colonne, fineſtre, por
te, & riſcontri delle facce fuori, e détro nelle altezze, ogroſſezze de muri, e in
tutto quello, che c'interuenga a luogo per luogo. E di neceſsità che ſi diſtri
buiſchino per lo edificio le ſtanze chabbino " corriſpondenze di porte,
fineſtre, camini, ſcale ſegrete, anticamere, deſtri, ſcrittoi, ſenza che "
ga errori, come ſaria vna ſala grande,vn portico picciolo, 8 le ſtanze mino
ri: lequali per eſſer membra dell'edificio, è di neceſsità ch'elle ſiano, come i
" egualmente ordinate, 8 diſtribuite,ſecondo le qualità, 8cva
rietà delle fabriche, come tempijtondi, otto faccie,in ſei facce,in croce, 8 qua
dri; & gli ordini varijſecondo chi,8 i gradi in che ſi troua chi le fa fabricare,
Percioche quando ſon diſegnati da mano, che habbia giudicio con bella ma
niera, moſtrano l'eccellenza dell'artefice, 8 l'animo dell'auttor della fabrica.
Perciofigureremo per " eſſer inteſivn palazzo quì di ſotto; & queſto
ne darà lume agli altri edifici, per modo di poter conoſcere, quando ſi vede,ſe
è ben formato,o no. In prima chi conſidererà la facciata dinanzi lo vedrà lee
uato da terra, o in ſu ordine di ſcalee,o di muricciuoli, tanto che quello sfogo
lo faccia vſcir di terra con grandezza; & ſerua che le cucine, o cantine ſotto
terra ſiano piu viue di lumi, 8 piu alte di sfogo,il cheanco molto difende l'e-
dificio da terremuoti, e altri caſi di fortuna. Biſogna poi che rappreſenti il cor
po dell'huomo nel tutto, è nelle parti ſimilmente, e che per hauere egli a te
mere i venti,l'acque, 8 l'altre coſe della natura; egli ſia fognato con iſmaltitoi
che tutti riſpondino avn centro, che porti via tutte inſieme le bruttezze, Sci
puzzi, chegli poſſano generare infermità. Per l'aſpetto ſuo primo la facciata
vuole hauere decoro, 8 maeſtà,8 eſſere compartita come la faccia dell'huo
InO,
A R C H IT E TT VR A 31

mo,la porta da baſſo, 8 in mezo,coſi come nella teſta ha l'huomo la bocca,dò


de nel corpo paſſa ogni ſorte di alimento,le fineſtre per gli occhi, vina di quà,
& l'altra dila,ſeruando ſempre parità, chenon ſi faccia, ſe non tanto di quà,
quanto dilà negl'ornamenti,o d'archi,o colonne,o pilaſtri,onicchie,o fine
ſtre inginocchiate,overo altra ſorte d'ornamento, con le miſure, 8 ordini,
che gia s'è ragionato,o Dorici,o Ionici,o Corinthi,o Thoſcani. Sia il ſuo core
nicione, che regge il tetto fatto con proporzione della facciata, ſecondo ch'e-
gli è grande; & che l'acqua non bagni la facciata, 8 chi ſtà nella ſtrada a ſede
re. Sia di ſporto ſecondo la proporzione dell'altezza, 8 della larghezza di ila
la facciata. Entrando dentro nel primo ricetto ſia magnifico, 8 vnitaméte cor
riſponda all'appiccatura della gola,oue ſi paſſa; & ſia ſuelto, & largo, accio
che le ſtrette, o decaualli,o d'altre calche; che ſpeſſo v'interuengono, non fa
cino danno a lor medeſimi nell'entrata,o di feſte,o d'altre allegrezze. Il corti
le figurato per il corpo ſia quadro, 8 vguale,o verovn quadro, 8 mezo, co
me tutte le parti del corpo: & ſia ordinato di porte, 8 di parità di ſtanze dene
tro con belli ornamenti. Vogliono le ſcale publiche eſſer commode, & dolci
al ſalire di larghezza ſpazioſe, 8 d'altezza sfogate, quanto però comporta la
proporzione deluoghi. Vogliono oltre accio, eſſere ornate, 8 copioſe di lu
mi. E almeno ſopra ogni pianerottolo doue ſi volta hauere fineſtre,o alttilu
mi &inſomma vogliono le ſcale in ogni ſua parte hauere del magnifico,atte
ſo, che molti veggiono le ſcale, 8 non il rimanente della caſa. Etſi puo dire,
º che elle ſiano le braccia, 8 le gambe di queſto corpo, onde ſi come le braccie
ſtanno dagli lati dell'huomo,coſideono queſte ſtar dalle bande dell'edificio.
Ne laſcierò di dire, che l'altezza degli ſcaglioni vuole eſſere vn quinto almes
no,& ciaſcuno ſcaglione largo due terzi, cioè come ſi è detto, nelle ſcale degli
edifici publici,S neglialtria proporzione: perche quando ſono ripide non ſi
ſono ſalire,neda putti,ne da vecchi, 8 rompono le gambe.Et queſto mé
i" è piu difficilea porſi nelle fabriche,8 per eſſer il piu frequentato che ſia,
& piu commune,auuiene ſpeſſo, che perſaluarle ſtanze leguaſtiamo. Et biſo
gna, che le ſale con le ſtanze di ſotto faccinovn'appartamento commune per
: la ſtate, 8 diuerſamente le camere per piu perſone, 8 ſopra ſiano ſalotti, ſae
le,& diuerſi appartamenti diſtanze, che riſpondino ſempre nella maggiore:
& coſi faccino le cucine, 8 l'altre ſtanze, che quando non ci foſſe queſt'ordine
& haueſſe il componimento ſpezzato,S vna coſa alta, 8 l'altra baſſa,e chigra
de,& chi picciola,rappreſenterebbe huominizoppi,trauolti, biechi, 8 ſtore
piati,lequali opre fanno, che ſi riceue biaſimo;&non lode alcuna. Debbono
i " ti,doues ornano le facce,o fuori, o dentro, hauer corriſpoden
za nel ſeguitargliordiniloro nelle colonne, 8 cheifuſi di quelle non ſiano i
ghi.o ſottili,ogroſsi,o corti,ſeruando ſempre il decoro degli ordini ſuoi ne
ſi debbe avna colonna ſottile metter capitelgroſſo, nebaſe ſimili, ma ſecodo
il corpo le membra,lequali habbino leggiadra, 8 bella maniera, º diſegno.
Et queſte coſe ſon piu conoſciute davn'occhio buono;ilquale ſe ha giudicio,
ſi può tenere il vero compaſſo, 8 l'iſteſſa miſura, perche da quello ſaranno lo
date le coſe, 8 biaſimate Ettanto baſti hauer detto generalmente dell'Archi
tettura, perche il parlarne in altra maniera, non è coſa da queſto luogo
DEL LA
52. D E L L A
D E L L A SC V L T V R A
che coſa ſia la scultura o come ſiano fatte le ſculture buone, e che parti
ele debbino hauere per eſſere tenute perfette. cap. VIII. -

" A Scultura è vina Arte, che leuando il ſuperfluo dalla materia


ſuggetta, la riduce a quella forma di corpo, che nella idea dello
Artefice è diſegnata. Et è da conſiderare, che tutte le figure di
qualſique ſorte ſi ſiano o intagliate ne'Marmi, o gittate di brò
zi,o fatte di ſtucco,o di legno, hauendo ad eſſere di tondo rilie
uo, & che girando intorno ſi habbino a vedere per ogni verſo; è di neceſsità,
che a " chiamarpfette,ell'habbino di molte parti. La prima è che quado
vna ſimil figura ci ſi pſenta nel primo aſpetto alla viſta,ella rappreſenti,e réda
ſomiglianza a quella coſa, per la quale " è fatta,ò fiera,ohumile, è bizarra,ò
allegra, è malenconica, ſecondo chi ſi figura. Et che ella habbia corriſpondé
za di parità di membra, cioé non habbia le gambeléghe,il capo groſſo,le brac
cia corte, 8 disformi. Ma ſia ben miſurata, 8 vgualmente aparte aparte con
cordata, dal Capo a piedi. Et ſimilmente ſe ha la faccia di vecchio, habbia le
braccia,il corpo,legambe,le mani, 8 i piedi di vecchio,vnitamente oſſuta per
tutto, muſculoſa,neruuta, &le vene poſte a luoghi loro. Etſe harà la faccia di
giouane, debbe parimente eſſer ritonda, morbida, 8 dolce nella aria, & per
tuttovnitamente concordata. Se ella non harà ad eſſere ignuda,facciaſi che i
panni ch'ellaharaadhauer addoſſo non ſiano tanto triti, c'habbino del ſecco,
ne tanto groſsi, che paino ſaſsi. Ma ſiano con il loro andar di pieghe girati tal
mente,che ſcuoprino lo ignudo di ſotto,Sc có arte,8 grazia talora lo moſtri
no,& talora lo aſcondino, ſenza alcuna crudezza che offenda la figura. Siano
i ſuoi capegli, &la barbalauorati con vna certa morbidezza,ſuellati, 8 ricciu
ti, che moſtrino di eſſere sfilati, hauendoli data quella maggior piumoſità,8
grazia, che può lo ſcarpello. Ancora, che gli ſcultori in queſta parte non poſ
ſino coſi bene contraffare la Natura,facendo eſsile ciocche de'capegli ſode,3
ricciute,piu di maniera, che di immitazione naturale.
Et ancora, che le figure ſiano veſtite,è neceſſario di fare i piedi, 8 le mani,
che ſiano codotte di bellezza, 8 di bontà come l'altre parti. Et per eſſere tutta
la figura tonda è forza, che in faccia, in profilo,S: di dietro, ella ſia di propor
zione uguale,hauendo ella,a ogni girata, 8 veduta, a rappreſentarſi ben di
ſpoſta per tutto. E neceſſario adunque,che ella habbia corriſpodéza,& che ve
gualmente ci ſia per tutto attitudine, diſegno,vnione,grazia, 8. " lea
quali coſe tutte inſieme dimoſtrino l'ingegno, 8, il valore dell'artefice. Deb
bono le figure coſi di rilieuo, come dipinte,eſſer condotte piu cô il giudicio,
che con la mano,hauendo a ſtare in altezza,doue ſia vna gran diſtanza; pche
la diligenza dell'ultimo finimento non ſi vede da lontano; Ma ſi conoſce be
ne la bella forma delle braccia, & delle gambe; & il buon giudicio nelle fale
de de panni con poche pieghe, perche nella ſimplicità del poco, ſi moſtra l'a
cutezza dell'ingegno. Et per queſto le figure di marmo,o di bronzo, che van
novn poco alte,uogliono eſſere traforate gagliarde, accioche il marmo, che è
bianco, 8 il bronzo, che ha del nero, piglino all'aria della oſcurità, 8 P quel
SC V L T V R A º
la appariſca da lontano il lauoro eſſer finito, & dappreſſo ſi vegga laſciato in
bozze. La quale auuertenza hebbero grandamente gli Antichi, come nelle
lorfigure tonde, 8 dimezo rilieuo che negli archi, 8 nelle colonne veggia
mo di Roma, lequali moſtrano ancora quel gran giudicio che egli hebbero.
Etinfra i Moderni ſi vede eſſere ſtato oſſeruato il medeſimo gridemente nel
le ſue opere da Donatello. Debbeſi oltra di queſto conſiderare, che quando
le ſtatue vanno in vn luogo alto, e che a baſſo non ſia molta diſtanza da poter
ſi diſcoſtare a giudicarle da litano, ma che s'habbia quaſi a ſtar loro ſotto, che
coſi fatte figure ſi debbon fare divna teſta, o due piu di altezza. Et queſto ſi fa
perche quelle figure, che ſon poſte in alto, ſi perdono nello ſcorto della vedu
ta,ſtando di ſotto, & guardando allo in ſu. Onde cioche ſi dà di accreſcimena
to,viene a i nella groſſezza dello ſcorto, 8 tornano poi di propora
tione nel guardarle giuſte,S non nane, ma con boniſsima gratia. Et quádo
non piaceſſe far queſto, ſi potrà mantenere le membra della i" ſottilette,
& gentili, che queſto ancora torna quaſi il medeſimo. Coſtumaſi per moltiar
i tefici,fare la figura di nuoue teſte; la quale vien partita in otto teſte tutta, ec

. cetto la "collo, 8 l'altezza del piede, che con queſte tornanoue. Perche
due ſono gli ſtinchi, due dalle ginocchia a membri genitali, 8 tre il torſo fi
no alla fontanella della gola, 8 vn'altra dal mento all'ultimo della fronte, 8c
vna ne fanno la gola, 8 quella parte,ch'è dal doſſo del piede, alla pianta, che
ſono noue. Le braccia vengono appiccate alle ſpalle, 8 dalla fontanella all'
appicchatura da ogni banda è vna teſta; S&eſſe braccia ſino ala appiccatura
delle mani ſono tre teſte, 8 allargandoſi l'huomo con le braccia apre apunto
tanto quanto egli è alto. Ma non ſi debbe vſare altra miglior Miſura, che il
Giudicio dello occhio, il quale ſe benevna coſa ſarà beniſsimo miſurata, S&
egli ne rimanghiotteſo, non reſterà per queſto di biaſimarla. Però diciamo,
che ſebene la Miſura è vina retta moderatione da ringrandire le figure talmé
te,chele altezze, 8 le larghezze,ſeruato l'ordine, faccino l'opera proportio

i nata, &gratioſa; l'occhio nondimeno ha poi con il giudicio aleuare,8 adag


giugnere, ſecondo, che vedrà la diſgratia dell'opera, talmente, che e le dia giu
ſtamente proportione, gratia ,diſegno, & perfettione; acciò,che ella ſia in ſe
tutta lodata da ogni ottimo giudicio: Et quella ſtatua,ofigura, che hauerà da
ſte parti, ſarà perfetta di bontà, di bellezza, di diſegno, 8 di gratia. Ettali figu
re chiameremo tonde, pur che ſi poſsino vedere tutte le parti finite, come ſi
vede nel huomo girandolo a torno; & ſimilmente poi l'altre, che da queſte
dependono. Ma e mi parehoramai tempo da venire a le coſe più particulari.
Delfare imodelli di cera,ordi terra,or comeſi ueſtino;or come è proporzione ſtrin
grandſchino poi nel marmo,come ſi ſubbino,orſi gradinino,or
pulſchino,erimpomicino;orſi luſtrino, ci ſirena
dinofiniti. Cap. IX,
Ogliono gli ſcultori, quando vogliono lauorare vna figura di marmo, fa
re per quella vn modello, che coſi ſi chiama, cioè vno eſemplo, che è vna
figura di grandezza di mezobraccio è meno,ò piu ſecondo, che gli torna
comodo,ò di terra,ò di cera,o di ſtucco purche e poſsinmoſttarin qlla l'attito
-
E
34 D E L L A
dine, &la proportione, che ha da eſſere nella figura, " fare; cera
cando accomodarſi alla larghezza, 8: alla altezza del ſaſſo, che hanno fatto ca
uare, per faruela dentro. Ma, per moſtrarui come la cera ſi lauora, dire
modellauorare la cera, 8: non la terra. Queſta per renderla piu morbi
da,vi ſi mette dentro vn poco ſeuo,& di trementina, è di pecenera,dellequa
li coſe il ſeuola fa più arrendeuole; e la trementina tegniente in ſe; &la pece
le dà il colore nero, 8 le favna certa ſodezza dapoi, ch'èlauorata, nello ſtare
fatta, che ella diuéta dura. Et chi voleſſe anco farla d'altro colore,puo ageuol
mente; perche mettendoui dentro terra roſſa, è vero cinabrio, ominio,lafa
ragiuggiolina, è di ſomigliante colore. Se verderame,verde; &il ſimile ſi di
ce degli altri colori. Ma è bene da auuertire, che i detti colori vogliono eſſer
fatti in poluere, e ſtiacciati, e coſi fatti eſſere poi meſcolati con la cera lique
fatta, che ſia. Faſſene ancora per le coſe piccole, 8 per fare medaglie, ritratti,e
ſtoriette, 8 altre coſe di baſſo rilieuo, della bianca. E queſta ſi fa, meſcolando
con la cera bianca,biacca in poluere come ſi é detto diſopra. Non tacerò an
cora, che i moderni Artefici hanno trouato il modo di fare nella cerale meſti
che di tutte le ſorti colori; onde nel fare ritratti di naturale di mezzo rilieuo
fanno le carnagioni, i capegli,i panni, & tutte l'altre coſe in modo ſimili alue
ro, che a cotali figure non manca,invn certo modo, ſe non lo ſpirito, 8 le pa
role. Ma per tornare al modo di fare la cera. Acconcia queſta miſtura, e inſie
me fonduta,fredda ch'ella è,ſe ne fai paſtelli,iquali nel maneggiarli dalla cal
dezza delle mani ſi fanno come paſta,8 con " ſi creavna figura a ſedere,rit
ta,o come ſi vuole,laquale habbia ſottovn'armadura, per reggerla in ſe ſteſ
ſa,o di legni,o di fili di ferro, ſecondo la volontà dell'artefice, 8 ancor ſi può
fare con eſſa, 8 ſenza, come gli tornabene, Eta poco a poco col giudicio, S&
le mani lauorando, creſcendo la materia, con i ſtecchi d'oſſo, di ferro, o di le
gno,ſi ſpinge in dentro la cera, 8 con mettere dell'altra ſopra ſi aggiugne, &
raffina,finche con le dita ſi dà a queſto modello l'ultimo pulimento.Et finito
cio,volendo fare di quegli,che ſiano di terra, ſi lauora a ſimilitudine della ce
ra, ma ſenza armadura di ſotto,o di legno,o di ferro, perche li farebbe fende
re,& crepare. Et mentre, che quella ſi lauora,perche non fenda,convn pano
bagnato ſi tien coperta,fino che reſta fatta. Finiti queſti piccioli modelli,o fi
gure di cera,o di terra ſi ordina di fare vin'altro modello, che habbia ad eſſere
grande, quanto quella ſteſſa figura, che ſi cerca di fare di marmo; nelche fare
perche la terra,che ſi lauora humida nel ſeccarſi rientra, biſogna mentre, che
ella ſi lauora,farea bell'agio, 8 rimetterne ſu di mano in mano; & nell'ulti
ma fine meſcolare con la terra farina cotta, che la mantiene morbida,etlieua
quella ſecchezza.& queſta diligenza fa, che il modello non rientrando rima
ne giuſto, 8 ſimile alla figura, che s'ha da lauorare di marmo. Et perche ilmo
dello di terra grande ſi habbia a reggere in ſe,S&la terra non habbia a fender
ſi,biſogna pigliare della cimatura,oborra, che ſi chiami, o pelo. Et nella terra
meſcolare quella, la quale la rende in ſe tegnente;& non la laſcia fendere.
Armaſi di legni ſotto,S. di ſtoppaſtretta,o fieno, con lo ſpago, 8 ſi fa l'oſſa del
la figura, 8 ſe le fa fare quella attitudine, che biſogna, ſecondo il modello pic
ciolo diritto,o a ſedere, che ſia, & cominciando a coprirla di terra, ſi conduce
ignuda,lauorandola inſino al fine. La qual condotta,ſe ſe le vuol poi fare pan
Il
S C V L T V R A 35

miaddoſſo, che ſiano ſottili, ſi piglia pinolino,che ſia ſottile,8 ſegroſſo,groſ


ſo;&ſi bagna;& bagnato, con la terra,s'interra non liquidamente, ma di vn
loto, che " alquanto ſodetto; & attorno alla figura ſi và acconciandolo, che
faccia quelle pieghe, 8 amaccature, che l'animo gli porge; di che ſecco verrà
a indurarſi,8& manterrà di continuo le pieghe. In queſto modo ſi conduco
no a fine i modelli, 8 di cera, 8 di terra. Volendo ringrandirlo, a proporzione
ne nel marmo; biſogna, che nella ſteſſa pietra, onde s'ha da cauare la figura,
ſia fatta fare vna ſquadra,chevn dritto vada in piano a piedella figura, 8 l'al
trovada in alto, 8 tenga ſempre il fermo del " coſi il dritto di ſopra:8&
ſimilmente vn'altra ſquadra,o di legnoso d'altra coſa ſia al modello, per via
della quale ſi piglino le miſure da quella del modello quanto ſportano lega
befora, & coſi le braccia;& ſi và ſpignendo la figura in dentro con queſte mi
ſure riportandole ſul marmo dal modello, di maniera, che miſurando il mare
mo,& il modello a proporzione viene aleuare della pietra con li ſcarpelli, 8.
la figura a poco a poco miſurata viene a vſcire di quel ſaſſo nella maniera, che
ſi cauerebbe d'una pila d'acqua pari e diritta vna figura di cera, che primaver
rebbe il corpo, 8 la teſta, 8 ginocchia, &apoco apoco ſcoprendoſi, 8 in ſu ti
randola,ſi vedrebbe poi la ritondità di quella fin paſſato " ; e in vltimo
º la ritondità dell'altra parte. Perche quelli che hanno fretta a lauorare, & che
blicano il ſaſſo da principio, 8 leuano la pietra dinanzi, 8 di dietro, riſoluta
; mente, non hanno poi luogo doue ritirarſi,biſognandoli; & di qui naſcono
molti errori, che ſono nelle ſtatue, che per la voglia,c'ha l'artefice del vedere le
figure tonde fuor del ſaſſo avn " ſi gli ſcuoprevn'errore, che non
puo rimediarui, ſe non vi ſi mettono pezzi commeſsi, come habbiamo viſto
coſtumare a molti artefici moderni. Il quale rattoppamento è da ciabattini,
& non da nuomini eccellenti,o maeſtri rari; & è coſa viliſsima, 8 brutta, S&
di grandiſsimo biaſimo.Sogliono gli ſcultori nel fare le ſtatue di marmo nel
i" loro abozzare le figure con le ſubbie,che ſono vna ſpecie di ferri da
oro coſi nominati; iguali ſono apuntati,8 groſsi; & andare leuando, &ſub
biando groſſamente il loro ſaſſo, è poi con altri ferri detti calcagnuoli, chan
novnatacca in mezo,& ſono corti, andare quella ritondando, perfino ch'e-
glino venghino a vn ferro piano piu ſottile del calcagnuolo, che ha due tac
che, &è chiamato gradina. Col quale vanno per tutto con gentilezza gradi
nando la figura, con la proporzione de Muſcoli, 8 delle pieghe; & la tratteg
giano di maniera per la virtu delle tacche,o denti predetti, che la pietramo
ſtragratia mirabile. Queſto fatto ſi vàleuando le gradinature ci vn ferro pu
lito. Et per dare perfezione alla figura,volendole aggiugnere dolcezza, mor
bidezza, 8 fine,ſivà con lime torteleuando le gradine, il ſimile ſi fa co altre
lime ſottili, 8 ſcuffine diritte, limando, che reſti piano;& da poi con punte di
pomice ſi và impomiciando tutta la figura, dandole quella carnoſità, che ſi ve
de nell'opere marauiglioſe della ſcultura. Adoperaſi ancora il geſſo di tripo
li,accio " l'habbia luſtro, 8 pulimento; ſimilmente con paglia di grano, fa
cendo ſtruffoli ſi ſtroppiccia, talche finite, 8 luſtrate ſi rendono agl'occhino
ſtribelliſsime.
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E 2
36 D E L L A
Detafi,er demezziRilieui, la difficultà delfargli, e in checonſiſta il con
durgli a perfezzione. Cap. X.

Qi figure, che gli ſcultori chiamano mezi rilieui, furono trouate già
dagli antichi, per fareiſtorie da adornare le mura piane: & ſe ne ſerui
rono ne'teatri, & negli archi per le vittorie, perchevolendole fa
re tutte tonde, non le poteuano ſituare ſe non faceuano primavna ſtanza,ò ve
rovna piazza, che fuſſe piana. Ilchevolendo sfuggire trouaronovna ſpecie,
chemezo rilieuo nominarono, 8 è da noi coſi chiamato ancora: ilquale à ſi
militudine d'una pittura, dimoſtra prima l'intero delle figure principali,ò me
ze tonde,ò piu come ſono; & le ſeconde occupate dalle prime, 8 le terzedal
le ſeconde, in quella ſteſſa maniera, che appariſcono le perſone viue, quando
elle ſono ragunate,8 riſtrette inſieme. In queſta " di mezo rilieuo,per la
diminuzione dell'occhio, ſi fanno l'ultime figure di quello,baſſe come alcune
teſtebaſsiſsime, 8 coſi i caſamenti, 8 i paeſi, che ſono l'ultima coſa. Queſta
ſpecie di mezi rilieui da neſſuno è mai ſtata meglio, ne con piu oſſeruanza fat
ta, ne piu proporzionamente diminuita, è allontanata le ſue figure l'una da
l'altra, che dagli antichi. Come quelli che imitatori del vero, 8 ingegnoſi,
non hanno mai fatto le figure in tali ſtorie, che habbino piano, che ſcorti, è
fugga; Mal'hanno fatte copropri piedi, che poſino ſu la cornice di ſotto; Do
ue alcuni de'noſtri moderni animoſi più del douere, hanno fatto nelle ſtorie
loro dimezorilieuo,poſarele prime figure nel piano, che è di baſſorilieuo,&
sfugge, 8 le figure di mezo ſul " in modo che ſtando coſi non poſa
noi piedi con quella ſodezza, che naturalmente douerebbono; la onde
ſe " ſi vede le punte depiè di quelle figure che voltano il didietro, toccar
i"
ſi gli ſtinchi delle gambe, per lo ſcorto che è violento. Et di tali coſe ſe ne ve:
de in molte opere moderne, 8 anchora nelle porte di ſan Giouanni, & in più
luoghi di quella età. Et per queſto i mezi rilieui, che hano queſta proprietà,
ſono falſi, perche ſe la metà della figura ſi caua fuor del ſaſſo, hauendon'afa
realtre dopo quelle prime, vogliono hauere regola dello sfuggire, e diminui
re,& co’piedi in piano, che ſia piu inanzi il piano, che i piedi, come fa l'occhio
e la regola nelle coſe dipinte;& conuiene che elle ſi abbaſsino dimano in ma
no a proporzione, tanto che venghino a rilieuo ſtiacciato, S& baſſo: &ſi
queſta vnione, che in cio biſogna; è difficile dar loro perfezzione, 8 condur
li: atteſo che nel rilieuo ci vanno ſcorti di piedi, 8 di teſte; ch'è neceſſario
fi grandiſsimo diſegno, a volere in cio moſtrare il valore dello artefice.
Ettanta perfezzione ſi recano in queſto grado le coſe lauorate di terra, 8 di
cera,quanto quelle di bronzo, S. di marmo. Perche in tutte l'opere che hara
nole parti, ch'io dico, ſaranno i mezi rilieui tenuti belliſsimi, S dagli artefici
intendenti ſommamente lodati. La ſeconda ſpecie, che baſsi rilieui ſi chiama
no, ſono di manco rilieuo aſſai, ch il mezo,& " almeno p la metà
di quegli, che noi chiamiamo mezo rilieuo,e in queſti ſi puo con ragione, fa
re il piano, i caſamenti, le proſpettiue, le ſcale, 8 i paeſi, come veggiamo ne
pergami di bronzo in ſan Lorenzo di Firenze, 8 in tutti i baſsi rilieui di Dona -
to; il qualein queſta profeſsionelauorò veramente coſe diuine con grandiſ
ſima oſſeruazione. Et queſti ſi rendono a l'ochio facili, 8 ſenza eroi ò bara
ariſmi
S C V L TV R A 3y

bariſmi; perche non ſportano tanto in fuori che poſsinodare cauſa di errori,
è di biaſimo. La terza ſpezie ſi chiamano baſsi, è ſtiacciati rilieui,i quali non
báno altro in ſe,chel diſegno della figura, con amaccato, & ſtiacciatorilieuo.
Sono difficili aſſai, atteſo, che e'ci biſogna diſegno grade,e inuézione. Auuen
ga, che queſti ſono faticoſia dargli i" amor de'contorni.Etin queſto
genere ancora Donato lauorò meglio d'ogni artefice con " in
uenzione. Di queſta ſorte ſe n'è viſto nevaſi antichi Aretini aſſai figure, maſ
chere, & altre ſtorie antiche, 8 ſimilmente, ne'Cammei antichi, 8 ne conij
da ſtampare le coſe di bronzo per le medaglie; & ſimilmente nelle monete.
Et queſto fecero perche ſe foſſero ſtate troppe di rilieuo, non harebbono potu
to coniarle,ch'al colpo del martello non ſarebbono venute l'impronte,douen
doſi imprimere i Conijnella materia gittata, la quale quando " po
cafatica a riempire i caui del conio. Di queſta arte vediamo hoggi molti ara
tefici moderni che l'hano fatta diuiniſsimamente; & piu che eſsi antichi coa
me ſi dirà nelle viteloro pienamente Impero chi conoſcerà ne'mezi rilieui la
perfettione delle figure,fatte diminuire con oſſeruatione; & ne'baſsi la bon
tà del diſegno, per le proſpettine, é altre inuenzioni; &nelli ſtracciati, la neta
tezza,lapulitezza, 8 labella forma delle figure, che vi ſi fanno; gli farà eccela
lentemente, per queſte parti, tenere, è lodeuoli, è biaſimeuoli, 8 inſegnerà
conoſcerli altrui.

Come ſi fanno imodelli per fare di bronzo le figure grandi cripicciole; e come le forme,
per buttarle; come ſi armino diferri,c come ſi gettino di metallo; ordi
tre ſorti bronzo; crcome gittate ſi ceſelino, crſtrinettino, or
come mancando pezzi, che non fºſſerouenuti, s'inneſtia
mo, o commettino nelmedeſimo bronzo,
Cap. Xl,

SANo gl'artefici eccellenti, quando voglionogittare, o metallo, obró


zo figure grandi,fare nel principio vna ſtatua di terra, tantográde, qua
to quella, che e' vogliono buttare di metallo, 8 la conducono di terra a
quella perfezione, ch'è conceſſa dall'arte, 8 dallo ſtudio loro. Fatto queſto,
che ſi chiama da loro modello, è condotto a tutta la perfezione dell'arte, 8.
del ſaper loro, cominciano poi con geſſo da fare preſa a formare ſopra queſto
modello parte per parte, facendo i; a quel modello i caui di pezzi, 8 ſo
pra ogni pezzo ſi fanno riſcontri, che vn pezzo con l'altro ſi commettano, ſe
gnandoli,o con numeri, o con alfabeti, o altri contraſegni; & che ſi poſsino
cauare,8 reggere inſieme. Coſi a parte per parte,lo vino formando; 8 vngé
do con olio fra geſſo, 8. geſſo,douele commettitures'hanno a congiugnere,
& coſi di pezzo in pezzo la figura ſi forma; &la teſta,le braccia, il torſo, & le
i" fin'all'ultima coſa: di maniera, che il cauo di quella ſtatua, cioè la
rma incauata,viene improntata nel cauo con tutte le parti, 8 ogni minima
coſa che è nel modello. Fatto cio, quelle forme di geſſo ſi laſciono aſſodare, 3.
ripoſare " pigliano vn palo di ferro, che ſia piu ligo di tutta la figura, che
vogliono fare, 8 che ſi ha a gettare; & ſopra quello fannovn'anima di terra,
laquale morbidamente impaſtando,vi meſcolano ſterco di cauallo: & cima
tu I dx
38 D E L L A

tura,laquale anima ha la medeſima forma, che la figura del modello;&a ſuon


lo a ſuolo ſi cuoce per cauare la humidità della terra, è queſta ſerue poi alla fi
gura; perche gittando la ſtatua,tutta queſta anima, ch'è ſoda vienuacua,ne ſi
riempie di bronzo, che non ſi potrebbe mouere, perlopeſo; coſi ingroſſa
no tanto, 8 con pari miſure queſta anima, che ſcaldando, S cocendo i ſuoli,
come è detto, quella terra vien cotta bene,8 coſi priua in tutto dell'humido,
che gittandoui poi ſopra il bròzo, n6puo ſchizzare, o fare nocumento, come
ſi è viſto gia molte volte cola morte de'maeſtri, e con la rouina di tutta l'opa.
Coſi vanno bilicando queſta anima, & aſſettando, 8 contrapeſando i pezzi
fin, che la riſcontrino, 8 riprouino, tanto ch'eglino vengono a fare, che ſi laſci
appunto la groſſezza del metallo,ola ſottilità di che vuoi, che la ſtatua ſia.
Armano ſpeſſo queſta anima per trauerſo con perni di rame, 8 con ferri, che
ſi poſsino cauare & mettere, per tenerla con ſicurta, & forza maggiore. Que
ſta anima quando è finita,nuouamente ancora ſi ricuoce con fuoco dolce; &
cauatane interamente l'humidità, ſe pur vene fuſſe reſtata punto, ſi laſcia poi
ripoſare, 8 ritornando a caui del geſſo; ſi formano quelli pezzo per pezzo co
ceragialla, che ſia ſtata in molle; & ſia incorporata convn poco di Trementi
na,º di ſeuo. Fondutala dunque al fuoco,la gettano a metà per metà nepez
zi di cauo; di maniera, che l'artefice fa venire la ceraſottile, ſecondo la volon
tà ſua per il getto Ettagliati i pezzi, ſecondo, che ſono i caui addoſſo al'anima
che gia di terra s'è fatta gli commettono, &inſieme gli riſcontrano, 8 innea
ſtano; & con alcuni brocchi di rame ſottili fermano, ſopra l'anima cotta,i pez
zi della cera,confitti da detti brocchi, 8 coſi a pezzo,apezzo,la figura inneſta
no, & riſcontrono,S: la rendono del tutto finita. Fatto cio vanoleuando tut
tala cera, dallebaue delle ſuperfluità decaui, conducendola il piu, che ſi può
a quella finita bontà,8& perfezione, che ſi deſidera che habbia il Getto.Etauâ
ti,che e proceda piu innanzi,rizza la figura,S: conſidera diligentemente, ſe la
cera ha mancamento alcuno, 8 lava racconciando, 8 riempiendo, o rinalzi
do, o abbaſſando,doue mancaſſe, Appreſſo finita la cera, 8. ferma la figura;
mette l'Artefice ſu due alari,o di legno,o di pietra,o di ferro, come vnaroſio,
al fuoco la ſua figura con commodità, che ella ſi poſſa alzare, S& abbaſſare, &
COn Cenere bagnata,appropriata a quell'wſo,cóvn pennello tutta la figurava

ricoprendo, che la cera non ſivegga, & perogni cauo, & pertugio la veſte be
ne di queſta materia. Dato la cenere,rimette i perni atrauerſo, che paſſano
la cera, 8 l'anima,ſecondo, che gl'ha laſciati i figura; percioche queſti ha
no a reggere l'anima di dentro, 8, la cappa di fuori, che è la incroſtatura del ca
uo fra l'anima, 8 la cappa,doueilbrózo ſi getta. Armato cio, l'artefice comin
cia a torre della terra ſottile ci cimatura, 8 ſterco di cauallo, come diſsi battu
ta inſieme; & con diligenza favna incroſtatura per tutto ſottiliſsima, 8 quel
la laſcia ſeccare, 8 coſi volta per volta ſi fa l'altra incroſtatura, con laſciare ſec
care di continuo fin, che viene interrando, 8 alzando allai" di mezo
palmo il piu. Fatto cio, que ferri, che tengono l'anima di dentro, ſi cingono
con altri ferri, che tengono di fuori la cappa; & a quelli ſi fermano, 8 l'un, &
l'altro incatenati, 8 ſerrati fanno reggimento l'uno a l'altro. L'anima
di dentro regge la cappa di fuori, &la cappa di fuori, regge l'anima di den
tro. Vſaſi i certe cannelle fra l'anima, 8 la cappa, le quali ſi dimanda
no
S C V L T V R A 39

no venti, che sfiatano all'inſu,8 ſi mettonoverbigratia,davn ginocchio, a


vn braccio, che alzi; perche queſti danno la via al metallo di ſoccorrore quel
lo, che per qualche impedimento non veniſſe,S: ſe ne fanno pochi, 8 aſſai ſe
condo, che è difficile il getto.Cio fatto ſi va dando il fuoco a tale cappavgual
mente per tutto, tal che ella vengavnita, & a poco a poco a riſcaldarſi; rinfor
zando il fuoco ſino a tanto, che laforma ſi infuochi tutta di maniera, che la
cera che è nel cauo di dentro, venga a ſtruggerſi,tale che ella eſca tutta p quel
labanda,per laquale ſi debbe girare il metallo, ſenza che ve ne rimanga den
tro niente. Eta conoſcere cio,biſognaquando i pezzi s'inneſtano ſula figura
peſarli pezzo per pezzo; coſi poi nel cauare la cera ripeſarla; & facendo ilca
lo di quella,vede l'artefice ſe n'è rimaſta fra l'anima, & la cappa & quanta n'è
vſcita.Etſappi che qui conſiſte la maeſtria, &la diligenza dell'artefice a caua
re tal cera; " ſi moſtra la difficultà di farei getti,che venghinobegli,enet
ti. Atteſo, che rimanendoci pito di cera,ruinarebbe tutto i"
mente in quelle parti doue eſſa rimane. Finito queſto,l'artefice ſotterra que
ſta forma vicino alla fucina,doueilbronzo ſi fonde, 8 puntella ſi,cheilbron
zo non la sforzi, 8 li fa le vie, che poſſa buttarſi; &al ſommo laſciavna quan
tità di groſſezza,che ſi poſſa poi ſegare il bronzo, che auanza di queſta mate
ria, & queſto ſi fa, perche venga" netta, Ordina il metallo, che vuole; & p
ogni libra di cera ne mette dieci di metallo Faſsi la lega del metallo ſtatuario
di due terzi rame, 8 vn terzo ottone,ſecondo l'ordine Italiano. Gl'Egizi,da'
quali queſta Arte hebbe origine, metteuano nel bronzo i due terzi ottone, 8.
vn terzo rame.Del metallo elletro, che è degl'altri piu fine, ſi mette due parti
rame,8 la terza argento. Nelle campane per ogni cento di ramexx.di ſtagno:
&al'artiglierie per ogni cento di rame, dieci di ſtagno, accioche il ſuono di il
le ſia piu ſoulante,S&vnito. Reſtaci hora ad inſegnare, che venendo la figura
con mancamento, perche foſſe il bronzo cotto, o ſottile,o mancaſſe in quale
che parte,il modo dell'inneſtaruivn pezzo. Etin queſto caſo lieui l'artefice
tutto quanto il triſto, cheè in quel getto,S facciauivna buca quadra cauádo
la ſotto " le aggiuſtivn pezzo di metallo attuato a il pezzo, che
venga in fuora quanto gli piace Etcommeſſo appunto in quella buca quadra
col martello tanto lo percuota, che lo ſaldi, 8 con lime, & ferri faccia ſi, che lo
spareggi, 8 finiſca in tutto. Ora volendo l'artefice gettare di metallo le figure
picciole, quelle ſi fanno di cera,ohauédone di terra,o d'altra materia,vi faſo
pra il cauo di geſſo, come alle grandi, 8 tutto il cauo ſiempie di cera. Ma biſo
na,che il cauo ſia bagnato;perchebuttandoui detta cera, ella ſi rappiglia per
freddezza dell'cqua, & del cauo.Dipoi,ſuentolando, 8 diguazzando il ca
uo,ſi vota la cera, che è in mezo del caud: di maniera, che il getto reſtavoto
nel mezoilqual voto,ovano riempie l'artefice poi di terra, S&vi mette perni
di ferro. Queſta terra ſerue poi per anima; i laſciarla ſeccar bene.
Dapoi fa la cappa,come all'altre figure grandi, armandola, 8. mettendouile
5' cannelle per i venti,la cuocedi poi, 8 ne cauala cera;e coſi il cauo ſi reſta net
to,ſi che ageuolmente ſi poſſono gittare. Il ſimile ſi fa de'baſsi,8 de'mezi rilie
ui,& d'ogni altra coſa di metallo. Finiti queſti getti, l'artefice dipoi, con ferri
appropriati, cioè Bulini,Ciappole,Strozzi,Ceſelli,Puntelli,Scarpelli, e Lime,

; lieuadoue biſogna,edouebi ogna ſpigne all'indentro,erinetta i baue. e i


altI1
4o D E L L A

altri ferri, che radono,raſchia,e puliſce il tutto con diligenza, 8 vltimamente


con la pomice gli da il pulimento. Queſto bronzo piglia col tempo per ſe me
deſimo vn colore, che trahein nero,S non in roſſo, come quando ſi lauora.
Alcuni cd olio lo fanno venire nero; altri con l'aceto lo fanno verde; & altri
con la vernice li danno il colore di nero; tale che ogn'uno lo conduce, come
piu gli piace. Ma quello, che veramente è coſa marauiglioſa,è venuto a tempi
noſtri queſto modo di gettarle figure,coſi grandi, come piccole, in tantaec
cellenza, che molti maeſtri le fanno venire nel getto in modo pulite, che non
ſi hanno a rinettare con ferri,e tanto ſottili quanto èvna coſtola di coltello.
Et quello, che è piu alcune terre, & ceneri, che a cio s'adoperano, ſono venute
in tanta finezza, che ſi gettano d'argeto,e d'oro le ciocche della ruta,e ogni al
traſottile herba,o fiore ageuolmente, 8 tanto bene, che coſi belli rieſcono
come il naturale. Nel che ſi vede queſta arte eſſere in maggior eccellenza, che
non era al tempo degli antichi,
De'coni d'acciaio per fare le medaglie di bronzo,o d'altrimetalli,e come elleſ fan
no di eſſi metalli, di pietre orientali, e di Cammei. Cap. XII.
Olendo fare le medaglie di bronzo, d'argento,o d'oro, comegiale fece
- rogl'antichi,debbe l'artefice primieramente, con Punzoni "
gliare di rilieuoi punzoni nell'acciaio indolcito a fuoco, a pezzo per pez
zo; Come per eſemplo la teſta ſola, di rilieuo ammaccato in vn punzone ſolo
d'acciaio; & coſi l'altre parti, che ſi commettono a quella. Fabbricati coſi d'ac
ciaio tutti i punzoni,che biſognano per la medaglia, ſi temprano col fuoco;&
in ſul Conio dell'acciaio ſtemperato, che debbe ſeruire per cauo, & per maa
dre della medaglia,ſivà improntando a colpi di martello, 8: la teſta, S&l'altre
parti a luoghi loro.Etdoppo l'hauere improntato il tutto,ſi và diligentemen
terinettando, 8 ripulendo, 8 dando fine,e perfetitone al predetto cauo, che
ha poi a ſeruire per Madre. Hanno tutta voltavſato molti artefici, d'incauare
con le ruote le dette Madri, in quel modo, che ſilauorano d'incauoi Criſtalli,
i Diaſpri,i Calcidonij,le Agate,gli Ametiſti,i Sardonij,ilapislazuli,i Criſolia
ti,le Corniuole,i Câmei, &l'altre pietre orientali;& il "fatto lauoro, fa le
madri piu pulite, come ancora le pietre predette. Nel medeſimo modo ſi fa il
roueſcio della medaglia;& con la madredella teſta, S& co quella del roueſcio,
ſi ſtampano medaglie di cera,o di piombo,lequali ſi formano di poi con ſotti
liſſima poluete di terra atta a ciò, nelle quali forme, cauatane prima la cera,o il
piombo predetto, ſerrate dentro ale ſtaſſe, ſi getta quello ſteſſo metallo, che ti
aggrada per la medaglia. Queſti getti ſi rimettono nelle loro madri d'acciaio:
& per forza di viti, o di lieue, & a colpi di martello ſi ſtringono talmente, che
elle pigliano quella pelle dalla ſtampa, che elle non hanno preſa dal Getto.
Ma le Monete, 8 l'altre medaglie piu baſſe, ſi improntano ſenza viti, a colpi
di martello con mano;& quelle pietre orientali, che noi dicemmo diſopra, ſi
intagliano di cauo con le ruote per forza di ſmeriglio, che con la ruota conſu
ma ogni ſorte di durezza di qualunque pietra ſi ſia. Et l'arteficevà ſpeſſo im
prontando con cera quel cauo,che elauora,8 in queſto modo,và lettando do
mePlugiudica di biſogno, 8 dando fine alla opera. Ma i Cammci ſi lavori
S C Vi LT v R A 11
di rilieuo;perche eſſendo queſta pietrafaldata,cioè bianca ſopra, 8 ſotto nera
ſi valeuando del biaco tito, che oteſta,o figura reſti di baſſo rilieno bianca nei
campo nero. Et alcuna volta per accomodarſi, che tutta la teſta, o figura ven
bianca in ſul campo nero,fivſa di tignere il campo, quando e non è tanto
i" biſogna Et di queſta profeſſione habbiamoviſte opere mirabili
& diuiſſime antiche, 8 moderne. -

consiſte ſicuritarili di eradmetodifre fºrniſcus


- , , , , ,
-
I R
º
a murata e come ſi lauorano.
-
cap. XIIi
- -

Coleuano gl'antichi,nel volere fare volte.oicroſtature o porte o fineſtre,


Si altri ornamenti di ſtucchi bianchi fare l'oſſadiſotto di muraglia che ſia
o di mattoni cotti,overo di tufi, cioè ſaſſi, che ſiano dolci, 8 ſi poſſinota
gliare con facilità,8 di queſti murando faceuano l'oſſa di ſotto, dandoli o for
ma di cornice,o di figure,o di quello, che fare voleuano, tagliando de mattoa
ni, o delle pietre,lequali hanno a eſſere murate con la calce. Poi ci lo ſtuca
co,che nel capitolo iiir dicemmo impaſtato di marme peſto, 8 di calce di
i" fare ſopra l'oſſa predette, la prima i" di ſtucco ruui
do,cioè groſſo, 8 granelloſo,accio vi ſi poſi mettere ſopra il piu ſottile, quan
" di ſotto ha fatto la preſa: & che ſia fermo, ma no ſecco afatto. Perche
auorando la maſſa della materia in ſu quel che è humido, fa maggior preſa,
bagnando di continuo doue lo i" mette; accio ſi renda piu facile ala
uorarlo Etvolendo fare cornici,o fogliami intagliati, biſogna hauere forme

. di legno intagliate nel cauo,di quegli ſteſsi intagli, che tu vuoi fare. Et ſi pi
i"ſtucco, che ſia non ſodo ſodo,ne tenero tenero, ma divna manierate
gniente, 8 ſi mette ſul'opra alla quantità della coſa, che ſi vuol formare, S&
vi ſi mette ſopra la predettaformaintagliata,impoluerata di " di mar
- - -

mo,& picchiandoui ſu convn martello, che il colpo ſia vguale, reſta lo ſtuc
do improntato;ilquale ſi va rinettando, 8. i" poi accio venga il lauoro
diritto, 8 vguale. Ma volendo, che l'opera habbia maggior rilieuo allo in fuo
ri ſi conficcano,doue el'ha da eſſere i
chiodi,o altre armadure ſi
mili,che tenhgino ſoſpeſo in aria lo ſtucco, che fa con eſſe preſa i";
come negli edifici antichi ſi vede,ne'quali ſi truouano ancora gli ſtucchi, 8 i
i ferri conſeruati ſino al di dhoggi. Quando vuole adunque l'artefice, condur
i re in muro pianovn'iſtoria " cóficca prima in quel muro i chio
ui ſpeſſi,doue meno, 8 doue piu in fuori, ſecondo che hanno a ſtare le figure,
& tra quegli ſerra pezami piccoli di mattoni,o di tufi,a cagione che le punte,
º capi di quegli,tenghino il primo ſtucco groſſo, 8 bozzato, & appreſſo lo va
finendocon pulitezza;& con pacienza,che e ſi raſſodi, Etmentre che egli in
duriſce l'artefice lo va diligentemente lauorando, 8 ripulendolo di contino
suo copennelli bagnati, di maniera,che e lo conduce a perfettione, come ſe e
fuſſe di cera o di terra. Con queſta maniera medeſima di chioui,8 di ferramé
rifatti apoſta, 8 maggiori, 8 minori ſecondo il biſogno, ſi adornano di ſtuc
- chi le volte, gli ſpartimenti,8 le fabbriche vecchie, come ſi vede coſtumarſi
" per tutta Italia, da molti maeſtri, che " dati a queſto eſercizio. Ne ſi
debbe dubitare di lauoro coſì fatto, come di coſa poco durabile. Perche e ſi º
- - - - - F e
42 D E L L A
feruainfinitamente º induriſce tanto nello ſtarfitto,chee diuenta coltemi
pocomemarmo i
r. iº so
conºſconducono lefgredilige e del goſlabuonoafrie. -

cap. XIIII,

HI vuole che le figure del legno ſi poſsino condurrea perfettione, biſo


,gna,che e ne faccia prima il modello di cera o di terra, come dicemmo.
Queſta ſorte di figure ſi è vſata molto nella chriſtiana religione atteſo,
che infiniti maeſtri hanno fatto molti crocifiſsi, 8 diuerſe altre coſe. Ma in
vero non ſi da maiallegno quella carnoſità,o morbidezza che al metallo, 8
al marmo, 8 all'altre ſculture, che noi veggiamo,o di ſtuchi,o di cera,o di ter
ra. Il migliore nientedimanco tra tutti i legni, che ſi adoperano alla ſcultura,
è il riglio;Perche egli hai porivguali per ogni lato, &vbbidiſce piu ageuol
mente alla lima, & allo ſcarpello. Ma perche l'artefice, eſſendo grandela figu
ra, che e'vuole, non puo fare il tutto d'un ezzo ſolo biſogna ch'egli lo comet
ta di pezi,8 l'alzi,8; ingroſsi ſecondo la i" che e lo vuol fare, Et per apº
iccarlo inſieme in modo, che erenga, non tolga Maſtrice di cacio,perchenò
terrebbe,ma colla di ſpicchi, con la quale ſtrutta, ſcaldati i predetti pezial fuo
cogli commetta & gli ſerri inſieme, non con chioui di ferro, ma del medeſi
molegno.Ilche fatto,lo lauori,8 intagli ſecondo la forma del ſuo modello.
Etdegli artefici di coſi fatto meſtiero ºſono vedute ancora opere di boſſolo,
lodatiſsime; & ornamenti di noce belliſſimi, i quali quando ſono dibel noce
che ſia " pariſcono " di bronzo.Et ancora habbiamo veduti intagli
in noccioli di frutte come di Ciregie, & meliache di mano di Tedeſchi, mole
to eccellenti;lauorati convna pacienza, e ſottigliezza grandiſſima Etſe bene
e non hanno i" ſtranieri quel perfetto diſegno, che nelle coſe loro dimoſtra
no gl'Italiani, hanno nientedimeno operato, & operano continouamente
in guiſa, che riducono le coſe a tanta ſottigliezza,che elle fanno ſtupire il mo
do.Come ſi può veder in vn'opera, o per meglio dire invn " di legno
di mano di maeſtro Ianni Franzeſe,ilquale habitando nella città di Firenze,
laquale egli ſi haueua eletta per patria, preſe in modo nelle coſe del diſegno,
" gli dilettò ſempre la maniera italiana, che con la pratica, che haue
uanellauorarillegno,fece di tiglio vna figura d'un ſan Rocco grande,quan
to il naturale. E conduſſe con ſottiliſſimo intaglio tanto morbidi, e traforati i
panni,chelaveſtono,8 in modo cartofi,8 con bello andar l'ordine delle pie
ghe, che non ſi puo veder coſa piu marauiglioſa. Similmente ciduſſe la teſta,
- i" mani, &le gambe di quel ſanto con tanta perfettione, che ella ha
meritato, & meriterà ſempre lode infinita da tutti gl'huomini, 8 che è piu,ac
cioſiveggia in tutte le ſue parti l'eccellenza dell'artefice, è ſtata conſeruata in
. ſino a hoggi queſta figura nella Nunziata di Firenze, ſotto il pergamo, ſenza
alcuna coperta di colori"i pitture, nello ſteſſo color dellegname,e con la fo
la pulitezza, è perfettione, che maeſtro Iannile diede belliſſima ſopra tutte l'
altre,cheſiveggia intagliata in legno Etgueſto baſti breuementehauer det
to delle coſe della Scultura.
- -2- 1
Paſſiamo
-
hora
- , º
alla Pittura:
- - so

pELLA
- i 43
D E L L A PI T T v R A
checoſiſtadiſegno,er con ſfono e ſconoſconotebuon ritirerada e
dell'inuenzione delle ſtorie. Cap. XV,
E RCHE il Diſegno, padre delle tre Arti noſtre, Architettura,
Scultura, S& Pittura, procedendo dall'Intelletto, caua di molte
coſe vn giudizio vniuerſale, ſimile avna forma, overo Idea di
Cºl tutte le coſe della natura,laquale è ſingolariſſima nelle ſue mi
l=º ſure; di quì è,che non ſolo nei corpi humani, & degl'anima
li; ma nelle piante ancora, 8 nelle fabriche, 8 ſculture &pitture cognoſce la
proporzione,che ha il tutto con le parti, 8 che hanno le parti fra loro, 8 col
tutto inſieme. E perche da queſta cognitione naſcevn certo concetto, & giu
dizio, che ſi forma nella mente quella tal coſa, che poi eſpreſſa con le mani ſi
chiama " ; ſi puo conchiudere, che eſſo diſegno altro non ſia, che vna
apparente e preſſione, 8 dichiarazione del concetto, che ſi ha nell'animo, S&
di quello, chealtri ſi è nella mente imaginato,efabricato nell'Idea.E da que
ſto per auuentura nacque il prouerbio de'Greci, dell'ugnavn Leone, quana
do quel valente huomo,vedendo ſculpita in vn maſſo l'Vgna ſola d'un Leo
ne, copreſe con l'intelletto da quella miſura,e forma le parti di tutto l'Aiale,e
dopo il tutto inſieme, come ſe l'haueſlehauuto pſente,edinaziagl'occhi. Cre
dono alcuni che il padre del Diſegno, 8 dell'Arti fuſſe il " l'uſo, 8 la
ſperienza, come balia, & Pedagogolo nutriſſero cil'aiuto della cognitione,e
del diſcorſo, ma io credo, che copiu.verita ſi poſſa dire il caſo hauer piutoſto
dato occaſione, che potersi chiamar padre del diſegno. Ma ſia come ſi voglia,
queſto è ſegno ha biſogno, quando caua l'inuézione d'una qualche coſa dal
giudizio, che la mano ſia mediante lo ſtudio, 8 eſercizio di molti anni, ſpe
dita, & atta a diſegnare, 8 eſprimere bene qualunche coſa ha la natura crea
to con penna, con ſtile, con carbone,con matita,o con altra coſa;perche quan
do l'intelletto manda fuori i concetti purgati, & con giudizio; fanno quelle
mani, che hanno moltianni eſercitato il diſegno conoſcere la perfezzione, e
eccellenza dell'arti, &il ſapere dell'Artefice inſieme. E perche alcuni ſcultori
talvolta non hanno molta pratica nelle linee,ene dintorni, onde non poſſoa
no diſegnare in carta; eglino in quel cambio con bella proporzione, 8 miſu
ra,facendo con terra, o cera huomini, animali, 8 altre coſe i rilieuo, fanno il
medeſimo, che fa colui,ilquale perfettamente diſegna in carta,o in ſu altri pia
ni.Hanno gli huomini di queſte arti, chiamato, o vero diſtinto il diſegno in
vari modi, 8 ſecondo le qualitàde'diſegni che ſi fanno. Quelli, che ſono toc
chi leggiermente,S&apena accennati con la penna, o altro ſi chiamano ſchiz
zi, come ſi dirà in altro luogo. Quegli poi, che hanno le prime linee intorno
intorno ſono chiamati profili,dintorni,olineamenti. E tutti queſti,o profili,
o altrimenti, che vogliam chiamarli,ſeruono coſi all'Architettura, 8 Scultu
ra, come alla pittura, ma all'Architettura maſſimamente, percioche i diſe
gni di quella non ſono compoſti ſe non di linee, il che non è altro, quanto al
Architettore, ch il principio,e la fine di quell'arte,perche il reſtante, media
tei modelli di legname,tratti dalle dette linee, non è altro, che opera di ſcarº
2, pellini,e
44 D E L L A
pellini,8 muratori. Ma nella ſcultura ſerue il diſegno di tutti i contorni, per
che a veduta, per veduta ſe ne ſerue lo ſcultore, quando vuol diſegnare quel
la parte,cheg f törna meglio,o che egli intende di fare, per ogni verſo, o nel
la cera,o nella terra,o " altra materia.
Nella pittura ſeruono i lineamenti in piu modi, ma particolarmente a dintor
nare ogni figura ; perche quando eglino ſono ben diſegnati & fatti giuſti, S&
a proporzione; l'ombre, che poi vi ſi aggiugono,& i lumi ſono cagione, che
ihneamenti della figura, che ſi fa ha grandiſsimo rilieuo, e rieſce di tutta bon
tà e perfezzione E di quì naſce, che chiunque intende,e maneggia bene que
ſtelinee,ſarà in ciaſcuna di queſte arti mediante la pratica, 8 il giudizio eccel
lentiſſimo chi dunque vuolebene imparare a eſprimere, diſegnando i cocet
ti dell'animo,è qualſivoglia coſa,fa di biſogno, poi chehauerà alquanto aſue
fatta la mano, che per diuenir piu intelligente nell'arti ſi eſerciti in ritrarre fi
gure di rilieuo,o di marmo di i" di ſaſſo,overo di quelle di geſſo forma
te ſul viuo,o vero ſopra qualche bella ſtatua antica, o ſi veramente rilieui di
modelli fatti di terra,o nudi, o con cenci interrati addoſſo, che ſeruono per pa
ni,&veſtimenti. Percioche tutte queſte coſe, eſſendo immobili, 8 ſenza ſen
timento fanno grande ageuolezza,ſtando ferme a colui, che diſegna,ilchenò
auuiene nelle coſeviue,che ſi muouono. Quando poi hauerà in diſegnando
ſimili coſe fatto buona pratica, 8 aſſicurata la mano, cominci a ritrarre coſe
naturali; & in eſſe faccia con ogni poſſibile opera, e " zavna buona, e ſi
cura pratica, percioche le coſe, che vengono dal naturale ſono veramente il
le,che fanno honore a chi ſi è in quelle affaticato, hauendo in ſe, oltre a vna
certa grazia, & viuezza, di quel ſemplice, facile,e dolce, che è" naz -
tura, & che dalle coſe ſue simpara perfettamente, 8 non dalle coſe dell'arte a
baſtanza giamai. E tengaſi per fermo, che la pratica, che ſi fa con le ſtudio?
di molti anni in diſegnàdo,come ſi è detto diſopra è il vero lume del diſegno,
& quello, che fa gli huomini eccellentiſſimi.Hora hauendo di ciò ragionato
abaſtanza,ſeguita, che noi veggiamo, che coſa ſia la Pittura. "
El'è dunque vin piano coperto di campi di colori, in ſuperficie, o dita
uola, o di muro, o di tela, intorno alineamenti detti diſopra,iquali pervir
tu di vn buon diſegno di linee girate circondano lafigura. Queſto ſi fatto pia
no,dal pittore con retto giudizio mantenuto nel mezo,chiaro, 8 negli eſtre
mi, & ne fondi ſcuro,S& accompagnato tra queſti, 8 quello da colore meza
no tra il chiaro, 8 lo ſcuro; fa che vnendoſi inſieme queſti tre campi, tutto
quello, che è tra l'uno lineaméto,& l'altro ſi rilieua,& appariſce tondo, e ſpie
cato, come s'è detto. Bene è vero, che queſti tre campi non poſſono baſtare ad
ogni coſa minutamente atteſo, che egli è neceſſario diuidere qualunche di lo
ro almeno in due ſpezie; faccendo di quel chiaro due mezi, & di quell'oſcu
ro, due piu chiari, 8 di quel mezo due altri mez, che pendino, l'uno nel ſ"
chiaro; & l'altro nel piu " queſte tinte d'un color ſolo, qualun
che egli ſi ſia ſaranno ſtemperate, ſi vedrà a poco a poco cominciare il chiaro,
& poi meno chiaro, 8 poivn poco piu ſcuro, di maniera ch'a poco a poco tro
uerremo il nero ſchietto. Fatte dunque le meſtiche, cioè neſcolati inſieme
i ueſti colori,volendolauorare,o a olio,o a tempera,o in freſco; ſi va copren
illineamento, & mettendo a ſuoi luoghi i chiari, 8 gli ſcuri, 8 i mezi, &
gli
P IT T V R A 44
gli abbagliati de'mezi,8 delumi, che ſono quelle tinte meſcolate de tre pri
mi,chiaro,mezano, & ſcuro; iguali chiari, 8 mezani, & ſcuri, 8. abbagliati ſi
cauano dal cartone,overo altro diſegno, che per tal coſa è fatto, per porlo in
opra; il qual'è neceſſario, che ſia condotto con buona collocazione,e diſegno
fondato; & con giudizio, 8 inuentione,atteſo, che la collocazione non è al
tro nella pittura, che hauere ſpartito in quelloco,doue ſi favnafigura,che gli
ſpazij ſiano concordi al giudizio dell'occhio,8 non ſiano disformi,che il cam
o ſia in vn luogo pieno, 8 nell'altro voto, la qual coſa naſca dal diſegno, e da
hauere ritratto,o figure di naturale viue,o da modelli di figure fatteper ql
lo che ſi voglia fare il qual diſegno non puo hauere buon'origine, ſends'ha
dato continuaméte opera a ritrarre coſe naturali; & ſtudiato pitture d'eccel
lenti maeſtri, 8 di ſtatue antiche di rilieuo, come s'è tante volte detto. Ma ſo
pra tutto il meglio è gl'ignudi degli huomini viui,&femine, 8 da quelli haue.
re preſo in memoria, per lo continouovſo i muſcoli del torſo, delle ſchiene,
i" gambe,delle braccia, delle ginocchia & l'oſſa di ſotto, & poi hauereſi
curtà, per lo molto ſtudio, che ſenza hauerei naturali inanzi, ſi poſſa formare
di fantaſia da ſe attitudini, per ogni verſo; coſi hauer veduto degli huomini
ſcorticati, per ſapere come ſtanno l'oſſa ſotto & i muſcoli, 8 inerui, con tut
ti gli ordini, 8 termini della Notomia; per potere con maggior ſicurtà,e piu
rettamente ſituare le membra nell'huomo, & porre i muſcoli nelle figure.
Etcoloro, che ciò ſanno,forza è che faccino perfettamente i contorni " fi
i,ure, le quali dintornate come elle debbono, moſtrano buona grazia, 8 bel
maniera. Perche chi ſtudia le pitture, 8 ſculture buone, fatte con ſimilmo
do,vedendo, 8 intendendo il viuo,è neceſſario chehabbi fatto buona manie
ra nell'arte.Etda cio naſce l'inuenzione,laquale fa mettereinſieme in hiſto
riale figure a quattro,aſei,a dieci a venti, talmente, che ſi viene a formare le
battaglie, 8 l'altre coſe grandi dell'arte. Queſta inuenzione vuol'in ſevna cô
tteneuolezza formata di concordanza,ed obedienza, che s'una figura ſi muo
ue per ſalutare vn'altra; non ſi faccia la ſalutata voltarſi indietro, hauendo a
riſpondere; & con queſta ſimilitudine tutto il reſto.
La iſtoria ſiai coſeuariate, 8 differenti l'una dal'altra, ma a propoſito
ſempre di quello, che ſi fa, 8 che di mano in mano figuralo Artefice, il quale
debbe diſtinguerei geſti, 8 l'attitudini facendo le femmine con aria dolce, ce
bella, 8 fimilmente igiouani; Mai uecchi graui ſempre di aſpetto, 8 i ſacer
doti maſsimamente, 8 le perſone di autorità. Auuertendo però ſempremai,
che ogni coſa corriſponda ad un tutto della opera, di maniera, che quando la
pittura ſi guarda, ui ſi conoſca una concordanza unita, che dia terrore nelle
furie,8 dolcezza negli effetti piaceuoli; Et rappreſenti in un tratto la inten
zione del Pittore, 8 non le coſe, che e'non penſaua. Conuiene adunque per
queſto, che e'formi le figure, che hanno ad eſſer fiere, con mouenzia, &conga
gliardia; Etsfugga quelle, che ſono lontane dale prime, con l'ombre, 8 con i
colori appoco appoco dolcemente oſcuri; Di maniera che l'arte ſia accompa
gnata ſempre con vnagrazia di facilità, è di pulita leggiadria di colori; Etcó
dotta l'opera a perfezzione, non con vno ſteto di paſsione crudele, che gl'huo
mini, che cio guardano habbino a patire pena della paſsione, che in tal'opera
neggono ſopportata dallo Artefice; Ma i ralegrarſi della felicità, che la ſua
mano
46 D E L . L A
manohabbiahauuto dal Cielo quella agilita,che renda le coſe finite ceniſtua
dio,& fatica ſi, ma non con iſtento; tanto, che doue elle ſono poſte, non ſiano
morte,ma ſi appreſentino viue, &vere achile conſidera. Guardinſidale crua
dezze. Et cerchino, che le coſe, che di continuo fanno,non paino dipinte; ma
ſi dimoſtrino viue, & di rilieuo fuor della opera loro; Et queſto è il verodiſe
gno fondato, 8 la vera inuenzione, che ſi conoſce eſſer data da chi le ha fatte,
alle pitture che ſi conoſcono,e giudicano come buone.
Degli ſchizzi diſegni, cartoni,er ordine di proſpettive; & per quel che ſi fanno,c a quel
lo che i Pittori ſe ne ſeruono. Cap. XVI,

Li ſchizzi de quali ſi è fauellato di ſopra chiamiamo noivna prima ſorte


di diſegni, che ſi fanno per trouare il modo delle attitudini, &il primo
componimento dell'opra. Et ſono fatti in forma di vna machia, e accen
nati ſolamente da noi invna ſola bozza del tutto. Et perche dal furor dello ar
tefice ſono in poco tempo con penna, è cialtro diſegnatoio, è carbone eſpreſ
ſi ſolo per tentare l'animo di quel che gli ſouuiene percio ſi chiamano ſchizzi,
Da queſti dunque vengono poi rileuati in buona formai diſegni, nel far de
quali con tutta quella diligenza, che ſi può ſi cerca vedere dal viuo, ſe gial'ara
tefice non ſi ſentiſſe gagliardo in modo, che da ſe li poteſſe condurre. Appreſ
ſo miſuratili con le ſeſte, è a ochio, ſi ringrandiſcono da le miſure i" nel
le maggiori,ſecondo " che ſi ha da fare. Queſti ſi fanno, con varie coſe,
cioè,o con lapis roſſo, che è vna pietra, la qualviene da monti di Alamagna,
che per eſſer tenera, ageuolmente ſi ſega & riduce in punte ſottili da ſegna
re con eſſe in ſu i fogli, come tu vuoi: è con la Pietranera che uiene demonti
di Francia,laqual'è ſimilmente comelaroſſa, Altri di chiaro & ſcuro, ſi condu
cono ſu fogli tinti, che fannovn mezo, &la pennafaillineaméto, cioè il d'in
torno è profilo, 8 l'inchioſtro poi convn poco d'acqua, favnatita dolce, ch
lovela, & ombra di poi convn pennello ſottile in tinto nella biacca
rata con la gomma ſilumeggia il diſegno, 8 queſto modo è molto alla pitto- i
i
reſca & moſtra piu l'ordine del colorito. Molti altri fanno con la penna ſola,
laſciando i lumi della carta, che è difficile, ma molto maeſtreuole; & infiniti .
altri modianchora ſi coſtumano nel diſegnare de'quali non accade fare men
zione, perche tutti rappreſentanovna " medeſima, cioè il diſegnare. Fatti i
coſi i diſegni, chi vuole lauorarinfreſco, cioèin muro, è neceſſario che faccia
i cartoni, ancora ch'e ſi coſtumi per molti di fargli per lauoraranco in tauola: -

ueſti cartoni ſi fanno coſi. Impaſtanſi foglicò colla di farina,eaqua cotta al


fuoco, fogli dico, che ſiano ſquadrati, e ſi tirano al muro co l'incollarli a torno
duo dita verſo il muro cola medeſima paſta. E ſi bagnano ſpruzzandoui détro
p tutto acqua freſca,S coſi molli ſi tirano,accio nel ſeccarſi,vengano a diſtéde
re il molle delle grinze. Da poi quando ſono ſecchi ſi vano convna canna lun
ga, che habbia in cimavn carbone, riportando ſul cartone pgiudicar da diſco
ſto tutto quello, che nel diſegno piccolo è diſegnato, con pari grandezza, eco
fi a poco a poco i" avna figura, e quando a l'altra danno fine. Qui fanno
i pittori tutte le fatiche dell'arte del ritrarre dal viuo ignudi, 8 panni di natue
sale,º tirano le proſpettiue con tutti qlli ordini, che piccoli ſi ſono fatti" "
oglio
p. I T T V R. A 4?
f" aono
proporzione Etſe in quegli fuſſero proſpettiue, oca
quadri pic
ſamenti, ſi ringrandiſc con la Rete; La qual'è vna Graticola di
coli ringrandita nel cartone, che riporta giuſtamenteogni coſa. Perche chi
ha tirate " ne'diſegni i" di ſula pianta, alzate col pro
filo,8 con la interſecazione, 8 col punto fatte diminuire,e sfuggire; Biſogna
che le riporti proporzionate in ſul Cartone. Ma del modo del tirarle, perche
ella è coſa faſtidioſa, 8 difficile a darſiad intendere; non voglio io parlareal
trimenti. Baſta, che le proſpettiue ſon belle tanto, quanto elle ſi moſtrano giu
ſteallaloroveduta,S&sfuggendo ſi allontanano dall'occhio. Et quando elle
ſono compoſte con variato,& bello ordine di caſamenti. Biſogna poi,chel pit
torehabbia riſguardo a farle con proporzione ſminuire cola dolcezza de'co
lori,laqualè nell'arteficevna retta diſcrezione, 8 vn giudicio buono, la cauſa
del quale ſi moſtra nella difficultà delle tante linee confuſe colte dalla piana
ta, dal profilo, 8 interſecazione, che ricoperte dal colore reſtanovna faciliſsi

; ma coſa,laqual fa tenere l'artefice dotto intendente, 8 ingegnoſo nell'arte.


· Vſono ancora molti maeſtri innanzi, che faccino la ſtoria icartone;farevn
gure, per
modello di terra in ſuvn piano, con ſituartonde tutte le figure, gli
p vedere g
sbattimenti, cioè l'ombre, che davnlume ſi cauſano adoſſo alle figure, che ſo
è quell'ombra tolta dal ſole,ilquale piu crudamente, che illumele fa intera
;
e
nel piano per l'ombra della figura Et di qui ritraendo il tutto della opra hâ
fatto l'ombre, che percuotono adoſſo al'una, 8 l'altra figura, onde neven
noi cartoni, &l'opera, per queſte fatiche, di perfezzione, 8 di forza piu fini
º -
ti & da la carta ſi ſpiccano per il rilieuo.Il che dimoſtra il tutto piu bello, 8
maggiormente finito.Et quando queſti cartoni al freſco, o al muro s'adopra
l
ene ogni giorno nella commettitura ſe ne tagliavn pezzo, 8 ſi calca ſul muro
- e ſia incalcinato di freſco, 8 pulito eccellentemente. Queſto pezzo del car
fºtone ſi mette in quelluogo,doue s'ha a fare la figura, 8 ſi contraſſegna; pche
l'altro di, che ſi voglia rimetterevn'altro pezzo, ſi riconoſca il ſuo luogo apun
to;& non poſſa naſcere errore. Appreſſo per i dintorni del pezzo detto, con
vn ferro ſi va calcando in ſu l'intonaco i calcina,la quale per eſſere freſca,
acconſente alla carta: & coſine rimane ſegnata. Per il che ſilieua via il carto
ne, & per queſegni, che nel muro ſono calcati, ſi va con i colori lauorando; &
coſi ſi " lauoro in freſco,o in muro. Alle tauole, &alle tele ſi fa il me
deſimo calcato, ma il cartone tutto d'un pezzo,ſaluo, che " tingere di
dietro il cartone, con carboni,opoluere nera, accioche ſegnando poi colfera
ro,egli venga profilato, 8 diſegnato nella tela,otauola.Et per queſta cagione
i cartoni ſi i" per compartire, che l'opra venga giuſta,e miſurata. Aſſai pit
tori ſono,che per l'opre aolio sfuggono cio, ma per illauoro in freſco non ſi
può sfuggire, che non ſi faccia. Ma certo chi trouò talinuenzione,hebbe buo
na fantaſia,atteſo, che ne cartoni ſi vede il giudizio di tutta l'opra inſieme, S&
ſi acconcia, 8 guaſta,finche ſtiano bene. Il che nell'opra poi non puo farſi,
Deliſcorti delle figure al diſotto,inſi, e di quelli in piano. cap. XVII.
H" hauuto gli artefici noſtri vna grandiſsima auuertenza nel fare
ſcortare le figure, cioè nel farle apparire di piu quantità, che elle non ſo
Ino
44 f) E L L .A
noveraméte,eſſendo lo ſcorto a noivna coſa diſegnata in faccia corta, che all'
socchio,venendo innanzi non halalighezza,òla'ltezza,che ella dimoſtra;Tut
tauia,la groſſezza,i dintorni,l'ombre & i lumi fanno parere, che ella venga in
nanzi, & per queſto ſi chiama ſtorto. Di queſta ſpecie non fu mai pittore è di
ſegnatore, chefaceſſe meglio, che s'habbia fatto il noſtro Michelangelo Buo
narroti: & ancora neſſuno meglio gli poteua fare, hauendo egli diuinamente
fatto le figure di rilieuo. Egli prima di terra, è di cera ha per queſtovſo fatti
i modelli: & da quegli, che" del viuo reſtano fermi, ha cauato i contorni,i
e lumi, 8 l'ombre. Queſti danno a chi non intende grandiſsimo faſtidio, per
a che non arriuano con l'intelletto ala profondità di tale difficulta, la qual'è la
piu forte a farla bene, che neſſuna, che ſia nella pittura. Etcerto i noſtri vec
chi, come amoreuoli dell'arte, trouarono il tirarli per via di linee in proſpet
tiua,ilche non ſi poteua fare prima, e li riduſſero tanto inanzi, che hoggi s'ha
la vera maeſtria di farli. Et quegli,chelibiaſimano (dico delli artefici noſtri)
ſono quelli, che non li ſanno fare, &, che, per alzare ſe ſteſsi,vanno abaſſando
e altrui. Ethabbiamo aſſai maeſtri pittori, iguali, ancora che valenti, non ſi di
i lettano di fare ſcorti: Etnientedimeno quando gli veggono belli & difficili,
non ſolo non gli biaſimano,magli lodano ſommamente. Di queſta ſpecie ne
hanno fatto i moderni alcuni, che ſono a propoſito, & difficili; come ſarebbe
a dir in vna volta le figure, che guardando in ſu ſcortano, 8 sfuggono, 8 que
ſti chiamiamo al diſotto in ſu, c'hanno tanta forza, ch'eglino bucano le volte.
Et queſti non ſi poſſono fare, ſe non ſi rittraggono dal uiuo,ò con modelli in
- altezze conuenienti non ſi fanno fare loro le attitudini, 8 le nouenzie di tali
coſe. E certo in queſto genere, ſi recano in quella difficultavna ſomma grazia,
o & moltabelezza, & moſtraſivna terribiliſsima arte. Di queſta ſpecie trouer
- rete, che gli artefici noſtri nelle vite loro hanno dato grandiſsimo rilieuoata
li opere, 8 condotteleavna perfetta fine, onde hanno conſeguito lode gran
diſsima. Chiamanſi ſcorti di ſotto in ſu, perche il figurato è alto, e guardato
dall'ochio per veduta in ſu, 8 non per la linea piana dell'orizonte.laonde al
- zandoſi la teſta avolere vederlo, 8 ſcorgendoſi prima le piate de piedi, 8 l'al
tre parti di ſotto,giuſtamente ſi chiama col detto nome.
- tt ! r ,

- Come ſi debbino unire i colori a olio,afreſco,ò a tempera; e come le carni,i panni, ertute
to quello che ſi dipigne, uenga nell'opera aunire inmodo che lefigure non ucn .
ghino diuſe e habbinorilicuo,e forza,e moſtrino l'opera ,
chiara,c aperta. Cap. XVIII. -

'Vnione nella Pittura è vna diſcordanza di colori diuerſi accordati inſiea


mesi quali nella diuerſità di piu diuiſe, moſtrano differentemente diſtin
te l'una dal'altra, le parti delle figure, come le carni dai capelli; & vn pan
no diuerſo di colore, da l'altro. Quando queſti colori ſon meſsi in opera ac
ceſamente, 8 viui, con vna diſcordanza ſpiaceuole, tal che ſiano tinti,8 cari
chidi corpo, ſi come vſauano di fare gia alcuni pittori: il diſegno ne viene ad
eſſere offeſo di maniera, che le figure reſtano piu preſto dipiti dal colore; che
dal pennello, che le lumeggia, & adombra, fatte apparire di rilieuo,& natura
li. Tuttele Pitture adunque è a olio,òa freſco,ò a tempera, ſi debbon fare tal
mente
S C V L T V R A 49
mente vnite neloro colori, che quelle figure, che nelle ſtorie ſono le princi
ali,venghino condotte chiare chiare, mettendo i panni di colore non tanto
curo adoſſo a quelle dinanzi, che quelle, che vano dopo gli habbino piu chia
ri che le prime; anzi a poco a poco, tanto quanto elle vanno diminuendo a lo
indentro; diuenghino anco parimente di mano in mano, 8 nel colore delle
carnagioni, S& i", piu ſcure. Et principalmente ſi habbiagran
diſsima autuertéza di mettereſempre i colori piu " , piu diletteuoli,& piu
belli, nelle figure principali, 8 in quelle maſsimamente, che nella iſtoria ven
gono intere, 8c non meze, perche queſte ſono ſempre le più conſiderate; &
quelle che ſon piu vedute, che l'altre; lequali ſeruono quaſi per campo nel co
lorito di queſte, 8 vncolore più ſmorto,fa parere più viuo f" che gli è po
ſto accanto. Eti colori maninconici, 8 Pallidi fanno parere piu allegri quelli
che li ſono accanto, 8 quaſi d'una certa bellezzafiameggianti. Ne ſi debbono
veſtire gli ignudi di colori tanto carichi di corpo, che diuidino le carni da pan
ni, quando detti panni atrauerſaſsino detti ignudi, ma i colori delumi i"
ti panni ſiano chiari ſimili alle carni,ògialletti,ò roſsigni,ò violati,ò pagonaz
zi, con cangiare i fondi ſcuretti,òverdi,ò azzuri,ò pagonazzi, è gialli, purche
traghinoalo oſcuro;&chevnitamente ſi accompagnino nel girare delle figu
re, con le lorombre,in quel medeſimo modo,che noiveggiamo nel viuo, che
iquelle parti,checi ſi apreſentano piu vicine all'occhio,piu hanno dilumeist
l'altre perdendo di viſta, perdono ancora del lume, & del colore. Coſi nella
i" ſi debbono adoperare i colori con tanta vnione, che e'non ſi laſcivno
curo,&vn chiaro ſi ſpiaceuolmente ombrato, 8 lummeggiato,che e ſi faccia
vna diſcordanza, 8 vna diſunione ſpiaceuole, ſaluo, che negli sbattimenti;
che ſono quell'obre, che fanno le figure adoſſo l'una all'altra, quando vn lume
i
ſolo percuote adoſſo a vna prima ra, che viene adombrare col ſuo sbattia
mento la ſeconda. Etqueſti ancora quando accaggiono, voglion eſſer dipin
ti con dolcezza,8cvnitamente perche chi gli diſordina, viene a fare,che quel
la Pittura par piu preſtovn tappeto colorito,òvn paro di carte da giurare che
carnevnita,ò panni morbidi,ò altre coſe piumoſe,delicate & dolci. Che ſi co
megli orecchi reſtano offeſi da vna muſica, che fa ſtrepito, è diſſonanza,ò due
rezze, ſaluo però in certi luoghi,Sca'tempi, ſi come io diſsi degli sbattimenti;
coſi reſtano offeſi gli occhi da colori troppo carichi,ò troppo crudi. Concio
ſia,che il troppo acceſo, offende il diſegno, Etloabbacinato,ſmorto abbaglia
to, & troppo dolce parevna coſa ſpenta, vecchia & affumicata: Malovnito»
che tengain fra lo acceſo, 8 lo abbagliato, è perfettiſsimo; 8 dilettal'occhio
come vna muſica vnita, & arguta dilettalo orecchio: Debbonſi perdere neº
gli ſcuri certe parti delle figure: & nella lontananza della Iſtoria percheole
tra cheſe elle fuſsono nello apparire troppo viue, & acceſe, confonderebbo
no le figure,elle danno ancora, reſtando ſcure, & abbagliate, qnaſi come cam
po,maggior forza alle altre, che vi ſono inanzi. Nè ſi può credere, quanto nel
variare le carni
a mezani, tra ilcon i colori
cotto, faccendole&a gialliccio,ſi
& il verdiccio, giouani piudiagrazia,
freſche, che
8 avecchi; º
bellezza al
la opera. Et quaſi in quello ſteſſo modo, che ſi faccia nel diſegno l'aria delle
vecchie accanto alle giouani, &alle fanciulle, 8 aputti: doue "
vna tenera, S& i l'altra pulita,efreſca;fa nel dipintovna " cordanzaac
5e ) E L L. A
cordatiſsima Etin queſto modo ſi debbe nellauorare mettergli ſcuri dona
meno offendino, 8 faccino diuiſione, per cauare fuorile figure, come ſi vee
de nelle pitture di Rafaello da Vrbino, & di altri pittori eccellenti, che han
no tenuto queſta maniera. Ma non ſi debbe tenere queſto ordine nelle Iſto
rie, doue ſi contrafaceſsino lumi di ſole, 8 di luna, è uero fuochi, è coſe not
turne; perche queſte ſi fanno con gli sbattimenti crudi, 8 taglienti come fa
il viuo. Et nella ſommità doue ſi iº lume percuote, ſempre vi ſarà dolceza
& vnione. Etin quelle pitture, che haranno queſti parti ſi conoſcerà, che la
intelligenza del Pittore harà con lavnione del colorito, campata la bontà del
diſegno, dato vaghezza alla Pittura, 8 rilieuo,& forza terribile alle figure •
Deldipingere inmuro,comeſi fa; e percheſi chiamalano
rare in freſco. Cap. XIX. - -

Itutti gl'altri modi, che i pittori faccino, il dipignere in muro e piunae


treuole, 8 bello; perche conſiſte nel fare invn giorno ſolo quello,
che nelli altri modi ſi puo in molti ritoccare ſopra il lauorato. Era da
gli antichi molto vſato il freſco, 8 i vechi moderni ancora l'hanno poi ſegui
tato. Queſto ſi lauora ſula calce, che ſia freſca, ne ſi laſcia mai fino a, che ſia
finito quanto i" quel giorno ſi vuole lauorare. Perche allungando punto il
dipingerla, fala calce vma certa croſterella, i" daldo, pel freddo, pelvento,
& pe ghiacci, che muffa, & macchia tutto illauoro. Et per queſto vuole eſſe
re continouamente bagnato il muro, che ſi dipigne, &i colori, che vi ſi adoa
perano, tutti di terre, 8 non di miniere; & il bianco di treuertino cotto:
Vuole ancora vna mano deſtra reſoluta; &veloce, ma ſopra tutto vn giudia
zio ſaldo, 8 intero, perche i colori métre, che il muro è molle, moſtranovna
coſa invn modo, che poi ſecco non è piu quella Et però biſogna, che in que
ſtilauori a freſco, giuochi molto più nel Pittore il giudizio, che il "
:&
che egli habbia per guida ſuavna pratica più che grandiſsima, eſſendo ſoma
mamente difficile il condurlo a perfezione. Molti de noſtri artefici vagliono
aſſai negl'altri lauori, cioè a olio, è atºpera, 8 in queſto poi non rieſcono, p
eſſere egli veramente il piuvirile, piu ſicuro,piu reſoluto, 8 durabile di tutti
gl'altri modi, Sc " che nello ſtare fatto di continuo aquiſta di bellezza,
& divnione piu degl'altri infinitamente. Queſto all'aria ſi purga, & dall'ac
ua ſi difende, 8 regge di continuo a ogni percoſſa. Ma biſogna guardarſi
i non hauere a rittocarlo co'colori chehabbino colla di Carnicci, è roſſo d'
uouo, ògomma, o Draganti, come fanno molti pittori, Perche oltra, che il
muro non fa il ſuo corſo di moſtrare la chiarezza, vengono i colori apannati
da quello ritoccar di ſopra, 8 con poco ſpazio di tempo diuentano neri. Per
rò quegli che cercano lauorar'in muro, i virilmente a freſco, 8 non
ritochino a ſecco, perche oltra l'eſſer coſauiliſsima, rende piu corta vita alle
pitture, come in altro luogo s'è detto. -

Del dipignere atemperaòucroauouo ſu le tauole, è tele, e come ſi puo uſare


ſul muro che ſtaſecco. Cap. XX.
Da
p I T T V R A EI'

- A Cimabueindietro, 8 da lui in quas è ſemprevedutooprelauorato


- da Grecia tempera in tauola, &in qualche muro. Etvſauano nello in
geſſare, delle tauole queſti maeſtri vecchi dubitando che quelle non ſi
apriſſero in ſu le commettiture, mettere per tutto con la colla di carnicci, tela
lina, & poi ſopra quella ingeſſauano, per lauorarui ſopra, 8 temperauano i
colori da condurle col roſſo dellovouo, è tempera.laqual'è queſta. Toglie a
uano vnovouo, &quello dibatteuano, & dentro vi tritauano vn ramo tene
ro di fico, accio che quel latte con quelvouo, faceſſe la tempera de colori, i
quali,con eſſa temperando, lauorauono l'opere loro.Et toglieuano, per quel
le tauole i colori ch'erano di miniere, i quali ſon fatti parte dagli alchimiſti,
& parte trouati nelle caue. Eta queſta i" di lauoro ogni " è buono,
ſaluo ch'ilbianco, che ſi lauora in muro fatto di calcina,pch'è troppo forte.
Coſi veniuano loro condotte con queſta maniera le opere, &le pitture loro.
Et queſto chiamauono colorire a tempera. Solo gli azzuri temperauono con
colla di carnicci; perche la giallezza dell'uouogli faceua diuentarverdi, oue,
la collagli mantiene nell'eſſere loro, el ſimile fa la gomma. Tienſila medeſi
ma maniera ſu le tauole, o ingeſſate, è ſenza, 8 coſi ſu muri, che ſiano ſechi,
ſi davna, è due mani di colla calda, 8 di poi con colori temperati con quela
la, ſi conduce tutta l'opera, 8 chi voleſſe temperare ancora i colori a colla, aa
geuolmente gli verrà fatto, oſſeruãdo il medeſimo, che nella Tempera ſi è rac
COntato, Si peggiori per queſto. Poi che ancode vecchi Maeſtrino

ſtri, ſi ſono vedute le coſe a tempera, conſeruate centinaia d'anni, con bellez
za,& freſchezza grande. Et certamente e ſi vede ancora delle coſe di Giotto,
che ce n'è pure alcuna in tauola, durata gia dugento anni, 8 matenutaſi mol
to bene. E poi venuto illauorar'a olio, che ha fatto per molti mettere in ban
do il modo della tempera, ſi come hoggiveggiamo, che nelle tauole, & nelle
altre coſe d'importanza ſi èlauorato; & ſi lauora ancora del continouo,

Del dipingere a olio, intauola, crſuletele. cap. XXI,


Vvna belliſsima inuenzione, 8 vna gran commodità all'arte della pit
tura, il trouare il colorito a olio; Di che fu primo inuentore, in Fiandra
Giouanni da Bruggia: il quale mandò la tauola a Napoli al Re Alfonſo,
&al Duca d'Vrbino Federigo 11. la ſtufa ſua; & fece vn ſan Gironimo, che
Lorenzo de Medici haueua,& molte altre coſe lodate. Lo ſeguitò poi Rugie
ri da Bruggia ſuo diſcipolo, S& Auſſe creato di Rugieri, che fece a Portinari
in S. Maria Nuoua di Firenzavn quadro picciolo, il qual'è hoggi apreſſo al
Duca Cosimo, 8 è di ſua mano la tauola di Careggi villa fuora di Firenze
della Illuſtriſs caſa de Medici furono ſimilmente deprimi Lodouco da Lua
no, & Pietro Chriſta, & maeſtro Martino, S. Giuſto da Guanto, che fece la
cauola della comunione del Duca d' Vrbino, & altre pitture, & Vgo d'An
uerſa, che fela tauola di S. Maria Nuoua di Fiorenza. Queſta arte conduſſe
poi in Italia Antonello da Meſsina, che molti anni conſumò in Fiandra, 8
nel tornarſi di quà da Monti fermatoſi ad habitare in Venezia, la inſegnò ad
alcuni amici, Vno de'qualifu Domenico Venziano, che la conduſſe poi in
Firenze, quando dipinſe a olio la capella de'Portinari in S. Maria Nuoua,do
- - -- G 2.
si D E L L AI
uela imparò Andrea dal Caſtagno, che la inſegnò agli altri maeſtri, con i qua
li ſi andò ampliando l'arte, 8 acquiſtando, ſino a Pietro Perugino, a Lionar
do da Vinci, 8 a Rafaello da Vrbino: talmente, che ella s'è ridotta a quella
bellezza, che gli artefici noſtri, mercèloro, l'háno acquiſtata. Queſta manie
ra di colorire accende piu i colori; ne altro biſogna, che diligenza, 8 amore,
perche l'olio in ſe ſi reca il colorito piu morbido, piu dolce, 8 dilicato, & di
vnione, 8 sfumata maniera piu facile, che li altri, 8 mentre, che freſcho ſi
lauora, i colori ſi meſcolano, 8 ſivniſcono l'uno con l'altro piu facilmente.
Etin ſommali artefici danno in queſto modo belliſsima grazia, & viuacità,8e
fiagliardezza alle figure loro, talmente, che ſpeſſo ci fanno parere di rilieuo
loro figure; & che ell'eſchino della tauola. Etmaſsimamente quando elle
ſono continouati di buono diſegno, con inuenzione, 8 bella maniera: Ma
per mettere in opera queſto lauoro ſi fa coſi. Quando uogliono cominciare
cioè ingeſsato, che hanno le tauole, è quadri" radono, 8 datoui di dolciſ
ſima colla quattro, è " mani, con vna ſpugna; vanno poi macinando i
colori con olio di noce, o di ſeme di lino(benche il noce è meglio perchein
gialla meno) & coſi macinati con queſti oli, che è la tempera loro, non biſo
gna altro quantoa eſsi, che diſtenderli col pennello. Ma conutene far prima
vnameſtica di colori ſeccatiui, come biacca, Giallolino, Terre da campana
meſcolati tutti in vh corpo, 8 d'un color ſolo, 8 quando la colla è ſecca ima
iaſtrarla ſu per la tauola. E poi batterla con la palma della mano tanto ch'el
iº venga egualmente vnita, e diſteſa per tutto, il che molti chiamano l'impri
matura. Dopo,diſteſa detta meſtica è colore per tutta la tauola, ſi metta ſopra
eſſa il cartone, che hauerai fatto con le figure e inuenzioni a tuo modo. E ſot
to queſto cartone ſe ne mettavn altro tinto da un lato di nero, cioè da quella
parte, che va ſopra la meſtica. A puntati poi con chiodi piccoli l'uno, e l'altro,
pigliavna punta di ferro, è vero d'auorio, è legno duro, 8 va ſopra i profili
del cartone ſegnando ſicuramente, perche coſi facendo non ſi guaſta il carto
ne, E nella tauola, è quadro vengono beniſsimo proffilate tutte le figure, et
quello, che è nel cartone " la tauola. E chi non voleſſe far cartone, diſegni
con geſſo dà ſarti bianco, ſopra la meſtica, è vero con carbone di ſalcio:pera
che l'uno, e l'altro facilmente ſi cancella. E coſi ſi vede, che Seccata queſta me
ſtica lo artefice,ò calcando il cartone, è con geſſo bianco da ſarti diſegnando
l'abozza,ilche alcuni chiamano imporre. Etfinita di coprire tutta ritornacò
ſomma politezza lo artefice da capo a finirla, 8 quivſa l'arte, 8 la diligenza,
per condurla a perfezione, 8 coſi fanno i Maeſtri in Tauola a olio le loro Pit
tUIC, -

Delpingere a olio nel muro,cheſtaſecco. Cap. XXII.


Vandogl'artefici vogliono lauorare a olio in ſul muro ſecco, due ma
Q" oſſono tenere. vna con fare, che il muro, ſe vi è dato ſu il bianco
oafreſco,ò in altro modo, ſi raſchi, è ſe egli è reſtato liſcio ſenza
bianco, ma intonacato, vi ſi dia ſu due,ò tremane di olio bollito, & cotto: ci
tinoando di ridaruelo ſu, ſino a tanto, che non voglia piu beres & poi ſecco
ſigli da dimeſtica,o imprimatura come ſi diſſe nel capitolo auati aqueſto. Cio
fatto, 8 ſecco, poſſono gli arteficicalcare, è diſegnare, & tale opera º"
tallOla
- S C V L T V R. A y
sauola, condurre al fine, tenendo meſcolato continuo nei colorivnpoco di
vernice: Perche facendo queſto, non accade poi vernicarla. L'altro modo è,
che l'artefice,o di ſtucco di marmo, 8 di matton peſto finiſsimo favn'arricia
to; che ſia pulito; &lo rade col taglio della cazzuola, perche il muro ne reſti
ruuido. Appreſſo gli davna man d'olio di ſeme di lino, 8 poi fa in vna pigna
tavna miſtura di pece greca, 8 maſtico, 8 vernicegroſſa; & quella bollita,
convn pennel groſſo ſida nel muro, poi ſi i per quello con vna caza
zuola da murare, che ſia di fuoco. Queſta intaſa i buchi dell'aricciato; & fa
vna pelle piu vnita per il muro. Et poichè ſecca,ſiva dandole d'imprimatu
ra,o di meſtica; & ſi lauora nel modo ordinario dell'olio, come habbiamo ra
gionato. E perche la ſperienza di molti anni mi ha inſegnato come ſi poſſa la
luorar'a olio in ſul muro,vltimamente ho ſeguitato, nel dipigner le ſale came
re,& altre ſtanze del palazzo del Duca Coſimo,il " in queſto ho per
l'adietro molte volte tenuto. Il qual modo breuemente è queſto. facciaſil'ar
ricciato, ſopra ilquale ſi ha da far l'intonaco di calce, di matton peſto, 8 di rea
na,& ſi laſci ſeccar bene affatto cio fatto, la matteria del ſecondo intonaco ſia
calce,matton peſto, ſtiacciato bene,eſchiuma di ferro, perche tutte e tre que
ſte coſe, cioè di ciaſcuna il terzo, in corporate con chiara d'uoua,battute qua e
to fa " olio di ſeme di lino,fannovno ſtucco tanto ſerrato, che non
ſi puo diſiderarin alcun modo migliore. Ma biſogna beneauuertire di né ab
bandonare l'intonaco, mentre la materia è freſca, perche fenderebbe in mol
si luoghi,anzi è neceſſario a voler che ſi conſerui " non ſe gli leuar mai
d'intorno con la cazzuola,ouero meſtola,o chuchiara, che vogliam dire, inſi
no a che non ſia del tutto pulitamente diſteſo, come ha da ſtare.Secco poi che
ſia queſto intonaco, e datoui ſopra d'imprimatura,o meſtica, ſi condurranno
le figure, le ſtorie perfettamente, come l'opere del detto palazzo, 8 molto
altre poſſono chiaramente dimoſtrar a ciaſcuno,
Del dipignere a olio ſule tele. cap. XXIII. -
GI huomini per potere portare le pitture di paeſe in paeſe, hanno troe
uato la comodità delle tele dipinte, come quelle, che peſano poco, 8 a
uolte,ſono ageuoli a traportarſi. Queſte a olio, perch'elle ſiano arrende
uoli, ſe non hanno a ſtare ferme non s'ingeſſano; atteſo, che il geſſo vi crepa
ſu arrotolandole però ſi fa vna paſta di farina con olio di noce, è in quello ſi
metteno due o tre macinate di biacca, &quando le tele hanno hauuto tre, o
quattro mani di colla, che ſia dolce, c'habbia paſſato davna banda a l'altra, ci
vn coltello ſi da queſta paſta, 8 tutti i buchi vengono con la mano dell'artefi
sce a turarſi. Fatto cio ſeli davna,o due mani di colla dolce, è da poi la meſti
caso imprimatura, 8 a dipingerui ſopra ſi tiene il medeſimo modo, che agl'al
ºri diſopra racconti. E perche queſto modo èparuto ageuole, 8 commodo ſi
ſono fatti non ſolamente quadri piccoli per portare attorno, ma anchorata:
uole da altari, 8 altre opere di ſtorie grandiſsime, come ſi vede nelle ſale del
Palazzo di S.Marco di Vinezia, & altrone,auenga che doue non arriua la gra
dezza delle tauole,ſeruelagrandezza,el commodo delle tele,
- . . . - e
Del
54 ; D E L L/ A ,
pºtdipingerei pietraaolio, e chepietreſiano buone Cap. xxIIII: -

E Creſciuto ſempre lo animo a noſtri artefici pittori,faccendo, che il colo


rito a olio, oltra l'hauerlo lauorato in muro, ſi poſſa volendo lauorare
” ancora ſu le pietre. Delle quali hanno trouato nella riuiera di Geno
ua quella ſpezie i noi dicemmo nella architettura, che ſono attiſsi
mea queſto biſogno. Perche, per eſſer ſerrate in ſe,e per hauerelagranagen
tile pigliano il pulimento piano. In ſu queſte hanno dipinto modernamente
quaſi infiniti, 8 trouato il modo vero da potere lauorarui ſopra. Hanno pro
uato poi le i" iu fine, come miſchi di marmo,ſerpentini, & porfidi, 8 al
i tre ſimili, che i" liſcie & brunitevi ſi attacca ſopra il colore. Ma nel vero
quando la pietra ſia ruuida, & arida,molto meglio inzuppa,e piglia l'olio bol
lito,&il colore dentro, come alcuni piperni,overo piperigni gentili, i quali
quando ſiano battuti col ferro, 8 non arrenati con rena,o i; di Tufi, ſi poſ
ſono ſpianare con la medeſima miſtura, che diſsi nell'arricciato co quella caz
zuola di ferro infocata. Percioehe a tutte queſte pietre non accade dar colla
in principio, ma ſolovna mano d'im primatura di colore a olio, cioè meſtica;
& ſecca, che ella ſia ſi puo cominciare il lauore a ſuo piacimen to Etchi voleſ
ſefarevna ſtoria a olio ſula pietra,puo torre diquelle laſtre Genoueſ & fara
le fare quadre,S: fermarle nel muro co perni ſopravna incroſtatura di ſtuc
co,diſtendendo bene la meſtica in ſu le commettiture.Di maniera che even
a a farſi per tutto vn piano di che grandezza l'artefice ha biſogno. Et queſto,
è il vero modo di condurre tali opre a fine & finite ſi puo a quelle fare orna
menti di pietre fini, di miſti, 8 d'altri marmi, le quali ſi rendono durabili in
infinito, pur che con diligenza ſiano lauorate, & poſſonſ , & non ſi poſſono
vernicare, come altrui piace, perche la pietra non proſciuga, cioè non ſorbiſce
quanto fa la tauola, &la tela, 8 ſi difende da tarli, il che non fa il legname,
deldipignere nelle mura dichiaro,erſiuro diuarieterrette,ercome ſi contrafanno
le coſe di Bronzo,er delle storie di terretta per archi,o perfeite,a colla,
- che è chiamato a guazzo,ora tempera. Cap. XXV.
- r

V Vogliono i pittori, che il chiaro ſcuro ſia vna forma di pittura, che trag
V
gapiu al diſegno,chealcolorito, perche cioé ſtato cauato dale ſtatue di
º 7 marmo, contrafacendole & dale figure di bronzo, 8 altre varie pietre,
Et queſto hanno vsato di fare nelle faciate de palazzi, 8 caſe, in iſtorie, mos
ſtrando,che quelle ſiano contrafatte & paino di marmo, o di pietra con qu
le ſtorie intagliate,o veramente contrafacendo quelle sorti di ſpezie di mare
mo,& porfido, è di pietra verde, 8 granito roſſo, 8 bigio, o bronzo, o altre
pietre, comei" meglio, ſi ſono accommodati in piu ſpartimenti di que
ſta maniera,laqualèhoggi molto in vſo per fare le facce delle caſe, 8 de palaz
zi,coſi in Roma, come per tutta Italia. Queſte pitture ſi lauorano in due mo
di prima infreſco, che lavera; o in teleparchi, che ſi fanno nell'entrate de
principi nelle città e ne trionfi,o negli apparati delle feſte, e delle Comedie;
perche in ſimili coſe fanno belliſsimo vedere.Trattaremo prima della ſpezie,
º ſorte del fare in freſco, poi diremo del'altra. Di queſta ſorte di º" ſi
- l anno
S C.V L T V R. A 95
fannoi campi con la terra da fare i vaſi, meſcolando quella con carbone ma
cinato,o altro nero per far l'ombre piu ſcure, 8 bianco di treuertino c5 piu
ſcuri,8 piu chiari, 8 ſi lumeggiano colbianco ſchietto, 8 convltimo nero a
vltimi ſcuri finite; voglionohauere tali ſpecie fierezza diſegno,forza,viuaci
tà & bella maniera, 8: eſſere eſpreſſe convna gagliardezza, che moſtriarte,Se
, non ſtento,perche ſi hanno a vedere, 8 a conoſcere di lontano. Et con queſte
ancora s'imitino le figure di bronzo,le quali col campo di terra gialla, 8 roſ
ſo, s'abbozzano, 8 con piu ſcuri di quello nero, 8 roſſo, 8 giallo ſi sfonda
no,& con giallo ſchietto ſi fanno i mezi, 8 con giallo, 8 bianco ſi lumeggia
no. Et di queſte hanno i Pittori le facciate, 8 le ſtorie di quelle con alcune ſta
tuetramezate, che in queſto genere hanno grandiſſima grazia. Quelle poi che
ſi fanno per archi,comedie,ofeſte, ſi lauorano poi che la tela ſia data di terret
ta, cioè di quella prima terra ſchietta da farvaſi, temperata con colla, 8 biſo
gna che i telaſia bagnata di dietro, mentre l'arteficela dipigne,a ciò checo
quel campo di terretta,vniſca meglio li ſcuri, 8 i chiari dellaopera ſua. Et ſi
coſtumatemperare i neri di quelle, con vn poco di tempera. Etſi adoperano
biacche per bianco & minio per dar rilieuo alle coſe, che paiono di bronzo,
& giallolino per lumeggiare ſopra detto minio.Et per i campi, 8 per gli ſcua
i medeſime terre gialle, 8 roſſe,S i medeſimi neri, che io diſſi nellauora
tea freſco, i quali fanno mezi,& ombre. Ombraſi ancora con altri diuerſico
lori altre ſorti di chiari, 8 ſcuri; come con terra d'ombra,allaquale ſifalater
retta di verde terra; &gialla, 8 bianco; ſimilmente conterranera,che è va'-
altra ſorte di verde terra, 8 nera, che la chiamonoverdaccio. . . .
I -

- Deglis idelle caſe, che reggono al'acqua, ogello che ſtadoperiafargli,orco i


-

-
re vi le Grotteſche nelle mura. i ier
- - e r
i ,-
.
c :
.
Anno i Pittorivn'altra ſorte di pittura, che è Diſegno, & pittura inſie
me; &queſto ſi domanda Sgraffito,S.nonſerueadaltro, che per orna
menti di facciate di caſe, 8 palazzi, che piu breuemente ſi conducono
, COn º" reggono all'acque ſicuramente. Perche tutti i lineaméti,
invece di cre diſegnati con carbone, o con altra materia ſimile, ſono trat
teggiati con vn ferro dalla mano del Pittore. Il che ſi fa in queſta maniera, i
Pigliano la calcina meſcolata con la renaordinariamente, 8 ci paglia abbru
ciata la tingono d'uno ſcuro, che venga invn mezo colore, che trae in argen
tino & verſo lo ſcurovn poco piu,che tinta di mezo, & con queſta intonaca
no la facciata.Etfatto cio, & pulita col bianco della calce di treuertino, l'im
biancano tutta, 8 imbiancata ci ſpoluerono ſui cartoni:o vero diſegnano
quel che ci " fare.Etdipoi agrauando col ferro,vanno dintornando,
& tratteggiando la calce, la quale eſſendo ſotto di corpo nero, moſtra tutti i
f" del ferro, come ſegni di diſegno.Et ſi ſuole ne campi di quegli radere il
ianco; & poi hauerevna tinta d'acquerello ſcurretto molto acquidoſo; &
di quello dare per gli ſcuri, come ſi deſſeavna carta; il che di lontano favn
belliſſimo vedere ma il campo,ſe ci è grotteſche,o fogliami,ſi sbattimetaſcio
èombreggia con quello acquarello.Et queſto è illauoro, che per eſſer dal fer
rografiato, hanno chiamatoi pittori sgraffito. Reſtaci hora ragionaredele
grot
56 D E L L A
grotteſche, che ſi fanno ſul muro dunque quelle che vanno in campo biaco.
non ci eſſendo il campo di ſtucco, per non eſſere bianca la calce, ſi dà per tut
so ſottilmente il campo di bianco: & fatto cio ſi ſpoluerano, 8 ſi lauorano in
freſco di colori ſodi, perche non harebbono mai la grazia,c'hanno quelle, che
filauorano ſu lo ſtucco. Di queſta ſpezie poſſono " groſſe, e ſot
tili, le quali vengono fatte nel medeſimo modo, che ſi lauorano le figure afre
ſco,o in muro. .
Come ſi lauorino le grottescheſi, lo ſtucco. Cap. XXVII.
- :

E grottesche ſono vna ſpezie di pitturalicenzioſe, 8cridicolo molto,fata


te dagl'antichi, per ornamenti " , doue in alcuni luoghi non ſtaua
7 bene altro, che coſe in aria: per ilche faceuano in quelle tutte ſconciatua
se di monſtri, per ſtrattezza della natura; & per gricciolo, 8 ghiribzizo dea
gli artefici, i quali fanno in quelle, coſe ſenza alcuna regola, apiccando avn
ſottiliſsimo filovn peſo, che non ſi puo reggere,è vn cauallo le gambe di fo -
- glie,avn'huomo legambe di gru; & infiniti ſciarpelloni, 8 paſſerotti.Etchi
Pluſtranamente ſegli immaginaua, quello era tenuto piu valente furono poi
regolate, 8 per fregi, 8 ſpartimenti " belliſsimi andari; coſi di ſtucchime
ſcolarono quelle con la pittura. Et ſi innanzi andò queſta pratica, che in Ro
ma, & in ogni " i Romani riſedeuano, ve n'è ancora coſeruato qual
che veſtigio. Et nel vero tocche d'oro, 8 intagliate di ſtucchi, elle ſono opera
allegra, 8 diletteuole " ſilauorano di quattro maniere, l'una
lauora lo ſtucco ſchietto; l'altra fagli ornamenti ſoli di ſtucco, 8 dipigne le
ſtorie ne vani, & le grotteſche " terza ſale figure parte lauorate di
ſtucco,S parte dipinte di bianco, 8 nero, contrafacendo Cammei,e altre pie
tre.Et di queſta ſpezie Grotteſche, 8 ſtucchi,ſe n'è viſto; & vede tante opere
lauorate da moderni,i quali con ſomma grazia,e bellezza hanno adornato le
fabbriche piu notabilidi tutta l'Italia, che gli antichi rimangonovinti, di gri
deſpacio. L'ultima finalmente lauora d'acquerello in ſu lo ſtucco,campando
illume con eſſo; & ombrandolo con diuerſi colori. Di tutte queſte ſorti, che
fi difendono aſſai dal tempo,ſeneveggono delle antiche in infiniti luoghi a
Roma,8 a Pozzuolo vicino a Napoli Et queſta vltima ſorte ſi puo ancobea
niſsimo lauorare con colori ſodiafreſco,laſciando lo ſtucco bianco,percama
po a tutte queſte, che nel vero hanno inſebella grazia; & fra eſſe ſi meſcola a
no paeſi, che molto danno loro del'allegro. E coſi ancora ſtoriette di figure
piccoli colorite.Et di queſta ſorte hoggi in Italiane ſono molti maeſtri, che ne
fanno profeſsione, 8 in eſſe ſono eccellenti. i

Delmodo del mettere d'oro abolo,ora mordente, o altri modi. cap. XXVIII.
-

V veramente belliſsimo ſegreto, &inueſtigatione ſofiſtica il trouarmo


do che l'oro ſi batteſſe in fogli ſi ſottilmente, che per ogni migliaio di pez
zibattuti,grandi vn'ottauo di braccio per ogni verſo, " fra l'artifi
cio,& l'oro, il valore ſolo di ſei ſcudi. Ma non fu punto meno ingegnoſa coſa,
il trouar modo,a poterlo talmente diſtendere ſopra il Geſſo, che il legno, od
altro aſcoſtouſotto,pareſſe tuttovna maſſa d'oro.ilche ſi fa in queſta manic
- Ia
---- -, p I T T V R A 57

ra.Ingeſſaſi illegno con geſſo ſottiliſsimo,impaſtato ch la colla piutoſto dol


ce che cruda: Et vi ſi da ſopra groſſo piu mani, ſecondo che il legno è lauora
to bene,o male. Inoltre raſo il geſſo,e pulito, con la chiara dell'uouo ſchietta,
sbattuta ſottilmente con l'acqua dentroui,ſi tempera il bolo armeno, maci
nato ad acqua ſottiliſsimamente.Et ſi fa il primo acquidoſo, o vogliamo dirlo
liquido, 8 chiaro; & l'altro appreſſo piu corpulento. Poi ſi da con eſſo al man
cotre volte ſopra il lauoro,ſino, che e'lo pigli per tutto bene. Et bagnando di
mano in mano con vn pennello con acqua pura doue è dato il bolo, vi ſi met
te ſu l'oro in foglia,il quale ſubito ſi appicca a quel molle. Et quando egli è
ſoppaſſo, non ſecco,ſi bruniſce con vnazanna di cane, o di lupo, finche e'diué
ti luſtrante, 8 bello. Doraſi ancora in vn'altra maniera, che ſi chiama amor
dente,ilche ſi adopera ad ogni ſorte di coſe, pietre, legni, tele, metalli d'ogni
ſpezie,Drappi, & Corami; Et non ſi bruniſce come quel primo. Queſto Mor
dente, che è la maeſtra, che lo tiene, ſi fa di colori ſeccaticci a olio di varie ſora

; ti,& di olio cotto con la vernice dentroui; Et daſſi in ſul legno, che ha hauu
to prima due mani di colla. Et poi che il mordente è dato coſi, non mentre,
che egli è freſco, ma mezoſecco,vi ſi mette ſul'oro i foglie. Il medeſimo ſi puo
fare ancora con l'orminiaco, quando s'ha fretta, atteſo che mentre ſi da è buo
no Et queſto ſerue piu a i" arabeſchi, 8 altri ornamenti, che ad altro.
Si macina ancora di queſti fogli in vna tazza di vetro con vn poco di mele, S&
di gomma, che ſerue ai miniatori,8 a infiniti, che col pennello ſi dilettano
fare profili, 8 ſottiliſsimi lumi nelle pitture Et tutti queſti ſono belliſſimi ſe
greti,ma per la copia di eſsi, non ſe ne tiene molto conto.
º Del Muſaico de'uctri,ora quello, che ſi conoſce il buono,cr lodato. Cap. XXIX.

; Sſendoſi aſſai largamente detto di ſopra nel vi.Cap. che coſa ſia il Muſai
I Cco,& come e ſi faccia; continuandone qui, quel tanto che è propio dela
la Pittura diciamo, che egli è maeſtria veramente grandiſſima, condurre
i ſuoi pezzi cotanto vniti,che egli appariſca di lontano, per honorata pittura,
& bella. Atteſo, che in queſta ſpezie di lauoro biſogna, 8 pratica, 8 giudizio
grande, con vna profondiſſima intelligenza nell'arte del " . perche chi
offuſca ne'diſegni il muſaico,con la copia, & abbondanza delle troppe figure
nelle iſtorie, e con le molte minuterie de pezzi, le confonde. Et però biſogna,
che il diſegno de'cartoni, che per eſſo ſi fanno; ſia aperto,largo,facile, chiaro,
& di bontà,8 bella maniera continuato. Etchi intende nel diſegno la forza
degli sbattimenti, 8 del dare pochi lumi, 8 aſſai ſcuri, con fare in quegli cer
te piazze,o campi,Coſtui ſopra d'ogni altro la farà bello, 8 bene ordinato.
Vuole hauere il muſaico lodato,chiarezza in ſe:con certavnita ſcurità verſo
l'ombre, & vuole eſſere fatto con grandiſſima diſcrezione, lontano dall'oc
chio,acio che lo ſtimi pittura, 8 non tarſia commeſſa. La onde i muſaici, che
haranno queſte parti, ſaranno buoni, 8 lodati da ciaſcheduno; & certo è che
il muſaico è la piu durabile pittura che ſia. Imperò che l'altra col tempo ſi ſpe
gne; & queſta nello ſtare fatta di cotinuo s'accende Etin oltre la Pittura ma
ca, & ſi conſuma per ſe medeſima;Oueil Muſaico, per la ſua lunghiſſima vita,
ſi puo quaſi chiamare eterno.Perloche ſcorgiamo noi in eſſo, nonH ſolo la per
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fezione de Maeſtri vecchi, ma quella ancora degli antichi, mediante quelle
opere, che hoggi ſi riconoſcono dell' età loro. Come nel tempio di Bacco a S.
Agneſa fuor di Roma,doue è beniſſimo condotto tutto quello, che vi è lauoa
rato. Similmente a Rauenna n'è del vecchio belliſſimo in piu luoghi. Eta Vis
nezia in ſan Marco. A Piſa nel Duomo, 8 a Fiorenza in ſan Giouanni la tribu
na. Ma il piu bello di tutti è quello di Giotto nella naue del portico di S.Piero
di Roma, perche veramente in quel genere è coſa miracoloſa. 8 ne moderni
quello di Domenico del Ghirladato ſopra la porta di fuori di ſanta Maria del
Fiore, che va alla Nuntiata. Preparanſi adunque i pezzi da farlo;in queſta ma
niera. Quando le fornaci devetri ſono diſpoſte, 8 le padelle piene di vetro,ſe
li vanno dando i colori a ciaſcuna padella il ſuo;Auuertendo ſempre, che da
vn chiaro bianco, che ha corpo, 8 non è traſparente, ſi conduchino i piu ſcu
ri di mano in mano, in quella ſteſſa guiſa, che ſi fanno le meſtiche de'colori,p
dipignere ordinariamente. Appreſſo, quando il vetro è cotto, & bene ſtagio
nato,8 le meſtiche ſono condotte, è chiare, & ſcure, & d'ogni ragione, con
certe cucchiaie lunghe di ferro ſi caua il vetro caldo.Et ſi mette in ſuvno mar
mo piano, 8 ſopra con vn'altro pezzo di marmo ſi ſchiaccia pari & ſe ne fan
no rotelle, che venghinovgualmente piane, e reſtino di i la terza par
te dell'altezza d'wn dito. Se ne fa poi convna bocca di cane di ferro pezzetti
quadri tagliati;& altri col ferro caldo lo ſpezzano inclinadolo a loro modo.
I medeſimi pezzi diuentano lunghi, 8 con vno ſmeriglio ſi tagliano; il ſimile
ſi fa di tutti i vetri, che hanno dibiſogno.Et ſe n'empiono le ſcatole, S. ſitégo
no ordinati, come ſi fa i colori quando ſi vuole lauorare a freſco, che in varij
icodellini ſi tiene ſeparatamente la meſtica delle tinte piu chiare, & piu ſcure
er lauorare Eccivn'altra ſpezie di vetro, che ſi adopra per lo campo, 8 per i
fi depanni, che ſi mette d'oro, queſto quando lo vogliano dorare, piglia
no quelle piaſtre di vetro, che hanno fatto; & con acqua di gommabagnano
tutta la piaſtra del vetro,S: poi vi mettono ſopra i pezzi d'oro. Fatto ciomer
tono la piaſtra ſu vina pala di ferro, 8 quella nella bocca della fornace, coper
ta prima convn vetro ſottile tutta la piaſtra di vetro, che hanno meſſa d'oro,e
fanno queſti coperchi,o di bocce,o a modo di fiaſchi ſpezzati, di maniera, che
vn pezo cuopra tutta la piaſtra; Et lo tengono tanto nel fuoco, che vien quaſi
roſſo,8 in vn tratto cauandole, l'oro viene covna preſa mirabile a imprimer
ſi nel vetro,S& fermarſi, e regge all'acqua, 8 a ogni tempeſta;Poi queſto ſi ta
glia,& ordina come l'altro di ſopra. Et per fermarlo nel murovſano di fare il
cartone colorito, & alcuni altri ſenza colore, il quale cartone calcano, o ſe
gnano a pezzo a pezzo in ſu lo ſtucco;& di poi vanno commettedo appoco ap
poco quanto vogliono fare nel muſaico. Queſto ſtucco per eſſer poſto groſſo
in ſu l'opera gli aſpetta duoi di, & quattro ſecondo la qualità del tempo:E faſ
ſi di treuertino,di calce, mattone peſto, Draganti, & chiara d'uouo,e fattolo,
tengono molle con pezze bagnate, coſi dunque pezo, per pezo tagliano i car
toni nel muro, & lo diſegnano ſulo ſtucco calcando fin, che poi ci certe mol
lette ſi pigliano i pezzetti degli ſmalti;& ſi commettono nello ſtucco, et ſilu
meggiano i lumi,etdaſsi mezi amezi,et ſcuri agli ſcuri; contrafacendo l'om
bre,ilumi,eti mezi minutamente, come nel cartone; et coſi lauorando con
diligenza ſi conduce appoco appoco a perfezione. Etchi piu lo conduce "i
[O, 11
p I T T V R A 59

to ſi che e'torni pulito,et piano, colui è piu degno di loda, 8 tenuto da piu de
gli altri. Impero ſono alcuni tanto diligenti al muſaico, che lo conducono di
maniera, che egli appariſce pittura a freſco. Queſto, fatta la preſa,induratala
mente il vetro nello ſtucco, che dura in infinito, come ne fanno fede i muſai
ci antichi, che ſono in Roma, 8 quelli che ſono vecchi; &anco nell'una, S&
nell'altra parte i moderni ai di noſtri n'hanno fatto del marauiglioſo.
Dell'iſtorie,er delle figure,cheſi fanno di commeſſo ne Pauimenti, ad mitazione del
le coſe di chiaro,o ſcuro. Cap. XXX.
A

Anno aggiunto i noſtri moderni maeſtrial muſaico di pezzi piccoli,vn


altra ſpecie di muſaici di marmi commeſſi,che contrafanno le ſtorie di
- pinte di chiaroſcuro.Et queſto ha cauſato il deſiderio ardentiſſimo di
volere,che e reſti nel mondo a chi verrà dopo, ſe pure ſi ſpegneſſero l'altre ſpe
zie della pittura,vnlume, che tenga acceſa la memoria de pittori moderni; &
coſi hanno contrafatto con mirabile magiſterio ſtorie grandiſsime, che non
“ſolo ſi potrebbono mettere nepauimenti, doue ſi camina; Maincroſtarnean
cora le facce delle muraglie, S di palazzi, con arte tanto bella, 8 merauiglio
ſa, che pericolo non ſarebbe "tempo conſumaſſe il diſegno di coloro, che
ſono rari in queſta profeſsione. Come ſi puo vedere nel Duomo di Siena, co
minciato prima da DuccioSaneſe, 8 poi da Domenico Beccafumia di noſtri
ſeguitato, 8 augumétato. Queſta arte ha tanto del buono, del nuouo, & del
durabile, che per pittura commeſſa di bianco, & nero poco più ſi puote deſi
derare di bontà, 8 di belezza. Il componimento ſuo " di tre ſortemarmi,
che vengono demonti di Carrara; L'uno de'quali è bianco finiſſimo, 8 can
dido;Valtro non è bianco, ma pende in liuido, che fa mezzo a quel bianco, S&
il terzo è vn marmo bigio di tinta, che trahe in argentino, che ſerue per iſcu
ro. Di queſti volendo i" vnafigura,ſe ne favn cartone di chiaro, e ſcuro, ci
le medeſime tinte;&cio fatta, per i dintorni di que mezi, & ſcuri, 8 chiari a
luoghi loro ſi commette nel mezo con diligenza il lume di quel marmo can
dido;& coſi i mezi,8 gli ſcuriallato a que mezi, ſecondo i dintorni ſteſsi, che
nel cartone ha fatto l'artefice Et quando cio hanno commeſſo inſieme, 8 ſpia
nato diſopra tutti i pezzi de'marmi,coſi chiari come ſcuri, 8 come mezi; pi
glia l'artefice, che ha fatto il cartonevn pennello di nero temperato, quando
tutta l'opra è inſieme commeſſa in terra; & tutta ſul marmo la tratteggia, &
f" ſono gli ſcuri,a guiſa,che ſi contorna, tratteggia, & profila con
apenna vna carta, che haueſſe diſegnata di chiaroſcuro. Fatto cio lo ſcultore
viene incauando coi ferri,tutti quei tratti, 8 proffili,che il pittore ha fatti, S&
tutta l'opra incaua,doue ha diſegnato di nero il pennello. Finito queſto ſi mu
ºrano ne piani apezi,apezi,S finito con vna miſtura di pegola nera bollito,
o asfalto, é nero di terra, ſi riempiono tutti gli incaui che ha fattilo ſcarpel
lo; " che la materia è fredda,S ha fatto preſa, con pezzi di Tufo, vanno
deuando, é conſumando cio,che ſopraauanza; & con rena mattoni e acqua
ſi va arrotando,Sc ſpianando tanto, che il tutto reſti ad vn piano, cioè il mar
mo ſteſſo, &il ripieno. Il che fatto, reſta l'opera in vna maniera, che ella pare
veramente pittura in piano,Etha in ſe grandiſſima forza con " con mae
-
2
r
t6o D E L -L A
ſtria.Laonde è ella molto venuta in vſo per la ſua bellezza;Etha cauſato anco
ra, che molti pauimenti di ſtanze hoggi ſi fanno di mattoni, che ſianovna par
te di terra bianca, cioè di quella, che trae in azurrino,quido ella è freſca,e cot
ta diuenta bianca; & l'altra della ordinaria da fare mattoni, che viene roſſa
quando ella è cotta. Di queſte due ſorti ſi ſono fatti pauimenti commeſſi di va
rie maniere a ſpartimenti, come ne fanno fedele ſale papali a Roma al tempo
di Raffaello da Vrbino; & horavltimamente molte ſtaze in caſtello S. Agno
lo, doue ſi ſono con i medeſimi mattoni fatte impreſe di gigli, commeſſi di pe
zi,che dimoſtrano l'arme di Papa Paulo; & molte altre impreſe. Etin Firena
ze il pauimento della libraria di S. Lorenzo, fatta fare dal Duca Coſimo;&tut
te ſono ſtate condotte con tanta diligenza, che piu di bello non ſi puo deſide
rare in tale magiſterio. Et di tutte queſte coſe comeſſe fu cagione il primo mu
ſaico. Et perche,doue ſi è ragionato delle pietre, et marmi di tutte le ſorti,
non ſi è fatto mentioned'alcuni miſti nuouamente trouati dal S. Duca Coſi
mo, dico che l'anno 1563 ſua Ecc.ha trouato ne'móti di Pietraſanta preſſo alla
villa di Stazzemavn monte, che gira 2 miglia & altiſſimo, la cui prima ſcorza
è di marmi bianchi ottimi pfare ſtatue. Il diſotto è vn miſchio roſſo, e giallica
cioée (illo che è piu adentro,è verdiccio, nero, roſſo, e giallo,cò altre varie me
ſcolanze di colori, e tutti ſono in modo duri,che quàto piu ſi va a détro, ſi troa
uano maggior ſaldezze, & inſino ahora vi ſi vede da cauar colonne di quindi
ci, in venti braccia.Non ſe n'é ancor meſſo in vſo; perche ſi va tuttauia facen
do d'ordine di S.Ecc.vna ſtrada di tre miglia, per potere condurre queſti mar
mi dalle dette caue alla marina.iquali miſchi ſaranno, per quello, che ſi vede
molto a propoſito per pauimenti. -

Delmuſaico di legname,cioè delle Tarſie:er idritori cheſi fanno di legni tinti, or s


commeſſi a guisa di Pitture. Cap. XXXI.

Qi to ſia facilcoſa l'aggiugnere all'inuenzioni de paſſati qualche nuo


uo trouato ſempre; aſſai chiaro ce lo dimoſtra non ſolo il predetto coa
a meſſo de pauimenti, che ſenza dubbio vien dal muſaico, ma le ſtel
ſe Tarſie ancora, 8 le figure di tante varie coſe, che a ſimilitudine pur del mu
ſaico, & della pittura, ſono ſtate fatte da noſtri vecchi di piccoli pezzetti dile
gno commeſſi, 8 vniti inſieme nelle tauole del noce, & colorati diuerſamen
te;Ilche i moderni chiamano lauoro di commeſſo,benche a vecchi foſſe Tar
ſia. Le miglior coſe,che in ſiſta ſpeziegia ſi faceſſero, furono in Firenze nei tépi
di Filippo di ſer Brunelleſco: & poi di Benedetto da Maiano. Il quale niente
dimanco giudicandole coſa diſutile,ſileuò in tutto da quelle, come nella vita
ſua ſi dira.Coſtui,come gli altri paſſati le lauorò ſolamente di nero, 8 di bian
co. Ma fra Giouanni Veroneſe, che in eſſe fece gran frutto, largamente le mie
gliorò; dando vari colori alegni, con acque,è tinte bollite, 8 con clipene
tratiui; Per hauere di legname i chiari, e gli ſcuri,variati diuerſamente, come
nella arte della Pittura. Èt lumeggiando con bianchiſſimo legno di Silio ſot
tilmente le coſe " lauoro hebbe origine primieramente nelle pro
Pertile perche quellehaueuano termine di canti viui,che commettendo in
ºemsi Pezifaceuanoil profilo, 8 pareua tutto d'un pezzo il piano del cpera
- - - loro
P r. T T V R. A Gt

loro,ſebenee foſſe ſtato di Piu di mille. Lauorarono però di queſto gli anti
chiancotanelle incroſtature delle pietre fini, come apertamente ſi vede nel
portico diſan Pietro,doue è vna gabbia convn'vccello in vn campo di porfi
do,& d'altre pietre diuerſe, commeſſe in quello con tutto il reſto degli ſtaggi
&delle altre coſe. Ma per eſſere il legno piu facile, 8 molto piu dolce a que
ſtolauoro, hanno potuto i Maeſtri noſtri lauorarne piu abbondantemente,
&in quel modo,che hanno voluto. Vſaronogia per far l'ombre, abbronzare
le col fuoco davnabanda: il che bene imitaual'ombra, ma gli altri hanno va
ſato di poi olio di zolfo, S&acque di ſolimati, 8 di arſenichi, con le quali coſe
hanno dato quelle tinture, che eglino ſteſſi hanno voluto; Come ſi vede nel
l'opre di fra Damiano in ſan Domenico di " Et perche tale profeſſio
ne conſiſte ſolo ne diſegni, che ſiano atti a tale e ercizio, pieni di caſamenti, S&
di coſe chehabbinoilineamenti quadrati; & ſi poſſa per via di chiari, 8 di
ſcuri dare loro forza, 8 rilieuo; hannolo fatto ſenpre perſone, che hanno ha
uuto piu pacienza, che diſegno Etcoſis'è cauſato, che molte opere vi ſi ſono
fatte.Èt ſi ſono in queſta profeſſione lauorate ſtorie di figure,frutti, 8 anima
li, che in vero alcune coſe ſono viuiſſime; ma per eſſere coſa che toſto diuen
ta nera, 8 non contrafa ſe non la pittura, eſſendo da meno di quella, S poco
durabile per i tarli, & per il fuoco,è tenuto tempo buttato invano, anchora,
che e'ſia pure, S&lodeuole, & maeſtreuole,
i Da dipigure le fineſtre diuetro;& come clieſi conduchino copionbi,e coſtrridafie
nerleſenzaimpedimento delle figure. Cap. XXXII.

Oſtumarono giagl'antichi, ma per gl'huomini gradi, o almeno di qual


che importanza di ſerrare le fineſtre in modo, che ſenza impedire illu
g me, non vi entraſſero i venti, o il freddo; & queſto ſolamente ne bagni
loro,ne ſudatoi, nelle ſtufe, 3 negli altri luoghi ripoſti, chiudendo le apertu
re,ovani di quelle con alcune pietre traſparenti, come ſono le Agate,gli Ala
baſtri, S&alcuni marmi teneri, che ſono miſchi,o che traggono al gialliccio.
Ma i moderni, che in molto maggior copia hanno hauuto le fornaci devetri,
hanno fatto le fineſtre di vetro, di occhi, 8 di piaſtre, a ſimilitudine, odimita
zione di quelle, chegli antichi fecero di pietra.Et con i piombi accanalati da
egni banda, le hanno inſieme ſerrate, 8 ferme; & ad alcuni ferri meſſi nelle
muraglie a queſto propoſito,o veramente ne telai di legno, le hanno armate,
& ferrate come diremo.Et doue elle ſi faceuano nel principio ſemplicemente
d'occhi bianchi, 8 con angoli bianchi, o pur colorati, hanno poi imaginato
gli artefici,farevn muſaico de le figure di queſti vetri,diuerſamente "
& commeſſi advſo di pittura. Et talmente ſi è aſſottigliato l'ingegno in ciò,
che e ſi vede hoggi condotta queſta arte delle fineſtre di vetro a quella perfez
zione, che nelle tauole ſi conducono le belle pitture,vnite di colori, 8 pulita
mente dipinte; ſi come nella vita di Guglielmo da Marzille Franzeſe, larga
mente dimoſtrerremmo. Di queſta arte hanno lauorato meglio i Fiaminghi,
& i Franzeſi,che l'altre nazioni. Atteſo,che eglino come inueſtigatori delle
coſe del fuoco, 8 decolori hanno ridotto a cuocere a fuoco i colori, che ſi pò
gono in ful vetro. A cagione che il vento,l'aria,S&la pioggia, non le offenda in
. maIl 1C
92 D E L L A
maniera alcuna.Doue gia coſtumauano dipigner qlle di colori velati cog5me
& altre tempere,che col tempo ſi conſumauano.Et i venti, le nebbie, 8 l'ac
que ſe le portauano di maniera, che altro non vi reſtaua, che il ſemplice colo
re del vetro. Ma nella età preſente veggiamo noi condotta queſta arte a quel
ſommo grado,oltra il quale non ſi può appena deſiderare perfezione alcuna,
di finezza, di bellezza,8 di ogni particularità, che a queſto poſſa ſeruire, con
vna delicata & ſomma vaghezza, non meno ſalutifera, per aſſicurarele ſtanze
da'venti,8 dall'arie cattiue,chevtile & comoda per la luce chiara, 8 ſpedita
che per quella ci ſi appreſenta. Vero è che per condurle,che elle ſiano tali,bi
ſognano primieramente tre coſe, cioè vna luminoſa traſparenza nevetri ſcela
ti; vn belliſſimo componimento di cio che vi ſi lauora; & vn colorito aperto
ſenza alcuna confuſione. La traſparenza conſiſte nel ſaper fare elezione dive.
tri, che ſiano lucidi per ſe ſteſſi.Etin cio,meglio ſono i Franzeſi, Fiaminghi, 8.
Inghileſi, che i Veniziani; perche i Fiaminghi ſono molto chiari, 8 1 Venizia
ni molto carichi di colore.Et quegli, che ſon chiari, adombrandoli di ſcuro,
non perdono il lume del tutto,tale, che e'non traſpaino nell'ombre loro.
Mai Veniziani,eſſendo di loro natura ſcuri, 8 oſcurandoli di piu con l'om
bre,perdono in tutto la traſparenza.Etancora, che molti ſi dilettino d'hauer
li carichi di colori, artifitiatamente ſoprapoſtiui,che sbattuti dall'aria, & dal
i" moſtrano non sò che di bello piu,che né fanno i colori naturali. Meglio
è nondimeno hauer i vetri di loro natura chiari, che ſcuri, a cio che da la groſ
ſezza del colore non rimanghino offuſcati. A codurre queſta opera, biſogna
hauerevn cartone diſegnato con profili,doue ſiano i cotorni delle pieghe de
panni, 8 delle figure, quali dimoſtrino doue ſi hanno a commettere i vetri;
Di poi ſi pigliano i pezide vetri, roſſi, gialli,azurri,8 bianchi; & ſi ſcomparti
ſcono ſecondo il diſegno, per pani,o per carnagioni, come ricerca il biſogno,
Etp ridurre ciaſcuna piaſtra l eſſi vetri ale miſure diſegnate ſopra il cartone
ſi ſegnano detti pezzi in dette piaſtre poſate ſopra il detto cartone,còvn pen
nello di biacca;Èta ciaſcuno pezos'aſſegna il ſuo numero, per ritrouargli piu
facilmente nel commettergli,iquali numeri finita l'opera, ſi ſcancellano.Fat
to queſto, per tagliargli a miſura, ſi pigliavn ferro appuntato affocato, con la
punta del quale hauendo prima con vna punta di ſmeriglio intaccata alquan
tola prima ſuperficie doue ſi vuole cominciare, e con vn poco di ſputo bagna
toui,ſi và con eſſo ferro lungo que dintorni, ma alquanto diſcoſto. Eta poco,
a poco mouendo il predetto ferro il vetro ſi inclina, & ſi ſpicca dalla piaſtra.
Dipoi, con una punta di ſmeriglio ſi va rinettando detti pezzi, 8 leuaudone il
ſuperfluo;Etcon un ferro,che e chiamano Griſatoio, o ueroTopo, ſi uanno
rodendo i dintorni diſegnati, tale che'uenghino giuſti da potergli commette
repertutto. Coſi dunque comeſſi i pezzi i uetro,in ſu una tauola piana ſi di
ſtendono ſopra il cartone,S: ſi comincia a dipignere per i pini l'ombra di que
gli,laquale uuol eſſere di scaglia di ferro macinata, 8 d'un'altra ruggine, che
alle caue del ferro ſi troua,la quale è roſſa, o uero matita roſſa e dura macina
ta,& con queſte ſi ombrano le carni,cangiando quelle col nero,S. roſlo,ſecó
do che fa biſogno Ma prima è neceſſario alle carni uelare con quel roſſo tutti
iuetri, & con quel nero fare il medeſimo a panni, con temperargli con la gº
ma,apoco apoco dipignendoli, 8 ombrandoli come ſta il cartone, Eterpi O»
P I T T V R. A 63
(o,dipinti, he è ſono,volendoli dare lumi fieriſ havn pennello di ſetole cor
to,&ſottile,8 con quello ſi graffiano i vetri in ſu illume, &leuaſi di quel pa
no,chehaueuadato per tutto il Primo colore; Et con l'aſticiuola del pénello
ſi vàlumeggiando i capegli,le barbe,i panni,i caſaméti,e paeſi come tu vuoi.
Sono però in queſta opera molte difficultà, & chi ſe ne diletta puo mettere va
rijcolori ſul vetro perche ſegnando ſu vn colore roſſo,vn fogliame,o coſa mi
nuta,volendo,che a fuoco vega colorito d'altro colore ſi puo ſquamare quel
vetro quanto tiene il fogliame, con la punta d'un ferro, che leuila prima ſca
glia del vetro cioè,il primo ſuolo, Sc non la paſſi, perche faccendo coſi, rima
ne il vetro di color bianco,S& ſe egli dà poi quel roſſo fatto di piu miſture, che
nelcuocere mediante lo ſcorrere, diuenta giallo Etgueſto ſi puo fare ſu tutti
i colori, ma il giallo meglio rieſce ſul bianco, che in altri colori, l'azurro a cam
pirlo,diuien verde nelcuocerlo, perche il i" l'azurro meſcolati, fanno
color verde. Queſto giallo non ſi dà mai ſe non dietro, doue non è dipinto,
perche meſcolandoſi,e ſcorrendo guaſterebbe, 8 ſi meſcolarebbe, con quello
il quale cotto rimane ſopra groſſo il roſſo, che raſchiato via con vn ferro,vi la
ſcia giallo. Dipinti, che " vetri,vogliono eſſer meſſi in vna teghia di ferro
con vn ſuolo di cenere ſtacciata, 8 calcina cotta meſcolata:& a ſuolo, a ſuolo
i vetri parimente diſteſi, 8 ricoperti dalla cenere iſteſſa; poi poſti nel fornel
lo,ilquale a fuoco lento a poco a poco riſcaldati,venga a infocarſi la cenere, ei
vetri,perche i colori, che vi ſono ſu infocati, in rugginiſcono, 8 ſcorrono, S&
fanno la preſa ſul vetro.Eta queſto cuocere biſogna vſare grandiſſima diligé
za,perche il troppo fuoco violento,li farebbe crepare; & il poco non li coce
rebbe.Ne ſi debbono cauare finche la padella,oteghia doue e ſono non ſi ve
de tutta di fuoco, S&la cenere con alcuni ſaggi ſopra, che ſi vegga quando il co
lore è ſcorſo fatto ciò ſi buttano i piombi in certe forme di pietra, o di ferro, i
" hanno due canali, cioè da ogni lato vno, dentro al quale ſi commette,e
erra il vetro Et ſi piallano, 8 dirizano,& poi ſu vna tauola ſi conficcano, S&
a pezzo per pezzo s'impiombatutta l'opera in piu quadri; & ſi ſaldano tutte
le commettiture depiombi con ſaldatoi di ſtagno;& in alcune trauerſe,doue
vanno i ferri, ſi mette fili di rame impiombati,accioche poſſino reggere, & lea
gare l'opra: la quale s'arma di ferri, che non ſiano al dritto delle figure, ma
torti ſecondo le commettiture di quelle,a cagione, che e'non impediſchino il
vederle. Queſti ſi mettono con inchiouature ne ferri, che reggono il tutto. Et
non ſi fanno quadri,ma tondi accio impediſchino manco la viſta Et da laba
da di fuori ſi mettono alle fineſtre, 8 ne'buchi delle pietre s'impiombano, 8
con fili di rame, che ne piombi delle fineſtre ſaldati ſiano a fuoco, ſi legano for
temente.Et perche i fanciulli, o altri impedimenti non leguaſtino, vi ſi mette
dietrovna rete di filo di rame ſottile. Le quali opre, ſe non foſſero in materia
troppo frangibile durerebbono al mondo infinito tempo. Ma per queſto non
reſta che l'arte non ſia difficile,artificioſa, & belliſſima.

Del Niello,e come per quello habbiamo leſtampe diramese come s'intaglino glargia
ti,per fare gli smaltidi baſſorilicuo,erſimilmente ſi ceſelino
le groſſerie. Cap.XXXIII.
64 D E L L A
L Niello,il quale non è altro, che vn diſegno tratteggiato, 8 dipinto ſu lo
argento, come ſi dipigne, 8 tratteggia ſottilmente con la penna, fu troua
to dagli Orefici fino al tempo degli antichi, eſſendoſi veduti caui co'ferri,
ripieni di miſtura negli ori, 8 argenti loro. Queſto ſi diſegna cò lo ſtile ſu lo
argento, che ſia piano & s'intaglia col bulino, che è vn ferro quadro tagliato
avnghia,da l'uno degli angoli a l'altro perisbieco, che coſi calando verſo vino
de'canti,lo fa piu acuto, & tagliente da due lati,8 la punta di eſſo ſcorre,e ſot
tiliſſimamente intaglia. Con queſto ſi fanno tutte le coſe, che ſono intagliate
ne metalli, per riempierle, o per laſciarlevote,ſecondo la volontà dell'artefice,
quando hanno dunque intagliato, 8 finito col bulinospigliano argento, 8.
piombo, 8 fanno di eſſo al fuoco vina coſa, che incorporata inſieme è nera di
colore, & frangibile molto, & ſottiliſſima a ſcorrere. Queſta ſi peſta, & ſi pone
ſopra la piaſtra dell'argento dou'è l'intaglio, il qual'è neceſſario, che ſia bene
pulito; & accoſtatolo a fuoco di legne verdi, ſoffiando co'mantici, ſi fa, che i
raggi di quello, percuotino doue è il Niello. Il quale per la virtù del calore fon
dendoſi, 8 ſcorrendo, riempie tutti gli intagli, che haueua fatti il bulino.Ap
preſſo, quando l'argento è raffreddo; ſi và diligentemente coraſchiatoi leuá
do il ſuperfluo; & con la pomice appoco appoco ſi conſuma, fregandolo,e có
le mani, & convn quoio tanto, che è ſi truoui il vero piano; & che il tutto re
ſtipulito. Di queſto lauorò mirabiliſſimamente Maſo Finiguerra Fiorétino,
il quale fu raro in queſta profeſſione, come ne fanno fede alcune paci di niel
lo in ſan Giouanni di Fiorenza, che ſono tenute mirabili. Da queſto intaglio
di bulino son deriuate le ſtampe di rame;onde tante carte,e Italiane, e Tedee
ſcheveggiamo hoggi per tutta Italia, che ſi come negli argenti s'inprontaua,
anzi che fuſſero ripieni di niello, di terra, 8 ſi buttaua di zolfo, coſi gli Stampa
tori trouarono il modo del fare le carte ſule Stampe di rame col torculo, co
me hoggi habbiam veduto da eſſi imprimerſi. Ecci vn'altra ſorte di lauori in
argento,o in oro, comunemente chiamata Smalto, che è ſpezie di pittura me
ſcolata con la ſcultura.Etſerue doue ſi mettono l'acque, ſi che gli ſmalti reſti
no in fondo. Queſta douendoſi lauorare in ſu l'oro, ha biſogno d'oro finiſſia
mo.Etin ſu l'argento, argento almeno a lega di Giulij. Et è neceſſario queſto
modo, perche lo ſmalto ci poſſa reſtare, & non iſcorrere altroue, che nel ſuo
luogo, biſogna laſciarli i profili d'argento,che " ſian ſottili e non ſi veg
ghino Coſi ſi fa vn rilieuo piatto, & in contrario a l'altro, accioche, mettedo
ui gli ſmalti,pigli gli ſcuri, 8 chiari di quello dall'altezza, 8 dalla baſſezza del
intaglio.Pigliaſi poi smalti di vetri di vari colori, che diligentemente ſi fermi
no col martello.Et ſi tengono negli ſcodellini con acqua chiariſſima, ſepara
ti,& diſtinti l'uno dal'altro. Et quegli che ſi adoperano a loro, ſono differenº
ti da quegli che ſeruono per l'argento. Et ſi conducono in queſta maniera.
Con vna ſottiliſſima Palettina d'argento ſi pigliano ſeparatamente gli ſmalti;
& con pulita pulitezza ſi diſtendono a luoghi loro;& vi ſe ne mette & rimet
te ſopra ſecondo, che ragnano, tutta quella quantità, che fa di meſtiero. Fatto
queſto ſi preparavna pignatta di terra, fatta a poſta, che per tutto ſia piena di
buchi, & habbia vna bocca dinanzi; Et vi ſi mette dentro la Mufola, cioè vin
coperchietto di Terra bucato, che non laſci cadere i carboni a baſſo; & dalla
Mufola in ſu ſiempie di carboni di cerro, 8 ſi accende ordinariamente. Nel
VO TO»
P I T T V R A 6;
che è reſtato ſotto il predetto coperchio,in ſu vna ſottiliſsima piaſtra di ferro,
ſi mette la coſa ſmaltata a ſentire il caldo a poco a poco,etvi ſi tiene tanto, che
fondendoſi gli ſmalti, ſcorrino per tutto quaſi come acqua. Ilche fatto ſi la
ſcia rafreddare; & poi convnafraſsinella ch'è vna pietra da dare filo ai ferri,e
con rena da bicchieri ſi sfrega, S& con acqua chiara, finche ſi truoui il ſuo pia
no. Et quando è finito di leuare il tutto ſi rimette nel fuoco medeſimo, acciò
" illuſtro nello ſcorrere l'altra volta vada per tutto. Faſſene d'un'altra ſorte a
mano, che ſi puliſce con geſſo di Tripoli, 8 convn pezzo di cuoio; del quale
non accade fare menzione; ma di queſto, l'ho fatto, perche, eſſendo opra di
pittura, come le altre, m'è paruto a propoſito.
DellaTauſta, cioè Lauoro ala Damaſchina. Capitolo. XXXIIII.
ſti
Anno ancora i moderni ad imitazione degli antichi rinuenuto vna ſpe
H zie di comettere ne metalli intagliati d'argento, o d'oro,faccendo in eſsi
lauori piani, o di mezo,o di baſſo rilieuo; Et in cio grandemente gli hanno
auanzati.Etcoſi habbiamo veduto nello acciaio lopere intagliate ala Tauſia
altrimenti detta a la Damaſchina, per lauorarſi dicio in Damaſco, 8 per tut
to il Leuante eccellentemente. La ondeveggiamo hoggi di molti bronzi, 8.
ottoni, & rami commeſsi di argento, & oro, con arabeſchi, venuti di que pae
ſi: Et negli antichi habbiamo veduto anelli d'acciaio con meze figure, & fo
gliami molto belli.Et di queſta ſpezie di lauoro ſeneſon fatte a di noſtri arma
dure da combattere lauorate tutte d'arabeſchi d'oro commeſsi, 8 ſimilmen
te ſtaffe, arcioni di ſelle, 8 mazze ferrate, Ethora molto ſi coſtumano i fora
nimenti delle ſpade, depugnali,de'coltelli, 8 d'ogni ferro che ſi voglia ricca
mente ornare, & guernire, & ſi fa coſi. Cauaſi il ferro in ſotto ſquadra, S&
per forza di martello ſi commette l'oro in quello, fattoui prima ſottovnata
gliatura a guiſa di lima ſottile, ſi, che l'oro viene a entrare ne caui di quella,
& a fermarueſi. Poi con ferri ſi dintorna, o con garbi di foglie, o con girare
di quel che ſi vuole, 8 tutte le coſe cofili d'oro paſſati per filiera ſi girano per
il ferro, & col martello samaccano; & fermano nel modo di ſopra. Auuerti
ſcaſi nientedimeno, che i fili ſiano piu groſsi; & i proffili piu ſottili, a ciò ſi
fermino meglio in quegli. In queſta profeſsione infiniti ingegni hanno fatto
coſe lodeuoli, & tenute marauiglioſe: & però non ho voluto mancare di far
ne ricordo, dependendo dal commetterſi, è eſſendo ſcultura, S& pittura,
cio è coſa che deriua dal diſegno.
Dele Stampe di legno; o del modo di farle, e del primo Inuentor loro; crcome
contre ſtampe ſi fanno le carte, che paiono diſegnate; & moſtrano
illume,ilmezzo,e l'ombre. Cap. XXX v.
L primo inuentore delle ſtampe di legno di tre pezzi, per moſtrare oltra il
diſegno, l'ombre, i mezi, & i lumi ancora, fu Vgo da Carpi, il quale aimi
tazione delle ſtampe di Rame, ritrouò il modo di queſte, intagliandole in
legname di pero, o di boſſolo, che in queſto ſono eccellenti ſopra tutti gli al
tri legnami. Fecele dunque di tre pezzi, ponendo nella prima tutte le coſe:
I prof
66 D E L L A P I T T V R A.
profilate, 8 tratteggiate: Nella ſeconda, tutto quello, che è tinto a canto
al profilo con lo acquerello per ombra, Et nella terza ilumi, 8 il campo, la
ſciando il bianco della carta invece di lume, & tingendo il reſto per campo.
Queſta, doue è illume, & il campo ſi fa in queſto modo. Pigliaſi vna carta
ſtampata, con la prima, doue ſono tutte le proffilature, 8 i tratti, 8 coſi freſca
freſca ſi pone in ſu l'aſſe del pero, 8 agrauandola ſopra con altri fogli, che no
ſiano umidi, ſi ſtrofina, in maniera, che quella che è freſca laſcia ſu l'aſſela
tinta di tutti profili delle figure. E allora il pittore piglia la biacca a gomma,
& dà in ſul pero i lumi; I quali dati, lo intagliatoregli incaua tutti coferri ſe
condo, che ſono ſegnati. Etqueſta è la ſtampa, che primieramente ſi
ra, perche ella failumi, &il campo, quando ella è " di colore ad olio:
"
& per mezo della tinta, laſcia per tutto il colore, ſaluo, che doue ella è incas
uata, che iui reſta la carta bianca. La ſeconda poi è quella delle ombre, che è
tutta piana, & tutta tinta di acquerello, eccetto che doue le ombre non han
no ad eſſere, che quiui è incauato il legno. &la Terza, che è la prima a for
marſi, è quella, doue il proffilato del tutto è incauato per tutto, ſaluo, che
doue e non hai proffili tocchi dal nero della penna. Queſte ſi ſtampano al
torculo, & vi ſi rimettono ſotto tre volte, cioè vna volta per ciaſcuna ſtampa
ſi che ellehabbino il medeſimo riſcontro. Etcertamente, che cio fu beliſsima
inuenzione. Tutte queſte profeſsioni, 8 arti ingegnoſe ſi vede che deriuano
dal'diſegno: il quale è capo neceſsario di tutte: & non l'hauendo non ſi ha
nulla. Perche ſe bene tutti i ſegreti, 8 i modi ſono buoni; quello è ottimo,
per lo quale ogni coſa perduta ſi ritroua, &ogni difficilcoſa, per eſſo diuen
ta facile, come ſi potrà vedere nel " le vite degl'artefici, i quali dal
- la natura, 8 dallo ſtudio aiutati, hanno fatto coſe ſopra humane
er il mezo ſolo del diſegno. Et coſi faccendo qui fine alla
introduzzione delle tre Arti, troppo piu lungamen
te forſe trattate, che nel principio non mi
penſai, Me ne paſſo a
ſcriuere le
- Vite,
PR O E MI O D E L L E
V I T E.
o non dubito punto,che nonſia quaſi di tutti gli ſcrittori com
mune, 6 certiſsima opinione, che la ſcultura inſieme con la
pittura fuſero naturalmente dai popoli dello Egittoprimiera
" mente trouate; Eche alcun’altri non ſiano, che attribuiſchino
ºi a Caldei leprime bozze demarmi; & iprimi rilieui delleſta
tue; come danno ancoa Grecilainuenzione del pennello, 6'
delcolorire. Ma io dirò bene, che dell'una, º dell'altra Arte il diſegno, che
è il fondamento di quelle, anzi l'iſteſſa anima, che concepe,cº nutriſce in ſeme
deſima tutti i partidegli intelletti, fuſe perfettiſſimo inſulorigine di tutte l'altreco
ſe. Quando l'altiſſimo Diofatto.ilgran corpo del mondo, º ornato il cielo deſuoi
chiariſſimi lumi, diſceſe con lintellettopiu giu nella limpidezza dell'aere, & nella
ſolidità della terra, formandolhuomo," con la uagainmenzione delle co
ſe, laprima forma della ſcoltura, º della pittura, dal quale huomo amano ama
mopoi (che non ſi dedire il contrario) come da uero eſemplarefurcauate le ſtatue,
e&leſculture, º la difficulta dell'attitudini, e dei contorni, 6 per le prime pit
ture (qualche eleſi fuſero)lamorbidezza,l'unione, º la diſcordante concordia,
che fanno i lumi con l'ombre. Coſi dunque ilprimo modello,onde uſci la"i ima
gine dell'huomo ſu una " di terra; & non ſenza cagione:percioche il duino
Architetto del tempo, 6 della natura, comeperfetiſsimo uole mostrare nella im
perſezione della materia,lauia,delleuare, & dell'aggiugnerei nel medeſimo mo
docheſogliono fare i buoni ſcultori, pittori, i quali ne'lor modelli, aggiungendo,
& leuando, riducono le imperfette bozze a quelfine, 6 perfezione che uoglio
no. Diedegli colore uiuaciſsimo di carne, doues'è tratto nelle pitturepoidaleMi
miere della terra gli ſteſsi colori, per contraffare tutte le coſe, che accaggiono nelle
Pitture. Bene è uero, che e'non ſi può affermareper certo, quello, che adimitazio
me di coſi bella opera ſifaceſsino gli huomini auanti al Diluuio in queste arti; auue
gna, cheueriſimilmentepaia da credere, che eſſi ancora, 6 ſcolpiſſero, 6 dipi
gniſſero d'ogni maniera; Poiche " del Superbo Nebrot circa.cc.anni
adiº ilDiluuiofece fare la statua,dondenacquepoi la Idolatria; 6 la famoſiſsima
nuora ſua semiramis Regina di Babilonia, nella edificazione di quella città poſe
tra gli ornamenti di quella, nonſolamenteuariate, 6 due ſeſpezie di animali ri
tratti, 69 coloriti di naturale, Ma laimagine di ſe steſſa, o di Ninoſo marito,
6 le ſtatue anchora di bronzo del ſuocero, o della ſuocera, º della autiſuocera
ſua, come racconta Diodoro,chiamandole conomi de'Greci, che ancora non era
no, Gioue,Giunone, 6 ope, Dale quali ſtatue appreſeroperauuenturat Caldei, a
2, l- º
68 - P R O E M 1 o

ſareleimaginideloro Di; poiche15o anni dopo Rachelnel fuggire di Meſopota


mia inſieme con Iacobſomarito; furò gli Idoli di Laban ſuo padre, come aperta
mente racconta il Geneſi. Neſorono" i Caldei a fare ſculture, pitture,
male fecero ancora gli Egizzfeſercitandoſi in queſte arti con tanto ſtudio, quan
to mostra il Sepolcro marauiglioſo dello Antichiſsimo Re Simando; largamente
deſcritto da Diodoro; & quanto arguiſce " comandamento fatto da Moſe
nello uſcire del Egitto, cioè che ſottopena della morte, non ſi faceſſero a Dio magi
ni alcune. Costui nello ſcendere di ſulmöte,hauendo trouatofabricatoiluitello del
l'oro, 6 adorato ſolenemète dalle ſue genti; Turbatoſi grauemente di uedere con
º ceſsii duini honoriall'imagine d'una Beſtia; nonſolamenteloruppe,eriduſſe in pol
uere; Maperpunizione di cotanto errore, fecepccidere da Lcuiti molte migliaia
degli ſcelerati figliuoli d'Iſrael,chehaueuano cómeſſa quella Idolatria. Ma perche,
non illauorare le statue,mal'adorarle erapeccatoſceleratiſsimo, ſi leggenell'Eſo
do che l'arte del diſegno, 3 delle ſtatue,non ſolamente di marmo, ma di tutte le ſor
te di metallo, fu donata per bocca di Dio a Beſeleeldella tribu di Iuda, & adoliab
dellatribu di Dan,che furono que che fecero i due cherubini d'oro, 6 candelieri
eluelo,º le fimbriedelle vesteſacerdotali; e tante altre belliſime coſe di getto
nelTabernacolo; non per altro, che per indurualegenti a contemplarle, 6 adorar
le. Da le coſe dunque edute innanzi al Piluuio, la ſuperbia degli huomini trouò
ilmodo di fare le statue di coloro,che almondo poſero,che reslaſjeroperfama im
mortali; Eti Greci, che diuerſamenteragionano di queſta origine, dicono, che li
Etiopitrouarono le prime ſtatue ſecondo Diodoro, gli Egizi le preſono da i"
ro,cº da queſti i Greci poi che inſino a tempi d'HoM E Roſin ede eſſereſtato
perfetta la scultura, la pittura, come fa fede nelragionar dello ſcudo d'Achille
quelloiuino Poeta,che con tutta l'artepiutoſtoſculpito, 9 dipinto,che ſcritto ce lo
dimostra. Lattanzio Firmiano,fauoleggiandole concede à Prometeo, il quale al
militudine del grande Dio formò l'immagine humana di loto; & da lui l'arte delle
itatue afferma eſſere venuta. Ma ſecondo che ſcriue Plinio, questa arte venne in
Egitto da Gige Lidio; Il quale eſſendo al fuoco 6 l'ombra di ſe medeſimo riguar
dando, ſubito con in carbone in mano, contornò ſe ſteſſo nel muro. 6, da quella e
tà per on tempo leſole Linee ſi coſtumò mettere in opera ſenza corpi di colore,ſico
me afferma ilmedeſimo Plinio, laqualcoſa da Filocle Egizzo compiufatica, ſi
milmente da Cleante,º Ardice Corinthio,cº da Telephane Sicionio fu ritroua
ta, Cleophante Corinthiofu ilprimo appreſo de Greci, che colori. Et.Apolodoro il
primo, che ritrouaſſeilpennello. Segui Polgnoto, Taſio, Zeuſ,8 Timagoracal
cideſe, Pithio,cº Alaupho tutti ceiraſSimi,6 dopo queſti il famoſiſsimo Apel
le da Aleſſandro Magno tanto per quella Virtuslimato, honorato, ingegnoſiſi
moinuestigatore della Calumnia,6 del Fauore, come ci dimostra Luciano, co
meſemprejur quaſi tutti i pittori, gli ſcultori eccellenti dotati dal cielo ilpiu delle
volte, non ſolo dell'ornamento della Poeſia, come ſi legge di Pacuuio; ma della
Filoſofia anchora, come ſi vide in Metrodoro perito tanto in Filoſofia, quanto
tro
D E L. L E V I T E 69
in pittura mandato dagli Atenieſi a Paulo Emiliopero ma il trionfo,cheneri
maſea leggere filoſofia a ſuoifigliuoli. Furono adunque grandemente in Gre
cia eſercitatele ſculture nelle quali ſi trouarono molti artefici eccellenti, e tragl'altri
Fida.Atenieſe, Praſitele,6 Policleto grandiſsimi maestri; coſi Liſippo, 9 Pirgo
tele inntaglio di cauo valſero aſſai; & Pigmaleone in Auorio di rilieuo; di cui ſi
fauoleggia che copreghiſuo impetròfiato º ſpirito alla figura della vergine, ſ:
eiſece. La pitturaſimilmente honorarono,cº conpremigli antichi Greci,cº Ro
mani poiche a coloro, che la fecero " apparire, lo dimostrarono col dona
reloro Città,6 dignità grandiſsime. Fioritalmente queſt'artein Roma,che Fabio
diede nome al ſuo caſato ſottoſcriuendoſi nelle coſe da lui ſi pagamente dipinte nel
tempio della Salute, é chiamandoſi Fabio Pittore. Fuproibito per decreiopublico
cheleperſone ſeruetalarte non faceſſero perle città,6 tantohonore feceroſe gen
te delcontinuo all'arte, 6 agli artefici, che l'opererarenelle oglie de trionfi come
coſe miracoloſe,a Romaſimandauono & gli Artefici egregieronofatti diſtruiti
ber,6 riconoſciuti con " i Republiche Gli ſteſsi Romani tanta
reuerenza a tale artiportarono,che oltre ilriſpetto, chenelguaſtare la citta di Sira
guſamole Marcello,cheshaueſſe a noartefice famoſo di queste, nel polerepiglia
rela città predettahebbero riguardo di non mettere il fuoco a quella parte doue era
nnabelſima tauola dipinta la quale fu dipoiportata a Romanel trionfo comol
tapompa. Doue inſpatio di "iquaſi ſpogliato il mondo, riduſſero gli
artefici steſsi, 6 le egregie opere loro delle quali Romapoi ſi fece ſilella, perchele
º
diedero grande ornamento le ſtatuepellegrine,epiu che le domestiche, ci partico
lari, ſapendoſi,che in Rhodi città d'Iſola non molto gride, furono piu di trentami
la statue annouerate fra di bronzo, 6 di marmo.nemanconehebbero gli Ate
mieſ,ma molto piu quedolmpia,6 di Delfo,6 ſenza alcun numero que di Co
rinto,o furono tutte belliſsime, 6 di grandiſsimo prezzo. Non ſi ſa egli,che Ni
comede Re di Licia per l'ingordigia di una Venere, che era di mano di Praſitele,
vi conſumò quaſi tutte le ricchezze de popoli non fece il " Attalo: che
perhauerelatauola di Bacco dipinta da Aristide,non ſicuro di ſpenderui dentro,
piu di ſeimila ſºſterti. La qualtauola da Lucio Mummio fu posta per ornarne pur
Roma,nel tempio di Cerere con grandiſsima pompa. Ma con tutto, chela nobiltà
di queſt'Artefuſe coſi impregio; e non ſi sa però ancora per certo,chile deſeilpri
moprincipio.Perche come gia ſi è diſopra ragionato: ella ſi vede antichiſsimane
Caldei, certi la danno all'Etiopi; & Grecia ſe medeſimi l'attribuiſcono; epuosſi
non ſenza ragionepenſar,ch'elaſia forſepiu antica appreſſo a Toſcaut:come testi
fica ilnostro Lion Batista Alberti; enerendeaſſai buona chiareza la marauiglio
ſaſpoltura di Porſena i chiuſi,doue non è molto tempo,che ſi è trouato ſottoterra
fra le mura del Laberinto alcune regole di terra cotta dentroufigure di mezzori
lieuo,tanto eccellenti,6 diſi bella maniera, chefacilmente ſipuo conoſcere, l'Ar
te non eſſer cominciata àpunto in queltempo, anzi per la perfezione di quella
uori,eſſer molto piu vicina alcolmo,chealprincipio. Come ancora nepuofarmede
;
7o p R O E M I 6 -
ſimamente ſede,ilveder tutto il giorno moltipezzi di quel vaſtroſi,ºneri.Are
tini fatti come ſi giudica per la maniera, intorno a que tempi, con leggiadriſsimi
intagliº figurine, 6 li di Baſſorilieuo; & molte maſcherine ionde ſottilme
telaiorated. Maestri diquella età, come per leffetto ſi mostra, pratichiſsimi,eua
" in tale arte. Vedeſi anchora per le statue trouate a Viterbo, nelprinci
piodelpontificato d'Aleſſandro. VI, la ſcultura eſſere ſtata in pregio, cº non pic
ciolaperfezione in Toſcana; Et come che e non ſi ſappia apunto iltempo,che ele
furon fatte, pure, cº dalla maniera delle figure, dalmodo delle ſepulture, o del
le fabriche, non meno che dalle inſcrizioni di quelle lettere Toſcane,ſipuo uert
imilmente conietturare, che leſono antichiſsime, Et fattenetipi, che le coſe di qua
erano in buono, 6 grande stato. Ma che maggior chiarezzaſipuo di ciohauere?
eſſendoſi a tempi noſtri, cioè l'anno 1554. irouata nafigura di bronzo fatta per
la chimera di bellerofonte,nelfarfoſi fortificazione, 3 muraglia d'Arezzo. Nel
laquale figura ſi conoſce la perfezzione di quell'arte eſſere ſtata anticamenteappreſ
ſoi Toſcani, comeſi vede alla maniera Etruſca,ma molto piunelle lettere intaglia
te in nazampa, che per eſſere poche ſi coniettura, non ſi intendendo hoggi i neſ
ſuno la lingua etruſca,chelepoſino coſi ſignificare il nome del maeſtro,come deſa
figura, forſe ancora gl'anni ſecondo l'iſo i due tempi. La qualefiguraè hoggi,
per la ſua bellezza, antichità stata posta dal ſignor Duca Coſimo nella ſala del
le stanze nuoue del ſuo palazzº, Doueſono stati da med'intiifatti di Papa Leo
nex. Etoltre a queſta nel medeſimo luogo furono ritrouate molte figurine di bron
zo della medeſima maniera,lequali ſono appreſſo il dettoſignor Duca. Ma perche
le antichità, delle coſe de'Greci,6 dell'Etiopi,3 de'Caldei,ſono parimente dubbie
come le nostre, forſe piu,6 perilpiu biſogna fondare il giudizio di tali coſe inſa
le conietture; che ancormonſieno talmente " in tutto ſi ſcoſtino dal ſegno;
io credo non mi eſerpunto partito dal vero, penſo che, ogniuno che questa par
te vorrà " "
conſiderare i giudicherà, come io, quando diſopraio , Il
"ſtata
principio di queste arti l'isleſſa natura; 6 l'innanzi,omodello, la bel
liſſima fabricadelmondo; & ilmaeſtro, quelliuino lume, infuſo per grazia ſin
lare innoi,il quale non ſolo ci ha fatti ſuperiori ali altri aaimali; mafi (ſe è leci
to dire) a Dio. Etſe " noſtri ſi è veduto(come io credo per molti eſemplii"
coinanzipoter moſtrare)che i ſemplici fanciulli, 6 ro33amete alleuatine boſchi,
in ſull'Eſempio ſolo di queſte bellepitture, ſculture della natura; con la yuaci
tà delloro ingegno,daperſeſteſsi hanno cominciato a diſegnare, quantopiu ſi può
c9 debbe veriſimilmente penſare,que primi huomini,iquali, quanto manco erano
lontani dal ſuo principio,6 diuinagenerazione tanto eronopiu perfetti, 6 dimi
gliore ingegnoseſsidaper loro,hauendo perguida la natura: per maestro l'intelletto
purgasſimo ; per eſempio ſi pago modello delmondo, hauer dato origine a que
ſte nobiliſsime Artise da picciolprincipio a poco a poco migliorandole, condottole
finalmete à perfezzione? Non voglio gianegare, che e non ſia stato Dn primo,
che cominciaſſe, cheiosò molto bene, che e iſºgno , che qualche volta, 67 da
qualchu
D E E L E V I r E 7t
qualchuno veniſſeilprincipio, neanche negherò eſſere ſtato poſſibile, che l'uno
aiutaſſel'altro, º inſegnaſſe, appriſſe la via al diſegno, alcolore, 6 rilieuo,
percheio sò, che l'Arte nostra è tutta imitazione della Natura, principalmente,
& poi, perche da ſenon può ſalirtanto alto delle coſe, che da quelli, che miglior
Maeſtri di ſe giudica, ſono conodotte. Ma dico bene, che il volere determinata
mente affermare chi costui, è coſtoro fuſſero, è coſa molto pericoloſa a giudicare,
6 forſe poco neceſſaria a ſapere, poi che veggiamo la vera radice, cº origine
donde ella naſce. Perche poi che delle opere, che ſono la vita, é la fama delli
Artefici, le prime, 6 di mano in mano le ſeconde, 9 leterze, per iltempo, che
conſuma ogni coſa vennermanco; & non eſſendo allora chi ſcriueſe, nonpot
tettono eſſere almanco per quella via conoſciute da posteri; Vennero anchora à
eſſere incogniti gli Artefici di quelle; Ma da che gli ſcrittori cominciorono a far
memoria delle coſe state innanzi a loro, non potetronogiaparlare di quelli,dequa
li non hautuano potuto hauernotizia, in modo, che primi appoloro vengono a eſ
ſer quel, dequali eraſtata ltima a perderſi la memoria. Si come ilprimo de'
Poeti, per conſenſo commune ſi dice eſſer Homero; non percheinnanzià lui non
me fuſſe qualcuno, che ne furono, ſe bene non tanto eccellenti, 6
" yedechiaro, ma perche di " tali quali eſsi furono,nelleeracoſe ſuei
perſa gia
dumiltanniſa,ogni cognizione. Però laſciando queſta parte indietro, troppo per
Tantichità ſua incerta, vegnamo alle coſe piu chiare della loro perfezione, º
Fouina, 6 Restaurazione, per dirmeglio Rinaſcità, delle quali con molti
miglior fondamenti potremo ragionare:
Dico adunque, eſſendo però vero, che elle cominciaſſero in Roma tardi, ſe le
prime figure furono " dice il ſimulacro di Cerere fatto di metallo, debe
mi di Spurio Caſſio; Il quale perche macchinaua di farſi Re, fumorto dal proprio
Padre, ſenza riſpetto alcuno. che ſe bene continuarono l'Arti della Scultura, º
della pittura inſino alla conſumazione de dodici Ceſari, non però continuarono in
quella perfezione, 6 bontà, che haueuanohauuto innanzi: perche ſi vede ne
gli edifizi, che fecero, ſuccedendo l'uno all'altro gl'Imperatori, che ogni giorno
queſte.Arti declinando, veniuano àpoco àpoco perdendo l'intera perfezione del
diſegno. E di ciò poſſono rendere chiara testimonanzalopere di scultura, 6 d'
Architettura, che furonofate altempo di Gostantino in Roma,eparticularmente
l'Arco Trionfale, fattogli dal popolo Romano alcoloſſeo, doue ſi vede, che per
mancamento di Maestribuoni, non ſolo ſi ſcruirono delle ſtorie di Marmo fatte
al tempo di Traiano, ma delle ſpoglie ancora, condotte di duerſi luoghi à Roma;
È chi conoſce, che i voti, che ſono ne'tondi, cioè le sculture di mezzorilieuocº
parimente prigioni, cº le storie grandi, o le colonne, 6 le cornici, 67 altri or
namenti fatti prima, o diſpoglie ſono eccellentemente lauorati; conoſce an
chora, che l'opere, le quali furonfatte per ripieno da gli scultori di quel tempo, ſo
º gºſſime; come ſono alcune ſtoriette di figure piccole di marmo ſotto i ton
| di, & il baſamento da pie, doue ſono alcune fittorie.
-- --- ---------
-

E fra
7» . P R O E M I O

Etf agli Archi dalle bande i"ſono molto goffi & ſfatti, che ſipuo
credere fermamente, che inſino allora,l'Arte della Scultura haueua cominciato a
perdere del buono. Etnon dimeno non erano ancora venuti i Gotti, 6 l'altrena
zioni barbare, 2 straniere, che diſtruſono inſieme con l'Italia tutte l'Artimiglic
ri. Ben'è vero, che ne detti tempi haueua minor dannoriceuuto l'Architettura,
che l'altre arti deldiſegno fatto non haueuano;perchenelbagno, che fece eſſo Go
ſtantinofabricare a Laterano, nell'entrata delportico principale ſi vede, oltre alle
colonne di porfido, i capitelli lauorati di marmo,elebaſe doppietolte d'altroue be
miſsimo intagliate: che tutto ilcompoſto della fabrica è beniſsimo inteſo. Doueper
contrario lo stucco,ilmuſaico,º alcune incrostature delle facce, fatte da maeſtri
di queltemponò ſono a quelle ſimili, che feceporre nel medeſimo bagno,leuate, per
la maggiorparte dai tempi degli dide gentili. Il medeſimo, ſecondo, che ſi dice,
fece Goſtantino delgiardino d'equizio,nel fare il tempio, che egli dotòpoi,et diede
a ſacerdoti chriſtiani. Similmente il magnifico tempio di San Giouanni Laterano
fatto fare dallo steſſo Imperadore,può far fede del medeſimo,cioè, che al tempo ſuo
eradigia molto declinata la ſcultura:perchel'imagine del Saluatore,e i dodici A
poſtoli d'argento,che egli fece fare, furono ſculture molto baſſe, e fatte ſenza arte,
& con pochiſmo diſegno, oltre cio,chi conſiderà con diligenza le medaglie d'eſ
ſoGostantino,6 l'magineſua,6 altre statue fatte dagli ſcultori di quel tempo,
che hoggi ſono in Campidoglio, vede chiaramente, ch'ele ſono molto lontane dalla
perfezione delle Medaglie º delle ſtatue degl'altri Imperatori: leguali tutte coſe
moſtrano, che molto inanzi la venuta in Italia de'Gotti,era molto declinata la ſcul
tura. L'Architettura, comeſi è detto, sandò mantenendo,ſe non coſi perfetta,
in miglior modo,nè di cioè damarauigliarſi: perchefacendoſigl'edifizi gridi qua
ſ"
ſi tutti di era facile agli Architetti nel fare inuoui imitare in gran parte i
vecchi, che ſemprehaueuano dinanzi agl'occhi. E ciomolto piu ageuolmente, che
non poteuano gli ſcultori,eſſendo mancata l'arte,imitare le buonefiguredegl'anti
chi. E che cio ſia vero,è manifeſto, che il tempio delpricipe degli Apostoli in Va
ticano non era ricco, ſe non di colonne, di baſe,di capitegli,d'architraui,cornici por
te,cº altre incroſtature, ornamenti, che tutti furono tolti di duerſi luoghi, 6
dagl'edifixistati fatti inanzi molto magnificamente. Il medeſimo ſi potrebbe dire
di S.Croce in Geruſalemme,laquale fece fare Gostantino apreghi della madre He
lena. Di S. Lorenzo fuor delle mura, di S.Agneſafatta dal medeſimo archie
ſta di Goſtanza ſia figliuola. Etchinonsi,che ilfone,il quale ſeruiperlo batteſi
mo di coſtei,cº d'una ſua ſorella fututto adornato di coſe fattemolto prima? Epar
ticolarmente di quelpilodiporfido,intagliato di figure belliſsime,o d'alcuni cande
lieri di marmo,eccellentemente intagliati di fogliami, 9 d'alcuni putti di baſſo ri
leuo, che ſono veramente belliſsimi? Inſomma per queſta, o molte altre cagioni
ſi vede quantogia fuſe al tempo di Gostantino venuta albaſſo la ſcultura,eco ja
inſ nelalrearti migliori. E ſe alcuna coſa mancauaall'ultima rouma loro, pen
me loro data copiutamente da partirſi Goſlantino di Roma per andare apº, º 7
4 t il ti
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de dell'Imperio in Biſanzio, percioche egli conduſſe in Grecia, non ſolamente tutti


i migliori ſcultori, altri artefici di quella età,comunchefuſſero, maancora Dna
infinità dislatue, d'altre coſe di ſcultura belliſsime. Dopo la partita di Goslan
tinoiceſari,che egli laſciò in Italia,edificando continuamente, in Roma, 3 al
troueſi sforzarono di fare le coſe loro quito potettero migliori, ma come ſi vede an
do ſempre coſi la ſcultura, come la Pittura, 6 l'Architettura di male in peggio.
E ciòforſeauuenne, perche quando le coſe humane cominciano i declinare, non re
siano mai d'andare ſempre perdendo, ſe non quando non poſſono piu oltrepeggio
rare. Parimente ſi vede,cheſe benes'ingegnarono altempo di Liberiopapag Ar
chitetti di quel tempo di fargran coſeneledificare la chieſa di S.Maria Maggiore,
che nonperò riuſcìloro il tutto felicemente: perciocheſe bene quella fabrica, che è
ſimilmente,per la maggiorparte diſpoglie , fu fatta con aſſai ragioneuoli miſure
non ſi può negare non dimeno, oltre a qualchealtra " che il partimento fatto in
torno intorno ſopra le colonne con ornamenti di ſtucchi, 3 di pitture, non ſapoue
ro affatto di diſegno,6 che molte altre coſe,che in quel gran tempio ſi peggiono,
non argomentino l'imperfezione dell'arti. Molti anni dopo, quando i i.
ſotto Giuliano Apostata erano perſeguitati, fu edificato inſulmonte Celioyntem
pioà ſanGiouanni,e Paulomartiri di tanto peggior maniera, che i ſopradetti; che
ſi conoſce chiaramente, che l'arte era a queltempo poco meno, cheperduta deltut
to. Gli edifizi ancora, che in quel
ciòi" " tempo ſi fecero in Toſcana fanno di
fede; & per tacere molti altri,iltempio, che ſuor delle mura d'Arez.
zofu edificato a San Donato,Veſcouo di quella città, illuale inſieme con Hilaria
momonacofu martirizzato ſotto il detto Giuliano apostata; non fu di pito miglio
re Architettura, che i ſopradetti. Neè da credere, che cio procedeſſe da altro, che
dal non eſſere migliori architetti in quell'età, concio fuſſe che il detto tempio, come
ſi è potuto vedere a tempi noſtri, a otto facce, fabricato delle ſpoglie del teatro, coloſ
ſeo,6 altri edifixi,che erano stati in Arezzo innanzi, che fuſse conuertita alla ſe
de di Christo; fu fatto ſenza alcun riſparmio, 6 con grandiſsima ſpeſa; 3 dico
lonne di granito,di porfido,cº di miſchi, che erano ſtati delle dette fabriche anti
che adornato. Etioper me non dubito, allaſpeſa, che ſi vedeua fatta in quel tè
pio, che ſegl'Aretini haueſſono hauuti miglioriArchitetti, non haueſono fatto
qualche " marauiglioſa, poi che ſi vede in quel, che fecero, che a miuna coſa per
donarono per fare quell'opera, quantopotettonomaggiormente ricca, fattacò
buon ordine. Etperche come ſi è giatante volte detto, meno hauetta della ſua per
fexxione l'Architettura, che l'altre arti, perduto, vi ſi vedeua qualche coſa di buo
no. Fu in queltempoſimilmente aggrandita la chieſa di S. Maria in grado a ho
noredeldetto Hilarione; percioche in quellahaueua lungo tempo habitato quando
ando con Donato allapalma delmartirio. Ma perche la fortuna quando ella ha cò
dottoaltrialſommo della Ruota; operiſcherzo, operpentimento il piu delle molte
lo torna in fondo. Auuenne dopo queſte coſe,che ſolleuateſi in duerſi luoghidelmö
do quaſi tutte le nazioni barbare contrai Romani: ne" fra non molto tempo
770/2
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non ſolamente lo abbaſſamento di coſi grande imperio: Malarouina deltutto, cº


maſsimamente di Roma steſſa, con la qualerouinarono deltuttoparimente gli ec
cellentiſs. Artefici, Scultori, Pittori, 6 Architetti, laſciando l'arti,6 lorome
deſimi, ſotterrate, 9 ſommerſe, fra le miſerabili stragi, 9 rouine di quella famo
ſiſsima città. E prima andarono in malaparte la pittura,cº laſcoltura come arti
chepiuper diletto, che peraltro ſcrutuano: e l'altra cioè l'architettura come neceſ
ſaria,evtilealla ſalute delcorpo,andì continuando,manongianella ſua perfezzio
me,e bontà. Et ſe non" ſtato,che le ſculture,eleſ" rappreſentauanoinanzi
agl'occhi di chinaſceua di mano in mano,coloro,chen erano ſtatihonoratiper dar
loro perpetua vita ſeneſarebbe tostoſpito la memoria dell'une,edellaltre. La doue
alcune necòſeruaronoperl'imagine, eper l'inſcrizionipoſte nell'architetturepriua
te,enelepubliche, cioè negli anfiteatri,ne teatri, nelle Terme,negli aquedotti, ne
Tempi negli obeliſci,ne coloſi, nellepiramidi, negli Archi, nelle conſerue, e negli
Erarij, e finalmente nelle ſepulture medeſime; delle quali furono distrutte inagra
parte dagente barbara, efferata,che altro non haueuano dhuomo, che l'effigie
elnome. Questi fra gli altri furono i Viſigothi, i quali hauendo creato Alaricolo
ro Reaſalranolitalia , e Roma, e la ſacchegiorno due volte ſenza riſpetto di coſa
alcuna. Il medeſimo fecero i Vandali venuti d'Affrica con Genſericoloro Re; il
quale non contento a laroba, eprede, e crudeltà, che vi fece, ne meno inſeruitù le
perſone con loro grandiſsima miſeria,e con eſſe Eudoſsiamoglie stata di Valentinia
no Imperatoreſito amazzato poco auanti dai ſuoi ſoldati medeſimi. Iguali dege
neratiingrandiſsima parte dal valore antico Romano, per eſſerne andatigrantem
poinnanzitutti i migliori in Biſanzio, con Gostantino Imperatore, non haueuano
piu costumi, nemodi buoninelniuere. Anzi hauendoperduto in n tempo mede
ſimo i verihuomini,e ogni ſorte di virtù, emutato leggi,habito,nomi,e lingue 3 tilt
te queſte coſe inſieme e ciaſcunaperſe,haueuano ogni bell'animo,e alto ingegnofat
to bruttiſſimo, e baſſiſsimo di uentare. Ma quello, che ſopratutte le coſe diefu di
perdita e danno infinitamente a lepredette profeſsioni,fu ilferuente zelo della nuo
ua Religione Christiana; la quale dopo lungo,eſanguinoſo combattimento, hauedo
nalmente con la copia de'miracoli, e con la ſincerita delle operazioni abbattuta, e
annullata la vecchia ſede de Gentili; mentre che ardentiſsimamente attendeua cò
ogni diligenza aleuaroia,co aſtirpare in tutto ogni minima occaſione, dondepo
teua maſcere errore; non guaſtò ſolamente, ogettòper terra tutte le ſtatuemara
uglioſe, le ſcolture, pitture, Muſaici, e ornamenti de fallaci Dijde Gentili, Mi
le memorie anchora, 6 gl'honori d'infiniteperſone egregie. Alle qualipergl'eccel
lenti meriti loro da la virtuoſiſſima antichità erono state poſte inpublico le ſtatue,
e l'altre memorie. Inoltre per edificare le chieſe ala ſanza Chriſtiana, non ſola
mente diſtruſſeipiu onorati Tempi degli Idoli; ma per far diuentare piu nobile &
per adornare S. Piero oltre agli ornamenti, che da principio hauutohauea ſpoglio di
colonne dipietra la Mole di Adriano, hoggi detto Castello S.Agnolo; e molte al
tre, leguali peggiano ho giguaste. Etauuenga che la Regione Chriſtiana non ſa
(d'ſ c'
-
D E L L E V I T E 75
ceſſe queſtoperodio, che ella haueſſe con le virtù, ma ſolo per contumelia, & ab
battimento degli Dij, de'Gentili, non fu però che da questo ardentiſmo zelo non
ſeguiſſetantarouina a queſte honorateprofeſsioni, " nonſene perdeſſe in tutto la
forma. E ſe niente mancaua a queſto graue infortunio ſoprauenne l'ira di Totilacò
tro a Roma, che oltre asfaſciarla di mura,erouina colferro, e col fuoco tutti ipiu
mirabili, º degni edifici di quella, niuerſalmente la bruciò tutta; eſpogliatola di
tutti i viuenti corpi, la laſciò in preda alle fiamme, 6 alfuoco,eſenza che in coiti.
giorni continuiſiritrouaſſe in quella vinente alcuno, abbattè, e deſtruſſe talmen
te le statue,le Pitture, i Muſaici, egli ſtuchimarauiglioſi: che ſeneperde non dico
la maiesta ſola, ma la forma, e l'eſſere ſteſſo. Per ilche f" o le ſtanze terrene
prima de palazzi, o altri edifici di ſtucchi, di pitture, e di ſtatue lauorate, con lero
uine di ſopra affogorno tutto ilbuono,che agiorni noſtri seritrouato. E coloro, che
ſucceſſer po,giudicando iltuttorouinato, vipitarono ſopra le vigne. Di maniera,
che per eſſere le dette ſtanze terrene rimaste ſotto la terra, le hanno i moderninomi
mateGrotte; eGrotteſchele Pitture,chemſiyeggonoalpreſente. Finitigliostro
gotti, che da Narſe furono ſpenti, habitandoſi per le rouine di Roma in qualche
manierapurmalamete, venne dopo cento anni coſtante II. Imp.di Coſtantinopo
li, ericeuutoamoreuolmente dai Romani guaſtò,ſpogliò,6 portoſi piatutto cio,
che nella miſera Città di Roma era rimaſiper ſorte,che per libera volontà dico
loro, che l’aueuonorouinata. Bene è vero,che e non potete goderſi di queſta preda,
perchedi la tempeſta del Mare traſportato nella Sicilia, giuſtameteocciſo dai ſuoi,
Laſciò leſpoglie il regno, e la vita tutto in preda della Fortuna. Laqualenò cotèta
ancora dedini di Roma perche le coſe toltenonpoteſino tornaruigiamai, uicòdu
ſeyn'armata di Saraciniadini dall'Iſola;iquali,elerobe de Siciliani e le ſteſſe ſpo
lie di Roma ſeneportorono in Aleſſandria; con grandiſs. vergogna,edino dell'Ita
i" del Cristianeſimo. E coſi tutto quello,chenonhaueuonoguaſto i Pontefici, e S.
: Greg maſsimamete,ilgualſi dice,che meſſe in bando tutto il restante delle statue,e
delle ſpogliedegl'Edifizi, per le manidi queſto ſceleratiſsimo Greco finalmente ca
º pitò male. Dimaniera, che non trouandoſi piu ne vestigio,ne indizio di coſa alcu
na,chehaueſedelbuono; glhuomini,che vènonoapreſo,ritrouandoſiroxi, ema
teriali,eparticularmente nelle pitture, e nelle ſcolture, incitati dalla natura,e aſſotti,
gliati dall'aria, ſi diedero afarenò ſecondo le regole dell'Artipredette,chenò l'haue
uano; ma ſecondo la qualita degli ingegni loro. Eſſendodunqi à questo termineci
dotte l'artidel diſegno,e inizi,e in quel tipo,cheſignoreggiarono l'Italia i Lógobar
di,e poi andarono dopo ageuolmete,se ben'alcune coſe ſi faceuano,in modo peggiori
do,chenòſi ſarebbe potuto,nepiu goffaméte necòmico diſegno lauorardi qlo,che
ſi faceua,come ne dimostrano, oltra molte altre coſe, alcunefigure, cheſono nelpor
tico di S.Piero in Roma ſopra le porte, fatte alla maniera greca per memoria d'al
cuni ſanti padri, che per la S.Chieſa haueuano in alcuni cacili diſputato. Ne fanno
fedeſimilmentemolte coſe dell'isleſſa maniera, che nella città, cºn tutto l'eſar
catodi RA V E N NAſiyeggono, 6 particolarmente alcune, che ſono
- K 2 im
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in santa Maria Ritonda fuor di quella città, fatte poco dopo, che d'Italia furono
cacciati i Longobardi: Nella qualchieſa, non tacerò, che na coſa ſi vedenotabi
liſsima,cº marauiglioſa; 6 queſta è la volta,overo cupola,chela cuopre; la qua
le,come che ſia larga dieci braccia, 6 ſeruapertetto, 7 coperta di quellafabrica,
è non dimeno tutta d'un pezzo ſolo,e tanto grande, 9 ſconcio, che pare quaſi im
poſsibile,cheyn ſaſſo di quella ſorte,dipeſo i di dugètomila librefuſe tanto in
alto collocato. Ma pertornare alpropoſito noſtro ſcirono delle mani de'maestri
dique tempi quei fantocci, 6 que " nelle coſe vecchie ancora hoggi
appariſcono. Ilmedeſimo auuenne dell'Architettura; Perche biſognandopurſa
bricare, eſſendo ſmarrita in tutto la forma,e ilmodo buono per gl'Artefici mor
ti,eper l'opere distrutte,eguaste; coloro, cheſi diedero a tale eſercizio , non edifica
uano coſa,cheper ordine opermiſurahaueſegrazia, ne diſegno,neragionalcuna.
onde ne vennero ariſorgere nuou Architetti,che delle loro barbare nazioni ſece
roilmodo di quella maniera di edifizi,choggi da noi ſon chiamati Tedeſchi,iqua
liſaccuano alcune coſepiutoſto a noi moderni ridicole, che a loro lodeuoli; finche la
miglior forma,e alquanto alla buona anticaſimile trouaronopoii migliori artefici;
come ſi veggono di quella maniera per tutta Italia lepiu vecchie chieſe, 6 noan
tiche che daeſi furon edificate, come da Teodorico Re d'Italia in palazzo in Ra
uenna, yno in Pauia,6 yn'altro in Modena pur di maniera barbara, ºpiutoſto
ricchi, grandi,che beneinteſi,o di buona architettura. Il medeſimo ſi può affer
mare di Santo Stefano in Rimini di S.Martino di Rauenna,6 deltempio di San
Giouanni euangeliſla edificato nella medeſima città da Galla Placidia intorno agl'
anni di noſtra ſalutecccc xxxv III. di S.Vitale, che fu edificato l'ino DxLvi1
e& della Badia di claſsi di fuori 6 inſomma di molti altri monasteri,e tempied
ficati dopo i Longobardi. I quali tuttiedifizi, come ſi è detto, ſono & grandi, º
magnifici, ma di " architettura; e fra questi ſono molte Badie in Francia,
edificate a S.Benedetto,cº la chieſa,cº monaſterio di Monte Caſino; iltempio di
s.Giouambatista a Monza, fatto da quella Teodelinda Reina de'Gotti, alla quale
S.Gregoriopapa ſcriſſe i ſuoi Dialogi; nel qualluogo eſſa Reina fece dipignere la
ſtoria di Longobardi, doueſ vedena,che eglino dalla parte di dietro eranoraſi, et
dinanzi haueuano le zazzere,eſitigneuano fino almento. le veſtimenta erano di
tela larga, come ſaronoglAngli,6 i Saſſoni 6 ſottopn manto di duerſi colo
ri, o le ſcarpefino alle dita de piedi aperte, ſopra legate con certi corregguoli,
simili a ſopradetti tempi furono la chieſa di S.Giouanni in Pauia edificata da Gi
dperga figliuola della ſopradettaTeondelinda, nella medeſima città la chieſa di
san Saluadorfatta da Ariperto fratello della detta Reina, il quale ſucceſſe nel
regno è Rodoaldo marito di Gundperga; La chieſa di Santo Ambruogio di Pa
ula edificata da Grimoaldo Rede Longobardi, che cacciò delregno Perteritfigliuo
lo di Riperto. Il quale Preteritristitutonelregno dopo la morte i Grimoaldo, edifi
còpur in Pauia yn Monasterio di donne detto ilMonaſterio Nuouo, in honore di
noſtra Donna, 9 di S. Agata: & la Reinaneedfico)noſuora delle mura dedi
Cafo
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cato alla Verg.Maria in Pertica. Cºperteſimilmente figliuolo d" Perterit edificò
vn monasterio,e tipio à S.Giorgio, detto di Coronate, nelluogo douehaueuahauu
to ynd gri vittoria contrai Alahi di ſimile maniera. Ne diſsimile ſui queſti ilti
pio,che tre de Lögobardi Luipridoilgualefualtempo del RePipinoi" di Carlo
Magno; " in Pauia,che ſi chiama S.Piero in cieldauro; Ne quelloſimilmen
teche Diſiderio, il quale regnò dopo.Astolfo, edificò di S.Piero cluate nella dioce
ſi Milaneſe. Nelmonaſterio di S.Vincenzo in Milano,nè quello di S.Giulian Bre
ſcia perche tutti furono digrandiſ ſpeſa, ma di bruttiſsima,e diſordinata maniera.
In Fiorenza poi migliorando alquanto l'architettura la chieſa di S. Apoſtolo che ſu
edificata da Carlo Magno: fu ancor,che piccola di belliſſima maniera: perche ol
tre, che i fuſi delle colonne, ſe bene ſono dipezzi,hanno moltagrazia,e ſono condot
ti con bella miſura, i capitelli ancora, gli archigiratiperle 5olticciuole delle due
piccole Nauate,mostrano,che in Toſcana era rimaſo,o vero riſorto qualche buono
artefice. Inſomma l'Architettura di questa chieſa è tale,che Pippo diſer Brunel
leſco non ſi sdegnò diſeruirſenepermodello nelfare la chieſa di S.Spirito, º quella
i S.Lorenzo nella medeſima città. Il" ſpuò pedere nella chieſa di San
Marco di Vinezia,la quale (per nondir nulla di S.Giorgio Maggiore,ſtato edifi
cato da Giouanni Moroſini l'anno )fu cominciata ſotto il Doge Iustinia
no&Giouanni Particiaco appreſſo S.Teodoſio,quando d'Aleſſandria fumanda
to à Vinexiailcorpo di quell'Euangeliſta: percioche dopo molti incendi, che ilpa
lazzo del Doge,cº la " molto dannificarono: ella fu ſopra i medeſimi fonda
menti finalmente rifatta alla maniera Greca, 3 in " modo,che ella hoggiſive
v.
de con grandiſsima ſpeſa, º colparere di molti. Architetti, altempo di Domenico
seluo Doge negl'anni di Chriſto D cocclxxi II. Il quale fece condurre le colò
me di queluoghi didelepotettehauere. Et coſi ſi andò continuando inſino all'anno
McxL, eſſendo Doge M.Piero Polani; & come ſi è detto col diſegno dipiu Mae
sintatti reci. Di medeſima maniera greca furono, enemedeſimi tempi le ſet
te Badie,che il Conte Vgho Marcheſe di Brandiburgo fece fare in Toſcana, come
ſi può vedere nella Badia di Firenze in quella di Settimo,cº nell'altre. Lequalitut
tefabriche, 3 le veſtigia di quelle,che non ſonoinpiedi,rendono teſtimoniva,che
l'Architettura ſi teneua alquanto in piedi,ma imbastardita fortemente, o molto
diuerſa dalla buona maniera antica. Diciopoſſon'aneo far fede moltipalazzinec
chi stati fatti in Fiorenza, dopo larouina di Fieſole d'opera Toſcana ma con ordine
barbaro nelle miſure di quelleporte, finestre lunghe lunghe, cºnegarbi di quar
ti acuti,nelgirare deglarchi, ſecondo l'uſo deglArchitetistranieri di que tempi.
E'annopoi Mx1 11: ſi vede l'arte hauerripreſo alquanto di vigore nelriedificarſi
la belliſſima chieſa di S.Miniato inſulmonte altempo di M. Alibrando,cittadino
cº Veſcouo di Firenze:percioche,oltre alglornamenti,che dimarmo vi ſipeg
giono dentro º fuori, ſi vede nella" dinanzi,chegl.Architetti Toſcani ſi
sforzarono d'imitare nelle porte, nelle finestre, nelle colonne,negl'archi, e nelle cor
miciquanto potettono ilpiu l'ordine buono antico, hauendolo in parte ri 7) gli ama
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nell'antichiſſimo Tempio di San Giouanninella città loro. Nel medeſimo tempo la


pittura, che era poco meno, che ſpenta affatto, ſi vide andare riacquistando qual
che coſa, come nemostrailmuſaico,che fu fatto nella capella maggiore delladet
tachieſa di San Miniato.
Da cotalprincipio " cominciò a creſcere a poco a poco in Toſcana ildi
ſegno,6 ilmiglioramento di queſte Arti, comel vide l'Anno mille, 3 ſedicinel
dare principio i Piſani alla fabbrica del Duomo loro:perchein queltempo fugran
coſa metteremano è in corpo di Chieſa coſi fatto di cinque Nauate, 6 i
to di marmo dentro, 6 fuori. Questo Tempio, ilpuale fu fatto con ordine, -
" di Buſchetto Greco da Dulicchio. Architettore in quell'età rariſſimo ſu e
ficato, cº ornato dai Piſani dinfinite ſpoglie condotte, permare, eſſendo egli
monelcolmo della grandezza loro, di diuerſi
ſtrano le colonne " " uoghi, come ben mo
capitegli , cornicioni, 6 altre pietre d'ogni ſorte, che vi
5

ſiyeggiono. Et perche tutte queste coſe erano, alcune piccole, alcune grandi,
& altre mezzane, fu grande il giudizio, 6 la virtù di Buſchetto "
commodarle, 6 nel fare lo ſpartimento di tutta quella fabbrica, dentro, 3
fuori molto bene accommodata: Etoltre all'altre # nella facciata dinanzi con
gran numero di colonne accommodò ildiminuire del fronteſpizio molto ingegno
ſamente, quello di vari, 6 diuerſi intagli daltre colonne, 6 di statue antiche
ſi
adornando, come anco fece le porte principali della medeſima facciata: fra le
quali, cioè allato a quella delcarroccio, fu poi dato a eſſo Buſchettohonorato ſe
polcro contre Epitaffi,deguali è queſto no, in verſi latini, non punto disſimi
li dall'altre coſe di que tempi. -

Quodvixmille boum poſſentiugaiunétamouere,


Et quodvix potuit per mare ſerre ratis,
Buſchetti niſu, quoderat mirabile viſu,
Dena puellarum turba leuauitonus.
Et perche ſi è diſopra fatto menzione della chieſa di S. Apoſtolo di Firenze, non
tacerò, che inonmarmo di eſſa dall'unode lati dell'Altare maggiore ſi leggono
questeparole. V IIP. Vº. DIE VI APRIL Is inreſurectione DNI
KAROL V S Francorumrex a Romareuertens, ingreſſus Florentiam cum
magno gaudio, 6 tripudioſuſceptus, ciuium copiam torquets aureis decorauit.
Ecc L ES LA Sanctorum.Apostolorum in Altari incluſa eſt lamina plumbea
in qua deſcripta apparet prefata fundatio; & conſecratiofacta per ARCHE
EFM TV RP IN VM, teſtibus Rol.AN Do & V LIVE RIo.
L'edifizioſopradetto del Duomo di " ſuegliando per tutta Italia, 9 in Toſca
namaſsimamente l'animo dimoltià belle impreſe ſu cagione, che nella città di Pi
stoia ſi diede principio l'Anno mille & trentaduealla Chieſa di San Paulo preſen
te il beato Atto, Veſcouo di quella Città, come ſilegge: non contratto fatto in
quel
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queltempo; & inſomma è moltialiriedifixj, de qualitroppo lungo ſarebbe fa


re al preſente menzione.
Non tacerò gia continuando l'andarde tempi, che l'Anno poimile, 6 ſeſe
ſanta fuinPiſa edificato il Tempio tondo di San Giouanni, dirimpetto al Duo
mo, & in ſulla medeſima piazza. Et quello, che è coſamarauiglioſa, cº qua
ſideltutto incredibile, ſi truoua perricordo in noantico libro dell'opera del Duo
mo detto, chele colonne deldetto San Giouanni, i pilastri, 6 le volte furono
rizzate, 6 fatte in quindici giorni, 6 non piu. Et nel medeſimo Libro, il
quale può chiunche m'haueſſe voglia vedere, ſi legge, che per fare quel tem
pio, fu posta yna grauezza d'un danaio per fuoco, ma non vi ſi dice gia ſedo
ro, o di piccioli. Et in quel tempo erano in Piſa, come nelmedeſimo Libroſi ye
de, trentaquattromila fuochi. Fu certo queſta opera grandiſsima, di molta
ſpeſa, 6 difficile a condurſi, 6 maſſimamente la volta della Tribuna fatta a
guiſa di pera, 6 diſopra coperta di piombo. Ildi fuori è pieno di colonne, d
intagli,ed'Historie: & nel fregio della porta di mezzo è on GIES V cERI
sT o con dodici Apoſtolidi mezzo rilieuo, di maniera Greca.
I Luccheſine medeſimi tempi, cioè l'Anno mille, 6 ſeſſant'ono, come con
correntide Piſani principiarono la Chieſa di San Martino in Lucca, col diſe
gno, non eſſendoalbora altri Architetti in Thoſcana, di certi diſcepoli di Bu
chetto. Nella facciata dinanzi della qualchieſa, ſi vede appiccato pn porti
co di marmo con molti ornamenti, 6 intagli di coſe fatte in memoria di Papa
Aleſſandro ſecondo, stato poco innanzi, che fuſſe º" al Pontificato, Ve
ſcono di quella Città. Dellaquale edificazione, º teſo Aleſsandro, ſi dice in
noue verſi Latini pienamente ogni coſa. Il medeſimo ſi vede in alcune altre let
tere Antiche, intagliate nel marmo ſotto il portico in fra le porte. Nella det
ta facciata ſono alcune figure, º ſotto il portico molte ſtorie di marmo dimex
zorilieuo della vita di San Martino, 6 di maniera Greca. Ma le migliori, le
quali ſono ſopravna delle porte, furono fatte centoſettanta anni doppo, da Ni
cola Piſano, o finite nel mille ducentotrentratre, come ſi dirà al luogo ſuo, eſ
ſendo operai, quando ſi cominciarono, Abelenato, C. Aliprando, come per
alcune lettere nel medeſimo luogo intagliate in marmo, apertamente ſi vede.
Lequali i" di mano di Nicola Piſano moſtrano quanto per lui miglioraſſe le
Arte della Scultura. Simili a queſti furono per lo piu, anzi tutti gl'Edifizi,
che dai tempi detti di ſopra, inſino all'Anno mille dugentocinquanta furono fat
ti in Italia: percioche poco, o nullo acquiſto, o miglioramento ſi vide nello ſpa
ago di tanti Annihauere fatto l'Architettura, ma eſſerſi stata nei medeſimiter
mta, ci andata continuando in quellagoffa maniera, della quale anchora mol
te coſe ſi veggiono, di che non farò alpreſente alcuna memoria, perche ſe ne dirà
di ſotto, ſecondo l'occaſioni, che mi ſi porgeranno.
Le Sculture, le Pitture ſimilmente buone, ſtate ſotterrate nelle rouine d'Ita
"
lia, ſislettono inſino al temporinchiuſe o non conoſciute daglihuomini,
-- - ingroſſa
So P R O E M I O

ingroſſatinellegoffezze del moderno ſo diquell'eti, nella quale non ſi ſauano


altre sculture, nepitture, che quelle,lequali inreſiduo di Decchi artefici di Gre
cia faceuano, è in imagini di terra, cºdipietra, o dipignendo figure mostruoſe, et
coprendo ſolo iprimi lineamenti di colore. Queſti artefici, come migliori, eſſendo
ſoli in queste proſeſsioni, furono condotti in Italia; doueportarono inſieme colmu
ſaicola scultura, la Pittura in quel modo, che la ſapeuano. Et coſi le inſegna
rono agl'Italianigoffe, ºrosamente. Ipuali Italianipoi ſe ne ſeruirono, come
ſi è detto, º comeſidra inſino a nn certo tempo.
Etglhuomini di que tempi, non eſſendo Dſati a veder altra bontà, ne maggior
perfexxione nelle coſe, di quella, che eſsi uedeuano, ſi marauglauano; e quelle,an
cora che baroneſche foſſero,non dimenoper le migliori apprendeuano, pur gli ſpir
ti di coloro, chenaſceuano,aitati in qualche luogo dalla ſottilità dell'aria ſi purga
rono tanto, che nel Mcc L. il cielo è pietà moſſoſi dei belli ingegni,chelterren To
ſcanoproduceua ogni giorno, gliriduſſe alla"primiera. Erſe bene gli innanzi
a lorohaueuano veduto reſidui d'archi,o di coloſsi,o di statue,'opili, o colonne slo
riate, nell'età, che furono dopo i ſacchi, 67 le ruine, 67 gl'incendi di Roma; e non
ſepponomai valerſene,ocauarne profitto alcuno, ſino altempo detto di ſopra,glin
gegni, che vennero poi,conoſcendo aſsai bene il buono dal cattiuo, e abbandonando
e maniere vecchie,ritornarono ad imitarele antiche, con tutta l'induſtria, 9 inge
gno loro. Ma perchepiu ageuolmente s'intenda, quello che io chiami vecchio, 37 an
tico, Antichefurono le coſe innanzi a Coſtantino,di Corintho,d'Athene,6 di Ro
ma, 6 d'altre famoſiſsime città, fatte fine a ſotto Nerone à i "
Adriano, Antonino; percioche l'altreſi chiamano vechie, che da S.Saluestro
in quà furono poſte in opera da Yn certo reſiduo de Greci,i quali piutosto tignere,
che dipignereſapeuano. Perche eſſendo in quelle guerre morti gl'eccellenti primi ar
tefici,come ſi è detto,alrimanente di queGreci vecchi, º non antichialtronò era
rimaſo, che le primelinee in vn campo di colore; come di ciò fanno fedehoggidi in
finiti muſaici,cheper tutta Italia lauorati da eſi greciſi veggono per ogni vecchia
chieſa di qualſivoglia città d'Italia,6 maſsimamente nà uomo di Piſa, in San
Marco di Vinegia, ancora in altri luoghi, 9 coſi moltepitture, continouandoſe
cero di quella maniera con occhi ſpiritati, 9 mani aperte in punta di piedi,come ſi
Yede ancora in S.Miniato fuor di Fiorenza fra la porta, che uain Sagrestia, 6
quella che uain conuento, 9 in S.Spirito di detta città tutta la banda delchiostro
verſo la chieſa, ſimilmente in Arezzo in S.Giuliano, 3 in S.Bartolomeo, 3°
in altre chieſe, 6 in Romain S.Pietro nel vecchio ſtorie intorno intorno fra le fine
stre,coſe che hannopiu delmoſtronellineamento, che effigiedi quel che ſi ſia.
Di Scultura ne feceroſimilmente infinite, come ſi vede ancora ſopra la porta di S.
Michele a Piazza Padella di Fiorenza dibaſorilicuo, º in ogni Santi, º per
molti luoghi ſepulture, ornamenti diporteper chieſe,doue hannoper menſole cer
tefigure per regger iltetto,coſi goffe, ſiree, tanto malfatte,digroſessº, &-
di maniera,chepar impoſsibile che imaginare peggioſpoielle.Sino a lui mi è par
ſo diſcorrere dalprincipio della Scultura, o della Pittura; & per aumentº a
D E L L E V I T E gi
largamente che in questo luogo non biſognaua Ilchehoioperò fatto non tantotra
portato dall'affezzione della arte, quantomoſſo dalbenefizio, 6 utile comune de
gli artefici nostri qualihauendouedutoinchemodo ella dapiccolprincipio, ſi con
duceſſea la ſomma altezza e come da grado ſinobileprecipitaſſe in ruina eſtrema:
eperconſeguente la natura di questa arte, ſimile a quella dell'altre, che come i corpi
humani, hanno, il naſcere,il creſcere, lo inuecchiare, 6 ilmorire; Potranno hora
piu facilmente conoſcere il progreſſo della ſua rinaſcita; cº di quella ſteſſa perfez
zione, doue ella è riſalitane tempi noſtri. Eta cagione ancora, che ſemai(ilche
2002 aCCO " Dio) " peralcun tempo per la traſcuraggine degli huomi
mi, oper la malignita de'Secoli, opure per ordine de'Cieli, ii" non pare, che uo
! glino le coſe di quaggiù mantenerſi molto inono eſſere; ella incorreſſe di nuouo,
nel medeſimo diſordine di rouina poſsino queſte fatiche mie,qualunche elleſiſiano,
(ſe elleperò ſaranno degne di piu benignafortuna)per le " diſcorſe innanzi, 67'
per quelle chehanno da dirſi, mentenerla in vita, oalmeno dare animo, è piu
eleuati ingegni diprouederle " aiuti: Tanto,che con la buona uolontà mia, e
con le opere di questi tali, ella abbondi di quelli aiuti, 6 ornamenti, dequali(ſia
mi lecito liberamente direiluero)ha mancato ſino a queſt'hora. Ma Tempo è di
uenirehoggi maialauita di Giouanni Cimabue; Il quale ſi come dette principio al
nuouo modo di diſegnare e di dipignere, coſi è giuſto, 6 conueniente, che elodia
ancora alle uite, nelle quali misforzerò di oſſeruare ilpiu che ſpoſa, l'ordine delle
maniere loropiu che del Tempo. Etneldiſcriuere le forme, 6 le fortezze de
i"ſono
gl'artefici ſarò breue, perche i ritratti loro, i dameſtati meſsi inſieme ci
non minore ſpeſa,e fatica,che diligeza, meglio dimoſtreranno quali eſsi artefici fuſ
º i
ſero, quanto all'effigie, che il raccontarlo non farebbe giamai, 6 ſe d'alcuno man
caſſeil ritratto,cio non è per colpa mia,ma per non ſi eſſere in alcuno luogo trouato.
Eiſei detti ritratti non pareſſero a qualcuno per auuentura ſimili affatto adaltri,
º
che ſi trouaſſono, uoglio, che ſi conſideri, cheilritratto fatto d'uno quando era di
diciotto o venti anni, non ſarà mai ſimile alritratto, che ſarà stato fatto quindici
oventi anni poi. A queſto ſi aggiugne,cheiritratti diſegnati non" mai
tanto bene, quanto fanno i coloriti: Senza, cheglintagliatori , che non hanno di
ſegno, tolgono ſempre alle figure per non potere, ne ſapere fare appunto quelle mi
nuzie, chelefanno eſſer buone, 6 ſomigliare, quella perfezione, che rade yol
te,o non mai hanno i ritratti intagliati in legno . Inº" quanta ſia stata in cio
la fatica ſpeſa,e diligenza mia " ilſapranno, che leggendo vedranno onde io
gli habbia, quantohopotuto ilmeglioricauati & c.
a

Fine delproemio delle vite. -


- I riq i l I l o iº
, o a 1 , za iº lº -

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- - -
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32

DELLE VITE DE' PITTORI,


SCVLTORI, ET ARCHI
- TETTORI,
Che ſono ſtatida (imabue inquà,
SCRITTE DA M. GIORGIO VASARI
PIT T o R E A R E T 1 N o.

Parte Prima.

! GIOVANNI
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"irro
RE FI O R E NT IN o .
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- sº lº
83
VITA DI CIM A BVE PITTORE FIORENTINO.

RANO per l'infinito Diluuio de'mali,chehaueuanocae


ciato al diſotto,e affogata la miſera Italia, non ſolamétero
uinate quelle, che veramente fabriche chiamarſi poteua
"
IlO 3 che importaua piu, ſpento affarto tutto il
numero degl'artefici; Quando, come Dio volle, nacque
nella città di Fiorenza l'anno accr L per dare primilumi
all'Arte della Pittura, G1 o va NN1 cognominato Cimaa
bue della nobil famiglia in que tempi di Cimabui; coſtui creſcendo, per eſſer
giudicato dal padre, 8 da altri di bello, e acuto ingegno, fu mandato,accio ſi
eſercitaſſe nelle lettere, in S. Maria Nouella è vn maeſtro ſuo parente, che allo
ra inſegnaua grammatica a Nouizij di quel conuento; Ma " in cam
bio d'attendere alle lettere, conſumaua tutto il giorno, come quello, che acio
ſi ſentiua tirato dalla Natura in dipingere in ſu libri, 8 altri i" , huomini,
caualli,caſamenti,8 altre diuerſe " Allaquale inclinatione di Natura
fu fauoreuole la fortuna, perche eſſendo chiamati in Firenze, da chi allhora
gouernaua la città, alcuni pittori di Grecia,nò peraltro, che per rimettere in
Firenze la pittura,piutoſto perduta, che smarrita, cominciarono fra l'altre
opere tolte a far nella città, la capella de'Gondi, di cui hoggi le volte, e le fac •
ciate, ſono poco meno, che conſumate dal tempo, come i puo vedere in Sana
ta Maria Nouella, allato alla principale capella, doue ell'è poſta, Onde Cima
bue, cominciato a dar principio è queſta arte, che gli piaceua, fuggendoſi ſpeſ
ſo dalla ſcuola,ſtaua tutto il giorno a vedere lauorare que maeſtri; Di manie
ra,chegiudicato dal padre, & da quei pittori in modo atto alla pittura, che ſi
poteua di lui " a quella profeſſione,honorata riuſcita, con
non ſua piccola ſodisfattione fu da detto " padre acconcio con eſſo loro, la
doue di continuo eſercitandoſi l'aiutò in " tempo talmente laNatura, che
paſsò di gran lunga,sì nel diſegno, come nel colorire la maniera de maeſtri,
che gli inſegnauano,i quali non ſi curande paſſar piu innanti, haueuano fat
te quelle opre nel modo, che elleſiveggono hoggi ; cioè rion nella buona ma
niera greca antica, ma in quella goffa moderna di ieri ; & perche, ſe be
ne imitò que Greci, aggiunſe molta perfezzione all'arte, leuandole gran pare
te della maniera loro goffa,honorò la ſua patria col nome, 8 con l'opre, che
fece, di che fanno fede in Fiorenza le pitture, che egli lauorò, come il Doſſale
dell'altare di S. Cecilia, &in S.Crocevna tauola drentouivna noſtra donna,
-

laquale fu,8 è ancora appoggiata in vno pilaſtro aman deſtra intorno al co


ro.Doppo la quale fece in vna tauoletta in campo d'orovn S.Franceſco,elori
traſſe, il che fu coſa nuouainque tempi, di naturale, come ſeppe il meglio, S&
intorno a eſſo tutte l'iſtorie della vita ſua inveti quadretti pieni di figure pic
ciole in campo d'oro. Hauendo poi preſo a fare, per i Monaci di Vall'Ombro
ſa nella badia di S.Trinita di Fiorenza vna gran tauola, moſtrò in quella ope
ra,vſandoui gran diligenza, per riſpondere alla fama, che gia era conceputa di
lui,migliore inuentione, & bel modo nell'attitudini d'una noſtra Döna, che
fece col figliuolo in braccio,e câ molti angeli intorno, che l'adorauano in ci
Podoro,laqual tauola finita fu poſta da que monaci in ſull'altar Maggiore di
- L 2 detta

-
84 P R I M A P A R T E
detta chieſa, donde eſſendo poi leuata, per dar quel luogo alla tauola, che v'è
hoggi di Aleſſo Baldouinetti, fu poſta in vna capella minor della Nauata ſini
ſtra di detta chieſa. Lauorando poi in freſco allo ſpedale del Porcellana, ſul ci
to della via nuoua, che va in borgo Ogniſanti nella facciata dinanzi, che ha
in mezola porta principale,davn lato la Vergine Annunziata dal'Angelo, 8.
dal'altro Gieſu Chriſto con Cleofas,& Luca, figure grandi quanto il natura
ie; leuò via quellavecchiaia,facendo in queſt'opra i panni, &le veſti, el'altre
coſe vn poco piu viue,& naturali, 8 piu " la maniera di quegreci
tutta piena di linee,e di proffili, coſi nel muſaico, come nelle pitture; la qual
i maniera ſcabroſa, 8 goffa, 8 ordinaria haueuano, non mediate lo ſtudio, ma
Per vna cotal vſanza inſegnato l'uno all'altro, per molti, 8 molti anni, i pitto
ridique tempi, ſenza penſar mai a migliorare il diſegno, è bellezza di colori
to,ò inuentione alcuna,che buona fuſle. Eſſendo dopo queſt'opra richiama
to Cimabue dallo ſteſſo guardiano,chegl'haueua fatto l'opere di S.Croce,gli
fece vn Crocifiſſo " in legno, che ancora hoggi ſi vede in chieſa,laqua
le opera fu cagione parendo al guardiano eſſer ſtato ſeruito bene, che lo con
duceſſe in S.Franceſco di Piſa loro cauento, a fare ivna tauolavn S. Fräceſco,
che fu da que popoli tenuto coſa rariſſima,conoſcendoſi in eſſo vin certo chè,
piu di bontà,e nell'aria della teſta, e nelle ieghede panni, che nella maniera
greca non era ſtata vſata in ſin'allora da i haueua alcuna coſalauorato, né
Pur in Piſa,ma in tutta Italia. Hauendo poi Cimabue, per la medeſima chieſa
fatto in vina tauolagrande,l'immagine di noſtra Donna col figliuolo in col
losº con moltiangeli intorno, pur in campo d'oro,ellafu dopo non molto té
Poleuata di doueell'era ſtata collocata la prima volta per farui l'altare di mar
mo, che vi è al preſente; e poſta dentro alla chieſa allato alla porta, a man mi
ca. Per la quale opera fu molto lodato, 8 premiato da Piſani. Nella medeſima
città di Piſa,fece a richieſta dell'Abbate allora di S. Paulo in Ripa d'Arno in
Vna tauoletta vna S.Agneſa,8 intorno a eſſa di figure piccole tutte le ſtorie
della vita di lei, la " è hoggi ſopra l'altare delle vergini in detta
chieſa. Per queſte opere dunque, eſſendo aſſai chiaro per tutto il nome di Ci
mabue, egli fu " in Aſceſi città dell'Vmbria,doue in compagnia d'al
cuni maeſtri greci dipinſe nella chieſa di ſotto di S.Franceſco parte delle vola
te,e nelle facciate la vita di Gieſu Chriſto,e quella di S.Franceſco Nellequali
pitture paſsò di gran lunga que pittori greci: onde creſciutogli l'animo, co
minciò da ſe ſolo a dipigner afreſco la chieſa di ſopra, e nella tribuna maggio
refece ſopra il choro in quattro facciate alcune ſtorie della noſtra Donna,
cioè la morte, quando è da Criſto portata l'anima di lei in cielo ſopravntro
no di nuuole; & quando in mezzo avn coro d'Angeli la corona, eſſendo da
Piegran numero di ſanti,eſante hoggi dal tempo, e dalla poluere conſumati.
Nelle crociere poi delle volte di detta chieſa, che ſono cinque, dipinſe ſimil
mentemolte ſtorie; Nella prima ſopra il coro fece i quattro euangeliſti mag
giori del viuo,e coſi bene, che ancor hoggi ſi conoſce in loro aſſai del buono s
&la freſchezza de'colori nelle carni,moſtrano,chelapittura cominciò a fare
Per le fatiche di Cimabue grande acquiſto nellauoro a freſco. La ſeconda cro
ciera fece piena di ſtelle d'oro in campo d'azurro oltramarino. Nella terza fe
ce in alcuni tondi Gieſu Chriſto,la Vergine ſua madre, S. Giouanni Battiſta,
-
&
V I T A D I C I M A B V E 8;
&S. Franceſco, cioè in ogni tondovna di queſte figure, &in ogni quarto del
lavoltavn tondo. E fra queſta, e la quinta crociera, dipinſe la quarta di ſtelle
d'oro, come diſopra in azurro d'oltramarino. Nella quinta dipinſe i quattro
Dottori della chieſa, 8 appreſſo a ciaſcuno di loro,vna delle quattro primere
ligioni, opera certo faticoſa, 8 condotta con diligenza infinita. Finite le vol
telauorò pure in freſco le facciate di ſopra della banda manca di tutta la chie
ſa,facendo verſo l'altar maggiore fra le fineſtre, & inſino alla volta otto ſtorie
del teſtamento vecchio, cominciandoſi dal principio del Geneſi, eſeguitando
le coſe piu notabili. Et nello" che è intorno alle fineſtre inſino a che le
terminano in ſul corridore, che gira intorno dentro al muro della Chieſa die
pinſe il rimanente del teſtamento vecchio in altre otto ſtorie. E dirimpetto a
queſta opera in altre ſedici ſtorie,ribattédo quelle,dipinſe i fatti di noſtra dé
na, e di Gieſu Chriſto. E nella facciata da pie ſopra la porta principale, e intor
no all'occhio della Chieſa, fece l'aſcendere di " in cielo, et lo ſpirito ſanto,
che diſcende ſopra gl'Apoſtoli. La qual opera veramente grandiſſima,8 ricca
& beniſſimo condotto,douette per mio giudizio,fare in que tempi ſtupire il
mondo,eſſendo maſſimamente ſtata la pittura tanto tempo in tanta cecità. &
a me, che l'anno 1563. la riuidi parue belliſſima, penſando come in tante tenee
bre poteſſe veder Cimabue tanto lume. Ma i tutte queſte pitture (al che ſi
deue hauer conſiderazione)quelle delle volte, come meno dallapoluere,e da
gl'altri accidenti offeſe,ſi ſono molto meglio, che l'altre côſeruate. Finite que
ſte opere, miſe mano Giouanni a dipignere le facciate diſotto, cioèquelle che
ſono dalle fineſtre ingiu,8 vi fece alcune coſe, ma eſſendo a Firenze da alcua
ne ſue biſogne chiamato, non ſeguito altramente illauoro; malo finì, come
al ſuo luogo ſi dirà,Giotto, molti anni dopo. Tornato dunque Cimabue a Fi
renze,dipinſe nel chioſtro di S.Spirito,doue è dipinto alla greca da altri mae
ſtri, tutta la banda di verſo la Chieſa, tre Archetti di ſua mano, della vita di
C R H 1 s T o, & certo con molto diſegno. Et nel medeſimo tempo man
dò alcune coſe da ſe lauorate in Firenze, a Empoli, lequali ancor hoggi ſono
nella pieue di quel caſtello tenute in gran venerazione. Fece poi per la Chi.
eſa di Santa M A R 1 a Nouella la Tauola di Noſtra Donna, che è poſta in
alto fra la capella de'Rucellai,e quella de Bardi da Vernia; Laquale opera fu
di maggior grandezza, che figura, che fuſſe ſtata fatta inſin'a quel tempo. Et
alcuni Angeli, che le ſono intorno, moſtrano, ancorche egli haueſſe la manie
ragreca, che s'andò accoſtando in parte allineamento, 8 modo della moder
na. Onde fu queſta opera di tanta marauiglia ne popoli di quell'età, per no ſi
eſſer veduto inſino " meglio, che da caſa di Cimabue fu con " feſta,
& con le trombe alla chieſa portata con solenniſſima proceſſione, 8 egli per
cio molto premiato, & honorato. Diceſi, & in certi ricordi di vecchi pittori ſi
legge, che métre Cimabue la detta tauola dipigneua in certi orti appreſſo por
ta S.Piero, che paſsò il Re Carlo il vecchio d'Angiò per Firenze, et che fra le
molte accoglienze fattegli da gl'huomini di queſta Città,e lo conduſſero a ve
dere la tauola di Cimabue.E che per non eſſere ancora ſtata veduta da neſſu
no, nel moſtrarſi al Revi concorſero tutti gl'huomini, 8 tutte le Donne di Fi
renze con grandiſſima feſta, 8 con la maggior calca del mondo. La onde per
l'allegrezza,chenhebbero i vicini, chiamarono quelluogo Borgoallegri, il
ImO
S6 - p R I M A P A R T E
quale col tempo meſſo fra le mura della città, ha poi ſempre ritenuto il medeſi
monome. In S.Franceſco di Piſa, doue egli lauorò, come ſi è detto diſopra,al
cune altre coſe,è di mano di Cimabue nel chioſtro allato alla porta, che entra
in chieſa in vn cantone,vna tauolina a tempera,nella quale è vinchriſto in cro
ce con alcuni Angeli a torno, i quali piangendo pigliano con le mani certe
parole, che ſono ſcritte intorno alla teſta di Chriſto, e le mandano all'orec
chie d'una noſtra Donna, che a man ritta, ſta piangendo, e dall'altro lato a ſan
Giouanni Euangeliſta, che è tutto dolente a man ſiniſtra: E ſono le parole al
la Vergine; Mv L 1 ER E cc e F1 L 1 vs Tvvs, e quelle a ſan Giouanni: E c
c e Mar ER Tv A. E ille, che tiene in manovn'altr'angel'appartato: dicano
exilla hora accepiteam diſcipulus in ſuam. Nel che è da conſiderare, che Ci
mabue cominciò a darlume, 8 aprire la via all'inuenzione, aiutando l'arte ci
le parole, per eſprimere il ſuo concetto; Il che certo fu coſa capriccioſa,e nuo
ua Hora, perche, mediante queſte opere, s'haueua acquiſtato Cimabue con
molto vile grandiſsimo nome, egli fu meſſo per Architetto in compagnia d'
Arnolfo Lapi, huomo allora nell'architettura eccellente, alla fabrica di S.Ma
ria del Fiorin Fiorenza. Ma finalmente, eſſendoviuuto ſeſſanta anni paſsò
all'altra vita l'anno Milletrecento,hauendo poco meno, che reſuſcitata la pit
tura. Laſciò molti diſcepoli,e fragl'altri Giotto, che poi fu Ecc. pittore, Ilgua
le Giotto habitò dopo Cimabue nelle proprie caſe li ſuo Maeſtro nella via
del Cocomero. fu ſotterato Cimabue ins. Maria delfiore con queſto epitaf,
fio fattogli da uno de Nini. -

Credditot Cimabos pcture castratenere,


Sic tenuit; Nunc tenet astrapoli.
Non laſcerò di dire, che ſe alla gloria diCimabue,non haueſſe contraſtatola
grandezza di Giotto ſuo diſcepolo, ſarrebbe ſtata la fama di lui maggiore,co
me ne dimoſtra Dante nella ſua comedia, doue alludendo " cá
to del purgatorio, alla ſteſſa inſcrizzione della ſepoltura, diſſe:
Credette Cimabue, nella pittura
Tenerlo campo, 6 hora ha Giotto il grido;
Siche la fama di colui oſcura.
Nella dichiarazione de quali verſivn Comentarore di Dante, ilquale ſcriſſe
nel tempo, che Giotto viuea; E dieci, o dodici anni dopo la morte d'eſſo Dâ
te,cioè intorno agl'anni di Chriſto Milletrecento trentaquattro, dice, par
lando di Cimabue queſte proprie parole preciſamente: Fu Cimabue di
Firenze pintore nel tempo di lautore, i nobile di piu che homo ſapeſ
ſe,& con queſto fue ſi arogante, S ſi diſdegnoſo, che ſi per alcuno li fuſlea
ſua opera poſto alcun fallo, o difetto o elli da ſelaueſsi veduto: che come ac
cade molte volte l'Artefice pecca per difetto della materia, in che adopra.; o
per mancamento ch'è nello ſtrumento con che'lauora: Inmantenente quell'
opra diſertaua, fuſsi cara quanto voleſſe. Fu,S è Giotto in trali dipintori
il piu ſommo della medeſima Città di Firenze, e le ſue opere il teſtimoniano
a Roma a Napoli, avignone, a Firenze, a Padoua, & in molte parti del mon
do &c. il " comento è hoggi appreſſo il molto R. Don Vincenzio Borghi
niPriore degl'Innocenti, huomo non ſolo per nobiltà,bontà e dottrina i.
riſsimo a
V I T A D I C I M A B V E -87
riſsimo, ma anco coſi amatore, & intendente di tutte l'arti migliori, che ha
tº: meritato eſſer giudizioſamente eletto dal S.Duca Coſimo in ſuo luogotenen
ti te nella noſtra Accademia del diſegno. Ma per tornare a Cimabue, oſcurò
etta Giotto veramente la fama di lui, non altrimenti, che vn lume grande faccia
intº lo ſplendore d'vn molto minore, percioche ſe bene fu Cimabue quaſi prima
cagione della rinouazione dell'arte della pittura, Giotto né dimeno ſuo crea
tomoſſo da lodeuole ambizione, 8 aiutato dal Cielo, 8 dalla Natura,fu que
gli,che andando piu alto col penſiero, aperſela porta della verità a coloro,
che l'hanno poi ridotta a quella perfezzione, e grandezzain che la veggiamo
al ſecolo ". Il qualeauezzo ogni dia vedere le marauiglie, i miracoli, e
l'impoſſibilità degli artefici in queſta arte è condotto hoggimaia tale, che di
coſa, che facciano glihuomini,béche piu diuina, che humana ſia,pito non ſi
rei marauiglia. E buon per coloro, che " " in cambio
et. ii ammirati, non ne riportaſſero biaſimo, e molte volte vergo
gna. Il ritratto di Cimabue ſi vede " mano di Simon Saneſe nel capitolo di
ra! Santa Maria Nouella fatto in profilo nella ſtoria della fede, in vna figura, che
sy, ha il viſo magro,la barba piccola, roſſetta, 8 apuntata, con vn capuccio,ſecon
ipº do l'uſo di quei tempi, che lo faſcia intorno intorno, e ſotto la gola con bella
ºr maniera. Quello, che gli è alato,è l'iſteſſo Simone maeſtro di quell'opera, che
s ſi ritraſſe da ſe con due ſpecchi, per fare la teſta in profilo, ribattédo l'uno nel
l'altro. E quel ſoldato coperto d'arme, che è fra loro, è ſecondo ſi dice, il C6
te Guido Nouello,ſignore allora di Poppi. Reſtamià dire di Ci
mabue, che "principio d'un noſtro libro, doue ho
meſſo inſieme li di propria mano di
tutti coloro, che da lui in quà,
hanno diſegnato, ſi
vede di ſua ma
Ino

alcune coſe piccole, fatte à modo di minio; nelle q


come ch'hoggi forſe paino anzi goffe, che al
trimenti, ſi vede quanto per ſua
opera acquiſtaſſe di
bontà il diſe
gno.

Fine della Vita di Cimabue i

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il SsEN D os I ragionato nel proemio delle vite d'alcune faa


briche di maniera vecchia non antica, e taciuto per non ſa
pergli, i nomi degl Architetti, che le fecero fare;farò men
zione nel proemio di queſta vita d'Arnolfo,d'alcuni altri
edifizi fatti ne'tempi ſuoi o poco inanzi, de quali non ſi ſa
ſimilmente chi furono i Maeſtri. E poi di quelli, che furo
- no fatti ne medeſimi tempi, de'quali ſi ſa chi furono gl'Ar
chitettori, o per riconoſcerſi beniſsimo la maniera d'eſsi edifizij, oper ha
uerne notizia hauuto, mediante gli ſcritti, e memorie laſciate daloro nelle
opere fatte. Ne ſarà cio fuor di propoſito, perche ſe bene non ſono ne di bel
la»
V I T A D' A R N O L F o 89
1a,ne di buona maniera, ma ſolamente grandiſsimi, e magnifici, ſono degni
nondimeno di qualche conſiderazione. Furono fatti dunque al tempo di La
po, e d'Arnolfo ſuo figliuolo molti edifizi d'importanza in Italia, e fuori,de'
quali non ho potuto trouareiogl'architettori, come ſono la Badia di Morea
le in Sicilia, il Piſcopio di Napoli,la Certoſa di Paula,il Duomo di Milano,ſan
Piero,e ſan Petronio di Bologna, 8 altri molti, che per tutta Italia fatti con
incredibile ſpeſa ſi veggiono. Iquali tutti edifici, hauendo io veduti, 8 con
ſiderati, e coſi molte Sculture di que tempi, e particolarmente in Rauenna, e
non hauendo trouato mai,non che alcuna memoria de'Maeſtri, ma neanche
molte volte, in che milleſimofuſſero fatte, non poſſo ſe non marauigliarmi
della goffezza, S&poco difiderio di gloria degl'huomini di quell'età. Ma tora
nando a noſtro propoſito,dopole " dette di ſopra, cominciarono pu
re a naſcere alcuni di ſpirito piu eleuato,iquali ſe non trouarono, cercarono
almeno di trouar qualche coſa di buono. Il primo fu Buono delguale non ſo
nela patria, ne il cognome, perche egli ſteſſo, facendo memoria di ſe in al
cuna delle ſue opere, non poſe altro, che ſemplicemente il nome. Coſtui, il
quale fu Scultore, & Architetto fece primieramente in Rauenna molti palaz
zi, & Chieſe, S& ii di noſtra ſalute 1152 per le quali
coſe venuto in cognizione fu chiamato a Napoli doue fondò, ſe bene furono
finiti da altri, come ſi dirà,Caſtel Capoano,& Caſtel dell'Vuouo, & dopo al
tempo di Domenico Moroſini Doge di Vinezia, fondò il Campanile di S.
Marco con molta conſiderazione, 8 giudizio, hauendo coſi benefatto pali
ficare e fondare la piatea di quella torre, ch'ella non ha mai moſſovn pelo,
come hauer fatto molti edifizi; fabricati in quella Città inanzi a lui, ſi è vedu
to, e ſi vede. E da lui forſe appararono i Viniziani a fondare nella maniera, che
hoggi fanno i belliſsimi, 8 ricchiſsimi edifizi, che ogni giorno ſi fanno ma
gnificamente in quella nobiliſsima Città. Bene è vero, che non ha queſta tor
realtro di buono in ſe ne mauiera,ne ornamento,ne in sóma coſa alcuna, che
ſia molto lodeuole. Fu finita ſottoAnaſtaſio quarto, & Adriano quarto, p6
tefici,l'anno 1154. Fu ſimilmente Architettura di buono la Chieſa di S. An
drea di Piſtoia, e ſua Scultura vin'Architraue di marmo, che è ſopra la porta;
pieno di figure fatte alla maniera de'Gotti, nelquale Architraue è il ſuo nome
intagliato, e in che tempo fu da lui fatta quell'opera, che fu l'anno 1166. Chia
mato poi a Firenze, diede il diſegno di ringrandire, come ſi fece,la Chieſa di
Santa Maria Maggiore, la quale era allhora fuor della Città et hauuta in
Venerazione, per hauerlaſagrata Papa Pelagio molti anni inanzi;& Per eſſer
quanto alla grandezza, e maniera aſſai ragioneuole corpo di Chieſa. -

Condotto poi Buono dagl'Aretini nella loro Città, fece l'habitazione vec,
chia de ſignori d'Arezzo, cioèvn Palazzo della maniera de'Gotti, & appreſſº
a quello vina Torre per la Campana; Ilguale edificio, che di quella maniera
era ragioneuole,fugettato in terra, per eſſere dirimpetto,e aſſai vicino alla for
tezza di quella Città, l'anno 1533 pigliando poi l'arte alquanto di miglioramé
te per l'opere d'un Guglielmo di nazione (Credo io) Tedeſco, furono fatti
alcuni edifizi di grandiſsima ſpeſa,e d'un poco migliore maniera: perche que
ſto Guglielmo,ſecondo, che ſi dice, l'anno 1174. inſieme con Bonanno Scul
tore fondò in Piſa il Campanile del Duomo,doue ſono alcune " intaglia
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te, che dicono A.D.Mc 74 Cápanile hocfuit fundatum, Menſe Aug Ma non
hauendo queſti due Architetti molto pratica di fondare in Piſa, e percio né
palificando la piatea,come doueuano, prima, che fuſſero al mezzo di quella
fabrica ella inchinò davn lato, & piegò in " debole, di maniera, che
il detto Campanile pende ſei braccia, & mezzo,fuor del diritto ſuo, ſecondo,
che da quella banda calò il fondamento;& ſe bene cio nel diſotto è poco, e al
l'altezza ſi dimoſtra aſſai con fare ſtar altrui marauigliato, come poſſa eſſere,
che non ſia rouinato, e non habbia gettato peli;la ragione è, perche queſto
edifizio è tondo,fuori, e dentro,e fatto a guiſa d'ua pozzo voto, e collegato di
maniera con le pietre, che è quaſi impoſsibile, che rouini, e maſsimamente
aiutato dai fondamenti, che hanno fuor della Terra vn getto di tre braccia,
fatto come ſi vede, dopo la calata del Campanile, per ſoſtentamento di quela
lo. Credo bene, che non ſarebbe hoggi,ſe fuſſe ſtato quadro, in piedi, percio
che i cantoni delle quadraturel'harebbono, come ſpeſſo ſi vede auuenire,di
maniera ſpinto in fuori, che ſarebbe rouinato. E ſe la Cariſenda, Torre in
Bologna e quadra,pende, e non rouina,cio adiuiene perche ella è ſottile, e né
pende tanto non aggrauata da tanto peſo a vn gran pezzo, quanto queſto Cá
i" è lodato,nò perchehabbia in ſe diſegno o bella maniera, ma ſo
amente p la ſua ſtrauaganza, non parendo a chi lo vede, che egli poſſa in niu
na guiſa ſoſtenerſi. E il ſopradetto Bonanno mentre ſi faceua il detto Cam
l" fece l'anno 118o. la porta Reale di bronzo del detto Duomo di Piſa, nel
aquale ſi veggiono queſte lettere: Ego Bonannus Pis, mea arte hanc portam
vno anno perfici tempore Benedicti operarij.Nelle muraglie poi, che in Ro
ma furono fatte di ſpoglie antiche a S.Ianni Laterano ſotto Luzio terzo, 8 Vr
bano terzo pontifici,quido da eſſo Vrbano fu coronato Federigo Imperator
fivede, che l'arte andaua ſeguitando di migliorare perche certi tempietti,eca
pelline fatti, come s'è detto, di ſpoglie hanno aſſai ragioneuole diſegno, 8 al
cune coſe in ſe degne di conſiderazione,e fra l'altre queſta, che le volte furon
fatte, per non caricare le ſpalle di quelli edifizi, di canonni piccoli, 8 con cer
tipartimenti di ſtucchi, ſecondo que tempi, aſſai lodeuoli. E nelle cornici, S&
altri membri, ſi vede, che gl'artefici ſi andauano aiutando per trouare il buo
no. Fece poi fare Innocenzio Terzo in ſul monte Vaticano due palazzi, per
quel, che ſi è potuto vedere di aſſai buona maniera, ma perche da altri Papi ſu
rono rouinati, e particolarmente da Nicola quito, che disfece, e rifece la "i
gior parte del palazzo, non ne dirò altro, ſe no che ſi vedevna parte d'eſsi ne
Torrione Tondo,e parte nella Segreſtia Vecchia di S.Piero. Queſto Inno III.
ilqual ſedette inito e ſi dilettò molto di fabricare,fece in Roma molti edifizii,
e particolarméte,col diſegno di Marchiòne Aretino, architetto, et ſcultore la
torre decòti,coſi nominata dal cognome di lui, che era di qlla famiglia. ll me
deſimo Marchionne finii anno, che Innocenzio terzo mori la fabrica della
pieue d'Arezzo, e ſimilmente il Cápanile, facendo di ſcultura nella facciata di
detta Chieſa tre ordini di colonne, l'una ſopra l'altra molto variatamente né
ſolo nella foggia de'capitegli, e delle baſe, ma ancora nei fuſi delle colonne,eſ
ſendo fra eſſe alcune groſſe, alcune ſottili, altre a due a due, altre a 4 a 4. liga a
te inſieme. Parimente alcune ſono auolte a guiſa di vita,S: alcune fatte diuen
tar figure, che reggono co diuerſi intagli. Vi fece ancora molti aiali di diuerſe
forti,
V I T A D'A R N O L F O -

forti, che reggono i peſi col mezo della ſchiena, di qſte colóne, e tutti chlepin
ſtrane,eſtrauaganti inuenzioni, che ſi poſsinoimaginare, e non pur fuori del
buono ordine âtico, ma quaſi fuor d'ogni giuſta, e ragioneuole proporzione.
Ma con tutto cio, chi va bene conſiderando il tutto, vede, che egli andò sfora
zandoſi di far bene, e pensò per auuentura hauerlo trouato in quel modo di
fare,e in quella capriccioſa varietà. Fece il medeſimo di ſcultura nel'arco, che
è ſopra la porta di detta Chieſa, di maniera barbara, vn " con certi
Angeli di mezzo rilieuo aſſai grandi. E nell'arco intagliò i dodici meſi, ponen
douiſotto il nome ſuo in lettere tonde, come ſi coſtumaua, &il milleſimo cio
l'anno Mcc Xv 1. Diceſi, che Marchionne fece in Roma, per il medeſimo Pa
pa Innocenzio terzo in borgo Vecchio l'edifizio antico dello ſpedale, e Chie
ſa di S. Spirito in Saſsia, doue ſi vede ancora qualche coſa del Vecchio: Eta
giorni noſtri era in piedi la Chieſa antica, quando fu rifatta alla moderna con
maggiore ornamento, e diſegno da Papa Paulo terzo di Caſa Ferneſe:
Èt in Santa Maria maggiore, pur di Roma, fece la Capella di marmo doue è
il preſepio di Gieſu Chriſto, in eſſa fu ritratto da lui Papa Honorio terzo di
naturale, del quale anco fece la Sepoltura con ornamenti alquanto migliori
e aſſai diuerſi della maniera,che allora ſi vſaua per tutto Italia comunemente,
fece anco Marchionne in que medeſimi tempi la porta del fianco di S Piero
di Bologna, che veramente fu opera in que tempi di grandiſsima fattura, per
i molti intagli, che in eſſa ſi veggiono, come leoni tondi, che ſoſtengono Coa
lonne & huomini a vſo di fachini & altri Animali, che reggono peſi, e nel
l'arco di ſopra fece di tondo rilieuoi dodici meſi,cò varie fantaſie, 8 ad ogni
meſe il ſuo ſegno celeſte,laquale opera douette in que tempi eſſere tenuta ma
rauoglioſa. Nei medeſimi tempi, eſſendo cominciata la Reglione defrati mi
nori di S. Franceſco, la quale fu dal detto Innocenzio terzo Pontefice confer
mata l'anno 12.c6. Crebbe di maniera, non ſolo in Italia, ma in tutte l'altre
parti del mondo coſi la diuozione, come il numero de'frati, che non fu quaſi
alcuna Città di conto, che non edificaſſe loro Chieſe, 8 conuenti di grandiſ
ſima ſpeſa,e ciaſcuna, ſecondo il poter ſuo. La onde hauendo frate Helia due
anni inanzi la morte di S. Franc. edificato, mentreſſo S. come Generale era
fuori a predicare, 8. egli guardiano in Aſceſi,vna Chieſa col titolo di Noſtra
Donna, morto che fu S. Franceſco concorrendo tutta la Chriſtianita a viſita
ril corpo di S.Franceſco, che in morte, e in uita era ſtato conoſciuto tanto a
mico di Dio, etfacendo ogni huomo al S. luogolimoſina,ſecódo il poter ſuo:
Fu ordinato, che la detta Chieſa cominciata da frate Helia, ſi faceſſe molto
maggiore, e piu Magnifica. Ma eſſendo careſtia di buoni Architettori, 8 ha
uendo l'opera, che ſi haueua da fare, biſogno d'uno Ecc. hauendoſi a edificar
ſopravn colle altiſsimo, alle radici delquale caminavn Torrente chiamato
Teſcio, fu condotto in Aſceſi dopo molta conſiderazione, come migliore di
uanti allora ſi ritrouauano,vn Maeſtro Iacopo Tedeſco;ilquale conſiderato
il ſito, & inteſa la volontà de padri, iguali fecero percio in Aſceſivn Capitolo
Generale, diſegnò vn corpo " cóuento belliſsimo:Facédo nel model
lo tre ordini vno da farſi º, terra; egl'altri per due Chieſe, vna delle quali
ſul primo piano ſeruiſſe per piazza, convnportico intorno aſſai grande,l'altra
Perchieſa e che dalla prima ſi ſaliſſe alla ſeconda, per vn ordine comodiſsimo
- M a
g2 P R I M A P A R T E
di ſcale, lequali giraſſono intorno alla capellamaggiore, inginochiandoſi in
due pezzi,per condurre piu agiatamente alla ſeconda Chieſa, alla quale diede
forma d'un T. facendola cinque volte lunga quanto ell'elarga, e diuidendo
l'un vano dall'altro, con pilaſtri grandi di pietra, ſopra i i poi girò Archi
gagliardiſsimi, e fra l'Vno, el'altro,le volte in crociera. Con ſi fatto dunque
Modello ſe fece queſta veramente grandiſsima fabrica, e ſi ſeguitò in tutte le
arti,eccetto, che nelle ſpalle di ſopra, che haueuano a mettere in mezzola tri
i" capella maggiore,e fare le uolte a crociere, perche non le fecero come
ſi è detto, ma in mezzo tondo a botte, perche fuſſero piu forti. Miſero poi di
nanzi alla capella Maggiore della chieſa di ſotto l'altare, e ſotto quello quan
do fu finito, collocarono coſolenniſsima traſlazione il corpo di S. Franceſco.
E pche la propria ſepoltura che ſerba il corpo del glorioſo Sato è nella prima,
cioè nella piu baſſa chieſa doue nòva mai neſſuno, e che ha le porte murate,
Intorno al detto Altare, ſono grate di ferro grandiſsime con ricchi ornamen
ti di marmo, e di muſaico,che laggiu riguardano. è accompagnata queſta mu
raglia dall'uno delati, da due ſagreſtie,e davn Campanile altiſsimo, cioè cin
i" volte alto quato egli è largo, Haueua ſopravna piramide altiſsima, a otto
cce,ma fu leuata perche minacciaua rouina. Laqual opera tutta fu condote
ta a fine nello ſpazio di quattro anni, e non piu dall'ingegno di Maeſtro Iaco
poTedeſco,e " ſollecitudine di frate Helia:dopo la morte del quale, per
che tanta machina p alcun tépo mai non rouinaſſe, furono fatti intorno alla
Chieſa di ſotto 12. gagliardiſsimi torrioni, 8 in ciaſci d'eſsivna ſcala a chioc
ciola, che ſaglie da terra inſino in cima.Et col tempo poi vi ſono ſtate fatte mol
te capelle,S&altri richiſsimi ornamenti, de quali non fa biſogno altro raccon
tare, eſſendo queſto intorno a cio per hora abaſtanza, & maſsimamente pos
tendo ognuno veder quanto a queſto principio di maeſtro Iacopo,habbiano
aggiunto vtilità,ornaméto,e bellezza molti ſommi Pontefici,Cardinali, Prin
cipi, & altri gra perſonaggi di tutta Europa. Hora per tornare a maeſtro Iaco
po, Egli mediante " opera ſi acquiſtò tanta fama per tutta Italia, che fu
da chi gouernaua i" la Città di Firenze, chiamato, e poi riceuuto quanto
piu non ſi puo dire volentieri, ſe bene ſecodo l'uſo, che hanno in Fiorentini,
e piuhaueuano anticaméte d'abbreuiare i nomi, né Iacopo,ma Lapolo chia
marono in tutto il tempo di ſua vita, perche habitò ſempre con tutta la ſua fa
miglia queſta Città, Etſe bene andò in diuerſi tempia li molti edifizi per
Toſcana, come fu in Caſentino il palazzo di Poppi a quel Conte, che haueua
hauuto per moglie la bella Gualdrada, etin dote il Caſentino: Agl'Aretini
il Veſcouado, 8 il palazzo Vecchio designori di Pietramala, fu nondimeno
ſempre la ſua ſtanza in Firenze:doue fondate l'anno 1218. le pile del ponte al
la Carraia, che allora ſi chiamò il ponte nuouo, le diede finite in due anni, 32
in poco tempo poi fu fatto il rimanete, di legname, come allora ſi coſtumaua.
Et l'anno 1221. diede il diſegno, 8 fu cominciata con ordine ſuo, la Chieſa di
S. Saluadore del Veſcouado,e quella di S. Michele a piazza Padella, doue ſo
no alcune ſculture della maniera di que tempi. Poi dato il diſegno di ſcolare
l'acque della Città, fatto alzare la piazza di S. Giouanni, e fatto al tempo di
M Rubaconte da Mandella Milaneſe il ponte, che dal medeſimo ritiene il no
mei e trouato l'utiliſs, modo di laſtricare le ſtrade, che prima ſi º"
- Ce
V I T A D' A R N O L F O 93
fece il modello del palagio hoggi del Podeſta, che allora ſi fabricò per gl'Ana
ziani. E madato finalmente il modello d'una ſepoltura in Sicilia alla Badia di
Möreale,per Federigo Imperadore, e d'ordine di Manfredi, ſi mori,laſciando
Arnolfo ſuo figliuolo, herede, n5 meno della virtu,che delle facultà paterne.
Ilquale Arnolfo, dalla cui virtu, non manco hebbe miglioramento l'architet
tura, che da Cimabue la pittura hauuto s'haueſſe, eſſendo nato l'anno 1232.
era qfi il padre mori di trenta anni, 8 in grandiſs.credito, percioche hauendo
imparato non ſolo dal padre tutto quello, che ſapeua, ma appreſſo Cimabue
dato opera al diſegno per ſeruirſene anco nella Scultura, era in tanto tenuto
il migliore Arthitetto di Toſcana, che non pure fondarono i Fiorentini col
parere ſuo l'ultimo cerchio delle mura " Città l'anno 1284. e fecero
ſecondo il diſegno di lui di mattoni, & con vn ſemplice tetto di ſopra la log
gia,& i pilaſtri d'OrS. Michele,doueſivédeua ilgrano: ma deliberano pſuo
conſiglio il medeſimo anno, che rouinò il Poggio de Magnuoli;dalla coſta di
S. Giorgio ſopra S. Lucia nella via de'Bardi, mediate vn decreto publico, che
in detto luogo non ſi muraſſe piu, ne ſi faceſſe alcuno edificio giamai, atteſo
che per i relaſsi delle pietre, che hanno ſotto gemiti d'acque, ſarebbe ſempre
pericoloſo qualunche edifizio vi ſi faceſſe. laqualcoſa eſſer vera, ſi èveduto a
giorni noſtri con rouina di molti edifizi, e magnifiche caſe di gentilhuomi
ni. L'anno poi i 285 fondò la loggia, e piazza de'Priori:e fece la capella maggio
re, & le due che la mettono in mezzo, della Badia di Firenze,rinouádo la "
ſa, & il coro, che prima molto minore haueua fatto fare il Conte Vgo fondato
redi qlla Badia, e facendo per lo Cardinale Giouanni degl'Orſini, legato del
Papa in Toſcana, il campanile di detta chieſa, che fu, ſecondo l'opere di que
tempi,lodato aſſai, come che non haueſſe il ſuo finimento di macigni, ſe non
poi l'anno 133o. Dopo cio fu fondata col ſuo diſegno l'anno 1294 la Chieſa
di S.Croce,doue ſtanno i frati Minori; laquale conduſſe Arnolfo tato gran
de nella Nauata del mezzo, e nelle due Minori, che co molto giudizio, non po
tendo fare ſotto i tetto le volte,perlo troppo gran ſpazio,fece fare Archi da pi
laſtro,a pilaſtro,e ſopra quelli i tetti a fronteſpizio, per mandar via l'acque pio
uanecã docce di pietramurata ſopra detti archi, dando loro tanto pedio,che
fuſſero ſicuri, come ſono i tetti dal pericolo dell'infracidare.laqualcoſa, qua
tofu nuoua,& ingegnoſa,tanto fu vtile, e degna d'eſſere hoggi conſiderata.
diede poi il diſegno de primi chioſtri del conuentoVecchio di quella Chieſa;
& poco appreſſo feceleuare d'intorno al tempio di S. Giouanni, dalla banda
di º, tutte l'Arche,e ſepolture, chevi erano di marmo,e di macigno, emet
terne parte dietro al Campanile nella facciata della Calonaca, allato alla co
pagnia di S.Zanobi e rincroſtar poi di marmi neri di prato, tutte le otto fac
ciate di fuori di dettto S. Giouanni,leuandone i macigni che prima erano fra
ue marmi antichi. Volendo in queſto mentre i Fiorentini murare in Val
arno diſopra il caſtello di S.Giouanni, e caſtel Franco, per commodo della
Citrà, e delle vettouaglie,mediante i mercati, ne fece Arnolfo il diſegno l'an
no 1295. E ſotisfece di maniera coſi in queſta, come haueua fatto nell'altre co
ſe, che fu fatto Cittadino Fiorentino. Dopo queſte coſe, deliberando i Fioré
tini, come racconta Giouan Villani nelle ſue Hiſtorie di farevna Chieſa prin
non ie
cipale nella loro Città,e farla tale, che per grandezza, e magnificenza, pote
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poteſſe diſiderare,ne maggiore,ne piu bella dall'induſtria e potere degl'huon


mini,fece Arnolfo il diſegno, 8: il modello del non mai abaſtanza lodato tem
io di S. Maria del Fiore, ordinando, che s'incoſtraſſe di fuori tutta di marmi
li tante cornici, pilaſtri,colonne, intagli di fogliami figure, 8 altre
coſe, con quante ella hoggi ſi vede condotta, ſe non interamente, avna gran
parte almeno della ſua perfezzione. Et quello che in cio fu ſopra tutte l'altre
coſe marauiglioſo,fu queſto, che incorporando oltreS. Reparata, altre picco
le Chieſe,e caſe, che l'erano intorno, nel fare la pianta, che è belliſsima,fece ci
täta diligenza, e giudizio fare i fondamenti di ſi gran fabrica larghi e profon
di, riempiendogli di buona materia, cioè di ghiaia, & calcina, e di pietre i"
ſe infondo,la doue ancora la piazza ſi chiama lungo i fondamenti, che eglino
hanno beniſsimo potuto, come hoggi ſi vede, reggere il peſo della gran ma
china della Cupola, che Filippo di Ser Brunelleſcole voltò ſopra. Il principio
de quali fondamenti, e di tanto tempio fu con molta ſolennità celebrato:per
cioche il giorno della Natiuita di Noſtra Donna del 1298 fu gettata la prima
pietra " legato del Papa in preſenza né pure di molti Veſcoui,e di
tutto il Clero,ma del Podeſtà ancora,Capitani, priori, 8 altri Magiſtrati dela
la Città, anzi di tutto il popolo di Firenze, chiamandola S. MA R1 a DEL
F1 o RE. E perche ſi ſtimò le ſpeſe di iſta fabrica douere eſſere, come poi si ſta
te grandiſsime, fu poſta vna gabella alla Camera del comune di quatro dana
ri per lira di tutto quello,che ſi metteſſe a vſcita, e due ſoldi per teſta l'anno:
ſenza,chel Papa, &il Legato concedettono grandiſsime indulgenze a coloro,
che per ciole porgeſsino limoſine. Non tacerò ancora, che oltre ai fondamé
ti larghiſsimi, e profondi quindici braccia, furono con molta conſiderazione
fatti a ogni Angolo dell'otto facce, quegli ſproni di muraglie; percioche eſsi
furono poi quelli, che aſsicurarono l'animo del Brunelleſco " ſopra mol
to maggior peſo di quello che forſe Arnolfo haueua penſato di porui. Diceſ,
che cominciadoſi di marmo le due prime porte de'fianchi di S. Maria del Fio
re,fece Arnolfo intagliare in vn fregio alcune foglie di fico, che erano l'arme
ſua, e di maeſtro Lapo ſuo padre, e che percio ſi puo credere, che da coſtui ha
ueſſe origine la famiglia de Lapi,hoggi nobile in Fiorenza. Altri dicono ſimil
mente, che dei diſcendenti d'Arnolfo diſceſe Filippo di ſer Brunelleſco. Ma
laſciando queſto, perche altri credono, che i Lapi ſiano venuti da Figaruolo,
caſtello in ſu le foci del pò e tornando al noſtro Arnolfo dico, che per la gran
dezza di queſta opera, egli merita infinita lode, e nome eterno; hauendola
maſsimamente fatta incroſtare di fuori tutta di marmi di piu colori, e dentro
di pietra forte, 8 fatte inſino le minime cantonate di quella ſteſſa pietra. Ma
perche ognuno ſappia la grandezza apunto di queſta marauiglioſa fabrica di
co che dalla porta inſino all'ultimo della capella di S. Zanobi,è la lunghezza di
braccia dugento ſeſſanta: è larga nelle crocieri, centoſeſſantaſei. nelle tre Na
ui br. ſeſſantaſei. La Naue ſola del mezzo è alta braccia ſettantadue: E l'altre
due Naue minori braccia quarantotto. Il circuito di fuori di tutta la Chieſa
è braccia 128o. La cupola è da terra inſino al piano della lanterna br. centoci
quanta quattro. La lanterna ſenza la palla è alta br. trentaſei. La palla alta br.
quattro. La croce alta braccia otto. Tutta la cupola da terra inſino alla ſommi
tà della croce è braccia dugento due. Ma tornando ad Arnolfo dico " i;
cInolo
V lT A D' A R N O L F O 9;
ſendo tenuto,comeetaEcc. s'era acquiſtato tanta fede, che niuna coſa d'im
ortáza ſenza il ſuo conſiglio ſi deliberaua. onde il medeſimo anno eſſendoſi
nite di fondar dal comune di Firenze l'ultimo cerchio delle mura della Cit
tà, come ſi diſſe diſopraeſſerſi gia cominciato, è coſi i Torrioni delle porte, e
in gran parte tirati inanzi, diede al palazzo de Signori principio, e diſegno a
ſomiglianza di quello che in Caſentino haueua fatto Lapo ſuo padre ai conti
di Poppi. Ma né i" gia come,che Mag e grande lo diſegnaſſe, dargli quel
la perfezzione, che l'arte, è il giudizio ſuo richiedeuano: percioche eſſendo
ſtate disfatte e mandate per terra le caſe degl'Vberti rubelli del popolo Fio
rentino, e ghibellini, e fattone piazza, potette titola ſcioccha i d'al
cuni, che no hebbe forza " molte ragioni, che alegaſſe di far ſi, che
li fuſſe conceduto almeno mettere il palazzo in iſquadra, per non hauerevo
i" chi gouernaua, che in modo neſſuno il palazzo " fondamenti in
ſul terreno degl Vberti rebelli. E piu toſto comportarono,che ſi gettaſſe per
terra la Nauata diuerſo tramontana di S. Piero Scheraggio, che laſciarlo "
in mezzo della piazza, con le ſue miſure: oltre, chevolſono ancora, che ſi vniſ
ſe & accomodaſſe nel palazzo la torre de'Foraboſchi,chiamata la torre della
Vaccha, alta cinquanta braccia, per vſo della campana groſſa, 8 inſieme con
eſſa alcune caſe comperate dal comune, per cotale " . Per le quali cagio
niniuno marauigliare ſi dee, ſe il fondamento del palazzo è bieco, e fuor di
ſquadra, eſſendo ſtato forza, per accommodarla torre nel mezzo, e renderla
piu forte faſciarla intorno colle mura del palazzo, lequali da Giorgio Vaſari
Pittore, e architetto eſſendo ſtate ſcoperte l'anno 156i. per raſſettare il detto
palazzo al tempo del Duca Coſimo, ſono ſtate trouateboniſsime. Hauendo
dunque Arnolfo ripiena la detta torre di buona materia, ad altri Maeſtri fu
poi facile farui ſopra il Campanile altiſsimo, che hoggi vi ſi vede, non hauen
do egli in termine di due anni finito ſe non il palazzo, il quale poi di tempo in
tempo ha riceuuto que miglioraméti, che lo fanno eſſerhoggi diſilla gradeza,
e Maeſtà, che ſi vede. Dopo lequali tutte coſe, e altre molte, che fece Arnolfo,
nó meno commode, evtili, che belle, eſſendo d'anni ſettanta, mori nel 13oo.
nel tempo apunto, che Giouanni Villani cominciò a ſcriuerel'hiſtorievni
uerſali de'tempi ſuoi. E perche laſciò non pure fondata S.Maria del Fiore,ma
voltate con ſua molta gloria, le tre principali tribune di quella che ſono ſotto
la Cupola,meritò, che di ſe fuſſe fatto nemoria in ſul canto della Chieſa diri
petto al Campanile, con queſti verſi intagliati in marmo con lettere tonde.

- Annus millemi, centum bis octonogenis


TVenit legatus Romabonitate Donatus,
2ui lapidemfixitſundo ſimula benedizit,
Preſule Franciſco,gestante pontificatum.
Iſtudab.ArnolphoTemplumſuit edificatum.
Piocopus inſigne decorans Florentia digne.
IRegina Cºeli conſtruxit mente fideli,
ºsamtu Virgopia,ſemper defende Maria.
9. p R I M A P A R T E
Di queſto Arnolfo hauemo ſcritta, con quella brauità, che ſi è potuta maggio
re,lavita:perche ſe bene l'opere ſue non s'appreſſano a gran pezzo, alla perfez
zione delle coſe d'hoggi, egli merita nondimeno eſſere ci amoreuole memo
ria celebrato, " egli fra tante tenebre moſtrato a quelli, che ſono ſtati
dopo ſe,la via di caminare alla perfezzione. Il Ritratto d'Arnolfo ſi vede di
mano di Giotto in S. Croce,alato alla capella maggiore, doue i frati piagono
la morte di S. Franceſco nel principio della ſtoria, in vno di due huomini, che
varlano inſieme. Et il ritratto della Chieſa di S. Maria del Fiore, cioè del di
i" con la Cupola, ſi vede di mano di Simon Saneſe nel capitolo di S. Maria
ouella, ricauato dal proprio di legname, che fece Arnolfo. Nel che ſi conſi
dera, che egli haueua penſato di voltare imediate la tribuna in ſulle ſpalle al
finimento 5" prima cornice: la doue Filippo di ſer Bruneleſco, per "
carico, e farla piu ſuelta, vi aggiunſe, prima, che cominciaſſe a ſi
quella altezza, douehoggi ſono gl'occhi: laqualcoſa ſarebbe ancora piu
chiara di quello, ch'ell'è ſe la poca cura, et diligenza di
chi ha gouernato l'opera di S.Maria del Fio
re negl'anni adietro, non haueſ
ſe laſciato andar male
l'iſteſſo mo
dello,
che fece Arnolfo,e di poi quello del Brunel
leſco, e degl'Altri.
Il fine della Vita d'Arnolfo,

Giò
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VITA DI NICOLA ET GIOVANNI 97
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Nicola Pisa No scv LToRE


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VITA DI NICOLA, ET GIOVANNI PISANI


Scv LT o RI, ET A Rc HITETTI.

A v END o noi ragionato del diſegno, e della pittura, nella


Vita di Cimabue, e dell'Architettura in quella d'Arnolfo
Lapi: ſi tratterà in queſta di Nicola,e Giouanni Piſani, del
la ſcultura, e delle fabriche ancora, che eſsi fecero di gridiſ
ſima importanza perche certo non ſolo, come grandi,e ma
nifiche, ma ancora come aſſai bene inteſe meritano l'ope.
h re diſcoltura, 8 Architettura di coſtoro d'eſſer celebrate,
l anendo eſsi in gran parte leuata via, nellauorare i marmi, e nel fabricar quel
ºººcchia maniera greca,goffa, e ſproporzionata: & hauendo hauuto ancora
ºigliore inuenzione nelle ſtorie, e dato alle figure migliore attitudine. Tro
N uandoſi s
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93 , P R I M A P A R T E
uandoſi dunque Nicola Piſano ſotto alcuni ſcultori " , chelauorauano le
figure, egl'altri ornaméti d'itaglio del Duomo di Piſa, e del tempio di S. Gio.e
eſſendo fra molte ſpoglie di marmi, ſtati condotti dall'armata de'Piſani alcu
nipili antichi, che ſono hoggi nel campoſanto di quella Città, vno ve n'ha
uea, fra gl'altri belliſs.nel quale era ſculpita la Caccia di Meleacro,e del porco
Calcidonio, con belliſsima maniera, perche coſi gl'ignudi, come i veſtiti,era
no lauorati con molta pratica, & con perfettiſsimo diſegno. Queſto Pilo, eſa
ſendo per la ſua bellezza ſtato poſto dai Piſani nella facciata del Duomo di
rimpetto a S. Roccho, allato alla porta del fianco principale, ſerui per lo cor
po della madre della Conteſſa Matelda, ſe però ſono vere queſte parole, che
intagliate nel marmo ſi leggono.
Anno Dfii.M.cxv 1, 1x Klas Auguſti obijt Dfia Matthilda felicis memoria
comitiſſa qua pro anima genitricisſue Dfie beatricis Comitiſſe Vener. in
hactumba honorabili quieſcentis,in multispartibus hanc dotauiteccleſiam.
Quarum anime requieſcantin pace e poi, Anno Dhi.M. cc ci 11. ſub digniſ
ſimo Operario D. Burgundio Radi, occaſione graduum fiendorum perip
ſum, circa eccleſiam ſecunda,tumba ſuperius notatabis traslata i"
ſcendentibus primis in eccleſiam; Núcde eccleſia in hiclocum, vt cernitis.
Nicola, conſiderando la bontà di queſta opera, e piacendogli fortemente,
miſe tanto ſtudio, e diligenza, per imitare quella maniera, S&alcune altre buo
ne ſculture, che erano in quegl'altri pili antichi, che fu giudicato, non paſsò
molto, il miglior ſcultore detépi ſuoi, Nó eſſendo ſtato in Toſcana in itépi,
dopo Arnolfo in pgio niuno altro ſcultore, che Fuccio Architetto, e ſcultore
Fiorentino, ilquale fece S. Maria ſopra Arno in Firenze l'anno 1229 metten
doui ſopra vna porta il nome ſuo, e nella Chieſa di S. Franceſco d'Aſceſi di
marmo la ſepoltura della Regina di Cipri con molte figure; & il ritratto di
lei particolarméte a ſedere ſopravn leone, per dimoſtrare la fortezza dell'ani
mo di lei, la quale dopo la morte ſua, laſciò gran numero di danari perche ſi
deſſe a quella fabrica fine. Nicola dunque eſſendoſi fatto conoſcere, per mol
tO " Maeſtro, che Fuccio non era, fu chiamato a Bologna l'anno 1225
eſſendo morto S. Domenico Calagora, primo inſtitutore dell'ordine defrati
Predicatori, per fare di marmo la ſepoltura del detto ſanto, onde conuenuto
con chi haueua dicio la cura, la fece piena di figure in quel modo, ch'ella an
corhoggi ſi vede, e la diede finita l'anno 1231.con molta ſua lode,eſſendo tenu
ta coſa ſingular'ela migliore di quante opere in fino allora fuſſe di ſcultura
ſtate lauorate. Fece ſimilmente il modello di quella Chieſa; e d'wna gran par
te del conuento. Dopo, ritornato Nicola in Toſcana trouò, che Fuccio s'era
partito di Firéze, e andato in quegiorni, che da Honorio fu coronato Federi
i" Imperatore, a Roma, 8 di Roma con Fedrigo a Napoli,doue fini il caſtel
o diCapoana,hoggi detta la Vicheria, doue ſono tutti i tribunali di il regno:
e coſi caſtel dell'Vuouo,e doue fondò ſimilmételeTorri,fece le porte ſopra il
fiume del Volturno alla Città di Capua,Vn Barco cinto di mura per l'ucella
gioni preſſo a Grauina, & a Melfi vin'altro per le caccie di Verno, oltre a mol
te altre coſe, che per breuita non ſi raccontano. Nicolai tanto trattenendoſi
in Fiorenza andaua non ſolo eſcercitandoſi nella scultura, ma nell'Architet
tura ancora, mediante le fabriche, che s'andauano con vn poco di buon diſe
- gno
VITA DI NICOLA ET GIOVANNI
gno facendo per tutta Italia, e particolarmente in Toſcana: Onde ſi adope
rò né poco nella fabrica della Badia di Settimo, non ſtata finita dagli eſecuto
ri del conte Vgo di Lucimborgo, come l'altre ſei ſecondo, che ſi diſſe diſopra.
E ſe bene ſi legge nel Campanile di detta Badia in vn'epitaffio di marmo, Gu
glielmefecit ſi conoſce nédimeno alla maniera che ſi gouernaua col côſiglio
di Nicola ilquale i que'medeſimitépi fece éin Piſa il palazzo degl'Anziani Vec
chio,hoggi ſtato disfatto dal Duca Coſimo pfare nel medeſimo luogo ſeruen
doſi d'una parte del Vecchio,el magnifico palazzo, 8 couéto della nuoua reli
gione de Cauaglieri di S.Stefano, col diſegno,e modello di Gior.Vaſari Areti
noPittoreet Architettore, il quale ſi è accomodato, come ha potuto il meglio
ſopra illa muraglia Vecchia, riducendola alla moderna. fece ſimilmente Ni
cola in Piſa molti altri palazzi,e Chieſe;e fu il primo, eſſendoſi ſmarrito il buò
modo di fabricar, che miſe in vſo fondargl'edifizi a Piſa in ſui pilaſtri,e ſopra
uelliuoltare Archi, hauendo prima palificato ſotto i detti pilaſtri: perche
i" altrimenti, rotto il primo piano ſodo del fondamento, le muraglie
calauano ſempre. Doue il palificare rende ſicuriſsimo l'edifizio, ſi come la
ſperienza ne dimoſtra. Col ſuo diſegno fu fatta ancora la chieſa di S. Miche
le in borgo de'Monaci di Camaldoli, Ma la piu bella, la piu ingegnoſa, e piu
capriccioſa architettura, che faceſſe mai Nicola, fu il campanile di S. Nicola
di Piſa, doue ſtanno frati di S. Agoſtino: percioche egli è di fuori a otto facce,
e dentro tondo, con ſcale,che girando " vanno in ſino in cima, e la
ſciano dentro il vano del mezzo libero, & a guiſa di pozzo: E ſopra ogni quat
tro ſcaglioni ſono colonne, che hannogl'archi zoppi, e che girano intorno
intorno,onde poſando la ſalita della volta ſopra i detti Archi, ſi va in modo ſa
lendo infino in cima, che chi è in terra vede ſempre tutti quelli, che ſagliono;
coloro, che ſagliono,ueggion coloro, che ſono in terra, o quei che ſono a mez
zo, veggono gl'uni,egl'altri, cioè que che ſono di ſopra, e quei che ſono a baſ
ſo. Laquale capriccioſa inuenzione fu poi con miglior modo, e piu giuſte
miſure, & con piu ornamento, meſſa in opera da Bramante Architetto,a Ro
ma in belvedere, per Papa Giulio ſecondo, e da Antonio da S. Gallo, nel poz
zo, che è a Oruieto, di ordine di papa Clemente ſettimo come ſi dirà quando
fia tempo.Ma tornando a Nicola, ilquale fu non meno Ecc. Scultore, che Ar
chitettore, egli fece nella facciata della Chieſa di S. Martino in Lucca, ſotto
il portico, che è ſopra la porta minore, a man manca, entrando in Chieſa,do
ue ſi vedevn Chriſto depoſto di croce,Vna ſtoria di marmo di mezzo rilieuo,
tutta piena di figure fatte con molta diligenza, hauendo traforato il marmo
e finito il tutto dimaniera, che diede ſperanza a coloro, che prima faceuano
l'arte con ſtento grandiſsimo, che toſto doueua venire, chi le porgerebbe con
piu facilita migliore aiuto. Il medeſimo Nicola diede l'anno 124o, il diſegno
della Chieſa di S. Iacopo di Piſtoia, e vi miſe a lauorare di Muſaico alcuni
Maeſtri Toſcani,iquali feciono la volta della Nicchia: laquale, ancor, che in
que tempi fuſſe tenuta coſi dificile, e di molta ſpeſa, noi piutoſto muouehog
gi a riſo, 8 a compaſsione, che amarauiglia, e tanto piu, che cotale diſordine
ilquale procedeua dal poco diſegno,era non ſolo in Toſcana, ma per tutta Ita
lia;doue molte fabriche, 8 altre coſe, che ſi lauorauano ſenza modo, e ſenza
diſegno, fanno conoſcere non meno la pouerta degl'ingegni loro, che le ſmi
- 2.
too - P R I M A P A R T E
ſurate ricchezze, male ſpeſe dagl'huomini di que tempi, per non hauere ha
uuto Maeſtri, che con buona maniera coduceſsino loro alcuna coſa, che faceſ
ſero. Nicola dunque, per l'opere, che faceua di ſcultura, e d'Architettura an
daua ſempre acquiſtando miglior nome, che non facceuano gli ſcultori, S&
Architetti, che allora lauorauano in Romagna, come ſi puo veder in S. Hipo
lito, e S. Giouanni di Faenza, nel Duomo di Rauenna, in S. Franceſco, e nela
le caſe de Trauerſari, e nella Chieſa di porto: & in Arimini, nell'habitazione
del palazzo publico, nelle caſe de Malateſti, & in altre fabriche,lequali ſono
molto peggiori che gl'edifizi vecchi fatti ne'medeſimi tempi in Toſcana. E
illo, che ſi è detto di Romagna, ſi puo dire ancocóverita d'una parte di Lóbar
ivi il Duomo di Ferara,el'altre fabriche fatte dal Marcheſe Azzo, e ſi
conoſcera coſi eſſere il vero, equato ſiano differenri dal ſanto di Padoa, fatto
col Modello di Nicola, e della Chieſa de frati Minori i Venezia,fabriche amé
due magnifiche, 8 honorate. Molti nel tempo di Nicola, moſsi da lodeuole
inuidia ſi miſero con piu ſtudio alla ſcultura, che per auuanti fatto non ha
ueuano,eparticolarmente in Milano, doue cócorſero alla fabrica del Duomo
molti Lombardi,e Tedeſchi, che poi ſi ſparſero per Italia, per le diſcordie,che
nacquero fra i Milaneſi,e Federigo Imperatore. E coſi cominciando queſti Ar
tefici a gareggiare fra loro,coſi nei marmi, come nelle fabriche, trouarono
qualche poco di buono. Ilmedeſimo accadde in Firenze poi che furono vedu
te lopere d'Arnolfo e di Nicola,ilquale, mentre che ſi fabricaua col ſuo diſe
gno inſulla piazza di S. Giouanni la Chieſetta della Miſericordia i fece di ſua
mano in marmo Vna N. Donna, vin S. Domenico, 8 vn altro ſanto, che la
mettono in mezo, ſi come ſi puo anco veder nella facciata di fuori di detta
Chieſa. Hauendo al tempo di Nicola cominciato i Fiorentini a gettare per
terra molte torri, graſtate fatte di maniera barbara per tutta la Città"
meno veniſſero i popoli, mediante quelle, offeſi nelle zuffe, che ſpeſſo fra guel
fi,e ghibellini ſi faceuano, o perche fuſſe maggior ſicurta del publicoli pareua
che doueſſe eſſer molto dificile,il rouinare la torre del Guardamorto, la quale
era in ſula piazza di S. Giouáni,per hauere fatto le mura coſi gran pſa, che non
ſe ne poteua leuare con ipicconi, e tanto piu eſſendo altiſsima: perche, facen
do Nicola tagliarla torre da piedi davno delati,e fermatala con puntelli cora
ti vn braccio, 8 mezzo,epoi dato lor fuoco, conſumati, che ſurono i puntelli,
rouinò, e ſi disfece da ſe quaſi tutta: Ilche fu tenuto coſa tanto ingegnoſa, S&
vtile percotali affari che è poi paſſata di maniera in vſo, che",
con queſto faciliſsimo modo " in poco tempo ogni edifizio. Si trouò
Nicola alla prima fondazione del Duomo di Siena, e diſegnò il tempio di S.
Giouanni nella medeſima Città, poi tornato in Firenze l'anno medeſimo,
che tornarono i Guelfi, diſegnò la Chieſa di S.Tirnita; & il Monaſterio dele
le donne di Faenza, hoggi rouinato per fare la Cittadella. Eſſendo poi rie
chiamato a Napoli, per non laſciarle " di Toſcana, vi mandò Maglione
ſuo creato, ſcultore, 8. Architetto, ilquale fece poi altépo di Currado la Chie
ſa di S. Lorenzo di Napoli, fini parte del Piſcopio, e ui fece alcune ſepolture,
nellequali immitò forte la maniera di Nicolaſuo Maeſtro. Nicola in tanto,
eſſendo chiamato dai Volterrani l'anno 1254 che vennono ſotto i Fiorentini,
Perche accreſceſſe il Duomo loro, che era piccolo, eglilo riduſſe sºsi che
- Orto
-
V I TA DI NICO LA ET GIOVANNI tot
letti!
ſtorto molto, a miglior forma, e lo fece piu Magnifico, che non era prima poi
iti: ritornato finalmente a Piſa fece il pergamo di S.Giouanni,di marmo,ponen
lili doui ogni dilegenza, per laſciare di ſe memoria alla patria,e fra l'altre coſe,
li il in tagliando in eſſo il giudiciovniuerſale,vi fece molte figure, ſenon con per
Si fetto diſegno, almeno ci pacienza, e diligenza infinita, come ſi puo vedere. E
o perche gli parue, come era vero,hauer fatto opera degna di lode v'intagliò a
tilt pie queſti verſi.
i Anno milleno,centum biſſuè trideno
--- -

Hocobusinſigne ſculpſit Nicola Piſanus.


ISaneſi moſsi dalla fama di queſta opera, che piacque molto, non ſolo a Piſa
ni, ma a chiunche la vide, allogarono a Nicola il Pergamo del loro Duomo,
doue ſi canta l'euangelio, eſſendo pretore Guglielmo Mariſcotti, nelquale fe
ce Nicola molte ſtorie di G.Criſto, con molta ſua lode, per le figure, che vi ſon
lauorate, &con molta difficultà ſpiccate intorno itorno dal marmo.Fece ſimil
mente Nicola il diſegno della Chieſa, S&conuento di S. Domenico d'Arezzo,
ai Signori di Pietra Mala, che lo edificarono. Eta preghi del Veſcouo degli
Vbertini, reſtaurò la pieue di Cortona,e fondò la Chieſa di S. Margherita per
frati di S. Franceſco in ſul piu alto luogo di quella Città. Onde creſcendo
per tante opere ſempre piu la fama di Nicola, fu l'anno 1267. chiamato da Pa
pa Clemente quarto a Viterbo,doue oltre a molte altre coſe, reſtaurò la Chie
ſa,& conuento de frati Predicatori. Da Viterbo andò a Napoli al Re Carlo
primo, ilquale hauendo rotto, e morto nel pian di Tagliacozzo Curradino,
fece far in qlluogo vna Chieſa, e Badia richiſsima, e ſepellire in eſſa l'infinito
numero de corpi morti in quella giornata, ordinando appreſſo, che da molti
monaci fuſſe giorno, e notte pregato per l'anime loro. Nella quale fabrica
reſtò in modo ſodisfatto il Re Carlo dell'opera di Nicola, che l'honorò,e prea
miò grandamente. Da Napoli tornando in Toſcana ſi fermò Nicola alla fa
brica di S. Maria d'Oruieto e lauorandoui in compagnia d'alcuni Tedeſchi,
vi fece di marmo, per la facciata dinanzi di quella Chieſa, alcune figure tide,
e particolarmente due ſtorie del giudizio vniuerſale, 8 ineſſe il paradiſo, S&
l'inferno. e ſi come ſi sforzò di fare nel paradiſo della maggior bellezza, che
ſeppe, l'anime de'beati, ne'loro corpi ritornate; coſi nell'inferno fece le piu
ſtrane forme di diauoli, che ſi poſsino vedere, intentiſsime al tormentar l'ani
me dannate. Nella quale opera, non che i Tedeſchi, che quiuilauorauano,ma
ſuperò ſe ſteſſo, con molta ſua lode. E perche vi fece gran numero di figure,
evi durò molta fatica, è ſtato, né che altro lodato inſino a tempi noſtri da chi
non ha hauuto piu giudicio, che tanto nella ſcultura. Hebbe, fra gl'altri,
Nicola vn figliuolo, chiamato Giouanni, il quale perche ſeguitò ſempre
il padre, e ſotto la diſciplina di lui atteſe alla ſcultura, & all'Architettura: In
pochi anni diuenne, non ſolo eguale al padre, ma in alcuna coſa ſuperiore on
de eſſendo gia Vecchio Nicola, ſi ritirò in Piſa, e liviuédo quietamente, laſcia
ma d'ogni coſa il gouerno al figliuolo.Eſſendo dunque morto in Perugia papa
Vrbano i mandato per Giouanni, ilquale andatola,fece la ſepoltura
di quel pontefice di " con quella di Papa Martino inij
fu poi gettata per terra, quando i Perugini aggrandirono il loro vº"
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lo2. IP R I M A P A R T E
di modo, che ſe ne veggiono ſolamente alcune reliquie ſparſe per la Chieſa,
E hauendo nel medeſimo tempo i perugini dal Monte di Pacciano lontano
due miglia dalla città, condotto per canali di piombo un'acqua groſſiſſima,
mediante l'ingegno, 8 induſtria d'un frate de'ſilueſtrini;à fu datofarà Gio. pi
ſano tutti gl'ornamenti della fonte, coſi di bronzo, come di marmi,onde egli
ui miſe mano, fece tre ordini di Vaſi, due di marmo, 8 uno di Bronzo. il pri
moé poſto ſopra dodici gradi di ſcalee à dodici facce: l'altro ſopra alcune co
lonne, che poſano inſul piano del primo Vaſo, cioè nel mezzo; S& il terzo che
è di bronzo, poſa ſopra tre figure, 8 ha nel mezzo alcuni grifoni pur di Bron
zo, cheuerſano acqua da tutte le bande. E perche à Giouanni parue hauere
molto ben in quellauoro operato, ui poſe i ſuo. Circa l'anno 156o
eſſendo gl'archi, ei condotti di queſta fonte la quale coſtò cento ſeſſantami
la ducati d'oro, guaſti in gran parte, 8 rouinati. Vincentio Danti perugino,
Scultore, & con ſua non piccola lode ſenza rifargl'archi, il che i" ſta
to di grandiſsima ſpeſa, riconduſſe molto ingegnoſamente l'acqua alla det
ta fonte nel modo, che era prima finita queſta opera, diſideroſo Giouanni di
riueder il padre vecchio, 8 in diſpoſto, ſparti di perugia, per tornarſene à Pi
ſa; ma paſſando per Firenze, gli fu forza fermarſi, per adoperarſi inſieme con
altri all'opera delle mulina d'Arno, che ſi faceuano da ſan gregorio, appreſſo
la piazza de'Mozzi. Ma finalmente hauendo hauuto nuoue, che Nicola ſuo
padre era morto, ſen'ando à piſa, doue fu per la uirtu ſua, da tutta la città con
molto honore riceuuto, rallegrandoſi ognuno, che dopo la perdita di Nicola
fuſſe di lui rimaſo Giouanni herede coſi delle uirtu, come delle faculta ſue.E
uenuta occaſione di far pruoua di lui non fu punto ingannata la loro opinio
ne:perche hauendoſi à fare alcune coſe nella picciola ma ornatiſſima chieſa di
ſanta Maria della ſpina furono date à fare à Giouanni, ilquale meſſoui mano,
con l'aiuto d'alcuni ſuoi giouani conduſſe in molti ornamenti di quell'orato
rio à quella perfezzione, che hoggi ſi vede. laquale opera, per quello, che ſi
puogiudicare, douette eſſere in que tempi tenuta miracoloſa, e tanto piu ha
uendoui fatto in una figura il ritratto di Nicola di Naturale come ſeppe meglio
veduto ciò i piſani, iguali molto inanzi haueuano hauuto ragionamento, e
uoglia di fare un luogo per le ſepolture di tutti gli habitatori della città, coſi
nobili, come plebei,ò per non empiere il Duomo di ſepolture, è per altra ca
gione, diedero cura à Giouanni di fare l'edifizio di campo ſanto, che è in ſulla
piazza del Duomo uerſo le mura, onde egli con buon diſegno, 8 con molto
giudizio lo fece in quella maniera, & con quelli ornaméti di marmo,e di quel
la grandezza, che ſi uede, e per che non ſi guardò a ſpeſa neſſuna, fu fatta la co
perta di piombo: E fuori della porta principale ſi ueggiono nel marmo inta
gliate queſte parole: A. D M.C CLXXVIII, tempore Domini federi
gi Archiepiſcopi piſani, & Domini firlatti poteſtatis, operario orlando ſardel
la, Ioanne Magiſtro edificante. finita queſta opera l'anno medeſimo 1283
Andò Giouanni à Napoli,doue per lo Re Carlo, fece il caſtelnuouo di Napo
li, e per allargarſi, e farlo piu forte, fu forzato a rouinare molte caſe e chieſe,
e particolarmente un conuento di frati di S. Franceſco, che poi fu rifatto mag
giore e piu Magnifico aſſai, che non era prima, lontano dal caſtello, 8 col ti
tolo di ſanta Maria della nuoua: le quali fabriche cominciate, e tirate aſſai be
. ne
- VITA DI NICO LA E T GIOVANNI to;
neinanzi,ſi parti Giouáni diNapoli ptornarſene in roſcana ma giunto aſeua
ſenza eſſere laſciato paſſare piu oltre,gli fu fatto fare il Modello della facciata
del Duomo di quella citta, 8 poicò eſſo fatta la detta facciata ricca, 8 magni
fica molto. L'anno poi 1286,fabricandoſi il veſcouado d'Arezzo, col diſegno di
Margaritone Architetto Aretino, fu condotto da ſiena in Arezzo Giouanni
º

da Guglielmino vbertini, veſcouo di quella città doue fece di marmola tauo
la dell'Altar maggiore, tutta piena dintagli di figure, di fogliami, S&altri or -
namenti, ſcompartendo per tutta l'opera alcune coſe di Muſaico ſottile, eſ
malti poſti ſopra piaſtre d'Argento, commeſſe nel marmo con molta diligenza
Nel mezzo è una N.Donna col figliuolo in collo, e dall'uno delati S.Gregorio
Papa(il cuiuolto è il ritratto a Naturale di Papa Honorio quarto) e dall'altro
un S. Donato Veſcouo di illa città, e protettore il cui Corpo, co qlli di S.An
tilia d'altri ſanti e ſotto l'iſteſſo altare ripoſto. E pche il detto altare è iſolato
intorno, e dagli lati, ſono ſtorie " di baſſorilieuo della uita di San Do
nato: & il finimento di tutta l'opera, ſono alcuni tabernacoli, pieni di figure
tonde di marmolauorate molto ſottilmente. Nel petto della Madonna detta
è la forma d'un Caſtone d'oro, dentro alquale, ſecondo, che ſi dice, erano gio
ie di molta ualuta,lequali ſono ſtate, per leguerre, come ſi crede, dai ſoldati,
che non hanno molte uolte, neanco riſpetto al ſantiſsimo ſagramento, porta
teuia, inſieme con alcune figurine " che erano incima, e intorno a quel
l'opera, Nella quale tutta ſpeſero gl'Aretini, ſecondo che ſi truoua in alcuni
ricordi, trenta milia fiorini d'oro: Ne paia cio gran fatto percio che ella fu in
quel tempo coſa, quanto poteſſe eſſere, prezioſa e rara onde tornando Fede
rigo Barbaroſſa da Roma, doue ſi era incoronato, e paſſando per Arezzo,mol
ti anni dopo, ch'era ſtata fatta la lodò, anzi ammirò infinitamente, 8 in uero
a gran ragione, perche oltre all'altre coſe, ſono le comettiture di quel lauoro
fatto dinfiniti pezzi, murate, 8 commeſſe tanto bene, che tutta l'opra, a chi
non ha gran pratica delle coſe dell'arte, la giudica ageuolmente tutta d'un pez
zo fece Giouáni nella medeſima chieſa la Cappella degl'Vbertini, nobiliſsima
famiglia, e ſignori,come ſono ancora hoggi,e piu giafurono di caſtella,cò mol
ti ornaméti di marmo, che hoggi ſono ricoperti da altri molti e gradi ornamé
ti di Macigno che i qlluogo col diſegno di Gior. Vaſariláno 153; furono poſti
p" d'un organo, che ui e ſopra di ſtraordinaria bonta,e bellezza.
cce ſimilmente Giouanni piſano il diſegno della chieſa di S. Maria de'ſerui,
che hoggi èrouinata inſieme con molti palazzi delle piu nobili famiglie della
città per le cagioni dette di ſopra. Non tacero, he eſſendoſi ſeruito Giouanni
nel fare il detto Altare di marmo, dalcuni Tedeſchi, che piu per imparare, che
per guadagnare s'acconciarono con eſſo lui, eglino diuennero tali ſotto la di
ſciplina ſua, che andati, dopo quell'opera, a Roma, ſeruirono Bonifatio ot
tauo in molte opere di ſcultura, per ſanpiero; & in Architettura quando fece
Ciuità caſtellana. furono, oltre cio, mandati dal medeſimo a ſanta Maria d'or
uieto, doue per quella facciata fecero molte figure di marmo, che, ſecondo
quètempi furono ragioneuoli. Ma fraglialtri, che aiutarono Giouanni nelle
coſe del Veſcouado d'Arezzo, Agoſtino, S. Agnolo Scultori, 8. Architetti ſa
neſi, auanzarono col tempo di gran lunga tutti gl'altri, come al ſuo luogo ſi.
dira. Ma tornando è Giouanni, partito, che egli fu d'oruieto, come a "
IcilZC
1 e4 p R I M A P A R T E -

firenze,puederela fabrica,che Arnolfo faceua di S. Maria del Fiore e puedere


ſimilmente Giotto del quale haueua ſentito fuori gran coſe ragionare, mani
fu ſitoſto ariuato a firenze, che dagl'operai della detta fabrica di S.M.delfiore
gli fu data a fare la Madona,che in mezzo a due Angioli piccoli è ſopra la por
ta di detta chieſa, che ua in canonica,laquale opera fu allora molto lodata.Do
pofece il batteſimo piccolo di S. Giouanni, doue ſono alcune ſtorie di mezzo
rilieuo della uita di quel ſanto. Andato poi à Bologna, ordinò la Cappella
maggiore della chieſa di ſan Domenico nella quale gli fu fatto fare di marmo
l'Altare da Teodorigo borgognoni lucheſe, Veſcouo, e frate di quell'ordine
nel qual luogo medeſimo " poi l'anno 1298 la rauola di marmo, doue ſoa
no la N. Donna, 8 altre otto figure aſſai ragioneuoli. Et l'anno 13oo eſſendo
Nicola da prato Cardinale legato dal Papa à Firenze, per accomodare le di
ſcordie de fiorentini gli fece fare un Monaſterio di donne in prato che dal ſuo
nome ſi chiama, ſan Nicola e reſtaurare nella medeſima terra il conuento di
S.Domenico, 8 coſi anco quel di piſtoia nell'uno, e nell'altro de'quali ſi uede
ancora l'arme di detto Cardinale. E perche i piſtoleſi haueuano in uenerazio
ne il nome di Nicola padre di Giouanni per quello che colla ſua uirtu haueua
in quella citta adoprato, fecion fare a eſſo Giouanni un pergamo di marmo,
per la chieſa di ſanto Andrea, ſimile à quello, che egli haueua fatto nel Duoa
mo di Siena,e cio per concorrenza d'uno, che poco inanzi n'era ſtato fatto nel
la chieſa di San Giouanni Euangeliſta da un Tedeſco, che ne fu molto lodato
Giouanni dunque diede finito il ſuo in quattro anni,hauendolopera di quel
lo diuiſa in cinque ſtorie della uita di gieſu Chriſto, 8 fattoui oltre cio, un
iudizio uniuerſale con quella maggior diligenza, che ſeppe, per pareggiare
ò forſe pasſare quello, li tanto nominato d'oruieto. E intorno al detto
pergamo ſopra alcune colonne, che lo reggono intaglio nell'Architraue, pa
rendogli, come fu in uero per quanto ſapeua quella età hauer fatto una gran
de, bell'opera. queſti "
Hoc opus ſculpſit Ioannes, quires non egitinanes
Nicoli Natus. . meliora beatus -

Quemgenuit Piſa, doctum ſuper omnia viua.


Fece Giouanni in quel medeſimo tempo la pila dell'acqua Santa di marmo,
della chieſa di S. Giouanni euangeliſta nella medeſima città; con tre figure,
che la reggono,la Temperanza, i Prudenza, e la Iuſtizia, laquale opera, per
eſſere allora ſtata tenuta molto bella, fu poſta nel mezzo di quella Chieſa, co
me coſa ſingolare. E prima che partiſse di piſtoia,ſe ben né fu coſi allora comin
ciata l'opera, fece il modello del Campanile di S. Iacopo, principale chieſa di
quella città, nel quale Campanile che è in ſulla piazza di detto S. Iacopo, Se
accanto alla Chieſa, è queſto milleſimo A. D 13o Eſſendo poi morto in pe
rugia Papa Benedetto IX fu mandato per Giouanni il quale andato a perugia
fece nella chieſauecchia di S. Domenico defrati predicatori una ſepoltura di
marmo per quel pontefice, il quale ritratto di Naturale, 8 in habito pontefi
cale poſe intorno ſopra la caſſa, con due Angeli, uno da ciaſcun lato, che ten
gono una cortina: e diſopra una. N. Donna con due ſanti di rilieuo, che la
mettono in mezzo, 8 molti altri ornamenti intorno a quella ſepoltura inta
gli
a

VITA DI NICOLA E T Gl O VANNI ro5


º gliati parimente nella Chieſanuouade'detti frati predicatori, fece il ſepolcro
di M. Niccolo guidalotti perugino, 8 Veſcouo di Recanati, ilquale fu inſti
tutore della ſapientia nuouadi " quale chieſa nuouadico,che pri
liº ma era ſtata fondata da altri conduſſe la nauata del mezzo, che fu con molto
i migliore ordine fondata da lui, che il rimanente della Chieſa non era ſtato fat
ro, laquale da un lato pende e minaccia, per eſſere ſtata male fondata, roui
na: È nel uero chi mette mano a fabricare, &à far coſe d'importanza, non
i
--
da chi ſa poco, ma dai migliori douerrebbe ſempre pigliare conſiglio, per non
i il fatto, con danno 8 uergogna è pentirſi d'eſſerſi, doue piu bi
ſognaua, mal conſigliato.Voleua Giouanni, ſpeditoſi delle coſe di perugia,an
dareà Roma, per imparare da quelle poche coſe antiche, che uiſiuedeuano,
- ſi come haueua fatto il padre, ma da giuſte cagione impedito, non hebbe effet
to queſto ſuo diſiderio,e maſſimamente ſentendo lacorte eſſere di poco ita in
Auignone. Tornato adunque a Piſa, Nello di Giouanni falconi operaio gli
diede à fare il pergamo grande del Duomo, che e aman ritta andando uerſo
l'Alter maggiore appiccato al choro: alquale dato principio, 8 amlote figu
re tonde, alte braccia tre che à quello haueuano à ſeruire, apoco apocolo con
duſſe à quella forma che hoggi ſi vede poſato parte ſopra le dette i
ſopra alcune colonne ſoſtenute da Leoni:E nelle ſponde fece alcune ſtorie del
lauita di Gieſu Chriſto. E un peccato ueramente, che tanta ſpeſa tanta diligé
za, e tanta fatica, non fuſſe accompagnata da buon diſegno, e non haueſſela
ſua perfezzione, ne inuenzione, negratia,ne " buona fuſſe: come
hauerebbe a tempi noſtri ogni opera che fuſſe fatto anco con molto minore
ſpeſa,e fatica. Nondimeno douette recare agli huomini di que'tempi auezzi à
vedere ſolamente coſe goffiſsime, non piccola marauiglia fu finita queſta o
peral'anno 132 o come appare in certi verſi, che ſono intorno al datto perga
mo, che dicono coſi. -

i Laudo Deumuerum per quemſuntoptimarerum


i Qui dedithas puras hominem formare figuras
Hocopus, hisannis Dominiſculpſere lohannis
Artemanus ſole quondam natique Nicole,
Curſis Vendemistercentum millequepleniscº
Con altri trediciuerſi; i quali non ſi ſcriuono per meno eſſere noioſi à chi
legge e per che queſti baſtano non ſolo a far fede che il detto pergamo è di ma
no di Giouanni, ma che gl'huomini di que tempi erano in tutte le coſe coſi
fatti. Vna noſtra donna ancora, che in mezzo à San Giouannibatiſta, 8 un'
altro Santo ſi uede di marmo ſopra la porta principale del Duomo, e di mano
di Giouanni, e quegli che à piei della Madonna ſtainginocchioni, ſi dice eſa
ſer e Pierogambacorti operaio. Comunche ſia nella baſe doue poſa l'imagi
ne di noſtra Donia, ſono queſte parole intagliate. Sub Petri curabec pia fit
ſculpta figura: Nicolinatoſculptore Ioanneuocato. Similmente ſopra la
porta del fianco, che è dirimpetto al campanile, è di mano di Giouanni una
N. Donna di marmo che ha " lato una Donna ingenochioni con due bi
bini, figurata,li Piſa,e dall'altro l'Imperadore Henrico. Nella Baſe doue po
ſala N. Döna ſono qſte parole,Auegratia plena, dominus tecum. &appreſſo
NO
1o6 p R I M A P A R T E
Nobilis arte manus Sculpſit Iohannes Piſanus -

sculpſitſub Burgundioradi benigno. & intorno alla Baſa di Pisa


virginis ancillaſum Piſa quieta ſubilla &intorno alla Baſad'Henrico
Imperathenricus qui Christoferturamicus. -

Eſſendo ſtata gia molti anni nella pieue uecchia della terra di Prato, ſotto l'Al
tare della Cappella maggiore, la Cintola di N. Donna, che Michele da Prato
tornádo di terra Santa,haueua recato nella patria l'anno 1141.et conſegnata
la à Vberto propoſto di quella pieue, che la poſe doue ſi è detto, e doue era ſta
ta ſempre con gran uenerazione tenuta: L'anno 1312 fu uoluta rubare da un
prateſe huomo di malisſima uita, e quaſi un'altro ſer Ciapelleto. Ma eſsedoſta
to ſcoperto fu per mano della Iuſtizia, come ſacrilego, fatto morire. Da che
moſsi i prateſi, deliberarono di fare, per tenere piu ſicuramente la detta Cina
tola, un ſito forte, e bene accomodato, onde mandato per Giouanni, chegia
era uecchio,feciono col conſiglio ſuo nella chieſa Maggiore, la Cappella,doue
hora ſta ripoſta la detta Cintola di N.Donna. E poi " del medeſimo
feciono la detta chieſa molto maggiore di quello,ch'ell'era, e la incroſtarono
di fuori di marmi bianchi,e neri, e ſimilmente il Campanile, come ſi puo ue
dere. finalmente eſſendo Giouanni gia vecchiſsimo ſi mori l'anno 132 o dopo
hauere fatto, oltre à quelle, che dette ſi ſono, molte altre opre di Scultura, e
d'Architettura. E nel uero ſi deue molto à lui,età Nicola ſuo padre, poi che in
tépi priui di ogni b&ta di diſegno diedero in tante tenebre non i lume al
le coſe di queſt'arti, nellequali furono in quell'età ueraméte eccellenti. Fu ſot
terrato Giouanni in Campo ſanto honoratamente nella ſteſſa arca doue era
ſtato poſto Nicola ſuo padre, furono diſcepoli di Giouanni molti,che dopo
lui fiorirono, ma partticolarmenre Lino Scultore, &Architetto Saneſe,lqua
le fece in PiſalaCapella doue è il corpo di s Ranieri in Duomo, tutta ornata di
marmi,e ſimilméte il vaſo del batteſimo, ch'è in dettoDuomo col nome ſuone
ſi marauigli alcuno che faceſſero Nicola,e Giouanni, tante ope,pche oltre che
uiſſono asſai,eſſendo i primi maeſtri,in il tépo, che fuſſono in Europa, non ſi
fece alcuna coſa d'importàza, alla quale non interueniſſono,come,oltreà ille,
che dette ſi ſono, in molte inſcrizzioni ſi puo uedere.E poi che c& l'occaſione di
queſti due Scultori, 8 Architetti ſi è delle coſe di ri non taCc

rò, che in ſu le ſcalee di uerſo lo ſpedale nuouo, intorno alla baſe, che ſoſtiene
un Leone &iluaſo che è ſopra la colonna di porfido, ſono queſte parole.
Queſto el Talento,che Ceſare Imperadore diede à Piſa, conloquale ſi miſura
ualo cenſo,che à lui era dato loquale è edificato ſopra queſta colonna, e Leo
ne, nel tempo di Giouanni roſſo, operaio dell'opera " M. Maggiore di
Piſa A. D.M. CCCXIII indictione ſecunda di Marſo. - -

Il fine della vita disicola S. Giovanni Piſani


VITA D'ANDREA TAFI so7

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VITA D'AN D R E A T A FI PIT TO RE


F 1 o R E N T I N o. -:

I come recarono non picola marauiglia le coſe di Cimabue,


hauendo egli dato " della pittura miglior diſegno, e
forma,agl'huomini di quetépiauezzi a non veder ſe né co
ſe fatte alla maniera greca.Coſi l'ope di muſaico d'Andrea,
Tafi, che fu ne medeſimi tempi, furono ammirate, 8 egli
percio tenuto Ecc. anzi diuino, non penſando que popoli,
non vſi a vedere altro, che in cotale Arte meglio operarſi
poteſſe, Madiuero,non eſſendo egli il piu valente huomo del modo, conſide
rato, che il Muſaico, per la lunga vita, era piu, che tutte l'altre pitture ſtimato,
fenadò da Firenze a Vinezia,doue alcuni pittori greci lauorauano in S. Mar
O 2
Io3 i p R I M A P A R T Ei
co di muſaico;& con eſsi pigliando dimeſtichezza, con preghi, con danari, Sc
con promeſſe operò di maniera, che a Firenze conduſſe Maeſtro Apollonio
pittore greco, ilquale gl'inſegnò a cuocere i vetri del Muſaico, e farlo ſtucco
er commetterlo. &in ſua compagnia lauorò nella Tribuna di S. Giouanni
f, parte di ſopra, doue ſono le poteſtà, i Troni, e le dominazioni. Nel quale
luogo poi Andrea,fatto piu dotto,fece, come ſi dirà di ſotto,il Chriſto, che è
ſopra la banda della capella maggiore. Ma hauendo fatto menzione di S.Gio
uanni, non paſſerò con ſilenzio,che quel tempio antico è tutto di fuori,e di dé
tro lauorato di marmi, dopera corintha, e che egli è non pure in tutte le ſue
arti miſurato, & condotto perfettamente, e con tutte le ſue proporzioni. Ma
i" ornato di porte, e di fineſtre, & accompagnato da due colonne di
granito per faccia,di braccia vndici l'una, per fare i tre vani, ſopra iquali ſono
gl'Architraui, che poſano in ſu le dette colonne, per reggere tutta la machina
della volta doppia laquale è dagl'Architetti moderni, come coſa ſingolare, lo
data, e meritamente: percioche ell'ha moſtrato il buono, che gia haueua in ſe
quell'arte,a Filippo di ſer Bruneleſco,a Donatello, 8 agl'altri Maeſtri di que
tempi, i quali impararono l'arte col mezzo di quell'opera, e della Chieſa di S.
Apoſtolo di Firenze, opera di tanto buona maniera, che tira alla vera bonta
antica,hauendo, come ſi è detto di ſopra, tutte le colonne di pezzi, miſurate,
& commeſſe con tanta diligenza, che ſi puo molto imparare a conſiderarle in
tutte le ſue parti. Ma per tacere molte coſe, che della buona Architettura di
queſta Chieſa ſi potrebbono dire, dirò ſolamente, che molto ſi diuiò da que
ſto ſegno, e da queſto buon modo di fare, quando ſi rifece di marmo la faccia
ta della Chieſa di S. Miniato ſul monte fuor di Firenze, per la couerſione del
beato S. Giouanni Gualberto, Cittadino di Firenze,e fondator della congre
i" de Monaci di Vall'Ombroſa:perche quella, e molte altre opere, che
urono fatte poi, non furono punto in bonta a quelle dette ſomiglianti. Il che
medeſimamente auuenne nelle coſe della ſcultura: perche tutte quelle, che
fecero in Italia, i Maeſtri di quell'eta, come s'è detto nel proemio delle vite, fu
rono molto goffe, come ſi puo vedere in molti luoghi, e particolarmente in Pi
ſtoia in S. Bartolemeo de Canonici Regolari, douein vn Pergamo fatto gof
fiſsimamente da Guido da Como,è il principio della vita di Gieſu Chriſto, ci
queſte parolefatteui dall'Artefice medeſimo l'anno 1199.
scultor laudatur, quoddoctus in aaprobatur,
Guido de Como,me cunctis Carminepromo.
Ma per tornare al tempio di S. Giouanni, laſciando di raccontare l'origine
ſua, per eſſere ſtata ſcritta da Giouanni Villani, e da altri ſcrittori; hauendo
ia detto, che da quel tempio shebbe la buonaArchitettura, che hoggi è in ue
o, aggiugnerò, che per quel, che ſi vede, la Tribunafu fatta poi, et che al
tempo, che Aleſſo Baldouinetti, dopo Lippo pittore Fiorétino raccociò quel
Muſaico,ſi vide ch'ell'era ſtata anticamente dipinta,e diſegnata di roſſo, e la
uorata tutta ſullo ſtucco. Andrea Tafi dunque,S& Apollonio greco fecero in
quella tribuna per farlo di Muſaico,vno ſpartimento che ſtringendo da capo
acanto alla lanterna, ſi veniua allargando inſino ſul piano della cornice di
- - ſotto
vITA D'AN DREA TAFI Io9
ſotto,diuidendo la parte piu alta in cerchi di varie ſtorie. Nel primo ſono tut
tii Miniſtri,8 eſſequutori della volontadiuina,cioè gl'Angeli, gl'Arcangeli,
i Cherubini, i Serafini, le Poteſtati, i Troni, e le dominazioni. Nel ſecondo
grado ſono pur di Muſaico alla maniera greca, le principali coſe fatte da Dio
da che fece la luce inſino al diluuio. Nel giro, che è ſotto queſti,ilquale viene
allargando le otto facce di quella Tribuna,ſono tutti i fatti di " deſuoi
dodici fratelli. Seguitano poi ſotto queſti, altri tanti vani della medeſima gria
dezza,che girano ſimilméteinanzi, nei quali è pur di Muſaico la vita di Gieſu
Chriſto,da che fu concetto nel ventre di Maria, inſino all'aſcenſione in cielo
poi ripigliando il medeſimo ordine, ſotto i tre fregi, è la Vita di S. Giouanni
Battiſta, cominciando dall'apparizione dell'Angelo a Zacheria Sacerdote,ina
fino alla decollazione,e ſepoltura, chegli danno i ſuoi diſcepoli.lequali tut
tecoſe, eſſendogoffe, ſenza diſegno, e ſenza arte, e non hauendo in ſe altro,
che la maniera greca di quel tempi, io non lodo ſemplicemente. Ma ſi be
ne,hauuto riſpetto al modo di fare di quella età, 8 all'Imperfetto, che allho
ra haueua l'arte della pittura: ſenza, che illauoro è ſaldo,e ſono i pezzi del
Muſaico molto bene commeſsi; in sómail fine di quel'opera è molto miglio
re,o per dir meglio manco cattiuo,che non è il principio, ſe bene il tutto,ri
ſpetto alle coſe d'hoggi,muoue piutoſto a " a piacer,o marauiglia. An

i finalmente fece,cò molta ſua lode da perſe, e ſenza l'aiuto d'Appollonio
i
nella detta Tribuna,ſopra la banda della capella maggiore,il Chriſto,chean
3 corhoggi vi ſi vede di braccia ſette. per lequali opere, famoſo per tutta Italia
i
diuenuto,e nella patria ſua Ecc. reputato, meritò d'eſſere honorato, e premia
tolargamente: fu veramente felicità grandiſsima quella d'Andrea, naſcerin
tempo, che goffamente operandoſi, ſi ſtimaſſe aſſai " , che pochiſsimo, o
y
piutoſto nulla ſtimare ſi doueua. " coſa medeſima auuennea fra Iacopo
i
da Turrita dell'ordine di S. Franceſco: perchehauendo fatto l'opere di Mu
e
e - ſaico, che ſono nella ſcarſella dopo l'Altare di detto S. Giouanni, non oſtante
i
che fuſſero poco lodeuoli, ne fu con premi ſtraordinarijremunerato, e poi,
come Ecc. Maeſtro condotto a Roma, doue lauorò alcune coſe nella capella
dell'altar maggiore di S. Giouanni Laterano, e in quella di S. Maria Maggio
re. poi condotto a Piſa fece nella tribuna principale del Duomo colla mede
ſima maniera, che haueua fatto laltre coſe ſue,aiutato nondimeno da Andrea
Tafi,e da Gaddo Gaddi, gl'euangeliſti, & altre coſe, che vi ſono,lequali poi fu
rono finite da Vicino, hauendole egli laſciate poco meno, che imperfette del
tutto. Furono dunque in pregio, per qualche tempo l'opere di coſtoro: Ma
poi che l'opere di Giotto furono, come ſi dirà al luogo ſuo, poſte in paragone
di quelle d'Andrea, di Cimabue, e degl'altri, conobbero i popoli in parte la
perfezione dell'arte, vedendo la differenza, che era dalla maniera prima di
Cimabue a quella di Giotto nelle figure degl'wni,e degl'altri, 8 in quelle che
fecero i diſcepoli, 8 immitatori loro.Dalquale principio, cercando di mano
in mano gl'altri di ſeguire l'orme de Maeſtri migliori, e ſoprauanzando l'un
l'altro felicemente, piu l'un giorno, che l'altro, da tanta baſſezza ſono ſtate
queſteArti al colmo della loro perfezzione come ſi vede inalzate. Viſſe An
drea anni ottantuno, e mori inizia Cimabue nel 1294 E plareputazione, S&
honore, che ſi guadagnò col Muſaico,per hauerlo egli prima d'ogni altro are
Io2. P R I M A P A R T E
cato,&inſegnato agl'huomini di Toſcana in migliore maniera, fu cagione,
che Gaddo Gaddi, Giotto,e gl'altri fecero poi l'Eccelentiſsime opere di quel
magiſterio, che hanno acquiſtato loro fama, 8 nome perpetuo. Non mancò
chi dopo la morte d'Andrea,lo magnificaſſe con queſta inſcrizzione:
. . . -

2uigiace Andrea,ch'opre leggiadre,ebele


Fece in tutta Toſcana, 2 hora è ito
A faryagolo regno delle stelle.
Fu diſcepolo d'Andrea Buonamico Buffalmaccho, che gli fece, eſſendo gious
netto molte burle, e il quale hebbe da lui il ritratto di Papa Celeſtino IIII.Mi
laneſe, e quello d'Innocen, quarto; l'un,el'altro i ritraſſe poi nelle pit
ture ſue,che fece a Piſa in S. Paulo a ripa d'Arno. Fu diſcepolo,e ſi figliuo
lo del medeſimo, Antonio d'Andrea Tafi, ilquale fu ragioneuole dipintore:
ma non ho potuto trouare alcuna opera di ſua mano ſolo ſi fa menzione di
Iui nel vecchio libro della compagnia degl'huomini del diſegno.
Merita dunque d'eſſere molto " fragl'antichi maeſtri Andrea Tafi, per
cioche ſe bene imparò i principi del " da coloro, che egli conduſſe da
Vinezia a Firenze, aggiunſe nondimeno tanto di buono all'arte, commetten
do i pezzi con molta i" inſieme, 8 conducendo illauoro piano come
vna tauola(ilche è nel muſaico di grandiſsima importanza) che egli aperſe
la via di far bene, oltre gl'altri, a Giotto, come ſi dirà nella " , &
non ſolo a Giotto, ma a tutti quelli, che dopo lui inſino ai tempi
noſtri, ſi ſono in queſta ſorte di pittura eſſercitati. Onde
ſi puo con verità affermare, che quelle opere, che hog
gi ſi fanno marauiglioſe di muſaico in San Mar
co di Vinezia, & in altri luoghi, ha
ueſſero da Andrea Tafi il
loro primo prin
cipio,

fine della vita d'Andrea Tafi -


VITA DI GADDO GADDI 111

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PITT o RE F1o
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I Most Rò Gaddo pittore Fiorentino in queſto medeſimo


tempo piu diſegno nell'opere ſue lauorate alla Greca,e có
randiſsima diligenza condotte, che non fece Andrea Ta
i" l'altri pittori, che furono inanzi alui, e naci forſe -
| " dalla pratica, che dimeſticaméte ténecó
Cimabue,perche,o per la ciformità deſangui, o perlabà
congiunti ſtrete
d'una etnel
tabeniuole nza nella frequente conuerſazione,tracheloro
là degl'animi,ritrouandoſi haueuano inſieme,
ºrrere bene ſpeſſo amoreuolmenteſopra le difficultà dell'arti,naſceuano
piuage
ºrº animi concetti belliſsimi,8 grandi: È cio veniualoro tantouolmente
- - - -
pri Ip R I M Al P A R T. E i
uolmente fatto, quanto erano aiutati dalla " dell'aria di Firenze,la
quale produce ordinariamente ſpiriti ingegnoſi,e ſottili,leuando loro conti
nuamente d'attorno quel poco di ruggine, 8 groſſezza, che il piu delle volte
la natura non puote: con la emulatione, 8 co i precetti, che d'ogni tempo
porgono i buoni Artefici. E vedeſi apertaméte,chele coſe coferite fra coloro
che nell'amicizia non ſono di doppia ſcorza coperti, come, che pochi coſi fatti
ſe ne ritrouino, ſi riducono a molta perfettione. Eti medeſimi nelle ſcienze,
che imparano, conferendole " di quelle,le purgano, e le rendono co
ſi chiare,e facili, che grandiſſima lode ſe ne trae La doue, per lo contrario al
cuni diabolicamente nella profeſſione dell'amicitia praticando, ſotto ſpezie
di verità,e d'amoreuolezza, e per inuidia, e maliziai cocetti loro defraudano;
di maniera, che l'arti non coſi toſto à quella eccellenza peruégono, che fareb
bono,ſe la carità abbracciaſſe gl'ingegni degli ſpiriti gentili, come veramen
te ſtrinſe,Gaddo, & Cimabue, 8 ſimilmente Andrea Tafi, 8 Gaddo, che in
compagnia fu preſo da Andrea a finire il muſaico di S. Giouanni. Doue eſſo
Gaddo imparò tanto, che poi fece da ſei profeti, che ſi veggiono intorno a ql
tempio nei quadri ſotto le fineſtre: Iquali hauendo egli lauorato da ſe ſolo, e
con molto migliore maniera gli arrecarono fama grandiſſima. La onde cre
ſciutogli l'animo,S& diſpoſtoſi alauorare da ſe ſolo, atteſe continuamente a
ſtudiarla maniera greca,accompagnata con quella di Cimabue. Onde franò
molto tempo, eſſendo venuto " te nell'arte: gli fu dagl'operai di Santa
Maria del Fiore allogato il mezo tondo dentro la " princi
pale: doue " lauorò di muſaico la incoronatione di N. Donna Laqualeo
pera finita, fu da tutti i maeſtri, etforeſtieri,etnoſtrali giudicata la piu bella,
che fuſſe ſtata veduta ancora in tutta Italia di quel meſtiero: conoſcendoſi in
eſſa piu diſegno, piu giudicio, 8 piu diligenza, che in tutto il rimanente dello
pere, che di muſaico allora in Italia ſi ritrouarono.Onde ſpartaſi la fama di -
ſta opera,fu chiamato Gaddo a Romal'anno 13o8. che fu l'anno dopo l'incen
dio, che abbruciò la chieſa &i palaziali Laterano, da Clemente quinto alqua
le fini di muſaico alcune coſe,laſciate imperfette da fra Franceſco da Turrita.
Dopo lauorò nella chieſa di San Piero, pur di muſaico alcune coſe nella ca
pella maggiore, 8 per la chieſa, ma particolarmente nella facciata dinanzivn
iDio padre grande con molte figure; & aiutido a finire alcune ſtorie, che ſo
no nella facciata di S. Maria Maggiore di " migliorò alquanto la ma
niera, e ſi parti pur vn poco da quella greca, clie " in ſe punto di
buono poi ritornato in Toſcana,lauotò nel Duomo Vecchio fuor della Cit
tà d'Arezzo per iTarlati Signori di Pietra Mala,alcune coſe di Muſaicoinvna
volta, la quale era tutta di ſpugne,e copriua la parte di mezzo di quel tempiº,
ilquale eſſendo troppo aggrauato dalla volta antica di pietre rouinò al tem
po del Veſcouo Gentile Vrbinate, che la fece poi rifartutta di mattoni. Par
rito d'Arezzo,ſe n'andò Gaddo a Piſa,doue nel Duomo, ſopra la capella dell'
incoronata fece nella nicchiavnaNoſt. Donna che va in cielo, e di ſopra va
Gieſu Chriſto, che l'aſpetta, S&li ha per ſuo ſeggiovna ricca ſedia apparecchia
ta, Iaquale opera ſecondo que tempi fuſi bene, 8 con tanta diligenza lauo
rata,ch'ella ſi é inſino a hoggi conſeruata beniſsimo. Dopo cio ritornò Gada
do a Firenze, con animo di ripoſarſi, perche datoſi a fare piccole Tauolette
di
VITA DI GADD O GAD D1 113
diMuſaico, ne conduſſe alcune di guſcia d'uuoua con diligenza, e pacienza
incredibile; come ſi puo, fra l'altre vedere in alcune che ancor hoggi ſono nel
tempio di S. Giouanni di Firenze, ſi legge anco, che ne fece due per il Re Rue
bero,ma non ſeneſa altro. E queſto baſti hauer detto di Gaddo Gaddi quan
toalle coſe di Muſaico. Di pittura poi fece molte Tauole, e fra l'altre quella,
cheein S. Maria Nouella nel tramezzo della Chieſa alla capella de'Miner
beti,emolte altre, che furono in diuerſiluoghi di Toſcana mandate. E coſi
luorando, quando di Muſaico, e quando di i" , fece nell'uno, e nell'ala
troeſercizio molte opere ragioneuoli,lequali lo mantennero ſempre in buo
credito, e reputazione. Io potrei qui diſtendermi piu oltre in ragionare di
Gaddo, ma perche le maniere de pittori di quetempi, non poſſono agl'artea
fici per lo i" giouamétoarrecare,le paſſerò con ſilenzio, ſerbandomi a
eſſere piu lungo nelle vite di coloro, che hauendo migliorate larti, poſſono in
qualche parte giouare. :

Viſſe Gaddo anni ſettatatre, emori nel 1312. Etfu in S. Croce da Taddeo ſuo
figliuolo honoreuolmente ſepelito.E ſe bene hebbe altri figliuoli Taddeo ſo
lo,ilquale fu alle fonti tenuto a batteſimo da Giotto,atteſe i" pittura imparan
doprimamente i principi da ſuo padre, S. poi il rimanente da Giotto. Fudin
ſcepolo di Gaddo,oltre a Taddeo ſuo figliuolo, come s'è detto, Vicino pittor
Piſano, ilquale beniſsimo lauorò di Muſaico alcune coſe nella tribuna mag
giordel Duomo di Piſa, come ne dimoſtrano queſte parole, che ancora in e
ſa tribuna ſi veggiono. Tempore Dominijlohannis Roſsi, operarij1ſtius Ec
deſia,Vicinuspictor incepit & perfecit hanc imaginem beata Maria, ſed ma
ieſtatis,8 euangeliſte, per alios Incepta ipſe compleuit & perfecit. Anno chi
132ideméſ ſeptemb. Benedictiſ, nomen di Dei noſtri leſu Chriſti Amen.
Il ritratto di Gaddo è di mano di Taddeo ſuo figliuolo nella Chieſa medeſi
madi S. Croce, nella capella de'Baroncelli in vino ſpoſalitio di N. Donna, 8.
atanto gli è Andrea Tafi. E nel noſtro libro detto di ſopra è vna carta dimano
diGaddo, fatta avſo di Minio, comequella di Cimabue, nella quale ſi vede
quanto valeſſe nel diſegno. -

lºra perche in vin libretto antico, delquale ho tratto queſte poche coſe, che
di Gaddo Gaddi ſi ſono reccontate, ſi ragiona anco della edificazione di S.
Maria Nouella, Chieſa in Firenze de frati predicatori e veramente magnifi
º & honoratiſsima, non pi con ſilenzio, da chi, 8 quando fuſſe edifica
ta. Dico dunque, che " beato Domenico in Bologna, 8 eſſendogli
conceduto il luogo di Ripoli fuor di Firenze, egli vi mandò ſotto la cura del
ºtºGiouanni da Salerno,dodici frati,iquali, non molti anni dopo venne
ºi Fiorenza nella chieſa, 8 luogo di S.Pancrazio, e li ſtauano, quido venu
to eſſo Domenico in Fiorenza,n'uſcirono, 8 come piacque a lui andarono a
ſtare nella chieſa di S.Paulo. Poi, eſſendo conceduto al detto beato Giouani
il luogo di S. Maria Nouella, con tutti i ſuoi beni dal legato del " , & dal
Veſcouo della città, furono meſſi in poſſeſſo, 8 cominciarono ad abitare il
detto luogo, il di vltimo d'Ottobre 1221. Et pche la detta chieſa era aſſai pic
sola e risguardando verſo occidete,haueua l'entrata dalla piazza vecchia, co
ºciarono i frati eſſendo gia creſciuti in buon numero, C. hauendo gra cre
ºla città,a P,nſare d'accreſcerla detta chieſa, 8 conuen" Ondeliaué
114 D R I M A P A R T E
do meſſo inſieme grandiſſima ſomma di danari & hauendo molti nella cita
tà, che prometteuano ogni aiuto, cominciarono la fabrica della nuoua chieſa
ildi di S. Luca nel 1278. mettendo ſolenniſsimamente la prima pietrade fon
damenti il Cardinale Latino degl'Orſini legato di papa Nicola III. appreſo
i Fiorétini,furono Architettori di detta chieſa fra Giouanni Fiorentino & fra
Riſtoro da Campi,conuerſi del medeſimo ordine,iquali rifeciono il ponteal
la Carraia, &quello di S. Trinita,rouinati pel Diluuio del 1264, il primo di
d'Ottobre, la maggior parte del ſito di detta chieſa, 8 conuento fu donato a
i frati dagli " di M. Iacopo Caualiere de'Tornaquinci, la ſpeſa, come ſi
è detto,fu fatta parte di limoſine,parte de danari di diuerſe i che aiu
tarono i ; & particolarmente con l'aiuto di frat Aldobradino
Caualcanti,ilquale fu poi Veſcouo d'Arezzo, 8 è ſepolto ſopra la porta della
Vergine. º" dicono, che oltre all'altre coſe, meſſe inſieme co l'induſtria
ſua tutto il lauoro,e materia, che andò in detta chieſa, la quale fu finita,eſſen
do priore di quel couento fra Iacopo Paſſauante, che pciò meritò d'hauervn
ſepolcro di marmo inanzi alla capella maggiore a man ſiniſtra. Fu conſecrata
iueſta chieſa l'anno 142o. da papa Martino V. come ſi vede in vin'epitaffio
marmo nel pilaſtro deſtro della capella maggiore, che dice coſi.
A. Dfi1 14io. Dieſeptima Septembris Dfis Martinus diuina prouidentia
papa V. perſonaliterhanc " conſecrauit, & magnas indulgentiastó
tulitviſitantibus eadem. Delle quali tutte coſe, e molte altre ſi ragiona inva
na cronaca dell'edificazione di detta chieſa,laquale è appreſſo i padri di Sita
Maria Nouella. & nelle hiſtorie di Giouanni Villani ſimilmente, 8 io non
ho voluto tacere di queſta chieſa, 8 conuento queſte poche coſe,
ſi perche el'è delle principali,e delle piu belle di Firen
ze,e ſianco perche hano in eſſa, come ſi di
rà diſotto molte eccellenti ope
refatte da piu famoſi
artefici, che ſia
10 -

ſtati negl'anni adietro.

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Fine della Vita di Gaddo Gaddi,
VITA DI MARGA RITONE 115
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5 MALGARITONE PITTORE, SCVLTO -

; R 1, a r An chi rarro a º º rino.

vITA DI MARGARITONE PITToRE, scv LTo


RE, E T A R C H IT E T T o A R E TI N o.

Il R A gl'altri vecchi Pittori,ne quali miſero molto ſpauéto


le lodi, che dagl'huomini meritamente ſi dauano a Cima
bue,& a Giotto ſuo diſcepolo,de'quali il buono opare nel
la pittura faceua chiaro il grido per tutta Italia,fu vnoMar
garitone Aretino, pittore, ilquale con gl'altri, che in quell'
infelice ſecolo teneuano il ſupremo grado nella pittura,co
nobbe che l'opere di coloro oſcurauano poco meno, che
del tutto la fama ſua. Eſſendo dique Margaritone fra gl'altri pittori di que
tempi, che lauorauano alla greca,tenuto eccellete,lauorò a tempera in Arez
zo molte tauole; & afreſco, main molto tepo, & con molta fatica in piu qua
- - - P 2. dri,
416 P R I M A P A R.T E V
dri, quaſi tutta la chieſa di S.Clemente,badia dell'ordine di Camaldoli,hog
girouinata,eſpianata tutta, inſieme con molti altri edifizi, & convna rocca
forte, chiamata S. Chimenti; per hauere il Duca Coſimo de'Medici non ſoa
lo in quel luogo, ma intorno intorno a quella Città disfatto, con molti edi
fizijle mura vecchie, che da Guido Pietranaleſco, gia Veſcouo, e padrone di
quella Città furono rifatte, per rifarlo con fianchi, ebaluardi intorno intor
no molto piu gagliarde, e minori di quello, che erano, e per conſeguente piu
atte a guardarſi, e da poca gente. Erano ne'detti quadri molte figure, piccole,
e grandi, 8 come che fuſſero lauorate alla greca, ſi conoſceua nondimeno,
ch'ell'erano ſtate fatte con buon giudizio, 8 con amore, come poſſono far fe
de l'opere, che di mano del " ſono rimaſe in quella Città, 8 maſsi
mamente vna Tauola, che è horain S. Franceſco con vno ornamento moder
no,nella capella della Concezzione,doue è vna Madonna, tenuta da quefra
ti in gran venerazione. Fece nella medeſima chieſa pure alla greca, vn crucis
fiſſo grande,hoggi poſto in quella capella,doue è la ſtanza degl'operai, ilqua
le è in ſu l'aſſe,dintornata la croce:e di queſta ſorte ne fece molti in quella cit
tà. Lauorò nelle monache di S. Margheritavn'opera, che hoggi è appoggia
ta al tramezzo della chieſa, cioè vna tela confitta ſopravna Tauola,doue ſono
ſtorie di figure piccole della vita di N. Donna, e di S. Giouanni Battiſta d'aſ
ſai migliore maniera, che le grandi, 8 con piu diligenza, e grazia condotte.
Della quale opera è da tener conto, non ſolo, perche le dette figure piccole ſo
no tanto ben fatte che paiono di minio;ma ancora per eſſere vna marauiglia
vedere vn lauoro in telalina eſſerſi trecento anni conſeruato, fece per tutta la
Città pitture infinite, 8 a Sargiano conuento de'frati de Zoccholi,in vnaTa
uolavn S. Franceſco ritratto di Naturale, ponendoui il nome ſuo, come in o
i" a giudizio ſuo, da lui piu del ſolito ben lauorata. Hauendo poi fatto in
egno vn crucifiſſo grande dipinto alla greca, lo mandò in Firenze a M. Fa
rinata degl'Vberti, famoſiſsimo Cittadino, perhauere fra molte altre opere
cgregie,da ſopraſtante rouina,e pericolo la ſua patria liberato. Queſto cruci
fiſſo è hoggi in S. Croce tra la capella de'Peruzzi, e quella de Giugni. In San
Domenico d'Arezzo, chieſa, 8 conuento fabricato dai Signori di Pietra Ma
la l'anno 1275.come dimoſtrano ancora l'in ſegheloro,lauorò moltecoſe,pri
"- torIQ alle a
"
ia er
afreſco di
molto"
grato a Papa
i Vrbano qu
S. ";
s

che di maniera greca, ſecondo que tempifurono ragioneboli. Hauendo poi


fatto a Ganghereto,luogo ſopra terra Nuoua di Valdarno,vna Tauola di S.
Franceſco, ſi diede,hauendo lo ſpirito eleuato alla ſcultura, e cio con tanto ſtu
dio, che riuſcì molto me lio,chenonhauena fatto nella pittura, percheſe be
ne furono le ſue prime i" greca gomene moſtrano quattro figure
dilegno " &alcune altre figure
tonde poſte nella capella di S.Franceſco ſopra il batteſimo, Egli preſenondi
meno migliormaniera poi che hebbe in Firenzeveduto l'opere d'Arnolfo et
degl'altri allora più famoſi ſcultori, digio, Ariol anno 7; die
tro alla corte di papa Gregorio, che tornando d'Auignone a Roma, paſsò per
Firenze,ſe gli " " di farſi mag giormente conoſcere: perche, eſſen
do quel Papa morto in Arezzo, dopo l'hauer donato al smunitari"
Cul Ci1,
V ITA DI MARGARITONE 117
ſcudi, perche finiſſe la fabrica del Veſcouado,gia ſtata cominciata da maeſtro
Lapo & poco tirata inanzt: ordinarono gl'Aretini, oltre all'hauere fatto per
memoria di detto pontefice in Veſcouado la capella di S. Gregorio, doue col
tempo Margaritone fece vna tauola; che dal medeſimo gli fuſſe fatta di mare
movna ſepultura nel detto Veſcouado. Allaquale, meſſo mano, la conduſſe
in modo a fine col farui il ritratto del papa di naturale, di marmo, 8 di pittu
ra,ch'ella fu tenuta la migliore opera, chehaueſſe ancora fatto mai. -

Dopo,rimettendoſi mano alla fabrica del Veſcouado, la conduſſe Margaria


tone molto inanzi,ſeguitando il diſegno di Lapo, ma non però ſe le diede fia
ne,perche rinouandoſi pochi anni poi la guerra tra i Fiorentini, e gl'Aretini,
il che fu l'anno 1289 per colpa di Guglielmino Vbertini,Veſtouo,& ſignore
d'Arezzo,aiutato dai Tarlati da Pietramala e da pazzi di Valdarno, come che
male glien'auueniſſe, eſſendo ſtati rotti,e morti a Capaldino: furono ſpeſi in
quella guerra tutti i danari laſciati dal papa alla fabrica del Veſcouado.Et per
cio fu ordinata poi dagl'Aretini, che in quel cambio ſeruiſſe il dino dato del
contado(coſi chiamanovn Dazio)per entrata particolar di quell'opera,ilche
è durato ſino a hoggi, e dura ancora Hora, tornando a Margaritone, per quel
lo, che ſi vede nelle ſue opere, quanto alla pittura, egli fu il primo, che conſi
deraſſe quello, che biſogna fare quando ſi lauora in tauole di legno, pche ſtia
no ferme nelle commettiture,e non moſtrino,aprendoſi poi, " ſono dipin
te,feſſure,o ſquarti,hauendo egli vſato di mettere ſempre ſopra le tauole, per
tutto vnatela di pannolino,apiccata con forte colla, fatta con ritagli di carta
pecora, 8 bollita al fuoco: e poi ſopra detta tela dato di geſſo, come in molte
ſue tauole & d'altri ſi vede. Lauorò ancora ſopra il geſſo ſtemperato co la me
deſima colla, fregi,S& diademe di rilieuo,& altri ornamenti tondi. E fu egli in
uentore del modo di dare di Bolo,& metterui ſopra l'oro in foglie, e brunir
lo Lequalitutte coſe non eſſendo mai prima ſtate vedute,ſiveggiono in mol
te opere ſue,e particolarmente nella pieue d'Arezzo in vn doſſale,doue ſono
ſtorie di S.Donato; & in S. Agneſa, &in S.Niccolò della medeſima città.
Lauorò finalmente molte opere nella ſua patria, che andarono fuori: parte
dellequali ſono a Roma in s.Ianni, &in s.Piero, 8 parte in Piſa in ſanta Ca
tarina, doue nel tramezzo della chieſa è appoggiata ſo ravn'Altarevna tauo
la, dentroni S.Caterina, 8 molte ſtorie in figure piccole della ſua vita. Si in
vna tauolettavn S.Franceſco con molte ſtorie in campo d'oro. Et nella Chie
ſa di ſopra di ſan Fräceſco d'Aſceſi è vn crucifiſſo di ſua mano dipinto alla gre
ca,ſopravn legno, che attrauerſa la chieſa lequali tutte operefurono in gran
pregio appreſſo i " di quell'età,ſebenehoggi da noi non ſono ſtimate ſe
non come coſe vecchie, 8 buone quando l'arte né era, come è hoggi nel ſuo
colmo. E perche atteſe Margaritone anco all'architettura, ſe bene non ho fat
to menzione d'alcune coſe fatte col ſuo diſegno, perche non ſono d'importan
za, non tacerò gia, che egli,ſecódo,ch'io truouo fece il diſegno, e modello del
Palazzo de'Gouernatori della città d'Ancona alla maniera greca l'ino 127o.
e che è piu, fece di ſcultura nella facciata principale otto fineſtre, delle quali
ha ciaſcuna nel vano del mezzo due " mezzo ſoſtengono due ar
chi,ſopra iquali ha ciaſcuna feneſtravna ſtoria di mezzo rilieuo, che tiene da
i detti piccioli Archi inſino al ſommo della fineſtra,vna ſtoria dico del Teſta
mentO
118 P R I M A P A R T E
mento vecchio,intagliata in vna ſorte di pietra, ch'è in ql paeſe. Sotto le dette
fineſtre ſono nella facciata alcune lettere,che s'intendono piu per diſcrezio
ne,che perche ſiano o in buona forma,o rettamente ſcritte, nelle quali ſi leg
ge il i al tempo di chi fu fatta queſta opera. Fu anco di mano del
medeſimo il diſegno della chieſa di S.Criaco d'Ancona. Morì Margaritone
d'anni LXxv11. infaſtidito,p quel,che ſi diſſe d'eſſer tanto " Va
riata l'età,egl'honori negl'artefici nuoul.fu ſepolto nel duomo vecchio fuor
d'Arezzo in vna caſſa di treuertino, hoggi andata male nelle rouine di quel
tempio.E gli fu fatto queſto epitaffio.
Hiciacetille bonus pictura
cui requiem Dominus Margaritonus,
tradatybique pius. -:

Il ritratto di Margaritone era nel detto Duomo vecchio di mano di Spinello


nell'Hiſtoria de Magi,e fu damericanato prima, che fuſſe quel tempio roui
IlatO» Fine della Vita di Margaritone. -

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vITA DI GIoTTO PITTORE, scv LToRE,"


ET A RcHITETT o FIORENTINO,

=IVELL'obligo ſteſſo, che hanno gl'Artefici Pittori alla natu


ra,laqual " continuamente peſempio a coloro, che ca
uando il buono dalle parti di lei migliori, e piu belle, di ci
trafarla, 8 imitarla s'ingegnano ſempre; hauele, per mio
credere, ſi deue a Giotto pittore Fiorentino: percioche,eſ
E ſendo ſtati ſotterrati tanti anni dalle rouine delle guerre i
i modi delle buone pitture, 8 i dintorni di quelle, egli ſolo,
ancora che nato fra Artefici inetti, perdono di Dio, quella, che era per mala
via riſuſcitò, & a tale forma riduſſe, che ſi potette chiamar buona. E veramé
te fu miracolo grandiſſimo, che quella età,8 groſſa, 8 inetta haueſſe forza d'
operare in Giotto ſidottamente, che il diſegno, del quale poca,o niuna cogni
zionehaueuano gl'huomini di que tempi, mediante lui, ritornaſſe del tutto
in vita. E nientedimeno i principi di ſigrand'huomo furono l'anno 1276.
nel contado di Firenze, vicino alla città quattordicimiglia, nella villa di Veſpi
gnano, & di padre detto Bondone,lauoratore di terra, & naturale perſona
Coſtui hauuto queſto figliuolo,al quale poſe nome Giotto, l'alleuò,ſecondo
lo ſtato ſuo,coſtumatamente. E quado fu all'età di dieci anni peruenuto,mo
i ſtrando in tutti gl'atti, ancora fanciulleſchi,vna viuacità, & prontezza d'inge
gno ſtraordinario, che lo rendeagrato non pure al padre, ma a tutti quelli an
cora,che nella villa, e fuori lo conoſceuano; gli diede Bondone in guardia al
cune pecore, lequali egli,andando pel podere, quando in vn luogo, 8 quan
doinvn'altro paſturado, ſpinto dall'inclinazione della natura all'arte del di
segno,perlelaſtre, 8 in terra,o in ſu l'arena del cotinuo diſegnaua alcuna co
di naturale,overo,che gli veniſſe in fantaſia: onde,andando vn giorno Ci
mabue per ſue biſogne,da Fiorenza a Veſpignano,trouò Giotto, che mentre
le ſue pecorepaſceuano,ſopravnalaſtra piana, 8 pulita con vn ſaſſovn poco
spuntato, ritraeuavna pecora di naturale,ſenza hauere imparato,modo neſe
ſuno dicio fare da altri che dalla natura perche fermatoſi Cimabue tutto ma
rauiglioſo lo domandò ſe voleua andar a ſtar ſeco Riſpoſe il fanciullo, che c&
tentandoſene il padre,anderebbe volentieri Dimandandolo dunque Cima
buea Bondone, egli amoreuolmente glielo concedetre, & ſi contentò, che,
ſecolo menaſſe a Firenze,la douevenuto; in poco tempo,aiutato dalla natue
ra,&ammaeſtrato da Cimabue,non ſolo pareggiò il fanciullola maniera del
maeſtro ſuo,madiuenne coſi buono imitatore della natura: che sbandì affate
to quellagoffa maniera greca: & riſuſcitò la moderna, e buona arte della pit
tura introducendo il ritrarre bene di naturale le perſone viue,il che piu di du
gento anni non s'era vſato,e ſe pure ſi era prouato qualcuno, come ſi è detto
diſopra,non gli era cio riuſcito molto felicemente, ne coſi bene avr pezzo,co
nea Giotto; ilquale fra gl'altri ritraſſe, come ancor hoggi ſi vede, nella capel
ladelpalagio del podeſtà di Firenze, Dante Alighieri, coetaneo, 8 amico ſuo
grandiſſimo, 8 non meno famoſo poeta, che fifuſſe ne'medeſimi tempi Giot
ºPittore,tanto lodato da M. Giouanni Boccaccio nel proemio della Nou si
al
12 o P R I M A P A R T E
la di M.Foreſe da Rabatta, & di eſſo Giotto dipintore. Nella medeſima capel
la è il ritratto ſimilméte di mano del medeſimo, di ſer Brunetto Latini maeſtro
di Dante, 8 di M Corſo Donati gran cittadino di que'tempi Furono le pri
me pitture di Giotto nella capella dell'altar maggiore della Badia di Firenze,
nella quale fece molte coſe tenute belle, ma particolarmente vna noſtra Don
na, quando è annunziata, perche in eſſa eſpreſſe viuamente la paura, S lo ſpa
uento, che nel ſalutarla Gabriello miſe in Maria Vergine,laqual pare, che tut
ta piena digrandiſſimo timore,voglia quaſi metterſi in fuga. E di mano di
Giotto parimente la tauola dell'altar maggiore di detta capella, la quale vi ſi è
tenuta inſino a hoggi, & ancovi ſi tiene,piu pervna certareuerenza, che s'ha
all'opera di tanto huomo, che per altro. E in S. Croce ſono quattro cappelle
di mano del medeſimo; Tre fra la ſagreſtia,e la capella grande, 8 vna dall'al
tra banda. Nella prima delle tre,laquale è di M. Ridolfo de Bardi, che è quela
la doue ſono le funi delle campane, è la vita di S. Franceſco: nella morte del
qualevn buon numero di frati moſtrano aſſai acconciamente l'effetto del pia
gere. Nell'altra, che è della famiglia de Peruzzi ſono due Hiſtorie della vita di
S.Gio.Battiſta;alquale è dedicata la capella, doue ſi vede molto uiuamente il
ballare, e ſaltare d'Herodiade, e la prontezza d'alcuni ſeruenti, preſti ai ſerui
gi della menſa. Nella medeſima ſono due ſtorie di S.Gio. euangeliſta maraui
glioſe, cioè quando riſuſcita Druſiana,e quando è rapito in cielo. Nella terza
ch'è de Giugni,intitolata agl'Apoſtoli,ſono di mano di Giotto dipinte le ſto
" Nella quarta, che è dall'altra parte della chie
rie del martirio di molti
sa, verſo Tramontana, la quale è de' Toſinghi, 8 degli Spinelli, etcledicata
all'aſſunzione di noſtra Donna, Giotto dipinſe la natiuita,lo ſpoſalizio, l'eſſe
reannuntiata, l'adorazione de Magi, e quando ella porge Chriſto piccol fan
ciullo a Simeone, che è coſa belliſſima: perche,oltre avn grande affetto, che ſi
conoſce in quel vecchio riceuente CH RISTO; l'atto del fanciullo, che
hauendo paura dilui porge le braccia, & ſi riuolge tutto timoroſetto verſo la
madre, non può eſſere nepiu affettuoſo, ne piu i" . Nella morte poi di
eſſa noſtra Donna ſono gl'Apóſtoli, 8 vn buon numero d'Angeli con torchi
in mano, molto belli. Nella capella de'Baroncelli in detta Chieſa, è vnatauo
la a tempera di man di Giotto,doue è condotta con molta diligenza l'incoro
nazione di noſtra Donna, 8 vn grandiſſimo numero di figure piccole: &vn
coro d'Angeli, 8 di ſanti molto diligentemente lauorati. E perche in queſta
opera è ſcritto alettere d'oro il nome ſuo, 8 il milleſimo,gl'Artefici, che con
ſidereranno in che tempo Giotto,ſenza alcun lume della buona maniera die
de principio albuon modo di diſegnare, e di colorire, faranno forzati hauer
lo in ſomma venerazione. Nella medeſima Chieſa di s.Croce ſono ancora ſo
pra il ſepolcro di marmo di Carlo Marzupini Aretino,vn crucifiſſo,vna No
ſtra Donna,vn ſan Giouanni,ela Madalenaapie della Croce: e dall'altra bi
da della chieſa,apúto dirimpetto a queſta, ſopra la ſepoltura di Lionarno A
retino,è vna Nunziata verſo l'altar maggiore,laqual'è ſtata da pittori moder
ni,con poco giudizio di chi cio ha fatto fare, ricolorita. Nel refettorio è in
vn'Albero di croce hiſtorie di S. Lodouico,evn cenacolo di mano del medes
ſimo,&negli armarij della ſagreſtia ſtorie di figure piccole della vita di Chri
ſto,& di S.Franceſco, Lauorò anco nella chieſa del Carmine alla cappella di
San
VITA DI GIOTºro ? izi
San Giouanni Battiſta tutta la vita di quel ſanto,diuiſa in piu " dri: Et nel
alazzo della parte guelfa di Firenze è di ſua manovna ſtoria della fede chri
i" in freſco, dipinta perfettamente: Etin eſſa è il ritratto di papa Clemen
te quarto,ilquale creò quel magiſtrato, donandogli l'arme ſua,laqual'egli ha
tenuto ſempre, & tiene ancora. Dopo queſte coſe, partendoſi di Firenze, per
andare a finir in Aſceſi l'opere cominciate da Cimabue, nel "per Arez
to dipinſe nella pieue la capella di S.Franceſco, ch'è ſopra il batteſimo, 8 in
vna colonna tonda, vicino a vin capitello corinthio,& antico, e belliſsimo,vn
fan Franceſco,evn S.Domenico ritratti di naturale; & nel duomo fuor d'A-
tezovna capelluccia,dentrouila lapidazione di ſanto Stefano con bel com
onimento ſi figure. Finite queſte coſe,fi conduſſe in Aſceſi, città dell'Vm
" i da fra Giouanni di muro della Marca allora genera
lede frati di ſan Franceſco,doue nella chieſa diſopra dipinſe a freſco ſotto il
corridor, che attrauerſa le fineſtre, dai due lati della chieſa trétadue ſtorie del
lavita,e fatti di ſan Franc.cioè ſedici per facciata, tanto perfettamente, che ne
acquiſtò grandiſsima fama. E nel vero ſi vede in quell'opera gran varietà, né
ſolamente nei geſti, 8 attitudini di ciaſcuna figura, ma nella compoſizione
ancora di i ſtorie, ſenza, che fa belliſsimo vedere la diuerſità degl'habi
tidique tempi, & certe imitazioni, & oſeruazioni delle coſe della natura. E
fra i". è belliſsima vna ſtoria,douevno aſetato, nel quale ſi vede viuo il de
ſiderio dell'acque,bee, ſtando chinato in terra avna fonte, con grandiſſimo, e
veramente marauiglioſo affetto, in tanto, che par quaſi vna " viua, che
bea. Vi ſono anco molte altre coſe digniſsime di conſiderazione, nelle
quali,per non eſſer lungo non mi diſtendo altrimenti. Baſti, che tutta queſta
opera acquiſtò a Giotto fama grandiſcima,per la bontà delle figure, e per l'or
dine proporzione, viuezza, & facilità, che egli haueua dalla natura, e che ha
neua,mediante lo ſtudio fatto molto maggiore, e ſapeua in tutte le coſe chia
ramente dimoſtrare. E perche oltre quello, che haueua ciotto da natura, fu
ſtudioſiſsimo, 8 andò ſempre nuoue coſe penſando, e dalla natura cauando,
meritò d'eſſer chiamato Diſcepolo della natura, e non d'altri. Finite le ſopra
ſette ſtorie, dipinſe nel medeſimo luogo, ma nella chieſa di ſotto, le facciate
diſopra dalle bande dell'altar maggiore, e tutti quattro gl'Angoli della vol
tadi ſopra,doue è il corpo di S. Franceſco e tutte con inuenzioni capriccioſe,
ebelle. Nella prima è S. Franceſco glorificato in cielo, con quelle virtu intor
no,cheà volere eſſer perfettamente nella grazia di Dio, ſono richieſte. Davn
Asolubidienza mette al collo d’un frate,chele ſta inanzi ginocchioni,vngio
gº, i legami delquale ſono tirati da certe mani al cielo: & moſtrando con vn
ºito alla boccha ſilenzio,ha gl'occhi à Gieſu Chriſto, che verſa ſangue dal ce
ſtato Erin compagnia di queſta virtù ſono la prudenza, 8 l'humilta, per dis
moſtrare, che doue è veramente l'ubidienza è ſempre l'humiltà, e la prudéza,
ºe fa bene operare ogni coſa. Nel ſecondo Angolo è la caſtita, laquale, ſtan
doſi in vna fortiſsima roccha, non ſi laſcia vincere ne da regni, ne da corone,
ne da palme, che alcuni le preſentano. A piedi di coſtei è la Mondizia, che la
º perſone nude: &la fortezzava co nducendo gentià lauarſi, S& mondarſi:
Appreſſo alla caſtita è davn lato la penitenza, che caccia Amore alato,cò vna
-diſciplina, e fa fuggire la imondizia. Nel terzo luogo è la pouertà, laquale va
CO
12.2 p R 1 M A p ºf t E
coi piedi ſcalzi calpeſtando le ſpine, ha votane che le abbaia dietro, e intor.
novn putto, che le tira ſaſsi, 8 vn'altro, che leva accoſtando convn baſtone
certe ſpini alle gambe. E Queſta pouerta ſi vede eſſer quiui ſpoſata da S Fran
ceſco mentre Gieſu Chriſtole tiene la mano, eſſendo preſenti, non ſenza mia
ſterio la ſperanza, e la Caſtità.Nel quarto, 8 vltimo dei detti luoghi è vn S.
Franceſco pur glorificato, veſtito con vna Tonicellabianca da Diacono,e co
me trionfante in cielo in mezzo à vna multitudine d'Angeli, che intorno gli
fanno Coro, con vno ſtendardo,nelquale è vna croce con ſette ſtelle.Et in ala
to è lo ſpirito ſanto. Dentro a ciaſcuno di queſti Angoli ſono alcune parole las
tine, che dichiarano le ſtorie. Similmente, oltre i detti quattro Angoli, ſono
nelle facciate dalle bande pitture belliſsime, e da eſſere veramente tenute in
pregio, ſi per la perfezzione, che ſi vede in loro, e ſi per eſſere ſtate con tan
ta diligeuzalauorate, che ſi ſono inſino a hoggi conſeruate freſche.in queſte
ſtorie è il ritratto d'eſſo Giotto molto ben fatto, e ſopra la porta della "
ſtia è di mano del medeſimo,pur'afreſcovn S. Franceſco, che riceuele ſtima
te, tanto affettuoſo,ediuoto, che a me pare la piu eccellente pittura, che Giot
to faceſſe in quell'opere, che ſono tutte veramente belle,elodeuoli.finito die
que, che hebbe pervltimo il detto S. Franceſco ſe ne tornò a Firenze, dous
iunto dipinſe, per mandara Piſa,in vna Tauola vn s.Franceſco nel horribile
i" della Vernia, con ſtraordinaria diligenza perche, oltre a certi paeſi, pieni
d'alberi, e di ſcogli, che fu coſa nuoua in que tempi, ſi vede nell'attitudini di
s. Franceſco, che con molta prontezza riceue ginocchioni le ſtimate, vn'ar
dentiſsimo diſiderio di riceuerle,8 infinito amore verſo Gieſu Chriſto, che
in aria, circondato di Sarafini, glie le concede, con ſiviu affetti, che meglio
non è poſsibile immaginarſi. Nel diſotto poi della medeſima Tauola ſono
tre ſtorie della vita del medeſimo molto belle. Queſta Tauolalaquale hoggi
ſi vede in S. Franceſco di Piſa in vn pilaſtro a canto all'altar maggiore, tenuta
in molta venerazzione,per memoria di tanto huomo,fu cagione, che i Piſani
eſſendoſi finita a punto la fabrica di Campo Santo, ſecodo il diſegno di Gio
uâni di Nicola Piſano, come ſi diſſe di ſopra, diedero a dipignere a Giotto par
te delle facciate di dentro.Accioche, come tanta fabrica era tutta di fuori in
croſtata di marmi, e d'intagli fatti con grandiſsima ſpeſa coperto di piombo
il tetto, e dentro piene di pile, e ſepolture antiche ſtate degentili, erecate in
" Città di varie parti del mondo; coſi fuſſe ornata dentro, nelle facciate
i nobiliſsime pitture. Percio dunque, andato Giotto a Piſa, fece nel princi
pio d'una facciata di quel Campo Santo,ſei ſtorie grandi in freſco del "
tiſsimo Iobbe.E " giudizioſamente coſiderò, che i marmi da quella pare
te della fabrica,douehaueua a lauorare, erano volti verſo la Marina,e che tut
ti eſſendo ſaligni, per gli ſcilocchi, ſempre ſono humidi, e gettanovna certa
ſalſedine, ſi come i mattoni di Piſa fanno, per lo piu;e che percio aciecano, e ſi
mangiano i colori,e le pitture: Fece fare perche ſi conſeruaſſe quanto poteſſe
il piu l'opera ſua, per tutto douevoleua lauorare in freſco,vn aricciato, ove
ro intonaco, o incroſtratura, che vogliam dire, con calcina, geſſo, e matton
peſto meſcolati, coſi apropoſito, che le pitture, che egli poi ſopravi fece ſi ſoa
no in ſino a queſto giorno conſeruate; e meglio ſtarebbono ſe la ſtracuratag
gine di chi ne doueuahauer cura, non l'haueſſe laſciate molto offendere dal
V IT A DI GIOTTO. - 123
l'humido: percheil non hauere acio, come ſi poteua ageuolmente, prouedu
to è ſtato cagione, che hauendo quelle pitture patito humido, ſi ſono gu ſte
i certi luoghi, e l'incarnazioni fatte nere è l'intonaco ſcortecciato, ſenza, che
:: la natura " geſſo, quando è con la calcina meſcolato, è d'infracidare col tem
po,& corromperſi: onde naſce, che poi per forza guaſta i colori, ſe ben pare,
che da principio facciagran " e buona. Sono in queſte ſtorie, oltre al ria
tratto di M. Farinata degl'Vberti, molte belle figure, e maſsimamente certi
; Villani,i quali nel portare le doloroſe nuouea Iobbe non potrebbono eſſere
piu ſenſati, ne " moſtrare il dolore, chehaueuano per i perduti beſtia
mi,e per l'altre diſauenture di quello, che fanno. Parimente f, grazia ſtupé
da la figura d'un ſeruo, che con vnaroſta ſta intorno a Iobbe piagato,e quaſi
abandonato da ognuno: E come, che ben fatto ſia iu tutte le parti, è maraui
glioſo nell'attitudine, che fa, cacciando con vna delle mani le moſche allebro
ſo padrone, e puzzolente, e con l'altra tutto ſchifo turandoſi il naſo, per non
sétire il puzzo ſono ſimilmente l'altre figure di queſte ſtorie, e le teſte coſi de
Maſchi come delle femine molto belle, 8 i panni in modo lauorati morbidaa
mente, che non è marauiglia, ſe quell'opera gl'acquiſtò in quella Città,e fuo
ri tanta fama, che Papa Benedetto 1x. da Treuiſi,mandaſſe in Toſcana vn ſuo
cortigiano a vedere che huomo fuſſe Giotto e quali foſſero l'opere ſue, haué
do diſegnato farin S. Piero alcune pitture. Il quale cortigiano venendo per
vederGiotto,S intendere, che altri Maeſtri fuſſero in Firenze Eccellenti nel
la pittura,e nel Muſaico, parlò in Siena a molti Maeſtri. Poi hauuto diſegni
da loro, venne a Firenze: Etandato vna mattina in bottega di Giotto,chela
uorauagl'eſpoſe la mente del Papa, 8 in che modo ſi voleua valere dell'opee
raſua, é in vltimo gli chieſe vn poco di diſegno, per mandarlo a ſua ſantita,
Giotto, che garbatiſsimo era,preſe vn foglio, 8 in quello convn pennello tin
to di roſſo, i" il braccio al fianco, per farne compaſſo, e girato la mano
fecevn tondo ſi pari di ſeſto, e di profilo, che fu a vederlovna marauiglia.Ciò
fatte, ghignando diſſe al cortigiano: Eccoui il diſegno. Colui, come beffato
diſſe,ho io ahauere altro diſegno, che queſto? Aſſai,e purtroppo è queſto,ri
ſpoſe Giotto: mandatelo inſieme con gl'altri,e vedrete ſe ſarà io . Il
Mandato, vedendo non potere altro hauere, ſi partì da lui aſſai male ſodisfat
to,dubitando non eſſere veellato. Tuttauia,mandando al papa gl'altri diſegni
&i nomi di chi gli haueua fatti, mandò anco quel di Giotto, raccontando il
modo, che haueua tenuto nel fare il ſuo tondo, ſenza muouere il braccio, e ſen .
za ſeſte. Onde il papa, e molti cortigiani intendenti, conobbero per ciò,
quanto Giotto auanzaſſe d'eccellenza tutti gl'altri pittori del ſuo tempo, Di
uolgataſi poi qſta coſa, ne nacque il prouerbio, che ancora è in vſo dirſi agl'
huomini di groſſa paſta; Tu ſei piu tondo, che l'O. di Giotto. Ilqualprouera
bio,non ſolo per lo caſo,donde nacque, ſi prodir bello, ma molto piu, per lo
ſuo ſignificato, che conſiſte nell'ambiguo,pigliandoſi tondo in "i
alla figura circolare perfetta, per tardita,e groſſezza d'ingegno. Fecelo dique
il predetto Papa andare a Roma douehonorando molto, e riconoſcendo la
virtù di lui, gli fece nella Tribuna di S. Piero di pignere cinque ſtorie della vi
ta di Chriſto, e nella ſagreſtia la Tauola principale, che furono da lui con tan
ta dilignza condotti, che non vſcì mai a tempera delle ſue mani il piu pulito
QL a lauga
12.4 p R I M A P A RT E
lauoro. Onde meritò, che il Papa,tenendoſi ben ſeruito faceſſe dargli per pre
mio ſecento ducati " fatto tanti fauori, che ne fu detto per
tutta Italia, fu in queſto tempo a Roma molto amico di Giotto, per non tace
re coſa degna di memoria, che apartengaall'arte. Oderigi d'Agobbio, Eccela
lente Miniatore in que tempi,llquale, condotto, percio dal Papa Miniò mol
ti libri per la libreria di palazzo, che ſono in gran parte hoggi conſumati dal
tempo. E nel mio libro de diſegni antichi ſono alcune reliquie di man pro
pria di coſtui, che in vero fu valéte huomo, ſe bene fu molto miglior Maeſtro
di lui, Franco Bologneſe miniatore, che per lo ſteſſo Papa, e per la ſteſſa librea
ria, ne'medeſimi tempi lauorò aſſai coſe eccellentemente in quella maniera,
come ſi puo vedere nel detto libro, doue ho di ſua mano diſegni di pitture, e
diminio: E fra eſsivn'Aquila molto ben fatta, 8 vn Lione, " rompevnala
berobelliſsimo. Di qſti due Miniatori Ecc. fa menzione Dante nell'undeci
mo, capitolo del purgatorio,doue ſi ragiona devanaglorioſi,cò queſtiuerſi,
O,diſi a lui, non ſe tu Oderigi -

- L'honor d'Agobbio,e l'honor di quell'arte,


- ch'alluminare e chiamata in Parigi? - - - i

Frate,dſ'egli,piuridon le carte - - - -
è che pennelleggia Franco Bologneſe, e - e

L'honor è tutto ſuo,emio in parte ore. I . . -

Il Papa,hauendo veduto qſte opere, e piacedogli la maniera di Giotto infinita


méte, ordinò che faceſſe itorno itorno a S. Piero Hiſtorie del teſtamento Vec
chio,e nuouo: Onde, cominciado fece Giotto a freſco l'Angelo di ſette brac
cia, che è ſopra l'organo, e molte altre pitture, delle quali, parte ſono da altri
ſtate reſtauratea di noſtri, e parte nel rifondare le mura nuoue o ſtate disfatte
o traportate dall'edifizio Vecchio di S. Piero,fin ſotto l'organo,come vna N.
Donna in muro,laquale, perche non andaſſe per terra, fu tagliato attorno il
muro,8 allacciato con traui,e ferri,e coſi leuata,e murata poi, per la ſua bela
lezza,doue volle la pietà,8 amore, che porta alle coſe eccell dell'arte M.Nica
colo Acciaiuoli, Dottore Fiorentino, il quale di ſtucchi, e d'altre moderne pit
sure adornò riccamente queſta opera di Giotto: Di mano delqualeancora fia
la naue di muſaico,ch'è ſopra le tre porte del portico, nel cortile dis Piero,la
quale è veramente miracoloſa, e meritamente lodata da tutti i belli ingegnis
perche in eſſa,oltre al diſegno, vi è la diſpoſizione degl'Apoſtoli,chein diuer
ſe maniere trauagliano, per la tempeſta del mare, mentre ſoffiano i venti inu
navela,laquale ha tanto rilieuo,che non farebbe altre tantovna vera; e pure
è difficile hauere a fare di que pezzi di vetri vnavnione, come quella che ſi ve
de ne bianchi,e nell'ombre di ſigran vela,la quale col pennello, quando ſi fa-,
ceſſe ogni sforzo,a fatica ſi pareggiarebbe, ſenza, che in vn peſcatore, ilquale
peſca inſuruno ſcoglio alenza, ſi conoſce nell'attitudine vna pacienza eſtre
" di quell'arte; e nel volto la ſperanza, e la voglia di pigliare. Sotto
queſta opera ſono tre archetti in freſco,de quali, eſſendo, per la maggior par
te guaſti non dirò altro. Le lodi dunque datevniuerſalmente dagl'artefici
a queſta opera, ſe le conuengono. Hauendo poi Giotto nella Minerua, chieſa
de'frati predicatori, dipinto in vna tauolavn crucifiſſo grande colorito a tem
pera, che fu allora molto lodato,ſene tornò, eſſendone ſtato fuori ſei anni,
- - º -
" 2,
vITA DI GIOTTO 12;
la patria. Ma eſſendo non molto dopo,creato papa Clemente quinto,in Peru
gia, per eſſer morto papa Benedetto nono,fu forzato Giotto andarſene co il
papa,là doue conduſſe la corte, in Auignone, per farui alcune opere; pche an
dato,fece non ſolo in Auignone, ma in molti altri luoghi di Francia, molte ta
vole, e pitture a freſco belliſſime, le quali piacquero " tamente al pontifice
& a tutta la corte. La onde ſpedito, che º" amorenolmente le con
molti doni. onde ſe ne tornò a caſa non meno ricco, che honorato, e famoſo,
& fra l'altre coſe recò il ritratto di quel papa,ilquale diede poi a Taddeo Gad
di ſuo diſcepolo. E queſta tornata di Giotto in Firenze fu l'anno 1316. Ma non
però gli fu conceduto fermarſi molto in Firenze, perche condotto a Padoa, p.
opera de'ſignori della Scala, dipinſe nel ſanto, chieſa ſtata fabricata in queté
pi,vna capella belliſſima. Di li andò a Verona, douea Meſſer Cane fece nel
ſuo palazzo alcune pitture, e particolarmente il ritratto di quel ſignore. E ne'
frati di San Franceſcovna tauola. Compiute queſte opere, nel tornarſene in
Toſcana gli fu forza fermarſi in Ferrara, 8 dipignere in ſeruigio di queſigno,
ri Eſtenſi in palazzo, é in ſanto Agoſtino alcune coſe, che anchor hoggi vi ſi
veggiono.Intanto, venendo agl'orecchi di Dante, poeta Fiorétino,che Giot
to era in Ferrara,operò di maniera, che lo conduſſe a Rauéna,doue egli ſi ſta
ua in eſilio: egli fece fare in ſan Franceſco per i ſignori da Polenta alcune ſtoa
rie in freſco intorno alla chieſa, che ſono" Andato poi da Rauen
na a Vrbino,ancor quiuilauorò alcune coſe poi occorrendogli paſſar per As
rezzo, non potette non compiacere Piero Saccone, che molto l'haueua careza
zato: onde gli fece in un pilaſtro della capella maggiore del Veſcouado,i frea
ſco un ſan Martino, che tagliatoſi il mantello nel mezzo, ne dà una parte a un
pouero,che gliè inanzi quaſi tutto ignudo. Hauendo poi fatto nella Badia di
ſanta Fiore in legno un crucifiſſo grande a tempera, che è hoggi nel mezzo di
quello chieſa ſe ne ritornò finalmente in Firenze,doue fra l'altre coſe, che fue
rono molte,fece nel monaſterio delle Donne di Faenza alcune pitture, S& in
freſco, 3 a tempera,che hoggi non ſono in eſſere, per eſſer rouinato quelmo
naſterio.Similmente l'annoi;22. eſſendo l'anno innanzi, con ſuo molto di
ſpiacere morto Dante ſuo amiciſſimo, andò a Lucca, 8 a richieſta di Caſtruc
cio Sig.allora di quella Citta ſua patria, fece vna Tauola in S Martino, dren
touivn Criſto in aria, e quattro ſanti Protettori di quella Città, cioè S. Piero,
S.Regolo,S. Martino, e S. Paulino,iquali moſtrano di raccomadarevn Papa,
& vn'Imperator, i quali, ſecondo, che per molti ſi crede,ſono Federigo Baua
ro, e Nicola quinto antipapa. Credono parimente alcuni, che Giotto diſe
naſleaS. Fridiano nella medeſima Città di Lucca il Caſtello,e Fortezza del
Giuſta, che è ineſpugnabile. Dopo,eſſendo Giotto ritornato in Firenze,Ru
berto Re di Napoli, ſcriſſe aCarlo Re di Calauria ſuo primogenito,ilquale,
ſe trouaua in Firenze, che per ogni modo gli mandaſſe Giotto a Napoli per
eioche,hauendo finito di fabricare S. Chiara Monaſterio di Donne, 8 Chie,
ſa Reale, voleua, che da lui fuſſe di nobile pittura adornata. Giotto adun-,
que ſentendoſi davn Re tanto lodato,e famoſo chiamar,andò piu che volen,
ieri a ſeruirlo e giunto dipinſe in alcune capelle del detto Monaſterio molte
ſtorie del Vecchio teſtamento, e nuouo. È le ſtorie del'Apocaliſſe, che fece
invna di dette capelle,furono per quanto ſi dice inuenzione di Dante,come
126 - P R I M A P A R T E
per auuentura furono anco quelle tanto lodate d'Aſceſi, delle quali ſi è diſo
pra abaſtanza fauellato. E ſe ben Dante in queſto tempo era morto, poteua
no heuerne hauuto, come ſpeſſo auuiene fra gl'amici, ragionamento. Map
tornare a Napoli,fece Giotto nel caſtello dell'Vuouo molte opere, e partico
larmente la capella, che molto piacque a quel Re, dal quale fu tanto amato,
che Giotto " volte,lauorando ſi trouò eſſere tratenuto da eſſo Re, che ſi
pigliaua piacer di uederlo lauorare, e d'udire i ſuoi ragionamenti. E Giotto,
che haueua ſempre qualche motto alle mani, e qualche riſpoſta arguta in pré
to,lo tratteneua con la mano dipignendo, e con ragionamenti piaceuoli mot
teggiando. Onde dicendogli vin giorno il Re,chevoleua farlo il primo huo
mo di Napoli: riſpoſe Giotto. E pcio ſono io alloggiato a porta Reale,peſſer il
primo di Napoli. Vn altra volta, dicendogli il Re,Giotto ſe io fuſsi in te,hora,
che fa caldo, tralaſſareivn poco il dipignere, Riſpoſe,etio certo, s'io fulsivoi.
Eſſendo dunque al Re molto grato gli fece invina ſala, che il Re Alfonſo pria
morouinò,per fare il caſtello, 8 coſi nell'Incoronata, buon numero di pittua
re, e fra l'altre della detta ſala vi erano i ritratti di molti huomini i" e fra
eſsi quello di eſſo Giotto alquale,hauédovn giorno p capriccio chieſto il Re
che gli dipigniſſe il ſuo Reame,Giotto,ſecondo, che ſi dice,gli dipinſevn Aſi
no imbaſtato, che tenena a piedivn altrobaſta nuouo, e fiutandolo faceaſem
biante di diſiderarlo: & in ſu l'uno, e l'altro baſto nuouo era la corona Reale
e lo ſcetro della podeſta: onde dimandato Giotto dal Re, quello che cotale
pittura ſignificaſſe: riſpoſe tali i ſudditi ſuoi eſſere, e tale il Regno, nel quale
ogni giorno nuouo Signore ſi diſidera. Partito Giotto da Napoli, per andare
a Roma, ſi fermò a Gaeta,douegli fu forza nella Nunziata far di pittura alcu
ne ſtorie del Teſtamento nuouo,hoggi guaſte dal tempo, ma non però in mo
do,che non viſiveggia beniſsimo il ritratto d'eſſo Giotto, appreſſo avn cruci
fiſſo grande molto bello: Finita queſta opera, non l" ci o negar al Sie
gnor Malateſta, prima ſi tratténe pſeruigio di lui alcuni giorni in Roma, e di
i" ſe n'andò a Rimini, della qualCittà era il detto Malateſta Signore, cli nel
a chieſa di S. Franceſco fece moltiſsime pitture: lequali poi da Giſmondo fi
gliuolo di Pädolfo Malateſti, cherifece tutta la detta chieſa di nuouo, furono
gettate per terra, e rouinate. Fece ancora nel chioſtro di detto luogo, all'inco
tro della facciata della chieſa in freſco l'Hiſtoria della beata Michelina, che fu
vna delle piu belle, 8 Ec. coſe,che Giotto faceſſe giamai, ple molte, e belle ci
ſideraziòi, che egli hebbe nellauorarle:pche, oltr'alla bellezza depani,elagra
zia, eviuezza dlle teſte, che ſono miracoloſe, vi è quo puo djna eſſerbella, vina
giouane,laqual, p liberarſi dalla calinia dell'Aulterio,giura ſopravn libro in
atto ſtupendiſs.tenendo fiſsi gl'occhi ſuoi in quelli del Marito, che giurare la
facea, per diffidenza d'un " nero partorito da lei, Il quale in neſſun mo
do poteua acconciarſi a credere, che fuſſe ſuo. Coſtei, ſi come il marito mo
ſtra lo ſdegno, e la diffidenza nel viſo: ſa conoſcere con la pietà della fronte, e
degl'occhi a coloro, che intentiſsimamente la contemplano, la Innocenzia,e
ſimplicita ſua, 8 il torto, che ſe le fa, facendola giurare,epublicandola è tor
to per meritrice. Medeſimamente gradiſsimo affetto fu quello,ch'egli eſpreſ
ſe in vno infermo di certe piaghe: perche tutte le femine che gli ſono itorno,
offeſe dal puzzo,fanno certi ſtorcimenti ſchifi,i piugraziati del mondo. Iſcor
- ti
VITA DI GIO TT o eny
ti poi che invn'altro quadro ſi veggiono, fra vna quantita di poueriratratti
ſono molto lodeuoli,edeono eſſere appreſſo gl'artefici in pregio, perchedaeſ
; ſi, ſi è hauuto il primo principio, e modo di fargli, ſenza chenon ſi puo dire,
che ſiano, come primi, ſe non ragioneuoli. Ma ſopra tutte l'altre coſe, che ſoa
no in queſta opera,èmarauiglioſiſsimo l'atto, che fa la ſopradetta Beata,ver
ſo certi vſurai, che le sborſano i danari della vendita delle ſue poſſeſsioni, per
dargli a i" ; pche in lei ſi dimoſtra il diſpregio de'danari, e dell'altre coſe
terrene,lequali pare, che le putino, &in qlli il ritratto ſteſſo dell'auarizia,ei
gordigia humana pariméte la figura d'uno, che annouerādole i danari, pare,
che accenni al Notaio, che ſcriva, è molto bella, conſiderato, che ſe bene ha
l'occhialNotaio, tenendo nondimeno le mani ſopra i danari, fa conoſcere
affezzione,l'auarizia ſua, e la diffidenza. Similmente le tre figure, che in aria
ioſtengono l'habito di S. Franceſco figurate per l'ubbidienza, pacienza,e po
suertà, ſono degne d'infinita lode, per eſſere maſsimamente nella maniera de
annivn naturale andardi pieghe, chefa conoſcere, che Giotto nacque, per
dar luce alla pittura. Ritraſſe, oltre cio, tanto naturale il S.Malateſta in vna
Naue di queſta opera, che pare viuiſsimo: Etalcuni Marinari, Scaltre genti,
nella prontezza, nell'affetto, e nell'attitudini, e particolarmente vina figura,
che parlando con alcuni, e mettendoſi vna mano al viſo, ſputa in mare, º CO
noſcere l'eccellenza di Giotto. E certamente fra tutte le coſe di pittura fatte
da queſto Maeſtro,queſta ſi puo dire, che ſia vna delle migliori perche non è
figura inſigran numero, che non habbia in ſegrandiſsimo artifizio, e che né
ſia poſta con capriccioſa attitudine. E però non è marauiglia, ſe non mancò
il Signor Malateſta di premiarlo magnificamente,e lodarlo. Finiti i lauori di
.quel ſignore,fece, " davn priore Fiorentino, che allora era in S. Catal
" d'Arimini,fuor della porta della chieſa un S.Tomaſo d'Aquino, che legge
a ſuoi frati. Di quiui partito, tornò a Rauenna, & in S. Giouanni Euangeli
ſtafecevna capella a ſi lodata molto. Eſſendo poi tornato a Firenze con
“grandiſsimo honor, & con buone facultà,fece in S. Marco a temperavn cru
cifiſſo in legno, maggiore che il Naturale, e in Campo d'Oro, Ilquale fu meſe
lo aman deſtra in chieſa, 8 vn altro ſimile ne fece in S. Maria Nouella,in ſul
quale Puccio capanaſuo creatolouorò in ſua copagnia e qſt è ancorhoggi ſo
pra la porta maggiore nell'étrare in chieſaa ma deſtra Sopra la ſepoltura de
s Gaddi.E nella medeſima chieſa fece ſopra il tramezzo un S. Lodouico a Pau
lo di Lotto Ardighelli,S a piedi il ritratto di lui,e della moglie di naturale.
L'anno poi 1327.eſſendo Guido Tarlati da Pietra Mala,Veſcouo e Signord a
, Arezzo, morto a Maſſa di Maremma nel tornare da Lucca, doue era ſtato a
Viſitare l'Imperadore; poi che fu portato in Arezzo il ſuo corpo, e li hebbe
hauuta l'honoranza del mortorio honoratiſsima, deliberarano Piero Sacco
ne,e Dolfo da Pietra Malafratello del Veſcouo, che gli foſſe fatto un ſepolcro
di marmo degno della grandezza di tanto huomo, i" ſignore ſpirituale, e
temporale, 8 capo di parte Ghibellina in Toſcana. " ſcritto a Giot
to, che faceſſe il diſegno d'una ſepoltura richiſsima, e quanto piu ſi poteſſe
honorata, e mandatogli le miſure, lo pregarono ap " , che metteſſe loro
per le nani vu ſcultore il piu Eccellente, ſecondo il parer ſuo, di quanti ne
erano in Italia, perche ſi rimettenano di tutto al " di lui. Giotto, che
i 28' - p R 1 M A p A RT E
corteſe era, fece il diſegno, e lo mandò loro, e ſecondo quello, come al ſuo
luogo ſi dirà,fu fatta la detta ſepoltura. E perche il detto Piero Saccone ama
ua infiatamente la virtù di queſto huomo hauendo preſo non molto dopo,
chehebbehauuto il detto diſegno, il Borgo a S. Sepolcro, di la conduſſein
Arezzo vna Tauola di man diciotto di figure piccole, che poi ſe n'è ita in pez
zi. Et Baccio Gondi, gentil'huomo Fiorentino,amatore l queſte nobili Ar
ti, e di tutte le uirtu, eſſendo comeſſario d'Arezzo ricercò con gran diligenza
i pezzi di queſta Tauola,e trouatone alcuni,gli conduſſe a Firenze, douegli
tiene in gran Venerazione, inſieme con alcune altre coſe, che ha di mano del
medeſimo Giotto, Ilquale lauorò tante coſe, che raccontandole; non ſi crede
rebbe. Et non ſono molti anni, che trouandomi io all'Heremo di Camaldo
li, doue ho molte coſe lauorato a que R. padri,uidi in una cella:eui era ſtato
portato dal molto R. Don Antonio da Piſa, allora generale della Congrega
zione di Camaldoli, un crucifiſſo piccolo in Campo d'Oro,e col nome diciot
to di ſua mano, molto bello: Ilguale crucifiſſo ſi tiene hoggi, ſecondo che mi
dice il R. Don S1 Lv a No Razzi, Monaco Camaldoléſe nel Monaſterio, de
gl'Angeli di Firenze, nella cella del maggiore, come coſa rariſsima, per eſſere
di mano di Giotto, 8 i compagnia d'un belliſsimo quadretto di mano di Raf
faello da Vrbino.
Dipinſe Giotto ai frati Humiliati d'ogni Santi di Firenzevna capella, e quatº
troTeuole, e fra l'altre, in vna la N. Donna con molti Angeli intorno, e col
figliuolo in braccio.Etvn crucifiſſo grande in legno, dal quale Puccio capan
napigliando il diſegno nelauorò poi molti per tutta Italia, hauendo molto
in pratica la maniera di Giotto. Nel tramezzo di detta chieſa era quando que
ſto libro delle Vite de pittori, ſcultori, 8. Architetti ſi ſtampò la prima volta,
vna Tauolina a tempera ſtata dipinta da Giotto con infinita diligenza, den
tro laquale era la morte di N. Donna con gl'Apoſtoli intorno, 8 covn Chri
ſto che in braccio l'anima di lei riceueua. Queſta opera dagl'Artefici pittori
era molto lodata, e particolarmente da Michil.Buonarroti,ilquale affermaua
come ſi diſſe altra volta la proprieta di queſta hiſtoria dipinta, non potere eſ
ſere piu ſimile al vero di quello,ch'ell'era. Queſta " dico, eſſendove
nuta in conſiderazione, da che ſi diede fuora la prima volta il libro di queſte
vite:è ſtata poi leuata via da chi che ſia, che forſe, per amor dell'arte, e per pie
ta, parendogli, che fuſſe poco ſtimata, ſi è fatto, come diſſe il noſtro poeta, ſpie
tato. E veramente fu in quel tempivn miracolo, che Giotto haueſte tantaua
ghezza nel " conſiderando maſsimamente, che egli imparo l'arte in
un certo modo ſenza Maeſtro.
Dopo queſte coſe miſe mano l'anno 1334.a di,9 di luglio al campanile di S.
Maria del Fiore. Il fondamento del quale fu eſſendo ſtato cauato uentibrac
ciaa dentro, vna piatea di pietre forti,in quella parte, donde ſi era cauata ac
i" ghiaia. Sopra laquale piatea, fatto poi un buon getto, che uenne alto
odici braccia dal primo fondamento;fece fare il rimanente, cioè l'altre otto
braccia di muro a mano. E a queſto principio,e fondamento interuénel'At
ciueſcouo della Città,llquale preſente tutto il clero, e tutti i Magiſtrati, miſe
ſolénemente la prima pietra. Continuandoſi poi queſta opera col detto mo
dello, che fu di quella maniera Thedeſca, che in quel tempo suſaua, diſegnò
Giotto
VITA DI GIU TT o r29
"il
Giotto tutte le ſtorie, che andauano nell'ornamento: eſcomparti di colori
"I
bianchi, Neri, e roſſi il modello in tutti queluoghi, doue haueuano à anda
relepietre, ei fregi, con molta diligenza. Fu il circuito da baſſo in giro lar
gobraccia cento cioèbracciauenticinque per ciaſcuna faccia. E l'altezza brae
uti cia Cento quarantaquattro. E ſe è uero, che tengo perueriſsimo, quello, che
ti laſcio ſcritto Lorenzo di Cione Ghiberti, fece Giotto, non ſolo il Modello
di queſto Campanile, ma di Scultura ancora, e di rilieuo, parte di quelle ſto
rie di marno, doue ſono i " di tutte l'arti. E Lorenzo detto afferma
hauerueduto Modelli di rilieuo di man di Giotto, e particolarmente quelli
di queſte opere: laqual coſa ſi puo credere ageuolmente, eſſendo il diſegno,
“el'inuenzione il padre, è la madre di tutte queſte Arti, e non d'una ſola.
igi Doueua queſto Campanile, ſecondo il Modello di Giotto hauere per finimen
to ſopra quello che ſi uede una punta, è uero piramide quadra Alta braccia
" i eſſere coſa Tedeſca, e di maniera uecchia, gl'Architettori
ma
moderni non hanno mai ſe non conſigliato, che non ſi faccia, parendo che
ſtia meglio coſi, per lequali tutte coſe fu Giotto, non pure fatto cittadino,
Fiorentino, ma prouiſionato di cento fiorini d'oro l'anno dal comune di Fi
renze, che era in que tempi gran coſa, e fatto proueditore ſopra queſta ope
ra, che fu ſeguitata dopo luida Taddeo Gaddi, non eſſendo egli tanto uſuu
uto, che la poteſſe uedere finita. Hora, mentre, che queſt'opera ſi andaua ti
rando inanzi, fece alle Monache di San Giorgiovna Tauola, e nella Badia di
Firenze, in un'arco ſopra la porta di dentro la Chieſa tre mezze figure,hoggi
coperte di bianco, per illuminare la Chieſa. E nella ſala grande del podeſta di
Firenze dipinſe il comune rubato da molti,doue,in forma di Giudice con la
ſcetro in mano lo figurò a ſedere,e ſopra la teſta gli poſe le bilicie pari plegiu
“ſte ragioni miniſtrate da eſso, aiutato da " , che ſono la fortezza
có l'animo la prudenza ci le leggi,la Giuſtitia c5l'armi,elatéperanza colepa
role pittura bella, 8 iuézione propria,eueriſsimile. Appreſſo adato di nuoto
a Padoa, oltre à molte altre coſe,e Cappelle che egli uidipinſe fece nel luogo
dell'Arena una Gloria mondana, che gl'arrecò molto honore,evtile. Lauo
rò anco in Milano alcune coſe che ſono ſparſe per quella Città,8 che inſino a
ſhoggi ſono tenute belliſsime. Finalmente tornato da Milano, non paſsò mol
to, che hauendo in vita fatto tante, e tanto bell'opere, & eſſendo ſtato non
meno buon Chriſtiano, che ecc. Pittore, rende lanima a Dio l'anno 1336, con
molto diſpiacere di tutti i ſuoi Cittadini, anzi di tutti coloro, che non pure l'
ſhaueuano conoſciuto, ma vdito nominare: e fu ſepellito, ſi come le ſue vir
tu meritauano, honoratamente, eſſendo ſtato in uita amato da ognuno,epar
ticolarmente dagl'huomini Eccellenti in tutte le profeſſioni, perche oltre à
“Dante, di cui hauemo diſopra fauellato,fu molto honorato dal Petrarca egli,
se l'opere ſue, intanto, che ſi legge nel teſtamento ſuo, che egli laſcia al ſignor
Franceſco da charrara ſignor di padoa, fra l'altre coſe daluitenute in ſomma
venerazione va quadro di man diciotto, drentouivna noſtra Donna, come
coſa rara e ſtata a lui gratiſsima. E le parole di quel capitolo del Teſtamento
dicono coſi Tranſeo ad diſpoſitionem aliaruu rerum, pradicto igiturdo
mino mea Paduano,quia & ipſe per Deigratiam non eget, & egonihilaliud
habeo dignum ſe, mittoTabulam meam ſiue hiſtoriam beate Virginis Ma
- R riato
13e P.R I M A p A. R T E
ricoperisIo&i Pictoris egregi qua mihi ab amico meo Michele Vannis de
Florétia miſſa eſtin cuius pulchritudine ignorantes né intelligunt Magiſtri
autem artis ſtupent, Hanciconam ipſ domino lego, utipla virgo benedicta
ſibi ſit propitia apud filiumſuum Ieſum chriſtum c. i
- Et il medeſimo petrarca in vna ſua piſtola latina nel quinto libro delle fa
migliari, dice queſte parole. Atque (uta ueteribusadnoua, ab externis
ad noſtta transgrediar) duosegonouipictores egregiosnec formoſos Iot
tum Florentinum ciuem: Cuius inter modernos fama ingens eſt, 8 Simo
nem ſenenſem.Noui Sculptores aliquotc. fu ſotterrato in Santa Maria del
Piore dalla banda ſiniſtra, entrando in Chieſa, doueè vn Matton di marmo
bianco, per memoria di tanto huomo. E come ſi diſſe nella uita di Cimabue
vn comentator di Dante, che fu nel tempo, che Giottoviueua, diſſe: fu ed è
ciotto tra i pittori il piu ſommo della i citta di Firenze, e le ſue ope
re il teſtimonanio à Roma, à Napoli, è Vignone, a Fiorenza, padoa, & in
molte altre parti del mondo. - - -

I diſcepoli ſuoi furono Taddeo Gaddi, ſtato tenuto da lui è Batteſimo, co


come se detto e Puccio Capanna Fiorentino, che in Rimini nella Chieſa di
San Cataldo dei rari predicatori dipinſe perfettamente in freſcovn voto d'u-
nanaue che pare che affoghi nel mare, con huomini, che gettano robbe nel
l'acqua, dequalièvno eſſe Puccio ritratto di Naturale, fravn buon numero
di Marinari, bipinſe il medeſimo in Aſceſi nella Chieſa di San Franceſco mol
te opere dopo la morte di Giotto, 8 in Fiorenza nella Chieſa di Santa Trinita
fece allato alla porta del fianco uerſo il fiume, la Cappella degli Strozzi, doue
è in freſco la coronazione della Madonna convn Coro d'Angeli, che tirano
aſſai alla maniera di Giotto, e dalle bande ſono ſtorie di Santa Lucia molto
ben lauorate. Nella Badia di firenze dipinſe la cappella di San Giouanni eui
eliſta della famiglia de Couoni allato alla ſagreſtia. Et in Piſtoia fece à freſco
Cappella maggiore della Chieſa di san Franceſco, e la Cappella di san Lor
douido con le ſtorie loro, che ſono ragioueuoli .Nel mezzo della Chieſa di S.
Domenico della medeſima Città è vin Crucifiſſo, vna Madonna, é un san
Giouanni con molta dolcezzalauorati, &àpiedivn oſſatura di marmo inte
ra, nella quale (che fu coſa inuſitata in que'tempi) moſtrò puccio hauer ten
tato di uedere i fondamenti dell'arte. In queſta opera ſi legge il ſuo nome fat
to da lui ſteſſo in jſto modo, Puccio di F1 o RENza aE FEg E. E di ſua ma
no ancora in detta Chieſa, ſopra la porta di Santa MariaNuoua, nell'Arco tre
mezze figure, la Noſtra Donna col figliuolo in braccio, e san Piero davna bi
da, e dall'altra san Franceſco. Dipinſe ancora nella gia detta Città d'Aſceſi,
nella Chieſa di ſotto san Franceſco alune ſtorie della paſſione di Gieſu Chri
ſto in freſco con buona pratica, 8 molto riſoluta, e nella Cappella della Chie
ſa di santa Maria degl'Angeli lauorata à freſco un Criſto in gloria con lavere
gine che lo priegapelpopolo Chriſtiano, laquale opera, che è aſſai buona, è
tutta affumicata dalle lampane, e dalla cera che in gran copia ui ſi arde conti
nuamente: E di uero per quello, che ſi puo giudicare hauendo Pucciola ma
niera e tutto il modo di fare di Giotto ſuo maeſtro, egli ſe ne ſeppe ſeruire aſ
ſai nell'opere, che fece, ancor che, come uogliono alcuni egli non uiueſſe
molto, eſſendoſi infermato, 3 morto per troppo lauorare infreſco. E di ſua
-- i maIAQ
VITA DI GIOTTO 131

ri
mano per quello che, ſi conoſce, nella medeſima Chieſa, la C pella disaa
- Martino, e le ſtorie di quel santo, lauorate in freſco per lo º" Gentia
le. Vedeſi ancora a mezza la ſtrada nominata portica un Chriſto alla Colon
na, &in un quadro la Noſtra Donna, e santa chaterina, e santa chiara, che la
mettono in mezzo, ſono ſparte in molti altri luoghi opere di coſtui, come in
Bologna vna Tauola nel tramezzo della Chieſa, con la paſsione di Chriſto, e
ſtorie di san Franceſco:E inſomma altre che ſi laſciano per breuita. Diro be,
ne, che in Aſceſi, doue ſono il piu dell'opere ſue, e doue mi pare che egli aiu
taſſe a Giotto a dipignere, ho trouato, che lo tengono per loro cittadino, 6:
che ancora hoggi ſono in quella Citta alcuni della famiglia de'Capanni.On
defacilmente ſi puo credere, che neſceſſe in firenze, hauendolo ſcritto egli,e
che fuſſe diſcepolo di Giotto: ma che poi toglieſſe moglie in Aſceſi, che quie
ui haueſſe figliuoli,ehoraui ſiano deſcendenti. Ma perche cio ſapere apunto,
non importa piu, che tanto baſta che egli fu buon maeſtro. -

Fu ſimilmente diſcepolo di Giotto, e molto pratico dipintore Ottauiano


da Faenza, che in S.Giorgio di Ferrara, luogo de Monaci di monte Oliueto
dipinſe molte coſe: & in Faéza,doue egli viſſe e morì dipinſe nell'arco ſopra
la porta di S.Francvna N Donna, S. S.Piero, 8 S. Paulo, 8 molte altre coſe
in detta ſua patria, 3 in Bologna. -- - -
- Fu anche diſcepolo di Giotto Pace da Faenza,cheſtete ſeco aſſai, et l'aiutò
in molte coſe: & in Bologna ſono di ſua mano nella facciata di fuori di S.Gio
uâni decollato&alcune ſtorie in freſco.Fu queſto Pace valente huomo, ma par
ticolarméte in fare figure piccole, come ſi puoiſino ahcggi veder nella chie
ſa di S.Friceſco di Forlì invn Albero di Croce & invna tauoletta a tempera,
dotie è la vita di Chriſto, e quattro ſtoriette della vita di Noſtra Donna, che
tutte ſono molto ben lauorate. Diceſi, che coſtui lauotò in Aſceſi in freſco nel
la capelladi S.Antonio, alcunehiſtorie della vita di quel Santo, pervn Duca
di Spoleti,ch'è ſotterrato in quel luogo covn ſuo fi i, eſſendo ſtati mor
riin certi ſobborghi d'Aſceſi, combattendo, ſecondo, che ſi vede in vna liga
inſcrizzione, che è nella caſſa del detto ſepolcro. Nel vecchio libro della Com
pagnia dedipintori ſi truoua eſſere ſtato diſcepolo del medeſimovn Fräceſco
detto di Maeſtro Giotto, del quale non ſo altro ragionare,
e Guglielmo da Forlì fu anch'egli diſcepolo di Giotto, & oltre a molte altre
epere,feceta S.Domenico di Forlì ſua patria, la capella dell'altar maggiore.
Eurono anco diſcepoli di Giotto, Pietro Laureati,Simon MemiSaneſi Stefa
no Fiorentino, e Pietro Cauallini Romano, ma perche di tutti queſti ſi ragio
inanella vita di ciaſcun di loro,baſti in queſto luogo hauer detto, che furono
diſcepoli di Giotto,ilquale diſegnò " bene nel ſuo tempo, e di quella ma
niera, come ne fanno fede molte carte pecore diſegnate di ſua mano di acque
rello, 3 profilate di penna, e di chiaro e ſcuro, e lumeggiate di bianco, lequa
li ſono nel noſtro libro de diſegni: & ſono aperto a quegli de maeſtri ſtati ini
zi a lui,veramente vina marauiglia, i ti riti
Fu,come ſi è detto,Giotto ingegnoſo,e piaceuole molto, e ne mettiar
riſſimo,de quali n'è ancoviuanemoria in queſta città: perche oltre a quello,
-che ne ſcriſſe M.Giouanni Boccaccio, Franco Sacchetti nelle ſue trecento No
zuelle neracconta molti, e belliſſimi, De'quali non mi parrà fatica ſcriueineal
a Q -º
131 P R 1 M A P A R T E ,
cuni con le proprie parole apunto di eſſo Franco,accio con la narrazione del
la nouella ſi vegghino anco alcuni modi di fauellare, e locuzioni di quel tem
pi. Dice dunque in vna per mettere la rubrica. A Giotto gran Dipintore è da
tovn palueſe a dipignere davn huomo di picciolaffare.Egli facedoſene ſcher
ne, lo dipignie performa, che colui rimane confuſo. Nouella.
Ciaſcuno puo hauere giavdito, chi fu Giotto, e quanto fu gran dipintore
ſopra ogn'altro. Sentendo la fama ſua vn groſſolano, 8 hauendo biſogno for
ſe, per andare in caſtellaneria di far dipignerevn ſuo palueſe, ſubito nidò ala
la " di Giotto,hauendo chi gli portaua il palueſedrieto, & giunto do
ue trouò Giotto, diſſe. Dio ti ſalui maeſtro, lo uorrei, che mi dipigneſſi l'ara
me mia in queſto palueſe. Giotto, conſiderando e l'huomo,e'l modo, non dif
ſe altro, ſe né, quando il uuò tutequel glielo diſſe, diſle Giotto,laſcia far a me
& partiſsi;& Giotto,eſſendo rimaſo,penſa fra ſe medeſimo, che vuol dir quea
ſto,ſarebbemi ſtato mandato coſtui per iſchernet ſia che uuole, mai né mi fu
recato palueſe a dipignere, 8 coſtui che reca è vn'homicciatto ſemplice, 8 di
ce,ch'iogli faccil'arme ſua, come ſe foſſe de realidi Fräcia, per certo io gli deb
bofarevna nuoua Arme. Et coſi penſando fra ſe medeſimo ſi recò inizi il det
so palueſe,e diſegnato quello gli parea,diſſe avn ſuo diſcepolo deſſe fine alla
dipintura,8 coſi fece. La quale dipintura fu una Ceruelliera,vna gorgiera,un
paio di bracciali, un paio li di ferro, un paio di corazze, un paio di co
ſciali, 8 gamberuoli, una ſpada un coltello, 8 una lancia. Giunto il ualente
huomo, che non ſapea, chi ſi fuſſe, ſaſſi inanzi e dice. Maeſtro è dipinto quel
palueſe.diſſe Giotto,ſi bene,ua recalogiu.Venuto il palueſe, e quel getilhuo
mo per procuratore il comincia a guardare e dice a Giotto, è che imbratto è
iſto, che tu m'hai dipinto? Diſſe Giotto,e ti parrà bé imbratto al pagare, diſ
uelli io non ne pagherei quattro danari diſſe Giotto, e che mi diceſtu, ch'
io dipigneſi,8 quel riſpoſe l'arme mia,diſſe Giotto non è ella quì,mancace
ne niuna, diſſe coſtui,ben'iſtà,diſſe Giotto, anzi ſtà male, che Dio ti dia, e dei
eſſere una gra beſtia, che chi ti diceſſe, chi ſe tu? appena lo ſapreſti dire; egiu
gni quì,edi,dipignimi l'arme mia:ſe tu fuſsi ſtato de Bardi,ſarebbe baſto che
arme porti tu? Di qua ſe tu ? chi furono" tuoi. Deh, che né tiuergo
gni,comincia prima a venire al mondo, che tu ragioni d'arma, come ſtu fuſſi
Duſman di Battiera. Io rho fatto tutta armadura ſul tuo palueſe: ſe ce n'è piu
alcuna,dillo, 8 io la farò dipignere.Diſſe quello,tumi di villania,e m'hai gua
ſto un palueſe,e parteſ,8 vaſſene alla graſcia, e fa richieder Giotto. Giotto
compare,e i" lui,adomandando fiorini due della dipintura, e quel
lo domandaua a lui: Vdite le ragioni gl'ufficiali che molto meglio le diceua
Giotto,giudicarone, che colui ſi toglieſſe il palueſe ſuo coſi dipinto, e deſſe li
re ſei a Giotto, peroche gl'haueua ragione. Onde conuenne toglieſſe il palue
ſe,e pagaſſe, 8 fu proſciolto,coſi coſtui,non miſurandoſi, fu miſurato. -

Diceſi, che ſtando Giotto, ancor giouinetto con Cimabue, dipinſe una uol
tain ſul naſo d'una figura, che eſſo Cimabue hauea fatta, una moſca tanto ma
vurale, che tornando il maeſtro perſeguitare il lauore ſi rimiſe piu d'unauolta
a cacciarla ci mano,penſando che fuſſe uera, prima,che s'accorgeſſe dell'erro
re.Potrei molte altre burle fatte da Giotto,e molte argute riſpoſte raccontare:
º la voglio che queſte le quali ſono di coſe pertinenti all'arte, mi baſti hauea
- ' ' - - -- - - -- - - - - - -- -- - -- - - - - e
VITA DI GIOTTO. 233
re detto in queſto luogo. Rimettendo il reſto al detto Franco, 8 altri.
Finalméte, pche reſtò memoria di Giotto non pure nell'opere, che vſcirono
delle ſue mani, ma in qlle ancora, che vſcirono di mano degli ſcrittori di que
tépi eſſendo egli ſtato quello, che ritrouò il vero modo di dipingere ſtatopdu
toinanzi a lui molti anni, onde per publico decreto, 8 per opera