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DIFESA
P E R

D. FRANCESCO NICOLA DE_MATTHEIS

SOSPESOINTENDENT
DELLA CALABRIA CITERIORE

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Nella Corte Suprema di Giustizia;

NAPOLL

1830:

DALLA wn>ocnum DI M. cmscuon.


Largo delle Pigna N.0 60.

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NELLE umane menti, pi che la verit , tenace


s imprime la menzogna. Pura e semplice 1 una , non
vi penetra che gradatamente ed a ragion ponderata; ar
tiziosa e lusinghiera 1 altra , l invade fraudolenta ed in

gannatrice. Misero quindi luomo che una volta ha la


sventura di divenire scopo ed oggetto di menzogne! Di
falsi vizj , e di sognati delitti , ei lo diverr ben presto
ancora. E perch no, se la sperienza dimostra , che
per effetto dell umana imperfezione , il vizio si crede ,
la virt si esamina? Annunzj taluno, anche fallace e
menzogniero , un vizio altrui, la garrula fama , alto volan
do, ne divulgher ben presto 1 importuna novella Raccon
ti unaltro , veridico e sincero , le gesta di un virtuo

so , non gli si creder che dopo lungo e difcoltoso


esame. Ed ecco perch facil cosa stata sempre al
mondo lo sparger nel volge, pi che le vere e gioconde

voci della virt e dellinnocenza, le menzogniere e tri


sti del vizio e del delitto.
Lagrimevole esperienzadi tutte queste verit offre oggi
in sua persona il sospeso Intendente della Calabria Ci

teriore D. Francesco Nicola de Mattheis. Destinato egli,


e_ preposto ad uno di quei disimpegni , che senza su
perare ostacoli e vincere difcolt , in vano si mande
rebbero ad effetto , ademp con zelo al proprio dovere,

pose in chiaro la verit, liquid il delitto , assicur in


ne 1 interna tranquillit delle Calabria. Di qua non
dimeno , lorigin vera ed indubitata delle sue sventu

re; di qua le denunzie e le cieche querele , che falsa


a

mente il dipinsero ; di qua irapporti sostenitori de par


ticolari interessi; di qua finalmente il giudizio cui tro
vasi da pi.anni sottoposto. Ma ripetiamo il fatto dai

prmmp] suor.
Era il D. Francesco Nicola de Mattheis Intendente
della Calabria Citeriore5 quando una nuova societ se
greta si fe sentire in quelle regioni. A reprimerne i pro
gressi, ed a scoyrirne le trame con un corrispondente
processo, fu egli" chiamato dalla carica non solo , ma
da una particolar destinazione ancora. Erasi di questo

processo istruita gi una gran parte , allorch voci di


sevizie su i testimoni , e di abusi di potere nell istru
zione incominciarono ad elevarsi da coloro specialmen
te , che interessati nella difesa de rei , credeano poter

loro cos giovare


Una Cornn1ission Militare intanto
convocata in Catanzaro giudic parte di essi, ed a va

rie pene li condann.

'

Fatto questo primo giudizio , rimaneano a giudi.


carsi tutti gli altri imputati, pei quali non erasi ancora
fissato il procedimento. A poterlo fissare furon tutti gli
atti richiamati qui in Napoli , e rimessi, dordine So,

vrano a tre alti Magistrati , perch ne avessero 'fat.


to 1 esame , e rassegnato il lor parere per 1 ulterior
corso da darsi alla processura , sia in linea giudiziaria ,

sra economica.

Questa Sovrana disposizione ebbe il suo effetto. I _


tre Magistrati , premesso un elenco di tutti i fatti , ed

avvenimenti indicanti la posizione delle Calabrie da Lu,

(1) Rapporto di D. Gioacchino Cantore Pacefol.


9. vol. 30. .

/.

5
glie 1820 a Luglio 1821, da Agosto 1821 a tutto Giu
gno 1822 , e da questo tempo in poi , e rilevato tutto
ci che Potea riguardar de Mattheis ,

le sue operazioni

istruttorie, ed ilgiudizio della Commission Militare, porta


rono il seguente avviso -- La giustizia richiederebbe , che
I)
3)

il corso ulteriore da darsi allintera processura fosse an

che in linea giudiziaria. Se effettivamente vi sono i settar'

2)

e i sediziosi, bisogna che sieno puniti. Se poi le novelle


Sette, le congiure, e le rivolte sono 1 effetto dell intrigo
e della calunnia per particolari vedute , interessa che

))

intriganti, e calunniatori fossero del pari severamen

3)
3)

)J
2)
))
3)

te puniti e per la calunnia ordita in danno degli in


noenti , e per lo disturbo ed agitazione , che deb
bon produrre nell animo di S. M. ,} e per la dif
denza che spargono tra il Sovrano ed i Sudditi.
Si dovrebbe dunque rimettere tutta la processu

))
3)
3)

ra , non alla Commission Militare , ma ad una delle


gran Corti Criminali delle Calabria la pi opportuna,
afnch per mezzo de suoi giudici facesse proseguire
le istruzioni con diligenza , freddezza, e ponderazio
ne che 1 importanza dell affare richiede. La prima
operazione di questo giudice dovrebbe esser quella di
versare su gl interrogatorj degl imputati per rischiam
re tutte quelle circostanze di fatto, che possono con
durre ad accertare la verit. E dopo essersi tutto ci
adempito , dovrebbe la gran Corte procedere alla spe
dizione del giudizio a tenore del rito in vigoreo con

tro i Settarj e Sediziosi , o contro i calunniatori , nel


caso che la denunzia si trovasse falsa

l6

(I) Savio parere , che solo avrebbe Potato produr


la contrariet de giudicati ,M -e la loro legittz'nta re
*

4
Nroe carte sopravvenute nel Ministero di polizia ,
dopo esternato questo parere , o nel corso del lavoro
de tre Magistrati opinantt che il preparamno , produs_
sero nuove Sovrane disposizioni , media'nti le quali , i
medesimi tre Magistrati furono anche incaricati di forma

re, su le basi delle loro'osservazioni , e su quelle delle


summentovate nuove carte due ragi0nati fogli contenenti

gli abusi tutti, e le irregolarit che Sl'di0ano di avere


avuto luogo per parte di de Mattheis, e del Proccurator
generale dAlessaudro, ad oggetto di comunicarsi loro per
le corrispondenti discolpe e'spiegazini
'

Adempirono i tre Magistrati a questo Secondo in


carico , e grava'r0no de Mattheis delle seguenti impu_
tazioni.

. .

'

'

'

.I.' Che nella processura compilata a carico de Set


tarj delle Calabrie avea posta tanta ducia in D- Gio.
Battista de Gattis, che lo avea autorizzato ad armar gen

te , e gli avea afdati "i pi gelosi disimpegni per affari


di alta polizia.
;:_.' ' _ 1
.
' 2. Che-questa illimitata.sua'jfiducia Sopra de Gat

tis, e la fede prestata alle denunzie da lui formate , 0


fatte da altri formare, 'aveatr . prodotto nelle:Calabrie il
disordine.

'

"

3. 'Che nel compilar la detta processura avea scel


ti per suoi collaboratori due notorj Settarj D. Gabriele
de Gotti di Altilia , e D. Salvatore Guerra di Belsit0 ,
ed avea ricevuti come testimoni persone cariche di mi
{.
s
J

visione con un terzo giudizio a termini degli articoli 64 1


e 612 delle leggi della procedura ne giuliizj penali.
(I) Fol. 104 Vol., 220.
*

X
5
sftti , Settarj notorj , e rei di Stato , spiegando a pro
de medesimi tutta la sua protezione.
.
4. Che mentre nori'avea recata molestia alcuna a
tanti rei di Stato confessi , avea poi usate aspre sevizie
e tormenti a molta gente onesta , ed a tanti buoni ec

clesiastici attaccati a S. M. ed esatti nella religione


Cattolica.

5. Che nel compilare la processura avea usate del


le aspre sevizie e gravi tormenti a tutti i testimonj che
non deponeano secondo le sue idee , giusta le carte del
la polizia.

6. Che secondo i ricorsi de carcerati esistenti nel


le carte della polizia , ave'a su di essi usate sevizie. D.

Francesco Serravalle di Rogliano , e D. Giuseppe An


tonio Muraca di Sammango, custoditi ne criminali con

catene e con golette di ferro al collo , caduti infermi,


si eran lasciati morire sotto le catene e le goletteistesse.
7. Che nellistruzione avea esaminati qe testimo-

nj che il medico de Gotti gli avea dati in nota, e sul


detto di un solo di essi avea spediti mandati di arresto

quante volte 1 interesse di lui, e quello di de Gatti


lo avean richiesto.
8. Che avea afdato larresto di undici individui
di Sammango a de Gattis , autorizzandolo ad armare
un proporzionato numero di gente.

9. Che su la sola dichiarazione di Tommaso Ma


sciari avea ordinato larresto di Verardi , de lesse , Scal-

fari , Rende e Maringola di Catanzaro; e quello di


rtale , Gallo,

e Perri di Belsito , sol perch vi era

1 interesse del collaboratore D. Salvatore Guerra.


Io. Che nel corso dellistruzione avea chiamate a

se delle persone per Sentirle come testimonj , e poi, vio


a 2

6
lando la buona fede , iii vece di ricevere le loro dichia,

razioni le avea ristrette in carcere come rei.


II. Ch essendosi ritrattati dalle loro dichiarazioni
Gabriele Grandinetti, Domenico Castiglione , e Bernar
do Carpino di Belsito , de Mattheis lo avea saputo per
mezzo di Guerra , e con nuove torture, ed a viva for
za li avea costretti a dichiarare , che Gallo ed Ortale

li aveano forzati a disdirsi.


12. Che nel compilar la processura non erasi ser
vito di Cancelliere alcuno.
13. Che non avea versato su glinterrogatorj dei

rei, come la legge comandava.


_
14. Che avea proceduto al dissuggellamento , e
risuggellazione di un involto contenente alcune carte
settarie rinvenute rila casa di D. Gio. Leonardo Pal
Ione dal Giudice regio Leouettn', senza il costui inter
vento, adoperando i soli due testimonj del suggellamem
to suddetto Carlo Ravallese, e Francesco ChioVitti , sen

za neppur rmare il verbale redatto a questuopo.


:
15. Che in. vece di servirsi della forza pubblica
per gli arresti, si era avvalso de nemici di coloro che
si doveano arrestare , autorizzandoli di armar persone di
Tor fiducia, "come' era avvenuto nell arresto di D. Gre

gorio, de Marco eseguito da D. Raffaele Nicastro , ed


in qualche altro.
.
' 16. Che avea posto in libert Michele Orlando, il
quale ai 19 di Settembre 1822 era stato arrestato Per
ordine del giudice locale , ed. avea continuato a tener
lo in.libert , malgrado che la Corte Criminale di Ca
tanzaro. liavesse, con decisione de 21 Decembre 1822,
dichiaratol in. legittimo stato. di arresto.
17. Che avea attribuita luccisione di esso Orlan

7
do, venuta a"15. Luglio .1823;, mentre da Saminango

recavasi; in? Nicastro , a Francesco :Bagarino,,e Fgu.na


te Caterina} , n11. atto che questi aveani protestato alla
polizia generale con.due loro.fogli_ di essere innocenti,

e che 1 assassinio di .Orlando dovea imputarsi ai fratelli

Bonacoidi Sammango istigati. al misfatt da D. Ci.


Battista de .Gattis , perch 1 Urlando minacciava di vo
ler discovrir gli intrighi del procedimento, in cui avea
egli guratq per le.xpromesse del de Gattis. _
18. Che avea, con abuso di potere , messo in li
bert 1 Orlando, malgrado di aver preveduto il disastro
che gli dovea accadere , com egli stesso lo avea mani
festato alla >poliziab
' . I

Questo apparato dimputazioni non. deriv- gi da


processi:legalninte istruiti , come le leggi-di procedura

penal'eavrebber voluto; ma da notiziestragiudiziali, da


ricorsi; di detenuti, e da. denunzie anonime. De Mattheis
nondimeno;, avendmdate su di ognuna di esse la sua

riSposta, si crede ,ha'stantemente discolpto. Imper_occh


(Per dirla in pochi accenti) in quanto a de Gattis, per
altro non erasi egli di lui avvalso , che per 1 esecuzio
ne di alcuni mandati di giustizia.

In quanto alla fede prestata alle denunzie da es


so formato 10. fatte formare ,

egli altro non conosceva

che 1 istruzione da lui Presa dietro le diverse rivelazio


ni fatte innanzi'tavvarie autorit della Calabria, e le ve

riche de fatti che di tali istruzioni erano state le con


seguenze.

i .

tu" quanto a- de Gotti e Guerra , luno era stato


suo medico ,_ e 1 avea tratto dalla tomba, laltro era

stato un semplice scribente adoperato a redigere\ qual


che atto, ed a conservar carte.

.i

8
In quanto a testimonj , che si diceano carichi di
misfatti , quando ci fosse stato vero , era egli un istrut
tore , e non dovea, Per interrogar testimonj , fr prirna

perquirere gli archivj su l di loro conto.


In quanto alle molestie recate a tanti buoni eccle
siastici attaccati a S. M. , egli non avea molestato al
cuno , e limputazione non reggea in fatto.
In quanto alle sevizie , queste non vi erano state
giammai, e delle licenze, che forse avesser potuto pren

dersi i custodi, ei non potea rispondere.


In quanto alla morte di Serravalle e Muraca, il fat

to era insussistente, perch questi morirono di morte


naturale, e non mai fra ceppi, e golette come si di

cea (1).
Su tutto il resto fece osservare , ch egli non avea
mai ricevuti testimonj da de Gotti: non avea mai spe
diti mandati di arresto che non potea spedire : non
avea mai infranta la buona fede ad alcuno: non avea

torturati i testimoni indotti dagl imputati a disdirsi ,


per farli nuovamente disdire, ma tutto era dipeso dalla

loro libera volont, e per effetto di loro spontanea presemv


tazione: non si era avvalso di cancelliere, perch avea

istruito in linea di alta e non di giudiziaria polizia, ed era


stato assistito da pi Commissari di polizia: non avea versaa

to su glinterrogatorj degl imputati, perch nel corso del


listruzione non avea mancato di rischiarar le ldiverse circo
stanze per quanto conducevau_o ad accertar la verit, a ter

mini dellarticolo 109 delle leggi della procedura nei


giudizi penali: non avea chiamato nel dissuggellamento

(I) I corrispondenti processi lo mostrano.


.

9
delle carte settarie il giudice Che avea assicurato il re
perto ,

perch ci non era dalla legge richiesto (1)?

non da lui, ma per disposizione del Ministro di polizia e per


non violarsi la buona fede ,_era stato messo in libert

Orlando: non egli, ma 'la processura compilata dalla gran


Corte Criminale di Catanzaro avea imputato l uccisione

di Orlando a Bagarin0, edpa Caterina: avea in fine


scarcerato Orlando, perch il suo arresto noncori1bina
va colla buona fede in cui si trovava prima di essere
arrestato
" '

Queste risposte- esaminate da medesimi tre magi


strati, che avean formato il foglio de carichi , non fu

ron credute soddisfacenti: e de Mattheis fa sotto


posto ad un r_egolar giudizio col seguente iesritto =:
'>> Sono stati sottoposti allintelligenza del Re nostro
>> Signore i fogli di giustificazione chel Intendente de

Mattheis
Proccurat0r
generale.
(1 Alessairdfo

sentarono e in1 risposta


Idefo'gli
ragionati
di carico, pre
che
secondo la determinazione Sovrana de 16 Debenibre
>> 1823 dovettero formarsi dal Presidente, e dai Vice
pressidenti della Suprema Corte di1 giustizia intorno
agli abusi ed irregolarit imputate rispettivamente ai

suddetti Intendente e Proccurator generale nella pro


cedura delle'cospirazioni Sttarie delle calabrie , e
nel giudizio della Commission Militare di catanzaro

seguito a Marzo 1823.:

'

'

'

\',..

\.\

(')A"f- 7 . 71; l6 Ileggirlijvroc*edtrr_)..


feriale;

(1-) Vedi le risposte date da dei Mail/rais som


Ciascun cP0 dil'ml7u'flue

e id0imrhmfiwe le av

WZZOIIUZO , 901. 220 , e 225, .'.J Itf\"._u',

'\, ;'_ _",. i'_i_

a3

10

S. M. ha tenuti ancora presenti i rapporti det

i) tagliati degl istessi tre Magistrati de 10 e 18 del ca

dato Agosto su lesame loro commesso de dinotati fo


gli giustiiicativi , su iquali rapporti si _fatto rile
vara tra le altre cose , che le discolpe di que due
funzionari , lungi dall esser risultate convincenti , si

sono per la maggior parte trovate in collisione coi

fatti de processi e di altre carte autentiche. Che inol


tre , altre si son trovate contradittorie fra se stesse ,
e tutte generalmente non fondate , ed irragionevoli.

Che non cade dubbio di essere interceduto ne pro'


cessi redatti dallIntendente de Mattheis degl intrighi,
raggiri, sevizie , tormenti, abusi di potere ed irre

golarit (1) Che D. Gio. Battista de Gattis ed altri


risultino anche abusivamente immischiati nella sud
detta inquisizione ec.. . . . . . . . . . . . Quindi
la M. S. , nel Consiglio ordinario di Stato de 12 del

>> corrente mese ha ordinato, che la corte Suprema di

giustizia residente in Napoli, sia delegata a procedere


a camere riunite al giudizio regolare.
Parea, che non essendo a questo R. rescritto pre

(1) Si son riportate le parole di questo R. re


scritto per far conoscere, che il Re nostro Signore non
prefer con esso alcun giudizio , come se n sparsa
voce 5 ma altro non fece che premettere alla lettera il
parere dato dai tre Magistrati dopo l esame delle ri
sposte di de Mattheis ai capi d imputazione. Furono
essi 1' tre Magistrati e non il Re che disse di non cader
dubbio di essere intercea'uto ne processi redatti da de
Mattkeis degl intrighi cc.

\DI

Il

ceduto ci che le nostre leggidi procedura penale (I)


richieggono in ordine allo scioglimento di garantia pe

giudizj contro de pubblici fnnzionarj , vi si avesse dov


to, prima di ogni altra cosa, adempire, partendosi dal
principio, che, col prelodato Real rescritto, altro non ab

bia il Re comandatoqche lincominciamento di un re


golar giudizio dallo stato in cui si trovavano {allora le
cose. E ci anche per la considerazione, che importan
do lo scioglimento di garantia sottoposizione ad accusa,
questa non potea aver luogo nel caso di de Mattheis ,
perch istruzione alcuna, su le appostegli imputazioni ,
_non era preceduta. _
Cos parea che avesse dovuto andar la facenda, ma
avvenne il contrario. S incominci dall arresto di de
Mattheis come imputato di avere, in qualit di primo
: funzionario di una provincia, mediante abuso della

propria autorit, e con rispettiva correit col Proccu


rator generale (1 Alessandro , per proprio interesse,
istruita con pienezza di dolo una falsa processura scrit
ta ed orale in materia criminale e di stato, seducendo
con promesse, e seviziando con tormenti i testimo

nj , e supponendo , o fa]si_cando ingeneri per attri

buire ad epoche posteriori fatti anteriormente avve


venuti; le quali processure produssero la condanna
capitale di tre individui, e la condanna al terzo gra

do de ferri per altri dieci (a). -

(1) Articoli 524 e seguenti.


(a) Decisione di arresto. Ecco un apparato d im
putazioni assai diverso da quelle patate dai tre magi
strati.
*

12

Messo in arresto de Mattheis , avrebbe dovuto es

se'r subito giudicato ,_ perch era gi in legittimo sta_


to di accusa

(I) .

Ma come giudicarsi se processo

contro di lui non vi era ? Conveniva quindi istruirlo;


e l istruzione ne_ fu ordinata. Fu questa

incominciata

qui in Napoli dal signor Consigliere Cavalier Franchi de


legato , e proseguita dal signor giudice della gran Cor
te Criminale di Cosenza D. Pasquale Sansone, cui, die
tro requisitoriadd Ministero, pubblico , fu data la se
guente norma = Versare I. Sull esistenza o inesisten-:
za de movimenti rivoluzionari scoppiati nelle anzidet

>> te due Calabrie dal 1 Settembre 1821 a tutto Ago


_sto 1823. 2. Su le sevizie praticate da de Mattheis
9) nelle persone chiamate a testific_are

i precitati movi

menti rivoluzionari , con. ispecicarsi, su dei propo


sit, il luogo, il tempo , la qualit , loggetto ,
_le conseguenze siche e morali delle praticate sevizie,
_- non che il numero deseviziati.
Quando , come ,
da chi , per qual causa fu ucciso Michele Orlando.
>> Quali ricerche se ne fecero dalle autorit giudiziarie,
>> quali ne furono i risultamenti. _4. Cosa dava ad inf

tendere de Mattheis per autorizzare isuoi rigori eper .


. ispargere _i_l ,terror generale. 5. Di quali persone si
;> servi ein per ottener lintento propostosi, ed a quali
n_ di esse 'accord tutta la sua fiducia nell istruire su
l esposta rivoluzione,
;Dove trovavansi i testimoni

a carico dopo di aver deposto nell istruzione, e pri


ma di esser condotti in dibattimento, se in libert,
o in arresto : in qual modo -furon menati al(_'dibatti
'

'
4.4
.

11

-.L.L

L _.1
f I

(1).4rtl. 5 32 delle leggi dikprocedura penale.


\

15
I)

))

D)
))

)J

mento: Qual trattamento fu usato verso di essi du


rante la pubblica discussione : in qual modo furono
intesi: come furono trattati i difensori degli accusati.
7. Se tra de Mattheis ed Alessandro vi fu alcuna cor
rispondenza nel corso della istru2ione , nellapparec
Chio , e nel corso del dibattimento , e per mezzo
di chi. 8. Se il de Alessandro contrasse alcun impe
gno contro , o a favore di taluno degl imputati. 9.
Quali rapporti passavan tra D. Fraricesco Paparossi con
Raffaele Bilotta , e con Gio: Battista de Gattis. Se

il Paparossi diresse ,' o appoggi le denunzie di en

))

trambi su la prossime rivoluzione delle Calabrie: se


fu egli il loro consultore: se prese alcuna parte nella
istruzione: se nel corso del dibattimento esercit egli
alcuna inuenza per mezzo di de Gattis, che in
quel tempo alloggiava in casasua. 10. Quali rapporti

))

passavano tra de Gattis e de Mattheis, come, e per

))
))
))

quali oggetti furon contratti questi rapporti: fino a


))

qual segno si estese la ducia di de Mattheis in lui:

ai quali facolt gli confer de Mattheis : quali furono le

).I

operazioni
theis nel
nel corso
lessandro.

))

de Gattis spinse le sue persecuzioni: quali precedenti

3)
3)
DI

)D

di de Gattis sotto la protezione di de Mat


corso dellistruzione , nell apparecchio , e
del dibattimento sotto la protezione di A
11. Quali furono le persone contro di cui

cagioni a tanto lo indussero; di quali mezzi si serv:

Se ne suoi disegni associo Gabriele de Gotti, Salva


I)

tore Guerra, Francesco, e Leopoldo Paparossi, Raf

faele di Agnese, e Vincenzo Gatto: come attir nella


sua intrapresa Michele Orlando: Se alla di COSU
morte egli contribu , o cooper in qualsivoglia mo

do. 12. In che servirono ai disegni del de Mattheis


a

14
Raffaele (1 Agnese, Gabriele de Gotti, Gatto, Guer
ra , e Leopoldo Paparossi: quali operazioni essi ese

guirono nel corso delle istruzioni e del dibatti


mento.
Quando tutto ci era a provarsi, chi non vede che
nulla erasi provato ancora contro l arrestato de Mat
theis? Il Giudice Sansone intanto vi si applic, com
pil .l ordinatagli istruzione , e la rimise alla Corte Su
prema. In questa istruzione , tranne limputazione delle
pretese sevizie, e le circostanze che precedettero o ac

compagnarono la pubblica discussione della Commis


sion militare , tutto il dippi segnato nella norma ri
mase nel buio istesso in cui era prima distruirsi Pre

sunzion quindi (1 innocenza a pro degli accusati.


In conseguenza di questa istruzione , il giudi
zio progredi come ogni altro giudizio ordinario , ed il
P. M. , con formale atto di accusa, present alla su

prema Corte di giustizia il signor de Matthes come


reo 1. Di aver calunniate le popolazioni delle Cala
brie come cospiratrici contro lo stato e contro il
Be , mentre conosceva di essere quelle innocenti; e

ci per privato interesse , e per soddisfar vendette


private. Reato preveduto dall articolo 186 delle leg
gi penali. 2. Di aver per la stessa cagione scientemente
e dolosamente prodotto ed istruiti testimoni falsi , e

false carte in causa capitale con alterazione. di atti


generici , abusando dall autorit propria , e del pro
prio uizio. Reato preveduto degli articoli 187, 188,

287 delle leggi penali.

3. Di avere abusato della

propria autorit facendo violentare,

tormentate se

viziare testimoni ed imputati di orride prigioni , a


segno che tre morirono di stento e di disperazione.

1_5
- Reato preveduto dagli articoli 171, 234, 236, 237,

e 351 n. 4 delle leggi penali.


Su queste accuse non manc de Mattheis di porta
re le sue osservazioni in dritto. Del fatto , poich nan
poteva per anco parlarene, ei non si occup
Grave quistione intanto sorgea , se non essendo
de Mattheis legalmente sciolto dalla garantia , avesse
potuto contro di lui procedersi in un giudizio regolare
e con ordine inverso, facendosi cio segui-re allo sciogli
mento della garantia (quantewolte questo vi fosse stato )
ci che doveva precederla , val quanto dire, listruzicn
delle pruove , lesame delle medesime , 'l accusa , ed
il giudizio di sottoposizione ad accusa,
Di ci materia ad eccezioni di atti nulli spiegate
in due quistioni principali, cio tanto nellipotesi che
de Mattheis fosse stato sciolto dalla garantia , quanto
nel caso opposto. Nella prima ipotesi, siccome lo scio
glimento di garantia ne giudizi de pubblici funzionari
sta in luogo di sottoposizione ad accusa (2) , cos ogni
altro atto dopo di questa spiegato era :nullo , perch
fatto, era terminato gi il processo. Nel secondo, nullo era
1 intero procedimento , perch contro de pubblici fun

zionan non pu venirsi a giudizio senza esser prima


sciolti dalla garantia
Queste/ eccezioni furon rigettate, e si proced
atti ulteriori, a comincia: dal termine delle ore ventiquat

tro. De Mattheis present fra questo termine le sue

(1) Vedi 1 antecedente memoria.


,
(2) Art. 5 32 delle leggi di procedura penale.
(3) Eccezioni di atti mdli eszktenti in pmcesso.
*

16
posizioni a discolpa una colla nota de testimoni : il P.

M. di anche esso i testimoni suoi; ma non ne noti


-c la lista che due giorni dopo scorso il termine del
le ore ventiquattro, contro il disposto dell articolo 197

delle leggi di procedura ne giudizi penali. Vide de

Mattheis , dietro questa notifica , che molti testimoni


esaminati a suo carico dal Giudice Sansone si erano om
messi dal M. P. E siccome questi , deponendo per la

verit , lo discolpavano dalle menzogne degli altri, cos


egli pretese giustamente che si dovessero anche essi
citare , ne scelse tredici , e li produsse-a suo di

scarico. La Corte Suprema non ammise la domanda ,


perch prodotta fuori termine; ma nel tempo istesso
neppure di ascolto al reclamo di de Mattheis che alta
mente protestava di non aver potuto conoscere che il
M. P. , persecutor cosi de delitti come protettor del
linnocenza , non avea messi in nota tutti i testimoni
esaminati a carico , perch fra le ore ventiquattro non

glie nera stata intimata la nota. Una protesta chiuse le


sue doglianze: gli atti ordinatori terminarono: la pub
blica discussione compiuta : il tempo della difesa
giunto.

'

E poich si accusa de Mattheis 1. Di calunnia


contro le popolazioni delle Calabrie,
credere cospiratrici contro lo

per averle fatto

stato ed il Re ,

mentre

eran tranquille ed in perfetta calma, conviene , in pri


mo luogo, esaminare, il lro vero stato, e quello in.cui

de Mattheis le fe comparire.

2. Di aver prodotti ed

istruiti testimni falsi , e prodotte false scritture, ne


cessario , in secondo luogo , che delle sue operazioni
istruttorie si abbia una giusta contezza. 3. Di aver fatto
violentare , tormentare , seviziare testimoni , ed impu

17
tati in orrride prigioni, a segno che tre ne morirono
idi stento e di disperazione , bisogna , in terzo luogo ,

ricercare se tutto sia vero , e se de Mattheis possa es


seme imputato. Sar dunque la sua difesa divisa in tre
parti. Nella prima si metter in veduta il vero stato
della Calabria fino al cominciamento della di lui gene
rale istruzione. Nella seconda si esamineranno le sue

operazioni in ordine a questa


indi si fanno emergere. Nella
pruove raccolte per le volute
il valore, e se ne indagher
fossero state.

istruzione e le accuse che


terza si analizzeranno le
sevizie; se n esaminer
il fine , nel cas che vi

CAPITOLO I.
Vero stato della Calabria no al comz'nciamento della

generale istruzione di? de Mattizez's.


,

Quantunque il folle tentatitivo di Raffaele Poerio fosse


restato sul nascer suo estinto, pure contemporaneamente non
poco alterata ne rimase la tranquillit delle Calabrie. In Ga-_

tanzaro si sti continuamente su le armi. Nei Conflenti, ai


regi afssi si sostituirono libelli incendiarj ed oltraggian
ti. Bande armate di faCinorosi comparvero in C,utro. In
Cir, Carlopoli , Cotrone , Nicastro , Santaseverina ,
Policastro, Serra', Squillace, Sersale, Serrastretta , Tro

pea , e Taverna si sparsero voci allarmanti, si vi-\


dero emissarj , e si tennero abboccamenti coi rivoltosif

Non fu minore il disordine nella provincia di Cosenza.


> La maggior parte de luoghi di frontiera furono spinti al
;movimento rivoluzionario. Dai Marsi usc di pieno gior

no un attruppamento per sorprendere il corriere di Sicilia;

18
e sorpreso sarebbe statose non fosse giunto pi tardi del
solito. Simultanea fu in Mormanno lunione per sor

prendere , siccome fu sorpreso , e svaligiato il corriere

provveniente da Napoli. Il Vescovo di Cassano, che avea


tentato d impedirlo , si trov esposto ad insulti, e pe
rigli. Colpi di fucili vi furono in tempo di notte fra gli
armati di Normanno, e D. Francesco Minerviui agen
te del Vescovo nell episcopie. In Scigliano fu sorpreso,
e ferito dalla Gendarmeria , e dai Civici Cesare Rocca
emissario di Poerio. In Pedivigliano fu sorpreso il de
posito delle armi pubbliche in casa del Sindaco. In Ro

gliano nalmente vi fu un conitto fra la gendarmeria,


e gl insorti di Belsito
In questo stato di cose , una denunzia di Raffaele
Bilotta fatta allIntendente di Catanzaro, annunzi , che
una" congiura si stava tremando contra 1 ordine socia
le , e che fra i congiurati, oltre D. Giacinto dellesse ,
D. Giuseppe Verardi, D. Cesare Marincola, e D. An
tonio Calvo , vi erano ancora I). Benedetto Pucci , e

D. Luigi di Pasquale , quei medesimi che nellinsurre


zione di MiSuraca , da Catanzaro lor patria, si cran re

(1) Tutto ci si raccoglie dalle diverse processare


fatte da diverse autorit. Fra queste marcabile quella
che
compilata dal Commissario Vegliante , perch ,
fra l altre pruove in ordine alla svalzgzamento del cor
riere , vi la dichiarazione di Monsignor Vescovo di

Cassano su le cose avvenute in Monna-uno ed il rap


porto che il medesimo _fce al Commissario Rendina
dietro l arresto di Armentano non che le confessioni
della maggior parte de rei.
f

l9
ceti nel Monistero di Ecce-homo per conferir cogl in
sorti

Riservate investigazioni dell Ispettore Astuti fecero


creder falsa questa denunzia , tranquilla la provincia ,
e i denunziati incapaci di cospirare.
'
Una seconda dichiarazione di Bilotta , fatta qui in
Napoli, si cred che avesse avvalorata la creduta falsit
della sua denunzia, e fece dalla polizia proporre la tras

locazione del giudice Vassetti, da cui Bilotta avea fat


to capo per farsi presentare all Intendente di Catanza
ro , onde fargli la summentovata denunzia. Il Re non

trov nel giudice delitto alcunO7 ed in quanto a Bilot


ta, ordin il giudizio di calunnia, del cui esito coman
d di voler anche esser inteso
Fu questo primo avvenimento seguito da un se
condo. Un altra denunzia , fatta in Gennaio 1822 al
Commissariato generale di polizia da persona incerta ,
port che una nuova Setta erasi istallata nella provin
cia di Catanzaro, e che ne circolavano gii Catechismi.
E quantunque le investigazioni fatte sull assunto n ' -

avessero dato un felice risultamento , pure si seppe al


Vescovo di Catanzaro, cheravi ragione a temere che le
teste riscaldate non andassero a formare unioni fra loro;
da quello di Squillace, che un sordo movimento\indi
cava un occulto fermento; dal Vescovo di Mileto, che
si andavan facendo de tentativi per organizzare una nuo

va setta; e dal Giudice regio di Borgia, che davasi per


sicuro di essersi questa setta gi organizzata in Catan
zaro
\

(I) Fol. 4 Val. 131.


(2) Fol. 98\ Vol. 131.
(3) F01. 7 9 14' 16 V01. 813.

20
Altre voci sullargomento istesso sorsero di l a
non molto , e queste portavano, che in Taverna , Ga
tanzaro , e Cropani nuove societ segrete si erano sta
bilite
Comunque queste voci non si fossero verifi

cate , pure non lasciarono di produrre de giusti e fon


dati sospetti , che mantennero sempre vivo il timore.
N qui rimasero le cose. In Marzo 1822, D. Lui
gi Raimondi di S. Elia denunzi allIntendente de Mat
theis unaltra cospirazione, che da Catanzaro si comuni
cava in Cosenza per mezzo di D. Pietro Caselli, e D.
Francesco Palazzo
L Intendente de Mattheis , su la credenza che Bai
mondi avesse data molta dote al racconto di Pietro Sal,
da cui ripetea la notizia di quel che denunziava, e su

la considerazione che la provincia in generale era tran


quilla, e non vi si osservavano disposizioni alla rivol

ta, non di luogo ad investigazione alcuna 5 ma nel tempo


istesso,fgovernandosi da uomo prudente , prese le nei
cessarie precauzioni, onde , nella possibilit del male,

non fosse mancato il debito rimedio; e ne diede avviso


alla polizia

Cominciano da ci i falli dell Intendente de Mat

theis , e con essi il primo degli elementi che diedero

materia al presente giudizio. La Provincia ( si dice) era.


tranquilla per confessione dellistesso de Mattheis , e di
sposizione alcuna non vi era alla rivolta: le cospirazio-x
ni quindi, e le segrete societ , che posteriormente

(I) F0l. 24 25 26 33 34 35 Vol. 83.

(2) Fol. 1 e seguenti Vol. 28.


(3) Fai. 3 Vol. 28.

21

Nennero in campo , non ben si adattano alla verit. La


calunnia, dunque con esse.
_
, '_ _ 4
.
Ma chi , colui, che attestando il presente si fa
garante del futuro ? Quando de Mattheis parlava, nella
Calabria eravi tranquillit; ma_ci non escludeva che
vi avesse potuto esser anch nel tempo istesso una se-.
greta cospirazione. Conosce ognuno che le cospirazioni,
no a che non si convertono in attentati contro il gover

no ,_ in nulla,alterano__la tranquillit di uno Stato. Ca


tilina , per esempio, cospirava, e Roma era tranquilla:

Catilina attent, e la tranquillit di Roma disparve.


Possono Quindi in uno stato aver luogo_ nel tempo
istesso tranquillit e cospirau'one contro. la sua interna
sicurezza; poich comunque luna venisse dallaltra. mi-_
naccia_ta , coteste minacce, siccome occulte , non ne

possono alterar la sostanza, n cancellarne lapparenza,


In un stato in somma vi possono essere due specie di
tranquillit , la vera e il apparente. L una stabile ,
sicura e non minacciata da cospirazione alcuna, l altra
vacillante, mal sicura , e da cospirazioni insidiata.,Nel

l apparenza , 1 una non differisce dall altra ; _ non _cos


nella sostanza.

_Messa dunque lesistenza d una cospirazione in Ca


labria , la sua tranquillit apparente, lungi ancora -lat

tentato , non_sarebbe stata certamente alterata; e. chi


ci attestato avesse, come de Mattheis,attest , avrebbe

detto il vero , e non sarebbe caduto in contraddizione


alcuna.
Torniamo agli avvenimenti. Erano scorsi appena die
ci, 0 dodici giorni, quando una carta sediziosa si vide
comparire. D. Pietro Raimondi di Cutro la ricev per

la posta , ed al Sottointmdente di Cotrone sollecitamen-.

22

te lesib (1). Quale fosse stato il tenore di questa car


ta, non occorre rammentarlo, poich alla Corte Supre

ma abbastanza noto. Un ammasso di sediziose espres


sioni, un eccitamento alla rivolta, ed a cento altri de
litti , ne costituivano il complesso.

Varie tracce furono aperte onde venirsi in cogni


zione dei di lei autori , e forti sospetti caddero su le
ersone di Giuseppe, Nicola, e Francesco Saverio Fo

iino , Giovanni Villella, e Gio. Leonardo Pallone di


Pedivigliano
Di l a 15 giorni, cio a5 Luglio 1822 , un nuo
vo anunzio di rivolta concertata pel giorno del Corpus
domini arriva contemporaneamente in Cosenza , Catan
zaro, e Nicastro. D. Giambattista de Gattis di Martira

no lo dava , da 1). Vincenzo Gatto di Falerna lo rice

veva
Vero o supposto che fosse stato questo annunzio ,
quel ch certo si , che con questa occasione si ven
ne per la prima volta a conoscere , che la setta , la qua
le erasi prima sospettata, e quindi confusamente indicata
da Vescovi di Squillace , Mileto, e Catanzaro, e data

per sicura dal Giudice regio di Borgia, come di sopra


si detto , veniva denominata de Cavalieri Europei. Fa
cea parte di essa il denunziante Gatto, ed eravisi intro
dotto per conoscerne gli andamenti coll intelligenza del
Maresciallo Pastore , e dell Intendente Arena , giusta le

(I) Fol. 1 e seguen. V01. 152.


(a) Fol. 28 e 3| V01. 159.
(3) F01, e V01. 114 17 Vol. 63 7 e 23 Vol.
01,

25
assicurazioni che ne dava D. Giambattista de Gattis col
la sua dichiarazione fatta in Migliorina il giorno 10 Giu

gno 1822 innanzi al Commessario Spadea


vero

che Pastore

ed Arena il negarono , ma

freddamente il fecero. E chi pu mai persuadersi , che


se vero non fosse stato, de Gattis si sarebbe arrisicato

di asserirlo in faccia loro? Ed essi lo avrebbero tran


quillamente sofferto? Non credibile.
N della denunzia di Gatto fatta a 13 Agosto 1822
par che sia lecito dubitare. Cominci egli dallaccusar

la propria reit (2); e chi se stesso accusa, falsamente


non si accusa. Se dunque Gatto falsamente non si
potee accusare , esister dovea la setta , di cui egli mem
bro si confessava.
Ma altre notizie appoggiarono questa denunzia. Es
se furon date il giorno 21 di detto mese di Agosto da
Niccola Trunzo al Commissario Spadea , e furon le se
guenti-Michele Orlando del Comune di Sammango si
vedea continuamente girare, e motoria cosa era che gi

rasse per affari di Carboneria. Essendo mancato lultima


volta da Sammango per circa venti giorni, al ritornar
che vi fece il di I Giugno 1822, si elev la voce di es
sere stato nella provincia di Reggio per gli affari sud;
detti. Il giorno appresso parti per Cosenza,_ze da Fran

cesco Chie'alo di ui cugino, si seppe che andava giran


do per causa della rivolta , che succeder dovea il gior
no del Corpus domini; e dal di lui fratello Gio: Ma
ria Orlando si venne a conoscere , che in ogni paese ,

(I) Fol. 19 Vol. 101.


(2) Fol. 39 e 40 .Vol. 10.

24
si in cui andava, veniva provveduto di denaro e di vet
>> ture , in modo che girava sempre a cavallo
Intanto,la circostanziata denunzia di Gatto nierit
tutta l attenzione del Ministro di polizia, e nel tempo

istesso cost all Intendente di Catanzaro, il quale non


ne avea tenuto conto alcuno , 'il seguente rimprove

ro - Ho letto la dichiarazione di Gatti . . . . .


Mi fa molta meravigliacoxe una deposizione simile
a quella di Gatti , in cui si parla di fatti non di

notizie , ella la vede tanto. leggieray da non formarne


processo , e motivo di arresto ai capi da quello denun
>> ziati. Io trovo in vece che ha tutto il fondamento e\

>> pel noto carattere de settarj nominati, e per la pre-


i cisa esposizione de fatti del denunziantc Gatti; Ella

riguardi questo affare come ess_enzialissimo; e poten


n intervenne
do dal detto
di Gatti
aver base
unione,
egli
, senza
attendere
altro,dell
pu
passareov
iallar

>> resto derei, e basar le fondamenta del piimportau


te_ processo
'
'
Il-Segr'etario Generale dellIntenden2a di Cosenza,
ed il Commissario Chiarini per lopposto, al ricevere del
la deposizione di Gatti dallIntendente di Catanzaro, leb

bero per falsa; ed in data de 6 Settembre 1822 glielo


manifestargano. De Mattheis allora era infermo e'grave.
mente. Lontano quindi per questa ragione dagli affari,

non pot avervi ingerenza alcuna.

" .
"
7 Ebbe luogo intanto l avvenimento di Te'ssno , e

questo fe conoscere chi era Michele Orlando , di; cui

Q1) Fol. 48 Vol, 35_, '}= .

'\ . ,'

.:, I

(a) Fol. 49 Vol. 35, Documenti lem\.e;d_zscussz


in dibattimento.

'

25
aveva parlato Trunzo , quali erano i suoi compagni , e
per quali oggetti girava egli da paese in paese. Una vi
-va persecuzione fu quindi contro di lui attivata no a
che , conosciutosi mal sicuro, e temendo di vedersisu
le liste de forbanditi , chiese, e gli fu dallIntendente de

Mattheis accordata, la spontanea presentazione , la quale


ebbe effetto il giorno 13 Settembre 1822
Vennero da ci le di lui rivelazioni, che portaro
no lintero sviluppo delle cose relative allesistenza del

-la nuova setta , e diedero materia a quella istruzione,


alla quale fu de Mattheis prescelto , e da cui tutte son
derivate le sue non meritate sciagure.
Dalle cose n qui dette , e dai fatti nora esami
nati, risulta ad evidenza, che quando arriv la denun
zia di Orlando all Intendente de Mattheis, lo stato del
la Calabria era il seguente. L attentato di poerio vi
avea ridestate le idee costituzionali : la denunzia di Bi

lotta , qualunque ella si foste stata, vi avea fatti nasce


re i sospetti di novelle societ segrete: quella di Raimon

di vi avea lasciato travedere nuove cospirazioni : il fo


glio incendiario esibito al Sottointendente di Cotrone da
D. Pietro Raimondi di Cutro, vi avea fatto presumer
prossimo un attentato :' la denunzia circostanziata di Gat
ti vi dava per istabilita una nuova setta, il cui princi
pale oggetto era la rivoluzione: le notizie deVescovi
di Squillace, Mileto, e Catanzaro , e le assicurazioni

del Giudice Regio di Borgia avean presaperci maggior


consistenza , e facean conoscere ,

che senza gravissimo

fallo pi non si potea rimanere indolente , come bene

(I) Dichiarazioni di 'Tomn'zaso, 6 Gio. Maria Or


lando padre e fratello del Michele. . i

46
erasi: avvisato il Ministro di polizia per la semplice let
tura della denunzia di Gatti: la dichiarazione in ne di
Trunzo avea sempre pi avvalorate le presunzioni del
1 esistenza della nuova setta e delle sue criminose intra
prese per mezzo del summentovato Michele Orlando.
In questo stato di perplessit, incertezza, timori,
presunzioni di mali e di sventure per la Calabria arri

vano le rivelazioni di Orlando, e queste , per propria


scienza del denunziante , tutte manifestano le trame '

no a quel punto ordite da varie persone, ed in vari pun


ti di quelle provincie contro l interna sicurezza dello
stato.

'

In tal posizione, potea de Mattheis restarsene in


dolente ? N il potea, n il dovea. Nol poteva, per*

che avrebbe esposta la provincia a gravissimi mali: nol


dovea, perch avrebbe trasgredito il pi sacro de' suoi do
veri e della carica che aveagli il Sovrano afdata. E nondi
meno fu questa, come si accennato , la sorgente de suoi

-pretesi reati. Profonda pace (gli fu detto) avea messa


sua sede nelle Calabrie, e tu istesso ne avevi assicurato

il governo. Le sette adunque e le trame , messe po


steriormente in campo , non furono , che un ritrovato

per far comparire agli occhi tuoi quel che non era , e
Secondar cos le mire di D. Giambattista de Gattis.
.Calunniasti quindi le popolazioni delle Calabrie :

ro

ducesti, ed istruisti scientemente - 'e dolosamente falsi

testimoni , e false carte; alterasti atti generici; facesti


violentare , tormentare e. seviziare testimonj ed imputa

tati , tal che tre ne morirono di stento e di dispera


zione ec.

'(1) Vedi laccusa.

. .

27
'.

Prqfonda"pace in Calabria! -E quale era'mai que


sta pace ?- Quella che vi avea lasciata il mar Procello.

so delle passate vicende, che per natura non potea-an


cora esser pacato ? Un partito di recente uscito dal li
cenzioso suo stato di novit, non per opera del tempo
e della ragione, ma per forza repressiva, non potea in

"si breve tempo tornar paciCo e sommesso come si vor


rebbe far comparire. E quale era questa pace? Quella
che vi avea lasciata Poerio , il cui attentato , se fu di
corta durata ne suoi risultamenti , non lo fu in quanto

all esaltazione degli animi ed al ravvivamento delle pas


sioni? Qual era questa pace? Quella che per varie vie
avea prodotti svaligiamenti di corrieri , sordi movimen
ti, continue irrequietezze, equivoche operazioni occul-.

to fermento ec.? Quale era in ne questa pace? Quel+


la che per tante notizie, ora disprezzato , ora non cuq

rate, ora credute, senza ragione alcuna , false o esage-v


rate , non si vedea che precaria nelle Calabrie , ed avea

bisogno_per esser mantenuta di una forza imponente?


I seguenti due documenti 10 fan chiaramente conoscere.
Lo spirito pubblico delle provincie ( scrivea il Ma-..
resciallo Pastore al governo per lorgano della polizia
generale a 21 Dicembre 1822 ) alle mie cure fai/fidate,
lungi del migliorare alla vista di tanti tratti della cle

menza di S. M. , presenta un quadro assai tristo d irri


conoscenza alle patcrne sollecitudini della M. S. Gli spi
riti irrequieti e torbidi, di cui, sgrazialammte le Cala-.

brie abbondano, tentano ad ogni costo di riaccendere lafa


ce delle discordie e sovvertire l ordine pubblico. In una
tanto critica posizione , io non saprei qual temperamento

prendere , laddove quale/m disordine argenisse. Prt'vo

28
di una jbrza imponente , ed assistito soltanto da pochi
u'iziali , inabilitato sarei di porre un argine qcaca

alla sfrenata mania de sconsigliati. Sprezzana'o le insi


die , che costoro tramano alla mia vita , accorrer di
persona ove il bisogno lo richiede. Sar 1'rgfallantenzen
te sacricato, terminer la mia carriera da onorato

militare :, ma la mia perdita non inuir certamente al


bene della cosa, n arrester il torrente de mali, che
sta per inondare queste regioni, eforse il regno intero
Non i da riv0carsi in dubbio ( manifestava
la polizia generale al General Frimont in data de 4
Gennajo 1823 ) ed realmente provato che de male in
tenzionati, n da Luglio 18 21 e no aLuglio 1822 ab
bian tentate ed eseguite talvolta delle unioni dedicate
a. sconvolger l ordine delle cose , ed il sistema del go
verno, riunendosi criminosamente in una riforma carbo

nica sotto la denominazione di Cavalieri Europei Rifor-.

mali. Il governo ha in mano lela di questa scoperta pog


giate non ad indizj soltanto , ma afatti ed a pruove.
E quantunque 1 fatti che si emmeiano siano relativi al-.
lepoc/ze da Marzo 1821 a Giugno , e princzpj di
Luglio dello spirato anno non sembrassero di esigere

provvidenze di urgenza , pure per lesempio , e pe l


buon ordine di quelle provincie , ha creduto, che sena

perdersi maggior tempo si completi la processura , e


subito si riunisca , secondo le leggi , la Commissione
militare per giudicare i rei che sono nelle mani della
giustizia , mentre contro gli altri non ancora arrestati,

secondo quelle vedute che saran creduto opportune , si


proseguiranno a suo tempo le ricerche . . . . . Visto
\

(I) Fol

Vol'

Diqy55f in

..

;.:r_

dll'llfff0

29
il parere del consiglio di stato , la prego inandare in
Calabria una campetente forza

.t

Pace assicurata al, governo dall istesso Intendente


de Mattheis. Chi d.sicurez'za dell esistenza, 0 inesi
stenza di un fatto, la d. 'pe l miolentoattuale', non
mai per l avvenire. De Mattheis adunque , quando as

sicurava il governo della tranquillit di suaprovincia ,


1 assicurava dell attuale e non della futura; '_per con.
seguenza dicea il vero. Il vero/disse del pari allrch,
scoverta la nuova setta, e le nuove cospirazioni, egli lo

fe conoscere al governo , senzamai parlare di tranquil


lit turbata. Si di sopra osservato, equi ;si ripete ,
che le cospirazioni non turbano (la tranquillit, di uno

Stato che nelmomento in cui si convertono in ,at'ten-_


tati., Antecedqntement ,__ tutto calma ,1 ma calma si;
mile a quella che precede} le.teinpeste ,. calma in som
ma apparente ed inganatrice. Fatta quindi? distinzione
fra questa e la tranquillit vera, si trover sempre veri

dico tanto chi parla di tranquillit nellesistenza della


prima , quanto, colui , che ._n& parla nell esistenza della

seconda.
Ricordiamoci in ne del nero senso -_de rapporti di
deMattheis, e troveremo,clif egli, alla genetfalitvde Ca
labresi, attribu sempre ed in ogni caso la tranquillit ,
:l amore , ,e._lagttaccameptq al governo, ,n ;colla'.bverta

della nuova, setta ,; e delle trame di pochi ,tolse lQO,' n


in minima parte alter,,questeprerogative. I suoi, rapporti
deg Febbraio, 8 e 12_Mar20 1822 dimostrano questa
verit no all evidenza. Si dice col primo, fatto in OC

(1) Fa]. 43 Voli Nii7.:\ W

:tlt

L.t

._ 11

.._..

_ \

\:_,

.Dlgam ipfdlbattmwmv.

50
casione della tentata fuga de detenuti. -- La provincia
nello stato il pi soddisat:ente di tranquillit.

I suoi abitanti in generale , istruiti da una fatale


esperienza, amano di vivere sotto l egida delle at

tuali leggi

Col secondo e terzo -- Che la provin

eia era tranquillissima , e che il

fatto dimostrava

sempre pi che LA GRNERALITA de suoi amministrati


amava lordine pubblico , ed era disposto a consen
varlo.
.
La setta posteriormente messa in campo fu. un ri
trovato perfar comparire agli occhi del governo quel
che non era. Su questo argomento si assai bene , ed

ubertosamente aringato da chi mi ha preceduto


In quanto a me, io non deggio parlarne che per quel
la parte solamente , la quale} pu aver relazione colle

operazioni istruttorie di de Mattheis , il cui esame for


mar deve il secondo oggetto della mia difesa , e dar
materia al seguente capitolo,
CAPITOLO II.

Esame delle operazioni istruttorie di de Mattheis ,


e delle accuse che indi si fanno emergere.
Per ben trattar questo argomento , e dargli nel
tempo isteSso l ordine conveniente per benintenderlo , fa
d uopo incominciare dalle rivelazioni di Orlando. [Da

queste adunque io incomincer.

'

(I) Fol1g3 a 19. vol. 63. ___


o(-'.'T(g)',,fl}sigwr.%i'.

_
..

\l,_ I, \
_. . .

._./

5.'

Era 'eranddacpmesi detto"; fuggiasco, parti


colarmente dopo l avvenimento di Tessano, ed un pro
cesso a suo carico esisteva gi nella Calabria ulteriore

seconda , quando egli chiese di voler manifestare fatti


e circostanze relative alla nuova setta organizzata dopo i
24 Marzo i821 ad oggetto di.distruggere il governo

di S. M.

L Intendente- de Mattheis era in quel tempo infer


mo , colpito specialmente da una paralisi generale. Ac
cett nondimeno 1 oertagli presentazione, e per mezzo
del Commissario, Chiarini ,. che tanto figur in questo
rincontro , rivel Orlando parte di ci. ch egli.sapea , e

promise rivelare il dippi, dietro le dilucidazic_mi, che


ne. avrebbe prese, o secondo lealtre notizie," che avreb

be potuto in progresso acquistare. Della misteriosa sua


reticenza ,' ben si avvide il- Commissario Chiarini; e nel
rapporto fatto alla polizia a 20 Settembre. 1822 tutto
di suo carattere, V e da lui, anche rmato insieme col

llntendente', lo manifesto. ne seguenti termini. -- Se


da un lato il costituto d Orlando ha dato gran lume
per gli autori di Catanzaro , evvi dallaltro gran la
cuna per la provincia di Cosenza e Tessano. In fatti,

domandato appena de. dignitan scelti dalla provincia


di Cosenza , ha preso ,un misterioso silenzio , ed il

racconto del suo primo elsecondo viaggio da Samman


go a Tessano e Cosenza , altro non dimostra che una
soprqna.hzalizia . . . ' . Gli indizj di corrispondenza

fra Verardi, Larosa, e l Orlando con Rossi, Monaco,


e Pietro Caselli, portano, senza ostacolo, a pi maturo
k

(1) Fol.

52
sviluppo .
tazione di
io ne.son
zioni dall

. . . Converr trarre protto dalla presen-


questo scellerata . . . Il Egli conosce , ed
certo , tutto lintriga delle novelle wspira
epoca di Luglio 1891 , e le la della cor

rispondenza non solo delle Calabrie, ma per no di


Salerno e di Napoli . . . . Dalla lettura del cosiituto,
V. E. rilever quanto superciali sono -tuttavia le" ri

velazioni fatte , e perci , a richiesta dello stesso , ho


accordato al medesimo un altro salvoonqlott per ritor
nare in S. Mango , e ripresentarsi il di 25 per subi

re un secondo interrogatorio. Intanto , ove persister


nella negativa , e noirmi agevoler, come ha premes

so , la presentazione

Francesco Manac'o , latitante

tuttavia nel territdrio di Sammango , io sar nella >ne=

cessit di farlo arrestare


.
Qui incomincia a dirsi contro de Mattheis, -ch egli
di Orlando, il quale , tutto al pi , sarebbe stato un
denunziante, ne fece, con una sua ordinanza , un testi
moniopu'ro -- Provvede Che il Suddetto Mclzele Orlando
sia ricevuto come testimonio. Ma non si dice che sog-.

giunse-fSalvo al giudice di fatto ci che si\ creder


convenevole alla giustizia
.E quando anche ci
non avesse aggiunto , poteva. Orlando acquistar la qua_
lit di testimone, sol perchgliela dava l Intendente?
Non mai; Le vane attribuzioni non ledono
la gin-s
SZ3. . ..

-. .

-\5\

21

Con quanta fedelt,.ed.indierenm sia-stata poi

ricevuta la dichiarazione dell Orlando , la sua semplice


I
J

'(i)Fl. 8 a10.'v51;;'2i." " w


(2) Fol. 1. vol. 5.

.. -.

55
lettura lo dimostra. Quel che manifest fu scritto, quel
che tacque , fu taciuto. Depose di nulla poter dire
intorno ai segni,

ec. ,

e questo

fu

registrato. Ag

giunse , che si riserbava di dar su tale articolo .mi

gliori dilucidazioni coll ajuto di de Gattis, che egli sa.


.pea di averli tutti , e cos , senza la minima alteramw

ne, fu scritto. Escluse in fine 1 Sammanghesi dalla


setta , e se ne fece espressa menzione.
In somma , se per poco si fosse voluto far di Or

lando un istrumento dei desiderj altrui, altra dichiara


zione se gli sarebbe messa in bocca, e non gi quella,
ch ci fece, piena di misteri, reticenze, ed imperfe
zioni. A qual' uopo farlo comparire in iscena tante e

si diverse volte, e prender da lui tante e si diverse


dichiarazioni? S egli non era che un istrumento del

1 altrui volont, bastava un atto solo per fargli dire


tutto ci che si voleva. Ogni altra cosa sarebbe stata
inutile, imprudente , infruttuosa, e contra ragione.

J) Parlava, si soggiunge, Orlando di D. Gio. Batti


sta de Gattis, e col suo ajuto prometteva la rimem
branza de segni . Dunque dovea 1 Intendente co
noscere che da costui era egli animato.
Il contrario. De Gattis nello scovrirnento delle tra
me , intrighi, ed operazioni settarie avea gurato , e
gurava molto presso le autorit competenti della Cala

bria , come di sopra si osservato. Una denunzia adun


que , che su questa materia fosse dalui derivata , non
avrebbe potuta mai supporsi simile a quella che facea
Orlando.
_
Ma sia comunque, ricordiamoci, che lIntenden
.te era un istruttore , e che istruiva per indagar gli au

tori di un reato per sua natura occulto , e che minac


b

54
ciava 1 interna sicurezza dello stato. Quale esser dunque

dovea il suo uzio santo ed inalterabile? Quello, senza


dubbio , di raccogliere , e fedelmente registrare tutto ci

che gli veniva , per qualunque via, manifestato e de


posto: il valutario poi, sia dalla banda della sua origi

ne , sia in rapporto alla verit , si apparteneva al magistrato. Ci egli fece appunto. Raccolse , e fedelmente
scrisse le rivelazioni di Orlando come istruttore , e

lasci al magistrato il valutarle come giudice della ve


rit del fatto. Operazione santa , giusta ed irrepren

sibilo.
Le denunzie, le dichiarazibui de complici, o de
semplici consci de misfatti contro la sicurezza interna
di uno Stato vennero

eneralmente accolte. Le accolse

Roma e per ben due ate si salv: le accolsero gllm


peratori : le accogliamo tutto giorno anche noi. Il solo

de Mattheis adunque dovea rigettarle sul semplice ed


inconcepibile sospetto che poteauo esser false?
Ma oltre a ci , il solo riesso , che la legge co
manda , sotto sanzion penale , la rivelazione de reati
contro lo Stato (I) , non forse bastante perch il ma
gistrato sia nella giusta prevenzione, che Colui il quale
va a rivelarglieli lo faccia pi per ubbidire alla legge ,
cheper altra cagione ? A de Mattheis solamente dovea
essere interdetta questa presunzione ? Egli solo , dietro
immaginazioni e possibilit , dovea sospettare che Orlan

do non dalla legge, ma dall influenza altrui veniva


animato a scovrire quel che rivelava ?
\

' (I) Art. 144 delle leggi penali.

55'
Ma si .giugne- no ad asserirez che dei Mattheia era

d? ;1cchdo

deGattlis, , che-;periseeondarl le sue

re, . abbiztaccettate e sostenute le rivelazioni di Orland0.

Ma ci, su. quale appoggia? (Pflrlm. della presentazione


di Orlando",

e' per-qualche tempo Anchedup della

medesima , niuno avvicinamento di.de Gattis allIntern


dente , _niun COHIBUOUfI-a 'OIOIIUE dloibisogno. degli
arresti fu qrtello che li pose .ill. relazionef E 61516 Ci si
vero, non solo: viep dimostrato dalla mancanza totale delle
pruove in contrario; ma di vantaggio , anche avvalo
rato dalle circostanze, che avendo vpluto_ .tle Gattis ma?

.nifestare alle autorit quel Ch era a sua notizia intorno


all' affare del Corpus Damini si diresse al; Marchese Spi
riti , e non allIn-tendente. ,
-, I \
Ma per qual motivo , per qual cagione dovea de

Mattheis secondar le mire di de Gattis, quante volte egli


ne avesse avuto? Perch, ,faVOrire i Suoi interessi, e tender
si istrurnento delle di lui passioni? Alcune cagione non

vi ha , ancorch riceer si volesse nello spazio immen


so de possibili. _Si_arriverebbe quindi anche asos'petta?
re in de Mattheis, cotanta scelleranza , Senza cagione al
cuna? Qualche testimonio (facendo per_g'iudizio) altro
non seppe immaginare che' una soverchia ;credulit in

de Mattheis a ci che: ad arte si.spnncipvada quei che


lapprossimaVH-HO (I). ;

. '

_Ma laccusa parla di privato interesse e di private

vendette in de Mattheis. "E quali quste'erno?.Aiho silen


zio, inutili sforzi per provarlo, prnavaininna. Nuocerebbe
anche questo a de Mattheis? Supplirehbe ella alla man
cancanza delle pruove una,gratuita asserzione? O in ne,
_\

'
"

(I) 'Dt'Cltiarazioni"d;"

'.

. i .._

36
per privato interesse , e per private vendette s intende

rebbero l interesse privato , e le private vendette di de


Gattis soPra i Sammanghesi? Aveva anche egli forse de
Mattheis terre a rivendicare, dritti a sperimentare ,\ ingiu
rie a ribattere in Sammango ,' come si,dice di de Gattis?
Niente di tutto ci. Dallaltra banda, ambizione di far

processi per reati di stato} egli non ebbe mai: Che se


avuta lavesse -., poich avrebbe potuto soddisfarla assai
prima di 'quel tempo , materia non gli mancava. Anzi
notabile che su questo particolare fu egli piuttosto

trascurato che no. Si senta sul proposito il Com


missario Elia , e se ne giudichi. - De Mattheis (di
c egli nel rapporto fatto alla polizia ai 31 Maggio 1823)
fu trascurato per qualche tempo 5 giacch vi avea nel
suo zgizio di polizia elementi tali da poter instrm're la
pi bella delle processare.
E ritornando ad Urlando , egli sarebbe stato ben
folle , se per secondar de Gattis fosse corso a confes
sarsi reo di un misfatto che non avea commesso , e

che richiamava sul suo capo unaspra ' pena , per sem

plice condiscendenza. Ma quando _ che Orlando chiede


di presentarsi? Quando 1 Intendente era gravemente in
fermo. Ora se per poco vi fosse stato , non dico con

certo , ma semplice intelligenza tra lIntendente e de


Gattis , non si sarebbe certamente scelto il tempo_ di
sua infermit per farlo presentare, n egli avrebbe pre:

ferito linteresse di de Gttis allapropria salute, anzi


alla salute eterna
In somma non -vi cosa Pl
(1) Era egli in quel punto minacciato dalla mor
te. L idea delleterna punizione delle colpe umane- do
vea essere in lui assai pi viva e spaventosa.

assurda ed insussistente quanto il supporre che lInten


dente de Mattheis , senza ragione , e senza causa alcu

na, avesse secondate le mire altrui a danno della verit,


della giustizia , e della propria Salute.
Ma si ripiglia: llnteiiclente non si avvalso di de

Gattis, non gli acCord la .sua piena ducia nellesecu


zione di tutto ci che fu la 'conseguenm de rivelamenti
di Orlando?

.
t - .

Si avvalse lIntendente di de Gattis; ma in che?


Non in altro che nell esecuzione di alcuni mandati di
giustizia. Qualunquefosse egli stato questo incarico, gli
era sempre bene affidato. In esso qual marca d illimitata

ducia? Qhalegnalat'o favore?- L esattezza del Servizio


era quello. che si richiedeva, e questa esattezza era indu
bitatamente in de Gattis, su cui tutte le autorit , ed
in tutti i tempi, avean sempre fondato , e l aveano.
adoperato innitamente pi di quel che non fece da
Mattheis.
,_. .
"=
F

Daltronde notorio era il suo attaccamento al So


vrano , notoria la di lui avversione alle societ segrete,
ntorie le persecuzioni da lui sofferte. Tutte queste co

se non erano sufcienti titoli da farlo preferire ad ogni


altro nell incarico che gli fu afdato? Lo erano indubi
lamento. E che ci sia vero , la seguente lettera scritta
da de Mattheis allIntendente .di Catanzaro a 22 Otto.
bre 1822 , abbastanza lo dimostra. ---. Conoscendo

pruove luminose di attaccamento date da de Gattis. . .


.le allo stesso adatti l esecuzione di un geldsiissimo
disimpegno per ari di alta polizia ,' "e .'l710,_'(i; que

st oggetto autorizzato ad armare un. proporzionato nu

b 2

\.
__.\

58
mero ili persone

Ed in un altra lettera de 18 No

vembre dellanno istesso si espresse in questo modo


D. Gio. Battista de Gattis . . . . . . Soggetto , la

cui esistenza indissolubilmente congiunta colla cause


del Trono , e su cui si pu riposare tranquillanuznte
Del resto, per escludere ogni idea di relazione fra

de Gattis e l Intendente intorno allapreseutazione di


Orlando anche con una pruova positiva , ed esuberan
te, seguiamo le di lui operazioni, e lo conosceremo
costantemente distaccato da de Mattheis e dalla sua re-,
sidenza no al punto che non gli fu dato lincarico ,
di cui si parlato.
.
1
Sappiamo in fatti che ai principi di Giugno 1822
era egli nella sua patria. Che di l spediva lavviso in
Cosenza al Marchese Spiriti di ci che gli era stato con
dato intorno al futuro avvenimento del Corpus Domi
ni; Che a 10 del mese istesso de Gattis era in Catan
zaro col chiamato da quell Intendente ; e che nel vicino

Comune di Migliorina dichiarava di essere stato egli colui


che avea rimessi i cartelli in Cosenza, Nicastro,. e (221*

tanzaro. Che nel mese di Agosto, astretto il de Gattis


in Catanzaro a uominar la persona, di cui avea parla
to , nomin. Vincenzo Gatto di Falerna. Che ai 13 di

detto mese Gatto fece la Sua dichiarazione in Catanza

ro. Che da quel momento in poi de Gattis fu occu


pato in questo affare per quella parte che lo riguarda
-v"-.n-

(a) Fol.

vol. 2..

(a) Fol. 7. vol. 2.

f.

59
va, e che, gli avean data le sue rivelazioni intorno al

Gatto istesso. Che nalmente in quel tempo, e lunga


pezza anche da poi, deMattheis fu infermo ed agi

coll aiuto ed assistenza del Commissario Chiarini. Quan


do dunque tratt egli con Gattis , e Gattis con lui
in ordine alla presentazione di Orlando , se costa ,
che prima della medesima 1 uno non si approssim

all altro ? Se luno era nella provincia di Catanza-.


ro e laltro giacca infrmo in Cosenza? Non vi tratt
mai , n vi pot trattare; ma tutto fu opera della
sola libera e spontanea volont di Orlando , che non

potendo pi reggere alla persecnzione che gli si dava ,


come di sopra si osservato , corse a gittarsi fra.le brac
eia della giustizia , e con uno scovrimento salutare per
1 interna sicurezza della Calabria , sper de suoi falli

un generoso perdono.
.
Bandita cos ogni idea di accordo fra 1 Intendente
de Mattheis , e D. Giambattista de Gattis nella. presen
tazione e rivelamenti di Orlando , e conosciuta la vera

origine delluno e degli altri , ripigliamo il filo delle


operazioni di de Mattheis , e della sua istruzione. ,

Le la che Orlando avea date con queste sue ri


velazioni eran tali che davan luogo ad una innit di
ricerche utili tutte e necessarie per lo scovrimento del

la verit. Obbligo" quindi dell istruttore era di versarvi


si diligentemente. Potea egli pi lusingarsi di riscal-

damento di fantasie , o di ritrovati menzognieri? \Era


no fatti e non parole quelli che rivelava Orlando. Com-.
binavano essi colle cose dette da Gatto , avvalorate da
Trunzo , sostenute dall avvenimento,di Tessago e da
*

40
tante altre circostanze ,

che concorrevano a'vestire la

sua dichiarazione.

In fatti cominciava egli dal dichiarare I (Che da De


cembre 1 8 2 1 in poi era stato membro di societ segreta. Di

Ci non si potea dubitare. 2. Che dal momento del ritor


no de legionagi nelle loro case no a tutto Giugno 1 82 1
vi fu quiete negli animi de Calabresi, e tranquillit nel
le Calabrie. Verit innegabile. 3. Che a Luglio Raae
le Pocrio concepi l idea di una nuova rivoluzione su la
lusinga che sarebbe stato lseconclato dalle altre provincie.

Di questo fatto non si poteva quistionare, perch segui


to dall evento. 4. Che gli emissarj di Catanzaro era
no Gio. Scalfaio , Giacinto de Jesse , Luigi ali Pa

squale , Giuseppe Luciani , e Cesare Marincola. Era


questo un fatto, che ptea mettersi a pruova: dunque
non potea non formare per de Mattheis un oggetto

distruzione; e per conseguenza giuste e regolari furono


le sue ricerche sul proposito. 5. Che segno , o prepa
rativa della rivolta esser dovea la sorpresa del corrie
re in Campotenese. Erasi questo fatto vericato. L at
tentato nn potea avere altro fine che questo; ma
ci non si poteva conoscere dalla generalit , e paru

colarmerite da Orlando ch era nella provincia di Ca


tanzaro. Essergli quindi noto non altrimenti poich
come complice de criminosi progetti chegli - SVelava.
6. Che riusciti in ruttosi ,i sforzi dl" P06r1b1 Slim"
'barc per'Malta , e la provincia. rest tranquilla
no al terminar dellanno 18 21. Ecco un fatto de
posto nella sua semplicit, e secondo 1 apparenza 111

"cui si Presentavaf In realt la cosa non andava cosr.

41
Dopo lavpartenza di Poerio rimase nelle Calabrie, co

Ime di sopra si osservato, sordo fermento 5? e ifauj


noti alle autorit lo dimostravano.) Se per poco adun
ue la dichiarazione (li-(Orlando avesse voluto alterarsi,

se gli sarebbe fatto dire anche questo. 7. Che in Gen


-najo e Febbrizjo;18az .si parlava di una 'nuova setta

dei Cavalieri Europcifngig._di cui diceasi capo D.


-Gz'useppe Verardi di (lcztczizitmiilroi,v c pr0pdgatori Scale

faro, e Marincola, de Pasqimle,-, Luciano. Ci non


era nuovo. Gatto lo avea anche detto , e mille confu
se notizie 10 aveano annunziato: trattavasi in somma di
fatti confermati da un. Complice del misfatto. Poteano
essi non fonnr 11iateria d instruzione ? E se 1 Inten

dente vistrui 5\ e li provo, pu esserneriprcsq? > Pu es-


ser redarguito di abuso Idipolere? 6. Che a 15 ' di Febf
brj0 i829

[Orlando rcvuto come componente della

Societ segreta in cas_adi SC'aro, che. si dz'cea capo di


"sezione, presenti" Elia , _Tuc'ci , ed altri, al numero di

dodici. Ecco unaltro, fatto 'cbe. dava luogo ad iStruzi0-_


ne;x che.da altnitnon iavrbb'e potuto sapersi che da,

'coluif'chm erastato-il.soggetto,' o da 'quelli che vi

ffuron poeeenti.cCi' importava; che vericato questo fat


fto, verayenva anche a dimostrarsi la rivelazione di Or-,

lande."
9; Che nulla' p0tea' dire in quanto( ai segni ,
ioccamnti, e parda ,. e _clze solo ipotea accennar_ qualche
cosain' quanto alla parola di',passo , ed a_ toccamenti,
Questa ign0r'a'nza' di Orlando , Cos "sinceramente confes-_
seta ,'. nella cosa istessa. Egli , dopo ola sua ricezione,
non ;era inberVenut'o nelle .u'nioni. presso Scalfari ,che una
volta sola. D0yea-quindi esser (ii-necessit male istrutto

segreti della societ; e';ohi,riceveva-lajstlg dichiara

42
zione dovea persuadersene senza far sospetto veruno di
mendacio. 10. Che si sarebbe meglio irjormata di que
ste cose , da de Gttis, che sapea di conoscerle tutte , e
c0l cui mezza potea anch egli ricbrdarsene con certezza.
Ci non potea, n dovea indurre nellanimo dell Intenden
te sospetto dinuenza sopra lOrlando, perch era general
mente noto , che de Gattis , per lacura che si prendea di

vegliare su le segrete unioni per effetto del suo attacca


mento al Sovrano , era al caso di poter tutto sapere ,
e di coadjuvare Orlando nelle sue utili scoverte. 11. Che
i mezzi usati, onde prapagar la setta , consisteano nella
spedizione de Settarj conosciuti dai capi per i diversi
paesi sotto pretesti di commercio , di liti, di matrimonj,
e di altro. Questo era gi noto, e si conoscea partico

larmente che Orlando era uno degl incaricati a girare


per affari di societ segrete
2. Che non patea indicar
la diramazione delle la di corrispondenza , ed il modo

tenuta per tale qggetto dal tempo della riforma, perch


semplice appren ente, e che appena gli era riuscito di

Sapere che D. Pasquale Rossi di Tessana era linca


'ricato di conferire coi settarj di quei contorni. Ecco il
puro linguaggio della verit. Se Orlando avesse parlato

ad altrui suggerimento , avrebbe detto anche quel che


non sapeva, e che si potea benissimo passare a sua co

noscenza. 13. Che due volte si port in casa di D. Pas


quale Rossi in Tessarzo : la prima volta rec una tettem a
lonaco 5 la seconda vi accompagn D. Raimondo La
rosa , che col parlassi da Catanzaro per trattarw, ca

m egli disse , un matrimonio. Da Catanzaro partirono


(1) Dichiarqxione -di Trunzo riportata di sopra.
u
,

45
la notte de 26 Giugno 1822 : giunsero in 1l1isurca la
mattina de 97, si recarono quindi in Dipignano in casa.
di Monaco, ed ai 29 Giugno , verso le ore dieci, arrivaro
no in Tiassano. Smontarono in casa di Bossi, ed alloggia

rono in casa Carelli. Verso mezz ora di notte partirono


per Cosenza insieme con Rossi , e verso le Ore due e

mezza, restati nella strada del Carmine esso Orlando,

ed il vetturino Lorenzo Spinelli, Larosa, e Rossi entra


ron0 in Cosenza, e si trattennero in casa di D. Pietro

Caselli fino ad un ora prima di far giorno. Ai 30


Giugno tornarono in Tessano , e dormirono no a mez
zo giorno. La sera cenarono in casa di Rossi , e per

nottarono in quella di Carelli. Al far del giorno I Lu


glio furon assaliti dalla Civica,' si spararo'no delle fu

cilate , e fuggirono. Inne , dopo di avere allog


giato nel ronzitaggio di Bada , si ritirarono in Calan
zaro , senza di aver potuto sapere se Larasa si fosse
recato in Tessano per corrispondenza settaria. Fatti cos

circostanziati , com eran questi, doveansi, per ogni ra


gione, prendere in considerazione, e mettersi a pruova.

A tanto fu regolarmente adempito da de Mattheis e l esito


corrispose all aspettativa. Dallaltra banda, la sincerit del
raccont ne facea presumer la veracit, e quindi fu fedel
mente registrato. poi inarcabile la Circostanza , che
Orlando , non avendo potuto saper con certezza se La-
rosa erasi recato in Tessano per affari settarj , lo disse

chiaramente e con ogni sincerit nella sua deposizione.


Ci non sarebbe avvenuto se le sue rivelazioni gli fos
aero state suggerite. Tutto in esse naturalezza, tutto
marcato col carattere della verit. 14'. Che in Samman

go non vi erano individui della nuova setta. Il Parroco


Ferrara , sollecitato da lui , gli disse un giorno non po
*

44
trsi in Sammanga' parlar di setta , perch era vicino
D. Giambattista de Gattis, il quale, per una lite che
avea colla Comune, ambiva per suoi privati ni l es

terminio di tre, 0 quattrounzglie. Questo pezzo della


dichiarazione di Orlando , esclude , come oguun vede ,

linuenza di de Gattis sopra di lui; anzi svela i suoi


occulti progetti contra le summentovate famiglie , pro

getti chegli non avrebbe certamente fatti palesar da Or


lando, quante volte questi avesse deposto a di lui vo
lont. 15. Finalmente, che gli saggiunse il Parroco
Ferrara , che D. Francesco Monaco avea frequentate
le famiglie Angolti , Moraca, e Berardelli principali

settarj nei nove mesi; ma non potea dire se allora era


no Cavalieri Europei. Ecco l ultimo segno che in Or
lando non eravi seduzione di alcuno, e che tutto sve

lava di sua libera Volont.


Tutte queste osservazioni, e tutte queste circostan
ze di fatto, faccano da se solo e senza altro ajuto co-'
nosCere che Orlando dichiarava per la verit , e che a)
dichiararlo era mosso non da altro che dal vantaggio che
sperava nel servigio che rendea allo Stato, o dalla ne
cessit di prevenire le rivelazioni desuoi compagni,clze

col di lui capo si volevano aggiustare , com egli mani


fest al testimonio Dodaro.Questo peraltro era un so
prappi per lInteudente., Egli istruiva e non giudicava;
e come isruttorc facea sempre il suo dovere nel rac
coglier pruove di qualunque natura , e da qualunque
parte emergenti, per venire in chiaro se 1 interna 'sicu-

rezza della Calabria era 0 pur 110 in salvo. Se p0i lo


era 0 non.lo era in effetti , dovea deciderlo il giudice,
cui toccava il valutar, col suo criterio, le pruove, che

egli, come istruttore, raccoglieva. Tutto dunque era giu

_-_-__.______

'45
Sto e regolare nelle sue operazi'oni ;: 'e tutto lo difende
da quelle ricercate accuse, che li]Vld3 sorte gli ha con

tro suscitate;

-f J 1. -11 ' W? --

Ma qui ,ci non ostrite, altre obbizioni si ag

giungono, seli:pr,eucolli istsso disc no diT far credere non

spontanea , imajnocurata-laf dichiarazione di Orlando.


Si dic*in* rime" luogo Che 'laldi costui presenta
zionesi- Proccur da de Mattheis',ed*incompruova si
cita e riporta una lettera Scritta all Interidente di Ca-
tanzaro a 16_Settembre 1825 cos eoncepita .'=' Die

-tro le diverse disPosizioni , le misure prese sul conto


di Michele 'Orlandokdi sa'mmango, si ' riuscito

nalmeiiteid"-indiirlo a presentarsi in" questa Intenden

za ,f e "gir stato sott'opostoiafprimo costituto


Questa lettera'\'non 'fu scritta dlllntndente, ma

del Segretario; generale. Egli; come si detto , era in


ferrho, ed appena pote- dar mano a qualche picciolo

ed urgentissimo affare. Agiv quindi 2per lui il Segretario


generale ."e corriqaondea colle autorit.- Niunarg'ommto

adunque -puo- prendersi lcn troudi.lui - da atti -_ non suoi.


Ma poi l"ssetsi iiuseitd"ihdurre Or'landci _a presan
tarsi, importa forse di; necess_it,lchequesW sua'prsen
razione lerasi proccuratax per far" di "lui un istruhrento a

voglia altrui? Signica ,: tutto al-pi, che in' conse


guenzafdell disposizioni e misure-presie sul suo conto,

Urlando era stato messoanella necessit di. presentarsi


.
Ma toglie Ogni dubbio,re; donfonde ogni sottile
I,_, slcogitazioneil rapporto fatto al Ministro della polizia in

dataideao1delrdettovmeseidi Settembre . in occasione

"G)ti BBI5*
.:s<a .\wg .ob

MQ-i"?
.(z .l-"l {I}
a

45
della presentazione dell Orlando i,' e della dichiarazione
da lui fatta-innanzi a, de Mattheis. ed a Chiarini. Si leg.
Se nel medesimo .= Che mentre lIntendente raddoppia
ya la vigilanza per giusticare,- oon un relativo pro

cesso, tutte le operazioni fatte in proposito, in confor


. mit degli ordini della polizia de 13Luglio 1822,
,,-.0rlandoL si era deciso a dimandargli un Salvo condotto
>>. per svelareitutto ci'che sapea, ceche questo gli era
stato accordata, conoscendoei di quanta importanza .,
potessero essere le sue dichiarazioni
'
, -Si dice in scoohdo..luogo , che ad Orlando erasi

promesso un;impiego per farlo presentare, e rivelare a

piacere. Ma donde questa asserzione? De ,Matthei5. al-V


tro ,su questo proposito non fece. che; {dietro una; di

lui supplica data al Ministro di polizia , . raccomandarlo


al. medesimo onde farlo impiegare; fra i. bassi agenti

in. Napoli , e renderlo, cos. sicuro della sua. esisten

zai Seguitapoi la 'suafmorte,u il di lui padre si pre-.


sent' all Intendente , e; comma supplica fin dimmi-f
d sicurezza, e sussistenza. Nel' rapporto, ,_con cui,yfu_

questa supplica rimessa al Ministro. della Polizia genera-f


le: si disse -- D Per 11 inipiego;poi domandato , ricor
=do che codesto Ministero fece; SPENI'Qd,YQlQI
n templare _l ucciso suo glio :. dopo. la"; disgrazia dl. 00

emi si. ptrebbe in vece cons'iderareelenmrrente Qa


-dre, e conferirgli um carica dl;' Tenente; d ordine
-della 1forza doganale 5 tanto. pi eh: gli 5& ben _leg

gere e scrivere , come: risulta dal _IICOISQ che..Hr.h


supposto esser Parto della sul mmenva, e del 1110
Pugno' n.. U

,;_..

v.

.'-

(I) Fol. 8. a 30_,_ 901. 221.

..<___

.,kl

t47
Era la Polizia adunque che avea fatto; sperate al
morto Orlando un impiego , e non gifde Mattheis che
gliela avea Premesso.
'
'
'
- .

Si dice in ne

E questo veramente 1ardito

che

temendosi in Orlando un rivelatore di alti. segreti con


tro l Intendente , e de Gattis, per aver chiesto al Mi

nistro di polizia. di chiamarlo a se onde.rivelare ci che


dir non potea alle autorit della provincia , siasi fatto
uccidere da de Gattis coll intelligenza di de Mattheis.

Finoa che Un processo non fu su.quest omicidio


istruito ,' voci maligne ed indiscrete circolnrono a bel

1 agio contro de Mattheis . divenuto gi bersaglio di for


tuna avversa. Ma dacch questo -.processo fu compilato,
e gli autori del misfatto fur0no conosciuti nelle persone
di Francesco Bagarino, e Fortunato Caterina, che luccise
ro Per altrui mandato , rest confusa la menzogna ,

trionf la verit , tacquero le calunnie. Due decisioni


della gran Corte di Catanzaro, accompagnate ad un rap
porto del signor Giudice Scacchi, lo dimostrano ad
evidenza.
.
; .
Ma 1 Intendente de Mattheis , non avea egli stesso
pregato il Ministro di polizia, perch avesse chiamato in
Napoli Orlando , gi mal sicuro in Calabria , e lo aves
se impiegato nella bassa polizia per dargli un pane? (a)

Se avea timoredelle sue,rivelazioni , avrebbe fatta egli


questa proposta ? Lo avea nelle prigioni , e lo escarce
r. L avrebbe liberato egli se avesse temuto di lui? La
vendetta in ultimo , ch egli volea far della sua morte,
\

(I) Fol. 3 e segg. col. 35.


(a) Fol. 64 Vol. 28.

..48
e che con tanto fervore propose al governo, (1) non
dimostra il suo dispiacere ._ pe li-qu'nest0u avvenimento ?
Che pi? Le dichiarazioni del padre e;xdelf fratello del

' :lucisoOrlandoy alle quali'fsi;ilvo]utoanche ricorrere

per difender de Mattheis ,in0n 10"purgno da ogni mal


c'oncepito sospetto ? Cassino-dunque- una volta queste
voci indisciet , e.non osou'rinoipi', come han nora
oscurata, la Verit alidafxi'n- dellinnoceiizazf'Torno al mio
proposito,

'

i'_

l' :ril;i

) 'f.l! .'.) I;

7-_.

Orlando , munito delsalvocjond0ttor dell Intenden

-te in arrestato in Sammi1g iper'oidine del giudicelo


cale; e menato innanzi al Sottint'endent dinicastro fe

-_ce una seconda dichiarazione simile, nella sostanza, alla

prima, tranndqualche variet dichiarativa'. Dueallre ne


-fece innanzi al Giudiceuistru'tlore di Nioastro istesso ,
delle quali l.ltim.:fmasi pi ciri:ostanziata di- quella
'ch'e'avea fatta inanz'ielllntendente de "Mattheis.;Disf
se, fra le {altre cose, che Monaco-avea stabilita in Sam

mango, e propriamentin Casa-Albi); Giuseppe Moraca,


la nuova setta, alla quale vari si erano ascritti,, edim par

ticolare gli Angotti, i Mradai , iBe'rardellil 1."?!


1 L Or Qui da riettersi-,Hclie li'incllisioii"di =c05toro
-nellaisetta 5. sarebbe stata {giusta laccusa , nel disegno

fe "nelle mire di de Gattie";

questi adunqu'e fosgesta

.to di 'accordoxccll.Intendenth,szrlando einnanzi a lui

avrebbe detto ci che! dissemd altralatorit; su quesno


:propsit0i.: La cosa troppo l;iaran I. sspt'ti :ooritro .de
Mattheis offendonolagiusti'ziq.
?;x mi 1 l.
Per disposizione del Ministro_di polizia fu Orlando
. . . ".-'> -c-. n

_ PI,

I-\I.

-'l'_-.

'-i

'.

'' 1.
.

(1) Rapporto fo.l. 65.90l..li28. -_i) .'\..'"_


\

1'

49
messo in libert. 'E poich colla_ sua prima diclliarazio-r
.ne-avea promessodi dare altre dilucidazioni, come di

50 fa Si .'detto, ai 21 di: Ottobre 1822 ritorn dal


l lntendente de Mattheis , e dopo diessersi protestato,
vche la prima volta non avea potuto dir tutto ci che
-sapea, perch interrogato innanzi al Comrriissariamico

-di Caselli , gli manifest , che l oggetto dalla nuova


usetta era quello di fare una rivoluzione'con ispargimen
toldi sangue. Che si

dovean sorprendere nell istesso

giorno i. tre lntendeti delle tre Calabrie , estrquer loro


ordini eccitatori della rivolta , ucciderli, e quindi for
mare un nuovo governo. Che D. .Francesco _Monaco,
sotto pretesto di dover conseguire un credito dai signo
ri Angotti di Sammango, erasi col-ssato per pi mesi,

ed avea corrisposto con Caselli di Cosenza ,.'Rossi di


.Tessano ,- e questi con altri ancora'._ Che le. lettere si
' scriveano in modo da non potersi intendere nel.caso

che fossero state sorprese. Ch eravi corrispondenza con


'Paola , Cet'raro , e Lungro , come. Monaco dicea. Che

la rivolta era stabilita pe,l 9 Marzo 1822, ma per


,l arrivo del Tedeschi in Calabria non erasi potuta effet
tuare. Ch erasi differita pe"l giorno del Corpus-domini,

_e neppure avea avuta effetto , perch n ebbero sentore


le autorit dell una e _dell altra provincia. Che inSam
mango vi erano anche de settarj ostinati , ed egli lo
favea taciuto nella suaprima dichiarazione , perch avea

.yoluto risparmiare i suoi concittadini Angotti , Moraca,


_e Berardelli. Che con Rossi di Tessano in Maggio 1822

erasi.recato in Cosenza da D. Pietro Caselli. Che .col


,era'si dal Rossi progettata la rivolta pel giorno.5- Luglio,
ma il \Caslli vi si era opposto perch la..gentera: in
Campagna Occupata-- alla raccolta. Che Rossi avea repli

5o.
nato di esser la gente pronta, e non doVeasi, colle dila

zioni, disanimare. Che nulla emi coachiuso. Che quan

do da Tssano erasi andato in Cosenza, anch egli l Or


lando , eras'i recato in casa di Caselli. Che col avean

trovato Monaco che li attendeva; ed essendosi parlato


della rivoluzione, erasi fatto conoscere che tutte le unio

ni lavean ssate pe 1 giorno 20 Luglio. Che nalmen

te neppure erasi potuta in tal giorno effettuare, perch,


dietro la sorpresa di Tessano e del romitaggio della Bu
da ,

erasi creduto che de Mattheis ne fosse venuto in

cognizione.
Cose di tanto rilievo erano forse da disprezzarsi da
un istruttore? Poteansi lasciare senza istruzione , anche

su la semplice e nuda possibilit di poter esser vere?


Non mai.yUnommessione di questa fatta avrebbe potu
to involger la provincia in gravissimi ed irreparabili
mali. Ben quindi fece l Intendente de Mattheis, quando,

dietro nesta seconda dichiarazione di Orlando , volle


sentire aria di Mondo cameriera di Caselli, su queL
la parte di tal dichiarazione , che riguardava il di lei

padrone, Ella fu dunque intesa il di 30 Ottobre ,


e dichiar , che D. Pasquale Rossi di Tessano , e D.

Francesco Monaco di Dipignano andavano spesso nella


casa di Caselli. Che in una sera, verso la ne del mese
di Maggio di quellanno 1822, vi si eran recati anche I).
Pasquale Rossi di Tessano , ed un forestiere, che poi
senti chiamarsi Michele Orlando. Che questi si tratten
nero nella galleria a discorrere col suo padrone no a
circa le ore cinque , tempo in cui si and a cena. Che
mentre ella serviva la tavola, si accorse che spesso, al di

lei arrivo, 5 interrompevano i discorsi. Che verso la ne


Susseguente mese di Giugno, Rossi ed Orlando, accom

5F
pgnati anche da'un altro forestiere di Catanzaro, che

intese chiamarsi D. Raimondo la

Rosa, tornaron di

nuovo in casa del suo padrone verso le ore due della

notte; e dopo di essersi licenziato il servitore, come la


prirria volta, si postero a discorrere nella galleria col di
lei padrone , e con D. Francesco Monaco , che prima

di essi era arrivato in quella casa. Ella, dopo la cena,


fu insinuata di andarea letto, e non. pot vedere se
Rossi, Orlando, e Monaco si fossero trattenuti di van
taggio , e per quanto altro tempo; ma suppose , che
n eran partiti molto tardi , perch tardi sent chiudere
il portone
'
;
Vestita in questo modo,.e per questa: parte la di
chiarazione di Orlando , potea ben dirsi , che per lo

scovrimento di un misfatto per sua natura occulto era


si acquistata gi una pruova non disprezzabile. .Mal.
quindi non dicea de Mattheis , allorch rapportaVa alla
polizia , che colla dichiarazione della cameriera di Ca
selli erasi avvalorata la deposizione di Orlando", e che
sufcienti pruove si erano gi acquistate contro i primi
agenti della tentata rivolta, Caselli , Monaco , Bossi,
Larosa ed Orlando (a).

:'
Secondo

neste pruove , in ambe ,le' Calabria sa

rebbe stata .di'usa la colpa , e dispersi i colpevoli. Ma


1 Intendente de Mattheis,- che mtempo avea provvedu
te alla sicurezza della sua: Provincia ,; ed impedito lo
sviluppo degli attentati, fece osservare al governo , che

s egli fosse stato meno vigilante , la rivolta sarebbe scop

u,.w

(I) Fol. 701. 5.


(a) F0l.

."2
in '

"t; \\

. \

52
pista a colpo sicuro; e nel .tempo istesso propose la
persecuzione de latitanti , la riunione delle diverse istru
zioni sotto un solo istruttore, ed un pronto procedi

mento pel castigo de colpevoli


i
_ '
j '
' Tutto dovea esser fallo per- de Matthisl Lo fu dun
que ancor questo, e forse il maggiore. Si dice in fatti pel
l atto di accusa , che. Mattheis abbia chiesta l istruzi
ne per se , alluopo di riunire nella sua personar'il- 50-.

tere istruttorio , ' anche su la provincia della Calabria


ulteriore , perch ivi domiciliaVno le vittime'dade IGat-i
tis disegnate (a). '

' I

y z,

'

Ma donde questa beneca asserzione? Non vi


forse= negliatti il rapporto di de Mattheis sul prposi
t ?
bene , si legga, esi decida ,Se abbiaegliniai
chiesta per se listruzion generale, o se implicitamente

abbia proposto* il contrario --' In ordine al secondo


a'( cioalla riunione delle istruzioni nelle mani di ha

a solo istruttore) da riettersi per. ima parte , che


trattasi di una cospirazione che ha il suov centro in
1': Catanzaro ,o e-dirama i (Suoi stralci nelle altre' due

provincie di Calabria 5 fa che le indagini parziali son


sempre monche e non presentano che una salva in-'

' forme di -fatti isolati , i quali:nuqn iconduoonor mai a


i risultati;icuri, ' Ecco: -iluperc i. idl.uopo, .cbe tutte.
le\ carte, siem'raccolte nelle ,mani <di-unisolo; bheirii1
n tracci,wadatii nond0bj, i primi ranlli dell':
aca-i
vtena.ect. eg,ta 1.2.1; -) l'! , '.
- '.

"Il-l ,ll"

.-.
'

.._--.._,.-- ....-.

; ' .I il: (.-p;.:fn

.-m ...-.....

.-

".

.;
,--......-.

(I) F01, 1. Vol. 27.

(2) Atto di accusa S 11.

..--.-...-.v

._ *-_vu-v

.'\.\ _,.,'\ (i)

j _\t ;_..jl

55

Ove dunque che de Mattheis chiese per se li-'

struzione? Egli anzi se nescluse; poich, avendo messo


per base, che il centro della cospirazione era in Catan
zaro , ne veniva in conseguenza che lIntendente di
nesta provincia era il pi adattato ad istruire. Ripiglio

il lo del-le mie idee.


Commessa l istruzion generale a de Mattheis, and
ella innanzi colla scorta delle indicazioni gi ricevute ed
acquistate. Le rivelazioni di Orlando erano state gi ,
come di sopra si detto , avvalorata dalla dichiarazio

ne della Cameriera di Caselli. A questa si un anche


la confessione del prete D. Gaspare Sposati , il quale ,
dopo di aver deposta una confessione stragiudiziale fat

tagli da Orlando , con una seconda dichiarazione ma


nifest , che quantunque su le prime si fosse detto che
Monaco era stato in Sammango per riscuotere un suo
credito di ducati 700 dai signori Angotti , pure , dopo
un mese mezzo si giudic da tutti che vi stava per
corrispondenza Settaria. Che avendo per curiosit dinnan

dato a D. Bruno Angotti loggetto del trattenimento di


Monaco , gli fu risposto , ch era per la corrispondeaza
fra Catanzaro e Cosenza, e che a momenti dovea scop
piar la rivolta: l invit a concorrervi , ed egli si ne
g. Che nelle case di D. Giuseppe Antonio , e D.
Francesco Moraca vi si univano spesso, ed ci lo vede
va , D. Francesco Monaco , D. Bruno Angotti , D.
Francesco e D. Alesio Berardelli , il Notaro Ferrara ,
ed altri
\

Vincenzo Gatto , che varie rivelazioni avea fat

(I) Fol. 69 vol._5.

; ..

54
te innanzi alle autorit della sua provincia , era reg0
lare che fosse stato chiamato anche da de Mattheis or

che egli istruiva per tutti i fatti in generale. Lo chia


m adunque , e l intese. Conobbe .da lui non solo
lorganizzazione della nuova Setta, in concistori e se
zioni , ma seppe di vantaggio tutto ci che riguardava
la corrispondenza ed il cangiamento delle lettere del

1 alfabeto , conformemente a ci che avea detto Or


lando
Monaco istesso nel suo interrogatorio de lo Decem.

bre 1822 , non seppe negare di essere stato per quat


tro
mesi linavea
Sammango
er lesazione
voluto che
credito:
Orlando
anche riletto;
ma aveadel
aggiunto
l e
sazion del credito era stata una nzione, Neppur neg
di essere stato in Catanzaro , ma per liti. Di questo

fatto avea anche parlato Orlando, ma secondo il suo


vero oggetto, Ebbe egli dunque in ci anche il soste

gno de detti di Monaco (2).


Di tutto questo Mattheis tenne riscontrata la poli
zia ; e combinando le pruove no a quel punto acqui
state con un reperto, che per mezzo del giudice rea
gio di Scigliano signor Leonetti , avea avuto luogo in
casa di Gio: Leonardo Pallone , si avvalse di quei ter
mini tantocensurati =

Che la benda era squarciata,

6 Che movea a sdegno la lettura degli empj scritti , o


Catechismi, Termini questi, che ad altro non son relativi

Se "011 Se alla Conviuzione che il complesso delle prua.


ve delle circostanze, e de fatti, da lui provati avean
i_tta discendere nel suo cuore, Di soverchia credulit adum

(I) Fol. 71 e segg. vol. 9,


(a) Fol. 87 a 95 vol.. 2.

55
qua potrebbe essere redarguito', non gi di maliziosa eSa
gerazione od inganno.
'

Ma torniamo allistruzione. Ferdinando Manfredi,
che erasi trovato nel romitaggi ' della Bada quando vi
giunsero Larosa , Orlando , e Spinelli ,

fu inteso a g

di Novembre 1822 pe l regolare sviluppo defatti. Si eb


be dalla sua deposizione , che Larosa, dopo di essersi

assicurato-di lui con de segni Settarj , cui aveva egli


corrisposto , gli avea detto; che fosse stato di buon
animo , perch fra pochi altri giorni sarebbe sicura

mente scoppiata' la rivoluzione: che per questogget


to essi andavan girando di notte per le Calbrie : che
in Tessano avean ricevuta una sorpresa, ma aveano op

posta valida resistenza : Che in quella ventura notte si


dovean recare nella Torre di D. Francesco Berardelli
di S. Mango, ed ivi tenere una seduta con Giuseppe
Antonio Muraea, D. Francesco Berardelli , D. Gaspa

re Sposato , ed il Parroco Ferrara.

Aggiunse che Moraca , Ferraro , e Berardelli gli


avean date continue premure per farlo ascrivere ad un
altra bella societ , ma egli si era' sempre ricusato; e
che nalmente, avendo tenuto discorso con. D. France
sco Guercio nativo di Sammango, ma domiciliato in Pie
tramala , avea da lui saputo , che in Sammango erasi
stabilita una nuova Setta nominara i Cavalieri Europei

riformati , di cui D. Giuseppe Antonio Moraca era il


capo , e membri D. Francesco Saverio Moraca, D.
Bruno Angotd, il Parroco Ferrara, D. Gaspare Sposato,
D. Francesco , D. Alesio ,D. Domenico, ed Antonio

Maria Berardeili
(I) Fol. 44 val. 5.

56
Sorse da questa dichiarazione la necessit di sen
tirsi Guercio; e Guercio inteso a .21 Novembre 1822 ,

dichiar , che nel mese di Agosto 1822 avea ricevuta


una lettera da D. Antonio Angotti per mezzo di Giu
seppe Cicc0 , perch si fosse recato in Sammango per
una c0,Sa di gran premura e di sommo sno vantaggio.

Dopo pochi giorni vi si port, e trov nella di lui ca

sa D. Francesco Antonio Mcraca ,;il,P-,arroco Ferrara ,


e D. Gaspare Sposato. 'Ricev da essi mille, cerimonie,
e quindi 1' invito , e le pi calde premnre perch si
fosse ascritto ad una bellissima, e nuova,societ che non
era come la carbonica ,1 ma pi ristretta ed eccellente,

Temendo di qualche disgrazia se si fosse negato , 'a_C+_


cett 1 invito , ' e promise che sarebbe tornato in,Pie_

tramala , ove domiciliava;,; ne avrebbe rilevata la sua


famiglia , e sarebbe andato a stabilirsi. nuovamente in

Sammango. Nel partire fu accompagnato no alla por

ta da D. Antonio Angotti, e ragguagliato, che in San


man'g'o' erasi stabilita una nuova Setta de Cavalieri Eu
ropei-ri armati , istallata da D. Francesco Monaco nel
tempo cherasi col trattenuto. Ecos_ progredcndo, disse
il dippi ch egli avea condato a Manfredi, aggiungendo
anche, che icorrieri addetti amantener la corrispondenza
Settaria erano Michele Orlando, e Michele Malptta: che
la societ era assai segreta, e non poteasi_scovrire; e che
quando anche si fosse scoperta ,_ si sarebbe. corsa

sorte di tanti galantuomini, e di tutto il mondof civi-.__

lizzato (l)._

Il prete D. Tommaso

(1)F0148 , vol. 5.

'_"

Mendicino , e D. Pietro

'
0-0

' I
a.

'.
_

.,

57
Antonio Manfredi furono da questo testimonio chiamati
in contesto. Le loro dichiarazioni si doveano di neces
sit prendere ,

e furon prese. Il primo di essi, cio

Mendicino manifest che da Notare Maletta era.stato


premurato a far parte della nuova Setta, _ma egli erasi

negato: che la Stessa richiesta avea avuta da Orlando ,


.ma inutilmente; e che inutilmente avean cercato di per_

suaderlo ancora Monaco ed Angotti , i quali gli aveano

anche manifestati Leompagni

Il Secondo , cio D. Pietro Antonio Manfredi con.


.test la permanenza di Monaco in casa di Angotti , . e
le di lui continue conferenze co principali galantuomi

ni : fe da molti fatti rivelare l esistenza della Setta in


Sammango:

manifest ,

che avendo rimproverato Notar

Maltta della sua unione con Angotti , Moraca , e Be


rardelli, questi gli avea risposto = lich . te se - avessi

la sori_e di esser compagno a Berardelli , e di essere

ammesso fra loro: parl delle continue gite di Monaco


da Sammango, ove erasi fissato, in Catanzaro, Cosenza.

.Dipignano , Ajello Conenti , Martirano ed altri luo


ghi; non tacque le conferenze oo'nsecutive che cogli
altri associati.si fa'ceano al suo ritorno in casa di An

gotti , Moraca, e Berardelli : contesto il continuo girar


.di Orlando da Catanzaro in Sammango; le unioni che
avean luogo alla di lui venuta; le prevenzioni che si
facevano aSettarj di star pronti alla marcia, perch il

colpo era sicuro; 1 asservanza di Orlando e Maletta nello


spacciare che icavalieri Einopej riformati erano inniti;

la briga, in ne, che egli avea avuta:\coll Orlando, al

110

116

VOL

.'

'.'v';'

\""

58
lorch questi minaccioso gli disse , che s egli era Set
tario , erasi immischiato coimigliori soggetti del mon

do , e che non sarebbe passato molto tempo , e gli


avrebbe fatto conoscere quanto questi eran potenti
In comprova de suoi detti chiam il Manfredi per

contesti Antonio Chieifalo , D. Bruno Moraca, glio di

Antonio , Francesco Costanzo , e D. Tommaso Mendi


cino. Tutti questi furono , intesi, e pienamente conte.

staremo , ciascuno per la Sua parte.

Francesco Guercio avea parlato del corriere Giu


seppe de Cicco, che nel mese di Agosto 1822 gli avea
recata la lettera di D. Antonio Angotti; fea d uopo

quindi vericar questa circostanza. De Cicco fu inter


rogato , e la depose (a).
.
Fur0n tutte queste pruove sostenute ed avvalorate

sempre pi dalla testimonianze di Tommaso Masciari (3)

Gennaro Pagliaro (4) ,V Gaetano Mancaruso (5) e Fi


lippo Buonocore
_

Ed notabile, che mentre de Mattheis continua

.va ad istruire e ad acquislar pruove in Roglino , il


Commissario Elia istruiva in Catanzaro , ed ai 3 di
Marzo \ 182:; vi sentiva Domenico Briatieo. Quest uomo,
che ai 27 di Febbraio 1823 era stato negativo in Ro
gliano Innanzi all Intendentechiese ad Elia in Catanzaro

(I) Fol. 98 a 1031vol.-'5. .


(a) Fol. 85 e 86 voi. 5. L.
Fol. s7.a 30 vol. 8,.

(4) Fol. 47 a 50 vol. 6.

(6) Fol. 51 a 53 vol. 6.

(5) Fol. 57 4 50901. 6.. d

2*.

'.

59
di voler essere inteso per mainifestargli la verit. Annui
quel funzioninrialle sue richieste, e senti dalla di lui
bocca , chegli, 'lusingato da 1 de Pasquale , dai fraa
telli Marineola, da Monaco, e da de lesse, erasi ascritto

alla nuova Setta riformata de Cavalieri Tebani, la quale,


oltre 'un concistoro , che\ si stava organizzando in Ca
tanzaro , era divisa in sezioni ec.: e cosi deponendo

quanto gli era noto nella sua qualit di componente della


nuova Setta, contest cogli atri testimonj, e vesti sem

pre pi le rivelazioni Orlando.

Proseguiva dev Mattheis tuttavia l istruzione ed ac


quistava sempre nuove pruove, quando ordini gli arriva
rouo di approntar la processura per la prossima convo

cazione della Commissi0n militare, che giudicar dovea


degl imputati in arresto. Fece egli allora conoscere al
Ceneral Past0re, che listruzione non ancora era compiu
ta _, e che perci , prima di convocar la Commissione,

conveniva dargli tempo a poterla terminare. Ma di ri


sposta a questa sua osservazione, Pastore" gli scrisse la

seguente lettera =t Trovo sensatissime le osservazioni


in ch ella' adduce nell onorevole su'a de 10 corrente su
i motivi che consigliano di aggiornarsi la Commissio
ne militare per giudicarei -rubricati nella nota pro
cessura. Io per , in osservanza degli ordini del Con
' siglio di stato gi sanzionati da S. M. , mi sento

inabilitato a dilazionare il giudizio degli arrestati per


l indicata causa. La prego perci di approntare l istru
zione a carico di costoro, e darmen'c avviso pel dip
.pi_ che converr dal cantomio da praticarsi

_ A

(I

Lettera del generi P.store " 15 1?ebbpa 'o

.\\fghtgie

,-,a nel discarica. ecumento zseusso m dzb t.


t
.

U...)

60
Fatta' questa prevenzione , e passati appena otto
giorni, spedi' Pastore la forza. a rilevare igiudicabili coi
corrispondenti processi (I). E perch a queste sue di
sposizioni non si fosse opposto nuov'o ostacolo, due gior
ni dopo, con una terZa lettera, gli fe conoscere, che:
Qualu'nqu'e minimo ulterz'or ritardo , avr'ebbe dati dei
. j'rli dz'spz'aceri al governo
Allora fu che de Mattheis,
separati i processi gi terminati da quelli ch erano tut

tauia in instruzi0ne , glieli sped coi corrispondenti de


tenuti ,- e cosi pose ne , per questa parte , alle sue
istruttorie operazioni, per le quali lesistehz della nuo
va Setta, e loggetto ch_erari proposto, venne lumi

nosamente dimostrato. La Commission Militare fu in


di a poco convocata in Catan2aro , e de Mattheis ,
separato da lei da uno spazio non indifferente , conti
nu ad istruire contro ilresto degl imputati , a fin di

compiere in tutte le sue parti: il disimpegno aidatogli.


;.Riepiloghiamo adesso.- La presentazione di Orlan

do fuflibera e spontanea: libere e spontanee furono le


sue rivelazioni: niun segno .di estranea inuenza ,

di seduzione in lui: niuna relazione fra de Mattheis


e D, Gio. Battista de Gattis in tempo di detta presen
tazione: niuna cagione, ;niun"interesse nel primo di

essi per rendere0rlando istrumento de voleri del se


condo: niuna richiesta di de Mattheis per esser prepo
sto alla generale istruzione contro i settarj delle Calabrie,:
Orlando poco disse innanzi a lui la. prima volta; e qua1r+

do gli si present per la_sconda ata , avea gi tutto_


'

.'

'

'kit.

'

.>

v.

"li" J

"

_\

_
Secor;afa lelt_em( Je.s_3. Febbrajo 18a3
..r (2) WIMVCIMW-Q5 IV dif'leq mese._ty._ini)0%gljn
dibaltimento.

61
Svelato alle autorit della vicina provincia di Catanzaro,
0 sia al Sottointendente , e Giudice istruttore di Nica
stro: le sue rivelazioni, in ne, furono avvalorate e SO
stenute da tante testimonianze , che pi non se ne po

tean bramare' per rendere evidente la veracit , ed in

contrastabile la rettitudine , ed utilit delle operazioni


istruttorie di de Mattheis.
.
Venghiamo ora alle accuse che da queste medesi
me operazioni 'si fanno emergere , o sia all esame , se

abbia de Mattheis per privato interesse , e per soddisfar


vendette private , scientemente e dolosamente Prodotto
testimoni falsi , e false carte in causa capitale , con

alterazione di atti generici. La mancanza de ftti , che


il M. P. avrebbe dovuto precisare in sostegno di que
ste accuse , m impedisce di poterle ne loro fonti 'ribat
tere . Ricorrer quindi alle congetture nascenti dalle
cose generalmente toccate nellatto di accusa , ed in

dagher con esse per" presunzione ci ,'. che per cer


tezza di fatto , non si pu rilevare. Battendo adunque
questa via , mi sembra che le accuse, di cui qui
stione , si sieno tratte dai, seguenti dati. 1. Dalla

mancanza delle rme del Commissario Elia in alcune


dichiarazioni di testimoni esaminati col suo intervento.
2. Dalla general mancanza delle rme del Cancelliere.
3. Dal dissuggellamento- del reperto delle carte settarie
rinvenute in casa di D. Gio. Leonardo Pallone. 4.

Dalla disdetta di alcuni testimoni intesi da de Mattheis


nella __sua istruzione. All esame.

'

.=

Egli vero che alcune dichiarazioni ricevute da


de Mattheis coll assistenza di Elia non sono da costui
sottoscritte. Ma in ci niun fallo. Come ognuq Sa , le

carte.'.cke ibemanm.il complesso. d un istruzione ,_-=Indq

6iv
5ipongoho'in 'peiattg reg'ola cliei, quando questa di
tutto punto terminata. Elia; chiarendo-Mattheis istrui

in Rogiiand , dov improvisamente, partir da quella rea


sidenza, per necarsi inCatanzaiu,qirando listruzione non
petaco ,eti-terminatatll'cm si ebbe quindi il tempo
di Perfezionat gli atti me. quali era intervenuto, per farli

adempir di sua rma. N in progresso. pot aversene


l"agio;,' perch ,: egli , di ritorno da CatanZaro per Na

poli, non venne a passar per Cosenza che molto tem


po dopo,

i.procesSi erano gi venuti in Napoli per

ordine Sovrano; '


.
Ma da\'questa mancanza , qual danno alla verit ?
Niunot Elia istesso conviene.del suo intervento nel di

simpeg'hooon de MatthiS , e lo confessa al Ministro del


la Polizia generale-=.-Quando mi ordin (scriveva egli
in
de 5 Mar-21) 1823 ,' cio cinque giorni dopo il
sub 'anrivo*in Catanza'r'o ) di 6007'1'71i in Cosenza, non

wu'-di glirw inadrico all irgfu0ri di quello di coadju


Vam;;qzrel sz'g1'zbr.lnwndente nel travaglio toccante la
data Troces.tura; -(1) sempre per sotto la di lui di
pendenza , e mi lmngo d averlo szkmpegnato senza

fallo. Solo si 'volle posteritme:rte*escludre da quella


parte del medesimo che avea relazione agli a'ari di
Sammango; Poich in un altro rapporto della data de

331. Maggio 1853 s_cvisse;: A scanso dixo,gni equivoco


; ben che-lei oatlitz , whe :qanslo io giunsi in Cosenza,
l processore: 1a icahioldi quei di ' Sammhngo era gi

Completa, essend0mi solo ocautb di quella.

Tessa

.:\"I|

i.

';

.;xL

il.

;{

1' ..

-: . (i)lsuinomi}rocaasiirmnomera ckequdltirmtm
gl imputuli=de"nnti belttj .udltasa\ de -Mtli6iswi
I

65
no , sic i tentativi-di Poerio 1, -e'ii: in quelladllezovel
le sette riorgdnizzite in Catanzaro. Ma fortunatamente
per la verit , si veggono da lui sottoscritte le dichia.
razioni di Giuseppe Gioco ,> Gio. Maria di' Orlando ,
PitroMalett, Salvatore'Sambiase , Gennaro'Pagliaro, e

presa di pianta la dichiarazione di Briatico. Ora queste,


agli 'aliari di Sammango anche si appartengono; Elia
dunque ebbe in essi,wcoine in 1tutti gli'faltri, la Sua par-.

te. Messo quindi il dato; che Elia intervenne a tutti


i disimpegni no a che non parti per

Catanzaro , la

mancanza delle sue rme in. alcuni atti che"li riguar

dano , non pumai attaccare-1a Vibrof'veracit; matut;

to al pi potrebbefar'ne arguire la nullit, quando di


nullit si potesse parlare in un istruzione di alta polizia.
Ma. qui'si ripiglia, che si ha dalla dichiarazione del
signor Rendina , che Elia gli abbia detto , ch egli non
avea voluto rmare aleunedichiarazioni,- perch erano
state estrte per via di torrnentit-Che glielo abbia; ve
ramente detto ,2 chi lo pu a'ermm? Mai-"se dett glie-

lo avesse , non gli avrebbe detto il vero Non


avrebbe detto, in primo luogo, perch si rileva dal pro
cesso , che Elia rm varie altre dichiarazioni, che pur

Si dicono estorte per via ditorment'i. Non glielo avreb


be detto, inseeondo luogo , perch" Elia istesso era per
suaso ," che i Voluti tormenti altro in sostanza non era

no. stati, che 1-;- MQdidi n'gore alquanto esagerati.


Nequa_li non vi .si scorgev altro z'nt:onveniente che la
sola momentanea ryfizione dellindividuo , e _non- unof

fesa ..alla verit il):

_ _ _. .
v

..

'

r.

\ ;H--i.ft

, _
f..rh\\i

8.

_
5. .l

\__

1\

(1-) Dello rapporto det.5 1|!arz. 1_8s3."f

i,

64
.
Passiamoadesso alla mancanza..delle rme del vo
luto cancelliere GUerna; Quando squesti fosse Stato ve
ramente.un cancelliere 1, la mancanza delle sue rme

dovrebbe iriiputarsi a di lui oscitanza, e non ad un fatto.


dell Intendente. Chi mai ha pretesoal mondo cheil giu
dice debba badare se gli atti sirio mati dal cancellie

re e non il cancelliere se=sieno firmati dal giudice?


Tutti gli adempimenti materiali sono a carico del-can

celliere i il Magistrato ., che 10 adopera , a nulla . te


nut0.

'

'

Ma Guerra non fu mai cancelliere ; fu un sem


plice scrib'ente
E quantunque in due certicati,
da de Mattheis vistati ass'uma egli 'questa-qualit, pure
ella, siccome non gli veniva che dal de Mattheis' nie
desimo ,' cosi poteva uesti limitarla a certi dati oggetti
solamente; E bene, i 'de Mattheis ha

dichiarato nella

pubblica discussione, ch'la limit al solo incarico di te


ner presso. di 'se le carte , ed aver cura della loro con
servazione. Ed io aggiungo dippi, che siccome Guerra,
quando anche fosse Stato destinato cancelliere , non 'sa
rebbe stato che un cancelliere assunto dalllntendente ,
cos questi poteva, a suo piacere, adoperarlo, o non ado

perarlo, conservarlo o nonc0nservarlo nel carattere che


gli avea dato; Il fatto si , che per cancelliere egli non
l adoper giammai,_ perch istruendo in linea di alta po-
lilla , di cancelliere, non avea bisogno e daltronde era
anche assistito da un Commissario di polizia._
Ma quando , anche fuori bisogl_10 , avesse de MM"

(1) Era egli 'un iipelglzto nel


polizia dell. Intendenzzi..
3

ripartinzento di
\

65
theis adoperato Guerra per cancelliere, chi' che non
si persuade che la costui rma sarebbe stata a sua di
sposizione ? Chi gli avrebbe impedito di obbligarlq a

rmare , anche riluttante , specialmente quando questa


sua riluttanza avesse potuto servire in progresso dindi
zio di falsit?
_
Insussistente adunque, egualmente che il primo,
anche questo secondo assunto. Venghiamo al terzo.

Del reperto delle carte settarie in casa di D. Gio:


Leonardo Pallone si gi parlato , e si detto, che
l Intendente de Mattheis , cui furon rimesse suggellate
dal Giudice Leonetti, proced al dissuggellamento delle
medesime alla presenza de soli intervenuti all atto , senza chiamare il Giudice , che le avea sorprese. Si
voluto dare a quest atto il nome (1 ingenere alterato ,

o di alterazione di atti generici, quasi che il dissuggel

lamento si fosse fatto per porta: nel reperto un cangia


mento,
Ma prima di tutto, quali sono questi atti generici?

Altri non possono essere che quelli del summento


vato reperto-5 non vi era ingenere da assodarsi. Ma
su questi atti,

quale alterazione? Niuna. Se altera

zione voglia chiamarsi l apertura dellinvolto suggellato,


questa, quando anche si fosse fatta senza facolt , altro

_i10n avrebbe potuto imputare che una rottura di sug


elli, Ma a de Mattheis questa facolt non mancava.
ra egli un istruttore in materia di alta polizia, avea nelle
mani un reperto di oggetti criminosi che potean servir

di documenti per l acclaramento . della verit : dovea


dunque portarvi sopra le sue vedute; e per ci fare avea
bisogno di dissuggellare ed aprir linvoglio. Lo aperse, -

non vi rinvenne materia d instruzipne , lo risuggell


c

66
Del resto , cosa mai lalterazione di un oggetto?
Non altro che il cangiamento del suo stato da buono
in cattivo , da puro in deturpato. Per potersi dunque

dire , che un oggetto abbia sofferta alterazione , convien


che questa sia legalmente riconosciuta in linea dinge
nere. Nel caso in quistione, vi nulla di tutto ci ?
Nulla vi ha, n nulla vi pu essere. Non vi ha nulla,

perch nulla di alterato si mai conosciuto sulle car


te settarie rinvenute presso Pallone. Nulla vi pu esse
re , perch lintegrit del loro stato materiale, secondo

furono rinvenute , fu riconosciuto nella dissuggellazione,


e rimase assicurato nel risuggellamento.
Che non si detto , che non si . fatto nella pub
blica discussione per portar su questo oggetto un par
ticolare esame. Ma quale n stato il risultamento ? I

due testimonj del reperto,e la dichiarazione del Giudice


Leonetti han fatto conoscer chiaro, cos alla Corte Su
prema come al pubblico intero, chei medesimi oggetti,
e le medesime carte settarie, una coi due catechismi rin

venuti in casa di D. Leonardo Pallone , furono chiusic


suggellati la mattina seguente alla notte in cui avvenne la
sorpresa. Che questi oggetti, queste carte , e questi ca
techismi si trovarono precisamente nellinvoglio, allorch
lIntendente ne fece il dissuggellamento e lidentica risug

gellazione. Che identici si trovarono nel dissuggellamen


to- fatto in pubblica discussione dalla Commission militare;
e che questa nalmente, dopo di aVerli risuggellati, li re

stitui a de Mattheis , e de Mattheis, in partendo da C0


senza, li consegn allIspettor Commessario capo di di
visione dell ufzio di polizia Signor Magri0ne, riscuoten-

clone un documento di ricezione.


- Tutto questo provato no allevidenza. Solo si
1

67
messo qualche poco di oscuritin riguardo alle copie
de catcchismi estratte da de Mattheis dopo il dissuggel-.
. lamento ch ci fece dell invoglio, per rimetterle, siccome

le rimise, al Ministro di polizia. Dimandati i due testi


monj del suggellamento , se seguita la dissuggellazione,
avean viste far delle copie di qualche carta contenuta
ucll im0glio , uno di essi disse di non ricordarselo ,
laltro rispose , che copie non se n erano estratte. Il
fatto intanto dimostra ilcontrario; poich le copie deca

techismi si son trovate nel Ministero della polizia , e sono state rimesse alla Corte suprema. Dunque, se il te
stimonio Chiovitti dice che copie non furono estratte ,
segno chegli non vi port attenzione , perch la
cosa era estranea dall oggetto per cui era stato chia
mato. Del rimanente, a prescindere dal fatto , che

non pu esser certamente distrutto dai detti di Chio


vitti , Raffaele di Agnese , opportunamente interro
gato nella pubblica discussione , ha assicurato, che men

tre egli redigea il verbale; del dissuggellamento , e ri


suggellazioue dell invoglio sotto la direzione di Caruso,
Un altro facea la copia de catechismi ,' dalla quale poi
si estrasscro , a bellago , quelle che furon rimesse

al Ministero della polizia. Questa sinCera confessione di


uno , che non ha interesSe nell avvenimento , fa cessare

ogni disputa.
La fan cessare altresl due rapporti fatti da de Mat
theis alla Polizia, 1 uno in data de 14 Decembre 1822,

1 altro de 16 del mese istesso. Si scrive col primo-La


benda squarciata . . . 1. Quest oggi seguita le
galmente la dzlssuggellam;ne degli oggetti settarj . . .
Io avr cura di rnetterne le copie a V. E. coll 01
v_d.inarrio venturo , cosa che non p055h_ praticare ade)so ,
*

68
perch non mi permesso di lasciar trattenere il corriere

di Sicilia che gi da qualche ora arrivato.


Se l E. V. amasse di avcr'solto gli occhi gli og

getti suddetti, non debba che comandarlo


Si dice
col secondo - Le acchiudo le copie degli empj catc
clzismi della nuova setta riformata non men che un ver
bale di disssuggellazione e risuggcllazione , ove sono es
pressi dettagliatamente mai gli oggetti cc.
Ora quando i catechismi non fossero esistiti , ole
copie non fossero state conformi agli originali, ne avreb

be de Mattheis offerto linvio al Ministro ? Ma a che


parlar dinesistenza de catechismi , se la Commission mi

litare li trov nell invoglio suggellato da de Mattheis,

come di Sopra si detto ? Come dubitare della unifor


mit delle copie cogli originali , se questi, dopo estrat
te quelle , rimasero esistenti, onde potersene in' o

gni tempo , in ogni occasione , ad ogni richiesta fare il


confronto ?

011 se linvoglio , overan chiusi gli originali cate


chismi , si fosse da Magnone esibito! Qual trionfo non

sarebbe stato per la Verit ? Egli venuto nella pub


blica discussione , chiamato da de Mattheis per fargli
contestare il fatto 5 ma chi il credera! Immemore for
se del documento di ricezione rilasciatogli, ha avuto la
mimo di asserire, che niun oggetto , e niuna carta avea
egli mai ricevuta; Ma mostratoin il documento, che lo

redarguiva del contrario, ha riconosciuta la sua firma, ed


altro non ha saputo dire , per ischermirsi nel miglior

modo possibile , che la sua rma avrebbe potuta an

(1) Fol. 17 Vol. 151.

69
che essere imitata.Miserabile ritrovato , che gli rimpro
vera un secondo e pi grave l mendacio! Imperocch, se

col primo ha tentato di distrugger ladifesa di un ac


cusato e la pruova della sua innocenza , col secondo lo
viene anche a calunniare.

N in questo solamente stato egli convinto di


avere occultata la ,verit, lo

stato altrs

per molte

altre carte che de Mattheis gli avea consegnate, e ch


gli ha parimenti negato di aver ricevute. Un secondo

documento di ricezione di queste carte gli si mostra


to , e questo lo ha pienamente convinto di mendacio.
In somma , se si parla del reperto decatechismi,

questo si trova legalmente fatto dal giudice di Scigliano


signor Leonetti; Se si parla della loro identit nel pri
mo suggellamento , questa fu legalmente assicurata: Se
si parla della Commission militare, ella trov nell in

voglio tutti gli oggetti rinvenuti in casa di Pallone , e


fra

essi identicamente

quei medesimi

catechismi che

col furono rinvenuti: Se si parla nalmente del desti


no di tutti questi oggetti, essi, identicamente risuggel
lati dalla Commission militare istessa, furon restituiti a de
Mattheis;

e questi, nel partir da Cosenza li consegn

al signor Magnone Ispettor Commessario, e capo di ri-.


partimento dellufzio di polizia. E quindi da conchiu
de_rsi_, che del reato di produzione di false carte ,' e di
alterazione di atti generici, di cui vien de Mattheis accu

sato, altro in verit non vi'sia che il solo nome che


gli si _ voluto dare nell atto di accusa.

'

Resta ora a parlare defalsi testimoni , che si di

cono prodotti ed istruiti da de Mattheis. Produrre , ed


istruir falsi testimoni , non combinabile con unistrut
tore , n colle sue funzioni. In fatti, s egli non cerca, 7
c a

70

ma riceve. testimonj per le vie regolari; s ei non prepara,


mainterroga, secondo che gli vengon prodotti, i testimonj,
in niun modo potr egli a se stesso produrli, edistruirli

alla falsit. L articolo istesso della legge

relativo ai

due reati di produzione , ed istruzione di falsi testimo


nj , arride , senza alcun fallo , a questo divisamento,
Di chi si parla in esso? Si parla indubitatamente di (0
lui che produce ed istruisce falsi testimonj. Di chi li

ricev o interroga parla mai la legge? Mai; N porca


parlarne , poich 1 azione dell uno ben diversa da quel
la dellaltro; e da due diverse azioni, non poteva mai

ella far nascere un medesimo reato.


Istruttore adunque, comein era , de Mattheis, tut
t altro potea fare fuorch produrre ed istruir falsi testi

monj. Quelli chegli interrog , qualunque essi sieno


stati , gli vennero , dalle denunzie , dai rapporti, dalle

chiamate di rei confessi , dallo sviluppo defatti da que


sti manifestati, o in fine dal contesti : gli vennero, in
somma , per le vie regolari
.
-
Ma dall altra banda , per qual motivo si sarebbe;
de Mattheis indotto a commettere un tanto misfatto?

Per privato interesse , per vendetta privata, dice il


P. M. nel suo atto di accusa. Ma quale interesse ptea
agli aver mai con persone che neppur conosceva ?Quale
vendetta ad esercitar contro di esse? In fine , quali

offese avea ricevute dagl imputati di Catanzaro, Marzi,

Art. 187. delle leggi penali.


(2) AN. 75 6 76 delle'leggi della procedura negiu

dizii penali.

_'

7,
Sammango , Tessano , ed altri luoghi? Ninna. Dun
que niuna cagione.

Non poi da porsi in dubbio, che la causa pro


duttrice dei reatidebbe esser vera. e non presunta, cer-.
ta e non probabile , provata, e non supposta.0ra_sisup
porrebbe certamente una cagione , ogni volta che non
avendosene alcuna certa e provata, si andasse ricercan

do ne principj,generali delle nostre azioni, o fra la

schiera immensa de nostri desideri vaghi ed indetermi-.


nati, o sia nellinteresse in generale, e nella cupidi
gia della vendetta. Non vi dubbio che luna e laltra

di queste due generali passioni possono menar luomo a


grandi fatti; ma che ve lo abbian menato in effetti,

opera da dimostrarsi. Linteresse in generale, la brama


della vendetta, per divenir cause di corrispondenti azioni
han bisogno essi medesimi di una cagione che in noi Ii pro
duca: in mancanza di questa rimarran sempre fra i, stretti
limiti di potenza, e nella semplice possibilit di una futura
esistenza. In somma ,, siccome linteresse di fare pi una
cosa che unaltra, equello di agirepi in un modo che

in unaltro dipender dee da Una cagione che labbia fatto


nascere in noi, cosi, divenuto questo interesse un ef
fetto , convien provarne l esistenza nella sua cagione.
Ci non si fatto, ne far si potea per

de Mat

theis, Non si fatto , perch del privato interesse ,

delle private vendette non vi in processo che il


solo nome , e la semplice asserzione. Non potea farsi ,

perch in de Mattheis causa non fu mai che avesse po


tuto far nascere in lui un interesse qualunque , o pure
un desiderio di vendetta contro persone chegli non a

vea mai conosciute,


Come di sopra si accennato.

72

Ma lasciando da parte queste generali riessioni, che


schiantano , come ognun vede , dalle sue radici il pre-
teso reato di produzione ed istruzione di falsi testimo

nj in de Mattheis, e venendo al particolare, io dimn


do , quali essi sono questi falsi testimonj? Son forse
quelli, che intesi da de Mattheis, deposero contra glimpu
tati di reati settarj, confermarono indi le loro dichiarazioni
innanzi alla Commission militare , e si disdissero in ne

dopo il di lei giudizio , sotto pretesto di violenze , e


timori? Se questi sono, poich altri non possono essere,

ogni controversia terminata. E che? Li avrem noi


per falsi sol perch impudentemente lo asseriscono essi
medesimi in un tempo, in Cui, pentiti di aver deposta
la verit- contro -deloro concittadini, o minacciati da es

si per questoggetto , han concepita la speranza di ren


derseli bencvoli con una ritrattazione , e col sommini
strar loro materia di vendetta contro de Mattheis ? Li
avrem noi per falsi , mentre una folla di contesti assi
curano per tutte le vie la verit defatti, e delle circostanze
da
? Li avremo
, nalmente,
do
po essi
che deposte
li ha dichiarati
veri un
giudicato, laper
cuifalsi,
esisten-v

za distruttiva di qualunque giudizio , che sul propo


sito si volesse promuovere ?

Ma portiamo su quest oggetto un poco pi di chia


rezza e precisione. Conosce ognuno, che origine , base

e fondamento di un penal procedimento , l- esistenza


del reato , che dee formarne la materia: senza di essa,

non pu esservi giudizio. Le leggi romane aveano sul


proposito una sanzion particolare ed espressa nella notis
sima legge I. D. da S. C. Silanz, le nostre l hanno
in una delle principali basi de giudizj penali, cio in

\ v_

73
quella parte della penal' piocedura i che tratta dellin
genere.

Quando i reati non lascian dietro di se tracce per


manenti e visibili da poter servire di pruova generica ,
la loro esistenza, o sia l ingenere , chedee formar la

base del procedimento , - nellesistenza del fatto mate


riale, che la legge caratterizza misfatto o delitto. Se que
sto fattowinanca , mancher indubitatamente il misfatto,
o il delitto ancora , e con esso la materia del procedi

mento.
.
'
Nel caso nostro adunque , per potervi esser reato
di seduzione , o istruzione di falsi testimonj , neces
sario, che prima si renda certo, sicuro , ed idubitato

il misfatto di falsa'testimonianza. Ma questa certezza


dov se non si conosce ancora che un tal misfatto vi

sia ? Su questa quistione adunque dovrebbe prima pro


nunziarsi , e poi venire alla pretesa seduzione, ed istru

zione di falsi testimoni. Ma come potervisi pronunziare,


se essi neppur sono in giudizio? Come potervisi pro
nunziare, se il giudicato della Commission militare, che
veri li dichiara , legalmente lo vieta ? Si distrugga pri

ma questo giudicato; si dichiarino quindi, in un altro


giudizio, falsi i testimonj , e- poi si vada contro il volu
to lor produttore ed istruttore , contra de Mattheis in

Somma.
. ._.
Ma in questa causa , tutte le volte che si parlato
_di nullit di atti, o dinvalidit di procedimento, si

dal P. M. opposta la sovrana delegazione , '.sii ten


tato sostenere , che in virt della medesima non possa
parlarsi n di mancanza di azion penale, n di nullit

di procedimento. Tutto al contrario. La delegazione di


un giudizio non importa mai der0gazion -di- leggi di
C

74
procedura, e molto meno di leggi penali , quante Vola
te ci non siasi espressamente voluto dal legislatore,

Ove dunque , per una causa delegata, azion penale non


vi abbia , o che qestanon possa, per legge di proce
dura, esercitarsi, la delegazione altro non pu operare
che la dichiarazione di non esservi luogoa procedimen

to , o 'di_non potersi lazion penale esercitare per ine-J


sistenza di reato ; per mancanza dingenere in somma.

Ci in generale. In particolare poi, ricordiamoci,


che la delegazione di S. M. di procedersi a camere riu
nite ad un giudizio regolare contra de Mattheis cadde
su quei capi diirnputazione che gli furono comunicati,

Il giudizio attuale , specialmente per quella parte che


riguarda 1 accusa di Produzione ed istruzione di falsi te
monj , ben diverso da quelli. Questo tutto nuovo,
e non sorto che dietro listruzione ordinata dopo la
sovrana delegazione , o sia dopo che , sciolto de Mat
theis dalla garantia, come si crede, era gi in legittimo

stato di accusa
4
L accusa dunque , di cui si nora parlato , non
regge n in accia alla legge, n incontro al fatto. Non

regge in faccia alla legge , perch manca l esistenza del


reato,
monj
fatto ,
nicate

mancando la dichiarazione di reit contro i testi


che si pretendono falsi. Non regge incontro al
perch non compresa fra le imputazioni comu
a de Mattheis , e contenute nell autorizzazione a

procedere.
,
, v
.
Ma si detto di sopra, ch esiste anche un giu
L

Qi)"Am.li532 delle leggi di procedura penale.

75
dicato, che ha per veridici questi testimoni. E bene ,
su

di ci qualche altra osservazione ancora ,

terminato.

.J '

ed ho

fChe dal giudicato .sia inseparabile la verit, la


legge che lo dice, la legge che lo vuole :. res iudica
ta pro veritate acczivz'atur
Un fatto adunque, divenuto
una volta oggetto di giudiczrto , piglier , com esso , la
divisa della certezza e della verit. Oggetti di giudica-
to sono appunto le dichiarazioni de testimoni, che de

posero su le imputazioni settarie portate al giudizio del


la Commission militare. Fino a che dunque questo giu
dicato esister , della veracit di tai dichiarazioni non

sar lecito dubitare.


Esiste poi un giudicato nelle cause penali no a
che una contrariet di giudizi non ne reclami l an
nullamento con un giudizio di revisione , giusta il pre
scritto negli articoli 611 e 612 delle nostre leggi di

procedura ne giudizi penali, concepiti ne seguenti termi


ni =1 Vi sar luogo a revisione-ne giudizi penali , quan

do esistono due giudicati irrevocabili , e contraddit


tori in modo , che ammettendo la giustizia della con
danna per luno , dee per necessit trOVarsi in
giusta per 1 altro = Nel caso preveduto nell articolo

precedente , il Segretario di Stato Ministro di grazia


e giustizia ,tanto di uzio, quanto sul richiamo
de condannati, o di uno di essi , o del Pubblico
Ministero , incaricher la Suprema Corte di giustizia

di esaminare le due condanne. Se la Suprema Corte


le trover irreconciliabili , e tali che sieno la prova

(1) L. 308

deB. I.

76
dell innocenza dell uno , o dellaltro condannato, le
annull-cr amendue , e rimetter l affare per trattarsi

>> in giudizio ad un giudice diverso da quelli che han


no pronunziate le due condanne. Questo giudice pro
ceder dallatto che la corte suprema aVr indicato
per rinnovare il giud'zio.
Nel caso nostro, vi stato nulla di ci ? Nulla
affatto. ll giudicata della Commission militare adunque
esiste in tnt;o il suo vigore, ed esister no a che una
contrariet di giudicati non dar luogo ad un giudizio di
revisione.
UV

I tre Magistrati apersero , col loro avviso , come


di sopra si accennato , la via a questo giudizio. Ma
il Re nostro S'gnore , nella sua alta e sovrana saggez

za non vi ar.nu. C indebitatamente importa ch egli


volle salvo per sempre il gi 1dicato della Commissione ;

e che soddisfatta dell esempio che aveano avuto le Ca


labrie clleseguita condanna de rei giudicati , non volle
altri giudizj, ed ordin, in linea di grazia, la provisoria

libert degli altri imputati.

'

Or se ci ha voluto il Sovrano ,

\ -

vorremv noi il

contrario? Avrem perfalso quel che un giudicato ha


avuto per vero? Terremo per innocenti quei che han
sopra di se una condanna irrevocabile ? Grideremo in
fine cogli accusatori di de Mattheis , ch egli abbia fal
samente istruito quel processo , che questo giudicato ha

prodotto
? Tutto non
all opposto.
COnchiudenmo
che
se de Mattheis
fu iche 1'1111
instru_ttore;anzi,
seniun
interesse 'o desiderio di vendetta pot egliave'r mai con
tro glimputati pe quali istruiva;

se la voluta falsit

de testiinoni non che in asserzione; se in ne un


giudicato , rispettato anche: dalla suprema potest ha

77
avute le loro testimonianze per vere, ed indubitate 1 ac
cusa di produzione, ed istruzione di falsi tesiimoni da
ta a de Mattheis crolla ruinosa dalle sue fondamenta.

CAPITOLO, III.
Delle violenze e sevizie che si dicono usate

_ a testimonj ed agl imputati.


Lesame, a cui ora mi accingo,e che nella pre
sente causa sembra uno de pi interessanti e dif

coltosi , sar da me diviso in tre parti. Nella prima mi


occuper della verit del fatto, analizzandone le pruove.
Nella seconda esaminer di queste pruove il valore. Nella
terza nalmente considerer la natura ed indole delle pre
tese soiferenze , ed il fine a cui sarebbero state dirette

nel caso che vi fossero state. Comincio dalla prima.


Dell esistenza di un fatto pu luomo in due mo
di persuadersi , per mezzo de sensi cio , e per mezzo

della ragione. Il primo subitaneo "ed impetuoso , il


secondo ponderato, e quieto. L uno mn cmganna
mai in quanto alla sola esistenza del fatto che ci pre
senta , 1 altro sempre verace in

quanto

all indole ,

ed alla natura del medesimo. Il primo in somma


oggetto di sensibilit , il secondo di raziocinio.

Ora non vi cosa al mondo che pi tocchi ed


offende l umana sensibilit quanto il dolore e le soffe
renze altrui. Basta di esse un sol Segno per generarsi in
noi il rincrescimente, la pena, la piet, la certezza del
laltrui male , 1 odio in ne e l avversione contro chi
il produce. questa, la ragione, per cui un uomo, che

accusa un dolore , Qecamenteqcreduto , vero' o falso

04

78
che sia. Questa e non altra esser dee la conseguenza del.
1 interessata sensibilit: il resto delluomo , e con esso

la ragione istessa', :convien che rimanga attonito e silenzio


so. Ma se per poco , tacendo il senso , ripiglier il suo
impero la ragione, linganno svanir, trionfer il vero.

Precedeva gi un grido , che su i testimonj da de


Mattheis interrogati, e su glimputati da luimessi in ar
resto aveano avuto luogo violenze, e sevizie. Garrula la

fama , e quasi sempre bugiarda , indiscreta ne menava


intorno il rum0re, quando i soggetti, che diceano di aver

le solierte, si presentarono, perlme racconto, al Ma


gistrato. Iloro detti, o non veri, o soverchiamente este

si , toccrono l altrui sensibilit. 'Iacque perci la ra


gione , subentr la piet; furono dalla moltitudine cre

duti. Ma or che quieti son gi i movimenti de sensi ,


che la ragione ha ripreso il suo impero , e che possia
mo passar dalla commozione al ragionamento, esami

niamo.se veri possono essere i fatti che ci sono stati


raccontati. -_.

i '

_ -

Marianoolella, la cui dichiarazione si -letta", per


ch egli l9nvenutozin dibattimento, havlut'o farsi strada
all altrui piet, raccontando, che lIntendente d>e Mattheis
lo avea fatto attaccare in faccia al muro del corpo di
guardia colle. braccia sospese, perch montave_a voluto

dire che Larosa ed 0rlando erano andati in Tessano


per tritt altra cagione che pel matrimonio; e che cosi
sospeso ,lo aveaitto stare percinque ore. Indi lo avea

tenuto..per ventidue giorni col mandato;


via lo..avea nalmente; costrettq afar la
zione.itmanzi al Commissariotlipoli2ia.x
A - Questo notar deile_ onein 'untempo
t altrcnsi avrebbe dovuto badare, " il
il

e per questa
Sua dichiara-

- ' ' in cui a"tut-


primo segno "

79
della gratuita invenzione. L esser poi ci avvenuto nel
corpo di guardia il secondo. Il corpo di guardia , di
cui egli parla , nel cortile del palazzo" dellIntenden

za, ed esposto allo sguardo di ognuno, tal che nulla \i


si puoi far dentro che non sia Osservato al di fuori da
tutti coloro, che in non picciol numero, si recano nel

l[ntendenza medesima per loro affari. Il terzo segno


nella circostanza chegli fu menato per deporre , sicco
me depose, innanzi al Commissario di polizia. Se 1 In

tendente avealo fatto porre ai tormentiper fargli dire


quel chei bramava , come va poi che condotto in
nanzi al Commissario di polizia per deporre? Il quarto

segno nell aver egli confermata la sua dichiarazione


innanzi alla Commission militare. Ci non avrebbe fat
to se vera ella non fosse stata. Il quinto segno , chs-I

sendo questa deposizione semplicissima , non valea la


pena di estorquergliela con tormenti. L ultimo e pi

importante segno nalmente, che il Colella fu esam


nato dal Giudice Gentile funzionante da Giudice distru
zione inv Cosenza , e non da de Mattheis. Manca quin
di non pi la circostanza del fatto, ma il fatto istesso.

Leone Doni. Altro egli non avrebbe sofferto che


le pulsette per un ora , la restrizione per dodici giorni
al corpo di guardia , e- la minaccia di due palle in fron
te. Ma non gli si deve credere , perch egli stesso di
ce , che fu esaminato dal Commissariodi polizia , e che

1 Intendente giunse mentre questi lo stava interrogando.


La minaccia di due palle in fronte 1 ha aggiunta nel
dibattimento. Innanzi a Sansone non lo avea mai detto.
In ne ha egli confermata nella pubblica discussione la sud
detta sua dichiarazione , tranne alcune circostanze poco
*

80
rilevanti. Se dunque ei dichiar il vero, non vi era biso.

gno di violenza.
Asserisce Giuseppe Albisani , che malmenato dal

1 Intendente con calci fu obbligato a sottoscrivere una


deposizione non letta. Fu quindi mandato in prigione;
e dopo un mese gli si volle far sottoscrivere un altra
dichiarazione , che'neppur lesse , sotto pretesto che la

prima mancava di data.


Era l Albisani un imputato e non un testimonio.
Fu perci spedito in Catanzaro con Marincola, de Jesse
ed altri, e venne liberato col rescritto.

E che

ci sia

vero , non solo risulta da quella stessa sua dichiarazio


ne , che ora impugna , ma anche dalla testimonianza di
Leone Doni , e dall essere stato liberato per esecuzione

del summentovato real rescritto.


Che poi sia stato obbligato a deporre per lo spa
vento de calci , e che questi , nel caso ch vi fossero
stati , abbian potuto importare una sevizia , la ragione
non lo approva , il fatto lo smentisce.
"
Siegue Michele Tucci. Depose egli innanzi all i
struttore, che lIntendente, per indurlo a dePorre qiiel
che non era vero , avea creduto intimorirlo coll ordine

di darsegli delle legnate. Che queste gli 1r0n date su lef


spalle alla presenza di Dodaro capo degli Am1igeri. Che
in conseguenza delle medesime egli dimand di esser

ricondotto all Intendente; e poich si mantenne anche


nella negativa, fu mandato nelle prigioni di Rogliano
colle pulsette alle dita. Col , per ordine , com egli
intese , di Dodaro' fu messo in mezzo a due altri, coi

quali fu ligato coi pollici delle mani, e coi diti piccio


li de piedi , e cosi rimasero tutti e tre per due giorni.

81
Che non fidandosi pi di resistere fece sentire che dir
volea quel ch era conveniente. Che neppur piacque la
dichiarazione che indi fece , e fu mandato al corpo di
\

guardia , e quindi nelle prigioni di Cosenza dalle qua


li non usci che colla grazia del Re.
Analizziamo un poco , colla guida della ragione ,
questi detti, e vediamo se sia in essi la verit. Si va
lea quel che non era vero. Ma come? Per aversi una
falsit , si sceglieva cosi ed alla ventura un uomo qua
lunque? Sarebbe stata questa una follia. Era Tucci un
reo , e non un testimonio, e le pruove, fino a quel
momento raccolte, lo dimostravano. Fu egli dunque con
questa divisa interrogato. Fu restio a dir la verit , e
furono ordinate le battiture , le quali gli si diedero al

la presenza diDodaro. A Dodaro adunque , se vero


fosse il fatto, sarebbero imputabili: a de Mattheis non
altrimenti che se Dodero giustifimsse davergliele fatte dare

per di lui ordine. Fu mandato alle prigioni di Rogliano


colle pulsettealledita. In ci nulla di straordinario, perch
gli-arrestati, in tal guisa appunto si sogliono menare in prigio
ne dalle loro scorte. Fu messo in mezzo a due altri ligato.

Ve 1 pose Dodaro, e non altri, com egli stesso dice.


Se ci fosse vero , converrebbe riettere , chei ligami,

de quali si suolfar uso nelle prigioni , son mezzi di


custodia , e non istrumenti di sevizie. (I) Dodaro adun
que , cui la custodia de detenuti era commessa , avreb-.

be potuto anche a quel mezzo ricorrere; ed allora nien


te pi facile che cambiarsi nella bocca di Tucci lidea
della custodia con quella de tormenti. Pu

(I). L. _+..fCod. de custod. reor.

Tucci dir

82
tutto quel che vuole, n gli si pu impedire, ma se
abbia detto il vero , la ragione quella che lo deve
esaminare. Coll ultima dichiarazion negativa di Tucci ,
le cose rimasero nell istesso piede in cui erano prima;

poich , secondo egli dice , neppur depose nulla. A


vrebbe dovuto dunque ritornare alle sofferenze da cui
veniva. Ma non fu cos. Venne egli , in vece , con
dotto al corpo di guardia. Donde questo cangiamento?
Perch da tanta crudelta tanta condiscendenza'? La ve
rit gli questa volta sfuggita dalle labbra per dirci,
che egli , tranne le solite restrizioni, niente altro sof
ferse. Le sole battiture vi furono, ma queste gli ven

nero date dagli Armigeri in occasione , che mischiato


co testimonj , volea fuggire (t); Cosi si spiegano anche V

i ligami : fu il timor della fuga che astrinse i custodi


n ricorrervi.

N le cose nora esaminate furon sufcienti a sod


disfar 1 animosit di Tucci contro lIntendente. Nella
pubblica discussione, a quel che avea detto innanzi a

Sansone, ha aggiunto , che l1ntexidente volea saper


da lui tre cose, cio 1 assalto del corriere , la nuova
setta , e gli andamenti di Saverio Altimari: che alle

sue risposte negative ordin ligarsegli le dita collo spa


go incerato , e bastonarsi: che lo voleva anche scorti
care: che le ligature delle dita gli si stringevano in ogni

quarto di ora colla bacchettadi ferro della pistola: che


(1) De Mattheis lo ha schiettamente connato
nella pubblica discussione; ma non ha potuto darne
una pruova , perch gli Armigeri che custodirono le
prigioni di Rogliano non furono mai esaminati , mi 30-.

Ho stati chiamati nella pubblica discussione,

85
in fine , stando nelle prigioni avea fatta una disdetta.

Uh quante, novit! Quante menzogne l E Come creder


si a quest uomo , segli nemico-di de Mattheis per
averlo processato ed arrestato? Come prestarsegli fede ,
s egli colla variet del suo'li-nguaggio smentisce se stes

so? In fatti nella sua prima dichiarazione , val quanto


dire , in un tempo assai pi vicino al fatto , non par

l dell ordine delle ligature collo spago incerato: n ha


voluto parlare adesso che son passati pi di due altri an

ni. Come, in fine ,' darsi ascolto alle sue speciose in


venzioni se contengono cose impossibili a potersi crede
re ? Le ligature da lui tenute nelle dita , per due gior
ni , se gli strinsero , com egli dice, costantemente per

ogni quarto (1 ora. Avrebbe dunque sofferti 192 strnl


gimenti. E le dita? Le dita rimasero , ci non ostante,

belle ed intere(E lo potevano , dopo che le ossa me


desime avrebber dovuto polverizzarsi fra 1 attrito di tan
te pres'sioni?:Crederem dunque noi in Tucci anche
1 impossibile ?7 Ci non in nostra balia; la natura
istessa che lo disapprova. _

Domenico Tucci. Dice che interrogato dall1nten


dente sopra affari di Carboneria , fu negativo: Che man
dato perci in carcere, eligato co suoi congiunti Miche
le e 'Pasquale Tucci coi pollici e coi diti piccio
li de piedi , vi rimase per tre, o quattro giorni. Per
questa sofferenza si fa menare innanzi all Intendente ,
e sottoscrisse una dichiarazione, che trov distesa. Si la

g de patimenti sofferti , e 1 Intendente gli rispose, che


gli si eran fatti soffrire per ordine suo, e che ne avrebbe

sofferti de maggiori se non avesse_ detta la verit


\

(1) Si noti questultima circostanza per conoscere

0126 de iVIatt/zeis altro non bramnva che la verit.

84
Questa risposta di de Mattheis non combina col fatto.
Imperocch , se Tucci avea gi firmata la sua dichiara
zione , e niente pi dovea deporre, a che minacciarlo

di altri tormenti ,- e fargli conoscere , che i gi solferri


erano stati da lui ordinati?

La durata de patimenti , che nella dichiarazione


scritta avea Tucci fissata a tre o quattro giorni,l ha nella
pubblica discussione ridotta ad un giorno solo: vi ha ag

giunta la minaccia della fucilazione , ed ha conchiuso ,


che per ultimo risultamento, non potendo pi soffrire 19'
ligature fattegli dagli Armigeri, si fe condurre dallInten.

dente e rm un foglio , senza leggerlo, La stessa ri


essione fatta di sopra, La diversit del linguaggio,
nella cosa istessa , stata sempre segno di mendaci0,
E per avvalorar Tucci egli stesso questa verit , ha anche

asserito , che delle cose deposte innanzi allIntendente,


si disdisse col suo confessore, Ma di che poteva egli
disdirsi, se non avea letta la deposizione che gli si era

fatta rmare ? Se non questo un mendacio, menda-


dacio sar certamente chegli sottoscrisse la suadichia-
razione senza leggerla. Nell uno , e nellaltro caso i
lecito il dire - crimine ab uno disce omnes.

E perch nulla si ommetta , onde potersi sempre

pi conoscer le menzogne di questo dichiarante, bisogna

aggiungnere, ch egli non fu mai interrogato sopra affari


di carboneria, come ha asserito; poich si raccoglie dal-,
la sua dichiarazione, che ora impugna, ch egli depose
sul conto di de Bonis , Stumpo , Ortale , ed altri ima

putati de fatti di Poerio (t),

g!) Fol. i: a 12 _Vol. 74,

85
Pasquale Tucci. Fu questiinnanzi all istruttore cosi
consono ai gi analizzati detti di Domenico Tucci , che
la sua dichiarazione neppure si scrisse. Ora chi avrebbe

mai potuto immaginare , che nella pubblica discussione


avesse dovuto egli rappresentare una scena da muovere
sdegno agli amatori della verit, stupore agli avversaridi de
Mattheis, riso agl indifferenti? Cominci egli dal dire, che

andato' dall Intendente , lo trov a letto. Che interrogato


sull assalimento della posta, e su le sette, avea egli ap

pena incominciato a rispondere colla parola Eccellenza,


quando lIntendente non fa pi cristiano (per servirmi
delle sue medesime espressioni ) , ma come una era

lo caric d ingiurie , e di minacce; profer due pa


role oscene , e ereticalmente.

Buon Dio! E come

si pu giugnere a tanto? Se Tucci non ancora avea


parlato , come si potea 1 Intendente con lui tanto

sdegnare? Aggiugne, che usci subito , n si sa donde,


Dodaro con due Armigeri, e gli posero le pulsette. Che
furono ordinate cinquanta battitore , e fu mandato

in

carcere, ove sti ligato in terra per nove ore. Che fu

ricondotto all Intendente; e perch fu negativo , or


din egli altre sevizie da farlo morire a poco a poco. Che
a tal uopo fu nel1e'carceri ligato in mezzo a due altri fino
al giorno appresso. Che menato per la seconda volta al

1 Intendente , torn ad esser negativo , e fu ricondotto.


nelle prigioni fra le primiere ritorte. Che 1 Armigero
Sicoli lo assicur cherasi fatto un cerchio di ferro per la;

sua testa; e. che la cosa finalmente termin collesser

glisi fatta sottoscrivere una dichiarazione.


Avea qui nito, quando, datagli lettura della dichiara
zione di Domenico Tucci,cui erasi uniformato innanzi a

Sansone , e dalla quale erasi gi tanto allontanato, ha pro

.86
testato di essersi ricordato di un altra cosa , cio che in

uno de giorni, in cui rest ligato in mezzo agli altri due


Tucci , gli fu recato un poco di cibo: che Dodaro se l
pose sotto ai piedi , perch l Intendente avea ordinato
di non darglisi a mangiare : che egli perci sti digiu
no per tre giorni (I) , nel corso dei quali, per ogni
quarto d ora , gli furono strette le ligature delle mani
e de piedi dagli Armigeri colla bacchetta della pistola.
Avea anche qui terminato quando gli sovvenuto,
un ultimo fatto , cio che uno

di Catanzaro

gli avea

detto (1 essergli state straziate le parti occulte.


_ Pure in questo si voluta da Tucci alterar la ve
rit. Sul fatto di cui parola, l istruttore si anche,
versato col sentir colui che si diceva cos straziato, cio
Filippo Buonocore, ma _si venuto in cognizione, che
tranne una minaccia , ed un falso vanto degli Armigeri,

altro egli in realt non solferse, Ci notabile, perch


ci fa conoscere , che il sistema tenuto contro de Mar

theis stato nello di andar raccogliendo tutte le di


cerie sparse ad arte da suoi malevoli nel volgo, e farle
deporre da coloro , che, al par di essi, ambivano la

sua ruma.
- Tucci adunque , la cui dichiarazioneho nora ana
lizzata , oltre che nel deporre uscito dallordine na_
turale delle cose , ha dati segni non equivoci ancora di

una grande animosit contro de Mattheis; caduto_in


mille assurdi, ha discordato cogli altri che ha chiamati
in contesto , si mostrato gi disposto a dichiarare

(I)

l unico , che si lagna anche di questa sq

renza : m'un altro ha osato dirlo.

87
ci che non avea detto mai; si innitamente allum

tanato dalla sua prima deposizione; ha , in ne, mani


festamente mentito in quanto allultimo fatto relativo allin
ventata sofferenza di Filippo Buonocore. E pu darsein

credenza ? egli uno di coloro che si chiamano offesi.


Proclive adunque ad ingrandire , ed inventar patimenti.

egli uscito dall ordine naturale delle cose ? Assurdi


ed incngruenze gli son dunque usciti dalle labbra. Ha
dimostrato livore ed animosit contro Mattheis? Gli
dunque nemico; e su i detti di un nemico non si
pu riposare. Ha discordato cogli altri, che han parla

to de fatti medesimi? Dunque ha egli deposto quel che


non avvenuto. venuto preparatoa deporre ? Ha dun
que deposto ci che avea inventato. Ha detto assai pi
di quel che avea deposto innanzi a11 istruttore? Dunque
questo dippi creazione della sua fantasia. Ed in fatti,
chi colui, che in tempo pi remoto pu ricordare quel che
non ricordavain tempo pi prossimo allavvenimento su cui
depone?.Ha in, ne manifestamente mentito

su di un

fatto, che a bella posta, e con istudio ha aggiunto alla


sua dichiarazione orale dopo di averla terminata? Dun

que la menzogna stata lo spirito animatore della sua


dichiarazione.

Giacomo Tucci. Asserisce che fu dall1ntendente


interrogato per 1 omicidio di Tano; e che menato in
prigione come negativo vi sti ligato mani e piedi
per otto giorni insieme con molti altri detenuti. Qui"
fermiamoci un poco ,- e riettiamo all esorbitanza diqueste asserzioni comuni a vari altri testimoni esaminati da

de Mattheis. Ligati essi per tanto tempo colle imani' e


coi piedi ,come avrebber potuto soddisfare ai loro natu.

88
ral bisogni ? E senza di ci, come sarebbero essi vis
suti? Avr occasione di tornare su questo argomento da

qui a poco, ed allora mi verr in destro di notar le man


canze

commesse nellistruzione, il nocumento

che ne

ha ricevuta la verit , ed il campo che si aperto


alla menzogna. Torno alla dichiarazione di Tucci.
Finisce egli col dire , che fu rimesso in Cosenza,
ed in quelle prigioni rimase ristretto per tre mesi, dopo
de quali ( ha aggiunto nella pubblica discussione ) fu
chiamato dal Giudice istruttore , e fu messo in libert.
Quest ultima circostanza, combinata coll altra di essere
stato dallIntendente interrogato sull' omicidio di Tano, ha

fatto conoscere ad evidenza, chegli fu carcerato per espe


rimento dal giudice istruttore, perch non volea deporre
quel chesapea intorno allomicidio suddetto, per lo quale
quel funzionario istruiva. In fatti ei non depose che innanzi
a questo magistrato solamente. Innanzi allIntendente non

fece mai deposizione alcuna; e per conseguenza non vi


fu motivo d indurlo a deporre con mezzi ooattivi. Ed
ecco per la seconda volta dimostrato , che ogni tto
che ha avuto qualche relazione coll istruzione di de Mat-.
theis , a lui si cercato imputare sotto falsa divisa , e

mendicati pretesti.
Gio; 'Garofalo. Sette ed assalimento del corriere fuf
tono , com egli dice , i due argomenti su i quali fu
interrogato da de Mattheis. Al suo negare, Guerra e Gotti

istigarono l1ntendente, perch gli avesse fatta fare la de-_


posizione.

Ligature pollo spago incerato furono allora

ordinate. Ligato cos di mani e piedi fu rotolato per


le scale , e ne rest sgangherato' colle mascelle. Nelh

dichiarazione fatta innanzi a Sansone disse che_ per _urto

89
di un Armigero , mentre ligato era condotto nelle pr
gioni, ei rotol per le scale. Questo era pi naturale.
Ma nella pubblica discussione ha sostenuto ,.che ligato

mani e'piedi era menato nelle prigioni quando, per or


dine dellIntendente, fu rotolato dalle scale. Ma se gli
erano,stati ligati i piedi, come potea camminare per an
dar nelle prigioni? Ecco uno di quei mendaci , che

non Si possono nascondere. Ed oltre a ci , col detto


de testimoni, anchei pi accaniti, si verificato, che

Garofalo fuligato colle sole mani, nel ballatoio delle scale,


diviso dalla stanza, ov era 1 Intendente, dalla galleria, e da
Varie altre stanze diun appartamento che mette capo nella
galleria istessa; e che per urto dell armigero Allegrini, Ga-
rofialo rotol dalle scale
Se quest urto sia stato dato col
disegno di farlo effettivamente cader per le scale, o per
farlo prestamente'camminare, non siconosce. Ma biso
gna credere che sia stato per quest ultima cagione, per

che. il rotolr di Garofalo per le scale a nulla poteva


inuire per"fargli 1 dire ci chei.non Voleva. P0tea
dirsi finita , e stimolo pi non rimaneva onde farlo
Parlare,ft
. i .
. .J I.
.

Continua Garofalo a dire, che dopo questa cadu


ta fu menato in prigione , e che col rimase per otto

giorni, ,lig'ati i pollici collospago coverto dalle pulset


te. Ma come si aliment? E ignoto. Avrebbe avuto. in

dubitataniere bisogno dellaiuto altrui. Ma ci dir non


potea ,: perch allora si sarebber dovute queste persone
interrogare; e se vero non fosse stato il fatto ,
.IUI')TI
I

."|
.

I.

..

come
.,

L "')i:

Lx(t) iDihiamzione di Migkele Clausi in, dibatlimnto.

90

veronon era , non sarebbe stato da esse smentito con

danno dellistruzione? "

.-2 ' )z.'

- .

Ha nalmente conchius, . che non fidandosi pi

di soffrire, sottsc'risse la dichiarazione che Gotti "avea

distesa. Ecco il solitolinguaggio , ecco quell unico ,


solo, e prenieditato sermone, di cui parlavano le leggi ro

mane, _\

_
; .
,Filippo Buonocre. Citato con molti altri di (la.
.lanzaro sua patria ,.si present con essi all Intendente

in-Roglianofe tutti furon mandati in un casulajihrutto


.e puzzolente.
>
,' L'Era. 1 Intendente nella casa di un particolare. Que
mbssof glifu dato, e di questo dov servirsi , blu).

1110 otrattivo hfgli fosse stato. ' -

. .

; :Il primo adcsser ,chiamato .all esame fu un. ml

SalVatore_ Corace. Questi non pi ritorn, o sia fu


dopo l esame-licenziato.
.
.
,; ' \ Costui dunque nulla solferse. Ipatimenti eran serbati
pel' solo Buonocore. .Fu egli infatti chiamato in secondo

luogo , ed interrogato su la.nuova Setta, fu negativo. De


Mattheis esclam, che se i fratelli Marincola non sim

picavano, si sarebbe ei medesimo tagliata la testa. Im

pose dopo di ci al Commissario di poliziadi proseguir


l' esame. Continu Buoncore a negare. Di ci.infortna

toilIntende'nte lo all'err per petto , lurt contro la


bussola , ed ordin le pulsette. Lo pose quindi in cm
fronte; con Tommaso MaSciari, e Gaetano Mancarth
pen farlo convincere; ma .eglhfu fermo a negare. ..Glg

fe stringere le pulsette e menare in prigione coll ordine


di porgliele anche ai piedi", estringerle n0a chemon

avessero spezzate le ossa. Dalle ore quindici no alle


ventiquattro le sofferse 5e
, - minacia't' dellb strazio

9|.

istesso nelle parti occulte, "si fe condurre dimm


vo all Intendente. Si'mautenne nondimeno negativo;
ma poi minacciato di altra prigione , acconsenti'che la
deposizione si fosse Scritta come si volea, e lavrm. '
Comunque siasi questa dichiarazione architettata e co
lorita, traluce da essa nondimeno, che Buonocore eia'con

vinto di sapere alcuni fatti , e che -non1 \volea depoi-li. In


effetti oltre di 'Masciari, e Mancaruso , lCorace , che lo
avea preceduto ,ne' 10-aeonvincea altre-s, siccome ne lo
co'mzinceva; anc0ra Antonio Matisan , cui Buonocore in

vit a far parte: della nuova setta

Ma convien dire

che nulla
vi siache
stato
male;che
poich
egli Con
stesso
nocore
depone,
gli dialtri,
andarti:v
lui,il Buo
nul
la soffersero, traneGregoriofCosentino, che fu ligato
nelle braccia con-la fune per poche or .

Del rimanente , la dichiarazione ch'eil Buonocore


dice di aver fatta [per timore, fu da lui pienamente con
fermata ne;llaCommission Militare, come-si rileva dal
verbale della pubblica discussione, e icotnelia egli stes
somonvenuto :in dibattimientt). A che dunque pi" qui

stionare su di unsserzione ch stata Sfentita col fat


to? Se Buonocore avesse veramente detto ilfalso per

forza di tormenti, non avrebbe confermtaforf giura


mento la sua dichiarazione, ma si sarebbe-in vece iqtie-

relato de sofferti patimenti.


i
' " ' i
Francesco Costanzo. Gotti volea fargli firmare una
dichiaraziondche avea scritta a suo piacere, ed egli si;

neg.- LIntendente lo consegn a Dodaro per farlo por-i


v..:

.lil

'

'

_f='<:t)roz. t4_at'. Vol. 8.

,'

r\-

-.

92

tare a.basso. Ivi venne ligato [coi pollici cosi stretta


mente che si posea gridare. Fucomrnossa dalle sue
grida la padrona della casa: questa corse dall Intenden.
te , e lo fece Sciogliere. Gli fu quindi antiunziato, che

dovea passare nelle prigioni di S, Domenico per esser


pi tormentato. Intimorito allora
rm la dichiarazione.

da questa minaccia ,

LIntendex)te adunque, altro non avrebbe fatto in


questo rincontrq che ordinare larresto del Costanzo. I
ligami li avrebbe,avpti da Dodaro; e tanto pi , per

ch 1 Intendente, allavviso che n ebbe, lo fece subito


sciogliere,

Ci per la dichiarazione scritta. Nella pubblica di-.


scussionejha' aggiunto, chein Catanzaro fu menato in

arresto innanzia Pastore, e che fu da lui interrogato se


avea parlatojnel caff , e se avea sofferte sevizie in C0

senza. Egli, per non accusar 1 Intendente , rispose di


no; ma Bruno Moraca , ch era stato anchesso menato
col , ed avea ricevuta la dimanda istessa , rispose ne
precisi termini - io no , questi si, Allora Pastore rim
provero il Commissario di polizia signor Elia ch era pre-f

sente , e che avea istruito colllntendente,

_Ecco un secondo argomento. che Costanzo non Tir


cev- tormenti. Egli stesso lo dice colla propria bocca
innanzi a Pastore 5 poco dovendosi calcolare la _circo
stanza di averlo detto per npnaecusar lIntendente;

poich questo riguardo, oltpe,dellesserpoco credibile in


persona di Costanzo , era gi cessato colla risposta di

Bruno Moraca , cui egli, avrebbe fatto indubitatamente


eco ,

quante volte i patimenti" fosSero stati veri.


Del resto conferm Costanzo la sua dichiarazione

95
innanzi alla Commission Militare; conferma , che in
ultima analisi, ha anche avvalorata nella pubblica (li
scussione. lmperocch, mentre ha chiusa la sua dichia
razione orale negando di esser vero quel ch era scrittto
nella deposizione fatta innanzi ade Mattheis, ha poi ,
contraddicendosi, affermato, che andava bene quel che
avea detto innanzi alla Commission Militare , cio la
conferma di tal deposizione.
'

Luigi Nicoletti , che avea deposto innanzi a San


sone , che per tre giorni avea sofferte le ligature nelle
mani e ne piedi Strette colle bacchette di ferro, e
che, medianti regalie fatte agli Armigeri, se le avea fatte

rallentare ," nella pubblica discussione , ha dichiarato ,


che lIntendente volea da lui sapere del furto della po
sta, e dellattentato di Poerio. Che alla sua risposta di
nulla saperne ordin che fosse ligato. Che uscito dalla
sua stanza , e giunto nella galleria, col gli furon mes
se le pulsette dagli Armigeri , e fu menato in un bas

so oscuro, che serviva di prigione. Che dopo ventiquat-.


tr ore ch era stato in carcere colle pulsette , mand a
pregar lIntendente per esser liberato; ma gli fu ri

chiesto un obbligo di ducati sei mila. Che il di seguen


te fu di nuovo menato all Intendente , e per timore
fece la dichiarazione che sta scritta negli atti. Che altro
non sof'erse che le ligature delle mani , e queste non
molto strette , n mai accresciute dallo stringimento
colle bacchette di ferro , come avea detto nella dichiara
zione scritta. In somma fu questa dichiarazione quasi inte

ramente rivocata; e di pi, facendosi anche sentire in qual


che modo nel cuor del Nicoletti la forza della verit , lo
ha costretto a convenire, che molte cose registrate nel

la sua deposizione innanzi a de Mattheis , egli le avea

94

effettivamente dette ad Agnese , che l avea scritta; E


cosi rir'nase anche smentito ci che precedentemente avea
asserito, cio che nella sua deposizione erasi scritto.quel

che avea voluto lIntendente.

Gennaro Pagliaro. Disse nella sua dichiarazione


scritta , che de Mattheis volea saper da lui le 0perazio
ni di Monaco intorno al concerto di una rivoluzione, e
che impegnato'a volergli tirar di bocca alcune notizie,

gli cominci, con minacce , a dire chegli dovea tutto


sapere. Ch essendo stato, ci non ostante, negativo fu

mandato nel corpo di guardia, e vi stiede per circa un


mese, menato e rimenato pi volte allIntendente col
le manette. Che, costante a negare, fu rinchiuso in un
criminale delle prigioni centrali per ventidue giorni, sog_
getto ai ceppi il giorno, .ela notte alla catena.
uesla sofferenza immaginata. I Custodi delle
prigioni di Cosenza , che sono stati cos diligenti a
rammentar coloro, cui essi ponean0 ceppi e catene , non
vi annoverano affatto il Pagliaro. Lavrebbero essi om
messo se fosse stato vero il preteso criminale ? Induf

bitatamente che no,

Torniamo alla dichiarazione. Avea no a questo


punto parlato il linguaggio della menzogna , cominci
indi a parlar quello della verit. Non potendo (son pa
role dellistesso testimonio ) pi tacere la verit deft
ti , e specialmente

delle lettere di corrispondenza tra

Monaco , e Maringola , si j mcnar innanzi all In


tendente , e confess , che da Monaco , in un giorno
che l accompagnava in Sanzmango , e propriamente
nella casa de signori Angotli , seppe il concerto perfa-.
re la rivoluzione , per la quale era m concerto co M

ringola.

'

95
Nella pubblica discussione avea incominciato a mu
lar linguaggio; ma poi, lettagli la deposizione fatta in
nanzi all Intendente , ha confermato quel che avea detto a

Sansone, ed ha aggiunto, che da Monaco avea anche sa


puta lorganizzazione della nuova setta, non che la cor
rispondenza con Cosenza , e lo avea deposto all Inten

dente.

Ecco adunque che 1 Intendente de Mattheis, colla

sua istruzione non volle che la verit, e che , ove la


seduzione o lodio particolare di coloro che si son
contro lui esaminati non ha potuto dominare sul ,lor
cuore , la verit si da essi detta, anche a suo favore.
Teresa Stancati. L Intendente volea saper da lei
se Angotti , Parise ed altri erano stati segretamente in

casa di Monaco. Ella fu negativa e venne ristretta per


"cinque giorni in una stanza ; ma poi fu liberata. Non

and alla Commission Militare , perch , essendo gravi


da, si nascose. Ci innanzi a Sansone. Nella pubblica
discussione poi, i cinque giorni di restrizione son di
venuti nove; e le sofferenze, che prima niun male le

avean cagionato, la fecero abortire in Dipignano a 17.


Marzo 1823, poich quando fu chiamata da de Mat-_
theis era gravida di tre mesi.
L esser poi stata , com ella ha detto , per nove
giorni continui e senza interruzione alcuna colle ma
nette , ha fatta nascere la necessit di conoscere in che

modo avea soddisfatto ai bisogni naturali; e si dalla


sua bocca saputo, chera stata cibata da una donna che
abitavaivi vicino. Ora se ci (opportunamente diman
data) avesse detto innanzi all istruttore, questa donna
sarebbe stata intesa , e dalla sua dichiarazione si sa

rebbe venuto -in cognizione della verit o della men

Zogna della Stancati.

L istesso avrebbe dovUto farsi

per molti altri, che al par di lei han detto di esser


restati avvinti per varj giorni. Questa generale ommes,
sione fa arguire , o che nellistruzione non si fatto

quel che conveniva per lo scovrimento della verit , o


che si temuto , collapprofondir delle cose ,

che _i

testimonj fossero restati smentiti.


Emanuele Zumpano. La sua dichiarazione fatta in..
nanzi al Consiglier Commissario , e le circostanze che

concorrono a farlo conoscer in tutta la sua estensio


ne , meritano un particolare esame.

Comincia egli dal dire , che fu chiamato dall In-,


tendente nel Casino di Ferrara per sapere da lui delle

sette , e cospirazioni , particolarmente del Comune de


Marzi sua patria.
Una prima riflessione. Nel Casino di Ferrara , lIn

tendente vi fu sempre ammalato: non pare quindi, che


nello stato in cui era avesse potuto pensare a testimo-.
nj presi cos alla ventura come Zumpano. Ci avvalo

ra quel che de Mattheis ha sul proposito osservato, cio


che il Zumpano erasi a lui volontariamente presentato
come un intrigante, e non come testimonio. In fatti
nellistruzione da lui compilata, egli il Zumpano non

si vede affatto interrogato.

'

Continua a dire , ch essendo egli stato negativo ,

lIntendente se ne sdegn , ed ordinogli di non partir


da quel luogo. D. Gabriele Gotti allora, e Michele Ta
no gli furo'no allorecchio , e colla promessa di unim
piego , lesortarono a deporre come volea lIntendente,
malgrado che non fosse vero , che i signori 0rtale ,.
Stumpo ,- de Bonis , Costanzo , e Tucci erano settarj,
Ei. non vi annui, primieramente perch sapeva che

Gotti era nemico di Ortalc per causa di onore e Tano

- 7 ._._.-_-'_.

97
di tutti gli altri, come creduti autori'delltaccision del
padre e del fratello; ed iu's'econd luogo", perch cono
sceva che voleano farsi merito collln'tendente. Conti
nuarono essi nondimeno le loro pratiche per mzzo di

-lettere che glinviarbno, e colle quali gli diedero varie


norme onde fargli deporre il false, accompagnandone la
richiesta or con promesse, ed ora con fjminacce.

Zumpano (chi il crederebbe!) conservava ancora


queste lettere quando fu esaminato ;; e: quel ch pi

maraviglioso , quasi presago che gli sarebbero state richie


ste , le avea portate seco lui dalla Calabria. Ma qual
pro Per le sue menzogne? Queste lettere , 'soggettate a pe
rizia, non si trovarono n di carattere di Tano, n di
carattere di Gotti. Val quanto dire , 'c'he Zunipano ,
seguendo il suo costume , le avea nte, su la lusinga di

poter cos accreditare i Suoi me'ndacj.

'

Una sera, a tre ore di notte( pr05egue Zumpano )

fu interrogato dallIntendente nel suo palazzo in Cosen


za su i settarj del suo paese , ma egli nulla depose.

De Mattheis sinfuri , gli diede uno schiaffo, gli cac


ci il calamajo in faccia , e gli fe Porre le pulsette ,
strette in modo, che ancora ne conservava isegni, pre
senti gli Armigeri Martinz , Granata , e Granatello.
Questi si avrebbero dovuti sentire per 1 accerto del
la verit , ma non si sono mai intesi. Conservava Zum
pano tuttavia i segni delle pretese) violenze. E perch
non si fece osservare da periti?1 R :.> -

Stando carcerato ( aggiugne Zumpano ) Gotti ,


Tano , e Guerra non cessaiono d irhportnarlo , fino a

che , cedendo egli alle loro premura , ed anche per


uscir dal carcere ed aver/1 impiego , che gli si face
va sperare , si rislse nalmente a dichiarare innanzi
al

98
all Intendente fatti non veri a carico de 'suoi concitta

dini , risparmiando i soli Ortale , perch non ebbe co


raggo di calunniarli.
Ecco non una, ma cento menzogne le pi inve
reconde del mondo. Dichiarazione innanzi allIntenden
te non ne fece mai Zumpano; e la processura lo di
mostra. Qu ( e lo dico per la verit ) in sostegno
di questa sorta di testimonianza, si anche immaginato
che lIntendente avesse ritenuta presso di se la di lui

dichiarazione , e non lavesse posta in processo. Buon


Dio! E come, si facea tanto per ottener questa dichia
razione ,' e poi , ottenuta , non si ponea in processo ?
La ragione rifugge.
E perch nulla mancasse all edizio delle men
zogne

da Zumpano architettato , aggiunse , che men

tre egli era nelle prigioni di Cosenza , vi fu con


dotto Michele Tuci suo concittadino colle pulsette.

Questi, in vederlo , gli disse,che in Rogliano erasta


to per ordine dell Intendente battuto ; e ligato mani
-e piedi, era stato rotolato dalle scale. Ci si disse di
Giovanni Garofalo ; di Michele Tucci non mai. Zum
-pano intantio lo dice per la_ pura verit.

Furon queste le cose che Zumpano dichiar ', fra


t'at1ti mendaci, innanzi al Consiglier commissario. Nella
pubblica discussione poi ne ha anche aifastellate delle

altre,Led ha detto, che l omicidio di Tano fu il primo


argomento su di cui venne interrogato, da de Mattheis,
il"5econdfo fu la nuova setta. Alla sua negativa fu man
dato, come in prigione , in un basso del Casino di
Ferrara. Dunque .l ordine di rimaner col col manda

-to', giusta la! sua prima dichiarazione, ora cambiato


in prigionia'. Della dimanda sullomicidio di Tano

99

non avea egli parlato nella sua prima dichiarazione. Ne


parla adesso , perch, avendo egli fatta effettivamente
per quest omicidio una dichiarazione , ha creduto di

poterla cambiar con quella ch falsamente asser al Con


siglier commissario di aver fatta innanzi allIntendente.
Ma fattoglisi osservare, che questa deposizione ei la fece
avanti al Giudice istruttor Pugliese , ha impudentemen
te ripigliato, che a Pugliese appunto fu egli mandato
dallIntendente. Ma qui si finalmente ' confuso , e le
sue menzogne son terminate , perch gli si fatto CU
noscere , che siccome questa dichiarazione non parla che

della pubblica voce e fama relativa all omicidio di Ta


no, cos non poteva esser mai quella ch ci dice di aver
fatta innanzi all Intendente contra i suoi concittadini ,

tranne gli Ortali, in ordine alla nuova setta.


Chiude finalmente la dimostrazione della falsit de
detti di Zumpano il seguente fatto pienamente esamina,
to e discusso in dibattimento. Zumpano cerc farsi adi
to presso 1 Intendente , allorch egli istruiva, con in

trighi e spionaggi. In questa qualit si present egli un


giorno a lui, e ngendo di aver sorpresa una corri
spondenza criminosa per via di lettere rmate da un
tal de Bonis , glie 1 esib originalmente. De Mattheis,
nell osservar queste lettere, ne conobbe subito la falsit:

e persuaso da ci che Zumpano era un pericolosissimo


intrigante, gliele fece prima, per sicurezza, sottoscrivere,
e poi, per misura di polizia, lo posein arresto.

A provar questo fatto, si sono tai lettere esibite;


e mostrate a Zumpano , ha egli tutto negato; e con
vinto del contrario dalla propria rma,l' ricorso alluni

versal rifugio di essere stato daf__de_ Mattheis costretto a


fumarie. Ma a che ne ostringerlo, s egli di queste

.*

aoo\_
lettere nn potea fare ne fece mai uso alcuno? Ma a che
inventarl'e'? A che fingerleesibite da Zumpano ? Non
se ne pu immaginar laragione. Stiamo dunque al fatf
to , e conchiudiamo ,' 'che selle lettere furono rmate
da Zumpano , egli n0n pot rmarle per altro oggetto
che per quello di averle esibite a de Mattheis.
Ma si chiesto da qualche Consigliere, perch 1 In
tendente, dopo lesibizione di queste lettere non abbia aperta
investigazione alcuna? Non l apri, perch a COlp0 docchio
conobbe la falsit del ritrovato di Zmpano, e dall al

tra banda non crede necessario di fargli subire un


giudizio di calunnia. Ma si aggiunto: e perch con
serv le lettere istesse ? Le conserv , non solo perch

i pubblici funzionarj sono obbligati a conservar tutte le


carte che lor pervengono nelle mani , ma di vantaggio
perch non era impossibile che un giorno avessero potuto
servire allo scovrimento. di qualche veritgcontra chi le
avea'prodotte. Quel ch.induhitato si , che queste

letterefurono da Zumpano esibite.a de Mattheis f0g+


giate come quelle di Gotti , e Tano per eserbitar preSso
di lui gl intrighi suoi.
' J .
>D. Francesco Laterza. ' Ha questi parlato di arref
sti , di criminali, e di patimenti con cannale , e cate
ne. 'Ma egli non fu arrestato dall Intendente: lo arre
st' Pastore, ed a sua disposizione fu dalle prigioni di
Castrovillari condotto in quelle di Cosenza. _ Anzi n0f
tabile che de Mattheis , essendosi arbitrato dipassarlo nelle

prigioni comuni, il Maresciallo Pastore sene dolse con

lui , e volle che Laterza fosse resti}uitol nel suo pri


mierd' modo di custodia

Avean, poi dato motivo al

(I) Lettera del General Pastore de10 Febbrajo


1 822 letta in pubblica discussione.

101

di lui arresto la sorPresa del Corriere in Campotenese ,


e la dichiarazione del Vescovo diCassano, che lo im

putava di tentata rivoluzione in Normanno; per le qua

li cose istruirono il Commissario Vegliante , ed il Ca


pitan relatore Billa.

In somma ' fu Laterza sempre estraneo a de Mat


theis , n egli di sul suo conto altra disposizione che
quella di farlo passare nelle prigioni comuni, come di

sopra si accennato.
Antonio Scorzafave. Questi, che non era stato in

teso da Sansone , venuto per la prima volta a depor


re in dibattimento , ed ha detto , che chiamato da due

Armigeri dell Intendente, e condotto alla sua presenza,


fu interrogato del suo nome e cognome: Che alla sem

plico risposta di chiamarsi Antonio Scorzafve, ordin a


Dodaro di menarlo in criminale con ferri e catene: Che
l ordine fu eseguito pel corso di otto giorni; e che fi

nalmente , passato nelle prigioni comuni , vi rimase


no a che la gran Corte Criminale di Cosenza non lo
pose in libert.
In questo racconto, reticenze, e menzogne. Reti
cenze , perch Scorzafave ha taciuto ch egli fu arrestato

per un tentativo di fuga dei detenuti nelle prigioni di


Cosenza , nel quale era particolarmente impegnato un
tal Veltri suo nipote. Con esso andava egli spesso a con
fabulare, promettendo di unir gente per la buona riu

scita del tentativo

Menzogne , perch lo Scorzafa

ve fu messo in origine nelle prigioni comuni; ma poi,

a ricorso di nove detenuti, iquali esposero all Intendente

(I) Fol. 25 Vol. 63.


.

d a

102

chegli sparg nelle prigioni" notizie f'uneste di rivolu


zioni e sbarchi, fu necessit di farlo passare nella pri
ione secreta , e teneWclo per otto giorni. Ci costa

dalla notata sul detto ricorso de nove detenuti

Di

ceppi e catene non si parl affatto. .

Francesco Scorzafave. stato anchegli inteso , e


per la prima volta, nella pubblica discussione. Dice che

fu chiamato dallIntendente , e che presentatosi. a lui,


trovatolo impedito , fu da un Commissario di polizia

mandato in prigione : Che di l fu chiamato da esso


Intendente con Spizzirri e Pagliaro: Che fa dimandato

in ordine a certe lettere ; ma egli rispose di nulla sa


perne: Che a ci de Mattheis , dicendogli che dovea
tutto confessare , ordin ferri e catene : Che il di se
guente parti per Rogliano ', ed egli rimase nell ordinata
sofferenza per cinque mesi meno quattro giorni ;' e che
in una notte, che dalle guardie fu tirata la catena men

tre egli dormiva , riport dall urto della medesima una


ferita su la fronte.
Di quest uomo , tanto si sa , quanto egli ne dice.

Chesia stato arrestatoo dicono i cu5todi , ma di pas


saggio. De Mattheis , colto all improviso , perch si
trattato di un testimonio nuovo , non ha

potuto dar

su l di lui conto dilucidazione alcuna. Egli intanto ha


nominati Spizzirri e Pagliaro. Questi avrebber dovuto sen
tirsi ,. ma come sentirli se mancato il tempo? Resti
dunque il fatto nelloscurit istessa da cui si voluto

togliere.. '
D. Salvatore Armentano. Anch egli , non esamina

(1) Fol. 44 Vol. 63.

105
to da Sansone , stato chiamato nella pubblica discus
sione, perch i custodi avean deposto, di aver egli-scii.

farti i ceppi ed il cannale per quarantacinque giorni. La'_


sua dichiarazione per li ha smentiti , perch qUGSOIG
stimonio ha protestato, che per lo spazio di tre anni
di arresto, ei non soffri maltrattamento alcuno; ma so-
lo gli fu negato di stare in_una medesima prigione Ql
glio Francesco , che trovavasi anche arrestato per or
dine del Maresciallo Pastore.
. ;
Maria Antonia Barberio. questa la moglie del l
D. Francesco Monaco. Esaminata dal signor SHUSOUG;
narr, che chiamata dallIntendente, prima dell aTCSO

di suo marito , lo trov col Commissario Chiarini. Fu;


dimandata di alcuni fatti che s imputavano a suo mari-l
lo , ma ella li neg. Ordino de Mattheis che OSSG 1118-.

nata nel corpo di guardia, ma Chiarini la condusse. _fl_


una stanza dell appartamento inferiore. La sera fu r1con_

dotta all Intendente; si-port nel modo istesso, e fu


rimandata in casa piena di terrore per le minacpe r1:'
cevute. In somma questa donna, per quantQ abbla'P0";
tuto dire in ordine al marito, in quantoa se, nulla mi
sofferse. Inutile dunque: il pi parlar :di lei. 501.0 b--.

sogna osservare una circostanza di fatto. La dClliarazione di questa donna, non da lei.firmata. Sul supposto,
che ci fosse importato qualche dolosa ommessione,.3i vo

lato sentire il Commissario Chiarini, che insieme coll In


tendente avea tal dichiarazione presa. Chiarini assicura ,
che la Barberio, richiesta a rmar la sua deposizione ,

si neg per tre o quattro volte. De Mattheis allora.or;_


din a D. Michele Ranieri , che in qualit (1 Ispettore,
e cancelliere dell uizio di polizia , 1 avea scritta , che
avesse fatta menzione di questa negativa ,. e triinand
*

104
Barberio nella sua casa in Dipignano
Ma ci nep
pur sussiste , perch nella pubblica discussione si ve
ricato, che Barberio si neg di sottoscrivere la sua de
posizione, a motivo che non sapeva, n mai avea sa
_._puto SCIIVBIB.

'

Teresa Spizzirri. Chiamata pi volte dall Intenden


te , vi and libera, e non disse nulla. Lultima volta,

essendostata maltrattata con parole , volle liberarsi da


ogni pericolo , ed acconsenti a tutto quello che si pre.

tendea da de Mattheis. Di ci ella n di posteriormen


te parte al suo Curato ,e questi le insinu a disdir
ti. Ci innanzi all istruttore. Nella pubblicadiscussione

Poi ha spiegato, che lIntendente non pi la maltratt con


parole , ma la preg dicendole -glia mia , dimmi la
verit; e che alla sua negativa si sdegn ', e minacciol
la. Sia comunque , indubitato chella niente solferse.

Ma nega di aver deposto innanzi all Intendente ci


che sta scritto nella sua dichiarazione, ed aggiugne, che

il Curatodi Tessanp signor Vaccaro non volle assolver

la se'-piima 'non avesseffatta la disdetta. Ella per non


si disdiisse mai...Ma ci non ostante il Curato, a richie
sta della moglie di D. . Pasquale Rossi, rilasci , in
data de 3 Settembre 1823 un certificato , che Teresa

Spizzirri gli avea spontaneamente detto di aver depo-'


sto il falso contro di. esso signor Rossi. Questo certi
cato ',;<oltre dell esser*proccurato , ed ultroneo, si op
pone -zilla verit-. Spizzirri ha detto , chella parl della
sua dichiarazione in altro rincontro, einon gi per far
gliene un racconto.

n)

"(1) Fol. 62' Vol. 52.

105
E che_ sia cosi, facile il conoscerlo-dalla circostan
za , che l_istesso Curato, tanto poco Conto ha sem re
fatto di queste sue attestazioni, che in pubblica discus
sione , dirnandato per ben tre volte , se aveaavuti di-.

scorsi colla Spizzirri sul proposito , ha risposto negati


vamente; e non stato che alla vista del suo certifica
to che glie n venuta la rimembrhnza.

Dall altra banda, quel che Spizzirri sapezt , e che


avea deposto innanzi allIntendente , lo cond anche
ad Agostino Matigrano; e questi, unitamente a ci che
gli costava per propria scienza contro Rossi, lo dichia
r anche innanzi a de Mattheis. Ecco una seconda di
sdetta anche in quanto a questaltro testimonio, venuta

1 canale istesso del signor Curato Vaccaro. Chiamato


egli in pubblica discussione per essere interrogato sul
proposito, ed in conseguenza di un secondo certificato

rilasciato alla Moglie di Rossi , ha raccontato: Che ai


10 di Agosto

1823 ,

mentre era in Chiesa ,

e sta

Va pe dar principio alla messa, onde farla udir al po


polo ivi radunato, una voce ne lo distolse. Veniva que
sta da Agostino Matigrano , ed annunziava, che' aVendo
egli deposto innanzi a de Mattheis di avere il signor
Rossi unita gente per la rivoluzione, avea deposto il
falso , ed il falso avea anche detto in ordine al raccon

to di Teresa Spizzirri , di cui si fatta menzione. Che


in conseguenza di questa confessione , e dopo quattro
giorni , richiesto esso Cur'ato dalla moglie del Rossi ,
le ne avea rilasciato_quel certificato, che ha felicemente
replicato parola per parola nella" pubblica discussione.

i questo avvegimgantobosi singolare e ben 6011


certato , qual pinovanoi ne_ abbiamo

Quellasola che

risulta dai detti di Vaccaroz Intanto eravi.in Chies_aun


d 3

i06
popolo intero radunato per udir la messa: e Perch
dunque non farsi un verbale di notoriet ? E se_a que.

sto si manc per oscitanza, perch non si esaminarouo

cento te'stimonj per supplirvi? Ma che parlo io di cen


to testimonj, se neppur si son chiamati i decurioni ,
che si veggono sottoscritti nel certicato di Vaccaro?
Tutto il rispetto al Curato; ma egli in questo affare

non che unomo; e 1 uomo pu da mille cagioni


essere indotto a mentire, e pendere pi da un lato che
da un altro. D altronde , la naturale inclinazione di fa
re un bene, toglie , il pi delle volte , la bruttezza
alla menzogna , e la presenta come utile e permessa.

Matigrano morto, Rossi vive. L uno pi non teme


i mali della terra , l' altro bar bisogno di tutti i suoi be
ni , e particolarmente di esser difeso da un inquisi
zrone.
E che questo sia 1 oggetto di Vaccaro , si raccoglie
dalla sua dichiarazione. Egli fa disdir Matigrano per due

fatti solamente, (cio dell armamento di Rossi per unir


si a Poerio , e del racconto che gli avea fatto Teresa

Spizzirri. Ma non queste sole cose avea il Matigrano


deposte innanzi allIntendente ed al Commissario Elia.
Avea detto di vantaggio , che anche il fratello di Rossi
avea armata gente , e nomin de Rosa, Joele, Albisa
no, Nicoletti, Ciann6lli , Tutera , Bruno, Principe, e

Morelli, come coloro che, al sentir delle mosse di Poe


rio, si eran diretti, secondo lapubblica voce annunzi,
verso il casino di Ferrara in Cosenza. Su di questo niun
rimorso di coscienza. E quale , se non interessava D.
Pasquale Rossi che si dovea salvare ?

Francesco Russo di Luigi. Questi , secondo la di


chiaram'one fatta innanzi a Sansone, e secondo quel che

107
si osservato di sopra , nulla so'erse, poich presentatosi all Intendente, fu mandato con tutti: gli altri giri
ngl portone guardato dagli Armigeri , e quindi licen

ziato dopo di aver fatta la sua dichiarazione.

"

Ma nella pubblica discussione ha aggiunto, che

atterrito dalle minacce e dalle manette che gli furon poste , disse all Intendente --format'e la deposizione ed io
larm0, e che cos fu ella scritta da lui medesimo ,

sotto la d'ettatura di Guerra.


_
La dichiarazione, di cui parola scritta perci tutta
di carattere del Rossi, ed anche firmata dal Commissa

rio Elia. Si depone con essa, che dopo la costituzione,


cio in Giugno 1821 , Poerio ed altri, essendosi pro-f
osto di fare una rivoluzione ,. si diresse'ro in varj, luo
ghi della Calabria , ma non furono secndati. Dopo

uest0- infruttuoso tentativo si form una nuova setta da


arincola , Aracri , Scarfone. Vi fu egli medesimo il

Rossi ascritto dal capo sezione ' de Pasquale , prestando


il giuramento innanzi a Briatico , Critellj , ed altri. E-'
cosi proseguendo manifesta tutto il dippi , come tanti
altri lo aveano manifestato. Nella Gomrnissionl Militare
cerc egli di allontanarsi da questa dichiarazione; ma
Posto in esperimento, la conferm in tutte' le sue parti.

L essersi atta scrivere a questotestimonio lasua di

chiarazione tutta di proprio pugno, ha dato luogo a qUal


che osservazione in dibattimento. Si dettocio, ch es
sendo egli un calzolaio, non era al caso di poter f0r-
mare e scrivere una dichiarazione con tanta regolarit"
come quella che gli si attribuisce- Ma chi ha mai pre
teso che la dichiarazione di Rossi sia stata. di: lui

medesimo composta? Si detto solamente-ehm fui acrit-


*

108
I

ta di suo carattere; val quanto dire , che quel ch ci


rispondea alle dimande che gli si faceano , eragl con
venientemente dettato, ed ci lo scrivea liberamente.

In somma, subito che Rossi scrivea parola per parola ci


che gli si dettava ,

altro non potea ,

n dovea

essere

che quel che aveva egli deposto per la verit.


Antonio Tosto. Secondo la sua dichiarazione scrit

ta, soffri la Prigionia di cinque giorni colle mani ligate


da funi. Secondo la dichiarazione orale poi, fu ligato ,
non pi solo , ma con Giacomo Tucci, mani, e piedi.
Il mendacio di quest uomo manifesto. Conviene
egli , che non fece innanzi allIntendente dichiarazione,

perch di altro non fu dimandato che della morte di


Tano , e di Altimari. Ora se dichiarazione alcuna non;
si volea da lui, siccome: non se ne volle , a che sog

gettarlo a quelle solferenz'e? Senza prima proporsi un


ne , chi colui che ricorre ai mezzi ?'

Gennaro Ianni. Fu interrogato da de Gotti mentre


l Intendente entrava ed usciva; e per essere'stato ne
gativo fu mandato _al corpo di guardia. Il di seguente
fu richiamato 5 ed atterrito dalle minacce fece quell'
dichiarazion che si volle, e la rm senza leggerla. Ec
co il solito , identico , e premeditato linguaggio. Con
vien dire , Senza tema di fallo, che in questa rappre
sentazione, ognuno fa la sua parte , e che tutti van per
diverse vie alla medesima meta. Sia comunque, Ianni

nulla ha sofferto 5 e per conseguenza a nulla pu la sua


dichiarazione inuire sull oggetto in quistion.
Dicasi l istesso di Bruno Moraca , e di Antonio

Chietflo. Il primo, dopo di essere stato nel basso per


una sola! notte , il di seguente fti rimproverato dall ln-..

I 09

tendente , e sottoscrisse la sua dichiarazione. Il secondo


fece 1 istesso , atterrito da minacce e dai lamenti di

Costanzo.
Termina qui la prima mia occupazione , o sia l ana
lisi dellunica e sola pruova, che dopo il voluto sciogli
mento della garantia, si cercato di acquistare in soste
gno dell accusa di aver de Mattheis fallo violentare ,'

tormentare , e sevz'zr'are testimonj , ed imputati. Impe


rocch quantunque vi fossero ancora i detti di Melina,

Zingaro , e Gentile , pure 1 uno , tranne il racconto


di una scena lunga e tediosa passata fra lui e l Inten
dente , nulla dice di aver sofierto; laltro fu carcerato

per reit di
tanzaro , e
caso istesso
aver sofferto

omicidio commesso nella provincia di Ca


nulla perci pot soffrire, lultimo nel
in cui son tutti gli altri che dicono di
nelle prigioni di Cosenza , ed i cui detti

sr son gi pienamente esaminati.

Ma dimostra ella forse questa pruova lassunto ?


No l dimostra , n pu dimostrarlo.

No 1 dimostra ,

perch, mentre da una banda indicherebbe gli autori del


le volute sevizie nelle persone de custodi e degli Armi
geri , dall altra niuna certezza ci da che le abbia de Mat

theis ordinate. Non pu poi dimostrarlo , perch tutta


consiste , e tutta si riduce ai soli detti di coloro che
si chiamano offesi.

'

Ma ripetiamo la cosa dai principi suoi. massima


di ragion penale che de fatti punibili non son tenuti

che i soli loro autori (I), e che di un fatto pu di-i


venirsi autore , o per se stesso , commettendolo, o per
mezzo di altri , facendolo commettere. Nel primo ca-
(I) Unusquisque ex suo admz'sso Sorlr' subjcitur
L. Crimen 26
de poen.
,

d 4

HO

90 , la pruova del fatto confusa con quella dell autore;


nel secondo , colla pruova dell autor principale, esser

vi debbe anche quella del mandato , dell ordine , della


commissione.

'

'

De Mattheis adunque, che non ha certamente com-


messo da se il fatto delle credute sevizie, per divenirne
autore, avrebbe dovute farle commettere o con manda
to , o con ordine , 0 Con commissione data ad altrui.

Questo appunto quel che gli 5 imputa , cio di aver


ordinato. agli Armigeri, ed al custode di Cosenza di bah
tere, ligare , incatenare testimonj ed imputati.

Ma di quest ordine , qual pruova ? In quanto a


Cosenza , non vi che il solo detto del gi custode

Maggiore Benedetto Gervino e la pubblica fama. Ri


spetto aRogliano, altro non vi concorre che il detto di

qualche detenuto, le menzogne di pochi testimonj estra


nei , e la pubblica fama istessa.
Cominciamo da Cosenza. Il detto di Gervino , qual
pruova pu far mai contro de Mattheis s egli, coll alle
gare il di lui ordine, discolpa se stesso? La legge pre
vede il caso degli attentati arbitrariamente commessi da

un impiegato (1) ; e vuole , ch ei ne debba esser te


nuto no a tanto che non avr giusticato di aver agi
to dordine de suoi superiori , per oggetto di loro ispe
zione e per ubbidienza gerarchica. Gervino adunque per
far cadere su 1 Intendente i fatti da lui commessi, a
vrebbe dovuto giusticarsi con ordini scritti, o almeno

in altro modo equivalentemente provati. E che sarebbe


de Magistrati , se la sola voce di un custode di prigio
ni, fosse bastante per farli credere autori di violenze e

(I) Art. 234,

111.

sevizie su i detenuti? Quali eccessi non commetterebbe


ro essi , se col solo allegare un ordine de loro superio

ri potessero liberarsi dalla meritata pena? La cosa , 01-.v


tre dell esser pericolosa per linnocenza , sarebbe anche

di tristissimo esempio in societ , ove ogni apparenza


d impunit fomenta delitti.

Oltre a ci, gli ordini che Gervino allega , non


solo che non son sostenuti da pruova alcuna , ma di
vantaggio esistono negli atti ordinativi in iscritto per la
detenzione degli arrestati, che li smentiscono. Tutto in

essi regolare , e nulla vi ha che potesse almen da lun


gi favorir lassunto di Gervino. Ma a che cercare ar
gomenti? Non abbiam noi forse, che aVendo voluto de

Mattheis restringere Antonio Scorzafave nel criminale


perch spargea voci sediziose e triste nelle prigioni co

muni , l ordin espressamente in iscritto su la supplica


de detenuti, come di sopra si detto? E ci non di
mostra , che quel chei voleva sul modo di restrizione

de detenuti , l ordinava in iscritto da Magistrato , e

non a voce da abusatore ?

Siamo in somma in questo caso. Un subordinato


afferma , ed un superiore nega: luno non fa che as-i

serire , laltro appoggia la sua negazione a presunzioni


e ad argomenti. A quale di essi noi dunque crederemo?
In pari posizione, cio luno semplicemente affermando,

e laltro negando, a niuno. Ma tosto che chi afferma ,


asserisce e non pruova, e quello che nega , nega e di-v
mostra, ragion vuole che la fede delluno ceda a quella
dell altro.

.
'
Dippi. Non abbiam noi vista solennemente smen
tita una parte delle gratuite asserzioni di Gervino colla
*
I

112
dichiarazione di D. Salvatore Armentano? Asseriva egli di

aver costui sofferte golette e catene per quarantacinque


giorni, ma Armentano ha protestato in pubblica di
scussione , ch egli, per lo spazio di tre anni che fu ar

restato , nulla mai solferse. E dopo di ci si parla an


cora di credenza a Gervino?
Si anche verificato in dibattimento, che la notte,
per la buona custodia delle prigioni si sogliono incate
nare in ogni stanza i detenuti per misfatti pi gravi.

Quest uso , come ognuno pu immaginare , e comer ben


si conosce da quei Magistrati, che han degnamente eser

citata la carica di proccuratori generali del Re nelle


provincie , d occasione a molti abusi. Porre e levar
le catene a chi pi piace ai custodi, non che 1 ope
ra del loro interesse. Chi dunque ci assicura , che ci
non abbia fatto Gervino? Quel Cervino istesso, che per
abusi , e dispotismo esercitato nelle prigioni di Cosenza
perd limpiego di custode Maggiore delle medesime ,

come lo dimostra un corrispondente processo?


Finora abbiamo considerata la cosa come tra un
suPeriore , qualera de Mattheis , ed un subordinato ,

qualera Gervino. Riguardiamola adesso come se si trat


tasse di due particolari. Mattheis comanda un fatto ,

e Gervino 1 esegue: dunque 1 uno mandante , lal


tro mandatario. Ora chi ha mai immaginato al mondo

che la semplice e nuda nomina 'di un mandatario sia


valevole a convincere altrui di mandato ? L affermazio
ne dell uno , e la negazione dell altro , non farebbe

nascere il bisogno di una pruova estrinseca? E se que


sta pruova non si fosse' acquistata , il nominato non si

assolverebbe egli? Tale appunto il caso nostro , anzi

115
con una circostanza pi vantaggiosa, poich Gervino ,
.col nominar de Mattheis, ha cercato disousar se stesso,

per non esser molestato.


'
Ma si finga che un ordine sia pur partito dallIn
tendente per Gervino; chi ci assicura del suo tenore ,
e ch esso sia stato veramente

tale , quale Gervino lo

esegui? Gervino istesso. Gli si creder anche in que


sto? Sar sempre egli laccusatore ed il testimonio?

L Intendente. era un rispettabile Magistrato , Gervino un


custode di prigioni,

che s loggetto non gli dovea

ubbidienza- gerarchica. Dunque non presumibile che


luno avesse dati ordini contrarj alla legge , e laltro
li avesse per semplice compiacenza ciecamente eseguiti.

La cieca esecuzione adunque di questi ordini ne fa sup


porre la giustizia , il modo pi o meno aspro di que
sta esecuzione dimostra labuso dellesecutore.
Ma si dir: Antonio , e Francesco Scorzafave ,
non dicono essi di aver sofferto il criminale , e le ca
tene per ordine del Intendente? Che il dicono indu
bitato, ma che dicano il vero da provarsi. In quan
to al primo, non possiamo allontanarei dall ordine scrit
to di porsi semplicemente alla secreta per otto giorni,
come di sopra si osservato. Tutto il dippi, che Scor
zafave aggiugne, convien dire che lo abbia inventato per
vendicarsi dellIntendente che lo fece arrestare come

denunziato fautore della fuga che tramavano i detenuti


dalle carceri di Cosenza.
Rispetto poi a Francesco Scorzafave, ci dice di
essere stato arrestato dall Intendente; ma questa una
sua asserzione. Di un tale arresto, non vi riscontro
negli atti; e per conseguenza non si conosce chi lo

abbia ordinato. Niente pi facile adunque che attribui


d5

'114
' re a de Mattheis, per desio di vendetta, ci che da al
tri derivato.
'

Del rimanente, rispetto a questi due individui, es


si non" possono esser riguardati dalle asserzioni di Ger
vino, perch, vero essendo ci chessi dicono, 1 Inten

dente avrebbe dati gli ordini de loro patimenti ai suoi


armigeri, e non gi al Custode. Quelli adunque , e
non questi 1 avrebbero dovuti contestare , ma essi non
sono stati n chiamati in dibattimento , n intesi dal

listruttore. Le asserzioni adunque dell uno e dell al


tro Scorzafave, relativamente agli ordini dell Intenden
te , sono isolate e senza appoggio

alcuno. Crederem

dunque noi alle voci di chi si chiama offeso da quel


1 istesso ch egli accusa come offensore ? Chi accusa de
ve
e pruova non stata mai 1 asserzione de
gli provare,
ioli'esi.

Venghiamo alla pubblica voce e fama.. Molti te


stimonj han detto , che correa fama che de Mattheis
usava sevizie coi testimonj e cogl imputati; e qualche
rapporto, come quello di Caruso, lo ha anche in certo
modo confermato.
tro , ne ripetono l
senza, e da quelli
Tanto dunque vale

Ma tanto gli uni, quanto l al


origine dai detti de custodi per Co
di alcuni testimonj per Rogliano (I).
questa pubblica voce e fama quan

to valgono i fonti da cui vien detratta. Il primo fonte


cio i detti de Custodi di Cosenza, lo abbiamo gi va
lutato , 1 altro lo -valuteremo da qui a poco in occa

(I) In fatti, dimandato il signor Caruso nella pub

blica discussione , donde avea egli attinte le notizie che


avea date col suo rapporto, rispose - dalle voci deCu
stodi.

115
sione di dover parlare delle sevizie che si dicono fatte

in Rogliano.
qui cominci
debbo agugnere
, che
quando
famainda-I
di
questeSolo
sevizie
a sorgere,
delle
riservate
gini se ne vollero prendere per mezzo del Cantore al
ra, oggi Vescovo Pace, e da lui si ebbe sull assunto
il seguente rapporto indata del 19 Mzrzo.1823 .__.
Posso assicurare V. E. , che da alcune settimane in
qua si sparsa pur qui questa voce di rigore usato
coi testimonj , voce che non vien precisata da quali per
sone sse uscita; e per quanto io avessi potuto destra
mente informarmi , non si dice Tizio testimone ha sof

jrto questo , Cajo testimone ha subita questa pena ,


ma circola semplicemento una voce , vi e gran rigore
in Cosenza coi testimonj , ed altra voce egualmente che

dice l opposto, e nega questa sevizie , dicendo non son


vere. Io posso assicurare intanto , che chiamati molti
testimonj di questa Citt ( cio di Catanzaro ) in Ho
gliano giorni addietro, prevenute dalle voci anzidette di
rigore , partirono abbattuti di animo , e costernate nello

spirito rimasero le rispettive famiglie; ma subito disbri


gati si ripatriarono tranquilli; e se posteriormente, dopo
il ritorno da Rogliano furono qui ristretti nelle prigio
ni , sento essere ci seguito per non essere subornati

dai parteggiaui a contraddinsi nella ripetizione dafarsi


in faccia de rei. Queste sono le voci sparse in Citt
su le asserte sevizie e rigore in Cosenzae Rogliano . .
I protettori sono molto impegnati. . . . . Amano di
far progredire le voci sparse, credendo che giovino alla
causa de rei con mettere in dwiden2a lanimo deMa
gistrati, ed impedire il corso della giustizia . . . . Se
poi avessero confuse le precauzioni e ilitlz'ligenze , colle

116
quali anche qui son Costuclz'ti i "rei . . . . sarebbe un
grosso sbaglio

A questo rapporto di Monsignor Pace fa eco quel


lo di Monsignor Rispoli scritto da Catanzaro nel gior
no istesso de 19 Marzo 1823 concepito ne seguenti ter
mini - Qui son corse le medesime notizie; ma que

ste notizie istesse non sono poi costanti, perch ora


si sentono armative, ed ora negative. In etti, avan

do io dimandala a persona , che da testimonio i a


Rogliano, sera vero che appena col arrivato era stato

rinchiuso in orrida caverna , la risposta fu che furono


tutti i testimoni in una camera ben costuditi com era

di dovere (a)

_' .

O se l imparzialit di questi due Prelati fosse sta


ta comune a tutti gli altri che furono interrogati su
1 oggetto istesso, la verit o nulla avrebbe sofferto ,
o tutto al pi un momentaneo adombramento.
_

Passiamo ora a Rogliano, La pruova che 1 Inten


dente abbia ordinate le pretese sevizie ,. tutta consiste

nel detto di qualcuno tra coloro che si spacciano of


fesi; nella fama che se ne sparse, e nelle assicurazioni

che ne davano gli armigeri. In quanto al detto degli


offesi , questi si restringono a due, cio _a Gio. Garo

falo, ed a Marzio Tucci.


'
' Gio. Garofalo , che colla dichiarazione scritta in
nanzi al signor Sansone non avea parlato di ordini del
lIntendente per le sue sofferenze , ha voluto poi asse-.

rirlo nella pubblica_discussione. E bene , non stato

(1) Fol. 9 voi. 30.

(a) Fol. 17 vol. 30.

117
egli forse smentito sul fatto da chi lo vide

ligare sul

ballatoio della scala, ed indi cadere mentre de Mattheis

era nella sua stanza di letto molto di l lontano ?


Asser Marzio Tucci, che l Intendente lo fa me
nare in carcere , coll ordine di darglisi cinquanta batti
ture, come di sopra si visto. ()ra queste non gli
furon date , ne 1 Intendente ne prese pi conto.

Gli armigeri dunque poteano ubbidire e disubbidire a


lor piacere; e gli ordini di de Maltheis erano tante nu
bi passaggiere , che producean tempeste quando essi la
voleano. Ci importa che tutto si facea a lor piacere
ed a seconda de loro interessi, senza che vi fosse stato

bisogno degli ordini dell Intendente.


Ricordiamoci di ci che ha deposto Morelli, cio,
che avendo intese le grida di uno clx era nel Casolajo,
vi accorse , e lo trov ligato. SI. dolse cogli armigeri ,
e questi lo sciolsero. Ora se essi lo avessero ligato per

ordine dell Intendente , avrebbero potuto scioglierlo sen


za altri ordini suoi? Se dunque lo sciolsero , segno
che lo avean ligato di loro volont
Dodaro vede battere un detenuto da unarmigero ,
e non solo che lo riprende, 10 minaccia ancora colla
sciabla

Da questi fatti, accoppiati alla mancanza della pruova


in contrario, chiaro risulta, che sei detenuti in Rogliano
_

(I) Deposizioni innanzi a Sansone. Ora se l ar.

migero avesse agito per ordine dellIntendente , lo avreb


be indubitatamente allegato per esimersi dai rimpro
veri, e delle minacce di Dodaro.

118
furon soggetti a patimenti , questi non vennero dallIn
tendente ordinati.

Verrebbe ora la pubblica fama; ma come di essa

io ho gi ragionato disopra , cosi superuo mi sembra


ogni altro esame. Pass quindi alle assicurazioni degli
armigeri.

Si dice che questi in pi e diversi rincontri ab


bian protestato che essi agivano per ordine dell Inten
dente , e che non poteano farne a meno senza esporsi

al pericolo di perdere il pane. E si aggiugne , che uno


di essi, dicognome Martinez, abbia assicurato, ch egli,
per avere allargate le pulsette ad uno de detenuti sia
stato licenziato dall Intendente.
Queste voci degli Armigeri non sono gi in bocca

loro, perch niuno di essi stato mai esaminato; ma


si depongono da quei medesimi che si dichiarano o'e

si. Qual fede possono essi adunque meritare ? Quella


stessa che si suole accordare ai querelanti , le cui que
rele non sono da pruova alcuna afancate.
Ma chi che ignora, che la pruova di un fatto

dall altrui bocca udito non altronde desumer si debba


che dal fonte da cui trasse 1 origin sua? Questa massi
ma , pi di ragione che di giurisprudenza , non pu
trasandarsi nellistruzione di un processo senza render

la infruttuosa e nulla.
Nel caso nostro , si deponeva che gli Armigeri ,
nel commettere i loro atti arbitrari , allegavano l ordine
dell Intendente. Dunque , i fonti, da cui trarsi la pruo
va di questo assunto , erano esclusivamente gli Armige
ri. E perch non sentirsi? S intesero i custodi di C0
senza. 5' intese quello di Rogliano; e gli Armigeriper

ch no ? Caduto 1 Intendente, erano eSSi liberi da ogni

119

subordinazione , ed inuenza che avesse egli potuta mai


esercitar su di loro. Martinez particolarmente , che si
dice di essere stato dall Intendente privato dimpiego
per avere allargate le pulsette ad un detenuto , perch

non fu inteso ? Nella pubblica discussione si spaccia


to per morto; ma lo era egli anche quando il signor
Sansone istruiva ? E se pur lo fosse stato , perch non
chiamarsi i suoi congiunti per interrogarli 'su la di lui
disgrazia, e su la cagione che lavea prodotta? Si vo
luto stare ai soli querelanti , e tutte le altre vie che

conducevano ad un securo scovrimento della verit si


son precise. Ci dimostra , che dai detti de querelanti
in fuori, altra pruova non si potuta acquistare, perch

altra non ve nera, n per la verit ve ne poteva essere.


Su quali basi adunque potersi oggi poggiare un giudi

zio , e decidere , che de Mattheis abbia ordinati gli at-.


ti di violenza , de quali si dolgono quei pochi testimo
nj , che fra un numero immenso furono da lui esa
minati ?
Sembra quindi , che pi non possa dubitarsi della
veracit del mio primo assunto, cio che le pruove

raccolte in processo non dimostrano che lIntendente de


Mattheis abbia fatti violentare , e seviziare testimonj ,

ed imputati, come dicesi nellatto di accusa. Vengo


perci al secondo , cio che queste pruove no l posSono

dimostrare.
Bisogna ricordarci sempre, e non perder mai di vi
sta , che tutta la pruova ( tranne qualche altro piccio

lo _, e particolare elemento , di cui pi sotto far men


zione ) consiste nel detto di coloro che si dicono sog
gettati a sofferenze. I fatti , di cui essi parlano sono iso
lati e divisi 1 uno dallaltro. Quante volte adunque

120

contenessero essi ingiurie, o pure offese reali, 'queste


tante sarebbero quante le persone, che le avrebbero sof

ferte , ed altrettanti i reati indi emergenti. Dovendose


ne quindi giudicare, dovrebbe per ciascuno di essi far

si una separata quistion di fatto ed un altra di dritto


Le pruove per luna, la legge per laltra sareb
bero indispensabili. Senza le une , non potrebbe esser
vi fatto , e senza fattonon vi sarebbe giudizio: Senza

dellaltra non vi sarebbe delitto, e senza delitto non vi


sarebbe reit.

Nel caso presente, qual fatto ritenersi a danno di


de Mattheis , se contro di lui non vi sono che le voci
de querelanti solamente ? Qual legge applicarsi , se man

cando la pruova del fatto criminoso manca il delitto?


(301116 in Somma p0tersi esaminare se conin o pur no
della sua reit , se non vi pruova onde formarsi un

fatto da cui potersi trarre lo scioglimento della quistione?


Ma qui mi si pu opporre, che poi fatti di Ro
gliano , oltre gli offesi , vi sieno le testimonianze anco
ra di D. Gio : Morelli, Michele Clausi , Michele Cozza,
Domenico Garofalo , Michele Gallo, Giuseppe de Rosa,
Carmine Arabia , Nicola Gallo , Leonardo Marchio ,
Raffaele Provenzale , e Luigi Donato Biasi , dalle qua
li pruove emergono intorno agli atti di violenze , obesi

praticavano sopra alcuni detenuti.


Per conoscersi il merito di questa opposizione , e

per valutarla in tutta la sua estensione , altro non bi


sogna che analizzare le costoro deposizioni una per una.

(I) Art. 2 73 e 288 delle leggi della procedura

nc giudizj penali.

121

.D. Gio : Morelli, lli-cuif'sifz anche parlato di so


pra , ai lamenti di un detenuto-accorse , fecei suoi ri

sentimenti cogli Armigeri , e lo fa sciogliere. Da ci


nulla a carico di de Mattheis. Se gli Armigeri sciolsero
i ligami al detenuto, senza ordine dell Intendente ,
segno che senza ordine spo_.glie li facean soffrire.

E qui cade. in acconcio'di' far parola della voce


sparsa , che la madre,di questo testimonio

sia

morte.

per 1 afflizione che ricev dalle. voci lamentevoli delle


persone seviziate, e che il di lui fratello , per la cagio
ne istessa, sia divenuto folle.
Ma questa voce, quale appoggio ha avuto mai?
Non altro che quello della semplice e pura immagina

zione di qualche diligente indagatore delle cagioni oc.


culte delle infermit degli uomini. L istruttore non ha

mancato di versare anche su queste dicerie, ma le sue


investigazioni son riuscite vane ed infruttuose. Del rima
nente , la via di far cessare ogni dubbio sarebbe stata
quella di sentire i medici curanti della madre , e del fi_
glio. Si sarebbe da essi rilevata , senza alcun dubbio ,
la vera cagione della morte dell uno , e della follia del_
1 altro. Ma come immaginare che _una semplice com_
passione, un afizione avuta per sofferenze altrui avesser
potuto cagionar morti e follie ? E quale infermit av
rebbe ella generata questa compassione ? Il pensier si
confonde , limmaginazione si perde. Ma come imma

ginarlo nel caso della signora Morelli, se ella, avendo

una volta intese le sofferenze di uno de detenuti , cor


se subito allIntendente , e le fe cessare? Non avreb
be ella fatto 1 istesso per tutti gli altri, se si fosse trol
vata nel caso medesimo, 0 sia se effettivamente avesse

intese , o vedute sevizie da moverla a piet? Se una

122

sola"volta adunque ella interced per far cessare i pati


menti , segno che una volta solan ebbe sentore.

Quanto alla follia del di lei figlio , la voce sparsa


pugna colle verit fisiche le' pi chiare , ed indubitate;

La follia nel cervello; la piet nel cuore: questa


in un moto momentaneo, quella in una fissazionper

manente. Non lquiridi'che per passioni permanenti che


possa cadersi 'inpazzia, per le passaggiere, non cosi.
Altra dov dunque esser di necessit la cagione

della follia del signor Morelli , e della morte della di


lui madre , e non mai quella , che 1 altrui immagina
zione, per non dir' altro , ha messa in campo. Ed in
fatti si raccolto da detti del testimonio Michele Clau
si , che la signora Morelli mor circa un anno dopo che

de Mattheis era partito da Rogliano, e mor el dolo


re della follia in cui era caduto il suo gliuolo. Si
del pari raccolto , che alcuni altri di quella famiglia
erano stati matti; e'che in generale nella famiglia istes
sa questo male era come ereditario.
'
Michele Clausi. Da questo testimonio qual pruova
ricavarsi contro de Mattheis ? Vide egli, secondo la sua
dichiarazione scritta , che alcuni nel casolajo aveano le
manette , e fra essi Gio : Garofalo; ma non conobbe
per ordine di chi gli erano state messe. Egli suppose ,

che 1 Intendente aVesse dovuto saperlo , perch mi co


se avvenivano sotto i suoi occhi, e perch avrebbe po

tuto sentire i lamenti degli arrestati.

Ma come avvenivano sotto i suoi occhi se avean


luogo , com egli dice , nel casolajo ? Come potea lIn
tendente sentire i lamenti, s egli stesso , il testimonio,
ha convenuto, che dalla galleria _si potean sentire, dalla

stanza di letto no. Ora 1 Intendente non era certamen

I: 225
te in galleria : la sua permanenza , come risulta dal det
to di varj altri testimoni , Che fuionmellati innanzi a
lui per essere interrogati, em-.appunto nella sua stanza
di letto i, e quella esser dovea , prcb egli iii 'Roglia
no vi sti sempre infermo. ' ' '. ' '
_ '-
-Nella pubblica discussione ha questo testimonio vcon-.

vertito il suo giudizio in certezza , ed ha asserito ,' che


le pulstte si metteanb per ordine dell Intendente. QUe-'
sta contrariet di detti in cui egli caduto ,- a qual

conseguenza mena ? Mei1a' alla 0nseguenm, clx egli


mendace; e che se veritabbia a'supporsi in lui , que
sta sar nelle sue prime e nOn gi nelle seconde voci,
Aggiugue inoltre, che Allegrini lig le mani ,. e i

piedi ad un faticatore di Bel'sito , senza. sapere per or


dine di chi. Dice infine che Allegrii lig Garofalo sul
ballaitojo delle scale , e che con una spinta lo fe da esse
cadere. Qui _l'lntendente' non pu entrare n punto
n poco :. ed oltre a ci, non si,.conosce se l urto 'a
Garofalo sia stato dato per farlo. precipitar dalle si:ale ,
o se ci sia.avvenuto per una Spinta imprudente o

casuale com pi credibile. . -

. - V

Michele Cozza. Vede egli, fra. molti detenuti , i

soli Tucci ligati in la , e niente pi. A niuna conse


guenza pu dunque la sua dichiarazion menare contro

de Mattheis. Ma poi non si comprende per qual ragio


ne, fra tanti arrestati liberi e sciolti, i soli Tucci fos
sero ligati. Ma, se il fatto vero , - convien ricordarci

di ci che disse de Mattheis, cio che i TuCci , essen


do rei, avean cercato di mischiarsi'coi testimonj , e fug
gire. Gli Armigeri , dunque , cui la loro custodia era
rigorosamente raccomandata , dovettero Per propria si

curezza ligarli. Un fatto spiega laltro ,. e somministra

124
nel tempo istesso un intrinseco argomento onde farci
noto quel che prima non si conosceva.

Segue Domenico Garofalo. La sua dichiarazione ,


oltre dellpeSser di niuna conseguenza contro de Mat
theis , perch riguarda Luigi Nicoletti , il quale non
soffri che una leggiera ligatura , com ei medesimo ha
dichiarato , ella manifestamente mendace per quella

parte che riguarda Provenzale. Dice Garofalo di avere


inteso , che anche il ProVenzale avea s'offe'rto; ma Pro
venzale non fu mai nelle prigioni di R0g1iano. Egli ,
secondo la sua propria deposizione , essendo stato ne
gativo innanzi a Guerra in Cosenza , fu mandato al
corpo di guardia; e posto , dopo cinque giorni, nelle

prigioni , ne fu liberato di l ad otto mesi , o sia col


rescritto di grazia.

Passiamo a Michele Gallo. Vede ein nelle prigio


ni di Roglaano Michele Tucci ligato coi pollici con Va
rj altri; sente ch era stato anche battuto , e che gli
Armigeri diceano che se essi non avessero fatto ci ,
sarebbero stati licenziati. Gli Armigeri intanto , come
si detto di sopra , non sono stati mai esaminati: al

troldunqne non si ha di questo fatto che una sempli

ce indicazione di un s010 testimone. '


' '
Giuseppe de Rosa. La sua dichiarazione nulla pu
provare , poich altro noi dice, che abitando vicino
alle carceri , sentiva che Michele Tucci eta Icontiml
mente battuto di nottec di giorno; e che per pubbli

ca voce si dicea che ci si facea per ordihedelllnten


dente. Ora Michele Tuc'ci istesso ci non ha detto mai.
Come dunque si pu credere a questo testimonio sfegli
va anche al di l. di quel.che dice il querelante?

'

Meno della dichiarazione di de Rosa vale quella di

"125
Carmine Arabia. Avea egli detto , che Michele Tucci
era ligato mani e piedi, e che nel giorno del Suo ar
resto lo avea visto battere dagli Armigieri. Ma nella

pubblica discussione ha dichiarato, che nelle prigioni vi


de semplicemente Tucci su di un pglione; e che non

lo vide battere dagli Armigieri quando lo mnavano in


arresto , ma Osserv soltanto , ch essi aveano nelle ma
ni de stiiili.
'
;

Ghediremo poi di Niccola Gallo , che mentre


innanzi alliistiuttore<altro non avea deposto se non" se
di aver visto batter Tucci innanzi alle prigioni dagli ar
migeri,hella,pubblica discussione poiha presa anche la
divisa di testimonio esaminato da de Mattheis , ed ha
aggiunte tante "altre cose che mai avea deposte? Dire
mo ciclie= vuol la ragione, val quanto dire , che il

linguaggio vario e sempre nuovo in bocca di un te


stimonio , sia il linguaggio della menzogna. Del rima
nente , egli sul conto di de Mattheis, altro non depo
ne , che la )Ul)blth& vece anunziava che gli armigeri ,

quel che faceaho, lo fabeano per ordine spo. .Ma*ci si


pi di una .volta confutatq; ' " "I

, ..'. . ,

Di Leonardo Marchio un cenno solo. Era" egli un


testimonio di. udito pel fatto .- di Giovanni Garofalo;
ma nella pubblica.discussione si ricordato di Vincen
zo Sacco , ed ha detto, che anch egli gridava piet.
nelle prigioni , e che intese dire, che tutto si'ordina

va dalllnteudente.

Raffaele Provenzale. .Ch diremo di lui? Per) c0--'

noscere chi ein sia, e qual conto possa farsi de suoi


detti, basta una sola riessione. Ha egli deposto di
aver saputo da Luigi Nicoletti che gli erano stati -ligati

125
i due pollici delle mani,

e quelli de piedi ancora.

Manifesto. mendacio. Nicoletti ha. nella pubblica discus


sione protestato , ch egli altro non soffri che una leg-.
giera ligature nelle mani, come di sopra, in parlando
della sua dichiarazione, si. detto.

Luigi Donato Biasi. Egli, che innanzi all istruttore


avea detto , che due: Armigeri. avean fatto tcglier le
scarpe a Buonocore, e gli avean ligati i. diti grossi
della mano con quelli de piedi, nella pubblica discus
sione poi ha messo in iscena il solo armigero Allegrini ,.

ed ha aggiunto. che lo voleva anche strapazzare in altre


parti pi delicate. Variet di linguaggio , indizio di.
menzogna.
.
questa l intera pruova, che oltre i detti. dei
v01uti offesi, offre il processo. su l? assunto di aver de
Mattheis ordinati ain armigeri gli; atti di violenza di cui si
querelano Tucci. Garofalo , Buonocore e qualche altro.
Fatti. intesi dall altrui bocca e non provati ne fonti dai
quali si nnoemergere; detti di detti; contraddizioni di
testimonj coi principali:7 aggiunzioni di circostanze non
deposte in tempi pi vicini agli avvenimenti, ricordate poi,
0 per dir meglio inventate in tempi. pi.remoti , e tan

te altre incongruenze incapaci di menare a conseguenza

alcuna, ne formano il complesso. E con tal pruova ,


cosa: pu dirsi mai di certo '? Nulla. Avranno esse fat-
m. materiale impressione su la. sensibilit di chi ha _intese raccontare le imaginate violenze , ma su la ragio

ne, chevuol. diinostrazioni e non lamenti, non la po


tmn far certamente. Ella ha sempre detto, ed incessante
mente dice, che testimoni interessati: adaermarei fatti

che depongono ;:teStimnj , mossi a ci fare da cagioni vee

127

menti ed efficaci ; testirhonj vari ne loro detti, contrarj fra


loro, impetuosi nel deporre, opposti nalmente alla rag
ne, non meritano fede alcuna. Che gl individui esaminati

contro de Mattheis sieno interessati ad affermare ci che


han deposto , indubitato. Sono essi precisamente co

loro che si chiamano offesi , e l offeso sempre nemi


co dell offensre, ed interessato alla di lui distruzione.
Che sieno stati mossi ad affermare da cagioni veementi
ed efcaci, e chi pu dubitarne, se noi medesimi, col
pubblico intero , siamo stati testimonj della sfrenata lo

ro cupidigia di vendetta ? Che sieno stati va2I ne loro


detti, e contrarj fra loro , si poco prima 'mostrato.
Che abbian deposto con empito costante e non mai
rallentato , chi che non 1 ha osservato co suoi pro
prj occhi, specialmente in Michele Tucci, della cui sorpren
dente impetuosit si di sopra parlato. Che nalmente la
lor fede si opponga alla ragione, chiaro per le incredibi
li asserzioni di tutti coloro , che ligati, come han det

to, mani e piedi per cinque ed anche per otto giorni,


e non cibati da alcuno, sono per forza sopranturale

felicemente vissuti.
Risolute cos le cose in ordine alle due prime parti
del propostomi esame ,

vengo allultima di esse ,

cio alla natura ed indole delle pretese sofferenze ," ed


al ne cui sarebbero state dirette nel caso che vi fossero
state.
'
Ligami e catene Sarebbero , secondo le voci de
querelanti , le sofferenze cui essi furono soggetti infic

gliauo ed in Cosen2a. Ma ligami e catene non son co


se straordinarie nelle prigioni. Una legge di Costanti-'

-->a

128
no

ci fa conoscere, che per la custodia de detenuti,

oltre lecatene si adoperavano anche le manette-di fer


ro inerentialle ossa..
-' ' ' .
in. ;
Il vigore in cui furon presso" di noi le leggi r0..
mane , e specialmente quelle del Codice Giustinianeo,
di cui la citata legge di Costantino fa parte, ci conserv

quest uso che poi la dolcezza de costumi e la civilt


limitarono ai soli casi di urgenza.
. 1
'
Ma casi non mancano, nequali i ligami, e le ca.

tene necessarie divengono nelle prigioni. Itumulti , per


esempio, le tentate fughe, gli atti di violenza che lun

Sopra dellaltro sogliono esercitare idetpnuti, richieggo


no di necessit maggiori restrizioni; e queste non al
trimen'ti possono aver luogo che per mezzo di ligami ,
di ceppi, e di catene.
_

In questo caso fu appunto de Mattheis rispetto al-.


le prigioni di Cosenza. Tre tentativi di fuga , l ultimo
de quali concertato per mezzo. di una mina a polvere,
ebbero luogo. Prese egli perci tutte le precauzioni
Che gli convenivano , diede tutteledisposizioni, che si

richiedevano , rese nalmente vano il tentativo

1l .

Che

(I) L. 1 . Cod. de exhz'bit. rcor. Quoa si accusator abe


rit ad tempus , aut sociorum pracsentia. necessaria fv1'deae

tur: id quidem debcl quam cclurrime procurari. Intereq


vero reum exhibitum , non per fcrrcas monicas ,. et in
}taelcnlcs ossibus mitli oporjtet , scd p'rolixiores acatcnas,

(2) Fol, 1 4 13 a 1lg no 24.2618 30


35.v

.;

.i:

.'

3|. 1
_:

1 29

in questo stato di cose si sieno adoperate catene su i


detenuti , chi potr ascriverlo a fallo ? E sopra quali
detenuti? SOpra i detenuti i pi gravi, e per la qua
lit de loro reati pi sospetti.
i E .
.
Squarcia questo fatto il velo che ascndea la ve

rit. .I custodi delle prigioni di Cosenza, che han parlato


Edelle sofferenze de detenuti fra ceppi e catene, e.Gervi
no specialmente, che le ha attribuite agli ordini dell Inten

d'ente, bancbstantemente occultata le loro tentate fughe,


ed il bi50gnoiche.vi. fu di ricorrere alle catene per im

pediile. Han fatto;in somma come tutti i delatogri di


falsi reati :si.sonserviti cio di un fatto vero , e gli
hanno data una falsa causa. E che sia cos, pucono
scersi dall'.lor'odichiarazioni. In esse , di tutt altro par
lano ,. fuorch.debtempo in cui avvennercn lei-sofferen

ze. E perch ? Perch previdero che siccome questo


tempo coincideva ,- o si confondeva con quello delle
tentate fughe, cosi, selo avessero precisato , si sareb.
be conosciuta lai falszr:cagione "UI essi attribuivano le
sofferenze in-quistionn. -; < . ca": 1. . i

Editi fatti: la restrizin-di:Antonio Scorzafave' non


fu ella forse'per jcag'ione della tentata fuga, di cui
argomento? Quella di Francesc Scorzafave, della quale, come sopra si detto ,.-non si conosce la cagione,

pare che alla cosa istessa abbiasi a riferire. Che se poi


qeste'sfferehze ffssero stater esasperate , o soverchi
mente protratte, ci.saiebbe imputabile ai custodi me

desimi. L Intendente non di' che disposizioni generali,


m1cuirvenieti ial bisogno : cessato questo , tutt altro ces-

sar dovea ancora. E che ci sia vero , noi lo abbiamo


daltitbt; L-..lntendente , secondo dicono i custodi , or

dlui.lo sofferenze : queste durarono- per pi o meno

i30
tempo, equindi terminarono; Ora, lordine che fosse
ro terminate .chi lo diede ? N:Genkino, ny gli altri cu
stodi ne parlano. Se lo avesse dato id Mattheis, lo avreb
bero fatto rilevare nelle loro dichiarazioni. Dunque s egli

no 1 diede, segno che tutto era alla loro'prudenza ri


messo. L Intendente , dice Gervino, 0rdin iferri .e le

catene. Ma quando, e per ordine di chine furono i


pazienti liberati? Lo tace; Dunque, volendos'i anche
credere a Gervino, 1 Intendente non avxebbedato che
lordine di soggettarsi momentaneamente >qualche dete

uto ai ferri, o di notte alla catena "persicurezza. di cui


stodia. Ed in ci qual delitto? Niuno.-Nell' eccsSo
avrebbe potuto ritrovarsi qualche apparenza di colpa ,

nell ordine non mai. Ma di eccesso. non r egli imputabi


le. , perch le sofferenze niuna funesta conseguenza pro
dussero.

.
1 '
Avvalora tutte queste osservazioni la testimonianza

del signor Loasses. Interrogato egli a discolpa di de Mat


theis , al cui fianco fu continuamente in Cosenza , su
le volute sevizie , ha risposto di .n0n aver mai osser

n
u

:;

veto che dal n'mdesiino'si fossero usati maltrattamen


ti , 0 atti di rigore vietati dalla legge, sia contro gl
imputati, sia contro i testimonj ; e di poter anzi as
sicurare , che usava verso di essi tutti i riguardi

possibili.

Possiamo quindi conchiudere, che nelle Prigioni di


Cosenza, le volute sofferenze ad altro non siridussero,

per parte dell Intendente , che a momentzinee restrizio"

ni richieste pi dalle circostanze particolari che ordinate


per aliggere' altrui.
'
. f
.
Ci in quanto alle prigioni. Venghiamo" adesso al

CQFPQ di guardia; COSa. sia in esso avvenuto; elquall

1:5]
persone vi sieno state ,' si di sopra con tutta chi'rez-
za rilevato. Momentauee e larghe restrizioni e niente pi.
vero che uno de testimonj si arbitrato a dir tante
cose su questo particolare; ma le sue asserzioni si son
trovate opposte ed. incombinahili colle istesse cose depo.

ste dai testimonj a' carico di de Mattheis. Tuttic01c;ro


che furono detenuti nel corpo di guardia sono stati in

tesi; e tutti, con esagerazione, han deposto su le volu


te Idro sofferenze. Ora nella bocca di costoro una sola
parola non vi stata che avesse potuto servir di con

testo collinnit delle asserzioni di questo testimonio.


Ha fatto egli del corpo di guardia un sepolcro
de' viventi. Catene, ferri, vermi , marciume, tutto vi
ha raccolto. O prodigiosa immaginazione! Intanto , pri
ma ch egli avesse parlato , era gi provato coi testi
moni a carico , come anche sopra si osservato , che

il corpo di guardia esposto alla vista di tutti , 'e che


' nulla vi si pu fare in occulto , e senza che sia osser
vato da tutti coloro, che in non picciol numero, si re
cano di giorno e di notte nel palazzo dell Intendenza.

Questo sepolcro de viventi adunque , questo albergo di


barbarie , di cui parla il testimonio, come nascondersi
ai loro sguardi e del pubblico intero ? Come impedire

che 1 Orrore indi emergente non si fosse diV-Ulgato in


ogni canto della Calabria ?' Come so'rirsene la pub;

blicit ?
I
Ma sentiamo il signor Loasses anche su questo par
ticolare, ed aggiungiamo la sua a tante altre dichiara
zioni _che assicurano _le_ cose istesse. I tes'timonj, e gl

imputati

dicegli ) poteva succedere che sifossero

trattenuti nel corpo di guardia dell=hitendnza o quan


do veniv ano tradotti dal carcere per essere interroga

152
a: ti, 0 quando i testimonj citati ivi si tratteneano aspet
. tando per essere intesi e per non restare allo scover

to -- Non ho inteso, u saputo da alcuno che gl im


putati , o testimonj trattenuti nel detto corpo di
a: guardia fossero stati seviziati , o maltrattati. Anzi
Che ci non poteva succedere, poich il corpo di guar
dia era alla vista di tutti , tanto di giorno che di
notte (I).
v
,
-

Come dunque credere ad un testimonio, .che a


tante verit di fatto si oppone ? Come crederlo , se fra
le altre maraviglie, vi anche quella di aver egli fatti
sciorre dagli Armigeri i pretesi detenuti , e di averli
liberati? E gli Armigeri lo avrebbero essi ubbidito? Ed

era egli superiore allIntende'nte in Cosenza per opporsi


e rivocare gli ordini suoi? rCome crederlo finalmente se

mentre dipinge Guerra come un manigoldo gli rilascia


poi un certificato di probit e buoni costumi? Il con,

traddire a se stesso non stato mai segno di verit.

Conchiudiamo adunque che nel corpo di guardia


di Cosenza non vi furono che larghe restrizioni , seme
plici custodie, e niente pi.l falli, e i delitti che si
son

voluti

mettere

in campo ,

ne furono

dunque

banditi.
'
.
Venghiamo alle sofferenze di Rogliano. In Roglia-.
no non vi furono n ferri, n catene; ma solo ligami,
e restrizioni.
'
Quanto alle restrizioni , queste se caddero su gl im

(I) Concordano i signori Andreolti , Fava, l istes

so custode Gervino e tutti,in altri che . ne sono stati


interrogati.

->,

- '

155
putati , furon giuste, perch dalla legge volute, se
caddero su i testimoni, furono necessarie per condurli
alla verit.
' Per legge romana , i testimoni su i quali cadea

sospetto di mendacio erano immediatamente puniti colle


battiture

Di qua la pratica di porre in esperimento i testi

moni, non solo nel caso di mendacio, ma di vantaggio


anche quando, convinti di sapere la verit di un fatto,
son fermi ad occultarla al Magistrato. L articolo 264

delle nostre leggi di procedura penale arride a questo


divisamento; vi arride altresi l uso costante e non mai
interrotto de giudici istruttori.
*
Nell istruzione compilata da de Mattheis, molti vi
furono fra i testimoni che ostinatamente tentarono di
nasconder la verit , comecch convinti di saperla. Se

dunque per questa ragione fossero stati essi ristretti in


prigione , giustamente lo sarebbero stati 5 la necessit lo
avrebbe esatto , la legge 10 aVrebbe approvato. Avea de
Mattheis denunzie vericate , rei confessi , e testimoni

sinceri : risultava dai loro detti che altri testimoni co


noscevano le medesime verit : restii dunque costoro a
dirle , doveano o non doveano essere spgrimentati?Lo _
doveano indubitatamente. Se dunque lo furono , niun

fallo in de Mattheis.
Ma i ligami a che ? Questi , o non vi furono ,
perch da de Mattheis non ordinati, come sopra si di
mostrato , o se vi furono non consistettero che in mo

(1) L. 13 Cod. de testib. - Quod si eum in


ipso testimonii tempora mentiri suspicio sit , verberatur.

134
mentanee picciole restrizioni. Alle voci di coloro , che
si tengono per offesi, non da prestarsi credenza ,
specialmente per quella parte che riguardano 1 intensit
delle sofferenze. L uomo per natura portato ad in

grandire i suoi mali sia prima di soffrirli , sia dopo di


averli sofferti. Lingrandisce prima di soffrirli per forza
(1 immaginazione: l ingrandisce dopo di averli sofferti,
non solo per la loro tetra reminiscenza, ma anche per

effetto di volont. L una gli fa esprimere il proprio, e


non mai giusto giudizio : 1 altra gli fa esternare il de.
siderio di vendetta, che dal cuore di un offeso difcilis

simamente si allontana. Quando dunque coloro, che da


de Mattheis si tengono offesi, avessero detta la verit
in quanto all avvenimento , non lavrebbero certamem
te detta intorno allintensit e durata delle sofferenze.
Leggieri e momentanei ligami per poco tempo sofferti
si sarebbero presentati alla loro immaginazione come lun
ghe , ed insoffribili ritorte, e tali li avrebbero caratte
rizzati per rimembranza e per volont, -mentre che in
sostanza non sarebbero stati che atti di momentanea an
flizione. E per questi, se mai avessero avuto luogo in
Rogliano , qual fallo per 11n istruttore , che nello scovri+
mento di misfatti, per lor natura occulti , trova un
infinit di ostacoli a superare , -e che superar necessa-
riamente li deve per lo ben dello Stato ? Indubitatg.

mente niuno. Quando il fine retto a questo si deve


solamente guardare.
Ma fu egli retto il ne di de -Mattheis, onde di.
fendere in lui le volute sevizie nel caso che vi fossero
state ? Eccomi all ultima quistione.
Di ci , chi ne-pu dubitare? I- IOSCII_IOII} di Ca-.
tanzare ci assicurano che al presentarsi innanzi a de

,-r_

155
Mattheis ebbero da lui una seria ammonizione di dire
la verit , 1 ebbero tanti altri ancora , 1 ebbe con pre

ghiere la testimonia Spizzirri ; della verit volle far con.


vincere Buonocore da Masciari, Mancaruso , Corace, e

Matisano; perch non avea detta ne dir Volea la ve


rit fu minacciato, com egli dice , Domenico Tucci;
la verit avea egli intesa da tante confessioni ; 1 appu
ramento della verit adunque fu il suo unico e vero og
getto. N altro poteva essere. Imperocch , a prescin
dere dal non aver egli avuta mai cagione alcuna di

Crear menzogne COntro degl imputati , la sua riputazio


ne, il suo grado , la sua Magistratura non esigevano
da lui che purit di azioni, illibatezza di costumi, e

rettitudine di cuore; prerogative indispensabili per ben


servire il Sovrano, ch egli incontrastabilmente , e col

maggior trasporto del suo cuore, serviva ed amava. '


Ma ancorch tuttovolesse immaginarsi a suo svan
taggio , qual bisogno aveva egli delle dichiarazioni di
coloro , che ora asseriscono di non aver detta la verit,
se avea tante e tante pruove contro gl imputati che,
pi non se ne potevano desiderare ? Qual bisogno ne
avea , se la maggior parte di essi non veniva interro
gata che sopra circostanze estranee all esistenza della

nuova setta? Ninna certamente. Aver quindi si deve


r indubitato , che de Mattheis, nell istruire contro i
settarj delle Calabrie , altro oggetto non ebbe , n al

tro ne pot proporsi che di scovrire la verit e di


adempire ad uno de pi sacri doveri di quella carica ,
che dalla Sovrana municenza erain stata afdata. L ap
parenza di rigore, che poi si voluta sublimare a se
vizie , ad eccesso di zelo potr riferirsi, a malignit

156
non mai

Egli am sempre la verit , n motivo n

bisogno ebbe mai di occultarla. Retta in somma fu sem


pre la sua intenzione, retto il ne che si propose, ret
te le operazioni che indi provvennero.
Ed oh quanto mal si adattano a questa verit ,

ed a tutte le altre dimostrazioni finora fatte in difesa di


de Mattheis i due ultimi assunti del M. P. il con
certo cio fra de Mattheis e dAlessandro , e la mor
te di Serravalle , Quartarulo e Muraca per causa dei
pretesi tormenti! L una e l altra di queste due cose si
accennano semplicemente nellatto di accusa e niente
pi. Ma che altro potea farsi , se tutto nellimma
ginazione? Il concerto, dice il P. M. nel fatto istes

so : gli omicidj poi ove sieno non si sa.


Ma quale questo fatto , da cui si trae il con-
certo fra (le Mattheis e (1 Alessandro. Espresso non ve

ne ha alcuno , tacito non si sa se possa esservene. Il


M. P. , leggendo gli anonimi, ed i ricorsi de condam

nati o de detenuti, sospett che fra de Mattheis e (1


Alessandro avesse potuto esservi qualche concerto a dam
no degl imputati, e perci nella norma che diede al si
gnor Giudice Sansone gli addit i dati onde potersi ci

provare. Ma si prov nulla ? Nulla affatto. L istruttore


per vero dire , fece tutti i sforzi possibili onde potervi
riuscire 5 ma un eterno zero coron le sue sagaci ope

razioni. Ma cosa poteva egli mai provare se de Mat-

(I) La diceva l istesso Elia col suo rapporto de 5


Marzo 1823 -Siccome ancor verissimo che l errore

nel quale incorso il medesimo stato lqtto del suo


zelo , persuaso etc.

157
theis:-e ,:fu
.desiindro
'si'. eran,, a.iicral
Questi
f semprev-innon
Catanzaro
quello conosciuti
iin.Coseri-v?
za. Liun0 agiva senza: saper.. dellaltro ,i;.l altro senza
saper;dell.u'no, e le loro Operazioni fuion sempre cosi:
lontane le une dalle altre , come Cosenza era lontana

da Catanzaro. De Mattheis', per esempio, avea fatto escar


ceraref0rlando in Ottobre 1822, e dAlesendrop {nulla
sapendone , a Decembre dellanno istesso dimandvada
conferma} del costui arresto. Chiedea de Mattheis chela
Commission militare si fosse riunita in Cosenza , e

(1 Alessandro nulla ne sapea. O portentoso concerto!


Ma a che cercare argomenti per abbattere un _as-.
sunto non, provato , s egli stesso il P. M.; che avreb
be dovuto provarlo, ne ha somministrato-uno, cui non

vi ha che rispondere. Ha fatto egli,leggere il rappor


to di Alessandro de. 2 Aprile 1823 al Ministro di
Polizia. Da questo rapporto si conosce il motivo delle
sue operazioni; e questo motivo tanto lontano dalso

spetto di un concerto , quanto il Cielo lontano dalla


Terra,Ma si dice: Raffaele (1 Agnese segretario

panico-i

lare di de Mattheis , non and egli in Catanzaro ? 'Vi'


and certamente. Non potea dunque costui essere il
mezzo di conoscenza fra Alessandro e de Mattheis ? Si
sospett dal sostenitore della pubblica ragione , Le inor

ma diede al signor Sansone per metterlo a pruova. Ma


cosa si prov? Niente. Inesistenza di fatto , inesistenza

di pruova. Cos esser dovea per natura. D Agnese an


d in Catanzaro con Elia , e con lui attese 'alle s1ie

incumbenze. Fu visto nelludienza della Commission Mi


litare , ma vi fu visto come tutti gli altri, PGI'Ch FU.
dienza era pubblica. Parl qualche volta ' con 'q'ualcg-_
e

1 58
no de giudici della Commissione; ma di che'abbia par
lato non.i conosce. Di accordi non potea parlar cer
tamente, perch quello non era n il tempo n il luogo,

da potersi di mi materie parlare. Fu visto, in fine,'en


trar qualche volta nell appartamento di Pastore; ma
questa non fu che unazione indifferente , e tanto pi
indifferente , in quanto che egli col alloggiava. Ci per'

altro estraneo dalla quistion presente.


-.Gonchiudiamo adunque , che 1 accordo fra Ales-
sandro e de Mattheis, che il M. P. dice esser nel fat

to istesso , nel fatto non vi , nelle pruove molto me-'


no, e se lecito e il dirlo, nel possibile neppure.

Venghiamo fmalmente'alla morte di Muraca , Quar


tarulo e Serravalle. Come posa di questo fatto" parlarsi
non si comprende , n eomprender si pnole. Questi tre

individui morirono tutti otre di morte naturale. Luno"


trapass per morbo apopletico, e lingenere _prem sul suo
cadavere lo dimostra ad evidenza. anzi, sul di luiI

conto ,< marcabile


chegli,
per concorde
de'
custodi
delle prigioni
di Cosenza,
nulla confesone
affatto sofferse-
di quei patimenti, che si dicono agli altri inferiti.|
Laltr0 si uccise colle proprie mani. nell Ospedale, ed'
chiaramente provato. Lultimo , cio- Serravalle mor
di malattia nell Ospedale istesso, in modo che neppur

sezion si fece 'sulf subadeyere; e di "ci non si mai


dubitato. Anche dunque parlar pi di questo ftto'? Parrebbe impossibile che se nefosSe parlato dal M. P. se
ci non si leggesse nel suo atto di accusa. Si legge non'
solo, ma invocato anche si vede 1 articolo 35 2. n. 4' delle

leggi penali, quasi che-omicidj premeditati,si fossero com


messi nelle persone di coloro che pagalono,"come tutti nei

pagar dobbiamo, linevitabile tributo alla natura. 0 sven

l'

1597
tura di un uomo da sorte rea a si strani accidenti riserbato!
Non furono che semplici ricorsi de detenuti quelli che
nel foglio ragionato de tre Magistrati fecero dire , che-.
D. Francesco Serravalle di Roglz'ano, e- D. Giuseppe
Antonio Muraca di Sammango , custoditi nei crimi

nali di Cosenza con catene e con golelte di ferro al


collo , cadutz'ne infermi, si lasciarono morire sotto le
catene ed alle golette. Ma presa listruzione , e venuti

con essa gli atti relativi alle morti di Muraca, e Quar*


tarlo, e le. dilucidazioni in ordine a quella di Serra
valle ,: poteasi pi in de Mattheis sospettar reit intor
no a questi oggetti? Era gi chiaro da tai processi e di
lucidazioni, che Muraca era morto di apoplessia , Quar
tarulo erasi .ucciso da se , e Serravalle era. naturalmen
te trapassato nell Ospedale. A che dunque accusarnede
Mattheis? Per. f render forse pi grandiosa e rumoreg
giunte la di lui accusa? Ella giylo-era abbastanza per
non aver bisogno .di altri colori. che: pi la ravvi->
vassero. Per maggiormente spaventarlo? Ma la di lui
innocenza non avea di che temere. Per rendere il Suo

destino pi dubbioso ed incerto ? Da fatti inesistenti


n dubbio n incertezza pu mai derivare. Non vi
dunque che la sola sventura di de Mattheis cui potersi,
tal cosa attribuire.
Del rimanente colla pubblica discussione tutto

gi terminato; nulla vi pi di ambiguo; la verit

nella pienezza del suo splendore; la ragione ha trionfa


to; e de Mattheis, pu francamente dire . a se stes
so ed ai giudici suoi: io ho fedelmente servito il Re ,
e lo Stato: io preposto dal Sovrano all amministrazio
ne della Calabria Citeriore ne bramai costantemente la
tranquillit, e l interna sicurezza : io n che potei lu

14o
singarmi di mantenerla colla vigilanzal-e colle precau-'
zioni , mi limitai ad esser canto, e vigilante: io non
posi mano alla ricerca de colpeVoli che dopo 'che un
principio di attentato mi fe conoscere che criminosa
sarebbe stata per me 1 indolenza: io ricevei religiosa
mente le rivelazioni di Orlando, e le verificai in. tutta
la loro estensione: io, non altrimenti che colla mia fer
mezza, superai tutti gli ostacoli che mi si opposero per
render vane le mie operazioni istruttorie: io nell eser

cizio della mia carica , altro non vidi che la giustizia,


altro non conobbi che il bene del servizro , altro non
bramai che la pace e la tranquillit della provincia alla
mia amministrazione affidata: io fui nondimeno accusato
di reatiche non avea n commessi n potuto commet
tera: io in ne mi difesi contro queste accuse, e di

mostrai la mia innocenza. Arrida dunque il Cielo a que


sta dimostrazione , e faccia, colla divina, risplendere an
che la giustizia umana a mio favore.

Napoli li

Giugno 1830.

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Leonardo Romano,

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