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V I R G A A R O N R E F L o R v I T.

NICO LA I C o M IT IS A R CIT E NE NT IS
E X A STI CH O N IN P. A R ON LAV DE S.

.
Viuat Aron,ſecloſua uirga refloreat omni,
Per quem oſcura olim Muſica,nuncrutilat.
Ergo pulchraferattantorum dona laborum.
Praemia quistanto dignanegetcapiti:
Vosuiuumuates ſtatua & decorate corona,
Poſt obitum ſydusDifacite eſſe nouum.
- i . -. i » a v,

1 4s. Die. 3 c. Auguſti in Rogatis.


La Gratia,c Priuilegio della Illuſtriſſima Signoria di vinegia.
he per autorita di queſto conſiglio ſia conceſſo a Don Pietro Aron, che
per anni, X. proſsimi alcuno ſenza permiſsione ſua, non poſsa ſtampare,
ne far ſtampare, ne uendere in queſta noſtra Citta, ne in alcun luogo del Do º
minio noſtro, ne altroue ſtampata, in quelli uendere, l'Opera per lui compoſta,
titolata Lucidario in Muſica, ſotto pena, alli contrafacenti, di perder l'opere, or
di ducati. 2 o o da eſſer diuſi per terzo fra il Magiſtrato, ouer Rettore che fa
- - ra l'eſecutione, Laccuſatore, e lui Supplicante, ilqual pero ſia obligato di oſa
-
ſeruartalito quello, che per le noſtre leggi, è diſpoſto nella materia di Stampe.
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Bayerische
Staatsbibliothek
München
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LV CIDARIO IN MVSICA DI AL
C vNE OP PENIONI ANTIC HE, E T Moa
derne con le loro Oppoſitioni, & Reſolutioni, Con
rolri altri ºrzieri appreſſo, è queſtioni da altrui
anchora non dichiarati,Compoſto dall'ec
cellente, 8 conſumato Muſico Piea
tro Aron del Ordine de Cro
ſachieri, 8 della cita
ta di Firenze,

se
TAV o L A D I Tv TT E L E cos E, c H E SI
contengono nell'opera. i
L IBRO P RIM O.

ntorno le chiauidi natura,3 dib, quadro, Oppenione. I


Dell'ottaua corda, chiamata,G, oppenione 2,

Circa il procedere delle mutationi, oppenione 3


Come il tropo ſi conoſcep altra maniera, che parſin,eteſin. op.4
Delle terminationi regolate, 8 non regolate, oppenione. 5
Di alcuni Tuoni da Marchetto non bene inteſi, oppenione. 6
Della medeſima intelligenza, oppenione. 7
Come le note ſopra della ſillabala, ſi poſſano chiamare, opp,8
Diut, re,8, re, mi, aſcendenti oppenione. 9
Sopra di alcuni proceſſi eccleſiaſtici, oppenione. Il Q,

L I BR O SE CON D O,

N"queſto
proemio del ſecondo libro, cuiueramente ſi conuenga
nome di Muſico.
s": due Pauſe di tre tempi ſegnate, oppenione. l

Intorno la figura Dieſi, oppenione. 2,

Della conformita del Dieſi, & del b, molle, oppenione. 3


Circa la ſillaba ſopra delle uocela, oppenione. 4,
Del Punto, è quantita di eſſo, oppenione. 5
Del circolo, 8 ſemicircolo col punto, oppenione. 6
Delmi, contro il fa nella perfetta Simphonia, oppenione. 7
Delle due conſonanze perfette nel contrapunto l'una dopo l'al
tra poſte, oppenione. 8
Come l'una di due note continouate in ſpatio, o in riga da alcuz
nie ſoſpeſa. oppenione. 9
Di alcuni progreſſi da molti falſamente chiamati fuga,oppe. 1 o
Come i tre generi debbano incominciare dal tuono, 3 non dal
ſemituono, oppenione, I l
Del ſemicicolo incontrario poſto, oppenione- I 2.

Se il ſemicircolo tagliato, 8. non tagliato poſſono producere la


doppia proportione, Oppenione. I3
Del tritono, ouero tetracordo maggiore ne còcéti uſato,op.14
Che il côporre della Muſica, non e altro che Pratica, oppe i 5
;

º S LIBRO TER Z O,

el tempo Muſico detto naturale,3 accidentale. Cap. 1


Riſpoſta allo eccellente don Franchino intorno alcune ſue
oppenioni. Cap. 2.
Oppoſitione fatta dallo eccell.meſſer Giouanni ſpadaro. Cap.3
Dichiaratione di alcuni ſegreti nel contrapunto. Cap-4
Come il punto non puo fare imperfetta una nota fimile. Cap.
Come il catore dee oſſeruare la miſura necòcenti, & ſegni, ca 6
Delle parti, 8 imperfettione delle note. cap.7
Altre conſiderationi intorno la imperfettione. caps 3
Qual ſia ſtato il prio e' ſcdo ſegno dagli antichi dimoſtrato.c.9
De Gttro modi dagli antichi, 8 moderni muſici ordinati. cap. 1 o
Del tacito ualore della Maſſima. cap. 1 a
Oppenione di alcuni intorno la breuepfetta,3 imperfetta c. 12
Perche la maſſima non ha pauſa. cap. I 3
Come il Muſico non ha riguardo di fare imperfetta piu l'una che
l'altra di molte note in un corpo unite. cap. I 4
Cppenione, 8 Reſolutione, circa i Mandriali aNote nere.ca. I r
º
Oppenione, e reſolutione, intorno le compoſitioni cap.: &
LIBRO Q V ART O.
ella Muſica dorica, Lidia, & frigia. cap. a
Perche cagione ſia ſtato trouata l'alteratione. capº
Dubitationi neceſſarie intorno l'alteratione. cap-3
Come ſi puo formare ciaſcuna ſpecie ſemplice, 8 compoſta nel
le due congionte. caps4
Delle ſei ſillabe conſiderate da, a, a, f, & da,b,a,d,& da,d,a,b,&
da,e,a,c,8 da,f,a,d. capsy
Del modo di procedere colle ſei fillabe accidentali nello ſtore
mento detto Organo. cap.6
Domida del,b,mollei,c,&in,f,cóſiderato oueroimaginato.c.7
Del,b,in,f, collocato. - cap.8
Del ſegno del Dieſi in,b,&in,e,immaginato. cap. 9
Del Dieſiin,e,conſiderato. cap. Io
Della congionta del,b,molle, 8 del,b,duro. cap. 1 i
Come in ciaſcun luogo della mano ſi poſſono trouare. 3o.muta
tioni. cap i 2.
AL L'ILL VST RE SI GN O R CONTE FOR T Va
l
RAT o MARTIN E NG o PIETR o AR o N -

M vs Ic o FI o RENT IN O.

olti giorni Illuſtre Signor mio ſono andato penſando a cui queſta
M
nouella operamia di Muſica doveſsi indrizzare, concioſia coſa che
hauendo la natura tante diuerſità d'ingegni al mondo prodotto, Io
º
temeua di non inuiarla ad alcuno, l'animo del quale dal ſoggetto di
quella alieno ſi trouaſſe; Onde poi fºſſe non ſolamente non laudaa
ta,ma etiandio diſprezzata, Ma toſto, che v. S. agliocchi della mente mi occor
ſe, io preſi ardire di douerla ſicuramente ſotto il felice nome ſuo dare in luce; Pera
cioche facendo continuo in lei un ſoauſimo concento tutte leuertu,non poſſo ſe non
ſperare, che queſto parto mio non ſia da eſſa con lieta fronte riceuuto; ſenza che
mi pare,che gran torto haurei fatto a me ſteſſo a non dedicarla alla uertu,e bona
tauoſtra; Peroche eſſendo io tutto ſuo, è conueneuole anchora; che ogni coſa, che
da menaſce, ſia ſua, Et togliendola allei, o donandola altrui,uenerei non ſolo afa
fare errore, ma anchora a cometterfurti, Eſſa dunque accetti uolentieri il piccioa
lo dono, che da me ſuo deuotiſſimo le ſi porge, ma che dico le ſi porge: anzi come
ſuo, le ſi rende, concioſia che tutto quel poco di ſapere, che in me ſi troua da lei
proceda, come da quella,che col chiaro raggio del ualor ſuo illuſtra le oſcurtenea s
bre del ingegno mio. - º
pI E T R O A RON A L E T T ORI,

o TRE ST I facilmente di noi dolerti dottiſſimo & eccellente


lettore,o forſe far giudicio, che fºſsimo degni di qualche biaſimo,
P imperoche hauendo noi gia dato fuori il Toſcanello in linguauolga
re, hor queſta preſente ultima noſtra opera,o Trattato harmonico
nella ſteſſa pure habbiamo mandato in luce, la doue che, et per uaa
riare,o perche eſſendo queſto ſoggetto piu graue di quello,era con
tieneuole, che fºſse ancho trattato colla latina, come piu mobile,e degna della uola
gare, o come che io habbia ferma oppenione, che eſsendo la latina piu bonarata,
e in maggiore prezzoli ſarebbe ſtato piu agrado,che piu toſto in queſta la ti ha
ueſimo recata, che nella uolgare. Tuttauia ſoccorrendomi, che tutto che appreſo
de Romani foſſero due lingue l'una propia, e natia, la quale era la Latina, l'altra
Straniera,o non naturale, ſi come era la Greca, nondimeno eſi piu uolentieri ſcri
ucano nella loro, come piu domeſtica, e famigliare, che nell'altrui dalloromeno
conoſciuta, ho giudicato affine di giouare parimente adotti,e a gas diotti,che foſſe
bene nella lingua,la quale dalle nutrici appariamo, ſcriverla. Et ſe alcuno diceſse,
che non ſi conueniſſe laſciare la piu degna per ſcrivere nella meno, ſi riſponde, che
non manco ſarebbe diſdiceuole a colui che uoleſe ſcriuere nella piu degna, e hono
rata per laſciare la ſua propia,et naturale,che ſarebbe a colui che uolendo fare una
caſa piutoſto in una citta frana, che nella ſua propia per eſsere piu bella della ſua,
e piu riguardandle,lane fabricaſe.Alaqualcoſa fuggire m'inſegnano i tre mag
giorlumi della mia patria. Il Boccaccio, Dante, o il Petrarca, e molti altri de
quali ciaſcheduno anzi ha uoluto la ſua lingua anchorapouera arrichire,che all'al
trui ampia poco giovamento apportare. Et appreſo de latini Cicerone, il quale an
chora che ſapeſse la lingua Greca,pure uole piutoſto nella ſua ſcriuere,che nell'ala
trui. Appreſo confortando i ſuoi Romani a Romanamente ſcruere. Conſiderate le
ſopradette ragioni, o appreſo, che latinamente datinoi eſſendo compoſta, hauereb
be perauentura portato ſeconaggior difficulta, concioſia coſa chel'oppenioni,le
Oppoſitioni,o le Reſolutioni, che in quella ſi contengono non ſarebbono coſi da tut
ti ſtate inteſe, ſe noilehaueſimo latinamente ſcritte,ciè paruto per manco fatica di
coloro, ch'ella aſpettano, diſcriuerla nel Idioma noſtro natiuo, Per la qual coſa ti
piacera gentile, e candido lettore con lieto,e benigno animo accettandola di eſa
contento rimanere, quando non per altro mi ſono meſſo a queſta fatica, che perſo
lo deſiderio di giovare altrui, coſiddio felicemente ti coſtrui,
PIETR o A Ron ALLr sprRrrr AR.
M ON I CI, E T G E NT IL I.

Ra tutte le arti, o ſcienze, delle quali Iddio ottimo maſſimo ſca


cedono a mortali, poche al mio parere ue ne ha, o forſe niuna,
F che ſiano non ſolamente di maggiore, ma di uguale diletto alla
Muſica, Concioſia coſa che abbiſognando la miſeria, o imbea
cillità humana di qualche ſoſtentamento per conforto, e alloga
giamento di que tanti trauagli, o calamita, de quali ella ſi uede piena, Queſta
diuina rapitrice degli animi noſtri uie piu di niuna altra cio ſi uede preſtare, Et
per tanto hauendo io a cio riguardo, eruolendo, come colui, che da tutta huma
nita non è lontano, in quanto per me ſi puo ſouenire a tale imperfettione humana,
bo preſo noua fatica, (come che cio commodamente non ſi ſia potuto fare ſenza op
pormi, di raccogliere alcune oppenioni, e ſentenze non ſolamente apparte
nenti alcanto fermo, o immiſurabile, ma al miſurato etiandio, eruariabile, la
qualintelligenza puo eſſere inteſa in due modi l'uno riſpetto al Canto fermo, il ſua
le per ſe non conſidera piu ſuoni, o tempi in una ſola figura, o nota compreſi, o
pronontiati, ma ſolo la qualita di duoi di eſſi l'uno dopo l'altro con debito ſpatio
con la uoce eſpreſſi, ouero conſiderati, Et anchora.tal Canto fermo non ha riguar
do alla miſura, o al tempo preſo nel principio delcantare in parti ternarie, nebia
narie diuiſo, ma ſempre e permanente nella ſua miſura, e ualore ſenza creare
nella ſua integrita altro numero,ne parti alcune,l'altro ſecondo il Canto figurato,
delquale le proportioni occorreti fra le diſtanze regolate ſono nella Muſica con ar
te eſercitate, come è l'interuallo del Tuono, e lo ſpatio del Diateſaron, er al
tri ſimili interuali, leguali conſiderationi non hanno luogo nel Canto fermo, del
quale piacendo a colui, che ogni coſa gouerna, e regge, ſpirto gentile ti dare
mo principio.
pRE cE rT I DE L cANT o PIA NO DA
AM OLTI NON B E N E INTE SI ,

LI BR O PR I M O,

O p P E NI O N E . I,

-: º loggiſ ritrovano, ideali fanno pro


i fiſsione d'inſegnare Muſica, de quali alcuni dal
diritto camino ueramente ſi ucggono trauiare,
concioſiacoſa che daloro inconſideratamente ſia
i preſo quello, che di ſua natura ſta altramente, et
E incominciando, dicono. Che nella Muſica immi
ſurabile ſolamente ſi trovano due chiaui, la pri
ma diffaut, come qui è o la ſeconda ſeguen
i te E di C, ſol,fili per lo qualordine pre
l
s

Si te i riſcono ilucro modo, la qual coſa dannoi


non ſolamente non è conccduta, ma da
ogni mediocre Muſico è riprouata,
O Pp O SIT I O N E,

A magggior intelligenza, e cognitione dicio, che intendiamo di dimoſtrare, ſi


domanda, che è quello, che inſegna al mercatante,o a chiunque ua in uiaggio il luo
go, doue egli ſi ha da riſtorare della fatica della paſsata uia, certamente tu dirai,
che egli è un certo ſegno apparente, il quale generalmente s'uſa di porre dinanzi a
tal alloggiamento, come ſarebbe una Teſta, un Sole, una Luna, una Spada, uno
Angiolo, o ſimili, mediante i quali ſegni egli giudica quello douer eſſere il diſtato
albergo, ouero oſteria Similmente pel mezzo di tali ſegni, o chiaui ſi hara notitia
del proprio luogo di F,et di C, come conferma il Reuerendo Don Franchino al ca.
quarto di quel ſuo Trattato uolgare chiamato Angelico, o Diuino,cue egli dice,
che per cognitione, o dimoſtratione della ſettima eſtenſione, cioè dif, fa ut, ſi ſta
gna nel principio del canto ſopra una linea una figura dimoſtranteſi con tre note,
come dinanzi habbiamo dimoſtrato, Et laundecima poſitione cioè C,ſol, fa, ut, ſie
milmente con una figura apparente con due note, come di ſopra ſi dimoſtra, Le
quai chiaui, o ſegni daranno notitia della proprieta di natura, o di b, quadro, Et
benchenel detto capitolo da Franchino ſiano chiamate chiaui delle corde, non è pc
ro da intendere che eſſe ſiano chiaui delle propie corde, ma ſegni, che dimoſtrano le
poſitioni di F, e di C. b
L I B R O

R E S O L V TI O N E.

v eduta chiaramente la uerita di quello, che diſopra è ſtato detto, dico, che dato
che tali ſegni, o chiaui ſiano permanenti in F, o in C, non ſeguitera pero, che ſi
ſiano appropiati alluogo di Fgraue, ne di C, acuto, perche la poſitione di F, o la
poſitione di C, hanno le loro naturali, o propie chiavi, come ogni Muſico affera
ma che ognilettera in Muſica è detta chiaue, per la qual coſa diremo, che in F, o
in C, ſaranno due chiaui, e non una ſola, La prima la lettera, la quale è f o la
ſeconda la chiaue delle tre note dimoſtranti la proprieta di natura graue, la quale
è la ſillabaut, oſta nel Cgraue, perche rimoſſo talſegno,o chiaue, ſarebbe occolto
doue foſſe creata, Similmente il luogo di C acuto hara due chiaui, la lettera C, o
quella delle due note, A confermatione delle quarcoſ GiouanTintori in un ſuo Trat
tato dice che F, faut,ſi è un luogo, la propia chiave del quale è la lettera, Et ſimil
mente Cſolfa ut è un luogo, la chiaue del quale propiamente è la lettera, le quali
lettere ſono un reſerramento di tutte le corde, ouer poſitioni della mano, pertanto
ſara di ſouerchio, e uario dare al luogo quello, che non ſi comuiene.
O PP E NI O N E. I I.

M" acutiſſimi,o eccellentiſſimi Muſici hanno hauuto oppenione, chella poa


ſitione di G, ſolreut ottaua, ſia grave, ſecondo l'ordine della noſtra mano,
nella quale naſce la propieta quarta di b quadro acuto, la qual coſa chiaramente in
contrario eſsere ſiuede, perche oue la poſitione foſſe detta grate, per conſeguente
anchora ſeguirebbe, chella propieta foſſe detta graue, o non acuta, Il che non puo
ſtar a modo alcuno, perche due contrari in un ſteſſo tempo non poſſono bauer luo
go nel medeſimo ſubietto. Alla qualcoſa riſpondono, che tutto che la poſitione di G
ſia graue, che pero la proprieta e acuta,poſto che eſſa ſia nelluogo del detto G,per
che ſia propietà non è altro, che un ricoglimento di ſei ſillabe, cioè di ut, re, miſa,
ſol,la, della qual aggregatione, oraccoglimento la prima ſillabaut, e capo,o fon
damento di tutte le ſeguenti allei, e pertanto per eſſere piunote nelle parti acute,
che nelle graui, dicono eſſa eſſere acuta, o non graue.
OP P O SI TI O N E .

S e haueremo conſideratione a quegli, che tengono la ſopradetta oppenione, certo


uederemo le poſitioni della noſtra mano dalloro eſſer diviſe in s. graui,ouero ſecon
do l'ordine del Greco in.7, le quali han principio in Proslambanomenos danlioi chia
mato Are. Et ſeguitando in 7. acute, or 6. ſopracute, per lo qual ordine ſiuede
ratino naſcere non pochi dubbi, percioche le parti graui poſſederatio quattro pro
prieta diſſimili. La prima nella prima corda chiamata Gammatt. La ſeconda in
e

- p R I M O,
C,la terza in F, la quarta in G, chiamata da loro acuta per la qual partecipatio
ne le parti graui ſouerchieranno le acute,o le ſopracute, Pertanto non ſi conuiene
- torre al graue per dare all'acuto,ma corriſpondere all'una parte,o all'altra,cioè
due proprieta di b quadro,al graue, et una alle parti acute,la onde ſi uede non po
ter eſſere quello che dalloro è dimoſtrato nonoſtante che maggior quantita di no
te ſiano nelle parti acute per lo qual fondamento eſſa non ſara detta acuta, magra
ue,perche ogni deriuatiuo tiene della natura del ſuo primitiuo, o poſitiuo.
R E S O L V TI O N E.

V eduto tal fondamento di coſtoro, non è dubbio, che ſe dalloro ſara domandato
la proprieta del bguadro acuta, o non graue, per le ragioni diſopra dimoſtra
te, ne riſultera grande confuſione, per lo qual modo ſara di neceſſita rimouerela
proprieta del binolle, di graue in acuto, concioſia coſa che la detta propieta tena
ga maggior parte di ſillabe, o note cantabili, nelle parti acute, che nelle graui,
nella qual coſa ſiuede chiaro, chella oppenione di ſopra allegata non ha conilienza
alcuna, ne fondamento ragioneuole, perche due propieta del b molle reſterebbono
acute, o ſopracute, doue primieramente era la prima graue, la quale quiui ha il
ſuo naſcimento, Adunque per rinouere i dichiarati inconuenienti, auertirai teeſ
ſer coſtretto diuidere la tua mano in s.graui,o 7.acute,o s.ſopracute,col prin
cipio in Gamma prima corda, o la fine in ottaua detta G, Et per tal modo G,ſa
ragraue, con la propieta graue, per eſſere collocata nelle poſitioni o luoghi grae
ui, Et coſì eſſendo il bguadro acuto ſarebbe detto in G, naſcere la propieta del b
quadro acuto o in F primo la propieta di b molle acuto,e non graue,o perte
ncrretto ordine ſara detto coſì,
La propieta di b quadro riſpetto al luogo, graue,
La proprieta di natura, graue, -

La propieta di b molle acuto,graue,


La proprieta dib quadro acuto,graue,
La propieta di natura acuta,
La proprieta di b molle ſopracuto, acuta,
La propieta di b quadro ſopracuto, acuta,
O P p E NI O N E. II I.

glie certo,o manifeſto che molti ſi ritrouano,iquali con poca diligenza dino
principio intorno le mutationi preuaricando l'ordine che ha conceſſo ogni Ec
cellentiſſimo Muſico, perche non conſiderano la facilita, la quale ſi richiede a un
mouo diſcepolo, come ſarebbe trouando talproceſſo da Are, graue inſino ad, A,
acuto, da loro ſara detto re, Etſeguitando mi fa, re, mi fa ſol,la, º diſcenden
- - il
- -
I
L I B R. O
dola,ſolfa,la ſolfa,mire,Et il medeſimo modo oſſeruerino da fi mi poſitione.2.
ad, A, poſitione, 9, dicendomi,ſa, re,mi,fa,ſol,la, Et diſcenden dola, jol,fa,la,
ſol,familqualeordine,o modo da noi non è concedatto come quello chenone con
modo al canto piano,ouuoi dirfermo. -

. ..: -
. --
OP P O SI TI O N E.

e colui al quale tu darai principio ad inſegnare, non ſara alquanto inſtrutto


ditali mutationi, ſenza alcun dubbio gli partoriranno non poca confuſione,
perche da Are detto graue procedendo compoſtamente o continouatamente inſino
ad,A, acuto,non ſara di neceſſita mutar la nota in, D, graue,ne meno diſcendendo
in E,pur graue,ſimilmente da b mi ad A,acuto,non ſi conuiene mutare in,D,la ſil
tabaſol,nella ſillabare ne diſcendendo in E mutare il minella ſillabala, perche tal
modo non ſi oſſerua nella Muſica piana,ma è contro le inſtitutioni di ogni ſcientia
to Muſico,
R E S O L V TI O N E.

c hi ben conſidera, trouera, chella Muſica ſenza miſura circa le mutationi di me


ceſſita couiene eſſere non poco differente da quella detta miſurata, percioche il Can
tore ſempre cerca di procedere col commodo ſuo. Il che non auiene a colui, che ad
canto fermo uorra dar opera, per la qual coſa le mutationi del canto fermo ſarano
diſſimili da quelle del figurato. Pertanto uolendo procedere da Are graue,ad A
acuto, non ſaraneceſſario mutarla nota, o ſillaba del Dgraue, la qualſe dice ſol
nella ſillabare, ma indugiare inſino attanto, che arriui alla corda di E, la, mi, or
del,la, cangiarla nelmi, dicendola, mi, in un medeſimo tempo, o diſcendendo da
eſa A,acuta,ad Are graue, dirai la ſol,fa, mi, re, o la ſillabaut muterai in fa,
dicendo ut,fa, in un iſteſo tempo, ſeguitando mi, re, coſi procedendo da b, mi,
graue ad A acuto, muterai la ſillabala,la quale è in E la, mi, nella ſillabani, pu
re a un tempo medeſimo, e diſcendendo come di ſopra hai compreſo, Et queſto mo
do, o ordine è neceſſario, o non come a te piace, perche le mutationi mai non ſi
debbono fare, ſe prima la neceſſitanonte coſtrigie, come afferma Guidone Areti
no dicendo. Mai non ſi dee fare la mutatione, ſenon aſtretto dalla neceſsita, la onde
non ſaraneceſſario mutare il ſollielre,del Dgraue, ma la ſillabala,di Ela,mi,nel
mi, come da Marchetto (che che gli altri ſi habbiamo creduto)Rettamente è ſtato di
moſtrato, dicendo Lamutatione ſi è un uariare del nome della uoce in un altra nel
medeſimo ſuono, Et ſimilmente Franchino al cap. 4 della ſua pratica dice, chella,
uoce non ſi cangia in un'altrauoce per l'aſcendere, ne per lo diſcendere, ma la ſilla
baſi bene in altra ſillaba, e la propieta,ouero qualita in altra qualita, la quale
intelligenza ſolo appartiene al canto figurato, e non al fermo, perche le mutatio
-
p R I M O.
nidelcanto figurato ſono governate dalla commodita, e quelle dal canto fermo
dalla neceſſita, come la figura dimoſtra.
Eſempio per cagione delle coſe di ſopra raccontate.

– EE

O PP EN I ONE, I I I I.

rouo in un trattato di Muſica immiſurabile dell'eccellente Marchetto Padoa


1 uano al cap. 4. oue tratta de modi, che egli dice, che il tuono non ſi conoſce
ſolamente per lo aſcenſo, o per lo diſcenſo, ma anchora per altre ragioni allegan
dotale regola, che un canto haura il ſuo diſcenſo, o manchera dell'autentica aſcen
ſione e nondimeno taltuono, o canto non plagale ma autentico ſara giudicato,
come è il riſponſorio Siit lumbiueſtri precinti, o altri ſimili. Et appreſo egli
dice,che ſi puo trouare un canto, il quale ſara del terzo tuono, ſotto il fine del qua
le ſi puo aggiorgere una uoce, la quale ſara la fine del primo tuono, per lo qualria
ſpetto egli non uuole, che ſia primo materzo, perciocheſe primofuſe detto, pareb
be,chella dettauoce aggionta ſotto il fine haueſe piu potere che i principi, o le di
ftintioni, o le ſpeci di eſſi, la qual coſa egli dice eſſere falſa.
OP P O SIT I ONE,

L e ragioni di ſopra allegate di Marchetto conchiudono che i Tropi, ouer tuoni


non ſolamente ſiano giudicati plo aſcenſo et perlo diſcenſo,ma anchora per lo tran
ſito delle ſpetiſeta corroboratione di ciodice,che nell'allegato riſponſorio sintlum
biueſtri precinti,etin altri ſimili ſono certi pentacordi congonti,o quinte,che chia
margli uogliamo, i quali hanno forza di rimouere eſſo riſponſorio de plagale, in
autentico per lo potere di eſſe ſpetij, come anchora da noi fu dimoſtrato al cap.31.
de Inſtitutione harmonica, per la quale autorita dice, che un canto, il qualehaura
forma, ouero compoſitione atta al terzo tuono,che eſſo canto, dato che habbia il fia
ne nella regolar ſua poſitioneſara chiamato terzo,etnon primo, Tutto che alluiſia
º
L I B R O,
aggiontonelgraue il tuono ſeſquiottauo, il quale è conſtituito in D graue. Et dice,
che ſe ſara giudicato primo, che'l Muſico ſara detto cieco,e eſſere in errore, al fon
damento del quale ſara dannoi in contrario oppoſto.
R E S O LV TI O N E.

I l ſopranominato Marchetto male conſiderò le predette coſe conſiderando chella


forza delle ſpeti poſſa generare due effetti, primieramente mutare il tuono di pla
gale in autentico,et econuerſo.Et ſecondariamente mutar la poſitione in un'altra,al
la quale oppenione io non aſſento a guiſa alcuna, perche le ſpecifde Diapenti con
giunti apparenti nel proceſſo del riſpoſo,Sint lumbi ueſtri etc. fanno un ſolo effet
to cioè mutano il canto di plagale in autentico ſenza mutare la ſede, ouer poſitio
ne regolare, o in contrario, Lel che taltuono, o canto per cagione delle ſpecif, or
del fine ſara del primotuono, o del ſecondo per cauſa del diſcendere. Ma ſe uoglia
mo procedere per lo tuono, et dargli il fine in D graue, dico, che tal canto da niun
dotto non ſara mai chiamato terzo, ma primo commiſto, perche ogni regola uuole,
che il primo, o il ſecondo Tuono finiſcano, e terminino regolarmente in D, la
qual coſa eſſendo coſi male dallui è ſuto conſiderato eſſer terzo, percioche ſe que
ſofuſe ueroſi derogherebbe a ogni altro modo appartenente a Tuoni còmiſtico
me egli conferma al cap.3, in ultimo doue dice, quello è detto Tuono commiſio, il
quale eſſendo autentico baura altre ſpeti che del ſuo plagale,o al contrario eſſen
do plagalebaura altre ſpeti che del ſuo autentico per la ſentenza del quale conchiu
do che il terzo Tuolo non haura mailuogo regolarmente per cagione delle ſpeti
in altra poſitione che in E graue,main D, non mai.
o PPE NI o NE. v.

Ti coloro, i quali di Muſica hanno trattato intorno le terminationi de Tuo


ni regolari, o irregolari appartenenti al canto fermo, conchiudono quelle
eſſere otto D,E,F,G,graui,Et A;b,mi,C,D,acute nelle quali ciaſcun di loro potra
terminare come pernoi al cap.32.del primo libro,de Inſtitutione harmonica con al
cuni precetti non s'etacciuto,Et perche molti hannouarie oppenioni di tale irrego
larita dicono tali terminationinon eſſere ragionevolmente conſiderate per non tro
uarſi in eſſequella ſorte di compoſitione che a quelle ſi ciuiene, onde dice Marchet
to Padoano in quel ſuo trattatello della immiſurabilMuſica al cap. s.le ſeguentipa
role, le quali, come negli altri luoghi ci è accaduto, habbiamo fatteuolgari, Ma
potrebbe dire alcuno,perche la prima ſpette del Diapente non è conſtituita in Are
graue,la quale è compoſta del tuono,o delſemituono et di duoi tuoni,Et appreſo
perche non finiſce nel medeſimo luogo il primo tuono,e'i ſecondo, e ſeguentemente
le altre ſpet),dallequali alcuni altrituoni ſono ordinati, Riſpondiamo con piura
P R I M O,
gioni, Et la prima ſi è, che poſſiamo aſcendendo da Are graue incominciare la pri
ma ſpette del Diapente, ſopra la quale nondimeno la prima ſpette del Diateſaron
aniuna guiſa ſi ritroua, La ſeconda, chelſuo plagale non haurebbe il ſuo diſcenſo,
La terza, che procedendo all'aſcendere non potremmo hauere la ſeconda ſpette del
Diapente, percioche da B migraue ad F, graue niunaſpetie ſi ritroua,oltre di ciò
ſe tal primo tuono finira nella ſua confinalità ſopra la detta prima ſpette del Dia
pente, non ſi harà la prima del Diateſaron,ma la ſeconda,
N o PP osIT I o NE. -

P er le parole di ſopradette. Il noſtro eccellentiſsimo Marchetto Padouano cona


chiude, che tali terminationi per non hauer le loro ſpetipouero compoſitioni ſarana
no indarno alla intelligenza, o cognitione de tuoni, concioſia coſa che la regola
dica, che ogni canto puo terminare in ogni luogo della mano, doue le ſpeciſi poſſo
no ritrouare, ma che talituoni per qualche accidenti ſono traſportati alla regolari
ta, ouer confinalita, nella quale certo ſi uede non poterſi trouare regolarmente le
ſpeti condecentiloro, come al cap. 3 2, del primo libro de Inſtitutione harmonica
dannoi è ſtato conchiuſo, che terminando un canto in A acuto ſopra il Diapente ne
naſcera il tetracordo ſecondo, o non primo Et in b, mi, acuto naſcera maggior di
ſcordia, perche dal detto b, ad F, acuto nonſara ſpette di Diapente retto, ma ſcema
to, o falſo, o ſopra il detto F, naſcera un tetracordo ſuperfluo, ouero duro Trito
no. Etin Cacuto un pentacordonon atto al Quintone al Seſto Tuono, ma al ſetti
mo,eta l'ottauo in D,appaiono le ſpetti del primo, et del ſecondo Tuono, delle qua
li dimoſtrationi pare, che ne naſca confuſione grandiſsima. Et anchor che Marchet
to dica chelle poſitioni non regolari, le quali da molti ſono ſtate concedute,ſiano ua
ne et diſouerchio, nondimeno habbimente, che non è coſi, ma ſono atte alle ſpetiſ,
e compoſitioni loro, ſecondo la irregolarnatura, come ſeguitando intenderai.
R E sol v TI ONE.
I n queſta dichiaratione ſaranno dimoſtrati alcuni accidenti, chenaſcono per eſe
rele poſitioninelle parti irregolari, della qual coſa niuno non ſi dara ammiratio
ne, percioche dice il ſopranominato Marchetto al cap. s. del ſuo trattato, ſe qual
che Tuononaſcera nella ſua confinalita,Tal procedere ſara ſempre accidente, or
poſſiam dire, che taltuono, è acquiſito, percioche egli ua acquiſtando le ſue ſpetti
per la uarieta de ſegni del b rotondo, e del bguadro, o un ogni altro luogo,do
ue propiamente eſſe ſpeti, termineranno dico, che ſe'l primo, o il ſecondo Tuono
termineranno in A acuto,o il terzo, e'l quarto in b, o il quinto, e'lſeſto in C,
e il ſettimo, e l'ottato in D, tali terminationi non ſaranno nominate uane, ne di
ſoverchio, ma fenoluoghi atti a conſervare ciaſcun Tuono quello, che alluiſicona
L I B R O
venera, per tanto ſtriſolue, che ſe alcun canto termineranella corda, o poſtione
di A, acuto, ſara primo, o ſecondo tuono, o eſſendo la corda irregolare conſes
guétemente le ſpetſ loro ſaranno accidentali, come da Ala,mi,re,acuto ad E la,mi,
o dal E la miacuto,ad Aſopra acuto colla ſeguente figura º in Facuto. Se ancho
raterminerano in b mi acuto, diremo eſſere del Terzo, o del Quarto tuono, per
che formando il preſente ſegno 4 in Facuto da eſſo Facuto a b acuto, et da Facuto
ſopra acuto non ſara altro che'lſecondo Diapente etilſecondo Diateſaron. Etter,
minado in C acutoſara del Quinto, et del Seſto tuono,pur che paia la figura, nel
detto Facuto,per cagion della quale ne naſcera il terzo Diapente, o il terzo Dia
teſaron, Etſe finira in D, acuto, del ſettimo, o del ottauo ſara giudicato, perche
ponendo la figura come qui stin Facuto, la doue prima era natural Diapente,cioè
re,la,eſo diuenta Quarto, e ſopra, il primo diateſaron, col qual modo, o ordi
ne ſara compoſto ciaſcheduntuono irregolare, ouuoi accidentale, come nella pres,
ſente figura intenderai,

Primo Tttoſto Secondo Tuono

Terzo Tuono Quarto T Wollo

Quinto Tuomo Seſto Tuono

Stttimo Tuono Ottawo Tuono

o PP E NI o NE. v I.

uegli, che trattano della intelligenza appartenente, a tutti i tuoni del Canto
Q" ueramente ſono concordi in una ſola,etuerauolonta. Et pera
che alcuni di eſsi hano diuerſe oppenioni, fa meſtieri alcune coſe dichiarare
maſſimaméte intorno al tuono ordinato perfetto,et anchor al ri dicono, che
e li Calito
P R I M O.
ſe un canto terminerà nella poſtione di D graue, o aſcendendo al ſuo Diapaſon,
o non piu oltra nel graue, che'l detto canto ſara protho imperfetto, perche non ſi
dimoſtra ſotto al fine colla proportiole ſeſquiottaua, il qual deſcenſo di neceſſita bi
ſogna che in lui ſi ritroui, come ha creduto il noſtro eccelente Marchetto Padoua
no nel principio del ſuo Trattato di ſopra da noi allegato. La quale oppenione certo
non ual nulla, ne da niun dotto è dimoſtrata.
O Pp O SI TI O N E,

1 a oppenione di tutti gli autori è che ogni canto, ouer tuono di natura autenti
ca poſſa ſcendere ſotto la ſua fine un tuon ſeſquiottauo eccetuando il Trito,il qua
le ſecondo l'ordine, è terzo autentico, perche ſcende allo ſpatio del minor ſemituo
no. Il che ſe coſi foſſe, ſeguiterebbe, che'l detto Quinto tuono per non poter hauere
il tuon ſeſquiottauo, come allui piace, reſtaſſe da meno del primo tuono, del terzo,
e del ſettimo, Et per conſeguente non foſſe mai perfetto, ma tale perfettione foſſe
attribuita al ſeſto ſoggiogale, o minor di lui, la qual coſa non ſi comuicile.
RE so Lv TI o NE.
E parere di ogni Muſico, che ciaſcun tuono autentico poſſa diſcendere ſotto il
ſuo fine un tuono ſeſquiottauo, o ſomigliantemente ogni plagale un tuono ſopra
la confinalita, oueroſemituono. Onde auertirai, che altro è potere, o altro conue
nirſi. Il dire puo diſcendere non è di neceſſita,ma in liberta,o di licenza della Chie
ſa, La onde ſi conchiude,che ſe un canto aſcenderaſopra del fine il ſuo Diapaſon,er
non diſcenda il tuon ſeſquiottato, non ſara chiamato altro che perfetto, perche tal
perfettione ſol ſi eſtende al numero di otto uoci, coſi ogni plagale, ſe nonhara ſopra
il fine uno Eſacordo maggiore, o minore, pur che aſcenda al Diapente, o ſotto il
Diateſaron, ſara detto perfetto, o non imperfetto come l'Eccelente Franchino al
cap, 11. di quel ſuo Trattato uolgare chiamato Angelico, e diuino dice, che ogni
tuono, o cantico compoſto preciſamente della ſua intera Diapaſon è giudicato per
fetto.Etnota, che alcuniuogliono, che i tuoni plagali per licenza, e autorità
della Chieſa poſsano hauere ſopra l'aſcenſo del loro Diapente una ſol nota eleuata
nel acuto per interuallo di un minore ſemituono,ouero di tuono,ma queſto è aſcritto
a tuoniſoprabondanti o non a perfetti, i quali ſono conſiderati ſolamente nella pie
nezza del Diapaſonico ſiſteminia, come per glituoni, e modi antichi, e dimoſtra
to. Et a maggior confermatione il medeſimo al cap. s. della ſua Pratica in lingua
latina replica tai parole. Ma noi Diatonicamente procedendo, ſtimiamo, che non
ſi debba ſozopra riuolgere la naturale diſpoſtione delle uoci della mano, concioſia
coſa che eſſe ottouoci della conſonanza del Diapaſonſtano diſtinte dalla miſura del
la doppia proportione, la quale conſiſte di cinque ſeſquiottaui tuoni con duoi mi
C
L I B R O -

noriſemituoni, per la qual coſa non reputo neceſſario, chella detta noce diſcenda
ſotto il ſuo fine, come non comueneuole alla Diapaſonica harmonia, per l'autorita
della chieſa,nondimeno da douer eſſere approvata. Pertanto ſara conchiuſo, che
ogni tuono autentico, il qualehara un Diapaſon ſopra il fine, dato che non ſcenda
altro ſara detto perfetto. Etſe il plagale diſcendera ſotto il ſuo fine per un Tetracor
do, e di ſopra di eſſo fine non piu oltre che per un Pentacordo ſara perfetto stiate
dio chiamato, -

O p p E NI O NE, VI I.
-

T-Aiceſimilmente il ſopranominato Marchetto, che quando un canto haramagº


giore aſcenſo, che diſcenſo, ſenza alcun dubbio eſſo ſara chiamato autentico,
e ſe parte maggiore ſaranelgraue, ſi dira plagale. La quale oppenione da ºgni
auttore è confermata. Et per moſtrare, che cio ſia uero, dice, che ogni canto termi:
nato in D graue, che aſcenda inſino a Cacuto, auegna che ſe non una uolta tocchi
il B graue, ſempre ſara del primo giudicato. Etſe due uolte, il detto C, tanto magº
giormente del primo ſara detto, ma ſe tre uolte ritocchera il H minon primiero,ma
ſecondo ſara detto, come dimoſtra la figura ſeguente.
EEEEºE
- FEE
l ri-F -s- - –s - IEa, a Ea-H
-
-

m- l FERu
Canto del primo tuono. Del primo tuono, -

pi
-

-
Del ſecondo tuono.
conchiude Marchetto intorno li eſempi di ſopra dallui dimoſtrati in queſto non
do. Il primo eſempio dimoſtra il canto autentico, percioche egli aſcende un tuono
piu oltre di quello, che ſa il plagale, o non diſcende ſe non un ſemituono piu baſſo
di quello, che puo diſcendere l'autentico. Nel ſecondo eſempio appare il medeſimo
canto autentico, imperoche tutto che egli diſcenda due uolte al ſemituono, il che non
è lecito all'autentico,tuttauia i detti duoſemituoni non aggiongono alla pienezza,
o perfettione del tuono, allaquale non puo arriuare il plagale, percioche eſſi ſono
minori di quelli del genere Enarmonico, o cantaſi il detto canto per b quadro.
Appreſo diciamo, che tutto cio che aſcende ſopra ilprimo b acuto, è della ſoſtana
za del primo tuono, o non del ſecondo, perciocheſi come è detto, il ſecondo per lo
b rotondo neceſſariamente ſi deecantare. Nel terzo eſempio è contenuto il canto
plagale, percioche i tre ſemituoni, da quali diſcende il tuono quello ſouerchia
p R I M O,
no diun Dieſ imperochetre ſemitoni contengono ſei Dieſe untuono ſe non cin.
que di eſſi contiene, Alle quai regole e da douer eſſere hauuto riguardo in tutti i
canti.

O P P O SIT I O N E,

D annoi è conſiderato, e fatto giuditio, che ciaſcuno, che hara tale oppenione,
ſara contrario a ogni dottrinale modo. Imperoche hauendo i dotti Autori conſtitui
to, e ordinato la natura, e le differenze de tuoni, oue quello che Marchetto ine
tende, foſſe oſſeruato, neauerebbono molti incoluenienti, percioche ſarebbono eſtin
ti, o annullati i tuoi miſti imperfetti, ſopra i quali domina la corda. Ma concio
ſia coſa che ſia nota la ſua oppenione, cioè che ogni tuono autentico di neceſſita
debba diſcendere ſotto il ſuo fine per lo ſpacio d'un tuono, o il plagale d'un ſemia
tuono, e d'untuono ſopra la corda confinale, ne naſcera coſuſione, come ſeguia
tando agevolmente intenderai -

R E S O LV TI O N E,

S e conſidereremo ſanamente la natura, la qual ſi appartiene al meſcolato tuono


troueremo Marchetto in tutto quello, che dallui per gli eſempi di ſopra e dimoſtra
tohauer non poco trapaſſato l'ordine, concioſta che egli uoglia, che tali canti ſia
no giudicati per lo continouo moto de ſemituoni naſcenti fra'l C, & il B migraue,
e dice, che'lprimo, el ſecondo eſempio ſono autentici, La qual coſa adiuieue per
cagione del tuono, il qual ſi dimoſtra fra'l bel c acuti, et appreſo per eſſere mag
gior del ſemituono naſcente fra'l C, el B, mi graui, o per eſſer maggior parte nel
acuto, che nel graue gli appella autentici, la quale oppenione ſe foſſe al propoſito,
ſarebbe ragionevole, perche tutto che ſia maggior o minor interuallo dal tuono al
ſemituono, non ſi concede pero taloppenione a un proceſſo ſimile, il qual ſi com
prende poterſi per lo aſcenſo, o per lo diſcenſo giudicare. Se aſcende adunque alla
ſettima uoce dal ſuo finale, e dal medeſimo finale nel grauealſemidittono, non ſi
uuole procaciare la quantita del tuono, ne del ſemituono, ma giudicargli per la lo
ro corda per eſſere uguali di imperfettione come dichiara Franchino al cap. s. del
primo libro della ſua pratica, doue dice. Se un canto è autentico, e che nel graue
tocchi tutto'l Tetracordo del ſuo plagale,ouero almanco due uoci,tal cantoſara det
to miſto, pertanto diremo il detto canto eſſere del ſecondo tuono miſto, e non del
primo per cagione delſuo continouare, il qualſi conoſce nelle parti grauiſgioreg
giando la corda, la qual ſentenza è confermata da Guido Aretino in quel ſuo trat
tato chiamato Compendio di Muſica, doue dice, Ma quelli autentici, che diſcenden
do ſi abbaſſato per un tuono o per un ſemituono, o per un dittono, percio che con
loroplagaliſi miſchiano, ſono chiamati miſti - -

e l º
L I B R O

O PP E NI O N E V I I I.

erto in ne partoriſce non poca marauiglia, quando conſidero la traſcuraggi


ne di molti, o molti, i qualiuolendo dar precetti nella frequentata Muſica,
auolgono in mille errori gli ingegni di coloro che nulla ſanno percioche incóſidera
tamente dano per ferma regola,che quella nota,ouero ſillaba,che ſara ſopra la nota
chiamata la, ſempre ſara promontiata fa, plaqualuana oppenione inducono il nuo
uo diſcepolo a una falſa intelligenza come intender potrai per la qual coſa ſarebbe
conueneuole, che con ragione, o modo ſcientifico dimoſtraſono a chiuuole impa
rare, quando, o in che guiſa tal regola ſi ha da uſare, o ſe ſempre, onon mai.
-

- o PP o SI TI ONE.
L a natura di alcuni principi,et proceſſi p hauer ſimilitudine colla regola ſoprae
detta da molti non è ben inteſa, imperoche da loro non è hauuto conſideratione alle
Neumeo Diſcorſi aſcendenti,o diſcendenti, nematico alle Continouationi del canto
fermo, ma ſolo badano alla aſcendente nota ſopra quella nominata la, per lo quallo
ro ordine, e commeſſo errore perche dato che una nota ſia ſopra la ſillabala, è nee
ceſſario inanzi che tu pronontiſ il fa, faccia giudizio come, o in che modo egli pro
ceda, Il qual procedere ha ad eſſere quello, che daranome del ſa, et anchora delmi,
alla ſeguente nota ſuperiore ala, Deſiderando io adonquerimouere quello, che opea
rar non ſi dee, non riſparmiero fatica a dimoſtrarlo, Et ſeguitando dico.
R E S O LV TI O NE ,

I l modo, o ordine oſſeruato da queſti eccelenti Muſici, quanto alprocedere diſo


pra moſtrato, ſolamente conſiſte dal piu ſoaue, o dal più duro, come è addire, il
fa del b molle, o ilmidelb duro. Pertanto eglino conſiderano eſſermeglio il dire
fa, ſopra lauocela,che non è mi, perche da a, acuto a b, ſi fa tal proceſſo per lo ſe
mituono minore, il qualdi natura è molle, Il perche non ſara di neceſsita in tai di
ſcorſi conſiderare il piu ſoaue, ne il piu duro,eccetto ſe non uinaſceſſe la petie Tri
tonale, nel qual caſo ſareſti coſtretto promontiare la uocefa,ſopra la ſillabala, On
de non procedendo il canto in tal durezzati ſarebbe attribuito ad errore, perche
nel canto piano non ſe canta perb molle altrimenti, ſe non per addolcire il Tritono,
come conferma Guido Monaco. Si conchiude adunque, che ſe un canto procedera
da D.ſol,re,ad Ala, mire, o a b, fa, b, mi, per un ſalto o ueramente continouate
note, non una uolta, ma cento ſempreſara cantato per la propieta del bguadro, co
me appare neleſempio dimoſtrato dallo eccelente Marchetto Padottano addotto in
un ſuo Trattato di canto fermo chiamato della compoſitione de tuoni per le loro
ſpeti al cap. 5, dove dice, olſero alcuna uolta al cacuto, o allora doppiamente,
P R I M O.
perche ottero aſcende al predetto b acuto piuuolte, e al cacuto, cuero aſcende da
uanti, che deſcenda al F graue, e ſempre ſi canta per b quadro, come qua.
t
- . -

r-ri l - -

Dalle ſopradette coſe harainotitia, come, et in che modo


ragioneuolmente potrai procedere.
O PP E NI O N E, VI I I I.

glie ferma oppenione di ciaſcun Muſico, che ogni mutationeterminata inut, in


E re, o inmi, ſia aſcendente, come fa ut, reut,ſolut, ſolre, la reutre,mire,or
remi, la onde quanto alla dichiaratione di G,dicono che la ſeſta mutatione utre,è
aſcendente del bºuadro nel brotondo, Etſimilmente remi, di A acuto col medeſ
mo proceſſo aſcende.
O pp O SIT I ONE .

s e dannoi ſara còſiderato l'ordine dal Muſico dato con ſemplice modo circa tali
mutationi cioè, utre, e remi, aſcendenti dal b quadro nel brotondo. Certamente
non ne potranaſcereſe non qualche confuſione,imperocheſiuede eſſere molto in con
trario, dicendo che ut re, e remi, aſcendano dal bguadro nelbrotondo,concioſa
coſa che la propieta del bguadro ſia ſuperiore alb rotondo. Eſſendo adunque eſſa
propieta del b quadro nel G, º quella del b rotondo nel F, ſeguitera quanto alla
propieta, che ſiano domandate diſcendenti del b quadro nelbrotondo, e non aſcen
denti, come dimoſtra l'eccelente Don Franchino al cap. 4 del primo libro della ſua
Pratica. Et perche egli ha ſolamente conſiderato la occorrenza, e neceſsita del
Tritono, o il procedere con manco mutationi, ha biaſimato l'arte per acconimo
darſi ad uno altro effetto, il qualcagioneranelG, o nel A,tre mutationi aſcenden
ti, o tre diſcendenti, la qualeoppenione non ſolamente annoi non piace, ma etiana
dio è riprouata dallo eccellentiſſimo, o dottiſſimo Muſicomeſer Giouan Spadaro
al capio, della prima parte del ſuo trattato ſopra i dubbi del nominato Don Fran
chino.Et ſimilmente danci al cap. 14 del primo libro de Inſtitutione harmonica,
nel quale con ragioni, o efficaci argomenti habbiano a queſto contradetto, etno
ſtrato poterſi conuertire lo aſcenſo nel diſcenſo,ſecondo che ſaranno i proceſsi.
s R E S O L VT I O N E.

veramente da ogni Muſico e conceduto, chellemutationi terminate in ut, in re,


crinmi, ſiano aſcendenti, Etperche ſi dice aſcendere del b quadro nel rotondo
L I B R O
par coſa di uero molto contraria,perche la propieta del bguadro è piu inteſa, oue
ro alta della proprieta delb rotondo. Et per tal riſpetto dicono chella detta muta
tione non aſcende,ma diſcende.Etnota che queſto dire aſcende del b quadro nel bro
tondo non ha da eſſere date conſiderato ſecondo la poſitione piu alta,o piu baſſa,ma
ſecondo le propieta, etnote, oueroſillabe poſte nella detta poſitione dal Muſico con
ſiderate. Onde biſognando neceſſariamente mutare la ſillaba ut,nella ſillabare con
cioſa coſa che l'ut ſia del b quadro, e il re del brotondo, moſtra, che non ſia con
ueniente, che ella aſcenda quanto alle proprieta, ma come habbiamo detto, non ſi
attende alle proprieta piu alte, o piu baſſe, ma al procedere delle note ſopra la ſilla
baut, Laſciando adonque la ſillabaut, e cangiandola nella ſillabare, ſara retta
mente detto, che aſcenda delib duro nelb molle. Perche ſi laſcia la nota del b duro,
e ſi trasferiſce in quelle del binole, pertanto egli è di neceſſita, chella ſillabaut,
ſi canginelre, per iſchifare il Tritono interuallo,come la ſeguente figurati moſtra,
la qualſillaba altramente aſcenderebbe a qualche altra nota intenſa,
iH
-
O PP EN I O N E. X.

ATaſcono alcuni oppenioni circa il terzo, e l'ultimo Kyrie cantato o frea


q entato nelle feſte ſemiduplicibus minoribus,come che da molti nelle ottaue
de Santi ſia coſtumato il quale per eſſere in alcuni Libri eccleſiaſtici per lo b molle
ſegnato ſenza altra conſideratione dicono,che tale Kyrienò altrimenti che con eſſo
b molle dee eſſere cantato, come dimoſtra la ſeguente figura. -

HEE I -ETE- try I )

Ryrie
Effi g loſon
G
OP P O SI TI O N E,

D annoi non è conſiderato, ne manco creduto, che huomo dotto,ne mezzano tene
gº ºppºnione di tal proceſſo di ſopra moſtrato, perche egli è manifeſto, che rimo
º idoleſpeti ne naſcerebbe al cominciamento un proceſſo non harmonico, ma
aſpro,ci duro alla comueneuole promontiatione,Et per quanto ſi eſtende il noſtro di
ſcorſo, è giudicato, che coloro, i quali procederanno nel modo di ſopra detto, ſaran
º degni di emendatione, perche mentre badano ſolamente a ſchiudre le mutationi,
tal loro credere danna l'arte,e contradice a naturali proceſſi, le quali dubitatioa
ºacquero fra gli eccellenti Muſici della Capella del Dono della magnanima,er
Bonorata citta di Breſcia, -
P R I M O,
R E SOL V TI O NE ,

conoſciute le ragioni, e' fondamento debole di coſtoro,dico, che mai da autore al


cuno antico,o modernonòſu ordinato,ne conceduto nella Muſica immiſurabile can
tare per b molle, eccetto che nell'interuallo del Tritono,il quale opponendoſi ſpeſe
ſe uolte nel trapaſſo del Quinto,o del Seſto tuono,i Compoſitori hanno preſo di ſe
giartali tuoni col ſegno del binolle, per lo qual modo mutano il Liapente del quin
to o del ſeſto tuono in quello del ſettimo, e del ottauo,onde la regola dice che per
niun modo ſi canta nel Canto fermo per b molle ſaluo che per addolcire il Tritorio,
Stando adunque queſti fondamenti non ſara neceſſario,che tal concento debba eſse
recantato per b molle, per la qual coſa quello, che da noi è ſtato chiaramente dia
moſtrato al cap. 4 del Trattato noſtro della natura, o cognitione di tutti i tuoni
di canto figurato ſi potra a tal propoſito adducere,che ſeido tal primo Kyrie,et
il ſeguente Chriſte delottauo tuono, non è coſa conueneuole meſcolarſeco il ſecona
do tuono,Per tanto ſi domanda, ſe un concento a quattro uoci haueſse una ſola par
te col bnolle ſegnata, come in alcuni canti ſi troua, ſe ſarebbe incolueniente, ono.
Egli è coſa certa,che da ciaſcuno ſara riputato errore, perche non è conceſſo cana
tare parte per b molle,o parte per natura, e parte per b quadro,pur nondimeno
ſe dannoi queſta taloppenione ti ſara conceduta,riſguarda quello che ne ſeguitera,
Prima ſe tu darai il nome del mi,alla quarta nota legata nel principio del concento
procedendo alle due in b fa,b mi formate per eſſere due uolte continouato il fa, ſaa
raunualico del diſſonante tritono,perche il miſeguente non è uicino a quello di Ela
mi intenſo procedendo con una ſola nota nel detto b fa acuto, tal diſſonanza mes
glio ſera tollerata percioche appare il Diapente ſecondo compoſto, o continouato,
Appreſo un'altro inconveniente ne naſcera,ſe tu diraifa,alla ſopradetta quarta no
ta,uenendo alla nota la quale è mi, ſaraproceſſo certo non troppo grato,o queſto
è per gli eſtremi del Diapente diminuto, per la qual coſa ſe bene attertirai cantan
do per lo b quadro grauene riſultera proceſſo naturale harmonioſo, o grato, o
qui ſi conchiude non ritrouarſi mai nel Canto fermo concento alcuno, ilqualſi
cantaſſe per lo b rotondo eſſendo del primo, o del ſecondo, terzo, quarto, ſeta
timo, o delottauo tuono, Et perche piu fiate habbiamo conſiderato una noa
ua oppenione di alcuni altri ſopra il primo e ilterzo Agnus dei eſercitati, e
dedicati alla ſolennita di Ieſu Chriſto omnipotente, o anchora nelleſolennita dedo
deci Apoſtoli per eſſere alfine delnoſtro canto fermo inanzi che di quello ci eſpedia
mo,daremo riſoluta deciſione, Molti adunque ſenza penſamento alcuno dicono, che
tali Agnus dei nel loro principio debbono eſſere cantati per lo b molle per cagione
del tritono come qui, la quale oppenione è contrarialo
ro, percioche proce- dendo da eſſo b acuto ad F graue,
concioſa coſa chella
incadenza,l'orecchio Agnus de
ſettima, ottaua,
º nonpatira, chellaenota
nonaottava
nota poſta
ſiano
p R I M o
in F detto grate ſia altrimenti che ſoſpeſa, Et perche ſi dice che la eſperienza, è
maeſtra di tutte le coſe per eſauerrai in luce della uerita, percioche eſſendo ſoſten
tata, ouero ſoſpeſa, non ci ſara interuallo di alcuno Diate/Saron da eſſo F graue a
b acuto, ma interuallo di Dittono minore, pur nondimeno oue eſsi preſumeſſero di
non ſoſpendere detta nota, egli è manifeſto, che ne naſcerebbe un cotal errore, che
liſara da eſsa nota ottaua,alla duodecina un Tritono,per lo qual modo tu ſarai co.
ſtretto procedere per b molle dal cominciamento al fine, Onde per le ragioni di ſoa
pra allegate giudicheremo da loro eſſere ſuto mal conſiderato,come fu anchora da
quel padre,ilquale uole racconciare il Graduale a penna di ſanta Maria delle gra
tie di Bergamo, nel quale egli ſegnò gli Agnus dei ſopra la poſitioie di F del ſegno
delb quadro, come è qui , Il qual ſegno certamente non
è contenevole ne inteſo EEEE dallui, concioſia coſa che ſua
paternita ſolamite con le ſideraſſe, che ſi doueſſe proce
dere nel principio con le ſeguenti ſillabe,cioè fa, ſol,
ſol,la, la ſol,fa, mi fa, o non auerti, che il bguadro graue non è conueniente in
tal poſitione, come ſeguitando harai uera notitia, e queſto è noto per la autorita
ditutti i Muſici,i quali dico io,che ogni Tritono annullato ſi conuertſcenel Tetra
cordo terzo, ordinariamente, si conchiude adunque, che l'uno, o l'altro modo è
diſouerchio, o non conceſſo, perche talſegno per ſe è naturale, o eſſendo natua
rale non puo creare alcuno accidentale, ne lo accidentale alcuno naturale, come in
b fa b mi ſi vede, Pertanto tal ſegno non hara altro luogo, che nel b mi gra
ue o nel acuto, o nel ſopracuto,Onde ſara neceſſario a tanti inconvenienti chel
detto Agnus dei reſti formato come la figura, che ſegue dimoſtra, -

-
-

#F: i siti
Agius dei, Qui tollis peccatamundi, miſerere nobis,

Fine del Canto fermo.


- g

T I c H 1 A RA r 1 o N E D E L c A Ne
T o F 1 G v RA T o.
il I B R O S E C O N D O.

OLTE volte ſi trouano alcuni, quali ſi prendono piacere,


o dilettatione quando odoio il miſchiamento di ſuoni, ouero di
uoci ottimamente pronontiate di qualche ſoaue, o ſonoro con
cento, la onde per eſſer queſti tali dinatura uari piutoſto ſecon
do il loro propio ſenſo mouendoſi, che ſecondo la ragione, la
uertu, o peritia di tale harmonizzati concenti attribuiſcono
non al loro artefice, o compoſitore, ma a coloro, i quali all'orecchio altrui con
l'organo della natura, o con ſtormenti per artefatti porgono tali dolci, e ben
modulati canti, di maniera che il ſemplice cantore, o citharedo, o altri ſimili,
da quali l'opere decompoſitori, o muſici ſono manifeſtate, o fatte note al ſene
timento dell'udire altrui, chiamano muſici, ſi come noi nell'opera noſtra de Inſti
tutione harmonica al ſecondo capitolo del ſecondo libro alcune coſe nehabbiamo
dichiarato, la qual coſa ueramente non è ammeſſa dagli huomini in queſta facol
ta dottrinati, perche come dal noſtro Poetio al capo. 34 del primo libro della
ſua muſica è ſtato detto, i cantori, e citbaredi, o altri ſimili non debbono
eſſer chiamati muſici, percioche dice, che il muſico è quegli, il quale con ragio
ne, e intelligenza ha facoltà di comporre la harmonia, Et il cantore, o ſem
plice citbaredo è quegli, che publica, e fa manifeſta l'opera harmonica compo
ſta, e in luce prodotta dal muſico, e compoſitore con ragione di dottrina, di
maniera che eſſo cantore, o ſemplice citharedo ſara in comperatione del muſico
come è il banditore riſpetto al podeſta, dalquale i comandamenti, o uolontà di
eſſo ſono fatte note, or manifeſte, o in publico addotte, Et però da molti in
gegnoſi, e ottimi cantori alcuna volta habbiamo inteſo, che loro pareua, che
quelli cantori foſſero da douer eſſere poco ſtimati, i quali non intendeuano quel
lo, che da loro era cantato, e che non immeritamente ſi poteano raſſomigliare
a coloro, i quali leggendo qualche coſa, quella ſolamente intendono alla cortec
cia, o alla ſemplice ſtruttura delle parole, ſenza alla midolla, o aluerace ſen
timento di quelle ſotto eſſe naſcoſto penetrare, imperoche il ſemplice cantore per
una certa ſua pratica eſprime, o ſemplicemente conoſce le note ouero figure quan
titatiue ne miſurati moduli eſercitate, le quali con ragione alcuna dallui non ſono
compreſe, ne l'ordine di quelle, ne la forza del loro ualore conoſciuto, il che non
aduiene del muſico, dal quale non ſolamente è prodotto il tempo muſico nella ſua
integrita eſercitato, ma etiandio è conſiderato eſſo tempo accozzato, ouero mol
A A
L I B R O -

teuolte in una altra figura, ouero nota preſo, dal quale accozzamento naſce il
modo minore, o il maggiore, Appreſo il detto muſico tratta di eſſo tempo conte
neuolmente in parte ſeparato, o come di tal ſuo ſeparamento naſcono due ud
rieta di prolationi, cioè minore, o maggiore con molte altre ſottiliſsime, or
acutiſsime conſiderationi, o occorrenze da dotti muſici uſate intorno l'ordine,
c poſitione della regolare numeroſita conſtituita, o ordinata nel numero bina
rio, & ternario, i quali numeri da muſici ciaſcuno per ſe ſono inteſi, o chia
mati perfetti o imperfetti, la quale intelligenza, e dimoſtrationi paiono a ro3.
zioſcure, o quaſi impoſſibili a comprendere, o che per ragione alcuna noi ſi
poſino dimoſtrare, ne eſsere inteſe.
O PP EN I O N E I,

n alcuni trattati la oppenione di nolti, che hanno ſcritto, trouiamo, che


I eſsi per ferma conchiuſione tengono, o uogliono, che due pauſe di luna
ga meſſe inſieme, e compoſte di tre tempi habbiano a ſignificare quello, che
da molti è chiamato Modo maggior perfetto, per lo quale ſara la Maſsima for
mata di tre lunghe, e la lunga di tre breui poſto che eſse pauſe ſiano binarie, or
a confermatione di cio dicono, che due pauſe di ſemibreue inſieme poſte come qui
r appreſo di ognimuſico ſignificano tempo perfetto, per la qual ſimilitudine
le pauſe di ſopra nominate haranno forza del Modo maggior perfetto, la quale
oppenione ſe foſse ucra, ſarebbe al propoſito.
OP P O SITI O N E.

certamente è da conſiderare, che fra le due pauſe di lunga di pari poſte, cr


fra le due di ſemibreue inſieme dimoſtrate, non potra eſsere alcuna diritta, ne
uera ſomiglianza, perche hauendo le pauſe delle ſemibreui origine, e comina
ciamento dalla pauſa di breue, la quale è inuariabile ferma, o durante, come
in molti capi l'eccellente Meſſer Gioanni Spadaro ha dimoſtrato, ne ſeguitera,
che le due pauſe dilunga non ſaranno a quella ſimilitudine, nemanco potranno ha
uere talordine, ne poſitione per riſpetto delle pauſe di ſopra aſsegnate, però, che
la maſſima non ha pauſa propia, ma ſi domanda doppia lunga, Et benche da noi
ſia ſtato detto alcap. 3 del ſecondo libro de Inſtitutione harmonica, che ella ſia
pauſa di Maſſima, non è pero da noi inteſo coſì, ma la pigliamo per lotacito ualo
re dieſa Maſſima, ora piu facile intelligenza l'habbiamo coſi nominata, Segui
taadunque, che non hauendo detta Maſsima pauſa, eſſenon ſaranno ſimili alle due
panſe di ſemibreui, le quali deriuano dalla pauſa di breue, o per conſeguentela
detta pauſa ſenza mutar formapigliaualore di numero binario teltermario,Etla
S E C o N D O. 2

figura Maſſima acquiſta la ſuaualuta per la pauſa di lunga piuuoltepreſa, la qua


le, dato che ella ſi trouaſſe, conuerrebbe eſſer uariabile, e per tal modo eſſendo
il tempo, ouer la breue perfetta, o imperfetta, la ſua propia pauſa non occupa
piune manco di uno ſpatio, ouer di duerighe. Per le quali conſiderationi uolendo
fare retta ſimilitudine biſognera conſiderare la pauſa della Maſſima eſſere muta
bile, poſto che anchor la pauſa di breuenon foſſe ſtabile, ne per altro ordine con
ſiderata, per lo qualene ſortirebbe confuſione non poca.
R E S O LV TI O N E.

E gli è manifeſto, conſiderate le ragioni di ſopra anotate, chelle due pauſe di


lunga formate di tre tempi inſieme poſte non poſſono ſignificare il Modo mag
gior perfetto, ne hauere ſomiglianza colle pauſe di ſemibreui moſtrate, Impercio
che come conferma l'eccellente Meſſer Gioan Spadaro in un ſuo trattato al cap.14.
della prima parte ſopra i dubbi del honorato Don Franchino, le due pauſe della
lunga perfetta accoppiate, e le due pauſe di ſemibreui in una ſola linea poſtenon
hanno alcuna ſimilitudine fra loro, pero che le predette due pauſe di ſemibreue
poſſono eſsere inteſe, o conſiderate due terze parti della pauſa di breue, la quale
e ritrouata immutabile, la doue che le due pauſe di lunga non potranno eſſere aca
cettate per due terze parti della pauſa Maſſima, la quale non è trouata, eroue
pur anche foſſe trouata, ſarebbe mutabile, o ſenza ſtabilita, Et impercio ſara
dibiſogno che'l muſico, ouero componitore immaginandoſi il Modo maggior pera
fetto ſtabiliſca a talualore tre pauſe di lunga inſieme poſte, e non due, lequali
per eſſer tre dimoſtrano perfettione, o per conſeguente daranno alla figura Maſe
ſima la quantita perfetta, cioè delle tre lunghe, ſi come la pauſa di lunga di tre tem
pimoſtra la lunga eſſere perfetta,alle quali ſentenze ciaſchedun dottonò ſi oppone.
OP P EN I O N E II,

r-Ngni compoſitore moderno, e antico è uſato di ſºgnare la figura Dieſi


O: canti, maſſimamente quando intendono di ſoſpendere alcuna ſpetie
atta allo harmonico diſcorſo, per lo quale ne naſce gratiſſima harmonia, Et
pero fermamente è neceſſario nelle cantilene a luoghi loro debiti dimoſtrarlo,
come dannoi al capitolo 2o. del ſecondo libro del noſtro Toſcanello fu dichia
rato, il qual ſegno dicono, che opera, e ſoſtenta l'interuallo ouero ſpatio d'uno
Appotome coſi alla nota aſcendente, come alla diſcendente, il quale ſoſtentamene
to appare, quando al muſico piace eſſendo figura biſogneuole, e in poter dilui
ſecondo l'intento ſuo, perche ſopra una corda, o poſtione puo eſſere, e no.
AA ii
- L I B R Q

e p p O SIT I O N E.

certo ſi uede, che tal figura Dieſi nella Diatonica muſica opera duello che
di ſopra è ſtato detto, anchor che molti dubbitando dicano, che l Dieſi ſiſten
ta un ſpatio, che eſſo non ha di natura, per la qual ragioie non ſo o conſor
mi alla oppenione de ſopra detti, concioſia coſa che ſia Dieſi come piace a fortio
l
al cap. 27 del libro ſecondo della Muſica ſua, non ſia altro, chella meta del ſee
mituon minore, Et come dannoi anchora nel ſecondo libro del Toſcanello noſtro
al cap.2o fu dichiarato, perde uolendo il muſico uſare la ſoſtentatione dello Ape
potone, il quale non opera quello, che dallui è inteſo gli ſara neceſario trovare
una figura, o ſegno atto, e commodo allo intento ſuo circa tal Semittoio,
R E s o Lv T I o NE.

I ntorno la dichiaratione di ſopra dimoſtrata della figura Dieſi, biſognera


conſiderare ſanamente la uaria natura, laquale in lei naſce, perche toglie, e
leua alla ſpetie, o anchora aumenta ulio equale ualore coſi in aſcendere, come
in diſcendere, Et appreſo che non ſia diſouerchio, ma neceſſaria, e con ragio
ne ordinata, o conſtituita, concioſia coſa che la detta figura, tutto che ella ſi
dimoſtri un mezzo ſpatio del minor ſemituono, impertanto opera nella nota la ſoa
ſtentatione dello Appotome, ſecondo la uolonta del muſico, Et per eſſer differell
te l'eſſere, o l'operar di quello, tal mezzo ſpatio del ſemituono minore ſaraſo
lamente neceſsario alla diuiſione del tuono,percioche diuidendoſi eſſo tuono in quat
tro Dieſi, o un comma, eſſo ſara piu della quarta parte del tuono reputato bella
che alcuni lo diuidano in cinque Dieſi, per la qual coſa conſiderato il tutto uede
remo alla operationeſeguire un nuouo effetto per lo quale uolendo eſſo muſico ſola
leuare, o inalzare la nota dallui conſiderata, o immaginata gli ſara forza pre
ualerſi di tal figura Dieſi, alla quale ſono ordinate tre poſitioni naturali, cioè
nel C, nel F, e nel G, ſecondo il diatonico ordine 2. Etqueſto affine di tramºntata
tar la ſpecie minorenella maggiore, come da A, a C, & da D, a F, o ſimiglie
uolmente da E, a G, allequali ſpetijopponendoſi la detta figura ſotto di eſſo c, et
del F, et del G, ſolleuera la nota per lo ſpatio dello Appotome conſiderato, la qual
nota anchor che ſi dimoſtri per un fa, pure pigliera occoltamente la forza della
ſillaba mi, onde eſsendo ſpetie di ſemidittono diuentera per cagione del Dieſi Dit
tono, perche quello, che era ſemituon minore ſi trasforma nel tuono, o per con
ſeguente procede per un tuono, e per duiſemituoni continouati, cioè pel minore,
& pel maggiore, gli quali dui ſemituoni continouati non hanno luogo nel Diato
nico genere, Apparendo adunque il detto Dieſi fra'l D, e'l G, il titolo, che cade
- s E c o N D o. 3

fra' F, e' G, ſara diuiſo per lo ſemituono maggiore nel graue, e ilminorenel
acuto, Perloqual ordine chiaramente ſi comprende la figura detta Dieſi eſſere
accorcia alla ſoſtentagione del detto patio Appotome chiamato.
o PP E NroNE III.
Li oppenione di alcuni altri è, che la figura Diſ, e il ſegno del bmol.
le ſiano conformi, e di niuna contrarieta tra loro, concioſa coſa che eſi
credano, che talpieſi operi quello, che dal ſegno del b molle è operato, percio
che dal muſico ſempre è inteſo che la figura Dieſineldiſcenſo diminuiſce, o nel.
l'aſcenſo accreſca lo ſpatio dell'Appotone, come da A, a G, o da D, a c,erap
preſo da D, a F, e da E, a G, ſimilmente dicono, che il b molle opera, perche,
accreſce, o toglie alla ſpetielo ſpatio del detto Appotome, come da c, acuto, a
º quadro acuto, e da C acuto ad Elami acuto, come la figura, che ſegue dimo
ſtra.

Primiera dimoſtratione

Secolda dimoſtratione.
T utto che la figura habbia dimoſtrato, come il Dieſi, o il bnolle ſono conformi
nella operatione dello ſpatio maggiore detto Appotome, non per tanto ſono diſi
mili quanto all'effetto, concioſia che l'uno e l'altro toglia, e accreſca alla ſpe
tie il ſemituon maggiore, non oſtante che eſsi adoperino in contrario, ma perche
eſsi ſono differenti di forma, uarieranno lo effetto dello ſpatio eſercitato, o per
conſeguente non haranno propia ſimilitudine, come ſeguitando intenderai
O P P O SI TI O N E ,

c hi ben uorra conſiderare, trouera certo, chella figura Dieſi, e il b mol


le non haranno fra loro conuenenza, neretta ſimilitudine, perche altro è l'ef
fetto & altro è la operatione, Quanto all'operatione non ha dubbio, che lº
no, o laltro non toglia allo ſtatio Seſtuiottagolo Appotone, e di minor ſe
- L I B R O -
mituono non lo conucrtiſcano intuono, i quali effetti ſi conoſceranno tra loro eſe
ſere contrarij, o queſto accadera quando il muſico per cagione di neceſsita, e
per far migliore conſonanza ſoſtentera, o inalzera la nota dallui inteſa, coſi
nell'aſcendere, come nel diſcendere, per la quale ſoſtentagione, o inalzamento ſi
uolgera la ſpette naturale nella accidentale, come appare nel principio della ſo
pra poſta figura, nella quale ſi procede per dui tuoni continouati, ſotto i quali
appare in che maniera il muſico intende, che tali tuoni ſiano coiuertiti in dua ſce
mitoli minori, o ſimilmente, come il ſeguente tuono colle due ſpeti ſemiditto
nali nella ſpette, o forma del dittorio ſolo da douer eſſere conſiderate, i quali ſe
midittoni, o tuoni eſſendo promontiati conſerueranno il nome, ma in uertu mute
ranno la ſpetie, onde quanto alla operatione hanno parte di ſimilitudine, tutta
uia ſi uede chiaro, che all'effetto operaio in contrario, o quinci naſce, che la
figura Dieſi ſempre nel diſcendere toglie, o nel aſcendere accreſce, alqualeffeta
to, o operatione ilb molle è contrario, percioche nelinnalzare menoma, o au
menta nell'abbaſſare, come da F, a b mi quadro acuto, la quale e ſpetie tritonale,
per laqualcoſa conchiuderemo, che il Dieſi, o il b molle quanto alla operatione
ſono conformi, ma quanto alla forma, o naturale effetto non hanno propia, ne
uera ſimilitudine, come anchora è manifeſto alla mitigatione, o al dolcimento
del tritono, il quale ſempre dal b molle e mitigato, o addolcito nell'eſtremita di
ſopra, come da F, a b quadro acuto, la qual mitigatione è contraria a quella, che
dal Dieſi e operata, percheeſo Dieſi mitiga, o anmoliſce la durezza del Tria
tono nella parte di ſotto, come da E acuto a b quadro acuto, o da bguadro acua
to a F graue, come la figura moſtra. -

R E S O L V TI O N E.

E gli è certo, che molti compoſitori nelle loro compoſitioni ſono conformi; ſea
giar la figura Dieſi ſotto la poſitione del b quadro acuto per ſoſtentare la
nota, la quale in eſſa ſi ritroua ſenzahauerriguardo alcuno al b ſegnato in tal
cantº, ſpetialmente trouandoſi il Tenore nella terza, nella decima, º nell'altre
ſimili col Baſſo, ilquale in tal poſitione non bararetto, ne douuto luogo, concio
ſia coſa che tal ſegno da Gioanni Othobi ſia nominato b giacente, il qualnon
richiede in tal poſitione per eſſer figura accidentale, del che ne ſeguita dai ſegni
ºccidentali trouarſi in un iſteſo luogo, cioè il b, o il Dieſ nonato, la qual
figura º ſecondo Guidolie ènomata Menon, che altro non uien a dire, che accia
- - - -

S E C O N D o. - 4
dentale, Reſtano adunque detti ſºgnitraloro ſimili, per la qual ſimilitudine, et
natura non potranno dimorare in una poſitionemedeſima, perciochenon ſi con
cede un ſegno accidentale ſopra un'altro ſegno accidentale, onde ſara dibiſo
giº al muſico, e compoſitore uolendo ſoſtentare, e ſolleuare quella nota la ſe
gnarui il b quadro detto, il quale di quelluogo è naturale, per lo qualordine la
ſoſtentatione uerra adeſerenaturale, per conſeguente il Dieſi ſolamente haura
lºgonelC,nelF, o nelG, ſenza punto pregiudicare al b quadro, il quale quini
ha la ſua propia, o naturale ſtanza.
O PP EN I O N E I I I I.

Pifermo,
maggior chiarezza di quello, che dicemmo al capitolo ottauo del canto
eglie da ſapere, che nota ſopra la uoce la non ſempre dee ſere
la
appellata, e pronontiata fa, come appare nel principio dello eſempio di ſos
pra moſtrato, nel qual proceſſo molti, e molti diranno ſol,la,fa, ſol, fa,
per lo qualordine diſconueneuole diſordinatione ne naſcerà, mentre eſſi crede
ranno fuggire, o annullare la ſpette di quel tritono, la quale ſi comprende fra
la quinta, e l'ultima breue, per la quale ſoſtentagione opereranno una ſpetie da
loro non inteſa, ne conoſciuta.
O p P O SI TI O N E.

c ertamente ſara dibiſogno a coloro, i quali tengono tale oppenione, e mo


do ſopradetto conſiderare primieramente, come, e in che guiſa procedano i
canti, perche alcuni hanno la ſillaba fa naturalmente ſopra la ſillaba la, coa
me da E, a F, o come da A, a B, accidentali, oue per cagione del tritono ſi di
ra fa in Eiami acuto, diſcendendo al fa di b fa b mi quadro acuto, ma non eſe
ſendo dalla neceſſita coſtretto procederai per ordine naturale ſecondo la forma, et
la diſpoſitione del canto, o non come a te piace, il qual ordine, o modo oſſer
ua l'eccellente Marchetto Padouano in un ſuo trattatello di canto immiſurabile da
noi allegato alla oppenione 8. del canto fermo.
R E SOL VTI O N E.

n on habbiamo dubbio alcuno, che da te non ſia creduto procedere diritta


mente quel principio della figura di ſopra nominata dicendo ſol,la,fa,la,fa,
ſol,fa, e queſta oppenione ſara in te cagionata per lo tritono apparente fra
iaquinta, gl'ultima breue, ilqualtritonoui naſce accidentalmente per la fre
za, o poſtione della figurabinbfabmi quadro poſta, il qual proceſſo non è da
L I B R O .
te inteſo, ne conſiderato, perchetupenſieuitare quel Tritono, e non allertiſei,
che tutto è in contrario, percioche dicendo fa nel detto Elami, e eſſendo il fa
ſoſpeſo di b fa b mi detto non ſara ſpette terza del Tetracordo, ma ſtetie del
Dittono menomato di un Comma, perche procede per ſemituono, per tuono, e
per ſemituono. Per tanto dannoi (uolendo ſcruare ordine, o retto modo)ſara
conchiuſo, che uolendo iſchifare talTritono, ſara meſtiere, eſſendo ſoſpeſa la ſile
laba fa, dir mi nel detto Elami, dato che gli eſtremi habbiano nome del Trito
no, ma in quantita, o forma del Diateſaron ſecondo, per laqualcoſa diuentando
il mi di Elamila, o il fa ſoſpeſo conuertendoſi in mi, ſara diſtrutto il Tritono
per lo ſegno del Dieſinello eſtremo inferiore, come piu compitamente nel princi
pio della giunta del noſtro Toſcanello habbiamo detto, o con molte ragioni di
ſputato.
“O PP E NI O N E V .

uanto ſi aſpetta intorno la intelligenza del punto, egli è da ſapere, che egli
non è altro, che una figura minima in quantita, ma in potenza grande,
come dannoi è ſtato dichiarato al cap.32 del primo libro del noſtro roſea
nello, o ſimile al cap.28 del libro ſecondo de Inſtitutione harmonica, Il qual pun
to ſecondo che piace ad alcuni è di ſei ragioni nella eſercitata muſica, cioè pun
to di perfettione, di imperfetione, di diuiſione, di alteratione, di traſportation
ne, o di aumentatione, ciaſcuno de quali affermano per ſe ſolo ſenza meſcola
mento alcuno nella muſica potere il ſuo effetto operare, come la preſente figu
ra dimoſtra. -

E SESE E
-----

E t intorno il primo eſempio di eſſi dicono, che il punto dopo la prima breue ſi
domanda punto di perfettione, percioche rimoſſo tal punto ſarebbe neceſſario re
integrarla, e accompagnarla colla ſeguente ſemibreue, Intorno al ſecondo eſſi
uogliono, che il punto dopo la prima ſemibreue ſia di imperfettione, ma che non
eſſendoui il punto, la breue rimanga perfetta per cagione d'una euidente, o chia
ra quantita d'un tempo ſolamente ternario, la qual perfettionenon e ſempre fer
ma, ma in facolta del muſico, e dallui coſì inteſa, Et appreſo quanto al ter
zo, il punto poſto fra le due ſemibreuiracchiuſe da due breui chiamano punto di
"
- -

- - - - - - - -
-
- - - -

- S E C o N D, O. 5

diuiſione, perche conchiude, o riſtringe la prima breue, o la ſeconda alla ſe


conda breue, Circa il quarto, e'l quinto eſempio, punto di traſportatione inten
dono eſſere quello dopo ilquale ſeguono due, è piu breui, per lo qual modo, o or
dine non auerrà quello, che da loro è creduto, Del punto di aumentatione per eſ.
ſere noto, a ogn'uno, non ci è paruto dirne altro.
O P P O SI TI O N E,

s e la ſentenza di Ariſtotile è uera, ſarà di ſotterchio, o uano conſiderare per


lo piu quello, che per lo manco ſi puo bene intendere, per la qual coſa coloro,iqua
liuogliono, che ci ſiano ſei punti muſicali, non poco hanno preterito il ueromo
do, concioſia coſa che niuno deſopradetti punti non poſſa perſe ſolo operare effet
to alcuno ſenza il ſoccorſo del punto di diuiſione, o di perfettione, non oſtante che'l
noſtro uenerando Don Franchino al cap.12.del ſecondo lib.della ſua pratica habbia
creduto che il punto di reducimento ſenza meſcolanza alcuna per ſe poſſa operare,
come nel principio del ſeguente Tenore ha dimoſtrato, come l'eſempio ti moſtra,
- - ilqual punto in apparenza par bene, che ſia ſemplice
per ſe ſolo punto di riducimento, perche non fa effet
to diniuno altro punto, nientedimeno ſe tal punto non
apparera, la prima ſemibreue puntata, o la minima,
e la ſemibreue ſeguenti ſaranno annouerate per un ſol tempo, ouer breue perfetta,
la doue che ſenza tal punto la ſeguente ſemibreue pernon poter far imperfetta la
prima breuc per la uniuerſal regola della ſimilitudine ſaraneceſſario ſincoparla,
ouero traſportarla doue potrahauer il ſuo luogo, Et perche talmiſuramentona
ſcera da l'arte, o anchora dalla natura, la qual per ſe, o ſenza altro fauore
opera, o dimoſtra il ſuo effetto, o ordine, ſeguitera, che il punto meſſo da Fran
chino per punto di traſportamento otioſamenteui ſara poſto,nepotraſtare, ſenza
l'altrui aiuto, o fauore, perche ſenza tal punto ſi conſidera quello, che da Fran
chino per eſſo punto è ſtato inteſo,Et impero non ſara di nec ſita aſſegnare ſei pun
ti, ma ſolamentetre, come ſeguitando intenderai
R E S O L VT I O N E.

c hiaramente ſi uede, che il punto di perfettione, di alteratione, e di traſporta


tione non poſſono perſe ſoli operare effetto alcuno ſenza la commiſtione del punto
di diuiſione, o di perfettione, perche il punto di diuiſione è quello , che genera la
imperfettione, la alteratione, o la traſportatione, o che cio ſia uero guarda al
ſecondo eſempio di ſopra notato, doueuederai, che quel punto infra la prima,er
la ſeconda ſemibreuefa duieffetti, percio che prima diuide, appreſo altera, on
derimoſſo tal punto, ne ſeguira un'altro modo d'annouerare, cioè che la prima,
B B
-
L I B R o
e la ſeconda breve reſteranno perfette, o laterza ſemibreue piu dallainon ſara
alterata, o raddoppiata, Et altreſì, ſe porrai mente al terzo eſempio, oue il pun
to fralle due ſemibretti ſi dimoſtra, trouerai, che egli diuide, o fa imperfette le
due breui, ma noi ui ſi trouaido, le breui ſaranno perfette, o la ſeconda ſemibre
ve ſi altererà, coſi nel quarto il punto di diviſione operatre effetti, cioè diuide, la
imperfetto, o traſporta, per lequali dimoſtrationi ueggiamo, che il punto di di
uſione è quello, che cauſa gli altri accidenti, Et il punto, che nel primo eſempio
ſi dimoſtra, ſi dira punto di perfettione, et di traſportatione, si potra dunque cre
dere, che coloro, i quali hanno conſiderato eſſere tre punti, cioè di perfettione, di
diuiſione, o di aumentatione hanno hauuto non poco lume di intelligenza, impe
roche hanno tacitamente laſciato adietro il punto di alteratione, o di riduttiolte
da l'ordine de punti come ſuperflui, o inutili, perche la alteratione prodotta do
po alcun punto, con punto o ſenza quello è cagionata, quando il numero ternariº
haura difetto di una nota,comequi, la qual al
teratiole non naſcera dal punto po- ſto fra la
quarta, o la quinta ſemibreue, ma dal manca
mento, fanno che le ſemibreui dopo il - punto po a
ſto, pertanto il detto punto non ſara di alteratione, ma di diviſione, perche fa,
che le figure annouerate a tre ſoio per altro modo diuiſe, e conſiderate, che non
erano ſenza eſo, Et ſe alcuni diceſsero, che tal punto ſararettamente chiamato
di alteratione, perche eſſa non puo accadere ſenza l'apparenza di lui, Si riſpon
de, che il propio della alteratione è, che il numero ternario ſia ſcemato di una no l
ta ſimile alle due innanzi annouerate ſeguitando dopo una maggiore propinqua al
lei; Adunque diremo, che il punto ſopra detto non ſara cauſa di tale alteratione,
ma ſolo il ſcemamento ne ſara cagione, perche ſo punto ſolo diuide, o rimouele
figure dal primo loro eſſere o Palteratione attende a reintegrare il detto numero,
che ſecondo il regolarprecetto,etordine detto è dimoſtrato habile ad eſſere alterato.
O PP E NI O N E VI.

N onſcrittor
penſo anchora di tacere intorno la oppenione di molti antichi,e moder
i, de quali per non eſſere di mia conſuetudine, ne di natura inui
ni
dioſo, tacerò il nome, ma ben uo dire la ſentenza del vangelo chi ha orecchi di
udire, oda, pertanto dicono, et dichiarano, che il circolo, etilſemicircolo col pun
toſo o chiamati maggior perfetto, e imperfetto, etſenza'l punto minor perfetto,
e imperfetto come neloro trattati manifeſtiſſimamente ſtuede,le ſentenze dequa
li coiieuidenti ragioni ſaranno dannoi riprouate.
- O P P O SI TI O N E.

G-ºſta preminenza di maggioranza perfetta,etimperfetta da loro data alla fe


-- - - S E C O N D O. 6

gura circolare, et ſemicircolare ſecondo ogni dotto non le ſi coluicile, ma è tolta in


preſtanza dal modo maggior perfetto, et imperfetto, Et perche la detta figura cir
colare, o ſemicircolare piu l'una, che l'altra contengono in ſe alcune cºſetto ii,
loro danno titolo di maggioranza, ct di minoranza perfetta,c imperfetta, per la
qualcoſa ſe date il circolo puntato è inteſo maggior perfetto, et il ſemicircolo mag
gior imperfetto, auiene, percioche nel circolo ſolo due perfettioli, cioè la brete, et
la ſemibreue, la doue che nel ſemicircolo non ue n'ha ſe non una, la quale è la ſemi
breue. Ma nota, che quando nella muſica ſi dice modo maggior perfetto, gli ſi da
quella dignita, o maggioranza, che dargli ſi puo maggiore, intorno la qual
coſa ſi domanda, ſe il circolo puntato è maggio perfetto, come ſi chiamera
queſto ſeguente ſegno ess, Eglie certo, che tu nol domanderai altro che mo
do maggior perfetto, minor perfetto, tempo perfetto, et prolation perfetta nome ve
ramente idoneo, e conueneuole et da ogni ferito muſico confermato; Adunque il
circolo ſemplice puntato per te h ra equiualenza di nome a quello, che ſi dimoſtra
con due cifre ternarie, la qual coſa non puo ſtar a modo alcuno, perche il circolo
ſemplice puntato, e il ſemicircolo non poſſono acquiſtarnone di maggioranza
perfetta, o imperfetta, auegna che egli haueſſe talnome per riſpetto di quelle due
note perfette, percioche oue coſi foſſe ſaremmo coſtretti nominar queſto e 33. piu
che maggior perfetto, p.rche la maſſima, la lunga, la breue, et la ſemibreue ſono
perfette, la qualoppenione ſarebbe erronea, o falſa, o ſimilmente ne naſcerebbo
no altri diſordinamenti, e manifeſte confuſioni, ſe da loro foſſe detto queſto ſegno,
o, minor perfetto, o il ſeguente minor imperfetto, come qui, C, Imperocheſe da
te è chiamato queſto ſegno e maggiore imperfetto, perchenon chiami queſto, o,
maggiore perfetto per riſpetto della ſua forma circolare, o per la ugualezza,che
è fra loro di perfettione, concioſa coſa che in queſto, e, ſia una ſola perfettoie,et
nel ſeguente, o, un'altra, onde conſiderato il fondamento, chiaro ſiued eſercogni
ºrdine confuſo. -

R E S O L V TI O N E,

chiuuol ben conſiderare, troiera, che il ſegno circolare, e ilſenicircolare ſem


plici puntatine muſici ſuoni non potranno eſſere rettamente chiamati maggior per
fettone maggior imperfetto,concioſia che nella muſica miſurata noi habbiamo cin
queſteti principali, cioè Tempo, Modo minore, Modo maggiore, prolation mag
giore et Prolation minore,Le quali maggioranze, o minoranze ſono appropiate
alla Maſſima, o alla Lunga, le qualiſon figure, che rappreſentano il modo mag
gior perfetto, il maggiore imperfetto, il minore perfetto, o il minore imperfetto,
La qual perfettione, o imperfettione maggiore, o minore non ſi concede alla cir
colare, ne alla ſemicircolare figura ſemplici puntati, o non puntati oueeſ non
ſiano accompagnate con due cifre numeraliternarie, ouero binarie, o etiandio ccn
tutta,le quali ſono da dottimuſici antichi e moderni dimoſtrate, la onde per le ſce
- BB ii
L I B R O
predette ragioni diremo, che la ſemplice circolar figura col punto non opera tanti
effetti, percheinleiſolamente due perfettioni, l'uta della breue, et l'altra della ſe
mibreueſitrouano, ma queſegni, che ſi troveranno con due cifreteriarie appreſo
il circolo col punto, haueranno quattro perfettioni, cioè la maſſima, la lunga, la
breue, o la ſemibreue, per le quai dimoſtrationi la circolar figura, o la ſemicire
colare colle due cifre appreſo acquiſteranno illione del modo Maggior perfetto,
Et dell'Imperfetto, o del Minor perfetto, o dell'Imperfetto, Et la detta figura
circolare ſemplice puntata hara quattro uarieta di ſegni, la prima il circolo col
punto, la ſeconda il ſemicircolo col punto, la terza il circolo ſenza punto, la quar
ta il ſemicircolo ſenza punto,Laoide è da dire,che il circolo,et il ſemicircolo quan
do hanno il punto ſi debbano chiamare Tempo, o Prolatione, percioche eſsi ſolo
applicati al Tempo, ouero alla Breue, come è il punto alla Seinibreue, o quando
non l'haranno tempo perfetto, o tempo imperfetto ſaranno detti.
O PP E N I O N E V II.

Lſia comune oppenione di ciaſcun muſico intorno gli interuallimuſici è, che non
debba nel contrapunto comporre mi contro alfanelle conſonanze perfette,
percheeſe ſono ſpeti, le quali offendono, o di natura diſcordano, come da b mi
graue ad Fgraue, o da Elamia b fa acuto, lequali poſitioni ſono di Diapenti di
minuti, non atti, ne conueneuoli nella muſica, come Franchino al 3.cap.del 3.lib.
della ſua Pratica in lingua latina dice, che niuno non dubbita, chella quinta ſcema
ta di un ſemituono per eſſer tal ſcemamento molto noto, non ſia aſpra, o nel canto
poco comueneuole, o che per tal riſpetto in muſica non ſi patiſce, chell'ordine delle
ſpeſi Diapeutiche da Agraue ſiano deriuate, e per eſertal autorità ordinaria,
etcomune, non ſi diranno altre ſentenze ſol per breuita. - -

OP P O SI T I O N E,

sarebbe diſconueneuole, ſe intorno la dichiaratione del ſopradetto capitolo iofuſi


di contraria openione di quello, che dannoi è ſtato dichiarato al 14 cap.delſecon
dolibro del noſtro Toſcaiello doue dice, Quelli,gli quali poneranno in uſo due quin
te l'una dopo l'altra, dato che l'una ſia perfetta, o l'altra imperfetta, ſecondo il
parer noſtro incorrono in errore, perche nella diuiſione Diatonica non ſi patiſce
tal ſpetie diminuta etc. nel qual luogo auertirai, che l'intendimento noſtro non fu,
chetal ſpetie quando che ſia non poteſſe, oue foſſe in piacere del muſico, eſereto
lerata, perche potra perſe ſola ſtare, o dal b molle eſſendo reintegrata ſara per
fetta,pertanto due coſe ſolo da douere eſſere ſalamite conſiderate; l'una, ſe il con
poſitore intendera far perfetta qualche figura o nota, che nello acuto, o nel graue
ſta diſtante da un'altra per uno Diapente diminuto; l'altra, ſe dalluiſara immagi
nato traſcorrere in altre ſpeti che de Pentacordi, le quali conſiderationi ſaranno
e

- S E C O N D O.
rettamente dall'arte ammeſſe, o concedute, come appreſo intenderai,
DI CHI A RAT I o NE.
s elaoppenione di coloro, i quali dicono, che la ſillabani contro ilfanella conſo
nanza perfetta non è tolerata nella diuiſione Diatomica foſſe uera, biſognerebbe di
re, che il monacordo in uaio fuſe ſuto ritrouato, perche il Diatonico genere nonſa
rebbe Diatonico, ſe dalluinon naſceſſe il Diapente imperfetto nel detto monacora
do diatonicamente diuiſo, o conſiderato, Il qual genere Diatonico e detto nati
rale,o perche la natura noi opera mai in darno, ſeguitera, che tutti gli interualli
Diatonici coſi coſolaiti, come diſsonanti ſi potranno accommodare alla harmoa
mia, come la preſente figura dimoſtra. -

Canto Teiiore. Baſſo. Tellore Baſſo.


E gli mi ſi fa a credere, che tu non negherai, che quella ſeconda nota del Tenore
legata ouero concatenata, o la ſeconda ſemibreue del Soprano non ſiano ragio
neuolmente poſte non oſtante che tra loro ſia la ſpetie del Diapente ſcemato, impe
roche ſe altrimenti foſse collocata, ſarebbe contraria a ogni terminata regola, la
quale comanda, che uolendo procedere a una altra conſonanza, che ſelle dia inan
zi la piu uicina, pertanto il detto mi contro il fa ſara dal ſenſo dell'udire compor
tato, Appreſo procedendo alla terza dopo la quinta, o tolendo in eſſa far pere
fetta la quinta precedente, la detta quinta per eſſere una ſeſta minore non ſi con
uerebbe colla ottaua del Baſso, Oltre le predette coſe nel ſecondo eſempio appare
il Diapente imperfetto, o in molti altri luoghi di buoni, o dotti compoſitori,
perche eſsendo promontiata nella ſeconda metà del Tempo, non potra producere
aſprezza alcuna, la quale offenda, perche da l'arte non è poſta in tal luogo come
coiſonanza, ma è inteſa caderui come diſcorſo d'un tempo intero in due parti ſe
parato, la ſeconda parte del qual Tempo è diſſonante, come anchora accade della
ſeconda, della quarta, o della ſettima, o delle loro deriuate, le quali ſono diſtan
ze da ſe ſteſſe nel genere Diatonico non conſonanti, o nulla dimeno per una certa
intelligenza, o arte, ſono nelle compoſitioni eſercitate, come è ſuto dimoſtrato
da Bartholomeo Rami al cap.8.del trattato ſecondo della ſua Pratica intorno al
la fine doue parla del Semidiapente, Et queſto quanto alla prima conſideratione,
Intorno alla ſeconda, ſe il buon compoſitore, o muſico ſi immaginera procedere
per la ſpetie ſminuita, o imperfetta, le quali naturalmente procedono ſenza eſſere
contrarie agli eſempi diſopra moſtrati, biſognera tenere altro modo, perche ha
ra immaginato altro effetto per lo quale opponera il ſegno rotondo accidentale dle
L I B R O
a reintegratione della petie ſminuita,o imperfetta come qui

Cailto. Tenor. Alto. Baſſo.


OPPENICNE VII I.

a tutti i dotti muſici,o parimente da mezzani è ſtato detto, e fermamente


ſtatuito, che nel contrapunto non ſi poſsano comporre due conſonanze perfet
te di un medeſimo genere, o natura inſieme aſcendenti, o deſcendenti ſenza aſe
ſegnare di ciò ragione alcuna; Et perche ſtimiamo tale intelligenza, o cogni
tione douer recare ad un hora profitto,o dilettatione, di alcune coſe a ciò appere
tenenti dannoi ſaraibreuemente ragguagliato,
o Pp o si T I o NE.

s e il Diapaſon, e il Diapente perfetti ciaſcuno per ſe puo producere grata


harmonia, o piu ſoaue riſonanza che alcuna altra delle imperfette diſtanze, Si
domanda, perche adunque eſsi ſono nelle compoſitioni, ouero nel contrapunto con
piu riſpetto uſati che non ſono le imperfette ſpetf, le quali ſono poſte ſecondo luole
re del compoſitore nell'aſcendere, o nel diſcendere con molte Terze, e Seſte,
Certamente eſſendo il Diapaſon, il quale è formato di uocivniſone, ſimiglieuole
al ſuono uniſono, e ſimilmente la quinta per la ſua nota, o ſtabile diſtanza, or
corriſpondenza, ſegue, che piu ſpeti perfette ſimili frequentate nelle compoſitio
nidourebbono producere, o rendere piu amena, e ſoaue harmonia, che non fa
la terza, ne la ſeſta, ſecondo il qual modo dice Bartolomeo Rami, che Triſtano
de Silua diceua, che egli ſi puo dar una quinta dopo un'altra quinta, cioè l'una
perfetta, o l'altra imperfetta, come ſiuede in quello antico canto chiamato soys
emprantis, Et in uno di Verdelot, Infirmitatem noſtranetc pero che tal Quinta
mperfetta non ſi concede nelle note intere, ma nelle parti minute del tempo, come
ui, cioè di Minima, o di Seniminima.

Calto. Tentor, Baſſo.


1 l qual modo piacendoti reſta nel tuo arbitrio di ſeguirlo, o maſſimamente in
una neceſſità ſtrema,non e dattiloi uituperato.
----- - - - - -- - - - - - - - , - - - -
r

s E c o N D o. - 8
R E SS O L V TI O N E .

E glie antica, e approuata ſentenza, chella ſimilitudine ſi cle cagionare vera


concordia, o amicitia, abenche pt o auenire, che tale amicitia, o concordia,
la quale naſce da tale ſimilitudine ſara odioſa a qualche terzo, e quinci adiuicne,
che ſe due uociulliſone quinte ouero ottave per eſſere ſimili in ſpecie, ſarai o fraſe
concordi in amicitia, & ſimilitudine, tale loro amicitia per tal modo eſercitata,
non ſara diletteuole alſenſo dell'udire, il quale tra quelle ſara terzo, o uero giu
dice del proceſſo harmonico, imperoche noi ueggiano, che naturalmente il dolce
ſemplice piace al guſto humaio,iondimeno per lo continuarlo il guſto toſto il ne ha
in abominatioie, o par che cerchi, o deſideri altro meſcolato, o uario cibo, il
che è ſuto dimoſtrato da Boetio nel undecimo capitolo del primo libro della ſua mu
ſica, oue trattando del genere cromatico dice, spedite adunque queſte coſe, eglie
da dire degeneri de canti, i quali ſono tre, Il Diatonico, il Cromatico, o l'Emar
monico, fra quali il Diatonico è alquanto duro, o naturale, ma il Cromatico
tiene quaſi della natura del Diatonico, o piu ſoauemente procede, per le quai pa
role, il genere Cromatico dallui è detto molle, perche diſcorre per Semituoni, oil
de per tal mollezza, concioſia coſa che dallo audito foſſe abominato,e ſutorinoſo
dalla eſercitatione, la qual coſa è ſtata dimoſtrata da Guidomonaco al capitolo
quarto di quel ſuo trattato de Tuoni, doue dice,che i medeſimi Semituoni non han
no luogo mai l'uno dopo l'altro, i quali ſono ſtati ritrouati per moderare, o rad
dolcire il canto, o che quando con men conſideratione, o riſpetto, che non ſi
conuerebbe, ſono poſti, rendono durezza, o amarore in quella guiſa, chifanno
le coſe condite di ſouerchio ſale, per la qual dimoſtratione ſi uede, che aſſai piu
piace agli aſcoltanti il genere Diatonico uſato ilquale come dice Poetioè alquanto
duro, e naturale, perche nel ſuo ordine procede per un Semituono, o per dui ſpa
ti di Tuoni continouati nel ſuo Tetracordo, gli quali ſpati, o interualli di Tuo
mi ſono ſpati duri piu che non ſono quegli del genere Cromatico, il qual procede
per dui continouati Semituoni, o per un Triemitonio in uno interuallo, gli quali
ſono ſpati molli, Etſe alcuni argomentaſſero coſi, se due ſpeti perfette ſimili
aſcendendo, o diſcendendo non ſono grate, ſegue che due ſpeti perfette diſſimili,
come la quinta dopo la ottaua aſcendendo, o diſcendendo, non debbano produce
regrata ne ſoaue armonia; A tal loro ragione ſi riſponde, che dato che la ottaua,
o la quinta ſiano di natura perfette, eſſe pero non ſono di una medeſima ſpetie,
“Et ſi come naturalmente ſuole interuenire, che maggior diletto, o piacere ſente
il guſto ineſſendogli anzi due coſe diuerſe, che una ſola porte, Coſi accade, che la
quinta dopo la ottaua, o la ottaua dopo la quinta, perche non ſono ſimili in ſpea
tie, potranno ſtare inſieme, cioè l'una dopo l'altra aſcendendo, e diſcendendo
ſenza impedire l'aſcoltare; Intorno adunque al parere di coloro, che non voglio
- - L I B R O
no, che due conſonanze perfette di un medeſimo genereinſieme aſcendenti, e di
ſcendenti nel contrapunto ſiano conceſſe,conchiuderemo ſecondo Bartolomeo Rami
al precetto ſecondo del ſuo contrapunto,che due quinte, o due ottaue, come è ſtato
detto, inſieme non ſi contiengono, perche quella continouanza parrebbe una coſa
medeſima per non eſſerineſe natura uariabile, o appreſo s'incorrerebbe quale
che uolta nel Diapente diminuito, o perche tali ſuoni ſono tra loro equiſonanti
per tal ſimilitudine, o equalita, ſono tralaſciati dall'armonia, la quale non è al
tro, che meſcolanza, o diuerſita di uoci concordi, le quali procedono per Ara
ſin, o Theſin cioe aſcendendo, o diſcendendo; Seguitera adunque, che la otta
ua poſta dopo un'altra ottaua, o ſimilmente la quinta dopo un'altra quinta non
produceranno ottima harmonia, o appreſo che per tale proceſſi di ſuoni concor
di noi naſcera quel meſcolamento di diuerſe ſpeti concordi, il quale dalla diffini
tione di ſopra aſſegnata e dimoſtrato.
O P P E NI O N E I X,

H" piuuolte conſiderato una non buona oppenione di alcuni compoſi


tori, i quali nelor concenti figurano in una riga, o Spatio due Breui, o
Semibreui, delle quali l'una ſara ſoſpeſa, ouero ſoſtentata, o l'altra naturalmen
te procedera, Et queſto intenderai in tutte le corde, o poſitioni, doue il ſegno del
b giacente haura ſignoria, come nel, C, nel F, o nel G, o come la figura chiarae
mente dimoſtra. ,

Canto, Tcitore. Canto. Tellore, Baſo.

o P Pos I TI o N E. -

s e le oppenioni di coloro, che tale ordine tengono, foſſero con uero modo, erare
te conſiderate, immaginate, non ſarebbono arditi di moſtrare quello, che in
contrario eſſere ſi uede, intorno la qual coſa dice Bartolomeo Rami, cheſe talmo
do foſse tenuto circa ciò, neſeguiterebbe l'uno di dui errori, cioè, o che egli ſi pro
cederebbe della ſeſta minore nella ottaua, ouero biſognerebbe che quelle due uoci
che ſono poſte nel G acuto foſſeno proferte con uguale ſuono, perche non eſſendo co
ſi promontiate tra la prima,et la ſeconda nota caderebbe la diſtanza di un Semituon
noi bloio, o nel genere Diatonico per ſe non uſato, ma incommodo, o non
colceduto, le quali conſiderationi malamente poſſono eſſere inteſe da coloro, i qua
li noi haitouera cognitione delle congionte, la intelligenza,o notitia delle qua
porge
S E C o N D O. 9
porge inſegnamento, e dottrina di couertire una ſpetie maggiorenella minore,
cruna minorenella maggiore, e ſimilmente dimoſtra il modo di recare una ſpe
tie imperfetta alla propia ſua perfettione, or una perfetta alla imperfetta,
reso Lvr 1 o NE.
S e ſaranno dannoi oſſeruati iregolari precetti del contrapunto, non ſara conue
neuole formare due note nella riga, oſpatio didiuerſa natura, come dimoſtrano le
due Breui del ſopra poſto eſempio, ſi come alcuni per ſeruare la regola del detto
contrapunto hanno fatto, i quali hanno ſoſpeſo la ſeconda breue, la quale era ſeſta
minore nella maggiore per riſpetto dell'ottaua del ſeguente Tenore, per lo quale
ordine per coprirun male, ne commettono un maggiore, il qualſiuede nella prima
breue, la quale quinta, ornaturale ſi moſtra col Tenore, concioſia coſa che per eſe
ſere incommodo, orfaticoſo talſpatio di Semituoi maggiore continente al genere
Cromatico, o non al Diatonico, ſara dibiſogno rinouere la prima detta breue di
Quinta in Seſta anche eſſa maggiore, Onde ſimilmente nel ſecondo eſempio ne na
ſcera un'altro manifeſto errore, nonoſtante chella nota incoronata ſoſpeſa innanzi
il ripigliamento della ſeguente poſi alquanto nel tacere, per le medeſime ragioni di
ſopra moſtrate ſara proceſſo odioſo, o non conceſſo, perche il Baſſo conuiene cola
la detta breue ſeguente nella ottaua, il quale incomueniente, o errore naſce per tua
cagione, perche di ciò non hai lauera intelligenza, la quale ti moſtra quella otta
sua creare in decima, Etti fa accorto di altri proceſſi ſimili
º

C PP E N I O N E 3,

G ia dannoi molte uolte fu hauuto conſideratione alla poca auertenza, crua


Ina oppenione di alcuni i quali ſi credono crearenelle loro compoſitioni quela
lo,che dal muſico è chiamato Fuga,la imaginatione de quali non ſara in tutto quel
la, ch'alla fuga ſi conuiene, imperoche eſſi conſiderano taleffetto ſolamente conue
nirſi alla fuga, concioſia che eſſo ſia appartenente etiandio al canon, il quale ape
preſo de Greci ual quanto regola, come ſeguitando intenderai

Canto. Tenore.

s e date ſara conſiderato, come procedano le note, o ſillabe del ſopra poſto eſem
pio, uederai, che di neceſſita biſognera, che il Tenore pauſi i dui primi tempi del
canto, e procedendo talprincipio non ſara l'effetto ſomigliante al Canto, perche
C C
L I B R O : .
eſo procede dare, mi fa,ſol, ilqual proceſſo e la prima piateſaron, e il Tea
nore da ut,re, mi fa, il quale è proceſſo della terza Diateſaro , la onde per eſe
re da molti taluta ignorata, diranno, che ſia fuga per Diapaſon, percioche il prin
cipio del Tenore rende ottaua al canto, Et coſi in tutte le altre imitationi danno il
titolo alla fuga non comueneuole al cominciamento di colui, che lo ſegue, onde ne
naſcono inconuenienti manifeſtiſſimi.
.

RE so Lv TI o NE.
G li antichi,e dotti muſici,o anchora i moderni in queſta parte di muſica chia
mata contrapunto, hanno conſiderato molte uarieta, o modi d'interuali prodot
ti dalla uaria poſitione delle contabili figure, oueronote,Dequai proceſſi utiohat
no chiamato Fuga, laqualfuga, ouer conſequenza non potraſtare per ſe proliontia
ta, cioè con un ſolo ſuono, perche eſſa non puo eſſer prodotta con manco di due uoa
ci, delle quali l'una ſegua dopo l'altra, Ettalfuggire ſi fa in quattro modi,cioè per
Vniſono, per Diateſaron, per Diapente, o per Diapaſon, o per le loro compo
ſte, o replicate, pertanto come di ſopra è manifeſto,diremo che fuga non ſia altro,
che una ſomiglianza di interuallimuſici, gli quali è meſtiere che ſiano ſimili di for
ma, o di nome, stando adunque queſti termini, dico, che il proceſſo di ſopramo
ſtrato, non ſarauera fuga, perche non ha ſimilitudine di nome, imperoche dicendo
i! Sopranore, mi fa, ſol, Et il Tenore ut, re, mi,fa,ſara Canoi, o non fuga per
o qual fondamento hauerai riguardo quando farai un uarco,che date ſia inteſo fu
ga, oue al nome di quella non riſponda; dirai Canon per Diateſaron, è per Dida
pente, è come tipiacera, e non fuga, la quale come con ragione ſi habbia affare,
nella ſeguente figura uederai. -

Fuga per Diapaſon

iE

OP P E NI O N E II.

H H anno domandato alcuni, e fºrſe hanno ferma oppenione, che i tre generi,
cioè il Diatonico, il Cromatico, o l'Heilarmonico debbano hauer principio
- S E C O N D O. no

dalla proportione seſquiottaua, e non de Seinituoni,e dal Dieſi, perche eſſo ſpa
tio del Tuono è perfetto, et di maggior dignita, che non è il Semituono,et il Dieſi;
per laqualcoſa ſtando i detti generi,o Tetracordi cogl'iteruali minori nella par
te graue, eſſi fanno una domanda, Qual ſia la cagione, che eſſendo il Comina, co
- me piace a Boetio, minimo, o inſenſibile all'udire, Pitagora, o gli altri philo
ſophinon habbiano trouato una diuiſione di Tetracordi, i quali habbiano nel gra
uiſſimo loro interuallo la proportione, ouero ſpatio di eſſo, La qual queſtione nel
a s 1 6 fu da don Franchino propoſta mentre l' ccellente meſſer Gioan Spada
ro, o io con lui, o con Nicolo Vulſo erauamo a muſico litigio, nella quale il det
to don Franchino teneua, che i tre generi haueſono principio per Tuono, o non
per Semituono,ne per Dieſi, allegando Boetio, Ilquale parlando de detti generi,di
ce, che egli mai non adiuiene,che eſsi poſſano eſſere cangiati di graui in acuti; Per
tanto dal ſopradetto meſſer Gioanni, o da noi fu data reſoluta riſpoſta, come di
ſotto appare.
OP P O SIT I O NE ,
-

I n queſto luogo Franchino allega il 4 lib, della muſica di Boetio, & noi trouia
mo che il detto Boetio nel libro primo al cap.21.dice in contrario, percioche la do
ue dallui della forma Diatonica e trattato, egli incomincia nel graue, o procede
nel acuto, dicendo, che ſecondo la diatonica Cantilena in un Tetracordo ſi procede
per un Semituono, per un Tuono, o per un'altro Tuono, Dapoitrattando della
forma Cromatica dice, che'l Cromatico genere, ilquale è detto quaſi colore, come
quello, cheuaria dalla natura del Diatonico è cantato per duoi continouati semi
tuoni, o per un Semidittono; Etſimilmente dello Henarmonico dice, chel'Henar
monico per eſſere piu riſtretto, ſi canta in tutti i Tetracordi per duoi Dieſi l'undo
po l'altro, e per un Dittono; per laqualcoſa annoi pare, che chiaramente Boetio
dica peraltro modo, perche dimoſtra, che tali generi procedono dal grauenel acu
to, & non dal acuto nel graue, ne manco a Pitagora piacque trouareTetracore
di nequali ſi trouaſſenel grauiſſimo luogo la proportione del Comma.
R E s o Lv TI o NE.
D i ſopra ſi uede, come Boetio aſſegna gli interuali adetti generi dicendo la uo
ce procede, e anchora ſi canta, la onde ſi comprende, che ſe la uoce non poteſſe
prononciare gli interuallide detti generi, che tali interuali ſarebbonouani, gr di
ſouerchio poſti, e trouati, Pertanto ſi dice, che lo ſpatio del Commanon è ſuto
conſiderato, ne poſto per interuallo di alcuno genere, perche dato che egli ſia com
preſo dall'udire, dallo ſtormento naturale non puo eſſere pronontiato, Etcome ſa
º rebbe fuor di propoſito a colui, che douendo eſſere in alcun luogo, faceſſe in giro il
camino oue con menfatica, o piu acconciamente a dirittura ui poteſſe peruenire,
CC ii
L I B R O
coſi ſe lo ſpatio del Dieſ baſta, piu parti minute non ſi vogliono ricercare, Et ben
che lo ſtormento artificiale (concio ſia coſa chel'arte ſempre ſi sforzi di imitare la
natura con tutto il ſuo potere) poteſſe per tentura promoitiarlo, non eſſendo il na
turale baſtante, neualeuole a ciò fare, nientedimeno in tal diuſione egli non ſi ue
de eſſere d'importanza alcuna; Similmente da Franchino ſu domandato, perche il
Cromatico Tetracordo dal Diatonico e deruato piutoſto procedendo dall'acuto
nel grave, che dal grauenel acuto : Si riſponde, che niuna legge, ne ragione puo
sforzare il muſico nella diuiſione di Tetracordi a dar principio piu nel graue, che
nel acuto, perche quelli interuali, i quali ſi poſſono hauere dallo acuto nel graue, ſi
potranno anchora hauere dal grauenello acuto; Pertanto dico cio eſſere a bene
placito di colui, che fataldiuiſione di graueuelacuto,Ilche e ſtato oſſeruato da Ia
cob Fabronel diuidere degeneri ſpeſſi, Et ſomigliantemente da Guido nella partic
ne del ſuo Monocordo ſecondo il genere Diatonico diuiſo, coſì anchora da Bartolo
meo Raminel Diatonicopartimento, o anchora in quello, doue egli dimoſtra che
ogni Tuono reſta partito in dui Semituoni, Et da Franchino al cap. 1s. del primo
libro dell'Armonia delli ſtormenti (conchiuderemo adunque, che tal diurſione co
minciata per lo graue, o per lo acuto è in requiſitione del muſico, perche il buon
partitore fara poca ſtima nelmediare dui eſtremi Seſluiterti, comunque ſi comin
ci, o nell'acuto,o nel graue.
D EL SE MI TV ON O N E L GR A V E,

v ltimamente fu domandato, perche habbiano i Tetracordi origine dal semitue


nonclgraue, o non da altra ſpetie, o figura appartenente al Diateſaron, con
cioſia coſa che ciaſcheduna petiehabbia il ſeſquitertio interuallo. Queſto queſito,
il quale ſimilmente da don Franchino fu fatto, neluero e, di poca, o quaſi nulla
eſtimatione all'Academia de muſici, perche queſto porre del Semituono ſta neluo
lere del muſico pure per ſodisfacimento di molti alcune ragioni ſopra di cio ſi diran
no, pero dico, che eſſendo il Semituono quello interuallo per lo quale mediante la
ſta uaria ſede le ſpeti del Diateſaron ſono uariate, che egli non fu ſenza cagione
poſto telluogo piu graue di Tetracordi, come luogo piudegno dello acuto, impe
roche egli è molto piu degno nella muſica la ritenſione per la ſua facilita, che non è
la Remiſſioie, o queſto noiuediamonello introducere il diſcepolone muſici inter
uali, perche prima ſi amaeſtra intorno l'aſcendere con queſte ſillabe ut, re, mi fa,
ſol, la, e poi nel diſcendere, oltre dicio noi habbiamo duoi modi, ouer Tropi,
che quegli, i quali ſopra il loro fine aſcendono, ſono primi nel ordine aſſegnati, or
quegli, che ſotto la loro finale lettera diſcendono, ſono ſecondi nel ordine conſidera
ii. Appreſo non è dubbio alcuno, che il principio grauenon ſia piu degno dell'a
cuto, perche il graue, e come tutto, e lo acuto, è parte di eſso graue, come habbia
moda Ariſtotelene Problemi; Medeſimamente diremo, che tale semituono ſia ſta
- S E C O N D O. º I

to poſto nella parte graue per poter dopo la diuiſione del genere Diatonico nel Te
tracordo aſſegnata con piu agevolezza procedere alla vera diuiſiole degli altri ge
neri, i qual per le ragioni ſu dette debbo.io ai bora hauere i numeri de loro intere
uali nella parte graue nella diviſione de Tetracordi,
O PP E N I C NE X II,

INTelbe medeſimo tempo: & milleſimo ſopraſcritto il noſtro don Franchinoheb


contraria oppenione, come appare da alcune ſue a me ſcritte intorno il
capitolo. ss. del Terzo della noſtra Muſica della Inſtitutione harmonica, oue dan
noi e detto, che il Quinto modo e quando il Semicercoloſi ritrouauolto al contrae
rio ſotto il ſegno del tempo imperfetto. La qual figura ſignifica doppia proportio
ne, ſopra qualluogo egli diſſe In queſto pigliate errore, percioche il Semicircolo
comunque ſia uolto, ſempre e ſegno di tempo imperfetto, come qua co, o, o,
Il qual semicercolo per non eſſer altro che un cerchio imperfetto, non pieno, o non
intiero, o ſia poſto ſopra, o ſotto le figure, che di eſſo ſono coronate, non è di ualor
meruno, e ſeguitando dice, che non trouò mai dotto autore, che aſſegnaſſe ragione
alcuna, che tal ſegno D. ne meno l'altra ſua uguale parte come qui. C. d. fuſe
proportione doppia,et che allui parea,chell'Hemiſpero,ouero semicircolo foſſe una
figura di Geometria, e la metà d'un circolo, appreſo che il Muſico giudicaua,
cr aſſegnaua il circolo e'l ſemicircolo al tempo ternario, o al binario, o che
non erano poſti per caratteri di numeri dagli Arithmetici, o conchiudendo, dice,
che quello che dinota numero, e gouernato dalla diſcreta quantita, e che tali nume
ri Muſici debbono eſſere dimoſtrati per le zifre numerali, o non per,o, ne per, c.
le quali ſonofigure che s'appartengono alla continoua quantita; Trallequaliquan
tita, cioetralla continoua, è la diſcreta non è poca contrarieta.
OP P O SI TI O N E,

A l grandiſcorſo, e obiettione della Eccellenza del noſtro don Franchino, la


quale egli ci fa in poche parole dicendo, che egli non ha mai trouato dotto alcuno ?
che tra queſto ſegno. c. o queſt'altro. p. faccia proportione doppia, Dannoi è
riſpoſto, che ſe egli non ha ueduto dicio ſpecial regola, o trattato, che noi l'habbia
motrouato nelle compoſitioni dedotti muſici noſtri predeceſſori, o perche egli di
ce parlando Geometricamente, cioe ſecondo la quantita apparente, che il Semicire
colone l'altra ſua parte uguale non potranno fare doppia proportione, concioſia
che l'Hemiſpero,o semicircolo ſia una figura Geometrica, o la metà d'un circolo,
Queſto dannoi è conceduto parlando quanto alla Geometria, la qual conſideratio
ne intorno la materia noſtra è diſonerchio, perche eſſendo talnoſtra conſideratio
ne della muſica, I Muſcinon giudicano il circolo, ne il ſemicircolo ſecondo la ſore
- - -
L I B R O
ma, e la quantita apparente, Ma pigliono eſſo circolo el ſemicircolo, come egli
afferma per tempo ternario, o binario, appreſo egliuole, che il Muſico non
poſſa porre queſto ſegno del ternario. O, contro a queſt'altro del binario C.
per crear la ſqualtera proportione, Ma ha oppenione che il Muſico, quando tor
ra dimoſtrare qualche proportione ne ſuoi canti debba adoperare lezifre,o figure
numerali dagli Arithmetici uſate, intorno al qual parere, dico, che l'uſare i nume
rie in poteſta, ci arbitrio del muſico, ne percio ſi fa pregiuditto alla Arithmetica,
che benche ſia lecito al Muſico ſapere Arithmetica, egli non è pero sforzato di uſar
la, ſe non quanto allui piace, e biſogna, Perche ſe il Muſicome ſuoi canti puo dia
moſtrare per lo ſuo circolo, o per lo ſemicircolo la proportione cadente tra le ſue
figure cantabili, non gli è dibiſogno andar togliendo le zifre d'altrui.
R E S S O L V TI O N E.

s e il Muſico foſſe in errore deſuoi circoli, o ſemicircoli, ſecondo che l'eccellene


te,or conſumato Muſico meſſer Gioan Spadaro alſu detto Franchino riſpoſe ſegui A
rebbe, che gli Arithmetici circa le figure loro foſsero parimente nel medeſimo erro
re, per le quali eſsi dimoſtrano la unita, o la aggregatione di eſſa unità,come qui,
1 2 3 4 5 6 7 8 9 1o etc.Intorno la qual coſa chiaramente ſi uede,che eſſe figure nu
meralinon ſono altro, che una lineane diuerſi nodi dimoſtrati poſta, per laqual
coſa il Muſico a ſimilitudine dello Arithmetico ſenza riprenſione alcuna puo uſa
re altre figure differenti da quelle dell'Arithmetica, come. O, & C, per dimo
eſtrare il ſuo numero ternario, o il binario, Ma egli ha creduto, che lauertudel
l'annouerare conſiſta ſolamente nelle figure dello Arithmetico,la qualcoſa è falſa,
“percioche noiueggiamo che tutto che l'arte dell'Arithmetica ſia una ſola,et l'iſteſe
ſa, nondimeno appreſo di molti con diuerſi carratteri, o ſegni ella,è ſignificata,
et dimoſtrata, perciocheueggiamo i Greci hauerelelor figure differenti da quelle
de Latini, o ſimilmente gli Hebrei, o altrenationi, le qualitutto che con uarica
ratteri,la ne dimoſtrino,et dichiarino,nondimeno tutte ugualmente la necredono,et
tengono la medeſima, Similmente ſe il Muſico dimoſtra il ſuo ternario per lo circo
lo, e il binario per lo ſemicircolo, dalluinon è pero ſtimato, che tali numeri ſiano
diuerſi inuertu, o quantita da numeri dalli Arithmetici uſati, e conſiderati, il
medeſimo ueggiamo dalla forma delle lettere del noſtro Alphabeto, e di quelle de
Greci o di altre lingue, le quali quantunque di figura, o di apparenza ſiano tra
ſe differenti, o diſſimili, eſſe pero inuertu, e ualore ſono le iſteſſe, e fanno il
medeſimo effetto, o operatione, ſi come ſi uede in queſte lettere, º, v, le quali
come che con queſte, d, g, non habbiano ſomiglianza deforma, nondimeno le pri
mel'iſteſo ſi ueggono operare appreſo digreci, che le ſeconde ſi facciano appreſe
ſo de Latini, o de noſtri. Oltre dicio ſi come launita coſì ſegnata, i ſenza mutar
la forma di eſſa altramente alcuna uolta è inteſa per principio del numero, o al
S E C, O N D O. 12
culla uoſta dimoſtra numero, similmente il circolo, e il ſemicircolo del Muſico è
alcuna uolta inteſo per tempo perfetto, o imperfetto, o alcuna per termine pro
portionato. Appreſo dice il detto eccellente m Gioan Spadaro, che il Muſicopo
ne in due maniere la pauſa occupante la metà dello ſpatio, cioè diſcendendo, or
aſcendendo come è la pauſa della ſemibreue, o la pauſa della minima, o ſottogio
gie, che egli è manifeſto che quanto alla continoua qualitita tra le predette due pau
ſe non ha diffrenza alcuna apparente, ma quanto alla ualuta, che dal muſico è in
teſo che la pauſa de la detta ſemibreue comprenda inſetreuolte quella della mini
ma, e qualche uolta due, finalmente conchiude, che eſſendo la pauſa della minima,
la quale è la metà di quella della ſemibreue, ſeguitera, che la detta metà, che è la
medeſima figura, ſara differente da ſe ſteſſa, Inteſo dainoi il fondamento, o lera
gioiti del ſopradetto ſi puo conoſcere, che queſti duoiſemicircoli. Cio. dato che ſce
condo la loro forma ſiano uguali, eſsi pero per la loro diuerſa apparenza, ouero po
ſitione ſono dal Muſico conſiderati producere diuerſi effetti intorno le figure loro
cantabili. Dalle quaicoſe ſi raccoglie, che il ſemicircolo ſecondo che egli ſi troua
poſto, è preſo qualche uolta dai Muſici per aſſegnare ilualore alle note cantabili,
e qualche altra per leuare il detto ualore loro, percioche queſti ſegni. Co. dan
no il numero alle figure, ſi come al contrario queſti ſi lene priuano, imperoche
recano la nota in un certo eſſere, o ſtato ſecondo il º uolere del cantore, Et per
tanto eglie da dire, che queſto ſemicircolo riuolto. D. dalli antichiſia ſtato inter
ſo per lo doppio di queſto. c. pero ſe talordine da loro rettamente è ſtato compres .
ſo, non ha dubbio, che quello che dannoi a loro ſomiglianza, è ſuto trattato, conuca
neuolmente non ſia ſtato detto, -

o PPE NIoNE x111.


Gi dannoi fu inteſa una noua oppenione, che haueano alcuni intorno al C, tae
A Igliato, e non tagliato. La quale era, cheeſinonpoteſono producere inſite
me paragonati la doppia proportione, ne altra ſpetie,concioſa che eſſi non poſſano
far l'effetto di caratterinumerali in dimoſtrare alcuna proportione, o diceano,
che il ſemicircolo uergolato, o tagliato partoriſceuna diminutione ſimile alla pree
portione doppia nelle ſue figure, o che comparando il detto ſemicircolo tagliato
al ſemicircolo non tagliato le note,oucro ſillabe di eſſo reſtano conſideratenella die
minutione della metà delſuo ualore, Appreſo da loro era detto, che i ſeguentiſe
gli non erano conſiderati nella proportione Seſſualtera come qui. o C. perche
il Semicircolo ſegno di tempo imperfetto,o ſolamente diuidela breuein due ſemi
breui & tutto il rimanente del canto, Etſimilmente, che la figura circolare eſce
gno di tempo perfetto,o ſepara la breue in tre ſemibreui, Et in altre, che tali ſce
gni bene dimoſtrano la quantita loro, o il proceſſo ternario, e il binario nelle ſe
mircui, ma che non poſſono far diminutione, ne accreſcimento alcuno appartre
-
- L 1 B R o -

nente alla proportione, le ſentenze, o fondamento de quali dimoſtreremo non eſce


re di momento niuno, percioche eſſi ſi fondano ſolamente nell'eſercitatione.
O P P O SIT I O N E.

D iciamo adunque,che da loro ſolamente è conſideratolauertudelſegno, e non


l'effetto del ſegnato,perche dicono,che il ſegno ſemicircolare tagliato produce una
diminutione ſimile alla doppia proportione, Si riſponde, che per tal ſomiglianza,
e conuenenza,che ha il ſegno ſemicircolare con quella egli non ſara punto diſia
mile dalla detta proportione, La natura della quale in queſto luogo adopera, chela
la figura perde la metà del ſuo ualore, o uertu, per la qual coſa dico che il ſemicire
colo adogato, o reciſo accompagnato di queſto. C. dimoſtra la proportione dopº
pia, perche come diſopra habbiamo detto, eſſendo comparato al ſemicircolo non ta
gliato, le ſue cautabili figure reſtano conſiderate la metà manco del loro ualore,
Appreſo la detta proportione ſi puo dimoſtrare per gli numeri come qui; º, Per
che ogni figura ſotto tali termini numerali ſegnata in comparatione delle poſte
inanzi a ſe uicine reſta con la metà del ſuo ualore conſiderata.
R E SO LV TI O N E,

vedute e conſiderate dannoi le ragioni ſopra dette diciamo,et conchiudiamo,che


il ſemicircolo tagliato paragonato al ſemicircolo non tagliato ſempre rende la pro
portione doppia,et che al Muſico piu ſi conuieneſegiare la detta doppia proportio
ne per gli ſuoi propi ſegni attrauerſati,che per gli altrui caratteri numerali,perche
ogni ſcienza dee procedere per gli ſuoitermini perſino che di quelli ſi puo ualcreet
doue coſuoi non poſſa ſodisfare in tal caſo all'altre ſciezele è lecito diricorrere la
qualcoſa è oſſeruata da dotti antichi Muſici,Medeſimamente dalloro ſono ſtati uſa
ti i caratteri numerali in eſprimere quello, che per lo circolo, et per lo ſemicircolo
non potea eſſere dimoſtrato,Et perche eſsi non ſanno anchora, che il circolo poſto in
oppoſito del ſemicircolo generi la proportione Seſauialtera, di qui naſce, che ſolo
attendono alla prattica, percioche eglino non conſiderano, chella Muſica, la quale
conſiſte nella ſonora quantita, dee hauere un principio inuariabile della ſua uaa
luta, Etſi come il Geometra diuide la ſteſſa forma, o figura in piu modi, rimanen
do ſia inuariabile, coſi il Muſico, come colui come s'è detto, che tratta della ſono
ra quantità,deehauere uno inuariabile principio,ilquale dalli inuentori di queſt'ar
te fu chiamato Tempo, il quale molte uolte inſieme raccolto produce quello che dal
Muſico è chiamato Modo, come in piu luoghi l'eccellente, o dotto Muſico meſſer
Gioan Spadaro nel ſuo trattato della perfettione dalla seſqualtera prodotta con
ferma, Et perche da loro è detto, che il circolo, o il ſemicircolo dimoſtrano ſola
mente le loro quantita del numero ternario, o del binario nelle ſemibreui, ct non
diminuimento ,
- S E C O N D O. 13 .

diminuimento, ne accreſcimento proportioneuole, diciamo, che queſto è falſo, per


cioche ſe il Muſico puo diuidere il ſuo tempo in parte minute, o con eſſo producere
le parte terze, o le mezze, le quali ſiano uguali tra loro ſenza togliere da altrui
quello, onde poſſa eſprimere la ſua intentione, non ueggiamo, perche di ciò ne deb
ba naſcere contrarieta alcuna, Queſte conſiderationi erano oſſeruate da gli anti
chi, per le quali da loro fu conſtituito tanta uarieta di ſegni per diuidere il tempo
imperoche ciaſcun ſegno aſſegna non ſolamente al tempouaria diuiſione, ma etian
dio uaria protontiatione, o per coiſeguente aumentatione, diminutione, o pro
portione tra loro comparati, Alla qual coſa eſsi erano contrarii, perche diceuano,
che nel canto figurato le ſemibreui di queſto ſegno. O, ſono cantate ugualmente col
leſemibreui di queſto ſegno C. A che riſpondiamo, che glie la uerita, pero il buon
Muſico non dee dannare l'arte, per compiacere alla ſemplice eſercitatione,percio
che egli puo bene ſcriuendo in Muſica ſtruare alla Theorica la propieta, o tutto
quello che è ſuo ſanza derogare in coſa uruna alla prattica,o per tal modo il det
to potra ſodisfare all'una, o all'altra, e quello, che a ciaſcuna di eſſe ſi conuiene
loro conſeruare, onde per le ragioni addotte, gli antichi & dotti Muſici ſeſquialte
rattano le note di queſto ſegno. O, comparate al ſeguente: C. perche per un tempo
di queſto. C. pronontiauano due ſemibreui, o ſotto queſto. O. ne paſſauano tre,la
qualcoſa è impoſſibile, uolendo procedere per uie ragioneuoli, che altrimenti ſia
conſiderata, non oſtante che dannoi ſia ſtato in contrario oſſeruato al cap. 38. del
primo libro del noſtro Toſcanello, non ad altro fine, che per oſſeruare quello, che
molti innantinoi hanno uſato.
OP P EN I O N E X I I I I,

iaſcun dotto, e mezzano Muſco,coſi antico, come moderno ha conſtituito,


e per ferma regola dato, che il Tritono, ouero Tetracordo maggiore ne
concenti muſici debba eſſere diſtrutto, e mollificato non meno quando egli aſcene
de,e deſcende che quando eglie compoſto, o non compoſto, il qualmollificamen
to non per altro dal muſico è ſtato uſato, ſe non per una dura, e aſpra diſtanza
iſchiare, la quale naſce dalprimo ſtremo all'altro, la qual diſtanza, o interuallo
è dalla Harmonica conſideratione tralaſciata.
op P O SITI o NE.

c oncioſa coſa che l'oppenione d'ogni Muſico intenda a fuggire la intolerabile


durezza del ſopradetto Tritono affine che tu ſappia, che alcunauolta eſſo ſi può
tolerare dico, che eglie dibiſogno conſiderare molti modi, o uarieta, le quali poſe
ſono eſſere dimoſtrate dalla natura di eſſo, Imperoche dal muſico, ouero compoſta
tore eſſendo inteſo,o figurato compoſto,o incompoſto, oueramente dall'unoſtre
D D
L I B R O
mo all'altro, ne ſeguitera, che alcuna uolta ſara tolerato, e alcunano, la quae
le intelligenza, o ſecreto forſe non ſara ageuole a douere eſſere inteſa, perche pro
cederà gradatamente, ouero per gli mezzi, per lo qual diſcorſo, et proceſſo ſi com
prendera chel'udire dal detto Tritononò potra eſſere offeſo da l'uno ſtremo a l'al
tro, da quali ſtremi prouiene tale diſonanza, la quale per un certo ordine di fi
gure, o note riſtrette tral'uno ſtremo o l'altro, non ſara ammollita ma accet
tata pernatural ſuo diſcorſo, come la figura ſottopoſtati fara manifeſto.
I l

Hiss Ei RifºisiE
R E S S O L V TI O N E ,

s e egli ſarafatto giudicio intorno i ſopra poſti eſempi, non potra ſe non eſſer det
to chella quinta ſembreue colla ſettima renda ſpatio di un Tritono, o ſimilmente
la prima breue del ſecondo eſempio colla ſeconda ſemibreuelegata ne rende un'ala
troli quali duitritoli certamente potranfò eſſere tollerati nonoſtante che ogni re
gola uoglia, che quando un canto ha principio nel Fgraue,et da eſſo F graue aſcen
de al b mi acuto, o per oppoſito, ſempre ſi debba cantare per la figura del
b molle, nulla dimeno ogni regola puo patire eccettione, concioſa coſa che egli ſi
uoglianouari effetti conſiderare, per tanto diremo, che tali tritoni potranno rete
tamente dal cantore eſsere pronontiati ettollerati perche ſono compoſti,e dimez
zati da alcune note, le quali mettono tempo per modo che la durezza, e diſſonan
za loro, la qual naſce dagli ſtreminon eſentita, o poco offende gli uditori, per
laqual coſa ſe dall'uno ſtremo all'altro ſara dimezzamento, ouero compoſitione di
alcune note per eſſere lontana la ſillaba mi dal fa potrai ſenza commettere errore
procedere all'uno, o all'altro modo, come ſara in tuo piacimento, Ma ſe ſaranno
compoſti, o dimezzati per una ſola ſillaba, o nota,ouero per uno ſolo interualloſen
za dubbio eſsi non ſaranno tollerati, imperoche gli ſtremi ſono troppo proſſimani,
e' uicini nella qualcoſa la regola non patira eccettione, come la figura ſeguente
dimoſtra. -

EE
C ertamente eglie coſa molto comueneuole far mentione, e dar notitia delle pre
dette coſe, perche tutto che eſſe paiano eſſere contro a precetti, o alle ſemplici re
gole date agli incomincianti, pero dagli intendenti, e dotti compoſitori non ſono
tenute in uil pregio, come dimoſtrano le loro compoſitioni, o canti a tre, a quate
S E C o N D O. r4
tro, era piuuoci, Imperoche in tali canti per una certa arte meglio ſi puo occul
tare al ſenſo dello udire uno proceſſo, il quale gli ſarebbe aſpro, o ſpiaceuole, che
nelle compoſitioni a due, o a tre uoci, Et queſto adiuiene, perche quando il buono
compoſitore conoſce, che una parte del concento ha difetto, o manca nell'ordine
incontamente mediante l'arte, e la ragione le porge aiuto in qualche altra parte,
e progreſſo del canto medeſimo in guiſa, chel'udire non ſentendo durezza, ne in
pedimento alcuno, a tal ſonorità, o harmonia ſi acqueta, Et perche tra gli intere
ualli, e diſtanze della quarta, cioè di due tuoni, c de un ſemituono, che cadono
nel diatonico monacordo, ue ne hanno luogo alcuni deltritono, auegnadio che eſo
Tritono paia difforme dall'ordine de Tetracordi; Nondimeno da quelli, che han
nola uera intelligenza della Muſica eſſendo con induſtria, o arte accommodato
nelleharmoniche comparationi a tre ora piu uoci, ageuolmente ſi potra toilerare
maſſimamente quando haura la terza, ouero la decima nella parte graue, come
ſeguitando ſiuede.

Canto, Tcitore, Baſſo.

OP p EN I ONE XV.

Eglie gran queſtione tra alcuni ueracemente poco intendenti, che il comporre
in Muſica non ſia altro, che una pratica, i quali a corroboramento di queſta
loro oppenione dicono, che molti ſono ſtati, ora tempinoſtri ſi trouano, i quali ſo
no eccellenti, e ottimi compoſitori ſenza hauere molto fondamento di muſica, Et
percioche queſti tali conſiderano queſta diuita arte ſolamente alla ſcorza, e ſua
perficie, eſſi dicono eſſa eſſere coſa ageuoliſſima, pero accio tu conoſca quanto fe
riſca lontano dal uero ſegno queſta loro oppenione, mi è paruto da ſporti quello,
che contro queſti tali dal noſtro meſſer Gioanspadaro è detto.
op P O SI TI O NE.

chiuorra intorno tal materia in alto leuare il ſuo ingegno, chiaramente conoſce
ra, che tutta la eta d'un huomo non ſolamente non ſarabaſtante a douer peruenire
al ſommo di eſſa, ma neanche i primi gradi pure a ſalire, Dico adunque, chel'ar
te del comporre l'harmonia non conſiſte i nella pratica, Perche oue coſi
foſſe, egli ſeguiterebbe, che colui, il quale piu praticaſſe, o piu ſi eſercitaſſe in
comporre, haueſ e piu gratia, o cognitione di talarte,Ilche tutto ſi uede eſſere in
contrario, percioche egli ſi è ueduto per eſperienza,che alcuni baranno eſercitato
DD ii
L I B R O
buona parte della loro uita l'arte del comporre, e poi da altri, che quella per pic
ciolo tempo haranno pratticato, ſaranno ſtate ſuperate, Adunque egli non è da di
re, chel'arte del comporre conſiſta ſolamente nella pratica, Imperoche hauendo la
Muſica molti membri, o particolari conſiderationi, Alcuni di eſſi ſolamente con
ſiderano la ragione delle diſtanze ſonore per termini proportionati, come accade
nel canto fermo, altri la miſura del tempo in diuerſi modi eſercitata, la quale al
canto miſurato ſi appartiene, Tali hanno riſpetto di ottimamente cantare, o con
leggiadria le uoci, o ſuoni proferire, in modo che l'harmonia uenga grata a colo
ro, che l'aſcoltano, Ecci un'altro membro, il quale è detto arte di comporre l'har
monia, e queſto tale attende a ordinare le ſonore diſtanze per certa ſcienza &
moderata arte,et ordine,accio che eſſe peruengono agli orecchi di coloro, che l'odo
noſoaui, o grate, I quai membri o parti poranno ciaſcuno perſe ſoliſtare,cioè
che'lhuomo potrà hauere buona intelligenza di un ſolo de detti membri, o partico
le ſenza hauer cognitione di niun altro di quelle, Et anche potra hauerela uerano
titia delle proportionate diſtanze deſuoni, o non ſapere canto figurato,ne canta
re, ne comporre, Et il ſomigliante accadera dell'altre particole, o membri prea
detti, i quali ſono tanti, che egliè impoſſibile, che alcuno poſſa hauere la perfetta
intelligenza di tutti, crederrò bene, che ſi ſiano ſtati di quelli, e anchora ſiano, i
quali uno, o parte di eſſi habbiano inteſi, la qual coſa adiuieneſi perche un ſolo di
eſi è tale, che richiede molto piu diſpatio, che non è la breue uita diun huomo, or
ſi anchora, perche i cielinon concedono la intiera cognitione di una ſcienza in un
ſolo,ma eſilane compartono in piu,accioche l'huomo per tal perfettione non pre
ſumeſſe troppo alte coſe di ſe,concio ſia coſa che per un antico,et ſperimentato pro
uerbio ſi dica, chella ſcienza ſuolefar inſoperbire.
- R E S O L VT I O N E .

R iſoluiano, che il ben comporre l'harmoniano i conſiſte ſolamente nella prati


ca, ma anchora nell'hauere buona Theorica o cognitione della uerita, la qualno
ſtraoppenione fu confermata dallo eccellente, o conſumato muſico meſſer Gioan
Spadaro, il qual dice che uno puo eſsere buono, o ottimo compoſitore, anchora
che dallui ſia ignorato ogni altro membro, o particola di muſica, perche harà
chiaro lume, o cognitione della uerita di tal particola di muſica, o poſto che
dallui non ſiano conſiderate molto profondamente le muſiche diſtanze, ma ſola
mente la loro ſemplice ſonorita, nondimeno per uia di una certa arte, o pratica sa
per tal modo ordinare le ſonore diſtanze, che al ſentimento dell'udire producono
amena,o ſoaue harmonica conniſtione. La qual materia non ſi troua, che per al
cuno degli antichiphiloſophi, i quali bebbero cognitione di tanti ſecreti della natu
ra ſia ſtata ſaputa trattare nelle opere, o ſcritture loro, Imperoche da loro ſola
mente è ſtato addotto in luce la materia atta alla forma harmonica,cioè il Diapa
S E C o N D O, I5

ſon, il Diapente, e il Diateſaron, o altre diſtanze, per la qual coſa i trattati et


compoſitioni loro non ſono di tanta eccellenza quanto i concenti di molti eccellenti
compoſitori, i quali ſenza altramente conſiderare la propieta, e la natura come
quelli fecero di tal materia colla loro arte, o ingegno hanno ſaputo condurla alla
forma harmonica di maniera che il ſenſo dell'udire reſta contento di tale ſoaue con
miſtione, perche procedono con tale ordini, o modi ſottiliſſimi di modulationi,che
eſsi ſono piutoſto ſopra naturali, che naturali, la onde ſi puo credere che i buoni
compoſitori naſcono, e non ſi fanno per ſtudio, ne per molto praticare, ma ſi bea
ne per celeſte influſſo, e inclinatione, Gratie veramente, che a pochi il ciel largo
deſtina,nondimeno concediamo,che altro non ſia il comporre in muſica che una pra
tica, la quale annoi pare, che non conſiſta in altro che in eſprimere, o manifeſta
re quello che dal Theorico, come da colui che prima ciò per ſtudio, o per acume
d'intelletto ha conoſciuto ci è dimoſtrato, per laqualcoſa appare, che uolendo be
ne, o ſoauemente comporre l'harmonia, altro ci uuole, che la ſemplice intelligen
za & cognitione de conſoni intrualli, percioche ci concorre anchora la intelligen
za, e il ſapere di tali ſuoni concordi appartenenti alla detta harmonia, Et ſi co
meueggiamo, che per diuerſi ſcultori nel marmo, o in altra materia eſſendo intro
dotta la ſteſſa figura, o forma, eſſe tra loro tuttauiaharanno tanto piu di perfete
tione l'una dell'altra, quanto gli artefici di eſſe ſaranno piu eccellenti l'uno,chell'al
tro, Il ſimile dico auenire di queſta noſtra harmonica facolta, nella qualeueggia
mo ritrouarſi molti compoſitori, da ciaſcuno de quali la materia, ouero diſtanze
muſiche eſſendo conoſciute acconcie alla forma harmonica eſale è data in piuece
cellenza dall'uno, che dall'altro, e con maggior ſoauità, o dolcezza prodotta
ſecondo che l'uno ha piu cognitione, o gratia in tal facolta dell'altro, Et per ta
li argomenti, dimoſtrationi ſi conchiude che l'arte del comporre l'harmonia con
ſiſte in altro che nella ſola pratica, -
L I B R O T E R Z O.

DI CHI A RATI o NE DEL TE MP o MV SI C o D E Ta


T O NAT V RA LE, E T A C CID E NT A L E. CA P. I.

l o I veggiamo per iſperienza,che ſi come la ſcienza, e cognie


tione delle coſe non ſolamente ſi arreca ornameto,ma etiando di
grandiſſimo profitto ci ſuole eſſere cagione per laqualcoſa meri
tamente queſaggi antichi philoſophi,laſciata ogni altra coſa dolo
ogni cura, ſolecitudine ſi diedero alla inueſtigatione di quella,
doſi al contrario la ignoranza, come madre di errori,a coloro,
che nella ſua oſcura calligine ſono inuolti, biaſimo, o danno ſolamente per lo piu
ſuole partorire, Ma fra tutte le ſorti di ignoranza quella è graue, e noioſa, e'
che prepondera di gran lunga a ciaſcuna delle ſue parti, quando alcuno ſtima di ſa
per le coſe, che egli non ſa, Pero da queſto fonte certamente, o non altronde proa
uengono tutte le oppenioni dalle quali coſiueramente ſiamo ingannati, Etpero non
oſtante, che danno al cap. s. & al 27 o al ſeguente del noſtro Toſcanello iſegni
antichi, o moderni ſiano ſtati ſpoſtinondimeno non ne pare fuor di propoſito al
cune altre parti reiterare non manco neceſſarie che le prime ſtate ſi ſiano,concioſa
coſa che alcuni ſi ritrouino, i quali hauendo poco lume della uerita, cercano l'arte
di oſcurare, concioſta coſa che eſſi credano, che quando un canto non ha nel princi
pio la figura circolare, ouero la ſemicircolare non ſia di ragione conceduto, nella
qualcoſa eſſi dimoſtrino eſſere priuati di tutto principio, et di ogni quantunquepie
ciola intelligenza, concioſa che egli ſi conſideri il tempo Muſico in dui modi, cioè
apparente,et immaginato,Et perche per tal riſpetto potrebbouo eſſere ſtimati duoi
tempi, pero è da ſapere che eſo, o ſia immaginato, ouero ſcritto,et apparente nella
ſua nota, o figura ſara ſempre il medeſimo tempo, onde meritamente la ſua conſide
ratione anchora ſi potra dire eſſere una ſola, la qualpredetta diuiſione del tempo
in due parti uguali, da muſici e chiamata naturale, Et queſto auiene per pendere,
o naſcere dal numero binario, il quale eſſendo primo tra gli altri numeri è detto
naturale, la qual coſa è molto accetta al commertio Muſico, appreſo il quale la
detta diuiſione del tempo in due parti uguali, o per altra ſpette diuiſo è nota, ci co
gnita per la ſemplice apparenza di ciaſcuno concento del canto miſurato, cioè ſen
za eſſerui poſto ne ſegnato altro ſegno, per lo quale talbinaria diuiſione ſara fatta
, al Muſico, è Cantore, ma quando il tempo, o altra ſpetie e rimoſſa da tal naturale
diuiſione, Talmutatione conuiene allora apparere per certo,o noto ſegno per lo
quale il cantore ſia fatto accorto della accidentale diuiſione delle ſpeti del canto
miſurato, con accade, quando il tempo, o altre ſpeti perſegli dimoſtratiui, e ap
parenti non poſſono eſſere inteſi cadere ſotto la binaria diuiſione, conchiuderemo
che ogni concento, o canto immaginato dal Muſico, o compoſitore ſotto la binaria
T E R Z O, t6

diuiſione ſta permanente, o retto ſenza altro ſegno nel principio, dato che nel dete
to principio appaiono pauſe del modo maggior perfetto, o del imperfetto, o del
minor perfetto, dellaqual oppenione fu ſimilmente il giudicioſo, o dottomeſer
Gioan Spadaro. -

Riſpoſta allo eccellente don Franchino intorno alcune ſue oppe


nioni. Capitolo II. -

elſopradetto milleſimo cioè nel 1 s 1 6. dalucnerabile don Franchino ci fu


oppoſto, che dannoiera detto,che otto a,9 e 16.ad. 18. comparati non face
uano proportione ſeſquiottaua, ma ſotto ſeſquiottaua, la qual differenza apo noi
non è riputata di molta importanza, perche quando i termini comparati ſono pro
montiati, egli non importa, che il minore ſia poſto prima del maggiore, o il maggio
re del minore, ma ſolo ſi attende all'interuallo, il quale cade tra il ſuono graue, o
l'acuto, Il contrario adiuiete nelle figure comparate del miſurato canto, percioche
le proportioni della maggior inequalità ſcenario, o le minori creſceno, doue che
nellauoce non accade creſcimento, ne diſcreſcimento, Similmente ſua eccellenza di
ceua,che il Dieſi non era la metà del minore ſemituono, il che benche non paia uero,
pur nondimenoegli il conferma al 3. cap. del primo libro del ſuo trattato dell'hare
moniadelli ſtormenti, doue allegando Bacheo dice, che il Dieſi è la mezza miſura
del minor ſemituono, la qualſentenza dallui è confermata anchora nella ſua Theo
rica al 3. cap. del ſecondo libro, o ſimilmente al. 2. cap. del Quinto libro della
detta Theorica, e da Boetio al cap. 2 1. del primo della ſua Muſica, Appreſo
ſua eccellenza dice, che dannoi ſono ſtate meſſe alcune note di color pieno per ſce
ſqualtera proportione, Laqual coſa egli dice eſſer falſa, imperoche le note nere
per ſenon poſſono dimoſtrare ſeſſualtera proportione alla qualoppoſitione dannoi
e riſpoſto eſſerela uerità, cioè chele dette figure piene perſe non ſignificheranno
ſeſquialtera proportione, neanchor le tre ſemibreui bianche in queſto ſegno z.
per ſe ſole la potranno fare, ma paragonate ad altre precedenti bene potranno
creare la detta proportione, Intorno la quale per meglio dimoſtrare la ſua oppe
nione dice, chelle note di tal ſorte piene ſono dette ſeſſualterate per eſſere tra lo
re di ugual miſura, e con tutto che tal diminutioneſerua alla hemiolia, ouero
ſeſquialtera proportione, che propiamente però eſſa non puo fare tale effetto,
per la qual coſa eſſendo dannoi domandato a ſua eccellenza, qual era il propio
del ſeſquialterare, per lui, e per noi fu riſpoſto non eſſere altro, che leuare
una terza parte alla nota diuiſa per lauertu delſegno in due parte uguale oltre cio
ſe la ſemibreuepiena come egli confermaleua alla ſua ſemibreue non piena la ſua
terza parte, e queſti termini, 3 2, tra loro comparati ſimilmente togliono alla
detta ſemibreue bianca e ad altre ſimili la ſua terza parte, a noi pare che quello
che è proprio all'uno ſia comueniente all'altro, o tra loro non ſia differenza alcue
L I B R O
na,Pertanto l'una,e l'altra ſara detta ſeſqualtera,et diminuta,dequaiduoi nomi,
qual ſia piu conueniente fu conchiuſo eſſer meglio il direſeſqualterate, che diminue
te, perche dicendo diminute ſolamente, egli non ſarebbe inteſo ſotto quale diminutio
nefuſero locate, perche ſi cone le ſpetti di maggior inequalità non hanno fine, coſi
le diminutio ii ſarebbono infinite. Pertanto ſara dibiſogno dire, diminuteſe qualtea
rate, Eta queſto modo ſecondo ſua eccellenza ci ſarebbono due ſorti di eſpualtera,
cioè una propia, o l'altra per certa diminutione di una terza parte, Per la qual
coſa ſecondo lui la propria ſtara per ſe, o ſara chiaramente inteſa per queſti ter
mini comparati, 32, o altri ſimili. L'altra naſcera dal pieno alle figure aſſegnate
diſopra dette, Et la prima dallui è chiamata propia per non eſſere altro ſeſqual
terane primi numeri, che quando tre figure ſi fanno equali a due come itermini di
ſopra dimoſtrano, Et la ſeconda delle tre ſemibreuipiene, ſara dallui detta impro
pria, Et queſto adiuiene, perche ella non ſi dimoſtra in cifre numerali, ma dal pien
no delle figure cantabili, il quale leua alle dette tre note piene tanto di uirtu, o uaa
lore che reſtano ſolamente in quantita di due uacue, Et dato che le dette due ſeſqual
tere ſiano dimoſtrate perſegni diuerſi, non ſaranno pero tra loro diuerſe proprieta,
perche per queſti termini, 32, comparati ſi conoſce, che le tre note bianche, han
no ſolamentela uertu di due di quelle, che loro innanzi ſono poſte: & per tal ra
gione i predettitermini comparati, o il nero alle figure aſſegnatoncn producono
diuerſi effetti, Et pero ſarebbe errore a credere, chella forza conſiſta nel ſegno, or
non nella coſa ſegnata,perche ſi come il ſegno delmerciaio,o d'altri non è cagione,
chella merceſauenduta, maquiuiſtà per dar a conoſcere qualſia di eſſa il ſignore
coſì queſti termini; 2 ſtanno perſegno della ſeſſualtera, o non ſono pero eſiſe
ſqualiere, malefigure nelloroſeſſualteroualore promontiate ſaranno eſaſſiuaite
ra,o come iluendere della merce puo eſſere peruari ſegni dimoſtrato, coſì anchora
la ſeſqualtera per uariſegnipuo eſſere notata, Etgueſti ſegni appreſſo i Muſici ſi
fanno in dui modi, cioè con cifre, e con note piene, benche dagli antichi eſa ſe
ſqualtera era qualche uolta dimoſtrata per lo circolo, e lo ſemicircolo tra loro
comparati dalle ſopradetteragioni conuinto, ſua Reuerenza non potenegare chel
la ſeſqualtera non ſi ſegnaſſe con le figure piene, imperoche al cap. s. del quarto
libro della ſua pratica conchiudendo, dice coſi, Quello fra queſto mezzo general
mente è dadouer eſſereauertito, chellaſequaltera dinotenere non deeco ſuoinumea
rieſerenotata, accioche per ſorte non incorreſino, in queſto inconueniente di ſce
gnare due ſeſquialtere, Allequai parole dannoi fu auertito, che ſe le figure piene
non ſi debbono chiamare ſeſqualterate, ma diminute,oue egli diſopra ha detto ſe
ſquialtera di note nere egli douca dire ſeſquialtera di note diminute, Ma queſto egli
non diſſe, perche conuiene pur infine, chella uerita ſtia diſopra, Laqual ſentenza
anchora è ſtata confermata da Gioan Tintori in quel ſuo trattato di proportione,
la doue trattando della ſeſſualtera dice, Chella ſeſqualtera ha altri ſegni che li ſo
pradetti, la qual coſa puo ragionevolmente ſtare; Conchiuderemo adunque, che ſi
- COME
- -
- - - - - - - - - - ------
- - - -

T E R Z O. 17

come le figure piene perſe non ſono ſeſqualterateſimilmentele figureuacueintal ſe


gno º non potranno eſſere perſe ſeſqualterate, oue gia ad altre figurenon foſſero
amparate, Et quello, che è proprio alle uacue ſara anchora proprio allepiene,er
incontrario, Alcuni ſtudioſi ſono ſtati a contentione, quale di dui ſegni predetti hab
bia piu efficacia, e hanno conchiuſo il pieno eſſere piu efficace dellezifre coſi po
ſte, 3, , e queſto dicono auenire perche il pieno e congionto col ſuo effetto per
eſſere nelle figure ſeſqualterate poſto, Et le cifre,le quali ſono diſgiunte dalle figue
re da loro dimoſtrate, potranno anche perſe ſtare altroue ſenza quiui cauſare alcu
no effetto, ma il pieno non mai. Medeſimamente da ſua Reuerenza fui ripreſo,
quando danoi fu detto, che ogni muſico interuallo per ſe ſteſſo nella corda ſonora
puo eſſere miſurato dicendo, che penſaua chefuſe lauerita parlando Geometrica
mente, ma che Arithmeticamente, cioè ſecondo la proportione del numero intero,
o manifeſto, che egli non credea,che ſi poteſſetrouare nella corda ſonora la miſu
ra del Semituono minorene del magiore,ne del Dieſine del Coma,ne del Dittono,ne
del Semidittono coſi a puntino, ma che bene le ſi potra andar appreſo al ſegno, ala
laqualoppenione da noi fu riſpoſto, che ſua reuerenza s'inganaua molto creden
do, che gli interuali predetti ſolamente ſi poteſonohauereciaſcuno per ſe nella
ſonora corda Geometricamente, e non Arithmeticamente, concioſa coſa che egli
faceva del ragioneuole irragioneuole, e del lecito non lecito, percheegli uoleua,
che eſſi interuali ſi poteſſono dimoſtrare per ragioni Geometriche, le qualinon han
nonome ne miſura, o non per ragione Arithmetica, la quale hanome, e miſura,
Intorno la qual coſa certamente ſua riuerenza era fuori diogni ragione, conſide
rando che egli non uoleua che i ſopradetti interuali, e quali ne numeri hanno certa
e denominata proportione ſi poteſono perſe numerare nella corda ſonora ſe non,
per ragioni Geometriche, le quali appaiono, e non ſono, perche la muſica non le
riceue, Et che ſia iluero, egli ſi troua per regola ſtabiliſſima, o ferma, che quane
do nella corda ſonora uogliamo hauere l'interuallo di qualche euidente proportio
ne, che tutta la lunghezza della corda ſi parte per lo numero maggiore, e da poi
ſi fa comparatione da eſſo al minore, ſenella cordauogliamo introducere la ſeſqui
altera, la quale produce il Diapente, pero eglie di meſtieri,chella corda ſia diuiſa
in tre parti uguali, e che dapoi il ſuono. 3. ſarefferito al ſuono delle due parti,
e per tal modo ſi potrahauere lo ſpatio del minor ſemituono per ſe, il qual cade
tra queſti termini comparati. 2 s 6 ad. 243 . Et ſe tutta la corda ſara diuiſa,
ouero partita in 2 s s. parti eguali, et dapoi il ſuono generato da quella ſara reſa
ferto al ſuono. 2 43. haremotalſemituono minore perſe formato, Et coſi anchora
accadera degli altri interuali, i quali diſopra ſono nominati.
- oppoſitione fatta dal eccellentiſſimo Meſſer Gioannispadaro, o da -

noi confermata. Cap. I II.


EE
- - - -

- , L I B R o
moſtra confermatioie ci è paruto di aggoigere l'autorita del eccellente, º
I \dottiſſimo muſico meſser Gioani Spadaro Bologneſe, il quale coſì dice Egli
non fa mai piu udito, che una diſtanza, la quale habbia chiara, e denomiata pro
portone noi ſi poteſſe perſe trouare Geometrica,et Arithmeticamete nella joiora
corda, perche quello, che per numeri e appare le ſi puo anchora troitare nella col
tinoua quantita, la doue tutto quello, che ſe puo dimoſtrare iella contitola
quantità non puogia pernumeri eſsere dimoſtrato,coicioſia coſa che gli numeri ſia
no infiniti,et l'altra manca di miſura,et ſia finita,come dimoſtra Iacopo fabro dal
detto Franchino allegato, Et perche ſua reuerenza allegalia Guido monaco dicen
do, che'l ſemituono e'ſemidittorio, o il dittono noi ſi potevano per ſe formare nel
Moiacordo, ma che ſi poteua bene loro andare appreſo al ſegno, per la qualcoſa
concedeua, che per ſe tali diſtanze poteſſero hauere diuiſioue nel Monacordo, per
che niuno Stormento eſercitato colla mano non puo arriuare inſino alla integrita
della perfettione di tali conſonanze, ma che bene ſi potea tanto accoſtare alla per
fettione di quelle, che lo audito, come quello, che non puo comprendere tal imperfet
tione, reſterebbe contento, Atal ſuo parere da noi ſi riſponde in queſto modo, che
egli è la uerita, che Guido Monaco al cap.6 nel Microcologo dice coſi, Tutto che
il ſemituono e'l dittono,et il ſemidittono ſiano cantati,nondimeno non ricevono niu
na diuiſione, per le quali parole Guido non dice, che tale diſtanze non poſsano eſſer
condotte perſe nel Monacordo con nota, e certa miſura, ma ſiiſcuſa, che per la
diuiſionefatta nel quinto precedente capitolo tali diſtanze tacitamente ſono forma
te, o prodotte con piu facilita, che non ſarebbe auenuto, ſe foſſero ſtate perſe eſſer
citate, percioche nel predetto cap. egli partendo la corda ſolamente in due in tre
in quattro, rinnoue parti ha aſſegnato in eſſa corda tutti gli interuali nel Mona
cordo neceſsari, e con talfacile modo procedendo, leua la faticoſa diuiſione, la
quale naſcerebbe nel formare perſe nel Monacordo i predetti interualli, Perche uo
lendo hauere nel Monacordo lo ſpatio intiero di duoi Toni ſeſquio taui biſognereb
be diuidere la cordain. 81. parti uguali, o dapoirefferire il ſuono, si al ſuo
no. 64. o all'oppoſito, per tal modo ſarebbe neceſsario eſercitarſi circa gli altri
interualicioè delmiore o del maggiore ſemituolo, del dieſi, del coma, e del ſe
midittono,lequali diuiſioni dato che ſiano laborioſe,pur nondimeno ſi poſſono troua
re, e per ſe formare, perche la loro proportione è chiara, o nota, o commenſa
rabile, ornenumeri conſtituita onde Guido dice, che non poſſono perſe ricettere di
ulſione, perche eſſa reſta apparente dopo la facile diuiſione del Diapaſon, del Dia
pente del Diateſaron,et,delTuono le ſopradette ſentenze dello eccellente meſſer Gio
fi non ſono publicate, ma dallui ci furno ſcritte, e da noi conſiderate, o coll
mate, -

Dichiaratione del Contrapunto, cap. III I.


- - - - - - - - - - - -
-

T E R 2 o, 13
M" ſcrittori in queſta noſtra harmonica facolta hanno diffinito, che coſa ſia
lContrapunto fra iquali ſi troua,che Gioan tintorinel ſuo Difinitorio dice,
che il Contrapunto non è altro che un canto, che conſiſte nel porre di una ucce con
tro d'unaltra voce, ilqual Contrapunto dallui è diuiſo in due parti, cioè in ſemplice,
et diminuto, Et Franchino al cap primo del quarto Trattato del ſuo libro dell'Har
monia degli ſtormenti dallui chiamato Angelico, o diuino, dice, che il concento,
ouero modulatione è uno corpo, il quale ha in ſe diuerſe parti accommodate alla can
tilena diſpoſta tra voci diſtanti per interuali commenſurabili, e che queſto è detto
Contrapunto, perche ſempre ſi conſidera un punto contro a un'altro oueramente
una uoce contro un'altra, Perla qual coſa egli è da conſiderare che da Gioan tin
tori ſecondo la ſua diffiiitione è ſtato inteſo, che'l Con rapunto occorra, ouero ſia,
quando due voci, o note, o piu ſiano poſte in modo che una ſimile nel cantare uada,
a riſponda a un'altra ſua ſimile in nome, ouero inuertu, o ualore, come breue con
tro a breue, ouero altra nota, la quale per qualche accidente habbia il ualore di eſe
ſa breue, Et coſi delle altre note, nella qual ſentenza concorre Franchio, doue di
ce, che il Contrapunto è per tal modo nominato, perche ſempre ſi conſidera un pun
to contro a unaltro nel qualluogo biſogna bene auertire intorno quello che da Fran
chi o è ſtato detto, cioè che'l coicento è quello che è detto Contrapunto, Perlaqual
coſa pare, che egli contradica in queſta ſeconda autoritaà quello che ha detto di
ſopra,Imperoche biſognaua, che egli faceſſe differenza tra il concei o,il quale pro
cede per la nota ſimile contro la ſua ſimile, e il concento, il quale cade tra molte
note tra ſe ſimili, ouero diſſimili, come accade nel diminuire delle note, il qualmoe
do di comporre ſi uſa ne concenti, ſecondo la diffinitione di Franchino in tali con
centi non cadera il Contrapunto dallui diffinito, perche la ſua diffinitione ſolo ſara
inteſa conuenire a quegli coicenti,i quali ſolamente a nota contra nota ſimile proce
dono,doue piunote ſimili o non ſimili ſono promontiate per una nota loro diſſimile,et
è contra,A corroboratione di cio dice l'eccellente meſſer Gioanſpadaro,che egli è
da notare doue Franchino ha detto che il Contrapunto ouero Concento o Modula
tione conſiſte di voci intraſe diſtanti per interualli commenſurabili, che egli aperta
mente ſi contradice a ſe ſteſſo in molte ſentenze ſcritte dall'ine ſuoi trattati,perche
primieramente la doue tratta del Contrapunto la ſeſta minore & la maggiore,cioè
il semidttono,o il Dittono,er la ſeſta minore et la maggiore,cioè il Diapente col
semituono,o il Diapente col Tuono dallui ſono eſercitate, come buone conſonan
ze,Et poinetrattati ſoi dice, che tali diſtanze ſono incommenſurabili, perche ca
· dono in una incerta proportione cioè lontana dalla multiplicita, o alla ſopra par
ticolarità, Etſottogioige, che il predetto Franchino nel preallegato luogo ſeguitan
do a ciaſcuna ucrita delle terze, e ſeſte predette aſſegna chiara, e nota propor
tione apparente per termini, o numeri comparati, la ſentenza del quale dice eſe
re falſſima perche fra le date zifre numerali, ottero nella diſcreta quantita comun
que ella ſi ſa, o aliena, o non dalla moltiplicità, o ſopra tri non ſi da
EE ii
--- -

- - , L I B R O
proportione incommenſurabile, ouero irrationale, per la qual coſa appare, che da
ſua Reuerenza ſia ſtate male inteſa quella ſentenza di Guido monaco dallui regi
ſtrata in quel ſuo cap. perche da Guido non fu ſcritto in tal modo, che dallui foſſe
tenuto, che il Semidittono, e il Dittono non habbiano certa, o nota proportione,
e che non ſi poſsano condurre et formare per ſe nel Monacordo muſico, come dal
lui nel ſuo Trattato chiamato Poſtille è ſtato prouato, Ma dal predetto Guido fu
ſcrritto per tal modo, che diuidendo la corda ſonora del Monacordo in due in tre, i
quuattro, o in noue parti uguali da tal diuiſione naſce la Diapaſon,la Diapente,
la Diateſtaron, o anchora il Tuoio delle quali diſtanze facilmente egli ſi forma,
o riduce a perfettione uno Monacordo ſecondo il genere Diatonico compito, kº di
uiſo,nel qual Monacordo in tal modo partito appare prodotto il Semituono il Semi
dittorio, o il Dittolo, o lo ſpatio di ciaſcuna delle ſeſte predette cioè la minore,
e la maggiore ſenza eſſere eſercitata la loro propia numeroſità, o partitione,
Pertanto ſi dee intendere, chelle parole di Guido predette ſuonino come qui, per
queſta noſtra diuiſione egli è da intendere che il Dittono, o Semidittono anchora
che eſsi ſiano ammeſſi nel cantare,nondimeno nel Cordotono non riceuolio diuiſione,
Et queſto adiuiene, perche tali diſtanze ſono tacitamente prodotte dalle predette
partitioni, Et Bartholomeo Rami in un certo ſuo compendio compoſto in lingua
materna dice,Che gli antichi diceuano, che il contrapunto onero organizatione non
era altro, che conſiderare la conſonanza, che fanno duoi ſuoni, ouero due uoci, o
s piu una piu acuta o piu graue dell'altra giuntaméte profferite. A confermatione del
la qual coſa l'eccellente, o conſumato muſico Meſſer Gioan ſpadaro dice, che'l me
deſimo Bartholomeo Rami ſuo maeſtro nel cap. primo della ſeconda parte della
ſua pratica dice che tutto il corpo muſico conſiſte nella diſtanza dello Diapaſon,
la quale coſte di otto uociouer ſuoni, Et che al Contrapunto aſsai baſta dichiara
re, come le predetteuoci coluengono intra loro, o che dapoi procedendo pone, o
colloca le uoci tra ſe equali, oueramenteuniſone tra il numero delle conſonanze, oi
perche intrale uoci equali, o uniſone cada interuallo, ouero diſtanza, ma ſolamen
te, perche ſono una medeſima coſa, o pari in ſuono che tutto che egli dica, che
l'uniſono non è differente da ſe ſteſſo, non pero egli dice, che l'uniſono ſia conſonan
za, perche come piace a Boetio la conſonanza non ſi fa di uoci ſimili, le quali ſia
no inſieme unite in concordia in modo che la loro ſonoritaperuenga ſoaue, o gra
ta al ſenſo dell'udire, Dapoi che egli dice, che l'uniſono ſtà in quella guiſa nella mu
ſica che ſta la unità nella Arithmetica perciocheſi come eſſa unità no e numero, ma
ſtà come principio di numero per tal modo l'uniſono non ſtànella muſica come con
ſonanza, ma ſtà come origine, e fonte delle conſonanze, Intorno la qual coſa an
noi pare, che ciò dal ſuo precettore ſia ſtato meglio inteſo, che da Franchino nel ſee
condo cap. del terzo libro della ſua Pratica,doue egli dice, che l'uniſono riſpetto al
le muſiche diſtanze ſtà come il punto Geometrico riſpetto alla linea in Geometria,
ouero in continoua quantita conſiderata. Nella qualcoſa Franchino, è in grande era
- -- - - -

- T E R Z O. 19

rore, perche ſe l'uniſono conſiderato dal muſico ha natura delpunto Geometrico,


egli non potra hauere natura,ne ſimilitudine uera con la unità in Arithmetica con
ſiderata, Etgueſto auerra perche tra il punto Geometrico,orla unità Arithmetica
cade non poca contrarieta, o queſto naſce, perche la unità in producere il nume
ro, ouero la diſcreta quantita ſara molte uolte preſa, la qual coſa del punto Geome
trico in creare la continua quantita non ſi uede auenire,laonde ſe il numero ſiuede
non eſſer altro, che una moltitudine di unità, la linea certamente, o altra continua
quantita non potra conſtare di moltitudine di punti, ma ſolamente di dui, fra quali
e tirata, Similmente launita in arithmetica conſiderata non potra in minute parti
eſſere diuiſa, il qual effetto dal punto Geometrico per modo ueruno non potrana
ſcere, perche eſſo punto non è quantita, ma è immaginatoſi come è ſuto affermato
da Euclide la doue diffinendo eſſo punto dice, che'l punto è quello del quale non ci è
parte,Per le predette Mathematiche dimoſtrationi appare,che l'uniſono dal Muſico
conſiderato ſolamente ſi potra aſſomigliare alla unità, la quale è principio della di
ſcreta quantita, la quale unità come diſopra è ſtato detto, potra eſſer molte uolte
preſa,o fare di ſenumero,o anchora potra eſſere in parti minute ſeparata,orque
ſto auerrà, perche il ſuono, il qual conſiſte in tempo, e in quantita ſonora potra ſi
milmente eſſere aggregato, o in parti diuiſo, come e manifeſto comparando il ſuo
no graue al ſuono acuto, o il ſuono acuto, al graue, Imperoche, come il ſuono
graue contiene in ſe il ſuono acuto, coſi l'acuto ſara parte del ſuono graue,
come da Ariſtotile è ſtato confermato neſuoi Problemi, si potrebbe però comuenea
uolmente aſſomigliare l'uniſono alla linea Geometrica, la quale è una lunghezza
ſenza latitudine, perche tallunghezza potra eſſere molte uolte preſa, e creare un
numero, o moltitudine di linee, o anchora inpartiminute potra eſſere diuiſa, a
ſimilitudine della data, conſiderata unita in Arithmetica inteſa, Ma non puo gia
eſſere, che l'uniſono ſia paragonato al punto conſiderato dal Geometrico per prin
cipio della continoua quantita, percioche eſſendo immaginato, non puo eſſere quan
tita o per conſequente ſara indiuiſibile, Et dato che foſſe molte uolte preſo non fa
ra pero di ſe linea, perche come è ſtato detto la linea è conſiderata dal punto dal
quale hauendo origine è tirata, e non da quello molte uolte preſo, percioche oue co
ſi foſſe egli ſeguiteria, che la linea, e ciaſcuna altra continoua quantita ſi poteſſeri
ſoluere nel punto, in quel modo,che il numero ſi puo riſoluerenella ſemplice unità,Et
appreſo,che tra la continoua,et la diſcreta quantita non cadeſſero quelle contrarie
ta,le quali per loro natura loro ſono aſſegnate da dotti, et intendenti Mathematici,
Come il punto non puo far imperfetta una nota ſimile inanzi a un'al
tra ſua ſimile. Cap. V.
er iſchifare, e dilucidare alcune oppenioni,o dubbi, le quali da alcuni Com
P" ſopra l'arte de dolci, orſoaui moduli, o concenti ſono hauute, ſara
L I B R O -

noi ragionevolmente dichiarato il modo, o lauia, che a ciò fare ſi deetenere,


coicioſia coſa che in molti concetti, e maſsimamente negli oltramontani ſi tenga
per ottima, e ferma regola, che una breue ſimile alla ſua ſeguente per uigore del
punto ſia fatta imperfetta, la qual conſideratione certamente e uana, e di ſouere
chio le conceſſa da Muſico alcuno,perche al punto non ſi concede poter rendere im
perfetta una nota ſimile a un'altra ſimile ſotto la ternaria, o ordinata diurſione, ,
Impero che il punto ſolamente opera alcuare la perfettione alla nota, ouero figu
ra,che perſe
Nel qual ſola ſichiaro
ſermpio puo dino irare perfettabreueperca
ſi conoſce,chella come qui O lis SREBEtz:
gioie delle tre ſemibreui ſeguiti,le quali creano un té l

po perfetto reſta permanente intera, e perfetta, ma che trafonendoſi il punto fra


la prima, e la ſeconda ſemi reue eſſo fara imperfetta la nominata prima breue
come qui – T- º queſto accadera per non hauer eſſa bre
ue altra TEH-R SEESEE t nota appreſo a ſe ſimile . Pertanto tal pun
to non ha ra forza come loro piacer di dar imperfet
tione mai a una nota a ſe ſimile, come ſguitando tedi,
s-º - e La quale oppenione eſſen
E Si è 1 – EREE do approuata dall'eccellen
- - - - - , te don Iranchino al capi
tolo decimo del libro ſecondo della ſua Prattica dice, Eglie fra queſto mezz
zo da douer eſser intoſo, che una nota poſta dauanti ad un'altra ſua ſimile,
non puo eſsere fatta imperfetta, o da noi al capitolo uenteſimo nono del pri
mo libro del noſtro Toſcanello il medeſimo fu dichiarato, per la qual coſa uer
gognenſi adunque tutti coloro, i quali tengono, o credono, che tale oppenione
poſſa eſſeruera. Ci ſono anchora molti, i quali non ſolamente conſentono, e crea
dono che tal ſimilitudine, o perfettione ſia manifeſta, e ragionevole, ma etiandio
maggiormente uogliono,chella detta breue poſta dinanzi la figura maggiore di ſe
ſia perfetta, La oppenioie de quali chiaramente ſi uede eſſere falſa, percioche egli
arabeu di meſtieri, che uno foſſe rozzo, o ſenza giuditio a douer credere, che una
'unga foſſe ſimile a una breue, o meno poi la detta breue a una maſsima. Pertan
'o queſto loro argomentare, ſe una ſimile poſta dauanti a un'altra ſimile non puo'
ſere fatta imperfetta, maggiormente eſſendo poſta dinanzi a una maggiore di ſe
ion potra riceuere imperfettione, Non uale, ne hanno bene apparato Loica, percio
she non trouerranno Muſico ne moderno ne antico, che approui queſta loro conſe
guenza,e oppeliioie, percioche queſto non ha luogo ſe non in quelle note, che ſono
ſimili di firma, e di corpo, come habbiamo detto diſopra, Ma pur uolendo il Com
poſitore far perfetta la nota poſta innanzi la maggiore, eſſa non haura ſempre tal
perfettione, ma ſara in facolta del Muſicc, & ſecondo piacera allui, come eſami
na e molte compoſitioni in quelle coſi in note, come in pauſe trouerrai, e come
la figura ſeguente ti moſtra, - - - -
T e Rzio. zo

sm

H abbianoueduto nel paſſato capitolo che alcuni hino alterato quella regola del
la ſimilitudine delle breui coluoler l'una di eſſe per uta del punto far imperfeta. Ap
preſio,come eſsi uogliono,che ſe una ſimile dauanti alla ſua ſimile non puo eſſere fat
ta imperfetta,che tanto piu poſta innanzi a un'altra maggiore diſe, che non potra
eſſere fatta imperfetta, Hor alcuni altri ci ſi fanno incontro opponendo, o contra
ſtando contro la terza, e ultima oppenioie, e regola da tutti i dotti auttori or
dinata, la quale è, chella breue dauanti alla ſua pauſa ſia ſempre perfetta, co
cioſia coſa che eſſi dicano, che il terzo modo, e precetto non è ragioneuole uo
lendo chella detta breue innanzi la ſua pauſa ſia ſempre perfetta, percioche ciò al
cana uolta ſta nella diſpoſitione, o uolonta del compoſitore, perche dato che eſſa
breue ſi manifeſti innanzi la ſua pauſa, come qui, TIET: non pero ſara ſimile
la apparente pauſa, ma ſara ſimile al ſuo proprio ualore, perche la forma della
pauſa non ha ſimilitudine colla figura breue, la qual perfettone dicono eſſere piu
ferma alle due, tre, o quatro breui continouate, che alla breue, e alla ſua pau
ſa, le quali ſentenze, o oppenionino ſaranno da noi per modo alcuno concedu
te, ne approuate, benchene trattati noſtri ſia in contrario dichiarato non affine
di dare quello, che quiui ſcriſſi, per regola, ma piutoſto per modo di diſputare,
percioche la pauſa della breve reſta permanente ferma, o ſtabile,come quella che
ſempre ſi dimoſtra perfetta, e imperfetta ſenza cangiar forma come fa quella
dellalunga, la quale perſe ſimuta, o uaria.
-

come il cantore dee oſſeruare la miſura ne ſegni demodulati con


centi dal Muſico,or Compoſitore ordinati. Cap. VI.
itrouano molti, i quali con poca conſideratione cantando danno la miſura ſot
S toil ſegno d'un concento coſi ſegnato ( a loro beneplacito, la qual miſura
non ſaraquella, che al ſegno ſi conuione, ne che dal Muſico è conſiderata, come in
molticanti ſi ritroua, i quali haranno nel principio il ſegno diminuto di ſopra mo
ſtrato, per lo qualſegno eſſi danno la miſura ſopra la ſemibreue, e queſto incone
ueniente commettono per poter con piu loro facilita cantare, Et per tal modo ina
corrono in errore, e in non poca confuſione, perche la miſura che eſſi tengono
nella ſemibreueuerrà a dannare quello, che dal Compoſitore è inteſo, o immagi
nato, concioſia coſa che dopo molte note naſcera una ſeſqualtera habitudine, Per
laqualcoſa io uorreiun poco, che mi diceſſero queſti tali che danno la miſura ſce
praunaſemibreueper battuta, poſcia che ſaranno giunti alla detta ſeſſualtera,che
proportione ſara quella: certo non ſi puo dire, che eſſa habbia da eſſere ſeguale
- - - . . L I B R. O -

tera, ma tripla ſi bene, Etgueſto auerra perche ſi paſſeranno tre ſemibreuiſo


pra la battuta della detta ſemibreue, Laqualcoſa è falſſima, la ondeti ſarance
ceſſario auertire, e dare la miſura ouer battuta nel ſegno ſopradetto nella figuº
rabreue, e nonnellaſemibreue, o coſi paſſeranno nella ſeſqualteratre ſemibre
ui per una battuta contrale due ſemibreui, o contro una breve del ſegno diminuto,
o tagliato, Et quanti ce ne ſono anchora, che cantando tal ſegno per una ſemibre
ue per battuta giunti alla ſeſqualteramuteranno miſura per accomodarſi a quella
della ſeſqualtera, per gli quali inconuenienti ci è paruto coſa conueneuole chia
rire tal modo, o miſura, perole diciamo eſſa non eſſere altro, che una lunghez
za finita per equaliinteruali, la qual miſura, ouero modo di miſurare in queſta
facolta di Muſica è conſiderata in dui modi, cioè annouerando lenotecantabili, et
non cantabili dal principio del canto inſino al fine ſecondo il ualore della nota a ſe
maggiore propinqua, cioè cogliendo inſieme tre minime per una ſemibreue perfete
ta, e due per una imperfetta, Et ſimilmente tre ſemibreuiper una breue perfet
ta, o due per una imperfetta, Il ſimilefacendo delle breui riſpetto alla lunga, or
delle lungheriſpetto alla maſſima la quale non ſaramiſurata, perche dopo eſſa non
ſi da nota maggiore, della quale eſſa maſſima ſia molte uolte contenuta, e tale or
dine i Muſtcipropiamente chiamano miſurare, perche tale ordine, o modo dimo
ſtraſe il canto ha tutto il ſuo numero, cioè del Modo, del Tempo, e della Prola
tione, ſecondo la dimoſtratione del ſegno innanzi del canto poſto; La ſeconda con
ſideratione, e modo di miſurarenaſce da quella miſura la qual conſidera il Mue
ſico,ouero Cantore, quando eſolella, e abbaſſa la mano, o anchorailpiede, il
quale inalzamento, e abbaſſamento iphiſici chiamano Siſtole, o Diaſtole, pere
tanto a colui, il quale deſiderarettamente miſurare, e cantare ſaradineceſſità,
che cantando, in atto puero nella mente conſideri un certo mouimento, e battuta
inuariabile, ouetuttelenote proportioneuolmente ſi riduchino, al qualmoto, ouer
miſura è ſtato ordinato da dotti, chelefigure, onote di ciaſcuno ſegno debbanomi
ſuratamente concorrere, per la qualcoſa il preſente ſegno. O3. chiamato Modo
con Tempo per la autorita dedotti antichi, etmoderniinſegna dare la miſura nel
cantare ſopra quella nota chiamata daloro Tempo, il quale altrimenti è detto bre -.

ue, Et con tal modo ne ſegni nequali la breue ſara dimoſtrata perfetta, per una
battuta paſſera una breuepfetta, ouero il ſuo ualore,Et in quegli,cheharano ilmo
do minorpfetto etimpfetto col Tempo dimoſtrato impfetto come iſeguatio2.cz.
ſempre lauera miſura cadera ſopra la breue imperfetta,o dueſemibreui, Diquel
lo che ſi dee operare ne dui ſeguenti ſegni, come qui, e, e aſſai chiaro al cap.ss.
delprimo libro del noſtro Toſcanello habbiamo ſcritto; Manel circolo,e nel ſe
micircolo ſenza il punto, la battuta,oueromiſura caderanellaſemibreue, crim
peroſe un Tenore o altra parte ſara ſegnato con uno de preſenti ſegni e..e er
che le altre parti dital canto ſiano ſegnate con ciaſcuno di queſti o,.cs.o2.cz.
allora una minima di quegli dai ſegni colpunto in mezzoharà tantauertu, crua
lore,
- - - - - - - - - - - - - --

T E R 2 o, - 2 l

lore quanto la intera breue di ciaſcuno dequattro ſegni diſopra moſtrati,Etaia


chora per una minima dedui ſegni puntati, paſſera una ſemibreue per battuta di
queſti duinon puntati O. C. Hauendo ueduto e chiaramente compreſo la natura,
e forma de ſopradetti ſegni non diminuti, potrai ageuolmente intendere quello.
che nel diminuto ſi contiene, concioſta coſa che egli ſia da conſiderare, che ſi ſe
gni diminuti ſiano nella loro ſemplice integrità, come diſopra ſi dimoſtrano, pera
tanto eſsendo paſſato una breue per battuta ſe eſsi ſaranno diminutiouer tagliati,
come qui ps, t3. ps 42, per una battuta, o tempo paſſeranel termine di quella
prima breue la quantita di una lunga, e la battuta, la quale cadeua ſopra la ſemi
bretiene preſenti, o C. nel diminuto cadera ſopra la breue, Et quella, la quale in
queſti e. e. cadetta ſopra la minima eſſendo diminuti, cadera ſopra la ſemibrea
ue, Et queſto s'intende ſempre ponendo, o paſſando due figure ſimili in nome, o
quantita del ſegno diminuto a comperatione del ſegno non diminuto.
Delle parti e imperſitionidellenote cap vir.
fendo danoiſtato trattato della imperfettione delle note al Cap. 2o del pri
Cmo libro del noſtro Toſcanello, per non eſſere quiui a ſufficienza ſtato dichia
rato tutto quello che facea di meſtieri dichiarare, ſaranno da noi dilucidate alcu
ne ſentenze, o eſempi neceſſari, o a molti grate, o utiliſſime, le quali ſentenze
ſono dallo eccellente Muſico meſſer Gioanniſpadaro addotte,et da noi confermate,
Etqueſtofaremo per cagione di alcuni, i quali di ciò forſenon hanno lauera cogni
tione, Etperche in tal noſtro capitolo ſopradetto non fuſe preſo errore, auertirai,
che la dote da noi è dichiarato, chella maſſima puo eſſer fatta imperfetta da una
lunga, da una breue, da una ſemibreue,e da una minima, non è da noi conſidera
to, ne inteſo, che la detta maſſima poſſa eſſerfatta imperfetta da una breue, o ſemi
breue, o da una minima, Ma ſolamente dalla lunga, o dal ſuo ualore, perche la bre
ue, la ſemibreue, o la minima non ſono terze parti di quella, pertanto intenderai,
eheſi come la breue potra fare imperfetta una di quelle lunghe contenuta, ouero
inteſa ineffa maſſima, coſi la ſemibreue,o la minima ſaranno atte affareimperfet.
ta una di quelle breui, o ſemibreui contenute, e annoueratenella detta maſſima,
comeſeguitando harai cognitione, si dira adunque, che di quelle note le quali poſa
ſono eſſer perfette ſecondo la uolonta del Compoſitore, o imperfette per loleua
mento della loro terza parte, Alcunahara ſolamente la parte propinqua, come la
ſemibreue, Et alcuna hara la parte propinqua, o la remota, come la breue,Simil
mente alcuna di eſſe harala parte propinqua, o la remota, o anchora, la parte
piu remota, come ſara la lunga, Et alcunahara la parte propinqua, o la remoa
ta, o la piu remota, e la remotiſsima, come ſaralamaſsima, Ethabbiamo da
conſiderare che ciaſcuna nota, nella quale puo conſiſtere perfettione, ſi ſtra annoi
verata perfetta, eccetuando le pauſe, Talnota potra eſſere fatta imperfetta dalla
FF
- - - L I B R. O
nota a ſe minore propinqua oueramente dalualore dieſa ſua minore propinqua,
Et coſi ſeguiterà chela ſemibreue nella prolatione perfetta,come qui e º polº
eſſere fatta imperfetta dalla ſua terza parte, o dal ſuo ualore l/1 queſto modo
Poſſono alcuna uoltatali ſemiminime piene ſtare in
tali ſegni puntati, maſſimamente ne canti, che conta
9 /9 l ! ºl«l 4 li ſegni ſono dimoſtrati,doue non cadano minime pie
- ne, le quali alle uolte ſono uſate affine di ſchifare al
teratione, o per qualche altra lecita cagione. Alcuni altri dicono, che quando una
ſola nota ſara conſiderata perfetta in qualche canto, oue accadafarla imperfetta,
Tal nota conſiderata perfetta dalla ſua terza parte, ouero dal ſuo ualore, che allo
ratale terza parte, oſuoualore dce eſertuttopoſto dalla parte dinanzioneramen
te dopo,etnò una parte inanzi,o una parte dopo la nota fatta impſetta,come qui

O Hè all, la sere-so Val lall º

o in altri ſimili, i quali poſſono accadere, Etgueſto dicono auenire, perche diuiden
do la ſemibreue nelle ſue parte minute, come ſono le minime, le ſemiminime,o l'al
tre, e poiendo una parte della detta ſemibreue alla parte dinauzi, o una parte
dopo la brete egli pare, che una delle tre ſemibreui contenuta in eſſa breue ſia fatta
imperfetta dalla minima poſta dalla parte dinanzi, o dalla minima poſta dop
talbreue, Pertanto dicono, che ſe un canto ſara ſegnato col ſegno della prolation
perfetta, che in quel caſo tale poſitione ſarà lecita, e con ragione poſta, e ben
conſiderata,come qui l l Tuttauia certamente ſi co
- GH-E-V H& letè queſto
noſce, chetale poſitione in
modo coſiderata,
- non debba eſſere in parte alcuna dubbioſa al detto inten
dente, percioche dallui è compreſo, che per la priuatione
ola la
s del punto del circolo, la prolatione, ouero la ſemibreue
reſta imperfetta, Pertanto non ſi potra conſiderare, chella minima, la quale è pos
a dinanzi la breue, neanchoralaminima poſta dopo eſſa breue ſiano terze par
ti di alcuna delle ſemibreuitolte dalla breue, però biſogna conſiderare, che in tali
occorrenze ſiano preſe inſieme la minima poſta dinanzi alla breue,o quella dopo,
lequali faranno la quantita, oualore di una ſemibreue, il qualualore ſara quello, -'
dal quale la breue in mezzo delle duemillime poſta ſara fatta imperfetta, intorno
lequai coſe biſogna auertire,che tale o ſimile poſitiole di figure è in poteſta,et uole l
re del Compoſitore perche il Muſico,o Compoſitore per ſodisfare al poco ſapere di
alcuni, non è tenuto a non eſprimere, etconducere il concento al ſuo debito fineſe
condo la ſua intentione, Et queſto che di ſopra è ſtato detto della breue poſta fra le
minedelſegno,dove ſolamente il Tempo ſara perfetto, ſi intenderaatchoradella
- T E R Z o. 22

lunga poſta fra due ſemibreui, doue ſolamente il modo minore ſara perfetto e del
la Maſsima poſta fra le breui, doueſolamente il Modo maggiore ſara perfetto.
Altre conſiderationi intorno la imperfettione delle note. Cap. v III.
a nota, ottero figura chiamata breue alcuna uolta ſi dimoſtra imperfetta in
Lſieme con la ſua minor propinqua, come qui Oz. C2. C. Et alcuna uolta eſa
breue è dimoſtrata imperfetta con la ſua minore propinqua perfetta, come dichia
rail preſente ſegno. G. Et alcuna tal breue ſara perfetta, o la ſua ſeguente mino
reſara imperfetta come dimoſtrano queſti ſegni os. C3. o Labreue adunque go
uernata ſopra i dimoſtrati ſegni, ſenza altri accidentali ſegni conſiderata non dia
mentera imperfetta, cioè non ſara diminuta di alcuna ſua particola,Ma ſempre ſta
ra in quel ualore, o uertu, il quale le ſara attribuito dal ſegno, ma la breue perfet
ta per queſti ſegni dimoſtrata O3. C3. O, per non eſſere in loro altra nota perfeta
ta, potra ſolamente eſſere fatta imperfetta dalla ſua terza parte,ct non in altro mo
do, Et quando la breue ſara imperfetta, o che ualera due ſemibreui perfette come
dimoſtra la ſemicircolar figura, C, allora talbreue non potra eſſere fatta impera
fetta ſenon dalla ſua terza parte, perche non reſta diuiſa in tre parti equali, ma po
tra ben diuentare imperfetta inquanto alle parti propinque, cioè riſpetto alle ſemia
breui, perchetali ſue ſemibreui ſono dimoſtrate perfette dal punto apparentenella
ſemicircolar figura, Ettale imperfettione potra occorrere in dui modi,cioè che del
le due ſemibreui perfette conſiderate in eſſa breue una ſola potra eſſere imperfetta,
e l'altra perfetta come qui, or ſecondo ogni precetto, or ora
dine dato da dotti, o conſue l l mati Muſici, coſi moderni, come
antichi,talibreuirettamente ſi e H ) / S H potranno ritrouare ragioneuola
mente tutte " qui,
liii ehalè 8,8!!º H
per breuita ſi laſceranno, i " e et coſi. G ) Hal
breue, laquale ſara formata di tre ſemibreui perfette, come in queſto ſegno ſi con
tiene, e, potra eſſere fatta imperfetta dalla ſua terza parte, cioè da una ſemibrea
ue perfetta come qui ouero da oltretanto ſuo ualore, come di tre mini
me e l'altre due po º A º irannofar imperfette quelle due ſemibreui,lequa
li dopo la imperfettione della predetta breuereſtano in tal breue atte a poterla far
imperfetta, come ſi dimoſtra per li ſeguenti eſempi
;
Anchora nella due
ſere ſolamente breue per tal modo
ſemibreui ſegnata
perfette, potranno
o una eſe tº H
imperfet- ll (ò H

ta, Imperoche come è ſtato detto la breue in tal ſegno uale tre ſemibreui perfette,
delle quali ſemibrcui una ſola rimarrà imperfetta dalla ſeguente minima, o per
tal modo talbreuehara ilualore di otto minime, Appreſo nella detta breue le due
minime potranno far imperfette le due ſemibreui, rimanendo l'altra perfetta, co
FF ii
L I B R O
me qui Douela breuerite ierà il ualore di ſetteminime, Ethaha
biamo
perfeta
l da conſiderare, che accadendo, che talbreue ſia fatta inta
ta da tre minime come qui Si dee interta
dere,chella breue ſia fatta imperfetta dalla ſua
è dal talore di una ſemibreue perfetta,etche
ter H
letre O
lll za parte,cio
ſemibreul p=
fitte, le quali uagliano quanto una breue perfetta, non ſaranno fatte imperfette da
quelle tre minime poſte dopo talbreue, perche one coſì foſse, egli ſeguiterebbe,chel
la breue perfetta diſopra aſſegnata non ſi poteſse fare imperfetta dalla ſemi
breue perfetta, come uuole la natura del far imperfetto, cioè che ogni nota per
fetta, la quale ſia compoſta di tre note perfetterioſi potra eſsere fatta imperfetta ſe
non le ſara tolto uia una nota perfetta, la quale ſia la terza parte della nota fatta
imperfetta, pertanto ſe uogliamo, chelle tre minime poſte dopo la breue ſiano in
quella guiſaneſe per far imperfette quelle tre ſemibreu, lequali ſolo capreſe per
fette nella breue, ilchenonauiene di eſſa breue, Dico, che non potra ſtare, perche
tolta la perfettione a ciaſcheduna delle tre ſemibreui conſiderate perfette nella
predetta breueegli ſeguiterebbe, che tale breue reſtaſse perfetta di tre ſemibreui
imperfette, per tal modo talbreue dopo la imperfettione delle predette tre ſemibre
ui ſarebbe fatta imperfetta di una ſemibreue imperfetta, la qual coſa ſarebbe molto
repugnante, et contraria al ſegno, perche eſſo dimoſtra, che il tempo, ouero la bre,
ue è compoſta ditre ſemibreui perfette, uolendo adunque, che la breue ſia fatta im
perfetta, egli ſara dibiſogno, chella nota, che ha forza di far imperfetto, ſia perfet s
ta, e noi imperfetta, ma ſe pur talnota, che puo leuarela perfettiolie ſara imperi
fetta, biſognerà, che eſſa inſieme con una delle ſue parte concorra affare imperfet
ta eſsa breue,come qui Il ſimileauerra,ſella detta ſemibreue ſara dia
uiſa in tre minime, or sei i etiandio in note piu minute perche la natura,
e l'arte ci amaeſtra, che quando egli ſi troua una nota laquale hab.
bia uertu, o ualore di tre minori perfette a ſe propiique, noi debbiamo primaha
uerriguardo, ſe talnota ſara perfetta, cioè ſe nel concento reſterà conſeruata dal
la imperfettiole, percioche ouenonui reſtaſſe, ſarebbe neceſſario chella nota che
arreca imperfettione foſse apparente in forma, in pauſa o in ualore,Pertanto quan.
do depotal nota, o innanzi ſi trouera tanto diualore che aggionga alla terza par.
te di quella nota perfetta, laquale contiene trenote perfette,allora talualore ſidee.
applicare alla imperfettione di quella nota, la quale comprende iltermario numero
delle minori perfette a ſe propinque, Etſe dopo talterza parte altro numero di fia
giºre minute atlanzano atte affare imperfette le figure perfette compreſe da eſſano
ta, tali note ſi debbono accomodare affarimperfette tai note perfette minori coil
tenute piu tolte in eſsa maggiore Et però quando dopo la brete in tal ſegno ſegia
i
ta, e ſeguita il ualore di piu di una ſemibreue, se tal parte, laquale auaizera ola
tra la ſemibrete intiera ſara minore di eſaſemibreue, come ſua terza parte,ct che,
ºſsa ſtareintegrata, allora ſiaterza parte ſara computata affar inieſtita una
T E R Z O. - - - - - - - 23

di quelle ſemibreui, le quali rimangono nella brete dopo la imperfettione di eſa bre
ue, ma ſe eſſe ſaranno due parti dopo la imperfettione della predetta breue, ſaran
no computate affarimperfette quelle due ſemibreui, le quali dopo la imperfettione
della breuereſterano in eſsa breue,come ſi potracôprendere per li eſempi ſeguenti
- - Nel primo,e nel ſecondo eſa
-

-
a Ett stRtiE +R-
–isº
H-,
RR E
-

ſempio labreue per le predete


te ragioniualera cinque mia
; - nime, outro una ſemibreue
perfetta e una imperfetta, ma nel terzo, cuero ultimo eſaualera quattro mini
me, outro due ſemibreui imperfette, Et perche in tale conſideratione potrebbonona
ſcere molti dubbi, etaccidenti contrari alla uolonta del Compoſitore pertanto per
maggior chiarezza è lecito taluolta porre ſimili punti tra le note, che fanno laim
perfettione, come ſiuede nel ſecondo, o nel terzo eſempio, dequali punti, gli ul
timi apparenti nella ſeconda, e nella terza figura ſaranno rettamente chiamati
punti di riduttorie, per liqualitali note ſono dimoſtrate eſſere ridotte,ouero traſpor
tate alle note innanzi alloro poſte, o tali note ſolamenteſono ridotte affarimper
fette altre note dilor maggiori, e non per accompagnarſi con altre loro ſimili in
forma, ne in ualore, Malenote nel primo modo traſportate poſſono far imperfette
le loro maggiori propinque,o anchora ſi poſſono accompagnare colle loro ſimili
in forma,o in ualore, º eſſi punti di ridutione dopo la nota ridotta poſti ſaranno i
ſempre con participatione, e non per ſe, come alla quinta oppenionehabbiamo
dimoſtrato, oltra le predette coſe,Eglie da ſapere, chelle figure, le qualiſono cauſa
della imperfettione poſsono ſtare in molti altri modi diuerſi da quelli habbiamonari
rati, riſpetto alla nota fatta imperfetta, come ſara la ſemibreue innanzi la breve,
come qui, Et in ciaſcuno altro ſegno di tempo
perfetto,
breue ſa= e º H o
l8 E l !. raNelqual e precedente eſempio ſola la
imperfetta, come anchora dimoa'
ſtra il pri moeſempio, ma in queſto ſeguente
I I Labreueſara imperfetta,e anchorauna di quelle due ſemi
O ! l ti breui,
in eſsalebreue, o lanelimperfe
quali dopo ſe ttione della breue ſono reſtate
- -

2. guente eſempio ſi dimoſtra.


- Labreueſara imperfetta con quelle due ſemibreui contenta
e ſlal te intale breue,Et in molti altri innumerabili modi potran
no accadere tali imperfettioni,lequali per breuità ſi tacea
ranno, perche haueremmo troppº facenda e ſarebbe proceſſo molto lungo, er
quaſi ſenza fine. Adulte perquello che diſopra è ſtato detto chiaramente ſiuede,
chella nota, nella quale conſiſte la perfettione, non ſi dice eſſere imperfetta , ſe non
le ſaraletato la ſua terza parte la qualeſia nota intera,o il ualore della minore i
cina per la qual coſa errato quegli quali in queſto eſempio -rr- –
Et altri ſimili dicono,chela prima breºſia fatta imperfetta
- L I B R O -

dalla ſeguenteminima,Et ſimilmente dicono,chella ſeconda breue reſta imperfetta


dalle due ſeguenti minime,Imperoche una ſola minima, e anchora due non ſolo la
terza parte della breue ſegnata con queſto ſegno e, La onde quella minima ſola
fararimanere imperfetta una di quelle tre ſemibreui in ſe raccolte dalla prima bre
ue del predetto ſegno, la quale è perfetta, coſi la ſeconda breuenonſara fatta im
perfetta dalle due ſeguenti minime, ma le due ſemibreui ſi bene in eſsa breue conſi
derate reſteranuo imperfette, la quale intelligenza o uerita ſi potra chiaramente
dimoſtrare in queſti modi
l !) l l / O l l R
Et in i
fi "
imili, E certo quanto al
cin O H
- primo eſa
) que mini
me dopo la breue, egli non ſi puo negare, chelle tre non facciano la predetta breue
imperfetta, percheſono il malore, e la quantità di una terza parte di quella, cioè
di una ſemibreue perfetta, coſi anchora quelle due minime, le quali auanzano do
po le tre ſaranno computate nella detta breue affare imperfette le due ſemibreui,
lequali oltra quelle, che fanno imperfetta la breue reſtarono perfette in eſſa breue,
Il medeſimo anchora accadera nella ſeconda dimoſtratione perche la ſemibreue po
ſta dopo la breue fara imperfetta eſſa breue, e le due minime poſte dinanzi a tal
breuefaranno imperfette quelle due ſemibreui, le quali dopo la imperfettione della
breuerinaſono in detta breue, Se adunque in ciaſcheduno degli eſempi predetti ſa
ramoſia oueroleuata uia la imperfettione delle due ſemibreui ſopradette,cioè quel
le due minime, le quali alle tre minime ſopra auanzano, o ſimilmente quelle due
minime, le quali ſono poſte dinanzi la breue del ſecondo eſempio, ſeguiterà, che ſo
la la breue reſtera imperfetta, e coſi in contrario, se dal primo, o dal ſecondo
eſempioſara tolta uiala imperfettione delle predette due ſemibreui, cioè le duemi
nime,ſolo il tempo, ouero la breue reſtera imperfetta, e le due ſemibreui in eſſo
tempo rinchiuſe ſaranno perfette, Etgueſto tale ordine è tenuto per fermo, cruero
da ogni Muſico, o dottoCompoſitore.

Qualſiaſtato il primo, e'l ſecondo ſegno dagli antichi, o dotti


Muſici dimoſtrato. Cap. IX.

T)er eſſere coſa neceſſaria, et molto al propoſito intendere i ſegni appartenenti


pº canto figurato diremo non ſolamente de ſemplici, ma anchora de compoſti
e de diminuti tra quali dimoſtreremo principalmente eſſeruene duoi, per liquali
ſi conoſce il numero perfetto, e l'imperfetto,o anchora il diminuto, pertanto il
primo ſegno da molti Muſici dottiſſimi e ſuto chiamato ſegno di Modo conTempo,
Etilſecondo ſegno di tempo con prolatione,il primo dieſi adonque è ſtato da loa
rofigurato, dimoſtrato in quattro diuerſi modi, Il primo con un circolo, e con
uta feritaria cifra, come qui. O, . Il ſecondo con un ſemicircolo & una cifrater
naria. Cs. Ilterzo con un circolo, e una cifra binaria,come qui, oz. Il quare
T E R Z O. 24
to colſemicircolo, Et una binaria cifra, come qui. cz, iquali quattro ſegni dia
moſtrati, come al capitolo 28 del primo libro del Toſcanello habbiamo detto ſono
applicati al Modo minore perfetto, e al modo imperfetto, oueramente alla lunga,
Per la qual coſa ſe un concento ſara ſegnato con queſta figura,cioè col primo Os.
la lunga ualera tre breui, o la breuetre ſemibreui, perche ſempre quella nota ſi di
ce eſſer perfetta, alla quale il circolo è attribuito, il qual modo eſſendo, coſi ſca
giato la breue, ouero tempo ſara perfetta, perche eſſa è in tre parti delle ſue mia
nori propinque diuiſa, alla qualbreue talcifraternaria è attribuita, ma ſe un'ala
tro canto ſara ſegnato col ſecondo,come qui. Cs. alhora la lunga non ualera altro,
che due breui,o queſto adiuiene perche il ſemicircolo,ilquale è appropiato al Moa
do minore, oueramente alla lunga dinota imperfettione,ouero binaria aggregatioa
ne di tempi, et in tal ſegno la breue ſara perſetta perche la cifraternaria poſta do
poilſemicircolo dimoſtra al Tempo ternaria diuiſione. Gli altri duoi ſeguentiſe
gni hauendo chiaramente inteſo la natura,o la proprietade ſopra detti, facilmen
te ſaranno inteſi de quali l'uno ſara,queſto. O2, per lo quale ſara compreſo la lun
ga eſſere di tre breui,o la breue di due ſemibreui riſpetto alla cifra laqual dimo
ſtrabinario numero, Etnell'altro, che è queſto C2 ultimo da noi ſegnato non cade
ra alcuna perfettiole,perche non ſi dimoſtra per figura circolare, ne con cifrater
naria ptanto il modo,ouer la lunga,et la breue ſaranno imperfette. Il ſecondo ſegno
da muſici dimoſtrato,ilquale è chiamato Tempo con prolatione è come qui e ſimil
mente ha quattro uarietà diſegni, cioè, Il circolo col punto come di ſopra ſi uede,
Etilſemicircolo col punto, come qui G Il terzo,e'lquarto un circolo,o un ſemicir
lo ſenza punto, la perfettione de quali conſiſte nella breueo nella ſemibreue,come
chiaramente ſi uede al capitolo s. del primo libro del noſtro Toſcanello, Quarta
to a ſegni diminuti dicono alcuni,che il ſegno diminuto necanti uſato, non è altro,
che quado una figura acquiſta il ualore della nota minore a ſe propinqua del ſegno
non diminuto cioè, quando la maſſima è inteſa per una lunga, la lunga per la bre
ue, e la breue per una ſemibreue, o coſi dell'altre ſegueuti, Alla qualoppenione
in contrario dainoi è detto,percioche ne ſegni de diminutione imperfetti potrabene
ciaſcheduna nota conuertirſi nella minore è ſe propinqua pero tutto che tal dimi
nuimento accada nelle note compreſe ſotto il ſegno che ſignifica perfettione,nonha
uera luogo nella breue come ſi dimoſtra nel preſente eſempio -

Nelquale chiaro ſi uede, che ciaſcuna di quelle quattro breuido HEH


poilſegno circolare poſte ſaranno perfette, o ualeranno tre
ſemibreui, ma ſetalſegno ſara diminuto, oueramente tagliato, come qui p alhora
quellauergola,laquale attrauerſa o taglia il circolo o altro ſegno ſempre dimoſtra
diminutione, la onde ſara forza che ciaſcuna di quelle quattro breuidelſegno ta
gliato ſia perſe conſiderata per la metà riſpetto alla quantità del ſegno circolare
non tagliato ſeguitera adunque, che ciaſcheduna breue perfetta del circolarſegno
tagliato non potraualcreſta ſemibreſe del ſegno non tagliato, oſſeramente dimi
L I B R O -

nuto, perche la breve del tempo perfetto paſſa per tre battute, per laqualcoſa ſar
di biſogno chella breue del tempo perfetto diminuto comparato, paſſi per tre mini
me,al ſegno non tagliato per loqual riſpetto non ſi potra conuertire una nota nella
ſua minor ſeguente, ma trouandoſi tal figuratione, -

ciaſcuna breue, o ſemibreueſotto la data diminutione rTH G2FESEE


haraualore della parte minore a ſe propinqua, &que . -
ſto ſi intende procedendo nel canto, perche le note del ſegno tagliato ſi cantano piu
uelocemente per lo doppio per laqualcoſa ſara meglio diffinire, che la diminutione
non ſia altro,che quando una nota hauertu della metà del ſito Malore intero, la qual
diffinitioneſara còſentanea,et amica all'uno,ct all'altro numero,cioè al perfetto,et
allo imperfetto, ma quella,che di ſopra habbiamo detto eſſere di altri, ſolamenteſo
disfara al numero, o alle note imperfette, la qual diminutione, come habbiamo
detto, ſi conoſce quando i ſegni ſopradettifaranno tagliati,ò attrauerſati,onde tali
ſegni ſaranno chiamati ſegni di modo, contempo, diminuti, Et quando haranno il
punto in mezzo eſſendo pure tagliati, ſaranno detti ſegni di tempo con prolatione,
come alla oppeniote. 6. del canto figurato a ſufficienza habbiamo coiichiuſo, ma
beneauertirai, che ſe ben tali ſegni ſaranno diminuti,le loro note in tali ſegni meſſe
ſemprereſteranno in quella quantita etnumero perfetto etimperfetto nel quale era
no inanzi alla loro diminutione di maniera,che tra loro non haura differenza alcu
ma eccetto che nelle note perche la douenelſegno non tagliato per una battuta paſ.
ſaunaſemibreue, nel tagliato ne paſſano due, o una minima per due minime,Et il
medeſimo accadera delle altre figure, Et perche alcuni hanno detto, che nella dimi
nutione la miſura ſola è quella, cheuaria, etnon le note, Quahabbiamo da conſide
rare che altronò è miſura,cheuna lunghezza di interuali equalifinita pertantota
li figure del ſeguenteeſempio ſaranno inteſe douer eſſere
annouerate nel cantare in dui EE ERE modi, cioè ſemplicemente,
e non ſotto la miſura conſide º rata dal mouimento dello
abbaſſare,et dello inalzare Et intorno il primo modo di miſurare o annouerare in
queſto ſegno t diminuto, ſi cerchera la quantita del tempo, ouero della breue pi
gliando due ſemibreui, o'lloro ualore, dato che anchorafuſero ſotto il ſegno ſemia
circolare non diminuto, come qui, Onde ſecondo queſto
modo di miſurareil canto la miſu- HRSH ra, la quale accadera
nell'annouerare le note del ſegno di ſopra diminuto non ſa
ra uaria dal miſurarle note del ſegno non tagliato, perche in ciaſcun ſegno la bre
ue ſidiuide in due ſemibreui, Quanto al ſecondo, conſiderando il canto ſottopoſto
al ſemicircolo diminuto e dato dal Muſico, o Cantore, alla miſura ſi fara'altra
conſideratione,Imperoche allora le note ſotto al ſegno diminuto poſte procederan
no perſo doppio riſpetto allenote del ſegno non tagliato nelqualſegno diminuto
tanto ualorehara una breue, quanto una ſemibrete delſegno non diminuto, o per
talmodo le ſemibretti delſegno diminuto coſi nelle pauſe, come nelle note cantabili
haranno

'T E R Z o . 27

barannoualore,et uertu di minime riſpetto al ſecondo ſegno diminuto,Conchiudere


mo adunque, chella oppenione di queſti tali ſia falſiſſima percioche, come chiara
mente appare, la miſura preſa nel principio del canto mai non uaria, ma le note
ſono quelle, leguali fanno la uariatione, perche come diſopra è ſtato detto per una
ſemibreue del ſegno non diminuto, ſotto quel medeſimo mouimento, e miſura paſ
ſano due ſemibreui,oueramente una breue del ſegno tagliato,Et per eſſere al preſen
te al propoſito noſtro è coſa neceſſaria auertire che molti, o molti ſi ritrouano,
liqualiſecondo la loro fantaſia, o ſenza conſideratiole alcuna commettono euia
dentiſſimi errori circa le proportioni,o maſſimamente della ſeſqualterahabitudi
ne da Muſici & Compoſitori communemente eſercitata, la quale con poca auerten
za da quegli che cantano è prononciata, l'errore de quali di quinaſce, che dopo la
miſura data al principio del canto ſecondo il ſegno apparente dopo alcune note pa
randoſi loro inannzi la ſeſqualtera porportione le daranno una noua miſura con
traria a quello che ſaraſtato il uero intelletto del Muſico,etCompoſitore di quella,
dal quale inconuenienteneriſultera una proportione non conſiderata dal Muſico,
perche mutando la miſura alla apparente ſeſqualtera come quella, che perſe non
potendo ſtare e relata o comparata al ſegno, ouero alle note dinanzi a ſe poſte
per talmutatione eſſa contro la oppenione del Compoſitore, non ſara ſeſqualtera,
ma quaſi ſempre tripla, come dimoſtra il ſeguente eſempio
E - - i - E-R
- - v
-.

per lo qual proceſſo molti cantori poco pratici daranno la miſura a tal principio
ſopra la ſemibreue, e queſto faranno per piu loro facilità, Ilgual modo ſara con
trario alle note ſeguenti dopo la ſeſſualera, perche facendo paſſare nel principio
unaſemibreue per battuta peruenuti alla ſeſqualtera; ne paſſeranno tre ſotto quel
la perlequali ne naſcera la tripla, e non la ſeſſualtera, Etper queſto ne ſegui
rebbe quello, che diſoprahabbiamo detto, cioè che la miſura ſarebbe uaria, o non
le note, pertanto ti ſaraneceſſario ſempre in tali proceſſi dar la miſura ſopra la
breue, o ſopra la ſua quantita, o ſenza mutar altra miſura cantar trenote ſimili
contra le due dette dinanzi leguali cagioneranno la ſeſſualtera inteſa,etimmagina
ta dal Compoſitore, dalqual modo ueramente ſiuede, go conoſce, chelle note ſono
quelle, che uariano, o non la miſura, laquale ſempre ſi dee oſſeruare dal principio
al fine ſecondo la natura del ſegno, quantunque ne ſeguitaſſero cento proportioni,
Similmente neoccorre un'altro inconueniente manifeſtiſſimo intorno laſeſſualtera
proportione,nellaquale molti ſenza conſideratione alcuna creano una proportione
per un'altra, come dimoſtra il ſeguente eſempio,
GG
.
e -
l

Intorno ilquale hacci di quelli iquali penſando cantare le note ſeſqualterate per ue
raproportoine ſeſqualtera,inconſideratamente ui producono una ſotto ſeſquiterza, --
perchefanno paſſare tre di quelle minime ſottopoſte al termine ſeſqualtero contro
una breue, o'l ſuoualore del primo ſegno diminuto la qual comparatione o modo di
cantare non è ſeſqualtera proportione, ma ſotto ſeſquiterza, perche paſſano tre mi
nime contro a quattro,La onde per rimouere tali inconuenienti,o manifeſti erro
riauertirai, a cantare ſei di quelle minime ſeſqualterate o'l loro ualore in un ſolo
tempo del ſegno diminuto inalizi poſto, Et in ogni altro modo ſimile ſempre in ques
ſta guiſa procederai,

De quattro modi dagli antichi, o modernimuſici ordinati. Cap. X.


S e alcun dotto, o mediocre muſico faceſſe diſcorſo eſſere fuor di propoſito trat
tar di quello, che piu in uſo non ſi uede, cioè intorno alla intelligenza, o co
gnitione de Modi dagli antichi inteſt, o eſercitati opponendoci tal noſtra fatica
eſſere di ſouerchio,o di piu forſe, che iouogliarinouarela conſuetudine antica,or
riprouata ſi riſponde, che noi non uogliamo altramente rimouere coſa alcuna dalla
conſuetudine moderna per introducere alcune di quelle della antica,ma bene intena
diamo dimoſtrare, come alcuni ſegni del canto figurato hanno hauuto principio, et
naſcimento da quegli degli antichi Muſici, o come eſſi hauendo conſtituito,e or
dinato le cinque figure, ouer note eſſentiali per commodo del canto figurato, cioè
la Maſſima, la Lunga, la Breue, la Semibreue, e la Minima, e in eſſe conſide
rato, che alcune ſi haueſſero a cantare & alcune, che in pauſe ſi conteneſſero, le
qualitutte non altronde naſcono, che dalla figura breue chiamata da molti Tema
po, loro hanno ordinato dui numeri, l'uno chiamato perfetto, e l'altro imperfeta
to, da quali ciaſcuna delle dette note ſaranno miſurate, per la qual coſa eſſendoci ſoa
lamente quattro note, ouer figure, alle quali è dato il numero ternario o il binae
rio è ſtato di neceſſità appropiare loro dui ſegni differenti, per gli quali foſſe co
noſciuto quali foſſero delualoreternario et quali del binario, l'uno o l'altro de
quaiualori è dato alla lunga, alla breue, e alla ſemibreue, ma alla maſſima fu
rono dati propri ſegni per la cognitione del ſuo numero ternario & binario, da
quali fºſſe inteſa perfetta e imperfetta, Appreſo apo loro quando un canto era
ſegnato nel principio colſemicircolo ſemplice moſtrauala imperfettione al tempo,
ouero alla breue, ma eſſendoui il circolo era inteſa la breue eſſer perfetta, Et ſe al
circolo,o al ſemicircolo era dato una ſola numerale figura come qui C2, C3. Oz.
“O3. era rimoſſo il nome del tempo, ci permutato nel modo detto minore, Etle cia
T E R Z O, 26

fre erano aſſegnate al tempo perfetto, o imperfetto, ma ſe erano col circolo, º


col ſemicircolo due cifre, di modo minore il circolo, e'lſemicircolo diuentaua mag
giore, o la prima cifra era detta Modo minore, o la ſeconda Tempo, oltre di
cioſe nel principio era il circolo,eſſo era chiamato modo maggior pfetto,la doue ſe
uiera il ſemicircolo ſi domandaua modo maggior impfetto di maniera che la cifra
ſeguente eſſendo ternaria era detta modo minor perfetto, et ſe era binaria imperfet
to, Et l'ultima ſeguente cifra ſe era ternaria tempo perfetto, o ſe binaria impera
fetto cra detta, come da noi al cap.27 del primo libro del noſtro Toſcanello alcu
ne coſe anchora ne ſono ſtate dette. Alla minima non ſi da ſegno alcuno, concioſa
coſa che eſsendo dallei diuiſo il tempo, eſſa è l'ultima figura di eſso ſecondo l'ordine
delle cinque figure eſſentiali, conſiderate, delle quali daremo notitia, o cognitio
ne piubreue, o facile, che per noi ſia poſſibile. Diciamo adunque, che ſe un canto
ſara ſegnato, come qui e 33. la maſſima hara il ualore di tre lunghe perfette,o la
lunga di tre breuiperfette, o la breue di tre ſemibreui, o la ſemibreue di tre mi
nime. Et deſiderando intendere qual nota ſia alterata, dico, che le lunghe ſaranno
alterate le breui, le ſembreui, o le minime riſpetto alla maſſima alla lunga, alla
breue, et alle ſemibreui, le quali ſono perfette, Et eſſendo ſegnato coſì e 23.la maſ
ſima, la breue,o la ſemibreue ſaranno perfette,o per conſeguente alterera la ſce
mibreue, o la minima, Ma ſe hauera queſto ſegno e 22, la maſſima,o la ſemibre
ue ſaranno perfette, Et la ſemibreue, o la minima ſaranno alterate, Matrouane
doſi in queſto modo. e32. la maſſima, la lunga, o la ſemibreue ſaranno perfette
alterando le breui,o le minime,Etmutando la figura in queſto modo e 3.la maſ
ſima perdera la ſua perfettione, per eſſere il ſemicircolo inanzi poſto, o la lunga,
la breue, e la ſemibreue reſteranno perfette, orlebreui, le ſemibreui, o le mini
me altereranno, Maſtando coſi. G32. la lunga, o la ſemibreue ſaranno perfette,
alterando le breui, o le minime, Etſe ſtara a queſto modo. E23. le breui,o le ſee
mibreui ſaranno perfette, Et ſolamente le breui, o le minime altereranno, Etſe
coſe 22 le ſemibreui reſteranno perfette, o ſolamente la minima ſara alterata,
Anchora il trolierai in queſto modo, oss. nelquale la maſſima, la lunga, la bre
ue ſaranno perfette, alterando le lunghe, lebreui,o le ſemibreui,E trouandolo coſi
o; 2. la maſſima, e la lunga, ſaranno perfette, Etſolo le lunghe, o le breui alte
reranno, Ma ſe ſara coſi O23. la maſſima, e la breue ſaranno perfette, e le lun
ghe, o le ſemibreui ſaranno alterate, Etſe coſt. Ozz, la maſſima ſara perfetta, et
le lunghe baranno alteratione, Nella ſeguente figura. C: 3.lalunga, e la breve ſa
N ranno perfette, Et per conſeguente altereranno le breui & leſemibreui, Et in que
ſto, ci 2. la lunga ſara perfetta, e ſolo altereranno le ſue breui,Etoue il ritrouaſe
ſt in queſta guiſa.czz.lebreui ſaranno perfette, o ſolamente le ſemibreui altere
ranno, Reſta la ſeguente, o ultima figura. C22, nella quale non hauera luogo il
far imperfetto,ne l'alterare, riſpetto al ſemicircolo,o alle cifre binarie, Et quan
tunque tali ſegni al preſente non ſi uſino, nondimeno non ti dee º" l'ha
l .
- L I B R O
uere apparato in che modo eſſi ſiano da douer eſſer inteſe.
r

Del tacito ualore della Maſſima. Cap. XI.

auendo dannoihauuto notitia delualore della Maſſima, ci è paruto conuene


H" appreſo dimoſtrarti, come al Muſico è ſtato neceſſario ordinarledi lunga
ilta i
citoualore, il quale i ſaggi, o dotti Muſici hanno ſignificato colla pauſa
tante uolte raccolta quanto ſarailualore di eſſa maſsima inteſo, Adunque eglie di
biſogno chella poſitione, o apparenza di talpauſe, le quali dimoſtrano il ualore
delle note che non ſi cantano inſehabbiano ordine, cioè binario,o ternario, il qua
le non ſara coſi neceſſario alla lunga, che ſi canta, perche le figure cantabili han
nolecita cagione di uariare il loro aſcendere, o diſcendere, nel quale conſiſte la
uera harmonia, Et quincinaſce, che iltacere non puo producereharmonico cone
cento, pertanto le ſopradette pauſe molte uolte preſe alla quantita della maſſima
ſerueranno l'ordine del numero ternario, e del binario, come qui, Ll
ilqual modo da moderni Muſici è ſtato ordinato e tralaſciati iſo III

pradetti ſegni dagli antichi uſati,i quali nel ſeguente ordine di pau
feternario, o binario dimoſtrano il medeſimo effetto, chefaceano gli antichi ne
ſopradetti ſegni Etcertamente ciaſcun ſegno diſopra di
valordimaſi- EHE moſtrato produce ogni ſuo effetto, e
me & lunghe. IUTI TT TI ordine differente da ciaſcun altro, dima
niera che mediante la cognitione di tali ſegni, la figura della maſſima e della
lunga ci ſono rappreſentate in quella guiſa che è ogni cauſa dal ſuo effetto, aliero
ogni ſubietto dal ſuo accidente, perlaqualcoſa uolendo il Muſico moderno laſciare i
il preſente ſegno. O33. dagli antichi uſato per dimoſtrare il ſuo Modomaggio
re,el modomente
ſtra,chella minore, fu cheſi uale
Tempo perfetti
dele'lCompoſitore del ſeguente
in qualunque can O to, douedimo
Ilquale eſo
ſi ritrouaſſe deſſe notitia, chella maſſima doueſſe hauere il ualore delle
tre lunghe, e la lunga delle breui, Et per queſt'altro, osa da eſſi antichi era di
moſtrata la maſſima perfetta, e la lunga, ſi come da moderni dimoſtrano, le tre
pauſe di tre tempi, Et quando eſſi antichi & dotti muſiciuoleuano rappreſentare,
la maſſima perfetta, inſieme poſta col tempo perfetto, da loro era uſato il pre
ſente ſegno, O23. & i moderni, il circolo, con tre pauſe di lunga di tre teme
pi luna. Et ſe uoleuano figurare la maſſima perfetta, la lunga, o la breue
imperfette non con altro, che col preſente ſegno, ozz. le dimoſtrauano, ſi come
hor dal Muſico moderno con queſto IHE ſono rappreſentate,Et quando il Mu
fico antico uoleua intendere, che la “t maſſima foſſe imperfetta, o la luna
ga, e la breue perfette, era il ſuo ſegno, come qui ſi uede. Ci 3. La on
dei moderni a ſua ſimilitudine fecero queſt'altro Appreſouolendogliana
tidiche ſolla lunga reſtaſſe pſitta,ciònò con alitttro che col preſente ſegua
; T E R Z O.
dimoſtrauano.cs 2, la doue dal moderno ciò cd queſto Tri fuſignificato,Et qua
27

doeſiuoleuano dar a conoſcere il tempo perfetto, da loro era uſato il pre


ſente ſegno. C23. come da moderni il ſegno ſeguen-“ te Et tutto
che il preſente ſegno. C22. non ſia d'importanza alcuna ſi co- me quello,
delquale i detti antichi Muſici non ſi ualeuano ad altro uſo, che a dimoſtrare ogni
figura binaria,pero ci è paruto dimetterlop nò macare dell'ordine incominciato,
Oppenione di alcuni intorno la breue perfetta e imperfetta. Cap. XII.
a alcuni è creduto, che ogni breue, la quale, ſia poſta innanzi a due pauſe
D" qui -T eſſa debba ſempre eſſere perfetta in quella guiſa, che è
ogni ſimile poſta innanzi alla ſua ſimile, concioſta coſa che le dette pauſe di ſemi
breui ſiano del ualimento di una breue imperfetta, Alla qual oppenione dannoieri
ſpoſto, che ſe tal ordine poteſse eſſere tenuto, ſi uederebbe da precetti Muſici naſce
re gran confuſione, pertanto non è da dire che le due pauſe con la forma, o corpo
della detta breueſiano ſimili, concioſia coſa che la breue ſi ueggahauere diuerſa
figura dalle pauſe, ma ben ſi potra dire eſſe pauſe eſſere del medeſimo ualore della
breue imperfetta, Etſe alcuni ci ſi opponeſſero dicido chella regola data della bre
ue perfetta dinanzi laſua propia pauſa, non foſſe ſempre perfetta, percioche eſa
pauſa non ha ſomiglianza con la detta breue, tutto che ella ſia del medeſimo ualo
re, dannoiſi riſponde, chella pauſa di breue è degna, e merita chella figura bre
ue inanzi alleipoſta ſempre ſia conſeruata perfetta, cicioſa che eſſa pauſa ſia ſta
bile, o permanente, e dal Muſicoordinata perfetta, o imperfetta, perfetta nel
ſegno circolare, et imperfetta nel ſemicircolare, ſenza mai cangiare la ſua forma,
la onde le due pauſette della ſemibreue inſieme meſſe non haranno tal potere, che
empre aumentino la breue alualor del numero ternario, percioche ciò ſtà neluole
redelMuſico, o Compoſitore,dal quale ueggiamo molteuolte eſa breue eſſere fat
taperfetta,et imperfetta,Imperfetta dalla parte dauati da una minore di lei,o da ol
tretato ualore,dalla parte dopo daun punto poſto fra le due pauſette,Et piu,a mag
gior loro biaſimo,et confuſione uogliono chella breue dinanzi la ſeguente legatura,
oueronota maggior diſe ouero dinanzi a un tépo diſemibreui inſieme unitoſia pere
fetta lequali oppenioni ſono falſe, e ſenza ragione alcuna da loro inteſe,et credute,
Raffermeremo adunque,etcòchiuderemo,chellabreueinazi alla lunga,o alla naſsi
maet alle pauſette di ſemibreui,Et ſimilmete dinazi alla quantita del numero terna
rio, et alla legatura è in arbitrio del Compoſitore come la figura ſeguéte dimoſtra
ritirvi Effi Eifiº Eliº - E

++ - v

=i
L I B R O

Perche la Maſſima non ha pauſa. Cap. XIII.

enche alla oppenione prima ſia ſtato detto,chella maſſima non ha propia pau
ſa non hauendo di ciò aſſegnato ragione alcuna e dibiſogno trattarne alcu
ne coſe ſopra lequali biſognera conſiderare, che trouandoſi la pauſa della breue, et
della ſemibreueſiritroui anchora quella della maſſima, percioche non bene aſſomi
gliando l'una all'altra la noſtra oppenione non ſarebbe approuata, Appreſo ſara
di meſtieri hauer conſideratione, che ſe la pauſa della maſsima come quella,che dea
riua dalla pauſa della lunga piuuolte inteſa per eſsere uariabile, cioe binaria, or
ternaria producera proceſso uariabile ſimilmente conterra chella breue ſia forma
ta di piu pauſe di ſemibreuiuariabili, pertanto la pauſa della maſſima ſara dimoa
ſtrata con tante pauſe della lunga, quanto ſara il ualore di quella dal Muſico ita
teſo, o conſiderato, perche eſſo le potra dare le tre pauſe di tre tempio di dui
Et la oue egli le ne deſse tre dilunghe perfette eſſa dimoſtrerebbe la quantita dinoa
ue tempi, Et ſe la lunga ſara imperfetta ſeguitera che la pauſa della maſsima ne
occupera ſe non ſei, come quella che haucra ſolamente ualor di ſei tempi o coſi
in molti altri modi, Nondimeno diremo, che poſto che ſi ritrouaſſe pauſa di Maſſia
ma fra eſa,o quella della breue caderebbe un'altra contraria poſitione, o natu
ra,percioche come habbiamo detto la pauſa della breue è inuariabile,Et quella del
la maſſima ſarebbe uariabile, perche la doue la pauſa della breue ſempre ſi conten
ta da una riga all'altra occupando uno ſolo ſpatio, dimoſtrante la diuiſione terna
ria, & binaria per lo ſuo ſegno apparente, Ouella della maſſima ſi dimoſtra con
moltitudine di pauſe inſieme accolte, per laqualcoſa doucndo eſſere tra loro ſomi
glianza uera, biſognerebbe, che eſſendo la pauſa della maſſima mutabile,o uaria,
ſimilmente quella della breuenonhaueſein ſi ſtabilitane fermeza alcuna, Etſella
breueha pauſa immutabile,che anchora eſſa maſsimahaueſſe pauſa inuariabile, o
ferma, laqualcoſa non puo eſſere a guiſa alcuna,percioche oue foſſe dato al Tempo
la pauſauariabile ſarebbe di neceſſità,che talpauſa in due diuerſi modi il che diſta
naturanò concede foſse conſiderata,l'uno,che biſognarebbe dar alla breue,ouer tem
po imperfetta una pauſa, laquale conteneſſe in ſe due uolte la pauſa della ſemibreue
Come qui E la qual pauſa ſarebbe chiamata dal Tempo interfetto,L'altro,
che talpauſa piglierebbe la forma di tre ſemibreui come qui ET la qual occu
parebbe un patio intiero, o la metà di eſſo, Et per tal modo la pauſa del Tempo
perfetto con quella del modo maggiore ſareb"ono fraſe ſimili, nonoſtante,che in
tal conſideratione tra loro cadeſsi non poca diſomiglianza,perche la immaginata
o non data pauſa dimoſtrerebbe moltitudine di tempi, e quella breue dinotereb
be il Tempo in tre terze parti diuiſo. Si potrebbe intorno la ſimilitudine delle dimoa
ſtrate domandare ad alcuni, ſe egli foſſe in uſo di ſegnare il Tempo perfetto con la
pauſa di breueoccuparte uno intero ſpatio o la metà di eſo,come qui tp &
r

- - e T E R Z o. 28
pimperfetto di uno intero ſpacio, Et appreſo non ritrouandoſi il circolo,ilquale
dimoſtraſse la perfettione del Tempo, ma ſolle pauſe delle due ſemibreui, come qui
Tſe ſi direbbe che talbinaria poſitione di pauſe deſſe cognitione della breue
perfetta diciamo di no, perche trouandoſi la propia pauſa del Tempo perfetto, o
imperfetto come qui tir talpauſe delle due ſemibreuinel canto, ſarebbono di
ſºrio, o in uano addotte circa la perfettione del Tempo perche non opperereb
boiol effetto accidentale del circolone di altro ſegno, Eiſe alcuno foſſe di contra
ria oppenione dicendo, che tali pauſe di ſemibreui inſieme poſte potrebbono eſſere
in queſta conſideratione neceſſarie come qui Siriſpöde, che
alhora le dette pauſe nò hauerebbono forza =CERES TR e di dimoſtrare
perfettione alcuna per eſsere loro innazi po ſto il ſegno cir
colare, ma ſarebbono inteſe a douer diuidere la pauſa del Tempo imperfetto in due
parti equali, perche, come dimoſtra laſeguentefigura ſarebbe dibiſogno che la ſe=
coidaſemibreue alteraſſe come qui IO SA SE ſi come comanda la rego
la dell'alteratione, onde il Muſt- Etº è Iº SE co per rimoueretal altera
tione diuidera la pauſa del tempo imperfetto in due pauſe di
ſemibreuiperlequali ragioni, a noi pare, che eſſe piu regolarmente doueranno eſa
ſer poſteſe ſaranno ſeparate dall'una riga a l'altra,come qui
perche le pauſe, lequaliſecondo il miſurare del canto cadono EERRE
diuiſe non debbono pertalcagione eſſere inſieme poſte,nondi
meno in queſta conſideratione, o ſiano ſeparate, o no, non è di molta, o di niuna in
portanza. Hauendo contali fondamenti dimoſtrato come la pauſa della breue ſi
poſſa ritrouare uariabile cioè di Tempo perfetto,et imperfetto, manifeſtamente apa
pare, che eſſendo nella guiſa chehabbiamo detto ſegnata dal muſico, le pauſe delle
ſemibreui come qui –rr- non potranno dimoſtrare il Tempo eſſere perfetto,
Perche ſe la pauſa della breue perfetta fºſſe prodotta diuerſa dalla pauſa del Tema
po imperfetto le pauſe delle ſemibreui diſopra moſtrate intorno la perfettione del
Tempo, ſarebbono indarnopoſte, perche ciaſcuna di eſſebreuiharebbe la ſua pro
pia pauſa, Eta queſto modo biſognerebbe fare la medeſima differenza nella maſſi
pa, perche uolendo aſſegnare a ciaſcun temporalualore e quantita di quella ogni
ſua propia pauſa ſarebbe neceſſario conſtituire una uirgola, o pauſa, la qual con
teneſſe quando foſſe perfetta noue tempi, o quando imperfetta ſei, o alcuna uole
taquattro, per loquale ordine, e modo chiaro ſi uede che in tutti i canti naſcereb
benon poca confuſione, perche alle conſuete righe ordinate per li nomi delle note
ſarebbe forza aggiongerne dell'altre alla grandezza della pauſa de ſei tempi, er
molto maggiormente poſcia a quella denoue. Dalle ſopradetteragioni adunque
ſi puo conoſcere, chella maſſima reſtera priua della propria pauſa, o quando eſſa
hara biſogno del ſuo tacito ualore, con oltre tante pauſe di lunga ſara reintegrata,
le quali quantita, o ualori naſcono tutte da eſſo tempo Muſico, ilquale piu uolte
preſo genera il modo minore, o il maggiore, et diuiſo in parti minute crea & ge
-
L I B R O
nerala prelation minore, o la maggiore, la onde eſſendo eſſo primo, ci capo per
eccellenza merita pauſa propia,etinuariabile,Alcuni ſi mouomo dicendo,che non
eſſendo ordinato dal Muſico propia pauſa alla maſſima per conſeguente non ſi dee
ne anche dare pauſa alla breue, Et dicono eſſer neceſſario dare alla breve il tacito
ſuo ualore con la pauſa della minore a ſe propinqua tante uoltepreſa quanto ſara
ilualore di eſſa breue, cioè ſe il tempo ſara perfetto, tal ſua perfettioie,ouero ter
naria diuiſione ſta dimoſtrata con tre pauſe di ſemibreui in una riga, come qui
–rm-, Et ſimilmente il ualore del Tempo imperfetto, oueramente breue imper
fetta con due altre pauſette come qui –m- le quali tre pauſe diſopra dimoſtra
te ſenza altro ſegno daranno notitia della breue perfetta, come le binarie dimoſtre
l
ranno la breue imperfetta, pur che nel canto non appaiano le tre diſopra moſtrate,
per liqualiſegni le note ſaranno annouerate a tre,et a due,Si riſponde, o conchiu
de, che tutto che alualorebinario, o ternario della maſſima ſiano date oltretana
te pauſe di lunga, non ſi conuiene pero dare alla pauſa della breue oltre tante pau
ſette di ſemibreui, quanto ſi conuenga alla quantitaſuaternaria, o binaria, pera
che da eſſa depende ogni altra pauſa,etfigura,p tanto la maſſima,quando le ſara di
biſognotacere,dependera dalla pauſa di breue tante uolte moltiplicata,quanto ſara
ilſuoualore, ma non gia allo'ncontro la pauſa della breue non potra deriuare da
quella della maſſima molteuolte preſa, perche eſſe pauſe della maſſima diriuando
da quelle della breue conuiene che eſſe le reſtino ſoggette. Altri dubitandoſi mouo
no dicendo, che ſe il modo maggiore perfetto ſi conoſce per la apparenza delle tre
pauſe della lunga di pari poſte Et quelle dello imperfetto maggiore per le due pau
ſe dette ſeguitera, che nell'iſteſo canto cadera contrarieta, quando l'una,etl'altra
poſitione delle dette pauſe ui ſi troueranno, come appare in queſto eſempio
Onde talcontrarieta dicono auenire,perche in un ſolo cocento,o ſu
bietto caderanno duoi contrari di perfettione,et d'imperfettione,Al
qual dubbio ſi riſponde, chelle due pauſe di lunga poſſono ragione
uolmente ſtare ne canti del modo maggior perfetto ſenza producere alcuna con
trarietà, come quelle che hanno in ſe perfettione, e imperfettione, come anchora
accade delle breui perfette, e imperfette,lequali hanno luogo nel Termpo perfetto,
pur cheeſa maſſima puerpauſe ſiano reintegrate dalla terza loro parte,oper pau
ſa, o per nota cantabile, come diſopra la figura dimoſtra, Ma quelle atreinſe
me poſte non ſi conueranno porre nel modo maggiore imperfetto, percioche in ta
le conſideratione eſſe ſono annouerate per miſura binaria,o non ternaria come an
chora non è licito ſegnare le pauſe, che ſignificano perfettione ſotto il ſegno della
imperfettione, come ſi ucdequa – l Ma accadendo al Mu
fico a ſegnare le tre pauſe di ErftHº gfs Tº H- lunga, eſſo ſara co
ſtretto ſegnarlein tal guiſa,or modo come la ſeguen
te figurati dimoſtra,
similmente ,
- r E R Z o, - 29
- Similmente ſenza commettere errore, gli ſara
conceduto porre nel modo maggior perfetto
due pauſe di lunga inegualmente poſte co
me il ſeguente. -

& in altri modi, i quali da noi per breuita


ſono laſciati, da quali altri tutti modi ti
- guarderai tu Compoſitore di non incorrer
ui ſaluo che in quelli, che da me ſono ſtati
poſti, i quali appreſo ogni dotto ſenza alcun dubbio ſono o ſaranno confermati.
Come il Muſico non ha riguardo di far imperfetta piu l'una che l'altra di
di molte note in un corpo unite. Cap. XII II.

- I 'acilmente potrebbono credere alcuni, che le note minori poſte dauanti, o do


po qualche maggiore haueſſero autorita, o forza di leuare la perfettione
piu alla prima, che alla ſeconda, o alla terza dimolte note in un corpo rinchiuſe et
inteſe, per laqualcoſa ueggendo noi molti incorrere in talerrore,come amatori di
coloro, che in queſt'arte ſi affaticato a loro giouamento, o ſodisfatione alcune
coſe dannoi ſaranno dimoſtrate; Prima habbiamo da conſiderare che ogni nota,
nella quale poſsa eſſere perfettione, eccetuando le pauſe talnota potra eſsere fatta
imperfetta dalla minor di lei a ſe propinqua, o anchora da oltre tanto ſuo ualore
come ſeguitando ſi uede o dato che il primo, e il ſecon
dorſempio per la poſt- G 8 l 1G) ) l tione delle ſemiminime ſia tra ſe
differente però in cio non cade errore alcuno, perche al
cuna uolta le dette minime piene poſsono in tali ſegni puntati dal Muſico eſſere in
teſe per euitare l'alteratione, che ſenza eſſe ſi uedrebbe ſortire pur che ne canti do
ue efefanno taleffetto non ſi ritrouino dell'altre note ſimili ſopra la quale imper
ſettione da molti ſono addotte alcune ragioni da dotti non concedute, ne approuda
te, delle quali alcune dannoi ſaranno dimoſtrate nelſ gueuteſegno,
Eſſi dicodelle
facendo delinpreſente
due minimeche
io chetreleſemibreui, ſegno
eſſa ſono poſte dopoduelaimper
immaginate breue o H l!
fette, e l'altra rimanendo perfetta per tal modo la breueuerra a reſtare di ualo
re di ſette minime, Et ſetalbreue tre minime continue haura dopo ſe, come qui
credono, che tali tre minime facciano imperfette quelle treſe
l ll
O E S è
mibreui contenute nella detta breve, la quale oppenione è fale
ſa, o male inteſa, perche le tre ſemibreui, lequali ſono il ta
lore dleſ a breue perfetta non poſſono eſsere fatte imperfette dalle tre dette mini
me, perche one coſi foſſe egli ſeguiterebbe che la breve perfetta non ſi poteſſe fare
imperfetta della ſua terza parte, la quale è la ſemibreue, laqual coſa ſarebbe con
tro la regola, la quale comida che ogni nota perfetta ſi poſſa fare imperfetta quali .
- - - HH

º,
L I B R O
dole ſe toglie la terza ſua parte, laquale è la ſemibreueo'lſuo ualore pertanto uo
lendo queſti tali, che quelle tre minime habbiano forza di far imperfette le tre ſe
inibreui continue nel corpo della detta breue, ſi conchiude talloro parere eſſere fuo
l
ri di ogni ragione, perche tolta la perfettiolie a ciaſcheduna delle tre ſemibreui con
ſiderate perfette nella detta breue, eſsa reſterebbe perfetta di tre ſemibreui impera
fette,Et per tal modo,la breue dopo la imperfettiole delle tre ſemibreui ſarebbe fat
ta imperfetta da una ſemibreue perfetta,la qualimmaginatione ſarebbe cotraria al
ſopradetto ſegno, perche eſſo dimoſtra che l tempo, ouer la breue è formata di tre
ſemibreui, Et perche alcune coſe dette diſopra fanno, in queſto luogo al propoſito
noſtro non ci è paruto inconveniente reiterar per potermeglio conchiudere quela
lo, che da ogni buono forſe non è inteſo e da alcuni creduto, che quando il Muſico,
ò Compoſitore ne ſuoi canti dimoſtra la preſente figuratione. che la
ſemibreue poſta dinazi alla lunga poſſa far impfetta la prima o è H breue
contenuta nel corpo della lunga, Et che quella poſta dopo la i lunga
del ſeguente eſempio, habbia forza di far imperfetta la ſecoda bre
ue di quella, Leoppe fi nioni,etinconſiderate conſiderationi dequa
li procedono per tera mininon ragioneuoli, perche ſi eſtendono in
quello che non puo ſtarene eſſere inteſo, percioche il contenere che fa la lunga dela
le due breui noi e ſi come eſſi credono ſecondo la quantita diſcreta, ma ſecondo la
uertu, che eſſa ha di natura, perche dato che in tallunga ſiano due breui, non pero
tal breui ſaranno in tallunga ſecondo il lorualore formale, Mancando adunque
della forma loro propia di breue, per conſeguéte loro mancheraetiandio l'eſſer det
te, prima, ſeconda, o terza breue,quando eſſe nella lunga ſaranno fatte imperfeta
te, onde ſe a tallunga per cagion delle breui foſſe fatto diſtintione di prima, ſecon
da, o terza, ne naſcerebbe alcunauolta la ſimilitudine che è tra loro, onde la ſemia
breue in tal modo inteſa, non potrebbe far imperfetta la prima breue
di eſſa lunga, e queſto o è º accaderebbe, riſpetto alla prima breue della
lunga, laqual ſarebbe innanzi alla ſua ſimile, come il preſente pro
ceſſo dimoſtra Pertanto non è odaminori
tre ſimili fi o º E si gure maggiori, conſiderare
ſi poſſacheritrouare
in tallunga e al
tal diſten
tione di prima ne ſeconda, ne terza, ma è da credere, che la lungahabbia la uere
tu, e ualore di due breui, o non la forma di breue, Etche ciaſcuna di eſſe breui
poſſa reſtare imperfetta da una di quelle ſemibreui, Ettallunga ſia permanente al
bergo & madre di tali noteſatte imperfette, la onde humaniſſimo e candido leta
tore conſiderando le ſopradette coſe in altro modo, agevolmente rimarreſti ingan
nato, e quanto piu note perfette ſi trouaſſero in una figura maggiore, tanto piu
manifeſti errori date ſarebbono commeſſi. -

Oppenione, e Reſolutione, circa i Mandriali a


Note ligre, Cap. XV.
-
- -----
– --- -- --- - - - -
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T E R Z O. 3o
º S appicandidiſſimo, e humaniſſimo mio Lettore, ſe nell'opera noſtra ſaran
no oppoſitioni, ſenza alcuna inuidia,o maliuoglienza, dannoiſono ſtate con
dotte. Ma per amore e utilita di quegli che imparardeſiderano. Per laqualcoſa,
uedendo noi nuouiuiluppi,o corruttelemanifeſte, tacerle non ſi poſſono, Direino
adunque,eſſere poco tempo,che da molti Compoſitori,è uſato un certo modo di com
porre, dalloro chiamato,A note nere, ſopra dequaliſcriuono,e dicono, cantaſ
a breue.Et per tal cieco modo o corruttela l'uno dapo l'altro,nella foſſa ſi getta
no, Queſto adiuiene che mancano della intelligenza del ſemircolo dalloro ſegna
to, Concioſa coſa che, da ogni Muſico antico, o moderno,uon e, ne fu mai deta
to,che tal ſegno ſemicircolare non tagliato, ſi doueſſe cantare alla battuta omiſu
ra della breue, Et che queſto ſia la uerita, conſidera, et bene eſamina la natura de
ſeguenti ſegni, cd, doue conoſcerai il meniſeſtiſſimo tuo errore,o corruttela,per
che non fai differenza l'uno dall'altro, dicendo in queſto ſegno, C, Cantaſiabrea
ue,Per laqualcoſa, ſi domanda, che miſura ſi dara a queſto, q, Non ho dubbio al
cuno, che tu non dica, che la miſura ſara ſopra la breue, o di tanto ſuo ualore, se
coſi è, neſeguitera, che queſti duiſegni,Cd ſaranno eguali, Doueſe coſi fuſe,sa
rebbe di ſouerchio, uno di eſſo, o contro a ogni precetto ſi procederebbe, perche
queſto, f,fa doppia proportione al ſeguente,C,o al contrario, Sotto doppia pro
portione, Per le quali dimoſtrationi, o comparationi non ſara uero quello che da
te è creduto, Etſe bene date ſara conſiderato, tu conoſcerai, che tali Mandriali a
note nere, non ſaranno cantati a breui, ma a ſemibreui, perche in un tempo, ouer
battuta, non paſſa altro, che una ſemibreue, o tanto ſioualore, laqual ſemibreue,
o quantita ſua, in detto ſegno, C, indugia tanto, quanto la breue di queſto ſegno q,
paſſa, Et pertal modo da te è compreſo, o creduto, che tali Mandriali ſi cantino
a breue, o non ſecondo il propio, ornatura del ſegno, Conchiudendo che tal miſu
ra, o tempo non è a breue, ma a ſemibreue, Perche come habbiamo detto, non altro
paſſa, che una ſemibreue per tempo, Et queſto per la velocita delle note apparenti,
e dimoſtranti.

oppenione, e Reſolutione, Intorno le compoſitioni. Cap. Xv I.


H" anchora conſiderato, alcuni proceſſi, da molti Compoſitori uſati,
non ragioneuoli, no conceduti, o con poco riſpetto in luce mandati, i quali
eſi dimoſtrano uolendo procedere da, C, acuto ſoſpeſo, a C, ſopracuto non alza
to, per un ſolo ſalto, o ſenza mezzi, ilquale da niun dotto, non ſara confermato,
Perche tale interuallo è Diapaſon diminuto, guaſto,o non ageuole a pronoſtiara
lo, Per ilche altri, in contrario dicono, Che il buono, e intelligente Compoſitore,
quando ſe immaginera di procedere con tale ordine,ſegnera nel, C, ſopracuto, il
ſotto poſto Dieſi, accio che tal Diapaſon reſti perfetto, si riſponde, chel'uno º
l'altro modo, ſara difficile, diſpiaceuole, o poco accetto, Pertanto potendo eſſo
HH ii
L I B R O -

compoſitore, procedere per altre uie, o modi, Non è honeſto, ne lecito cercare,
quello che al cantore diſpiacera, Imperoche ſi dee ſempre producere con commoa
dita di colui che cantar doura, Ilguale inconueniente anchora a te accadera, ſe uor
rai procedere per Diapenti o Diateſaron incompoſti,da uno ſtremo all'altro,con
queſto ſegno X, Conchiudendo che tali modi ouero paſſaggi,non ſono da douer eſe
re uſati, ma rilaſciati. Reſtaci da conſiderare, alcune ſorti di Conſonanze, Concio
ſia coſa che, eſse non ſiano tutte atte, ne condecenti, al noſtro genere Diatonico,
Nondimeno ſaranno danno dichiarate, leguali ſono, il Diateſsaron maggiore, cr
il minore, il Dittono maggiore, o ilminore, il Tuono maggiore, o il minore, il
Semituono magglore, o il minore. Il Diate/Saron maggiore, ſi chiamera quella
diſtanza, delle quattro uoci, lequali naſcono da, F, graue, a L mi, acuto, o il
minore procede, da, D, ad,G, graui Il Dittoriomaggiore, ſa Tra quello che ca
de, da G, graue, a E mi acuto e il minore, da G, detngraue ſegnato con quei
ſto ſegno x a C,acu to, Il Tuono maggiore, ſi dimoſtra da C, a, D, acuti,Et il
minore, ha principio da, C, acuto, con queſta figura, X, ad Ela, mi acuta con il
ſeguente ſegno, b, del Semituono maggiore, o del minore, alcuni ne hanno fatto
dichiaratione, naſce tal Semituono maggiore, dalla ſillaba fa, alla ſillaba,mi, del
la Poſitione chiamata, b fa. E, mi, ilqual Semituono perſe non ſi prononza, ben
che alcuni habbiano, tal fal ſo parere.
L I B R o o v A R T o. ,

DELLA Mv SI ca Do RIA. c A P. 1.
il I C o M E ſecondo la diuerſità deluoghi, et delle prouincieueg
"giamo ritrouarſi uarie,etdiuerſe nationi, coſieglie manifeſto eſe
Sº tra loro eſſere diſsimili non ſolamente di coſtumi, ma etiandio di
) lingue, Quinci auenne, che da queſte diriuarono anchora uarij,cº
diuerſi modi di cantare, igualitutto che al preſente piunon ſi tro
“ uino, però non reſteremo di alcuni di eſſi di far mentione, ſi per
ºſereſtati non poco degni, ſtanchora per eſſere ſtati da alcuni de Greci eſercita
ti º ſºſtitai modi di cantare, o muſiche hanno acquiſtato il nome da popoli
4Pºrſo de quali eſſi erano in uſo, come da Dori, i quali erano nelle parti di Acha
ta hoggi detta Moreauicina ad Athene, coſi detti da Doro figliuolo di Nettuno,

º Porica, o Doria, che piu ci piaccia di chiamarla,è appellata; Queſto era fra
º la Lidia, e la Frigia, o la ſua natura partecipaua del molle, e del du
ro, ſi come ſi uede eſsere la noſtra, laquale col ſegno del b,rotondo et del g, quadro
i
è côpoſta,per laqual coſa appreſo di noi ilprimotuono a loroſomiglian za e det
to Protho, ºvero Autentico, habile, mobile, o lieto, come nel trattato noſtro de
tuoi habbiamo dichiarato. ſ
- - -

- --- --- - –

QLV A R T O. 31

Della Lidia.
L a Lidia fu coſi detta da Lido figliuolo di Atho, o è poſta nell'Aſia maggiore,
i popoli della quale erano dinaturarozzi, o auſteri, la onde la Muſica, la quale
da loro fu eſercitata ſimilmente, era dura, o aſpra, ſi come appreſso di noi ſi ue
de eſsere quella,che col ſegno del, F. duro e ſegnata, Il perche il Quinto Tuono Li
dio e chiamato ouer trito, cioè terſ zo autentico, diletttuole,temperato,et allegro,
Della Frigia.
L a Frigia è poſta nell'Aſia minore, coſi detta dal fiume Frigio, dal quale dalla
Caria eſsa e ſeparata, i popoli dellaquale erano di natura molli, o manſueti, Et
per queſto la muſica, che da loro proueniua era molle,o diletteuole,ſi come è quel
la apprſo di noi, che dal ſegno del, b, molle e retta, o gouernata, dal qualſegno
naſce ſoaue, o dolce armonia; laqual coſa adiuiene per riſpetto de Pentacordi,
e de Tetracordi dalloro naturale rimoſſi,etmutati per laqualcoſa per ritrouara
ſi come habbiamo detto uarie lingue, e popoli, conſeguentemente da quelli deriua
no, diuerſe muſiche, o promoitte, ſi come della noſtra, di quella de Francioſi, o
delli Hiſpagnuoli, o delli Ingleſi, o de Tedeſchi, o di altre nationi ſi uede auenire,
la onde da alcuni loro uarſ titoli, e appellationi ſono ſtate appropiati, ſi come à
Francioſi il citare,alli Ingleſi il giubilare,alli Hiſpagnuoli il piagnere, a Tedeſchi
l'urlare, Et all'italiani il caprezzare, laqualcoſa non mi ſi puo far a credere, che
da altro proceda, che da illuida, o malignita eſsendo da queſti taliſtato non ſo
lamente dato il luogo da ſezzo alla Italia ma anche quella di uituperoſo, o biaſi
meuole nome chiamata, Non è da douer eſſer fatto certamente tal giuditto, percio
che poſto che la natura di particolare, o ſpetial gratta non habbia conceduto alla
Italia, che in eſsa tutto ſiano eccellenti in queſta facolta di Muſica, non è pero,che
coſi fra noi non ut habbia di buoni, o eccellenti Muſici, come in Francia, o in
qualunque altra prouincia, ſi come in quelle medeſimamente di ogni maniera ſe ne
ritrouano,Anziuuo, che a loro coiſolatione,o conforto ſappiano queſti noſtri ma
liuoli, o detrattori, che ſe Francioſi, Tedeſchi, o niun altro barbaro hanno quale
che parte,che traluca in loro, che tutto hanno (ſia detto con loro pace)apparato in
Italia come quella, che è cimento, e paragone ditutti i belli o buoni ingegni, o
doue loro comuiene che uengano a pigliare il giuditio e'l condimento di ogni lorſa
pere, A torto adunque queſti tali tal nome di imperfettione danno agli Italiani, con
cioſia coſa che gia molti coſi huomini, come donne degni o eccellenti cantori ſiaa
no ſtati,o hora ſiano in Italia, de quali alcuni che lungo fora a raccontargli tutti
parte per non defraudarli di quello che loro meritamente ſi conuiene,o parte per
dar a diſciere a queſti tali quanto ſia falſa la loro oppenione, o ilgiuditio, che
L I B R O d

fanno degli Italiani, danno ſaranno ricordati, e celebrati, Et primieramente


non è niuno, che non ſappia di quanta eccellenza ſia ſtato, e ſiamo,
CANTORI A LIBRO,

Il signor Conte Nicolo d'Arco.


Il signor Lodouico Strozzi da Mantoud.
Meſſer Bidone.
Meſſer Coſtanzo Feſta.
Meſſer Don Timoteo.
Meſser Marc'Antonio del Doge da Vinegia,
Neſſer pre Franceſco Bifetto da Bergomo,
Meſſer pre Gioan Maria da Chiari.
Meſſer Gioanni Ferraro da Chiari,
Meſſer fra Pietro da Hoſtia. -

Meſſer Girolamo Doniſmondo da Mantoud.


RMaeſtro Girolamo Lorino da Chiari, maeſtro di Capella in Breſcia,
Meſſer Lucio da Bergomo.
IMeſſer Biaſino da Peſaro.
rMeſſer Bernardino, ouero il Rizzo della Rocca contrada,
CANT O R I AL LI VT O,

Il signor Conte Lodouico Martinengo, - e

Meſser Ognibene da Vinegia. -

Neſſer Bartholomeo Tromboncino,


Meſſer Marchetto Mantoano.
Meſſer Ipolito Tromboncino,
Rieſer Bartholomeo Gazza.
Il Reucrendo Meſſer Marc'Antonio Fontana, Archidiacono di como.
Meſſer Franceſco da Faenza.
Meſer Angioletto da vinegia.
Meſser Iacopo da San Secondo.
Il Magnifico Meſſer Camillo Michele Vinitiano.
Meſſer Paolo Melaneſe,
D ONNE A L IV T O E T A LIBR O,

La Signora Antonia Aragona da Napoli, - -

La Signora Coſtanza da NuMolara. - a


Q v A R T o. 32
La Signora Lucretia da Coreggio. /
-

La Signora Franceſchina Bellaman.


La Signora Gineura Palauigina.
La Signora Barbara Palauigina.
La Signora Suſana Ferra Ferrareſe.
La Signora Girolama di Sant'Andrea.
La Signora Marieta Bellamano.
La Signora Helena Vinitiana.
La Signora Iſabella Bologneſe. - -

Per laqualcoſa coloro, che o da malignita di animo,o da ſdrucciolo, o lubricita di


lingua ſi hanno laſciato traſportare addire, che gli Italiani caprizzano homai
conuinti delle ſopradette ragioni, anzi dalla ſteſſa uerità apparino addire,che uea
ramente gli Franceſi & Italiani ſono quelli che cantano, che a queſto modo eſſena
fiiberati,
coſa diuina ilrammendarſi, di ogni loro errore commeſſo ſaranno aſſolti, o
Capitolo II.

N" è dubbio alcuno, che quanto la ingratitudine fral'altreuertu è degna


di ſomma commendatione, o honore, tanto allo'ncontro non meriti biaſi
mo & uergogna il ſuo contrario, per la qual coſa per non parere ingrato appreſe
ſo Iddio, il quale ſi dee per fermo credere che in me habbia infuſo illume,e cogni
tione di queſta nobiliſsima ſcienza, non perche eſſo meco ſi eſtingueſſe, come in mol
tiueggiamo auenire, ma perche di quello altrouefacendo refleſsione con altrui co
municaſi quello, che da ſua ſola benignitamoſo ſi è degnato di concedermi, home
co ſteſſo propoſto di non tacere inquanto per me ſi potra quello, che facilmente da
ciaſcheduno non è inteſo, pero hauendo noi piuuolte ſentito molti contraſtare de
termini della alteratione, o ſopra quella hauere uarie, o diuerſe oppenioni, dimo
ſtreremo quanto eſſe ſiano lontane daluero, Etprimieramente intorno quello, che
il noſtro Venerando Don Franchino al cap. 13 del ſecondo libro della ſua Pratica
dice che l'alteratione è ſtata ordinata,ettrouata, accioche due note ſole non reſti
no ſenza ternario numero, Riſpondiamo non eſſere queſta la cauſa propia di tale
alteratione, Imperoche accade di raro, chellenote non ſi poſsano riducere alterna
rio numero, Ettale oppenione ſolamente s'intendera hauer luogo in qualche Canto
douenon foſſe alteratione ordinaria, o uſata, ma ſecondo iluolere del Muſico, co
me la preſente figura dichiara Nel primo eſempio del
la quale, ſe ſara conſiderata,
tione non ſecondo che uuole la
ºttsEssi ſi uedera una altera
Hº regolama ſecondo la
uolonta,come habbiamo detto del compoſitore,pcheuolendo miſurare il canto ſara
forza pigliare la prima minima câ la ſecoda alterata,accio ſi ritroui il numeroter
mario delle minime,Etilſimile fare della prima ſemibreue colla ſeconda del ſecondo
-

L I B R O
eſempio. Ma in altro modo che in quello, chehabbiamo moſtrato la loro oppenione
loro non ſara cicedutta perche ſe nel tipo perfetto etaltri ſimili ſi potrahauere tre
note fra due loro maggiori, come qui, Imperoche ſi debbecò
ſiderare o bene auertire di preualerſi o H º º 6 º della facilita, e non
oſcurita. Per tanto non è dibiſogno ai dar cercando modica
ſcuri,ne faticoſi come qui, perhauere il numero ternario con le lo
rominori. Altri piu ſot- O R $ S H tilmente intorno cio conſiderando dia
cono che talalteratione da gli antichi, ( come quelli, che a ſegni
doue accadetta la perfettione, dauano ſempre la miſura ſopra del tempo) è ſtatari
trouata, o ordinata per manco confuſione, o ornamento del Contrapunto, Et
che per tal cauſa il Compoſitore non è tenuto a continouarene oſſeruare un ſolmo
do intorno le poſitioni delle note, ma puo uariare ſecondo che allui piace, Et però
quando il Compoſitore uuole cheltempo olla miſura reſti diuiſa nel cantare lo dia
moſtra in queſto modo o altri ſimili cioè chella prima terza par
te deltempo ſia ſepara ºi ta, o da ſe poſta, Etappreſo l'ultime due
terze parti di eſſa bre- "ue.o tempo ſiano unite in una ſola nota per
laqualcoſa da noi è detto, che tale alteratione è ſtata ritrovata dagli antichi non
perchedue note non reſtino ſole e ſenzaternario numero come eſſi dicono,Ma per
che tali due note poſſano battere la loro terza parte per ſincopa dalla parte dimane
zi, oueramente per punti di diviſione, poſsano eſſere traſportate dopo, Etſe alcuni
uoleſſero contradire dicendo che'l Compoſitore potra condure un concento ſecondo
il ſuo uolere ſenza conſiderare alteratione alcuna, come qui - -

e non colle due ſemibreui bianche meſſe oueramente conſi ERE*HEE


ºi
derate in mezzo de due breui, del ſoprapoſto circolo, - -

Si riſponde che primo eſempio diſopra non ha luogo per tutte le note o ſegni igua
limoſtrino perfettioie, maſsimamente in quelli, iguali contengono in ſ piu note
perfette, come dimoſtrano nelle compoſitioni, nelle quali le breui, cr le ſemibreui
ſono apparenti o ordinate nel ſegno ouer figura del ſegno chiamato circolo pun
tato,oueramente tempo con prolatione. Perche tutto che quella breve piena habbia
uertu,ettanto ualore quanto harebbe la ſemibreue alterata,ouero raddoppiata,nda
dimeno la detta ſemibreue piena medianteeſa pienezza reſteraimperfetta,e coſi
ſeguitera, chella breue piena, e la ſemibreue non ſi potranno unire inſieme al ri
compimento d'un tempo perfetto contenente in ſe tre ſemibreui perfette, come chia
ramente per riſpetto dell'alteratione ſi comprende in queſto preſente eſempio.
Dico io alcuni altri contrari a tale alteratione , che per ca
r: i rº oE gioie del punto di perfettione ſi potra ſaluaretalſembrcue
nella ſua quatita perfetta come qui
e traſportandola trouarli altro numeroterariooni e RºHE
la ſi riduca affare imperfetta quella ultima breueoiera-
r
º figliº totalSeniºreuelaquale è falaſecida e terza breue,siriſ deche
tal
–r

o A R T o. 3 3

non pigliando la detta ſemibreue con la ſeguente breuepiena per un tempo finito,
ilqualuuole, che non poſsano eſſere poſte note nere ſenon è compito il tempo,tutto
che alcuni queſto non habbiano oſſeruato, Ma quelliiquali hanno intorno l'altera
tione tante dubbitationi douerebbono penſare che egli ſarebbe loro aſſai piu ageuo
le a conſiderare la detta alteratione in quella guiſa, che dagli antichi ella fu ordi
nata, che contate
ta, Etuolendo purragioni uoler
queſti tali introducere
ſeguire un modo,
queſta loro pe'lquale
oppenione eſſa foſſechella
e dibiſogno annulla
bre- v

ue piena habbia anche eſſa al ſupplimento del tempo la ſemibreue piena, Molti altri
inconuenienti naſcerebbono, crerrori, oue tale alteratione non foſſe apparente ne
eſercitata, Et per conſeguente non ſarebbe in podeſta del Muſico,ouer Compoſito
re di fare quanto piace allui, perciochelconuerebbe, che egli ſeguitaſie & ſeruiſe
alle note,'o non le note allui. Similmente ſarebbe errore uolendo, chella minima al
teraſſe innanzi alla breue, o la ſemibreue innanzi alla lunga, Et la breue inanzi
la maſſima, Eglie ben uero,che eſſe altereranno inanzi alle loro maggiori aſepro
pinque, cioè la minimainanzi alla ſemibreue, la ſemibreueinanzilabreue, la bre
ue inanzi la lunga, o la lunga inanzi la maſsima coſì in nota,come in pauſa, Apa
preſo la nota non dee mai alterare inanzi alla ſua ſimile, ſi in nota come in pauſa,
come la minima inanzi la minima, la ſemibreueinanzi la ſemibreue,et ſimili, Iqua
li ordini, o regole ſono da eſſere oſſeruate, o non da eſsere reputate in potere del
Muſico eccetuando la lunga, laquale non puo alterare inanzi la pauſa della maſſi
ma perche come è ſtato detto la maſſima non ha propria pauſa,La ondeè ſtato dal
Muſico ordinato, chella lunga nel modo maggior perfetto poſsa alterare inanzi a
due pauſe di lunga inſieme poſte come il preſente eſempio dimoſtra.

Et ſe da alcuni foſſe perauentura dannato tal proceſſo da noi conſiderato, Diciaa


mo, che tal figuratione di note, o di pauſe non è diſdiceuole ne diſſona dallara
gione, perche le note atte alla alteratione, coſi altereranno inanzi alla loro mag
gior propinqua imperfetta, come inanzi alla perfetta, Et perche alcuna uoltanel
Modo maggior perfetto accade pauſare una quantita, o ualore d'una maſsima im
perfetta in uece delualore di talmaſſima, concioſta coſa che non ſi ritroui la pro
pia pauſa di eſſa, ſi pongono due pauſe di lunga inſieme poſte a dimoſtrare, che ta
li pauſe non ſono da nota alcuna diuiſe ne partite nel miſurar le lunghe a tre, a tre,
come ſi richiede al Modo maggior perfetto, ma che ſono inſieme annouerate colla
lunga ſeguente dimoſtrante il proprio ualore di eſſa maſſima citabile,Et di quan
to diſopra habbiamo ſcritto, o con ragioni euidenti chiarito, piu & piuuolte con
l'eccellente Meſſer Gioan Spadaro habbiamo fatto diſcorſo,o fra noi il tutto cona
fermato, alcune oppenioni del quale a maggior confermatione delle coſe habbiamo
- II -
L I B R O
dette, ſono ſtate nella preſente noſtra opera addotte,accioche meglio ſi conoſca qui
to retto, o buono ſia il parere di coloro, che credono, o tengono il contrario,

Dubitationineceſſarie intorno l'alteratione. Cap. I II,

conceduto,e per ferma regola dato,che la figura,ouer nota atta all'alteraa


E tione debba alterare (come è ſtato detto) ſempre inanzi alla maggior di ſe,
coſi in nota, come in pauſa, Allequali ſentenze alcuni opponendoſi dicono che egli
non è conueniente la detta regola, cioè che la lunga alteri nel Modo maggior pera
fetto inanzi a due o tre pauſe di lunga inſieme poſte, et che le note,ouer figure,cioè
la minima, la ſemibreue, la breue, o la lunga non debbono alterare ſe noninanzi
alle lor maggiori propinque, cioè alla ſemibreue, alla breue, alla lunga, o alla
maſſima, e non inanzi alle loro pauſe, o ualore ſeparato, o diuiſo in piu parti
minute; Et dicono che tallunga alterata inanzi alle ſopradettepauſe potrebbe eſa
ſere conſiderata con altro modo non confuſo, come queſto
perche trouandoſi
non di pari poſte, madopo talmaſsima
l'una le pauſe delle
piu alta dell'altra, lunghe tttI Et
la maſsima l

non potra eſſere reintegrata perfetta, ma dalla nota dinanzi a ſe ſara fatta impera
fetta, o da oltretanto ſuo ualore, Diciamo che il Muſico poco ſi cura comique eſe
ſiano poſte, perche tal modo di pauſe uariate non offende l'harmonia, la quale con
ſºſtenel pronuntiare delle uoci, Et a quello ſimilmente, che eſſi dicono che loro non
piace, che la lunga ſta alterata inanzi alle ſopradette pauſe, ma che douendo pure
eſſere alterata, che ella dee eſſere in forma, come diſopra appare, Riſpondiamo,
che talalteratione di lunga è ſtata uſata da molti altri,iqualieſſedo dotti ſi dee cre
dere, che con ragione habbiano proceduto, come quelli, che hanno conſiderato, che
nonhauendo la maſſima propia pauſa, il ualore delle pauſe della lunga piu uolte
preſe debba baſtare al compimento di eſſa, Altri anchora ſi muouono dicendo, che
tallunga inanzi alle dette pauſe con ragione alcuna non potra eſſere ridotta nella
forma della maſſima, percheoue queſto aueniſe, ne riſulterebbono alcuni inconuce
nienti contrari alle regole date, come ſtuede in queſto eſempio
percheuolendo trouare il numero comueniente al ſegno circolare, -Irs-HE
ſarebbe dibiſognoſeruare un modo no uſato di alterare quella ſe
conda ſemibreue dinanzi alla breue ſegnata, la quale ſemibreue ſe foſſe ridotta alla
figura di una breue, ne naſcerebbe la forma della ſimile inizi alla ſimile,Eta que
ſto modo nonſi potrebbe ſaluare, ne anullare quella nota alterata, similmente in
queſt'altro dicono, ehella maſsima di neceſsità non puo eſſere fatta
pfetta, ma EEEEEtiiſ bene imperfetta da quella lunga dinanzi a ſe poſta, Et
conchiudo no, che talmaſſima colletrepauſenonhauraſomigliane
za, ma che eſſa ſarainanzi alualore di lei, Et perche alcuni potrebbono di leggie
riincorrere in quello, che niuna legge, oregola della Theorica non comanda, ne
QLV A R T o. 34
vuole, dannoiſ haura riguardo a ricordare alcuni altri precetti neceſſari intore
no la ſopradetta alteratione, Concioſa coſa che eſſa ſi poſſa intendere in duino
di, ſecondo l'uno dequali eſſa è detta Alteratione regolare, Et ſecondo l'altro Ale
teratione ſottointeſa,La regolare alteratione ſaraquella,che dal Muſico è ordina
ta,cioè quando egliuole che eſſendo due ſemibreuifra due breuila ſeconda ſia ale
terata, Et prima che moſtriamo quale ſia alteratione ſottointeſa, accioche date
non ſia preſo errore,Saprai,che ſempre tal figura, o nota ſeconda dee alterare, ma
ſe tu trouerai punto fra le due ſemibreui, allora per forza di quel punto di diuiſto
metalſemibreue non ſara piu alterata,come ſi uede in molte compoſitioni,Et ſimil
mente quando dal Compoſitore ſara inteſa piena, Appreſo trouandoſi cinque ſce
mibreui, ouero otto fra due breuila quinta,o la ottaua ſaranno alterate,dico al
terate raddoppiate ſecondo la loro forma, o non come molti credono, fatte perfeta
te, da cio ingannati, che credono, che alterare ſignifichi far perfetto. Pertanto ſi
uuol ben conſiderare, che la nota, laquale è ſottopoſta alla alteratione ſia dopo'l
ſegno, nelqual ſi ritrouila ſeguente maggiore di lei, e non dopo altro differente
ſegno, come queſto, Percioche dato che tal modo dimoſtri qual
che poco di ueria o 9
po queſt'altro ſuo
º&H
l
tà,nondimeno la ragione nol conſente; ne doe
contrario, coſi perche la
& H 6 o 8 H di due in
nota alterata del ſegno tagliato non hauerebbe forza
potere, cruertu, ma ſarebbe ſcemata della ſua metà per la for
za del ſegno antecedente diminuto,Et quella dopo il circolo non tagliato accreſcee
rebbe, e raddoppierebbe il ſuo talore, si conchiude adunque, che tali modinon fa
no conceduti perche la nota alterata dopo il ſegno tagliato non creſcerebbe in dopa
pio, come uole la ragione dell'alteratione, ma ſarebbe defettiua della ſua retta,
o ordinata quantità, Et per tal modo naſcerebbe uno inconueniente manifeſtiſſi
mo,che preſa la ſemibreue dinanzi al ſegno diminuto co l'ultima dopo il ſegno non
diminuto, tali due ſemibreui non farebbono numero ternario, ma producerebbono
un certo numero di note inequali, Il ſimile accaderebbe ſe la ſemibreue foſſe dopo il
ſegno circolare La ſottointeſaouero irregolare alteratione, ſecondo che al Muſico
piace, appare in diuerſi modi, come la preſente figurati dimoſtra.

come ſi puo formare ciaſcuna ſpetie, ſemplice, e compoſta


nelle due congiunte. Cap. I I I I.

A ccio che meglio ſia inteſo ogni intervallo o ſpatio delle congionte dellequali
A ſiamop trattare alfine dell'opera, daremo di cioeſepio collaI petie
I ii
del Tuo
: L I B R O
no del Semituono,del Dittono,del Semidittono,del Diateſaron,del Fſacordo et del
Diapaſon, Et prima ſarano dannoi conſiderati gli ſpatiſſeſquiottaui differenti l'u
no dall'altro continouati, ouero compoſti ſenza rimouere gli eſtremi dimoſtrati in
figura, iguali ſaranno noti per la poſitione di E graue, laquale ſara immobile ſere
ma, o permanente ad ogni ſpetie di tuono aſcendente, o diſcendente, Et incomin
ciando diremo che dalla ſillaba,Vt,da,C, grauea, D, conſiderata naſcera lo ſpa
tio ſeſquiottauo, coſinello aſcendere, come neldiſcendere, ma uolendo ritrouare il
ſeguente interuallo chiamatore, mi, biſognera immaginarſi o fingere il, b, ro=
tondo nella poſitione di Elamigraue, o per talconglonta ſi trouera lo ſpatioſe
condo ſeſquiottauo chiamato re,mi, o la doue che il terzo fa, ſol, ſenza altra con
giolita naturalmente ſi dimoſtra il quarto, o ultimo ſeſquiottauo ſpatio, ilquale
è ſol,la,ſara accidentale per la congionta,ouer ſegno del b, molle in, E migra
ue conſiderato, Et con tale ordine diſcorrendo di ogni altro ſpatio di tuono fa
cilmente harainotitia, Mauolendo nella detta poſitione, o corda hauere il minor
ſemituono, tiſara di neceſſita nella corda del detto, C, graue fingere, o preſupor
re il b, giacente ouero lieſi, o ſi come prima ci era, ut, &,fa, rimoſsi tali
nomi cioe, re, mi,fa,ſol, o ſol, la ſara dettomi,fa, &,fa, mi, ſpatio del no
minato ſemituonminore, ſeguitando alla ſeguente conſonanza chiamata Dittono
per eſſere natural ſpetie ſola eſo, reſtera propio ſenza altro accidentale, Et
perche forſe alcuni non ſono chiari, dondeuenga la differenza delle due ſpeti ſemi
dittonali,auertirai che ſanò prouiene da altro,che dalſemituono,che uaria,come
in queſta ſpetie,cioé,refa,et mi ſol.ilqual,refa, nel ſecondo interuallo ha ilſemituo
no,et miſol nel primo,Pertato uolendo nella detta poſitionetrouarele due ſpetijnò
altrimenti che col, b, molle in Elami, o col Dieſiin, C,faut le trouerai,da qua
liſegni ſaranno compreſe le due ſpeti ſopradette, Et per meglio chiarirti qualſia
la cauſa, chel Dittono non ha piu d'una petie, queſto auieue, perche la detta ſpetie
non è formata diſemituono alcuno,benchealcuniuogliano eſſerci due ſpeti di Dit
tono, cioè,vt, mi, o fa, la, comequelli, iguali ſenza conſideratione credono, che,
Vt,mi,et fa,la ſiano differenti.laqualoppenione è falſa,concioſiacoſa che eſſe natu
ralmente ſecondo l'ordine delle note in tali proceſſi ſiano, le piuuolte ſimili, perche
dicendo, Vtmi, ci ſara anchorafa, la, dico ſecondo l'ordine naturale, perche uolen
do procedere da, E, mi acuto a D, la, ſol, re, per lo ſegno del, b, molle, ſenza
dubbio harai ſola mente fa, ſol, la, o non ut, re, mi, marimouendo la rotone
da figura, ritornerami,ſol, proceſſo naturale, Et per tal modo ſara una ſola ſpe
tie, la quale non puo uariare ſenza la ſpette ſemiditionale, come al terzo Cap. del
libro ſecondo del noſtro Toſcanello non ſi è taciuto. Similmente ſe uorremotrouar
letre ſpeti del Tetracordo non rimouendo,come è ſtato detto la poſitione di C,gra
ue, biſogiera ſegnare la figura, b, nella poſitione di Elami con laqualeharai il pri
moTetracordo,ouero ſpette da eſſo, C, a, F, graue, ma la ſeconda ſpette da, C,
ad, Fgrave ſaraeuidente per lo ſegno del, b, molle poſto in D, graue, o latere
-
- - o v A R T C. - 35
za naturalmete ſi dimoſtra. Appreſio habbiamo dauedere le quattro ſpeti del Dia
pente outloi dire pentacordo,la prima ſpetie del quale ſara compreſa dal ſegno del,
b, molle in Elami graue poſto inſino a, D, acuto, o , C, graue, eſtremi, Il ſea
condo Pentacordo, o ſpetie ci ſara nota ponendo tal figura, b, in, D, in, E, gra
ui, o in, A, acuto,la terza incominciando da, C, poſitiole graue,inſino a, D,
acuto ponendo la figura Dieſi in,F, graue,la quarta ſenza ſegni e naturale,Et per
che la ſeſta maggiore non uolendo mutare la corda di, C, graue alla ſua formatio
ne, produra poco diuerſe tra ſe le ſue ſpetpſenza empire il foglio in ragionar di lei
danlioi ſara laſciata a dietro, nonoſtante che ella ne habbia due accidentali, quan
do, loro e poſta la figura, b, nella poſitione di Elami graue. Procedendo alla ſca
ſta minore, o alla prima ſpetie di lei ella non ſi puo dimoſtrare altramente, che
cò duoiſegni del b,molle,iquali ſi dimoſtrino in Egraue,et A,acuto,ilqual proceſſo
farare,mi,fa,re, mi fa, la terminatione della ſeconda ſpetie non ſi potra creare, ſe
prima non appare col, b, rotondo ilquale conuiene, che ſia nella poſitione di, D,
e E, graui,ilqual proceſſo ſonera mi fa,re,mi, faſol, la terza ſpette procedera in
queſto modo, cioè miſa,ſol, remi,fa, il qual modo, e ordine naſcera dalla poſta
tione,ouer figura del, b, molle poſta in L, in, E, graui, o in, A, acuto, Et per
eſſere la quarta o la quinta ſpetie ſimili alla prima, e alla ſeconda dannoi ſaran
no tralaſciate La conſideratione della prima ſpetie Diapaſonica, cioè remifa, re,
mi,fa, ſolla, ſi coloſcerada, C, graue & da,C, acuto,pero tolendo procedere per
limezzi di eſsi eſtremi dando nome a tutte le ſeguenti note, è neceſſario ſegnare la
figura, bin, E, graue, orin, A, acuto, per loqual modo harai la prima ſpetie,
& ſimilmente hauera la ſeconda, ſe date ſaranno conſiderati i mezzi delli ſtremi,
iquali nomi, o ſillabe non ritrouerai,oue date la figura pieſi non ſia ſegnata in C,
acuto o la figura, b, in, D, &, E, graui, la terza ſpetie per eſsere naturale,
dannoinon ſara detta; la quarta procedera co ſeguenti nomi,cioè remifaſol,re,
mi fa, ſoliquali ſaranno dimoſtrati colla figura, b, ſegnata in,E, graue, o in,
F mi acuto. I nomi,o mezzi della quinta ſpetiefaranno tal proceſſo mi fa ſol,re,
mi, ſol fa,la,doue bſogneraſgnare il ſeguente b, rotondo nella poſitione di,D,
graue,o A,acuto; la ſeſtahara il ſuo proceſſo co preſenti nomifaſol,re,miſa,re,
mi, fa, i quali non con altro ſaranno compreſi, che col ſegno della figura Dieſi, la
quale ſi manifeſta ſopra la corda detta,F,graue,ploqualordineharai la ſeſta Dia
paſot;La ſettima,etultima Diapaſon conſiſte in talinomi etnote,cioè vi,re,miſa,
remiſa, ſoliquali ſaranno conoſciuti ſe in E mi acuto naſcera il,b, rotödo. Molte
altre coſe ſi potrebbono dire in tal propo Tſito, pero per mezzo di queſta poca
inſtruttione,che ti habbiamo data potrai ageuolmente intendere il fine di ogni altra
ſonanza.

Delle ſei ſillabe conſiderate da, A, a, F,er da, L, a, D, Et da, D, 4,


H e 4 E,a, C,o da F, a, D. Cap. V,
L I B R O
abbiamo alcuna uolta còſiderato
EI" fondamento mouédoſi dicono,chele oppenioni di alcuni iguali cò poco, et de
nel proceſſo del Organo diſcorredo dal
principio dieſſo inſino al fine ſi poſſono ritrouare còtinouaméte,ouer càpoſte le ſei
ſillabe muſicali, Però danoieſſendo ſtato eſaminato tale ſtormento,non è conuenea
uole, che la uerita ſia taciuta, ma con euidenti ragioni dimoſtrata Diciamo adun
que,che taleſtromento, ilquale dalla uoce greca è detto organo non ha in ſe quella
minuta diuiſione, la qualecertamente le ſi conuerrebbe, come conſiderandolo, º
diuidendolo, potraiuedere, perciochehauendo eſſo Organo le ſue uoci ſtabili,o fer
me, o non eſſendo in lui ſpatio minore del ſemituono non potra reintegrare la pro
pia, e naturale ſua forma delle ſei ſillabe, perche altro non puo rendere, che quela
lo, che la corda per ſe rende, e ſuona, il che non auiene del Liutto,o d'altri ſimili
ſtormenti, ilqualLiutto puo eſſere aiutato col dito di colui ch'elſuona alla intenſioa
ne, o remiſſione di qualche ſpatio minuto per la reintegratione della ſua conſonan
za, perchepuo mouere la mano, ouero il dito ingiu, o in ſu ſecondo che gli piace,
laqual comodita,come diſoprahabbiamo detto,non ſi puo haueredal organo,come
quello, che da ſolamente quello, chella uoce rende, Domando adunque a teſe ben le
ſai,ilquale forſe hai taleoppenione, come ſi potranno hauere le ſei ſillabe continoua
te dando principio alla corda iti migraue, concioſa coſa che il detto b mi ſta
ben conſidererai,manchi d'un Co' ma alla ſua terza maggiore, onde uolendo a
una a una formare le ſei ſillabe, harai, Vt nel detto, H, mi, graue & il re, alta
ſto negro ſopra di C, graue detto ſemituon maggio re.ilquale produce dal H lo
ſpatio d'untuono,Et da, C, a, D,harai lo ſpatio del ſemituono maggiore nel
graue, Et il minorenelacuto, o quello di, D, o E, in contrario, perche il ſemi
tuon maggiore ſaranello inteſo e il minorenel remeſſo, la onde per eſſerci duoi ſe
mituoni minori continouati l'unofra, C. e D, o l'altro fra, D, cr, E, gra
ui lo ſpatio del ſeguente tuono detto miſara diminuto del Coma, alla reintegratio
ne delguale e dibiſogno, come da noi nel Toſcanello fu dimoſtrato,che ſopra la cor
da del detto taſto negro eſſo ſia aumentato di tanto interuallo, che il ne faccia per
fitto, Perloqualfºndamentotu potrai conoſcere la tua oppenione eſſere falſa, Eiſe
tu non ſai do idenaſca tale inconueniente perche E minon ha terza maggiore,auer
tirai che da altro non procede ſe non dalla con gionta del,b,molle nata,er po
ſta in Elami graue, ilqual, b, molle appare ſotto del detto Elami per lo ſpatio d'un
Appotome,Il medeſimo inconveniente infral, e, e il, D acuti trouerai,et per
che tu uegga l'ordine delle ſei ſillabe, diremo il loro principio eſſere in Gamaut
ilquale côcioſiacoſa che il loro proceſſo in eſſo ſia naturale ſaratacciuto, pigliando
Are graue, ſopra del quale diremo, Vt, In, E, mi, re, Inc. fa, ut, mi, col ſa
gno del Dieſi, In, D, ſol, re, fa, In, Elami, ſol, Et in, F, la, ſegnato col Die
ſi Vti, H, mi rein, C, fa ut colla figura Dieſi, mi in, D,ſoire col ſegno
detto fa in E,la, mi, col, b, molle ſegnato i ſolin, F, Et, la, in, G, vi in,
D,ſol, rºre, in E, lami; ri in F, graue con la figura Dieſ,fa,in,G,ſi
I

o v A R T o. 36
; in A, acuto; Et, la, in b,quadro, acuto; Vti i E, la, mi, rein, F, graue col ſea
gio del Dieſ; mi in G,col ſegno detto Dieſi; fa,in A,acutoſol in b,quadro acuto,
la in C,acuto inteſo col Dieſ.Vtin,F,Et per eſſere la detta poſitionenota,o facile
non le daremo altra dichiarationene ſimilmente al ſeguente luogo G,ſol,re,ut,graa
ue,Vt in E,la, mi, re; re in b,mi quadro detto; mi in C,acuto col ſegno del Dieſi,
fa, in D, acuto; ſol, in E, o,la, in F, acuto col Dieſi apparente. Vt, in b,qua
t dro acuto; re in C, acuto col ſegno detto;mi in D,acuto col ſegno Dieſi; fa in E,
acuto; ſol, in F, col Dieſi; Et la in G, colla detta figura Dieſi. Vt in C, acuto,
del quale non faremo mentione eſſendo il ſuo proceſſo chiaro,o naturale,vtin D,
acuto; re, in E; mi, in F, dimoſtrante il Dieſi; fa, in G; Solin A; La,in b qua
dro,Vt, in E,acuto; re, in F, ſegnato del Dieſi; mi, in G, col medeſimo ſegno;
fa, in A; ſol in b quadro ſopracuto; o la,in C. Vt,in F, ſeguente corda ſara ſia
mile al primo cioè F.Et per eſſere il rimanente delle poſitioni ſimile a quello che di
eſe habbiamo detto faremo fine, Et perche nel ſeguente capitolo ſi trattera della
congionta del bguadro, o del b, rotondo, nelle quali ſi dimoſtrera, come, o in
che modo procederanno le ſei ſillabe, cioè ut, re, mi fa ſol,la, in ciaſcun luogo del
la mano, peronon è ſtato fuor di propoſito hauer trattato,cometal ſillabe poſae
no procedere da luogo a luogo continouate, ouero incompoſte. Eta maggior uera
gogna,o biaſimo deltuo errore, poi che di ſenno ti credi pareggiare Solomoneſi
domaada, ſe talinomi, ouer ſillabe ſi potranno trouare per la congionta del broa
tondo in queſto noſtro ſtormento chiamato Organo,Certamente no, percioche uoa
lendo in E graue ſegnare il ſegno del detto b.rotondo, e in tal corda dire, ut,Cer
toſiuede, che talproceſſo delle ſei note non ſi potra con ſpati debiti continouare
l'una depo l'altra, perche eſſendo diuiſo lo ſpatio Seſquiottauofra G, graue,o A,
acuto, col Semituon maggiore nel Graue, o il Minore nel Acuto, ſeguita, che a
tal procedere loro manchera lo ſpatio del Semituon minore, ilquale naſce fra il ſee
condo, e'l terzo interuallo tolto, o occupato dalla congionta del bguadro naſcen
te fra G, graue, o A, acuto, Etun'altro inconueniente ne naſcera, percioche uoa
lendo il terzo ſpatio Seſquiottauo, fa ſol detto, a buona botta uorrò, che mi ſap
pia dire, doue il trouerai, perche dopo il dimoſtrato Semituono maggiore fra eſo
e A, acuto, non ſtroua altro, che il minore, e dal detto A, a b, quadro acuto
un'altro minore, i quali inſieme preſi non creano il seſquiottauo ſpatio. Pertante
tali ſemituoni minori, non ſi conuengono al genere Diatonico, eſſendo l'uno dopo
l'altro, queſto medeſimo harai in E acuto, o in altri ſimili, Eſſendo ſtato per le
dimoſtrate ragioni riprouato quello che con poca eſperienza hai creduto per l'ine
nanzi ti ſtarai cheto.
Del modo di procedere con le ſei ſillabe accidentali nello ſtormen
to detto Organo. Cap. VI.
L I B R O

--

vt,remifaſol,la Vt,remifaſol,la vt,re,mi,fa, ſol,la.

vt,re,mif ſola Vt,re,mifaſol,la. Vt,remifaſol,la.

Vt,re,mifaſol,la. Vt,re,mi fa ſol,la. Vtre,mi, aſol,la.


i reſta anchora di dar ricordo a quegli, i quali hanno cura, o carico della
Ciſica, cioè a coloro, che ſono detti
uolta attiene, no
Maeſtri di Capella, che quando alcuna
o to rmen
che ne loro Cori ritroua qualche concent compoſ regola
te ſopra ſeſto, ouero ſopra l'ottavo tuono ilquale loro parra, che loro ſia diſcono
do il ſuo aſcendere, eſſi non deono per accomodareſe, diſcomodare il loro sonatore
dell'organo con fargli a ſapere che per loro commodità uogliarinouere dal ſeſto
tuono la corda di F, e conllocarla untuon piu baſſo,ilqualtuono naſcerain, E
ma col ſegno del b, molle, Et perche come diſopra habbiamo detto, queſti tali Mu
ſici ſolo attendono alla loro commodita ſenza conſiderare quello, chell'Organiſta
pito operare,Accaderà, che uolendo il detto Sonatore ſodisfare a tali loro comodi,
che ſono potrà rettamente procedere ſecondo il canto fermo, e, quello andare
imitando, cioè, che dando principio al ſeſto tuono nella corda, o poſitione di, E,
col ſºgno detto del b, molle, o uolendo procedere ſecondo il diſcorſo di taltuono
gli mancherà il Semituon minore,ilqual per la congionta del b quadro riman mag
giore. Dicono alcuni che queſto mi è di molta importanza biſognando al ſuo diſcor
ſo fal Semitton minore et trouidone un maggiore percioche eſſendo il coma parti
cola inſenſibile, e che non puo eſſere promontiata dalla uoce humana, il ſemituon
maggiore puo ſodisfare in uece del minore, si riſponde, eſſere la uerita, ch'el Coa
ma per eſsere particola minuta non potrebbe eſſere prononciato dalla uocehuma
ma quando eſſo hateſe proprio ſpatiopero conchiudo tale oppenionenon eſsere con
º fa perche dato che eſſo Coma perſe non ſaſenbile,nondimeno compoſto reſta
ſenſibile, come appare, quando l'Organiſlaſ uuol prenalere, e accomodarſi di
ſ"alche Terzº o Pecima maggiore, Appreſo che egli ſia ſenſibile chiaramente
ſi conſce nelle diviſo i detuoni dell'organo le quali eſſendo da te bene eſaminate,
troverai dal C, grazie al ſeguente taſto negro ſere maggiore parte che non è da
eſotaſto
-

eſotaſto negro al ſeguente bianco, Et ſimilmente procedendo da,F, a, G, graui,


da,F,al taſto negro ſara maggiore ſpatio, che non ſara dal detto taſto negro al ſe
guente bianco, Etnon per altro naſce tal quantità maggiore, che per lo ſpatio di
eſo Coma,ilqual perſe non ſi dimoſtra, Conchiudo adunque, che eglie di meſtie
ri, che il maeſtro di Capella habbia cognitione di ſaperſi accomodare all'Oorga
no, altrimenti neriſultera confuſione, come molte uolte da noi è ſtato auertito, ſe
gia tali organinon foſſero ſtati ridotti alla loro perfettione. -

Domanda del b,molle in C, cr in F, conſiderato, ouero


immaginato. Cap. VII.

otrebbono alcuni di acutiſsimi ingegni uolere intendere un certo ordine di Ma


Pſica non naturale, ma ſubintelletto, cioè ſi è poſſibile ritrouare i detti eſacora
di col ſegno del,b, molle, e del Dieſi immaginati, conſiderati in C, in F, H
e in E, naturali. Quanto ſiahoneſta, o ragioneuole tal loro dimanda ſi
dimoſtrerà nel preſente capitolo, ma per ſodisfatione di quegli, che ſanno tal que
ſito, Eglie dibiſogno, che tu ſappia, che eglie impoſſibile, che tal dimanda ſia chia
rita per uia del genere Diatonico, volendo tu adunque immaginarti il ſegno di, b,
in C, graue, & con taluocefa, hauere ogni altra nota, lequali rettamente proceda
no, a te potrebbe interuenire forſe quello, che altrui è interuenuto, iguali hanno cre
duto, che quando il Muſico, ouer compoſitore ne ſuoi proceſſi muſicali adduce la
figura del b, molle, o del Dieſi, che quella nota dal proprio ſuo luogo non ſi rimoa
ua,ma ſtia permanente e che tali ſegni ſiano quaſi di ſouerchio,Però per iſganara
ti di queſto errore ſaperai, che talſillaba,o nota,fa, poſta in C, col detto ſegno, b,
è indirimoſa, o piunon è la doueprima ſi ritrouaua, ma ſotto di, b, migraue,
per un patio del Coma,ilquale non ſta naturalmente in tal poſitione pertanto non
hauendo il b, poſitione commoda, per conſeguente il mi, quiui non ſi potra ritro
uare per eſſere il tuon ſeſquiottato da, A, & B, mi graui diuiſo per lo Se
mituon maggiore nel acuto, e il minore nel graue, e procedendo al mi, non lo
potrai ritrouare, concioſia coſa che il Semituon gemitato naſca fa, B, mi, or
A,erfra,A, & G,iqualiſemituoni ſono ſottopoſti al genere cromatico, Diſcor
rendola uocevt,talſillabaſara per un ſemituon maggiore ſotto a Gamnaut,on
de quando per piu facilita ucrrai intendere talTetracordo da,C, a Gamma acci
dentale col detto, b, dimoſtrato, quanto ſara il feda, C, abbaſſato, tanto diſotto a
Gamma ſara lauoce ut,Et ſeguitando alla nota ſol per eſſere ſopra del C, ilſemi
tuon maggiore, ſaranno dal ſuo fa,al ſol,duoiſemituoni maggiori iguali ſouerchia
no iltuono dello ſpatio del coma,ſimilmente uolendo lauoce,ſol,per la coltinouatio
ne di duoiſemition minori manchera il tuono dello ſpatio del detto coma.
Del,b, molle in A,collocate, Cap V III,
KK
-

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L I B R O
olmedeſimº diſcorſo facilmente tiſara noto non ſi potere Diatonicamentetro
C" ſei ſillabe, ouer note mettendo la figura, b, nella poſitione di, F,graa
ue,percioche il detto fa, ſara inteſo, o immaginato ſotto la poſitione di, E, graue
perun Coma,ilquale cambia il ſemituon maggiore in minore naſcente fra,E & D,
per laqualcoſa quelfa accidentale haranel diſcendere il ſemiton minore,ilqualna
ſce al taſto negro poſto fra eſo, D, E,o dal mia,re,per eſſere dal detto taſto ne
gro al P, duoi ſemiuoli minori l'un dopo l'altro, idualiſi comprendono dai taſto
bianco del D,grauealnegro ſeguente, non ſi potrahauer lo ſpatio del tuono, Onde
ſara dibiſogno aumentarlo d'un Coma ſotto al detto taſtonegro poſto fra,c, et D,
grati; Appreſo non harai la uoce,Vt, per eſſere in tali poſitioni duoiſemituoni mi
nori continouafila oide ſara di ieceſſità ſotto b, mi graueimmaginarſi un'altro
Comas Et queſto ordile, o modo accidentale intorno le dettepoſitioni, o ſegni
nel ſeguente capitolo intenderai, o ſeguitando diremo tutto quello è neceſſario ina
torno la cognitione della figura, o ſegno Dieſi,in b, o in E, immaginato.
- Del ſegno del Dieſi in b, o in E, graui conſ
- derato. Cap. XI.

er diletto,º utile di ciaſcuno deſideroſo di tale intelligenza dichiareremo an


P" quello che ſi appartiene alla figura Dieſi nelle corde di, b, graue, cr
E, procedendo ſecondo le ſillabe,conſtituita,o ordinata, Diremo adunque,che eſe
ſendo immaginata la detta figura Dieſi in b, quadro primo,eruolendo il ſeguente
tuono ritrovare, ilquale,mire,Et per eſſere diuiſo,o. compaſſato tal ſpatio ſeſquie
ottauoperſemituoi maggiore in acuto, cr appreſo continouando duoi ſemituoni
maggiori alla reintegratione di quel tuono ſuperato dal coma, a dibiſogno che l
detto interualo haueſ e il ſemituon minore nell'intenſo, o il maggiore nel remeſſo,
per le ſopradette coſe appare,che egli è di ſouerchio talſegno in b, graue conſide
rato,nondimeno ſeguitando al graue:trouerai lauoce, vi perche lo ſpatio del Cor
ma ſupera il taſto mero ordinato fra, b,mi, 8"4Me & Are,la onde dal detto Conta
al taſto bianco dimoſtrate la corda di Areſara l'interuaio d'un Appotone,et dal
detto A,altaſtomero ſeguente appare il ſemituon minore, ilquale giunto inſieme col
maggiore fanno lo ſpatio ſeſquiottauo perfetto,dato che il Coma ſopra di,b, migra
ue non habbia luogo propio, Et coſi ſopra della uccedetta mi, ſeguiteranno il fa,il
ſolella, Etbiſognando procederà aiſemituon minore talſemituono ſara immagie
nato dal Comaſopra la corda di,C,graue al taſto nero fra Cet D,graue,et indi al
ſol,quinta moſtra uoce ſiuede eſſo non poterhauere luºgo naturale, e proprio per
eſſere diminuto d'un Coma,o queſto adiuiene per riſpetto de duoiſemituoi minori
conſiderati e apparenti dal taſto nero al bianco detto » D, & dal detto bianco al
ſeguentemerºfa Die E, ilqualcomaſara inteſº ſopra del taſto che cade fra D,
e F, e la ſillaba altina naſcera ſopra di F,graui, per un Comd,
- - - - - -- - - - - - - - - -- - - -

QLV A R T o. 59

Del Dieſ in E, immaginato. Cap. X.

Vi pur anchoracoſi procedere, ſi potra conoſcere come, e in che modo


mettendo il Dieſi in E, naturale corda le ſei note cantabili ſi poſſono ritro
uare, Dico, che andando di ſillaba per ſillaba alle parti graui haremo il Semituon
v minore altaſto negro fra F, G,ilquale diuide lo ſpatio del detto F, o G, per lo
Semituon maggiore nel graue,o per lo minore nel acuto, onde per eſſere dal deta
totaſto negro fra F,et G, al ſeguente fra G,et A,il minor Semituono col detto mag
giore inſieme, ne ſeguitera lo ſpatio ſeſquiottauo perfetto, Mauolendo lauoce ul
tima chiamata la, per eſſerci duoi ſemituon minori cotinouati diremo,che tal Tuo
no ſi potra hauere dal taſto nero fra G,o A,al taſto ſeguente nero aggiongendoa
ui un Coma, o uuoi dire un ſemituon maggiore ſopra di A,acuto,Etſe uorai troa
uare il re, o l'ut, dico, che tal ſillaba, re, ſara ſotto di D, al taſto nero ſeguente,
col qual modo ſarai certo, che tal figura Dieſi non potra dominare in b, quadro,
ne in E, ne il b, molle, nel C, nel F, come ſeguitando per le congionte intenderai.

Della congionta del b, molle, o del b, quadro. Cap. XI.

t benche da noi nouamente ſiano dimoſtrate le congionte del binolle, e della


»
. Cfigura b duro,Nö deono però da te eſſere iſtimate di ſouerchio,ne uane,mane
ceſſarie, o al propoſito a coloro, iguali deſiderano tali conſiderationi, Concioſa
che poche, o quaſi niuna al preſente ſe ne ritroui, Laqualcoſa adiuiene, perche po
ca quantità ne furono impreſe. Pertanto a ſodisfattione di quelli, che non ne han
no potuto hauere, diremo, chelle congionte, come piace al muſicale conſortio, ſono
due, delle quali l'una è detta di b molle,oueramente b, rotondo, la quale ſi puo ſe
gnare con queſto ſegno, b, in ciaſcuna corda, opoſitione della ſemplice mano di
Guido,eccetto che in C,o in F,et la ſeconda è nominata dalla figura di b duro,oue
rodi b quadro,Laquale puo eſsere ſegnataci queſto ſegno º in ciaſcuna delle poſi
tioni naturali, ouero ſemplici della detta mano, ſaluo che in B, o in E,ma perche
queſto B,non ſi ſegni in C, ne in F, naturali, ne queſto in B ne in E,ſeguitando ſa
ra detto,Adunque queſto ſegno b, ſi potra ſegnare in cinque luoghi o poſitioni dife
ferenti della mano, cioè in A,in B,in D,in F,o in G, Et queſto ſimilmente ſi po
tra ſegnare in altre cinque poſitioni della mano ſemplice predetta, cioè in A, in C,
in 5,in F,o in G,o la ſillaba,ouero nome officiale aſſegnata o ſottopoſta a que
ſtoſegno b,ſara la ſillaba fa, o a queſto x ſara aſsegnata la ſillaba mi, o de
qui naſce, che quando queſto ſegnob è poſto nell'uno delle poſitioni della ſopradete
fa mano,alhora quel tuono naturale, il qualcade fa tale poſitioneſegnata, o la
inferiore natural propinqua reſta diuiſo per lo maggior ſemituono nell'acuto, cr
per lo minore nel graue, come dimoſtra il Tuono, il quale cade tra A,o B, qua
KK ii
- L I B R O
a
dro acuti,quando queſto ſegno b, è ſegnato in p migrane, Ma quando queſto ſer
gno 4, è nell'una delle poſitioni predettenatur rali, allora quel tuono natura
le, il quale è poſto fra tal poſitione ſegnata,o la ſuperiore propinqua, reſterà di
uiſo col maggiore semituono nel graue,o col minore nell'acuto, Per laqualcoſa
accadera, che eſſendo ſegnata ciaſcuna delle predette poſitioni della ſemplice ma
no co detti dui ſegni b,o -, che ciaſcuno ſpacio detuoni naturali della mano,oue
ro ſemplice Monacordo T reſtera (come ho detto) diuiſo per lo maggiore ſemi
tuono nel graue, o per lo minore nell'acuto, o anchora per lo minor ſemituono
nel graue,o perlomaggior nell'acuto, in modo, che tra ciaſcuno ſpatio di Tuo
no naturale appareranno doi minori ſemituoni, cioè l'uno nel grau,e l'altro nel
l'acuto, i quali Semituoni ſaranno dimezzati, o fra loro diſtanti per lo ſpatio di
un Coma, come accadene Monacordi,o Organi moderni in quello ſpatio del Tuo
no cadente tra G,et A,naturali,tra le quali eſtremità cadono doi taſti neri,dequali
quello, che è piu appreſo al G, ſarafemituono minore con la predetta lettera G,et
coll'A, ſara maggiore, Il qual taſto naſce da queſto ſegno b, poſto nell'A, predete
ta, o l'altro taſto nero ſara anchora Semituon minore colla lettera A, o mag
giore col G, o quella diſtanza ſonora, la quale cade tra i predetti duoi taſtine
gri Theoricamente parlando ſara ſpatio di un Coma, Compreſo adunque quello,
che è ſtato detto, ſi hara chiara cognitione di quello, che detto habbiamo di ſopra,
cioè che in B,o in E,naturali non ſi ſegnera queſto ſegno o che in C,o ancho
ra in F, naturali non ſi ſegnera queſto b, Laqualcoſa aduerà, perche la lettera B,
o E,naturali non hanno ſopra di ſe lo ſpatio propinquo di Tuono, ilquale median
te,tal ſegno poſſa reſtare diuiſo per lo Semituono maggiore nel graue, o per lo mi
nore nell'acuto. Ma tal ſegno oue foſſe poſto in B,o in E, naturali producerebbe
un ſuono, il quale aſcenderebbe ſopra C,etF per uno ſpatio di un coma molto inuti
le nell'harmonico ſtormento, ſimilmente ſe queſto ſegno b, foſſe dato in C,ouero in
F, naturale, il ſuo ſuono diſcenderebbe ſotto B, or E, naturali per lo ſpatio di un
Coma molto incommodo, o di ſouerchio, Et per tal cagione i detti ſegni non ſoe
no collocati nelle poſitioni di ſopra dette. Quando adunque queſti ſegni b. E da
molti chiamati accidetali ſarano ſegnati nelle predette naturali poſitioni della
mano di Guido, allora ſeguitera che in ciaſcuno luogo, e poſitioue di eſſa ſi poa
tra ritrouare ciaſcheduna delle ſei ſillabe, cioè ut, re, mi fa, ſol, la, con le loro de
bite diſtanze, delle quali ſillabe alcune naſceranno dall'ordine primo chiamato ſem
plice o naturale,o alcune da ſegni predetti,come quib, E L'origine,o naſcimen
to delle quali tre prime ſillabe,cioè ut,re,mi,uolendori Ttrouare,ti cauerrà eſen
do prodotte da tali ſegni accidentali, aſcendere, perchehanno illoro ſemituono ca.
dente tra mi, o fa,ſopra di loro, Mauolendo ritrouare le predette ſei ſillabe
uguali in ſuono con Gama ut naturale,ſara dannoi detto, chella prima ſillaba,cioè
ut,e naturale in tal luogo,Dapoichella ſillaba ſeconda cioè,re, naſcera da queſto
ſegno b ſegnato in b migrane naturale, la terza ſillabani, laſcera anchora da
o v A R T o. 39
queſto b, ſegnato in Are,Malaquarta ſillaba fa,hattera principio da queſto ſegno
Se ſegnato in F, acquiſito,il quale naturalmente è diſtante da eſſo Gama ut,per un
tuono, o è in ottana con F, graue, Et la quinta ſillaba, cioè ſol,cadera in tal luo
go naturalmente, perche ſara prodotta dal C, acquiſito, il quale ſi trouain ottaua
nel graue con C, graue, Ma l'ultima ſillaba, cioela, deriuera da queſto ſegno bipo
ſto in E, acquiſito diſtante per una ottaua da E, graue, Et per tal modo, come a
molti piace, accadera, che tutti i nomi officiali, che accidentalmente ſono equali in
ſuono con Gama ut, ſaranno retti, e gouernati da queſto ſegno b, eccetto il fa,
ilquale e governato da queſto ſegno 24, o anchora ut, o ſol, i quali ſi goueriano
per l'ordine ſemplice, ouero naturale. Poſcia che habbiamo dimoſtrato la depen
denza, de ſei nomi officiali conſiderati equali in ſuono con Gamma ut, pri
ma poſitioue dell'ordine ſemplice della mano, hora ſeguitando intorno della depena
denza, o naſcimento delle predette ſei ſillabe conſiderate ugualmente in ſuono cou
Are, ſi tratterà,Diciamo adunque, chella prima filaba ut, conſiderata cduale in
ſuono con Are predetto procede da queſto ſegno ſegnato in C.graue, Et la ſecon
da, cioè re, ſta naturalmente in talluogo, Et la terza,cioemi, naſce da queſto ſce
gnob, poſto in B mi quadro graue, Et la quarta, cioe fa, ha origine da queſto
ſegno a collocato in Gammaut, la quinta,cioèſol, naſce da queſto ſegno, 34 meſſo
in F, acquiſito, il qual F.naturalmente ſi troua ſotto Gammaut,un Tuoio piu baſe
ſo, Ma la ſeſta ſillaba, cioè, la, naturalmente ſta in eſſa poſitione, o è generata
dal C, acquiſito poſto una ottaua ſotto C,fa, ut, graue, Et per tal modo appare,
che tutti i nomi delle ſillabe cadenti equali in ſuono con A,naturale naſcono da que
ſto ſegno 4, eccettomi,ilquale deriua da queſto b, e anchora la ſillabala, o re,
che naſcono dall'ordine ſemplice ouero naturale.viſto,et eſaminato come le ſei ſil
labe, o nomi officiali nella prima,o nella ſeconda poſitione ſono conſiderate, Al
preſente ſi dara chiara notitia, come i predetti ſei nomi debbono eſsere conſiderati
in b, quadro terza poſitione. Eglie adunque da ſapere, chella prima ſillaba ut,
ha origine da queſto ſegno x ſegnato in D.ſol,re, ſecondo l'ordine ſemplice,e laſce
conda, cioè, re, ha il ſuo naſcimento dal predetto ſegno poſto in C, graue. Ma la
terza ſillaba, cioè, mi ſta in talluogo naturalmente. La quarta ſillaba fa, naſce
da queſto ſegno X collocato in Arc. Et la quinta, cioè ſol, procede dal predetto ſta
gno meſſo in Gamma ut, Et l'ultima detta, la, naſce da queſto ſegno X dimoſtrato
in F, acquiſito, ilquale nel graue è ſotto di Gamaut, per lo ſpatio di un tuono,On
de per le predette dimoſtrationi appare che tutti i nomi, officiali iguali ſono conſi
derati equalmente in ſuono con b quadro naturale, o dependono da queſto ſce
gnox eccettomi, ilquale è dell'ordine primo detto naturale.
Et ſeguitando diremo, chelle ſei ſillabe equalmente naſcono conſiderate in C, faut,
La prima cioe,ut, ſta intalluogo naturalmente,o. La ſeconda, cioè, re,naſce da
queſto ſegnob,ſegnato in Elamigraue, e La terza cioe,mi ha principio dal pre
detto ſegno poſto in D ſolre.La quarta cioe fa,ſta naturalmente in tal luogo, Ma
L I B R O -
la quinta detta, ſol, naſce anchora da queſto ſegno, b, collocato in b, quadro graa
ue,o la ſeſta chiamata,la,depende dal ſopra detto ſegno ſegnato in Are. Pertanto,
appare,chetutti i nomi officiali liquali ſono conſiderati eſſere equali in ſuono nella
lettera C naturale deriuano dal detto ſegno,eccetto,ut,et fa, iguali ſi appartengo
no al primo ordine,et con tale modo ſeguitado alla quinta poſitione detta,D,ſol,re,
Diremo che la prima ſillabanaſcera da queſto ſegno 4 poſto in F, graue, La ſca
conda cioè,re, ſta in talluogo naturalmente, La terza dettami procede da queſto
b, ſegnato in Elami,La quarta detta fa, naſce da queſto ſegno x meſso in C,graue,
La quinta detta ſol, ſta in tal luogo naturalmente. L'ultima cioè la depede da que
ſto ſegno b, poſto in b quadro graue, Et per tal modo accadera, che tutti i nomi
officiali coſiderati equali in ſuolo in D,graue naturale dependono da queſto ſegno
b,ecceto fa,et ut, liquali hanno origine da queſto ſegno 4, o re, o ſoliquali naa
turalmente ſi comprendono, Appreſo ſeguitando diremo, che delle ſei predette
ſillabe conſiderate equalmente in ſuono nella ſeſta poſitione naturale chiamata Ela
mi, La prima ſillaba ut, ha il ſuo naſcimento da queſto ſegno 4ſegnato in Gacua
to,ouero graue, Et la ſeconda cioe, re, naſce dal predetto ſegno poſto in F, graue,
Ma la terza ſillaba cioe,miſta in tal luogo naturalmente, Et la quarta cioefa, ha
origine da queſto ſegno & collocato in D, graue,la quinta cioeſol, uiene da queſto
ſegno 24 meſio nel C, graue. La ſeſta cioela,ſta naturalmente in tal luogo, in modo
che tutti i nomi officiali conſiderati equali in ſuono in Elami hanno dependenza da
queſto ſegno X,eccetto mietla,che ſono caſiderati dal primo ordine detto naturale,
puoſiſimilmente dimoſtrare come nella ſettima poſitione naſcono ſei nomi officia
li con equale ſonorita. Pertanto adiuiene, che il primo cioe ut,ha origine da queſto
ſegno,b, ſegnato in b quadro naturale acuto, Et il ſecondo, re, naſce da queſto
ſegno,b,poſto in a acuto,Et il terzo detto mi deriua dal ſopradetto ſegno dimoſtra
to in G acuto, o graue, Ma il quarto cioè fa, ſta naturalmente nel ſuo luogo, Et il
quinto cioeſol,naſce dal predetto ſegno,come qua,b, meſſo in Elami graue. Ma l'ulz
timo cioela,naſce dal brotondo poſto in D ſol,re,Et per tal modo appare,che inoa
mi officiali equalmente conſiderati nel detto F, fa,ut,naturale dependono da queſto
ſegno,b,eccetto, fa,ilquale naſce dal ordine primo. º
Dopo le predette conſiderationi uerremo all'ottaua poſitione detta G,ſol, re,ut,del
quale a douerragionare ci par quaſi di ſouerchio percioche conſiderandola ſimilia
tudine,la quale cade tra i luoghi ottaui,aſsai baſterebbe chi dimoſtraſſe,come ſi tro
uano le ſei ſillabe in Gammaut ſimilméte ſi poſſono ritrouare in G,ſol,re,ut,acuto,
e ſopracuto purnondimeno,concioſia coſa che in queſto iſteſo capitolo babbiamo
dimoſtrato come i predetti ſei nomi contengano in ciaſcuna delle uenti poſitionina
turali della mano per non deuiare da tale ordine, non mancheremo di procedere ſe
condo'l modo,o ordine incominciato. Et primamente diciamo,che la prima ſit
laba,cioè ut,il taleottaua poſitione ſta naturalmente, Et la ſeconda, cioè renaſce
da queſto ſegno b, ſegnato in b, mi acuto naturale,Et la terza, cioè mi ha origine
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dal predetto ſegno poſto in a, acuto, Et la quarta cioè fa, deriua dal detto ſe
gno Dieſi collocato in F,graue. Ma la quinta cioè ſol, ſta naturale nel ſuo luogo,Et
la ſeſta, cioè la procede da queſto ſegno bipoſto in Elaminaturale,ograue.
La nona corda puo ſimilmente,o equalmente hauera le predette ſei ſillabe, ouer
nomiofficiali intorno iguali il primo chiamato ut, naſce da queſto ſegno x ſegna
to in C,acuto. Etilſecondo,cioè, reſta naturalmente in tal luogo, il terzo,cioé mi
deriua da queſto ſegno b, poſto in b quadro acuto, Il quarto detto fa,naſce da
queſto ſegno i collocato in Gacuto, Il quinto, cioè ſol,depende dal ſegno ſopradeta
topoſto in F, graue,La ſeſta ſillabala, naturalmente ſta nel detto luogo.
La decima poſitione chiamatab,quadro acuto ha coluenenza con b, quadro gra
ue, ouero naturale. Pertanto la prima ſillabaut, naſce da queſto ſegno x poſto
in D,acuto, La ſeconda,cioè, re, naſce dal detto ſegno poſto in C,acuto, La terza
dettami, ſta naturalmente in tal luogo,La quarta detta fa ha origine dal detto ſea
gno Dieſi ſegnato in a acuto, Laquinta detta ſolinaſce dal detto ſegno dimoſtrato
in G acuto, Mala ſeſta, cioè la, naſce dal detto ſegno collocato in Fgraue.
Nella undecima poſitione detta C,acuto ſimilmente ſi potranno ritrouare i predeta
tiſei nomi. Il primo chiamato ut, ſta naturalmente, il re naſce da queſto ſegno b,
poſto in E,acuto,Il terzo detto mi ha origine della figurab dimoſtrato in D acuto,
Il quartonomatofa,di ſua natura dimora nel ſuo lugo,Il quinto detto ſol,deriua da
la detta figura Dieſi meſſo in b quadro acuto, Il ſeſto o ultimo deſcende da que
ſto ſegno b,poſto in a,acuto.
Il duodecimo luogo detto D,acuto equalmente puo contenere i predetti ſei nomioffi
ciali, Il primo cioé ut,naſce dal detto ſegno Dieſſegnato in Facuto, Ilſecondo det
tore,naturalmente depende dal ſuo luogo,Il terzo detto mi ha origine da queſto ſe
gnob,poſto in Elami acuto. Il quarto detto fa procede dal detto ſegno Dieſi dimo
ſtrato in C,acuto,Il quinto,cioè ſol,deriua dall'ordine naturale, Ma l'ultimo detto
la ha principio da queſto ſegno b,meſſo iub quadro acuto,o naturale.
La terzadecima poſittone nomata Elamiacuta ha la prima ſillaba detta ut,laqual
naſce dal detto ſegno ſegnato in G ſopracuto la ſeconda,cioè reprouiene dal detto
ſegno poſto in F,acuto, Laterza dettami naturalmente appare, La quarta chia
mata fa,naſce dal detto ſegno Dieſi dimoſtrato in D,acuto,La quinta ha comit
ciamento dal detto ſegno Dieſi meſſo in C,acuto,La ſeſta cioè la reſta naturalmen
te in tale poſitione.
La quartadecima corda chiamata F.Faut acuta,ha la prima ſillahaut,laqualena
ſce da queſto ſegno b, ſegnato in b quadro ſopra acuto,La ſeconda dettare,deri
ua dal predetto ſegno poſto in Aſopra acuto, Laterza appellata mi è prodotta an
chora da queſta figura o ſegnob,meſſo in G, ſopracuto, La quarta cioè fa natural
mente ſi dimoſtra La quinta nominata ſol,depende da queſto ſegnob,poſto in E,
acuto,La ſeſta,cioè la procede da quello ſegnob,ſegnato in D,acuto.
Il quintodecimo luogo, ilqualſiconſidera in G ſopracutoſimilmente potra ottene
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re i predetti ſei nomi officiali equali il ſuono,de quali il primo chiamato ut, ſta nel
ſuo luogo naturalmente, etil ſecondo dettore,naſce da queſto ſegno bipoſto in b qua
dro ſopracuto, Et il terzo nomatomi,depende dal ſegno inanzi detto ſegnato in a,
ſopracuto. Il quinto detto fa, procede dal detto ſegno Dieſi dimoſtrato in F,acuto,
Ma il quinto detto ſoliſta naturalmente nel ſuo luogo, Et l'ultimo dettola,ha origia
me da queſto ſegno b, locato in Elami acuto.
La decimaſeſta poſitione chiamata Aſopracuta anchora eſſa puohauerele ſei ſilla
be in ſuono equale. Diciamo adunque, chella prima ſillaba ut,naſce dal ſegno ſo
pradetto del Dieſi ſegnato in C, ſopra acuto. La ſeconda cioè re, uicile dal ordine
ſemplice,o naturale, Laterza cioemi,naſce da queſto ſegno b, poſto in b, migra
ue ſopra acuto,La quarta detta fa,depende dal detto ſegno poſto in G,ſopra acue
to, La quinta detta ſola principio dal detto ſegno collocato in Facuto, La ſeſta
detta la naturalmente ſi comprende,La decima ſettima corda detta b, mi graue ſo
pracuto puohauere la ſillabaut,inſuono equale,et ha depèdenza dal detto ſegno ſea
gnato in D,ſopra acuto,o anchora puo hauere la ſillabare laqual naſce dal pre
detto ſegno collocato in C.ſopra acuto. La terza detta miſta naturalméte,Laquar
;
i
ta detta fa procede dal detto ſegno Dieſi poſto in A ſopra acuto,La quinta dettaſol
ha origine dal ſegno ſopra detto dimoſtrato in G, ſopra acuto, La ſeſta detta la,de
riua dalſu detto ſegno meſſo in Facuto.
Il decimo ottavo luogo cioe C, ſopra acuto ha la ſua prima ſillaba cioe ut,in Fna
turalmente a ſimilitudine di C, graue,o di E,acuto, Ma il ſitore,naſce da queſto
ſegno b ſegnato in E ſopra acuto Et il ſuo mi, ha origine da queſto ſegno b, poſto
in D, ſopra acuto,La quarta ſillaba detta fa,ſta naturalmente in tal luogo, Et la
quiita detta ſol,naſce da queſto ſegno bipoſto in B, mi, ſopra acuto,La ſeſta detta
la procede da queſto ſegnob,dimoſtrato in A,ſopra acuto,
La poſitione decimanona cioè D, ſopra acuto puo hauere la prima ſillaba detta
ut, laqual depende dal detto ſegno Dieſi ſegnato in F, acquiſito, ilquale è diſtante
per un Semituono nello acuto da E, ſopra acuto, o ha la ſillabare, laquale naſce
dall'ordine naturale a ſomiglianza di D, graue,o di D, acuto, Ma il mi, procede
da queſto ſegno B,poſto in Eſopra acuto,Etil fa naſce dal detto ſegno Dieſi dimo
ſtrato in C.ſopra acuto,a ſe propinquo,Etilſol,naturalmente ſta nel ſuo proprio
luogo,Et la ultima ſillaba naſce da queſto ſegno G,meſſoin B mi ſopra acuto.
Iluenteſimo o ultimo luogo anch'eſso hai detti ſei nomi offtiali. Onde il primo,
cioè ut, ha origine dal detto ſegno Dieſi ſegnato in G acquiſito diſtante nell'acuto
da G, ſopra acuto per uno Diapaſou. Il ſecondo detto re, naſce dal ſegno preditto
locato in Facquiſito per una ottata nell'acuto, poſto ſopra Facuto,La terza cioé
mi,naturalmente ſta in tal luogo, a ſinilitudine di Elami graue,co acuto,la quara
ta cioè fa,naſce dal detto ſegno poſto in D, ſopra acuto, La quinta detta ſolinaſce
dal ſopradetto,ſegno come quix dimoſtrato in C.ſopra acuto. Ma la ſeſta dettala,
naturalmente reſta nel ſuo luogo. -

Come
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Come in ciaſcun luogo della mano ſi poſſono trouare 3o,muta


tioni. Cap. XII.

T ettore prudetiſſimo, ſe ben coſidererai all'ordine dinoidi ſopra tenuto nel tro
L uare in ſuono uguale i ſei nomiofficiali in ciaſcuna poſitione della mano,tupo
trai anchora conoſcere che in qualunque ſe l'una di eſſe potranno naſcere trenta
mutationi,lequali non ſi poſſono negare, perche ſono introdotte con ragioni dimoe
ſtratiue o chiare,Imperoche non eſſendo altro la mutatione, che una uariatione di
duinomiofficiali tra loro equali in ſuono,iquali dependono da diuerſi luoghi natu
rali, & accidentali, con ſimili, o diuerſi ſegni ſegnati, ſeguitera, come habbiamo
detto,che in ciaſcuna delle dette poſitioni ſaranno so, mutationi. Per tanto diremo,
che giungendo la ſillaba ut, alle cinque a ſe ſeguenti ſi faranno dieci mutationi pro
cedendo a queſto modo cioè, Primieramente mutando ut, in re,talmutatione ſtara
per aſcendere dalla congionta di a quadro ſegnata in G acuto con queſto ſegno x
nella cigionta di Equadro poſto in F graue con queſto ſegno». Appreſo muta
dore,in ut,ancho raſi aſcedera,tenedo contrario ordine,o coſi haremo due mu
tationi. Ma ſe da poi faremo mutatione di ut,inmi, eſſa aſcendera, dalla predetta
congionta, ſegnata con il ſegno del Dieſ in G acuto, nella proprieta di natura
graue,ſecondo l'ordine ſemplice, Ma mutando mi in ut,aſcendendo ſi fara il contra
rio,et per tal modo haremo 4,mutationi. Dapoi mutando ut,infa,tal proceſſo ſtara
per diſcendere della ſopradetta congionta di b duro meſſo in G acuto,nella congion
ta ſimilmente di b duro dimoſtrata con il detto ſegno Dieſi in D, graue, & mu
tando fa,in ut ſaranno 6, mutationi,Maoue auenga,che ſia mutato ut,inſol, tal mu
tatione ſtara per diſcendere dal detto ſegno del Dieſi poſto in G acuto nella con
gionta di b,duro ſegnata in C,fa,ut,col detto ſegno,o mutando ſol,in ut,per contra
rio,haremo io,mutationi. Oltra di cio cangiando re,nelmi,tal mutatione ſtara per
aſcendere dalla congionta del Dieſi accidentale ſegnato come qui X in F, grae
ue,nella naturale proprieta detta natura graue. Et eſsendo mutato mi,nel re, etian
dio in contrario ſi aſcendera,o in queſta guiſa ſaranno, 2, muiationi.Mamutan
do il re, nel fa,tal mutationeſara per diſcendere dal ſopra detto ſegno poſto in F,
graue,nella congionta del bguadro ſegnata con queſta figura X in D.ſol.re.Etfae
cendo mutatione di fa in re, auerra il contrario, e per tal maniera ſaranno, i 4.
Ma ſe conuertiremo, la ſillaba re, nella ſillaba ſol, tal mutatione ſtara per diſcen
dere dal ſu detto ſegno come qui K poſto in F graue,nella congionta di E duro ſe
giata col medeſimo ſegno in C, fa,ut.Et per il contrario cangiando ſol, re,ſa
ranno. 16. mutationi,Quindi mutando re,in la, tale mutatione ſara per diſcende
re dal predetto ſegno del Dieſi poſto in F,graue nella natural propieta di H qua
dro graue,Et cangiandola,nel re, ſeguitera il contrario Et per taluia ſa Tranno
18, mutationi. Appreſo conuertendomi, infa, tal mutatione ſara per diſcendere
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dalla propieta dimatura graue nella congionta,come qui è ſegnata in D, ſolre,ma
turale. Etfacendo mutatione di fa, in mi,naſcera il contrario, per laqual coſa ſa
rannozo.mutationi. Ma mutandomi, nel ſol, tale ordine ſara per diſcendere della
predetta proprieta naturale nella congionta,del b quadro,come diſopra in C, graa
ue. Et cangiando ſol, in mi, ſeguitera il contrario,o alhora haremo 22.mutationi.
Dapoi traſmutandomi, in la,orla,in mi. Tale ordine ſtara per diſcendere, o per
aſcendere di natura nel e duro,o da b duro in natura ſecondo l'ordine naturale,
e coſi ſarano 24,mutatio ni Oltra di cio mutando il fa,nelſol, talmutatione ſara
per diſcendere dalla congionta delb quadro ſegnata con queſto ſegno X in pſol,re,
nella congionta ſimilmente di b quadro col detto ſegno poſto in C, fa,ut, Ma can
giando ſol,in fa, ſtara per diſcendere, ma intorno l'origine naſcera il contrario, et
alhora haremo 26, mutationi, uolgendofa, in la, ſi faranarieta di queſto ſegno 3
ſegnato nel predetto D,diſcendendo nella tratural proprieta di b quadro graue, Et
facendo mutatione di la, in fa, diſcendendo naſcera il contrario, Et per tal ragione
baremo28.mutationi. Ma ſe ultimamente il ſol, ſara mutato nella, taluarietana
ſcera per diſcendere di queſto ſegno 4 ſegnato in C, grauenella natural proprieta
di b quadro graue. Et cangiandola, in ſoletiandio diſcendendo ſi hara il contrae
rio, & alhora ſaranno 3o mutationi chiare, o con ragioni dimoſtrate, alle quali
per piu chiarezza,o comodo di tutti habbiamo dato principio in E,la,mi,er non
in altra poſitione piu graue, accioche non foſſe ſtato dibiſogno ricorrere alle poſta
tioni finte ouero acquiſite, e poſte ſotto Gammaut.
Et ſe i precetti miei, non ſaranno meſſi con quella alleganza, orma
niera che ſe gli conuerrebbono, la gentilezza di uoi,mi
ſara mezzano, al mancamento mio.
I L F I N E.

Aron faciebat ne inglorius uiueret.

In Vinegia appreſo Girolamo Scotto. Nel M. D. x L v.


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